Citation: 1C_308/2019 E. 3.2

3.2. Il Comune fa valere una non meglio precisata violazione del diritto federale, della sua autonomia, del divieto dell'arbitrio e del principio della buona fede. Osserva che la norma in discussione è stata adottata nel 1988 allo scopo di contenere il cosiddetto fenomeno delle "disdette-vendita", che creava importanti distorsioni sul mercato dell'alloggio. Precisa che il 14 dicembre 2000 un architetto ha chiesto al Municipio il permesso di costruire uno stabile di sei appartamenti, contrassegnando con una crocetta entrambe le caselle relative al genere di residenza previste nel formulario della domanda di costruzione, manifestando l'intenzione di destinarli sia alla residenza primaria che secondaria. Il 27 marzo 2001 il Municipio ha rilasciato la licenza edilizia, subordinandola alla condizione di inoltrare, al momento del rilascio del permesso di abitabilità, una distinta specificante le unità abitative destinate a residenza secondaria. Gli appartamenti sono poi stati venduti in blocco a una società e, tra agosto 2001 e giugno 2004, rivenduti singolarmente. Il 13 maggio 2004 il Municipio ha rilasciato alla società che aveva acquistato gli appartamenti il permesso di abitabilità, subordinandolo alla condizione che fosse inoltrata una distinta con specificate le unità abitative destinate a residenza secondaria, richiesta alla quale né la società prima né i condomini poi hanno dato seguito; il Municipio non ne ha sollecitato l'adempimento.