Citation: 2P.151/2000 31.10.2000 E. 5

5.- a) Il ricorrente censura infine la violazione del principio costituzionale della buona fede: rimprovera alla Regione Valle di Poschiavo di avere agito in modo contraddittorio, avendo addotto l'inidoneità dell'infrastruttura del ricorrente solo in sede di ricorso. La critica del ricorrente è giustificata: sino all'inoltro delle osservazioni al gravame cantonale, la stazione appaltante non aveva mai contestato l'idoneità della struttura logistica del ricorrente, pur essendole noto che il mappale n. XXX era situato in zona agricola. Neppure aveva esitato a promuovere la conclusione e la prosecuzione del citato accordo interinale del 20 dicembre 1999 sulla medesima struttura. Ora, anche le autorità sono tenute ad agire secondo il principio della buona fede (v. art. 5 Cost.), per cui ci si deve seriamente chiedere se l'argomentazione della stazione appaltante poteva essere presa in considerazione dal Tribunale amministrativo. Il quesito può però rimanere indeciso, siccome la Corte grigione - pur traendo evidentemente spunto dalle argomentazioni delle parti - ha pronunciato l' esclusione dell'offerta in esercizio delle sue competenze originarie, conferitele dalla legge, in particolare l'accertamento d'ufficio dei fatti (art. 37 LTA) l'applicazione d'ufficio del diritto, senza, per di più, essere vincolata dalle richieste delle parti (art. 69 cpv. 1 LTA). Come già accennato (v. consid. 3b), il ricorrente non fa valere - perlomeno non in modo conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - che essa abbia ecceduto il proprio potere d'esame (cfr. in generale DTF 122 V 34 consid. 2c, 121 II 29 consid. 2b/bb e relativi rinvii). b) Per quanto riguarda la censurata lesione del principio dell'affidamento, i criteri cumulativi sviluppati dalla giurisprudenza (v. DTF 121 II 473 consid. 2c, 119 Ib 124 consid. 4c/aa e relativi rinvii) non sono dati, già per la circostanza che le autorità comunali di Poschiavo, pur auspicando e promuovendo esplicitamente la modifica del piano delle zone nel senso inteso dal ricorrente, non gli hanno mai fornito una garanzia vincolante, nella misura in cui l'accettazione del nuovo ordinamento spetta alla popolazione di Poschiavo e l'omologazione alle autorità cantonali. Del resto, una tale riserva risulta espressamente dai documenti richiamati dall'interessato medesimo e figuranti nell'inserto di causa, in particolare dal contratto di permuta del 24 febbraio 1998 tra il Comune politico di Poschiavo e il ricorrente, concernente proprio la particella n. XXX. Anzi, in tale accordo è precisato quanto segue: "Qualora l'azzonamento non venisse approvato dal popolo o dal Governo cantonale, il Comune politico di Poschiavo è esplicitamente esonerato da ogni e qualsiasi pretesa di risarcimento nei confronti dell'acquirente. L'entrata in possesso della particella oggetto del presente contratto non conferisce all'acquirente diritto alcuno in merito al suo futuro appezzamento e alla sua futura utilizzazione. Sono riservati esplicitamente tutti i vincoli di natura pianificatoria gravanti in presente ed in futuro sulla particella". Va poi aggiunto che, non essendo autorità competente a sancire la conformità dell'utilizzazione di un mappale con l'ordinamento delle zone, la Regione Valle di Poschiavo non può attuare alcuna assicurazione vincolante ai sensi dell'art. 9 Cost.