Citation: 6B_899/2020 E. 2.3.2

2.3.2. Nella risposta al gravame, il Municipio rileva che la procedura contravvenzionale giusta gli art. 145 segg. LOC è di regola scritta e non prevede che il contravventore possa confrontarsi direttamente con l'agente di polizia, in particolare quando la fattispecie sarebbe già chiara sulla base degli atti. Adduce inoltre che il ricorrente avrebbe potuto fare valere le sue ragioni nella procedura di ricorso e non avrebbe mai tentato di dimostrare la propria innocenza. In concreto, l'applicazione del diritto cantonale non può tuttavia prescindere dal rispetto dei diritti fondamentali della persona accusata (cfr. MARIANNE JOHANNA HILF, in: Basler Kommentar, Strafrecht II, 4aed. 2019, n. 12 all'art. 335 CP). Come visto, il diritto di essere sentito prevede in particolare che il ricorrente possa interrogare i testimoni a carico, segnatamente quando le loro dichiarazioni sono decisive. D'altra parte, la presunzione d'innocenza (art. 32 cpv. 1 Cost.) e il principio "in dubio pro reo", che ne è il corollario, riferiti alla ripartizione dell'onere probatorio, impongono all'autorità di accusa l'onere di provare la colpevolezza dell'imputato e non a quest'ultimo di dimostrare la sua innocenza (DTF 145 IV 154 consid. 1.1; 127 I 38 consid. 2a). Contrariamente a quanto sembrano ritenere la Corte cantonale e il Municipio, non incombeva quindi al ricorrente dimostrare di non avere commesso l'infrazione in questione.