Citation: B 34/06 06.08.2007 E. 6

Il ricorrente rimprovera in primo luogo ai giudici cantonali di avere erroneamente applicato il diritto cantonale. Ritiene che le normative in vigore permetterebbero, sulla base di un'interpretazione attuale ("zeitgemässe Auslegung"), non eccessivamente formalistica e conforme alla Costituzione, di assicurare l'intera retribuzione alla previdenza professionale. 6.1 La legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera. Se il testo di un disposto legale è chiaro e non sia pertanto necessario far capo ad altri metodi d'interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso letterale soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, dev'essere ricercato quale sia la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (DTF 131 I 394 consid. 3.2 pag. 396; 131 II 361 consid. 4.2 pag. 368; 131 V 90 consid. 4.1 pag. 93, 286 consid. 5.2 pag. 292; 130 V 229 consid. 2.2 pag. 232 con riferimenti). 6.2 Sulla base del rinvio alla Lstip (art. 7a) operato dai combinati disposti di cui agli art. 10 cpv. 2 lett. c Lcpd e 7 cpv. 1 Rcpd appare evidente, già solo in virtù del tenore letterale dei disposti in esame, che il compenso assegnato all'insorgente per l'assunzione della funzione di responsabile della direzione non rientra nella categoria degli aumenti (straordinari) previsti dalla Lstip e obbligatoriamente assicurabili alla previdenza professionale. Da un lato, infatti, la mera facoltà di eventualmente concedere degli aumenti straordinari è demandata all'apprezzamento dell'autorità di nomina (il Consiglio di Stato [art. 7a Lstip in relazione con l'art. 2 Legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti: Lord; RL/TI 2.5.4.1]) che può intervenire in favore di impiegati particolarmente meritevoli (cfr. a tal proposito l'art. 41 Regolamento dei dipendenti dello Stato [RL/TI 2.5.4.1.1], per cui l'aumento straordinario previsto dal cpv. 1 lett. a dell'art. 7a Lstip è concesso, sulla base delle qualificazioni periodiche, solo quando sia già stato raggiunto il massimo della classe di stipendio della funzione corrispondente e può essere concesso agli impiegati che dimostrano durevolmente un impegno o un rendimento tangibilmente superiore alla media o al capitolato d'oneri). Il Tribunale federale non può di certo sostituirsi a questo potere di apprezzamento, così come nemmeno può ingerire nella scelta, riservata al datore di lavoro, di introdurre o meno per le scuole consortili in esame la funzione di direttore scolastico, il cui stipendio sarebbe incontestabilmente assoggettato alla Cassa pensioni. D'altro lato, come osserva correttamente la Cassa resistente, l'accenno ricorsuale all'art. 43 Regolamento dei dipendenti dello Stato è inconsistente, questa disposizione intervenendo unicamente in caso di promozione o riclassificazione e prefiggendosi di evitare una diminuzione del salario per rapporto a quello acquisito in precedenza. 6.3 Allo stesso modo, l'insorgente non può validamente relativizzare la portata del chiaro riferimento operato dall'art. 10 cpv. 2 lett. a Lcpd in favore dello stipendio base secondo la classificazione di funzione. L'assenza, nel Regolamento concernente le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato (RL/TI 2.5.4.1.2), della funzione di docente responsabile della direzione nulla muta a questa valutazione e nemmeno può essere equiparata all'assenza, nello stesso Regolamento, della funzione di direttore di scuola elementare se quest'ultimo, come osserva il ricorrente, a differenza del "normale" docente con compiti aggiuntivi, nemmeno ricade nel campo applicativo della Lord, cui rinvia la Lstip (art. 1). Ne discende che quale stipendio base secondo la classificazione della funzione deve intendersi unicamente quello assegnatogli in concreto in qualità di docente di scuola elementare. 6.4 Resterebbe da esaminare se il compenso in esame possa essere considerato alla stregua di un supplemento di stipendio a carattere permanente previsto dalla Lstip (art. 10 cpv. 2 lett. d Lcpd). 