Citation: 4P.176/2003 26.11.2003 E. 2

La ricorrente lamenta in primo luogo una violazione del diritto di essere sentito e dell'obbligo di motivazione sanciti dall'art. 29 Cost. per il fatto che la Corte cantonale avrebbe omesso di prendere posizione su argomenti determinanti sollevati dalle parti in relazione all'esecutività della sentenza estera (v. ricorso, pagg. 10-15 e 24/25). 2.1 Secondo costante giurisprudenza la natura e i limiti dell'obbligo di motivare le decisioni, che costituisce una componente del diritto di essere sentito, sono determinati in primo luogo dalla legislazione cantonale. A prescindere dalle disposizioni cantonali in materia, peraltro qui non invocate, l'obbligo per il giudice di motivare la sue decisioni si fonda direttamente sull'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 129 I 232 consid. 3.2). Lo scopo perseguito è di permettere ai destinatari di comprendere le decisioni a loro comunicate e di esercitare i loro diritti con cognizione di causa. Secondo giurisprudenza costante è sufficiente che il giudice esponga, per lo meno brevemente, i motivi che lo hanno ispirato e sui quali si fonda la decisione litigiosa, affinché l'interessato possa rendersi conto della portata di quest'ultima e possa impugnarla a ragion veduta. Non incombe al giudice di discutere e di esporre tutti i fatti, mezzi di prova e censure sollevati dalle parti; al contrario egli può limitarsi a quelli, che senza arbitrio, appaiono determinanti (DTF 126 I 97 consid. 2b; 125 II 369 consid. 2c; 124 II 146 consid. 2a). 2.2 Nel caso concreto il Tribunale d'appello del Canton Ticino ha negato l'esecutività in Svizzera della sentenza del 14 giugno 2001 della Corte di appello di Roma, per il fatto che il dispositivo di merito di questa sentenza non condannava concretamente la resistente né a pagare somme di denaro al cedente della ricorrente, né a prestargli delle garanzie. La Corte cantonale non si è invece pronunciata sugli ulteriori presupposti dell'esecutività, lasciando anzi esplicitamente aperti tali quesiti (v. lett. C supra). Simile agire non configura però una lesione del diritto di essere sentito. Semmai la motivazione della decisione impugnata dovesse rivelarsi insostenibile, questa andrebbe piuttosto cassata, e l'incarto rinviato all'ultima istanza ticinese affinché si pronunci sulla sussistenza degli altri presupposti dell'esecutività.