Citation: 4A_245/2023 E. 1.3

1.3. I motivi di ricorso in materia di arbitrato internazionale sono enumerati esaustivamente all'art. 190 cpv. 2 LDIP. Il Tribunale federale esamina soltanto le censure che il ricorrente propone e motiva conformemente all'art. 77 cpv. 3 LTF. Questa norma istituisce il principio dell'allegazione (Rügeprinzip) alla stregua di quanto previsto dall'art. 106 cpv. 2 LTF per le censure attinenti alla violazione di diritti fondamentali o di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale. Le esigenze di motivazione di un ricorso in materia di arbitrato sono quindi accresciute. Il ricorrente deve pertanto prevalersi di uno dei motivi di ricorso elencati in modo esaustivo dalla legge e dimostrare con un'argomentazione precisa, partendo dal lodo impugnato, come il motivo invocato giustifichi l'accoglimento del ricorso. Critiche appellatorie sono inammissibili. Poiché la motivazione del gravame dev'essere contenuta nell'atto di ricorso, il ricorrente non può semplicemente rinviare agli allegati, alle prove e alle offerte di prova contenuti negli scritti prodotti nella procedura arbitrale. Allo stesso modo non può utilizzare la replica per proporre argomenti di fatto o di diritto che non ha presentato in tempo utile, e cioè prima dello scadere del termine non prorogabile di ricorso o per completare (tardivamente) una motivazione insufficiente (sentenza 4A_244/2023 del 3 aprile 2024 consid. 4.1, destinato a pubblicazione, con rinvii). A ragione l'opponente rileva nella risposta che, pur indicando sotto il titolo "motivi di ricorso" anche l'incompatibilità del lodo con l'ordine pubblico (art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP), il ricorrente omette di motivare tale censura. L'aggiunta nella replica che questa sarebbe riferita all'interpretazione del contratto di mandato, ritenuta contraria al principio della buona fede contrattuale, non può infatti essere considerata, poiché posteriore allo scadere del termine di ricorso. L'impugnativa si rivela quindi inammissibile anche su questo punto.