Citation: U 327/00 04.04.2002 E. 4

4.- a) La Corte cantonale, ritenendo che gli interventi disposti per il trattamento della malattia professionale che aveva colpito il de cuius non permettessero, già al momento del primo ricovero ospedaliero avvenuto il 19 novembre 1996, di prevedere alcun miglioramento dello stato di salute dell'istante, gli stessi essendo per forza di cose, vista la gravità e lo stadio avanzato della patologia, intesi non a guarire, bensì a ritardare il momento del decesso, rispettivamente ad alleviarne i dolori, ha riconosciuto, a partire dalla data di tale ricovero, il diritto a una rendita d'invalidità e, di riflesso, in virtù del rinvio operato dal disposto dell'art. 24 cpv. 2 LAINF, a un'indennità per menomazione dell'integrità. b) L'Istituto assicuratore, da parte sua, contesta il fondamento della pronunzia ed osserva che in nessun momento - e tanto meno alla data ritenuta dai primi giudici, alla quale non era ancora nemmeno stata posta una diagnosi -, nel corso della malattia professionale, si sarebbero realizzati i presupposti per assegnare le prestazioni riconosciute. Rileva in particolare che lo stato di salute del de cuius non si sarebbe mai stabilizzato, sicché non si giustificherebbe di considerare terminata la cura medica, né lo scopo dell'indennità per menomazione dell'integrità può essere quello di riconoscere, via diritto successorio, un risarcimento agli eredi - come invece proporrebbe di fatto la pronunzia querelata - per il "solo" fatto che venga diagnosticata una malattia professionale inguaribile destinata a provocare il decesso dell'assicurato entro breve tempo. Per il resto, l'assicuratore infortuni nega che di fronte ad aspettative di vita drasticamente ridotte possa ammettersi il carattere di durevolezza del danno all'integrità. c) L'UFAS, infine, pur rilevando la necessità di interpretare in senso restrittivo il concetto di durevolezza del danno all'integrità, ritiene adempiuto tale presupposto nel caso in cui un assicurato risulti affetto da una grave e (generalmente) inguaribile malattia professionale, che ne riduce drasticamente le aspettative di vita. Facendo notare che in siffatta evenienza il trattamento medico si limiterebbe a mere cure palliative, osserva che la sola diagnosi di una simile patologia escluderebbe a priori la possibilità di un miglioramento dello stato di salute dell'assicurato e obbligherebbe l'assicuratore infortuni, indipendentemente dalle particolarità del caso, a determinarsi sul diritto a una rendita di invalidità come pure a un'indennità per menomazione dell'integrità.