Citation: 2A.162/2003 26.11.2003 E. 1

1.1 Oggetto dell'impugnativa è la sentenza con cui il Tribunale amministrativo ticinese ha tutelato la decisione di stralcio adottata dal Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato, e confermata dal Governo stesso, per sopravvenuta mancanza dell'oggetto della lite e quindi per difetto di interesse pratico ed attuale all'esame del gravame. La controversia riguarda pertanto una questione puramente formale, regolamentata esclusivamente dal diritto procedurale cantonale (Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad art. 43, n. 1 seg.). Secondo la prassi, qualora la decisione impugnata dichiari un ricorso inammissibile in base al diritto cantonale di procedura, il rimedio esperibile è il ricorso di diritto amministrativo, se l'autorità cantonale, ove fosse entrata nel merito del gravame, avrebbe dovuto applicare il diritto materiale federale (DTF 127 II 264 consid. 1a; 123 I 275 consid. 2c e rinvii). In concreto, occorre pertanto esaminare se, nel merito, sarebbe dato ricorso di diritto amministrativo. 1.2 Mentre le cosiddette limitazioni funzionali del traffico sono disciplinate dalla legislazione federale e sono pertanto impugnabili, dinanzi al Tribunale federale, mediante ricorso di diritto amministrativo (art. 3 cpv. 4 della legge federale sulla circolazione stradale, del 19 dicembre 1958 [LCStr; RS 741.01]), il diritto di interdire la circolazione completamente o limitarla temporaneamente sulle strade che non sono aperte al grande traffico emana dalla sovranità cantonale sulle strade (art. 3 cpv. 1 LCStr; art. 46 delle legge cantonale ticinese sulle strade del 23 marzo 1983). In quest'ambito, i Cantoni godono di ampia libertà di decisione e sono vincolati solamente al rispetto dei diritti costituzionali; tali misure possono quindi essere impugnate al Tribunale federale unicamente mediante ricorso di diritto pubblico (art. 3 cpv. 3 ultima proposizione LCStr; sentenza 2P.458/1995 del 13 maggio 1997, pubblicata in: ZBl 99/1998 pag. 379, consid. 1a; sentenza 2P.236/1995 del 23 aprile 1996, pubblicata in: RDAT I-1997 n. 61 consid. 1a; sentenza 2P.109/1994 del 14 ottobre 1994, pubblicata in: ZBl 96/1995 pag. 508, consid. 2a). Nella fattispecie, non v'è dubbio che l'avversato provvedimento adottato dal Municipio di Robasacco costituisce un divieto totale di circolazione temporalmente limitato, ai sensi dell'art. 3 cpv. 3 LCStr, contro cui sarebbe esperibile unicamente un ricorso di diritto pubblico. Riguardo al mezzo d'impugnazione, è irrilevante che, come usuale, anche nel caso specifico, la regolamentazione adottata dall'autorità comunale abbia richiesto la posa di un'adeguata segnaletica, disciplinata dal diritto pubblico federale. Neppure l'art. 106 cpv. 2 dell'ordinanza federale sulla segnaletica stradale del 5 settembre 1979 (OSStr; RS 741.21), giusta il quale contro le decisioni cantonali in materia di segnaletica può essere inoltrato ricorso a norma delle disposizioni sull'organizzazione giudiziaria federale, è suscettibile di sovvertire il regime previsto dall'art. 3 cpv. 3 LCStr, prescrivendo, in casi come quello in esame, la via del ricorso di diritto amministrativo. 1.3 In virtù di quanto precede, malgrado gli insorgenti abbiano denominato il loro allegato quale ricorso di diritto amministrativo, l'impugnativa va in realtà trattata quale ricorso di diritto pubblico, dal momento che, nel merito, la vertenza potrebbe venir sottoposta al Tribunale federale unicamente mediante tale rimedio. 1.4 Quando, come in concreto, il potere cognitivo dell'ultima istanza cantonale è almeno pari a quello di cui fruisce il Tribunale federale nell'ambito del ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 61 e 62 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPAmm), solo la decisione di ultima istanza, ad esclusione di quelle delle autorità precedenti, può formare oggetto di ricorso (DTF 128 I 46 consid. 2c; 126 II 377 consid. 8b; 125 I 492 consid. 1a). Ne consegue pertanto che le richieste di annullamento delle decisioni del Municipio di Robasacco, formulate nel gravame, sono inammissibili. Inoltre, tranne in casi straordinari, che qui non sono dati, il ricorso di diritto pubblico ha funzione meramente cassatoria. Anche laddove domandano più o altro che il semplice annullamento del giudizio impugnato le conclusioni ricorsuali sono quindi irricevibili (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1; 129 I 173 consid. 1.5; 127 II 1 consid. 2c).