Citation: 6B_393/2019 E. 3.2

3.2. Le critiche ricorsuali, come preannunciato, disattendono le accresciute esigenze di motivazione, riducendosi in sostanza a considerazioni di natura appellatoria e quindi inammissibili. L'insorgente infatti non dimostra perché sarebbe arbitrario ritenere che abbia inviato il messaggio di posta elettronica del 6 ottobre 2014 a D.________. Disattende inoltre che dinanzi al Tribunale d'appello non ha contestato tale circostanza già accertata dal giudice di primo grado. La CARP infatti riporta, in applicazione dell'art. 82 cpv. 4 CPP, gli stralci determinanti della sentenza di prima istanza, nei quali si riferisce tra l'altro che in aula la ricorrente medesima ha ammesso di essersi indirizzata a D.________. Le ulteriori censure risultano da una lettura approssimativa del giudizio impugnato e omettono un pertinente confronto con i relativi considerandi. Contrariamente a quanto pare credere l'insorgente, la CARP non ha ritenuto un intento di fare della maldicenza. L'avesse fatto, non l'avrebbe ammessa a fare la prova della verità (v. al riguardo art. 173 n. 3 CP), prova che però non è riuscita a fornire. Le sue obiezioni al riguardo appaiono irrilevanti ai fini del giudizio. Come rettamente ricordato dall'autorità cantonale, di regola la fondatezza dell'affermazione o del sospetto della commissione di un reato dev'essere provata mediante una decisione di condanna corrispondente (DTF 106 IV 115 consid. 2c pag. 117), salvo eccezioni (v. DTF 132 IV 112 consid. 4.2 e 4.3). Orbene, la ricorrente non pretende di aver prodotto una decisione di condanna penale nei confronti degli accusatori privati e neppure sostiene che nella fattispecie ricorrano gli estremi delle eccezioni previste dalla giurisprudenza. Quanto alla prova della buona fede, l'insorgente non contesta che gli scritti da lei prodotti siano tutti posteriori al suo messaggio di posta elettronica del 6 ottobre 2014, di modo che non possono essere presi in considerazione, atteso che solo gli elementi di cui aveva conoscenza al momento di proferire le dichiarazioni diffamatorie sono rilevanti per determinare se aveva seri motivi di considerarle vere in buona fede (v. DTF 124 IV 149 consid. 3b pag. 152). In simili circostanze, le critiche relative alla valutazione di tali scritti cadono nel vuoto.