Citation: H 445/00 28.05.2002 E. 3

3.- a) Il ricorrente contesta le conclusioni del primo giudice nella misura in cui l'ha ritenuto responsabile del danno cagionato alla Cassa. Dopo aver precisato di aver accettato la carica di socio gerente della R.________ Sagl perché per l'ottenimento dei sussidi previsti dalla legge federale sull'aiuto agli investimenti nelle regioni montane occorreva la presenza di un professionista per la tenuta della contabilità, il ricorrente evidenzia che la gestione e l'amministrazione della società competevano a T.________ e al di lei marito, mentre egli era appunto responsabile unicamente della contabilità. Osserva che malgrado abbia ripetutamente richiesto ai coniugi T.________ di mettergli a disposizione la documentazione contabile per poter chiudere l'esercizio 1997, di presentare il dettaglio inerente la liberazione del capitale sociale e di versare sul conto corrente bancario gli incassi del ristorante, questi mai hanno ottemperato alle istruzioni, ma anzi con gli importi riscossi hanno pagato debiti privati per fr. 12'536. 80 precedentemente contratti. L'insorgente assevera altresì che, pur essendoci l'obbligo della firma collettiva a due, tutti i contratti di lavoro erano stati sottoscritti dalla sola T.________. Infine conclude ricordando di aver tentato di ricuperare il capitale sociale che la Y.________ SA, all'insaputa dei soci gerenti, aveva dopo la costituzione ritornato al suocero di T.________, ai fini di poter saldare i contributi scoperti. b) Gli argomenti addotti dal ricorrente per il mancato pagamento dei contributi non sono invocabili quali esimenti. Accettando il mandato di socio gerente - peraltro cosciente del fatto che per poter ottenere i sussidi federali e cantonali per l'aiuto sugli investimenti nelle regioni montane lo Stato aveva imposto alla R.________ Sagl, quale condizione vincolante, la presenza di un professionista per la tenuta della contabilità -, l'interessato si è assunto anche gli oneri connessi con tale funzione. Al riguardo, questa Corte ha già avuto modo di rilevare che l'organo di una società anonima, e quindi anche, mutatis mutandis, il socio gerente di una società a garanzia limitata, deve prestare particolare attenzione nella scelta del personale al quale affida la gestione degli affari importanti (cura in eligendo), alle istruzioni che egli impartisce (cura in instruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). È segnatamente suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a). L'organo è pure tenuto ad informarsi periodicamente sull'andamento dell'azienda e sugli affari principali, richiedendo rapporti dettagliati, studiandoli attentamente, cercando di chiarire errori ed intervenendo per correggere irregolarità. Se dalle informazioni raccolte sorge il sospetto di una gestione scorretta o negligente da parte di chi ha ottenuto la delega gestionale, il socio gerente deve intervenire affinché le prescrizioni siano rispettate (cfr. DTF 114 V 223 consid. 4a). c) Nel caso di specie, il ricorrente non può seriamente pretendere di venir liberato dalle sue responsabilità, sebbene abbia più volte sollecitato i coniugi T.________ a inviargli i documenti necessari per l'allestimento della contabilità. Dalla documentazione agli atti risultano infatti sollecitatorie rimaste in sostanza inevase, senza però che il ricorrente ne abbia tratto l'unica conclusione che si imponeva, ossia le dimissioni. A nulla serve anche lo scritto 16 luglio 1998 con cui l'interessato aveva reso attento il marito di T.________ di non voler tollerare ulteriormente la situazione, chiedendogli di fornire, finalmente, la documentazione mancante per la chiusura dell'esercizio contabile 1997, nonché di provvedere alla prosecuzione della richiesta di sussidio. Orbene, ritenuto che l'insorgente, per sua stessa ammissione, era convinto di dover rendere conto del suo operato ad un ente pubblico, mal si comprende perché abbia continuato a far affidamento sui coniugi T.________ anche dopo che i ripetuti silenzi dei destinatari sulle varie richieste di messa a disposizione dei dati contabili avrebbero dovuto indurlo ad attivarsi in termini più risoluti. Detto altrimenti, invece di limitarsi a richiedere in via epistolare documenti contabili, era suo preciso dovere andarli a cercare sul posto, come la sua funzione di socio gerente gli avrebbe non solo consentito, ma anche imposto. Egli non poteva avere dubbi sull'importanza della corretta gestione contabile della società non solo perché era socio gerente, ma anche nella sua qualità di fiduciario di professione. Occorre altresì evidenziare come il ricorrente ben sapesse che l'attività della R.________ Sagl consisteva in sostanza nella gestione di un ristorante e che nella valutazione del 27 maggio 1997 era stata ipotizzata una forte affluenza di villeggianti e turisti durante due mesi invernali e almeno due mesi estivi, nonché durante diversi altri fine settimana. Ora, attendere fino all'11 marzo 1998, circa nove mesi dopo l'apertura del Ristorante X.________, prima di inoltrare il questionario per l'affiliazione alla Gastrosuisse, quando peraltro risulta agli atti che il 15 dicembre 1997 già sapeva che erano stati versati degli stipendi, denota una chiara mancanza di diligenza per la quale egli è chiamato a rispondere. Con il suo comportamento sostanzialmente permissivo si è in pratica lasciato precludere la possibilità di amministrare o perlomeno controllare tempestivamente l'andamento della società. Se solo si fosse correttamente attivato, di certo si sarebbe immediatamente potuto render conto del coacervo di disfunzioni che connotava la gestione della società. Né può costituire esimente in sede di applicazione dell'art. 52 LAVS il fatto di aver delegato ad altri determinate funzioni. Siffatti accordi, a prescindere dalla loro esistenza che non interessa la presente vicenda fondata sul diritto pubblico, potrebbero essere di rilievo solo nell'ambito di un eventuale futuro riparto interno tra i soci gerenti. Non assurgono quindi ad esimente per il ricorrente, ad esempio: il fatto che fosse solamente T.________ a sottoscrivere i contratti di lavoro (benché i due gerenti avessero il diritto di firma collettiva a due); la circostanza che i coniugi T.________ avevano prelevato a sua insaputa fondi societari per pagare debiti personali; che l'interessato abbia tentato di ricuperare il capitale sociale di fr. 20'000.- che la Y.________ SA, all'insaputa dei soci gerenti, avrebbe ritornato al suocero della gerente T.________, affermazione peraltro rimasta allo stadio di puro parlato se si considera che agli atti esiste solo la richiesta dei soci gerenti all'istituto bancario di liberare tale capitale e che non vi è alcun atto che consenta di ritenere che la Y.________ abbia riversato fr. 20'000.- al suocero di T.________ e non ai richiedenti T.________ e P.________. d) In esito alle suesposte considerazioni, il ricorso si appalesa infondato. Ne consegue che P.________ dovrà risarcire il danno subito dalla Cassa.