Citation: 6B_1199/2017 E. 2.5.1

2.5.1. Secondo l'art. 410 cpv. 1 lett. b CPP, richiamato dall'istante, è possibile chiedere la revisione in particolare di un decreto d'accusa ove contraddica in modo intollerabile una decisione penale successiva concernente gli stessi fatti. Trattasi di un motivo di revisione assoluto che, se dato, comporta l'annullamento (totale o parziale) del decreto precedente indipendentemente dalla sua correttezza materiale (DTF 144 IV 121 consid. 1.6). La contraddizione, che dev'essere evidente e intollerabile, può riguardare unicamente i fatti. Non costituisce motivo di revisione una contraddizione nell'applicazione del diritto o una modifica successiva della giurisprudenza, anche se il quesito da risolvere era il medesimo in entrambe le decisioni (sentenza 6B_972/2019 del 9 ottobre 2019 consid. 3.2). Il motivo di revisione dell'art. 410 cpv. 1 lett. b CPP sussiste ad esempio nel caso in cui diversi partecipanti agli stessi fatti siano perseguiti e giudicati separatamente e una decisione presa nei confronti di uno di essi sia in un secondo tempo contraddetta in modo intollerabile da una successiva decisione relativa a un altro partecipante, in seguito a una divergente valutazione della situazione di fatto (HEER, op. cit., n. 90 ad art. 410 CPP; SCHMID/JOSITSCH, op. cit., n. 15 ad art. 410 CPP; MINI, op. cit., n. 9 ad art. 410 CPP). Non vi è invece spazio per una revisione laddove i fatti siano giudicati diversamente unicamente sotto il profilo soggettivo o delle caratteristiche personali degli interessati, con riferimento segnatamente all'intenzione, alla negligenza, alla particolare mancanza di scrupoli o pericolosità, oppure ancora all'imputabilità (HEER, op. cit., n. 93 ad art. 410 CPP; SCHMID/JOSITSCH, op. cit., n. 16 ad art. 410 CPP; NIGGLI/MAEDER, op. cit., n. 62 ad art. 119a LTF).