Citation: 5A_416/2015 E. 6.4.1

6.4.1. I Giudici cantonali hanno in primo luogo respinto la richiesta della ricorrente di annullare la sentenza pretorile: presentata in duplica, la sua domanda riconvenzionale era tardiva, ed in ogni caso, trattandosi di domanda da proporre in procedura ordinaria, non poteva essere presentata nell'ambito di una procedura sommaria. Dunque la sentenza di prima istanza non presenta motivi di nullità. La ricorrente persiste nel lamentare la mancata conduzione di un'istruttoria in contraddittorio in prima istanza, "quantomeno sotto la procedura di sequestro", poiché in tal modo sarebbe stata privata della possibilità di provare il proprio credito; i rimproveri indirizzati a lei dalla Corte cantonale sarebbero costitutivi di formalismo eccessivo. Ora, la censura ricorsuale non si confronta del tutto con l'argomento principale del Tribunale di appello, ovvero che la sua domanda riconvenzionale era doppiamente inammissibile. Motivata con un incomprensibile rimando alle "premesse innanzi evidenziate", l'invocazione del divieto del formalismo eccessivo (art. 29 cpv. 1 Cost.; per una definizione v. DTF 135 I 6 consid. 2.1 con rinvii) è manifestamente insufficientemente sostanziata. Incomprensibile è, infine, cosa intenda la ricorrente quando, richiamato ancora una volta il menzionato principio costituzionale del divieto del formalismo eccessivo, afferma che la sua "eccezione di compensazione, se non valida nella procedura di rigetto, valeva e vale nella procedura di sequestro [...]". La censura è inammissibile.