Citation: 5P.7/2000 29.02.2000 E. 3

3.- a) Per quanto concerne le altre richieste degli istanti tendenti alla rimozione di svariate piante e rampicanti situate sulla proprietà della convenuta, l'autorità cantonale ha ritenuto che incombeva ai ricorrenti, in virtù dell'art. 8 CC, provare la violazione delle distanze dal confine. Questo presupponeva in particolare la corretta qualifica delle piante dal profilo degli art. 155 segg. LAC, che prevedono delle distanze differenti a seconda del loro tipo. In concreto, i giudici cantonali hanno considerato che in difetto di una migliore e più precisa qualifica dei tre "pini giapponesi nani" alti circa m 1,73, il primo giudice poteva, senza cadere nell'arbitrio, ritenere applicabile la distanza di mezzo metro dal confine prevista dall'art. 157 LAC per le piante di basso fusto e gli arbusti. Circa il gelsomino e l'edera, situati rispettivamente a cm 12,5 e 20 dal muro, l'autorità cantonale ha ritenuto che non è arbitrario considerarli quali rampicanti non soggetti a una distanza minima ai sensi della LAC. b) I ricorrenti sostengono di aver adempiuto il loro onere probatorio, ma ritengono che le loro prove non sono state prese in considerazione. Fanno valere che gli atti di causa, e in particolare il verbale del sopralluogo del 22 giugno 1999, dimostrano indiscutibilmente la collocazione di nuove piantagioni, in violazione delle distanze dal confine, dopo l'accordo del dicembre 1993. Circa i tre pini, il sopralluogo, il buon senso e la documentazione fotografica prodotta avrebbero dovuto permettere al giudice di rendersi conto che si tratta di piante che possono raggiungere un'altezza potenziale - la sola determinante, a loro dire, per qualificare una pianta come albero a mezz' asta, a basso fusto o altro - nettamente superiore a quella misurata in concreto. Circa l'edera e il gelsomino, né la LAC, né la relativa giurisprudenza, né la dottrina specializzata permetterebbero deroghe alla distanza minima di m 0,5 dal confine prevista dall'art. 157 LAC. c) Per quanto concerne i pini, giova anzitutto ricordare che la documentazione fotografica prodotta per la prima volta innanzi al Tribunale d'appello è stata estromessa in applicazione dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC ticinese. Nel merito, i ricorrenti non dimostrano per quale motivo gli atti di causa, in particolare il verbale del sopralluogo del 22 giugno 1999, avrebbero dovuto portare ad una diversa qualifica dei "pini giapponesi nani" rispetto a quella di alberi a basso fusto o ornamentali ai sensi dell' art. 157 LAC. Su questo punto il ricorso si rivela pertanto infondato. d) Circa l'edera e il gelsomino, giova rammentare che l'elencazione dei tipi di alberi nell'art. 157 LAC è esemplificativa e al giudice compete un sicuro margine di apprezzamento per trovare "una certa aderenza del suo giudizio alla realtà, ovverosia tenendo conto dei diversi sviluppi che, a seconda delle zone o delle condizioni climateriche, si riscontrano nella nostra flora svariatissima, che va dalla flora mediterranea a quella alpina" (Rep 1955 pag. 390 segg. , in particolare pag. 391). Ora, la legge differenzia tra piante di alto fusto (art. 155 LAC), piante fruttifere e ornamentali di mezz'asta (art. 156 LAC) e piante di basso fusto (art. 157 LAC). Non vi è dubbio che il gelsomino e l'edera sono piante e arbusti che possono raggiungere un'altezza di qualche metro anche in territorio di H.________ e che di conseguenza non vi è ragione per non classificarle almeno tra quelle di basso fusto, come pretendono i ricorrenti. D'altra parte il gelsomino e l'edera, quali rampicanti, se sostenuti da fili o spalliere, possono facilmente sostituire una siepe viva, per la quale pure è prevista analoga distanza dal confine di quella sancita per gli alberi di basso fusto (cfr. RDAT 1998 I n. 42 pag. 156 consid. 5a). Ne consegue che la decisione dei giudici cantonali volta ad escludere il gelsomino e l'edera dalle piante che richiedono una distanza dai confini, siccome rampicanti, non appare sorretta da nessuna ragione e pone così una discriminante priva di fondamento, atteso che la LAC ha istituito le distanze delle piante dal confine, avuto riguardo alla loro altezza da un lato e alla destinazione dei fondi dall'altro (Rep 1955 pag. 390 segg. , in particolare pag. 391) e non alla peculiarità di rampicante. Ne segue che, con riferimento al gelsomino e all' edera, situati a cm 12,5 rispettivamente 20 dal confine, si è realizzata una solare violazione delle norme del vicinato, segnatamente dell'art. 157 LAC. La decisione impugnata che ne tutela la loro minore distanza s'avvera d'acchito arbitraria. Su questo punto essa va quindi annullata.