Citation: H 348/01 09.09.2002 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha diffusamente e correttamente esposto i principi giurisprudenziali applicabili e disciplinanti il concetto di salario determinante ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS. Ha quindi rammentato la competenza delle casse di compensazione e tracciato la delimitazione tra salario determinante, da una parte, e reddito da sostanza, dall'altra, nel caso di prestazioni in favore di dipendenti che, nel contempo, sono pure titolari di diritti di partecipazione a società o comunque sono loro vicini (DTF 103 V 1; VSI 1997 pag. 213 consid. 2a e riferimenti ivi citati; RCC 1989 pag. 313 consid. 3a). A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione. 2.2 Giova comunque ribadire che, secondo la giurisprudenza, pur spettando in linea di principio alla cassa di compensazione di decidere, in maniera indipendente, se un elemento del reddito debba essere considerato come salario determinante oppure come reddito della sostanza, l'amministrazione deve, per quanto possibile, conformarsi alla valutazione ritenuta in materia di imposta federale. E' per questo che il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito, in via di principio, che le prestazioni, derivanti dall'utile netto di una persona giuridica, versate a salariati, titolari nel contempo di diritti di partecipazione alla società, fanno parte del salario determinante giusta l'art. 5 LAVS se trovano il proprio fondamento nel rapporto di lavoro esistente, mentre non rientrano in questo novero, bensì costituiscono una distribuzione dissimulata di utile esente dall'obbligo contributivo ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS, se vengono dispensate agli stessi soci oppure a persone vicine, senza (adeguata) controprestazione e senza che la società, nelle medesime circostanze, concederebbe tali prestazioni a terzi estranei, non partecipanti all'azienda (DTF 103 V 4 consid. 2b, 10 consid. 4b; RCC 1989 pag. 313 consid. 3b). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha così avuto modo di stabilire che i pagamenti, da parte della ditta datrice di lavoro, di interessi per un prestito privato contratto da azionisti dipendenti della stessa al fine di acquistare azioni emesse nell'ambito di un aumento di capitale azionario costituiscono salario determinante, dal momento che, in base all'esperienza e agli usi commerciali, le ditte non effettuano simili prestazioni in favore di azionisti che non lavorano nel loro ambito (VSI 1997 pag. 214 consid. 3b). Allo stesso modo, sono state considerate salario determinante le indennità per chilometri, che superano le spese effettive e sono tratte dall'utile netto della società anonima, versate ad azionisti maggioritari (RCC 1989 pag. 312), ritenuto che, secondo la comune esperienza di vita, siffatte prestazioni non sono accordate in forza dei diritti di partecipazione e trovano di conseguenza la propria giustificazione nell'esistenza di un rapporto di lavoro (RCC 1989 pag. 315 consid. 4b). Per contro, l'attribuzione di azioni liberate mediante fondi propri della società anonima (azioni gratuite) ad azionisti che lavorano alle dipendenze della ditta non costituisce reddito determinante soggetto a contribuzione se la quota di partecipazione alle azioni di nuova emissione non avviene in funzione di criteri dipendenti dal rapporto di lavoro (come può essere la durata di quest'ultimo), bensì dipende unicamente dai precedenti rapporti di partecipazione degli interessati al capitale sociale dell'impresa (DTF 122 V 178). In tali condizioni, infatti, il fatto che le azioni siano state rimesse in gran parte a persone che sono allo stesso tempo salariati della società non permette di stabilire una relazione sufficiente con il rapporto di lavoro (DTF 122 V 181 consid. 4c).