Citation: 1A.247/2002 29.10.2003 E. 3

I ricorrenti rimproverano alla Corte cantonale di avere interpretato erroneamente, fondandosi su criteri soggettivi e trascurando i principi pianificatori, la nozione di "terreni già edificati in larga misura". Rilevano inoltre che la mancata elaborazione di un piano generale delle canalizzazioni conforme alla legge e il mancato azzonamento del fondo secondo la LPT, connesso a lungaggini procedurali, non sono loro imputabili; sostengono infine che la precedente edificabilità della particella sarebbe già stata riconosciuta dal TPT nel giudizio sul ricorso contro il decreto governativo. 3.1 La Corte cantonale ha rilevato, correttamente, che la nozione di terreni già edificati in larga misura secondo l'art. 15 lett. a LPT e la giurisprudenza comprende essenzialmente il territorio edificato ristretto, oltre eventualmente a singole particelle inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificata e in genere già urbanizzate (DTF 122 II 326 consid. 6c/aa, 455 consid. 6a, 121 II 417 consid. 5a e rinvii). Essa ha inoltre accertato che il fondo n. XXX è incluso, inserendovisi armoniosamente, in un paesaggio naturale e in un comprensorio vasto e sostanzialmente inedificato, prevalentemente verde e ben distinto per peculiarità orografiche e forti linee di demarcazione dal rimanente territorio. Ha infine considerato che il comparto edificato comprendente il centro degli apprendisti si trova più a sud, a partire dalla particella n. ZZZ, e si stacca da quello ampio, naturale e sostanzialmente intatto, di cui è parte integrante la particella litigiosa. Questi accertamenti, eseguiti senza violare norme essenziali di procedura, non sono manifestamente inesatti o incompleti (art. 105 cpv. 2 OG) e permettono di concludere che il vasto, esteso e compatto comprensorio ove è inserita la particella litigiosa non è edificato in larga misura, né lo era alla data determinante del 29 maggio 1990, quando è entrato in vigore il decreto esecutivo, secondo il suo art. 4 cpv. 1. Il fatto che la particella n. XXX è posta ai margini della strada, tra due fondi edificati, non è nelle circostanze concrete decisivo. La situazione deve essere in effetti considerata complessivamente e il comprensorio in esame è, come si è visto, ampio e libero da costruzioni sicché il fondo, che vi è incluso, non può qualificarsi come un'isola inedificata all'interno di un territorio costruito. La decisione impugnata risulta pertanto fondata su fatti e criteri oggettivi e non viola il diritto federale. 3.2 I ricorrenti non contestano esplicitamente le ulteriori argomentazioni con cui i Giudici cantonali hanno negato nella fattispecie un'alta probabilità per i proprietari di edificare la particella in un avvenire prossimo e ritenuto, in ultima analisi, non realizzato un caso di espropriazione materiale (cfr., sulla nozione di espropriazione materiale, DTF 125 II 431 consid. 3a e rinvii). La Corte cantonale ha in particolare rilevato che nel 1980 il comprensorio era stato assegnato dall'allora Dipartimento cantonale dell'ambiente a una zona di pianificazione, e il terreno litigioso al settore di maggior tutela ("zona rossa"), in corrispondenza con il futuro comparto di protezione del complesso monumentale. Essa ha aggiunto che il fondo non era affatto necessario all'edificazione nei quindici anni seguenti (art. 15 lett. b LPT), avendo il Consiglio di Stato fortemente ridotto l'estensione delle zone edificabili nell'ambito dell'approvazione del piano regolatore comunale del 1990, ritenuto "largamente sovradimensionato"; per di più, esso nemmeno era compreso nel perimetro del piano generale delle canalizzazioni. Il Tribunale cantonale ha infine ribadito che il comprensorio abbraccia "un complesso di fondi incastonati in un paesaggio particolarmente caratteristico da preservare ad ogni costo", il cui inserimento in zona edilizia avrebbe anche "ulteriormente aggravato lo stato di sovrabbondanza di territorio edificabile". Da tali accertamenti, non inesatti e quindi determinanti anche in questa sede (art. 105 cpv. 2 OG), la Corte cantonale ha poi tratto valutazioni e conclusioni conformi alla giurisprudenza in materia di espropriazione materiale. Che eventuali ritardi nella pianificazione e nell'elaborazione di un piano generale delle canalizzazioni conforme alla legge non siano imputabili ai proprietari, compito che d'altra parte non incombeva loro (cfr. art. 19 cpv. 2 LPT), non è rilevante in una procedura come quella in esame, determinante essendo la situazione di fatto e di diritto esistente al momento dell'entrata in vigore del provvedimento restrittivo. 3.3 I ricorrenti insistono sulla sentenza del 6 dicembre 1995 con cui il TPT ha respinto il ricorso contro il decreto esecutivo riguardante il comprensorio di protezione del complesso monumentale. La procedura verteva tuttavia su quesiti diversi da quelli posti nella presente causa, che è di natura espropriativa, e riguardava innanzitutto il fondamento del vincolo stesso, non già le sue conseguenze per i ricorrenti. In particolare, il TPT aveva esaminato se il provvedimento governativo fosse compatibile con la garanzia della proprietà e ritenuto la limitazione della proprietà fondata su una sufficiente base legale, giustificata dall'interesse pubblico e rispettosa del principio della proporzionalità; esso aveva inoltre rilevato la sua incompetenza a giudicare sulla richiesta d'indennità per l'esproprio materiale del fondo, e precisato che un'eventuale istanza in tal senso doveva essere presentata in altra sede: il TPT non ha però assicurato ai ricorrenti, o accertato nei loro confronti, che il fondo era inserito in una zona edificabile conforme alla LPT prima dell'imposizione del vincolo. L'esposizione dei fatti contenuta nel giudizio del TPT, secondo cui il fondo era stato "escluso dal territorio edificabile", è invero imprecisa (cfr. sentenza 6 dicembre 1995, lett. b): in realtà, il TPT si riferiva in quel punto alla planimetria allegata al decreto, che delimitava il comprensorio di protezione, dalla quale risulta che la particella in discussione veniva attribuita al "territorio nel quale è esclusa l'edificazione".