Citation: U 403/01 14.10.2002 E. 4

Questo Tribunale non vede valido motivo per scostarsi dalla valutazione dei primi giudici, il cui operato merita di essere pienamente tutelato. 4.1 Come risulta dagli accertamenti esperiti dalla precedente istanza, rimasti sostanzialmente incontestati, le operazioni di sfondamento di porte sono abbastanza frequenti per un agente della polizia cantonale. Così, anche il ricorrente, in sede di istruttoria, ha ammesso che gli era già capitato diverse volte di procedere a tale genere di intervento. Per contro, dalle tavole processuali, segnatamente dal rapporto 14 novembre 2000 redatto alla presenza dell'ispettore sinistri della Zurigo, come pure dall'audizione della teste G.________, commissario di polizia che aveva impartito l'ordine di demolizione, non è emerso che la porta in questione presentasse caratteristiche speciali ed imprevedibili tali da rendere straordinaria l'azione di sfondamento. Né si può dedurre la straordinarietà dell'evento dalla circostanza che si sono rese necessarie 5-6 spallate, ritenuto che ci si può legittimamente attendere che una porta di normale struttura non necessariamente debba cedere alla prima o alla seconda spallata. A ciò si aggiunge che, nell'ambito di tale operazione, non è stato registrato nulla di inabituale o di non programmato - come una scivolata, un movimento di riflesso per evitare una caduta oppure un movimento scoordinato (cfr. RAMI 1999 no. U 333 pag. 199 consid. 3c/aa e no. U 345 pag. 422 consid. 2b) -, come potrebbe invece verificarsi in circostanze particolari, ad esempio udendo un rumore di sparo d'arma da fuoco all'interno del locale in cui si deve entrare con particolare urgenza. 4.2 Per quanto precede, si può concludere che l'abbattimento della porta in esame non ha costituito un fatto straordinario, né tanto meno imprevedibile, trattandosi di un'azione abbastanza frequente e, quindi, certamente non inusuale. In siffatte condizioni, non si può parlare di uno sforzo manifestamente eccessivo per l'assicurato, cognito dei rischi connessi alla sua professione (DTF 116 V 138 consid. 3; RDAT 1994 II 94 pag. 189). Nulla modifica a tal riguardo l'argomento ricorsuale, addotto per la prima volta in questa sede, secondo cui, proprio perché l'interessato avrebbe avuto un'istruzione particolareggiata, qualcosa di inusuale o di straordinario deve essersi avverato, dal momento che si è prodotta la lesione in oggetto. Contrariamente a quanto rilevato da questa Corte nella fattispecie esaminata in RAMI 1992 no. U 156 pag. 258, nel cui ambito l'esistenza di un fattore esterno straordinario e, pertanto, di un infortunio, era stata ammessa per una ginnasta (allenata) che aveva mancato una ricezione in seguito a un tuffo carpiato e si era procurata una lesione della caviglia, poiché, manifestamente, l'esercizio non era stato condotto in maniera corretta, nella presente vertenza nulla lascia concludere in tal senso. Essa deve pertanto essere valutata al pari dell'ernia del disco diagnosticata al pompiere che, malgrado sia solito compiere tale operazione da molti anni e non abbia eseguito un movimento scoordinato, né profuso uno sforzo eccessivo, riporta un colpo alla nuca in seguito all'utilizzo della pertica di scivolamento durante un intervento (sentenza inedita del 7 aprile 1995 in re S., U 238/94). Anche in quella evenienza il Tribunale federale delle assicurazioni ha negato l'esistenza di un fattore esterno straordinario, esattamente come aveva ad esempio fatto in precedenza nel caso di un aiuto infermiere che aveva riportato una sindrome vertebrale dorsale in seguito allo spostamento dalla tavola operatoria al letto di un paziente del peso di 100-120 chilogrammi (DTF 116 V 136 segg.; il carattere infortunistico è invece stato riconosciuto all'infermiera che, per evitare una caduta imprevista a un paziente corpulento durante il suo trasferimento dal letto alla carrozzella, è riuscita ad adagiarlo nella carrozzella adiacente mediante uno sforzo eccessivo, a seguito del quale ha accusato un trauma dovuto a lussazione: RAMI 1994 no. 185 pag. 79), oppure nel caso di un costruttore di pianoforti in seguito al sollevamento di un peso di 150 chilogrammi (DTF 116 V 139; STFA 1943 pag. 69 segg; Maurer, op. cit., pag. 178; il fattore straordinario è invece stato riconosciuto ad una lesione intervenuta in seguito alla messa in movimento fortuita di un pianoforte a coda: RAMI 1991 no. U 122 pag. 143) oppure, infine, di un assicurato che, durante il trasporto di un radiatore in ghisa di circa 100 chilogrammi ha riportato uno strappo rispettivamente una sublussazione dell'articolazione sternoclavicolare (sentenza del 12 aprile 2000 in re N., U 110/99). 4.3 Né sono suscettibili di sovvertire questo convincimento le dichiarazioni della dott.ssa D.________, primario della citata Clinica Y.________, che ha qualificato l'ernia discale diagnosticata essere di natura post-traumatica. Come ha già avuto modo di rammentare più volte questa Corte, il concetto medico di trauma non è identico a quello di infortunio, comprendendo esso anche eventi, ai quali fa difetto il carattere della straordinarietà e/o della repentinità (cfr. sentenza del 21 agosto 2001 in re W., U 26/00, consid. 1c; Bühler, op. cit., pag. 266, nota 375, e pag. 268; Maurer, op. cit., pag. 175 seg.). Inoltre, sia rilevato a titolo abbondanziale, l'esperienza medica insegna che le ernie discali si inseriscono praticamente tutte in un contesto di alterazione dei dischi intervertebrali d'origine degenerativa, di modo che solo eccezionalmente possono essere ricondotte a un infortunio quale causa propriamente detta di un tale danno (RAMI 2000 no. U 378 pag. 190, no. U 379 pag. 193 consid. 2a; cfr. Debrunner/ Ramseier, Die Begutachtung von Rückenschäden in der schweizerischen sozialen Unfallversicherung, Berna 1990, pag. 54 segg.; Mollowitz, Der Unfallmann, 11a ed., Berlino 1993, pag. 164 segg.). 4.4 In esito alle suesposte considerazioni, si deve ritenere che a giusta ragione la Corte cantonale ha negato all'episodio in esame la qualifica di infortunio. Facendo già difetto il requisito della straordinarietà, non mette più conto di esaminare se sono adempiute le ulteriori condizioni, in particolare se all'evento possa essere riconosciuto il carattere della repentinità oppure se essa vada negata per il fatto che l'azione lesiva - gli urti alla porta - sia stata ripetuta (in questo senso vedasi la sentenza del 21 agosto 2001 in re W., U 26/00, nel cui caso questa Corte ha negato il carattere di repentinità ai colpi, protrattasi per diversi minuti, di gong e di tamburo che hanno originato disturbi dell'udito). Né l'evento può, come giustamente ricordato dai primi giudici, essere qualificato quale lesione parificabile ai postumi d'infortunio, ritenuto che l'ernia del disco non risulta dall'elenco esaustivo di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF (DTF 116 V 145 consid. 4a, 147 consid. 2b e riferimenti; sentenza del 12 aprile 2000 in re N., U 110/99, consid. 4; Maurer, op. cit., pag. 202). Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: