Citation: 4C.42/2004 09.07.2004 E. 3

Risolte alcune questioni preliminari, nella sentenza criticata i giudici cantonali hanno in primo luogo esaminato la fattispecie alla luce del principio della trasparenza (Durchgriff), che permette talvolta di prescindere dall'indipendenza giuridica esistente tra la società anonima e il suo azionista. Richiamandosi alla dottrina e alla prassi vigenti, essi hanno ricordato che quest'eventualità costituisce l'eccezione, che esige la riunione di condizioni estremamente restrittive quali l'identità economica tra l'azionista e la sua società nonché l'abuso di diritto, rispettivamente la lesione del principio dell'affidamento o dell'interesse legittimo di un terzo. In concreto - hanno deciso i giudici del Tribunale d'appello - questi presupposti non ricorrono poiché, da un canto, il convenuto non aveva una posizione dominante nella Y.________ SA e, dall'altro, non è stato addotto né provato il carattere abusivo del richiamo all'autonomia giuridica della Z.________ AG. In secondo luogo l'autorità cantonale ha respinto la tesi dell'attrice che intendeva fondare le sue pretese sulla relazione di particolare vicinanza esistente tra lei e l'asserito rapporto di submandato tra le due società fiduciarie ed il convenuto. Pur ammettendo la sostanziale correttezza della tesi giuridica formulata dall'attrice, la Corte ticinese ha osservato come dall'istruttoria sia emerso che il convenuto non è intervenuto nell'affare quale submandatario di Y.________ SA e Z.________ AG bensì, tutt'al più, quale consulente. In definitiva il Tribunale d'appello ha stabilito che il ruolo del convenuto è stato in realtà molto meno importante di quanto affermato dall'attrice. Le trattative per la conclusione dei contratti di compravendita sono state infatti curate da C.________, quelle per la loro modifica dal dott. D.________ e quelle che hanno portato all'accordo finale ancora da quest'ultimo insieme con gli avvocati E.________ e F.________, i quali beneficiavano di "un margine di manovra pressoché illimitato ". Nessun teste ha per contro affermato che il convenuto avesse svolto un ruolo essenziale e decisivo, così che non è dimostrato il nesso causale tra il suo comportamento e il danno.