Citation: 1B_261/2019 E. 2.3

2.3. D'altra parte, riguardo all'asserita sussistenza del preteso pregiudizio irreparabile, del quale era a conoscenza già al momento dell'adozione del DAC 198/2016, e che pertanto avrebbe potuto e dovuto addurre tempestivamente, il ricorrente si limita a rilevare che la Corte delle assise correzionali, prima di annullare il DAC 208/2016, avrebbe dovuto concedergli la possibilità di esprimersi previamente su un eventuale ritiro dell'opposizione allo stesso. Ciò poiché con tale ritiro egli avrebbe già superato con successo il periodo di prova, dimodoché la pena non figurerebbe nell'estratto per privati del casellario giudiziario (art. 371 cpv. 3bis CP). A causa del mancato ritiro, il periodo di prova decorrerebbe dal DAC 224/2018 del 21 settembre 2018. Il ricorrente non contesta, rettamente, che la decisione di rinvio per complemento d'istruzione, perché il decreto di accusa non indicava l'ammontare del danno patrimoniale e i danneggiati non erano stati invitati a partecipare al procedimento penale, costituiva una decisione ordinatoria, contro la quale la via del reclamo, e in seguito di un ricorso immediato al Tribunale federale, era aperta soltanto in presenza di un pregiudizio irreparabile (DTF 143 IV 175 consid. 2.2 pag. 177). Richiamando l'art. 80 cpv. 3 CPP, osserva che anche tali ordinanze devono essere comunicate alle parti in modo appropriato: non fa tuttavia valere che la stessa non gli sarebbe stata comunicata, né spiega perché non avrebbe potuto impugnarla adducendo l'asserito pregiudizio irreparabile. Egli deve pertanto assumere le conseguenze della sua strategia difensiva. Si può rilevare infine che il generico accenno all'asserita nullità della decisione di rinvio, di quella presidenziale e del DAC 224/2018 è privo di ogni consistenza. Questi giudizi sono, se del caso, suscettibili di essere annullati, ma manifestamente non nulli (DTF 138 II 501 consid. 3.1 pag. 503).