Citation: 6B_290/2014 E. 3

Giusta l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, oltre alle conclusioni e all'indicazione dei mezzi di prova, il ricorso deve contenere i motivi nei quali la parte ricorrente deve spiegare in modo conciso perché l'atto impugnato viola il diritto. Le esigenze di motivazione sono inoltre accresciute in presenza di censure afferenti garanzie di rango costituzionale o convenzionale che, a norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina solo se sollevate e motivate in modo chiaro e preciso (DTF 138 I 171 consid. 1.4). Nella misura in cui l'insorgente reitera le proprie accuse nei confronti del patrocinatore, postulandone la sostituzione, si richiama ad altre procedure, di cui chiede di visionare gli atti, e critica l'operato del pubblico ministero, le sue argomentazioni e le relative conclusioni si appalesano inammissibili, perché esulano dall'oggetto della presente procedura costituito dalla sentenza di irricevibilità della CRP. A questo proposito il gravame risulta carente di motivazione. Il ricorrente ravvede nella decisione impugnata una violazione dell'art. 13 CEDU, limitandosi a sostenere che il suo reclamo "è stato ben motivato, elencando i punti della decisione che intend[eva] impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione e i mezzi di prova" che invocava. Tale affermazione è lungi da spiegare come e in che misura l'autorità cantonale avrebbe violato il diritto nel dichiarare irricevibile il reclamo, che si riduceva a contestare all'avvocato presunte irregolarità, ribadendo in maniera generica e prevenuta la tesi accusatoria. Peraltro, l'insorgente disattende che l'art. 13 CEDU non ha portata autonoma, potendo essere invocato solo unitamente a una violazione, addotta in modo plausibile e difendibile, di un diritto tutelato dalla CEDU (DTF 137 I 128 consid. 4.4.3), ciò che egli non fa.