Citation: 5A_764/2008 12.10.2009 E. 2

Un discorso a parte merita l'interesse giuridicamente protetto della ricorrente alla trattazione nel merito del suo ricorso (art. 76 cpv. 1 lett. b LTF). 2.1 Per l'essenziale, il Tribunale di appello ha accolto l'appello della ricorrente unicamente con riferimento alla sua istanza di modifica 15 febbraio 2008. Ha, più precisamente, respinto la tesi pretorile, secondo la quale la possibilità offerta alle parti di esprimersi in sede di memoriale conclusivo anche sulle richieste di modifica dell'assetto provvisionale era sufficiente. Considerato allora che il rifiuto del Pretore di indire un contraddittorio era non involontario bensì intenzionale, i Giudici di appello hanno equiparato la situazione ad un diniego formale di giustizia. Secondo i Giudici cantonali, questo ragionamento, per contro, non può trovare applicazione per quanto riguarda la domanda 14 marzo 2008 di modifica delle misure provvisionali proposta dall'opponente: in merito, infatti, il Pretore non si è del tutto espresso. In difetto di un formale rifiuto dell'udienza non può ascriversi al Pretore un formale diniego di giustizia. Mancando tale presupposto, secondo i Giudici cantonali la decisione sulle misure provvisionali oggetto del presente ricorso continua a valere come decreto cautelare emesso senza contraddittorio, dunque inappellabile in virtù dell'art. 379 cpv. 2 CPC/TI. 2.2 Si può senz'altro discutere sull'impostazione del giudizio cantonale di scindere la trattazione di due domande di modifica delle misure provvisionali e di considerare separatamente la decisione di prima istanza siccome emanata in evasione dell'una e dell'altra domanda. In realtà, quando le due domande vertono esattamente sullo stesso tema - nel presente caso, la necessità e, in subordine, l'entità del contributo alla ex moglie pendente lite - e si distinguono soltanto per la direzione che prendono (domanda di aumento da parte della ex moglie, domanda di soppressione dell'obbligo di contribuzione da parte dell'ex marito), parrebbe ovvio ritenere che la domanda di contraddittorio proposta da una delle parti debba comprendersi siccome intesa a discutere anche la domanda di controparte, a prescindere da sottigliezze semantiche. Detto altrimenti, seguendo il proprio ragionamento il Tribunale di appello avrebbe benissimo potuto considerare sufficienti per una discussione globale le reiterate istanze di contraddittorio proposte dalla qui ricorrente prima e subito dopo il giudizio del 25 agosto 2008. Giunto alla conclusione che la possibilità offerta alle parti di esprimersi in sede di memoriale conclusivo non era sufficiente - anche perché avrebbe precluso loro la possibilità di offrire nuove prove -, il Tribunale di appello avrebbe potuto semplicemente accogliere integralmente il gravame della qui ricorrente, evitando la presente procedura federale. 2.3 Comunque sia, il ricorso qui proposto dalla ricorrente sembra fondato su un'errata lettura della decisione cantonale impugnata e scaturire invero da un equivoco. 2.3.1 È da un lato pacifico che nella misura in cui il suo appello è stato accolto dalla Corte cantonale, la ricorrente non può avvalersi di un interesse giuridicamente protetto per esigere la trattazione nel merito del suo ricorso in materia civile: si deve desumere dalla decisione impugnata, e meglio dall'accoglimento dell'appello limitatamente all'istanza cautelare 15 febbraio 2008, che il Tribunale di appello ha ritenuto che la domanda di contraddittorio inoltrata dalla ricorrente al Pretore era valida e tuttora inevasa. Pertanto, incombe ora al Pretore l'obbligo di indire tale contraddittorio. La ricorrente non ha alcun interesse ad un nuovo giudizio del Tribunale federale, per cui in quanto rivolto contro l'accoglimento parziale dell'appello, il suo ricorso deve essere dichiarato inammissibile. 2.3.2 Ciò vale invero anche nella misura in cui esso è rivolto contro la decisione d'appello di non entrata nel merito riguardo all'istanza cautelare 14 marzo 2008 dell'opponente. A ben guardare, infatti, leggendo il dispositivo della sentenza impugnata nell'ottica della motivazione proposta al considerando 4 della medesima, si deve giungere alla conclusione che, secondo il Tribunale di appello, la ricorrente ha validamente chiesto al Pretore anche il contraddittorio relativamente all'istanza cautelare dell'ex marito; solo che il Pretore non ha preso del tutto posizione in merito. Ne discende che pure tale domanda di contraddittorio è ancora in attesa di evasione. Di conseguenza, facendo difetto una discussione in contraddittorio dell'istanza 14 marzo 2008, il decreto pretorile 25 agosto 2008 in tema di misure cautelari è momentaneamente inappellabile e, di riflesso, non può essere impugnato avanti al Tribunale federale per mancato esaurimento delle vie cantonali di ricorso (art. 75 cpv. 1 LTF; sentenza del Tribunale federale 5A_625/2008 del 27 luglio 2009 consid. 3.3.2). 2.3.3 Va peraltro aggiunto che la decisione cantonale, così come essa va presumibilmente letta, non causa pregiudizio alcuno alla ricorrente, motivo per cui viene a cadere l'interesse giuridicamente protetto ad una trattazione nel merito del suo ricorso (supra consid. 2). Bisogna infatti tener presente che i Giudici cantonali hanno positivamente constatato che la ricorrente aveva sollecitato il contraddittorio avanti al Pretore anche con riferimento all'istanza 14 marzo 2008 dell'ex marito. I Giudici cantonali hanno inoltre altrettanto inequivocabilmente constatato che il Pretore non vi ha dato seguito alcuno - non già scientemente, come fatto con riferimento all'istanza 15 febbraio 2008 della ricorrente, bensì senza apparente ragione. Ora, se da un lato tale modo di leggere l'operato del Pretore porta a concludere che la domanda di contraddittorio è tutt'ora inevasa - con la conseguenza che il decreto cautelare è inappellabile -, d'altro lato ciò deve necessariamente significare che la conseguenza concreta ed immediata della decisione qui impugnata consiste nell'obbligo, per il Pretore, di indire finalmente un'udienza di contraddittorio nella quale discutere l'insieme delle domande cautelari delle parti. In altre parole, correttamente letta, la decisione impugnata dà un seguito favorevole alla domanda di contraddittorio della ricorrente. Anche in quest'ottica, pertanto, fa difetto a quest'ultima un interesse giuridicamente protetto alla trattazione nel merito del suo ricorso, che anche per questa ragione si rivela inammissibile.