Citation: 4A_272/2008 25.11.2008 E. 3

Ai fini dell'esame e del giudizio sul ricorso è opportuno rammentare brevemente l'oggetto (principale) del litigio. 3.1 Asserendo l'esistenza di un rapporto contrattuale fra CMA e la banca, che quest'ultima non avrebbe correttamente adempiuto, omettendo di sorvegliare le operazioni effettuate da C.________ sul conto denominato "CMA", la ricorrente pretende dalla banca il rimborso dell'importo indebitamente sottrattole da C.________. La controversia verte dunque innanzitutto sulla questione di sapere se nel 1997, quando C.________ ha aperto il conto denominato "CMA", si fosse instaurata una relazione contrattuale fra la banca e CMA. La risposta a tale quesito dipende a sua volta dalla questione di sapere se, al momento dell'apertura del conto, C.________ avesse agito quale rappresentante diretto della ricorrente, così come da questa sostenuto, oppure quale rappresentante indiretto, come preteso dall'opponente. 3.2 La rappresentanza diretta - che si verifica quando una persona dichiara espressamente (art. 32 cpv. 1 CO) o tacitamente (art. 32 cpv. 2 CO) di agire a nome e per conto di un altro - fa infatti nascere i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto direttamente in favore e a carico del rappresentato; il rappresentante non è vincolato dall'atto che è stato compiuto. Se al momento della conclusione del contratto il rappresentante non si è fatto conoscere come tale, il rappresentato diventa direttamente creditore o debitore nel solo caso in cui l'altro contraente dovesse inferire dalle circostanze la sussistenza di un rapporto di rappresentanza o gli fosse indifferente la persona con cui stipulava (art. 32 cpv. 2 CO). La rappresentanza indiretta - che si verifica quando una persona agisce a nome proprio, ma per conto di un altro - non ha invece nessun effetto immediato sul "rappresentato"; il contratto vincola unicamente le parti contraenti. In questo caso il rappresentante funge da "prestanome", agisce "fiduciariamente" per il terzo. Nella pratica, la rappresentanza indiretta rappresenta uno strumento interessante per i casi in cui il rapporto di confidenza che permette la conclusione di un certo contratto sussiste solo fra il rappresentante e il terzo, per i casi in cui il rappresentato non desidera comparire in prima persona rispettivamente non può comparire in prima persona, come per esempio può accadere in borsa (Watter/Schneller in Basler Kommentar, n. 29 ad art. 32 CO). In siffatta evenienza, il "rappresentato" può acquisire i diritti o le obbligazioni derivanti dal contratto solamente mediante una cessione del credito o un'assunzione del debito - secondo i principi che reggono questi atti - dopo la stipulazione del contratto (art. 32 cpv. 3 CO). Qualora il rappresentante abbia rivelato all'altro contraente che non agiva per conto proprio, la distinzione fra rappresentanza diretta e rappresentanza indiretta può rivelarsi delicata. Si ammetterà la rappresentanza diretta se il rappresentante ha comunque manifestato l'intenzione di agire per o a nome di un terzo, mentre se egli ha solamente espresso la volontà di agire per conto di un terzo, ma a nome proprio, la rappresentanza è indiretta. Ai fini del giudizio sull'una o l'altra forma di rappresentanza, si procede, se necessario, all'interpretazione del comportamento del rappresentante secondo il principio dell'affidamento (DTF 126 III 59 consid. 1b pag. 64). 3.3 Le circostanze di rilievo per l'esistenza del rapporto di rappresentanza diretto ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 CO vanno allegate e provate da chi se ne prevale (DTF 100 II 200 consid. 8a pag. 211).