Citation: 2C_795/2019 E. 3.3

3.3. A tal proposito giova rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto dall'insorgente, la precitata decisione della Commissione, pur ritenendo esplicitamente una "violazione delle norme deontologiche a tutela del segreto professionale" (decisione della Commissione del 18 luglio 2018, pag. 5), non esclude affatto in modo categorico (anche) una violazione del divieto del conflitto d'interessi. Già solo per questo motivo, un accertamento arbitrario dei fatti su questo punto da parte del Tribunale amministrativo appare quanto meno dubbio. Sia come sia, questo aspetto può rimanere indeciso nella fattispecie, in quanto non ha influenza alcuna sull'esito della presente causa. Come già osservato poc'anzi (cfr. supra consid. 3.1), la critica di accertamento arbitrario dei fatti deve infatti portare su elementi fattuali determinanti per l'esito del procedimento. Ora, come si vedrà più avanti, le censure sollevate dal ricorrente in relazione al tipo di infrazione alla LLCA effettivamente ritenuta dalla Commissione (violazione del segreto d'ufficio o del divieto del conflitto d'interessi), ovvero la pretesa violazione del diritto di essere sentito (art. 29 Cost.; infra consid. 4), dell'art. 86 cpv. 5 della legge ticinese sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm/TI; RL/TI 165.100; infra consid. 5) e del principio " ne eat iudex ultra ed extra petita partium " (infra consid. 6), sono in effetti da scartare indipendentemente dai motivi per i quali egli è stato sanzionato dalla Commissione. Non essendo determinante per l'esito del procedimento, la critica di accertamento arbitrario dei fatti sollevata dall'insorgente in merito a tale questione non deve essere vagliata oltre.