Citation: 6B_809/2020 E. 2.4

2.4. Le argomentazioni ricorsuali hanno in larga misura natura meramente appellatoria, riducendosi in sostanza ad avanzare una personale valutazione delle prove agli atti senza dimostrare arbitrio di sorta da parte delle autorità cantonali e risultando così inammissibili. Sia come sia, è in modo del tutto sostenibile che il comportamento processuale dell'insorgente è stato considerato "tutto fuorché collaborativo". Il giudice di prima istanza ha infatti rilevato che l'esistenza della macchia d'olio è emersa unicamente in occasione del dibattimento, il ricorrente avendo sottaciuto tale circostanza liberatoria e le relative fotografie sino a quel momento, malgrado avesse tutto l'interesse ad attirare l'attenzione dei poliziotti giunti sul luogo su questa fondamentale problematica, che avrebbe potuto essere verificata e a cui avrebbe potuto inoltre essere posto rimedio senza indugio per la sicurezza degli altri utenti della strada. Del preteso trasporto all'ospedale con l'ambulanza non vi è traccia nella sentenza impugnata e l'insorgente neppure indica da quale atto dell'incarto risulterebbe. Notisi nondimeno che manifestamente egli ha avuto comunque il tempo quel giorno di fotografare il tratto di strada in questione, ritraendo peraltro a pochi metri da lui gli agenti di polizia intenti a effettuare i rilievi del caso. Non si scorge quindi, e neppure è spiegato nel gravame, cosa gli abbia impedito di richiamare la loro attenzione sulla macchia d'olio, su cui verte l'intera sua difesa. Quanto all'invocata testimonianza dell'automobilista, contrariamente a quanto pretende l'insorgente, che sembra confondere corsia e carreggiata (sulle relative definizioni v. art. 1 cpv. 4 e 5 ONC), essa avvalora le conclusioni del giudice di primo grado. Il teste infatti precisa che il ricorrente avanzava posizionato tra le due corsie di marcia, pur mantenendosi sulla propria. Orbene, la richiamata macchia d'olio, secondo le immagini prodotte proprio dal ricorrente, si situa in larga misura e in modo più marcato sul margine destro della carreggiata (e della sua stessa corsia di marcia) e non al centro della stessa su cui egli circolava. Il conducente ha precisato che l'insorgente viaggiava in una posizione troppo inclinata sulla sua destra e non sul lato destro della corsia di marcia. Ciò avvalora l'affermazione della CARP secondo cui, tenuto conto della conformazione della strada, è improbabile che un centauro effettui una curva piegante a destra circolando sul margine destro della corsia. Peraltro, oltre a essere di dimensioni ridotte, la macchia d'olio non presenta alcuna sbavatura compatibile con il passaggio, sulla stessa, di uno pneumatico, come rettamente osservato dai giudici cantonali. In simili circostanze, a ragione la CARP ha negato qualsiasi arbitrio da parte del giudice di primo grado che ha escluso qualsiasi ruolo causale della macchia sulla perdita di padronanza del motoveicolo. Alla luce di ciò, appare inconferente raccogliere una perizia circa i possibili effetti di una macchia d'olio nel caso in esame.