Citation: 1C_106/2017 E. 3.6

3.6. Secondo il ricorrente, gli interventi edilizi realizzati costituirebbero delle aggiunte che potrebbero essere eliminate in modo da rendere l'opera conforme alla licenza edilizia del 3 febbraio 2003. Come visto, la Corte cantonale ha tuttavia accertato che nella fattispecie è stata realizzata una nuova costruzione, rilevando che le parti nuove sono nettamente prevalenti su quelle preesistenti e per la maggior parte irreversibili, sicché l'intervento conservativo autorizzato con la suddetta licenza edilizia non è più attuabile. Ha segnatamente precisato che i muri del pianterreno non possono più essere ripristinati, siccome sono stati integrati in un muro di cemento armato. Ha inoltre stabilito che nemmeno il pavimento in legno del primo piano, che il progetto approvato nel 2003 prevedeva di mantenere, può essere recuperato, essendo stato sostituito da una soletta in cemento armato. Parimenti, sono stati demoliti e sostituiti in cemento armato i pilastri in sasso che formavano il portico al piano terreno ed è stato realizzato un nuovo tetto. Al riguardo, il ricorrente si limita a sminuire l'entità delle trasformazioni eseguite e a ribadire le proposte d'intervento suggerite dall'arch. C.________. Non si confronta tuttavia puntualmente con gli esposti accertamenti e le valutazioni della Corte cantonale, spiegando con una motivazione chiara e dettagliata in che misura sarebbero manifestamente in contrasto con gli atti e del tutto insostenibili. Non v'è quindi motivo di rivenire sulla conclusione della Corte cantonale secondo cui le importanti modifiche eseguite hanno definitivamente compromesso la possibilità di ripristinare l'edificio preesistente nelle caratteristiche conservative autorizzate con la licenza edilizia del 2003. In simili circostanze, alla luce dell'entità degli interventi edilizi eseguiti in contrasto con il diritto materiale applicabile, la precedente istanza ha quindi ritenuto a ragione che non si poteva prescindere dalla demolizione totale della casa d'abitazione (cfr. sentenza 1C_619/2014 del 24 febbraio 2015 consid. 4, in: RtiD II-2015 pag. 53 segg.).