Citation: 2C_767/2016 E. 9.2

9.2. Per quanto concerne la censura legata alla messa in vigore della legge al 1° agosto 2016, la stessa si rivela priva di pertinenza, considerato che l'effetto sospensivo è stato accordato (cfr. punto E nei Fatti). Con riferimento invece alla messa in vigore in generale e alla portata degli art. 35e ultimo capoverso e 35g LTPub, in proposito la ricorrente si limita ad elencare i diritti e le garanzie costituzionali di cui censura la disattenzione, formulando affermazioni generiche, senza spiegare però in maniera precisa ed esauriente perché e in che misura sarebbero stati disattesi (art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF). La censura sfugge ad un esame di merito. Tutt'al più si può osservare quanto segue. Per quanto concerne l'interpretazione della nozione di "posteggi abusivi" di cui all'art. 35g LTPub, emerge dal Messaggio del 4 novembre 2015 che l'obiettivo del legislatore era di sopprimere quelli che non erano in regola, ossia quelli realizzati in violazione della regolamentazione in vigore quando sono stati costruiti (nel Messaggio pag. 47 viene espressamente menzionato "ripristinare le situazioni illegali"). Ne discende quindi che se la legislazione in vigore quando è stato creato un posteggio non richiedeva una licenza edilizia ma prevedeva altre esigenze che sono state soddisfatte, detto posteggio non può ora essere considerato abusivo. Se invece un posteggio è (stato) costruito senza ossequiare le relative esigenze poste dalla legge, lo stesso è giustamente considerato abusivo e deve pertanto essere rimosso oppure ottenere la necessaria sanatoria. Ciò corrisponde peraltro, come rilevato dal Consiglio di Stato (cfr. risposta del 4 ottobre 2016 pag. 43), a quanto previsto dall'art. 35g LTPub che si applica, a seconda dei casi, sino alla cessazione dell'uso indebito o sino al conseguimento di un'autorizzazione a posteriori (cpv. 1). Si può inoltre aggiungere che in presenza di un posteggio abusivo, realizzato cioè senza la necessaria autorizzazione rispettivamente per il quale non è stata ottenuta la necessaria sanatoria, non si può allora invocare con successo la protezione dei diritti acquisiti (in proposito vedasi sentenza 1C_63/2019 del 29 gennaio 2020 consid. 5.1 e richiami). Infine, una legge non è retroattiva (al riguardo sentenza 2C_84/2015 del 3 febbraio 2016 consid. 5.1 con numerosi riferimenti dottrinali e giurisprudenziali) quando, come in concreto, si applica solo a fatti posteriori alla sua entrata in vigore ma impone di tenere conto di elementi di fatto antecedenti al momento della sua applicazione, anche se tali fatti sono anteriori all'entrata in vigore della legge (cosiddetta "Rückanknüpfung").