Citation: 5P.111/2006 26.06.2006 E. 3

Il ricorrente invoca pure l'art. 9 CC e sostiene di aver apportato "la piena prova" della sua proprietà, perché presso l'Ufficio dei registri di Mendrisio egli figurerebbe quale proprietario delle azioni e perché vi sarebbero delle "comunicazioni" ufficiali dell'autorità fiscale. Ora, qualora egli abbia inteso prevalersi di una violazione dell'art. 9 CC, la censura si rivela di primo acchito inammissibile perché, concernendo l'applicazione del diritto federale, avrebbe dovuto essere proposta in un ricorso per riforma (art. 43 cpv. 1 OG). Per il resto, il ricorrente pare misconoscere che lo scritto all'autorità fiscale in cui dichiara di aver acquistato il pacchetto azionario è stato spedito, con l'istanza di iscrizione di trapasso di proprietà, all'Ufficio registri nella prospettiva di un esame della compera del fondo sulla base della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE), atteso che l'autorità distrettuale di prima istanza competente a segnatamente decidere sull'obbligo di autorizzazione ha sede presso tale Ufficio (art. 7 della legge ticinese di applicazione della LAFE). Nemmeno il ricorrente sostiene poi esplicitamente - a giusta ragione - che il registro fondiario contenga indicazioni sull'azionariato di una società anonima. Si può infine ancora aggiungere che l'autorità fiscale si era limitata ad attestare che il ricorrente le ha dichiarato le 100 azioni delle Officine Y.________S.A., e ha quindi unicamente confermato che il ricorrente aveva fatto un annuncio. Ne segue che tale censura si rivela del tutto infondata.