Citation: 6B_677/2020 E. 2.1

2.1. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale una violazione dell'art. 429 CPP per non avere statuito d'ufficio sulla questione dell'indennità a seguito dell'abbandono del procedimento penale. Sostiene che la possibilità prevista dall'art. 429 cpv. 2 seconda frase CPP, di invitare l'imputato a quantificare e comprovare le sue pretese, concernerebbe unicamente la dimostrazione dei danni riguardo ai quali non vi sarebbero elementi nell'incarto, per esempio riguardo all'eventuale gravità di una lesione degli interessi personali nel caso di una riparazione morale giusta l'art. 429 cpv. 1 lett. c CPP. Adduce che, per quanto concerne invece il risarcimento delle spese legali, il magistrato inquirente, che aveva condotto l'inchiesta, possedeva gli elementi per decidere d'ufficio senza dovere assumere prove, disponendo in particolare della nota professionale presentata dal patrocinatore del coimputato, che avrebbe svolto un'attività pressoché analoga a quella del legale del ricorrente. Sostiene inoltre che una rinuncia all'indennità da parte dell'imputato dovrebbe essere esplicita, giacché una rinuncia implicita non sarebbe prevista né dall'art. 429 CPP né dalla giurisprudenza. Il ricorrente ritiene inoltre violato l'art. 318 cpv. 1 CPP siccome, a suo dire, l'invito a presentare le pretese d'indennizzo non potrebbe essere contenuto nella comunicazione di chiusura dell'istruzione, la quale dovrebbe essere limitata alla fissazione di un termine per presentare eventuali istanze probatorie. Adduce che tale invito dovrebbe essere comunicato dopo la decisione sulle istanze probatorie prevista dall'art. 318 cpv. 2 CPP.