Citation: 2C_468/2016 E. 5

Tenuto conto della pena privativa della libertà pronunciata nei suoi confronti il 16 maggio 2014, il ricorrente a ragione non mette in discussione la sussistenza di un motivo per non rinnovare il suo permesso di dimora in base al diritto interno (art. 33 cpv. 3 in relazione con l'art. 62 lett. b LStr; precedente consid. 4.1). Una pena detentiva è infatti considerata di lunga durata se è stata pronunciata per più di un anno, a prescindere dal fatto che la pena comminata sia stata sospesa in tutto o in parte oppure che la stessa vada o sia stata espiata (DTF 139 I 16 consid. 2.1 pag. 18 seg.; 135 II 377 consid. 4.2 pag. 379 segg.). A differenza di quanto da lui sostenuto, il giudizio impugnato ha però proceduto ad una valutazione dei singoli aspetti della fattispecie che non risulta criticabile né in relazione all'art. 5 allegato I ALC - per il caso lo stesso fosse davvero applicabile, siccome la facoltà del ricorrente di richiamarsi all'ALC è stata lasciata aperta e non necessita di essere chiarita definitivamente nemmeno in questa sede - né al principio della proporzionalità (successivi consid. 6-7).