Citation: I 570/06 12.09.2007 E. A

M.________, cittadino portoghese nato nel 1964, ha lavorato in Svizzera dal 1989 al 1993 in qualità di tagliapietra/cubettista. Dal 9 novembre 1993, data alla quale è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro, nonostante un tentativo fallito non ha più potuto riprendere l'attività professionale. Mediante decisione dell'11 settembre 1997, l'Ufficio AI del Cantone Ticino ha concesso in favore dell'interessato una rendita intera d'invalidità, oltre alle completive per la moglie e i figli, con effetto dal 1° novembre 1994. In presenza di una sindrome d'insufficienza degenerativa del segmento funzionale lombare centrale ai livelli L4/L5 e L5/S1 e tenuto conto dell'incapacità dell'assicurato a riprendere la sua professione abituale, rispettivamente della parziale capacità (50%) a svolgere attività sostitutive leggere, l'amministrazione ha stabilito un grado d'invalidità del 68% sulla base di un reddito da valido annuo di fr. 53'832.- e di un reddito da invalido annuo di fr. 17'500.- (anno di riferimento: 1994). Dopo avere confermato, il 19 settembre 2001, il diritto alla rendita intera, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), divenuto nel frattempo competente in seguito al rimpatrio dell'assicurato, ha avviato nel gennaio 2004 una nuova procedura di revisione sopprimendo, alla luce delle nuove risultanze istruttorie, il diritto alla prestazione a partire dal 1° giugno 2005 (decisione del 15 aprile 2005 e decisione su opposizione del 28 luglio 2005). In particolare, osservando come fosse subentrato un miglioramento dello stato di salute che permettesse all'interessato di svolgere attività leggere nella misura dell'80%, l'UAI ha accertato un tasso d'invalidità del 27%, di gran lunga inferiore al minimo pensionabile, stante un reddito senza invalidità di fr. 4'909.- mensili e un guadagno da invalido di fr. 3'574.- mensili (anno di riferimento: 2002).