Citation: 2C_200/2013 E. 6.4.2

6.4.2. A differenza di quanto concluso dalla Corte cantonale, che si è limitata a formulare in proposito delle osservazioni di carattere generico ed in particolare ad affermare che il ricorrente "verosimilmente" conosce la lingua inglese, una valutazione degli interessi in discussione imponeva però anche di accertare sia quali siano le sue effettive conoscenze linguistiche sia la reale natura dei rapporti da lui intrattenuti con Regno Unito e Slovenia, Paesi di cui è cittadino e verso cui viene in definitiva prospettato il suo trasferimento. È vero che il sussistere di legami con il Paese di origine e la conoscenza della lingua in esso parlata non costituiscono una condizione sine qua non per confermare una revoca del permesso di domicilio e che, segnatamente in casi gravi, il Tribunale federale ha già proceduto in tal senso in assenza di questi elementi (sentenza 2C_401/2012 del 18 settembre 2012 consid. 4.2, dove un tenue rapporto con il Paese di origine era stato tuttavia ammesso). Altrettanto vero è però che, per poter essere deciso giusta l'art. 96 LStr, anche il caso in esame - concernente per altro uno straniero di seconda generazione, la cui partenza è subordinata al rispetto di esigenze elevate - richiede una ponderazione di tutti gli interessi in discussione e la Corte cantonale non poteva pertanto prescindere dall'eseguire chiari accertamenti: né in merito alle conoscenze linguistiche del ricorrente, né alla vera natura dei rapporti intrattenuti con le nazioni delle quali è cittadino (Messaggio dell'8 marzo 2002 relativo alla legge federale sugli stranieri, FF 2002 pag. 3327 segg., p.to 2.12). Richiesto dall'art. 96 LStr, riguardo al quale valgono criteri analoghi a quelli sviluppati per l'art. 8 CEDU (DTF 139 I 16 consid. 2.2 pag. 19 segg.; 31 consid. 2.3 pag. 33 segg.; sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 15 novembre 2012 in re Shala contro Svizzera, n. 52873/09, § 44 segg.), l'accertamento in discussione può non da ultimo assumere rilevanza anche alla luce dell'art. 12 cpv. 4 Patto ONU II: norma secondo cui nessuno può essere arbitrariamente privato del diritto di entrare "nel proprio Paese" e la cui applicazione viene oggi fatta dipendere proprio anche dalle conoscenze della lingua parlata nel Paese d'origine e dai rapporti intrattenuti con lo stesso (sentenza 2C_1026/2011 del 23 luglio 2012 consid. 4.5; Babak Fargahi, Aufenthaltsbeendende Massnahmen gegenüber dauerhaft anwesenden Ausländer im Lichte des Rechts auf Einreise in das eigene Land gemäss Art. 12 Abs. 4 UNO-Pakt II, Asyl 2/2012 pag. 34 segg. con specifico riferimento alle recenti decisioni del Comitato dei diritti dell'uomo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite in re Nystrom contro Australia [comunicazione 1557/2007 (2011) ] e Warsame contro Canada [comunicazione 1959/2010 (2011) ]; Andreas Zünd/Thomas Hugi Yar, Aufenthaltsbeendender Massnahmen im schweizerischen Ausländerrecht, insbesondere unter dem Aspekt des Privat- und Familienlebens, EuGRZ 2013, pag. 1 segg., n. 3).