Citation: 5P.388/2006 24.04.2007 E. A

A.a La vicenda, che vede contrapposti i coniugi A.A.________ e B.A.________, riguarda fondi generati dall'attività di importazione ed esportazione della ditta X.________ Srl, accumulati su conti bancari svizzeri. In considerazione del fatto che all'attività della ditta avevano partecipato entrambi i coniugi, questi avrebbero convenuto, con un cosiddetto "accordo divisorio parziale 30 giugno 2000", di attribuire detti fondi a due società con sede nelle Isole Vergini Britanniche, la Y.________ Ltd (attribuita alla moglie ma gestita dal marito) e la Z.________ Ltd (attribuita al marito; le due società sono citate qui di seguito con il solo nome). In occasione di un'operazione di regolarizzazione di conti esteri posta in atto per poter usufruire delle amnistie fiscali italiane organizzate per favorire appunto il riflusso di fondi depositati all'estero (il cosiddetto "scudo Tremonti"), la moglie assevera tuttavia che il marito si sarebbe appropriato delle risorse della Y.________ Ltd, poi posta in liquidazione. A.b Vantando a questo titolo un credito per risarcimento danni, B.A.________ ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano in data 7 settembre 2005 il sequestro, in base all'art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, degli averi patrimoniali depositati a nome e/o per conto del marito in due banche di Lugano, il tutto a concorrenza di un importo appena inferiore a 5 milioni di franchi svizzeri. Il giorno medesimo, il Pretore ha ordinato il sequestro, salvo poi revocarlo con sentenza 17 gennaio 2006, in accoglimento dell'opposizione interposta da A.A.________.