Citation: 5A_270/2015 E. 6.5

6.5. Di fronte all'affermazione della ricorrente, secondo la quale ella andava protetta nella sua buona fede (art. 973 CC) quando ha ricevuto una particella della superficie dichiarata a registro fondiario di 3'764 m2, il Tribunale di appello ha risposto trattarsi di una petizione di principio fondata sull'errata premessa che lo zio le abbia legato anche la particella costituente il sentiero. Avanti al Tribunale federale, la ricorrente ribadisce il richiamo alla protezione della propria buona fede nel registro fondiario, che va presunto corretto e completo, e che si estende anche al piano. Non discute, tuttavia, l'osservazione dei Giudici cantonali, i quali hanno posto in evidenza come il richiamo alla correttezza del registro fondiario non possa supplire al fatto che lo zio non le aveva legato anche il sentiero. Ella si limita a rinviare a due sentenze del Tribunale federale (5A_431/2011 del 2 novembre 2011 consid. 4.2.1; 5A_365/2008 del 27 ottobre 2008 consid. 3.1), le quali peraltro non trattano il problema della natura giuridica dell'iscrizione della superficie a registro fondiario. In altro contesto, il Tribunale di appello ha infine rilevato che secondo il diritto ticinese (art. 88 della previgente legge ticinese sulla misurazione ufficiale, identico all'attuale art. 57 cpv. 1) l'indicazione della superficie di una particella a registro fondiario ha mera funzione descrittiva (dunque non costitutiva). Con questa constatazione, la ricorrente non si confronta a sufficienza. Per i motivi evidenziati, la censura è da ritenersi inammissibile.