Citation: 1C_516/2019 E. 5.1

5.1. I giudici cantonali hanno ritenuto infondato il rimprovero mosso al Municipio di aver agito tardivamente e in maniera contraria alla buona fede. Ciò poiché già in sede di notifica della coltivazione ai sensi dell'art. 13 della legge ticinese sulla coltivazione della canapa e sulla vendita al dettaglio dei suoi prodotti del 24 giugno 2002 - secondo cui la sua coltivazione all'interno e all'esterno è subordinata a un obbligo di notifica preventivo e annuale all'autorità competente e deve rispettare i disposti dell'Ordinanza del DEFR concernente le sementi e i tuberi-seme delle specie campicole, delle piante foraggere e degli ortaggi del 7 dicembre 1998 (RS 916.151.1) - la ricorrente era stata resa attenta, con scritti del 3 agosto 2018 della Polizia cantonale e del 14 agosto 2018 del Municipio alla procedura edilizia. La Corte cantonale ha accertato che prima di ricevere qualsiasi autorizzazione e/o possibile rassicurazione, essa ha deliberatamente scelto di iniziare la propria attività ponendo l'autorità di fronte al fatto compiuto. Ne ha concluso ch'essa, dai successivi scritti e atteggiamenti del Municipio, che si sarebbe in un certo modo "adeguato" alla situazione, non può dedurre una violazione del principio della buona fede e dell'affidamento. Ha quindi stabilito che la decisione presidenziale, di ritenere che l'interesse generale e quello dei vicini all'immediata esecutività dell'ordine municipale prevale sull'interesse meramente economico della ricorrente a continuare a svolgere un'attività che non è mai stata autorizzata e dalla quale scaturiscono reiterate turbative, non realizza gli estremi di un abuso del potere di apprezzamento. Né essa viola il principio di proporzionalità, poiché si limita a vietare un'attività recente non autorizzata, ma non impedisce di utilizzare le serre per altre coltivazioni.