Citation: 7B_319/2024 E. 2.1

2.1. L'art. 56 CPP enumera specifici motivi di ricusazione per chi opera in seno a un'autorità penale alle lettere a-e, mentre alla lettera f la impone a chi, per altri motivi, segnatamente a causa di rapporti di amicizia o inimicizia con una parte o con un suo patrocinatore, potrebbe avere una prevenzione sulla causa. Si tratta di una clausola generale, nella quale rientrano tutti i motivi di ricusazione non espressamente previsti nelle lettere precedenti (DTF 143 IV 69 consid. 3.2; 141 IV 178 consid. 3.2.1; sentenza 6B_1500/2021 del 13 gennaio 2023 consid. 3.2). Tale disposizione si applica alla polizia, operante quale autorità di perseguimento penale (art. 12 lett. a CPP; sentenza 1B_196/2023 del 27 aprile 2023 consid. 3). L'istituto giuridico della ricusazione vieta l'influsso sulla decisione di circostanze estranee al processo che potrebbero privarlo della necessaria oggettività in favore o a pregiudizio di una parte. Sebbene la semplice affermazione della parzialità basata sui sentimenti soggettivi di una parte non sia sufficiente per fondare un dubbio legittimo sull'imparzialità del magistrato o del poliziotto, non occorre che egli sia effettivamente prevenuto: per giustificare la sua ricusazione bastano infatti circostanze concrete idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità. La ricusazione riveste un carattere eccezionale. Sotto il profilo oggettivo, occorre ricercare se la persona ricusata offra le necessarie garanzie per escludere ogni legittimo dubbio di parzialità. Viene inoltre posto l'accento sull'importanza che possono rivestire le apparenze stesse. Tali circostanze possono risiedere in un determinato comportamento del magistrato o poliziotto interessato o nel ruolo da lui assunto per aspetti di natura funzionale o organizzativa. Decisivo è sapere se le apprensioni soggettive dell'interessato possono considerarsi oggettivamente giustificate (DTF 147 III 379 consid. 2.3.1, 89 consid. 4.1; 141 IV 178 consid. 3.2.1). Dev'essere garantito che il processo rimanga aperto nell'ottica di tutte le parti (DTF 143 IV 69 consid. 3.2; sentenze 7B_844/2023 del 15 dicembre 2023 consid. 2.1; 1B_36/2022 del 4 febbraio 2022 consid. 2.1). Atti procedurali ed errori di procedura o di apprezzamento di un magistrato o di un funzionario di polizia, giusti o sbagliati che siano, non sono di per sé suscettibili di fondare un'apparenza oggettiva di prevenzione; essi vanno di principio contestati con i mezzi di impugnazione. Soltanto errori particolarmente gravi o ripetuti, che costituiscono violazioni gravi dei doveri dei magistrati o dei poliziotti, possono giustificare il sospetto di parzialità, a condizione che le circostanze indichino che il diretto interessato sia prevenuto o almeno giustifichino oggettivamente un'apparenza di prevenzione (DTF 143 IV 69 consid. 3.2; 141 IV 178 consid. 3.2.3). La funzione giudiziaria richiede una rapida determinazione di questioni spesso contestate e delicate. Inoltre, spetta alle giurisdizioni di ricorso, che di norma sono competenti, accertare e correggere eventuali errori commessi in questo contesto. La procedura di ricusazione non ha quindi lo scopo di consentire alle parti di contestare il modo in cui viene condotta l'indagine e di mettere in discussione le varie decisioni accessorie prese in particolare dalla direzione del procedimento (DTF 143 IV 69 consid. 3.2).