Citation: 4P.106/2002 18.10.2002 E. 5

Pure arbitrario, a mente del committente, è l'accertamento secondo il quale egli avrebbe concordato con l'impresa, l'ingegnere e l'architetto l'esecuzione del getto in contemporanea. La Corte ticinese si è infatti basata su di un'affermazione resa da quest'ultimo in sede di interrogatorio formale, in risposta a una domanda che non verteva sulla questione in esame bensì sull'eventuale contestazione della liquidazione presentata dall'impresa per quest'opera. Anche in questo caso l'argomentazione ricorsuale merita di essere seguita. La Corte cantonale ha infatti estrapolato la dichiarazione dell'architetto dal suo contesto, attribuendole una portata inammissibile. La domanda n. 13 verte effettivamente sulla contestazione della liquidazione presentata dalla ditta appaltatrice e recita: "13. a) Ha contestato la liquidazione della ditta D.________ per lavori a capitolato? b) In caso di risposta affermativa dica l'attore [l'architetto] se ha contestato e per quali motivi i seguenti lavori di capitolato: - getto in contemporanea (beton + additivi e casseri)?" L'architetto ha risposto: "è stato concordato con l'impresa, l'ing., il Dr. A.________ e me". Considerati il tenore della domanda e della risposta non è possibile attribuire alla dichiarazione dell'architetto la portata che le ha dato la Corte cantonale, tanto più ch'essa risulta contraddetta da altri mezzi di prova e segnatamente le testimonianze citate nel ricorso. D'un canto F.________, collaboratore dell'architetto, ha infatti dichiarato: "noi abbiamo deciso di adottare degli accorgimenti particolari per quel che riguarda l'esecuzione del beton faccia-vista, senza ovviamente informare il committente (...)"; egli ha inoltre aggiunto che, da lui avvertito degli aumenti di quantitativi e di prezzo segnalati dall'impresa D.________, l'architetto ha risposto che avrebbe "messo a posto il tutto con la liquidazione finale", ciò che depone a favore della tesi del mancato accordo preventivo circa l'esecuzione di determinati lavori. Dall'altro, C.________ - allora impiegato presso la ditta D.________ - ha confermato l'esecuzione di opere supplementari fuori capitolato e di modifiche intervenute nel corso dei lavori e richieste dalla Direzione lavori, quale ad esempio il getto contemporaneo di pareti solette e cordolo, precisando di non aver parlato con il committente dei dettagli costruttivi. In queste circostanze non è possibile affermare, come fa la Corte cantonale, che il getto in contemporanea delle facciate è stato pattuito dalle parti. Le considerazioni esposte nella sentenza impugnata a questo riguardo sono manifestamente insostenibili. Anche su questo punto, dunque, il gravame merita di essere accolto.