Citation: 8C_585/2017 E. 6.1

6.1. Il Tribunale amministrativo ha ammesso in maniera chiara l'adempimento della cura medica protratta e gravosa. Infatti, dopo la lesione alle due spalle l'assicurato è stato sottoposto a un intervento di osteosintesi, è stato poi necessario l'allontanamento delle viti troppo lunghe cinque mesi dopo l'intervento. Un anno dopo, a causa di una necrosi ad entrambe le spalle, è stato inserito un impianto di una protesi alla spalla destra, dopo l'asportazione della placca. Il 18 giugno 2013 è stata necessaria la sostituzione della protesi a causa di un'infezione. Subentrando disturbi anche alla spalla sinistra, il 1° aprile 2014 è stata impiantata una protesi normale, che però si è dovuta sostituire il 1° ottobre 2015 da una protesi inversa. L'assicurato è stato inoltre degente più volte e per un lungo periodo. I giudici grigionesi hanno osservato che l'opponente ha subito sei interventi operatori e svariate degenze di riabilitazione, a cui si è aggiunta una cura farmacologica intensa, che ha inciso sulla qualità di vita. La Corte cantonale ha anche sconfessato l'assicuratore nella misura in cui pretendeva che l'assicurato soffrisse già di disturbi psichici in precedenza. In precedenza, l'assicurato, a mente dei giudici grigionesi, soffriva di una reazione ansioso depressiva da disadattamento e di uso dannoso di alcol, mentre la diagnosi successiva, che accanto al consumo di alcol, presenta un episodio depressivo di media-gravità con sintomi biologici in sindrome ricorrente e un disturbo della personalità ansioso. Del resto, la lunghezza della cura va ricondotta ad una chiara indicazione somatica e non psichica.