Citation: 4C.444/1999 31.01.2000 E. 2

2.- La controversia verte, in sostanza, sull'esistenza e l'esigibilità del credito che Augusto Tunesi pone in compensazione all'importo oggetto dell'esecuzione. La pretesa trae origine dal contratto di compravendita immobiliare concluso il 24 giugno 1994 da lui e Dario Gamboni - nel frattempo deceduto - quali venditori, con la FB Costruzioni S.A., quale acquirente. Contestualmente alla sottoscrizione dell'atto la società ha infatti assunto l' obbligo di corrispondere gli interessi ipotecari, che però, sino al giugno 1998, sono stati pagati dall'attore, per un ammontare complessivo di fr. 104'064.40. La convenuta nega tuttavia di dover sopportare le conseguenze della mancata assunzione del debito ipotecario, richiamandosi in particolare alla clausola 1§ del contratto, che recita: "Il compratore dichiara in particolare di es- sere a conoscenza che dal profilo pianificatorio il mappale non può essere ancora considerato edificabile. Qualora entro il 31 dicembre 1996 il fondo non fosse stato ancora dichiarato defi- nitivamente edificabile, i venditori s'impegnano a ricomprare la quota di comproprietà in ogget- to, rifondendo altresì alla compratrice tutti i costi (interessi ipotecari, costi notarili ecc.) sino allora sostenuti." Orbene, il Pretore ha ritenuto che la nozione di «definitivamente edificabile» includesse non solo l'evasione da parte del Tribunale della pianificazione del territorio dei ricorsi allora pendenti contro il piano regolatore del comune in cui si trovava il fondo, avvenuta il 29 novembre 1994, bensì anche l'esecuzione delle opere di urbanizzazione necessarie e richieste dalla legge per poterlo effettivamente edificare, che non sono state realizzate entro il termine pattuito. Donde la reiezione della petizione. Il Tribunale d'appello non ha condiviso questa interpretazione. Sulla scorta del tenore letterale della menzionata clausola, della deposizione del notaio rogante, nonché del comportamento della stessa convenuta, la quale dopo l'emanazione della sentenza del Tribunale della pianificazione - ma prima della soluzione dei problemi di urbanizzazione - si era adoperata per il trasferimento della proprietà del fondo, i giudici cantonali hanno infatti stabilito che la nota clausola contrattuale è divenuta operativa, essendosi verificata l'ivi prevista condizione della definitiva edificabilità nell'accezione data dalle parti a quella locuzione. Donde l'accoglimento dell'appello e, di conseguenza, della petizione.