Citation: 5P.411/2002 02.06.2003 E. 2

La ricorrente non contesta l'assenza di una valida retrocessione, ma lamenta un'interpretazione arbitraria delle disposizioni relative alla nozione di conversione di un negozio giuridico. Afferma però che, qualora le parti avessero conosciuto la nullità della retrocessione, esse avrebbero voluto una conversione di tale atto, atteso che la volontà espressa nella lettera del 28 agosto 2001 era quella di lasciare agire in giudizio la ricorrente. A torto pertanto la sentenza impugnata indica che la menzionata lettera non può essere convertita in una procura d'incasso. Con la propria censura la ricorrente misconosce che l'istituto della conversione e l'ipotetica volontà delle parti, nel caso in cui avessero riconosciuto la nullità del negozio giuridico da convertire, sono questioni di diritto, che possono essere sollevate in un ricorso per riforma (DTF 124 III 112 consid. 2b/bb pag. 119). Vista la sussidiarietà assoluta del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), le critiche ricorsuali attinenti alla mancata applicazione dell'istituto della conversione alla retrocessione si rivelano di primo acchito inammissibili.