Citation: U 29/04 08.11.2005 E. 7.2

7.2.1 Per dimostrare l'esistenza di un nesso di causalità naturale ricorrente e medici di parte sembrano sostenere che - contrariamente a quanto attestato dagli esami eseguiti il 25 febbraio 2002 e nel novembre 2001 - dalla risonanza magnetica del 19 gennaio 2004 sarebbero deducibili segni di emorragia («spandimento ematico»). Ora, i nuovi rapporti medici risultano formulati in maniera poco comprensibile a chi non è specializzato in materia. La problematica medica esaminata appare inoltre particolarmente complicata (si confronti in proposito anche il tenore della presa di posizione 16 febbraio 2004 del dottor C.________), motivo per cui questa Corte, senza l'ausilio di un esperto, non è in grado di stabilire se questa circostanza è effettivamente deducibile dalla risonanza magnetica rispettivamente quale sia la rilevanza di tale fatto in relazione all'esistenza di un nesso di causalità naturale. D'altra parte, però, su questo punto anche il ricorrente si limita a citare esattamente il contenuto dei referti, senza aggiungere alcunché né addurre alcuna spiegazione in proposito. Inoltre, se è ben vero che in caso di esistenza di un'emorragia potrebbe ipotizzarsi un nesso di causalità alla luce di quanto affermato dai dottori C.________ («l'evento infortunistico [...] non permette una tale conclusione soprattutto in assenza di alcuna componente emorragica »), O.________ (« posttraumatische Läsionen im Bereiche des Hirnstammes sind hämorrhagisch und werden erst bei sehr schweren Schädelhirntraumata beobachtet ») e W.________, è pur vero che tale fatto non sembra, nelle circostanze concrete, essere ancora sufficiente. Il perito giudiziario si esprime infatti come segue: « Hirnstamm-Kontusionen beim Erwachsenen werden nur nach schweren Schädelhirn-Traumen beobachtet und sind praktisch immer hämorrhagisch, d.h blutig und vorzugsweise im Mittelhirn und nicht in der zentralen Pons lokalisiert » (perizia giudiziaria, pag. 6). In concreto si osserva tuttavia che il ricorrente non è rimasto vittima di un grave trauma cranico (« minimales Kopftrauma » [perizia giudiziaria, ibidem]). Va pure evidenziato che nei mesi successivi all'infortunio e all'insorgenza dell'ischemia l'interessato è stato sottoposto a diversi esami specialistici dai quali - e il fatto non è mai stato contestato - non risultava alcun segno di emorragia. Infine la nuova risonanza magnetica è stata effettuata ben tre anni dopo l'infortunio e la presunta emorragia potrebbe quindi essere riconducibile ad un evento nuovo e sconosciuto, indipendente dall'incidente in esame e anche esulante dal potere cognitivo della presente Corte, la quale deve limitarsi a valutare la legalità della decisione deferitale sulla base dei fatti intervenuti fino al momento in cui essa venne emanata, i fatti verificatisi successivamente potendo per contro essere considerati soltanto ove essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate). 7.2.2 Il ricorrente giustifica l'esistenza di un nesso causale tra infortunio e emiparesi a sinistra anche a motivo della mancata modificazione nel tempo dell'alterazione della lesione a livello della regione pontina del tronco, così come sarebbe deducibile dalle varie risonanze magnetiche eseguite dopo l'infortunio. A suo dire tale circostanza proverebbe l'origine infortunistica del danno alla salute in quanto tale fatto deporrebbe per un meccanismo unico iniziale a carattere traumatico attraverso un improvviso stiramento del tronco encefalico. In pratica egli sostiene implicitamente che fatti registrati posteriormente alla decisione su opposizione impugnata permetterebbero di interpretare diversamente circostanze che si sono realizzate in precedenza, permettendo in particolare di fare luce sulla rilevanza dell'infortunio in relazione al danno alla salute accertato, e quindi di trarre delle conclusioni diverse e opposte per quanto riguarda l'esistenza di un nesso di causalità naturale. 7.3 Visto quanto precede, non disponendo questo Tribunale, come già accennato in precedenza, delle conoscenze specifiche necessarie per stabilire se, in casu, ci si trovi confrontati, con fatti nuovi, intervenuti dopo la decisione su opposizione impugnata, non aventi nulla a che vedere con l'infortunio di cui è rimasto vittima il ricorrente oppure di fatti suscettibili di modificare le conclusioni peritali, trattandosi di elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa, il ricorso di diritto amministrativo dev'essere accolto e l'incarto rinviato al Tribunale cantonale delle assicurazioni per ulteriori accertamenti, in particolare affinché sottoponga nuovamente l'incarto corredato della nuova documentazione medica al perito giudiziario per un complemento del suo referto. Alla luce di quanto risulterà dai nuovi accertamenti, il Tribunale cantonale si pronuncerà nuovamente sull'esistenza di un nesso di causalità naturale e adeguato - requisito, quest'ultimo, che dovrà eventualmente essere riesaminato a dipendenza delle possibili indicazioni e conclusioni che il complemento peritale fornirà di nuovo sull'origine dei disturbi e sulla causalità naturale (cfr. consid. 3.3) - rispettivamente sul diritto di A.________ a prestazioni dell'assicurazione infortuni dopo il 13 dicembre 2001.