Citation: 5A_211/2021 E. 5.1

5.1. È da ultimo controversa la capacità del ricorrente di finanziare il proprio "debito mantenimento" dopo il raggiungimento dell'età pensionistica nell'agosto 2022, e di converso l'eventuale obbligo contributivo dell'opponente successivamente alla data indicata. ll Pretore aggiunto, rammentate le condizioni alle quali è eccezionalmente possibile ordinare un contributo alimentare oltre la data di pensionamento del beneficiario, aveva constatato che il qui ricorrente, a quel momento e a fronte di un fabbisogno confermato in fr. 3'760.-- mensili, avrebbe percepito una rendita AVS mensile pari a fr. 1'633.-- e avrebbe disposto di un capitale LPP di fr. 148'000.-- nonché di una sostanza mobiliare di fr. 351'021.--. Ne aveva dedotto che, "pur trattandosi per l'essenziale di risparmi costituiti durante il matrimonio, e quindi suscettibili di essere utilizzati dopo il pensionamento", non sarebbe stato equo obbligarlo ad adoperare l'intera somma per il proprio sostentamento. Data la "ragguardevole disponibilità" dell'opponente, aveva considerato adeguato obbligare il ricorrente a intaccare la metà dei propri risparmi liberi, e l'opponente a versargli vita natural durante una pensione alimentare mensile di fr. 660.--. Al ricorrente, il quale obiettava che la regola secondo la quale un contributo di mantenimento non era più dovuto oltre l'età pensionabile in ragione della modifica (segnatamente riduzione) dei redditi delle parti e non per motivi puramente anagrafici, caso di specie non dato poiché l'opponente manteneva il suo potere contributivo anche oltre l'età pensionabile, i Giudici di appello hanno dapprima rammentato la costante giurisprudenza, secondo la quale "il coniuge creditore può anche essere tenuto a usare averi personali". Ciò avverrebbe nel caso di specie: posto che "non si scorge [...] quale altro scopo debba assolvere la sostanza accantonata da A.________ se non quello di sopperire alle necessità nella vecchiaia", "la possibilità di far fronte da sé solo con i propri mezzi - in concreto con la sostanza - al debito mantenimento dopo i 65 anni preclude al convenuto la possibilità di invocare la solidarietà postmatrimoniale". Accogliendo anzi l'appello incidentale, essi hanno ritenuto che il ricorrente dovesse essere chiamato a far fronte al proprio sostentamento con l'intera sua sostanza e non, come deciso in equità dal Pretore aggiunto, soltanto con una parte della stessa: considerato il capitale complessivo disponibile all'età di 65 anni prossimo al mezzo milione e un'aspettativa di vita di 20 anni (non contestata), con un consumo di fr. 470'000.-- il ricorrente - considerati anche gli interessi del capitale residuo nonché la diminuzione del suo onere fiscale - è stato ritenuto in grado di finanziare il proprio debito mantenimento.