Citation: 1C_71/2020 E. 3.2

3.2. La Corte cantonale ha rilevato che la questione della distanza delle sonde geotermiche dai confini privati non è disciplinata in modo unitario a livello svizzero. Ha osservato che vi sono cantoni che prevedono una distanza fissa (stabilita tra 2.50 e 5.00 m; nella maggioranza dei casi in 3.00 m), altri che contemplano una distanza variabile in funzione della lunghezza della sonda, mentre altri ancora combinano queste due varianti; taluni delegano la competenza agli ordinamenti comunali, mentre altri non prevedono (ancora) alcun disciplinamento particolare. Ha rilevato che tra questi ultimi rientra il Cantone Ticino, accennando a un'iniziativa parlamentare del 19 settembre 2016 presentata nella forma generica "legge edilizia - come gestire le sonde geotermiche e le infrastrutture del sottosuolo ? Oggi chi prima arriva meglio alloggia". Nell'avviso cantonale l'UPAAI consiglia di tenere una distanza dal confine pari al 5 % della lunghezza/profondità delle sonde, in concreto quindi di 6 m, analoga al raggio d'influenza/interferenza termica delle sonde. Accertata anche l'assenza di una regolamentazione comunale, la Corte cantonale ha rilevato che l'art. 14 cpv. 1 e 2 lett. a delle norme di attuazione del piano regolatore di Capriasca, Sezione di X.________ (NAPR), per le opere sotterranee, definite in analogia alla normativa cantonale quali costruzioni/impianti che non sporgono oltre 1.50 m dal terreno sistemato, dispone che possono sorgere a confine verso i fondi privati. Ha precisato che le sonde litigiose distano meno di 3 m dal confine con la particella n. 111, di forma stretta ed allungata, e circa 3 m, dal fondo n. 113, largo quasi il triplo, motivo per cui non rispettano la distanza di 6 m consigliata dall'APAAI. La Corte cantonale ha comunque ritenuto che ciò non comporta l'impossibilità di autorizzare l'intervento litigioso, visto che la licenza edilizia configura un atto amministrativo con il quale l'autorità accerta che nessun impedimento di diritto pubblico vi si oppone. In assenza di uno specifico parametro sulla distanza dal confine ha osservato che le sonde potrebbero sorgere addirittura fin sul confine, essendo configurabili alla stregua di impianti sotterranei. Ha accertato che in concreto le sonde sono posizionate a una distanza di circa 2-3 m dal confine con i fondi n. 111 e 113, ossia a una distanza simile o comunque vicina a quella applicata nei cantoni che prevedono un tale parametro, motivo per cui non ha ritenuto una violazione del diritto vigente. Ne ha dedotto che, sotto il profilo del diritto pubblico, la circostanza che il raggio d'influenza/interferenza termica si estende per circa 3 m all'interno dei due fondi confinanti non impedisce il rilascio della licenza. Secondo i giudici cantonali questa soluzione si impone a maggior ragione, visto che secondo la citata panoramica allestita dall'Ufficio federale dell'energia, la distanza minima dal confine prevista da altri cantoni non è concepita per evitare qualsiasi influsso sui fondi contermini, ma tende piuttosto a limitare le interferenze tra le sonde poste su fondi confinanti, mantenendo la distanza minima di 5 m tra singole sonde, prevista per motivi tecnici di perforazione dalla norma SIA 384/6 (sonde geotermiche).