Citation: 7B_271/2024 E. 2.7

2.7. In questa sede, i ricorrenti non si confrontano puntualmente con i considerandi del giudizio impugnato, spiegando con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF per quali ragioni avrebbero soddisfatto il loro obbligo processuale di rendere perlomeno verosimili i pretesi segreti dinanzi all'autorità precedente. Anche nell'atto di ricorso, disattendendo la citata prassi, i ricorrenti non rendono minimamente verosimili gli eventuali interessi al mantenimento del segreto che sarebbero toccati. Accennando in maniera del tutto generica al segreto d'ufficio e professionale, i ricorrenti non rendono verosimili segreti o interessi privati degni di protezione che osterebbero il dissigillamento. Secondo la prassi, la persona che nella procedura di dissigillamento invoca il segreto professionale dell'avvocato in riferimento a documenti contenuti in apparecchiature informatiche è tenuta a indicare la cartella nella quale tali documenti sarebbero situati e il nome dell'avvocato (cfr. sentenze 7B_126/2023 dell'8 dicembre 2023 consid. 1.4; 1B_473/2022 del 12 aprile 2023 consid. 3.3.1 e rinvii). Nel loro ricorso, i ricorrenti non sostengono di aver fornito tali informazioni nella procedura dinanzi all'autorità precedente, ciò che in ogni caso non risulta dai fatti accertati nella decisione impugnata (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). Con il generico accenno al segreto professionale dell'avvocato, i ricorrenti disattendono che tale segreto secondo la giurisprudenza del Tribunale federale copre unicamente la sua attività professionale specifica, come rettamente rilevato dalla Corte dei reclami penali (cfr. consid. 2.6 supra). Non dimostrano inoltre che nella fattispecie l'interesse al mantenimento del segreto prevarrebbe su quello all'accertamento dei fatti, né si confrontano puntualmente con la motivazione della proporzionalità della misura ritenuta dalla Corte cantonale nella decisione impugnata (art. 42 cpv. 2 LTF). Nella misura in cui i ricorrenti censurano l'assenza di sufficienti indizi di reato nei loro confronti, rispettivamente criticano che l'agire dell'UDSC debba essere considerato un'inammissibile "fishing expedition", essi fanno valere altri impedimenti al sequestro. Come già esposto (cfr. consid. 2.4.2 supra), tali impedimenti non costituiscono di principio un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF (cfr. sentenza 7B_535/2023 del 10 novembre 2023 consid. 2.2; sulla nozione di "fishing expedition" vedi DTF 149 IV 369 consid. 1.3.1 e rinvii). In tali circostanze, i ricorrenti non rendono verosimile la sussistenza di un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF.