Citation: 7B_749/2023 E. 3.4

3.4. Le critiche ricorsuali non meritano accoglimento. Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, il fatto che egli fosse stato identificato come "potenziale autore" di reati in ambito di commercio di stupefacenti già nel mese di marzo 2023 non permette di ritenere che il magistrato inquirente avrebbe "indebitamente ritardato" l'intervento nei suoi confronti, omettendo di richiederne la carcerazione. Come già esposto, tale misura coercitiva presuppone la sussistenza di gravi indizi di reato (art. 221 cpv. 1 CPP; cfr. consid. 2.8 supra). In concreto, tali indizi derivano, secondo gli accertamenti della Corte cantonale (art. 105 cpv. 1 LTF), oltre che dalla documentazione acquisita nell'ambito della procedura rogatoriale e pervenuta alle autorità inquirenti svizzere il 2 maggio 2023 e il 12 giugno 2023, anche dalle dichiarazioni di L.________ del 1° giugno 2023 e di D.________ del 21 e 22 agosto 2023. Alla luce di queste risultanze istruttorie, il fatto che la carcerazione preventiva del ricorrente sia stata richiesta nel mese di agosto 2023 resiste alla critica ricorsuale. Inoltre, contrariamente alla fattispecie oggetto della sentenza 1B_260/2015 del 19 agosto 2015 consid. 4.2 citata dal ricorrente, nel mese di marzo 2023 non erano stati ancora identificati tutti i correi del ricorrente, circostanza che lo stesso ricorrente riconosce. Non si può quindi parlare di una situazione "del tutto analoga" a quella oggetto della citata sentenza del Tribunale federale, dove gli eventuali complici del ricorrente erano già stati identificati al momento in cui il magistrato inquirente aveva omesso di richiederne la carcerazione preventiva. Per quanto concerne la sussistenza di un rischio di collusione e di inquinamento delle prove (art. 221 cpv. 1 lett. b CPP), il ricorrente, venendo meno al suo obbligo di motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF; cfr. consid. 1.4 supra), non si confronta in maniera sufficiente con la motivazione della sentenza impugnata, spiegando perché la stessa violerebbe il diritto. Egli censura che la Corte cantonale si sarebbe limitata ad addurre la sussistenza di un pericolo di collusione con i correi arrestati con lui evocando i "soliti generici motivi". Tale argomentazione, manifestamente insufficiente, risulta irricevibile.