Citation: 8C_422/2008 11.02.2009 E. 1

4.3 Mediante sentenza 9C_40/2007 del 31 luglio 2007, pubblicata in SVR 2009 IV no. 10 pag. 21, questa Corte ha stabilito che la giurisprudenza del Tribunale federale relativa agli art. 105 cpv. 2 e 132 vOG, secondo la quale nelle liti in cui vi era cognizione limitata, rispettivamente nei casi con cognizione lata, dopo la decorrenza del termine per il ricorso oppure dopo la conclusione di un secondo scambio di scritti, nuovi mezzi di prova o nuovi fatti rilevanti potevano essere presentati solo se potevano giustificare una revisione ai sensi dell'art. 137 lett. b vOG (DTF 127 V 353; sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 600/00 del 10 dicembre 2001), andava applicata anche dopo l'entrata in vigore della LTF (sentenza citata 9C_40/2007 consid. 3.1). 4.4 Il Tribunale federale ha finora lasciato aperta la questione di sapere se mezzi di prova (tempestivamente) trasmessi per la prima volta in ultima istanza vadano considerati fatti nuovi inammissibili anche nelle procedure rette dalla cognizione lata secondo gli art. 97 cpv. 2 e 105 cpv. 3 LTF (cfr. sentenze 8C_354/2007 del 4 agosto 2008, in SVR 2009 UV no. 3 pag. 9, consid. 3 e 8C_260/2007 del 31 ottobre 2007 consid. 2 in fine; nella sentenza 8C_82/2007 del 20 giugno 2007 consid 2.2 l'ammissibilità è tuttavia stata negata con riferimento a Hansjörg Seiler/Nicolas von Werdt/Andreas Güngerich, Kommentar zum Bundesgerichtsgesetz, Berna 2007, n. 4 all'art. 99; a questo proposito cfr. però anche Ulrich Meyer, in: Niggli/Uebersax/Wiprächtiger [a cura di], Basler Kommentar zum Bundesgerichtsgesetz, Basilea 2008, n. 9, 11 e 40 all'art. 99, secondo cui una tale esclusione non sarebbe compatibile ["kaum vereinbar"] con il principio del libero esame d'ufficio dei fatti e quindi sarebbe ammissibile solo in caso di violazione dell'obbligo di collaborare). 4.5 In concreto, occorre osservare che tra i diversi medici che si sono occupati del caso esiste sostanziale concordanza sia a livello diagnostico sia per quanto riguarda la valutazione dell'incidenza delle turbe fisiche sulla capacità lavorativa dell'interessato. Da parte sua, l'insorgente non si confronta in alcun modo con i rapporti allestiti dagli stessi medici. Per quanto concerne la documentazione prodotta con il ricorso, i certificati dell'Ospedale X._________, che non fanno altro che attestare i dolori lamentati dal paziente, senza esprimersi sul carattere invalidante dei disturbi di natura funzionale a mani e braccia, e la dichiarazione della responsabile della Y.________, alla quale non può essere riconosciuto il necessario valore probatorio, hanno ben poca influenza sulle conclusioni chiare, complete e motivate cui sono giunti gli specialisti della Clinica X.________ e il dott. G.________, esperto in reumatologia e medico di circondario dell'INSAI. Inoltre, questi ultimi si sono esplicitamente espressi sull'esigenza di una riformazione professionale e la possibilità di svolgere, in misura completa, un'attività adeguata, ad esempio come custode, venditore, collaboratore di sorveglianza di video-schermi, magazziniere o interprete, vista la conoscenza di diverse lingue da parte del ricorrente. Infine, come osservato dal dott. K.________, specialista in reumatologia, e dal dott. E.________, medico assistente presso la Clinica X.________, nonostante le buone maniere, la disponibilità e la buona volontà dimostrate durante le visite mediche, sembra che M._________ sia impedito nel riprendere un'attività professionale confacente non tanto a causa dell'infortunio ai polsi, bensì piuttosto per i problemi di ordine psicosociale con i quali è confrontato. 4.6 In considerazione di tali aspetti, la questione dell'ammissibilità dei nuovi fatti e dei nuovi mezzi di prova addotti in questa sede può pertanto essere lasciata aperta, poiché la censura sollevata, secondo la quale l'assicurato soffrirebbe di un'incapacità di lavoro totale e, di conseguenza, avrebbe diritto ad una rendita di invalidità del 100%, non è comunque fondata.