Citation: 9C_9/2010 29.09.2010 E. 3

3.1 In sostanza, l'assicurato lamenta il fatto che l'amministrazione e la giurisdizione cantonale si sarebbero accontentati delle valutazioni del SMR e avrebbero, senza (valida) motivazione, ritenuto maggiormente attendibili queste conclusioni rispetto ai pareri del prof. M.________, primario di cardiologia del Centro X.________, e del dott. S.________, specialista in chirurgia, i quali gli avevano per contro attestato una inabilità lavorativa residua del 50% in ogni professione. Egli ravvisa una valutazione errata e arbitraria dei fatti e delle prove offerte. 3.2 Nella misura in cui contesta la valutazione dell'incapacità lavorativa operata dal primo giudice, il quale facendo uso del proprio potere d'apprezzamento delle prove, ha ritenuto maggiormente attendibili le conclusioni del SMR e ha concluso per una piena capacità lavorativa segnatamente in lavori d'ufficio, l'insorgente censura un giudizio su una questione di fatto che, in quanto tale, vincola per principio questo Tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398 seg.). 3.3 Orbene, questa conclusione non lede alcuna norma di diritto federale, né risulta da un accertamento manifestamente errato o incompleto dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove (sul concetto cfr. DTF 134 V 53 consid. 4.3 pag. 62; 133 III 393 consid. 7.1 pag. 398). Il giudice cantonale, nel fare proprie le conclusioni dell'UAI, ha tra l'altro accertato, senza arbitrio e anzi in conformità con gli atti, che la valutazione degli specialisti del SMR non è stata smentita, quantomeno dal profilo diagnostico, da certificati medico-specialistici attestanti (altre) patologie maggiormente invalidanti. Riguardo al rapporto 28 ottobre 2008 del prof. M.________, il primo giudice ha inoltre correttamente osservato che la valutazione ivi espressa non si limitava soltanto ad esprimere un giudizio relativo all'incapacità lavorativa dal punto di vista cardiologico, bensì forniva un apprezzamento complessivo che teneva conto anche degli altri aspetti, e quindi anche della componente psichiatrica, che però non era stata ritenuta invalidante dallo specialista psichiatra intervenuto (dott. R.________). In questo modo, come giustamente fatto notare dall'autorità giudiziaria cantonale, alla valutazione del prof. M.________, contenente giudizi relativi anche ad ambiti esulanti dalla propria sfera di competenza specialistica, non poteva essere attribuita piena forza probatoria. Infatti per statuire sulla fondatezza di una perizia, amministrazione e giudici devono potere fare affidamento sulle conoscenze specialistiche dell'esperto. Ora, l'idoneità a pronunciarsi come esperto in una determinata disciplina medica dipende dal fatto che il medico in questione fornisca le necessarie garanzie nell'ambito esaminato (cfr. ad esempio sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 178/00 del 3 agosto 2000 consid. 4a). Per le stesse considerazioni, il primo giudice poteva ugualmente e senza arbitrio negare piena forza probatoria ai certificati medici rilasciati dal curante dott. S.________, non specialista delle materie in esame. 3.4 Ne discende che la decisione del giudice cantonale di attribuire pieno valore probatorio ai rapporti del SMR e di considerare l'assicurato abile al lavoro nella misura del 100% in attività impiegatizie - come del resto pure in attività semplici e ripetitive del settore secondario e terziario, per le quali non è richiesta una qualifica particolare, ma solo un breve periodo di rodaggio -, può essere tutelata anche perché meglio tiene conto della differenza, a livello probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. sentenze 9C_114/2007 del 20 luglio 2007 consid. 3.2.3 e I 701/05 del 5 febbraio 2007 consid. 2). Al ricorrente va inoltre ricordato che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un'opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall'amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (cfr. ad esempio sentenza 9C_482/2008 del 18 maggio 2008 consid. 3.3 con riferimenti). 3.5 All'insinuazione secondo cui gli specialisti del SMR non avrebbero potuto addivenire a una valutazione attendibile al termine di una breve visita che complessivamente sarebbe durata un'ora e mezzo, si risponde quindi che il valore probatorio di un rapporto medico non dipende di massima dalla durata della visita, quanto piuttosto dalla sua completezza e concludenza (cfr. sentenza I 1094/06 del 14 novembre 2007, in RSAS 2008 pag. 393 consid. 3.1.1 con riferimenti). A ciò si aggiunge che nel caso di specie lo stato cardiologico convergeva - quantomeno dal profilo diagnostico - con quello rilevato dal prof. M.________. 3.6 La situazione medica risulta di conseguenza chiara e non necessita di accertamenti completivi, l'incarto contenendo già le indicazioni necessarie ai fini decisionali (DTF 122 V 157 consid. 1d pag. 162). Per il resto, i redditi di riferimento per il calcolo dell'invalidità, determinati in conformità alla giurisprudenza (DTF 135 V 297; 134 V 322 consid. 4 seg. pag. 325 segg.; SVR 2007 UV n. 17 pag. 56 [U 75/03]), risultano dagli atti e non sono, in quanto tali, contestati.