Citation: 1P.496/2006 16.02.2007 E. 3

3.1 I ricorrenti rimproverano ai giudici cantonali una serie di accertamenti arbitrari, segnatamente di avere a torto negato l'esistenza di aperture sulla facciata sud della stalla-fienile che sorge sul loro fondo (part. n. 195 sub A) e di avere, pure a torto, ritenuto la superficie sub b di tale particella libera da costruzioni. Sostengono inoltre che le illustrazioni riportate nella sentenza impugnata non corrisponderebbero alla situazione reale. 3.2 Le illustrazioni contenute nel giudizio impugnato servono essenzialmente a una migliore comprensione della fattispecie nonché dei considerandi in diritto ed appaiono senz'altro opportune in un caso come il presente, ove la situazione dei luoghi e degli edifici non è evidente. Esse possono quindi limitarsi a una tavola schematica, che permetta la delucidazione dei punti trattati rilevanti per il giudizio. In concreto i giudici cantonali hanno comunque rettamente fondato gli accertamenti determinanti sulla base dei piani e della documentazione agli atti. Senza incorrere nell'arbitrio hanno in particolare negato l'esistenza di costruzioni che chiamano distanza sulla superficie che forma il sub b della part. n. 195. L'art. 7 cpv. 2 delle norme di attuazione del PPNV, applicabile alla fattispecie, si riferisce infatti esplicitamente alla distanza da "prospetti di edifici" (con o rispettivamente senza aperture), per cui il fatto che la superficie in esame presenti un esiguo rialzamento in muratura, sia parzialmente occupata dalla fossa e dal compostaggio o sia utilizzata per attività manuali non è certo sufficiente per ammettere l'esistenza di costruzioni rilevanti sotto il profilo delle distanze. Pure l'accertata assenza di aperture sulla facciata sud della stalla-fienile (part. n. 195 sub A) non conduce a un risultato arbitrario, ove solo si consideri che con la prevista demolizione dei sub G e C della part. n. 196 l'area dinanzi a tale facciata diverrebbe libera da edifici. D'altra parte, la stalla-fienile in discussione è contigua agli edifici agricoli che sorgono sul fondo dedotto in edificazione, sicché la finestra invocata dai ricorrenti sembrerebbe piuttosto aprirsi su una parte del tetto, così da fare apparire quantomeno dubbio che si tratti di un'apertura che chiama distanza giusta l'art. 7 delle norme di attuazione del PPNV. 3.3 Pur avendo sollevato dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo la questione delle distanze dai confini, i ricorrenti non hanno presentato contestazioni riguardo al tracciato del confine tra i fondi part. n. 195 e 196, ma hanno essenzialmente censurato una pretesa violazione delle disposizioni comunali. Addotte per la prima volta in questa sede, le critiche sull'esatto andamento dei confini all'altezza dell'angolo sud-ovest dell'edificio sub A della part. n. 195 sono nuove e pertanto inammissibili (cfr., sul divieto di nova nel ricorso di diritto pubblico, DTF 128 I 354 consid. 6c pag. 357; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 369 segg.). La questione dell'andamento del confine non è comunque rilevante per il giudizio, considerato che la Corte cantonale ha di per sé ammesso la facoltà di costruire in contiguità, che il progetto non invade la proprietà dei ricorrenti e che, sotto il profilo delle distanze, l'ubicazione dell'aggiunta è determinata essenzialmente dall'obbligo di allineamento. Pure su questo punto, nella misura in cui adempie le esigenze di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il gravame è pertanto infondato.