Citation: 9C_395/2013 E. 4.1

4.1. La ricorrente ritiene contraddittoria la pronuncia impugnata poiché per escludere un peggioramento delle sue condizioni di salute avrebbe assunto come dato oggettivo di partenza un elemento (la sussistenza della spondilite con sacroilite bilaterale) che il servizio medico dell'AI non ha invece considerato. A sostegno di questa sua tesi rinvia espressamente al consid. 9.1 del giudizio querelato in cui i primi giudici hanno indicato che al momento della reiezione della prima domanda di rendita la richiedente era portatrice, tra l'altro, di spondilite con sacro-ileite bilaterale. La ricorrente dimentica però che in realtà i giudici di prime cure si sono in questo passaggio piuttosto limitati a esporre la posizione sostenuta dall'estensore della perizia medica particolareggiata dell'INPS del 17 giugno 2010. Lo dimostrano non solo il rinvio esplicito a tale documento ma anche il resto del consid. 9.1 - sottaciuto nell'atto ricorsuale - in cui essi hanno ugualmente menzionato la diversa valutazione del servizio medico dell'AI che, con il dott. K.________, ha sempre (in occasione della prima come pure della seconda domanda di prestazioni) messo in dubbio la diagnosi di spondilite anchilosante (ammettendo "solo" una fibromialgia) e che peraltro è anche stata posta alla base della decisione amministrativa del 10 marzo 2011, cresciuta in giudicato. La tesi ricorsuale non regge poi neppure alla luce delle conclusioni della pronuncia impugnata che, aderendo alla immutata valutazione del servizio medico dell'UAIE, non ha - senza il minimo arbitrio - ravvisato alcun cambiamento di rilievo nella situazione valetudinaria dell'assicurata. Ne discende che i primi giudici non hanno ammesso (già in occasione della prima domanda di prestazioni) un elemento (la spondilite con sacroilite bilaterale) diagnostico per negare un successivo peggioramento dello stato di salute. Mentre la ricorrente, ora come in occasione della prima richiesta di rendita, sostiene la presenza di una spondilite invalidante, l'amministrazione, adesso come allora, ne nega la sussistenza. In tali condizioni, la valutazione dei primi giudici che aderendo al parere del dott. K.________ hanno sostanzialmente fatto stato di una situazione diagnostica senza novità di rilievo e di problemi già ampiamente conosciuti - se si esclude la cardiopatia ischemica oggettivata però successivamente alla decisione amministrativa in lite e quindi esulante dal potere cognitivo di questo Tribunale (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220; 121 V 362 consid. 1b pag. 366) - è tutt'altro che insostenibile e va pertanto tutelata. Si tratta a ben vedere, adesso come allora, di una diversa valutazione dei fatti determinanti (rimasti invariati) che non impone nuovi accertamenti di natura economica né tantomeno giustifica di accogliere la nuova domanda di prestazioni.