Citation: 1A.255/2004 16.08.2005 E. 1

5.3 D'altra parte, i ricorrenti si limitano a rilevare che in Italia sono in corso più procedimenti penali concernenti la discarica litigiosa: nel procedimento zzz è imputato P.________, ma, al loro dire, non parrebbe esservi coinvolto l'altro ricorrente, mentre nel procedimento yyy sono inquisiti F.________ e G.________. Riguardo a questi ultimi due indagati, interessati dalla medesima rogatoria, il Tribunale federale ha recentemente confermato la concessione dell'assistenza (sentenze 1A.196 e 197/2004 del 29 luglio 2005 cui, per brevità, si rinvia). La circostanza che l'indagato P.________, accusato di riciclaggio nell'ambito del procedimento xxx, sarebbe stato prosciolto con decisione dell'11 giugno 2002 non è decisiva, visto che l'inchiesta estera prosegue per le indagini di peculato e riciclaggio nei confronti di altre persone, per cui essa non è divenuta priva di oggetto. La stessa conclusione, anche per i motivi di cui ancora si dirà, vale per l'assunto ricorsuale secondo cui farebbe difetto uno degli elementi oggettivi del reato e per il fatto che alcuni imputati rinviati a giudizio hanno patteggiato la pena e avrebbero risarcito il danno. 5.4 P.________ sostiene che le indagini nei suoi confronti, nel quadro dell'altro procedimento (zzz), concernerebbero gli stessi fatti e le stesse persone, per cui si sarebbe disatteso il principio del "ne bis in idem". La Svizzera ha espresso una riserva all'art. 2 lett. a CEAG secondo cui essa può rifiutare l'assistenza giudiziaria quando l'atto motivante la domanda è oggetto, in Svizzera, di una procedura penale diretta contro lo stesso prevenuto o una decisione penale vi è stata pronunciata, con la quale questo atto o questa colpa sono stati materialmente giudicati (cfr. anche l'art. 66 AIMP e l'art. III cpv. 3 lett. a dell'Accordo tra la Svizzera e l'Italia che completa la CEAG, del 10 settembre 1998, entrato in vigore il 1° giugno 2003, RS 0.351.945.41, secondo cui il citato principio non si applica se il procedimento instaurato nello Stato richiedente non è diretto unicamente contro la persona perseguita). Ora, ricordato che la situazione non è affatto chiara, visti i numerosi imputati coinvolti nei procedimenti esteri, e che, come rilevato dai ricorrenti, l'Autorità richiedente sta indagando anche per nuove ipotesi di reato, i presupposti per rifiutare l'assistenza in applicazione dell'invocato principio non sono manifestamente adempiuti in concreto. Del resto, questo principio non si applica quando il procedimento aperto nello Stato richiedente non è diretto, come nella fattispecie, unicamente contro la persona perseguita (Zimmermann, op. cit., n. 427-1 e segg., in particolare n. 429 pag. 465 in fondo). Non spetta d'altra parte al giudice svizzero dell'assistenza pronunciarsi compiutamente sulla portata dell'invocato patteggiamento della pena, segnatamente sull'assunto ricorsuale secondo cui questa pronunzia si estenderebbe anche alle nuove ipotesi accusatorie, in caso di dubbio l'assistenza dovendo essere concessa (Zimmermann, op. cit., n. 427-1 in fine). 5.5 I ricorrenti accennano al fatto che D.________, contrariamente a quanto indicato nella rogatoria e nella decisione impugnata, non sarebbe mai stato indagato, perché sarebbe deceduto il 13 febbraio 1997, prima dell'apertura del procedimento estero. Con questo accenno essi non dimostrano tuttavia che l'esposto dei fatti sarebbe erroneo o contraddittorio (DTF 126 II 495 consid. 5e3/aa pag. 501): esso è quindi vincolante per il Tribunale federale. Del resto, anche l'eventuale mancata apertura di un procedimento penale nei confronti di detta persona non sarebbe decisivo, ritenuto che la stessa era comunque coinvolta nei prospettati reati e l'autorità estera sospetta che altri indagati sarebbero subentrati nei suoi rapporti bancari.