Citation: 2A.173/2002 02.09.2002 E. 2

2.1 Per prassi costante, una decisione d'irricevibilità emessa da un'autorità di ultima istanza cantonale, anche se fondata sul diritto procedurale cantonale, può essere impugnata con un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale laddove l'autorità, se avesse esaminato il merito del gravame, avrebbe dovuto applicare il diritto federale (DTF 127 II 264 consid. 1a; 124 II 499 consid. 1b; 123 II 231 consid. 2 e rispettivi rinvii). La vertenza avviata dinanzi alle autorità cantonali prendeva spunto dalla richiesta formulata dalla ricorrente di poter beneficiare del rilascio di un permesso di domicilio giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS. In altre parole, se fosse stato ammissibile, il gravame presentato dall'insorgente davanti alla Corte cantonale avrebbe riguardato nel merito una problematica disciplinata dal diritto federale. In linea di principio è quindi data la via del ricorso di diritto amministrativo. 2.2 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG). L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su una disposizione del diritto federale o su un trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a; 126 II 425 consid. 1 con numerosi rinvii). La questione di sapere se in concreto la ricorrente possa vantare un diritto al rilascio di un permesso di domicilio e, quindi, se il presente gravame sia ammissibile giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG può in concreto rimanere indecisa dato che, per i motivi esposti in seguito, l'impugnativa sfugge comunque ad un esame di merito.