Citation: 1C_477/2023 E. 2

Il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Secondo l'art. 97 cpv. 1 LTF, i ricorrenti possono censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 143 I 310 consid. 2.2), o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. Sostenendo del tutto genericamente che la Corte cantonale avrebbe accertato i fatti rilevanti in modo manifestamente lacunoso e errato, poiché avrebbe tralasciato delle circostanze riferite alla realtà dei luoghi, in particolare alla conformazione del terreno e all'esigua elevazione dei manufatti sui fondi limitrofi, i ricorrenti non contestano esplicitamente l'arbitrio nella valutazione delle prove e nell'accertamento dei fatti. La critica è piuttosto intesa quale censura di merito, riferita alla pretesa violazione delle norme attinenti alla distanza tra edifici, di cui si dirà in seguito. Per il resto, laddove presentano complementi e correzioni dei fatti esposti nella sentenza impugnata, il gravame è inammissibile.