Citation: 5C.216/2001 29.10.2001 E. 2

2.- Anche prescindendo dalla sua irricevibilità, il rimedio non avrebbe migliori possibilità di successo. L'atto illecito, su cui la ricorrente fonda la sua pretesa, è stato compiuto nel 1991: con la liberazione della somma sequestrata l'eventuale danno si è realizzato eo ipso, atteso che il sequestro altro non è che una misura provvisionale atta a garantire i diritti del creditore e che, di conseguenza, con la sua revoca pure decade la garanzia. L'illecito rimproverato all'Ufficio di esecuzione, in concreto, si è quindi realizzato e concluso con la revoca del sequestro, ossia sotto la vigenza dell'art. 5 LEF nella vecchia versione, che non istituiva nessuna responsabilità primaria ed esclusiva del Cantone. Ne consegue che, dal profilo sostanziale, l'illecito va giudicato secondo il diritto vigente al momento in cui è stato commesso e si è concluso (cfr. DTF 126 III 431 consid. 2a), ossia in concreto secondo la vecchia versione dell'art. 5 LEF, che prevedeva la responsabilità degli ufficiali e degli impiegati dell'ufficio di esecuzione. Correttamente, quindi, i giudici cantonali hanno respinto l'appello che chiedeva di riconoscere la responsabilità del Cantone in virtù del nuovo disposto di legge.