Citation: 2C_555/2014 E. 3.3

3.3. La ricorrente non rimette in discussione il fatto che la Corte cantonale adempie le esigenze degli art. 30 cpv. 1 Cost. e 6 CEDU, motivo per cui non occorre riesaminare questo aspetto. Va poi osservato che, nella misura in cui ella si limita a riproporre (da pag. 5 agli inizi di pag. 8 della propria impugnativa) l'identica motivazione del gravame presentato nella sede cantonale, l'atto di ricorso è inammissibile (DTF 134 II 244 consid. 2.1-2.3 pag. 245 segg.). Per il resto l'interessata non si confronta, se non in maniera del tutto generica (art. 42 cpv. 2 LTF), con la dettagliata argomentazione sviluppata dalla Corte cantonale sulla questione litigiosa. Anche al riguardo il gravame sfugge pertanto ad un esame di merito. Si volesse da ciò prescindere va rilevato che la tesi sostenuta dal Tribunale cantonale amministrativo non disattende affatto la legislazione federale. In effetti, come osservato dai giudici cantonali, la legge sugli avvocati prevede soltanto che i Cantoni sono tenuti a istituire un'autorità di sorveglianza, ma lascia però loro la cura di disciplinarne la composizione, l'organizzazione e la procedura (cfr. FF 1999 4983 segg., segnatamente 5024 n. 233.3; François Bohnet/Vincent Martenet, Droit de la profession d'avocat, Berna 2009, pag. 801 segg.). In quanto al fatto che il registro cantonale sia tenuto dalla medesima, come emerge chiaramente dal Messaggio concernente la LLCA (FF 1999 4983 segg. segnatamente 5013) trattasi solo di una proposta, senza alcun carattere vincolante e da cui non può pertanto essere dedotto alcun obbligo per il Cantone di affidarle la tenuta del citato registro. Su questo punto il ricorso, quand'anche fosse ammissibile, andrebbe pertanto respinto.