Citation: 2C_827/2020 E. D

Adito dall'interessata, il Tribunale cantonale amministrativo, con giudizio del 1° settembre 2020, ha parzialmente accolto il ricorso, riconoscendo a A.________ l'importo di fr. 39'000.-, oltre interessi, a titolo di risarcimento del danno causato da ungulati nel corso del 2016. Dopo aver rilevato che, contrariamente alla tesi sostenuta dal Consiglio di Stato, occorreva partire dal presupposto che - tra le tre possibili tipologie di intervento "a cascata" contemplate nel diritto federale e cantonale applicabili (misure per allontanare la selvaggina ed evitare incursioni, misure di autodifesa e, infine, risarcimento del danno) - A.________ aveva adottato adeguate misure di recinzione per allontanare la selvaggina, i giudici cantonali hanno stabilito che fino al rilascio dell'autorizzazione di "guardiacampicoltura" da parte dell'UCP, avvenuto il 27 settembre 2016, all'insorgente non poteva essere addebitata alcuna mancanza. Successivamente, invece, e fino al 3 ottobre 2016 (data d'inizio dell'ultimo raccolto e della quarta perizia), il Tribunale cantonale amministrativo ha confermato la tesi del Governo ticinese secondo cui, essendo il padre di A.________ uscito solo tre volte nelle sei notti che precedevano il raccolto e in cui - dato lo stato avanzato di maturazione dell'uva - si sarebbe imposto un presidio più assiduo, non si poteva considerare che fossero state attuate le necessarie misure di autodifesa. Sulla base di queste considerazioni, ha quindi riconosciuto il risarcimento del danno accertato dalle perizie del 1° e del 23 settembre 2016, nonché dalla perizia del 22 settembre 2016 (ma solo per la parte che si riferisce al danno recente, ad esclusione di quella riconducibile al danno primaverile, notificato tardivamente). Per il periodo successivo, fondandosi su ragioni di equità ma tenendo nel contempo in considerazione la grave negligenza dell'interessata nella messa in atto delle misure di autodifesa, ha stabilito un risarcimento di un terzo delle perdite registrate con la perizia del 3 ottobre 2016, ammettendo per finire la richiesta di risarcimento in ragione di complessivi 3'900 kg di uva mancante, corrispondenti a fr. 39'000.--.