Citation: 1B_343/2009 10.12.2009 E. 2

2.1 Secondo l'art. 93 cpv. 1 LTF, contro le decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente, che non rientrano nella fattispecie dell'art. 92 LTF, il ricorso è ammissibile soltanto se possono causare un pregiudizio irreparabile (lett. a) o se l'accoglimento del gravame comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (lett. b). 2.2 L'adempimento della condizione dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF in materia penale dev'essere interpretato restrittivamente. In questo campo, detta norma riprende la regola dell'art. 87 cpv. 2 OG (DTF 134 IV 43 consid. 2.1; 133 IV 288 consid. 3.1-3.3), fondata su motivi di economia processuale e tendente a evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima procedura (DTF 133 IV 139 consid. 4). Secondo la citata giurisprudenza, un pregiudizio è irreparabile quando è suscettibile di provocare un danno di natura giuridica, che nemmeno una decisione favorevole nel merito permetterebbe di eliminare completamente, segnatamente con il giudizio finale: semplici pregiudizi di fatto, come il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo, nocumento quest'ultimo peraltro non invocato dalla ricorrente, non rappresentano un siffatto danno (DTF 134 IV 43 consid. 2; 133 IV 288 consid. 3.2). 2.3 La ricorrente sostiene che la decisione impugnata comporterebbe un pregiudizio irreparabile, poiché le impedirebbe di ottenere un controllo della decisione del PP, che le nega, sebbene parte civile, l'accesso agli atti fino alla definitiva determinazione dell'esistenza dei presupposti dell'azione penale. Ciò rappresenterebbe una violazione del suo diritto di essere sentita, vizio che nemmeno il Tribunale federale potrebbe sanare. L'assunto manifestamente non regge. Essa potrà infatti esercitare i suoi diritti, segnatamente l'accesso ad atti decisivi per il procedimento, nel prosieguo della procedura, se del caso impugnando la decisione di merito del PP. Del resto, di massima, né le decisioni incidentali che riguardano l'assunzione di prove (sentenza 1P.418/2006 del 24 luglio 2006 consid. 1.5-1.7) né un rifiuto di concedere l'effetto sospensivo (sentenza 1P.172/2003 del 2 aprile 2003 consid. 1.2-1.3) arrecano all'interessato un pregiudizio irreparabile, poiché egli potrà richiedere l'assunzione di eventuali prove al più tardi ancora in sede di dibattimento (DTF 133 IV 288 consid. 3.2, 139 consid. 4 in fine) o adottando i rimedi ammissibili contro la decisione inerente a un'eventuale prescrizione.