Citation: 6B_291/2013 E. 3.2

3.2. Giusta l'art. 426 cpv. 2 CPP, in caso di abbandono del procedimento o di assoluzione, le spese procedurali possono essere addossate in tutto o in parte all'imputato se, in modo illecito e colpevole, ha provocato l'apertura del procedimento o ne ha ostacolato lo svolgimento. Si tratta della disposizione corrispondente, in materia di spese procedurali, all'art. 430 cpv. 1 lett. a CPP, che consente di rifiutare o di ridurre l'indennità. Secondo la citata sentenza, tra la regolamentazione degli oneri processuali e quella dell'indennizzo esiste quindi una certa corrispondenza. Se i primi sono posti a carico dell'imputato, di regola non si assegnano indennizzi. Un'indennità entra per contro in considerazione, di massima in una proporzione analoga, nella misura in cui le spese procedurali sono assunte interamente o in parte dallo Stato (DTF 137 IV 352 consid. 2.4.2). Nella fattispecie, la sentenza del 10 settembre 2010 di proscioglimento del ricorrente ha posto gli oneri processuali a carico dello Stato. Emanata prima dell'entrata in vigore del CPP, la decisione sulla ripartizione delle spese era retta dal CPP/TI. Il ricorrente fonda quindi a torto la censura ricorsuale sulla mancata applicazione dell'art. 426 cpv. 2 CPP nell'ambito del giudizio assolutorio. Per contro, non risulta, né il ricorrente lo sostiene, che la procedura cantonale allora vigente contemplava una disposizione analoga all'attuale normativa federale, che avrebbe consentito di accollare le spese procedurali all'imputato prosciolto (cfr. art. 9 e 15 CPP/TI). Dal semplice fatto che sulla base del previgente diritto procedurale cantonale gli oneri processuali siano stati posti a carico dello Stato, non può pertanto essere dedotto che il rifiuto di riconoscere un indennizzo al ricorrente violi gli art. 429 segg. CPP.