Citation: 1C_143/2009 07.09.2009 E. 2

2.1 Il ricorso in materia di diritto pubblico può essere presentato per violazione del diritto, conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF. Secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, il ricorso dev'essere motivato in modo sufficiente. Il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure sollevate; esso non è tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se quest'ultime non sono presentate nella sede federale (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1). Il ricorrente deve quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nella decisione impugnata, spiegando per quali ragioni tale giudizio viola il diritto. L'applicazione d'ufficio del diritto da parte del Tribunale federale (art. 106 cpv. 1 LTF) presuppone infatti che il gravame possa essere esaminato nel merito ed adempia quindi i requisiti di motivazione previsti dall'art. 42 cpv. 2 LTF (DTF 134 II 244 consid. 2.1). 2.2 Il ricorso in esame riprende in gran parte testualmente il contenuto dei gravami presentati dinanzi alla precedente istanza e non si confronta puntualmente con le pertinenti considerazioni dei giudici cantonali, spiegando per quali ragioni esse violerebbero il diritto. Disattendendo le citate esigenze di motivazione, il ricorso si rivela essenzialmente inammissibile (cfr. DTF 134 II 244 consid. 2.3). Il ricorrente richiama invero l'art. 15 LPT, sostenendo che il suo fondo sarebbe ubicato in un comparto edificabile: tale sarebbe infatti la zona AP-EP e comunque, in assenza del vincolo, sempre a suo dire, la particella sarebbe stata inserita in una zona artigianale-industriale. Il ricorrente non si confronta tuttavia con le argomentazioni addotte dalla Corte cantonale, secondo cui alla data determinante del 9 maggio 1995 la proprietà non si trovava in un comprensorio già largamente edificato ai sensi dell'art. 15 lett. a LPT, rientrando piuttosto in un vasto comparto prevalentemente verde, chiaramente distinto e incentrato sull'ex caserma militare di Tesserete. Egli disattende inoltre che la precedente istanza ha unicamente accertato che il fondo era urbanizzato, escludendo per contro che fosse compreso nel perimetro di un piano generale delle canalizzazioni conforme alla legge. Né il ricorrente si esprime sull'accertata impossibilità di formare una zona artigianale-industriale in quel comparto, di dimensioni troppo ridotte ed addossato al settore di un altro Comune destinato ad altre attività: il progetto di creare una simile zona era stato abbandonato già nel 1986 in seguito all'acquisto da parte della Confederazione dei terreni interessati sul territorio del Comune confinante. In sostanza, il ricorrente fonda l'esistenza di un caso di espropriazione materiale semplicemente sul fatto che il suo fondo è stato gravato da un vincolo AP-EP: disattende tuttavia che l'eventuale realizzazione di un'espropriazione materiale deve essere vagliata sulla base della situazione concreta del fondo interessato, applicando i criteri giurisprudenziali esposti in modo pertinente dalla Corte cantonale. 2.3 Il ricorrente ribadisce l'edificabilità della sua proprietà anche nel contesto dell'espropriazione formale, adducendo che due particelle confinanti sarebbero state acquistate dall'espropriante al prezzo di fr. 100.-- al m2 nel 2003. Ora, le circostanze per cui il ricorrente non poteva seriamente contare sul fatto che un'edificazione del suo fondo fosse realizzabile con grande probabilità in un futuro prossimo concernono il quesito dell'espropriazione materiale e sono state ampiamente spiegate nel giudizio impugnato, con il quale, come visto, egli non si confronta con una motivazione conforme all'art. 42 cpv. 2 LTF. Criticando l'ammontare dell'indennità riconosciuta a titolo di espropriazione formale, il ricorrente invoca in sostanza una pretesa disparità di trattamento rispetto ai proprietari dei fondi vicini, che avrebbero percepito un indennizzo maggiore pur trovandosi in una situazione simile: produce al riguardo le relative richieste di iscrizione nel registro fondiario. Questi fatti e i relativi mezzi di prova sono nuovi e sono pertanto inammissibili in questa sede (cfr. art. 99 LTF). La censura, non sollevata dinanzi alla precedente istanza, non può di conseguenza essere esaminata nel merito.