Citation: 5C.210/2005 21.04.2006 E. 3.3

3.3. Va poi detto che la tesi argomentativa dell'attore, secondo la quale "al di là della terminologia utilizzata dalle parti, peraltro non conosciuta perché non agli atti, è importante la volontà delle parti" non appare chiara. Se con essa l'attore avesse inteso affermare che la Corte cantonale avrebbe constatato in modo errato la reale volontà delle parti, la censura concernerebbe l'accertamento dei fatti e non sarebbe quindi proponibile in sede di ricorso per riforma (DTF 129 III 664, consid. 3.1 pag. 667). Se egli voleva invece prevalersi di una violazione l'art. 18 cpv. 1 CO, perché al posto di aver dato la precedenza alla reale volontà delle parti i giudici cantonali avrebbero proceduto ad un'interpretazione oggettiva, una siffatta critica sarebbe effettivamente da proporre in un ricorso per riforma (DTF 131 III 606 consid. 4.1 pag. 611, con rinvii). Tuttavia, poiché gravato dall'onere della prova, l'attore avrebbe pure dovuto indicare dove e quando, nella procedura cantonale, avrebbe allegato fatti e fornito prove che avrebbero imposto ai giudici cantonali di accertare la volontà soggettiva delle parti nel senso da lui desiderato. In questa sede, sarebbe poi ammissibile una discussione di un'interpretazione fondata sul principio dell'affidamento (DTF 131 III 606 consid. 4.1 pag. 611; 130 III 417, consid. 3.2 pag. 424 s.). Ovvio che, in assenza del contratto di leasing, ogni tentativo di sua interpretazione è pura speculazione. E comunque, a prescindere dal fatto che l'attore nemmeno si esprime in tal senso, parrebbe assai arduo confutare che l'unica interpretazione possibile di un'eventuale clausola di cessione di credito secondo il principio dell'affidamento porti inevitabilmente all'applicazione degli artt. 164 ss. CO. Giova infine aggiungere, con riferimento alla pretesa procura d'incasso, che il diritto svizzero non permette di cedere il diritto di procedere giudizialmente in modo indipendente dal credito (DTF 130 III 417 consid. 3.4 pag. 427 con rinvio; cfr. anche DTF 119 II 452 consid. 1b) : per questo motivo, la cessione menzionata dalla sentenza cantonale può unicamente essere considerata una cessione del credito e non può in alcun caso essere ritenuta una semplice cessione del diritto di procedere giudizialmente (sotto forma di una procura d'incasso), che lascerebbe immutata la titolarità del credito.