Citation: 2C_464/2017 E. 4.1

4.1. La libertà economica di cui all'art. 27 cpv. 1 Cost. garantisce tra l'altro il diritto alla libera scelta della professione, al libero accesso a un'attività economica privata e al suo libero esercizio (art. 27 cpv. 2 Cost.; DTF 143 II 598 consid. 5.1 pag. 612 seg.; 137 I 167 consid. 3.1 pag. 172; 135 I 130 consid. 4.2 pag. 135 con ulteriori rinvii). Essa può essere invocata sia dalle persone fisiche che dalle persone giuridiche e protegge ogni attività economica privata esercitata a titolo professionale e tendente all'ottenimento di un guadagno o di un reddito (DTF 137 I 167 consid. 3.1 pag. 172; 135 I 130 consid. 4.2 pag. 135). Come tutti i diritti fondamentali, può essere tuttavia soggetta a limitazioni, secondo le condizioni previste dall'art. 36 Cost. Ogni sua restrizione deve cioè fondarsi su una base legale sufficiente, essere giustificata da un interesse pubblico o dalla protezione di diritti fondamentali altrui ed essere proporzionata allo scopo perseguito. Siccome la mancata concessione della deroga richiesta non comporta una grave limitazione della libertà economica della ricorrente, che per altro - come correttamente indicato anche nel giudizio impugnato (ivi, consid. 4.2) - non insorge in qualità di titolare di un negozio, bensì di locatrice di superfici di vendita, il Tribunale federale esamina l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale di riferimento (precedente consid. 3.1) solo nell'ottica del divieto d'arbitrio. Di principio, il rispetto dell'art. 36 Cost. è invece verificato liberamente; per quanto debba apprezzare peculiarità locali, che le autorità cantonali conoscono con maggior precisione, il Tribunale federale si impone però un certo riserbo (sui differenti aspetti, cfr. le sentenze 2C_655/2009 del 23 marzo 2010 consid. 4.1 e 2C_378/2008 del 20 febbraio 2009 consid. 3.1).