Citation: 1B_227/2023 E. 2.3

2.3. La ricorrente non si confronta con la motivazione posta a fondamento dell'impugnato decreto secondo cui, fintanto che sussiste il pericolo che l'autore si dia alla fuga o commetta nuovi reati, il trattamento stazionario può svolgersi anche in un penitenziario, purché il trattamento terapeutico necessario sia assicurato da personale specializzato (art. 59 cpv. 3 in relazione con l'art. 76 cpv. 2 CP). Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, la ricorrente è tenuta, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine; 138 I 97 consid. 4.1.4). La ricorrente a mmette che la misura stazionaria, non impugnata, è "teoricamente" cresciuta in giudicato. Adduce poi che, viste le criticate modalità della sua esecuzione, il trattamento stazionario sarebbe stato attuato soltanto in maniera "teorica". Al riguardo mal si comprende la portata della sua affermazione secondo cui i suoi legali avrebbero accettato la crescita in giudicato del trattamento stazionario "confidando nel buon senso delle Autorità". Per i suoi patrocinatori era infatti notorio che la misura in esame sarebbe potuta essere effettuata semmai anche in un penitenziario, come previsto dall'art. 59 cpv. 3 in relazione con l'art. 76 cpv. 2 CP. Notorio era inoltre che nel Cantone Ticino non vi è un carcere femminile, del quale la ricorrente lamenta ora l'inesistenza. Questa situazione, risaputa, era notoria alla ricorrente, assistita da legali, che non ha tuttavia impugnato l'ordinato trattamento stazionario, del quale adduce in sostanza una pretesa inattuabilità. Non occorre esaminare oltre la questione di sapere se questo modo di procedere sia o meno lesivo del principio della buona fede processuale (art. 5 cpv. 3 Cost.). In tale ambito, il richiamo della ricorrente all'art. 404 CPP, secondo cui il tribunale d'appello esamina la sentenza di primo grado soltanto riguardo ai punti impugnati (cpv. 1), ma può esaminare a favore dell'imputato anche quelli non impugnati per impedire decisioni contrarie alla legge o inique (cpv. 2), è ininfluente. La ricorrente non indica infatti minimamente perché in concreto potrebbero essere adempiute le condizioni dell'art. 404 cpv. 2 CPP. In effetti le censure da lei sollevate non si riferiscono a motivi di carcerazione, ma unicamente all'attuazione pratica del trattamento stazionario, al suo dire non ottimale, né all'assenza se del caso di un ordine di esecuzione ai sensi dell'art. 439 cpv. 2 CPP (art. 42 LTF; cfr. sul tema la sentenza 1B_639/2022 del 13 gennaio 2023 consid. 4.2). Riguardo alla domanda di scarcerazione il ricorso, in quanto ammissibile, dev'essere respinto.