Citation: 2C_46/2021 E. 3.2.1

3.2.1. Il ricorrente pretende infatti che l'integrazione in Svizzera vada ammessa, sottolineando in particolare che, nonostante egli svolga dei lavori saltuari e/o a tempo parziale, non ha mai percepito aiuti sociali. Ora, come indicato nell'impugnativa, è vero che per il riconoscimento dell'avvenuta integrazione sul piano professionale una carriera qualificata non è necessaria, e che la giurisprudenza in materia pone l'accento anche sul fatto che il reddito conseguito deve bastare a coprire i propri bisogni per non dipendere dall'aiuto sociale (citata sentenza 2C_1053/2017 del 13 marzo 2018 consid. 4.1). Altrettanto vero è però che alla fragile situazione lavorativa - caratterizzata non da ultimo dalla mancata conclusione di una formazione professionale, ma che non occorre in definitiva approfondire oltre - si affianca il compimento regolare di reati, e che già esso non può in casu che portare a concludere che l'integrazione nel nostro Paese - che si manifesta in primo luogo attraverso il rispetto dei principi dello Stato di diritto e dei valori della Costituzione federale (precedente consid. 3.1.1), quindi in un comportamento conforme alle leggi - non è avvenuta come doveva.