Citation: 1A.283/2003 18.11.2004 E. 4

4.1 Contrariamente all'assunto ricorsuale, non può essere esclusa una certa connessione tra l'inchiesta estera e gli atti litigiosi, come il Tribunale federale ha accertato nella causa parallela 1A.282/2003. 4.2 Dalla domanda estera e dai complementi risulta che i sospetti concernono le modalità di cessione della società H.________, posta in amministrazione straordinaria a scopo di risanamento, la determinazione del relativo prezzo e la titolarità della società acquirente. Secondo l'autorità richiedente, in tale ambito, il Ministero dell'Industria italiano ritenne più vantaggiosa l'offerta di acquisto, sostenuta anche da alcuni imprenditori italiani, formulata dalla G.________, poiché pareva rispondere meglio ai fini della legge, prospettare commesse più ampie, in particolare turche, e godere del favore di più organi sociali. Ciò anche se l'altra offerta, quella della L.________, società costituita da alcuni dirigenti della vecchia H.________, era sensibilmente più vantaggiosa dal profilo meramente economico. Con decreto del 31 luglio 1998 il Ministero dell'Industria, viste le garanzie fornite dal governo turco, aggiudicò la H.________ alla G.________. Per formalizzare l'atto di acquisto, considerato che l'acquirente era una fondazione pubblica turca, alla quale non potevano partecipare gli imprenditori italiani, venne costituita una nuova società, la I.________, di cui la G.________ deteneva il 51% delle azioni. Nel contratto di compravendita tra la H.________ e la I.________ fu stabilito che il prezzo di acquisto sarebbe stato composto da un importo prestabilito da integrare a dipendenza del chiarimento di alcune voci contabili, come le rimanenze, e dell'imputazione di contratti in corso con un importo da determinare da un arbitratore terzo, in definitiva la M.________, una società di revisione contabile di W.________, il cui responsabile era l'indagato A.________. Secondo la relativa valutazione, contrariamente a quanto si attendeva, non era l'acquirente I.________ a dovere versare un conguaglio alla H.________, ma quest'ultima alla prima. 4.3 Nel frattempo le relazioni tra i soci turchi e quelli italiani della I.________ si deteriorarono. Nel giugno 2000, quando la partecipazione della G.________ alla I.________ era già stata ridotta al 17% e l'indagato B.________, che in precedenza durante la fase di valutazione intesa a stabilire l'offerta più favorevole era capo della segreteria tecnica del Ministro dell'Industria, nel gennaio 2000 era stato nominato, con retribuzione, nel consiglio di amministrazione della I.________, la G.________ cedette ogni partecipazione alla I.________ alla società portoghese X.________ Lda. Del trasferimento di queste azioni si occupò P.________, fiduciario degli acquirenti, nominato poi procuratore della società, che davanti agli inquirenti ha dichiarato che la X.________ Lda fu reperita per il tramite dell'avv. Y.________. Rilevato che non è ancora chiaro a chi sia riconducibile questa società, l'autorità richiedente precisa che per individuare l'effettiva titolarità della X.________ Lda e chiarire le vicende connesse al trasferimento della H.________ alla I.________, è necessario udire il citato legale e perquisire il suo studio, presso il quale sarebbe domiciliata la società portoghese. Da alcune dichiarazioni risulterebbe che questa farebbe capo a N.________, tra l'altro presidente della O.________, di cui P.________ è direttore commercialista e responsabile della finanza straordinaria. Secondo P.________, nominato procuratore speciale della X.________ Lda, l'avv. Y.________ o altri diedero disposizioni a una banca di compiere il bonifico sul conto della G.________; quest'ultima, ricevuta conferma dell'accredito della somma presso una banca di Lugano, girò le azioni. Non è noto da quale conto è stato versato l'importo. 4.4 L'autorità italiana sottolinea che nell'ambito della determinazione del prezzo di compravendita della H.________ da parte della I.________ venne stabilito che i ricavi e le spese anteriori al 31 ottobre 1998 sarebbero stati a beneficio rispettivamente a carico della venditrice, quelli successivi dell'acquirente. Nel 1999 la I.