Citation: 2P.72/2005 01.07.2005 E. 4.3

4.3.1 Da un altro profilo, il ricorrente adduce che i docenti responsabili hanno giustificato nei loro rapporti la nota attribuitagli senza fornire alcun riscontro probatorio. Essendosi espressi in maniera severa sul suo comportamento ed i suoi risultati, essi avrebbero per contro dovuto tenere a disposizione una documentazione rigorosa a sostegno delle loro affermazioni, onde permettergli di comprendere le ragioni alla base della differente valutazione per rapporto alla collega di gruppo. Egli censura quindi la violazione di un'altra prerogativa insita nel diritto di essere sentito, quella di ottenere una decisione sufficientemente motivata (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b). 4.3.2 Secondo costante giurisprudenza, una decisione risulta sufficientemente motivata se la parte interessata è messa nelle condizioni di rendersi conto della sua portata e di poterla se del caso impugnare con cognizione di causa. In quest'ottica è sufficiente che l'autorità esponga, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che in un altro (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b; più specificatamente, in tema di esami, cfr. sentenza 2P.7/2000 del 17 aprile 2000, in: RDAT II-2000 n. 13, consid. 2c/bb; sentenza 2P.21/1993 dell'8 settembre 1993, in: SJ 1994 pag. 161, consid. 1b). Nell'ambito di valutazioni scolastiche, il diritto alla motivazione non risulta violato se l'istanza esaminatrice si limita in un primo tempo a comunicare semplicemente la nota; è infatti sufficiente che fornisca una motivazione esaustiva in sede di ricorso e che all'interessato sia poi concessa la possibilità di esprimersi al riguardo (sentenza 2P.23/2004 del 13 agosto 2004, consid. 2.2). 4.3.3 Prima di verificare concretamente la fondatezza della censura ricorsuale, va rilevato come la stessa risulti invero in contraddizione con l'argomentazione esaminata in precedenza (cfr. consid. 4.2). In effetti, il ricorrente dapprima sostiene che vi sarebbero dei documenti segreti relativi alla valutazione del suo operato nell'ambito del progetto interdisciplinare ed in seguito si lamenta proprio per la loro inesistenza. Ad ogni modo le esigenze di motivazione che s'impongono dal profilo costituzionale appaiono rispettate. Il docente capoprogetto, la docente responsabile del sottogruppo in cui ha operato il ricorrente e l'esperto presente all'esame orale hanno infatti giustificato in modo ampio ed esaustivo la valutazione attribuita. Le loro spiegazioni hanno inoltre indubbiamente permesso all'insorgente di contestare la valutazione stessa con piena consapevolezza delle ragioni che l'hanno determinata. Su tali rapporti il ricorrente non ha forse potuto prendere posizione prima della decisione su ricorso della direzione dell'istituto scolastico, ma ha comunque avuto modo di esprimersi diffusamente nell'ambito dell'impugnativa al dipartimento. Considerato il pieno potere di cognizione di cui gode tale autorità, l'eventuale violazione del diritto di essere sentito è quindi in ogni caso stata sanata (DTF 129 I 129 consid. 2.2.3; 126 I 68 consid. 2; 125 V 368 consid. 4c/aa). 4.3.4 Non risulta per il resto che i docenti siano tenuti ad allestire un dossier ufficiale in cui debbano registrare con regolarità, durante l'anno scolastico, le loro considerazioni sul lavoro dei singoli allievi nell'ambito del progetto interdisciplinare. Il ricorrente non invoca alcuna norma di diritto cantonale che prevederebbe il contrario e non incombe certo a questo Tribunale pronunciarsi sull'opportunità di un eventuale obbligo in questo senso. In effetti, come in tema di esami orali, dove l'art. 29 Cost. non impone di principio la verbalizzazione scritta, anche nel caso concreto è ancora sufficiente che i docenti abbiano saputo chiarire in sede di ricorso i motivi alla base della nota assegnata, eventualmente appoggiandosi su appunti personali annotati a loro discrezione (DTF 105 Ia 204 consid. 2c; sentenza 2P.114/1988 del 16 dicembre 1988, in: ZBl 90/1989 pag. 312, consid. 4b; sentenza 2P.23/2004 del 13 agosto 2004, consid. 2.4; sentenza 2P.223/2001 del 7 febbraio 2002, consid. 3b). Non è di decisivo rilievo il fatto che la nota non dipenda da un singolo momento d'esame, ma dall'apprezzamento del lavoro di tutto un anno scolastico. D'altronde, nella materia specifica le difficoltà incontrate dall'allievo sono comunque documentate per iscritto già nel giudizio del primo semestre oltre che, con tutta probabilità, nelle valutazioni dei docenti sui contributi scritti intermedi che egli ha omesso di produrre (cfr. consid. 4.2.2). Anche da questo profilo le censure ricorsuali vanno pertanto respinte.