Citation: 1B_13/2020 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale ha aggiunto, a ragione, che il magistrato inquirente deve fare uso con riserbo della facoltà dell'art. 308 cpv. 2 CPP di incaricare la polizia di compiere indagini supplementari, non potendole delegare la totalità dell'inchiesta (YVAN JEANNERET/ANDRÉ KUHN, Précis de procédure pénale, 2aed. 2018, n. 16014-16017 pag. 498 segg.). Al riguardo, il ricorrente parrebbe inoltre disattendere le specificità della procedura investigativa della polizia ai sensi dell'art. 306 CPP e il conferimento di mandati alla stessa in applicazione dell'art. 312 CPP, dopo l'apertura dell'istruzione. Ha ritenuto infatti che il CPP ha introdotto una chiara anticipazione della fase istruttoria, finalizzata a rafforzare i diritti delle persone indiziate di reato, che possono difendersi concretamente fin dall'inizio del procedimento penale, considerato che la decisione di avviarlo deve avvenire quando gli elementi desumibili dagli atti consentono di ipotizzare giuridicamente un sospetto di reato. Ha stabilito inoltre, richiamando la dottrina, che l'invio degli atti alla polizia in applicazione dell'art. 309 cpv. 2 CPP implica l'apertura della procedura investigativa secondo l'art. 306 CPP. Ha sottolineato poi l'importanza dell'apertura dell'istruzione in relazione al diritto delle parti di esaminare gli atti e di partecipare all'assunzione delle prove. Ha inoltre accertato che in concreto il mandato conferito alla polizia, d'interrogare le parti e procedere a ogni accertamento necessario a chiarire i fatti e a ogni verifica utile ai fini dell'inchiesta, era molto ampio. Ha precisato che in concreto il precedente PP l'aveva conferito in applicazione dell'art. 312 cpv. 1 CPP, ossia dopo l'apertura dell'istruzione, avvenuta formalmente il 2 maggio 2019. Ne ha concluso che, pertanto, il magistrato inquirente non poteva più emanare un decreto di non luogo a procedere, dovendo per contro procedere alla chiusura dell'istruzione ai sensi dell'art. 318 CPP.