Citation: 6B_271/2020 E. 3.3

3.3. Il ricorrente definisce credibile e lineare la sua versione dei fatti, secondo cui non si sarebbe accorto del limite di velocità di 80 km/h, sottolineando che le condizioni oggettive in essere avrebbero indotto chiunque a ritenere altamente improbabile l'imposizione di un limite così basso. Non avrebbe peraltro mai riferito di aver già percorso quel tratto autostradale dopo l'apertura del cantiere e non avrebbe potuto pertanto già sapere il limite di velocità ivi vigente, non essendo in ogni caso oggettivamente corretto pretendere da un conducente che sia costantemente al corrente del preciso limite di velocità in vigore su ogni chilometro di autostrada. Neppure la sua lunga esperienza alla guida potrebbe comprovare la sua consapevolezza sul limite di velocità valido sul tratto del controllo in cui è incorso, non escludendo inavvertenze. Il restringimento del campo stradale lo avrebbe confortato nell'idea che il limite vigente fosse di 100 km/h, convinto che in quel tratto non sussistesse un particolare rischio di generare incidenti con feriti gravi o morti. Il ricorrente sottolinea ancora di non aver avuto la percezione di circolare a una velocità così elevata, l'autovettura utilizzata dandogli una sensazione di stabilità e di sicurezza tale da sentirsi "sempre fermi a 120 km/h". Infine si avvale della perizia psicologica, completamente ignorata in sede cantonale, che attesterebbe l'assenza di una qualsiasi sua propensione al rischio. Non avrebbe dunque la forma mentis degli autori delle condotte scellerate (sorpassi temerari, gare non autorizzate con veicoli a motore) menzionate dall'art. 90 cpv. 3 LCStr. Dal momento che non era consapevole di circolare alla velocità di 144 km/h su un tratto autostradale limitato a 80 km/h, egli non può aver accettato di correre un forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti, ritenuto peraltro che per lui la situazione era "del tutto tranquilla e senza alcun pericolo". In simili circostanze, non è possibile ritenere che l'eccesso di velocità rimproveratogli sia intenzionale.