Citation: 1A.136/2006 06.12.2007 E. 4

Decisivi per l'accertamento della natura boschiva di un fondo (o di una parte di esso) sono la situazione effettiva degli spazi in esame (crescita, densità, età, dimensione e funzione della superficie coperta da alberi, come pure la sua connessione con i fondi vicini), la nozione di foresta, attinente al diritto federale (art. 2 LFo), ed eventualmente i criteri posti dal diritto cantonale di applicazione in conformità all'art. 2 cpv. 4 LFo (DTF 124 II 85 consid. 3e e riferimenti; 113 Ib 357 consid. 2a). 4.1 La Corte cantonale ha accertato, senza violare norme essenziali di procedura né incorrere in inesattezze manifeste, che sulla superficie alberata litigiosa sorgevano tra l'altro, da oltre 20 anni, due tigli, un noce e un nocciolo. Per quanto concerne le due prime specie di piante, esse costituiscono innegabilmente alberi forestali ai sensi dell'ordinanza sulla protezione dei vegetali del 28 febbraio 2001 (OPV; RS 916.20; cfr. art. 3 cpv. 1 lett. i in relazione con l'allegato 9 OPV). Con riferimento al nocciolo - apparentemente non più esistente, al pari di altre piante contemplate dall'allegato 9 OPV (ciliegio, robinie, frassini), che il ricorrente avrebbe provveduto (in passato) ad estirpare - i giudici cantonali, pur dando atto che tale specie non è espressamente menzionata nell'allegato in questione, hanno osservato che è comunque piuttosto diffuso nei boschi ticinesi e può essere considerato alla stregua di una specie forestale. Il Tribunale federale non ha serio motivo di scostarsi da questa constatazione, non da ultimo perché la Corte cantonale, cui va riconosciuto un certo margine di apprezzamento in quest'ambito, è ritenuta meglio conoscere la realtà concreta in esame (cfr. per analogia sentenza A.40/1986 del 4 giugno 1986, consid. 2b, in: ZBl 89/1988 pag. 81) e anche perché l'elenco degli alberi e degli arbusti forestali menzionati all'allegato 9 OPV non è comunque stato dichiarato esaustivo (DTF 124 II 165 consid. 8d). 4.2 Parimenti, già in considerazione della forte pendenza dei luoghi, risultante dagli atti, e dell'attività erosiva nella valletta ad opera dell'alveo, riconosciuta dal ricorrente, la Corte cantonale ben poteva ammettere una funzione protettiva (art. 1 cpv. 1 lett. c LFo) della superficie alberata in questione e attribuirle, sotto il profilo qualitativo, carattere boschivo (cfr. DTF 113 Ib 357 consid. 2c; sentenza 1A.224/2002 del 7 aprile 2003, in: RDAT II-2003, n. 74, pag. 315 consid. 2.2; v. pure FF 1988 III 151). 4.3 Non più censurabile appare quindi in questa sede (v. consid. 2.2) il giudizio dell'autorità giudiziaria cantonale nella misura in cui ha accertato, in maniera sostenibile, che la superficie alberata in lite, di per sé di dimensioni ridotte, faceva parte integrante della più vasta area boschiva esistente sul contermine fondo part. yyy. Sulla scorta della documentazione agli atti e soprattutto delle riprese fotografiche (aeree e non; sul valore probatorio di questo materiale cfr. DTF 113 Ib 357 consid. 2b e riferimenti), che confermano la prossimità - in tempi recenti e passati (sul momento determinante per l'accertamento della natura boschiva cfr. DTF 124 II 85 consid. 4d; sulla possibilità di tenere conto tuttavia, in determinate circostanze, anche della situazione passata cfr. DTF 108 Ib 509) - tra le chiome degli alberi situati lungo entrambe le rive del riale e quindi anche la continuità del suolo boschivo, la constatazione dei primi giudici è condivisibile nonostante il breve intervallo tra i fondi creato dal piccolo corso d'acqua e malgrado la (parziale) eterogeneità della vegetazione presente su di essi. In tali circostanze, l'adempimento del criterio quantitativo, previsto dall'ordinamento in materia (art. 2 cpv. 4 LFo, art. 1 OFo; cfr. pure l'art. 3 della legge cantonale sulle foreste del 21 aprile 1998 [RL 8.4.1.1]) per giustificare la qualifica di bosco, può essere confermato. Nulla mutano, a questo riguardo, le contrarie e, in parte, nuove allegazioni del ricorrente, cosiccome i nuovi mezzi di prova irritualmente prodotti per la prima volta in sede federale (cfr. consid. 2.2). 4.4 Sulla base di un apprezzamento complessivo delle circostanze in esame, si deve concludere che la precedente istanza non ha violato il diritto federale, segnatamente l'art. 2 LFo, riconoscendo un carattere forestale alla superficie litigiosa. Di poco rilievo appare, in tali condizioni, il fatto che il proprietario (precedente e/o attuale) intendesse creare con la contestata vegetazione un giardino e non un bosco (DTF 120 Ib 339 consid. 4a con riferimenti; 113 Ib 357 consid. 3; cfr. pure sentenza 1A.80/1996 del 13 giugno 1997, consid. 3a, in: Pra 1997 n. 139 pag. 744).