Citation: 4A_329/2021 E. 3

Giusta la giurisprudenza del Tribunale federale in materia di esecuzione di investimenti o di operazioni di borsa entrano di principio in linea di conto tre diversi tipi di relazione contrattuale: quella di mero conto/ deposito, quella di consulenza agli investimenti e quella di gestione patrimoniale (DTF 144 III 155 consid. 2.1). Con il contratto di gestione patrimoniale il cliente incarica, allo scopo di raggiungere il proprio obiettivo d'investimento, la banca di gestire nel quadro della strategia concordata un determinato patrimonio in modo autonomo dietro pagamento di un onorario. Il contratto di consulenza agli investimenti si differenzia dalla gestione patrimoniale, in cui la banca decide autonomamente quali transazioni effettuare, per il fatto che la decisione di investimento spetta al cliente, assistito dalla banca che lo consiglia (DTF 144 III 155 consid. 2.1.1). In concreto la ricorrente, che nemmeno pretende di aver versato un onorario alla banca riferito alle relazioni detenute a titolo individuale, non può essere seguita quando afferma che il rapporto con l'opponente - che ha portato all'acquisto dei prodotti in discussione - deve essere considerato un contratto di gestione patrimoniale. Anche l'asserzione secondo cui la banca avrebbe agito in virtù di una gestione di affari senza mandato si rivela priva di fondamento. La Corte cantonale ha infatti accertato che agli atti vi sono tre ordini di investimento firmati dalle clienti, che contenevano le necessarie indicazioni e che autorizzavano la banca a procedere agli investimenti. La ricorrente contesta invero tali documenti, considerandoli una sottoscrizione "inabituale e estemporanea"o "incomprensibile", segnatamente perché menzionano unicamente il numero di valore e non anche il nome del prodotto da acquistare. Ciò non basta tuttavia per ritenere che la banca abbia agito senza mandato da parte delle clienti, tantopiù che è pacifico che queste non avevano nemmeno contestato i conteggi di tali operazioni inviati loro successivamente (cfr. sull'obbligo di verifica del cliente la sentenza 4A_539/2021 del 21 febbraio 2023 consid. 7.3.1, con rinvii). In realtà anche dalla ricostruzione contenuta nel gravame emergono gli elementi di un contratto di consulenza agli investimenti, atteso che in questa viene esplicitamente indicato che "la decisione di investimento veniva fatta dalla banca in comune con la ricorrente e la sorella"; in altre parole quest'ultime decidevano se avallare o meno quanto proposto loro dalla banca.