Citation: 4A_621/2017 E. 3.2

3.2. Nel ricorso, a pagina 9, la ricorrente scrive - riproducendo il testo della procura - che C.C.________ e D.________ hanno dato procura a H.C.________ per firmare l'atto di cessione "relativo al credito di circa 6.5 miliardi di vecchie lire da loro vantato nei confronti del Signor G.________ e della I.________ AG, già F.________, Zurigo, succursale di Lugano, quale banca depositaria degli averi a suo tempo depositati sul conto corrente xxx denominato E.________ presso l'allora F.________, Zurigo, ora I.________ AG, Zurigo". Per ammissione della ricorrente la procura menziona quindi in modo chiaro l'ammontare del credito che i procuratori dovevano cedere, il nome e il cognome del gestore patrimoniale debitore, la ragione sociale della banca depositaria del conto e anch'essa debitrice nonché il numero e la denominazione della relazione bancaria. In tali circostanze, cavillare su parole ed espressioni leggermente differenti dell'atto di cessione rispetto alla procura, per sostenere che C.C.________ e D.________ non intendessero cedere le loro pretese di risarcimento derivanti dalle perdite causate dal gestore G.________, rasenta la temerarietà. Sono pertanto infondate anche tutte le censure piuttosto artificiose, in parte poco intelligibili, che la ricorrente in definitiva riconduce sempre alle asserite divergenze tra i contenuti della procura e dell'atto di cessione. È così per le argomentazioni secondo le quali non sarebbe stata rispettata la forma scritta che l'art. 165 cpv. 1 CO impone per tutti gli elementi essenziali della cessione, siccome la procura non menzionerebbe né il "fondamento giuridico" della pretesa ceduta, né la valuta del credito espressa in dollari statunitensi, e non permetterebbe neppure di quantificare la pretesa in franchi svizzeri o dollari statunitensi; come pure per l'asserita violazione dell'art. 84 CO che la ricorrente ravvisa nell'assenza nella procura di riferimenti ai dollari statunitensi. La ricorrente non contesta d'altronde, pur menzionandolo, il rimprovero mossole dalla Corte cantonale di non essersi confrontata con la motivazione del Pretore secondo la quale la pretesa ceduta, a prescindere dalla valuta indicata nell'atto di cessione, è la medesima di quella oggetto della causa. Sotto questo profilo il ricorso è perciò inammissibile.