Citation: C 246/06 16.07.2007 E. 4

4.1 Il Tribunale di prime cure ha deciso di riconoscere alla T.________ SA le indennità per lavoro ridotto in sostanza perché, conformemente alla giurisprudenza, in una situazione del genere, nella quale un'azienda deve operare degli interventi di carattere strutturale per proseguire la propria attività, questi devono essere considerati di carattere economico ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 lett. a LADI. I giudici cantonali hanno inoltre osservato che, pur trattandosi di un caso limite, a ragione l'amministrazione avrebbe ritenuto tale circostanza come imprevedibile ed esulante dal quadro di ciò che normalmente può essere considerato come prevedibile per ogni datore di lavoro. La perdita di lavoro dovuta ad un simile motivo non rientrerebbe nella sfera normale del rischio aziendale e sarebbe quindi computabile. Questa soluzione si giustificherebbe tanto più quando si consideri che per i tre mesi precedenti il periodo oggetto della lite il seco non avrebbe inoltrato alcun ricorso, sebbene l'amministrazione gli avesse trasmesso copia della decisione su opposizione dell'11 luglio 2005 con la quale aveva modificato un precedente provvedimento di rifiuto. 4.2 Il seco contesta la tesi dell'autorità giudiziaria cantonale. Rileva in primo luogo che oggetto del contendere è il preavviso di lavoro ridotto dell'11 novembre 2005 e non quello dell'11 luglio 2005. Secondo l'insorgente, ritornare su una decisione cresciuta in giudicato sarebbe contrario al principio della protezione della buona fede. Afferma però che, qualora fosse stata esaminata, la decisione su opposizione dell'11 luglio 2005 sarebbe stata impugnata. A mente del ricorrente sarebbe contrario al diritto negargli ora la possibilità di opporsi soltanto perché non avrebbe agito in occasione del preavviso precedente. Infatti, possono esservi più motivi affinché un preavviso sia giustificato in una determinata occasione, mentre invece un suo rinnovo non appare opportuno. Il Segretariato ricorrente osserva che un'azienda non ha diritto di per sè al rinnovo della concessione dell'indennità di lavoro ridotto, quest'ultimo sottostando in tale occasione ad un esame completo dei fatti da parte dell'amministrazione. Soggiunge che la Sezione del lavoro ha in casu esplicitamente menzionato di mai aver dato garanzie alla società per l'ottenimento di un rinnovo del diritto alle indennità. Il Segretariato ricorrente precisa poi che la cessazione dell'attività aziendale dal mese di giugno 2005 sarebbe riconducibile esclusivamente a motivi di politica finanziaria e non a mancanza di lavoro. L'insorgente conclude asserendo che la cessazione volontaria dell'attività, ovvero la messa a carico dell'assicurazione contro la disoccupazione degli oneri salariali in assenza di vera e propria perdita di lavoro, non può rappresentare una circostanza che possa dar luogo al versamento dell'indennità per lavoro ridotto. Il seco evidenzia che, qualora si volesse, per denegata ipotesi, ammettere una perdita di lavoro, la stessa rientrerebbe nel normale rischio aziendale, in quanto dovuta sia a circostanze che avrebbero dovuto essere prese in considerazione sin dall'inizio dell'attività che ad eventi annoverabili nell'ambito del normale uso dei macchinari, implicanti se del caso la responsabilità del fabbricante.