Citation: 6B_1007/2017 E. 2.1.5

2.1.5. Secondo la ricorrente, i giudici cantonali le avrebbero rimproverato a torto di non avere prestato attenzione all'ammontare delle fatture litigiose. A suo dire, sapendo sin dall'inizio che la propria cassa malati si assumeva le spese dei trattamenti, non si sarebbe in seguito preoccupata di verificarne i costi, tanto più che tali fatture le sono giunte oltre due anni dopo l'inizio delle cure. In realtà, la Corte cantonale non le ha rimproverato di non avere verificato l'ammontare delle fatture, ma ha rilevato che lo stesso costituiva un raddoppio di quanto le era già stato fatturato precedentemente e che era sicura di avere completamente saldato. Nella misura in cui travisa la portata della sentenza impugnata, la censura ricorsuale non adempie le citate esigenze di motivazione e si appalesa pertanto inammissibile. La ricorrente disattende peraltro che le prestazioni in questione non erano state eseguite a suo favore, ma a beneficio del marito, che non disponeva della corrispondente copertura assicurativa. Non considera poi l'accertamento relativo alla richiesta di pagamento di un acconto di fr. 300.--, rivolta dalla terapista soltanto a lei ma non al marito. Non si esprime quindi sulla valutazione eseguita dai giudici cantonali riguardo a questa differenza di trattamento nella fatturazione, che è stata apprezzata quale ulteriore elemento a suo carico.