Citation: 8C_742/2008 17.03.2009 E. 6

6.1 Sulla base del questionario dell'UAI per il datore di lavoro e le osservazioni del consulente di integrazione professionale, K.________ solleva un'ulteriore censura secondo la quale l'attività lavorativa svolta in precedenza non era in realtà quella di caposquadra con competenze dirigenziali e organizzative, bensì quella di muratore/costruttore stradale. Pertanto, è sulla base di quest'ultima che, secondo il ricorrente, andava operato il raffronto dei redditi. Egli rileva dapprima una contraddizione di fondo nel giudizio impugnato, laddove da una parte gli si attribuiscono delle capacità e delle responsabilità d'ordine dirigenziale, dall'altra gli si riconosce una capacità lavorativa del 50% in attività semplici e ripetitive. Secondariamente, i rapporti medici, in particolare la perizia psichiatrica della dott.ssa C.________, dimostrerebbero come, a causa delle turbe psichiche e dei limiti intellettuali di cui è affetto, egli non sarebbe ad ogni modo in grado di svolgere mansioni di responsabilità o dirigenziali. 6.2 Ora, da una parte, il primo giudice ha riconosciuto che l'attività svolta in precedenza da K.________ non era quella di capo-muratore, bensì quella di muratore/costruttore stradale; dall'altra, ha pure osservato che nel suo caso entravano in considerazione altre attività esigibili e maggiormente redditizie, ricordando, giustamente, che conformemente ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 230 consid. 3c pag. 233; 117 V 275 consid. 2b pag. 278, 400 consid. 4b e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 22 consid. 4b pag. 28 e sentenze ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). In concreto, sulla base delle perizie specialistiche del SAM e accertata una capacità lavorativa residua del 50% in attività leggere adeguate, la Corte cantonale, avendo stabilito che il ricorrente presenta in tale ambito una capacità di guadagno maggiore rispetto a quella conseguibile svolgendo la professione di muratore con una capacità lavorativa residua del 25%, ha giudicato che fosse appropriato attenersi ai dati dell'ISS relativi al valore mediano nel settore privato svizzero e al raffronto dei redditi operato a titolo principale dal consulente di integrazione professionale. Orbene, alla luce della giurisprudenza, il Tribunale federale ritiene la valutazione del primo giudice corretta e priva di contraddizioni. In conclusione, il ricorso risulta anche su questo punto infondato.