Citation: 1C_400/2009 19.02.2010 E. 1

1.2 La decisione impugnata non pone fine alla procedura di espropriazione materiale, ma statuisce su un aspetto della stessa, ossia sulla questione della legittimazione attiva del ricorrente. Si tratta di una decisione pregiudiziale verso l'emanazione del giudizio finale. Nell'ottica dei precedenti proprietari, promotori del procedimento espropriativo, costituisce una decisione incidentale (cfr. art. 93 cpv. 1 lett. a LTF; DTF 133 III 629 consid. 2.2). Per il ricorrente, poiché egli è stato ritenuto definitivamente escluso dal procedimento, la decisione impugnata è però di natura finale (cfr. art. 90 LTF; DTF 128 I 215 consid. 2.2-2.3). 1.3 Il ricorrente ha partecipato alla causa dinanzi alla precedente istanza ed è legittimato a fare valere che gli sarebbe stata negata a torto la qualità di parte nella procedura espropriativa (cfr. art. 89 cpv. 1 LTF; DTF 133 II 249 consid. 1.3.2). Presentato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 in relazione con l'art. 46 cpv. 1 lett. b LTF) contro una decisione pronunciata in una causa di diritto pubblico (art. 82 lett. a LTF) da un'autorità cantonale di ultima istanza (art. 86 cpv. 1 lett. d LTF), il gravame, sotto i citati aspetti, è ammissibile. 1.4 Conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso ordinario al Tribunale federale può essere presentato per violazione del diritto, nel quale rientra pure il diritto costituzionale (DTF 133 I 201 consid. 1). Secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, il ricorso dev'essere motivato in modo sufficiente. Il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure sollevate; esso non è tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se quest'ultime non sono presentate nella sede federale (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1). Inoltre, quando, come in concreto, è invocata la violazione di diritti costituzionali del cittadino, a norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina le censure soltanto se siano motivate in modo chiaro e preciso, conformemente alla prassi precedentemente in vigore in materia di ricorso di diritto pubblico (cfr. DTF 134 I 83 consid. 3.2; 134 II 244 consid. 2.2 e rispettivi rinvii). Laddove il ricorrente lamenta un accertamento manifestamente inesatto dei fatti, senza spiegare per quali motivi gli accertamenti esposti dalla Corte cantonale sarebbero manifestamente insostenibili, si trovino in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondino su una svista manifesta o contraddicano in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità, il gravame non adempie le citate esigenze di motivazione ed è quindi inammissibile (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 134 I 140 consid. 5.4 e rinvii; 129 I 8 consid. 2.1). D'altra parte, gli aspetti procedurali del procedimento espropriativo pendente dinanzi al Tribunale di espropriazione, e in particolare la questione qui litigiosa della successione nel processo, sono retti essenzialmente dal diritto cantonale (cfr. DTF 132 II 188 consid. 3.2; PETER HÄNNI, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, 5a ed. 2008, pag. 624). All'infuori dei casi previsti dall'art. 95 cpv. 1 lett. c-e LTF, che non entrano qui in considerazione, la violazione del diritto cantonale non costituisce tuttavia motivo di ricorso al Tribunale federale e può quindi essere censurata soltanto nella misura in cui viola il diritto federale, in particolare il divieto dell'arbitrio (DTF 134 II 349 consid. 3 e rinvii; 133 II 249 consid. 1.2.1). Nella misura in cui il ricorrente si limita a presentare critiche appellatorie senza spiegare, con una motivazione puntuale, per quali ragioni la decisione impugnata sarebbe in contraddizione manifesta con determinate disposizioni cantonali e risulterebbe del tutto insostenibile, il ricorso è parimenti inammissibile.