Citation: 2C_609/2021 E. 4.2

4.2. Nella fattispecie, il Tribunale amministrativo ha constatato che il ricorrente era stato condannato in Italia a una pena di sei anni e undici mesi di reclusione per i reati di "fatti di bancarotta fraudolenta", "bancarotta fraudolenta" e "false comunicazioni sociali" e che, come risultava dalle varie sentenze penali italiane pronunciate nei suoi confronti, la sua partecipazione alle operazioni contestategli era stata "di rilevanza causale decisiva per la realizzazione degli obiettivi delittuosi" riconducibili agli altri autori dei reati finanziari in discussione. Date tali premesse, mal si comprende in cosa sarebbe insostenibile ritenere che l'insorgente era coinvolto nei fatti contestatigli in sede penale in Italia. I Giudici cantonali hanno constatato il suo coinvolgimento fondandosi direttamente sulla sentenza penale italiana che lo ha condannato a svariati anni di reclusione e che è divenuta definitiva il 29 ottobre 2014. L'interessato non può seriamente pensare di rimettere in discussione quanto stabilito in una sentenza penale italiana - confermata in via definitiva - invocando il contenuto di una sentenza pronunciata da un magistrato svizzero in una causa civile da lui promossa (in questo senso, cfr. anche la sentenza 5A_163/2018 del 3 settembre 2018 consid. 4.3.1, relativa al ricorrente). Come ha ritenuto a ragion veduta anche il Tribunale amministrativo, le considerazioni di natura civilistica esposte dal Pretore nella sentenza del 15 febbraio 2010 non possono avere nessuna influenza sulla condanna penale inflitta dai magistrati italiani all'insorgente e sul conseguente "coinvolgimento" di quest'ultimo nei fatti contestatigli. Alla luce di quanto precede, la censura di accertamento arbitrario dei fatti sollevata dal ricorrente appare infondata e va pertanto respinta.