Citation: 2C_491/2024 E. 1.3

1.3. Giusta l'art. 83 lett. c cifra 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto. La ricorrente, che è separata dal marito, cittadino dell'Unione europea, da marzo 2023 e che da allora non ha più ricomposto con lui la comunione domestica, si prevale del diritto al rilascio rispettivamente alla proroga del permesso di dimora in virtù dell'art. 50 LStrI (RS 142.20). Questa norma, che stabilisce le condizioni da adempiere affinché venga rilasciato e prorogato il permesso di dimora dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunità familiare, concerne gli stranieri separati da cittadini svizzeri o da cittadini stranieri titolari di permesso di domicilio; essa può però anche essere invocata dal coniuge separato di un cittadino dell'Unione europea al beneficio di un'autorizzazione di soggiorno UE/AELS, purché quest'ultimo possa ancora prevalersi di un diritto di soggiorno in Svizzera (DTF 144 II 1 consid. 4.7; sentenza 2C_223/2024 del 5 giugno 2024 consid. 4). Nel caso di specie sebbene non risulti dalla sentenza impugnata che il marito della qui ricorrente non fruirebbe più di un diritto di soggiorno fondato sull'ALC, dato l'esito del litigio tale quesito non merita di essere approfondito e si può ammettere che la clausola di esclusione dell'art. 83 lett. c cifra 2 LTF non trova applicazione (sentenza 2C_223/2024 del 5 giugno 2024 consid. 4 e rinvii).