Citation: 6B_135/2023 E. 12

Il ricorrente contesta infine l'accoglimento delle pretese civili formulate da B.________ SA. Evidenzia che egli sarebbe stato dipendente di D.________ Sagl e avrebbe agito quale ausiliario di quest'ultima società. Ritiene che sarebbe semmai quest'ultima ad aver creato un danno a B.________ SA e pertanto a doverla risarcire in sede civile. Sicché, per l'insorgente, sarebbe D.________ Sagl a dover rivestire la veste di accusatrice privata. A mente del ricorrente, sarebbe poi "plausibile" che la cassa fosse di pertinenza di D.________ Sagl, tenuta a una fedele e puntuale gestione degli incassi degli abbonamenti e dei biglietti, da riversare a B.________ SA. Ma quand'anche si volesse considerare quest'ultima danneggiata dall'agire dell'insorgente, essa non avrebbe presentato un esaustivo rendiconto suscettibile di dimostrare una reale discrepanza tra gli abbonamenti venduti e gli incassi. La censura non convince. Secondo gli accertamenti cantonali, le malversazioni per le quali l'insorgente è stato riconosciuto autore colpevole di appropriazione indebita sono connesse agli storni registrati a seguito della vendita a contanti degli abbonamenti. Non è in concreto contestato che gli abbonamenti fossero venduti a nome di B.________ SA e che quindi il relativo incasso fosse di sua pertinenza. Del resto, la CARP ha accertato che il denaro della cassa era di "proprietà di B.________ SA" ed era stato affidato al ricorrente. Trattasi di accertamenti che non possono essere contestati in questa sede con motivi di "plausibilità" (art. 97 cpv. 1 LTF; v. supra consid. 2.1). Quanto al risarcimento pronunciato, esso risulta corrispondere alla somma degli importi oggetto degli storni connessi alla vendita di abbonamenti a contanti, di cui agli accertamenti della CARP, sfuggiti alle censure di arbitrio. Il danno risulta pertanto comprovato.