Citation: 1P.552/2003 05.12.2003 E. 2

Il ricorrente fa valere l'applicazione arbitraria degli art. 227 cpv. 1 e 2 e 288 lett. b CPP/TI. Sostiene in particolare che la sua mancata opposizione all'utilizzazione in sede dibattimentale del verbale d'interrogatorio del teste E.________ dinanzi alla Polizia cantonale non costituiva una rinuncia a criticare l'attendibilità del testimone stesso. 2.1 Secondo l'art. 227 CPP/TI se le parti intendono assumere prove al dibattimento, oltre a quelle indicate nell'atto d'accusa, devono notificarle al presidente entro dieci giorni (cpv. 1). Entro lo stesso termine le parti possono formulare opposizione all'uso in sede dibattimentale di altre risultanze dell'istruzione formale. La decorrenza inutilizzata del termine eventualmente prorogato significa accettazione dell'uso dibattimentale delle risultanze scritte dell'istruzione formale, per le prove di cui il Procuratore pubblico non chiede esplicitamente l'assunzione con l'atto d'accusa (cpv. 2). L'art. 288 lett. b CPP/TI, pure invocato dal ricorrente, prevede l'ammissibilità del ricorso per cassazione per vizi essenziali di procedura purché egli abbia eccepito l'irregolarità non appena possibile. 2.2 Come accertato dalla CCRP, il ricorrente non si è opposto all'uso dibattimentale degli atti istruttori. Emerge anzi dal verbale del processo che le parti hanno dato esplicitamente atto che tutti i verbali e i documenti dell'incarto venivano considerati risultanze dibattimentali; inoltre il ricorrente ha prodotto in quella sede unicamente un estratto del suo conto bancario, ma non ha chiesto l'assunzione di ulteriori prove. Contrariamente alla sua opinione, la mancata opposizione all'uso dibattimentale del verbale d'interrogatorio del testimone non ha comportato per lui un divieto di esprimersi sulla portata della deposizione, né ha impedito al Presidente della Corte di merito di apprezzare liberamente la prova litigiosa. Sia il primo Giudice che la CCRP nell'ambito del proprio potere d'esame hanno infatti esaminato e trattato le contestazioni sollevate dall'accusato riguardo alla rilevanza della deposizione testimoniale, spiegando le ragioni per cui hanno ritenuto ch'essa costituiva un indizio a suo carico. 2.3 La Corte cantonale ha considerato inammissibile la censura secondo cui il Procuratore pubblico avrebbe in ogni caso dovuto citare il testimone al dibattimento e chiedergli se non fosse prevenuto nei confronti dell'accusato; in applicazione degli art. 227 e 288 lett. b CPP/TI, essa ha in effetti ritenuto tardiva la critica, visto che l'imputato non si era opposto all'uso dibattimentale delle risultanze dell'inchiesta, né aveva chiesto l'assunzione di prove. Contrariamente a quanto sembra ritenere il ricorrente, ciò non significa però che la CCRP abbia attribuito al contestato verbale d'interrogatorio un valore assoluto e non ne abbia più apprezzato il valore probatorio; essa ha invece sostanzialmente ritenuto che, per la mancata opposizione dell'accusato, l'uso dibattimentale della prova in quanto tale non poteva essere rimesso in discussione con il ricorso (cfr. il rapporto del 22 luglio 1992 della Commissione speciale per l'esame del CPP/TI sul messaggio aggiuntivo 20 marzo 1991, concernente la revisione totale del vCPP/TI, del 10 luglio 1941, pag. 75 seg.). D'altra parte, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, anche in base al principio della buona fede non è ammissibile sollevare censure formali, che avrebbero potuto essere proposte in modo conforme alla legge già in un precedente stadio, solo più tardi, attendendo l'esito di altre procedure (DTF 121 I 30 consid. 5f pag. 38 e rinvii; sentenza 1P.608/1999 del 25 settembre 2000, consid. 2). Nelle esposte circostanze, ritenendo inammissibile la critica sulle modalità d'interrogatorio del teste e la sua mancata citazione al dibattimento, la Corte cantonale non ha quindi applicato arbitrariamente gli art. 227 cpv. 1 e 2 e 288 lett. b CPP/TI (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii).