Citation: 6B_1055/2019 E. 4

La CARP ha osservato che, con la sua prima memoria scritta del 14 gennaio 2019, il ricorrente ha limitato le sue pretese a "un indennizzo integrale delle sue spese legali" e così ridotto quanto postulato con la sua precedente istanza del 4 rispettivamente del 14 aprile 2014, rinunciando in particolare a un indennizzo giusta l'art. 429 cpv. 1 lett. b e lett. c CPP. Negli ulteriori suoi allegati del 18 marzo 2019, 25 aprile 2019 e 16 maggio 2019, egli si è sempre riconfermato nelle conclusioni della sua prima memoria. Un'eventuale estensione dell'istanza di indennizzo non emerge nemmeno dallo scritto del 17 maggio 2019 con cui il patrocinatore dell'insorgente ha prodotto la sua nota professionale. Solo l'11 luglio 2019 ha presentato una nuova pretesa, "in aggiunta alle richieste formulate con scritto del 14.4.2014", volta al riconoscimento di un interesse compensatorio del 5 % annuo sui valori patrimoniali dissequestrati. Per la Corte cantonale, tale ultima richiesta, mai avanzata prima né con la sua istanza di indennizzo dell'aprile 2014 né in occasione delle sue domande di dissequestro del 28 settembre 2018, rispettivamente del 5 marzo 2019, costituisce un'inammissibile estensione delle sue richieste di giudizio. Non è dunque entrata nel merito della stessa. La CARP ha poi rilevato che, mediante lo scritto dell'11 luglio 2019, il ricorrente pareva voler riproporre le pretese avanzate con la sua istanza dell'aprile 2014, malgrado con la sua memoria scritta del 14 gennaio 2019 avesse inequivocabilmente limitato le sue pretese all'indennizzo delle spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali, confermando tale riduzione, già di per sé definitiva, nei suoi ulteriori allegati. Ha ritenuto pertanto non poter entrare nel merito di pretese che esulano da quelle fondate sull'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP.