Citation: 5A_658/2024 E. 4.6.1

4.6.1. Vanno innanzitutto affrontate le censure in fatto della ricorrente. Riguardo all'accertamento dei fatti rilevanti per l'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 CArap, sia ricordato preliminarmente che tale disposizione pone l'onere della prova delle circostanze che impediscono il ritorno del minore a carico del genitore rapitore, cioè nel caso concreto della ricorrente; la massima inquisitoria nulla muta al riguardo (sentenza 5A_576/2018 del 31 luglio 2018 consid. 3.1 con rinvii). Spetta quindi al genitore rapitore rendere verosimile il motivo di rifiuto che egli invoca, presentando prove specifiche (sentenza 5A_617/2022 del 28 settembre 2022 consid. 5.1.1.2 con rinvii). In questo contesto, occorre inoltre ricordare che, contrariamente a quanto sembra pensare la ricorrente, nell'esame dei motivi di esclusione del ritorno ai sensi degli art. 13 cpv. 1 lett. b CArap e 5 LF-RMA, non si tratta di definire con quale genitore e in quale Paese i minori starebbero meglio (se in Svizzera con il genitore rapitore oppure nello Stato di dimora abituale con il genitore richiedente; v. supra consid. 4.1), ma di stabilire se il ritorno li esponga al grave rischio di un pericolo fisico o psichico o di una situazione intollerabile. Gli argomenti che la ricorrente oppone alla valutazione contenuta nella sentenza impugnata rispetto all'attuale situazione logistica e finanziaria dei minori in Svizzera risultano pertanto, in questo ambito, inconferenti. La ricorrente avrebbe invece dovuto dimostrare che la Corte cantonale ha scartato in modo arbitrario la verosimiglianza delle sue allegazioni circa l'incapacità del padre di assumersi da solo la presa a carico dei minori e la propria impossibilità di riaccompagnare i figli negli Stati Uniti. Nel ricorso qui all'esame, ella si è invece limitata a opporre la propria valutazione delle prove a quella effettuata dai Giudici cantonali, senza spiegare in che modo quest'ultima sarebbe non solo errata, ma manifestamente insostenibile (art. 106 cpv. 2 LTF; v. supra consid. 1.3). Attraverso il suo generico rinvio agli art. 7 e 13 cpv. 3 CArap e 10 LF-RMA, la ricorrente inoltre non spiega perché la Corte cantonale non poteva ritenere superflue ulteriori verifiche sulle condizioni di accoglienza dei minori presso il padre, con il quale essi avevano abitato fino alla loro partenza nel maggio 2024 e al quale le autorità statunitensi avevano peraltro concesso la custodia esclusiva nel luglio 2024 (v. sentenza 5A_617/2022 citata consid. 5.2). Per quanto concerne invece il mancato ascolto di C.________ e D.________, sia ricordato che l'art. 9 cpv. 2 LF-RMA prevede che il tribunale sente il minore personalmente in maniera adeguata o ne incarica uno specialista, a meno che l'età del minore o altri motivi gravi vi si oppongano. Nella sentenza impugnata, la Corte cantonale non ha precisato per quale motivo ha rinunciato alla loro audizione. La loro curatrice, come indicato (v. supra consid. 4.5), ha comunque confermato che l'audizione non sarebbe stata nel loro interesse. La ricorrente del resto non solleva una violazione dell'art. 9 cpv. 2 LF-RMA, ma unicamente un arbitrario accertamento dei fatti, senza però nemmeno pretendere che l'ascolto dei figli di sette e cinque anni avrebbe avuto un influsso sull'esito del presente procedimento (v. art. 97 cpv. 1 LTF; v. supra consid. 1.3). Date le circostanze concrete, il rinvio dell'incarto all'autorità precedente affinché senta i minori si esaurirebbe quindi, a ogni modo, in un vuoto esercizio procedurale (v. sentenza 5A_193/2023 del 6 aprile 2023 consid. 3.3). Nella misura in cui è ammissibile, la censura di arbitrio nell'accertamento dei fatti va ritenuta infondata.