Citation: 2C_151/2023 E. 4.3

4.3. Tuttavia, secondo l'art. 51 cpv. 1 lett. b LStrI, i diritti conferiti dall'art. 42 cpv. 1 LStrI si estinguono se sussistono motivi di revoca giusta l'art. 63 LStrI, disposizione che a sua volta rinvia ai motivi di revoca previsti dall'art. 62 cpv. 1 lett. a e lett. b. Questo è tra l'altro il caso quando la persona straniera è stata condannata a una pena detentiva di lunga durata (art. 63 cpv. 1 lett. a LStrI in relazione con l'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI). Secondo la giurisprudenza, una pena detentiva è considerata di lunga durata se è stata pronunciata per più di un anno, a prescindere dal fatto che la stessa sia stata o meno sospesa oppure che la stessa debba ancora essere o sia stata già espiata (DTF 146 II 321 consid. 3.1; 139 I 145 consid. 2.1; 135 II 377 consid. 4.2; sentenza 2C_478/2023 del 3 settembre 2024 consid. 3). Le condanne subite all'estero possono essere prese in considerazione (sentenze 2C_499/2023 del 24 gennaio 2024 consid. 4.3; 2C_1025/2021 del 18 ottobre 2023 consid. 5.3; 2C_558/2022 del 4 agosto 2022 consid. 6.1). Inoltre, poiché la revoca di un permesso di dimora non è disciplinata dall'ALC, il motivo sopra indicato vale anche per il diniego di un permesso di dimora UE/AELS, come quello oggetto della presente vertenza (art. 2 cpv. 2 LStrI; art. 23 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 maggio 2002 sull'introduzione della libera circolazione delle persone [OLCP; RS 142.203]; sentenza 2C_550/2023 del 29 agosto 2024 consid. 3.1 e rinvio).