Citation: 1C_591/2016 E. 2.3

2.3. La ricorrente insiste sul fatto che farebbe difetto la connessione tra i fondi sequestrati e i reati rimproverati all'indagato e che non sussisterebbe una connessione temporale fra la sua presunta pericolosità sociale e il momento in cui detti valori sono stati acquisiti. Ora il TPF, richiamando la sua prassi, con la quale la ricorrente contrariamente al suo obbligo di motivazione non si confronta del tutto (art. 42 LTF), ha spiegato perché l'art. 72 CP, relativo alla confisca di valori patrimoniali di una organizzazione criminale, ha come scopo di derogare alla regola, applicabile sia nel diritto interno che in quello dell'assistenza giudiziaria, secondo la quale un bene può essere confiscato soltanto se è possibile identificare il reato dal quale proviene; i fondi che dipendono da un'organizzazione criminale, come accertato in concreto dai tribunali italiani per quelli litigiosi, sono presunti di origine delittuosa, a meno che i detentori dimostrino il contrario, ciò che non è avvenuto nella fattispecie. Né essa, limitandosi a criticare il ribaltamento dell'onere probatorio, si confronta con l'applicazione dell'art 74a AIMP, relativo alla consegna a scopo di confisca o restituzione, e dell'art. 260ter CP, concernente l'organizzazione criminale, operata dal TPF.