Citation: 5P.411/2002 02.06.2003 E. 3

3.1 La sentenza impugnata indica, fra l'altro, che il conferimento di una procura d'incasso non è mai stato affermato dall'attrice, motivo per cui il Pretore non avrebbe potuto prendere in considerazione una tale situazione di fatto. Secondo i giudici cantonali, una conversione della retrocessione in una procura per l'incasso della pretesa appare anche esclusa per ragioni di merito: il medesimo risultato di una cessione può unicamente essere ottenuto con una procura d'incasso, qualora il creditore autorizzi il terzo ad incassare o a far valere in giudizio la propria pretesa e a tenersi per sé la prestazione del debitore. Nel caso in esame la società di leasing non avrebbe invece inteso lasciare alla ricorrente la prestazione assicurativa, atteso segnatamente che essa ha fatto spiccare nei confronti di quest'ultima un precetto esecutivo per l'incasso delle rate di leasing. 3.2 Con tale motivazione, secondo la ricorrente, la Corte cantonale avrebbe violato diversi principi procedurali, fra cui segnatamente quello attitatorio e quello dispositivo, e sarebbe incorsa in un apprezzamento arbitrario delle prove. Indicando che la società di leasing non avrebbe inteso lasciarle la prestazione assicurativa, ed escludendo così una conversione, i giudici cantonali si sarebbero basati su un fatto che non è stato affermato dalle parti e che non emerge dalla lettera del 28 agosto 2001, dalla quale risulta invece la chiara volontà di lasciar agire in giudizio la ricorrente. 3.3 Giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere, oltre alla designazione della decisione impugnata, l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consiste la violazione. Il Tribunale federale pone requisiti severi alla motivazione del ricorso di diritto pubblico: in particolare, per sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non è sufficiente criticare la decisione impugnata, come si farebbe di fronte ad un'autorità giudiziaria con completa cognizione in fatto e in diritto, bensì è necessario mostrare e spiegare perché il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile (DTF 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12). Non basta dimostrare che la soluzione proposta col gravame sia almeno altrettanto valida: si deve rendere plausibile che la conclusione cui è giunta l'autorità cantonale non sia ragionevolmente sostenibile (DTF 127 I 54 consid. 2b pag. 56 con rinvii). Si ricorda infine che il Tribunale federale, adito con un ricorso di diritto pubblico, non applica il diritto d'ufficio, ma esamina unicamente le censure motivate in modo chiaro e dettagliato (DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43 con rinvii). In concreto l'impugnativa non ossequia i predetti requisiti di motivazione. La ricorrente lamenta la violazione di principi procedurali, dolendosi in particolare di una violazione sia del principio attitatorio che di quello dispositivo, ma omette di indicare quali norme della legge processuale cantonale, che avrebbero dovuto essere applicate alla concreta fattispecie, sarebbero state disattese dalla sentenza impugnata. Il ricorso menziona infatti unicamente - nella parte intitolata "in ordine" - l'art. 90 CPC ticinese. Tale disposto, secondo cui "il giudice valuta le prove secondo il suo libero convincimento in base alle risultanze del processo e ne dà ragione nella sentenza" non disciplina però i principi invocati. La ricorrente pare pertanto misconoscere che, in assenza di una censura conforme ai requisiti di motivazione previsti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, non è compito del Tribunale federale, adito con un ricorso di diritto pubblico fondato sul divieto dell'arbitrio, ricercare esso stesso la corretta applicazione di una normativa cantonale nemmeno menzionata. L'insorgente misconosce pure che per prevalersi di un apprezzamento arbitrario delle prove non è sufficiente indicare da quale documento un accertamento (in concreto la mancata rinuncia all'indennità assicurativa da parte della società di leasing) della corte cantonale "non traspare", ma occorre invece indicare - con precisi riferimenti - quali prove contraddicano tale accertamento in modo tale da farlo apparire arbitrario (cfr. sulla definizione di arbitrio DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9 con rinvii).