Citation: 1C_114/2007 25.05.2007 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha stabilito non essere controverso sia che dopo l'infortunio il ricorrente è rimasto assente per periodi esattamente indicati nel contestato giudizio sia che nei due anni successivi all'infortunio non ha ripreso il lavoro a tempo pieno per più di 60 giorni consecutivi, le riprese del lavoro intervenute in questo periodo non avendo interrotto la continuità dell'assenza. È stato quindi ritenuto che il rapporto d'impiego è cessato il 14 ottobre 2005, ossia due anni dopo l'infortunio. I giudici cantonali hanno poi deciso che, contrariamente alla tesi governativa, l'art. 64 cpv. 1 lett. a ROD, secondo cui in caso di assenza per infortunio assicurato è riconosciuto al dipendente il diritto all'intero stipendio per 24 mesi e, in seguito, alle prestazioni versate dall'assicuratore al comune fino al pensionamento o alla ripresa del lavoro, non sancisce alcuna eccezione al principio dell'estinzione automatica del rapporto d'impiego dopo i due anni di assenza enunciato dall'art. 66 ROD. L'art. 64 ROD, secondo i giudici cantonali, regola soltanto il versamento dello stipendio e delle prestazioni assicurative in caso di assenza per infortunio, ma non comporta un diritto del dipendente ad essere mantenuto ulteriormente in servizio dopo un'assenza ininterrotta di due anni per infortunio. È stato infine sottolineato che la decisione municipale è più che favorevole al ricorrente, nella misura in cui pone termine al rapporto d'impiego, di per sé cessato già il 14 ottobre 2005, soltanto per la fine del 2006. 2.2 Il ricorrente, rilevato che con scritto del 24 aprile 2007 il Municipio gli ha comunicato la cessazione del rapporto d'impiego per il 30 aprile 2007, si limita ad addurre che lo stesso non avrebbe considerato nella giusta misura il fatto ch'egli, dal 6 marzo 2006, avrebbe ripreso il lavoro a metà tempo, circostanza alla quale la Corte cantonale non avrebbe dato il meritato rilievo. 2.3 Con questo accenno, peraltro ininfluente ai fini del giudizio, egli non dimostra affatto che la Corte cantonale avrebbe accertato i fatti in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF: essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale, indipendentemente dall'ulteriore premessa che l'eliminazione del vizio potrebbe essere determinante per l'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). In effetti, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Può scostarsi da questo accertamento solo qualora esso sia avvenuto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF (art. 105 cpv. 2 LTF). La parte ricorrente, che intende contestare i fatti accertati dall'autorità inferiore, deve quindi spiegare, in maniera circostanziata, per quale motivo ritiene che le condizioni di una delle citate eccezioni previste dall'art. 105 cpv. 2 LTF sarebbero realizzate; in caso contrario non si può tener conto di uno stato di fatto diverso da quello posto a fondamento della decisione impugnata (cfr. DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). In quanto rivolto contro l'accertamento dei fatti il ricorso è quindi inammissibile. 2.4 Il ricorrente nemmeno tenta d'altra parte di dimostrare che il Tribunale cantonale amministrativo avrebbe interpretato in maniera insostenibile e quindi arbitraria l'art. 64 ROD (sulla nozione di arbitrio v. DTF 129 I 8 consid. 2.1; 127 I 38 consid. 2b pag. 41, 54 consid. 2b). Al riguardo, egli si limita infatti a sostenere che con il suo agire il Municipio avrebbe implicitamente ammesso la presenza di un caso eccezionale. Con quest'argomentazione, che disattende peraltro le esigenze di motivazione dell'art. 42 cpv. 2 LTF (cfr. DTF 130 I 258 consid. 1.3), egli misconosce che la Corte cantonale ha stabilito che detta norma non sancisce alcuna eccezione al menzionato principio dell'estinzione automatica del rapporto d'impiego. L'accenno alla sua futura abilità lavorativa e alle possibilità di riqualifica professionale sono questioni che esulano quindi dall'oggetto del litigio.