Citation: 5P.298/2002 01.11.2002 E. 2

2.1 L'autorità cantonale non ha aumentato il minimo vitale calcolato dall'ufficio di esecuzione dell'importo di fr. 4'000.--, necessario, secondo il ricorrente, per attuare le misure di protezione essenziali per garantire la sua sicurezza e quella della sua famiglia. La sentenza cantonale indica che questo importo non può essere incluso nel minimo esistenziale nemmeno se l'escusso fosse riuscito a dimostrare la necessità di tali provvedimenti e il loro effettivo pagamento, poiché tali spese non rientrano fra quelle previste dall'art. 93 LEF. I giudici cantonali non hanno pertanto aperto le buste sigillate con cui il ricorrente ha prodotto delle perizie di parte, poiché contenenti documentazione irrilevante per la procedura esecutiva. 2.2 Il ricorrente lamenta una violazione degli art. 29 cpv. 2 Cost. e 6 n. 1 CEDU per non essere stato sentito personalmente dall'autorità di vigilanza in occasione di un'udienza in cui intendeva indicare i testimoni da citare nonché gli incarti da richiamare. Il suo diritto di essere sentito è pure stato violato dalla mancata lettura delle perizie prodotte in busta chiusa e dal rifiuto di assumere testimoni. 2.3 In concreto la violazione dell'art. 6 n. 1 CEDU, nel modo in cui è stata sollevata, si confonde con la censura di violazione del diritto di essere sentito sgorgante dalla Costituzione federale. Il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende varie facoltà: non solo quella di esprimersi prima che una decisione sia presa, ma anche quella di fornire prove su fatti rilevanti per il giudizio, di partecipare alla loro assunzione, di prenderne conoscenza e di determinarsi in proposito (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa con rinvii). L'autorità deve unicamente assumere le prove che vertono su fatti determinanti per la decisione. Il giudice può rinunciare all'assunzione di una prova regolarmente proposta se giunge alla conclusione, con un apprezzamento anticipato delle prove non arbitrario, che essa tende a dimostrare fatti ininfluenti ai fini del giudizio (DTF 122 V 157 consid. 1d). Nemmeno l'art. 6 CEDU vieta un apprezzamento anticipato delle prove (DTF 122 V 157 consid. 2b con rinvii). Per costante giurisprudenza (DTF 121 III 20 consid. 3a con rinvii) sono da includere nel minimo vitale unicamente quelle spese effettivamente sostenute. Ora, il ricorrente non contesta tale prassi nel parallelo ricorso ai sensi dell'art. 19 LEF e non pretende di aver devoluto, prima del pignoramento, mensilmente fr. 4'000.-- per garantire la propria sicurezza e quella dei suoi familiari. Le prove che ha offerto riguardano la necessità di essere protetto, con la sua famiglia, da rappresaglie della malavita organizzata. Esse non possono pertanto essere considerate rilevanti ai fini del giudizio, poiché quand'anche tale situazione di pericolo dovesse essere provata, nel calcolo del minimo vitale del ricorrente non potrebbe essere incluso l'importo in discussione, atteso che il suo effettivo pagamento non è stato né allegato né dimostrato. In queste circostanze è pure inutile invitare il ricorrente, come chiesto alla fine del ricorso di diritto pubblico, a un'udienza in cui "indicherà i testimoni e gli incarti da richiamare a prova di quanto affermato".