Citation: 1B_223/2010 15.07.2010 E. 1

1.1 La decisione della CRP, inerente alla validità delle citazioni al dibattimento, non pone fine al procedimento penale e, come rettamente rilevato dalla ricorrente, costituisce una decisione incidentale. I ricorsi in materia penale (al riguardo vedi DTF 133 IV 335 consid. 2) contro decisioni incidentali sono ammissibili soltanto a determinate condizioni (art. 78 cpv. 1 in relazione con l'art. 93 cpv. 1 LTF). 1.2 La vittima, fatta eccezione per i casi in cui fa valere la violazione dei suoi diritti di parte, è legittimata a ricorrere se la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili (art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF). Al riguardo la ricorrente adduce che nell'ipotesi in cui la soluzione ritenuta dalla CRP fosse confermata, il medico dovrebbe essere prosciolto dall'accusa di lesioni colpose gravi per intervenuta prescrizione. Ella si diffonde nel sostenere che avrebbe quindi un interesse a ricorrere, poiché la condanna penale vincolerebbe "di fatto" il giudice civile. Rileva tuttavia d'aver espressamente rinunciato a far valere le proprie pretese di diritto civile nei confronti del condannato, poiché si tratterrebbe di conteggi complessi, con danno di economia domestica, torto morale e spese di cura, che sarebbero stati rinviati al foro civile o avrebbero impegnato il giudice penale in complicati calcoli di verifica che avrebbero potuto comportare l'intervento della prescrizione.