Citation: 6B_1131/2023 E. 3

Il ricorrente imputa all'autorità cantonale un comportamento discriminatorio, avendolo obbligato a tradurre i suoi scritti in tedesco, lingua che non capisce. Egli non avrebbe pertanto potuto controllare la "versione della sua deposizione in tedesco". Giusta l'art. 67 cpv. 1 CPP, la Confederazione e i Cantoni designano le lingue in cui si svolge il procedimento dinanzi alle loro autorità penali. La legge zughese del 26 agosto 2010 sull'organizzazione delle giurisdizioni civile e penale designa il tedesco quale lingua del procedimento (§ 7 Gesetz über die Organisation der Zivil- und Strafrechtspflege; BGS 161.1). Il ricorrente non ha alcun diritto di comunicare con le autorità di un Cantone in una lingua diversa da quella ufficiale cantonale ed è in conformità con la giurisprudenza che l'autorità precedente, non tenuta ad accettare atti redatti in una lingua non ufficiale del Cantone, ha assegnato un termine all'insorgente per fornire una traduzione del suo gravame (v. DTF 143 IV 117 consid. 2.1). Il ricorrente ha ottemperato e tradotto il suo scritto: egli solo è quindi responsabile della "versione della sua deposizione in tedesco". Non vi è stata alcuna discriminazione dell'insorgente e alcuna violazione del diritto federale più in generale.