Citation: 2P.298/2005 31.07.2006 E. 5

5.1 Affinché siano realizzati gli estremi dell'arbitrio, entro cui il Tribunale federale è chiamato ad esaminare il giudizio impugnato (cfr. consid. 2.1), non è tuttavia sufficiente che una soluzione diversa da quella adottata dai giudici cantonali sia immaginabile o addirittura preferibile. Occorre invece che il risultato a cui è pervenuta l'istanza inferiore risulti manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, gravemente lesivo di una norma o di un chiaro principio giuridico oppure in contrasto intollerabile con il sentimento di giustizia e di equità (DTF 131 I 217 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 49 consid. 4, 8 consid. 2.1). Orbene, per le ragioni che seguono, nel caso specifico tali presupposti non risultano adempiuti. 5.2 Come già osservato (cfr. consid. 3.2), la legge fiscale del Comune di Mesocco non assoggetta all'imposta unicamente i trapassi di proprietà in senso puramente civilistico, ma esige altresì di procedere ad un'interpretazione economica delle transazioni (art. 15 LF-Mesocco). Non è quindi fuori luogo applicare questo metodo di valutazione anche alla determinazione dei valori imponibili, nel senso inteso dalla Corte cantonale. Al riguardo, la compravendita e la costituzione dell'usufrutto possono a ragione venir considerati come un'unica operazione dal profilo economico, benché oggetto di due contratti separati. I rispettivi atti notarili evidenziano questa correlazione, indicando, da un lato, che il prezzo di vendita andava soluto "dopo deduzione del diritto di usufrutto" e, d'altro lato, che "il corrispettivo del costituito diritto di usufrutto ... verrà dedotto dal prezzo di compravendita". La presa in conto unicamente del contratto di compravendita può per contro apparire artificiosa e condurre fors'anche ad un trattamento ingiustificatamente differenziato se l'usufrutto viene costituito nel medesimo tempo della vendita anziché in precedenza. In entrambi i casi, il compratore acquista infatti soltanto la "nuda proprietà" ed il relativo valore. È peraltro indubbio che l'esistenza del diritto di usufrutto influisca sul prezzo di mercato del fondo, indipendentemente dal fatto che detta servitù non costituisca un diritto a sé stante e permanente. Dal punto di vista economico, lo scambio di prestazioni intervenuto può pertanto realmente venir circoscritto, di fatto, al pagamento di un prezzo di fr. 140'000.-- per l'acquisto di un fondo gravato di usufrutto. L'argomentazione dei giudici cantonali appare in particolare sostenibile perlomeno laddove, come in concreto, la servitù viene concessa non su di un altro sedime, ma sul fondo venduto. Non è infatti sbagliato ritenere che in tal caso l'usufrutto non rappresenti una controprestazione dell'acquirente, ma la costituzione preliminare di un diritto reale limitato da parte del venditore su di un proprio bene immobile. Anche in quest'ottica la transazione può allora venir compresa unicamente come trapasso del fondo dedotta la servitù (Peter Ruf, Handänderungsabgaberecht - Kommentar zu den Artikeln 1-10 des bernischen Gesetzes betreffend die Handänderungs- und Pfandrechtsabgaben, Muri 1985, n. 5 ad art. 7; Christian Schöninger, Die Handänderungssteuer des Kantons Basel-Stadt, tesi Basilea 1992, pag. 68 seg.).