Citation: 4A_494/2014 E. 4.2

4.2. Determinare la legittimazione attiva significa stabilire chi può far valere in giudizio in proprio nome una determinata pretesa in qualità di suo titolare (DTF 125 III 82 consid. 1). La ricorrente giustifica la sua titolarità della pretesa oggetto della causa dal fatto che la stessa le sarebbe stata ceduta dalla creditrice originaria. Giusta l'art. 165 cpv. 2 CO la cessione di un credito richiede la forma scritta. Questa deve includere tutti i punti essenziali ed esprimere la volontà del cedente di cedere il credito, con la firma e la consegna dell'atto di cessione al cessionario (DTF 105 II 83 consid. 2, con rinvii). Ora, a giusta ragione, la Corte cantonale ha ritenuto che lo scritto del 2 febbraio 2012 costituiva, come risulta dal suo chiaro tenore, solo la notifica dell'asserita cessione ai sensi dell'art. 167 CO, ma non l'atto di cessione medesimo. Il debitore a cui viene chiesto di pagare al cessionario non deve tuttavia accontentarsi della notifica, ma può esigere la prova dell'avvenuta cessione e il cessionario, per dimostrare il suo diritto, deve in particolare presentargli un atto di cessione che rispetta i predetti requisiti di forma (VONTHUR/ESCHER, Allgemeiner Teil des Schweizerischen Obligationenrechts, vol. II, 3aed. 1974, pag. 360 seg.; THOMAS PROBST, in Commentaire romand, Code des obligations I, 2aed. 2012, n. 9 ad art. 167 CO; GIRSBERGER/HERMANN, in Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 6aed. 2015, n. 14 ad art. 167 CO). Come già osservato la ricorrente ha però intenzionalmente omesso di produrre quest'ultimo (sopra consid. 2), pur affermando in questa sede che esso "evidentemente esiste ed esisteva ". In queste circostanze non può essere rimproverato alla Corte cantonale di non aver riconosciuto alla ricorrente, sulla base di un documento che si limita a notificare e confermare - l'asserita - cessione, la titolarità della pretesa che quest'ultima afferma di vantare nei confronti dei convenuti.