Citation: 1P.243/2005 06.06.2005 E. 1

3.2 Premesso che la CRP ha trasmesso al ricorrente le lettere litigiose dopo l'emanazione della sentenza impugnata, egli non sostiene che un'eventuale violazione del diritto di essere sentito non possa essere sanata anche nell'ambito di questo giudizio. Il Tribunale federale può infatti esaminare liberamente la censura di violazione degli art. 30 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU (DTF 126 I 68 consid. 2), beneficiando quindi, sotto questo profilo, di un potere cognitivo che non è più ristretto di quello della CRP (cfr. art. 286 cpv. 4 CPP/TI). In ogni modo, dallo scritto 30 novembre 2004 con cui il GIAR ha trasmesso per competenza alla CRP la richiesta di astensione formulata dal ricorrente, risulta che la questione della sua partecipazione al precedente procedimento penale è stata oggetto di verifica da parte dello stesso GIAR tra il 12 ed il 19 novembre 2004. In tale scritto, ripreso anche nelle osservazioni del 7 dicembre 2004, il GIAR ha in particolare esposto le ragioni per cui non vi sarebbe connessione tra i due procedimenti, accennando a quanto rilevato dal Procuratore pubblico. L'esecuzione di una verifica sugli aspetti del primo procedimento e l'esistenza di una presa di posizione del Procuratore pubblico su questo punto erano quindi venute a conoscenza del ricorrente, che avrebbe potuto attivarsi allo scopo di consultare i relativi atti dell'incarto dinanzi alla CRP. Orbene, egli non sostiene che la Corte cantonale gli avrebbe negato la possibilità di visionare i documenti litigiosi e, d'altra parte, risulta che il ricorrente si è ampiamente espresso sul quesito della connessione tra i due procedimenti nei suoi allegati di causa. In tali circostanze, la mancata immediata trasmissione al ricorrente dei documenti litigiosi da parte delle autorità cantonali non ha comportato una lesione del suo diritto di essere sentito.