Citation: 1P.300/2004 07.12.2004 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 388 consid. 1, 306 consid. 1.1). 1.2 Con la sentenza impugnata il Tribunale cantonale amministrativo ha negato la propria competenza e non ha quindi esaminato nel merito il gravame, dichiarandolo irricevibile. Secondo l'art. 87 cpv. 1 OG il ricorso di diritto pubblico è ammissibile contro le decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza o sulle domande di ricusazione notificate separatamente dal merito. Tenuto altresì conto del richiamo alla possibilità per il ricorrente di chiedere l'edizione dei documenti nell'ambito della causa civile, la sentenza impugnata risulta invero risolvere definitivamente, dal profilo del diritto amministrativo, la questione dell'accesso agli atti al di fuori di una procedura pendente: essa parrebbe quindi di natura finale (cfr. sentenza 1P.666/1997 del 3 marzo 1998, consid. 3b, pubblicata in RDAT II-1998, n. 28, pag. 98 segg.). Il quesito non deve tuttavia essere esaminato ulteriormente, essendo comunque il ricorso, sotto i citati aspetti, ammissibile. Interposto tempestivamente contro una decisione dell'ultima istanza cantonale (cfr. art. 60 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966; LPamm) e fondato su una pretesa violazione dei diritti costituzionali del cittadino, il ricorso risulta di massima ammissibile anche dal profilo degli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 89 OG. Quale parte nella procedura cantonale, il ricorrente è legittimato ai sensi dell'art. 88 OG a fare valere che a torto la Corte cantonale non avrebbe esaminato il suo gravame nel merito (DTF 120 Ia 220 consid. 2a, 129 II 297 consid. 2.3). 1.3 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso, oltre alla designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a), come pure l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo se sono sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 130 I 26 consid. 2.1, 129 III 626 consid. 4, 129 I 185 consid. 1.6). In particolare, visto che la Corte cantonale non si è ritenuta competente a statuire sul gravame e lo ha quindi dichiarato inammissibile, spetta al ricorrente spiegare, con un'argomentazione precisa, perché la precedente istanza avrebbe accertato in modo insostenibile la sua incompetenza e si sarebbe di conseguenza rifiutata a torto di procedere all'esame di merito (DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2; sentenza 1P.105/2001 del 28 maggio 2001, consid. 5a, pubblicata in RDAT II-2001, n. 58, pag. 227 segg.). Ove il ricorrente non si confronta con questo specifico aspetto, diffondendosi invece in argomentazioni relative al contenuto degli atti oggetto della sua istanza e ai motivi che giustificherebbero un suo interesse particolarmente degno di protezione a consultarli, il ricorso di diritto pubblico è inammissibile.