Citation: 2C_127/2014 E. 5.1

5.1. Riferendosi alla condanna del 25 giugno 2009, questa Corte ha già osservato che le azioni delittuose di cui l'insorgente si è reso colpevole sono di una gravità che non può essere minimizzata; preso atto del carattere dei reati perpetrati, della modalità sempre più violenta del loro compimento, della pena comminata in relazione agli stessi, così come del fatto che neppure una sua prima carcerazione lo ha distolto dal commetterli, ha inoltre rilevato che una revoca del suo permesso di domicilio non potesse essere esclusa, nonostante egli fosse cresciuto in Svizzera (sentenza 2C_722/2010 del 3 maggio 2011 consid. 5.1). Confrontata di nuovo con la revoca del permesso di domicilio della persona in questione, essa non può oggi che ribadire le sue conclusioni. E lo fa ad ancora maggiore ragione, siccome è nel frattempo emerso che il ricorrente è stato oggetto di ulteriori e significative condanne: la prima, per grave infrazione alle norme della circolazione stradale (circolazione alla velocità di 104 km/h malgrado il limite di 50 km/h, avvenuta il 26 giugno 2010); la seconda, per minaccia contro le autorità e i funzionari (avvenuta a più riprese, nel lasso di tempo tra il 31 agosto e il 13 ottobre 2011). I vari e successivi reati di cui si è reso colpevole, che non sono lontani nel tempo, così come le circostanze in cui sono stati commessi, attestano in effetti che egli non vuole o non riesce ad adattarsi all'ordinamento vigente nel nostro Paese, per la cui sicurezza pubblica costituisce quindi un pericolo (sentenze 2C_1110/2013 del 17 aprile 2014 consid. 4.2, concernente una grave infrazione alle norme della circolazione stradale dovuta ad eccesso di velocità; 2C_673/2013 del 20 dicembre 2013 consid. 5.2, concernente un caso di minaccia contro le autorità e i funzionari).