Citation: 4A_300/2017 E. 4.2

4.2. Vi è un nesso di causalità adeguata quando un determinato comportamento, secondo l'ordinario andamento delle cose e l'esperienza generale della vita, è idoneo a provocare un risultato come quello che si è prodotto (DTF 139 V 176 consid. 8.4.2 pag. 190; 129 II 312 consid. 3.3 pag. 318; 123 III 110 consid. 3a pag. 112). Una colpa del leso o di un terzo interrompe il nesso di causalità adeguata se essa è così grave e insensata da rilegare in secondo piano il comportamento del danneggiatore, al punto che esso non appare più come la causa adeguata del danno (DTF 127 III 453 consid. 5d con rinvii). In concreto giova innanzi tutto ricordare che, in base ai vincolanti accertamenti della sentenza impugnata, il qui ricorrente ha licenziato per mancanza di lavoro l'opponente 2, ragione per cui appare incomprensibile come l'inizio di una nuova attività lavorativa possa essere considerata una colpa che avrebbe interrotto il nesso di causalità. Neppure il fatto che l'opponente 1 non sia riuscito ad assicurare il dipendente interrompe il nesso di causalità, atteso segnatamente che qualora il qui ricorrente avesse stipulato un'assicurazione che rispettava quanto previsto dall'art. 15 CCL, la richiesta del 12 maggio 2003 di continuare l'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia nella forma individuale non si sarebbe rivelata tardiva. La censura si rivela infondata.