Citation: 1C_221/2020 E. 3.4

3.4. Con riferimento all'interesse pubblico la Corte cantonale ha infatti rilevato che nella risoluzione governativa si precisa che l'allargamento della carreggiata nella zona in esame, che non concerne soltanto la particella della ricorrente, rientra nel concetto globale degli interventi di miglioria sulla strada cantonale "Porto Ronco - Ronco sopra Ascona - Arcegno", che ha le caratteristiche di una strada di montagna e che sul tratto litigioso presenta una larghezza minima di 3.80 m. L'intervento è finalizzato a permettere l'incrocio senza difficoltà fra due veicoli leggeri e migliorare la viabilità e la sicurezza mediante l'allargamento della carreggiata verso valle su un tratto di ca. 70 m, eliminando in tal modo le ultime strettoie ancora esistenti e linearizzando il tracciato, garantendo una larghezza minima in rettifilo di 5.50 m e di 6.10 m in curva. Ha osservato che il tratto stradale tra Ascona e Brissago, percorso giornalmente nel 2009 da ca. 9'400 veicoli, è soggetto alla caduta di elementi lapidei, che negli ultimi anni hanno comportato la chiusura prolungata della strada. Visto che la soluzione in galleria necessita di ulteriori approfondimenti, nel relativo messaggio il Consiglio di Stato sottolinea la necessità di trovare una soluzione alternativa a corto termine in casi di emergenza, visto che interruzioni del traffico possono avvenire anche in caso di incidenti di media e grande portata e/o che coinvolgono autoveicoli ingombranti. La Corte cantonale ha stabilito inoltre che, dinanzi ad essa, la ricorrente si era limitata a riproporre gli argomenti sollevati davanti al Governo, senza confrontarsi tuttavia minimamente con le motivazioni da esso addotte. Anche riguardo al contestato interesse pubblico la ricorrente si limita ad affermare che l'allargamento perseguirebbe per contro l'ipotizzato scopo di creare posteggi decentralizzati, che gli incidenti sarebbero rari, motivo per cui non sarebbe necessario allargare la strada in esame qualora si volesse utilizzarla quale tracciato alternativo, affermando che i veicoli potrebbero incrociarsi. Queste critiche, meramente appellatorie e non fondate su elementi oggettivi, espongono semplicemente il punto di vista soggettivo della ricorrente, ma non si confrontano con i motivi, peraltro condivisibili, esposti dalle autorità cantonali, né dimostrano che le conclusioni dei giudici cantonali sarebbero manifestamente contrarie al senso e allo scopo dell'avversato progetto e quindi arbitrarie (DTF 143 I 321 consid. 6.1).