Citation: 2C_677/2022 E. 3.3

3.3. Ora nella fattispecie, la ricorrente si limita ad affermare che la "CDPE, contrariamente alla Costituzione Svizzera, non riconosce le normative, sentenze e giurisprudenza UE/Italiana che attestano e riconoscono il valore abilitante in via definitiva all'insegnamento del diploma in questione" rispettivamente che la "CDPE, obbliga arbitrariamente, poiché il regolamento svizzero applicato per la procedura d'equipollenza non specifica, a quale istanza e livello estero bisogna rivolgersi per il documento reclamato", che " [...] MIUR è di diritto inferiore sia a livello italiano che europeo [...]" e che "[...] ripeto le autorità superiori hanno riconosciuto in via permanente il valore abilitante all'insegnamento, per tanto ulteriore documentazione non è necessaria per il riconoscimento [...]". Oltre a non motivare del tutto le sue censure, spiegando segnatamente quali sarebbero le autorità italiane di cui parla e quali leggi italiane ed europee applicabili in concreto sarebbero state disattese, la ricorrente non si esprime affatto sull'argomentazione contenuta su questo aspetto nel giudizio impugnato (laddove viene spiegato perché l'attestazione rilasciata dal MIUR è necessaria e perché non incombe all'autorità svizzera pronunciarsi sull'organizzazione amministrativa di uno Stato estero, cfr. decisione querelata consid. 12 e 13 nonché consid. 14), non sostanzia minimamente un'applicazione errata del diritto europeo rispettivamente manifestamente insostenibile e, di conseguenza, arbitraria, della normativa intercantonale applicata dall'autorità precedente. Al riguardo il gravame non adempie le esigenze di motivazione poste dall'art. 42 cpv. 2 LTF e ancora meno quelle più rigorose dell'art. 106 cpv. 2 LTF e sfugge pertanto ad un esame di merito.