Citation: 4A_67/2023 E. 5.1

5.1. Riferendosi alle pretese rivendicate indipendentemente dalla fondatezza del licenziamento in tronco, la Corte cantonale ha disatteso le censure con cui l'attore pretendeva che gli spettasse il postulato bonus. Ha indicato che dal documento P non risultava un impegno di versare il bonus anche nel 2017, che l'attore non aveva contestato che il carattere discrezionale di quest'ultimo era stato pattuito contrattualmente e che egli aveva pure omesso di fornire prove concernenti i suoi risultati personali e quelli della banca, risultati da cui il bonus incontestatamente dipendeva. Ha considerato che non erano nemmeno dati i presupposti particolari che permettono di riconoscere l'esistenza di un accordo tacito di corresponsione quando un bonus è versato di anno in anno, nonostante la riserva del suo carattere facoltativo. Ha pure rimproverato all'attore di non essersi sufficientemente confrontato con la sentenza di primo grado per quanto concerne l'accessorietà del bonus e di non avere nemmeno contestato che un licenziamento in tronco fa decadere il diritto alla percezione del bonus differito. Ha poi ritenuto che la doglianza concernente il mancato versamento del contributo per i viaggi andava respinta, perché nella petizione l'attore medesimo aveva preteso che tale indennità sarebbe sorta unicamente in caso di disdetta ordinaria.