Citation: 5A_226/2019 E. 6.1

6.1. Per quanto riguarda la perizia eseguita il 15 aprile 1996 da S.________, il Tribunale d'appello condivide in sostanza l'opinione del Pretore, espressosi in merito al punto 13 del proprio giudizio: (a) da un lato, indicando come la stessa concludesse nel referto che "l'ipotesi che il testamento datato 18 novembre 1936 a firma di J.F.________ non possa essere attribuito allo stesso signor F.________ è da ritenersi più che verosimile" (perizia calligrafica, pag. 18), aggiungendo in udienza che "quando a pagina 18 parlo di ipotesi più verosimile, ciò è da intendersi nel senso che se dovessero emergere ulteriori documenti relativi al periodo 1933/1936 dalla verosimiglianza si passerebbe alla certezza" (verbale del 26 luglio 1996); (b) d'altro lato, rinviando alla sentenza 5P.444/1997 (relativa a una domanda di sospensione della causa che ci occupa; cfr. giudizio impugnato, consid. D) nella quale, proprio richiamando gli esiti del referto reso nel procedimento penale avviato dal Ministero pubblico, veniva osservato che "il testamento olografo di J.F.________ datato 18 novembre 1936 e venuto alla luce solo nel corso del 1995... risulta con ogni verosimiglianza falso". Nel contempo, a sostegno di tali conclusioni la Corte cantonale fa notare anche come in una consulenza tecnologica e merceologica dell'8 novembre 1999, commissionata dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Y.________ nell'ambito di un parallelo procedimento aperto in Italia, siano pure state "ravvisate significative incoerenze suscettibili di far ritenere il testamento datato 18 novembre 1936 ascrivibile ad una gestualità operante estranea a quella del defunto signor G.F.________ (referto, pag. 85 nell'inc. xxx del Ministero pubblico, richiamato) ".