Citation: 2F_8/2014 E. 2

Innanzitutto va osservato che il termine legale di 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento per presentare la domanda di restituzione è stato nella fattispecie manifestamente disatteso: come emerge dagli atti il pagamento della seconda rata è stato effettuato l'8 marzo 2014: la domanda di restituzione doveva pertanto essere inoltrata entro il 7 aprile e non il 16 aprile 2014, come avvenuto in concreto. Emerge poi dalla dichiarazione rilasciata dalla consorte ed allegata alla domanda, che ella ha considerato che la data del pagamento non era importante ( "non pensavo che fosse così grave pagarla [la fattura] un giorno dopo pensavo che non era cosi importante la data" ) : non si è quindi in presenza di un impedimento non colpevole nel senso richiesto dalla giurisprudenza, ossia non si tratta di un disturbo che ha debilitato la moglie dell'istante in modo tale d'impedirle d'incaricare qualcuno di provvedere tempestivamente al versamento al suo posto (DTF 119 II 86 consid. 2a pag. 87; 112 V 255 consid. 2a pag. 255). Al riguardo occorre precisare che il decreto del 22 gennaio 2014 concernente il pagamento delle spese giudiziarie è stato ricevuto dall'istante prima della sua partenza per l'estero: egli sapeva pertanto che, come ivi indicato, se la totalità dell'anticipo spese non era versato entro l'ultimo giorno del termine assegnato, cioè il 7 marzo 2014, il suo ricorso sarebbe stato dichiarato inammissibile. Gli incombeva pertanto istruire correttamente sua moglie al proposito, segnatamente renderla attenta al fatto che il termine accordato doveva imperativamente essere rispettato e delle conseguenze che potevano derivare nel caso contrario, affinché ella adottasse tutte le misure utili per potere osservare detto termine.