Citation: 1C_516/2019 E. 4

La ricorrente sostiene che l'obbligo di inoltrare una domanda di costruzione a posteriori le causerebbe un pregiudizio irreparabile. Il criticato obbligo non costituisce manifestamente una decisione finale. Essa non risolve infatti il quesito di sapere se gli interventi litigiosi possano e in che misura essere autorizzati a posteriori. Esso implica unicamente l'esigenza di dare avvio a una procedura formale che, con la collaborazione della ricorrente, permetta di verificare compiutamente gli aspetti di legittimità materiale degli interventi litigiosi avversati da vicini, che si risolverà nel rilascio o nel diniego della licenza edilizia: si tratta di una decisione incidentale ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 LTF, direttamente impugnabile dinanzi al Tribunale federale soltanto qualora sia suscettibile di cagionare un pregiudizio irreparabile (lett. a; sentenze 1C_294/2019 del 26 giugno 2019 consid. 3.2 e 1C_354/2011 del 25 ottobre 2011 consid. 1.4.3 e 1.4.4). Il semplice prolungamento della procedura o l'aumento dei costi collegati alla causa non bastano di regola a fondare un simile pregiudizio (DTF 140 V 321 consid. 3.3 pag. 326). Al riguardo, adducendo a torto che la Corte cantonale avrebbe già anticipato la propria posizione sul merito del ricorso, essa sostiene che dovrebbe attendere due o tre anni per poter presentare e fare esaminare il ricorso dal Tribunale federale: durante questo lasso di tempo non potrebbe utilizzare le serre, ciò che la obbligherebbe a chiudere la propria attività e forse addirittura a dichiarare fallimento. Osserva che in relazione alla coltivazione della canapa avrebbe operato grandi investimenti, rimandando al riguardo - in maniera inammissibile perché la motivazione delle censure dev'essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (DTF 143 II 283 consid. 1.2.3; 138 IV 47 consid. 2.8.1 pag. 54) - a documenti contabili prodotti nella procedura di merito dinanzi al Consiglio di Stato. Sostiene che avrebbe effettuato investimenti per CHF 21'000.-- e che le spese per produrre e arrivare al prodotto finito ammonterebbero a CHF 154'413.78, senza considerare tuttavia la diminuzione del danno derivante dalla mancata coltivazione, dalla raccolta e dalla preparazione alla vendita del prodotto finito che implica il contestato provvedimento. Anche l'accenno a perdite derivanti da asserite ordinazioni non è di per sé determinante. La ricorrente medesima adduce infatti che potrebbe coltivare le piante di canapa al di fuori delle serre, sebbene con un riscontro economico fortemente limitato. Inoltre, come rettamente accertato dai giudici cantonali, il provvedimento cautelare litigioso non vieta altre coltivazioni nelle serre, ma soltanto un'attività recente che non è stata ancora formalmente approvata. Visto l'esito del ricorso, la questione della sussistenza di un danno irreparabile non dev'essere comunque esaminata oltre.