Citation: 1P.346/1999 08.11.2000 E. 2.-

In questa sede il ricorrente non censura l'im- posizione del vincolo di monumento culturale sugli edifici che sorgono sulle particelle n. 218 e 220. Egli critica in- vece il fatto che le sue particelle siano state tolte dalla zona edificabile secondo il precedente piano regolatore per inserirle in quella agricola. Non sostiene che il provvedi- mento pianificatorio si fondi su una base legale insuffi- ciente, ma contesta ch'esso sia sorretto da un interesse pubblico preponderante e che rispetti il principio della proporzionalità. Rileva che i fondi avrebbero una chiara vocazione all'edificabilità, dimostrata - tra l'altro - dalla loro pregevole ubicazione, dall'esistente edificazio- ne del nucleo di "Morchino" e dalla loro urbanizzazione; essi sarebbero inoltre circondati da zone edificabili e da aree già edificate. Il ricorrente osserva poi che il conte- stato intervento pianificatorio sarebbe essenzialmente det- tato dalla necessità di compensare l'attribuzione alla zona edificabile di superfici situate in altre località del Co- mune. Lo stralcio dalla zona edificabile non sarebbe in ef- fetti giustificato da un suo sovradimensionamento, essendo le contenibilità del nuovo piano regolatore e di quello previgente simili. Secondo il ricorrente le particelle non sarebbero inoltre idonee a uno sfruttamento agricolo razio- nale, tale idoneità non essendo peraltro prevista dal piano direttore cantonale. a) Secondo la giurisprudenza del Tribunale federa- le si è in presenza di una mancata attribuzione alla zona edificabile ("Nichteinzonung") quando l'autorità adotta per la prima volta un piano di utilizzazione conforme alle esi- genze del diritto federale, segnatamente della LPT, e non inserisce un fondo in alcuna zona edificabile. È irrilevan- te che i terreni in discussione fossero edificabili secondo il diritto previgente o che appartenessero al comprensorio già largamente edificato ai sensi dell'art. 36 cpv. 3 LPT (DTF 125 II 431 consid. 3b, 123 II 481 consid. 6b-c, 122 II 326 consid. 4c, 121 II 417 consid. 3e; Enrico Riva in Aemi- segger/Kuttler/Moor/Ruch, editori, Kommentar zum Bundesge- setz über die Raumplanung, Zurigo 1999, n. 141 seg. all' art. 5). Vi è invece un'esclusione dalla zona edificabile, o dezonamento ("Auszonung"), ove una particella, già inse- rita formalmente nella zona edificabile secondo un piano regolatore conforme ai principi della LPT, venga attribuita a una zona non edificabile (DTF 122 II 326 consid. 4c; Ri - va, op. cit., n. 140 all'art. 5). In concreto, contrariamente a quanto sembra ritene- re il ricorrente, che fonda le sue censure su un asserito dezonamento, essendo la previgente normativa antecedente all'entrata in vigore della LPT (avvenuta il 1° gennaio 1980), il piano regolatore approvato dal Consiglio di Stato il 27 agosto 1997 è il primo ad esserne conforme: il conte- stato provvedimento pianificatorio deve quindi essere con- siderato quale mancata attribuzione dei fondi alla zona edificabile. Questa conclusione vale anche nel caso in cui il piano previgente rispettasse materialmente le esigenze della LPT, ciò che comunque il ricorrente non dimostra. b) Di regola, come ogni altra restrizione di di- ritto pubblico della proprietà, il mancato inserimento di un fondo nella zona edificabile è compatibile con la garan- zia della proprietà dell'art. 26 Cost. - che riprende es- senzialmente l'art. 22ter vCost. (FF 1997 I 161) - solo se si fonda su una base legale sufficiente, se è giustificato da un interesse pubblico preponderante e se è conforme al principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 1-3 Cost.; DTF 125 II 129 consid. 8, 121 I 117 consid. 3b, 119 Ia 348 consid. 2a, 362 consid. 3a, sentenza del 3 febbraio 1995 consid. 7b, pubblicata in ZBl 97/1996 pag. 272 segg., con- cernenti l'art. 22ter vCost.; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3aed., Berna 1999, pag. 605 seg.). Il Tri- bunale federale esamina di massima liberamente tali que- stioni, salvo imporsi un certo riserbo, non essendo un'au- torità superiore di pianificazione, in presenza di situa- zioni locali meglio conosciute e valutate dall'autorità cantonale; esso si astiene inoltre dall'interferire in que- stioni di spiccato apprezzamento, quali sono in genere l'istituzione o la delimitazione delle zone edilizie (DTF 124 II 146 consid. 3c, 121 I 117 consid. 3b, 119 Ia 88 con- sid. 5c/bb, 362 consid. 3a, 117 Ia 434 consid. 3c). L'ac- certamento dei fatti e la valutazione delle prove vengono comunque esaminati unicamente sotto il ristretto profilo dell'arbitrio (DTF 119 Ia 362 consid. 3a e rinvii).