Citation: I 763/06 20.11.2007 E. A

C.________, nato nel 1952, è stato con decisione 25 maggio 2001 dell'Ufficio AI del Cantone Ticino messo al beneficio di una rendita AI sulla base di un grado d'invalidità del 40% dal 1° maggio 1996 e del 50% a far tempo dal 1° dicembre 1997, questo tenuto conto degli atti dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), il quale aveva posto l'interessato al beneficio di una rendita dell'assicurazione infortuni del 20% con effetto dal 16 marzo 1981, rispettivamente del 40% a decorrere dal 1° maggio 1995. L'INSAI, a seguito di infortuni subiti nel maggio 1999 nonché nel marzo e nel maggio 2000, ha con decisione 28 gennaio 2004, sulla base di una transazione intervenuta il 1° dicembre 2003, assegnato all'assicurato una rendita del 70% dal 1° dicembre 2003 e un'indennità per menomazione dell'integrità del 15%. In sede di una procedura di revisione avviata d'ufficio, gli organi dell'AI, dopo aver preso atto della documentazione INSAI relativa all'assicurato e proceduto agli esami medici ed economici del caso, hanno con provvedimento 8 aprile 2005 sostituito la mezza rendita con un quarto di rendita a decorrere dal 1° giugno seguente, avvertendo che la precedente decisione 25 maggio 2001 era manifestamente errata nella misura in cui erano stati commessi due errori, nel senso che si era preso in considerazione un inesatto reddito di riferimento da invalido ed era stata operata una eccessiva, non conforme, riduzione percentuale di quest'ultimo, errori che avevano indebitamente determinato il riconoscimento di una mezza rendita invece di un quarto di rendita. Avverso l'atto 8 aprile 2005 l'assicurato ha tramite la CAP Compagnia d'Assicurazione di Protezione Giuridica SA presentato un'opposizione con cui metteva in evidenza le divergenze risultanti tra le valutazioni dell'INSAI e quelle dell'AI. Per decisione su opposizione 23 settembre 2005 l'Ufficio AI ha confermato il suo precedente provvedimento considerando, da un lato, che la decisione dell'INSAI di cui si tratta non era vincolante in quanto resa a seguito di transazione e, dall'altro lato, che l'amministrazione dell'AI era incorsa in un errore manifesto quando aveva assegnato originariamente la rendita, in quanto nel calcolo dell'invalidità era stato preso in considerazione per la commisurazione del reddito da persona invalida il valore statistico relativo al primo quartile delle tavole applicabili, anziché quello mediano, e su questo reddito era stata fatta una deduzione del 30%, allorché il limite massimo ammissibile al riguardo è del 25%, errore questo che aveva condotto all'ammissione di un tasso d'invalidità del 51,25%, invece di quello, corretto, del 41%.