Citation: 6B_1005/2013 E. 5.1

5.1. Adempie la fattispecie di truffa giusta l'art. 146 cpv. 1 CP chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure ne conferma subdolamente l'errore inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui. La truffa processuale è un caso particolare di truffa giusta l'art. 146 CP. Essa consiste nell'ingannare con astuzia il tribunale al fine di determinarlo a rendere una decisione (materialmente sbagliata) pregiudizievole al patrimonio della controparte o di un terzo (DTF 122 IV 197 consid. 2; sentenza 6B_748/2008 del 16 febbraio 2009 consid. 3.7). Anche in questa costellazione l'autore deve agire a scopo di indebito profitto. Il carattere indebito non risulta già solo dalle modalità dell'ottenimento del profitto, ma piuttosto dal fatto che quest'ultimo è contrario all'ordine giuridico. Di conseguenza non è indebito il profitto a cui l'autore ha o crede di avere diritto e non commette dunque una truffa il creditore che ricorre a un inganno astuto al fine di ottenere il pagamento di quanto dovutogli. Nell'ambito della truffa processuale, lo scopo di indebito profitto sussiste qualora l'autore aspiri a ottenere una decisione che non corrisponde alla situazione giuridica materiale (Ursula Cassani, La protection pénale du patrimoine, 1988, pag. 94 seg.; Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, Bensonderer Teil, vol. I, 7a ed. 2010, § 15 n. 63; Andreas Donatsch, Strafrecht III, Delikte gegen den Einzelnen, 10a ed. 2013, pag. 103; Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. I, 3a ed. 2010, n. 42 ad art. 146 CP; Philippe Graven, Escroquerie (art. 148 CP) II, FJS n. 822, stato: 1974, pag. 2; v. pure in materia di appropriazione indebita DTF 105 IV 29 consid. 3a pag. 35; José Hurtado Pozo, Droit pénal, Partie spéciale, 2009, n. 1216; David Rüetschi, Der Prozessbetrug in der Schweiz, in Information & Recht, 2002, pag. 239).