Citation: 1C_207/2024 E. 6.4

6.4. La Corte cantonale ha osservato che secondo l'art. 38 cpv. 1 dello Statuto comunale, l'Assemblea comunale designa gli scrutinatori necessari. AI cpv. 2 si precisa che ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 LDPC, per le votazioni federali e cantonali, l'ufficio elettorale e gli scrutinatori necessari sono sempre designati dal Municipio. Secondo l'art. 9 cpv. 1 LDPC, la Sovrastanza comunale, ossia il Municipio, costituisce un ufficio elettorale di almeno due membri aventi diritto di voto e ne designa il presidente e l'attuario; la Sovrastanza comunale può costituirsi essa stessa in ufficio elettorale (cpv. 1). L'ufficio elettorale dev'essere dotato di un numero sufficiente di persone aventi diritto di voto quali scrutatori (cpv. 2). L'art. 11 cpv. 1 LDPC dispone che un candidato non può essere né membro dell'ufficio elettorale né scrutinatore. La Corte cantonale ha rilevato, rettamente che contrariamente alla formulazione nell'art. 9 LDPC, secondo lo Statuto comunale, la designazione degli scrutinatori necessari (e con ciò dell'Ufficio elettorale) è lasciata in primo luogo all'Assemblea comunale (art. 38 cpv. 1 SC). Solo per le elezioni cantonali e federali, quindi in maniera ininfluente per il caso in esame, esso fa riferimento alla LDPC (art. 38 cpv. 2 SC). In tali circostanze, la conclusione della Corte cantonale secondo cui il Comune non abbia intenzionalmente voluto applicare le norme della LDPC alla costituzione dell'Ufficio elettorale in materia comunale non presta il fianco a critiche. Nella fattispecie, in applicazione dello Statuto comunale l'Ufficio elettorale è stato giustamente designato dall'Assemblea comunale, autorità suprema del Comune (art. 32 Statuto comunale), e non dal Municipio, poiché in materia comunale il Comune si è volutamente discostato dalla LDPC. È quindi a ragione che l'istanza precedente ha ritenuto che non è ravvisabile perché si dovrebbe quindi applicare analogamente le rispettive disposizioni della LCD essendo in presenza di un silenzio qualificato. Anche al riguardo i ricorrenti non adducono alcun influsso sull'esito delle elezioni. L'istanza precedente ha compiutamente spiegato infatti che soltanto riguardo alle pubblicazioni dei risultati la presidenza, durante l'elezione del Sindaco, è stata tenuta dalla Vice-Sindaca Agnese Aspari Pellanda (che era tuttavia candidata municipale) e durante l'elezione dei quattro Municipali dalla Sindaca Dorothea Rigonalli (la quale aveva in precedenza ritirato la sua candidatura quale municipale in seguito alla nomina quale Sindaca). Questo accertamento si fonda sul verbale dell'Assemblea comunale del 15 settembre 2023 e non è quindi arbitrario, ma corretto. La Corte cantonale ne ha dedotto che, pertanto, la questione di sapere se nella fattispecie sarebbe, per analogia, applicabile l'art. 11 cpv. 1 LDPC, secondo cui un candidato non può essere né membro dell'Ufficio elettorale né scrutatore, può rimanere aperta poiché, anche nell'ipotesi di una sua applicazione, non è ravvisabile nessuna incompatibilità. Ciò poiché i candidati non sono mai stati al contempo né membri dell'Ufficio elettorale né scrutatori nelle rispettive elezioni. Ha ritenuto inoltre tardiva la censura poiché la criticata composizione dell'Ufficio elettorale era nota ai ricorrenti. I ricorrenti non dimostrano che queste conclusioni sarebbero lesive del diritto.