Citation: 4C.196/2004 19.10.2004 E. 7

Come preannunciato, l'attore rimprovera ai giudici cantonali di aver violato l'art. 8 CC per aver rifiutato di ordinare la perizia da lui richiesta per "calcolare il valore effettivo dell'inventario e la correttezza delle fatture, dei rapporti e dei preventivi." 7.1 L'art. 8 CC regola, per tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale, la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di ogni prova. Esso conferisce alla parte cui incombe l'onere della prova il diritto di dimostrare l'esattezza delle proprie allegazioni, a patto che i fatti allegati siano giuridicamente rilevanti e che le prove siano state proposte conformemente alle esigenze procedurali poste dal diritto cantonale, per quanto riguarda forma e contenuto (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii). Per contro, l'art. 8 CC non disciplina l'apprezzamento probatorio; esso, in altri termini, non prescrive al giudice quali prove assumere né come valutare le risultanze dell'istruttoria. Non esclude né l'apprezzamento anticipato delle prove né la prova indiziaria, né tantomeno un'istruzione probatoria limitata ad alcune prove, nella misura in cui essa basta a convincere il giudice della fondatezza di un'allegazione (DTF citato; 127 III 519 consid. 2a con rinvii). 7.2 In concreto, il richiamo all'art. 8 CC si avvera d'acchito pretestuoso nella misura in cui concerne i costi d'intervento sull'immobile, il cui rimborso è stato negato non tanto per l'assenza di prove - come lascia intendere l'attore - quanto perché si tratta di spese di manutenzione che deve sopportare il proprietario, ovvero l'attore (cfr. quanto esposto al consid. 4.5). 7.3 Per quanto concerne la pretesa di fr. 9'000.-- per pulizia dei locali, si può osservare che nemmeno la perizia giudiziaria potrebbe dimostrare l'intervento della ditta E.________, tanto più che - stando a quanto accertato in maniera insindacabile nella sentenza impugnata (art. 55 cpv. 1 lett. c OG) - dall'istruttoria è emerso che l'attore ha affidato tale lavoro al personale dell'esercizio pubblico. 7.4 In sostanza la censura ricorsuale può essere tenuta in considerazione solamente con riferimento al giudizio sugli oggetti segnalati come mancanti, nella misura in cui la loro mancanza non è contestata, e il vaso rotto (cfr. quanto esposto al consid. 4.1). Anche in questo caso essa è comunque votata all'insuccesso. La Corte ticinese ha affermato che l'attore avrebbe potuto dimostrare le sue pretese producendo le fatture d'acquisto dei beni ch'egli stesso aveva ceduto ai convenuti due anni prima. Nel ricorso l'attore non contesta questa conclusione né tantomeno spiega per quale ragione la perizia giudiziaria sarebbe l'unico mezzo di prova suscettibile di dimostrare l'entità delle sue pretese. Orbene, il "diritto alla prova" non esonera la parte gravata dall'onere probatorio dal fornire i mezzi di prova a sua disposizione, concedendole la facoltà di richiedere l'assunzione di tutti i mezzi di prova contemplati dalle norme processuali senza specificarne l'utilità. Inoltre, la perizia giudiziale, il cui scopo è di per sé quello di trattare questioni di fatto la cui soluzione richiede conoscenze speciali (cfr. art. 247 cpv. 1 CPC/TI), non deve sostituirsi ai normali mezzi di prova.