Citation: 1C_4/2018 E. 4.3

4.3. Giusta l'art. 29 lett. a LPAc, chi, eccedendo l'uso comune, preleva acqua da corsi d'acqua a deflusso permanente, deve essere titolare di un'autorizzazione. Questa comprende l'autorizzazione fondata sulla legislazione sulla pesca (art. 8 cpv. 4 LFSP). La protezione dell'ambiente e delle acque esige una valutazione complessiva che nel risultato equivalga, sotto il profilo materiale, all'applicazione diretta delle norme speciali determinanti (DTF 142 II 517 consid. 3.4). Secondo l'art. 7 LFSP, i Cantoni provvedono alla preservazione dei ruscelli, delle rive naturali e della vegetazione acquatica che servono da rifugio di fregola dei pesci o da biotopo degli avannotti (cpv. 1). Essi prendono, per quanto possibile, misure per migliorare le condizioni di vita della fauna acquatica e per ripristinare localmente i biotopi distrutti (cpv. 2; cfr. analogamente l'art. 37 cpv. 2 LPAc nel caso di arginature e l'art. 3 LPN per gli interventi nel paesaggio). Se vengono autorizzati interventi sulle acque, le autorità devono prescrivere giusta l'art. 9 LFSP tutti i provvedimenti intesi a creare le condizioni favorevoli all'esistenza della fauna acquatica, assicurare la libera migrazione dei pesci, agevolare la riproduzione naturale, evitare che pesci o gamberi possano essere uccisi o lesi da costruzioni o macchine. Questi provvedimenti devono essere stabiliti già nella fase di progettazione degli interventi tecnici (cpv. 3). Se l'approvazione di un impianto idroelettrico avviene in due fasi, come nel caso del Cantone dei Grigioni (procedura di rilascio della concessione secondo gli art. 50 segg. LGDA seguita dalla procedura di approvazione del progetto secondo gli art. 57 segg. LGDA), tutti gli aspetti fondamentali del progetto devono essere trattati già nella prima fase; essi non possono più essere rimessi in discussione nella seconda fase (cfr. sentenza 1C_526/2015 del 12 ottobre 2016 consid. 8.5 non pubblicato in DTF 142 II 517). Vi rientrano in particolare l'indicazione del deflusso utile (cfr. art. 54 lett. b LUFI) e la connessa autorizzazione giusta l'art. 29 LPAc (cfr. DTF 140 II 262 consid. 4.3; 125 II 18 consid. 4b/aa). Anche i provvedimenti per la protezione degli spazi vitali della fauna acquatica secondo gli art. 7 e 9 LFSP devono di principio essere stabiliti nell'ambito della prima fase, affinché possa essere valutata la compatibilità ambientale del progetto. Ciò vale pure per le misure volte a prevenire i deflussi discontinui. Una regolamentazione a livello della concessione è in ogni caso necessaria quando entrano in considerazione misure di esercizio che possono influire sulla portata di dotazione e quindi sull'ampiezza del diritto di utilizzazione concesso (cfr. sentenza 1C_526/2015, citata, consid. 8.5 e riferimenti). Secondo l'art. 55 cpv. 1 LGDA, l'approvazione governativa del rilascio della concessione deve essere data sulla base di un esame delle premesse legali come pure di una ponderazione dell'insieme degli interessi in gioco. Nella fattispecie, il Governo ha ritenuto che il progetto presentava un grado di concretezza sufficiente per essere approvato in un'unica fase conformemente all'art. 58 cpv. 2 LGDA. Questa disposizione prevede che se tutte le ulteriori autorizzazioni hanno già potuto essere rilasciate con la decisione di approvazione della concessione, la procedura di approvazione del progetto viene meno.