Citation: 6B_135/2023 E. 10

Da quanto precede risulta che la CARP non ha commesso alcun arbitrio nella valutazione delle prove o nell'accertamento dei fatti. Non ha violato il diritto nemmeno individuando nel ricorrente l'autore degli storni e delle connesse malversazioni. Essa si è infatti fondata su una serie di indizi (v. supra consid. 6-8) che convergono effettivamente in tal senso. Malgrado considerati isolatamente gli indizi siano insufficienti per fondare tale conclusione, valutati nella loro globalità permettono senza arbitrio, e quindi senza violare il principio in dubio pro reo, di ricondurre gli atti in giudizio all'insorgente. Per quel che concerne la qualificazione giuridica della fattispecie, il ricorrente non solleva alcuna censura, in particolare non lamenta né motiva alcuna violazione dell'art. 138 CP.