Citation: 5A_1014/2018 E. 4.3

4.3. L'insorgente ritiene poi che l'art. 70 cpv. 2 in fine CPC, giusta il quale l'impugnazione di un litisconsorte necessario non giova agli altri litisconsorti rimasti silenti, non sarebbe in concreto applicabile, poiché "non è una specifica normativa ricorsuale" ai sensi dell'art. 405 cpv. 1 CPC. A dire della ricorrente, continuerebbe invece a essere applicabile anche in sede di appello l'art. 46 cpv. 2 CPC/TI, che faceva profittare i litisconsorti necessari rimasti passivi dell'appello introdotto dal litisconsorte diligente. La ricorrente ripropone in larga misura, parola per parola, la motivazione già presentata con il suo reclamo (v. supra consid. 1.3). A suo dire, "si tratta di una questione (...) risolta la quale viene a cadere la base legale per dichiarare irricevibile l'appello". Ella, tuttavia, non tiene conto del fatto che i Giudici cantonali hanno dichiarato inammissibile il suo appello non tanto per il fatto che, in applicazione dell'art. 70 cpv. 2 in fine CPC, l'impugnazione di un litisconsorte necessario non giova agli altri litisconsorti rimasti silenti, ma per il motivo che, secondo loro, il CPC non permette all'alienante parziale dell'oggetto litigioso di continuare il processo anche come sostituto processuale dell'acquirente che non gli è subentrato in causa (contrariamente a quanto valeva in prima istanza sotto il regime del CPC/TI). In ogni modo, a nche ammett endo che la censura possa essere ritenuta rilevante, essa è infondata. L 'art. 46 cpv. 2 CPC/TI non poteva essere applicato all'appello: la soluzione secondo cui, per determinare se un litisconsorte necessario "rappresenti" gli altri in un'impugnazione retta dal nuovo diritto procedurale, ci si dovrebbe basare su una disposizione del vecchio codice di procedura cantonale è infatti contraria all'art. 405 cpv. 1 CPC (v. anche supra consid. 4.2.2).