Citation: U 252/99 27.07.2001 E. 2

2.- a) Nell'evenienza concreta è incontestato che l'assicurato, a seguito dei postumi dell'infortunio del giugno 1993, non può continuare a svolgere l'attività di manovale. Pure accertata è la circostanza che in occupazioni più leggere si può da lui pretendere, dal profilo medico, un impegno lavorativo a giornata intera, qualora sia data la possibilità di alternare la posizione seduta a quella eretta e di effettuare pause regolari di 10 a 15 minuti ogni ora. Orbene, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha ritenuto che l'esigenza per l'interessato di dover effettuare pause regolari ne riduceva la capacità di eseguire lavori leggeri al 75% circa. L'istituto ricorrente contesta l'opinione dell'autorità cantonale facendo valere che sulla base delle indicazioni mediche può tutt'al più essere ammessa una diminuzione di rendimento del 10% in attività confacenti. Il Tribunale federale delle assicurazioni condivide tale valutazione. Essa è fondata sulle chiare conclusioni - dalle quali non sussiste alcun motivo per scostarsi - cui è giunto il dott. S.________, specialista in chirurgia della divisione medica dell'istituto assicuratore, nel suo apprezzamento del 19 gennaio 1998. Le critiche sollevate su tal punto dall'intimato non permettono di pervenire a diverso risultato (cfr. sull'attendibilità dei rapporti medici interni all'amministrazione e sulla facoltà per il giudice di basare la sua pronunzia su tali rapporti, DTF 122 V 161 in fine; v. pure GAAC 2000 n. 138 pag. 1341 segg.). b) Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, il primo giudice, in modifica di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, ha ritenuto l'importo di fr. 35'000.-, che corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate, riducendolo del 25% per tenere conto, come già è stato detto, dell'esigenza per l'intimato di dover effettuare pause regolari, il che limitava un rendimento lavorativo normale. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg. c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella