Citation: 1P.510/2004 19.11.2004 E. 4

Il ricorrente fa poi valere una violazione dei principi della parità di trattamento e della buona fede, quest'ultimo principio essendo destinato a tutelare il cittadino che ha riposto la sua fiducia nelle assicurazioni rilasciategli dall'autorità (cfr., al proposito, DTF 129 II 361 consid. 7.1 pag. 381, 125 I 267 consid. 4c pag. 274; Müller, op. cit., pag. 488 segg.). Ora, sostenendo che, con la prassi recentemente introdotta di sottoporre agli assessori-giurati un questionario contenente anche delle domande non direttamente riferite a possibili motivi di esclusione secondo il CPP/TI, l'Autorità cantonale avrebbe implicitamente riconosciuto la necessità di acquisire informazioni su di loro in modo da consentire una cancellazione con cognizione di causa, è quantomeno dubbio che il ricorrente censuri, conformemente all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, una pretesa lesione degli invocati diritti costituzionali. Comunque, a prescindere da tale circostanza, non risulta in concreto, né il ricorrente lo sostiene, che la Presidente della Corte delle assise correzionali, nell'ambito della preparazione del dibattimento, abbia rilasciato all'accusato una concreta assicurazione riguardo alle modalità di cancellazione degli assessori-giurati in virtù della quale egli avrebbe effettuato atti dispositivi irrevocabili. Né, dal profilo della parità di trattamento, la Presidente della Corte di merito ha adottato una diversa procedura per l'esercizio della cancellazione da parte del procuratore pubblico.