Citation: 1P.631/2004 28.12.2004 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 65 consid. 1). 1.2 Il ricorrente, con un unico allegato, presenta un ricorso di diritto pubblico per violazione del diritto di voto secondo l'art. 85 lett. a OG e un ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali dei cittadini ai sensi dell'art. art. 84 cpv. 1 lett. a OG. 1.3 La sua legittimazione, pacifica riguardo al ricorso per violazione del diritto di voto, in quanto cittadino attivo del Comune di Grono (DTF 129 I 185 consid. 1.3), non lo è affatto per quanto concerne l'altro rimedio. Al riguardo, il ricorrente, tenuto ad addurre i fatti a sostegno della sua legittimazione e a dimostrarla (DTF 125 I 173 consid. 1b, 253 consid. 1c; cfr. anche DTF 130 IV 43 consid. 1.4), si limita semplicemente a richiamare gli art. 9 e 29 cpv. 1 Cost. e 88 OG. 1.3.1 La legittimazione a interporre un ricorso di diritto pubblico si definisce unicamente sulla base dell'art. 88 OG, senza riguardo alla circostanza che il ricorrente avesse, in sede cantonale, qualità di parte (DTF 125 I 253 consid. 1b, 118 Ia 112 consid. 2a). Questa norma attribuisce il diritto di ricorrere ai privati o agli enti collettivi lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Nel caso di una decisione concreta, tale legittimazione spetta unicamente a chi è toccato nei suoi interessi giuridicamente tutelati, vale a dire, di regola, in quegli interessi privati ai quali il diritto costituzionale assicura la protezione (DTF 129 I 217 consid. 1 e rinvii). Il ricorrente deve inoltre avere un interesse pratico e attuale all'annullamento della decisione impugnata. Gli incombe, inoltre, addurre i fatti che considera idonei a fondare la sua legittimazione, affinché il Tribunale federale possa stabilire se e in che misura la decisione impugnata leda, in maniera attuale e personale, i suoi interessi giuridicamente protetti (DTF 120 Ia 227 consid. 1, 115 Ib 505 consid. 2 pag. 508 in alto). L'art. 88 OG esclude l'azione popolare a tutela dell'interesse generale; il ricorso di diritto pubblico né è infatti destinato a salvaguardare interessi meramente fattuali né quelli pubblici di portata generale (DTF 130 I 82 consid. 1.3, 121 I 267 consid. 2, 120 Ib 27 consid. 3a). Neppure il semplice richiamo al divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) conferisce, di per sé, la legittimazione a presentare un tale ricorso (DTF 126 I 81, 129 I 217 consid. 1.3). 1.3.2 Il ricorrente non sostiene d'essere il proprietario dei fondi litigiosi o vicini; neppure fa valere di poter vantare altri diritti sugli stessi, che potrebbero essere pregiudicati dalla criticata revisione: secondo la costante prassi, egli non è pertanto legittimato a far valere che questa violerebbe norme tendenti a proteggere l'interesse pubblico, segnatamente riguardo all'applicazione dell'art. 37 della legge sulla pianificazione del Cantone dei Grigioni, del 20 maggio 1973 (LPT/GR; DTF 119 Ia 362 consid. 1b, 116 Ia 193 consid. 1b, 433 consid. 2a; cfr. pure DTF 127 I 44 consid. 2c in fine). Il ricorrente non si prevale di nessuna norma tendente a tutelarlo in maniera particolare, ma, fondandosi in sostanza sulle disposizioni relative all'adeguamento dei piani delle zone in caso di notevole cambiamento delle circostanze (art. 21 cpv. 2 LPT) e sui principi pianificatori cui devono attenersi le autorità (art. 3 LPT), adduce soltanto la salvaguardia di interessi pubblici generali (DTF 114 Ia 378 consid. 4, 113 Ia 241 consid. 1b e 1c, 106 Ia 329 consid. 1 e 2a-b, 333 consid. 1a-b). 1.3.3 Le critiche ricorsuali concernenti l'asserita violazione del principio di legalità (art. 5 cpv. 1 Cost.), del divieto dell'arbitrio e della protezione della buona fede (art. 9 Cost.), riguardo all'asserita motivazione contraddittoria delle due decisioni emanate dal Tribunale amministrativo e al suo preteso cambiamento di posizione, come pure quelle inerenti alla mancata parità ed equità di trattamento delle particelle n. 600 e n. 93 (art. 29 cpv. 1 Cost.), non possono quindi essere esaminate nel merito. Ciò vale, in gran misura, anche per le censure attinenti all'asserita lesione dell'art. 37 LPT/GR, in particolare riguardo alla revisione proposta dal Comune prima dell'approvazione governativa di quella ancora pendente. Infine, il ricorrente, che non è legittimato nel merito, non lo è nemmeno per far valere che la motivazione della decisione impugnata non sarebbe sufficiente, non abbastanza differenziata o errata nel merito (DTF 129 I 217 consid. 1.4, 118 Ia 232 consid. 1c). L'accenno alla lesione del principio della separazione dei poteri, riconosciuto quale diritto individuale dei cittadini e determinato dal diritto cantonale (DTF 128 I 113 consid. 2c, 123 I 41 consid. 5), non adempie inoltre le esigenze di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. 1.3.4 Il ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali è inammissibile anche per il mancato esaurimento del corso delle istanze cantonali (art. 86 cpv. 1 OG). In effetti, nella misura in cui il ricorrente intende contestare nel merito la revisione del piano delle zone riguardo alla particella litigiosa, egli può presentare, se del caso, gravame al Governo (art. 37a cpv. 1 LPT/GR); la decisione governativa può poi ancora essere impugnata dinanzi al Tribunale amministrativo (art. 61 cpv. 2 LPT/GR). 1.3.5 Per di più, ritenuto che il Governo cantonale, per quanto attiene alla particella n. 600, non ha ancora approvato né la pianificazione adottata nel 2000 né la revisione del 2004, al ricorrente fa difetto un interesse pratico e attuale all'esame di merito di queste misure pianificatorie. Certo, quale parte nella procedura cantonale, egli sarebbe abilitato a fare valere una pretesa violazione dei suoi diritti di parte dinanzi alla precedente istanza (DTF 129 II 297 consid. 2.3, 126 I 81 consid. 3b, 112 Ia 377 consid. 2); una siffatta lesione non è stata comunque addotta e la stessa sarebbe ammissibile solo nella misura in cui sussista un interesse pratico e attuale (DTF 129 II 297 consid. 2.2).