Citation: 7B.21/2006 20.02.2006 E. 3

Il 13 gennaio 2006 l'autorità di vigilanza ha respinto [recte: dichiarato inammissibile] il gravame. Ha innanzi tutto rilevato che dai documenti prodotti non risulterebbe che A.________ sia la persona per la quale l'avvocata aveva prima dell'asta offerto fr. 575'000.--. Ha poi ritenuto che, in ogni caso, un interessato all'acquisto non potrebbe contestare le condizioni d'asta, motivo per cui ha ritenuto irricevibili sia le critiche concernenti l'assenza di una perizia sull'autenticità delle opere d'arte, sia quelle inerenti alla modifica, effettuata all'inizio dell'incanto, del piede d'asta. La Camera di esecuzione e fallimenti ha altresì reputato inammissibili le lamentele concernenti pretesi scambi di informazioni fra l'Ufficio di esecuzione e l'aggiudicatario, perché queste non soddisferebbero le esigenze di motivazione previste dall'art. 7 cpv. 3 lett. b della legge ticinese sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR). Ha infine ritenuto che, in mancanza di una conclusione formale, il rimprovero mosso all'Ufficio di non aver consegnato al patrocinatore dell'insorgente una copia del verbale d'incanto poteva essere ignorata, tanto più che questo legale aveva sempre agito quale rappresentante di un'altra terza persona estranea alla procedura esecutiva.