Citation: 4C.121/2004 08.09.2004 E. 3

Fatte queste premesse, data la complessità della vertenza, prima di chinarsi sul ricorso appare utile formulare le seguenti considerazioni introduttive. 3.1 Con il contratto stipulato il 21 dicembre 1994, denominato "Cooperative agreement", le parti si sono reciprocamente concesse, per la durata di 10 anni, l'esclusiva mondiale per la commercializzazione delle macchine per la saldatura interna automatica progettate e realizzate dall'attrice. Come rettamente ritenuto dalle istanze cantonali questo accordo configura un contratto di rappresentanza esclusiva. Nell'ambito di tale negozio giuridico, infatti, una parte (detta concedente) promette all'altra (detta rappresentante o concessionaria) di fornirle determinati beni ad un certo prezzo, garantendole l'esclusività entro un territorio delimitato. Dal canto suo, il rappresentante si impegna ad acquistare il prodotto e a promuoverne la vendita nel territorio concordato (Tercier, Les contrats spéciaux, 3a ed., Zurigo 2003, n. 6964 segg.). 3.2 Trattandosi di un contratto di durata ogni parte ha la possibilità di disdirlo anzitempo per motivi gravi (DTF 128 III 428 consid. 3 con rinvii giurisprudenziali e riferimenti dottrinali). La possibilità di rescindere anticipatamente un contratto deve tuttavia rimanere l'eccezione, in ambito contrattuale vigendo il principio per cui gli impegni assunti vanno rispettati (pacta sunt servanda). Lo scioglimento del contratto per gravi motivi presuppone in particolare che il rapporto di fiducia fra le parti sia pregiudicato a tal punto da non poter più ragionevolmente pretendere dalla parte che ha significato la disdetta la continuazione del contratto sino alla sua regolare scadenza (DTF 99 II 308 consid. 5a). 3.3 A mente dell'attrice quest'eventualità si è realizzata nella fattispecie. Per questo motivo il 14 aprile 1999 essa ha rescisso la convenzione con effetto immediato. Chiamati a pronunciarsi sulla validità della disdetta significata dall'attrice - confermata dal pretore e contestata dalla convenuta - i giudici cantonali sono stati confrontati con un triplice compito. Essi hanno dapprima dovuto stabilire il contenuto degli obblighi assunti contrattualmente dalla convenuta. A tal scopo - dato il tenore piuttosto vago di alcune clausole contrattuali, segnatamente la A1 e A6 - hanno proceduto ad un'interpretazione normativa degli accordi intervenuti fra le parti. L'interpretazione delle dichiarazioni delle parti secondo il principio dell'affidamento concerne l'applicazione del diritto e può pertanto essere riesaminata nella giurisdizione per riforma (cfr. 129 III 118 consid. 2.5). Una volta determinato il contenuto delle clausole, i giudici hanno dovuto pronunciarsi sull'asserita violazione delle stesse. Come meglio esposto nel successivo considerando 4, la loro decisione si fonda sull'apprezzamento delle prove, ciò che la rende insindacabile nella giurisdizione per riforma. Da ultimo, i giudici sono stati chiamati a decidere se le violazioni accertate potevano giustificare lo scioglimento anticipato del contratto oppure no. Trattandosi di un giudizio retto dal precetto dell'equità esso può essere rivisto dal Tribunale federale nel quadro del presente rimedio, seppur con un certo riserbo (cfr. infra consid. 5).