Citation: 4C.165/2002 27.09.2002 E. 3

Il giudizio di primo grado è stato confermato il 4 aprile 2002 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. Premesso che i rapporti fra le parti sono retti dalle norme sul contratto di spedizione (art. 439 CO) e sul mandato (art. 394 segg. CO), la Corte ticinese ha precisato che qualora il mandatario sia autorizzato a farsi sostituire - come nel caso specifico - egli è responsabile solo della diligenza nella scelta e nell'istruzione del terzo; l'onere della prova di un'eventuale violazione di questi obblighi incombe sul mandante (art. 399 cpv. 2 CO e art. 27 delle condizioni generali dell'associazione svizzera degli spedizionieri). In concreto spettava pertanto all'attrice dimostrare che la convenuta sapeva, rispettivamente avrebbe dovuto sapere, dell'insolvenza della ditta incaricata del disbrigo delle pratiche doganali in Italia. A mente dell'autorità cantonale questa prova non è stata fornita; anzi, la convenuta ha reso verosimile il contrario, avendo essa dimostrato l'affidabilità dell'intermediario, che in precedenza aveva eseguito prestazioni analoghe per altri clienti senza che vi fossero problemi di sorta. I giudici ticinesi hanno infine respinto la tesi dell'attrice secondo la quale la convenuta va tenuta responsabile per la rescissione del contratto principale, cagionata dai suoi ritardi nell'esecuzione del trasporto. Anche qualora la convenuta avesse davvero commesso delle negligenze, mancherebbe in ogni caso il nesso causale con il danno patito dall'attrice, che consiste nella perdita dell'importo destinato al pagamento dell'IVA.