Citation: 6B_371/2018 E. 3.2

3.2. Gli elementi appena esposti non fanno trasparire una particolare integrazione del ricorrente. Anzi la CARP, rilevando che sinora egli ha svolto lavori sporadici e per lo più limitati nel tempo, ha ritenuto che dagli stessi non ha comunque saputo trarre un'occasione di reale inserimento nel contesto sociale svizzero. Come peraltro già evidenziato in sede cantonale, il contratto di lavoro di cui si prevale non permette di dimostrare la sua volontà di inserirsi nella vita economica e sociale elvetica, né un'effettiva prospettiva professionale: dubitando altamente della sua fedefacenza, i giudici precedenti hanno infatti accertato che, sia come sia, il contratto non è più di attualità nella misura in cui l'inizio del rapporto lavorativo era previsto per l'11 dicembre 2017, allorquando era ancora in carcere. A ciò aggiungasi una situazione debitoria contrassegnata da decine di attestati di carenza beni a cui si sommano ulteriori domande di esecuzione. D'altra parte, le possibilità di reinserimento nel suo paese d'origine non appaiono compromesse. L'insorgente vi ha trascorso la maggior parte della sua vita, ne conosce la lingua e la cultura. Appena trentenne, gli è ancora possibile accedere al mercato del lavoro, non dovendo per di più riscontrare problemi a vedersi riconoscere la sua formazione di meccanico di precisione, come invece avvenuto in Svizzera. Certo adduce, in modo peraltro apodittico, che le prospettive professionali sarebbero assai precarie, ma nulla indica che siano migliori nel nostro Paese, gli anni qui passati dimostrando proprio il contrario. Non risulta poi soffrire di uno speciale stato di salute. Tuttavia in Svizzera egli ha creato una vita familiare: qui si trova il nucleo della sua famiglia, ovvero la moglie e i suoi due figli, tutti titolari di un permesso di domicilio. L'espulsione ordinata nei suoi confronti costituirebbe dunque un'importante ingerenza nella sua vita familiare garantita dagli art. 13 Cost. e 8 CEDU, aventi la stessa portata (DTF 138 I 331 consid. 8.3.2), e conseguentemente un grave caso di rigore personale per il ricorrente. La prima condizione dell'art. 66a cpv. 2 CP sarebbe quindi data. Resta da esaminare se il suo interesse privato a rimanere in Svizzera prevalga su quello pubblico all'espulsione. Allo scopo è necessario procedere alla loro ponderazione e determinare se la misura rispetta il principio della proporzionalità giusta l'art. 5 cpv. 2 Cost., nonché l'art. 8 n. 2 CEDU.