Citation: 1C_221/2020 E. 3.2

3.2. Le censure ricorsuali si incentrano e si esauriscono in sostanza sulla congettura che il contestato progetto stradale non perseguirebbe lo scopo di permettere l'incrocio fra veicoli leggeri, di migliorare la viabilità e la sicurezza nonché di eliminare la strettoia esistente, ma bensì di realizzare posteggi pubblici decentralizzati per Ronco sopra Ascona. Al riguardo la ricorrente si limita tuttavia a richiamare la risoluzione governativa n. 4624 del 10 settembre 2008, adducendo che l'allargamento stradale litigioso sottacerebbe intenzionalmente ch'esso comporterebbe la creazione di posteggi decentralizzati. Aggiunge, in maniera del tutto generica, che anche la modifica dei confini della particella n. 774, avvenuta nel 2002, nonché il contenuto di alcuni scritti di proprietari di case di vacanza nella zona militerebbero a favore di tale supposizione. Al suo dire, sotto il fallace pretesto di allargare la strada, si sottacerebbe in effetti che si tratterebbe in realtà di una modifica dei confini della sua particella implicante la soppressione di un accesso diretto alla strada pubblica, allo scopo di realizzare dei posteggi, impedendole in tal modo di utilizzare l'area inedificata terrazzata del suo fondo. Scopo di questa manovra occulta sarebbe l'espropriazione di questa parte pregiata della sua particella per trasferirla a uno sconosciuto investitore privato. La Corte cantonale ha accertato che nulla permette di affermare che il progetto litigioso perseguirebbe finalità diverse da quelle dichiarate, ossia l'allargamento di via Ronco, che sarebbero state occultate artatamente alla cittadinanza e alla ricorrente, sia nell'avviso di pubblicazione sia nell'elaborazione dei piani. Ha constatato che la ricorrente fonda le sue affermazioni su mere ipotesi e congetture, in particolare riguardo all'incontestato interesse pubblico al progetto.