Citation: 5A_699/2014 E. 7.3

7.3. Il ricorrente chiede che le spese e le ripetibili di appello siano messe integralmente a carico dell'opponente in quanto da lei generate violando gli impegni assunti nell'accordo del 18 luglio 2012: se ella avesse eseguito tali impegni, il ricorrente avrebbe ritirato l'appello. Una tale critica si fonda però, ancora una volta, inammissibilmente su fatti non constatati dall'autorità inferiore (segnatamente la violazione degli impegni da parte dell'opponente e l'intenzione del ricorrente di ritirare l'appello qualora l'opponente avesse adempiuto all'accordo). Il secondo argomento ricorsuale - l'assenza di possibilità di esito positivo della procedura introdotta dall'opponente - è meramente speculativo e comunque divenuto caduco con l'impossibilità del Tribunale di appello di decidere a seguito dell'accordo 18 luglio 2012. Rammentato che la messa a carico delle spese giudiziarie avviene secondo equità (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC; Naegeli/Richers, op. cit., n. 10 ad art. 242 CPC), si constata infine che non vi è traccia nel ricorso di una censura per arbitrio nell'esercizio del margine di apprezzamento di spettanza del Tribunale di appello. Tale censura si rivela pertanto inammissibile.