Citation: 5P.91/2004 24.09.2004 E. 7

7.1 Per definire il concetto di fuga riportato al considerando precedente, la Corte cantonale si è riferita alla tesi di Werner Baumann (Die Konkurseröffnung nach dem SchKG, Zurigo 1979). Per il resto, la dottrina non dedica soverchia attenzione al concetto di fuga, limitandosi piuttosto ad enunciare singoli criteri di giudizio puntualmente rilevanti. Amonn/Walther (Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6a ed. Berna 2003, § 38 margin. 7), ad esempio, si limitano a restringere tale (non definito) concetto ad un trasferimento all'estero; pure Pierre-Robert Gilliéron (op. cit., n. 15 ad art. 190 LEF) non definisce positivamente in cosa consista la fuga, limitandosi a precisare che un semplice trasferimento di domicilio, in Svizzera ma anche all'estero, non basta, se non accompagnato da indizi che tale trasferimento sia stato posto in atto al fine di ledere gli interessi dei creditori (loc. cit., n. 16 con esempi dalla giurisprudenza). Anche Jaeger/Walder/Kull/ Kottman si limitano a discutere dettagli, segnatamente la portata di un trasferimento del luogo di residenza solo temporaneo (op. cit., n. 10 ad art. 190 LEF, con rinvio a n. 4 ad art. 53 LEF). Appena più loquaci Fritzsche/Walder, che derivano la fuga dall'impossibilità, per il creditore, di reperire un qualsiasi luogo di domicilio o di residenza, tanto in Svizzera quanto all'estero; salvo poi precisare che anche il debitore con domicilio noto possa essere visto come fuggitivo, qualora sulla scorta di indizi si debba ammettere che abbia trasferito il domicilio al fine di rendere ai propri creditori impossibile o almeno più difficoltoso tutelare i loro diritti (op. cit., § 38 margin. 6 pag. 87 s.). Alexander Brunner (op. cit., n. 5 ad art. 190 LEF) e Pierre-Robert Gilliéron (op. cit., n. 42 ad art. 271 LEF), come pure, quand'anche implicitamente, Jaeger/Walder/Kull/Kottman (op. cit., n. 10 ad art. 190 LEF), danno per scontato che il concetto di fuga dell'art. 190 LEF sia identico a quello del sequestro ex art. 271 LEF; ma ciò non aiuta oltre nella definizione della fuga, in quanto anche in quel contesto i medesimi autori evitano di definire la fuga, limitandosi a rinviare a quanto detto agli artt. 54 e 190 LEF (v. Jaeger/Walder/Kull/Kottman, op. cit., n. 26 ad art. 271 LEF) oppure ad estrapolare dalla giurisprudenza singoli casi che possano aiutare a delimitare cosa si intenda per fuga (Pierre-Robert Gilliéron, op. cit., n. 43 ad art. 271 LEF).