Citation: 1C_457/2021 E. 6.4

6.4. La precedente istanza ha accertato, in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), che nel periodo incriminato il gruppo "Jabhat Al-Nusra" era affiliato ad "Al-Qaïda", ed era parimenti dedito al terrorismo. Il Tribunale federale ha d'altra parte già avuto modo di rilevare che la rete internazionale terroristica "Al-Qaïda" costituisce un'organizzazione criminale giusta l'art. 260ter CP (DTF 145 IV 470 consid. 4.1; 142 IV 175 consid. 5.8; 133 IV 58 consid. 5.3.1; 132 IV 132 consid. 4.1.2 e riferimenti). La legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate, del 12 dicembre 2014 proibisce tali gruppi ed organizzazioni (art. 1). Punisce inoltre chiunque vi partecipa sul territorio svizzero, mette a disposizione risorse umane o materiale, organizza azioni propagandistiche a loro sostegno o a sostegno dei loro obiettivi, recluta adepti o promuove in altro modo le loro attività (art. 2 cpv. 1). Il ricorrente sostiene essenzialmente di non avere partecipato ad atti di violenza. Tuttavia, egli ha organizzato azioni propagandistiche a sostegno del gruppo "Jabhat Al-Nusra" e dei suoi obiettivi, identificandosi negli stessi. Ha sostenuto l'islam radicale e la jihad armata sia di persona sia tramite le reti sociali elettroniche, svolgendo attivamente azioni di propaganda a favore di un gruppo votato anche al terrorismo. In questo contesto, il ricorrente ha altresì prestato un aiuto fattivo a due combattenti nel loro viaggio per raggiungere la zona di guerra in Siria. Si tratta di fatti gravi, che pregiudicano in modo specifico gli interessi della Svizzera per quanto concerne la sua sicurezza e la considerazione di cui beneficia nell'ambito delle relazioni internazionali. Con il suo comportamento, egli ha infatti sostenuto un gruppo che rappresenta una minaccia sia per la sicurezza della Svizzera sia per la comunità internazionale, inducendo altre persone a radicalizzarsi e ad aderire a gruppi terroristici. Le azioni del ricorrente hanno comportato e aumentato il rischio di possibili atti terroristici, mettendo seriamente a repentaglio gli interessi della Svizzera, segnatamente sotto il profilo della sicurezza, come pure la sua immagine nel contesto internazionale. Le attività di propaganda a favore del fondamentalismo islamico e di sostegno ad organizzazioni legate al terrorismo di matrice jihadista svolte dal ricorrente quale cittadino svizzero, sono tali da pregiudicare gravemente gli interessi e la buona reputazione della Svizzera nell'ambito delle sue relazioni con gli altri Stati. Sono in particolare di pregiudizio per i buoni rapporti con i Paesi europei vicini, che sono già stati colpiti da gravi attentati terroristici di questa natura e che sono parimenti impegnati a contrastare questo fenomeno. Nelle esposte circostanze, la decisione di revocare al ricorrente la cittadinanza svizzera è quindi conforme all'art. 48 vLCit.