Citation: 5P.240/2000 15.08.2000 E. C

C.- Il 27 giugno 2000 A.________ è insorta con un ricorso di diritto pubblico avverso la decisione cantonale, chiedendo al Tribunale federale di annullarla e riformarla nel senso che l'obbligo di prestazione della garanzia sia annullato e subordinatamente che la garanzia venga ridotta a un importo massimo di fr. 20'000.--. Nel merito, essa contesta segnatamente che possa sorgere un danno dal sequestro, data la natura dell'oggetto sequestrato, che può essere utilizzato liberamente dal proprietario, il quale peraltro intende usufruirne personalmente. Anche il fatto che la casa sia formalmente intestata a una società non dovrebbe incidere sulla garanzia: è infatti notorio che dietro la società vi è B.________, patron di D.________. Non è inoltre vero che a seguito del sequestro i lavori di progettazione e pianificazione dell'intervento edilizio che il nuovo proprietario intende fare siano stati ritardati o addirittura resi impossibili. È invece vero che i ritardi sono dovuti agli iter burocratici. Anche la vendita ipotetica dell'immobile con un guadagno di fr. 850'000.-- addotta dai giudici cantonali non è stata evocata e non è immaginabile, a pochi mesi dall'acquisto per uso proprio. Infine, la villa è stata pagata fr. 7,5 milioni ed è stata gravata con cartelle ipotecarie per l'importo complessivo di fr. 10 milioni: vi è quindi un margine sufficiente per pagare tutte le ristrutturazioni necessarie senza che il sequestro, successivo, possa influire; d'altra parte B.________ è notoriamente multimilionario ed è sicuramente in grado di finanziare eventuali lavori di ristrutturazione anche tramite altri fondi. In definitiva, in concreto il debitore non ha saputo dimostrare il danno. Così stando le cose, la garanzia potrebbe al massimo essere pronunciata a copertura delle tasse e spese giudiziarie anticipate dal debitore: considerato che nessun anticipo è stato fatto, non vi è scopo di prestare garanzie. Al massimo, si potrebbe ammettere una garanzia per le spese di patrocinio. Si deve pertanto concludere che la sentenza impugnata è arbitraria. All'accoglimento del ricorso si oppone con risposta 14 luglio 2000 B.________. In limine contesta la ricevibilità del gravame perché non sarebbe dato in concreto il requisito del danno irreparabile esatto dalla giurisprudenza per impugnare le decisioni incidentali. Contesta poi di essere proprietario della villa: al contrario, egli è solo inquilino. Lamenta poi che il ricorso non adempie i requisiti di motivazione previsti dalla legge. In concreto poi il creditore sequestrante non ha dimostrato l'esistenza di un abuso di diritto da parte sua: l'immobile sequestrato appartiene alla C.________ S.A. e non a lui e non può pertanto essere sequestrato. Anche la dichiarazione del Dipartimento del territorio, che allega al ricorso, conferma questo fatto. Infine, con riferimento all'ammontare della garanzia, il giudice di prime cure ha calcolato la stessa sulla base degli elementi disponibili e nei limiti percentuali fissati dalla dottrina. L'importo è inoltre adeguato anche in relazione all'indisponibilità che il sequestro crea: impossibilità di vendita, di cessione di una parte al comune come risulta dalla documentazione agli atti, di accensione dei necessari crediti ipotecari per la ristrutturazione; esso tiene infine conto anche della rifusione delle spese di procedura. Il Presidente della Corte adita ha dapprima in via supercautelare e poi con decreto 20 luglio 2000 conferito effetto sospensivo al gravame.