Citation: 1P.473/2006 07.09.2006 E. 2

2.1 I ricorrenti rimproverano alla Corte cantonale una violazione del loro diritto di essere sentiti garantito dall'art. 29 Cost., sostenendo che si sarebbe imposto di esperire un sopralluogo e di assumere le ulteriori prove richieste, quali il richiamo dal Tribunale della pianificazione del territorio del già citato incarto relativo a un loro ricorso contro l'approvazione del piano regolatore di Bellinzona e l'audizione del giudice che aveva istruito quella causa e esperito in tale ambito un sopralluogo. 2.2 Il diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa, 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 520 segg.). Tale diritto non impedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b). Nell'ambito di questa valutazione all'autorità compete un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene soltanto in caso d'arbitrio (DTF 124 I 208 consid. 4a, 115 Ia 8 consid. 3a, 97 consid. 5b pag. 101, 106 Ia 161 consid. 2b in fine; sentenza 1P.585/2001 del 9 novembre 2001, consid. 4, pubblicata in: RDAT I-2002, n. 83, pag. 529 segg.). 2.3 La Corte cantonale ha statuito, come in precedenza già il Consiglio di Stato, sulla base degli atti, ritenendo sufficienti in particolare le fotografie e i piani contenuti nell'incarto e rinunciando quindi all'assunzione di ulteriori prove, siccome superflue. I ricorrenti sostengono che un sopralluogo alla presenza delle parti e del capo tecnico comunale avrebbe consentito loro di fare accertare i veri motivi per cui non sarebbe stata avviata sin dall'inizio la procedura della domanda di costruzione. Anche il richiamo dell'incarto del Tribunale della pianificazione del territorio e l'audizione del suo presidente, avrebbero permesso, al dire dei ricorrenti, di constatare le manchevolezze dell'autorità comunale e la malafede dei vicini. Tuttavia, l'oggetto della lite non verteva sulle ragioni per cui la trasformazione contestata non era inizialmente stata sottoposta alla procedura della domanda di costruzione, bensì sulla conformità all'ordinamento edilizio comunale e cantonale dell'opera nell'ambito della procedura in sanatoria nel frattempo avviata. Ora, le caratteristiche e la portata dell'intervento edilizio emergevano chiaramente dagli atti, segnatamente dai piani e dalle fotografie, mentre gli accertamenti prospettati dai ricorrenti erano irrilevanti e del tutto privi di pertinenza ai fini del giudizio sull'oggetto del litigio. È quindi senza incorrere nell'arbitrio che le autorità cantonali hanno rinunciato a assumere ulteriori prove, sulla base di un apprezzamento anticipato della loro irrilevanza e inutilità. Per queste ragioni nemmeno occorre in questa sede dare seguito alla richiesta dei ricorrenti, manifestamente infondata, di assumere le prove indicate.