Citation: 2P.303/2005 23.05.2006 E. 3

3.1 I ricorrenti asseverano che la Corte cantonale, limitandosi ad effettuare un calcolo matematico, sarebbe caduta nell'arbitrio ed avrebbe leso il principio della parità di trattamento. Infatti, la riduzione dei contributi litigiosi che scaturisce da tale calcolo non supera nemmeno il 10% dei tributi. Orbene, nella sua precedente sentenza il Tribunale federale aveva definito scioccanti ed iniqui gli importi contestati, poiché non si teneva sufficientemente conto del fatto che gli insorgenti verosimilmente non avrebbero mai utilizzato i 2/3 della strada. Di conseguenza i ricorrenti affermano ora che la (nuova) riduzione dovrebbe corrispondere ad almeno il 60% della somma, visto che traggono un vantaggio solo dal primo terzo della strada. Rimproverano poi ai giudici ticinesi di non aver arbitrariamente considerato il fatto che il rifacimento della strada preesistente è stato cagionato in buona parte dal transito degli autocarri destinati alla costruzione della nuova strada nonché di aver negletto che avevano già pagato contributi consistenti per la posa delle nuove canalizzazioni pubbliche. 3.2 Riguardo ai due ultimi argomenti soprammenzionati, ci si limita a rilevare che - come peraltro già constatato nella sentenza 2P.95/2004 del 27 maggio 2005 alla quale si rinvia (cfr. consid. 3 della medesima) - la censura relativa al rifacimento della strada preesistente è un nova inammissibile, non essendo tale aspetto mai stato sollevato in sede cantonale (cfr. DTF 121 I 102 consid. 2c): su questo punto il gravame è irricevibile. Per quanto concerne invece i contributi pagati per le nuove canalizzazioni pubbliche, come già spiegato ai ricorrenti, essi sono disciplinati da un'altra normativa nell'ambito di una diversa nonché distinta procedura: è quindi senz'arbitrio che non sono stati considerati nell'ambito dell'attuale procedimento. 3.3 Come accennato, i ricorrenti eccepiscono che il giudizio querelato è inficiato d'arbitrio. Secondo costante giurisprudenza, una sentenza è arbitraria non già quando un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bensì quando appaia manifestamente insostenibile, in evidente contrasto con la situazione di fatto, in aperta violazione di una norma o di un indiscusso principio di legge, o ancora in inconciliabile contraddizione con il sentimento della giustizia. Arbitrio è dato solamente quando un giudizio appaia insostenibile non unicamente per la motivazione, bensì anche per l'esito concreto (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 173 consid. 3.1; 128 I 273 consid. 2.1 con rinvii). 3.4 Come constatato nella sentenza 2P.95/2004 del 27 maggio 2005 (cfr. sentenza citata, consid. 6.5), i contributi in esame risultavano lesivi del principio della parità di trattamento e, di riflesso, del divieto dell'arbitrio perché era stato sottovalutato il fatto che i ricorrenti, dal profilo della necessità d'uso e della percorrenza effettiva dell'opera, adoperavano unicamente i primi 100 m della strada su di una lunghezza totale di 280 m. Non si era poi tenuto debitamente conto del fatto che si trattava di una costruzione a fondo cieco e che quindi, molto verosimilmente, gli interessati non avrebbero mai utilizzato il nuovo tratto stradale. Infine non vi era - dal profilo dell'ammontare del contributo al mq - una differenziazione sufficiente tra i proprietari dei fondi più distanti, i quali prima non fruivano di una accesso ed ora beneficiavano di tutta la strada, e versavano un contributo pari circa a fr. 11.-- al mq, e i proprietari dei fondi situati all'inizio della strada o ai quali si accedeva utilizzando solo la strada preesistente, i quali versavano un contributo pari circa a fr. 9.-- al mq. Orbene, nemmeno nel nuovo giudizio cantonale questi criteri sono stati considerati, ciò che porta ancora una volta ad una soluzione inficiata d'arbitrio. La Corte cantonale si è infatti limitata ad effettuare un calcolo matematico volto ad una nuova quantificazione del fattore dell'interesse, allorché essa avrebbe dovuto, come spiegato nella sentenza 2P.95/2004, tener conto dell'insieme dei criteri ivi elencati affinché, finalmente, i contributi rispecchino la necessaria differenziazione che doveva essere fatta tra i proprietari a seconda dell'ubicazione della loro proprietà. Infatti, come osservato dai ricorrenti, la soluzione scelta dalla Corte cantonale comporta una riduzione molto limitata dell'ammontare dei contributi: orbene la stessa non è sufficiente per concretizzare il richiesto trattamento differenziato tra i proprietari, che potrebbe essere tradotto con una riduzione di almeno il 40% dei contributi esatti nella sentenza cantonale del 5 marzo 2004. Da quanto testé esposto discende che non procedendo ad una valutazione che tenga conto di tutti i criteri determinanti affinché sia stabilita la necessaria distinzione tra i proprietari che prima non fruivano di un accesso stradale e quelli che invece beneficiavano già di un accesso, grazie alla strada preesistente, la Corte cantonale ha emanato un giudizio che viola il principio dell'uguaglianza di trattamento ed è inficiato d'arbitrio.