Citation: B 85/02 15.07.2003 E. 2

2.1 In data 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. Questa legge non è tuttavia applicabile alla LPP, in quanto non vi è alcun rinvio ai sensi dell'art. 2 LPGA, secondo cui l'ordinamento è applicabile se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano (Ueli Kieser, Das Bundesgesetz über den allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts [ATSG], in: Aktuelles im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 2001, pag. 114). 2.2 Secondo l'art. 23 LPP hanno diritto alle prestazioni d'invalidità le persone che, nel senso dell'AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano assicurate al momento in cui è sorta l'incapacità di lavoro la cui causa ha portato all'invalidità. L'art. 26 cpv. 1 LPP prevede che per la nascita del diritto alle prestazioni d'invalidità sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (art. 29 LAI). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare che l'evento assicurato ai sensi dell'art. 23 LPP è unicamente la sopravvenienza di un'incapacità lavorativa di una certa importanza, indipendentemente dal tema di sapere da quando e in che misura un diritto a una prestazione per l'invalidità sia insorto. La qualità di assicurato deve essere adempiuta al momento della sopravvenienza dell'incapacità lavorativa, ma non necessariamente quando insorga l'invalidità o subentri un aggravamento della stessa. L'interpretazione letterale del menzionato disposto è conforme al senso e allo scopo della norma in parola, la quale tende a far beneficiare dall'assicurazione il lavoratore che, al termine di una malattia di una certa durata, diventa invalido dopo la rescissione del rapporto di lavoro. Qualora esista un diritto a una prestazione d'invalidità per un'incapacità lavorativa intervenuta in costanza d'assicurazione, l'istituto di previdenza è tenuto a prestare anche se l'invalidità si modifica dopo la fine del rapporto previdenziale. In quel caso, la perdita della qualità di assicurato non costituisce un motivo di estinzione del diritto alle prestazioni ai sensi dell'art. 26 cpv. 3 LPP (DTF 123 V 263 consid. 1a, 118 V 45 consid. 5, 245 consid. 3c). L'art. 23 LPP persegue inoltre lo scopo di delimitare la responsabilità tra istituti di previdenza nel caso in cui il lavoratore, già malato in misura tale da influire sulla sua capacità lavorativa, inizia a lavorare presso un nuovo datore di lavoro (cambiando pure fondo di previdenza) e viene posto al beneficio di una rendita di invalidità: il diritto alle prestazioni non deriva dal nuovo rapporto di previdenza, bensì dal vecchio, presso cui l'assicurato era affiliato nell'istante in cui è insorta l'incapacità lavorativa che ha provocato l'invalidità. Tuttavia, affinché il precedente istituto di previdenza possa essere obbligato a versare le prestazioni, vi deve essere pure un nesso di causalità stretto - materiale e formale - tra l'incapacità lavorativa e l'invalidità. Solo in tal caso il nuovo fondo di previdenza è liberato dai propri obblighi (DTF 123 V 264 consid. 1c). 2.3 Secondo l'art. 11 cpv. 1 LPP il datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare obbligatoriamente dev'essere affiliato a un istituto di previdenza iscritto nel registro della previdenza professionale. Per il capoverso 4, le casse di compensazione dell'AVS verificano se i datori di lavoro ad esse assoggettati sono affiliati ad un istituto di previdenza. Per il capoverso 5, l'autorità cantonale di vigilanza ingiunge al datore di lavoro inadempiente di affiliarsi entro sei mesi. Decorso infruttoso il termine, il datore di lavoro è annunciato per l'affiliazione all'istituto collettore (art. 60). Per l'art. 66 cpv. 2 LPP il datore di lavoro deve all'istituto di previdenza gli interi contributi. Sui contributi non pagati alla scadenza l'istituto di previdenza può pretendere degli interessi. Il cosiddetto contratto di affiliazione, un contratto innominato sui generis (DTF 120 V 304 consid. 4a), può essere disdetto alle condizioni pattuite nella convenzione. Le parti dispongono infatti di grande libertà - limitata unicamente dagli art. 2 e 27 CC - per quanto riguarda questo tema (DTF 120 V 305 consid. 4b). Di regola, i fondi di previdenza prevedono la possibilità di disdetta in caso di mancato pagamento dei premi (sul tema affiliazione si veda anche sentenza del 28 marzo 2003 in re S., non ancora pubblicata in DTF 129 V, B 68/02). La disdetta, in quanto diritto costitutivo, non può essere revocata (sentenza del 20 giugno 2000 in re S., B 30/00).