Citation: 1C_221/2020 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale ha osservato che lo strumento per pianificare e realizzare le strade cantonali è il progetto stradale (art. 10 LStr), che ha sostituito la previgente procedura di approvazione dei progetti in due fasi, ossia la procedura completa di piano generale seguita poi da quella del progetto definitivo; attualmente sussiste quindi unicamente quella del solo progetto stradale. Le norme e i piani regolatori comunali in contrasto con il progetto stradale decadono quindi con l'entrata in vigore dello stesso. Il progetto stradale indica il tracciato della strada, l'assetto, lo sviluppo planimetrico e altimetrico, le opere previste, principali e accessorie, comprese quelle di protezione esterna, gli allacciamenti delle infrastrutture e, se del caso, gli accessi ai fondi (art. 10 cpv. 2 lett. a LStr). La revisione della LStr ha integrato nell'iter di approvazione del progetto stradale la fase di pubblicazione degli atti, di notificazione delle pretese e di evasione delle contestazioni prevista dalla legge d'espropriazione dell'8 marzo 1971 (Lespr; RL 710.100). La Corte cantonale ha osservato che, pertanto, il progetto stradale dev'essere tra l'altro accompagnato da una relazione sull'opera, da un piano dal quale risultino la situazione dei fondi toccati dall'espropriazione e l'eventuale rettifica dei confini, da una tabella d'espropriazione nella quale siano indicati i singoli fondi interessati e per ciascuno di essi i titolari dei diritti espropriati, la natura di tali diritti, la qualità degli immobili e la superficie oggetto dell'espropriazione, nonché le offerte di indennità (art. 17 cpv. 1 lett. a-d LStr, corrispondenti all'art. 21 Lespr). Il progetto è approvato dal Consiglio di Stato, competente tra l'altro per evadere tutte le questioni preliminari proprie della procedura espropriativa, come le opposizioni alla pubblica utilità e le domande di modifica dei piani (art. 23 cpv. 1 LStr), mentre al Tribunale d'espropriazione rimane unicamente il compito di concedere, all'occorrenza, l'anticipata immissione in possesso dei diritti espropriati e svolgere la procedura di stima stabilendo le indennità espropriative sulla scorta delle pretese annunciate (art. 26 LStr). La Corte cantonale ha poi precisato che contro la decisione di approvazione del progetto stradale possono essere addotte censure riguardanti l'atto pianificatorio, in particolare la conformità delle opere per rapporto alla pianificazione direttrice sovrastante, nonché censure riferite alle norme del diritto edilizio o ambientale concretamente applicabili, critiche ch'essa esamina con pieno potere cognitivo, compreso anche il sindacato di opportunità. Al riguardo ha sottolineato che tale esame va esercitato nondimeno con il dovuto riserbo, in particolare qualora si tratti di dirimere questioni con forte valenza tecnica, necessitanti di conoscenze specialistiche. Ne ha concluso che non è pertanto sufficiente che possa sussistere una soluzione alternativa migliore per sostituirla a quella censurata, ma occorre che quella alternativa manifesti pregi realmente superiori nel suo complesso, per preferirla a quella approvata dall'autorità amministrativa. La ricorrente non contesta questa conclusione.