Citation: 2P.74/2002 13.09.2002 E. 3

3.1 Davanti all'autorità di ricorso cantonale, la ricorrente si era lamentata anche del fatto che sia nel bando di concorso, che nella relativa documentazione di accompagnamento, non erano stati elencati i criteri di aggiudicazione della commessa. I giudici grigionesi hanno respinto questa doglianza, rilevando che, secondo prassi, in simili casi l'offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell'art. 15 cpv. 1 Lap, è quella che presenta il prezzo più basso. 3.2 La ditta insorgente si oppone a tale conclusione e sostiene che su questo punto la decisione impugnata disattende il principio di trasparenza e contrasta sia con il tenore dello stesso art. 15 Lap, sia con quanto previsto da svariate disposizioni di rango superiore, tra cui in particolare l'art. XIII cpv. 4 lett. c dell'Accordo internazionale sui mercati pubblici, del 15 aprile 1994 (AIMP; RS 0.632.231.422), l'art. 21 cpv. 2 della legge federale sugli acquisti pubblici, del 16 dicembre 1994 (LAPub; RS 172.056.1), l'art. 5 cpv. 2 LMI e l'art. 13 lett. f del concordato intercantonale sugli appalti pubblici, del 25 novembre 1994 (CIAP; RS 172.056.4). Afferma che in base alla regolamentazione cantonale applicabile e ai principi scaturenti dalle varie disposizioni citate, il committente era tenuto a indicare già in sede di pubblicazione del bando e secondo il loro ordine di importanza i criteri di aggiudicazione della commessa. Afferma quindi che la prassi del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni, secondo cui, in assenza dell'indicazione di detti criteri, ogni concorrente deve contare sul fatto che solo il prezzo offerto è determinante per l'aggiudicazione, sarebbe contraria alla legge. Chiede quindi che nella misura in cui non si potesse sostenere che l'art. 15 cpv. 2 Lap non prevede nessun obbligo per il committente di indicare preventivamente i criteri di valutazione delle offerte, tale norma venga dichiarata contraria alla Costituzione federale, in quanto in contrasto con il diritto di rango superiore e, come tale, lesiva del principio della forza derogatoria del diritto federale. 3.3 A questo proposito va in primo luogo precisato che contrariamente a quanto affermato dal Comune di Mesocco nelle sue osservazioni al ricorso, la suddetta censura non è nuova, dal momento che essa era già stata sollevata davanti al Tribunale amministrativo in sede di replica. Di conseguenza la doglianza è senz'altro ammissibile. Si deve poi dire che, visto il genere e il valore della commessa, nonché il tipo di committente, al caso di specie tornano applicabili unicamente le norme della legislazione grigionese in materia di appalti pubblici e i principi scaturenti dalla legge federale sul mercato interno. In ogni caso, a prescindere dalla loro applicabilità alla fattispecie concreta, tutte le disposizioni a cui fa riferimento la ricorrente enunciano il medesimo principio, giusta il quale l'aggiudicazione di una commessa pubblica non può avvenire sulla base di criteri sconosciuti ai concorrenti o scelti a posteriori in modo arbitrario dal committente, e questo per evitare qualsiasi rischio di manipolazione e garantire la trasparenza del mercato. Ciò vale senz'altro anche per l'art. 15 cpv. 2 Lap, il quale, da questo punto di vista, non pone nessun problema di compatibilità con il diritto di rango superiore. Nel caso concreto, detta regola non è stata tuttavia disattesa dal committente. L'insorgente ha sicuramente avuto modo di constatare sin dall'inizio della procedura che né il bando di concorso, né il capitolato d'offerta contenevano indicazioni in merito ai criteri che il Comune di Mesocco avrebbe preso in considerazione per scegliere il concorrente al quale attribuire i lavori. Ora, in simili circostanze, la ricorrente non poteva seriamente dubitare del fatto che l'aggiudicazione delle opere a concorso sarebbe avvenuta in funzione del solo prezzo, vale a dire dell'unico elemento oggettivo scaturente dalle offerte in grado di determinare una loro graduatoria. In alternativa a ciò, il committente avrebbe potuto operare le proprie scelte sulla base di criteri mai annunciati in precedenza: il che avrebbe però costituito una violazione dei suoi doveri di trasparenza verso i partecipanti al concorso. Per contro, con la sua decisione di favorire l'offerta meno cara, esso ha in sostanza evitato di modificare a posteriori le condizioni iniziali di gara. In questo senso, la decisione dei giudici cantonali di tutelare l'operato del Comune di Mesocco non può essere considerata lesiva né del principio di trasparenza, né tanto meno del divieto d'arbitrio. Certo, l'art. 15 cpv. 3 Lap limita la possibilità di procedere all'aggiudicazione secondo il criterio esclusivo del minor prezzo alle fattispecie in cui la commessa concerne beni largamente standardizzati. Ciò che non sembrerebbe essere il caso nella presente fattispecie. Ci si può dunque domandare, come sembra fare la ricorrente, se nell'evenienza concreta il Comune di Mesocco abbia effettivamente agito nel rispetto di tale disposizione. La questione può restare in questa sede aperta in quanto in ogni caso essa, così come pure la maggior parte delle censure sollevate dalla ricorrente in merito a questo aspetto della vertenza, sarebbe tardiva e non potrebbe più essere esaminata in questa sede. In effetti già si è detto sopra di come all'insorgente dovevano essere per forza di cose note le condizioni di gara stabilite nel bando e nella relativa documentazione d'accompagnamento. Ora, se effettivamente in disaccordo con le medesime, essa non avrebbe dovuto semplicemente inoltrare la propria offerta senza nulla eccepire in proposito, per poi criticare la regolarità della procedura soltanto dopo aver appreso di non avere ottenuto l'aggiudicazione dei lavori a concorso. Le regole della buona fede e la sicurezza del diritto le imponevano semmai di preventivamente informarsi presso il committente in merito ai criteri che questi avrebbe adottato nella valutazione delle offerte e, una volta chiarito questo aspetto, di eventualmente manifestare senza indugio e in modo chiaro il proprio dissenso avverso gli stessi. Avendo tralasciato di fare ciò, la ricorrente ha in pratica accettato per atti concludenti le condizioni di gara stabilite dal Comune di Mesocco, ragione per la quale le sue doglianze su tale questione appaiono ormai superate dagli eventi (cfr. DTF 125 I 203 consid. 3a).