Citation: C 255/02 01.03.2004 E. 4

4.1 A ben vedere, l'analisi dell'autorità giudiziaria cantonale espressa in merito all'inidoneità al collocamento della ricorrente, e alle difficoltà di conciliare una sua attività lavorativa serale con gli obblighi di cura della figlia non convince. 4.2 Se è pur vero che le dichiarazioni rese dall'interessata non sempre risultano cristalline e se anche in occasione del verbale di audizione 4 dicembre 2001 D._________ ha manifestato alcune - peraltro comprensibili - preoccupazioni in merito alla ripresa di una nuova attività e alla possibilità di organizzare la custodia della bambina dopo aver perso il precedente posto di lavoro che le permetteva di portarsi dietro la figlia, ciò non significa ancora che le fosse preclusa la possibilità di organizzarsi in maniera concreta e di conciliare le due attività. Avendo concluso in senso contrario, la valutazione dei primi giudici non tiene debitamente conto degli elementi agli atti. In particolare, essa non considera adeguatamente la possibilità di affidare al marito le cure della figlia dopo il suo rientro a casa la sera. Infatti, se anche non è chiaro, come giustamente rileva la pronuncia impugnata, se la ricorrente si sia avvalsa di tale aiuto coniugale già in precedenza - le dichiarazioni della stessa sembrano qui contraddirsi -, simile eventualità non poteva eo ipso essere negata per il futuro. Contrariamente a quanto ritenuto dall'autorità giudiziaria di prime cure, la precisazione resa in proposito dall'assicurata su espressa domanda dell'amministrazione in data 26 febbraio 2002, oltre a non avere fatto oggetto di particolare verifica e contestazione da parte dell'UCIAML, comprova in realtà la validità del modello ventilato dall'interessata, lo stesso non ostando di principio allo svolgimento di un'attività al 100% del marito, che in questa sede ha peraltro personalmente dichiarato la sua disponibilità ad assumersi le cure della figlia durante l'orario in questione senza suscitare, una volta di più, reazione alcuna da parte dell'amministrazione. La fattibilità di tale soluzione appare quindi pure corroborata dalla conclusione del nuovo rapporto di lavoro, avvenuta prima dell'emanazione della decisione in lite. 4.3 Né per il resto convincono appieno le considerazioni dei primi giudici in merito alle invocate notevoli difficoltà nel reperire sul mercato generale del lavoro un'attività adeguata secondo le modalità postulate dalla ricorrente. Oltre a non tenere debitamente conto delle particolarità - anche orarie - che contraddistinguono lo specifico settore di attività professionale (consid. 3.2), le generiche conclusioni della pronuncia impugnata, non fondate su ricerche ed accertamenti concreti, sono contraddette nel caso di specie dalle personali ricerche effettuate dall'interessata, che oltre ad avere effettivamente trovato un nuovo impiego nell'ambito della ristorazione, è da sola stata in grado di raccogliere la dichiarazione di altri due potenziali datori di lavoro della zona che hanno confermato la validità del modello lavorativo da lei auspicato.