Citation: 5A_660/2009 16.03.2010 E. 1

3.2 Nel proprio ricorso in materia civile il ricorrente si limita ad affermare, con riferimento alla predetta argomentazione, che la conclusione della Camera di esecuzione e fallimenti secondo cui egli non sarebbe legittimato a censurare la decisione sull'opposizione non è condivisibile e sostiene di essere l'unico legittimato a dolersi dei menzionati sequestri che non sarebbero stati formalmente intimati ai nuovi proprietari. 3.3 Ora, con tale motivazione, che peraltro nemmeno menziona il diritto costituzionale che sarebbe stato leso, il ricorrente si limita a contrapporre la propria opinione a quella dell'autorità cantonale e non soddisfa così le severe esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF ad un ricorso contro una misura cautelare nel senso dell'art. 98 LTF come quello all'esame. Non è nemmeno possibile intravvedere una valida censura nella lamentela del ricorrente inerente all'asserito pregiudizio subito per il fatto che nella decisione sull'opposizione il Pretore gli abbia accollato le ripetibili. Tale circostanza è infatti unicamente la conseguenza del fatto che l'escusso si è opposto, senza aver dimostrato un interesse, al sequestro ed è quindi del tutto inidonea a dimostrare l'interesse mancante. Il ricorso, insufficientemente motivato, si rivela pertanto inammissibile su questo punto. A titolo abbondanziale giova inoltre rilevare che il ricorrente pare dimenticare che - come suggerito nella sentenza impugnata - la LEF prevede degli strumenti che permettono a terzi toccati da un sequestro di far valere i loro diritti: da un lato, esiste la possibilità di interporre un'opposizione al decreto di sequestro (l'art. 278 cpv. 1 LEF) e, dall'altro, anche allo stadio dell'esecuzione di tale decreto è prevista una procedura che dev'essere seguita quando un terzo fa valere un diritto di proprietà su un bene sequestrato (art. 106 segg. LEF in relazione con l'art. 275 LEF).