Citation: 1C_534/2021 E. 4.2.2

4.2.2. La revoca della licenza di condurre a scopo di sicurezza mira ad impedire in futuro la temuta messa in pericolo della sicurezza della circolazione da parte di un conducente inidoneo alla guida. Al riguardo non è determinante che la persona interessata abbia violato una norma della circolazione stradale o abbia agito con colpa. Quale ingerenza grave nella sfera personale, la misura presuppone che siano scrupolosamente chiariti i punti rilevanti (DTF 141 II 220 consid. 3.1.1). L'ampiezza delle indagini da esperire dipende dalle circostanze del singolo caso e rientra nell'esercizio del potere di apprezzamento dell'autorità competente per la revoca (DTF 129 II 82 consid. 2.2; sentenza 1C_264/2018, citata, consid. 3.2). Se sussistono dubbi sull'idoneità alla guida, la persona è sottoposta a un esame di verifica, segnatamente in caso di violazioni delle norme della circolazione facenti desumere mancanza di rispetto nei confronti degli altri utenti della strada (art. 15 cpv. 1 lett. c LCStr). Secondo l'art. 90 cpv. 3 LCStr, è punito con una pena detentiva da uno a quattro anni chiunque, violando intenzionalmente norme elementari della circolazione, corre il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di velocità. Un'infrazione grave qualificata ai sensi di questa disposizione è segnatamente data se la velocità massima consentita è superata di almeno 50 km/h dove la velocità massima consentita è di 50 km/h (art. 90 cpv. 4 lett. b LCStr; DTF 143 IV 508 consid. 1). Come visto, in concreto la gravità dell'infrazione non è contestata dalla ricorrente.