Citation: 6B_334/2007 11.10.2007 E. 7

L'insorgente imputa inoltre alla CCRP la violazione dell'art. 305bis CP. Sostiene che il fatto di dichiararsi legittimo proprietario di una somma di denaro, di cui non ha mai avuto la disponibilità di fatto e/o di diritto, non può costituire atto di riciclaggio. 7.1 Adempie la fattispecie di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis CP chi compie un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine. Il reato di riciclaggio di denaro ha per fine la sottrazione all'autorità penale del provento di un crimine. Si tratta di un'infrazione di esposizione a pericolo astratto, il comportamento è dunque punibile a questo titolo anche laddove l'atto vanificatorio non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e). Il riciclaggio di denaro non richiede operazioni finanziarie complicate: anche gli atti più semplici, come l'occultamento del bottino, possono essere adeguati (DTF 122 IV 211 consid. 3b/aa). Fino a oggi, è stato riconosciuto atto di riciclaggio l'occultamento di valori patrimoniali (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e), il loro investimento (DTF 119 IV 242 consid. 1d) e il loro cambio con banconote di taglio differente (DTF 122 IV 211 consid. 2c). Non è viceversa stato riconosciuto come tale il semplice versamento su un conto bancario personale (DTF 124 IV 274 consid. 4) o il solo possesso, rispettivamente la custodia, di valori (sentenza 6S.595/1999 del 24 gennaio 2000, consid. 2d/aa). Anche fornire all'autorità informazioni contrarie alla verità, imprecise, incomplete o altrimenti idonee a indurre in errore circa la proprietà o l'origine di una somma di denaro può costituire atto di riciclaggio se compiuto a scopo vanificatorio (Mark Pieth, Commentario basilese, 2a ed., n. 40 ad art. 305bis CP). 7.2 Per la CCRP, fornendo consapevolmente agli inquirenti a cui si è presentato false informazioni sull'origine dei fondi sequestrati ad B.________ e rivendicando la proprietà di quel denaro, A.________ ha compiuto atti suscettibili di vanificarne la confisca, realizzando così gli estremi del reato di riciclaggio ai sensi dell'art. 305bis CP. Inoltre egli sapeva o doveva comunque presumere che il denaro sequestrato costituiva il provento del traffico di droga. Che il denaro fosse già sequestrato e quindi che il ricorrente non ne avesse la disponibilità effettiva non ha avuto influenza alcuna sulla valutazione del comportamento imputatogli. 7.3 Secondo gli accertamenti di fatto sfuggiti alle censure di arbitrio (v. consid. 5), il ricorrente ha rivendicato come proprio il denaro sequestrato ad B.________, fornendo agli inquirenti false informazioni al riguardo e pur sapendo, o dovendo perlomeno presumere, che quel denaro costituiva provento di reato. Pretendendo che i valori patrimoniali sequestrati fossero di lecita provenienza, egli ha indubbiamente commesso atti suscettibili di vanificarne la confisca, in quanto non è possibile pronunciare questa misura ove i valori patrimoniali non costituiscano il prodotto di un reato (v. art. 70 CP). Poco importa che egli non ne avesse la disponibilità di fatto o di diritto. Il comportamento punito all'art. 305bis CP, infatti, può consistere nel fornire false indicazioni suscettibili di vanificare la confisca di valori patrimoniali che l'autore non detiene più o non ha mai detenuto (Ursula Cassani, in: Commentaire du droit pénal suisse, Martin Schubarth [a cura di], vol. 9, Berna 1996, n. 42 ad art. 305bis CP). La censura si rivela pertanto infondata.