Citation: 1A.197/2005 16.10.2006 E. 1

3.4 Sempre con riferimento alla questione della competenza, la ricorrente stessa ammette che sarebbe pensabile, per il fatto che tre cittadini svizzeri non hanno domicilio in Italia, che il Tribunale di Bolzano possa risultare in qualche modo competente, ad esempio perché ha avviato per primo le indagini in Italia. Sostiene tuttavia che questo aspetto sarebbe irrilevante, poiché, come risulta da una sentenza del 19 aprile 2004 dell'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano, gli imputati B.________, C.________ e D.________ sono già stati condannati a sei mesi di reclusione, pena detentiva convertita in multa. Ne deduce che lo Stato richiedente non avrebbe più alcun interesse ad agire sul piano processuale. Richiamando poi l'entità delle pene pronunciate, che configurano al suo dire sostanzialmente un patteggiamento chiaramente ispirato da ragioni di opportunità, la ricorrente si limita ad addurre che si potrebbe disquisire se la situazione finale possa ancora configurare una frode fiscale. Al riguardo essa rileva tuttavia semplicemente che di fronte all'invocata sentenza che porrebbe fine all'azione penale, nell'ottica del principio della doppia punibilità, non sarebbe più determinante la qualifica giuridica del reato. La censura non regge già per il fatto che il procedimento penale prosegue per lo meno nei confronti del più volte citato accusato ed eventualmente anche di altre persone. Inoltre, la ricorrente disattende che per l'esame della doppia punibilità è determinante il quesito di sapere se i fatti addotti nella domanda, eseguita la dovuta trasposizione, sarebbero punibili secondo il diritto svizzero e non tanto l'entità della pena poi pronunciata nei confronti di determinati inquisiti tenendo conto delle attenuanti personali loro riconosciute (DTF 124 II 184 consid. 4 b/cc pag. 188). In questo ambito la ricorrente non contesta che si potrebbe essere in presenza di una truffa in materia fiscale, per la quale la concessione dell'assistenza è ammissibile (sul tema vedi DTF 125 II 250; Zimmermann, op. cit., n. 409-412). 3.5 D'altra parte, la necessità di poter disporre di tutti i documenti sequestrati per poter ricostruire compiutamente i flussi finanziari oggetto d'inchiesta, e se del caso individuare ulteriori transazioni sospette, è chiara. In effetti, come rilevato dalla ricorrente nella duplica, l'imputato E.________ era un suo cliente. La circostanza che un'eventuale responsabilità dei rappresentanti della ricorrente, in particolare di B.________ nella sua qualità di organo della stessa, sarebbe da tempo risolta dal profilo processuale e sostanziale non è decisiva: d'altra parte, come già visto, essa non è legittimata a far valere gli interessi di terzi. La consegna delle informazioni litigiose è idonea a far progredire le indagini, se del caso nel senso di concludere, tramite l'emanazione di ulteriori decisioni di archiviazione, il procedimento penale (DTF 126 II 258 consid. 9c). Contrariamente all'assunto ricorsuale, l'utilità e la rilevanza potenziale della documentazione litigiosa per il procedimento estero non possono essere escluse (DTF 126 II 258 consid. 9c, 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a e b). La consegna delle informazioni litigiose è giustificata e idonea a far progredire le indagini: la loro utilità potenziale è data.