Citation: I 184/04 13.04.2006 E. 3

Rivenendo all'oggetto della lite, giova ricordare che giusta l'art. 53 cpv. 2 LPGA l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. Questo secondo requisito è per principio dato se la rettifica concerne una prestazione periodica (DTF 119 V 480 consid. 1c con riferimenti), anche in caso di una modifica minima del suo importo mensile (DTF 103 V 128). 3.1 L'analisi fatta dal giudice commissionale riguardo all'esistenza di tali presupposti merita di essere condivisa. 3.2 Rilevando come la decisione riesaminata avesse per oggetto una procedura di revisione del diritto alla rendita d'invalidità (art. 17 LPGA), il primo giudice ha in particolare rettamente osservato che, in mancanza di elementi più attendibili agli atti suffraganti l'avvenuta presentazione di una domanda di revisione da parte dell'assicurato anteriormente al 6 marzo 2000, l'aumento della rendita poteva avvenire al più presto a partire dal 1° novembre 1999 - mese al termine del quale era stata prevista l'ultima revisione d'ufficio (cfr. rapporto 21 novembre 1996 del servizio medico dell'UAI, dott.ssa E.________) - conformemente a quanto stabilito dall'art. 88bis cpv. 1 lett. b OAI. 3.3 Ignorando tale aspetto, la decisione su opposizione del 27 maggio 2003 era manifestamente errata e la sua rettifica rivestiva una notevole importanza. Questa circostanza giustificava il suo riesame. 3.4 Al giudizio commissionale può quindi essere fatto riferimento anche per quanto concerne la richiesta di anticipare l'inizio del diritto alla rendita intera dalla data dell'incidente. Non solo infatti all'inserto non figura alcun documento o nota suscettibile di sostanziare la tesi ricorsuale secondo cui egli avrebbe già inviato nel corso del 1998/1999 gli atti relativi all'incidente. Nemmeno la lettera del 6 marzo 2000, con la quale l'assicurato aveva comunicato all'amministrazione l'avvenuto incidente e aveva chiesto la possibilità di "cambiare l'invalidità", faceva minimamente allusione ad eventuali precedenti comunicazioni e colloqui. Nulla di diverso può essere infine dedotto dalle nuove allegazioni ricorsuali. Anche in questa sede, per quanto è dato di leggere e comprendere, non vengono sufficientemente circostanziati, con la necessaria chiarezza, modalità, nominativi e contenuti dei pretesi colloqui telefonici intercorsi con l'UAI. Né per il resto la prospettata - e comunque, quantomeno per il periodo in esame, mai effettuata - trasmissione dei tabulati telefonici avrebbe potuto modificare granché, ritenuto che essa, tutt'al più, avrebbe potuto dimostrare gli eventuali contatti telefonici con l'amministrazione, ma non anche i suoi contenuti (a proposito del rischio di sopportare le conseguenze della mancata prova ["Beweislosigkeit"] se una circostanza di fatto dalla quale una parte intendeva dedurre un suo diritto è rimasta non provata cfr. DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).