Citation: 5A_833/2021 E. 3.4.2

3.4.2. In subordine, per il caso in cui l'esecuzione non fosse dichiarata nulla e l'opposizione al precetto esecutivo non fosse ritenuta tempestiva, la ricorrente chiede di annullare gli atti successivi al verbale di pignoramento (ossia la domanda di realizzazione, la comunicazione di tale domanda e gli atti preparatori della vendita degli immobili) e di ordinare all'UE di notificarle validamente tale verbale. Ella lamenta una violazione dell'art. 114 LEF, sostenendo che non sarebbe stata dimostrata una notifica del verbale di pignoramento (che reca lo stesso indirizzo, a suo dire errato, indicato nel precetto esecutivo) conforme agli art. 64-66 LEF e alla CLA65, già per il fatto che l'incarto non conterrebbe alcun avviso di ricevimento della raccomandata internazionale. In assenza di notifica, il termine di dieci giorni per contestare il verbale non avrebbe quindi mai iniziato a decorrere. Le, peraltro generiche, censure di violazione degli art. 64-66 LEF e della CLA65 si fondano tuttavia su una fattispecie che non emerge dalla sentenza impugnata, senza che la ricorrente lamenti un accertamento incompleto dei fatti da parte dell'autorità di vigilanza e sostanzi una corrispondente violazione del divieto dell'arbitrio (v. supra consid. 1.3). Esse sono quindi inammissibili. La giurisprudenza menzionata al considerando 3.1 sulle conseguenze di una notifica (asseritamente) difettosa si applica comunque anche al verbale di pignoramento (v. sentenze 5A_408/2011 del 2 settembre 2011 consid. 2.2; 5A_50/2018 del 15 gennaio 2019 consid. 2; cfr. anche sentenza 7B.143/2002 del 25 settembre 2002 consid. 3 con rinvio a DTF 91 III 41 consid. 3 e 4). Ora, contrariamente al caso menzionato nel ricorso all'esame (sentenza 7B.23/2005 del 25 febbraio 2005 consid. 1.2), nella presente fattispecie è stato accertato che l'escussa è in ogni modo venuta a conoscenza del verbale di pignoramento: ella infatti non contesta che il suo precedente legale aveva appreso dell'esecuzione già l'8 novembre 2019 e che, rispondendo alla sua domanda di consultare l'incarto, l'UE gli aveva trasmesso copia dei documenti concernenti la procedura esecutiva, tra cui anche copia di tale verbale. L'autorità di vigilanza non ha pertanto violato il diritto federale affermando che il ricorso 3 maggio 2021, nella misura in cui era rivolto contro il verbale di pignoramento, era ampiamente tardivo. La censura è infondata.