Citation: 5A_404/2008 30.06.2009 E. 5

In diritto, accertata l'esistenza di D.________ Life (Bermuda) Ltd quale entità giuridica reale ed indipendente, con sede all'estero, il Tribunale di appello ha rifiutato di prescindere dai rapporti giuridici formali esistenti fra l'assicurazione e la banca. Pur sussistendo indizi che permettano di ritenere che la polizza assicurativa in questione sia effettivamente gestita a Zurigo, esso ha ritenuto nel caso di specie non date le circostanze supplementari che la giurisprudenza considera atte a far apparire manifestamente abusiva ai sensi dell'art. 2 cpv. 2 CC l'invocazione della dualità giuridica, tanto più che la ricorrente non avrebbe allegato - e tanto meno reso plausibile - che D.________ abbia partecipato in modo manifestamente abusivo alla costituzione della polizza assicurativa per permettere all'escusso di sottrarle l'importo di Euro 521'000.--. 5.1 Tanto la sentenza cantonale quanto la critica ricorsuale prestano il fianco ad una certa confusione, nella misura in cui il richiamo al divieto dell'abuso di diritto giusta l'art. 2 cpv. 2 CC e la pretesa di ottenere le informazioni richieste dalla banca non vengono distinti. In realtà, quest'ultima pretesa costituisce una richiesta di applicazione del principio di trasparenza (qui di seguito: "Durchgriff"): in ragione dell'identità economica delle due entità, secondo la ricorrente la banca deve fornire le informazioni che detiene l'assicurazione. Divieto dell'abuso di diritto e "Durchgriff" non sono invero la medesima cosa: il primo è un mero strumento difensivo, discendente dell'exceptio doli del diritto romano, ed in nessun caso può fungere da base per esigere l'esecuzione di una pretesa (sentenza 5C.275/2002 del 3 luglio 2003, consid. 2.3, in Pra 2004 n. 27 pag. 129) - qui, la produzione di informazioni. Già per questo motivo, il richiamo all'abuso di diritto non può essere di soccorso alcuno alla ricorrente. 5.2 "Durchgriff" ed il divieto dell'abuso di diritto sono nondimeno strettamente connessi, al punto da far apparire il primo come una manifestazione del secondo (sentenza 5C.279/2002 del 14 marzo 2003 consid. 2.1, in Pra 2003 n. 164 pag. 894). L'indipendenza giuridica di persone giuridiche va di principio rispettata, a meno che non venga fatta valere appunto in modo abusivo. Il mero fatto che tramite il riconoscimento di tale indipendenza giuridica venga sottratta al creditore una parte dei beni ai quali attingere per soddisfare la sua pretesa non basta per giustificare il "Durchgriff": si deve essere in presenza di un vero e proprio abuso di diritto, ovvero di un utilizzo della persona giuridica manifestamente abusivo e contrario al suo scopo. Devono contemporaneamente verificarsi da un lato l'identità economica della persona giuridica e dei suoi membri, e dall'altro un cumulo di comportamenti fuori dalla norma al punto da non poter essere definiti altrimenti se non azioni coordinate al limite del truffaldino, e che causano un danno qualificato a carico di terzi (DTF 113 II 31 consid. 2c; sentenza 5C.279/2002 del 14 marzo 2003, consid. 2.1, in Pra 2003 n. 164 pag. 894; sentenza 5C.201/2001 del 20 dicembre 2001 consid. 2c, con rinvii). Il "Durchgriff" trova applicazione in diverse circostanze: con riferimento alla LEF, permette genericamente di coinvolgere il patrimonio del soggetto controllato nella procedura esecutiva condotta contro il soggetto controllante (sentenza 5A_587/2007 del 28 febbraio 2008 consid. 2.1, in Pra 2008 n. 108 pag. 691) e può essere proposto, fra l'altro, nell'azione in collocazione (sentenza 5C.279/2002 del 14 marzo 2003 consid. 2.2, in Pra 2003 n. 164 pag. 894). 5.3 La conclusione dei Giudici cantonali, secondo la quale non sono date le circostanze supplementari che fanno ritenere manifestamente abusiva l'invocazione della dualità giuridica, va precisata nel senso che nel caso concreto non sono riscontrabili atti (al limite del truffaldino nel senso appena esposto al consid. 5.2) tali da far apparire abusivo l'avvalersi della dualità giuridica fra banca e assicurazione, ciò che esclude l'applicazione del "Durchgriff". Nella sostanza, comunque, la conclusione dei Giudici cantonali appare conforme al diritto federale: la costituzione di una società estera allo scopo di gestire una parte delle proprie attività è perfettamente lecita e non configura certamente, di per sé, atto abusivo. Va aggiunto che la ricorrente non ha nemmeno tentato di dimostrare la subordinazione di D.________ Life (Bermuda) Ltd alla banca D.________. Né appare che la ricorrente abbia subito un danno qualificato dalla costituzione di entità giuridiche a sé stanti, posto che - come ha sottolineato il Tribunale di appello - le rimane aperta la possibilità di chiedere le informazioni in questione per rogatoria. Infine, nemmeno avanti al Tribunale federale la ricorrente ha preteso che D.________ abbia partecipato in modo manifestamente abusivo alla costituzione della polizza assicurativa allo scopo di permettere all'escusso di sottrarre alla ricorrente l'importo da lei reclamato. In realtà, ella non si confronta del tutto con l'argomentazione dei giudici cantonali, limitandosi ad opporvi generiche considerazioni prive di riscontro concreto e prive di verosimiglianza, come è il caso quando afferma che le due entità distinte siano state create allo scopo di impedire che si giunga ad accertare che la polizza assicurativa in questione non abbia subito movimentazioni posteriori alla data del sequestro e, più in generale, a riproporre la propria divergente lettura dell'incarto, come se si trovasse in procedura d'appello. 5.4 Volendo anche ammettere che la censura in diritto sia sufficientemente motivata (supra consid. 2.2), essa appare manifestamente infondata.