Citation: 6P.8/2003 21.05.2003 E. 3

3.1 Il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo contro decisioni finali emanate in ultima istanza cantonale (art. 86 cpv. 1 OG); è ammissibile contro le decisioni incidentali d'ultima istanza solo se da queste risulta un danno irreparabile per l'interessato (art. 87 OG). Come esposto nella disamina del parallelo ricorso per cassazione, la decisione della Corte di assise di rinviare la parte civile al foro civile è definitiva, visto che non può più essere impugnata mediante ricorso di diritto cantonale (art. 267 cpv. 1 seconda frase CPP/TI). Essa è anche finale: il Tribunale federale ha infatti considerato di natura finale - e non incidentale - la decisione con cui il giudice penale rinvia la parte civile a far valere dinanzi al giudice civile le sue pretese di diritto privato, il processo civile costituendo un procedimento autonomo indipendente rispetto a quello penale (sentenza 1P.523/1988 del 5 gennaio 1989, consid. 1b). Le condizioni di ammissibilità poste dall'art. 86 OG sono pertanto adempite. Pacificamente ossequiato anche il requisito della sussidiarietà posto dall'art. 84 cpv. 2 OG, non essendo possibile in concreto sottoporre la pretesa violazione del diritto mediante altro rimedio (v. consid. 2.2, supra). 3.2 Resta ancora da determinare se la ricorrente sia lesa nei suoi interessi giuridicamente protetti (art. 88 OG; DTF 126 I 81 consid. 3b; 123 I 41 consid. 5b; 122 I 44 consid. 2b e rinvii). Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con libero potere di esame se tali condizioni sono adempiute (DTF 126 I 81 consid. 1; 125 III 461 consid. 2 e rinvii). 3.2.1 Secondo l'art. 88 OG, la veste per presentare un ricorso di diritto pubblico spetta ai privati che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente. È irrilevante la circostanza ch'essi avessero qualità di parte nella sede cantonale (DTF 123 I 279 consid. 3b; 121 I 267 consid. 2). Per costante giurisprudenza, riservata l'applicazione della legge federale del 4 ottobre 1991 concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5), che qui - per ammissione stessa dell'insorgente - non entra in linea di conto (DTF 123 IV 184 consid. 1b), la parte lesa e il denunciante non sono legittimati a impugnare nel merito decisioni concernenti procedimenti penali nei quali essi abbiano tale qualità, poiché la pretesa punitiva appartiene allo Stato ed essi non possono quindi prevalersi di un interesse giuridico ai sensi dell'art. 88 OG (DTF 125 I 253 consid. 1b; 120 Ia 157 consid. 2a/aa e riferimenti; Gérard Piquerez, Procédure pénale suisse, Traité théorique et pratique, Zurigo 2000, pag. 812, n. 3820 e segg.). Indipendentemente dalla carenza di legittimazione nel merito, il leso o il denunciante può tuttavia censurare la violazione delle garanzie procedurali che il diritto cantonale o gli art. 29 segg. Cost. e 6 CEDU gli conferiscono quale parte, sempreché tale inosservanza equivalga a un diniego formale di giustizia (DTF 122 I 267 consid. 1b; 121 IV 317 consid. 3b; 120 Ia 157 consid. 2a aa/bb; W. Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, pag. 243). Ciò serve a garantire una protezione giuridica minima anche a chi non è vittima di reato ai sensi della LAV (DTF 126 I 81 consid. 3b; 121 I 267 consid. 3e). 3.2.2 Nella già citata sentenza 1P.523/1988 del 5 gennaio 1989, il Tribunale federale ha riconosciuto ad una vittima di un incidente stradale un interesse giuridico sufficiente per interporre un gravame di diritto pubblico contro una decisione della Camera penale del Tribunale d'appello argoviese (Obergericht) che la rinviava al foro civile per insufficiente definizione dell'ammontare delle sue pretese in sede penale; le norme di procedura cantonale esaminate in quel caso corrispondevano peraltro in larga misura a quelle degli art. 266 e 267 CPP/TI (consid. 2 della sentenza 1P.523/1988). Nella sentenza DTF 126 I 97 il Tribunale federale ha invece ammesso la legittimazione di una parte lesa - non vittima ai sensi della LAV - ad interporre un ricorso di diritto pubblico contro il rifiuto di un sequestro ai sensi dell'art. 59 CP confermato dalla procura pubblica zurighese, ritenendo che le parti civili dispongono di un interesse personale giuridicamente protetto a far valere i diritti loro conferiti dagli art. 59 n. 1 cpv. 1 e 60 cpv. 1 lett. b CP in merito al sequestro e al successivo assegnamento di oggetti o valori patrimoniali confiscati, diritti garantiti, oltre che direttamente dalle menzionate norme federali, anche dal diritto di procedura penale cantonale (DTF 126 I 97 consid. 1a). Più in generale, secondo la giurisprudenza - resa, è vero, nell'ambito di un ricorso per cassazione - non avrebbe alcun senso conferire al danneggiato costituitosi parte civile in un procedimento penale il diritto ad ottenere le prestazioni previste agli art. 58 -60 CP, quali, ad esempio, la restituzione dei valori patrimoniali sottrattigli (art. 59 cpv. 1 CP) oppure l'indennizzo per il danno subito (art. 60 cpv. 1 CP), se poi lo si priva della facoltà di aggravarsi contro l'asserita violazione di queste norme legali (DTF 122 IV 365 consid. III c/bb). Alla luce di queste considerazioni risulta che nella fattispecie la ricorrente - nella misura in cui invoca una violazione delle norme procedurali cantonali e (indirettamente) di quelle federali relative ai risarcimenti alle parti civili - possiede un interesse giuridico sufficiente ai sensi dell'art. 88 OG. Il ricorso di diritto pubblico è pertanto ammissibile.