Citation: 5A_563/2022 E. 4.3

4.3. La ricorrente rimprovera alla Corte cantonale una violazione dell'art. 174 cpv. 2 LEF. A suo dire, la sua mancanza di liquidità sarebbe unicamente passeggera e, tenendo conto del credito vantato nella causa contro la G.________ S.p.A. (che permetterebbe di " indennizzare totalmente i suoi creditori "), la sua solvibilità sarebbe più probabile della sua insolvibilità. Contrariamente a quanto deciso dai Giudici cantonali, essa ritiene che l'istanza introdotta " contro una grande società italiana che fattura ogni anno circa due miliardi di euro " non corrisponde a una semplice allegazione di parte, poiché è " basata su una violazione contrattuale, dimostrata poi dalla documentazione prodotta in causa e dalle testimonianze ". La ricorrente chiede di eccezionalmente ammettere quale nuova prova il verbale della prima udienza testimoniale del 24 maggio 2022, che " dimostra la serietà della pretesa in indennizzo ". La ricorrente non pretende che i Giudici cantonali avrebbero adottato un errato grado di prova. Si pone quindi soltanto la questione di sapere se l'autorità precedente è incorsa nell'arbitrio nell'apprezzamento dei mezzi di prova prodotti dalla ricorrente con il suo reclamo (quanto al mezzo di prova allegato in questa sede con il ricorso in materia civile, esso risulta irricevibile in applicazione dell'art. 99 cpv. 1 LTF, nonché della giurisprudenza secondo cui i documenti che rendono verosimile la solvibilità devono essere presentati entro la scadenza del termine di reclamo cantonale; v. DTF 139 III 491 consid. 4 con rinvii; sentenza 5A_67/2019 del 25 febbraio 2019 consid. 3.2). Attraverso la sua argomentazione, la ricorrente si limita in sostanza a opporre il proprio apprezzamento a quello della Corte cantonale. Essa, come visto, fa nuovamente valere la "pretesa in indennizzo" vantata nei confronti della G.________ S.p.A. Tuttavia, il fatto che abbia presentato una causa di risarcimento danni contro un'altra società non significa ancora che il credito chiesto sia verosimile né che possa essere riscosso a corto termine. Occorre infatti ricordare che, nell'ambito dell'art. 174 cpv. 2 LEF, sono unicamente pertinenti le liquidità immediatamente e concretamente disponibili (v. sentenza 5A_642/2010 del 7 dicembre 2010 consid. 2.4). Ora, la ricorrente non pretende di aver fornito nel proprio reclamo elementi circa le proprie probabilità di successo nel processo italiano e non si confronta con il ragionamento dei Giudici cantonali secondo cui "non è dato di sapere quanto durerà la causa [...] mentre l'attività della società pare ferma e i debiti per contributi pubblici continuano ad accumularsi". Di conseguenza, ritenendo che l'illiquidità della ricorrente apparisse di durata indeterminata e che essa non avesse perciò reso verosimile la sua solvibilità (ossia una delle condizioni cumulative per l'annullamento della pronuncia del fallimento), la Corte cantonale non è caduta nell'arbitrio. La censura è infondata nella misura della sua ammissibilità.