Citation: 1A.164/2006 18.01.2008 E. 1

1.2 Italia e Svizzera sono parti contraenti della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (CEAG; RS 0.351.1) e dell'Accordo concluso il 10 settembre 1998 che la completa e ne agevola l'applicazione, entrato in vigore il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo, RS 0.351.945.41). La legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1) e la relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11) sono applicabili alle questioni che la prevalente Convenzione internazionale e l'Accordo non regolano espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza di quello convenzionale (art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I cpv. 2 dell'Accordo; DTF 130 II 337 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a), fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595 consid. 7c). 1.3 Secondo la norma speciale dell'art. 25 cpv. 6 AIMP, il Tribunale federale non è vincolato dalle censure e dalle conclusioni delle parti; esso esamina liberamente se i presupposti per la concessione dell'assistenza sono adempiuti e in quale misura questa debba esser prestata (DTF 123 II 134 consid. 1d; 118 Ib 269 consid. 2e). Non è tuttavia tenuto, come lo sarebbe un'autorità di vigilanza, a verificare la conformità delle decisioni impugnate con l'insieme delle norme applicabili (DTF 130 II 337 consid. 1.4; 123 II 134 consid. 1d). 1.4 Interposto tempestivamente contro la decisione di chiusura del MPC, il ricorso di diritto amministrativo è ricevibile sotto il profilo dell'art. 80g cpv. 1 e 2 in relazione con l'art. 25 cpv. 1 AIMP. Il ricorso proposto contro la decisione finale che autorizza la trasmissione all'estero di informazioni inerenti alla sfera segreta o la consegna di beni ha effetto sospensivo per legge (art. 80l cpv. 1 e 21 cpv. 4 lett. b AIMP). 1.5 I ricorrenti, tenuti ad addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), si limitano a richiamare l'art. 103 lett. a OG e ad accennare al fatto che il ricorrente sarebbe l'unico beneficiario economico della società ricorrente. 1.5.1 Con questi accenni essi disattendono manifestamente che nell'ambito dell'assistenza giudiziaria la legittimazione a ricorrere è disciplinata in primo luogo dall'art. 80h lett. b AIMP in relazione con l'art. 9a OAIMP. Essa è riconosciuta solo alle persone o società direttamente sottoposte a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio), che hanno un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa. Le persone, come il ricorrente, contro cui è diretto il procedimento penale all'estero, possono ricorrere alle stesse condizioni (art. 21 cpv. 3 AIMP). La giurisprudenza riconosce quindi la legittimazione a ricorrere al titolare di un conto bancario di cui sono sequestrati i documenti o del quale è ordinata la consegna degli averi (DTF 131 II 169 consid. 2.2.1; 127 II 198 consid. 2d), ma la nega all'avente diritto economico (DTF 130 II 162 consid. 1.1; 122 II 130 consid. 2b). Ne segue che al ricorrente fa difetto la legittimazione a impugnare la trasmissione dei documenti bancari di detta società, di cui è solo l'avente diritto economico, come pure degli atti prodotti dal legale della stessa che la concernono (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb). Del resto, il ricorrente neppure adduce che sarebbe eccezionalmente legittimato a ricorrere perché la società sarebbe stata sciolta (DTF 123 II 153 consid. 2c e 2d; sentenza 1A.295/2004 del 27 gennaio 2005 consid. 2.2; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 309). 1.5.2 Nella replica i ricorrenti sostengono che, pertanto, nemmeno i legami del ricorrente con la società potrebbero entrare in linea di conto. Con quest'argomentazione essi disattendono tuttavia che la carenza di legittimazione chiaramente non implica che nella procedura di assistenza non si debba tener conto dei suoi legami con la società ricorrente e del fatto ch'egli è indagato in Italia. In effetti, chi - per evitare di apparire direttamente - fa capo a determinate forme giuridiche (società anonima o rapporti fiduciari, ecc.) deve accettarne, di massima, le conseguenze (DTF 121 II 459 consid. 2c pag. 462; 114 Ib 156 consid. 2a; cfr. anche DTF 129 II 268 consid. 2.3.3 e DTF 131 II 169 consid. 2). Il legale dei ricorrenti precisa che, contrariamente all'assunto del MPC, a partire dal 17 febbraio 2004 egli disporrebbe sul conto litigioso di una procura collettiva a due e il ricorrente di una individuale. Tale assunto non è decisivo, ritenuto che anche chi possiede una procura sul conto è toccato solo in maniera indiretta e non è pertanto legittimato a ricorrere (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165; sentenze 1A.250/1998 del 25 giugno 1999, consid. 1d, apparsa in Rep 1999 122 e 1A.257/1993 dell'11 febbraio 1994 apparsa in Rep 1994 289).