Citation: 8C_36/2024 E. 6.3

6.3. A questo punto, dopo aver ricordato il principio di non discriminazione e di parità di trattamento ancorati, rispettivamente, all'art. 2 ALC e all'art. 4 del Regolamento n. 883/2004, la Corte cantonale ha negato una discriminazione diretta, sulla base della nazionalità, essendo il diritto alle indennità giornaliere secondo la LAI garantito a qualsiasi persona che da ultimo ha svolto un'attività soggetta a contribuzione AVS. L'autorità inferiore non ha neppure ritenuto una discriminazione indiretta, nella misura in cui il ricorrente "non è posto in una situazione peggiore, a parità di condizioni, rispetto agli Svizzeri residenti da tempo all'estero - in un Paese UE, AELS - che, dopo aver subito lì un infortunio, decidono di rientrare nella loro Patria". A mente dei giudici cantonali, tali cittadini svizzeri non possono infatti vantare pretese relative a indennità giornaliere LAI in assenza di un reddito soggetto a contribuzione LAVS immediatamente prima dell'incapacità lavorativa. Anche volendo considerare una discriminazione indiretta, il requisito in questione non si rivela non proporzionato all'obiettivo perseguito, ovvero che l'indennità giornaliera venga erogata, in linea di principio, a coloro che esercitavano un'attività lucrativa immediatamente prima dell'insorgere dell'incapacità lavorativa, e quindi a persone che sono state sottoposte ad obbligo contributivo AVS per almeno un minimo di tempo. Gli assicurati considerati senza attività lucrativa, infatti, possono tuttalpiù, a certe condizioni, avere diritto all'indennità per spese di custodia e d'assistenza (n. 0311, 0312, 0315 CIGAI).