Citation: 1B_172/2017 E. 2.4.2

2.4.2. Il ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF; DTF 142 I 99 consid. 1.7.1 pag. 106), non critica le precitate conclusioni relative alle ipotesi dei reati di furto: una protrazione della carcerazione preventiva non può quindi fondarsi su questa fattispecie. Del resto, le argomentazioni addotte dalla Corte cantonale sono valide e convincenti. Il ricorrente si limita infatti a osservare che i reati di furto si riferiscono a un importo di 1 milione e mezzo di CHF, mentre quello ipotizzato di riciclaggio di denaro aggravato a circa 10 milioni di EUR e che gli indagati erano azionisti di una società alla quale è intestato un conto bancario. Aggiunge che l'opponente, come l'altro imputato, hanno negato i fatti loro contestati, in particolare riguardo a prelievi in contanti dal citato conto. Sostiene che, nonostante le dichiarazioni contraddittorie di quest'ultimo, l'inchiesta sarebbe sempre proseguita con celerità, sebbene non sia mai stata trovata la documentazione giustificativa delle operazioni bancarie. Questi rilievi non dimostrano tuttavia la necessità di prorogare la detenzione per evitare un pericolo di collusione. Certo, il ricorrente accenna che nei confronti dell'imputato vi sarebbero anche altre ipotesi di reato: falsità in documenti, inganno nei confronti delle autorità e contravvenzione alla legge sugli stupefacenti. Di queste imputazioni non vi è tuttavia alcuna traccia nella decisione impugnata: tenuto conto del fatto che, in considerazione della durata dell'inchiesta, esse potevano senz'altro essere addotte già dinanzi alle autorità di ricorso cantonali, queste fattispecie generiche non possono essere esaminate (art. 99 cpv. 1 LTF).