Citation: 5A_314/2015 E. 3.4

3.4. Quanto al merito della causa, la ricorrente ribadisce la propria convinzione che agli istanti fa difetto la capacità di essere parti "ex artt. 59 cpv. 2 lett. c, 66 CPC": a suo modo di vedere, le creditrici originarie dei crediti posti in esecuzione, le due società E.________SA e F.________SA, avrebbero perso la loro qualità di parte a seguito della loro radiazione dal Registro di commercio in data 12 luglio 2013. Quest'ultima sarebbe circostanza che la ricorrente è in diritto di opporre anche ai cessionari come già avrebbe potuto opporre alle società cedenti (art. 169 cpv. 1 CO). L'insorgente eccepisce poi, richiamandosi genericamente alla "legislazione sull'Avvocatura", che gli avvocati non possono rendersi cessionari dei diritti sui quali è sorta la contestazione nella giurisdizione nella quale esercitano la loro funzione. A dire della ricorrente, inoltre, la sua eccezione di compensazione per un suo credito nei confronti delle società cedenti (art. 169 cpv. 2 CO) sarebbe tempestiva e fondata. A sostegno delle sue argomentazioni la ricorrente invoca però esclusivamente disposizioni di rango non costituzionale (segnatamente gli art. 169 cpv. 1 e 2 CO, gli art. 59 e 253 CPC ed una generica "legislazione sull'Avvocatura") senza nemmeno tentare di dimostrare un'applicazione del diritto lesiva del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.). Nel ricorso sussidiario in materia costituzionale tale motivazione è del tutto insufficiente (combinati art. 117 e 106 cpv. 2 LTF; supra consid. 1.2). La critica di merito si appalesa dunque inammissibile.