Citation: 1A.98/2001 28.08.2001 E. 4

4.- La ricorrente non ha quindi subito danni indennizzabili secondo i principi dell'espropriazione materiale, che comunque non ha dimostrato. Non è provato che essa abbia sopportato rilevanti spese per l'urbanizzazione e l'edificazione del terreno (cfr. Jörg Leimbacher, Mesures d'amenagement et expropriation matérielle, Memoire n. 63 ASPAN, Berna 1995, n. 2.22.2, pag. 51-52). Dagli accertamenti eseguiti dalle autorità inferiori risulta che nel 1985 l'insorgente ha acquistato la stalla/deposito per un valore di fr. 10'000.--, mentre ha ottenuto il resto del terreno per donazione; dopo quella data essa non ha preteso, né ha saputo provare in sede di istruttoria, di avere effettuato importanti investimenti per l'urbanizzazione o per l'edificazione del terreno. L'unico atto che ha verosimilmente comportato un certo dispendio finanziario - tuttavia non allegato - riguarda il progetto di riattazione del rustico, allestito a supporto della domanda di costruzione presentata nel 1984, vale a dire ancor prima del trasferimento della proprietà alla ricorrente; ma la licenza era stata rilasciata, né la ricorrente l'ha mai utilizzata. Non risulta quindi che quest'ultima abbia seriamente intrapreso i passi necessari e i relativi investimenti in vista di un'effettiva edificazione del proprio terreno: dottrina e giurisprudenza hanno d'altronde sempre escluso dal computo degli investimenti che un proprietario può invocare a sostegno delle sue pretese di indennizzo eccezionale sia i costi d'acquisto del terreno sia le spese fatte in un momento in cui esisteva ancora oggettivamente il rischio che la costruzione non potesse essere realizzata (cfr. DTF 125 II 431 consid. 5b, 119 Ib 124 consid. 4a/aa).