Citation: 5A_977/2021 E. 2.3

2.3. La parte ricorrente lamenta una violazione del divieto di formalismo eccessivo (art. 29 cpv. 1 Cost.) e del " principio dell'affidamento " che " imponeva di interpretare il vero significato dell'allegato di risposta e degli atti di causa, andando oltre la semplice lettura degli stessi ". Essa non contesta che la sua pretesa in liquidazione del regime dei beni non fosse stata cifrata né nelle conclusioni del memoriale di risposta (art. 84 cpv. 2 CPC) né appena possibile (art. 85 cpv. 2 CPC; come già in sede di appello, essa segnatamente non contesta che il suo memoriale conclusivo fosse tardivo). Ritiene tuttavia che la pretesa fosse chiaramente identificabile dal contenuto del memoriale di risposta "nella metà almeno dell'importo relativo al valore di beni immobiliari e liquidità per un valore di fr. 3'090'501.-- di cui al doc. 7 prodotto dal marito nell'inc. SO.2011.401 della Pretura di Bellinzona, pari a fr. 1'545'250.50". A suo dire, la richiesta di assunzione di perizie serviva a "fugare ogni possibile dubbio o contestazione al riguardo", laddove "fugare ogni possibile dubbio o contestazione al riguardo" stava necessariamente per "verificare se il valore dei beni (...) potesse essere superiore" a quello indicato dalla controparte nella procedura a tutela dell'unione coniugale. Pertanto, secondo la parte ricorrente, l'importo di fr. 1'545'250.50 costituiva un valore minimo provvisorio giusta l'art. 85 cpv. 1 seconda frase CPC, che, se non viene precisato in seguito, "deve diventare definitivo così come indicato da [alcuni] autori".