Citation: 2C_1037/2020 E. 5.4

5.4. Le censure di violazione del principio di uguaglianza sollevate dall'insorgente non possono che essere scartate. In primo luogo, dal momento che l'interessata possiede una casa di vacanza in valle Leventina e dispone dunque di un accesso privilegiato alle infrastrutture turistiche a disposizione nei dintorni, vi sono dei motivi oggettivi e sostenibili che permettono di porre a suo carico (e a carico degli altri proprietari di case di vacanza nella zona) la tassa di soggiorno litigiosa, invece che a carico dell'insieme dei contribuenti (cfr. supra consid. 5.2). In secondo luogo, rispetto al principio della parità di trattamento in senso stretto, in quanto proprietaria di una casa di vacanza che dispone di 14 posti letto (8 fino al 2018), l'interessata non è nella stessa situazione di chi possiede, in valle Leventina, una casa di vacanza con molti meno posti letto (a detta dell'interessata, 3 in media per casa), ciò che esclude una disparità di trattamento in quest'ottica. L'affermazione secondo la quale la ricorrente utilizzerebbe la casa di Y.________ "in maniera simile" agli altri proprietari, cioè con pernottamenti limitati quasi sempre a poche persone per volta, nulla toglie al fatto che la casa in parola dispone di un numero di posti letto (molto) più elevato della media e che quindi la situazione della ricorrente non è paragonabile a quella dei proprietari di case con meno posti letto. Del resto, l'uso che l'insorgente potrebbe fare della propria casa di vacanza - e quindi delle infrastrutture turistiche a disposizione nei dintorni - è potenzialmente più intensivo di quello degli altri proprietari, proprio grazie al maggior numero di posti letto a disposizione. Allo stesso modo, dal momento che la situazione di chi è proprietario di una casa di vacanza in valle Leventina non è paragonabile a quella di chi vi si reca solo in quanto ospite di una struttura (appartamento, residenza di vacanza, ecc.), il fatto che il metodo per calcolare la tassa di soggiorno non sia lo stesso nei due casi non disattende il principio della parità di trattamento.