Citation: 1B_456/2017 E. 2.4

2.4. Indipendentemente da affermati ma non comprovati legami di parentela e affinità fra rappresentanti delle parti e il PP o loro presenze in enti a scopo benefico, il rilievo che un avvocato avrebbe precedentemente condiviso lo studio legale che patrocina il denunciante, come la circostanza che anni or sono il magistrato ricusato avrebbe effettuato il praticantato presso lo studio legale condotto all'epoca dal Procuratore generale, chiaramente non realizzano gli estremi per fondare un motivo di ricusazione, ricordato che l'istante deve rendere verosimili i fatti su cui fonda la domanda di ricusa (art. 58 cpv. 1 CPP). La conoscenza tra un giudice e un patrocinatore, che precedentemente avevano lavorato presso il medesimo studio legale, non costituisce infatti di per sé un motivo di ricusa (sentenze 1B_55/2015 del 17 agosto 2015 consid. 4.4, in: ZBl 117/2016 pag. 152), come non lo fa un rapporto di collegialità (sentenza 1P.99/2000 del 20 marzo 2000 consid. 2 e 3; cfr. anche DTF 139 I 121; 135 I 14 consid. 4.1-4.3; 133 I 1 consid. 6.4.2 pag. 7; 116 Ia 485 consid. 3). Neppure l'appartenenza di un magistrato a un determinato partito politico non è di per sé sufficiente per fondare un'apparenza di parzialità (sentenze 1B_326/2016 del 29 settembre 2016 consid. 5.3 e 1B_460/2012 del 25 settembre 2012 consid. 3.1-3.3, in: SJ 2013 I pag. 438; MOREILLON/PAREIN-REYMOND, op. cit., n. 27 ad art. 56), né suoi eventuali legami con persone affiliate al medesimo partito politico (sentenza 1B_194/2016 del 22 giugno 2016 consid. 2). Al proposito, la critica ricorsuale che nella decisione impugnata sono citate anche sentenze non pubblicate del Tribunale federale è inconsistente, in quanto esse sono accessibili liberamente sul suo sito internet.