Citation: 1A.100/2004 09.03.2005 E. 3

3.1 Il ricorrente sostiene semplicemente che tra la società D.________ di Panama e il suo conto sussisterebbe soltanto un labile legame. Inoltre, ciò che verrebbe contestato alla ditta E.________, società indicata nella rogatoria, sarebbe di aver onorato fatture fittizie: non vi sarebbero tuttavia nella stessa considerazioni circa un possibile collegamento che permetterebbe di identificare il ricorrente. Questi insiste sul fatto che l'inchiesta concerne B.________, mentre egli non è accusato di nulla, il suo nome essendo stato fatto da una testimone, che, limitandosi ad affermare che i sette bonifici sono "probabilmente in relazione con la fattispecie oggetto del procedimento estero", non avrebbe fornito elementi utili per permettere di ritenere un suo coinvolgimento; tale riferimento sarebbe insufficiente per ammettere una sua implicazione nella procedura penale, visto ch'egli sarebbe un terzo non implicato, assunto sul quale incentra il proprio gravame. 3.2 Egli disattende però che l'art. 10 cpv. 1 AIMP, concernente la sfera segreta di persone non implicate nel procedimento penale, disposizione implicitamente da lui richiamata, che costituiva una norma del resto non applicabile in una causa retta dalla CEAG (DTF 122 II 367 consid. 1e), è stato abrogato con la modifica dell'AIMP del 4 ottobre 1996. Per di più, i titolari di conti bancari che fossero stati usati per operazioni sospette non potevano comunque prevalersi di quella disposizione (DTF 120 Ib 251 consid. 5b, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 604). 3.3 Inoltre, sempre contrariamente all'implicito assunto ricorsuale, la concessione dell'assistenza non presuppone affatto che l'interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nella procedura aperta nello Stato richiedente (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). L'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero non consente quindi a priori di opporsi alle misure di assistenza. Basta infatti che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga e ciò senza che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine; cfr. Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 227). È quindi a torto che il ricorrente insiste sul fatto che la sua posizione dovrebbe essere trattata separatamente da quella dell'inquisito B.________. 3.4 Riguardo ai rapporti tra l'indagato e il ricorrente, la CRP rileva come dal citato verbale di interrogatorio risulta che determinati bonifici provenienti da società menzionate nella rogatoria sono stati accreditati sul conto società D.________ di Panama e poi girati su quello del ricorrente. È quindi manifesto che esiste una relazione diretta e oggettiva tra i documenti litigiosi e i sospettati reati per i quali si indaga (cfr. DTF 129 II 462 consid. 5.3 pag. 468, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73). La consegna di tali documenti permetterà all'autorità richiedente di poter ricostruire compiutamente i flussi di denaro tra le diverse relazioni oggetto d'indagine (DTF 122 II 367 consid. 2). La contestata trasmissione è quindi giustificata, se del caso anche allo scopo di permettere all'autorità estera di poter verificare l'asserita estraneità dei citati importi. L'utilità potenziale di queste informazioni è chiaramente data (DTF 126 II 258 consid. 9c, 122 II 367 consid. 2c). 3.5 Il ricorrente sostiene che la decisione di chiusura del procuratore pubblico sarebbe troppo vaga e generale e che la stessa non dimostrerebbe una relazione diretta tra il suo conto e i sospettati reati. Dalla domanda di assistenza non risulterebbe nessuna relazione tra le operazioni che hanno condotto ai versamenti sul suo conto, né le operazioni segnalate dalla testimone rientrerebbero nel complesso meccanismo fiscale litigioso. Ne conclude che nei suoi confronti si sarebbe pertanto in presenza, semmai, di un'ipotesi di reato distinta. Ora, ricordato che oggetto del litigio non è tanto la decisione del Ministero pubblico quanto quella della Corte cantonale, il ricorrente non precisa perché l'esposto dei fatti indicato nella rogatoria sarebbe lacunoso. Occorre d'altra parte considerare che, specie se l'inchiesta come nella fattispecie è al suo inizio, non si può pretendere che lo Stato richiedente fornisca particolari che proprio la domanda di assistenza intende chiarire. Inoltre, la tesi ricorsuale incentrata sulla sua estraneità ai sospettati reati, non è, come si è visto, decisiva.