Citation: 9C_839/2008 29.10.2009 E. A

C.________, cittadino italiano nato nel 1945, ha lavorato in Svizzera dal 1964 al 1965 e dal 1967 al 1968 in qualità di manovale edile, solvendo regolari contributi all'AVS/AI. Trasferitosi in Germania, ha lavorato come gruista per circa 10 anni e poi, una volta rimpatriato in Italia, dal 1° marzo 1980 al 30 novembre 1989 dapprima in qualità di muratore e, da ultimo, in qualità d'impiegato d'ordine dell'industria lattiera. In seguito, a partire dal 30 novembre 1989 non ha più svolto alcuna attività lavorativa. In data 19 settembre 2005, l'assicurato ha presentato una domanda intesa al conseguimento di una rendita AI svizzera, facendo valere un'inabilità addebitabile segnatamente a cardiopatia ischemica, infarto acuto del miocardio in territorio inferiore, ipercolesteromia, diabete mellito con retinopatia, note cliniche di artrosi polidistrettuali e sindrome nevrasteniforme ansiosa con depressione umorale. Mediante decisione del 7 novembre 2006, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI) ha respinto la richiesta per carenza d'invalidità di grado pensionabile. Fondandosi sul parere del dott. R.________ del servizio medico dell'UAI, l'amministrazione ha infatti ritenuto l'assicurato completamente abile al lavoro in attività più leggere, confacenti al suo stato di salute.