Citation: 1C_538/2013 E. 1.5

1.5. Riguardo alla condizione dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF, le ricorrenti adducono che qualora la loro censura relativa all'errata mancata applicazione delle norme sulle distanze tra edifici fosse accolta, la licenza edilizia dovrebbe essere negata e i proprietari dovrebbero presentare un nuovo progetto, ciò che renderebbe inutile l'inoltro della richiesta perizia. Visto che l'obbligo di presentare una perizia non è stato imposto alle ricorrenti, esse chiaramente non subiscono alcun pregiudizio al riguardo, né quest'obbligo comporta d'altra parte una procedura defatigante o dispendiosa (cfr. al riguardo DTF 134 II 142 consid. 1.2.3 e 1.2.4, 137 consid. 1.3.3; sentenza 1C_354/2011 del 25 ottobre 2011 consid. 1.4.3-1.4.4 e rinvi). D'altra parte, a priori, non è manifesto che la soluzione adottata dalla Corte cantonale, secondo cui un vicino non potrebbe prevalersi di opere erette senza la necessaria autorizzazione, come in concreto il muro litigioso, per opporsi a un progetto edilizio, sia addirittura insostenibile e quindi arbitraria. Inoltre, anche il rimprovero mosso dalle ricorrenti alla Corte cantonale, perché facendo riferimento alla causa concernente la procedura in sanatoria del muro da loro innalzato senza permesso di costruzione non ha richiamato il relativo incarto, comporterebbe, nel caso di una lesione del loro diritto di essere sentite, il rinvio della causa al Tribunale cantonale amministrativo. Le ricorrenti, datene le premesse, potranno pertanto addurre tale censura nell'ambito della nuova procedura di rilascio del permesso di costruzione. Per evidenti motivi di economia processuale è quindi palese chel il Tribunale federale debba pronunciarsi sul permesso di costruzione litigioso solo quando tutte queste questioni saranno definitivamente decise nella sede cantonale.