Citation: 6B_814/2008 16.04.2009 E. 3.3

3.3.1 A mente della ricorrente, la sua versione dei fatti non contiene contraddizioni come erroneamente sostenuto dall'autorità cantonale. Ella descrive i contatti intercorsi tra lei e l'accusato prima dei fatti, i fatti avvenuti tra la casa della vittima e il bar, quelli avvenuti nell'auto dell'accusato, la fine dell'incontro e i fatti immediatamente successivi. Sennonché, questo esercizio si palesa infruttuoso nella misura in cui l'insorgente promuove la sua interpretazione delle risultanze istruttorie evidenziando contraddizioni nelle dichiarazioni dell'accusato e sottacendo le proprie. Non viene però dimostrata l'arbitrarietà della decisione impugnata, infatti affermare che la sua interpretazione degli atti è più plausibile di quella del Procuratore pubblico, avallata poi dalla CRP, non basta a sostanziare l'arbitrio. La ricorrente avrebbe piuttosto dovuto spiegare, attraverso un'argomentazione precisa, perché la decisione impugnata è arbitraria - nel suo risultato, non soltanto nella motivazione - ossia manifestamente insostenibile, in palese contrasto con la situazione di fatto, con una norma, con un principio giuridico riconosciuto oppure con il sentimento di equità (DTF 133 III 585 consid. 4.1 pag. 589; 130 I 258 consid. 1.3 pag. 262). Il mancato rispetto di queste esigenze di motivazione conduce all'inammissibilità della censura (DTF 133 III 589 consid. 2 pag. 591 seg.). 3.3.2 In realtà, la ricorrente critica il ricorso da parte della CRP alla teoria del fraintendimento. Questa teoria è stata avanzata dapprima dal dr. H.________ che ha periziato l'accusato ed è poi stata ripresa anche dalla dr. F.________ nella sua perizia relativa alla vittima. Fondandosi su quest'ultima perizia, l'autorità cantonale ha ritenuto che le pregresse situazioni soggettive della vittima (situazione personale pregressa e non predisposizione e impreparazione rispetto a quanto avvenuto la notte del 2/3 ottobre 2004) nonché le comunicazioni (messaggi e telefonate) sono tali da avere ingenerato una situazione di fraintendimento reciproco, in cui sia la vittima che l'accusato sono caduti. In particolare la CRP ha rilevato come i contatti precedenti il loro incontro e la comunicazione tramite sms avevano costituito la premessa per un fraintendimento tra le parti sul senso dell'incontro. E in effetti, la dr. F.________ - citata nella sentenza impugnata - segnala che per l'insorgente (inconsapevole dell'effetto che il messaggio può fare su chi lo riceve) l'invio di sms è una modalità del tutto innocente e non impegnativa, mentre per l'accusato costituisce un segnale di interesse tanto da giustificare un ultimatum per regolarizzare la coppia; nonostante gli scambi telefonici e l'ultimatum, l'incontro previsto non significava l'inizio di una relazione agli occhi della ricorrente, mentre per l'accusato il fatto che abbia accettato di incontrarlo è quasi un assenso. Certo, il dr. H.________ ha osservato che l'accusato ha la tendenza a travisare i fatti, forse a sovrapporre/sostituire fantasie e realtà, in una confusione involontaria e inconsapevole. Anch'egli però ha ipotizzato un errore di giudizio, un fraintendimento tra le parti ed è pertanto sostenibile la conclusione del Procuratore pubblico, contestata nel ricorso, per cui il messaggio inviato dall'accusato alla vittima il giorno successivo l'incontro fosse un gesto sincero, frutto del suddetto fraintendimento. In simili circostanze, sostenere che l'autorità cantonale sia trascesa nell'arbitrio è impresa vana. 3.4 La ricorrente si duole ancora di un arbitrario apprezzamento delle prove in relazione alla valutazione da parte della CRP della situazione psicologica della vittima antecedente ai fatti che giustificherebbe il fraintendimento tra le parti ed escluderebbe il dolo dell'accusato. La perita avrebbe infatti solo ipotizzato un disturbo della personalità preesistente non riuscendo a individualizzarlo a causa della presenza di un disturbo post-traumatico da stress conseguente ai fatti oggetto della procedura. La perizia definisce comunque credibili le dichiarazioni della vittima. Del resto, la ricorrente non è mai stata ricoverata o in cura per disturbi della personalità. Ne consegue che le valutazioni sulla percezione della realtà sono totalmente ipotetiche e generiche. 3.4.1 Sulla base della perizia della dr. F.