Citation: 8C_403/2010 06.12.2010 E. 3

Nei considerandi del giudizio impugnato, cui si rinvia, è stato esposto in maniera corretta che, ai sensi dell'art. 4 LPGA - che riprende, nella sostanza, la definizione prevista al vecchio art. 9 cpv. 1 OAINF -, per infortunio si intende qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica, mentale o psichica o provochi la morte. Gli elementi costitutivi dell'infortunio - i quali sono l'involontarietà, la repentinità, il danno alla salute (fisica o psichica), un fattore causale esterno e la straordinarietà di tale fattore - devono essere realizzati cumulativamente. Discende dalla definizione stessa di infortunio che il carattere straordinario del danno non concerne gli effetti del fattore esterno, ma unicamente il fattore esterno in quanto tale, il quale deve eccedere il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, oggettivamente, considerare quotidiani o usuali (DTF 129 V 402 consid. 2.1 pag. 404; 122 V 230 consid. 1 pag. 233; 121 V 35 consid. 1a pag. 38 e riferimenti; RAMI 2001 no. U 437 pag. 343, U 430/00, consid. 4a). Irrilevante risulta pertanto che il fattore esterno abbia provocato, se del caso, gravi ed inaspettate conseguenze. Dottrina e giurisprudenza ammettono l'esistenza di un fattore (esterno) straordinario anche se una lesione - tenuto conto della costituzione fisica e delle abitudini, professionali o extra-professionali, dell'interessato - si verifica in seguito ad un movimento scoordinato oppure ad uno sforzo eccessivo, segnatamente ad uno spostamento o al sollevamento di un peso. La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere. Dall'altro canto, per poter ritenere che le lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati, gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma come possono verificarsi in caso di inciampo, scivolamento ecc. (cfr. Aldo Borella, La giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni sulla nozione d'infortunio, in Temi scelti di diritto delle assicurazioni sociali, Lugano 2005, pag. 13 seg.). Infine, va ricordato che tocca all'assicurato - rispettivamente a chi intende dedurre diritti da tale circostanza - rendere verosimile, in un caso di specie, l'esistenza di tutti gli elementi costitutivi dell'infortunio (DTF 116 V 136 consid. 4a e b pag. 139 seg., 145 consid. 2b; 114 V 298 consid. 5d pag. 306).