Citation: 5A_19/2015 E. 2.3

2.3. Le ricorrenti pretendono che, in realtà, con il loro appello non avrebbero contestato l'esistenza della servitù, bensì la liquidità della pretesa fatta valere con la procedura dell'art. 257 CPC. Esse sostengono infatti che sia il presupposto di fatti incontestati o immediatamente comprovabili sia quello di una situazione giuridica chiara non sarebbero in concreto adempiuti: a loro dire, dai soli documenti prodotti dall'opponente, e cioè dall'iscrizione a registro fondiario, il tracciato della servitù di passo pedonale non risulterebbe chiaro e di conseguenza non sarebbero chiare le obbligazioni a carico del fondo serviente, che esigerebbero così un apprezzamento - in procedura ordinaria - in base al titolo di acquisto rispettivamente al modo in cui la servitù è stata esercitata nel passato (v. art. 738 cpv. 1 e 2 CC; DTF 137 III 145 consid. 3.1 con rinvii). Secondo le ricorrenti, l'assenza di una chiara situazione di fatto e di diritto riguardante l'estensione del diritto di passo pedonale sarebbe anche avvalorata dalla lettera 27 aprile 2007 dell'Ufficio del registro fondiario federale (che comunica al geometra revisore della mappa catastale di X.________ che il tracciato della servitù gravante la primitiva particella n. 950 non toccava la n. 1680) e dall'inutilità della servitù in discussione (per raggiungere la strada comunale, unico scopo utile del passo pedonale, occorrerebbe ancora attraversare altri fondi non gravati da servitù in favore della particella n. 1764).