Citation: 1A.319/2000 27.06.2001 E. 2

2.- Il ricorrente fa valere in primo luogo che, secondo il complemento litigioso, le restituzioni illecite sarebbero avvenute sul conto n. YYY "X.________" indicato in quell'atto come della N.________ S.p.A.; ordinando la trasmissione dei documenti relativi al suo conto, il MPC avrebbe statuito ultra petita e leso il principio della proporzionalità. a) Con sentenza dell'11 maggio 2000 (causa 1A.243/1999) il Tribunale federale ha respinto, in quanto ammissibile, un ricorso della V.________ di C.________ & Co. avverso una decisione di trasmissione del MPC fondata sulla medesima rogatoria. In effetti, secondo la domanda estera, gli inquisiti D.________, C.________ e Z.________ avrebbero sistematicamente gonfiato, usando documenti falsi, le fatture d'intermediazioni pubblicitarie emesse dalle società H.________ S.p.A. e E.________ S.p.A., da loro gestite. Gli indagati avrebbero costituito un'associazione illecita finalizzata a consentire alle società clienti la creazione di disponibilità extracontabili, oggetto di restituzione e di illecita appropriazione da parte dei beneficiari, consentendo in tal modo frodi fiscali. I clienti pagavano effettivamente le somme richieste con le fatture gonfiate, ma una parte di questi importi veniva loro restituita illecitamente, tramite la società V.________ SA, con sede in Svizzera, riconducibile all'indagato C.________. Per mascherare la truffa, il maresciallo della Guardia di Finanza J.________ sarebbe stato corrotto da C.________ e Z.________. L'adempimento del requisito della doppia punibilità, peraltro non contestato dal ricorrente, è stato confermato dal Tribunale federale nella sentenza inedita del 29 settembre 2000 in re F. (causa 1A.159/200; consid. 3 e 4). b) Dal complemento risulta che l'inquisito G._______, quale rappresentante della N.________ S.p.A. per evadere le imposte avrebbe utilizzato, inserendole nella contabilità, fatture relative a operazioni parzialmente inesistenti, emesse dalla V.________ SA; le restituzioni sarebbero avvenute da parte della V.________ SA sul conto della N.________ S.p.A. L'utilizzazione del conto della N.________ S.p.A. per effettuarvi versamenti illeciti giustifica la trasmissione dei documenti bancari, indipendentemente dall'identità del titolare della relazione bancaria. È infatti sufficiente l'esistenza di una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga, eventualità che si verifica manifestamente per il ricorrente, titolare di una relazione bancaria utilizzata per transazioni sospette (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a; Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 227). Ordinando la contestata trasmissione il MPC non ha affatto concesso l'assistenza ultra petita (al riguardo vedi DTF 121 II 241 consid. 3a e rinvii, 115 Ib 186 consid. 4 pag. 192 in fine, 375 consid. 7, 116 Ib 96 consid. 5c). La circostanza che il nome del ricorrente non figura né nella richiesta né nel complemento non è decisiva. La concessione dell'assistenza non presuppone affatto che l' interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nella procedura aperta nello Stato richiedente: in realtà, l'assistenza dev'essere prestata anche per acclarare se il reato fondatamente sospettato sia effettivamente stato commesso, e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). Al riguardo, devono essere trasmessi i documenti di apertura del conto, allo scopo sia di poterne individuare il titolare e i beneficiari economici, sia di poter reperire i proventi dei sospettati reati: queste indicazioni sono chiaramente idonee a far progredire l'inchiesta e loro utilità e rilevanza per il procedimento estero sono manifeste (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Nella misura in cui, con l'accennata allegazione, il ricorrente intenda contestare la propria colpevolezza, il quesito sfuggirebbe alla competenza del giudice dell'assistenza. Sostenendo, implicitamente, ch'egli sarebbe un terzo estraneo alla procedura, il ricorrente disattende inoltre che l'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza, a maggior ragione dopo l'abrogazione dell'art. 10 cpv. 1 AIMP. c) Il ricorrente fa valere che il MPC non avrebbe esaminato in maniera critica i documenti di cui ha ordinato la trasmissione. Il complemento si fonderebbe infatti solo su dichiarazioni dell'indagato C.________, non conformi alla verità: quest'ultimo, al dire del ricorrente, si sarebbe sbagliato riguardo all'identità del titolare del conto e a quella della società che ha effettuato l'illecita restituzione (la V.________ di C.________ & Co. e non la V.________ SA) e riguardo all'importo del bonifico (ITL 165'000'000 secondo il giustificativo bancario prodotto dal ricorrente e non ITL 330'000'000 come indicato nel complemento). aa) Non spetta all'Autorità di esecuzione né al Giudice svizzero dell'assistenza, nel quadro di una valutazione sommaria e "prima facie" dei mezzi di prova, di eseguire o far eseguire indagini sulla credibilità di testimoni o di indagati per quanto concerne l'attendibilità di loro dichiarazioni o, in generale, di altri mezzi di prova (DTF 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88, 112 Ib 347 consid. 4). Del resto, contrariamente all'assunto ricorsuale, C.________ - come si deduce dalla rogatoria iniziale del 4 maggio 1999 - è indagato in Italia. La trasmissione di documenti può essere contestata solo mediante eccezioni liquide e inconfutabili, poiché nell'ipotesi contraria sarebbe possibile spostare l'istruttoria predibattimentale dalle Autorità dello Stato richiedente a quelle dello Stato richiesto, le quali non sono a conoscenza di tutti i presupposti fattuali degli asseriti reati. Trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove, spetterà alle Autorità italiane risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). In effetti, anche la V.________ di C.________ & Co. appartiene a quest'ultimo (causa 1A.243/1999) e la trasmissione dei documenti litigiosi permetterà all'Autorità richiedente di esaminare e verificare la fondatezza delle dichiarazioni di Conterno. Spetterà a tale Autorità o, semmai, al Giudice estero del merito, esaminare compiutamente tale questione e decidere se l'accusa potrà esibire o no le prove degli asseriti reati (DTF 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3b pag. 244, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88, 112 Ib 347 consid. 4), atteso che non emergono elementi atti a far ritenere che la domanda di assistenza sia addirittura abusiva (cfr. DTF 122 II 134 consid. 7b). Contrariamente all'assunto ricorsuale, sussiste chiaramente una relazione diretta e oggettiva tra il conto litigioso, su cui sono transitate somme sospette, e il procedimento estero.