Citation: 6B_1071/2020 E. 7

L'insorgente contesta infine la revoca della sospensione condizionale della pena detentiva di 20 mesi inflittagli il 2 luglio 2018 per infrazione aggravata alla LStup. La Corte di prime cure avrebbe stabilito una pena unica sulla base del principio consacrato dall'art. 46 CP, trascurando le particolarità del concorso retrospettivo parziale. Essa infatti si sarebbe pronunciata unicamente sulla revoca della sospensione condizionale della pena irrogatagli il 4 novembre 2013 per guida di un veicolo a motore senza licenza di condurre, ma non su quella del 2018. La CARP tuttavia avrebbe deciso altrimenti, revocando la sospensione condizionale della pena del 2018, malgrado questo punto della sentenza di prima istanza non fosse stato impugnato in appello, ciò che costituirebbe a tutti gli effetti una reformatio in peius proscritta dall'art. 391 cpv. 2 CPP. Tale modo di procedere sarebbe inoltre lesivo del diritto di essere sentito e del principio generale della buona fede, l'autorità dovendo attirare l'attenzione dell'interessato sulla possibilità di una modifica a suo sfavore della decisione impugnata, per permettergli di esercitare i suoi diritti, segnatamente quello di valutare l'eventuale ritiro dell'appello entro la fine del dibattimento. La censura verte esclusivamente sulla violazione del divieto della reformatio in peius. Nessuna critica è per contro sollevata in merito all'applicazione dell'art. 46 CP e alla realizzazione dei presupposti per revocare la sospensione condizionale di una precedente pena.