Citation: 1C_647/2022 E. 4

Riguardo alla distanza dal confine, i giudici cantonali non hanno condiviso la tesi dei ricorrenti, secondo cui nella fattispecie la distanza minima di 3 m, non potrebbe essere ritenuta poiché, al loro dire, essa dovrebbe tener conto dell'ingombro, ossia dell'altezza e della lunghezza dell'edificio; ciò perché anche questa critica tende implicitamente a contestare, tardivamente, la legittimità della pianificazione vigente, senza dimostrare perché ne sarebbero adempiute le severe condizioni per farlo. Hanno aggiunto che lo studio pianificatorio in corso prevede che nella zona in discussione un supplemento di distanza è imposto soltanto in caso di facciate lunghe più di trenta metri, ciò che non è il caso per il progetto litigioso. Al riguardo i ricorrenti si limitano ad addurre, in maniera appellatoria, che per la zona in esame è prevista una distanza minima di 3 m, che sarebbe tuttavia insufficiente per rapporto all'altezza degli edifici. Adducono che anche per questo comparto la distanza dal confine, per essere compatibile con non meglio precisati principi edificatori, dovrebbe essere di 4 m, come previsto per altre zone, motivo per cui al loro dire il progetto del nuovo regolamento edilizio andrebbe modificato in tal senso. Ora, i desideri dei ricorrenti riguardo al contenuto della pianificazione futura non implicano evidentemente che l'avversato progetto, conforme alla normativa in vigore e non in contrasto con quella futura, non potrebbe essere approvato. Essi non contestano poi l'accertamento secondo cui il progetto litigioso comporta una superficie utile lorda nettamente inferiore a quella prevista dalla precedente domanda di costruzione, motivo per cui l'indice di sfruttamento è rispettato.