Citation: 6A.26/2005 30.11.2005 E. A

Nel 1983 A.________, lavorando in qualità di macchinista su di una locomotiva di manovra della Ferrovia Retica, urtava con la testa un palo segnaletico riportando delle fratture del cranio con commozione cerebrale. Dopo l'incidente si sono manifestate delle cefalee (da una a due volte al mese). Sottoposto a test neuropsicologici dapprima nel 1996 e nel 2001, A.________ è stato quindi esaminato presso la clinica di riabilitazione di Bellikon in data 13 giugno 2003. In tale occasione il primario della clinica, Prof. Dr. med. B.________, redigeva una perizia in cui giungeva alla conclusione, senza far riferimento all'idoneità alla guida di autoveicoli, allora non ancora in discussione, che A.________ a causa della sua ridotta capacità cognitiva non poteva esercitare, per ragioni di sicurezza, attività rilevanti dal punto di vista della sicurezza, ma che riusciva a svolgere senza difficoltà altre attività, che ponevano meno esigenze alla sua infermità. Tenuto conto di questo parere, la SUVA, quanto alle attività che potevano ancora essere svolte dal paziente, concludeva che questi non poteva più condurre locomotive di manovra e che da lui poteva essere pretesa unicamente la conduzione di elevatori a forca all'interno di un'area limitata e di facile orientamento della stazione, ove non c'era pericolo per i viaggiatori.