Citation: 8G.146/2003 01.03.2004 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami sottopostigli, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 II 46 consid. 2a pag. 47, con rinvii). 1.2 Giusta l'art. 105bis cpv. 2 PP gli atti e le omissioni del procuratore generale della Confederazione possono essere impugnati con ricorso alla Camera di accusa del Tribunale federale, seguendo le prescrizioni procedurali degli art. 214 e segg. PP. Il diritto di reclamo spetta alle parti ed a qualunque persona cui la operazione o l'omissione abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP). 1.3 Il reclamo in esame è orientato contro un atto di dissequestro parziale. Il pregresso atto di sequestro non è invece stato oggetto, a suo tempo, di impugnazione entro il termine previsto all'art. 217 PP. Rinunciando ad impugnarlo, il reclamante ne ha quindi implicitamente riconosciuto la legittimità, per cui esso è formalmente valido, unitamente alle motivazioni ivi contenute. Motivazioni quindi valide anche in relazione alla susseguente decisione di mantenimento parziale del sequestro. Si pone dunque la questione di sapere, giustamente sollevata dal MPC, se il reclamante sia legittimato a ricorrere contro questo nuovo atto, il quale effettivamente non lo danneggia direttamente, ma anzi lo pone in una situazione migliore rispetto a prima, non da ultimo visto che accoglie il contenuto della sua stessa domanda subordinata di dissequestro parziale presentata in data 21 ottobre 2003 al MPC ed implicitamente reiterata il 30 ottobre 2003. Data questa situazione il reclamante non può venire considerato aggravato ai sensi dell'art. 214 cpv. 2 PP ed è quindi privo di legittimazione ricorsuale. Del resto se egli riteneva che, dopo il proprio interrogatorio, il sequestro non fosse più giustificato nemmeno limitatamente all'importo di EUR 25'000.--, gli incombeva l'onere di presentare una nuova istanza al MPC motivata in tal senso, o quanto meno di riformulare le motivazioni dell'istanza originale (a valere quale nuova istanza): in entrambi i casi, per la salvaguardia del doppio grado di giurisdizione, tale (nuova) istanza andava proposta in prima battuta al MPC.