Citation: 2A.553/2005 05.10.2005 E. 2

Il ricorrente sostiene innanzitutto che la decisione impugnata disattende l'art. 14 cpv. 2 della legge sull'asilo, del 26 giugno 1998 (LAsi; RS 142.31), secondo cui le procedure già pendenti in vista del rilascio di un permesso di dimora diventano prive d'oggetto con l'inoltro di una domanda d'asilo. A torto. Due situazioni sono ipotizzabili. Qualora il ricorrente non abbia alcun diritto all'ottenimento dell'autorizzazione di soggiorno, si potrebbe effettivamente dedurre dal tenore letterale dell'art. 14 cpv. 2 LAsi che il procedimento inerente il permesso di dimora sia divenuto privo d'oggetto con il deposito della domanda d'asilo. In tal caso, vi sarebbe tuttavia ragione di ammettere che il ricorrente ha agito in malafede, attendendo il deposito del ricorso davanti al Tribunale amministrativo per inoltrare una quinta domanda d'asilo del tutto infondata nell'unico intento di ricominciare daccapo, dopo il rigetto della medesima, l'iter per il rilascio del permesso di dimora. Risulterebbe dunque giustificato condurre comunque a termine la procedura d'autorizzazione di soggiorno con il giudizio del Tribunale federale. Se si riconoscesse per contro il diritto al permesso di dimora, l'art. 14 cpv. 2 LAsi andrebbe letto in relazione con il primo capoverso della stessa disposizione. Nella misura in cui un richiedente l'asilo può eccezionalmente avviare una procedura per l'ottenimento di un permesso di soggiorno se vi è un diritto, sarebbe infatti contraddittorio ammettere che un simile procedimento divenga privo d'oggetto nel caso in cui la domanda d'asilo viene presentata mentre lo stesso è pendente.