Citation: 5P.154/2006 13.09.2006 E. 1

6.3.2 Il ricorrente non critica l'interpretazione data dalla Corte cantonale all'art. 215 CPC ticinese, ma si limita ad affermare che esigere il rispetto di tale norma costituirebbe un eccesso di formalismo. Sennonché, giusta la giurisprudenza, le regole di procedura sono necessarie per garantire lo svolgimento di un processo in modo conforme alla parità di trattamento e per garantire l'applicazione del diritto materiale (DTF 114 Ia 34 consid. 3, con rinvii). Vi è formalismo eccessivo, che viola l'art. 29 cpv. 1 Cost., unicamente qualora la rigorosa applicazione di norme di procedura non sia giustificata da alcun interesse degno di protezione, diventi fine a se stessa e complichi in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale od ostacoli in modo inammissibile l'accesso ai tribunali (DTF 128 II 139 consid. 2a; 127 I 31 consid. 2a/bb). In concreto non è ravvisabile alcun formalismo eccessivo: come spiegato nella decisione impugnata, il fatto di riproporre la domanda di richiamo di documenti nell'udienza permette al giudice di deciderla, sentendo la controparte, nel corso del contraddittorio. Se la richiesta di richiamo di documenti non viene presentata durante il contraddittorio, la controparte non deve esprimersi al proposito e il suo silenzio non può - come pare sottintendere il ricorrente - essere considerato acquiescenza. 6.3.3 Rasenta poi la temerarietà la tesi ricorsuale secondo cui la Corte cantonale avrebbe interpretato in modo arbitrario il verbale di udienza per non aver considerato che, con le parole "la documentazione già agli atti", il ricorrente abbia inteso riproporre la domanda di richiamo di documenti. Il ricorrente non spiega del resto il motivo che gli avrebbe impedito di chiaramente chiedere il richiamo della documentazione fiscale dell'escusso durante l'udienza.