Citation: 5A_690/2015 E. 3

La ricorrente si adombra per l'affermazione della Corte cantonale, secondo la quale nessuna disposizione di legge imporrebbe agli uffici di esecuzione d'indicare nei loro provvedimenti le basi legali su cui poggiano, pena una violazione del principio della legalità. Ci si può chiedere se la semplice menzione del principio della legalità possa bastare per una motivazione del gravame ossequiosa delle regole della LTF (art. 106 cpv. 2; in merito supra consid. 1.2). In ogni caso, la censura si esaurisce nell'affermazione succitata, che peraltro non è di principio atta a dimostrare l'assenza di base legale all'agire dell'UE: al più, come ha rettamente esposto il Tribunale di appello, la questione è circoscritta alla necessità di indicare la base legale. In merito, la ricorrente è silente, sicché anche questa sua censura va dichiarata inammissibile.