Citation: 1P.447/2001 03.10.2001 E. A

A.- Con sentenza del 31 maggio 1994 la Corte delle assise criminali di Bellinzona, procedendo nelle forme contumaciali, ha prorogato, giusta l'art. 258 cpv. 2 del Codice di procedura penale ticinese, del 10 luglio 1941 (vCPP/TI), la procedura contro R.________ per il reato di truffa e negato il dissequestro di valori patrimoniali depositati presso la Banca cantonale vodese, intestati a una fondazione di pertinenza di R.________. Quest'ultimo, il 25 ottobre 1999, ha presentato un'istanza di revoca del sequestro alla Presidente della Corte delle assise criminali la quale, con atto del 18 novembre 1999, gli ha comunicato che la procedura prorogata rimaneva sospesa secondo l'art. 263 vCPP/TI fino a un'eventuale richiesta di riapertura da parte del Procuratore pubblico (PP) o fintanto che l'accusato non si fosse presentato, chiedendo il pubblico dibattimento. Secondo la Presidente la decisione sul sequestro poteva essere presa solo nell'ambito del dibattimento, che le parti non avevano però chiesto; in tali circostanze, non erano quindi realizzate le condizioni per sbloccare la situazione. Il 27 gennaio 2000 R.________ ha chiesto alla Presidente della Corte di emanare una decisione formale sull'istanza di sequestro. Con atto del 10 marzo 2000 la Presidente ha ribadito la propria incompetenza.