Citation: 2D_52/2018 E. B

L'istanza del 16 ottobre 2015 è stata respinta il 9 febbraio 2016 dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino. Detta autorità ha osservato che il ricongiungimento era tardivo e che i mezzi finanziari di cui disponeva B.________ erano insufficienti per il sostentamento della famiglia. Il rifiuto è stato confermato su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato, il 31 maggio 2017, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 31 ottobre 2018. Rilevato che non esisteva alcun trattato tra la Svizzera e la Repubblica di Serbia o del Kosovo di cui scaturiva un diritto al ricongiungimento familiare e che A.________ e la figlia C.________ non potevano appellarsi all'art. 8 CEDU (RS 0.101), il loro marito rispettivamente padre non fruendo di un diritto certo di risiedere nel nostro Paese, la Corte cantonale ha osservato che l'art. 44 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri ([LStr; RS 142.20]; dal 1° gennaio 2019 la legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI; RU 2017 6521]) - le cui condizioni non erano peraltro adempiute - non conferiva alcun diritto al ricongiungimento familiare poiché aveva carattere potestativo. Ha poi aggiunto che la domanda di ricongiungimento familiare era tardiva (art. 47 cpv. 1 LStrI in relazione con l'art. 73 OASA [RS 142.201]) e che non erano dati in concreto gravi motivi familiari che permettevano un ricongiungimento familiare differito (art. 47 cpv. 3 LStrI in relazione con l'art. 75 OASA) e, infine, che non erano lesi né il principio della proporzionalità né l'art. 13 Cost.