Citation: H 316/03 02.05.2005 E. 5

Accertato l'obbligo di risarcimento, deve ora essere esaminato l'ammontare del danno, atteso che il ricorrente, nella domanda subordinata, ne postula il pagamento per il solo periodo dal 24 febbraio al 20 agosto 1997. 5.1 I primi giudici hanno condannato l'interessato al pagamento di fr. 335'047.05, in solido con C.________, per contributi sociali non soluti dalla P.________ SA per il residuo 1996 e fino al 30 settembre 1997. 5.2 G._________ ritiene ipotizzabile una sua - comunque non grave - negligenza ai sensi dell'art. 52 LAVS limitatamente al periodo dal 24 febbraio 1997 (prime dimissioni, poi ritirate) al 20 agosto 1997 (seconde dimissioni). Secondo l'insorgente, la responsabilità non dovrebbe estendersi anche ai contributi maturati in precedenza. L'interessato osserva di non aver mai recuperato il diritto di firma ritiratogli dopo le dimissioni di febbraio ed è inoltre dell'avviso che la situazione della società era disperata a causa della sottrazione di fondi oggetto dell'inchiesta penale. Pagare i contributi a quel momento avrebbe significato l'immediato fallimento della società con più di settanta persone senza lavoro. Condannarlo a pagare gli oneri sociali da fine febbraio al 31 ottobre 1997 sarebbe - sempre secondo l'insorgente - contrario ai sentimenti di equità. 5.3 Occorre preliminarmente accertare per quale periodo è data la responsabilità del ricorrente, atteso che il giudizio impugnato e il petitum ricorsuale subordinato divergono tanto sul "dies a quo" quanto sul "dies ad quem". Secondo la giurisprudenza di questa Corte, l'amministratore di una società anonima risponde del danno provocato alla cassa ai sensi dell'art. 52 LAVS a partire dal momento della sua entrata effettiva nel consiglio di amministrazione fino all'estinzione effettiva del mandato (DTF 126 V 61, 123 V 173 consid. 3b). In concreto, il ricorrente ha operato nel consiglio di amministrazione della P.________ SA dal 19 settembre 1995 al 31 ottobre 1997, come egli stesso assevera con riferimento alle dimissioni inoltrate il 20 agosto 1997, "inderogabili per il 31 ottobre 1997". Ne consegue che la sua responsabilità nei confronti della Cassa deve essere limitata agli scoperti relativi al 1996 e a quelli fino al 31 ottobre 1997. Infatti, ritenuto che la fallita doveva procedere a pagamenti mensili e che i contributi divenivano esigibili entro dieci giorni dalla scadenza del periodo di pagamento (art. 34 cpv. 4 OAVS nella versione, applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 2000), i contributi di settembre 1997 dovevano essere versati entro il 10 ottobre 1997, quando l'interessato quale membro del consiglio d'amministrazione era ope legis ancora in grado di influenzare le deliberazioni societarie, a prescindere dall'attitudine rinunciataria da lui assunta. Per contro gli ulteriori contributi (da ottobre a dicembre 1997) non gli possono essere imputati perché esigibili solo il 10 novembre rispettivamente il 10 dicembre 1997, quando G._________ non era più organo della fallita. 5.4 Stabilito il periodo entrante in linea di conto, occorre ora determinare l'importo che il ricorrente deve risarcire alla Cassa. Dalle tabelle riassuntive presentate dall'amministrazione si evince che i contributi sociali non pagati per gli anni 1996 (da marzo a dicembre) e 1997 (da gennaio a dicembre) ammontano complessivamente a fr. 335'047.05, importo, quest'ultimo, che secondo i primi giudici l'insorgente è tenuto a risarcire alla Cassa di compensazione. Questa conclusione non può essere condivisa. L'importo che l'interessato deve risarcire va infatti determinato tenendo conto del fatto ch'egli è responsabile del mancato pagamento dei contributi solo fino al mese di settembre del 1997. Ora, ritenuto che i conteggi allestiti dall'amministrazione permettono di stabilire agevolmente gli importi scoperti, questa Corte per motivi d'economia processuale vi procede direttamente. Per il 1996 è dovuta la somma di fr. 155'484.80. Per il periodo da gennaio a settembre del 1997 risultano dovuti solo fr. 134'666.75, in luogo di fr. 179'562.25, sulla base del seguente computo: [(21'110 x 8) + 21'112.45] - [(73'767.55:12) x 9]. Ne consegue che G._________ dovrà risarcire alla Cassa, in via solidale con C.________, l'importo complessivo di fr. 290'151.55 (fr. 155'484.80 + fr. 134'666.75). In questa misura il ricorso di diritto amministrativo deve essere parzialmente accolto.