Citation: 6B_949/2014 E. 13.3

13.3. Nella misura in cui l'insorgente lamenta un accertamento manifestamente inesatto con riferimento all'importo residuo di fr. 7'000.-- che non sarebbe stato restituito a hh.________Corp. SA, rinviando all'istanza di rettifica della sentenza impugnata, la sua critica si appalesa inammissibile. La motivazione della censura deve infatti essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (art. 42 cpv. 1 LTF; DTF 140 III 115 consid. 2 pag. 116). Per il resto, tutta l'argomentazione ricorsuale parte dal presupposto che il conferimento del denaro a bbb.________SA sarebbe avvenuto a titolo di mutuo fruttifero. Nulla di simile è però accertato dalla CARP, senza che al riguardo sia censurata una violazione del diritto, di modo che questo Tribunale non può tenerne conto (art. 105 cpv. 1 LTF). È vero che, come osservato nel gravame, la CARP non precisa quali istruzioni abbia violato. Accerta nondimeno l'esistenza tra il ricorrente e i clienti in questione di un ampio mandato di gestione e sottolinea come il conferimento del denaro a bbb.________SA è avvenuto senza il consenso dei titolari dei conti addebitati, ciò che il ricorrente non contesta. Ora, il riferimento all'assenza del consenso non può essere compreso se non come la violazione degli scopi fissati dagli affidanti. D'altronde non si scorge in che modo il trasferimento del denaro a bbb.________SA, per finanziare un'operazione immobiliare effettuata per fini propri a quest'ultima, possa essere considerato un investimento nell'interesse dei mandanti, interesse sotteso a ogni mandato di gestione. D'altra parte, la CARP ha accertato che gli averi affidati all'insorgente da hh.________Corp. SA costituivano la "cassaforte di famiglia" e dunque potevano essere investiti unicamente in operazioni a basso rischio. Non risulta, e nemmeno il contrario è preteso nel gravame, che nel conferire il denaro a bbb.________SA il ricorrente si sia premurato di ottenere delle garanzie alle pretese di restituzione dei clienti. Né può essere seriamente negata la sussistenza di un danno (sul danno quale elemento costitutivo oggettivo dell'art. 138 CP v. DTF 111 IV 19 consid. 5). È indubbio che quanto messo in atto ha comportato una diminuzione del saldo attivo dei conti dei clienti interessati, quindi un danno, e questo a prescindere da una pretesa di restituzione (v. DTF 90 IV 130). Quanto infine allo scopo di indebito profitto appare pure dato, bbb.________SA avendo beneficiato di fondi a cui non aveva diritto. La CARP ha vieppiù negato una capacità di restituzione del ricorrente, senza che siano sollevate censure in merito. La condanna dell'insorgente per appropriazione indebita non viola pertanto il diritto federale.