Citation: 4P.146/2005 10.10.2005 E. 1

La possibilità d'impugnare un lodo arbitrale dinanzi al Tribunale federale giusta l'art. 85 lett. c OG presuppone anzitutto l'esistenza di un arbitrato internazionale sottoposto alla LDIP (cfr. Bernard Corboz, Le recours au tribunal fédéral en matière d'arbitrage international, in: SJ 2002 II pag. 1 segg. e in particolare pag. 2-7). 1.1 Le disposizioni del dodicesimo capitolo della LDIP (art. 176 - art. 194), dedicato all'arbitrato internazionale, sono applicabili quando la sede del tribunale arbitrale si trova in Svizzera e - cumulativamente - quando, al momento della stipulazione del patto di arbitrato, almeno una parte non era domiciliata né dimorava abitualmente in Svizzera (art. 176 cpv. 1 LDIP). Si tratta di requisiti manifestamente ossequiati nel caso in rassegna. Le parti hanno infatti stipulato il patto d'arbitrato contestualmente alla conclusione dell'accordo di commercializzazione del 26 gennaio 2002, nel quale - all'art. 10 - si legge: "Al presente accordo si applica la legge svizzera e la competenza esclusiva a risolvere ogni controversia sarà della camera arbitrale internazionale di Lugano". Il presupposto della sede del tribunale arbitrale in Svizzera risulta pertanto adempiuto. Per quanto concerne il luogo di domicilio delle parti si può rilevare che - a prescindere dalla questione di sapere se B.________Ltd avesse una stabile organizzazione in Svizzera - A.________Srl era manifestamente insediata in Italia, donde l'applicabilità della LDIP, peraltro esplicitamente concordata dalle parti nell'atto di missione del 28 luglio 2004, al punto V.1.1. 1.2 La via del ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale giusta l'art. 191 LDIP è pertanto aperta, anche perché non è stata pattuita la competenza del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (art. 191 cpv. 2 LDIP).