Citation: 9C_645/2022 E. 3

Gli oggetti del litigio possono essere riassunti come segue. In via principale, il mancato integrale riconoscimento della deduzione delle spese relative all'uso del veicolo privato della ricorrente 1 (fr. 11'664.- per il 2017 e fr. 10'627.- per il 2018) in relazione alle imposte cantonali, rispettivamente il mancato riconoscimento del diritto a una deduzione - per gli stessi motivi - pari al massimo consentito di fr. 3000.- in relazione all'imposta federale diretta (per il 2017 e per il 2018). In via subordinata, la correzione della decisione su reclamo in sfavore dei ricorrenti ( reformatio in peius), consistente nell'annullamento della deduzione di fr. 1890.-, invece del riconoscimento di un'ulteriore deduzione annua di fr. 6300.-, pari al valore dell'abbonamento generale di prima classe offerto alla ricorrente 1 dal datore di lavoro (per le imposte cantonali) e di una deduzione - per gli stessi motivi - pari al massimo consentito di fr. 3000.- (per l'imposta federale diretta). In ogni caso, la questione dell'ammontare delle spese giudiziarie in sede cantonale. In relazione a tali aspetti, i ricorrenti insorgono davanti al Tribunale federale facendo valere una violazione dell'art. 26 LIFD, dell'omologo art. 25 della legge tributaria del Cantone Ticino del 21 giugno 1994 [LT/TI; RL/TI 640.100], degli art. 8, 9 (arbitrio e buona fede), 10, 27 Cost., nonché dell'art. 276 del codice civile svizzero (CC; RS 210) e della "legge sulle pari opportunità".