Citation: 6B_707/2016 E. 2

Si rende colpevole di usura giusta l'art. 157 CP chiunque sfrutta lo stato di bisogno o di dipendenza, l'inesperienza o la carente capacità di discernimento di una persona per farle dare o promettere a sé o ad altri, come corrispettivo di una prestazione, vantaggi pecuniari che sono in manifesta sproporzione economica con la propria prestazione. La manifesta sproporzione economica dev'essere valutata in modo oggettivo (DTF 130 IV 106 consid. 7.2 pag. 109). Di regola il rapporto tra prestazione e controprestazione è determinato sulla scorta del prezzo o della remunerazione usuale per cose o servizi dello stesso genere (DTF 93 IV 85 consid. 2 pag. 87). Nel caso di locazione di appartamenti, il valore oggettivo della prestazione corrisponde alle pigioni in uso nella medesima località per beni paragonabili per ubicazione, dimensione, attrezzatura, stato ed epoca di costruzione (DTF 92 IV 132 consid. 1 pag. 134; sentenza 6B_387/2008 del 15 agosto 2008 consid. 2.2). Per superare gli ostacoli connessi alle difficoltà di trovare oggetti analoghi da paragonare, è possibile procedere a riduzioni dei prezzi constatati, volte a tenere debitamente conto degli svantaggi che presentano i beni da valutare (DTF 93 IV 85 consid. 3). Sussiste un certo parallelismo tra la fattispecie penale di cui all'art. 157 CP e la lesione giusta l'art. 21 CO (sentenza 6P.37/2007 del 24 agosto 2007 consid. 7.4). Analogamente all'usura, pure la lesione infatti presuppone una sproporzione manifesta fra prestazione e controprestazione. Anche in quest'ambito per determinare se ciò è il caso si devono paragonare le prestazioni convenute sulla base del loro valore al momento della conclusione del contratto, valore che per la fornitura di beni corrisponde al valore corrente all'epoca. Occorre dunque prendere in considerazione il valore di mercato di una prestazione identica o quantomeno analoga oppure, in mancanza di tale valore, dei parametri di valutazione riconosciuti per delle prestazioni corrispondenti, purché siano relativamente sicuri e permettano una valutazione oggettiva (DTF 123 III 292 consid. 6a). Nella ponderazione di circostanze legate a condizioni locali, il giudice di merito, più vicino ai fatti, fruisce di un'ampia autonomia, per cui il Tribunale federale si scosta dalle sue conclusioni solo con grande riserbo (v. sentenza 6S.17/2004 del 22 luglio 2004 consid. 3.10).