Citation: I 588/00 27.04.2001 E. 1

1.- a) In ordine, il patrocinatore del ricorrente lamenta preliminarmente il mancato riscontro da parte della Commissione di ricorso alla richiesta di informazioni dell'11 aprile 2000, ravvisando in ciò arbitrio, violazione della buona fede, come pure lesione del diritto a ottenere una risposta tempestiva mediante decisione motivata e atteggiamento prevenuto dell'autorità giudicante. Si astiene tuttavia dal sollevare formalmente tali censure, tenuto conto dell'effetto devolutivo del ricorso e della latitudine di giudizio del Tribunale federale delle assicurazioni. La questione non merita quindi di per sé ulteriore esame. b) A titolo meramente abbondanziale si può nondimeno ricordare che la risposta agli interrogativi posti emerge dalle norme di legge citate nello scritto della Commissione del 7 aprile 2000, segnatamente dall'art. 21 dell'Ordinanza 3 febbraio 1993 concernente l'organizzazione e la procedura delle commissioni federali di ricorso e di arbitrato, secondo cui il presidente della commissione o della camera, dopo aver raccolto le osservazioni, decide se il ricorso sarà giudicato, in qualità di giudice unico, da egli stesso o da un altro giudice autorizzato a questo scopo, oppure se la commissione giudicherà nella composizione di tre o cinque giudici (cpv. 1), dandone comunicazione alle parti e impartendo loro un breve termine, entro il quale presentare un'eventuale domanda di ricusazione (cpv. 3). Significando poi alle parti, in applicazione dell'art. 57 PA, che l'istruttoria era conclusa, l'autorità giudiziaria di prima istanza non ha fatto altro che comunicare, come suo dovere, che riteneva superflua - e quindi contraria ai principi di speditezza e semplicità che informano la procedura in materia di assicurazioni sociali (cfr. art. 69 LAI e 85 cpv. 2 lett. a LAVS) - l'assunzione di ulteriori prove. D'altra parte, secondo la costante giurisprudenza, se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost. ; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). c) Per quanto precede, sarebbe comunque quanto meno difficile ravvisare una qualsiasi violazione procedurale da parte dei primi giudici, non appena si consideri che essi si sono attenuti alle norme procedurali sopra citate e che, comunicando la conclusione dell'istruttoria, hanno significato, come meglio apparirà in seguito, l'inutilità dell'assunzione di ulteriori prove allo stadio attuale della vertenza. E ciò indipendentemente dalla sanatoria offerta dal presente gravame a eventuali violazioni d'ordine formale, nella misura in cui, concernendo l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative (compresa la loro restituzione), il potere cognitivo del Tribunale federale delle assicurazioni si estende anche all'esame dell'adeguatezza della decisione impugnata, con conseguente facoltà di scostarsi dall'accertamento di fatto operato dai primi giudici e dalle conclusioni delle parti (art. 132 OG; cognizione lata; DTF 121 V 366 consid. 1c, 120 V 448 consid. 2a/aa e sentenze ivi citate).