Citation: I 215/01 29.08.2001 E. 3

3.- a) Correttamente, il servizio dell'UAI preposto alla valutazione dell'invalidità ha operato un raffronto tra i due redditi ipotetici - quello da valida e quello da invalida -, fondandosi sui dati statistici più aggiornati a disposizione, relativi al 1997. In assenza di rilevamenti più recenti, una diversa ricostruzione sarebbe infatti risultata aleatoria e insicura. Né si imponeva necessariamente un adeguamento degli elementi di confronto all'evoluzione dei salari intervenuta nel 1998, non potendo esso comunque incidere sulla proporzione tra i due dati determinanti. b) Per il resto, contrariamente a quanto rimprovera l'interessata, l'amministrazione ha già abbondantemente tenuto conto delle particolarità del caso, non solo considerando l'incapacità lavorativa del 30% attestata dal consulente sanitario nell'ambito di attività lavorative leggere, semplici e ripetitive, che non richiedono sforzi e formazione particolari, ma anche applicando un'ulteriore riduzione del 20% sul dato così ottenuto, facendo ampio uso del margine di riduzione consentito dalla giurisprudenza di questa Corte per adeguare al meglio i dati statistici alla realtà concreta (consid. 1b). A ciò si aggiunge infine che il raffronto effettuato dall'UAI prende in considerazione per la determinazione del reddito da invalida l'elemento statistico più favorevole per l'assicurata, ossia quello più basso entrante in linea di conto tra le varie attività ancora esigibili. c) Per quanto precede, la determinazione dei redditi e la loro comparazione vanno giustamente riviste sulla base della più recente valutazione della capacità lavorativa in attività sostitutiva, che tiene conto di una limitazione del 30% e non più del 20% come invece ritenuto in prima sede. Il salario da valida può così essere stabilito in Lit. 1'988'326.-, mentre quello da invalida fissato in Lit. 934'674.-, atteso come dall'importo di Lit. 1'669'061.-, corrispondente alla retribuzione media conseguibile in Italia nel 1997 da un'operaia attiva nel settore della costruzione delle macchine, debba essere dedotto un primo 30% in considerazione appunto della capacità residua nell'ambito di attività sostitutive leggere, e quindi un ulteriore 20% a dipendenza della particolare situazione dell'assicurata. Dalla contrapposizione di questi dati scaturisce un grado di invalidità di poco superiore al 53%, che giustifica l'assegnazione all'interessata di una mezza rendita a decorrere, in applicazione del principio stabilito all'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, dal 1° aprile 1999.