Citation: 1C_439/2014 E. 6.2

6.2. La ricorrente non si confronta con questi considerandi, spiegando con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF per quali ragioni la sentenza impugnata sarebbe fondata su accertamenti manifestamente in contrasto con gli atti o violerebbe altrimenti il diritto. Adduce semplicemente che la verifica delle immissioni foniche potrebbe essere eseguita al momento della messa in esercizio degli impianti o del rilascio del permesso di abitabilità: l'esame nell'ambito della procedura della domanda di costruzione, come prospettato dalla Corte cantonale, non sarebbe infatti contemplato né dalla legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991, né dal suo regolamento di applicazione. La ricorrente non considera tuttavia la portata della LPAmb (RS 814.01) e dell'ordinanza contro l'inquinamento fonico, del 15 dicembre 1986 (OIF; RS 814.41). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le immissioni prevedibili devono essere rilevate di principio già nella procedura della licenza edilizia. Sarebbe in effetti contrario al principio della prevenzione secondo gli art. 1 cpv. 2 e 25 LPAmb rinviare i chiarimenti sugli effetti dell'impianto e l'adozione di eventuali provvedimenti di limitazione delle emissioni foniche ad una fase successiva alla realizzazione o alla messa in esercizio dell'impianto (cfr. sentenza 1C_581/2008 del 18 maggio 2009 consid. 5.2, in: RtiD I-2010, pag. 103 segg.). La licenza edilizia può essere rilasciata solo se l'impianto rispetta prevedibilmente i valori di pianificazione determinanti nelle vicinanze: a dipendenza delle circostanze, devono essere ordinate misure volte a ridurre le emissioni. Ciò non esclude la possibilità di eseguire misurazioni di controllo dopo la messa in esercizio dell'impianto e di adottare eventuali provvedimenti supplementari successivi, nel caso in cui venga constatato un superamento dei valori di pianificazione. Tali misure possono e devono eventualmente essere riservate nella licenza edilizia, ma non sostituiscono l'esame preventivo nell'ambito della procedura della domanda di costruzione. Se v'è motivo di ritenere che i pertinenti valori limite d'esposizione al rumore potrebbero essere superati, l'autorità è tenuta a determinare e a valutare le immissioni foniche secondo l'art. 36 segg. OIF e i relativi allegati. Non devono essere poste esigenze severe alla probabilità di un simile superamento, essendo sufficiente che allo stato attuale delle conoscenze esso non possa essere escluso (cfr. sentenza 1C_278/2010 del 31 gennaio 2011 consid. 4.4 e 4.4.1, in: URP 2011, pag. 135 segg.). Alla luce di queste considerazioni, la tesi della ricorrente, secondo cui la valutazione delle immissioni foniche della struttura alberghiera dovrebbe essere eseguita successivamente al rilascio della licenza edilizia, non può essere condivisa. La censura ricorsuale, in quanto ammissibile, è quindi infondata.