Citation: 1A.355/1999 11.09.2000 E. 3

3.-a) Le ricorrenti fondano il gravame essenzialmente sull'asserita assenza di indizi a carico dei periti inquisiti, affermando che i documenti di cui è ordinata la trasmissione sarebbero irrilevanti per il procedimento estero. La censura è infondata. Con questa argomentazione le ricorrenti disconoscono che la concessione dell'assistenza non presuppone affatto che l'interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nella procedura aperta nello Stato richiedente. In effetti, l'assistenza dev'essere prestata anche per acclarare se il reato fondatamente sospettato sia effettivamente stato commesso, e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). L'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell' inchiesta all'estero non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza, a maggior ragione dopo l'abrogazione dell'art. 10 cpv. 1 AIMP, poiché il conto bancario in discussione potrebbe essere servito, anche all'insaputa delle sue contitolari, per commettere il prospettato reato, segnatamente a trasferirvi o a dissimularne il provento (Zimmermann, op. cit. , n. 227). Basta d'altra parte che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga, che potrebbe aver ricevuto parte del prezzo della corruzione, e ciò senza che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine). b) Le ricorrenti si limitano ad addurre l'inesistenza di indizi a carico degli inquisiti e a far valere che, non avendo l'Autorità rogante ritenuto indizi di reato a carico del Giudice H.________ riguardo all'accordo per la stesura di una perizia "addomesticata", non sussisterebbero indizi neppure nei confronti dei periti. Sostengono inoltre che l'unico elemento alla base dell'intero castello accusatorio sarebbero le dichiarazioni del notaio G.________: ma da esse risulterebbe che la sua affermazione spontanea, di aver corrotto, avrebbe un contenuto così aggressivo nei confronti di numerose persone legate all'apparato giudiziario, da apparire manifestamente ispirata da ragioni di vendetta e di rivendicazione a causa della condanna subita, e non sarebbe pertanto credibile. Non incombe all'Autorità svizzera di fare o di far eseguire indagini sulla credibilità di testimoni o sull'attendibilità delle dichiarazioni di testi o di altri imputati, segnatamente di quelle - contestate dalle ricorrenti - di G.________ (cfr. DTF 112 Ib 347 consid. 4 pag. 350). Trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove, spetterà alle Autorità italiane risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). Inoltre, l'asserita estraneità al prospettato reato non è comunque inconfutabile poiché si fonda in gran misura su semplici dichiarazioni di parti interessate, in particolare degli inquisiti (DTF 121 II 241 consid. 3b). Anche la circostanza che il prof. B.________ risulterebbe tuttora iscritto nel relativo albo come professionista e che le organizzazioni disciplinanti le attività da lui svolte non avrebbero ritenuto l'ipotesi accusatoria è ininfluente, visto che tale questione concerne il quesito della colpevolezza. Ai fini dell'assistenza, determinanti sono infatti gli atti perseguiti all'estero e non solo le imputazioni rivolte alla persona nei cui confronti è diretta la rogatoria.