Citation: 5D_63/2007 23.11.2007 E. 6

6.1 Infine, il ricorrente afferma di aver provato che la moglie disporrebbe di una sostanza di fr. 314'000.--, il cui reddito (ipotetico) dovrebbe ammontare, se investita al 3-3,5 %, ad almeno fr. 785.-- mensili e ritiene che tale introito debba essere attribuito all'opponente. 6.2 La sentenza impugnata indica che a giusta ragione il giudice di primo grado si sarebbe fondato sull'unico dato certo disponibile, e cioè sulla dichiarazione fiscale agli atti, da cui risulta un reddito annuo di fr. 4'244,10, pari a fr. 353.70 mensili. 6.3 Occorre innanzi tutto rilevare che l'importo di fr. 314'000.-- indicato dal ricorrente e posto alla base della sua argomentazione non risulta dalla sentenza impugnata ed è contestato dall'opponente. Così stando le cose, il ricorrente non poteva limitarsi - come ha invece fatto - all'apodittica e quindi inammissibile asserzione di aver provato l'esistenza del summenzionato patrimonio. Per formulare una censura ricevibile, egli avrebbe infatti dapprima dovuto dimostrare con precisi riferimenti alle prove agli atti che l'istanza inferiore sarebbe caduta nell'arbitrio per non aver accertato che la sostanza della moglie ammonta a quanto da lui sostenuto in questa sede, e solo in seguito allegare che con un oculato investimento sarebbe stato possibile ottenere il reddito menzionato nel gravame, che avrebbe dovuto essere imputato alla moglie. Il ricorrente misconosce inoltre che affermando di aver basato la decisione sull'unico dato certo agli atti, e cioè sulla dichiarazione fiscale dei coniugi, la Commissione non si è - contrariamente a quanto sostenuto nel gravame - rifiutata di statuire, ma ha ritenuto che per determinare il controverso reddito non era possibile fondarsi sulle asserzioni delle parti concernenti la sostanza della moglie, perché non provate. In assenza di una censura in tal senso non occorre invece, ricordato che nella presente procedura non vige il principio iura novit curia (art. 106 cpv. 2 LTF; supra consid. 2), esaminare se il reddito effettivamente conseguito dall'opponente sulla base della dichiarazione fiscale corrisponda - senza arbitrio - a quanto ella avrebbe potuto e dovuto trarre dal suo patrimonio accertato dal fisco la cui consistenza non viene peraltro indicata né nella sentenza impugnata né dal ricorrente.