Citation: 1A.120/2002 22.11.2002 E. 1

1.3 Nel ricorso di diritto amministrativo il ricorrente, accennando ad Adelio Scolari (Commentario, Cadenazzo 1996, n. 412 agli art. 54 e 55 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990, LALPT), rileva che il piano particolareggiato potrebbe essere impugnabile con tale rimedio; adduce che le contestate restrizioni alla proprietà, imposte a protezione del paesaggio, segnatamente di un monumento storico, violerebbero il diritto federale. 1.4 Quando, come in concreto, la parte ricorrente agisca simultaneamente con un ricorso di diritto pubblico e con un ricorso di diritto amministrativo occorre, per la sussidiarietà del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), esaminare in primo luogo, con piena cognizione e liberamente, l'ammissibilità del ricorso di diritto amministrativo (DTF 126 I 81 consid. 1, 126 II 377 consid. 1). 1.4.1 Secondo gli art. 97 e 98 lett. g OG, combinati con l'art. 5 PA, la via del ricorso di diritto amministrativo è aperta contro le decisioni delle Autorità cantonali d'ultima istanza fondate sul diritto federale - o che vi si sarebbero dovute fondare - purché non sia realizzata nessuna delle eccezioni previste agli art. 99 a 102 OG o nella legislazione speciale (DTF 126 I 50 consid. 1, 126 II 171 consid. 1a, 125 II 10 consid. 2a, 124 I 223 consid. 1a/aa, 231 consid. 1a). 1.4.2 La decisione impugnata riguarda un piano particolareggiato con alcune varianti di piano regolatore, attraverso il quale la particella litigiosa è inserita in una zona di parchi, giardini e coltivi. Contro tale decisione il ricorso di diritto amministrativo non è di massima dato poiché essa è impugnabile, secondo l'art. 34 cpv. 3 LPT, con il ricorso di diritto pubblico. La più recente giurisprudenza del Tribunale federale ammette invero il ricorso di diritto amministrativo contro piani di utilizzazione relativi a progetti concreti, in quanto sia in gioco l'applicazione del diritto federale sulla protezione dell'ambiente e della natura, tale rimedio permettendo pure di contestare l'applicazione del diritto sulla pianificazione del territorio, qualora le norme invocate siano necessariamente in relazione con quelle sulla protezione dell'ambiente (DTF 123 II 88 consid. 1a e 1a/cc, 231 consid. 2, 289 consid. 1b, 359 consid. 1a/aa, 121 II 72 consid. 1b, d ed f). In concreto non sussistono tuttavia i presupposti per ammettere, eccezionalmente, il ricorso di diritto amministrativo contro un piano di utilizzazione. In effetti, le restrizioni derivanti dalla protezione del paesaggio e del monumento storico si riferiscono alle varianti di piano regolatore e non alla questione, qui litigiosa, dell'attribuzione della particella alla zona parchi, giardini e coltivi, attuata dal piano particolareggiato; né il ricorrente fa valere l'errata applicazione di norme del diritto pubblico federale, limitandosi egli ad addurre una violazione del diritto di essere sentito e di norme cantonali, segnatamente della LALPT, concernenti la procedura di adozione dei piani. In siffatte circostanze, non sussistendo una stretta connessione con una questione del diritto pubblico federale, il ricorso di diritto amministrativo dev'essere dichiarato irricevibile, essendo in principio ammissibile il ricorso di diritto pubblico (DTF 128 II 56 consid. 1a/aa). La questione di un'eventuale indennità per restrizioni della proprietà secondo gli art. 34 cpv. 1 e 5 LPT è prematura, mentre, come ancora si vedrà, la domanda di confermare la previsione d'espropriazione formale della particella litigiosa esulava dalla procedura pendente davanti al TPT.