Citation: 1B_197/2022 E. 2.3

2.3. Il ricorrente rileva a ragione che l'art. 221 cpv. 1 lett. c CPP dev'essere interpretato, nella versione tedesca e italiana, nel senso che devono essere temuti "crimini o gravi delitti" (DTF 137 IV 84 consid. 3.2). In questa sede egli non contesta tuttavia, per lo meno con una motivazione sufficiente (art. 42 cpv. 2 LTF; DTF 146 IV 297 consid. 1.2), la sussistenza di gravi indizi di un crimine o un delitto. Secondo la prassi del Tribunale federale i reati di minaccia (art. 180 CP), visto che possono pregiudicare in maniera notevole la sicurezza di una persona (DTF 143 IV 9 consid. 2.7 e rinvii), e di tentate lesioni gravi subordinatamente semplici (art. 123 cifra 1 CP), reati prospettati nel caso in esame, possono giustificare una carcerazione preventiva (sentenze 1B_449/2017 del 13 novembre 2017 consid. 3.5.1.2 e 1B_229/2016 del 7 luglio 2016 consid. 4.2; MIRJAM FREI/SIMONE ZUBERBÜHLER ELSÄSSER, in: Andreas Donatsch et al. [ed.], Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, 3aed. 2020, n. 32b e 33 ad art. 221). I gravi indizi di reato che devono essere valutati dal giudice della carcerazione si riferiscono di massima a fatti costitutivi e illeciti di un crimine o di un delitto. In tale ambito possono porsi anche questioni relative al nesso causale. Gli accenni ricorsuali alla sussistenza e al grado di imputabilità penale, devono essere per contro esaminati dal giudice del merito. Il caso è diverso quando eccezionalmente già nella procedura di controllo della carcerazione è chiaro che non può entrare in considerazione una pena né una misura privativa della libertà (DTF 143 IV 330 consid. 2.2).