Citation: 4A_299/2020 E. C

Con appello del 27 giugno 2018 la convenuta ha chiesto di annullare la sentenza di primo grado con rinvio dell'incarto al Pretore per l'assunzione di alcune prove e l'emanazione di un nuovo giudizio, e, in subordine, previa assunzione delle prove richieste in seconda istanza, di riformarla nel senso di respingere la petizione e, di accogliere la domanda riconvenzionale, con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi. L'11 settembre 2018 l'attrice ha proposto di respingere l'appello. Con sentenza 26 marzo 2020, notificata il 4 maggio 2020, la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha parzialmente accolto il gravame e ha riformato la sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione e di ripartire di conseguenza le spese processuali dell'azione principale, precisando la suddivisione delle spese peritali fra l'azione principale e quella riconvenzionale. L'autorità inferiore ha ripartito le spese processuali e le ripetibili per la procedura di appello di conseguenza. La Corte cantonale ha qualificato il contratto come un contratto misto con elementi del contratto di distribuzione esclusiva e di agenzia. Non essendo possibile stabilire la vera e concorde volontà delle parti, in esito a un'interpretazione in base al principio dell'affidamento essa ha giudicato che l'attività svolta dall'attrice non rientrava in quanto pattuito tra le parti. Per tacere che l'ammissione della casa madre nella lettera del 3 luglio 2007 non era determinante, siccome riconducibile a una scarsa conoscenza degli accordi sulle commissioni, l'attività di intermediazione riferita al medicamento "F.________ 350 mg" non giustificava il riconoscimento di commissioni per più ragioni. Intanto non rientrava nell'attività di promozione concordata nell'accordo. Quel medicamento, poi, non era un prodotto della convenuta, né era menzionato tra i preparati specificati nell'annesso I del contratto. L'attività dell'attrice, infine, non poteva nemmeno essere riconosciuta in virtù di un mutuo accordo tra le parti riguardante un prodotto che non era esplicitamente menzionato nel predetto annesso I; senza dimenticare, ha soggiunto, che l'attrice non si era mai prevalsa negli allegati introduttivi di quest'ultimo fatto e che essa non aveva provato che quanto stabilito dal Pretore imponeva alla convenuta di retribuire l'attività da lei svolta per il medicamento "F.________ 350 mg". Sia come sia, ha proseguito la Corte cantonale, la convenuta ben poteva rimproverare all'attrice una lunghissima e continua inadempienza del contratto tale da escludere ragionevolmente una sua prosecuzione fino alla normale scadenza, essendo verosimile la mancanza di iniziativa dimostrata fino ad allora dell'attrice, limitatasi a promuovere un farmaco non inserito nell'annesso I. In simili condizioni ogni prospettiva futura di miglioramento sarebbe stata del tutto improbabile.