Citation: 1C_268/2017 E. 3.2

3.2. Giusta l'art. 37a LPT, il Consiglio federale stabilisce a quali condizioni sono autorizzati i cambiamenti di destinazione degli edifici e impianti utilizzati a scopi commerciali eretti prima del 1° gennaio 1980 o non più conformi alla destinazione della zona in seguito a modifica dei piani di utilizzazione. La disposizione mira a permettere alle imprese commerciali situate fuori della zona edificabile di continuare la loro attività, di modernizzarsi e di ristrutturarsi in modo tale da mantenere la competitività (DTF 140 II 509 consid. 2.2 e 2.7 e relativi riferimenti, sentenza 1C_145/2015 del 29 maggio 2015 consid. 3.2, in: RtiD I-2016, pag. 220 segg.). Il Consiglio federale ha fissato all'art. 43 OPT le condizioni alle quali possono essere autorizzati cambiamenti di destinazione ed ampliamenti, esigendo che l'edificio o l'impianto sia stato legalmente costruito o modificato (cpv. 1 lett. a), che non insorgano nuove implicazioni rilevanti su territorio e ambiente (cpv. 1 lett. b) e che la nuova utilizzazione non sia inammissibile secondo un altro atto legislativo federale (cpv. 1 lett. c). Per il resto, l'art. 43 cpv. 2 OPT prevede che la superficie utilizzata in modo non conforme alla destinazione della zona può essere ampliata del 30 %, gli ampliamenti all'interno del volume esistente dell'edificio essendo computati soltanto per la metà. Secondo il cpv. 3 della disposizione, se la superficie utilizzata in modo non conforme alla destinazione della zona deve essere ampliata fuori del volume esistente dell'edificio per più di 100 m2, tale ampliamento può essere autorizzato soltanto se necessario al proseguimento dell'azienda. Rientrano nel campo di applicazione dell'art. 37a LPT gli edifici e gli impianti commerciali che sono stati costruiti conformemente al diritto materiale a suo tempo in vigore e che successivamente sono divenuti non più conformi alla destinazione della zona in seguito a modifiche del diritto o dei piani di utilizzazione. Lo stato di riferimento per determinare la portata dell'ampliamento ammissibile è quello esistente al momento della modifica legislativa o pianificatoria mediante la quale l'edificio o l'impianto è divenuto non più conforme alla destinazione della zona. Le modifiche eseguite successivamente devono essere computate sull'ampliamento ammissibile (cfr. sentenza 1C_655/2015 del 16 novembre 2016 consid. 2.2 e 3.1 e riferimenti).