Citation: 1D_2/2024 E. 3.4

3.4. Il ricorrente parrebbe misconoscere che, vista l'incompletezza della documentazione fiscale e di quella inerente alla sua situazione penale venute alla luce nel frattempo, il Servizio naturalizzazioni, autorità competente per l'applicazione della legge (art. 27 nRLCCit), nell'ottica del suo obbligo di aggiornare gli atti allo scopo di evitare procedure inutili, l'ha invitato in particolare a esprimersi sulle 19 procedure esecutive in corso e i 13 attestati di carenza beni, garantendogli in tal modo il diritto d'essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.; DTF 150 I 174 consid. 4.1: 149 I 91 consid. 3.2 e 3.4). A torto il ricorrente adduce quindi che con l'invocato accordo sulle imposte arretrate la sua situazione finanziaria sarebbe stata risolta. Le sue critiche non sono state quindi ignorate, ma valutate in maniera differente. Dagli atti di causa risulta infatti che, contrariamente all'assunto ricorsuale, l'incarto non era pronto né completo, visto che numerosi documenti, decisivi per la domanda di naturalizzazione, dovevano ancora essere prodotti o aggiornati. D'altra parte, il mezzo di prova sul quale insiste il ricorrente, segnatamente il suo scritto del 9 maggio 2012, analogo a quello del 13 gennaio 2012, è stato considerato ma valutato differentemente dalla Corte cantonale sulla base di un libero convincimento (art. 25 cpv. 1 LPAmm), non ritenendosi vincolata dallo stesso. Certo, questa soluzione può essere opinabile, ma non è addirittura arbitraria, neppure nel risultato. Ciò a maggior ragione visto che è stata la carenza di collaborazione del ricorrente nel fornire le informazioni attualizzate inerenti ai significativi cambiamenti della sua situazione debitoria e sotto il profilo penale a indurre l'autorità a procedere d'ufficio al criticato aggiornamento.