Citation: 2C_577/2012 E. A

Con atto pubblico del 19 aprile 2002 A.A.________ ha acquistato un appartamento in Ticino il cui prezzo, fr. 500'000.--, è stato integralmente versato sul conto clienti del notaio rogante (fr. 25'000.-- di mezzi propri, fr. 130'000.-- provenienti dalla cassa pensioni e fr. 345'000.-- dal creditore ipotecario prescelto dall'acquirente). Il 6 febbraio 2003 i coniugi A.________ sono venuti a sapere che giacché il precedente debito ipotecario (della venditrice), di fr. 300'000.--, non era stato estinto, la banca creditrice detentrice della cartella ipotecaria voleva chiedere nei loro confronti l'esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare. In seguito a ciò è stata avviata un'inchiesta penale nei confronti del notaio rogante, che si è conclusa con la sua condanna, il 15 dicembre 2004, a tre anni e tre mesi di reclusione per ripetuta appropriazione indebita, in parte qualificata (sentenza confermata su ricorso). A.A.________, il quale si è ritrovato a far fronte a due debiti ipotecari in seguito agli illeciti commessi dal notaio, è stato rinviato al foro civile per le proprie pretese civili. All'inizio del 2009 A.A.________ ha venduto l'appartamento in questione al prezzo di fr. 650'000.--. Egli ha quindi potuto solvere la propria previdenza professionale (fr. 130'000.--) e il primo debito ipotecario (fr. 300'000.--). Il saldo è comunque risultato negativo in quanto con l'importo residuo di fr. 220'000.-- (comprensivo di fr. 33'000.-- trattenuti dal nuovo notaio rogante a garanzia del pagamento dell'imposta sugli utili immobiliari) a cui si aggiungevano circa fr. 60'000.-- raccolti con un fondo di solidarietà, i coniugi A.________ hanno dovuto far fronte al secondo debito ipotecario da loro contratto nonché alle ingenti spese legali sostenute tra il 2003 e il 2008.