Citation: 2P.341/2006 26.11.2007 E. 3

Nel caso concreto il Consiglio di Stato ha constatato che le condizioni richieste dalla giurisprudenza affinché la decisione emanata dall'ASP sia tutelata, con conseguente impossibilità di revocarla, erano manifestamente date. Ciononostante ha considerato che vi erano degli interessi pubblici preminenti da tutelare a scapito dell'interesse privato della ricorrente. Innanzitutto ha messo in avanti il fatto che la ricorrente, oltre a non avere una formazione di base conforme a quanto richiesto dalla legge, avrebbe beneficiato di una formazione specifica riferita all'insegnamento nelle scuole medie della durata di un solo anno (ripartito su due anni scolastici). Ha poi osservato che la situazione, oltre a provocare evidenti problemi di grave disparità di trattamento nei confronti dei docenti che hanno un regolare percorso formativo (sia di base sia mediante una formazione complementare), potrebbe anche causare gravi problemi di gestione (nei confronti dei colleghi, degli allievi o dei genitori) degli istituti scolastici il cui corpo insegnante non sarebbe interamente composto da docenti con una formazione prevista dalla legge. Considerate l'importanza del ruolo rivestito dai docenti nella società, la rilevanza del loro agire per la formazione e il futuro dei loro allievi, la loro formazione e, di riflesso, la loro competenza dovevano, a suo avviso, essere esenti da ogni possibile critica o pecca. Tale conclusione si giustificava anche in considerazione della propria severità quando si trattava di valutare i titoli di studio dei candidati all'insegnamento nelle scuole medie.