Citation: 1P.414/2005 05.01.2006 E. 3

3.1 Il ricorrente sostiene che l'autorità cantonale ha applicato in modo arbitrario l'art. 8.5 NAPR, considerando accessoria un'opera che tale non è. Egli riprende a sua volta i criteri utilizzati dai giudici cantonali e si sofferma sul requisito della subordinazione funzionale: a suo avviso il carattere accessorio è da escludere perché la pompa termica, assimilabile a un impianto di riscaldamento, è indispensabile per I'edificio principale. A sostegno di questa tesi il ricorrente accenna al significato dell'aggettivo accessorio e al concetto di accessorio secondo il diritto civile; menziona anche un passaggio della decisione del Consiglio di Stato che aveva accolto il suo gravame. 3.2 II ricorrente designa con precisione la norma del diritto comunale che a suo giudizio è stata applicata in modo manifestamente errato (l'art. 8.5 NAPR) e ne spiega il motivo (in breve, perché è arbitrario considerare accessorio ciò che è indispensabile per l'esercizio dell'edificio principale). Contrariamente a quanto obietta il resistente, la motivazione del ricorso rispetta pertanto i requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (cfr., sulle esigenze di motivazione, DTF 130 I 258 consid. 1.3, 26 consid. 2.1, 129 I 113 consid. 2.1, 127 I 38 consid. 3c). Nel merito, i suoi argomenti sono tuttavia infondati. 3.3 La distinzione tra costruzione principale e accessoria deve essere eseguita sulla base dei criteri definiti dal diritto edilizio ticinese, in primo luogo, nel caso specifico, dall'art. 8.5 NAPR. Al proposito non è quindi determinante il raffronto con termini analoghi utilizzati in altri campi del diritto e, ancor meno, il significato comune dell'aggettivo accessorio. È indubbio che l'impianto di pompa termica non ha destinazione autonoma: in quanto parte costitutiva dell'impianto di riscaldamento, esso è al servizio della casa d'abitazione. Di conseguenza non è affatto insostenibile considerare ch'esso si trovi in un rapporto di subordinazione funzionale per rispetto alla costruzione principale, nel senso dell'art. 8.5 NAPR. Il carattere necessario o facoltativo dell'impianto, come criterio per distinguere le costruzioni principali da quelle accessorie, non è enunciato dall'art. 8.5 NAPR e il ricorrente non menziona altre disposizioni del diritto edilizio comunale o cantonale in questo senso. L'obiezione di fondo del ricorrente, avallata dal Consiglio di Stato, secondo cui non può esservi accessorietà per un impianto di riscaldamento irrinunciabile per l'edificio principale, non è invero irragionevole. La soluzione diversa adottata dal Tribunale cantonale amministrativo non diviene però arbitraria per questo motivo. L'arbitrio non si realizza infatti già qualora la soluzione proposta con il ricorso di diritto pubblico sembri sostenibile o addirittura preferibile rispetto a quella contestata, occorrendo piuttosto che la decisione impugnata risulti manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, gravemente lesiva di una norma o di un chiaro principio giuridico, o in contrasto intollerabile con il sentimento di giustizia e di equità (DTF 131 I 217 consid. 2.1, 129 I 173 consid. 3.1, 49 consid. 4, 8 consid. 2.1 e rinvii). Per gli esposti motivi, ciò non è manifestamente il caso nella fattispecie.