Citation: 1C_172/2017 E. 2.1

2.1. Il ricorrente sostiene, in maniera del tutto generica, che la Corte cantonale, facendo completa astrazione dell'elemento soggettivo, avrebbe leso una non meglio precisata giurisprudenza federale, i principi dell'uguaglianza giuridica (art. 8 Cost.) e del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), come pure il diritto alla parità ed equità di trattamento (art. 29 cpv. 1 Cost.). Ammesso che il superamento di 35 km/h del limite di velocità su un'autostrada è di principio sufficiente per ritenere la sussistenza dell'elemento soggettivo dell'infrazione grave, il ricorrente, richiamando l'art. 16 cpv. 3 LCStr e in particolare l'asserita assenza della messa in pericolo per la circolazione, nonché la sua pretesa mancanza di colpa, adduce che nel caso di specie si sarebbe in presenza di un'eccezione a questa regola. Al riguardo egli accenna, a torto, alla DTF 142 IV 137 e al relativo cambiamento della giurisprudenza, invero ininfluente per il caso in esame. Essa riguarda infatti un'altra fattispecie, ossia una grave infrazione qualificata alle norme di circolazione ai sensi dell'art. 90 cpv. 3 e 4 LCStr e in particolare gli eccessi di velocità contemplati dal suo cpv. 4 lett. a-d (cosiddetti reati di pirateria della strada; sentenza 1C_55/2017 dell'8 febbraio 2017 consid. 3.2). Per di più, l'accenno in detta sentenza al fatto che qualche autore menzioni l'ipotesi di una guida d'urgenza all'ospedale (consid. 10.1 pag. 150) è chiaramente ininfluente in concreto, visto che il ricorrente non stava conducendo un ammalato in una struttura ospedaliera, ma andava a visitare un amico, già ricoverato in un ospedale, colto da un grave malore e deceduto due giorni dopo il compimento dell'infrazione.