Citation: 9C_13/2007 31.03.2008 E. 4

4.1 Per giurisprudenza, gli accertamenti dell'autorità cantonale di ricorso in merito al danno alla salute, alla capacità lavorativa dell'assicurato e all'esigibilità di un'attività professionale - nella misura in cui quest'ultimo giudizio non si fonda sull'esperienza generale della vita - costituiscono questioni di fatto che possono essere riesaminate da questa Corte solo in maniera molto limitata (v. consid. 1.2; DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398). Per contro, per le questioni di diritto questo Tribunale fruisce di libero potere di esame. 4.2 Nel caso di specie, nel ritenere economicamente non sfruttabile in un mercato del lavoro equilibrato la capacità lavorativa residua dell'assicurato, il primo giudice si è fondato in parte sulle considerazioni mediche del dott. K.________, e quindi essenzialmente su un apprezzamento concreto delle prove, e quantomeno parzialmente anche sull'esperienza generale della vita e sui principi giurisprudenziali validi in materia. Così, il giudizio sull'inesigibilità di un'attività sostitutiva leggera, oltre ad essere anche stato dettato da considerazioni legate all'età dell'assicurato, risulta da un'applicazione della giurisprudenza relativa al concetto di mercato del lavoro equilibrato e all'esigibilità di un cambiamento di professione nel caso di un assicurato prossimo all'età di pensionamento (v. consid. 3). Ora, sia che le valutazioni del primo giudice vengano considerate di natura fattuale o di natura parzialmente giuridica, il risultato per gli esiti del giudizio non cambia, queste ultime dovendosi in ogni modo e anche senza tenere conto della dichiarazione 30 gennaio 2007 del consulente in integrazione S.________, prodotta in questa sede (sull'inammissibilità o limitata ammissibilità di presentare documenti nuovi con il ricorso in materia di diritto pubblico v. l'art. 99 cpv. 1 LTF), ritenersi manifestamente errate, rispettivamente avvenute in violazione del diritto federale. 4.3 In particolare, la Corte cantonale, che nella sua valutazione si è essenzialmente richiamata al parere del dott. K.________, non poteva seguire il perito nella misura in cui questi, dopo essersi espresso per una piena capacità lavorativa in attività confacenti dal profilo medico-teorico, aveva relativizzato - peraltro in termini ipotetici ("altri lavori mi sembrano invece non esigibili") - la portata di tale conclusione con motivazioni di carattere (quantomeno parzialmente) extra medico, quali l'età dell'assicurato e il fatto che egli possedesse già un'attività ben avviata nel suo atelier di restauro. Come giustamente osservato dall'UAI, a ben vedere tale valutazione, oltre a contrastare con la giurisprudenza in materia, esulava dal suo ambito di competenza, essendo essenzialmente di spettanza del consulente in integrazione (v. consid. 3). Orbene, quest'ultimo, tenuto conto dello stato di salute dell'interessato e delle conclusioni specialistiche del dott. K.________, aveva chiaramente evidenziato nel suo rapporto finale del 23 giugno 2005 la pressoché totale esigibilità, per l'assicurato, di qualsivoglia attività nei settori secondario e terziario. Valutazione, questa, che del resto meglio si concilia con la prassi di questo Tribunale. Infatti, riguardo all'esigibilità e alla possibilità per l'assicurato di cercare un nuovo impiego su un mercato equilibrato del lavoro, va ricordato che al momento determinante della decisione su opposizione in lite, l'opponente aveva 59 anni. Dal profilo dell'età, le condizioni per ammettere una incapacità di lavoro e di guadagno per mancanza di possibilità reale di sfruttarne la residua capacità non erano pertanto realizzate (v. sentenze I 359/06 del 22 giugno 2007, consid. 4.2 e I 304/06 del 22 gennaio 2007, consid. 4.2 con i rispettivi riferimenti). A ciò si aggiunge che, per quanto esposto dall'amministrazione in merito alle concrete attività suscettibili di entrare in linea di considerazione, pur dovendo riconoscere una difficoltosa collocabilità dell'assicurato dovuta soprattutto al fattore età, al medesimo si presentava - nel momento determinante della decisione su opposizione in lite - un ventaglio relativamente ampio di professioni possibili (e peraltro anche sufficientemente specificate) che non richiedevano necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 463/00 del 28 ottobre 2003, consid. 3.3). Questa Corte ha così già ripetutamente statuito, in casi con limitazioni funzionali analoghe, che esiste un mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid. 2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 293 consid. 3b pag. 296; si veda anche la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 401/01 del 4 aprile 2002, consid. 4c). Si tratta segnatamente del mercato occupazionale aperto a personale non qualificato o semi qualificato (RCC 1989 pag. 328 consid. 4a pag. 331), in cui vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici e che consentono il cambiamento frequente di posizione (RCC 1980 pag. 481 consid. 2 pag. 482; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 329/01 del 25 febbraio 2003, consid. 4.7).