Citation: 8C_631/2022 E. 5.3

5.3. Giusta l'art. 1 lett. j del Regolamento 883/2004 - che corrisponde al vecchio art. 1 lett. h del Regolamento [CE] n. 1408/71 abrogato con effetto al 1° aprile 2012 - la residenza è il luogo in cui una persona risiede abitualmente. Il termine di residenza costituisce, di principio, una nozione autonoma e propria del diritto comunitario europeo (sentenza [della CGUE] del 11 settembre 2014 C-394/13 Ministerstvo práce a sociálních vecí, punto 26; sentenza 8C_186/2017 del 1° settembre 2017 consid. 7.5). L'articolo 11 del Regolamento di applicazione [CE] n. 987/2009 (RS 0.831.109.268.11) equipara la residenza al centro degli interessi della persona interessata, il quale è determinato attraverso una valutazione globale delle circostanze. Tale articolo codifica inoltre gli elementi elaborati dalla giurisprudenza della CGUE che possono essere considerati per determinare il suddetto centro di interessi come, ad esempio, la durata e la continuità della presenza sul territorio degli Stati membri interessati, l'esercizio di un'attività oppure la situazione e i legami della famiglia (sentenza C-394/13, punto 34; cfr. DTF 142 V 590 consid. 6.1). La definizione di residenza si differenzia, infine, da quella della dimora di cui all'art. 1 lett. k del Regolamento n. 883/2004 che viene definita come residenza unicamente temporanea. Nell'ambito degli accordi sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Unione europea, segnatamente nell'applicazione dei regolamenti europei relativi al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, il Tribunale federale ha già rilevato, sulla scorta della giurisprudenza della CGUE, che il diritto comunitario lascia in gran parte aperta la questione di come debba essere determinata la residenza e affida, in genere, tale nozione al rispettivo diritto nazionale (DTF 138 V 533 consid. 4.2, 186 consid. 3.3.1). Nell'ottica del Regolamento n. 883/2004, la giurisprudenza federale ha quindi stabilito che la residenza è il luogo dove è posto il centro di vita della persona; la stessa può dipendere sia da circostanze soggettive, fondate principalmente sulle volontà dell'interessato, sia oggettive, determinate sulle circostanze di vita esterne e che possono anche risultare in contrasto con le volontà dichiarate (DTF 138 V 186 consid. 3.3.1). Tuttavia, determinanti ai fini del giudizio sono gli aspetti oggettivi e non quelli soggettivi (DTF 148 V 209 consid. 4.3; 138 V 533 consid. 4.2). La sola durata della permanenza in uno Stato comunitario non è inoltre decisiva nell'accertamento del luogo di residenza (HUMMER, op. cit., n. 20 ad art. 1 del Regolamento [CE] n. 883/2004 con riferimenti alla giurisprudenza della CGUE). Fondamentale è invece sapere se l'interessato abbia dislocato (o meno) il centro dei propri interessi nello Stato in questione. A tal fine vanno considerati, in particolare, la natura della professione esercitata, lo scopo dell'assenza dal Paese di origine, la situazione familiare nonché l'intenzione dell'interessato di ritornare nel luogo precedente all'inizio dell'attività lavorativa, dimostrata dall'insieme delle circostanze (DTF 138 V 186 consid. 3.3.1; 133 V 137 consid. 7.2; 131 V 222 consid. 7.4). Sulla base dell'art. 11 n. 1 lett. b del Regolamento n. 987/2009 può anche essere presa in considerazione la situazione abitativa dell'interessato. Come correttamente rilevato dalla Corte cantonale, la definizione di residenza secondo il diritto comunitario in parola corrisponde, in sostanza, a quella del diritto interno (DTF 148 V 209 consid. 4.3). Infatti, ai sensi dell'art. 13 cpv. 2 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), una persona ha la propria dimora abituale ("résidence habituelle"; "gewöhnlicher Aufenthalt") nel luogo in cui vive per un periodo di tempo prolungato, anche se la durata del soggiorno è fin dall'inizio limitata. Trattasi di una nozione creata dalla giurisprudenza federale (cfr. DTF 119 V 98 consid. 6c) e propria del diritto delle assicurazioni sociali. Per invalsa giurisprudenza, la dimora abituale ai sensi della disposizione succitata presuppone quindi la residenza effettiva in Svizzera e la volontà di conservarla durante un certo periodo di tempo, anche se la durata del soggiorno è fin dall'inizio limitata; inoltre, il centro delle relazioni della persona interessata deve situarsi in Svizzera (DTF 141 V 530 consid. 5.3; 119 V 98 consid. 6c; 112 V 164 consid. 1a). Pertanto, anche sotto il profilo del diritto interno, la residenza intesa come dimora abituale è posta nel luogo in cui si trova il centro di vita della persona interessata.