Citation: 9C_360/2020 E. 5.2.1

5.2.1. Innanzitutto si precisa che il ricorrente contesta il riconoscimento di una sua colpa grave nel senso dell'art. 52 LAVS pretendendo la presenza di motivi giustificativi idonei a escludere una violazione intenzionale o per negligenza grave delle prescrizioni in materia di contributi paritetici, rispettivamente a giustificarla in base a circostanze speciali. La giurisprudenza ha già avuto modo in molte occasioni di precisare che il mancato pagamento dei contributi paritetici alla Cassa è di per sé sufficiente per il riconoscimento di una negligenza ai sensi dell'art. 52 LAVS (sul tema cfr. sentenza 9C_546/2019 del 13 gennaio 2020 consid. 4.2 con riferimenti). Più precisamente, si rende colpevole di negligenza grave nel senso dell'art. 52 LAVS il datore di lavoro che manca dell'attenzione di chi ragionevolmente nello stesso settore economico (DTF 112 V 156 consid. 4 pag. 159 seg. con riferimenti) avrebbe avuto in situazioni analoghe. Per l'amministratore unico di una società anonima le esigenze sono più severe, in quanto egli deve avere un assoluto controllo sugli affari importanti della società, tra cui incombe un preciso dovere di vigilare affinché i contributi vengano regolarmente conteggiati e versati (sugli obblighi alienabili previsti all'art. 716a cpv. 1 CO, cfr. sentenza 9C_360/2012 del 17 settembre 2012 consid. 4.2). Ora, dagli accertamenti del Tribunale cantonale emerge che la B.________ SA era in mora con il pagamento dei contributi paritetici da tempo, in particolare la Cassa ha dovuto sistematicamente diffidarla dal 2013, rispettivamente precettarla dal 2015. Il ricorrente è divenuto amministratore unico della società anonima nel dicembre 2015 con il compito di risanare la società che versava da tempo in una situazione finanziaria difficile. A tale scopo la Corte cantonale ha appurato che l'insorgente ha versato un capitale ingente nel periodo da settembre a novembre 2016 e fatto ottenere una linea di credito superiore al milione di franchi tramite la C.________ SA, società di cui egli è il presidente con firma individuale (cfr. estratto Zefix). Determinante però nel caso in rassegna è quanto accertato dalla Corte cantonale, ovvero che il saldo dei contributi paritetici per i mesi da luglio a dicembre 2015 è stato tacitato solo in settembre e ottobre 2016, come pure che nessun acconto è mai stato versato per i contributi del 2016. Questo malgrado le numerose diffide inviate e specialmente la prima domanda di esecuzione dell'ottobre 2015. Il ricorrente non poteva misconoscere la priorità dei pagamenti da effettuare per salvare la società, ovvero l'importanza del versamento di tutti i contributi paritetici, anche i residui di quelli sorti prima della sua entrata in carica. Altro accertamento rilevante è che la Cassa, per limitare i danni, il 30 giugno 2016 aveva depositato in Pretura un'istanza di fallimento senza preventiva esecuzione nel senso dell'art. 190 LEF. La gestione della società oltre tale data ha avuto luogo con manifesta conoscenza della situazione economica in cui essa versava. Il ricorrente, peraltro da anni già presidente con firma individuale della C.________ SA, avrebbe dovuto essere consapevole degli obblighi relativi alla sua carica di amministratore unico della B.________ SA. In considerazione delle difficoltà finanziarie della ditta di cui voleva diventare amministratore unico, egli doveva portare un'attenzione accresciuta ai doveri inalienabili derivanti dall'art. 716a CO, in particolare al cpv. 1 n. 5 CO, relativo, tra l'altro, alla vigilanza sul pagamento dei contributi paritetici. La negligenza grave del ricorrente è pertanto data, considerato che non ha svolto un sufficiente controllo e attività di vigilanza e di verifica sul pagamento dei contributi paritetici, così come correttamente accertato dai giudici di prime cure. Per completezza si evidenzia altresì che la responsabilità del datore di lavoro nel senso dell'art. 52 LAVS non è in relazione alla gestione della società per sé stessa, né a eventuali cause di un fallimento.