Citation: 4P.103/2003 26.09.2003 E. 4

Come già spiegato nella parte concernente i fatti, anche il Tribunale d'appello - così come il Pretore - ha fatto capo alle risultanze peritali, respingendo le obiezioni sollevate dal ricorrente contro la perizia giudiziaria. 4.1 Nel suo referto l'esperto ha affermato che dalla lettura degli atti di causa è emerso "che i tubi esistenti prima del risanamento B.________ erano in cemento normali, con i giunti in alcuni punti staccati (vedi anche fotografie). La tenuta stagna della tubazione non era dunque garantita. Questo fatto è normale per una tubazione vecchia, eseguita in tubi di cemento senza bicchiere". Secondo l'autorità ticinese il fatto che il perito abbia in sostanza confermato le tesi avanzate dall'ingegner C.________ - che all'epoca aveva effettuato i primi rilievi - non stupisce e anzi prova che l'opponente ha effettivamente dimostrato l'esistenza di un vizio nella conduttura comunale. Nulla muta la deposizione D.________, meno categorica di quanto vorrebbe far credere il Comune, avendo questo teste riferito che al momento in cui effettuò il sopralluogo (11 luglio 1996) e scattò delle fotografie (che non sono agli atti) lo scavo era più ridotto rispetto alle immagini riprodotte nel doc. S (29 agosto 1996), dalle quali emerge chiaramente che la canalizzazione era rotta in più punti. Tale accertamento è pure confortato da varie testimonianze. In simili circostanze - hanno concluso i giudici cantonali - il rimprovero mosso all'opponente di non aver chiesto una prova a futura memoria risulta inconcludente, avendo il perito potuto stabilire con certezza le cause dell'infiltrazione d'acqua nei muri perimetrali e nelle fondamenta dell'abitazione attraverso la documentazione fotografica agli atti. 4.2 A mente del ricorrente l'apprezzamento delle prove contenuto nel giudizio cantonale è arbitrario. In particolare, esso rimprovera alla Corte cantonale di essersi basata su di una perizia inconcludente. Contrariamente a quanto ritenuto nel giudizio impugnato, questa non contiene infatti alcun accertamento in merito allo stato della canalizzazione prima dell'inizio dei lavori di sistemazione, le considerazioni dell'esperto a tal riguardo fondandosi solo sugli atti di causa, e in particolare sulle affermazioni dell'ingegner C.________, che vanno qualificate alla stregua di mere allegazioni di parte e quindi di discutibile valore probatorio. Ciò significa che il perito ha impostato il proprio referto sul presupposto errato che la conduttura fosse già danneggiata prima dell'inizio degli scavi. Sia come sia - conclude il ricorrente - non è certo una perizia tecnica datata 13 dicembre 2000 che può indicare se la nota tubazione era rotta prima dell'inizio dei lavori di sistemazione. L'opponente avrebbe semmai dovuto richiedere una prova giudiziale a futura memoria al momento dello scavo, come peraltro indicato dalla stesso perito. 4.3 Prima di confrontarsi con gli argomenti ricorsuali giovi rammentare che l'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost., non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Il Tribunale federale annulla una sentenza per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il giudice abusa dell'ampio margine di apprezzamento concessogli nell'ambito dell'apprezzamento delle prove ed emana un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 129 I 8 consid. 2.1 con rinvii). Per richiamarsi con successo all'arbitrio, il ricorrente deve dimostrare - con un'argo-mentazione precisa, conforme ai dettami dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione arbitraria nel senso appena descritto. Un gravame fondato sull'art. 9 Cost., com'è quello in esame, non può inoltre essere sorretto da argomentazioni con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle norme invocate (DTF 120 Ia 369 consid. 3a; 117 Ia 10 consid. 4b). 4.4 Venendo alle censure sollevate dal ricorrente, appare utile, preliminarmente, rilevare che nell'ambito delle azioni fondate sulla responsabilità del proprietario dell'opera ex art. 58 CO la prova del difetto può effettivamente rivelarsi problematica quando la situazione esistente all'epoca in cui si è verificato il danno è venuta a modificarsi. In simili casi, dottrina e giurisprudenza concedono - eccezionalmente - al giudice la possibilità di accontentarsi di una prova sommaria, basata sul ragionamento logico che l'evento dannoso non si spiegherebbe senza il difetto in questione (cfr. Brehm in: Berner Kommentar, n. 80 seg. ad art. 58 CO). In concreto, la perizia giudiziaria, consegnata il 13 dicembre 2000, è stata allestita a riparazioni avvenute. L'argomento sollevato dal ricorrente si avvera dunque pertinente, ma non determinante ai fini del giudizio. La situazione in esame è infatti ben differente da quella sopra descritta; non va dimenticato - né sottovalutato - il fatto che il perito disponeva della documentazione allestita all'epoca dei fatti dall'ingegner C.