Citation: 8C_273/2022 E. 5.2

5.2. La Corte ticinese ha inoltre ritenuto che la ricorrente non avesse reso verosimile come le misure prese dall'autorità durante la pandemia avrebbero comportato una perdita di lavoro. Nell'estate 2021, la diminuzione delle infezioni e gli importanti allentamenti (segnatamente la riapertura degli spazi al chiuso degli esercizi pubblici, con l'obbligo di telelavoro trasformato in raccomandazione a partire dal 31 maggio 2021) avevano già ridotto i timori di contagio della popolazione nell'usufruire dei servizi dei parrucchieri. Un impatto negativo non poteva averlo avuto nemmeno l'impossibilità - lamentata dalla ricorrente - di poter utilizzare tutti i 12 posti disponibili per ognuno dei tre saloni. I primi giudici hanno ritenuto alquanto inverosimile che, indipendentemente dalle misure di distanziamento tra le persone, tutti i 36 posti dei saloni potessero essere occupati contemporaneamente. Nella fattispecie, posto che un parrucchiere riuscirebbe ad occuparsi di due o tre clienti per volta, con tutti gli 8 parrucchieri attivi i posti occupati sarebbero stati tuttalpiù tra i 16 e i 24; stima ad ogni modo da relativizzare tenendo conto dei giorni di riposo dei dipendenti e del fatto che solo due di essi fossero presenti al 100 % (dei restanti sei, tre erano attivi all'80 % e tre al 50 %).