Citation: 2C_257/2022 E. 7.2

7.2. Come rilevato dai giudici cantonali, nel caso di specie si è in presenza di un'impresa che assume un lavoratore, con il quale è legato da un contratto di lavoro, che fornisce poi in prestito a una seconda impresa che, a sua volta, lo fornisce a prestito ad una terza società. Ora una simile costellazione non adempie le condizioni delle eccezioni previste dalla legge (la seconda impresa subentra quale datore di lavoro e dispone della necessaria autorizzazione rispettivamente interviene unicamente quale intermediario) e la ricorrente nemmeno lo pretende, affinché si possa tollerare che un lavoratore sia fornito ad un'impresa terza (art. 26 cpv. 3 OC). Va poi osservato che l'argomentazione della ricorrente, la quale nega che vi sia subfornitura poiché a suo avviso l'utente (finale) non avrebbe alcun potere di conduzione, lo stesso essendo suddiviso tra il prestatore (cioè se stessa) e il SACD, viene smentita da quanto appena esposto nel precedente considerando (cfr. supra consid. 6) da cui emerge che l'utente fruisce, contrariamente all'assunto dalla ricorrente, di un potere decisionale. Come giudicato dalla Corte cantonale, si è quindi in presenza di una cosiddetta subfornitura o fornitura indiretta, non consentita dalla legge. È quindi a ragione che l'autorizzazione non andava accordata. Anche in proposito il ricorso si avvera infondato.