Citation: 2A.258/2003 11.06.2004 E. 3

3.1 A parere dell'Ordine ricorrente, l'iscrizione nel registro cantonale degli avvocati non può essere concessa all'avv. A.________ poiché questi, essendo impiegato a metà tempo presso un'assicurazione di protezione giuridica, non adempirebbe l'esigenza del principio dell'indipendenza sancito dall'art. 8 cpv. 1 lett. d LLCA. Vi sarebbe poi il rischio concreto che la datrice di lavoro influisca sulla conduzione dei suoi mandati ed interferisca nell'attività sottoposta a monopolio. 3.2 Nella sua decisione di principio del 29 gennaio 2004 sulla questione dell'indipendenza dell'avvocato impiegato, pubblicata in DTF 130 II 87 segg., il Tribunale federale ha rilevato che l'art. 8 cpv. 1 lett. d LLCA è collegato al criterio formale del rapporto d'impiego, ossia alla distinzione tra l'attività svolta sotto la propria responsabilità e quella subordinata ad istruzioni; l'indipendenza è, in questo senso, definita in termini strutturali ed istituzionali. In presenza di un rapporto d'impiego sussiste la presunzione della mancanza d'indipendenza. Questa presunzione può certo essere confutata, e anche l'avvocato dipendente può, a determinate condizioni, pretendere all'iscrizione nel registro cantonale degli avvocati. A tal fine egli deve comunque creare chiari rapporti e dimostrare che, considerata la struttura del suo rapporto d'impiego, non vi sia rischio d'intralcio della sua indipendenza nonché sia escluso qualsiasi influenza da parte del datore di lavoro sulla sua attività d'avvocato. Ciò è unicamente il caso quando egli svolge la sua attività d'avvocato - per la quale chiede di essere iscritto nel registro cantonale - al di fuori dei suoi rapporti d'impiego, ciò che deve manifestarsi anche dal profilo dell'organizzazione del suo ufficio. Inoltre egli si deve limitare a mandati che sono chiaramente al di fuori del campo di attività del datore di lavoro (s'intende la sfera di attività concreta, non il settore in quanto tale, rispettivamente il ramo di competenza generale del datore di lavoro, in questo senso esposto in modo troppo restrittivo da Beat Hess, Die Unabhängigkeit angestellter Register-Anwälte, in: Anwaltsrevue 3/2004 pag. 94 in fine). La rappresentanza del datore di lavoro stesso non è, di principio, conciliabile con l'obbligo di indipendenza così come quella di imprese vicine a costui o quella di suoi clienti oppure di altri partner d'affari, nella misura in cui il genere di rapporto intrattenuto da queste persone con il datore di lavoro non è a priori irrilevante per l'indipendenza della conduzione del mandato (DTF 130 II 87 consid. 5.1, 5.2 e 6). Per quanto concerne in particolare la rappresentanza dei clienti del datore di lavoro, è ovvio che interessi e strategie del datore di lavoro che vanno al di là del caso concreto potrebbero ripercuotersi sul modo di gestire il mandato, quando lo stesso viene assunto da un impiegato legato ad istruzioni. Il pericolo della corrispondente influenza del datore di lavoro non può, di principio, essere eliminato nemmeno mediante un contratto di lavoro di qualsiasi forma e la presunzione legale della mancanza d'indipendenza non può - in questo tipo di mandati - venire rovesciata. 3.3 Come rilevato dall'Ufficio federale di giustizia nella propria risposta, sia in virtù della normativa federale determinante che della prassi di questa Corte, un avvocato non ha nessun obbligo di esercitare la propria professione a tempo pieno e ha quindi, di principio, il diritto di svolgere un'attività accessoria dipendente. Nel caso specifico, l'avv. A.________ lavora a metà tempo presso la B.________, assicurazione di protezione giuridica, ed esercita l'avvocatura o titolo indipendente per la restante metà tempo. Al riguardo va osservato che, come emerge dal giudizio contestato, quest'ultima attività viene svolta in uffici propri, ad un indirizzo diverso di quello della B.