Citation: 9C_916/2009 30.08.2010 E. 6

6.1 In concreto con le decisioni su opposizione del 20 aprile 2004 e del 5 luglio 2005, confermate in sede cantonale e federale, l'UAI ha concluso che l'assicurato (malgrado il danno alla salute psichico) aveva dimostrato, alla luce dell'ampio commercio di canapa posto in atto dal 2001 al 2003, di essere in grado di svolgere un'attività lavorativa e che pertanto non sussisteva invalidità. La procedura avviata su richiesta dell'assicurato, tendente all'assegnazione di una nuova rendita, conclusasi con decisione dell'8 ottobre 2008, confermata dal Tribunale cantonale, non ha accertato un peggioramento dello stato di salute (fisico) rispettivamente una riduzione della capacità lavorativa tali da ammettere un diritto alla rendita e quindi una modifica rilevante della situazione di fatto. Tale conclusione poggia su un accertamento completo e non manifestamente errato dei fatti ed è altresì conforme al diritto federale e pertanto, alla luce dei motivi elencati di seguito, va difesa. 6.2 In primo luogo va evidenziato che la perizia psichiatrica eseguita dalla dottoressa C.________ e dal dottor B._________ risulta conforme alla giurisprudenza in materia. In effetti, come correttamente indicato dal Tribunale di prime cure, non è necessario che il medico incaricato disponga del titolo FMH, bensì di una specializzazione nel settore interessato (sentenza 9C_218/2008 del 4 marzo 2009 consid. 4.2). La questione è tuttavia irrilevante in concreto, in quanto il Tribunale cantonale ha accertato, in maniera vincolante per questa Corte (consid. 2.2), che i colloqui con il peritando, la discussione e la redazione della perizia sono avvenuti sotto la supervisione del dottor B._________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia. Ne consegue che da questo punto di vista (formale) la perizia va considerata valida, malgrado la dottoressa C.________ fosse ancora in formazione nella materia interessata e non disponesse del titolo FMH (sentenza citata 9C_218/2008 ibidem). Non risulta inoltre dagli atti che la perizia sia insufficientemente motivata, né il referto del dottor I.________, psichiatra, che ha visitato l'assicurato nel dicembre 2007 e che non lo aveva precedentemente in cura, è atto a metterne in discussione le conclusioni, il cui tenore è stato integralmente confermato anche dalla dottoressa U.________, psichiatra, medico dell'AI, tramite un rapporto dettagliato. Del resto il ricorrente non motiva sufficientemente la censura sollevata, in quanto sostiene che i periti non avrebbero indicato le ragioni per cui lo stato di salute sarebbe migliorato. In realtà gli esperti non hanno attestato un miglioramento dello stato di salute (psichico), essendo stata posta, come in precedenza, una diagnosi psichiatrica (disturbi di personalità misti, ICD10 F61.0) simile a quella posta tempo addietro dal dottor L.________. Essi hanno tuttavia concluso che il danno alla salute, come accertato nella procedura precedente, non incideva sulla capacità lavorativa dell'assicurato. La motivazione richiesta sarebbe stata in ogni caso irrilevante, ritenuto che tema del contendere era un eventuale peggioramento dello stato di salute fisico (accertato ma ritenuto irrilevante), non essendosi egli mai prevalso, in occasione della nuova domanda di rendita, di un peggioramento dello stato di salute psichico (Fatti B). Ne consegue che correttamente la Corte di prime cure ha ritenuto affidabile e completa la perizia, in quanto redatta conformemente alla giurisprudenza federale in vigore (DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352). Poiché il referto poteva essere posto alla base del giudizio impugnato, la richiesta principale di rinvio degli atti, per procedere ad un ulteriore accertamento specialistico di natura psichiatrica, va respinta.