Citation: 6B_1020/2023 E. 4

La CARP ha accertato che l'insorgente si avvaleva, per l'allestimento delle fatture, di un programma informatico, che permetteva di inserire un "blocco prestazioni" per le prestazioni erogate con regolarità. In sostanza, le prestazioni venivano inserite automaticamente nel sistema per tutto il mese. Tale "blocco prestazioni" poteva essere sospeso mediante un "blocco fatturazione" oppure modificato. In pratica, la ricorrente doveva limitarsi a inserire il periodo di erogazione delle cure. Al rientro dall'ospedale, l'insorgente ha ripreso a occuparsi di C.A.________ come di consueto, svolgendo mansioni delicate che richiedono un'attenzione qualificata, come la preparazione e la somministrazione della terapia farmacologica a una persona che non è in grado di farlo autonomamente. Il 31 agosto 2017 si è inoltre ricordata di allestire e inviare tutti i conteggi delle cure prestate il mese di agosto. L'autorità cantonale ha rilevato che la ricorrente ha inizialmente indicato di aver agito per svista e solo in seguito, a partire dal dibattimento di primo grado, ha imputato l'incongruenza della fattura agli effetti collaterali dell'anestesia. La CARP non ha ritenuto credibile questa tesi difensiva, per le modalità in cui è stata avanzata e del cambiamento di versione in occasione unicamente del procedimento di merito, l'insorgente dimostrandosi tutt'altro che lineare nelle sue dichiarazioni. Non è stata considerata credibile anche perché, nei giorni successivi alla sua dimissione, la ricorrente ha dato prova di lucidità nel prodigare le cure ai propri pazienti, e perché l'operazione a cui è stata sottoposta nell'agosto 2017 costituiva per lei l'evento centrale di quell'estate, di modo che al momento di allestire la fattura non poteva averlo scordato, sia per l'impatto emotivo dei mesi precedenti provocato dalla prospettiva dell'operazione sia e soprattutto per la terapia post-operatoria seguita nei giorni successivi. La CARP ha poi aggiunto che, si fosse veramente trattato di una svista, è impensabile che all'insorgente non sia, almeno in un secondo tempo, quantomeno sorto il dubbio di avere commesso un errore nell'allestire la fattura e di non avere cancellato manualmente le prestazioni dei giorni in cui era stata degente, tenuto conto dell'eccezionalità dell'evento che non lasciava spazio a una durevole dimenticanza. E ciò a maggior ragione se si considera che le sue entrate mensili sono rimaste costanti nel tempo, nonostante il ricovero di alcuni giorni nel mese di agosto. Sulla scorta della documentazione scientifica, i giudici cantonali hanno riconosciuto la possibile esistenza di problemi di memoria successivi a un'anestesia, rispettivamente di amnesia quale effetto indesiderato, comunque non comune, di uno dei medicamenti assunti dall'insorgente. Sennonché, hanno constatato che, nei giorni successivi alla sua dimissione dalla clinica, la ricorrente era lucida tanto da potersi occupare dei suoi pazienti e da allestire le fatture, e che l'unica dimenticanza da lei avanzata concerne l'allestimento della fattura oggetto di questo procedimento. Infine, né l'esiguo importo delle prestazioni fatturate in eccesso né la circostanza che l'insorgente e la sua paziente C.A.________ avessero lo stesso assicuratore malattia sono stati ritenuti elementi a suffragio della tesi difensiva di un errore non intenzionale. Sulla base di quanto appena riassunto, la CARP è giunta alla convinzione che la ricorrente abbia voluto farsi corrispondere dalla cassa malati delle prestazioni non dovute e ha ritenuto realizzato anche l'aspetto soggettivo del reato di falsità in documenti.