Citation: 4A_64/2013 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale ha dapprima ricordato che sussiste un abbandono del lavoro ai sensi dell'art. 337d CO, che termina il relativo contratto, quando il lavoratore lascia il proprio posto di lavoro in modo repentino senza alcuna valida giustificazione e che l'applicazione della menzionata norma presuppone un rifiuto cosciente, intenzionale e definitivo del lavoratore di continuare l'esecuzione del lavoro affidatogli (DTF 121 V 277 consid. 3a; 112 II 41 consid. 2 pag. 49). I giudici cantonali hanno poi ritenuto che l'appello non era solo infondato, ma addirittura irricevibile, perché la convenuta si era perlopiù limitata a trascrivere l'allegato conclusionale. Essi hanno segnatamente rilevato che la qui ricorrente aveva tralasciato di confrontarsi con l'argomentazione del giudice di primo grado secondo cui - in ragione del fatto che il lavoratore aveva maturato e non goduto nel 2009 26 giorni di vacanza e aveva già in passato omesso di restituire quanto da lui incassato - non vi era chiarezza sull'intenzione di lasciare definitivamente l'attività lavorativa e che sarebbe quindi stata necessaria una sollecitazione formale al ritorno in servizio.