Citation: 6B_1196/2020 E. 4.2

4.2. Secondo l'art. 81 cpv. 1 lett. a e lett. b n. 5 LTF, l'accusatore privato, che ha partecipato alla procedura dinanzi all'istanza precedente, è abilitato a interporre ricorso in materia penale, se la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili. Non costituiscono tali pretese quelle fondate sul diritto pubblico. Per costante giurisprudenza, infatti, l'accusatore privato non dispone di pretese civili se, per gli atti addebitati al denunciato, il diritto pubblico instaura una responsabilità dell'ente pubblico, escludendo qualsiasi azione diretta contro l'autore (DTF 146 IV 76 consid. 3.1 e 3.2.4). In tal caso, egli difetta della legittimazione per contestare il merito della decisione impugnata. Indipendentemente dalla legittimazione dell'accusatore privato a contestare il merito della vertenza, la giurisprudenza gli riconosce la possibilità di censurare la violazione di garanzie procedurali che il diritto gli conferisce quale parte, nella misura in cui tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale. In questa evenienza, l'interesse giuridicamente protetto all'annullamento della decisione impugnata, richiesto dall'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF, non si fonda su aspetti di merito, bensì sul diritto di partecipare alla procedura (DTF 138 IV 78 consid. 1.3). Il diritto di invocare le garanzie procedurali non permette tuttavia di rimettere in discussione, nemmeno indirettamente, il giudizio di merito (DTF 146 IV 76 consid. 2).