Citation: 2C_464/2017 E. 4.4

4.4. Richiamato l'art. 36 cpv. 2 Cost., in base al quale le restrizioni dei diritti fondamentali devono nel contempo essere giustificate da un interesse pubblico o dalla protezione di diritti fondamentali altrui (art. 36 cpv. 2 Cost.), la ricorrente sostiene quindi che il diniego della deroga richiesta non è giustificato da interesse pubblico alcuno. Anche in questo caso, essa non può essere però seguita. Come osservato nel precedente considerando 4.3.1, l'interesse all'emanazione di ordinamenti come quello in discussione, che limitano gli orari di apertura dei negozi è infatti di principio dato e, anche per quanto riguarda il Cantone Ticino, viene individuato sia nella tutela della quiete e dell'ordine pubblici serali e notturni, che delle persone che non sono sottoposte alla legge federale sul lavoro (proprietari di piccole o piccolissime aziende e loro familiari, ecc., che risultano per altro ancora essere un numero consistente [cfr. messaggio n. 6480 del Consiglio di Stato del 23 marzo 2011 relativo alla nuova legge sull'apertura dei negozi, p.to 2.2]). Detto ciò, va più in generale ribadito - poiché anche su tale aspetto il Tribunale federale ha avuto modo di esprimersi più volte - che in materia di fissazione degli orari di chiusura dei negozi così come di regolamentazione di eventuali regimi derogatori, i Cantoni (e/o i Comuni) dispongono di un margine di manovra assai ampio, che trova i propri limiti soltanto nel divieto d'arbitrio o in altri principi costituzionali quali, in particolare, quello alla parità di trattamento (sentenza 2C_378/2008 del 20 febbraio 2009 consid. 3.2 con rinvii; per quanto riguarda le critiche relative alla parità di trattamento cfr. invece infra consid. 5).