Citation: 4A_331/2020 E. 5.2

5.2. Il ricorrente invoca l'art. 393 lett. e CPC e afferma che il lodo sarebbe arbitrario e contrario all'equità. Asserisce che il CCL/TI contiene un silenzio qualificato sulla questione della modifica a posteriori del calendario di lavoro e che il Tribunale arbitrale avrebbe interpretato il CCL/TI in modo contrario alla volontà delle parti, che hanno invece voluto derogare a tale possibilità offerta dall'art. 25 cpv. 3 CNM. Sostiene che dalle interpretazioni storiche e teleologiche dell'art. 20 CCL/TI risulterebbe che le parti contraenti hanno sempre inteso stipulare un pacchetto contenente soluzioni concernenti la flessibilità dell'orario di lavoro diverse da quelle del CNM. Inoltre dall'interpretazione sistematica emergerebbe che gli articoli da 17 a 21 CCL/TI costituiscono un'unità e che l'applicazione dell'art. 25 cpv. 3 CNM avrebbe per risultato di svantaggiare i lavoratori sottoposti al CCL/TI cantonale, perché l'art. 17 cpv. 3 di quest'ultimo concederebbe ai datori di lavoro una flessibilità maggiore rispetto a quella prevista nel CNM.