Citation: 4A_253/2020 E. 4.3.2

4.3.2. In concreto la critica ricorsuale si rivela di primo acchito inammissibile sia per quanto attiene al preteso arbitrio, che non costituisce un motivo di ricorso previsto dall'art. 190 cpv. 2 LDIP, sia con riferimento al comportamento dell'opponente, ritenuto contrario alla buona fede, poiché basata su una fattispecie che non risulta dal lodo (sopra, consid. 3). Altrettanto inammissibile si palesa la lamentela concernente una violazione del principio della res iudicata, poiché i ricorrenti non si confrontano minimamente con i motivi enunciati a tal proposito nel lodo, ricordato che le completazioni del ricorso apportate nella replica non possono essere considerate (sopra, consid. 3). Per il resto, la censura, nella misura in cui non risulta inammissibilmente basata su una fattispecie che non emerge dal lodo, è fondata su una personale lettura dell'art. 14 dell'accordo del 2004, ritenuto una disposizione penale, ed esula dal campo di applicazione dell'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP, poiché è diretta contro l'interpretazione delle clausole contrattuali effettuata dalla - maggioranza - del collegio arbitrale. La censura va pertanto disattesa.