Citation: 2C_675/2022 E. 1.3

1.3. Stessa conclusione dev'essere nel contempo tratta in relazione all'accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone (RS 0.142.112.681), che entra qui in considerazione in ragione della nazionalità italiana della ricorrente. Nel giudizio impugnato, la Corte cantonale ha infatti escluso un diritto al riesame anche in quest'ottica, spiegandone le ragioni, e sarebbe quindi spettato all'insorgente esprimersi in merito, ciò che però non avviene (art. 42 cpv. 2 LTF; sentenza 2C_54/2021 del 19 gennaio 2021 consid. 4). In effetti, il gravame non menziona mai detto accordo ed esso non indica di conseguenza nemmeno a quale tipo di permesso, tra i vari previsti dall'accordo stesso, la ricorrente potrebbe eventualmente far capo, per vivere con la figlia e fornirle così sostegno morale ed affettivo. Per quanto, producendo il doc. D, l'insorgente volesse (implicitamente) dimostrare di non costituire più una minaccia per l'ordine pubblico (art. 5 allegato I ALC), va d'altra parte rilevato che questo documento non può essere considerato, in quanto si tratta di un'ordinanza emanata il 23 giugno 2022, ovvero successivamente al giudizio impugnato (che è del 17 giugno 2022; DTF 139 III 120 consid. 3.1.2, relativo all'inammissibilità dei cosiddetti "nova in senso proprio").