Citation: H 257/03 11.01.2005 E. 4

4.1 In secondo luogo va esaminato se l'importo di fr. 97'895.-, ripreso dalla Cassa quale salario, vada considerato tale oppure qualificato di rimborso spese per trasferte e rappresentanza, come preteso dalla ricorrente. L'amministrazione ha infatti unicamente ammesso le spese per pasti e natel, mentre ha ritenuto che gli ulteriori costi risarciti in via forfettaria configurassero indennità - non rimborsabili - per lo spostamento dal luogo di domicilio a quello di lavoro. 4.2 Per l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato od indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro. Rilevante affinché un reddito vada considerato salario è la relazione con l'attività lavorativa svolta dall'interessato. Fanno segnatamente parte del salario, per definizione, tutti gli importi percepiti dal dipendente il cui versamento è economicamente legato al contratto di lavoro; vanno considerati quindi redditi da attività dipendente, sottoposti all'obbligo contributivo, non solo i salari versati per un lavoro svolto, ma di principio anche tutte le indennità e le prestazioni in relazione qualsiasi con il rapporto di lavoro, nella misura in cui esse non sono esenti da contribuzione in virtù di un'espressa disposizione legale (DTF 124 V 101 consid. 2, 123 V 6 consid. 1, 243 consid. 2a; VSI 2001 pag. 218 consid. 4a e la giurisprudenza ivi citata). L'art. 7 OAVS elenca inoltre gli elementi che compongono il salario determinante per quanto non costituiscano rimborsi spese, mentre gli articoli 8 segg. OAVS regolano le eccezioni. 4.3 Secondo l'art. 9 cpv. 1 OAVS sono spese generali quelle cui il datore di lavoro deve far fronte nell'ambito della propria attività. Per il capoverso 2 non fanno parte delle spese generali le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro abituale; tali indennità rientrano di norma nel salario determinante. Secondo il capoverso 3 infine le spese generali possono essere dedotte nella misura in cui sia provato che costituiscono almeno il 10% del salario versato. Le spese generali indennizzate separatamente dal salario possono essere dedotte in ogni caso. 4.3.1 In proposito l'amministrazione federale ha precisato che in determinate circostanze anche i costi per pasti e spostamenti possono costituire spese e non salario. Ciò è ad esempio il caso per quei lavoratori il cui luogo di lavoro muta frequentemente. Per quanto riguarda il riconoscimento delle spese, la disposizione permette pertanto una certa flessibilità (VSI 1996 pag. 292). Sono ad esempio, tra l'altro, considerate spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio), le spese di rappresentanza e quelle per la clientela (Direttive dell'UFAS sul salario determinante [DSD], cifra marg. 3003; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna 1996, pagg. 164-166). 4.3.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, le spese sopportate dal lavoratore in relazione al proprio usuale mantenimento vanno di principio considerate quale utilizzo nomale del salario. Si può infatti ammettere l'esistenza di spese generali ai sensi dell'art. 9 OAVS soltanto se l'esercizio dell'attività professionale costringe il salariato a effettuare spese supplementari (STFA 1965 pag. 233; VSI 1994 pag. 84 consid. 3b). Datore di lavoro o lavoratore devono dimostrare i costi rimborsati, in quanto va tenuto conto soltanto delle spese effettive. Alla luce del principio inquisitorio la Cassa deve quindi provvedere ad entrare in possesso della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea difficoltà eccessive (RCC 1990 pag. 42 consid. 4). È ammissibile derogare a questo principio solo nel caso in cui, pur essendo l'esistenza di spese generali dimostrata, l'importo dettagliato non può essere comprovato in modo certo a causa di circostanze particolari (VSI 1994 pag. 170 seg.; Käser, op.cit., pag. 165). In tal caso la Cassa dovrà stimarne l'ammontare fissando un importo forfettario (DSD cifre marg. 3005 e 3011). Questa modalità di calcolo viene in particolare applicata a rappresentanti di commercio, artisti, giornalisti, fotografi per la stampa, musicisti (Käser, op.cit., pag. 166).