Citation: I 150/00 07.07.2000 E. A

A.- P.________, cittadina italiana nata nel 1950, ha lavorato in Svizzera versando i contributi AVS/AI di legge dal 1968 al 1977. Rientrata in patria, non ha più svolto attività lucrativa. Portatrice, segnatamente, di atrofia ottica e di turbe di natura diabetica, il 30 maggio 1985 presentò una domanda volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità svizzera. La richiesta venne respinta con decisione della Cassa svizzera di compensazione del 29 marzo 1988 per carenza del requisito assicurativo all'epoca in cui sarebbe insorta, stando ai fatti noti a quell'epoca, l'invalidità pensionabile, vale a dire il 21 giugno 1987. Il 6 febbraio 1992 l'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS) inviò alla Cassa diversi documenti. Più tardi le trasmise, su richiesta, copia della decisione del 13 agosto 1993 con cui veniva riconosciuta a P.________ una pensione d'invalidità italiana con effetto dal giugno 1986. L'amministrazione diede quindi avvio ad una procedura di riesame della propria precedente decisione. Dopo aver acquisito agli atti nuova documentazione aggiornata ed aver interpellato il proprio consulente medico, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, con provvedimento del 24 marzo 1995, pose l'assicurata al beneficio di una mezza rendita dal 1° agosto 1992. P.________ deferì quest'ultimo provvedimento con gravame alla Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti all'estero, chiedendo l'erogazione di una rendita intera da data anteriore. Per giudizio del 30 aprile 1996 il ricorso venne parzialmente accolto nel senso che la mezza rendita veniva concessa all'interessata già a partire dal 1° giugno 1987. Dal profilo formale la Commissione negò che fossero dati i presupposti per il riesame della decisione del 29 marzo 1988, la quale non era da ritenersi manifestamente errata bensì corretta sulla base degli atti allora a disposizione. Ammise invece l'esistenza delle condizioni della revisione processuale, la decisione dell'INPS del 13 agosto 1993 costituendo un nuovo mezzo di prova. P.________ interpose ricorso di diritto amministrativo a questo Tribunale, chiedendo l'erogazione di una rendita intera dal 1° giugno 1987. L'Ufficio AI, sentito il parere del proprio servizio medico, propose l'accoglimento del gravame, l'annullamento del giudizio impugnato e il rinvio della causa all'amministrazione per complemento delle indagini mediche. Con sentenza del 6 marzo 1997 il Tribunale federale delle assicurazioni accolse detto ricorso nel senso che, annullati il giudizio querelato e la decisione impugnata, gli atti vennero retrocessi all'amministrazione per complemento d'istruttoria e nuova decisione. La documentazione medica prodotta dalla ricorrente aveva infatti evidenziato aspetti che meritavano ulteriore ed accurato accertamento, segnatamente la presenza di un disturbo di conduzione del nervo ottico, che avrebbe potuto rendere verosimile una rilevante compromissione del visus già nel novembre del 1984. Erano inoltre apparse poco verosimili le indicazioni sulla capacità della ricorrente di svolgere le consuete mansioni domestiche, non appena si fosse considerato che il visus era nel 1987 dello 0,04 bilateralmente e che nel 1994 esso risultava praticamente identico. Si rendevano quindi necessari ulteriori accertamenti d'ordine sanitario, segnatamente l'acquisizione, per quanto ancora mancante, della documentazione completa, a partire dal 1984, dell'Istituto di Clinica oculistica X.________ e, se del caso, un esame specialistico.