Citation: 1A.160/2006 31.05.2007 E. 3

3.1 La ricorrente lamenta una violazione del suo diritto di essere sentita per il fatto che il TPT ha rifiutato la sua richiesta di assumere, quali mezzi di prova, una perizia sulla contenibilità del piano regolatore e l'audizione di alcuni testimoni allo scopo di dimostrare la forte domanda di terreni edificabili nella frazione di Arcegno e l'attuale loro scarsa disponibilità sul mercato immobiliare. 3.2 Il diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 131 I 153 consid. 3, 126 I 15 consid. 2a/aa, 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2). Tale diritto non impedisce tuttavia all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b). Nell'ambito di questa valutazione, all'autorità compete un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene soltanto in caso d'arbitrio (DTF 131 I 153 consid. 3, 124 I 208 consid. 4a). 3.3 La Corte cantonale non ha di per sé negato che la frazione di Arcegno possa rivestire un interesse sotto il profilo edificatorio e immobiliare né ha omesso di considerare che, in quel comparto, il territorio ancora disponibile è ridotto. Ha nondimeno ritenuto queste circostanze non decisive, rilevando in particolare che gli atti che componevano il piano regolatore già contenevano sufficienti informazioni sulla sua contenibilità. Nei considerandi del suo giudizio il TPT ha inoltre considerato che l'invocata estensione dell'area edificabile non si giustificava sotto il profilo dell'art. 15 LPT e che, al riguardo, la necessità di terreni edificabili doveva essere valutata quantomeno a livello dell'intero territorio comunale e non limitatamente alla frazione di Arcegno. Premesso che la questione della mancata parziale attribuzione della particella litigiosa alla zona edificabile concerne il merito, e verrà esaminata appresso, il TPT in dette circostanze ha sufficientemente e sostenibilmente addotto le ragioni per cui non si giustificava di assumere le ulteriori prove richieste, ritenute irrilevanti per l'esito del giudizio. Né la Corte cantonale ha violato la Costituzione per avere confermato la mancata attribuzione del fondo alla zona edificabile sulla base di una motivazione in parte diversa da quella governativa: di massima, la garanzia costituzionale non conferisce infatti alle parti la facoltà di esprimersi preventivamente sull'argomentazione giuridica prospettata dall'autorità (DTF 132 II 485 consid. 3.2 e 3.4). Ciò a maggior ragione in un caso come quello in esame, laddove si consideri che gli aspetti determinanti della controversia, e quindi la motivazione del giudizio impugnato, vertono essenzialmente sulla nozione di zona edificabile, e che ciò era prevedibile anche per la ricorrente. Non risulta poi che quest'ultima abbia subito eventuali pregiudizi a livello di garanzie procedurali per non essere intervenuta sulla questione nella fase precedente: essendo in concreto impugnata una modifica d'ufficio del piano regolatore, con riferimento all'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, il potere cognitivo del TPT era infatti analogo a quello del Consiglio di Stato (cfr. sentenza 1A.85/1999 dell'11 dicembre 2000, consid. 6c, parzialmente pubblicata in: RDAT II-2001, n. 78, pag. 319 segg.).