Citation: 4A_484/2008 23.02.2009 E. B

Il 25 giugno 2007 C.________ ha dunque adito la Pretura del Distretto di Lugano chiedendo la condanna di A.________ e B.________ al pagamento di fr. 361'440.-- rispettivamente di fr. 288'099.--, oltre interessi. A sostegno della sua pretesa essa ha addotto che se un membro della comunione ereditaria utilizza, prima della divisione, un bene facente parte della successione a titolo privato, egli deve alla comunione ereditaria rispettivamente all'usufruttuario un indennizzo per tale uso, calcolato tenendo conto delle pigioni e delle spese accessorie che avrebbero potuto essere incassate. A.________ e B.________ si sono opposti alla petizione eccependo, tra l'altro, la carenza del presupposto processuale della preventiva conciliazione in materia di locazione. Infatti, a loro modo di vedere, pur non avendolo dichiarato espressamente, la madre avrebbe avviato la causa giudiziaria per ottenere il corrispettivo di un contratto di locazione. Limitata l'udienza preliminare all'esame dell'eccezione (art. 181 CPC/TI), con sentenza dell'11 settembre 2008 la giudice di primo grado ha concluso per la sua infondatezza, non essendo realizzato un elemento essenziale del contratto di locazione, ovvero l'esistenza di reciproco consenso circa il carattere oneroso dell'utilizzo degli appartamenti e delle autorimesse; inoltre, l'ammontare di una qualsivoglia pigione non era determinato né determinabile. In assenza di un contratto di locazione, la giudice ha negato la competenza dell'ufficio di conciliazione.