Citation: 4A_577/2022 E. 4.2.2

4.2.2. Ora, laddove fa valere che con la sua (ex) moglie avrebbe deciso di agire per motivi contingenti, che l'accordo sarebbe servito ad autorizzare i pagamenti e a permettere il recupero delle somme da lui versate, che il rientro degli importi era previsto nel 2019 e che la situazione di emergenza (dopo il suo esilio) sarebbe nata poco prima della sottoscrizione dell'accordo del 30 novembre 2016, l'interessato si propone di completare i fatti di causa riguardanti soprattutto la genesi del predetto accordo, senza rispettare le esigenze di motivazione appena descritte (cfr. sopra, consid. 3). Sotto questo profilo, le censure sono perciò inammissibili. Sia come sia le doglianze non convincono. Anzitutto, il ricorrente non illustra con precisione dove e quando nel suo interrogatorio egli si sarebbe espresso sulle modalità di firma adottata dalle parti in relazione all'accordo del 30 novembre 2016. In secondo luogo, egli non spiega perché le circostanze da lui invocate (ad es. l'esilio estero) dimostrerebbero che anche l'accordo del 30 novembre 2016 sia stato effettivamente firmato nel modo da lui preteso. Come accertato dai giudici ticinesi, infine, neanche gli atti ufficiali della società hanno confermato l'esistenza di quell'intesa, né la validità della firma apposta dalla rappresentante dell'opponente. L'accertamento della Corte ticinese, secondo cui per l'accordo del 30 novembre 2016 il ricorrente e la sua ex moglie non avevano agito in modi affini a quanto capitato in occasione dei tre contratti con i giocatori, resiste perciò alla critica.