Citation: 8C_36/2024 E. 8.1.4

8.1.4. Come appena visto, tuttavia, la presenza di disposizioni contrarie del Regolamento n. 883/2004 impedisce l'assimilazione di prestazioni, redditi, fatti o avvenimenti come predisposto dal rispettivo art. 5. A tal proposito, nella DTF 141 V 396 (al consid. 7) il Tribunale federale si è pronunciato sul diritto a prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità secondo la LPC (RS 831.30) di una cittadina svizzera, d'origine rumena, beneficiaria di una rendita d'invalidità rumena. L'oggetto del contendere consisteva nel sapere se la rendita d'invalidità rumena potesse essere assimilata ad una rendita d'invalidità secondo il diritto svizzero, il cui beneficio costituiva uno dei presupposti alle prestazioni complementari richieste. Dopo aver discusso la nozione del principio di assimilazione delle prestazioni previsto dall'art. 5 lett. a del Regolamento n. 883/2004, il Tribunale federale ha rilevato che l'art. 46 par. 3 del Regolamento n. 883/2004 (applicabile alle persone soggette esclusivamente a legislazioni di tipo B o di tipo A e B, come la Svizzera e la Romania; cfr. art. 44 del Regolamento n. 883/2004), affinché la decisione circa il grado d'invalidità dell'istituzione di uno Stato membro fosse vincolante per l'istituzione dell'altro Stato membro, imponeva il riconoscimento nell'allegato VII della concordanza delle rispettive condizioni fra le legislazioni dei due Stati membri in questione. Ciò non era il caso per la Svizzera e la Romania, sicché la decisione presa dall'organo rumeno competente in merito al grado d'invalidità della ricorrente, e alla prestazione di rendita risultante, non si imponeva all'istituzione svizzera interessata. Il principio di assimilazione delle prestazioni dell'art. 5 lett. a del Regolamento n. 883/2004 non era dunque applicabile alla fattispecie e la ricorrente non poteva prevalersi della propria rendita d'invalidità rumena per pretendere delle prestazioni complementari svizzere (DTF 141 V 396 consid. 7.2.2 e 7.2.3; cfr. anche sentenza 8C_611/2021 del 10 marzo 2022 consid. 3.1).