Citation: 4A_98/2018 E. 7.2

7.2. Il Tribunale arbitrale ha dapprima indicato che, in virtù dell'art. R45 del Codice dell'arbitrato in materia di sport, la vertenza andava decisa in base al diritto svizzero. Ha poi considerato che gli accordi non potevano essere reputati simulati, atteso che le parti avevano firmato tre contratti e che la società convenuta ha ripetutamente confermato di averli conclusi perché doveva vendere il calciatore prima della scadenza - l'anno seguente - del contratto che la legava a quest'ultimo, ciò che è poi avvenuto per il prezzo di euro 40'000'000.--. Ha ritenuto che i convenuti non hanno dimostrato una coercizione né di aver sottoscritto le convenzioni per timore nel senso dell'art. 29 CO. Ha rilevato che il contratto di mandato del 25 marzo 2015 non conteneva del resto alcun esaustivo elenco dei servizi che dovevano essere prestati dall'attore, limitandosi a prevedere che sarebbe stato adempiuto nel momento in cui il giocatore veniva trasferito a un club riconosciuto dalla FIFA. Riferendosi poi all'accordo di pagamento rateale del 2 giugno 2015, ha osservato che è unicamente stata versata la prima rata, che le altre due rate sono quindi ancora dovute, ma che l'interesse del 2 % mensile previsto nel caso di ritardo nel pagamento è contrario ai principi fondamentali del diritto svizzero e lo ha per questo motivo ridotto al 17 % annuo.