Citation: BGE 149 III 393 E. 3.4.1

A suo dire, la dottrina dominante osterebbe alla possibilità di un'esigenza di maggioranza più restrittiva rispetto a quella dell'art. 712g cpv. 3 CC, la cui doppia maggioranza sarebbe "uno strumento di equilibrio e di democrazia, cui il legislatore è giunto dopo una profonda analisi di tutte le varianti". Secondo la ricorrente, "l'art. 29 del regolamento, con l'aumento a 2/3 della maggioranza, senza considerazione delle quote, va esattamente nella direzione opposta alla protezione delle minoranze", soprattutto nelle particolari condizioni di un condominio come quello concreto, che presenta una "particolare marcata diseguaglianza delle quote (1 comproprietario con 1/3 del valore, 36 comproprietari con 2/3 del valore)", per cui "una minoranza delle quote (inferiore a 500/1000) potrebbe ottenere facilmente la maggioranza aggravata dei 2/3".