Citation: 1P.57/2002 17.09.2002 E. 2

I ricorrenti rilevano che la fattispecie si fonda sul piano generale per la realizzazione della galleria Vedeggio-Cassarate, pubblicato nel 1998, che prevede un assetto viario con un nuovo asse di penetrazione e un posteggio in zona Trevano. Nel piano direttore, versione fine 1998, la soluzione di questo assetto era stata demandata (con la scheda 12.23.2.3 secondo la decisione impugnata) al piano di indirizzo del comparto di Trevano che intende utilizzare, allargandola, l'esistente via Sonvico e costruire un posteggio definitivo a Cornaredo, la soluzione del suddetto piano generale valendo come espediente temporaneo, per iniziare i lavori e percepire i sussidi federali: essa sarebbe poi stata sostituita da una pianificazione conforme al piano di indirizzo. Il piano direttore è quindi stato nel seguito modificato, con l'inserimento della soluzione prevista dal piano di indirizzo, come obiettivo finale. I ricorrenti lamentano in proposito la mancanza di un piano generale conforme all'impostazione definitiva e sottolineano che, secondo il piano generale del 1998, le loro proprietà sarebbero interamente assorbite dal nuovo asse di penetrazione e dal posteggio di Trevano, mentre sarebbero, con la soluzione finale, interessate solo da una strada interna di quartiere, inadatta a sopportare il traffico del posteggio di Cornaredo. 2.1 La Corte cantonale rileva che la versione attuale del piano generale modifica la viabilità nel comparto di Cassarate rispetto alla versione pubblicata nel 1998 e sottolinea che il cambiamento più importante consiste nella rinuncia alle due rotonde sull'asse principale e nello spostamento a est dell'asse di penetrazione; un'altra importante modifica riguarda la sostituzione del posteggio di interscambio a livello del terreno con un autosilo edificato, composto di elementi prefabbricati smontabili. Il posteggio di interscambio (sito sui prati di Trevano) avrebbe solo inizialmente il compito di captare una parte del traffico diretto a Lugano, visto che gli studi pianificatori in corso collocherebbero il nodo di interscambio a Cornaredo, l'impianto di Trevano venendo smontato. Nel rapporto esplicativo del piano d'indirizzo, del febbraio 2000, largamente richiamato nella sentenza impugnata, si sottolinea il potenziamento dell'attuale tracciato di via Sonvico, lo spostamento verso tale via del portale della galleria, la provvisorietà del posteggio di Trevano e la conferma del nodo intermodale di Cornaredo, ritenuto che il piano generale adottato dal Consiglio di Stato e approvato dal Gran Consiglio risulta essere una prima fase attuativa dello scenario urbanistico determinato dal piano d'indirizzo. La Corte cantonale rileva poi che quest'ultimo piano è stato pubblicato nel febbraio 2000 conformemente all'art. 15 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990 (LALPT). Il 14 marzo 2001 il Consiglio di Stato ha adottato il 2° aggiornamento della scheda 12.23.1-5 e la nuova scheda 10.4, pubblicate dal 2 aprile al 2 maggio 2001. Secondo i Giudici cantonali, l'assetto della viabilità è definito dalla scheda 12.23.2.3, ripresa dal piano d'indirizzo, per cui l'uscita al portale di Cassarate è prevista all'estremo nord della zona dei Prati di Trevano e lo sbocco della galleria spostato verso via Sonvico. Secondo la Corte cantonale il progetto è coordinato con il modello territoriale dell'agglomerato luganese (scheda 10.4), in particolare con gli indirizzi urbanistici per il quartiere di Cornaredo (oggetto 10.4.2.3). Essa ribadisce che l'obiettivo prioritario del Cantone è la realizzazione dell'assetto dell'area di Cornaredo e quella del nodo intermodale di Lugano, contemporaneamente alla messa in esercizio della galleria. La Corte cantonale precisa inoltre che, non appena cresciuta in giudicato la scheda, il Cantone avvierà le procedure per conferire la pubblica utilità alle opere d'allacciamento dello sbocco est della galleria alla viabilità principale (spostandolo verso via Sonvico); rileva che, nel contempo, i Comuni interessati avvieranno la procedura di modificazione dei piani regolatori, da concludersi entro la messa in esercizio della galleria. Il complemento alla relazione tecnica e all'esame d'impatto ambientale, 1a fase, sottolinea - così rilevano i Giudici cantonali - il concetto di provvisorietà del posteggio di interscambio a Trevano, che solo inizialmente avrà il compito di captare una parte del traffico diretto a Lugano, permettendo agli utenti di raggiungerne il centro con i trasporti pubblici (scheda-oggetto 12.23.3.5.a), posteggio che sarà sostituito dal nodo intermodale di Cornaredo (scheda-oggetto 12.23.3.5.b); anche qui il Cantone persegue quale obiettivo prioritario la realizzazione dell'assetto dell'area di Cornaredo contemporaneamente alla messa in esercizio della galleria: solo se fosse necessaria una realizzazione a tappe verrebbe realizzato in una prima fase il posteggio di interscambio di Trevano, sostituito successivamente da quello di Cornaredo. 2.2 I Giudici cantonali hanno dedotto il fermo proposito del Cantone di realizzare direttamente, senza fasi intermedie, l'assetto viario e urbanistico previsto dal piano d'indirizzo e ripreso dal piano direttore e aggiunto che solo se ciò non fosse possibile si procederebbe a tappe, realizzando in una prima fase il posteggio di interscambio di Trevano. I Giudici cantonali hanno ritenuto che questa eventualità non solo non è stata esclusa con l'adozione nel piano direttore della nuova versione dell'assetto stradale, ma ch'essa è stata anzi oggetto di una specifica scheda. Il motivo a sostegno di questa possibilità risiederebbe, secondo la precedente istanza, nell'estrema importanza della realizzazione della galleria e nell'urgenza di intraprenderne i lavori, il cui avvio soltanto al termine di tutte le procedure pianificatorie e progettuali ritarderebbe di anni l'esecuzione dell'opera. Per evitare il ritardo, il posteggio provvisorio e il sistema viario di supporto dovrebbero essere realizzati a breve termine. Secondo i Giudici cantonali, una volta cresciuto in giudicato il piano generale, sarà possibile far allestire il progetto definitivo, con l'esame d'impatto ambientale di 2a fase; ottenuti i sussidi federali, dopo l'allestimento della progettazione complessiva, si potranno iniziare gli scavi, allestendo nel contempo il piano generale finale e il progetto definitivo, con la modificazione conseguente dei piani regolatori comunali. I Giudici cantonali rilevano che è impossibile prevedere il tempo necessario: affermano che se tutto va bene si può tralasciare la fase intermedia e attuare subito la soluzione finale mentre se, ultimati gli scavi, si prospettasse una lunga pausa, si potrebbe far capo alla soluzione prevista dall'attuale piano generale: solo allora si potrà valutare il da farsi, ossia se aspettare che la soluzione definitiva sia pronta o attuare quella provvisoria. I Giudici cantonali concludono che, per il settore di Cassarate, il piano generale si riduce, da piano principale, a piano di riserva, necessario tuttavia quale alternativa per evitare lunghi ritardi nell'inizio dei lavori.