Citation: 2C_1005/2020 E. 2.1

2.1. Nella misura in cui si lamenta della revoca del proprio permesso, il ricorrente non considera infatti che la Corte cantonale ha trattato il suo caso non come una revoca, bensì nell'ottica del rilascio di un nuovo permesso, e che anche le critiche alla querelata sentenza andavano quindi indirizzate in tal senso, non contro una revoca (giudizio impugnato, consid. 2; precedente consid. 1). In parallelo, ponendo l'accento sul fatto che la maggior parte dei reati rimproveratigli risalgono al più tardi al 2014 e che pure il furto commesso il 19 febbraio 2020 non permetterebbe di concludere all'esistenza di un reale pericolo per l'ordine pubblico, egli pare invece non valutare: da un lato, che quest'ultimo aspetto assume rilievo specifico solo nell'ambito dell'applicazione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone (art. 5 allegato I ALC); d'altro lato, che - a differenza di quanto valeva in precedenza, quando moglie e figlio vivevano con lui in Svizzera - detto accordo non gli è più applicabile (giudizio impugnato, consid. 2; sentenza 2C_597/2018 del 29 novembre 2018 consid. 3, relativa al primo ricorso al Tribunale federale di A.________, e contrario). Fatte queste premesse e tenuto conto delle critiche contenute nell'impugnativa, resta ora da verificare l'applicazione alla fattispecie dell'art. 50 cpv. 1 lett. b LStrI, che il Tribunale federale non rivede nell'ottica dell'arbitrio - come sostenuto dal ricorrente - bensì liberamente.