Citation: 6B_291/2013 E. 4.3

4.3. La Corte cantonale, richiamando i fatti esposti nella sentenza del 10 settembre 2010, ha rilevato che il ricorrente ha partecipato concretamente e con piena consapevolezza alle operazioni volte a creare fondi neri per C.________. Ha segnatamente messo a disposizione due società (D.________ e E.________) delle quali figurava, contrariamente al vero, come avente diritto economico e sui cui conti esteri è stata bonificata la totalità delle "retrocessioni" maturate sull'operatività di C.________. Ha poi avuto un ruolo fondamentale nell'interruzione della tracciabilità del denaro, effettuando, con regolare scadenza mensile, viaggi all'estero per prelevare in contanti il denaro da detti conti e portarlo in Svizzera, dove lo consegnava al tesoriere di C.________ o alle sue assistenti senza farsi rilasciare ricevute. Le operazioni si sono protratte, con il coinvolgimento diretto del ricorrente, dalla fine del 1998 al dicembre del 2005, ed hanno consentito l'occultamento e la consegna di questi valori al tesoriere della società, il quale è stato condannato per amministrazione infedele qualificata ai danni della propria datrice di lavoro C.________. La Corte cantonale ha ritenuto, sulla base dei fatti accertati, una serie di comportamenti illeciti del ricorrente. Gli ha innanzitutto rimproverato di avere commesso una sottrazione d'imposta "qualificata", siccome realizzata con gli artifici caratteristici della frode fiscale. Ha poi rilevato che il fatto di avere indicato, rispettivamente di avere fatto indicare sul formulario bancario A, contrariamente al vero, sé stesso quale avente diritto economico dei conti D.________ presso la banca F.________ di X.________ e presso la banca G.________ di Y.________, nonché dei conti della E.________, costituiva un falso in documenti ai sensi dell'art. 251 CP. La precedente istanza ha altresì ritenuto che il ricorrente aveva infranto disposizioni concernenti gli obblighi per la società di tenere la contabilità (art. 957 segg. CO). Ha in seguito ravvisato una violazione di disposizioni amministrative finalizzate alla lotta contro il riciclaggio, ritenendo che il ricorrente aveva di fatto assunto la posizione di intermediario finanziario, ma non aveva rispettato l'obbligo di allestire e conservare i documenti relativi alle operazioni finanziarie effettuate, interrompendo in tal modo la tracciabilità del denaro "retrocesso". La Corte cantonale gli ha inoltre rimproverato di avere violato il principio non scritto del diritto civile in materia di responsabilità extracontrattuale, secondo cui chi crea uno stato di fatto idoneo a cagionare un pregiudizio a terzi è tenuto a prendere le dovute misure per evitare l'insorgere del danno. Al riguardo, gli ha addebitato di avere fatto affidamento unicamente sulle dichiarazioni del tesoriere di C.________, senza verificare se questi fosse stato autorizzato dalla società a creare e gestire fondi neri e senza accertarsi della reale destinazione delle "retrocessioni". Infine, sempre secondo la CARP, il ricorrente avrebbe violato i suoi doveri di avvocato prestando assistenza attiva all'evasione fiscale.