Citation: 5A_219/2023 E. 4.3.1

4.3.1. Essi invocano innanzitutto una violazione dell'art. 8 CC e un'applicazione arbitraria degli art. 78 e 85 del previgente Codice di procedura civile cantonale ticinese, nonché una violazione dell'art. 55 CPC (RS 272) che ne ha ripreso i principi. Rimproverano in sostanza ai giudici cantonali di aver imputato loro una violazione dei doveri di vigilanza fondandosi su fatti (ovvero sui seguenti comportamenti antisociali ascritti al ragazzo nel periodo precedente l'aggressione dell'opponente: "aggressione ai danni di due compagni di scuola finiti al pronto soccorso, danneggiamento di una barca dei vicini, distruzione di una chitarra, rottura di una finestra, distruzione di libri, ripetuta guida in eccesso di velocità") tratti esclusivamente dal referto peritale del dott. E.________, che tuttavia sarebbero estranei alla causa poiché non sarebbero mai stati allegati da parte attrice, alla quale incombeva l'onere allegatorio e probatorio oggettivo previsto dall'art. 8 CC, né troverebbero riscontro nelle numerose prove testimoniali assunte. La censura si riduce in sintesi a sostenere che i giudici cantonali avrebbero tenuto conto di fatti cosiddetti esorbitanti, ovvero fatti che emergono dalle prove amministrate senza essere stati allegati dalle parti (ad esempio le dichiarazioni spontanee di un testimone o gli accertamenti svolti dal perito giudiziale; v. sentenze 4A_375/2016 dell'8 febbraio 2017 consid. 5.2.3; 4A_195/2014 del 27 novembre 2014 consid. 7.2, non pubblicato in DTF 140 III 602 con i rispettivi riferimenti dottrinali). Sapere se essi possano di principio essere presi in considerazione dal giudice è una questione che può in concreto restare irrisolta (v. sentenza 4A_195/2014 citata consid. 7.3, non pubblicato in DTF 140 III 602). In effetti, sin dal principio la procedura aveva per oggetto anche l'esame di una eventuale violazione da parte dei genitori dei loro doveri di educazione e di vigilanza, ciò che implicava tra l'altro la necessità di tracciare un quadro completo della personalità del figlio (e quindi anche dei suoi comportamenti) nel periodo precedente l'aggressione. Già nella petizione, l'attrice aveva infatti allegato una responsabilità dei genitori, asserendo che sull'educazione impartita al ragazzo non si avevano molte informazioni, ma che era risaputo che egli aveva in passato assunto dei comportamenti problematici (aveva a suo avviso sofferto di "turbe psichiche" che ne avevano determinato anche un ricovero presso l'ospedale neuropsichiatrico; si aggirava per il paese con il suo cane lupo comparendo spesso all'improvviso da dietro un cespuglio, cogliendo le persone di sorpresa e spaventandole; era solito violare la proprietà altrui intrufolandosi nei giardini e quando veniva rimproverato si spacciava per un funzionario delle dogane, per un agente della polizia con un distintivo falsificato o per un agente di sicurezza, comportamenti per i quali il vicinato lo descriveva come "un ragazzo strano, che incuteva timore e disagio"; era lasciato libero di scaricare materiale pornografico da internet). Quale mezzo di prova per queste allegazioni, l'attrice aveva chiesto tra l'altro la perizia psicologica, che ha perlomeno in parte confermato tali comportamenti (v. infra consid. 4.3.3.2). Ora, la sentenza impugnata dà atto che già gli accertamenti operati dal giudice di prime cure si fondavano sulla perizia giudiziaria allestita dal dott. E.________ e che è sulla base di tali accertamenti che il Pretore ha valutato l'approccio adottato dai genitori sul piano educativo e della sorveglianza (v. s upra consid. 4.2.1). Dalla sentenza cantonale non risulta però, e i ricorrenti nemmeno lo sostengono dinanzi al Tribunale federale (segnatamente invocando una violazione del diritto di essere sentiti), che nella sede cantonale essi avessero contestato gli accertamenti peritali rispetto ai comportamenti di cui il ragazzo si sarebbe reso autore prima dell'aggressione e che erano stati (per quanto noti) allegati dall'attrice. Peraltro, la sentenza riporta che i ricorrenti stessi avevano riconosciuto valore probatorio alla perizia del dott. E.________, certo solo per la parte che attestava l'assenza di influenza dell'educazione impartita al figlio sull'aggressione da lui perpetrata, ma senza appunto contestarne il resto. In definitiva, i ricorrenti non solo non dimostrano che i fatti presi in considerazione dai giudici cantonali fossero estranei alla causa, ma sollevano una censura che sarebbe ad ogni modo inammissibile per mancato esaurimento materiale delle istanze cantonali di ricorso (v. art. 75 cpv. 1 LTF; v. anche DTF 146 III 203 consid. 3.3.4; 145 III 42 consid. 2.2.2; 143 III 290 consid. 1.1).