Citation: 1C_469/2020 E. 2.3

2.3. La ricorrente sostiene che la causa presenterebbe tre questioni di principio. La prima riguarda il rifiuto della CRP di accordarle un termine per completare il ricorso. Al riguardo la CRP ha ritenuto che nel suo gravame di 27 pagine la ricorrente aveva sufficientemente sviluppato le proprie censure e che, per di più, le è stata concessa una proroga per presentare la replica. In siffatte circostanze non si è in presenza di una questione di principio. Mal si comprende inoltre perché, al dire della ricorrente, tale quesito dovrebbe essere vagliato alla luce della sentenza del 10 agosto 2020, con la quale il Tribunale federale ha dichiarato inammissibili i ricorsi concernenti le cause 1C_302-303-304/2020 riguardanti società riconducibili all'indagato e patrocinate dagli stessi avvocati. La conclusione di sospendere la presente procedura fino al giudizio su quelle cause è quindi priva di fondamento. I riferimenti alle questioni di merito relative a queste cause, sulle quali si diffonde la ricorrente, sono quindi inammissibili. Quale seconda questione di principio la ricorrente sostiene che occorrerebbe esaminare se nel caso di specie sarebbe applicabile il principio dell'utilità potenziale, poiché al suo dire i documenti bancari dei quali è ordinata la trasmissione non avrebbero alcun legame con il procedimento penale estero. Si tratta di una semplice contestazione della valutazione delle prove, nell'ambito della quale la CRP non si è scostata dalla prassi costante. La terza questione asseritamente di principio, anch'essa infondata, concerne la criticata applicazione del principio di proporzionalità riguardo all'ammontare del sequestro. Gli averi bloccati sul conto litigioso, che parrebbero collegati ai reati oggetto d'indagine in Brasile, ammontano a USD 8'568'489.--. Ora, su esplicita richiesta del Ministero pubblico della Confederazione, l'autorità rogante ha confermato che l'importo massimo da sequestrare ammonterebbe a USD 131'932'994.88, rappresentante il danno causato dalle presunte condotte delittuose. Le conclusioni addotte dalla CRP al riguardo non si discostano dalla costante prassi. Giova rilevare infine che la censura di merito inerente alla circostanza che secondo il diritto brasiliano i fatti rimproverati all'indagato sarebbero prescritti, poiché egli avrebbe più di 70 anni, sarebbe ininfluente, già per il fatto che il Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica federativa del Brasile, concluso il 12 maggio 2004 (RS 0.351.919.81) non prevede la prescrizione quale motivo di rifiuto dell'assistenza, né la ricorrente adduce che sarebbero adempiute le condizioni dell'art. 5 cpv. 1 lett. c AIMP (RS 351.1); la rogatoria concerne inoltre anche altri inquisiti (sentenza 1C_11/2019 del 18 gennaio 2019 consid. 2.2) e il gravame non è presentato dalla persona perseguita (DTF 136 IV 4 consid. 6.1 pag. 10).