Citation: 9C_353/2024 E. 4.2.2

4.2.2. La ricorrente ha assunto i costi dell'Ozempic® per due anni senza alcuna verifica fino a conoscenza di una e-mail del medico cantonale C.________ e del farmacista cantonale D.________, in forza della quale si avvertiva che la situazione di mercato di Ozempic®, come pure di un altro medicamento affine, era peggiorata, con la conseguente messa in pericolo della continuazione della terapia per i pazienti diabetici. Vi era dunque la necessità di adottare misure per limitare l'assunzione di tali medicamenti alle indicazioni più importanti. Il medico e il farmacista cantonale hanno indicato espressamente che "la dispensazione è riservata ai pazienti che soddisfano la limitazione di cui all'Elenco delle specialità e a cui il farmaco è riconosciuto dalla propria cassa malati in ambito LAMal" (cfr. e-mail del 10 ottobre 2023 all'attenzione delle farmacie). La ricorrente pretende ora, a torto, di essere l'unica parte legittimata a fare valere la buona fede perché, senza il diretto intervento del medico e del farmacista cantonale, avrebbe continuato a rimborsare Ozempic®. La ricorrente omette di considerare quanto concluso dal Tribunale cantonale, segnatamente che spetta all'assicuratore, dopo avere ricevuto una richiesta di rimborso di una prestazione mettere in atto gli accertamenti necessari per stabilire se i costi sono a carico dell'assicuratore sociale. Non merita tutela il riferimento della ricorrente al "procedere usuale e cioè che l'assicuratore non mette in dubbio né la diagnosi né i medicamenti prescritti dal medico curante" (memoriale di ricorso, pag. 7), come neppure che un controllo sistematico all'inizio del trattamento imporrebbe all'assicuratore un impiego sproporzionato di risorse (umane e tecniche). Le questioni di organizzazione interna della ricorrente sono inidonee a modificare il suo ruolo attivo nel mettere in atto le dovute verifiche relative all'assunzione di una prestazione LAMal.