Citation: 4C.142/2003 28.07.2003 E. 3.2

Dai principi appena esposti discende l'irricevibilità pressoché integrale del gravame in rassegna. Nonostante il richiamo all'art. 321c CO, la critica ricorsuale - come si vedrà qui di seguito - verte infatti esclusivamente sull'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove contenuti nel giudizio, senza che una delle eccezioni testé menzionate venga nemmeno allegata. Anzi, la convenuta non esita a dolersi in maniera esplicita di "un arbitrario accertamento dei fatti rispetto a quanto emerso dall'istruttoria"; richiamandosi alla violazione dell'art. 8 CC, essa assevera inoltre che l'attore non avrebbe provato nulla di ciò che gli incombeva. 3.2.1 L'argomentazione ricorsuale si avvera d'acchito inammissibile laddove viene asseverata l'esistenza di un accordo per atti concludenti in merito alla compensazione immediata del lavoro straordinario mediante pari congedo. La Corte ticinese ha infatti accertato che le parti non hanno pattuito alcunché in merito ad una possibile compensazione delle ore supplementari mediante congedo, ragione per cui - ha aggiunto la Corte - può entrare in linea di conto solamente l'eventualità di una retribuzione delle medesime da parte del datore di lavoro. Sia come sia, non risulta che la convenuta abbia già fatto valere tale argomento dinanzi all'autorità cantonale, esso va dunque dichiarato irricevibile anche perché nuovo e fondato su fatti privi di risconto nella pronunzia impugnata. 3.2.2 Improponibile, siccome rivolta contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove, è pure la tesi secondo cui - diversamente da quanto ritenuto nel giudizio impugnato - l'attore non avrebbe regolarmente inviato i conteggi delle presunte ore di straordinario. L'arbitrio nell'apprezzamento delle prove e nell'accertamento dei fatti avrebbe semmai potuto e dovuto essere fatto valere nel quadro di un ricorso di diritto pubblico fondato sulla violazione dell'art. 9 Cost. La convenuta confonde la questione della ripartizione dell'onere della prova, regolata dall'art. 8 CC - da lei invocato - con quella della valutazione delle prove. Contrariamente a quanto viene asserito nel gravame, tale norma non prescrive al giudice come valutare le risultanze dell'istruttoria, né esclude l'apprezzamento anticipato delle prove o la prova indiziaria, così come non osta ad un'istruzione probatoria limitata ad alcune prove, nella misura in cui questa basti a convincere il giudice della fondatezza di un'allegazione (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg.; 127 III 519 consid. 2a con rinvii).