Citation: 6S.66/2007 04.07.2007 E. 6

Il ricorrente lamenta pure la violazione del diritto federale. Anche in questo caso, il suo gravame pone seri dubbi quanto alla sua ammissibilità. Tuttavia, considerando che egli non è patrocinato da un avvocato, di seguito verranno esaminate solo quelle critiche la cui formulazione è sufficientemente chiara da permettere a questa Corte di capire quali punti della decisione in esame sono impugnati. 6.1 L'insorgente sembra sostenere che l'area nella quale ha parcheggiato non era né un luogo di passaggio né di transito, ma privato. Egli contesta quindi implicitamente l'applicabilità della legislazione federale sulla circolazione stradale. La legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01) disciplina segnatamente la circolazione sulle strade pubbliche (art. 1 cpv. 1 LCStr). Giusta l'art. 1 dell'Ordinanza del 13 novembre 1962 sulle norme della circolazione stradale (ONC; RS 741.11) le strade sono aree utilizzate dai veicoli a motore, dai veicoli senza motore o dai pedoni (cpv. 1); sono strade pubbliche quelle che non servono esclusivamente all'uso privato (cpv. 2). Il criterio per stabilire il carattere pubblico di una strada non consiste nel determinare se la proprietà sulla quale si trova sia pubblica o privata, bensì, come già rettamente ritenuto dall'autorità cantonale, se essa sia aperta alla circolazione, ossia se sia a disposizione di un numero indeterminato di persone (DTF 104 IV 105 consid. 3 pag. 108; 101 IV 175; 100 IV 59 consid. 1). In base alle constatazioni dell'autorità cantonale, qui vincolanti (v. art. 277bis cpv. 1 PP), e alla documentazione fotografica agli atti, l'area di parcheggio sulla quale l'insorgente ha posteggiato la sua vettura è un'area riservata ai clienti del centro commerciale ivi situato. Si tratta quindi di una strada pubblica in quanto destinata a un numero indeterminato di persone, sebbene l'uso sia limitato a una precisa categoria di utenti (i clienti del centro commerciale). La LCStr e le relative ordinanze trovano quindi piena applicazione. 6.2 Il ricorrente ritiene poi che la multa inflittagli non si giustifichi in quanto nell'area in questione mancava il segnale «Parcheggio» (4.17) con il cartello complementare «Invalidi» (5.14), solo una vaga demarcazione indicava che il posto auto era riservato a persone disabili, di cui tra l'altro egli fa parte. Giusta l'art. 65 cpv. 5 dell'ordinanza del 5 settembre 1979 sulla segnaletica stradale (OSStr; RS 741.21), per riservare certi posti di parcheggio alle persone disabili bisogna applicare al segnale «Parcheggio» (4.17) presso i posti in questione il cartello complementare «Invalidi» (5.14). I posti riservati a una determinata categoria di persone - quali ad esempio i disabili - sono delimitati da linee gialle (art. 79 cpv. 1 vOSStr). Orbene, secondo gli accertamenti dell'autorità cantonale, nell'area di parcheggio in questione, il posto riservato ai disabili è chiaramente delimitato da linee gialle e contraddistinto dal simbolo della carrozzina riprodotto sull'asfalto. L'art. 27 cpv. 1 LCStr impone a ogni utente della strada l'obbligo di osservare i segnali e le demarcazioni stradali. La demarcazione gialla del parcheggio al cui interno figura il simbolo per disabili costituisce una precisa indicazione sulla destinazione del posto di parcheggio anche in mancanza del cartello complementare «Invalidi» (5.14), ciò che nemmeno il ricorrente contesta. Come già giustamente rilevato dal Presidente della Pretura penale, la semplice assenza del segnale non permette di concludere che la demarcazione non deve essere rispettata (v. DTF 108 IV 51 consid. 2). Pertanto, l'insorgente poteva posteggiare il suo veicolo sul posto di parcheggio riservato ai disabili solo disponendo dell'apposita autorizzazione. Secondo gli accertamenti dell'autorità cantonale, qui vincolanti (v. art. 277bis cpv. 1 PP), il giorno in questione il ricorrente non aveva il permesso speciale di parcheggio. Di conseguenza, confermando la decisione della Sezione della circolazione, l'autorità cantonale non ha violato il diritto federale. 6.3 Da quanto precede discende che il ricorso, nella limitata misura in cui è ammissibile, è respinto. L'implicita domanda di assistenza giudiziaria dev'essere respinta in quanto il ricorso appariva sin dall'inizio privo di possibilità di esito favorevole (art. 152 cpv. 1 OG). Le spese vanno pertanto poste a carico del ricorrente. Si tiene tuttavia conto della situazione economica del ricorrente fissando una tassa di giustizia ridotta (art. 153a cpv. 1 OG). Per questi motivi, visto l'art. 36a OG, il Tribunale federale pronuncia: