Citation: 1A.198/2006 16.08.2007 E. 5

5.1 I ricorrenti ritengono che l'impianto sarebbe sovradimensionato, poiché il quantitativo di rifiuti da smaltire previsto nell'ordine delle 130'000 t annue sarebbe eccessivo, contrasterebbe con il già citato messaggio governativo del 26 maggio 2004 (che attesterebbe una costante diminuzione dei rifiuti di circa 5'000 t annue) e non terrebbe conto della cosiddetta "tassa sul sacco" introdotta recentemente in diversi comuni. 5.2 Ora, il dimensionamento dell'impianto era già stato esplicitamente stabilito nel PUC-ITR, ove veniva chiaramente fissata una capacità di smaltimento di 140'000 t all'anno, tenendo conto del 2015 quale anno di riferimento ed esponendo i diversi fattori presi in considerazione: anche questi aspetti andavano quindi, se del caso, contestati tempestivamente nell'ambito di un gravame contro il piano di utilizzazione. Comunque, come si è visto (cfr. consid. 2.2), il messaggio richiamato dai ricorrenti, pur accertando una tendenza alla diminuzione dei rifiuti da smaltire, prevede sempre la necessità di trattare un quantitativo di 130'000 t nell'anno 2015. D'altra parte, la Corte cantonale ha accertato che, secondo recenti dati statistici, nonostante la raccolta separata dei rifiuti riciclabili abbia raggiunto in Ticino un tasso del 40,1 % paragonabile a quello medio svizzero, nel 2004 sono state ancora prodotte circa 127'000 t di rifiuti urbani da smaltire, vale a dire 393 kg per abitante. La precedente istanza ha altresì riconosciuto una stabilizzazione negli ultimi 10/15 anni del totale dei rifiuti da eliminare. I ricorrenti non sostengono che questi accertamenti, di principio vincolanti per il Tribunale federale, sarebbero manifestamente inesatti o incompleti o che sarebbero stati appurati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). Le questioni sulla capacità di smaltimento dei rifiuti in Ticino e in generale in Svizzera erano anche state esaminate nell'ambito del rapporto del 4 settembre 2003 della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati sull'iniziativa parlamentare "Impianti di incenerimento dei rifiuti urbani del Cantone Ticino", volta a modificare l'art. 62 cpv. 2 LPAc allo scopo di prorogare il termine per la concessione dei contributi federali a favore di impianti di eliminazione dei rifiuti, affinché, dopo l'abbandono del sistema Thermoselect, potesse beneficiarne anche il nuovo impianto ticinese (FF 2003 6957; cfr. inoltre il relativo parere favorevole del Consiglio federale del 19 novembre 2003, FF 2003 6977). Al riguardo, la Commissione si era pure fondata sul rapporto dell'UFAFP del 3 marzo 2003, intitolato "Impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) del Cantone Ticino: sovvenzionamento da parte della Confederazione" (cfr. sentenza 1P.531/2006 dell'8 novembre 2006, consid. 4.2, nella causa riguardante l'iniziativa popolare "28 inceneritori bastano!"). Nella risposta del 12 gennaio 2007 al gravame in esame, l'Ufficio federale dell'ambiente ribadisce la necessità per il Cantone Ticino di un impianto di smaltimento dei rifiuti delle dimensioni progettate, rilevando che la situazione attuale non è mutata e precisando che negli ultimi due anni la quantità di rifiuti combustibili prodotta annualmente in Ticino ha superato le 130'000 t, sicché un dimensionamento di 140'000 t all'anno risulta appropriato, considerato che una riserva di capacità del 7 % circa appare ragionevole, permettendo di far fronte a un eventuale aumento delle quantità di rifiuti in seguito a una ripresa congiunturale o alla crescita della popolazione e garantendo la sicurezza dello smaltimento. I ricorrenti non sostanziano al proposito alcun argomento che possa confutare queste conclusioni, di modo che la questione non necessita di ulteriore disamina (sui calcoli relativi alla necessità di nuovi impianti di incenerimento vedi DTF 127 II 238 consid. 6, in particolare consid. 6c/bb pag. 253, dove si constatava la necessità di realizzare un impianto anche nel Cantone Ticino).