Citation: 1A.77/2005 06.06.2005 E. 1

1.2 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 131 II 58 consid. 1, 130 II 65 consid. 1). 1.3 Quando, come in concreto, le parti ricorrenti agiscono simultaneamente attraverso la via del ricorso di diritto pubblico e quella del ricorso di diritto amministrativo occorre, in base alla regola della sussidiarietà del ricorso di diritto pubblico enunciata all'art. 84 cpv. 2 OG, esaminare in primo luogo l'ammissibilità del ricorso di diritto amministrativo (DTF 129 I 337 consid. 1.1, 126 II 269 consid. 2a, 125 I 14 consid. 2a). 1.3.1 Secondo gli art. 97 e 98 lett. g OG, combinati con l'art. 5 PA, la via del ricorso di diritto amministrativo è aperta contro le decisioni delle autorità cantonali d'ultima istanza fondate sul diritto federale, o che avrebbero dovuto esserlo, sempre che non sia realizzata nessuna delle eccezioni previste agli art. 99 a 102 OG o nella legislazione speciale (DTF 125 II 10 consid. 2a, 124 I 223 consid. 1a/aa, 231 consid. 1a). Il ricorso di diritto amministrativo è pure ammissibile contro le decisioni cantonali fondate nel medesimo tempo sul diritto federale e sul diritto cantonale, in quanto sia in discussione la violazione di norme di diritto federale direttamente applicabili (DTF 126 II 171 consid. 1a, 123 II 231 consid. 2). Realizzandosi una simile connessione tra le norme cantonali e quelle federali, il Tribunale federale esamina liberamente, nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, se il diritto cantonale sia conforme alle norme superiori federali (cfr. art. 104 lett. a OG; DTF 123 II 231 consid. 2, 121 II 39 consid. 2a). Per contro, è il rimedio del ricorso di diritto pubblico a essere dato contro decisioni fondate esclusivamente sul diritto cantonale e che non presentino alcuna connessione con l'applicazione del diritto federale (DTF 125 II 10 consid. 2a, 124 II 409 consid. 1d/dd). 1.3.2 Con il ricorso di diritto amministrativo si può far valere la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG; DTF 125 II 1 consid. 2a, 114 Ib 180 consid. 3). Questo rimedio assume anche la funzione di tutela dei diritti costituzionali dei cittadini, propria del ricorso di diritto pubblico. Il giudice amministrativo federale può così essere adito con censure relative alla violazione di questi diritti; le esamina nello stesso modo e con lo stesso potere d'esame di quando statuisce, come giudice costituzionale, su un ricorso di diritto pubblico (DTF 120 Ib 287 consid. 3d, 119 Ib 380 consid. 1b, 118 Ib 130 consid. 1a). 1.3.3 Contro la conferma di un ordine di demolizione di un fabbricato realizzato senza autorizzazione fuori della zona edificabile è dato il ricorso di diritto amministrativo (art. 34 cpv. 1 LPT; DTF 129 II 321 consid. 1.1 e rinvii). In tale ambito, l'accertamento dei fatti vincola il Tribunale federale se l'istanza inferiore, come è qui il caso, è un'autorità giudiziaria e i fatti non risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG; DTF 125 II 369 consid. 2d). 1.4 Il ricorrente lamenta una violazione del diritto di essere sentito per il rifiuto della Corte cantonale, come prima del Consiglio di Stato, di effettuare un sopralluogo. 1.4.1 La censura dev'essere esaminata in primo luogo siccome il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., ha natura formale e la sua lesione comporta di regola l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente dall'eventuale fondatezza del gravame nel merito (DTF 122 II 464 consid. 4a e rinvii). Il diritto di essere sentito, che comprende la facoltà per l'interessato di consultare gli atti del procedimento, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di partecipare alla loro assunzione o perlomeno di potersi esprimere sui risultati, in quanto possano influire sul giudizio (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa e rinvii), non impedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta ch'esse non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b). In tale ambito spetta all'autorità un vasto margine di valutazione e la censura di violazione del diritto di essere sentito coincide con la critica di apprezzamento arbitrario delle prove (DTF 124 I 208 consid. 4a). 1.4.2 Tenuto conto dei quesiti in discussione, segnatamente le questioni della nullità della menzionata "convenzione" e quella, non più litigiosa dinanzi al Tribunale federale, della legalità della sanzione pecuniaria e considerate la documentazione e le planimetrie agli atti, ulteriori accertamenti riguardo ai lavori effettuati non erano manifestamente determinanti per statuire sulla fattispecie, sicché i giudici cantonali potevano, senza ledere la Costituzione, rinunciare al chiesto sopralluogo sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove. Per gli stessi motivi, il sopralluogo postulato dal ricorrente né è necessario né si giustifica (art. 95 OG; DTF 123 II 248 consid. 2a, 122 II 274 consid. 1d). 1.5 Il ricorrente sostiene inoltre che i fatti sarebbero stati accertati in maniera non corretta. Non sarebbe vero ch'egli avrebbe demolito il fabbricato, i muri essendo, al suo dire, crollati all'atto della sostituzione del tetto a causa della conformazione statica del rustico, e nemmeno egli avrebbe voluto realizzare un piano del tutto nuovo e aggiuntivo. Non sarebbe neppure vero ch'egli si sarebbe scostato dal progetto in variante, anche se riconosce che si sarebbe verificata una difformità e ammette che la pendenza del tetto e l'altezza della spalla non sono conformi al progetto. Se determinate violazioni si sono verificate ciò sarebbe frutto di imprecisioni avvenute nella fase esecutiva dei lavori e, secondo il ricorrente, commesse in buona fede. L'assunto è manifestamente inammissibile e comunque infondato. In effetti le critiche inerenti alla prima procedura in sanatoria, del 1989, sono tardive e quindi irricevibili. Esse concernono infatti gli accertamenti già contenuti nella sentenza del 1° marzo 1994 (consid. 2.2), nella quale è stata accertata la demolizione pressoché completa del fabbricato, la sua successiva ricostruzione in mattoni e l'aggiunta di un secondo piano, ricordato che la costruzione originaria ne aveva uno solo, come pure l'edificazione in maniera non conforme all'autorizzazione comunale. Le censure relative alle difformità accertate dopo la "convenzione" del 1998 non sono d'altra parte decisive ritenuto che, come si vedrà, la Corte cantonale ha ritenuto a ragione che detta convenzione è nulla. Per di più il ricorrente non dimostra affatto che i fatti sarebbero manifestamente inesatti o che sarebbero stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG), per cui il loro accertamento è vincolante per il Tribunale federale.