Citation: 4C.280/2001 11.03.2002 E. 3

3.- Sennonché, contrariamente a quanto vuol far credere la convenuta, la Corte cantonale non si è limitata all'accertamento del luogo, rispettivamente dei luoghi, in cui l'attrice ha svolto la sua attività; essa ha determinato anche la natura delle incombenze affidatele. Infine, ha stabilito che, benché non esplicitamente menzionata, l' estensione dei compiti dell'attrice - sia dal profilo territoriale che da quello materiale - era già inclusa nel contratto di lavoro sottoscritto nel 1996. a) Dalle risultanze istruttorie è infatti emerso che - conformemente a quanto da lei asserito - l'attrice ha assunto il ruolo di gerente responsabile per i tre negozi della convenuta nel Cantone Ticino, in particolare nel settore della presentazione al pubblico (pubblicità), nonché in quello degli acquisti, della gestione dei magazzini, dell'inventario, dei saldi, della gestione del personale, dei computers ecc. In altre parole, l'attrice è stata tenuta ad estendere le proprie competenze gestionali e decisionali - svolte per breve tempo solo a Lugano - dapprima al negozio di Bellinzona e poi a quello di Locarno, in ordine di apertura. L'assenza di una modifica del contratto in questo senso dimostra, secondo i giudici ticinesi, che l'estensione dei compiti dell'attrice era già prevista al momento della sua assunzione. Tale valutazione, oltre ad essere confermata da due testimonianze, trova conforto anche nel fatto che nelle - analoghe - pattuizioni stipulate successivamente con le altre venditrici il luogo di lavoro è stato indicato con precisione e, infine, nel fatto che il contratto di locazione per il negozio di Bellinzona è stato sottoscritto pochissimo tempo dopo l'inizio dell'attività dell'attrice. In un simile contesto, i giudici non hanno considerato rilevante il fatto che l'attrice, nelle motivazioni allegate alla lettera di licenziamento, si sia espressa dicendo che l'incremento di lavoro "concerneva tre negozi anziché uno come da contratto". Né può essere interpretato a suo sfavore il testo della proposta di modifica contrattuale del 21 dicembre 1998, trattandosi appunto di un'offerta, che comunque non ha avuto seguito e di una modifica che nulla aveva a che vedere con la pattuizione in vigore. b) Emerge da quanto appena esposto che, ai fini del suo giudizio, la Corte cantonale si è riferita al comportamento mostrato dalle parti dopo la stipulazione del contratto di lavoro. Ora, per costante giurisprudenza, circostanze intervenute dopo la conclusione dell'accordo non rivelano una volontà ipotetica, bensì la volontà reale delle parti. L' accertamento di tale volontà è di natura fattuale ed è pertanto sottratto alla cognizione del Tribunale federale adito con ricorso per riforma (sentenza del Tribunale federale 4C.484/1996 consid. 3a, pubblicata in SJ 1996 pag. 549 segg. ; DTF 118 II 365 consid. 1 con rinvii). Ne discende l'inammissibilità di tutti gli argomenti formulati dalla convenuta contro questo punto della decisione cantonale (art. 63 cpv. 2 OG).