Citation: 5P.293/2005 29.11.2005 E. 3

3.1 L'autorità cantonale, dopo aver rilevato che solo la società anonima in quanto tale è legittimata a procedere giudizialmente e che tale facoltà non compete anche ad una sua succursale, ha ritenuto corretta la menzione (C.________, sede principale Zurigo, succursale di Locarno) figurante nell'istanza di rigetto dell'opposizione. Essa ha riconosciuto che il creditore non sembra avere idee chiare per quanto attiene alla qualifica giuridica delle sue varie entità, ma che l'imprecisione dell'indicazione risultante dal precetto esecutivo (C.________, Ascona) non ha potuto causare nei ricorrenti alcun dubbio sull'identità del creditore, atteso che essi nemmeno sostengono che ad Ascona o a Locarno esisterebbe un'omonima persona giuridica indipendente dal creditore procedente. 3.2 I ricorrenti affermano che nei precetti esecutivi risultava quale creditore C.________ in Ascona e quale mandatario C.________ a Berna, mentre sulle istanze di rigetto dell'opposizione risultava C.________ in Zurigo, succursale di Locarno, rappresentato dal suo "Legal Office" di Lugano. Essi ritengono palese che gli atti rilevanti della procedura siano stati affidati a delle succursali in rappresentanza della sede centrale, nonostante l'impossibilità di una succursale di essere parte, e sostengono che, anche qualora si volesse riconoscere che fosse possibile identificare la banca procedente, "non può essere tollerato il cumulo di errori dell'istituto di credito". 3.3 In concreto la critica - meramente appellatoria - disattende i requisiti di motivazione posti a un ricorso di diritto pubblico dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, atteso che i ricorrenti nemmeno indicano quali sarebbero i diritti costituzionali violati dalla decisione impugnata. A prescindere da quanto appena osservato, giova ricordare che il Tribunale federale ha già avuto modo di stabilire che qualora in un'esecuzione venga attribuita qualità di creditrice ad una succursale, nonostante il fatto che questa sia priva di personalità giuridica e non ha quindi capacità di essere parte, tale fatto costituisce in linea di principio unicamente indicazione errata di una parte, vizio che può essere sanato quando il debitore non ha motivi per dubitare dell'identità del creditore e non è leso nei suoi interessi (DTF 120 III 11). Ora, i ricorrenti nemmeno affermano che queste due eventualità (dubbio sull'identità del procedente e lesione dei propri interessi) si siano realizzate in concreto, motivo per cui il creditore ben poteva correggere in sede di istanza di rigetto dell'opposizione l'errore in cui era in precedenza incorso.