Citation: 1C_18/2019 E. 1.3

1.3. Qualora, come nella fattispecie, la legittimazione a ricorrere, tutt'altro che pacifica contrariamente all'assunto ricorsuale, non sia evidente di primo acchito, spetta all'insorgente dimostrarla (art. 42 cpv. 1 e 2 LTF; DTF 142 V 395 consid. 3.1 pag. 397; 133 II 400 consid. 2 pag. 404). La ricorrente adduce d'essere particolarmente toccata dalla decisione impugnata poiché sarebbe stato violato l'art. 212 lett. d della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC), secondo cui le decisioni degli organi comunali sono annullabili se conseguenti a pratiche illecite, oppure vi fossero stati disordini o intimidazioni tali da presumere che i cittadini non abbiano potuto esprimere liberamente il loro voto. Nella misura in cui sostiene che il Municipio non avrebbe informato in maniera oggettiva ed esauriente i Consiglieri comunali parrebbe volersi avvalere implicitamente della possibilità di inoltrare un ricorso concernente il diritto di voto dei cittadini nonché le elezioni e votazioni popolari ai sensi dell'art. 82 lett. c LTF, norma ch'ella non richiama. È tuttavia manifesto ch'ella non può prevalersene per impugnare la criticata risoluzione comunale: la circostanza che in materia di diritti politici il diritto di ricorrere spetta a chiunque abbia diritto di voto nell'affare in causa (art. 89 cpv. 3 LTF) concerne infatti solo le votazioni e le elezioni cui possono partecipare le persone aventi qualità di cittadini, poiché il suo scopo è quello di proteggere l'esercizio dei loro diritti politici. La risoluzione litigiosa non è stata tuttavia adottata dall'Assembla comunale, alla quale la ricorrente avrebbe potuto partecipare quale cittadina (art. 11 LOC), ma dal Consiglio comunale. Ora, se condo la costante giurisprudenza, con la quale la ricorrente non si confronta, nell'ambito di votazioni indirette, ossia di votazioni che si svolgono in seno a un organo rappresentativo, come un Consiglio comunale, o un Parlamento cantonale e ancor meno, come nella fattispecie, nell'ambito dei suoi atti preparatori, il diritto di voto dei cittadini non può essere violato. Il ricorso per violazione del diritto di voto non è dato nemmeno per contestare la maniera con la quale un organo rappresentativo approva i rapporti di determinate Commissioni (DTF 134 I 172 consid. 1.3.3; 131 I 366 consid. 2.1; sentenza 1C_433/2014 del 13 ottobre 2014 consid. 1.3.1 e rinvii). L'implicito ricorso per violazione del diritto di voto è inammissibile per assenza di un atto impugnabile e di legittimazione.