Citation: 1C_53/2023 E. 5.5

5.5. Il ricorrente non si confronta con quest'argomentazione, decisiva, della quale non tenta di dimostrare l'arbitrarietà. Questa soluzione corrisponde del resto all'invalsa prassi vigente nel Cantone Ticino, illustrata nella decisione impugnata. Il Consiglio di Stato e la Corte cantonale non hanno infatti scelto, tra più soluzioni disponibili e appropriate, quella che preferivano, né hanno sostituito una valutazione adeguata del Comune con una loro valutazione (DTF 146 II 367 consid. 3.1.4; sentenza 1C_328/2022, citata, consid. 4.2). Il ricorrente disattende la notoria cognizione più ampia che spetta alla Corte cantonale quando è impugnata una modifica d'ufficio del piano regolatore disposta dal Consiglio di Stato. D'altra parte esso non contesta, per lo meno con una motivazione che soddisfi i requisti dell'art. 106 cpv. 1 LTF, la prassi secondo cui il Governo può apportare delle modifiche d'ufficio nei casi come quello in esame quando la nuova regolamentazione può essere determinata d'acchito. Né il Patriziato dimostra perché in concreto un rinvio al Comune non sarebbe stato superfluo e dilatorio, visto che il Decreto di protezione dev'essere ripreso nel piano regolatore comunale.