Citation: 1P.638/2003 14.05.2004 E. 3

3.1 La ricorrente lamenta inoltre la mancata applicazione per analogia dell'art. 25 NAPR - che vieta i frazionamenti volti a eludere le norme edificatorie comunali - alle riunioni di fondi volte a modificare abusivamente il loro trattamento pianificatorio, come sarebbe il caso in concreto. Rileva inoltre che i Giudici cantonali non si sarebbero espressi su tale argomentazione, da lei esplicitamente sollevata in sede di risposta. 3.2 L'art. 25 NAPR, dalla nota marginale "frazionamento di fondi", prevede che i fondi non possono essere frazionati in modo da eludere le disposizioni delle norme comunali di attuazione del piano regolatore, in particolare l'indice di sfruttamento e di occupazione. I piani di mutazione devono essere approvati dal Municipio prima della procedura di trapasso fondiario. La ricorrente accenna invero al frazionamento, avvenuto nel 1995, della particella n. KKK per formare la particella n. YYY e rileva che l'operazione, per ragioni rimaste sconosciute, avrebbe illogicamente diviso su due fondi la pensilina della stazione di servizio. Con riferimento a detto frazionamento, non fa tuttavia esplicitamente valere un'applicazione arbitraria dell'art. 25 NAPR, né adduce i motivi per cui esso costituirebbe un'elusione delle disposizioni comunali. La ricorrente insiste invece su un'applicazione per analogia dell'art. 25 NAPR all'accorpamento, avvenuto nel 2001, della particella n.YYY nella n. XXX, a suo dire finalizzato all'aggiramento delle NAPR. Ora, visto il chiaro tenore dell'art. 25 NAPR, che disciplina in modo esplicito unicamente il caso del frazionamento, non è di principio ravvisabile arbitrio nel ritenere determinante, e di conseguenza fondarsi, su un'interpretazione letterale della norma (DTF 128 II 340 consid. 3.5 e rinvii). La mancata applicazione dell'art. 25 NAPR alla fattispecie qui in discussione della riunione di fondi, non risulta manifestamente insostenibile, anche in considerazione del fatto che la disposizione, menzionando la possibile elusione degli indici di sfruttamento e di occupazione, si riferisce funzionalmente al caso del frazionamento di un fondo già parzialmente edificato, vietandone un doppio sfruttamento (cfr. DTF 108 Ia 116 consid. 2c; Urs Eymann, in: Münch/ Karlen/Geiser editori, Beraten und Prozessieren in Bausachen, Basilea 1998, n. 6.34, pag. 209). 3.3 D'altra parte, la Corte cantonale, ammettendo l'applicazione dell'art. 26 NAPR - che pure disciplina la questione degli indici di sfruttamento e di occupazione, imponendone il calcolo proporzionale - anche ai fondi venutisi a trovare a cavallo di due zone in seguito a una riunione successiva all'entrata in vigore del piano regolatore, ha implicitamente escluso l'applicazione dell'art. 25 NAPR alla fattispecie, respingendo quindi indirettamente l'argomentazione accennata dalla ricorrente nella sua risposta dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo. In queste condizioni, il giudizio impugnato non ha pertanto nemmeno comportato per la ricorrente una violazione del suo diritto di essere sentita (cfr. DTF 114 Ia 332 consid. 2). Questa garanzia non impone del resto che la motivazione si confronti con ogni allegazione sollevata, potendosi piuttosto limitare ai punti rilevanti per il giudizio (DTF 124 II 146 consid. 2a, 117 Ib 481 consid. 6b/bb).