Citation: 2C_127/2014 E. 6.2.2

6.2.2. Proprio tale preciso quadro, constatato già nel 2011 e confermato da certificati medici risalenti alla fine del 2013, giustifica però anche la condivisione delle conclusioni tratte dalla Corte cantonale. Come risulta dal querelato giudizio che, anche su questo punto, è contestato solo in modo generico e quindi senza dimostrare l'arbitrio, la presa a carico del ricorrente nel Paese d'origine per le cure ordinarie è possibile ed il fatto che il sistema sanitario rispettivamente assicurativo del Kosovo possa essere meno performante rispetto a quello elvetico non assume rilievo specifico (sentenze 2C_347/2013 del 1° maggio 2013 consid. 4.2; 2C_930/2012 del 10 gennaio 2013 consid. 4.4.3; 2C_925/2011 del 22 giugno 2012 consid. 5.2 e 2C_738/2008 del 15 aprile 2009 consid. 3.3). Stessa conclusione occorre però trarre anche nella misura in cui l'insorgente faccia valere - confortato in ciò da quanto certificato dall'Ambasciata svizzera in Kosovo - l'assenza della possibilità di una presa a carico completa nel caso di un suo peggioramento e, segnatamente, della necessità di procedere a nuovi interventi chirurgici. Davanti a un quadro clinico stabile, dal quale non emerge nessuna attuale ed acuta situazione di pericolo per la sua salute, egli deve infatti assumersi anche i rischi dovuti all'assenza della possibilità di fare capo a strutture sanitarie in grado di garantire assistenza medica sotto ogni aspetto e per ogni necessità di cura o intervento che potrebbe eventualmente porsi in futuro (sentenze 2C_268/2013 del 21 giugno 2013 consid. 3.3 seg.; 2C_833/2011 del 6 giugno 2012 consid. 3.3.2).