Citation: 1B_286/2013 E. 4.3

4.3. In concreto, la ricorrente è stata condannata in prima istanza alla pena detentiva di tre anni, sospesa parzialmente in ragione di ventinove mesi, con un periodo di prova di tre anni. Come visto, la circostanza che l'esecuzione della pena sia stata sospesa parzialmente dal tribunale di primo grado non è determinante per valutare la proporzionalità della carcerazione di sicurezza. Si tratta in ogni caso di una condanna per infrazione aggravata alla legge sugli stupefacenti, siccome riferita ad un quantitativo di stupefacente che può mettere in pericolo la salute di molte persone. La quantità di cocaina accertata è infatti importante e non è di per sé contestata dalla ricorrente, che mette in discussione essenzialmente l'aspetto del dolo eventuale. D'altra parte, la ricorrente medesima ritiene presumibile una pena detentiva di due anni, limite entro il quale potrebbe entrare in considerazione una sospensione condizionale integrale. Le argomentazioni da lei addotte riguardo alla commisurazione della pena e alla possibilità di sospenderla condizionalmente concernono tuttavia il giudizio di appello, di competenza della CARP. Non spetta per contro al giudice della carcerazione statuire al proposito, ritenuto che la durata della restrizione della libertà personale, cui è sottoposta la ricorrente a partire dal 30 marzo 2013, allo stadio attuale è inferiore a sei mesi ed è quindi senz'altro ancora proporzionata alla luce della pena detentiva presumibile.