6.4.1 A tal proposito si osserva però che, mentre l'art. 10 cpv. 2 lett. d Lcpd dichiara fare parte dello stipendio assicurato eventuali supplementi a carattere permanente previsti dalla Lstip, quest'ultima normativa non definisce né tanto meno menziona questi supplementi. La Lstip si limita unicamente a delegare al Consiglio di Stato la facoltà di stabilire nel regolamento supplementi di stipendio per remunerare compiti assegnati temporaneamente e che eccedono quelli normalmente previsti (art. 4 cpv. 1 Lstip). Supplementi di stipendio che per giunta non sono assicurabili a cassa pensioni (art. 4 cpv. 2 Lstip). In tali condizioni, anche in virtù della mancata regolamentazione, nella Lstip, di eventuali supplementi a carattere permanente (che, per definizione e a rigor di logica, non potrebbero comunque coincidere con quelli temporanei contemplati dal Consiglio di Stato nel Regolamento concernente le indennità ai dipendenti dello Stato e agli altri rappresentanti in organi cantonali [RL/TI 2.5.4.4.1], e tra i quali figurano in particolare le indennità di trasferta, le indennità speciali [lavoro notturno, festivo, picchetto], le indennità per commissioni e gruppi di lavoro, ecc.), non è possibile affermare che il compenso versato al ricorrente per la sua funzione aggiuntiva di docente responsabile della direzione delle scuole - peraltro liberamente disdicibile di anno in anno (in apparente contrasto con l'aggettivo "permanente" che indica l'effetto duraturo e continuo, se non addirittura definitivo, di una cosa o di una situazione: cfr. ad esempio http://www.demauroparavia.it; v. pure Giacomo Devoto/ Gian Carlo Oli, Il dizionario della lingua italiana, Firenze 1990, pag. 1385) - possa essere considerato, anche solo in via d'interpretazione, un supplemento a carattere permanente previsto dalla Lstip, come prescrive l'art. 10 cpv. 2 lett. d Lcpd, e possa quindi essere incluso nello stipendio assicurato alla Cassa pensioni. 6.4.2 Nulla muta a tale giudizio la circostanza che il vecchio art. 5 cpv. 1 Rcpd, nel suo tenore in vigore dal 6 dicembre 1977 al 31 dicembre 1987, qualificasse espressamente quali supplementi di stipendio a carattere permanente quelli assegnati ai direttori dei ginnasi e vice-direttori SSS, ai vice-direttori dei ginnasi e della SAM, ai direttori dei corsi per apprendisti e delle scuole di avviamento, ai direttori delle scuole maggiori, alle maestre delle case dei bambini incaricate della direzione, nonché ai docenti delle scuole medie secondo l'art. 5 cpv. 4 del relativo decreto, fintanto che questi venivano corrisposti. Infatti, a prescindere dal fatto che tale disposto è abrogato da quasi 20 anni e che eventuali pretese fondate su di esso sarebbero in ogni caso prescritte (art. 41 LPP), non va dimenticato che lo stesso non annoverava tra i supplementi assicurati quelli assegnati ai docenti di scuole elementari, con o senza compiti di direzione. 6.4.3 Infine, si osserva in via abbondanziale, il ricorrente non potrebbe pretendere l'assoggettamento del compenso in parola alla previdenza professionale anche per un'altra ragione. Dagli atti risulta che egli ha ormai già raggiunto (da tempo non meglio precisato) il massimo salariale della classe massima prevista per un docente di scuola elementare (si veda in questo senso la comunicazione del 10 gennaio 2005 del Consorzio all'indirizzo del sindacato OCST, in relazione con il Regolamento concernente le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato [RL/TI 2.5.4.1.2] e indicante quale classe massima per un docente di scuola elementare la classe 27). Nel giudizio impugnato, l'istanza precedente ha ripercorso le varie tappe e modifiche della legislazione cantonale in materia. Da tale esposizione risulta chiaramente che il legislatore cantonale, a partire dal 1° novembre 1976, non ha più voluto rendere assicurabili alla Cassa pensioni i supplementi accordati dai Comuni oltre il limite massimo dello stipendio previsto secondo la Lstip, facendo un'eccezione per quelli che - a differenza del compenso in esame - erano già precedentemente assicurati sotto la vecchia legge e continuavano a esserlo, a titolo di diritto acquisito, anche se non potevano più essere aumentati o adeguati (cfr. in questo senso il Messaggio del Consiglio di Stato ticinese del 10 maggio 1976 concernente la modificazione della legge sulla Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato, pag. 6 seg., nonché il vecchio art. 5 cpv. 2 Rcpd, nel suo tenore in vigore dal 6 dicembre 1977 al 31 dicembre 1987, che esplicitava questa volontà). Ora, avendo l'assicurato nel frattempo raggiunto questo massimo salariale e non potendo risultare assicurabili alla Cassa pensioni i supplementi accordati dai Comuni oltre il limite massimo dello stipendio previsto secondo la Lstip, la richiesta ricorsuale si dimostra infondata anche per questo motivo.