Citation: I 588/00 27.04.2001 E. 3

3.- a) Nel caso in esame, i primi giudici hanno lasciato insoluta la questione di sapere se il ricorrente adempia le condizioni materiali poste dalla legge per aver diritto a una rendita d'invalidità. Si sono limitati a rilevare che le affezioni di cui soffre sono da considerare di carattere evolutivo e che pertanto il diritto alla prestazione assicurativa non potrebbe essere nato se non dopo un anno di carenza, conformemente a quanto disposto dall'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Tale conclusione merita senz'altro conferma sia che le affezioni del ricorrente siano da configurare quale vera e propria vestibolopatia, sia invece quale semplice tremore funzionale-volontario, indipendentemente quindi da eventuali incertezze diagnostiche. In entrambe le ipotesi si tratta infatti indubitabilmente di malattie di lunga durata. Correttamente, perciò, i primi giudici hanno stabilito che il diritto alla rendita potrebbe essere sorto al più presto il 15 dicembre 1995, vale a dire un anno dopo la cessazione dell'attività lavorativa presso la ditta D.________. b) Nel periodo che va dal mese di dicembre del 1992 al mese di dicembre del 1995 (momento in cui potrebbe essere sorto, nell'ipotesi più favorevole, il diritto alla rendita), il ricorrente non adempiva il requisito assicurativo minimo richiesto dal diritto convenzionale. In questo lasso di tempo egli ha infatti soluto contributi AVS/AI, come risulta chiaramente dall'estratto del conto individuale, unicamente da aprile a dicembre del 1994, vale a dire per nove mesi. Non risultano per contro contributi registrati a suo favore oltre il mese di dicembre del 1994. Anche sotto questo profilo, dunque, il giudizio di primo grado appare del tutto corretto e merita tutela.