Citation: 2C_400/2024 E. 4.2

4.2. Nel caso concreto, il Tribunale cantonale amministrativo ha rilevato che benché sollecitato a fornire ulteriori informazioni sulla propria situazione professionale l'interessato - in violazione del suo dovere di collaborare all'accertamento dei fatti (art. 90 LStrI) e benché avvisato che in caso di inadempimento la sentenza sarebbe stata emanata sulla base degli atti in possesso dell'autorità - si era limitato ad addurre che era inabile al lavoro in seguito ad un infortunio e che percepiva le indennità giornaliere dell'assicurazione contro gli infortuni (cfr. sentenza impugnata consid. 4.3). Nuovamente invitato a fornire ragguagli riguardo ad eventuali altre attività lucrative, aveva prodotto una copia del conteggio delle indennità giornaliere SUVA per il mese di maggio 2024, indicato che era in riabilitazione presso un nosocomio del Luganese e informato che la documentazione medica concernente l'infortunio era "a disposizione". Nulla invece aveva addotto sulla data del sinistro, se questo aveva carattere professionale o meno, accontentandosi di asserire che non esercitava alcuna attività lucrativa. In queste condizioni, ossia in mancanza di una qualsiasi informazione sull'infortunio, cioè quando si era prodotto, sulla sua natura, sulla durata dell'incapacità lavorativa e sul numero delle indennità alle quali poteva pretendere, i Giudici ticinesi sono giunti alla conclusione che detto fatto, non comprovato, non andava preso in considerazione ai fini del giudizio.