Citation: 1C_446/2015 E. 3.4

3.4. Quest'ultimo accertamento è ritenuto corretto dalla ricorrente, la quale sostiene nondimeno che la difformità dei muri realizzati riguarderebbe essenzialmente le opere a confine con i fondi part. yyy e part. zzz, mentre il muro a confine con la sua proprietà (part. xxx) sarebbe conforme alla licenza edilizia del 17 ottobre 2008. Adduce che questo manufatto sarebbe quindi definitamente sanato a seguito della mancata revoca e che la procedura in sanatoria riguarderebbe unicamente i muri a confine con gli altri due fondi vicini. A suo dire, la Corte cantonale, invece di confermare la decisione di diniego della revoca, avrebbe dovuto (analogamente a quanto riconosciuto per la piscina) dichiarare decaduta la licenza edilizia per quanto riguarda le parti del muro lungo i confini con i fondi part. yyy e zzz e disporne la revoca solo per il tratto di muro a confine con la sua particella xxx, estendendo anche a questo il rinvio degli atti al Municipio. Tuttavia, la Corte cantonale ha rilevato che l'opera eseguita non trova legittimazione nella licenza edilizia rilasciata il 17 ottobre 2008. Nella parallela sentenza del 27 luglio 2015 ha rinviato gli atti al Municipio affinché si pronunci nuovamente sulla domanda di costruzione in sanatoria, dopo avere completato gli atti nella misura in cui i piani non riproducano fedelmente i manufatti eseguiti, raccolto un nuovo avviso cantonale e sentita l'opponente. Nella risposta al gravame in questa sede, la precedente istanza ha poi esplicitamente precisato che il rinvio e il riesame sotto il profilo della mutata situazione pianificatoria concerne tutte le opere murarie effettivamente eseguite nel loro complesso. Contrariamente a quanto paventato dalla ricorrente, la procedura in sanatoria contempla quindi anche il muro a confine con la sua proprietà. Nelle esposte circostanze, risulta quindi che in sostanza la licenza edilizia del 17 ottobre 2008 non riveste una portata pratica, essendo decaduta con riferimento alla costruzione della piscina e non fondando l'autorizzazione dell'insieme delle opere murarie realizzate. In simili condizioni, la ricorrente difetta di un interesse degno di protezione pratico ed attuale a chiederne la revoca o l'accertamento della nullità. Su tali aspetti non è pertanto legittimata ad aggravarsi contro la decisione impugnata. La ricorrente potrà se del caso sollevare le contestazioni contro le opere murarie nell'ambito della procedura della domanda di costruzione in sanatoria ancora aperta.