Citation: 2C_90/2020 E. 6.2

6.2. Addebitando genericamente alle autorità doganali di avere svolto dei controlli in maniera sistematica, la ricorrente si scosta dai fatti accertati senza sostanziarli d'arbitrio con una motivazione conforme alle esposte esigenze. Come visto, il TAF ha accertato in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF) che in concreto i controlli a posteriori delle prove dell'origine sono stati disposti dall'autorità doganale svizzera per sondaggio e, in due casi, siccome nutriva dubbi sul carattere originario dei veicoli importati. Al riguardo, l'art. 32 n. 1 dell'Appendice I della Convenzione PEM prevede esplicitamente la facoltà di effettuare controlli a posteriori delle prove dell'origine per sondaggio o quando le autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano validi motivi di dubitare dell'autenticità dei documenti o del carattere originario dei prodotti in discussione (cfr. l'analogo art. 33 n. 1 del Protocollo n. 3 nel tenore previgente). La citata norma costituisce in concreto la base legale per il controllo a posteriori delle prove dell'origine. Nella misura in cui adempie le citate esigenze di motivazione, la censura è quindi infondata.