Citation: 6B_993/2017 E. 4.6.4

4.6.4. Giova in primo luogo rilevare che le obiezioni dell'opponente A.________ si dipartono in parte da una giurisprudenza superata in materia di bancarotta fraudolenta del diritto italiano. Secondo gli sviluppi più recenti della Quinta sezione penale della Corte Suprema di Cassazione italiana, la dichiarazione del fallimento costituisce una condizione obiettiva (estrinseca) di punibilità del reato di bancarotta fraudolenta e non quindi un elemento costitutivo dello stesso (v. sentenza della Corte di cassazione italiana, Sezione V penale, n. 13910 dell'8 febbraio 2017, in Il Foro italiano 2017 II pag. 365). Quanto alla pretesa violazione del principio accusatorio, che egli sembra invocare per la prima volta in questa sede, potrà se del caso avvalersene dinanzi al TPF a cui la causa dev'essere comunque rinviata per nuovi accertamenti per le ragioni già esposte in precedenza e per quelle che seguono. Ciò premesso, la conclusione dell'autorità precedente in merito alla mancata realizzazione dei crimini a monte poggia esclusivamente sull'accertamento dell'assenza di consapevolezza di A.________ circa lo stato di decozione del gruppo J.________. Come visto però questo accertamento è arbitrario perché svolto senza valutare elementi di prova importanti e contrario al diritto (v. supra consid. 4.5). Peraltro, difettando una compiuta motivazione al riguardo, mal si comprende come il TPF possa ritenere non dati gli elementi costitutivi delle fattispecie penali in presenza di decisioni italiane di condanna, cresciute in giudicato, relative ai reati a monte emanate nei confronti dei vertici del gruppo nonché di M.________ e K.________. A tali giudizi, benché evocati dall'accusa, il TPF nemmeno accenna, violando così sia il diritto di essere sentito del MPC sia il divieto dell'arbitrio nella valutazione delle prove. Che i reati a monte non siano eventualmente imputabili a A.________, nei confronti del quale è tuttora pendente il processo in Italia, è questione distinta da quella di sapere se sussista un antefatto penalmente rilevante e se costituisca un crimine secondo il diritto svizzero. Arbitrario, perché immotivato, è anche il dubbio espresso sull'esistenza di un nesso sufficientemente stretto fra il reato pregresso commesso ai danni di società del gruppo J.________ e i vantaggi economici giunti in Svizzera. L'autorità precedente non spiega su cosa fondi tale dubbio e nemmeno valuta, senza addurre ragioni di sorta, quanto evidenziato nel rapporto degli esperti finanziari del MPC esplicitamente richiamato dall'accusa. Anche su questo punto pertanto il ricorso si rivela fondato.