Citation: 4A_607/2021 E. 7.2.1

7.2.1. La ricorrente afferma che il testo letterale dell'accordo dimostrerebbe un timore ragionevole, che le e-mail del settembre e dell'ottobre del 2012 sarebbero degli indizi a sostegno di una minaccia, a suo dire esplicitata nel testo dell'accordo, e che con quell'accordo essa voleva far sparire da internet ogni commento contro di lei o altre società in merito al prodotto E.________. Così argomentando, tuttavia, l'interessata non indica con precisione né prova quali affermazioni e quali atti documenterebbero l'invocato timore ragionevole, che sarebbe già stato presente al momento della conclusione dell'accordo all'inizio di giugno del 2012. Non giova nemmeno il rinvio generico a talune e-mail, reputate sconclusionate e sgrammaticate dai giudici di appello, che appaiono inidonee a suffragare una minaccia. Quelle e-mail, poi, sarebbero state spedite tra il 21 settembre e il 4 ottobre 2012, ossia ampiamente dopo la conclusione dell'accordo del 4 giugno 2012. Ciò posto, spettava alla ricorrente spiegare come e perché quegli scritti ne avrebbero influenzato la volontà nella fase della sua formazione a inizio giugno del 2012 (cfr. sopra, consid. 7.1.1 seg.), a maggior ragione ove, come da lei stessa ammesso, essa non ha prodotto copia dei filmati giudicati pregiudizievoli, né ne ha descritto il contenuto (cfr. sentenza impugnata, pag. 9 consid. 8.2). Non si misconosce che secondo la proposta del 4 giugno 2012 il pagamento di fr. 74'500.-- avrebbe avuto inizio dalla scomparsa "da internet di ogni documentazione commento od altro nei confronti della società A.________ SA del sig. F.________" (cfr. consid. A.c). Quell'accordo di tacitazione di ogni pretesa dell'opponente verso la ricorrente, tuttavia, si riferiva espressamente alla fattura del 27 luglio 2011 dell'opponente, con cui egli aveva rivendicato dalla ricorrente una somma di fr. 79'601.40 per la restituzione di 1522 estintori modello "E.________" e di 225 estintori modello "E.________" considerati difettosi (" Retounierung der mangelhaften Ware", cfr. consid. A.b); l'accordo in parola menzionava pure uno scritto del 28 settembre 2011 della ricorrente, con cui essa aveva preteso dall'opponente fr. 300.-- mensili dal 10 ottobre 2011 in avanti per il deposito della merce che costui le aveva reso, aveva contestato la pretesa di fr. 79'601.40 e aveva rivendicato un importo di fr. 15'159.10 per una fattura scoperta del 13 gennaio 2010 riguardante la fornitura di "E.________ 13 B" (cfr. doc. 6 e 7). In simili condizioni l'accertamento dei giudici cantonali in virtù del quale non vi fosse la prova d'una minaccia e d'un preteso danno di immagine e il motivo dell'accordo andasse ricercato nella volontà delle parti di risolvere la problematica legata agli estintori garantendo nel contempo alla ricorrente l'eliminazione dai social media dei contenuti da essa ritenuti lesivi, non appare insostenibile e in proposito il ricorso è votato all'insuccesso.