Citation: 6B_712/2023 E. 3.2

3.2. L'art. 123 cpv. 1 CPP prevede che la pretesa fatta valere nell'azione civile deve, per quanto possibile, essere quantificata nella dichiarazione di cui all'art. 119 CPP e succintamente motivata per iscritto indicando i mezzi di prova invocati. Secondo l'art. 123 cpv. 2 CPP, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2023, la quantificazione e la motivazione devono avvenire al più tardi in sede di arringa. L'accusatore privato può quindi quantificare e motivare la sua azione civile al più tardi nell'arringa dinanzi al tribunale di primo grado (sentenza 4A_622/2019 del 15 aprile 2020 consid. 5.2.3). Giusta l'art. 126 cpv. 1 CPP, il giudice pronuncia sull'azione civile promossa in via adesiva se dichiara colpevole l'imputato (lett. a), oppure se assolve l'imputato e la fattispecie è matura per la pronuncia di merito (lett. b). La fattispecie è matura per il giudizio quando, essendo dimostrata, può essere statuito sulle pretese civili senza complicazioni sulla base delle prove raccolte fino a quel momento (DTF 146 IV 211 consid. 3.1). Secondo il cpv. 2 della disposizione, l'azione civile è rinviata al foro civile in particolare se l'accusatore privato non ha sufficientemente quantificato o motivato l'azione (lett. b; cfr. anche art. 84 cpv. 2 e art. 221 cpv. 1 lett. c e d CPC; DTF 146 IV 211 consid. 3.1; 137 III 617 consid. 4.3).