Citation: 5C.78/2002 30.05.2002 E. 5

5.- Il ricorrente ritiene infine che la decisione impugnata violi l'art. 8 CC poiché dall'istruttoria non sarebbero emersi fatti positivi circa l'esistenza di una sua colpa grave per aver affidato la guida del veicolo ad una persona in stato di ebrietà. L'art. 8 CC regola, per tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale (DTF 124 III 134 consid. 2b/bb; 123 III 35 consid. 2d; 115 II 300 consid. 3), la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di ogni prova. Una violazione di questa norma è ad esempio concepibile allorché il giudice impone ad una parte di provare un fatto la cui prova deve essere fornita dalla parte avversaria, oppure quando egli esenta una parte dal fornire la prova che invece dovrebbe portare. Ora, nonostante il richiamo al predetto disposto di legge, nel gravame non viene dimostrato che l'autorità giudiziaria avrebbe misconosciuto i requisiti posti a un mezzo di prova o ripartito l'onere probatorio in modo non conforme al diritto federale (DTF 114 II 289 consid. 2a); nel caso di specie, il Pretore ha correttamente gravato l'assicurazione dell'onere della prova delle circostanze di fatto poste alla base della sua decisione di ridurre le prestazioni per causa di colpa grave (cfr. punti 6.2. e 6.3., pag. 6 della sentenza 21 febbraio 2001 del Pretore di Bellinzona). Le doglianze del convenuto riguardano perciò in realtà l'apprezzamento da parte del giudice delle prove fornite da chi doveva farlo (art. 90 CPC/TI); viene in altre parole criticata la decisione di ritenere provata una circostanza di fatto sulla base degli elementi istruttori figuranti in atti, il che non ha però nulla a che vedere con la diversa questione dell'onere della prova. Chiamato a statuire quale istanza di riforma il Tribunale federale non può rivedere questo apprezzamento delle prove, che compete al giudice del merito (DTF 125 III 78 consid. 3a; 123 III 35; 122 III 219 consid. 3c).