Citation: 4C.10/2001 07.08.2001 E. 4

4.- Le sanzioni penali e amministrative pronunciate nei confronti del convenuto non sono suscettibili di modificare tale giudizio, fondato sugli accertamenti di fatto puntuali contenuti nella sentenza impugnata. a) Il giudice civile non è vincolato dall'apprezzamento giuridico della colpa eseguito dal giudice penale (art. 53 cpv. 2 CO); egli può semmai riferirsi, nella misura consentita dal diritto processuale cantonale, alle risultanze e agli accertamenti di fatto che emergono nel processo penale per poi procedere ad una valutazione autonoma degli stessi sotto il profilo del diritto civile (DTF 108 II 422 consid. 2b a pag. 426; sulla portata dell'art. 53 CO in generale cfr. DTF 125 III 401 consid. 3). L'attore non può quindi trarre alcun argomento a suo favore dal giudizio di condanna del Presidente del circolo Calanca. L'autorità penale si è del resto limitata a ravvisare nel comportamento del pilota una negligenza ai sensi dell'art. 18 cpv. 3 CP, senza valutarne il grado, e a riprendere le conclusioni della Commissione federale d'inchiesta sugli infortuni aeronautici sulle cause dell'incidente. Neppure tale Commissione, come osservato giustamente nel querelato giudizio, ha comunque rimproverato al convenuto una negligenza grave: nel rapporto 2 luglio 1993 essa ha semplicemente stabilito che l'incidente va attribuito ad una valutazione sbagliata delle condizioni meteorologiche da parte del pilota, il quale ha effettuato un volo a vista in condizioni di volo strumentale. b) Le medesime considerazioni s'impongono per la revoca della licenza di pilota ordinata il 30 marzo 1994 dall'Ufficio federale dell'aviazione civile. A prescindere dal fatto che neppure questa decisione ha addebitato al convenuto una negligenza grave, nessuna disposizione del diritto federale prevede che il giudice civile sia vincolato al parere delle autorità amministrative. Il Tribunale cantonale dei Grigioni aveva pertanto piena facoltà di valutare questo elemento insieme agli altri. L'attore insiste invero sul contenuto della comunicazione 28 luglio 1993 dell'Ufficio federale dell'aviazione civile, in cui viene rimproverata al pilota l'inosservanza di norme di volo fondamentali: decollando senza avere la garanzia di scorgere ed evitare ostacoli per tempo, né di poter eseguire in qualsiasi momento un atterraggio forzato a vista egli avrebbe infatti trasgredito l'art. 38 cpv. 1 dell'Ordinanza concernente le norme di circolazione per aeromobili del 4 maggio 1981 (RS 748. 121.11) e l'art. 5.2 dell'Ordinanza concernente le norme d'esercizio per il traffico aereo commerciale del 23 novembre 1973 (RS 748. 127. 1). Orbene, la violazione di queste disposizioni è pacifica, tant'è ch'esse sono state poste a fondamento sia della condanna penale che della revoca amministrativa. La autorità cantonale ha tuttavia rilevato, a ragione, che la cennata comunicazione non pronuncia sanzioni di nessun genere, bensì costituisce solo l'avviso con cui il pilota è stato informato dell'apertura di procedimenti amministrativi e penali in applicazione degli art. i 92 e 98 della Legge federale sulla navigazione aerea del 21 dicembre 1948 (RS 748. 0) ed è stato invitato a presentare la proprie osservazioni. La decisione amministrativa del 30 marzo 1994, come detto, non qualifica, per contro, il grado di negligenza.