Citation: 1B_433/2016 E. 4.1

4.1. La CRP, richiamati i presupposti per fare capo a un perito stabiliti dall'art. 182 CPP, ha esposto nel dettaglio la forma e le modalità di presentazione e di delucidazione della perizia (art. 187 CPP). Ha aggiunto ch'essa dev'essere redatta in modo chiaro, conciso e comprensibile per il giudice e per le parti e dev'essere motivata. Il perito deve indicare in particolare le basi fattuali e scientifiche, la metodologia utilizzata e le conclusioni: tutti gli atti sui quali si fonda devono trovarsi all'incarto. Qualora il referto peritale, sul quale le parti possono pronunciarsi (art. 188 CPP), non rispetti tali esigenze, in particolare qualora sia incompleto o poco chiaro o sussistano dubbi circa la sua esattezza, dev'essere completato o migliorato (art. 189 CPP). La Corte cantonale ha osservato che una perizia è incompleta, segnatamente qualora non si evinca quali atti sono stati trasmessi al perito e su quali egli si è fondato per redigere il referto o qualora il perito non abbia risposto a tutte le domande. Ha ricordato che la perizia soggiace, come ogni altra prova, al libero apprezzamento del giudice (art. 10 cpv. 2 CPP), che non è quindi vincolato alle conclusioni peritali. Egli non può però discostarsene senza valida motivazione, sostituendosi al perito senza averne le competenze; può scostarsene, tra l'altro, quando la credibilità del referto è concretamente compromessa dalle circostanze, quando il perito non ha risposto alle domande postegli o non ha motivato le sue conclusioni, quando il referto peritale è contraddittorio o la perizia palesa carenze evidenti e riconoscibili, anche senza conoscenze specifiche, che il giudice non può ignorare (DTF 141 IV 369 consid. 6.1 pag. 372; sentenza 6B_303/2016 del 29 luglio 2016 consid. 1.2.2). La CRP ha rilevato che si possono evincere elementi, dai quali dedurre una prevenzione del perito, dal contenuto della perizia, dalla metodologia scelta, oppure dai rapporti con la persona interessata, significative essendo al riguardo per esempio esternazioni sulla persona e sul comportamento di una parte che mostrano una particolare simpatia o antipatia. Asserzioni polemiche, così come la redazione di una perizia in tono offensivo possono prestarsi oggettivamente quali indicatori di mancanza di imparzialità del perito (sentenze 1B_123/2013 del 26 aprile 2013 consid. 3.2 e 9C_893/2009 del 22 dicembre 2009 consid. 1.2.2 e 2.3.1).