Citation: 4A_117/2018 E. 2

La ricorrente afferma innanzi tutto che l'arbitro avrebbe violato " l'onere della prova in capo al lavoratore " e afferma che questi, per poter essere inquadrato come imposto nella decisione impugnata, avrebbe dovuto fornire la prova della sua esperienza. Il lodo violerebbe inoltre la libertà contrattuale e la garanzia della libertà economica perché impedirebbe al lavoratore e al datore di lavoro " di perfezionare un contratto di lavoro con un inquadramento salariale conforme ai documenti presentati ". L'argomentazione ricorsuale si rivela inammissibile. La ricorrente non indica alcun motivo di ricorso previsto dall'art. 393 CPC e pare così ignorare che in un ricorso contro un lodo arbitrale non è semplicemente possibile prevalersi di una qualsiasi violazione del diritto federale o costituzionale. Dimenticando il fatto che il lavoratore non era parte alla procedura arbitrale e ignorando la considerazione dell'arbitro secondo cui la disposizione sull'inquadramento salariale serve a garantire il rispetto del CCL e una leale concorrenza fra le ditte del ramo, la ricorrente nemmeno si confronta con la motivazione della sentenza impugnata.