Citation: 2A.127/2007 11.10.2007 E. 7

Accertato che A.________SA ha esercitato un'attività bancaria senza disporre della necessaria autorizzazione, prima di esaminare, se del caso, l'eventuale violazione delle normative in materia borsistica e di fondi di investimento, conviene soffermarsi sulla sua situazione finanziaria. 7.1 Anche in riferimento alla situazione contabile, l'incaricata dell'inchiesta ha innanzitutto evidenziato il contesto del tutto lacunoso e per nulla trasparente con cui ha dovuto confrontarsi. Essa ha tra l'altro rilevato che la maggior parte dei conti bancari non era mai stata contabilizzata e che i documenti ritrovati non permettevano di conoscere le situazioni patrimoniali aggiornate dei portafogli dei clienti. Preso atto del bilancio intermedio allestito dalla società e aggiornatolo aggiungendovi gli accantonamenti per perdite potenziali, i periti hanno comunque stabilito l'esistenza di un'eccedenza di debiti di almeno fr 1'587'508.-- su una cifra di bilancio di fr. 5'186'985.--. Sulla base di questa indicazione e della segnalazione del Ministero pubblico ticinese, secondo cui nell'ambito del procedimento promosso contro gli organi della società le parti civili avevano fatto valere un danno stimabile ad oltre tre milioni di euro, la CFB ha ordinato il fallimento della società ai sensi dell'art. 33 LBCR (cfr. consid. 4.2). Nel gravame, la ricorrente si è limitata ad osservare, senza alcuna precisazione ulteriore, che le valutazioni dell'incaricata dell'inchiesta risultano eccessivamente prudenziali. Per questo motivo, ha postulato il richiamo agli atti dei crediti insinuati nell'ambito della procedura fallimentare. Orbene, il 12 febbraio 2007 la liquidatrice del fallimento ha informato la CFB che si sono manifestati quattordici creditori, i quali hanno fatto valere pretese per complessivi fr. 9'924'973.--. A fronte di attivi risultanti dall'inventario per ca. fr. 3'500'000.--, la società avrebbe quindi accumulato passivi per ca. fr. 11'500'000.--. 7.2 Certo, la stessa liquidatrice ha precisato che i crediti insinuati non sono stati oggetto di controlli e valutazioni approfondite. Viste le cifre in gioco, la situazione di eccedenza di debiti, peraltro constatata dai periti già in precedenza, appare in ogni caso manifesta. D'altronde nella sua ultima presa di posizione del 16 agosto 2007 l'insorgente ha avuto modo di esprimersi sui crediti in questione e ne ha contestati a priori soltanto alcuni, la cui eventuale infondatezza non muterebbe tuttavia sostanzialmente il quadro finanziario. In assenza di prospettive di risanamento, escluso anche per l'impossibilità di autorizzare l'attività esercitata (cfr. consid. 6.3; cfr. anche: art. 28 cpv. 1 e 31 lett. e LBCR; DTF 131 II 306 consid. 4.1.3), la pronuncia del fallimento non può dunque che essere confermata. Dato lo stato di indebitamento, non possono essere adottate le misure meno incisive reclamate dalla ricorrente.