Citation: B 107/03 30.03.2005 E. 3

3.1 Dopo avere sostanzialmente evidenziato la natura sussidiaria della prestazione di libero passaggio nell'evenienza in cui un caso di previdenza dovesse già essere insorto - in siffatta ipotesi l'assicurato potendo fare valere un diritto alle prestazioni d'invalidità, vecchiaia o superstiti - e dopo avere dichiarato tale principio applicabile anche nell'ambito della divisione degli averi pensionistici in caso di divorzio, la Corte cantonale ha stabilito che, al momento determinante della crescita in giudicato della pronuncia di divorzio, nessuna di tali ipotesi suscettibili di ostare all'esistenza di una prestazione di libero passaggio e, di conseguenza, a una sua ripartizione fra i coniugi si sarebbe realizzata nel caso di specie poiché l'assicurazione per l'invalidità, alla quale L.________ si sarebbe rivolto al fine di ottenere prestazioni, non si sarebbe (alla data del giudizio impugnato) ancora determinata, mentre la Fondazione, in attesa di coordinare le proprie prestazioni con quelle degli altri assicuratori (AI e AINF), non avrebbe ancora versato alcuna rendita d'invalidità. In tali condizioni, i primi giudici hanno accolto la richiesta di F.________ e hanno fatto obbligo all'assicuratore ricorrente di versare l'importo chiesto in petizione, riservando tuttavia la possibilità per la Fondazione di eventualmente richiedere la restituzione di tale importo qualora in seguito fosse stata accertata l'insorgenza di un caso di previdenza per il periodo in esame. In considerazione dell'esito della petizione, i primi giudici non si sono più pronunciati sul principio della tutela della buona fede. Principio invocato dall'opponente per avere l'assicuratore LPP, quale organo competente, asseritamente disatteso il senso dell'attestazione 24/28 giugno 1999 rilasciata a margine della procedura di divorzio dopo che lo stesso, con tale comunicazione, avrebbe precedentemente indotto l'interessata a farvi affidamento e ad aderire alla proposta di convenzione con l'ex marito. 3.2 Per parte sua, ribadito il carattere sussidiario della prestazione di libero passaggio, la Fondazione ricorrente fa sostanzialmente valere che un caso di previdenza (in casu: di invalidità) sarebbe già sopraggiunto prima della crescita in giudicato della pronuncia di divorzio. Secondo la Pax, infatti, il caso di previdenza sarebbe insorto con la nascita di una pretesa, da parte di L.________, ad una rendita di invalidità. Il che si sarebbe avverato ben prima del giudizio di divorzio in quanto l'ex marito risultava essere inabile al lavoro a causa d'infortunio già dal mese di febbraio 1999. 3.3 Dopo avere inizialmente contestato questa ipotesi, F.________, tramite il proprio patrocinatore, preso atto degli sviluppi della procedura AI, osserva che, anche qualora fosse sopraggiunto un caso d'invalidità prima della crescita in giudicato del giudizio di divorzio, il pagamento della somma si giustificherebbe comunque per i principi della tutela della buona fede. 3.4 L'UFAS, per contro, rileva che, secondo l'ordinamento applicabile in concreto, "una prestazione di uscita non poteva essere pagata in contanti [...], perché bisognava assicurarsi che non dava luogo a un caso di invalidità ulteriore".