Citation: 1A.153/2006 29.10.2007 E. 3

3.1 Come visto, le ricorrenti incentrano la loro argomentazione sulle sostenute conseguenze derivanti dal decreto di rinvio a giudizio e dalla decisione di non luogo a procedere del GIP del 7 luglio 2006. Riguardo alla trasmissione dei documenti, sostengono ch'esse non sarebbero coinvolte nel procedimento estero, poiché non sarebbero menzionate nella decisione di rinvio a giudizio del 7 luglio 2006, né vi sarebbero, al loro dire, "contaminazioni" tra le società A.________ Ltd. e Q.________ Ltd., indicate nell'inchiesta, e i conti della K.________ Ltd. e Z.________ Ltd. I loro averi non costituirebbero provento degli asseriti reati e la relativa documentazione bancaria sarebbe quindi irrilevante per le indagini estere. Per quanto attiene ai conti della A.________ Ltd. e della Q.________ Ltd., esse adducono che dal 1° gennaio 2003 ad ottobre 2005 non vi sarebbe alcuna indagine in corso in Italia, mentre che per il periodo dal 2000 al 2002 l'inchiesta sarebbe allo stadio iniziale e non sarebbe ancora stato identificato il provento dei prospettati reati né il meccanismo della loro perpetrazione. Sussisterebbe inoltre il rischio che il contenuto dei documenti sia divulgato dalla stampa italiana ed estera. Sostengono poi che i fatti perseguiti, anteriori al 2000, sarebbero prescritti, eccetto che per il periodo gennaio-novembre 1999: la trasmissione dovrebbe quindi essere limitata, semmai, a quest'ultimo periodo. 3.2 Questi accenni non reggono. Le ricorrenti insistono infatti, implicitamente, sulla loro asserita qualità di terzi non implicati nel procedimento penale estero. L'assunto non è tuttavia decisivo. In effetti, incentrando il gravame su questa argomentazione, esse disattendono che l'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza. Basta infatti che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga e ciò senza che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b; 118 Ib 547 consid. 3a in fine; Zimmermann, op. cit., n. 227). La circostanza che le ricorrenti, peraltro quali società, non figurino tra le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio all'estero, non è pertanto determinante. Esse scordano inoltre che l'art. 10 cpv. 1 AIMP, concernente la sfera segreta di persone non implicate nel procedimento penale, che del resto non costituiva una norma applicabile in una causa retta dalla CEAG (DTF 122 II 367 consid. 1e), è stato abrogato con la modifica dell'AIMP del 4 ottobre 1996. Per di più, i titolari di conti bancari usati, anche a loro insaputa, per operazioni sospette non potevano comunque prevalersi di quella disposizione (DTF 120 Ib 251 consid. 5b; 112 Ib 576 consid. 13d pag. 604). Il ricorso è d'altra parte inammissibile in quanto inoltrato nel solo interesse della legge o per tutelare interessi di terzi, segnatamente dell'inquisito E.________ (DTF 130 II 162 consid. 1.1; 126 II 258 consid. 2d). 3.3 Le ricorrenti, insistendo sulla loro estraneità ai prospettati reati, disconoscono d'altra parte che il quesito della colpevolezza non dev'essere esaminato nella procedura di assistenza (DTF 118 Ib 547 consid. 3a in fine pag. 552; 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88; 112 Ib 576 consid. 14a pag. 605). Riguardo ai numerosi scritti da loro prodotti, occorre ricordare che non spetta all'autorità di esecuzione né al giudice svizzero dell'assistenza, nel quadro di una valutazione sommaria e «prima facie» dei mezzi di prova raccolti o prodotti, esaminare compiutamente la fondatezza della tesi accusatoria (DTF 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88; 112 Ib 347 consid. 4; cfr. anche DTF 122 II 373 consid. 1c pag. 376). Questo compito spetta al giudice estero del merito. Del resto, l'assunto ricorsuale secondo cui dai cosiddetti formulari A l'indagato E.________ non risulterebbe quale avente diritto economico di conti bloccati, non dimostra la sua manifesta estraneità ai prospettati reati, visto che gli inquirenti esteri sospettano ch'egli lo sia attraverso fiduciari. Per di più, il beneficiario economico sarebbe ricollegabile, secondo il complemento rogatoriale, all'indagato E.________. La contestata misura rispetta quindi il principio della proporzionalità, essendo in relazione con i fatti perseguiti (DTF 130 II 329 consid. 3 in fine, 5.1 in fine e 6). 3.4 Le società ricorrenti parrebbero poi disconoscere che il complemento in esame si fonda espressamente sul fatto che i loro conti, come esposto nella domanda integrativa, sono chiaramente riconducibili all'indagato E.