Citation: 1C_415/2016 E. 2.3

2.3. L'istanza precedente ha ritenuto che in seguito ai fatti avvenuti il 6 luglio 2014 comportanti un'infrazione grave alla LCStr, la Sezione della circolazione, in applicazione dell'art. 16c cpv. 2 lett. c LCStr, ha revocato al ricorrente la licenza di condurre per dodici mesi, considerando ch'egli aveva già commesso due infrazioni medio gravi nei cinque anni precedenti, decisione confermata dal Governo cantonale. Ha rilevato che il ricorrente non nega di essersi reso colpevole di un'infrazione grave per tali fatti, ma che contesta di aver già commesso due infrazioni medio gravi in passato. Sostiene che la qualificazione del reato compiuto il 27 luglio 2008 sarebbe lesiva del diritto federale, poiché le prime due autorità ticinesi si sarebbero scostate a torto dalle conclusioni delle autorità penali zurighesi nel 2009, secondo le quali, al suo dire, la violazione commessa sarebbe stata solo "lieve". La Corte cantonale ha respinto questa censura, riproposta con il ricorso in esame, sulla base di tre motivazioni differenti. Essa ha dapprima ritenuto che la decisione di revocare la licenza di condurre per un mese decisa il 7 ottobre 2011 dalla Sezione della circolazione non può essere ridiscussa. Quale seconda motivazione ha addotto che la criticata qualifica non si pone in ogni caso in contrasto con le decisioni rese dalle autorità penali zurighesi, poiché né dal decreto di chiusura del procedimento ("Einstellungsverfügung") del 23 marzo 2009, con il quale il Ministero pubblico aveva trasmesso gli atti per competenza allo "Stadtrichteramt", né dal successivo provvedimento del 27 maggio 2009 di quest'ultimo è desumibile una diversa qualificazione, segnatamente lieve, dell'infrazione. Ha poi spiegato compiutamente perché nell'ambito del susseguente procedimento amministrativo nulla impediva alla Sezione della circolazione, procedendo a un'autonoma valutazione giuridica dei fatti, di ritenere adempiuti gli estremi di un'infrazione medio grave. Ciò a maggior ragione considerato che il giudizio penale era privo di una dettagliata motivazione scritta e che pertanto spettava all'autorità amministrativa determinare se in concreto il ricorrente avesse commesso un'infrazione lieve o medio grave, entrambe rientranti nella fattispecie penale della violazione semplice a norma dell'art. 90 cpv. 1 LCStr. I giudici cantonali hanno aggiunto, a titolo abbondanziale, che nella qualifica operata dalla Sezione della circolazione non è ravvisabile alcuna violazione del diritto, spiegando perché il ricorrente, il 27 luglio 2008, omettendo di prestare la dovuta attenzione, non si è avveduto della presenza di tre pedoni (un adulto recante un bambino in braccio e un altro per mano) sulle apposite strisce, non rispettando il loro diritto di precedenza, ciò che costituisce una messa in pericolo concreta della sicurezza altrui, la quale esclude la realizzazione di un'infrazione lieve.