Citation: 2A.565/2002 02.04.2003 E. C

Con decisione del 29 ottobre 2002 la Commissione federale delle banche ha constatato che A.________ S.A. esercitava un'attività di commerciante di valori mobiliari senza disporre della dovuta autorizzazione. Essa ha quindi risolto di sciogliere la società, ponendola in liquidazione con effetto immediato. Ha designato la D.________ S.A., quale liquidatrice, ha tolto ogni potere di rappresentanza agli organi di diritto e di fatto della società, e in particolare a B.________ e C.________, nonché ha vietato a quest'ultimi di intraprendere qualsiasi atto per conto della società o di disporre dei suoi beni. Ha quindi revocato tutti i diritti di firma, le procure e il mandato d'ufficio di revisione allo Studio Commerciale F.________. Ha poi fatto ordine all'Ufficio del registro di commercio del Cantone dei Grigioni di procedere all'iscrizione della sua decisione, indicando che A.________ S.A. era diretta unicamente con lo scopo della liquidazione e che i poteri di rappresentanza sino ad allora iscritti erano radiati. L'autorità di sorveglianza ha quindi precisato che la liquidazione si estendeva a tutti gli attivi della società situati in Svizzera a norma del diritto delle esecuzioni, indipendentemente dalla loro ubicazione effettiva. Essa ha inoltre dichiarato immediatamente eseguibili questi punti della propria risoluzione. Da ultimo ha posto a carico della società le spese di liquidazione, i costi dell'osservatore e quelli relativi alla procedura. A sostegno di questa sua decisione la Commissione federale delle banche ha rilevato che, in base a quanto emerso dal rapporto di osservazione e dalla documentazione in suo possesso, A.________ S.A. contattava direttamente o per il tramite di segnalatori esterni i potenziali clienti, ai quali proponeva la conclusione di un contratto di mandato. Il cliente versava in seguito i fondi che egli intendeva fare amministrare a A.________ S.A. su conti bancari intestati direttamente a quest'ultima. La Commissione ha poi aggiunto che A.________ S.A. disponeva di circa 150 clienti ed amministrava per loro conto un patrimonio di circa USD 3'800'000.--. A partire da ciò l'autorità di sorveglianza ha concluso che la società esercitava un'attività di commerciante di valori mobiliari senza esservi autorizzata, risultando adempiuta la fattispecie prevista dai combinati art. 2 lett. d della legge sulle borse e i valori mobiliari del 24 marzo 1995 (legge sulle borse; LBVM [RS 954.1]) e 3 cpv. 5 della relativa ordinanza del 2 dicembre (ordinanza sulle borse; OBVM [RS 954.11]). La Commissione ha escluso di potere rilasciare a A.________ S.A. un'autorizzazione a posteriori. Ciò per più ragioni. Innanzitutto per difetto della garanzia di un'attività irreprensibile e per il fatto che le persone incaricate della direzione della società non godrebbero di ottima reputazione: secondo l'autorità di sorveglianza, A.________ S.A. le aveva infatti fornito nel corso di procedura informazioni false sulla sua attività, tralasciando di indicare, come le era stato richiesto, tutte le relazioni bancarie a lei intestate. Inoltre essa avrebbe cercato di provvedere al versamento della somma di fr. 63'748.37 alle società E.________ S.A. e G.________ S.A., senza chiedere la preventiva autorizzazione all'osservatore. Queste due società sarebbero oltretutto strettamente legate a A.________ S.A., sino al punto da costituire una sua stabile organizzazione. Inoltre, sempre a mente della Commissione federale delle banche, l'autorizzazione dovrebbe essere rifiutata anche perché A.________ S.A. non dispone né del capitale minimo necessario previsto dalla legge (art. 10 LBVM e 22 OBVM), né di un'organizzazione interna adeguata (art. 10 LBVM e 19 OBVM). Da qui la necessità di procedere alla liquidazione coatta della società.