Citation: 1P.259/2002 16.12.2002 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 I 177 consid. 1). 1.2 I ricorrenti chiedono, nelle conclusioni ("petitum"), di annullare la risoluzione governativa del 26 giugno 2001 senza far cenno alla sentenza del TPT, autorità che ha deciso in ultima istanza cantonale. In siffatte circostanze, il gravame potrebbe essere inammissibile per mancato esaurimento del corso delle istanze cantonali (art. 86 OG e art. 38 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990); d'altra parte, la cognizione della Corte cantonale non essendo più limitata rispetto a quella del Tribunale federale, la decisione governativa non potrebbe essere, eccezionalmente, impugnata unitamente a quella del TPT (cfr. DTF 125 I 492 consid. 1a, 120 Ia 19 consid. 2b, 115 Ia 414 consid. 1). Secondo la prassi del Tribunale federale relativa all'art. 90 cpv. 1 lett. a OG, in un ricorso di diritto pubblico le conclusioni non devono, perlomeno quando la parte ricorrente non è patrocinata da un legale, essere formulate espressamente, essendo sufficiente che siano deducibili dalla motivazione (sentenza 1P.348/1992 del 28 luglio 1992, consid. 1a). Da questa risulta invero che criticata - anche - in parte è la sentenza della Corte cantonale: ma la mancata richiesta di annullarla non parrebbe dovuta a una svista, ritenuto che le conclusioni, precise e ripetute, sono state redatte da un legale e che le censure concernono, in sostanza e soprattutto, la risoluzione governativa. Visto l'esito del gravame, la questione non dev'essere comunque esaminata oltre. 1.3 Salvo eccezioni qui non realizzate, il ricorso di diritto pubblico ha natura puramente cassatoria: le conclusioni ricorsuali che vanno oltre questo fine, e cioè la postulata attribuzione delle particelle n. 1568 e n. 2747 alla zona AC, rispettivamente a quella di riserva, sono pertanto inammissibili (DTF 127 II 1 consid. 2c, 126 I 213 consid. 1c). 1.4 La legittimazione dei ricorrenti, toccati in interessi giuridicamente protetti quali proprietari in comunione ereditaria dei fondi oggetto della criticata misura pianificatoria, è palese (art. 88 OG; DTF 119 Ia 362 consid. 1a). 1.5 Il sopralluogo chiesto dai ricorrenti è superfluo, poiché la situazione di fatto risulta in modo sufficientemente chiaro dagli atti (DTF 123 II 248 consid. 2a, 122 II 274 consid. 2d pag. 279, 120 Ib 224 consid. 2b). 1.6 Chiamato a statuire su un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma esamina solo le censure sollevate in modo chiaro e preciso. Giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il ricorso di diritto pubblico deve contenere, pena la sua inammissibilità, l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, e precisare altresì in che consista tale violazione. Ciò significa che il gravame deve sempre contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 127 I 38 consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a, 125 I 492 consid. 1b e rinvii). Il ricorso, le cui censure sono dirette principalmente contro la decisione del Consiglio di Stato, adempie solo in minima parte questi requisiti, visto che i ricorrenti non si confrontano con le puntuali considerazioni contenute nella sentenza del TPT. Le critiche formulate sono, nelle accennate condizioni, inammissibili dal profilo dell'art. 90 OG; d'altra parte, i ricorrenti, si limitano in larga misura a richiamare le osservazioni presentate dal Comune al Governo e alla Corte cantonale, ciò che è inammissibile, visto che la motivazione dev'essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (DTF 115 Ia 27 consid. 4a pag. 30).