Citation: 6F_7/2015 E. 5

A sostegno della domanda di revisione, l'istante, che non contesta di aver ricevuto l'invito a ritirare l'invio in data 23 maggio 2014 , spiega in sostanza di aver chiesto all'ufficio postale di prolungare di qualche giorno il termine a tal fine. "Tenuto conto che il Regolamento Postale non può più essere tenuto in considerazione" e che la Posta le "ha dato la possibilità di poter prolungare il termine di ritiro dell'invio", secondo l'istante il giorno determinante per la decorrenza dei termini ricorsuali dovrebbe coincidere con quello dell'effettivo ritiro dell'invio e non con il settimo giorno dopo il primo tentativo di consegna infruttuoso. Con la sua argomentazione l'istante non fa valere alcun motivo di revisione ai sensi degli art. 121 segg. LTF, limitandosi semplicemente a contestare la soluzione della sentenza oggetto della procedura in esame. Nel titolo della sua istanza si richiama certo all'art. 123 cpv. 1 e cpv. 2 lett. b LTF, ma nel prosieguo del suo scritto non sostiene che un crimine o un delitto abbia influito sulla sentenza (art. 123 cpv. 1 LTF), né che siano in qualche modo adempiute le condizioni di cui all'art. 410 cpv. 1 lett. a e lett. b e cpv. 2 CPP (art. 123 cpv. 2 lett. b LTF), segnatamente non adduce l'esistenza di nuovi fatti o nuovi mezzi di prova. In simili circostanze la domanda in esame si appalesa inammissibile. Di transenna si rileva unicamente che la finzione, secondo cui una notificazione recapitabile soltanto dietro firma del destinatario è reputata avvenuta al più tardi il settimo giorno dopo il primo tentativo di consegna infruttuoso, è prevista dalla legge, nello specifico dall'art. 44 cpv. 2 LTF (a cui del resto è fatto esplicito riferimento nella sentenza 6B_681/2014 consid. 2.1), e non in un non meglio precisato "Regolamento postale". Il Tribunale federale ha peraltro già avuto modo di puntualizzare che il termine di sette giorni di cui all'art. 44 cpv. 2 LTF non può essere prolungato. Infatti la possibilità concessa dalla Posta ai suoi clienti di protrarre il periodo di giacenza dell'invio non permette di posticipare a piacimento il momento della notificazione, determinante per il computo dei termini ricorsuali, che interviene per legge al più tardi il settimo giorno dopo il primo tentativo infruttuoso di consegna (DTF 134 V 49 consid. 4; 127 I 31 consid. 2).