Citation: 6B_15/2018 E. 3.1

3.1. La CARP ha accertato che qualche giorno prima dei fatti oggetto di giudizio l'insorgente ha conosciuto C.________, a cui ha raccontato di essere spesso maltrattata dal figlio. Il 9 luglio 2009 gli aveva consegnato fr. 7'000.--, affinché le procurasse un legale che l'aiutasse a dirimere una vertenza successoria. Egli si è offerto spontaneamente di occuparsi delle sue controparti e di "strapazzare" il suo ex patrocinatore, che non l'aveva adeguatamente difesa. Da simili proposte e dalla pistola mostratale in quell'occasione, la ricorrente doveva capire che C.________ era disposto a organizzare azioni violente. Quel giorno, proprio grazie alle informazioni da lei fornite in merito al luogo e allo scooter in uso a suo figlio, C.________ ha aspettato B.________ fuori dalle piscine di X.________ e lo ha redarguito per il suo comportamento verso la madre. L'indomani C.________ e F.________, D.________ e E.________ si recano in macchina nei pressi del domicilio dell'insorgente guidati telefonicamente dalla donna. Al loro arrivo, lei si trova all'esterno della palazzina. Dopo il pestaggio, il figlio lascia la casa insultando pesantemente la ricorrente, mentre lei resta tranquilla e non allerta nessuno, tenendosi invece in contatto telefonico con C.________. Per la Corte cantonale l'insorgente ha avuto un ruolo centrale nell'aggressione del ragazzo: ha permesso che C.________ avesse un primo contatto intimidatorio con il figlio, ha accolto E.________ e F.________ all'entrata dell'edificio, li ha accompagnati nell'appartamento e dato loro modo di accedere alla camera del ragazzo. E.________ è l'autore materiale dell'aggressione, mentre C.________ ne è l'ideatore. Non vi sono invece indizi, continuano i giudici cantonali, di un'istigazione da parte della ricorrente, né di un suo dolo diretto. Per lei era comunque chiaro che C.________ non era uno stinco di santo, bensì persona capace di azioni violente, attorniato da giovani scapestrati cui affidare mansioni poco pulite. Quella sera sapeva che gli uomini erano giunti a casa sua per parlare con il figlio e, se del caso, dargli una lezione. Doveva ritenere possibile che il loro intervento potesse degenerare, fors'anche come reazione a un atteggiamento scontroso del ragazzo, in qualcosa di più di un monito o una sberla. Invece di negarsi e rimanere in casa chiusa a chiave, ha fornito una fattiva e volontaria collaborazione alla buona riuscita della missione, rimanendo impassibile alle urla del ragazzo. Per la CARP si è quindi associata all'agire degli autori materiali in corso d'esecuzione con dolo eventuale, scartando invece il dolo diretto in applicazione del principio in dubio pro reo.