Citation: 2C_586/2019 E. 6.3.1

6.3.1. In primo luogo, come rettamente osservato dai Giudici ticinesi, il ricorrente è stato condannato il 16 ottobre 2015 alla pena detentiva di 24 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di quattro anni, alla multa di fr. 300.-- e al risarcimento equivalente in favore dello Stato di fr. 2'000.-- per dei reati che concernono violazioni della legge federale del 3 ottobre 1951 sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (LStup; RS 812.121), ovvero un ambito in cui il rischio di recidiva dev'essere apprezzato con rigore (cfr. DTF 139 II 121 consid. 5.3 pag. 126; sentenze 2C_44/2017 del 28 luglio 2017 consid. 5.1 e 2C_963/2015 del 29 febbraio 2016 consid. 4.3). In concreto, tra il settembre 2013 e il settembre 2014, l'interessato ha preso parte a un traffico di cocaina di entità non trascurabile, trasportando in più occasioni o procurando in altro modo a terzi complessivamente 1'010 grammi di tale sostanza destinati alla vendita (infrazione aggravata alla LStup). Un tale quantitativo di droga è indubbiamente atto a mettere in pericolo la salute di molte persone, cosa che il ricorrente non poteva ignorare. Inoltre, tra l'aprile 2012 e il gennaio 2015, l'insorgente ha venduto a terzi 500 grammi di marijuana e procurato alla sua compagna un quantitativo imprecisato di hashish, cocaina e marijuana (infrazione alla LStup). Infine, tra l'ottobre 2012 e il gennaio 2015, il ricorrente ha consumato 1'100 grammi di marijuana e 25 grammi di cocaina, nonché detenuto svariate altre sostanze stupefacenti destinate al proprio consumo personale (contravvenzione alla LStup). I reati per i quali il ricorrente è stato condannato sono dunque relativamente recenti; la pena inflitta all'interessato ne rispecchia inoltre la gravità, alla quale nulla toglie la sospensione condizionale. Va poi osservato che la sua azione delittuosa si è protratta per lungo tempo (l'infrazione aggravata alla LStup per un anno e l'infrazione alla LStup per quasi tre anni) e non è quindi circoscrivibile a un evento singolo e isolato. Essa è oltretutto stata messa in atto nonostante la vicinanza della compagna (con cui afferma di convivere dal 2008) e della figlia (nata nel 2011). L'insorgente, la cui responsabilità penale non è in discussione, disponeva per di più, al momento dei fatti, di un impiego, e ha agito per mero scopo di lucro. Infine, secondo i fatti accertati nel giudizio querelato - che vincolano il Tribunale federale, malgrado le affermazioni puramente appellatorie del ricorrente in proposito (cfr. supra consid. 2.2 in fine) -, l'attività criminosa dell'interessato ha preso fine unicamente grazie all'intervento delle autorità inquirenti (sentenza impugnata, pag. 9).