Citation: 6B_194/2008 11.08.2008 E. 2

Giusta l'art. 317 del codice di procedura penale del Cantone Ticino (CPP/TI; RL 3.3.3.1), l'accusato prosciolto ha diritto a un'indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale. Questa indennità può essere negata o ridotta nel caso di colpa grave esclusiva o concolpa dell'accusato prosciolto; egli deve fare quanto nelle sue possibilità per contenere il danno. La rifusione delle spese di patrocinio è limitata a quelle necessarie e proporzionate (art. 319a CPP/TI). L'istanza di indennità - che dev'essere presentata entro un anno dall'abbandono del procedimento, rispettivamente dalla sentenza di assoluzione (art. 320 cpv. 1 CPP/TI) - è diretta contro lo Stato e promossa davanti alla Camera dei ricorsi penali che decide sull'ammissibilità e sull'ammontare dell'indennità, applicando a titolo suppletivo i principi della responsabilità civile (art. 319b cpv. 1 e 2 CPP/TI). L'onere della prova del danno spetta all'istante, che deve fondare la sua richiesta su fatti precisi e documentare le sue pretese (cfr. DTF 113 IV 93 consid. 3e; 107 IV 155 consid. 5; cfr. pure messaggio del Consiglio di Stato del Cantone Ticino n. 5749 del 25 gennaio 2006 relativo alla revisione delle norme sull'indennità a favore dell'accusato prosciolto ad art. 320a CPP/TI). Di principio sono ammesse solo prove documentali; in via eccezionale, quando non è possibile dimostrare altrimenti un fatto, possono essere ammessi l'audizione di testimoni, le perizie e il richiamo di incarti (art. 320a cpv. 3 CPP/TI). Dopo aver esposto i principi generali dinanzi riassunti, la CRP si è chinata su ciascuna posta del danno di cui A.A.________ ha chiesto l'indennizzo. Di seguito, verranno trattate le censure del ricorrente nell'ordine adottato dall'ultima istanza cantonale.