Citation: 5A_677/2020 E. 2.2.1

2.2.1. Contro la motivazione sussidiaria sviluppata nella sentenza impugnata (basata sull'infondatezza della censura di violazione del diritto di essere sentita), la ricorrente fa valere la lesione degli art. 9 e 29 cpv. 2 Cost. Sostiene che i Giudici cantonali sarebbero incorsi nell'arbitrio per non aver ritenuto verosimile che il suo precedente patrocinatore non avesse sufficienti cognizioni di inglese per tradurle, appunto in inglese, il contenuto dell'accordo: l'audizione dello stesso avrebbe permesso di chiarire che egli le avrebbe spiegato il tenore dell'accordo soltanto in lingua italiana, mentre il riferimento alle udienze nelle quali non era presente un interprete sarebbe insostenibile. A suo dire, i Giudici cantonali avrebbero inoltre dovuto accertare la violazione del suo diritto di essere sentita, nella forma del diritto di farsi assistere da un interprete. La ricorrente lamenta la mancata audizione del suo precedente legale, ma nemmeno pretende né tantomeno dimostra di aver richiesto l'assunzione di tale mezzo di prova in sede di appello. Inoltre non si confronta minimamente con gli argomenti dei Giudici cantonali, secondo cui l'occasionale intervento di un interprete non era in ogni modo dovuto a insufficienti cognizioni di inglese del patrocinatore e secondo cui ella comunque possiede adeguate conoscenze della lingua italiana. L'argomentazione ricorsuale è quindi lungi dal sostanziare l'arbitrio o la violazione del suo diritto di essere sentita (v. supra consid. 1.2 e 1.3).