Citation: 8C_684/2021 E. 5.3

5.3. Il ricorrente sembra confondere la causalità naturale con la causalità adeguata, quest'ultimo solo aspetto contestato. Come rettamente ha esposto la Corte cantonale, la malattia professionale non ha impedito al ricorrente di avere contatti con l'esterno: comprende tutto quanto viene detto da un interlocutore davanti a lui, gli è permesso l'uso del telefono senza difficoltà (per lo meno in ambienti silenziosi o con l'uso di auricolari) e riesce a seguire con le cuffie la televisione. L'accertata riduzione dell'udito ha reso il ricorrente inidoneo a svolgere l'attività sui binari. Tuttavia, la concomitante problematica psichica, con ridotte capacità di concentrazione, ha impedito la prosecuzione delle abituali mansioni, tanto da poi portare al prepensionamento nel febbraio 2008. Nel 2006, al momento dell'accertamento dell'incapacità lavorativa, il ricorrente aveva soltanto 51 anni, un età che gli avrebbe permesso di reperire un'occupazione idonea sul mercato generale del lavoro. Gli acufeni e il tinnito non possono essere peraltro ritenuti causa di disturbi psichici. Il ricorrente tende a minimizzare la circostanza che già all'inizio degli anni '90 ha accusato i primi problemi psichici, accertati dai propri medici curanti, in occasione di un cambiamento del suo mansionario sul posto di lavoro. Non si può quindi ritenere erronea la conclusione della Corte cantonale che ha messo in luce per il ricorrente una certa fragilità emotiva, la quale avrebbe facilitato l'insorgenza del quadro psichico attuale. È vero, il ricorrente ha avuto un crollo psicologico del giugno 2006, al momento in cui è stata diagnosticata l'ipoacusia. Egli pare dimenticare che già nel novembre 2005, quando gli è stato comunicato che non avrebbe più potuto svolgere la abituale attività professionale, è entrato in cura dal Dr. med. C.________, per una sintomatologia, come ha affermato lo specialista, che è stata fatta risalire a circa 14 anni prima: un disturbo caratterizzato da marcato livello di ansia, che si esprime anche a livello di somatizzazioni e da uno svilimento del tono dell'umore in senso depressivo. Il medico curante ha fatto risalire la patologia psichica verosimilmente a una situazione di stress lavorativo, condizione che si sarebbe cronicizzata. In tali circostanze, non si può affermare, come lo pretende il ricorrente, che secondo il corso ordinario delle cose e secondo l'esperienza generale della vita, i disturbi psichici siano in nesso di causalità adeguata con l'ipoacusia diagnosticata al ricorrente. La sentenza impugnata non è pertanto lesiva del diritto federale.