Citation: 5A_510/2013 E. 3.2

3.2. Circa la natura della decisione giudiziaria da produrre quale titolo del rigetto definitivo, tanto la dottrina quanto la giurisprudenza sono concordi nell'esigere una sentenza condannatoria, ad esclusione, pertanto, di sentenze costitutive o di mero accertamento (DTF 134 III 656 consid. 5.2.1; PIERRE-ROBERT GILLIÉRON, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 5 aed. 2012, n. 750; DANIEL STAEHELIN, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 2 aed. 2010, n. 6 ad art. 80 LEF; PETER STÜCHELI, Die Rechtsöffnung, 2000, pag. 260). Tale esigenza è peraltro immanente nella natura stessa della procedura esecutiva secondo la LEF, che il legislatore mette a disposizione del creditore che intende ottenere il pagamento di danaro o la prestazione di garanzie (art. 38 cpv. 1 LEF; v. anche PIERRE-ROBERT GILLIÉRON, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, 1999, n. 31 ad art. 80 LEF), come d'altronde ribadisce il CPC (RS 272) all'art. 335 cpv. 2. Di converso, mal si vede come potrebbe essere posta in esecuzione una sentenza che si limita ad accertare gli estremi di un rapporto giuridico, oppure una sentenza che, invece, esplica direttamente i propri effetti su un rapporto giuridico.