Citation: I 773/05 28.02.2007 E. A

D._________, cittadino italiano nato nel 1961, ha lavorato in Svizzera dal 1982 al 1992 e dal 1994 al 2000, solvendo regolari contributi all'AVS/AI. Dopo il rimpatrio, ha continuato ad esercitare un'attività lucrativa, segnatamente come autista e operaio addetto al carico e allo scarico di merci presso i magazzini di una società cooperativa. A seguito di un infortunio, ha cessato di lavorare a far tempo dal 17 ottobre 2001. Il 10 luglio 2003 l'assicurato ha presentato una domanda intesa al conseguimento di una rendita AI svizzera. Posta la diagnosi di "lombo-cruralgia ricorrente con discreto impegno funzionale vertebrale in soggetto sottoposto ad intervento di laminectomia decompressiva per stenosi del canale vertebrale, allegata cervicobrachialgia in assenza di obiettività clinica", il consulente medico dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS) di B.________ ha attestato in data 28 luglio 2003 un grado d'invalidità del 50%. Dopo avere sentito il parere del proprio servizio medico, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), riconoscendo un'incapacità lavorativa dell'assicurato del 50% nella precedente attività ma attestando un'abilità pari al 90% in occupazioni sostitutive leggere, mediante decisione del 1° settembre 2004, sostanzialmente confermata il 7 dicembre seguente anche in seguito all'opposizione interposta dall'interessato, ha per contro respinto la domanda di prestazioni per carenza di invalidità pensionabile, valutata sulla base di dati economici italiani nella misura del 37%.