Citation: U 295/03 16.10.2006 E. 3

Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza preponderante, quale persona sana (DTF 129 V 224 consid. 4.3.1 con riferimento). Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (DTF 129 V 224 consid. 4.3.1). Soltanto in presenza di circostanze particolari si giustifica di scostarsi da questo valore e di ricorrere ai dati statistici risultanti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica. Questo sarà in particolare il caso laddove l'assicurato, prima di essere riconosciuto incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione (sentenza del 17 ottobre 2003 in re T., B 80/01, consid. 5.2.2, riassunta in REAS 2004 pag. 239; cfr. pure le sentenze del 14 luglio 2006 in re P., I 201/06, consid. 5.2.3, e del 4 settembre 2002 in re L., I 774/01, consid. 3b). 3.1 Nel caso di specie, il primo giudice ha stabilito il reddito senza invalidità in fr. 33'600.- annui, conformemente a quanto attestatogli dall'Associazione estetiste della Svizzera italiana (AESI). Interpellata dal Tribunale cantonale, l'AESI ha infatti dichiarato che, nel 2001, un'estetista con certificato federale avrebbe potuto realizzare un salario mensile iniziale di fr. 2'500.- e, dopo sei mesi di attività, di fr. 2'800.-. 3.2 Questo dato, di per sé non (più) contestato dalle parti, non può tuttavia essere ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni. La ricorrente, al momento dell'infortunio, aveva infatti da poco concluso la propria formazione ed era, in qualità di disoccupata, alla ricerca di un'occupazione. Poiché ella non percepiva alcun salario effettivo, che potesse essere utilizzato quale reddito da valido, si deve fare riferimento ai dati statistici della tabella TA1 dell'ISS, relativi ai salari medi (lordi) applicabili in Svizzera nel settore privato. Ora, prendendo il dato nazionale valido nel settore dei servizi personali (ISS 2000, pag. 31, Tabella TA1, cifra 93, "Persönliche Dienstleistungen", colonna 3 [preesistenza di specifiche conoscenze professionali; "Berufs- und Fachkenntnisse vorausgesetzt"], donne ["Frauen"]), il reddito mensile di riferimento sarebbe di fr. 3'109.-. A dimostrazione della validità del dato considerato, si rileva che esso si avvicina di molto al valore riportato alla Tabella TA7, concernente il settore privato e pubblico, per la cura del corpo e dei vestiti ("Körper- und Kleiderpflege", ISS 2000, pag. 41, cifra 34, colonna 3, donne: fr. 3'147.- mensili). Dopo adattamento dell'importo di fr. 3'109.- all'orario settimanale abituale (41,7 ore) e all'evoluzione salariale nel settore specifico (2,1%) per l'anno 2001 (La Vie économique, 9/2006, pag. 90 seg., tabelle B9.2 e B.10.2), si ottiene un reddito annuo senza invalidità di fr. 39'710,30. 3.3 Per il resto, correttamente la Corte di prime cure non ha tenuto conto del reddito conseguibile da un'estetista indipendente sana, in quanto agli atti non vi è alcun indizio che permetta di concludere che l'assicurata, in assenza del danno alla salute, avrebbe aperto uno studio estetico in proprio. Al momento dell'incidente l'interessata era, seppur da poco, diplomata e iscritta all'assicurazione disoccupazione in quanto senza attività. Di conseguenza si può e si deve presumere che essa fosse alla ricerca di un'attività dipendente (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid. 2a, 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b). Del resto, nel ricorso di diritto amministrativo l'insorgente ha espressamente dichiarato di avere solo in un secondo tempo, a causa dei noti problemi di salute e dopo non essere riuscita a reperire un'attività quale estetista dipendente, optato per un'attività indipendente. In simili condizioni non si può neppure sostenere che lo svolgimento di un'attività indipendente facesse parte di una normale evoluzione della carriera da lei intrapresa (RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b). Quale reddito senza l'invalidità andava quindi giustamente - anche se su altre basi - computato il salario che l'assicurata avrebbe percepito esercitando l'attività di estetista dipendente.