Citation: 2A.533/2003 18.02.2004 E. 1

1.1 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di una simile autorizzazione si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG e art. 4 LDDS; DTF 128 II 145 consid. 1.1.1; 127 II 161 consid. 1a, con rinvii). 1.2 Il ricorso di diritto amministrativo è, in linea di principio, ammissibile contro le decisioni dell'ultima istanza cantonale concernenti la revoca del permesso di dimora (art. 101 lett. d OG). Sennonché le autorizzazioni di soggiorno di cui beneficiavano le insorgenti sono scadute il 31 marzo 2003, ossia prima dell'inoltro dei ricorsi: esse non hanno quindi, da questo profilo, un interesse pratico e attuale a ricorrere (art. 103 lett. a OG; DTF 128 II 34 consid. 1b; 123 V 113 consid. 5a). Al riguardo, i gravami sono perciò irricevibili. Il giudizio impugnato si riferisce tuttavia anche al rifiuto di rinnovare le precedenti autorizzazioni. Occorre pertanto vagliare se i rimedi esperiti siano ammissibili sotto questo aspetto. 1.3 Giusta l'art. 7 cpv. 1 LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Il rifiuto del rinnovo del permesso sollecitato da A.A.________, sposata con un cittadino svizzero dal 10 novembre 2001, può quindi essere sottoposto al Tribunale federale mediante ricorso di diritto amministrativo (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG a contrario). Sapere se questo diritto sussista ancora o sia invece decaduto in virtù delle eccezioni o delle restrizioni che discendono dall'art. 7 cpv. 1 terza frase e cpv. 2 LDDS, nonché dall'abuso di diritto, è per contro un problema di merito, non di ammissibilità (DTF 128 II 145 consid. 1.1.5; 126 II 265 consid. 1b e riferimenti). Fintanto che la ricorrente succitata dispone, di principio, di un diritto ad ottenere il rinnovo del permesso di dimora, sua figlia C.________, la quale intrattiene con lei una relazione stretta, intatta ed effettivamente vissuta, può di per sé prevalersi del diritto al ricongiungimento familiare previsto dall'art. 8 della Convenzione europea del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101; DTF 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II 425 consid. 2a, 377 consid. 2b/aa, 335 consid. 2a). L'esito di questo secondo gravame dipende comunque, in primo luogo, dalla sorte del permesso di soggiorno della madre.