Citation: 5A_361/2015 E. 5.4.2

5.4.2. Le altre due censure si sovrappongono, nel senso che entrambe - secondo la motivazione ricorsuale - hanno per oggetto il silenzio del Tribunale di appello. Si potrebbe discutere se, in tali circostanze, abbiano entrambe una loro ragione di esistere, oppure non sia invece giusto considerare che una assorba l'altra. Comunque sia, ammettendo la loro ricevibilità, discutibile per la pochezza della motivazione addotta, esse sono senz'altro infondate. Una violazione del divieto di diniego di giustizia formale non sussiste già per il solo fatto che la ricorrente non allega di aver formulato, in sede di istanza di modifica 4 febbraio 2015, una conclusione che sarebbe rimasta inevasa. Peraltro, la ricorrente occulta che l'istanza di modifica 4 febbraio 2015 aveva invero per oggetto unicamente il decreto di conferimento dell'effetto sospensivo parziale, nel senso di una sua concessione in forma totale, e non il ricorso sul merito. Non si vede per quale ragione il Tribunale di appello avrebbe potuto tener conto degli argomenti espostivi anche per il merito, dato che essi sono stati proposti ben oltre il termine di inoltro del ricorso: procedere come proposto dalla ricorrente significherebbe eludere i termini legali di ricorso. Abbondanzialmente, si rileva che la ricorrente non allega di averne fatto espressa richiesta. Ciò premesso, e rammentato che il giudice non deve esprimersi su tutti gli argomenti sollevati da una parte, bensì soltanto su quelli utili al fine del proprio giudizio (DTF 139 IV 179 consid. 2.2 con rinvio), il Tribunale di appello non aveva ovviamente alcun obbligo di trattare nel giudizio di merito gli argomenti sollevati dalla ricorrente nella propria istanza 4 febbraio 2015.