Citation: 5A_740/2020 E. 4.2

4.2. La Corte cantonale ha osservato che, nel caso concreto, il matrimonio ha palesemente influito sulla vita della qui ricorrente (dato che si è trasferita dal Kenya in Svizzera e che dall'unione sono nati due figli) e che quest'ultima non ha contestato di avere tuttalpiù diritto alla copertura del proprio fabbisogno minimo (fr. 2'720.-- mensili), considerato che al momento della separazione il solo reddito dell'opponente non bastava a coprire il fabbisogno familiare. Secondo i Giudici cantonali, dalla ricorrente (che non risulta avere alcun impiego ed è a carico della pubblica assistenza) può essere esatto di finanziare da sé tale debito mantenimento: se al momento della separazione nel 2014 (quando aveva 33 anni) doveva ancora occuparsi dei figli di tre e quattro anni, dal 9 agosto 2017 è ormai sgravata dalla cura della prole e, malgrado l'assenza di formazione professionale specifica, potrebbe esercitare un'attività lucrativa perlomeno nel settore delle pulizie per un reddito (stimato dal Pretore e non contestato dalla ricorrente) di fr. 2'900.--- mensili netti, tenuto conto anche del fatto che dovrebbe ormai aver imparato almeno i rudimenti della lingua tedesca (per l'apprendimento della quale frequenta dei corsi dal 2016). La Corte cantonale ha poi rilevato che la ricorrente non ha fatto valere che la sua età o il suo stato di salute sarebbero di ostacolo all'esercizio di un'attività lucrativa e nemmeno che si sarebbe attivata per reperire un'occupazione, mentre non ha saputo dimostrare l'asserita mancanza di opportunità di lavoro, nella regione in cui abita, nel predetto settore delle pulizie (mancanza che peraltro non può dirsi notoria). La Corte cantonale ne ha quindi concluso che, indipendentemente dalla capacità contributiva dell'opponente, la ricorrente non può da lui pretendere alcun contributo di mantenimento.