Citation: 4C.266/2006 20.12.2006 E. 4

In sede cantonale la convenuta aveva invocato anche la dichiarazione di scarico sottoscritta il 12 novembre 1998, nella quale l'attore confermava che gli investimenti di suoi averi presso A.________Private Banking, compreso il bonifico a favore della società E.________, erano avvenuti conformemente alle sue disposizioni e dava di conseguenza "pieno e totale scarico alla banca del proprio operato". Nella sentenza impugnata le obiezioni della convenuta alla pretesa attorea fondate su questo documento sono state disattese per due motivi: in primo luogo i giudici cantonali hanno considerato che una dichiarazione di scarico può essere operante soltanto se colui che la rilascia è a conoscenza dei fatti ai quali essa si riferisce, mentre in concreto l'attore - il 12 novembre 1998 - non sapeva ancora che avrebbero perso completamente il capitale mutuato; in secondo luogo essi hanno stabilito che la dichiarazione sarebbe in ogni caso nulla in applicazione degli art. 100 cpv. 1 e 101 cpv. 3 CO, essendo stata firmata prima dell'insorgere del danno e avendo C.________, organo e ausiliario della banca, agito dolosamente. 4.1 Nel gravame ambedue le motivazioni vengono contestate. È opportuno esaminare dapprima la seconda, concernente la nullità della dichiarazione, che la convenuta ritiene lesiva delle norme sopra citate nonché dell'art. 146 CP. La convenuta ammette in sostanza il dolo - la truffa - ma, richiamandosi alla sentenza penale, afferma che in concreto il danno ha preceduto la dichiarazione di scarico, poiché si è verificato già nel momento in cui l'attore ha disposto del capitale mutuato a favore della società E.________. Si tratta di una tesi infondata. Nel diritto privato il danno è generalmente definito come una diminuzione degli attivi o un aumento dei passivi (sulla nozione giuridica di danno cfr. DTF 132 III 321 consid. 2.2.2 pag. 323 seg. con rinvii). Nella fattispecie in esame l'attore ha subito una diminuzione degli attivi: ha perso i soldi, rispettivamente il credito che aveva nei confronti della società E.________. Ciò è accaduto alla scadenza contrattuale del gennaio 1999, quando l'importo mutuato, divenuto esigibile, non gli è stato restituito. Il momento della concessione del mutuo oppure della contravvenzione agli obblighi contrattuali da parte della convenuta non è di rilievo. Nulla muta il richiamo di regole del diritto penale sul compimento della truffa (l'autorità cantonale ha d'altro canto ripreso dalla sentenza penale soltanto i fatti, come vuole l'art. 112 cpv. 1 CPC/TI). Eccezion fatta per l'obiezione secondo cui C.________ avrebbe agito a titolo personale, già dichiarata inammissibile al consid. 3, la convenuta non propone altri argomenti contro la nullità della dichiarazione di scarico del 12 novembre 1998. Su questo punto il giudizio cantonale va pertanto confermato. 4.2 La nullità della dichiarazione rende superfluo esaminare la portata e l'efficacia ch'essa avrebbe potuto avere, questioni che sono oggetto dell'altra motivazione addotta dai giudici cantonali, anch'essa diffusamente contestata nel ricorso. Per consolidata giurisprudenza, infatti, se almeno una delle due motivazioni resiste alla critica, il giudizio impugnato non viene annullato (DTF 132 I 13 consid. 6; DTF 121 IV 94).