Citation: 1P.356/2004 02.07.2004 E. 1.6

Nell'ambito della causa 1P.232/2004, l'istante era stato invitato, il 21 aprile 2004, a fornire un anticipo di fr. 2'000.-- per le spese giudiziarie presunte (art. 150 cpv. 1 e 4 OG) entro il 5 maggio seguente. Egli rileva d'aver incaricato, il 28 aprile 2004, una vicina di casa di verificare se nella propria casella postale giacesse della corrispondenza: essendo il caso, egli sostiene d'aver chiesto al funzionario postale di trattenere gli invii sino al 30 aprile seguente. Aggiunge di essersi presentato alla posta il 1° maggio seguente, ma che gli invii sarebbero stati rispediti ai mittenti la sera del giorno precedente. Dal timbro postale apposto sul retro dell'invio litigioso risulta tuttavia, anche se ciò non è decisivo, ch'esso è stato rispedito al Tribunale federale il 5 maggio seguente. 1.6.1 La circostanza che le dimissioni dell'istante dall'ospedale sono avvenute soltanto il pomeriggio del 30 aprile 2004 (verso le 14.00 a suo dire) e non in mattinata, può costituire un impedimento imprevisto, ma non certo imprevedibile, ritenuto che, notoriamente, un eventuale prolungamento di una degenza ospedaliera, in seguito a complicazioni, a questioni organizzative o ad altri motivi, non costituisce un fatto eccezionale e del tutto imprevedibile. Neppure la circostanza che, come precisato dall'istante, il 30 aprile 2004 i collegamenti con i mezzi di trasporto pubblici tra l'ospedale sito a Lugano e Tesserete non sarebbero stati ottimali, può costituire, manifestamente, un motivo di restituzione del termine. 1.6.2 Decisiva è comunque la circostanza che, la prospettiva della degenza e quindi l'ospedalizzazione per la malattia essendo intervenuta all'inizio del termine fissato, l'istante poteva senz'altro incaricare un terzo di compiere l'atto di procedura necessario, segnatamente di ritirare l'invio litigioso, operazione che non doveva essere eseguita personalmente. Egli ha, infatti, incaricato una vicina di controllare la propria corrispondenza, ma ha omesso di concederle la facoltà di ritirarla, ciò che gli avrebbe permesso di effettuare il versamento richiesto entro il 5 maggio seguente o di chiedere una proroga del termine di versamento. Visto che nella fattispecie era oggettivamente e soggettivamente esigibile che l'istante affidasse, in maniera effettiva, a un terzo la salvaguardia dei suoi interessi, l'impedimento senza sua colpa ai sensi dell'art. 35 cpv. 1 OG era cessato (vedi, per analoghi casi di degenze ospedaliere, DTF 119 II 86 consid. 2a, 114 II 181 consid. 2, 112 V 255).