Citation: 6B_581/2021 E. 2.2.4

2.2.4. Come già osservato dalla CARP, quella del ricorrente non va oltre a un'integrazione ordinaria. Benché abbia sempre lavorato, la sua situazione lavorativa non è solida né stabile, avendo continuato ad accumulare debiti. Al riguardo, è invano che l'insorgente si richiama alla giurisprudenza sul carattere temerario del mancato adempimento di doveri di diritto pubblico o privato di cui all'art. 77a cpv. 1 lett. b OASA (v. sentenza 2C_764/2020 del 2 marzo 2021 consid. 2.1), sottolineando come egli non abbia ricevuto alcun formale ammonimento da parte dell'Ufficio della migrazione. Nella fattispecie non è infatti la sua situazione debitoria a fargli perdere la facoltà di soggiornare in Svizzera, bensì l'inosservanza dell'ordine pubblico risultante dalla sua condanna per furto (aggravato) in combinazione con la violazione di domicilio, ossia per reati che il legislatore ha considerato gravi, tanto da prescrivere l'espulsione obbligatoria (art. 66a cpv. 1 lett. c e lett. d CP). La sua situazione debitoria è stata evocata dalla Corte cantonale a comprova della sua mancata integrazione nel nostro tessuto sociale, non assimilandone in modo concreto i valori. D'altra parte, la situazione finanziaria costituisce uno degli aspetti da considerare nell'esame di un caso di rigore (v. art. 31 cpv. 1 lett. d OASA). La sua padronanza della lingua italiana e la sua attività di volontario presso il Corpo pompieri, benché apprezzabili, non mutano la sostanza delle cose e del resto lo stesso ricorrente afferma che non è tanto la sua integrazione, quanto la sua volontà di integrazione a non prestare a critiche. Quanto alla rete di amicizie create in Svizzera, la CARP non l'ha ritenuta indicativa di una particolare integrazione, senza che il gravame sollevi obiezioni al riguardo, ribadendo unicamente l'esistenza di parenti e amici, nonché di stretti familiari della compagna del ricorrente, elemento quest'ultimo irrilevante nello specifico. Da ultimo i giudici precedenti hanno rilevato come il suo stato di salute non sia problematico e come non siano precluse le possibilità di reinserimento nel suo Paese d'origine, con cui ha mantenuto contatti regolari, che gli è familiare, avendovi trascorso la maggior parte della sua vita, conoscendone la lingua e la cultura, e dove potrà contare sul supporto dei suoi stretti familiari, oltre che di quello anche economico della compagna, che dispone di un lavoro stabile con uno stipendio di tutto rispetto per quella realtà. Valutando tutti gli elementi rilevanti della fattispecie, a ragione la CARP ha negato la sussistenza di un grave caso di rigore personale giusta l'art. 66a cpv. 2 CP.