Citation: 2C_574/2024 E. 5.1

5.1. Nel merito, l'insorgente sostiene che la Corte cantonale abbia applicato le istruzioni della Segreteria di Stato della migrazione "in modo contrario al diritto, violando in particolare il principio della parità di trattamento e, non da ultimo, il principio costituzionale della libertà di commercio" (ricorso, p.to II 9 pag. 8). Tale affermazione non è però accompagnata da nessuna argomentazione specifica, atta a dimostrare l'effettiva violazione dei citati diritti fondamentali, ragione per cui non va approfondita (art. 106 cpv. 2 LTF; precedente consid. 2.1; sentenza 2C_497/2023 dell'8 gennaio 2024 consid. 5.1). Da una lettura del gravame risulta del resto che esso non contesta l'impostazione giuridica data al caso, che è corretta ed è stata confermata anche in procedure recenti (sentenze 2C_496/2023 del 5 ottobre 2023 consid. 5.1; 2C_897/2022 del 6 settembre 2023 consid. 4), ma solleva piuttosto critiche all'apprezzamento delle prove - che sarebbe stato svolto valutando "in modo lacunoso le emergenze istruttorie" (ricorso, p.to II 10 pag. 13) - e pone quindi questioni di fatto, che il Tribunale federale rivede nell'ottica del divieto d'arbitrio (sentenze 2C_497/2023 dell'8 gennaio 2024 consid. 5.1; 2C_496/2023 del 5 ottobre 2023 consid. 5.1; 2C_185/2023 del 28 agosto 2023 consid. 7.2).