Citation: I 534/05 10.11.2006 E. 2

Nel querelato giudizio la Commissione di ricorso - dopo aver ricordato che l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) lascia immutata la competenza degli Stati contraenti a definire i propri sistemi di sicurezza sociale - ha già esattamente esposto le disposizioni della LAI, dell'OAI e della LPGA, in vigore dal 2003, applicabili e disciplinanti la revisione di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità, precisando in particolare a quali condizioni e con quale effetto temporale una simile prestazione possa essere soppressa. A questa esposizione si deve fare riferimento, non senza tuttavia ribadire che l'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'ALC ha reso possibile il versamento di rendite per un grado di invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, anche ad assicurati comunitari che non sono domiciliati e che non dimorano abitualmente in Svizzera. Giova inoltre rammentare che pur essendo l'invalidità un concetto economico e non medico, al fine di poterla determinare, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre di documenti che vanno rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti. Il compito del medico consiste così proprio nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro, la documentazione medica costituendo un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c, 105 V 158 consid. 1).