Citation: 4A_79/2022 E. 4.1

4.1. La Corte cantonale ha dapprima indicato che gli attori asseriscono invano l'esistenza di una vera e concorde volontà delle parti sull'estensione della dichiarazione di scarico alla concreta fattispecie, poiché essi si sono sempre opposti alla sua validità. Ha invece interpretato oggettivamente la dichiarazione unilaterale per stabilire come poteva essere in buona fede intesa dalla destinataria alla luce delle circostanze concrete, rilevando che in ogni caso per ammettere una volontà (soggettiva o oggettiva) del dichiarante questi deve sapere a quali pretese sta rinunciando. Riferendosi a quanto accaduto, ha ritenuto che prima del mese di gennaio 1999 né la banca né gli attori disponevano di concreti indizi di reato. Quando ha sottoposto la dichiarazione di scarico, la banca poteva quindi semplicemente ottenere la conferma che negli estratti vi fossero solo movimentazioni conformi alle istruzioni dei clienti e non anche ammanchi: gli attori potevano infatti a quel momento ancora presumere che gli investimenti effettuati corrispondessero ai loro interessi, perché ignoravano le reali problematiche che li affliggevano. Ha quindi considerato che la dichiarazione di scarico non si estendeva agli atti illeciti commessi dall'ex direttore della banca, ragione per cui non era nemmeno necessario impugnarla per vizio di volontà.