Citation: 2D_48/2015 E. 5.3

5.3. In secondo luogo, l'insorgente giudica manifestamente insostenibile la conferma della Commissione di ricorso sulla magistratura secondo cui il giudizio di inidoneità sarebbe da desumere già dal carattere confuso e arruffato dell'atto pubblico nel suo complesso. L'autorità cantonale di ricorso ha in effetti a sua volta considerato che la carente qualità dell'atto deriva non solo dalla scelta di redigere un atto unico per i tre rapporti contrattuali, ma anche dalla presenza di clausole di scarsa o nessuna rilevanza, come se non ci fosse nessuna linea giuridica chiara da seguire e nemmeno una connessione con la fattispecie concreta. L'assenza di sistematica, di chiarezza e di pertinenza denota a suo dire, anche a prescindere dall'esistenza di gravi errori, una scorretta impostazione ed un'insufficiente o incerta preparazione giuridica del candidato notaio. Tale circostanza inciderebbe pesantemente sul giudizio negativo del suo operato, ritenuto anche che una delle funzioni essenziali del notaio è proprio quella di dipanare la matassa del diritto in relazione a rapporti giuridici complessi (giudizio impugnato, consid. 3b). Il ricorrente giudica tale conclusione un "macroscopico errore di valutazione". Non ne dimostra però il carattere arbitrario, limitandosi a sostenere di non sapere dove l'atto sia da ritenersi prolisso, confuso e indifferenziato. Sostiene tra l'altro di aver evidenziato in modo grafico i tre rapporti contrattuali quando invece già ad una prima lettura del suo testo salta all'occhio quanto in sostanza indicato nel giudizio impugnato, ovvero che egli si è limitato ad affrontare le singole p roblematiche giuridiche giustapponendole in maniera sequenziale (senza, ad esempio, inserire sottotitoli o raggrupparle tematicamente e suddividerle poi in sottopunti per conferire la necessaria chiarezza all'atto). In queste circostanze, la censura si rivela del tutto infondata e va respinta proprio anche alla luce del fondamentale ruolo svolto dal notaio, che tra i suoi doveri ne ha anche uno di chiarezza, che lo obbliga a redigere l'atto in maniera tale da facilitarne la comprensione, evitando il ricorso acritico a modelli e clausole di stile, nonché ad esporre in modo intelligibile le soluzioni giuridiche adottate (MICHEL MOOSER, Le droit notarial en Suisse, 2a ed. 2014, N. 208 segg.).