Citation: 4A_84/2010 06.05.2010 E. 3

La vertenza è strettamente connessa con l'istituzione, in applicazione dell'art. 394 CC, della curatela volontaria in favore di B.________. Il ruolo di curatore è stato affidato all'avv. A.________. In tale veste egli ha proceduto alla compilazione dell'inventario della sostanza da amministrarsi (art. 398 CC; art. 20-21 del Regolamento in materia di tutele e curatele [RTC]; RL/TI 4.1.2.2.1), da sottoporre all'approvazione della Commissione tutoria (Art. 7 lett. c RTC). 3.1 L'esistenza di una situazione di conflitto d'interessi allorquando l'avv. A.________, nella sua veste di curatore - incaricato di collaborare con B.________ nella gestione e nell'amministrazione del di lei patrimonio - inserisce fra i passivi della curatelata tre note professionali per la sua attività di avvocato, è patente. La constatazione dell'esistenza di tale conflitto d'interessi non lede pertanto la sua personalità o la sua reputazione professionale, né tantomeno può far dubitare dell'imparzialità del Consiglio di moderazione. 3.2 La verifica di queste posizioni non poteva evidentemente essere eseguita da lui stesso bensì andava affidata a un terzo. Invece di optare per la nomina di un curatore ad hoc (art. 392 n. 2 CC; cfr. sentenza 5C.226/1999 del 9 marzo 2000 consid. 2b con riferimenti dottrinali), la CTR 14, non convinta dell'ammontare esposto dal legale nelle tre fatture, con decisione del 19 dicembre 2006 le ha trasmesse alla Commissione di verifica. Ora, stando a quanto accertato in maniera vincolante nel giudizio impugnato (art. 118 cpv. 1 LTF) - e non contestato nel gravame - né il ricorrente né B.________ si sono aggravati contro la decisione della CTR 14 dinanzi all'autorità di vigilanza sulle tutele (art. 420 cpv. 2 CC, art. 10 e 11 lett. g RTC), nonostante la possibilità d'inoltrare ricorso entro dieci giorni fosse esplicitamente menzionata in quell'atto. In altre parole, quando avrebbero potuto - e dovuto, secondo le norme legali vigenti in tale ambito - né il ricorrente né la curatelata si sono opposti a che le note venissero sottoposte alla Commissione di verifica. 3.3 Quanto appena esposto fa apparire manifestamente inconferente l'argomentazione ricorsuale concernente la violazione del divieto dell'arbitrio nell'accertamento dei fatti, nell'ambito della quale il ricorrente muove critiche contro l'operato della CTR 14 che non spettava al Consiglio di moderazione "accertare" bensì al ricorrente presentare nei modi e nei tempi previsti dalle norme legali determinanti. Lo stesso vale per l'asserita lesione del principio della proporzionalità. Ne segue l'inammissibilità, in questa sede, di tutti gli argomenti concernenti la decisione emanata il 19 dicembre 2006 dalla CTR 14. 3.4 Nelle circostanze descritte, inoltre, la mancata menzione, nella decisione del Consiglio di moderazione, della lettera indirizzatagli dalla curatelata il 29 agosto 2007, con la quale veniva chiesto l'abbandono del procedimento di moderazione, non configura una violazione del diritto di ottenere una decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.). Come ben osservato dal ricorrente stesso, l'autorità non deve pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile (DTF 134 I 83 consid. 4.1 pag. 88 con rinvii), ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio e la lettera inviata dalla curatelata al Consiglio di moderazione il 29 agosto 2007, contrariamente a quanto preteso nel gravame, non lo era. Se avesse voluto opporsi alla verifica delle fatture del ricorrente, (anche) la curatelata avrebbe dovuto procedere nei tempi e nelle forme stabilite dalle regole determinanti.