Citation: 4A_101/2008 04.08.2008 E. 4

La ricorrente dichiara di "condividere" buona parte della motivazione della pronunzia cantonale. Le sue doglianze riguardano principalmente la versione determinante della convenzione. A suo modo di vedere, la decisione della Corte cantonale di considerare unicamente quella del 2002 è "palesemente errata" e procede da una valutazione "parziale" delle prove. A sostegno di questa sua tesi riproduce stralci di testimonianze e alcuni passaggi degli scritti di causa, dai quali secondo lei risulta che anche le parti hanno sempre dato per scontata l'applicazione della convenzione nella versione riveduta del 2004. 4.1 Ora, è vero che nelle proprie conclusioni davanti all'autorità cantonale la ricorrente aveva scritto che "la convenzione attualmente in vigore rispetta i canoni dettati dalla Comco" e si riferiva quindi a una versione aggiornata. Per contro, le opponenti non avevano affatto riconosciuto la validità e la vigenza della convenzione del 2004: nel passaggio della replica (non duplica) citato nel ricorso esse avevano soltanto accennato alle condizioni imposte dalla COMCO, senza menzionare la nuova convenzione. Quanto ai testimoni, la ricorrente invoca deposizioni in parte diverse, che non smentiscono tuttavia in modo manifesto quelle assai chiare considerate dai giudici ticinesi (D.________ e E.________). 4.2 In definitiva, la ricorrente contrappone semplicemente la propria valutazione delle prove e la propria versione dei fatti alla motivazione della sentenza cantonale, come se si trovasse davanti a un'istanza di appello. Trattandosi di una censura rivolta contro l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti, la ricorrente avrebbe invece dovuto motivare e dimostrare l'arbitrio nelle forme appropriate, già descritte al consid. 2.2. La medesima lacuna è riscontrabile laddove la ricorrente sembra invocare la lesione dell'art. 170 cpv. 2 CPC/TI. La norma - per la quale, fatte salve risultanze di causa diverse, sono presunti ammessi i fatti non contestati chiaramente - appartiene al diritto processuale ticinese e potrebbe pertanto essere invocata soltanto nell'ottica del divieto d'arbitrio o della violazione di un altro diritto costituzionale (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 133 III 462 consid. 2.3 pag. 466). Anche su questo punto l'atto di ricorso non soddisfa quindi le esigenze di motivazione poste dalla legge. 4.3 In quanto rivolto contro la decisione dei giudici ticinesi di esaminare la controversia sulla base della convenzione 2002, il gravame si avvera pertanto inammissibile per carente motivazione.