Citation: 2C_1018/2022 E. 3.2

3.2. Gli Stati parti alla CEDU hanno il diritto di controllare l'entrata, il soggiorno e l'allontanamento degli stranieri (DTF 139 I 330 consid. 2.1; 138 I 246 consid. 3.2.1). Ciononostante, come già giudicato dal Tribunale federale l'espulsione, l'estradizione o qualsiasi altra misura di allontanamento di uno straniero può sollevare un problema riguardo all'art. 3 CEDU ed è quindi suscettibile di fondare la responsabilità dello Stato in causa ai sensi della Convenzione quando, tenuto conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie, vi sono seri e comprovati motivi di credere che lo straniero, se lo si rinvia o espelle verso il Paese di destinazione, correrà un reale rischio di esservi sottoposto ad un trattamento contrario all'art. 3 CEDU. In tal caso, dalla norma convenzionale scaturisce l'obbligo di non allontanarlo rispettivamente di non espellerlo verso questo Paese. Questo obbligo discende ugualmente dagli artt. 10 cpv. 3 e 25 cpv. 3 Cost. (sentenza 2C_564/2021 già citata consid. 6.3 e numerosi richiami giurisprudenziali). Ciò collima peraltro con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (sentenze della CorteEDU F.G contro Svezia del 23 marzo 2016 [ricorso n. 43611/11] § 127 e 156; Saadi c. Italia del 28 febbraio 2008 [ricorso n. 37201/06] § 125 e 128; Chahal c. Regno Unito del 15 novembre 1996 [ricorso n. 22414/93] § 74).