Citation: 5A_264/2024 E. 2.2

2.2. Nel ricorso in materia civile, l'escussa espone i suoi gravi problemi di salute sopraggiunti negli ultimi due anni. Rimprovera all'autorità di vigilanza di non aver tenuto conto, oltre al suo precario stato di salute fisica, delle sue importanti limitazioni neurologiche e psichiche, della documentazione medica prodotta per comprovarle e del fatto che non sarebbe quindi, per il momento, in grado di salvaguardare i propri interessi nella procedura esecutiva. La ricorrente insomma non contesta che in effetti la sua insolvenza non sia stata causata dai problemi di salute e che quindi l'ipotesi esaminata dall'autorità di vigilanza non fosse realizzata, ma le rimprovera di non aver valutato l'altro caso, sviluppato dalla giurisprudenza, di applicazione dell'art. 61 LEF, ossia di non aver considerato che la sua grave malattia non le consente ancora di nominarsi un rappresentante. In aggiunta a tale argomentazione ricorsuale - intesa quale censura di violazione dell'art. 61 LEF, del diritto di essere sentita e di accertamento incompleto dei fatti - la ricorrente sostiene che, senza la proroga della sospensione dell'esecuzione, i requisiti di un equo processo sanciti dall'art. 6 CEDU non sarebbero garantiti.