Citation: 7B.230/2004 24.12.2004 E. 4

Giusta l'art. 19 cpv. 1 LEF, la decisione dell'autorità cantonale superiore di vigilanza può essere deferita al Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione per violazione del diritto federale o dei trattati internazionali conclusi dalla Confederazione, come pure per eccesso o abuso nell'apprezzamento. L'atto ricorsuale deve esporre in modo conciso le norme di diritto federale violate dalla decisione impugnata e in che consiste la violazione (art. 79 cpv. 1 OG). Un ricorso fondato sull'art. 19 LEF presuppone inoltre un interesse attuale e concreto e non può essere inoltrato per semplicemente far accertare l'irregolarità di un atto emanato da un organo dell'esecuzione forzata (DTF 120 III 107 consid. 2). Giova infine ricordare che la violazione di norme del diritto cantonale dev'essere fatta valere con un ricorso di diritto pubblico (DTF 125 III 247 consid. 2). In concreto il ricorrente non critica in alcun modo il contenuto della decisione di sospensione, pretendendo ad esempio che la sospensione accordata sia troppo breve, ma si limita, in sostanza, ad affermare che la decisione doveva essere firmata dal supplente Ufficiale. Il ricorso pare quindi esclusivamente volto a far accertare un' - asserita - irregolarità commessa dall'Ufficio. Inoltre, il ricorrente non si prevale di una violazione del diritto federale, atteso che egli pare condividere l'opinione dell'autorità di vigilanza secondo cui compete al diritto cantonale disciplinare il diritto di firma: nella direzione ad interim da lui proposta dovrebbe infatti pure esservi un terzo funzionario, abilitato a firmare gli atti nei casi di urgenza, preventivamente designato dal governo ticinese "nel rapporto delle deleghe". Anche per quanto attiene al rifiuto di procedere ad una mediazione, il ricorrente non sostiene - a giusta ragione, atteso che la LEF non contempla la possibilità di far capo a tale istituto - che l'autorità di vigilanza abbia violato il diritto federale su questo punto.