Citation: 8C_601/2022 E. 6.4.1

6.4.1. Ai fini del presente giudizio, va anzitutto rilevato che nel 2017 l'INSAI ha effettivamente riconosciuto una ricaduta che, analogamente a quella in oggetto, era principalmente determinata da un importante aumento della spasticità spinale a livello lombare con concomitante sintomatologia algica invalidizzante con sindrome radicolare irritativa e nell'ambito della quale il ricorrente si era già sottoposto all'infiltrazione delle faccette articolari L1-L3. I medici del Centro B.________ delle sedi di D.________ e E.________ avevano diagnosticato un'artrosi nei segmenti confinanti dorsali T12-L2, nel senso di una osteocondrosi e spondiloartrosi, a fronte della quale avevano prospettato all'insorgente di sottoporsi a un intervento chirurgico spinale nel caso in cui l'effetto dell'infiltrazione alle faccette articolari non fosse di lunga durata e non garantisse un effetto a lungo termine. Con rapporto del 23 ottobre 2017 il Dr. med. F.________ (dell'ambulatorio ticinese del Centro B.________) ha infatti constatato una discopatia del tratto lombare prossimale con scivolamento dorsale L1-L2 su L3 rilevando che "[i]n entrambi i livelli i dischi mostrano fenomeni di tipo degenerativo, sporgono circonferenzialmente con maggior impegno in sede postero-laterale e intra-foraminale sinistra. [...] Basandosi sull'evidenziazione di un importante degenerazione dei dischi e degli importanti segni di osteocondrosi nei segmenti esaminati si postula una importante spondiloartrosi che può senza dubbio attivare l'importante spasticità lamentata dal paziente.". Stabilizzata la situazione, il ricorrente è stato dichiarato in grado di riprendere l'esercizio della sua professione in misura del 70% a contare dal 26 agosto 2019 e, pertanto, abile nella misura della rendita d'invalidità in vigore.