Citation: C 119/04 03.01.2005 E. 5

Per il resto, l'amministrazione ricorrente censura l'operato della Corte cantonale essenzialmente per il fatto di non avere sanzionato, con l'inidoneità al collocamento, il comportamento di T.________, che si sarebbe rifiutato, sin dall'inizio e fino alla fine di dicembre 2003, di estendere il campo delle ricerche di lavoro al settore extrasportivo ed extracalcistico, e per avergli anzi concesso, contrariamente alla prassi amministrativa e giudiziaria in materia, un periodo di tempo di otto mesi per concentrarsi sulla ricerca nella sua precedente attività quando il settore in questione presentava scarse possibilità d'impiego e quando l'assicurato avrebbe potuto da subito essere occupato presso il "suo" Studio d'ingegneria. 5.1 Secondo giurisprudenza, degli sforzi qualitativamente insufficienti per trovare un'occupazione, quali ad es. la limitazione della ricerca di lavoro al precedente settore professionale, non consentono ancora di concludere di per sé per una mancata disponibilità al collocamento della persona assicurata, bensì sono piuttosto l'espressione di un'insufficiente osservanza dell'obbligo legale di ridurre il danno. Per ammettere una mancata disponibilità al collocamento occorre piuttosto l'intervento di circostanze particolarmente qualificate, che possono ad es. realizzarsi qualora l'assicurato, nonostante sia stato in precedenza più volte sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione, continui a rivolgere i propri sforzi verso l'attività professionale precedentemente esercitata, la quale, tuttavia, non presenta possibilità d'impiego (DLA 1996/1997 no. 8 pag. 31 consid. 3 con riferimenti; cfr. pure SVR 1997 ALV no. 81 pag. 246 consid. 3b/bb). Per converso, a un assicurato che, nell'ambito della prima richiesta di indennità di disoccupazione, intraprende insufficienti sforzi personali per trovarsi un'occupazione non può di principio essere negata la disponibilità al collocamento a meno che, malgrado le apparenze, lo stesso non abbia alcuna intenzione di riprendere un'attività lavorativa dipendente. Per il principio della proporzionalità che informa anche la procedura nell'assicurazione contro la disoccupazione, il comportamento dell'assicurato dev'essere in questo caso in prima linea sanzionato mediante una sospensione del diritto alle indennità di disoccupazione (art. 30 cpv. 1 lett. c LADI; SVR 1997 ALV no. 81 pag. 246 consid. 3b/bb). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha però anche avuto modo di rilevare a più riprese che l'idoneità al collocamento può essere negata in presenza di ricerche d'impiego continuamente insufficienti, in caso di rifiuto reiterato di accettare un'attività adeguata oppure ancora se l'assicurato limita i propri interventi a un settore d'attività nel quale, concretamente, egli ha pochissime possibilità di trovare un impiego (DLA 2004 no. 18 pag. 187 consid. 2.2; cfr. pure DTF 125 V 58 consid. 6a, 123 V 216 consid. 3 con riferimenti) o è altrimenti limitato nella scelta di un impiego al punto tale che il suo collocamento risulti molto aleatorio (DTF 123 V 216 consid. 3, 112 V 327 consid. 1 e i riferimenti ivi citati; DLA 2003 no. 14 pag. 130 consid. 2.1, 1980 no. 38 pag. 90). In proposito, questa Corte ha altresì precisato che per statuire sull'idoneità al collocamento occorre procedere a una valutazione complessiva di tutti i fattori, oggettivi e soggettivi, suscettibili di incidere sulle possibilità di impiego nel caso concreto. Oltre all'estensione del mercato del lavoro entrante in linea di considerazione per la persona assicurata va tenuto conto anche del genere dell'attività adeguata ricercata. Questo Tribunale ha così ancora recentemente avuto modo di osservare che una limitazione degli sforzi a un settore professionale determinato può, in combinazione con delle limitazioni temporali dell'attività stessa, portare a negare l'idoneità al collocamento (DLA 2001 no. 13 pag. 146 consid. 1; cfr. pure DTF 112 V 218 consid. 2; DLA 1998 no. 46 pag. 265 consid. 1c). Nella sentenza pubblicata in DLA 2001 no. 13 pag. 145 il Tribunale federale delle assicurazioni, statuendo sul caso di una ballerina che, divenuta disoccupata, aveva invano ricercato per oltre un anno una nuova occupazione nella sua professione appresa, ha stabilito che l'assicurato che, al termine di un lasso di tempo ragionevole durante il quale non è riuscito a trovare un nuovo posto di lavoro nella professione appresa, non è disposto e non è in grado di cercare o accettare un'altra occupazione al di fuori di tale professione, non è idoneo al collocamento. 5.2 Ora, nel caso di specie, contrariamente a quanto sembra lasciare intendere il Servizio ricorrente, le possibilità per T.________ di reperire un'occupazione nella professione ricercata non erano, nel periodo in esame, talmente scarse o ridotte da rendere un suo collocamento molto aleatorio ai sensi della giurisprudenza (consid. 5.1). Procedendo a un esame prospettivo e tenendo conto dell'insieme delle circostanze soggettive e oggettive, segnatamente del fatto che l'interessato nel frattempo, oltre a già vantare un'esperienza in lega nazionale degna di rispetto, aveva anche appena concluso la sua lunga e dispendiosa formazione di allenatore UEFA che gli permette(va) di esercitare la professione anche all'estero e di risultare maggiormente attrattivo sul mercato interno, i primi giudici potevano effettivamente ritenere lecita e realistica la speranza dell'assicurato di trovare entro la fine di novembre-dicembre un ingaggio per la stagione in corso - o eventualmente per quella a venire - anche perché le possibilità di un avvicendamento tecnico in vista della pausa invernale e della ripresa del campionato in primavera non erano così remote da rendere praticamente illusoria la ricerca. A ciò si aggiunge che, con l'obbligo sancito dallo statuto dei clubs di lega nazionale che impone ai 28 sodalizi che prendono parte al campionato della Swiss Football League di disporre di almeno un allenatore professionista anche per il settore giovanile, anche l'offerta del mercato non poteva essere definita aleatoria. Infine, non corrisponde al vero che lo stesso T.