Citation: 2C_256/2018 E. 7.2.3

7.2.3. In terza battuta, con riferimento alla denuncia di una disparità di trattamento: che un decreto di portata generale viola l'art. 8 Cost. se tratta in modo diverso ciò che è simile e in modo identico ciò che non lo è; che, in questo contesto e nei limiti posti dal divieto dell'arbitrio, il legislatore ha ampio margine di apprezzamento; che nel diritto tributario la parità di trattamento si concretizza nei principi della generalità e dell'uniformità dell'imposizione, quindi dell'imposizione secondo la capacità economica; che, con le aliquote progressive, è inevitabile che una uguale deduzione comporti un risparmio d'imposta superiore per i contribuenti con un reddito imponibile e, di riflesso, con un'aliquota media più elevati e che ciò è compatibile con il principio di capacità contributiva; che lo scopo dell'intervento del legislatore cantonale consiste nel cercare di attenuare questo effetto, riducendo il limite massimo della deduzione quando il reddito imponibile - e, di riflesso, l'aliquota media - supera una determinata soglia; che se si considera che la deduzione delle spese per la cura prestata da terzi ai figli deve comunque sottostare a un limite massimo e che, di conseguenza, non ogni spesa di questa natura è deducibile, si deve ammettere che il semplice fatto di introdurre una deduzione regressiva non appare censurabile; che, in ogni caso, l'insorgente non dimostra che la normativa querelata sia in contrasto con l'art. 8 e/o con l'art. 127 cpv. 2 Cost.