Citation: 1C_353/2015 E. 2.2

2.2. Il ricorrente, che di per sé non critica questa prassi invalsa, precisa di voler mettere in diversa luce la sua immagine di conducente da quella che traspare dalla sentenza impugnata. Adduce l'asserita nullità della decisione del 2 aprile 2014 relativa all'infrazione commessa il 1° aprile 2011 con la quale il Prefetto di Como ha disposto l'inibizione alla guida sul territorio italiano per 30 giorni, al suo dire notificata tardivamente. Al riguardo richiama una norma italiana (art. 201 del decreto n. 295/1992), che prevedrebbe la notifica al trasgressore residente all'estero entro 360 giorni dall'accertamento dell'infrazione: poiché in concreto la notifica del verbale d'accertamento sarebbe avvenuta soltanto il 17 aprile 2012, essa sarebbe tardiva. Ne deduce che le relative sanzioni pronunciate in Italia nei suoi confronti sarebbero estinte e invalide. Sostiene che sulla base della richiamata norma estera, l'obbligo di pagare la somma dovuta a titolo di sanzione pecuniaria per la violazione si estinguerebbe nei confronti del soggetto al quale la notifica non sia stata effettuata nel termine prescritto. Poiché l'inibizione alla guida disposta dal Prefetto di Como costituisce una sanzione accessoria a quella pecuniaria, anch'essa ne seguirebbe il destino. La decisione del 2 aprile 2014 del Prefetto di Como, siccome fondata su una decisione asseritamente estinta e invalida, poiché notificata tardivamente, non poteva quindi essere posta dalle autorità svizzere a fondamento della revoca ai sensi dell'art. 16c bis LCStr, norma che esige che all'estero sia stato "validamente" pronunciato un divieto di condurre.