Citation: 1B_46/2007 02.04.2007 E. 2

2.1 Il ricorrente, rettamente, non contesta il principio della notificazione fittizia sette giorni dopo il tentativo infruttuoso di notificazione da parte della posta (DTF 127 I 31; cfr. anche DTF 127 III 173 consid. 1a), ma sostiene che dovrebbe essere ammessa un'eccezione nel suo caso. A sostegno di questo assunto egli si limita tuttavia a richiamare, in maniera generica, il divieto del formalismo eccessivo, il principio della parità di trattamento (art. 29 Cost.), nonché la tutela della buona fede (art. 9 Cost.). Egli rileva di essere invalido, di vivere da solo e di essere stato costretto a letto per malattia durante il citato periodo, per cui non avrebbe potuto ritirare l'invio litigioso. 2.2 La CCRP ha stabilito che il certificato medico attesta unicamente ch'egli si trovava in malattia dal 10 al 23 dicembre 2006, ciò che costituirebbe nondimeno un motivo "idoneo" a impedirgli il ritiro tempestivo della raccomandata. La Corte cantonale ha ritenuto che al ricorrente era comunque garantita la via della restituzione per inosservanza di un termine secondo l'art. 21 CPP/TI, qualora avesse provato di non averlo potuto osservare perché impedito senza sua colpa o per forza maggiore, segnatamente per malattia. Ricordato che una siffatta istanza, pena la decadenza, dev'essere tuttavia presentata entro dieci giorni dalla cessazione dell'impedimento (art. 22 cpv. 1 CPP/TI), la CCRP ha accertato che né prima né tanto meno al momento dell'inoltro dell'opposizione il ricorrente si è avvalso di tale rimedio, nel senso che non ha preteso di essere stato impedito d'agire prima a causa della malattia. Queste conclusioni sono corrette. 2.3 Certo, il ricorrente, sottolineato di aver seguito soltanto le scuole elementari, rileva ch'egli, prima dell'8 gennaio 2007, non avrebbe saputo che vi sarebbe stata una prima notifica mediante invio raccomandato, per cui non avrebbe potuto chiedere tempestivamente la restituzione del termine. Con quest'argomentazione egli disattende tuttavia la portata della notificazione fittizia, che, contrariamente al suo assunto, non costituisce un eccesso di formalismo. 2.4 Nemmeno in concreto si è in presenza dell'asserita, ma non spiegata né dimostrata, lesione dei principi della parità di trattamento e della buona fede. In effetti, secondo la giurisprudenza, conformemente al principio della buona fede, quando è stata comunicata all'interessato l'apertura di un'inchiesta penale egli deve prevedere che gli saranno notificati atti giudiziari e provvedere affinché possano essergli notificati (DTF 116 Ia 90 consid. 2a; 115 Ia 12 consid. 3a; 123 III 492 consid. 1). 2.5 Inoltre, la giurisprudenza relativa alla restituzione per inosservanza di un termine, elaborata in relazione all'art. 35 cpv. 1 OG, disciplina analoga a quella prevista oggi dall'art. 50 LTF e a quella cantonale, ammette che una grave malattia contrattata improvvisamente possa costituire un impedimento non colposo. Occorre, tuttavia, che non solo l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine stabilito, ma che inoltre, ciò che il ricorrente disattende, egli non sia stato in grado d'incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura necessari. In caso di malattia, soltanto quella che impedisce la parte di difendere personalmente i propri interessi o di far capo tempestivamente ai servizi di un terzo costituisce un impedimento senza colpa (DTF 119 II 86 consid. 2a; 114 II 181 consid. 2; 112 V 255 consid. 2a; sentenza 1P.319/1998 dell'8 febbraio 1999, consid. 2a e b, apparsa in RDAT II-1999, n. 8 pag. 32). Il ricorrente non si esprime del tutto su questa prassi né sulla gravità della malattia e neppure sostiene che, dovendo aspettarsi l'invio di comunicazioni giudiziarie, durante la malattia non avrebbe potuto incaricare un terzo di controllare la casella postale o di far trattenere gli invii salvaguardando in quest'ultimo caso il termine per la restituzione in intero. Non si sarebbe quindi comunque in presenza di un impedimento senza sua colpa.