Citation: 1P.223/2004 07.05.2004 E. 4

4.1 La CRP ha rilevato infine che, anche per il tramite di commissioni rogatorie, il coinvolgimento del ricorrente nei fatti rimproveratigli è stato parzialmente chiarito: la fattispecie necessita nondimeno di ulteriori approfondimenti, in particolare riguardo al ruolo svolto da un impiegato di una determinata società e cognato di H.________, che risulta essere il fornitore marocchino individuato dall'autorità inquirente italiana e da un'altra persona, alla quale sarebbe dovuto pervenire il denaro sequestrato, che il ricorrente sostiene invece essere di sua spettanza. Secondo la CRP, quest'ultimo dev'essere ancora sentito in merito a rogatorie non ancora evase, inerenti all'utilizzazione dell'autovettura litigiosa e di utenze telefoniche. Richiamando l'allestimento della procura litigiosa, la CRP ha ritenuto la scarcerazione del ricorrente prematura, visto che potrebbe adoperarsi per sminuire la concludenza delle prove, come attestano le conversazioni telefoniche tra lui e H.________ e un'altra persona concernenti la liberazione di S.________. 4.2 I rischi di collusione e di inquinamento delle prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato, si tratta generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già sentiti o ancora da sentire - o i correi e i complici non arrestati, messi in atto per nascondere al giudice la verità; dall'altro, di impedire interventi fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. Le possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da parte del prevenuto devono essere valutate sulla base di elementi concreti, la realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente e in maniera astratta (DTF 123 I 31 consid. 3c, 117 Ia 257 consid. 4c; causa P.1382/87, consid. 4b, citata; Gérard Piquerez, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, pag. 499 segg. n. 2344 segg., in particolare n. 2349 segg.; Robert Hauser/Erhard Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5a ed., Basilea 2002, pag. 303 n. 13). 4.3 Al riguardo il ricorrente si limita ad affermare che questi bisogni istruttori implicherebbero di riconoscere le dichiarazioni di H.________ circa la sua estraneità al traffico di stupefacenti. Questo accenno, di natura meramente appellatoria, non dimostra l'arbitrarietà del giudizio impugnato; inoltre, l'esistenza di indizi concreti di un pericolo di collusione non viene contestata dal ricorrente (DTF 128 I 149 consid. 2.1, 123 I 31 consid. 3c, 117 Ia 257 consid. 4c). 4.4 La CRP, considerato che la carcerazione preventiva subita appare inferiore alla pena che potrebbe essere inflitta al ricorrente in caso di condanna (cfr. DTF 128 I 149 consid. 2.2, 126 I 172 consid. 5a), ha nondimeno rettamente ritenuto che, conformemente al principio della proporzionalità, il magistrato inquirente è tenuto a trattare il caso con priorità, sollecitando l'evasione delle commissioni rogatorie.