Citation: U 159/99 25.01.2000 E. 1

1.- Nei considerandi dell'impugnato giudizio è già stato debitamente illustrato come, nel caso della revisione processuale, l'autorità sia tenuta a rinvenire su decisioni cresciute in giudicato quando sono scoperti fatti o prove nuovi idonei a determinare un diverso apprezzamento giuridico della vertenza (DTF 122 V 21 consid. 3a, 138 consid. 2c, 173 consid. 4a, 272 consid. 2, 121 V 4 consid. 6 con riferimenti di giurisprudenza). A questa esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione. a) Nella fattispecie in esame, come è stato correttamente constatato dall'autorità giudiziaria cantonale, le condizioni per una revisione processuale non sono realizzate. In particolare, il Tribunale di prime cure ha considerato in modo pertinente che i rapporti cui l'insorgente faceva riferimento, segnatamente quello allestito nel 1995 dallo Z.________, altro non facevano che confermare l'esistenza di una relazione di causalità naturale fra le turbe psichiche e l'infortunio del settembre 1989, requisito che l'INSAI, negata però l'adeguatezza del nesso, aveva già espressamente ammesso con decisione 31 gennaio 1994, rimasta inimpugnata. Pure in modo esatto è stato ricordato come non sia possibile far valere nuovi fatti o mezzi di prova invocando l'esistenza di una relazione di causalità adeguata - né quindi si giustificava in concreto dar seguito alla richiesta di allestimento di una perizia psichiatrica - ove si osservi che, trattandosi di una mera questione di natura giuridica, gli stessi non avrebbero comunque la benché minima rilevanza nell'apprezzamento di tale nesso causale. Infatti, per censurare quell'aspetto della lite, oggetto del provvedimento 31 gennaio 1994, non può soccorrere il rimedio di diritto straordinario invocato nell'attuale procedimento. b) Risollevando nel ricorso di diritto amministrativo le doglianze già esposte dinanzi alla precedente istanza, l'insorgente fa d'ogni erba un fascio senza per questo riuscire a addurre nuovi elementi atti a fondare la ricorrenza dei presupposti necessari per una revisione processuale. Tra altri argomenti egli asserisce, in particolare, che gli stati d'ansia manifestatisi dopo l'incidente del 14 settembre 1989 sarebbero tipici dei postumi di un "colpo di frusta" alla colonna cervicale: tale affezione non è però stata debitamente accertata dai sanitari espressisi sugli esiti dell'evento in discussione. Al fine di contrastare le surricordate pertinenti motivazioni del giudizio cantonale, il ricorrente fa altresì capo alla giurisprudenza di questa Corte, errando tuttavia - in quanto riproduce le allegazioni ricorsuali quivi invocate (cfr. DTF 123 V 101 in fine) - nel sostenere come in tale prassi si sarebbe stabilito che all'esame del nesso di causalità adeguata si possa rinunciare qualora sia data l'esistenza di un rapporto causale naturale tra infortunio per "colpo di frusta" alla colonna cervicale e disturbi persistenti (cfr. DTF 123 V 102 consid. 3b e sentenze ivi citate). Ne deriva che le censure sollevate dall'insorgente in questa sede non sono suscettibili di sovvertire quanto affermato nel giudizio impugnato, dato che egli si limita in sostanza a riproporre gli argomenti già addotti dinanzi all'autorità di prima istanza.