Citation: 1C_487/2019 E. 2.1

2.1. Il Tribunale cantonale amministrativo ha rilevato che la contestata risoluzione, con la quale il Consiglio di Stato ha annullato la decisione del Consiglio comunale dell'ex Comune di Camorino che stabiliva un moltiplicatore d'imposta per l'anno 2017 al 85 %, fissandolo d'ufficio al 95 %, è stata adottata in applicazione dell'art. 12 cpv. 2 LASC. Questa norma ha il tenore seguente: " Il Consiglio di Stato prende tutte le disposizioni concrete necessarie per l'entrata in funzione del nuovo Comune, non previste dal decreto legislativo. A tutela d'interessi preponderanti del nuovo Comune, il Consiglio di Stato può inoltre annullare le risoluzioni degli organi comunali dei Comuni aggregati o prendere ulteriori provvedimenti. " Ha osservato che detta risoluzione si fonda inoltre sugli art. 194 segg. LOC. Ha quindi ritenuto, richiamando il messaggio sulla LASC, ch'essa costituisce una decisione presa dal Consiglio di Stato in qualità di autorità di vigilanza sui Comuni. Ha stabilito che siffatte decisioni sono impugnabili dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo sulla base dell'art. 207 cpv. 1 LOC, ossia, in tale ambito, soltanto da chi è leso nei suoi legittimi interessi; il Comune è per contro legittimato a ricorrere se è leso nella sua autonomia (cpv. 2). Ne ha dedotto che, introducendo all'art. 207 cpv. 1 LOC il requisito dell'interesse legittimo, il legislatore avrebbe voluto escludere la cosiddetta "actio popularis", motivo per cui chi non è toccato dal provvedimento impugnato altrimenti che non un qualsiasi altro singolo cittadino o la collettività difetta della legittimazione a ricorrere, essendo necessaria l'esistenza di una relazione rilevante o speciale dell'interessato con l'oggetto della contestazione. La Corte cantonale ha poi stabilito che la qualità degli insorgenti quali cittadini dell'ex Comune di Camorino interessato non è sufficiente per fondare la loro podestà ricorsuale. Non lo è neppure il fatto d'essere stati consiglieri comunali e membri della Commissione della gestione di quel Comune, né d'essere toccati nei loro diritti di contribuenti dal criticato provvedimento, come qualsiasi altro cittadino di quel Comune.