Citation: 4A_497/2010 17.11.2010 E. 4

In concreto, ai fini del suo giudizio il Tribunale d'appello ha applicato gli art. 4 e 6 della Legge federale sul contratto d'assicurazione del 2 aprile 1908 (LCA; RS 221.229.1), nella versione in vigore sino al 31 dicembre 2005. 4.1 In primo luogo ha ricordato la giurisprudenza secondo la quale il comportamento reticente va valutato con criteri soggettivi e oggettivi, che impongono all'assicurato di dichiarare non solo i fatti rilevanti per l'apprezzamento del rischio che conosce, ma anche quelli che gli dovrebbero essere noti nelle circostanze particolari del suo caso, tenendo conto di intelligenza, formazione ed esperienza, nonché delle regole della buona fede. I giudici cantonali hanno in seguito precisato che la dichiarazione dell'assicurato è limitata ai fatti importanti per l'apprezzamento del rischio e che sono presunti tali quelli per i quali l'assicuratore ha formulato delle domande scritte, da formularsi in maniera chiara e non equivoca, sotto pena dell'interpretazione a sfavore dell'assicuratore (Unklarheitsregel). 4.2 Passando all'esame della fattispecie, i giudici cantonali hanno costatato che al momento della conclusione del contratto l'assicurata aveva risposto negativamente alla domanda n. 9 dell'apposito formulario, con la quale le si chiedeva se soffrisse o avesse sofferto negli ultimi 10 anni di diverse affezioni, tra le quali "disturbi o malattie psichiche". In realtà, negli anni 2002 e 2003 essa aveva seguito "un trattamento consistente in incontri settimanali, dapprima individuali e poi di gruppo presso una psicologa FSP e psicoterapeuta FSP". La Corte ticinese si è quindi chiesta se questa terapia, non prescritta da un medico psichiatra, equivalesse a disturbo o malattia psichica. Valutando le prove agli atti, in particolare le deposizioni del medico curante e della specialista, ha considerato che l'assicurata si era rivolta a quest'ultima "per una consulenza professionale e per un aiuto nella gestione della relazione con la madre'', senza che avesse, perlomeno fino all'estate del 2003 "coscienza di essere affetta da una depressione latente". Neppure il rimborso del trattamento da parte della cassa malati, ha soggiunto la Corte cantonale, poteva darle consapevolezza della malattia. 4.3 Infine, è stato respinto l'argomento dell'assicurazione secondo cui l'assicurata sarebbe stata reticente anche nelle risposte alle domande n. 8 e 12 della proposta di assicurazione, per avere "sottaciuto l'esistenza dell'ulcera e della sindrome lombo vertebro lombare e vertebro toracale'': queste affezioni erano note già al momento della stipulazione del contratto e, in ogni caso, il recesso è stato dichiarato soltanto con riferimento ai disturbi e alle malattie psichiche oggetto della domanda n. 9.