Citation: 4A_447/2021 E. A

A.a. Il 1° marzo 2019 l'associazione A.________ e B.________, cittadina italiana domiciliata a Lugano, hanno concluso un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con cui quest'ultima si è impegnata a lavorare quale rappresentante legale nei Centri federali d'asilo, con un grado di occupazione del 60 % e un salario mensile lordo per tredici mensilità di fr. 3'960.-- ciascuna. A.b. A fine maggio del 2020 la lavoratrice ha notificato alla competente autorità la sua partenza dalla Svizzera per l'Italia con effetto al 31 maggio 2020. Il 2 giugno 2020 ha comunicato ciò al direttore di A.________, precisando di essere in malattia dal 2 giugno al 14 giugno 2020 (assenza poi prolungata dal 15 al 28 giugno 2020). Il 9 giugno 2020 l'interessata ha proposto al suo datore di lavoro di firmare e inviare all'autorità competente un'istanza per l'ottenimento di un nuovo permesso per frontalieri G, da lei già compilata. Il datore di lavoro, però, non l'ha spedita e con lettera del 15 giugno 2020 ha disdetto il contratto con effetto immediato e retroattivo al 1° giugno 2020, poiché l'annuncio della partenza definitiva per Lavena Ponte Tresa le impediva di lavorare in Svizzera, e poiché la proposta di continuare a operare con un nuovo permesso per frontalieri era "particolarmente problematica", giacché l'attività di A.________ dipendeva per lo più da mandati pubblici conclusi con Cantone e Confederazione, "ciò che rende sensibile la tematica dell'eventuale assunzione di personale non residente in Svizzera".