Citation: 1P.145/2005 17.03.2005 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 65 consid. 1). 1.2 Nella risposta al ricorso, il Consiglio di Stato sostiene che il gravame sarebbe inammissibile poiché la comunicazione governativa del 23 febbraio 2005 non costituirebbe una decisione impugnabile. Fa valere che un ricorso rivolto contro la data stabilita dal Governo per la votazione popolare su una domanda di referendum potrebbe essere interposto, semmai, soltanto contro il decreto di convocazione delle assemblee dei Comuni, conformemente a quanto stabilito dall'art. 145 cpv. 3 della legge ticinese sull'esercizio dei diritti politici, del 7 ottobre 1998 (LEDP), secondo cui, se il numero di firme è raggiunto, il Consiglio di Stato fissa la data della votazione. La tesi, speciosa, non può manifestamente essere seguita. In effetti, il Consiglio di Stato non contesta del tutto che la data stabilita per la votazione sia effettivamente l'8 maggio 2005. Nel comunicato stampa del 17 febbraio 2005 della Cancelleria dello Stato si riferisce infatti di "decisione governativa" e del fatto che il Consiglio di Stato è consapevole che la scelta dell'8 maggio difficilmente permetterà alle cittadine e ai cittadini di beneficiare della possibilità del voto per corrispondenza. Né l'Esecutivo cantonale, che nella risposta rileva espressamente che la votazione è stata "prefissata" per la data litigiosa, fa valere che intenderebbe fissarne un'altra, se del caso entro il termine di sessanta giorni, ciò che renderebbe privo d'oggetto il gravame. È quindi a ragione che, nella fattispecie, i ricorrenti hanno impugnato tempestivamente quest'atto che, secondo loro, non rispetterebbe il corretto esercizio della volontà popolare (DTF 121 I 357 consid. 2c). 1.3 I ricorrenti, con un unico allegato, presentano un ricorso di diritto pubblico per violazione del diritto di voto secondo l'art. 85 lett. a OG e, parrebbe, un ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali dei cittadini ai sensi dell'art. 84 cpv. 1 lett. a OG. 1.4 La loro legittimazione, pacifica riguardo al ricorso per violazione del diritto di voto, in quanto cittadini attivi nel Cantone Ticino (DTF 130 I 290 consid. 1.2, 121 I 357 consid. 2a), non lo è affatto per quanto concerne l'altro rimedio. Al riguardo, i ricorrenti, tenuti ad addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione e a dimostrarla (DTF 125 I 173 consid. 1b, 253 consid. 1c, 120 Ia 227 consid. 1, 115 Ib 505 consid. 2 pag. 508 in alto; cfr. anche DTF 130 IV 43 consid. 1.4), si limitano semplicemente a richiamare l'art. 84 cpv. 1 lett. a OG e ad addurre un'asserita interpretazione arbitraria di norme costituzionali e legislative cantonali, senza minimamente precisare perché la decisione impugnata violerebbe, in maniera personale, i loro interessi giuridicamente protetti. 1.4.1 La legittimazione a interporre un ricorso di diritto pubblico si definisce unicamente sulla base dell'art. 88 OG, senza riguardo alla circostanza che il ricorrente avesse, in sede cantonale, qualità di parte (DTF 125 I 253 consid. 1b, 118 Ia 112 consid. 2a). Questa norma attribuisce il diritto di ricorrere ai privati o agli enti collettivi lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Nel caso di una decisione concreta, tale legittimazione spetta unicamente a chi è toccato nei suoi interessi giuridicamente tutelati, vale a dire, di regola, in quegli interessi privati ai quali il diritto costituzionale assicura la protezione (DTF 129 I 217 consid. 1 e rinvii). L'art. 88 OG esclude l'azione popolare a tutela dell'interesse generale; il ricorso di diritto pubblico non è infatti destinato a salvaguardare interessi meramente fattuali né quelli pubblici di portata generale (DTF 130 I 82 consid. 1.3, 121 I 267 consid. 2). 1.4.2 La semplice appartenenza a un'autorità quale suo membro, segnatamente al Gran Consiglio nel caso di specie, non conferisce, conformemente alla costante prassi, una posizione personale giuridicamente protetta ai sensi dell'art. 88 OG, in gioco essendo la tutela di compiti pubblici e il funzionamento degli organismi pubblici o politici non potendo costituire oggetto di un ricorso di diritto pubblico secondo l'art. 84 cpv. 1 lett. a OG, previsto per la tutela di diritti individuali (DTF 123 I 41 consid. 5c/aa e 5c/ee, 121 I 252 consid. 1a, 112 Ia 174 consid. 3a; sentenza 1P.730/1999 del 9 giugno 2000, consid. 2, apparsa in RDAT II-2000, n. 65, pag. 246). Secondo la costante giurisprudenza, il divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), richiamato dai ricorrenti, non conferisce, da solo, una posizione giuridica protetta ai sensi dell'art. 88 OG (DTF 129 I 113 consid. 1.5, 217 consid. 1.3, 126 I 81). Ne segue che il ricorso per violazione dei diritti costituzionali dei cittadini è inammissibile per carenza di legittimazione. 1.5 Per costante giurisprudenza, anche i ricorsi per violazione dei diritti politici e i ricorsi relativi alle elezioni e votazioni cantonali sottostanno alle stesse esigenze procedurali degli altri ricorsi di diritto pubblico; il ricorso deve pertanto precisare in che consista la violazione delle norme giuridiche e dei diritti costituzionali invocati (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 129 I 185 consid. 1.6, 121 I 334 consid. 1b, 357 consid. 2d). Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale statuisce infatti unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 130 I 26 consid. 2.1, 129 I 113 I consid. 2.1, 127 I 38 consid. 3c). 1.6 Nei ricorsi fondati sull'art. 85 lett. a OG il Tribunale federale esamina con piena cognizione le norme costituzionali federali e cantonali, nonché le disposizioni del diritto cantonale di rango inferiore, che sono in stretta relazione con il diritto di voto o ne precisano il contenuto o la portata (DTF 129 I 185 consid. 2, 123 I 41 consid. 6b, 120 Ia 194 consid. 2). Esso esamina invece l'applicazione del restante diritto cantonale e l'accertamento dei fatti solo con cognizione limitata all'arbitrio (DTF 121 I 334 consid. 2b). In casi di interpretazione manifestamente dubbia, il Tribunale federale si attiene all'opinione espressa dall'istanza cantonale superiore (DTF 121 I 357 consid. 3). Esso non deve inoltre ricercare d'ufficio motivi non invocati o non sufficientemente sostanziati nel ricorso (DTF 121 I 357 consid. 3d; sentenza 1P.150/2003 del 5 dicembre 2003, consid. 1.2, apparso in RtiD I-2004, n. 48, pag. 159).