Citation: 1S.46/2005 18.11.2005 E. 1

che in tale ambito ha stabilito che l'art. 52 cpv. 1 PP, norma posta a fondamento del contestato giudizio, può essere interpretato in maniera conforme agli art. 31 cpv. 3 Cost. e 5 n. 3 CEDU qualora l'autorità che decida sulla domanda di libertà provvisoria non sia identica a quella che promuove l'accusa nel merito, la distinzione tra il controllo iniziale della detenzione preventiva ai sensi dell'art. 47 cpv. 2 PP e il rifiuto della domanda di messa in libertà secondo l'art. 52 cpv. 2 PP non essendo decisiva; che, quindi, quando il MPC intende opporsi alla domanda di libertà provvisoria, esso deve trasmettere la causa per decisione al Giudice istruttore federale (consid. 1.3 e 1.4); che la circostanza per la quale in concreto il ricorrente il giorno seguente alla convalida dell'arresto da parte del Giudice istruttore federale ha inoltrato una domanda di scarcerazione al MPC, impugnando contemporaneamente sia la decisione di convalida sia il rifiuto di scarcerazione, non impone, per evidenti motivi di celerità, di esaminare la legalità della prima decisione, peraltro superata dalla seconda, a maggior ragione ritenuto che sia la Corte dei reclami penali sia il ricorrente si esprimono in sostanza soltanto sulla decisione del MPC; che nel frattempo la detenzione dev'essere comunque mantenuta per effetto della sentenza del Tribunale federale (consid. 1.5); che, in applicazione di questa giurisprudenza, dalla quale non v'è motivo di scostarsi, si giustifica di accogliere parzialmente il ricorso; che per il resto va rilevato come le censure relative all'asserito diniego di accesso agli atti sarebbero inammissibili, visto che queste questioni, come quelle inerenti all'assistenza giudiziaria e all'indennità del difensore, non costituiscono misure coercitive ai sensi dell'art. 33 cpv. 3 lett. a LTPF (DTF 131 I 52 consid. 1.2.3 pag. 55 e rinvii; sentenza 6S.15/2005 del 12 maggio 2005); che, visto l'esito del gravame, la domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio diventa senza oggetto. Per questi motivi, visto l'art. 36a OG, il Tribunale federale pronuncia: