Citation: 2C_25/2019 E. 4.4

4.4. Come emerge dai fatti accertati nel giudizio impugnato, i quali vincolano il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; cfr. supra consid. 2.4), la ricorrente ha dichiarato che il suo matrimonio era stato da sempre contraddistinto da litigi, ma che il divorzio era da ricondurre alla relazione allacciata dal marito con un'altra donna e alla nascita di un figlio, avvenuta l'8 ottobre 2011. Ha poi precisato che era venuta a conoscenza della relazione extraconiugale pochi mesi prima della nascita del bambino e che, sebbene avesse inizialmente perdonato il consorte, cercando di andare avanti, ciò tuttavia non aveva funzionato ([...] gli avrei perdonato anche il tradimento, ma non un figlio da un'altra, verbale d'interrogatorio del 7 luglio 2016, pag. 2). Da parte sua, il marito ha asserito di avere conosciuto la sua nuova compagna nel mese di marzo 2010 e che i primi problemi coniugali si sono verificati verso la fine del 2009 e l'inizio del 2010. Ha poi precisato che già nel 2011 passava più tempo nell'appartamento della compagna che al domicilio coniugale, benché ufficialmente continuasse a vivere lì. Ha poi avuto altri due figli con la stessa, nati il... e il.... Di fronte a questi fatti, le mere allegazioni della ricorrente secondo cui "solo sul finire del 2011 il marito avrebbe passato più tempo dalla compagna"e che "a un dato momento, avrebbe interrotto la relazione extraconiugale per riprendere e vivere normalmente il matrimonio con lei" non meglio sostanziate non sono all'evidenza idonei per giungere ad una conclusione diversa di quella della Corte cantonale riguardo alla durata dell'unione coniugale. Difettando già il primo requisito previsto dalla legge, non occorre d'altra parte esprimersi sullo stato dell'integrazione effettivamente raggiunto dall'interessata durante la sua permanenza in Svizzera.