Citation: I 441/05 10.07.2006 E. 5

Un attento esame della documentazione medica agli atti, in particolare della perizia psichiatrica del dott. M.________, non può che indurre questa Corte a confermare il giudizio impugnato. In effetti, benché alla luce dell'insieme delle circostanze del caso concreto sia possibile che il danno alla salute lamentato dall'assicurato e la riduzione della sua capacità lavorativa siano insorti precedentemente all'entrata in Svizzera, come ipotizzato dal perito e dal dott. B.________, secondo cui l'uso di eroina avrebbe avuto funzione di automedicazione, è pur vero che tale fatto non è per nulla provato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali. L'assunzione di ulteriori prove non potrebbe modificare detta valutazione. In sostanza, nessun documento né tantomeno, contrariamente a quanto asserito dall'UAI, le supposizioni del dott. M.________ provano che il danno alla salute con conseguente riduzione rilevante della capacità lavorativa sia insorto prima del mese di gennaio 1997. Al riguardo va rilevato che le attestazioni del dott. B.________, secondo cui l'incapacità lavorativa sarebbe riconducibile al 1996, sono chiaramente frutto di un errore, commesso anche dal perito, ritenuto che il primo ricovero per motivi psichiatrici risale al 1997. Del resto, lo psichiatra segue l'interessato solo dal mese di gennaio 1998, posteriormente al secondo ricovero presso la clinica psichiatrica cantonale, e, quindi, non dispone di elementi per attestare un'incapacità lavorativa precedente. Neppure il dott. R.________, che cura il paziente dal maggio 1996, ha attestato un'incapacità lavorativa già a partire da quell'anno, bensì addirittura soltanto dal 1998. In simili circostanze, si può ritenere provato con un grado di verosimiglianza sufficiente che la riduzione rilevante dell'incapacità lavorativa è senz'altro riconducibile al gennaio 1997, data del primo scompenso psichico, come d'altronde indicato dal perito M.________. Le supposizioni del perito, secondo cui l'incapacità lavorativa sarebbe limitata da anni, si rivelano irrilevanti ai fini del presente giudizio. In effetti, oltre a non esservi prove in tal senso - la documentazione medica prodotta pendente ricorso in sede giudiziaria cantonale non attesta, ad esempio, alcun disturbo psichiatrico per il periodo dal 1989 al 1992 -, i motivi addotti dal perito per sostanziare la preesistente riduzione della capacità lavorativa sono del tutto estranei all'invalidità. Unico indizio suscettibile di deporre a favore di un'esistenza precedente del danno alla salute potrebbe essere la problematica relativa alle allucinazioni uditive esistenti dal 1996, ovvero un anno prima dello scompenso psichico del 1997. Tuttavia, questo punto non appare rilevante per quanto concerne una limitazione della capacità lavorativa, in quanto lo stesso assicurato ha precisato che tali allucinazioni si manifestavano la sera prima di dormire, rispettivamente il perito e gli altri medici, tutti a conoscenza di questa circostanza, non l'hanno ritenuta limitante. In effetti, malgrado il perito abbia ritenuto possibile una limitazione della capacità lavorativa prima dell'entrata in Svizzera dell'interessato nel 1995, non ha incluso nei motivi addotti la problematica relativa alle citate allucinazioni. Infine, pure il dott. Luisoli, responsabile del servizio medico regionale dell'UAI (SMR), ha precisato, pendente ricorso cantonale, che "il periodo precedente l'arrivo del soggetto in Svizzera, per il quale si sono riferite le difficoltà menzionate sopra, può essere indagato solo in base ai dati anamnestici personali (ciò che afferma il soggetto) e l'unico elemento ammesso da tutti è l'uso di stupefacenti". Alla luce di quanto sopra esposto neppure la dichiarazione dell'assicurato, secondo cui il danno alla salute risalirebbe al 1991, permette di concludere per un'inabilità lavorativa preesistente, anche perché da un lato il formulario non è stato compilato dall'interessato, dall'altro è probabile che la dipendenza dalla droga risalga a quella data; tuttavia non vi è alcun indizio agli atti secondo cui allora egli fosse pure inabile al lavoro. In simili condizioni, malgrado non sia del tutto impossibile che il danno alla salute e una diminuzione della capacità lavorativa fossero già presenti prima dell'entrata in Svizzera, tale fatto non è stato reso verosimile con il necessario grado di verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali.