Citation: 1P.455/2002 07.10.2002 E. 1

1.2 Il ricorso di diritto pubblico, interposto tempestivamente contro una decisione cantonale di ultima istanza in materia di moderazione di note professionali dell'avvocato, è, di massima, ricevibile dal profilo degli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 e 87 OG (cfr. art. 39 della legge ticinese sull'avvocatura, del 15 marzo 1983; LAvv). La legittimazione della ricorrente è palese (art. 88 OG). 1.3 Salvo eccezioni non realizzate in concreto, il ricorso di diritto pubblico ha natura puramente cassatoria: le conclusioni ricorsuali che vanno oltre la domanda di annullamento della sentenza impugnata, segnatamente il postulato rinvio ai sensi dei considerandi esposti nel gravame, sono irricevibili (DTF 126 I 213 consid. 1c, 125 I 104 consid. 1b, 124 I 327 consid. 4a e rinvii). 1.4 La ricorrente rimprovera innanzitutto al Consiglio di moderazione di averla indicata, nel giudizio impugnato, con il solo titolo di avvocato, e non anche con quello universitario di dottore; essa fa valere, al riguardo, una violazione degli art. 5, 9 e 27 Cost., oltre che dell'art. 8 CEDU. La censura, e l'invocazione delle norme a suo sostegno, non reggono: la portata che la ricorrente attribuisce alla criticata omissione è del tutto errata. Il Consiglio di moderazione non le ha affatto levato il titolo di dottore, e quella impugnata non è - assolutamente - una "decisione sull'abolizione di titoli": tale questione non era manifestamente in discussione, né l'istanza cantonale ha speso alcuna parola in proposito. Semplicemente, il Consiglio di moderazione non ha aggiunto al titolo di avvocato della ricorrente anche quello di dottore: si tratta di una forma redazionale che, nel contesto litigioso, non significava nulla contro la ricorrente e tanto meno aveva l'effetto di toglierle il titolo. La censura sfiora la temerarietà.