Citation: 5A_633/2009 06.09.2010 E. B

Con sentenza 18 agosto 2009 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto un rimedio inoltrato dalla A.________ SA in liquidazione, rappresentata dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma). Dopo aver accertato la legittimazione di quest'ultima a rappresentare la convenuta, la Corte cantonale ha ritenuto che questa non ha nemmeno tentato di spiegare per quali motivi sarebbe errata l'argomentazione pretorile, secondo cui la presunzione della proprietà legata al possesso (art. 930 cpv. 1 CC) non è in concreto applicabile. I Giudici cantonali hanno aggiunto che comunque l'assunto del Pretore è corretto, atteso che l'acquisizione del possesso e la presunzione della proprietà da parte della convenuta appaiono nella fattispecie incerte e dubbie. Essi hanno poi esaminato le argomentazioni ricorsuali concernenti le prove agli atti e hanno innanzi tutto ritenuto che il procedimento penale per falso in bilancio e omissione della contabilità avviato nei confronti dell'attore non permette di far cadere la presunzione di fedefacenza dei libri contabili della società, che non menzionavano gli oggetti contesi. Hanno in seguito considerato irrilevanti i dubbi sollevati dall'appellante con riferimento all'attendibilità della testimonianza di D.________. Non hanno nemmeno giudicato determinante l'argomentazione ricorsuale secondo cui l'importo di fr. 120'000.--, indicato dall'attore nelle sue dichiarazioni fiscali per gli oggetti d'arte e di valore, sarebbe addirittura inferiore al valore delle opere d'arte che la liquidatrice aveva già riconosciuto di proprietà del rivendicante. Hanno pure ritenuto infondate le critiche concernenti la valutazione dei verbali di aggiudicazione prodotti dall'attore o delle liste di cui alle lettere 10 maggio rispettivamente 12 aprile 1983 della E.________ SA che, secondo la Corte di appello e contrariamente all'opinione della convenuta, avrebbero unicamente valenza di mera attestazione di consegna. L'ultima istanza cantonale ha terminato la sua sentenza, indicando che la censura secondo cui il Pretore avrebbe esaminato le prove agli atti limitandosi ad una valutazione di mera verosimiglianza è priva di riscontro oggettivo.