Citation: 5A_104/2022 E. 2.1

2.1. Giusta l'art. 106 CPC, le spese giudiziarie - costituite dalle spese processuali e dalle spese ripetibili (art. 95 cpv. 1 lett. a e b CPC) - sono poste a carico della parte soccombente (cpv. 1) oppure sono ripartite secondo l'esito della procedura (cpv. 2). In caso di non entrata nel merito o di desistenza si considera soccombente l'attore; in caso di acquiescenza all'azione, il convenuto (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC). Il principio della soccombenza si fonda sull'idea che le spese giudiziarie vanno sopportate da colui che le ha causate, dando per scontato che sia la parte soccombente ad aver occasionato tali spese (DTF 145 III 153 consid. 3.3.1, con riferimento all'appellante che ritira il proprio appello). Il giudice può tuttavia prescindere dai suddetti principi di ripartizione e ripartire le spese giudiziarie secondo equità nelle ipotesi previste all'art. 107 CPC, in specie quando circostanze speciali facciano apparire iniqua una ripartizione secondo l'esito della procedura (così secondo la clausola generale dell'art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). La decisione di ripartizione delle spese si fonda essenzialmente sul potere di apprezzamento del giudice (art. 4 CC). Il Tribun ale federale interviene unicamente nel caso in cui l'autorità cantonale abbia abusato del proprio potere d'apprezzamento, riferendosi a criteri privi di pertinenza o, al contrario, omettendo di prendere in considerazione fattori essenziali; il Tribunale federale interviene infine qualora la decisione si riveli manifestamente iniqua nel risultato oppure leda in maniera inaccettabile il sentimento di giustizia (DTF 142 III 336 consid. 5.3.2; v. pure sentenza 5A_5/2019 del 4 giugno 2019 consid. 3.3.1).