Citation: H 156/05 16.01.2007 E. 4

4.1 Nel caso in esame la Corte cantonale ha confermato la decisione su opposizione impugnata con cui la Cassa aveva condannato C.________, nella sua veste di amministratore unico della ditta P.________ SA, al risarcimento dei danni causatile dal mancato pagamento, da parte della ditta, degli oneri sociali dovuti nel quarto trimestre del 2001 e fino al 30 settembre 2002, pari globalmente a fr. 11'595.80. Secondo il Vicepresidente della Corte adita il fatto di aver assunto il mandato unicamente per porre rimedio alle conseguenze degli atti vandalici che avevano devastato l'esercizio pubblico gestito dalla ditta P.________ SA non esoneravano l'amministratore unico dallo svolgere tutti gli altri compiti spettantigli per legge. Inoltre tali atti erano intervenuti nell'agosto 2002, mentre il mancato pagamento dei contributi risaliva ad un periodo precedente e quindi non giustificavano il mancato ossequio dei propri obblighi. Non vi erano infine motivi validi che permettessero di procrastinare, in concreto, il pagamento dei contributi, in quanto non appariva accertato che differirne il pagamento fosse, secondo una valutazione ragionevole, obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della società e nemmeno era assodato che il datore di lavoro potesse presumere di soddisfare entro breve termine la Cassa riguardo ad ogni suo credito. 4.2 Dal canto suo l'interessato sostiene che il Tribunale di prime cure avrebbe commesso arbitrio e un manifesto errore di diritto; inoltre, avrebbe abusato del proprio potere di apprezzamento e violato il diritto di essere sentito per non aver assunto agli atti le prove richieste. In particolare egli ha precisato di aver assunto la carica di amministratore unico su richiesta dell'avv. Pelli, unicamente alfine di ottenere, da parte della competente assicurazione, il risarcimento dei danni causati dagli atti vandalici, per usufruire del fondo di solidarietà e, infine, per vendere l'inventario del ristorante e quindi soltanto allo scopo di ridurre il danno e rimborsare i creditori, non certo per continuare l'attività, già cessata in precedenza. Essendosi quindi il danno concretizzato prima dell'assunzione della carica da parte sua, la perdita non poteva in alcun modo essere considerata quale conseguenza di un suo comportamento negligente. Infine la Corte cantonale avrebbe ammesso la versione dei fatti così come da lui esposta, omettendo tra l'altro di accertare la qualifica di organo di fatto precedentemente all'assunzione della carica di amministratore, negandola pertanto implicitamente.