Citation: 2C_148/2023 E. 5.3.2

5.3.2. Ai sensi di entrambe le disposizioni, quindi, il riconoscimento del diritto di rimanere presuppone il possesso dello statuto di lavoratore ai sensi dell'ALC. Quello di lavoratore è un concetto autonomo di diritto europeo, che non dipende da considerazioni sul piano nazionale (DTF 141 II 1 consid. 2.2.3; DTF 131 II 339 consid. 3.1; sentenze 2C_183/2023 già citata consid. 4.3.2; 2C_321/2023 del 2 luglio 2024 consid. 3.2). La nozione di lavoratore, che delimita il campo di applicazione del principio della libera circolazione, dev'essere interpretata in modo estensivo, mentre le eccezioni e le deroghe a questa libertà fondamentale vanno sottoposte a un'interpretazione restrittiva. È quindi considerato lavoratore colui che svolge, per una certa durata, a favore di un'altra persona e sotto la sua direzione, delle prestazioni per le quali percepisce una controprestazione (DTF 141 II 1 consid. 2.2.3 e 2.2.4; sentenze 2C_131/2024 del 4 novembre 2024 consid. 4.3 e 2C_290/2024 del 5 settembre 2024 consid. 5.1 e rispettivi rinvii). Ciò presuppone che l'attività lavorativa sia reale ed effettiva, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. Delle attività così ridotte da apparire meramente marginali e accessorie non vanno considerate (DTF 141 II 1 consid. 2.2.4; sentenze 2C_198/2024 del 25 giugno 2024 consid. 3.3; 2C_395/2023 già citata consid. 4.2.3; 2C_217/2023 del 17 maggio 2023 consid. 4.2). Per determinare se l'attività lavorativa svolta è reale ed effettiva, bisogna basarsi su criteri oggettivi ed effettuare una valutazione complessiva di tutte le circostanze relative al tipo di attività svolta rispettivamente al rapporto di lavoro in discussione. Bisogna altresì tenere conto dell'eventuale carattere irregolare delle prestazioni fornite, della loro durata limitata e dell'esigua retribuzione che esse procurano; se un lavoratore effettua soltanto un numero molto ridotto di ore o percepisce solo redditi esigui, ciò può costituire una dimostrazione del fatto che l'attività da lui svolta è marginale e accessoria (DTF 131 II 339 consid. 3.4; sentenze 2C_131/2024 già citata consid. 4.4; 2C_217/2023 già citata consid. 4.2; 2C_945/2021 dell'11 agosto 2022 consid. 6.2). Allo stesso tempo, lo statuto di lavoratore ai sensi dell'ALC non può esser automaticamente negato a chi, pur esercitando un'attività lavorativa salariata reale ed effettiva, cerca di integrare la retribuzione per tale attività, inferiore al minimo legale, con altri mezzi di sussistenza leciti. Da quanto precede discende che lo statuto di lavoratore ai sensi dell'ALC si applica anche ai cosiddetti "working poor", ossia ai lavoratori che, pur svolgendo un'attività lavorativa reale ed effettiva, percepiscono un reddito che non è sufficiente per provvedere al proprio sostentamento (DTF 131 II 339 consid. 3.2 e 3.3; sentenze 2C_321/2023 già citata consid. 4.4.2; 2C_204/2017 del 12 giugno 2018 consid. 5.3.3; 2C_1061/2013 del 14 luglio 2015 consid. 4.2.1).