Citation: 1A.154/2004 10.06.2005 E. 3

3.1 Il ricorrente non contesta che nel § 255 CP della Repubblica ceca si possano ravvisare gli elementi costituivi del reato di amministrazione infedele (art. 158 CP), come ritenuto dal Ministero pubblico e dalla CRP nell'ambito dell'esame della doppia punibilità. Al riguardo egli si limita a osservare che la descrizione dei fatti non permetterebbe di rilevare sospetti logici circa il danno e non indicherebbe l'aspetto intenzionale del dolo, ritenuto che il dolo eventuale dev'essere ammesso con molto ritegno. 3.2 Ora, ricordato che per l'esame della doppia punibilità non è determinante tanto la corrispondenza delle norme penali, quanto il quesito di sapere se i fatti addotti nella domanda - eseguita la dovuta trasposizione - sarebbero punibili secondo il diritto svizzero (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc), nel caso dell'art. 158 CP il dolo eventuale è sufficiente, anche se non dev'essere ammesso alla leggera, mentre l'autorità estera ha accertato la sussistenza di un danno (cfr., anche sugli altri elementi costitutivi del reato secondo il previgente art. 159 CP, DTF 120 IV 190). Orbene la concessione di prestiti particolarmente rischiosi, di cui l'autore conosce il rischio o perlomeno lo prende in considerazione, può configurare gli estremi del reato di amministrazione infedele (cfr. DTF 122 IV 279 consid. 2-d; Marcel Alexander Niggli, in: Basler Kommentar StGB, vol. II, Basilea 2003, n. 114 e 115 all'art. 158 e rinvii). 3.3 Competerà quindi al giudice straniero del merito esaminare se l'accusa potrà esibire o no le prove degli asseriti reati (DTF 122 II 367 consid. 2c), atteso che non emergono elementi atti a far ritenere che la rogatoria sia addirittura abusiva (cfr. DTF 122 II 134 consid. 7b). Trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove, spetterà alle autorità estere risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 118 Ib 547 consid. 3a in fine pag. 552). Quelle autorità, contrariamente all'autorità svizzera, dispone di tutte le risultanze processuali e potrà quindi valutare compiutamente se il bonifico litigioso sia o no collegato ai sospettati reati. 3.4 Riguardo alla pretesa lesione del principio della proporzionalità, il ricorrente ribadisce ch'egli non potrebbe essere qualificato come titolare del conto che avrebbe beneficiato del provento di reato, visto che nell'esposto dei fatti non è indicato alcun sospetto nei suoi confronti. Ipagamenti ricevuti dalla Y.________ avrebbero una causale lecita, come dimostrerebbero i nuovi documenti da lui prodotti, motivo per cui le prove chieste sarebbero inutili. 3.5 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una domanda di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero dev'essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituire il proprio potere di apprezzamento a quello dell'autorità estera che conduce le indagini: la richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se l'invocato principio, nella limitata misura in cui può esser applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603, 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165, 121 II 241 consid. 3c; Zimmermann, op. cit., n. 476), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Ciò, come si è visto, non si verifica in concreto. 3.6 Per di più, accennando all'asserita inutilità degli atti litigiosi per il procedimento penale estero, il ricorrente disattende che, contrariamente all'obbligo che gli incombeva secondo la costante pubblicata giurisprudenza (DTF 126 II 258 consid. 9b e c, 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.), egli non ha del tutto indicato dinanzi all'autorità di esecuzione, e neppure dinanzi alla Corte cantonale, quali singoli atti e perché sarebbero sicuramente irrilevanti per lo stesso. La produzione di nuovi documenti, tardiva e quindi inammissibile, non muta l'esito del gravame.