Citation: 1A.171/2004 06.10.2004 E. 3

3.1 Il ricorrente, richiamando gli art. 8 CEDU e 37 cpv. 1 AIMP, chiede che, ove fosse negata la competenza elvetica per perseguirlo, la Svizzera assuma tale il procedimento in conformità dell'art. 19 cpv. 4 LStup. 3.2 L'art. 1 CEEstr istituisce l'obbligo di estradare le persone perseguite per un reato dalle autorità giudiziarie della parte richiedente. Al riguardo la Convenzione non lascia alcuno spazio di apprezzamento allo Stato richiesto: eccezioni all'obbligo di estradare sono ammissibili, conformemente al principio della buona fede vigente nel diritto internazionale pubblico e al principio del rispetto dei trattati (art. 26 e 27 della Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei trattati, RS 0.111), soltanto se sono previste da norme della Convenzione medesima o, eventualmente, da altre regole internazionali (DTF 122 II 485 consid. 3a e c). Tali riserve, come ad esempio l'assenza della doppia punibilità (art. 2 CEEstr), l'esistenza di reati politici, militari o fiscali (art. 3, 4 e 5 CEEstr), la non estradizione dei propri cittadini (art. 6 CEEstr), il perseguimento per gli stessi fatti nello Stato richiesto (art. 8 CEEstr), la violazione del principio "ne bis in idem" (art. 9 CEEstr), non sono realizzate nella fattispecie, né il ricorrente pretende che lo siano. 3.3 L'art. 8 CEDU non conferisce il diritto di risiedere sul territorio di uno stato o di non esserne espulso o estradato. Certo, di fronte a circostanze particolari un'estradizione può nondimeno portare a una violazione dell'art. 8 CEDU, se ha come conseguenza di distruggere i legami familiari, provocando in tal modo nei riguardi dell'interessato un'ingerenza sproporzionata nel diritto garantito dalla Convenzione (DTF 123 II 279 consid. 2d pag. 284; Zimmermann, op. cit., n. 97). Gli organi di Strasburgo, pronunciandosi sull'applicazione dell'art. 8 n. 2 CEDU a casi di estradizione, hanno ritenuto che, di massima, allo scopo di perseguire reati, un'ingerenza nella vita privata e familiare è giustificata (DTF 117 Ib 210 consid. 3b/cc pag. 216 con riferimenti, 122 II 433 consid. 3b). In DTF 122 II 485 il Tribunale federale ha ritenuto che segnatamente l'art. 37 AIMP, richiamato dal ricorrente, secondo cui l'estradizione può essere negata se la Svizzera può assumere il perseguimento del reato o l'esecuzione della decisione penale straniera e ciò sembra opportuno riguardo al reinserimento sociale della persona perseguita (cpv. 1), limitando i diritti dello Stato richiedente, disattende il primato del diritto internazionale sul diritto interno ed è pertanto inapplicabile (consid. 3a e b, confermata in DTF 123 II 279 consid. 2d). Per di più è manifesto, che la Svizzera, paese con il quale il ricorrente non ha alcun legame, non garantisce affatto un suo miglior reinserimento sociale; il richiamo agli art. 8 CEDU e 37 AIMP è pertanto ininfluente, visto ch'egli, cittadino olandese, è domiciliato con la moglie e il figlio di tre anni a Rotterdam, dove si trova quindi il centro dei suoi legami familiari.