Citation: 4P.236/2003 16.03.2004 E. 2

Trattandosi di una garanzia costituzionale di natura formale, la violazione del diritto di essere sentito implica l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalle possibilità di successo nel merito. Anche se invocata solo in coda al gravame, questa censura merita pertanto di essere trattata preliminarmente. Richiamandosi all'art. 29 cpv. 2 Cost. e all'art. 285 cpv. 2 lett. e CPC/ TI - che non ha una portata più ampia del disposto costituzionale - i ricorrenti si dolgono della violazione del diritto di essere sentito nella particolare forma del diritto ad ottenere una decisione motivata. Ora, il diritto di essere sentito impone effettivamente all'autorità giudicante di motivare le proprie conclusioni. Non è tuttavia necessario ch'essa esamini espressamente ogni allegazione in fatto e in diritto sollevata né ch'essa prenda posizione su ogni singolo mezzo di prova; basta ch'essa menzioni i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro, in modo da permettere all'interessato di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 126 I 97 consid. 2b pag. 102 con rinvii). In concreto, considerati l'abbondanza ed il tenore degli argomenti sollevati dai ricorrenti contro la decisione impugnata, la critica rivolta ai giudici ticinesi per aver motivato in maniera insufficiente le loro conclusioni si avvera d'acchito manifestamente infondata.