Citation: 2P.252/2000 25.06.2001 E. 2

2.- a) Il Tribunale di espropriazione ha in primo luogo dato atto alla ricorrente che l'Assemblea comunale di Miglieglia aveva approvato il progetto, il credito di costruzione ed il prelievo di contributi di miglioria nella misura del 70% dei costi solo per quanto concerne il tratto superiore della strada e non si era invece mai pronunciata sulla parte bassa del tracciato. Ha poi giudicato maldestro il tentativo del Municipio di rimediarvi attraverso il prelievo di contributi posteriori di cui all'art. 10 LCM. Secondo i giudici cantonali, questo vizio non comportava tuttavia la nullità assoluta del prospetto del 1998, il quale restava valido per i proprietari che non l'avevano contestato. Nel caso della qui ricorrente, detto prospetto andava invece annullato, per cui riacquistava validità quello pubblicato nel 1997, ma con le riduzioni concesse dal Municipio in sede di reclamo, non essendo proceduralmente possibile una reformatio in peius. In definitiva i giudici cantonali hanno considerato che la ricorrente non subiva pregiudizi, dal momento che doveva pagare soltanto i contributi votati dall'Assemblea comunale per il tratto superiore della strada. b) La ricorrente censura un diniego di giustizia, in quanto la Corte cantonale avrebbe esaminato marginalmente con una motivazione del tutto carente il problema specifico della natura dell'opera oggetto di prelievo. Nel merito il ricorso verte sulla quota di spese determinante che può essere posta a carico dei proprietari. La ricorrente riconosce che la percentuale del 70% alla base del prospetto del 1997 era corretta, perlomeno quando l'Assemblea comunale l'aveva votata. Essa sostiene però che il Municipio avrebbe radicalmente modificato il progetto iniziale, realizzando un'opera viaria allacciata alla strada cantonale, larga 4.20 m. ed avente una pendenza che raggiunge il 13%: si sarebbe così passati da un'opera di urbanizzazione particolare ad un'opera di urbanizzazione generale ai sensi dell'art. 3 LCM, per la quale l'art. 7 LCM stabilisce che può essere prelevata dai proprietari una quota massima del 60% dei costi. Ignorando questi fatti il Tribunale di espropriazione sarebbe incorso nell'arbitrio.