Citation: 8C_392/2023 E. 6.1.1

6.1.1. Innanzitutto, secondo la giurisprudenza (DTF 141 V 1 consid. 5.6 e 134 V 322 consid. 4.2), nel raffronto dei redditi occorrerebbe tener conto dell'orario di lavoro settimanale usuale nel settore (41,7 ore) non soltanto per il reddito da invalido, come effettuato dalle istanze precedenti, bensì anche per quello da valido (erroneamente calcolato su 45 ore). Così facendo, quest'ultimo sarebbe inferiore al reddito da invalido nella misura del 24,3 %, il che ne giustificherebbe una corrispondente riduzione a titolo di parallelismo dei redditi. Nel caso contrario, avendo percepito un reddito inferiore al valore medio, la ricorrente subirebbe una disparità di trattamento e sarebbe discriminata rispetto ai lavoratori con un reddito medio. Le tabelle RSS comprenderebbero poi dei posti di lavoro che erano inaccessibili alla ricorrente già prima di divenire invalida. Occorerebbe anche considerare che le attività ritenute adatte dalla Corte cantonale, seppure a mente della ricorrente tuttora non esigibili, le permetterebbero di svolgere soltanto dei lavori considerevolmente meno remunerati rispetto al reddito usuale nel settore dell'ospitalità.