________ avrebbe qualificato come scarse le possibilità di reperire una nuova occupazione quale allenatore nel periodo in questione. Nella misura in cui l'assicurato si è espresso in questi termini, egli si è infatti chiaramente riferito alle possibilità esistenti al di fuori di questo quadro temporale (cfr. opposizione del 12 maggio 2003 pag.3 in fine: "Le altre possibilità sono veramente scarse [...]"). 5.3 Visto quanto precede, resta ora da esaminare se il lasso di tempo di otto mesi concesso dal Tribunale cantonale all'assicurato per limitare la ricerca del posto di lavoro nella professione appresa sia da considerare eccessivo, come pretende il Servizio cantonale del lavoro oppure si giustifichi, come ha ritenuto la Corte cantonale, in ragione delle particolari circostanze del caso. 5.3.1 Nell'ambito applicativo dell'art. 16 cpv. 2 LADI - il qual disposto enuncia quando un'occupazione non è considerata adeguata e di conseguenza è esclusa dall'obbligo di accettazione, ciò che si avvera fra l'altro se non tiene convenientemente conto delle capacità e dell'attività precedente dell'assicurato (lett. b) - la questione di sapere per quanto tempo si debba tenere conto dell'attività precedente ha già fatto l'oggetto di alcune discussioni. Così, inizialmente, nel 1995, il legislatore ha inteso escludere l'applicabilità dell'art. 16 cpv. 2 lett. b LADI nel caso in cui la disoccupazione fosse durata più di quattro mesi (FF 1994 I 330). Tale intenzione non si è tuttavia concretizzata e nella legge non sono stati posti dei limiti temporali. Le discussioni parlamentari hanno però indicato in questo lasso di tempo (quattro mesi) il limite orientativo, da determinarsi con precisione nel singolo caso di specie, a partire dal quale poter fare astrazione dal criterio dell'attività precedente (Boll. uff. CS 1995 623; in questo senso anche Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 118) e hanno specificato che più aumenta la durata della disoccupazione, meno si è tenuti a tenerne conto (Boll. uff. CN 1994 1574). Parte della dottrina considera questo limite temporale, che non ha trovato ricezione nel testo di legge, come troppo rigido e chiede che la questione venga risolta valutando le singole circostanze del caso (Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], cifra marg. 240). Altri ancora, per contro, sembrano volere limitare questo periodo di tempo a uno o due mesi (Gerhard Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 20 all'art. 16). 5.3.2 Per parte sua, il Tribunale federale delle assicurazioni nella già citata sentenza pubblicata in DLA 2001 no. 13 pag. 145, pur non chinandosi in dettaglio sulla questione specifica, ha avuto modo di confermare un giudizio del tribunale cantonale zurighese e la decisione amministrativa dell'ufficio cantonale del lavoro che avevano sancito l'inidoneità al collocamento dell'assicurata in questione - che, come detto, invano aveva cercato di ricollocarsi nella sua professione appresa - e avevano fatto decorrere l'inizio di questa inidoneità, al termine di un lasso di tempo ragionevole, oltre un anno dopo il suo annuncio al collocamento (DLA 2001 no. 13 pag. 146 seg. consid. 2). 5.3.3 Alla luce delle suesposte considerazioni, tenuto conto delle particolari circostanze del caso già messe in evidenza dal Tribunale cantonale (disoccupazione senza colpa dell'assicurato intervenuta in un momento in cui il periodo delle trattative per assumere gli allenatori per la nuova stagione era di fatto già concluso; importanza degli sforzi profusi per conseguire il diploma UEFA e valore di questo diploma; caratteristiche del mercato del lavoro in questione che apre concreti spazi ad avvicendamenti sulle panchine prima della pausa invernale e in vista della ripresa primaverile ecc.), la decisione dei primi giudici di ritenere ragionevole concedere all'assicurato tempo fino al dicembre 2003 per reinserirsi nella propria professione, pur configurando un caso limite, può essere condivisa. In tali condizioni il ricorso dev'essere respinto, il giudizio impugnato essendo confermato. 5.3.4 Nulla muta infine all'esito del presente giudizio l'argomento ricorsuale secondo cui l'interessato avrebbe potuto e dovuto, sin dall'inizio o comunque, al più tardi, al massimo tre o quattro mesi dall'inizio del controllo della disoccupazione, entrare alle dipendenze dello Studio d'ingegneria C.________. A tal proposito l'assicurato ha già convincentemente osservato come un rientro a pieno regime, in tempi brevi, nello studio d'ingegneria sarebbe risultato difficile se non addirittura impossibile in quanto avrebbe richiesto (come poi peraltro si è avverato) un adeguato periodo di riqualifica. Riqualifica che risultava tanto più necessaria poiché T.________ aveva appreso la professione di disegnatore di impianti sanitari in un'epoca in cui il lavoro veniva effettuato manualmente (mediante matita, riga e squadra) ed era ormai, nel frattempo, stato soppiantato dalla tecnica informatica che l'interessato ancora non padroneggiava.