Citation: 2C_164/2021 E. 5.2

5.2. Nella fattispecie, appare chiaro che il comportamento del ricorrente rientra di per sé sia sotto l'art. 62 cpv. 1 lett. b che sotto l'art. 62 cpv. 1 lett. c LStrI. In effetti, una pena detentiva è di lunga durata ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI se è stata pronunciata per più di un anno, a prescindere dal fatto che la stessa sia stata o meno sospesa (DTF 137 II 297 consid. 3 e 135 II 377 consid. 4.2). D'altra parte, il reato di tentato omicidio, oggetto della condanna del 9 marzo 2005 (precedente consid. 4.1), è tra i più gravi del nostro ordinamento giuridico e costituisce pertanto anche una violazione rilevante dell'ordine pubblico ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 lett. c LStrI. In ragione del fatto che essa sanziona un comportamento che risale al 1° gennaio 2003, dubbio è invece che questa sola condanna, benché pesante, possa oggi ancora essere presa in considerazione. In effetti, al momento della pronuncia del giudizio dell'istanza inferiore (11 gennaio 2021) i fatti in discussione risalivano a ben diciotto anni prima, quindi ad un tempo assai remoto (sentenza 2C_857 e 862/2017 del 21 gennaio 2019 consid. 3.4). Sia come sia, la questione - che l'istanza inferiore non si pone, nonostante l'art. 2 cpv. 2 LStrI lo richiedesse, perché già il diritto interno poteva essere risolutivo in favore del ricorrente - non va approfondita, siccome la querelata sentenza non è comunque conforme all'art. 5 allegato I ALC.