Citation: 1P.587/2006 27.09.2006 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 132 I 140 consid. 1.1). 1.2 La legittimazione del ricorrente quale vicino, visto l'esito del gravame, tempestivo (art. 89 cpv. 1 OG), non dev'essere esaminata oltre (cfr. DTF 127 I 44 consid. 2c in fine). 1.3 Per giurisprudenza costante le decisioni con le quali l'autorità cantonale rinvia la causa alle istanze inferiori per nuovo giudizio hanno di regola carattere incidentale, perché non pongono fine alla procedura; in forza dell'art. 87 cpv. 2 OG, il ricorso di diritto pubblico è pertanto proponibile contro di esse soltanto se causano un pregiudizio irreparabile (DTF 128 I 3 consid. 1b, 177 consid. 1.1, 116 Ia 442 consid. 1b). Il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo non rappresentano un danno di natura irreparabile, poiché non si tratta di pregiudizi di natura giuridica (DTF 131 I 57 consid. 1, 127 I 92 consid. 1c, 123 I 325 consid. 3c; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 341 segg.). Fanno eccezione le decisioni che non lasciano nessuna latitudine di giudizio all'autorità inferiore, la quale deve limitarsi a eseguire le istruzioni contenute nel giudizio di rinvio; tali decisioni hanno infatti effetti paragonabili a quelli derivanti dalle decisioni finali (DTF 129 I 313 consid. 3.2 e rinvii, 128 I 3 consid. 1b). La prassi restrittiva sotto il profilo dell'art. 87 cpv. 2 OG vuole evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima procedura (DTF 128 I 177 consid. 1.1 e richiami). Ora, il ricorrente non si esprime del tutto sulla portata dell'art. 87 OG. 1.3.1 Per quanto qui interessa, i Giudici cantonali hanno accolto il ricorso contro il mancato rilascio della licenza edilizia, ritenendo che la decisione governativa di esigere la ripetizione dell'intera procedura del rilascio del permesso di costruzione è contraria al principio di proporzionalità, eventuali difetti potendo facilmente essere emendati sollecitando l'istante da un lato a porvi rimedio e, dall'altro, se del caso, a presentare una domanda di costruzione integrativa che rifletta l'effettiva situazione delle opere già realizzate. Hanno quindi stabilito che gli atti devono essere rinviati al Municipio affinché rilasci la licenza richiesta, "subordinandola semmai alle opportune condizioni". Essi hanno aggiunto inoltre che resta ovviamente riservata al Municipio la facoltà di intervenire con adeguati provvedimenti qualora le opere realizzate e l'utilizzazione dei locali al secondo piano non corrispondessero a quelle notificate, in particolare se la destinazione di tali locali fosse diversa da quella alberghiera. Il Municipio dovrà quindi rilasciare la licenza richiesta. Esso ha nondimeno la facoltà di subordinarla alle opportune condizioni. Ora, dagli atti di causa risulta chiaramente che nella fattispecie esso farà uso di questa facoltà e del potere di apprezzamento che gli spetta in tale ambito: il Municipio conserva quindi una certa latitudine di giudizio. Non sono d'altra parte affatto da escludere divergenze di vedute riguardo alle condizioni che potranno essere poste dal Municipio e quindi nuove procedure di ricorso da parte sia del ricorrente e/o della proprietaria. 1.3.2 Che alla sentenza impugnata non possa essere riconosciuto il carattere di decisione finale, o incidentale comportante un danno irreparabile, appare quindi chiaro alla luce degli obiettivi perseguiti dall'art. 87 OG, adottato, come si è visto, per esigenze d'economia processuale e quindi al fine di limitare l'accesso al Tribunale federale (DTF 128 I 177 consid. 1.1, 123 I 325 consid. 3b, 117 Ia 251 consid. 1b).