Citation: 4A_151/2020 E. A

Con una "convenzione di mutuo fruttifero" del 30 giugno 2004 (agli atti come documento B) B.________ ha trasferito a A.________ "la proprietà della somma di Euro 500'000.--". Il contratto stabiliva, tra l'altro, che il "trasferimento" era già avvenuto, che con la sua firma il mutuatario rilasciava quietanza, ch'egli s'impegnava a restituire capitale con interessi entro il 30 giugno 2006 e si riconosceva formalmente debitore nel senso dell'art. 82 LEF; le parti eleggevano inoltre il foro di Lugano e dichiaravano applicabile il diritto svizzero, in particolare gli art. 312 segg. CO. Il 23 marzo 2005 B.________ e A.________ hanno firmato una seconda convenzione per la somma di euro 250'000.--; il contenuto era uguale a quello della prima, ma fissava la scadenza del mutuo al 1° marzo 2007 (documento C). In un conteggio del 29 marzo 2006 B.________ ha ricapitolato i prestiti effettuati a favore di A.________ e della C.________Spa, società della quale questi era socio di maggioranza, gli ha proposto un nuovo riparto di euro 1'305'000.-- a carico della società e euro 750'000.-- a carico suo "comme initialement prévu" e gli ha chiesto di confermargli se accettava la ridistribuzione. Il 7 aprile 2006 A.________ ha firmato il conteggio per accettazione (documento D). Il medesimo giorno è stato sottoscritto un "atto costitutivo di pegno su azioni" (documento E). Nelle premesse si diceva che A.________ era debitore nei confronti di B.________ di euro 750'000.--, che dovevano essere ripagati con gli interessi entro il 31 dicembre 2011. A.________ ha poi costituito una "garanzia pignoratizia" su 147 azioni della C.________Spa a favore di B.________.