Citation: 5P.350/2004 10.05.2005 E. A

La Commissione tutoria regionale 8 con sede a Pregassona (ora Commissione tutoria di Lugano-Est) ha ordinato, con decisione 22 agosto 2002, una perizia sulle capacità genitoriali di B.________ e A.________. In data 24 dicembre 2002, ha nominato quale perito la dr.ssa C.________, cittadina italiana residente e praticante a Milano. I due peritandi hanno opposto il proprio rifiuto, adducendo in un primo tempo che ragioni economiche avrebbero impedito loro di recarsi a Milano, avvalendosi tuttavia in seguito di argomenti di principio, in particolare che legge e giurisprudenza non prevedono che le parti siano costrette a recarsi all'estero per l'esecuzione di una perizia. Preso atto di dette opposizioni, la Commissione tutoria ha, con decisione 10 luglio 2003, ribadito la nomina peritale e fatto obbligo ai peritandi di presentarsi alle convocazioni del perito, con la comminatoria di cui all'art. 292 CP. Avverso tale decisione, A.________ ha proposto non già un'ordinaria impugnativa, bensì un'istanza di intervento al Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, adducendo che l'ordine, privo di base legale e non poggiante neppure su un trattato che imponga un trasferimento in uno stato estero per ragioni amministrative, sarebbe illegale, arbitrario ed addirittura tale da mettere in gioco la sovranità della Repubblica italiana. Con la qui impugnata decisione 27 luglio 2004, la Sezione degli enti locali ha dichiarato l'istanza di intervento inammissibile.