Citation: 6B_949/2014 E. 8.3

8.3. Dagli accertamenti cantonali risulta in particolare che, venuto a conoscenza dei sospetti di commissione di reati nell'ambito dell'attività di ff.________SA, il consiglio d'amministrazione ha disposto una verifica a cura di N.________, coadiuvato proprio dalle persone denunciate. Il rapporto scaturitone, che lo stesso ricorrente ha ammesso non aver compreso, non ha trattato le problematiche sollevate in occasione della riunione del CdA del 13 ottobre 1999. La CARP ha inoltre evidenziato come, alla luce del fallimento del progetto edilizio riconducibile all'insorgente e finanziato per il tramite delle società mm.________/ nn.________, i disinvestimenti risultanti nella finca "oo.________/mm.________-nn.________" della tabella N.________ non potevano essere considerati delle restituzioni agli investitori del capitale, bensì delle chiare perdite. Doveva pertanto sorgere il sospetto che i clienti erano stati tenuti tranquilli con l'inserimento nel loro portafoglio di titoli T.________/ U.________. Egli avrebbe inoltre dovuto dubitare della copertura del fondo statunitense, atteso che la concessione di quote per oltre 8'000'000.-- di dollari non si conciliava con pretesi investimenti residui, indicati nel "rapporto N.________", di 7'334'082.66 di dollari. Ulteriori timori sulla correttezza della gestione societaria risultavano poi dalla diminuzione dei ricavi, malgrado un esponenziale aumento della massa in gestione, e dalla sempre maggiore dipendenza economica di ff.________SA dalle commissioni di consulenza di ii.________Inc., sulla cui criticità la CFB era intervenuta più volte. I costi sproporzionati e la scarsa redditività emergono poi dai rapporti di revisione (v. sentenza impugnata pag. 132) e non sono dunque il risultato di un apprezzamento soggettivo della CARP, come preteso nel gravame. A ciò aggiungasi che lo stesso insorgente ha ammesso di essersi accorto che i dati forniti al CdA relativi alla massa in gestione divergevano, almeno per alcuni anni, da quelli riportati nei rapporti di revisione. Quale altro segnale d'allarme la CARP ha anche rilevato la petizione con cui un cliente di ff.________SA ha adito le vie legali a causa della mancata consegna, nonostante i ripetuti richiami, degli estratti conto. Considerato il contesto del momento, le affermazioni ivi contenute avrebbero dovuto apparire quantomeno inquietanti. Eloquente è poi lo scritto trasmesso dall'insorgente a ff.________SA con l'indicazione "attestazione su carta ii.________". I giudici cantonali hanno osservato che, oltre a comprovare la sua piena consapevolezza sul legame esistente tra le due entità, tale atteggiamento dimostrava che le dichiarazioni consegnate alla clientela non erano il frutto di un lavoro scientifico, ma di autocertificazioni. Alla luce di tutti questi elementi, la gestione di ff.________SA dava adito a più di un sospetto. Benché la promozione dell'accusa nei confronti di E.E.________, D.________ e L.________ fosse circoscritta al risanamento della società, come obiettato nel gravame, essa costituiva nondimeno un'importante spia di malagestione a carico di persone che ancora avevano in mano le redini di ff.________SA. Ciò posto e visto l'andamento finanziario della società, nonché la struttura dei suoi ricavi, non poteva che risultare molto alta la probabilità di una perdurante malagestione societaria. Accontentandosi di un rapporto lacunoso e addirittura silente se rapportato alle problematiche sollevate nel corso della riunione del CdA del 13 ottobre 1999, il comportamento del ricorrente appare gravemente lesivo del suo dovere di diligenza verso la società che amministrava (art. 717 cpv. 1 unitamente all'art. 716a cpv. 1 CO). Non dissipando i timori di una doppia contabilità e di utilizzo di fondi di nuovi clienti per tacitare quelli che volevano disinvestire, in particolare, l'insorgente ha dimostrato di accettare simile eventualità e quindi di commettere una grave negligenza nell'esercizio della sua professione. Tenuto conto dell'alta probabilità che il rischio si realizzi e considerata la grave violazione del dovere di diligenza del ricorrente, la conclusione della CARP sulla sussistenza del dolo eventuale non appare dunque lesiva dell'art. 12 cpv. 2 CP. E questo a prescindere dal mancato accertamento sui moventi dell'insorgente. Secondo la giurisprudenza il movente è infatti solo uno degli elementi da cui è possibile dedurre il dolo (v. supra consid. 8.2). Quanto al paragone con il dolo ritenuto a carico del presidente della società, la sentenza impugnata resiste alle critiche ricorsuali. Se è vero che il presidente ha un ruolo predominante in seno al CdA (v. art. 713 cpv. 1, art. 715 seg. CO) e che C.________ rivestiva questa veste già all'epoca del risanamento, l'insorgente omette di confrontarsi con gli accertamenti cantonali che hanno condotto la CARP a ritenere in capo al presidente una consapevolezza meno diretta e palese rispetto alla sua della gravità della situazione societaria e dei rischi che pesavano su di essa. Il ricorrente infatti era consapevole dello stretto legame di ff.________SA con ii.________Inc., avendo egli messo a disposizione di E.E.________ e di D.________ la pp.________Familenstiftung, allo scopo di intestarle le azioni della società americana detenute da questi ultimi, ed essendo ancora lui a fare in modo che le stesse venissero poi trasferite a un trust, i cui aventi diritto erano sempre E.E.________ e D.________. L'insorgente intratteneva inoltre uno stretto rapporto di amicizia e professionale con E.E.________, considerato il principale artefice delle malversazioni societarie, ed era coinvolto direttamente in tutte le attività della società, come emerge dalle dichiarazioni del teste Q.________ citate dalla CARP. Contrariamente al presidente, che era attivo sulla piazza zurighese, il ricorrente era vieppiù spesso presente in sede di ff.________SA.