Citation: 4A_24/2010 24.06.2010 E. 3

Statuendo il 23 novembre 2009 la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha riformato la pronunzia pretorile, dichiarando il disconoscimento del debito di fr. 8'300.-- e condannando A.________SA al pagamento di fr. 38'013.75, oltre interessi al 5 % dal 9 maggio 2000. In particolare, i giudici della massima istanza cantonale non hanno condiviso l'assunto pretorile secondo cui B.________ sarebbe stato consapevole della maggior attività svolta dalla mandataria e del conseguente maggior onorario né tantomeno che l'avrebbe tacitamente autorizzata a procedere in tal senso. È infatti incontestato che la ricorrente non ha mai comunicato per scritto di aver svolto in media più di quattro ore settimanali e che un onorario straordinario per queste eventuali maggiori prestazioni non è stato concordato di volta in volta. In simili circostanze, prosegue la sentenza impugnata, "vista oltretutto la situazione di potenziale conflitto d'interesse in cui si trovava allora E.________ nella sua qualità di amministratore di C.________SA e di direttore della [mandataria], spettava ovviamente a quest'ultima, pena l'inefficacia del suo agire, dimostrare l'esistenza di un formale consenso della controparte contrattuale al pagamento di questi ulteriori onorari [...]. Dall'istruttoria non è però stato possibile chiarire se l'attività di E.________, durante l'intera esistenza del contratto e non solo in alcuni periodi di tempo sia stata mediamente superiore alle quattro ore settimanali [...]. Ma, soprattutto, non è stato provato che gli altri organi della società o [B.________] abbiano consapevolmente dato il loro consenso, anche solo per atti concludenti, al pagamento di un importo superiore ai fr. 30'000.-- previsti per quell'attività [...]. Stando così le cose" - ha concluso il Tribunale d'appello - "il fatto che [B.________] non abbia obiettato fino all'inoltro della presente causa non può essere inteso in buona fede come tacita ratifica, la problematica dei maggiori pagamenti a favore della [mandataria] essendo venuta alla luce solo dopo la partenza di E.________. Tenuto conto che dal 12 ottobre 1992 al 2 marzo 1998 alla [mandataria] potevano con ciò essere corrisposti solo circa fr. 160'000.-- a titolo di remunerazione normale a fronte dei fr. 241'473.75 effettivamente versati [...], somma [...] rettificata a fr. 206'313.75 in replica, [B.________] ha diritto, ex art. 41 o 62 CO, al rimborso dei fr. 46'313.75 pagati in eccesso da C.________SA". Considerato infine l'importo di fr. 8'300.-- riconosciuto da B.________, la Corte cantonale ha modificato il giudizio di primo grado così come esposto in ingresso al presente considerando.