Citation: 9C_369/2018 E. 4.2

4.2. Come accertato dal Tribunale amministrativo federale, la giurisprudenza si è già determinata sulla questione. In materia di sorveglianza di un assicurato, il Tribunale federale, alla luce della giurisprudenza europea (caso Vukota-Bojic, cfr. consid. 2.2), ha avuto modo di ribadire che si tratta di prove illecite, che possono però essere usate a determinate condizioni, stabilite conformemente al diritto svizzero. In particolare nella DTF 143 I 377 la Corte federale ha precisato che, anche se la sorveglianza realizzata nell'ambito di una procedura dell'assicurazione per l'invalidità è sprovvista di base legale adeguata - l'art. 59 cpv. 5 LAI non è sufficientemente chiaro e dettagliato - e viola così il diritto al rispetto della vita privata previsto all'art. 8 CEDU e all'art. 13 Cost., il materiale probatorio che ne risulta può però essere utilizzato nella misura in cui è stato acquisito nel rispetto di talune condizioni (DTF 143 I 377 consid. 4 e 5 pag. 384 segg.; sentenze 9C_243/2018 dell'11 settembre 2018 consid. 4.1.2 e 9C_342/2017 del 29 gennaio 2018 consid. 5 con riferimenti). L'osservazione, avviata sulla base di sospetti giustificati, deve avvenire in luoghi pubblici, senza che l'assicurato abbia subito una qualsivoglia influenza, di modo che vi sia un pregiudizio relativamente moderato, escludendo così sorveglianze sistematiche o costanti (cfr. sentenza 9C_218/2018 del 22 giugno 2018 consid. 4.1 con riferimenti). È necessario procedere a una ponderazione dell'interesse privato dell'assicurato alla protezione della sua sfera privata con quello pubblico volto a impedire una frode all'assicurazione (cfr. sentenza 9C_88/2018 del 30 maggio 2018 consid. 4.2.1). Inoltre affinché le risultanze di una sorveglianza possano costituire una base valida per accertare lo stato di salute e le sue ripercussioni sulla capacità lavorativa di un assicurato, si deve sottoporre tale documentazione a un medico (cfr. DTF 137 I 327 consid. 7.1 pag. 337 con riferimenti).