Citation: 4C.266/2000 28.02.2001 E. 4

4.- L'insorgente si duole - con motivazione in parte identica a quella del parallelo ricorso di diritto pubblico - del fatto che il Tribunale d'appello ha negato la sua competenza territoriale per giudicare l'azione promossa nei confronti di Lodovico Sacchetti in forza della proroga del foro prevista alla clausola n. 17 del contratto. La violazione dell'art. 59 vCost. - ora art. 30 cpv. 2 Cost. - come pure la validità e l'estensione delle clausole di proroga del foro sfuggono alla giurisdizione per riforma del Tribunale federale e vanno proposte con ricorso di diritto pubblico; solo la lesione delle disposizioni del diritto federale sul foro può essere censurata con il ricorso per riforma (DTF 118 Ia 294 consid. 1; Poudret, op. cit. , art. 43 n. 1.3.2.1 e 1.4.2.6, nonché art. 49 n. 3.1). Sono pertanto irricevibili tutti gli argomenti con i quali l'attrice tenta di dimostrare che la clausola litigiosa non aveva carattere esclusivo. Sono inammissibili anche quelli con i quali la ricorrente sostiene che l'autorità cantonale avrebbe applicato in modo errato la teoria dell'affidamento per l'interpretazione delle dichiarazioni di volontà delle parti. La controversa proroga di foro configura infatti un contratto processuale che soggiace al diritto cantonale, così come la sua interpretazione, sia essa soggettiva oppure basata sul principio dell'affidamento (DTF 96 II 428 consid. 1). Fatta eccezione per le norme costituzionali, le uniche disposizioni del diritto federale della quali l'attrice afferma la violazione sono gli art. 41 CO e 12 LCSl. Le censure che vi si riferiscono sono infondate, perché il primo disposto non istituisce fori per azioni fondate su atto illecito, mentre il foro prescritto dal diritto federale per le azioni derivanti da concorrenza sleale non esclude la validità di accordi di proroga (David, Schweizerisches Immaterialgüter- und Wettbewerbsrecht, Band 1, Einleitung, pagg. 46/47).