Citation: 2P.249/2000 25.06.2001 E. 4

4.- a) Secondo l'art. 3 cpv. 1 LCM danno luogo a contributo di miglioria, tra l'altro, le opere di urbanizzazione generale e particolare dei terreni; il secondo capoverso definisce questi due tipi di urbanizzazione. L'art. 7 LCM fissa le quote della spesa determinante che possono essere poste a carico dei proprietari interessati: dal 30 al 60% per le opere di urbanizzazione generale ed almeno il 70% per quelle di urbanizzazione particolare. b) Il ricorrente critica l'applicazione di queste due norme cantonali ossia il tipo di urbanizzazione - generale secondo lui - e la conseguente percentuale del prelievo la quale, a suo avviso, dovrebbe essere al massimo del 60%. Sennonché, si tratta di questioni che sono di competenza del legislativo comunale nell'ambito della procedura di approvazione dei progetti e dei preventivi delle opere pubbliche (cfr. art. 13 cpv. 1 lett. g della legge organica comunale del 10 marzo 1987, LOC); le decisioni che le riguardano vanno impugnate in prima istanza dinanzi al Consiglio di Stato, poi, se del caso, al Tribunale cantonale amministrativo (art. 208 cpv. 1 LOC). Le contestazioni concernenti la natura dell'urbanizzazione e la quota dei costi a carico dei proprietari interessati non possono pertanto più essere proposte con il ricorso al Tribunale di espropriazione contro il prospetto dei contributi (cfr. sentenze del Tribunale federale del 23 febbraio 1998 e del 31 marzo 1995, parzialmente pubblicate in: RDAT 1998 II n. 29 consid. 4b e RDAT 1995 II n. 46 consid. 3b). Da quanto testé esposto deriva che la conclusione del Tribunale di espropriazione, secondo cui le censure ricorsuali riferite alla percentuale d'imposizione stabilita dall'Assemblea comunale di Miglieglia sono manifestamente tardive, è giusta, non soltanto sostenibile. c) aa) Il ricorrente asserisce che non aveva nessun motivo di contestare le decisioni assembleari degli anni 1992/94 perché, a quel tempo, erano effettivamente progettate opere di urbanizzazione particolare e la percentuale d'imposizione del 70% appariva corretta. L'arbitrio della sentenza impugnata consisterebbe nell'avere ignorato l' importante mutamento del genere di urbanizzazione attuato dal Municipio e, quindi, nell'avere rifiutato di ridurre la quota percentuale di spese a carico dei proprietari entro i limiti previsti per le opere di urbanizzazione particolare. bb) La critica è infondata. L'irregolarità della procedura - peraltro correttamente messa in evidenza dalla Corte cantonale - è costituita dal fatto che l'Assemblea comunale di Miglieglia non è stata chiamata dal Municipio a pronunciarsi sulla costruzione e sul finanziamento del tratto inferiore della strada; non è quindi stata presa, su questa parte dell'opera pubblica, una decisione suscettibile di essere impugnata davanti al Consiglio di Stato. I giudici cantonali hanno però accertato l'illegittimità del prospetto dei cosiddetti contributi posteriori pubblicato nel 1998 - sebbene il ricorrente non lo avesse impugnato - l'hanno annullato e hanno ripristinato quello del 1997, nella versione più favorevole. Il ricorrente non afferma che questa parte della sentenza è inficiata d'arbitrio; non sostiene, ad esempio, che il Tribunale di espropriazione avrebbe dovuto annullare o dichiarare nulla tutta la procedura d'imposizione e rinviare gli atti all'autorità comunale affinché l'Assemblea comunale si pronunciasse sui parametri del finanziamento dell'opera completa. Egli si duole soltanto del fatto che la sua domanda di riduzione della quota percentuale oggetto del prelievo dei contributi non sia stata accolta, dando per scontato che la Corte cantonale avesse la competenza per decidere in tal senso. Orbene, come rilevato in precedenza (cfr. consid. 4b), detta autorità non aveva tale facoltà. d) Il ricorrente censura, di seguito, la violazione dei principi della buona fede e della parità di trattamento. Sennonché, in proposito, il gravame non adempie i requisiti di motivazione posti dall'art. 90 OG: il ricorrente, in effetti, non spiega in modo preciso e dettagliato in che e perché detti principi sarebbero stati disattesi dalla Corte cantonale (sul principio dell'allegazione, cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c e rinvii). Su questi punti, il ricorso sfugge quindi ad un esame di merito.