Citation: 6B_1248/2022 E. 7.1

7.1. Il ricorrente contesta la condanna per il reato di amministrazione infedele (art. 158 CP). Rimprovera alla Corte cantonale di non avere tenuto conto del fatto che sarebbe stato H.________ ad impostare gli ordini di pagamento relativi agli incriminati versamenti delle gratifiche. Critica inoltre l'accertamento della CARP relativo ai numerosi addebiti ch'egli avrebbe eseguito tramite una carta di debito Maestro, la quale sarebbe in realtà stata utilizzata da H.________. Contesta di avere agito per procacciarsi un indebito profitto, giacché gli importi in questione gli sarebbero dovuti, trattandosi di crediti legittimi maturati nei confronti della C.________ SA. Sostiene che H.________ non avrebbe mai contestato la fondatezza dei pagamenti e che Banca I.________ ne avrebbe permesso l'esecuzione nonostante la relazione bancaria presentasse un saldo negativo. Il ricorrente critica inoltre l'argomentazione della Corte cantonale secondo cui l'asserita capacità di restituire gli importi ricevuti ("Ersatzbereitschaft") non osterebbe comunque ad una condanna per amministrazione infedele, ancorché nella forma semplice e non qualificata. Rileva al riguardo che nei suoi confronti è stata promossa esclusivamente l'accusa di amministrazione infedele qualificata ai sensi dell'art. 158 n. 1 cpv. 3 CP, sicché una condanna per amministrazione infedele nella forma semplice violerebbe il principio accusatorio. Il ricorrente reputa questo principio disatteso anche per il fatto che l'atto di accusa non indicherebbe quali obblighi egli avrebbe violato, ma si limiterebbe ad evocare un generico obbligo di gestire gli interessi patrimoniali della società.