Citation: 5C.211/2004 09.03.2005 E. 4

4.1 La Corte cantonale ha preliminarmente respinto la richiesta di ordinare una perizia psichiatrica sull'attore, perché ha reputato che non sussistevano indizi per supporre l'esistenza di problemi psichici. Essa ha poi rilevato che fra le parti non era litigioso il principio del diritto di visita, ma unicamente il suo esercizio. Ha indicato che l'unico dato oggettivo noto è l'età della figlia (poco più di due anni) e che le decisioni delle autorità inferiori non contengono segnatamente accertamenti sullo sviluppo fisico e psichico della bambina, sul suo legame con il padre, sul carattere e sulla disponibilità di tempo di quest'ultimo. In queste circostanze ha ritenuto conforme al bene della figlia l'incarico conferito agli operatori del punto d'incontro di redigere un rapporto sull'andamento degli incontri e sulle capacità genitoriali del padre. Ha altresì indicato che un diritto di visita sorvegliato si giustifica - per un tempo determinato - anche in caso di conflitto fra i genitori e qualora occorra far riprendere fra genitore e prole contatti interrotti per un lungo periodo. Poiché lo stesso attore aveva domandato un siffatto diritto di visita al fine di valutare la sua idoneità ad occuparsi autonomamente della figlia durante gli incontri e che, per stessa ammissione della convenuta, l'attore non aveva più visto la figlia da oltre un anno, i giudici cantonali hanno lasciato indecisa la questione di sapere se il conflitto esistente fra i genitori giustificherebbe da solo un diritto di visita sorvegliato. 4.2 Sebbene neghi di aver chiesto una perizia psichiatrica sull'attore, la convenuta ritiene contraddittoria la sentenza impugnata, perché questa, pur non vedendo la necessità di allestire una perizia sul comportamento e sulle capacità genitoriali del padre, avrebbe tutelato il vago mandato conferito al punto d'incontro di valutare l'attore. Sempre secondo la convenuta, considerate le particolarità della fattispecie, non si poteva lasciare tale incarico ad un "operatore qualsiasi" del punto d'incontro, ma occorreva nominare un medico psicologo con un mandato preciso. Afferma inoltre che non sarebbero dati i presupposti per ordinare un diritto di visita accompagnato, il quale non può essere un'alternativa al diritto di visita ordinario, e che ella non avrebbe mai rifiutato al padre di vedere la figlia. 4.3 Nella fattispecie è innanzi tutto opportuno osservare che contraddittorio non risulta il giudizio impugnato, ma l'agire della convenuta: contrariamente a quanto ora afferma, nel suo appello ella aveva infatti esplicitamente chiesto l'erezione di una perizia psichiatrica sull'attore (appello pag. 10). Ora, visto che ancora nel ricorso per riforma la convenuta contesta la capacità dell'attore di accudire alla figlia in tenera età, non si vede in che modo l'allestimento del rapporto chiesto al punto di incontro, che può segnatamente pure chiarire tale questione, sia in contrasto con il bene della bambina. La convenuta non critica inoltre in alcun modo l'opportunità, indicata nella sentenza impugnata e contemplata dalla dottrina (Annatina Wirz, in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea Ginevra Monaco 2000, n. 21 ad art. 274 CC), di procedere a un diritto di visita accompagnato a causa della lunga interruzione dei contatti fra padre e figlia. In queste circostanze, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale confermando la decisione che prevede un diritto di visita accompagnato per la durata di tre mesi allo scopo di allestire un rapporto e per permettere al padre di instaurare nuovamente una relazione con la figlia.