Citation: 1C_268/2017 E. 3.3

3.3. In concreto, l'osteria del ricorrente è stata edificata prima del 1° gennaio 1980 e costituisce un edificio o impianto utilizzato a scopi commerciali giusta l'art. 37a LPT. La Corte cantonale non ha stabilito se esso è stato costruito o modificato legalmente. Si tratta questa di una condizione che deve essere adempiuta per il rilascio di un'autorizzazione eccezionale sulla base delle citate disposizioni (art. 43 cpv. 1 lett. a OPT). La questione può tuttavia essere lasciata indecisa anche in questa sede, siccome il gravame deve comunque essere respinto. In effetti, analogamente a quanto vale nell'ambito dell'applicazione dell'art. 24c LPT in relazione con l'art. 42 cpv. 2 OPT, per valutare se i cambiamenti di destinazione e gli ampliamenti rispettano i limiti previsti dall'art. 43 OPT, occorre tenere conto di tutte le trasformazioni e gli ampliamenti eseguiti dal momento della modifica legislativa o pianificatoria che ha comportato la non conformità della costruzione alla destinazione della zona (cfr. sentenza 1C_328/2010 del 7 marzo 2011 consid. 4.3, in: URP 2011 pag. 209 segg.; DTF 127 II 215 consid. 3d). Nella fattispecie, l'edificio del ricorrente è diventato non più conforme alla zona almeno a partire dall'entrata in vigore della LPT, il 1° gennaio 1980, sicché la Corte cantonale ha valutato la portata dell'intervento sotto il profilo degli art. 37a LPT e 43 OPT tenendo rettamente conto anche dell'ampliamento eseguito nel 2002. La tesi del ricorrente, secondo cui occorrerebbe fondarsi esclusivamente sulla situazione attuale, senza prendere in considerazione le maggiori ripercussioni sul territorio generate dall'attività di affittacamere, siccome tale ampliamento era già stato autorizzato con la licenza edilizia del 2002, non può essere condivisa. Qualora ci si dovesse basare soltanto sulla situazione esistente dall'ultimo intervento eseguito, nel caso di trasformazioni a tappe, assai facilmente, in ultima analisi, potrebbero essere oltrepassati i limiti massimi fissati dall'art. 43 seg. OPT. La censura ricorsuale è pertanto infondata.