Citation: 4P.103/2004 19.01.2005 E. 5

Nella prima parte del gravame, ai capitoli 1 e 2, i ricorrenti insorgono contro due ordinanze sulle prove emanate dal giudice delegato - la prima del 29 novembre 1996 e la seconda del 14 gennaio 1997 - concernenti le domande rogatoriali da sottoporre a C.________ rispettivamente a F.________ e G.________. In ambedue i casi il giudice delegato, accogliendo parzialmente le opposizioni della convenuta, ha modificato e in parte stralciato i quesiti proposti dalla parte attrice. A mente dei ricorrenti, così facendo l'autorità cantonale avrebbe impedito la prova di fatti rilevanti ai fini del giudizio. Essi le rimproverano pertanto la violazione del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), del principio della parità di trattamento (art. 29 cpv. 1 Cost.) nonché del diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.). 5.1 Le ordinanze sulle prove - decisioni incidentali che di regola non provocano un pregiudizio irreparabile nel senso dell'art. 87 cpv 2 OG - possono di per sé essere impugnate insieme con la sentenza finale di merito (art. 87 cpv. 3 OG; cfr. sentenza dell'11 aprile 2000 consid. 1d pubblicata in RDAT 2000 II n. 66 pag. 247 segg.). 5.2 Ciononostante le censure sollevate nel gravame a questo proposito risultano d'acchito inammissibili in virtù del principio di sussidiarietà assoluta sancito dall'art. 84 cpv. 2 OG, giusta il quale il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solamente se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta al tribunale o a un'altra autorità federale mediante azione o altro rimedio. Il diritto alla prova del quale si prevalgono i ricorrenti è infatti garantito dall'art. 8 CC (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii), norma del diritto federale la cui violazione va fatta valere nel quadro di un ricorso per riforma, in concreto ammissibile, trattandosi di una causa civile con un valore litigioso superiore a fr. 8'000.-- (art. 46 OG; art. 43 cpv. 1 e 46 OG). La possibilità di introdurre un ricorso per riforma per violazione dell'art. 8 CC - della quale i ricorrenti hanno peraltro fatto uso - esclude dunque quella di un ricorso di diritto pubblico per rifiuto arbitrario di un mezzo di prova e violazione del diritto di essere sentito (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, n. 4.4.3 ad art. 43 OG, pag. 168). 5.3 Va detto che nei sottotitoli dei capitoli 1 e 2 del loro allegato i ricorrenti hanno menzionato anche alcune disposizioni del diritto processuale cantonale, segnatamente l'art. 183, 184 e 231 CPC/TI. Dato che essi non hanno poi però speso nemmeno una parola per sostanziare l'asserita violazione delle norme procedurali ticinesi, il Tribunale federale non può rivederne l'applicazione (cfr. quanto esposto al consid. 3.1).