Citation: 4C.294/2000 22.05.2001 E. 3

3.- Come anticipato, il convenuto si duole a più riprese della violazione dell'art. 8 CC, che regola la ripartizione dell'onere probatorio. Egli rimprovera all'autorità cantonale di aver accolto la petizione nonostante l' attore non avesse sostanziato né tantomeno dimostrato l' esistenza di un nesso di causalità fra l'agire dell'amministratore e l'asserito danno, nonché l'ammontare dello stesso. a) La censura si avvera d'acchito inammissibile in quanto rivolta contro l'applicazione del diritto cantonale (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 126 III 161 consid. 2b). Spetta infatti al diritto processuale cantonale, nell'ambito della massima dispositiva, stabilire se il giudice può eseguire d'ufficio un accertamento rilevante oppure se è necessaria l'allegazione specifica di una parte e quali sono le esigenze poste a tale allegazione (DTF 97 II 221 consid. 3e in fine, 339 consid. 1b). Si può nondimeno rammentare che il Tribunale d'appello ha stabilito che l'attore ha fatto fronte al proprio obbligo di allegazione in modo conforme al diritto processuale ticinese. b) La critica ricorsuale va dichiarata irricevibile anche perché - nonostante il richiamo all'art. 8 CC - è chiaramente intesa a contestare l'apprezzamento probatorio. La decisione di ammettere l'esistenza del nesso di causalità e la quantificazione del danno poggiano infatti sulle risultanze istruttorie. Diversamente da quanto pare ritenere il convenuto, tale giudizio non ha nulla a che vedere con la questione della ripartizione dell'onere della prova. L'art. 8 CC sarebbe, semmai, violato qualora il giudice imponesse ad una parte di provare un fatto la cui prova deve essere fornita dalla parte avversaria, oppure quando egli dispensasse una parte dal fornire la prova che invece dovrebbe portare. Tale norma non trova per contro applicazione quando, come nel caso in rassegna, l'apprezzamento delle prove convince il giudice dell'esposizione dei fatti e gli permette di accertare un fatto (DTF 122 III 219 consid. 3c pag. 223, 119 II 114 consid. 4c con rinvii; cfr. Corboz, le recours en réforme au Tribunal fédéral in: SJ 2000 II pag. 41).