Citation: 5A_689/2008 11.02.2009 E. A

A.a B.________, nato nel 1945, ed A.________, nata nel 1940, si sono sposati nel 1969. Dalla loro unione non sono nati figli. I coniugi vivono separati dall'agosto 2000, quando il marito ha lasciato l'abitazione coniugale di cui è comproprietario con la moglie. Sebbene nella convenzione sottoscritta il 24 agosto 2000, intesa a regolare la "separazione di fatto per tempo indeterminato", essi hanno segnatamente convenuto la cessione alla moglie dell'intera abitazione coniugale dietro completa assunzione del debito ipotecario che la grava, non è mai stato rogato un atto di compravendita. Pur rimanendo domiciliato presso la madre a Bioggio, B.________ vive buona parte dell'anno nella Repubblica Dominicana. A.b Nel 2001 la moglie aveva promosso una causa di separazione che il Pretore di Bellinzona ha stralciato per intervenuta perenzione processuale il 31 ottobre 2005. Nell'ambito di tale causa, il Tribunale federale aveva accolto un ricorso di diritto pubblico di A.________ e annullato una pronunzia della I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino: tema della sentenza di questo Tribunale (5P.460/2002 del 27 febbraio 2003) era la data a partire dalla quale il contributo alimentare inizialmente fissato nella procedura cautelare (che teneva conto delle spese effettive di abitazione della moglie, ritenute troppo elevate per una persona sola) avrebbe potuto essere ridotto. Nella sua nuova decisione dell'11 giugno 2003, emanata in seguito a questo giudizio, la Corte d'appello ha rimandato al 1° dicembre 2003 la diminuzione da fr. 1'614.70 a fr. 909.10 del predetto contributo e la relativa trattenuta. A.c Il 24 febbraio 2006 B.________ e A.________ hanno sottoposto al Pretore un'istanza comune di divorzio con accordo parziale e il 22 marzo 2006 A.________ ha fra l'altro chiesto in via provvisionale un contributo alimentare mensile di fr. 1'100.-- dal mese di novembre 2005 e la trattenuta di tale importo dalla pensione del marito. Con decreto del 7 maggio 2007 il Pretore ha attribuito l'abitazione coniugale alla moglie, ha condannato il marito a pagarle un contributo di mantenimento di fr. 1'090.-- e ha ordinato alla cassa pensione di quest'ultimo di versare direttamente alla beneficiaria tale importo a partire dal 1° novembre 2005.