Citation: 4P.66/2006 21.04.2006 E. 5

Con riferimento alla sentenza della II Camera civile del Tribunale d'appello la ricorrente si duole della violazione del divieto dell'arbitrio nell'apprezzamento delle prove e nell'accertamento dei fatti, sancito dall'art. 9 Cost. 5.1 Ora, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Il Tribunale federale annulla una sentenza per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il giudice cantonale abusa dell'ampio margine di apprezzamento di cui beneficia in materia di valutazione delle prove ed emana un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 131 I 57 consid. 2 pag. 61). Incombe alla parte che ricorre l'onere di dimostrare - con un'argomentazione dettagliata e precisa (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; 129 I 185 consid. 1.6) - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione arbitraria nel senso appena descritto, tenendo ben presente che un gravame fondato sull'art. 9 Cost. - com'è quello in rassegna - non può essere sorretto da argomenti con cui si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle norme invocate (DTF 130 I 258 consid. 1.3 pag. 261 seg.). 5.2 L'allegato sottoposto all'esame del Tribunale federale non soddisfa questi requisiti. In sintesi, la ricorrente sostiene che il conferimento del mandato risulterebbe in maniera inequivocabile dalla documentazione fiscale versata agli atti - concernente l'opponente e altri suoi familiari - che attesta il lavoro svolto. A torto. La (sola) produzione di questi documenti non fornisce la prova certa dell'esistenza di un contratto di mandato a titolo oneroso fra B.________ a A.________SA. La ricorrente non pretende invero il contrario. Essa sembra piuttosto essere dell'avviso che ciò che conta è che tale lavoro sia stato effettuato, poco importa da chi - A.________SA, D.________Ltd o C.________ personalmente, dato che, in ogni caso, entrambe le società fanno capo a lui - o per conto di chi - trattandosi pur sempre di familiari di B.________. Una simile tesi non può evidentemente essere seguita e non dimostra certamente che la Corte ticinese sarebbe incorsa nell'arbitrio ritenendo che i documenti agli atti non dimostrano né la stipulazione di un contratto di mandato né che tale mandato sia stato attribuito proprio dall'opponente alla ricorrente. Il ricorso è pertanto votato all'insuccesso.