Citation: 1C_53/2023 E. 6.1

6.1. L'istanza precedente ha accertato che secondo l'art. 43 NAPR, nella versione adottata dal Comune, le destinazioni ammesse nel comparto B, la cui superficie complessiva era indicata in circa 53'000 m2, sono molteplici (attività turistiche, culturali, sanitarie e di servizio di richiamo sovraregionale, infrastrutture golfistiche, nonché piccoli commerci, essendo ammessi spazi abitativi). Nel comparto C, la cui superficie complessiva era indicata in circa 23'000 m2, le destinazioni erano invece influenzate dalla presenza del prato secco. L'area pianificata, di cui circa 13'000 m2 riservati alla zona di protezione della natura ZPN3, ammontava dunque complessivamente a 76'000 m2. La Corte cantonale ha rilevato che nell'ambito dell'approvazione del 2015 il Consiglio di Stato ha corretto la delimitazione grafica dei comparti A, B e C come riportato nell'allegato 13, riducendo la superficie del comparto B a circa 32'000 m2e quella del comparto C a circa 20'200 m2; la riduzione ammonta quindi a 52'200 m2. Ha considerato che con l'approvazione del Decreto di protezione, che concerne una superficie di circa 30'000 m2e che occupa quasi totalmente il comparto C e quasi la metà del comparto B, l'area riservata in origine dal Comune ai due settori si è ulteriormente ridotta di circa 30'000 m2 ed ammonta attualmente soltanto a circa 22'200 m2. Ha precisato che tale superficie va tuttavia considerata solo a titolo indicativo, poiché l'area sospesa con la risoluzione del 2015 e ora libera in quanto sottratta al perimetro del Decreto, rispettivamente della ZPN3, non vi andrebbe computata poiché non è stata (ancora) formalmente attribuita al comparto B. Ha quindi ritenuto che con l'approvazione del Decreto l'area riservata ai comparti B e C è stata drasticamente ridotta, ciò che ha comportato, come ritenuto dal Governo, un mutamento radicale delle circostanze che avevano indotto il Comune a prevedere la possibilità di insediarvi anche infrastrutture golfistiche secondo un progetto che ammontava, in base alla pianificazione comunale del 2012, a circa 76'000 m2 (di cui solo 13'000 m2 circa riservati in origine alla ZPN3). Ha stabilito pertanto che, sebbene l'intenzione fosse quella di realizzare un percorso di dimensioni ridotte, le premesse alla base della sua previsione iniziale, in particolare ch'esso potesse convivere ed essere complementare alle altre svariate destinazioni, ora non risultano più comprovate dal profilo pianificatorio. Già per questi motivi l'inserimento di infrastrutture golfistiche nei comparti B e C non poteva quindi essere approvato. Nelle osservazioni la Corte cantonale ribadisce che l'area protetta dal Decreto, non impugnato, è stata inserita nel piano regolatore. Quest'area, pari a 29'500 m2, la cui estensione non è contestata dal ricorrente, viene quindi sottratta ai comparti A e B. Ha aggiunto che, contrariamente a quanto sostiene il Patriziato, nessuno dei ricorsi attualmente sospesi, sospensione alla quale esso ha aderito, contiene contestazioni relative agli aspetti cartografici di tale zona, dei suoi tre comparti e delle loro nuove estensioni, ma unicamente ai contenuti e alle destinazioni ivi ammesse in base all'art. 43 NAPR.