________ aveva emesso fatture per il pagamento di prestazioni che la H.________ riteneva anteriori a questa data e quindi di sua spettanza; essa ritiene pertanto che la I.________ si sarebbe in tal modo appropriata di somme che non le spettavano. Questo criterio temporale doveva servire anche all'arbitratore per determinare il conguaglio del prezzo di compravendita. Sorprendentemente, la sua conclusione fu che alla venditrice non spettava alcun conguaglio sul prezzo di 66 miliardi di lire, ma ch'essa doveva restituirne all'acquirente circa 15. La venditrice ha impugnato la decisione dell'arbitratore per dolo dinanzi al Tribunale civile di W.________: la causa civile è in corso. Il perito giudiziario è giunto a un risultato opposto a quello dell'arbitratore. Sulla base di questi fatti, l'autorità richiedente procede nei confronti di A.________ per favoreggiamento reale (art. 379 CP italiano) e per corruzione e abuso di ufficio contro B.________ (art. 318 e 323 CP italiano). 4.5 Nel complemento rogatoriale del 15 maggio 2003, l'autorità estera aggiunge che, sulla base di un giudizio limitato ai dati finora raccolti, i reati imputati agli inquisiti attengono a due fasi distinte della vicenda, tra le quali in questo momento non è emersa una stretta e diretta connessione. L'ipotesi di favoreggiamento attiene al fatto che la I.________ aveva emesso fatture nei confronti di terzi e incassato delle somme prima del compimento da parte di M.________ del suo incarico. Secondo la H.________, che ha formulato denuncia per il reato di truffa a carico di ignoti, la I.________ avrebbe violato la clausola contrattuale che fissava una data precisa per determinare le rispettive prestazioni. Quest'ultima emettendo tali fatture, avrebbe fatto credere al debitore di esserne il reale creditore, danneggiando in tal modo la H.________. La società di revisione di A.________, invece di far luce su questo punto, ha ritenuto in maniera inaspettata che sarebbe stata la cedente a dover versare un importo all'acquirente: l'ipotesi accusatoria è che ciò sarebbe avvenuto con dolo per favorire la I.________, consentendole di assicurarsi il profitto del precedente reato. Nell'ambito della causa civile promossa dalla H.________, una perizia d'ufficio ha smentito il referto appena menzionato, ravvisando un debito a carico della I.________ nei confronti dell'altra società. 4.6 L'autorità estera precisa che, non essendo ancora chiaro a chi sia riconducibile la X.________ Lda, appare necessario udire su questo punto il ricorrente, visto che, secondo P.________, che aveva parlato della questione proprio con il legale, la società sarebbe domiciliata presso lo stesso studio legale. P.________, nominato procuratore speciale della X.________ Lda grazie a una procura inviatagli dal ricorrente, ha dichiarato che il pagamento avvenne nel seguente modo: egli, dallo studio di un notaio, telefonò al ricorrente comunicandogli che ogni documento era in regola; l'avvocato, o chi per lui, diede quindi disposizione a una banca di effettuare un bonifico sul conto della G.________; in seguito i rappresentanti turchi, sempre dallo studio del notaio, contattarono la loro banca e, verificato l'avvenuto accredito, conclusero l'operazione con il trasferimento delle azioni. Non è tuttavia noto da quale conto il ricorrente ha effettuato il citato bonifico. L'autorità richiedente presume che il ricorrente sappia a chi sia riconducibile la X.________ Lda. Precisa che la richiesta perquisizione presso lo studio legale persegue lo scopo di ricostruire l'identità dei soggetti cui fa capo la X.________ Lda e che la posizione del ricorrente è quella di un terzo in possesso di atti necessari per l'accertamento dei fatti e non quella di indagato. Rileva inoltre che la perquisizione dello studio legale è stata autorizzata con provvedimento 14 maggio 2003 del Giudice per le indagini preliminari. In un ulteriore complemento, sul quale è stata tralasciata la data, l'autorità richiedente rileva che, sulla base di nuovi fatti e da informazioni trasmesse dal Portogallo, la Z.________ SA di Lugano risulterebbe avere partecipato all'acquisto litigioso per conto di terzi; sottolinea inoltre che è evidente che non solo il ricorrente, ma anche gli amministratori della citata fiduciaria e in particolare D.