Citation: 2A.36/2006 05.12.2006 E. A

A.________, nato nel 1950, è stato assunto il 15 ottobre 1980 come traduttore presso l'allora Ufficio federale dell'industria, delle arti, dei mestieri e del lavoro (UFIAML). Il 1° marzo 1988 è diventato capo del Servizio centrale di traduzione italiana (ora: Servizio linguistico italofono) presso la Segreteria generale del Dipartimento federale dell'economia (di seguito: Segreteria generale del DFE). Il 1° aprile 1990 la sua sede di lavoro è stata trasferita in Ticino ove, con la qualifica di aggiunto, rispettivamente di responsabile, si è occupato della traduzione italiana per la formazione e la pedagogia professionali. Egli ha lavorato fino al 3 novembre 2003, quando è diventato inabile al lavoro al 100% a causa di una malattia psichica. Il 3 marzo 2005 la Segreteria generale del DFE, dopo una serie di accertamenti medici, ha sottoposto a A.________ un progetto di decisione che prevedeva la rescissione del rapporto di lavoro per la fine del mese di novembre 2005. Nella sua presa di posizione del 9 maggio 2005 A.________, sostenendo che la causa della sua malattia era da ricercare esclusivamente nel rapporto di lavoro, cioè nel mobbing praticato nei suoi confronti dal suo superiore diretto, ha chiesto che si rinunciasse alla disdetta e che fossero esaminate altre collocazioni adeguate oppure, se ciò non fosse stato possibile, che venisse trovata una soluzione di liquidazione transattiva. Il 17 maggio 2005 la Segreteria generale del DFE - richiamando l'art. 12 cpv. 3 lett. c nonché cpv. 6 lett. c della legge sul personale federale del 24 marzo 2000 (LPers; RS 172.220.1) - ha nondimeno disdetto il rapporto di lavoro per il 30 novembre 2005.