Citation: 1B_528/2019 E. 3

Indipendentemente dalla carenza di legittimazione nel merito, quali parti nella procedura, i ricorrenti sono abilitati a censurare la violazione di garanzie procedurali, che il diritto conferisce loro in tale veste (DTF 141 IV 1 consid. 1.1; 138 IV 248 consid. 2). Le censure di violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) a causa dell'istruttoria asseritamente lacunosa, quelle relative all'apprezzamento delle prove nonché alla mancata assunzione di determinati mezzi di prova da loro proposti e alla pretesa errata valutazione della perizia giudiziaria e di determinate deposizioni non rappresentano tuttavia critiche formali, il cui esame potrebbe essere distinto dalla valutazione di merito. I ricorrenti disattendono d'altra parte che, respingendo le loro istanze probatorie, la CRP le ha esaminate. Le censure, inerenti quindi all'esame di merito della decisione impugnata, sono inammissibili (sentenza 6B_110/2019 del 3 maggio 2019 consid. 6). Le censure di natura formali, inerenti a un'asserita violazione dell'art. 6 n. 1 CEDU e 29a Cost. non reggono, ritenuto che, come rilevato dai ricorrenti (vedi sentenza 6B_945/2013 del 23 maggio 2014 consid. 3.3.3 da loro richiamata), l'esame del decreto di abbandono da parte della CRP è sufficiente per rispettare le invocate norme.