Citation: 8C_631/2022 E. 4.1

4.1. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di aver svolto un'errata interpretazione dell'Accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (di seguito ALC [RS 0.142.112.681]) e del Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (di seguito Regolamento n. 883/2004 [RS 0.831.109.268.1]) nella misura in cui, per determinare l'applicabilità (o meno) del diritto internazionale succitato, ha proceduto ad accertare la sussistenza di un elemento transfrontaliero nella lite, segnatamente il suo luogo di residenza. A mente del ricorrente, richiamando l'art. 2 par. 1 del Regolamento n. 883/2004, il solo fatto che egli sia cittadino italiano comporterebbe automaticamente l'applicazione del Regolamento in parola secondo cui, per l'art. 81 (domande, dichiarazioni o ricorsi), la consegna di una domanda o di un ricorso al servizio postale di uno Stato membro - diverso da quello che determina la legislazione applicabile alla causa - salvaguardia il termine di ricorso al servizio postale, sicché il gravame andrebbe ritenuto tempestivo.