Citation: BGE 150 IV 169 E. 3.2.3

La fideiussione solidale secondo l'OFis-COVID-19 serviva esclusivamente alla garanzia di crediti bancari per le esigenze di liquidità correnti del richiedente (art. 6 cpv. 1 OFis-COVID-19) derivanti dall'epidemia di coronavirus (v. art. 2 cpv. 1 della legge federale del 18 dicembre 2020 concernente i crediti garantiti da una fideiussione solidale in seguito al coronavirus [legge sulle fideiussioni solidali COVID-19, LFiS-COVID-19; RS 951.26]). Il credito ottenuto poteva essere utilizzato unicamente per coprire il fabbisogno finanziario connesso all'attività operativa del richiedente, in altre parole per sopperire alla mancanza di liquidità consecutiva al calo dei ricavi in seguito alla crisi innescata dal coronavirus e per scongiurare l'insolvenza (CHRIST/KELLER/SIMIC, Hilfsmassnahmen für Unternehmen, in COVID-19, Ein Panorama der Rechtsfragen zur Corona-Krise, 2020, pagg. 539 segg. n. 30 seg.; BRECHBÜHL/CHENAUX/ LENGAUER/NÖSBERGER, Covid-19-Kredite - Rechtsgrundlagen und Praxis der Missbrauchsbekämpfung, Eine Standortbestimmung, Jusletter 5 ottobre 2020 n. 20). L'art. 6 cpv. 3 OFis-COVID-19 escludeva pertanto espressamente, per la durata della fideiussione solidale, una serie di operazioni finanziarie e commerciali. Nel complesso, tale norma mirava a evitare il deflusso di liquidità e, BGE 150 IV 169 S. 176 segnatamente, a impedire che i crediti ricevuti in virtù dell'OFis-COVID-19 fossero impiegati, direttamente o indirettamente, per scopi diversi da quello previsto, ossia il mantenimento della continuità operativa dell'attività economica (AFF, Spiegazioni, op. cit., pag. 10, ad art. 6 OFis-COVID-19). Costituiva altresì una sorta di incentivo a un sollecito ammortamento del credito nella prospettiva di riacquisire una piena libertà imprenditoriale (v. FF 2020 7452 seg. n.