Citation: 1C_405/2010 22.12.2010 E. 3

3.1 I ricorrenti dichiarano di non criticare la decisione della Corte cantonale laddove non entra nel merito dei cosiddetti pseudo-nova. Non è quindi contestato che, in concreto, la domanda di revoca della licenza poteva fondarsi unicamente su modifiche delle circostanze successive alla conclusione del precedente procedimento (veri nova). Si tratta al riguardo essenzialmente dell'aggiornamento dell'8 luglio 2009 dell'attestato di conformità antincendio, ritenuto che in questa sede i ricorrenti hanno ritirato le argomentazioni concernenti le nuove disposizioni dell'ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn; RS 455.1), entrate in vigore il 1° settembre 2008, e quelle dell'ordinanza dell'Ufficio federale di veterinaria sulla detenzione di animali da reddito e di animali domestici (RS 455.110.1), entrate in vigore il 1° ottobre 2008. I ricorrenti non ripropongono poi i motivi di ordine pianificatorio. L'oggetto del presente litigio è quindi limitato alla questione di sapere se l'intervenuto aggiornamento dell'attestato di conformità antincendio costituisce una modifica rilevante delle circostanze, tale da comportare un riesame e un'eventuale revoca della licenza edilizia. L'esistenza dei requisiti per procedere a un riesame non può comunque essere ammessa con facilità, giacché non può servire a rimettere in discussione a piacimento decisioni già cresciute in giudicato (DTF 136 II 177 consid. 2.1 e rinvio). 3.2 Il citato aggiornamento dell'attestato di conformità antincendio è stato reso necessario dalle modifiche imposte dalla Corte cantonale nella sentenza del 14 marzo 2007, segnatamente dalla condizione di sopprimere le aperture previste nella facciata est. Al riguardo, i giudici cantonali hanno rilevato che l'estensore dell'attestato, tecnico riconosciuto della polizia del fuoco, chiamato a pronunciarsi sulle ripercussioni derivanti dalle condizioni supplementari apportate alla licenza edilizia, ha dichiarato l'8 luglio 2009 che l'eliminazione delle aperture nella facciata est non comporterà alcuna diminuzione del grado di sicurezza antincendio della stalla rispetto a quanto contenuto nella domanda di costruzione. Hanno poi ritenuto che il referto dell'esperto consultato dai ricorrenti non giustificava di scostarsi da queste conclusioni, giacché si limitava a rilevare genericamente, riguardo alle vie di fuga e di soccorso, che "si tratta del punto principale, che deve essere migliorato al fine di ossequiare le normative vigenti sia nel 2004 sia a decorrere dal 2005", creando in particolare un'ulteriore uscita di sicurezza sul lato est all'altezza del corridoio foraggiera. I giudici cantonali hanno pertanto concluso che nell'aggiornamento dell'attestato di conformità antincendio non poteva essere ravvisato un contrasto con il diritto applicabile. 3.3 Sotto il profilo del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., che non pone esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione (cfr. DTF 135 III 513 consid. 3.6.5; 134 I 83 consid. 4.1 e rinvii), la Corte cantonale si è sufficientemente espressa sull'aspetto dell'aggiornamento dell'attestato di conformità antincendio e sulla sua rilevanza nell'ottica della revoca della licenza. In particolare si è confrontata con il referto del consulente incaricato dai ricorrenti, rilevando, a ragione, che non indicava in modo circostanziato le prescrizioni tecniche che il progetto dopo le modifiche disattenderebbe. In questa sede, i ricorrenti adducono che il loro consulente avrebbe voluto mantenere un certo "fair play" nei confronti del collega responsabile dell'esecuzione e dell'aggiornamento dell'attestato di conformità e che già basterebbe il fatto di avere indicato in modo chiaro l'esistenza di un problema tecnicamente reale nella protezione antincendio. Tuttavia, la generica indicazione della necessità di migliorare le vie di fuga e di soccorso non consente di rilevare lacune o manchevolezze nella conformità del progetto alle esigenze della polizia del fuoco attestata dal tecnico intervenuto nella procedura edilizia. È quindi in modo oggettivamente sostenibile che la Corte cantonale non ha ravvisato motivi per scostarsi da questa valutazione, negando pertanto una modifica rilevante delle circostanze suscettibile di comportare un contrasto con il diritto. I ricorrenti non fanno peraltro valere, in modo conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, l'applicazione arbitraria dell'art. 18 della legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991, che disciplina la revoca della licenza edilizia segnatamente nel caso in cui essa dovesse venire a contrastare con le prescrizioni del diritto pubblico al momento della sua utilizzazione (cfr., sulle esigenze di motivazione, DTF 136 I 49 consid. 1.4.1 e rinvii). Alla luce di quanto esposto, la Corte cantonale poteva inoltre ritenere la perizia sulle misure antincendio chiesta dai ricorrenti superflua al fine del giudizio sulla revoca e rinunciare quindi ad assumerla sulla base di un apprezzamento anticipato della sua irrilevanza, senza con ciò violare il diritto di essere sentiti dei ricorrenti.