Citation: 4A_343/2008 05.05.2009 E. 3

Dinanzi al Tribunale federale il ricorrente si duole fra l'altro della viola-zione del diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. In particolare, egli sostiene che dalla motivazione della sentenza impugnata non emerge per quale ragione il Tribunale d'appello sia giunto alla conclusione che lo studio d'architettura D.________ avrebbe insistito e imposto il proprio punto di vista anche qualora le opponenti avessero formalmente notificato il loro disaccordo al progetto. Si tratta, secondo il ricorrente, di una mera presunzione senza fondamento. Inoltre manca, a suo modo di vedere, ogni indicazione circa i criteri di valutazione delle rispettive colpe delle parti, che permettano di comprendere come la Corte ticinese sia giunta alla conclusione che la responsabilità principale per l'insorgere dei difetti spetta a lui e al suo ausiliario. 3.1 Il diritto di essere sentito, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., impone all'autorità di confrontarsi con le censure delle parti, di esaminarle tenendo conto degli argomenti da esse addotti e di dare atto di questo esame nella propria decisione (DTF 126 I 97 consid. 2b pag. 102; 124 II 146 consid. 2a). Di qui l'obbligo dell'autorità di motivare la sua sentenza. Non occorre tuttavia ch'essa si determini espressamente su ogni allegazione di fatto e di diritto sollevata dalle parti; può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio. Una motivazione può essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 134 I 83 consid. 4.1 pag. 88; 133 III 439 consid. 3.3 pag. 445). 3.2 In concreto, nella pronunzia impugnata il Tribunale d'appello ha dapprima accertato l'esistenza dei difetti dei serramenti (consid. 3), dopodiché si è confrontato con gli argomenti addotti dalle opponenti per escludere la loro responsabilità, segnatamente l'applicazione dell'art. 369 CO (consid. 4 e 5) e infine ha individuato e valutato i motivi suscettibili di giustificare una riduzione del risarcimento giusta l'art. 44 CO, in particolare la colpa dell'ausiliario del ricorrente, ch'egli deve lasciarsi imputare (consid. 6). In quest'ultimo ambito la Corte cantonale si è riferita alle dichiarazioni rilasciate dai testi E.________, F.________ e G.________ e alle constatazioni del perito giudiziario, giungendo alla conclusione che le significative divergenze riscontrate fra le opere eseguite e quelle descritte nel capitolato d'offerta vanno ricondotte esclusivamente alla volontà dello studio D.________, "che ha stravolto i piani originali, che ha insistito, anche a fronte delle proposte di modifiche della DL e dell'esecutrice delle opere, per il rispetto delle sue indicazioni senza possibilità di spazio per poter modificare qualcosa rispetto alle istruzioni". Ora, la lettura imparziale di questo considerando del giudizio impugnato permette - contrariamente a quanto preteso nel ricorso - di comprendere in maniera sufficientemente chiara gli elementi sui quali i giudici cantonali si sono basati per affermare che l'ausiliario del ricorrente non avrebbe modificato il proprio punto di vista nemmeno qualora fosse stato formalmente avvertito dei problemi della sua concezione costruttiva. La responsabilità delle opponenti è stata comunque ammessa - hanno spiegato i giudici - perché esse non hanno notificato formalmente il loro dissenso alla realizzazione dei serramenti così come indicato nel progetto, nonostante avessero ben riconosciuto il rischio di difetti insito nello stesso, perché hanno ugualmente eseguito le opere così come loro imposto e, infine, perché i lavori effettuati sono risultati parzialmente difettosi. La riduzione dell'obbligo di risarcimento a carico delle opponenti è infine stata esplicitamente motivata; il Tribunale d'appello ha infatti ritenuto che la responsabilità del progettista, e quindi del ricorrente, risulta "principale e con causalità adeguata ben maggiore e determinante per l'insorgere dei difetti". 3.3 Da quanto appena esposto discende che la censura concernente la violazione del diritto di essere sentito nella forma del diritto a una decisione motivata è manifestamente infondata.