Citation: 4D_52/2009 28.07.2009 E. 4

L'allegato sottoposto al vaglio del Tribunale federale risulta d'acchito inammissibile per i motivi esposti qui di seguito. 4.1 Innanzitutto non si può non rilevare come solo una minima parte del ricorso riguardi l'attuale procedura. Nella misura in cui illustra diffusamente la vertenza che lo contrappone allo Stato del Cantone Ticino e chiede indicazioni circa la via da seguire in tale ambito, il ricorrente dimentica che il Tribunale federale non ha la funzione di autorità suprema di vigilanza, che interviene al di fuori di procedure giudiziarie presso di esso pendenti, né può fornire consulenza giuridica. 4.2 Il Tribunale federale è essenzialmente un'autorità di ricorso e svolge questa funzione nei limiti e nelle forme previste dalla Legge federale sul Tribunale federale (LTF). Per quanto qui d'interesse, il Tribunale federale può dunque unicamente rivedere - nei limiti e alle condizioni che verranno esposte al successivo considerando - la sentenza emanata il 19 febbraio 2009 dalla II Camera camera civile del Tribunale d'appello, l'unica qui censurabile, trattandosi della decisione che ha messo fine al procedimento, giusta l'art. 90 LTF. Gli argomenti rivolti contro la pronunzia pretorile non possono essere tenuti in nessuna considerazione. 4.3 In quanto rivolto contro una decisione pronunciata nel quadro di una causa civile di carattere pecuniario il cui valore litigioso non raggiunge il limite di fr. 30'000.-- (art. 72 cpv. 1 e art. 74 cpv. 1 let. b LTF), l'allegato ricorsuale può essere unicamente preso in considerazione quale ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 segg. LTF). 4.3.1 Ora, con il ricorso in materia costituzionale può essere censurata solo la violazione dei diritti costituzionali (art. 116 LTF). L'art. 106 cpv. 2 LTF (combinato con l'art. 42 cpv. 2 LTF), cui rinvia l'art. 117 LTF, stabilisce che il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura. Ciò significa che il Tribunale federale non procede alla verifica della costituzionalità dell'atto impugnato sotto tutti gli aspetti possibili, bensì vaglia solo le censure che il ricorrente ha sollevato in modo chiaro e dettagliato nel suo allegato (DTF 133 III 393 consid. 6). Gli argomenti che il ricorrente adduce contro la sentenza impugnata non soddisfano questi requisiti. Egli lamenta il fatto di non essere stato sentito personalmente dal Tribunale d'appello, così come da lui richiesto, ma non si confronta con l'argomento che ha spinto questa autorità a dichiarare irricevibile la sua richiesta, segnatamente che il suo diritto di essere sentito è stato adeguatamente garantito dalla presentazione dell'appello. Lo stesso vale con riferimento all'analoga richiesta formulata nella sede federale, trattandosi anche in questo caso di un procedimento nell'ambito del quale le parti si esprimono in forma scritta, nei modi e nei tempi previsti dalle relative norme procedurali. 4.3.2 Va detto che il tenore degli argomenti e delle domande presentate dal ricorrente, e in particolare quella concernente la possibilità di precisare le sue eventuali richieste risarcitorie "dopo un più ampio dibattito istruttorio", inducono a ritenere ch'egli misconosce il senso della procedura ricorsuale, che non è quello di rifare ab initio il processo di primo grado, bensì quello di riesaminare l'applicazione del diritto effettuata dall'autorità precedente, nei limiti e secondo le modalità previste dalla LTF, descritte al consid. 4.3.1. 4.3.3 Sempre con riferimento all'onere di motivazione, giova ricordare che il ricorrente è tenuto a indicare quale diritto costituzionale ritiene violato e spiegare in maniera circostanziata in cosa consiste la violazione (DTF 133 III 439 consid. 3.2 pag. 444). A tal scopo non basta il generico rimprovero mosso all'autorità cantonale per aver ammesso che la pronunzia pretorile era sufficientemente motivata, senza prendere posizione sull'affermazione secondo cui in sede di appello, comunque, egli nemmeno avrebbe spiegato quali domande il primo giudice non avrebbe preso in considerazione né indicare quali sarebbero i diritti costituzionali violati dal Tribunale d'appello.