Citation: 4A_135/2023 E. 2.3

2.3. Nella sentenza impugnata, la Corte cantonale ha citato l'esistenza del contratto di credito datato "6.08" e le costituzioni in pegno delle polizze assicurative, rilevando in particolare che detto contratto rientrava negli atti falsificati. Nei considerandi del suo giudizio, la Corte cantonale non si è tuttavia espressa sulla portata di tali atti. Ha infatti esaminato la questione della diligenza della banca esclusivamente con riferimento agli ordini di bonifico contestati. Ha quindi vagliato le operazioni bancarie relative agli ordini che presentavano firme del ricorrente falsificate applicando la giurisprudenza in materia di bonifici bancari (DTF 146 III 326). La Corte cantonale non si è per contro espressa sulla rilevanza del contratto di credito lombard e delle relative garanzie, questioni che erano state sollevate e tematizzate dal ricorrente nella risposta all'appello (cfr. pag. 15 seg., 34, 36, 42, 53, 97) e già precedentemente addotte negli allegati dinanzi al Pretore. Non si è perciò pronunciata sugli obblighi di diligenza della banca con riferimento a tali atti. Contrariamente all'opinione dell'opponente, le circostanze relative alla conclusione del contratto di credito, sul quale la firma del ricorrente è stata accertata come falsificata, possono essere rilevanti per la decisione sulla causa, potendo avere consentito l'importante passività del conto e permesso l'esecuzione di determinate operazioni litigiose. Omettendo di confrontarsi con questa tematica, la Corte cantonale ha violato il diritto di essere sentito del ricorrente.