Citation: 5A_383/2008 08.01.2010 E. 4.2

4.2.1 Con riferimento al rimprovero dei Giudici di appello, secondo il quale il ricorrente avrebbe presentato le proprie critiche contro le voci di fabbisogno dell'opponente soltanto in appello, dunque tardivamente, va premesso che la critica ricorsuale, letta nella sua interezza, non può essere compresa se non siccome rivolta contro l'applicazione arbitraria della norma di procedura civile cantonale relativa alla tempestività delle contestazioni (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI), sebbene faccia difetto un esplicito richiamo alle norme applicabili, la censura adempie dunque - anche se di giustezza - i requisiti formali di ammissibilità (supra consid. 2.3). 4.2.2 Nel merito, essa si appalesa parzialmente fondata. Limitatamente alla questione delle spese d'alloggio dell'opponente, la motivazione della sentenza impugnata appare invero incomprensibile. In sede di ricorso, il ricorrente propone infatti numerosi stralci dal proprio memoriale conclusivo avanti al Pretore, dai quali appare, senza ombra di dubbio, che egli aveva già in prima sede contestato le poste vantate dalla ex moglie per il suo fabbisogno. Vi si legge, ad esempio, come l'opponente non sarebbe "legittimata ad esporre un costo di locazione di Frs. 1'000.00 vivendo in pratica in casa propria". Egli richiama pure il passaggio di petizione, in cui egli ricorda come la ex moglie sia rimasta a vivere nell'appartamento coniugale sito in uno stabile di proprietà della comunione ereditaria della quale la medesima fa parte, e in cui egli afferma che ella "abbia oggettivamente tutte le possibilità per non più farsi mantenere, raggiungendo con il proprio lavoro non solo l'autosufficienza economica, ma quel grado di benessere tale da garantirgli il tenore di vita avuto durante il matrimonio". 4.2.3 Le constatazioni di tardività, rispettivamente di omessa menzione in prima istanza, delle contestazioni riproposte dal ricorrente in sede di appello sono dunque arbitrarie, nella misura in cui sono riferite ai costi abitativi della ex moglie. 4.2.4 Diverso è il discorso, per contro, con riferimento alle altre poste del fabbisogno dell'opponente contestate, segnatamente le spese d'automobile e per le imposte. Negli allegati di prima sede del ricorrente, di essi non vi è traccia; né egli pretende il contrario. Cronologicamente, il primo riscontro si trova nell'allegato d'appello. Tali poste potrebbero pertanto trovare attenzione soltanto qualora fosse dimostrato che una loro prima menzione in sede di appello fosse sufficiente. Il Tribunale di appello ha escluso una tale possibilità, argomentando che dal campo di applicazione dell'art. 138 CC sono escluse contestazioni che la parte ha rinunciato a muovere in prima istanza. Il ricorrente non si è assolutamente chinato sulla questione, venendo gravemente meno al proprio onere di motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF). In assenza di corrispondenti censure del ricorrente (supra consid. 2.2), il Tribunale federale può esimersi, nel caso concreto, dall'esprimersi in maniera vincolante e definitiva sull'interpretazione dell'art. 138 CC proposta dalla Corte cantonale. Non si può non rilevare, tuttavia, sulla scorta dell'approfondita disamina operata in DTF 131 III 189, come appaia invero difficile conciliare la tesi dei Giudici cantonali con l'ammissibilità di nova anche impropri, ammissibilità che scaturisce senza ombra di dubbio dall'esegesi della norma e che è sostenuta anche dalla giurisprudenza e dalla dottrina (DTF 131 III 189 consid. 2.1.2, 2.1.3, 2.2 e 2.4).