Citation: 4A_15/2023 E. 3.2.2

3.2.2. Per verificare l'indipendenza di un arbitro può essere fatto capo alle Linee Guida sui Conflitti di interessi nell'arbitrato internazionale edite dall'International Bar Association e adottate il 23 ottobre 2014. Queste linee guida, che vanno considerate come delle regole deontologiche che, pur non avendo valore di legge, costituiscono nondimeno uno strumento di lavoro utile a contribuire all'armonizzazione e all'unificazione degli standard applicati nell'ambito degli arbitrati internazionali per la risoluzione di conflitti d'interesse (DTF 142 III 521 consid. 3.1.2 pag. 536). Oltre a enunciare dei principi generali, le predette linee guida contengono un'elencazione, non esaustiva, di circostanze particolari divisa in tre liste: una rossa, una arancione e una verde. In quest'ultima sono enumerate una serie di situazioni che non generano oggettivamente conflitti di interesse e che gli arbitri non sono tenuti a rivelare. Fra queste figurano le situazioni seguenti: "L'arbitro intrattiene rapporti con un altro arbitro, o con un avvocato di una delle parti, a causa dell'appartenenza alla medesima associazione professionale, o alla stessa organizzazione benefica o sociale, o mediante la rete di contatti sui social media." (n. 4.3.1) e "L'arbitro è stato un relatore, moderatore o organizzatore in una o più conferenze, o ha partecipato a seminari o gruppi di lavoro di un'organizzazione professionale, sociale o benefica, insieme a un altro arbitro o ad un avvocato di una delle parti" (n. 4.3.4).