Citation: 1C_308/2019 E. B

Il 14 gennaio 2003 il Consiglio di Stato ha approvato una modifica della citata norma che aumentava il limite al 35 %. Il 13 maggio 2004 il Municipio ha rilasciato il permesso di abitabilità, subordinandolo alla condizione d'inoltrare una distinta con specificate le unità abitative destinate a residenza secondaria, elenco non inoltrato né sollecitato. Su istanza di comproprietari di una PPP volta alla conferma di poterla alienare come residenza secondaria, il 1° settembre 2011 il Municipio, accertato che gli appartamenti raggiungevano il 68 % della SUL, ha chiesto ai proprietari d'inoltrare una notifica di costruzione indicante quelli destinati a uso secondario, corredata dal consenso dell'assemblea condominiale, richiesta alla quale non è stato dato seguito. Il 22 luglio 2014 l'Esecutivo comunale ha avviato una procedura contravvenzionale nei confronti dei proprietari degli appartamenti utilizzati come residenza secondaria, vietandone altresì tale uso. Ne sono scaturite alcune procedure giudiziarie e richieste d'utilizzare le PPP come residenze secondarie, avversate da determinati condomini.