Citation: 9C_80/2010 06.10.2010 E. 3

3.1 Come giustamente rilevato dalla precedente istanza, le parti erano vincolate da un contratto di previdenza. Ora, contrariamente a quanto previsto per la previdenza obbligatoria LPP, nel cui ambito gli istituti non hanno il diritto di porre riserve per la copertura dei rischi decesso e invalidità (DTF 115 V 215 consid. 6 pag. 223), in materia di previdenza più estesa gli assicuratori hanno la libertà di organizzarsi entro i limiti fissati dall'art. 49 LPP. In tale contesto possono porre, nelle condizioni di ammissione, delle esigenze relative allo stato di salute dell'assicurato e fissare, se del caso, delle riserve (v. RSAS 2000 pag. 61 [B 59/97] consid. 2). A tale scopo e per potere apprezzare adeguatamente il rischio, gli istituti di previdenza sono in linea di massima legittimati a formulare domande ben precise sullo stato di salute del proponente alle quali quest'ultimo è tenuto a rispondere in maniera veritiera. Se ciò non avviene, l'assicurato incorre in una falsa dichiarazione e deve, se del caso, sopportare le conseguenze della reticenza. In assenza di specifiche disposizioni statutarie o regolamentari, nell'ambito della previdenza più estesa la reticenza e le sue conseguenze si determinano per analogia secondo le regole degli art. 4 segg. LCA (cfr. DTF 130 V 9 consid. 2.1 pag. 11 con riferimenti). Nel caso di specie l'art. 57 cifre 1-3 del regolamento della Cassa pensioni X.________ (nella versione applicabile del 1998) disciplina la reticenza e le sue conseguenze. Ciò significa che sarà in primo luogo questa disposizione a essere determinante per il giudizio della presente fattispecie. 3.2 Contrariamente a quanto eccepito dall'opponente con le osservazioni al ricorso, non è vero che la ricorrente sostiene per la prima volta in sede federale l'applicabilità dell'art. 57 del regolamento e che in questo modo allegherebbe un nuovo fatto inammissibile (cfr. art. 99 cpv. 1 LTF). A prescindere dal fatto che già in occasione della sua comunicazione del 28 ottobre 2008 la Cassa richiamò espressamente il disposto regolamentare in esame, l'interessato sembra dimenticare che l'esistenza e il contenuto di tale disposizione - compresa quindi anche la constatazione relativa al termine di sei mesi per fare valere la reticenza - sono stati accertati nella decisione impugnata. Già solo per questo motivo, il suo richiamo non può configurare un fatto nuovo (cfr. Bernard Corboz, in Commentaire de la LTF, 2009, n. 15 ad art. 99). 3.3 L'art. 57 del regolamento ("Informazioni"), nella sua versione applicabile in concreto, stabilisce: "1. Le persone assicurate ed i beneficiari di prestazioni della Cassa sono tenuti ad informare in modo tempestivo, completo e veritiero i suoi organi o il medico fiduciario su tutti i fatti che possono rivestire importanza in materia di prestazioni della Cassa. Ogni cambiamento della situazione dev'essere annunciato tempestivamente e spontaneamente.