Citation: 4A_260/2008 17.11.2008 E. 2

Come preannunciato, nella risposta al gravame l'opponente ne contesta l'ammissibilità a causa della motivazione. L'opponente rileva infatti che i ricorrenti non adducono le eventuali violazioni del diritto in cui sarebbero incorsi i giudici ticinesi né tantomeno indicano quali sarebbero gli accertamenti manifestamente inesatti contenuti nella sentenza impugnata; essi si limitano a proporre una diversa valutazione della fattispecie, ciò che dimostra il carattere appellatorio delle loro critiche. Le perplessità espresse dall'opponente in merito alla motivazione dell'impugnativa sono pertinenti. 2.1 È vero che il Tribunale federale esamina d'ufficio il diritto federale (art. 106 cpv. 1 LTF). Nondimeno, secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, l'atto di ricorso deve contenere le conclusioni della parte ricorrente e i motivi su cui esse si fondano. Occorre spiegare in maniera concisa perché l'atto impugnato violi il diritto federale. La motivazione dev'essere riferita all'oggetto del litigio, in modo che si capisca perché e su quali punti la decisione contestata è impugnata (DTF 133 IV 286 consid. 1.4). Le esigenze di motivazione sono più severe quando viene fatta valere la violazione di diritti fondamentali e di disposizioni del diritto cantonale: il Tribunale federale esamina simili censure soltanto se il ricorrente le solleva e motiva (art. 106 cpv. 2 LTF) in modo analogo a quanto l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG imponeva per il ricorso di diritto pubblico (DTF 133 III 638 consid. 2). 2.2 Ora, nel loro allegato i ricorrenti omettono, effettivamente, di indicare quali sarebbero le norme di diritto violate dalla decisione impugnata. Dal tenore dei loro argomenti risulta tuttavia chiaramente ch'essi intendono prevalersi della violazione delle norme sulla diligenza e fedeltà che incombono alla banca (art. 398 cpv. 2 CO) e questo basta per ammettere il ricorso in materia civile. Conformemente alla giurisprudenza sviluppata sotto l'egida dell'OG per il ricorso per riforma, applicabile anche al ricorso in materia civile (DTF 133 IV 286 consid. 1.4), non è infatti indispensabile che le norme del diritto privato federale vengano esplicitamente menzionate; è sufficiente ch'esse possano venire determinate chiaramente sulla scorta del contenuto dell'allegato ricorsuale (DTF 121 III 397 consid. 2a). 2.3 Il difetto principale del documento sottoposto all'esame del Tribunale federale risiede piuttosto nella fattispecie addotta dai ricorrenti per giustificare l'asserita violazione del diritto, giacché essa differisce in ampia misura da quella accertata nella sentenza impugnata. 2.3.1 Giovi allora rammentare che, in linea di principio, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF); può scostarsene solo se è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata può essere impugnato alle stesse condizioni; occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 LTF). Tocca alla parte che propone una fattispecie diversa da quella contenuta nella sentenza impugnata il compito di esporre in maniera circostanziata il motivo che la induce a ritenere adempiute queste condizioni. 2.3.2 La definizione di "manifestamente inesatto" corrisponde a quella di arbitrario (DTF 133 II 249 consid. 1.2.2 pag. 252) e configura dunque a sua volta una violazione di un diritto fondamentale (art. 9 Cost.; DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1 pag. 39). La corrispondente censura deve pertanto ossequiare i requisiti di motivazione posti dall'art. 106 cpv. 2 LTF. In applicazione di questa norma, il Tribunale federale esamina la pretesa violazione di diritti fondamentali soltanto se tale censura è stata espressamente invocata e motivata. Come già sotto l'egida dell'art. 90 cpv. 1 lit. b OG, le cui esigenze restano determinanti per le censure sottoposte al principio dell'allegazione secondo l'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 133 III 638 consid. 2 pag. 639), il ricorrente che lamenta una violazione del divieto d'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale, bensì deve dimostrare, attraverso un'argomentazione chiara e dettagliata, che la decisione impugnata è manifestamente insostenibile (DTF 133 III 585 consid. 4.1 p. 589; 130 I 258 consid. 1.3 p. 262). Per giurisprudenza invalsa, infatti, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata; il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 132 III 209 consid. 2.1 con rinvii). Con riferimento, più in particolare, all'apprezzamento delle prove e all'accertamento dei fatti, il giudice - il quale in questo ambito dispone di un ampio margine di apprezzamento - incorre nell'arbitrio se misconosce manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette senza valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure se ammette o nega un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1). 2.4 In concreto, come osservato dall'opponente, i ricorrenti criticano in larga misura l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti su cui si fonda la sentenza impugnata, senza tuttavia ossequiare i principi appena esposti. Come verrà esposto nei successivi considerandi, invece di sostanziare l'arbitrio essi si limitano infatti a contrapporre la loro valutazione del materiale probatorio a quella effettuata in sede cantonale, come se il Tribunale federale fosse un'autorità di appello che riesamina liberamente i fatti e il diritto. Questo rende il gravame in gran parte inammissibile.