Citation: 5A_96/2022 E. 5.5.1

5.5.1. Rimane quindi da esaminare se esista un'eccezione al rientro ai sensi dell'art. 13 cpv. 1 lett. b CArap, ossia se vi sia un grave rischio che il ritorno esponga i minori a un pericolo fisico o psichico o li metta altrimenti in una situazione intollerabile. La conclusione in tal senso alla quale giunge l'autorità inferiore è basata su una serie di argomenti che, a suo dire, caratterizzano la fattispecie come eccezionale. Tuttavia, la motivazione cantonale non convince. Occorre infatti ricordare che l'art. 13 cpv. 1 lett. b CArap è da interpretare in senso restrittivo (il genitore rapitore non dovendo trarre beneficio dal suo comportamento illegale; v. sentenze 5A_162/2019 del 24 aprile 2019 consid. 6.2 con rinvii; 5A_121/2018 del 23 maggio 2018 consid. 5.1 con rinvii), in particolare se il ripristino dello status quo ante può essere ottenuto attraverso il ritorno immediato del minore, che, come suesposto (v. supra consid. 2.1), è lo scopo al quale mira la CArap (v. sentenza 5A_952/2021 del 6 gennaio 2022 consid. 4.1 con rinvii). In effetti, nello spirito della CArap, il ritorno del figlio è considerato in linea di principio come la soluzione che meglio tiene conto dell'interesse del minore menzionato nel preambolo (v. ANNA CLAUDIA ALFIERI, Enlèvement international d'enfants, Une perspective suisse, 2016, pagg. 73 e 77 seg.; v. anche sentenza 5A_913/2010 del 4 febbraio 2011 consid. 5.2). Un grave rischio ai sensi dell'art. 13 cpv. 1 lett. b CArap esiste, per esempio, in caso di ritorno in una zona di guerra o di epidemia o se c'è da temere che il bambino venga maltrattato o abusato dopo il ritorno senza che le autorità possano intervenire in tempo (v. sentenza 5A_437/2021 dell'8 settembre 2021 consid. 4 con rinvio).