Citation: 8C_165/2010 18.10.2010 E. 5

5.1 Per l'art. 8 cpv. 1 Cost. tutti sono uguali davanti alla legge. Nessuno può essere discriminato, in particolare a causa dell'origine, della razza, del sesso, dell'età, della lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche (cpv. 2). Una discriminazione è data in particolare nell'ipotesi in cui una persona è trattata diversamente solo in quanto appartiene ad un determinato gruppo, che storicamente e nella realtà sociale attuale viene tendenzialmente emarginato oppure considerato inferiore. Questa forma qualificata di disuguaglianza di trattamento conduce ad un pregiudizio della persona, classificato quale emarginazione o svalutazione, in quanto si fonda su un criterio di distinzione che configura una parte rilevante e irrinunciabile (o a cui si può rinunciare difficilmente) della sua identità. Da questo punto di vista la discriminazione tocca pure degli aspetti della dignità umana (art. 7 Cost.). Il divieto di discriminazione non esclude tuttavia in maniera assoluta il riferimento ad una caratteristica invisa quale ad esempio l'origine, la razza, il sesso o il credo religioso. Tale richiamo, che fa sorgere in primo luogo unicamente il sospetto dell'esistenza di una distinzione inammissibile, può tuttavia essere invalidato tramite una giustificazione qualificata (DTF 130 I 352 consid. 6.1.2 pag. 357). Una discriminazione diretta o indiretta è tuttavia data se una regola, che non prevede alcun palese pregiudizio nei confronti di un gruppo specificatamente protetto contro la discriminazione, nei suoi effetti, senza alcuna giustificazione obbiettiva, sfavorisce particolarmente i membri di tale gruppo (DTF 129 I 217 consid. 2.1 pag. 223 con riferimenti di giurisprudenza e dottrina; Regina Kiener/Walter Kälin, Grundrechte, Berna 2007, pag. 359 segg.). 5.2 Questa Corte ritiene che nel caso in esame non è data alcuna discriminazione fondata sull'età di M.________, prossimo al pensionamento, malgrado nella valutazione delle candidature al punto "prospettive professionali nella funzione di direttore" gli siano stati assegnati 3 punti, mentre a C.________ 5, e quindi sia stato fatto indirettamente riferimento alla circostanza che il candidato M.________ supera i sessantanni e pertanto la sua direzione potrà essere di breve durata. Dal giudizio emerge infatti che sia l'amministrazione che il Tribunale amministrativo hanno proceduto ad una valutazione globale dei requisiti di entrambi i candidati in funzione dei compiti che saranno chiamati a svolgere nei prossimi anni, tenendo conto anche del fattore età, che gioca senz'altro un ruolo determinante per quanto riguarda la conduzione della scuola a lungo termine. Il fattore età ha pertanto fatto pendere la bilancia in favore di C.________, il quale è, da un punto di vista obbiettivo, presumibilmente in grado di realizzare una politica di gestione della scuola a lungo termine. Tuttavia, pur non considerando tale fattore, la valutazione globale di C.________ sarebbe risultata leggermente migliore. Non solo il fattore incriminato, infatti, ma anche altri, quali la formazione di base, professionale e continua, e le capacità relazionali e gestionali, così come quelle pedagogiche e didattiche, hanno indotto a ritenere più adeguato il candidato più giovane. In simili circostanze non si può certo concludere che il ricorrente è stato escluso unicamente a causa dell'età, senza alcuna giustificazione oggettiva.