Citation: 2C_679/2021 E. B

B.a. Il 15 marzo 2019 l'avv. D.________, rappresentante della comunione ereditaria fu B.________ per le questioni legate alla successione, ha segnalato alla Commissione di disciplina degli avvocati del Cantone Ticino il comportamento dell'avv. A.________, colpevole, secondo lui e i suoi mandanti, di essere incorso in un grave conflitto d'interessi. In tale contesto, ha trasmesso alla citata Commissione anche lo scritto indirizzatogli il 7 marzo 2019 dai suoi clienti, in cui la moglie di fu B.________ indicava che alla morte del marito: "ci siamo trovati di fronte il solo avv. A.________, che da oltre un anno fa il padre e padrone di quanto mio marito ci ha lasciato. (...). Ci siamo accorti che la nostra eredità legittima è stata violata e per almeno i prossimi 15 anni lui sarà l'unico ad avere vantaggi, sopratutto economici, dalla successione. Lui è, infatti, allo stesso tempo esecutore testamentario, presidente della società che ha tutto il nostro patrimonio, amministra fiduciariamente le azioni dei miei figli e ha in deposito le azioni della società. Con tutte queste cariche insieme (...) fa quello che vuole per proteggere i suoi interessi e non i nostri, così che abbiamo dovuto presentare una causa per tornare in possesso dei nostri legittimi diritti di eredi. Crediamo che l'avv. A.________ non si stia comportando correttamente perché utilizza a suo vantaggio un conflitto di interessi molto grave (...)." B.b. Per dimostrare il conflitto d'interessi denunciato, l'avv. D.________ ha accennato al comportamento del collega in occasione dell'assemblea societaria del 29 agosto 2018. Nel corso di tale riunione l'avv. A.________, nei panni di esecutore testamentario e detentore fiduciario delle 46 azioni della porzione disponibile, da una parte, avrebbe concesso scarico agli altri due membri del consiglio di amministrazione, in violazione dell'art. 695 CO (RS 220). D'altra parte, si sarebbe astenuto dal voto sulla proposta avanzata dagli eredi azionisti, poi approvata, di limitare gli emolumenti del presidente del Consiglio di amministrazione a fr. 3'000.-- annui. Nel seguito, avrebbe però contestato la predetta risoluzione, avviando, a nome del Consiglio di amministrazione, una procedura giudiziaria volta alla sola tutela dei suoi interessi finanziari, a danno di quelli degli eredi azionisti. Di questa procedura, gli eredi sarebbero stati informati solo a posteriori, quando egli ha trasmesso loro per conoscenza copia del verbale dell'udienza di conciliazione, durante la quale l'avvocato della società (nominato dal Pretore) aveva accettato la richiesta di annullamento e acconsentito a che il Consiglio di amministrazione si dotasse di un regolamento sugli emolumenti.