Citation: 4C.98/2000 09.11.2000 E. 4

4.- Ammessa l'applicabilità della TOA 1972, l'attore contesta tuttavia la decurtazione di 1/4 della sua pretesa, e ribadisce il suo diritto all'intero onorario. Egli osserva, da un canto, di aver sostanzialmente adempiuto alla totalità degli impegni legati al suo mandato (studio dell'incarto, corrispondenza con la controparte e redazione degli allegati della procedura arbitrale) e, dall' altro, che la sua cliente avrebbe disdetto il mandato abusivamente e in tempo inopportuno. Sostiene infine - pur rinunciando a prevalersene in seguito - che la convenuta avrebbe esplicitamente riconosciuto il debito nei suoi confronti, quando, per il tramite del suo rappresentante, ha dichiarato l'intenzione di procedere al versamento del saldo della fattura del 17 gennaio 1990. a) I giudici cantonali, prescindendo dalle risultanze dell'istruzione probatoria - giudicata poco attendibile e in parte contraddittoria - hanno valutato l'attività svolta dall'insorgente nell'ambito della procedura arbitrale soprattutto sulla scorta dei fatti riepilogati nel lodo. Essi hanno pertanto ritenuto che il mandato ha preso fine il 27 ottobre 1992 con la disdetta da parte della mandante, e che di conseguenza egli non ha assistito quest'ultima sino all'emanazione del lodo arbitrale, datato 5 dicembre 1994. Donde la riduzione di un quarto dell'onorario a suo favore. Ora, gli elementi di fatto e le prove avanzate a sostegno della tesi di un impegno al cento per cento avanzate dall'attore nel suo gravame sono nuovi, siccome privi di riscontro sia negli allegati di prima istanza che in quelli d'appello, per cui vanno dichiarati irricevibili. La loro pertinenza sembra d'altronde dubbia nel caso concreto, visto che la Corte cantonale ha fondato la sua decisione sul fatto - incontestabile - che l'attore non ha rappresentato la propria cliente sino all'emanazione dell'atto finale dell'arbitrato. b) Ad analoga conclusione si deve giungere con riferimento all'asserito abuso di diritto da parte della cliente. A mente dell'insorgente questa avrebbe disdetto anticipatamente il mandato al solo scopo di ridurre la sua nota d'onorario, prevedendo l'esito sfavorevole della vertenza sottoposta al tribunale arbitrale. La riduzione dell' onorario operata dai giudici cantonali verrebbe dunque, in pratica, a premiare un comportamento in malafede della convenuta. Una volta ancora le motivazioni ricorsuali si fondano su accertamenti di fatto che la Corte cantonale non ha nemmeno menzionato nella sua decisione. Essa non si é d'altronde occupata di chiarire le cause della revoca del mandato, giudicandole ininfluenti ai fini del giudizio. c) Pure inammissibili, per le stesse ragioni, sono le critiche rivolte alla Corte cantonale per non aver tenuto conto del riconoscimento di debito da parte della convenuta, per il tramite del suo legale. Sulla scorta degli atti di causa l'autorità ticinese ha infatti stabilito - in maniera vincolante - che mediante la dichiarazione citata la convenuta ha solo consentito all'impostazione data dal patrocinatore alla retribuzione della sua attività, impegnandosi contestualmente a saldare la fattura una volta terminato il procedimento arbitrale.