Citation: 5A_181/2024 E. 3.1

3.1. Nel caso concreto, il Presidente della Camera di protezione ha ricordato gli elementi che avevano portato l'autorità di protezione a ritenere "limitata" l'autonomia dell'interessato nella gestione dei suoi interessi e "parzialmente compromessa" la sua capacità di discernimento e a istituire la curatela di rappresentanza con amministrazione dei beni il 21 marzo 2022, ovvero: l'esistenza di un debito di oltre fr. 50'000.-- per le rette scoperte presso l'istituto per anziani dove risiede la moglie, il parere di Pro Senectute del 17 novembre 2021 secondo cui l'interessato mostrerebbe talvolta confusione e difficoltà di memoria e avrebbe difficoltà a gestire le proprie finanze e quelle della moglie, il parere del suo medico curante dott. E.________ del 2 dicembre 2021 secondo cui " pur rimanendo una capacità critica di giudizio, il paziente non riesce a portare a termine gli atti amministrativi che gli vengono richiesti (...) a causa di deficit mnesici a breve termine o per timore di incorrere in errori tecnici ") e l'assenza di aiuto da parte di familiari o conoscenti. Per il Presidente della Camera di protezione, malgrado il parere aggiornato del medico curante del 3 gennaio 2023 che considerava "conservata l'[...]integrità intellettiva" dell'interessato e che attestava che "è in grado di gestire il suo patrimonio, di evadere gli oneri richiesti e di conservare i suoi interessi economici", la predetta situazione non appariva nel frattempo sostanzialmente modificata (anche considerato il breve lasso di tempo intercorso tra l'istituzione della misura, a suo tempo non impugnata, e la domanda di revoca), ma vi erano anzi "ulteriori aspetti critici relativamente ai rischi di influenzabilità e manipolazione" dell'interessato (confermati dai suoi diversi cambiamenti di opinione in relazione alla misura di protezione e alla persona da nominare in qualità di curatore, nonché dalla redazione di un testamento in favore di una presunta "compagna"). Il Presidente della Camera di protezione ha pertanto confermato che un'amministrazione di sostegno giusta l'art. 393 cpv. 1 CC sarebbe stata insufficiente e che non vi erano i presupposti per revocare la curatela di rappresentanza con amministrazione dei beni e trasformarla in un provvedimento meno incisivo. Quanto alla scelta del curatore, il Presidente della Camera di protezione ha convalidato la decisione dell'autorità di protezione di non nominare la persona proposta dall'interessato per il fatto che C.________, "nota per la posizione fortemente oppositiva agli interventi di autorità", nella sua situazione di "alleanza" con l'interessato "si troverebbe in conflitto con lo stesso per gli obblighi imposti dalla misura e con l'autorità per la sua non condivisione del progetto di protezione adottato" e risulterebbe pertanto inidonea. Per il Presidente della Camera di protezione, che ha ricordato l'ampio margine di apprezzamento dell'autorità di protezione nella scelta del curatore, la nomina di persone con le quali la cooperazione potrebbe mostrarsi difficoltosa o dove si intravvedono potenziali conflitti non può infatti essere considerata a vantaggio della misura di protezione e della persona da tutelare.