Citation: C 186/05 23.11.2005 E. 1

Nei considerandi dell'impugnata proncuncia, cui si rinvia, i primi giudici hanno già diffusamente esposto le norme legali (art. 8 cpv. 1 lett. e, art. 13 e 27 LADI, nelle loro rispettive versioni, in vigore prima e dopo l'entrata in vigore, il 1° luglio 2003, della 3a revisione LADI; RU 2003 1728, 1755) e i principi giurisprudenziali disciplinanti la materia. 1.1 Alle osservazioni del giudizio cantonale può così essere fatto riferimento per quanto concerne l'applicabilità alla presente fattispecie delle nuove disposizioni concernenti il numero massimo di indennità giornaliere (art. 27 LADI). A tal proposito, l'autorità giudiziaria cantonale, richiamandosi alla giurisprudenza in materia (DLA 2002 pag. 250 [sentenza del 19 marzo 2002 in re B., C 89/01]; SVR 1995 ALV no. 35 pag. 93), ha pertinentemente osservato come in virtù di un principio generale, in mancanza di una specifica regolamentazione transitoria contraria, la nuova regolamentazione deve risultare applicabile anche agli stati di fatto che, pur essendo insorti vigente il vecchio diritto, si manifestano ulteriormente anche dopo la modifica dell'ordinamento giuridico, il nuovo diritto esplicando in questo caso i suoi effetti su fatti precedenti solo per il periodo posteriore alla sua entrata in vigore (retroattività impropria; DTF 126 V 135 consid. 4a, 124 III 271 consid. 4e, 122 II 124 consid. 3b/dd, 122 V 8 consid. 3a, 408 consid. 3b/aa e sentenze ivi citate). Ora, nel caso di specie, nonostante l'apertura del termine quadro per la riscossione delle prestazioni prima del 1° luglio 2003, lo stato di fatto dal quale fare dipendere il diritto alle prestazioni era rappresentato dall'assenza durevole di impiego dal marzo 2003. Tale circostanza non ha dato luogo a una situazione giuridica isolata e puntuale, bensì a una situazione evolutiva e durevole, che non si era ancora conclusa al momento dell'entrata in vigore della 3a revisione della LADI. Donde l'applicabilità di principio alla presente fattispecie dell'art. 27 cpv. 2 LADI, nella sua nuova versione in vigore dal 1° luglio 2003, per quanto concerne il numero massimo di indennità giornaliere alle quali poteva avere diritto l'insorgente. 1.2 Alle constatazioni della pronuncia impugnata può quindi essere rinviato pure nella misura in cui essa ha ritenuto che, stante il nuovo ordinamento in vigore dal 1° luglio 2003, il ricorrente non poteva beneficiare di 520 indennità giornaliere e, quindi, di ulteriori prestazioni successivamente alla scadenza delle 400 indennità giornaliere riscosse. Giusta il nuovo art. 27 cpv. 2 LADI, infatti, un assicurato può vantare un diritto a 520 indennità giornaliere unicamente se ha compiuto 55 anni e può comprovare un periodo di contribuzione minimo di 18 mesi (lett. b) oppure se riceve una rendita di invalidità dell'assicurazione invalidità o dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni ovvero se ha chiesto di ricevere una tale rendita e la sua richiesta non sembra priva di possibilità di successo (lett. c cifra 1) e se può comprovare un periodo di contribuzione di almeno 18 mesi (lett. c cifra 2). Orbene, come fatto notare dalla precedente istanza, le condizioni per potere invocare l'applicabilità di tale disposto facevano difetto in concreto già solo per il mancato adempimento del periodo di contribuzione di 18 mesi almeno, l'insorgente, prima di annunciarsi al collocamento, avendo lavorato in qualità di dipendente per poco meno di sette mesi. 1.3 La valutazione dei primi giudici merita infine di essere condivisa anche per quel che concerne l'interpretazione attribuita alle istruzioni impartite dal seco all'indirizzo delle casse di disoccupazione in vista dell'entrata in vigore della 3a revisione della LADI. Come espressamente precisato dallo stesso seco in sede cantonale, l'autorità di vigilanza ha emanato delle istruzioni destinate alle autorità di esecuzione "per trattare i vari casi che, iniziati sulla base delle disposizioni del vecchi diritto, sarebbero perdurati nel nuovo in base a disposti modificati (le cosiddette "disposizioni transitorie")". Tali istruzioni prevedono di fatto - per questioni tecniche - la possibilità di mantenere le 520 indennità giornaliere per le persone di età superiore ai 55 anni iscrittesi in disoccupazione anteriormente al 1° luglio 2003 anche se non disponevano dei 18 mesi contributivi. Quanto alle persone che hanno richiesto una rendita AI entro il 30 giugno 2003, il seco ha dichiarato di potere applicare per analogia la medesima soluzione. Ora, anche volendosi fondare su questa interpretazione, l'applicazione di tale regolamentazione presuppone comunque che l'assicurato, prima del 1° luglio 2003, percepisse o avesse quantomeno richiesto una rendita dell'assicurazione contro gli infortuni o dell'AI non sprovvista di possibilità di successo (art. 27 cpv. 2 lett. c cifra 1 LADI, peraltro di ugual tenore del vecchio art. 27 cpv. 2, quarta variante, LADI). Sennonché, come rettamente osservato dalla Corte cantonale, prima del 1° luglio 2003 l'interessato non ha presentato alcuna domanda di prestazioni AI o dell'assicurazione contro gli infortuni - prestazioni, queste ultime non suscettibili comunque di entrare in linea di conto per assenza agli atti di un evento traumatico assicurato in Svizzera. E comunque se anche il ricorrente, che si duole del fatto di non avere potuto formulare la domanda di prestazioni AI in quanto impeditovi dai servizi municipali in ragione della sua posizione di richiedente l'asilo, avesse inoltrato una simile richiesta, essa, esaminabile dal profilo dell'art. 6 LAI (SVR 2000 IV no. 14 pag. 41 segg.), non avrebbe avuto la benché minima possibilità di esito positivo. Infatti, indipendentemente dall'adempimento delle condizioni assicurative di cui all'art. 6 cpv. 2 LAI, l'assicurato, che prima di perdere il lavoro guadagnava fr. 3'100.- mensili e che in un'attività leggera, per la quale è stato dichiarato totalmente abile al lavoro dal dott. B.________ (referto del 14 aprile 2003), nell'ipotesi per lui maggiormente favorevole ai fini del calcolo dell'invalidità (applicabilità dei dati salariali statistici relativi alla regione ticinese, riduzione massima del 25% sul valore così ottenuto [DTF 126 V 75]), avrebbe potuto realizzare un reddito da invalido sostanzialmente equivalente, in nessun caso avrebbe lontanamente raggiunto il grado minimo d'invalidità del 40% necessario per ottenere una rendita AI.