Citation: 6B_799/2010 20.12.2010 E. 1

1.1 Secondo l'art. 317 CPP/TI, l'accusato prosciolto ha diritto a un'indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale. Fondandosi su questa disposizione, la ricorrente ha formulato dinanzi alla CRP delle pretese di risarcimento delle spese di patrocinio, del danno materiale e di quello morale derivanti dal procedimento penale promosso nei suoi confronti. In questa sede, la ricorrente contesta mediante un ricorso in materia penale la riduzione delle spese di patrocinio e il rifiuto di riconoscerle un mancato guadagno riferito alla realizzazione e all'incasso dei titoli sequestrati nell'ambito del procedimento penale, da essa quantificato fino a un ammontare di fr. 4'500'000.--. Solo le spese di patrocinio sono tuttavia strettamente connesse alla procedura penale e possono quindi essere sollevate con un ricorso in materia penale giusta gli art. 78 segg. LTF (DTF 135 IV 43 consid. 1.1.1). Per contro, la pretesa di risarcimento del danno materiale, seppur in relazione con il procedimento penale, riguarda la responsabilità dello Stato e, siccome in concreto supera il valore litigioso minimo di fr. 30'000.-- (cfr. art. 85 cpv. 1 lett. a LTF), deve essere invocata mediante un ricorso in materia di diritto pubblico ai sensi degli art. 82 segg. LTF (DTF 135 IV 43 consid. 1.1.2). Il fatto che la ricorrente non si sia espressamente prevalsa anche di questo rimedio non osta tuttavia ad un'entrata nel merito del ricorso, purché siano assolti i requisiti formali e materiali dei rispettivi ricorsi; la sola designazione erronea del rimedio di diritto non ne pregiudica infatti i diritti. Per entrambi i rimedi giuridici è segnatamente necessario che le censure sollevate rispettino le esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF (cfr., sulle esigenze di motivazione, DTF 136 I 49 consid. 1.4.1 e riferimenti). Per quanto riguarda gli ulteriori aspetti unitari, assolti quelli previsti dall'art. 42 cpv. 1 LTF, il ricorso, tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF), rivolto contro un giudizio finale (art. 90 LTF), di un'ultima istanza giudiziaria cantonale (art. 80 e 86 cpv. 1 lett. d LTF), è ammissibile. La ricorrente ha partecipato alla procedura davanti all'autorità inferiore ed ha un interesse giuridico alla modificazione della sentenza impugnata, in quanto chiede il riconoscimento di un'indennità prevista dal diritto cantonale: alla stessa va quindi riconosciuta la legittimazione ricorsuale per il ricorso in materia penale, seppure non figuri nelle categorie di persone elencate all'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF, non essendo questa enumerazione esaustiva (DTF 135 IV 43 consid. 1.1.1). Ad essa, richiamato l'ammontare del valore litigioso, va pure riconosciuta la legittimazione per gli aspetti relativi al ricorso in materia di diritto pubblico, comunque trattato da questa Corte (DTF 135 IV 43 consid. 1.1.2 in fine), poiché oltre ad aver partecipato al procedimento davanti all'autorità inferiore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione in particolare alla modifica della stessa (art. 89 cpv. 1 LTF). 1.2 La ricorrente fa valere la violazione degli art. 9 e 29 Cost., dell'art. 10 cpv. 4 Cost./TI e degli art. 176 e 317 CPP/TI. Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina le censure di violazione di diritti costituzionali del cittadino soltanto quando siano motivate in modo chiaro e preciso, conformemente alla prassi precedentemente in vigore in materia di ricorso di diritto pubblico (DTF 136 I 49 consid. 1.4.1). La ricorrente deve quindi confrontarsi con le motivazioni contenute nel giudizio impugnato e spiegare per quali ragioni e in che misura esso violerebbe gli art. 9 e 29 Cost.: censure di carattere meramente appellatorio sono per contro inammissibili in questa sede. L'art. 10 cpv. 4 Cost./TI prevede che il Cantone risponde del danno materiale e morale derivante dall'ingiusta privazione della libertà personale. La ricorrente non sostiene che questa disposizione costituzionale rivestirebbe una portata propria rispetto agli art. 317 segg. CPP/TI e non spiega in quale misura sarebbe stata disattesa dalla CRP. Ciò in particolare ove si consideri che, per il carcere preventivo subito, le è stata riconosciuta un'indennità per torto morale il cui ammontare non è contestato in questa sede. L'art. 176 cpv. 1 CPP/TI richiamato dalla ricorrente prescrive che le autorità devono accertare con la medesima diligenza le circostanze a favore dell'indiziato o accusato e quelle a suo sfavore. Premesso che la violazione del diritto cantonale non costituisce di per sé un motivo di ricorso, ma può semmai configurare una violazione del diritto federale ai sensi dell'art. 95 lett. a LTF solo se disattende il divieto dell'arbitrio sancito dall'art. 9 Cost. (DTF 134 II 349 consid. 3), l'invocata disposizione cantonale si riferisce alla fase di istruzione del procedimento penale ed esula quindi dall'oggetto del litigio.