Citation: 9C_225/2023 E. 5.4

5.4. Anche nello specifico capitolo dell'impugnativa intitolato "principio della buona fede", la ricorrente non si confronta infatti con il rimprovero mossole dalla Camera di diritto tributario, sostenendo piuttosto che la buona fede sia mancata all'autorità fiscale, che avrebbe dovuto accorgersi dell'errore contenuto nella documentazione prodotta e rinunciare spontaneamente alla tassazione di parte degli utili che erano stati notificati dalla contribuente. Come indicato, l'errore sostenuto non è tuttavia dimostrato, perché l'istanza inferiore ha accertato il contrario, cioè una libera scelta della ricorrente, che va letta in un contesto più ampio e che non poteva essere oggetto di modifiche successive, per tentare di correggerne le conseguenze fiscali (precedenti consid. 3.1 e 5.2). D'altra parte, va rilevato che il rimprovero relativo alla violazione del principio della buona fede è mosso direttamente contro l'autorità di tassazione, mentre oggetto di disputa davanti al Tribunale federale è solo la correttezza o meno del giudizio della Corte cantonale la quale, come già detto, ha tutelato l'agire dell'autorità di tassazione dopo averlo contestualizzato nel dettaglio (riferendosi alle varie verifiche di cui è stata oggetto la contribuente e ai loro esiti, al fatto che esse erano state condotte da una persona diventata successivamente la rappresentante della contribuente stessa; giudizio impugnato, consid. 8.2 segg.).