Citation: 5P.7/2000 29.02.2000 E. 4

4.- I ricorrenti rimproverano infine all'autorità cantonale una violazione degli art. 8, 9, 26 e 29 della nuova Costituzione federale del 18 aprile 1999, in vigore dal 1° gennaio 2000. Questa critica è infondata poiché la Corte cantonale non può aver violato un testo non ancora in vigore quando ha emanato la decisione. Il gravame appare dunque già inammissibile per l'assenza di qualsiasi censura rivolta contro la vecchia Costituzione federale del 29 maggio 1874 in vigore al momento in cui la decisione impugnata è stata emanata. Sia come sia l'impugnazione, su questo punto, non adempie i presupposti sanciti dalla giurisprudenza per la motivazione di un ricorso di diritto pubblico. Secondo l' art. 90 cpv. 1 lett. b OG, questo deve contenere, fra l'altro, l'esposizione concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando altresì in che consista detta violazione. Ciò significa che il gravame deve sempre contenere un'esauriente motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre se, ed in quale misura, la decisione impugnata colpisce il ricorrente nei suoi diritti costituzionali. Le critiche di carattere appellatorio sono inammissibili (DTF 125 I 71 consid. 1c, 118 Ia 64 consid. 1b). Ora, le censure relative all'arbitrio e alla tutela della buona fede si rivelano in realtà meramente appellatorie. I ricorrenti si sono infatti limitati a criticare la decisione impugnata come se il Tribunale federale fosse una corte d'appello a cui compete di rivedere liberamente le questioni di fatto e di diritto, contrapponendo la loro opinione a quella dell'autorità cantonale, senza dimostrare con un ragionamento preciso in cosa i loro diritti costituzionali sarebbero violati. Circa l'asserita violazione della garanzia della proprietà, essi non spendono una parola per dimostrare che tale diritto costituzionale ha, nella fattispecie, un effetto "orizzontale" diretto nei rapporti tra privati (su questa nozione cfr. DTF 111 II 245 consid. 4b pag. 253); la giurisprudenza ha infatti ammesso un siffatto effetto "orizzontale" diretto solo in casi eccezionali (cfr. DTF 113 Ia 107 consid. 1a). Da cui l'inammissibilità della censura. Infine, le critiche relative all'asserita violazione del diritto all'uguaglianza giuridica e alle garanzie procedurali generali riferite unicamente alle piante rampicanti, considerato l'esito del ricorso, diventano caduche a prescindere dalla loro inammissibilità per le ragioni evocate in ingresso a questo considerando.