Citation: 2C_227/2019 E. A

Il 18 novembre 2015 il Tribunale amministrativo del Cantone Ticino ha respinto il ricorso presentato da A.________, cittadino italiano (1959), contro la risoluzione governativa del 30 settembre 2015 che confermava la decisione del 18 novembre 2014 della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni che revocava il suo permesso di dimora UE/AELS. La Corte cantonale ha osservato che l'insorgente non poteva invocare alcuno dei diritti sgorganti dall'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) e che né la legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr; RS 142.20; dal 1° gennaio 2019, rinominata legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI]) né il principio della proporzionalità né, infine, l'art. 8 CEDU, qualora applicabile, erano stati disattesi. Questo giudizio è stato confermato su ricorso dal Tribunale federale con sentenza 2C_1153/2015 dell'11 gennaio 2016.