Citation: 6B_610/2023 E. 7.3.1

7.3.1. Come già menzionato dalla CARP, l'art. 7 cpv. 1 dell'ordinanza del 25 marzo 2020 sulle fideiussioni solidali COVID-19 (OFis-COVID-19; RS 951.261), oltre a stabilire l'importo massimo del credito garantito da fideiussione, indicava le basi sulle quali determinare tale importo, ossia la cifra d'affari realizzata dal richiedente nel 2019 secondo il conto annuale definitivo del 2019. Solo in sua assenza, era possibile far capo alla sua versione provvisoria. E in subordine, unicamente in mancanza del conto annuale definitivo rispettivamente provvisorio del 2019, l'importo del credito poteva essere determinato sulla scorta della cifra d'affari del 2018. L'art. 7 cpv. 1 OFis-COVID-19 non consentiva dunque di scegliere alternativamente una delle tre possibili cifre d'affari, bensì ne sanciva un chiaro ordine. L'autorità cantonale ha osservato che il ricorrente, avvocato, non poteva ignorare il tenore della citata norma. Sconcerta pertanto che egli sostenga che la normativa COVID-19 prevedesse "tre distinte possibilità per indicare la cifra d'affari", come se fosse lasciata alla libera discrezione del richiedente. È stato accertato che per la società T.________ SA era disponibile una versione quantomeno provvisoria del conto annuale del 2019, e la relativa cifra d'affari era stata comunicata, prima ancora della richiesta di "credito COVID-19", nei rispettivi formulari per il calcolo dell'IVA di quell'anno. Secondo le dichiarazioni dell'insorgente, riportate nella sentenza impugnata, emerge inoltre che egli stesso considerava i dati IVA certi e ufficiali. Sicché il preteso eccesso di prudenza cade nel vuoto. Ciò a maggior ragione se si pone mente alla fattispecie concernente il "credito COVID-19" richiesto e ottenuto in favore della società G.________ SA, fattispecie per la quale la CARP ha prosciolto il ricorrente dall'accusa di truffa (v. supra fatti D). In questo caso infatti la cifra d'affari per l'anno determinante è stata stabilita in base alle dichiarazioni IVA. D'altronde lo stesso ricorrente riconosce nel gravame di aver verificato la "rispondenza della cifra d'affari riportata nel formulario con quella sussunta dalle dichiarazioni IVA già inoltrate all'AFC", con riferimento però all'anno 2018 e non 2019, malgrado i relativi dati fossero disponibili ma, come osservato dalla CARP, inferiori rispetto all'anno precedente. Inoltre, in base a quanto accertato, al momento della concessione del credito la società T.________ SA era inattiva. Come tale, non poteva subire alcun pregiudizio economico in seguito alla pandemia di COVID-19 (v. art. 3 cpv. 1 lett. c OFis-COVID-19) e non aveva dunque vocazione a partecipare al programma di aiuti mediante crediti transitori con fideiussioni solidali, programma concepito per il mantenimento della continuità operativa dell'attività economica delle piccole e medie imprese (v. DTF 150 IV 169 consid. 3.2.1 e 3.2.3). È quindi in modo corretto che l'autorità cantonale ha ritenuto dato l'inganno.