Citation: 1B_9/2014 E. 2.2

2.2. Il ricorrente ritiene manifestamente errato l'accertamento secondo cui le citate società sarebbero riconducibili a lui. Adduce inoltre di non essersi avvalso di fatture pagate in nero e di non aver manipolato o distrutto documentazione contabile o d'aver percepito redditi dagli esercizi pubblici, né d'essere stato gestore di fatto di quello litigioso. Con queste negazioni egli non dimostra affatto che l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove, in particolare delle citate testimonianze, sarebbero avvenuti in maniera insostenibile e quindi arbitraria (art. 105 cpv. 1 in relazione con l'art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 136 I 184 consid. 1.2; 135 II 145 consid. 8.1). Egli non indica quali fatti renderebbero inverosimile l'esistenza dei citati sospetti, né contesta con una motivazione conforme ai requisiti dell'art. 42 cpv. 2 LTF (DTF 139 I 306 consid. 1.2, 229 consid. 2.2; 138 I 171 consid. 1.4) i presunti profitti illeciti indicati dall'autorità inquirente, rimprovero con il quale, in particolare con la dettagliata indicazione del meccanismo truffaldino adottato dagli indagati esposta dall'AFC nelle osservazioni dinanzi al TPF, non si confronta del tutto. Pure dalle dichiarazioni rilasciate dal teste E.________ emergono chiari e sufficienti indizi di reato: esse rendono verosimile la tesi delle autorità inquirenti, i cui sospetti, con l'avanzare dell'inchiesta, dovranno viepiù essere confortati da ulteriori prove. Le critiche relative alla pretesa insufficienza di indizi di reato pertanto non reggono.