Citation: M 6/04 14.07.2005 E. 1

Oggetto del contendere è sapere se l'UFAM, come ha ritenuto il primo giudice, ha correttamente limitato la propria responsabilità al 75% per le affezioni cervicali e i disturbi psichici manifestatisi in seguito all'infortunio del giugno 1998. 1.1 La cifra 2 del dispositivo della decisione su opposizione querelata, secondo cui la responsabilità dell'assicurazione militare, sia per l'affezione alla colonna cervicale che per quella psichica, rimane fissata al 75% a decorrere dal 1° novembre 2002, ha carattere di accertamento. Secondo la costante giurisprudenza sviluppata in materia, valida anche nell'ambito dell'assicurazione militare e pertanto anche per determinare la responsabilità della Confederazione, l'emanazione di decisioni di accertamento è inammissibile se l'amministrazione ha la possibilità di regolare i rapporti giuridici direttamente mediante una decisione formatrice (DTF 122 V 30 consid. 2b, 114 V 203 consid. 2c con riferimenti). Ciò si avvera nel caso di specie. Alla cifra 3 del dispositivo, l'UFAM ha infatti direttamente stabilito e assegnato una rendita d'invalidità del 100% sulla base degli elementi di calcolo riportati in precedenza nel provvedimento (grado di responsabilità del 75%, percentuale della prestazione del 95%, guadagno assicurato fr. 86'412.- ecc.). Dal profilo processuale, l'oggetto dell'impugnativa (oggetto della lite) suscettibile di essere esaminato è pertanto la riduzione di prestazioni (art. 64 LAM) e non l'accertamento di singoli tassi di riduzione per le varie affezioni (DTF 122 V 31 consid. 2b). Alla luce della considerazione finale della pronuncia impugnata secondo cui, anche in presenza di una responsabilità del 100% dell'assicurazione militare, il ricorrente non beneficerebbe comunque - per motivi legati al divieto di sovraindennizzo e alla circostanza che l'assicurazione per l'invalidità gli ha già assegnato una rendita intera - di una prestazione d'invalidità dell'assicurazione militare superiore a quella effettivamente erogatagli (importo della rendita che, in virtù dell'art. 32 OAM, per effetto del concorso con prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità, ammontava a fr. 3'729.- a fine dicembre 2002), si pone preliminarmente il quesito di sapere se K.________ può fare valere un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (art. 103 lett. a OG). Per giurisprudenza, un interesse degno di protezione non è dato se il ricorso, senza chiedere una modifica del dispositivo, è rivolto soltanto contro la motivazione della decisione impugnata (DTF 115 V 417 consid. 3b/aa e le sentenze ivi citate). Orbene, questa situazione non si avvera nel caso di specie poiché la determinazione del grado di responsabilità dell'assicurazione militare - comunque suscettibile di incidere sull'importo della rendita dovuta (anche se esso, per effetto di quanto previsto dall'art. 32 OAM, alla fine diverge da quello effettivamente erogato) - fa parte della decisione amministrativa querelata, e del suo dispositivo, come pure del giudizio cantonale (cfr. per analogia anche DTF 115 V 416, dove il Tribunale federale delle assicurazioni, in ambito di assicurazione contro gli infortuni, ha stabilito che se la rendita di invalidità dell'assicurazione contro gli infortuni è attribuita a titolo di rendita complementare, l'assicurato ha un interesse a che si accerti che il tasso della sua invalidità è superiore anche quando detto aumento non influisce sull'importo della rendita). 1.2 Sempre in via preliminare, occorre esaminare l'ammissibilità della nuova documentazione medica prodotta dall'insorgente dopo la scadenza del termine di ricorso. Ai sensi dell'art. 108 cpv. 2 OG (in relazione con l'art. 132 OG), l'atto ricorsuale deve contenere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo rappresentante; devono essere allegati la decisione impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente. Stante quanto precede, la produzione di nuovi mezzi di prova dopo la scadenza del termine di ricorso (art. 106 cpv. 1 e 132 OG) non è ammessa, se non nell'ambito di un nuovo scambio di scritti disposto dal Tribunale (DTF 127 V 357 consid. 4a). Un secondo scambio di allegati ha luogo solo eccezionalmente (art. 110 cpv. 4 OG) e soltanto nella misura in cui il Giudice delegato o la Camera del Tribunale lo decidano (DTF 127 V 357 consid. 