Citation: 4A_563/2018 E. 2.1

2.1. La ricorrente ritiene che l'arbitro avrebbe manifestamente violato il diritto, perché l'obbligo di versare il 20 % del 12,5 % di salario attinente all'inabilità lavorativa non coperto dalla SUVA sarebbe in contraddizione con l'art. 65 cpv. 1 CNM. Tale disposizione prevede che in caso di infortunio del lavoratore, il datore di lavoro non deve versare alcuna prestazione fintanto che le prestazioni assicurative della SUVA coprono l'80 % del guadagno assicurato. Afferma poi che l'accordo salariale è conforme all'art. 45 cpv. 1 lett. a CNM, poiché, per i lavoratori che fisicamente non sono in grado di svolgere pienamente la loro attività, i salari base rivestono un carattere puramente indicativo. In concreto occorre innanzi tutto rilevare che l'art. 65 CNM si riferisce alle prestazioni in caso di infortunio e all'obbligo di versare il salario durante il periodo - limitato - in cui il lavoratore è per tale motivo impedito di lavorare. Ora, la ricorrente non spiega perché sarebbe addirittura arbitrario non applicare tale disposto quando si tratta invece di concordare un salario - inferiore ai minimi previsti dal CCL - per un lavoratore che fisicamente non è in grado di svolgere pienamente la sua attività. Anche quando si riferisce all'art. 45 CNM, essa omette di confrontarsi con la considerazione del lodo, secondo cui una deroga ai salari minimi non entra in considerazione nella fattispecie perché la SUVA si fa carico finanziariamente - nella misura prevista dalla legge - delle carenze fisiche del lavoratore. La censura, di natura meramente appellatoria, risulta pertanto inammissibile.