________ (vedi al riguardo il ricorso proposto da quest'ultimo, sentenza 1A.258/2006 del 16 febbraio 2007). In tale ambito il Tribunale federale ha già confermato la concessione dell'assistenza giudiziaria in numerose vertenze concernenti, tra l'altro, la diciassettesima e la diciottesima domanda integrativa, inerenti anche alle ricorrenti (cfr. sentenze 1A.47/2006 del 1° febbraio 2007, 1A.62/2006 del 27 giugno 2006, 1A.209/2005 del 29 gennaio 2007, 1A.227, 1A.236 e 1A.271/2006 del 22 febbraio 2007, 1A.268/2006 del 16 febbraio 2007). In siffatte circostanze, l'assunto ricorsuale secondo cui si sarebbe in presenza di un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove è chiaramente infondato (v. su questo tema DTF 129 II 97 consid. 3.1; 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73; 122 II 367 consid. 2c; 118 Ib 547 consid. 3a). 3.4.1 In queste sentenze è stato infatti ricordato che secondo l'autorità richiedente il Gruppo Fininvest avrebbe costituito un complesso di società off-shore finanziate con suoi fondi sulla base di una contabilità fittizia. Nel 1994 Fininvest ha fondato la società U.________ SpA, attiva nel campo delle trasmissioni televisive e della pubblicità. Quest'ultima ha acquisito diritti di trasmissione televisivi sempre per il tramite di società off-shore, transazioni oggetto di numerosi complementi rogatoriali. Per le acquisizioni i prezzi sarebbero stati aumentati senza alcuna giustificazione di ordine economico, come trasparirebbe da documentazione bancaria già trasmessa dal MPC all'Italia. I diritti di trasmissione ceduti a U.________ SpA negli anni 1994 - 1995 da società maltesi, controllate dal Gruppo Berlusconi, sarebbero pervenuti a queste società tramite una serie di vendite fittizie, a prezzi gonfiati e tra società anch'esse occultamente controllate, con l'effetto di maggiorare il costo dei diritti acquisiti. Quelli ceduti sempre a U.________ SpA negli anni 1995 - 1998 da una società maltese (posseduta dalla prima al 99%), le sarebbero in gran parte pervenuti non direttamente da un'altra società o da produttori internazionali, come riportato nelle relazioni al bilancio e nel prospetto informativo per la quotazione in borsa, bensì, sempre a prezzi gonfiati, per il tramite, tra l'altro, di società dell'inquisito E.________. Le somme maggiorate indebitamente pagate sarebbero state trasferite per un importante ammontare globale su conti bancari in Svizzera, nelle Bahamas e nel Principato di Monaco nelle disponibilità degli indagati e di persone collegate. 3.4.2 Sempre nelle citate decisioni è stato precisato che in seguito a una comunicazione spontanea di informazioni, ai sensi dell'art. XXVIII dell'Accordo, inviata il 12 ottobre 2005 dal MPC all'Italia, nella quale veniva riferito che la Svizzera aveva aperto un'indagine di polizia giudiziaria per titolo di riciclaggio di denaro, l'autorità estera ha formulato la domanda integrativa in questione. L'autorità federale ha rilevato che le somme esistenti sui conti delle società qui ricorrenti, indicate nel complemento in esame, sarebbero ricollegabili al reato di appropriazione indebita oggetto del procedimento italiano n. xxx aperto nei confronti di Silvio Berlusconi, R.________, E.________, Giorgio Vanoni e altri, per essersi appropriati di risorse finanziarie della Fininvest e, dal 1995, di U.________ SpA, attraverso plurime operazioni di trasferimenti di ingenti somme destinate a pagare diritti televisivi mediante un sovrapprezzo fittizio e versamenti effettuati da conti della Silvio Berlusconi Finanziaria SA e della IMS in favore di conti gestiti da fiduciari di Berlusconi, di conti delle società di E.________ e di R.________, nonché di relazioni intestate a società di comodo. In tale ambito, per quanto concerne le sospettate distrazioni di fondi a favore di E.________, agli imputati è contestato, per il periodo dal 1988- 1999, di essersi appropriati di un ammontare di circa USD 170 milioni, somme inizialmente ricevute dalle società A.________ Ltd. e Q.________ Ltd. di E.________ su conti aperti presso varie banche statunitensi, principalmente a Los Angeles. Dall'esame dei documenti bancari della A.________ Ltd., trasmessi dagli Stati Uniti all'Italia per il periodo 2000-2002, risulterebbe l'esistenza di ripetuti e ingenti trasferimenti in favore di relazioni bancarie elvetiche. L'autorità italiana sostiene ch'essi sarebbero, almeno in parte, ricollegabili ai citati sospettati atti illeciti. L'indagato E.