Citation: 6B_78/2008 14.10.2008 E. 1

3.3 L'art. 47 CP non elenca in modo dettagliato ed esauriente gli elementi pertinenti per la commisurazione della pena né le conseguenze precise che occorre trarne nell'irrogare la pena (v. sentenza 6B_738/2007 dell'11 aprile 2008 consid. 3.1). Questa disposizione conferisce dunque un ampio potere d'apprezzamento al giudice. Conformemente alla prassi stabilita sotto l'imperio dell'art. 63 vCP, il Tribunale federale interviene solo quando il giudice cade nell'eccesso o nell'abuso del suo potere di apprezzamento, ossia laddove la pena fuoriesca dal quadro edittale, sia valutata in base a elementi estranei all'art. 47 CP o appaia eccessivamente severa o clemente (DTF 134 IV 17 consid. 2.1 e rinvii). 3.4 Con il titolo marginale "Obbligo di motivazione", l'art. 50 CP impone al giudice di esporre nella sentenza le circostanze rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione. Il giudice deve quindi indicare gli elementi da lui considerati decisivi relativi al reato o all'autore, in modo tale che sia possibile controllare se e in quale maniera tutti i fattori rilevanti, sia a favore che a sfavore del condannato, sono stati effettivamente ponderati. In altre parole, la motivazione deve giustificare la pena pronunciata e permettere in particolare di seguire il ragionamento che ne è alla base. Al giudice non incombe tuttavia di esprimere in cifre o percentuali l'importanza attribuita agli elementi determinanti per la commisurazione della pena (v. sentenza 6B_472/2007 del 27 ottobre 2007 consid. 8.1 e rinvii). 3.5 Giusta l'art. 48 lett. d CP, il giudice attenua la pena se l'autore ha dimostrato con fatti sincero pentimento, specialmente se ha risarcito il danno per quanto si potesse ragionevolmente pretendere da lui. La norma corrisponde a quanto prevedeva il diritto previgente all'art. 64 cpv. 7 vCP al cui testo è stato semplicemente aggiunto l'avverbio "ragionevolmente" per motivi verosimilmente stilistici, dato che le altre versioni linguistiche non hanno subito simile modifica. La giurisprudenza relativa all'art. 64 cpv. 7 vCP conserva dunque per intero la sua validità anche sotto l'egida del nuovo art. 48 lett. d CP. Il risarcimento del danno non è di per sé sufficiente perché si ammetta questa circostanza attenuante. Mediante il richiamo esplicito alle possibilità concrete del reo, il legislatore ha in effetti voluto sottolineare come sia necessario uno sforzo particolare da parte sua, il quale deve consistere in un gesto spontaneo e disinteressato, slegato dalle conseguenze contingenti del procedimento penale. Il reo deve dimostrare di essersi pentito, cercando di riparare il torto cagionato a prezzo di sacrifici (v. sentenza 6S.146/1999 del 26 aprile 1999, consid. 3a; DTF 107 IV 98 consid. 1 con rinvii). Si richiedono dunque cumulativamente due condizioni: il sincero pentimento e il risarcimento del danno. 3.6 Nello specifico, la colpa dei tre è stata definita di una gravità inaudita in sede cantonale. Clandestini senza possibilità di socializzazione in Italia, non hanno esitato a penetrare nel territorio elvetico con l'unico intento di rubare. Dopo un primo tentativo andato a vuoto, si sono impadroniti di armi (e dei relativi proiettili) che non hanno esitato a puntare prima contro un'ultranovantenne e dopo contro una quasi settantenne, entrambe sole in casa. Non contenti, tra la prima e la seconda rapina, hanno continuato la loro razzia commettendo altri tre tentativi e due furti e saccheggiando la casa dei J.________. Non ancora soddisfatti, una settimana dopo essere rientrati in Italia e aver suddiviso equamente le refurtive, sono tornati nuovamente in Svizzera ancora una volta solo per rubare. Con i loro comportamenti hanno dimostrato un totale disprezzo per le persone e le cose altrui. Hanno commesso non una, ma ben due rapine contro due anziane signore con modalità al limite del crudele, creando un'esposizione al pericolo che va a lambire l'ultima aggravante dell'art. 140 CP. Hanno violato in modo violento e vile l'intimità delle vittime intesa come luogo in cui una persona si deve sentire sicura. Hanno dimostrato una disponibilità al crimine fuori del comune nonché una discreta organizzazione per essersi messi assieme, per aver saputo dormire nei boschi, per aver varcato il confine conoscendo i percorsi e per essere in parte riusciti a rivendere la refurtiva provando di essere in grado di avere i contatti giusti con i ricettatori e, quindi, con ambienti criminogeni in cui si muovono costoro. Non va poi dimenticato il concorso di reati quanto meno per quel che concerne le barbarie commesse in casa di J.J.________. Quanto ai singoli ruoli, l'autorità cantonale non ha intravisto in B.________ quel capo banda che A.________ e C.________ avevano preteso essere, appurando come questi ultimi hanno nei fatti condiviso appieno l'agire del primo. Nella graduatoria delle responsabilità, al primo posto figura B.________ non in quanto capo, ma perché è quello che ha maggior responsabilità nei fatti avendo egli riunito il gruppo, fatto da guida nei boschi e nell'individuazione degli obiettivi da colpire, usato le armi più degli altri contro le vittime e minacciato le stesse. Il secondo è A.________ perché ha puntato la pistola contro H.________, l'ha legata nonché minacciata e, a casa di G.G.________, ha tagliato i fili del telefono. Il terzo è C.________. È stato infine rilevato che B.________ e C.________ sono già stati ritenuti colpevoli di furto e condannati a pene detentive da espiare dalla Magistratura dei minorenni, mentre A.________ è incensurato in Svizzera e non ha precedenti specifici. Quali elementi a loro favore, la Corte ha considerato una vita anteriore e familiare abbastanza difficile, condizioni economiche precarie, una scarsa scolarizzazione nonché una loro certa sensibilità alla pena dovuta al fatto che saranno chiamati a espiare una lunga carcerazione, lontani dai loro cari che difficilmente, già solo per ragioni economiche, potranno venire a rendere loro visita in prigione. Per tutti è stato tenuto conto, in termini generali, delle scuse formulate alle vittime, della disponibilità a risarcirle e di una certa ammissione, ma non una piena, immediata e spontanea collaborazione. Ponderati tutti questi elementi, a B.________ è stata irrogata una pena detentiva di otto anni, mentre a A.________ e C.________ una pena detentiva di sette anni e tre mesi.