Citation: 1C_719/2020 E. 2.4

2.4. Le ricorrenti non contestano e ammettono, a ragione, ch'esse erano a conoscenza del procedimento penale avviato in Italia nei confronti dei citati imputati, nel quale erano inoltre coinvolte due di esse, come pure che nell'ambito della procedura di assistenza giudiziaria hanno potuto esprimersi compiutamente. Esse si limitano a citare il considerando n. 274 della sentenza della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo del 28 giugno 2018 nella causa G.I.E.M. S.r.L. e altri contro ltalia (ricorsi nn. 1828/06 e altri 2), secondo cui, tenuto conto del principio che una persona non può essere sanzionata per un atto che coinvolge la responsabilità penale altrui, una misura di confisca applicata, come in quella causa, a persone fisiche o giuridiche che non sono parti in causa è incompatibile con l'art. 7 CEDU. Ora, dai fatti dell'invocata sentenza (n. 8 - 42) risulta che, contrariamente al caso qui in esame, in quella causa la ricorrente non era stata minimamente coinvolta in nessun procedimento penale, motivo per cui le autorità non potevano applicarle una pena per azioni di terzi (n. 272 seg.). Per contro, nella fattispecie, la sentenza del 27 novembre 2017 della Prima Sezione Penale del Tribunale di Milano ha ordinato la criticata confisca delle azioni litigiose "in quanto profitto del reato o comunque beni utilizzati per commetterlo" (pag. 14). Non si è in presenza di terzi estranei al procedimento penale. Nella sentenza della Corte d'Appello di Milano (Sezione Seconda Penale) del 23 aprile 2019, si precisa inoltre che gli acquisti litigiosi sono stati effettuati tra l'altro anche dalle ricorrenti A.________ e H.________, società riferibili ai trust riconducibili a un imputato.