Citation: 4A_95/2021 E. 8.1

8.1. Riferendosi alle altre obiezioni volte ad impedire l'exequatur del lodo, la Corte cantonale ha dapprima disatteso l'argomentazione - fondata su una parziale violazione del segreto professionale da parte dei precedenti legali del convenuto - secondo cui la documentazione prodotta dall'istante non avrebbe potuto essere utilizzata perché di origine illecita: essa ha osservato che il convenuto non aveva precisato quali documenti fossero inutilizzabili né spiegato per quale motivo il loro impiego in causa sarebbe illecito. Riguardo alla lamentata falsità delle firme apposte sul contratto di servizi giuridici, la Corte cantonale ha considerato prive di rilievo eventuali carenze di tale accordo contenente la clausola compromissoria, poiché l'art. 9 § 1 CSB richiede unicamente la produzione di un esemplare autentico del lodo arbitrale. Essa ha poi ritenuto irricevibile l'obiezione generica formulata dal convenuto secondo cui nella procedura arbitrale sarebbero stati violati i suoi diritti procedurali. Ha inoltre disatteso l'argomentazione basata sulla pretesa nullità del menzionato contratto di servizi, perché contenente un pactum di palmario illecito dal profilo del diritto svizzero, indicando che il Tribunale federale aveva già ritenuto che un accordo simile - che pure prevedeva l'attribuzione del 30 % di quanto riconosciuto in giudizio - non era contrario all'ordine pubblico. Ha infine considerato irrilevante l'allegazione secondo cui il lodo inglese posto a fondamento della pretesa d'onorario sarebbe stato annullato il 13 marzo 2019, atteso che questa data è anteriore all'emanazione del lodo belga di cui è chiesto l'exequatur.