Citation: 5A_1014/2018 E. 4.2.2

4.2.2. Il CPC (entrato in vigore il 1° gennaio 2011) ha invece adottato la suddetta terza soluzione, permettendo all'acquirente di subentrare nel processo al posto dell'alienante senza la necessità del consenso della controparte (art. 83 cpv. 1 CPC; v. sentenza 5A_353/2019 del 13 dicembre 2019 consid. 3.2), ma riservata la possibilità per quest'ultima di esigere dalla parte subentrante la prestazione di una garanzia per l'esecuzione della decisione (art. 83 cpv. 3 CPC; v. sentenze 4A_635/2017 dell'8 agosto 2018 consid. 4.1.1; 5A_717/2020 del 2 giugno 2021 consid. 4.1.1.2.2). Secondo la disposizione transitoria di cui all'art. 405 cpv. 1 CPC, alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione. Il diritto procedurale vigente al momento della comunicazione della decisione impugnata risponde a tutti i quesiti in relazione all'impugnazione cantonale (v. DANIEL WILLISEGGER, in Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a ed. 2017, n. 11 ad art. 405 CPC). Pertanto, la questione a sapere se la ricorrente potesse appellare la decisione pretorile, comunicata dopo il 1° gennaio 2011, agendo anche come sostituta processuale di L.________ andava risolta secondo il CPC. La tesi proposta dall'insorgente, secondo la quale l'art. 110 CPC/TI continuava ad applicarsi anche in sede di appello retto dal nuovo diritto procedurale, risulta invece contraria all'art. 405 cpv. 1 CPC. La giurisprudenza da lei citata a sostegno della sua tesi non le è di soccorso: nella DTF 138 III 512 (consid. 2.1 e 4.3) il Tribunale federale si è infatti limitato a stabilire che, nella fattispecie giudicata in quell'evenienza, dinanzi al giudice di primo grado si applicavano ancora, conformemente all'art. 404 cpv. 1 CPC, le regole del diritto procedurale cantonale. La sostituzione di parte giusta l'art. 83 cpv. 1 CPC non è obbligatoria (v. sentenze 4A_635/2017 dell'8 agosto 2018 consid. 4.1.1; 5A_717/2020 del 2 giugno 2021 consid. 4.1.1.2.2; v. anche Messaggio del 28 giugno 2006 concernente il Codice di diritto processuale civile svizzero [CPC], FF 2006 6657 ad art. 81 D-CPC). Le conseguenze del mancato subentro dell'acquirente nel processo al posto dell'alienante non sono però regolate nel CPC e risultano controverse in dottrina. Secondo la dottrina dominante, in tal caso l'alienante non può condurre la causa in sostituzione processuale ( Prozessstandschaft) dell'acquirente (v. FRANÇOIS BOHNET, Procédure civile, 3a ed. 2021, pag. 142 n. 498; NICOLAS JEANDIN, in Commentaire romand, Code de procédure civile, 2019, n. 2 ad art. 83 CPC; CORDULA LÖTSCHER, Die Veräusserung des Streitobjekts während der Rechtshängigkeit, RSPC 2019 pag. 89 segg.; STAEHELIN/STAEHELIN/GROLIMUND, Zivilprozessrecht, 3a ed. 2019, § 13 n. 79; BAUMGARTNER/DOLGE/MARKUS/SPÜHLER, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 10a ed. 2018, § 22 n. 101 seg.; MICHAEL GRABER, in Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a ed. 2017, n. 11 ad art. 83 CPC; FRANCESCO TREZZINI, in Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, 2a ed. 2017, n. 18 ad art. 83 CPC; DANIEL SCHWANDER, in Kommentar zur schweizerischen Zivilprozessordnung, 3a ed. 2016, n. 23 segg. ad art. 83 CPC; TARKAN GÖKSU, in ZPO Schweizerische Zivilprozessordnung, Kommentar, 2a ed. 2016, n. 16 ad art. 83 CPC; BENEDIKT SEILER, Die Berufung nach ZPO, 2013, pag. 67 seg. n. 133; GROSS/ZUBER, in Berner Kommentar, 2012, n. 16 ad art. 83 CPC; ANGELO OLGIATI, Il Codice di diritto processuale civile svizzero, 2010, pag. 90 seg. e nota a piè di pagina n. 25; ISAAK MEIER, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 2010, pag. 193 seg.). Secondo la corrente minoritaria, invece, l'alienante continua a condurre il processo a suo nome, ma con effetti per l'acquirente (v. TANJA DOMEJ, in Schweizerische Zivilprozessordnung, Kurzkommentar, 2a ed. 2014, n. 10 seg. ad art. 83 CPC; BERGER/GÜNGERICH, Zivilprozessrecht, 2008, pag. 120 segg. n. 374-376; GASSER/RICKLI, Schweizerische Zivilprozessordnung, Kurzkommentar, 2a ed. 2014, n. 3 ad art. 83 CPC; MARK LIVSCHITZ, in Schweizerische Zivilprozessordnung [ZPO], 2010, n. 9 ad art. 83 CPC; v. anche FF 2006 6657 ad art. 81 D-CPC). Nella presente fattispecie, la questione a sapere se il CPC permetteva o meno alla ricorrente di appellare autonomamente agendo anche come sostituta processuale di L.________, che non le è subentrato (parzialmente) in lite, può tuttavia rimanere indecisa. Nel ricorso all'esame, infatti, ella insiste sul fatto che in sede di appello continuasse a valere l'art. 110 CPC/TI, ma per l'ipotesi, qui appunto realizzata, in cui si debba applicare il CPC ella non si oppone alla conclusione della Corte cantonale secondo cui tale codice non prevede la sostituzione processuale ( Prozessstandschaft) in caso di mancato subentro in causa dell'acquirente dell'oggetto litigioso. La ricorrente si limita infatti a genericamente affermare che "non può [...] assolutamente essere dato per scontato che in applicazione dell'art. 83 CPC non si applichi più la sostituzione processuale prevista dall'art. 110 CPC-TI" e a esporre, ricopiando una sentenza del 21 ottobre 2014 della I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, le due predette opinioni dottrinali. Nella misura in cui sia sufficientemente motivata (v. supra consid. 1.2), la censura risulta quindi infondata.