Citation: 1C_40/2018 E. 2.3

2.3. Con questi accenni egli non dimostra che il Giudice unico avrebbe applicato in maniera addirittura insostenibile e quindi arbitraria (su questa nozione vedi DTF 141 I 70 consid. 2.2 pag. 72) la normativa cantonale, la richiamata giurisprudenza (sentenza 1F_31/2012 del 6 dicembre 2012 consid. 2 e 2C_1113/2012 del 12 novembre 2012 consid. 2.2; vedi pure 2C_754/2008 del 23 dicembre 2008) e la dottrina, con le quali, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF; DTF 143 II 283 consid. 1.2.2 pag. 286), il ricorrente non si confronta. La conclusione è peraltro corretta, ritenuto che il Dipartimento non era tenuto a indicare espressamente la condizione, notoria, prevista dall'art. 8 cpv. 1 LGA, peraltro analoga a quella prevista dall'art. 48 cpv. 1 LTF. Il ricorrente non fa valere, a ragione, che si sarebbe in presenza di un formalismo eccessivo, ritenuto che la prassi, senza violare il principio della buona fede, esige in effetti una verifica sommaria dell'indicazione dei rimedi di diritto nonché del termine di ricorso e ciò addirittura nell'ipotesi, chiaramente non realizzata nella fattispecie, di un'indicazione errata del termine di impugnazione, quando la stessa può essere rilevata dal patrocinatore con la semplice consultazione dei testi di legge, in concreto dell'art. 8 cpv. 1 LGA (DTF 141 III 270 consid. 3.3 in fine pag. 273; 138 I 49 consid. 8.3.2 pag. 53), norma consultabile pure su Internet. Questa prassi è stata confermata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo in re Clavien contro Svizzera del 12 settembre 2017.