Citation: U 350/04 12.10.2006 E. 6

6.1 L'esistenza, in concreto, di un trauma del tipo "colpo di frusta" non risulta essere, perlomeno espressamente, contestata dalla Corte di primo grado, malgrado i medici interpellati discordino su questo punto. Alla luce di quanto attestato dal prof. M.________ e dal dott. F._______ nei loro rapporti particolarmente approfonditi, la realizzazione di un simile trauma va considerata probabile (in questo senso si sono pronunciati anche il medico curante dott. S._______, il dott. L.________, neurochirurgo, e la dott.ssa P.________, neuropsicologa, mentre in senso opposto si sono espressi i medici del pronto soccorso dell'Ospedale Y.________, i sanitari del Centro Z.________ e il dott. O.________). La questione non necessita tuttavia di essere risolta, non essendo rilevante ai fini dell'esito del gravame. Nel caso di specie non può infatti essere ammessa la presenza di disturbi rientranti nel quadro tipico di un trauma da "colpo di frusta". 6.2 Se è vero infatti che nelle prime 72 ore dopo l'incidente sono apparsi dolori alla nuca e alle spalle, è pure esatto che alcuni degli altri sintomi si sono manifestati soltanto in maniera sporadica - quindi non in modo frequente e persistente, come preteso dalla giurisprudenza (sentenza del 29 ottobre 2002 in re S., U 22/01, consid. 6.2) -, mentre altri ancora solo tardivamente, circa 2/3 anni dopo l'incidente. Così, nel rapporto del dott. A.________, reumatologo, del 27 febbraio 1996, allestito perciò cinque mesi dopo l'infortunio, risultano solo possibili disturbi di memorizzazione, stanchezza e affaticamento importante. Durante il soggiorno dal 28 marzo al 17 aprile 1996 presso il Centro Z.________ viene attestata unicamente la presenza di cefalee accompagnate da dolori cervicali. Anche nel rapporto del 14 luglio 1997 del dott. O.________, specialista in medicina infortunistica, reso quasi due anni dopo l'incidente, viene rilevata la sola presenza di cefalee. Nel referto del dott. L.________ del 24 giugno 1998, quasi tre anni dopo l'incidente, appare anche la nausea. Nausea e vomito inoltre si manifestavano al tocco durante le visite mediche (rapporto del dott. B.________, specialista in chirurgia ortopedica, del 26 giugno 1998 e del dott. K.________ del 13 dicembre 1999) e sono attestate anche nel referto del dott. E.________. Nella relazione del dott. F._______ del 28 dicembre 2000 ricompaiono cefalee, accompagnate da insicurezza nella deambulazione. In occasione della perizia esperita dal prof. M.________, infine, non viene rilevato alcuno dei disturbi succitati (se non eventuali turbe della memoria, non tuttavia spontaneamente indicate dalla ricorrente). 6.3 In simili condizioni non si può senz'altro affermare che l'assicurata abbia presentato, nei termini previsti dalla giurisprudenza, il quadro tipico dei sintomi relativi al trauma da accelerazione della colonna cervicale, avendo essa manifestato, regolarmente, unicamente delle cefalee. La giurisprudenza relativa a tale trauma non tornando applicabile, l'esame di un eventuale nesso di causalità adeguata tra incidente e disturbi psichici va pertanto effettuato in base ai criteri posti in DTF 115 V 140 consid. 6c/aa in caso di evoluzione psichica abnorme conseguente ad infortunio (cfr. sentenza del 9 febbraio 2005 in re G., U 196/04, consid. 2.1).