Citation: 5A_678/2020 E. 2.2.1

2.2.1. Le ricorrenti lamentano innanzitutto un'applicazione arbitraria dell'art. 5 par. 2 della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori "combinato con l'art. 315 cpv. 4 lett. b CPC (immediata esecutività dei provvedimenti cautelari) ". Esse fanno valere che la residenza abituale della minore sarebbe stata lecitamente trasferita nei Paesi Bassi nel lasso di tempo tra la notifica della decisione cautelare pretorile (avvenuta il 29 luglio 2020), immediatamente esecutiva, e la ricezione dell'appello dell'opponente contenente la domanda di effetto sospensivo (avvenuta il 13 agosto 2020), "quando madre e figlia si trovavano fisicamente sul posto ad Amsterdam già da due settimane". Esse chiedono quindi in via principale di dare atto "che la decadenza della giurisdizione svizzera concerne ogni istanza e grado di giudizio" e "di annullare conseguentemente [la] decisione impugnata". La LDIP (RS 291) disciplina nell'ambito internazionale la competenza dei tribunali e delle autorità svizzeri (art. 1 cpv. 1 lett. a LDIP). Sono però fatti salvi i trattati internazionali (art. 1 cpv. 2 LDIP). La Svizzera e i Paesi Bassi sono Stati contraenti della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori. Giusta l'art. 5 par. 1 di tale convenzione le autorità, sia giudiziarie che amministrative, dello Stato contraente di residenza abituale del minore sono competenti ad adottare misure tendenti alla protezione della sua persona o dei suoi beni. L'art. 5 par. 2 prevede che in caso di trasferimento della residenza abituale del minore in un altro Stato contraente sono competenti le autorità dello Stato di nuova abituale residenza, fatto salvo l'art. 7 (ossia fatto salvo il caso di un trasferimento o mancato ritorno illecito del minore). L'argomentazione ricorsuale si fonda sulla circostanza secondo la quale, prima dell'emanazione del decreto qui impugnato, la residenza abituale della minore sarebbe stata trasferita nei Paesi Bassi, circostanza che però non è stata accertata dall'istanza inferiore (v. supra consid. 2.1). Atteso che le ricorrenti no n si prevalgono di un accertamento manifestamente incompleto dei fatti da parte dell'autorità cantonale (v. supra consid. 1.3), la loro argomentazione si rivela inammissibile.