Citation: 6B_1005/2013 E. 3.1

3.1. Circa l'inclusione nell'incarto penale della perizia ordinata dal giudice civile, l'imputato non pretende trattarsi di un mezzo probatorio vietato, acquisito illegittimamente o in violazione di prescrizioni d'ordine giusta gli art. 140 seg. CPP. Sicché nulla osta alla sua utilizzabilità nel procedimento in esame, rilevato inoltre che, come risulta dal verbale del dibattimento di primo grado, le parti, compreso l'imputato, hanno dato atto che non vi erano prove non assunte regolarmente. Egli neppure sostiene di aver ignorato che la perizia figurasse nell'incarto penale, di aver chiesto di elaborare un'ulteriore perizia nelle modalità previste dal CPP o quantomeno di interrogare il suo autore nell'ambito della procedura penale. In simili circostanze non si scorge in che modo l'invocato diritto di essere sentito sia stato violato. Quanto alle conclusioni del perito, contrariamente all'opinione dell'imputato, esse non si limitano a formulare una mera congettura. Egli si concentra unicamente sul termine "ipotesi" utilizzato nella perizia, senza tuttavia confrontarsi con il suo contenuto e la metodologia utilizzata, e nemmeno contesta le competenze del suo estensore. Risulta che ai fini della sua elaborazione sono state esaminate 8 firme autentiche, di qualità e quantità sufficiente per una consulenza grafica, cronologicamente posteriori di circa 6 settimane a quella contestata. Dopo aver determinato le costanti e le variazioni dell'aspetto generale, della forma e della struttura dei singoli segni grafici, il perito ha esaminato se la firma contestata s'inseriva nel quadro di quelle comparative, procedendo a un raffronto delle loro caratteristiche generali e strutturali. È stato rilevato in particolare che la firma da verificare mostra manifesti segni di incertezze, titubanze e linee interrotte, rappresentanti indici di artificiosità, e presenta una notevole somiglianza grafica e dimensionale (grandezza di lettere e spaziatura) con una delle firme autografe, la loro sovrapposizione risultando quasi perfetta. La perizia indica inoltre differenze strutturali, che descrive con precisione. Alla luce di questo articolato esame, sul quale il ricorso non si esprime, la frase conclusiva ("i risultati degli esami costituiscono decisivi elementi a supporto dell'ipotesi secondo la quale la presunta firma [...] è apocrifa ed ottenuta tramite il calco di una delle tre firme apposte sul brevetto") non si limita a formulare una semplice ipotesi, come insistentemente preteso nel gravame, bensì evidenzia l'esito del procedimento di verifica di autenticità. Di conseguenza, nel ritenere certo che la firma sulla ricevuta non fosse quella del suo apparente estensore, la CARP non ha commesso alcun arbitrio (sulla nozione di arbitrio v. DTF 139 III 334 consid. 3.2.5).