Citation: 1C_58/2009 24.11.2009 E. 4

4.1 Sempre con riferimento al principio della proporzionalità, circa la larghezza della strada, essi criticano che la Corte cantonale non avrebbe eccepito nulla riguardo a quella progettata di 2,50 m con margini laterali di 0,50 m, considerandola analoga a quelle della strada sul fondo yyy.________. Questa deduzione non sarebbe convincente, visto che, in determinati tratti, sul fondo xxx.________ la larghezza sarebbe di 2,10 m, che l'incrocio tra veicoli sarebbe possibile su altri tratti più larghi e che detta larghezza corrisponde a quella che permette attualmente di transitare, su una breve distanza, tra le due piante di castagno. Anche il passaggio litigioso potrebbe quindi essere limitato a 2,50 m, eccetto il citato tratto fra i castagni. 4.2 La tesi è infondata. In effetti, i giudici cantonali, descritta dettagliatamente la larghezza della progettata nuova rampa d'accesso e in particolare quella della parte litigiosa, hanno poi spiegato, richiamato il potere di apprezzamento che spetta all'autorità comunale in tale ambito, che una larghezza massima di 2,10 m, oltre a non corrispondere agli intendimenti di migliorare l'accesso perseguiti da quest'ultima, non terrebbe conto della necessità di prevedere un fondamento della strada di una profondità minima di 60 cm, ciò che danneggerebbe le radici delle due piante in questione, già oggi visibili in superficie, e potrebbe comportare un loro essiccamento e, quindi, un pericolo per gli utenti. Col passare del tempo, l'aumento dei tronchi e delle radici comprometterebbe inoltre la prevista larghezza del campo stradale. Al riguardo i ricorrenti sostengono semplicemente, accennando in maniera generica alla nuova, come visto inammissibile perizia, che l'ulteriore crescita delle due piante, contrariamente alle conclusione dei giudici cantonali, non comporterebbe influssi importanti sulla strada. Né essi, disattendendo il loro obbligo di motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF), si esprimono sulla scartata ipotesi di salvare almeno una delle due piante, ritenuto che i costi del necessario muro di sostegno (fr. 15'000.--) sarebbero sproporzionati rispetto ai costi generali dell'opera litigiosa (fr. 15'000.--), la sopravvivenza dell'altra pianta agli interventi edilizi non essendo comunque garantita.