Citation: 2C_668/2016 E. 6.3

6.3. Nel caso specifico la ricorrente non fornisce elementi o dati atti a provare che l'imposta querelata la priverebbe di una parte esorbitante della sua sostanza o di singoli componenti della stessa. Ora pretendere, senza dimostrarlo, che la tassa di collegamento - di per sé o cumulata ad altri tributi - dà luogo ad un carico fiscale esoso non è sufficiente per potere riconoscere il carattere confiscatorio dell'imposizione, tantomeno se si considera che, come nel caso concreto, vi è la possibilità di trasferire l'onere contributivo sugli utenti diretti dei parcheggi. Nella misura in cui si può ritenere che è sufficientemente motivata (art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF), la censura, infondata, va respinta. Con riferimento all'argomentazione formulata riguardo alle ragioni per cui la tassa non sarebbe proporzionale rispettivamente perché non sarebbe nemmeno necessaria, la ricorrente si limita ad esporre i propri dubbi e perplessità, ciò che all'evidenza non soddisfa le esigenze di motivazione richieste dai combinati art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. A titolo abbondanziale si può osservare che, come precisato dal Consiglio di Stato nella sua duplica del 24 febbraio 2017 senza essere contraddetto (la ricorrente avendo rinunciato ad esprimersi ulteriormente), lo stabilimento della ricorrente si trova a soli 300 metri circa di una fermata di bus, la quale è servita con cadenza di 30 minuti nelle ore di punta, e che la sua raggiungibilità dall'Italia sarebbe stata migliora dal dicembre 2017, grazie all'attivazione di un collegamento ferroviario transfrontaliero, con possibilità d'interscambio tra la linea del bus e le linee ferroviarie presso la nuova fermata ferroviaria situata in territorio italiano.