Citation: 4C.90/2006 19.09.2006 E. 7

Come anticipato, secondo l'attrice il gravame dovrebbe venire dichiarato inammissibile a causa del mancato raggiungimento del valore di causa fissato dalla legge per poter inoltrare tale rimedio. In effetti, giusta l'art. 46 OG, nelle cause civili di carattere pecuniario non contemplate dall'art. 45 OG, il ricorso per riforma è ammissibile solo quando, secondo le conclusioni delle parti, il valore litigioso dinanzi all'ultima giurisdizione cantonale raggiungeva ancora fr. 8'000.--. 7.1 I convenuti ritengono tale requisito adempiuto posto come l'attrice abbia reclamato loro il pagamento di fr. 25'000.-- a titolo di canone di affitto per tre anni. Essi adducono inoltre che, poiché l'attrice "si avvale di un contratto di affitto agricolo, si tratta di una prestazione ricorrente e duratura per decenni". L'attrice obietta che l'importo di fr. 25'000.-- - da lei preteso negli scritti raccomandati 3 settembre 2003 - esula dalla presente vertenza e farà, semmai, l'oggetto di un'altra separata azione di risarcimento danni. L'attuale causa verte solo sullo sfratto. Dato che per il fondo litigioso essa versa un canone annuale di fr. 800.-- e che la controversia si protrae dal 2002 il valore di causa è a suo modo di vedere ben lungi dal raggiungere l'importo richiesto dalla legge. Ad analoga conclusione si giungerebbe anche qualora si volesse tenere conto del fatto - addotto dai convenuti - che la vertenza trae origine da un contratto di affitto agricolo e pertanto da una prestazione ricorrente e duratura. Anche volendo considerare che il contratto prevede l'obbligo di pagare anticipatamente cinque annualità, il valore di causa sarebbe al massimo di fr. 4'000.--. 7.2 Ora, trattandosi di una controversia concernente l'esistenza rispettivamente la cessazione di un contratto di affitto, ai fini del calcolo del valore di causa risulta determinante il periodo durante il quale il contratto sussisterebbe necessariamente qualora esso non fosse terminato nel marzo 2004, come preteso dall'attrice. Tale periodo si estende - secondo la giurisprudenza relativa al contratto di locazione, applicabile per analogia a quello d'affitto - sino al momento in cui una nuova (ordinaria) disdetta potrà essere data (DTF 119 II 147 consid. 1 pag. 148 seg.; 111 II 384 consid. 1; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, nota 9.6 ad art. 36 OG, pag. 285). Per l'affitto agricolo l'art. 8 LAAgr prevede, di principio, il rinnovo del contratto di affitto per una durata di sei anni. Dalla sentenza impugnata non è possibile desumere quando l'asserito accordo è stato rinnovato per l'ultima volta, né le parti forniscono alcuna indicazione al riguardo. Va detto che, quand'anche il periodo durante il quale il contratto continuerebbe a sussistere fosse quello massimo di sei anni, il valore di causa non sarebbe comunque raggiunto, dato ch'esso non potrebbe superare fr. 4'800.--, considerato il canone versato dall'attrice per l'affitto dell'intera part. eee, di fr. 800.-- annuali. Ciò comporta, come rilevato dall'attrice, l'irricevibilità del ricorso per riforma sotto il profilo dell'art. 46 OG. 7.3 Ci si potrebbe invero chiedere se, nel caso concreto, non sarebbe opportuno tenere conto anche dell'interesse che la presente causa riveste per l'attrice, alla quale - stando a quanto da lei stessa dichiarato anche dinanzi al Tribunale federale - la mora dei conduttori ha cagionato un danno ben superiore all'importo di fr. 8'000.--. Sia come sia, la questione può rimanere irrisolta, dovendo il ricorso venir in ogni caso dichiarato inammissibile a causa della sua motivazione.