Citation: 1P.781/1999 23.02.2000 E. 4

4.- La ricorrente sostiene inoltre che la decisione impugnata violerebbe il principio della parità di trattamento essendo la multa inflittale sei volte più elevata di quella posta a carico dell'impresa di costruzioni. La censura non regge. A prescindere dal fatto che la Corte cantonale non ha statuito sulla punibilità di altre persone che avrebbero concorso all'infrazione e che, di massima, non v'è disparità di trattamento ove autorità diverse giungano a soluzioni differenti su questioni di apprezzamento (Müller, op. cit. , pag. 404 seg. ), in materia di commisurazione della pena un confronto tra due casi è in generale infruttuoso. Le circostante oggettive e soggettive che il giudice è tenuto a considerare sono infatti quasi sempre diverse (DTF 116 IV 292 consid. 2; sentenza del 7 giugno 1995 nella causa F., consid. 6, pubblicata in RDAT II-1995, n. 19, pag. 51 segg; sulla disuguaglianza nell'ambito della commisurazione della pena cfr. DTF 123 IV 150 consid. 2a). La Corte cantonale non ha quindi violato il principio della parità di trattamento tenendo conto, nella commisurazione della multa, di una colpa maggiore della ricorrente, in quanto istante e committente, rispetto a quella dei responsabili dell'impresa di costruzioni.