Citation: 6B_1150/2018 E. 2.1

2.1. Secondo la tesi difensiva, dopo aver preso il distanziometro, rispettivamente le pinze e averli spacchettati di nascosto, il ricorrente li avrebbe testati e infine abbandonati in un altro reparto perché ritenuti non idonei. Egli avrebbe chiesto di assumere quale prova, oltre agli stralci della videosorveglianza fornite dall'accusatrice privata, anche le riprese video che lo ritrarrebbero nell'azione di abbandonare gli oggetti in questione. Sennonché il Ministero pubblico, tenuto ad assumere le prove a discarico, non sarebbe riuscito a ottenere tali riprese divenute irreperibili a causa della sovrascrizione con le nuove riprese della videosorveglianza. Questa prova, suscettibile di confermare la sua versione e di dimostrare la sua innocenza, sarebbe stata indispensabile, tenuto peraltro conto che la perquisizione effettuata al suo domicilio, alla sua officina e al suo veicolo avrebbe dato esito negativo. In simili circostanze, la sua condanna violerebbe gli art. 6 CPP e 6 CEDU, nonché il principio in dubio pro reo.