Citation: 2C_73/2021 E. 7.1

7.1. Giusta l'art. 7 lett. c LAAF, non si entra nel merito della domanda se essa viola il principio della buona fede, in particolare se si fonda su informazioni ottenute mediante reati secondo il diritto svizzero. Questa norma rinvia al principio della buona fede sancito in ambito internazionale dagli art. 26 e 31 CV (cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.3; Messaggio del 6 luglio 2011 a sostegno di una legge sull'assistenza amministrativa fiscale, FF 2011 5587, pag. 5602). Tale principio si applica allo scambio d'informazioni operato in base alle convenzioni di doppia imposizione, in quanto principio d'interpretazione e di esecuzione dei trattati (DTF 143 II 202 consid. 8.3; 142 II 161 consid. 2.1.3). Nell'ambito dell'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale, il principio della buona fede implica che lo Stato richiesto si può fidare delle indicazioni fornitegli dallo Stato richiedente (principio dell'affidamento; " principe de la confiance "; " Vertrauensprinzip "; DTF 146 II 150 consid. 7.1; sentenza 2C_141/2018 del 24 luglio 2020 consid. 6.1). La buona fede di quest'ultimo è quindi presunta; tale presunzione può essere rovesciata solo in caso di seri dubbi quanto al rispetto dei principi del diritto internazionale, sulla base di fatti concreti e comprovati (cfr. DTF 146 II 150 consid. 7.1; 144 II 206 consid. 4.4; sentenza 2C_537/2019 del 13 luglio 2020 consid. 3.7, non pubblicato in DTF 147 II 13).