Citation: 6B_592/2016 E. 4.5

4.5. L'art. 165 cpv. 1 CPP/TI imponeva di ordinare un'eventuale confisca al più tardi quando è pronunciato l'abbandono del procedimento o nella sentenza definitiva, pena la decadenza del sequestro. La norma si rivolgeva all'"autorità competente", senza ulteriori precisioni. Atteso che tra le facoltà del procuratore pubblico vi era anche quella di decretare l'abbandono del procedimento (art. 214 cpv. 1 CPP/TI), sulla base del solo tenore letterale della disposizione non si può escludere la competenza di suddetto magistrato di ordinare anche tale misura nel contesto del decreto di abbandono, come peraltro ritenuto dalla CRP. Questa competenza non rappresentava un unicum nel CPP/TI. Infatti, contrariamente a quanto affermato nel gravame, il CPP/TI conferiva esplicitamente al procuratore pubblico la possibilità di pronunciare la confisca nell'ambito del decreto d'accusa (art. 207 cpv. 3 e art. 208 cpv. 1 lett. d CPP/TI). È vero che le disposizioni relative al decreto di non luogo a procedere (art. 185 segg. CPP/TI) e al decreto di abbandono (art. 214 segg. CPP/TI) nulla indicavano al riguardo, ciò che ancora non significa che in questi ambiti fosse preclusa la competenza del procuratore pubblico di confiscare. Infruttuoso appare il richiamo ricorsuale a un'asserita "costante e continua prassi delle autorità inquirenti e giudicanti" di pronunciare la confisca non già con il decreto di non luogo a procedere o di abbandono, bensì nell'esclusivo quadro di una procedura indipendente ai sensi dell'art. 350 cpv. 2 CPP/TI. I precedenti citati nel gravame concernono infatti casi in cui è stato decretato il non luogo a procedere e non l'abbandono. Sennonché, l'art. 165 CPP/TI menziona unicamente l'abbandono del procedimento e non contempla l'ipotesi del non luogo a procedere, di modo che dalla giurisprudenza cantonale invocata nulla può essere dedotto in favore della tesi dell'insorgente. L'art. 165 CPP/TI è inserito nel capitolo "perquisizione e sequestro", in cui figura anche l'art. 163 CPP/TI relativo alla confisca anticipata. Orbene quest'ultima poteva essere ordinata solo dal giudice della Pretura penale su istanza motivata del procuratore pubblico. Può apparire poco congruente ammettere la competenza del magistrato inquirente di pronunciare la confisca per così dire ordinaria, ma non quella in via anticipata, per la quale era prevista unicamente e direttamente una procedura dinanzi a un'autorità giudiziaria. Per questo solo motivo l'interpretazione dell'art. 165 cpv. 1 CPP/TI effettuata dalla CRP non si rivela comunque insostenibile. Appare per contro problematica, ponendo mente all'esigenza di un "giudice" prevista dagli art. 69 segg. CP. L'abbandono decretato dal procuratore pubblico poteva essere impugnato, sulla base degli art. 216 segg. CPP/TI, dinanzi all'allora Camera dei ricorsi penali, ovvero un tribunale indipendente e imparziale, dotato di libero esame in fatto e in diritto (art. 286 cpv. 4 CPP/TI). Tuttavia, come d'altronde accennato anche nel giudizio impugnato, la procedura prevista non risulta propriamente consona a contestare la confisca ordinata nell'ambito di un decreto di abbandono. Innanzitutto l'art. 216 cpv. 1 CPP/TI, come evidenziato dal ricorrente, accordava alla sola parte civile la legittimazione a contestare suddetto decreto. La CRP rileva in ogni modo che essa poteva essere riconosciuta de lege ferenda anche a chi era aggravato dalla misura pronunciata. Sennonché, nello specifico si tratta di sapere se de lege lata,e non solo de lege ferenda, la procedura cantonale permetteva all'aggravato di contestare una confisca ordinata dal procuratore pubblico in un decreto di abbandono. Tale legittimazione nella fattispecie poteva nondimeno imporsi in sede cantonale in forza dell'art. 111 cpv. 1 LTF, atteso che la persona colpita dalla confisca ha diritto di ricorrere al Tribunale federale (v. DTF 137 IV 33 consid. 9.1; 133 IV 278 consid. 1.3). Più delicata appare la questione della procedura prevista per impugnare un decreto di abbandono. Sempre secondo l'art. 216 cpv. 1 CPP/TI, la parte civile poteva contestare il decreto proponendo un atto di accusa (cosiddetto privato) accompagnato da memoriale di motivazione. Da parte sua, in caso di accoglimento dell'atto d'accusa, la Camera dei ricorsi penali poteva trasmetterlo al giudice del merito competente (art. 218 cpv. 1 CPP/TI) o trasformarlo in decreto di accusa (art. 219 cpv. 1 CPP/TI). Mal si vede come in una simile procedura fosse possibile contestare unicamente un'eventuale confisca ordinata nel decreto di abbandono e la CRP non lo spiega, salvo osservare che tale procedura non fosse propriamente sempre consona. Tale difficoltà poteva tuttavia essere superata applicando le norme generali relative al ricorso alla Camera dei ricorsi penali (v. art. 285 seg. CPP/TI). In simili circostanze, l'interpretazione dell'art. 165 cpv. 1 CPP/TI, su cui la CRP fonda la competenza del procuratore pubblico di ordinare la confisca nell'ambito di un decreto di abbandono, seppur possa apparire opinabile, non risulta insostenibile e nemmeno viola il diritto federale, segnatamente gli art. 69 segg. CP.