Citation: 2C_661/2019 E. 5.1

5.1. Giusta l'art. 2 ALC, i cittadini di una parte contraente che soggiornano legalmente sul territorio di un'altra parte contraente non possono essere oggetto, nell'applicazione delle disposizioni degli allegati I, II e III dell'Accordo, di nessuna discriminazione fondata sulla nazionalità. Una concretizzazione di tale divieto è quindi contenuta sia nell'art. 9 cpv. 1 allegato I ALC (per i lavoratori dipendenti) che nell'art. 15 cpv. 1 allegato I ALC (per i lavoratori indipendenti). Per giurisprudenza, l'art. 2 ALC non proibisce solo le discriminazioni fondate manifestamente sulla nazionalità (discriminazioni dirette), ma anche ogni forma di discriminazione dissimulata che, attraverso l'applicazione di altri criteri di distinzione, conduce nei fatti al medesimo risultato (discriminazioni indirette). A meno che essa non sia fondata su ragioni imperative d'interesse generale e proporzionata all'obiettivo perseguito, una disposizione di diritto nazionale deve essere considerata come indirettamente discriminatoria quando è suscettibile, per sua stessa natura, di colpire di più i cittadini di altri Stati membri che i cittadini del Paese in cui è emanata e rischia, di conseguenza, di sfavorire maggiormente i primi. Così è, ad esempio, quando prevede una condizione che può essere rispettata con più facilità da lavoratori locali che da persone che vengono dall'estero (sentenza 1C_136/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5.3.1, non pubblicato in DTF 145 I 167; cfr. anche sentenze 2C_636/2018 del 12 maggio 2020 consid. 9.1; 2C_820/2018 dell'11 giugno 2019 consid. 3.2; 9C_807/2014 del 9 settembre 2015 consid. 3.3).