Citation: 9C_558/2019 E. 4.2

4.2. Ora, nel ricorso non viene fatto valere nulla che consenta di concludere per un accertamento dei fatti determinanti manifestamente inesatto, ovvero arbitrario o contrario al diritto nel senso dell'art. 97 cpv. 1 in relazione con l'art. 95 lett. a LTF, e che giustifichi di procedere a una rettifica secondo l'art. 105 cpv. 2 LTF. Le censure del ricorrente, in merito alla validità della perizia pluridisciplinare del 12 marzo 2018 e delle successive integrazioni, sono infondate e non trovano riscontri negli accertamenti effettuati dalla Corte cantonale. Le valutazioni sullo stato di salute e le ripercussioni sulla capacità lavorativa spettano al medico e sono state, nel caso concreto, valutate dallo specialista del SMR, segnatamente sulla base delle risultanze dei periti del SAM. In particolare le conclusioni peritali sono anche il risultato di un'esauriente discussione, tra i medici periti del SAM, successiva all'esame del ricorrente. I periti del SAM sono stati concordi nel concludere che non vi è alcuna patologia con effetto sulla capacità lavorativa. Il ricorrente è abile al lavoro al 100% come progettista di impianti di riscaldamento, di ventilazione e climatizzazione: non vi sono deficit funzionali. Tale capacità lavorativa è presente, salvo alcuni periodi riconducibili a interventi operatori, rispettivamente a riabilitazione. In concreto l'insorgente ha presentato una capacità lavorativa del 50% dall'agosto 2015 al febbraio 2016, dello 0% nel periodo da marzo ad aprile 2016 a causa delle cure, degli accertamenti e di un'operazione a livello urologico, del 100% dal maggio al 25 agosto 2016, rispettivamente dello 0% dal 26 agosto al 26 novembre 2016 per un intervento di artroscopia all'anca sinistra e dal 6 novembre al 1° dicembre 2017 per una degenza per riabilitazione. Per i restanti periodi il ricorrente è stato riconosciuto abile al lavoro al 100%. L'insorgente non può essere seguito allorquando si limita a emettere opinioni personali in riferimento alla lettura dei risultati della perizia, rispettivamente quando ripropone quanto affermato dal suo medico curante, dott. C.________, il 3 agosto 2018. Ora, tale valutazione, come pure quella dell'altro medico curante (ci si riferisce al rapporto del dott. D.________ del 7 maggio 2018) sono già state considerate da tutti i periti del SAM, rispettivamente dal dott. B.________ del SMR su invito del Tribunale cantonale, i quali sono unanimi nello stabilire l'assenza di elementi idonei a modificare quanto espresso nella perizia del 12 marzo 2018. Nemmeno può essere seguito il ricorrente quando critica il pieno valore probatorio (sul tema cfr. DTF 134 V 231 consid. 5.1 pag. 232) accertato dalla Corte cantonale in merito ai referti peritali, ribadendo che i periti non avrebbero potuto individuare le cause dei suoi dolori pelvici e tremori, all'origine, a suo dire di un'incapacità al lavoro. Non spetta all'insorgente determinarsi, per lo più in termini appellatori (sul tema cfr. DTF 137 IV 1 consid. 4.2.3 pag. 5 con riferimenti) sulla capacità lavorativa (cfr. consid. 4.1), come neppure le conclusioni di una perizia medica sono suscettibili di essere messe in discussione solo perché i periti non hanno potuto individuare le cause di determinati sintomi riscontrati. Un mandato terapeutico non va difatti confuso con un mandato peritale (sul tema cfr. sentenza 9C_459/2019 del 5 novembre 2019 consid. 4 con riferimenti).