Citation: K 18/00 27.01.2004 E. 2

2.1 Nei considerandi dell'impugnato giudizio, la prima autorità di ricorso ha illustrato la norma legale disciplinante le competenze ed i compiti del medico di fiducia che consiglia l'assicuratore contro le malattie (art. 57 cpv. 6 LAMal), facendo ampiamente riferimento ai lavori preparatori alla base della normativa in questione. Essa ha inoltre fatto capo alla dottrina sviluppata in questo contesto, rammentando che il legislatore attribuisce al medico di fiducia un ruolo importante, in particolare relativamente alla verifica dell'osservanza dei presupposti alla base dell'obbligo assicurativo delle Casse, come pure al controllo delle prestazioni e dei costi. L'esecuzione di tali compiti, tra cui figura quello di controllare l'operato del medico curante, presuppone la possibilità di avere accesso alle informazioni necessarie a detta verifica (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, 1996, pag. 102). 2.2 Secondo la giurisprudenza, il medico curante deve mettere a disposizione dell'assicuratore contro le malattie i documenti medici necessari perché il medico di fiducia possa determinarsi sull'obbligo della Cassa di fornire le prestazioni assicurative (diagnosi precisa, radiografie, rapporto di operazione, ecc.). In particolare, egli non può limitarsi a fornire semplici indicazioni (ZBJV 138 2002 422). Spetta al medico di fiducia che consiglia l'assicuratore contro le malattie decidere quali informazioni ai sensi dell'art. 57 cpv. 6 LAMal siano necessarie per ottemperare ai compiti che gli incombono giusta il cpv. 4 della medesima norma, essendo precisato che la persona assicurata può, ma con il rischio di venir meno al suo obbligo di collaborare, in particolare quello d'informazione delle parti nella procedura, opporsi alla trasmissione di dati all'assicuratore, rispettivamente ammetterla unicamente dopo suo esplicito consenso (Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], vol. Soziale Sicherheit, cifre 63 e 235). Detta soluzione è deducibile sia dal tenore dell'art. 57 cpv. 6 LAMal che dal diritto penale e da quello sulla protezione dei dati. Anche nell'ambito della fattispecie legale del reato della violazione del segreto professionale (art. 321 cpv. 1 e 3 CPS; cfr. Karin Keller, Das ärztliche Berufsgeheimnis gemäss Art. 321 StGB, tesi Zurigo 1992, pag. 185) i fornitori di prestazioni devono dar seguito alle pretese dei medici di fiducia nella misura in cui tali informazioni rientrino nel quadro stabilito dall'art. 57 LAMal. Inoltre, la LAMal tiene conto in modo sufficiente anche della Legge sulla protezione dei dati (cfr. ZBJV 138 2002 422), ordinamento cui rinvia l'art. 84 LAMal e che proibisce ai medici di fiducia delle casse malati di procurarsi informazioni nella misura in cui tale competenza non sia loro attribuita in virtù di una legge formale (art. 17 cpv. 2 LPD). Se è vero che anche in applicazione di quest'ultima normativa il procurarsi dati deve essere limitato alle informazioni necessarie perché i compiti dei medici di fiducia previsti dalla LAMal possano essere adempiuti (cfr. Maurer/Vogt [editori], Kommentar zum schweizerischen Datenschutzgesetz, Basel 1995, N 3, 12 und 15 zu Art. 17), ciò non toglie che i fornitori di prestazioni devono dare accesso ai medici di fiducia a informazioni nella misura necessaria secondo il quadro stabilito dalla LAMal, ossia a quelle oggettivamente necessarie perché essi possano eseguire i loro compiti (cfr. rapporto peritale, cifra 5.12; Lukas S. Brühwiler-Frésey, Medizinischer Behandlungsvertrag und Datenrecht, Zurigo 1996, pag. 246 seg.; cfr. pure DTF 127 V 51 consid. 3; cfr. inoltre [relativamente al diritto dell'assicurazione infortuni] Roger Peter, Besteht eine Pflicht des Arztes auf Herausgabe von Daten seines Patienten an das Durchführungsorgan der obligatorischen Unfallversicherung, in SZS 2001 pag. 147 segg. 159). 2.3 Nell'evenienza concreta, il medico dentista dott. F.________, curante dell'assicurato, aveva inviato alla Cassa unicamente un formulario riguardante le constatazioni fatte in termini diagnostici ed il preventivo stabilito per le cure dentarie. Il ricorrente si è invece rifiutato di metterle a disposizione le richieste radiografie ed una copia del rapporto patologico. Ritenuto quanto sopra esposto, a ragione la Corte cantonale ha giudicato che il Servizio medico fiduciario della Cassa non aveva ricevuto le informazioni necessarie per decidere se assegnare all'assicurato le prestazioni richieste.