Citation: 6B_597/2021 E. 4.4

4.4. Quanto alla valutazione delle prove agli atti, non si scorge nessun arbitrio (sulla nozione di arbitrio v. DTF 143 IV 500 consid. 1.1). Relativamente alle lettere di dimissione, sotto la voce "diagnosi" figura "sospetto abuso sessuale senza chiari segni all'esame obiettivo" come evidenziato nel ricorso. Sennonché, da una lettura complessiva dei documenti, in particolare alla luce dell'esame obiettivo dei minori nonché del sunto del colloquio tenuto con loro, appare evidente che i medici non hanno inteso esprimere di nutrire tale sospetto, bensì piuttosto designare la ragione degli esami effettuati sui bambini. In effetti, nessun segno di abuso è stato obiettivamente rilevato e gli stessi minori, in occasione del colloquio personale, hanno negato abusi di natura fisica o sessuale da parte del padre, di avere paura di tornare a casa con lui o di stare da soli con lui. Da tali documenti emerge altresì che la madre è apparsa molto agitata e che i suoi racconti sono risultati "molto confusionari". Per quanto riguarda poi le dichiarazioni agli inquirenti dei ricorrenti e della loro madre, nulla è emerso e del resto nemmeno nel gravame sono riportati esempi concreti di elementi suscettibili di costituire degli indizi di reato, se non asseriti segni di stress di B.A.________, rilevati solo nell'impugnativa, e le asserzioni della madre degli insorgenti. Quest'ultima ha effettivamente affermato che sua figlia C.A.________ le avrebbe riferito che qualcuno le aveva "messo un dito nel culo". Orbene, in questo passaggio ella racconta l'episodio all'origine del procedimento in parola che occorre qui precisare. Secondo gli accertamenti cantonali, non contestati su questo specifico punto, la sera del 19 giugno 2020 C.A.________, seduta sul divano alla presenza della madre e della bambinaia, si è toccata tra le natiche con un dito. Sua madre le ha quindi chiesto il motivo del gesto e se qualcuno glielo avesse già fatto, domandando se non fosse stato per caso il padre. A quel punto C.A.________, che all'epoca aveva poco più di quattro anni e mezzo, ha risposto affermativamente. La bambinaia ha in seguito fatto notare alla madre di aver posto una "domanda suggestiva". Gli elementi forniti dalla madre risultano da una domanda orientata e non neutra alla figlia, che del resto nulla del genere ha rivelato al personale medico e agli inquirenti. Come rilevato nel ricorso, in occasione del suo interrogatorio, la bambinaia ha effettivamente raccontato che la maestra di C.A.________ ha riscontrato una certa aggressività e delle difficoltà di ascolto nella bambina. Sennonché, il rapporto della direttrice dell'istituto scolastico frequentato dalle due sorelline, fornito sulla scorta delle indicazioni delle loro maestre, non manca di segnalare un comportamento di C.A.________ a volte oppositivo. Ciò nonostante, secondo il personale educativo, le bambine non hanno mai manifestato segni di maltrattamenti o portato a scuola racconti preoccupanti. Sicché nulla può essere dedotto da quanto riferito dalla bambinaia a sostegno delle ipotesi di reato. Le ulteriori censure ricorsuali afferenti all'accertamento dei fatti risultano irrilevanti per l'esito della causa e in ogni caso infondate. La circostanza che, nell'esporre i fatti, la CRP non abbia seguito un ordine strettamente cronologico, non comporta la loro inesattezza, avendo riportato in modo corretto le date dei diversi eventi e atti di procedura, ciò che del resto non è contestato nell'impugnativa. Quanto alle asserzioni della direttrice della struttura protetta, rispettivamente del medico riportate nel rapporto di polizia e riprese nella parte fattuale della sentenza impugnata, in merito allo stato psicofisico della madre dei ricorrenti e al suo preteso tentativo di influenzare i figli, se è vero che non sono documentate né è nota l'identità degli interessati, esse non hanno alcuna influenza sull'esito del procedimento, come già rilevato nella sentenza impugnata. La CRP ha confermato l'abbandono a carico dell'imputato senza minimamente prendere in considerazione tali contestate asserzioni. Alla luce di quanto precede, è senza arbitrio che la CRP ha ritenuto la chiara assenza di elementi suscettibili di corroborare l'ipotesi di atti sessuali con fanciulli ai danni degli insorgenti. La conferma del decreto di abbandono risulta pertanto conforme al diritto.