Citation: 6B_318/2024 E. 5.2

5.2. La Corte cantonale ha riconosciuto la ricorrente autrice colpevole di infrazione alla LCSl (art. 23 cpv. 1 in relazione con l'art. 3 cpv. 1 lett. b LCSl), in particolare per avere indicato, mediante un messaggio pubblicitario dell'11 marzo 2018 sulla citata pagina Facebook, di "fornire assistenza e difesa necessaria anche prima che si verifichi un sinistro, attraverso la risoluzione delle controversie in ambito stragiudiziale e solo successivamente, se necessario, in via giudiziale". La ricorrente non sostanzia d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF l'accertamento del contenuto del messaggio pubblicitario riportato nella sentenza. Contrariamente alla tesi ricorsuale, la Corte cantonale non ha omesso di considerare che l'attività pubblicizzata verteva (anche) sulla consulenza e sulla risoluzione di controversie in via extragiudiziale. In conformità con il contenuto del testo pubblicato, ha nondimeno pure accertato che le prestazioni offerte si estendevano alla risoluzione di controversie "in via giudiziale". In tali circostanze, la censura deve essere respinta nella misura della sua ammissibilità. La ricorrente sostiene che qualora fosse stato necessario patrocinare un cliente dinanzi ad un'autorità giudiziaria civile o penale, l'avrebbe indirizzato verso un avvocato abilitato alla rappresentanza professionale. Disattende tuttavia che, come rettamente rilevato dalla CARP, per la valutazione dell'indicazione inesatta sulle sue qualità e prestazioni (art. 3 cpv. 1 lett. b LCSl), non è determinante la sua opinione soggettiva, bensì la comprensione oggettiva da parte del pubblico di riferimento, sulla base dell'esperienza, della competenza e dell'attenzione medie (DTF 136 III 23 consid. 9.1; sentenza 6B_444/2021 del 9 dicembre 2022 consid. 3.3). Al riguardo, la CARP ha concluso che il messaggio pubblicitario in questione portava un lettore medio a credere che l'interessata era abilitata ad esercitare la rappresentanza professionale quale avvocato. La ricorrente non si confronta puntualmente con le considerazioni esposte nella sentenza impugnata e non sostanzia una violazione della LCSl con una motivazione conforme alle citate esigenze.