Citation: 5A_190/2013 E. 3.2.2

3.2.2. L'opinione espressa dal Tribunale di appello è corretta. Vanno infatti ben distinte due situazioni: quella in cui oggetto della procedura esecutiva è il singolo erede, e quella in cui il debitore era originariamente il de cuius al quale è subentrata l'eredità in quanto tale (art. 59 cpv. 2 LEF). Nel primo caso, la questione da risolvere è come si debba procedere al fine di accedere a beni che il debitore escusso - ad esempio un singolo erede - possiede, ma in comunione con altri e dunque non facilmente inventariabili, stimabili e realizzabili. L'art. 132 LEF (ed il RDC che su questa norma si basa) serve a gestire questa particolare complessa situazione. Tant'è che si parla della sua quota di un bene detenuto in comune - meglio ancora: della sua pretesa in sede di liquidazione - e mai del bene medesimo (DTF 109 III 90 consid. 1; così Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8a ed. 2008, § 27 n. 65; Rutz/Roth, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 2a ed. 2010, n. 34 ad art. 132 LEF; v. pure Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, 2000, n. 24 ad art. 132 LEF, che rinvia a ragione all'art. 1 cpv. 1 RDC, il quale menziona esplicitamente "il pignoramento dei diritti del debitore in una successione indivisa"). Ed anche scorrendo la giurisprudenza pronunciata in applicazione dell'art. 132 LEF ci si avvede che è sempre discorso di un singolo erede escusso e della realizzazione della sua partecipazione (ad esempio) ad una eredità (fra le tante sentenze v. DTF 80 III 117 consid. in fatto A; 87 III 106 consid. in fatto A). Il secondo caso, invece, concerne l'esecuzione per i debiti della successione (v. marginale dell'art. 59 LEF), segnatamente l'esecuzione iniziata contro il defunto prima della sua morte (art. 59 cpv. 2 LEF; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, 1999, n. 13 ad art. 59 LEF). L'art. 49 LEF, al quale l'art. 59 cpv. 2 LEF rinvia per le modalità, prevede che l'eredità come tale può essere escussa secondo i modi (in via di pignoramento, di realizzazione del pegno o di fallimento, art. 38 cpv. 2 LEF) che valevano per il defunto, e ciò fino al momento in cui l'eredità non è stata divisa, non sia stata costituita una indivisione, infine non sia stata ordinata una liquidazione d'ufficio.