Citation: 2C_694/2015 E. 7.2.1

7.2.1. Come già ricordato, una condanna penale va considerata come motivo per limitare i diritti conferiti dall'ALC solo se dalle circostanze che l'hanno determinata emerga un comportamento personale costituente una minaccia attuale per l'ordine pubblico (DTF 134 II 10 consid. 4.3 pag. 24; 130 II 176 consid. 3.4.1 pag. 183 seg.; 129 II 215 consid. 7.4 pag. 222 con rinvii alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea). D'altra parte, la misura dell'apprezzamento dipende dalla gravità della potenziale infrazione: tanto più questa appare importante, quanto minori sono le esigenze in merito all'ammissione del rischio di recidiva (DTF 137 II 233 consid. 4.3.2 pag. 30; 136 II 5 consid. 4.2 pag. 20; per una panoramica della giurisprudenza, cfr. inoltre la sentenza 2C_238/2012 del 30 luglio 2012 consid. 3.1). Ora, da un lato, quella del 27 settembre 2013 costituisce l'unica condanna penale subita dalla ricorrente; d'altro lato, occorre tuttavia sottolineare che detta pronuncia concerne un reato contro la vita della persona, ovvero uno dei crimini più gravi contemplati dal nostro ordinamento giuridico. Anche nel caso dell'insorgente, la questione della recidiva va quindi esaminata con grande rigore e, date le circostanze, la conclusione delle autorità cantonali, secondo cui un rischio in tal senso non può essere escluso, va infine condivisa.