Citation: 2P.71/2004 10.01.2005 E. 6

6.1 Il ricorrente censura la violazione del principio della forza derogatoria del diritto federale (art. 49 Cost.). Osserva che le spese concernenti le opere effettuate per il risanamento del laghetto di X.________ dal Comune in seno al Consorzio depurazione delle acque residuali sono state computate con quelle relative alla costruzione della rete comunale delle fognature. Trattandosi di spese di risanamento le stesse dovrebbero, conformemente al principio del perturbatore sancito dall'art. 54 LPAc a loro applicabile, andare a carico di chi le ha causate. Orbene i propri terreni sono situati sullo spartiacque opposto a quello di X.________ e due di questi, non edificati, non produrrebbero alcuna acqua di scarico. Afferma poi che computare dette spese in quelle derivanti dalla costruzione delle canalizzazioni comunali che vengono compensate con contributi di costruzione disattenderebbe anche il principio di causalità sancito dagli art. 3a e 60a LPAc. A suo avviso, fargli sopportare parte delle spese derivanti dal risanamento del citato laghetto disattenderebbe quindi il principio del perturbatore sgorgante dal principio della proporzionalità e concretizzato dall'art. 54 LPAc. Ciò porterebbe ad una violazione degli art. 8 e 9 Cost. così come dell'art. 49 Cost. combinato con l'art. 54 LPAc. 6.2 Su questo punto l'allegato ricorsuale disattende manifestamente i surriferiti requisiti di motivazione previsti dall'art. 90 cpv. 1 OG. Attraverso le censure appena esposte il ricorrente solleva infatti degli argomenti di natura perlopiù appellatoria, con i quali si limita a contrapporre il proprio punto di vista a quello dei giudici cantonali, senza tuttavia riuscire a spiegare in maniera compiuta e precisa in quale misura il giudizio impugnato sarebbe lesivo dei diritti costituzionali da lui invocati. In particolare egli non dimostra, da un lato, che tra i provvedimenti adottati a favore del risanamento del summenzionato laghetto e quelli per una regolare eliminazione delle acque di rifiuto non vi è una sufficiente ed oggettiva relazione e, dall'altro, che il fatto di prendere in considerazione le spese sostenute per il risanamento del laghetto ha influenzato in maniera notevole la commisurazione dei contributi a carico dei proprietari fondiari. Non essendo compito del Tribunale federale - nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico - di ricercare esso medesimo in base agli atti di causa gli elementi determinanti ai fini del giudizio, il semplice rinvio alla circostanza che i fondi di proprietà del ricorrente sono situati sullo spartiacque opposto a quello del lago così come l'argomento secondo cui due di questi non sono edificati e non producono acque luride non sono atti a dimostrare che il giudizio querelato è inficiato d'arbitrio. In proposito le censure, in quanto ammissibili, vanno respinte. 6.3 Il ricorrente adduce infine che il sistema scelto per calcolare i contributi di costruzione, il quale non terrebbe conto del carico inquinante effettivo, disattenderebbe il principio di causalità sancito dall'art. 60a LPAc. La critica non può venire condivisa. Per natura il citato principio si applica in primo lungo nei confronti delle tasse di utilizzazione periodiche (cfr. sentenza 2P.266/2003 del 5 marzo 2004, pubblicata in: URP 2004 pag. 197, consid. 3.1, e sentenza 2P.78/2003 del 1° settembre 2003, consid. 3.6). Trattandosi in concreto di contributi di costruzione unici, si può e si deve, al fine di ossequiarne lo scopo, poter prendere in considerazione le possibilità di utilizzazione future e, quindi, del probabile carico inquinante ivi connesso, ciò che rispetta il citato principio.