Citation: 8C_601/2022 E. 6.4.2

6.4.2. Nel contesto della ricaduta qui in esame, il medico curante del ricorrente ha notificato un netto peggioramento della sintomatologia algica, coinvolgente sia la regione lombare sia quella dell'anca destra con estensione verso la gamba, a fronte della quale egli ha emesso una certificazione di inabilità lavorativa completa. Il Dr. med. G.________, primario presso il Centro B.________, ha diagnosticato una generale situazione degenerativa data in particolare dall'avanzata osteocondrosi con effetto vacuume dalla scogliosi lombare degenerativa tendente a destra. Ciò posto, egli ha quindi consigliato di eseguire nuovamente delle infiltrazioni delle faccette articolari L1-L4 prima di procedere all'intervento chirurgico di spondilodesi già prospettato nel 2017, sebbene tali infiltrazioni non abbiano in precedenza portato a stabili effetti benefici. Con rapporto del 9 giugno 2021, preso atto degli esiti della nuova infiltrazione delle faccette effettuata il 25 maggio 2021 e della ricomparsa dei dolori, il Dr. med. G.________ ha quindi posto l'indicazione per un intervento chirurgico. Il Dr. med. H.________, attivo presso il Centro di competenza in medicina assicurativa dell'INSAI, ha tuttavia ritenuto, senza procedere a una visita del ricorrente, che una terapia conservativa con infiltrazioni sarebbe stata sufficiente per migliorare la sintomatologia algica e che l'auspicata operazione non era quindi indicata. Con scritto del 17 giugno 2021 l'amministrazione ha quindi negato il proprio benestare all'assunzione dei costi. Malgrado ciò, in data 21 luglio 2021 il ricorrente si è sottoposto all'operazione chirurgica. Nel rapporto di uscita del Centro B.________ del 17 agosto 2021, i medici del Centro B.________ hanno indicato che, a fronte della recrudescenza dei disturbi e di un paziente fortemente limitato, l'operazione in oggetto si rivelava indicata. Preso atto della documentazione nel frattempo acquisita, il Dr. med. H.________ ha però ribadito che l'intervento non era indicato e che non era stato dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante, un evidente peggioramento dei dolori intervenuto prima dell'operazione ciò a fronte dello status quo ante con grave paraspasticità e dolori lombosacrali. Di parere contrario, invece, si sono espressi in replica i medici del Centro B.________ sostenendo che fosse in realtà documentata la preesistenza di spasticità e dolori clinicamente rilevanti per il ricorrente, i quali sono chiaramente migliorati dopo l'operazione. A loro avviso, la degenerazione relativa all'osteocondrosi L1-L4 immediatamente adiacente alla stabilizzazione D10/11 in pazienti che vivono prevalentemente seduti doveva essere considerata una conseguenza secondaria della paraplegia e, pertanto, in nesso causale con il noto infortunio. Ciononostante, con decisione del 3 novembre 2021, l'INSAI ha rifiutato l'assunzione dei costi dell'operazione chirurgica in oggetto precisando che "i disturbi all'origine dell'inabilità lavorativa attuale non sono da considerarsi in relazione, almeno probabile, con i postumi dell'infortunio". Durante la procedura di opposizione i medici fiduciari dell'INSAI hanno commentato criticamente le argomentazioni dei medici del Centro B.________ relative all'assenza di un peggioramento della paraparesi prima dell'intervento e alla causalità infortunistica in funzione della localizzazione osteocondrosica nei segmenti lombari, precisando che un aumento della spasticità non poteva in nessun modo essere spiegato dai segmenti L1-L4. Gli stessi non hanno inoltre ritenuto comprovata la prospettiva di un miglioramento funzionale, rispettivamente di un aggravamento ai sensi dell'art. 21 LAINF, rilevando in particolare un peggioramento delle capacità motorie del ricorrente a seguito dell'intervento. Il Dr. med. F.________ ha tuttavia attestato che la sintomatologia algica invalidante del ricorrente è nettamente migliorata con l'intervento chirurgico ma che, a fronte del cambiamento della biomeccanica legata alla stabilizzazione della colonna toraco-lombare con la comparsa di spasticità in flessione, il ricorrente ha perso una parte della sua autonomia di movimento. Sulla base dei pareri dei suoi fiduciari, l'INSAI ha respinto l'opposizione del ricorrente ribadendo che, nell'ottica dell'art. 21 cpv. 1 LAINF, non sussisteva l'evidenza di un chiaro peggioramento dal lato neurologico della paraparesi e della sintomatologia dolorosa.