Citation: 4A_545/2021 E. 4

Poiché ha ritenuto che l'attrice avrebbe unicamente potuto impugnare fruttuosamente la decisione di licenziamento per i motivi menzionativi, il Pretore aveva negato un nesso di causalità adeguata fra l'agire della convenuta e le poste del danno fatte valere che non erano in relazione con i motivi indicati nella disdetta. La Corte cantonale ha, dal canto suo, ritenuto che le censure di appello, che non si confrontavano compiutamente con le considerazioni del giudizio di primo grado, erano a tal proposito irricevibili in ragione della loro carente motivazione. Anche in questa sede la ricorrente non si confronta con le considerazioni processuali della sentenza impugnata, ciò che rende il ricorso inammissibile su questo punto. Infatti, dopo aver apoditticamente negato di aver motivato in modo carente l'appello, ella si limita ad illustrare i danni che avrebbe subito dalla mancata impugnazione della disdetta nella misura in cui veniva sciolto il rapporto di lavoro, segnatamente la perdita di guadagno nonché le spese di patrocinio per procedure che la opponevano alla cassa di disoccupazione e per la causa in esame. Quanto appena osservato rende vana l'invocazione dell'art. 41 CO, atteso che pure un risarcimento fondato su questa norma presuppone l'esistenza di un nesso di causalità adeguata (v. sui presupposti per attribuire un risarcimento danni per atto illecito DTF 146 III 14 consid. 5.1).