Citation: 6B_248/2008 04.09.2008 E. 2

2.1 Riguardo a questo rimedio, la ricorrente fonda la sua legittimazione ricorsuale sull'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF, accennando al pregiudizio patrimoniale subito e sostenendo che la decisione impugnata pregiudicherebbe il giudizio sulle sue pretese civili. Rileva inoltre di avere partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore e di avere un interesse all'annullamento della decisione impugnata. 2.2 Giusta l'art. 81 cpv. 1 LTF ha diritto di interporre ricorso in materia penale chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a) e ha un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (lett. b), segnatamente la vittima, se tale decisione può influire sul giudizio delle sue pretese civili (n. 5). Il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che, analogamente alla giurisprudenza precedente l'entrata in vigore della LTF, il danneggiato privo della qualità di vittima ai sensi della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati, del 4 ottobre 1991 (LAV; RS 312.5) non è di principio legittimato a interporre ricorso in materia penale (DTF 133 IV 228 consid. 2). La pretesa punitiva spetta infatti unicamente allo Stato, sicché la persona non direttamente lesa nella sua integrità fisica, sessuale o psichica da un reato (art. 2 cpv. 1 LAV) non può prevalersi di un interesse giuridicamente protetto giusta l'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF. Il danneggiato non è quindi in particolare legittimato a impugnare nel merito le decisioni con cui è stato pronunciato l'abbandono di un procedimento penale o è stata respinta la sua richiesta di apertura dell'istruzione formale (DTF 133 IV 228 consid. 2.3 e rinvii). 2.3 La ricorrente, quale persona giuridica che sarebbe stata indotta ad atti pregiudizievoli al proprio patrimonio, non riveste manifestamente la qualità di vittima ai sensi della LAV e non è quindi legittimata a ricorrere. Invero, pure la ricorrente richiama la giurisprudenza citata (DTF 133 IV 228) e sembrerebbe postularne un cambiamento. Sostiene infatti che si giustificherebbe di riconoscerle un interesse giuridicamente protetto basato su un'applicazione corretta ed uniforme del CP, nonché sul fatto che questa Corte aveva prospettato in DTF 133 IV 228 consid. 2.3.3 un'eventuale soluzione diversa a dipendenza di quanto avrebbe stabilito il legislatore nell'ambito dell'adozione del nuovo codice di procedura penale federale. Questa normativa e l'adeguamento della legislazione vigente, segnatamente dell'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF, non sono tuttavia ancora in vigore (cfr. FF 2007 6327, in particolare 6463), sicché non vi sono serie ragioni oggettive che giustifichino di scostarsi dalla recente giurisprudenza, peraltro pubblicata nella raccolta ufficiale delle decisioni del Tribunale federale. L'attuale prassi è del resto stata mantenuta da questa Corte anche dopo l'approvazione, il 5 ottobre 2007, da parte dell'Assemblea federale della nuova procedura penale federale (cfr. sentenze 6B_105/2008 del 17 giugno 2008, consid. 2 e 6B_380/2007 del 13 novembre 2007, consid. 2).