Citation: 2C_257/2022 E. 6.3.1

6.3.1. L'art. 27 OC distingue tre forme di fornitura di personale a prestito: il lavoro temporaneo, il lavoro a prestito e la cessione occasionale di lavoratori ad imprese acquisitrici. Ai sensi dell'art. 28 cpv. 1 OC la fornitura di personale a prestito è sottoposta ad autorizzazione solo per quanto riguarda il lavoro temporaneo e il lavoro a prestito. Trattandosi di lavoro temporaneo (o lavoro interinale) il datore di lavoro (agenzia di collocamento) non stipula, inizialmente, un vero e proprio contratto di lavoro con il dipendente, ma un contratto quadro, ossia una convenzione generale di servizi mediante la quale il lavoratore aderisce alle sue condizioni d'impiego. Gli propone in seguito un contratto d'incarico con un'impresa terza. Se il lavoratore accetta l'incarico, allora viene concluso un contratto di lavoro vero e proprio con il datore di lavoro (agenzia di collocamento). Non è dovuto uno stipendio tra una missione e l'altra (DTF 148 II 426 consid. 5.4 e rinvio). Per quanto concerne il lavoro a prestito esso è caratterizzato dal fatto che il lavoratore è assunto nell'intento di fornire le sue prestazioni a diverse imprese clienti. Tuttavia diversamente dal lavoro temporaneo, la durata dell'impiego non dipende dagli incarichi effettuati presso le imprese clienti. Il lavoratore è legato da un contratto di lavoro duraturo con il suo datore di lavoro, il quale sopporta di conseguenza il rischio eventuale dell'inattività del lavoratore tra un incarico e l'altro. Si parla allora di lavoro temporaneo impropriamente detto (DTF 148 II 426 consid. 5.4 e rinvio).