Citation: 5C.280/2005 17.02.2006 E. 3

Con sentenza 10 ottobre 2005 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto un gravame presentato dall'attore e ha confermato il giudizio di primo grado. Ha ritenuto che - nonostante l'istruttoria esperita - l'origine del denaro depositato sul libretto al portatore non ha potuto essere elucidata e che questa circostanza va a scapito dell'attore, gravato dall'onere della prova in virtù dell'art. 930 cpv. 1 CC. Secondo i giudici cantonali la proprietà dei soldi non viene provata né dai sei versamenti effettuati dall'attore, né dall'agire del convenuto, il quale ha prelevato la quasi totalità del saldo alla prima opportunità. Nemmeno i tre "formulari A" in cui l'attore si era dichiarato avente diritto economico del libretto dimostrerebbero la sua proprietà. Sempre a mente della Corte cantonale non soccorre all'attore neppure l'argomentazione secondo cui l'importo depositato sul libretto costituiva il rimborso a rate di un mutuo che egli aveva accordato alla C.________S.A. in occasione di un diritto di compera concesso da D.________. A tal proposito, la sentenza cantonale indica che in precedenza l'attore aveva invece affermato di aver erogato il mutuo di fr. 250'000.-- a D.________, contro il quale ha poi fruttuosamente inoltrato un'azione tendente alla restituzione di tale importo con gli interessi, e che la tesi del rimborso a scaglioni non è suffragata dalle registrazioni contabili.