Citation: 1P.104/2003 04.03.2003 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 I 177 consid. 1, 128 II 46 consid. 2a, 127 III 41 consid. 2a). Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso di diritto pubblico, oltre la designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a) e l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di questo rimedio il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate. Il presente gravame non adempie queste esigenze (DTF 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b, 122 I 70 consid. 1c, 119 Ia 197 consid. 1d): le critiche formulate contro la sentenza impugnata sono di carattere appellatorio e quindi inammissibili. La ricorrente accenna invero a una serie di disposizioni costituzionali che ritiene violate, ma si limita nel seguito del gravame a esporre la sua versione dei fatti e a censurare la mancata assunzione di talune prove, senza spiegare, con una motivazione conforme alle citate esigenze, in che consisterebbero le pretese violazioni e senza confrontarsi con la dovuta precisione con le puntuali argomentazioni esposte dalla Corte cantonale. D'altra parte, ove accenna a un asserito arbitrio, la ricorrente, tanto più se patrocinata da un avvocato, come è qui il caso, avrebbe dovuto motivare in modo approfondito per quali ragioni il giudizio impugnato non solo sarebbe discutibile, bensì del tutto insostenibile, in evidente contraddizione con la situazione di fatto, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico indiscusso oppure in chiaro contrasto con il sentimento di giustizia e di equità (cfr. DTF 128 I 273 consid. 2.1 e i numerosi rinvii).