Citation: 5A_448/2015 E. 2.1

2.1. Il Tribunale d'appello ha rilevato che non era chiaro su quale disposto di legge l'ex moglie fondasse la sua pretesa di fr. 53'500.--, pari alla metà dell'utile conseguito dall'ex marito con la vendita di due immobili di sua proprietà (beni propri). Anche ammettendo che la pretesa dovesse ritenersi basata sull'art. 206 cpv. 1 CC, l'ex moglie non aveva comunque dimostrato quale sarebbe stato il suo contributo effettivo al plusvalore di tali immobili. Per l'autorità inferiore, su questo punto l'appello principale non poteva quindi essere accolto (anche perché privo di un confronto con l'argomentazione sviluppata dal Giudice di prime cure). Con riferimento invece all'appartamento di proprietà dell'ex marito e dato in uso all'ex moglie dopo la separazione, il Tribunale d'appello - ricordando che in questo genere di casi si applicano per analogia i principi in materia di locazione - ha confermato l'obbligo per lei di rifondere a controparte le spese di pulizia dell'appartamento (fr. 1'000.--) e di riparazione di una tapparella (fr. 250.--). I Giudici cantonali hanno stabilito che l'ex moglie non aveva, palesemente, riconsegnato l'appartamento pulito e non aveva comunque contestato né la necessità delle pulizie né l'ammontare dell'esborso fatto valere dall'ex marito. Quanto alla riparazione della tapparella, essi hanno osservato che l'ex moglie si era proclamata non responsabile del danneggiamento, ma non aveva preteso che la tapparella fosse già rotta al momento in cui si è insediata nei locali né che il danno fosse riconducibile a normale usura o al caso fortuito o a terzi per i quali non era tenuta a rispondere. A differenza del Pretore, l'autorità inferiore ha invece considerato che i costi di sgombero del mobilio (fr. 650.--), di proprietà dell'ex marito e comunque destinato alla discarica, non potessero essere addossati all'ex moglie. Per la Corte cantonale, su questo punto l'appello principale meritava quindi parziale accoglimento.