Citation: 5C.261/2001 04.12.2001 E. B

B.- La decisione di primo grado è stata impugnata dal soccombente davanti alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, che con sentenza 13 settembre 2001 l'ha annullata e riformata nel senso che la rivendicazione dell'attore è del tutto legittima. Secondo i giudici cantonali, l'Ufficio dei fallimenti ha correttamente assegnato il termine per presentare azione a D.________, perché i beni erano detenuti da una terza persona che non li rivendicava per sé. Ad ogni buon conto, il convenuto avrebbe dovuto contestare l'assegno di termine emanato dall'Ufficio con un ricorso all'autorità di vigilanza. Con riferimento alla revocabilità dell'atto di vendita, i giudici cantonali, pur riconoscendo la possibilità per il cessionario delle pretese della massa di farla valere in via d'eccezione, hanno in concreto negato che ciò sia avvenuto nelle forme richieste dalla procedura civile: un vago accenno negli allegati, infatti, non soddisfa l'esigenza di formulare l'eccezione in modo chiaro e inequivocabile. Per altro verso, non può in concreto essere ammessa una nullità assoluta dell'atto di vendita.