Citation: 2P.341/2006 26.11.2007 E. D

Adito in tempo utile da A.________, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ne ha respinto il gravame con decisione del 14 novembre 2006. In primo luogo ha rilevato che l'intervento del Dipartimento in veste di autorità di vigilanza era corretto e che il diritto di essere sentita dell'interessata non era stato leso. Richiamati l'art. 15 LASP e il regolamento, il Governo ticinese ha constatato che la formazione in questione andava riservata ai soli titolari di un diploma d'insegnamento di scuola dell'infanzia o elementare e, in casi estremamente eccezionali, ai titolari di un diploma che, ad esempio, non era riconosciuto dal Cantone. Era invece da escludere in modo categorico che vi potessero accedere persone che non erano in possesso di alcun diploma di studio quale docente. Al riguardo ha precisato che se l'art. 3 Reg. presentava delle possibilità di deroga rispetto all'art. 15 cpv. 2 LASP, le stesse non dovevano tuttavia essere interpretate in modo da snaturare il senso, rispettivamente lo scopo della legge. Osservando in seguito che oggetto del contendere era la revoca dell'autorizzazione a partecipare al corso, cresciuta in giudicato, il Governo cantonale ha ricordato che la facoltà di procedere alla revoca dipendeva dall'esito del confronto tra l'interesse all'attuazione del diritto oggettivo e quello della sicurezza giuridica. In concreto, anche se le condizioni poste dalla prassi per tutelare la decisione di ammissione al corso erano manifestamente date, la revoca litigiosa andava comunque confermata in quanto vi erano degli interessi pubblici preminenti rispetto a quello dell'interessata. Non doveva infatti essere dimenticato che il corso l'avrebbe abilitata ad insegnare nelle scuole medie allorché avrebbe beneficiato di una formazione specifica della durata di un solo anno e senza, soprattutto, possedere una formazione di base conforme a quanto richiesto dalla legge. A parere del Consiglio di Stato, una tale situazione provocherebbe evidenti problemi di grave disparità di trattamento nei confronti dei docenti che hanno un regolare iter formativo nonché potrebbe dare luogo a gravi problemi di gestione degli istituti scolastici, il cui corpo insegnante non sarebbe interamente composto da docenti con la formazione prevista dalla legge. Al riguardo ha poi sottolineato l'importanza del ruolo rivestito dal docente, la cui formazione deve in ogni caso essere esente da ogni possibile critica o pecca.