Citation: 1C_287/2007 17.03.2008 E. 2

2.1 I ricorrenti lamentano una violazione del diritto di essere sentito, poiché la Corte cantonale avrebbe motivato soltanto brevemente il suo giudizio, senza confrontarsi con tutti gli argomenti sollevati riguardo alla pretesa validità dell'art. 15 cpv. 2 NAPR. 2.2 Dal diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., la giurisprudenza ha dedotto, tra l'altro, il diritto dell'interessato di ottenere una decisione motivata. Questa norma non pone esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione: l'autorità giudicante è tenuta a esprimersi unicamente sulle circostanze significative, atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito, e non su ogni asserzione delle parti. La garanzia ha essenzialmente lo scopo di permettere, da un lato, agli interessati di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e di impugnarla con cognizione di causa e, dall'altro, all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa in fine). 2.3 La criticata decisione adempie chiaramente queste esigenze. I giudici cantonali si sono confrontati con il contenuto della risoluzione governativa del 2 novembre 2000 ed hanno spiegato per quali ragioni la disposizione comunale litigiosa non poteva essere ritenuta approvata. Essi hanno dato atto che il diniego dell'approvazione non era invero stato espresso in modo esplicito dal Consiglio di Stato, che si era limitato a rinviare gli atti al Comune affinché elaborasse una variante. Hanno tuttavia parimenti addotto perché nella fattispecie non poteva essere attribuita una rilevanza decisiva a questa circostanza. Il fatto che la precedente istanza non abbia formalmente ripreso ogni singola argomentazione ricorsuale, respingendola esplicitamente, non è determinante. Sotto il profilo del diritto di essere sentito è infatti determinante ch'essa si sia pronunciata sui punti rilevanti per il giudizio, respingendo implicitamente le censure manifestamente infondate sollevate dai ricorrenti e consentendo loro, per finire, di afferrare la portata della sentenza e di impugnarla in questa sede con cognizione di causa.