Citation: C 288/02 11.11.2003 E. 3

3.1 Il Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di affermare che, nei casi di sospensione di cui all'art. 44 cpv. 1 lett. b OADI, l'art. 45 cpv. 3 OADI rappresenta unicamente una regola dalla quale amministrazione e giudice delle assicurazioni possono dipartirsi laddove le circostanze particolari del caso lo dovessero giustificare (DLA 2000 no. 8 pag. 38). E' infatti riconosciuto che in quest'ambito, generalmente, le circostanze concomitanti rivestono un'importanza maggiore per la valutazione della colpa che non per esempio nel contesto del rifiuto di un'occupazione adeguata assegnata (art. 30 cpv. 1 lett. d LADI), dove i fatti e la gravità della colpa sono, di norma, chiaramente stabiliti. Ne discende che il potere di apprezzamento dell'una e dell'altro non è vincolato alla durata minima di sospensione fissata per i casi di colpa grave. Così, l'amministrazione, come pure il giudice, hanno la possibilità di infliggere una sanzione meno severa (DLA 2000 no. 8 pag. 42 consid. 2c). Ciò nondimeno, il giudice delle assicurazioni sociali non sostituirà senza validi motivi il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione (DTF 123 V 152 consid. 2; DLA 1998 no. 10 pag. 52 consid. 2). 3.2 Per quanto concerne la casistica sviluppata da questa Corte, occorre rammentare che una colpa mediamente grave (sospensione di 16 giorni) è stata segnatamente ravvisata nel comportamento di una assicurata che, anziché richiedere un semplice congedo, aveva rescisso il proprio contratto di lavoro a causa dei problemi di salute provocati - ed accertati secondo il grado della verosimiglianza preponderante - dalla propria situazione familiare, segnatamente dalla malattia della madre (RJJ 1999 pag. 54). Recentemente, il Tribunale federale delle assicurazioni ha quindi confermato una sospensione di 25 giorni inflitta ad un'altra assicurata che, senza essersi previamente garantita una nuova occupazione, aveva lasciato il proprio posto di lavoro oltre Gottardo per seguire il fidanzato - con il quale aveva convissuto per tre anni -, trasferitosi in Ticino per intraprendere un'attività professionale (sentenza del 17 marzo 2003 in re J., C 278/01).