Citation: 4A_123/2009 02.09.2009 E. 5

A norma dell'art. 85a cpv. 2 n. 2 LEF il giudice, sentite le parti e esaminati i documenti, può sospendere provvisoriamente l'esecuzione, dopo la notificazione della comminatoria di fallimento, se ritiene che la domanda volta all'accertamento dell'inesistenza del debito sia molto verosimilmente fondata (très vraisemblablement fondée, sehr wahrscheinlich begründet). A mente della ricorrente, il Tribunale di appello avrebbe usato un metro di giudizio troppo severo nell'applicazione di questa norma, ciò che lo avrebbe portato a commettere un diniego di giustizia (art. 29 e 29a Cost.) e a cadere nell'arbitrio (art. 9 Cost.). L'apprezzamento dei giudici cantonali - spiega la ricorrente - avrebbe dovuto piuttosto essere guidato dalle circostanze concrete e considerare, in particolare, che il titolo sul quale è fondata l'esecuzione in corso, ossia la sentenza 24 novembre 2003 del Tribunale di Mels (recte: del Tribunale commerciale del Canton San Gallo), riservava espressamente il fatto nuovo dell'alienazione successiva dei fondi. 5.1 L'ammissibilità di questa censura sotto il profilo della motivazione è dubbia, dal momento che la ricorrente si limita a esporre il proprio punto di vista in modo informale, senza premurarsi di motivare in modo specifico la lesione dei suoi diritti costituzionali (cfr. consid. 2.1); la semplice conclusione secondo cui la sentenza cantonale è "costitutiva di un diniego di giustizia (art. 29 e 29a Cost.) e risulta arbitraria tanto nella motivazione quanto nel risultato (art. 9 Cost.)" parrebbe dunque non essere sufficiente. Si può nondimeno concedere che la ricorrente, in sostanza, rimprovera all'autorità ticinese di avere interpretato in modo arbitrario la nozione di "domanda molto verosimilmente fondata" contenuta nell'art. 85a cpv. 2 n. 2 LEF. 5.2 La sentenza impugnata riporta che una domanda è "molto verosimilmente fondata" quando le possibilità di successo del debitore appaiono evidentemente maggiori di quelle del creditore. Questa interpretazione è conforme alla dottrina e alla giurisprudenza federale (sentenza 4D_68/2008 del 28 luglio 2008, consid. 2; AMONN/WALTHER, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8a ed., 2008, § 20 n. 25 pag. 169). Se la domanda appare invece manifestamente infondata o palesa scopi dilatori, la sospensione non può essere concessa (sentenza 5P.69/2003 del 4 aprile 2003 consid. 5.3.1). Trattandosi di un rimedio estremo, il debitore deve contare su di un esame rigoroso dei requisiti posti dalla norma federale (JAEGER/ WALDER,/KULL/KOTTMANN, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4a ed., 1997, n. 22 ad art. 85a). 5.3 Essendo questi i dettami di prassi e dottrina, la Corte cantonale non è certamente caduta nell'arbitrio esaminando con severità l'adempimento delle condizioni che avrebbero potuto giustificare la sospensione della procedura esecutiva. Quanto al titolo dell'esecuzione, la ricorrente dimentica ch'esso è costituito dall'attestato d'insufficienza di pegno del 27 settembre 2007 dell'Ufficio di esecuzione di Mels e non dalla sentenza 24 novembre 2003 del Tribunale commerciale del Canton San Gallo. Su questo punto il ricorso si avvera pertanto infondato.