Citation: 5A_504/2021 E. 2.1

2.1. La ricorrente, infatti, asserisce che il riconoscimento in tale documento del preteso rapporto di filiazione dell'opponente con il de cuius confermato dai Giudici cantonali nella sentenza impugnata sarebbe arbitrario (art. 9 Cost.), lesivo della parità di trattamento (art. 8 Cost.) e delle garanzie procedurali generali, in particolare del diritto di essere sentito (art. 29 Cost.), poiché si baserebbe su una semplice fotocopia dell'atto di riconoscimento firmato il 12 gennaio 1996 dall'ufficiale di stato civile del Comune di Milano, peraltro prodotto in causa dall'opponente solo dopo aver a lungo temporeggiato e aver adottato un atteggiamento evasivo e irrispettoso, cui mancherebbe l'apostilla prevista dalla Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 che sopprime la legalizzazione degli atti pubblici esteri (RS 0.172.030.4). A suo dire, a torto il Tribunale cantonale avrebbe avallato la valenza probatoria di un simile documento rispetto all'esistenza di un rapporto di filiazione ai sensi del diritto italiano, tanto più che vi sarebbe una serie di ulteriori circostanze suscettibili di mettere in discussione l'esistenza di tale rapporto.