Citation: 1C_364/2020 E. 2

Il ricorrente si limita a rilevare che l'esposto dei fatti della domanda estera sarebbe carente e che non sussisterebbe un nesso causale sufficiente tra i versamenti effettuati sul suo conto e i prospettati reati, adducendo una violazione del diritto di essere sentito. Si tratta, in sostanza, di mere questioni di valutazione dei mezzi di prova e dell'applicazione nel caso di specie del principio dell'utilità potenziale dei documenti da trasmettere, quesiti che non rivestono di per sé un'importanza fondamentale. La CRP si è inoltre espressa compiutamente sulle censure rilevanti (art. 29 cpv. 2 Cost.; DTF 145 IV 99 consid. 3.1 pag. 108 seg.). Né si sarebbe in presenza della pretesa violazione del principio di prestare un'assistenza maggiore di quella richiesta, visto che anche in tale ambito la CRP non si è scostata dalla costante prassi. Infine, rimproverando all'istanza precedente di non avere considerato la posizione di terzi non coinvolti, il ricorrente disattende che il previgente art. 10 cpv. 1 AIMP (RS 351.1), concernente la sfera segreta di persone non implicate nel procedimento penale, è stato abrogato con la modifica dell'AIMP del 4 ottobre 1996. Il ricorrente aggiunge che la rogatoria sarebbe divenuta priva di oggetto poiché egli avrebbe sottoscritto un accordo con le autorità peruviane, peraltro non prodotto, secondo il quale si metterebbe a disposizione come testimone contro l'indagato, adducendo che l'inchiesta nei suoi confronti sarebbe terminata. A causa della sospensione di determinate attività giudiziarie in Perù in relazione al COVID-19, egli non avrebbe ancora potuto fare ritirare la rogatoria. L'assunto, che potrà essere addotto semmai dinanzi al giudice estero del merito, non sarebbe comunque decisivo, visto che la rogatoria non concerne il ricorrente, ma altri imputati.