Citation: 6B_156/2016 E. 1.3

1.3. In concreto, il PP ha decretato l'abbandono (parziale), sia per intervenuta prescrizione sia in applicazione dell'art. 8 cpv. 2 CPP, del procedimento penale nei confronti della ricorrente per i reati di diffamazione, calunnia, ingiuria, minaccia e coazione. Le ha contestualmente negato un'indennità ai sensi dell'art. 429 CPP ed ha rinviato l'azione civile degli accusatori privati al foro civile competente. La Corte cantonale ha rilevato che il rinvio al foro civile in caso di abbandono del procedimento è previsto dalla legge (cfr. art. 126 cpv. 2 lett. a CPP, art. 320 cpv. 3 CPP) e che la relativa menzione nel dispositivo del decreto di abbandono ha soltanto effetto dichiarativo. Ha quindi negato un interesse giuridicamente protetto della ricorrente ad impugnare tale dispositivo, entrando nel merito del reclamo unicamente per quanto concerne la questione del mancato riconoscimento di un'indennità giusta l'art. 429 CPP. La ricorrente non si confronta con i considerandi del giudizio impugnato con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF (cfr., su queste esigenze, DTF 134 II 244 consid. 2.1-2.3). Presenta piuttosto argomentazioni generiche, concernenti fattispecie che non sono peraltro oggetto dell'abbandono, ma della promozione dell'accusa. Muove altresì rimproveri all'indirizzo del magistrato inquirente. Non dimostra in particolare, e del resto contrariamente alle affermazioni ricorsuali nemmeno risulta dal tenore della sentenza impugnata, che con il decreto di abbandono le sarebbe comunque stato rimproverato di essere colpevole di un'infrazione penale e non rende minimamente verosimile un interesse pratico ed attuale a contestarlo. Anche in questa sede la ricorrente è quindi legittimata unicamente a censurare il mancato riconoscimento di un'indennità ai sensi dell'art. 429 CPP.