Citation: 6P.182/2004 02.05.2005 E. B

Della situazione si è occupata anche l'autorità amministrativa. Con risoluzione 3/4 maggio 1999, il Municipio di Agno, preso atto delle predette disposizioni delle Corti civili, ordinava ad R.________ di provvedere al risanamento o alla demolizione del muro in esame al fine di ovviare ai pericoli di crollo esistenti. Tale ingiunzione cresceva in giudicato dopo essere stata confermata integralmente dal Tribunale amministrativo (TRAM) con sentenza del 6 maggio 2002. In data 27 agosto 1999 R.________ presentava al Municipio di Agno una domanda di costruzione e di demolizione di una parte del muro in questione e la sua sostituzione con una scarpata consolidata con elementi in cemento. Con risoluzione del 10 aprile 2000 l'esecutivo comunale autorizzava la messa in opera di tali lavori, respingendo nel contempo le opposizioni dei vicini A.D.________ ed U.________. Nei confronti di tale decisione A.D.________ interponeva il 25 aprile 2000 ricorso al Consiglio di Stato, per cui il 15 novembre 2000 R.________ introduceva una nuova domanda di costruzione, questa volta per la demolizione di tutto il muro e la sua completa sostituzione con una scarpata. Il 25 giugno 2001 il Municipio di Agno accoglieva anche quest'ultima richiesta rigettando l'opposizione di A.D.________ e concedendo la relativa autorizzazione. Anche contro questa decisione A.D.________ presentava ricorso al Consiglio di Stato, il quale con sentenza 30 gennaio 2002 respingeva entrambe le impugnative da lui introdotte, confermando la decisione 25 giugno 2001 relativa al rilascio della licenza edilizia per la demolizione dell'intero muro sito sul fondo n. xxx e la formazione di una scarpata. Cresciuta in giudicato la sentenza governativa, il 17 settembre 2002 R.________ comunicava ad A.D.________ l'intenzione di volere dare avvio al più presto ai lavori, domandando di potere accedere alla particella confinante, contro adeguata rimunerazione, in modo da permettere all'impresa edile di portare a termine l'opera e di depositare temporaneamente i materiali necessari. Contestualmente egli ammoniva il vicino che, in caso di sua mancata risposta entro il termine di 10 giorni, avrebbe dato avvio alla procedura di provocazione per causa di nuova opera di fronte alla competente Pretura. Il 3 ottobre 2002, preso atto del silenzio di A.D.________, R.________ presentava l'istanza in questione. In occasione dell'udienza di discussione di fronte al Pretore di Lugano, il convenuto, A.D.________, dichiarava di opporsi alla richiesta. Il magistrato fissava di conseguenza a A.D.________ un termine di 30 giorni per proporre, nelle forme previste dalla procedura ordinaria, la propria opposizione al diritto di riposizione invocato da R.________. Ciò che avveniva con l'introduzione della petizione del 18 marzo 2003. In precedenza, il 23 giugno 2000, A.D.________ si era rivolto al Pretore di Lugano per chiedere l'emanazione di un decreto esecutivo di modo che gli fosse concessa l'autorizzazione a fare eseguire da terzi la ricostruzione completa del muro controverso. Il magistrato respingeva l'istanza con sentenza del 23 marzo 2001.