Citation: 1P.391/2003 01.12.2003 E. 4

I ricorrenti ritengono inoltre disatteso il principio di celerità poiché la durata sinora assunta dal procedimento penale sarebbe eccessiva, visto ch'esso non sarebbe più progredito da quando, il 14 agosto 2000, il PP ha ordinato il contestato sequestro. 4.1 Secondo l'art. 29 cpv. 1 Cost., in procedimenti dinanzi ad autorità giudiziarie o amministrative ognuno ha diritto alla parità ed equità di trattamento, nonché ad essere giudicato entro un termine ragionevole. L'obbligo di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole impone all'Autorità competente di statuire in un limite di tempo che risulti giustificato dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze (DTF 117 Ia 193 consid. 1c, 107 Ib 160 consid. 3b e c; decisione inedita del 26 aprile 1994 in re S., consid. 2, apparsa in ZBl 96/1995, pag. 174). Determinante in proposito è sapere se i motivi che hanno condotto a ritardare la procedura o a negare il giudizio di merito sono obiettivamente fondati; poco importa che la mora sia cagionata da una negligenza dell'Autorità o da altri fattori (DTF 103 V 190 consid. 3 e 5). In particolare devono essere considerati l'ampiezza e le difficoltà del caso, il modo con il quale è stato trattato dall'Autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura (sentenza inedita del 26 aprile 1994, citata; cfr. pure DTF 124 I 139 consid. 2c, 125 V 373 consid. 2b/aa). 4.2 Una pretesa violazione del principio di celerità può, di massima, essere accertata compiutamente solo dal Giudice di merito, sulla base di una valutazione complessiva delle circostanze, il quale è anche chiamato a statuire sulle conseguenze di un'eventuale violazione del principio, per esempio riducendo la pena (DTF 128 I 149 consid. 2.2.2 e rinvio). Comunque, contrariamente all'opinione dei ricorrenti, non risulta che le informazioni preliminari si sarebbero arrestate con l'emanazione dell'ordine di sequestro del 14 agosto 2000: dopo di allora il PP ha segnatamente avviato una procedura di assistenza giudiziaria internazionale verso l'Italia e ha ordinato una verifica contabile dei conti oggetto del sequestro. Certo, l'inchiesta non si trova attualmente in una fase avanzata, il GIAR avendo peraltro statuito solo il 12 febbraio 2003 sul reclamo 19 ottobre 2000 dei ricorrenti contro l'ordine di sequestro, entro un termine che appare d'acchito rilevante. La procedura dinanzi al primo Giudice s'è però prolungata anche per il successivo inoltro da parte dei ricorrenti di complementi, osservazioni e ulteriore documentazione sui procedimenti esteri. In tali circostanze, essi non pretendono che sarebbe stato possibile, e si sarebbe anzi imposto, un giudizio più rapido, tanto più che un'evasione rapida del gravame non è stata sollecitata, né sono state adite le istanze superiori per lamentare una pretesa denegata giustizia (DTF 126 V 244 consid. 2d, 125 V 373 consid. 2b): in concreto l'accennato principio non può quindi, sinora, ritenersi violato.