Citation: 5A_29/2023 E. 1.2

1.2. La ricevibilità di un ricorso al Tribunale federale presuppone che questo sia diretto contro una decisione finale, ossia una decisione che pone fine al procedimento (art. 90 LTF). Il ricorso è pure ammissibile contro una decisione parziale, ossia che concerne soltanto talune conclusioni, se queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti (art. 91 lett. a e b LTF), così come contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti la competenza o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). Le altre decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente possono essere impugnate se possono causare un pregiudizio irreparabile o se l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 cpv. 1 lett. a e b LTF). Se il ricorso in virtù dell'art. 93 cpv. 1 LTF non è ammissibile, le decisioni pregiudiziali e incidentali possono essere impugnate mediante ricorso contro la decisione finale in quanto influiscano sul contenuto della stessa (art. 93 cpv. 3 LTF). Secondo la giurisprudenza, la decisione relativa agli effetti accessori del divorzio è finale (art. 90 LTF) quando risolve definitivamente tutte le questioni che si pongono, senza alcun rinvio all'autorità precedente, ed è pregiudiziale o incidentale (art. 93 LTF) quando l'autorità di ricorso statuisce soltanto su una parte degli effetti accessori ancora litigiosi e rinvia la causa all'istanza precedente per nuova decisione sugli altri. In virtù del principio dell'unità della sentenza di divorzio (art. 283 cpv. 1 CPC), essa non può invece essere parziale ai sensi dell'art. 91 lett. a LTF (salvo nel caso dell'art. 283 cpv. 2 CPC; v. DTF 134 III 426 consid. 1.2; sentenza 5A_302/2019 dell'11 aprile 2019 consid. 3.1 con rinvio). In concreto, la sentenza qui impugnata respinge l'appello 29 settembre 2021 (dispositivo n. 1) presentato dalla ricorrente in materia di divorzio pronunciandosi sulle questioni ancora aperte relative alla liquidazione dei rapporti patrimoniali, alla custodia delle figlie e ai contributi di mantenimento. In sede di appello, il Tribunale d'appello ha ricevuto anche l'istanza 26 luglio 2022 con cui la ricorrente chiedeva all'autorità di protezione di pronunciarsi sul cambiamento di domicilio delle figlie in Toscana (v. art. 301a cpv. 2 CC), quindi su una questione relativa all'autorità parentale; ritenendo che non gli competesse "istruire ess[o] medesim[o] una causa per la prima volta in sostituzione del giudice naturale", il Tribunale d'appello l'ha ritrasmessa per competenza al Pretore aggiunto (dispositivo n. 3). In tali circostanze, i Giudici cantonali hanno in realtà ritenuto che tale aspetto non rientrasse nel quadro del litigio, per cui la sentenza impugnata non risulta essere una decisione di rinvio ai sensi della summenzionata giurisprudenza; non è quindi possibile qualificarla come decisione incidentale ai sensi dell'art. 93 LTF, ciò che peraltro la ricorrente nemmeno pretende. In definitiva, la decisione impugnata va considerata finale (art. 90 LTF; per quanto riguarda il diniego di competenza ed il contestuale rinvio, v. sentenza 9C_822/2019 del 25 marzo 2020 consid. 2.1 e GRÉGORY BOVEY, in Commentaire de la LTF, 3a ed. 2022, n. 13 ad art. 92 LTF). Peraltro, ci si potrebbe chiedere se la ricorrente abbia effettivamente inteso contestare anche il dispositivo n. 3 poiché, pur impugnando formalmente il dispositivo della sentenza cantonale per intero, poi sul punto non ha più formulato alcuna comprensibile censura (v. infra consid. 4.3), e comunque non ha minimamente preteso che sarebbe stato il Tribunale d'appello a dover decidere sulla sua richiesta volta a fissare il domicilio delle figlie in Toscana.