Citation: 2P.28/2006 24.11.2006 E. 3

3.1 Nel Canton Ticino, il promovimento, il coordinamento ed il sussidiamento delle attività sociali a favore delle persone anziane è disciplinato dall'omonima legge cantonale del 25 giugno 1973 (LAnz). Giusta l'art. 6d LAnz, gli istituti riconosciuti, segnatamente le case di riposo per persone anziane, sono tenuti a prelevare rette commisurate alle condizioni di reddito e sostanza degli ospiti (cpv. 1) e calcolate secondo le direttive del Dipartimento (cpv. 3). In ossequio a tale disposto, il DSS ha pertanto emanato le "direttive concernenti l'applicazione ed il computo delle rette differenziate" (di seguito: la Direttiva). In generale la Direttiva prevede che la retta sia calcolata su di un reddito composto da tutte le entrate di cui l'anziano dispone e da un importo corrispondente ad 1/10 della sostanza, al netto di eventuali debiti e dedotta una quota esente, per una persona sola, di fr. 25'000.-- (punto 2.1); da questo reddito lordo annuale vengono dedotte, in particolare, le imposte, i premi assicurativi, le liberalità a enti di pubblica utilità ed una quota per le spese personali (spillatico) pari al 15% del reddito lordo (punto 3). 3.2 Le direttive - al pari di circolari, istruzioni, promemoria o altri atti simili - non costituiscono norme giuridiche vincolanti, bensì delle istruzioni di servizio ad uso interno mediante le quali un'autorità amministrativa di rango superiore fornisce indicazioni alle istanze subordinate in merito all'interpretazione di determinate norme di legge. Esse servono dunque a favorire un'applicazione uniforme del diritto e a garantire la parità di trattamento. Le istanze di ricorso verificano se le direttive riflettono il senso reale del testo di legge e ne possono tener conto nella misura in cui propongono un'interpretazione corretta ed adeguata al caso specifico (DTF 128 I 167 consid. 4.3; 121 II 473 consid. 2b). 3.3 Laddove controversa è, come in concreto, l'interpretazione e l'applicazione di norme di diritto cantonale, il potere cognitivo del Tribunale federale è di massima limitato all'arbitrio (DTF 132 I 140 consid. 3.2.4). Vi è arbitrio, ai sensi dell'art. 9 Cost., non già quando una soluzione diversa da quella adottata è immaginabile o addirittura preferibile. Occorre per contro che la decisione impugnata risulti manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, gravemente lesiva di una norma o di un chiaro principio giuridico, o in contrasto intollerabile con il sentimento di giustizia e di equità. La decisione deve inoltre essere arbitraria nel suo risultato e non solo nella sua motivazione (DTF 131 I 217 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 49 consid. 4, 8 consid. 2.1). Ritenuto che le critiche di incostituzionalità formulate dalla ricorrente differiscono a seconda degli anni considerati e che il Tribunale federale esamina soltanto le censure espressamente sollevate ed adeguatamente motivate (cfr. consid. 2.3), la relativa verifica va operata separatamente per ciascun ricorso.