Citation: 6P.19/2003 06.08.2003 E. 15

Il ricorrente lamenta una violazione degli art. 3 e 7 CP - nonché dell'art. 19 n. 4 LStup - ritenendo che la CCRP abbia a torto ammesso la competenza dei tribunali svizzeri per giudicare dei fatti che, perlomeno per quanto attiene al primo traffico di stupefacenti del 1991, si sono svolti esclusivamente all'estero. La critica è infondata. Come già riportato in precedenza, la CCRP ha accertato in modo insindacabile che il ricorrente ha accettato, in Svizzera, di partecipare al traffico illecito proposto da A.________ (anche se a quel momento ancora non sapeva si trattasse di stupefacenti) ma soprattutto che, sempre in Svizzera, ha incassato dalle mani del correo la mercede per i servizi resi nel contesto del primo trasporto di cocaina; dagli atti dell'incarto traspare infatti inequivocabilmente che la consegna del compenso di 80'000 US$ è avvenuta in Ticino (v. pag. 54 della sentenza di primo grado). Ora, come testé illustrato nella disamina del ricorso per cassazione del correo A.________ (v. dottrina e giurisprudenza riassunte al consid. 12.2 supra), tali atti sono sufficienti per fondare una connessione con il territorio svizzero ai sensi degli art. 3 e 7 CP, ed escludere invece l'applicazione al caso concreto dell'art. 19 n. 4 LStup, che si riferisce alla punibilità di reati compiuti all'estero (v. consid. 12.4 supra). In particolare, l'incasso di parte del compenso promesso dai trafficanti, ancorché per la via mediata del correo A.________, ha consentito al ricorrente di assicurarsi l'indebito profitto dell'operazione a cui ha partecipato di prima persona. Ne scende che la CCRP non ha violato il diritto federale riconoscendo fondata la competenza dei tribunali svizzeri a giudicare secondo il diritto nazionale.