Citation: 9C_138/2019 E. 6.2

6.2. La censura sollevata dall'UAIE è già stata a più riprese esaminata dal Tribunale federale con sentenze 8C_141/2016 e 8C_142/2016 del 17 maggio 2016 consid. 5.2.2, in seguito confermate da ultimo il 20 febbraio 2019 con sentenza 8C_607/2018 consid. 2.3 (v. anche sentenze 8C_310/2018 del 18 dicembre 2018 consid. 6.2 e 6.3, 8C_721/2017 del 26 settembre 2018 consid. 3.4.2, 8C_759/2017 dell'8 maggio 2018 consid. 3.2.3.2, 8C_643/2016 del 25 aprile 2017 consid. 4.3 e 8C_537/2016 dell'11 aprile 2017 consid. 6.2). Si evince da questa giurisprudenza costante che quando un salario da valido corrisponde (o è superiore come nella fattispecie) al salario minimo previsto da un contratto collettivo di lavoro, esso non può essere considerato alla stregua di un reddito considerevolmente inferiore alla media dei salari conseguibili nello stesso ambito professionale che giustificherebbe la riduzione dei salari in applicazione del parallelismo dei redditi (cfr. consid. 4). Questo anche se il reddito realmente percepito è sensibilmente inferiore ai salari determinati in base ai dati dell'Ufficio federale di statistica (v. in particolare sentenza 8C_537/2016 dell'11 aprile 2017 consid. 6.2). Infatti, si considera che il salario stabilito dal contratto collettivo di lavoro è quello che più si avvicina a quelli correnti in uso nel settore.