Citation: 5A_676/2014 E. 4.2

4.2. In concreto, nella sentenza di divorzio il Pretore aveva valutato che la situazione economica dell'ex marito non gli consentisse di versare alcun contributo di mantenimento per il figlio. Quanto al capitale di sua spettanza risultante dalla ripartizione dell'avere previdenziale accumulato dall'ex moglie durante il matrimonio, il Pretore aveva previsto che, anche se fosse stato pagato in contanti, sarebbe comunque rimasto destinato a garantire la previdenza dell'ex marito. Nel giudizio qui impugnato la Corte cantonale ha accertato che il pronostico del giudice del divorzio non si è avverato. L'ex marito, la cui richiesta di ottenere il pagamento in contanti della prestazione d'uscita in virtù dell'art. 5 cpv. 1 lett. a LFLP (RS 831.42) è nel frattempo stata accolta, intende infatti adoperare il capitale per "fare fronte a debiti contratti con i fratelli, per la manutenzione dei propri immobili e semplicemente per arrivare alla fine del mese". Il Tribunale d'appello ha pertanto considerato che la situazione dell'ex marito fosse mutata in modo rilevante e duraturo, potendo egli disporre liberamente della liquidazione di fr. 66'900.--, non destinata ad alimentare una nuova forma di previdenza nel nuovo Stato di residenza. Ponderati i vari interessi e ricalcolate le risorse (reddito e sostanza) dei genitori, la Corte cantonale ha reputato che si giustificasse modificare la sentenza di divorzio, imponendo all'ex marito di versare un contributo alimentare per il figlio pari a fr. 200.-- mensili dal 1° gennaio 2013 (fino alla sua maggiore età o fino al termine della sua formazione scolastica o professionale se al compimento della maggiore età questa non fosse ancora normalmente conclusa).