Citation: 5A_83/2025 E. 2

Con sentenza 3 gennaio 2025 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto, nella misura della sua ricevibilità, il ricorso interposto il 3 ottobre 2024 dalla A.________ SA contro le comminatorie di fallimento. L'autorità di vigilanza ha osservato che le censure di merito, già fatte valere nei reclami contro le decisioni 26 agosto 2024 di rigetto dell'opposizione, non rientravano nel suo potere di cognizione e non potevano quindi essere esaminate. Con riferimento invece alla censura secondo cui l'UE avrebbe emanato le comminatorie di fallimento senza che le decisioni di rigetto delle opposizioni fossero esecutive, l'autorità di vigilanza ha ricordato che i due reclami interposti contro tali decisioni non avevano effetto sospensivo automatico (art. 325 cpv. 1 CPC), che la ricorrente non lo aveva richiesto e che essa, nell'esecuzione in cui la sua opposizione era stata rigettata in via provvisoria, non aveva dimostrato di aver tempestivamente promosso azione di disconoscimento del debito giusta l'art. 83 cpv. 2 LEF. Per l'autorità di vigilanza, il 26 settembre 2024 l'UE poteva quindi correttamente dare seguito alle domande di continuazione delle esecuzioni emettendo le comminatorie di fallimento. L'autorità di vigilanza ha poi osservato che il 14 ottobre 2024 il giudice adito con il reclamo contro la decisione di rigetto definitivo dell'opposizione aveva concesso d'ufficio l'effetto sospensivo a tale rimedio, ma che ciò non annullava la comminatoria di fallimento emanata validamente in precedenza, bensì ne sospendeva soltanto gli effetti (con rinvio a DTF 130 III 657 consid. 2.2.2), e che in ogni modo il 3 gennaio 2025 tale reclamo era stato evaso siccome tardivo, ponendo fine alla sospensione.