Citation: 4P.261/1999 22.05.2000 E. 2

2.- La ricorrente ritiene che la Corte cantonale, prescindendo dall'indire un dibattimento orale e ordinando il procedimento scritto, abbia violato l'art. 6 n. 1 della CEDU. Essa solleva inoltre una censura di diniego di giustizia fondata sull'art. 4 vCost., nella misura in cui il Tribunale cantonale dei Grigioni non si è premurato di indicare le ragioni che l'hanno spinto a disattendere la richiesta di una pubblica udienza formulata nella motivazione scritta dell'appello. a) L'art. 6 n. 1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) garantisce ad ogni persona il diritto ad un' equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti ad un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine - tra l'altro - della determinazione dei suoi diritti e suoi doveri di carattere civile (sul senso e lo scopo della pubblicità del procedimento cfr. DTF 124 IV 234 consid. 3b). A prescindere dalle eccezioni espressamente contenute all'art. 6 n. 1 seconda frase CEDU, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha giudicato compatibili con la Convenzione alcune limitazioni poste al principio della pubblicità nella procedura di ricorso. Ciò vale non solo per le istanze di ricorso chiamate ad un puro esame della legalità, ma anche, in determinate circostanze e a patto che un'udienza pubblica abbia avuto luogo in prima istanza, anche per quelle autorità di ricorso che, come nella fattispecie, esaminano la causa sia nelle constatazioni di fatto sia in diritto (DTF 121 I 30 consid. 5e, con i riferimenti alla giurisprudenza della CEDU e del Tribunale federale ivi citati). Secondo la giurisprudenza della CEDU è inoltre possibile rinunciare - esplicitamente o implicitamente - al dibattimento pubblico. Il Tribunale federale, fondandosi sui principi della buona fede e del divieto dell'arbitrio - applicabili anche nel diritto procedurale - perviene in sostanza alle medesime conclusioni laddove ha stabilito che non è possibile invocare un vizio formale allorquando questo poteva essere sollevato in una fase anteriore della procedura (DTF 121 I 30 consid. 5f). b) aa) Nel caso concreto le parti hanno, incontestabilmente, avuto la possibilità di far valere oralmente le proprie argomentazioni davanti al Tribunale di prima istanza. In sede di appello, conformemente all'art. 224 del Codice di procedura civile grigionese (CPC/GR), con decreto 7 luglio 1998 il Presidente della Corte cantonale ha escluso l'udienza pubblica e indetto il procedimento scritto. La ricorrente avrebbe potuto impugnare questo decreto presidenziale nel termine di 20 giorni previsto all'art. 237 CPC/GR (cfr. Nay Giusep, Zivilprozessordnung und Gerichtsverfassungsgesetz des Kantons Graubünden, N. 1 ad art. 224 CPC, pag. 135), ma non l'ha fatto; ciò significa che essa ha implicitamente rinunciato al dibattimento orale della causa, tant'è che ha tempestivamente proceduto all'inoltro della motivazione scritta dell'appello del 10 settembre 1998. bb) Citando l'esplicito rimando contenuto all'art. 223 CPC/GR, la ricorrente sostiene che le disposizioni generali della procedura di prima istanza dinanzi al tribunale di distretto sono applicabili anche in appello, per cui il Presidente della Corte cantonale era tenuto ad indire una pubblica udienza ai sensi dell'art. 102 CPC/GR. A questo proposito si osserva che l'art. 223 CPC/ GR, norma di procedura generale, riserva l'applicazione delle disposizioni speciali della procedura d'appello, quali, per l'appunto, l'art. 224 CPC/GR applicato nella circostanza. Il rinvio alle disposizioni che regolano il processo dinanzi al tribunale distrettuale è quindi senza fondamento. cc) Quanto alla richiesta di indire un'udienza orale formulata nell'allegato di appello del 10 settembre 1998, essa risulta senz'altro tardiva, dato che, come ricordato sopra, la ricorrente avrebbe potuto (e anzi, dovuto) impugnare il decreto presidenziale che ordinava l'adozione della procedura scritta. Ne segue che la ricorrente non aveva diritto ad alcuna decisione separata su questa richiesta; tutt'al più, la sentenza del 24 agosto 1999 avrebbe potuto menzionarla. Nel caso specifico, l'assenza di un qualsiasi riferimento a questo argomento nella decisione cantonale non ha tuttavia portato alcun pregiudizio alla ricorrente. c) Su questo punto, le censure relative alla violazione dell'art. 6 n. 1 CEDU, come pure quelle fondate sull'art. 4 vCost. - diniego di giustizia e violazione del diritto ad una motivazione - vanno respinte giacché infondate.