Citation: 9C_458/2020 E. 5.3

5.3. A nulla giova al ricorrente sostenere che nel caso di specie per l'intera durata del periodo d'attesa l'assicurato non ha mai raggiunto la percentuale necessaria per poter beneficiare da subito di un assegno di grado elevato. Più in generale non può essere seguito il ricorrente allorquando sostiene che per riconoscere da subito un assegno per grandi invalidi di grado elevato è necessario che la grande invalidità sia stata di grado elevato durante tutto l'anno di attesa. Come già evidenziato al consid. 4.2 è necessario distinguere le condizioni affinché il diritto a un assegno per grandi invalidi nasca da quelle relative alla percentuale da accordare in seguito, una volta il diritto sorto, rispettivamente in caso di modifica successiva del grado d'invalidità. Decisivo inoltre per l'applicazione o meno del termine di attesa di tre mesi di cui all'art. 88a cpv. 2 OAI è sapere se la variazione successiva è dovuta a un cambiamento dello stato valetudinario o di statuto, rispettivamente al raggiungimento di una soglia d'età. Nemmeno soccorre il ricorrente il riferimento alla nota marginale 8093 della CIGI, secondo cui la percentuale dell'assegno da accordare è stabilita in base al grado della grande invalidità prima e dopo il periodo d'attesa. La grande invalidità è considerata di grado elevato se è stata di grado elevato durante tutto il periodo di attesa. La situazione prevista alla cifra marginale 8093 della CIGI non è indicata al caso di specie, in quanto si riferisce a situazioni in cui lo stato di salute dell'assicurato peggiora. Decisivo in concreto per la non applicazione del termine di tre mesi di cui all'art. 88a cpv. 2 OAI è che il maggior bisogno non è determinato dalla situazione valetudinaria di peggioramento, per la quale occorre valutare se duratura, ma dall'età raggiunta che da subito riconosce la necessità accresciuta di aiuto. La soglia del raggiungimento di un'età che determina il maggior aiuto è per sua natura permanente e non è necessaria la verifica della persistenza nel tempo in quanto vi è automaticamente un carattere duraturo. A titolo abbondanziale si rileva che nulla cambierebbe a quanto sopra evidenziato anche nell'ipotesi in cui il raggiungimento di un determinato limite d'età, idoneo a conferire un grado maggiore di assegno per grandi invalidi, avvenga già durante l'anno di attesa e non come nel caso di specie al suo scadere ma dall'inizio di tale diritto. Detto altrimenti la rinuncia al termine di tre mesi previsto all'art. 88a cpv. 2 OAI è data sia nel caso in cui nel termine annuale di carenza dell'art. 28 cpv. 1 lett. b LAI vi è una modifica del grado d'invalidità per motivi d'età, sia che la stessa avvenga allo scadere dello stesso.