Citation: 5A_934/2020 E. 4.3

4.3. Nella fattispecie, a sostegno della sua richiesta di gratuito patrocinio, il ricorrente ha fornito diversi documenti: il suo contratto di lavoro, una tabella di calcolo del minimo esistenziale, la sua dichiarazione fiscale 2019 e la prova di due bonifici bancari. Dal suo contratto di lavoro - in vigore dal 1° dicembre 2018 e molto probabilmente ancora in essere al momento della presentazione dell'istanza - si poteva evincere il suo salario mensile. Se tale documento dimostrava quindi il reddito da attività lucrativa del ricorrente, gli altri non erano invece atti a comprovare né il suo patrimonio né il suo fabbisogno mensile (come già rettamente fatto presente dall'autorità cantonale). L'insorgente ha fornito in effetti una tabella di calcolo del minimo esistenziale valevole dal 1° ottobre 2020 senza produrre alcun documento a sostegno degli esborsi ivi indicati, al fine per esempio di dimostrare l'ammontare del suo affitto, dei premi della cassa malati o ancora delle spese per la formazione o per l'utilizzo dell'automobile; egli non ha fornito nemmeno la prova che gli importi allegati fossero stati verificati da un servizio dell'amministrazione cantonale. Lo stesso vale per la dichiarazione fiscale 2019, la quale non era sufficiente per stabilire l'esistenza di eventuali pagamenti effettuati o la somma complessiva del suo patrimonio, in assenza per esempio di estratti del suo conto bancario. Per ciò che concerne la copia dei due bonifici prodotti dal ricorrente, essi non erano sufficienti per ritenere, come pretende l'interessato, che egli dovrebbe rimborsare la somma di EUR 64'880.-- versatagli dalla madre. Ritenendo che il ricorrente era venuto meno al suo obbligo di sostanziare la propria indigenza, l'autorità cantonale non ha quindi accertato arbitrariamente i fatti né violato gli art. 117 segg. CPC (l'esame della conformità al diritto federale della decisione qui impugnata non è limitata all'arbitrio; v. supra consid. 2.1). Peraltro, anche prendendo in considerazione i pochi elementi comprovati (un reddito mensile netto di fr. 3'473.-- dal quale si possono dedurre fr. 1'200.-- quale importo minimo base del diritto esecutivo), non era possibile affermare che il ricorrente non disponesse di una somma mensile sufficiente per coprire le spese giudiziarie e di rappresentanza delle procedure di appello e di reclamo (v. supra consid. 3.2). Inoltre, dal momento che il ricorrente era rappresentato da un'avvocata, a conoscenza degli obblighi di motivazione per dimostrare l'indigenza del suo assistito, la giurisprudenza 4A_44/2018 del 5 marzo 2018 poteva essere applicata al caso concreto (v. supra consid. 3.3 in fine) e l'autorità cantonale poteva quindi rinunciare a concedere un termine suppletorio all'interessato per completare o chiarificare la sua istanza. Occorre altresì rilevare che il Tribunale cantonale, citando suddetta giurisprudenza, non ha applicato "gli stessi oneri documentali richiesti per una persona in assistenza", come rimproverato dal ricorrente, ma si è basato su tale decisione per affermare che la situazione determinante era quella al momento dell'inoltro della richiesta e per giustificare il fatto che non aveva interpellato l'avvocata. La censura di violazione dell'art. 8 Cost. risulta pertanto già per questo motivo infondata.