Citation: 1C_396/2019 E. 5.1

5.1. In concreto, i giudici cantonali, rilevato che l'Ufficio elettorale ha ritenuto nulla una scheda priva del timbro di tale Ufficio, l'ha per contro considerata valida, sebbene l'art. 24 lett. a REV disponga chiaramente " che il blocco delle schede non portante il bollo del Municipio e dell'Ufficio elettorale " è dichiarato nullo (consid. 4.5 della sentenza impugnata). L'art. 22 REV prevede inoltre che l'Ufficio elettorale terrà il controllo dei votanti: prima di essere deposta nell'urna di voto, ogni busta contenente il blocco delle schede dovrà essere timbrata. L'art. 23 cpv. 1 REV stabilisce che ogni questione relativa alla validità di una scheda è di competenza dell'Ufficio elettorale. Come visto, queste norme, il cui tenore, lo scopo e la portata sono chiari e facilmente intelligibili, non necessitano di alcuna interpretazione, ritenuto che il limite dell'interpretazione è costituito dal senso letterale chiaro e univoco della disposizione (interpretazione letterale; sulle regole d'interpretazione e sul pluralismo interpretativo cui s'inspira il Tribunale federale vedi DTF 145 I 26 consid. 5 pag. 35; 145 IV 146 consid. 2.3 pag. 149). I ricorrenti rimproverano, rettamente come si vedrà, alla Corte cantonale d'avere rivalutato liberamente l'agire dell'Ufficio elettorale e di avere in sostanza sostituito il suo apprezzamento a quello dell'Ufficio, per di più sulla base di una motivazione contraddittoria. Essi sottolineano che, al momento della consegna del blocchetto all'elettore, l'Ufficio elettorale vi appone il proprio timbro, operazione effettuata da due persone opportunamente istruite al riguardo, allo scopo di garantire che si tratti di schede effettivamente consegnate all'elettore che si appresta a esprimere il proprio voto. Sottolineano che i ripetuti controlli e la necessaria apposizione di timbri imposta dal REV tendono a impedire manipolazioni, cattive intenzioni e pressioni di qualunque tipo, per tutelare la reale volontà degli elettori. Anche gli opponenti ammettono che la Corte cantonale si è dichiarata competente a eseguire essa medesima il riconteggio, con pieno potere cognitivo, poiché al loro dire non poteva ritenersi vincolata dalla decisione di un Ufficio elettorale del quale alcuni membri avrebbero violato il loro dovere di imparzialità; in caso contrario, essa avrebbe dovuto verosimilmente accogliere la censura di parzialità e annullare il riconteggio.