Citation: 6B_122/2021 E. 5.1

5.1. L'insorgente rileva come la ritenuta falsità dei profili tailandesi sarebbe sprovvista di qualsiasi riscontro probatorio e non poggerebbe su alcun accertamento. La loro falsità non potrebbe essere desunta dai successivi messaggi in italiano giunti alla denunciante con riferimenti a circostanze locali che non avrebbero potuto essere note a un cittadino tailandese, come invece ritenuto nella sentenza impugnata. Senza fornire alcuna motivazione, la CARP darebbe infatti per scontata anche la falsità dei profili di persone apparentemente residenti in Svizzera, da cui provenivano detti messaggi, malgrado l'assenza di qualsiasi atto di indagine al riguardo, e riterrebbe implicitamente che dietro di essi di celerebbe la ricorrente, benché non sia stata accertata una sua conoscenza diretta o indiretta di queste persone. La condanna dell'insorgente per tutti gli atti commessi mediante social network sarebbe quindi priva di prove e viziata dall'accertamento, senza riscontri, che dietro tutti i messaggi e le pubblicazioni dei vari profili si celasse un'unica persona, identificata immotivatamente nella ricorrente. Relativamente alle ordinazioni di merce (foto e oggettistica erotica), l'insorgente evidenzia l'assenza di qualsiasi riscontro tecnico e obiettivo suscettibile di comprovare che sarebbero state effettuate attraverso dispositivi in dotazione sua o del suo compagno e ritiene di conseguenza che nulla permetterebbe di ricondurle alla sua persona. La CARP, continua la ricorrente, l'avrebbe condannata per tutti gli invii senza accertare l'esistenza di prove per ogni singolo episodio, convinta che, tenuto conto del modus operandi, vi sarebbe un unico responsabile individuato nell'insorgente, sebbene l'assenza di qualsiasi riscontro oggettivo avrebbe imposto il suo proscioglimento in applicazione del principio in dubio pro reo.