Citation: K 13/05 01.06.2006 E. 3

3.1 Nel proprio ricorso di diritto amministrativo l'Hotela sostiene che - contrariamente a quanto stabilito dai primi giudici - l'assicurata, sottoposta a visite mediche da parte dei consulenti di fiducia (dott. S.________ e dott.ssa O.________) in conformità dell'art. 57 LAMal, era abile al lavoro nella misura del 100% a partire dal 1° gennaio 2004. In particolare la ricorrente evidenzia come gli psichiatri (dott.ssa O.________ e dott. B.________), che hanno avuto modo di visitare T._________, abbiano dichiarato che quest'ultima non presentava patologie invalidanti tali da influenzare la sua capacità lavorativa nell'attività esercitata quale aiuto cucina e cameriera ai piani. L'Hotela rileva poi che i medici dell'AI considerano un'incapacità lavorativa del 50%, ma solo nella professione finora svolta. Constata inoltre come i giudici cantonali abbiano rimesso in discussione la decisione su opposizione secondo criteri a lei sconosciuti, ovvero la capacità di guadagno dell'intimata; precisa di non comprendere perché la Corte di primo grado cerchi di stabilire l'importo della rendita d'invalidità ipotetica e citi tutta la giurisprudenza corrispondente, facendo poi riferimento ai calcoli effettuati dall'AI. L'insorgente osserva che l'assicurazione malattia è indipendente dall'assicurazione invalidità, che l'assicurato divenuto inidoneo deve intraprendere tutto quanto ci si può ragionevolmente aspettare da lui per ridurre le conseguenze dei suoi problemi di salute sulla sua capacità di guadagno e che, infine, compete alla cassa malati concedere all'assicurato un termine ragionevole che gli permetta di mettere a profitto la sua capacità al lavoro. Un termine di 3-5 mesi corrisponde a quanto ammesso dalla giurisprudenza, ma solo se l'assicurato è vincolato da contratto di lavoro. Diversamente può presentarsi immediatamente presso la cassa di disoccupazione e percepire i sussidi. Non sarebbe allora giustificato che benefici anche delle indennità giornaliere della cassa malati. Si tratterebbe appunto del caso in questione, visto che l'intimata non è più sotto contratto di lavoro dall'ottobre 2002. La ricorrente conclude asserendo che l'assicurazione malattia non deve intervenire nel versamento di un'indennità perché T._________, svolgendo un'attività semplice e ripetitiva nel settore dell'industria, potrebbe percepire secondo l'Ufficio federale di statistica un salario mensile lordo di fr. 4'008.-, mentre quale cameriera ai piani/aiuto cucina percepiva un salario lordo di fr. 2'710.-. 3.2 Nella sua risposta, T._________, prendendo atto che non vi sono affezioni d'ordine psichiatrico, afferma che il modo d'indagare sul suo stato valetudinario da parte dell'Hotela è illegittimo ed arbitrario, dal momento che quest'ultima fonda la sua decisione sul certificato rilasciato dal dott. S.________ il 4 dicembre 2003, secondo cui la paziente sarebbe abile al lavoro in misura completa dal 1° gennaio 2004, benché l'abbia visitata una sola volta nel luglio 2003 ritenendola allora inabile al lavoro nella misura del 100%. Per l'opponente la Cassa deve quindi versare le prestazioni in oggetto poiché in assenza di valutazioni mediche contrarie occorrerebbe attenersi alle indicazioni del medico curante. T._________ concorda con il Tribunale cantonale sull'utilizzo dei criteri propri all'assicurazione invalidità per quanto concerne la determinazione della sua incapacità di guadagno a partire dal 1° gennaio 2004. 3.3 Ora, dal rapporto 18 luglio 2003 del dott. S.________ emerge che l'assicurata era affetta da un'iperreagibilità bronchiale d'origine ignota, da urticaria cronica di probabile natura nervosa (factitia) e da sindrome depressiva; risulta inoltre che l'interessata presentava una capacità lavorativa dello 0%. Il medico aveva consigliato un ricovero stazionario per sorvegliarne il decorso, ritenuto che vi era una netta discrepanza tra la tosse continua e lo stato nutrizionale, essendo impossibile che una paziente con una tosse ininterrotta sia in condizioni generali buone, pur escludendo una sindrome o psicosi assicurativa. Egli aveva pure consigliato di sottoporre l'interessata ad un consulto presso uno psichiatra specializzato in malattie psicosomatiche. Per quanto riguarda la possibile esistenza di una malattia psicosomatica dell'opponente, va rilevato che la dott.ssa O.________ in data 9 settembre 2003 lo ha escluso, non avendo constatato dal punto di vista psichiatrico alcuna patologia invalidante e tale da influenzarne la capacità lavorativa. T._________ è inoltre stata sottoposta ad una perizia pluridisciplinare, effettuata nel febbraio 2004 dal Servizio X.________, da cui è emerso che essa presenta, dal punto di vista pneumologico, una massiccia e costante iperreagibilità bronchiale nell'ambito di una probabile asma bronchiale con manifestazione prevalentemente tossiva. Il grado di capacità lavorativa è stato valutato nella misura di almeno il 50% nell'ultima professione esercitata di aiuto cucina e cameriera ai piani. Per quanto riferito al consulto psichiatrico, lo specialista, dopo aver rilevato un disturbo depressivo di lieve entità e reattivo alle condizioni fisiche, ha valutato nella misura del 100% il grado di capacità lavorativa in qualsiasi attività. In conclusione, secondo il Servizio X._________, l'attuale grado di capacità lavorativa medico-teorica globale nell'attività da ultimo esercitata come aiuto cucina/cameriera sarebbe da considerare nella misura del 50%, ritenuto che questa valutazione tiene conto delle patologie pneumologica, internistica e psichiatrica. 3.4 Rispondendo alle domande poste dal Tribunale cantonale delle assicurazioni, il competente Ufficio AI (UAI) ha avuto modo di precisare che non sono stati effettuati ulteriori accertamenti medici oltre a quelli del Servizio X._________ - trattandosi di un esame medico pluridisciplinare comprendente indagini medico-specialistiche - e che era stato concesso all'interessata, per malattia di lunga durata, il diritto ad un quarto di rendita d'invalidità con effetto dal 1° agosto 2003, stante un grado d'invalidità del 46%. 3.5 Per l'art. 18 cpv. 3 del Regolamento dell'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia della Cassa malattia/infortuni della Società svizzera degli albergatori (CGA), in caso d'incapacità di lavoro parziale di almeno 50%, sono versate delle indennità giornaliere proporzionalmente ridotte alla persona assicurata, disciplina che richiama peraltro l'art. 72 cpv. 2 e 4 LAMal. Ora, risulta con chiarezza - dagli accertamenti medici agli atti - come l'interessata soffra dall'agosto 2002 di una massiccia e costante iperreagibilità bronchiale nell'ambito di una probabile asma bronchiale con manifestazione prevalentemente tossiva e come essa sia in grado di svolgere la precedente attività professionale quale aiuto cucina, rispettivamente cameriera ai piani, nella misura del 50%. Ne consegue che il gravame deve essere parzialmente accolto, nel senso che T._________, essendo abile al lavoro nella misura del 50% nella sua precedente attività, ha diritto di percepire le indennità giornaliere di malattia dal 1° gennaio 2004 computate in base alla sua residua capacità lavorativa.