Citation: 6B_1236/2023 E. 2.1

2.1. Il diritto di essere sentito, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e sancito dagli art. 3 cpv. 2 lett. c e 107 CPP, conferisce all'interessato in particolare il diritto di esprimersi sulla causa prima che sia presa una decisione che concerne la sua situazione giuridica (DTF 148 II 73 consid. 7.3.1; 144 I 11 consid. 5.3). Secondo la giurisprudenza, prima di pronunciarsi in seguito a una sentenza di rinvio del Tribunale federale, l'autorità cantonale deve accordare il diritto di essere sentito agli interessati, ciò che di regola implica che conceda alle parti un'ulteriore occasione per esprimersi. È possibile derogare a questo principio solo ove l'autorità cantonale non disponga di alcuna latitudine di giudizio. Il diritto di esprimersi dopo il rinvio pronunciato dal Tribunale federale dipende pertanto dalla natura delle questioni che occorre ancora dirimere (DTF 119 Ia 136 consid. 2e). Il diritto di essere sentito ha una natura formale e la sua lesione comporta di regola l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalla fondatezza del gravame nel merito (DTF 144 IV 302 consid. 3.1). Esso tuttavia non è un diritto fine a sé stesso, ma costituisce un modo di evitare che una procedura giudiziaria sfoci in un giudizio viziato a causa della violazione del diritto delle parti di partecipare al procedimento, segnatamente all'assunzione delle prove. La parte ricorrente che si duole di non essere stata associata a un atto procedurale deve dunque indicare cosa avrebbe fatto valere dinanzi all'istanza precedente se il suo diritto di essere sentito fosse stato rispettato e spiegarne la pertinenza. Qualora non sia possibile ravvisare quale influsso la violazione del diritto di essere sentito abbia avuto sul procedimento, non si giustifica di annullare la decisione impugnata (DTF 147 III 586 consid. 5.2.1; 143 IV 380 consid. 1.4.1).