Citation: 1C_527/2017 E. 2.5

2.5. Certo, i giudici cantonali non si sono espressi in modo esplicito sull'irrilevanza delle audizioni testimoniali richieste. Tali prove, così come l'accenno alla tutela della buona fede, sono tuttavia state addotte dal ricorrente in relazione con la domanda di annullare, rispettivamente di modificare il progetto stradale per quanto concerne l'area di cantiere prevista su due fondi di proprietà altrui situati sul fronte opposto di via Vignalunga. La Corte cantonale ha considerato che tale domanda era nuova e pertanto inammissibile in applicazione dell'art. 70 cpv. 2 della legge ticinese sulla procedura amministrativa, del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 3.3.1.1), giacché con l'opposizione il ricorrente aveva contestato unicamente l'ubicazione della rotonda e la soluzione prevista per gli accessi ai suoi fondi. In tali circostanze, poiché il tema dell'area di cantiere esulava dall'oggetto del litigio, la Corte cantonale ha implicitamente ritenuto irrilevanti per il giudizio le prospettate audizioni testimoniali e le ha quindi respinte. In questa sede il ricorrente non contesta la decisione d'inammissibilità della domanda per il suo carattere di novità; non fa in particolare valere l'applicazione arbitraria dell'art. 70 cpv. 2 LPAmm. Non vi sono di conseguenza ragioni per ritenere il diniego delle prove testimoniali lesivo del diritto di essere sentito del ricorrente. Questi adduce altresì che l'audizione del direttore dell'Ufficio tecnico comunale mirava anche a dimostrare le future intenzioni pianificatorie del Comune di Mendrisio, che prevederebbe di qualificare via San Martino come strada di quartiere e di declassare un tratto di via Vignalunga a sud della prevista rotonda. Tuttavia, l'oggetto della controversia concerne la conformità al diritto in vigore di un progetto stradale di valenza cantonale, destinato in particolare a collegare il nuovo svincolo autostradale alla rete stradale principale ed a fungere da circonvallazione dell'abitato di Mendrisio per il traffico di transito. Il progetto ha quindi una portata generale, che eccede l'ambito strettamente locale (cfr. art. 4 e 9 segg. Lstr). Senza violare il divieto dell'arbitrio e il diritto di essere sentito del ricorrente, la Corte cantonale poteva perciò ritenere non decisive le eventuali intenzioni del Comune riguardo alla pianificazione delle strade locali, rinunciando ad approfondirle.