Citation: 4P.98/2004 10.08.2004 E. 1

4.3 Per il resto, i ricorrenti contestano la decisione del Pretore di non basare il suo giudizio sulla perizia giudiziaria allestita dall'ing. L.________, la quale - a differenza degli altri tre referti peritali, che il giudice ha arbitrariamente posto sullo stesso piano - fornisce "accertamenti chiari e univoci sulle velocità dei veicoli al momento dell'impatto e contiene una ricostruzione basata su criteri scientifici di quanto accaduto nei secondi precedenti l'impatto, in considerazione del fatto che D.A.________ secondo una testimonianza chiara è transitato al semaforo precedente con luce verde". Pure questi argomenti sono già stati sollevati dinanzi alla Corte cantonale, che li ha evasi negativamente. Ancora una volta, però, nell'allegato ricorsuale i ricorrenti omettono di confrontarsi con le considerazioni formulate dai giudici del tribunale d'appello, preferendo proporre la loro valutazione del materiale probatorio. Anche su questo punto il gravame va pertanto dichiarato irricevibile. 4.4 Vale comunque la pena di precisare che la decisione impugnata resisterebbe anche ad una censura di violazione del divieto d'arbitrio debitamente motivata. Rammentate le condizioni alle quali il giudice può scostarsi dalle risultanze peritali, la Corte cantonale ha rilevato come il Pretore - confrontato con il delicato compito di determinare lo svolgimento dei fatti laddove le circostanze non consentivano una prova diretta - abbia ampiamente e dettagliatamente spiegato i motivi per cui non ha ritenuto concludenti le perizie agli atti, compresa quella giudiziaria con il suo complemento. In particolare egli ha evidenziato come ognuno degli esperti, partendo dallo stesso incidente e sulla base di complesse formule e calcoli matematici, fosse giunto a conclusioni contrastanti con quelle degli altri, ciò che impediva di considerarle concludenti. Con riferimento allo svolgimento del sinistro, il giudice ha poi riferito l'affermazione del perito giudiziario incaricato dall'autorità penale, dott. M.________ della Polizia scientifica di Zurigo, il quale ha spiegato che in una collisione multipla come quella avvenuta il 14 novembre 1981 non si poteva provare con certezza lo svolgimento del sinistro e che non vi era certezza assoluta nella ricostruzione. Dal canto suo, il perito giudiziario designato in sede civile, ingegner L.________, ha fornito due versioni (circostanza, questa, che non è stata menzionata chiaramente nel ricorso di diritto pubblico). Nel referto peritale 8 luglio 1999 egli ha dichiarato che nessun elemento probante consentiva di determinare con esattezza e certezza quale fosse la situazione dei semafori quando i due conducenti hanno superato la rispettiva linea d'arresto in via Maderno e via Zurigo. Nel complemento peritale - cui si riferiscono i ricorrenti - ha invece concluso, dopo riesame, che E.________ era passato con il semaforo rosso. Così come il Pretore, nemmeno il Tribunale d'appello ha reputato concludenti i risultati della perizia giudiziaria. La lettura dei nuovi referti tecnici ha infatti evidenziato che la ricostruzione dell'incidente eseguita dall'ing. L.________ si fondava su ipotesi e scenari possibili, ma non su dati tecnici certi. In pratica - hanno spiegato i giudici ticinesi - l'esperto ha sviluppato con metodi moderni (simulazioni informatiche) supposizioni personali sullo svolgimento dell'incidente accaduto 18 anni prima servendosi di parametri teorici scelti a tavolino, pur essendo cosciente che tali parametri non corrispondevano necessariamente a quanto avvenuto nella realtà. In queste circostanze - sulle quali, come detto, i ricorrenti non si sono espressi - la decisione del Tribunale d'appello di confermare quella del Pretore di scostarsi dai risultati della perizia giudiziaria non può essere definita manifestamente insostenibile.