Citation: 4A_171/2015 E. 4

Le ricorrenti rimproverano all'autorità cantonale la violazione della nozione giuridica di danno nel senso dell'art. 41 CO. Riferendosi a prassi e dottrina asseriscono che in materia fiscale costituisce danno ogni importo pagato in più a causa di una consulenza errata. Nel caso specifico la "anticipazione" prelevata sarebbe la conseguenza di una "errata rappresentazione della situazione economica del contribuente da parte del mandatario", costituita a loro avviso dall'inopportuna richiesta di riduzione della percentuale in discussione, dal ricorso contro la decisione negativa e dalla "catastrofica" gestione della procedura di accertamento fiscale. Le ricorrenti aggiungono che il pagamento volontario delle imposte al tasso maggiorato, considerato come aggravante dall'autorità cantona le, aveva in realtà ridotto il danno, perché senza l'accordo raggiunto la loro posizione si sarebbe peggiorata assai; il fisco olandese aveva persino minacciato di portare la percentuale d'imposizione al 100 %. La sentenza violerebbe perciò anche l'art. 44 CO. Infine le ricorrenti lamentano un accertamento manifestamente errato dei fatti. A loro parere il rimprovero di non avere provato l'imposta effettivamente dovuta secondo il diritto olandese "contrasta completamente con le risultanze istruttorie" (pag. 6). D'un canto perché il tasso di "anticipazione" corretto era quello del 10 % applicato sempre prima e subito dopo il contenzioso provocato dalle convenute; dall'altro poiché la superficialità e la negligenza con la quale era stata gestita tutta la vicenda, vista l'assoluta mancanza di cambiamenti nei rapporti direzionali tra sede principale e succursale che potesse giustificare la richiesta di riduzione delle imposte olandesi, aveva "inciso sui termini della transazione".