Citation: 5C.131/2003 01.09.2003 E. 4

4.1 Avanti al Tribunale federale, il convenuto ripropone la domanda di scioglimento delle comproprietà all'estero, con conseguente attribuzione a sé dei relativi fondi. 4.2 A tal proposito, il Tribunale di appello ha ritenuto che il regime matrimoniale della partecipazione agli acquisti vigente fra i coniugi è stato liquidato dal Pretore già nel 1999, in occasione della prima sentenza di divorzio. Ribadisce comunque che il qui ricorrente non ha fornito alcun dato circa i beni in questione, non bastando il fatto che la moglie abbia dichiarato di aver visto atti relativi a quanto in discussione. Poiché in Ticino l'eventuale scioglimento di un regime matrimoniale non soggiace al regime inquisitorio, spettava al convenuto documentare le sue allegazioni, ciò che invece non è avvenuto. Da ultimo, la Corte cantonale ha evidenziato come la moglie si sia opposta a tale domanda; inoltre, la moglie avrebbe dovuto essere indennizzata d'ufficio - fatto impossibile in assenza di ogni e qualsiasi informazione sui fondi in discussione. 4.3 Anche su questo punto, disattendendo manifestamente quanto stabilito dall'art. 55 cpv. 1 lit. c OG, il convenuto non si confronta con l'argomentazione del Tribunale di appello, ma si limita a riproporre la propria interpretazione dei fatti - ad es. per quanto attiene l'opposizione della moglie, di cui contesta la validità senza far valere l'esistenza di quelle eccezioni che permetterebbero al Tribunale federale di chinarsi sul merito della censura (supra, consid. 2.1). Comunque, a prescindere dalla validità dell'opposizione della moglie, resta il fatto che il convenuto non ha apportato ai giudici cantonali quegli elementi di fatto che avrebbero permesso loro di esprimersi sul merito della sua richiesta: emerge dalla sentenza impugnata, in primo luogo, che neppure è nota la situazione geografica dei fondi, né si sa con precisione di che fondi si tratti e quale valore essi possano rappresentare. Il convenuto, poi, sembra nemmeno aver letto la sentenza impugnata, laddove è esposto il principio dell'indennizzazione d'ufficio del coniuge che rinuncia ad un bene in comproprietà in favore dell'altro coniuge - principio che non può essere ovviamente ossequiato senza alcun dato in proposito; in ogni caso, egli non si pronuncia in merito. Ancora una volta, pertanto, il ricorso si appalesa motivato in termini del tutto insufficienti, ed è inammissibile.