Citation: U 529/06 28.01.2008 E. 11

11.1 Ai fini di stabilire la capacità lavorativa residua dell'assicurato sia l'INSAI che il Tribunale cantonale si sono a ragione fondati sul rapporto del medico di circondario dott. D.________, chirurgo, il quale a sua volta ha tenuto conto dei referti del prof. J.________, specialista in ortopedia, e del dott. K.________, neurologo, ritendoli fedefacenti. In particolare dalle limitazioni descritte dal dott. D.________ emerge che l'insorgente è in grado di svolgere un'attività da leggera a mediopesante in cui egli possa, a causa dell'aumentata stancabilità, fare una pausa di dieci minuti ogni ora. Il grado di capacità lavorativa è stato quindi quantificato dall'INSAI nell'83.33% (riduzione del 16.67% in seguito alle pause). Da queste conclusioni, ben motivate, non vi è alcun motivo di scostarsi, ritenuto, come precisato anche dal Tribunale di prime cure, che nessun altro documento medico mette in discussione i rapporti mezionati. 11.2 Dagli atti risulta che l'attività attuale presso la ditta X.________, consistente in lavori di manutenzione e di giardinaggio, per la quale l'insorgente percepiva nel 2006 un reddito annuo di fr. 26'000.-, è svolta tramite una presenza dell'80%, mentre la resa effettiva è del 50%. Come indicato dalla Corte cantonale, mediante l'esercizio di detta attività l'assicurato non mette a frutto in maniera completa e ragionevole la propria capacità lavorativa residua, essendovi in un mercato del lavoro equilibrato un ventaglio di occupazioni esigibili il cui reddito è superiore. 11.3 A ragione la precedente istanza ha quindi determinato il reddito ipotetico da invalido, conseguibile dall'insorgente esercitando un'attività sostitutiva confacente, applicando i dati statistici nazionali risultanti dalla tabella TA1 ISS. Partendo dal valore totale mediano di cui all'ISS 2004 (pag. 53, livello di esigenze 4), il giudice cantonale ha considerato un importo di base annuo di fr. 57'258.24 per il 2004 (fr. 4588 x 41.6 : 40 x 12), che, adattato all'evoluzione dei salari nominali, l'ha portato a ritenere un importo di fr. 58'328.52 per il 2006. Dopo avere operato una doppia deduzione del 16.67% e del 20% in ragione della ridotta capacità lavorativa posta in evidenza dal dott. D.________, da un lato, e delle circostanze particolari del caso (impedimenti addebitabili al danno alla salute, impossibilità di lavorare a tempo pieno, statuto di frontaliere), dall'altro, egli ha quantificato il reddito ipotetico da invalido dell'interessato in fr. 38'884.12. Confrontato quest'ultimo dato con il reddito da valido di fr. 57'881.15 (consid. 9), ha quindi accertato un tasso d'invalidità del 32.82% (57'881.15 - 38'884.12 x 100 : 57'881.15), arrotondato al 33% conformemente alla giurisprudenza pubblicata in DTF 130 V 121 segg. 11.4 Questo grado d'invalidità deve essere confermato, malgrado un errore di calcolo, che non incide sul risultato. Il reddito da invalido al 100% nel 2006 ammonta infatti, in realtà, a fr. 58'388.90 (fr. 57'258.24 X 2014:1975; La Vie économique, 12-2007, pag. 99, tabella, B10.3, uomini). Si rileva inoltre che l'orario usuale nel 2006 era di 41.7 e non già di 41.6 ore settimanali (cfr. La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella B9.2). Anche questo fattore non influisce comunque sull'esito della causa.