Citation: 4C.278/2001 20.02.2002 E. 6

6.- Tenuto conto degli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata, ci si potrebbe semmai chiedere se al convenuto C.________ non potrebbe essere imputata una responsabilità fondata sulla fiducia. a) Nella convenzione del 4 novembre 1996 le parti hanno infatti espresso la volontà di "effettuare ogni sforzo per poter vendere a terzi la part. no. XXX RFD Torricella-Taverne". C.________, in particolare, ha chiaramente manifestato l'intenzione di vendere l'immobile definendo, nel medesimo documento, il prezzo minimo e la chiave di ripartizione del ricavo. Egli ha poi concretizzato la sua intenzione affidando un mandato di mediazione a due società immobiliari. Nel maggio 1997, circa sei mesi dopo la sottoscrizione dell'accordo, una volta ottenuto lo sgombero della casa da parte del genero - che dal mese di novembre 1996 vi risiedeva da solo - egli ha permesso alla figlia di tornare ad abitarvi e ha comunicato all'attore di aver cambiato idea. Orbene, non è tanto la decisione di non procedere alla vendita che potrebbe dar luogo ad una sua responsabilità, quanto il fatto di aver - con il suo comportamento - indotto l'attore a credere, in buona fede, ch'egli intendeva obbligarsi a vendere l'immobile secondo le modalità concordate nella convenzione del 4 novembre 1996 (cfr. Kramer in: Berner Kommentar, n. 12 segg. ad art. 22 CO; Hans Peter Walter, La responsabilité fondée sur la confiance dans la jurisprudence du Tribunale fédéral, in: La responsabilité fondée sur la confiance - Vertrauenshaftung, Zurigo 2001, pag. 154). b) La questione non necessita di essere ulteriormente approfondita. Da un canto perché l'attore non ha allegato - né, quindi, dimostrato - la malafede della controparte. Dall'altro perché egli non fa valere alcun danno risarcibile nel quadro della responsabilità fondata sulla fiducia. In linea di principio questa permette infatti di ottenere solo il risarcimento dell'interesse negativo, ovvero del pregiudizio connesso alla fiducia riposta nella validità degli accordi presi fra le parti. Ciò vale, ad esempio, per le spese già sostenute che si rivelano inutili (Kramer, op. cit. , n. 44 segg. ad art. 22 CO; Hans Peter Walter, op. cit. , pag. 152).