Citation: 5A_1014/2018 E. 2.1

2.1. Con riferimento all'azione principale, la Corte cantonale ha osservato che la legittimazione attiva per promuovere un'azione confessoria a tutela di una servitù prediale in favore di un fondo in comproprietà è conferita a ogni comproprietario di tale fondo, mentre per quanto riguarda la legittimazione passiva, se è il fondo serviente a essere in comproprietà, l'azione confessoria (che è una pretesa indivisibile) va rivolta contro tutti i comproprietari riuniti in litisconsorzio necessario, anche se la turbativa è dovuta a uno soltanto. Per i Giudici cantonali, anche se nel caso concreto con la donazione di metà del fondo serviente è sorto un litisconsorzio necessario tra i comproprietari A.________ e L.________, ciò non ha influito sulla procedura di primo grado, dato che l'art. 110 cpv. 1 dell'ormai abrogato codice di procedura civile ticinese del 17 febbraio 1971 (CPC/TI) prevedeva che, qualora l'oggetto litigioso era alienato e l'acquirente non subentrava in causa all'alienante, il processo continuava tra le parti in causa e la sentenza passava in giudicato anche nei confronti dell'acquirente (riservata la protezione della buona fede), sicché il Pretore aggiunto ha emanato la sua decisione nei confronti della sola A.________. Per quanto riguarda invece la procedura di secondo grado, la Corte cantonale ha osservato che il CPC (RS 272), applicabile all'impugnazione contro la decisione pretorile in virtù dell'art. 405 cpv. 1 CPC, non prevede più l'istituto della Prozessstandschaft (conformemente alla dottrina dominante relativa all'art. 83 cpv. 1 CPC), per cui A.________ non poteva appellare autonomamente agendo anche come sostituta processuale di L.________: i due comproprietari del fondo serviente avrebbero dovuto appellare personalmente e insieme, nulla impedendo poi che l'uno potesse farsi rappresentare dall'altra.