Citation: 5A_878/2018 E. 3.1

3.1. Se non si può ragionevolmente pretendere che un coniuge provveda da sé al proprio debito mantenimento, inclusa un'adeguata previdenza per la vecchiaia, l'altro coniuge gli deve un adeguato contributo di mantenimento (art. 125 cpv. 1 CC). Il giudice stabilisce il contributo di mantenimento sotto forma di una rendita e fissa l'inizio dell'obbligo di versamento (art. 126 cpv. 1 CC); se lo giustificano circostanze particolari, invece della rendita può ordinare una liquidazione (art. 126 cpv. 2 CC). Per fissare il contributo di mantenimento di un coniuge la cui situazione economica è stata concretamente e durevolmente influenzata dal matrimonio, occorre procedere in tre tappe. In primo luogo va determinato il debito mantenimento, che si misura secondo l'ultimo tenore di vita sostenuto dai coniugi durante il matrimonio. Si applica il principio secondo il quale lo standard di vita scelto in comune dai coniugi deve essere mantenuto per entrambe le parti, laddove la loro situazione lo permetta; esso costituisce tuttavia anche il limite superiore del debito mantenimento. Se, a causa dell'aumento delle spese causato dalla doppia economica domestica, non è possibile conservare il livello di vita anteriore, il coniuge richiedente ha diritto allo stesso tenore di vita dell'altro coniuge. In secondo luogo, va esaminato in quale misura ogni coniuge possa finanziare da sé il proprio mantenimento fissato come appena descritto. Il principio dell'autonomia ha infatti la priorità sul diritto al mantenimento, come si deduce direttamente dall'art. 125 cpv. 1 CC. In terzo luogo, se per un coniuge non è possibile finanziare il proprio mantenimento, oppure non lo si possa ragionevolmente esigere da lui, e che pertanto l'altro coniuge sia tenuto a contribuirvi, va valutata la capacità contributiva di quest'ultimo e fissato l'adeguato contributo di mantenimento, fondato sul principio della solidarietà (DTF 141 III 465 consid. 3.1 con rinvii). In caso di scioglimento di un matrimonio che non ha influito sulla situazione economica del coniuge richiedente, fa invece stato, in linea di massima, il tenore di vita dei coniugi prima di sposarsi (DTF 141 III 465 consid. 3.1 con rinvii).