Citation: 2C_336/2020 E. 5.2

5.2. Ora, da un lato è vero che, benché siano andate in crescendo e non siano affatto da banalizzare tenendo conto degli importi in discussione, le condanne subite dal ricorrente (cfr. elenco contenuto nel precedente consid. B) non raggiungono ancora - per sé sole - la gravità richiesta per ammettere una violazione qualificata dell'ordine e della sicurezza pubblici (sentenza 2C_747/2019 del 19 novembre 2019 consid. 5.2 con un'esposizione della giurisprudenza a titolo di paragone e nella quale - sottolineando che si trattava di un caso limite - il Tribunale federale ha confermato l'esistenza di un motivo di revoca in base all'art. 63 cpv.1 LStrI in presenza di sette condanne nell'arco di tredici anni [infrazioni conto il patrimonio, l'integrità fisica, la LStrup] e dell'accumulo di una pena complessiva di 18 mesi di detenzione, 30 aliquote giornaliere e una multa di fr. 2'200.--). Altrettanto vero è però che la situazione debitoria dell'insorgente è grave a tal punto che la soglia per applicare alla fattispecie l'art. 63 cpv. 1 lett. b LStrI è senz'altro raggiunta (precedente consid. 4.1.4, con riferimento alla giurisprudenza). Come risulta dagli accertamenti svolti dai Giudici ticinesi, che vincolano il Tribunale federale (precedente consid. 2.2), il 2 dicembre 2019 egli aveva in effetti accumulato attestati di carenza beni per fr. 368'968.-- ed esecuzioni per fr. 157'147.--. Constatato il raggiungimento della soglia quantitativa per riferirsi validamente all'art. 63 cpv. 1 lett. b LStrI, resta quindi da verificare se il suo comportamento possa essere considerato anche temerario; in questo contesto, le autorità sono tenute a presentare seri indizi in tal senso, che spetta poi alla persona indebitata confutare adducendo prove in senso contrario (sentenze 2C_797/2019 del 20 febbraio 2020 consid. 4.4 e 2C_138/2018 del 16 gennaio 2019 consid. 3.2).