Citation: 1C_76/2022 E. 5.3

5.3. Le ricorrenti riconoscono che gli opponenti hanno agito conformemente all'art. 8 LE, presentando la loro opposizione tempestivamente e disponendo di un interesse legittimo, in quanto proprietari di un fondo confinante, a contestare il mancato rispetto delle norme sull'altezza massima del muro. Sostengono nondimeno che l'opposizione sarebbe abusiva. Invocando la violazione del principio della buona fede, esse si scostano tuttavia dai fatti accertati nel giudizio impugnato, senza sostanziarli d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. La Corte cantonale ha infatti accertato che la formazione e la sopraelevazione del muro litigioso è stata eseguita in diverse fasi. Ha rilevato che, benché i piani della domanda di costruzione dell'agosto del 2005, concernente l'edificazione delle due villette sui fondi delle ricorrenti, indicassero la presenza sul confine sud di una scogliera esistente con un'altezza massima di 2.50 m, successivamente al rilascio delle licenze edilizie del 3 novembre 2005, la scogliera è stata sistemata, ampliata e sopraelevata. In seguito, il muro è stato ulteriormente innalzato, segnatamente in corrispondenza dell'angolo sud-ovest, per una porzione lunga circa 3 m sul confine sud, a seguito dell'autorizzazione del 7 aprile 2008: questa autorizzazione non è stata oggetto né di pubblicazione né di avviso ai proprietari confinanti. È inoltre stato posato, senza permesso, un parapetto alto 1 m in cemento armato, alternato a parti di ringhiera e di siepe. La Corte cantonale ha rilevato che i predecessori degli opponenti sembrano avere inizialmente tollerato l'eccessiva sopraelevazione del muro. Nessun proprietario del fondo part. n. 5853 era però stato confrontato prima del 2013 con una domanda che contemplasse il progetto completo. La Corte cantonale ha altresì constatato che l'altezza del muro è stata sostanzialmente tematizzata soltanto dopo la presentazione da parte dei proprietari C.________ della domanda di costruzione del 21 settembre 2010 per realizzare sul loro fondo uno stabile di cinque appartamenti. Nell'ambito di tale procedura, le ricorrenti avevano infatti sollevato un'opposizione, invocando tra le altre contestazioni quella relativa al mancato rispetto della distanza tra edifici per rapporto al suddetto muro. La decisione del Municipio del 30 agosto 2011 di ordinare alle ricorrenti la presentazione di una domanda di costruzione in sanatoria per questo manufatto fa quindi seguito alla procedura relativa all'edificazione del fondo contiguo. Alla luce di queste circostanze, risulta quindi che la portata degli interventi eseguiti sul muro e le carenze sotto il profilo dell'autorizzazione edilizia, nonché la loro potenziale rilevanza per le possibilità edificatorie del fondo degli opponenti (part. n. 5853) è emersa in modo chiaro soltanto nel periodo 2010/2011, nel contesto della prevista edificazione del loro fondo. La loro opposizione è stata quindi interposta tempestivamente contro la pubblicazione di una domanda di costruzione presentata dalle ricorrenti medesime a seguito del relativo ordine impartito dal Municipio e confermato in ultima istanza dalla Corte cantonale. L'opposizione non perseguiva scopi ad essa estranei, ma era volta a tutelare i loro interessi di proprietari confinanti in relazione con la possibile edificazione del loro fondo, che avrebbero potuto essere toccati dal manufatto litigioso. Essa non realizza di conseguenza gli estremi di un abuso di diritto.