Citation: 2P.102/2003 16.05.2003 E. 3

Le condizioni per procedere alla revisione a favore del contribuente di una decisione di tassazione cresciuta in giudicato sono disciplinate in modo esaustivo dall'art. 147 LIFD, applicabile alla fattispecie in esame. I motivi di revisione previsti da questa norma (art. 147 cpv. 1 LIFD) erano d'altronde già stati riconosciuti come validi dalla prassi sotto il regime del precedente ordinamento fiscale federale, in analogia a quanto disposto dagli art. 136 e 137 OG (cfr. per tutti DTF 111 Ib 209 consid. 1 con riferimenti). Come giustamente rilevato nella sentenza impugnata, alla quale può essere fatto rinvio (art. 36 cpv. 3 OG), nel caso di specie non sussistono le condizioni per poter chiedere la revisione della tassazione federale 1993/1994. Il ricorrente ha fondato la propria domanda sulla citata sentenza pretorile del 29 agosto 1984: sennonché allorquando gli è stata notificata la tassazione federale 1993/1994 egli era già a conoscenza di detto giudizio civile, per cui, se riteneva che il medesimo potesse essere utile alla definizione dei suoi obblighi tributari, egli doveva produrlo all'autorità fiscale. In simili circostanze, non si può ammettere l'esistenza di un fatto nuovo di rilievo, ai sensi dell'art. 147 cpv. 1 lett. a LIFD. L'insorgente sostiene che in verità detta sentenza era stata versata agli atti, ma che il fisco non ne ha tenuto conto. L'argomento, a prima vista in contraddizione con quanto affermato dinanzi ai giudici cantonali, è irrilevante poiché, se così fosse, al contribuente spettava il dovere di censurare questa omissione già nell'ambito della procedura ordinaria, invece di attendere la crescita in giudicato della tassazione in questione (art. 147 cpv. 2 LIFD). In ogni caso, quand'anche si volesse ammettere per pura ipotesi che la suddetta decisione pretorile costituisca un motivo di revisione, la domanda presentata dall'insorgente era manifestamente tardiva, in quanto inoltrata ben oltre il termine di 90 giorni sancito dall'art. 148 LIFD. Ne discende che il ricorso di diritto amministrativo, completamente infondato, va respinto.