Citation: 2A.464/1999 19.06.2000 E. 3

3.-a) Il Tribunale cantonale amministrativo ha rilevato che, secondo i controlli della polizia comunale eseguiti tra il 23 marzo e il 6 aprile 1998, il ricorrente, contrariamente a quanto notificato, non abita presso il fratello nell'appartamento di Via Y.________ ad Agno. Nella sentenza impugnata sono inoltre riportati ampi stralci dei verbali degli interrogatori del ricorrente e di sua moglie, avvenuti il 9 giugno 1998 davanti alla polizia cantonale. Vi si legge che dal 1° marzo 1998 i coniugi occupano gratuitamente un appartamento di proprietà della madre del ricorrente a Lavena Ponte Tresa (I). Il marito ha dichiarato che, durante quel periodo, ha dormito una sola volta nell'appartamento di suo fratello; la moglie, dopo qualche esitazione, ha precisato di avere preso alloggio in Italia nell'appartamento della suocera con il marito, il quale, dal 1° marzo 1998, ha sempre dormito lì. Fondandosi su queste ammissioni e sugli accertamenti di polizia, i giudici cantonali hanno posto in dubbio anche la presenza del ricorrente ad Agno prima del marzo 1998. Non hanno però approfondito la questione perché, nel gravame sottoposto loro dal ricorrente, costui ha riconosciuto di avere alloggiato a Lavena Ponte Tresa fino a quando ha trovato un appartamento conveniente ad Agno, ossia non prima del mese di novembre 1998. La Corte cantonale ticinese ne ha dedotto che la residenza all'estero è durata almeno 8 mesi, per il che, non avendo l'interessato chiesto per tempo di potersi assentare dalla Svizzera, il permesso di domicilio ha perso validità in forza dell'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS. b) Nel proprio gravame il ricorrente ammette di avere alloggiato nell'appartamento di Lavena Ponte Tresa durante 8 mesi, da marzo ad ottobre 1998. Sostiene tuttavia che il semplice fatto di dormire in Italia non possa essere equiparato ad un soggiorno effettivo all'estero, avendo egli comunque trascorso più tempo in Svizzera, dove ha proseguito giornalmente la sua attività lavorativa. Per di più non avrebbe mai inteso eleggere Lavena Ponte Tresa quale nuova residenza: la sua permanenza in Italia sarebbe stata necessaria provvisoriamente, in attesa di trovare un appartamento a pigione moderata ove abitare con la moglie, ciò che sarebbe effettivamente avvenuto nel novembre 1998. L'assenza si sarebbe prolungata anche perché un primo appartamento che egli avrebbe potuto occupare nel mese di aprile 1998 non è stato liberato dall'inquilino.