Citation: 6B_1012/2015 E. 6.2.1

6.2.1. Tuttavia, sia il disturbo di tipo borderline dell'accusatrice privata sia il suo alcolismo e il suo consumo di cocaina (quest'ultimo comunque limitato a poche occasioni isolate nel 2010) sono stati riconosciuti e presi in considerazione dalla Corte cantonale, la quale si è confrontata in modo approfondito con la sua personalità. Ha rilevato che dalle testimonianze dello psichiatra dott. C.________ e della psicologa D.________ emergeva una personalità in linea con quella risultante dalla lettura dei vari verbali d'interrogatorio dell'accusatrice privata e con quella che la CARP medesima ha potuto direttamente constatare all'audizione in sede di dibattimento d'appello. Ha quindi escluso l'esistenza di elementi caratteriali oggettivi idonei a mettere in discussione la valenza delle sue dichiarazioni. La CARP ha altresì esaminato in maniera precisa ed articolata la questione dell'incidenza dell'alcool assunto la sera dei fatti, vagliando in tale contesto i pareri dei consulenti di parte e spiegando le ragioni per cui essi non fornivano elementi concreti idonei ad inficiare la credibilità della vittima (cfr. sentenza impugnata, pag. 142 segg.). Ha negato che la sua ricostruzione degli eventi potesse essere viziata da un'errata lettura dei fatti, da ricordi falsati o da allucinazioni causate dall'abuso di alcool associato ai farmaci assunti e ai suoi problemi psicologici. Ha rilevato che B.________ non era in quel momento tanto ubriaca da non riuscire a capire cosa stesse succedendo, da collocare cronologicamente il rapporto sessuale in maniera errata o da essersi creata una storia di violenza sessuale completamente disconnessa dalla realtà. La Corte cantonale ha segnatamente considerato che la vittima aveva acquisito una certa assuefazione al consumo di alcool e di medicamenti, sicché gli effetti di tali sostanze su di lei erano diversi rispetto alle persone che normalmente non ne fanno uso. Ha inoltre accertato che quella sera non aveva mescolato bevande alcoliche, limitandosi a bere del vino rosso senza combinarlo con superalcolici. La precedente istanza al riguardo si è fondata sulle dichiarazioni dello stesso ricorrente, che aveva riconosciuto come in quell'occasione la vittima non aveva bevuto molto; il suo comportamento era rimasto entro i limiti e non presentava segni di annebbiamento mentale, essendo riuscita a percorrere, senza cadere nonostante i tacchi alti, il tratto fino all'autovettura, nonché le scale dell'appartamento ed a sostenere sia in auto sia in cucina, per circa un'ora, una normale conversazione. A sostegno di ciò la Corte cantonale ha richiamato le deposizioni dei testi G.________ e H.________, i quali avevano riferito che la vittima aveva certo bevuto, ma non era completamente ubriaca, non barcollava e parlava normalmente. Ha inoltre rilevato che i messaggi scritti dall'accusatrice privata a I.________ il mattino del 27 giugno 2010, a partire dalle 08:25, non denotavano alcun tipo di annebbiamento mentale: l'amica stessa ha riferito di averla sentita spaventata, ma perfettamente in grado di formulare le proprie richieste. I giudici cantonali hanno poi ritenuto che lo stato di lucidità risultava anche dal suo comportamento al momento della sveglia, programmando la modalità migliore per avvertire la polizia, fingendo di fare colazione lasciando scorrere l'acqua del lavandino e strusciando il sacchetto del pane per non destare sospetti nel ricorrente. Hanno altresì richiamato il contenuto della registrazione della telefonata alla centrale di polizia, il fatto che gli agenti intervenuti non hanno notato sintomi di ebrietà, nonché la deposizione nello stesso senso della dott. J.________ che ha accolto la vittima al pronto soccorso alle ore 09:36. La Corte cantonale ha ritenuto che sulla base di queste prove non vi erano elementi che permettessero anche solo di ipotizzare che l'accusatrice privata, sulla scorta di un'alterazione delle sue capacità percettive o mnemoniche dovuta all'abuso di alcool, avesse potuto fornire, in buona fede o meno, una versione dei fatti fallace: le sue dichiarazioni sono state considerate come lineari e dettagliate, prive di vuoti mnemonici e pertanto credibili, al punto da potere escludere con certezza un'alterazione della realtà da parte dell'interessata.