Citation: 1B_271/2018 E. 3.1

3.1. Con riferimento alla qualità di parte quale accusatore privato ai sensi dell'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP, la CRP ha osservato che lo è il danneggiato che dichiara espressamente di partecipare al procedimento penale con un'azione penale o civile (art. 118 cpv. 1 CPP) e che per l'art. 115 CPP il danneggiato è la persona i cui diritti sono direttamente lesi dal reato (cpv. 1) e, in ogni caso, chi è legittimato a sporgere querela (cpv. 2). Fondandosi sulla giurisprudenza e la dottrina, con le quali il ricorrente non si confronta del tutto, ha rilevato che danneggiato è il titolare del bene giuridico tutelato dalla norma che si pretende lesa, irrilevante essendo l'esistenza di un pregiudizio giusta il diritto civile; ha sottolineato che gli azionisti, i soci di una società a responsabilità limitata, l'avente diritto economico, il terzo cessionario, il terzo subrogato nei diritti della parte lesa, come i creditori di quest'ultima non sono lesi direttamente. Neppure è leso da reati a suo pregiudizio l'amministratore di una società. Riguardo alla legittimazione del denunciante giusta l'art. 105 cpv. 1 lett. b CPP, ha precisato ch'egli non è una vera e propria parte al procedimento, fatto salvo il caso in cui sia danneggiato giusta l'art. 115 CPP e si costituisca accusatore privato; il denunciante che né è danneggiato né accusatore privato non dispone, oltre a quello di denunciare, di altri diritti procedurali (art. 301 cpv. 3 CPP). La Corte cantonale ha stabilito che il ricorrente agisce quale cessionario di ogni diritto della sua madrina C.________, unica erede del marito D.________. Egli ha indicato che nell'ambito della causa civile sarebbe emerso che un impiegato della banca avrebbe indicato che un determinato conto corrispondeva a quello di una società aperta nel 1961, del quale D.________ avrebbe sostenuto essere l'avente diritto economico. Il denunciante ha precisato che in tale veste D.________ non figura quale azionista o socio: titolare del conto era una società fiduciaria della quale lui e la moglie sarebbero stati beneficiari economici. La CRP ne ha concluso che quest'ultimi, quali aventi diritto economico e/o azionisti della società, non sarebbero stati lesi direttamente dai pretesi reati patrimoniali perpetrati a pregiudizio della stessa. Ne ha dedotto che neppure il ricorrente può essere ritenuto danneggiato per reati se del caso commessi ai danni di una società ignota. Ciò a maggior ragione, poiché nel procedimento penale egli agisce quale cessionario della vedova, a sua volta già lesa soltanto indirettamente, ricordato che secondo la giurisprudenza, da lui non contestata, il cessionario è leso solo indirettamente dai reati compiuti a danno del danneggiato diretto.