Citation: 4P.228/2006 29.03.2007 E. 4

Dinanzi al Tribunale federale la pronunzia cantonale viene criticata siccome viene a sanzionare la mancata partecipazione della liquidatrice del fallimento all'udienza di discussione del 30 agosto 2006, allorquando quest'ultima riteneva la procedura sospesa per legge ai sensi dell'art. 207 LEF, senza che fosse necessario formulare esplicita richiesta in tal senso, come erroneamente affermato dai giudici ticinesi. Sia come sia - prosegue la ricorrente tramite la sua liquidatrice - il pretore ha esaminato la questione della sospensione della causa ex art. 207 cpv. 1 LEF e la sua decisione di escludere la sospensione e di accogliere l'azione - senza prima consultarla - l'ha costretta a impugnare la sentenza, al fine di salvaguardare gli interessi della società e dei suoi creditori. Infatti, l'art. 26 OFB prevede, nel caso in cui la liquidatrice del fallimento rinunci a continuare la procedura, la necessità di concedere ai creditori la possibilità di richiedere la cessione del diritto ai sensi dell'art. 260 LEF. Omettendo di annullare il giudizio di primo grado per sospensione della causa ex art. 207 cpv. 1 LEF o di riconoscere sospeso il termine per impugnare la sentenza di primo grado, la massima istanza ticinese ha "leso il diritto federale e in particolare il diritto di essere sentito della ricorrente e dei suoi creditori, i cui interessi devono attualmente essere fatti valere dalla liquidatrice del fallimento".