Citation: 9C_30/2024 E. 4.3

4.3. D'altra parte, una censura d'arbitrio (art. 9 Cost.) manca anche in relazione all'apprezzamento delle prove. Rilevando che i costi sopportati sarebbero "documentati", l'insorgente si limita infatti a fornire una personale lettura della fattispecie e a contrapporla a quella contenuta nella sentenza impugnata, ciò che non basta. In effetti, l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e/o nell'apprezzamento delle prove è dato solo se l'istanza inferiore non ha manifestamente compreso il senso e la portata di un mezzo di prova, ha omesso di considerare un mezzo di prova pertinente senza un serio motivo, o se ha tratto delle deduzioni insostenibili (DTF 143 IV 500 consid. 1.1). Di conseguenza, chi ricorre per lamentarsene non può accontentarsi di denunciare errori o imprecisioni con riferimento diretto agli atti - come viene fatto anche nel p.to 3.2.2.2 del ricorso - ma deve argomentare, per ogni accertamento criticato, in che modo le prove avrebbero dovuto essere valutate, perché l'apprezzamento dell'autorità sia insostenibile e in che misura la lesione invocata sarebbe suscettibile d'influenzare l'esito del litigio (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 143 IV 500 consid. 1.1).