Citation: 4D_47/2009 08.06.2009 E.

Il 9 febbraio 2009 B.A.________ e A.A.________ hanno presentato appello alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, postulando l'annullamento della pronunzia pretorile e il rinvio della causa alla giudice di primo grado per nuova decisione, per il motivo ch'essi - manifestamente non in grado di tutelarsi adeguatamente - avrebbero dovuto venir diffidati a munirsi di un patrocinatore, così come previsto dall'art. 39 cpv. 2 CPC/TI, il quale avrebbe potuto far valere i loro diritti. Egli avrebbe segnatamente potuto sollevare l'eccezione di prescrizione per la parte di credito scaduta da oltre cinque anni e rilevare la sproporzione tra gli acconti per spese accessorie e il conguaglio, ciò che renderebbe inesigibile quest'ultimo. La Corte cantonale ha respinto l'impugnativa il 2 marzo 2009. Rammentati i presupposti per l'applicazione dell'art. 39 cpv. 2 CPC/TI e i principi che reggono la procedura speciale in materia di locazione, specificando in particolare la portata della massima inquisitoria sociale, i giudici della massima istanza ticinese hanno osservato che la fattispecie litigiosa era relativamente semplice, trattandosi di una disdetta straordinaria per mancato pagamento di canoni di locazione e spese accessorie, alla quale i conduttori si sono opposti senza tuttavia mai contestare il debito. Anzi, dalla documentazione agli atti è emerso che il 20 aprile 2005 A.A.________ aveva esplicitamente ammesso l'esistenza di arretrati impagati che si era impegnato a saldare. Per quel che concerne la prescrizione, hanno aggiunto i giudici ticinesi, questa è stata interrotta nel 2005 mediante il riconoscimento di debito di cui si è appena detto (art. 135 CO). Dopodiché ha iniziato a decorrere un nuovo termine quinquiennale che nel 2008, quando è stata notificata la disdetta straordinaria, non era ancora scaduto. Il fatto che all'udienza non siano state sollevate eccezioni di merito - ha concluso la Corte - non può quindi essere considerato quale indizio di incapacità a difendersi. Venendo infine all'argomento - che non risulta essere stato addotto dinanzi all'Ufficio di conciliazione - secondo il quale i conduttori non avrebbero ricevuto il modulo ufficiale di disdetta completo bensì unicamente la prima pagina, la sentenza cantonale rileva come da questo fatto i conduttori non traggano alcuna conclusione.