Citation: 1C_650/2019 E. 4.2

4.2. L'Ufficio dei beni culturali ha invitato il Comune a tener conto delle considerazioni espresse nel Documento. L'Ufficio della natura e del paesaggio ritiene che l'intervento litigioso si inserisce correttamente nel contesto paesaggistico, precisando che la colorazione grigia chiara degli elementi in discussione è vincolante. Il Municipio ha ritenuto che le antenne non pregiudicano l'aspetto della torre campanaria, visto che la loro presenza non sarebbe percepibile dal suolo pubblico o da spazi accessibili al pubblico. Anche il Consiglio di Stato ha stabilito che la progettata struttura, di dimensioni estremamente ridotte, è pressoché impercettibile dalla sottostante strada. La corte cantonale ha accertato che l'impianto litigioso è costituito da due antenne a pannello e da due apparecchiature tecniche: queste ultime saranno poste all'interno della torre campanaria e saranno del tutto invisibili dall'esterno, motivo per cui nessuno ne adduce un contrasto con la tutela del bene culturale. Il progetto prevede di installare le due antenne (ca. 58 x 26 cm) in corrispondenza di due delle quattro aperture che circondano la cella delle campane in cima alla torre, in corrispondenza delle monofore contrapposte che si aprono sui lati est e ovest del campanile, posizionandole al centro delle due aperture mediante due sottili supporti orizzontali fissati all'altezza dell'arco. Ne ha concluso che, diversamente da quanto ritenuto da tutte le autorità inferiori, esse sarebbero agevolmente visibili dai dintorni, poiché collocate a filo delle contrapposte facciate del campanile e al centro delle aperture. Il colore grigio non porterebbe ad altro risultato, essendo tutt'al più suscettibile di mitigare l'impatto da lontano. Secondo i giudici cantonali, a distanze più ravvicinate, esse resterebbero perfettamente percepibili. Ne hanno concluso che le due antenne, estranee per rapporto alla funzione e alle caratteristiche del campanile, altererebbero in maniera evidente l'aspetto della torre campanaria, ponendosi in contrasto con il carattere monumentale del bene culturale protetto. Hanno aggiunto che questa conclusione apparirebbe come l'unica ragionevolmente sostenibile e conforme al citato Documento, che seppure non assurga al rango di una norma di diritto pubblico, è utile per orientare l'apprezzamento delle autorità, codificando una prassi uniforme. Ne hanno desunto che le valutazioni delle autorità precedenti non potrebbero essere condivise poiché fondate su un utilizzo abusivo del potere di apprezzamento e in contrasto con gli atti, accennando al riguardo ai fotomontaggi e ai disegni in 3D prodotti dalla ricorrente.