Citation: U 462/05 25.04.2007 E. 8

8.1 Per quanto concerne la determinazione del reddito da invalido (v. consid. 3), questo Tribunale ha in sostanza stabilito fare stato in primo luogo la situazione salariale concreta della persona interessata, a condizione che quest'ultima sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale (DTF 126 V 75). Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica (ISS; DTF 126 V 75 consid. 3b pag. 76 con riferimenti) oppure quelli deducibili dalla documentazione dell'INSAI relativa ai posti di lavoro (DPL; RAMI 1999 no. U 343 pag. 412). A tal proposito giova tuttavia ricordare che per essere ritenibili ai fini della valutazione del reddito da invalido, i fogli DPL (almeno cinque) devono necessariamente contenere indicazioni sul numero totale dei posti di lavoro documentati entranti in linea di considerazione a dipendenza dell'impedimento concreto, come pure indicazioni sul salario più elevato, su quello più basso e su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento. In assenza della sufficiente documentazione, il reddito da invalido dovrà essere determinato sulla base dei dati risultanti dall'ISS, e più precisamente, conformemente a una decisione della Corte plenaria del 10 novembre 2005, sulla base dei dati risultanti dalla tabella TA1, relativa ai salari nazionali, e non (più) su quelli compendiati dalla TA13 e relativi ai valori regionali (cfr. in tal senso sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006). 8.2 Nell'evenienza concreta vuol essere osservato anzitutto che i dati DPL utilizzati dall'INSAI rispettano, da un punto di vista formale, le condizioni poste in DTF 129 V 472. In effetti, oltre ai cinque fogli, è stata prodotta una lista ricavata dalla banca dati dell'istituto assicuratore da cui emerge il numero totale dei posti di lavoro entranti in linea di conto a dipendenza degli impedimenti concreti, come pure il salario più elevato, quello più basso e quello medio del gruppo corrispondente cui è fatto riferimento (cfr. pure sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006, consid. 4.2). L'operato dell'amministrazione non è poi nemmeno censurabile dal profilo materiale. La determinazione del reddito da invalido sulla base dei dati DPL non risulta senza dubbio sfavorevole per l'insorgente rispetto a una sua valutazione sulla base dei dati statistici della tabella TA1 dell'ISS 2004. Considerando in effetti diverse attività adeguate nel settore della produzione (cifre 17, 30-32, 36, 37; colonna 4) e nel settore dei servizi (cifre 50-52, 55, 93; colonna 4) si giunge ad un reddito annuo medio di fr. 53'797.11 ([4'678 + 4'767 + 4'592 + 4'422 + 3'514 + 3'891] : 6 : 40 x 41,6 [v. La Vie économique 12/2005, pag. 94, tabella B 9.2] x 12). Applicata una deduzione del 10%, quale quella, non criticabile, operata dal giudice cantonale, per tener conto delle particolarità del caso, risulta un guadagno ipotetico da invalido di fr. 48'417.40, importo questo leggermente superiore a quello stabilito dall'INSAI in fr. 46'726.40. 8.3 Tutto ben ponderato, questa Corte non vede motivo per non aderire alla valutazione del reddito da invalido operata dall'INSAI e poi confermata dall'autorità giudiziaria cantonale.