Citation: 1C_535/2021 E. 2.3

2.3. Le critiche, tardive, al rifiuto municipale del 24 maggio 2019 di rilasciare un permesso edilizio in sanatoria, sulle quali è incentrato a torto il ricorso, sono inammissibili. Quella decisione, passata in giudicato poiché non impugnata dinanzi al Consiglio di Stato, è infatti definitiva e non poteva quindi essere riesaminata dalla Corte cantonale, come a torto preteso dal ricorrente, e ancor meno essa può essere oggetto del ricorso in esame (DTF 148 II 536 consid. 9.5.1). Inoltre, il ricorrente nemmeno indica quali sarebbero le parti delle costruzioni autorizzate sotto il profilo formale. Ciò non è del resto ravvisabile, visto che con il diniego municipale del 24 maggio 2019 della licenza edilizia, la domanda di costruzione a posteriori per la posa di una recinzione e la realizzazione di un deposito attrezzi è stata negata integralmente. In tale ambito non si è quindi in presenza dell'accennato accertamento arbitrario dei fatti (al riguardo vedi DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2). D'altra parte, nella decisione di diniego della licenza edilizia del 24 maggio 2019 è stato accertato che il deposito attrezzi è diverso da quanto autorizzato nella licenza edilizia del 28 gennaio 2004, motivo per cui il ricorrente non può avvalersi di una violazione del principio della buona fede e dell'affidamento (art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost.; DTF 148 II 233 consid. 5.5.1; 146 I 105 consid. 5.1.1).