Citation: 5A_45/2017 E. 4.2

4.2. Nel caso concreto, con riferimento alla richiesta dei ricorrenti di rimuovere la sporgenza del tetto dello stabile dell'opponente sul loro fondo, la Corte cantonale ha richiamato l'art. 7 n. 7 lett. c delle già menzionate norme di attuazione del piano particolareggiato del nucleo di Y.________, secondo cui, " [p]er gli interventi sugli edifici e manufatti facenti parte del nucleo di Y.________ sono da rispettare le seguenti prescrizioni edilizie: [...] deve essere mantenuta la sporgenza originaria del tetto ". Per l'autorità inferiore, la sporgenza sussiste quindi legittimamente in forza di una restrizione legale della proprietà di diritto pubblico e, non risultando che tale sporgenza sia difforme dal permesso di costruzione cresciuto in giudicato, la giurisdizione civile è in questo caso esclusa, di modo che il Pretore, contrariamente a quanto preteso dai ricorrenti, non poteva ordinarne la rimozione (dalla perizia giudiziaria risulta del resto che la sporgenza "non costituisce nella fattispecie un reale disturbo per gli attori e anche la sua ipotetica asportazione [...] non costituirebbe che un inutile esercizio fondamentalmente privo di ripercussioni favorevoli all'una o all'altra parte") ed egli non poteva però nemmeno accordare all'opponente una servitù in applicazione dell'art. 674 cpv. 3 CC. L'appello è quindi stato respinto in merito alla richiesta di rimozione dell'opera sporgente ed accolto in merito alla richiesta di annullamento della servitù di sporgenza.