Citation: 4A_270/2007 19.02.2008 E. 3

Il ricorrente critica questa decisione in ogni suo punto. In primo luogo contesta l'accertamento secondo il quale egli avrebbe movimentato il conto dell'opponente anche dopo la disdetta della società americana. Si tratta - a suo dire - di un accertamento manifestamente inesatto dei fatti, frutto di una svista manifesta, che necessita di essere rettificato giusta l'art. 105 cpv. 2 LTF, siccome determinante per l'esito del procedimento. 3.1 La censura è inammissibile. L'accertamento secondo il quale il ricorrente ha movimentato il conto fino al 30 settembre 2001, quando l'opponente ha chiuso la relazione bancaria, non è infatti stato effettuato per la prima volta in sede di appello bensì era già contenuto nella pronunzia pretorile, che il ricorrente - su questo punto - non ha contestato. Questo significa che dinanzi al Tribunale federale il ricorrente propone un'argomentazione di fatto nuova, siccome sollevata per la prima volta in questa sede (Ulrich Meyer in: Basler Kommentar, n. 20 e 40 ad art. 99 LTF). Ora, l'art. 99 cpv. 1 LTF stabilisce che con il ricorso in materia civile possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore (cfr. DTF 133 III 393 consid. 3). Tale condizione non è realizzata in concreto, giacché, come appena ricordato, l'accertamento criticato si trovava già nel giudizio di primo grado. 3.2 Ma quand'anche si fosse trattato di un argomento proponibile, la censura sarebbe stata in ogni caso respinta, poiché non si tratta di un accertamento determinante per il giudizio, ai sensi dell'art. 97 cpv. 1 seconda parte LTF. Come emerge dal riassunto della sentenza impugnata esposto al considerando precedente, il fatto che il ricorrente abbia movimentato il conto dell'opponente anche dopo la fine del "mandato di consulenza finanziaria" con la società americana è solo uno degli elementi che ha indotto i giudici del Tribunale d'appello ad ammettere l'esistenza di un mandato di gestione patrimoniale fra lui e l'opponente e, di conseguenza, la sua legittimazione passiva. Per il resto, essi si sono riferiti in maniera preponderante al tenore dei due documenti sottoscritti dall'opponente il 6 marzo 2000 e il 30 giugno 2000.