Citation: 6B_83/2022 E. 2.2

2.2. Secondo il ricorrente, la CARP avrebbe travalicato il margine di manovra riconosciuto al giudice per escludere l'adempimento dell'elemento soggettivo del reato in caso di grave inosservanza di un limite di velocità. La DTF 142 IV 137, richiamata nella sentenza impugnata, permetterebbe di escludere l'intenzione solo in presenza di circostanze particolari prossime a una situazione di errore, ma non certo a un'ingiustificata disattenzione al contesto stradale. In concreto non sarebbe dato di capire come il fatto che l'opponente abbia proceduto a "un'unica accelerata", di una durata tutt'altro che istantanea, possa costituire una circostanza talmente particolare da escludere l'intenzionalità. Neppure la velocità adeguata con cui sarebbe giunto al successivo posto di controllo denoterebbe qualcosa di straordinario, tenuto peraltro conto della configurazione dei luoghi. La Corte cantonale avrebbe infatti omesso di considerare che, poco dopo il punto in cui sarebbe stato posizionato il radar, il numero delle corsie della carreggiata diminuirebbe, come risulterebbe dal segnale «disposizione delle corsie» visibile nella documentazione fotografica agli atti, e dopo 500 metri circa al lungo rettilineo succederebbero dei tornanti con strada in pendenza. Apparirebbe pertanto "ben più probabile" che l'opponente abbia rallentato perché costretto dalla configurazione stradale. La valenza accordata dalla CARP al rallentamento non sarebbe pertanto giustificata in quanto non poggerebbe su dati oggettivi. L'insorgente evidenzia poi come tra il luogo in cui, secondo le sue stesse dichiarazioni, l'opponente avrebbe incominciato ad accelerare e il punto del rilevamento della velocità vi sarebbe una distanza di circa 1,5 km, tratto su cui avrebbe condotto a una velocità superiore al limite vigente. Ciò dimostrerebbe come l'opponente abbia maturato l'intenzione di gravemente violare le norme della circolazione. Il ricorrente considera giuridicamente errata, oltre che arbitraria, la conclusione della CARP sulla mancata accettazione dell'opponente dell'eventualità di raggiungere una velocità così elevata e causare un incidente con morti o feriti. Raggiungere la velocità di 152 km/h in salita, con un veicolo noto al conducente su un tratto di strada anch'esso a lui noto, per mostrare a un ragazzino le prestazioni della vettura non sarebbe infatti frutto di una momentanea distrazione. La decisione impugnata trasformerebbe una sconsiderata esibizione di potenza automobilistica per impressionare un passeggero in un elemento suscettibile di escludere l'intenzionalità del grave superamento della velocità. La CARP avrebbe pertanto violato il diritto federale condannando l'opponente per titolo di grave infrazione alle norme della circolazione invece che per titolo di grave infrazione qualificata alle norme della circolazione.