Citation: 2C_272/2022 E. 5.3

5.3. Come accertato in modo vincolante per questa Corte (art. 105 cpv. 1 LTF) dai giudici cantonali, il ricorrente è stato arrestato il 18 luglio 2013, in seguito a una denuncia, per tentata estorsione, violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d'immagine ed infrazione alla LArm. In correità con i figli e, tra l'altro, l'amante, egli aveva registrato un rapporto sessuale tra quest'ultima e la vittima a fini estorsivi senza però riuscire nell'intento. Inoltre tra il 2007 e l'arresto, aveva acquistato senza permesso delle armi e svariati accessori di armi e proiettili nonché cercato di venderne, anche come intermediario. In entrambi i casi aveva agito principalmente a scopo di lucro. Il fatto che il tentativo di estorsione riguardava una somma importante (quasi un anno di stipendio) è stato ritenuto un'aggravante, mentre la circostanza che l'estorsione non è stata pienamente realizzata attenuava invece solo minimamente la colpa, poiché era unicamente grazie alla denuncia e all'intervento delle autorità che il danno patrimoniale non si era verificato. Il comportamento dell'interessato è stato altresì ritenuto particolarmente spregiudicato: oltre ad agire per scopo di lucro ha coinvolto i figli (ugualmente condannati), l'amante e un terzo. Per quanto concerne il primo delitto, la colpa del ricorrente è stata definita particolarmente grave, mentre con riferimento al secondo è stata messa in avanti la pericolosità delle armi nonché l'uso illecito che ne sarebbe stato fatto. Il fatto che aveva agito per scopo di lucro è stato giudicato nel suo complesso molto grave, la sua situazione finanziaria non essendo disastrata, senza poi trascurare che si era comportato in maniera da porre la vittima del tentativo di estorsione in una situazione atta a rovinarne i rapporti familiari e che non aveva esitato a fornire delle armi a personaggi pericolosi. Gli unici attenuanti presi in considerazione sono stati i suoi problemi di salute (benché, a parere della Corte, ciò non gli aveva impedito di avere una relazione extraconiugale e di frequentare ambienti non propriamente edificanti) e la collaborazione durante l'inchiesta, anche se non proprio spontanea. L'alto grado di colpa è anche stato confermato dal fatto che la pena privativa della libertà è stata sospesa (per metà) con il periodo di prova più elevato (5 anni), che il termine di sospensione della pena pecuniaria del 2013 è stato prorogato di un anno e che non era incensurato, avendo di nuovo delinquito durante il periodo di prova della prima condanna, la quale, sebbene di gravità relativa, concerneva il reato di aggressione, dunque contro l'integrità fisica. La Corte cantonale non ha invece considerato l'inchiesta per reati violenti del 1999, la multa per infrazione alle norme della circolazione del 2001 e l'ammonimento del 1997 poiché a suo avviso di rilevanza minore.