Citation: H 257/03 11.01.2005 E. 1

7.2 Ma vi è più. In effetti nel caso concreto, trattandosi di un rimborso spese mediante importi forfettari, di cui - a suo dire - non era stata provata l'entità, la Cassa avrebbe dovuto esaminare in via preliminare se, a causa di circostanze speciali, la prova non era possibile in modo inoppugnabile e quindi la valutazione delle spese incombeva proprio all'amministrazione (RCC 1990 pag. 41). In effetti per autisti che si occupano regolarmente di viaggi turistici e trasporto merci appare senz'altro difficile e soprattutto particolarmente dispendioso tenere un regolare conteggio di tutte le spese generali insorte durante un viaggio (consistenti in vitto, alloggio, telefono, taxi, imprevisti), soprattutto se i viaggi all'estero o comunque sulla lunga distanza vengono effettuati frequentemente e si suddividono in tappe. La situazione non si scosta del resto di molto da quella di artisti, fotografi, giornalisti e rappresentanti di commercio, il cui luogo di lavoro cambia continuamente e nel qual caso il rimborso forfettario è ammesso (Käser, op. cit. pag. 165). Pure particolarmente dispendioso appare per il datore di lavoro, che dispone tra l'altro di diversi autisti, tenere regolarmente un conteggio delle citate spese di trasferta e rappresentanza per ogni dipendente. 7.3 In simili circostanze, secondo questa Corte la Cassa avrebbe dovuto fissare personalmente l'ammontare delle spese di trasferta e rappresentanza, alfine di fissare poi l'importo del salario che andava eventualmente ripreso (si vedano in proposito le sentenze inedite del 25 marzo 1998 in re T e P., H 146/96, dell'11 settembre 1997 in re E., H 216/96, in cui l'amministrazione ha valutato i costi riducendo parzialmente l'importo forfettario fissato dal datore di lavoro). Ne consegue che sia l'amministrazione che la Corte cantonale, limitandosi a sostenere che l'entità delle spese non era stata dimostrata, hanno violato il diritto federale.