Citation: 8C_631/2022 E. 5.2

5.2. Il ricorrente rimprovera ai giudici grigionesi di aver arbitrariamente determinato la sua residenza e di aver applicato a tal fine una base giuridica e dei criteri errati. In particolare, egli rimprovera al Tribunale cantonale amministrativo di aver erroneamente preso in considerazione la nozione di dimora abituale ai sensi dell'art. 13 cpv. 2 LPGA e dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, anziché quella del domicilio ai sensi dell'art. 23 CC, per dedurre i criteri della residenza ai sensi dell'art. 1 lett. j del Regolamento n. 883/2004. In virtù della sua titolarità del permesso L UE/AELS, che non può mai assurgere ad una residenza in Svizzera, egli andrebbe inoltre unicamente considerato come dimorante temporaneo. Quanto all'accertamento manifestamente inesatto dei fatti, il ricorrente ritiene che la Corte abbia completamente disatteso che al momento dell'inoltro del gravame egli aveva la nazionalità italiana, non aveva proceduto ad iscriversi all'AIRE, non svolgeva alcun lavoro, viaggiava con frequenza dall'Italia alla Svizzera e viceversa, che era proprietario di un immobile in Italia nonché titolare di un permesso L UE/AELS della durata di soli tre mesi. Tali elementi dimostrerebbero ch'egli avrebbe conservato rapporti giuridici con l'Italia e che si sarebbe recato in Svizzera per meri scopi lavorativi e amministrativi, senza la volontà di stabilirvisi durevolmente. In esito, il ricorrente critica i giudici grigionesi per avere erroneamente applicato il diritto federale - art. 39 cpv. 1 e 60 LPGA - in luogo di quello internazionale, dichiarando così il ricorso irricevibile poiché tardivo.