Citation: H 183/04 01.09.2005 E. 3

Il ricorrente contesta le conclusioni del primo giudice nella misura in cui lo ha ritenuto, in sostanza, responsabile di aver causato intenzionalmente o per negligenza grave un danno alla Cassa. Riferisce che la S.________ SA, sino al mese di ottobre 2000, ossia prima dell'apertura del Grotto E.________, gestiva solo il Night Club S.________; la situazione economica della società era buona. Asserisce che le aspettative poste nel Grotto erano andate deluse sin quasi dall'inizio, pur avendo egli sempre pensato di poter riuscire a finalmente avviarlo. Gli utili del Night Club servivano a coprire le perdite del Grotto. Resosi conto della sua non redditività - afferma il ricorrente - lo ha chiuso nel marzo 2002 convinto che così avrebbe potuto risolvere la situazione d'indebitamento della società. Z._________ prosegue asserendo che a partire dal 2001 e per tutto il 2002, pur avendo dichiarato uno stipendio di fr. 4'000.- mensili, per questioni di coperture sociali e assicurative non era mai stato in grado di percepirlo per intero, circostanza, questa, però non dimostrabile nel dettaglio. Soggiunge di avere tra il 15 ottobre 2002 e la fine del 2002 pagato alla Cassa fr. 17'943.75 di arretrati. L'interessato conclude affermando che le perdite subite - sia a causa del fallimento (fr. 230'000.- acquisto azioni, più almeno fr. 40'000.- per stipendio non prelevato da gennaio 2001 a gennaio 2003), sia più direttamente pagando e tentando di pagare, di tasca propria, il dovuto per l'imposta alla fonte e i contributi scoperti alla Cassa - sarebbero state ingenti e gli avrebbero provocato gravi difficoltà finanziarie. 3.1 Alla luce delle circostanze concrete, gli argomenti addotti dall'insorgente per il mancato pagamento dei contributi sociali sono ben lungi dal costituire motivo di giustificazione o di discolpa ai sensi della giurisprudenza. Infatti, i combinati art. 14 cpv. 1 LAVS e 34 segg. OAVS dispongono che i contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa dipendente siano dedotti da ogni paga e debbano essere versati periodicamente - nel caso di specie trimestralmente per il Grotto E.________ e mensilmente per il Night Club - dal datore di lavoro insieme al suo contributo. L'obbligo di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro è un compito prescritto dal diritto pubblico. A questo riguardo il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte ricordato che il venir meno a tale dovere costituisce una violazione di prescrizione ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a e sentenze ivi citate). 3.2 Nel caso di specie risulta che la Cassa, nel periodo entrante in linea di conto, ha sempre dovuto, al fine di ottenere il pagamento dei contributi sociali, precettare la S.________ SA. 3.2.1 Infatti, per quanto riferito al Grotto E.________ emerge che per il: - 1° trimestre 2001 a seguito del precetto esecutivo del 23 maggio 2001, tra il 10 giugno e il 25 luglio 2002, sono stati versati a saldo complessivi fr. 6'641.30; - 2° trimestre 2001 a seguito del precetto esecutivo del 24 agosto 2001, tra il 4 e il 22 novembre 2002, sono stati versati complessivi fr. 4'551.70, con un residuo a favore della Cassa di fr. 190.90; - 3° trimestre 2001, malgrado il precetto esecutivo del 23 novembre 2001, nulla è stato versato, con uno scoperto a favore della Cassa di fr. 4'424.50; - 4° trimestre 2001, malgrado il precetto esecutivo del 25 febbraio 2002, nulla è stato versato, con uno scoperto a favore della Cassa di fr. 4'681.95; - 1° trimestre 2002, malgrado il precetto esecutivo del 23 maggio 2002, nulla è stato versato. Lo scoperto totale nei confronti della Cassa, per il periodo dal 1° gennaio 2001 al 31 marzo 2002, ossia fino alla sua chiusura, è di fr. 12'227.30. 3.2.2 Anche per quanto riferito al Night Club, la Cassa, per poter incassare i contributi assicurativi, ha sempre dovuto adire le vie esecutive nei confronti della fallita: ciò malgrado, per il periodo dal 2001 al gennaio 2003, sono rimasti impagati contributi per fr. 67.70 nel 2001, per fr. 19'389.15 nel 2002 e per fr. 2'494.05 nel 2003, pari ad un importo totale di fr. 21'950.90 che, sommati allo scoperto dei contributi riferiti al Grotto, danno l'ammontare richiesto nella presente vertenza (fr. 12'227.30 + fr. 21'950.90 = fr. 34'178.20). 3.3 Orbene, Z._________ - dal profilo materiale proprietario economico della S.