Citation: 7B_750/2023 E. 3.4.2

3.4.2. Giusta l'art. 233 CPP, chi dirige il procedimento in sede di appello decide sulla domanda di scarcerazione entro cinque giorni. Come rettamente ritenuto dal ricorrente, tale termine decorre dalla fine dello scambio degli scritti (sentenze 1B_562/2021 del 16 novembre 2021 consid. 7; 1B_53/2018 del 15 febbraio 2018 consid. 3.4; 1B_94/2016 del 5 aprile 2016 consid. 2; 1B_245/2014 del 4 agosto 2014 consid. 7; 1B_179/2014 del 5 giugno 2014 consid. 3.2). Il termine previsto dall'art. 233 CPP è espressione dell'imperativo di celerità in materia di carcerazione (art. 31 cpv. 3 e 4 Cost., art. 5 cpv. 2 CPP; DTF 143 IV 160 consid. 3.2). Non si tratta di un semplice termine d'ordine (sentenza 1B_608/2011 del 10 novembre 2011 consid. 2.6; DANIEL LOGOS, in: Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, 2a ed. 2019, n. 9 ad art. 233 CPP; MOREILLON/PAREIN-REYMOND, in: Petit commentaire, Code de procédure pénale, 2a ed. 2016, n. 8 ad art. 233 CPP; RASELLI/DOLD, Erste Erfahrungen mit der Schweizerischen Strafprozessordnung, AJP 2012, pag. 448; di altro avviso MARC FORSTER, in: Basler Kommentar, Strafprozessordnung/Jugendstrafprozessordnung, 3a ed. 2023, n. 4 ad art. 233 CPP ["gesetzliche Ordnungsvorschrift"]), alla pari del termine di 96 ore tra l'arresto e la decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi che ordina la carcerazione preventiva (cfr. art. 219 cpv. 4, art. 224 cpv. 2, art. 226 cpv. 1 CPP; DTF 137 IV 118 consid. 2.1, 92 consid. 3.2.1; sentenza 1B_197/2022 del 19 maggio 2022 consid. 3.4).