Citation: 4A_145/2021 E. 4.2

4.2. Quanto al mancato annuncio di un possibile verdetto di inammissibilità, la doglianza, espressa in termini perentori, non rispetta le esigenze accresciute di motivazione sgorganti dal principio dell'allegazione (cfr. sopra, consid. 1.6), dato che il ricorrente non espone con precisione i motivi per cui avrebbe dovuto essere previamente consultato. L'interessato non pretende neppure che l'autorità cantonale si sarebbe avvalsa di argomenti giuridici a lui sconosciuti di cui non poteva prevedere l'adozione (cfr. DTF 145 I 167 consid. 4.1 con riferimento; sentenza 5A_953/2020 del 9 agosto 2021, consid. 3.5). In un processo civile la parte che introduce un mezzo di impugnazione non può dirsi sorpresa di fronte a un verdetto di inammissibilità, giacché chi si rivolge a un'autorità giudiziaria di seconda istanza, a maggior ragione se patrocinata, deve assicurarsi che il proprio gravame adempia tutti i requisiti per essere vagliato nel merito. In particolare, in controversie patrimoniali le decisioni finali di prima istanza sono impugnabili mediante appello se il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione è di almeno fr. 10'000.-- (art. 308 cpv. 1 e 2 CPC). Il ricorrente, infine, non fa valere che la causa dell'irricevibilità fosse riconducibile a un vizio di forma che giustificava l'assegnazione di un termine per ripararlo (art. 132 cpv. 1 CPC). Ne deriva che il rimedio si avvera inammissibile.