Citation: 1C_305/2020 E. 3.2

3.2. Secondo la giurisprudenza, l'autorità amministrativa competente a ordinare la revoca della licenza di condurre deve di principio attenersi agli accertamenti di fatto contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato. La sicurezza del diritto impone infatti di evitare l'emanazione di decisioni contraddittorie. L'autorità amministrativa può scostarsi dai fatti accertati in sede penale solo se può fondare la sua decisione su accertamenti di fatto sconosciuti al giudice penale o da lui non presi in considerazione, se assume nuove prove il cui apprezzamento conduce a un risultato diverso o se l'apprezzamento delle prove compiuto dal giudice penale è in netto contrasto con i fatti accertati o infine se il giudice penale non ha chiarito tutte le questioni di diritto, in particolare quelle che riguardano la violazione delle norme della circolazione (DTF 139 II 95 consid. 3.2 pag. 101 seg. e rinvii). L'autorità amministrativa e la Corte cantonale possono nondimeno procedere autonomamente a una valutazione giuridica diversa dei fatti e valutare diversamente le questioni giuridiche, segnatamente l'apprezzamento del pericolo e la colpa ai sensi degli art. 16 segg. LCStr (DTF 136 II 447 consid. 3.1 pag. 451; sentenza 1C_421/2019 del 20 dicembre 2019 consid. 3.1). Il principio secondo cui l'autorità amministrativa non può scostarsi dall'accertamento dei fatti operato in sede penale, impone all'imputato di non attendere il procedimento amministrativo per presentare eventuali censure e mezzi di prova. Egli è infatti tenuto, secondo il principio della buona fede, a proporli già nel quadro della procedura penale, nonché ad esaurire, se del caso, i rimedi di diritto disponibili contro il giudizio penale (DTF 123 II 97 consid. 3c/aa pag. 104, 121 II 214 consid. 3a pag. 217 seg.; sentenza 1C_470/2019 del 31 gennaio 2020 consid. 5.1.2).