Citation: 4A_522/2008 03.09.2009 E. 1

1.1 Preliminarmente va osservato che il ricorrente ha introdotto un ricorso ordinario simultaneo, giusta l'art. 119 LTF, nell'errata convinzione che la via del rimedio ordinario (il ricorso in materia civile) sia aperta solo per censurare la violazione del diritto privato federale e che l'applicazione del diritto costituzionale possa essere criticata solo con il ricorso sussidiario in materia costituzionale. Non è così. Con il ricorso in materia civile può infatti essere fatta valere la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF), che include anche i diritti costituzionali dei cittadini (DTF 133 III 446 consid. 3.1, 462 consid. 2.3). Solo se il ricorso in materia civile non è proponibile, entra in linea di conto il ricorso - sussidiario, appunto - in materia costituzionale (art. 113 LTF) per violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF). Sia come sia, nella fattispecie in esame la decisione d'introdurre i due rimedi simultaneamente appare adeguata in considerazione dell'esiguo valore litigioso della causa, che ostacola effettivamente la ricevibilità del rimedio ordinario. 1.2 Pronunciata nel quadro di una causa civile (art. 72 LTF) di carattere pecuniario in materia di diritto del lavoro, il cui valore litigioso non raggiunge l'importo minimo di fr. 15'000.-- prescritto dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, la decisione cantonale può infatti essere impugnata con un ricorso in materia civile solo se la controversia concerne una questione di diritto d'importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF). 1.2.1 A mente del ricorrente questo requisito è in concreto soddisfatto perché viene asseverata la violazione della massima inquisitoria sociale di cui all'art. 343 cpv. 4 CO. 1.2.2 Ciò non basta tuttavia per ammettere una questione di diritto d'importanza fondamentale ai sensi dell'art. 74 cpv. 2 lett. a LTF. Secondo la giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale dopo l'entrata in vigore della LTF, la nozione di "questione di diritto d'importanza fondamentale" dev'essere interpretata in maniera molto restrittiva (DTF 133 III 493 consid. 1.1). Le situazioni nelle quali è già stata ammessa l'esistenza di una "questione di diritto d'importanza fondamentale" sono elencate nella DTF 135 III 1 consid. 1.3 pag. 4; in breve, è considerata questione di diritto d'importanza fondamentale quella che crea una situazione d'incertezza giuridica tale da rendere urgentemente necessario un chiarimento da parte del Tribunale federale (sentenza 4A_14/2009 del 2 aprile 2009 consid. 1, destinato a pubblicazione). Incombe alla parte ricorrente il compito di esporre le ragioni per le quali la questione giuridica da lui sollevata è d'importanza fondamentale nel senso appena esposto (art. 42 cpv. 2 seconda frase LTF; DTF 134 III 267 consid. 1.2). La generica affermazione del ricorrente non soddisfa questa esigenza di motivazione. 1.2.3 A ogni modo, la controversia non riguarda una questione giuridica d'importanza fondamentale nel senso dell'art. 74 cpv. 2 lett. a LTF, giacché il Tribunale federale si è già più volte espresso in merito alla portata della massima inquisitoria sociale - nel diritto del lavoro (fra tutte DTF 107 II 233 consid. 2) e nel diritto della locazione (DTF 125 III 231 consid. 4a pag. 238) - e il litigio verte sull'applicazione dei principi giurisprudenziali nel caso in rassegna (DTF 134 III 115 consid. 1.2). Il ricorso in materia civile non è pertanto proponibile. 1.3 La sentenza del Tribunale d'appello può dunque essere impugnata solo con un ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 LTF). 1.3.1 Rivolto contro una decisione finale (art. 117 e 90 LTF) pronunciata dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 114 e art. 75 cpv. 1 LTF) e presentato - nei termini legali (art. 117 e 100 cpv. 1 LTF) - dalla parte le cui conclusioni sono state disattese in sede cantonale e che ha di conseguenza un interesse legittimo all'annullamento o alla modifica della decisione (art. 115 LTF), il gravame risulta ricevibile. 1.3.2 Con il ricorso in materia costituzionale può unicamente essere censurata la violazione dei diritti costituzionali (art. 116 LTF). 1.3.3 Giusta l'art. 42 cpv. 2 LTF combinato con l'art. 106 cpv. 2 LTF (cui rinvia l'art. 117 LTF), l'atto di ricorso deve indicare chiaramente quali sarebbero i diritti costituzionali violati nella decisione cantonale e precisare in cosa consisterebbe tale violazione (DTF 133 III 393 consid. 6). 1.3.3.1 In particolare, qualora venga lamentata una violazione del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.) non ci si può limitare a criticare la pronunzia impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale, bensì occorre dimostrare, attraverso un'argomentazione chiara e dettagliata, che la decisione impugnata è arbitraria (DTF 133 III 585 consid. 4.1 pag. 589). Per giurisprudenza invalsa, pertinentemente evocata nel gravame, infatti, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata; il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 132 III 209 consid. 2.1 con rinvii). 1.3.3.2 In concreto, il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di essere incorsa nell'arbitrio - vietato dall'art. 9 Cost. - riformando il giudizio pretorile nel senso della reiezione dell'istanza per carenza di prove (art. 8 CC), invece di rinviare gli atti al Pretore affinché procedesse all'istruttoria di causa, così come previsto dalla massima inquisitoria sociale sancita dall'art. 343 cpv. 4 CO. Secondo l'opponente l'argomentazione ricorsuale, così come formulata, non ossequia i requisiti di motivazione sopra esposti e propone pertanto di dichiarare il gravame inammissibile. In effetti, il tenore dell'allegato sottoposto all'esame del Tribunale federale suscita delle perplessità sotto il profilo della motivazione; si può nondimeno concedere che il ricorrente ha indicato in maniera sufficientemente chiara e dettagliata i motivi per i quali invoca la violazione del divieto dell'art. 9 Cost., come esposto qui di seguito.