Citation: 1C_28/2008 14.07.2008 E. 4

4.1 I ricorrenti lamentano errori grossolani di accertamento, sostenendo che non verrebbe realizzato un intero piano abitabile, che l'innalzamento sarebbe ridotto, che la superficie utile interna non verrebbe aumentata in modo rilevante e che pure l'incremento di volumetria sarebbe limitato, poiché non supererebbe il 12 %. 4.2 La Corte cantonale ha accertato che la facciata ovest dell'edificio principale (part. n. 146 sub A), lunga 25 m e rivolta verso la piazza, verrebbe innalzata da 1.55 m (angolo nord-ovest) a 1.85 m (angolo sud-ovest). Su un fronte di tale facciata, largo 7.50 m, la sopraelevazione risulterebbe più pronunciata, siccome verrebbe realizzato un manufatto alto più di 2 m dalla gronda dell'attuale spiovente, sovrastato da un tetto a due falde perpendicolari a quella declinante verso la piazza. Sempre sul lato ovest, l'innalzamento del colmo del tetto varierebbe da 1.80 m, nel settore nord, a oltre 2 m, in quello sud. Le facciate sud di questo edificio (part. n. 146 sub A) e di quello contiguo (part. n. 149 sub A) verrebbero pure innalzate di circa 2 m su una lunghezza di circa 11 m, edificando un terzo piano sulla terrazza che sovrasta attualmente un doppio ordine di portici. L'innalzamento delle facciate sud degli stabili che sorgono in contiguità verso est (part. n. 466 e n. 149 sub B) per una lunghezza complessiva di circa 10 m sarebbe invece inferiore a un metro. Le facciate est degli stabili part. n. 149 sub A e B e n. 146 sub A rivolte verso il cortile interno su cui si affaccia pure l'edificio dell'opponente (part. n. 148) verrebbero riordinate in modo marcato, eliminando taluni corpi ed uniformando le coperture. I fili di gronda e le varie falde verrebbero parimenti innalzati. Il colmo dello spiovente nord del tetto che ricopre l'edificio part. n. 149 A che chiude il cortile verso sud subirebbe un innalzamento di circa 2 m. Questi accertamenti sono conformi ai piani di costruzione agli atti e non sono pertanto manifestamente insostenibili. Essi sono vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). I ricorrenti non ne sostanziano del resto l'arbitrio, ma, come visto, espongono una loro interpretazione della portata dell'intervento. A ragione la Corte cantonale ha comunque rilevato che l'intervento comportava pure un aumento considerevole della superficie utile, ritenuto che da una mansarda inagibile verrebbe ricavato uno spazio abitabile, peraltro di principio computabile nella superficie utile lorda (cfr. art. 38 della legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991). La sola preesistenza della mansarda non sminuisce quindi la portata della trasformazione. La Corte cantonale non ha d'altra parte negato che l'aumento delle volumetrie potesse anche essere inferiore al 12 %, come addotto dai ricorrenti, ma a ragione non ha dato un peso decisivo a questa circostanza, esaminando l'intervento edilizio nel suo complesso e rilevando che l'ampliamento verticale permetteva in sostanza di ricavare un intero nuovo piano dal sottotetto attualmente inutilizzabile.