Citation: 1P.300/1999 06.06.2000 E. 6.-

a) Dal profilo materiale, il ricorrente rim- provera al Tribunale amministrativo d'avere tutelato un'ap- plicazione arbitraria dell'art. 10 OP. Considera che, trat- tandosi nella fattispecie unicamente di una violazione dei suoi compiti professionali, la rescissione del rapporto di servizio con effetto immediato sarebbe insostenibile e gra- vemente lesiva del principio della proporzionalità. b) Il principio della proporzionalità, pur essendo di rango costituzionale, non configura un diritto fondamen- tale con portata propria (DTF 125 I 161 consid. 2b, 124 I 40 consid. 3e, 107 consid. 4c/aa con rinvii). Nella misura in cui esso, come in concreto, non è invocato nell'ambito di un diritto costituzionale specifico, la censura si con- fonde con quella d'arbitrio (DTF 123 I 1 consid. 10, 117 Ia 27 consid. 7a e rispettivi rinvii). c) Nella fattispecie, il comportamento e le azioni del ricorrente, da lui esplicitamente riconosciute in sede d'interrogatorio davanti al Giudice istruttore, appaiono gravi, come addotto senza arbitrio dalla Corte cantonale. Indipendentemente dall'esito del procedimento penale, l'au- torità cantonale poteva ritenere che il comportamento dell' insorgente era stato tale da rompere il rapporto di fiducia tra lo Stato, come datore di lavoro, e i suoi collaborato- ri. La posizione del ricorrente quale guardiano della sel- vaggina non sarebbe quindi più stata sostenibile, per cui egli doveva essere considerato oggettivamente non più ido- neo ad essere mantenuto nelle proprie funzioni. Neppure è arbitrario considerare che la misura del licenziamento im- mediato appaia quale unica soluzione atta a ripristinare la fiducia riposta dai cittadini nell'Amministrazione, ove sia intaccata dal comportamento biasimevole dei suoi dipenden- ti. Anche da questo profilo la decisione impugnata resiste alle critiche ricorsuali.