Citation: 1A.55/2003 25.08.2003 E. 3

3.1 Secondo la ricorrente non vi sarebbe una relazione diretta e oggettiva tra il suo conto e l'inchiesta italiana. La censura è infondata. 3.2 La concessione dell'assistenza non presuppone affatto che l'interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nella procedura aperta nello Stato richiedente (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). L'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza, a maggior ragione dopo l'abrogazione dell'art. 10 cpv. 1 AIMP. Basta infatti che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga, e ciò senza che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine). 3.3 La Corte cantonale ha ritenuto che fondi provenienti dalle società portate in fallimento dall'indagato B.________ sono confluiti, in parte, su conti facenti capo a una società di Montecarlo, riconducibile a C.________, anch'egli inquisito nel procedimento estero, e alla di lui moglie, ossia alla ricorrente, sul cui conto XXX sono stati bonificati circa 890'000 euro; questa somma è poi stata prelevata in vista dell'apertura di un conto a Nassau. La ricorrente non contesta questi fatti, limitandosi a ribadire che quell'importo le spettava in seguito alla separazione dal marito, ciò che ne comproverebbe l'estraneità all'inchiesta estera; aggiunge che dal conto di Montecarlo sono effettivamente partiti due bonifici sul suo conto ma, in seguito, che l'importo è stato ribonificato al mittente con un incremento di circa il 6%. Contrariamente all'assunto ricorsuale, la connessione tra il conto della ricorrente, sul quale sono transitate somme sospette, e l'inchiesta estera è manifesta e la trasmissione dei documenti, espressamente richiesta dall'Autorità italiana è chiaramente idonea a far progredire le indagini: tali atti permetteranno loro di poter ricostruire compiutamente i flussi di denaro tra le diverse relazioni oggetto d'indagine (DTF 122 II 367 consid. 2). La contestata trasmissione è quindi giustificata, se del caso anche allo scopo di permettere all'Autorità estera di poter verificare l'asserita estraneità dei citati importi versati sul conto della ricorrente e poi ribonificati; l'utilità potenziale di queste informazioni è chiaramente data (DTF 126 II 258 consid. 9c, 122 II 367 consid. 2c). Il giudice svizzero dell'assistenza non deve infatti esaminare il quesito della colpevolezza o procedere a una valutazione dei (contestati) mezzi di prova (DTF 122 II 367 consid. 2c, 118 Ib 111 consid. 5b pag. 122 in alto, 547 consid. 3a, 107 Ib 264 consid. 3a). L'accenno della ricorrente alla mancata dichiarazione, in Italia, dei fondi oggetto dell'asserita separazione è ininfluente, visto ch'ella non sostiene né rende verosimile che lo Stato richiedente non rispetterà il principio della specialità (cfr. su questo tema DTF 124 II 184 consid. 5 e 6, 128 II 305 consid. 3.1).