Citation: 4A_179/2023 E. 4.3

4.3. Ora, quest'ultima doglianza si rivela di primo acchito inammissibile in ragione della sua carente motivazione. Infatti trattandosi di una vertenza pecuniaria, in relazione all'applicazione del diritto straniero, il ricorrente può solo fare valere una sua arbitraria applicazione, lesiva cioè dell'art. 9 Cost. (art. 96 lett. b LTF e contrario; DTF 133 III 446 consid. 3.1), soddisfacendo le esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF. Per il resto giova innanzi tutto rilevare che il ricorrente non contesta che la C.________ SA non è stata iscritta nel registro delle imprese quale proprietaria delle quote sociali della F.________ S.r.l. Egli non può poi essere seguito quando sostiene che, per l'efficacia dell'assunzione di debito, era irrilevante che l'atto pubblico non fosse stato stipulato pur essendo stato definito necessario. Non basta, infatti, opporre le proprie affermazioni in causa per sovvertire le constatazioni della Corte cantonale, che si è basata sul testo della "Schuldanerkennung" del 9 febbraio 2009 e su quanto avvenuto con riferimento alle quote sociali dell'altra società italiana, cedute - appunto - con un atto notarile. Né è sufficiente citare una frase della deposizione dell'opponente o affermare in modo apodittico che la premessa in cui veniva menzionata la necessità di un atto pubblico non sarebbe stata prevista quale parte integrante dell'accordo 9 febbraio 2009. In assenza d'un contratto di compravendita nella forma dell'atto pubblico la Corte cantonale ben poteva in concreto respingere la petizione fondata sull'assunzione di debito del 9 febbraio 2009. In queste circostanze si rivelano inconferenti, ai fini del presente giudizio, le argomentazioni ricorsuali secondo cui la C.________ SA avrebbe esplicitamente rinunciato a sollevare qualsiasi tipo di eccezione e che la sottoscrizione della "Schuldanerkennung" del 9 febbraio 2009 effettuata da tale società avrebbe avuto un effetto novatorio. Altrettanto vale per le censure fondate sull'art. 82 CO, già per il motivo che tale norma non si applica a un contratto che non è ancora venuto in essere (ROLF H. WEBER, Berner Kommentar, n. 128 ad art. 82 CO). Con riferimento al timore - espresso dal ricorrente contestualmente alla richiesta di procedere a una condanna condizionale ("Zug um Zug") dell'opponente - di non poter più far valere il credito una volta rogato l'atto pubblico, si può tuttavia aggiungere che la presente sentenza non esplica per una tale evenienza un effetto di regiudicata in ragione del cambiamento del fondamento fattuale (cfr. DTF 142 III 210 consid. 2).