Citation: 1C_613/2023 E. 6.4

6.4. I ricorrenti sostengono che sarebbe manifesto che il "se" è determinato dalla legge di base, visto che il prelievo dei contributi sarebbe già previsto all'art. 11 LIPCT; si tratterebbe quindi unicamente di aumentare quelli di vecchiaia per neutralizzare principalmente gli effetti della riduzione dell'aliquota di conversione. Al loro dire, in tali circostanze, anche il "come", ossia le modalità di attuazione delle misure di risanamento, sarebbero vincolate alla LIPCT. Queste misure concernerebbero infatti spese che sarebbero indispensabili all'esecuzione di un compito che la legge conferisce all'amministrazione, richiamando al riguardo la sentenza 1C_183/2008 del 23 maggio 2008 consid. 5.1.1, apparsa in: ZBI 110 (2009) 157, che ribadisce tuttavia semplicemente in maniera generale la nozione di spesa vincolata. Al dire dei ricorrenti, con l'approvazione "implicita" della LPICT, sarebbero state approvate anche le "prevedibili" conseguenze finanziarie che ne sarebbero derivate. Ciò poiché gli effetti dell'invecchiamento della popolazione, la riduzione degli assicurati e l'aumento dei beneficiari di prestazioni nonché la necessità di intervenire con misure di risanamento sulle casse pensioni, e in particolare sulla riduzione del tasso di conversione, sono note da anni. Adducono in modo perentorio che per il Cantone, sotto il profilo delle modalità di attuazione dei citati scopi, non esisterebbe alcun margine di apprezzamento, se non quello di intervenire sui contributi di vecchiaia, ciò che non rivestirebbe un'importanza tale da determinare l'obbligo di sottoporre la spesa al RFO.