Citation: B 107/03 30.03.2005 E. 5

Nel caso di specie si tratta pertanto di stabilire se, al momento determinante della crescita in giudicato della pronuncia di divorzio, fosse già subentrato un caso di previdenza "invalidità". 5.1 Stando alla definizione fornita dall'art. 1 cpv. 2 LFLP, il caso di previdenza interviene al momento in cui l'istituto previdenziale accorda sulla base del proprio regolamento un diritto alle prestazioni per il raggiungimento del limite d'età oppure per il caso di morte o d'invalidità (DTF 126 V 92; FF 1992 III 513). 5.2 Giusta l'art. 23 LPP, nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 2004 (quo alla nuova regolamentazione in vigore dal 1° gennaio 2005 cfr. RU 2004 1682), hanno diritto alle prestazioni d'invalidità le persone che, nel senso dell'AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano assicurate al momento in cui è sorta l'incapacità di lavoro la cui causa ha portato all'invalidità. A norma dell'art. 26 cpv. 1 LPP, per la nascita del diritto alle prestazioni d'invalidità sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della LAI (art. 4 cpv. 2 e art. 29 LAI). In particolare, l'art. 29 cpv. 1 LAI dispone che il diritto alla rendita nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40% (lett. a) oppure è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in media (lett. b). 5.3 Giusta l'ordinamento temporalmente determinante in concreto, l'evento previdenziale "invalidità" si può pertanto normalmente considerare realizzato nel momento in cui un assicurato - fatte salve disposizioni regolamentari maggiormente vantaggiose - presenta un'incapacità permanente al guadagno pari almeno al 50% oppure è stato, per un anno senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 50% in media e percepisce dall'Istituto di previdenza una rendita d'invalidità, rispettivamente ha beneficiato di una prestazione in capitale. Per ammettere un caso di previdenza basta anche un'invalidità parziale (DTF 129 III 484 consid. 3.2.2; sentenza citata del 30 gennaio 2004 in re S., consid. 5.1; Walser, Commentario basilese, 2a ed., no. 5 all'art. 124 CC; Sutter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, no. 13-15 agli art. 122/141-142 CC). Decisivo è che il diritto alle prestazioni d'invalidità sia insorto prima del divorzio (Walser, op. cit., no. 5 all'art. 124 CC). 5.4 Se un istituto di previdenza riprende - espressamente o per rinvio - la nozione d'invalidità dell'assicurazione per l'invalidità, esso è di principio vincolato alla valutazione dell'invalidità operata dagli organi AI, a meno che quest'ultima risulti manifestamente insostenibile (DTF 126 V 311 consid. 1 in fine). Questa forza vincolante non vale soltanto per la fissazione del grado d'invalidità (DTF 115 V 208), ma anche per la determinazione del momento a partire dal quale la capacità di lavoro dell'assicurato si è deteriorata in maniera sensibile e durevole (DTF 123 V 271 consid. 2a e i riferimenti citati). Il diritto a una rendita d'invalidità secondo la LPP nasce quindi nel medesimo momento in cui insorge quello giusta la LAI (DTF 123 V 271 consid. 2a con riferimenti; Sutter/Freiburghaus, op. cit., no. 17 agli art. 122/141-142 CC). Il diritto secondo la LAI viene stabilito in maniera vincolante con la decisione formale dell'organo competente AI. Solo in presenza di una decisione LAI cresciuta in giudicato si può stabilire con certezza se un caso di previdenza sia sopraggiunto o meno (Sutter/Freiburghaus, op. cit., no. 18 agli art. 122/141-142 CC). Va da sé che il caso di previdenza invalidità può considerarsi sopraggiunto unicamente se il grado d'invalidità è sufficiente per aprire il diritto a una prestazione (Sutter/Freiburghaus, op. cit., no. 14 agli art. 122/141-142 CC). 5.5 Il momento dell'insorgenza dell'invalidità - che peraltro determina anche l'applicabilità temporale delle norme regolamentari (DTF 121 V 97) - va distinto da quello d'insorgenza dell'incapacità lavorativa la cui causa conduce all'invalidità, cui accenna il disposto di cui all'art. 23 LPP e con il quale il legislatore, oltre a definire la qualità di assicurato della persona che richiede le prestazioni (DTF 118 V 98 seg. consid. 2b), ha inteso delimitare le competenze degli istituti di previdenza nell'evenienza in cui la persona interessata, in seguito a cambiamento del datore di lavoro, è stato successivamente affiliato a diversi istituti previdenziali (DTF 120 V 117 consid. 2c). 5.6 Pur essendo, per lo stretto legame esistente tra il diritto a una rendita secondo la LPP e secondo la LAI, la nozione d'invalidità di principio uguale nella previdenza professionale obbligatoria e nell'assicurazione per l'invalidità, gli istituti di previdenza sono liberi, in virtù dell'art. 6 LPP, di estendere a vantaggio degli assicurati il concetto di invalidità già per la previdenza obbligatoria oppure di assegnare delle rendite d'invalidità già per un grado di invalidità inferiore al 50% (DTF 118 V 40 consid. 2b/aa). In tali condizioni, va esaminato se la Fondazione collettiva abbia facilitato - o eventualmente aggravato - per via regolamentare le condizioni legali per ottenere delle prestazioni d'invalidità. 