Citation: 6B_1012/2015 E. 12.2

12.2. Sempre con riferimento ai fatti successivi a quelli incriminati (risveglio, viaggio all'ospedale e arrivo all'appartamento dell'accusatrice privata), il ricorrente ritiene una semplice congettura la considerazione della CARP secondo cui era totalmente illogico che una persona altamente sofferente come la vittima in quel momento si facesse condurre a casa per discutere sul da farsi e fumare una sigaretta, come da lui sostenuto. Ribadisce che sarebbe stata una sua premura quella di rinchiudere l'accusatrice privata nelle rispettive abitazioni e relativizza il messaggio inviato dalla vittima alla collega I.________, dal tenore "Chiama polizia falla venire da A.________ mi ha devastata x favore io non posso muovermi". Adduce al proposito che il termine "devastata" sarebbe stato da lei anche utilizzato nei colloqui con il proprio psichiatra in relazione con il consumo di alcool e con le cadute. Il ricorrente sottolinea come l'accusatrice privata non abbia subito chiamato la polizia, ma unicamente la collega, e non abbia fatto riferimento a una violenza carnale. Sostiene che sia il tenore dei messaggi a I.________ sia il suo atteggiamento durante il viaggio in automobile verso il proprio domicilio (anziché all'ospedale) risulterebbero tranquilli. Rimprovera alla Corte cantonale di non avere considerato come dopo la presunta violenza carnale, pur dicendosi terrorizzata, l'accusatrice privata avrebbe dormito tranquillamente al suo fianco, al risveglio non avrebbe tentato la fuga, non avrebbe chiamato la polizia né avrebbe invocato soccorso. Si tratta al riguardo di argomentazioni di natura meramente appellatoria, che mettono genericamente in discussione le puntuali considerazioni dei giudici cantonali senza sostanziarne l'arbitrio. Il ricorrente disattende che l'accusatrice privata ha comunque chiesto subito alla collega di chiamare la polizia, che, laddove era apparsa tranquilla durante il tragitto in auto, non poteva parlare liberamente per la presenza del compagno, che al proprio domicilio ha chiamato la polizia di persona e che agli agenti intervenuti era apparsa visibilmente spaventata ed agitata. Trascura inoltre che dinanzi agli agenti l'accusatrice privata aveva fatto un'affermazione che poteva lasciare pensare a un possibile abuso e che aveva portato ad eseguire verifiche in tal senso. Il ricorrente non prende in considerazione questi accertamenti e non dimostra che la sentenza impugnata sarebbe manifestamente insostenibile anche tenendo conto degli stessi.