Citation: 6S.350/2003 21.10.2003 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con libero potere d'esame l'ammissibilità del rimedio esperito, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 II 46 consid. 2a; 127 III 41 consid. 2a; 126 I 81 consid. 1). 1.1 Contrariamente al diritto previgente, l'art. 270 PP nella nuova versione in vigore dal 1° gennaio 2001 (FF 2000 3136 e segg.), non prevede più per il danneggiato, quand'anche parte civile, la facoltà di impugnare nel merito decisioni concernenti procedimenti penali, tale facoltà essendo stata volontariamente ristretta alle vittime ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 della legge federale del 4 ottobre 1991 concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5) e ai loro parenti (art. 270 lett. e PP; DTF 127 IV 189 consid. 2a; FF 1999 8445 e 8437). 1.2 Nel suo gravame il ricorrente sostiene di aver sporto querela per titolo di infrazione alla legge federale contro la concorrenza sleale, sul diritto di autore e sui diritti di protezione affini nonché sulle case da gioco. La legittimazione ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 LAV presuppone però che il ricorrente sia stato leso direttamente nella sua integrità fisica, sessuale o psichica (v. in generale sulla nozione di vittima DTF 128 IV 188 consid. 2; 127 IV 236 consid. 2b/bb; 125 II 265 consid. 2 ); ora, pacificamente, i (presunti) reati menzionati non hanno leso il denunciante nella sua integrità fisica, sessuale o psichica, né egli lo dimostra in alcun modo. Egli risulta pertanto sprovvisto della legittimazione giusta l'art. 270 lett. e PP. 1.3 Il ricorrente non possiede la legittimazione ricorsuale neanche a titolo di querelante (art. 270 lett. f PP) poiché le censure sollevate criticano essenzialmente l'applicazione del diritto sostanziale e non l'esercizio del diritto di querela in quanto tale (DTF 129 IV 206 consid. 1; 128 IV 92 consid. 4c; 127 IV 185 consid. 2). 1.4 L'insorgente non può infine nemmeno prevalersi della qualità di accusatore privato ai sensi dell'art. 270 lett. g PP (FF 1999 8446; DTF 128 IV 39 consid. 2; 127 IV 236 consid. 2b/aa). Conformemente al codice di procedura penale ticinese, e così è stato nella fattispecie, l'azione penale è promossa e sostenuta esclusivamente dal Ministero pubblico sia, come nel caso in esame, per i reati a querela di parte, sia per i reati perseguibili d'ufficio (v. tra l'altro gli art. 68, 178 e 184 CPP/TI).