Citation: 5P.86/2003 18.12.2003 E. 5.2

Nell'ambito della valutazione delle prove il Tribunale federale riconosce al giudice cantonale un ampio potere discrezionale e non sostituisce il suo apprezzamento a quello del giudice di merito, ma interviene solo se la valutazione delle prove contenuta nella sentenza impugnata è manifestamente insostenibile o chiaramente in contrasto con la situazione di fatto, ovvero qualora essa riposi su una svista manifesta o su valutazioni manifestamente incompatibili con il sentimento di giustizia o basate su punti di vista del tutto ininfluenti (DTF 120 Ia 31 consid. 4b pag. 40 con rinvii ). È segnatamente arbitraria una valutazione delle prove che si fondi unilateralmente solo su alcune di esse ad esclusione di tutte le altre (DTF 118 Ia 28 consid. 1b, 112 Ia 369 consid. 3). Tuttavia, l'arbitrio non si realizza già per il semplice fatto che le conclusioni del giudice di merito non corrispondono a quelle del ricorrente (DTF 116 Ia 85 consid. 2b) o ad altre, altrettanto sostenibili o addirittura migliori (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9 con rinvii). Chi si limita a rimettere in discussione l'esito probatorio della procedura cantonale esercita una semplice critica appellatoria, irricevibile in un ricorso di diritto pubblico. 5.2.1 Nella fattispecie la censura concernente il reddito aziendale del ricorrente dev'essere esaminata alla luce della documentazione inclusa nell'incarto cantonale, atteso che, come già osservato, la lettera del 13 febbraio 2003 dell'Ufficio circondariale di tassazione costituisce un inammissibile novum. Per valutare la capacità lucrativa del marito, i giudici cantonali si sono basati sulla notifica d'imposta 2001/2002, prodotta l'8 luglio 2002 dal precedente patrocinatore del ricorrente, da cui risulta un "reddito del lavoro" di fr. 30'664.--. Nella motivazione della tassazione, l'autorità fiscale aveva indicato di aver rettificato il reddito professionale "sulla base degli elementi noti all'autorità fiscale, delle indicazioni fornite dal contribuente o dei coefficienti d'utile medio per aziende del ramo". In queste circostanze spettava al ricorrente, se voleva evitare che i giudici cantonali considerassero l'importo in discussione come un provento della sua attività lavorativa, far valere e provare innanzi alla Corte cantonale l'argomentazione sollevata innanzi al Tribunale federale, secondo cui tale somma si comporrebbe, in realtà, d'indennità giornaliere di perdita di guadagno versate dalla SUVA. Sennonché la lettera dell'8 luglio 2002, che ha accompagnato la produzione della menzionata notifica di tassazione, non spiega di cosa si comporrebbe il "reddito del lavoro" e il ricorrente non pretende di aver in altro modo sottoposto e dimostrato nella sede cantonale la summenzionata argomentazione. Ne segue che il rimprovero mosso alla Corte cantonale di aver valutato in modo insostenibile le risultanze probatorie appare infondato. 5.2.2 Nemmeno la critica riguardante la determinazione del reddito della controparte fa apparire arbitrario l'accertamento secondo cui l'ex moglie consegue un reddito da attività lavorativa di fr. 160.-- mensili, come risulta dal certificato di salario per l'imposta 2001/2002 prodotto in appello e dall'interrogatorio formale. Infatti, il ricorrente si limita a riferirsi alla notifica di tassazione 1999/2000, che riguarda i redditi conseguiti nel biennio a questa precedente. Inoltre, tale notifica indica l'importo di fr. 7'680.-- quale "reddito d'altra fonte" e non come reddito da lavoro.