Citation: 2C_700/2016 E. 5.4.1

5.4.1. Censurando sempre un'ingiustificata disparità di trattamento nonché la disattenzione del divieto dell'arbitrio, del principio della proporzionalità e dei principi costituzionali dell'imposizione fiscale garantiti dall'art. 127 cpv. 2 Cost. (generalità e uniformità dell'imposizione ed imposizione secondo la capacità contributiva), la ricorrente adduce in seguito che non è mai stata fornita una benché minima giustificazione del perché i proprietari di fondi sui quali vi sono 50 o più posteggi dovrebbero essere chiamati, quale gruppo di persone, a contribuire in maniera accresciuta e speciale al finanziamento dei trasporti pubblici di cui tutti i cittadini beneficiano però in egual misura. E ancora meno sarebbe stata suffragata l'esistenza di un qualsiasi legame tra la proprietà di un fondo sul quale vi è un determinato numero di stalli veicolari (50 o più) e l'insorgere delle spese legate all'esercizio dell'offerta di trasporto pubblico. Anzi, al contrario, niente giustificherebbe di esigere da 200 proprietari fondiari di finanziare da soli un terzo dei costi di un servizio di base quale è quello del trasporto pubblico ritenuto che essi non ne traggono alcun vantaggio particolare per rapporto al resto della popolazione rispettivamente che queste spese non sono loro imputabili (non essendo stata eseguita alcuna raccolta dati che dimostri che ciò sia il caso) come non possono essere a loro ricondotti i problemi di traffico esistenti i quali sono semmai imputabili all'insieme dei pendolari che quotidianamente utilizzano l'automobile per recarsi al lavoro. Al riguardo puntualizza che non si è tenuto conto nel dovuto modo né del fatto che gran parte dei frontalieri, che partecipano alla congestione della rete viaria, si parcheggia però sui cantieri o presso le economie domestiche (quindi abitazioni private) ove lavora né di chi, per ubicazione del posto di lavoro e/o per orari di lavoro, non ha la possibilità di far capo ai trasporti pubblici né dell'effettivo impatto dei parcheggi sul traffico, sulla mobilità e sulla qualità dell'aria (ad esempio, nel caso suo non si considera che ha già attuato dei piani di mobilità con "carpooling"), né ancora, che la concentrazione dei posteggi è stata imposta dalla pianificazione federale rispettivamente che è stata quella cantonale a definire le zone industriali, artigianali e commerciali e i necessari parcheggi così come quelle in cui sono ammessi i grandi generatori di traffico. Allo stesso modo nulla giustificherebbe la soglia di 50 posteggi (determinante per far scattare l'assoggettamento) né di escludere dall'assoggettamento i fondi sui quali vi sono meno di 50 posteggi, senza tralasciare che aumentando i posteggi da 49 a 50 l'onere contributivo passa da fr. 0.-- a circa fr. 63'000.-- annui di media (fr. 3.50 al giorno x 50 posteggi x 12 mesi, senza alcuna franchigia). Infine, la circostanza che la tassa querelata possa essere ribaltata sugli utenti (finali) dei parcheggi, oltremodo dubbia date le difficoltà legate ad un tale trasferimento (modifiche dei contratti di lavoro e/o di locazione; installazione, quando ciò è attuabile, di un sistema di controllo [barriere e casse automatiche], ecc.), non muterebbe nulla per quanto riguarda la non conformità del tributo con i vari principi costituzionali citati.