Citation: 4A_115/2021 E. 6.3

6.3. Per adempiere l'obbligo di motivazione previsto dall'art. 311 cpv. 1 CPC, l'appellante deve dimostrare il carattere erroneo della motivazione della decisione attaccata con un'argomentazione sufficientemente esplicita da permettere alla Corte di appello di comprenderla. Ciò presuppone una designazione precisa dei passaggi della decisione che attacca e degli atti dell'incarto su cui fonda la sua critica (DTF 141 III 569 consid. 2.3.3, con rinvio). Egli deve tentare di dimostrare che la sua tesi prevale su quella della decisione impugnata e non può limitarsi a riprendere le allegazioni di fatto o gli argomenti di diritto presentati in prima istanza, ma deve sforzarsi di dimostrare sulla base dei fatti constatati o delle conclusioni giuridiche trattene che la decisione attaccata è inficiata da errori. Non può che farlo riprendendo l'approccio del primo giudice e puntando il dito sulle falle del suo ragionamento. Non soddisfa le esigenze dell'art. 311 cpv. 1 CPC una motivazione identica a quanto già presentato in prima istanza o che si limita a rinviarvi o che contiene solo delle critiche del tutto generali della decisione impugnata (sentenza 4A_168/2022 del 10 giugno 2022 consid. 5.2). Nella fattispecie, il Pretore aggiunto non aveva ritenuto criticabile il fatto che la mediatrice fosse partita al ribasso con l'offerta di fr. 4 milioni e ha considerato che tale modo di procedere non aveva nemmeno nuociuto alla qui ricorrente, atteso che se i venditori "avessero mollato un poco la presa avrebbe potuto esserle di vantaggio". Questa aveva poi aderito - per atti concludenti con il messaggio di posta elettronica - alla richiesta dei venditori di ottenere un prezzo più alto, ultimando la vendita. Ha anche indicato che, come risulta dai documenti agli atti, la vendita non si era conclusa "solo grazie al canale preferenziale di H.________". Per quanto riguarda l'ammontare della provvigione ha ricordato il carattere aleatorio del contratto di mediazione, che remunera il successo - e non l'estensione - dell'attività del mediatore e ha considerato che la percentuale pattuita fosse conforme alla giurisprudenza. Nel suo appello la qui ricorrente si era limitata a ripresentare la sua versione dei fatti secondo cui la prima trattativa si sarebbe conclusa con il rifiuto dell'offerta di fr. 4 milioni, di essere stata ingannata, al pari dei venditori, e a in sostanza affermare che i pochi interventi della mediatrice non avrebbero giustificato una mercede di fr. 145'800.--. Ella non si era confrontata con la motivazione pretorile secondo cui la mediatrice ben poteva - senza violare il contratto - partire con un'offerta "al ribasso" né aveva speso una parola per confutare i criteri adottati dal Pretore aggiunto per ritenere la mercede congrua. La Corte cantonale non ha quindi violato il diritto federale, non ritenendo l'appello ricevibile su tali punti. Così stando le cose la ricorrente non ha nemmeno esaurito materialmente il corso delle istanze (DTF 143 III 290 consid. 1.1; sentenza 4A_446/2021 dell'8 agosto 2022 consid. 4.1, con rinvii), ragione per cui sia le censure concernenti le asserite violazioni contrattuali e che quelle dirette contro l'ammontare - ritenuto spropositato - della mercede proposte in questa sede si rivelano inammissibili.