Citation: 6B_993/2017 E. 4.2.5

4.2.5. In altre sentenze il Tribunale federale ha tuttavia negato sussistere un caso grave di riciclaggio di denaro nella variante generica, procedendo sostanzialmente a un paragone delle fattispecie con quella di cui alla sentenza 6B_1013/2010 del 17 maggio 2011. Nella sentenza 6B_217/2013 del 28 luglio 2014 (riprodotta in RtiD 2015 I pag. 688), nonostante gli atti di riciclaggio fossero numerosi, riguardassero importi milionari e si fossero protratti, a fase alterne, per un lungo periodo di tempo, il comportamento dell'imputato non è stato considerato di un'intensità, di una gravità e di una pericolosità tale da doverlo qualificare addirittura come un crimine. Egli non aveva agito nell'ambito della sua attività professionale e neppure aveva tratto un guadagno dal riciclaggio di denaro, le operazioni contestategli consistendo in trasferimenti da conto a conto (con cifrature o cambiamento di titolarità e/o modifica dell'avente diritto economico), chiusure di relazioni bancarie, consumazione dei valori patrimoniali, nonché manipolazioni di denaro con smobilitazione a contanti e successivo spallonaggio attraverso la frontiera (sentenza citata consid. 4.2 e 4.3). Successivamente, nella sentenza 6B_535/2014 del 5 gennaio 2016, questo Tribunale ha ritenuto che il comportamento rimproverato all'imputato non palesava una particolare energia criminale o una speciale perniciosità. Gli venivano contestati l'apertura di un conto bancario intestato a un prestanome, diversi prelievi di denaro per importi sempre diversi tramite quest'ultimo e in correità con un collaboratore bancario, il trasporto e la consegna da parte di suddetto collaboratore del denaro così prelevato, versamenti su conti presso un altro istituto bancario intestati all'imputato rispettivamente a suo fratello del denaro precedentemente prelevato, la consegna del denaro al collaboratore rispettivamente a una terza persona, il deposito del denaro precedentemente prelevato in una cassetta di sicurezza e successivo prelievo e infine la chiusura del conto intestato al prestanome. Tali atti, benché numerosi e riferiti a un importo globale milionario, si concentravano in 9 giorni su un arco temporale di oltre due anni, non erano stati compiuti nell'ambito dell'attività professionale dell'imputato e non avevano procurato un guadagno (sentenza citata consid. 3.2.3).