Citation: 5A_871/2012 E. 4.3

4.3. Il ricorrente lamenta anche una violazione dell'art. 200 cpv. 3 CC ed una valutazione arbitraria delle prove da parte dell'autorità inferiore, la quale avrebbe considerato "senza prova sufficiente" che l'importo di fr. 50'000.-- ricevuto dall'ex moglie per ordine della comunione ereditaria del defunto padre in data 29 luglio 1994 sia da ascrivere ai suoi beni propri. Anche se la critica mossa ai Giudici cantonali è accompagnata dal richiamo all'art. 200 cpv. 3 CC (secondo il quale, fino a prova del contrario, tutti i beni di un coniuge sono considerati acquisti), essa è volta esclusivamente a censurare l'apprezzamento delle prove. Il ricorrente sostiene che l'opponente non avrebbe provato l'indole successoria del versamento, la quale sarebbe "peraltro inverosimile", ma omette del tutto di confrontarsi con l'accertamento del Tribunale d'appello secondo il quale l'importo di fr. 50'000.-- è stato versato all'ex moglie senza che risulti una controprestazione. Tenuto conto di tale assenza di controprestazione non era manifestamente insostenibile valutare che la somma versata per ordine degli "eredi fu D.________ ", cioè per ordine della comunione ereditaria del defunto padre (deceduto nel 1986) alla quale l'ex moglie appartiene, fosse pervenuta a quest'ultima per eredità, e costituisse quindi un suo bene proprio nel senso dell'art. 198 n. 2 CC. La censura di arbitrio nell'apprezzamento delle prove va quindi respinta.