Citation: I 460/03 13.09.2004 E. A

A.a B.________, cittadina italiana nata nel 1947, ha lavorato in Svizzera dal 1966 al 1970 solvendo regolari contributi sociali. Rientrata in Italia, non ha più svolto attività lucrativa e si è occupata dell'economia domestica della propria famiglia. Una prima domanda di rendita all'assicurazione svizzera per l'invalidità, formulata il 2 settembre 1999 a dipendenza di una inabilità addebitabile a stato depressivo ansioso con tematiche ossessive compulsive claustrofobiche, gozzo nodulare recidivo, poliartrosi a medio impegno funzionale, lieve ipoacusia percettiva all'orecchio sinistro ed epatite HCV correlata, è stata respinta, con decisione del 4 gennaio 2001, rimasta incontestata, dall'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI) per carenza di invalidità pensionabile. A.b Sulla scorta di quanto rilevato dal suo medico curante, dott. C.________, che in data 23 aprile 2002 le aveva attestato uno stato di ipertensione arteriosa, esiti di tiroidectomia per gozzo con recidiva e conseguente distiroidismo, disturbo d'ansia generalizzato di grave entità con attacchi di panico e manifestazioni fobico-ossessive, gastroduodenite, epatopatia cronica HCV correlata, esiti di istero-annessectomia totale con sindrome climaterica in atto, vaginite atrofica, cistite cronica, deficit visivi, ipoacusia bilaterale, cervico-dorso-lomboartrosi con spondiloartrosi diffusa e discopatia L5-S1 accompagnata da notevole impegno funzionale, coxartrosi bilaterale, gonartrosi bilaterale, osteoporosi nonché mastopatia fibrocistica bilaterale, l'interessata ha quindi presentato il 30 aprile 2002 una seconda richiesta di prestazioni. Sentito il parere del proprio servizio medico, l'UAI, mediante provvedimento del 13 settembre 2002, ha comunicato all'assicurata di non potere esaminare la nuova domanda dal momento che quest'ultima non aveva reso plausibile una modifica rilevante del grado d'invalidità.