Citation: 8C_275/2021 E. 7.1

7.1. Il Tribunale cantonale amministrativo nella sentenza del 2 marzo 2021 ha osservato che l'indennità dovuta in caso di licenziamento giustificato è retta dall'art. 91 cpv. 2 della legge ticinese del 24 settembre 2013 sulla procedura amministrativa (LPAmm/TI; RL 165.100). Secondo la prassi cantonale tale disposizione di natura generale conferisce alla Corte cantonale il potere di fissare l'indennità secondo il suo libero apprezzamento, senza essere vincolato verso l'alto o verso il basso da alcuna disposizione legale. I criteri possono essere dedotti per analogia dall'art. 34b cpv. 1 lett. a LPers. Criteri analoghi si troverebbero anche nell'art. 336a CO. I giudici ticinesi hanno stabilito un'indennità pari a due mesi di salario. Essi hanno considerato la lunga durata del rapporto di impiego (25 anni), l'età avanzata (quasi 60 anni) e lo stato di salute dell'opponente, che non sembrava agevolare la ricerca di un nuovo impiego. La Corte cantonale ha considerato che durante la procedura di ricorso l'opponente ha percepito oltre fr. 60'000.- (nonostante fosse esonerato dall'offrire le proprie prestazioni lavorative) e che le rimostranze lamentate dal datore di lavoro (del resto del tutto generiche) non giustificavano un licenziamento, senza che peraltro l'interessato potesse esprimersi.