Citation: 2P.258/2002 19.03.2004 E. 2

2.1 Come correttamente rilevato dalla Corte cantonale - e non contestato dalla qui ricorrente - oggetto del contendere sono delle concessioni che conferiscono un diritto d'uso esclusivo su una determinata porzione del bene pubblico per un periodo di tempo direttamente fissato da una legge, in concreto, da un regolamento. In quanto la durata delle concessioni scaturisce da una norma di carattere generale ed astratto, quest'aspetto del rapporto giuridico non è di natura convenzionale e non comporta, quindi, alcun diritto acquisito (cfr. DTF 127 II 69 consid. 5b e rinvii). Non essendo riconducibile ad una pattuizione tra le parti, detta durata non è, in linea di principio, al riparo dalle modifiche della legge su cui si fonda; occorre tuttavia che siano dati i presupposti per la revoca delle decisioni amministrative (al riguardo, cfr. DTF 121 II 273 consid. 1a/aa; 119 Ia 305 consid. 4c; 115 Ib 152 consid. 3a). In concreto, l'assoggettamento delle concessioni al limite di durata introdotto dal nuovo regolamento del cimitero può quindi essere ammesso solo se l'interesse alla corretta attuazione del diritto oggettivo prevale su quello della concessionaria alla sicurezza del diritto. 2.2 Occorre poi precisare che l'applicazione del controverso limite temporale alle vecchie concessioni non viola il principio della non retroattività delle leggi. In effetti, la tutela dei diritti dei vecchi concessionari, di cui all'art. 5 R-1964, è venuta a cadere con l'entrata in vigore dell'attuale regolamento, approvato dal Consiglio comunale il 21 ottobre 1996 e ratificato dal Consiglio di Stato il 26 marzo 1997. L'art. 23 R-1997 dispone che tutte le concessioni in corso al momento dell'approvazione del nuovo regolamento saranno sottoposte alle nuove norme per quanto concerne i loro termini. Orbene, l'adattamento al nuovo diritto di decisioni che esplicano effetti duraturi costituisce un caso di retroattività impropria, ammessa dalla dottrina e dalla giurisprudenza (cfr. DTF 126 V 134 consid. 4a e richiami; RDAT 1995 I 46 114 consid. 5 e rinvii; DLA 2002 250 consid. 4a e numerosi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali).