Citation: 1B_528/2019 E. 2.4

2.4. Del resto, riguardo al quesito, decisivo dinanzi alla CRP, della litispendenza della petizione dinanzi alla Pretura, i ricorrenti si limitano ad addurre, in maniera generica e speciosa, che non vi sarebbe alcuna identità delle parti e dell'oggetto del litigio. Ciò poiché, con la petizione del 5 ottobre 2015 inoltrata alla Pretura per pretese di risarcimento e riparazione del torto morale, allegato reperibile nell'incarto cantonale, essi hanno convenuto l'EOC, e non i menzionati medici e le infermiere; ciò che è palese, poiché, come visto e ammesso dai ricorrenti, sulla base della LREsp del danno cagionato da un agente pubblico non risponde quest'ultimo, ma soltanto l'ente pubblico. I ricorrenti, adducendo che non si tratterrebbe delle stesse parti, insistono del resto proprio sul fatto che avrebbero un interesse evidente a far accertare la responsabilità penale degli imputati, questione che sarebbe strettamente connessa con la responsabilità oggettiva dell'ente pubblico per il loro operato secondo l'art. 4 LResp, visto che l'accertamento, nel caso in esame, della condotta dei medici e delle infermiere sarebbe rilevante per l'esito delle loro pretese risarcitorie. Dalla petizione risulta inoltre che le pretese fatte valere dai ricorrenti derivano dai medesimi fatti accaduti nella notte tra il 7 e l'8 maggio 2013 presso l'ORBV, oggetto del procedimento penale. Al riguardo, la CRP non ha quindi accertato i fatti in maniera insostenibile e quindi arbitraria (DTF 145 V 188 consid. 2). I ricorrenti disattendono inoltre che il procedimento penale non dev'essere utilizzato in modo improprio come strumento per l'esecuzione di eventuali azioni civili, né spetta alle autorità penali sollevare gli autori della denuncia dagli sforzi e dai costi inerenti all'assunzione delle prove nel quadro di quello civile promosso nei confronti dell'ente pubblico (DTF 137 IV 246 consid. 1.3.1 pag. 248; sentenza 6B_902/2018 del 31 ottobre 2018 consid. 1.2 in fine).