Citation: 6B_194/2008 11.08.2008 E. 8

Nel suo dispositivo, la CRP ha pronunciato la compensazione delle spese e della tassa di giustizia poste a carico del ricorrente con parte del risarcimento riconosciutogli. A mente del ricorrente, oltre a non essere affatto motivata, tale conclusione è arbitraria in quanto si tratta di due crediti assolutamente distinti e indipendenti dei quali la Corte cantonale non è titolare, e quindi di crediti non compensabili. Richiamando l'art. 125 CO, egli ritiene inoltre che la compensazione, peraltro mai richiesta, sia finanche esclusa per legge. 8.1 Il CPP/TI non contiene alcuna disposizione relativa alla compensazione. Vero è che, nell'ambito della revisione delle norme sull'indennità a favore dell'accusato prosciolto, il Consiglio di Stato ticinese precisava che la pretesa a titolo di indennità fosse compensabile con i crediti vantati dallo Stato a vario titolo, per esempio con tasse di giustizia, ripetibili, imposte, prestazioni dei servizi sociali (messaggio del Consiglio di Stato del Cantone Ticino n. 5749 del 25 gennaio 2006 relativo alla revisione delle norme sull'indennità a favore dell'accusato prosciolto ad art. 320a CPP/TI), rilevando come il codice di diritto processuale penale svizzero stabilisse il principio della compensabilità delle pretese (cfr. art. 442 cpv. 4 CPP in FF 2007 6327). Tale principio non ha tuttavia trovato alcuna concretizzazione nel CPP/TI. Non per questo si deve concludere per l'impossibilità di compensare le pretese in esame, ciò che nemmeno il ricorrente pretende. Infatti, l'istituto della compensazione ha una portata generale (cfr. DTF 110 V 183 consid. 2; 91 I 292 ), non è dunque necessario che sia ancorato in un'esplicita disposizione legale. In assenza di regole particolari, si applicano per analogia le norme del codice delle obbligazioni anche quando uno dei crediti o entrambi traggono fondamento dal diritto pubblico (Pierre Moor, Droit administratif, vol. II, 2a ed., Berna 2002, pag. 90). Occorre quindi esaminare se in concreto la compensazione potesse essere pronunciata sulla base degli art. 120 segg. CO applicati a titolo di diritto cantonale suppletivo. 8.2 Giusta l'art. 120 cpv. 1 CO, quando due persone sono debitrici l'una verso l'altra di somme di denaro o di altre prestazioni della stessa specie, ciascuna di esse, purché i due crediti siano scaduti, può compensare il proprio debito col proprio credito. La compensazione presuppone una dichiarazione di compensazione (cfr. art. 124 cpv. 1 CO), la reciprocità dei crediti da compensare; l'esigibilità del credito compensante e la possibilità di farlo valere in giustizia; l'esecutorietà del credito da compensare; l'identità di natura dei crediti in questione (cfr. sulle condizioni della compensazione Pierre Tercier, Le droit des obligations, 3a ed., Zurigo 2004, n. 1398 segg.; nell'ambito del diritto pubblico Blaise Knapp, Cours de droit administratif, Basilea 1994, n. 737 segg; André Grisel, Traité de droit administratif, vol. II, Neuchâtel 1984, pag. 656 segg.). La compensazione inoltre non dev'essere esclusa dalla legge. 8.3 In relazione a quest'ultima condizione, con richiamo all'art. 125 CO il ricorrente assevera che la compensazione sarebbe esclusa dalla legge. Orbene, l'art. 125 n. 3 CO prevede che le obbligazioni derivanti dal diritto pubblico verso gli enti pubblici non possono estinguersi mediante compensazione contro la volontà del creditore. Questa disposizione non impedisce invece all'ente pubblico, in casu il Cantone Ticino, di compensare il suo credito nei confronti di una persona con il debito che ha nei confronti della stessa (DTF 72 I 372 consid. 3). Sotto questo profilo, la compensazione è dunque ammissibile. Contestata è pure la facoltà della CRP di compensare un credito con un debito dei quali non sarebbe titolare. A mente del ricorrente, essa non poteva decidere autonomamente della compensazione mai richiesta in procedura. Egli misconosce tuttavia che la Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello è un organo dello Stato della Repubblica e del Cantone Ticino; seppur indipendente in forza della separazione dei poteri, essa non dispone di una personalità giuridica distinta da quella del Cantone, le sue sentenze sono rese "in nome della Repubblica e Cantone Ticino". In queste circostanze, la CRP poteva, senza incorrere nell'arbitrio, compensare il credito del Cantone Ticino relativo alle spese di giustizia con il debito dello stesso fondato sugli art. 317 segg. CPP/TI. Ne consegue che nemmeno su questo punto il gravame può trovare accoglimento.