Citation: 1C_626/2020 E. 4.2

4.2. La Corte cantonale ha ritenuto corretto il calcolo della superficie utile principale dell'edificio esistente e di quello progettato, annesso alla domanda di costruzione. Da tale calcolo risulta che la superficie utile principale dei due immobili è sostanzialmente corrispondente. Ha tuttavia considerato il prospettato intervento edilizio non conforme all'art. 11 cpv. 2 LASec, siccome esso non costituiva una ricostruzione ai sensi di questa disposizione, bensì una vera e propria nuova costruzione. Richiamando la sentenza 1C_478/2019 dell'8 maggio 2020, la Corte cantonale ha addotto che l'identità dell'edificio avrebbe dovuto rimanere sostanzialmente immutata. Ha al riguardo fatto riferimento agli art. 24c LPT (RS 700) e 42 OPT (RS 700.1), precisando che l'identità dell'edificio doveva essere mantenuta sotto il profilo delle dimensioni, dell'aspetto esterno e della destinazione d'uso e che l'intervento non doveva creare nuovi effetti significativi sull'ordinamento delle utilizzazioni, sulle opere di urbanizzazione e sull'ambiente. La precedente istanza ha quindi rilevato che nella fattispecie l'identità delle preesistenze non restava sostanzialmente immutata, giacché il progetto prevedeva di sostituire lo stabile esistente, a pianta rettangolare e con tetto a due falde, con un nuovo edificio a pianta quadrata e tetto piano. Ha accertato che alle finestre tradizionali con prevalenza dell'altezza sulla larghezza e del pieno sul vuoto, che contraddistinguono la casa attuale, si sostituivano ampie aperture di larghezza maggiore rispetto all'altezza, con prevalenza del vuoto sul pieno. In sostanza, all'edificio di tipo tradizionale esistente subentrava una nuova opera dalle caratteristiche decisamente moderne. La Corte cantonale ha concluso che, benché ubicata pressoché nella medesima posizione, l'abitazione sostitutiva differiva in modo rilevante da quella esistente e non poteva pertanto essere autorizzata in applicazione dell'art. 11 cpv. 2 LASec.