Citation: 2C_302/2014 E. B

Quest'ultima decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato, l'11 dicembre 2013, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo con sentenza del 21 febbraio 2014. Innanzitutto la Corte cantonale ha osservato che oggetto di giudizio era unicamente il quesito di sapere se era a ragione o a torto che lo scritto del 25 ottobre era stato trattato come una domanda di riesame. Le censure riguardanti la revoca del permesso di dimora, rispettivamente il rilascio di un'autorizzazione di soggiorno per motivi umanitari esulavano pertanto dalla causa ed erano inammissibili. Essa ha poi ritenuto che, contrariamente all'assunto dell'insorgente, lo scritto del 9 ottobre 2013 non poteva essere trattato come un gravame, non rispettandone né le esigenze di forma né quelle di contenuto. Il fatto che non fosse stato trasmesso al Consiglio di Stato per evasione non costituiva pertanto un diniego di giustizia. Infine, dopo avere richiamato i principi applicabili in materia di riesame, il Tribunale cantonale amministrativo è giunto alla conclusione che, a ragione, l'autorità di prime cure aveva deciso che nel caso concreto non erano date le condizioni per poter procedere al riesame della decisione di revoca del 27 settembre 2013.