Citation: 2C_59/2013 E. 3.1

3.1. A parere della ricorrente il fatto che, per la medesima infrazione, il datore di lavoro domiciliato in Svizzera sia punito con un aumento dei premi dell'assicurazione contro gli infortuni (art. 66 OPI) ossia, secondo lei, una sanzione di carattere pecuniario, laddove il datore di lavoro la cui situazione è disciplinata dall'Accordo sulla libera circolazione può vedersi interdire di fornire prestazioni sul territorio svizzero per un periodo fino a cinque anni, disattende il principio della parità di trattamento, l'art. 2 ALC e l'art. 5 Allegato I ALC. Infatti, il primo disposto convenzionale vieta che i cittadini di una parte contraente che soggiornano legalmente sul territorio di un'altra parte contraente siano oggetto di discriminazione fondata sulla nazionalità, ciò che sarebbe il caso in concreto essendo, secondo lei, previsto un trattamento differenziato per le imprese svizzere e quelle straniere. Mentre il secondo sancisce che solo misure giustificate, tra l'altro, da motivi di ordine pubblico, inesistenti a suo parere nel caso specifico, possono limitare i diritti conferiti dall'ALC.