Citation: 1C_144/2019 E. 10.4

10.4. Nel messaggio del Consiglio di Stato si precisa che l'inchiesta mascherata preventiva deve portare, nella maggioranza dei casi, all'apertura di un'inchiesta penale, nell'ambito della quale il ministero pubblico dovrà potersi avvalere degli elementi raccolti dalla polizia, essendo difficilmente ipotizzabile che la decisione di apertura di un'istruzione penale sia presa sulla base di elementi raccolti dalla polizia attraverso un metodo che potrebbe rivelarsi proibito ai sensi dell'art. 141 CPP nell'ambito della procedura penale. Si rileva che l'utilizzo di agenti infiltrati o di terzi all'interno di reti sociali permetterebbe di anticipare l'organizzazione di azioni punitive o di scontri tra bande in occasione di manifestazioni sportive o di altro genere e di contribuire alla lotta alla pedopornografia in internet. Precisato che lo scopo del catalogo dell'art. 286 cpv. 2 CPP è di limitare l'inchiesta mascherata a reati gravi, il Governo precisa che per ossequiare la volontà del legislatore non si potrebbe circoscriverli a quelli dell'art. 286 cpv. 2 CPP, dovendo valutare se l'atto che potrebbe essere commesso sia o no grave ai sensi dell'art. 286 cpv. 1 lett. b CPP. Riguardo all'estensione a reati della LCStr e di sommossa si sottolinea che negli ultimi anni si accerta sempre più l'organizzazione, mediante l'ausilio delle reti sociali, di gare clandestine a velocità folli, che metterebbe in pericolo non solo l'incolumità dei partecipanti, ma pure della collettività; verrebbero altresì organizzate spedizioni punitive in vari ambiti, in particolare tra le tifoserie violente, ciò che giustificherebbe le criticate estensioni. Si afferma che la gravità del reato e le restrittive condizioni di cui all'art. 9g lett. a-c LPol/TI, sono condizioni imprescindibili, anche per le due estensioni. Riguardo al reato di sommossa, si indicano ad esempio assembramenti di estremisti o tifosi violenti (hooliganismo), tipologia di reati che, datene le condizioni, possono raggiungere un grado di particolarità rientrante nella definizione del CPP. Si aggiunge che l'art. 22 LPol/GE non prevede nessun elenco di delitti, limitandosi a stabilire che, in presenza di seri indizi, la gravità o la particolarità del reato giustifica un'inchiesta mascherata, formulazione ritenuta sufficiente dal Tribunale federale per rispettare il principio di legalità (DTF 140 I 381 consid. 4.4.3). Si sostiene che la norma ticinese, che riprende la formulazione di quella ginevrina aggiungendovi i reati di cui all'art. 286 cpv. 2 CPP, oltre ad altri due, sarebbe quindi ancora più restrittiva della formulazione, molto più ampia e non limitata, dell'art. 22 LPol/GE. Riguardo all'autorizzazione da parte del GPC, sancita anche nelle leggi sulla polizia di numerosi Cantoni (SZ, SO, BE, GR, NE e GE) rinvia alla DTF 140 I 381 consid. 4.5.3.