Citation: U 134/02 26.11.2002 E. 4

4.1 L'assicuratore ricorrente censura l'operato dei primi giudici - che hanno ritenuto tardiva l'istanza di revisione 7 aprile 1997 - per non avere tenuto conto delle ferie giudiziarie stabilite dal diritto cantonale. 4.2 Già a diverse riprese questa Corte ha ribadito l'inapplicabilità dell'art. 22a PA - che sancisce la sospensione dei termini in ambito di procedura amministrativa federale - alle procedure di ricorso cantonali (DTF 126 V 121 consid. 2b e riferimenti; cfr. pure sentenza del 13 novembre 2001 in re S., U 264/00, consid. 2; Jürg Senn, Gerichtsferien im Sozialversicherungsrecht, in: PJA 1996 pag. 307). Per quanto esposto al consid. 3.1 e 3.2, la questione deve essere determinata secondo il diritto cantonale applicabile, essendo stato demandato ai cantoni di stabilire se intendono istituire per la procedura di cui all'art. 108 LAINF le ferie giudiziarie oppure no (SVR 1998 UV no. 10 pag. 26 consid. 2a; cfr. anche DTF 116 V 265; Senn, op. cit., ibidem). A norma dell'art. 15 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni del 6 aprile 1961 (LPTCA), la domanda di revisione con l'indicazione dei motivi e dei mezzi di prova, redatta su carta semplice, deve essere presentata entro il termine massimo di 90 giorni dalla data in cui sono state conosciute le circostanze nuove previste alle lettere a) e b) dell'art. 14 (che ricalca quanto disposto dall'art. 108 cpv. 1 lett. i LAINF). Per parte sua, il Codice cantonale di procedura civile (CPC), al quale rinvia l'art. 23 LPTCA, sancisce all'art. 132 che la decorrenza dei termini previsti dalla legge o stabiliti dal giudice rimane sospesa durante le ferie, ove non sia diversamente disposto. Giusta l'art. 133 cpv. 1 lett. a CPC, le ferie giudiziarie sono stabilite 7 giorni prima e 7 giorni dopo la Pasqua e il Natale. 4.3 Per quanto precede, il diritto di procedura cantonale applicabile sembra disporre la sospensione dei termini - in generale, e non solo di quelli di ricorso - durante le ferie giudiziarie. Ora, eludendo - senza peraltro minimamente indicarne le ragioni e senza che sia dato a divedere se tale omissione sia da ricondurre ad una semplice svista oppure ad una interpretazione autonoma, da parte dell'autorità giudiziaria cantonale, della normativa applicabile - l'esame relativo alla sospensione dei termini a dipendenza delle ferie giudiziarie, la pronuncia impugnata, non tenendo conto di un aspetto essenziale - suscettibile, in concreto, di incidere sostanzialmente sulla valutazione della vertenza - per il giudizio sulla tempestività della domanda di revisione in lite, deve essere considerata arbitraria, perlomeno perché priva di (sufficiente) motivazione. In tali condizioni e per quanto suesposto (cfr. consid. 3.2.), il giudizio cantonale non soddisfa nemmeno i requisiti minimi dedotti dall'art. 29 cpv. 2 Cost. ed è pertanto lesivo del diritto di essere sentito. Tenuto conto della natura formale del diritto di essere sentito e considerati il potere d'esame limitato di cui fruisce nella fattispecie - concernente una questione di diritto procedurale cantonale - questa Corte, nonché la volontà di garantire il doppio grado di giurisdizione, la pronunzia querelata deve essere annullata e la causa rinviata all'istanza cantonale perché ponga rimedio alla menzionata carenza di motivazione e statuisca di nuovo.