Citation: 5A_891/2017 E. 2.1

2.1. Contrariamente a quanto deciso dal Pretore, il Tribunale d'appello ha ritenuto che in concreto la richiesta di rimozione del corpo sporgente non configuri un abuso di diritto manifesto. Anche se le prime rimostranze contro la sporgenza litigiosa sono intervenute nel 2004, oltre 20 anni dopo la sua costruzione, il soloesercizio tardivo dei propri diritti da parte dell'opponente non assurge già ad abuso. Secondo la Corte cantonale, l'agire tardivo può dirsi abusivo unicamente se il proprietario leso ha rinunciato mediante atti espliciti o concludenti a contestare la sporgenza, ciò che in concreto non è stato dimostrato, oppure se ha indugiato tanto a lungo nel far valere i propri diritti da destare in buona fede l'affidamento nella controparte, che ha nel frattempo acquisito una posizione meritevole di protezione, in una rinuncia, ipotesi in concreto pure scartata dall'autorità inferiore dato che la richiesta dell'opponente di eliminare un'opera che sporge di ben 90 cm, peraltro per una lunghezza di 370 cm, sul proprio fondo non può in ogni modo dirsi manifestamente abusiva rispetto agli interessi del ricorrente. Per la Corte cantonale, inoltre, l'eccezione dell'art. 674 cpv. 3 CC non può trovare applicazione nella presente fattispecie, dato che il ricorrente non ha chiesto giudizialmente l'attribuzione di una servitù, né in via riconvenzionale né con un'azione separata. Il Tribunale d'appello ha pertanto ingiunto al ricorrente di eliminare la sporgenza in applicazione dell'art. 641 cpv. 2 CC.