Citation: 1A.32/2001 27.09.2001 E. 4

4.- a) Nella decisione impugnata la CRP ha stabilito che i ricorrenti si sono limitati a criticare in maniera generica, e solo indicando qualche esempio, l'ordine di trasmissione, senza tuttavia dimostrare l'irrilevanza potenziale dei singoli documenti per il procedimento estero. Nel presente gravame i ricorrenti, sottolineate le predette considerazioni dei Giudici cantonali, diffondendosi sui documenti sequestrati presso l'abitazione di V.K.________ (pag. 24-45), si limitano ad accennare, tra l'altro, al sequestro di quattordici buste contenenti estratti conto della PKB Privatbank AG, di tre buste con estratti conto della Paribas e di una busta contenente estratti conto dell'UBS; riguardo a quelli sequestrati presso gli uffici della T.________ (pag. 24-55), indicano il sequestro di estratti conto dell'UBS appartenenti a varie società, di un estratto conto della PKB Privatbank AG, di due buste chiuse con estratti conto di detta banca; sul sequestro presso gli uffici della A.________ (pag. 55-72) fanno riferimento a estratti della Banca Paribas, della PKB Privatbank AG e di altri istituti di credito, peraltro in parte non oggetto della decisione impugnata. Si tratta, tuttavia in pratica, di un semplice accenno al contenuto dei documenti sequestrati, ove non è del tutto dimostrato, perché queste informazioni non presenterebbero alcuna rilevanza potenziale per il procedimento estero (DTF 122 II 367 consid. 2d pag. 371): questa descrizione, manifestamente tardiva oltre che inutile in questo stadio della procedura, è quindi inammissibile. Riguardo alla trasmissione, oggetto del presente litigio, dei documenti sequestrati presso gli istituti di credito, i ricorrenti si limitano infatti a sostenere che non spetterebbe a loro evidenziare gli atti irrilevanti per il procedimento estero, visto che essi sono stati identificati in modo del tutto generico e senza nessuna particolare precisazione. Richiamando semplicemente l'asserita lacunosità delle rogatorie i ricorrenti ne concludono, in particolare riguardo a V.K.________, di non essere in grado di determinare la rilevanza dei documenti di apertura o degli estratti conto delle loro relazioni bancarie, per cui non potrebbero indicare al Tribunale federale quali documenti bancari sarebbero inutili per l'inchiesta estera: ciò poiché non sarebbero autori diretti dei prospettati reati. Come si è visto, le rogatorie non sono lacunose e il coinvolgimento dei ricorrenti nei sospettati reati vi è descritto in maniera sufficiente: essi avrebbero quindi potuto esprimersi, dinanzi all'Autorità di esecuzione, con cognizione di causa sulla rilevanza di tali atti. L'unico accenno all' irrilevanza della documentazione riguarda il conto presso l'UBS intestato a Q.________ e/o V.________: ai ricorrenti, che non ne sono titolari, difetta tuttavia la legittimazione al riguardo; ciò vale anche per V.K.________, semplice detentore di una procura su detto conto (sentenza inedita del 25 giugno 199 in re I., consid. 1d, apparsa in Rep 1999 122). b) Secondo la costante giurisprudenza, spetta alle persone o società interessate dimostrare, in modo chiaro e preciso, perché i documenti e le informazioni da trasmettere non presenterebbero alcun interesse per il procedimento estero (DTF 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.). Esse sono quindi tenute, pena la decadenza del loro diritto, a indicare all'Autorità di esecuzione quali documenti, e per quali motivi, non dovrebbero, secondo loro, essere consegnati. I ricorrenti disattendono che dal profilo della buona fede non è ammissibile che il detentore di documenti sequestrati lasci che l'Autorità di esecuzione proceda da sola alla cernita degli atti, senza parteciparvi, per rimproverarle in seguito, nell'ambito di un ricorso, d'aver violato il principio della proporzionalità (DTF 126 II 258 consid. 9b e c). Ora, come si è visto, i ricorrenti si sono limitati a opporsi in maniera del tutto generica alla prospettata trasmissione, e non solo dinanzi all'Autorità di esecuzione bensì ancora dinanzi alla CRP. Non compete pertanto chiaramente al Tribunale federale rimediare d'ufficio alle omissioni dei ricorrenti (DTF 126 II 258 consid. 9c in fine, 122 II 367 consid. 2d). c) Del resto, quando le Autorità estere chiedono informazioni su conti bancari in procedimenti per reati patrimoniali o corruttivi, esse necessitano di tutti i documenti, come del resto è stato espressamente postulato in concreto. Ciò perché debbono poter individuare il titolare giuridico ed economico del conto e sapere a chi sia pervenuto l'eventuale provento del reato (DTF 124 II 180 consid. 3c inedito, 121 II 241 consid. 3c; Zimmermann, op. cit. , n. 478 pag. 370). In un'inchiesta ramificata come la presente l'Autorità estera, per poter ricostruire compiutamente le manovre fraudolente messe in atto dagli inquisiti, e per poter individuare e reperire i proventi dei prospettati reati, deve aver accesso a tutte le informazioni rilevanti. È inoltre palese che la trasmissione dei documenti di apertura dei conti delle persone e delle società menzionate nelle rogatorie è rilevante per il procedimento estero poiché idonea a far progredire l'inchiesta germanica (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a).