Citation: 2C_73/2021 E. A

A.a. Il 23 novembre 2018, l'Agenzia delle entrate - Ufficio cooperazione internazionale italiano, autorità fiscale competente in materia (di seguito: l'autorità richiedente o l'autorità italiana), ha presentato una domanda raggruppata di assistenza amministrativa in materia fiscale all'Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito: l'AFC o l'autorità richiesta). In tale domanda, l'autorità richiedente ha anzitutto esposto che, nell'ambito di un programma di " collaborazione volontaria " (" Voluntary Disclosure ") lanciato con lo scopo di mettere in regola la situazione fiscale dei contribuenti italiani che vi partecipavano, circa 7'000 contribuenti italiani avevano chiesto di " regolarizzare le infedeltà ed omissioni dichiarative commesse in relazione alla detenzione di attività finanziarie (inclusi conti bancari) presso l'istituto di credito elvetico C.________ ". L'autorità italiana ha inoltre affermato di essere in possesso di una copia di una lettera inviata dalla C.________ SA (cui è subentrata nel 2016 la D.________; di seguito: la C.________/D.________ o la banca) ai propri clienti italiani il 3 febbraio 2014, nella quale la banca chiedeva a questi ultimi se fossero in regola (" compliant ") nei confronti del fisco italiano e li informava che, qualora non avessero fornito la prova di tale " compliance " fiscale, le loro relazioni finanziarie presso la banca sarebbero state sottoposte a restrizioni. Secondo l'autorità richiedente, alla luce di questi elementi, vi era un sospetto di evasione fiscale nei confronti di numerosi contribuenti italiani clienti della banca. L'autorità italiana riteneva, infatti, che " un considerevole numero di contribuenti italiani deten[eva] o [aveva] detenuto presso C.________ attività finanziarie in relazione alle quali: - non ha assolto agli obblighi previsti dall'ordinamento tributario italiano in materia di monitoraggio fiscale (obbligo di indicazione degli asset detenuti all'estero nel quadro RW della dichiarazione dei redditi), - non ha correttamente dichiarato, né ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche, né ai fini dell'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero, i redditi ottenuti dal possesso di tali attività e conseguentemente, - non ha fornito alla banca sufficienti prove del suo adempimento degli obblighi fiscali previsti dalla normativa italiana ". A.b. Basandosi su quanto precede, l'autorità richiedente ha poi precisato che la propria richiesta riguardava " i contribuenti italiani [cosiddetti] 'Recalcitranti', cioè i contribuenti italiani i cui nomi sono sconosciuti e che sono identificabili attraverso i seguenti criteri nel periodo dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2016: a. è stato titolare di uno o più conti presso C.________, ora D.________ AG; b. il titolare del conto ha o ha avuto un indirizzo di domicilio o di residenza in Italia (sulla base della documentazione in possesso di C.________, ora D.________); c. il titolare dell'attività finanziaria ha ricevuto una lettera di C.________, ora D.________, in cui è stata annunciata la chiusura forzata del conto/conti bancari salvo egli fornisca [alla banca] l'autorizzazione del modello 'Direttiva Risparmio UE per la Collaborazione Volontaria (Voluntary Disclosure) ' o ogni altra prova del rispetto delle proprie obbligazioni fiscali relativamente a tale conto/conti; d. nonostante tale lettera, il titolare del conto non ha fornito a C.________, ora D.________, prove sufficienti del rispetto degli obblighi fiscali ". A.c. In considerazione degli elementi a sua disposizione, l'autorità italiana ha dunque richiesto all'AFC: " [...] tutte le informazioni in possesso di C.________, ora D.________, in merito ai conti detenuti presso l'istituto di credito, nel corso del periodo tra il 23 febbraio 2015 ed il 31 dicembre 2016, da soggetti residenti in Italia [cosiddetti] 'titolari recalcitranti di attività finanziarie' (recalcitrant account holders), in particolare [...]: a. informazioni anagrafiche dei 'recalcitrant account holders' (cognome, nome, data di nascita e ultimo indirizzo noto risultante dalla documentazione bancaria); b. numero identificativo del conto o dei conti detenuti presso C.________, ora D.________; c. saldo al 28 febbraio 2015 e 31 dicembre 2016 di tutti i conti detenuti dai 'recalcitrant account holders' [...] ". A.d. Il 29 marzo 2019, l'AFC ha esortato la C.________/D.________ a identificare tutte le persone interessate dalla domanda di assistenza amministrativa italiana sulla base dei criteri di ricerca suesposti, precisando che la richiesta riguardava unicamente i clienti che erano a conoscenza della summenzionata lettera della banca e che non avevano comprovato la loro conformità fiscale né prima né dopo averla ricevuta. A.e. Il 16 aprile 2019, la C.________/D.________ ha comunicato all'AFC di nutrire dei dubbi in merito all'invio effettivo della lettera del 3 febbraio 2014 ai propri clienti domiciliati in Italia. Le ricerche interne della banca non avevano infatti permesso di trovare lo scritto in questione. Il 13 maggio 2019, la banca ha poi informato l'AFC di avere rinvenuto una lettera dal contenuto analogo a quella del 3 febbraio 2014, la quale recava tuttavia una data successiva e non era mai stata inviata ai clienti. L'istituto di credito ha parimenti indicato di aver ritrovato altre lettere simili a quella del 3 febbraio 2014, precisando che esse erano però state inviate dopo tale data. A.f. Il 14 giugno 2019, l'autorità richiesta ha comunicato alla C.________/D.________ di non avere alcun motivo per dubitare dell'autenticità della lettera del 3 febbraio 2014, la quale, con tutta probabilità, era stata tuttavia inviata "nel 2015 o più tardi". L'AFC ha dunque domandato alla banca di procedere a una ricerca sistematica in tal senso. A.g. Il 4 luglio 2019, la C.________/D.________ ha presentato all'AFC i risultati della propria ricerca, indicando in sintesi che una lettera quasi identica a quella del 3 febbraio 2014, recante però la data del 20 febbraio 2015, era stata inviata a oltre 10'000 clienti. In seguito, la banca ha trasmesso all'AFC le informazioni richieste.