Citation: 1A.154/2004 10.06.2005 E. 1

2.2 Contrariamente all'assunto ricorsuale, la domanda estera adempie le esigenze formali degli art. 14 CEAG e 28 AIMP, in quanto tali disposizioni esigono segnatamente ch'essa indichi il suo oggetto e il motivo, come pure la qualificazione giuridica dei reati e presenti un breve esposto dei fatti essenziali, al fine di permettere alla parte richiesta di esaminare se non sussista una fattispecie per la quale l'assistenza dovrebbe essere negata (DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). Queste norme non implicano per la parte richiedente l'obbligo di provare la commissione del reato, ma solo quello di esporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali fonda i propri sospetti, per permettere alla parte richiesta di distinguere la domanda da un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove (v. su questo tema DTF 129 II 97 consid. 3.1, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c, 118 Ib 547 consid. 3a). 2.3 Dalla decisione impugnata e dalla rogatoria risulta che nella Repubblica ceca è in atto un procedimento penale contro B.________ e altre persone, ancora ignote, per aver approvato, a nome della società commerciale X.________ SA, la concessione di un credito di 140'000'000.-- corone ceche alla società Y.________ s.r.l., rappresentata dal citato indagato. E ciò benché quest'ultima società non avesse alcun dipendente e la sua attività consistesse solo nella gestione patrimoniale di un'altra società: si poteva quindi supporre che detta società non potesse adempiere ai propri obblighi e pertanto, in assenza di garanzie, non avrebbe potuto accedere direttamente al menzionato credito. Alla scadenza del credito, prevista per il 31 gennaio 2003, il pagamento della garanzia e degli interessi non è avvenuto. Considerato che la sua concessione era avvenuta a condizioni non standard e che ai funzionari bancari doveva risultare evidente che il cliente non era in grado di adempiere i propri obblighi, detto credito avrebbe comportato, per la X.________ SA, un danno di 140'000'000.-- corone ceche. Una parte del credito sarebbe stata trasferita su un conto bancario svizzero, segnatamente tramite tre bonifici, di cui uno del 10 luglio 2002 della società Y.________ di 187'500.-- € sul citato conto presso la banca K.________. 2.4 Il ricorrente adduce semplicemente che nella rogatoria non verrebbero indicati i funzionari bancari coinvolti nei fatti né si preciserebbe se essi abbiano danneggiato intenzionalmente l'istituto di credito né perché è ipotizzato un concorso nel reato e neppure se in tale ambito l'inquisito avrebbe agito quale istigatore; nemmeno sarebbe dimostrata l'esistenza dell'asserito danno. Con queste argomentazioni il ricorrente disconosce sia che l'autorità richiedente non deve, come si è visto, provare la commissione del prospettato reato sia che il giudice svizzero dell'assistenza non deve esaminare il quesito della colpevolezza o procedere a una valutazione dei (contestati) mezzi di prova e della fondatezza della tesi accusatoria (DTF 122 II 367 consid. 2c, 118 Ib 111 consid. 5b pag. 122 in alto, 547 consid. 3a, 107 Ib 264 consid. 3a). 2.5 Nella fattispecie la necessità di verificare l'eventuale commissione del sospettato reato è comunque resa verosimile. Il ricorrente, insistendo sul fatto ch'egli non rientrerebbe nel novero delle persone sospettate e ch'egli non potrebbe essere parificato al beneficiario del provento del reato. Sostiene inoltre che la prova richiesta non avrebbe alcuna rilevanza, anche perché non è affermato che la concessione del credito sarebbe stata richiesta per effettuare pagamenti in suo favore: infatti in tal caso il beneficiario e la causale del pagamento sarebbero già noti, per cui questi accertamenti non sarebbero più necessari. Adduce poi che la sua relazione bancaria non sarebbe stata utilizzata per compiere alcun reato e, insistendo sulla sua estraneità ai fatti descritti nella rogatoria, nonché sottolineato che non sussisterebbe alcuna connessione tra il suo agire e le indagini estere, conclude per l'inammissibilità della rogatoria. 2.6 Il ricorrente, insistendo sulla sua asserita estraneità al sospettato reato, disconosce, che l'eventuale qualità di persona fisica o giuridica non implicata nell'inchiesta all'estero non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza. Egli disattende inoltre che l'art. 10 cpv. 1 AIMP, implicitamente da lui richiamato, concernente la sfera segreta di persone non implicate nel procedimento penale, che costituiva una norma del resto non applicabile in una causa retta dalla CEAG (DTF 122 II 367 consid. 1e), è stato abrogato con la modifica dell'AIMP del 4 ottobre 1996. Per di più, i titolari di conti bancari che fossero stati usati per operazioni sospette non potevano comunque prevalersi di quella disposizione (DTF 120 Ib 251 consid. 5b, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 604). Basta, infatti, che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga. Ora, questa eventualità si verifica in concreto, senza che siano necessarie una sua implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine; cfr. Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 227). La consegna delle informazioni litigiose è giustificata e idonea a far progredire le indagini: la loro utilità potenziale è data (DTF 126 II 258 consid. 9c). Per di più, l'assistenza dev'essere accordata non soltanto per raccogliere ulteriori prove a carico del presunto autore del reato, ma anche per acclarare, come nella fattispecie, se il reato fondatamente sospettato sia effettivamente stato commesso (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). 2.7 Pure l'assunto ricorsuale secondo cui si sarebbe in presenza di una ricerca indiscriminata di prove (cosiddetta "fishing expedition"; cfr. su questo tema DTF 129 II 462 consid. 5.3, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a pag. 243, 118 Ib 547 consid. 3a) è manifestamente infondato. Nella rogatoria il conto litigioso è espressamente indicato, unitamente al giorno e all'importo del sospettato versamento. Contrariamente all'assunto ricorsuale tra la richiesta misura d'assistenza e l'oggetto del procedimento penale estero sussiste pertanto, e chiaramente, una relazione sufficiente.