Citation: 1C_567/2008 17.04.2009 E. 5

5.1 Richiamando una sentenza della Corte cantonale e tre giudizi del Tribunale federale, il ricorrente ritiene il provvedimento sproporzionato e lesivo del principio della parità di trattamento, siccome la sanzione pronunciata nei suoi confronti sarebbe analoga a quelle inflitte in casi diversi. 5.2 Un'eventuale disparità di trattamento nella commisurazione della durata della revoca violerebbe, di regola, anche i criteri determinanti al riguardo secondo la LCStr. La censura di violazione del principio della parità di trattamento nell'ambito della revoca della licenza di condurre deve quindi essere vagliata alla stregua di quella concernente la violazione delle pertinenti norme del diritto federale. In questo senso, una violazione del principio costituzionale può entrare in considerazione solo in casi eccezionali, qualora una revoca fondata sui criteri del diritto della circolazione stradale condurrebbe a una disparità di trattamento oggettivamente ingiustificata, lesiva dell'art. 29 Cost. (cfr. sentenza 6A.76/1995 del 5 dicembre 1995, consid. 3b). 5.3 Come visto, il provvedimento pronunciato nei confronti del ricorrente è fondato su una corretta applicazione del diritto federale, segnatamente dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr. Parimenti, la commisurazione della durata della revoca della licenza di condurre corrisponde al minimo legale ed è quindi conforme all'art. 16 cpv. 3 in relazione con l'art. 16c cpv. 2 lett. a LCStr. Una disparità di trattamento, come del resto una violazione del principio della proporzionalità, appaiono pertanto d'acchito escluse. I casi evocati dal ricorrente non sostanziano d'altra parte alcunché al riguardo, perché concernono fattispecie diverse da quella in esame, che non consentono un confronto delle infrazioni (cfr., sulla nozione di disparità di trattamento, DTF 130 I 71 consid. 3.6 e rinvii). In effetti, la sentenza del 9 gennaio 2007 della Corte cantonale concerne un sorpasso sulla destra in autostrada, mentre le sentenze del 19 giugno 1998 (DTF 124 II 475) e del 1° novembre 2007 (1C_162/2007) del Tribunale federale riguardano in particolare due casi di eccessi di velocità (e altre infrazioni) commessi pure in autostrada, il primo oltretutto sotto l'egida del diritto previgente. Il giudizio del 19 settembre 2007 della Corte di diritto penale (6B_264/2007) concerne infine un superamento di velocità all'esterno della località, ma, diversamente dal caso in esame, sull'entità dell'eccesso di velocità esistevano dubbi, non essendo tra l'altro stato dedotto il margine di tolleranza. Per quanto ammissibile, anche questa censura è quindi infondata.