Citation: 2A.527/2003 20.07.2004 E. 4

4.1 Nella fattispecie in esame, le infrazioni penali commesse dal coniuge della ricorrente, senza volerle minimizzare, non appaiono comunque di particolare gravità dal profilo della sicurezza pubblica e risultano inoltre ormai datate. È vero che egli, oltre alle condanne subite fino al 1997 (elencate in narrativa), è pure stato colto a varcare illegalmente il confine svizzero anche dopo la precedente decisione di diniego del permesso di dimora; ciò è comunque avvenuto in un'unica occasione, risalente al 25 settembre 1998. Da allora, in particolare dopo la crescita in giudicato dell'espulsione per tre anni pronunciata in sede penale e malgrado egli abiti in prossimità della frontiera, la sua presenza in Svizzera non è più stata segnalata. Ad ogni modo, nel loro insieme, le pene detentive inflittegli raggiungono complessivamente i trentacinque giorni e si situano pertanto ampiamente al di sotto del limite indicativo di due anni a partire dal quale, salvo circostanze eccezionali, deve essere in ogni caso negato il permesso di dimora al coniuge straniero di un cittadino svizzero, da poco tempo nel nostro paese (DTF 130 II 176 consid. 4.1; 120 Ib 6 consid. 4b).