Citation: I 589/00 28.03.2001 E. A

A.- Il cittadino italiano S.________, nato nel 1946, ha lavorato in Svizzera quale fabbro saldatore dal 1965 al 1975, versando i contributi di legge. Rientrato al proprio Paese, ha continuato a lavorare sempre quale fabbro saldatore asseritamente dal 1975 al 1983, acquisendo periodi di assicurazione nel corso degli anni 1976, 1980, 1981 e 1983 ed effettuando versamenti volontari nelle patrie assicurazioni dal 1° al 31 maggio 1992 e dal 1° novembre 1992 al 22 maggio 1995. Dal 1° giugno seguente è al beneficio di una pensione d'invalidità italiana. Il 20 giugno 1992 S.________ presentava una domanda volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità svizzera, lamentando esiti da infarto miocardico acuto inferiore verificatosi nel 1990, angina residua, ipertensione arteriosa, lesioni ischemiche lacunari senza segni neurologici, dislipidemia e ulcera duodenale. La richiesta pervenne all'amministrazione svizzera l'8 dicembre 1997. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, con decisione del 24 agosto 1999, presa dopo aver dato all'interessato la facoltà di esprimersi sul progetto di decisione del 1° luglio 1999, respingeva la domanda per carenza d'invalidità rilevante giusta il diritto svizzero.