Citation: 5P.402/2005 14.07.2006 E. 1

3.1.3 Il Tribunale di appello ha spiegato che il rigetto definitivo di un'opposizione formulata contro un precetto esecutivo fondato su una sentenza estera esige l'esame pregiudiziale dell'esecutività della sentenza estera, da effettuarsi sulla base delle condizioni fissate dalla convenzione internazionale applicabile o, per difetto, dagli artt. 25 ss. LDIP. Ha indi scartato l'obiezione della ricorrente fondata sulla pendenza di un proprio ricorso in cassazione contro la sentenza condannatoria a suo carico: l'esecutività della sentenza francese emergerebbe già dall'espressa attestazione apposta sull'ultima pagina della medesima. 3.1.4 Non può ragionevolmente sussistere dubbio alcuno che in virtù dell'art. 25 CL deve essere considerata quale decisione passibile di essere riconosciuta ed eseguita qualsiasi decisione resa da un organo giurisdizionale di uno Stato contraente, a patto che sia esecutiva (art. 31 cpv. 1 CL; Andreas Edelmann, Neues aus Lugano, in: Festschrift 100 Jahre Aargauischer Anwaltverband, Zurigo 2005 pag. 377-400, pto. III pag. 381; Yves Donzallaz, La Convention de Lugano, vol. II, Berna 1997, n. 3516 ss., part. 3521; Geimer/Schütze, Europäisches Zivilverfahrensrecht, 2a ed. Monaco 2004, n. 3 ad art. 38 del regolamento (CE) 44/2001 = art. 31 CL); una sua crescita in giudicato non è richiesta (Edelmann, loc. cit.; Geimer/Schütze, op. cit., n. 47 ad art. 38 del regolamento (CE) 44/2001 = art. 31 CL; Hélène Gaudemet-Tallon, Compétence et exécution des jugements en Europe, 3a ed. Parigi 2002, n. 368; Schnyder/Liatowitsch, Internationales Privat- und Zivilverfahrensrecht, Zurigo 2000, n. 329; fraintendibile Hansjörg Peter, La LEF e la Convenzione di Lugano - 10 anni di giurisprudenza, in: La Convenzione di Lugano nella pratica forense e nel suo divenire, CFPG Collana rossa vol. 30, Lugano 2004, pag. 137-158, spec. pto. I pag. 138). A favore della sua divergente opinione, formulata in termini apodittici, la ricorrente non è in grado di addurre né dottrina, né tanto meno giurisprudenza. Neppure il riferimento che la ricorrente ripropone alle procedure e alle decisioni intervenute nel frattempo fra le parti le può essere di soccorso. In primo luogo, la maggior parte delle procedure cui essa si riferisce sono pendenti fra parti diverse; secondariamente, le decisioni che vedono coinvolte le medesime parti e di cui si può legittimamente tenere conto (sopra, consid. 2.1) sono state emanate in procedure di genere diverso. Non si vede come la ricorrente possa seriamente dedurre da tali procedure e decisioni, di cui non ha messo in dubbio l'assenza di legame diretto con la sentenza del 19 maggio 2004, un effetto mediato tale da privare di efficacia l'espressa attestazione di esecutività apposta alla sentenza stessa. 3.1.5 Ne discende che l'applicazione che la Corte cantonale ha fatto degli artt. 25 e 31 CL non presta adito a critica alcuna.