Citation: 6B_1295/2016 E. 2.1

2.1. Giusta l'art. 173 cpv. 2 CP, l'autore di una diffamazione non incorre in alcuna pena se prova di avere detto o divulgato cose vere oppure prova di avere avuto seri motivi di considerarle vere in buona fede. Secondo la giurisprudenza la buona fede non è sufficiente, ma occorre in più che l'autore dimostri di aver avuto seri motivi di considerare vere le proprie asserzioni. Un obbligo di prudenza incombe a chiunque lede l'altrui onore (DTF 124 IV 149 consid. 3b). L'imputato deve provare di avere compiuto gli atti che si potevano pretendere da lui per verificare la veridicità di quanto affermato. Deve, in altre parole, provare che ha creduto alla veridicità delle sue allegazioni, dopo avere fatto coscienziosamente tutto quanto ci si poteva attendere da lui per assicurarsi della loro esattezza (DTF 128 IV 53 consid. 2a). Per determinare se l'imputato aveva seri motivi di considerare in buona fede come vere le sue allegazioni, occorre fondarsi esclusivamente sugli elementi di cui aveva conoscenza al momento in cui le ha proferite. Mezzi di prova scoperti successivamente o fatti posteriori non possono per contro essere presi in considerazione (DTF 124 IV 149 consid. 3b).