Citation: 4A_551/2018 E. 4.1

4.1. Per giungere alla predetta conclusione l'autorità inferiore si è basata sulle deposizioni dei due impiegati della banca (D.________ e E.________), che hanno firmato le lettere di conferma del versamento e che hanno dichiarato di aver omesso per una grave leggerezza di inserire nel secondo scritto una clausola di annullamento del primo o di farsi restituire quest'ultimo; sulla checklist manoscritta dall'attore che questi ha consegnato alla banca e in cui figura unicamente un'indennità di partenza di fr. 250'000.--; e, infine, al tempo lasciato trascorrere tra il termine di pagamento e le azioni intraprese dal dipendente per tentare di ricevere il secondo versamento. Ha invece ritenuto che dalla mancata sottoscrizione della convenzione di uscita del 25 agosto 2011 non è possibile desumere il mancato consenso a ricevere una liquidazione di soli fr. 250'000.--, avendo il lavoratore ottenuto con la seconda convenzione di uscita e il contratto di consulenza annuale (" advisory mandate ") condizioni nettamente migliori a quelle inizialmente proposte. Il ricorrente sostiene che, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte cantonale, dalla mancata sottoscrizione della prima convenzione di uscita va dedotto il suo disaccordo per quanto attiene alla liquidazione ivi contenuta. La checklist, continua il ricorrente, non conteneva inoltre il risultato finale delle trattative, non essendo altrimenti credibile che l'opponente avesse proprio dimenticato la " specifica fiscale ". Sarebbe poi altrettanto inverosimile che due professionisti delle risorse umane abbiano commesso gli stessi grossolani errori, omettendo di annullare o farsi restituire lo scritto asseritamente sostituito. Afferma inoltre che attendere fino al termine del contratto per avanzare delle rivendicazioni verso il proprio datore di lavoro è del tutto usuale e di avere agito in tal modo a causa dei soprusi subiti e del consiglio ricevuto da un avvocato. Termina il proprio ricorso asserendo che la Corte cantonale non ha solo accertato i fatti in modo arbitrario, ma ha anche violato l'art. 1 CO, perché ha ritenuto che il contratto prevedesse un'indennità di soli fr. 250'000.--, e l'art. 18 CO, perché ha ignorato indizi e prove che avrebbero " portato alla concorde volontà delle parti in merito al contenuto della convenzione d'uscita ".