Citation: I 550/00 18.04.2002 E. 1

Pure il dott. R.________, specialista in medicina interndia, nel rapporto circostanziato alla Cammid del 3 maggio 1999, indicava una situazione aggravata. Egli confermava in particolare l'insorgenza di cefalee giornaliere e la necessita di una terapia antidepressiva, attestando un'inabilità lavorativa totale. Il manifestarsi di una patologia psichiatrica, non ancora riscontrata dalla MEDAS nell'ottobre 1998, ma sospettata nel 1999 dal Servizio di neurologia, è stata poi confermata retrospettivamente, il 22 ottobre 1999, dalla dott. ssa C.________, presso cui l'assicurato è in cura dal luglio 1999, e quindi precedentemente alla decisione impugnata (si confronti le dichiarazioni del dott. P.________ il cui studio medico è stato ripreso dalla dott. ssa C.________). La psichiatra ha diagnosticato una sindrome depressiva, con incapacità lavorativa totale, che perdurava ancora nel corso del 2001. f) Alla luce dei menzionati più attuali documenti medici, che indicano come possibile, se non addirittura probabile, un peggioramento dello stato di salute del richiedente a seguito dell'aggravamento delle cefalee, della necessità di nuove cure con antidepressivi e di un consulto psicologico, a mente di questa Corte l'amministrazione non poteva pronunciare la propria decisione, senza perlomeno preliminarmente appurare, presso il Servizio neurologico dell'Ospedale Y.________ di L.________, l'eventuale incidenza dell'emicrania sulla capacità lavorativa dell'assicurato, soprattutto ritenuto che non era più scatenata unicamente dai solventi, così come altresì richiedere un approfondimento psicologico, risalendo i referti su questo tema a ben un anno prima. Le medesime costatazioni devono naturalmente valere per il Tribunale cantonale, il quale era inoltre in possesso del certificato della dott. ssa C.________, rilasciato poco dopo la pronuncia della decisione amministrativa e riferentesi alla cura iniziata nel luglio 1999, che diagnostiva a chiare lettere l'insorgenza di una depressione, quindi di una nuova affezione, e di un'inabilità lavorativa totale. In proposito va ricordato che per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali esamina la decisione amministrativa deferitagli sulla base della situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa venne emanata, quando si ritenga che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102). Di questi fatti il tribunale di prima istanza avrebbe dovuto tener conto. Visto quanto sopra, solo un ulteriore esame peritale avrebbe permesso di stabilire se, dopo gli accertamenti degli specialisti della MEDAS, in particolare a partire dal mese di febbraio 1999 e fino al momento della decisione impugnata, era intervenuto un peggioramento dello stato di salute dell'assicurato e della sua capacità lavorativa tale da giustificare l'ammissione di un grado di invalidità superiore a quello stabilito dall'amministrazione.