Citation: 2C_25/2019 E. 4.2.1

4.2.1. Secondo la ricorrente, la quale avversa la sentenza cantonale e chiede una modifica della giurisprudenza di questa Corte, non solo la durata della vita in comune in Svizzera, ma anche quella vissuta all'estero dovrebbe essere considerata nel computo dei tre anni previsti dall'art. 50 cpv. 1 lett. a LStrI. A sostegno del proprio assunto ritiene che non avrebbe alcun senso esigere che i tre anni siano vissuti in Svizzera allo scopo di garantire l'integrazione, siccome quest'ultima - che assurge a condizione a sé stante - deve obbligatoriamente essere data affinché venga rilasciata un'autorizzazione di soggiorno. Aggiunge poi che se, effettivamente, i tre anni dovessero essere vissuti in Svizzera, non si comprende allora perché l'art. 50 cpv. 1 LStrI tratta anche il rilascio del permesso di dimora e non unicamente la proroga dello stesso, dato che se ha vissuto per tre anni in Svizzera, lo straniero che si richiama alla citata norma già dispone di un'autorizzazione di soggiorno. A suo avviso il rilascio del permesso di dimora ivi menzionato si riferisce proprio al caso in cui l'unione coniugale non è vissuta in Svizzera. La tesi non va condivisa.