Citation: 1B_444/2018 E. 2.5

2.5. La censura è fondata. In effetti, in definitiva, la scarna motivazione di dissequestrare parzialmente gli averi litigiosi con riferimento al principio di proporzionalità appare incoerente: in modo più appropriato, nell'ipotesi di una condanna dell'imputato, dell'avvenuta violazione del principio di celerità potrà se del caso essere tenuto conto dal giudice del merito nella fissazione della pena. Decisivo in concreto è del resto il fatto che, dopo oltre nove anni d'inchiesta, né dalla decisione impugnata né dalle osservazioni del PP è possibile scorgere l'indispensabile accurato accertamento dei fatti, per lo meno nelle grandi cifre, sul prospettato danno globale subito dalle parti lese. Al proposito si può rilevare che nella risposta al ricorso il PP, osservato che la banca è fallita con ammanchi di oltre CHF 20 milioni, precisa che al momento del sequestro, il 23 dicembre 2008, sul conto della B.________Inc. erano depositati Euro 4'342'964.84, da ipotizzare sulla base di indizi concreti quale frutto delle malversazioni operate da A.________, sul cui conto vi erano Euro 6'208.--. Dopo che il precedente PP aveva permesso a questi d'effettuare di persona investimenti utilizzando i fondi sequestrati, sull'estratto conto aggiornato al 28 agosto 2018 della prima relazione si trovano Euro 8'511'632.--, mentre la seconda è stata estinta il 30 settembre 2014. Nella decisione impugnata è esposto che, secondo il PP, il saldo al momento del sequestro sarebbe stato di Euro 3'382'691.--, mentre i crediti vantati dalle parti lese supererebbero 40 milioni di Euro. Il magistrato inquirente ha sottolineato che l'imputato avrebbe ricevuto dalla C.________SA, a titolo di retrocessioni, almeno Euro 2'527'904.-- e dal fondo I.________ almeno Euro 6'635'535.90, ossia un totale di 9'163'439.90. Dagli atti risulta inoltre un conto di A.________, poi estinto, del quale non è chiaro se era stato sequestrato, che presentava un saldo al 31 dicembre 2008 di CHF 5'700.44 (Euro 6'208.--).