Citation: 6B_696/2020 E. 7.3

7.3. Adducendo genericamente che sarebbe stato necessario neutralizzare i tentativi dell'accusatore privato di sfuggire al controllo degli agenti, il ricorrente non si confronta puntualmente con l'esposta descrizione delle immagini della videosorveglianza e disattende che l'opponente era già stato precedentemente trattenuto ed ammanettato e che, in quel frangente, era circondato da tre agenti e non opponeva resistenza. Sui fatti descritti, il ricorrente si limita essenzialmente ad affermare che le registrazioni filmate sarebbero di scarsa qualità anche a causa dell'oscurità e non consentirebbero di distinguere con certezza i protagonisti. Sostiene che sarebbe visibile soltanto un'apparente concitazione e che gli atti imputatigli farebbero "pensare piuttosto a plateali ed ampi gesti redarguitori, ma non certo a percosse". Con questa argomentazione, il ricorrente sminuisce semplicemente la rilevanza delle riprese della videosorveglianza, ma non sostanzia la manifesta insostenibilità degli specifici accertamenti eseguiti dai giudici cantonali sulla base della loro visione. È comunque in modo scevro d'arbitrio che la Corte cantonale non ha accertato semplici gesti redarguitori, bensì spintonamenti e colpi da lui sferrati con il braccio contro l'accusatore privato mentre questi si trovava a terra. D'altra parte, la CARP ha riconosciuto che non era possibile determinare le conseguenze di queste azioni sul corpo o sulla salute dell'opponente, prosciogliendo il ricorrente dall'imputazione di lesioni semplici per questi fatti. Nella misura in cui sono ammissibili, le contestazioni concernenti i fatti di cui la fase 4 devono quindi essere respinte.