Citation: H 156/05 16.01.2007 E. 8

Da un attento esame degli atti emerge che il ricorrente deve senz'altro rispondere anche dei contributi non pagati e già scaduti prima della sua entrata in carica, il 14 agosto 2002. Non è infatti provato in concreto con il grado della verosimiglianza preponderante, richiesto in materia di assicurazioni sociali (DTF 126 V 360 consid. 5b con riferimenti), che la società fosse già a quel momento insolvibile o a tal punto indebitata da ritenere i contributi irrecuperabili. Dagli atti risulta in particolare che R.________ ha rinunciato alla carica di amministratore nell'aprile 2002 (data delle dimissioni) e che in quel momento risultavano impagati unicamente i contributi del quarto trimestre del 2001. A dire dell'interessato, vi erano a quell'epoca difficoltà finanziarie tuttavia di natura passeggera. Tale circostanza è stata confermata dallo stesso C.________ che in data 14 agosto 2002, giorno dell'assunzione della carica di amministratore e posteriormente ai vandalismi subiti dal ristorante A.________, nei confronti dell'Ufficio cantonale del lavoro si è espresso in termini di "problemi di liquidità" che provocavano una certa "difficoltà a garantire gli stipendi" in quanto la cessazione dell'attività si sarebbe protratta per almeno un paio di mesi. In effetti l'ultimo salario ai dipendenti risultava essere stato versato nel luglio 2002. Alfine di far fronte ai danni materiali subiti dal ristorante A.________ sono stati inoltre ingaggiati degli artigiani, prima del conseguimento di un qualsivoglia risarcimento da parte della X.________ Assicurazioni. C.________ si è inoltre adoperato per ottenere un risarcimento, quantificato in fr. 100'000.-, dalla X.________ a copertura dei danni causati dagli atti vandalici e eventualmente alfine di vendere la società, il cui fallimento è stato però dichiarato soltanto il 27 maggio 2003, quando l'amministratore aveva già da tempo presentato le proprie dimissioni. Ne consegue che, malgrado si possa ritenere che la situazione finanziaria della società fosse tutt'altro che florida e che vi fosse carenza di liquidità, peggiorata dagli atti vandalici che hanno provocato una cessazione dell'attività, essa non era tuttavia senz'altro indebitata al punto da dover informare il giudice il quale avrebbe potuto dichiarare il fallimento - che è intervenuto quasi un anno dopo - conformemente a quanto previsto dagli art. 725 cpv. 2 e 725a CO. Poiché in simili circostanze, come già detto, l'amministratore doveva rispondere anche per i contributi scaduti prima della sua entrata in carica, era superfluo accertare se l'insorgente precedentemente alla sua nomina quale amministratore e nelle vesti di procuratore con firma individuale iscritto a registro di commercio andasse considerato organo della società (DTF 119 II 255, 117 II 441 consid. 2b, 571 consid. 3 e riferimenti; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant que parties à une procédure de réparation d'un dommage selon l'art. 52 LAVS, in: RCC 1991 pag. 402 seg.).