Citation: 6B_803/2022 E. 2.3

2.3. La CARP ha posto alla base del giudizio sull'imputazione di tentato omicidio intenzionale gli accertamenti di fatto del tribunale di primo grado. Ammessa la credibilità della versione della vittima e rilevato che sulla modalità della presa al collo le dichiarazioni delle parti coincidevano, la Corte cantonale ha tuttavia negato l'adempimento dei presupposti di tale reato. Ha rilevato che, secondo quanto riferito dalla vittima stessa, l'imputato aveva lasciato la presa al collo, la cui durata non era peraltro stata accertata. Richiamando le sentenze 6B_307/2013 del 13 giugno 2013 e 6S.40/2004 del 6 aprile 2004, la CARP ha ritenuto che la cessazione dello strangolamento con la liberazione della presa al collo della vittima significava ch'egli non voleva ucciderla, ciò che escludeva un tentativo di omicidio. Secondo la precedente istanza, se l'imputato avesse voluto uccidere la moglie, "non avrebbe dovuto fare altro che continuare a mantenere la morsa, tanto più che la vittima, nel frattempo svenuta, non poteva opporre alcuna resistenza".