Citation: 6B_993/2017 E. 4.2.6

4.2.6. Nella fattispecie, il TPF ha valutato il caso essenzialmente procedendo a un paragone con la sentenza 6B_1013/2010 del 17 maggio 2011. Fra le analogie, ha rilevato la molteplicità delle condotte vanificatorie per importi milionari su un lungo lasso temporale. Ha tuttavia evidenziato importanti differenze, in particolare la totale assenza di un reddito proveniente dall'attività di riciclaggio di denaro in quanto tale o di un guadagno che potesse scaturire, sotto il profilo temporale e organico, da un'attività esercitata a titolo professionale o semiprofessionale, come era invece il caso dell'avvocato. La cifra d'affari è sicuramente molto importante, ma da sola non determinante per un'applicazione dell'art. 305 bis n. 2 CP, non avendo una valenza autonoma. Per l'autorità precedente poi né la natura del reato a monte né l'ampio ricorso a costrutti quantitativamente e qualitativamente opachi costituiscono in concreto delle discriminanti del caso grave. L'esistenza di un crimine è infatti già un presupposto del riciclaggio di denaro nella sua variante di base, mentre la complessità delle strutture utilizzate è da ricondurre proprio al reato a monte perché orientata alla sua commissione. In simili circostanze, il TPF ha escluso che il comportamento imputato ad A.________ fosse di una gravità equiparabile ai casi menzionati dall'art. 305 bis n. 2 CP e conseguentemente ha negato sussistere l'aggravante generica del riciclaggio di denaro.