Citation: 5C.216/2002 16.04.2003 E. 4

4.1 Con ricorso per nullità del 2 ottobre 2002 al Tribunale federale la X.________ AG chiede, previa concessione dell'effetto sospensivo, in via principale la reiezione dell'appello. In via subordinata domanda l'annullamento della decisione cantonale e il rinvio della causa all'ultima istanza cantonale per nuovo giudizio. La convenuta sostiene che il foro dell'art. 85a LEF non sarebbe disponibile nella fattispecie, poiché non sarebbe previsto né direttamente dalla Convenzione di Lugano (CL) né indirettamente tramite la LDIP. Essa afferma che, in base all'art. 2 cpv. 1 CL, avrebbe potuto essere convenuta in giudizio in Svizzera, ma unicamente innanzi ai tribunali stabiliti dall'art. 115 LDIP per le azioni derivanti da contratti di lavoro (tribunale del domicilio del convenuto o del luogo in cui il lavoratore compie abitualmente il suo lavoro, o per le azioni del lavoratore pure i tribunali del suo domicilio o della sua dimora abituale). Nessuno di tali fori si troverebbe però a Locarno. Il presidente della II Corte civile ha invitato, in via rogatoriale, l'attore - che non risultava più patrocinato - a eleggere in Svizzera un domicilio dove possano avvenire le notifiche e a inoltrare osservazioni al ricorso e alla domanda di effetto sospensivo. L'attore non ha né eletto domicilio né inoltrato una risposta. Con decreto 28 gennaio 2003 il presidente della Corte adita ha conferito effetto sospensivo al gravame. 4.2 Il 10 marzo 2003 la convenuta ha inviato al Tribunale federale un attestato di carenza di beni ai sensi dell'art. 149 LEF, datato 28 febbraio 2003, che riguarda l'esecuzione da lei promossa e a cui si riferisce l'azione fondata sull'art. 85a LEF. In tale attestato di carenza di beni, l'attore risultava nuovamente rappresentato da un avvocato. Il presidente della Corte adita, atteso che la lite pareva essere divenuta priva di oggetto, ha quindi invitato i patrocinatori delle parti a determinarsi su tale questione e sulla ripartizione delle spese e delle ripetibili nella sede federale. Con lettera del 26 marzo 2003 la convenuta si è rimessa al giudizio del Tribunale federale per quanto attiene all'oggetto della lite e reputa segnatamente, con riferimento alle spese, di non poter essere penalizzata in seguito al cambiamento delle circostanze. L'attore, dal canto suo, ritiene che le spese dello stralcio debbano essere messe a carico della convenuta.