________, potrebbero conoscere i soci effettivi della X.________ Lda. 4.7 Contrariamente all'implicito accenno ricorsuale, la domanda estera adempie le esigenze formali degli art. 14 CEAG e 28 AIMP, in quanto tali disposizioni esigono segnatamente ch'essa indichi il suo oggetto e il motivo, come pure la qualificazione giuridica dei reati e presenti un breve esposto dei fatti essenziali, al fine di permettere alla parte richiesta di esaminare se non sussista una fattispecie per la quale l'assistenza dovrebbe essere negata (DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). Queste norme non implicano per la parte richiedente l'obbligo di provare la commissione del reato, ma solo quello di esporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali fonda i propri sospetti, per permettere alla parte richiesta di distinguere la domanda da un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove (v. su questo tema DTF 129 II 97 consid. 3.1, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a pag. 243, 118 Ib 547 consid. 3a). Al riguardo, il ricorrente si limita del resto a rilevare che il reato d'abuso di ufficio rimproverato a A.________ non avrebbe alcuna connessione con il territorio svizzero: la critica manifestamente non regge, visto quanto esposto nella rogatoria. Pure la circostanza che il ricorrente e i suoi mandanti non conoscerebbero gli accusati è ininfluente. 4.8 Il ricorrente, adducendo semplicemente che l'esposto dei fatti non dimostrerebbe un suo coinvolgimento, suffragato da indizi oggettivi, nei fatti oggetto d'inchiesta, disconosce sia che l'autorità richiedente non deve, come si è visto, provare la commissione del prospettato reato, sia che il giudice svizzero dell'assistenza non deve esaminare il quesito della colpevolezza o procedere a una valutazione del (contestato) mezzo di prova (DTF 122 II 367 consid. 2c, 118 Ib 111 consid. 5b pag. 122 in alto, 547 consid. 3a, 107 Ib 264 consid. 3a). Nella fattispecie la necessità di verificare l'eventuale commissione dei reati è comunque resa verosimile. Il ricorrente, sostenendo che non sussisterebbe alcuna connessione tra il suo agire e l'inchiesta italiana, conclude per l'inammissibilità della rogatoria. Egli misconosce, tuttavia, che neppure l'eventuale qualità di persona fisica o giuridica non implicata nell'inchiesta all'estero consente a priori di opporsi alle misure di assistenza. Basta, infatti, che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga; ora, questa eventualità si verifica in concreto e ciò senza che siano necessarie una sua implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine; cfr. Zimmermann, op. cit., n. 227). La consegna delle informazioni litigiose è giustificata e idonea a far progredire le indagini: la sua utilità potenziale è data (DTF 126 II 258 consid. 9c). Per di più, l'assistenza dev'essere accordata non soltanto per raccogliere ulteriori prove a carico del presunto autore del reato, ma anche per acclarare, come nella fattispecie, se i reati fondatamente sospettati siano effettivamente stati commessi (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). Spetterà all'autorità italiana verificare l'attendibilità delle dichiarazioni litigiose. Competerà infatti al giudice straniero del merito esaminare se l'accusa potrà esibire o no le prove degli asseriti reati (DTF 122 II 367 consid. 2c), atteso che non emergono elementi atti a far ritenere che la rogatoria sia addirittura abusiva (cfr. DTF 122 II 134 consid. 7b). In effetti non spetta all'autorità di esecuzione né al giudice svizzero dell'assistenza, nel quadro di una valutazione sommaria e «prima facie» dei mezzi di prova, eseguire o far eseguire indagini sulla credibilità di testimoni o di indagati per quanto concerne l'attendibilità di loro dichiarazioni o, in generale, di altri mezzi di prova (DTF 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88, 112 Ib 347 consid. 4; cfr. anche DTF 122 II 373 consid. 1c pag. 376). Trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove, spetterà alle autorità italiane risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 118 Ib 547 consid. 3a in fine pag. 552).