Citation: 9C_454/2021 E. 5.2.1

5.2.1. Di regola l'amministratore di una società è responsabile del danno provocato alla cassa ai sensi dell'art. 52 LAVS a partire dal momento della sua entrata effettiva nel consiglio di amministrazione (indipendentemente dalla data d'iscrizione nel registro di commercio: DTF 123 V 172). Egli può rispondere tuttavia in via solidale non soltanto dei contributi sociali correnti, ma anche del debito scaduto nel corso del periodo precedente alla sua entrata in funzione (DTF 126 V 61 consid. 4a). Infatti, il nuovo amministratore deve vegliare affinché vengano versati i contributi correnti e quelli scaduti e dovuti quando egli non era ancora in carica (DTF 119 V 401 consid. 4c; consid. 7b). La questione del nesso di causalità tra l'inazione di un amministratore e il mancato pagamento dei contributi arretrati non si pone se un danno secondo l'art. 52 LAVS preesisteva, poiché la società già si trovava in stato di insolvenza prima dell'entrata del nuovo membro del consiglio di amministrazione. Nessuna responsabilità del nuovo amministratore è infatti data per il danno causato alla cassa di compensazione prima della sua entrata nel consiglio di amministrazione, nel caso in cui egli nulla poteva modificare o meglio se la società era già insolvente o indebitata al punto che i contributi risultavano irrecuperabili per motivi giuridici o di fatto. In altre parole, non c'è un nesso di causalità se un comportamento corretto ai doveri di servizio non avrebbe comunque impedito l'insorgenza del danno (sentenza 9C_841/2010 del 22 settembre 2011 consid. 4.3 con riferimenti).