Citation: 5C.32/2002 13.03.2002 E. 4

4.- Il convenuto contesta poi il reddito ipotetico determinato dal Tribunale d'appello, servito da base per il calcolo dei contributi di mantenimento dovuti alla ex-moglie e al figlio minore. Egli ritiene che l'importo di 3'800.-- franchi al mese è sproporzionato rispetto alle sue reali capacità e alle attuali disponibilità sul mercato del lavoro ticinese; sostiene inoltre di essersi sempre impegnato nella ricerca di un lavoro fisso maggiormente retribuito e che a questo proposito le constatazioni della Corte cantonale sarebbero contraddittorie e insostenibili. a) Secondo l'art. 125 al. 1 CC, ove non si possa ragionevolmente pretendere che un coniuge provveda da sé al proprio debito mantenimento, inclusa un'adeguata previdenza per la vecchiaia, l'altro coniuge può essere tenuto a versargli un equo contributo (cosiddetto principio della solidarietà; Messaggio del Consiglio federale del 15 novembre 1995 sulla revisione del Codice civile svizzero, FF 1996 I 34/35 cf. 144. 6, 49/50, 122 e segg. cf. 233. 51; Franz Werro, Concubinage, mariage et démariage, Berna 2000, n. 662 e segg. e L'obligation d'entretien après le divorce dans le nouveau Code civil, in: RDS 1999 I, pagg. 117 e segg.). L'obbligo di mantenimento si fonda soprattutto sulle necessità del coniuge richiedente e dipende dal grado di autonomia che si può pretendere da lui, in particolare dalla sua capacità di intraprendere un'attività professionale o di riprendere un'attività lucrativa interrotta in seguito al matrimonio per sovvenire al proprio debito mantenimento (FF 1996 I 34 cf. 144. 6 nonché 122 e segg. cf. 233. 51 in fine e 233. 52; DTF 117 II 211 consid. 4a; 114 II 301; 115 II 6; Stettler, Les pensions alimentaires consécutives au divorce, in: Le nouveau droit du divorce, Losanna 2000, pag. 149; Sutter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 19 ad art. 125 CC; Ingeborg Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 1 e n. 13 ad art. 125 CC); a questo proposito, come quando fissa l'ammontare e la durata del contributo, il giudice deve fondarsi sugli elementi enunciati - in modo peraltro non esaustivo (FF 1996 I 127 in alto) - all'art. 125 cpv. 2 CC. Per quanto attiene in particolare alla situazione finanziaria occorre considerare anzitutto il reddito effettivo dei coniugi, ma anche quello che essi potrebbero ipoteticamente conseguire, secondo le circostanze, dando prova di buona volontà o facendo prova di ragionevole sforzo (Sutter/Freiburghaus, op. cit. , n. 40 e segg. , ed in particolare n. 47-49 ad art. 125 CC; Ingeborg Schwenzer, op. cit. , n. 14 e segg. ad art. 125 CC; DTF 127 III 136 consid. 2a; 119 II 314 consid. 4a e i riferimenti citati); analogamente, il reddito ipotetico dell'uno o dell'altro coniuge (o di entrambi) può essere preso in considerazione anche quando si tratta di calcolare i contributi di mantenimento dei figli minorenni (Ingeborg Schwenzer, op. cit. , n. 26 ad art. 285 CC). b) La sentenza impugnata rileva che dal convenuto, falegname qualificato di 38 anni, può essere preteso, per età, stato di salute e formazione professionale, un reddito superiore a quello conseguito con le indennità di disoccupazione negli anni 1999-2000 (fr. 3'136. 05 al mese). D'altra parte, dall'istruttoria è emerso che egli non si sia impegnato più di qual tanto (salvo trovare un lavoro temporaneo presso la ditta specializzata "X.________ SA") nella ricerca di un lavoro fisso, nemmeno una volta esaurite le indennità di disoccupazione a fine 2000. Egli non può, secondo le constatazioni della Corte cantonale, nemmeno addebitare la mancanza di lavoro fisso alla cattiva congiuntura, dal momento che negli ultimi anni il settore edile ticinese ha conosciuto una certa ripresa. Tutto considerato, i giudici ticinesi hanno stabilito, sulla base degli importi salariali previsti dal contratto collettivo di lavoro cantonale 2001 per i falegnami, che, facendo prova di buona volontà, il convenuto potrebbe guadagnare almeno fr. 3'800.-- mensili; essi hanno d'altronde osservato che tale importo corrisponde a quanto guadagnava presso la ditta Y.________ prima della sua chiusura. c) Orbene, sulla base dei vincolanti accertamenti di fatto dell'ultima istanza cantonale e tenuto conto del potere di apprezzamento che a questa compete in materia (FF 1996 I 127), non appare contrario al diritto federale pretendere che il convenuto si reinserisca pienamente nel mercato del lavoro con un'occupazione fissa come falegname e quindi imputargli da subito un reddito superiore a quello percepito sinora con le sole indennità di disoccupazione o eseguendo lavori precari; la decisione impugnata appare conforme alla giurisprudenza del Tribunale federale dato che, per le ragioni addotte (età relativamente giovane, buon stato di salute, qualifica professionale), l'attività accessoria è ragionevolmente esigibile, ed anche possibile viste le migliorate condizioni del mercato del lavoro (DTF 127 III 134 consid. 2c; 121 III 297 consid. 3b; 119 II 314 consid. 4; Sutter/ Freiburghaus, op. cit. , n. 47 e 49 ad art. 125 CC; Ingeborg Schwenzer, op. cit. , n. 16 ad art. 125 CC). Questa Corte non è invece abilitata a controllare, nell'ambito del presente ricorso, l'ammontare del reddito ipotetico stabilito dall'autorità cantonale (fr. 3'800.-- al mese). Se il Tribunale federale esamina liberamente nella giurisdizione per riforma la capacità di un coniuge di reinserirsi nella vita professionale o di riprendere un' attività lucrativa interrotta in seguito al matrimonio, ed il principio stesso del reddito ipotetico (cfr. DTF 114 II 301), esso non può per contro valutare le cifre ritenute a questo proposito dai giudici cantonali, trattandosi di una questione di fatto che andrebbe semmai censurata in un ricorso di diritto pubblico (DTF 126 III 10 consid. 2b; sentenza non pubblicata 5C.128/1999 del 6 luglio 1999, consid. 3). Nella limitata misura in cui è ricevibile - il convenuto omette infatti di citare l'art. 125 CC e non spiega dove e in che modo la motivazione della Corte cantonale violerebbe questa disposizione - la censura si rivela pertanto infondata e deve essere respinta. d) Pure infondate sono le critiche espresse dal convenuto nei confronti dell'attitudine della ex-moglie, che a suo dire potrebbe fornire uno sforzo maggiore vista la precaria situazione finanziaria in cui si trova: egli misconosce infatti che la Corte cantonale ha tenuto conto delle possibilità lavorative della ex-moglie, imputandole un reddito ipotetico quale domestica di fr. 2'400.-- mensili dopo il giugno 2004, e di fr. 1'200.-- sino a tale data per un'attività al 50%, ritenuto che un'attività lucrativa a tempo pieno può esserle imposta solo quando il figlio minore a lei affidato avrà raggiunto i 16 anni di età.