Citation: 6B_754/2016 E. 3.3

3.3. Determinare ciò che l'autore sapeva, voleva o ha preso in considerazione e, in particolare, l'esistenza di un errore è una questione che concerne l'accertamento dei fatti (DTF 135 IV 152 consid. 2.3.2; 130 IV 58 consid. 8.5 e rinvii; sentenza 6B_339/2015 del 16 giugno 2015 consid. 3.2, in: RtiD I-2016, pag. 154). Al riguardo, i fatti accertati dalla Corte cantonale vincolano di principio il Tribunale federale, tranne quando sono stati accertati in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). Attribuendo genericamente un maggior rilievo all'intervento dell'imputata, il ricorrente espone il suo parere, diverso da quello della Corte cantonale, ma non sostanzia con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF la manifesta insostenibilità degli esposti accertamenti e delle relative valutazioni. Per motivare l'arbitrio non basta infatti criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 134 I 140 consid. 5.4; 132 III 209 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 8 consid. 2.1 e rinvii). Il ricorrente non considera, nell'ambito di una valutazione complessiva degli elementi disponibili, che la Corte cantonale ha pure accertato che A.________ e C.________ non hanno deciso né pianificato in comune il reato e che l'imputata è rimasta in disparte ed è intervenuta nel litigio solo quando ha visto C.________ in pericolo. Disattende inoltre che le ferite inferte alla vittima con il coltello sono state di lieve entità. Il ricorrente non si confronta con l'insieme dei fatti accertati, spiegando con una motivazione conforme alle esposte esigenze, per quali ragioni la CARP avrebbe ritenuto in modo manifestamente insostenibile che l'imputata non ha agito, o quantomeno non ha creduto di agire come partecipante principale all'omicidio della vittima. Il ricorrente evidenzia che la CARP, nei considerandi della sentenza impugnata in cui è rimproverato a A.________ di avere commesso il reato di complicità in omicidio, le ha esplicitamente addebitato di avere preso in considerazione l'eventualità del decesso di B.________ a seguito dell'agire di C.________ e di essere ciononostante intervenuta con il coltello. Contrariamente all'opinione del ricorrente, questa considerazione non contraddice però quella secondo cui l'imputata credeva di agire soltanto quale partecipante secondaria e non principale. Il fatto di avere preso in considerazione ed accettato il rischio di favorire C.________ a commettere un omicidio, di per sé non consente infatti di concludere che l'imputata sia intervenuta nella consapevolezza di esercitare un ruolo principale nella commissione del reato.