Citation: 9C_653/2024 E. 5.3

5.3. La ricorrente non può essere seguita per i motivi che seguono: Dagli accertamenti del Tribunale cantonale emerge che l'insorgente è cittadina svizzera nata a U.________ in Ticino, dove ha il proprio domicilio. Dal 12 agosto 2014 all'11 agosto 2019 la ricorrente è stata al beneficio di un visto "F1" per studiare negli Stati Uniti d'America presso il College B.________. La ricorrente non ha mai notificato alcuna partenza per l'estero, non ha nemmeno interrotto I'affiliazione all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (LAMal) ed è rimasta contribuente nel Canton Ticino. Nella sua richiesta di rendita di vecchiaia nel dicembre 2022 ha allegato la sua carta d'identità svizzera e ha indicato l'indirizzo di U.________, dichiarando altresì di non essere mai stata domiciliata all'estero. Sulla base di tutti questi elementi la Corte cantonale ha confermato il domicilio in Svizzera. A mente della ricorrente il suo centro d'interessi è in concreto unicamente da ricondurre al figlio (nato nel 1998) che si trovava anche lui negli Stati Uniti per studiare. La ricorrente dimentica però che il centro d'interessi non è dato da un singolo elemento ma da un insieme degli stessi - ovvero dipende da un insieme di circostanze personali, familiari e professionali, rispettivamente quelle legate alla copiosa sostanza immobiliare - come compiutamente vagliato dalla Corte cantonale, senza incorrere nell'arbitrio. Si rileva altresì che la Corte cantonale ha anche accertato che il visto "F1" riconosciuto alla ricorrente per il periodo dal 12 agosto 2014 all'11 agosto 2019 per studiare negli Stati Uniti d'America presso il College B.________ non è un permesso di domicilio, ma un permesso per poter studiare presso un'università. Il Tribunale cantonale ha anche evidenziato come tale permesso sia sottoposto a severe condizioni di rilascio, tra le quali figura la prova di forti legami con la nazione di provenienza. Ora, per l'art. 23 cpv. 1 CC la dimora a scopo di formazione non costituisce di per sé domicilio e nel caso concreto, non appena scaduto il permesso "F1", la ricorrente non l'ha nemmeno rinnovato e non ha chiesto un altro tipo di permesso per risiedere negli Stati Uniti. Tant'è che nella richiesta della rendita di vecchiaia ha appunto affermato di non essere mai stata domiciliata all'estero. Nemmeno l'ottenimento del permesso "F1" rilasciato dagli Stati Uniti permette di concludere per la costituzione di un domicilio all'estero. L'affermazione apodittica della ricorrente secondo cui avrebbe risieduto per diversi mesi all'anno negli Stati Uniti anche dopo il permesso Visa "F1" resta una mera affermazione di parte, senza alcuna valenza giuridica nel caso in rassegna. La Corte cantonale ha pure evidenziato come anche gli stranieri che si recano in Svizzera solo per motivi di studio o per altri scopi formativi senza esercitarvi attività lucrativa alcuna non sono assoggettati alla LAVS, perché di regola non vi costituiscono il domicilio (cfr. nota marginale 1027 delle Direttive sull'obbligo assicurativo nell'AVS/AI [DOA], versione 18, stato al 1° gennaio 2023). Non è poi condivisibile il parallelismo operato dalla ricorrente con l'esempio dello studente ticinese che si trasferisce in un altro Cantone per studiare e che paga i contributi nel cantone dove frequenta l'Università per concludere che "giocoforza" (memoriale di ricorso, pag. 7) anche gli studenti che studiano in un ateneo negli Stati Uniti sono assoggettati alle assicurazioni sociali americane. A prescindere che si tratta di tutt'altra costellazione, non è poi difendibile la censura mossa al Tribunale cantonale di non avere nemmeno avvisato la ricorrente di un suo diritto di restituzione degli oneri sociali che ora afferma sarebbero stati pagati negli USA in quanto si rischierebbe di creare un caso diplomatico. Le eventuali conseguenze dell'assoggettamento all'AVS in Svizzera su eventuali pretesi pagamenti di oneri sociali negli Stati Uniti non è oggetto d'esame della vertenza. La ricorrente nemmeno può essere seguita quando pretende che le conclusioni dell'autorità giudiziaria precedente urterebbero la Convenzione del 3 dicembre 2012 di sicurezza sociale tra la Confederazione Svizzera e gli Stati Uniti d'America (RS 0.831.109.336.1), in quanto la sua applicazione presuppone altresì un'attività lucrativa negli USA o in Svizzera, circostanza che qui non si realizza. Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, non vi è stato solo l'aspetto formale della mancata segnalazione della partenza per l'estero alla base della motivazione della sentenza cantonale impugnata, ma la decisione dell'autorità giudiziaria precedente si fonda su un esame più ampio dei vari criteri per determinare il centro d'interesse. La Corte cantonale ha concluso che l'insorgente ha manifestato l'intenzione di mantenere il domicilio in Svizzera, dove è anche tornata quanto vi è stata la pandemia Covid 19. Non vi era pertanto alcun dubbio che l'interessata nel periodo oggetto del contendere fosse domiciliata in Svizzera (art. 13 LPGA - art. 23 cpv. 1 CC) e in applicazione dell'art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS dovesse essere affiliata alla LAVS nel nostro Paese.