Citation: 8C_470/2023 E. 7.1.1

7.1.1. La documentazione medica prodotta dalla ricorrente dimostrerebbe come sarebbe rimasta vittima "di una caduta di particolarissima gravità", avendo dovuto cessare la propria attività lavorativa e non riuscendo più a recuperare la propria condizione fisica. La presenza di "acqua sul pavimento dove la stessa stava camminando" costituirebbe una ciricostanza particolare. Almeno quattro delle condizioni sviluppate dalla giurisprudenza sarebbero adempiute, ovvero "la gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, la durata eccezionalmente lunga della cura medica, i disturbi somatici persistenti, il grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche". L'adeguatezza non avrebbe dovuto essere "aprioristicamente negata" in relazione ai disturbi non oggettivabili, trattandosi nel caso di specie di disturbi fisici e non psichici. AXA non avrebbe inoltre ossequiato l'onere probatorio nel disporre la cessazione delle prestazioni assicurative. Considerata l'evidente contraddizione tra gli accertamenti eseguiti dai "medici incaricati dai medici terzi dell'amministrazione" e il parere degli specialisti interpellati dalla ricorrente, si sarebbe dovuto propendere per la valutazione di questi ultimi, i quali avrebbero avuto modo di valutare la situazione della ricorrente sin da subito "nella sua gravissima complessità".