Citation: U 102/04 20.09.2004 E. 1

1.1 Oggetto del contendere è sostanzialmente la quantificazione dell'IMI che i primi giudici, a conferma della decisione su opposizione in lite e senza avere precedentemente disposto una perizia giudiziaria, hanno stabilito al 5% in considerazione del solo danno all'integrità fisica. 1.2 Nella misura in cui il ricorrente sembra insistere sul rimborso di non meglio precisate e quantificate spese che lo stesso avrebbe dovuto sostenere per la tutela dei suoi diritti, è sufficiente il rinvio alla pronuncia impugnata che ha pertinentemente osservato come la domanda, sulla quale l'assicuratore opponente non si è (ancora) pronunciato con una decisione formale, non possa fare l'oggetto di una procedura ricorsuale e tanto meno di un giudizio sul merito (DTF 125 V 414 consid. 1a). 1.3 Per il resto, nei considerandi dell'impugnato giudizio, cui si rinvia, l'autorità giudiziaria cantonale ha giustamente rilevato come - perlomeno per quanto attiene al diritto alla prestazione in capitale (cfr. sentenza del 4 giugno 2004 in re L., H 6/04, consid. 2.5 e 6, non ancora pubblicata nella Raccolta ufficiale) - le disposizioni materiali della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), entrata in vigore il 1° gennaio 2003, non risultino applicabili ratione temporis alla presente procedura il giudice delle assicurazioni sociali dovendo applicare le norme (sostanziali) in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche e controversa essendo in concreto l'entità di una prestazione i cui presupposti fattuali hanno potuto essere definiti in seguito all'intervento chirurgico del 18 settembre 2002 (DTF 129 V 4 consid. 1.2; per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di accertare l'assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore [DTF 130 V 4 consid. 3.2]). Alla pronuncia querelata può quindi essere fatto riferimento e prestata adesione anche nella misura in cui i primi giudici hanno correttamente rammentato che, giusta l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto a un'equa indennità se, in seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità fisica o mentale, precisando per il resto che l'IMI, oltre ad essere assegnata in forma di prestazione in capitale e a non dovere superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio, è scalata secondo la gravità della menomazione (art. 25 cpv. 2 LAINF). Giova inoltre ribadire che, secondo l'art. 36 OAINF, emanato in conformità alla delega di competenza di cui all'art. 25 cpv. 2 LAINF (DTF 124 V 29), una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente sussisterà per tutta la vita almeno con identica gravità ed è importante se l'integrità fisica o mentale, indipendentemente dalla capacità di guadagno, è alterata in modo evidente o grave (cpv. 1). Infine, l'IMI è calcolata secondo le direttive figuranti nell'allegato 3 e se più menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni, sono concomitanti, l'indennità è calcolata in base al pregiudizio complessivo (art. 36 cpv. 2 e cpv. 3 prima frase OAINF).