Citation: H 315/03 27.01.2005 E. 5.2

Secondo la giurisprudenza i datori di lavoro sono tenuti a mettere in atto tutto quanto necessario per facilitare il controllo delle autorità incaricate di applicare la LAVS. Le casse possono pertanto pretendere che essi producano i documenti necessari ai fini dell'accertamento dei salari sottoposti ad obbligo contributivo (STFA 1961 pag. 148 consid. 1). In una recente sentenza, questa Corte ha pure precisato che l'OAVS rimanda alle tecniche di revisione comunemente riconosciute (art. 165 cpv. 1 lett. a), le quali suggeriscono di perlomeno conservare le carte di lavoro, e quindi anche gli atti relativi al conto economico e al bilancio (sentenza H 231/02 del 20 agosto 2003, consid. 5.1.1, pubblicata in RtiD 2004-I n. 56 pag. 191 e segg.). L'opportunità dell'acquisizione della necessaria documentazione di dettaglio è pure desumibile dalle considerazioni espresse a fondamento della sentenza inedita del 28 aprile 1989 in re N., H 243/88, nel cui ambito questa Corte ha osservato che, per quanto completa possa sembrare una verifica sul posto, non sempre, per ovvi motivi di tempo, l'esattezza di ogni singola posizione può così essere garantita. Dal che dev'essere dedotta la legittimazione per l'amministrazione di richiedere e ottenere i giustificativi relativi alle verifiche effettuate ogniqualvolta, per proprio scrupolo, dovesse ritenere opportuna l'acquisizione agli atti di tale documentazione. E questo, senza incorrere in un abuso del proprio potere discrezionale (cfr. RtiD 2004-I n. 56 pag. 194 consid. 5.1.2).