Citation: 4D_73/2021 E. 5.2

5.2. Secondo la Corte di appello l'attore non aveva ingannato il convenuto sull'estensione della superficie agricola utile. Quest'ultimo non poteva quindi prevalersi della prescrizione decennale (art. 210 cpv. 6 CO) per varie ragioni. Intanto, non era dimostrata la consapevolezza dell'attore sull'erroneità dei dati riguardanti la superficie agricola utile da lui notificati alla competente autorità in base alle risultanze del registro fondiario. Il convenuto, poi, aveva ammesso che non era possibile verificare l'intera superficie dei fondi, vista la loro estensione (risposta, pag. 4), e la Sezione dell'agricoltura, prima della correzione operata il 9 novembre 2015, non aveva contestato all'attore l'erroneità dei dati da lui sino ad allora annunciati. In terzo luogo, né lo specialista dell'Unione dei contadini ticinesi, che aveva esperito un sopralluogo sui fondi, né il convenuto medesimo, che aveva goduto dei fondi per almeno tre anni e mezzo, avevano notato una discrepanza. Il convenuto non aveva nemmeno dimostrato che quella differenza, prima d'essere rilevata dalla Sezione dell'agricoltura con lo scritto del 9 novembre 2015, fosse già stata segnalata da lui a tale autorità in precedenza, circostanza, questa, peraltro sollevata in modo irrito solo in appello (art. 317 CPC). Infine non vi erano prove a sostegno del fatto che lo specialista dell'Unione dei contadini ticinesi non avesse in realtà esperito un sopralluogo su tutti i fondi, né a suffragio del momento in cui la superficie agricola utile sarebbe diminuita. A quest'ultimo riguardo, ha epilogato la Corte cantonale, il mancato rilievo da parte del perito dell'Unione dei contadini ticinesi al momento dell'allestimento della perizia d'una superficie ridotta e la mancata rivendicazione da parte della competente autorità dei pagamenti diretti ricevuti in eccesso dal convento suggerivano piuttosto che una modifica della superficie agricola utile fosse intervenuta dopo il 27 ottobre 2011.