Citation: 4C.315/2002 23.04.2003 E. 5

A mente dell'attore, esigere da lui la prosecuzione del mandato nonostante il comportamento della convenuta, la quale ha crassamente violato gli obblighi assunti nel 1989 - pregiudicando irrimediabilmente la fiducia indispensabile alla continuazione del contratto - limita in maniera inammissibile la sua personalità e viene in sostanza a tutelare l'abuso di diritto da parte della parte convenuta (art. 27 cpv. 2 e art. 2 CC). 5.1 L'art. 2 CC impone ad ognuno di agire secondo la buona fede nell'esercizio dei propri diritti e nell'adempimento dei propri obblighi (cpv. 1). Il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge (cpv. 2). Onde pronunciarsi sull'abuso di diritto è necessario esaminare le circostanze del caso concreto (DTF 121 III 60 consid. 3d pag. 63). Secondo la giurisprudenza abusa manifestamente del proprio diritto chi lo esercita in maniera pretestuosa, contraddittoria, in contrasto con il suo scopo oppure senza avere un reale motivo per farlo (cfr. DTF 120 II 105 consid. 3a pag. 108). 5.2 In concreto si tratta di stabilire se il rifiuto della convenuta di restituire all'attore la quota dei suoi averi invocando le restrizioni della facoltà di revoca derivanti dal mandato congiunto configura un abuso di diritto. A questo proposito l'attore rammenta che la fiduciaria ha leso gravemente i propri obblighi contrattuali in occasione dell'assemblea di una delle società amministrate, esprimendo voti contrari alla sua volontà e per lui pregiudizievoli, nascondendogli persino l'ordine del giorno; tutto ciò sarebbe avvenuto seguendo le direttive del fiduciante di maggioranza C.________, in palese violazione della convenzione che richiedeva il consenso unanime dei tre fiducianti per l'esercizio del diritto di voto. Sennonché - come esposto al considerando precedente - la convenuta ha ragione quando afferma che, a prescindere dalla gravità del suo comportamento, l'attore non ha in nessun caso il diritto di revocare da solo il mandato fiduciario conferitole nel 1989 unitamente a C.________ e D.________, estranei alla presente vertenza. La questione dell'abuso di diritto potrebbe dunque semmai porsi quo alla relazione interna fra i tre mandanti, ma non con riferimento alla relazione esterna tra uno di loro e la società mandataria. A ciò si aggiunga il fatto che, se avesse consegnato all'attore quanto richiesto, senza tenere conto della necessità del consenso degli altri due mandanti per la revoca del mandato, la convenuta si sarebbe verosimilmente esposta al rischio di una richiesta di risarcimento del danno. In simili circostanze il suo comportamento non può essere definito abusivo. Anche su questo punto il ricorso si avvera dunque infondato.