Citation: 6B_916/2021 E. 5

Occorre ancora esaminare se l'espulsione nel caso concreto sia compatibile con l'ALC. Il ricorrente, che da anni non svolge più un'attività lucrativa, non spiega a quale titolo si prevalga dell'ALC. La CARP ha ritenuto tale accordo applicabile in virtù dell'art. 4 Allegato I ALC. Ci si può domandare se ciò sia effettivamente il caso, dagli accertamenti cantonali non risultando un'inabilità permanente al lavoro (v. al riguardo sentenza 2C_469/2022 del 25 luglio 2022 consid. 4.3). La questione può essere lasciata irrisolta, dal momento che la moglie dell'insorgente ha un diritto di soggiorno in Svizzera, disponendo di un permesso di domicilio, sicché egli può richiamarsi all'art. 3 Allegato I ALC. Ciò posto, la CARP ha rilevato che il rischio di commissione di reati contro l'integrità fisica della persona è, "allo stato attuale, alto". Se effettivamente, secondo il perito, questo rischio può essere relativizzato dalla misura ordinata e dal supporto della famiglia dell'insorgente, si è visto (v. supra consid. 3.5.2) che tale rischio comunque sussiste ove egli ricada nell'uso di alcol e che esso risulta allarmante quanto alle possibili conseguenze, nella misura in cui può concernere le persone in momenti in cui il ricorrente ritenga "di non avere niente da perdere". In quest'ottica sussiste indubbiamente un grave pericolo per l'ordine pubblico, come giustamente ritenuto dalla Corte cantonale. Infatti, poiché in queste circostanze la gravità di un potenziale reato è importante, concernendo l'integrità fisica, anche un debole, ma reale rischio di recidiva è sufficiente per porre fine al soggiorno dello straniero conformemente all'art. 5 Allegato I ALC (v. supra consid. 2.3). L'espulsione risulta quindi giustificata da un motivo di ordine e sicurezza pubblici ai sensi di questa norma. La misura appare inoltre conforme alla CEDU e proporzionata (v. supra consid. 4.4.2). L'ALC non osta quindi alla pronuncia dell'espulsione.