Citation: 6B_839/2020 E. 3.3

3.3. Tutti i servizi e le autorità interpellate, dalla Direzione del Centro B.________ ai medici curanti degli ospedali C.________, dall'Ufficio dell'assistenza riabilitativa alla Commissione per l'esame dei condannati pericolosi, hanno proposto il mantenimento della misura. È vero che, come rilevato nel gravame, secondo la Commissione per l'esame dei condannati pericolosi la presa a carico presso B.________ non ha sortito particolari effetti in relazione alla riduzione del rischio di recidiva, la grave psicosi di cui è affetto il ricorrente essendo rimasta praticamente la stessa nonostante l'astinenza da sostanze psicoattive. Sennonché in proposito la CRP ha ricordato le conclusioni della perizia del dr. D.________ del 10 gennaio 2018, raccolta nell'ambito della precedente procedura di esame della misura, che prospettavano la possibilità, seppur ridotta "al lumicino", di un miglioramento con conseguente diminuzione del rischio di recidiva unicamente su un medio-lungo termine, ovvero anni come evidenziato nelle sue osservazioni dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Tenuto conto dei tempi lunghi previsti dal perito, l'autorità ha ritenuto di non poter escludere che la misura attuale abbia ancora delle prospettive di successo. Del resto, nei primi cinque mesi del 2019, è stata unanimemente riscontrata un'evoluzione positiva dell'insorgente. I medici curanti degli ospedali C.________ hanno certo precisato essere poco realistico attendersi ulteriori miglioramenti, non hanno tuttavia considerato inoperante il trattamento in essere, esortando comunque a progettare un collocamento al di fuori dell'attuale Centro per permettere al ricorrente di proiettarsi verso il futuro e consolidare così il suo miglioramento clinico. Il menzionato "lumicino" non può dirsi pertanto ormai definitivamente spento. Non è dunque possibile seguire l'insorgente laddove afferma che la CRP avrebbe fondato la sua decisione su una perizia datata e superata, omettendo di considerare le constatazioni recenti dei curanti. Nulla indica peraltro che la fase di miglioramento sia conclusa, come preteso nel gravame, dopo lo scompenso acuto accusato dal ricorrente. Se dal rapporto dell'incontro di rete tenutosi posteriormente a questo episodio risulta effettivamente che il trattamento verte attualmente solo sulla gestione del quotidiano, emerge altresì che esso è finalizzato alla riduzione della violenza, di modo che conserva ancora un'utilità. La CRP non ha dunque commesso alcun arbitrio nell'accertamento di fatti rilevanti in punto alle prospettive di successo della misura. Tenuto conto di quanto appena esposto, può risultare invero un po' singolare la necessità menzionata dalla CRP di incaricare un perito per rivalutare il caso e accertare se il disturbo della personalità diagnosticato all'insorgente sia ancora suscettibile di un trattamento terapeutico finalizzato alla prevenzione speciale, soprattutto considerato che il termine quinquennale dell'art. 59 cpv. 4 CP scadrà tra circa un anno e che essa ha sin d'ora escluso in modo categorico la protrazione della misura. Secondo il ricorrente, in tal modo, le autorità cantonali si servirebbero di una loro omissione, ovvero la mancata assunzione di una perizia che avrebbero potuto già ordinare se ritenuta indispensabile, per riportare una decisione a lui dovuta, violando il principio della celerità. Così può sembrare, ma non è. La CRP ha infatti indicato che, proprio nell'ottica della fine della misura, uno dei compiti del perito sarà anche quello di identificare le strutture più idonee a fornire adeguata assistenza medica all'insorgente garantendo al contempo la sicurezza pubblica, non più nell'ambito penale, bensì in quello civile. Orbene, è precisamente ciò che hanno consigliato i medici curanti degli ospedali C.________ per preparare il ricorrente, ritenendo necessario che possa proiettarsi nel futuro per consolidare il suo miglioramento clinico ed evitare un peggioramento e precisando viepiù che qualunque allentamento dovrà avvenire in modo progressivo. Da questa prospettiva, la necessità della perizia rilevata dai giudici cantonali non ritarda indebitamente una decisione, bensì prepara quelle future. Non vi è dunque né denegata né ritardata giustizia.