Citation: 6B_1106/2017 E. 5.2

5.2. Secondo la giurisprudenza, è pericoloso l'autore il cui stato mentale è così gravemente perturbato da lasciar seriamente temere la commissione di ulteriori reati (DTF 137 IV 201 consid. 1.2 pag. 203). Nella misura in cui la ricorrente contesta il rischio di recidiva, si rinvia a quanto esposto nei considerandi precedenti. Sebbene siano attualmente scomparsi i fenomeni allucinatori, non si può concludere che l'insorgente non rappresenti un pericolo concreto e attuale. Il perito ha infatti spiegato che ciò è avvenuto solo dopo la sua collocazione in un'istituzione chiusa, precisando che "una soluzione abitativa autonoma sarebbe altamente destabilizzante e riattiverebbe potentemente tutta quella costellazione di sintomi produttivi, accompagnati dalla lettura distorta degli accadimenti nella propria casa, che hanno alimentato il delir[i]o e sono sfociati nel reato", e afferma che l'insorgente rappresenta un pericolo per la sicurezza generale (complemento peritale del 16 giugno 2017 pag. 4, incarto CARP XXXI). Tale pericolo neppure può essere negato a causa della sua età e del suo stato di salute. Atteso che la ricorrente non pretende che questo si sia deteriorato nel corso del procedimento, si rileva che, nonostante gli anni e il suo stato fisico, ha comunque commesso un reato grave ai danni dei coniugi B.________ (v. supra consid. 3). Sotto il profilo dell'attitudine fisica a compiere nuove e gravi infrazioni, non risulta quindi contrario all'art. 59 CP il riferimento della CARP a questi fatti, ritenuti indicativi della sua oggettiva pericolosità. Vano è poi il richiamo alla testimonianza del medico curante dell'insorgente, che peraltro la Corte cantonale nemmeno menziona senza che al riguardo siano sollevate censure di arbitrio. Sebbene il dott. med. D.________ abbia dichiarato di non aver mai rilevato in lei comportamenti aggressivi e di non ritenerla persona pericolosa, ciò non toglie che ha ammesso che la sua valutazione andava contestualizzata al momento in cui ha visto la ricorrente che tuttavia, successivamente, ha interrotto il rapporto, non reputando dover continuare la terapia (verbale del dibattimento del 10 aprile 2017 pag. 3-4, incarto CARP XVIII). Benché il delirio sia attualmente ancora focalizzato sui coniugi B.________, il perito non ha escluso una sua plasticità con la possibilità che possa inglobare altri soggetti. Ma quand'anche resti incentrato sui primi, non si potrebbe concludere per l'assenza di pericolosità dell'insorgente. Quest'ultima afferma di non vivere più presso il suo domicilio. Considerato che dall'episodio del 4 gennaio 2016, si sia trovata prima in carcerazione preventiva e successivamente in esecuzione anticipata della misura, nulla indica che, una volta liberata, non faccia ritorno al suo vecchio appartamento sito nel medesimo palazzo in cui vivono anche le vittime. La locazione di un altro appartamento non è accertata, né pretesa. In simili circostanze risulta infruttuoso avvalersi del complemento peritale laddove rileva l'improbabilità che la ricorrente si rechi volontariamente presso il domicilio dei coniugi B.________ per nuovamente tentare di aggredirli. A ciò si aggiunga che, secondo la giurisprudenza, un autore può compromettere la sicurezza pubblica anche se rappresenta un pericolo solo per una cerchia ristretta di persone (DTF 127 IV 1 consid. 2c/ee pag. 9). Anche sotto questo profilo, la sentenza della CARP merita dunque tutela.