Citation: 2P.233/2003 15.01.2004 E. 5

5.1 La ricorrente ravvisa da ultimo una violazione del principio della forza derogatoria del diritto federale (art. 49 cpv. 1 Cost.) nel fatto che il tributo prelevato al momento dell'iscrizione di trapassi immobiliari, segnatamente la parte eccedente la tassa amministrativa, sarebbe eccessivamente oneroso e impedirebbe pertanto l'applicazione degli art. 824 segg. CO, introdotti dal legislatore federale per stimolare la trasformazione di una società anonima in una società a garanzia limitata. 5.2 Il diritto federale ha il completo ed immediato sopravvento sul diritto cantonale in quelle materie per le quali la Costituzione federale o un decreto federale urgente prevedono la competenza della Confederazione (art. 49 cpv. 1 Cost). In virtù di questo principio, è dunque fatto divieto ai Cantoni di legiferare in ambiti che sono già stati disciplinati in modo esaustivo dalla Confederazione, di eludere il diritto federale o, infine, di contraddirne il senso o lo spirito (DTF 128 I 295 consid. 3b e rinvii). Il Tribunale federale esamina liberamente la conformità di una norma di diritto cantonale con il diritto federale, allorquando è chiamato a pronunciarsi in merito ad una simile questione nell'ambito dell'esame della pretesa violazione dell'art. 49 cpv. 1 Cost. (DTF 128 II 66 consid. 3 e riferimenti). 5.3 A sostegno della propria censura la ricorrente si limita ad affermare che tasse d'iscrizione come quella prelevata nel caso specifico di quasi fr. 90'000.-- non porterebbero a far uso dell'istituto della trasformazione di una società anonima in una società a garanzia limitata, utilizzazione invece favorita e stimolata proprio dagli art. 824 a 826 CO. Orbene, conformemente all'art. 90 cpv. 1 OG, il ricorrente, oltre ad indicare la disposizione costituzionale che si pretende lesa, deve specificare in cosa consista tale violazione, in difetto di che il Tribunale federale non esamina la relativa critica (sul cosiddetto principio dell'allegazione cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c; 127 I 38 consid. 3c e rinvii). In altre parole, per sostenere che un disposto del diritto tributario cantonale disattende il principio della forza derogatoria del diritto federale in quanto porta ad eludere, contraddire il senso o lo spirito di norme di diritto federale, in concreto gli art. 824 segg. CO, non è sufficiente evocare semplicemente l'asserita onerosità della tassazione contestata né indicare un importo espresso in cifre assolute, al di fuori di qualsiasi contesto di proporzionalità. La censura è pertanto inammissibile. A titolo abbondanziale si può rinviare a quanto già spiegato su questo argomento da questa Corte nella sentenza 2P.89/1999 del 3 aprile 2000, pubblicata in RDAT II 2000 1t pag. 371 segg., segnatamente al considerando 5b/bb. 5.4 Dalle considerazioni esposte discende che il ricorso, per quanto ammissibile, dev'essere respinto.