Citation: 5A_878/2018 E. 3.2

3.2. Secondo la Corte cantonale, è palese che nel caso concreto il matrimonio abbia influito sulla situazione finanziaria dell'opponente, non solo perché è stato di lunga durata (24 anni, di cui 14 di vita in comune), ma anche perché ella si è dedicata alla cura della figlia e al governo della casa. Dato che l'opponente non ha dimostrato il livello di vita raggiunto dai coniugi alla fine della vita in comune e che, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, esso non può essere dedotto dai dati fiscali di quel periodo, per la Corte cantonale l'ex moglie ha unicamente diritto alla copertura del suo fabbisogno minimo, che va fissato a fr. 6'436.25 mensili. Tale importo comprende, tra l'altro, fr. 2'850.-- mensili per l'alloggio: il ricorrente non ha infatti contestato la stima del Pretore secondo cui tale importo garantisce all'opponente un appartamento di livello analogo a quello dell'abitazione coniugale di X.________ e inoltre non può pretendere che l'opponente si accontenti di un alloggio più modesto solo perché egli avrebbe scelto un'abitazione di livello inferiore. L'importo di fr. 6'436.25 mensili comprende anche fr. 400.-- mensili per l'aiuto domestico e fr. 450.-- mensili per le vacanze, voci di spesa che non rientrano di per sé nella nozione di fabbisogno minimo, ma sono state inserite anche nel fabbisogno del ricorrente e comunque la situazione finanziaria familiare ne consente il finanziamento. L'importo comprende poi anche le spese per il carburante di fr. 150.--, dato che la richiesta del ricorrente di toglierle dal fabbisogno minimo dell'ex moglie è priva di motivazione. Secondo i Giudici cantonali, l'opponente non è in grado di finanziare da sé il proprio debito mantenimento, atteso che il suo stipendio quale insegnante a tempo parziale (tredicesima compresa) è pari a fr. 4'233.-- mensili (media dei redditi conseguiti dal 2010 al 2014). La richiesta del ricorrente di imputarle un reddito ipotetico per un'attività a tempo pieno è carente di motivazione e pertanto irricevibile, e sarebbe comunque infondata dato che l'onere di insegnamento non dipende dall'opponente, ma dall'offerta, mutevole da un anno all'altro, dei corsi di pretirocinio. La Corte cantonale ha poi ritenuto che l'importo mancante all'ex moglie per sopperire al proprio debito mantenimento (ossia fr. 2'205.-- mensili, arrotondati) possa essere preso a carico dall'ex marito integralmente, perlomeno fino al pensionamento di quest'ultimo: anche prendendo in considerazione il reddito di fr. 9'548.-- mensili fatto valere dal ricorrente (anziché quello di fr. 17'231.-- mensili accertato dal Pretore), egli può infatti finanziare il proprio fabbisogno minimo (fr. 5'572.95 mensili) e contribuire al mantenimento dell'opponente. Secondo la Corte cantonale, dopo il suo pensionamento il ricorrente potrà partecipare al debito mantenimento dell'opponente soltanto in misura di fr. 2'080.-- mensili, tenuto conto della sua rendita AVS (fr. 2'068.-- mensili), del suo reddito da sostanza immobiliare (fr. 2'800.-- mensili per la pigione dell'abitazione coniugale di X.________), del suo reddito da sostanza mobiliare (fr. 1'210.-- mensili, sulla base della sostanza mobiliare dichiarata dal ricorrente per l'anno fiscale 2013) e pure della sua sostanza (alla quale - alla luce del considerevole patrimonio accantonato dall'ex marito durante la vita in comune, degli esigui risparmi dell'ex moglie, della mancata suddivisione di un secondo pilastro e del regime della separazione dei beni scelto dai coniugi - il ricorrente è tenuto ad attingere almeno in parte). I Giudici cantonali hanno infine ritenuto giustificata la liquidazione di fr. 218'000.-- stabilita dal Pretore, precisando che essa può unicamente intendersi come contributo alimentare capitalizzato dopo il pensionamento dell'opponente (art. 126 cpv. 2 CC) e non quale contributo per finanziare le sue aspettative previdenziali nel senso dell'art. 125 cpv. 2 n. 8 CC. La Corte cantonale ha ritenuto insufficientemente motivata la richiesta di compensare tale liquidazione con quanto il ricorrente avrebbe versato in eccesso, rispetto ai contributi alimentari fissati in via cautelare, dal giugno 2010. Riassumendo, la Corte cantonale ha quindi condannato l'ex marito a versare un contributo alimentare in favore dell'ex moglie sotto forma di rendita pari a fr. 2'205.-- mensili dal passaggio in giudicato della decisione fino al pensionamento di lui e a fr. 2'080.-- mensili dal pensionamento di lui fino al raggiungimento dell'età pensionabile di lei (31 marzo 2032), nonché sotto forma di liquidazione pari a fr. 218'000.-- dopo tale momento.