Citation: 6B_786/2021 E. B

Accogliendo parzialmente l'appello presentato dal condannato, con sentenza del 31 maggio 2021 la Corte di appello e di revisione penale (CARP) ha prosciolto A.________ da un episodio di furto e connessa violazione di domicilio. Lo ha quindi condannato alle medesime pene pronunciate in prima istanza, ritenute già generose, e ha ordinato nei suoi confronti un trattamento ambulatoriale giusta l'art. 63 CP da eseguirsi in carcere. Ha infine rinunciato a ordinare l'espulsione. Per quanto qui di rilievo, la sentenza della CARP poggia sui seguenti fatti: B.a. Cittadino italiano, classe 1973, A.________ è titolare di un permesso di domicilio (permesso C). Sposatosi nel 1996, è giunto in Svizzera nel 2000 e l'anno successivo è stato raggiunto dalla moglie, anche lei di nazionalità italiana. È padre di tre figli, nati in Svizzera rispettivamente nel 2002, nel 2007 e nel 2011, il maggiore ha ottenuto la cittadinanza svizzera e il secondogenito ha avviato le pratiche per acquisirla. B.b. Dall'estratto del casellario giudiziale risultano 12 condanne a suo carico pronunciate tra il 2012 e il 2018 per vari titoli di reato tra cui in particolare furto, violazione di domicilio, contravvenzione alla LStup e (tentato) abuso di un impianto per l'elaborazione di dati. A fronte delle molteplici condanne, le autorità di polizia degli stranieri hanno ammonito già 4 volte A.________ nel 2005, nel 2009, nel 2010 e ancora nel 2017. Nel 2014 il suo permesso di domicilio è stato revocato dall'Ufficio della migrazione, revoca annullata dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, non ritenendo ancora dati gli estremi per tale provvedimento, suscettibili però di esserlo qualora l'interessato fosse ricaduto nuovamente in un comportamento delittuoso o rimasto anche in futuro a carico dell'assistenza pubblica.