Citation: B 119/03 10.12.2004 E. 5

5.1 Stante quanto precede, si può concludere che a ragione la Corte cantonale ha ritenuto l'avv. Clemente effettivamente autorizzato, con ogni verosimiglianza, a chiedere il pagamento sul suo conto dell'ammontare di libero passaggio liberando di conseguenza la Fondazione opponente da un ulteriore obbligo di adempimento. In questa misura, la pronuncia impugnata può essere senz'altro confermata e il ricorso respinto, irrilevante rivelandosi ai fini del presente giudizio, come rettamente fatto notare dall'autorità giudiziaria cantonale, la censura relativa alla compensazione operata (successivamente) dall'avv. Clemente sull'importo prelevato, la questione attenendo esclusivamente al rapporto interno tra il legale e il ricorrente. 5.2 Né per il resto il conferimento di una facoltà di rappresentanza, così come accertato dalla precedente istanza, potrebbe essere inteso quale elusione delle norme e delle forme valide in materia di cessione dei crediti. A prescindere dal fatto che l'incarico per riscattare il secondo pilastro è stato (nuovamente) conferito ad inizio novembre - stando alla ricostruzione dei fatti resa dall'avv. Clemente: il 2 novembre 1998 - e la richiesta di pagamento avviata il giorno seguente (v. lettera 3 novembre 1998 all'indirizzo dell'ex datore di lavoro), vale a dire quando le condizioni materiali per richiedere il versamento in contanti erano già adempiute a dipendenza dei noti fatti e quando il diritto alla prestazione sarebbe comunque stato esigibile e cedibile a norma dell'art. 39 cpv. 1 LPP, a ben vedere l'allora patrocinatore non è diventato titolare del credito né ha agito a nome proprio al pari di un cessionario, bensì è "solo" stato autorizzato ad incassare il credito a nome e per conto dell'assicurato anche se con la pattuizione di potere trattenere la prestazione dell'istituto di previdenza ("Inkassovollmacht" o "Einziehungsermächtigung"; Schwenzer, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 3a ed., pag. 489 seg., cifra marg. 90.10; Girsberger, Commentario basilese, 3a ed., no. 1 all'art. 164 CO; cfr. pure DTF 119 II 452 segg.). E anche nella denegata ipotesi si volesse ravvisare nell'accordo tra gli interessati una cessione a scopo di incasso ("Inkassozession"; Schwenzer, op. cit., pag. 487, cifra marg. 90.03), il vizio formale che ne deriverebbe per il mancato ossequio della forma scritta risulterebbe comunque sanabile, in quanto una cessione formalmente non valida sarebbe pur sempre convertibile in una procura a scopo di incasso (Schwenzer, op. cit., pag. 207 seg., cifra marg. 31.39 segg., e pag. 490, cifra marg. 90.16). A titolo di paragone si osserva inoltre, di transenna, che anche la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali, in vigore dal 1° gennaio 2003, pur non avendo determinato una modifica delle regole relative alla cessione in ambito di previdenza professionale, riserva la possibilità di una rappresentanza a scopo d'incasso, malgrado il suo art. 22 stabilisca che il diritto alle prestazioni non può essere ceduto, pena la nullità della cessione (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, no. 5 all'art. 22). 5.3 In totale contrasto con le tavole processuali si appalesa infine l'eccezione ricorsuale secondo cui la Fondazione opponente avrebbe omesso di interpellare la moglie dell'insorgente e non avrebbe richiesto il suo consenso al pagamento in contanti conformemente a quanto sancito dall'art. 5 cpv. 2 LFLP. Dalla documentazione in atti (cfr. la decisione di divieto d'entrata del 14 maggio 1998 nonché il certificato di residenza rilasciato il 15 febbraio 1999 dal Comune di S.________) risulta al contrario lo stato di divorziato di G.________, il quale, pur trovandosi senz'altro nella (migliore) condizione di farlo, non si è minimamente preoccupato di fornire elementi e documenti a sostegno della propria - contrastante - tesi contravvenendo così al proprio obbligo di collaborare all'accertamento dei fatti rilevanti (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti).