Citation: 6B_99/2018 E. 11.1

11.1. Il ricorrente censura infine la commisurazione della pena. Sostiene che condannandolo alla pena detentiva di 15 anni e 6 mesi la CARP avrebbe violato i criteri dell'art. 47 CP ed ecceduto nel proprio potere di apprezzamento. Critica il fatto che per il reato di omicidio intenzionale i giudici cantonali sono partiti da una pena di 18 anni, ch'egli ritiene eccessiva ove si consideri che la durata massima della pena detentiva è di 20 anni e che la sua colpa è stata considerata dalla CARP di grado da medio-alto ad elevato. A suo dire, una simile misura della pena contrasterebbe con la prassi della Corte cantonale in altri casi di omicidio, giustificandosi per contro di partire da una pena dell'ordine di 13-15 anni. Il ricorrente sostiene poi che non potrebbe essere ravvisata una colpa grave nel fatto ch'egli ha sparato due colpi contro la vittima, giacché essi sono stati esplosi in una frazione di secondo, come conseguenza di un'unica decisione di fare fuoco. Inoltre, egli non avrebbe sparato su una vittima inerme, ma su una persona che impugnava una pistola già estratta dalla borsa, nel contesto di una situazione concitata che non gli avrebbe consentito di riflettere. Sostiene di avere perciò agito trascinato dagli eventi. Rimprovera alla Corte cantonale di non avere considerato ch'egli era stato oggetto di minacce da parte sia di K.D.________ sia di N.________ e di avergli addebitato a torto una "forte determinazione ad uccidere" : in realtà, dopo le esternazioni iniziali, egli si sarebbe calmato ed avrebbe abbandonato quel proposito. Ritiene poi irrilevante il fatto di avere sparato in un centro abitato, giacché in concreto non erano presenti altre persone oltre i protagonisti. Rileva che non si sarebbe trattato di un atto premeditato o pianificato e neppure determinato da motivi egoistici. Il ricorrente sostiene che se la CARP avesse applicato correttamente i criteri dell'art. 47 CP avrebbe dovuto riconoscere un grado di colpa di gravità media, partendo da una pena detentiva non superiore a 12-13 anni. Ritiene che deve essere in ogni caso confermata la riduzione di almeno 4 anni per effetto del comportamento della vittima quale circostanza attenuante. Il ricorrente contesta inoltre l'aumento di 1 anno e 4 mesi della pena eseguito dalla Corte cantonale per tenere conto del concorso di reati giusta l'art. 49 CP. Critica il fatto che, per il reato di esposizione a pericolo della vita altrui, la sua colpa sia stata considerata superiore alla media ed adduce che i reati di ripetuta infrazione alla legge sugli stupefacenti e di ripetuta infrazione alla legge sulle armi sarebbero di per sé stati sanzionabili con dei decreti di accusa di poche aliquote giornaliere. A suo dire, l'aumento di pena per il concorso di reati non potrebbe eccedere i 9 mesi, sicché, considerata adeguata l'aggiunta di 2 mesi quale aggravante per i suoi precedenti penali, egli dovrebbe essere condannato a una pena detentiva in ogni caso inferiore a 10 anni.