Citation: 4A_499/2020 E. 4

Secondo l'art. 157 CPC il giudice fonda il proprio convincimento apprezzando liberamente le prove. Le parti e i terzi sono tenuti a cooperare all'assunzione delle prove e devono, in particolare in qualità di parte o testimone, dire la verità e produrre documenti (art. 160 cpv. 1 lett. a e b CPC). Se una parte si rifiuta indebitamente di cooperare, il giudice ne tiene conto nell'apprezzamento delle prove (art. 164 CPC). La parte che si prevale di un documento deve provarne l'autenticità, qualora la stessa sia contestata dalla controparte; la contestazione dev'essere sufficientemente motivata (art. 178 CPC). Il documento può essere prodotto in copia (art. 180 cpv. 1 prima frase CPC). Se vi è motivo di dubitare dell'autenticità, il giudice o una parte può esigere la produzione dell'originale o di una copia certificata autentica (art. 180 cpv. 1 seconda frase CPC). Gli art. 157 e 164 CPC non danno indicazioni sulle conseguenze che il giudice deve trarre da un indebito rifiuto di una parte di cooperare all'assunzione delle prove. In particolare, non prescrivono che il tribunale debba derivare senza indugi la verità delle allegazioni di fatto della parte avversa. Piuttosto, il rifiuto indebito di collaborare è una circostanza tra le altre, che fa parte della libera valutazione delle prove (art. 157 CPC; DTF 140 III 264 consid. 2.3). Il risultato della valutazione delle prove da parte del tribunale inferiore è in linea di principio vincolante (art. 105 cpv. 1 LTF; cfr. sopra, consid. 2). Né l'art. 157 CPC, né l'art. 160 in relazione con l'art. 164 CPC sono tali da sovvertire tale principio. L'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove è in particolare arbitrario (art. 9 Cost.) se il giudice ha evidentemente frainteso il significato e la portata delle prove, se ha trascurato prove importanti ed essenziali per la decisione senza alcuna ragione di fatto o se ha tratto conclusioni insostenibili sulla base dei fatti accertati. Il fatto che le conclusioni tratte dai giudici cantonali non coincidano con l'esposto dei fatti del ricorrente stesso non documenta l'arbitrarietà (DTF 140 III 264 consid. 2.3; 137 III 226 consid. 4.2 pag. 234).