Citation: 6B_634/2015 E. 4.2

4.2. Il ricorrente omette completamente di confrontarsi con le ragioni esposte dalla CARP in merito alla credibilità dei diversi protagonisti e nemmeno si esprime sui singoli episodi oggetto di accusa, spiegando dove sarebbe ravvisabile l'arbitrio. Le censure si limitano a esporre il parere dell'insorgente, diverso da quello della CARP. L'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove, contestati nel gravame, sono questioni che il Tribunale federale esamina sotto il ristretto profilo dell'arbitrio. Per motivare quest'ultimo, non basta tuttavia criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero manifestamente insostenibili, si troverebbero in chiaro contrasto con la fattispecie, si fonderebbero su una svista manifesta o contraddirebbero in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità. La decisione deve inoltre essere arbitraria nel suo risultato e non solo nella sua motivazione (DTF 138 I 49 consid. 7.1 e rinvii). Un accertamento dei fatti o un apprezzamento delle prove è arbitrario solo quando l'autorità abbia manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa; oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, essa abbia fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 137 III 226 consid. 4.2 e rinvii). Nell'ambito della valutazione delle prove nella procedura dinanzi al Tribunale federale, il principio in dubio pro reo, pure invocato dal ricorrente, non assume una portata che travalica quella del divieto dell'arbitrio. Il principio può ritenersi violato soltanto qualora il giudice condanni l'imputato, nonostante che una valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implichi la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF 127 I 38 consid. 2a; 124 IV 86 consid. 2a). Le apodittiche critiche del ricorrente sono lungi dal dimostrare arbitrio e si palesano inammissibili.