Citation: 2A.517/2006 22.01.2007 E. C

Detta decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, il 26 aprile 2006, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 6 luglio 2006. La Corte ticinese ha rilevato innanzitutto, come già fatto dall'istanza precedente, che ufficialmente l'insorgente risultava sposato dal 4 maggio 2002, cioè da meno di cinque anni, motivo per cui non poteva pretendere al rilascio di un permesso di domicilio. Ha nondimeno precisato che, quand'anche si considerasse che l'interessato aveva beneficiato in buona fede di un'autorizzazione di soggiorno a partire dal 24 novembre 2000, malgrado ciò egli non poteva richiedere un permesso di domicilio, in quanto viveva separato dalla moglie dal mese di marzo 2005, cioè prima della scadenza del termine quinquennale previsto dalla legge per potere ottenere la citata autorizzazione, e che tale separazione era da considerarsi definitiva. I giudici cantonali hanno quindi ritenuto che era abusivo da parte dell'insorgente richiamarsi ad un matrimonio che sussisteva solo formalmente con l'unico scopo di ottenere un'autorizzazione di soggiorno. Infine hanno negato che questi potesse appellarsi all'art. 8 CEDU.