Citation: 5A_529/2016 E. 8.2

8.2. Come rileva il Tribunale di appello e come riconosce il ricorrente medesimo, la questione della natura causale o astratta della cessione è indecisa in giurisprudenza, mentre la dottrina è divisa. In ogni modo l'obiezione appare pretestuosa: il ricorrente medesimo, in altro contesto, afferma perentoriamente, citando una sentenza del Tribunale federale del 2013, che la natura della cessione è astratta salvo diversa pattuizione delle parti. Peraltro, il Tribunale di appello non si è limitato a constatare l'esitazione giurisprudenziale. Ha soggiunto, richiamando dottrina topica, che in ogni caso la teoria della causalità non potrebbe trovare applicazione nei rapporti con il debitore della pretesa ceduta. L'obiezione ricorsuale, fondata su una voce dottrinale secondo la quale il debitore deve avere il diritto di sollevare anche eccezioni che riguardano la validità del negozio giuridico tra cedente e cessionario, appare confinata alla procedura ordinaria, mentre travalica ampiamente i limiti di cognizione di una procedura sommaria quale è quella del rigetto dell'opposizione (supra consid. 2). Che le parti, infine, abbiano fatto dipendere la cessione dalla clausola n. 5.1 del contratto di divisione, è mera speculazione del ricorrente, già smentita (supra consid. 7.2). La premessa fattuale della censura cade dunque nel vuoto, e con essa la censura medesima. La censura di violazione del diritto federale, con riferimento alla natura dell'accordo di cessione alla base del subentro in causa della qui opponente, si rivela pertanto infondata nella misura della sua ammissibilità.