Citation: 6B_970/2023 E. 3.3.1

3.3.1. Il ricorrente critica la considerazione della Corte cantonale secondo cui ai fini dell'esecuzione dell'infrazione, A.________, E.________, D.________ e lui stesso hanno tutti condotto in veste di autori principali la vittima nel posto in cui si sono consumati i fatti e A.________ ha sferrato il calcio alla testa. Adduce di non avere potuto prevedere in alcun modo il calcio alla testa da parte del coimputato e sostiene che tale azione non sarebbe rientrata nella sua volontà. Ritiene inoltre irrilevante il fatto che la vittima è stata trasportata da un luogo all'altro congiuntamente da tutti gli imputati, giacché ciò non permetterebbe di ritenere che le percosse, e in particolare il calcio sferrato alla testa, sarebbero state precedentemente programmate o prese in considerazione. Ciò che l'autore sapeva, voleva o ha preso in considerazione sono questioni di fatto (DTF 149 IV 57 consid. 2.2; 147 IV 439 consid. 7.3.1), che vincolano di principio questa Corte, tranne quando i fatti sono stati accertati in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto (art. 105 LTF). Contestando di avere agito quale correo, il ricorrente si scosta dai fatti accertati e dalle prove valutate dalla Corte cantonale, senza tuttavia censurarli d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Egli disattende che la Corte cantonale ha accertato che lo scopo del piano messo in atto contro B.________ era punitivo ed era stato concretizzato dagli imputati congiuntamente ad ogni tappa della trasferta in valle T.________, ove B.________ è stato sistematicamente malmenato e gli sono state inflitte violenze fisiche e psichiche, oltre ad innumerevoli vessazioni, affinché pagasse l'importo preteso da A.________. Il ricorrente non considera questo accertamento, non censurato d'arbitrio con una motivazione conforme alle esposte esigenze e pertanto vincolante per il Tribunale federale. Contrariamente a quanto da lui asserito, non si trattava quindi di eseguire un semplice trasporto della vittima, ma di partecipare a una spedizione punitiva che prevedeva maltrattamenti ed atti violenti, che erano peraltro già stati messi in atto dagli imputati nelle fasi precedenti la fermata alla U.________, in cui è stato sferrato il calcio alla testa della vittima. Laddove sostiene che questo calcio non sarebbe stato pianificato, né preso in considerazione, né avrebbe potuto essere da lui previsto, il ricorrente non si confronta con l'accertamento secondo cui egli si trovava lì vicino e vedeva bene il modo in cui A.________ tirava i calci alla vittima. Al riguardo, la Corte cantonale ha accertato che, prima di tirare il calcio alla testa della vittima, A.________ le aveva già tirato cinque calci alle costole con il collo del piede con una potenza di intensità quantomeno media. Ha altresì rilevato che mentre veniva colpita con i calci, la vittima si muoveva al suolo e cercava di parare i colpi con le braccia. La Corte cantonale ha rilevato che, in questa situazione, in cui i colpi erano tirati con il collo del piede alla parte alta del corpo, il coimputato non poteva non mettere in conto che un calcio potesse finire per colpire la zona sensibile della testa, come in effetti si è verificato. Secondo quanto accertato dalla CARP, in tale situazione il ricorrente non ha sollevato la minima obiezione all'indirizzo di A.________. Il ricorrente non si confronta con questi accertamenti e non li sostanzia d'arbitrio. Le censure volte a sminuire genericamente la rilevanza del suo grado di partecipazione al reato non mettono seriamente in discussione la conclusione della Corte cantonale, secondo cui egli ha agito quale autore principale dell'infrazione.