Citation: 6P.14/2006 28.05.2006 E. 5

5. Ricorso per cassazione (6S.38/2006) 5.1 Il ricorso per cassazione può essere fondato unicamente sulla violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). La Corte di cassazione del Tribunale federale è vincolata dagli accertamenti di fatto dell'autorità cantonale (art. 277bis cpv. 1 seconda frase PP). 5.2 Il ricorrente rimprovera alla CCRP di avere violato il diritto federale per averlo ritenuto autore colpevole, in concorso ideale con il reato di violenza carnale ex art. 190 cpv. 1 CP, di atti sessuali con fanciulli ai sensi dell'art. 187 n. 1 cpv. 1 CP (ricorso pag. 5). Egli argomenta che l'art. 187 CP costituisce una lex specialis fondata sull'età e voluta per tutelare i minori in assoluto (ricorso pag. 6). Si impone pertanto di ammettere che, quando gli articoli 189 e 190 CP si applicano in presenza di un minore, essi assorbano integralmente la fattispecie prevista dall'articolo 187 CP, le cui condizioni di applicazione sono peraltro molto meno restrittive. Ritenuta quindi l'applicazione alternativa dell'art. 187 CP e dell'art. 190 CP, i principi del concorso ideale giusta l'art. 68 CP risultano del tutto incompatibili con la fattispecie in esame, nella quale il ricorrente intravede peraltro più una pluralità di azioni che un'unità come invece ritenuto nel giudizio impugnato (ricorso pag. 5). Il ricorrente chiede quindi al Tribunale federale una modifica della sua giurisprudenza, nel senso di un allineamento a quella relativa al concorso improprio fra art. 219 CP e gli art. 189 CP e/o 190 CP di cui in DTF 126 IV 136, da cui consegue che il ricorrente dovrà venire prosciolto dall'accusa di atti sessuali con fanciulli ai sensi dell'art. 187 n. 1 cpv. 1 CP (ricorso pag. 7). 5.3 Nella misura in cui sostiene che la fattispecie denota una pluralità di azioni e non un comportamento unico, il ricorrente rimette in discussione in maniera per altro generica e vaga gli stessi accertamenti dell'autorità cantonale, la quale ha chiaramente basato il suo giudizio su di un singolo fatto, avvenuto, come assodato in maniera giudicata costituzionalmente corretta nell'esame del parallelo ricorso di diritto pubblico, nell'ottobre 1998 a V.________ nell'abitazione familiare. Nel merito di questo argomento non è dunque possibile entrare nel quadro di un ricorso per cassazione (art. 269 cpv. 1, 273 cpv. 1 lett. b, 277bis cpv. 1 PP). 5.4 Per quanto riguarda invece le censure ammissibili in questa sede, ovvero quelle di diritto federale relative alla concorrente applicazione degli art. 190 e 187 CP, l'autorità cantonale ha rilevato come il Tribunale federale ravvisi concorso ideale fra dette norme, per cui non spetta ad essa scostarsi da un orientamento di giurisprudenza invalso e consolidato, per tacere dalla circostanza che la gravità degli atti commessi e la colpa dell'imputato non mutano, con o senza concorso (sentenza impugnata pag. 19). 5.5 Contrariamente a quanto proposto dal ricorrente non vi è motivo per cambiare la giurisprudenza su cui si sono correttamente basati i giudici ticinesi. Come il Tribunale federale ha già avuto occasione di illustrare in DTF 124 IV 154 consid. 3a, le norme in questione tutelano differenti beni giuridici: l'art. 187 CP si prefigge di garantire un normale e armonioso sviluppo psicofisico dei fanciulli, preservandoli dai pericoli insiti nelle premature esperienze sessuali, mentre gli art. 189 e 190 CP proteggono, a prescindere dall'età della vittima, la libera determinazione in materia sessuale. Qualora atti sessuali con una persona minore di sedici anni adempiano contemporaneamente le fattispecie legali della coazione sessuale o della violenza carnale va pertanto ammesso il concorso (DTF 122 IV 97 consid. 