Citation: 1C_251/2023 E. 3.6

3.6. Contrariamente all'assunto ricorsuale, la decisione impugnata non viola il diritto federale e non è per nulla arbitraria. In effetti, il ricorso è incentrato sul fatto che, visto che da oltre sei mesi egli non si era più recato nella citata località, la (nuova e temporanea) rotatoria litigiosa gli era sconosciuta. Questa circostanza non è decisiva, ritenuto che il ricorrente non poteva evidentemente fare affidamento sul fatto che la segnaletica stradale, da lui conosciuta all'epoca, rimanesse invariata. Non si è quindi in presenza dell'asserita violazione del principio della buona fede e dell'affidamento, le cui condizioni non sono manifestamente adempiute (art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost.; DTF 148 II 233 consid. 5.5.1), né di quello della proporzionalità (art. 5 cpv. 2 Cost.; DTF 148 II 392 consid. 8.2). È d'altra parte notorio che in presenza di un cantiere la segnaletica subisce spesso delle modifiche temporanee, alle quali i conducenti devono prestare un'attenzione accresciuta. Il ricorrente, adducendo che non vi è stato alcun incidente e nessun danno perché ambedue i conducenti sarebbero stati attenti, misconosce che l'incidente è stato evitato grazie alla prontezza di riflessi dell'altro conducente, che ha dovuto frenare bruscamente. Il ricorrente, non accorgendosi che la segnaletica era stata modificata, ciò che non è per nulla inusuale in presenza di cantieri, ha semplicemente confidato, a torto, nell'immutabilità della segnaletica da lui conosciuta, non rivolgendo così la dovuta attenzione alla strada e alla circolazione, mettendo in pericolo la sicurezza degli altri automobilisti. La circostanza che non si è verificato un incidente non è decisiva (DTF 143 IV 500 consid. 1.2.1). Ne discende che la tesi del ricorrente, secondo cui la citata infrazione avrebbe provocato soltanto un pericolo minimo per la sicurezza altrui e che si sarebbe reso responsabile soltanto di una colpa leggera, sanzionabile con un ammonimento, dev'essere respinta. La Corte cantonale ha ritenuto inoltre a ragione che la durata minima della revoca non può essere ridotta (art. 16 cpv. 3 secondo periodo LCStr; DTF 135 II 334 consid. 2.2). I giudici cantonali hanno inoltre ritenuto, rettamente, che l'esistenza della doppia procedura, penale e amministrativa prevista dalla LCStr è risaputa e notoria (DTF 139 II 95 consid. 3.2; sentenza 1C_669/2019 del 31 gennaio 2020 consid. 3.2).