Citation: 1C_492/2022 E. 2

Laddove il ricorrente presenta una serie di completamenti e di correzioni dei fatti esposti nella sentenza impugnata, il gravame è inammissibile. Egli non sostanzia infatti d'arbitrio con una motivazione conforme all'art. 106 cpv. 2 LTF gli accertamenti eseguiti dai giudici cantonali, che sono di principio vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Secondo l'art. 97 cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 143 I 310 consid. 2.2), o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. Per motivare l'arbitrio occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 148 IV 356 consid. 2.1; 145 IV 154 consid. 1.1). Le integrazioni del ricorrente agli accertamenti di fatto eseguiti in sede cantonale non rendono ravvisabili simili estremi. Peraltro, egli non spiega per quali ragioni determinati elementi che la Corte cantonale non avrebbe preso in considerazione sarebbero decisivi per l'esito del giudizio. Il ricorso in questa sede è parimenti inammissibile laddove il ricorrente rinvia alle argomentazioni di quello presentato dinanzi alla Corte cantonale, la motivazione del gravame al Tribunale federale dovendo essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (DTF 143 II 283 consid. 1.2.3; 141 V 509 consid. 2).