Citation: 2C_256/2018 E. 7.2.2

7.2.2. In seconda battuta, sempre riguardo al rispetto dell'art. 9 cpv. 2 lett. m LAID: che fra le deduzioni per le quali il diritto federale impone ai Cantoni di introdurre un limite massimo figura anche la deduzione per attività lucrativa dei coniugi (art. 9 cpv. 2 lett. k LAID); che diversi Cantoni non si sono tuttavia limitati a fissare un limite massimo alla deduzione, ma hanno stabilito anche una deduzione percentuale dal reddito del coniuge che guadagna meno; che la stessa Confederazione ha del resto previsto che dal reddito lavorativo più basso sia "dedotto il 50 per cento ma almeno 8'100 e al massimo 13'400 franchi" (art. 33 cpv. 2 prima frase LIFD); che, sebbene il legislatore cantonale si sia in tal modo discostato dalla rigorosa lettera dell'art. 9 cpv. 2 lett. k LAID, si ritiene che le disposizioni adottate siano conformi al diritto federale, tenendo conto sia della genesi della norma sia del grado di maturazione dell'armonizzazione e della stretta vicinanza con la questione delle aliquote d'imposta; che la disposizione cantonale qui in discussione sarebbe stata incompatibile con il diritto federale se avesse limitato il diritto alla deduzione ai soli contribuenti il cui reddito imponibile è inferiore a 80'000 franchi, mentre qui si è limitata a prevedere una deduzione più elevata per i contribuenti con redditi inferiori; che la scelta del legislatore ticinese non nasce da una svista, ma è frutto di una valutazione politica che ha tenuto conto sia dello stretto legame con le deduzioni sociali che della preoccupazione di offrire un incentivo efficace al lavoro di entrambi i genitori.