Citation: 2C_678/2019 E. 4.4.2

4.4.2. Tali aspetti, di grande rilievo, devono tuttavia essere relativizzati alla luce dei reati commessi dal ricorrente, segnatamente dell'infrazione aggravata alla LStup da lui perpetrata sull'arco di quasi un anno (agosto 2013 - giugno 2014), partecipando a un traffico di cocaina di entità non trascurabile. Un simile reato, per il cui compimento l'insorgente è stato condannato (in appello), insieme a quelli di riciclaggio di denaro e ripetuta incitazione all'entrata, alla partenza e al soggiorno illegale, alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi, comporta in effetti un interesse rilevante all'allontanamento di chi lo commette, anche nel caso in cui l'autore sia uno straniero di "seconda generazione" o una persona che soggiorna da lungo tempo in Svizzera (cfr. supra consid. 4.1 in fine; sentenza 2C_38/2012 del 1o giugno 2012 consid. 5.1). A proposito del traffico di cocaina in questione, il Tribunale amministrativo ha precisato che l'interessato, "agendo in banda secondo accordi e con ruoli e modalità prestabiliti e trafficando per mestiere [...] ha ripetutamente acquistato, importato, posseduto, detenuto, preparato e alienato un quantitativo imprecisato di cocaina, valutata in 987 grammi netti, vendendone personalmente 620 grammi netti" (sentenza impugnata, pag. 7). La sua colpa è stata giudicata oggettivamente e soggettivamente grave. Secondo i fatti accertati nel giudizio impugnato, il ricorrente ha in effetti rivestito un ruolo predominante all'interno della banda, cercando nuovi clienti, gestendo le telefonate comuni, eseguendo consegne della merce e riscuotendo i crediti delle vendite di cocaina per conto degli altri membri, confezionando la sostanza per la vendita, accogliendo e remunerando chi dall'estero arrivava in Svizzera con i rifornimenti di stupefacente e organizzando nuove consegne di droga (segnatamente a Zurigo). L'insorgente ha inoltre svolto il ruolo di tesoriere della banda, gestendone la contabilità tramite una tabella "Excel" e occupandosi degli aspetti finanziari del traffico di cocaina, mettendo pure a disposizione la propria carta di credito per anticipare il pagamento dei biglietti aerei della persona che si recava all'estero ad acquistare la droga. L'interessato ha poi fornito l'indispensabile supporto logistico agli altri membri della banda, sprovvisti della necessaria autorizzazione di soggiorno in Svizzera, mettendo loro a disposizione il proprio appartamento e permettendo loro di delinquere indisturbati. Il quantitativo di droga relativo al traffico in questione è indubbiamente atto a mettere in pericolo la salute di molte persone (cfr. sentenza 2C_586/2019 del 30 ottobre 2019 consid. 6.3.1), cosa che il ricorrente non poteva ignorare. I reati per i quali l'insorgente è stato condannato sono inoltre relativamente recenti e la pena inflittagli - che sorpassa ampiamente il limite di un anno a partire dal quale una pena privativa della libertà è considerata come di lunga durata - ne rispecchia la gravità. Va poi osservato che la sua azione delittuosa si è protratta per lungo tempo e non è quindi circoscrivibile a un evento singolo e isolato. Essa è oltretutto stata messa in atto nonostante l'interessato avesse, all'epoca dei fatti, una figlia in tenera età (nata nel 2010). Il ricorrente, la cui responsabilità penale non è in discussione, disponeva per di più, al momento dei fatti, di un impiego, e non era consumatore degli stupefacenti che spacciava; non trovandosi in uno stato di dipendenza e non versando in una situazione di disagio sociale, il suo agire è stato pertanto dettato dalla sola volontà di lucrare ed è quindi particolarmente riprovevole (sentenze 2C_94/2016 del 2 novembre 2016 consid. 4.1 e 2C_622/2014 del 27 gennaio 2015 consid. 4.3.1). Il Tribunale amministrativo ha ritenuto, poi, che il comportamento istruttorio e processuale adottato dall'insorgente è stato tutt'altro che esemplare, avendo egli cercato, per buona parte dell'inchiesta, di sminuire il suo coinvolgimento nei fatti e giungendo a parziali ammissioni - quasi mai spontanee - solamente "in quanto confrontato con risultanze istruttorie inequivocabili" (sentenza impugnata, pag. 10). Infine, non va trascurato che l'attività criminosa dell'interessato ha preso fine unicamente grazie all'intervento delle autorità inquirenti.