Citation: 4P.26/2004 17.06.2004 E. 5

La posizione più importante della pretesa complessiva del ricorrente è costituita dallo stipendio arretrato, quantificato in fr. 271'314.20 in sede di appello. 5.1 Stando a quanto indicato nella sentenza impugnata, l'istruttoria ha fornito dati contrastanti a questo riguardo: lo stipendio lordo fissato nel contratto 22 dicembre 1994 era di fr. 10'000.-- per tredici mensilità, oltre a fr. 1'000.-- di rimborso-spese, mentre alle autorità competenti per il rilascio del permesso di dimora era sempre stato esposto un salario annuo di fr. 140'000.-- più fr. 14'000.-- di spese. I giudici cantonali hanno considerato che per principio è quest'ultimo salario ad essere vincolante. In concreto, valutate tutte le circostanze particolari del caso, hanno però addebitato all'attore un abuso di diritto nel rivendicare solo dopo la fine del rapporto di lavoro, dinanzi al giudice, la differenza tra lo stipendio pattuito contrattualmente - percepito per diversi anni - e quello dichiarato alle autorità amministrative. 5.2 Fra tutte le circostanze considerate in questo ambito nel giudizio impugnato, il ricorrente definisce in particolare arbitrario l'accertamento secondo il quale egli sarebbe stato "l'unico responsabile degli stipendi" e cita il teste C.________, il quale avrebbe dichiarato soltanto che "gli stipendi concernenti il personale d'ufficio venivano fatti dal signor A.________" senza pronunciarsi su chi avesse poteri decisionali in questo campo. La censura è manifestamente infondata. La sentenza impugnata non contiene, infatti, soltanto il passaggio riportato dal ricorrente; in essa viene chiaramente precisato ch'egli "allestiva tutte le schede di stipendio per il personale d'ufficio (...), tra le quali la propria". Il senso di questo accertamento, che corrisponde a quanto dichiarato dal testimone, è che il ricorrente non era uno sprovveduto bensì un dirigente con compiti specifici proprio nella preparazione delle schede dei salari che ora contesta. Le rimanenti argomentazioni, con le quali il ricorrente nega di aver violato le regole della buona fede e rimprovera all'autorità cantonale di aver leso l'art. 341 CO, sono irricevibili siccome attengono al diritto (art. 43 cpv. 1 e 84 cpv. 2 OG).