________ SA (il pacchetto azionario della società era stato da lui acquistato nel 1995 per l'importo di fr. 230'000.-) e formalmente procuratore con firma individuale - ha dimostrato con il suo modo di agire di non avere corretta nozione dei doveri che incombono ad un organo materiale. Egli infatti ha assunto la gestione della società, influenzandone in modo determinante la formazione della volontà (DTF 114 V 79 consid. 3; Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, Schweizerisches Aktienrecht, Berna 1996, § 37, n. 17). È bene ricordare in questo contesto che, secondo la giurisprudenza, sono considerati organi di una persona giuridica in primo luogo le persone iscritte come tali a registro di commercio, quali il consiglio di amministrazione (rispettivamente l'amministratore unico) e gli organi di controllo. A determinate condizioni possono assumere la qualità di organo anche il direttore, il procuratore ex art. 458 CO o l'amministratore di fatto (DTF 119 II 255, 117 II 441 consid. 2b, 571 consid. 3 e riferimenti; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant que parties à une procédure de réparation d'un dommage selon l'art. 52 LAVS, in RCC 1991 pag. 402 seg.). Nel caso di specie, l'insorgente si limita a sviluppare argomentazioni speciose, del tutto ininfluenti in questa sede, misconoscendo la natura dell'istituto in esame e i doveri che incombono al proprietario economico nonché procuratore con firma individuale nell'ambito del prelievo e del versamento dei contributi alle assicurazioni sociali. L'interessato non può incentrare la tesi difensiva, in sostanza, sul fatto di aver versato quasi fr. 18'000.- di contributi arretrati di tasca propria, pochi giorni prima di far fallire la società, e di aver chiuso il Grotto E.________ non appena aveva constatato che non era redditizio. Né tanto meno egli può richiamarsi alle ingenti perdite subite, ossia fr. 230'000.- per l'acquisto delle azioni societarie, nonché ulteriori fr. 40'000.- per il prelevamento solo parziale, durante il periodo da gennaio 2001 a gennaio 2003, dello stipendio che egli avrebbe dovuto percepire in quanto trattasi di un rischio imprenditoriale che avrebbe dovuto valutare all'inizio dell'operazione commerciale intrapresa e comunque avulso dal contesto riferito al non versamento dei contributi assicurativi. Vero è che Z._________ per anni, più in particolare in concomitanza con l'apertura del Grotto E.________, è sempre stato diffidato dalla Cassa a versare i contributi alle assicurazioni sociali che pagava oltre un anno dopo l'esigibilità degli stessi (ad esempio 1° trimestre 2001: diffida 3 maggio 2001, versamento 10 giugno e 25 luglio 2002; 2° trimestre 2001: diffida 3 agosto 2001, versamento 4 e 22 novembre 2002). Siffatta argomentazione a nulla sussidia. Va infatti rilevato che il Tribunale federale delle assicurazioni ha ripetutamente avuto modo di affermare che la scelta di differire il pagamento dei contributi paritetici deve essere, in primo luogo, obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della società e che, in secondo luogo, il datore di lavoro deve poter oggettivamente presumere di soddisfare entro breve termine - nel senso di pochi mesi e non di anni, come nel caso di specie - ogni suo credito nei confronti della Cassa (DTF 116 II 541 consid. 5a, 108 V 188). Nel caso in esame, tali presupposti sono ben lungi dall'essersi realizzati. Si ricorda al ricorrente che, nella sua qualità di proprietario economico e di gestore con firma individuale della S.________ SA, egli era in grado di influenzarne in modo decisivo e vincolante la formazione della volontà. Z._________ doveva quindi prestare particolare attenzione alla gestione societaria e, in particolare per quanto riguarda il caso di specie, al pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali. Ciò a maggior ragione quando si pensi che egli era a conoscenza del fatto che la società stava attraversando una grave crisi finanziaria estesa su un lungo arco di tempo, atteso altresì che egli avrebbe dovuto dare prova di tutta la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali e che in concreto non era sufficiente l'ossequio della diligentia quam in suis (DTF 122 III 198 consid. 3a e riferimenti ivi citati), essendo gli obblighi di vigilanza e di diligenza di un organo materiale, procuratore con firma individuale nonché vero e proprio deus ex machina, da connotare con particolare rigore (DTF 112 V 3 consid. 2b).