Citation: 7B_718/2024 E. 3.2.2

3.2.2. Un rischio meramente astratto o teorico non è sufficiente; occorre che tale rischio sia concreto. Non è tuttavia necessario che il rischio si sia concretizzato e che l'avvocato abbia quindi già eseguito il mandato in maniera discutibile o a discapito del proprio cliente (DTF 145 IV 218 consid. 2.1 in fine; sentenza 1B_232/2022 citata consid. 4). Va quindi in definitiva evitata qualsiasi situazione potenzialmente suscettibile di generare un conflitto d'interessi ( ibidem). In particolare, è accertata una violazione dell'art. 12 lett. c LLCA quando vi è un legame tra due procedimenti e l'avvocato rappresenta clienti i cui interessi non sono identici. In linea di principio, non importa se il primo procedimento è già concluso o è ancora in corso, poiché l'obbligo di fedeltà dell'avvocato non è limitato nel tempo (DTF 134 II 108 consid. 3). Se il conflitto di interessi è già prevedibile al momento del primo contatto con l'avvocato, quest'ultimo può accettare come cliente solo l'una o l'altra persona. Se le divergenze si manifestano solo dopo che l'avvocato ha ricevuto il mandato, l'avvocato deve dimettersi da entrambi (o tutti) i mandati (DTF 134 II 108 consid. 4.2.1; sentenza 1B_59/2018 del 31 maggio 2018 consid. 2.7.1). Il divieto di rappresentare clienti con interessi contrastanti si applica non solo ai singoli mandati dell'avvocato interessato, ma pure a tutti i casi trattati da avvocati di uno stesso studio legale a prescindere dal loro statuto (associati o collaboratori) (DTF 145 IV 218 consid. 2.2).