Citation: 2A.18/2004 13.08.2004 E. 6

II ricorrente asserisce di essere stato condannato per fatti sui quali non ha avuto modo di esprimersi davanti all'ultima istanza cantonale, ciò che costituisce ancora violazione di una norma essenziale di procedura, arbitrio nell'accertamento dei fatti e violazione del diritto federale. Sostiene che al momento dell'apertura del procedimento era stato invitato a prendere posizione su due presunte violazioni delle norme professionali: il rifiuto di restituire dei documenti al cliente dopo la cessazione del mandato e l'emissione di una fattura per prestazioni successive a tale cessazione. Benché la Commissione di disciplina, con la decisione del 25 settembre 2003, avesse confermato soltanto il secondo di questi addebiti, la Camera per l'avvocatura e il notariato ha ripreso anche il primo e ne ha addirittura aggiunto un terzo: la violazione del dovere di presentare al cliente la distinta delle spese, degli incassi e degli onorari; tutto ciò, conclude il ricorrente, senza che gli fosse stata data la possibilità di giustificarsi. Quest'argomentazione è parzialmente fondata. 6.1 La Commissione di disciplina ha ritenuto che l'avv. A.________ ha violato gli art. 12 lett. a LLCA e 11 della legge ticinese sull'avvocatura, del 16 settembre 2002 (LAvv), per avere fatturato prestazioni successive alla revoca del mandato non giustificate dall'interesse del cliente. Trattasi, in particolare, delle prestazioni indicate nella nota d'onorario del 19 gennaio 2003, riferita all'"impedire che il legale della controparte (...) venga in possesso di elementi che accentuerebbero la sua (ndr. del cliente) posizione subordinata alla originaria controparte". La Commissione ha poi aggiunto che non potevano venir addebitate al cliente nemmeno le prestazioni consistenti nella tenuta delle specifiche delle operazioni di patrocinio e delle spese, nella rettifica delle registrazioni e nella "schermatura" dei documenti da consegnare al cliente, oltre che nell'opposizione alle richieste, definite a più riprese legittime, del nuovo legale; richieste che - come la decisione di prima istanza ha espressamente ricordato - tendevano anche alla presentazione della distinta delle prestazioni, in conformità con gli art. 15 cpv. 2 LAvv e 5 della Tariffa dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino, del 7 dicembre 1984 (TOA). Il rifiuto del ricorrente di redigere note professionali dettagliate è peraltro stato criticato dall'autorità di prime cure anche nel contesto della commisurazione della pena. Questo rimprovero era inoltre contemplato già dalla segnalazione dell'apertura del procedimento disciplinare, dal momento che la distinta precisa delle prestazioni effettuate va annoverata tra i "documenti del cliente richiesti dall'avv. B.________". Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, già la prima istanza ha pertanto considerato anche questa mancanza ai doveri professionali. Del resto, il ricorrente vi si è puntualmente confrontato nel ricorso alla Camera per l'avvocatura e il notariato, dedicandovi uno dei sette punti principali in cui ha suddiviso il proprio gravame. È invece vero che la Commissione di disciplina, pur nutrendo qualche dubbio, ha concluso che "non è certo che l'avv. A.________ sia venuto meno ai propri doveri" di restituire gli atti al cliente, tra l'altro perché non è "dato a sapere quali atti non sarebbero stati riconsegnati o quali documenti mai trasmessi". Nel ricorso del 31 ottobre 2003 all'autorità cantonale l'avv. A.________ ha preso atto dell'abbandono di questo addebito e, comprensibilmente, non ha più affrontato l'argomento. La Camera per l'avvocatura e il notariato ha tuttavia riconsiderato questo aspetto, ma senza dare al ricorrente la possibilità di esprimersi: essa gli ha infatti rimproverato di essersi "opposto alle lecite richieste del nuovo legale", precisando che tali richieste concernevano anche la restituzione degli atti. 6.2 La procedura in materia disciplinare è retta dagli art. 33 segg. LAvv (art. 34 cpv. 1 LLCA). Qualora nell'ambito di un ricorso di diritto amministrativo è censurata l'applicazione del diritto cantonale autonomo di procedura, tale rimedio assume la funzione di ricorso di diritto pubblico; ciò ha per conseguenza che il potere di esame del Tribunale federale è limitato all'arbitrio (DTF 128 II 259 consid. 1.5; 125 II 1 consid. 2a; 123 II 359 consid. 6b/bb).