Citation: 5C.246/2003 20.01.2004 E. 5

Nell'ambito di una procedura concernente un'istanza per l'esecuzione del diritto di risposta, tendente alla diffusione di un testo, il giudice può - a determinate condizioni - ridurre, modificare ed addirittura completare il testo. La facoltà del giudice di raccorciare il testo per renderlo conforme alle esigenze legali appare evidente, atteso che essa corrisponde, dal profilo processuale, ad un parziale accoglimento della domanda. Ma pure una modifica o una completazione del testo possono avere, con riferimento al suo contenuto, gli stessi effetti di una riduzione, se con l'intervento del giudice viene diminuita la portata della risposta e ammessa una dichiarazione dal significato più ristretto di quella chiesta inizialmente. Siffatti cambiamenti sono unicamente ammissibili nella misura in cui il contenuto del testo modificato non sia più esteso di quello originariamente sottoposto all'impresa responsabile del mezzo di comunicazione. Con essi è soltanto possibile affievolire il diritto di risposta chiesto dagli interessati. Il giudice può tuttavia unicamente procedere ad un parziale accoglimento dell'istanza, qualora il testo della risposta sia formulato in modo tale da permettere senza difficoltà una sua modifica volta al rispetto delle esigenze legali: non si può infatti esigere dal giudice che egli stesso rediga la risposta (DTF 117 II 1 consid. 2b/bb e 2c; 119 II 104 consid. 3e, v. anche la sentenza 5C.237/2002 del 18 febbraio 2003, consid. 2.3). 5.1 Secondo la convenuta, quando - come nella fattispecie - il periodico abbia di principio accettato il diritto della controparte di presentare una risposta, ma rifiuta di diffonderne il testo, il giudice non può modificare quest'ultimo. Il giudice potrebbe intervenire ed effettuare piccoli cambiamenti del tenore della risposta, al fine di renderlo conforme alle esigenze legali, unicamente nel caso in cui l'impresa responsabile del mezzo di comunicazione abbia negato il principio stesso del diritto di risposta. Occorre innanzi tutto rilevare che la citazione dottrinale riportata nel gravame non si riferisce alla facoltà del giudice di cambiare il testo della risposta. Nel passaggio riprodotto nel ricorso, l'autrice della tesi citata dalla convenuta a sostegno della sua censura si esprime sul quesito di sapere se gli interessati possono chiedere al giudice la pubblicazione di un testo diverso da quello recapitato all'impresa responsabile del mezzo di comunicazione (Beatrice Bänninger, Die Gegendarstellung in der Praxis, tesi Zurigo 1998, pag. 274). Atteso che in concreto la convenuta non sostiene che il testo oggetto dell'istanza giudiziaria sia differente da quello sottopostole e rifiutato prima della causa, la predetta citazione appare del tutto inconferente. Per il resto occorre rilevare che il diritto federale non prevede la restrizione proposta dalla convenuta: giusta l'art. 28l cpv. 1 CC l'interessato può rivolgersi al giudice se l'impresa responsabile del mezzo di comunicazione impedisce l'esercizio del diritto di risposta, rifiuta la risposta o non la diffonde correttamente. 5.2 La convenuta sostiene poi che, anche qualora il Tribunale federale non volesse seguire la predetta opinione, la sentenza impugnata non rispetta quanto stabilito dalla giurisprudenza in materia di modifica del testo di una risposta: nella procedura giudiziaria non sono solo stati effettuati degli stralci, ma il primo paragrafo è stato suddiviso in due frasi, una per ogni avvocato, ed è stata aggiunta la frase "All'atto di costituzione della Comifin SA, Chiasso, l'avv. Gianella ha sottoscritto 1 (una) azione a mero titolo fiduciario". Ora, in concreto, appare manifesto che gli stralci operati dal giudice costituiscono delle riduzioni ai sensi della summenzionata giurisprudenza. Ma pure lo sdoppiamento del primo paragrafo, con l'aggiunta fatta per l'avv. Gianella, non costituisce una modifica in contrasto con la citata prassi. In tal modo è infatti stata relativizzata la dichiarazione secondo cui entrambi i legali non sono mai stati azionisti, neppure a titolo fiduciario, di una serie di società menzionate nell'articolo a cui si riferisce la risposta. Ne segue che le censure riguardanti le modifiche effettuate al testo della risposta si rivelano manifestamente infondate.