Citation: 7B.64/2002 16.04.2002 E. 5

5.- a) Infine il ricorrente chiede una proroga del termine per promuovere l'azione, ritenendo che un periodo di sei mesi può essere considerato confacente, ma unicamente dalla fine della presente procedura ricorsuale, atteso altresì che solo a quel momento egli saprà se dovrà concertarsi con la qui controparte. b) L'autorità di vigilanza ha concesso per l'inoltro dell'azione un termine di sei mesi dall'ottenimento delle richieste cessioni. Infatti, da quel momento, il ricorrente disponeva degli elementi necessari per preparare il processo. c) La decisione inerente al termine entro il quale dev'essere promossa l'azione concerne l'apprezzamento dell' amministrazione del fallimento (DTF 65 III 61, pag. 63), motivo per cui il Tribunale federale può unicamente intervenire in caso di eccesso o abuso (art. 19 cpv. 1 LEF). Ora, in concreto, non è ravvisabile né la ricorrente indica il motivo per cui l'autorità di vigilanza abbia ecceduto o abusato del suo potere di apprezzamento, concedendo un termine di sei mesi a partire dalla notifica della cessione. Nemmeno la breve durata della presente procedura ricorsuale giustifica una dilazione, ritenuto che gli oltre due mesi che mancano alla scadenza del termine assegnato appaiono sufficienti per concertarsi con la qui controparte e che il 29 marzo 2002 il patrocinatore del ricorrente ha ricevuto una sentenza analoga alla presente, con cui questa Camera ha deciso un ricorso del tenore praticamente identico a quello in esame, inoltrato per un altro creditore nell'ambito del medesimo fallimento. Del resto, il ricorrente ha pure la possibilità di chiedere all'Ufficio una proroga del termine.