Citation: 6B_743/2021 E. 3.5

3.5. Inoltre, come detto, la Corte cantonale si è pure fondata sull'e-mail che l'imputato ha indirizzato alla cliente il 12 agosto 2015. Informato dal legale tedesco degli eredi del decesso del figlio C.________, in tale messaggio l'imputato ha comunicato ad B.________ che avrebbe versato agli eredi la corrispondente quota del provento della compravendita immobiliare e di avere utilizzato l'importo rimanente per gli scopi concordati, ringraziandola nuovamente ("Der Rest des Erlöses ist für die mit Ihnen diskutierten Zwecken erfolgreich gebraucht, und - obwohl die Gelegenheit nicht geeignet scheine könnte - ich möchte Sie noch vom tiefen meines Herzens bedanken, das war ein helles, vielleicht himmlisches Licht im Dunkel. [...]. Die Dankbarkeit ist kaum mit einem e-mail ausdrückbar, sodass wenn ich Ihnen irgendwie noch dienlich sein könnte, würde mich freuen, von Ihnen zu hören bzw. Sie zu treffen."). Sul contenuto di questo messaggio, che conforta l'accertamento del fatto che la cliente ha messo a disposizione dell'imputato i suoi averi, il ricorrente si limita ad addurre che, quando ha redatto l'e-mail in questione, l'imputato sapeva ch'ella era deceduta. Ciò che l'autore sapeva, voleva o ha preso in considerazione sono questioni di fatto, censurabili dinanzi al Tribunale federale unicamente sotto il profilo ristretto dell'arbitrio (DTF 141 IV 369 consid. 6.3 pag. 375 e rinvii). In concreto, il ricorrente sostiene che l'imputato avrebbe potuto dedurre dal certificato ereditario di C.________, allegato alla lettera del 6 agosto 2015 del legale tedesco degli eredi, che B.________ era deceduta prima del figlio, non figurando tra gli eredi di quest'ultimo. Con questa argomentazione, il ricorrente espone una possibile interpretazione del certificato ereditario di C.________, ma non si confronta con gli specifici accertamenti contenuti nella sentenza impugnata e non sostanzia quindi arbitrio alcuno. La Corte cantonale ha infatti accertato, in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), che il 6 agosto 2015 l'imputato era stato informato unicamente del decesso di C.________, mentre la morte di B.________ gli è stata comunicata per la prima volta soltanto il 17 settembre 2015, senza però che sia stata contestualmente fornita la documentazione volta a provare tale circostanza. Il ricorrente disattende inoltre che la CARP ha rilevato che, secondo quanto dichiarato dalla segretaria dell'imputato, questi non aveva inizialmente nemmeno creduto al decesso della cliente, avendo continuato a cercare di contattarla. La tesi del ricorrente secondo cui il messaggio di posta elettronica del 12 agosto 2015 sarebbe stato confezionato dall'imputato quando già sapeva del decesso di B.________ non poggia quindi su accertamenti univoci e vincolanti agli atti. Non rispettosa dei requisiti di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF, la censura è inammissibile e non deve essere vagliata oltre.