Citation: 6B_354/2024 E. 4.7

4.7. Laddove il ricorrente sostiene che non sarebbero state riscontrate lesioni gravi sul corpo della vittima e ch'essa non ha perso conoscenza, egli disattende che la gravità delle ferite riportate dalla vittima e il fatto che un effettivo pericolo di morte non si sia realizzato non sono decisivi sotto il profilo del tentativo di omicidio. Il reato è infatti adempiuto quando l'autore ne ha realizzato tutti gli elementi soggettivi e manifestato la sua decisione di commetterlo, ma il risultato non si è compiuto, gli elementi oggettivi difettando in tutto o in parte (DTF 150 IV 384 consid. 4.2.1; 140 IV 150 consid. 3.4; 137 IV 113 consid. 1.4.2). L'autore non può di conseguenza contestare validamente la realizzazione di un tentativo di omicidio invocando il fatto che la vittima avrebbe subito soltanto delle lesioni semplici. È invece rilevante che i colpi inferti abbiano oggettivamente esposto la vittima a un rischio di morte. Per valutare tale rischio non occorre tanto fondarsi sulle lesioni effettivamente subite dalla vittima, quanto piuttosto sulla pericolosità del comportamento dell'autore (sentenza 6B_1146/2018, citata, consid. 4.6). Come visto, nel caso in esame, alla luce delle risultanze della perizia medico legale e degli accertamenti relativi allo svolgimento dei fatti incriminati, i colpi inferti alla vittima potevano condurre ad un esito potenzialmente letale. La censura deve quindi essere respinta nella misura della sua ammissibilità.