Citation: 2C_732/2017 E. 3.2.2

3.2.2. Sempre in ottica temporale, condiviso dev'essere d'altra parte il rilievo della Corte cantonale secondo cui quanto affermato in replica, ovvero che il soggiorno all'estero aveva subito delle interruzioni, non era sorretto da nessun tipo di prova. In effetti, il principio inquisitorio - che il ricorrente ritiene in concerto leso - obbliga certo l'autorità a prendere in considerazione d'ufficio i documenti che compongono l'incarto, aspetto che non è qui in discussione. Detto principio non dispensa però le parti dal collaborare all'accertamento dei fatti. In questo contesto, spetta in particolare a queste ultime sostanziare le proprie tesi, informando il giudice sui fatti pertinenti e indicandogli i mezzi di prova che sono disponibili (sentenza 2C_104/2016 del 28 novembre 2016 consid. 5.2 con ulteriori rinvii). Di conseguenza, ritenuto che nella sua risposta del 25 ottobre 2016 l'insorgente si è limitato a sostenere che "il soggiorno non è stato interrotto per un periodo superiore a sei mesi", senza offrire al riguardo prova alcuna, egli non può ora rimproverare alla Corte cantonale di non avere proceduto d'ufficio, cercando e assumendo da sola prove a sostegno dell'affermazione in questione. Simile conclusione vale del resto a maggior ragione alla luce dell'obbligo di collaborazione previsto in modo chiaro dall'art. 90 LStr, che impone (tra l'altro) allo straniero di: (a) fornire indicazioni corrette ed esaustive sugli elementi essenziali per la regolamentazione del soggiorno e (b) fornire senza indugio i mezzi di prova necessari o adoperarsi per presentarli entro un congruo termine (sentenze 2C_104/2016 del 28 novembre 2016 consid. 5.2; 2C_27/2016 del 17 novembre 2016 consid. 2.3.2; 2C_777/2015 del 26 maggio 2016 consid. 3.3, non pubblicato in DTF 142 I 152 e 2C_1140/2015 del 7 giugno 2016 consid. 2.2.3).