________ avrebbe utilizzato molteplici conti bancari per svolgere attività di compravendita di diritti televisivi dal 1988-1999 e altri ancora dal 2000 ad oggi. I conti delle citate società, sempre secondo l'autorità italiana, verrebbero utilizzati per allocare proventi delle prospettate attività illecite. 3.4.3 Era stato poi ricordato che l'autorità richiedente aveva precisato d'aver avviato un successivo procedimento in Italia (n. ttt) per fatti di appropriazione indebita e riciclaggio, commessi dal 2000, relativi all'acquisto di diritti televisivi da parte di U.________ SpA. In tale contesto l'autorità italiana esamina dette attività sotto il profilo del falso in bilancio e della frode fiscale: nelle citate decisioni il Tribunale federale ha ritenuto che questo nuovo procedimento è quindi connesso e collegato a quello precedente. Gli elementi probatori delle nuove ipotesi di reato sono costituiti essenzialmente da documenti bancari trasmessi all'Italia dagli Stati Uniti, in epoca successiva alla chiusura delle indagini preliminari, nell'ambito dell'altro menzionato procedimento. Allo scopo di indagare su fatti scaturiti dall'esame della documentazione bancaria americana è stato quindi necessario aprire un nuovo procedimento. Anche sotto questo profilo l'utilità potenziale dei documenti litigiosi è manifesta, visto che l'autorità svizzera non dispone degli atti trasmessi dagli Stati Uniti e da altri Paesi: soltanto l'autorità italiana potrà quindi valutarne compiutamente la rilevanza. 3.5 In siffatte circostanze appare chiaro che i documenti bancari litigiosi sono idonei a far avanzare non solo il primo procedimento estero, ma anche il secondo. Del resto, le ricorrenti misconoscono che la questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una domanda di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero dev'essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti, che nella fattispecie hanno ribadito l'utilità di dette informazioni. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituire il proprio potere di apprezzamento a quello dell'autorità estera che conduce le indagini. Ciò vale a maggior ragione nella fattispecie, ricordato che le autorità svizzere, come già rilevato, non dispongono dei documenti trasmessi all'Italia, in esecuzione di rogatorie, dagli Stati Uniti o da altri Stati. La criticata trasmissione è quindi giustificata, vista la nota complessità della fattispecie e l'evidente necessità di poter disporre di tutti i documenti sequestrati per poter ricostruire compiutamente i numerosi e complessi flussi finanziari oggetto d'inchiesta, di individuare, se del caso, ulteriori transazioni sospette e stabilire se i costi dei diritti televisivi in questione siano effettivi o esorbitanti. La richiesta di assunzione di prove può infatti essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità, nella limitata misura in cui può esser applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603; 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165; 121 II 241 consid. 3c; Zimmermann, op. cit., n. 476), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). Queste condizioni non sono realizzate in concreto. Peraltro, l'assistenza dev'essere accordata non soltanto per raccogliere ulteriori prove a carico del presunto autore del reato, ma anche per acclarare, come nella fattispecie, se i reati fondatamente sospettati siano effettivamente stati commessi (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). Non spetta alla Svizzera sostituire il suo punto di vista a quello dell'autorità estera (DTF 127 II 104 consid. 3d pag. 109). D'altra parte, ai fini dell'assistenza giudiziaria, determinanti non sono solo eventuali imputazioni rivolte alle persone nei cui confronti è diretta la domanda, ma tutti gli atti punibili all'estero e, quindi, anche la fattispecie concernente il nuovo procedimento. 3.6 Contrariamente all'assunto ricorsuale, tra la richiesta misura d'assistenza e l'oggetto dei procedimenti penali esteri sussiste pertanto, e chiaramente, una relazione sufficiente (DTF 129 II 462 consid. 5.3; 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73; 122 II 367 consid. 2c). La relativa connessione risulta, in particolare, dalla sentenza 1A.258/2006 del 16 febbraio 2007, concernente la consegna di documenti di conti intestati all'indagato E.