Citation: H 355/98 19.10.2000 E. 5

5.- a) Le argomentazioni dei giudici di primo grado non possono essere condivise. Come si è visto, l'art. 2 cpv. 7 LAVS conferisce al Consiglio federale la facoltà di emanare disposizioni completive sull'assicurazione facoltativa. Facendo uso di questa delega legislativa, il Consiglio federale ha quindi emanato l'OAF, il cui art. 3 lett. c stabilisce che le rappresentanze svizzere determinano i contributi. Certo, la nozione di "determinare i contributi" potrebbe sembrare di primo acchito ambigua e non comprendere la facoltà di rendere la decisione formale, ma soltanto quella di formulare un preavviso all'intenzione della Cassa svizzera di compensazione. Come però pertinentemente rileva la ricorrente, il concetto di "determinare i contributi" è sinonimo di quello di "fissare i contributi" utilizzato dall'art. 63 cpv. 1 lett. a LAVS, in cui vengono definiti i compiti delle casse di compensazione. Anche in questo caso la legge non contiene alcuna precisazione supplementare, ma è incontestabile che la competenza di fissare i contributi implichi necessariamente, per poter essere effettivamente espletata, anche quella di rendere la relativa decisione. Analogamente, la facoltà di determinare i contributi che l'art. 3 lett. c OAF assegna alle rappresentanze svizzere non potrebbe essere adempiuta senza l'emanazione di un provvedimento formale, suscettibile di essere impugnato. Del resto, se il Consiglio federale, facendo uso della delega legislativa in materia di assicurazione facoltativa, avesse voluto disporre diversamente, attribuendo cioè in questo contesto alle rappresentanze svizzere mera funzione di organi ausiliari e riservando invece la competenza decisionale alla Cassa svizzera di compensazione, non avrebbe mancato di precisarlo nel testo della norma, disciplinando il necessario coordinamento tra organo ausiliario e cassa. b) Per quanto precede, appare inconferente il richiamo della prima istanza giudiziale all'art. 84 LAVS, che non menzionerebbe tra le decisioni impugnabili quelle emanate dalle rappresentanze svizzere. Questa norma si riferisce infatti all'assicurazione obbligatoria e non all'assicurazione facoltativa, la cui regolamentazione è stata riservata dal Legislatore al Consiglio federale. Né appaiono decisivi gli ulteriori argomenti evocati nel giudizio commissionale relativi alla sicurezza del diritto e all'uniformità della prassi amministrativa. In effetto, anche facendo astrazione delle direttive in materia contributiva che l'amministrazione federale emana a questo riguardo per garantire un'applicazione uniforme della LAVS da parte delle diverse autorità, la facoltà di contestare le decisioni delle rappresentanze svizzere, nel rispetto dei termini previsti dalla legge, consente di assicurare un'applicazione uniforme della legge in un quadro di sufficiente sicurezza del diritto. In queste condizioni non è ragionevole paventare una delega di competenze a cascata. Né, infine, è di rilievo il fatto che il provvedimento litigioso sia sprovvisto della firma della console o del funzionario consolare preposto alla fissazione dei contributi. Diversamente, ogni decisione di una cassa di compensazione dovrebbe venir personalmente sottoscritta dal direttore e non soltanto dal capo della divisione investito dalla specifica funzione (sentenza inedita 19 maggio 1994 in re S., C 101/93, relativamente alla sottoscrizione di decisioni rese dalle casse; cfr. anche DTF 112 V 87).