Citation: 1C_353/2015 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale rettamente ha accertato che il ricorrente non ha contestato i fatti rimproveratigli e che non ha impugnato la sanzione penale inflittagli in Italia, sebbene fosse a conoscenza della sua portata (DTF 141 II 220 consid. 3.4.2 pag. 227 seg.). Riguardo alla pretesa nullità della multa estera, ha rilevato ch'egli avrebbe dovuto avversarla tempestivamente dinanzi alle competenti autorità italiane. Ciò, a maggior ragione, perché ammette d'aver commesso il grave eccesso di velocità e ha liberamente sottoscritto il relativo verbale di contestazione. Al riguardo, il ricorrente adduce che non avrebbe avuto alcun obbligo di invocare in Italia l'asserita nullità della sanzione amministrativa, né di avversare la multa, perché l'invocata norma avrebbe per effetto di estinguere la sanzione amministrativa senza che l'interessato debba compiere alcun atto processuale. Ora, mal si comprende, e il ricorrente non tenta di spiegarlo, perché, ricevuto detto modulo notificato il 17 aprile 2012 e quindi al suo dire tardivamente, l'ha nondimeno sottoscritto e rinviato il 15 giugno seguente. Neppure illustra perché in siffatte condizioni, in maniera contraddittoria, ha nondimeno accettato l'inibizione alla guida sul suolo italiano e ha pagato la multa, senza neppure tentare di farsi restituire l'importo pagato, come risulta dal suo ricorso alla Corte cantonale, nel quale egli precisa peraltro d'aver ricevuto la notifica della violazione delle norme sulla circolazione stradale dopo 10 mesi dall'infrazione (ricorso n. 13 pag. 5). In siffatte circostanze, la tutela della buona fede (cfr. al riguardo sentenza 1C_316/2010 del 7 dicembre 2010 consid. 3.2), principio del resto nemmeno invocato dal ricorrente, non impone, come ancora si vedrà, di scostarsi dalla soluzione adottata dalla Corte cantonale.