Citation: 5A_200/2009 13.08.2009 E. 6

In virtù dell'art. 629 cpv. 1 CC, se le liberalità eccedono l'importo di una quota ereditaria, ma è provato che con ciò il disponente ha voluto favorire l'erede di cui si tratta, l'eccedenza non è soggetta a collazione. 6.1 La Corte cantonale ha innanzi tutto ritenuto che non è dato a sapere se la predetta liberalità ecceda veramente la quota ereditaria del qui ricorrente. Essa ha poi indicato che in ogni caso il fatto che la nonna prediligesse l'abiatico rispetto al figlio non significava ancora che ella intendesse favorirlo al punto di dispensarlo dalla collazione. 6.2 Il ricorrente rimprovera ai giudici cantonali di essere caduti nell'arbitrio per aver preteso di ignorare se la predetta liberalità ecceda la sua quota ereditaria e ritiene che la sentenza impugnata misconosca palesemente il senso e la portata delle prove raccolte ed in particolare delle risultanze dell'inventario notarile. Asserisce che dall'inventario risulterebbero attivi incontestati di fr. 4'130'462.-- e pretese contestate di fr. 8'539'681.--. Afferma poi che da tale importo andrebbero dedotte le poste decadute nel corso di causa per giungere ad un asse ereditario di fr. 10'465'143.-- ed a una quota ereditaria di fr. 5'232'571.50. Sempre a mente del ricorrente, poiché sarebbe "assolutamente dimostrato" che la defunta lo avrebbe voluto favorire, la differenza, ammontante a fr. 1'767'429.--, fra la summenzionata liberalità e la sua quota ereditaria non è soggetta a collazione. 6.3 L'art. 629 cpv. 1 CC presuppone innanzi tutto la conoscenza dell'ammontare della liberalità e della quota ereditaria. Ora l'importo della prima è pacifico, mentre dalla sentenza impugnata non risulta l'ammontare della successione e quindi nemmeno la quota ereditaria del ricorrente. Ora, quest'ultimo indica per la prima volta innanzi al Tribunale federale che l'eredità di sua nonna assommerebbe a fr. 10'455'143 e rimprovera ai giudici cantonali di aver misconosciuto la portata dei mezzi di prova raccolti. Sennonché, ricordato che non trattasi di una causa in cui vige la massima ufficiale, alla Corte cantonale può unicamente venir rimproverato di essere caduta nell'arbitrio se i fatti che non ha accertato sono stati allegati innanzi ad essa: l'istruzione probatoria non ha infatti per scopo di completare una carente allegazione dei fatti (DTF 108 II 337 consid. 3). Limitandosi a chiedere innanzi all'ultima istanza cantonale che la petizione sia respinta in applicazione dell'art. 629 CC "nella denegata eventualità in cui" la Corte di appello dovesse confermare la sentenza di primo grado circa la collazione, perché la volontà della defunta di favorirlo ad ogni effetto era comprovata, il ricorrente non ha affatto allegato l'ammontare della sua quota ereditaria. Egli si è infatti limitato a insistere sull'intenzione di favorire l'erede beneficato, parendo ritenere sufficiente questo elemento per evitare una collazione della - completa - liberalità, e ha del tutto ignorato il requisito della conoscenza della quota ereditaria. Così stando le cose, pure questa censura si rivela infondata.