Citation: 1C_219/2022 E. 3.1

3.1. La ricorrente asserisce di non conoscere la lingua tedesca e sostiene che la decisione comunale avrebbe dovuto essere tradotta in italiano in applicazione dell'art. 7 n. 2 della Convenzione. Questa disposizione si riferisce però al caso di una notificazione per il tramite di un'autorità centrale (cfr. art. 2 segg.) e non è in concreto pertinente, giacché la notifica è stata eseguita direttamente a mezzo posta (art. 11 della Convenzione). Nella fattispecie, la lingua della procedura dinanzi alle autorità comunali era quella tedesca. Gli atti della domanda di costruzione sono redatti in tedesco e la ricorrente ha potuto visionarli e comprendere il progetto, contestandolo con cognizione di causa. Pur redigendo in italiano la sua opposizione al rilascio della licenza edilizia, la ricorrente, patrocinata da un legale, non ha preteso nell'opposizione e nemmeno nell'allegato di ricorso dell'11 ottobre 2021 dinanzi alla Corte cantonale di non conoscere il tedesco e di non avere compreso la portata del progetto. Sollevata soltanto in sede di replica dinanzi alla precedente istanza, l'argomentazione relativa all'asserita mancata conoscenza della lingua tedesca viola il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.). Questo principio, da cui deriva il divieto del comportamento contraddittorio, avrebbe infatti imposto alla ricorrente di fare valere già in prima istanza eventuali argomenti giuridicamente rilevanti riguardanti la lingua della procedura (DTF 143 IV 397 consid. 3.4.2 pag. 406; 143 V 66 consid. 4.3 e rinvii). Peraltro, la ricorrente disattende che le lingue ufficiali del Comune di Pontresina sono il tedesco e il romancio (cfr. art. 5 della Costituzione del Comune di Pontresina). L'autorità comunale ha quindi rettamente condotto in tedesco il procedimento edilizio.