Citation: 2C_209/2018 E. 3

Come detto, chiamato ad esprimersi sulla fattispecie, il Tribunale cantonale amministrativo ha confermato la decisione di prima istanza, con la quale la domanda di aiuto allo studio era stata accolta unicamente per un importo di fr. 11'379.-- invece che per l'ammontare massimo consentito e richiesto, pari a fr. 16'000.--. Esposto il quadro legale di riferimento e fatto rinvio ai materiali legislativi, anch'esso ha infatti considerato che, per determinare la sussistenza o meno degli estremi per l'erogazione dell'aiuto allo studio, occorreva tenere conto della situazione finanziaria dei genitori della ricorrente, da anni divorziati, ma anche di quella del nuovo coniuge della madre. L'insorgente non concorda invece con tali conclusioni, che ritiene lesive del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.) e del principio dell'uguaglianza giuridica (art. 8 Cost.; art. 8 in relazione con l'art. 14 CEDU).