Citation: 1C_412/2024 E. 2.2

2.2. Riguardo al caso particolarmente importante, il ricorrente adduce il mantenimento del sequestro. Ciò poiché la CRP avrebbe ritenuto, sulla base di un accertamento arbitrario dei fatti (art. 97 cpv. 1 in relazione con l'art. 105 cpv. 2 LTF), che l'autorità estera avrebbe apportato elementi sufficienti che dimostrerebbero che, a prima vista, la sua relazione bancaria sarebbe di origine criminale o delittuosa. Adduce che in un passaggio di una decisione del Tribunale anticorruzione ucraino, descritti gli ipotizzati reati di natura penale, si parla anche di eventuali pretese civilistiche di risarcimento del danno. Al riguardo accenna al fatto che i risarcimenti equivalenti non rientrano nell'ambito dell'art. 74a AIMP, dovendo essere attuato al riguardo un procedimento di esecuzione di sentenze penali secondo gli art. 94 segg. AIMP (DTF 149 IV 376 consid. 6 e 6.7). Il ricorrente ne deduce, a torto, che una procedura di consegna a scopo di confisca o di restituzione agli aventi diritto secondo l'art. 74a AIMP sarebbe esclusa sin d'ora. In effetti, la CRP, stabilendo che in concreto il potenziale nesso tra gli importi sequestrati e i reati contestati al ricorrente è dato e che toccherà poi all'autorità estera accertare se essi siano effettivamente di natura illecita, ha rettamente mantenuto il sequestro sino alla notifica di una decisione estera definitiva ed esecutiva di confisca, senza scostarsi dalla costante prassi.