Citation: 4D_83/2008 09.03.2009 E. 4

Nella prima parte del ricorso viene riproposta la contestazione della congruità delle note d'onorario agli atti così come dell'effettiva esecuzione delle prestazioni ivi elencate. Premesso ch'egli aveva da subito contestato - nella risposta di causa e nel doc. 5 - che gli opponenti avvessero effettivamente eseguito quanto esposto nelle fatture, il ricorrente rimprovera ai giudici cantonali di aver considerato valido l'importo della pretesa di controparte senza spiegare in maniera puntuale e circostanziata il motivo per il quale essi sono giunti a tale conclusione, "da cui la carente motivazione della sentenza", che laddove riprende senza riserve l'importo stabilito dalla Commissione di verifica dell'Ordine degli avvocati si avvera pure arbitraria nella valutazione delle prove. La censura è pretestuosa. 4.1 Nella sentenza impugnata - alla cui motivazione si può senz'altro rinviare (art. 109 cpv. 3 LTF) - i giudici cantonali hanno in primo luogo osservato come il ricorrente abbia sì contestato l'effettuazione delle prestazioni fatturate dagli avvocati nella risposta di causa del 27 ottobre 2005, ma questa è stata introdotta oltre tre anni dopo l'emanazione delle fatture; in precedenza egli non solo non aveva mai obiettato alcunché in proposito - il doc. 5 si limitava infatti ad evocare non meglio precisati "problemi", senza formulare un'esplicita critica - ma ha anche pagato acconti per fr. 8'350.--. Inoltre, hanno proseguito i giudici ticinesi, a fronte della dettagliata indicazione degli opponenti circa le prestazioni svolte - nelle "distinte prestazioni e spese" versate agli atti sub doc. U-W - la contestazione del ricorrente, che nemmeno specifica quali sarebbero le prestazioni da lui contestate, appare eccessivamente generica. Ma non solo. I giudici della massima istanza cantonale hanno rilevato come, in ogni caso, gli opponenti abbiano dimostrato di aver fornito le prestazioni fatturate mediante la produzione, per ogni fattura, del relativo fascicolo di documenti processuali e altri atti compiuti per conto del ricorrente, rispettivamente mediante la testimonianza di E.________, che all'epoca lavorava nello studio legale e aveva seguito alcune pratiche del ricorrente. 4.2 Alla luce di quanto appena esposto, il rimprovero mosso ai giudici ticinesi di non aver adeguatamente motivato la loro decisione - ancorché solo accennato e non concretizzato in un'esplicita censura di violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) nella forma del diritto a una decisione motivata - si appalesa manifestamente ingiustificato: essi hanno spiegato in maniera assai chiara i diversi motivi per i quali hanno respinto le (generiche) contestazioni del ricorrente in merito all'esecuzione delle prestazioni fatturate dagli opponenti. Poco importa che la Corte cantonale sia forse incorsa in una svista affermando che in sede di appello il ricorrente non avrebbe più contestato la fattura di cui al doc. E, relativa alla consulenza nella compravendita di un fondo situato nel Comune di Y.________. Anche in questo caso i giudici hanno infatti specificato che l'effettuazione delle prestazioni fatturate, riportate in dettaglio nella distinta prodotta agli atti sub doc. U, risulta essere stata provata dalla documentazione contenuta nel plico di cui al doc. Q e su quest'ultimo argomento il ricorrente non si pronuncia né tantomeno adduce alcunché per contestare concretamente la congruità dell'importo richiesto dagli opponenti. Egli si limita a sostenere che la Corte ticinese non avrebbe potuto accogliere la pretesa poiché dagli atti prodotti non è desumibile il dispendio orario da porre in relazione con le prestazioni fatturate, ma questo non basta per far apparire manifestamente insostenibile la decisione dei giudici di ritenere ciononostante provato l'importo indicato dagli opponenti. L'insistenza del ricorrente ad evocare l'assenza d'indicazioni precise circa il dispendio orario nelle "distinte prestazioni" versate agli atti sub doc. U-W è ancor più vana in quanto riferita alle fatture versate agli atti sub doc. F-I, giacché la loro congruità è stata esaminata, sulla base di tutta la documentazione versata agli atti, nella pronunzia della Commissione di verifica dell'Ordine degli avvocati nella decisione del 15 febbraio 2005, che il ricorrente non ha impugnato. 4.3 In conclusione, la decisione dei giudici ticinesi di ammettere come provata l'effettuazione delle prestazioni fatturate dagli avvocati sulla base dei fascicoli di documenti relativi alle singole pratiche e della testimonianza di E.________ resiste (evidentemente) alla censura di arbitrio. La generica affermazione del ricorrente secondo cui si tratterebbe di "documentazione inadatta a fornire siffatta prova" non è suscettibile di modificare questa conclusione. E avendo i giudici del Tribunale d'appello ritenuto provata - senza incorrere nell'arbitrio - l'esecuzione delle prestazioni fatturate nei doc. F-I, la loro decisione di riferirsi agli importi fissati dalla Commissione di verifica nella decisione del 15 febbraio 2005 è del tutto sostenibile (cfr. art. 27 cpv. 2 vLAvv). Ciò comporta la reiezione del ricorso su questo punto, siccome manifestamente infondato.