Citation: 9C_679/2009 03.05.2010 E. 7

Infine, la ricorrente contesta la responsabilità stessa del defunto marito. Osserva che la società fallita, ancora il 17 maggio 2004, il 12 ottobre 2004 e il 3 marzo 2005, avrebbe effettuato importanti versamenti per garantire la sua esistenza in vista di un suo concreto risanamento, già contrattualmente stabilito. A dimostrazione di questa circostanza rammenta l'avvenuto pagamento di fr. 410'000.- nel corso del 2005. Sennonché ai primi giudici non può essere rimproverato un abuso del potere di apprezzamento per avere, senza arbitrio, escluso che il differimento dei pagamenti fosse riconducibile a una passeggera situazione di illiquidità della società (più in generale sui motivi di giustificazione e di discolpa riconosciuti in quest'ambito cfr. sentenza 9C_812/2007 del 12 dicembre 2008 consid. 3 con riferimenti). Dagli atti si evince infatti che - con riferimento al periodo in esame (2002-2005) - la Cassa ha mensilmente diffidato la T.________ SA per il versamento degli acconti dal mese di gennaio 2002, mentre i primi precetti sono stati spiccati nel marzo 2003. Dagli atti penali richiamati dalla Corte cantonale risulta inoltre che la T.________ SA dal 2002 ha cominciato a registrare i primi sintomi di mancanza di liquidità (v. verbali di interrogatorio 9 febbraio 2007 di A.________, responsabile per la gestione dei costi dei cantieri, e 3 maggio 2007 di U.________, direttore tecnico della fallita società). Nel corso del 2004 sono quindi iniziati pure i ritardi nei pagamenti dei salari, mentre i fornitori, che in precedenza prestavano lavoro a credito con termini di pagamento di 30/60 giorni, avevano cominciato ad esigere il pagamento diretto in contanti (v. verbale U.________). Quanto alle trattative in corso per l'acquisizione del gruppo societario P.________ da parte di L._______, il revisore ha evidenziato che il tentativo di allestire un rapporto di revisione relativo all'esercizio del 2004 era fallito perché la documentazione era troppo incompleta, mentre lo stesso L._______, nel suo verbale del 3 maggio 2007, ha affermato che: "La situazione non si districava, nel senso che io continuavo ad avere l'impressione che le cifre che mi venivano sottoposte non fossero giuste [...] Inoltre prendevo mano a mano conoscenza di istanze di fallimento dei vari creditori di cui nessuno mi aveva dato informazione [...]". In queste condizioni, contrariamente a quanto pretende la ricorrente, le prospettive di successo del previsto risanamento societario non apparivano per nulla scontate (cfr. sentenza 9C_111/2007 del 17 settembre 2007 consid. 4). Di conseguenza, il fatto che la società si sia adoperata nel corso del 2004 e del 2005 per ridurre, con importanti versamenti, l'onere contributivo, che altrimenti sarebbe risultato ancor maggiore, non permette di liberare gli organi dalla loro responsabilità. Come giustamente fatto notare dalla Corte cantonale, seguendo il ragionamento di parte ricorrente, sarebbe altrimenti sufficiente che una società che abbia accumulato importanti debiti contributivi per un lungo periodo cominci a rimborsare una parte anche importante di tale debito per fare sì che i suoi organi non possano, per questo solo motivo, più essere ritenuti responsabili ai sensi dell'art. 52 LAVS. Ciò sarebbe tuttavia contrario al senso stesso del disposto in esame (v. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 270/03 del 28 giugno 2004 consid. 5.4 con riferimenti).