Citation: 4A_739/2012 E. 3

L'attore fa valere la violazione dell'art. 324 cpv. 1 CO. Ribadisce che la convenuta lo ha liberato "esplicitamente" dall'obbligo di lavorare dapprima nell'accordo di rescissione consensuale del 30 marzo 2006, poi con lo scritto dell'11 aprile 2006, che rimarrebbe efficace, nonostante la nullità della disdetta, per le altre comunicazioni ch'esso contiene. L'attore spiega che la Corte d'appello non ha considerato che con tale scritto la convenuta gi addebitava "circostanze di rilevanza penale che avrebbero in pratica determinato il suo licenziamento"e che di fronte ad accuse simili è "assurdo" ritenere ch'egli dovesse immaginare che l'azienda desiderasse ancora i suoi servigi. Tanto più, aggiunge l'attore, che la convenuta non aveva contestato le sue allegazioni di causa concernenti la liberazione dall'onere lavorativo.