Citation: 4A_205/2020 E. 6

L'opera fornita dall'appaltatore è difettosa se è priva di una delle qualità pattuite espressamente o tacitamente fra le parti o se le manca una qualità che il committente poteva attendersi secondo le regole della buona fede (DTF 131 III 145 consid. 4; 114 II 239 consid. 5a/aa). Se l'opera viene utilizzata in modo usuale, essa deve corrispondere almeno alle regole dell'arte riconosciute o a uno standard equivalente. Sapere se nel caso concreto esiste una regola professionale, un uso o una regola dell'arte è una questione di fatto (cfr. DTF 133 III 121 consid. 3.1). L'esistenza di tali regole o usi può essere stabilita con ogni mezzo di prova, in particolare mediante una perizia (sentenza 4A_428/2007 del 2 dicembre 2008 consid. 3.1). Se l'autorità inferiore ritiene la perizia concludente e fa proprie le sue risultanze, il Tribunale federale accoglie la censura di apprezzamento arbitrario delle prove unicamente se il perito non ha risposto ai quesiti posti, se le sue conclusioni sono contraddittorie o se in altro modo la perizia è inficiata da vizi talmente evidenti e riconoscibili senza conoscenze specifiche che il giudice non poteva semplicemente ignorarli. Non spetta al Tribunale federale verificare se tutte le affermazioni del perito sono esenti da arbitrio: esso si limita a controllare se l'autorità inferiore poteva, senza arbitrio, aderire alle conclusioni del perito (sentenza 4A_517/2017 del 2 ottobre 2018 consid. 4.2; 4A_551/2015 del 14 aprile 2016 consid. 4.1; cfr. anche DTF 141 IV 369 consid. 6.1).