Citation: 5C.261/2001 04.12.2001 E. 2

2.- Giusta l'art. 63 cpv. 2 OG il Tribunale federale pone a fondamento della sua sentenza i fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale, salvo che siano state violate disposizioni federali in materia di prove e riservata la rettificazione d'ufficio degli accertamenti dovuti manifestamente a una svista. Il ricorrente deve quindi astenersi dal criticare tali accertamenti di fatto (art. 55 cpv. 1 lett. c OG). Per giurisprudenza costante, una svista manifesta si verifica quando l'autorità cantonale, la cui decisione è impugnata, abbia ignorato, mal letto, ricopiato in modo inesatto o incompleto un documento prodotto agli atti come mezzo di prova (DTF 115 II 399 consid. 2a, cfr. anche sentenza 5 dicembre 1995 consid. 3 pubblicata in SJ 1996 pag. 353 segg.). Ciò si verifica, ad esempio, quando dall'esame di un documento agli atti, ma ignorato dai giudici cantonali, emerga un errore evidente nell'accertamento dei fatti. La svista manifesta non va tuttavia confusa con l'apprezzamento delle prove: non appena sia chiaro che un accertamento di fatto, anche se sbagliato, trae origine dall'apprezzamento probatorio eseguito dai giudici cantonali, la possibilità di invocare una svista manifesta viene a cadere (DTF 116 II 305 consid. 2c/cc in fine; Münch, Berufung und zivilrechtliche Nichtigkeitsbeschwerde, in: Prozessieren vor Bundesgericht, nota 4.65 seg. ; Poudret, op. cit. , n. 1.6.3 ad art. 55 OG e n. 5.4 ad art. 63 OG). La censura della svista manifesta deve inoltre essere chiaramente motivata, indicando esattamente l'accertamento querelato e il passo dell'atto che lo contraddice (art. 55 lett. d OG). Nella fattispecie il convenuto motiva - inammissibilmente - le sue censure in larga misura con fatti nuovi, non contenuti nel giudizio impugnato, senza che siano realizzate le eccezioni previste dall'art. 63 cpv. 2 OG. È ben vero che egli, in conclusione del gravame, eccepisce una svista manifesta, ma detta eccezione non è per nulla sostanziata e si rivela ad ogni buon conto destituita di fondamento. Da un lato, la critica appare assai generica e, dall'altro, si riferisce ad una valutazione dei fatti e non a un accertamento di fatto: la cifra di fr. 250'000.-- indicata dai giudici cantonali, infatti, risulta dal contratto concluso dall'attore con la fallita e la circostanza che in precedenza sia stata tentata - invano - una vendita ad altri per una cifra superiore non dimostra, nemmeno lontanamente, una svista manifesta nel senso esposto in precedenza. Analoga conclusione si impone per la compensazione parziale del prezzo con un proprio credito, che sarebbe stato irrecuperabile.