Citation: 2A.127/2007 11.10.2007 E. 9

La B.________Ltd contesta infine l'iscrizione a registro di commercio di una sua succursale a Lugano, sostenendo di essere assoggettata alla sorveglianza delle autorità di Anjouan. A suo giudizio, la CFB avrebbe quindi semmai dovuto rivolgersi alla Offshore Financial Authority di Anjouan chiedendole di revocare la licenza bancaria. Ritiene inoltre che la CFB non avrebbe la competenza materiale e territoriale per autorizzare un liquidatore a disporre dei beni di una banca estera depositati presso altre banche estere. Il punto 10 del dispositivo della decisione impugnata sarebbe quindi manifestamente illegale. 9.1 Anche su questo punto la fattispecie presenta delle analogie con quella alla base della già più volte citata DTF 130 II 351. In tale occasione, richiamandosi a sentenze già precedenti, il Tribunale federale aveva innanzitutto ribadito l'ammissibilità dell'iscrizione a registro di commercio di società estere che, in violazione delle regole sulla vigilanza dei mercati finanziari, non hanno formalmente costituito in Svizzera alcuna succursale, ma che di fatto hanno operato attraverso una simile entità. Legittima è parimenti la liquidazione dell'attività illegale della società, nella misura in cui, dal profilo del diritto dell'esecuzione forzata, presenta un rapporto con la Svizzera. Tale provvedimento non viola la sovranità estera, poiché alla Svizzera va riconosciuta la competenza di determinare le conseguenze di un'attività che viene esercitata sul, rispettivamente dal suo territorio, o che ha effetti nel medesimo, anche se la stessa è opera di una società estera. La misura non deve comunque essere più incisiva di quanto necessario per la tutela della piazza finanziaria elvetica e dell'irreprensibilità dell'attività praticatavi (DTF 130 II 351 consid. 6.1, con riferimenti). Il Tribunale federale aveva poi ritenuto che l'iscrizione coatta e la liquidazione di una succursale della banca estera (in quel caso incorporata a Vanuatu) erano ingiustificate per due motivi cumulativi. In primo luogo, poiché la banca, a seguito di un cambiamento legislativo, era nel frattempo stata sottoposta nello Stato di incorporazione ad una vigilanza accresciuta, conforme agli standard internazionali definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (www.bis.org/bcbs). In secondo luogo, poiché la banca veniva essenzialmente gestita da San Marino attraverso una società finanziaria sottoposta alla vigilanza della locale Banca centrale, mentre le consociate svizzere poste in liquidazione svolgevano unicamente determinate attività di back office che toccavano solo marginalmente la piazza finanziaria elvetica (DTF 130 II 351 consid. 6.2.1-6.2.4). 9.2 In concreto, la situazione è ben diversa sotto entrambi gli aspetti. In effetti, indipendentemente dalla sua competenza formale a rilasciare licenze per attività bancarie e finanziarie (cfr. consid. 6.4), la Banca nazionale di Anjouan e la Offshore Financial Authority non garantiscono un'adeguata vigilanza dal profilo del diritto svizzero. Non si può infatti ritenere che rispettino le direttive internazionali, secondo cui le autorità di vigilanza non dovrebbero autorizzare l'istituzione di banche di comodo o acconsentire al proseguimento della loro operatività (cfr. la raccomandazione n. 18 del Gruppo d'azione finanziaria contro il riciclaggio dei capitali [GAFI; www.fatf-gafi.org] e il documento "Società bancarie di comodo ed entità puramente contabili" del gennaio 2003 del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria), visto che rilasciano licenze proprio per attività esclusivamente off shore. Non risulta d'altronde che le menzionate autorità di Anjouan, a differenza della Banca centrale delle Comore, godano di un certo riconoscimento internazionale (cfr. consid. 6.4). Quest'ultima, da par suo, malgrado consideri illegali le licenze rilasciate ad Anjouan e affermi di aver promosso delle procedure giudiziarie per porre fine a questa pratica, manifestamente non riesce al momento ad impedirla e ad assicurare una vigilanza efficace delle società finanziarie incorporate ad Anjouan. Quanto al secondo aspetto, la ricorrente non ha dimostrato di esercitare qualsivoglia attività in strutture differenti dagli uffici della A.________SA a Lugano (cfr. consid. 6.2 e 6.3). I fondi sono anche in questo caso depositati in gran parte a San Marino, ma senza alcuna intermediazione di società locali. 9.3 Ne segue che l'iscrizione coatta e la conseguente liquidazione di una succursale di fatto di B.________Ltd si avverano giustificate (cfr. DTF 130 II 351 consid. 6.2.5, con rinvii). Poco importa che gli averi dei clienti di B.________Ltd siano depositati su conti esteri, visto che la misura tutela comunque la funzionalità e la credibilità della piazza finanziaria elvetica, incompatibili con la gestione di una shell bank dal territorio svizzero. 9.4 La liquidazione concerne tutti i beni in legame diretto con l'attività delle persone che hanno agito in Svizzera per conto della società; se non è ravvisabile alcuna operatività attraverso persone all'estero, la liquidazione ingloba tutti gli attivi in nome o per conto della società (DTF 130 II 351 consid. 6.2.5). In virtù di questo principio, anche il punto 10 del dispositivo della decisione impugnata deve essere confermato. Certo, su tale aspetto il provvedimento litigioso ha una portata che travalica di per sé i confini nazionali. Ciò non toglie che dal profilo del diritto svizzero appaia comunque giustificato. Saranno poi le autorità estere interessate a stabilire in che misura riconoscere la liquidazione ordinata dalle autorità di vigilanza svizzere e darle quindi concretamente seguito (Daniel Wyss/Urs Zulauf, Fiktiver Sitz oder faktische Zweigniederlassung?, in: Karl Spühler [a cura di], Internationales Zivilprozess- und Verfahrensrecht, Zürich 2001, pag. 117 segg., in part. pag. 145).