Citation: 1C_98/2016 E. 2.3

2.3. I ricorrenti non censurano la violazione del diritto federale (cfr. art. 95 lett. a LTF), segnatamente dell'art. 17 LFo. Non fanno in particolare valere che la concessione della deroga pregiudicherebbe la conservazione e le funzioni della foresta. Essi lamentano esclusivamente l'applicazione arbitraria della norma comunale sostenendone la portata propria quale disposizione di polizia edilizia e adducendo che il fondo potrebbe essere edificato anche rispettando la distanza di 10 m dal limite del bosco. Per motivare l'arbitrio non basta tuttavia criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo tale decisione è manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, gravemente lesiva di una norma o di un chiaro principio giuridico, o in contrasto intollerabile con il sentimento di giustizia e di equità. La decisione deve inoltre essere arbitraria nel suo risultato e non solo nella sua motivazione. Non risulta per contro arbitrio dal semplice fatto che anche un'altra soluzione potrebbe entrare in linea di conto o sarebbe addirittura preferibile (DTF 138 I 49 consid. 7.1; 135 V 2 consid. 1.3; 134 I 140 consid. 5.4 e rispettivi rinvii). Nella fattispecie, la Corte cantonale ha accertato che il rispetto di una distanza di 10 m dal limite del bosco, tenuto conto dell'esigenza di osservare altresì la distanza dalla strada privata e quella dal confine con la particella yyy, ridurrebbe la parte edificabile del settore centrale e nord del fondo ad una fascia di terreno larga 6-7 m e lunga 25-30 m. Questo accertamento è riconosciuto anche dai ricorrenti ed è quindi vincolante per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). Sulla base dello stesso, la precedente istanza ha rilevato che la fascia di rispetto dall'area boschiva grava in modo importante questa parte di terreno, impedendo di fatto un'utilizzazione razionale secondo i parametri edificatori applicabili alla zona di situazione. Ha ritenuto che la concentrazione dell'edificazione nel comparto sud del fondo si scontrerebbe con la natura molto estensiva della zona residenziale R2B in cui è inserita la particella e che la limitazione dell'altezza massima degli edifici prevista in tale comparto (7.50 m alla gronda, rispettivamente 9.50 al colmo) impedirebbe comunque di sfruttare le possibilità edificatorie del piano regolatore vigente. La Corte cantonale ha considerato oggettivamente realizzati gli estremi per concedere una deroga, in modo da evitare uno sperpero di terreno edificabile non giustificato nell'ambito di una corretta ponderazione degli interessi contrapposti e permettendone un suo utilizzo più razionale. Tenuto conto della latitudine di giudizio delle autorità inferiori nell'interpretazione della nozione indeterminata del caso eccezionale, la precedente istanza ha considerato sostenibile la valutazione operata dalla Sezione forestale e avallata dal Municipio e l'ha quindi confermata. Ha infine ritenuto in concreto l'estensione della deroga (fino alla distanza di 7 m dal limite del bosco) non lesiva del diritto sotto il profilo dell'eccesso del potere di apprezzamento: il progetto in discussione conciliava infatti la necessità di assicurare una ragionevole e razionale utilizzazione del terreno con le esigenze di protezione del bosco in questione, le cui funzioni protette non risultavano seriamente messe in pericolo dalla nuova costruzione.