Citation: 2C_1053/2017 E. 4.1

4.1. Giusta l'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr, dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunità familiare, il diritto del coniuge e dei figli al rilascio e alla proroga del permesso di dimora in virtù degli articoli 42 e 43 sussiste se l'unione coniugale è durata almeno tre anni e l'integrazione è avvenuta con successo; queste condizioni sono cumulative (DTF 140 II 289 consid. 3.5.3 pag. 295; 136 II 113 consid. 3.3.3 pag. 119). Per la durata dell'unione coniugale è determinante la sua sussistenza in Svizzera fino allo scioglimento della comunità familiare, che coincide di regola con quello della comunità domestica (DTF 136 II 113 consid. 3.2 pag. 115 segg.; sentenza 2C_635/2009 del 26 marzo 2010consid. 5.2). A norma dell'art. 77 cpv. 4 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa del 24 ottobre 2007 (OASA; RS 142.201), l'integrazione è invece avvenuta con successo ai sensi dell'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr segnatamente se lo straniero: (a) rispetta i principi dello Stato di diritto e i valori della Costituzione federale; (b) manifesta la volontà di partecipare alla vita economica e di imparare la lingua nazionale parlata nel luogo di residenza. L'avverbio utilizzato nell'art. 77 cpv. 4 OASA segnala che neppure questo disposto definisce in modo esaustivo l'integrazione e che tale aspetto va in definitiva esaminato procedendo all'apprezzamento di ogni singolo caso. L'integrazione deve permettere a stranieri il cui soggiorno in Svizzera è legale e duraturo di partecipare alla vita economica, sociale e culturale (art. 4 cpv. 2 LStr; 134 II 1 consid. 4.1 pag. 4 seg.). A tal fine, occorre che essi si familiarizzino con la realtà sociale e le condizioni di vita in Svizzera, segnatamente imparando una lingua nazionale (art. 2 cpv. 4 LStr). Per negare un'integrazione riuscita a uno straniero con un impiego fisso, finanziariamente indipendente, che si comporta in modo corretto e conosce la lingua del luogo, ci vogliono dei motivi validi (sentenze 2C_749/2011 del 20 gennaio 2012 consid. 3.3; 2C_839/2010 del 25 febbraio 2011 consid. 7.1.2). Per il riconoscimento dell'avvenuta integrazione, una carriera qualificata non è necessaria e ad esso non osta nemmeno l'assenza di rapporti sociali particolarmente stretti (sentenze 2C_430/2011 dell'11 ottobre 2011 consid. 4.2 e 2C_839/2010 del 25 febbraio 2011 consid. 7.1.2). Non vi è invece integrazione riuscita quando una persona non consegue un reddito sufficiente a coprire i propri bisogni e dipende dall'aiuto sociale durante un periodo sostanziale (sentenza 2C_857/2010 del 22 agosto 2011 consid. 2.3.1; 2C_546/2010 del 30 novembre 2010 consid. 5.2.3 seg.).