Citation: 1C_23/2023 E. 2.3

2.3. I ricorrenti fanno valere un accertamento arbitrario dei fatti nella misura in cui il Consiglio di Stato prima e la Corte cantonale poi hanno ritenuto che l'opera litigiosa è idonea a resistere al vento e alla pioggia e quindi a garantirne un utilizzo prolungato, ciò ch'essi definiscono come mere supposizioni. Sostengono che la tenda è amovibile e che sarebbe atta unicamente a riparare dal sole, ma non dalle intemperie. Ora, secondo l'art. 97 cpv. 1 LTF, i ricorrenti possono censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2), o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. Essi devono motivare la censura in modo chiaro e preciso, conformemente alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 147 IV 73 consid. 4.1.2). Per motivare l'arbitrio non basta tuttavia criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole, come in concreto, un'interpretazione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 148 II 121 consid. 5.2; 143 IV 241 consid. 2.3.1).