Citation: 4A_297/2021 E. 5.2.4

5.2.4. I ricorrenti criticano il significato attribuito dalla Corte cantonale alla fattura del 31 dicembre 2009 e richiamano dei fatti a loro avviso salienti. Anzitutto affermano che l'opponente sarebbe la fiduciaria che ha sempre tenuto la contabilità della società anonima e il cui amministratore era "un esperto nel campo fiduciario" (come presentato a loro da F.F.________ e G.F.________). Quindi asseverano che H.________ avrebbe incaricato la contabile della fiduciaria di fatturare le sue prestazioni, come l'opponente stessa avrebbe confermato, e che quella fattura indicherebbe una prestazione eseguita esclusivamente per la famiglia A.________ e non per la società, poiché sarebbe stata effettuata nel novembre del 2008, cioè prima della cessione del pacchetto azionario. Infine rilevano che il 15 novembre 2013 H.________ avrebbe riferito dinanzi al Pretore di Leventina di un incontro con A.A.________ presso la banca e di un altro a casa sua. Così argomentando, tuttavia, i ricorrenti non spiegano, né dimostrano perché l'accertamento della Corte cantonale secondo cui i servizi fatturati dall'opponente riguardavano prestazioni che "la convenuta ha eseguito conseguenti al cambio di gestione dell'esercizio pubblico e dell'omonima società" (sentenza impugnata, pag. 11 consid. 6.2), sia arbitrario. Per i giudici cantonali, in ultima analisi, H.________ era intervenuto quale contabile e conoscitore della situazione finanziaria della Albergo B.________ SA e per valutare se tale persona giuridica potesse fungere da garante per la concessione del credito necessario a A.A.________ per rilevare le azioni (cfr. sentenza impugnata, pag. 10-11 consid. 6.2). Ciò premesso, i giudici cantonali potevano ritenere senza arbitrio che quel colloquio preliminare con la banca cui aveva partecipato anche H.________ (il quale aveva chiesto alla contabile dell'opponente di fatturarlo), fosse più nell'interesse della società che non di A.A.________, C.A.________ e D.A.________, e questo anche se precedente alla cessione delle azioni. Tutto ponderato, in base ai fatti da lei accertati, la Corte di appello poteva dunque concludere senza arbitrio che fra i tre predetti ricorrenti, da un lato, e l'opponente, dall'altro, non si era perfezionato alcun contratto di consulenza professionale, tecnica e dettagliata concernente la cessione del pacchetto azionario della società e la locazione dell'albergo. In proposito, pertanto, il ricorso deve essere respinto. Così stando le cose non vi è spazio per vagliare le altre censure concernenti le violazioni del contratto di mandato imputate all'opponente (in assenza di un contratto non vi possono essere dei doveri contrattuali violati), né quelle volte a sostanziare il danno che queste avrebbero causato ai ricorrenti.