Citation: 2D_48/2015 E. 4.3

4.3. Stanti queste premesse, le censure che l'insorgente solleva non possono essere accolte. In effetti, contrariamente a quanto da lui asserito, l'istanza precedente non si è limitata a trincerarsi dietro un "generico giudizio sull'idoneità". Ha invece affermato che il sistema preteso dal ricorrente di stilare un elenco del punteggio sottratto per ogni singolo errore sarebbe utopico, considerato che le possibilità di sbagli sono infinite e che non è fornendo una lista di errori che si soddisferebbe l'obbligo di motivazione. Nel contesto della valutazione di una prova d'esame alla luce dell'art. 29 cpv. 2 Cost. tale approccio è condivisibile. Come visto, questa norma non garantisce affatto una risposta esplicita ad ogni critica formulata. I n più, occorre considerare che di principio l'assegnazione dei punti ad una prova scritta è destinata a premiare positivamente le parti corrette della risposta piuttosto che a penalizzare l'assenza di tutto il ventaglio di possibili risposte. Nel merito, la Commissione di ricorso si è sistematicamente chinata sulla valutazione data dagli esaminatori alle risposte alle singole parti dell'esame e, per finire, si è espressa sulla valutazione complessiva dell'esame data dalla Commissione e sulla sostenibilità del punteggio globale assegnato al candidato. Ha preso posizione con argomenti chiari, talvolta anche criticando le valutazioni della Commissione esaminatrice (giudizio impugnato, consid. 3). Già solo tale circostanza dimostra che la motivazione del giudizio impugnato è conforme alle esigenze poste dalla Costituzione, tant'è che il ricorrente è poi stato in grado di riprendere puntualmente le motivazioni della precedente istanza, contestandole (sentenza 2D_23/2015 del 14 settembre 2015 consid. 5.5 con i rinvii).