Citation: 4C.280/2001 11.03.2002 E. 4

4.- L'accertamento - vincolante - secondo cui, al momento della stipulazione del contratto di lavoro, le parti hanno pattuito che l'attrice avrebbe lavorato anche presso i negozi di Bellinzona e Locarno, assumendo le citate competenze decisionali e gestionali, costituisce evidentemente un elemento significativo per l'interpretazione della clausola concernente la percentuale. a) Quando, come nel caso in rassegna, non esistono degli accertamenti di fatto sulla reale concordanza della volontà delle parti o si constata che una parte non ha compreso la volontà dell'altra, la loro (presunta) volontà viene infatti accertata interpretando le rispettive dichiarazioni secondo il principio dell'affidamento, ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta (DTF 126 III 59 consid. 5a e b pag. 67). A questo scopo vanno considerati il testo e il contesto delle dichiarazioni, come anche le circostanze che hanno preceduto o accompagnato la stipulazione del contratto (DTF 119 II 449 consid. 3a con rinvii). L'interpretazione del contratto secondo il principio dell'affidamento concerne l'applicazione del diritto e può quindi essere riesaminata liberamente nella giurisdizione per riforma (DTF 127 III 248 consid. 3a pag. 253 con rinvii). b) In concreto la Corte cantonale ha deciso di aderire alle tesi dell'attrice. A ragione. Già si è detto del contesto in cui si inserisce la citata clausola. Il fatto che le parti abbiano concordato che l'attrice avrebbe lavorato nei tre negozi depone senz' altro a favore dell'esistenza di un accordo analogo per quanto concerne la percentuale. Anche l'importo elevato della cifra d'affari pattuita induce a ritenere ch'essa si riferisse ai tre negozi e non unicamente a quello di Lugano, che - da solo - l'ha raggiunta per la prima volta nel 1999. Vista l'importanza dei compiti affidati all'attrice e le responsabilità a questi connesse, non si può inoltre ragionevolmente sostenere, come fa la convenuta, ch'essa sia già stata adeguatamente retribuita mediante l'aumento del salario da fr. 3'700.-- a fr. 4'500.-- (lordi). L'interpretazione dei giudici cantonali appare infine coerente con la natura giuridica da loro attribuita alla nota percentuale - partecipazione al risultato d'esercizio ai sensi dell'art. 322a CO - che la convenuta non contesta. c) Ne discende che, contrariamente a quanto asserito dalla convenuta, la decisione dei giudici cantonali di ritenere che la pattuizione della percentuale concerneva tutti i punti vendita ticinesi - e non solo quello di Lugano - non viola il diritto federale in materia di interpretazione dei contratti.