Citation: 5A_411/2022 E. 3.3.2

3.3.2. Il ricorrente contesta anche la decurtazione del compenso per esecuzione difettosa del mandato e per riparazione dei danni risultanti, danni che il Presidente della Camera di protezione nemmeno avrebbe identificato e quantificato. Sostiene che i ritardi nei pagamenti e nell'allestimento dei rendiconti "da un canto hanno una scusante (sovraccarico di impegni e malattie), dall'altro non hanno scalfito neppure marginalmente il benessere della pupilla"; ammette tuttavia di aver causato un danno all'interessata per i costi delle procedure esecutive e gli interessi di ritardo (che egli stima a complessivi fr. 9'000.-- e pone in compensazione con la mercede reclamata). Quanto alla gestione degli immobili, sostiene che non vi sarebbero danni né mancati guadagni: egli avrebbe valutato, per ogni singola particella di terreno, la possibilità di rivederne l'impostazione, ma non sarebbe stato possibile "ottimizzare i redditi oltre a quanto posto in essere". Il Presidente della Camera di protezione non avrebbe invece tenuto conto del "certosino lavoro svolto dal curatore per la raccolta, il riordino e l'esame di tutta la documentazione" concernente il contenzioso con la Fondazione B.________, che l'autorità di protezione non aveva però voluto portare in giudizio. In altre parole, il ricorrente tenta di difendere il proprio operato. Omette però di confrontarsi con l'argomento del Presidente della Camera di protezione, secondo cui in sede cantonale egli non aveva fornito (né nel reclamo né nella replica) sufficienti giustificazioni alla mancata diligenza che risultava dagli atti. Il ricorrente non si avvede nemmeno del fatto che il Presidente ha in realtà tenuto conto delle attività svolte nell'interesse della curatelata, ma ha ritenuto che le manchevolezze nell'esecuzione del mandato fossero troppo importanti. Occorre poi osservare che, contrariamente a quanto reputa il ricorrente, non risulta che il Presidente della Camera di protezione abbia cumulato il diritto del mandante alla riduzione della mercede per esecuzione difettosa del mandato con il diritto alla riparazione del danno causato da una tale esecuzione (sul tema v. sentenza 4A_89/2017 del 2 ottobre 2017 consid. 5.2.2, con rinvio a DTF 124 III 423 consid. 3 e 4); le critiche concernenti eventuali poste di danno risultano quindi, già di primo acchito, inconferenti. L'argomentazione ricorsuale non permette quindi di scalfire la conclusione dell'autorità di ultima istanza cantonale secondo cui la decurtazione del compenso operata dall'autorità di protezione risultava giustificata anche in ragione della mancata diligenza. Nella misura in cui è ammissibile, la censura è infondata.