Citation: 9C_1033/2008 15.01.2010 E. 5

Decisivo, nel presente contesto, è sapere se la decisione di revisione del 5 luglio 2007 fosse riconducibile, come invoca sostanzialmente l'assicurato, a un nuovo apprezzamento di una fattispecie praticamente rimasta invariata, in quanto tale irrilevante ai fini di una revisione, oppure, come ritenuto dal giudizio impugnato, a una modifica delle circostanze di fatto, in quanto tale suscettibile di giustificare una revisione (cfr. a tal proposito pure Urs Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, 2003, pag. 135). 5.1 Da quanto accertato in maniera vincolante dal giudice cantonale, la decisione dell'amministrazione di rivedere il diritto alla prestazione (tre quarti di rendita) riconosciuta con la decisione del 14 novembre 2005 è stata fondata sul parere del dott. B.________, condiviso dal SMR. Orbene, come risulta inequivocabilmente dagli atti, già in data 17 giugno 2005 lo specialista in reumatologia si era espresso per una capacità lavorativa del 75% in attività confacenti e rispettose dei limiti funzionali da lui descritti (cfr. sub Fatti A). Riprendendo la sua valutazione precedente sia per l'aspetto diagnostico sia per l'incidenza del danno alla salute sulla capacità lavorativa, il dott. B.________ aveva poi confermato nel giugno 2006 le sue conclusioni di fronte all'UAI, che in seguito aveva proceduto a rivedere il diritto alla rendita. 5.2 Contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte cantonale, non si può sostenibilmente affermare che lo stato di salute dell'assicurato abbia subito un miglioramento nel periodo che va dalla decisione del 14 novembre 2005 alla decisione di revisione del 5 luglio 2007. Al contrario, dal semplice confronto dei due rapporti del dott. B.________, sui quali si è fondato il giudizio dell'amministrazione per rivedere il diritto alla prestazione, risulta chiaramente che lo stato di salute è rimasto sostanzialmente invariato e stazionario. In tali condizioni, la valutazione alla base della decisione di revisione dell'UAI costituiva chiaramente un nuovo apprezzamento di una fattispecie sostanzialmente rimasta invariata, che in quanto tale non poteva rappresentare un motivo di revisione. L'amministrazione non poteva di conseguenza validamente prevalersi dell'istituto della revisione per tornare su una decisione (quella del 14 novembre 2005) che peraltro, vale la pena ricordare, per quanto accertato dalla Corte cantonale, anziché fondarsi su una valutazione specialistica, era stata rilasciata sulla base del parere espresso dal dott. A.________ in virtù di quanto indicato nel mese di gennaio 2005 dal medico curante, dott. S.________. Né sarebbero del resto realizzate le condizioni per procedere a una riconsiderazione del provvedimento ai sensi dell'art. 53 cpv. 2 LPGA (Müller, op. cit., pag. 135). 5.3 Un'altra questione potrebbe invero essere quella di sapere se - come pretende l'assicurato - l'amministrazione fosse a conoscenza, al momento della decisione del 14 novembre 2005, del rapporto 17 giugno 2005 del dott. B.________ e soprattutto se l'assicurato o comunque i suoi medici curanti non avrebbero, nell'ipotesi contraria, dovuto informare l'UAI. Tuttavia, la risposta al quesito, non approfondito dalle precedenti istanze, non modificherebbe l'esito del presente giudizio, ma riguarderebbe eventualmente un altro tema, esulante dall'oggetto della lite, e più precisamente quello dell'osservanza dell'obbligo di informare (cfr. art. 77 OAI e art. 31 LPGA) e, se del caso, di un obbligo di restituzione delle prestazioni percepite (art. 25 LPGA). Né può del resto essere esaminata in questa sede, in mancanza dei necessari accertamenti, l'ipotesi di una revisione processuale, peraltro nemmeno invocata dall'amministrazione. 5.4 Avendo per contro confermato la decisione amministrativa, il giudizio cantonale poggia su un accertamento manifestamente errato dei fatti - poiché contraddetto dagli atti - ed è contrario all'art. 17 LPGA. In quanto tale esso non può essere tutelato e il ricorso dell'assicurato dev'essere accolto. 5.5 Infine si osserva che, in mancanza di un motivo di revisione, la rendita non avrebbe nemmeno potuto essere soppressa o ridotta per il solo fatto che il reddito ipotetico da invalido, che in occasione della decisione del 14 novembre 2005 era stato stabilito in applicazione dei dati statistici relativi alle "grandi regioni" (tabella TA13) di cui all'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, avrebbe nuovamente, in seguito alla modifica di prassi intervenuta nel frattempo (SVR 2007 UV n. 17 pag. 56 [U 75/03]), dovuto essere determinato sulla base dei dati statistici salariali conseguibili a livello nazionale nel settore privato (tabella TA1). Il Tribunale federale ha infatti recentemente rilevato come tale modifica di prassi, da sola, non permetta all'amministrazione di sopprimere, in via di revisione o di adattamento, il diritto alla rendita (sentenza citata 9C_696/2007 consid. 5.4 e 6.4). Anche per questo motivo, dunque, il ricorso dell'UFAS, che contesta parte delle deduzioni operate dal primo giudice sul reddito base da invalido calcolato sui dati statistici salariali nazionali, non può trovare accoglimento. Ad ogni modo, per rispondere alla domanda dell'UFAS circa la possibilità e la portata di una deduzione, dal reddito base da invalido, quando il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico riconosciuto nello specifico settore economico, si osserva che il Tribunale federale ha nel frattempo stabilito, anche in casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 consid. 4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5 % dal salario statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 pag. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni - un parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando però che questo parallelismo si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (DTF 135 V 297).