Citation: 2C_552/2013 E. 4.1

4.1. Innanzitutto il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale un diniego di giustizia formale, nel senso di una violazione del suo diritto di essere sentito, per avere rifiutato di sentire personalmente la sua compagna. A suo avviso, questo rifiuto avrebbe impedito di far luce su importanti dettagli, quali le modalità di prelevamento della posta, l'orario in cui avviene e il modo in cui la stessa viene smistata. La critica, inconferente, non va tutelata. Oltre al fatto che il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. non comprende di principio quello di comparire personalmente e di esprimersi oralmente dinanzi all'autorità giudicante (DTF 134 I 140 consid. 5.3 pag. 148 con rinvio; 130 II 425 consid. 2.1 pag. 428; 125 I 209 consid. 9b pag. 219), va osservato che il ricorrente non dimostra perché i giudici cantonali, sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove (al riguardo vedi DTF 136 I 229 consid. 5.3 pag. 236 e rinvii) e visti gli argomenti esposti nella sentenza cantonale (cfr. pag. 4 consid. 1 e pag. 4 consid. 4.2), avrebbero disatteso la Costituzione nel ritenere l'audizione della compagna ininfluente ai fini del giudizio. In effetti, premesso che in sede cantonale non è stato contestato né che la cassetta delle lettere venisse svuotata da questa persona né il contenuto della dichiarazione scritta rilasciata dalla medesima, non si intravvede ora quali chiarimenti essenziali potrebbe portare il fatto di sapere quando viene svuotata detta cassetta o come viene smistata la corrispondenza.