4a, 119 V 323 consid. 1). Sono parimenti riservati i casi in cui nuovi inserti prodotti dopo la scadenza del termine di ricorso o dopo la chiusura del secondo scambio di scritti sono suscettibili di configurare fatti nuovi rilevanti oppure prove decisive giusta l'art. 137 lett. b OG e potrebbero, se del caso, giustificare una revisione del giudizio (sentenza citata, consid. 4b). Ciò non si avvera tuttavia per la documentazione medica oggetto di disamina, la stessa - indipendentemente dalla sua (ir)rilevanza ai fini del giudizio - limitandosi in sostanza a fornire una nuova interpretazione in merito a fatti già noti che peraltro potevano già agevolmente essere invocati in precedenza. 1.3 Nei considerandi dell'impugnato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già compiutamente esposto le norme legali e i principi giurisprudenziali disciplinanti la materia. Così, dopo avere giustamente - quantomeno con riferimento allo stato di fatto giuridicamente determinante realizzatosi dopo il 1° gennaio 2003 (cfr. DTF 130 V 329) - dichiarato applicabile, eccezion fatta per il diritto sanitario e le tariffe (art. 1 cpv. 2 LAM), la nuova legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, in vigore dal 1° gennaio 2003, (cfr. art. 2 LPGA in relazione con l'art. 1 cpv. 1 LAM), il primo giudice ha ricordato le disposizioni di legge che regolano la responsabilità dell'assicurazione militare in caso di affezioni che si manifestano e sono annunciate o vengono altrimenti accertate durante il servizio (art. 5 cpv. 1 LAM), osservando come l'assicurazione militare non sia responsabile qualora fornisca la prova che l'affezione è certamente anteriore al servizio o non ha potuto certamente essere stata provocata durante il servizio stesso (cpv. 2 lett. a), e che detta affezione non è certamente stata né aggravata né accelerata nel suo decorso durante il servizio (cpv. 2 lett. b). Pure in modo corretto ed esauriente la precedente istanza ha rammentato che l'assicurazione militare, se fornisce la prova prevista al capoverso 2 lettera a ma non quella menzionata al capoverso 2 lettera b, risponde dell'aggravamento dell'affezione (art. 5 cpv. 3 prima frase LAM). Per contro, se l'affezione è accertata solo dopo il servizio da un medico, un dentista o un chiropratico e annunciata in seguito all'assicurazione militare, oppure se sono invocati postumi tardivi o una ricaduta, l'assicurazione militare risponde soltanto se, con probabilità preponderante, l'affezione è stata causata o aggravata durante il servizio oppure soltanto se è stabilito con probabilità preponderante che si tratta di postumi tardivi o della ricaduta di un'affezione assicurata (art. 6 LAM). 1.4 La differenza tra la responsabilità secondo l'art. 5 e quella di cui all'art. 6 LAM risiede in particolare nel fatto che, nel primo caso, un nesso di causalità adeguata tra l'affezione e gli influssi subiti durante il servizio è presunto, la presunzione potendo essere rovesciata ed il nesso negato soltanto quando sia fornita la prova certa dell'assenza del medesimo. La certezza richiesta da questo profilo non dev'essere intesa in senso teorico e scientifico, ma nell'accezione empirica. Simile certezza è data quando, secondo l'esperienza medica, può praticamente essere escluso l'influsso di fattori invalidanti in relazione con il servizio. Ne deriva che, nella suindicata ipotesi di cui all'art. 5 cpv. 2 lett. b LAM, la responsabilità dell'assicurazione militare perdura soltanto fintantoché l'aggravamento dell'affezione preesistente non è certamente eliminato, presupposto che è adempiuto qualora l'assicurato raggiunga lo "status quo ante" oppure lo "status quo sine" (DTF 123 V 138 consid. 3a, 111 V 146 consid. 4 in initio, 105 V 230 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 111 V 372 consid. 1b). Nel secondo caso, invece, l'esistenza di conseguenze derivanti da influssi subiti durante il servizio dev'essere stabilita con il grado di verosimiglianza preponderante generalmente applicabile in materia di assicurazioni sociali (DTF 123 V 138 seg. consid. 3a, 111 V 372 seg. consid. 1b). 1.5 Giusta l'art. 64 LAM, infine, le prestazioni dell'assicurazione militare sono ridotte adeguatamente, se l'affezione assicurata è imputabile solo parzialmente agli influssi subiti durante il servizio.