Citation: 1C_331/2020 E. 3

Queste conclusioni non mutano per l'accenno ricorsuale ad asseriti fatti nuovi, segnatamente alla circostanza ch'egli da decenni è comproprietario del fondo n. 679 di Stabio e che con risoluzione del 4 maggio 2020 il Municipio gli ha rilasciato la licenza edilizia per realizzare una casa sulla sua particella n. 2881. In effetti, secondo l'art. 99 cpv. 1 LT, nell'ambito di un ricorso al Tribunale federale possono essere addotti fatti e mezzi di prova nuovi soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore, condizione manifestamente non adempiuta in concreto, visto che la carenza di un interesse a ricorrere era nota al ricorrente dalla conoscenza dell'istanza di cancellazione, e al più tardi dopo la notifica della decisione governativa. Nulla gli impediva poi di addurre fin dall'inizio della procedura ch'egli era proprietario di altri fondi siti nel Comune, al più tardi dinanzi al Governo e alla Corte cantonale. Per nuovi fatti si intendono in effetti nova in senso improprio, ossia prove che nella procedura precedente si sarebbero già dovute addurre, senza che sia stato il caso, come la circostanza che il ricorrente era ed è proprietario di altri fondi. D'altra parte il Tribunale federale non può tenere conto di fatti o mezzi di prova sopraggiunti dopo l'emanazione dell'atto impugnato, vale a dire veri nova, come il rilascio dell'invocata licenza edilizia del 4 maggio 2020, successiva alla decisione impugnata (DTF 144 V 35 consid. 5.2.4 pag. 39; 142 V 590 consid. 7.2 pag. 598), e neppure di altre circostanze che le parti, per negligenza, hanno omesso di addurre tempestivamente dinanzi alle autorità cantonali (DTF 143 V 19 consid. 1.2 pag. 22 seg.). È fatta eccezione a questo principio, tra l'altro, quando si tratta di nova che intervengono sull'oggetto del litigio in maniera tale da privare il ricorso di ogni senso, ciò che non si verifica in concreto.