________, la CRP ha ritenuto che la vittima soffrisse di un disturbo della personalità preesistente i fatti incriminati, disturbo che può influire sulla percezione della realtà da parte della vittima. Sebbene la perita non abbia potuto individuare un preciso disturbo della personalità della vittima a causa della presenza del disturbo post-traumatico da stress, ella ha comunque affermato a più riprese propendere per l'esistenza di un disturbo preesistente (incarto cantonale n. 160 pag. 38-40). Orbene, malgrado il disturbo della personalità non sia dato per certo, ma per probabile, la CRP non è caduta nell'arbitrio nel ritenere che la situazione della vittima ha potuto influire sulla sua percezione della realtà. Essa non si è posta in aperto contrasto con gli atti di causa né li ha interpretati in modo insostenibile. Difatti, la perita ha comunque affermato che dalla valutazione testistica risulta che l'affettività è poco controllata da parte dell'Io, che l'emotività è labile e immatura, che l'adeguamento alla realtà è difficile, aggiungendo che questi elementi possono alterare la percezione e la valutazione di realtà nel momento in cui la ricorrente si trovi confrontata con una forte tensione psichica, specie se inaspettata come sembrerebbe per i fatti in questione. Questo significa, continua la perita, che è il trauma che è risentito come violento e in questo momento la percezione e conseguentemente l'esame di realtà possono essere deficitari o la percezione essere meno precisa e oggettivabile in quanto distorta dall'emotività (incarto cantonale n. 160 pag. 39-40). 3.4.2 La situazione pregressa della vittima aggiunta alla non predisposizione e impreparazione rispetto a quanto successo tra le parti nonché alle comunicazioni via sms hanno potuto ingenerare quindi la già citata situazione di fraintendimento come ritenuto dall'autorità cantonale. La ricorrente obietta che tale fraintendimento possa essere riferito anche agli atti sessuali denunciati, la perita richiamandolo solo per quel che concerne la valenza della comunicazione sms. Sennonché, pur affermando che per la ricorrente il doversi confrontare con la sessualità è stato troppo brusco e deciso fino a divenire traumatizzante per la sua psiche, la dr. F.________ aggiunge - allineandosi così alla perizia del dr. H.________ - che i gemiti della vittima sono scambiati dall'accusato per manifestazioni di piacere e non di dolore (incarto cantonale n. 160 pag. 41). Si tratta manifestamente di un fraintendimento che concerne quindi anche gli atti sessuali. 3.5 L'insorgente si sofferma in seguito sulla versione dei fatti fornita dall'accusato definendola non credibile, contrastante con gli elementi oggettivi accertati dalla stessa CRP e platealmente falsa a meri fini di autodifesa. L'autorità cantonale avrebbe commesso arbitrio perché ha ritenuto che la vittima ha subito una violenza e nel contempo ha giudicato credibile la versione fornita dell'accusato - per cui la ricorrente partecipasse con foga e ardore gemendo dal piacere - facendo capo alla teoria su un possibile fraintendimento riferito al senso dell'incontro. Sulla teoria del fraintendimento già si è detto ai considerandi che precedono ai quali si rinvia. Basti qui rilevare come gli stralci della perizia del dr. H.________ citati nel ricorso alimentano questa teoria laddove viene affermato che non è da escludere che, in determinate circostanze affettivamente importanti, l'accusato tenda a travisare i fatti, forse a sovrapporre/sostituire fantasie e realtà in una confusione involontaria e inconsapevole. Il medesimo perito però valuta positivamente la credibilità delle dichiarazioni dell'accusato e ipotizza un eventuale errore di giudizio di questi che avrebbe potuto fraintendere l'opposizione della vittima. Per il resto, la CRP non si è soffermata molto sulle dichiarazioni dell'accusato, perché la sua versione dei fatti, pur dovendo essere presa in considerazione, non è determinante in virtù dei diritti riconosciuti a ogni accusato. Rinviando a più riprese al decreto di abbandono, essa ha comunque implicitamente sostenuto le conclusioni del Procuratore pubblico per cui numerosi elementi confortano la versione resa dall'accusato facendola apparire certamente più attendibile di quella della vittima, soprattutto per quanto concerne gli eventi occorsi sino all'arrivo dei due al parcheggio del campo sportivo di C.________. Per i fatti accaduti nell'auto dell'accusato in cui sono avvenuti gli atti sessuali, l'accento è stato però posto sulla versione della vittima risultata non lineare e costante e in parte contraddetta dagli accertamenti oggettivi e medici agli atti. La CRP non ha quindi semplicemente preferito la versione dell'accusato a quella della vittima, ma fondandosi sui mancati riscontri oggettivi delle dichiarazioni della ricorrente ha ritenuto queste ultime mutevoli, imprecise e contradditorie, di modo che mancavano quegli indizi sufficientemente significativi per ordinare il rinvio a giudizio dell'accusato.