Citation: 2P.7/2000 17.04.2000 E. 4

4.- Come sopra accennato (consid. 2c/bb in fine), la ricorrente critica le motivazioni che hanno indotto la Commissione esaminatrice a valutare in modo insufficiente le prove scritte da lei sostenute. Lamenta in sostanza la violazione del divieto d'arbitrio. In primo luogo va osservato che, contrariamente a quanto affermato dalla Commissione stessa nelle osservazioni al presente gravame, il semplice fatto che il Tribunale federale esamini questo genere di censure con un ristretto potere cognitivo e imponendosi un ampio riserbo, non significa ancora che le medesime non possano essere proposte nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali del cittadino. Piuttosto v'è da domandarsi se nel caso concreto la ricorrente sia stata in grado su questo punto di sostanziare le proprie doglianze in modo conforme a quanto prescritto dalla legge. Nel suo gravame ella ha infatti sollevato tutta una serie di argomenti di natura perlopiù appellatoria, con i quali si è limitata a contrapporre il proprio punto di vista a quello della Commissione esaminatrice, senza per il vero riuscire a spiegare in maniera compiuta e precisa in quale misura il giudizio impugnato sarebbe lesivo del divieto d'arbitrio. Da questo punto di vista, sussistono perlomeno dei dubbi sul fatto che l'impugnativa in esame soddisfi i surriferiti requisiti di motivazione previsti dall'art. 90 cpv. 1 OG e come tale possa essere considerata ammissibile dal profilo formale. Il quesito può comunque restare indeciso, dal momento che, se fosse ricevibile, la censura andrebbe respinta in quanto infondata nel merito. In effetti viste le osservazioni formulate dagli esaminatori in relazione ai contenuti dell' esame scritto di diritto civile, nonché a fronte delle indiscutibili imprecisioni commesse in tale contesto dalla ricorrente, va detto che la decisione di valutare in modo insufficiente detta prova, per quanto possa apparire soggettivamente opinabile, non risulta destituita di fondamento al punto tale da dover essere addirittura considerata arbitraria (sul concetto di arbitro cfr. DTF 123 I 1 consid. 4a con rinvii). Quanto poi all'argomento secondo cui, nella valutazione complessiva delle prove fornite dalla ricorrente, l'autorità esaminatrice avrebbe omesso di considerare il risultato sufficiente ottenuto con il lavoro di diritto pubblico, va rilevato che la normativa cantonale in materia non prevede il principio secondo il quale i due esami scritti effettuati da ogni candidato debbano per forza di cose fare media tra loro. Considerato poi che lo scopo della prova in parola consiste nel valutare l'idoneità professionale degli esaminandi, non può essere ravvisata nessuna violazione del divieto d'arbitrio nel fatto che la Commissione esaminatrice si sia astenuta dal operare una compensazione tra i risultati dei due lavori svolti dall' insorgente e abbia così ritenuto insufficiente nel suo insieme la prestazione fornita da quest'ultima per poter accedere alle prove orali.