Citation: 2A.195/2002 14.02.2005 E. 1

1.1 Il 29 aprile 2002 A.________ (1945), cittadino italiano, la moglie B.________ (1958) e le figlie D.________ (1982), E.________ (1984) e C.________ (1989), tutte cittadine italo-svedesi, hanno impugnato con un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale la sentenza emessa l'11 marzo 2002 dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino la quale, confermando una decisione del 26 giugno 2001 del Governo ticinese, negava loro il rilascio di permessi di domicilio, rispettivamente il rinnovo dei permessi di dimora. Tale giudizio era fondato, in particolare, sui trattati internazionali conchiusi tra la Svizzera e l'Italia, sulla prassi sviluppata dall'Ufficio federale degli stranieri (ora Ufficio federale della migrazione) nei confronti dei cittadini svedesi e sulla legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri e relativa ordinanza. Nella loro impugnativa i ricorrenti, oltre a contestare il merito della sentenza cantonale, si riferivano all'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione Svizzera, dall'altro, sulla libera circolazione delle persone (di seguito ALC o Accordo; RS 0.142.112.681), il quale è entrato in vigore il 1° giugno 2002.