Citation: 5P.144/2005 08.11.2005 E. 1

Infine, nella misura in cui la ricorrente considera arbitraria la conclusione della Corte, secondo la quale il ripetuto mancato ossequio dei termini da parte dell'opponente sarebbe dovuto a incomprensione linguistica, va detto che la censura appare insufficientemente motivata alla luce dei requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lit. b OG e, come tale, inammissibile. Infatti, la ricorrente non tenta nemmeno di fornire una spiegazione alternativa a quelli che la Corte cantonale interpreta come fraintendimenti di natura linguistica, né altre ragioni plausibili emergono dall'incarto processuale. 5.5 Quello qui in discussione è certamente un caso limite: che per ottenere una traduzione giudicata soddisfacente, il giudice debba assegnare tre termini, appare veramente fatto straordinario. L'effettiva necessità di ordinare una seconda traduzione dell'atto di ricorso può anche apparire opinabile. Tuttavia, considerato da un lato l'ampio potere discrezionale che il giudice gode nella gestione dell'incarto processuale, e dall'altro il concetto medesimo di arbitrio (supra, consid. 2 secondo cpv.), e ritenuto inoltre che la concessione dei termini supplementari non ha portato all'opponente alcun vantaggio sostanziale, ma gli ha soltanto permesso di emendare carenze formali, si deve concludere che la sentenza impugnata non può essere definita arbitraria.