Citation: 6B_991/2008 09.04.2009 E. A

L'11 settembre 2007 il Presidente della Pretura penale ha riconosciuto A.________ autore colpevole di ripetuta complicità in truffa e di ripetuta falsità in documenti e lo ha condannato a una pena pecuniaria di 35 aliquote giornaliere di fr. 310.--, per un totale di fr. 10'850.--, la cui esecuzione è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni e a una multa di fr. 2'000.--, fissando a 20 giorni la pena detentiva sostitutiva in caso di mancato pagamento. A.________ è stato inoltre condannato al pagamento delle tasse e spese di giustizia. In relazione alla condanna per ripetuta complicità in truffa, a A.________ è stato rimproverato di avere, nel periodo tra maggio 1995 e gennaio 1997, nella sua veste di direttore sanitario della Clinica psichiatrica "X.________" facente capo al dr. med. B.________ allo scopo di procacciare in particolare a quest'ultimo un indebito profitto, ripetutamente assecondato il dr. med. B.________ e la struttura a lui facente capo nell'ingannare con astuzia gli assicuratori sociali e segnatamente i funzionari delle casse malati preposti al pagamento delle fatture, così da indurli a compiere atti pregiudizievoli al patrimonio di terzi, consistenti in particolare nel pagamento di fatture per prestazioni medico-sanitarie fittizie. L'inganno astuto si è configurato avendo A.________ personalmente partecipato all'allestimento di documentazione medica (quale rapporti di entrata/uscita pazienti e richieste di copertura assicurativa per le casse malati), attestante dati inveritieri relativi a prestazioni in realtà mai fornite che sarebbero state idonee a comprovare - anche a fronte di controlli - degenze e prestazioni in realtà mai avvenute. Quanto al reato di ripetuta falsità in documenti, A.________ è stato condannato per avere, nel periodo tra maggio 1995 e gennaio 1997, nella sua qualità di direttore sanitario presso la Clinica psichiatrica "X.________", a scopo di indebito profitto altrui, segnatamente per assecondare le malversazioni indicate per il reato di complicità in truffa, formato, in un imprecisato numero di occasioni, ma almeno quattro, documenti falsi, da lui poi anche firmati personalmente. I documenti medici fittizi erano tali da comprovare, contrariamente al vero, la degenza dei pazienti coinvolti nella struttura medica e giustificare così le relative fatture alle casse malati.