Citation: 5A_169/2021 E. 2.2.2

2.2.2. Secondo il ricorrente, il contributo alimentare dovrebbe dec orrere già dall'11 giugno 2018 e cioè da l passaggio in giudicato del dispositivo pretorile che ha pronunciato lo scioglimento del matrimonio per divorzio (dispositivo che era stato appellato dinanzi alla I Camera civile del Tribunale d'appello, la quale lo aveva confermato con la sentenza 19 aprile 2018), e non dalla crescita in giudicato della decisione qui impugnata. A suo dire, la Corte cantonale si sarebbe arbitrariamente avvalsa della frase contenuta nel suo appello 11 ottobre 2015, con la quale egli aveva chiesto che il contributo di divorzio decorresse "dalla crescita in giudicato di tutti i punti della sentenza di divorzio", "estrapolandola dal contesto generale" (poiché "era da intendere nella situazione del 2015", quando egli "era ancora speranzoso che la coppia potesse riappacificarsi") e senza tenere conto che egli "era ed è sprovvisto della benché minima conoscenza giuridica". Il ricorrente ricorda insomma di aver agito con atti propri, ma nemmeno egli pretende che la sua richiesta circa l'inizio dell'obbligo di mantenimento sarebbe stata poco chiara, contraddittoria o manifestamente incompleta (v. art. 56 CPC [RS 272] con riferimento all'obbligo di interpello del giudice). In tali condizioni, alla Corte cantonale non può essere rimproverata una violazione del diritto federale per non essersene scostata e, in conformità con il principio dispositivo (v. art. 58 cpv. 1 CPC), per non aver aggiudicato al ricorrente più di quanto egli aveva domandato. La censura è infondata.