Citation: 1C_138/2020 E. 2.4

2.4. La Corte cantonale ha rilevato che né il messaggio dell'Ufficio né il rapporto della Commissione indicano motivi a sostegno della decisione negativa poi adottata dall'Assemblea; al contrario, la Commissione ha raccomandato di concedere lo stato di patrizio all'istante. Anche dall'esame del verbale della discussione del plenum emerge che, laddove se ne comprendono le intenzioni, gli interventi sono in sostanza a favore del rilascio della cittadinanza richiesta. L'unico patrizio che ha indicato le ragioni che al suo dire osterebbero all'accoglimento dell'istanza si è limitato a indicare in modo vago che l'accettazione del richiedente avrebbe comportato "difficoltà nella gestione dell'alpe", imputandogli di "aver portato via il proprio bestiame quando nevicava" e di "aver assunto un altro alpeggio". La Corte cantonale ha stabilito che simili generiche dichiarazioni non sono per nulla idonee a giustificare il diniego della cittadinanza patriziale. Ha ritenuto quindi che dall'andamento della seduta, in particolare laddove è indicato che si è accesa una discussione, tuttavia non verbalizzata, emerge come la preoccupazione dei partecipanti era, nuovamente, indirizzata piuttosto alla tutela dei diritti degli attuali patrizi, ciò che, come illustrato nel suo precedente giudizio, è inconferente. I giudici cantonali hanno aggiunto che, senza che occorra esaminarne il fondamento, l'unico rimprovero mosso in modo comprensibile all'istante durante l'Assemblea, è riferito a un episodio lontano nel tempo, accaduto addirittura nel 1995, motivo per cui sarebbe comunque insuscettibile di giustificare il diniego in discussione. Hanno accertato che dagli atti non risulta che la Corporazione avrebbe mosso tempestivi rimproveri per comportamenti ritenuti contrari agli interessi del patriziato, né ciò è stato tematizzato in Assemblea. Considerato che non sono state addotte valide motivazioni per respingere la richiesta, determinante risulta quindi essere l'interesse a mantenere una sufficiente popolazione patrizia. Ne hanno concluso che l'Assemblea ha adottato una decisione lesiva del diritto, siccome fondata su un esercizio abusivo del potere di apprezzamento.