Citation: 1B_495/2017 E. 2.5

2.5. La circostanza che nell'ipotesi in cui l'Autorità di vigilanza dovesse emanare un nuovo ordine di perquisizione e sequestro debitamente motivato, esse potrebbero essere indotte a impugnarlo per la seconda volta, non comporta manifestamente un pregiudizio giuridico irreparabile. Ciò a maggior ragione perché, contrariamente all'assunto ricorsuale, non si tratterrebbe di esaminare l'identica e immutata censura inerente alla pretesa violazione del principio della proporzionalità: in effetti, a causa della carente motivazione dell'annullato provvedimento, la CRP prima e il Tribunale federale poi non avrebbero comunque potuto esprimersi al riguardo. Nemmeno è quindi ravvisabile un interesse pratico e attuale a ottenere l'annullamento del contestato giudizio. Le ricorrenti misconoscono che nell'ambito di procedimenti penali la nozione di pregiudizio irreparabile dev'essere interpretata restrittivamente per evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima causa (DTF 139 IV 113 consid. 1 pag. 115; 134 IV 43 consid. 2.1 pag. 44). Il fatto di subire un procedimento penale, con i relativi inconvenienti, non costituisce un pregiudizio irreparabile (DTF 133 IV 288 consid. 3.1 pag. 291), ricordato che neppure l'emanazione di un atto di accusa o il rinvio a giudizio possono essere impugnati immediatamente (DTF 133 IV 288 consid. 3.2 pag. 292, 139 consid. 4 pag. 141; sentenza 1B_318/2017 del 30 novembre 2017 consid. 3).