________ dove l'interessato dispone, oltre a carta intestata a nome proprio, di collegamenti telefonici e fax personali ben distinti da quelli della datrice di lavoro. Per quanto concerne l'organizzazione professionale fanno stato sia il contratto di lavoro concluso il 14 febbraio/5 marzo 2003 con la B.________ sia la dichiarazione allestita da quest'ultima il 1° aprile 2003 e versata agli atti. In questo documento la datrice di lavoro espone in primo luogo il modo in cui è organizzata nonché il lavoro svolto dai propri giuristi dipendenti, i quali in particolare non rappresentano gli assicurati in giudizio ma si limitano alla consulenza e all'intervento in fase extragiudiziale. Essa spiega poi che quando vi è la necessità di rivolgersi ad un legale esterno, l'assicurato lo sceglie liberamente, essendo garantita da parte sua unicamente la copertura dei costi derivanti dal mandato, nonché precisa che solo previa autorizzazione dell'assicurato può assumere informazioni sullo sviluppo del caso. Infine vi descrive la funzione svolta presso di essa dall'avv. A.________, cioè esame dei casi annunciati nell'ottica della copertura assicurativa, consiglio agli assicurati, gestione delle pratiche nel contesto della liquidazione bonale ad esclusione di qualsiasi intervento di rappresentanza in giustizia nonché sottolinea che è espressamente escluso che questi assuma mandati da essa. Da quanto precede deriva che i rapporti creati dall'avv. A.________ con la propria datrice di lavoro, per quanto concerne l'organizzazione della sua attività come avvocato indipendente, appaiono chiari e sembrano garantire a prima vista che detta attività possa essere esercitata al di fuori di qualsiasi influenza da parte della datrice di lavoro. Comunque sia non va dimenticato che, conformemente a quanto sancito dal Tribunale federale nella già citata DTF 130 II 87 segg., quando vi è un rapporto d'impiego l'indipendenza dell'avvocato viene garantita unicamente se questi svolge la propria attività unicamente al di fuori del settore di attività del datore di lavoro. È vero che la Camera per l'avvocatura e il notariato ha - quale aggiunta al decreto d'iscrizione nel registro cantonale - espressamente previsto che l'avv. A.________ non può assumere mandati da o contro la B.________. Sennonché tale aggiunta non è - in virtù della giurisprudenza testé ricordata (cfr. consid. 3.2) - sufficientemente precisa. In effetti non va trascurato che sia in sede di ricorso cantonale sia dinanzi a questa Corte l'avv. A.________ ha sempre sostenuto che non gli si poteva negare la possibilità di vedersi conferire in qualità di rappresentante in giudizio mandati legali da parte degli assicurati della B.________. In altre parole, l'avv. A.________ vuole ottenere l'iscrizione nel registro cantonale degli avvocati per un'attività quale avvocato consistente anche - nel settore di monopolio dell'avvocato - nell'assumere mandati da persone assicurate presso la sua datrice di lavoro. Orbene, come esposto in precedenza (cfr. consid. 3.2), al riguardo egli difetta d'indipendenza nei confronti della datrice di lavoro e non può, di conseguenza, essere autorizzato ad assumere questo tipo di mandato. Appare quindi necessario precisare l'aggiunta al decreto d'iscrizione nel registro cantonale, nel senso che l'avv. A.________ non potrà patrocinare assicurati della sua datrice di lavoro, ciò al fine di ossequiare l'interpretazione giurisprudenziale fatta da questa Corte dell'art. 8 LLCA. Ne deriva che, in proposito, è a torto che l'avv. A.________ ha sostenuto che non rischiava di subire influenza alcuna da parte della B.________ e che poteva garantire la propria piena indipendenza. 3.4 Visto quanto precede il ricorso dev'essere parzialmente accolto nel senso dei considerandi.