Citation: 2C_781/2019 E. 3.1.1

3.1.1. In base all'art. 62 lett. a LStrI, sono considerati essenziali non solo gli aspetti riguardo ai quali l'interessato è espressamente interrogato, ma anche quelli di cui deve conoscere la rilevanza ai fini della decisione sulla concessione del permesso richiesto; per giurisprudenza costante, così è di regola per il fatto che la comunione tra i coniugi, sulla quale si basa il diritto di soggiorno, non è più vissuta (art. 90 LStrI; sentenze 2C_261/2018 del 7 novembre 2018 consid. 4.1; 2C_682/2012 del 7 febbraio 2013 consid. 4.1; 2C_375/2012 del 3 settembre 2012 consid. 3.1 e 2C_299/2012 del 6 agosto 2012 consid. 4.1). Benché abbia unicamente una portata indiretta, pure in questo ambito è determinante la giurisprudenza secondo cui ogni richiamo a un matrimonio che non è più vissuto ed esiste quindi solo sulla carta, rispettivamente a un'unione coniugale compromessa, in assenza di concrete possibilità di riconciliazione, è abusivo (DTF 135 II 1 consid. 4.2 pag. 9; sentenza 2C_726/2011 del 20 agosto 2012 consid. 3.1.2; 130 II 113 consid. 4.2 pag. 117). Di regola, l'intenzione reale dei coniugi non può essere stabilita attraverso una prova diretta ma solo tramite indizi (sentenze 2C_726/2011 del 20 agosto 2012 consid. 3.1.2 e 2C_811/2010 del 23 febbraio 2011 consid. 4.4.1); d'altra parte, lo stato di fatto che porta a qualificare il richiamo a un'unione coniugale come abusivo non può essere ammesso con facilità (DTF 135 II 1 consid. 4.2 pag. 9; sentenza 2C_726/2011 del 20 agosto 2012 consid. 3.1.2).