Citation: 2A.439/2006 27.07.2006 E. 3

Nella misura in cui conferma la decisione del veterinario cantonale quale provvedimento di sequestro cautelare, la sentenza del Tribunale amministrativo rappresenta per contro una decisione impugnabile. Anche se la si considera di natura incidentale, in quest'ottica essa appare infatti atta a provocare un pregiudizio irreparabile. 3.1 I principi legislativi in materia di custodia e di protezione degli animali in base al quale dev'essere esaminato il sequestro dei gatti sono stati esposti in maniera esaustiva al considerando 2 del giudizio impugnato, a cui si può certamente rinviare. Giova unicamente ribadire che, conformemente al carattere cautelare delle misure, l'allontanamento temporaneo degli animali e il loro ricovero adeguato a spese del detentore non s'impongono soltanto quando è comprovata con assoluta certezza una grave trascuratezza, ma già quando sussistono fondati motivi per dubitare dell'adeguatezza delle condizioni di detenzione (sentenza 2A.618/2002 del 12 giugno 2003, in: TVR 2002 n. 20, consid. 2; Antoine F. Goetschel, Kommentar zum Eidgenössischen Tierschutzgesetz, Berna 1986, n. 2 ad art. 25). Gli accertamenti di fatti ritenuti a questo proposito dalla Corte cantonale vincolano il Tribunale federale, non apparendo manifestamente inesatti né assunti in violazione di norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). La ricorrente del resto non li contesta in modo dettagliato e puntuale. 3.2 La veterinaria a cui la ricorrente si è rivolta il 3 ottobre 2005 ha descritto i suoi contatti con l'interessata e le sue constatazioni al momento del sequestro in un dettagliato resoconto redatto il 10 ottobre seguente ed in un ulteriore rapporto del 26 gennaio 2006. Ella ha rilevato di esser stata consultata non solo il 3 ottobre, ma anche in una precedente occasione alcune settimane prima, nel corso di viaggi intrapresi dalla proprietaria dei gatti da e per la Germania. In entrambe le occasioni ha riscontrato che gli animali non risultavano vaccinati ed erano denutriti, imbrattati dei propri escrementi, infestati dagli acari e con segni di raffreddore virale e congiuntivite; interrogando la ricorrente riguardo ad una gatta che aveva manifestamente partorito da poco, si è inoltre sentita rispondere che questa era solita mangiarsi i piccoli. Dai referti della professionista interpellata così come da quello allestito dal veterinario cantonale aggiunto emerge pure un'evidente precarietà logistica dell'interessata. Negli ultimi tempi quest'ultima era infatti stata frequentemente in viaggio ed aveva soggiornato in Germania, a Como, in Ticino e nel Canton Uri senza mai separarsi dai numerosi gatti, stipati per i lunghi trasporti in un numero insufficiente di gabbiette. A più riprese l'insorgente è stata altresì colta dalle autorità, sia nel Canton Uri sia nei Grigioni, mentre passeggiava con una carrozzella per bambini contenente le gabbiette con le bestiole. 3.3 Nelle descritte circostanze, il sequestro provvisionale di tutti i gatti insito nella decisione dell'Ufficio del veterinario cantonale non può che apparire adeguato. È vero che in corso di procedura la ricorrente ha prodotto una serie di documenti, ed in particolare diverse attestazioni veterinarie, che certificano il soddisfacente stato di salute di alcuni degli animali nei mesi precedenti all'intervento dell'autorità. Quest'ultima, al pari poi anche del Tribunale amministrativo, disponeva tuttavia di indizi sufficientemente eloquenti per poter quantomeno sospettare che le condizioni di custodia dei gatti non rispettavano i principi in materia e che la ricorrente non era pienamente capace di gestirli in modo conveniente in numero così elevato. A ragione i giudici cantonali potevano chiedersi se, a prescindere dall'indiscusso attaccamento della detentrice verso i gatti, ella non intrattenga con gli stessi un rapporto singolare che mal si concilia con la loro natura e le loro necessità. Il dubbio sorge del resto anche dall'esame dell'atto di ricorso al Tribunale federale, in cui la ricorrente si sofferma su particolari del comportamento degli animali perlomeno anomali. 3.4 Nella misura in cui conferma la decisione dell'Ufficio del veterinario cantonale quale sequestro cautelare, il giudizio impugnato va pertanto condiviso. Detto provvedimento ha carattere provvisorio e dev'essere seguito in tempi ragionevoli da una decisione sulla sorte definitiva degli animali (sentenza 2A.591/2004 del 6 aprile 2005, in: RtiD II-2005 n. 36, consid. 4.3). Di per sé, il veterinario cantonale si è comunque già pronunciato a questo riguardo e le autorità di ricorso hanno statuito in termini del tutto congrui; inoltre l'allungamento dei tempi procedurali per le rilevate ulteriori necessità istruttorie non può semmai che portare ad una soluzione più favorevole alla ricorrente (cfr. consid. 3.2). Già la Corte cantonale ha infine opportunamente invitato l'autorità inferiore a raccogliere le informazioni mancanti e ad emanare la nuova decisione con la dovuta sollecitudine.