Citation: 4A_67/2023 E. 4.2.3

4.2.3. Il ricorrente sostiene che i rimproveri a lui rivolti non erano gravi, né ripetuti e che lo scatto d'ira del dicembre 2017 non autorizzava la banca a licenziarlo in tronco, a maggior ragione ove l'ammonimento del 2015 non illustrava neppure le conseguenze d'una recidiva. I reali motivi della disdetta immediata, soggiunge, non basterebbero a giustificarla, come dichiarato da D.________ e C.________; inoltre, per i suoi comportamenti egli non era mai stato ammonito chiaramente e la banca lo avrebbe licenziato per evitare di remunerarlo, anche con delle gratifiche. 4.2.3.1. Innanzitutto giova sgombrare il campo da dubbi sull'ipotesi affacciata dal ricorrente dell'assenza di un chiaro ammonimento per i suoi comportamenti. In verità, come accertato dalla Corte di appello, l'avvertimento del 24 luglio 2017 era serio e tale da renderlo consapevole che ulteriori carenze nella gestione della relazione xxx avrebbero avuto delle conseguenze (cfr. sopra, consid. 4.2.1.1). 4.2.3.2. Non si misconosce che il biasimo del 2015 non menzionava le possibili conseguenze di una recidiva. Lo scatto d'ira del 7 dicembre 2017, però, attestava per la seconda volta una condotta indifendibile per un direttore di banca, che tradiva un inconsistente disaccordo a una critica giustificata di un suo superiore di aver in sostanza disatteso l'istruzione di chiudere immediatamente una relazione bancaria in ossequio alla normativa antiriciclaggio. Nell'incontro del 12 dicembre 2017 in cui la banca, tramite il responsabile del settore "America Latina", ha inteso verificare le ragioni di quell'episodio, l'interessato non si è scusato, né ha riconosciuto le proprie responsabilità. Un'attitudine simile denota carente autocritica (circostanza grave vista la carica di direttore da lui rivestita) e incapacità di ammettere le proprie inosservanze delle norme procedurali che mirano a garantire un'attività irreprensibile dell'istituto di credito e a difenderne la reputazione, nemmeno dopo taluni giorni di riflessione. Ciò premesso, la banca poteva ammettere che il ricorrente avrebbe continuato a disattendere le normative antiriciclaggio, come era già successo in passato (cfr. sopra, consid. 4.2.1.1), e che il rapporto di fiducia tra le parti era da considerarsi incrinato in modo insanabile. In simili condizioni l'opponente lo poteva licenziare con effetto immediato e la Corte cantonale, nel tutelare tale disdetta immediata, ha applicato correttamente il diritto.