Citation: 7B.228/2003 30.10.2003 E. 4

4.1 Occorre innanzi tutto rilevare che il provvedimento esecutivo contro il quale la ricorrente si è aggravata è la comminatoria di fallimento, di cui chiede l'annullamento in seguito ad una notifica viziata del precetto esecutivo. Essa non pretende però - a giusta ragione - di aver proposto il proprio rimedio all'autorità di vigilanza entro il termine di 10 giorni da cui ha avuto conoscenza del precetto esecutivo. In queste circostanze, la comminatoria di fallimento può unicamente essere annullata, qualora l'intimazione viziata del precetto esecutivo comporti la sua nullità. L'esistenza di un vizio che avrebbe permesso di annullare la notifica del precetto esecutivo, se fatta valere entro il termine ricorsuale di 10 giorni dalla conoscenza del provvedimento, si rivela invece del tutto irrilevante ai fini del presente giudizio. 4.2 Per costante giurisprudenza, solo qualora l'escusso non abbia mai avuto conoscenza di un precetto esecutivo notificato in modo erroneo l'atto esecutivo si rivela nullo (DTF 128 III 101 consid. 1b, 120 III 117 consid. 2, 110 III 9 consid. 2). Se invece, nonostante il fatto che non sia avvenuta una notifica conforme alla legge, il precetto è giunto all'escusso, l'atto esecutivo produce i suoi effetti dal momento in cui il debitore ne ha avuto conoscenza (DTF 128 III 101 consid. 2, 120 III 114 consid. 3b, 110 III 9 consid. 2). 4.3 Ora, in base ai vincolanti accertamenti di fatto (combinati art. 81 e 63 cpv. 2 OG) contenuti nella sentenza impugnata, i soci gerenti dell'escussa hanno preso conoscenza del precetto al ritorno dalla loro assenza di due settimane. Poiché la ricorrente ha avuto conoscenza del precetto esecutivo, i vizi inerenti alla notifica di quest'ultimo invocati nel gravame non hanno per conseguenza la nullità dell'atto esecutivo. In queste circostanze non può nemmeno essere annullata la comminatoria di fallimento.