Citation: 5A_208/2020 E. 2.3.2

2.3.2. La ricorrente sostiene poi che il conseguimento di un reddito ipotetico non sarebbe possibile. Ella fa valere che la sua età attuale (con i corrispondenti costi legati ai contributi sociali), i suoi problemi di salute e il suo trascorso professionale (caratterizzato da attività temporanee e irregolari " nei più svariati e variegati ambiti lavorativi " ed interrotto da ben tre gravidanze) non la renderebbero attrattiva sul mercato del lavoro. Infatti, durante il periodo di disoccupazione (e quindi aiutata dall'ufficio di collocamento), ella avrebbe faticato a trovare un lavoro quale impiegata di commercio anche solo a tempo parziale. Per la ricorrente, pertanto, la conclusione dei Giudici cantonali secondo cui potrebbe effettivamente estendere a tempo pieno la propria attività lucrativa non si baserebbe sulle prove agli atti e sarebbe insostenibile. Sapere se un coniuge ha effettivamente la possibilità di esercitare una determinata attività lucrativa che gli procuri un reddito ipotetico costituisce una questione di fatto (supra consid. 2.1), che il Tribunale federale esamina quindi unicamente sotto il profilo dell'arbitrio e a condizione che la relativa censura sia motivata conformemente all'art. 106 cpv. 2 LTF (supra consid. 1.3). Nel ricorso all'esame, la critica di arbitrio, laddove ravvisabile, è invece del tutto generica e inadatta a far apparire manifestamente insostenibile la valutazione dell'autorità precedente. Oltre a ciò, la ricorrente omette di confrontarsi con l'argomento dei Giudici cantonali secondo cui, malgrado spettasse a lei addurre i fatti dai quali risultasse che non era possibile estendere la propria attività lucrativa (v. sentenza 5A_749/2016 dell'11 maggio 2017 consid. 5 con rinvio), non aveva portato alcun elemento valido al riguardo. Anche questa censura va quindi ritenuta inammissibile.