Citation: 9C_248/2015 E. 5.3.1

5.3.1. La ricorrente fa valere che la capacità di lavoro residua deve essere stimata al 50% e non al 60% come ritenuto dai medici del SAM. In proposito, l'insorgente si limita a osservare che già lavora al 50% e non le risulta possibile lavorare a una percentuale maggiore. Ora, la tesi sviluppata dalla ricorrente da sola non è sufficiente per rimettere in discussione le valutazioni dei medici del SAM, riprese dal Tribunale cantonale e che di per sé sono vincolanti per il Tribunale federale (cfr. consid. 1). La valutazione dell'incapacità di lavoro non dipende da quanto concretamente un assicurato lavora, ma è piuttosto il frutto di un esame da parte dell'autorità incaricata di applicare il diritto e della persona incaricata di esaminare la situazione da un punto di vista medico (DTF 140 V 193 consid. 3.3 pag. 196 seg.). Contrariamente a quanto indicato dalla ricorrente, i periti del SAM hanno inoltre tenuto conto dell'influsso dei disturbi psichici sulla sua capacità lavorativa residua e del leggero aggravamento intercorso tra il 2009 e il 2010, osservando che questa era limitata del 30% nel 2009 ma del 40% nel 2010. Per il resto, la ricorrente si limita a presentare il suo punto di vista senza spiegare perché l'apprezzamento del Tribunale cantonale sarebbe erroneo. Nella misura in cui la ricorrente non si confronta, come dovrebbe, con le argomentazioni sviluppate dal Tribunale cantonale ma delega al Tribunale federale il compito di rivederne il giudizio, si deve ritenere che la censura sollevata è meramente appellatoria ed è quindi manifestamente infondata.