Citation: 6B_754/2016 E. 7.3

7.3. Richiamando il considerando n. 206 della sentenza di primo grado a sostegno della tesi di assassinio, il ricorrente si limita ad addurre che, contrariamente a quanto accertato dalla CARP, i primi giudici avrebbero indicato come una particolare mancanza di scrupoli poteva essere addebitata anche all'imputata, avendo aderito al piano di C.________. Con quest'argomentazione, il ricorrente non si confronta tuttavia con la sentenza dell'ultima istanza cantonale, unico oggetto dell'impugnativa in esame, spiegando puntualmente per quali ragioni la CARP avrebbe violato il diritto federale rilevando l'assenza di un movente, di uno scopo o di modalità particolarmente perversi con specifico riferimento all'agire dell'imputata medesima. D'altra parte, sulla qualifica di assassinio, i primi giudici hanno semplicemente "ritenuto che stante il movente (noto all'imputata) e le modalità con cui è stato provocato il decesso (pure noto all'imputata), il suo ruolo di correo è dato per il reato di assassinio". Tuttavia, come è stato esposto, un partecipante può essere riconosciuto colpevole di assassinio soltanto se ha lui stesso agito con particolare mancanza di scrupoli. Sulla base dei fatti accertati nel giudizio impugnato, questa condizione non è realizzata in concreto. Quanto ai comportamenti dell'imputata successivi alla morte della vittima, riprovevoli e oggetto delle condanne per incendio intenzionale e per turbamento della pace dei defunti, questi possono tutt'al più entrare in considerazione nella misura in cui permettono di fornire indicazioni sulla sua personalità. La colpa specialmente grave per il fatto che l'assassino ha agito con una particolare mancanza di scrupoli, deve però innanzitutto essere dedotta dalla commissione del reato stesso (DTF 141 IV 61 consid. 4.1; 127 IV 10 consid. 1a). Considerata l'assenza di un movente, di uno scopo o di modalità particolarmente perversi nell'agire dell'imputata con riferimento al suo intervento nella lite con lo sferrare cinque coltellate alla coscia della vittima e accettando il rischio di aiutare il coimputato ad ucciderla, la particolare mancanza di scrupoli ai sensi dell'art. 112 CP non può in concreto essere fondata esclusivamente sul comportamento successivo all'atto incriminato. La condotta di A.________ dopo l'atto non può da sola sopperire alla mancata realizzazione di un elemento costitutivo del reato di assassinio. Nella misura in cui è ammissibile, la censura ricorsuale risulta pertanto infondata. Il ricorrente non sostanzia del resto, con una motivazione conforme alle esposte esigenze, che la Corte cantonale avrebbe violato il diritto federale, segnatamente la portata del principio accusatorio (art. 9 CPP), per avere ritenuto non imputabili a A.________ sotto il profilo del reato principale i comportamenti successivi al decesso della vittima, siccome non contemplati nell'atto d'accusa.