Citation: 6B_1442/2020 E. 8.2.2

8.2.2. Emerge in modo chiaro dalle dichiarazioni di B.________ citate dalla CARP, ritenute senza arbitrio credibili, che è proprio il legame di dipendenza e di fiducia che riponeva nel suo psichiatra ad averle impedito di manifestare la sua opposizione agli atti sessuali. Ella infatti afferma " (..) A devi fal perché a ghevi pagüra da perd una persona di fiducia (...) " e ancora " (...) e già lì sentivo qualche cosa che non andava (...) però io lo facevo perché pensavo che era giusto (...) avevo paura a tirarmi indietro perché era solo... era solo l'unica persona che potevo... potevo confidarmi e allora io facevo perché avevo paura se non lo facevo (...) sentivo il fastidio dentro di me ma non riuscivo a dire "non ho voglia"... mi facevo fare" (v. sentenza impugnata pag. 22). Queste dichiarazioni sono estremamente eloquenti e dimostrano senza ambiguità il nesso causale tra il rapporto di dipendenza e gli atti sessuali. Come già rilevato in sede cantonale (v. supra consid. 5.2), la richiesta di denaro dopo il rapporto orale non esclude tale nesso, perché consecutiva a quanto indotta a fare dal ricorrente, da cui si è sentita trattata come una "puttana". Cosciente dei limiti della donna, della sua dipendenza, l'insorgente l'ha avvicinata sessualmente, superando i limiti della sua professione, e ne ha quindi sfruttato il rapporto di dipendenza. La sua condanna non viola pertanto l'art. 193 CP.