Citation: 1C_364/2023 E. 2.3

2.3. La CRP ha rilevato infatti che l'autorità estera ha prodotto una sentenza del 6 luglio 2018 con la quale il Tribunale ordinario di Catanzaro ha condannato il ricorrente a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Ha accertato che la stessa, di 415 pagine, è stata trasmessa nella sua versione completa e che, pur non essendo riprodotta in qualità ottimale, essa risulta perfettamente leggibile. Le autorità estere hanno inoltrato anche una versione non completa, ma esauriente per quanto concerne la posizione del ricorrente, della sentenza del 16 dicembre 2020, mediante la quale la Corte di Assise di Appello di Catanzaro, ha confermato la citata condanna, divenuta definitiva il 23 settembre 2022 in seguito a una sentenza dello stesso giorno della Corte suprema di Cassazione, Sezione II penale. La CRP ha quindi stabilito che, nella misura in cui riguarda il ricorrente, la Corte di Assise di appello ha confermato la sentenza di primo grado trasmessa in versione completa e leggibile, motivo per cui le esigenze degli art. 38 cpv. 1 e 41 AIMP sono state rispettate. Al riguardo il ricorrente si limita a criticare, in maniera appellatoria, l'accertamento dei fatti (art. 105 cpv. 1 in relazione all'art. 97 cpv. 1 LTF), adducendo che le autorità estere non avrebbero trasmesso in maniera integrale e leggibile la sentenza della Corte di Assise di Appello di Catanzaro del 16 dicembre 2020, mentre la scarsa qualità di quella di primo grado la renderebbe leggibile solo in parte, senza dimostrare, conformemente alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 148 IV 356 consid. 2.1), che l'accertamento contrario ritenuto dalla CRP sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2). La circostanza che la sentenza del 16 dicembre 2020 non sia stata trasmessa interamente riguardo alla posizione di altri imputati non è decisiva. La critica ricorsuale non giustificherebbe quindi un intervento del Tribunale federale.