Citation: 6B_1012/2015 E. 12.1

12.1. La Corte cantonale ha accertato che dopo gli atti incriminati, per accompagnare la vittima all'ospedale, il ricorrente le ha fatto indossare le scarpe con il tacco alto, nonostante le difficoltà di deambulazione e i dolori alla schiena. Ha ritenuto che un simile comportamento non avesse alcun senso e ne ha dedotto ch'esso fosse fondato sulla volontà di renderne più difficile la fuga. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale l'arbitrarietà di questa deduzione, adducendo che non vi sono accertamenti sulla possibilità di calzare un altro tipo di scarpa, giacché la coppia si trovava in quel frangente a casa sua e quelle in discussione avrebbero anche potuto essere le uniche calzature della vittima disponibili. La deduzione della CARP può effettivamente essere discutibile in quanto dal fatto che l'accusatrice privata ha dovuto nuovamente calzare le scarpe con il tacco alto di per sé non possono essere tratte conclusioni univoche sulle intenzioni del ricorrente. Tuttavia, i supposti motivi da lui perseguiti facendole indossare tali calzature non rivestono una rilevanza decisiva, tale da mutare il giudizio relativo ai fatti oggetto d'imputazione avvenuti nelle ore precedenti. Non essendo determinante per l'esito del procedimento, l'accertamento contestato non deve pertanto essere vagliato oltre (cfr. art. 97 cpv. 1 LTF).