Citation: 5A_404/2014 E. 2.1

2.1. Nella presente fattispecie la procedura di prima istanza era ancora retta dal diritto cantonale (v. art. 404 cpv. 1 CPC). L'art. 228 n. 1 del codice di procedura civile ticinese del 17 febbraio 1971 (CPC/TI) prevede che il fidanzato o il coniuge di una parte, ancorché divorziato, non può essere sentito come testimone. In forza dell'art. 405 cpv. 1 CPC, all'appello si applicava per contro il nuovo diritto procedurale civile. Secondo l'art. 316 cpv. 3 CPC, l'autorità giudiziaria superiore può procedere all'assunzione di prove. Essa può così ordinare la riassunzione di prove già esperite in prima istanza, esperire prove che sono state scartate dal giudice di prime cure o decidere l'assunzione di altre prove (DTF 138 III 374 consid. 4.3.1), in particolare dei nuovi mezzi di prova ammessi in applicazione dell'art. 317 cpv. 1 CPC (Messaggio del 28 giugno 2006 concernente il Codice di diritto processuale civile svizzero, FF 2006 6747 ad art. 313 del disegno di CPC [D-CPC]). Se i fatti devono essere completati in punti essenziali, l'autorità giudiziaria superiore può rinviare la causa alla giurisdizione inferiore (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 2 CPC; DTF 138 III 374 consid. 4.3.2 in fine). Il CPC non prevede un'esclusione a priori della testimonianza di persone in stretto legame con una parte in causa (FF 2006 6687 ad art. 154 D-CPC).