Citation: 5P.181/2005 13.09.2005 E. 7

7.1 Infine, secondo i ricorrenti, l'autorità cantonale sarebbe caduta nell'arbitrio per aver chiesto l'intero anticipo di fr. 1'500.-- a un solo erede invece di ripartire il deposito per le spese presunte del processo fra entrambi i membri della comunione ereditaria, come sarebbe invece previsto dall'art. 38 del Codice di procedura civile grigione. 7.2 La decisione impugnata pare effettivamente essere contraddittoria su questo punto: infatti, pur indicando che l'appello è stato presentato dai componenti della comunione ereditaria, l'autorità cantonale ha invitato solo uno dei due eredi a versare un deposito legale. Tale apparente contraddizione non basta tuttavia per accogliere il gravame, atteso che la giurisprudenza sviluppata in applicazione dell'art. 88 OG e concernente la legittimazione a proporre un ricorso di diritto pubblico esige, tranne eccezioni che in concreto non si verificano, l'esistenza di un interesse pratico (e attuale) all'esame delle censure sollevate (DTF 127 III 41 consid. 2a; 120 Ia 258 consid. 1a). In concreto, lo stesso atto di ricorso indica espressamente che l'erede estraneo all'appropriazione indebita commessa nei confronti della decuius non poteva ottenere "il consenso della coerede ad un'azione che la vedeva coinvolta quale creditrice e debitrice nel contempo". In altre parole, anche il rimedio in esame parte esplicitamente dal presupposto che unicamente l'erede, che è effettivamente stato invitato a fornire l'anticipo spese, sia realmente interessato al successo dell'azione civile e quindi, di riflesso, all'emanazione di una sentenza di merito sull'appello inoltrato al Tribunale cantonale dei Grigioni. In queste circostanze, non si vede, né i ricorrenti spiegano in cosa consista il loro interesse pratico a lamentarsi del fatto che la coerede, la quale per stessa ammissione ricorsuale non solo non ha alcuna convenienza a che il rimedio cantonale venga accolto, ma avrebbe addirittura un tornaconto dalla reiezione dell'azione adesiva, sia pure invitata a versare il deposito legale. I ricorrenti - a ragione - nemmeno sostengono che qualora il Tribunale cantonale avesse operato la desiderata ripartizione, sarebbe sufficiente che uno di loro paghi fr. 750.-- per soddisfare la domanda di versamento dell'anticipo spese. Ne segue che questa censura si rivela inammissibile per carenza di legittimazione. Altrettanto pretestuoso si appalesa l'asserito diniego di giustizia formale e materiale, lamentato dai ricorrenti per il fatto che, negata l'assistenza giudiziaria, sia stato chiesto un deposito legale. La richiesta di un anticipo spese è semplicemente la conseguenza della reiezione della domanda di assistenza giudiziaria.