Citation: 1C_616/2020 E. 4.2

4.2. La Corte cantonale ha precisato che nella fattispecie litigiosa è soltanto la chiusura del vano al piano terreno, destinato a un nuovo locale tecnico. Ha accertato che questo vano, parzialmente aperto sul lato ovest, non si presenta come un vero e proprio portico (sorretto da pilastri), né come un passaggio pubblico coperto, lungo un vicolo. Ha sottolineato che il piano di dettaglio del nucleo non lo include inoltre fra i portici tutelati quali manufatti di valore ambientale ai sensi dell'art. 34 cpv. 4 NAPR, non attribuendogli quindi una specifica importanza, anche solo culturale o storica, come quella asseritamente pretesa dai ricorrenti. Il Municipio non l'ha d'altra parte qualificato neppure come manufatto antico e di valore ambientale ai sensi dell'art. 34 cpv. 6 NAPR. L'istanza precedente ha ritenuto quindi che questa decisione municipale, considerato il riserbo di cui essa deve dar prova, non appare insostenibile. Ha accertato infatti che non appare irragionevole negare a tale spazio, che si presenta più che altro come un'area di disimpegno tra proprietà contigue, integrata nell'andito dello stabile del vicino e priva di particolari pregi, come risulta anche dalle fotografie, un'importanza tale da esigerne la preservazione quale elemento antico e di valore ambientale. Ha stabilito che neppure le citate Linee guida cantonali ("Interventi nei nuclei storici" del febbraio 2016), mutano tale esito. Ciò a maggior ragione poiché le raccomandazioni invocate dai ricorrenti si riferiscono a vere e proprie logge o porticati di preminente valore paesaggistico, e non a vani semi-aperti come quello in esame. Ha aggiunto che neppure l'Ufficio della natura e del paesaggio, nel quadro dell'esame del principio di inserimento di cui all'art. 104 cpv. 2 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 (LST; RL 701.100), secondo cui le costruzioni devono inserirsi nel paesaggio in maniera ordinata e armoniosa, ha espresso particolari considerazioni al riguardo. Ha ritenuto infine che nella misura in cui l'avversato intervento edilizio si limita in sostanza a chiudere un'apertura di circa 4 m2, a pian terreno, completando tutto sommato correttamente la facciata ovest e lasciando intatta la conchiglia di gradini esterni che scende sul vicolo acciottolato non è dato di vedere come lo stesso potrebbe porsi in contrasto con la regolamentazione dell'art. 34 NAPR, accertando che nemmeno i ricorrenti l'hanno spiegato. Ha ritenuto infatti, rettamente, che le loro obiezioni sono volte in sostanza ad affermare l'esistenza di pretesi diritti reali e asserite prerogative d'uso che ne derivano, questioni che devono essere risolte nell'ambito della vertenza civile, il cui esito rimane impregiudicato.