Citation: 4P.76/2006 21.09.2006 E. 6

Da ultimo il ricorrente contesta pure la decisione di negare che l'agire dei due architetti sia stato ratificato mediante la corrispondenza intercorsa fra i legali delle parti quo alla sua domanda di restituzione dell'acconto, versata agli atti sub doc. M-P. 6.1 La Corte ticinese ha effettivamente negato che le due lettere inviate dall'avvocato F.________ in questo contesto possano valere quale prova dell'avvenuta ratifica dell'agire dell'architetto E.________ da parte dell'opponente. Negli allegati di causa quest'ultima, proprio "per bocca" dell'avvocato F.________ - che l'ha patrocinata dinanzi al giudice di primo grado - ha infatti spiegato ch'egli era stato incaricato direttamente dall'architetto E.________, con il quale aveva già precedentemente (e validamente) collaborato nel quadro della procedura concernente la licenza edilizia. Per i giudici ticinesi il fatto che l'avvocato F.________, che pure conosceva l'amministratore unico dell'opponente, si sia attivato come descritto, non prova - contrariamente a quanto asseverato dal ricorrente - ch'egli avesse contattato gli organi della società sincerandosi del potere di rappresentanza dell'architetto E.________ o perlomeno segnalando l'incarico ricevuto da quest'ultimo. I giudici hanno piuttosto ritenuto che, come il ricorrente, anche l'avvocato abbia in buona fede - ma a torto - creduto che l'architetto fosse legittimato a rappresentare la società. In mancanza di (altre) prove circa l'asserito rapporto di rappresentanza, le lettere dell'avvocato non bastano - hanno concluso i giudici del Tribunale d'appello - per giustificare una responsabilità della società. 6.2 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di aver arbitrariamente ammesso per vere le allegazioni dell'opponente in merito al conferimento dell'incarico all'avvocato F.________, prive di ogni riscontro probatorio, senza tenere in nessuna considerazione la contestazione da lui formulata al riguardo. Non solo, decidendo che stava a lui dimostrare - a fronte delle affermazioni dell'opponente - l'esistenza di un rapporto di valida rappresentanza fra l'opponente e l'avvocato, la Corte ticinese avrebbe invertito l'onere probatorio, violando così l'art. 183 CPC/TI. Dato che era l'opponente a prevalersi della qualità di falsus procurator dell'avvocato F.________, toccava semmai a lei dimostrare questa circostanza. 6.3 Ora, il tenore dell'art. 183 CPC/TI è sostanzialmente identico a quello dell'art. 8 CC, che regola, per tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale, la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di ogni prova (DTF 130 III 321 consid. 3.1 pag. 323). Poiché la rappresentanza (art. 32 segg. CO) rientra fra i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale, la censura concernente la ripartizione dell'onere probatorio attiene anch'essa al diritto federale e non può pertanto essere sollevata nel quadro del presente rimedio, assolutamente sussidiario (art. 84 cpv. 2 OG). Il ricorrente ha d'altro canto introdotto parallelamente un ricorso per riforma fondato appunto sulla violazione dell'art. 8CC. Su questo punto il ricorso di diritto pubblico si avvera quindi inammissibile. 6.4 Per il resto, si osserva che, contrariamente a quanto preteso nel gravame, il Tribunale d'appello non ha "dato per scontata" la veridicità delle affermazioni dell'opponente circa il ruolo svolto dall'avvocato F.________. L'autorità cantonale ha osservato che il fatto che l'avvocato abbia risposto alle pretese dell'attore nella veste di rappresentante della convenuta avrebbe potuto indiziare e finanche provare che quest'ultima aveva dato mandato all'architetto E.________ di vendere l'appartamento rispettivamente che aveva ratificato tale attività. Sennonché questa tesi è stata contestata dall'opponente, la quale ha sostenuto che l'avvocato era stato incaricato dall'architetto E.________ sua insaputa. Queste affermazioni, tenuto conto delle circostanze che caratterizzano l'intera vicenda, hanno indebolito - agli occhi dei giudici cantonali - l'efficacia probatoria delle lettere versate agli atti. Trattandosi di una circostanza rilevante ai fini del giudizio, la Corte ticinese ha dunque stabilito che l'esistenza di un rapporto di rappresentanza fra l'avvocato e la convenuta avrebbe dovuto venir ulteriormente provata. Non avendo il ricorrente - gravato dall'onere probatorio - apportato altri elementi a sostegno delle sue allegazioni, la Corte cantonale ha posto a suo carico gli effetti dell'assenza di prove, negando, quindi, la possibilità di ravvedere nella citata corrispondenza la prova della ratifica dell'operato dell'architetto E.________ da parte della convenuta. Il ricorrente non propone nessun argomento suscettibile di far apparire arbitraria la valutazione dei giudici cantonali.