Citation: 1E.23/2005 16.05.2006 E. 3

3.1 Il ricorrente rimprovera al DATEC una violazione del diritto di essere sentito per avere semplicemente ripreso nella decisione impugnata le argomentazioni addotte da AlpTransit, senza dare prova di particolari sforzi di motivazione. Sostiene inoltre che l'accoglimento di talune richieste formulate dal Comune nell'opposizione non poteva condurre soltanto all'imposizione di oneri a carico dell'impresa ferroviaria, ma giustificava l'annullamento dei piani contestati. 3.2 Dal diritto di essere sentito, invocato dal ricorrente e sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., la giurisprudenza ha dedotto, tra l'altro, il diritto dell'interessato di ottenere una decisione motivata. Questa norma non pone esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione e l'autorità giudicante è tenuta a esprimersi unicamente sulle circostanze significative, atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito, e non su ogni asserzione delle parti: essa ha essenzialmente lo scopo di permettere, da un lato, agli interessati di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e di impugnarla con cognizione di causa e, dall'altro, all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa in fine, 124 II 146 consid. 2a). La decisione del DATEC adempie queste esigenze, poiché si confronta con i quesiti sollevati dal Comune nelle sue opposizioni e espone, seppur in parte succintamente, le ragioni della reiezione di talune sue richieste. La sua portata sugli aspetti rilevanti risulta chiaramente dal complesso della motivazione ed è stata afferrata dal ricorrente, che ha potuto contestarla in questa sede con cognizione di causa. Il fatto che la precedente istanza abbia in gran parte condiviso le argomentazioni di AlpTransit, riprendendole nella decisione impugnata, non significa che abbia violato il diritto di essere sentito del ricorrente. 3.3 Oggetto della procedura di approvazione secondo gli art. 18 segg. Lferr sono i piani per le costruzioni e gli impianti ferroviari (cfr. art. 6 cpv. 1 dell'ordinanza sulle ferrovie [Oferr; RS 742.141.1]). Con la loro approvazione vengono rilasciate tutte le autorizzazioni necessarie secondo il diritto federale e viene accertato che l'impianto è conforme alle prescrizioni (art. 18 cpv. 3 Lferr, art. 6 cpv. 2 Oferr). La decisione di approvazione dei piani vale quale licenza edilizia (art. 6 cpv. 3 Oferr) e costituisce un'autorizzazione di polizia con la quale l'autorità accerta che nessun interesse pubblico si oppone alla realizzazione dell'opera nella forma progettata (DTF 124 II 146 consid. 3a e riferimenti). Nella procedura di approvazione dei piani, per l'autorità competente deve quindi essere possibile ordinare adattamenti e miglioramenti del progetto: il principio della proporzionalità, che va osservato anche nell'ambito del rilascio di autorizzazioni, impedisce infatti di negare l'approvazione dei piani quando una situazione conforme al diritto può essere conseguita già mediante l'imposizione di oneri o di condizioni (DTF 124 II 146 consid. 3b; Ulrich Häfelin/Georg Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., Zurigo 2002, pag. 187, n. 902). Premesso che il ricorrente non sostiene, né la circostanza appare seriamente ravvisabile, che in concreto sarebbero in discussione modifiche sostanziali del progetto, tali da imporne la ripubblicazione (cfr. art. 5 dell'ordinanza sulla procedura d'approvazione dei piani di impianti ferroviari, del 2 febbraio 2000, RS 742.142.1), il fatto che il DATEC abbia disposto i miglioramenti progettuali direttamente mediante l'imposizione dei relativi oneri a carico di AlpTransit non è quindi di per sé in contrasto con il diritto ferroviario federale. Tanto più che, nell'opposizione del 13 maggio 2003, lo stesso ricorrente non aveva di principio chiesto il diniego dell'approvazione dei piani, ma aveva esplicitamente postulato che la stessa fosse subordinata all'esecuzione di determinati provvedimenti mediante l'imposizione dei relativi oneri e condizioni. Il ricorrente rimprovera inoltre al DATEC di non avere dato formalmente atto nella decisione impugnata dell'implicita adesione di AlpTransit riguardo ai provvedimenti da essa già accettati, corrispondenti alle richieste comunali. La questione, del tutto teorica, non comporta alcun pregiudizio per il ricorrente, sicché non si giustifica di esaminarla ulteriormente.