Citation: 1E.4/2005 11.07.2005 E. 2

2.1 La CFS ha rilevato nel giudizio impugnato, con riferimento agli art. 2, 3 e 55 cpv. 2 LEspr, che questa legge le conferiva il compito di dirimere le controversie riguardanti il pagamento di indennità espropriative unicamente a richiesta dell'ente pubblico munito per legge del diritto di espropriare o dell'ente al quale tale diritto può essere conferito. Ha altresì rilevato che, eccezionalmente, essa era inoltre competente a dirimere controversie relative a casi di espropriazione materiale, ove disposizioni speciali della LEspr o di altre leggi federali a ciò la abilitavano, come ad esempio nel caso dell'art. 44 cpv. 2 LEspr o degli art. 18 cpv. 2 e 25 cpv. 3 LSN. Solo in tali evenienze la CFS poteva essere adita direttamente dagli aventi diritto senza che fosse necessaria un'istanza di apertura del procedimento da parte dell'espropriante. La CFS ha tuttavia ritenuto che tali presupposti non si realizzavano in concreto, non essendo in particolare stati adottati né piani né zone riservate secondo l'art. 18 LSN né allineamenti giusta l'art. 25 LSN. Ora, i ricorrenti non sostengono che la conclusione della CFS si fonderebbe su accertamenti di fatto inesatti o incompleti (art. 104 lett. b OG), ma riconoscono che la motivazione della decisione impugnata è conforme alla giurisprudenza del Tribunale federale, segnatamente a quanto esposto nella DTF 121 II 436 consid. 3, citata dalla stessa CFS. 2.2 È d'altra parte incontestato che lo Stato non ha finora esercitato il suo diritto di espropriazione chiedendo l'apertura di una procedura espropriativa (cfr. art. 39 LSN), che comporta l'avviso pubblico o personale degli interessati con l'invito a notificare le loro pretese (art. 30 segg. LEspr). I ricorrenti non erano quindi abilitati ad adire direttamente la CFS con una "conferma di domanda di espropriazione formale". Dandosene i presupposti, solo l'eventuale rifiuto da parte dell'espropriante di dar seguito alla richiesta di avvio del procedimento espropriativo potrebbe semmai essere oggetto di ricorso fino al Tribunale federale (DTF 124 II 543 consid. 4a, 116 Ib 249 consid. 1, 110 Ib 368 consid. 1, 106 Ib 231 consid. 2a; cfr. inoltre DTF 114 Ib 142 consid. 3a). In tali circostanze, nella misura in cui i ricorrenti intendevano promuovere direttamente dinanzi alla CFS l'apertura di una procedura espropriativa, non spettava alla stessa darvi seguito, né tenere in sospeso le pretese notificate (cfr. DTF 100 Ib 181 consid. 1). 2.3 Senza fondarsi su accertamenti di fatto inesatti o incompleti la CFS ha inoltre rilevato che in concreto non erano fino ad allora state determinate né zone riservate (art. 14 segg. LSN) né allineamenti (art. 22 segg. LSN). Sulla base di questa circostanza, riconosciuta peraltro dagli stessi ricorrenti, la CFS non ha quindi violato il diritto federale rifiutandosi di esaminare le pretese per espropriazione materiale da loro notificate (cfr. art. 18 e 25 LSN). Certo, la CFS ha pure addotto un suo difetto di competenza, quando invece il mancato esame delle censure era essenzialmente fondato sull'assenza di zone riservate o allineamenti, presupposti di un'eventuale restrizione della proprietà fondiaria suscettibile di possibilmente comportare conseguenze uguali a quelle di un'espropriazione (cfr., per un caso di incompetenza della CFS, DTF 115 Ib 411 consid. 2). La questione non è tuttavia rilevante e non deve essere ulteriormente approfondita, poiché, come visto, nelle esposte condizioni la decisione della precedente istanza di non entrare nel merito delle richieste dei ricorrenti risulta comunque corretta. 2.4 Né occorre considerare quale "novum" nell'ambito della causa in esame il frattanto avvenuto deposito degli atti relativo all'istituzione di una zona riservata sul territorio dei Comuni di Rancate e Mendrisio (cfr. FU 28/2005 dell'8 aprile 2005, pag. 2423). Premesso che non risulta che la decisione concernente tale zona riservata, impugnabile dinanzi al Consiglio federale (cfr. art. 14 cpv. 3 LSN), sia nel frattempo cresciuta in giudicato e nemmeno che il fondo dei ricorrenti sia interessato dalla stessa, si tratta di una procedura diversa, chiamata a seguire il suo corso. D'altra parte, qualora il provvedimento pianificatorio dovesse interessare la particella dei ricorrenti, dandosene i presupposti, a questi è comunque data la possibilità di fare ulteriormente valere eventuali pretese (art. 18 LSN).