Citation: 6B_949/2014 E. 15.2

15.2. Giusta l'art. 70 cpv. 1 CP, il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di un reato o erano destinati a determinare o a ricompensare l'autore di un reato, a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di ripristinare la situazione legale. Se l'importo dei valori patrimoniali sottostanti a confisca non può essere determinato o può esserlo soltanto con spese sproporzionate, il giudice può procedere a una stima (art. 70 cpv. 5 CP). Se i valori patrimoniali sottostanti alla confisca non sono più reperibili, il giudice ordina in favore dello Stato un risarcimento equivalente; nei confronti di terzi, tuttavia, il risarcimento può essere ordinato soltanto per quanto non sia escluso giusta l'art. 70 cpv. 2 CP (art. 71 cpv. 1 CP; risarcimento compensatorio). Scopo di tale risarcimento è quello di evitare che la persona che ha disposto di beni soggetti a confisca sia avvantaggiata rispetto a chi li ha conservati. Questa misura si sostituisce alla confisca in natura e, rispetto a quest'ultima, non deve dunque comportare né vantaggi né inconvenienti. In ragione della sua natura sussidiaria, il risarcimento compensatorio può essere pronunciato solo se, nel caso in cui i valori patrimoniali fossero stati disponibili, la confisca sarebbe stata pronunciata (DTF 140 IV 57 consid. 4.1.2 pag. 62). La confisca e il risarcimento in favore dello Stato si fondano sul principio che il crimine non deve pagare (DTF 139 IV 209 consid. 5.3 pag. 211). In virtù del principio della specialità, possono essere confiscati unicamente i valori patrimoniali che costituiscono il risultato diretto dell'infrazione o che erano destinati a determinare o ricompensare l'autore del reato, oppure i loro surrogati (DTF 136 IV 4 consid. 6.6 pag. 14). Secondo la giurisprudenza, il reato dev'essere la causa essenziale e adeguata dell'ottenimento dei valori patrimoniali e questi devono provenire tipicamente dal reato in questione. Deve quindi esistere, tra il reato e l'ottenimento dei valori patrimoniali un nesso causale tale da fare apparire il secondo come la conseguenza diretta e immediata del primo (DTF 141 IV 155 consid. 4.1 pag. 162). È in particolare questo il caso quando l'ottenimento dei valori patrimoniali costituisce un elemento oggettivo o soggettivo del reato o quando rappresenta un vantaggio diretto derivante dalla commissione dell'infrazione. Per contro, i valori patrimoniali non possono essere considerati come il risultato del reato, quando quest'ultimo ha soltanto facilitato il loro ottenimento ulteriore mediante un atto successivo senza connessione immediata con il reato stesso (DTF 137 IV 79 consid. 3.2 pag. 80). Sono soggetti a confisca tutti i vantaggi economici illeciti, valutabili in denaro, suscettivi di essere cifrati, se del caso, nell'ambito di una decisione sul risarcimento compensatorio. Possono presentarsi sotto forma di un aumento degli attivi, una diminuzione dei passivi, una mancata diminuzione degli attivi oppure di un mancato aumento dei passivi. La nozione di valori patrimoniali di cui agli art. 70 seg. CP è vasta e comprende, oltre a cose materiali, quali il denaro contante, le pietre preziose o beni immobili, anche diritti reali limitati, i crediti (come gli averi in conto), le carte valore e i diritti immateriali (sentenza 6S.667/2000 del 19 febbraio 2001 consid. 2b).