Citation: 1C_14/2022 E. 2.3.2

2.3.2. Secondo la giurisprudenza, in presenza di un'irregolarità della procedura a loro nota, in concreto l'ipotizzata assunzione irrita di un mezzo di prova, gli interessati non possono infatti differire a piacimento per anni il loro intervento: il principio della buona fede gli impone di informarsi dell'esistenza e del contenuto di un atto istruttorio asseritamente viziato che li riguarda non appena ne sospettino l'esistenza, pena il rischio di vedersi opporre l'irricevibilità della censura per tardività (cfr. DTF 143 V 66 consid. 4.3; 143 IV 397 consid. 3.4.2 in fine; 124 II 124 consid. 2d/aa; sentenze 1C_295/2020 del 18 gennaio 2021 consid. 3.2 e 1C_393/2016 del 5 dicembre 2016 consid. 2.2 in fine; JACQUES DUBE y, in: Constitution fédérale, Commentaire romand, 1a ed. 2021, n. 126 seg. ad art. 5). Ora, nella fattispecie i ricorrenti, patrocinati da una legale, venuti a conoscenza nel 2017 o 2018 che un atto istruttorio avrebbe potuto essere viziato e quindi essere sanato prima dell'adozione del giudizio di merito, sono rimasti inspiegabilmente inattivi per due anni, senza informarsi al riguardo presso l'autorità comunale o cantonale, limitandosi ad accennare al preteso vizio anni dopo, e senza neppure chiedere di sanarlo. Ne segue che l'accenno di censura di violazione del diritto d'essere sentito, manifestamente tardivo, è inammissibile.