Citation: 4A_260/2008 17.11.2008 E. 5

I ricorrenti non hanno miglior fortuna quando criticano l'ammontare delle ripetibili concesse alla controparte. A loro dire i giudici ticinesi, applicando l'art. 9 della Tariffa dell'Ordine degli Avvocati del Cantone Ticino (TOA), in vigore fino al 31 dicembre 2007, avrebbero riconosciuto all'opponente un'indennità per ripetibili (fr. 28'000.--) pari alla percentuale inferiore del 4 % prevista per valori di causa compresi tra fr. 500'000.-- e fr. 1'500'000.--, riferendosi erroneamente a un valore di lite di fr. 700'000.--, invece che di fr. 624'050.40. "Riconoscendo un importo che può superare il plausibile onorario dei patrocinatori", conclude il ricorso, la decisione appare "manifestamente errata, ai limiti dell'arbitrario". La censura risulta d'acchito inammissibile per carente motivazione. Trattandosi di una questione attinente all'applicazione di norme del diritto cantonale, che non rientrano fra quelle contemplate dall'art. 95 LTF, i ricorrenti avrebbero infatti dovuto invocarne la violazione nell'ottica del divieto d'arbitrio o della violazione di un altro diritto costituzionale (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 133 III 462 consid. 2.3 pag. 466), secondo le modalità descritte ai consid. 2.1 e 2.3.2. A titolo abbondanziale, si osserva che la sentenza impugnata non spiega su quali norme sia basato il calcolo dell'indennità per ripetibili. Vale inoltre la pena di ricordare che nell'applicazione della tariffa le autorità cantonali fruiscono di un margine di discrezionalità assai vasto e che, come ben rilevato dall'opponente nella risposta al ricorso, l'art. 12 lett. c TOA prevedeva la possibilità di aumentare l'onorario di cui all'art. 9 TOA qualora, come nella fattispecie, la causa fosse stata portata direttamente in appello. Questo induce ad escludere la possibilità di ritenere arbitraria la decisione cantonale su questo punto.