Citation: 6P.19/2003 06.08.2003 E. 21

Il ricorrente lamenta in seguito una violazione del diritto federale in relazione alla qualifica di correità data al suo ruolo nel contesto del traffico di stupefacenti, con conseguente riscontro sulla commisurazione della pena. Egli fa valere di essere stato punito per l'importazione, il trasporto e la detenzione di 1000 kg di cocaina, malgrado che non abbia personalmente partecipato alle operazioni di imbarco, trasporto e scarico della sostanza; egli sostiene che il suo ruolo, alquanto marginale, si è limitato a una presa di contatto con A.________ e, in seguito, ad assicurare un sostegno logistico all'operazione quale, ad esempio, l'affitto di una casa in Florida, ma di non aver avuto contatti né con i trafficanti colombiani, né di aver dato qualsivoglia istruzione sui viaggi, la merce, i quantitativi e le destinazioni. 21.1 Le censure sollevate sono infondate. L'autorità cantonale ha riconosciuto il ricorrente colpevole di infrazione (aggravata) alla LStup in relazione al trasporto e alla detenzione di almeno 1000 kg di cocaina di cui 40 kg consegnati a terzi, e segnatamente per avere proposto a A.________ nel 1990 di partecipare all'ingente traffico di cocaina, mantenendo poi con questo regolari contatti durante tutto il trasporto dello stupefacente dai Caraibi alla Florida (facendo da tramite a N.________), reperito l'abitazione per lo scarico della merce dietro compenso di 20'000 US$, presenziato alla scarico della merce, avvisato i destinatari della merce dell'avvenuto furto di gran parte della droga da parte di finti poliziotti e assistito di persona alla consegna della cocaina residua sul piazzale di un supermercato a Miami (v. sentenza impugnata, pag. 34 in alto). Tale condanna non viola il diritto federale. Secondo costante giurisprudenza, è correo di un'infrazione chi collabora con altri compartecipi intenzionalmente e in modo determinante alla decisione, pianificazione ed esecuzione di un reato, così da apparire come uno dei protagonisti (DTF 120 IV 17 consid. 2d; 118 IV 397 consid. 2b; 108 IV 88 consid. 2a). Affinché sussista correità non occorre tuttavia che il reato sia eseguito materialmente da tutti i correi; basta invece che il singolo correo abbia prestato il proprio concorso alla decisione e alla pianificazione, in occasione della quale erano stati accettati consapevolmente e volontariamente, perlomeno nel senso del dolo eventuale, anche gli elementi risultanti dagli ulteriori atti commessi (DTF 120 IV 17 consid. 2d; 115 IV 161). Ora, premesso ciò, non è lesivo del diritto federale ritenere che il ricorrente, per la funzione che ha svolto nel contesto di tale operazione, è tenuto a rispondere (anche) degli atti commessi dagli altri partecipanti al reato, segnatamente da coloro che hanno materialmente trasportato ed importato la cocaina. 21.2 Ad analogo risultato sarebbe peraltro giunta l'autorità cantonale qualora avesse voluto punire il ricorrente per gli atti commessi di persona. La LStup non reprime unicamente comportamenti precisi come il trasporto, l'importazione o la messa in commercio di stupefacenti, bensì pure gli atti preparatori compiuti in vista di questi comportamenti. Secondo la giurisprudenza, la fattispecie del reato consistente nel far preparativi in vista di un traffico illecito di stupefacenti (art. 19 n. 1 cpv. 6 LStup) comprende sia il tentativo - nelle sue diverse forme - sia determinati atti preparatori specifici relativi ai comportamenti definiti nell'art. 19 n. 1 cpv. 1-5 LStup. Entrambi, atti preparatori e tentativo, sono elevati a reati indipendenti, sanzionati allo stesso modo delle altre infrazioni previste dall'art. 19 LStup (DTF 121 IV 198 consid. 2a; 112 IV 106 consid. 3b). Ai fini di una condanna per atti preparatori in vista di un traffico illecito di stupefacenti, sono irrilevanti sia la circostanza che il ricorrente non abbia importato o trasportato di persona la cocaina, sia quella ch'egli non abbia finanziato il traffico o ricevuto dei compensi dai trafficanti. Determinante, e sufficiente, è bensì che l'interessato abbia preso contatto con il corriere (A.________), dopo averne evidentemente ottenuto il numero telefonico da un membro dell'organizzazione o da persona ad essa vicina, allo scopo di portare a compimento il traffico di stupefacenti in corso (DTF 106 IV 74 consid. 3; v. anche sentenza 6S.372/1998 del 10 luglio 1998, consid. 4). Comunque sia, la condanna pronunciata dall'autorità cantonale non viola dunque il diritto federale. 21.3 Per quanto attiene alla commisurazione della pena infine, stante le considerazioni espresse ai paragrafi precedenti, non vi è invero ragione di ritenerla contraria al diritto federale: la pena inflitta non esorbita infatti dal quadro legale dell'art. 19 LStup, non si fonda su criteri estranei all'art. 63 CP, non trascura elementi di valutazione dettati da questa norma quali il lungo tempo trascorso dai reati e nemmeno appare esageratamente severa. Le autorità cantonali hanno accertato che il ricorrente ha agito in qualità di correo nel contesto di un traffico di cocaina di 1000 kg; non è sostenibile che, di fronte ad un reato di tale gravità, la Corte delle assise - infliggendo una condanna a 9 anni di reclusione - abbia trasceso nell'abuso o nell'eccesso del potere di apprezzamento che gli spetta.