Citation: 9C_818/2019 E. 2.2

2.2. Indipendentemente dal fatto che la ricorrente non motiva perché la necessità di procedere a tale inchiesta domiciliare permetterebbe di adempiere le condizioni dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF, ciò che non costituisce una motivazione sufficiente (tra le tante sentenze 4A_53/2018 del 15 marzo 2018 e 9C_703/2015 del 12 novembre 2015 consid. 4.2), va osservato quanto segue. Affinché siano adempiuti i presupposti dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF è necessario non soltanto che l'accoglimento del ricorso metta fine alla procedura in corso, come fatto valere dalla Cassa ricorrente, ma anche che la procedura probatoria ancora da condurre, per la sua durata e i suoi costi, si scosti significativamente dai comuni procedimenti (in altre parole sia "lunga e costosa"). Le due condizioni dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF sono infatti cumulative (DTF 133 III 629 consid. 2.4.1 pag. 633; v. anche sentenza 8C_355/2019 del 18 giugno 2019 consid. 4.2). Quest'ultima condizione non è manifestamente adempiuta. Una procedura lunga e costosa è stata ammessa ad esempio quando è stato necessario procedere all'interrogatorio di un gran numero di testimoni, all'esperimento di più perizie o ancora all'invio di commissioni rogatorie in paesi lontani (sentenza 8C_16/2020 del 30 marzo 2020 consid. 1.4.1 con i riferimenti), fermo restando che ogni complemento d'istruzione comporta di per sé spese e un prolungamento del procedimento. Un'inchiesta domiciliare al fine di accertare, come disposto dal Tribunale cantonale, se l'opponente ha bisogno di una misura di accompagnamento costante nell'organizzazione della realtà quotidiana non può essere assimilata a una procedura defatigante o dispendiosa.