Citation: U 243/04 22.06.2005 E. 5

5.1 A motivazione del proprio diniego, il primo giudice ha rilevato che la ricorrente avrebbe per la prima volta in sede di opposizione (22 maggio 2003) accennato al ritrovamento del corpo estraneo. E questo, dopo che in precedenza, quando già si era recata dal proprio dentista di fiducia con il pezzo di dente recuperato, essa aveva indicato avere inghiottito l'oggetto in questione lasciando così intendere che quest'ultimo non sarebbe stato più rintracciabile. Il primo giudice, reputando che una siffatta importante circostanza, soprattutto in considerazione delle puntuali domande formulate dall'assicuratore infortuni, non poteva sfuggire all'insorgente, ha ritenuto contraddittorie le successive dichiarazioni di B.________ e ha accordato la priorità alla prima esposizione, quella del 19 dicembre 2002, secondo cui il dente si sarebbe rotto allorché, mangiando del pane, l'interessata avrebbe masticato qualcosa di duro, tipo sassolino, che avrebbe poi appunto inghiottito. In tali condizioni, l'autorità giudiziaria cantonale, basandosi su quanto dichiarato dall'assicurata prima della decisione dell'8 maggio 2003, ha ritenuto trattarsi di una mera ipotesi che ad avere provocato il danno al dente sarebbe stato un corpo estraneo all'alimento consumato. Quanto all'offerta, da parte dell'interessata, del dente leso e del corpo estraneo, il Presidente del Tribunale cantonale l'ha considerata ininfluente non da ultimo in ragione della facilità con la quale un oggetto come quello indicato da B.________ avrebbe potuto essere reperito. 5.2 Tutto ben ponderato, questa Corte non ritiene di potere seguire l'argomentazione del primo giudice. 5.2.1 A prescindere dal fatto che la versione dei fatti indicata dalla ricorrente in sede di opposizione non necessariamente contraddice quella precedente - ritenuto che il corpo estraneo potrebbe effettivamente essersi staccato dal dente recuperato ed essere divenuto così visibile soltanto dopo il momento della decisione 8 maggio 2003, come affermato dall'interessata, che fino a tale scoperta, in mancanza di altri elementi, poteva e doveva legittimamente pensare di avere inghiottito l'oggetto -, si osserva che la circostanza stessa che B.________ abbia offerto l'assunzione agli atti del sacchetto contenente il pezzo di dente lesionato come pure l'oggetto incriminato non poteva esimere l'assicuratore infortuni, prima, e la Corte cantonale, poi, dall'assumere la prova e dall'approfondire la questione. Dall'istruzione della causa potevano infatti senz'altro attendersi elementi cognitivi nuovi, atteso che la "nuova" versione dei fatti appariva corroborata da altri elementi probatori (cfr. consid. 4.3) che le precedenti istanze si sono rifiutate di perlomeno esaminare. 5.2.2 Una verifica del contenuto del sacchetto offerto dalla ricorrente poteva così, con ogni probabilità e senza eccessivo dispendio, anche confermare o, se del caso, smentire l'ipotesi formulata dal dentista di fiducia dell'assicuratore opponente, dott. F.________, il quale, in data 16 giugno 2003, pronunciandosi a proposito del ritrovamento del corpo estraneo, aveva avanzato la possibilità che il sassolino indicato dall'insorgente in realtà configurasse tutt'al più parte dell'otturazione fratturatasi insieme al dente - dente che, al momento dell'evento in parola, risultava già devitalizzato e ricostruito quasi completamente in amalgama. Ipotesi, questa, che, benché senz'altro possibile e non scartabile a priori, non poteva tuttavia essere seriamente espressa senza previo esame dell'effettivo contenuto del sacchetto. 5.2.3 Ora, avendo aderito all'operato dell'assicuratore infortuni e avendo omesso di richiamare agli atti l'oggetto incriminato come pure di fare disporre gli ulteriori necessari atti istruttori (esame della compatibilità del "sassolino" indicato da B.________ con la lesione da lei riportata), la Corte cantonale è incorsa in una violazione del diritto di essere sentito dell'insorgente - che contempla, tra l'altro, il diritto di una parte di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire su un determinato provvedimento (DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b) - nonché del principio inquisitorio, che, si ricorda, informa la procedura in materia assicurazioni sociali, e obbliga il giudice, fatto salvo l'obbligo di collaborazione delle parti, ad accertare d'ufficio i fatti rilevanti per il giudizio (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). 5.2.4 Irrilevante si appalesa per contro ai fini del presente giudizio il fatto che l'insorgente abbia a suo tempo, in occasione della prima consultazione 9 dicembre 2002 presso il proprio dentista curante, dott. K.________, omesso di sottoporgli il sacchetto con il pezzo di dente recuperato (cfr. dichiarazione del 25 febbraio 2004 all'indirizzo del Tribunale cantonale, pag. 2: "Il mio dentista/Dr. K.________ al quale ho chiesto se si può riattaccare un pezzo di dente mi ha subito risposto di no, senza che io gli abbia presentato il "sacchetto", cosa che, con la sua risposta, è diventata poi inutile"), tale omissione non potendo comunque avere liberato La Suisse, prima, e il giudice cantonale, poi, dal loro obbligo di predisporre i necessari accertamenti. Né il rifiuto operato dalla precedente istanza di assumere agli atti l'oggetto offerto da B.________ può infine giustificarsi con l'osservazione che esso avrebbe potuto essere reperito con grande facilità ed essere, come sottintende la Corte cantonale, prodotto successivamente per fini procedurali. Ora, a prescindere dal fatto che nessun elemento all'inserto consente di seriamente dubitare della buona fede dell'assicurata, spingendo all'estremo la tesi dell'autorità giudiziaria cantonale si finirebbe per potere teoricamente precludere ogni volta, con questa argomentazione, all'assicurato la possibilità di indicare e sostanziare l'oggetto responsabile e negargli così la possibilità di richiamarsi a un fattore esterno straordinario. Ciò che però non può essere.