Citation: 5A_136/2016 E. 3

Si attinge alla sostanza quale fonte per i contributi dovuti all'altro coniuge unicamente qualora il reddito (da lavoro o prodotto dal capitale) non sia sufficiente (DTF 138 III 289 consid. 11.1.2; 134 III 581 consid. 3.3). Ciò vale in particolare qualora il capitale sia stato accumulato a scopo previdenziale in vista della fase di vita successiva al pensionamento, a meno che la monetizzazione sia oltremodo difficile, che sia stato acquisito in via successoria, infine che sia stato investito nell'abitazione familiare (DTF 129 III 7 consid. 3.1.2; sentenza 5A_372/2015 del 29 settembre 2015 consid. 2.1.2 con numerosi rinvii, in FamPra.ch 2016 pag. 258 nonché in SJ 2016 I pag. 105). Ovviamente, nel rispetto del principio di uguaglianza fra i coniugi, l'obbligo incombe in egual misura su entrambi, a meno che uno di essi sia sprovvisto di fortuna (DTF 129 III 7 consid. 3.1.2; sentenza 5A_372/2015 cit. loc. cit. con rinvii). Il principio, che trova applicazione nella procedura di divorzio così come per le misure provvisionali, vale a maggior ragione per la procedura a tutela dell'unione coniugale, in considerazione della durata limitata nel tempo delle relative misure (sentenza 5A_706/2007 del 14 marzo 2008 consid. 4.4, in FamPra.ch 2008 pag. 663). Sapere se ed in quale misura il debitore di alimenti possa essere obbligato ad attingere al proprio capitale, è questione che va risolta tenendo conto delle circostanze concrete del caso: il livello di vita precedente, l'entità del capitale, la durata prevista della misura (sentenze 5A_372/2015 cit. loc. cit.; 5A_25/2015 del 5 maggio 2015 consid. 3.2; 5P.472/2006 del 15 gennaio 2007 consid. 3.2, in FamPra.ch 2007 pag. 396). La relativa decisione è un tipico giudizio fondato sull'apprezzamento del giudice di merito (art. 4 CC), che il Tribunale federale riesamina con riserbo (sentenze 5A_902/2015 dell'11 agosto 2016 consid. 2.1; 5A_795/2014 del 14 aprile 2015 consid. 4.2.2; 5A_667/2013 del 12 novembre 2013 consid. 6.2).