Citation: 6B_79/2022 E. 4.4

4.4. Aggiungasi che il ricorrente non riveste neppure la qualità di accusatore privato. Infatti, è considerato accusatore privato il danneggiato che dichiara espressamente di partecipare al procedimento penale con un'azione penale o civile (art. 118 cpv. 1 CPP). Giusta l'art. 115 cpv. 1 CPP, il danneggiato è la persona i cui diritti sono stati direttamente lesi dal reato. È tale la persona i cui diritti sono violati in modo diretto dall'infrazione (DTF 143 IV 77 consid. 2.2). Di principio, soltanto il titolare del bene giuridico che la norma penale in questione protegge direttamente da una lesione o da una minaccia può prevalersi di una simile violazione diretta (DTF 141 IV 1 consid. 3.1). I reati prospettati nei confronti del denunciato sono la truffa e l'appropriazione indebita, ovvero reati contro il patrimonio. Il ricorrente riconosce che la fattura dell'avvocato è stata saldata da suo padre, sicché il patrimonio eventualmente leso dalle infrazioni denunciate è semmai quello del padre e quindi solo quest'ultimo potrebbe essere considerato danneggiato e accusatore privato, ma non l'insorgente. Questi peraltro nemmeno può essere ritenuto un avente causa, le condizioni dell'art. 121 CPP non risultando date. Dalla sentenza impugnata emerge anche che il padre non sostiene i tentativi del ricorrente di muovere accuse contro il denunciato. Poco importa al riguardo che, come sostenuto nell'impugnativa, i reati prospettati siano perseguibili d'ufficio. Alla luce di quanto precede, il ricorrente difetta della qualità di danneggiato e pertanto della legittimazione ricorsuale giusta l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF. Anche per questa ragione il gravame sfugge a un esame di merito.