Citation: 1P.369/2004 13.06.2005 E. 2

2.1 Il ricorrente accenna a una lesione del diritto di essere sentito, poiché la decisione impugnata, al suo dire carente di motivazione, sarebbe stata presa senza istruttoria e senza procedere a uno scambio di scritti. 2.2 Le critiche, generiche, non reggono. Dal diritto di essere sentito, desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost., la giurisprudenza ha dedotto, tra l'altro, il diritto dell'interessato di ottenere una decisione motivata. Questa norma, ritenuto che il ricorrente non invoca alcuna disposizione del diritto cantonale che disciplina in primo luogo la portata di tale diritto (DTF 126 I 19 consid. 2a, 15 consid. 2a), non pone esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione e l'autorità giudicante è tenuta ad esprimersi unicamente sulle circostanze significative, atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito, e non su ogni asserzione delle parti: essa ha essenzialmente lo scopo di permettere, da un lato, agli interessati di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e - come avvenuto nella fattispecie - di impugnarla con cognizione di causa e, dall'altro, all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa in fine). La criticata decisione, che si esprime sull'applicazione di tutte le norme pertinenti, sugli elementi decisivi del contestato conteggio e sulle censure addotte dal ricorrente, adempie chiaramente tali esigenze. Né il ricorrente spiega, tralasciando di invocare una qualsiasi norma del diritto cantonale che l'imporrebbe, perché il Consiglio di Stato, ritenuto che la questione litigiosa era chiara, avrebbe dovuto procedere a un ulteriore scambio di scritti né rende verosimile ch'esso non ha istruito la causa: in effetti, ha invitato il Comune di Losone ad esprimersi e ha accertato d'ufficio i fatti rilevanti per il giudizio. 2.3 Riguardo all'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata, il ricorrente rileva che l'esposizione non sarebbe sufficientemente dettagliata, per cui si renderebbero necessarie alcune precisazioni. Con quest'accenno egli non dimostra tuttavia che i fatti sarebbero stati accertati in maniera arbitraria; essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale. Per di più, nella procedura di ricorso di diritto pubblico non si possono addurre, di massima, fatti nuovi, far valere nuove censure o produrre nuovi documenti (DTF 118 Ia 20 consid. 5a, 114 Ia 204 consid. 1a; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 369; Karl Spühler, Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Zurigo, 1994, pag. 53 seg. n. 109 e 110). Né in concreto si è in presenza di un argomento giuridico completamente nuovo, con il quale il ricorrente non poteva prevedere di essere confrontato, per cui il diritto di essere sentito avrebbe imposto ch'egli potesse esprimersi nuovamente al riguardo (DTF 128 V 272 consid. 5b/bb, 125 II 265 consid. 4d/cc pag. 277 e rinvii, 124 I 49 consid. 3c, 123 I 63 consid. 2d pag. 69). 2.4 Gli argomenti addotti dal ricorrente con gli scritti del 13 e del 26 luglio 2004, concernenti l'accollamento della tassa di giustizia, sono tardivi (art. 89 cpv. 1 OG) e quindi inammissibili. Il completamento dell'atto di ricorso contiene, in parte, censure e argomenti nuovi che sono pertanto irricevibili. In effetti, secondo l'art. 93 cpv. 2 OG, se i motivi della decisione sono indicati soltanto nella risposta dell'autorità, al ricorrente può essere assegnato un termine perché completi il suo gravame. Ora, nella fattispecie, i motivi addotti nella risposta governativa concernono, in sostanza, precisazioni di livello organizzativo, desumibili dalla normativa in vigore: di massima, il completamento, come la replica (cfr. al riguardo DTF 125 I 71 consid. 1d/aa, 114 Ia 307 consid. 4b, 119 V 317 consid. 1; Kälin, op. cit., pag. 377) non sono tuttavia dati per far valere nuove allegazioni di fatto e di diritto, note al ricorrente già al momento dell'inoltro dell'impugnativa e per di più non sollevate dinanzi al Consiglio di Stato.