5.6.1 L'art. 1.5.3 del Piano di previdenza per la ditta M.________ SA prodotto agli atti prevede, al titolo "Incapacità di guadagno in seguito a malattia", il diritto a "una rendita d'invalidità secondo la LPP, pari attualmente al 7,2% dell'avere di vecchiaia proiettato, ma almeno al 40% del salario assicurato, dopo un periodo d'attesa di 24 mesi." L'art.1.5.4 dispone per contro un esonero dal pagamento dei premi, dopo un periodo d'attesa di tre mesi, in caso di incapacità di guadagno in seguito a malattia o infortunio. Per parte sua, l'art. 2.13 definisce la nozione di incapacità di guadagno, precisando che "si ha incapacità di guadagno quando l'assicurato, in base ad accertamento medico e a prove effettivamente dimostrabili, è completamente o in parte incapace di esercitare la sua professione o un'altra attività lucrativa conforme alla sua posizione sociale, alle sue conoscenze e alle sue capacità, oppure se è invalido ai sensi dell'Assicurazione federale per l'invalidità (AI)". Alla voce "Prestazioni in caso d'incapacità di guadagno", l'art.3.3.1 stabilisce infine che "il versamento della rendita d'invalidità inizia dopo che l'incapacità di guadagno sia durata per il periodo d'attesa fissato. [...] L'ammontare della rendita d'invalidità è fissato in base al grado d'incapacità di guadagno. L'incapacità di guadagno inferiore al 25% non dà diritto alla rendita d'invalidità, mentre l'incapacità di guadagno di almeno 66 2/3% dà diritto alla rendita d'invalidità intera". 5.6.2 Da quanto precede si può desumere che la normativa regolamentare ha agevolato - in maniera non censurabile - le condizioni per il riconoscimento di un'invalidità nella misura in cui, per la sua determinazione, prende in considerazione anche aspetti personali, professionali nonché sociali, e prevede la possibilità di assegnare una rendita in presenza di una incapacità di guadagno di almeno il 25%. Contraria alla legge, in quanto incompatibile con i combinati disposti di cui agli art. 26 cpv. 1 LPP e 29 cpv. 1 lett. b LAI (DTF 118 V 35) e pertanto ipotizzabile solo per la previdenza più estesa, è per contro la regolamentazione secondo cui il diritto a una prestazione d'invalidità possa di principio insorgere solo trascorso il periodo di attesa di 24 mesi e solo a dipendenza di un'incapacità di guadagno dovuta a malattia (DTF 123 V 209 consid. 4b/bb). 5.7 Dalle tavole processuali emerge che L.________, alle dipendenze della M.________ SA dal 1970, è entrato a fare parte dell'istituto di previdenza ricorrente con effetto 1° luglio 1985 (cfr. dichiarazione 28 giugno 1999 della Pax all'indirizzo della Pretura di X.________). Dagli atti infortunistici e AI richiamati dall'UAI, il cui contenuto essenziale è stato comunicato alle parti, risulta inoltre che egli, l'11 agosto 1985, ha subito un primo infortunio, a seguito del quale l'INSAI gli ha erogato dal 1° marzo 1987 una rendita d'invalidità LAINF per un tasso d'incapacità al guadagno del 25%. Infortunio che, per le disposizioni regolamentari applicabili in ambito sovraobbligatorio (cfr. consid. 5.6.1), non ha tuttavia dato luogo ad alcuna prestazione della Fondazione LPP. A tale evento e a tali conseguenze è venuto ad aggiungersi l'infortunio del 5 febbraio 1999 che ha determinato una piena incapacità lavorativa (di natura labile) ben oltre la data di crescita in giudicato della pronuncia di divorzio. L'UAI, operando una media retrospettiva dell'inabilità lavorativa (cfr. Supplemento 2 alla Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità [CIGI], cifre marg. 2023 segg.), ha rilevato un valore annuo medio del 43,75% già nel corso del mese di aprile, e del 50% già nel mese di maggio 1999. Non sussistendo impellente motivo per dipartirsi da queste constatazioni (cfr. a tal proposito pure VSI 1998 pag. 126, nel cui ambito questa Corte ha stabilito che ai fini del calcolo dell'incapacità lavorativa media giusta la lett. b dell'art. 29 cpv. 1 LAI il periodo di carenza di un anno si ritiene iniziato dal momento in cui si è verificata una diminuzione sensibile, pari almeno al 20%, della capacità di lavoro, nonché la sentenza inedita del 22 gennaio 1996 in re G., I 184/94, consid. 2a e 2b, in cui il Tribunale federale delle assicurazioni ha ritenuto corretta, di principio, la tesi sostenuta dall'amministrazione secondo cui per stabilire l'incapacità di lavoro media durante il periodo di attesa non importa sapere quali siano i fattori invalidanti che l'hanno provocata) che sono state poste a fondamento delle incontestate decisioni 26 aprile e 13 maggio 2004 dell'UAI e che permettono di imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione oggetto di disamina, si deve ritenere che, alla crescita in giudicato, il 21 ottobre 1999, del giudizio di divorzio, un caso d'invalidità (parziale) era già insorto. In tali condizioni, si deve concludere che al momento topico non poteva (più) esistere un diritto a una prestazione di libero passaggio suscettibile di essere ripartito e attuato dalla Fondazione ricorrente (DTF 130 III 300 consid. 3.3.1).