Citation: 8C_371/2024 E. 6.3

6.3. Il ricorso, così presentato, è destinato all'insuccesso. A torto e invano, in effetti, il ricorrente critica la versione dei fatti tutelata dalla Corte ticinese fondandosi sostanzialmente su mere affermazioni. Innanzitutto, il parallelo implicito tra la giurisprudenza relativa alle dichiarazioni della prima ora dell'assicurato ( cfr. DTF 142 V 590 consid. 5.2; 121 V 45 consid. 2a; 115 V 133 consid. 8c) non è minimamente sostanziato. Non una parola è spesa per giustificare l'estensione, alle rilevanze di un medico (peraltro incaricato di un compito legale), di una prassi che trova la sua pertinenza in presenza di versioni contraddittorie nelle dichiarazioni - per l'appunto - di un assicurato, il quale da esse intende dedurre delle pretese in diritto. In secondo luogo, anche assecondando per ipotesi la tesi ricorsuale, risulterebbe pacifico che le dichiarazioni ulteriori del Dott. D.________ completano quanto inizialmente espresso in occasione della constatazione del decesso dell'assicurato, oltretutto pure corroborate dalle dichiarazioni delle persone giunte sul luogo del decesso. In effetti, le descrizioni in oggetto coincidono ampiamente senza che emergano contraddizioni o qualsivoglia criticità. Si rileverà, inoltre, che la circostanza relativa all'esperienza professionale del medico di primo soccorso e alla sua distanza relazionale con il deceduto, allo stato argomentativo del ricorso, potrebbero ugualmente giustificare un'accresciuta attendibilità delle sue constatazioni, piuttosto che il contrario. Ad ogni modo, all'operato del Dott. D.________ può essere fatto affidamento, sicché la congettura ricorsuale secondo cui la sua valutazione non sarebbe motivata cade inevitabilmente nel vuoto. Oltre a ciò, le considerazioni del giudizio impugnato in risposta ai restanti argomenti ricorsuali, qui riproposti dal ricorrente, non possono che essere condivise. In particolare, la Corte cantonale ha sufficientemente chiarito il contesto nel quale il Dott. D.________ ha indicato, nella configurazione specifica della "Relazione di soccorso", che la causa della morte fosse "presunta", così come ha esposto l'iter per il quale il medico curante, il Dott. E.________, si sia a giusto titolo fondato sulle constatazioni - attendibili, come appena visto - del medico necroscopo. I giudici ticinesi hanno pure spiegato, in maniera convincente, l'irrilevanza della ripetuta affermazione in merito alla posizione in cui l'assicurato deceduto è stato ritrovato. In generale, non ci si può comunque esimere dal ricordare che criticare l'apprezzamento effettuato dai giudici ticinesi, senza indicare precisamente le ragioni per le quali esso risulti errato e senza riferirsi ad eventuali mezzi di prova ricevibili a tal fine, non è ammissibile. Invero, il potere d'esame più esteso del Tribunale federale ai sensi dell'art. 105 cpv. 3 LTF non permette al ricorrente di limitarsi ad opporre la propria versione dei fatti e il proprio apprezzamento delle prove a quelle dei primi giudici senza fornire una motivazione circostanziata e senza sostanziare le proprie allegazioni (cfr. art. 42 cpv. 1 e 2 LTF; DTF 143 V 295 consid. 2.4; cfr. anche sentenze 8C_612/2023 del 13 marzo 2024 consid. 6; 8C_693/2019 del 5 febbraio 2020 consid. 5.2.1; 8C_809/2016 del 5 aprile 2017 consid. 3.2.1 e 3.2.2; 8C_809/2016 del 5 aprile 2017 consid. 3.2.1, pubblicato in SVR 2017 UV n° 31 pag. 102).