Citation: 6B_62/2015 E. 3.1

3.1. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere violato il divieto dell'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, nonché il principio "in dubio pro reo". Egli si limita tuttavia ad esporre una propria opinione, diversa da quella della CARP, senza confrontarsi puntualmente con i considerandi della sentenza impugnata, spiegando con chiarezza e precisione per quali motivi si fonderebbe su accertamenti manifestamente insostenibili e pertanto arbitrari. Il Tribunale federale esamina l'apprezzamento dei fatti e la valutazione delle prove sotto il profilo ristretto dell'arbitrio, per motivare il quale non basta criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una versione propria. Occorre piuttosto dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità. La decisione deve inoltre essere arbitraria nel suo risultato e non solo nella motivazione (DTF 138 I 49 consid. 7.1 e rinvii). Un accertamento dei fatti o un apprezzamento delle prove è arbitrario soltanto quando l'Autorità abbia manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio, o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa, oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, essa abbia fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 137 III 226 consid. 4.2 e rinvii). Nell'ambito della valutazione delle prove nella procedura dinanzi al Tribunale federale, il principio "in dubio pro reo", pure accennato dal ricorrente, non assume una portata che travalica quella del divieto dell'arbitrio. Il principio può ritenersi violato unicamente qualora il giudice condanni l'imputato nonostante che una valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implichi la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF 127 I 38 consid. 2a; 124 IV 86 consid. 2a). Non sostanziando per la maggior parte arbitrio alcuno, il gravame risulta di conseguenza prevalentemente inammissibile. Il ricorrente non censura poi una conclusione arbitraria, laddove si diffonde sulle modalità di circolazione dei protagonisti nella fase precedente i fatti oggetto dell'imputazione. La fattispecie determinante nel procedimento in esame è in effetti circoscritta al superamento a destra dell'autovettura guidata da B.________, alla percorrenza di un tratto di strada sulla corsia d'emergenza e alla collisione con il veicolo superato, nonché all'inosservanza degli obblighi in caso di incidente. L'esatto accertamento delle manovre eseguite prima dell'infrazione non è per contro decisivo per l'esito del giudizio.