Citation: I 599/04 28.07.2005 E. 3

Le censure mosse dal ricorrente contro la pronunzia cantonale e avverso la valutazione del servizio medico non convincono. Non basta infatti il diverso apprezzamento delle capacità di lavoro da parte del medico curante, dott. T.________, il cui certificato è stato prodotto in sede federale, per scalfire gli accertamenti e le convincenti conclusioni dei periti del Servizio X.________. A prescindere dal fatto che esso è posteriore di oltre sette mesi rispetto alla data della decisione amministrativa impugnata, che delimita, come detto, il potere cognitivo dell'autorità giudiziaria, detto rapporto sembra voler dedurre il riconoscimento di un grado d'incapacità pari almeno al 50% pure dalla circostanza che questa percentuale si otterrebbe dalla somma delle singole inabilità lavorative. Sennonché, giova rammentare al ricorrente che la determinazione del grado di incapacità lavorativa globale di un assicurato affetto da diverse patologie deve avvenire sulla base di una valutazione complessiva, come hanno attentamente e prudentemente fatto i periti del Servizio X.________, e non può conseguire dalla mera addizione matematica delle singole inabilità parziali (DTF 123 V 50 consid. 3b, 98 V 171 consid. 4a; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friborgo 1995, pag. 138 seg.). Ne consegue che il certificato prodotto dall'interessato non può assurgere a mezzo di prova suscettibile di mettere in discussione la pronunzia cantonale, a sua volta suffragata da convincenti e approfonditi pareri medico-peritali.