Citation: 9C_590/2020 E. 3.4

3.4. Ora nel ricorso, non viene censurato il valore probante della perizia pluridisciplinare del SAM del 18 settembre 2019, segnatamente il ricorrente non contesta né la valutazione dello stato valetudinario né la determinazione delle diverse incapacità lavorative in ragione delle diverse patologie. Tale perizia ha compreso la valutazione internistica del dott. B.________ - specialista FMH in medicina interna generale - quella reumatologica del dott. C.________ - specialista FMH in reumatologia - quella neurologica del dott. D.________ - specialista FMH in neurologia - quella pneumologica del PD dott. E.________ - specialista FMH in medicina interna e pneumologia - quella ORL del dott. F.________ - specialista FMH ORL - e quella psichiatrica del dott. G.________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia. I periti, dopo un'esauriente discussione plenaria, sono giunti alla conclusione che "globalmente in un'attività adatta allo stato di salute vi è una capacità lavorativa nella misura del 60% inteso come riduzione del rendimento sull'arco di un'intera giornata lavorativa " (perizia pluridisciplinare del 18 settembre 2019, pag. 44). Inoltre essi hanno specificato esplicitamente che "le incapacità lavorative descritte dai consulenti non devono essere sommate, integrandosi vicendevolmente con compensazioni reciproche, essendo tutte all'origine di una riduzione del rendimento con rallentamento di esecuzione e diminuita caricabilità" (perizia pluridisciplinare del 18 settembre 2019, pag. 44). L'UAI ha fatto proprie le conclusioni dei periti del SAM (a tal riguardo cfr. rapporto finale del Servizio medico regionale del'UAI [SMR] del 20 settembre 2019)e il Tribunale federale condivide gli accertamenti del Tribunale cantonale quando considera che le conclusioni poste dai periti del SAM, avallate dal dott. H.________del SMR, hanno pieno valore probatorio perché rese dopo accertamenti approfonditi e completi e, come visto, non vi sono indizi idonei a metterne in discussione il valore probatorio (sul tema cfr. DTF 134 V 231 consid. 5.1 con riferimenti). Se è vero che ogni perito ha posto dapprima l'incapacità lavorativa relativa al suo campo di competenza, è anche vero che la capacità lavorativa totale del 60% - inteso come riduzione del rendimento sull'arco dell'intera giornata - è stata determinata dopo discussione plenaria di tutti i periti. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, i periti hanno motivato la capacità complessiva, e meglio hanno spiegato perché le singole incapacità non devono essere sommate, in quanto si integrano vicendevolmente con compensazioni reciproche, ciò che esclude pertanto una loro addizione. Si rileva altresì per completezza che nessun perito è andato oltre a un'incapacità lavorativa del 40%. Non incorre in arbitrio la Corte cantonale allorquando condivide, ritenendole pertanto sufficienti, le conclusioni dei periti secondo cui le singole incapacità lavorative non vanno sommate ma che si integrano vicendevolmente con compensazioni reciproche, per giungere alla percentuale, sempre convalidata da tutti i periti, di capacità lavorativa residua complessiva del 60%. È pertanto compiutamente accertato che il ricorrente dispone di una capacità lavorativa residua del 60% nell'abituale attività e nell'attività appresa di informatico, come pure in attività rispettose dei suoi limiti funzionali.