Citation: 4P.161/2002 29.10.2002 E. 1

2.1 A prescindere da eccezioni che non si avverano in concreto, il ricorso di diritto pubblico per violazione dell'art. 9 Cost. ha natura meramente cassatoria (DTF 127 III 279 consid. 1b pag. 282 e rinvii); ciò significa che il Tribunale federale può solamente annullare una decisione contraria alla Costituzione, non invece modificarla o sostituirla con la propria. Le domande volte a conclusioni diverse dal semplice annullamento del giudizio impugnato sono pertanto irricevibili (DTF 127 II 1 consid. 2c a pag. 5 con rinvii). 2.2 In virtù del principio della sussidiarietà assoluta sancito dall'art. 84 cpv. 2 OG, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta, mediante azione o altro rimedio, al Tribunale federale o ad un'altra autorità federale. L'applicazione arbitraria del diritto federale implica a fortiori una violazione di questo diritto, violazione che, di principio, va fatta valere nell'ambito di un ricorso per riforma, allorquando tale rimedio giuridico è ammissibile (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, n. 1.6.3 ad art. 43 OG a pag. 140). Tale è il caso in concreto. Ritenuto che il valore di causa supera ampiamente il limite posto dall'art. 46 OG, di fr. 8'000.--, l'asserita violazione del diritto privato federale, in particolare dell'art. 336 cpv. 1 lett. c e d CO, può essere esaminata nel quadro del ricorso per riforma, che il ricorrente ha peraltro introdotto parallelamente. Su questo punto il ricorso di diritto pubblico risulta dunque d'acchito irricevibile. 2.3 La censura relativa alla violazione del diritto di essere sentito stabilito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. va infine dichiarata inammissibile per carente motivazione. In contrasto con quanto prescritto dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il ricorrente non spiega infatti in che modo i giudici ticinesi avrebbero violato tale diritto costituzionale.