Citation: 2C_336/2020 E. 5.3

5.3. Come anticipato, la Corte cantonale ritiene che la temerarietà sia data. Dopo avere indicato che nel 2006 aveva a carico attestati di carenza beni per fr. 70'579.-- ed esecuzioni per fr. 14'638.--, rileva infatti che l'insorgente ha continuato ad accumulare debiti sia dopo il primo (28 giugno 2010) che dopo il secondo ammonimento (13 giugno 2014), che si richiamava a quello precedente. Detto ciò, prosegue quindi osservando quanto segue: "Pur volendo dare atto al ricorrente di avere proceduto ad alcuni pagamenti rateali in riduzione delle proprie pendenze presso l'UEF (cfr. scritto 22 febbraio 2017, accordi di pagamento sub doc. F allegato alla replica al Governo e doc. C allegato al gravame qui in esame), non si può nemmeno ritenere, a fronte dell'entità degli stessi (compresi tra 50.- fr. 200.- mensili), che egli abbia dato concreta dimostrazione della sua reale intenzione di porre definitivamente rimedio alla sua grave situazione debitoria. Anzi, non si può non evidenziare come egli abbia continuato a contrarre debiti anche dopo la decisione della precedente istanza. Dall'ottobre 2017 nei suoi confronti sono infatti stati emessi ulteriori sei ACB per complessivi fr. 13'968.-, promosse 18 esecuzioni per un totale di fr. 25'309.- ed effettuati quattro pignoramenti per complessivi fr. 14'196.--, tanto che al 2 dicembre 2019 risultavano a suo carico 182 ACB per un totale di fr. 364'968.- ed esecuzioni per un importo complessivo di fr. 157'147.- (doc. N). Come precedentemente illustrato (cfr. supra, consid. 2.3), solo nel corso del 2019 sono state promosse esecuzioni per oltre fr. 25'000.-, importo cospicuo che corrisponde peraltro a più della metà del suo reddito annuo (fr. 41'000.- circa) ".