Citation: 1C_584/2021 E. 3.2

3.2. Gli art. 30 cpv. 3 Cost., 6 n. 1 CEDU e 14 n. 1 Patto ONU II sanciscono il principio della pubblicità della giustizia. Esso costituisce un principio fondamentale dello Stato di diritto che permette a chiunque di assicurarsi che la giustizia sia resa correttamente, tutelando la trasparenza e la fiducia nei tribunali ed evitando l'impressione che determinate persone possano essere favorite o sfavorite ingiustificatamente dalle autorità giudiziarie (DTF 147 I 407 consid 6.1, 463 consid. 3.1.1; 146 I 30 consid. 2.2; 143 I 194 consid. 3.1 e rinvii). La pubblicità della comunicazione di una sentenza comporta che alla fine di una procedura giudiziaria essa sia comunicata alla presenza delle parti, del pubblico e dei rappresentanti dei media. Oltre a ciò, anche altre forme di comunicazione equivalenti possono garantire l'esigenza di pubblicità, come per esempio l'esposizione pubblica, la pubblicazione in una raccolta ufficiale o su internet, oppure la successiva consultazione su istanza (DTF 147 I 407 consid. 6.2). Già nel 2008 il Tribunale federale ha stabilito che il principio della pubblicità della giustizia è applicabile anche ai decreti di non luogo a procedere e di abbandono. Ha rilevato che il pubblico può disporre di un interesse a conoscere i motivi per cui un procedimento penale si è concluso senza che un tribunale abbia statuito nel merito. Ha ritenuto che l'esclusione di principio da questo campo dell'attività giudiziaria di ogni informazione può lasciare spazio ad un possibile arbitrio dell'autorità o ad una "giustizia segreta" priva di trasparenza (DTF 134 I 286 consid. 6.3). In tale sentenza, il Tribunale federale ha precisato che l'istante deve dimostrare un interesse legittimo all'informazione richiesta e che alla consultazione non devono opporsi interessi pubblici o privati preponderanti (DTF 134 I 286 consid. 6.3 e 6.6; cfr., inoltre, sentenza 1C_13/2016, citata, consid. 5.1). Questa giurisprudenza è stata in seguito confermata con riferimento ai decreti di abbandono del procedimento penale in virtù dell'art. 53 CP (DTF 137 I 16 consid. 2.3). Il Tribunale federale ha rilevato che, in quella fattispecie, l'interesse degno di protezione dei richiedenti all'informazione derivava loro dalla funzione di controllo in qualità di rappresentanti dei mass media (DTF 137 I 16 consid. 2.4).