Citation: 4A_194/2019 E. 6

Quale mandatario l'avvocato è responsabile verso il mandante della fedele e diligente esecuzione degli affari affidatigli (art. 398 cpv. 2 CO). Qualora violi i suoi obblighi di diligenza e fedeltà, egli non risponde solo del danno che causa (DTF 134 III 534 consid. 3.2.2; 127 III 357 consid. 1b con rinvii), ma può pure vedersi ridotta la mercede. Se il risultato della carente esecuzione del mandato è del tutto inutilizzabile per il mandante, quest'ultimo non deve alcuna mercede al mandatario. Il diritto del mandante alla riparazione del danno e il diritto a una riduzione della retribuzione del mandatario sono cumulabili (sentenze 4A_412/2019 del 27 aprile 2020 consid. 8.3.1 e 4A_444/2019 del 21 aprile 2020 consid. 3; DTF 124 III 423 consid. 3c). Anche se non è tenuto a fornire un risultato, il mandatario deve compiere la sua attività secondo le regole dell'arte. Non risponde tuttavia dei rischi specifici inerenti alla formazione e al riconoscimento di un'opinione giuridica determinata. Da questo punto di vista egli esercita un'attività a rischio, di cui occorre tenere conto dal profilo del diritto della responsabilità civile. L'avvocato non può in particolare essere ritenuto responsabile per ogni misura od omissione che a posteriori risulta essere la causa del danno o che avrebbe potuto impedirlo (sentenza 4A_693/2014 del 4 febbraio 2016 consid. 3). Il grado di diligenza richiesto al mandatario non va determinato una volta per tutte, ma va stabilito in base alle capacità, alle conoscenze specifiche e alle attitudini di quest'ultimo che il mandante conosceva o avrebbe dovuto conoscere. Determinanti sono le circostanze del caso concreto. Sapere se il modo di agire di un avvocato va o no qualificato come conforme al suo dovere di diligenza risulta da una ponderazione tra il rischio generato dalla professione esercitata, da un lato, e le competenze autoritativamente certificate, dall'altro (DTF 134 III 534 consid. 3.2.2; 127 III 357 consid. 1c).