Citation: 4A_27/2020 E. 3.3

3.3. S'è detto che ventidue attori avevano avviato le cause ancora sotto la vigenza del diritto processuale cantonale (consid. B), che rimane applicabile (art. 404 cpv. 1 CPC). Anche l'art. 27 lett. b CPC/TI prevedeva un motivo di ricusazione di carattere generale: il giudice poteva essere ricusato "in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni". La prassi ticinese applicava questa norma al giudice che, con il suo comportamento, giustificava oggettivamente un'apparenza di prevenzione e parzialità. I principi interpretativi erano identici a quelli riassunti poc'anzi (cfr. COCCHI/TREZZINI, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, 2000, art. 27 n. 11 segg., in part. 28). Il Tribunale federale rivede l'applicazione del diritto cantonale soltanto sotto il profilo dell'arbitrio, a condizione che siano proposte censure specifiche (art. 106 cpv. 2 LTF). L'atto di ricorso ne è privo; all'art. 27 lett. b CPC/TI accenna soltanto nell'introduzione di diritto. I ricorrenti non operano peraltro nessuna distinzione tra le censure riferite alle ventidue procedure rette dal diritto ticinese e quelle concernenti le altre undici cause (nemmeno la sentenza impugnata distingue). L'omissione non influisce tuttavia sull'ammissibilità del gravame, dal momento che tutti i ricorrenti si prevalgono comunque degli art. 30 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU, la cui applicazione il Tribunale federale verifica liberamente (DTF 144 I 159 consid. 4.2).