Citation: 1C_222/2007 17.12.2007 E. 3

3.1 Il ricorrente sostiene, richiamando l'art. 10 cpv. 1 LFo, che in concreto sarebbero comunque dati un suo interesse degno di protezione e sufficienti motivi per procedere a una revisione della decisione di accertamento del carattere forestale, fissando un nuovo limite dell'area boschiva in corrispondenza della particella dedotta in edificazione. 3.2 Nella causa in esame, il ricorrente è tuttavia intervenuto quale opponente nella procedura edilizia e non nell'ambito di una formale domanda di accertamento del carattere forestale ai sensi dell'art. 10 LFo. Un'istanza di riesame non deve comunque condurre a rimettere continuamente in discussione decisioni amministrative cresciute in giudicato ed a permettere di eludere i termini per proporre i rimedi di diritto ordinari. Nella misura in cui, come in concreto, un obbligo per l'autorità cantonale di riconsiderare la propria decisione non è previsto dalla legge, un riesame può infatti essere preteso, sulla base dell'art. 29 Cost., solo se le circostanze si sono modificate in modo rilevante dopo la prima decisione, oppure se l'interessato invoca fatti o mezzi di prova importanti che non conosceva o dei quali non poteva o non aveva ragione di prevalersi al momento della prima decisione (DTF 127 I 133 consid. 6, 120 Ib 42 consid. 2b; sentenza 1P.513/2004 del 14 luglio 2005, consid. 2.1 e 3.3, apparsa in: RDAT I-2006, n. 4, pag. 11 segg.). Nella fattispecie, non risulta, né è prospettato dal ricorrente, che la situazione giuridica e fattuale si sia modificata in modo rilevante dopo la decisione di accertamento del carattere forestale del 27 giugno 2000. Un riesame della stessa non entra quindi in considerazione e, in tali circostanze, deve essere negato al ricorrente un interesse degno di protezione all'ottenimento di un nuovo accertamento (cfr. sentenza 1A.136/2006 del 6 dicembre 2007, consid. 3.1; 1A.116/1998 del 3 settembre 1998, consid. 2a, apparsa in: RDAF 1999 I pag. 245 segg.).