Citation: 6B_993/2017 E. 4.2.10

4.2.10. Seppur relativamente succinta, la motivazione della sentenza impugnata, sopra riassunta (v. consid. 4.2.6), appare sufficiente. Il TPF infatti espone le ragioni che lo hanno indotto a negare la sussistenza di un caso grave ai sensi dell'art. 305 bis n. 2 CP, tra cui in particolare l'assenza di un reddito o guadagno connesso al riciclaggio di denaro. Ciò premesso, il ragionamento dell'autorità precedente risulta problematico sotto vari aspetti. Innanzitutto sembra identificare il caso grave generico del riciclaggio di denaro unicamente con la sentenza 6B_1013/2010 del 17 maggio 2011, perché il TPF non si è limitato a ispirarsene, ma ha operato una sorta di sussunzione della fattispecie a quella della citata sentenza. Tale sussunzione peraltro non convince. Pur riconoscendo un'intensità temporale degli imputati atti di riciclaggio simile a quella della menzionata giurisprudenza e l'importante entità della cifra d'affari, il TPF pone l'accento sull'assenza di un reddito proveniente dall'attività di riciclaggio in quanto tale, elemento che differenzierebbe in modo sostanziale il caso concreto. Disattende però che l'avvocato aveva riciclato per conto di terzi, mentre A.________ è accusato di aver riciclato soprattutto (ma non solo) per conto proprio. Senza alcuna motivazione l'autorità precedente ha negletto di considerare, con ciò violando il diritto di essere sentito del MPC, i costi connessi al riciclaggio di denaro e ha omesso qualsiasi accertamento al riguardo. Secondo l'accusa, A.________ avrebbe pagato, tra gli altri, K.________ per il suo ruolo di "sponda" in Banca O.________ prima e in Banca P.________ dopo. Orbene, con sentenza del 9 dicembre 2013 emanata con rito abbreviato, richiamata dal MPC e menzionata nella sentenza impugnata (incarto 022 03 0102 seg.), lo stesso TPF ha riconosciuto K.________ autore colpevole di riciclaggio di denaro aggravato anche perché commesso per mestiere. Qualora questo mestiere fosse stato finanziato da A.________, potrebbero sussistere gli estremi per ammettere la realizzazione di un caso grave di riciclaggio di denaro nella sua forma generica. Non si vede infatti perché colui che fa il mestiere del riciclaggio dovrebbe essere trattato diversamente da colui che alimenta tale mestiere e quindi la pericolosità che ne deriva (v. supra consid. 4.2.3), beneficiando però dell'attività vanificatoria. In una simile costellazione il comportamento di quest'ultimo apparirebbe di una gravità analoga a quello descritto dall'art. 305 bis n. 2 lett. c CP. A ciò aggiungasi che, sempre secondo la tesi accusatoria sulla quale senza ragioni il TPF non si pronuncia, A.________ avrebbe investito il prodotto del reato a monte per effettuare ulteriori successive operazioni da cui trarre un profitto illecito ancora maggiore, come ad esempio l'operazione "Q.________". Nella misura in cui si accertasse che i supposti illeciti investimenti perseguivano (anche) lo scopo di occultare il provento di un crimine pregresso (v. sulla questione DTF 128 IV 117 consid. 7f), decadrebbe e risulterebbe arbitraria allora la conclusione per cui l'ampio uso di costrutti opachi sia da ricondurre al reato a monte, perché sarebbe in realtà funzionale anche al riciclaggio in quanto tale. Rilevasi che operazioni finanziarie particolarmente opache sul piano internazionale possono giustificare, insieme ad altri elementi, l'applicazione dell'aggravante generica di cui all'art. 305bis n. 2 CP (v. sentenza 6B_461/2018 del 24 gennaio 2019 consid. 9.7.6). Le obiezioni dell'opponete A.________ in merito all'operazione "Q.________" risultano vane, dal momento che il TPF nulla ha accertato sulla provenienza del capitale investito nella stessa o sullo scopo perseguito. Se ha accennato a tale investimento, lo ha fatto nell'ottica di esaminare l'aspetto soggettivo del riciclaggio di denaro, tematica che sarà affrontata in seguito (v. infra consid. 4.5). Nemmeno il TPF si è chinato sulla "macchina da riciclaggio" che A.________ avrebbe, secondo l'accusa, architettato sin dall'inizio e poi, in base alle necessità, adattato, perfezionato e professionalizzato, con il coinvolgimento di numerosi prestanomi, di professionisti finanziari e l'utilizzo di molte società di comodo. Se accertata, sarebbe sintomatica di particolari energia e tenacia criminali, rivelatrice di un'articolata attività e di un elevato potenziale di dissimulazione (v. mutatis mutandis supra consid. 4.2.2). L'accusa ha avanzato pure che A.________ si sarebbe prestato a riciclare per conto dei suoi presunti correi nel reato a monte e che avrebbe sfruttato le possibilità legali-fiscali per far riemergere i valori patrimoniali di origine criminale. La sentenza impugnata è tuttavia silente anche su questi punti. Violando il diritto di essere sentito del MPC, il TPF non si è pronunciato su elementi pertinenti per l'esito del giudizio, perché rilevanti per determinare se nella fattispecie ricorrano gli estremi di un caso grave di riciclaggio nella sua forma generica (DTF 143 III 65 consid. 5.2). In assenza di accertamenti al riguardo questo Tribunale non può valutare se l'art. 305bis n. 2 CP sia stato correttamente applicato.