Citation: 2C_458/2023 E. 3.1

3.1. In relazione all'oggetto del litigio in sede federale (precedente consid. 1), il Tribunale amministrativo ticinese ha osservato: (a) che la percezione di prestazioni complementari escludeva il rinnovo di un permesso in base all'art. 6 ALC in relazione con l'art. 24 allegato I ALC (giudizio impugnato, consid. 4.1 e 5.1); (b) che non erano date neppure le condizioni per riconoscere un diritto di rimanere in Svizzera dopo la cessazione dell'attività lavorativa giusta l'art. 7 lett. c ALC in relazione con l'art. 4 allegato I e il regolamento (CEE) n. 1251/70 (lavoratori dipendenti) rispettivamente la direttiva 75/34/CEE (lavoratori indipendenti) perché, dopo essere tornato nel nostro Paese, nel 2007, l'insorgente era attivo professionalmente in Italia - non in Svizzera - ed ha beneficiato solo di un permesso senza attività lucrativa giusta l'art 6 ALC in relazione con l'art. 24 allegato I ALC (giudizio impugnato, consid. 4.2 e 5.2); (c) che l'applicazione dell'art. 8 CEDU, a tutela della vita privata e familiare dell'insorgente, non permetteva conclusioni più favorevoli, siccome egli ha interessato più volte le autorità penali, non vi è un rapporto di dipendenza specifico con familiari residenti in Svizzera e il principio di proporzionalità è rispettato (giudizio impugnato consid. 7 e 9).