Citation: 6P.24/2005 10.11.2005 E. 4

4. Ricorso di diritto pubblico (6P.24/2005) 4.1 Introdotto in tempo utile per una pretesa violazione di diritti costituzionali dei cittadini e rivolto contro una decisione finale dell'ultima istanza cantonale, il ricorso è ammissibile in virtù degli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 89 cpv. 1 OG. La legittimazione dell'insorgente è pacifica (art. 88 OG). 4.2 Il ricorrente lamenta anzitutto una violazione del diritto di essere sentito per il fatto che il giudice cantonale si sia rifiutato di esperire l'interrogatorio formale dell'accusato nonché un sopralluogo. 4.2.1 Il diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare all'assunzione stessa o perlomeno di potersi esprimere sui suoi risultati, nella misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 131 I 153 consid. 3; 126 I 15 consid. 2a; 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2). Tale diritto non impedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 124 I 208 consid. 4a; 122 II 464 consid. 4a; 120 Ib 224 consid. 2b). Nell'ambito di tale valutazione anticipata delle prove, segnatamente riguardo alla rinuncia a interrogare determinati testimoni o di esperire un sopralluogo, all'autorità compete un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene soltanto in caso d'arbitrio (DTF 131 I 153 consid. 3 e rinvii). Al riguardo, la pretesa violazione del diritto di essere sentito, riferita in concreto alla valutazione delle prove, coincide con la censura di arbitrio. 4.2.2 Nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove il giudice di merito dispone di un ampio potere di apprezzamento (DTF 120 Ia 31 consid. 4b e rinvii). Per motivare l'arbitrio, la cui incompatibilità con l'ordine giuridico è sancita dall'art. 9 Cost., non basta criticare semplicemente la decisione impugnata né contrapporle una versione propria, per quanto sostenibile o addirittura preferibile. Occorre piuttosto dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero manifestamente insostenibili, si trovino in chiaro contrasto con la situazione fattuale, si fondino su una svista manifesta o contraddicano in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità. Il Tribunale federale annulla d'altra parte la decisione impugnata quand'essa è insostenibile non solo nelle motivazioni, bensì anche nel risultato (DTF 131 I 217 consid. 2.1; 129 I 8 consid. 2.1; 128 I 177 consid. 2.1, 273 consid. 2.1 e rinvii). Un accertamento dei fatti o un apprezzamento delle prove è arbitrario solo quando il giudice ha manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio, ha omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa, oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, egli ha fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1 e rinvii). 4.2.3 Nel suo pregresso ricorso in sede cantonale l'insorgente ha effettivamente richiesto di esperire, accanto ad altri mezzi di prova, sia l'interrogatorio formale dell'accusato che un sopralluogo. Egli ha altresì allegato un compact disc che documenta un sopralluogo effettuato dal suo patrocinatore in condizioni di luce e tempo analoghi a quelli del giorno dell'incidente, aggiungendo a questo proposito che grazie a questo referto probatorio "a ben vedere [...] la prova richiesta del sopralluogo alla Sezione della circolazione può dunque anche non essere esperita" (ricorso 5 novembre 2004 alla Pretura penale, pag. 7). Orbene il Presidente della Pretura penale ha formalmente assunto quale prova il compact disc in questione, ma non ha ritenuto necessario esperire l'interrogatorio formale dell'accusato ed un sopralluogo. I motivi di questa sua decisione non sono direttamente spiegati nella sentenza impugnata, ma si desumono implicitamente dalle stesse motivazioni di merito. Certamente sarebbe stata preferibile una presa di posizione più esplicita sui motivi che lo hanno indotto a rifiutare le prove offerte (v. RDAT 2001 II n. 9 pag. 35, 2P.270/2001, consid. 