Citation: 5A_219/2023 E. 4.2.2

4.2.2. La Corte cantonale ha invece fatto riferimento all'art. 2048 CCit e alla relativa giurisprudenza, che esige dai genitori la prova positiva di avere impartito al figlio una buona educazione e di avere esercitato su di lui una vigilanza adeguata, in conformità alle condizioni sociali, familiari, all'età e all'indole del figlio. Fondandosi anch'essa sulla perizia giudiziale del dott. E.________, ha considerato che non era in effetti possibile imputare ai genitori una carente educazione del figlio, ma che andava per contro attribuita loro una culpa in vigilando per aver minimizzato "il comportamento aggressivo, impulsivo, violento e finanche delinquenziale del ragazzo" e impedito così una sua presa a carico adeguata e tempestiva, finalizzata a ridurre la dimensione del disturbo della personalità e a prevenirne lo sviluppo sfavorevole che ha portato alla perpetrazione del reato. Agendo unicamente sul fronte dell'educazione, i genitori non avevano affrontato il problema. Stando così le cose, non sussistevano le condizioni per liberarli dalla loro responsabilità civile poiché non erano stati in grado di portare la prova positiva di una vigilanza adeguata. Il Tribunale d'appello ha di conseguenza pronunciato la loro condanna solidale alla rifusione del danno stabilito dal Pretore, aumentato della posizione relativa al "danno biologico" (che in prima sede era stato peritalmente accertato e quantificato, ma la cui pretesa era poi stata negata poiché si trattava di un danno riconosciuto unicamente dal diritto italiano), fino a concorrenza dell'importo totale richiesto dalla vittima dinanzi al Pretore.