Citation: 1C_764/2021 E. 2.1

2.1. Sotto il profilo dell'art. 84 cpv. 2 LTF, la ricorrente sostiene che la rogatoria violerebbe elementari principi procedurali poiché non avrebbe potuto essere trasmessa direttamente al MP. A torto. La CRP ha ritenuto applicabile l'art. XVII n. 1 dell'Accordo tra la Svizzera e l'Italia che completa la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e ne agevola l'applicazione, concluso il 10 settembre 1998 (Accordo; RS 0.351.945.41), secondo cui le domande di assistenza giudiziaria possono essere indirizzate direttamente all'autorità competente a eseguire il provvedimento, fatti salvi i casi tra l'altro di cui all'art. XVIII dell'Accordo. Quest'ultima norma (n. 1 lett. a) dispone che nelle pratiche complesse o di particolare importanza relative alla criminalità organizzata, ai casi di corruzione o ad altri reati gravi, in Svizzera la decisione sulle domande di assistenza è adottata da un apposito ufficio centrale in seno all'Ufficio federale di giustizia (UFG). Contrariamente alla tesi ricorsuale, nella fattispecie, trattandosi in sostanza di un caso di truffa in materia fiscale, non complesso e non di particolare importanza in relazione ai citati reati, non parrebbero essere realizzati i presupposti per applicare l'art. XVIII, invocato dalla ricorrente, le cui condizioni non sono state ritenute adempiute né dall'autorità estera né, implicitamente, dall'UFG. Neppure l'invocata violazione del diritto di essere sentito dell'amministratore unico, avente diritto economico del conto litigioso e indagato nel procedimento estero perché, pur essendo domiciliato in Svizzera (art. 80m cpv. 1 lett. a AIMP), non gli sarebbe stata concessa la possibilità di partecipare alla cernita della documentazione sequestrata dimostra che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante. In effetti la CRP ha ritenuto, fondandosi sulla costante prassi, che viste le particolarità della fattispecie (sussistenza di una convenzione di "fermo-banca" prevedente l'obbligo di trasmettere giornalmente tutta la corrispondenza all'indagato e possibilità dell'allora patrocinatore della ricorrente d'aver potuto consultare ed esprimersi compiutamente sulla documentazione sequestrata nell'ambito della consultazione degli atti, e ciò prima dell'inoltro del ricorso alla CRP), l'eventuale lesione del diritto di essere sentita sarebbe comunque stata eccezionalmente sanata dinanzi ad essa. Ciò nondimeno la CRP ha sottolineato, rettamente, che spetta in primo luogo al MP offrire alle parti la possibilità di partecipare alla necessaria cernita e di effettuarla anche qualora l'interessato rinunci a esprimersi. Le generiche critiche della ricorrente all'esposto dei fatti posto a fondamento della rogatoria, inerente a una truffa in materia fiscale, non dimostrano affatto che, in tale ambito la CRP si sarebbe scostata dalla costante giurisprudenza, da essa compiutamente richiamata. Anche quelle relative a una pretesa violazione dei principi della proporzionalità e dell'utilità potenziale, come pure la richiesta di escludere dalla trasmissione documenti non inerenti a una società polacca, non impongono un intervento del Tribunale federale, a maggior ragione visto che l'amministratore unico della ricorrente è indagato nel procedimento penale estero ed essa si limita a contestare la tesi accusatoria nei confronti di un terzo, ossia del suo avente diritto economico.