Citation: 1C_324/2016 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale si è espressa sul rifiuto del Comune di autorizzare la pavimentazione di una superficie di circa 585 m2, nonché sulla necessità d'inoltrare una domanda per il cambiamento di destinazione per l'attività dell'impresa di pavimentazione e per la ditta di collocamento di badanti (la cui direttrice è attualmente unico membro con firma individuale dell'azienda ricorrente), rispettivamente per l'utilizzo degli spazi esterni quali piazzali di deposito. Ha accertato che la particella è attribuita alla zona industriale ed è di proprietà della ricorrente, che sul fondo ha quali locatarie le due citate ditte. Ha osservato che secondo l'art. 25 cpv. 1 della legge edilizia comunale (LE), nella zona industriale è solo permessa la costruzione di edifici destinati alla produzione artigianale e industriale leggera. Ha accertato che dagli atti non risulta che B.________ SA svolge un'attività produttiva nel magazzino ubicato sulla particella www e che neppure produce materiale di pavimentazione sul piazzale esterno, rilevato che la ricorrente ammette che le attività di produzione di detta società verrebbero svolte solo in parte sul fondo in esame. Ha quindi stabilito che le sue attività in prevalenza non possono essere ritenute di carattere produttivo e che non sono comunque dati i requisiti di una produzione industriale leggera. Ne ha concluso che le attività attualmente esercitate da questa società, quali la posa di benne e di materiale o il posteggio di veicoli e macchinari di lavoro, non sono conformi alla destinazione della zona. Non lo è neppure quella di collocamento di badanti, poiché non costituisce un'attività produttiva. Ha poi stabilito che, secondo l'art. 25 LE, eventuali depositi esterni di materiale e mezzi necessari all'attività di un'azienda devono essere autorizzati separatamente. Ne ha dedotto che la pavimentazione di ca. 585 m2 può essere autorizzata soltanto in relazione all'attività della ricorrente o per un'attività di un'altra azienda conforme alla zona. Ha inoltre ritenuto che le licenze di costruzione precedentemente rilasciate a C.________, restauratore di mobili, autorizzavano la costruzione di un laboratorio/magazzino (licenza del 13 giugno 1984), al quale è stato aggiunto un magazzino/deposito (licenza del 29 dicembre 1987), di una tettoia aperta (licenza del 14 marzo 1990) e di una per il posteggio di 2-3 veicoli e deposito/ripostiglio (licenza del 5 giugno 1997), concesse per il deposito di mobili, ma soprattutto nel contesto dell'attività artigianale di restauro. Ne ha concluso che non esiste alcun diritto acquisito che permetterebbe un uso del piazzale quale deposito di un'impresa di pavimentazione, non essendo del resto litigiosa la conformità degli edifici, ma soltanto la pavimentazione e l'utilizzo della particella in relazione ad attività delle società locatrici non conformi alla destinazione della zona.