Citation: 8C_736/2022 E. 11.2

11.2. Anche nel caso di specie si può prescindere dall'esaminare la questione. In effetti, un abuso di diritto presuppone necessariamente che la persona indigente abbia intenzionalmente provocato la propria situazione al solo fine di potere in seguito prevalersi del diritto all'aiuto in situazioni di bisogno. Questa volontà deve essere accertata in modo chiaro e indiscutibile. L'abuso deve essere pertanto manifesto. Semplici sospetti e indizi non sono sufficienti (DTF 134 I 65 consid. 5.2; KATHRIN AMSTUTZ, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, tesi Berna 2002, pag. 311). Neppure un comportamento renitente - persino urtante - nei confronti dell'autorità costituisce a sé stante un abuso di diritto (sentenze 8C_100/2017 del 14 giugno 2017 consid. 8.3.1; 8C_927/2008 dell'11 febbraio 2009 consid. 6.2). Per quanto la reiterata attitudine della ricorrente nel non presentarsi alle visite psichiatriche possa essere considerata come una sua rinuncia a fare accertare un suo diritto a prestazioni dell'assicurazione invalidità, non è possibile concludere che tale circostanza permetta di ritenere adempiuti i rigidi criteri appena esposti per ammettere un abuso, tantomeno manifesto. Dagli accertamenti dell'autorità inferiore traspare unicamente che all'origine del suo comportamento la ricorrente abbia indicato dei motivi di natura medica, seppure insufficienti; altre indicazioni a riguardo della sua intenzione sono assenti. L'arbitrarietà del giudizio cantonale permane anche tenendo conto dell'indicazione della ricorrente sullo stato della sua domanda AI nelle richieste di rinnovo di prestazioni assistenziali: anche in questo caso, rilevante è la carenza di elementi più circostanziati, che non consente di escludere altri possibili interpretazioni su quale fosse effettivamente la volontà da imputare alla ricorrente.