Citation: 2A.470/2001 06.03.2002 E. 4

4.- a) Come esposto in precedenza (consid. 1b), il diritto, scaturente dall'art. 7 cpv. 1 LDDS, all'ottenimento di un permesso di dimora si estingue qualora sorga un motivo di espulsione. Quest'ultimo si realizza, tra l'altro, quando uno straniero è condannato da un'autorità giudiziaria per un crimine o un delitto (art. 10 cpv. 1 lett. a LDDS). Nondimeno, affinché l'espulsione sia lecita, è necessario che dall'insieme delle circostanze essa sembri adeguata (art. 11 cpv. 3 LDDS). Nel valutare tale condizione si terrà conto, in modo particolare, della gravità della colpa commessa dallo straniero, della durata del suo soggiorno in Svizzera e del pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero in seguito all'espulsione (art. 16 cpv. 3 ODDS). La questione di sapere se, in un caso concreto, le autorità debbano rilasciare un'autorizzazione di soggiorno deve dunque essere risolta effettuando una ponderazione di tutti gli interessi privati e pubblici in gioco. In questo senso si deve tenere conto della gravità degli atti commessi, così come pure della situazione personale e familiare dello straniero (DTF 122 II 1 consid. 2, 120 Ib 129 consid. 4b e 5). Va poi esaminato se si possa esigere dai familiari aventi il diritto di risiedere in Svizzera, che essi lascino questo Paese per seguire all'estero lo straniero al quale è stato rifiutato il permesso di soggiorno. Per risolvere quest'ultimo quesito, l'autorità non deve basarsi sulle esigenze degli interessati, ma deve oggettivamente considerare la loro situazione personale nonché l'insieme delle circostanze del caso. Al riguardo va precisato che il fatto che non si possa pretendere dai membri della famiglia di lasciare la Svizzera dev'essere incluso nella ponderazione degli interessi, ma non basta di per sé ad escludere il possibile rifiuto dell'autorizzazione di soggiorno (DTF 122 II 1 consid. 2 e riferimenti, 289 consid. 3b). b) Il diritto al rispetto della vita privata e familiare di cui all'art. 8 CEDU non è assoluto. Un'ingerenza nell'esercizio di tale diritto è ammissibile giusta l'art. 8 n. 2 CEDU "in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l' ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui". Anche in questo contesto va dunque effettuata una ponderazione di tutti gli interessi pubblici e privati in gioco (DTF 120 Ib 129 consid. 4a; cfr. anche DTF 122 II 1 consid. 2 con riferimenti).