Citation: 8C_341/2010 19.10.2010 E. 3

3.1 La ricorrente fonda la sua legittimazione a ricorrere sull'art. 89 cpv. 1 LTF. Per quest'ultimo disposto, ha diritto di interporre ricorso in materia di diritto pubblico chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a), è particolarmente toccato dalla decisione o dall'atto normativo impugnati (lett. b) e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica degli stessi (lett. c). Le citate condizioni devono essere adempiute cumulativamente (DTF 133 II 249 consid. 1.3 pag. 252; Alain Wurzburger, in: Commentaire de la LTF, 2009, n. 16 ad art. 89). 3.2 Nella sentenza pubblicata in DTF 134 V 53, il Tribunale federale ha avuto modo di ricordare che nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo gli enti e istituti pubblici potevano prevalersi dell'art. 103 lett. a OG - abrogato in seguito all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2007, della LTF e giusta il quale aveva diritto di ricorrere chiunque era toccato dalla decisione impugnata ed aveva un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa - se erano toccati allo stesso modo di un privato nella loro situazione giuridica sostanziale, segnatamente come proprietari di oggetti del patrimonio amministrativo o finanziario. La giurisprudenza riconosceva la legittimazione a ricorrere anche alla collettività pubblica che, agendo come titolare del potere statale, era toccata nella sua autonomia e aveva un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della decisione impugnata. Per contro, l'interesse pubblico a un'applicazione corretta e uniforme del diritto non era suscettibile di costituire un interesse degno di protezione ai sensi dell'art. 103 lett. a OG, né lo era, a lui solo, l'interesse finanziario della collettività. Infine, un tale interesse doveva essere negato quando si trattava unicamente per un'autorità cantonale di ottenere il ripristino di una decisione annullata da un tribunale superiore (DTF 134 V 53 consid. 2.3.3.2 pag. 58). 3.3 Sempre nella citata sentenza, il Tribunale federale ha quindi rilevato come la giurisprudenza relativa al vecchio art. 103 lett. a OG mantenga la sua validità e continui ad essere applicabile anche nell'ambito della LTF (DTF 134 V 53 consid. 2.3.3.3 pag. 59). In applicazione dei principi giurisprudenziali suesposti, la Corte ha negato nell'esaminata vertenza la legittimazione dell'Ufficio cantonale delle persone anziane di Ginevra a proporre un ricorso in materia di diritto pubblico per quanto concerneva le prestazioni complementari di diritto cantonale (DTF 134 V 53 consid. 2.3.3.4 e 2.3.4 pag. 59 seg.). 3.4 Giusta l'art. 9 cpv. 1 della Legge ticinese sugli assegni di famiglia (RL/TI 6.4.1.1), la ricorrente Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari è un ente autonomo di diritto pubblico (riguardo al diritto precedente cfr. art. 49 cpv. 1 della legge ticinese sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996). Ora, oggetto del contendere è la questione di sapere se gli opponenti siano tenuti o meno a restituire, come stabilito dalla ricorrente, l'importo di fr. 7'992.- per avere, in tale misura, percepito indebitamente assegni di prima infanzia giusta la legge cantonale sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996, nel frattempo abrogata in seguito all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2009, della nuova legge cantonale in materia. Stante quanto precede, l'esistenza di un interesse degno di protezione ai sensi dell'art. 89 cpv. 1 lett. c LTF deve di conseguenza essere negata nella presente vertenza, in cui l'amministrazione ricorrente con il suo gravame chiede l'annullamento del giudizio cantonale e la conferma del provvedimento querelato. Ne segue che il ricorso in materia di diritto pubblico dev'essere dichiarato inammissibile (cfr. in tal senso pure le sentenze 8C_1025/2009 del 19 agosto 2010 consid. 3 e 8C_1033/2008 del 26 marzo 2009 consid. 2).