Citation: I 747/05 22.11.2006 E. 1

in primo luogo il giudice cantonale ha aderito alle conclusioni della perizia del dott. M.________ e ha accertato la piena capacità lavorativa dell'assicurato in attività confacenti, egli ha quindi proceduto al raffronto dei redditi e ha dimostrato che anche qualora, nell'ipotesi maggiormente favorevole per l'assicurato, si fosse partiti da un reddito da valido di fr. 53'000.-, come auspicato da quest'ultimo, e da un reddito da invalido, calcolato sulla base della tabella TA13 di cui all'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica, di fr. 51'626.-, il tasso d'invalidità non si sarebbe lontanamente avvicinato alla soglia minima pensionabile del 40%, e ciò nemmeno se si fosse voluto operare una deduzione massima consentita del 25% dal reddito da invalido, il tasso d'invalidità non potendo comunque superare, anche in tale ipotesi, la misura del 27%, sempre rappresentato dall'avv. Cereghetti, S.________ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, al quale ribadisce la richiesta di mezza rendita e chiede, in ogni caso, il diritto a una riformazione professionale, l'UAI propone la reiezione del gravame, mentre l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha rinunciato a determinarsi, nei considerandi dell'impugnata pronuncia, cui si rinvia, il primo giudice ha già esaurientemente esposto le norme e i principi disciplinanti la materia, rammentando in particolare i concetti d'incapacità al guadagno (art. 7 LPGA) e d'invalidità (art. 8 LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI), i limiti temporali del potere cognitivo del giudice nel caso di specie (DTF 132 V 220 consid. 3.1.1, 121 V 366 consid. 1b), i presupposti e l'estensione del diritto alla rendita (art. 28 cpv. 1, nella versione applicabile prima e dopo l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2004, della 4a revisione AI), il sistema di confronto dei redditi e il momento determinante per la determinazione del grado d'invalidità di assicurati esercitanti un'attività lucrativa (art. 16 LPGA; DTF 129 V 222, 128 V 174), i compiti del medico nell'ambito di questa valutazione e il valore probatorio generalmente riconosciuto ai referti medici fatti allestire da un tribunale o dall'amministrazione conformemente alle regole di procedura applicabili (DTF 125 V 261 consid. 4, 353 consid. 3b/ee), a tale esposizione può essere fatto riferimento, non senza tuttavia soggiungere che, se la persona interessata non sfrutta in maniera completa e ragionevolmente esigibile la capacità lavorativa residua, il reddito da invalido va determinato alla luce dei dati forniti dalle statistiche salariali come risultano segnatamente dall'ISS (DTF 126 V 76 consid. 3b con riferimenti), alla pronunzia di primo grado deve infine essere prestata adesione pure nella misura in cui ha fatto una corretta applicazione della ricordata disciplina nell'evenienza concreta, il primo giudice ha infatti, in particolare, ben illustrato che il referto 21 aprile 2004 del dott. K.________ non contiene elementi tali da infirmare l'attendibilità del rapporto 5 aprile 2002 del dott. M.________, chiaro, completo e motivato, la perizia di parte, sovrapponibile, dal profilo diagnostico, a quella resa dal dott. M.________, non mette in evidenza nuove patologie o un'evoluzione negativa di quelle precedentemente accertate, e anzi sembrerebbe fare stato di un certo miglioramento a livello di rotazione lombare che, da ridotta (di 1/3), sarebbe divenuta normale, inoltre il dott. K.________ ha chiaramente riconosciuto la possibilità, per l'assicurato, di svolgere, con una capacità lavorativa completa, attività leggere quali potrebbero essere dei lavori presso un nastro a catena, dei lavori di sorveglianza o in qualità di custode (perizia dott. K.________, pag. 6), nulla muta a tale giudizio il fatto che lo stesso dott. K.