Citation: 4A_257/2016 E. 7.2

7.2. La ricorrente lamenta un accertamento manifestamente inesatto dei fatti, affermando che i messaggi di posta elettronica non sono stati inviati da una persona legittimata a rappresentarla. Sennonché alla luce della predetta motivazione della sentenza impugnata appare del tutto ininfluente ai fini del presente giudizio sapere da chi provenissero i contestati messaggi, atteso che la Corte cantonale ha pure - a giusta ragione - desunto una ratifica dal fatto che la ricorrente non ha - tempestivamente - informato la locatrice di non essere la mittente delle comunicazioni. Altrettanto inconferente appare l'accusa di falsa testimonianza rivolta contro un teste, poiché la contestata deposizione non è stata posta a fondamento del giudizio impugnato. Pure l'aver dedotto la ratifica del contratto dal versamento della prima pigione senza riserva alcuna non viola il diritto federale: la ricorrente non spiega e nemmeno è ravvisabile perché, nell'ipotesi in cui tale pagamento fosse effettivamente stato dettato dal timore di ricevere un precetto esecutivo, essa non avrebbe potuto contestualmente al versamento contestare, come ha poi fatto una volta ricevuta la raccomandata 8 marzo 2013, il carattere vincolante del contratto. Ne segue che l'argomentazione ricorsuale si rivela infondata.