Citation: 4A_484/2008 23.02.2009 E. 3

L'ammissibilità del ricorso suscita infatti delle perplessità sotto il profilo del suo contenuto (art. 42 LTF). 3.1 Giusta l'art. 42 cpv. 1 LTF il ricorso deve "contenere le conclusioni", ovverosia specificare le modifiche auspicate. Dato che il ricorso in materia civile ha principalmente effetto riformatorio (art. 107 cpv. 2 LTF) la parte ricorrente non può, in linea di massima, limitarsi a postulare l'annullamento della pronunzia impugnata. Il rinvio all'autorità cantonale rimane tuttavia inevitabile - e la semplice domanda in tal senso ammissibile - ogniqualvolta il giudizio impugnato non contenga gli accertamenti di fatto necessari per l'applicazione del diritto (DTF 133 III 489 consid. 3.1; cfr. anche DTF 134 III 235 consid. 2). 3.2 Nell'allegato sottoposto al Tribunale federale i ricorrenti, che domandano appunto il rinvio degli atti all'autorità ticinese, non indicano per quale motivo tale eventualità sarebbe realizzata nella fattispecie. Essi non solo non pretendono che gli accertamenti effettuati in sede cantonale non permetterebbero di pronunciarsi sulla questione litigiosa - dinanzi al Tribunale d'appello avevano d'altro canto chiesto l'annullamento del giudizio di primo grado e non il rinvio degli atti alla Pretora - ma anzi dichiarano esplicitamente che "la natura locativa della pretesa dedotta in lite emerge chiaramente [non solo] dal substrato fattuale [...]". In queste circostanze il ricorso potrebbe probabilmente venir dichiarato inammissibile, perlomeno su questo punto, per carenza di conclusioni conformi all'art. 42 cpv. 1 LTF. La questione non necessita tuttavia di essere ulteriormente discussa, dato che in ogni caso esso va respinto per i motivi che seguono.