Citation: 2C_329/2016 E. 3.1

3.1. Nella sentenza impugnata il Tribunale cantonale ha spiegato perché l'insorgente non poteva più essere considerata una lavoratrice ai sensi degli art. 4 ALC e 6 Allegato I ALC (da anni non svolgeva più un'attività lavorativa, se non a titolo accessorio e marginale), perché non poteva fruire di un permesso senza attività lucrativa ai sensi degli art. 6 ALC e 24 Allegato I ALC (siccome era priva di mezzi finanziari propri) o dell'art. 4 cpv. 1 Allegato I ALC (poiché non aveva maturato un diritto alla pensione e non era colpita da inabilità permanente al lavoro). Esaminando poi il caso dal profilo del diritto interno, la Corte cantonale ha rilevato che l'interessata adempiva le condizioni di revoca del permesso di cui all'art. 62 lett. e LStr (RS 142.20), dato che da anni dipendeva dall'aiuto sociale: ella beneficiava infatti di prestazioni assistenziali dal mese di ottobre 2008, che avevano raggiunto la somma di fr. 104'500.-- nel febbraio 2016, e le percepiva tuttora. Inoltre malgrado avesse affermato di essere in trattative per ottenere un impiego, non aveva fornito alcun elemento concreto che permetteva di sperare in un cambiamento a breve o medio termine, oltre al fatto che non poteva nemmeno contare su garanti solvibili. Infine i giudici cantonali sono giunti alla conclusione che il provvedimento litigioso rispettava il principio della proporzionalità. Sebbene il suo soggiorno in Svizzera era di media durata, l'interessata non poteva definirsi integrata: essa aveva lavorato solo per un breve periodo e dal 2008 era a carico della pubblica assistenza. Un suo rientro nella vicina Penisola, dove aveva vissuto sino all'età di 45 anni prima di venire in Svizzera e dove possedeva i suoi principali legami culturali, sociali e familiari (in particolare vi risiedevano due dei suoi figli), non era pertanto atto a compromettere un suo reinserimento sociale e professionale.