Citation: 6B_791/2024 E. 4.3

4.3. Il ricorrente non si avvale peraltro di alcun errore. Certo, il suo difensore principale ha postulato il rinvio del dibattimento. Sennonché nessuna decisione in tal senso è stata resa ed egli non poteva ritenere che il rinvio fosse stato concesso, né del resto è preteso il contrario (v. supra consid. 4). L'insorgente si avvale tuttavia del mancato rispetto del principio della buona fede da parte dell'autorità cantonale. A torto. Da un lato, tale principio non può essere considerato disatteso semplicemente perché in prossimità di Ferragosto la direzione della procedura ha interpellato il ricorrente su eventuali date alternative per lo svolgimento del dibattimento di appello. Si osserva in proposito innanzitutto che il codice di procedura penale non contempla le ferie giudiziarie e secondariamente che l'insorgente non ha informato l'autorità di una sua eventuale assenza per ferie, mentre che il suo difensore principale ha comunicato semplicemente di "essere impegnato" sino al 5 settembre 2024, ma non di essere assente, rispettivamente irraggiungibile nel periodo compreso tra la richiesta di rinvio e il dibattimento di appello. In tali circostanze, considerata non solo la pendenza di causa ma anche la pendenza della richiesta di rinvio, l'insorgente doveva aspettarsi delle comunicazioni da parte del Tribunale cantonale. Dall'altro lato, con decreto del 14 agosto 2024, che il ricorrente non contesta aver ricevuto, il Presidente della Prima Camera penale del Tribunale cantonale invitava a comunicare le disponibilità per alcune date alternative, qualora la domanda di rinvio fosse stata accolta. Un rinvio della data inizialmente prevista per il dibattimento poteva effettivamente apparire probabile, ma non certo. Nonostante l'invito in questo senso, il ricorrente non ha però dato alcun seguito al citato decreto. Vero è che non è stato fissato alcun termine preciso a tal fine. Veniva tuttavia richiesto un riscontro "quanto prima", ciò che, tenuto conto del dibattimento indetto per il 3 settembre 2024 e dell'assenza di revoca dell'iniziale citazione, poteva significare unicamente entro e non oltre questa data. Invano quindi il ricorrente critica l'autorità cantonale per aver stralciato il suo appello ancor prima che potesse fornire le sue disponibilità in relazione alle date alternative, posto come l'ordinanza impugnata è stata emanata proprio il 3 settembre 2024, ovvero in occasione del dibattimento inizialmente previsto e per il quale la citazione non è stata revocata.