Citation: 2C_104/2019 E. 5.3

5.3. Ora, benché da quel giudizio sia trascorso qualche anno, la valutazione svolta nella sentenza 2C_694/2015 resta attuale. Reato e condanna - molto recenti al momento della conferma della revoca del permesso di domicilio (sentenza 2C_694/2015 del 15 febbraio 2016 consid. 7.1) - non possono dirsi infatti già lontani nel tempo nemmeno oggi (sentenza 2C_987/2018 del 23 aprile 2019 consid. B e consid. 4.1 e 4.5.2), che si riferisce in particolare a una condanna del 2014 per fatti del 2012; sentenza 2C_762/2016 del 31 gennaio 2017 consid. 6.2.1). D'altra parte, proprio da tale condanna, concernente un reato per cui occorre esaminare l'aspetto della recidiva con particolare rigore, risulta che: la ricorrente è passata all'atto senza trovarsi in nessuna situazione di pericolo o angustia; la stessa ha preso in considerazione "di sacrificare una vita umana per il fatto di essere stata scaricata in modo sbrigativo" dal partner; anche l'atteggiamento successivo da lei tenuto (comportamento collusivo, con tentativo di accusare la vittima di averla aggredita; molteplici cambiamenti nella versione dei fatti), è stato improntato da fini egoistici; pronunciandosi sull'aspetto della prognosi, la Corte delle assise criminali ha formulato un parere solo sfumato, limitandosi a rilevare come non possa dirsi "del tutto negativa".