Citation: 2P.230/2004 27.09.2004 E. 2

2.1 Di principio, sul permesso di circolazione deve figurare il nome del detentore del veicolo; in caso di passaggio ad un altro detentore deve pertanto essere chiesta una nuova licenza (art. 11 cpv. 3 LCStr; André Bussy/Baptiste Rusconi, Code suisse de la circulation routière, commentaire, 3a ed., Losanna 1996, n. 2.1 ad art. 11; René Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, vol. I, 2a ed., Berna 2002, n. 245). La qualità di detentore non dipende comunque dalla formale iscrizione nel permesso di circolazione, né dalla proprietà del veicolo, ma si determina secondo le circostanze di fatto. È considerato detentore chi effettivamente e durevolmente ha il potere di disporre del veicolo e lo adopera o lo fa adoperare a proprie spese o nel proprio interesse (art. 78 cpv. 1 dell'ordinanza sull'ammissione alla circolazione di persone e veicoli, del 27 ottobre 1976 [OAC; RS 741.51]; DTF 129 III 102 consid. 2, con numerosi riferimenti). 2.2 Nel caso di specie, la Corte cantonale ha rettamente considerato che il ricorrente è divenuto detentore dell'autovettura, dopo la contestata cessazione del rapporto di lavoro. In effetti, se in precedenza non ne poteva far uso che per conto della ditta, la quale conservava la facoltà di determinare l'utilizzo del veicolo, in seguito, ed ormai da più di un anno e mezzo, egli ne ha di fatto assunto pieno ed indipendente controllo, contro la volontà dell'azienda. Di riflesso, la B.________ SA non è più detentrice dell'automobile e può quindi giustamente richiedere che la licenza di circolazione a suo nome sia annullata. Dal momento che la detenzione è una situazione puramente fattuale, poco importa di sapere se il contratto di lavoro sia stato disdetto in maniera abusiva e se il ricorrente possa effettivamente prevalersi di un diritto di ritenzione. Del resto, un tale diritto potrebbe semmai permettere all'insorgente di veder soddisfatti eventuali crediti mediante il prodotto della realizzazione dell'auto (art. 898 CC), ma non potrebbe comunque costringere la ditta a mantenere l'immatricolazione del veicolo. In sostanza, la controversia di natura contrattuale tra le parti è quindi irrilevante ai fini del presente giudizio. Dal profilo amministrativo, il ricorrente non può che restituire la licenza di circolazione e le targhe (art. 106 cpv. 3 OAC) oppure adoperarsi per ottenere il cambiamento di detentore. Sollecitato dalla Sezione della circolazione, egli si è però opposto a quest'ultima eventualità, non volendosi assumersi gli oneri delle tasse di circolazione e dei premi assicurativi. In ogni caso, in questa sede egli non può esigere, sulla base delle pretese civilistiche fatte valere nei confronti della società, che quest'ultima resti detentrice del veicolo, sopportandone i relativi oneri, e continui parimenti a lasciare il medesimo a sua disposizione. 2.3 L'annullamento della licenza di circolazione pronunciato dall'autorità dipartimentale e confermato dalle istanze cantonali di ricorso va pertanto condiviso. Attribuendo al ricorrente la qualifica di attuale detentore del veicolo, i giudici cantonali non sono certamente incorsi nell'arbitrio. Nella loro decisione non è inoltre ravvisabile alcuna violazione del diritto alla parità di trattamento, che il ricorrente invoca, in maniera del tutto inappropriata, sostenendo che tale pronuncia tutela semplicemente la parte contrattuale con maggiori mezzi.