Citation: 8C_919/2008 15.09.2009 E. 4

Alla pronunzia di primo grado può essere prestata adesione pure nella misura in cui, in applicazione della regolamentazione in questione, il giudice cantonale ha in concreto escluso la sussistenza, a far tempo dal 1° settembre 2007, di una relazione di causalità tra l'infortunio del 3 febbraio 2007 e le turbe lamentate dall'insorgente. 4.1 La Corte cantonale, dopo avere proceduto ad un'analisi approfondita della documentazione medica agli atti, ha ritenuto dimostrato, perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali (DTF 124 V 400 consid. 2b pag. 402; 121 V 5 consid. 3 pag. 6), che alla data di chiusura del caso da parte dell'INSAI non ci fossero più postumi organici oggettivabili in relazione con l'infortunio in esame. Questo Tribunale può condividere la conclusione del primo giudice. La questione di sapere se tra l'evento stesso e i disturbi soggettivi ancora lamentati dall'insorgente dopo l'agosto 2007 esista un rapporto di causalità adeguata dev'essere pertanto esaminata alla luce dei relativi criteri sviluppati dalla più recente giurisprudenza in materia di traumi cervicali del tipo "colpo di frusta" e di traumi equivalenti (DTF 134 V 109) o, se datene le condizioni, seguendo i principi posti in materia di evoluzione psichica abnorme consecutiva a infortunio (DTF 115 V 133). 4.2 Precisando la sua precedente giurisprudenza (DTF 117 V 359), nella DTF 134 V 109 il Tribunale federale ha, come già detto, parzialmente modificato i criteri rilevanti per l'esame dell'adeguatezza nell'ambito della prassi riguardante i "colpi di frusta" e i traumi equivalenti. Tali criteri sono le circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare spettacolarità dell'infortunio, la gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, la specifica cura medica protratta e gravosa, i notevoli disturbi, la cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio, il decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute, nonché la rilevante incapacità lavorativa malgrado la dimostrazione degli sforzi compiuti (cfr. DTF 134 V 109 consid. 10.3 pag. 130). 4.3 Non in ogni caso è necessario tener conto di tutti i criteri summenzionati. A seconda delle circostanze ne può bastare un unico per riconoscere l'esistenza di un nesso di causalità adeguata. La presenza di un unico criterio può bastare quando l'infortunio deve essere annoverato tra quelli più gravi nell'ambito della categoria intermedia o quando esso addirittura è al limite della categoria degli eventi gravi. Un criterio solo può inoltre essere sufficiente quando lo stesso riveste un'importanza particolare. Nell'evenienza in cui nessun criterio riveste da solo un'importanza particolare o decisiva, occorrerà invece riferirsi a più criteri. Ciò vale tanto più quanto meno grave sia l'infortunio. Se per esempio l'infortunio di grado medio è al limite della categoria degli eventi insignificanti o leggeri, gli altri criteri oggettivi da ritenere devono essere adempiuti cumulativamente o rivestire un'intensità particolare perché l'adeguatezza possa essere riconosciuta (DTF 134 V 109 consid. 10.1 pag. 126). 4.4 La Corte cantonale ha annoverato l'infortunio in esame tra gli eventi di media gravità all'interno della categoria media. Il Tribunale federale condivide questa valutazione. Questa Corte non vede inoltre motivo per non aderire alla conclusione dell'autorità giudiziaria cantonale, per la quale l'unico criterio suscettibile di eventualmente entrare in linea di considerazione era quello delle circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o della particolare spettacolarità dell'infortunio. Pur potendo riconoscere una certa spettacolarità e drammaticità all'evento in oggetto, gli atti all'inserto non giustificano, come giustamente rilevato dal primo giudice, di ritenere le circostanze concomitanti come particolarmente drammatiche o spettacolari. L'autorità cantonale ha pure rettamente osservato che, quand'anche si volesse ritenere particolarmente drammatico l'incidente stradale subito dall'interessata, ciò non basterebbe comunque per ammettere l'esistenza del necessario nesso di causalità adeguata poiché in ogni caso il fattore non rivestirebbe da solo un'importanza particolare o decisiva. 4.5 L'esito della presente valutazione non muterebbe nemmeno applicando i criteri posti in DTF 115 V 133 consid. 6c/aa pag. 140 per l'esame dell'adeguatezza in caso di evoluzione psichica abnorme conseguente a infortunio (validi pure per l'esame della relazione causale adeguata tra l'incidente e i disturbi fibromialgici fatti valere dall'insorgente: cfr. sentenza U 49/06 del 22 novembre 2007, consid. 3.3.2.1), esame, quest'ultimo, che a differenza di quanto stabilito per i traumi da accelerazione della colonna cervicale differenzia tra la componente fisica e quella psichica. Anche per quel che attiene ai criteri di cui si deve tenere conto in quest'ambito secondo la giurisprudenza in materia (circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o particolare spettacolarità dell'infortunio; gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici; durata eccezionalmente lunga della cura medica; dolori somatici persistenti; cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio; decorso sfavorevole della cura e complicazioni rilevanti intervenute; grado e durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche) valgono le stesse considerazioni di cui al considerando che precede. Essi non sono in concreto adempiuti nel senso richiesto dalla giurisprudenza. 4.6 Facendo difetto il requisito della causalità adeguata, può restare indecisa la questione della causalità naturale tra l'infortunio e le affezioni tuttora accusate dall'interessata.