Citation: 4C.373/1999 19.06.2000 E. 7

7.- Infine la convenuta si diffonde sulla quantificazione del danno. a) Il primo argomento invocato è manifestamente inammissibile. Al punto 3 del gravame si legge infatti che andrebbe tutt'al più riconosciuto all'attrice l'obbligo di rimborso degli interessi di ritardo addebitati dalle dogane, ammontanti a fr. 118'065.70. Le sembra però sfuggire completamente che il Tribunale di appello ha già negato il risarcimento di questa posizione del danno al considerando 5 della sentenza impugnata. b) Per l'esame delle altre censure va preliminarmente ricordato che l'accertamento dell'esistenza e dell' entità del danno è una questione di fatto che compete all' autorità cantonale; il Tribunale federale, come giurisdizione di riforma, interviene soltanto se si è fatto capo a una nozione giuridica errata del danno, oppure se sono stati applicati criteri di calcolo sbagliati (DTF 122 III 219 consid. 3b e riferimenti). Conscia di questa regola, la convenuta spiega di avere presentato, per questo motivo, un ricorso di diritto pubblico. Su questo punto la motivazione dei due gravami, oltre che priva di riferimenti a disposizioni di diritto federale, è praticamente identica. Questa circostanza rende difficile distinguere gli argomenti dell'uno o dell'altro rimedio; possono essere identificate con sufficienza soltanto tre censure, che parrebbero riguardare i criteri di calcolo del danno (DTF 116 II 746 consid. 2a, 118 IV 293 consid. 2a). Con la prima la convenuta lamenta la mancata deduzione dai suoi profitti della somma di fr. 118'065.70 versata per interessi di mora all'AFD. Dimentica tuttavia che, secondo gli accertamenti della sentenza impugnata, questa somma è stata pagata dall'attrice, alla quale - come precedentemente ricordato - la rifusione è stata negata. La seconda censura, con la quale la convenuta sostiene la deduzione dagli interessi percepiti dell'imposta preventiva, è invece irricevibile; i giudici cantonali hanno infatti considerato tardivo quest'argomento in applicazione dell'art. 78 CPC/TI, norma di diritto cantonale che il Tribunale federale non può esaminare nell'ambito di un ricorso per riforma. Anche l'ultima critica, relativa ad una presunta violazione del divieto di anatocismo (art. 105 cpv. 3 CO), è irricevibile, avendola il Tribunale d'appello respinta principalmente per il medesimo motivo tratto dal diritto cantonale.