Citation: 2C_243/2007 15.10.2007 E. 2

Il ricorrente rimprovera innanzitutto alle autorità cantonali di essere cadute nell'arbitrio per via di alcune irregolarità che intaccherebbero la procedura d'esame. 2.1 In primo luogo lamenta che non gli è stato garantito il periodo di tre mesi, previsto dalle "direttive di applicazione della scuola per il lavoro di diploma TRM", per la revisione del lavoro di diploma e aggiunge di non avere potuto utilizzare pienamente tale lasso di tempo poiché ha prestato servizio civile dal 2 agosto al 1° settembre 2006. La censura, per quanto ammissibile, è infondata. Le direttive citate prevedono che, se la valutazione è insufficiente, il lavoro potrà essere ripresentato dopo tre mesi. Non è affatto arbitrario considerare, come fatto dall'autorità cantonale, che questa prescrizione vada messa in relazione con l'art. 6.3.4 del piano di studio approvato il 24 agosto 2001 dall'Ufficio della formazione socio-sanitaria - ed espressamente accettato dal ricorrente con dichiarazione firmata il 2 settembre 2003 - secondo cui l'allievo che non ha superato gli esami può ripresentarsi nella parte non superata non prima di tre mesi. E nemmeno che la scadenza in questione si riferisca quindi alla seduta di presentazione e argomentazione orale del lavoro di diploma, non alla consegna del lavoro scritto. Nella fattispecie il primo esame finale si è svolto il 22 maggio 2006, il 29 maggio successivo sono stati comunicati al ricorrente l'esito negativo nonché la scadenza del 22 agosto 2006 per la consegna del lavoro riveduto e corretto, e il 19 settembre 2006 l'esame è stato ripetuto. Il termine in questione è stato quindi ampiamente rispettato. Per quel che concerne il servizio civile il ricorrente ne indica soltanto le date. Non sostiene di avere domandato, dopo avere appreso l'esito negativo del primo esame, il rinvio del servizio o dell'esame, tanto meno adduce che simili richieste siano state respinte. La censura, non sufficientemente motivata, sfugge a un esame di merito. 2.2 In secondo luogo il ricorrente afferma di essere stato discriminato perché il docente di accompagnamento, il cui nome gli è stato reso noto solo in giugno, è stato assente durante tutto il mese di luglio e non ha svolto correttamente le proprie funzioni formali e sostanziali. Sennonché egli si limita ad alludere in modo vago al ruolo del docente di accompagnamento, senza però minimamente spiegare quali siano gli obblighi precisi che non avrebbe rispettato nei suoi confronti. Anche questa censura è inammissibile. 2.3 La medesima conclusione s'impone per l'ultima critica di ordine processuale, con la quale il ricorrente sostiene che "le norme in vigore" assicurano all'allievo una sessione di esami della durata di 45 minuti, di cui 15/20 per la presentazione del lavoro e 30 per la discussione, mentre il suo esame è durato solo 30 minuti. Orbene, l'allegato ricorsuale è privo di qualsiasi indicazione concernente i disposti che regolano questi aspetti e che sarebbero stati violati.