Citation: 2P.216/2004 05.10.2004 E. 3

3.1 Secondo l'art. 16 cpv. 2 Cost./TI il Comune è autonomo nei limiti della costituzione e delle leggi. Questo principio è espresso anche all'art. 1 della legge organica comunale del Cantone Ticino, del 10 marzo 1987 (LOC). In materia scolastica, l'art. 1 cpv. 1 e 2 della legge sulla scuola, del 1° febbraio 1990 (LSc) stabilisce che la scuola pubblica è un'istituzione educativa al servizio della persona e della società, istituita e diretta dal Cantone con la collaborazione dei Comuni. Le competenze specifiche delle autorità e degli organi comunali sono definite dalla legge medesima o dalle leggi speciali (art. 9 cpv. 2 LSc). Secondo l'art. 52 LSc il rapporto d'impiego dei docenti delle scuole cantonali e comunali è disciplinato dalla legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, del 15 marzo 1995 (LOrd; cfr. pure art. 1 cpv. 1 lett. b della medesima). Per i docenti delle scuole comunali, la nomina e l'incarico sono di competenza del Municipio (art. 2 cpv. 1 lett. b LOrd combinato con l'art. 7 cpv. 1 lett. a della legge sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola elementare, del 7 febbraio 1996, LSIE), che vengono conferiti in conformità a quanto stabilito dalla già citata legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti; quest'ultima contiene anche le relative norme concernenti la loro assunzione (art. 8 cpv. 1 LSIE). Per i docenti titolari delle scuole dell'infanzia e delle scuole elementari e per i docenti di sostegno pedagogico, lo stipendio è a carico dei Comuni e dei consorzi e viene sussidiato dal Cantone in base alla legge sulla compensazione intercomunale e secondo specifici criteri (art. 12 cpv. 1 LSIE e art. 34 della legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti, del 5 novembre 1954, LStip). La pianta e la classificazione degli impiegati dello Stato e dei docenti viene invece stabilita dal Consiglio di Stato (art. 1a LStip). In altre parole, la classificazione dei docenti (cfr. Regolamento concernente le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato, del 17 febbraio 2004, segnatamente alla rubrica "Ufficio delle scuole comunali"), le classi di stipendio, i supplementi e le indennità da loro percepiti (art. 2 LStip; cfr. pure l'art. 39 RDS), così come l'orario lavorativo e la definizione dell'onere di lavoro (art. 78 e 79 cpv. 1 Lord e art. 3 LSc; cfr. pure art. 21 e 37 cpv. 3 LSIE, art. 39 cpv. 1 del rispettivo regolamento di applicazione, RALSIE) sono fissati dalla normativa cantonale, la quale in proposito è dettagliata, completa e contiene criteri vincolanti. Per quanto concerne in particolare il trattamento salariale, segnatamente per quanto concerne il minimo e il massimo nonché l'aumento annuo di ogni classe di stipendio (cfr. art. 3 LStip), gli eventuali supplementi ed indennità percepiti, i Comuni ticinesi non sono quindi abilitati a scostarsi dalla legge cantonale determinante. Da quanto testé esposto discende che sebbene i docenti e le docenti di scuola dell'infanzia siano degli impiegati comunali, i criteri per determinare la loro retribuzione sono esaurientemente disciplinati dal diritto cantonale: in proposito i Comuni non fruiscono di autonomia tutelabile. 3.2 Nel caso concreto il Comune ricorrente invoca una lesione della propria autonomia, in quanto la competenza comunale di istituire o meno una refezione scolastica sarebbe stata misconosciuta dalla Corte cantonale. È vero che in ambito scolastico, come peraltro già riconosciuto dal Tribunale federale, le competenze dei Comuni ticinesi si riferiscono tra l'altro all'organizzazione delle refezioni (cfr. sentenza 1P.6/1999 del 4 maggio 1999 pubblicata in: RDAT 1999 II n. 18 pag. 62 e segg.) che, per quanto riguarda le scuole dell'infanzia, i Municipi sono comunque di regola chiamati ad istituire (art. 37 cpv. 1 LSIE). Sennonché in concreto non è in discussione la questione di sapere se il Comune ricorrente deve organizzare o meno una refezione scolastica, incaricando o meno i docenti e le docenti della relativa attività. Oggetto del contendere è invece il quesito di sapere se la normativa cantonale che disciplina il trattamento salariale dei docenti e delle docenti di scuola dell'infanzia con refezione disattenda il principio della parità di trattamento sancito dall'art. 8 cpv. 1 Cost. se si effettua un confronto con la retribuzione salariale dei docenti e delle docenti di scuola dell'infanzia senza refezione. Quesito, sia rilevato di transenna, che è stato risolto dalla Corte cantonale mediante l'applicazione a livello cantonale di un criterio uniforme di determinazione dello stipendio, valevole nei confronti di tutti i docenti di scuola dell'infanzia. Orbene, come già accennato in precedenza, la retribuzione dei e delle docenti di scuola dell'infanzia è disciplinata in modo esaustivo dal diritto cantonale ed al riguardo i Comuni non fruiscono di autonomia tutelabile. 3.3 Dalle premesse considerazioni discende che siccome non si ravvisa, per quanto concerne l'oggetto del contendere, alcuna autonomia comunale, un'eventuale violazione della medesima risulta esclusa d'acchito. Non occorre quindi dirimere il merito della controversia. Visto quanto precede, il ricorso va respinto.