Citation: 2C_697/2009 03.02.2010 E. 4

4.1 In base agli accertamenti vincolanti della Corte cantonale (art. 105 cpv. 1 e 2 LTF), non contestati, va nella fattispecie tenuto conto di quanto segue. La ricorrente ha lasciato il suo paese d'origine e scelto di stabilirsi in Svizzera nell'autunno del 2003, quando la figlia H.________ aveva nove anni. Quest'ultima, oggi quindicenne, è stata a quel momento affidata alla custodia del padre e della nonna paterna, con cui è rimasta fino al settembre del 2008. Nonostante in base all'art. 8 CEDU avrebbe potuto pretendere di venir raggiunta in Svizzera da H.________ almeno fin dal 2005, quando si è sposata (DTF 129 II 249 consid. 2.2; 125 II 585 consid. 2d), la ricorrente ha perciò aspettato anni prima di presentare una richiesta di ricongiungimento, senza mai giustificare in alcun modo questa attesa. Durante il lasso di tempo trascorso, non ha segnalato alle autorità svizzere di polizia degli stranieri l'esistenza di H.________; in quel periodo, neppure sono stati documentati periodi di vita in comune. H.________ ha sempre vissuto ad Antigua e, salvo la presenza della madre e dei fratellastri, non ha alcun legame né alcuna familiarità con la Svizzera, il suo sistema scolastico e le sue lingue. Vista la sua età, è inoltre lecito presumere che un trasferimento definitivo in Svizzera la metterebbe a confronto con rilevanti problemi d'integrazione, in particolare con difficoltà dal punto di vista scolastico e dell'inserimento professionale, a cui potrebbe essere prossima (cfr. DTF 129 II 249 consid. 2.2, 129 II 11 consid. 3.3.2), problemi e difficoltà che si sono per altro già presentati durante i trascorsi mesi (cfr. sentenza querelata, consid. 4.2 pag. 9). 4.2 In queste circostanze, soltanto un mutamento radicale della situazione, rispettivamente un motivo che impone un trasferimento, potrebbe eventualmente giustificare il rilascio del permesso di soggiorno richiesto. Come in sede cantonale, la ricorrente basa la propria domanda sull'attestato rilasciatole dal dott. J.________ del 12 febbraio 2009. Esso certificherebbe infatti gravi maltrattamenti psicologici e fisici subiti da sua figlia sia da parte della matrigna, convivente col padre, che della zia. Sennonché, come correttamente rilevato dall'istanza precedente e non concretamente contestato, tale documento non fornisce nessuna prova oggettiva ed inequivocabile in merito. Una prova in tal senso, non è inoltre neppure ravvisabile nell'analogo scritto del 4 giugno 2009 del servizio medico-psicologico cantonale, anch'esso agli atti e già vagliato dalla Corte cantonale, poiché dà conto più in generale di un disagio comportamentale, manifestatosi anche in ambito scolastico. 4.3 La conclusione tratta dall'autorità precedente, secondo cui l'esistenza di motivi che impongono il trasferimento della figlia non è provata, dev'essere pertanto confermata. La domanda di ricongiungimento familiare appare in effetti dettata innanzitutto dall'interesse ad offrire alla figlia migliori opportunità formative e professionali. Per quanto comprensibile, questa motivazione non può risultare preminente rispetto all'interesse pubblico a praticare una politica restrittiva in materia di soggiorno degli stranieri. Per i motivi illustrati, la ricorrente non può dedurre nulla dal citato disposto convenzionale.