Citation: I 31/99 18.10.2000 E. 5

5.- Ora, la prassi del Tribunale cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata. In queste condizioni gli atti devono essere rinviati - come già lo hanno disposto i giudici commissionali - all'amministrazione, affinché essa, dopo aver stabilito il tasso d'invalidità ritenendo, d'una parte, i dati riferiti alla primavera del 1996 e fondandosi, dall'altra, sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto dell'assicurata a prestazioni dopo il 1° maggio 1996. Giova a questo punto ricordare ancora come la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità coincida di massima con quella ritenuta in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e come l'uniformità della nozione d'invalidità conduca di principio a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso d'invalidità (DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).