Citation: 1C_226/2024 E. 2.2

2.2. La Corte cantonale ha ritenuto che la sua competenza, contrariamente all'assunto della ricorrente, non potrebbe fondarsi sull'art. 133 cpv. 2 LEDP. Ha considerato infatti che gli atti litigiosi non sarebbero atti della procedura preparatoria delle elezioni (art. 133 cpv. 1 LEDP), ma che si tratterebbe piuttosto di atti inerenti allo spoglio delle schede votate. Al suo dire, in maniera discutibile, determinante sarebbe infatti lo stadio procedurale che si intende contestare, non quello temporale. Ha nondimeno ritenuto, rettamente, che è vero che a norma dell'art. 32 cpv. 3 LEDP dal momento in cui rientrano le buste di trasmissione, l'ufficio elettorale può aprirle per registrare l'avente diritto di voto, rispettivamente che la mattina della domenica del voto l'ufficio elettorale può aprire le buste di voto contenenti le schede e, quando prescritto, numerarle (cpv. 4). Secondo i giudici cantonali ciò non muterebbe comunque il fatto che queste operazioni apparterrebbero alla procedura di spoglio e all'accertamento del risultato secondo il titolo V della LEDP (art. 32 e segg.). Hanno considerato che ammettere il contrario equivarrebbe a sottoporre a due diversi rimedi di diritto i medesimi atti, compiuti se del caso a pochi istanti l'uno dall'altro, rispettivamente di far dipendere il rimedio giuridico dal momento in cui l'Ufficio elettorale decide di anticipare o meno le operazioni afferenti alla procedura di spoglio.