Citation: 2C_552/2013 E. 4.2

4.2. Il ricorrente ridiscute poi l'attendibilità del servizio "track and trace", più precisamente contesta che sia stata fornita la prova che l'invito di ritiro sia stato regolarmente depositato nella propria cassetta delle lettere. In primo luogo osserva che il "track and trace" figurante agli atti contiene una dicitura "trattenere secondo l'ordine del cliente"errata, in quanto egli non ha mai chiesto di trattenere alcunché. Detto documento avrebbe invece dovuto riportare che la raccomandata era trattenuta perché il sabato le raccomandate non vengono consegnate. A suo avviso ciò dimostra che il citato servizio ha delle pecche e non sempre riporta fedelmente quanto effettivamente succede nella realtà. Osserva poi che, in opposizione alle dichiarazioni della propria compagna che riferisce di non avere trovato l'avviso di ritiro, ci sono le asserzioni del postino, il quale sostiene di avere consegnato tale avviso. Sennonché dette affermazioni sono state riferite non dal diretto interessato, di cui nemmeno si sa il nome, ma da un collega e il relativo scritto, datato 12 ottobre 2012, risale a ben tre mesi dopo il fatidico giorno. Premesse queste considerazioni è quindi a torto, secondo il ricorrente, che si è giunti alla conclusione che l'avviso di ritiro era effettivamente stato depositato nella sua cassetta delle lettere e, di riflesso, che l'invio era stato correttamente notificato. A prescindere dalla dubbia ricevibilità di tale censura - il ricorrente si limita ad esporre i propri argomenti senza però dimostrare (artt. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF) che la tesi dei giudici cantonali - fondata sull'apprezzamento anticipato delle prove - secondo cui l'avviso di ritiro è effettivamente stato depositato nella cassetta delle lettere, sarebbe inficiata d'arbitrio -, essa si dimostra comunque infondata. La Corte cantonale ha rilevato che il ricorrente non era stato in grado di fornire la prova, come ad esempio un'attestazione postale, che l'invio raccomandato non era mai giunto presso l'ufficio postale interessato, mentre l'autorità di prime cure aveva invece dimostrato di avere inviato la decisione in parola, e che dal servizio "track and trace" emergeva come l'invito di ritiro era stato depositato nella cassetta delle lettere, elemento confermato dal responsabile della distribuzione presso l'ufficio postale in loco. Dell'avviso dei giudici cantonali la dichiarazione rilasciata dalla compagna non era quindi atta a sovvertire quanto appena esposto, tanto più che nelle sedi precedenti, il ricorrente non aveva escluso che l'avviso di ritiro poteva essere finito in mezzo ai volantini pubblicitari presenti nella sua cassetta delle lettere. Ora le vaghe congetture o insinuazioni formulate nella presente sede dal ricorrente non sono atte a dimostrare che detta opinione sia manifestamente insostenibile e, di riflesso, inficiata d'arbitrio (su questa nozione, vedasi DTF 134 II 124 consid. 4.1 pag. 133).