3b e rinvii). D'altro canto il ricorrente stesso dichiarando che a fronte del filmato da lui allegato in compact disc "la prova richiesta del sopralluogo [...] può dunque anche non essere esperita" non ha certo contribuito a fare chiarezza sulle sue richieste di prova. Sulla base degli atti componenti l'incarto e, in particolare, dei verbali d'interrogatorio del 22 e 23 aprile 2004, il giudice cantonale disponeva altresì di sufficiente materiale probatorio per concludere senza arbitrio che il ricorrente si è immesso sul passaggio a livello proprio nel momento in cui sopraggiungeva il treno, quindi successivamente all'attivazione dei segnalatori che prescrivevano di fermarsi. Di notevole momento sono a questo proposito le stesse dichiarazioni dell'interessato, laddove afferma di avere notato "all'improvviso" il sopraggiungere del treno mentre giungeva sul passaggio a livello e di esservi giunto senza accorgersi: "Circolavo a lenta andatura su Via Riviera, pensavo che ero diretto ad Asti, pensavo pure se tutto era in ordine nella roulotte. Senza accorgermi sono giunto sul passaggio a livello della Ferrovia Lugano Ponte Tresa. Mentre giungevo sul passaggio a livello stesso e con la parte anteriore della mia auto ero già vicino ai binari, all'improvviso notavo il sopraggiungere del trenino proveniente dalla mia sinistra. Mi sono spaventato, ho cercato di inserire la retromarcia ma non ne ho avuto il tempo" (verbale d'interrogatorio del 22 aprile 2004, pag. 1). Egli ha inoltre aggiunto di non avere visto le luci lampeggianti e di non avere udito il segnale acustico del passaggio a livello, senza per questo sostenere che essi non fossero in funzione. In effetti dal rapporto di constatazione della Polizia cantonale non risulta che ci fosse un guasto all'impianto, per cui la sua dichiarazione corrobora la tesi, esplicitamente ribadita nella sentenza impugnata, secondo cui egli era disattento al momento di giungere al passaggio a livello. Forte di questi univoci elementi probatori il giudice cantonale poteva rinunciare ad assumere le ulteriori prove richieste senza per questo incorrere in arbitrio. Da questo profilo le censure del ricorrente si rivelano quindi infondate. 4.3 Il ricorrente sostiene che l'autorità cantonale ha accertato e valutato le prove in modo arbitrario, ove ha ritenuto che la strada in esame fosse pianeggiante. Le prove agli atti dimostrerebbero invece che la strada è in pendenza, tranne il punto di intersezione tra i binari e la strada. Per questo motivo il ricorrente sostiene che l'autista con un traino alle spalle percorrerà lentamente tale intersezione al fine di evitare che l'autoveicolo o il rimorchio cozzino con l'asfalto o le rotaie. Superato poi tale punto pericoloso, l'autista deve accelerare, ma tale fenomeno meccanico-dinamico avviene in maniera mitigata dal fatto che la strada è in salita. 4.4 Nella sentenza impugnata viene effettivamente negata l'affermazione del ricorrente secondo cui la strada sarebbe in salita. Questa considerazione è tuttavia contenuta in una mera osservazione di transenna e completamente ininfluente sul giudizio di merito. Il giudice cantonale si limita a rilevare come anche nell'ipotesi che il ricorrente fosse giunto alla croce di Sant'Andrea nel momento stesso in cui il segnale si era attivato, un tempo di 15/20 secondi sarebbe sicuramente sufficiente "per percorrere anche ad andatura lenta 7-8 metri di strada praticamente pianeggiante" (sentenza impugnata pag. 4). La stima in questione trova per altro conferma nei calcoli tecnici forniti dall'UFT nelle sue osservazioni al ricorso, visto che nel caso di un autoveicolo in movimento, con rimorchio di circa 15 m, viene indicato un tempo di sgombero di 10 secondi (calcolato su una larghezza di 6 m del passaggio a livello per una velocità media di 30 km/h, inclusa la decisione di frenare o circolare quando i segnali di luce si accendono). Sennonché la questione è irrilevante ai fini del presente giudizio, visto che come sopra spiegato al consid. 4.2.3, l'autorità cantonale disponeva di sufficienti elementi probatori per concludere senza arbitrio che il ricorrente per disattenzione non si è accorto delle segnalazioni ottiche e acustiche. Anche su questo punto il ricorso di diritto pubblico va respinto perché infondato.