Citation: I 619/01 24.09.2002 E. 2.5

2.5.1 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, in caso di modifica delle basi legali, si applicano le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 126 V 166 consid. 4b). Dal momento che nella procedura di ricorso di diritto amministrativo dinanzi al Tribunale federale delle assicurazioni, di principio, ci si fonda sui fatti che si sono verificati fino al momento della emanazione della decisione (DTF 121 V 366 consid. 1b), ossia sulla realizzazione, fino a tale momento, dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che conduce a conseguenze giuridiche, risulta, di norma, determinante solo la situazione giuridica che si è prodotta fino a tale momento. 2.5.2 Dal momento che, in caso di modifiche del diritto interno, le norme entrate in vigore successivamente alla emanazione della decisione amministrativa non devono essere prese in considerazione nell'esame giudiziario da parte del tribunale, il principio dell'equivalenza della procedura non si oppone all'applicazione di questa giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni anche all'Accordo e agli atti normativi, ai quali lo stesso fa riferimento, segnatamente ai regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72. Scostarsi dalla prassi usuale, quando si tratta del diritto convenzionale, oltre a presupporre una estensione dell'esame giudiziario anche a fatti subentrati successivamente all'emanazione della decisione e a pregiudicare il diritto, di principio esistente, al doppio grado di giurisdizione (DTF 125 V 417 consid. 2c e riferimento), condurrebbe ad una non giustificata disparità di trattamento procedurale tra le vertenze assicurative-sociali euro-internazionali e quelle nazionali (o altrimenti internazionali). 2.5.3 Il principio dell'effettività non risulta violato per il solo fatto che ci si fonda sulla situazione esistente al momento dell'emanazione della decisione amministrativa, con la conseguenza che le richieste di (nuovo) accertamento secondo il nuovo ordinamento devono essere, malgrado l'esistenza di una procedura giudiziaria pendente, presentate all'amministrazione, rispettivamente devono essere trattate da quest'ultima. Ad ogni modo, non si può sostenere che questo modo di procedere renda di fatto impossibile o comunque, in maniera eccessiva, più difficoltoso l'esercizio dei diritti conferiti dalle disposizioni comunitarie, rispettivamente convenzionali, di riferimento, fintanto che - come in concreto - il termine di due anni dall'entrata in vigore del nuovo ordinamento, previsto dall'art. 94 par. 6 e dall'art. 95 par. 6 del regolamento n. 1408/71 per formulare la richiesta di cui all'art. 94 par. 4 e 5 e 95 par. 4 e 5, al momento del giudizio non risulta ancora scaduto né minaccia di scadere entro breve e la persona richiedente è stata resa attenta della possibilità di presentare una nuova domanda all'amministrazione per il periodo successivo all'entrata in vigore dell'Accordo oppure una richiesta inoltrata al tribunale anziché all'amministrazione viene trasmessa per competenza a quest'ultima (cfr. in merito agli aspetti da considerare nell'ambito dell'esame della questione dell'effettività i punti 35-41 della sentenza della CGCE Camarotto e Vignone). Per questi casi ci si può pertanto attenere, nel diritto delle assicurazioni sociali, anche con riferimento all'Accordo, alla prassi secondo la quale l'esame giudiziario va circoscritto al periodo precedente la decisione amministrativa, mentre modifiche, del diritto, come pure dei fatti, intervenute in seguito, vanno escluse da tale valutazione. Può invece rimanere irrisolto, in questa sede, il quesito di sapere come si debba procedere in altri casi, per tenere conto del principio dell'effettività e del fatto che non ci si può attendere dalla persona interessata che presenti di sua iniziativa una nuova domanda fintanto che è pendente una procedura ricorsuale relativa alla stessa prestazione (sentenza inedita 5 dicembre 1989 in re D., U 40/89). 2.6 Riassumendo si osserva che né il principio dell'equivalenza né quello dell'effettività impongono, con riferimento all'Accordo, di scostarsi, in vertenze come la presente, dalla precedente prassi del Tribunale federale delle assicurazioni, che, di principio, circoscrive l'esame al periodo precedente l'emanazione della decisione amministrativa e non considera modifiche della situazione di fatto o di diritto intervenute successivamente. Poiché l'Accordo è entrato in vigore solo dopo l'emanazione della decisione amministrativa, esso non trova di conseguenza applicazione nella presente procedura.