Citation: 4A_147/2020 E. 1

Con rogito del 15 dicembre 2014 la A.________ SA ha acquisito da B.________ e C.________ un diritto di compera su un fondo di Lugano. Del prezzo di vendita di fr. 4'000'000.--, essa ha versato quale caparra sul conto del notaio rogante fr. 200'000.--, che sarebbero stati liberati a favore dei concedenti dopo l'adempimento di una specificata clausola contrattuale. Qualora non fosse invece stata ottenuta la licenza edilizia relativa al progetto allegato all'atto notarile, quest'ultimo sarebbe decaduto e la beneficiaria avrebbe avuto diritto alla restituzione della caparra. Il 18 maggio 2015 l'amministratore unico della A.________ SA ha comunicato a uno dei concedenti del diritto di compera che la caparra di fr. 200'000.-- le avrebbe dovuto essere restituita, perché la predetta condizione non era stata soddisfatta. Nel giugno 2015 la società anonima è stata posta in liquidazione. Il 26 ottobre 2015 il legale dei concedenti rivendicava invece il predetto importo quale pena di recesso. Il 27 ottobre 2015 il notaio ha comunicato di avere retrocesso la somma in discussione alla beneficiaria del diritto di compera. In parziale accoglimento di un'istanza di B.________ e C.________, il Pretore del distretto di Lugano ha, con decreto supercautelare 23 dicembre 2015, ordinato alla A.________ SA di procedere immediatamente al deposito giudiziale giusta l'art. 744 cpv. 2 CO dell'importo di fr. 200'000.--, oltre interessi, con la comminatoria dell'art. 292 CP e, in caso di violazione del predetto ordine, di una multa fino a fr. 5'000.-- e fr. 1'000.-- per ogni giorno di ritardo. Con decisione cautelare finale del 17 febbraio 2017 il Pretore ha confermato quanto disposto in via supercautelare e ha assegnato agli istanti un termine di 30 giorni per promuovere la causa di merito.