Citation: 1A.255/2004 16.08.2005 E. 2

2.1 Interposto tempestivamente contro una decisione del MPC di trasmissione di documenti acquisiti in esecuzione di una domanda di assistenza, il ricorso di diritto amministrativo, che contro la decisione di trasmissione ha effetto sospensivo per legge (art. 21 cpv. 4 lett. b e 80l cpv. 1 AIMP), è ricevibile dal profilo dell'art. 80g cpv. 1 e 2 in relazione con l'art. 25 cpv. 1 AIMP. 2.2 I ricorrenti, tenuti ad addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), la fondano in maniera generale sul fatto, ininfluente, di essere destinatari della decisione impugnata e imputati nel procedimento estero. Ora, nell'ambito dell'assistenza giudiziaria, la legittimazione a ricorrere è riconosciuta solo al titolare di un conto bancario di cui siano chieste informazioni o alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1, 128 II 211 consid. 2.3, 126 II 258 consid. 2d; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 306 e segg.). La persona contro cui è diretto il procedimento all'estero può ricorrere alle medesime condizioni, per cui la circostanza che due ricorrenti sono imputati non è decisiva (art. 21 cpv. 3 AIMP; DTF 123 II 161 consid. 1d, 122 II 130 consid. 2b). 2.3 Con la decisione di chiusura è stata ordinata la trasmissione di atti sequestrati presso alcune banche e presso la società O.________SA, nonché del verbale di interrogatorio di Q.________. I ricorrenti, rilevato di aver avuto accesso all'intera documentazione, adducono di non essere stati in grado di capire quali documenti sono stati acquisiti presso le banche e quali presso la società O.________SA e criticano il fatto che il MPC non ha indicato, come da loro richiesto, la provenienza dei singoli atti. 2.3.1 Contro la decisione impugnata i ricorrenti hanno presentato, legittimamente, un unico atto di ricorso: ciò non li esime comunque dall'indicare precisamente, per ogni singolo ricorrente, i motivi che ne fonderebbero la legittimazione e, sempre distintamente per ognuno di loro, i motivi che si opporrebbero all'assistenza e alla consegna dei suoi documenti. Certo, dall'appendice allegata alla decisione di chiusura non risulta chiaramente presso chi determinati documenti sono stati sequestrati. È comunque pacifico che la società O.________SA, sottoposta alla contestata perquisizione, è legittimata a impugnare la trasmissione dei documenti sequestrati nei suoi uffici (art. 80h lett. b AIMP in relazione con l'art. 9a lett. b OAIMP). 2.3.2 Q.________, quale teste sottoposto direttamente alla misura coercitiva, è legittimato a impugnare la trasmissione del suo verbale di interrogatorio, ma solo nella misura in cui è chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente o se si prevale del suo diritto di non testimoniare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb, 122 II 130 consid. 2b, 121 II 459 consid. 2c). Terzi, come la società O.________SA e l'ulteriore ricorrente, anche se toccati personalmente dalle dichiarazioni contenute nel verbale d'interrogatorio, non sono per contro legittimati a contestare la trasmissione del verbale (DTF 124 II 180 consid. 2b, 123 II 153 consid. 2b, 122 II 130 consid. 2c). 2.3.3 Riguardo ai loro conti bancari, i ricorrenti sono legittimati a insorgere soltanto contro la consegna degli atti delle relazioni di cui sono titolari: si può presumere ch'essi siano in grado di rintracciarli nell'appendice allegata alla decisione di chiusura, dove figurano i numeri dei conti. In effetti, i documenti non sequestrati presso la società O.________SA sono stati acquisiti presso banche (art. 9a lett. a OAIMP; DTF 131 II 169 consid. 2.2.1, 130 II 162 consid. 1.1 e rinvii). La loro richiesta di essere interpellati su questa questione dev'essere pertanto, in siffatte condizioni, respinta. Infatti, essi, dopo aver consultato l'intera documentazione sequestrata, nemmeno indicano i conti sequestrati di cui sarebbero titolari. 2.3.4 Il ricorso è manifestamente inammissibile per carenza di legittimazione anche nella misura in cui i ricorrenti sostengono, senza renderne del tutto verosimili i presupposti, di agire quali organi formali e materiali pure in rappresentanza di terzi, segnatamente delle società toccate dalle contestate misure di assistenza e di società che sarebbero state sciolte nel frattempo, entità peraltro da loro neppure indicate specificatamente. In materia d'assistenza giudiziaria, l'avente diritto esclusivamente economico di una persona giuridica è eccezionalmente legittimato a ricorrere qualora la persona giuridica sia stata sciolta e la stessa, pertanto, non possa più agire. Spetta tuttavia all'avente diritto dimostrare l'avvenuto scioglimento della società e che in tale atto egli sia indicato chiaramente quale beneficiario, producendo i documenti ufficiali a sostegno di questi assunti (DTF 123 II 153 consid. 2c e 2d; sentenze 1A.216/2001 del 21 marzo 2002 consid. 1.3, 1A.10/2000 del 18 maggio 2000, consid. 1e, apparsa in Pra 133 790). I ricorrenti né sostengono né dimostrano l'adempimento di queste condizioni, rilevato che su determinati conti essi dispongono soltanto di una procura, per cui non sono legittimati a criticare la trasmissione dei relativi documenti. Ne segue che, in larga misura, il ricorso è inammissibile per carenza di legittimazione.