Citation: 5P.319/2001 23.11.2001 E. 1

1.- Giusta l'art. 88 OG il diritto di ricorrere spetta ai privati o agli enti collettivi che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. La via del ricorso di diritto pubblico non è aperta per il perseguimento di meri interessi di fatto; pure esclusa è l'azione popolare. L'interesse personale giuridicamente protetto necessario per la legittimazione ricorsuale può fondarsi sul diritto cantonale o su quello federale o ancora direttamente su di una disposizione costituzionale nella misura in cui esso rientri nel campo retto da tale norma (DTF 126 I 81 consid. 2a, 3b e 4 con rinvii). Le stesse ricorrenti, che non sostengono di trovarsi in un litisconsorzio necessario con gli altri convenuti, ammettono di non aver chiesto al Pretore una sospensione della procedura, ma che tale domanda è stata formulata dal litisconsorte nei confronti del quale è stata avviato un procedimento penale. In un litisconsorzio facoltativo, come pare essere quello fra i convenuti, ogni litisconsorte conduce il processo indipendentemente dagli altri (Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., pag. 147 n. 63). Le ricorrenti non sembrano pertanto giuridicamente gravate (cfr. DTF 114 Ia 93) dal rifiuto di sospendere la procedura, atteso altresì che tale decisione non impedisce loro di formulare al Pretore analoga domanda. In queste circostanze l'interesse giuridicamente protetto a impugnare la decisione con cui è stata rifiutata una sospensione della procedura civile in attesa della definizione di quella penale non è ravvisabile: le ricorrenti infatti nemmeno pretendono che avrebbero potuto beneficiare della sospensione chiesta dal litisconsorte né indicano una qualsiasi norma sui cui potrebbe basarsi un loro interesse giuridicamente protetto. L'unico interesse proprio menzionato nel gravame e in concreto vagamente immaginabile (non essendo le ricorrenti parti nella procedura penale) è un alleggerimento dell'onere probatorio, che però costituisce un puro interesse di fatto. Ne segue che il gravame, nella misura in cui è diretto contro la mancata sospensione della procedura, si rivela di primo acchito inammissibile.