Citation: 2C_246/2014 E. 7.3

7.3. Gli insorgenti non possono infine dedurre alcunché nemmeno dal richiamo ai contenuti dell'art. 25a PA, che tratta dei cosiddetti "atti materiali" e che prevede testualmente quanto segue: Decisione circa atti materiali 1 Chiunque ha un interesse degno di protezione può esigere che l'autorità competente per atti materiali che si fondano sul diritto pubblico federale e che tangono diritti od obblighi: a. ometta, cessi o revochi atti materiali illeciti; b. elimini le conseguenze di atti materiali illeciti; c. accerti l'illiceità di atti materiali. 2 L'autorità pronuncia mediante decisione formale. Come ancora di recente indicato da questa stessa Corte in un suo giudizio di principio (sentenza 2C_255/2013 dell'11 aprile 2014, destinata alla pubblicazione), il riconoscimento della liceità del richiamo all'art. 25a PA per ottenere una decisione in merito a un determinato atto materiale è subordinato - tra l'altro, anche se non solo - al fatto che la legislazione in materia non escluda a priori la facoltà di ricorrere contro l'atto medesimo (citata sentenza 2C_255/2013 dell'11 aprile 2014 consid. 3.1). Per quanto esposto nel precedente considerando 6, e segnatamente per il fatto che un uso di infrastrutture ed edifici della Confederazione a norma dell'art. 26a LAsi non prevede l'emanazione di nessuna decisione impugnabile ai sensi dell'art. 5 PA, proprio così è tuttavia nella fattispecie che qui concretamente ci occupa.