Citation: 6B_949/2014 E. 2.3

2.3. Le critiche di arbitrio, come quelle di violazione di garanzie di rango costituzionale, devono adempiere accresciute esigenze di motivazione. A norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina infatti tali censure solo se motivate in modo chiaro e preciso (DTF 140 III 264 consid. 2.3 pag. 266). L'allegato ricorsuale deve pertanto indicare chiaramente i diritti che si pretendono violati e precisare altresì in che consista tale violazione; critiche appellatorie, argomentazioni vaghe e semplici rinvii agli atti cantonali non sono quindi ammissibili (DTF 141 IV 317 consid. 5.4; 136 II 101 consid. 3). In particolare, qualora sia lamentata la violazione del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), non ci si può limitare a criticare la decisione impugnata opponendovi semplicemente la propria opinione, come in una procedura d'appello, ma occorre dimostrare che essa è manifestamente insostenibile con un'argomentazione chiara e dettagliata (DTF 137 V 57 consid. 1.3 pag. 60). Come si vedrà in seguito l'allegato ricorsuale è poco rispettoso di queste esigenze di motivazione, ciò che gli opponenti non mancano di rilevare. Anche le osservazioni dell'opponente 17 risultano problematiche, atteso che vengono in parte addotti fatti non accertati a complemento di quanto ritenuto in sede cantonale rispettivamente fatti in aperto contrasto con quelli della sentenza impugnata, senza dimostrazione della realizzazione dei presupposti di cui all'art. 97 LTF e senza un riferimento preciso agli atti dell'incarto. Così è, per esempio, laddove afferma che il ricorrente sarebbe stato attivo in società dal 1977 oppure quando evoca un incontro con l'avv. O.________ della CFB. In tale misura, esse si rivelano inammissibili.