Citation: 1A.56/2005 15.04.2005 E. 2

2.1 La ricorrente rileva che il MPC sembrerebbe aver ripreso l'esame della documentazione, sia cartacea che su supporto informatico, acquisita il 26 giugno 2002, soltanto il 22 dicembre 2004, così sollecitato verosimilmente dall'autorità estera. Secondo la ricorrente, l'asserita assenza d'interesse a un'evasione più celere di questo aspetto della rogatoria dimostrerebbe uno scemato interesse da parte dell'autorità estera, per di più lesivo del principio della proporzionalità. 2.2 La tesi è manifestamente infondata, rilevato che semmai si sarebbe in presenza di una lesione dell'obbligo di celerità (art. 17a AIMP). La ricorrente non fa comunque valere d'aver subito un qualsiasi pregiudizio per il perdurare del sequestro provocato dall'invocato ritardo (DTF 130 II 14 consid. 4.4): d'altra parte, l'art. 17a cpv. 3 AIMP dispone che, qualora l'autorità competente neghi o ritardi senza motivo una decisione, il suo silenzio equivale a una decisione negativa impugnabile.