Citation: 2C_559/2015 E. 5.2.1

5.2.1. Richiamandosi alla condanna del 15 novembre 2013, la Corte cantonale ha, a ragione, sottolineato la gravità della rapina commessa, come rilevato nella sentenza cantonale (vedasi pag. 8 della stessa) e come risulta dalla condanna penale non motivata figurante agli atti (art. 105 cpv. 2 LTF), per futili motivi. Durante la stessa il ricorrente, oltre a dimostrarsi ben organizzato (avendo portato con sé tutto l'occorrente, ossia borsa, guanti, passamontagna, coltello a farfalla e pistola soft air) e determinato (agendo in piena mattina), ha minacciato l'impiegato della banca con una pistola soft air e ha poi tentato di scappare con la refurtiva; egli infatti, come risulta dall'inserto di causa (art. 105 cpv. 2 LTF), è stato arrestato subito fuori dalla banca dalla polizia cantonale. Come già giudicato da questa Corte, il reato di rapina, oltre ad essere un crimine contro il patrimonio, costituisce anche un'azione atta a mettere in pericolo l'integrità fisica di altre persone, ovvero un bene alla cui tutela è riconosciuto un interesse pubblico particolare e la cui concreta minaccia, come accaduto nel caso di specie, dimostra la gravità dell'atto (sentenza 2C_758/2016 del 23 dicembre 2016 consid. 6.4.1). Non va poi dimenticato che il ricorrente è pure stato condannato per infrazione alla LArm (detenzione non autorizzata di un coltello a farfalla e della citata pistola soft air) nonché per contravvenzione alla LStup (consumo di marijuana). Per l'insieme di questi reati egli si è visto infliggere una pena che sorpassa il limite di un anno a partire dal quale una pena privativa della libertà è considerata come di lunga durata (DTF 135 II 377 consid. 4.2 pag. 381). Premesse queste considerazioni non può che essere confermata la gravità di quanto addebitatogli. Reati come la rapina - che rientra, come accennato in precedenza, tra quelli contro il patrimonio, ma che implica l'uso della violenza contro una persona - comportano infatti di principio un interesse rilevante all'allontanamento di chi li commette, anche quando si tratti, come nella presente fattispecie, di uno straniero che è nato in Svizzera (cfr. consid. 4.2; sentenze 2C_200/2013 del 16 luglio 2013 consid. 5.4, 2C_714/2011 del 4 aprile 2012 consid. 3.1 e 2C_839/2011 del 28 febbraio 2012 consid. 2.3). La sentenza impugnata va inoltre condivisa anche per quel che riguarda la mancata presa in considerazione della parziale sospensione della pena inflitta al ricorrente con il già citato giudizio del 15 novembre 2013: per prassi costante infatti, la sospensione condizionale della pena non assume, di per sé, rilievo specifico (sentenza 2C_380/2015 del 19 febbraio 2016 consid. 5.2.2 e riferimenti). Per quanto riguarda poi la relazione con la sua compagna, a cui il ricorrente accenna nella propria impugnativa, egli non ne ha mai sostanziato la durata o altrimenti la natura, ragione per cui - in assenza di prove in merito - non può essere a priori considerata (sentenza 2C_38/2012 del 1° giugno 2012 consid. 5.3).