Citation: 1C_115/2024 E. 3.5

3.5. I ricorrenti affermano che le norme, asseritamente obbligatorie, astratte e generali dovrebbero poter essere sottoposte al referendum facoltativo, indipendentemente dalle intenzioni di chi le avrebbe redatte. Adducono che ammettere che il Parlamento ticinese potrebbe decidere, in base alla presunta portata di una norma da esso adottata, se la stessa debba essere o meno sottoposta a referendum sarebbe un'aberrazione. Certo, di massima la questione di sapere se una legge o un decreto legislativo debba essere o meno soggetto a referendum, non dipende di per sé dalla sua designazione. Eccetto i casi di referendum ordinati volontariamente dal Parlamento, non è di massima decisivo sapere se esso intendeva adottare una legge referendabile o meno e pertanto se la munisca della clausola referendaria o no. Decisivo è soltanto se la Costituzione preveda o meno un referendum per tale atto o spesa (HANGARTNER/KLEY/BRAUN BINDER/GLASER, Die demokratischen Rechte in Bund und Kantonen der Schweizerischen Eidgenossenschaft, 2a ed. 2023, n. 1626 pag. 646).