Citation: 6B_674/2023 E. 5.1

5.1. Giusta l'art. 177 cpv. 2 CP, se l'ingiuria è stata provocata direttamente dall'ingiuriato con un contegno sconveniente, il giudice può mandare esente da pena il colpevole. Per invalsa giurisprudenza questa norma si applica se l'ingiuria costituisce una reazione immediata a un comportamento sconveniente che ha suscitato nell'autore del reato un sentimento di rivolta. Può trattarsi di una provocazione o di un altro comportamento biasimevole. Quest'ultimo non deve necessariamente prendere di mira l'autore dell'ingiuria (DTF 117 IV 270 consid. 2c). L'immediatezza della reazione dev'essere intesa nella sua accezione temporale: l'autore deve aver agito sotto l'influsso dell'emozione provocata dal contegno sconveniente dell'ingiuriato senza aver avuto il tempo di riflettere tranquillamente (DTF 83 IV 151 recentemente ribadita dalla sentenza 6B_375/2023 del 2 ottobre 2023 consid. 3.2). L'art. 177 cpv. 2 CP costituisce un motivo facoltativo di esenzione dalla pena (DTF 109 IV 39 consid. 4b). Il giudice ha la facoltà, ma non l'obbligo, di mandar esente da pena il colpevole; può anche limitarsi ad attenuare la pena. In quest'ambito, egli dispone quindi di un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene unicamente in caso di abuso (sentenza 6S.634/2001 del 20 dicembre 2001 consid. 3).