Citation: 4P.208/2000 28.02.2001 E. 3

3.- Oggetto di contestazione è tra l'altro la portata della clausola n. 17 del contratto stipulato tra la ricorrente e il resistente Lodovico Sacchetti, che recita: "Per tutte le divergenze che potrebbero sorgere, le parti riconoscono Ginevra quale foro giuridico e si dichiarano d'accordo di sottomettersi al tribunale competente e di accettare le leggi vigenti presso il foro sopra indicato.. " a) Il Tribunale cantonale ha osservato che la pattuizione esprime la volontà di derogare in modo esclusivo al foro legale, che tale volontà è presunta anche in caso di litisconsorzio e si estende a tutti i titoli per i quali Lodovico Sacchetti è stato chiamato in causa. L'insorgente non contesta di per sé la validità della pattuizione. Impugna in primo luogo il carattere esclusivo attribuito alla proroga del foro: non essendo possibile trovare indicazioni nel testo della clausola, ritiene che si debba ricorrere alla teoria dell'affidamento; sotto questo profilo occorrerebbe considerare che la proroga del foro era destinata a proteggere lei medesima, per cui l'eccezione di incompetenza sollevata dal resistente Lodovico Sacchetti contro l' azione promossa al suo domicilio sarebbe abusiva. In secondo luogo la ricorrente ritiene che siano stati violati gli art. 12 LCSl e 59 vCost. , rispettivamente 30 cpv. 2 Cost. , in relazione con l'art. 41 CO, nella misura in cui le pretese derivano anche da concorrenza sleale e atto illecito. b) La violazione delle disposizioni del diritto federale sul foro va censurata con ricorso per riforma; solo la validità e l'estensione delle clausole di proroga del foro possono essere esaminate nell'ambito del ricorso di diritto pubblico (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, art. 43 n. 1.3.2.1 e 1.4.2.6 nonché art. 49 n. 3.1.). Non sono pertanto ricevibili in questa sede gli argomenti che la ricorrente deduce da disposizioni federali sul foro. La legge sul foro del 24 marzo 2000 non entra in considerazione, dal momento che la sentenza impugnata è stata emanata prima della sua entrata in vigore (cfr. art. 38: RU 2000 pag. 2355 e segg.). c) L'art. 30 cpv. 2 Cost. garantisce il foro del domicilio a chi è convenuto in una causa civile, se la legge non ne prevede altri. Esso ha ripreso, in parte, l'art. 59 vCost. Quest'ultima norma regolava i conflitti nei rapporti intercantonali (DTF 120 Ia 240 consid. 2, 105 II 11 pag. 15). Titolare dei diritti che essa proteggeva era tuttavia solo il convenuto. L'altra parte non poteva prevalersi dell'art. 59 vCost. se veniva negata al convenuto la giurisdizione del suo domicilio; in quest'ipotesi era aperta soltanto la via del ricorso di diritto pubblico per arbitrio. L'attore poteva tutt'al più esigere l'esame del giudizio, per lui negativo, con il quale il giudice aveva posto il convenuto a beneficio della garanzia costituzionale (DTF 118 Ia 294 consid. 1, 103 II 199 consid. 1 e rif. , in part. Aubert, Traité de droit constitutionnel suisse, n. 846). Sotto questo profilo il nuovo art. 30 cpv. 2 Cost. non ha apportato mutamenti. Il Tribunale d'appello ha deciso che Lodovico Sacchetti non può essere convenuto al suo domicilio in forza della clausola di proroga. Per i motivi appena esposti il ricorso di diritto pubblico, nella misura in cui è fondato sugli art. 59 vCost. e 30 cpv. 2 Cost. , è pertanto irricevibile. d) La ricorrente non invoca l'applicazione arbitraria di disposizioni del diritto cantonale sulla proroga del foro (si veda l'art. 22 CPC/TI, la cui portata è stata precisata dal Tribunale federale nella sentenza 4 febbraio 1981 in re S. S.A., pubblicata parzialmente in Rep 1983 pag. 15). Rimane quindi da esaminare soltanto se l'autorità cantonale abbia commesso arbitrio nel decidere che la proroga del foro pattuita ha carattere esclusivo. Per giungere a tale conclusione i giudici cantonali hanno ricordato che il testo del patto è chiaro e non lascia sussistere dubbi tali da richiedere un'interpretazione della volontà delle parti: la dichiarazione univoca di "sottomettersi" ai tribunali di Ginevra è indice di una scelta incondizionata per entrambe le parti, che prescinde dall'interesse originario dell'una o dell'altra. Le obiezioni che la ricorrente esprime a questo proposito - peraltro al limite della ricevibilità ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - non fanno apparire insostenibile tale conclusione. Certo il Tribunale federale, nella DTF 89 I 65 richiamata dalla ricorrente, ha precisato che il carattere esclusivo della proroga del foro non si presume, per cui nel dubbio la causa può essere proposta anche al foro ordinario del domicilio del debitore (consid. 2). In questo caso il patto era però assai stringato e induceva effettivamente a dubitare della volontà delle parti ("Erfüllungsort und Gerichtsstand für beide Teile ist Frankfurt A.M."). La clausola qui in discussione, come ha giustamente rilevato il Tribunale d'appello, è invece estremamente chiara e completa: l'attrice, che l'ha redatta, non poteva ragionevolmente ignorarla. Le critiche ricorsuali volte a contestare la portata dell'art. 17 del contratto, in quanto ricevibili, sono di conseguenza infondate.