Citation: 1C_2/2014 E. 2.2

2.2. La piena indennità dovuta in caso di espropriazione (cfr. art. 16 LEspr) comprende l'intero valore del diritto espropriato (art. 19 lett. a LEspr), l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad essere diminuito nel caso di espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente connessi (art. 19 lett. b LEspr) e l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti dall'espropriato, in quanto possano essere previsti, nel corso ordinario delle cose, come una conseguenza dell'espropriazione (art. 19 lett. c LEspr). L'indennità che deve essere versata per l'espropriazione di un fondo si determina di principio secondo il suo valore venale, vale a dire secondo il valore ch'esso rappresenta per un acquirente qualsiasi in funzione dell'utilizzazione attuale e di un miglior uso possibile. All'espropriato deve quindi essere assegnato l'importo che potrebbe ottenere da un compratore al quale venderebbe l'immobile. Se l'interesse finanziario dell'espropriato alla continuazione dell'utilizzo attuale della sua proprietà è superiore al valore venale, occorre indennizzarlo per il danno soggettivo che subisce per il fatto che l'uso attuale o prospettato del suo fondo è reso impossibile o viene limitato. Il diritto espropriativo non vieta quindi di considerare che l'espropriato avrebbe innanzitutto continuato la sua azienda e l'avrebbe venduta, in tutto o in parte, soltanto dopo qualche anno. In simili casi, l'indennità di espropriazione può pertanto comporsi di elementi del danno oggettivo e del danno soggettivo, senza che ne risulti una contraddizione (DTF 113 Ib 39 consid. 2a; sentenza 1E.16/1998 del 6 dicembre 1999 consid. 2a/aa).