Citation: H 310/02 11.11.2003 E. 4

Nel merito, si tratta ora di esaminare se B.________ sia da considerare responsabile giusta l'art. 52 LAVS per il mancato pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali. 4.1 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già correttamente rilevato come il datore di lavoro sia tenuto al pagamento regolare dei contributi sociali e come, in caso di mancato versamento dei medesimi per intenzionalità o per grave negligenza, possano essere chiamati a rispondere del danno, a titolo sussidiario, anche gli organi della società anonima, precisando quali siano le norme legali e i principi di giurisprudenza applicabili in concreto. Il Tribunale federale delle assicurazioni può limitarsi a ribadire che ai sensi della giurisprudenza si deve ammettere negligenza grave del datore di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole posta nella stessa situazione. La misura della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di lavoro della stessa categoria di quella cui appartiene l'interessato (DTF 112 V 159 consid. 4). Occorre però esaminare se speciali circostanze legittimassero il datore di lavoro a non versare i contributi o potessero scusarlo dal procedervi (DTF 108 V 186 consid. 1b e 193 consid. 2b; cfr. pure DTF 121 V 244 consid. 4b). L'obbligo del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi prova motivi di giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b). 4.2 Gli argomenti addotti dal ricorrente per il mancato pagamento dei contributi sociali non sono sufficienti quale motivo di giustificazione o di discolpa nel senso della giurisprudenza. Asserire di essere entrato a far parte del consiglio di amministrazione della X.________ SA esclusivamente quale tecnico di cantiere, perché così richiesto dalla legislazione cantonale, e ritenere che la posizione all'interno della società debba di conseguenza essere valutata in quest'ottica, è irrilevante dal profilo dell'art. 52 LAVS. Si tratta infatti di tutta evidenza di circostanze non invocabili quali esimenti, dal momento che, accettando a partire dal giugno 1990 il mandato di membro del consiglio di amministrazione della fallita, l'interessato si è assunto anche i relativi obblighi, tra i quali vi è pure quello di controllare che siano versati con regolarità i contributi paritetici all'amministrazione, peraltro già prelevati dai salari dei dipendenti in conformità dell'art. 51 LAVS. Il ricorrente ha dimostrato di non avere corretta nozione dell'azione di responsabilità ex art. 52 LAVS, ritenuto che in sostanza si limita a sviluppare argomentazioni speciose, del tutto ininfluenti in questa sede, misconoscendo la natura dell'istituto in esame e i doveri che incombono ad un amministratore di una società anonima nell'ambito del prelievo e del versamento dei contributi alle assicurazioni sociali. 4.3 B.________ - titolare di uno studio di architettura - non può incentrare la sua argomentazione, limitandosi a sostenere di avere sempre agito in buona fede perché il vero responsabile della ditta, M.________, e l'avvocato della società, E.________, lo avrebbero incaricato dei soli aspetti tecnici riferiti ai cantieri, esonerandolo espressamente dai compiti amministrativi. Infatti, le attestazioni rilasciate dagli altri due membri del consiglio di amministrazione della X.________ SA, cui il ricorrente si richiama, sono ininfluenti ai fini del presente giudizio in quanto confermano soltanto che l'interessato era entrato nella ditta per consentire l'ossequio di una norma di diritto cantonale entrata in vigore il 1° gennaio 1990, segnatamente l'art. 2 della legge sull'esercizio della professione d'impresario-costruttore, del 19 aprile 1989. Tali dichiarazioni interessano però, come già detto in precedenza (cfr. consid. 3.2), i soli rapporti interni, di diritto privato, tra B.________, M.________ e E.________, mentre restano senza incidenza nel rapporto esterno, di diritto pubblico, tra gli amministratori della fallita e la Cassa. 4.4 Richiamarsi al principio della buona fede e al senso di giustizia per chiedere di essere esonerato dalla responsabilità derivante dagli aspetti amministrativi e gestionali della società, argomentando che i primi giudici avrebbero usato clemenza nei confronti di E.________, liberandolo dagli oneri giusta l'art. 52 LAVS, dopo aver ritenuto valide le dimissioni paventate o forse anche date, ma non formalizzate all'Ufficio dei registri, per giustificare il proprio totale disinteresse nella conduzione della X.________ SA, è al limite del temerario. Se il ricorrente si fosse interessato - come era suo dovere in quanto organo formale - anche dell'andamento amministrativo della società e non solo di quello tecnico, si sarebbe sicuramente accorto che essa, almeno dal 1996, aveva difficoltà nell'effettuare regolarmente i pagamenti dei contributi assicurativi. La X.________ SA vi procedeva infatti solo in modo parziale e dopo aver chiesto dilazioni, tant'è vero che a partire dal 1998 la Cassa aveva dovuto adire le vie esecutive. L'essersi acriticamente fidato dell'operato di M.________ e di E.________ significa che egli si era totalmente disinteressato della ditta, omettendo pertanto di vigilare sull'operato amministrativo aziendale, così come richiesto ad un organo formale di una società anonima. 4.5 Questa Corte, ancora di recente, ha ribadito quali sono gli obblighi del consigliere di amministrazione di una società anonima che non si occupa della gestione degli affari e rammentato che in siffatta evenienza all'interessato incombe il compito di esaminare l'attività dei dirigenti e di orientarsi costantemente sull'andamento degli affari, in particolare in relazione alle questioni contributive (SVR 2001 AHV no. 15 pag. 51 seg.). Così, l'organo di una società anonima deve prestare attenzione particolare alla scelta delle persone cui viene affidata la gestione degli affari importanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che egli dà (cura in instruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). Segnatamente è suo preciso dovere vigilare e attivarsi di conseguenza affinché i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a; RCC 1992 pag. 268 consid. 4b). In sostanza, l'inattività e il disinteresse dimostrati dall'interessato, che ha omesso di compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze oggettive riconducibili alla funzione di organo di una società anonima, atteso che l'ignoranza della legge non costituisce esimente (DTF 124 V 220 consid. 2b/aa con riferimenti), ne determina la responsabilità giusta l'art. 52 LAVS.