Citation: 2C_661/2019 E. 4.2

4.2. Gli art. 24 LCPubb e 37 RLCPubb/CIAP prevedono (tra l'altro) delle disposizioni relative al prestito di personale, le quali sono segnatamente oggetto di contestazione da parte delle ricorrenti. Per le commesse rientranti nel campo d'applicazione della LCPubb, " l'impiego di personale fornito da terzi " viene definito come una forma di subappalto (art. 24 cpv. 1 LCPubb). In quanto tale, il prestito di personale è dunque di principio vietato (art. 24 cpv. 2 LCPubb); esso può essere ammesso unicamente se rispetta le severe condizioni applicabili al subappalto in generale imposte dall'art. 24 cpv. 3 LCPubb (subappalto previsto dagli atti di gara e limitato a un solo livello, parte preponderante o determinante delle prestazioni da effettuare direttamente dall'offerente, ecc.) (cfr. FEDERICA DE ROSSA GISIMUNDO, Nachhaltigkeit und Protektionismus im öffentlichen Beschaffungswesen, in recht 3/2019 166, pag. 176). Le norme querelate introducono inoltre l'obbligo per l'offerente di rivolgersi in prima battuta agli uffici regionali di collocamento (di seguito: gli URC), qualora egli dovesse rendersi conto di necessitare di ulteriore manodopera dopo l'attribuzione della commessa. Secondo tali norme, l'offerente può in tal caso ricorrere alle agenzie interinali solo se non è stato possibile reperire la manodopera necessaria presso gli URC (art. 24 cpv. 3 lett. f LCPubb e 37 cpv. 4 lett. c RLCPubb/CIAP).