Citation: 1A.183/2002 20.12.2002 E. 2

Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non avere determinato se il rustico fosse stato ristrutturato prima del 1° luglio 1972 e sostiene che, secondo gli atti e le dichiarazioni dello stesso proprietario, il riattamento sarebbe stato eseguito soltanto negli anni 1986 e 1987: l'intervenuta ristrutturazione escluderebbe quindi la possibilità di autorizzare l'intervento litigioso in applicazione dell'art. 24c LPT. L'USTE ritiene inoltre arbitrari gli accertamenti riguardo alle dimensioni del ripostiglio progettato rispetto a quelle del manufatto da sostituire, di volumetria chiaramente inferiore. 2.1 Con il ricorso di diritto amministrativo si può far valere, oltre alla violazione del diritto federale e all'eccesso o abuso del potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG), l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile- vanti (art. 104 lett. b OG). Tuttavia, quando l'istanza inferiore è un'Autorità giudiziaria, come è qui il caso, l'accertamento dei fatti è di principio vincolante per il Tribunale federale che interviene solamente se i fatti risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 104 lett. b OG in relazione con l'art. 105 cpv. 2 OG; DTF 125 II 369 consid. 2d). 2.2 La Corte cantonale ha accertato che il proprietario aveva acquistato il rustico, comprensivo del ripostiglio, nel 1970 per utilizzarlo quale abitazione di vacanza. Ha quindi rilevato che l'edificio, risalente al 1800, già esisteva al momento dell'entrata in vigore, il 1° luglio 1972, della legge federale contro l'inquinamento delle acque, che introduceva per la prima volta una separazione rigorosa tra la zona edificabile e quella inedificabile. I Giudici cantonali hanno poi ritenuto il ripostiglio utilizzabile secondo la sua destinazione e considerato l'intervento edilizio litigioso soggetto all'art. 24c LPT (cfr. sentenza impugnata, pag. 5, consid. 3.4). L'eventuale acquisto del fondo da parte dell'istante prima del 1972 non è di per sé decisivo né sufficiente ai fini dell'applicabilità dell'art. 24c LPT, in mancanza di precisi accertamenti riguardo allo stato e alle caratteristiche dell'edificio principale e del ripostiglio al momento determinante e riguardo ad autorizzazioni successive. Risulta in effetti dagli atti e dalle dichiarazioni del proprietario che il rustico è stato completamente ristrutturato in abitazione parecchi anni dopo l'acquisto, sulla base di una licenza edilizia rilasciata all'istante nel 1986. D'altra parte non emerge che tale licenza contemplasse il ripostiglio esistente, le cui modalità e i cui tempi di costruzione non sono stati invero chiariti in sede cantonale, né esso è stato considerato nella valutazione dell'identità dell'edificio (cfr. art. 42 OPT). Gli accertamenti su questi punti, omessi nel giudizio impugnato, non appaiono del resto irrilevanti in un caso come il presente, ove si consideri in particolare che la circostanza secondo cui il proprietario avesse, in una determinata misura, beneficiato di un'autorizzazione eccezionale secondo l'art. 24 cpv. 2 vLPT potrebbe influire sull'applicazione dell'art. 24c LPT (cfr. DTF 127 II 215 consid. 3; Peter Karlen, Die Ausnahmebewilligung nach Art. 24-24d RPG, in ZBl 102 /2001, pag. 291 segg., in particolare pag. 296/297). Ne consegue che la Corte cantonale ha, nelle esposte condizioni, accertato i fatti in modo manifestamente incompleto (cfr. art. 104 lett. b OG in relazione con l'art. 105 cpv. 2 OG). Il giudizio impugnato deve quindi essere annullato e gli atti rinviati al Tribunale cantonale amministrativo affinché, dopo avere eseguito gli accertamenti che si impongono, si pronunci nuovamente sull'applicazione degli art. 24 segg. LPT.