Citation: 6B_1146/2018 E. 6.2

6.2. La misura dell'espulsione ai sensi dell'art. 66a CP presuppone che l'imputato sia condannato a una pena, a prescindere dall'entità della stessa (cfr. messaggio del 26 giugno 2013 concernente la modifica del Codice penale e del Codice penale militare, FF 2013 5163, pag. 5186 e 5206; ZURBRÜGG/HRUSCHKA, in: Basler Kommentar, Strafrecht I, 4aed. 2019, n. 7 seg. all'art. 66a; MICHEL DUPUIS ET AL., Petit Commentaire, Code pénal, 2aed. 2017, pag. 493 n. 9). La pena deve di principio essere eseguita prima dell'espulsione (cfr. art. 66c CP). La questione dell'espulsione è quindi strettamente connessa con la pronuncia della pena. Per le ragioni esposte ai precedenti considerandi, nella fattispecie la sanzione inflitta al ricorrente deve essere annullata. Tuttavia, non è di per sé contestato che in concreto una pena deve essere pronunciata. Nemmeno il ricorrente pretende di dovere andare esente da pena, litigiosa essendo unicamente la commisurazione della stessa. In tali circostanze, nella misura in cui la Corte cantonale gli infliggerà una nuova sanzione, si giustifica per ragioni di economia processuale di esaminare sin d'ora le censure ricorsuali concernenti l'espulsione.