Citation: 2C_151/2023 E. 5.4.1

5.4.1. Giusta l'art. 5 par. 1 Allegato I ALC, i diritti conferiti da detto Accordo possono essere limitati soltanto da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e pubblica sanità. Secondo la giurisprudenza in materia, che si orienta alla direttiva CEE 64/221 del 25 febbraio 1964 e alla prassi della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ad essa relativa (art. 5 par. 2 Allegato I ALC), le deroghe alla libera circolazione garantita dall'ALC vanno interpretate in modo restrittivo. A prescindere della turbativa insita in ogni violazione della legge, il ricorso di un'autorità nazionale alla nozione di ordine pubblico presuppone l'esistenza di una minaccia attuale, effettiva e sufficientemente grave di un interesse fondamentale per la società. L'art. 5 par. 1 Allegato I ALC non consente di pronunciare una misura (unicamente) per ragioni di prevenzione generale (DTF 145 IV 364 consid. 3.5.2). Una condanna penale può di conseguenza essere considerata come motivo per limitare i diritti conferiti dall'ALC solo se le circostanze su cui si fonda rivelano un comportamento personale che rappresenta una minaccia attuale per l'ordine pubblico (DTF 139 II 121 consid. 5.3; sentenza 2C_629/2023 del 27 agosto 2024 consid. 4.2). A seconda delle circostanze, la sola condotta tenuta in passato può comunque adempiere i requisiti di una tale messa in pericolo dell'ordine pubblico. Per valutare l'attualità della minaccia, non occorre prevedere quasi con certezza che lo straniero commetterà altre infrazioni in futuro; d'altro lato, per rinunciare a misure di ordine pubblico, non si deve esigere che il rischio di recidiva sia nullo. La misura dell'apprezzamento dipende dalla gravità della potenziale infrazione: tanto più questa appare importante, quanto minori sono le esigenze in merito al rischio di recidiva (DTF 136 II 5 consid. 4.2; sentenza 2C_613/2023 del 16 novembre 2023 consid. 6.1). A tal proposito, il Tribunale federale è particolarmente severo riguardo alla commissione di reati contro l'integrità fisica, psichica o sessuale di terzi, di criminalità organizzata, terrorismo e tratta di esseri umani, nonché del commercio qualificato di stupefacenti a scopo di lucro (DTF 139 II 121 consid. 5.3 e 6.3; sentenze 2C_269/2023 del 9 aprile 2024 consid. 4.2; 2C_608/2023 del 27 marzo 2024 consid. 4.2). Ciò non significa, tuttavia, che altri reati, come i reati contro il patrimonio, i reati fiscali o le infrazioni alle norme penali della legislazione sulla circolazione stradale, non possono giustificare misure restrittive ai sensi dell'art. 5 Allegato I ALC (cfr. sentenza 2C_553/2023 del 19 giugno 2024 consid. 3.2). Allo stesso modo, un insieme di reati di minore gravità che, presi singolarmente, non sono tali da costituire una minaccia sufficientemente grave per l'ordine pubblico, possono giustificare il rifiuto di rinnovare rispettivamente di rilasciare un'autorizzazione di soggiorno se è prevedibile che vengano commessi altri reati (cfr. sentenza 2C_836/2021 del 20 settembre 2023 consid. 5.4).