Citation: 4A_189/2021 E. 5.2

5.2. La ricorrente contesta di dover versare interessi, perché un tale obbligo sarebbe stato escluso dalla prima frase del punto 6 del rogito e ritiene che il fatto che ella se ne sia prevalsa tardivamente non deve ostacolarne l'applicazione, atteso che la clausola è "chiarissima e concerne appunto gli interessi sugli acconti versati dall'acquirente". Così facendo la ricorrente non formula alcuna censura che soddisfa le esigenze di motivazione dell'art. 42 LTF diretta contro la motivazione indipendente della Corte cantonale fondata sul diritto processuale. Ciò rende di primo acchito inammissibile anche la contestazione - peraltro formulata solo in modo appellatorio - del campo di applicazione della clausola in discussione (supra consid. 2). Infondata è infine la lamentela concernente il rimborso delle spese notarili. Contrariamente a quanto affermato nel ricorso queste spese contrattuali non costituiscono un maggiore danno nel senso dell'art. 208 cpv. 3 CO, ma vanno risarcite in base all'art. 208 cpv. 2 CO (HEINRICH HONSELL, in Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 7a ed. 2020, n. 5 ad art. 208 CO; v. sulla nozione di danno diretto anche la DTF 133 III 257 consid. 2.5.1). Infine, il fatto che il rogito poneva queste spese a carico dell'acquirente costituisce - contrariamente a quanto ritiene la ricorrente - un presupposto e non un impedimento per la condanna della parte venditrice a risarcirle.