Citation: 6B_917/2018 E. 3.1.1

3.1.1. Nel procedimento penale vige il principio della verità materiale: le autorità penali accertano d'ufficio tutti i fatti rilevanti per il giudizio, sia riguardo al reato sia riguardo all'imputato (art. 6 cpv. 1 CPP), ed esaminano con la medesima cura le circostanze a carico e a discarico (art. 6 cpv. 2 CPP). Questo principio non obbliga il giudice ad assumere delle prove, d'ufficio o ad istanza di parte, ove il materiale probatorio agli atti gli abbia permesso di raggiungere una convinzione e abbia, procedendo a una valutazione anticipata di altre prove, la certezza che queste non siano suscettibili di modificare la sua opinione (art. 139 cpv. 2 CPP; sentenza 6B_150/2020 del 19 maggio 2020 consid. 3.1 con rinvii). Nell'ambito di tale valutazione il giudice dispone di un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene solo in caso di arbitrio (DTF 144 II 427 consid. 3.1.3; 141 I 60 consid. 3.3). La ritenuta origine criminosa del denaro confluito sul conto ddd non poggia, come sembra credere l'insorgente, sulle sentenze italiane, bensì su una serie di elementi di cui si dirà appresso al momento di vagliare le censure di arbitrio nell'accertamento dei fatti (v. infra consid. 4.2). L'istanza probatoria, formulata in occasione del dibattimento, volta ad acquisire l'integralità degli incarti italiani è stata esaminata e respinta dal TPF in quanto non sufficientemente motivata e in ogni caso non rilevante, concernendo procedimenti italiani sfociati in pronunce giudiziarie acquisite agli atti. Al riguardo, benché contesti la carenza di motivazione della sua istanza trascrivendo quanto addotto dinanzi all'autorità precedente per dimostrare il contrario, la ricorrente non sostanzia arbitrio di sorta sul secondo motivo di reiezione avanzato dal TPF. Precisa che le sentenze italiane non menzionano il conto ddd o altri conti all'estero, ma nulla suggerisce e ella neppure pretende che negli incarti italiani figurino elementi in proposito, ipotizzando solo possibili tracce del conto negli atti di sorveglianza dei membri della cosca F.________. In realtà la sua non era un'istanza probatoria, bensì un'istanza di ricerca di prove ( Beweisermittlungsantrag; v. in proposito sentenza 6B_1085/2019 del 18 settembre 2020 consid. 3.4.2), atteso che non serviva all'assunzione concreta di prove, ma mirava unicamente a determinare l'eventuale esistenza di altre prove su punti peraltro non meglio precisati.