Citation: 4A_377/2013 E. 5.3

5.3. Ora, nella DTF 83 II 18 consid. 7 il Tribunale federale ha effettivamente ritenuto corretta l'opinione del giudice di prime cure secondo cui, nell'ambito di un contratto sinallagmatico, la restituzione della prestazione alla parte che è incorsa in un errore va accompagnata dall'obbligo di restituire alla controparte quanto ricevuto e ciò anche in assenza di una richiesta in tal senso di quest'ultima. Ciò significa in primo luogo che il diritto federale non impone alla parte che si prevale giudizialmente dell'invalidazione del contratto di domandare una restituzione condizionata della sua prestazione. Inoltre, da tale giurisprudenza non può nemmeno essere dedotto che il giudice che la ignora emani una sentenza insostenibile. Arbitrario non significa infatti semplicemente errato (sopra, consid. 3). Come indicato nella citata sentenza, si potrebbe anche affermare che sussistano delle pretese di indebito arricchimento o rivendicazione indipendenti, sebbene tale avviso non tenga sufficientemente conto del fatto che le reciproche prestazioni sono state effettuate in seguito al contratto invalidato. Già questo motivo è sufficiente per escludere che il lodo impugnato sia arbitrario. La censura si rivela pertanto infondata.