Citation: 6B_942/2023 E. 10.3

10.3. Il ricorrente lamenta genericamente una motivazione insufficiente della pena inflitta dalla Corte cantonale, ma non considera, né si confronta, con le argomentazioni esposte ai considerandi da 57 a 60 della sentenza impugnata (da pag. 129 a pag. 136), in particolare al considerando n. 58. Disattente inoltre che, come si è detto, ai fini della commisurazione della pena, la Corte cantonale non era tenuta ad esprimere in cifre o in percentuali l'importanza attribuita ai diversi elementi determinanti per la sanzione (DTF 144 IV 313 consid. 1.2; sentenza 6B_261/2023 dell'8 agosto 2023 consid. 2.2). Nella fattispecie, la Corte cantonale ha esposto i motivi per cui ha ritenuto molto grave la colpa oggettiva e soggettiva del ricorrente riguardo al tentato omicidio per dolo eventuale e al sequestro di persona e rapimento. Ha parimenti tenuto conto della gravità elevata della sua colpa riguardo al calcio sferrato alla testa della vittima a U.________. Ha altresì considerato la gravità, minore, delle ulteriori azioni violente commesse nel contesto dei sequestri e dei rapimenti. Ha pure considerato grave la sua colpa oggettiva e soggettiva con riferimento al reato di infrazione alla LCStr, rilevando che quella concernente i reati di coazione e di infrazione alla LStup era di grado medio. La Corte cantonale poi ha tenuto conto del concorso dei reati (art. 49 CP), partendo dal reato più grave di tentato omicidio intenzionale, ed inasprendo la pena alla luce degli ulteriori reati in esame. Ha in seguito indicato le circostanze personali prese in considerazione, spiegando la loro valutazione in senso attenuante o aggravante. I citati considerandi della sentenza permettono senz'altro di seguire il ragionamento svolto dalla CARP per commisurare la pena. Laddove sostiene che la Corte cantonale non avrebbe considerato le sue ammissioni spontanee, egli disattende ch'essa ha valutato in senso attenuante una "certa collaborazione" da lui fornita. Contrariamente alla sua tesi, la CARP ha pure tenuto conto di una sensibilità alla pena, avendo trascorso una parte del regime carcerario durante la pandemia da Covid-19. Peraltro, il ricorrente non fa valere, né rende seriamente verosimile, l'esistenza di circostanze eccezionali che imporrebbero di riconoscere in concreto un'accresciuta sensibilità alla pena (cfr. sentenza 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid. 2.6). Riguardo all'asserita esistenza di una prognosi favorevole, la gravità dei reati da lui commessi e la conseguente entità della pena detentiva inflittagli, non permettono in ogni caso di pronunciare una sospensione condizionale parziale della pena detentiva (cfr. art. 43 CP). Il ricorrente critica poi la Corte cantonale per non avere tenuto conto della sua incensuratezza. Questa circostanza ha tuttavia di principio un effetto neutro sulla pena e non deve di conseguenza essere presa in considerazione in senso attenuante (DTF 141 IV 61 consid. 6.3.2 e rinvio). Quanto alla richiesta di ridurre la pena detentiva a 3 anni e 3 mesi, essa si fonda sul presupposto ch'egli debba essere prosciolto dalle imputazioni di tentato omicidio intenzionale, di tentate lesioni gravi ripetute e di coazione. Alla luce di quanto esposto, questa condizione non è però realizzata nella fattispecie. Per il resto, il ricorrente non fa valere che i giudici cantonali avrebbero abusato del loro potere di apprezzamento nella commisurazione della pena. Non sostiene, né dimostra, in particolare, che la pena uscirebbe dal quadro legale, sarebbe stata valutata in base a elementi estranei all'art. 47 CP, o apparirebbe eccessivamente severa (cfr. DTF 149 IV 217 consid. 1.1; 144 IV 313 consid. 1.2). In tali circostanze, non vi sono ragioni per rivenire sulla pena inflitta dalla Corte cantonale.