Citation: 1A.207/1999 12.01.2000 E. 1

D'altra parte, essa non fa valere d'aver chiesto di poter esaminare la rogatoria iniziale e i complementi precedenti, sui quali si fondano quelli litigiosi, né sostiene che il MPC le avrebbe negato, violando l'art. 80b cpv. 1 AIMP, il diritto di consultarli. Non si è pertanto in presenza di fatti nuovi, per cui le critiche ricorsuali sulla lacunosità della domanda non devono essere esaminate oltre nel quadro della presente causa (DTF 122 II 367 consid. 1c, 116 Ib 89 consid. 1b). L'esposto dei fatti, non lacunoso, è quindi vincolante per il Tribunale federale (DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121 seg. ). b) Nel merito, la ricorrente, precisato che svolge un'attività di consulenza assicurativa e di brokeraggio assicurativo, fa valere che né l'Autorità richiedente né il MPC avrebbero reso verosimile che i tre versamenti effettuati sul suo conto proverrebbero dai prospettati reati di corruzione. Ora, non si può seriamente sostenere che non sussista una relazione diretta e oggettiva tra il suo conto, usato per transazioni sospette, come accertato nel quadro della rogatoria iniziale e di numerosi complementi, e i reati per i quali si indaga (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b). Certo, la ricorrente sottolinea di non essere oggetto di alcun procedimento penale, e sostiene che i versamenti litigiosi concernerebbero il pagamento di premi per (non meglio precisate) assicurazioni stipulate da Y.________. A suo dire, il fatto che il conto dal quale sono stati accreditati possa essere stato utilizzato dall'inquisito Y.________ per convogliarvi il prospettato provento dei sospettati reati, non la concernerebbe né escluderebbe che detti versamenti siano del tutto leciti. Secondo la ricorrente, i rapporti commerciali che intercorrono tra essa e Y.________ sono riconducibili all'attività da lei svolta per l'inquisito, noto avvocato italiano. Afferma inoltre che non sussiste alcun sospetto di un suo coinvolgimento nei fatti rimproverati all'inquisito. Il semplice fatto che una persona abbia avuto un rapporto commerciale con la ricorrente non sarebbe sufficiente a giustificare il sospetto che questa persona abbia favorito la commissione del reato di corruzione. c) In concreto non è contestato che i versamenti litigiosi, indicati nei complementi del 13 agosto 1997 e di cui si sospetta una connessione con i reati di corruzione, concernono l'inquisito Y.________. La ricorrente sostiene nondimeno che il suo conto bancario sarebbe estraneo a quei fatti. La censura è priva di fondamento. L'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero, non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza, a maggior ragione dopo l'abrogazione dell'art. 10 cpv. 1 AIMP. Basta d'altra parte che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga, eventualità che si verifica per la ricorrente, titolare di un conto bancario utilizzato per transazioni sospette: e ciò senza che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b). Il conto della ricorrente è stato utilizzato per effettuare versamenti da un conto intestato a un inquisito indagato per i reati litigiosi: si tratta quindi di transazioni sospette. Poiché sussistono sufficienti e ragionevoli motivi per ritenere che i versamenti litigiosi possano essere in relazione con i prospettati reati, il criticato sequestro è ammissibile (DTF 122 IV 91 consid. 4); del resto la critica contro il sequestro del conto è tardiva (art. 80k AIMP). d) Per di più, l'Autorità estera non deve provare la commissione del reato prospettato ma soltanto esporre in modo sufficiente le circostanze e gli indizi sui quali fonda i propri sospetti: spetterà al giudice straniero del merito esaminare se l'accusa potrà esibire o no le prove dell'asserito reato (DTF 122 II 367 consid. 2c). Certo, la ricorrente fa valere la sua estraneità ai reati indicati nella domanda: l'assunto non è decisivo, visto che la concessione dell'assistenza non presuppone affatto che l'interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nella procedura aperta nello Stato richiedente. In effetti, l'assistenza dev'essere prestata anche per acclarare se il reato fondatamente sospettato sia effettivamente stato commesso e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). È palese che se i citati fatti si fossero verificati in Svizzera, essi giustificherebbero quantomeno l'apertura di un'inchiesta destinata ad appurare il fondamento dei sospetti. Inoltre, lo scopo principale dell'AIMP è di lottare efficacemente - mediante la cooperazione internazionale - contro la delinquenza (DTF 115 Ib 517 consid. 4; v. l'art. 1 cpv. 1 CEAG).