Citation: H 182/00 08.02.2002 E. 4

4.- Il ricorrente sostiene, in via subordinata, che la petizione 6 novembre 1998 della Cassa sarebbe improponibile, la decisione 4 settembre 1998, con cui veniva chiesto il risarcimento dei danni secondo l'art. 52 LAVS, dovendo essere dichiarata perenta ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 OAVS, per non essere stata presentata entro un anno da quando l'amministrazione ha avuto conoscenza del danno prevedibile, anche parziale. a) Premesso che la sola decisione oggetto di gravame è quella del 4 settembre 1998 - contro cui V.________ ha sollevato tempestiva opposizione il 6 ottobre 1998, nel termine previsto dall'art. 81 cpv. 2 OAVS - e che la Cassa ha promosso l'azione di risarcimento del danno giusta l'art. 52 LAVS con petizione 6 novembre 1998, formulata entro il termine di perenzione dell'art. 81 cpv. 3 OAVS, resta ora da esaminare se la Cassa ha fatto valere tempestivamente il suo diritto al risarcimento. b) Come accennato, per l'art. 82 cpv. 1 OAVS il diritto di richiedere il risarcimento di un danno si prescrive quando la cassa di compensazione non lo fa valere, mediante decisione, entro un anno dal momento in cui ne ha avuto conoscenza. Questo termine, contrariamente alla lettera del disposto, è di perenzione e deve essere accertato d'ufficio (DTF 126 V 451 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). La cassa è reputata avere conoscenza del danno quando, facendo prova dell'attenzione ragionevolmente esigibile, avrebbe dovuto rendersi conto che le circostanze effettive non permettevano più di esigere il pagamento dei contributi, ma potevano giustificare l'obbligo di risarcire il danno (DTF 126 V 444 consid. 3a, 452 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). Nell'ipotesi di un fallimento, questo momento non coincide necessariamente con quello in cui la cassa ha conoscenza del riparto finale o le è rilasciato un atto di carenza beni; secondo la giurisprudenza il creditore che intende domandare il risarcimento di una perdita subita in un fallimento o in un concordato con abbandono dell'attivo è sufficientemente a conoscenza del pregiudizio, di regola, quando è depositata la graduatoria: a quel momento il creditore conosce, o può conoscere, l'importo dell'inventario, la propria collocazione nella graduatoria, nonché il dividendo prevedibile (DTF 121 III 388 consid. 3b, 119 V 92 consid. 3 e riferimenti ivi citati).