Citation: 5A_930/2020 E. 1

Su istanza di B.________, il 30 aprile 2020 il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha decretato nei confronti di A.________ il sequestro di alcuni beni (otto telefoni cellulari, un computer e tre computer portatili) presso il Servizio reperti della Polizia cantonale ticinese. L'8 maggio 2020 l'Ufficio di esecuzione (UE) di Bellinzona ha eseguito il sequestro di quattro telefoni cellulari e di un computer portatile (il resto dei beni era stato dissequestrato dal Ministero pubblico del Cantone Ticino e consegnato ad A.________ il 4 maggio 2020 alla sua uscita dal carcere). Con precetto esecutivo emesso il 13 maggio 2020 dall'UE di Bellinzona, B.________ ha escusso A.________ a convalida del sequestro per fr. 4'152'838.72, oltre interessi e spese (indicando quale titolo di credito una sentenza penale del 30 dicembre 2018 e un verbale di interrogatorio del 6 settembre 2019). Il precetto esecutivo è stato notificato ad A.________ per via edittale il 19 maggio 2020, mentre il decreto e il verbale di sequestro gli sono stati notificati, sempre per via edittale, il 15 maggio 2020 e poi, in seguito a una correzione di dati errati, il 12 giugno 2020. Con ricorso 24 giugno 2020 A.________ ha impugnato l'operato dell'UE di Bellinzona. Mediante sentenza 27 ottobre 2020 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha dichiarato il ricorso irricevibile in quanto tardivo (v. art. 17 cpv. 2 LEF). L'autorità di vigilanza ha ritenuto che il ricorso sarebbe stato in ogni modo infondato, osservando che un debitore domiciliato all'estero può essere escusso in Svizzera al luogo di situazione dei beni sequestrati (v. art. 52 LEF) e che il fatto che tali beni apparterrebbero a terzi non ne impedisce né il sequestro né il pignoramento ove la proprietà dei terzi non sia manifesta (riservata la procedura degli art. 106 segg. LEF).