Citation: 2C_82/2015 E. 4

Tenuto conto della pena privativa della libertà pronunciata nei suoi confronti l'11 dicembre 2012, il ricorrente a ragione non mette in discussione la sussistenza di un motivo per non rinnovare il suo permesso di dimora in base al diritto interno (art. 33 cpv. 3 in relazione con l'art. 62 lett. b LStr; precedente consid. 3.1). Una pena detentiva è infatti considerata di lunga durata se è stata pronunciata per più di un anno, a prescindere dal fatto che la pena comminata sia stata sospesa in tutto o in parte oppure che la stessa vada o sia stata espiata (DTF 139 I 16 consid. 2.1 pag. 18 seg.;135 II 377 consid. 4.2 pag. 379 segg.). Contrariamente a quanto da lui sostenuto, il giudizio impugnato, ai cui pertinenti considerandi può qui essere rinviato a titolo completivo, ha però pure proceduto ad una valutazione dei singoli aspetti della fattispecie che non risulta criticabile né in relazione all'art. 5 allegato I ALC, né al principio della proporzionalità (successivi consid. 5-6).