Citation: 2C_951/2022 E. 4.1

4.1. In primo luogo, si lamenta del fatto che la domanda raggruppata presentata il 23 novembre 2018 "poggi le sue basi legali sull'accordo amministrativo del 2 marzo 2017 tra le autorità competenti della Confederazione Svizzera e dell'Italia sullo scambio di informazioni attraverso richieste di gruppo", che è di natura amministrativa e non ha seguito "l'iter di approvazione secondo i rispettivi ordinamenti costituzionali". Ammettere la legittimità e quindi l'utilizzabilità del suddetto accordo, aggiunge, comporterebbe inevitabilmente la violazione degli art. 141 e 141a della Costituzione svizzera, che sanciscono un inviolabile diritto del popolo svizzero di esprimersi, mediante referendum facoltativo, finanche sui trattati internazionali". In merito alla domanda raggruppata del 23 novembre 2018, che ha dato avvio anche alla presente causa (precedente consid. 1.1), il Tribunale federale si è tuttavia già pronunciato nella sentenza 2C_73/2021 del 27 dicembre 2021, giungendo alla conclusione che la procedura poggiava su una base legale sufficiente, ovvero sull'art. 27 cpv. 2 CDI CH-I e sulla lett. ebis del Protocollo aggiuntivo (ivi, consid. 3.3). In tale contesto si è poi espresso pure sulla portata dell'accordo amministrativo del 27 febbraio / 2 marzo 2017, rilevando come lo stesso vada sempre interpretato conformemente alla CDI CH-I e non possa contraddirne lo spirito (ivi, consid. 5). La prima questione di diritto di importanza fondamentale prospettata dall'insorgente - mettendo in dubbio il fatto che l'accordo amichevole possa essere considerato una base legale sufficiente per la domanda di assistenza - non è quindi data.