Citation: 2D_122/2008 31.10.2008 E. 2.1

Giusta l'art. 83 lett. c n. 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti i permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto. 2.2 In concreto la ricorrente non può prevalersi di una disposizione specifica dell'ordinamento legislativo federale o di un accordo internazionale, da cui potrebbe derivarle un diritto al rilascio dell'autorizzazione sollecitata. Contrariamente a quanto sostenuto, ella non può appellarsi al Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e la Serbia, del 16 febbraio 1888 (RS 0.142.118.181), il quale si applica solo ai cittadini al beneficio di un permesso di domicilio (cfr. DTF 119 IV 65 consid. 1a; 106 Ib 125 consid. 2b). Allo stesso modo non può richiamarsi alla normativa interna, segnatamente all'art. 42 cpv. 2 LStr, siccome non soddisfa i requisiti previsti da tale disposto per avere diritto al rilascio di un'autorizzazione di soggiorno, né agli art. 28 o 30 cpv. 1 lett. b LStr, da cui non scaturisce alcun diritto alla concessione di un permesso di dimora. Inoltre nulla può dedurre dall'art. 8 CEDU, dato che non si trova in un particolare stato di dipendenza fisica o psichica dalle figlie, suscettibile di fondare un diritto al permesso di soggiorno (DTF 120 Ib 257 consid. 1d-e). Infine, occorre precisare che l'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli stranieri, richiamata dalla ricorrente, oltre a non essere più in vigore (cfr. art. 91 cifra 5 OASA; RS 142.201), non conferiva alcun diritto ad ottenere un permesso di dimora. Il ricorso in materia di diritto pubblico è quindi inammissibile.