Citation: 4A_543/2020 E. 4.2

4.2. Il ricorrente fa valere una violazione del divieto di diniego di giustizia formale, una del divieto dell'arbitrio (art. 29 e 9 Cost.) e una dell'art. 311 cpv. 1 CPC, perché i giudici cantonali avrebbero reputato a torto inammissibile il punto 1 del suo appello. Richiamati alcuni passi della decisione pretorile (pag. 3, 4 e 5) e riassunti taluni punti del suo appello (da pag. 3 a pag. 9, lett. a-e), egli conclude che vi sarebbe stata "una trattativa seria, trasparente e approfondita nella quale il convenuto ha fatto tutte le sue debite verifiche sul gruppo C.________ AS, quindi non un inseguimento durato mesi"; di conseguenza, secondo il principio dell'affidamento, la dichiarazione dell'opponente andava interpretata come un'accettazione (appello, sub a-b). La bozza del contratto preparata dall'avv. E.________, che l'opponente non ha sottoscritto perché il prezzo delle azioni era troppo alto, non precluderebbe un accordo in base al documento del 27 aprile 2016. Le parti erano uomini d'affari sperimentati "e la vendita di azioni in borsa o fuori borsa avviene per volumi e importi di contrattazione giornalieri molto più importanti e con scambi senza formalità, anche solo al telefono" (appello sub b-c). L'opponente, poi, avrebbe dichiarato di rinunciare all'operazione a D.________, il quale però non si sarebbe occupato della vendita delle azioni di C.________ AS. Il ricorrente afferma che dalla sua reazione del 4 maggio 2016 non si potrebbe dedurre che egli non avesse ritenuto la firma del documento del 27 aprile 2016 un'accettazione di acquisto, dato che il 28 aprile 2016 si era riferito "al nostro accordo di ieri, confermando così la sua convinzione di buona fede che l'affare con il doc. D era stato concluso". L'atto del 27 aprile 2016, infine, sarebbe il negozio obbligatorio per cui "il convenuto aveva la possibilità di acquistare le azioni", e tale possibilità poteva realizzarsi solo con l'atto traslativo. In simili condizioni la Corte cantonale non poteva reputare irricevibile il suo appello.