Citation: 1P.235/2004 17.05.2004 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 129 II 453 consid. 2, 128 I 177 consid. 1). 1.2 La decisione impugnata, che respinge un ricorso inoltrato contro l'atto di accusa, non pone fine alla procedura: essa concerne infatti solo una fase del procedimento penale aperto nei confronti del ricorrente e assume una funzione puramente strumentale rispetto a quella destinata a concluderlo, costituendo pertanto una decisione incidentale (DTF 120 Ia 260 consid. 2b, 117 Ia 247 consid. 1, 116 Ia 177 consid. 2a). 1.3 In questo caso, secondo l'art. 87 OG (in vigore dal 1° marzo 2000 con un nuovo tenore), non trattandosi di decisione pregiudiziale o incidentale sulla competenza o su una domanda di ricusazione notificata separatamente dal merito (cpv. 1), il ricorso di diritto pubblico è ammissibile soltanto se la decisione impugnata possa cagionare un pregiudizio irreparabile (cpv. 2); se il ricorso di diritto pubblico contro quest'ultima pronunzia non è ammissibile o non è stato interposto, le decisioni pregiudiziali e incidentali interessate possono essere impugnate soltanto mediante ricorso contro la decisione finale (cpv. 3): la menzionata giurisprudenza è stata confermata anche sotto il regime del nuovo art. 87 OG (DTF 128 I 215 consid. 2, 127 I 92 consid. 1c). 1.3.1 Il ricorrente, richiamando gli art. 6 n. 3 lett. a CEDU, 32 cpv. 2 Cost. e 10 cpv. 2 Cost./TI, fa valere che la decisione impugnata, che rinvierebbe di fatto a una tardiva valutazione della correttezza dell'atto di accusa al giudice del merito, gli causerebbe un pregiudizio giuridico irreparabile secondo l'art. 87 cpv. 2 OG, poiché non gli permette di essere informato il più presto possibile e compiutamente sulle imputazioni contestategli, con conseguente pregiudizio irreparabile del diritto a una difesa tempestiva e una possibile "illegittima esposizione alla sorpresa processuale", in particolare nella fase dell'istruzione dibattimentale. Il ricorrente lamenta "l'incertezza dei significati" dell'atto di accusa e della decisione della CRP, giudizio quest'ultimo che sarebbe idoneo a "compromettere seriamente e definitivamente l'impostazione della strategia difensiva, che potrebbe derivare dalla tendenziale definitività della situazione di fatto da accertare processualmente nel dibattimento di prima istanza". Il ricorrente ravvisa il pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 87 cpv. 2 OG nella "ricostruzione consapevole ed informata della realtà processuale rilevante nel giudizio penale, immediata, unica ed irripetibile". 1.3.2 I generici e teorici nocumenti addotti dal ricorrente non comportano, manifestamente, un pregiudizio irreparabile di natura giuridica, ossia uno svantaggio che nemmeno una decisione finale a lui favorevole eliminerebbe interamente. Un prolungamento della durata della vertenza o un aumento dei suoi costi comporta solo pregiudizi fattuali e non giuridici (DTF 127 I 92 consid. 1c); la stessa conclusione vale per gli inconvenienti legati allo svolgimento di un processo penale. Secondo la costante giurisprudenza, l'atto d'accusa, con cui una persona viene deferita alla Corte di merito perché la giudichi, non è infatti considerato decisione incidentale arrecante danno irreparabile (DTF 115 Ia 311 consid. 2c, 114 Ia 179 pag. 181 in fine, 98 I 326; causa 1P.359/2000, sentenza del 28 giugno 2000, consid. 1b). Le argomentazioni del ricorrente, inutilmente ripetitive, non inducono a scostarsi da questa prassi invalsa. 1.3.3 Il ricorrente, limitandosi a richiamare il termine (prorogabile) di dieci giorni per la notifica delle prove (art. 227 cpv. 2 CPP/TI) non dimostra perché, in sede di dibattimento, il giudice del merito non potrebbe esaminare l'asserita lesione dei suoi diritti costituzionali, segnatamente quelli della difesa, di un equo processo e del principio accusatorio (al riguardo cfr. DTF 126 I 19 consid. 2a e c con rinvii). Queste generiche censure potranno essere esaminate, se del caso, nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico contro un'eventuale decisione cantonale di condanna di ultima istanza (DTF 128 I 215 consid. 2.1 e 2.2, 124 IV 145 consid. 1, 116 Ia 202 consid. 2b, 455; causa 1P.105/ 2001, sentenza del 28 maggio 2001, consid. 1b, apparsa in RDAT II-2001 n. 58 pag. 227; causa 1P.96/2002, sentenza del 14 marzo 2002, consid. 2.2). Del resto, qualora si prospetti una pena più severa, l'accusato può dedurre direttamente dal diritto di essere sentito (cfr. anche l'art. 250 CPP/TI) la facoltà di esprimersi su una qualificazione giuridica della fattispecie diversa dall'atto di accusa (DTF 126 I 19 consid. 2a e c). Gli invocati nocumenti non sono d'altra parte, contrariamente all'assunto ricorsuale, assimilabili al pregiudizio irreparabile derivante, di massima, dal rifiuto dell'assistenza giudiziaria (DTF 126 I 207 consid. 2a e b; cfr. anche DTF 129 I 129 consid. 1.1, 281 consid. 1.1).