Citation: 2A.18/2004 13.08.2004 E. 7

La Camera per l'avvocatura e il notariato ha accertato che la revoca del mandato ha avuto effetto l'8 novembre 2002 e, come detto, ha rimproverato al ricorrente di essersi in seguito rifiutato d'inviare al cliente la nota dettagliata delle prestazioni e delle spese. Essa ha inoltre rilevato che la fattura del 19 gennaio 2003 non adempie i requisiti dell'art. 15 cpv. 2 LAvv, norma che impone all'avvocato di presentare, a richiesta e in ogni momento, la distinta delle spese, degli incassi e degli onorari. In questi comportamenti i giudici cantonali hanno ravvisato una violazione degli art. 12 lett. a LLCA, nonché 11 e 15 LAvv. 7.1 II ricorrente adduce anche in quest'ambito un accertamento manifestamente inesatto e incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti: a suo dire il mandato gli è stato tolto con certezza soltanto con telefax del 17 dicembre 2002, non già I'8 novembre precedente. Dimentica tuttavia di avere egli stesso affermato davanti alla prima istanza che la revoca del mandato gli è pervenuta il tardo pomeriggio dell'8 novembre 2002 (osservazioni 21 agosto 2003, pag. 3, lett. bg; cfr. anche pag. 1 ultima frase). È ovvio che l'accertamento in tal senso dell'autorità cantonale non può pertanto essere ritenuto manifestamente errato o incompleto nel senso dell'art. 105 cpv. 2 OG. 7.2 Il ricorrente afferma in seguito di avere presentato al cliente la distinta delle prestazioni. Rinvia in primo luogo a un suo scritto del 6 novembre 2002 (agli atti tra i doc. E dell'incarto avv. B.________ e riprodotto in questa sede come doc. 4B). In secondo luogo produce uno scritto del 14 febbraio 2003, al quale sarebbe stato allegato il dettaglio delle prestazioni (doc. 4C); il ricorrente sostiene che avrebbe presentato questo documento all'autorità cantonale qualora gli fosse stata data la facoltà di pronunciarsi. Infine afferma che è arbitrario considerare soltanto la fattura del 19 gennaio 2003; se si guardassero tutte le note emesse (doc. L dell'incarto avv. B.________) si avrebbe un "preciso elenco dei problemi trattati e dei pareri dati". 7.2.1 S'è visto che la facoltà di presentare nuovi mezzi di prova è assai limitata (cfr. consid. 3). Il ricorrente doveva sapere che il tema del dettaglio delle prestazioni era oggetto di contenzioso (cfr. consid. 6.1). Era pertanto suo dovere presentare davanti all'autorità cantonale tutti i documenti a sostegno della propria tesi, sebbene l'art. 36 cpv. 1 LAvv desse all'autorità giudicante la facoltà di assumere prove anche d'ufficio. I nuovi documenti non sono pertanto ammessi. Detto questo, occorre constatare che, nella fattura del 19 gennaio 2003, e in genere in tutti i documenti agli atti menzionati dal ricorrente, non si trovano affatto elenchi dettagliati di prestazioni e spese: il citato scritto del 6 novembre 2002 e le sette note d'onorario allestite contengono tutt'al più una descrizione delle pratiche trattate, espongono i totali separati per onorari e spese e terminano con una spiegazione sul modo di calcolo degli onorari, ma non danno nessuna indicazione sulle singole prestazioni (colloqui, telefonate, scritti, studio, ecc.), sulle date e sul tempo impiegato per ognuna di esse, né sulle spese in relazione con tali prestazioni (postali, telefoniche, scritturazioni, fotocopie, ecc.). 7.2.2 La distinta dettagliata serve a fare chiarezza sull'operato dell'avvocato: essa permette al cliente di verificare gli importi esposti per onorario e spese. II Tribunale federale ha già avuto modo di precisarlo statuendo nell'ambito di un procedimento di moderazione riguardante proprio lo studio del qui ricorrente (sentenza 4P.187/1996 del 21 maggio 1997, in: Rep. 1998 pag. 97, consid. 