Citation: 5D_301/2020 E. 3

Con decreto 4 dicembre 2020 la ricorrente è stata invitata a fornire, entro il 17 dicembre 2020, un anticipo delle spese pari a fr. 500.--. Con ulteriore decreto 21 dicembre 2020 alla ricorrente è stato impartito un termine suppletorio non prorogabile per versare l'anticipo richiesto entro il 13 gennaio 2021, con l'avvertenza che in caso di mancato pagamento il ricorso sarebbe stato dichiarato inammissibile (art. 62 cpv. 3 LTF). Gli invii postali, spediti quali atti giudiziari, contenenti tali decreti non sono stati ritirati dalla ricorrente durante il periodo di giacenza postale. In applicazione dell'art. 44 cpv. 2 LTF, la notificazione deve essere reputata avvenuta al più tardi il settimo giorno dopo il primo tentativo di consegna infruttuoso. Dato che gli avvisi di ritiro degli atti giudiziari risultano essere stati depositati nella casella postale della figlia dell'insorgente (espressamente indicata quale recapito nel ricorso qui all'esame) il 7 rispettivamente il 22 dicembre 2020, i decreti vanno considerati notificati il 14 rispettivamente il 29 dicembre 2020. Il semplice e-mail trasmesso dalla ricorrente in data 3 gennaio 2021, con il quale ha chiesto di inviarle l'atto giudiziario contenente il decreto 21 dicembre 2020 per posta A, non costituisce un atto ricevibile in una procedura ricorsuale pendente innanzi al Tribunale federale (art. 42 cpv. 4 LTF; v. sentenza 4A_395/2020 del 22 dicembre 2020, peraltro concernente la figlia dell'insorgente), ciò che la ricorrente non poteva ignorare, considerati i suoi numerosi procedimenti in questa sede. La notificazione per posta A di un decreto si scontrerebbe peraltro con i combinati art. 71 LTF e 10 cpv. 2 PC. Dato che l'anticipo richiesto non è stato versato nel termine suppletorio, conformemente alla comminatoria figurante nel decreto 21 dicembre 2020 il Tribunale federale non può entrare nel merito del ricorso (art. 48 cpv. 4 e 62 cpv. 3 LTF).