Citation: 4A_32/2009 07.10.2009 E. 4

Qualora vi sia litigio sulle prestazioni coperte dalla mercede forfettaria, si procede all'interpretazione del contratto (Gauch/Carron, Le contrat d'entreprise, 1999, n. 905 pag 266 e n. 908, pag. 268; Anton Egli, op. cit., n. 900 a pag. 300). 4.1 Il contenuto di un contratto va stabilito in primo luogo mediante interpretazione soggettiva, ossia secondo la vera e concorde volontà delle parti contraenti (art. 18 cpv. 1 CO); qualora ciò non sia possibile occorre ricercare la loro volontà presunta applicando il principio dell'affidamento (DTF 133 III 675 consid. 3.3 pag. 678). In concreto, il ricorrente non si duole del mancato ossequio della regola di diritto federale, dedotta dall'art. 18 CO, della priorità dell'interpretazione soggettiva rispetto a quella oggettiva (DTF 132 III 268 consid. 2.3.2 pag. 274). Egli accetta la decisione della Corte cantonale su questo punto, ma sostiene che l'interpretazione in base al principio dell'affidamento è stata fatta in modo errato. Prima di confrontarsi con gli argomenti da lui sollevati vale la pena di ricordare la giurisprudenza a questo proposito. 4.2 Nel quadro dell'interpretazione di un contratto secondo il principio dell'affidamento il giudice è tenuto a ricercare il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire all'accordo nella situazione concreta (cosiddetta interpretazione oggettiva). Il principio dell'affidamento permette d'imputare a una parte il senso oggettivo della sua dichiarazione o del suo comportamento, anche se questo non corrisponde alla sua intima volontà (DTF 133 III 61 consid. 2.2.1 pag. 67 con rinvii). L'applicazione del principio dell'affidamento è una questione che concerne l'applicazione del diritto e può pertanto essere riesaminata liberamente dal Tribunale federale (cfr. quanto esposto al consid. 2.1). Per giudicare tale questione di diritto è tuttavia necessario basarsi sul contenuto delle dichiarazioni di volontà delle parti e sulle circostanze che hanno preceduto o accompagnato la stipulazione del contratto, le quali attengono ai fatti (DTF citata con rinvii) e possono dunque essere riviste alle condizioni esposte al consid. 2.2. In concreto, è opportuno ricordare che la presenza di un testo chiaro non esclude d'acchito la possibilità di ricorrere ad altri criteri d'interpretazione. Anche se il tenore di una clausola contrattuale appare a prima vista chiaro, dalle altre condizioni menzionate dal contratto, dallo scopo perseguito dalle parti oppure ancora da altre circostanze può infatti risultare che il testo della menzionata clausola non restituisce con esattezza il senso dell'accordo. Ciononostante, non ci si scosterà dal testo chiaro adottato dagli interessati quando non v'è nessun serio motivo che induca a ritenere ch'esso non corrisponde alla loro volontà (DTF citata con rinvii).