Citation: 5A_22/2013 E. 2.3

2.3. Come appena precisato, occorre dapprima esaminare se la clausola compromissoria in discussione si estenda alle controversie vertenti sul diritto di accesso ai dati fondato sull'art. 8 LPD. La ricorrente, come già precisato, sostiene che ciò non sarebbe il caso. Per patto d'arbitrato si intende un accordo con cui due o più parti determinate o determinabili hanno convenuto di sottoporre in modo vincolante ed escludendo l'originaria giurisdizione statale una o più controversie esistenti o future ad un tribunale arbitrale in base ad un ordinamento giuridico determinabile in modo diretto o indiretto (DTF 140 III 134 consid. 3.1; 138 III 29 consid. 2.2.3; 130 III 66 consid. 3.1). All'interpretazione di una clausola compromissoria sono applicabili le regole generali concernenti l'interpretazione di dichiarazioni private di volontà. Decisiva è in primo luogo la vera e concorde volontà delle parti contraenti. Qualora non sia possibile determinarla, occorre ricercare la loro volontà presunta in applicazione del principio dell'affidamento, interpretando le dichiarazioni contrattuali come il destinatario poteva e doveva in buona fede capirle nella situazione concreta (DTF 140 III 134 consid. 3.2; 138 III 29 consid. 2.2.3). In concreto non vi sono elementi per determinare la reale volontà dalle parti in merito alle controversie coperte dalla clausola compromissoria. Occorre pertanto effettuare un'interpretazione secondo il principio dell'affidamento. La clausola compromissoria in discussione è redatta in termini estremamente aperti: lo comprova, in primo luogo, la designazione delle persone che essa vuole legare come "depositanti e depositaria " nonché "cedenti e cessionaria ". Tale doppia designazione non può essere altrimenti compresa se non siccome riferita agli eredi del de cuius (in senso lato) ed al legale presso il quale la documentazione è depositata da un canto, nonché agli eredi (figli e vedova) dall'altro. La clausola sembra dunque riferirsi tanto a potenziali controversie fra le parti del contratto di mandato che a controversie successorie fra gli eredi. Questa lettura è, in secondo luogo, corroborata dalla circonlocuzione "qualsiasi controversia [...] comunque derivante od occasionata dalla presente convenzione": in particolare l'accoppiamento dell'aggettivo indefinito "qualsiasi" (corrispondente a "ogni", ma con accentuazione del valore indefinito rispetto a quello quantitativo, v. Devoto/Oli, Vocabolario della lingua Italiana, 2010, pag. 2229) con la congiunzione "comunque" (qui con l'accezione: "in qualsiasi modo", v. Devoto/Oli, op. cit., pag. 625) sembra indicare la scelta delle parti di voler includere, fra quelle coperte dalla clausola compromissoria, tutte le controversie ipotizzabili concernenti la documentazione depositata. Sulla base di un esame sommario, non si può pertanto escludere che, nella presunta volontà delle parti, vi fosse l'intento di devolvere ad un tribunale arbitrale anche i litigi vertenti sul diritto, fondato sull'art. 8 LPD, di accedere ai dati conservati nella nota documentazione.