Citation: 6B_99/2018 E. 4.1

4.1. Il ricorrente ritiene arbitrario l'accertamento secondo cui la sera dell'8 ottobre 2015, gli imputati sono partiti da Z.________ alla volta di W.________ con l'intento di regolare i conti con gli avversari in modo certamente non bonale. Non contesta che potesse esserci il pericolo di uno scontro con il gruppo degli albanesi e con la vittima, ma nega che ciò fosse lo scopo della trasferta. Sostiene che dalle sue frasi dette a caldo dopo essere stato minacciato non potrebbero essere dedotte intenzioni omicide. Rimprovera ai precedenti giudici di avere dato erroneamente rilevanza al fatto che J.________ avesse preparato un piano di fuga: a suo dire, quest'ultimo avrebbe in realtà previsto di fuggire dagli albanesi, non dalla polizia. Secondo il ricorrente, la CARP avrebbe poi richiamato a torto delle dichiarazioni di H.________, che in realtà non avrebbe mai parlato di un "regolamento di conti", bensì semplicemente di discutere con gli albanesi per chiarire la questione. Reputa irrilevante la circostanza secondo cui, giunti a W.________, gli imputati non sarebbero entrati nel postribolo (L.________), dal momento ch'essi hanno incontrato la vittima già quando hanno parcheggiato le autovetture. Il ricorrente sostiene poi che non potrebbe nemmeno essere attribuita rilevanza al fatto ch'egli era in possesso della pistola, giacché la portava con sé già dal 6 ottobre 2015 e non l'aveva presa appositamente quella sera. Critica poi l'argomentazione della Corte cantonale, che ha ritenuto come suo abbigliamento ("training" senza mutande) fosse poco adatto ad una serata in un locale notturno ed adduce che non potrebbe essere dedotto alcunché dalle modalità di parcheggio delle autovetture a W.________.