Citation: 6B_610/2023 E. 1.1

1.1. Con un unico atto, l'insorgente presenta un "ricorso per denegata giustizia e sussidiario in materia costituzionale" in cui si duole per l'appunto di una denegata giustizia e del carattere asseritamente iniquo del procedimento nei suoi confronti, essendo stati disattesi i diritti della difesa, e un "ricorso in materia penale", in cui censura un erroneo accertamento dei fatti e la violazione del diritto sostanziale. L'impugnativa è diretta contro una decisione pronunciata in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF) da un'autorità cantonale di ultima istanza (art. 80 LTF). La via del ricorso (ordinario) in materia penale giusta gli art. 78 segg. LTF è dunque aperta. Con questo rimedio è peraltro possibile far valere la violazione del diritto federale, che comprende anche il diritto costituzionale (DTF 133 I 201 consid. 1), e la violazione del diritto internazionale (art. 95 lett. a e b LTF). Non vi è dunque spazio per il ricorso sussidiario in materia costituzionale, proponibile unicamente laddove non sia possibile quello ordinario (art. 113 LTF). Il ricorso per denegata o ritardata giustizia previsto dall'art. 94 LTF non costituisce un genere di ricorso a sé stante. La via di ricorso esperibile in caso di denegata o ritardata giustizia si determina in base all'ambito giuridico in cui rientrerebbe la decisione pretesamente negata o ritardata indebitamente (sentenza 5A_372/2024 del 1° luglio 2024 consid. 2 con rinvii). Un ricorso per denegata o ritardata giustizia implica però l'assenza di una decisione impugnabile (art. 94 LTF). In concreto la CARP ha emanato una sentenza impugnabile con ricorso in materia penale, rimedio giuridico che l'insorgente ha effettivamente presentato e nel contesto del quale possono essere vagliate le censure relative all'asserito mancato esame delle addotte violazioni dei diritti dell'imputato.