Citation: C 101/04 09.05.2007 E. 7

In primo luogo va esaminato se l'art. 14 cpv. 1 lett. b LADI sia eventualmente contrario al divieto di discriminazione di cui all'art. 3 n. 1 del regolamento n. 1408/71. 7.1 Nella recente sentenza, citata, del 21 dicembre 2006 (C 203/03), questa Corte ha analizzato, alla luce delle norme convenzionali e comunitarie, l'analogo disposto dell'art. 14 cpv. 1 lett. c LADI, che prevede, quale motivo di esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione, il soggiorno in un istituto svizzero per l'esecuzione delle pene d'arresto o d'educazione al lavoro o in un istituto svizzero analogo. 7.1.1 Premettendo che nella nozione di «prestazioni di disoccupazione» ai sensi dell'art. 4 n. 1 lett. g del regolamento n. 1408/71 rientrano le prestazioni (pecuniarie) che devono essere accordate all'insorgere di disoccupazione, e che l'art. 14 cpv. 1 e 2 LADI conferisce, per ragioni sociali e per l'assenza di un'assicurazione facoltativa, a determinate categorie di persone una protezione assicurativa anche senza previo adempimento del periodo di contribuzione, ma comunque a condizione che l'inadempimento di tale periodo e l'impedimento ad esercitare un'attività lucrativa soggetta a contribuzione siano tra loro causalmente correlati, questo Tribunale ha ricordato che, conformemente alla giurisprudenza della CGCE, una prestazione può essere considerata prestazione previdenziale ai sensi dell'art. 4 n. 1 del regolamento n. 1408/71 solo se, da un lato, è attribuita ai beneficiari, prescindendo da ogni valutazione individuale e discrezionale delle loro esigenze personali, in base ad una situazione legalmente definita e, dall'altro, se si riferisce ad uno dei rischi espressamente elencati nell'art. 4 n. 1 del regolamento n. 1408/71 (sentenza citata, consid. 5.2.1-5.2.3, e le sentenze della CGCE ivi menzionate). Allo stesso modo ha osservato che per quanto riguarda la seconda condizione (la prima potendo anche essere ritenuta soddisfatta), la distinzione fra prestazioni escluse dalla sfera di applicazione del regolamento n. 1408/71 e prestazioni che vi rientrano è basata essenzialmente sugli elementi costitutivi di ciascuna prestazione, in particolare sulle sue finalità e sui presupposti per la sua attribuzione, e non sul fatto che essa sia o meno qualificata previdenziale da una normativa nazionale (sentenza citata, consid. 5.2.3; cfr. inoltre la sentenza della CGCE del 10 ottobre 1996 nelle cause riunite C-245/94 e C-312/94, Hoever e Zachow, Racc. pag. I-4895, punto 17). 7.1.2 La Corte giudicante ha quindi precisato che per essere qualificata «prestazione di disoccupazione» ai sensi dell'art. 4 n. 1 lett. g del regolamento n. 1408/71, una prestazione dev'essere destinata a sostituire la retribuzione non percepita per via dello stato di disoccupazione, allo scopo di provvedere al sostentamento del lavoratore disoccupato (sentenza citata, consid. 5.2.3; v. inoltre le sentenze della CGCE del 27 novembre 1997 nella causa C-57/96, Meints, Racc. 1997, pag. I-6689 segg., punto 27, e dell'8 luglio 1992 nella causa C-102/91, Knoch, Racc. pag. I-4341, punto 44). In seguito, dopo avere osservato che in generale è da considerare disoccupato colui che, «per motivi economici», perde, completamente o parzialmente, il lavoro, ha statuito che le persone, che fanno valere il diritto a prestazioni secondo l'art. 14 cpv. 1 e 2 LADI, non hanno subito alcuna perdita di lavoro che debba tra l'altro essere compensata finanziariamente. Questo Tribunale ha così concluso che tali prestazioni non ricadono nel campo di applicazione materiale del regolamento n. 1408/71 poiché il loro scopo non consiste nel surrogare una perdita di salario - bensì nel sostenere finanziariamente persone alla ricerca di un impiego, le quali, entro un termine quadro di due anni e durante oltre 12 mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei motivi precisati dalla legge - e poiché nemmeno configurano delle prestazioni speciali a carattere non contributivo concesse in via suppletiva, complementare o accessoria a prestazioni di disoccupazione (v. art. 4 n. 2bis lett. a del regolamento n. 1408/71; sentenza citata, consid. 5.2.3; Usinger-Egger, op. cit., pag. 48 seg.; Boris Rubin, Assurance-chômage, Droit fédéral, Survol des mesures cantonales, Procédure, 2a ed., Zurigo 2006, pag. 990; Ueli Kieser, Das Personenfreizügigkeitsabkommen und die Arbeitslosenversicherung, in: PJA 3/2003 pag. 289 cifra marg. 22; contra invece Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Ulrich Meyer [editore], Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea 2007, pag. 2256 cifra marg. 256). 7.2 Fatte queste premesse e considerata l'analogia delle disposizioni a confronto, si deve necessariamente concludere che nemmeno l'art. 14 cpv. 1 lett. b LADI, come già la sua lett. c, concerne prestazioni ai sensi dell'art. 4 n. 1 lett. g del regolamento n. 1408/71; di conseguenza il disposto di legge non può essere ritenuto contrario al divieto di discriminazione statuito dall'art. 3 n. 1 dello stesso regolamento.