Citation: 6B_370/2007 12.03.2008 E. 3

A mente del ricorrente, le autorità cantonali avrebbero abusato del loro potere d'apprezzamento. Nel valutare la colpa dell'autore, la Corte di merito, con il successivo avallo della CCRP, avrebbe attribuito troppa importanza al quantitativo di cocaina trasportato e sopravvalutato il ruolo effettivo rivestito dall'insorgente nel traffico di stupefacenti. A torto, inoltre, il fatto che egli sia entrato e rimasto in contatto con personaggi di caratura elevata nel campo della delinquenza sarebbe stato considerato quale elemento di aggravamento della colpa. Così facendo, i giudici avrebbero valutato due volte lo stesso elemento - l'importanza del traffico - la prima in relazione al quantitativo di sostanza trattato, la seconda in relazione ai diversi personaggi con cui era in contatto il ricorrente. 3.1 Dopo aver ricordato che, per i reati di droga, il criterio decisivo nella commisurazione della pena è il grado di colpa e non tanto il quantitativo di stupefacente trattato, la CCRP ha comunque precisato che quest'ultimo resta un elemento pertinente di cui occorre tener conto. Più droga viene immessa sul mercato, infatti, più è messa in pericolo la salute delle persone. Nella fattispecie il ricorrente era consapevole del quantitativo di cocaina trasportata, in quanto provvedeva personalmente a contare e pesare le placche ricevute. È stato poi valutato il suo ruolo. A.________ non era un semplice corriere occasionale posto alla guida di una vettura carica di droga, bensì un trasportatore di alto livello che godeva della fiducia dei trafficanti al punto da divenire un dipendente regolare e venir incaricato, nell'arco di una decina di mesi, di ben 6 trasporti con quantitativi di stupefacenti sempre più importanti. Era poi lui ad avere i contatti sia con i fornitori sia con gli acquirenti, a essere contattato e a ricevere le istruzioni per ogni viaggio. Era quindi il ricorrente che trattava con chi contava, assumendo in questo modo un ruolo gerarchico superiore rispetto ai correi - C.________ e B.________ - da lui coinvolti. Con il suo comportamento A.________ ha dimostrato viepiù una concreta volontà criminale saldamente instaurata, volontà che non è stata intaccata né con l'arresto di C.________ né, ancor meno, con il trasporto del 26 gennaio 2006 andato a vuoto a causa di un controllo di polizia, circostanze che avrebbero invece dovuto costituire per lui un campanello d'allarme. Il ricorrente non ha inoltre dimostrato remore di alcun tipo rimanendo in contatto con personaggi di caratura elevata nel campo delinquenziale. Infine, è stato ritenuto che egli ha agito per mero fine di lucro, anche se perché pressato dai debiti, circostanza quest'ultima che è stata considerata a suo favore. 3.2 Secondo la giurisprudenza, nell'ambito di infrazioni alla LStup, il pericolo rappresentato dal quantitativo e dalla natura dello stupefacente è un elemento di sicuro rilievo nella determinazione della colpa dell'autore, anche se non preponderante (DTF 121 IV 193 consid. 2b/aa pag. 196, 202 consid. 2d/cc pag. 206). Questo non significa però che la quantità di droga oggetto dell'infrazione sia un fattore di second'ordine o di contorno come preteso nel gravame, ma solo che è uno degli aspetti da prendere in considerazione. La colpa dell'autore non può quindi essere definita grave solo in funzione del quantitativo di sostanza stupefacente, ma in relazione agli altri criteri pertinenti. Orbene, la CCRP ha certo biasimato il ricorrente per l'ingente quantitativo di cocaina trasportato, ma ha comunque precisato che questo è stato solo uno dei diversi elementi valutati per determinare la gravità della colpa. Colpa che è stata ritenuta importante soprattutto in relazione all'intesa e continuata attività illecita di A.________ che, nell'arco di dieci mesi, oltre al trasporto del 26 gennaio 2006 andato a vuoto, ha effettuato ben sei viaggi con rilevanti quantitativi di cocaina. Invano l'insorgente lamenta di essere stato condannato a una pena degna dei più grandi capi del narcotraffico mondiale, quando invece egli è stato un semplice corriere. Così facendo si diparte dagli accertamenti di fatto cantonali in modo inammissibile in questa sede (v. art. 105 cpv. 1 LTF). È stato infatti ritenuto che il ricorrente non era un mero trasportatore più o meno consapevole del traffico, ma vero e proprio uomo di fiducia dei trafficanti, avente anche un ruolo gerarchico superiore rispetto ai due correi. Considerare poi che A.________, oltre ad aver trasportato un'importante quantità di cocaina, non ha avuto esitazioni a entrare e rimanere in contatto con personaggi di caratura elevata nel campo della delinquenza non equivale a valutare doppiamente l'elemento dell'importanza del traffico. Il quantitativo di cocaina oggetto dell'infrazione è stato valutato in relazione al risultato dell'attività illecita, i rapporti con i fornitori e acquirenti in relazione al modo di esecuzione (v. consid. 2.2). Si tratta dunque di due fattori ben diversi e di cui, giustamente, occorreva tener conto. Infondata è infine la censura di disparità di trattamento sollevata nel ricorso in rapporto a pene irrogate dai Tribunali cantonali a boss del narcotraffico. Posto come le disparità in materia di commisurazione della pena sono di norma riconducibili al principio dell'individualizzazione delle pene (DTF 124 IV 44 consid. 2c; 123 IV 150 consid. 2a), raffrontare la pena irrogata nella fattispecie con quelle pronunciate in altri casi di traffico di droga basandosi unicamente sui quantitativi di stupefacenti è errato. Già si è detto, infatti, che il quantitativo di stupefacenti è solo uno dei criteri per determinare la colpa dell'autore. Considerati gli innumerevoli fattori che intervengono nella commisurazione della pena, i paragoni con altre cause relative a circostanze di fatto diverse si rivelano per lo più infruttuosi.