Citation: 4A_192/2009 14.01.2010 E. 3

Come anticipato, la ricorrente rimprovera ai giudici ticinesi di aver misconosciuto sia i presupposti sia la portata della surrogazione di cui all'art. 29 LADI; questo li ha condotti a respingere erroneamente l'eccezione di cosa giudicata da lei sollevata contro l'istanza della Cassa. La ricorrente contesta in primo luogo la decisione del Tribunale d'appello di trattare il giudizio emanato il 29 gennaio 2002 alla stregua di un'azione parziale e sostiene che dall'inesistenza di un'azione parziale discende la fondatezza del suo gravame. La portata della surrogazione ex art. 29 LADI va infatti giudicata sulla base del diritto processuale cantonale, in concreto dunque dell'art. 110 CPC/TI, che al cpv. 1 recita: "Se l'oggetto litigioso è alienato, il processo continua fra le parti in causa. La sentenza cresce in giudicato anche nei confronti dell'acquirente [...]". Ciò conduce inevitabilmente alla conclusione che "il dispositivo della sentenza del 29 gennaio 2002 è cresciuto in giudicato anche nei confronti della Cassa cantonale di disoccupazione". Ma non solo. Secondo la ricorrente, dato che era a conoscenza della causa giudiziaria che la vedeva opposta all'ex dipendente fin dal dicembre 1999, la Cassa avrebbe potuto e dovuto intervenire in lite - così come è d'uso in altri Cantoni - o, se del caso, pretendere l'impugnazione della sentenza da parte dell'assicurata, onde veder riconosciuto nel dispositivo anche l'importo a suo favore. Non lo ha fatto, con il risultato che ora non può più far valere il credito di fr. 18'643.50, trattandosi delle stesse pretese salariali già giudicate nella sentenza del 29 gennaio 2002, pronunciata in esito a una procedura che vedeva coinvolte le medesime parti, visto che la Cassa è il successore in diritto di B.________.