Citation: 5A_817/2023 E. 2

Con sentenza 11 ottobre 2023 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto, nella misura della sua ammissibilità, il ricorso con cui l'escusso aveva chiesto di annullare l'incanto contestando vari criteri formali sui quali si fondava la stima peritale del 2023. Dato che l'escusso non pretendeva che l'aspetto esterno dei beni da realizzare fosse cambiato in modo significativo, l'autorità di vigilanza ha innanzitutto ritenuto irricevibile sia la critica secondo cui il perito non avrebbe visionato direttamente i fondi sia quella secondo cui gli allegati alla perizia (in particolare le foto) non sarebbero stati aggiornati. La Corte cantonale ha poi respinto, per assenza di prove, la censura secondo cui la situazione degli indici di sfruttamento accertata dal perito sarebbe stata diversa dalla situazione attuale. Essa ha inoltre scartato la critica secondo cui la metratura indicata dal perito (mq 205 per il fondo n. 1908 e mq 215 per il fondo n. 1909) non avrebbe coinciso con i dati ufficiali (mq 193 per il fondo n. 1908 e mq 206 per il fondo n. 1909) : la differenza di valore dei fondi sarebbe infatti in ogni modo stata insignificante, tanto più che la stima riveste un ruolo solo secondario nell'esecuzione in via di realizzazione del pegno. Quanto all'obiezione secondo cui il valore di stima sarebbe diminuito rispetto a quello risultante dalle perizie del 2017 e 2019, la Corte cantonale ha infine osservato che in tali atti il perito non aveva tenuto conto del vuoto pianificatorio rispettivamente del trasferimento di indici di sfruttamento.