Citation: I 311/02 28.08.2002 E. 3

3.1 L'Ufficio AI ha sottoposto il caso al proprio servizio preposto alla valutazione del grado d'invalidità. Quest'ultimo ha preso in considerazione diverse attività sostitutive non qualificate nell'ambito dell'industria alimentare, della stampa tipografica, dell'industria del cuoio, della meccanica, ecc.. Ritenendo l'ipotesi più favorevole al ricorrente, ovvero quella in cui potrebbe conseguire il reddito più basso possibile e decurtando lo stesso di un ulteriore 15% per i possibili impedimenti che potrebbe incontrare in considerazione dell'età e della precedente esperienza lavorativa, si giunge ad un grado d'invalidità del 37%, insufficiente quindi per sostanziare il diritto a una mezza rendita. Non v'è motivo di distanziarsi da questa valutazione che, da un lato, considera adeguatamente la deduzione per impedimenti e, dall'altro, l'ipotesi maggiormente vantaggiosa per il ricorrente, cosicché la graduazione dell'invalidità fatta dall'apposito servizio dell'amministrazione appare il limite superiore massimo. 3.2 Va rilevato infine che conformemente alla giurisprudenza in materia di assicurazione per l'invalidità vale in linea generale il principio secondo cui l'assicurato, prima di chiedere il riconoscimento di prestazioni, deve intraprendere tutto quanto sia da lui ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua invalidità. Perciò il diritto a una rendita non è dato qualora l'assicurato sarebbe in grado, anche senza reintegrazione, di conseguire con il suo lavoro un reddito escludente un'invalidità pensionabile (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate). Inoltre deve essere ricordato che l'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee a un danno alla salute, quali per esempio le particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione, l'età o una formazione insufficiente, non giustifica il riconoscimento di una rendita, l'incapacità di lavoro che ne dovesse risultare non essendo dovuta a una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l'invalidità di prestare alcunché (DTF 107 V 21 consid. 2c; VSI 1999 pag. 247 consid. 1). Sotto questo aspetto il nostro diritto diverge sostanzialmente da quello italiano, che invece considera tali fattori. Nell'ordinamento giuridico svizzero la mancanza di lavoro a seguito della disoccupazione endemica che colpisce una determinata regione, quindi dovuta a veri e propri squilibri del mercato del lavoro, viene assunta nei limiti della legge dall'assicurazione contro la disoccupazione.