Citation: H 102/99 03.02.2000 E. 3

3.- a) P.________ ha lavorato presso la fallita M.________ SA dal 1984 all'agosto 1994, ne è stato membro del consiglio di amministrazione, con firma collettiva a due, dal 29 settembre 1988 al 3 novembre 1994 e dal 1990 è divenuto azionista della società nella misura del 9%. Egli ha dimissionato dalla carica di amministratore il 26 agosto 1994. I giudici cantonali lo hanno condannato al risarcimen- to di fr. 48'640.-, pari agli oneri sociali rimasti impaga- ti dal 1° gennaio al 31 luglio 1994. Essi hanno in partico- lare rilevato che l'interessato sapeva che vi erano proble- mi nel pagare i contributi paritetici, perché partecipava alle sedute tecniche e gestionali della società, in cui ve- niva pure discussa la situazione economico-finanziaria del- la ditta. Hanno inoltre ritenuto che egli, avuto riguardo anche alla sua formazione professionale, doveva essere con- sapevole degli obblighi che incombono al membro di un con- siglio di amministrazione. Infatti, sostenere di non aver avuto potere decisionale, non lo esimeva dall'intervenire affinché i contributi sociali fossero regolarmente pagati. I primi giudici hanno poi precisato che P.________ aveva rassegnato le dimissioni non in relazione al mancato paga- mento dei contributi paritetici, bensì a causa della cata- strofica situazione finanziaria della M.________ SA. b) Il ricorrente argomenta nel suo gravame di non aver avuto alcun potere nei settori decisivi per l'attività fi- nanziaria della fallita. Altre erano le persone - di cui aveva fiducia - che svolgevano questi compiti, in partico- lare il pagamento dei contributi sociali. Egli era per con- tro responsabile dell'acquisizione della clientela, dei rapporti con i fornitori e dell'acquisto della merce. Os- serva pure che, come ebbe a sospettare delle difficoltà fi- nanziarie della società - in relazione al rapporto contabi- le del marzo 1994 richiesto dalla Banca X.________ SA, da cui risultava una perdita di oltre un milione di franchi - egli inoltrò le dimissioni al presidente del consiglio di amministrazione della M.________ SA. Precisa infine che non aveva motivi per dubitare che la società non fosse in regola con i pagamenti dei contributi sociali, perché altrimenti non avrebbe potuto partecipare ai concorsi pubblici. c) L'interessato sembra misconoscere la portata del- l'art. 52 LAVS. In sostanza, è dell'avviso che costituisca esimente il fatto di non aver mai influito e nemmeno parte- cipato, attivamente, alla gestione della ditta. A torto. Si tratta in tutta evidenza di circostanze che non sono di ri- lievo, dal momento che, accettando a partire dal 1988 il mandato di membro del consiglio di amministrazione, P.________ si era assunto anche tutti gli oneri che da tale funzione derivano, considerato che era pure azionista, an- che se di minoranza, della fallita. Va ricordato al ricorrente che gli incombeva, quale membro del consiglio di amministrazione di una società ano- nima, di controllare personalmente che venissero pagati re- golarmente i contributi alla Cassa, peraltro già prelevati dai salari dei dipendenti in conformità dell'art. 51 LAVS. Egli non può liberarsi da questa responsabilità semplice- mente sostenendo, come in concreto, d'essere stato solo il responsabile dell'acquisizione della clientela, dei rappor- ti con i fornitori e dell'acquisto merce, o asserendo di non aver mai avuto competenze decisionali in ambito conta- bile, con particolare riferimento al pagamento dei contri- buti sociali, anche perché aveva fiducia nelle persone che se ne occupavano, o ancora affermando di essersi dimesso dopo aver saputo della difficile situazione finanziaria della M.________ SA. Nulla impediva a P.________ di richiedere, prima del marzo 1994, qualsivoglia informazione o documentazione che gli necessitasse per far fronte ai doveri richiesti ad un membro del consiglio di amministrazione. Infatti, egli sapeva o doveva sapere già dal 1990 delle difficoltà finan- ziarie in cui versava la società, in quanto ne era diventa- to azionista, su richiesta di R.________, per immettere nuova liquidità nella ditta e perché era presente alle riunioni settimanali. Il fatto poi che il versamento dei contributi sociali fosse condizione sine qua non affin- ché la fallita potesse partecipare ai concorsi pubblici non lo esimeva dall'obbligo, imposto dal diritto pubblico, di controllare che i contributi sociali venissero pagati rego- larmente. Dalla documentazione agli atti risulta che P.________ sarebbe stato in grado di determinare la volontà della società, se solo lo avesse voluto, fino al 26 agosto 1994, quando dimissionò, ritenuto che per l'art. 34 cpv. 4 OAVS i contributi dovuti per il periodo di pagamento sono esigibili dalla scadenza e devono essere pagati entro dieci giorni. Orbene, era preciso compito del ricorrente vegliare affinché fossero versati i contributi fino al mese di lu- glio 1994 compreso, esigibili il 31 luglio e pagabili entro il 10 agosto 1994. Dal marzo 1994 al ricorrente era noto che la perdita aziendale totale al 31 dicembre 1993 era in realtà - sulla base del rapporto speciale 22 marzo 1994 della L.________ SA, ora A.________ e B.________ SA - di fr. 1'190'493.24, per raffronto ad un utile di fr. 2'084.49 risultante dai dati contabili della fallita. Accettando il mandato di membro del consiglio di ammi- nistrazione, l'interessato si era assunto, come già s'è detto, tutti gli oneri che da tale funzione derivano. Egli non doveva né poteva pertanto rimanere inattivo e speculare sul fatto che altri, nel caso di specie chi deteneva la maggioranza della partecipazione azionaria, provvedesse al pagamento dei contributi sociali. In sostanza, il disinteresse mostrato da P.________, deducibile dal verbale relativo alla sua audizione del 24 luglio 1996 davanti all'autorità amministrativa, ne de- termina la responsabilità ex art. 52 LAVS. In altri termi- ni, il ricorrente ha omesso di compiere quanto doveva appa- rire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze riconducibili alla funzione di membro del consiglio di amministrazione di una società anonima. Non possono quindi essere elevati ad esimente gli ar- gomenti sostenuti nel ricorso, ritenuto che la posizione formale dell'interessato, a prescindere dalla sua qualità di azionista, gli imponeva di verificare che i contributi sociali venissero pagati. Siffatta omissione costituisce una grave violazione del suo dovere di diligenza (cfr. RCC 1992 pag. 269). Ne consegue che P.________ dovrà risarcire, in solido con R.________ e C.________, il danno subito dalla Cassa in fr. 48'640.-.