Citation: I 149/00 07.07.2000 E. 2

2.- a) I giudici di primo grado hanno respinto il gravame del ricorrente facendo proprie innanzi tutto le conclusioni cui è giunta la dottoressa E.________ del Servizio medico dell'Ufficio AI. Quest'ultima, sulla scorta della documentazione medica raccolta dall'INPS e di quella prodotta dall'interessato, ritiene che fino alla data in cui è stata pronunciata la decisone, vale a dire fino all'11 agosto 1998, il ricorrente conservava, malgrado le affezioni di cui è portatore, sulle quali per altro vi è unanimità di giudizio con i medici italiani, ancora un'estesa capacità lavorativa in attività sostitutive, compatibili con lo stato di salute. I primi giudici, sulla scorta di questa valutazione della capacità lavorativa in attività sostitutive, hanno poi aderito alle conclusioni del Servizio preposto alla valutazione dell'invalidità, che ha ammesso un grado massimo d'invalidità del 42%. Il Tribunale federale delle assicurazioni non ha motivo di distanziarsi da questa conclusione, che trova riscontro, da un lato, nella circostanziata valutazione del Servizio medico dell'Ufficio AI e, dall'altro, nella determinazione del grado d'invalidità da parte del Servizio preposto a questa bisogna. Il grado d'invalidità del 42% appare invero un limite superiore, non appena si consideri che esso è scaturito dall'ipotesi maggiormente favorevole al ricorrente. In effetti, il servizio preposto alla valutazione delle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa ha posto alla base della propria valutazione il salario più basso che il ricorrente avrebbe potuto conseguire in un'attività sostitutiva e lo ha poi ridotto di un quarto per tener conto delle particolari condizioni di lavoro nella regione in cui vive l'interessato. b) Certo, il Servizio medico dell'Ufficio AI non nega che le condizioni di salute del ricorrente e quindi la sua capacità di lavoro possano essere peggiorate a dipendenza delle spedalizzazioni verificatesi nel corso dei mesi di settembre, ottobre e novembre del 1998. Questa circostanza, come spiegato dai giudici di primo grado, non è tuttavia di rilievo per il presente giudizio, poiché è posteriore alla data in cui è stata presa la decisione impugnata. In base alla situazione accertata fino a quel momento, essa merita quindi di essere confermata. c) Va infine rammentato pure che l'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee ad un danno alla salute non giustifica il riconoscimento di una rendita. Se un assicurato non reperisce un lavoro adeguato a dipendenza dell'età o di una formazione insufficiente, l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a risponderne; l'"incapacità di lavoro" che ne risulta non è dovuta a una causa per la quale la legge le impone di prestare (DTF 107 V 21 consid. 2c; RCC 1991 pag. 333 consid. 3c, 1989 pag. 325 consid 2b). Sotto questo aspetto il nostro diritto diverge sostanzialmente da quello italiano che invece considera tali fattori. Nell'ordinamento giuridico svizzero la mancanza di lavoro a seguito della disoccupazione endemica che colpisce una determinata regione, quindi dovuta a veri e propri squilibri del mercato del lavoro, viene assunta nei limiti della legge dall'assicurazione contro la disoccupazione.