Citation: 6B_411/2017 E. 4.2

4.2. Sollevando la censura, il ricorrente si scosta dai fatti accertati senza tuttavia sostanziarne l'arbitrio. La circostanza secondo cui egli si sarebbe trovato in uno stato di incapacità di discernimento quando il medico gli ha fornito le informazioni, costituisce una semplice asserzione, che non poggia su specifici accertamenti di fatto vincolanti. D'altra parte, qualora l'imputato avesse dovuto nutrire dubbi sulla capacità di discernimento del ricorrente, trascurando tuttavia di eseguire i chiarimenti necessari, egli sarebbe tutt'al più punibile per negligenza (art. 13 cpv. 2 CP; cfr. sentenza 6B_869/2010 del 16 settembre 2011 consid. 4.5, in: SJ 2012 I pag. 275 segg.). Come visto, il reato di lesioni colpose (art. 125 CP) non è però più perseguibile nella fattispecie. Poiché nelle esposte condizioni una condanna per il reato di lesioni intenzionali appare oltremodo inverosimile, la Corte cantonale non ha violato il principio "in dubio pro duriore" confermando il decreto di abbandono (cfr., sulla portata di questa principio, DTF 138 IV 86 consid. 4.1).