Citation: 8C_321/2024 E. 5.2

5.2. Il ricorrente sostiene che soltanto dopo la caduta del mese di marzo 2022 avrebbe iniziato ad avere dolori alla schiena, i quali permarrebbero ancora oggi. Per mesi i vari medici specialisti consultati non si sarebbero mai accorti della rottura della vite in questione, ciò che dimostrerebbe quanto essa non sarebbe palesemente visibile come indicato dai medici dell'opponente. Le conseguenze della caduta non sarebbero poi soltanto "moderate", come comprovato dall'operazione chirurgica avvenuta a dicembre 2022 non appena i medici si sarebbero accorti della rottura della vite. L'infortunio avrebbe causato ben di più del peggioramento di una pregressa lieve rottura di una semplice vite. Il ricorrente ricorda che già in passato, prima di tale rottura dopo l'infortunio, era stato operato dopo che un'altra vite si era rotta, causandogli un dolore tale da impedirgli di lavorare. Potendo però lavorare per tutto il 2021 fino al mese di marzo 2022, egli non avrebbe avuto dolori debilitanti dal punto di vista lavorativo. Nessun rapporto medico allestito tra il mese di settembre 2021 fino all'infortunio indicherebbe l'esistenza di dolori tali da rendere il ricorrente inabile al lavoro. Il ricorrente lamenta poi che non vi sarebbe stata una visita medica e tantomeno che non sarebbe stato interpellato un terzo medico indipendente, nonostante la presenza di rapporti medici contraddittori, il che costituirebbe una violazione del diritto di essere sentito, come pure del diritto ad essere giudicato in maniera indipendente ed oggettiva.