Citation: 6B_371/2018 E. 2.2

2.2. Gli art. 66a-66d CP sono la concretizzazione dei cpv. 3-6 dell'art. 121 Cost., adottati in seguito all'accettazione di Popolo e Cantoni, in data 28 novembre 2010, dell'iniziativa "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" ("Iniziativa espulsione"; RU 2011 1199; FF 2011 2529). La conseguente modifica del codice penale ha avuto un iter legislativo alquanto travagliato. Con particolare riguardo all'art. 66a CP, il disegno di legge elaborato dal Consiglio federale (FF 2013 5249) è stato ampiamente modificato in sede parlamentare. Nel disegno, in caso di condanna per uno dei reati figuranti nella lista, l'espulsione sarebbe stata facoltativa qualora la pena inflitta non fosse stata superiore a una pena detentiva di sei mesi, a una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere o a 720 ore di lavoro di pubblica utilità (art. 66a cpv. 2 D-CP), mentre per le pene superiori l'espulsione sarebbe stata la regola (art. 66a cpv. 3 D-CP). Nel primo caso, la pronuncia dell'espulsione avrebbe costituito un'eccezione, possibile unicamente in presenza di un interesse pubblico alla misura prevalente su quello privato dello straniero a rimanere in Svizzera, nel secondo invece sarebbe stata la rinuncia all'espulsione a rappresentare un'eccezione, qualora la misura avesse comportato una grave violazione dei diritti personali dello straniero garantiti dal diritto internazionale dei diritti dell'uomo (v. al riguardo Messaggio del 26 giugno 2013 concernente la modifica del Codice penale e del Codice penale militare, FF 2013 5189 n. 1.2.7, 5213 segg. n. 2.1.1 ad art. 66a cpv. 2 e 3 D-CP). Giudicando il disegno di modifica del CP una sorta di variante del controprogetto indiretto all'"Iniziativa espulsione", respinto nella votazione popolare del 28 novembre 2010 (FF 2011 2529; sul testo del citato controprogetto v. FF 2009 4457), la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-CN) ha formulato un progetto alternativo, ricalcando nella sostanza il testo dell'iniziativa popolare "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commetto-no reati" (relatore Gerhard Pfister e relatrice Isabelle Moret, BU 2014 CN 489 segg.; sul testo del progetto CIP-CN v. BU 2014 CN 502 segg.), all'epoca non ancora sottoposta al voto di Popolo e Cantoni e che sarà respinta il 28 febbraio 2016 (FF 2016 3283). Il progetto prevedeva un'espulsione obbligatoria in caso di condanna per uno dei reati menzionati in due distinti elenchi, a prescindere dall'entità della pena inflitta: per le infrazioni contenute nella prima lista l'espulsione sarebbe stata pronunciata già in caso di prima condanna, mentre per quelle della seconda solo se lo straniero fosse già stato condannato, nei dieci anni precedenti, a una pena pecuniaria o detentiva (art. 66a cpv. 1, 1 bise 1 ter progetto CIP-CN CP). In entrambi i casi, sarebbe stato possibile rinunciare all'espulsione se il reato fosse stato commesso per legittima difesa discolpante o in stato di necessità discolpante (art. 66a cpv. 1quater progetto CIP-CN CP). Il Consiglio nazionale ha seguito le proposte formulate dalla maggioranza della sua CIP (BU 2014 CN 512). Trasmesso l'oggetto al Consiglio degli Stati, la sua Commissione delle istituzioni politiche (CIP-CS) ha, a sua volta, elaborato un'ulteriore variante, ritenendo quella del Consiglio nazionale lesiva del diritto internazionale e dei principi fondamentali dello Stato di diritto, nonché eccessiva, nella misura in cui travalicava quanto accettato con l'"Iniziativa espulsione" per concretare invece quanto previsto dall'"Iniziativa per l'attuazione" (relatore Stefan Engler, BU 2014 CS 1237; sul testo del progetto v. BU 2014 CS 1247 seg. e 1253 seg.). Il nuovo progetto si basava su un'unica lista di reati la cui gravità giustificava l'espulsione obbligatoria, a prescindere dall'entità della pena inflitta (art. 66a cpv. 1 progetto CIP-CS CP), e riprendeva la possibilità di rinunciare all'espulsione in caso di legittima difesa discolpante o di stato di necessità discolpante (art. 66a cpv. 1quater progetto CIP-CS CP). Alla luce del principio della proporzionalità ancorato anch'esso nella Costituzione federale, il progetto introduceva però la possibilità di rinunciare in via eccezionale a pronunciare l'espulsione se questa avesse costituito un grave caso di rigore personale e l'interesse pubblico all'espulsione non fosse prevalso sull'interesse privato dello straniero a rimanere in Svizzera, precisando la necessità di tener in ogni modo conto della situazione particolare dello straniero nato o cresciuto in Svizzera (art. 66a cpv. 1tera progetto CIP-CS CP). Oltre all'espulsione obbligatoria in caso di commissione di un reato della lista, veniva inoltre disciplinata un'espulsione non obbligatoria per quegli stranieri condannati a una pena o sottoposti a una misura terapeutica stazionaria o a un internamento per un crimine o un delitto non menzionato nell'elenco (art. 66abis progetto CIP-CS CP). Il Consiglio degli Stati ha adottato il progetto elaborato dalla sua CIP (BU 2014 CS 1249 e 1252 seg.). Al termine della procedura di eliminazione delle divergenze, il 20 marzo 2015 le Camere hanno adottato, tra l'altro, gli art. 66a e 66abis CP così come elaborati dalla CIP-CS (FF 2015 2281).