Citation: 6B_453/2008 28.11.2008 E. 5

A mente del ricorrente, la distanza di 43 metri considerata dalla polizia per determinare la frenata del motociclista non è corretta. La polizia ha infatti iniziato le misurazioni prima del passaggio pedonale. Sennonché, secondo le dichiarazioni di D.________, la frenata è iniziata dopo e non prima tale passaggio. Lo scritto dell'ing. E.________, arbitrariamente negletto dalla CRP, indica inoltre come non tutte le tracce di frenata e di sfregamento ritenute dalla polizia siano riconducibili al sinistro in oggetto. Ne consegue che la distanza di 43 metri non è esatta e di riflesso neppure l'eccessiva velocità imputata al ricorrente. 5.1 Anche in questo caso, l'insorgente interpreta a suo modo le testimonianze agli atti. D.________ ha affermato di aver udito una brusca frenata e, guardando alla sua destra, di aver notato subito dopo il passaggio pedonale un motoveicolo in fase di frenata. Da ciò non è però possibile concludere che il motociclista abbia iniziato a frenare dopo il passaggio pedonale. D.________ ha visto il ricorrente in fase di frenata, vale a dire che lo ha visto mentre stava frenando. Il teste non ha dichiarato invece, contrariamente a quanto preteso nell'impugnativa, di averlo visto cominciare a frenare. Difatti, egli lo ha rimarcato solo in un secondo momento, dopo aver udito la brusca frenata. Il motociclista ha quindi iniziato a frenare prima che D.________ si voltasse e vedesse il motoveicolo in fase di frenata. 5.2 Quanto allo scritto dell'ing. E.________, la CRP lo ha considerato alla stregua di un'opinione di parte non avvalorata da concreti e oggettivi indizi. L'ing. E.________ afferma che vi sono delle incongruenze in merito alle tracce di frenata rilevate dalla polizia scientifica e ritiene che esistano delle ottime probabilità che la prima parte di traccia di frenata non sia da attribuire alla moto condotta da A.________. Oltre a rilevare come non fosse dato di sapere quale documentazione l'ing. E.________ avesse consultato prima di fornire il suo parere, l'autorità cantonale ha osservato che dalla documentazione fotografica agli atti si evince che la polizia scientifica ha scartato una traccia di sfregamento, inizialmente rilevata, perché presentava caratteristiche diverse da quelle riconducibili al sinistro in oggetto. La CRP ha pertanto preso in considerazione il parere dell'ing. E.________ prodotto dal ricorrente, ma non lo ha ritenuto idoneo a dimostrare le tesi accusatorie formulate con istanza di promozione dell'accusa. La conclusione a cui giunge la Corte cantonale è sostenibile e appare così scevra di arbitrio. Giova inoltre precisare che la distanza di 43 metri ritenuta, rilevante per determinare la velocità del motociclista, non costituisce nella fattispecie un elemento decisivo per l'esito del procedimento. Difatti, accertando l'assenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di B.________, la CRP ha ritenuto superfluo procedere all'esame dell'agire del motociclista, segnatamente alla determinazione della sua velocità, di modo che risulta inutile in questa sede soffermarsi oltre sulla questione della velocità del motoveicolo.