Citation: 2C_513/2017 E. 4.4

4.4. Da parte sua la ricorrente si limita a far valere di fruire di un'entrata mensile, cioè la sua indennità di disoccupazione, la quale peraltro proverebbe che ha svolto attività lavorative, aggiungendo che il fatto che sia pignorata le permetterà di ridurre in materia consistente i debiti esistenti. Contesta poi di essere stata aiutata finanziariamente da una terza persona e conclude aggiungendo che vi sono elementi che permettono di ritenere che in caso di rilascio di un permesso di dimora essa potrà trovare un'adeguata attività che le permetterà di continuare ad appianare le proprie pendenze. Sennonché niente in queste allegazioni prova che la sua situazione sia effettivamente cambiata e che abbia trovato un lavoro che le permetta di provvedere ai propri bisogni, accontentandosi essa di congetture in proposito. Senza poi dimenticare che l'indennità di disoccupazione in questione (in quanto si possa tenerne conto, cfr. consid. 2.3 in precedenza) è limitata nel tempo e che ne riceve solo quanto corrisponde al minimo di esistenza. Le sue dichiarazioni non sono pertanto idonee a dimostrare che l'apprezzamento effettuato dalla Corte cantonale disattende il diritto federale. Rifiutando di rinnovare l'autorizzazione di soggiorno della ricorrente, l'autorità precedente non ha pertanto violato l'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr.