Citation: I 12/07 11.03.2008 E. 3

3.1 Tenendo conto degli esiti delle perizie psichiatriche 28 ottobre 2003 e 11 ottobre 2004 commissionate dall'INSAI al dott. D.________, psichiatra e psicoterapeuta, e del referto 13 agosto 2004 della dott.ssa W.________, specialista in otorinolaringoiatria presso l'Ospedale X.________, alla quale l'istituto assicuratore si era ugualmente rivolto per una valutazione del tinnito di cui soffre l'assicurata, il Tribunale cantonale ha ritenuto dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali, che la ricorrente, quantomeno al momento della decisione su opposizione, non presentava un grado d'invalidità pensionabile. Stando a queste valutazioni specialistiche, un'incapacità lavorativa della ricorrente era stata esclusa (così dal dott. D.________), rispettivamente non aveva potuto essere attestata (così per il referto della dott.ssa W.________). Infatti, mentre il primo, dopo avere riscontrato addirittura un miglioramento della situazione dal profilo psichiatrico, segnatamente per quel che concerneva gli attacchi di panico, aveva dichiarato, in data 11 ottobre 2004, l'assicurata pienamente abile al lavoro, la seconda, pur facendo stato di un tinnito scompensato di grado III, associabile con ogni probabilità a un disturbo di adattamento, non si era (ancora) espressa sulle conseguente inabilitanti del disturbo. 3.2 Richiamandosi alla letteratura medica agli atti, la ricorrente osserva che un "tinnitus scompensato comporta gravi disagi ai quali può conseguire un'incapacità lavorativa". Rileva inoltre che tale disturbo sarebbe già stato presente con consistenza simile ben prima del secondo rapporto 11 ottobre 2005 della dott.ssa W.________, essendosi manifestato sin dall'infortunio. Oltre a contestare l'attendibilità delle conclusioni del dott. D.________, la ricorrente fa infine valere che il disturbo somatoforme da dolore - evidenziato dalla perizia 14 settembre 2006 commissionata dall'INSAI e dall'assicurazione di responsabilità civile alla psichiatra B.________ - appare insormontabile e non le permetterebbe più un adeguato inserimento nel mondo del lavoro. 3.3 Per giurisprudenza, gli accertamenti dell'autorità cantonale di ricorso in merito al danno alla salute, alla capacità lavorativa dell'assicurato e all'esigibilità di un'attività professionale - nella misura in cui quest'ultimo giudizio non si fonda sull'esperienza generale della vita - costituiscono questioni di fatto che possono essere riesaminate da questa Corte solo in maniera molto limitata (v. consid. 1.2; DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398). 3.4 Orbene, la circostanza che la Corte cantonale non abbia, per il periodo in esame - delimitato temporalmente dalla decisione su opposizione in lite (DTF 129 V 4 consid. 1.2 con riferimenti) - ritenuto l'assicurata inabile al lavoro, non è frutto di un accertamento manifestamente inesatto e trova conferma negli atti (medici, ma non solo) all'inserto. A prescindere dalle valutazioni dei già menzionati referti medici, sull'attendibilità dei quali questa Corte non ha serio motivo di dubitare, è infatti solo con la perizia 11 ottobre 2005, resa a seguito della visita compiuta il 26 settembre precedente, che la dott.ssa W.________ si è (chiaramente) espressa in favore di un'inabilità parziale (peraltro quantificata nella misura di 1/3 per rapporto a un'inabilità complessiva stimata al 50%) dovuta al tinnito, che nel frattempo da grave (grado III) era diventato molto grave (grado IV). Quanto alla dottrina medica richiamata nel ricorso, occorre poi precisare che la stessa, indicata in sede amministrativa dal Servizio medico regionale dell'AI, evidenzia che un tinnito scompensato può (ma non deve) comportare importanti reazioni psichiche, psicovegetative e psicosomatiche che possono (ma non devono) comportare una inabilità lavorativa (più in generale sulla natura e sulle possibili ripercussioni di un tinnito scompensato cfr. la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 71/02 del 27 marzo 2003, consid. 6.1). Ora, prima del momento topico in esame, queste ripercussioni e conseguenze non sono state riscontrate dai periti (esterni) intervenuti, i quali neppure hanno evidenziato la presenza dei criteri concomitanti di un disturbo somatoforme da dolore suscettivi di giustificare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI (DTF 130 V 352). Nulla mutano a tale conclusione i contrari apprezzamenti medici invocati dalla ricorrente. Infatti, la circostanza che la Corte cantonale abbia ritenuto maggiormente convincenti le valutazioni peritali poc'anzi menzionate non rende manifestamente errato l'apprezzamento delle prove da parte del primo giudice. Né può infine essere considerato ai fini del presente giudizio il referto 8 marzo 2007 della dott.ssa K.________ prodotto dall'insorgente nelle more procedurali. A prescindere dall'ammissibilità di questo atto nuovo, esso potrà se del caso essere apprezzato nell'ambito della nuova istruttoria ordinata dal Tribunale cantonale per determinare l'eventuale diritto alla rendita per il periodo successivo alla decisione su opposizione in lite.