Citation: 1B_17/2023 E. 3.6

3.6. Il ricorrente accenna al fatto che le contestazioni ritenute dalla CRP sarebbero state addotte, perlomeno in parte, dopo la firma del verbale/accordo. Visto che la rinuncia è definitiva, ogni circostanza successiva del danneggiato volta a far valere i suoi diritti quale accusatore privato sarebbe quindi di massima inammissibile (NICOLAS JEANDIN/STÉPHANIE FONTANET, in: Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, 2a ed. 2019, n. 11 ad art. 120 CPP). Al riguardo occorre rilevare nondimeno che tale accordo si fonda in sostanza sulla manleva del 18 aprile 2017, anteriore alla denuncia penale e relativa in sostanza a un accordo extragiudiziale. Ora, la rinuncia di cui all'art. 120 CPP è di natura procedurale, in quanto oggetto di una dichiarazione resa dinanzi all'autorità competente nel procedimento penale. Una rinuncia in senso stretto a cui il danneggiato acconsente in un accordo extragiudiziale non potrebbe quindi di massima avere gli effetti processuali previsti dall'art. 120 CPP; una sua dichiarazione successiva volta ad accedere allo statuto di accusatore privato, come avvenuto in concreto, non è pertanto, sotto il profilo procedurale, di per sé inammissibile, riservato il diritto dell'indagato di far valere gli effetti dell'accordo extragiudiziale dal punto di vista del diritto sostanziale, come ad esempio la valida rinuncia a qualsiasi risarcimento, che porterebbe al rigetto dell'azione civile (vedi al riguardo JEANDIN/FONTANET, in: op. cit., n.12 ad art. 120). In concreto la citata manleva è stata tuttavia ribadita nell'ambito dell'interrogatorio/accordo del 14 gennaio 2020 dinanzi al PP. Essa era comunque condizionata alla validità della firma del denunciante e non era quindi univoca e incondizionata. L'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove da parte della CRP non sono quindi arbitrari, neppure nel risultato (DTF 148 II 121 consid. 5.2; 143 I 321 consid. 6.1). Sulla base di queste circostanze non si è quindi in presenza di una violazione del diritto federale, visto che sia la manleva sia l'accordo sono condizionati all'autenticità della firma e che la volontà delle parti è tutt'altro che chiara e univoca (cfr. sentenza 6B_978/2013, citata, consid. 2.4).