Citation: 4A_79/2021 E. 4.3

4.3. In virtù dell'art. 96 lett. a LTF con un ricorso in materia civile il ricorrente può far valere che non è stato applicato il diritto estero richiamato dal diritto internazionale privato svizzero. Tale censura entra unicamente in linea di conto se la LDIP richiama un diritto estero. Ciò avviene se la menzionata legge contiene una norma che si riferisce al problema giuridico per cui viene cercata una soluzione. In altre parole occorre che questo rientri nel campo di applicazione di una sua norma ("Verweisungsbegriff"; v. su tale nozione IVO SCHWANDER, Einführung in das internationale Privatrecht, vol. I, 3a ed. 2000, n. 127). Tale esame va effettuato in base alla lex fori (cfr. con riferimento all'art. 129 LDIP la DTF 131 III 153 consid. 6.3). Il campo di applicazione degli art. 116 e 117 LDIP, di cui è lamentata la mancata applicazione, attiene ai contratti. In concreto la ricorrente incentra il suo ricorso sulla questione a sapere se l'agenzia di viaggi utilizzi il suo sito, che ritiene essere il "punto centrale e iniziale della vertenza", affermando segnatamente che la sentenza impugnata darebbe atto di un uso indiretto, ma non contesta di non essersi confrontata nell'appello con l'accertamento, contenuto nella sentenza di primo grado, secondo cui entrambe le parti non avevano alcuna volontà di vincolarsi e che ha portato il Pretore a ritenere, anche per l'ipotesi in cui venisse riconosciuta un'interconnessione, "superato" il tema della lex causae applicabile, perché non si è in presenza di una relazione contrattuale. La ricorrente omette pertanto di censurare uno dei motivi indipendenti, che hanno portato ad escludere l'applicazione degli art. 116 e 117 LDIP nella fattispecie, ma si limita in sostanza ad inammissibilmente riproporre le posizioni giuridiche precedentemente assunte. A titolo abbondanziale giova rilevare che l'assenza di una tale volontà non viene peraltro nemmeno contestata nel presente ricorso con delle censure che soddisfano le esigenze di motivazione previste dalla LTF. Ne segue che non occorre esaminare ulteriormente quanto esposto nel ricorso con riferimento alla pretesa violazione di un contratto asseritamente in vigore.