Citation: 4A_47/2022 E. 1

5.2.2.2. La LPar protegge i lavoratori contro due tipi particolari di disdetta abusiva: quella discriminante (art. 336 cpv. 1 lett. a CO) e quella data per rappresaglia (art. 336 cpv. 1 lett. d CO). Vi è disdetta discriminante se un lavoratore è licenziato per un motivo legato al sesso (art. 3 cpv. 2 LPar). Vi è invece disdetta data per rappresaglia se un lavoratore è licenziato perché si lamenta sul posto di lavoro, davanti a un'autorità di conciliazione o dinanzi a un tribunale di aver subìto una discriminazione vietata dalla LPar (art. 10 cpv. 1 LPar), ad es. perché ha chiesto al datore di lavoro di porre fine a una discriminazione salariale oppure perché ha rifiutato le avances sessuali del suo superiore. In entrambi i casi l'interessato può esigere il versamento di un indennizzo da parte del datore di lavoro, non superiore a un importo pari a sei mesi di salario (art. 5 cpv. 2 e 4 LPar; cfr. WOLFGANG PORTMANN / ROGER RUDOLF, in: Basler Kommentar Obligationenrecht I, 7a ed. 2020, n. 35 seg. ad art. 336 CO; RÉMY WYLER / BORIS HEINZER, Droit du travail, 4a ed. 2019, pag. 1125; JEAN-PHILIPPE DUNAND, in: Dunand / Mahon [a cura di], Commentaire du contrat de travail, 2013, n. 3 ad art. 336 CO; KARINE LEMPEN, Le harcèlement sexuel sur le lieu de travail et la responsabilité civile de l'employeur, 2006, pag. 264 seg.). 5.2.2.3. L'indennità prevista dall'art. 5 cpv. 2 e 4 LPar non può essere cumulata con quelle stabilite dagli art. 336ae 337c cpv. 3 CO; il giudice può accordare solo un'indennità, al massimo pari a sei mesi di salario, che è fissata in funzione delle circostanze. La LPar costituisce una legge speciale rispetto alle norme del CO, e il lavoratore ha diritto a un'unica indennità per la medesima lesione (DTF 126 III 395 consid. 7b/aa con rimandi; sentenza 4C.289/2006 del 5 febbraio 2007 consid. 6.1; WYLER / HEINZER, op. cit., pag. 1126; GABRIEL AUBERT, in: Aubert / Lempen [a cura di], Commentaire de la loi sur l'égalité entre femme et homme, 2011, pag. 140 seg., n. 62-65 ad art. 5 LPar; KARINE LEMPEN, Aperçu de la jurisprudence relative au harcèlement sexuel, in: AJP 11/2006, pag. 1411 seg.; MONIQUE COSSALI SAUVAIN, La loi fédérale sur l'égalité entre femme et homme, in: Aubert e altri [a cura di], Journée 1995 de droit du travail et de la sécurité sociale, 1999, pag. 72 segg.). L'indennità prevista dall'art. 5 cpv. 3 LPar può per contro essere cumulata con quella relativa alla disdetta discriminante (art. 5 cpv. 2 LPar), visto che i due indennizzi riguardano circostanze diverse, ancorché entrambe abbiano funzione punitiva e risarcitoria (cfr. WYLER / HEINZER, op. cit., pag. 1126; AUBERT, op. cit., pag. 141, n. 67 ad art. 5 LPar; sulla doppia funzione dell'indennità secondo l'art. 5 cpv. 2 LPar: DTF 131 II 361 consid. 4.4).