Citation: 5A_383/2008 08.01.2010 E. 4.3

4.3.1 Avendo erroneamente definito tardive le censure sollevate dal qui ricorrente (supra consid. 4.2.2 e 4.2.3), il Tribunale di appello ha adottato le poste litigiose del fabbisogno della opponente - in particolare i costi abitativi - così come presentate da lei avanti al Pretore. 4.3.2 In questo modo di procedere, il ricorrente ravvisa una duplice violazione del diritto federale: da un lato, dell'art. 8 CC, per avere i Giudici cantonali misconosciuto che l'opponente aveva mancato di ossequiare il proprio onere probatorio; dall'altro, dell'art. 125 CC, per aver i Giudici cantonali dato per acquisito un fabbisogno minimo della qui opponente di fr. 3'649.-- mensili, invece di procedere come esposto alla DTF 134 III 145. 4.3.3 L'art. 8 CC stabilisce, per il diritto civile, il modo in cui va messo a carico delle parti l'onere della prova; nel contempo, la norma conferisce alla parte gravata il diritto di essere ammessa alla prova di una circostanza di fatto da lei asserita, e rilevante per l'esito della causa. Di conseguenza, l'art. 8 CC è in specie violato quando il giudice del merito tiene conto di circostanze non provate e contestate, oppure non ammetta la parte gravata dall'onere a provare la correttezza delle proprie allegazioni (DTF 75 II 102 consid. 1; 98 II 294 consid. 7; 105 II 143 consid. 6a/aa; 114 II 289 consid. 2a; 130 III 591 consid. 5.4). Quando invece il giudice di merito matura il proprio convincimento sulla base di prove, allora la questione dell'onere della prova diviene senza pertinenza: si è piuttosto in presenza di libero apprezzamento delle prove, non regolato dal diritto federale, ma impugnabile semmai per violazione di un diritto costituzionale quale il divieto d'arbitrio o il diritto di es-sere sentito (DTF 114 II 289 consid. 2a; 130 III 591 consid. 5.4). È ciò che si verifica nel caso di specie: con riferimento al fabbisogno dell'opponente, i Giudici di appello hanno fatto proprio lo stato di fatto ritenuto dal Pretore non già sulla scorta di un apprezzamento delle prove, bensì perché hanno considerato tardive le contestazioni del ricorrente. Visto che questo rimprovero non regge (supra consid. 4.2), si ha che il giudizio impugnato si fonda erroneamente su circostanze contestate ma non provate. 4.3.4 Con riferimento alle spese abitative dell'opponente, la sentenza impugnata va annullata e l'incarto rinviato al Tribunale di appello per nuova decisione che tenga conto delle contestazioni tempestivamente sollevate dal ricorrente, il tutto ponendo cura a mettere correttamente a carico l'onere della prova. 4.3.5 Ciò premesso, diviene superfluo attardarsi sulla censura basata sull'art. 125 CC, di nessun soccorso al ricorrente nemmeno con riferimento alle spese accessorie non considerate (auto e imposte), scartate perché non (tempestivamente) contestate e non in ragione di un'incorretta applicazione del diritto federale.