Citation: 5D_72/2016 E. 2.3

2.3. Riguardo alla capacità di essere parte dello Stato del Cantone Ticino, la ricorrente assume una posizione ambigua: a distanza di poche righe ne contesta e poi ne ammette la personalità giuridica. Se da intendersi come censura, essa è inammissibile in quanto contraddittoria. Per quanto attiene alla capacità processuale dello Stato del Cantone Ticino nonché alla rappresentanza dello stesso ad opera della Divisione delle contribuzioni/Ufficio esazione e condoni, la ricorrente formula critiche generiche e superficiali, senza veramente confrontarsi con la dovuta puntualità (combinati art. 117 e 106 cpv. 2 LTF; supra consid. 1.4) con le dettagliate e documentate considerazioni del Tribunale di appello. Non discute in particolare l'assunto che una procura sia necessaria solo in caso di rappresentanza contrattuale, mentre l'affermazione secondo cui il Cantone avrebbe dovuto esibire anche evidenza documentale che esso ha validamente delegato l'Ufficio esazione e condoni è doppiamente inammissibile: nuova, non revoca motivatamente in dubbio la sufficienza delle basi legali menzionate dai Giudici cantonali, né spiega quale ulteriore evidenza potesse essere richiesta. La critica ricorsuale rivolta contro il riferimento al consiglio di amministrazione della società anonima - che i Giudici cantonali hanno peraltro addotto a mero titolo esemplificativo - non fa menzione di una norma disattesa di rango costituzionale, né di una disposizione legale di altro rango che sarebbe stata applicata in maniera lesiva del divieto dell'arbitrio. Contrariamente a quanto asserisce la ricorrente, l'eventuale errata applicazione di norme di rango legislativo non rende la decisione impugnata automaticamente arbitraria. Le censure di natura processuale sollevate dalla ricorrente contro il modo di procedere dello Stato del Cantone Ticino si appalesano di conseguenza inammissibili.