Citation: 7B_1357/2024 E. 4.3

4.3. Nella fattispecie, la Corte cantonale ha ribadito quanto deciso nella sua precedente sentenza (del 10 giugno 2021). In essa, aveva ritenuto che era manifesto che la costruzione societaria in questione era finalizzata a celare il fatto che B.________ fosse il proprietario delle varie società, ed in particolare della ricorrente, a lui riconducibili, ovvero a farlo risultare privo di reddito, e questo per pregiudicare i suoi creditori. Le varie operazioni di compravendita indicate, rispettivamente il Dienstleistungsvertrag (contratto che prevedeva "management fees" mensilmente fatturate dalla C.________ AG alla ricorrente in ragione di fr. 20'000.-- al mese) erano infatti chiaramente state uno stratagemma utilizzato per dissimulare l'effettiva proprietà della ricorrente, unica società operativa del gruppo. Così facendo, B.________ aveva potuto attuare un sistema di remunerazioni a suo favore che, per come erano state concepite e concretizzate, sfuggivano alla possibilità di un pignoramento. Le spiegazioni rese dall'imputato in merito alla correttezza, ovvero alla non rilevanza penale, della costruzione societaria non erano sufficienti, a quello stadio del procedimento penale, per smentire detta conclusione. Oggettivamente tale costruzione societaria, con il coinvolgimento di uomini di paglia, aveva in effetti permesso a B.________, con oltre fr. 35 mio di debiti ed attestati di carenza beni, di risultare privo di patrimonio pignorabile. Ciò che bastava per ritenere giustificato il provvedimento cautelare anche dal profilo della proporzionalità, in ragione segnatamente dei danni provocati ai suoi creditori (tra cui anche la denunciante F.________, creditrice di oltre fr. 2 mio), rispettivamente in considerazione delle remunerazioni occulte ricevute dallo stesso. In dette circostanze, in difetto di altro patrimonio sequestrabile dell'imputato, a ragione il magistrato inquirente, in applicazione dell'art. 71 cpv. 3 vCP (nella sua versione anteriore al 1° gennaio 2024 [disposizione sostituita dall'art. 263 cpv. 1 lett. e CPP]), richiamato il principio della trasparenza, aveva disposto il sequestro del conto bancario della ricorrente, ordine che era stato dettagliatamente motivato (cfr. sentenza impugnata, consid. 4.1). La Corte cantonale ha indicato che le conclusioni a cui era giunta in questa sentenza erano ancora del tutto valide (cfr. sentenza impugnata, consid. 4.3).