Citation: 4A_113/2020 E. 3.3

3.3. Giusta l'art. 20 cpv. 1 CO il contratto che ha per oggetto una cosa impossibile o contraria alle leggi od ai buoni costumi è nullo. Secondo la giurisprudenza un contratto è illecito se il suo oggetto, la sua conclusione con il contenuto stipulato o il suo scopo sono contrari al diritto oggettivo svizzero. La nullità dell'atto presuppone inoltre che questa conseguenza sia espressamente prevista dalla norma (di diritto privato o pubblico) in questione o che essa risulta dal senso e dallo scopo della norma violata (sentenza 4A_493/2019 del 19 maggio 2020 consid. 4.2, DTF 143 III 600 consid. 2.8.1 pag. 615; 134 III 438 consid. 2.2). Il giudice civile deve rilevare la nullità d'ufficio (DTF 114 II 329 consid. 2b, con rinvii). Da quanto appena rilevato discende che la Corte cantonale non poteva limitarsi a constatare che la ricorrente non si era prevalsa della nullità dell'addendum. Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, la nullità non può però essere dedotta dal fatto che i cedenti non sarebbero stati titolari della pretesa: una tale eventualità potrebbe tutt'al più costituire un caso di garanzia (v. art. 171 cpv. 1 CO). Merita invece maggiore approfondimento l'argomento ricorsuale secondo cui gli opponenti si trovavano in un conflitto d'interessi e hanno violato la legge "sull'avvocatura". Infatti il Tribunale federale ha già avuto occasione di stabilire che una violazione della Legge federale sulla libera circolazione degli avvocati (Legge sugli avvocati, LLCA; RS 935.61) può comportare la nullità di un accordo fra il cliente e l'avvocato sulla retribuzione di quest'ultimo, in concreto un pactum de palmario, concluso in pendenza di mandato (DTF 143 III 600 consid. 2.8.1 pag. 615). Occorre quindi esaminare se la violazione della legge sugli avvocati rimproverata agli opponenti comporta la nullità dell'addendum alla cessione.