Citation: 4A_427/2013 E. 4

Con la sua prima censura l'attrice lamenta la manifesta violazione dell'art. 184 cpv. 2 CO, poiché "il notaio si è distanziato, senza valide ragioni e senza spiegazione alcuna, dal principio di simultaneità delle prestazioni sancito dalla precitata norma". A suo parere, siccome le parti non avevano pattuito diversamente, il prezzo avrebbe dovuto essere pagato al momento dell'iscrizione del trapasso di proprietà nel registro fondiario. Per l'art. 184 cpv. 2 CO il venditore e il compratore sono tenuti a effettuare contemporaneamente le loro prestazioni, a meno che vi siano patti o usi diversi. Questa norma definisce diritti e obblighi dei contraenti, non i doveri del notaio. Essa potrebbe tutt'al più essere di rilievo per la valutazione del comportamento del notaio qualora egli fosse stato incaricato di verificare la contemporaneità delle prestazioni. Nel caso specifico quest'eventualità cozza tuttavia contro l'accertamento dell'autorità cantonale secondo cui le parti non avevano conferito al notaio il mandato di sincerarsi del pagamento del prezzo prima di procedere all'iscrizione del trapasso di proprietà nel registro fondiario. Per di più, tale condizione non era nemmeno voluta dalle parti, le quali, sempre secondo gli accertamenti della sentenza impugnata, avevano stabilito che il prezzo sarebbe stato pagato qualche settimana dopo la firma del contratto, senza concordare una data precisa, in ragione anche dei buoni rapporti che intrattenevano. Questi accertamenti, che la ricorrente non contesta, perlomeno non nelle forme richieste (cfr. consid. 2), vincolano il Tribunale federale. La censura della manifesta violazione dell'art. 184 cpv. 2 CO (e cioè dell'art. 9 Cost.), nella limitata misura in cui è ammissibile, è perciò infondata.