Citation: 6S.32/2007 05.02.2007 E. 2

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con libero potere d'esame l'ammissibilità del rimedio esperito, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 388 consid. 1, 306 consid. 1.1; 129 IV 206 consid. 1 e rispettivi rinvii). Introdotto in tempo utile per una pretesa violazione del diritto federale e rivolto contro una decisione finale dell'ultima istanza cantonale, il ricorso è in linea di massima ammissibile in virtù degli art. 268 n. 1, 269 cpv. 1 e 272 cpv. 1 PP. Pertanto, la richiesta del ricorrente di trasmettere il suo incarto alla Corte europea dei diritti dell'uomo o all'Organizzazione delle Nazioni Unite nel caso in cui il Tribunale federale dovesse declinare la sua competenza diviene priva di oggetto, a prescindere dalla sua ammissibilità. Il ricorso per cassazione al Tribunale federale è di natura cassatoria (art. 277ter cpv. 1 PP). Nella misura in cui il ricorrente formula delle domande che oltrepassano la mera richiesta di annullamento della sentenza impugnata, segnatamente domandando risarcimento dei danni al Cantone Ticino causati dalla condanna del 1991 dettata, a suo dire, da motivi politici e da una supposta errata iscrizione di un divieto d'entrata in Svizzera, il ricorso si rivela inammissibile (DTF 129 IV 276 consid. 1.2; 125 IV 298 consid. 1). La Corte di cassazione penale del Tribunale federale è vincolata dagli accertamenti di fatto dell'autorità cantonale (art. 277bis cpv. 1 seconda frase PP). Essa deve pertanto fondare il proprio giudizio sui fatti accertati dall'ultima istanza cantonale. Il ricorrente non deve criticare accertamenti di fatto né proporre eccezioni, impugnazioni e mezzi di prova nuovi (art. 273 cpv. 1 lett. b PP).