Citation: 1C_567/2008 17.04.2009 E. 4

4.1 Il ricorrente sostiene che gli scopi della misura e il principio della proporzionalità sarebbero rispettati anche ammettendo in concreto un'infrazione medio grave in applicazione dell'art. 16b cpv. 1 lett. a LCStr: permarrebbe infatti la possibilità di annullare la licenza di condurre in prova, qualora egli dovesse incorrere in un'ulteriore infrazione comportante la revoca della licenza di condurre in prova. A suo dire, proprio il rischio di vedersi annullata la licenza di condurre in prova sarebbe il principale deterrente per il titolare della stessa. 4.2 Giusta l'art. 15a cpv. 1 LCStr, la licenza di condurre acquisita la prima volta per motoveicoli o autoveicoli è rilasciata in prova. Il periodo di prova è di tre anni ed è prorogato di un anno se il titolare commette un'infrazione da cui consegue la revoca della licenza (cpv. 3). La licenza di condurre in prova scade con la seconda infrazione che comporta la revoca della licenza (cpv. 4). Secondo il tenore letterale e la sistematica della legge, laddove richiama "un'infrazione da cui consegue la revoca della licenza" questa disposizione si riferisce ai casi di revoca della licenza di condurre ai sensi degli art. 16a, 16b e 16c LCStr. L'art. 15a LCStr è infatti stato adottato contemporaneamente alla modifica del 14 dicembre 2001 delle norme sulla revoca della licenza, che non disciplinano in modo specifico il provvedimento per il caso del titolare di una licenza di condurre in prova (cfr. ANDRÉ DEMIERRE/CÉDRIC MIZEL/LUC MOURON, Les mesures administratives liées au nouveau permis de conduire à l'essai, in: AJP 6/2007, pag. 733). Se, come in concreto, la fattispecie adempie oggettivamente gli estremi di un'infrazione grave ai sensi dell'art. 16c LCStr, non può ragionevolmente essere ammessa una gravità soltanto media fondandosi sul semplice fatto che in entrambi i casi un'ulteriore infrazione che comporta la revoca della licenza, condurrebbe comunque all'annullamento della stessa (cfr. art. 15a cpv. 4 LCStr in relazione con l'art. 35a OAC).