Citation: H 93/01 27.01.2003 E. 4

Sul ricorso di C.________. 4.1 C.________, oltre a contestare l'ammontare del danno, fa notare di avere inoltrato in data 11 agosto 1997 le dimissioni quale membro e segretario del consiglio d'amministrazione della X.________, come pure di avere disdetto il rapporto di lavoro per fine novembre 1997. Rileva infine che a partire dal 23 ottobre 1997 sarebbe stato A.P.________ a stabilire i pagamenti da effettuare. Il ricorrente sostiene pertanto di non essere responsabile del danno occorso a seguito del mancato versamento dei contributi per il quadrimestre dicembre 1997 - marzo 1998. Per quanto concerne il periodo successivo al 31 ottobre 1997, egli contesta che sia intervenuto un aggravamento del danno e rileva la mancanza del necessario nesso di causalità fra eventuali sue azioni o omissioni in quel periodo e il danno (preesistente), quest'ultimo essendosi già manifestato in precedenza e lo scoperto contributivo essendosi anzi ridotto da fr. 230'800.90 (fine ottobre 1997) a fr. 173'535.60 (fine novembre 1997). 4.2 Va in primo luogo osservato che se è vero che C.________ ha inoltrato le dimissioni l'11 agosto 1997 da membro e segretario del consiglio di amministrazione della X.________ nonché da direttore amministrativo della società, è altrettanto vero che le stesse erano state "provvisoriamente congelate in attesa di ulteriori decisioni" e che solo il 10 aprile 1998 l'interessato aveva confermato la sua volontà di rinunciare - irrevocabilmente e con effetto immediato - alle cariche presso la società. Ora, ritenuto che la dichiarazione di dimissione da membro del consiglio di amministrazione di una società anonima, quale atto formatore risolutivo e ricettizio (Wernli, in: Commentario basilese, 2a ed., n. 5 all'art. 711 CO), esplica i propri effetti nel momento in cui giunge nelle sfera d'influenza del destinatario (cfr. DTF 113 II 259) e che, nel caso di specie, in assenza di altre indicazioni, nella migliore delle ipotesi per il ricorrente, tale scritto può essere pervenuto a destinazione al più presto l'11 aprile 1998, quando, in virtù del disposto di cui all'art. 34 cpv. 4 OAVS, anche i contributi per il mese di marzo 1998 erano divenuti esigibili, se ne deve dedurre che C.________, dovessero realizzarsi gli ulteriori presupposti (cfr. consid. 3.3), resta responsabile per il loro pagamento. 4.3 Gli argomenti addotti da C.________ a giustificazione o a discolpa del proprio operato non sono invocabili quali esimenti. Accettando, a partire dal 19 luglio 1996, la carica di membro del consiglio di amministrazione e di direttore amministrativo - con una rimunerazione di fr. 11'779.- lordi mensili - l'interessato, dal quale si poteva pretendere che disponesse di sufficienti conoscenze gestionali e contabili tali da consentirgli di comprendere tempestivamente e in termini agevoli l'evolversi della situazione finanziaria e di agire di conseguenza, si è assunto anche i relativi obblighi. Ora, i periodi di prolungata illiquidità della società dovevano indurlo a seguire con maggiore attenzione l'andamento societario, tanto più che, come risulta dal verbale 23 ottobre 1997 del comitato direttivo, egli stesso aveva riconosciuto la gravità della situazione finanziaria della ditta. Per quanto esposto, se l'interessato non avesse voluto incorrere nei rischi correlati alla responsabilità di cui all'art. 52 LAVS - di cui doveva conoscerne l'esistenza -, avrebbe dovuto rendere effettive le dimissioni inoltrate l'11 agosto 1997 e non lasciarsi convincere a "congelarle" (e pertanto a ritirarle) fino al 10 aprile 1998. L'atteggiamento del ricorrente denota una grave disattenzione dell'art. 52 LAVS che, per quanto già evidenziato in precedenza (consid. 3.4.3), lo rende responsabile, in solido con A.P.________ e M.P.________, del danno subito dalla Cassa nei termini stabiliti al consid. 3.5.2. Irrilevante è quindi l'argomento secondo cui sarebbe stato A.P.________ a stabilire, a partire dal 23 ottobre 1997, quali pagamenti effettuare. Quale direttore amministrativo e membro del consiglio di amministrazione, C.________ doveva dare prova di tutta la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali, non essendo per contro sufficiente il solo ossequio della diligentia quam in suis (DTF 112 V 3 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 III 198 consid. 3a). L'interessato avrebbe pertanto dovuto vigilare e sollecitare con (maggiore) attenzione il pagamento regolare e compiuto, da parte della società, dei contributi sociali, per i quali continuava comunque ad essere responsabile, indipendentemente dai rapporti interni vincolanti solo inter partes (cfr. sentenza del 16 settembre 2002 in re Z., H 10/01, consid. 10.2). In via abbondanziale va rilevato che il miglioramento della posizione debitoria nei confronti della Cassa evocato dall'insorgente non giustifica comunque l'operato dello stesso. La forte esposizione debitoria altro non dimostra se non che la fallita aveva ritardi non indifferenti e difficilmente colmabili e che la ditta si è in parte finanziata, almeno nella sua fase terminale, grazie al differimento del pagamento dei contributi paritetici, alla fine rimasti insoluti. Da quanto precede, si deve concludere che a ragione la pronuncia cantonale ha ritenuto C.________ responsabile per il danno occorso alla Cassa, stabilito in fr. 119'378.50.