Citation: 6B_949/2014 E. 12.4.2

12.4.2. Per quanto già esposto in merito al reato di cattiva gestione (v. supra consid. 8.3), non risulta arbitraria l'accertata consapevolezza del ricorrente sui rischi inerenti l'attività di ff.________SA e i fondi di investimento. Dal fatto di aver effettuato cospicui trasferimenti di denaro dei suoi clienti senza aver dissipato i timori di malversazioni non si può che dedurre che abbia anche accettato tale rischio, pur non desiderandolo. Nulla muta a questo riguardo l'impegno del ricorrente a rispondere solidalmente del disinvestimento dell'opponente 18. Non si conoscono e, salvo un generico rinvio a una sentenza della Pretura, nemmeno il gravame espone le circostanze in cui tale impegno è stato assunto. Nelle sue osservazioni l'opponente 18 le menziona brevemente, trattasi però di fatti che questo Tribunale non può considerare, non essendo accertati nella sentenza impugnata (art. 105 cpv. 1 LTF). Da quest'ultima emerge unicamente che suddetto impegno è stato preso con scritto del 14 giugno 2004, ovvero in un periodo in cui la CFB si interessava da vicino all'attività di ff.________SA (v. supra fatti A.e). Peraltro non risulta, né il ricorrente pretende, che si sia impegnato anche nei confronti di tutti gli altri clienti interessati, di modo che non può essere desunto alcunché in relazione all'invocata buona fede. È vero che, nell'esame del dolo, la CARP non ha tenuto conto dei (parziali) rimborsi che pur accerta. Se ne deve dedurre che li ha considerati irrilevanti, ciò che non appare arbitrario. Infatti, considerato che uno dei sospetti sollevati già nella riunione del CdA del 13 ottobre 1999, su cui non è stata fatta luce, concerneva l'ipotesi che il disinvestimento di alcuni clienti fosse finanziato attraverso denaro di nuovi clienti, il (parziale) rimborso di cui hanno beneficiato alcuni suoi clienti diretti nulla permette di concludere in merito alla bontà degli investimenti e alla buona fede del ricorrente. Ininfluente risulta infine l'obiezione secondo cui non avrebbe trasferito capitali alla società una volta a conoscenza di circostanze qualificanti un rischio di insolvenza. L'avesse fatto, si porrebbe eventualmente la problematica di un dolo diretto.