Citation: 8C_744/2018 E. 4.1

4.1. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni, ricordati lo svolgimento del processo e le disposizioni cantonali applicabili, ha concluso che la ricorrente, sua figlia e il padre di quest'ultima dovessero essere trattati come un'unica unità di riferimento. La Corte cantonale, ritenute lecite le misure di sorveglianza richieste dalla Cassa per il tramite della polizia cantonale, ha in definitiva confermato l'esistenza di una convivenza stabile secondo il diritto cantonale. I giudici ticinesi hanno accertato che la ricorrente e il padre di sua figlia vivono effettivamente in due abitazioni differenti. Tuttavia, quest'ultimo presta il proprio veicolo alla ricorrente svariate volte, versa un contributo mensile di fr. 500.- per la figlia e durante i 30 giorni in cui è avvenuto il controllo della polizia, il veicolo era presente al domicilio della ricorrente in 26 occasioni. La Corte cantonale ha altresi sottolineato che la ricorrente e il padre di sua figlia sono pronti a prestarsi sostegno e assistenza reciproci. Richiamato il principio di sussidiarietà, rinviando alla risposta della Cassa, hanno ribadito che l'intervento pubblico non si giustifica da eventuali difficoltà economiche che alla ricorrente potrebbero derivare dalla necessità di dover mantenere abitazioni separate. In conclusione, la Corte cantonale ha osservato che, ad ogni modo, è irrilevante la forma di vita in comune o no tra le persone interessate, bensì la circostanza che esse siano pronte a prestarsi assistenza e sostegno reciproci.