Citation: 2C_94/2023 E. 4.2

4.2. L'art. 9 Cost. istituisce un diritto fondamentale del cittadino ad essere trattato dagli organi dello Stato secondo il principio della buona fede. In materia di diritto amministrativo, tale principio tutela in particolare la fiducia riposta in un'informazione ricevuta dall'autorità o in un suo determinato comportamento suscettibile di destare un'aspettativa legittima quando l'autorità è intervenuta in una situazione concreta riguardo a determinate persone, quand'essa era competente a rilasciare l'informazione o il cittadino poteva ritenerla competente sulla base di fondati motivi, quando affidandosi all'esattezza dell'informazione egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza subire un pregiudizio e quando non siano intervenuti mutamenti legislativi posteriori al rilascio dell'informazione stessa (DTF 137 I 69 consid. 2.5.1; 131 II 627 consid. 6.1; sentenza 2D_59/2014 del 26 novembre 2014 consid. 5.1). Nella loro impugnativa, le insorgenti non sostanziano tuttavia l'adempimento delle condizioni richieste dalla giurisprudenza, limitandosi ad invocare la buona fede in maniera generica, e ciò non basta (art. 106 cpv. 2 e 117 LTF; precedente consid. 2.1; sentenza 2D_59/2014 del 26 novembre 2014 consid. 5.2). D'altra parte, risulta che la critica relativa alla lesione del principio della buona fede da parte dell'Ufficio tecnico dei Grigioni era già stata presentata in sede cantonale (precedente consid. 3.2 lett. f), di modo che il compito delle ricorrenti non era quello di ripresentare la stessa censura davanti al Tribunale federale, bensì di confrontarsi con le ragioni per cui l'istanza precedente l'aveva respinta, dimostrandone l'incostituzionalità, ciò che non viene qui fatto (art. 42 cpv. 2 in relazione con l'art. 106 cpv. 2 LTF).