Citation: 2C_491/2020 E. 3.2

3.2. L'assunto, specioso, non regge. Contrariamente a quanto ora affermato, nell'istanza di restituzione in intero dei termini, figurante agli atti, il ricorrente ha messo in avanti non la sua situazione personale, ma le difficoltà finanziarie della datrice di lavoro. E la Corte cantonale gli ha debitamente spiegato perché ciò non era determinante. La datrice di lavoro non aveva fatto prova della necessaria diligenza: non aveva in effetti verificato in tempo utile di disporre delle necessarie liquidità né avvertito il proprio impiegato della situazione allorché questi, come addotto, l'aveva resa edotta della comminatoria legata al termine impartito. L'interessato doveva quindi lasciarsi imputare le conseguenze derivanti dal comportamento di chi aveva incaricato di agire in sua vece (su questo aspetto vedasi sentenza 2C_373/2020 dell'8 giugno 2020 consid. 4.3.2 e richiamo). Premesse queste considerazioni, non vi è quindi spazio per un'asserita violazione del diritto ad una motivazione sufficiente (al riguardo cfr. DTF 139 IV 179 consid. 2.2 pag. 183; 138 IV 81 consid. 2.2. pag. 84; 137 II 266 consid. 3.2 pag. 270 e riferimenti). A titolo abbondanziale si può aggiungere che, come illustrato in precedenza, anche se confinato a causa della situazione di pandemia vigente in Italia e, di riflesso, nell'impossibilità di recarsi in banca per eseguire il pagamento richiesto, il ricorrente poteva ciononostante contattare telefonicamente il proprio legale affinché questi intraprendesse i passi necessari a tutela dei propri interessi. Ciò che non è stato fatto.