7c, con il rinvio a: Alessandro Soldini, Compiti e competenze del Tribunale d'appello [...] con particolare riferimento alle competenze in materia disciplinare, in: RDAT 1985 pag. 331 e segg., in part. pag. 346, concernente la vecchia legge ticinese sull'avvocatura). La regola era del resto generalmente riconosciuta dagli ordinamenti disciplinari cantonali (Giovanni Andrea Testa, Die zivil- und standesrechtlichen Pflichten des Rechtsanwaltes gegenüber dem Klienten, tesi Zurigo 2001, pag. 199 segg., in part. pag. 200 e 212; Verein Zürcherischer Rechtsanwälte [a cura di], Handbuch über die Berufspflichten des Rechtsanwaltes im Kanton Zürich, Zurigo 1988, pag. 145 segg.; Walter Fellmann/Oliver Sidler, Standesregeln des Luzerner Anwaltsverbandes vom 5. Mai 1995, Berna 1996, pag. 73 seg.). L'obbligo di specificare il lavoro svolto e le spese sostenute deriva d'altronde direttamente dal dovere del mandante di rendere conto al mandatario in forza dell'art. 400 cpv. 2 CO, perlomeno quando l'onorario è pattuito in funzione del tempo impiegato (Walter Fellmann, in: Berner Kommentar, Vol. VI/2/4, 4a ed., Berna 1992, n. 51 ad art. 400 CC). 7.2.3 La pronuncia di una sanzione disciplinare presuppone che il comportamento dell'avvocato contravvenga a una regola professionale istituita dal diritto federale. La LLCA ha infatti unificato e elencato in modo esaustivo le regole professionali e le sanzioni disciplinari che ne derivano (DTF 130 II 270 consid. 3.1.1; 129 II 297 consid. 1.1); alle norme deontologiche delle associazioni cantonali si può comunque far riferimento per interpretare le regole professionali federali, nella misura in cui esprimono una concezione diffusa in tutto il paese (DTF 130 II 270 consid. 3.1; Messaggio del Consiglio federale del 28 aprile 1999 concernente la LLCA, in: FF 1999 pag. 4983 segg., in part. no. 172.2 a pag. 5007 e no. 233.2 a pag. 5020). L'art. 12 lett. i LLCA codifica il dovere dell'avvocato d'informare il cliente, regolarmente o su domanda, sull'importo degli onorari dovuti. II Messaggio del Consiglio federale osserva semplicemente che questa norma ha lo scopo di "evitare controversie sull'importo degli onorari dovuti" (Messaggio cit., no. 233.25 a pag. 5024). S'è però visto che l'obbligo d'informare - o di rendere conto al cliente - è particolarmente importante anche nella fase della fatturazione. In virtù dei principi di diritto federale sul rapporto di mandato, espressamente recepiti sotto il profilo deontologico in diversi Cantoni prima dell'entrata in vigore della LLCA, tale obbligo include la presentazione del dettaglio delle prestazioni e delle spese, senza i quali il cliente non sarebbe in grado di verificare la fatturazione. Questa esigenza è peraltro espressa anche dalla direttiva della Federazione svizzera degli avvocati emanata, il 1° ottobre 2002, allo scopo di contribuire all'interpretazione uniforme delle regole professionali degli art. 12 segg. LLCA (Hans Nater, Neue Richtlinien des Schweizerischen Anwaltsverbandes für die Berufs- und Standesregeln, in: SJZ 99/2003 pag. 152 segg., in part. pag. 154). Tale direttiva ha, di per sé, carattere meramente deontologico (DTF 130 II 276 consid. 3.1.3). Considerata tuttavia unitamente a quanto precede, risulta che l'obbligo per l'avvocato di allestire fatture dettagliate rappresenta effettivamente una regola basilare riconosciuta a livello nazionale. È pertanto in questo senso che va interpretato l'art. 12 lett. i LLCA (Beat Hess, Das Anwaltsgesetz des Bundes [BFGA] und seine Umsetzung durch die Kantone am Beispiel des Kantons Bern, in: ZBJV 140/2004 pag. 89 segg., in part. pag. 123 seg.). 7.2.4 Secondo gli accertamenti vincolanti dell'autorità cantonale, il ricorrente non ha presentato un dettaglio valido nonostante le numerose richieste rivoltegli dal cliente prima e dopo la cessazione del mandato (cfr. consid. 7.2.1); non lo ha fatto neppure dopo l'intervento mediatore del Presidente dell'Ordine cantonale degli avvocati. Le considerazioni che precedono conducono quindi a concludere ch'egli ha contravvenuto all'art. 12 lett. i LLCA. Su questo punto la sentenza impugnata non viola il diritto federale e il ricorso va pertanto respinto.