Citation: 1P.497/2003 04.09.2003 E. 1

che, con decisione del 30 luglio 2003, la Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (CCRP) ha dichiarato inammissibile, per assenza di una tempestiva dichiarazione di ricorso (art. 289 cpv.1 CPP/TI), un gravame di A.B.________; che contro questa decisione A.B.________ presenta, il 25 agosto 2003, con un unico allegato, un ricorso di diritto pubblico e un ricorso per cassazione al Tribunale federale, chiedendo di porlo al beneficio dell'assistenza giudiziaria e di annullare la sentenza impugnata; che non sono state chieste osservazioni; che il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 129 I 185 consid. 1); che, come noto al ricorrente, nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, unico rimedio esperibile nella fattispecie visto ch'egli non fa valere alcuna lesione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP), il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127 I 38 consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a); che, in particolare, quando l'ultima Autorità cantonale dichiara, come nella fattispecie, un ricorso irricevibile per ragioni formali, e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve addurre perché l'Autorità avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali, in concreto quelli previsti dall'art. 289 cpv. 1 CPP/TI (DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2); che il "ricorso" in esame, il quale non indica del tutto come e perché la Corte cantonale avrebbe applicato in maniera arbitraria tale norma, non adempie manifestamente i citati requisiti di motivazione, sicché esso dev'essere dichiarato inammissibile; che il ricorrente, facendo capo in maniera inammissibile a espressioni sconvenienti, si limita a rilevare che il suo nome (A.B.________) è indicato correttamente solo nella prima pagina della sentenza impugnata e nel dispositivo, mentre nelle altre pagine l'indicazione del nome è diversa (C.B.________); che si tratta al riguardo manifestamente di una svista, nulla facendo ritenere una confusione di persone, tanto più che le generalità del ricorrente, indicate nella pagina iniziale della sentenza ("A.B.________, fu D.________ e fu E.________ nata F.________ ...") non sono pretese come scorrette; che la suddetta svista non permette in alcun modo di dedurre che la decisione impugnata non concerna il ricorrente e le sue condanne; che le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG), la domanda di assistenza giudiziaria, peraltro non motivata, dovendo essere respinta, il ricorso non avendo manifestamente alcuna possibilità di esito favorevole (art. 152 cpv. 1 OG); Per questi motivi, visto l'art. 36a OG, il Tribunale federale pronuncia: