Citation: 1C_384/2015 E. 4.1

4.1. La ricorrente, rilevato che la sentenza impugnata enuncia principi teorici corretti e condivisibili, sostiene nondimeno ch'essa non affronterebbe il nocciolo del problema, né avrebbe evaso gli argomenti da essa addotti. Ribadisce che non è in discussione la legittimità della zona di pianificazione, ma solo l'interesse pubblico e la proporzionalità del divieto di frazionamento giuridico. Trattandosi di un'area di circa 30'000 m2, del valore di oltre 100 milioni di franchi sarebbe quasi impossibile pensare di poterla alienare in blocco, ma realisticamente solo per settori, con le indispensabili correzioni dei confini e le relative parcellazioni. Sebbene scopo della misura è di impedire eventuali vendite parziali, essa non prevede un divieto di alienazione, per cui illogicamente la proprietaria potrebbe vendere a cinque acquirenti diversi gli attuali cinque fondi che formano il parco, ma non potrebbe frazionarne uno o modificarne i confini per venderlo solo in parte. La lapidaria conclusione addotta dalla Corte cantonale, secondo cui tale divieto contribuirebbe indiscutibilmente a migliorare la tutela del complesso, non ne spiegherebbe le ragioni. Poiché il comparto è già formato da più mappali, non si comprenderebbe quale possa essere l'interesse pubblico a impedire un'ulteriore definizione dei confini, il complesso potendo essere tutelato anche ammettendo il frazionamento giuridico dei fondi e un successivo cambiamento di proprietà. Ciò non implicherebbe conseguenze gravose e dirette sull'integrità del complesso. In considerazione del divieto di procedere a un frazionamento fisico, proibire le modifiche giuridiche dei confini sarebbe inutile. Ammettere una vendita parziale senza una modifica dei confini, ma precludere una cessione proceduta da una tale modifica o da una parcellazione sarebbe paradossale.