Citation: 1C_312/2024 E. 2.3

2.3. La ricorrente precisa che oggetto del gravame è unicamente la questione della variante di piano regolatore e la mancata decisione sospensiva delle procedure di rilascio delle licenze edilizie. Al riguardo la Corte cantonale ha rilevato che secondo l'art. 62 cpv. 1 della legge ticinese sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 (LST; RL 701.100), il Municipio o il Dipartimento sospendono per due anni al massimo le proprie decisioni se, in assenza di una zona di pianificazione, la domanda di costruzione appare in contrasto con uno studio pianificatorio in atto. L'art. 84 cpv. 1 del regolamento del 20 dicembre 2011 della LST (RLst; RL 701.110) considera uno studio pianificatorio in atto quando esiste un progetto sommario di piano, che consente di valutare l'incidenza della domanda di costruzione sul piano. Una domanda di costruzione è ritenuta inoltre in contrasto con un tale studio quando l'esecuzione dell'opera intralcerebbe o comprometterebbe la realizzazione degli obiettivi dello stesso, in particolare nel caso di uno sfruttamento del suolo incompatibile con la destinazione prevista (cfr. art. 84 cpv. 2 lett. b RLst). Giusta l'art. 62 cpv. 2 LST, il Municipio o il Dipartimento decidono immediatamente sull'oggetto sospeso oppure danno avvio alla procedura di espropriazione, se alla scadenza dei due anni il piano regolatore non è stato pubblicato o il piano d'utilizzazione cantonale (PUC) non è stato adottato. La decisione sospensiva, al pari del blocco edilizio (art. 63 LST), è una misura di salvaguardia che attribuisce un effetto anticipato negativo al diritto in formazione, paralizzando l'applicazione del diritto vigente. La durata di questo provvedimento è di due anni al massimo: questa limitazione temporale è imposta dalla sicurezza del diritto e tende a indurre l'autorità a statuire con sollecitudine. La Corte cantonale ne ha concluso che, trascorso il periodo di sospensione senza che il piano regolatore sia stato pubblicato, rispettivamente adottato il PUC, l'autorità è tenuta a statuire sulla domanda di costruzione secondo il diritto in vigore al momento della decisione.