Citation: 6B_1220/2021 E. 2.2.2

2.2.2. Nella citata DTF 144 IV 362, richiamata dalla Corte cantonale, relativa ad un abbandono del procedimento penale (art. 319 cpv. 1 CPP), il Tribunale federale ha rilevato che in linea di principio un abbandono parziale del procedimento entra in considerazione quando occorre giudicare più eventi o fatti che si prestano a un trattamento distinto. Un abbandono parziale del procedimento è invece escluso se esso concerne unicamente un'altra qualificazione giuridica del medesimo evento. Se il procedimento penale è parzialmente abbandonato, benché non sussista spazio in tal senso, e l'abbandono parziale cresce in giudicato, il suo effetto preclusivo impedisce una condanna per gli stessi fatti. La pronuncia di un giudizio di condanna per i medesimi fatti violerebbe in tali circostanze il principio "ne bis in idem" (DTF 144 IV 362 consid. 1.3.1 e 1.4). In una recente sentenza destinata a pubblicazione (6B_1404/2020 del 17 gennaio 2022), il Tribunale federale ha precisato questa giurisprudenza, ricordando che se il pubblico ministero intende reprimere soltanto una parte dei fatti nell'ambito di un decreto di accusa, egli deve emanare simultaneamente un decreto di accusa e un decreto di abbandono. Ha al riguardo fatto riferimento alla DTF 138 IV 241 ribadendo ch'essa è stata confermata anche in giudizi recenti (sentenza 6B_1404/2020, citata, consid. 2.6.5 e riferimenti). Il Tribunale federale ha ricordato che in DTF 138 IV 241 l'imputato aveva, nell'ambito di un alterco, fatto cadere a terra la vittima e l'aveva colpita al torso e al collo: il pubblico ministero aveva emanato un decreto di accusa per vie di fatto, ma aveva rinunciato a perseguire l'imputato per una parte dei fatti, segnatamente per un trauma cranico lamentato dalla vittima, abbandonando quindi (implicitamente) il procedimento penale per i fatti relativi al trauma cranico (cfr. DTF 138 IV 241 consid. 2.4). Nella sentenza 6B_1404/2020, citata, il Tribunale federale ha rilevato che un abbandono parziale esplicito del procedimento penale, che non concerne il complesso dei fatti ma unicamente singoli rimproveri aggravanti, può essere necessario per tutelare i diritti dell'accusatore privato (sentenza 6B_1404/2020, citata, consid. 2.6.5). Simili abbandoni parziali non conducono all'applicazione del principio "ne bis in idem" riguardo ai rimproveri per i quali è stata contemporaneamente promossa l'accusa. È determinante che la decisione di abbandono parziale faccia riferimento alla contestuale accusa, promossa o già pendente, rispettivamente alla concomitante emanazione di un decreto di accusa, e sia di conseguenza dichiarata come tale. Dalla decisione di abbandono parziale deve risultare che il procedimento penale non è abbandonato nel suo complesso, ma unicamente riguardo a singole circostanze di fatto aggravanti non dedotte in accusa, quali ad esempio ulteriori atti allegati dalla vittima, conseguenze supplementari, quali lesioni ulteriori, o elementi aggiuntivi concernenti il foro interiore (come, per esempio, una volontà omicida dell'imputato eccedente le lesioni causate). Tali decisioni di abbandono parziale non mirano ad abbandonare il procedimento penale nel suo complesso, ma a stabilire l'oggetto del procedimento giudiziario (sentenza 6B_1404/2020, citata, consid. 2.6.6). Alla luce di queste considerazioni, la DTF 144 IV 362 è quindi stata precisata dal Tribunale federale nel senso che l'effetto preclusivo del principio "ne bis in idem" di una decisione di abbandono parziale passata in giudicato si riferisce soltanto ai fatti concretamente interessati da tale decisione, non invece ai rimproveri per i quali è stata contestualmente promossa l'accusa. Questa interpretazione restrittiva del principio "ne bis in idem" è stata ritenuta compatibile con gli art. 11 CPP, 4 del Protocollo n. 7 alla CEDU e 14 cpv. 7 del Patto ONU II (sentenza 6B_1404/2020, citata, consid. 2.6.6).