Citation: 1A.14/2000 03.01.2001 E. 3.-

I ricorrenti fanno valere la lacunosità della richiesta d'assistenza. a) La censura non regge, visto che la richiesta, con il complemento del 21 aprile 1999, adempie le esigenze poste dagli art. 14 cpv. 1 CEAG e 28 AIMP. Come ha rilevato la CRP, in particolare dal citato complemento si evince che l'inchiesta per riciclaggio di denaro proveniente da atti- vità criminali è iniziata nel 1966 mediante il sequestro in Lussemburgo di un'importante somma di franchi svizzeri e di marchi tedeschi, trasportati in una valigetta per conto della B.________. Il transito di fondi sospetti fu peraltro constatato su conti della B.________ e della H.________, società attiva nella produzione e diffusione di programmi televisivi in curdo, i cui dirigenti risultano avere stret- ti legami con il PKK. Secondo la B.________, il denaro sequestrato sarebbe frutto di donazioni volontarie, ammini- strate dal I.________ Trust; tuttavia, una verifica effet- tuata dall'Autorità belga presso persone indicate come do- natori ha smentito tale assunto. In effetti, diverse in- chieste hanno evidenziato che persone che rivestono ruoli importanti nella B.________ e nella H.________ sono impli- cate nel riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di stupefacenti o da estorsioni. La Corte cantonale ha conclu- so che, secondo l'Autorità richiedente, sussisterebbe il fondato sospetto che i fondi della B.________ e del Trust curdo provengano dalle predette attività criminali e che per l'impossibilità di immettere direttamente questo denaro sul mercato, o di usarlo quale garanzia bancaria in vista dell'ottenimento di una licenza televisiva satellitare, erano state depositate le gemme della "X.________ Collec- tion", conformemente al noto contratto del 5 febbraio 1996. b) I ricorrenti sostengono che non sarebbero di- mostrate la provenienza delittuosa della collezione né la sussistenza di reati di riciclaggio. A.________ rileva che l'Autorità richiedente non sostiene ch'egli avrebbe commes- so reati, né che sarebbe coinvolto nel procedimento penale belga, né che la collezione abbia una provenienza delittuo- sa: non sussisterebbe pertanto, a suo dire, alcun motivo che giustifichi il sequestro e la consegna dei gioielli. Con la loro argomentazione i ricorrenti disattendo- no che l'Autorità estera non deve provare la commissione del prospettato reato ma soltanto esporre in modo suffi- ciente le circostanze e gli indizi sui quali fonda i propri sospetti. Spetterà al Giudice straniero del merito esamina- re se l'Accusa potrà esibire o no le prove del reato (DTF 122 II 367 consid. 2c). Né l'Autorità estera deve produrre i mezzi di prova sui quali fonda la richiesta (v. art. 14 CEAG e 28 AIMP), essendo sufficiente che ne renda verosimi- le, come in concreto, l'esistenza (sentenza inedita del 13 ottobre 1995 nella causa I., consid. 2d; Zimmermann, op. cit., n. 165 pag. 123 e n. 412 in fine, pag. 319; cfr. an- che DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 122). Non spetta infine al giudice svizzero dell'assistenza, ma a quello estero del merito, pronunciarsi sulla (contestata) valutazione delle prove posta a fondamento della richiesta (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88, 112 Ib 347 consid. 4). Certo, la B.________ adduce che, con la stipulazione di un accordo tra lei e la O.________ di A.________, la cui esecuzione era garantita dalla collezio- ne, si sperava di guadagnare circa 2,8 milioni di ECU: que- sta versione dei fatti, e la valutazione di tale prova, do- vranno essere verificate dal Giudice belga del merito, at- teso che non emergono elementi atti a far ritenere la roga- toria addirittura abusiva (DTF 122 II 134 consid. 7b). L' Autorità richiedente ha in effetti precisato che l'inchie- sta ha permesso di appurare che, contrariamente all'assunto della B.________, la maggior parte del denaro indicato nelle liste dei donatori belgi non proveniva da doni volon- tari. Ora, il Tribunale federale è vincolato dall'esposto dei fatti, non lacunoso né contraddittorio, contenuto nella rogatoria (DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). Né si è in presenza di una violazione del principio della proporzionalità, ritenu- to che tra i fatti descritti nella richiesta e la collezio- ne esiste, se del caso anche all'insaputa di A.________, una relazione diretta e oggettiva (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 124 II 241 consid. 3c). Del resto, ai fini dell'assistenza giudiziaria, de- terminanti non sono solo eventuali imputazioni rivolte alla persona nei cui confronti è diretta la domanda, ma tutti gli atti punibili all'estero e, quindi, anche la fattispe- cie concernente gli indagati menzionati nella rogatoria. c) A.________ incentra il ricorso sulla sua estra- neità ai prospettati reati. Ciò facendo, egli misconosce che la concessione dell'assistenza non presuppone che l'in- teressato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nel procedimento aperto nello Stato richiedente. In effetti, l'assistenza dev'essere pre- stata anche per acclarare se il reato fondatamente sospet- tato sia effettivamente stato commesso, e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). È sufficiente che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la so- cietà e il reato per il quale si indaga, eventualità che si verifica per la collezione litigiosa, e ciò senza che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e an- cor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b; Zimmermann, op. cit., n. 227). L'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero non con- sente a priori di opporsi alle misure di assistenza, a mag- gior ragione dopo l'abrogazione dell'art. 10 cpv. 1 AIMP. d) Limitandosi ad addurre la manifesta inutilità della collezione per il procedimento estero, i ricorrenti misconoscono che la questione di sapere se essa sia neces- saria o utile dev'essere lasciata, di massima, all'apprez- zamento delle Autorità richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove (o di confiscare determinati oggetti) e non può sostituire il proprio potere di apprez- zamento a quello dell'Autorità estera che conduce le inda- gini (DTF 121 II 241 consid. 3a, 120 Ib 251 consid. 5c). L'Autorità belga, contrariamente all'Autorità svizzera, di- spone di tutte le risultanze processuali e può pertanto va- lutare compiutamente, vista la complessità del procedimen- to, la rilevanza della collezione.