Citation: 5A_305/2010 27.12.2010 E. 6

6.1 La Corte cantonale, ricordato che la qui opponente postulava l'integrale reiezione della domanda di riduzione del contributo alimentare, ha fatto decorrere - come già il Pretore - la modifica dell'assetto cautelare dalla data di emanazione del decreto di prima istanza. Essa ha indicato che il Pretore ha pronunciato la sua decisione senza indugio e che la modifica di misure cautelari emanate in cause di divorzio può in linea di principio unicamente avvenire pro futuro, dal momento in cui il giudice statuisce e che in concreto il qui ricorrente non ha nemmeno alluso a ragioni di equità che giustificherebbero di anticipare gli effetti della domanda. 6.2 Il ricorrente ritiene che la Corte cantonale, non facendo retroagire la riduzione del contributo alimentare al momento in cui è stata presentata l'istanza, avrebbe violato il divieto dell'arbitrio e la parità di trattamento, utilizzando "due pesi e due misure", perché essa si sarebbe accontentata della generica contestazione della controparte, mentre richiederebbe da lui prove e allegazioni concrete. 6.3 Ora, la facoltà di far esplicare gli effetti di una decisione di misure cautelari prima della sua emanazione rientra nel potere di apprezzamento del giudice (DTF 111 II 103 consid. 4) e il ricorrente non spiega perché nel caso concreto i giudici cantonali avrebbero abusato del loro potere di apprezzamento nello stabilire la data in cui la modifica del contributo alimentare deve avere effetto. Atteso che la fissazione di tale data è una questione di diritto, non è nemmeno arbitrario non richiedere alla parte convenuta, che si è opposta alla riduzione del suo contributo alimentare, di pure ulteriormente opporsi in modo esplicito al momento a partire dal quale l'istante desidera che la postulata misura inizi. Vista la diversa situazione processuale delle parti, anche il riferimento alla parità di trattamento si rivela del tutto inconferente. Il ricorso è destinato all'insuccesso anche su questo punto.