Citation: 1B_371/2020 E. 3.5

3.5. La Corte cantonale ha rilevato che gli accertamenti esperiti dall'apertura del procedimento penale fino alla domanda di accesso agli atti del 26 agosto 2019 sarebbero di natura tecnica e che, per questo motivo, un rischio di inquinamento delle prove da parte delle opponenti sarebbe trascurabile. Ha ritenuto che la possibilità per quest'ultime di esaminare gli atti non impedirebbe la conduzione indisturbata del procedimento penale, né ostacolerebbe l'avanzamento dell'inchiesta, come dimostrerebbero gli ulteriori accertamenti istruttori eseguiti dal PP. La CRP ha in sostanza negato l'esistenza di interessi pubblici preponderanti che giustificherebbero un rifiuto di esaminare gli atti. Le opponenti non hanno finora ottenuto l'accesso agli atti, sicché dal semplice fatto che il PP ha eseguito ulteriori, imprecisati, accertamenti istruttori, non può essere dedotto alcunché. Risulta che l'istruzione penale è ancora in corso, ma non è precisato se si trovi in una fase avanzata o meno. Né è stato chiarito se il magistrato inquirente si sia già pronunciato su eventuali richieste probatorie. L'accertamento dei fatti da parte della Corte cantonale è in concreto determinante per il Tribunale federale, che fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). I ricorrenti rimproverano come visto alla casa automobilistica difetti del veicolo, suscettibili di avere influito sulla dinamica dell'incidente. Hanno perciò chiesto all'autorità inquirente di eseguire specifici approfondimenti al riguardo (cfr. sentenza 6B_753/2019, citata, consid. 2.4). Alla luce dei limitati accertamenti contenuti nella sentenza impugnata, non può essere escluso che il magistrato dovrà eseguire ulteriori atti istruttori concernenti il veicolo interessato, in particolare interrogando delle persone legate alle opponenti. Il rischio di una possibile influenza sulle loro dichiarazioni in caso di accesso all'incarto del procedimento penale non può essere definitivamente scartato in questa fase della procedura. Contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte cantonale, un pericolo di collusione non poteva quindi essere escluso in caso di trasmissione dell'intero incarto penale alle opponenti al momento della pronuncia del giudizio impugnato (sentenza 1B_340/2017, citata, consid. 2.4). Considerato l'interesse pubblico alla ricerca della verità e allo svolgimento regolare dell'istruzione penale, la decisione della CRP di confermare l'accesso agli atti accordato dal PP viola pertanto l'art. 101 cpv. 3 CPP. A dipendenza dell'avanzamento dell'inchiesta, una nuova domanda di accesso agli atti potrà se del caso essere presentata nel seguito della procedura (sentenza 1B_340/2017, citata, consid. 2.4). È altresì riservata l'eventuale adozione da parte dell'autorità penale di possibili misure necessarie per evitare abusi e ritardi e per tutelare legittimi interessi al mantenimento del segreto (cfr. art. 102 cpv. 1 CPP; sentenza 1B_33/2014, citata, consid. 3.4).