Citation: 8C_33/2023 E. A

A.a. Il 22 ottobre 2019, A.________, nata nel 1960, di professione addetta alle pulizie, è inciampata in una transenna posta sulla strada ed è caduta a terra riportando una frattura delle falangi prossimali del IV e V dito della mano destra. In quanto disoccupata dal 1° dicembre 2018, ma parzialmente attiva su chiamata per circa 16 ore mensili presso la società B.________ dal 21 giugno 2019 rispettivamente per 85.88 ore mensili presso la C.________ AG dal 1° maggio 2018 (guadagno intermedio), ella era assicurata d'obbligo contro gli infortuni presso l'INSAI, il quale ha corrisposto le prestazioni di legge. A seguito dell'infortunio A.________ è stata completamente inabile al lavoro dal 22 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020. In questo periodo, ella ha indossato una stecca Intrinsic Plus per permettere alle fratture di rimarginarsi e, fino al sorgere della pandemia di coronavirus nel marzo 2020, ha beneficiato di un trattamento ergoterapeutico. A.b. Il 6 aprile 2020, A.________ ha nuovamente interrotto la sua attività professionale a causa dei dolori persistenti alla mano destra ed è stata dichiarata inabile al lavoro. In data 19 aprile 2020, la stessa ha poi annunciato una ricaduta all'INSAI. Con decisione del 28 maggio 2020, avversata mediante opposizione datata 13 novembre 2020, l'istituto assicuratore ha rifiutato di prendere a carico la nuova inabilità lavorativa e ha interrotto le prestazioni di cura a far tempo dal 24 maggio 2020 poiché riteneva che i dolori lamentati da A.________ non fossero più riconducibili all'evento del 22 ottobre 2019. Il 9 novembre 2020, a seguito di molteplici visite mediche specialistiche svoltesi dopo il 6 aprile 2020 deputate ad identificare l'origine dei disturbi alla mano destra, il Dr. med. D.________, medico curante e specialista FMH in chirurgia ortopedica, traumatologia e chirurgia della mano presso la Clinica E.________, ha diagnosticato una sindrome da impatto ulnare ("Ulna-Impaktions-Syndrom") nonché una conseguente parziale necrosi semilunare, a fronte delle quali A.________ ha deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico di osteotomia d'accorciamento dell'ulna del braccio destro il 18 novembre 2020, nonché a un successivo intervento di rimozione dei mezzi di sintesi in data 11 dicembre 2020. Gli accertamenti medici hanno inoltre rilevato che A.________ presentava su entrambi gli arti superiori una variante congenita di ulna plus, costituita da una lunghezza relativamente maggiore dell'ulna rispetto al radio. Con decisione su opposizione del 22 dicembre 2020, l'INSAI, ha confermato la propria decisione di interruzione delle prestazioni del 28 maggio 2020. Tuttavia, con sentenza datata 16 giugno 2021, il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino ha annullato la decisione su opposizione impugnata dall'assicurata e rinviato la causa all'amministrazione affinché disponesse un approfondimento peritale esterno. A.c. Dopo aver acquisito agli atti la perizia esterna del 28 gennaio 2022 effettuata dal Dr. med. F.________, responsabile della chirurgia della mano presso l'Ospedale G.________, e il relativo complemento peritale del 25 luglio 2022 allestito dal Dr. med. H.________ e dal Dr. med. I.________, anch'essi impiegati nell'ospedale cantonale succitato, con de cisione formale del 28 marzo 2022, confermata su opposizione il 31 agosto 2022, l'INSAI ha sospeso il proprio obbligo a prestazioni dal 22 aprile 2020 (6 mesi dopo l'infortunio), data a partire dalla quale ha considerato raggiunto lo status quo sine a margine dell'infortunio, rinunciando però a recuperare le prestazioni erogate fino al 24 maggio 2020.