Citation: 1C_489/2021 E. 5.6

5.6. La CRP ha ritenuto che non sarebbe decisivo sapere se la ricorrente fosse al corrente o meno della reale situazione finanziaria di E.________ S.p.A., sottolineando nondimeno, rettamente, che gli elementi da essa invocati non sembrerebbero evidenziare una situazione economica precaria al momento della costituzione dei due pegni. Ha rilevato infatti che E.________ S.p.A. si sarebbe resa garante dei prestiti concessi da A.________ SA a F.________ Srl e a G.________ S.p.A. senza contropartita. Ha aggiunto che se le operazioni di credito e di finanziamento si inseriscono nella normale attività bancaria, più "problematiche e inusuali" sarebbero le garanzie di prestiti fornite a titolo gratuito, segnatamente in ambito societario e commerciale. La circostanza che E.________ S.p.A., F.________ Srl e G.________ S.p.A. avrebbero fatto parte del medesimo gruppo non sarebbe determinante. Ha considerato che la costituzione di pegni da parte di E.________ S.p.A. in favore di F.________ Srl e G.________ S.p.A., senza controprestazioni da parte di questi ultimi, avrebbe impoverito E.________ S.p.A. e i suoi azionisti e, sebbene le tre società facessero parte di un medesimo gruppo, la ricorrente avrebbe comunque dovuto approfondire i motivi legati a tale operazione gratuita. Ciò per verificare la possibile esistenza di conflitti di interessi tra i rappresentanti delle tre società ed escludere eventuali atti distrattivi a scapito di E.________ S.p.A. Ha ritenuto in definitiva che non avendo la ricorrente, di fronte a un'operazione asseritamente palesemente svantaggiosa per E.________ S.p.A., proceduto ad "approfondimenti" e a "verifiche", sia presso E.________ S.p.A. che in seno a F.________ Srl e G.________ S.p.A., volti a chiarire il quadro e le motivazioni alla base dei contratti di pegno e di prestito, chiedendosi perché E.________ S.p.A. non avesse essa stessa prestato direttamente denaro a F.________ Srl e G.________ S.p.A. invece di far capo a A.________ SA, la buona fede di quest'ultima non sarebbe stata resa verosimile ai sensi dell'art. 74a cpv. 4 lett. c AIMP. Ora, di massima la violazione di un obbligo di diligenza o d'informarsi non è sufficiente per escludere la buona fede del terzo (sentenze 1B_59/2019, citata, consid. 3.2 e 1B_269/2018 del 26 settembre 2018 consid. 4.2; cfr. sulla negligenza FLORIAN BAUMANN, in: Basler Kommentar Strafrecht, 4aed. 2019, n. 57 e 58 ad art.70/71).