Citation: BGE 150 IV 169 E. 4

Secondo il ricorrente, l'agire degli opponenti in relazione all'ottenimento di "crediti COVID-19" per la ditta individuale di B. e per la società E. SA adempirebbe gli estremi della truffa. La questione di sapere se l'ottenimento illecito di "crediti COVID-19" realizzi i presupposti della truffa è oggetto di controversie dottrinali. Se per taluni autori, in linea di massima, esso può configurare il reato di cui all'art. 146 CP (MÄRKLI/GUT, Missbrauch von Krediten nach COVID-19-Solidarbürgschaftsverordnung, AJP 2020 pag. 728; JEAN-RICHARD-DIT-BRESSEL/JUG-HÖHENER, op. cit., n. 12 segg.; BRECHBÜHL/CHENAUX/LENGAUER/NÖSBERGER, op. cit., n. 63; MICHELI/SPAHNI, op. cit., pagg. 473 seg.; MICHELI, op. cit., n. 66 segg. ad art. 25 LFiS-COVID-19; ZRYD/SMADJA, Abus aux crédits Covid-19: BGE 150 IV 169 S. 180 aspects pénaux et pratiques, Plaidoyer 2021 pagg. 21 seg.), per altri invece una condanna per truffa sarebbe esclusa, in assenza di un inganno astuto (SMADJA/MICHOD, La répression des fraudes aux crédits COVID, Plaidoyer 2023 pagg. 21 segg. con riferimento unicamente alle false informazioni relative alla cifra d'affari) e di un danno (WOHLERS/HENEGHAN/PETERS, op. cit., pagg. 20 segg. e 24 segg.).