Citation: 1P.405/2000 17.08.2000 E. 3

3.- a) Indipendentemente dalla carenza di legittimazione nel merito, il leso o il denunciante può tuttavia censurare la violazione delle garanzie procedurali che il diritto cantonale o gli art. 29 seg. Cost. e 6 CEDU gli conferiscono quale parte, sempreché tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale. Il leso o il denunciante può pertanto far valere, ad esempio, che il ricorso non sarebbe stato esaminato a torto nel merito, ch' egli non sarebbe stato sentito, che gli sarebbe stata negata la possibilità di offrire mezzi di prova o di consultare gli atti o che non gli sarebbe stata riconosciuta, a torto, la qualità di danneggiato (DTF 122 I 267 consid. 1b, 121 IV 317 consid. 3b, 120 Ia 220 consid. 2a; sentenza del 6 dicembre 1999, citata). Può essere inoltre censurata l'arbitrarietà della decisione sulle spese, rispettivamente della decisione che lo condanna a versare un anticipo (DTF 100 Ia 298 consid. 4; Piquerez, op. cit. , pag. 812, n. 3820). b) Il ricorrente fa valere una violazione del diritto di essere sentito per non essersi potuto esprimere direttamente sulle sue denunce, le Autorità cantonali avendogli permesso di presentare solo un memoriale scritto. Le esigenze minime dedotte dall'art. 29 Cost. non implicano il diritto di esprimersi oralmente (DTF 125 I 209 consid. 9b), né il ricorrente sostiene che questo diritto sarebbe sancito dalle disposizioni cantonali: la censura è quindi infondata. c) Secondo il ricorrente, la Corte cantonale avrebbe violato il principio della celerità, per avere emanato la sentenza cinque mesi dopo l'introduzione delle istanze di promozione dell'accusa. Il principio della celerità derivante dall'art. 29 cpv. 1 Cost. , e già desumibile dall'art. 4 vCost. , nonché dall'art. 6 n. 1 CEDU, prevede che la procedura giudiziaria sia conclusa entro un termine ragionevole. Per determinare se questo principio è stato violato occorre esaminare, di caso in caso, la complessità della causa, la natura dei delitti o dei crimini sospettati, il comportamento delle parti e delle Autorità, ed effettuare una valutazione in base a un apprezzamento globale del lavoro svolto: perché sussista una violazione non basta d'altra parte che un determinato atto potesse essere compiuto prima (DTF 125 V 373 consid. 2b/aa, 124 I 139 consid. 2c, 119 Ib 311 consid. 5b; Mark E. Villiger, Handbuch der Europäischen Menschenrechtskonvention, 2a ed., Zurigo 1999, n. 452 e segg.). L'applicazione dell'art. 6 n. 1 CEDU alla fattispecie è dubbia, perché l'accusa penale non è rivolta contro il ricorrente (DTF 125 I 253 consid. 4, inedito; Villiger, op. cit. , n. 392). La censura è comunque infondata. Certo, l'incarto di cui i Giudici cantonali hanno dovuto occuparsi non risulta particolarmente voluminoso o complesso ed è vero che il ricorrente ha sollecitato più volte, a distanze peraltro ravvicinate, l'evasione della causa. La Corte cantonale ha tuttavia evaso contemporaneamente entrambe le istanze e si è espressa su documenti prodotti dal ricorrente dopo l'introduzione della causa, segnatamente sul suo memoriale dell'11 febbraio 2000. La durata della procedura dinanzi alla CRP, che non ha raggiunto i cinque mesi, non appare quindi eccessiva. d) Il ricorrente contesta infine la decisione sulla tassa di giustizia e sulle spese, poste in solido a carico suo e del padre. Egli le ritiene ingiustificate e, viste le circostanze, particolarmente inique. A prescindere dal fatto che la censura non adempie le esigenze di motivazione imposte dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG ed è pertanto inammissibile (DTF 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b), essa sarebbe comunque infondata. Ritenuto che, come visto (cfr. consid. 2), il ricorrente non è legittimato a impugnare il giudizio sul merito, il Tribunale federale deve fondarvisi e deve quindi esaminare unicamente se la decisione sulle spese è arbitraria rispetto a quella sul merito (DTF 100 Ia 298 consid. 4). In concreto non risulta, né il ricorrente lo sostiene, che la CRP sia incorsa nell'arbitrio per avergli accollato, quale parte civile soccombente nella procedura cantonale, le spese processuali. Del resto, la tassa di giustizia applicata (fr. 1500.--) è ampiamente inferiore al limite massimo di fr. 5000.-- previsto, per i procedimenti dinanzi alla CRP, dall'art. 39 lett. f della legge ticinese sulla tariffa giudiziaria del 14 dicembre 1965, nel tenore valido dal 1° gennaio 1993.