Citation: 6B_1151/2013 E. 4.1

4.1. Il ricorrente ritiene arbitrario e lesivo del principio "in dubio pro reo" l'accertamento secondo cui, nonostante abbia visto lampeggiare sul monitor della sua postazione il segnale dello scambio, non ha avvisato il macchinista del treno. Egli critica la considerazione della CARP secondo cui di norma un evento emotivamente significativo come l'incidente di cui trattasi ne fissa il ricordo nella memoria di chi vi assiste, sicché sarebbe poco credibile ch'egli non ricordi nulla dei momenti immediatamente precedenti l'incidente. Sostiene che si tratterebbe al riguardo di un assunto di logica dedotto dall'esperienza generale della vita che potrebbe essere esaminato liberamente dal Tribunale federale. Il ricorrente adduce che l'incidente è avvenuto in un orario di punta, quando occorreva seguire 10-15 treni contemporaneamente, per cui non si potrebbe pretendere ch'egli si ricordi del movimento di un singolo treno. Ritiene irrilevante il fatto che l'allarme acustico era disinserito e sostiene che le dichiarazioni di O.________ (macchinista del convoglio) e di P.________ (operatore ausiliario al fianco del ricorrente) non sarebbero di aiuto per chiarire s'egli ha avvisato o meno il macchinista. O.________ non avrebbe infatti negato di avere ricevuto una chiamata dalla "Leitstelle" e, comunque, il fatto di non averla ricevuta non esclude il tentativo del ricorrente di eseguirla ma di non essere per finire riuscito a stabilire il contatto a causa delle difficoltà del collegamento radio. Da parte sua, P.________ non avrebbe negato che il ricorrente ha tentato di chiamare il macchinista, ma avrebbe semplicemente riferito di non rammentare la circostanza, essendo occupato in altri compiti. Secondo il ricorrente, la CARP avrebbe quindi abusato del proprio potere di apprezzamento nel ravvisare in queste dichiarazioni una prudenza particolarmente riguardosa del collega nei suoi confronti. Si tratterebbe a suo dire, anche in questo caso, di una deduzione tratta dall'esperienza generale della vita, che potrebbe essere esaminata liberamente dal Tribunale federale. Il ricorrente ritiene inoltre insostenibile e contrario al principio "in dubio pro reo", che dalla prassi instauratasi presso la centrale di comando di non più chiamare i macchinisti per verificare l'effettiva presenza di eventuali anomalie venga dedotto l'accertamento secondo cui egli, nella fattispecie concreta, non ha avvisato il macchinista né ha tentato di farlo.