Citation: 4A_145/2021 E. 1.3

1.3. Per il ricorrente la controversia concernerebbe una questione giuridica di importanza fondamentale. La Corte cantonale, afferma, avrebbe considerato a torto la rappresentanza professionale di un sindacato alla stessa stregua di quella di un avvocato, derivando le stesse conseguenze giuridiche in caso di errore nella scelta di un rimedio di diritto (vale a dire la sua inammissibilità). A suo avviso andrebbe fatta una differenziazione se un simile errore del sindacato "è basato esclusivamente su questioni prettamente tecniche e procedurali". La rappresentanza ai sensi dell'art. 68 cpv. 2 lett. d CPC con rinvio all'art. 12 della Legge (ticinese) di applicazione del Codice di diritto processuale civile svizzero del 24 giugno 2010 (LACPC; R.L. 270.100) non sarebbe paragonabile a quella generale dell'art. 68 cpv. 2 lett. a CPC. Sarebbe poi contraria al principio della buona fede procedurale e al divieto del formalismo eccessivo la prassi cantonale secondo cui la Camera del Tribunale di appello non competente trasmette d'ufficio il gravame a quella competente e quest'ultima "lo considera a tutti gli effetti come il rimedio di impugnazione aperto", prima di dichiararlo irricevibile.