Citation: U 403/01 14.10.2002 E. 2

Nei considerandi del querelato giudizio è stato compiutamente esposto che, ai sensi dell'art. 9 OAINF, per infortunio giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF si intende l'azione repentina, involontaria e lesiva che colpisce il corpo umano, dovuta a un fattore esterno straordinario, e che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno, ma unicamente il fattore esterno in quanto tale, il quale deve eccedere il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, oggettivamente, considerare quotidiane o usuali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a e riferimenti; RAMI 2001 no. U 437 pag. 343 consid. 4a). Irrilevante risulta, per contro, che il fattore esterno abbia provocato, se del caso, gravi ed inaspettate conseguenze. Dottrina e giurisprudenza ammettono l'esistenza di un fattore straordinario anche se una lesione si verifica in seguito ad un movimento scoordinato (RAMI 1999 no. U 333 pag. 199 consid. 3c/aa e no. U 345 pag. 422 consid. 2b; Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, pag. 176 seg.) oppure - tenuto conto della costituzione fisica e delle abitudini, professionali o extra-professionali, dell'interessato - ad uno sforzo eccessivo, segnatamente a uno spostamento o al sollevamento di un carico (DTF 116 V 139 consid. 3b; RAMI 1994 no. U 180 pag. 38 consid. 2). La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere. D'altro canto, per potere ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o incongrui, gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 no. U 165 pag. 59 consid. 3b; sentenza inedita del 18 ottobre 1999 in re F., U 276/98). Giova inoltre rammentare che il requisito della repentinità non esige necessariamente che l'azione lesiva si verifichi istantaneamente, tuttavia essa deve essere improvvisa e prodursi una sola volta (STFA 1943 pag. 69), non potendo per contro essere ripetuta o continuata (Bühler, Der Unfallbegriff, in Haftpflicht- und Versicherungsrechtstagung 1995, San Gallo, editore Alfred Koller, pag. 209). Pertinenti sono infine le considerazioni della pronuncia querelata nella misura in cui rammentano che tocca all'assicurato - rispettivamente a chi intende dedurre diritti da tale circostanza - rendere verosimile, in un caso di specie, l'esistenza di tutti gli elementi costitutivi dell'infortunio (DTF 116 V 139 consid. 4a e b, 147 consid. 2b, 114 V 306 consid. 5d).