Citation: 1P.658/2004 24.05.2005 E. 2.1

II Tribunale cantonale amministrativo ha ricordato inizialmente i tratti distintivi delle costruzioni accessorie secondo l'art. 8.5 delle norme di attuazione del piano regolatore di Malvaglia (NAPR) e ha indicato le distanze dal confine ch'esse devono mantenere, che in forza degli art. 9.2 e 9.3 NAPR sono inferiori per rispetto a quelle valide per le costruzioni principali. La Corte cantonale ha in seguito osservato che, contrariamente a quanto ritenuto dal Consiglio di Stato e dall'opponente, lo stabile subalterno C andava considerato come costruzione principale già prima dell'intervento in contestazione. Riferendosi anche all'art. 38 cpv. 1 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE) i giudici cantonali hanno precisato che è determinante l'idoneità oggettiva all'uso abitativo, che ne comporta peraltro anche il computo ai fini della superficie utile lorda. Nel caso specifico il locale hobby, avente un'ampia finestra sul lato ovest e una più piccola sul lato sud, si prestava fin dall'inizio all'abitazione e non poteva di conseguenza essere considerato accessorio; tanto più che la norma appena citata esclude dal computo della superficie utile lorda soltanto i locali di svago delle abitazioni plurifamiliari, non i locali hobby di quelle monofamiliari come quella in esame. 2.2 La ricorrente sostiene che l'affermazione del Tribunale cantonale amministrativo, secondo la quale il subalterno C ha sempre avuto la natura di una costruzione principale, sarebbe arbitraria. Al momento del rilascio dell'autorizzazione per il riattamento il locale hobby era stato considerato accessorio sia dal proprietario sia dal Municipio di Malvaglia e solo per tale ragione esso poté sorgere a confine, in conformità con l'art. 9.3 NAPR. 2.3 Queste critiche prescindono dalle due motivazioni specifiche sviluppate dall'autorità cantonale per giustificare la qualifica di costruzione principale, segnatamente la possibilità oggettiva di utilizzare il locale hobby per l'abitazione e il computo nel calcolo della superficie utile lorda secondo l'art. 38 cpv. 1 LE (Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, n. 1126 all'art. 38 LE, pag. 519). Su questo punto la motivazione del ricorso, che non dimostra l'arbitrarietà degli argomenti posti a fondamento del contestato giudizio, non rispetta i dettami dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. Il semplice rinvio al carattere accessorio dell'edificio, dato per scontato dal proprietario e dal Municipio al momento del rilascio della licenza edilizia del 1998, non rende di per sé arbitrari gli argomenti dell'autorità cantonale. La ricorrente medesima afferma d'altronde che il subalterno C era stato adibito a "locale uso hobby e studio", destinazione che appariva anche nella relazione tecnica del 5 maggio 1998. Nel diritto ticinese la costruzione accessoria è quella che è priva di destinazione autonoma, che sta in un rapporto di subordinazione funzionale con l'edificio principale e che per sua natura non è di principio destinata all'abitazione o al lavoro (Scolari, op. cit., n. 849 all'art. 11 LE, pag. 412; Marco Lucchini, Compendio giuridico per l'edilizia, Lugano 1999, pag. 153). Non è pertanto arbitrario negare il carattere accessorio a un edificio nel quale si praticano hobby e si studia né è insostenibile ritenere che entrambe le attività pertengano all'abitazione o al lavoro.