Citation: 1C_519/2015 E. 2.1

2.1. Riguardo al caso particolarmente importante, le ricorrenti sostengono che occorrerebbe stabilire se il Procuratore pubblico (PP) possa disattendere un accordo tra loro e il precedente PP, concluso dinanzi al Giudice dei provvedimenti coercitivi, che avrebbe precluso loro "de facto" di far capo ai rimedi di diritto previsti dalla procedura di dissigillamento (art. 248 CPP), senza che sarebbero intervenuti fatti nuovi tali da giustificare la pretesa violazione dell'accordo e, di riflesso, violando i principi della buona fede e dell'affidamento giusta gli art. 3 cpv. 2 lett. a CPP, 5 cpv. 3, nonché 9 Cost. Ciò poiché nell'ambito di un'udienza di dissigillamento svoltasi il 16 luglio 2013 dinanzi al Giudice dei provvedimenti coercitivi, quest'ultimo ha stralciato dai ruoli la procedura giusta l'art. 248 CPP, in quanto divenuta priva d'oggetto in seguito all'accordo. Le parti avevano infatti concordato un'udienza per incombenti concernente la levata dei sigilli, per valutare se e quali documenti potessero essere restituiti alle ricorrenti o semmai parzialmente segretati per rapporto agli interessi di terzi estranei al procedimento. Le ricorrenti ammettono che, come previsto dall'accordo, il 1° ottobre 2013 ha avuto luogo la cernita della documentazione, nel quadro della quale esse avevano dato il consenso alla trasmissione semplificata di una parte della stessa.