Citation: 6B_261/2023 E. 2.3

2.3. Con riferimento alle circostanze oggettive dell'infrazione aggravata alla LStup, la CARP ha considerato la colpa del ricorrente grave già solo in ragione del notevole quantitativo di cocaina alienato (755 grammi), rispettivamente detenuto (112,56 grammi), per un totale complessivo di almeno 160 grammi di sostanza pura. La colpa risulta poi aggravata dalla sua attività reiterata e ininterrotta sull'arco di anni, indice di significativa e radicata volontà di delinquere. L'insorgente si è dimostrato tutt'altro che uno sprovveduto: ha autonomamente messo in piedi e personalmente gestito per poco meno di tre anni un'attività di spaccio, provvedendo direttamente all'acquisto della cocaina in Italia, alla sua importazione in Ticino, al suo confezionamento in buste-dosi e poi anche al suo taglio per incrementare il guadagno. L'attività è cessata unicamente grazie all'intervento degli inquirenti e al suo arresto. Ad aggravare ulteriormente la colpa, continua l'autorità cantonale, è anche la dimensione internazionale dell'attività: il ricorrente andava a rifornirsi di cocaina in Italia e la importava in Ticino, varcando il confine senza farsi scoraggiare dal rischio di eventuali controlli, ciò che denota una grande spregiudicatezza e un'importante determinazione nel proseguire nell'attività a cui consacrava tempo ed energie. In un'ottica mitigativa la CARP ha ritenuto che 112,56 grammi di cocaina, detenuti al momento dell'arresto, non sono finiti sul mercato. Passando poi in rassegna le circostanze soggettive del reato, la Corte cantonale ha osservato come l'insorgente, che non è un tossicodipendente e nemmeno un consumatore abituale di cocaina, abbia agito per puro scopo di lucro, per guadagnare soldi facili e veloci senza fare troppa fatica. Ha iniziato a delinquere da uomo adulto, avendo oltre 30 anni, e quindi pienamente capace di rendersi conto dell'illiceità del suo agire e del relativo danno sociale. Aggrava in modo significativo la sua colpa poi il fatto che abbia delinquito nonostante avesse un lavoro ben retribuito, perché è indice di particolare e crasso egoismo vendere cocaina lucrando sulla salute dei consumatori. Il ricorrente poteva peraltro contare su suo padre a cui poteva rivolgersi in caso di bisogno, prima di avventurarsi con sorprendente facilità, senza tanti scrupoli o remore di sorta nel traffico di stupefacenti. La CARP ha quindi ritenuto che una pena detentiva non inferiore ai 3 anni e 9 mesi / 4 anni fosse adeguata alla grave colpa dell'insorgente. Riguardo all'infrazione semplice alla LStup, tenuto conto del genere di stupefacente e del quantitativo spacciato tutto sommato contenuto, soprattutto se suddiviso sull'arco temporale contemplato dall'atto di accusa, la CARP ha definito la colpa dell'insorgente medio-grave, ritenendo adeguata una pena ipotetica di natura pecuniaria di una trentina di aliquote giornaliere. Dopo aver valutato le circostanze oggettive e soggettive legate ai diversi reati, la CARP si è chinata su quelle personali dell'autore, non ravvisando in concreto elementi suscettibili di esplicare un effetto attenuante. Ha menzionato che, a carico del ricorrente, risulta una condanna non specifica risalente al 2014. Ha poi osservato che la sua collaborazione processuale non è stata né ampia né esemplare, rilevando un comportamento comunque sia reticente e poco trasparente con dichiarazioni altalenanti e contraddittorie, adattate nel tempo in funzione delle risultanze e dei riscontri oggettivi dell'inchiesta. Il comportamento processuale del ricorrente può pertanto essere considerato solo in parte a suo favore. Egli non si è assunto la responsabilità di tutto quanto commesso e, continua la Corte cantonale, non pare essere consapevole della gravità del suo agire. L'assenza di una reale presa di coscienza e di pentimento non è rassicurante quanto al suo comportamento futuro. Considerato il peso attenuante relativo della sua collaborazione, la CARP ha ritenuto adeguata la pena postulata con l'appello incidentale dalla pubblica accusa di 3 anni e 3 mesi. Tuttavia, atteso che per la ripetuta infrazione alla LStup appare adeguata la pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere, la Corte cantonale ha contenuto la pena detentiva sanzionante l'infrazione aggravata alla LStup a 3 anni e 2 mesi, non essendo in concreto dati i presupposti per pronunciare una pena unica giusta l'art. 49 cpv. 1 CP. Poiché il ricorrente non ha precedenti specifici, la CARP ha sospeso condizionalmente la pena pecuniaria, ma non quella detentiva la cui entità esclude tale possibilità.