Citation: 1P.400/2003 07.06.2004 E. B

Il 22 ottobre 2002 il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha respinto un ricorso del proprietario, confermando il rifiuto municipale. L'Esecutivo cantonale ha ritenuto che la trasformazione litigiosa contrastava con l'art. 39 del regolamento di applicazione della legge edilizia cantonale, del 9 dicembre 1992 (RLE), concernente gli edifici esistenti in contrasto con il nuovo diritto. Il proprietario, adducendo che l'intervento era necessario per eliminare le infiltrazioni d'acqua, è insorto allora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo. La Corte cantonale ha rilevato che, come rettamente ritenuto dalle autorità precedenti, la posa del tetto piano contrastava con le norme del piano regolatore in vigore all'epoca. Ricordato tuttavia che, quando l'unica ragione che osta al rilascio del permesso di costruzione viene meno nelle more del procedimento ricorsuale, essa, per motivi d'economia processuale, può statuire sulla base del diritto entrato in vigore dopo la decisione dell'istanza inferiore; ha ritenuto che la posa di un tetto a falde non sarebbe più in contrasto con le nuove NAPR (nNAPR), approvate il 17 dicembre 2002 dal Consiglio di Stato, la difformità dell'edificio essendo circoscritta soltanto al superamento dell'altezza massima; ha poi aggiunto che l'intervento, ammissibile dal profilo della protezione della situazione acquisita (cfr. al riguardo DTF 113 Ia 119), non travalicherebbe quindi i limiti di una trasformazione importante, ma non sostanziale. Essa ha pertanto accolto il ricorso ai sensi dei considerandi e rinviato gli atti al Municipio affinché rilasci la licenza richiesta.