Citation: 1C_305/2020 E. 3.4

3.4. Il ricorrente riconosce in questa sede di essersi limitato a sollevare in modo generico l'aspetto della competenza territoriale della polizia cantonale dei Grigioni dinanzi alla Corte di diritto penale del Tribunale federale nell'ambito del suo ricorso contro la sentenza d'appello del 13 aprile 2017. Adduce che in quel momento non disponeva del testo della Convenzione e che sarebbe abilitato a sollevare nuovamente la tematica. A torto. Il procedimento penale è come visto stato oggetto di una decisione penale cresciuta in giudicato, pronunciata secondo la procedura ordinaria, nell'ambito della quale sono stati esauriti tutti i rimedi di diritto disponibili. Il ricorrente è stato informato il 24 marzo 2015 dall'autorità amministrativa che il procedimento amministrativo era provvisoriamente sospeso in attesa dell'esito di quello penale. Egli sapeva quindi che nei suoi confronti sarebbe stata avviata la procedura concernente la revoca della licenza di condurre. Gli spettava pertanto, secondo il principio della buona fede, fare valere nell'ambito del procedimento penale i diritti garantiti alla difesa e presentare già in quella sede le censure relative all'accertamento dell'infrazione (cfr. DTF 121 II 214 consid. 3a pag. 218). In particolare, le contestazioni relative alla legalità e alla pretesa inutilizzabilità, ai sensi dell'art. 141 cpv. 2 CPP, delle prove raccolte nel procedimento penale non possono essere invocate durante la procedura amministrativa, ma devono essere sollevate nell'ambito del procedimento penale medesimo (sentenze 1C_470/2019, citata, consid. 5.3.2; 1C_202/2018 del 18 settembre 2018 consid. 2.3). L'argomentazione secondo cui il rapporto della polizia cantonale dei Grigioni che ha constatato l'infrazione sarebbe inutilizzabile, siccome gli agenti non sarebbero stati competenti ad intervenire su quel tratto autostradale avrebbe quindi dovuto essere sollevata già nel contesto del procedimento penale. Il ricorrente adduce che, allora, non disponeva del testo della citata Convenzione. Tuttavia, l'esistenza di una Convenzione che avrebbe potuto giustificare lo "sconfinamento" della pattuglia gli era nota, giacché è stata da lui evocata dinanzi al Tribunale federale nell'ambito del ricorso in materia penale contro il giudizio del 13 aprile 2017 della CARP. Nella sentenza 6B_590/2017 del 4 settembre 2017, il Tribunale federale ha ritenuto contrario al principio della buona fede processuale sollevare soltanto dinanzi ad esso la questione dell'incompetenza territoriale degli agenti della polizia del Cantone dei Grigioni che hanno constatato l'infrazione, tale tematica non essendo stata sottoposta in precedenza alle autorità cantonali. A maggior ragione, risulta perciò lesivo del principio della buona fede riproporre la contestazione in questa sede, nell'ambito della procedura amministrativa, dopo che la stessa già non era stata validamente proposta nel quadro del procedimento penale. Premesso che la pretesa incompetenza territoriale degli agenti di polizia intervenuti nella fattispecie non appare manifesta, sarebbe spettato al ricorrente censurarla nel procedimento penale, essendo suscettibile di influire sull'utilizzabilità degli accertamenti eseguiti dagli agenti. In tale contesto, il ricorrente avrebbe se del caso potuto chiedere alle autorità penali anche il richiamo della citata Convenzione. Poiché ciò non è avvenuto, l'accertamento dell'infrazione in sede penale è determinante per la procedura amministrativa in esame. Al riguardo, il ricorrente non fa valere che, considerati i fatti accertati, il provvedimento della revoca della licenza di condurre per la durata di tre mesi violerebbe gli art. 16c cpv. 1 lett. a e 16c cpv. 2 lett. a LCStr.