Citation: 1A.53/2000 21.09.2000 E. 1

Qualora il ricorso dovesse essere ammissibile, nel quadro della presente procedura potrebbero essere invocati comunque solo argomenti concernenti la trasmissione propriamente detta delle informazioni o fatti avvenuti o risultati durante la procedura di istruzione (DTF 122 II 367 consid. 1c, 116 Ib 89 consid. 1b, 118 Ib 266 consid. 2 inedito). Ora, se avesse pagato l'anticipo richiesto, nell'ambito del precedente ricorso di diritto amministrativo il ricorrente avrebbe potuto pronunciarsi, come ha fatto il coindagato B.________, anche sulle circostanze verificatesi dopo l'emanazione dell'impugnata decisione di trasmissione e chiedere di assumere agli atti anche la lettera 21 gennaio 2000 della Procura di Perugia. Tali censure non possono quindi più essere fatte valere nel presente ricorso (cfr. DTF 117 Ib 330 consid. 4), ove il ricorrente ha nondimeno potuto esprimersi sugli invocati scritti: un'eventuale violazione del suo diritto di essere sentito sarebbe quindi stata sanata (DTF 124 II 132 consid. 2b e d, 117 Ib 64 consid. 4 pag. 87; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 273). Ne segue che, in gran misura, non si è in presenza di fatti nuovi e che le censure ricorsuali sono pertanto inammissibili. Le stesse sono comunque manifestamente infondate. b) Il ricorrente afferma che la rogatoria sarebbe irricevibile per estinzione dell'azione penale, visto che la decisione del GIP avrebbe messo fine al procedimento penale aperto nei suoi confronti limitatamente ai capi d'imputazione "F", "G" e "M". I primi due concernerebbero infatti i reati esposti alle lettere "a" e "b" (cosiddetta causa H.________) e il terzo a quelli della lettera "c" della rogatoria. Secondo quest'ultima fattispecie, il notaio F.________ e l'avv. C.________ sono accusati di avere effettuato un versamento di 100 milioni di lire italiane ai periti giudiziali A.________ e B.________ al fine di consentire la stesura di una perizia contabile precedentemente concordata dallo stesso C.________ con il Giudice istruttore G.________, perizia favorevole a F.________ (questione E.________ - F.________). Il ricorrente sostiene che, a causa di una svista, il GIP avrebbe tuttavia fatto beneficiare solo l'inquisito B.________ dell'avvenuta prescrizione di questo procedimento penale e non anche lui stesso, imputato del medesimo reato. Ora, non spetta allo Stato richiesto pronunciarsi sulla portata della decisione del GIP, ritenuto che con la lettera del 21 gennaio 2000 la Procura di Perugia, esprimendosi al riguardo, ha precisato che nei confronti del ricorrente il GIP ha emanato una sentenza di non luogo a procedere e il rinvio a giudizio per il reato indicato alla lettera c) della rogatoria: essa ha poi ribadito la necessità di poter acquisire la documentazione bancaria richiesta. Non v'è quindi ragione di rifiutare l'assistenza, visto altresì che il ricorrente nemmeno sostiene d'essere intervenuto presso il GIP, o l'autorità competente al riguardo, affinché questi, rettificando l'asserita svista, abbandoni il procedimento penale anche nei suoi confronti. Inoltre, neppure l'eventuale qualità di persona non implicata nell'inchiesta all'estero non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza poiché questa dev'essere prestata anche per acclarare se il reato fondatamente sospettato sia effettivamente stato commesso, e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). Ora, nella lettera del 21 gennaio 2000 la Procura di Perugia sottolinea la necessità di ottenere la documentazione richiesta anche allo scopo di accertare eventuali rapporti tra l'avv. C.________ e il ricorrente. Il quesito della colpevolezza del ricorrente, su cui è incentrato il ricorso, è riservato al giudice straniero del merito, non a quello svizzero dell'assistenza (DTF 113 Ib 276 consid. 3a, 112 Ib 576 consid. 3). Per di più, il ricorrente non sostiene e non dimostra che sarebbe intervenuta la prescrizione assoluta dei prospettati reati, questione che, di massima, non dev'essere comunque esaminata nel quadro dell' assistenza retta dalla CEAG (DTF 117 Ib 53 consid. 3, 118 Ib 266; Zimmermann, op. cit. , n. 435/436). c) Il ricorrente adduce poi la manifesta inutilità della documentazione in esame per il procedimento estero. La critica, oggetto del ricorso di diritto amministrativo contro la decisione di trasmissione, è inammissibile. La stessa sarebbe comunque infondata visto che il ricorrente misconosce che la questione di sapere se le informazioni richieste siano necessarie o utili deve essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle Autorità richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituire il proprio potere di apprezzamento a quello dell'Autorità estera che conduce le indagini. La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità, nella limitata misura in cui può esser applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Ciò non si verifica in concreto. La trasmissione dei documenti richiesti all'Autorità estera è giustificata poiché essa, contrariamente all'Autorità svizzera, dispone di tutte le risultanze processuali e può pertanto valutare compiutamente, tenendo conto anche della documentazione relativa ai conti bancari intestati a B.________, la posizione del ricorrente. d) L'assunto ricorsuale secondo cui dalla comunicazione del 21 gennaio 2000 risulterebbe che la Procura di Perugia avrebbe letto - riguardo alla data di apertura del conto X.________ - in modo completamente erroneo una lettera 15 novembre 1999 della K.________ SA prodotta dalla difesa, non è decisivo: trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove spetterà alle Autorità italiane risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). e) Il ricorrente fa valere che il procedimento estero sarebbe divenuto privo d'oggetto. A torto. Secondo la costante giurisprudenza, una procedura d'assistenza aperta in Svizzera diventa priva di oggetto, trattandosi di materiale probatorio, di massima solo quando lo Stato richiedente la ritiri espressamente, ciò che non si verifica in concreto. Al riguardo il ricorrente fa valere che la Procura di Perugia, dopo il rinvio a giudizio degli inquisiti davanti al GIP, non sarebbe più competente per pronunciarsi su un eventuale ritiro della domanda, mentre il Tribunale penale di Perugia non avrebbe presumibilmente ancora preso visione dell'incarto (cfr. anche, sullo stesso argomento, la critica alla citata giurisprudenza mossa da Paolo Bernasconi, La trasmissione di mezzi di prova dalla Svizzera all'estero per il perseguimento di reati - tendenze recenti, in: Assistenza giudiziaria internazionale in materia civile, penale, amministrativa ed esecutiva, edito dalla Commissione ticinese per la formazione permanente dei giuristi, Lugano 1999, pag. 75 seg.). Questa generica critica non conduce a modificare l'esposta ed invalsa prassi. f) Per di più, trattandosi di materiale probatorio, la giurisprudenza considera che la domanda estera diventa senza oggetto solo se il processo all'estero si è nel frattempo concluso con un giudizio definitivo; l'autorità di esecuzione non deve esaminare se il procedimento penale estero segua effettivamente il suo corso, segnatamente, in concreto, riguardo al rinvio a giudizio del ricorrente (DTF 113 Ib 157 consid. 5a pag. 166; Zimmermann, op. cit. , n. 168). La citata condizione non è manifestamente adempiuta in concreto. Non v'è inoltre ragione di ritenere che l'Autorità richiedente mantenga una richiesta di assistenza qualora la stessa fosse divenuta priva di oggetto. Né il ricorrente fa valere d'aver tentato di ottenere, intervenendo presso l'Autorità estera prima del termine della procedura di assistenza, il ritiro della richiesta.