Citation: 1C_4/2015 E. 4.5

4.5. Secondo l'art. 16 cpv. 1 LPT, le zone agricole servono a garantire a lungo termine la base dell'approvvigionamento alimentare, a salvaguardare il paesaggio e lo spazio per lo svago o ad assicurare la compensazione ecologica; devono essere tenute per quanto possibile libere da costruzioni, in sintonia con le loro differenti funzioni. Esse comprendono i terreni idonei alla coltivazione agricola o all'orticoltura produttiva, necessari all'adempimento dei vari compiti dell'agricoltura, e i terreni che, nell'interesse generale, devono essere coltivati dall'agricoltura (cfr. art. 16 cpv. 1 lett. a e b LPT). Questa disposizione è direttamente applicabile nell'ambito della pianificazione dell'utilizzazione e non necessita di norme cantonali di esecuzione (cfr. WALDMANN/HÄNNI, Handkommentar RPG, 2006 n. 4 all'art. 16). Le zone agricole sono quindi sostanzialmente regolate dalla legislazione federale e sono di principio inedificabili (cfr. sentenza 1C_429/2015, citata, consid. 5.1). Esse concorrono ad attuare il principio della separazione del territorio edificato da quello inedificato, sancito dall'art. 1 prima frase LPT tra gli scopi primari della pianificazione del territorio (cfr. RUCH/MUGGLI, in: Praxiskommentar RPG: Bauen ausserhalb der Bauzone, 2017, n. 8 all'art. 16). Pur dovendo di massima essere mantenute libere da costruzioni, una loro determinata edificazione, specifica all'utilizzazione agricola, è imprescindibile. Come visto, essa è comunque di principio limitata al necessario e le singole costruzioni devono essere previste, dimensionate e ubicate in modo tale da raggiungere nella massima misura possibile l'obiettivo del mantenimento del terreno libero da costruzioni (cfr. RUCH/MUGGLI, in: op. cit., n. 13-15 all'art. 16). Vale inoltre il principio della concentrazione, che impone di raggruppare, sempre nella misura del possibile, le costruzioni agricole (DTF 141 II 50 consid. 2.5; sentenze 1C_429/2015, citata, consid. 5.1 e 1C_892/2013 del 1° aprile 2015 consid. 3.1 in: RADF 2015 I pag. 453 segg., in particolare pag. 457; RUCH/MUGGLI, in: op. cit., n. 10 all'art. 16). Mentre nelle zone edificabili, pur nel rispetto di ulteriori norme federali e cantonali, quali quelle sulla protezione dell'ambiente, delle acque o altre, è il diritto cantonale o comunale a definirne i contenuti, la zona agricola è di principio regolata dal diritto federale. In tali circostanze, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte cantonale, la questione del disciplinamento delle distanze dal confine non si pone in uguale modo nella zona edificabile e nella zona agricola. Certo, gli art. 16 e 16a LPT lasciano al legislatore cantonale la possibilità di adottare disposizioni complementari, di natura sia pianificatoria sia di polizia edilizia (cfr. sentenza 1A.205/2004 dell'11 febbraio 2005 consid. 3.4, in: RDAF 2005 I pag. 365 segg.). Ciò rientra tuttavia nella facoltà dei Cantoni ed eventualmente dei Comuni, il diritto federale non imponendo loro in particolare di adottare una regolamentazione della distanza dai confini nella zona agricola. Per gli esposti motivi, in mancanza di un obbligo o di una necessità di legiferare e in considerazione delle caratteristiche di principio diverse della zona agricola e da quella edificabile, il semplice fatto che il Comune di Faido non abbia adottato per la zona agricola delle norme sulla distanza dal confine non permette di per sé di ravvisare una lacuna legislativa.