Citation: 2C_258/2022 E. 2.4

2.4. Osservando che in una causa parallela nell'ambito della quale è stata emanata una decisione analoga a quella ora litigiosa il Tribunale cantonale amministrativo si è già pronunciato a titolo definitivo, respingendo il gravame, le ricorrenti intravvedono il pregiudizio irreparabile nel fatto che se la decisione ora contestata fosse confermata, il giudizio finale che le riguarda, emanato sulla scorta degli stessi mezzi di prova, non potrà che essere una copia della sentenza già resa e, quindi, a loro sfavore. La critica è priva di pertinenza. Infatti, quand'anche la decisione di merito che verrà emessa dal Tribunale cantonale amministrativo nei loro confronti fosse negativa, la stessa non crea loro un pregiudizio irreparabile in quanto le interessate hanno comunque sempre la possibilità di impugnarla dinanzi al Tribunale federale e di far valere a quel momento tutte le loro censure, incluse quelle riferite ai documenti che non hanno potuto del tutto o solo parzialmente consultare (cfr. art. 93 cpv. 3 LTF). In effetti occorre rammentare che, per prassi costante, è considerato un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF, il pregiudizio di natura giuridica che una successiva decisione finale favorevole alla parte ricorrente non riuscirebbe comunque a sanare completamente; un danno economico o puramente fattuale non costituisce un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF (DTF 144 III 475 consid. 1.2; 142 III 798 consid. 2.2 con rinvii). Ora, come appena accennato, le ricorrenti (le cui offerte nei procedimenti interrotti erano, secondo le loro affermazioni, le più vantaggiose) hanno la facoltà di contestare dinanzi al Tribunale federale la decisione finale che verrà emessa dalla Corte cantonale se lo ritengono necessario (sulla questione della legittimazione ad agire vedasi sentenza 2C_447/2021 del 15 novembre 2021 consid. 1.2 e richiami). Infine, nemmeno la condizione dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF appare realizzata nel caso concreto perché l'eventuale accoglimento del ricorso non comporterebbe affatto una decisione finale immediata, consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa.