Citation: 1B_327/2016 E. 1

Il fatto che la decisione del 23 dicembre 2015 del Tribunale ordinario di Milano, richiamata dalla ricorrente, abbia dichiarato di non volersi procedere nei suoi confronti per difetto di giurisdizione in ordine ai reati per i quali era stata processata in Italia e contestualmente disposto la trasmissione degli atti all'autorità elvetica, nulla muta, sempre secondo la CRP, alla conclusione che finora, per detta ipotesi di reato, non risulta essere stato aperto un procedimento a suo carico davanti alle autorità cantonali o federali penali. La Corte cantonale, richiamando la giurisprudenza (sentenza 1B_11/2016 del 23 maggio 2016 consid. 2.2), ha aggiunto che, sebbene giusta l'art. 29 cpv. 1 CPP i reati siano perseguiti e giudicati congiuntamente qualora siano stati commessi dallo stesso imputato o se vi sia correità o partecipazione, l'art. 30 CPP prevede che per motivi sostanziali, per esempio per ossequiare il principio di celerità rispettivamente per evitare di procastinare inutilmente il procedimento, il PP e il giudice possono disgiungere i procedimenti penali. Ne ha concluso che, anche nell'ipotesi in cui nei confronti della ricorrente fosse avviato un procedimento per il reato di riciclaggio di denaro, il procedimento penale già pendente dinanzi alla Corte delle assise criminali, in rispetto del principio di celerità (art. 5 cpv. 1 CPP), deve proseguire il suo corso.