Citation: U 288/04 14.03.2006 E. 3

Al giudizio impugnato può essere prestata adesione pure nella misura in cui in applicazione del ricordato disciplinamento ha negato la sussistenza di un nesso di causalità naturale tra l'infortunio del gennaio 2001 e le turbe ortopediche sussistenti posteriormente alla fine del novembre 2001, essendo da allora stato raggiunto lo status quo sine. 3.1 I giudici di prime cure sono giunti a simile conclusione dopo esame dell'abbondante documentazione sanitaria agli atti, la quale viene in sintesi ricordata nei considerandi che seguono. In data 9 febbraio 2001 la Swica Assicurazioni ha ricevuto un annuncio di infortunio 6 febbraio 2001 dell'Osteria T.________ indicante che la dipendente P.________ era caduta dalle scale il 28 gennaio precedente riportando una lesione alla caviglia destra. Il medico curante dott. S.________, specialista di medicina interna a F.________, dal quale l'interessata si era fatta esaminare il giorno 2 febbraio 2001, ha posto il 10 febbraio 2001 nell'apposito certificato LAINF la diagnosi di trauma di iperflessione della caviglia destra con ulcera cutanea secondaria al trauma, indicando, con riferimento al reperto radiologico, che si osservava un diffuso rimaneggiamento osseo della tibia e del perone distale su vecchia osteomielite. Il 12 febbraio successivo il curante notava in un ulteriore certificato che l'esaminata presentava una lacerazione della cute nella parte anteriore della caviglia destra con formazione di un'ulcera, precisando che lo stato cutaneo era precario a seguito di una vecchia cicatrice conseguente ad una frattura malleolare lamentata circa venticinque anni prima e apparentemente complicatasi a dipendenza di un'osteomielite. Nel questionario d'infortunio sottopostole dall'assicuratore, l'interessata il 17 febbraio 2001 ha dichiarato, descrivendo l'evento, di essersi nel cadere nelle scale procurata una forte contusione alla caviglia destra. Chiamato a precisare il suo avviso per quel che concerne il carattere degenerativo del danno alla salute, il dott. S.________ ha in un rapporto 22 febbraio 2001 insistito sulla circostanza che la paziente aveva lamentato venticinque anni prima una frattura che si era complicata a seguito del subingredire di osteomielite, il che aveva determinato un deficit di estensione dell'articolazione tibio-tarsica con probabile artrosi precoce e un rimaneggiamento cronico della struttura ossea. Rilevava che la pelle sopra l'articolazione era sempre stata fragile, ma che in venticinque anni l'assicurata non aveva mai accusato disturbi particolari o problemi cutanei. Per quanto attiene più particolarmente alla sussistenza di un nesso di causalità naturale tra l'infortunio del 28 gennaio 2001 e le lesioni in causa il medico ha affermato che la conseguenza di un infortunio era sicura al 100%, chiaro essendo che la conseguenza a livello cutaneo si era manifestata soltanto visto lo stato precario iniziale. L'interessata il 30 aprile 2001 è stata sottoposta, su incarico della Swica, ad un esame presso il dott. Z.________, specialista di ortopedia e chirurgia ortopedica, il quale, dopo aver indicato che l'esaminata aveva urtato la parte anteriore della caviglia e della gamba, ha il 9 maggio 2001 posto la diagnosi di stato dopo osteomielite della parte distale della gamba destra venticinque anni prima e di stato dopo contusione della parte anteriore della caviglia destra il 28 gennaio 2001 con piccola necrosi cutanea secondaria; concludeva asserendo che lo status quo ante non era ancora stato raggiunto. Interrogato dal medico curante, il dott. M.________, specialista di dermatologia, dopo aver indicato che l'esaminata si era procurata un trauma da iperflessione, ha il 29 maggio 2001 osservato che in assenza di complicazioni l'ulcera di cui si tratta sarebbe guarita entro quattro o cinque settimane. Lo stesso curante poi, indicando che in ocasione di una visita 30 novembre 2001 aveva constatato la chiusura dell'ulcera, ha incaricato il dott. I.________, specialista di chirurgia ortopedica, di esaminare il caso; questi in uno scritto 12 dicembre 2001, dopo aver notato essere la paziente caduta nelle scale battendo la caviglia destra, ha fra l'altro accertato che l'ulcera era cicatrizzata e dichiarato che non si poteva proporre nulla dal profilo chirurgico per le alterazioni degenerative. Il dott. Z.________ ha in seguito, il 31 gennaio 2002, considerato che le conseguenze dirette dell'infortunio 28 gennaio 2001 erano venute a scemare completamente entro l'autunno 2001 e che lo status quo sine era stato raggiunto al più tardi alla fine del mese di ottobre. In un attestato del 11 febbraio 2002 il dott. S.________ ha accertato il persistere di un'inabilità del 100% per disturbi secondari all'incidente del gennaio 2001 e alla presenza di una malattia preesistente asintomatica fino al momento dell'incidente. La paziente ha in data 7 maggio 2002 consultato privatamente il dott. V.________, responsabile della chirurgia del piede presso la clinica X.________, il quale ha espresso il parere che i disturbi risentiti andavano ricondotti alla presenza di alterazioni degenerative a livello della tibio-tarsica, traumatizzate da trauma distorsivo nel gennaio 2001, asserendo che un'artrodesi era indicata. A seguito di un nuovo consulto avvenuto l'11 giugno 2002, il dott. V.________ in un rapporto 7 marzo 2003 ha in sostanza riconfermato quanto già precedentemente osservato. Esprimendosi sull'avviso del dott. V.________, il dott. Z.________ ha in data 4 giugno 2003 notato che il medesimo si fondava sull'erronea premessa che l'esaminata avesse subito il 28 gennaio 2001 una distorsione anziché una semplice contusione. Nel dicembre 2003 il Tribunale cantonale delle assicurazioni si è rivolto al dott. V.________: esso medico, sempre partendo dal presupposto che l'assicurata fosse rimasta vittima di una distorsione e non di una contusione, ma non rispondendo esplicitamente alle domande dei primi giudici sul tema, ha affermato che il procrastinarsi dei disturbi oltre il novembre 2001 fosse riconducibile a uno scompenso traumatico dell'artrosi (rapporto 22 gennaio 2004). A sua volta, il dott. Z.________, anch'egli interrogato dai primi giudici, ha il 18 marzo 2004 riaffermato avere l'interessata subito una semplice contusione e, riassumendo, indicato essere lo stato della caviglia in seguito alla frattura degli anni 1974-75 paragonabile a una bomba ad orologeria le cui possibilità di esplodere sotto l'influenza di un fattore scatenante del tutto banale erano destinate ad aumentare col passare degli anni.