Citation: I 278/00 18.09.2000 E. 2

2.- Anche per quanto attiene all'applicazione del disciplinamento citato alla fattispecie questa Corte deve integralmente aderire e rimandare a quanto considerato, con motivazioni esaustive e convincenti, nel giudizio querelato. Il Tribunale cantonale, dopo attento esame degli atti, ha in effetti correttamente concluso che fino al momento determinante della resa del provvedimento controverso (cfr. consid. 1b), a dipendenza dei problemi di salute di cui è sofferente - segnatamente gli esiti del carcinoma sopraglottico asportato chirurgicamente nel 1991 -, la ricorrente non ha necessitato dell'aiuto regolare e considerevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita né ha abbisognato di una sorveglianza personale permanente o in modo durevole di cure particolarmente impegnative ai sensi dell'art. 36 cpv. 3 OAI. In simili condizioni, a ragione ha tutelato la decisione amministrativa che ha negato l'adempimento dei requisiti per l'erogazione di un assegno per grandi invalidi, nemmeno di grado esiguo. Queste conclusioni si sono fondate sui documenti all'inserto, in particolare sulle indicazioni contenute nel questionario di richiesta di prestazioni compilato dall'assicurata e dal suo medico curante come anche nel successivo scritto dell'interessata all'amministrazione del 30 novembre 1998 e nel ricorso alla precedente istanza. Da tali atti emerge infatti che S.________ abbisognava dell'aiuto regolare di terzi per compiere un unico atto (lavarsi e pettinarsi i capelli) suscettibile di essere considerato quale atto ordinario della vita giusta gli art. 42 cpv. 2 LAI e 36 OAI e la giurisprudenza. Come a ragione hanno considerato i primi giudici, le rimanenti attività nelle quali la richiedente ha indicato di essere ostacolata - segnatamente alcuni lavori domestici e di cucito - non rientrano invece nella categoria degli atti ordinari della vita ai sensi della ricordata normativa e non possono quindi essere considerate nell'ambito dell'esame del diritto ad un assegno per grandi invalidi. Dei relativi impedimenti l'UAI ha del resto già tenuto adeguatamente conto mediante l'attribuzione di una rendita intera.