Citation: 1A.160/2002 12.12.2002 E. 4

I ricorrenti criticano poi l'ammontare dell'indennità e propongono in particolare una serie di valori riguardanti fondi siti nelle vicinanze. 4.1 L'indennità espropriativa, corrispondente al valore venale del terreno espropriato, si desume in genere dal confronto dei prezzi pagati per beni simili e in analoga situazione poco prima del "dies aestimandi" (applicando di regola il metodo statistico-comparativo). All'espropriato viene pertanto riconosciuto l'importo ch'egli avrebbe oggettivamente potuto conseguire vendendo il fondo sul libero mercato a un qualsiasi potenziale acquirente. Questo prezzo, cui non va accordato valore assoluto, indica una tendenza del mercato immobiliare, in una determinata zona e in un determinato periodo, e deve essere adeguato alle caratteristiche, positive o negative, della particella in questione (ad esempio per quanto riguarda la forma, la dimensione, le qualità, la possibilità di sfruttamento), (cfr. art. 11 lett. a LEspr/TI corrispondente all'art. 19 lett. a legge federale sull'espropriazione del 20 giugno 1930; DTF 122 II 246 consid. 4, 337 consid. 5, 115 Ib 408 consid. 2c, 114 Ib 286 consid. 7 pag. 295 seg.). 4.2 La Corte cantonale ha giustamente considerato la data del 19 novembre 2001 determinante per valutare l'indennità di espropriazione formale. In effetti, qualora non vi sia anticipata immissione in possesso, come è qui il caso, l'art. 19 LEspr/TI stabilisce quale momento determinante per la valutazione la data dell'emanazione della decisione di stima da parte del Tribunale d'espropriazione. A torto i ricorrenti insistono sulla data di approvazione del vincolo, che, non essendo come visto realizzata un'espropriazione materiale, non è rilevante dal profilo dell'indennizzo. Il Tribunale cantonale amministrativo ha ritenuto attendibile il prezzo medio di fr. 26.-- il m2, fissato dal primo giudice sulla base di due compravendite concernenti fondi inedificabili di Viganello (specificate nel giudizio di primo grado), e ha corretto tale importo, indicativo, in funzione delle peculiarità della particella espropriata, quali la vegetazione, le piante da frutta, la sua ubicazione e la comodità dell'accesso. Visto che l'importo di fr. 30.-- il m2 rappresentava, di principio, il valore massimo riconosciuto in casi di espropriazione di ottimi terreni agricoli, la Corte cantonale ha confermato l'indennità espropriativa (fr. 40.-- il m2) stabilita in prima istanza dal Tribunale di espropriazione. Risulta quindi, nelle esposte circostanze, che l'indennità litigiosa è stata motivata in modo approfondito dai giudici cantonali con considerazioni pertinenti riguardanti specificatamente le caratteristiche della particella n. XXX e con riferimenti alla prassi cantonale, in particolare ai prezzi di terreni agricoli di qualità. Tali constatazioni, nelle quali non è certo ravvisabile abuso o eccesso del potere di apprezzamento, non sono state poste seriamente in dubbio dai ricorrenti e su di esse questa Corte non ha motivo di rivenire, ritenuto oltretutto l'ampio margine di apprezzamento concesso alle autorità cantonali nella valutazione di situazioni locali. D'altra parte, i valori più elevati prospettati dai ricorrenti riguardano per lo più fondi edificabili e in parte già costruiti nel Comune di Viganello e non sono quindi pertinenti nell'ambito del confronto dei prezzi. Pure infondata è la critica relativa alla pretesa mancata presa in considerazione degli alberi da frutta, stimati dai ricorrenti in fr. 2'000.--. In effetti, contrariamente all'opinione ricorsuale, la Corte cantonale non li ha ritenuti del tutto privi di valore, ma ha considerato che l'indennizzo di fr. 40.-- il m2 riconosciuto per l'intera area espropriata, comprensiva anche di una superficie boschiva con un valore inferiore, comprendeva pure il corrispettivo delle piante da frutta. Quanto all'asserita perdita di posti auto, la Corte cantonale ha rilevato che il fondo non accoglieva posteggi attrezzati o sistemati come tali, né i ricorrenti avevano ottenuto o chiesto una licenza edilizia in tal senso: questi accertamenti non sono viziati da inesattezze o incompletezze manifeste, che i ricorrenti nemmeno adducono, sicché la questione non deve essere esaminata ulteriormente.