Citation: 1C_128/2021 E. 5.3

5.3. Richiamando essenzialmente un prevedibile ridimensionamento dell'aeroporto, il ricorrente non sostanzia seri motivi oggettivi per cui gli hangar progettati, tenuto conto del loro carattere rimovibile, impedirebbero l'evoluzione futura dell'impianto aeroportuale. Nemmeno dalle osservazioni del 17 febbraio 2020 dell'UFAC, citate dal ricorrente, risulta un impedimento di natura tecnica a tale sviluppo. L'autorità federale ha infatti rilevato che il coordinamento e l'integrazione del progetto in una strategia globale appaiono fattibili quantomeno a titolo provvisorio. Il TAF ha inoltre accertato che il progettista ha stimato in circa fr. 350'000.-- i costi per lo smontaggio e il rimontaggio delle infrastrutture. Il ricorrente non si confronta specificatamente con questo accertamento e non lo sostanzia quindi d'arbitrio. Non adduce ragioni per cui la spesa stimata sarebbe inattendibile. Si tratta di un importo tutto sommato sostenibile, che non appare di per sé suscettibile di fare ritenere inverosimile la rimozione o lo spostamento delle opere che dovessero risultare incompatibili con l'attuazione della futura nuova pianificazione del comparto. Il ricorrente rileva altresì che non sarebbe stato raggiunto un accordo pianificatorio tra il Comune di Agno e l'esercente dell'aeroporto in merito alla realizzazione degli hangar. Tuttavia, il Comune di Agno ha presentato un'opposizione alla domanda di approvazione dei piani ed ha partecipato alla procedura dinanzi all'autorità federale, salvaguardando in quella sede i suoi interessi (art. 37f cpv. 3 LNA). In tale contesto, il Comune ha potuto presentare eventuali domande sulla base del diritto cantonale e comunale, per quanto non limitassero in modo sproporzionato l'esercizio o la costruzione dell'impianto aeroportuale (art. 27d cpv. 2 OSIA). Contro la decisione di approvazione dei piani, il Comune di Agno ha pure adito il TAF, che beneficia di un ampio potere cognitivo (cfr. art. 49 PA), e dinanzi al quale ha potuto nuovamente invocare le sue argomentazioni. Nella misura in cui rispettano le esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, le censure sollevate dal ricorrente non permettono di rimettere seriamente in discussione la conclusione del TAF secondo cui la costruzione dei nuovi hangar, tenuto conto della possibilità di rimuoverli, non ostacola la revisione della scheda di coordinamento del PSIA e la futura pianificazione dell'aeroporto. Né occorre esaminare se il completamento della decisione di approvazione dei piani con un onere di smantellamento degli hangar sia superfluo o meno (cfr. art. 27e OSIA). Si tratta semmai di un aggravio per l'esercente dell'aeroporto, obbligato a darvi seguito. Destinato a garantire l'accertato carattere rimovibile degli hangar, l'onere non riveste una portata pratica per il giudizio sul gravame del ricorrente, che lo ritiene semplicemente inutile.