Citation: 4A_545/2021 E. A

A.a. Con risoluzione 31 maggio 2005 A.________ è stata nominata funzionaria amministrativa dal 1° giugno 2005 e attribuita a una Pretura sopracenerina. Con decisione 16 dicembre 2014 il Pretore presso di cui era occupata le ha prospettato, quale autorità di nomina, la disdetta giusta la legge ticinese sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (RL 173.100; LORD) per i motivi di cui all'art. 60 cpv. 3 lett. c e d LORD. Secondo i predetti disposti di legge sono considerati giustificati motivi le ripetute o continue inadempienze nel comportamento o nelle prestazioni, riferite in particolare al mancato raggiungimento degli obiettivi previsti (lett. c) e l'incapacità, l'inattitudine o la mancanza di disponibilità nello svolgimento del proprio servizio (lett. d). Il 23 dicembre seguente la dipendente ha contestato, con scritto redatto da B.________, tale decisione e ha chiesto di sottoporre il suo caso alla Commissione conciliativa per il personale dello Stato. All'udienza conciliativa del 10 febbraio 2015, in cui A.________ era stata assistita dal segretario cantonale del menzionato sindacato, le parti avevano stabilito "che non c'è una prospettiva di continuazione del rapporto di impiego presso la Pretura. Da parte del Pretore vi è l'impegno di posticipare l'inizio della procedura di disdetta (con preavviso di 6 mesi) di ulteriori due mesi, quindi con scadenza al 31.10.2015". L'autorità di nomina ha sciolto il rapporto d'impiego per i motivi di cui all'art. 60 cpv. 3 lett. c e d LORD con decisione 10 aprile 2015, rimasta inimpugnata. Il 16 novembre 2015 la Cassa di disoccupazione ha sospeso le indennità di A.________, ritenendola disoccupata per propria colpa; dopo un'opposizione presentata dall'attuale patrocinatore, il numero dei giorni di penalità è stato ridotto da 31 a 16. A.b. Lamentando la negligente conduzione del mandato di rappresentanza, A.________ ha - con petizione 27 febbraio 2018 - convenuto in giudizio B.________ innanzi al Pretore del distretto di Lugano, chiedendone la condanna al pagamento di fr. 144'506.85 - aumentati nelle conclusioni a fr. 303'448.45 - a titolo di risarcimento del danno (risultante dalla predetta sospensione delle indennità, dai costi di rappresentanza legale e dalla diminuzione reddituale) e del torto morale. Con giudizio del 18 febbraio 2021 il Pretore ha accolto la petizione limitatamente a fr. 4'430.--, importo pari alla perdita patrimoniale di fr. 2'930.-- causata dalla sospensione delle indennità di disoccupazione a cui sono stati aggiunti fr. 1'500.-- per costi di patrocinio legati alla procedura di opposizione a tale misura. Il giudice di prime cure ha indicato che, pur avendo il datore di lavoro e la lavoratrice convenuto all'udienza conciliativa di sciogliere il rapporto di lavoro per motivi oggettivi, la disdetta menzionava unicamente fattori imputabili all'ex funzionaria. Questa discrepanza avrebbe dovuto essere rilevata dalla mandataria, che avrebbe dovuto spiegare alla mandante le conseguenze che tale motivazione poteva avere a livello di indennità di disoccupazione, raccomandandole di impugnarla per ottenerne una correzione, ciò che avrebbe permesso di evitare la sanzione. Con riferimento alle altre pretese risarcitorie avanzate dall'attrice, il Pretore ha invece negato l'esistenza di un nesso di causalità adeguata con la predetta violazione contrattuale.