Citation: 6B_80/2010 19.04.2010 E. 3

3.1 I ricorrenti sostengono che, dichiarando irricevibile il loro gravame, la Corte cantonale sarebbe incorsa in un formalismo eccessivo e in un diniego di giustizia formale. A loro dire, il termine di dieci giorni per impugnare il decreto di abbandono mal si concilierebbe con il diritto di essere sentiti e le esigenze che deve adempiere una proposta di atto d'accusa giusta l'art. 216 CPP/TI non dovrebbero essere quelle di un atto d'accusa emanato dal PP. Ritengono comunque di avere ossequiato i requisiti di motivazione imposti dalla giurisprudenza cantonale. Richiamando poi il diritto federale, e in particolare gli art. 2 lett. g e 37 cpv. 1 lett. b LAV, sostengono che il giudizio della CRP violerebbe il loro diritto, in quanto vittime, di partecipare al procedimento penale. 3.2 L'art. 37 cpv. 1 lett. b LAV prevede il diritto della vittima di partecipare al procedimento penale, in particolare di chiedere la decisione di un giudice in caso di abbandono del procedimento. Spetta tuttavia al diritto procedurale cantonale disciplinare gli aspetti formali, segnatamente le modalità e i termini per invocare i diritti processuali delle parti (DTF 124 IV 137 consid. 2d; PETER GOMM/DOMINIK ZEHNTER, Kommentar zum Opferhilfegesetz, 3a ed. 2009, pag. 297 seg.).