Citation: 6B_449/2014 E. 2.5

2.5. Il ricorrente sostiene che la Corte cantonale avrebbe negato in modo semplicistico il carattere di "evento catastrofico" ravvisato dal dott. I.________ nella carcerazione preventiva da lui subita. Le rimprovera inoltre di avere trascurato le conseguenze sulla salute psichica dei detenuti oggetto di una carcerazione prolungata in stato di isolamento, rilevate dallo stesso medico nel suo referto dell'8 ottobre 2012 con riferimento a un rapporto dell'ONU del 5 agosto 2011 (Torture and other cruel, inhuman or degrading treatment or punishment). Tuttavia, anche in questo referto, ribadendo l'esistenza di un nesso causale tra il procedimento penale e l'affezione psichica del ricorrente, il medico è partito da uno stato di fatto inesatto, basato sul presupposto errato che il ricorrente non era stato affetto da disturbi psichici prima della carcerazione. Come visto, al documento non può di conseguenza essere attribuito una particolare rilevanza. D'altra parte, premesso che per la lesione della personalità e segnatamente per la carcerazione subita al ricorrente è stata riconosciuta un'indennità a titolo di riparazione del torto morale, il cui ammontare non è contestato in questa sede, egli non sostiene che in concreto le condizioni di carcerazione non sarebbero state conformi alle esigenze convenzionali, costituzionali e legislative. Le misure di privazione della libertà personale sono inevitabilmente accompagnate da sofferenza e da un sentimento di umiliazione, ma ciò di per sé non basta a realizzare gli estremi di un trattamento inumano e degradante, lesivo dell'art. 3 CEDU, ove si consideri che nella fattispecie la durata della detenzione preventiva (52 giorni) è stata inferiore ad un periodo per il quale da sola potrebbe essere ritenuta come particolarmente prolungata (cfr. DTF 140 I 125 consid. 3.3 pag. 134 e consid. 3.5). Un simile spazio temporale di privazione della libertà personale non appare quindi di per sé sufficiente, secondo l'andamento ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, a causare dopo la scarcerazione gravi affezioni psichiche, tali da comportare per la persona colpita dal provvedimento restrittivo un'incapacità lavorativa rilevante per una durata considerevole.