Citation: 2C_209/2024 E. 3.1

3.1. Nel suo giudizio, il Tribunale cantonale ha ricordato che - nel 2014 - l'insorgente ha ottenuto un permesso di dimora UE/AELS per esercitare un'attività lucrativa dipendente, ha esposto le possibilità di soggiorno previste dall'ALC e ha rammentato le varie attività svolte negli anni dalla ricorrente stessa. Dopo di che, ha osservato: (a) che, siccome non dispone più di un impiego reale ed effettivo dal gennaio 2015 ed ha esaurito le indennità di disoccupazione dalla fine di dicembre 2016, l'insorgente ha perso lo statuto di lavoratrice dipendente (art. 4 ALC in relazione con l'art. 6 allegato I ALC) e che non porta a diversa conclusione la sua occupazione presso la C.________ Sagl dal 1° febbraio al 30 aprile 2018, perché è avvenuta nel quadro di un provvedimento professionale di reinserimento ordinato dall'Ufficio AI (precedente consid. A.c; giudizio impugnato, consid. 3.1); (b) che non sono riunite le condizioni per riconoscere un diritto di rimanere in Svizzera giusta l'art. 7 lett. c in relazione con l'art. 4 allegato I ALC e il regolamento 1251/70 (GU L 142 del 1970, pag. 24), dopo la cessazione dell'attività lavorativa dipendente, perché l'incapacità lavorativa permanente al lavoro (100 %), riconosciuta come tale dall'Ufficio AI, è intervenuta il 30 aprile 2018, dopo la perdita dello statuto di lavoratrice dipendente (giudizio impugnato, consid. 3.2.1 e 3.2.3); (c) che la ricorrente non può prevalersi dello statuto di lavoratrice autonoma, dopo avere ricominciato a svolgere l'attività di... a tempo parziale in corso di causa (scritto del 30 novembre 2023 e documenti acclusi, che danno conto di una ripresa dell'attività lavorativa a partire dal gennaio 2023), perché il reddito da lei generato, pari a una media di fr. 1'000.-- mensili nel 2023, è troppo esiguo (art. 4 ALC in relazione con l'art. 12 allegato I ALC; giudizio impugnato, consid. 3.1); (d) che l'insorgente non può soggiornare in Svizzera quale persona che non esercita un'attività economica, siccome il riconoscimento di un permesso in questo senso è subordinato - tra l'altro - alla disponibilità di mezzi finanziari sufficienti per non dovere ricorrere all'assistenza sociale (art. 6 ALC in relazione con l'art. 24 allegato I ALC), ciò che non è qui il caso perché è attestata la percezione di aiuti pubblici (percezione di prestazioni complementari AI; giudizio impugnato, consid. 3.2.4 e 3.2.5). Nel contempo, dopo essersi pronunciato in relazione ai permessi di soggiorno in base all'accordo sulla libera circolazione delle persone, il Tribunale amministrativo ticinese ha rilevato che la ricorrente non poteva dedurre un diritto di soggiorno neanche dalla legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) o dall'art. 8 della Convenzione europea del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101). Infine, ha osservato che il diniego del diritto a proseguire il soggiorno in Svizzera rispettava il principio della proporzionalità (art. 96 LStrI; giudizio impugnato, consid. 4-6).