Citation: 5A_132/2023 E. 5.1

5.1. In materia di contributi di mantenimento in favore del coniuge fissati in una convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio omologata dal giudice e cresciuta in giudicato, la giurisprudenza ha stabilito che il coniuge creditore può di principio validamente rinunciare ai contributi in suo favore, senza che la relativa decisione debba essere ratificata dal giudice (sentenza 5C.170/2006 del 17 ottobre 2006 consid. 4 con rinvii dottrinali; v. anche DTF 107 II 10 consid. 2 [sentenze rese in base al diritto previgente in materia di divorzio]). La dottrina ammette tale possibilità anche per quanto attiene ai contributi di mantenimento stabiliti in favore del coniuge in una procedura a protezione dell'unione coniugale secondo il diritto vigente, precisando che il creditore può validamente rinunciare senza la ratifica da parte del giudice a contributi scaduti, ma non al diritto al mantenimento durante la vita separata in quanto tale (HAUSHEER/REUSSER/GEISER, Berner Kommentar, 2a ed. 1999, n. 7a ad art. 179 CC e n. 21 delle osservazioni preliminari agli art. 159 segg. CC; ANNETTE SPYCHER, in Handbuch des Unterhaltsrechts, 3a ed. 2023, pag. 678 n. 100; cfr. anche FRANÇOIS CHAIX, in Commentaire romand, Code Civil, vol. I, 2010, n. 1 ad art. 179 CC; DESCHENAUX/STEINAUER/BADDELEY, Les effets du mariage, 3a ed. 2017, pag. 479 n. 740; NICOLAS PELLATON, in Commentaire pratique, Droit matrimonial, 2015, n. 12 ad art. 179 CC; Jann Six, Eheschutz: Ein Handbuch für die Praxis, 2a ed. 2014, pag. 175 n. 4.01; ALDO STAUB, Die Abänderung familienrechtlicher Entscheide, 2022, pag. 54 n. 156). In tal caso, la soppressione del contributo mediante accordo segue la regola generale dell'art. 115 CO (sentenza 5C.170/2006 citata consid. 4).