Citation: 5C.80/2003 12.12.2003 E. 1

2.2 La convenuta sostiene invece che l'art. 213 cpv. 2 LEF non sarebbe applicabile alla fattispecie, poiché in concreto non ricorre "l'ipotesi di una compensazione in senso tecnico-giuridico" ai sensi dell'art. 120 CO, atteso che trattasi di un rapporto di conto corrente. Inoltre, gli amministratori della successione hanno lasciato sussistere il rapporto di conto corrente e il mandato d'incasso della convenuta. Infine, i versamenti effettuati sul conto corrente avrebbero natura solutoria e potrebbero al massimo essere soggetti ad un'azione revocatoria ai sensi dell'art. 287 cpv. 1 n. 2 LEF. 2.3 Un rapporto di conto corrente contiene un contratto di compensazione, secondo il quale tutte le pretese inerenti al rapporto di conto corrente vengono compensate automaticamente o alla fine del periodo contabile o in modo continuo (DTF 100 III 79 consid. 3; cfr. anche DTF 127 III 147 consid. 2b). La giurisprudenza ha poi già avuto modo di specificare che un debitore non può, segnatamente mediante un contratto di compensazione, crearsi in anticipo la possibilità di compensare la propria contropretesa e rendere così illusori gli effetti del fallimento del creditore (DTF 115 III 65 consid. 3c). In queste circostanze è del tutto irrilevante che gli amministratori della successione abbiano lasciato operante il conto bancario. Giova inoltre rilevare che la convenuta non può nemmeno essere seguita laddove afferma l'esistenza di un mandato d'incasso, atteso che lo stesso non risulta dalla sentenza impugnata né può essere dedotto dagli accertamenti di fatto - che vincolano il Tribunale federale nella giurisdizione per riforma (art. 63 cpv. 2 OG) - effettuati dalla Corte cantonale. Ne segue che la Corte cantonale non ha violato il diritto federale, negando alla banca la facoltà di compensare i versamenti pervenutile durante la compilazione dell'inventario.