Citation: 1B_298/2014 E. 3.3

3.3. Il PP nella decisione di dissequestro ha addotto che rinunciava a procedere secondo l'art. 267 cpv. 5 CPP per motivi di celerità, allo scopo di evitare l'ulteriore prolungamento di un procedimento penale già complesso. Nel giudizio impugnato, la Corte cantonale ha ritenuto corretta la decisione di non applicare l'art. 267 cpv. 5 CPP, siccome non era in questione il diritto di proprietà sul veicolo, bensì la buona fede o meno dell'ultimo acquirente. Tuttavia, poiché in concreto l'autovettura è rivendicata sia dal detentore sia dal ricorrente, che sostiene di esserne rimasto proprietario sulla base del diritto italiano, il PP non poteva prescindere dall'applicazione dell'art. 267 cpv. 5 CPP. D'altra parte, il rinvio al giudice civile sulla questione del diritto di proprietà, non impedisce di per sé la continuazione del procedimento penale e non dovrebbe pertanto comportare ritardi ingiustificati nell'ottica della sua conclusione. Quanto all'argomentazione della CRP, l'accertamento della buona fede del detentore congiuntamente all'adeguatezza della controprestazione da lui fornita ostano alla confisca dell'autovettura giusta l'art. 70 CP, ma non impediscono la decisione del giudice civile sulla rivendicazione della proprietà. Nelle esposte circostanze, si imponeva quindi di attribuire la Porsche a B.________, che quale attuale possessore in buona fede sembra essere maggiormente l'avente diritto, e di assegnare al ricorrente un termine per promuovere l'azione civile. La causa deve pertanto essere rinviata all'autorità cantonale perché proceda in tal senso.