Citation: 1B_176/2014 E. 2.2

2.2. Nella fattispecie l'accenno di critica a un preteso diniego di giustizia è chiaramente infondato. È infatti a ragione che la CRP ha rilevato che il ricorrente ha sporto denuncia, per fatti avvenuti nel 2008, soltanto nel 2013; la circostanza che il decreto di accusa è stato emanato nel 2013 non è decisiva al riguardo. Il ricorrente, che non si confronta peraltro con i differenti argomenti esposti nella decisione impugnata sui motivi di sospensione previsti dall'art. 314 CPP (sulle esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF vedi DTF 138 I 225 consid. 3.2), si limita ad addurre che il PP, decretando la criticata sospensione, avrebbe rinunciato ad approfondire i fatti oggetto della sua denuncia e che, non avendolo udito personalmente, avrebbe asseritamente violato il suo diritto di essere sentito. Egli non dimostra tuttavia che la durata del procedimento penale sarebbe, allo stadio attuale, già eccessiva, né rende verosimile che il criticato diniego e l'eventuale prolungamento della procedura che ne consegue comporterebbero necessariamente e in maniera evidente un rischio di violazione della garanzia, peraltro della controparte, di essere giudicato entro un termine ragionevole (art. 29 cpv. 1 Cost.) e del principio di celerità. Conformemente alla prassi, non vi è quindi motivo di rinunciare ai presupposti di ammissibilità richiesti dall'art. 93 LTF (DTF 134 IV 43 consid. 2.2-2.6; DTF 135 III 127 consid. 1.3; sentenza 1B_273/2007 del 6 febbraio 2008 consid. 1.3-1.5). Del resto, dopo la riattivazione dell'istruzione (art. 315 CPP), il ricorrente potrà riproporre, se del caso, l'assunzione dei mezzi di prova che riterrà necessari (DTF 136 IV 92 consid. 4.1; 134 III 188 consid. 2.3; sentenza 1B_189/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.2.3, in SJ 2013 I pag. 89).