Citation: 1P.352/1999 27.01.2000 E. 3.-

a) Come ha rilevato il Consiglio di Stato nel- la risposta del 13 agosto 1999, il ricorso di diritto pub- blico per violazione di diritti costituzionali dei cittadi- ni è ammissibile, giusta l'art. 84 cpv. 1 lett. a OG, solo contro le decisioni e i decreti cantonali. Nella fattispe- cie è dubbio che lo scritto 11 maggio 1999 del Consiglio di Stato costituisca una decisione impugnabile; questo dubbio è del resto stato avanzato dalla stessa ricorrente. D'altra parte, il citato scritto non regola in modo unilaterale e imperativo un rapporto giuridico tra due parti (sulla no- zione di decisione impugnabile v. DTF 113 Ia 232 consid. 1, 125 I 313 consid. 2a-b e rinvii). Inoltre, secondo l'art. 84 cpv. 2 OG, il ricorso di diritto pubblico, quale rimedio straordinario, ha carattere sussidiario ed è pertanto am- missibile soltanto qualora la pretesa violazione di diritto non possa essere sottoposta, mediante azione o altro rime- dio, al Tribunale federale o a un'altra autorità federale (DTF 108 Ia 113 consid. 1b, 119 Ia 178 consid. 1a), que- stione che, come si è visto, è esaminata d'ufficio dal Tri- bunale federale. b) In queste circostanze merita pertanto tutela la conclusione del Governo cantonale laddove eccepisce che la ricorrente avrebbe dovuto, se del caso, impugnare l'atto litigioso con un ricorso amministrativo al Consiglio fede- rale (art. 73 cpv. 1 lett. c PA); ne risulta che il ricorso di diritto pubblico è inammissibile. c) Non giova alla ricorrente far valere una viola- zione del diritto di essere sentito criticando che i piani a suo tempo depositati, rispettivamente il progetto esecu- tivo pubblicato il 13 luglio 1993, non sarebbero stati suf- ficientemente chiari, impedendole in tal modo di rendersi conto della mole e dell'ubicazione del previsto impianto. In effetti, la ricorrente non ha mai contestato, né conte- sta oggi, la nuova sistemazione stradale come tale, previ- sta dal citato progetto esecutivo. Trattandosi della posa di un semaforo nel senso di una regolamentazione funzionale del traffico, determinante è il fatto che l'art. 106 OSStr non disciplina l'opposizione contro progetti esecutivi, bensì unicamente contro i segnali (cpv. 1 lett. b), rispet- tivamente prevede il ricorso avverso le decisioni cantonali di ultima istanza aventi per oggetto simili provvedimenti. Ne segue che, contro la posa del nuovo impianto semaforico, sarebbe stato possibile, di massima, il ricorso al Consi- glio federale. d) È vero che la ricorrente ha invocato pure, sia davanti al Consiglio di Stato che nel ricorso di diritto pubblico, una violazione dell'art. 6 n. 1 CEDU, sostenendo che l'impianto semaforico in discussione aumenterebbe per gli utenti della sua proprietà gli effetti nocivi legati alla sua vicinanza. È altrettanto vero che l'esame di tale censura non rientra nella competenza del Consiglio federa- le, bensì in quella del Tribunale federale (DTF 125 II 417 consid. 4a-e pag. 424 segg., 120 Ib 224 consid. 1a-b). Il Tribunale federale interpreta la nozione conven- zionale di "contestazione di diritti e di doveri di carat- tere civile" di cui all'art. 6 n. 1 CEDU nel senso lato da- ta dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. La citata norma non concerne quindi unicamente le contestazioni di diritto privato in senso stretto, ma pure gli atti ammini- strativi adottati dall'autorità nell'esercizio del potere pubblico, a condizione ch'essi producano un effetto deter- minante sui diritti di carattere privato quali il diritto di proprietà (DTF 119 Ia 88 consid. 3b, 122 I 294 consid. 3d; Arthur Haefliger/Frank Schürmann, Die Europäische Men- schenrechtskonvention und die Schweiz, 2aed., Berna 1999, pag. 134 e segg.; Mark E. Villiger, Handbuch der Europäi- sche Menschenrechtskonvention, 2aed., Zurigo 1999, n. 380 pag. 243 e n. 384 pag. 245 seg.). Il quesito di sapere se l'art. 6 n. 1 CEDU si applica alla fattispecie può essere lasciato aperto. La ricorrente fa valere infatti che l'impianto se- maforico, per la mole e per la vicinanza all'albergo, le arreca grave pregiudizio. Ora, essa non tenta di dimostrare in quale modo il leggero spostamento dell'impianto rispetto all'ubicazione iniziale lederebbe i suoi diritti di pro- prietà nella loro esistenza, nella loro estensione o nel loro esercizio. La censura si rivela pertanto in ogni caso insufficientemente motivata (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF DTF 125 I 71 consid. 1c e rinvii) ed è quindi inammissibi- le. e) In queste circostanze si giustifica di trasmet- tere gli atti di causa al Consiglio federale (cfr. art. 32 cpv. 4 lett. a OG e DTF 121 I 93).