Citation: U 397/05 24.01.2007 E. B

In data 14 dicembre 2004, M.________, tramite il proprio medico curante, ha presentato al Tribunale cantonale delle assicurazioni un'istanza di revisione del giudizio 10 giugno 2002. Facendo notare che nel frattempo, in data 15 settembre 2004, egli era stato sottoposto a un intervento artroscopico, diagnostico e terapeutico, alla spalla sinistra a cura del dott. B.________, primario presso il reparto di ortopedia e traumatologia dell'Ospedale S.________, e che questo intervento aveva evidenziato la presenza di una lesione parziale della porzione intra-articolare del tendine del sovraspinato, di una tendinopatia del capo lungo del muscolo bicipite con sfilacciamento a livello del solco bicipitale e dissoluzione parziale dell'ancora bicipitale, nonché di un'artropatia dell'articolazione acromio-clavicolare, l'assicurato ha chiesto il riesame del suo caso in ragione del fatto che lo stesso dott. B.________ non avrebbe avuto dubbi sulla natura traumatica delle lesioni riscontrate. Esperiti i propri accertamenti, la Corte cantonale, per pronuncia del 13 settembre 2005, ha respinto l'istanza di revisione. Riguardo alla rottura parziale del tendine del sovraspinato, evidenziata dal dott. B.________, i giudici cantonali hanno osservato che essa era già stata posta in luce dall'esame di risonanza magnetica del 2 agosto 2001 e che pertanto l'affermazione, da parte del primario operante, dell'origine traumatica del danno non costituiva altro che una diversa valutazione di una circostanza già nota. Con riferimento alle alterazioni riscontrate a livello del tendine del capo lungo del bicipite e all'artrosi acromio-clavicolare, pur dando atto che si trattava di reperti che non erano noti al momento del giudizio del 10 giugno 2002, i primi giudici hanno nondimeno stabilito che questi ultimi non erano comunque di rilievo e suscettibili di modificare l'esito del primo giudizio in quanto decisivo, per la valutazione del 10 giugno 2002, era comunque stato l'intervallo "muto" di oltre cinque mesi dall'infortunio che si opponeva all'ammissione del necessario nesso di causalità.