Citation: 9C_569/2020 E. 4.3

4.3. Tali critiche non meritano accoglimento in quanto non conformi alla disciplina giuridica vigente. La situazione a livello normativo europeo è chiara, come pure la giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 141 V 612 consid. 7.1 con riferimenti) e la dottrina (cfr. tra gli altri GEBHARD EUGSTER, Krankenversicherung, in: Soziale Sicherheit, SBVR vol. XIV, 3a ed. 2016, n. 542 segg. pag. 575 segg., segnatamente n. 584 segg. pag. 586). L'art. 20 Regolamento (CE) n. 883/2004 - come pure in precedenza l'art. 22 Regolamento (CEE) n. 1408/71 - disciplina l'assistenza reciproca in materia di prestazioni in natura, segnatamente per le cure programmate, nel caso di persone che dimorano in uno Stato membro diverso da quello competente per erogarle. In sostanza sono applicabili le disposizioni della legislazione dello Stato membro in cui le prestazioni sono erogate, altrimenti l'istituzione che presta assistenza sarebbe confrontata con l'arduo compito di applicare il diritto estero in materia di prestazioni. Nel caso in rassegna sono applicabili le disposizioni della legislazione tedesca e, dagli accertamenti del Tribunale cantonale, emerge che il fornitore di prestazioni europeo, segnatamente l'Ospedale B.________ di Hannover, è un istituto privato che fattura secondo le tariffe private e al di fuori del sistema statale estero, ovvero tedesco. Lo strumento dell'assistenza reciproca internazionale in materia di cure programmate all'estero previsto agli art. 22 Regolamento (CEE) n. 1408/71 e art. 20 Regolamento (CE) n. 883/04 non trovano applicazione già per questo motivo e dunque è a giusto titolo che la fattispecie in rassegna va vagliata secondo il diritto svizzero.