Citation: 4A_2/2008 08.07.2008 E. B

Il 23 dicembre 2005 B.________ ha convenuto A.________ dinanzi alla Pretura del Distretto di Lugano postulando il versamento di fr. 30'000.--, oltre interessi, a titolo di indennità per licenziamento ingiustificato o, in via subordinata, per licenziamento abusivo. Contestata la tesi del licenziamento con effetto immediato, la banca si è comunque opposta alla richiesta dell'ex dipendente, precisando di averlo licenziato perché il rapporto di fiducia nei suoi confronti era venuto meno: egli non solo aveva confidato a terzi - l'avv. D.________ - fatti coperti dal segreto bancario, ma nel corso delle indagini interne ha pure negato di averlo fatto. Esperita l'istruttoria, con sentenza del 12 dicembre 2006 il Pretore ha accolto l'istanza e condannato la banca al pagamento di fr. 30'000.--, oltre interessi al 5 % dal 30 giugno 2005, a titolo d'indennità per licenziamento abusivo. Il Pretore ha stabilito che, rivelando in buona fede e nell'interesse della banca i sospetti concernenti le malversazioni perpetrate dal direttore della succursale all'avv. D.________ - al quale la banca aveva conferito il mandato di tutelare i suoi interessi proprio in relazione ai clienti che avevano investito i loro fondi nell'operazione denominata xxx - B.________ ha agito nel rispetto della proporzionalità, specie se si considera che la sua segnalazione è poi risultata fondata. Il Pretore ha proseguito osservando che B.________ non ha mentito nel corso dell'indagine interna, dato che si è limitato a dichiarare di non aver fornito informazioni a terzi, ciò che corrisponde al vero se si considera la speciale posizione dell'avv. D.________ nella vicenda. Tenuto conto di quanto appena esposto, il giudice ha concluso che la banca non solo ha licenziato B.________ senza alcuna motivazione di spessore, ma lo ha anche fatto con modalità censurabili: lo ha licenziato con l'obbligo di lasciare con effetto immediato il suo posto di lavoro e ha messo in atto il licenziamento facendo capo proprio a C.________, che doveva esser al centro delle indagini e che, più tardi, si è scoperto essere effettivamente responsabile delle malversazioni.