Citation: 8C_566/2023 E. 2.1

2.1. Dopo aver ricordato il quadro normativo pertinente nella fattispecie (art. 2, 4, 9 e 10 LPC [RS 831.30]), il Tribunale cantonale ha accertato che dal 1° maggio 2009 il ricorrente locava una camera da letto in uso esclusivo, condividendo con altri inquilini l'utilizzo di una toilette e di un locale doccia. Dal 1° dicembre 2009 egli locava inoltre per fr. 1'246.- (pigione netta) un appartamento di cinque locali (compreso il vano cucina non arredato) e servizio, adibito ad uso commerciale per uffici e spazi espositivi. Ogni altra utilizzazione era contrattualmente esclusa. Indipendentemente dal fatto che il ricorrente trascorresse le sue giornate in quest'ultimo luogo, i giudici cantonali hanno ritenuto che questi locali non potevano essere considerati come parte della sua abitazione, conformemente alla giurisprudenza (DTF 100 V 52). Oltre all'impossibilità di ritenere un'unità abitativa in senso stretto, data la distanza tra i locali utilizzati (850 metri), la destinazione commerciale esclusiva dell'appartamento (decisa dal proprietario, rispettivamente dal piano regolatore del comune) adibito per uffici e spazi espositivi precludeva un uso abitativo del medesimo. La Corte ticinese ha inoltre negato una violazione dell'art. 12 Cost., il ricorrente beneficiando già di prestazioni complementari che gli permettono di condurre un'esistenza dignitosa, certamente in misura superiore al minimo garantito dalla garanzia costituzionale invocata.