Citation: 9C_299/2018 E. 4.2.2

4.2.2. La riforma legislativa ha inoltre previsto, conformemente all'art. 407b cpv. 2 seconda frase CPC, che i punti della decisione che non sono stati impugnati rimangono vincolanti, a meno che siano così strettamente connessi con le conclusioni non ancora giudicate da giustificare una decisione complessiva. Si tratta di un'eccezione al principio di autorità di cosa giudicata parziale di un giudizio di divorzio (cfr. DTF 130 III 537 consid. 5.2 pag. 546 seg. con riferimenti). In effetti se da un lato è vero che l'art. 283 cpv. 1 CPC stabilisce il principio dell'unità della sentenza di divorzio (su tale tema cfr. sentenza 5A_623/2017 del 14 maggio 2018 - destinata a pubblicazione - consid. 6 con riferimenti, in particolare 6.3.1), un'eccezione è data nei casi in cui il principio del divorzio, rispettivamente una conseguenza accessoria, non sono stati impugnati in appello (cfr. art. 315 cpv. 1 CPC, secondo cui l'efficacia e l'esecutività di un giudizio di primo grado sono inibite dall'inoltro di un appello limitatamente alle conclusioni). Dalla crescita in giudicato parziale del principio del divorzio dipende ad es. l'applicazione dell'art. 122 CC (cfr. sentenza 5A_856/2015 del 5 agosto 2016 consid. 3.2 con riferimenti). L'eccezione prevista all'art. 407b cpv. 2 seconda frase CPC trova origine nel fatto che la crescita in giudicato parziale di certe conseguenze del divorzio e il giudizio del conguaglio della previdenza professionale ancora pendenti possono condurre a problemi di coordinazione, e si giustifica pertanto nel caso in cui ci fosse una stretta connessione materiale tra il conguaglio della previdenza professionale e le questioni rimaste litigiose in sede d'appello (cfr. ROLAND FANKHAUSER, op. cit., pag. 159).