2a; 119 IV 309 consid. 7). Questa è altresì l'opinione dottrinale dominante (v. Stefania Suter-Zürcher, Die Strafbarkeit der sexuellen Handlung mit Kindern nach Art. 187 StGB, tesi, Zurigo 2003, pag. 240 e seg.; Stratenwerth/Jenny, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil I, 6a ed., Berna 2003, § 7 n. 23; Rehberg/Schmid/Donatsch, Strafrecht III, 8a ed., Zurigo 2003, pag. 431; Peter Hangartner, Selbstbestimmung im Sexualbereich - Art. 188 bis 193 StGB, tesi sangallese, Bamberg 1998, pag. 244; Trechsel, Kurzkommentar, 2a ed., Zurigo 1997, n. 22 ad art. 187; v. del resto anche FF 1985 II 968), mentre non convincono le contrarie posizioni di minoranza parzialmente riportate nel gravame (v. Philipp Maier, Die Nötigungsdelikte im neuen Sexualstrafrecht, tesi, Zurigo 1994, pag. 381; Günther Arzt, Zur Verjährung des sexuellen Missbrauchs von Kindern, in Festgabe Schnyder, Friburgo 1995, pag. 18), non da ultimo poiché comportano il rischio di banalizzare la gravità stessa della duplice offesa cui sono confrontati i fanciulli vittime di reati di questo genere: offesa violenta all'integrità sessuale in quanto tale, che va protetta a prescindere dall'età, e offesa al loro diritto di crescere in maniera sana senza essere prematuramente esposti ad esperienze sessuali che minano seriamente il loro normale sviluppo psicofisico (v. Katrin Hartmann, Violence et exploitation sexuelle, in Les droits de l'enfant: et les filles?, Sion 2003, pag. 125 e seg.; L'abus sexuel des enfants en Europe, a cura di Corinne May-Chahal e Maria Herczog, Editions du Conseil de l'Europe 2003; Gottfried Fischer/Peter Riedesser, Lehrbuch der Psychotraumatologie, 2a ed., Monaco/Basilea 1999, pag. 258 e segg; Frédérique Gruyer/Martine Fadier-Nisse/Pierre Sabourin, La violence impensable. Inceste et maltraitance, Parigi 1991, pag. 18 e segg.). Si tratta di una duplice offesa ben evidente nel caso specifico, viste le dolorose conseguenze che la violenta aggressione ha avuto nello sviluppo della giovane vittima, la quale del resto, come accertato dall'autorità cantonale, prima di allora non aveva manifestato particolari problemi comportamentali, mentre proprio dopo i fatti qui in esame è entrata in un tunnel di tossicodipendenza e di disagio molto preoccupanti, da cui potrà uscire solo a prezzo di grande sofferenza (v. Else Michaelis-Arntzen, Die Vergewaltigung aus kriminologischer, viktimologischer und aussagepsychologischer Sicht, 2a ed., Monaco 1994, pag. 37 e segg.; Pia Thormann, Zur Situation der Frau als Opfer einer Vergewaltigung, in Sexualdelinquenz/Délinquance sexuelle, a cura di Jörg Schuh e Martin Killias, Coira/Zurigo 1991, pag. 130 e segg.; Carola Reetz, Sexuelle Gewalt gegen Frauen, in Gewalt im Alltag/Violence au quotidien, a cura di Jörg Schuh, Grüsch 1990, pag. 157 e segg.). In questo senso è destituita di fondamento la pretesa applicazione analogica della giurisprudenza in materia di concorso improprio fra violazione del dovere d'assistenza o educazione (art. 219 CP) da una parte e i reati di cui agli art. 189 e 190 CP dall'altra, atteso che tutte le componenti di illiceità e disvalore dell'art. 219 sono contenute negli art. 189 e 190 CP, i quali assorbono pertanto il primo reato in termini di specialità (DTF 126 IV 136), mentre nel caso degli art. 190 e 187 CP non può esistere tale rapporto di specialità visto che l'offesa è portata a due beni giuridici differenti, non compresi l'uno nell'altro. 5.6 Da quanto sopra discende che, ammettendo concorso ideale fra la fattispecie dell'art. 190 CP e quella dell'art. 187 CP, l'autorità cantonale non ha violato il diritto federale per cui il ricorso per cassazione va respinto.