Citation: I 500/06 30.08.2007 E. 4

Controversa è in particolare la questione relativa alle ripercussioni del danno alla salute sulla capacità di lavoro e di guadagno della ricorrente. 4.1 Non desta invece particolari discussioni la situazione sanitaria. Le consulenti sanitarie dell'UAI, dott.ssa R.________ e dott.ssa H.________, hanno infatti sostanzialmente ripreso la diagnosi del Centro medico legale INPS di X.________ per formulare le proprie valutazioni. Per quanto concerne le ulteriori patologie (stenosi del canale midollare da L3 a S1, artrosi e periartrite scapolo-omerale destra, dislipidemia) rilevate dalla dott.ssa C.________ in data 13 maggio 2005, giustamente l'autorità commissionale ha osservato che queste non erano suffragate - e non lo sono nemmeno in questa sede - da alcun reperto oggettivo. Non può infine nemmeno essere considerata la sindrome del tunnel carpale bilaterale fatta valere (per la prima volta) con il ricorso di diritto amministrativo. A prescindere dal fatto che il relativo e recente referto neurologico cui accenna la ricorrente non è stato prodotto, la circostanza allegata esula in effetti dai limiti temporali del potere cognitivo di questo Tribunale, il quale è di principio abilitato ad esaminare la legittimità della decisione su opposizione in lite deferitagli solo sulla base della situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è stata emanata (DTF 129 V 167 consid. 1 pag. 169; 121 V 362 consid. 1b pag. 366). 4.2 Rilevando l'assenza di deficit neurologico a livello motorio o sensitivo, seppur in presenza di una limitazione moderata dei movimenti, la dott.ssa R.________ ha riconosciuto un'incapacità di lavoro del 70% nella precedente attività a partire dal 16 settembre 2004. Per contro essa ha evocato la possibilità di svolgere delle attività leggere, in posizione seduta, in particolare in qualità di operaia di fabbrica, di portinaia o di sorvegliante (pareri del 20 gennaio e del 14 febbraio 2005). Tale valutazione è stata confermata successivamente anche dall'altra consulente dell'UAI, dott.ssa H.________, cui era stato sottoposto per esame il rapporto della dott.ssa C.________, la quale, oltre a mettere in evidenza patologie non suffragate dalla relativa documentazione, si era limitata a dichiarare che le infermità indicate determinavano una non meglio precisata e motivata riduzione della capacità lavorativa. Dal canto suo, la perizia medica dell'INPS, in precedenza, pur attestando genericamente un'invalidità del 50% per rapporto all'attività svolta nell'ultimo periodo, non si è (chiaramente) espressa sulle residue capacità in attività sostitutive (cfr. tuttavia a pag. 4 del predetto rapporto l'indicazione da cui risulterebbe che l'interessata è stata ritenuta idonea ad esercitare un'attività diversa dall'ultimo lavoro). Alla luce di questa situazione, a ragione i giudici commissionali potevano fondare il loro giudizio sulle valutazioni del servizio medico dell'UAI e ritenere una piena capacità lavorativa della ricorrente in attività leggere. 4.3 Correttamente è quindi pure stata rilevata l'assenza di invalidità di grado pensionabile. Questa conclusione è tanto più evidente se si considera che ai fini della determinazione dell'invalidità - risultante dal raffronto tra i redditi (da valido e da invalido) -, il reddito ipotetico da invalido andrebbe in realtà valutato sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali (svizzeri) conseguibili nel settore privato, anche nei confronti dell'assicurato residente all'estero (v. la sentenza I 773/05 del 28 febbraio 2007, consid. 3.3). Già solo per questo motivo la domanda di rendita dev'essere respinta. Il fatto che amministrazione e primi giudici non abbiano agito in tal senso è privo di rilevanza pratica ai fini della sentenza. In effetti, l'operato delle istanze inferiori di certo non sfavorisce l'insorgente dal momento che il grado d'invalidità - stabilito sulla base di un reddito da invalido calcolato secondo la tabella TA1 ISS, di gran lunga superiore a quello italiano ritenuto dall'amministrazione - risulterebbe senz'altro inferiore al 20% considerato dall'UAI e dai primi giudici (cfr. la sentenza citata I 773/05, ibidem), e questo anche qualora si volesse applicare, sul reddito da invalido, la deduzione massima consentita (del 25%) per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso concreto (DTF 126 V 75; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 215/01 del 29 agosto 2001, nella quale già si era spiegato al patrocinatore della ricorrente che una simile deduzione può ad esempio giustificarsi nell'ipotesi in cui un assicurato, a causa della particolare situazione personale o professionale, non può mettere completamente a frutto la sua capacità residua nemmeno in lavori leggeri e non riesce pertanto a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato). 4.4 Va infine ricordato che l'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee a un danno alla salute, quali per esempio le particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione, l'età o una formazione insufficiente, non giustifica il riconoscimento di una rendita, l'incapacità di lavoro che ne dovesse risultare non essendo dovuta a una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l'invalidità di fornire prestazioni (DTF 107 V 17 consid. 2c pag. 21; VSI 1999 pag. 246 consid. 1 pag. 247; l'inesigibilità, anche per questioni di età, ad intraprendere una nuova attività è stata [eccezionalmente] ritenuta nel caso di un'assicurata [al momento della decisione amministrativa in lite] 61enne, la quale, a due anni dalla pensione, aveva dovuto cessare la precedente attività di parrucchiera, svolta per 40 anni, a causa di una situazione allergica, che le consentiva di lavorare solo in ambiente asettico [sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 462/02, pubblicata in SVR 2003 IV no. 35 pag. 107]; cfr. per contro, analogamente al caso di specie, le sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni I 831/05 del 21 agosto 2006, consid. 4.2, e I 293/05 del 17 luglio 2006, consid. 5.2.2, nelle quali tale inesigibilità è stata negata).