Citation: 2P.331/2001 18.11.2002 E. 7

7.1 I ricorrenti censurano la violazione del divieto d'arbitrio, rimproverando alla Corte cantonale di essersi a torto rifiutata di riconoscere loro l'ammortamento straordinario in parola ai fini della tassazione cantonale 1999/2000. Sviluppano a questo proposito una serie di argomenti del tutto identici a quelli già fatti valere con il ricorso di diritto amministrativo in merito alla tassazione federale. 7.2 Innanzitutto va detto che nel caso concreto è perlomeno dubbio che il gravame rispetti requisiti di motivazione previsti dall'art. 90 cpv. 1 OG. Con le loro censure i ricorrenti sollevano infatti tutta una serie di argomenti di natura perlopiù appellatoria, con i quali si limitano in sostanza a contrapporre il loro punto di vista a quello dei giudici cantonali, senza tuttavia riuscire a spiegare in maniera compiuta e precisa in quale misura il giudizio impugnato sarebbe lesivo dei diritti costituzionali da loro invocati. La questione circa l'ammissibilità del ricorso di diritto pubblico può ad ogni buon conto rimanere aperta, dal momento che, in ogni caso, lo stesso dev'essere respinto nel merito. In effetti, per quanto attiene al reddito da attività indipendente, l'art. 17 cpv. 1 e 2 LT riprende integralmente le regole e i principi fissati dall'art. 18 LIFD. Analogo discorso vale anche per quel che concerne le deduzioni dal reddito da attività indipendente, e in particolare gli ammortamenti, dove gli art. 26 e 27 LT ricalcano alla lettera quanto disposto a livello federale dagli art. 27 e 28 LIFD. Orbene, se il Tribunale federale deve ammettere la correttezza del giudizio impugnato quando - giudicando in materia d'imposta federale diretta - fruisce di libero potere d'esame, a maggior ragione non può negare tale carattere quando - statuendo sull'imposta cantonale - il suo potere cognitivo è limitato all'arbitrio. Di conseguenza, emanando il giudizio impugnato, la Corte cantonale non è caduta nell'arbitrio, non ha adottato cioè una soluzione in aperto contrasto con la situazione di fatto, manifestamente ingiusta o gravemente lesiva di un chiaro principio giuridico (cfr. sul concetto d'arbitrio cfr. DTF 122 I 61 consid. 3a con riferimenti).