Citation: 1C_282/2015 E. 2.4

2.4. In effetti, riguardo alla pretesa violazione del diritto di essere sentito in relazione al criticato accertamento dei fatti, perché asseritamente egli non avrebbe potuto consultare il verbale di contestazione e il relativo modulo di comunicazione italiani prima dell'emanazione della decisione di revoca, la Corte cantonale ha accertato ch'egli si era recato presso gli Uffici della Polizia stradale di Como. In quell'occasione, oltre a pagare la multa di Euro 500.--, ha sottoscritto personalmente il "modulo di comunicazione dati del conducente", dichiarando d'essere stato alla guida del veicolo con il quale è stata commessa l'infrazione nelle circostanze di tempo e di luogo riportate nel verbale. Ha ritenuto poco plausibile l'affermazione del ricorrente secondo cui si sarebbe limitato a sottoscrivere il formulario composto di una sola pagina "senza leggerlo". Ha considerato altrettanto inverosimile ch'egli si sarebbe recato dalla Polizia italiana unicamente per pagare la contravvenzione, senza porsi in quel momento la questione di sapere se fosse stato lui o il padre a commettere l'infrazione. Ha reputato fuori dubbio ch'egli vi è andato per fornire i dati dell'effettivo trasgressore, come è stato invitato a fare dalle autorità estere che gli avevano notificato il verbale presso il suo domicilio qualche giorno prima. Ha stabilito infine che il preteso vizio è stato comunque sanato dalla possibilità di consultare tali documenti e presentare le proprie osservazioni in merito nell'ambito della procedura di ricorso dinanzi al Governo, autorità dotata di pieno potere cognitivo.