________ così come delle deposizioni convergenti di vari testimoni. Contrariamente a quanto asseverato nel gravame, non v'è motivo di ritenere che il perito abbia accettato acriticamente la tesi secondo la quale le canalizzazioni erano rotte in più punti prima degli scavi. L'esperto ha esaminato la documentazione versata agli atti e, sulla base delle proprie conoscenze tecniche, ha ritenuto di poterla considerare concludente. 4.5 Secondo una prassi ormai consolidata, in materia tecnica il giudice si discosta dall'avviso di un esperto giudiziario soltanto in presenza di motivi validi. Sulla base degli ulteriori mezzi di prova e delle allegazioni delle parti egli esamina se sussistono serie obiezioni contro il carattere concludente delle esposizioni peritali. Come già esposto, nell'ambito di tale valutazione il giudice beneficia di un ampio margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene, per violazione del divieto dell'arbitrio, solamente qualora la decisione di riferirsi alle risultanze peritali appaia non solo sbagliata bensì manifestamente insostenibile. Tale è il caso, ad esempio, quando il perito non ha dato risposta ai quesiti postigli, quando le sue conclusioni sono palesemente contraddittorie oppure quando la perizia giudiziaria presenta lacune talmente evidenti da essere riconoscibili anche agli occhi di chi non possiede le conoscenze tecniche specifiche del ramo (cfr. DTF 118 Ia 144 consid. 1c pag. 145 seg.). Nessuna di queste eventualità si verifica in concreto. Chiamato a pronunziarsi sulla domanda n. 1, concernente la determinazione delle cause del cedimento della costruzione dell'opponente, il perito ha risposto chiaramente, senza ambiguità o contraddizioni, indicando, quale prima causa, l'erosione dovuta all'acqua che fuoriusciva dai tubi. Su richiesta dell'opponente, nella delucidazione e completazione della perizia del 9 maggio 2001, egli ha poi ben precisato che, a suo modo di vedere, le cause dei cedimenti erano due, l'erosione del terreno riconducibile alle fuoriuscite d'acqua e la natura geologica del terreno. Nonostante ne avesse l'opportunità, in tale sede il ricorrente non ha formulato alcuna domanda circa la possibilità dell'esperto di determinarsi - nel 2000, a lavori di risanamento avvenuti - in merito all'esistenza di un difetto nel 1996. In simili circostanze, non si vede per quale ragione i giudici cantonali avrebbero dovuto discostarsi dalle conclusioni del perito. Tanto più che l'esistenza dei danni alle canalizzazioni ha trovato conferma anche nelle deposizioni dei testimoni che hanno assistito agli scavi. Va detto che gli argomenti che il ricorrente adduce per contestare la valutazione delle dichiarazioni rese dai testi hanno carattere meramente appellatorio, sicché non meriterebbero nemmeno di essere esaminate (art. 90 cpv. 1 lett. b OG). Si può nondimeno rilevare che nessuno di loro ha mai evocato la possibilità che la canalizzazione sia stata rotta in occasione degli scavi, anche perché nessuna domanda in tal senso è mai stata loro posta, avendo il ricorrente menzionato quest'eventualità per la prima volta nelle conclusioni di causa. Del tutto sostenibili appaiono pure le considerazioni esposte nel giudizio in merito al valore della deposizione D.________, che evidentemente non basta, da sola e tenuto conto delle condizioni in cui questo teste ha affermato di aver effettuato il suo sopralluogo, per smentire le nume-rose prove attestanti l'esistenza di un difetto prima degli scavi. Tenuto conto di tutto quanto esposto non può essere imputato all'opponente - che da anni chiedeva al ricorrente di verificare lo stato delle canalizzazioni - il fatto di aver omesso di richiedere l'allestimento una prova a futura memoria. Oltretutto, intervenendo tempestivamente per rimediare a una situazione che - a detta dell'esperto - era assai critica, essa ha contribuito ad evitare l'aggravarsi del danno. 4.6 Ne discende la reiezione del gravame anche su questo punto.