Citation: 2C_728/2016 E. 5.3

5.3. Anche volendo prescindere da quanto ora indicato, va poi rilevato che le critiche formulate dai contribuenti sono in sostanza tutte rivolte solo contro il primo argomento con cui i Giudici ticinesi hanno negato la possibilità di richiamarsi al prezzo di fr. 8'000.-- per azione: cioè il fatto che le transazioni avvenute nel 2013 avevano avuto luogo tra azionisti. A questo argomento, che si basa per altro sul commento alla circolare citata, se ne affiancano però altri, siccome i Giudici ticinesi hanno poi aggiunto che nella fattispecie va anche considerato: da un lato, che mentre il valore fiscale delle azioni della C.________ SA al 31 dicembre 2012 è stato stabilito calcolando il valore di reddito delle società partecipate nel 2011 e nel 2012, le vendite delle quote cui fanno riferimento i ricorrenti sono intervenute nel corso del 2013; dall'altro, che gli azionisti che nel 2013 hanno ceduto le loro azioni al ricorrente 1, che già disponeva pienamente di 156 azioni e ne aveva altre 700 in nuda proprietà, detenevano solo quote minoritarie (il 10 % del capitale azionario, suddiviso fra sette persone). Dato che una critica volta a dimostrare l'arbitrio nella mancata presa in considerazione del prezzo di fr. 8'000.--, che il fisco aveva scartato poiché equivaleva "in pratica al valore di bilancio (sostanza) della C.________ SA al 31.12.2012 senza tenere conto del goodwill e delle riserve occulte contenute nelle partecipate" (sentenza del 4 novembre 2015, p.to E), doveva confrontarsi anche con le altre argomentazioni addotte nel giudizio impugnato ma che simile confronto non c'è stato, la lesione dell'art. 9 Cost. va negata anche per questo motivo.