Citation: 5A_100/2022 E. 1

Con ricorso 8 ottobre 2021 (completato il 25 ottobre 2021) A.________ ha contestato l'operato dell'Ufficio di esecuzione di Lugano, opponendosi al prelievo di EUR 280'000.-- sul suo conto presso la banca B.________ SA (conto che era stato pignorato il 6 aprile 2018 quando era ancora posto sotto sequestro penale, poi decaduto) e contro il successivo stato di riparto definitivo emesso il 6 ottobre 2021 a favore dei creditori del gruppo n. 2. Mediante sentenza 14 gennaio 2022 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto il gravame nella misura in cui era ammissibile (dopo aver precisato che la ricorrente, sebbene avesse indirizzato il suo ricorso al " Giudice della ricusazione ", non aveva formulato né tantomeno motivato una domanda di ricusa). L'autorità di vigilanza ha in particolare osservato che il sequestro penale non ostava al pignoramento del conto bancario (ma solo alla realizzazione e alla distribuzione; v. art. 44 LEF), che la validità del verbale di pignoramento 9 maggio 2018 (relativo al pignoramento del 6 aprile 2018) era già stata confermata tramite decisione definitiva del 13 giugno 2018 e non poteva quindi più essere messa in discussione, che l'accenno a una perenzione delle esecuzioni del gruppo n. 2 in virtù degli art. 88 cpv. 2 e 115 cpv. 3 LEF era irricevibile in quanto priva di motivazione e infine che il sequestro ordinato dalla Camera di esecuzione e fallimenti a favore di C.________ il 6 giugno 2019 non ostava al prelievo poiché non conferiva a tale creditore alcun diritto preferenziale (v. art. 281 LEF a contrario).