Citation: 5A_887/2014 E. 3.3

3.3. Sempre ribadendo considerazioni di congruità con il contesto del giudizio di divorzio, il ricorrente tematizza l'opposizione della ex moglie alla vendita di quella che fu l'abitazione coniugale ed il vantaggio economico che le deriva dalla decisione impugnata, e che consiste nel poter far capo, per il pagamento del proprio credito, ad un immobile estraneo alla causale del credito e non di sua pertinenza. Si fatica invero a seguire il ragionamento del ricorrente. Comunque sia, egli non fa menzione di una norma legale che obbligherebbe l'UEF a pignorare preferibilmente un bene (asseritamente) connesso con il credito posto in esecuzione, né una norma di questo genere si rinviene nella LEF. Di violazione della legge, dunque, non vi è traccia. Volendosi poi considerare la censura nella prospettiva dell'esercizio del potere d'apprezzamento dell'autorità inferiore, non si può non constatare, ancora una volta, che la pretesa arbitrarietà è soltanto affermata ma non certo nelle forme richieste (supra consid. 1.2), e che il mero esercizio del potere d'apprezzamento non può essere censurato in questa sede (supra consid. 3.2). Nella ridotta misura della sua ammissibilità, la censura è chiaramente infondata.