Citation: 6B_631/2019 E. 6

Richiamando l'art. 66a cpv. 2 CP, il ricorrente chiede di rinunciare a pronunciare la sua espulsione. Evidenzia di essere giunto in Svizzera nel 1993, ancora minorenne, ottenendo un permesso di soggiorno regolarmente rinnovato fino al 2015. Per più di 20 anni, si sarebbe sempre dato da fare, reperendo ogni attività lavorativa possibile senza pesare sulla società. La conclusione della CARP, secondo cui non si sarebbe mai integrato professionalmente, sarebbe dunque inveritiera. Infatti, dopo il 2015 non sarebbe riuscito più a lavorare perché non più titolare di un valido permesso di soggiorno, contro il cui mancato rinnovo sarebbe del resto pendente un ricorso. L'insorgente è inoltre padre di tre figli in età scolastica che necessiterebbero della presenza di entrambi i genitori. L'espulsione costituirebbe dunque una misura estremamente dura, senza contare che da moltissimi anni non ha più contatti con il suo Paese d'origine.