Citation: 2C_240/2022 E. 5.4

5.4. Sia come sia, sulla base dei fatti che risultano dal giudizio impugnato, che non sono stati messi validamente in discussione e che vincolano pertanto anche il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), la lettura data dalla Corte cantonale al verbale dell'11 luglio 2014 (segnatamente, nel considerando 5.2 del proprio giudizio), non appare per nulla lesiva del divieto d'arbitrio e stessa cosa vale per le ulteriori considerazioni con le quali - sempre con riferimento al citato verbale - è stata confermata la multa disciplinare. In effetti: (a) è vero che il tema del verbale del Ministero pubblico dell'11 luglio 2014 era in primo luogo quello della falsificazione di un brevetto notarile del ricorrente; vero è però anche che il brevetto falsificato da terzi si riferiva alla certificazione delle firme apposte su un contratto di compravendita di una parte del capitale azionario della B.________ SA, di modo che - come indicato in maniera più che sostenibile anche dai Giudici ticinesi - in tale documento la questione della titolarità delle azioni della società era altrettanto presente; (b) sostenibile è nel contempo anche il considerare che, in assenza di conoscenze più precise della fattispecie, come di aggiornamenti successivi all'audizione dell'11 luglio 2014, quella secondo cui C.________ e la società fossero stati vittime dell'agire delittuoso di terze persone era soltanto un'impressione del notaio, sulla quale lo stesso non avrebbe quindi potuto fare nessuno specifico affidamento. Dal verbale dell'11 luglio 2014 risulta del resto che il procedimento, nell'ambito del quale è stato sentito l'insorgente, era stato aperto contro ignoti, di modo che un coinvolgimento di C.________ non poteva essere escluso nemmeno per questa ragione.