Citation: 4A_539/2021 E. 7.2.4

7.2.4. Il ricorrente fa valere che, se la banca avesse notato l'incongruenza e le anomalie degli ordini del 24 e del 31 ottobre 2013, il danno non si sarebbe realizzato e che, a livello temporale, sarebbe stata proprio la violazione della banca a permettere l'adempimento della richiesta dei pirati informatici. Anche a fronte di una verifica tempestiva, soggiunge, non risulterebbe in alcun modo dalle tavole processuali la possibilità di impedire le malversazioni: infatti, pur ammettendo un suo obbligo di diligenza nell'esame degli estratti conto, quel dovere non imponeva una sua immediata reazione. Invano e in modo appellatorio l'insorgente pretende che dal punto di vista cronologico sarebbero state le inadempienze dell'opponente a permettere le sottrazioni patrimoniali: egli, infatti, aveva ricevuto il 23 ottobre 2013 un estratto contraffatto, riportante una situazione patrimoniale errata e sospetta di cui egli non si era lamentato senza indugio con la banca. L'avesse fatto, la banca avrebbe potuto trattare con accresciuta circospezione le istruzioni ricevute sia il giorno seguente che il 31 ottobre successivo e impedire l'uscita di denaro in favore dei pirati informatici. In proposito, il giudizio impugnato è dunque scevro da arbitrari accertamenti. Ciò posto, a poco giova osservare che spesso nelle condizioni generali delle banche si indicherebbe che gli estratti conto si ritengono accettati, qualora non vi siano contestazioni entro un mese.