Citation: 2C_926/2021 E. 2.2

2.2. In considerazione della durata del suo soggiorno nel nostro Paese (vi vive stabilmente dal 1999 e ha ora un impiego, senza dimenticare che anche tutti i suoi familiari vi risiedono), il ricorrente invoca in seguito l'art. 8 CEDU e la rispettiva prassi del Tribunale federale nell'ottica del diritto alla tutela della vita privata. È vero che, adempiute determinate esigenze (al riguardo vedasi DTF 144 I 266), un permesso di soggiorno può essere ottenuto in virtù di questo disposto convenzionale. Il ricorrente scorda tuttavia che il diritto sgorgante dall'art. 8 CEDU di cui fruiva si è estinto quando la decisione di revoca del suo permesso di domicilio è cresciuta in giudicato. Inoltre il fatto di domandare in un secondo tempo un nuovo permesso di soggiorno non permette di rimettere in discussione la decisione di revoca passata in giudicato, trattandosi di una nuova autorizzazione. Il ricorrente non può pertanto appellarsi al lasso di tempo vissuto in Svizzera prima della revoca del suo permesso di domicilio per dedurne un diritto al rilascio di una nuova autorizzazione di soggiorno (sentenze 2C_141/2021 del 13 aprile 2021 consid. 1.2 e 2.4 nonché 2C_123/2020 del 25 giugno 2020 consid. 2.4.2 e rispettivi richiami). In effetti, le esigenze attinenti a un nuovo permesso di soggiorno devono essere soddisfatte quando questo viene accordato. Ne discende che il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile unicamente se vi è un diritto al rilascio della nuova autorizzazione di soggiorno quando la stessa viene chiesta. Ciò che non è però qui il caso. Anche in proposito l'impugnativa sfugge pertanto ad un esame di merito.