Citation: 6B_109/2016 E. 4

L'insorgente sostiene che gli sarebbe stato negato il completo accesso agli atti dell'incarto, nella misura in cui non vi figurerebbero le prove relative all'adempimento dei presupposti di validità del certificato di verificazione del METAS. Essa sarebbe infatti subordinata segnatamente all'assenza di riparazioni di parti importanti per la misurazione e all'integrità dei dispositivi di sigillatura. Tale verifica rientrerebbe nel suo diritto di consultare l'incarto. Peraltro, egli avrebbe richiesto l'assunzione di prove volte a determinare la realizzazione di queste condizioni, ovvero l'ispezione oculare dei sigilli e l'edizione del rapporto del METAS su eventuali riparazioni e verifiche tecniche del radar. Le sue istanze probatorie sarebbero però state arbitrariamente respinte. Rimarrebbe pertanto ignoto il motivo per cui l'apparecchio sarebbe stato sottoposto a nuova verifica con un così largo anticipo rispetto al termine di validità del precedente certificato di verificazione, non potendosi escludere un problema di funzionalità. Confrontata con quanto illustrato dal caposettore traffico, acustica e vibrazione del METAS, la CARP non poteva esimersi dal chiarire le ragioni della seconda verificazione, che le circostanze farebbero apparire straordinaria. In assenza di simile approfondimento, l'accertamento dei fatti risulterebbe incompleto, ciò che giustificherebbe "la censura di cui all'art. 398 cpv. 3 lett. b CPP". Sussisterebbero pertanto dei dubbi sulla validità del certificato di verificazione e conseguentemente sul corretto funzionamento dell'apparecchio, di modo che il ricorrente dovrebbe essere prosciolto in applicazione del principio in dubio pro reo.