Citation: 2A.245/2002 25.10.2002 E. B

Il 1° marzo 2000 B.A.________ si è recato spontaneamente presso gli uffici della Polizia cantonale a Lugano dove ha dichiarato di non avere mai vissuto con sua moglie e di essersi sposato con quest'ultima su compenso soltanto per farle ottenere un permesso di dimora annuale in Svizzera. Sentita in proposito, il successivo 9 aprile A.A.________ ha contestato le affermazioni del marito, affermando di avere convissuto con quest'ultimo sino alla fine del 1999. Il 4 luglio 2000 B.A.________ ha tuttavia confermato quanto già riferito riguardo alla moglie e al suo matrimonio con quest'ultima. Tra il 19 e il 20 settembre 2001 la Polizia cantonale ticinese ha quindi proceduto ad interrogare separatamente i coniugi A.________, i quali in quell'occasione hanno sostanzialmente ribadito le loro precedenti rispettive deposizioni. Preso atto di ciò, il 31 ottobre 2001 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Cantone Ticino ha risolto di respingere la domanda presentata da A.A.________, volta ad ottenere il rinnovo del permesso di dimora. L'autorità di prime cure ha ritenuto che alla luce della situazione matrimoniale venuta a crearsi tra i coniugi A.________, non sussistevano più le condizioni per le quali era stato concesso alla moglie il permesso di soggiorno in Svizzera. La decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ed in seguito, con sentenza del 16 aprile 2002, anche dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino. Entrambe le istanze hanno in sostanza considerato manifestamente abusivo da parte di A.A.________ il fatto di appellarsi ad un matrimonio esistente soltanto formalmente per poter continuare a risiedere in Svizzera.