Citation: 2C_50/2019 E. 3.2

3.2. Nella maggior parte del gravame, il ricorrente critica la sentenza della Corte cantonale presentando un lungo esposto della fattispecie, che non è per sua natura idoneo a correggere o a precisare le constatazioni di fatto contenute nel giudizio impugnato, delle quali non è sostanziata l'arbitrarietà (cfr. sentenze 1C_534/2018 del 2 novembre 2018 consid. 2.2; 2C_550/2015 del 1° ottobre 2015 consid. 4.2.1 con riferimento dottrinale). Laddove sostiene che la precedente istanza avrebbe accertato in modo arbitrario ch'egli si è rifiutato di riconsegnare la documentazione alla propria cliente, il ricorrente non si confronta con specifici accertamenti contenuti nel giudizio impugnato, spiegando con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF per quali ragioni essi sarebbero in chiaro contrasto con gli atti, manifestamente insostenibili o fondati su una svista evidente (cfr., sull'accertamento arbitrario dei fatti, DTF 144 V 50 consid. 4.1 e 4.2; 143 IV 500 consid. 1.1 e rinvii). I giudici cantonali hanno accertato, in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), che la cliente ha chiesto per la prima volta la restituzione della chiavetta USB al più tardi il 9 febbraio 2018 e che al momento della pronuncia del giudizio impugnato (20 novembre 2018) la riconsegna non era ancora avvenuta. Questa circostanza è peraltro ammessa dal ricorrente medesimo, il quale riconosce come la cliente si sia presentata due volte nel suo studio legale, ma la chiavetta USB non le è stata restituita, essendosi rifiutata di fissare un appuntamento a tale scopo. La mancata riconsegna del supporto informatico non è quindi di per sé contestata dal ricorrente, che nega tuttavia l'urgenza della restituzione e ribadisce la sua richiesta di darvi seguito personalmente solo su specifico appuntamento.