Citation: 6B_43/2022 E. 11.2

11.2. L'art. 80 cpv. 1 LALCIA prevede che per la costruzione, la ricostruzione, il riattamento e l'ampliamento di edifici e impianti di ogni genere e per ogni intervento che possa avere effetto sulle acque deve essere chiesto preventivamente il permesso. Secondo l'art. 81 cpv. 1 LALCIA, se il progetto è sottoposto all'obbligo di ottenere l'autorizzazione cantonale di costruzione, il permesso è concesso dal Dipartimento competente giusta la legge edilizia, con l'approvazione del Servizio tecnico. L'eventuale violazione del diritto cantonale non costituisce un motivo di ricorso in quanto tale ed è esaminata dal Tribunale federale sotto il profilo ristretto dell'arbitrio (DTF 145 I 108 consid. 4.4.1 e rinvii). Limitandosi a richiamare la possibilità di presentare una domanda di costruzione in sanatoria sulla base del diritto edilizio cantonale, il ricorrente non sostanzia un'applicazione manifestamente insostenibile di specifiche disposizioni in tal senso con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Sta di fatto che, come visto, gli art. 22 cpv. 2 vLPAc e 10 cpv. 1 Oliq imponevano l'ottenimento di un'autorizzazione cantonale, che in concreto il ricorrente non ha chiesto, violando quindi le prescrizioni del preminente diritto federale. La circostanza secondo cui l'autorità cantonale competente non gli abbia successivamente chiesto di presentare una domanda in sanatoria non rende lecito il suo agire. Né egli sostiene che tale autorità gli avrebbe assicurato, conformemente alle condizioni poste dalla giurisprudenza, che un'autorizzazione non sarebbe stata necessaria nella fattispecie (cfr. DTF 146 I 105 consid. 5.1.1 e rinvii).