Citation: 2D_55/2013 E. 3.2

3.2. Per quanto concerne l'asserito difetto di motivazione, la critica in realtà si riferisce alla questione del diniego del permesso di dimora aspetto che, come accennato in precedenza (cfr. consid. 2.1), è estraneo al presente procedimento: la censura sfugge pertanto ad un esame di merito. Occorre poi ricordare che il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. non comprende quello di comparire personalmente e di esprimersi oralmente dinanzi all'autorità giudicante (DTF 134 I 140 consid. 5.3 pag. 148 con rinvio; 130 II 425 consid. 2.1 pag. 428; 125 I 209 consid. 9b pag. 219), senza poi dimenticare che i ricorrenti hanno ampiamente avuto la possibilità di esprimersi per iscritto tramite la loro madre, rispettivamente il loro patrocinatore. La censura è pertanto infondata. Infine gli interessati non dimostrano perché la Corte cantonale, sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove (al riguardo vedi DTF 136 I 229 consid. 5.3 pag. 236 e rinvii), avrebbe disatteso la Costituzione nel ritenere la perizia richiesta ininfluente ai fini del giudizio. Al riguardo va osservato che oggetto di giudizio era una decisione di inammissibilità emessa dal Governo ticinese. Altrimenti detto la problematica da vagliare si riferiva innanzitutto ad aspetti formali e, in tale contesto, il merito della causa, anche indirettamente, non andava più ridiscusso: il Giudice delegato poteva pertanto senza arbitrio considerare che la perizia in questione non avrebbe portato alcun chiarimento essenziale per il giudizio da emanare.