Citation: 8C_196/2024 E. 2.2

2.2. Il ricorrente ribadisce che, a suo parere, il periodo di infortunio sarebbe cessato il 31 luglio 2023. La sua offerta di lavorare da remoto sarebbe stata l'espressione della sua volontà di tenere fede al contratto di lavoro, benché contraria ai certificati medici che avrebbero invece imposto "assoluto riposo". Al riguardo, egli conferma che non sarebbe stato in grado di lavorare in maniera accettabile a causa degli "anti dolorifici e medicinali forti" che avrebbe assunto. In merito al calcolo dell'importo dell'indennità giornaliera, il ricorrente rinvia a quanto stipulato nel contratto di lavoro, il che sarebbe confermato anche dai documenti forniti dal suo datore di lavoro. Così facendo, il ricorrente non spiega il perché la sentenza impugnata sia contraria al diritto o i fatti siano stati accertati in maniera inesatta. Non è in effetti sufficiente ripetere che il periodo di infortunio sarebbe stato più esteso, senza confrontarsi con quanto accertato dall'autorità inferiore, omettendo in particolare di contrapporvi delle valutazioni mediche contrarie. In questo senso, oltre ad essere inammissibili poiché presentati per la prima volta in questa sede (sul tema, cfr. DTF 135 V 194), i restanti elementi riguardanti il lavoro da remoto restano ininfluenti. Nel ricorso non viene inoltre spesa una sola parola sull'irregolarità dell'attività lavorativa constatata dai primi giudici a fondamento del calcolo dell'importo dell'indennità giornaliera secondo l'art. 23 cpv. 3 OAINF.