Citation: 2C_689/2021 E. 3.4.1

3.4.1. La nozione di "centri commerciali la cui offerta di prodotti è destinata al turismo internazionale e la cui cifra d'affari, comprensiva della cifra d'affari della maggior parte dei negozi situati in tali centri, è generata principalmente dalla medesima clientela" di cui all'art. 8 cpv. 2 LAN/TI rimanda - anche se solo implicitamente - alla legislazione federale sul lavoro, segnatamente all'art. 25 cpv. 4 dell'ordinanza 2 del 10 maggio 2000 concernente la legge sul lavoro (OLL 2; RS 822.112). Giusta quest'ultima norma, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca stabilisce, su richiesta dei Cantoni, quali sono i centri commerciali che rispondono ai bisogni del turismo internazionale, i quali godono di alcune agevolazioni (in particolare del diritto - che esula dall'oggetto del presente litigio - di occupare lavoratori la domenica; cfr. art. 4 cpv. 2 OLL 2). Per rientrare in questa definizione, i centri commerciali in parola devono adempiere le condizioni seguenti: - l'offerta di merci nel centro commerciale è destinata al turismo internazionale e comprende, nella maggior parte dei negozi che si trovano nel centro commerciale, principalmente articoli di lusso, in particolare nei settori dell'abbigliamento e delle calzature, degli accessori, degli orologi e dei gioielli nonché dei profumi (art. 25 cpv. 4 lett. a OLL 2); - la cifra d'affari globale del centro commerciale e la cifra d'affari della maggior parte dei negozi che si trovano nel centro commerciale sono realizzate essenzialmente grazie alla clientela internazionale (art. 25 cpv. 4 lett. b OLL 2); - il centro commerciale si trova (i) in una regione turistica, o (ii) a una distanza di 15 chilometri al massimo dal confine svizzero e nelle immediate vicinanze di un raccordo autostradale o di una stazione (art. 25 cpv. 4 lett. c OLL 2); - i lavoratori ricevono per il lavoro domenicale compensazioni che superano quanto previsto dalle disposizioni di legge (art. 25 cpv. 4 lett. d OLL 2). L'art. 8 cpv. 2 LAN/TI non contiene nessun rimando esplicito all'art. 25 cpv. 4 OLL 2 e non riserva dunque in modo chiaro la possibilità di ottenere l'autorizzazione del Dipartimento di restare aperti il sabato fino alle ore 19:00 ai soli negozi destinati al turismo internazionale ai sensi della legislazione federale sul lavoro. Per come essa è formulata, tale disposizione parrebbe potersi applicare anche a un ipotetico centro commerciale che dovesse sostenere di offrire dei prodotti destinati al turismo internazionale e di avere una cifra d'affari generata principalmente dalla medesima clientela, senza tuttavia rispettare le (altre) condizioni poste dall'art. 25 cpv. 4 OLL 2 (articoli di lusso, distanza massima dal confine e vicinanza a un'autostrada o una stazione, ecc.). Malgrado questa imprecisione del testo di legge, dalla risposta del Gran Consiglio (trasmessa tramite il Consiglio di Stato) si evince però chiaramente che l'art. 8 cpv. 2 LAN/TI è destinato a essere applicato unicamente ai centri commerciali rivolti al turismo internazionale riconosciuti come tali dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca sulla base dell'art. 25 cpv. 4 OLL 2 (cfr. risposta del 27 ottobre 2021, pag. 7). Queste spiegazioni del legislatore cantonale, che vanno prese in considerazione conformemente alla giurisprudenza (cfr. sentenza 2C_1079/2019 del 23 dicembre 2021 consid. 2, destinato alla pubblicazione) e che su questo punto sono peraltro avallate dalle ricorrenti (cfr. ricorso, pagg. 12 e 18), mettono in luce una prima importante differenza tra la situazione dei centri commerciali destinati al turismo internazionale ai sensi dell'art. 8 cpv. 2 LAN/TI e la situazione nella quale si trovano le ricorrenti. Contrariamente a queste ultime, infatti, i centri commerciali in parola devono rispettare le condizioni poste dall'art. 25 cpv. 4 OLL 2, come l'obbligo di offrire, nella maggior parte dei propri negozi, articoli di lusso, di dimostrare che la propria cifra d'affari è realizzata essenzialmente grazie alla clientela internazionale, di essere situati in luoghi ben definiti (regioni turistiche ai sensi della legislazione federale sul lavoro, oppure a 15 chilometri al massimo dal confine svizzero e nelle immediate vicinanze di un raccordo autostradale o di una stazione), ecc. La regolamentazione specifica - e i particolari obblighi che ne derivano - alla quale sottostanno i centri commerciali rivolti al turismo internazionale di cui all'art. 8 cpv. 2 LAN/TI rappresenta un primo indizio del fatto che tali centri commerciali non possono essere considerati concorrenti diretti delle ricorrenti ai sensi della giurisprudenza suesposta (cfr. consid. 3.3).