Citation: 5C.218/2006 17.04.2007 E. 3

Con riferimento al calcolo dei contributi da lui dovuti al mantenimento della figlia, il convenuto contesta due dei parametri adottati dal Tribunale di appello: l'importo del proprio fabbisogno minimo, in particolare la mancata considerazione dei costi per il proprio veicolo, nonché l'imputazione di un reddito ipotetico per i mesi di marzo e aprile 2004. 3.1 Con riferimento alle spese di trasporto, il convenuto afferma di aver dimostrato di "non poter fare esclusivamente capo ai mezzi di trasporto pubblici", bensì di necessitare "di un veicolo privato al fine di effettuare gli spostamenti indispensabili all'esercizio della sua professione", come peraltro si evincerebbe da una dichiarazione rilasciata a tal proposito dal datore di lavoro. Egli porta, a titolo di esempio, la durata di alcune trasferte all'interno del Cantone, rammentando altresì gli inconvenienti scaturenti dall'essere vincolato ad orari fissi. A tal proposito, il Tribunale di appello ha constatato che il convenuto "non pretende di avere turni di lavoro irregolari o in qualche modo incompatibili con l'orario del bus". Trattasi di una constatazione di fatto, che il convenuto non pretende scaturire da una violazione di disposizioni federali in tema di prove, oppure essere incompleta rispettivamente il risultato di una svista manifesta ai sensi degli art. 63 e 64 OG. Pertanto, essa sfugge ad un controllo da parte del Tribunale federale nella giurisdizione per riforma (supra, consid. 2). Inoltre, dalla cennata constatazione di fatto traspare che la versione dei fatti proposta dal convenuto in questa sede è nuova, come peraltro è nuova la dichiarazione redatta in proposito dal suo datore di lavoro; già per questa ragione non può essere tenuta in considerazione (supra, consid. 2 in fine). Ne discende che la censura è integralmente inammissibile. 3.2 Stesso identico discorso va fatto per l'imputazione al convenuto di un reddito ipotetico per i mesi di marzo e aprile 2004, motivata dal Tribunale di appello con il fatto che "egli non ha reso attendibile di avere intrapreso quanto ragionevolmente si poteva esigere da lui per trovare un'occupazione". Criticando la decisione cantonale siccome "né comprensibile né in alcun modo condivisibile" ed affermando che la propria inattività di soli due mesi dimostri che "egli ha messo in atto il necessario per trovare rapidamente un posto di lavoro che gli garantisse un'entrata fissa", il convenuto non fa altro che operare un'inammissibile discussione dell'accertamento dei fatti da parte dei giudici cantonali (supra, consid. 2). Ne discende che pure questa censura è inammissibile.