Citation: H 231/04 20.09.2005 E. 3

Nel caso di specie è controversa la questione della qualifica giuridica quale dipendente o indipendente dell'attività esercitata da B.________ per la D.________ SA nel periodo dal 1999 al 2002. 3.1 Nel proprio gravame sia B.________ che D.________ SA contestano le conclusioni dei primi giudici, in primo luogo per motivi d'ordine formale e inoltre anche per ragioni di merito. Essi lamentano in particolare una violazione del diritto di essere sentito per avere i giudici cantonali, nonostante la richiesta più volte formulata, omesso di assumere le prove da loro ritenute giuridicamente rilevanti - quali l'audizione di B.________, di P.________ (direttore della D.________ SA), di U.________ (fiduciario della C.________ & Co.) e dei revisori della D.________ SA, nonché il sopralluogo negli uffici di D.________ SA e di C.________ & Co. - che avrebbero permesso di dimostrare la qualità di indipendente di B.________ anche nei rapporti contrattuali intercorsi con la D.________ SA. 3.2 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). ll diritto di essere sentito comprende pure la pretesa di ottenere una decisione motivata, che impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Siffatto obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tale fine, ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni di parte atte a influire sul giudizio (DTF 121 III 331 consid. 3b; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, tesi Berna 2000, pag. 368 con numerosi rinvii).