Citation: 1C_353/2015 E. 4.2

4.2. Certo, l'art. 16c bis LCStr in applicazione del principio della parità di trattamento e allo scopo di evitare doppie punizioni permette di ridurre la durata minima della revoca. La Corte cantonale ha considerato che il Prefetto di Como ha vietato al ricorrente di circolare sul suolo italiano per la durata di 30 giorni. Non ha tuttavia decretato la sospensione della patente, come avviene solitamente, perché, in assenza di un fermo immediato, al ricorrente non è stata sequestrata la licenza di condurre. Durante il periodo di questa revoca, sempre in possesso della sua patente di condurre svizzera, egli ha potuto continuare a guidare in tutto il resto del mondo (cfr. per il caso contrario sentenza 1C_316/2010, citata, consid. 3.2). I giudici cantonali hanno inoltre accertato che il ricorrente, all'epoca sempre assistito da un legale, non ha mai puntualizzato se e in che misura il divieto di guidare in Italia per 30 giorni gli è stato di pregiudizio. Ne hanno concluso che il provvedimento limitato all'Italia non gli ha provocato alcun disagio, ritenuto che dagli atti di causa non emerge alcun solido elemento atto a comprovare il contrario.