Citation: 2P.222/2005 13.06.2006 E. 4

Rimane da appurare se l'interpretazione non arbitraria del diritto cantonale sia contraria alla libertà economica garantita dall'art. 27 Cost. Ciò che non è manifestamente il caso. In effetti, la restrizione litigiosa - il cui scopo è di evitare che il pubblico sia indotto in errore - è perfettamente compatibile con il citato diritto costituzionale. Ciò tanto più se si considera che al ricorrente non è proibito esercitare la sua professione e che egli può menzionare il suo titolo di professore a contratto, sempre che lo faccia in modo completo e lo posponga al proprio nome. Del resto emerge da un documento prodotto dal ricorrente stesso, ossia una comunicazione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi, che il titolo di professore sembra essere più largamente conferito in Italia che in Svizzera. Secondo questo documento possono infatti far uso di questo titolo i professori di ruolo (ordinari, straordinari e associati), i professori con contratto a tempo determinato per l'attivazione di facoltà d'insegnamenti integrativi di quelli ufficiali, i professori a contratto per insegnamenti ufficiali nelle facoltà o nel corso di laurea di nuova istituzione e i professori a contratto a tempo indeterminato per lo svolgimento di attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico nella scuola di specializzazione. Possono inoltre avvalersi del titolo di professore coloro che hanno conseguito la libera docenza, purché sia accompagnato dall'indicazione "libero docente" e che venga specificata la materia nella quale è stata conseguita la libera docenza stessa. Per quanto concerne i docenti a contratto a tempo determinato e a tempo indeterminato questi devono accompagnare la dizione "professore" con l'indicazione "a contratto" e la materia d'insegnamento. Inoltre, l'uso della qualifica di "professore" da parte dei professori a contratto è soggetto ai limiti di tempo di assegnazione dell'incarico e di effettivo svolgimento dello stesso. Infine, va osservato che questa comunicazione ha la medesima portata che la giurisprudenza della Corte di cassazione italiana citata nella sentenza impugnata. Visto quanto precede, la censura relativa alla violazione dell'art. 27 Cost. dev'essere respinta.