Citation: B 28/01 10.09.2003 E. 3

Come già rettamente precisato dai primi giudici, la legge cantonale ticinese sulla Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato del 14 settembre 1976 è stata oggetto, nel corso degli anni, di varie modifiche. Nel caso di specie, dovendo esprimersi su accadimenti risalenti al 1° ottobre 1993, sono decisive le disposizioni di legge in vigore al momento in cui si sono verificati i fatti giuridicamente determinanti (DTF 127 V 467 consid. 1). 3.1 Sul Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino (BU) del 3 agosto 1984 è stato pubblicato il nuovo cpv. 3 dell'art. 22 LCP, entrato in vigore il 1° gennaio 1984, del seguente tenore (v. pag. 170): "Il tasso di occupazione medio viene adeguato in modo proporzionale se l'ultimo stipendio è ridotto per cambiamenti della classificazione (art. 10 cpv. 2 lett. a, b, c) che si verificano dal 1° gennaio 1984." 3.2 La novella legislativa è stata introdotta per tener conto dei cambiamenti d'organico riconducibili ad esempio al fatto che nelle scuole vi erano docenti che, per un periodo limitato, assumevano la funzione di direttore, e quindi entravano in una classe di stipendio più elevata, per poi ritornare docenti alla scadenza del mandato di direzione. Dal verbale della seduta della Commissione amministrativa del 3 giugno 1981 si evince in effetti che i commissari, dopo approfondita discussione, decisero di proporre la soluzione del calcolo della pensione percentuale sul grado di contribuzione medio, conseguente al periodo di maggior contribuzione, ritenuto che la disposizione sarebbe entrata in vigore con la modificazione di legge ed essendo tassativa non avrebbe permesso una scelta alternativa quale ad esempio il rimborso dei contributi. A seguito di tale proposta, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, con messaggio 25 maggio 1982 - e contestuale disegno di legge concernente le modifiche della LCP -, invitò il legislativo cantonale ad accogliere le suggestioni della Commissione amministrativa, tra le quali anche l'inserimento del nuovo cpv. 3 all'art. 22 LPC. La Commissione della gestione, con rapporto 10 maggio 1984, postulò la formulazione del menzionato nuovo disposto, atteso che lo stesso teneva conto dei cambiamenti d'organico, in particolare nelle scuole. Il Gran Consiglio ticinese, infine, accolse la novella nel tenore di cui al consid. 3.1. 3.3 Dal BU del 10 febbraio 1995 risulta per il cpv. 3 dell'art. 22 LCP la seguente modifica entrata in vigore il 1° gennaio 1995: "Se lo stipendio ha subito una riduzione per cambiamenti della classificazione (art. 10 cpv. 2 lett. a, b, c) che si verificano dal 1° gennaio 1984, lo stipendio assicurato determinante per il calcolo della pensione viene aumentato in modo proporzionale." 3.4 Dal messaggio del Consiglio di Stato del Cantone Ticino del 12 agosto 1994 emerge che l'intervento di modifica della LCP è riconducibile all'entrata in vigore delle nuove norme della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP), che obbliga le casse a modificare il loro piano assicurativo, introducendo il principio del parallelismo tra durata assicurativa e prestazioni acquisite, nel senso che queste ultime sono calcolate come segue: prestazioni acquisite x (periodo d'assicurazione computabile : periodo d'assicurazione possibile) Inoltre, in sede di commento ai singoli articoli, si argomentava con riferimento all'art. 22 LCP che l'introduzione del parallelismo tra durata contributiva e prestazioni permetteva di modificare i calcoli delle rendite basati sulla variazione del grado d'occupazione. Si trattava di un espediente destinato a risolvere problemi particolari, come quello dei docenti che assumono per un determinato periodo la direzione di un istituto scolastico. Esso non risolveva però in modo soddisfacente il caso dei pensionamenti parziali o delle lacune contributive causati da congedi non pagati: in questi casi, anche con più di 30 anni di assicurazione l'interessato non percepiva la rendita piena. Il rapporto "parziale" del 17 novembre 1994 della Commissione della gestione e delle finanze riprendeva in sostanza le considerazioni del Consiglio di Stato e dopo aver precisato che la revisione degli statuti della Cassa pensioni era una questione assai complessa ed era condizionata innanzitutto da elementi tecnici, attuariali e previdenziali, anziché politici, proponeva anch'esso l'introduzione del principio del parallelismo tra la durata assicurativa e le prestazioni acquisite. 3.5 Già si è detto che non è litigioso il dies a quo, il diritto alla prestazione di libero passaggio e il tasso di occupazione medio. C._________ contesta per contro lo stipendio annuo entrante in linea di conto per il computo della rendita d'invalidità mensile. I primi giudici hanno determinato in fr. 85'752.- lo stipendio annuo assicurato, mentre la Cassa ricorrente lo cifra in fr. 84'470.-. Dal canto suo la beneficiaria della rendita è dell'opinione che non possa essere utilizzato per il calcolo della pensione d'invalidità lo stipendio declassato, come ha fatto l'insorgente, perché contrario alla volontà espressa dal legislatore, il quale nel 1984 aveva provveduto a modificare la LCP per non sfavorire gli assicurati che avevano subito una decurtazione salariale (come ad esempio i direttori che riprendevano la funzione di semplici docenti). Orbene, la disposizione di legge applicabile è quella descritta al consid. 3.1, entrata in vigore il 1° gennaio 1984 e valida fino al 31 dicembre 1994, siccome l'evento determinante per la concessione della rendita d'invalidità a C._________ si è verificato nel 1993. Decisivo è pertanto il tasso di occupazione medio - che deve essere adeguato in modo proporzionale all'ultimo stipendio nell'ipotesi che si sia verificato, come nel caso di specie, un cambiamento della classificazione - e non la media del guadagno assicurato riferito all'intero 1993, come erroneamente ritenuto dai primi giudici in applicazione di una normativa entrata in vigore solo successivamente, ossia con decorrenza dal 1° gennaio 1995. Il tasso di occupazione medio di cui all'art. 22 cpv. 3 LCP nella versione in vigore dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1994 tiene già conto dei cambiamenti di stipendio riconducibili a modifiche di funzione (cfr. consid. 3.1 e 3.2), ritenuto che la Cassa pensioni ha proceduto ad una rivalutazione percentuale costruita sul rapporto tra il tasso d'occupazione moltiplicato per la durata espressa in mesi dell'attività svolta e il numero dei mesi entranti in linea di conto. Detto altrimenti, il coefficiente 100.53 - ottenuto dividendo il tasso d'occupazione effettivo per i mesi contributivi di prestazione di lavoro - considera in senso rivalutativo la riduzione di stipendio. 3.6 Ne consegue che il calcolo eseguito dalla Cassa pensioni merita tutela. In accoglimento del gravame, il giudizio cantonale va quindi riformato nel senso che la mezza rendita d'invalidità è determinata in fr. 1949.- (in luogo di fr. 1982.- fissati dai primi giudici) al mese, per 13 mensilità. Resta per contro immutato il supplemento di fr. 799.- mensili, per 12 mensilità. Per entrambe le poste la decorrenza resta fissata al 1° ottobre 1993. Nessuna modifica viene infine apportata all'importo della prestazione di libero passaggio stabilito dai giudici di prime cure.