Citation: 4A_261/2023 E. 4.3.1

4.3.1. Il ricorrente fa valere un accertamento arbitrario dei fatti e afferma da un lato che nessuna parte avrebbe allegato, né provato in sede di appello che E.________ S.r.l. "in precedenza era già intervenuta nel cantiere quale subappaltatrice di C.________ SA", e dall'altra che la Corte cantonale doveva constatare che quella società gli era sconosciuta. A suo dire, la Corte cantonale avrebbe altresì dovuto citare le ragioni che avevano spinto le parti a stipulare la nota clausola, in particolare il fatto che egli avrebbe dovuto "uscire a CHF 0.00" dalla "cascata contrattuale", senza pagare di nuovo quanto già corrisposto. Invano il ricorrente contesta il ruolo di subappaltatore di E.________ S.r.l. La Corte cantonale, in effetti, ha ripreso i fatti accertati dal Pretore, secondo cui C.________ SA aveva subappaltato alla E.________ S.r.l. la fornitura dei pavimenti e dei balconi; nel suo gravame l'insorgente non pretende d'aver criticato quell'accertamento con il suo appello, di modo che la censura è irricevibile in difetto di esaurimento delle vie ricorsuali (art. 75 cpv. 1 LTF; DTF 143 III 290 consid. 1.1). Laddove allude alla sua volontà di "uscire a CHF 0.00", l'insorgente oppone in modo appellatorio la propria opinione al giudizio impugnato, trascurando altresì che, per interpretare il patto in discussione, la Corte cantonale si è basata anche su quella sua precisa volontà. Carente di motivazione, al riguardo il ricorso è inammissibile.