Citation: 1C_593/2021 E. 4.3

4.3. Sollevando le esposte censure, i ricorrenti si scostano dai fatti accertati, relativi alle effettive caratteristiche e dimensioni del progetto. Disattendono infatti che, come visto, il progetto di cui alla domanda di costruzione del 4 maggio 2007, relativo ad un nuovo capannone per il deposito dei rifiuti è strettamente connesso con quello di cui alla domanda di costruzione del 25 aprile 2018, concernente la parziale modifica dello stabile esistente, e verte su un impianto unico soggetto all'esame dell'impatto ambientale. Sulla base degli esposti accertamenti, la Corte cantonale ha rilevato che la modifica dei progetti iniziali, contestuale all'allestimento del rapporto d'impatto ambientale dell'ottobre/dicembre 2018, è stata perfezionata alla fine di marzo del 2019 e può essere assimilata ad una nuova domanda di costruzione soggetta ad un'ulteriore pubblicazione. In tali circostanze, il fatto che la domanda iniziale sia stata sospesa il 5 novembre 2007 dall'autorità comunale sulla base di una precedente zona di pianificazione comunale, frattanto scaduta, non è rilevante per il giudizio sulle decisioni sospensive del 14 gennaio 2020 e sul blocco edilizio. Come già si è detto, si trattava infatti di un altro progetto, più ridotto. Questo progetto iniziale è in seguito stato ampliato e sostanzialmente modificato e la prevista costruzione del nuovo edificio è stata connessa con la trasformazione di quello esistente, di cui alla domanda del 25 aprile 2018. Del resto, i ricorrenti hanno sollecitato l'evasione della domanda del 4 maggio 2007 soltanto il 30 maggio 2017 e il 10 luglio 2018. I ricorrenti sostengono che al momento dell'inoltro della domanda di costruzione del 25 aprile 2018 non sarebbe esistito uno studio pianificatorio atto a giustificare una decisione sospensiva ai sensi dell'art. 62 LST. A torto. La Corte cantonale ha infatti accertato che la procedura del PUC-CV è stata formalmente avviata il 13 aprile 2018. Questo piano di utilizzazione cantonale è stato posto in consultazione dal 4 febbraio al 26 aprile 2019 ed è stato adottato dal Consiglio di Stato il 13 marzo 2020. Lo studio pianificatorio era quindi in corso quando i ricorrenti hanno presentato la domanda di costruzione del 25 aprile 2018 e quando l'hanno in seguito completata ed ampliata, riattivando in questo contesto il connesso progetto di edificare un nuovo capannone per il deposito dei rifiuti. Considerato che il PUC-CV prevede di attribuire una vasta superficie del comparto di Valera, in cui è incluso il fondo part. n. 792, alla zona agricola, a ragione la Corte cantonale ha ritenuto che gli interventi edilizi in questione contrastavano con la prospettata nuova pianificazione del comparto ed ha confermato le decisioni sospensive municipali del 14 gennaio 2020. Al riguardo, il Municipio ha statuito sulle domande di costruzione dopo che è stata chiarita l'effettiva portata del progetto, segnatamente con la completazione degli atti e l'allestimento del rapporto d'impatto ambientale su richiesta dell'autorità cantonale. Considerato che questi chiarimenti sono stati ultimati nel corso del 2019 e che la procedura volta all'elaborazione del PUC-CV era già in corso nell'aprile del 2018, non risulta che il procedimento edilizio sia stato ritardato ingiustificatamente al solo scopo di permettere la sospensione delle domande di costruzione (cfr., a contrario, DTF 139 II 263 consid. 8.2; 110 Ib 332 consid. 2c). Il ricorso è pertanto infondato.