Citation: 1P.210/2005 28.04.2005 E. 1

che l'Esecutivo cantonale, nella decisione del 21 settembre 2004, ha rilevato che l'autorità amministrativa non può di massima scostarsi dagli accertamenti di fatto contenuti in una decisione penale, in concreto quella di condanna emanata per gli stessi fatti dal giudice della Pretura penale il 4 marzo 2004, cresciuta in giudicato (vedi al riguardo cause 1P.232/2004 dell'11 maggio 2004 e 1P.356/2004 del 2 luglio 2004); che nella decisione impugnata il Governo cantonale ha stabilito che l'art. 35 LPamm prevede in maniera esaustiva i motivi di revisione, tra i quali non figura la possibilità di chiederla limitatamente alle spese processuali onde ottenerne il condono, la richiesta non potendo d'altra parte essere considerata quale istanza di riesame; che il ricorrente incentra il gravame sull'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove, a suo dire arbitrari, posti a fondamento del contestato ammonimento, per cui l'imposizione della contestata tassa di giustizia, nel risultato, sarebbe arbitraria; ch'egli disconosce, tuttavia, che questi argomenti avrebbero dovuto essere addotti, se del caso, nel quadro di un ricorso contro la decisione governativa del 21 settembre 2004, cresciuta in giudicato, visto ch'egli, all'epoca patrocinato da un legale, non l'ha impugnata dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, al suo dire per una svista sui termini ricorsuali; che queste critiche esulano manifestamente dall'oggetto del litigio e sono pertanto inammissibili; che, d'altra parte, accennando semplicemente al fatto che il Consiglio di Stato non avrebbe considerato il motivo previsto dall'art. 35 lett. b LPamm, secondo cui il rimedio della revisione è dato quando l'autorità non ha apprezzato, per inavvertenza, fatti rilevanti che risultano dagli atti o se la decisione contiene disposizioni fra di loro contraddittorie, il ricorrente si limita nuovamente a criticare la valutazione delle prove che ha condotto all'adozione della citata misura amministrativa; che il ricorso non adempie quindi manifestamente i requisiti di motivazione e dev'essere dichiarato inammissibile; che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG), la domanda di assistenza giudiziaria dovendo essere respinta perché il ricorso non aveva manifestamente alcuna possibilità di esito favorevole (art. 152 cpv. 1 OG); Per questi motivi, visto l'art. 36a OG, il Tribunale federale pronuncia: