Citation: 4A_451/2024 E. 3.2.2

3.2.2. Risulta che la Corte cantonale abbia indicato, per la prima mail inviata dall'azionista unico all'URC, la data del "22 marzo 2023" al posto del 22 marzo 2024. La ricorrente non pretende che la svista abbia avuto un influsso sul giudizio, e non si avvede che al consid. 14 della sentenza impugnata la data è stata riportata correttamente. Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, poi, la Corte d'appello ha ripreso fedelmente il contenuto delle e-mail del 22 e del 27 marzo 2024 (doc. E allegato all'istanza di restituzione; sentenza impugnata, pag. 3 consid. 6). L'insorgente fa quindi valere che la funzionaria dell'URC sarebbe quella che il 24 marzo 2024 avrebbe firmato la notifica alla Pretura. Ora, per tacere che quell'atto era sottoscritto anche dal Capo Ufficio, la ricorrente non spiega perché la circostanza sia decisiva, onde l'inammissibilità del gravame.