Citation: 2C_105/2020 E. 2.2

2.2. Occorre in seguito appurare se il consuntivo in esame costituisce una decisione ai sensi dell'art. 82 lett. a LTF (le lettere b e c non trovando applicazione nella fattispecie), contro la quale è possibile adire il Tribunale federale. Conformemente alla giurisprudenza infatti, non ogni atto in cui si manifesta l'imperio statale in un caso concreto è una decisione secondo la norma appena citata: per tale vale soltanto quell'atto d'imperio che tocca la situazione giuridica del singolo cittadino, astringendolo a fare, omettere o tollerare alcunché, o che regola altrimenti in modo autoritativo, con carattere vincolante e possibilità di esecuzione coercitiva, i suoi rapporti con l'ente pubblico. Un atto amministrativo interno oppure una prassi amministrativa generale senza effetto giuridico concreto non sono pertanto suscettibili d'impugnazione. Per determinare se l'atto contestato è una decisione suscettibile di ricorso, va esaminato in che misura il comportamento dell'autorità può ledere i diritti fondamentali o altri interessi che devono essere giuridicamente tutelati. In effetti il diritto di ricorso dipende anche dalla situazione giuridica sostanziale e dalle connesse necessità di un controllo giudiziario (DTF 145 I 121 consid. 1.1.2 pag. 125 e richiami). In una sentenza pubblicata in DTF 72 I 279 segg., ulteriormente confermata (per ultimo in DTF 145 I 121 consid. 1.1.3 pag. 125 con numerosi riferimenti), il Tribunale federale ha giudicato che non costituiva atto d'imperio, secondo la prassi sopraccitata, l'atto con cui il potere legislativo votava, su proposta di quello esecutivo, il budget. A suo avviso infatti, confortato da quello unanime della dottrina, il preventivo è una semplice rappresentazione in forma sinottica delle entrate e delle uscite previste, fondata sugli atti legislativi in vigore e che deve servire da piano finanziario per l'anno successivo. La sua approvazione è una misura mediante la quale il potere legislativo esercita il suo controllo sull'amministrazione statale e che esplica effetti soltanto nei confronti del potere esecutivo. Il voto del budget non ha invece effetti verso i terzi: non regola infatti alcun rapporto giuridico con i singoli, né possiede carattere vincolante e possibilità di esecuzione coercitiva nel senso descritto in precedenza. Queste considerazioni possono senz'altro essere applicate per analogia al consuntivo. Quest'ultimo infatti è solo il rendiconto dei risultati economici di un dato periodo di attività (il 2017) della Parrocchia, ossia un atto interno e destinato a verificare la situazione patrimoniale e finanziaria della medesima, senza effetti giuridici specifici e in particolare senza l'apertura delle vie ricorsuali. Il consuntivo impugnato non costituisce quindi una decisione ai sensi dell'art. 82 lett. a LTF, per cui il ricorso in materia di diritto pubblico è improponibile.