Citation: 4C.355/1997 08.03.2005 E. 4

4. Pretese avanzate quale cessionario della L.L.________ In quanto cessionario della L.L.________ l'attore fa valere una pretesa di fr. 400'000.--. Si tratta del risarcimento (parziale) del pregiudizio patito dal gruppo a causa del blocco del diritto di voto delle azioni M.M.________ ordinato dal GI il 2 giugno 1987, blocco che secondo l'attore avrebbe provocato un danno di almeno 4 milioni. 4.1 Il Cantone eccepisce in primo luogo l'intervenuta prescrizione. La procedura prevista dalla LResp prevede infatti la notifica della pretesa - prima di promuovere l'azione (art. 19 LResp/TI) - entro il termine di un anno da quando il danno è stato conosciuto e, in ogni caso, nel termine di dieci anni dal giorno in cui l'agente pubblico ha commesso l'atto che l'ha cagionato, pena la perenzione dell'azione del danneggiato (art. 25 LResp/TI). In concreto, il blocco del diritto di voto delle azioni M.M.________ - all'origine del danno in esame - è stato revocato il 19 dicembre 1989, e la revoca iscritta nel registro di commercio di Y.Y.Y.________ il 1° marzo 1990, sicché il termine decennale è sicuramente rispettato. Per quanto concerne quello annuale, l'attore sostiene di aver potuto valutare il danno subito dalla N.N.________SA - indispensabile per poter quantificare quello patito dalla L.L.________ - solamente il 22 novembre 1996, in occasione del sopralluogo nello stabile della società. La questione non necessita di venir ulteriormente approfondita, la pretesa dovendo in ogni caso venir respinta per le ragioni che seguono. 4.2 L'attore sostiene che il blocco del diritto di voto delle azioni M.M.________ appartenenti a L.L.________, ordinato dal GI il 2 giugno 1987, avrebbe permesso agli avvocati H.________ e G.________ di disporre a loro piacimento della M.M.________AG, sulla base di quel 10% del pacchetto azionario che B.________ aveva acquistato da F.________. In particolare, data anche la loro qualità di amministratori della N.N.________SA (cfr. supra consid. B.e), essi hanno potuto procedere indisturbati alla spoliazione di detta società, iniziata il 15 aprile 1987 con la presentazione di un'istanza per la concessione di una moratoria concordataria, che ha cagionato alla L.L.________ un pregiudizio di 4 milioni di franchi, corrispondente al valore che la società ticinese aveva a quell'epoca. 4.3 La pretesa dell'attore va respinta per diverse ragioni. 4.3.1 La tesi secondo cui il provvedimento ordinato dal GI avrebbe facilitato lo svuotamento della N.N.________SA sembra trovare un certo riscontro nella sentenza delle assise criminali del 3 marzo 2003 (consid. 8 pag. 23), laddove si legge che l'acquisto, da parte di B.________, del 10% del pacchetto M.M.________ "ha avuto grande significato poiché ha modificato l'equilibrio tra A.________ e B.________ nei rapporti di proprietà in L.L.________ a favore di B.________. Una volta "neutralizzata" la partecipazione maggioritaria del 90% di L.L.________ in M.M.________AG, prima per effetto dell'impossibilità di accordarsi sull'esercizio del diritto di voto di quelle azioni, ed in seguito per decisione dell'inquirente ticinese che ha sequestrato i titoli ed inibito il diritto di voto, B.________ all'atto pratico ha in effetti potuto controllare per anni M.M.________AG e perciò di riflesso anche la partecipata N.N.________SA". Va tuttavia rilevato come, con riferimento al concordato avviato da G.________ e H.________ - all'origine del pregiudizio subito dalla N.N.________SA -, la Corte delle assise criminali abbia poi espresso il convincimento che si sia trattato di un concordato "truffaldino" (cfr. sentenza delle assise criminali del 3 marzo 2003, consid. 20 pag. 30), la cui vera finalità era quella di costituire una società di ripresa economicamente appartenente al solo B.________ (ad esclusione, quindi, della quota del 50% di A.________) e di trasferirle le redditizie attività della N.N.________SA. Tale obiettivo è stato raggiunto il 1° ottobre 1987, con la firma di tre contratti tra N.N.________SA e la società E.E.________, che sono poi stati dichiarati nulli dal Kantonsgericht di Y.Y.Y.