Citation: 2C_1032/2018 E. 2.4.3

2.4.3. Nella sentenza impugnata, vagliando la censura di violazione del principio della buona fede, la Corte cantonale ha rilevato che il diniego della richiesta di modificare le modalità di finanziamento dell'opera di protezione civile facendo capo ai contributi sostitutivi ha semmai comportato una perdita di tempo per il Consorzio ricorrente, ma non gli ha causato alcun danno o svantaggio irreversibile. Ha infatti osservato che rimangono sempre attuali le modalità di finanziamento inizialmente previste con la risoluzione del 26 settembre 2012, oltre alla possibilità di definire con la Sezione del militare e della protezione della popolazione l'utilizzazione dei contributi sostitutivi nella forma di un prestito senza interessi. Il ricorrente contesta queste considerazioni, adducendo che la procedura cantonale avrebbe comportato un dispendio considerevole dal profilo amministrativo ed organizzativo, oltre ad un potenziale danno d'immagine per i suoi organi. Adduce inoltre che la mancata utilizzazione dei contributi sostitutivi, si tradurrebbe in un costo di fr. 69.95 per ogni cittadino dei Comuni consorziati. Tuttavia, la decisione del 26 settembre 2012, ratificata dall'autorità cantonale, prevede che gli oneri di finanziamento dell'investimento sono posti a carico dei singoli Comuni consorziati. Il diniego dell'utilizzazione dei contributi sostitutivi non comporta ripercussioni finanziarie dirette considerevoli sulla situazione economica del Consorzio ricorrente. La mancata possibilità di fare capo alla modalità di finanziamento, più vantaggiosa, prospettata dopo l'approvazione della soluzione iniziale, non gli ha impedito di realizzare l'opera in discussione, i cui costi sono ripartiti e addebitati ai Comuni in base alle rispettive quote calcolate sulla base del numero dei rispettivi abitanti. D'altra parte, i contributi sostitutivi incassati dai Comuni secondo il diritto previgente sono riversati alle Regioni e sono registrati per il singolo Comune (cfr. norma transitoria dell'art. 36 LPCi). La loro utilizzazione rimane possibile per le misure di protezione civile alle quali essi sono destinati in conformità con il diritto federale. Sostenendo che questi contributi avrebbero potuto essere utilizzati per la realizzazione della propria sede, il ricorrente mira in concreto ad ottenere le condizioni più favorevoli per il finanziamento della costruzione in questione. Esso agisce quindi nell'interesse finanziario generale della collettività e in quello ad una corretta applicazione del diritto, ciò che non basta tuttavia a conferirgli la legittimazione ricorsuale (cfr. DTF 141 II 161 consid. 2.3 in fine). L'autorità cantonale non ha imposto un onere finanziario diretto a carico del Consorzio ricorrente, ma gli ha semplicemente negato la possibilità di utilizzare i contributi sostitutivi dei Comuni per finanziare la nuova sede consortile, siccome nel caso specifico tale intervento non è stato ritenuto strettamente di protezione civile. Il fatto di non avere potuto modificare le modalità di finanziamento inizialmente previste non ha però pregiudicato la realizzazione dell'opera e l'adempimento dei compiti consortili. Considerato altresì che, come esposto, gli oneri di finanziamento sono comunque addossati ai singoli Comuni, il ricorrente non è colpito in maniera qualificata nei suoi interessi pubblici centrali.