Citation: 2C_460/2010 26.07.2010 E. 1

4.2 La ricorrente lamenta la violazione del proprio diritto di essere sentita (in proposito cfr. DTF 135 I 187 consid. 2.2 pag. 190 con rinvio). La censura, non meglio motivata, sfugge ad un esame di merito. In effetti, a norma dell'art. 42 cpv. 2 LTF, combinato con l'art. 106 cpv. 2 LTF, l'allegato ricorsuale deve indicare chiaramente quali sarebbero i diritti costituzionali violati nella decisione impugnata e precisare in cosa consisterebbe tale violazione (DTF 134 II 244 consid. 2.1 pag. 245; 133 III 393 consid. 6 pag. 397; 133 IV 286 consid. 1.4 pag. 187). A titolo abbondanziale, si può rilevare che, come emerge dall'inserto di causa, all'interessata - la quale, sia rilevato di transenna, non ha mai addotto nulla su questo argomento in precedenza - è stata concessa ampia facoltà di esprimersi per iscritto sia dinanzi alle autorità comunali che poi davanti al Consiglio di Stato e al Tribunale cantonale amministrativo. Non vi sarebbe quindi spazio per ammettere una violazione del diritto di essere sentito. 4.3 Nel proprio complemento al ricorso l'interessata si dilunga sull'accertamento, secondo lei, arbitrario dei fatti. Dopo avere rilevato che quel giorno era sua padre che portava a passeggio il cane e che, di riflesso, lei era assente, contesta recisamente il fatto che l'animale non fosse al guinzaglio e pretende che le venga fornita la prova del contrario. Asserisce poi che l'autorità non si poteva fondare unicamente sulla segnalazione della proprietaria del cagnolino morso, peraltro assente anche lei ed informata da terzi. Sennonché, come già giudicato dal Tribunale federale, dinanzi ad esso non possono essere adotti fatti che si è omesso di sollevare dinanzi alle autorità cantonali e che, di riflesso, non hanno potuto essere esaminati dalle istanze inferiori. Altrimenti detto la ricorrente non può sostenere ora, allegando fatti nuovi che avrebbe potuto già addurre in precedenza, che quelli ritenuti dall'autorità inferiore sono manifestamente errati o fondati su di un apprezzamento arbitrario delle prove (DTF 136 III 123 consid. 4.4.3 in fine pag. 129 e riferimento). Nel caso concreto, come emerge sia dalle precedenti decisioni sia dagli atti di causa la ricorrente non ha mai - prima di ora - messo in discussione i fatti allorché è stata invitata ad esprimersi sull'accaduto (cfr. lettere del comune di X.________ del 22 gennaio 2010 e dell'interessata del 28 gennaio successivo, rapporto di contravvenzione del 3 febbraio 2010 e risposta della ricorrente del 9 febbraio 2010), segnatamente non ha mai contestato in precedenza che l'8 gennaio 2010, quando ha aggredito un cagnolino, il suo cane non era al guinzaglio. Come appena esposto ella non può farlo ora. Su questo punto il ricorso si rivela manifestamente inammissibile.