Citation: 5A_678/2020 E. 2.2.3

2.2.3. Le ricorrenti ritengono che la decisione di conferire effetto sospensivo all'appello violi l'art. 9 Cost. In primo luogo per il fatto che tale misura non "poteva (...) essere concessa contro una decisione negativa quale la reiezione della richiesta [dell'opponente] di vietare la modifica di domicilio" della figlia. In secondo luogo per il fatto che l'autorità cantonale avrebbe omesso di procedere "alla ponderazione degli interessi, che si impone in ambito di decisioni sull'effetto sospensivo": essa non avrebbe tenuto conto né dell'interesse della figlia a "iniziare al più presto la frequentazione della scuola ad Amsterdam" né di quello della madre (genitore di riferimento della minore) a raggiungere il marito nei Paesi Bassi, mentre avrebbe dato troppo rilievo all'interesse dell'opponente a che le autorità svizzere mantengano la competenza giurisdizionale, considerato peraltro che egli potrebbe comunque ottenere dal Pretore la decisione di merito sul contributo alimentare per la figlia anche dopo l'espatrio (alla luce dell'esclusione di cui all'art. 4 della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori) e rivolgersi alle autorità competenti olandesi se fosse necessario un adeguamento del suo diritto di visita. Conformemente all'art. 315 cpv. 5 CPC, l'autorità di appello può concedere l'effetto sospensivo soltanto in casi eccezionali. Essa dispone però di un ampio potere di apprezzamento, che ha lo scopo di permetterle di valutare le circostanze del caso concreto (DTF 138 III 565 consid. 4.3.1; 137 III 475 consid. 4.1). Vi è arbitrio nell'esercizio del potere di apprezzamento se l'autorità commette un abuso o un eccesso del potere di apprezzamento che ad essa compete. Ciò è il caso, segnatamente, se la decisione si fonda su una valutazione insostenibile delle circostanze del caso concreto, se non tiene conto di fatti rilevanti per il caso di specie oppure se prende in considerazione fatti che non giocano alcun ruolo (v. sentenza 5A_303/2012 del 30 agosto 2012 consid. 4.1 con rinvii, non pubblicato in DTF 138 III 565). Quanto al primo argomento ricorsuale fondato sull'impossibilità di sospendere l'esecuzione di una decisione negativa, va precisato che il provvedimento cautelare pretorile 28 luglio 2020 è negativo soltanto nella misura in cui ha respinto la richiesta dell'opponente di vietare alla madre di modificare il domicilio della figlia, ma è invece positivo - e quindi eseguibile - nella misura in cui, in parziale accoglimento dell'istanza delle qui ricorrenti, ha regolato il contributo alimentare per la figlia e il diritto di visita paterno dopo il suo espatrio (v. supra consid. A.c). La censura di arbitrio cade pertanto nel vuoto. Quanto al secondo argomento ricorsuale, rivolto invece contro la ponderazione degli interessi effettuata dall'istanza inferiore, occorre rilevare che la presa in considerazione dell'interesse dell'opponente al mantenimento della competenza giurisdizionale svizzera risulta conforme alla prassi del Tribunale federale. Esso ha infatti già avuto modo di stabilire che, nel decidere l'effetto sospensivo, occorre far prova di un generale riserbo nei casi di trasferimento del luogo di dimora del figlio all'estero (anche nel caso in cui l'espatrio avviene con il genitore di riferimento del minore), poiché il trasferimento del figlio con il genitore che ne ha la custodia in uno Stato contraente della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori può comportare la perdita della giurisdizione svizzera, di modo che la decisione che autorizza detto trasferimento non potrà più essere esaminata dall'autorità di ricorso. Il Tribunale federale ha però precisato che, se vi è una reale urgenza, togliere rispettivamente non concedere l'effetto sospensivo è anche in questi casi non solo una possibilità, ma un obbligo (DTF 144 III 469 consid. 4.2.2 con rinvii). Ora, le ricorrenti non contestano che, con il loro espatrio nei Paesi Bassi, l'opponente potrebbe perdere la possibilità di far giudicare la questione dell'autorizzazione al trasferimento del luogo di dimora della figlia all'estero dal Tribunale federale. Inoltre, pur essendo comprensibile il loro desiderio di andare a vivere al più presto ad Amsterdam e di evitare alla minore delle difficoltà a livello di inserimento scolastico, esse non riescono a dimostrare che l'autorità cantonale avrebbe sottovalutato in modo insostenibile l'esistenza di una reale urgenza. Alla luce di quanto precede non risulta pertanto che, nell'esercizio dell'ampio potere di apprezzamento che le spettava, l'istanza inferiore sia incorsa nell'arbitrio. La censura va ritenuta infondata.