Citation: 5A_121/2021 E. 3.3

3.3. Gli argomenti della ricorrente in relazione all'interpretazione da dare al contratto eccedono i limiti tematici della procedura di rigetto dell'opposizione (v. supra consid. 2.1.1 e 2.1.2). In effetti, come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, la tesi dell'escussa secondo cui il rimborso sarebbe da considerare condizionato alla revoca della postergazione, la quale dipenderebbe a sua volta dall'assenza di sovraindebitamento della società mutuataria, non emerge dal testo del contratto. In particolare, le specificità fatte valere in relazione ai "prestiti mezzanini postergati" non risultano dagli elementi intrinseci dell'atto stesso (gli elementi estrinseci esulando invece dal potere di cognizione del giudice del rigetto; v. supra consid. 2.1.2). Tali censure sono pertanto irricevibili. Al riguardo occorre sottolineare che non esiste una definizione ufficiale del finanziamento "mezzanino" e che la qualifica di tale prestito è controversa in dottrina: esistono infatti innumerevoli possibilità di configurazione di siffatto finanziamento, trattandosi di un contratto estremamente modulabile (v. ULYSSE DUPASQUIER, Le financement d'une jeune société, 2019, pag. 468 segg. n. 1303 segg.; sul tema v. anche ALEX DE WERRA, Eléments-clés d'un Leveraged Management Buy-out (LMBO), in ECS 11/2003 pag. 986 n. 3.3.2.2; PETER V. KUNZ, in Entwicklungen in Gesellschaftsrecht V, 2010, pag. 74 seg. n. 3.3). Così, pur non potendosi escludere che, in esito ad un eventuale futuro procedimento di merito (peraltro già pendente, secondo quanto indicato nel gravame), l'impegno che la ricorrente si è assunta nel quadro del contratto "mezzanino postergato" possa effettivamente essere considerato condizionato, non impedisce che in questa sede, nei limiti - in particolare probatori - della procedura di rigetto, debba essere giudicato diversamente (v. supra consid. 2.1.1 e 2.1.2). Ciò premesso, e pur tenuto conto del fatto che la parte debitrice può limitarsi a rendere verosimili le proprie eccezioni (v. supra consid. 2.1.1), gli argomenti presi in considerazione dalla Corte cantonale a favore della tesi del creditore sono convincenti. Come visto, l'escussa non contesta di aver ricevuto la somma prestata, così come non mette in dubbio di dover rimborsare fr. 435'000.-- al creditore, ma discute unicamente il momento dell'esigibilità di tale importo. Dal titolo stesso non si evince tuttavia nessuna riserva né condizione per il rimborso. L'accordo fissa al contrario delle modalità di pagamento, più precisamente delle scadenze chiare e incondizionate per la restituzione, perlomeno per le prime tre rate (v. supra consid. in fatto A.a, consid. 2.2.1 e 2.2.2). Il momento dell'esigibilità dell'importo di fr. 435'000.-- (corrispondente alla prima rata) emerge così dal contratto stesso, le parti avendo esplicitamente prestabilito che fosse da rimborsare con scadenza al 31 dicembre 2019. Ne consegue che, confermando la decisione del Pretore secondo cui il contratto 14 ottobre 2019 sottoscritto dalle parti costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio per il rimborso della prima rata di fr. 435'000.--, la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello non ha violato il diritto federale.