Citation: 9C_524/2010 27.10.2010 E. 4.2

4.2. Per quanto attiene invece al reddito da invalido giova ricordare che quest'ultimo va stabilito, se la persona interessata - come in concreto - non sfrutta in maniera completa e ragionevolmente esigibile la capacità lavorativa residua, alla luce dei dati forniti dalle statistiche salariali come risultano segnatamente dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, edita dall'Ufficio federale di statistica (ISS), e più precisamente sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali (svizzeri) conseguibili nel settore privato (DTF 129 V 472 consid. 4.2.1 pag. 475; 126 V 75 consid. 3b pag. 76 seg.). Nel caso in esame, in assenza di un reddito effettivamente realizzato, l'insorgente sostiene però che, anziché rifarsi ai valori statistici ISS (2008) della TA1 (cifra 52 [commercio al dettaglio e riparazioni], livello di qualifica 3, uomini), come ha fatto la Corte cantonale accertando un importo base di fr. 62'188.-, sarebbe più corretto, perché più aderente alla realtà concreta, applicare i salari minimi indicati dalla Commissione paritetica nel ramo della vendita del Canton Ticino. Da questi si otterrebbe un reddito da invalido di fr. 44'300.-, equivalente al reddito minimo conseguibile in Ticino da un impiegato di vendita dopo tre anni di tirocinio. La censura, liberamente riesaminabile da parte di questo Tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.3 pag. 399), risulta però infondata. Questa Corte già si è espressa in maniera chiara sull'inapplicabilità dei valori regionali per determinare il reddito ipotetico da invalido (v. SVR 2007 UV n. 17 pag. 56 [U 75/03]). Orbene, seguendo la tesi ricorsuale, questa prassi verrebbe chiaramente elusa. Non va del resto dimenticato che la giurisprudenza di questo Tribunale consente comunque, a determinate condizioni, che però non ricorrono in concreto, di operare una deduzione dal reddito di base da invalido, quando ad esempio il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico riconosciuto nello specifico settore economico (DTF 135 V 297; 134 V 322 consid. 4, pag. 325; 9C_1033/2008 del 15 gennaio 2010 consid. 5.5). Ciò che il ricorrente però nemmeno allega. A questa considerazione si aggiunge inoltre che in concreto è preferibile l'utilizzo dei dati salariali statistici medi perché le indicazioni della Commissione paritetica del ramo della vendita contengono solo salari minimi (cfr. per analogia SVR 2000 IV n. 1 pag. 1 [I 16/98]; quo all'irrilevanza di principio di raccomandazioni salariali rilasciate da associazioni di categoria cfr. infine sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 708/06 del 23 novembre 2006 consid. 4.5 e 4.6). 4.3 Posta l'applicabilità dei dati salariali statistici nazionali per una attività di commercio con conoscenze professionali specializzate (cifra 52 ISS 2008, livello di qualifica 3), e quindi dell'importo, non contestato in quanto tale e risultante dagli atti, di fr. 62'188.-, resta da determinare la questione di un'eventuale deduzione dal salario base da invalido per tenere conto delle circostanze personali e professionali del caso (DTF 126 V 75). Sennonché anche sotto questo aspetto la pronuncia impugnata, che non ha applicato nessuna deduzione, non appare censurabile. Questa Corte ha infatti già avuto modo di affermare che, ai fini dell'accertamento del reddito da invalido, non si effettua alcuna deduzione dai salari di categoria se la persona assicurata può assumere senza limitazione alcuna - come in concreto - compiti che presuppongono conoscenze tecniche professionali (SVR 2000 IV n. 1 pag. 1 consid. 3b). L'insorgente non può inoltre prevalersi, quale motivo di deduzione, di una carente formazione professionale e di carenti conoscenze linguistiche (peraltro smentite dagli atti poiché dal suo curriculum risulta che lo stesso vanta conoscenze, da buone a molto buone, in italiano, oltre ad essere di madrelingua araba e francese). In questo modo, infatti, egli dimentica di avere conseguito l'attestato di capacità proprio nell'ambito professionale di riferimento per il reddito ipotetico da invalido. Quanto al fattore età, egli sembra ignorare che quest'ultimo, statisticamente, non solo non si ripercuote negativamente sul reddito ipotetico da invalido, ma addirittura incide favorevolmente su di esso (cfr. ISS 2004, pag. 65, TA9). Altri motivi di riduzione non sono per contro né invocati né tantomeno sostanziati.