Citation: 2C_967/2020 E. 7.3

7.3. Disposizioni come l'art. 36 del contratto collettivo di lavoro in questione, che non rientrano tra le clausole normative, volte a regolare direttamente i rapporti tra impiegato e lavoratore, vanno lette secondo i principi validi per l'interpretazione dei contratti (141 V 657 consid. 3.5.2; 140 III 391 consid. 2.3; 136 III 283 consid. 127 III 318 consid. 2a; sentenza 4C.76/2003 del 2 giugno 2003 consid. 3). I contenuti di un contratto si determinano secondo la vera e concorde volontà delle parti (art. 18 cpv. 1 CO; cosiddetta interpretazione soggettiva). Se questa non può essere stabilita, vale invece il principio dell'affidamento, e occorre determinare il senso che, secondo le regole della buona fede, ognuna delle parti poteva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell'altra, nonché all'insieme delle circostanze (DTF 145 III 365 consid. 3.2.1; 144 III 43 consid. 3.3; 142 III 239 consid. 5.2.1; cosiddetta interpretazione oggettiva).