________ abbia formulato per altre attività (aiuto magazziniere, aiuto muratore o aiuto elettricista), certamente non altrettanto leggere, una riserva nel senso di una raccomandazione ad effettuare pause di 20 minuti per ogni ora lavorativa, va quindi ricordato che il mercato del lavoro accessibile ai lavoratori non qualificati, come sembra esser il caso in concreto, pur essendo in buona parte limitato a lavori di manodopera o ad altre attività fisiche (RCC 1989 pag. 331 consid. 4e), offre comunque non poche possibilità anche a chi non è più in grado di svolgere attività pesanti ritenuto che nell'industria e nell'artigianato le attività pesanti vengono sempre più spesso eseguite tramite macchine, con conseguente aumento di attività di controllo e sorveglianza (sentenza del 25 febbraio 2003 in re P., U 329/01, consid. 4.5 con riferimenti), per il resto, il primo giudice, stabilendo il reddito da valido in fr. 53'000.-, come indicato dall'assicurato in sede di opposizione, lo ha accertato in maniera piuttosto generosa, lo stesso potendo essere fissato in fr. 48'555.- conformemente a quanto aveva dichiarato in data 26 aprile 2001 l'ex datore di lavoro per l'anno determinante dell'eventuale inizio del diritto alla rendita (2001; si veda a tal proposito il rapporto del dott. M.________ che aveva attestato, per l'attività precedente, un'incapacità lavorativa a far tempo dal mese di agosto 2000 [art. 29 cpv. 1 lett. b LAI]), in considerazione della più recente prassi di questa Corte, che non ammette più la possibilità di fare capo ai dati statistici salariali relativi alle grandi regioni, tabella TA13 ISS, per determinare il reddito ipotetico da invalido, anche quest'ultimo andrebbe poi valutato in maniera meno favorevole per l'assicurato, dovendo infatti essere stabilito sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato (cfr. sentenza del 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03, consid. 8.1), in tali condizioni si otterrebbe, a titolo di reddito da invalido, un importo base di fr. 56'894.54 (ISS 2000, tabella TA1, pag. 31, valore totale mediano per attività semplici e ripetitive [fr. 4437.- mensili], adattato all'orario settimanale medio di 41,7 ore e all'evoluzione salariale [2,5%] per l'anno 2001 [La Vie économique, 9/2006, pag. 90 seg., tabelle B9.2 e B10.2]), anche volendo operare una riduzione massima del 25%, comunque non giustificata già solo per l'ancora giovane età dell'assicurato, da quest'ultimo importo, il raffronto dei redditi darebbe un grado d'invalidità arrotondato (DTF 130 V 121) del 12%, e tutt'al più del 19% qualora si intendesse considerare il reddito da valido invocato dall'insorgente, in tali condizioni dev'essere escluso il diritto a una rendita, lo stesso si deve concludere per la pretesa riformazione professionale, la cui richiesta, oltre ad apparire inammissibile per non avere fatto l'oggetto né della decisione su opposizione in lite né del giudizio impugnato (DTF 125 V 414 consid. 1a e 1b), risulterebbe comunque infondata, e non soltanto in ragione del tasso d'invalidità accertato (124 V 110 seg. consid. 2b con riferimenti; SVR 2006 IV no. 15 pag. 53 [sentenza dell'8 luglio 2005 in re S., I 18/05] consid. 2), ma anche per l'atteggiamento dimostrato dall'assicurato in corso di procedura che a più riprese aveva dichiarato di fronte alla consulente in integrazione professionale dell'AI di non essere interessato a simili provvedimenti in quanto non riteneva che vi fossero altre attività che egli potesse esercitare in una percentuale maggiore a quella, del 50%, effettivamente esercitata, il giudizio cantonale merita pertanto piena conferma, vertendo sull'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, la procedura è gratuita (art. 134 OG nella versione in vigore fino al 30 giugno 2006; cfr. ad esempio la sentenza del 16 ottobre 2006 in re A., I 698/04, consid. 6), il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: