Citation: 1C_233/2022 E. 2.3

2.3. Il ricorrente, come già nella sede cantonale, non contesta l'adempimento dell'elemento oggettivo dell'infrazione ai sensi dell'art. 16c cpv. 1 lett. a e cpv. 2 lett. a bis LCStr, ammettendo ch'esso è dimostrato. Critica per contro la verifica di quello soggettivo operata dalle autorità penali e amministrative, perché la Corte cantonale, richiamando il principio dell'unità di giudizio, ha fondato l'impugnata sentenza sui fatti accertati nella sede penale. Disapprova tale conclusione asserendo che in concreto non sarebbe adempiuta la condizione soggettiva dell'intenzionalità, motivo per cui l'art. 90 cpv. 3 e 4 LCStr non sarebbe applicabile e quindi neppure la revoca di due anni prevista dall'art. 16c cpv. 2 lett. a bis LCStr. Afferma che, così facendo, la Corte cantonale avrebbe apprezzato in maniera arbitraria i fatti e le prove, lasciando inevaso l'aspetto soggettivo dell'intenzione. Al suo dire, la fattispecie non adempirebbe l'aspetto soggettivo riferito al "pirata della strada", ma configurerebbe un'infrazione grave per dolo eventuale ai sensi dell'art. 90 cpv. 2 LCStr, nel cui ambito sarebbe applicabile l'art. 16c cpv. 2 lett. a LCStr.