Citation: 4A_439/2018 E. 3.3

3.3. Occorre innanzi tutto osservare che, contrariamente a quanto scritto nella sentenza impugnata, la causa non era retta dal principio attitatorio, ma dal cosiddetto principio inquisitorio sociale o limitato. Si tratta infatti di una controversia in materia di diritto del lavoro nel senso dell'art. 247 cpv. 2 lett. b CPC in cui il giudice accerta d'ufficio i fatti. Ciò significa che, come nelle procedure - ordinarie - rette dal principio attitatorio, spetta alle parti raccogliere gli elementi del processo. Il Tribunale le aiuta tuttavia con delle domande adeguate affinché le allegazioni necessarie e i mezzi di prova corrispondenti siano enumerati con precisione. Quando le parti sono patrocinate da un avvocato, il Tribunale può far prova di riserbo come nella procedura ordinaria (DTF 141 III 569 consid. 2.3.1). La circostanza che si tratta di una causa sottoposta al principio inquisitorio limitato è sfuggito anche alla ricorrente, che incentra inconferentemente la summenzionata critica sul mancato adempimento dei requisti posti a una procedura retta dal principio attitatorio. Premesso che il ricorso non contiene alcuna ammissibile censura contro l'accertamento dei fatti della sentenza impugnata (v. sulle esigenze di motivazione di una tale censura, supra consid. 2), l'errore commesso dalla Corte cantonale non è tuttavia rilevante ai fini del giudizio. Infatti la stessa ricorrente afferma di aver " contestato strenuamente " innanzi al Pretore di essere vincolata dal CNM e che pure l'associazione di categoria di cui faceva parte controverteva che il settore dell'estrazione del granito fosse sottoposto al CNM. Anche nel ricorso in esame, introdotto dalla legale che ha cominciato a patrocinarla in sede di conclusioni, essa nega di essere sottomessa al CNM perché si occupa unicamente di gneiss e granito, ma non sostiene che l'attività di estrazione non fosse quella esercitata in maniera preponderante. Anzi, si lancia in spiegazioni, con riferimenti a opere specialistiche, sui tipi di cave esistenti in Svizzera. L'accertamento della Corte cantonale, invero non espresso con cristallina chiarezza e su cui è basato il giudizio impugnato, secondo cui la ricorrente è un'impresa che si occupa principalmente dell'estrazione di pietre naturali, può quindi essere considerato pacifico. In queste circostanze la questione dell'onere probatorio diviene priva d'oggetto (DTF 141 III 241 consid. 3.2 con rinvii). Occorre pertanto esaminare se, come affermato nel ricorso, per l'assoggettamento al CCL dell'impresa è determinante il tipo di pietra ricavato.