________ per violazione dell'art. 20 CO il 18 gennaio 1996 (cfr. sentenza delle assise criminali del 3 marzo 2003 consid. 21 pag. 31). Tenuto conto di quanto appena esposto non è possibile ammettere una pretesa di risarcimento danni nei confronti dello Stato del Canton Ticino. Anche se è forse possibile che il blocco del diritto di voto abbia di fatto agevolato le operazioni degli avvocati G.________ e H.________, non si può dedurre da questa circostanza una responsabilità dell'ente pubblico. La causa prima del danno patito dalla L.L.________ non è, come visto, la decisione del GI bensì l'agire degli amministratori. In altre parole, lo svuotamento della N.N.________SA non è la conseguenza del blocco del diritto di voto ma il risultato di azioni positive poste in atto dagli amministratori della società. In queste circostanze manca il requisito del nesso di causalità tra l'(asserito) evento dannoso ed il danno, presupposto indispensabile per poter riconoscere la responsabilità dello Stato. 4.3.2 Sia come sia, come preannunciato, la pretesa avanzata dall'attore non può trovare accoglimento anche per un'altra ragione. Con l'art. 4 LResp il legislatore ticinese ha sancito il principio della responsabilità esclusiva e causale dell'ente pubblico. Esso ha dipoi introdotto, con l'art. 5 LResp, una restrizione di tale responsabilità per il caso - come quello concreto - in cui l'azione di risarcimento si fondi su di una decisione amministrativa o giudiziaria. L'art. 5 cpv. 1 LResp richiede infatti l'esistenza di un'illiceità qualificata, ovverosia di una grave violazione di un dovere primordiale della funzione. Uno dei motivi fondamentali giustificanti questa limitazione è costituito dalla constatazione per cui il magistrato si trova sovente confrontato con problemi complessi e accertamenti di fatto difficoltosi (Messaggio concernente la LResp del 14 ottobre 1986, ad art. 5). Secondo dottrina e giurisprudenza, l'illiceità nell'esercizio della funzione giudiziaria è data solo nel caso di gravi violazioni ai doveri di ufficio: non è sufficiente che una decisione si riveli a posteriori infondata, sbagliata o persino arbitraria (DTF 120 Ib 248 consid. 2b pag. 249; 112 II 231 consid. 4 pag. 234 seg.; 112 Ib 449). In concreto, anche se il blocco del diritto di voto appare discutibile - a posteriori, anzi, errato - non è possibile rimproverare al magistrato inquirente una grave violazione dei suoi doveri d'ufficio. 4.3.3 Ma anche qualora si dovesse giungere alla conclusione contraria, la richiesta di risarcimento della L.L.________ andrebbe comunque respinta. L'art. 5 cpv. 2 LResp stabilisce infatti che non è dato risarcimento nel caso in cui il danno avrebbe potuto essere evitato se il danneggiato avesse fatto uso dei rimedi di diritto a sua disposizione. Mediante questo capoverso il legislatore ha ribadito il principio generale per cui il danneggiato deve adoperarsi per evitare o ridurre il danno (Messaggio concernente la LResp del 14 ottobre 1986, ad art. 5). Nel caso di specie, dalle tavole processuali emerge che il 22 dicembre 1987 L.________ - nominato curatore della L.L.________ il 20 ottobre precedente - ha postulato la revoca del blocco del diritto di voto e che la sua richiesta è stata respinta il 18 gennaio 1988. Non risulta ch'egli si sia aggravato contro tale decisione. A questo riguardo può essere interessante rilevare il fatto che nel 1994 L.L.________ ha promosso un'azione di responsabilità nei confronti dell'allora suo curatore. Dalla lettura della deposizione di L.________, sentito in via rogatoriale il 9 maggio 2001, si evince inoltre che nel giudizio pronunciato il 29 agosto 1997 nella predetta causa il Landgericht di Vaduz gli ha esplicitamente e severamente rimproverato la sua passività di fronte al blocco del diritto di voto delle azioni M.M.________. 4.4 In conclusione, la richiesta volta al pagamento di fr. 400'000.--, formulata dall'attore quale cessionario della L.L.________, dev'essere respinta. In tali circostanze, la questione di sapere se l'attore abbia allegato e provato a sufficienza il danno asseritamente patito da L.L.________ può rimanere indecisa.