Citation: I 147/01 09.05.2001 E. 4

4.- Il ricorrente censura il giudizio cantonale nella misura in cui esso, per la valutazione del grado di invalidità, si fonda su ipotesi di reddito puramente teoriche, che si porrebbero in chiaro contrasto con la realtà pratica. Concretamente, osserva che alla luce della sua situazione personale e professionale (57 anni e sola formazione di cuoco) è di fatto impensabile un suo diverso impiego. Sennonché, l'utilizzo di dati statistici in caso di residua capacità lavorativa in attività sostitutive - oltre a essere relativizzato dal summenzionato margine di apprezzamento che permette di tenere conto della particolare situazione dell'amministrato - si giustifica onde evitare che nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità intervengano fattori di valutazione estranei a questa branca. L'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee ad un danno alla salute, quali le particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione, l'età, la mancanza di una formazione (sufficiente) o difficoltà linguistiche, non consente di riconoscere il diritto a una rendita, l'incapacità di lavoro che ne risulta non essendo dovuta a una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l'invalidità di prestare alcunché (DTF 107 V 21 consid. 2c; VSI 1999 pag. 247 consid. 1). Sotto questo aspetto va ricordato che nell'ordinamento giuridico svizzero la mancanza di lavoro dovuta a squilibri del mercato del lavoro viene considerata nei limiti della legge dall'assicurazione contro la disoccupazione e non da quella per l'invalidità. In relazione alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa va infine rammentato che - conformemente a un principio generale che informa anche il diritto delle assicurazioni sociali - all'assicurato incombe l'obbligo di diminuire il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze di una sua "invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate). Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia : I.Il ricorso di diritto amministrativo è respinto. II.Non si percepiscono spese giudiziarie.