Citation: 2C_916/2022 E. 3.2

3.2. Ora, è vero che la formulazione di una nuova argomentazione giuridica davanti al Tribunale federale è di principio ammissibile. Tale modo di agire presuppone però che la Corte cantonale abbia già accertato la realizzazione dei presupposti fattuali della nuova ipotesi e che questi emergano dalla decisione impugnata, ciò che non è il caso nella fattispecie in esame (sentenze 2C_262/2015 dell'8 gennaio 2016 consid. 7.2; 2C_830/2013 del 6 marzo 2014 consid. 5.2). Dal querelato giudizio le condizioni per ammettere lo statuto di lavoratrice dipendente o di lavoratrice indipendente, presupposto per il riconoscimento di un diritto a rimanere giusta l'art. 4 allegato I ALC in relazione con l'art. 2 cpv. 1 lett. b del regolamento 1251/70 o in relazione con l'art. 2 cpv. 1 lett. b della direttiva 75/34/CEE, dopo la cessazione dell'attività sin lì svolta, infatti non risultano. Al contrario, dallo stesso emerge che alla ricorrente lo statuto di lavoratrice dipendente e quello di lavoratrice indipendente sono già stati entrambi negati, con decisioni confermate in ultima istanza anche dal Tribunale federale (sentenze 2C_204/2017 del 12 giugno 2018 [attività lucrativa dipendente] e 2C_871/2020 del 2 dicembre 2020 [attività lucrativa indipendente]; precedenti consid. A e B dei fatti). Già per questo motivo, la critica sollevata in relazione all'art. 4 allegato I ALC va quindi respinta, senza che sia necessario soffermarsi sulla natura dell'inabilità "attuale" al lavoro denunciata dall'insorgente (che pure non risulta dal giudizio della Corte cantonale). Per quanto la richiesta del permesso di dimora UE/AELS venga nuovamente ricondotta a "motivi di rigore", va invece osservato che l'art. 4 allegato I ALC, al quale la ricorrente si richiama, non regola simili fattispecie.