Citation: 6B_474/2021 E. 3.4

3.4. Con riguardo alla condizione posta dall'art. 85 cpv. 4 lett. a CPP per applicare la finzione della notificazione, la CRP si è pronunciata su tutti gli elementi rilevanti, in modo succinto ma esauriente. A torto il ricorrente le rimprovera di non essersi soffermata sull'invocata buona fede. Ripercorrendo le tappe procedurali dall'annullamento del primo decreto d'accusa, essa ha spiegato che egli era perfettamente consapevole dell'esistenza di un procedimento penale pendente a suo carico, ciò che non è qui contestato. Essa ha ricordato che, dopo l'annullamento del primo decreto d'accusa il 17 settembre 2019 e il contestuale rinvio al pubblico ministero per il prosieguo della procedura, l'8 ottobre 2019 il pubblico ministero ha respinto l'istanza di nomina di un difensore d'ufficio nell'ambito del presente procedimento, che il 27 gennaio 2020 la CRP si è pronunciata sul reclamo da lui presentato contro questa decisione e che il 13 marzo 2020 vi è stata un'ulteriore sentenza di questo Tribunale. Alla luce proprio delle circostanze del caso concreto, la Corte cantonale ha rettamente concluso che l'insorgente dovesse attendersi la possibile notificazione di comunicazioni nell'ambito del procedimento a suo carico, di modo che la finzione della notificazione dell'art. 85 cpv. 4 lett. a CPP trova piena applicazione. La CRP ha fornito tutti gli elementi alla base della sua decisione. Erra poi il ricorrente quando pretende che la precedente procedura giunta fino a questo Tribunale fosse inconciliabile e distinta da quella di merito, trattandosi manifestamente di un aspetto dello stesso procedimento penale. E d'altronde ne era ben consapevole, considerata l'implicita istanza di effetto sospensivo formulata nel suo precedente ricorso al Tribunale federale. L'obbligo di motivazione imposto dall'art. 80 cpv. 2 prima frase CPP, rispettivamente il diritto di ottenere una decisione motivata, non implica per le autorità di attardarsi anche sull'evidenza. Quanto alla denominazione dell'invio sull'invito postale di ritiro, nulla il ricorrente può dedurne in favore della sua tesi, come rettamente osservato dalla CRP. La giurisprudenza ha infatti già avuto modo di stabilire che per applicare la finzione della notificazione giusta l'art. 85 cpv. 4 lett. a CPP è sufficiente un invio postale raccomandato il cui mittente sia indicato sulla busta, non essendo per contro necessario che sia menzionato sull'invito postale di ritiro (DTF 142 IV 286 consid. 1.6.2 e 1.6.3) e a fortiori che quest'ultimo indichi trattarsi di un atto giudiziario. Infine, con riguardo alla pretesa ignoranza del periodo di giacenza massimo di 7 giorni, tale asserto risulta peraltro contraddetto dall'attitudine stessa dell'insorgente che ha chiesto alla Posta di prolungarne la durata normale. Rilevasi abbondanzialmente che, secondo la giurisprudenza, il periodo di 7 giorni previsto dal CPP corrisponde alla prassi della Posta ed è considerato generalmente noto (v. sentenza 8C_655/2012 del 22 novembre 2012 consid. 3.5 con rinvii). Alla luce di quanto precede, la CRP non ha violato il diritto di essere sentito del ricorrente, avendo reso una decisione sufficientemente motivata, né ha violato il diritto federale confermando l'applicazione della finzione della notificazione giusta l'art. 85 cpv. 4 lett. a CPP e la tardività dell'opposizione interposta dall'insorgente contro il decreto di accusa del 13 agosto 2020.