Citation: 4A_181/2023 E. 3.2

3.2. Il ricorrente rimprovera alla Corte di appello di aver violato l'art. 311 CPC. Assevera che il Pretore avrebbe considerato il mandato di direzione lavori all'opponente - la quale non avrebbe contestato alcunché in proposito negli allegati introduttivi, né avrebbe tematizzato tale circostanza nel suo appello - e che pertanto l'insorgente non avrebbe avuto motivo per diffondersi su tale questione davanti alla Corte di appello. Egli ricorda poi le conseguenze della mancata presentazione d'una risposta all'appello, e aggiunge che l'opponente avrebbe fatturato quel tipo di prestazioni e sollevato l'eccezione di prescrizione limitatamente al rimborso della mercede corrisposta in eccedenza per tutti i difetti dell'opera non contemplati nel doc. DD1, e che neppure davanti al Tribunale di appello l'impresa avrebbe contestato l'incarico di direzione lavori. Il Pretore, prosegue, avrebbe accertato che i " rimborsi postulati dall'attrice interessano tanto la fatturazione dei lavori retti dal contratto di appalto quanto quelli degli onorari di progettazione e direzione dei lavori fatturati nel doc. T ". Inoltre, davanti al Pretore il Comune avrebbe indicato, senza che la controparte contestasse tale circostanza, che quest'ultima avesse funto da direzione lavori, e avrebbe argomentato più volte che essa avrebbe dovuto risarcire quale direzione lavori il danno pari " agli importi sovrafatturati e al minor valore dell'opera cagionati dai vari difetti notificati " e che in ogni caso vi sarebbe stata una gestione d'affari senza mandato.