Citation: 4C.373/1999 19.06.2000 E. 3

3.- Il Tribunale d'appello ha premesso che le parti hanno trascurato l'obbligo di allegazione e che risulta di conseguenza difficile qualificare in maniera precisa il loro rapporto, che presenta ad ogni modo elementi del contratto di spedizione (art. 439 CO) e del contratto di trasporto (art. 440 e segg. CO). Non ha tuttavia risolto il dubbio, posto che la lite non ha per oggetto le prestazioni caratteristiche dei due tipi di contratto, bensì l'obbligo di diligenza e di fedeltà del mandatario previsto all'art. 398 CO, al quale rinviano sia gli art. 425 cpv. 2 e 439 CO concernenti lo spedizioniere, sia l'art. 440 cpv. 2 CO riguardante il vetturale. Sulla scorta della giurisprudenza e della dottrina relativa all'art. 400 cpv. 1 CO, i giudici cantonali hanno dedotto che questa norma, che impone in generale la restituzione di tutto ciò che il mandatario ha ricevuto per qualsiasi titolo in forza del mandato, vale per tutti i beni percepiti in modo non conforme alle istruzioni del mandante, siano essi divenuti proprietà del mandatario oppure no. Nel caso concreto, la sentenza impugnata ha stabilito che la convenuta, man mano che importava merci per conto dell'attrice, esigeva da questa il versamento di anticipi sul proprio conto presso la SBS di Chiasso. Questi importi le fruttavano interessi attivi oppure risparmi su quelli passivi; servivano inoltre a coprire i costi della fideiussione che ella aveva deciso di fare emettere dalla banca per garantire il pagamento dei dazi doganali. In sostanza, secondo la Corte cantonale, la convenuta ha violato gli obblighi derivanti dagli art. 398 e 400 CO per non aver conteggiato a favore del mandante i frutti prodotti dagli anticipi, valutati a franchi 658'932.75 dal perito giudiziario.