Citation: 5A_37/2016 E. 4

La tesi ricorsuale è, piuttosto, che il prelegato in favore del figlio N.________ non è stato validamente ceduto a B.________. La ricorrente ricorda che a seguito del suo decesso, a N.________ sono subentrati dapprima la moglie O.________ e il figlio P.________ (che ha subito rinunciato a favore della madre), indi la coerede B.________. A suo giudizio, ed in sunto, in nessuna circostanza O.________ avrebbe ritenuto di beneficiare di un prelegato a suo favore: lo dimostra il fatto che la medesima abbia originariamente chiesto di essere liquidata con due particelle del valore peritale complessivo di poco meno di fr. 9'000.--, a fronte di un preteso legato del valore peritale di poco inferiore a fr. 350'000.--. Peraltro, B.________ era a conoscenza della richiesta di compensazione formulata da O.________, ed anzi in corso di procedura avrebbe ella medesima avanzato delle pretese in evidentissimo contrasto con l'ipotesi di un prelegato. Stralci della corrispondenza intercorsa in occasione di trattative fra gli eredi, svoltesi nel corso del mese di giugno 2006 fra il notaio divisore, O.________ e B.________, dimostrerebbero che quest'ultima non riteneva che il testamento di K.________ contenesse un prelegato a favore di N.________. Infine, la cessione delle ragioni ereditarie di O.________ a B.________ deve valere quale accettazione della sua richiesta di estromissione, che l'opponente caldeggiava. La ricorrente ne deduce che la cessione delle ragioni ereditarie di O.________ a B.________ non poteva avere per oggetto il prelegato (infra consid. 5). Peraltro, l'opponente agirebbe comunque in malafede (infra consid. 6) e la sua pretesa sarebbe inesorabilmente prescritta (infra consid. 7). La conclusione contraria alla quale è giunto il Tribunale di appello si baserebbe su un'errata valutazione dei mezzi di prova nonché su un'errata applicazione del diritto, segnatamente gli art. 1 CO e 2 CC.