Citation: 1B_417/2022 E. 3.2

3.2. Al riguardo la CRP ha accertato che il dibattimento pubblico, con la partecipazione degli assessori giurati, ha avuto luogo come previsto il 2 giugno 2022, mentre il giorno successivo era stato previsto quale giorno di riserva: la comunicazione della sentenza è avvenuta il 7 giugno 2022 e intimata al ricorrente e al suo difensore al momento della lettura del suo dispositivo. Ha poi osservato che, come dimostrato dalle firme apposte in calce all'ultima pagina della decisione di carcerazione, le stesse non potevano essere state messe che contemporaneamente alla pubblicazione della sentenza di merito il 7 giugno 2022 una volta allestita la decisione completa, e non già in precedenza, sebbene le pagine contestate riportino la data del 3 giugno 2022. Ha quindi ritenuto che l'indicazione del 3 giugno 2022 sulle pagine da 2 a 4 non può che costituire un refuso, visto che il dibattimento era stato inizialmente fissato per il 2 e il 3 giugno 2022, mentre la data del 7 giugno 2022 è quella, corretta, della sua sottoscrizione e intimazione. Il ricorrente ribadisce che la sentenza di condanna e quella di carcerazione sarebbero state prese prima del dibattimento, poiché nella prima non sarebbe menzionata la sua memoria difensiva. Ora, come da lui rettamente ritenuto, questa critica potrà essere semmai oggetto dell'appello ch'egli intende inoltrare. D'altra parte, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF; DTF 146 IV 297 consid. 1.2), egli non si confronta con i predetti argomenti addotti dalla CRP, limitandosi a richiamare al riguardo, in maniera inammissibile perché la motivazione del gravame dev'essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (DTF 143 V 19 consid. 2.2; 143 II 283 consid. 1.2.3; 138 IV 47 consid. 2.8.1), l'assunto invocato nel suo reclamo. Del resto, la tesi ritenuta dalla CRP di un increscioso errore di stampa non appare insostenibile e quindi arbitraria (DTF 148 II 121 consid. 5.2; 147 II 454 consid. 4.4).