Citation: 1P.22/2000 12.07.2000 E. 2

2.- a) Il ricorrente invoca gli art. 30 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU adducendo d'essere leso nel suo diritto a essere giudicato da un tribunale indipendente e imparziale. Egli richiama anche l'art. 73 cpv. 2 della Costituzione ticinese, del 14 dicembre 1997, secondo cui i tribunali decidono in modo indipendente e sono vincolati dalla legge, né possono applicare norme cantonali contrarie al diritto federale o alla Costituzione cantonale. Limitandosi ad accennare a questa norma, che parrebbe comunque concernere più la separazione dei poteri che non i diritti fondamentali del cittadino, il ricorrente non dimostra tuttavia come e perché la decisione impugnata la violerebbe. La critica è quindi inammissibile per carenza di motivazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b; cfr. invece la protezione giuridica istituita dall'art. 10 Cost. /TI e, al riguardo, il messaggio per la revisione totale della Costituzione ticinese, edizione speciale RDAT 1995, ad art. 10, pag. 39 e ad art. 74, pag. 112 seg.). b) Il diritto a un giudice indipendente e imparziale è ora espressamente regolato dall'art. 30 cpv. 1 Cost. ; analoga garanzia scaturiva già dall'art. 58 vCost. , per cui è applicabile la giurisprudenza relativa alla previgente norma costituzionale (FF 1997 I 171). Il diritto di ogni persona, previsto dall'art. 6 n. 1 CEDU, di comparire davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge ha, di massima, la stessa portata (DTF 120 Ia 184 consid. 2f, 116 Ia 14 consid. 4; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a Berna 1999, pag. 574 seg. ; Mark E. Villiger, Handbuch der Europäischen Menschenrechtskonvention, Zurigo 1999, pag. 269). La garanzia del diritto a un giudice imparziale vieta l'influsso sulla decisione di circostanze estranee al processo, che potrebbero privarla della necessaria oggettività, a favore o a pregiudizio di una parte; al giudice sottoposto a simili influenze verrebbe meno la qualità di "giusto mediatore" (DTF 125 I 209 consid. 8a, 124 I 255 consid. 4a, 117 Ia 170 consid. 3a). Questa garanzia è concretata in primo luogo dalle regole cantonali sulla ricusa e l'esclusione - o astensione obbligatoria - (DTF 116 Ia 14 consid. 4; Emilio Catenazzi, Considerazioni sugli istituti procedurali dell'astensione e della ricusazione, in: Evoluzione del diritto delle assicurazioni sociali, miscellanea per il 75° anniversario del Tribunale federale delle assicurazioni, Berna 1992, pag. 337 e segg.) che devono, unitamente a quelle concernenti l'organizzazione dei tribunali, essere concepite in modo tale da garantire l'indipendenza e l'imparzialità dei giudici, conformemente alle esigenze dell'art. 6 n. 1 CEDU (DTF 125 I 209 consid. 8a, 119 consid. 3a). Indipendentemente dai precetti del diritto cantonale, la Costituzione federale e la CEDU assicurano comunque a ciascuno il diritto di sottoporre la propria causa a giudici non prevenuti, ossia in grado di garantire un apprezzamento libero e imparziale. Sebbene la semplice affermazione della parzialità basata sui sentimenti soggettivi di una parte non sia sufficiente per fondare un dubbio legittimo, non occorre che il giudice sia effettivamente prevenuto: bastano circostanze concrete idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità per giustificare la sua ricusazione (DTF 125 II 541 consid. 4a e b, 125 I 119 consid. 3a, 116 Ia 14 consid. 4). c) La ricusa riveste un carattere eccezionale (DTF 116 Ia 14 consid. 4, 115 Ia 172 consid. 3) e dipende dall' esistenza di una possibile parzialità del giudice, valutata secondo un processo oggettivo e secondo un processo soggettivo. Il primo tende a ricercare se il giudice ricusato offre le necessarie garanzie per escludere ogni legittimo dubbio di parzialità; vengono considerati, in tale ambito, anche aspetti di carattere funzionale e organizzativo e viene posto l'accento sull'importanza che possono rivestire le apparenze stesse. L'esame soggettivo mira a determinare il pensiero interiore del giudice in una specifica situazione (DTF 120 Ia 184 consid. 2b, 117 Ia 408 consid. 2a, 116 Ia 14 consid. 4 e rinvii). Il giudice può in questo caso ricusarsi spontaneamente o su istanza di una parte. Per converso, i motivi di esclusione sono posti dalla legge, indipendentemente dalla sussistenza di un rischio di parzialità (DTF 117 Ia 411 consid. 2c; Catenazzi, loc. cit. , pag. 342).