Citation: 5A_523/2015 E. 2.2

2.2. Il Tribunale d'appello, come già il Pretore, ha incluso nel fabbisogno minimo della moglie un importo di fr. 1'000.-- per spese di alloggio. Il ricorrente considera che il riconoscimento di una posta per costi di alloggio sarebbe arbitrario, poiché l'abitazione coniugale attribuita alla moglie è di proprietà del marito ed ella non pagherebbe né canone di locazione né spese accessorie. L'argomentazione giuridica non risulta essere stata sottoposta all'istanza precedente e, nel quadro di un ricorso in materia civile che soggiace alle limitazioni dell'art. 98 LTF, la stessa non potrebbe essere esaminata nel merito già per tale motivo (DTF 133 III 638 consid. 2; sentenza 5D_107/2014 del 5 marzo 2015 consid. 2.1). Essa in ogni modo non poggia sui fatti accertati dall'autorità cantonale. La circostanza che la moglie non debba far fronte a spese di alloggio non emerge infatti dal giudizio qui impugnato, e segnatamente non può essere dedotta, come sembrerebbe suggerire il ricorrente, dal decreto supercautelare del 27 dicembre 2012 con cui il Pretore ha omologato un accordo raggiunto dai coniugi in forza del quale il marito si impegnava, pendente causa, ad assumere tutti i costi dell'abitazione coniugale. La censura si appalesa quindi inammissibile.