Citation: 1P.333/2002 12.02.2003 E. 4

Il ricorrente rileva inoltre che l'accordo finale raggiunto tra le parti il 14 giugno 1999, ritenuto lecito dalla CCRP, comportava il dissequestro a favore di Prudentino di circa 1,6 milioni di franchi e osserva che il movente che ha spinto il Giudice alla corruzione passiva era di aiutare la sua compagna, contro cui erano state promosse esecuzioni per fr. 800'000.--. Secondo il ricorrente, pertanto, la metà della somma dissequestrata avrebbe permesso alla compagna del Giudice di saldare l'intero importo in esecuzione. L'assunto non dimostra l'arbitrarietà del giudizio impugnato, visto che la CCRP ha rilevato che non si rimproverava al ricorrente d'aver cooperato all'elaborazione della prima proposta di riparto, l'atto di accusa addebitandogli unicamente di avere prestato ausilio al Giudice, con la nota telefonata, perché Prudentino gli lasciasse la metà della somma dissequestrata. Né il ricorrente dimostra l'arbitrarietà della decisione impugnata, limitandosi a rilevare che nella stessa il concetto di favoritismo è ripetuto in modo costante.