Citation: 6B_1012/2015 E. 9.2

9.2. Queste argomentazioni non bastano a fare ritenere arbitraria la conclusione della Corte cantonale circa la credibilità della vittima, fondata su una valutazione approfondita di una serie di ulteriori elementi e su un confronto circostanziato delle versioni delle parti. Facendo riferimento al mancato riscontro da parte del perito giudiziario di segni chiaramente riconducibili a dei morsi, il ricorrente disattende che sono comunque state accertate diverse lesioni significative, attestanti percosse che eccedevano delle semplici sberle, nonché lesioni nella parte interna delle gambe, chiaramente indicative del tentativo di aprirle con la forza, contro la volontà della vittima. I giudici cantonali hanno altresì rilevato che un medico dell'Ospedale civico (la dott. M.________) ha comunque parlato di "morsicature", ciò che dimostrava come i segni riscontrati non erano tali da potere escludere morsi nemmeno da parte di uno specialista. Il ricorrente non si confronta con queste considerazioni, esposte al considerando n. 59 della sentenza impugnata, sostanziandone l'arbitrio. La Corte cantonale ha riconosciuto che la frase "devi fare il tuo dovere" attribuita al ricorrente, non era mai stata citata dall'accusatrice privata nella procedura prima del dibattimento d'appello: l'espressione era per contro stata riportata nel verbale d'interrogatorio dalla teste N.________. La CARP ha esposto le dichiarazioni rilasciate dall'accusatrice privata nei vari verbali d'interrogatorio e al dibattimento, constatando che si trattava dell'unica variazione di rilievo rispetto alle precedenti deposizioni. Ha quindi spiegato in modo sostenibile le ragioni per cui l'ha ritenuta un semplice errore involontario, verosimilmente riconducibile al fatto di avere letto la frase nei verbali d'interrogatorio o di averla sentita nel corso della procedura. Il ricorrente, che attribuisce all'accusatrice privata una propensione a mentire ed a manipolare, sostiene che la citazione della frase al dibattimento d'appello sarebbe spiegabile unicamente con l'intento dell'accusatrice privata di aggravare, per mero calcolo, la sua posizione: si tratta al riguardo di una semplice allegazione, che non è fondata su specifici accertamenti vincolanti e che non sostanzia arbitrio alcuno. Né egli adduce serie ragioni oggettive, per cui, a meno di incorrere nell'arbitrio, una simile modifica isolata nelle dichiarazioni della vittima sarebbe di rilevanza tale da influenzare la valutazione complessiva della credibilità.