Citation: 1C_647/2022 E. 3.2

3.2. L'istanza precedente ha respinto le critiche secondo cui il piano regolatore e il PPF vigenti sarebbero superati, visto che da anni sarebbe allo studio il loro adeguamento alla legge cantonale sullo sviluppo territoriale (LST; RL 701.100). Ha infatti ricordato che, nella citata sentenza del 3 aprile 2018 (consid. 2.1), anche il Tribunale federale aveva ritenuto che nella fattispecie non erano state addotte, né erano ravvisabili eccezioni che avrebbero permesso di criticare la legittimità dei citati piani, non solo al momento della loro adozione, ma anche nel quadro del rilascio della licenza edilizia. Con le loro critiche, generiche e appellatorie, e l'accenno a un'eventuale ipotizzabile riduzione futura delle zone edificabili sovradimensionate, i ricorrenti non dimostrano che questa motivazione sarebbe arbitraria (sulle condizioni alle quali un controllo pregiudiziale della pianificazione può essere eccezionalmente ammesso vedi DTF 144 II 41 consid. 5.1; sentenza 1C_290/2019 del 13 maggio 2020 consid. 3.1). La Corte cantonale ha ritenuto infatti, a ragione, che il fatto che sia in corso uno studio per l'adeguamento dei menzionati piani non osta all'applicazione delle norme pianificatorie tuttora in vigore, essendo sufficiente che il progetto edilizio non si ponga in contrasto, oltre che con queste ultime, con il diritto in divenire. Ha in effetti accertato, fondandosi sul rapporto di pianificazione, che l'assetto pianificatorio dei fondi litigiosi non muterà in modo sostanziale, nella misura in cui il PPF sarà integrato nel piano regolatore generale e i fondi in questione resteranno attribuiti alla zona di nuova edificazione Falcette, disciplinata in particolare dall'art. 22 cpv. 5 del progetto di nuovo regolamento edilizio, che riprende essenzialmente la normativa attualmente in vigore. I ricorrenti non tentano di dimostrare che queste conclusioni sarebbero addirittura insostenibili e quindi arbitrarie.