Citation: 5A_626/2019 E. 2.1

2.1. Giusta l'art. 80 cpv. 1 LEF, il creditore a beneficio di una decisione giudiziaria esecutiva può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell'opposizione. La somma dovuta deve essere indicata con precisione nella decisione o deve almeno poter essere determinata in modo preciso in congiunzione con la motivazione o mediante rinvio a altri documenti (DTF 135 III 315 consid. 2.3). Per giurisprudenza costante, sentenze che statuiscono obblighi di mantenimento del diritto di famiglia e che rispettano le predette condizioni sono titoli di rigetto definitivo dell'opposizione (v. DTF 144 III 193 consid. 2.2 per gli alimenti al figlio maggiorenne in formazione; 138 III 583 consid. 6.1.1 in sede di misure a protezione dell'unione coniugale; sentenza 5P.324/2005 del 22 febbraio 2006, passim, per contributi post divorzio). La procedura di rigetto - provvisorio o definitivo - dell'opposizione è un incidente dell'esecuzione. La decisione che concede o rifiuta il rigetto dell'opposizione è di natura meramente esecutiva, e ha come unico tema quello di stabilire se la procedura esecutiva possa continuare o se il creditore sia invece obbligato a adire una via giudiziaria ordinaria. Nell'ambito del rigetto definitivo dell'opposizione, il potere d'esame del giudice del rigetto è limitato all'aspetto esecutivo del credito dedotto in esecuzione; in altre parole, egli esamina unicamente la forza probante del titolo prodotto dal creditore, la sua natura formale (sentenza 5A_631/2019 del 28 gennaio 2020 consid. 1.4.1 con rinvii). Un esame di merito del fondamento creditorio è escluso, così come esclusi sono un'interpretazione del titolo esecutivo o un suo riesame (DTF 143 III 564 consid. 4.3.1 e 4.3.2 con rinvii; sentenza 5A_261/2018 del 4 febbraio 2019 consid. 3.1). Un tale compito resta di sola pertinenza del giudice del merito (DTF 135 III 315 consid. 2.3; sentenza 5A_261/2018 cit. loc. cit.). Pertanto, la decisione di rigetto dell'opposizione ha unicamente effetti di diritto esecutivo e non riveste forza di cosa giudicata ( res iudicata) circa l'esistenza del credito (DTF 143 III 564 consid. 4.1 con rinvio).