Citation: 1C_417/2015 E. 2.3.1

2.3.1. Ha stabilito infatti che la pubblicazione rappresenta un sistema alternativo di notificazione, che può essere eccezionalmente impiegato quando i destinatari della stessa, come nel caso in esame, sono numerosi (più di venti), oppure non possono essere identificati senza oneri eccessivi, richiamando al riguardo l'art. 19 cpv. 1 lett. c e d della Legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm) relativo alla notificazione per via edittale. Ha ritenuto che in materia di atti pianificatori la pubblicazione costituisce la regola, come disposto dall'art. 34 cpv. 2 LALPT e ora dall'art. 27 cpv. 2 LST, aggiungendo che secondo la giurisprudenza queste norme esigono di massima la semplice pubblicazione dei piani e non impongono, in caso di loro adozione o modifica, l'obbligo d'informare personalmente i proprietari, poiché incombe agli stessi il compito di interessarsi costantemente riguardo alla situazione giuridica dei loro fondi, anche quando non risiedono nel comune dove sono siti. Ha ritenuto, richiamando anche la dottrina, che la soluzione della sola pubblicazione del piano rispettava le esigenze del diritto federale (RAFFAELLO BALERNA, La protezione giuridica in materia di piani regolatori, in: RtiD I-2015, pag. 203 segg., nota n. 35 a piè di pagina).