Citation: 5A_1025/2021 E. 3.2

3.2. Una persona è indigente quando non è in grado di assumere le spese del processo senza intaccare i mezzi necessari al sostentamento suo personale e della famiglia (DTF 144 III 531 consid. 4.1; 141 III 369 consid. 4.1; 135 I 221 consid. 5.1). Determinante è la situazione finanziaria nel momento dell'inoltro della domanda. Solo le spese effettivamente pagate possono essere incluse nel calcolo del minimo vitale (DTF 135 I 221 consid. 5.1; sentenze 4A_326/2019 del 4 febbraio 2020 consid. 3.3; 5A_181/2019 del 27 maggio 2019 consid. 3.1.1 con rinvii). La parte dei mezzi finanziari che eccede ciò che è necessario per coprire i bisogni personali deve essere comparata ai costi prevedibili del procedimento. Il gratuito patrocinio non è concesso quando la quota mensile disponibile permette di coprire le spese giudiziarie e di rappresentanza entro un anno al massimo per le cause relativamente semplici, ed entro due anni per le altre cause (DTF 141 III 369 consid. 4.1; sentenza 4A_48/2021 del 21 giugno 2021 consid. 3.1). Laddove il gratuito patrocinio venga rifiutato in ragione della sostanza di cui dispone parte istante, si pone la questione della cosiddetta "riserva di soccorso". Come espone il Presidente, si suole indicare con quel termine il limite al di sotto del quale la sostanza del richiedente non può essere messa a contributo (v. anche DTF 144 III 531 consid. 4.1 con rinvii); l'importo va fissato in funzione dei bisogni futuri, tenuto conto delle circostanze concrete. Va nondimeno precisato che il diritto a una riserva di soccorso non deriva dall'art. 29 cpv. 3 Cost.: la parte richiedente che ritiene che il giudice le abbia riconosciuto a tale titolo un importo insufficiente non può pertanto lamentare una violazione di detta norma costituzionale (da ultimo sentenza 5A_2/2020 del 15 gennaio 2020 consid. 4 con rinvii).