Citation: 1B_173/2017 E. 4.2

4.2. Al riguardo il ricorrente rimarca semplicemente che nel reclamo aveva indicato che sussisteva per lo meno il rischio che l'imputato potesse commettere ulteriori eventuali azioni come quelle già perpetrate, potendo mettere in pericolo il patrimonio di altre persone. Questo accenno non dimostra affatto che la CRP, applicando correttamente la giurisprudenza relativa all'art. 221 cpv. 1 lett. c CPP, avrebbe violato il diritto federale. In effetti, riguardo a questo motivo di carcerazione giova osservare che, se la seria messa in pericolo della sicurezza altrui per la minaccia di crimini o gravi delitti può di massima riferirsi a tutti i tipi di beni giuridici protetti, essa concerne nondimeno in primo luogo i reati contro l'integrità fisica e sessuale. Più gravi sono i reati e seria la minaccia della sicurezza altrui, meno elevate devono essere le esigenze poste all'adempimento del rischio di recidiva, ritenuto nel contempo che questo motivo di carcerazione dev'essere applicato in modo restrittivo, per cui per ammetterlo è necessaria, ma di massima pure sufficiente, una prognosi negativa, vale a dire sfavorevole (DTF 143 IV 9 con numerosi rinvii).