Citation: 4A_561/2013 E. 4.1

4.1. La ricorrente ritiene arbitrario l'accertamento secondo cui l'avvocata ha dedicato alla pratica 341 ore di lavoro. Assevera ch'esso è fondato unicamente sulla decisione 8 marzo 2007 della Commissione di verifica, la quale è però stata annullata il 17 maggio 2009 dal Consiglio di moderazione; aggiunge che, semmai, si sarebbe dovuto considerare l'accertamento del Pretore, il quale, sulla base di un esame approfondito degli atti, aveva stabilito che il dispendio di tempo era stato di sole 83 ore. La censura, così come è formulata, è inammissibile, poiché la ricorrente non spiega per quale motivo l'eliminazione del vizio potrebbe essere determinante per l'esito del procedimento (cfr. 97 cpv. 1 LTF). In effetti non lo può essere. L'opponente obietta correttamente che l'autorità cantonale ha accennato alle ore di lavoro soltanto per una verifica supplementare dell'adeguatezza dell'onorario complessivo di fr. 128'200.-- calcolato applicando i criteri differenziati definiti dall'art. 14 TOA; ai giudici ticinesi è parsa "adeguata" la retribuzione oraria di fr. 375.-- ottenuta dividendo tale onorario per le 341 ore di occupazione reperite nella decisione della Commissione di verifica. Notasi che, contrariamente a quanto scrive la ricorrente, nemmeno il Pretore aveva accertato il dispendio orario e fondato su di esso il calcolo dell'onorario; anch'egli aveva fatto ricorso al criterio temporale semplicemente per giudicare "ragionevole" l'onorario di base di fr. 25'000.-- fondato sull'art. 14 cpv. 1 TOA, "ritenuto che esso retribuirebbe ca. 83 ore a fr. 300.-- l'una".