Citation: 2C_630/2016 E. 11.3

11.3. Il Giudice delegato, dopo avere elencato quanto addebitato all'insorgente, ossia il fatto di avere effettuato, in seguito ad uno scambio di pazienti, una mastectomia totale di entrambi i seni invece di asportare un piccolo carcinoma al seno sinistro; l'avere redatto un rapporto postoperatorio e di uscita non corrispondenti alla realtà di quanto accaduto; l'avere dato disposizioni affinché non si riferisse dell'episodio e, infine, l'avere lungamente tardato nell'informare la paziente e le persone a lei prossime dell'errore in cui era incorso, ne ha concluso che non si poteva escludere l'eventualità che l'interessato non poteva più essere ritenuto degno di fiducia oltre ad apparire sprovvisto della necessaria buona reputazione. Egli ha poi rammentato gli importantissimi beni di polizia che un medico era chiamato a proteggere (tutela dei pazienti e della loro salute; fiducia assoluta delle autorità nel corpo medico) e il ruolo centrale ricoperto dalla figura del medico nel sistema sanitario. Ha concluso osservando che gli interessi pubblici apparivano prevalenti sull'interesse privato dell'insorgente a potere svolgere la propria attività professionale sino alla conclusione del procedimento ricorsuale da lui promosso, motivo per cui l'effetto sospensivo al ricorso andava revocato e l'autorizzazione per il libero esercizio e l'esercizio indipendente della professione di medico ritirata.