Citation: I 312/00 19.12.2000 E. 2

2.- Come già rilevato nel giudizio querelato e sottolineato dall'UAI nelle osservazioni al ricorso, nella fattispecie, anche volendo far astrazione dalla sussistenza o meno di un'invalidità di grado rilevante per l'attribuzione di una rendita, fa manifestamente difetto la condizione assicurativa richiesta in regime convenzionale (cfr. consid. 1a). In effetti, in Svizzera C.________ è stata assicurata presso l'AVS/AI sino al 1989. In Italia, dopo il suo rientro, ha versato contributi alle patrie assicurazioni sociali soltanto fino al 5 aprile 1994, momento in cui - a suo dire per motivi di salute, secondo il datore di lavoro invece per motivi di famiglia - ha definitivamente cessato l'attività di cucitrice esercitata dopo il rimpatrio. Come si evince dall'attestato relativo alla sua carriera assicurativa inviato il 26 ottobre 1998 dalla sede provinciale di P.________ dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale, l'interessata non risulta nemmeno essere titolare di una pensione d'invalidità italiana. D'altra parte, la ricorrente ha continuato a lavorare senza interruzioni di rilievo fino all'inizio di aprile 1994 e le affezioni da lei lamentate sono configurabili quale stato patologico labile, idoneo ad evolvere verso un miglioramento o un peggioramento, sussumibile di conseguenza sotto la lett. b dell'art. 29 cpv. 1 LAI. Ne discende che, nell'ipotesi più favorevole, ella avrebbe potuto maturare l'eventuale diritto a una rendita d'invalidità nell'aprile 1995, vale a dire decorso il termine d'attesa di un anno previsto dall'illustrata normativa legale (cfr. consid. 1c) e quindi in un'epoca in cui, come detto, la condizione assicurativa richiesta in regime convenzionale non era più soddisfatta.