Citation: I 458/03 02.11.2004 E. 5

5.1 Circa la pretesa parzialità del rapporto 16 novembre 2001 dell'assistente sociale dell'UAI, G.________, occorre rammentare alla ricorrente che, secondo costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209). Gli accertamenti ordinati in adempimento di questo compito non possono essere considerati di parte (DTF 123 V 175, 122 V 157). 5.2 L'istanza precedente ha quindi pertinentemente rilevato come il referto in parola soddisfi i criteri posti dalla giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni in materia di valore probatorio di un rapporto d'inchiesta dell'UAI (DTF 128 V 93 consid. 4; cfr. pure DTF 130 V 61 seg. consid. 6.1 e 6.2). Allestito - in conoscenza della situazione medica e domestica - da persona abilitata a stabilire l'esistenza di grande invalidità (DTF 107 V 136, 143 consid. 2b), il rapporto 16 novembre 2001 riporta in dettaglio quanto riferito dall'assicurata in merito ai singoli atti ordinari della vita e alla necessità di cure permanenti o di sorveglianza personale ed è stato integrato con i dati - convergenti - risultanti dalla documentazione sanitaria in atti, che avevano messo in risalto le difficoltà di deambulazione di M.________. Contraddicendo le precedenti osservazioni fatte dal proprio patrocinatore in data 30 maggio 2001, l'interessata ha così in particolare segnalato all'assistente sociale di vestirsi e svestirsi senza aiuto da parte di terzi pur impiegando più tempo del normale. Di non necessitare dell'aiuto di terzi per alzarsi, sedersi e coricarsi, pur dovendo compiere tali operazioni con attenzione in ragione del fatto che perderebbe facilmente l'equilibrio. Di non presentare alcuna difficoltà nel mangiare e nell'andare al gabinetto. E quindi di riuscire parimenti ad entrare e uscire dalla vasca da bagno senza l'intervento di terze persone, pur dovendo prestare attenzione a non scivolare. 5.3 Per il resto, le nuove allegazioni ricorsuali non trovano riscontro nelle tavole processuali e comunque non sono tali da modificare l'esito del giudizio. Al contrario, i certificati medici del dott. M.________, prodotti dalla ricorrente in sede cantonale al termine di una degenza presso la Clinica N.________ e datati novembre 2002, ossia posteriori al momento decisivo che delimita in concreto il potere cognitivo di questa Corte, accennano "unicamente" alle difficoltà deambulatorie e alla necessità per la paziente di poter disporre di una macchina da lavare nel proprio appartamento come pure, per un periodo di sei mesi, di fare capo a un'assistenza domiciliare. Sostanzialmente di stesso tenore appare il rapporto 13 novembre 2002 dei responsabili della predetta Clinica. Ora, come rettamente rilevato dal giudice di prime cure, il fatto che l'assicurata sia stata dichiarata bisognosa - peraltro per un periodo successivo alla data determinante ai fini del presente giudizio - di assistenza domiciliare per un lasso di tempo limitato e per una sola volta la settimana, non permette ancora di ravvisare una necessità di aiuto regolare e notevole oppure di sorveglianza personale permanente da parte di terze persone. Né tale conclusione può essere dedotta dalla circostanza - addotta in questa sede - di doversi sottoporre regolarmente a punture omeopatiche, ritenuto che gli stessi sanitari della Clinica N.________, che hanno prescritto un tale trattamento, hanno limitato l'indicazione per un aiuto domiciliare a una volta alla settimana (e quindi non quotidianamente: cfr. DTF 116 V 48 consid. 6b, 106 V 158 consid. 2a, 105 V 56 consid. 4b; RCC 1990 pag. 51). Nulla di diverso si evince quindi dalla dichiarazione 24 giugno 2002 del fisioterapista, L.________, il quale, ribadendo i problemi di deambulazione dell'assicurata, il giorno prima della decisione amministrativa in lite ha semplicemente pronosticato che la paziente in futuro avrebbe avuto bisogno di un'assistenza "più completa rispetto a quella che ha tuttora poiché noto che il suo quadro clinico/motorio è in peggioramento". 5.4 Infine, giova rammentare all'insorgente che, secondo giurisprudenza, il fatto che determinati atti siano resi più difficili o rallentati a cagione dell'infermità non basta per ammettere una grande invalidità (RCC 1989 pag. 228 e 1986 pag. 507).