Citation: 2C_272/2022 E. 3

La procedura ha per oggetto la revoca del permesso di domicilio del qui ricorrente, cittadino kosovaro, nato nel... e residente in Svizzera dall'estate del 1990. Al riguardo occorre prima precisare quanto segue. Come accennato in precedenza il ricorrente è stato riconosciuto quale rifugiato e ha ottenuto l'asilo il 17 febbraio 1992. Per tal motivo è stato posto al beneficio di un permesso di dimora (art. 60 cpv. 1 della legge federale del 26 giugno 1998, LAsi; RS 142.31), trasformato, il 14 luglio 1995, in un permesso di domicilio (cfr. art. 34 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri [vLStr; RS 142.20], rinominata dal 1° gennaio 2019 legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI]). Come già spiegato dal Tribunale federale, l'autorità cantonale che intende revocare l'autorizzazione di domicilio di uno straniero riconosciuto come rifugiato e che ha ottenuto l'asilo può farlo senza che l'asilo debba essere previamente revocato. In tal caso deve però rispettare non solo le condizioni di cui agli artt. 62 segg. LStrI ma anche quelle poste dall'art. 65 LAsi (per un esposto dettagliato al riguardo, vedasi DTF 139 II 65 segg.; sentenze 2C_108/2018 del 28 settembre 2018 consid. 3 e 2C_396/2017 dell'8 gennaio 2018 consid. 5.2 e rispettivi invii). Va comunque precisato che tal modo di procedere è una possibilità concessa all'autorità migratoria, non un obbligo. Nel caso specifico la Segreteria di Stato della migrazione SEM ha ritirato, l'11 giugno 2015, la qualità di rifugiato al ricorrente e gli ha revocato l'asilo, decisione confermata su ricorso dal Tribunale amministrativo federale con sentenza definitiva del 25 aprile 2019, il quale peraltro ha precisato che non vagliava le questioni attinenti l'autorizzazione di soggiorno. In queste condizioni non si può rimproverare alla Sezione della popolazione di avere atteso, per evitare l'accavallamento delle procedure, che quella intrapresa dall'autorità federale fosse terminata, prima di pronunciare la revoca dell'autorizzazione di soggiorno del ricorrente. È per questa ragione quindi che tra l'ultima condanna (2014) e l'avvio della procedura di revoca (2019) del permesso di domicilio del qui ricorrente sono passati più anni senza che si possa rimproverare all'autorità migratoria cantonale di aver tardato ad agire.