Citation: 1C_580/2008 E. 3.2

3.2. La ricorrente non sostiene che il suo diritto di essere sentito sarebbe stato violato nel corso della procedura dinanzi alla precedente istanza, ma lamenta il mancato invio di taluni atti dopo l'emanazione del giudizio impugnato. Essa al riguardo non fa valere l'applicazione arbitraria del diritto processuale cantonale, che disciplina in primo luogo la natura ed i limiti del diritto di essere sentito, ma invoca l'art. 29 Cost., dal quale sono direttamente desumibili unicamente i requisiti minimi della garanzia (DTF 126 I 15 consid. 2a e rinvii). Sotto questo profilo, il Tribunale federale ha avuto modo di stabilire che l'avvocato può di massima esigere, sulla base del principio della parità di trattamento, che gli atti gli siano consegnati solo se l'invio dell'incarto corrisponde alla prassi generale dell'autorità (DTF 122 I 109 consid. 2b; JÖRG PAUL MÜLLER/MARKUS SCHEFER, Grundrechte in der Schweiz, 4aed. 2008, pag. 879). La ricorrente non fa esplicitamente valere una disparità di trattamento e non adduce l'esistenza di una prassi in tal senso da parte del Tribunale cantonale amministrativo. Risulta del resto che il diritto di consultare gli atti sancito dall'art. 20 cpv. 1 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, è considerato soddisfatto già quando l'interessato ha potuto esaminare gli atti presso la sede dell'autorità giudicante (MARCO BORGHI/GUIDO CORTI, Compendio di procedura amministrativa ticinese, 1997, pag. 103). In tali circostanze, non si può ritenere che il diritto di essere sentito della ricorrente sia stato disatteso dai giudici cantonali. Essi le hanno comunque successivamente inviato gli atti, dando seguito alla sua richiesta. Gli allegati e il verbale di sopralluogo concernenti la procedura dinanzi alla Corte cantonale stessa, di cui la ricorrente lamenta la mancata trasmissione, erano d'altra parte già in suo possesso.