________ in relazione alle società qui ricorrenti. 3.7 Per di più, come rilevato dal MPC, il complemento in esame si fonda principalmente sul nuovo procedimento italiano n. ttt e non tanto su quello precedente n. xxx, nell'ambito del quale sono stati emanati la sentenza di non luogo a procedere e il decreto di rinvio sui quali si diffondono le ricorrenti. Ora, come precisato dall'autorità estera nel suo scritto del 10 agosto 2006, questo nuovo procedimento copre l'arco temporale 2000-2005. Vista la complessa e intricata serie di operazioni finanziarie in cui sono coinvolti numerosi indagati e società a loro riconducibili, ai documenti litigiosi non può essere chiaramente negata rilevanza probatoria: la loro utilità potenziale per l'inchiesta estera è quindi data (DTF 126 II 258 consid. 9c). La contestata trasmissione è giustificata, se del caso, anche allo scopo di permettere all'autorità estera di poter verificare se, sulla base di queste nuove risultanze, l'ipotesi accusatoria sia ancora sempre fondata. 3.8 D'altra parte, accennando all'asserita inutilità dei documenti bancari per il procedimento penale estero, le ricorrenti disattendono che, contrariamente all'obbligo che incombeva loro, non sostengono né dimostrano d'aver indicato dinanzi all'autorità di esecuzione quali singoli documenti, e perché, sarebbero sicuramente irrilevanti per il procedimento penale estero (DTF 126 II 258 consid. 9b e c; 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.). Del resto, come riconosciuto da consolidata prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni su conti bancari nell'ambito di procedimenti per reati patrimoniali, esse necessitano di regola di tutti i documenti, perché debbono poter individuare il titolare giuridico ed economico del conto e sapere a quali persone o entità giuridiche sia pervenuto l'eventuale provento del reato (DTF 129 II 462 consid. 4.4 pag. 468; 124 II 180 consid. 3c inedito; Zimmermann, op. cit., n. 478-1 pag. 517). Anche la conclusione ricorsuale subordinata, di limitare la trasmissione solo ai documenti relativi a determinati periodi, indicati dalle ricorrenti, dev'essere pertanto respinta (DTF 130 II 14 consid. 4.1; 121 II 241 consid. 3b e 3c). 3.9 Con particolare riferimento all'invocata prescrizione di determinati reati, censura sulla quale è imperniato il ricorso, giova inoltre sottolineare che il quesito di sapere se i documenti litigiosi possano ancora essere utilizzati in Italia, trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove, dev'essere risolto dalle autorità italiane (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244). In effetti, anche la risposta alla domanda se l'azione penale - e in che misura vista la complessità dei procedimenti penali in esame - sia estinta nello Stato richiedente, incombe alle competenti autorità di quest'ultimo (Zimmermann, op. cit., n. 427-1 pag. 464 in alto). Le ricorrenti disattendono d'altra parte che, nel quadro dell'assistenza giudiziaria internazionale regolata dalla CEAG, non occorre esaminare la questione della prescrizione qualora si tratti, come in concreto, della trasmissione di mezzi di prova (cfr. art. 3 n. 1 CEAG). Infatti, diversamente dalla Convenzione europea di estradizione (v. art. 10 CEEstr), la CEAG, che prevale sull'art. 5 cpv. 1 lett. c AIMP, non contiene disposizioni che escludono la concessione dell'assistenza per intervenuta prescrizione dell'azione penale. Trattasi di silenzio qualificato e non di lacuna colmabile mediante interpretazione (DTF 117 Ib 53 consid. 2; 118 Ib 266 consid. 4b/bb pag. 268; Zimmermann, op. cit., n. 435). Ne segue che il quesito della prescrizione, sul quale insistono le ricorrenti, non dev'essere esaminato allorquando, come nel caso di specie, lo Stato richiedente postula l'adozione di una misura prevista dal Titolo II della CEAG. Per di più, la prescrizione può essere invocata dalla persona perseguita, ma non da terzi, come le ricorrenti, non tutelate da questa disciplina (DTF 130 II 217 consid. 11.1 pag. 234; Zimmermann, op. cit., n. 434). Del resto, le ricorrenti né sostengono né rendono verosimile che secondo il diritto svizzero l'azione penale sarebbe esclusa a causa della prescrizione assoluta (art. 5 cpv. 1 lett. c AIMP; sull'ammissibilità di misure di assistenza giudiziaria quando è intervenuta la prescrizione assoluta secondo il diritto svizzero vedi DTF 126 II 462; 116 Ib 452 consid. 4a).