Citation: 4C.260/2003 06.02.2004 E. 4

Nella prima parte del suo allegato, pur invocando la violazione del diritto federale, l'attore ripropone in sostanza le censure di natura procedurale già presentate dinanzi alla Corte cantonale. 4.1 Fondata sulla violazione del diritto processuale ticinese, la richiesta volta ad ottenere una decisione incidentale che attesti la nullità dell'appello presentato da parte convenuta per mancanza del requisito di cui all'art. 309 cpv. 2 lett. d) CPC/TI risulta d'acchito inammissibile (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; cfr. supra consid. 3.2). 4.2 L'attore ravvede una (prima) violazione dell'art. 8 CC nella decisione del Tribunale d'appello di confermare la reiezione dell'istanza di assunzione suppletoria di prove, nell'ambito della quale egli aveva prodotto documenti a sostegno della sua pretesa. A torto. Come già esposto, il diritto alla prova sancito dall'art. 8 CC presuppone che i fatti allegati siano giuridicamente rilevanti e che le prove siano state proposte conformemente alle esigenze procedurali poste dal diritto cantonale, per quanto riguarda forma e contenuto (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii). In concreto nessuno di questi requisiti è adempiuto. L'attore stesso dichiara infatti - a pagina 8 del suo allegato - che "l'assunzione di questo documento non ha più rilevanza, ritenuto come già il giudice di prime cure aveva ritenuto sufficientemente comprovate le poste di danno asserite dal ricorrente e la parte convenuta non ha sollevato alcuna contestazione". In secondo luogo la Corte cantonale ha confermato la decisione pretorile di respingere l'istanza di assunzione suppletoria di prove siccome tardiva. Nella misura in cui contesta questa decisione, asserendo che - contrariamente a quanto ritenuto dalle istanze cantonali - l'istruttoria non era terminata al momento dell'introduzione dell'istanza, l'attore propone un'argomentazione fondata sul diritto di procedura cantonale e come tale inammissibile. Nulla muta il generico richiamo all'art. 86 LCStr, al quale, secondo l'attore non sarebbe stata prestata la debita attenzione. In contrasto con quanto prescritto dall'art. 55 cpv. 1 lett. c OG egli non spende infatti nemmeno una parola per spiegare per quale motivo questo disposto sarebbe violato.