Citation: 1C_207/2024 E. 5.2

5.2. La Corte cantonale ha rilevato che il Comune di Calanca non dispone di un regolamento sui diritti politici, né sulle votazioni ed elezioni. L'unica norma pertinente alla procedura d'annuncio per le elezioni è l'art. 11 cpv. 2 dello Statuto comunale del 19 ottobre 2014, secondo cui " le candidature devono essere inoltrate per iscritto al Municipio tre settimane prima dell'elezione ". La Corte cantonale ha quindi ritenuto adempiuto tale requisito. Al dire dei ricorrenti, visto che la normativa comunale non specifica tuttavia oltre quest'obbligo, la pretesa lacuna dovrebbe essere colmata applicando la LDPC I giudici cantonali hanno ritenuto che, secondo il previgente art. 19c cpv. 3 LDPC (in vigore all'epoca, ossia fino al 31 dicembre 2023), ogni persona proposta deve confermare di accettare la candidatura opponendo la propria firma sulla proposta di candidatura; in caso di assenza, il nome viene cancellato. L'art. 19d cpv. 1 LDPC dispone inoltre che ogni proposta di candidatura dev'essere firmata di proprio pugno da cinque aventi diritto di voto domiciliati nel circondario elettorale (previgente art. 19d cpv. 1 LDPC). In caso di vizi, al rappresentante della proposta di candidatura viene fissato immediatamente un breve termine per l'eliminazione degli stessi (cpv. 2). Se un vizio non viene eliminato entro il termine fissato, la proposta di candidatura è nulla. Se il vizio concerne una sola persona, viene cancellato soltanto il nome della stessa (cpv. 3). Una volta scaduto il termine di annuncio, non è più possibile eliminare vizi (cpv. 4). L'istanza precedente ha accertato che le candidature litigiose sono state firmate dai candidati, come ampiamente comprovato dal Comune per mezzo delle candidature e rispettive buste pervenute nonché della dichiarazione del segretario comunale del 19 ottobre 2023. Sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove non ha ritenuto quindi necessario dar seguito alla richiesta dei ricorrenti di assumere ulteriori mezzi di prova, come la postulata produzione da parte del Comune di una "prova documentale che tutte le proposte di candidature sottoscritte dalle persone elette siano state elaborate al più tardi il 25.08.2023, ore 17.30", ritenendo che non vi è motivo di dubitare della correttezza della procedura di apertura delle buste e del controllo delle candidature. Ha stabilito infatti che il dubbio, indirettamente sollevato dai ricorrenti, che le firme sulle candidature e i timbri di ricezione sulle buste possano essere stati apposti a posteriori è privo di ogni fondamento. In queste circostanze essa poteva rifiutare di assumere ulteriori prove senza incorrere in un apprezzamento anticipato delle prove arbitrario (DTF 146 III 73 consid. 5.2.2; 145 I 167 consid. 4.1).