Citation: 1C_621/2021 E. 2.5

2.5. Ora, fraintendendo parzialmente la portata nella decisione impugnata dell'uso dei termini di "demolizione" e di "rettifica", visto che al riguardo nella stessa sono state riprese le considerazioni generali relative all'adozione dei provvedimenti di "ripristino" e si insiste sul fatto che le costruzioni, come quella in esame, realizzate senza autorizzazione e in contrasto con il diritto materiale devono, rettamente, di massima essere demolite o rettificate (DTF 147 II 309 consid. 5.5 e rinvii; sentenza 1C_528/2021 del 3 agosto 2023 consid. 2.5 e 2.6), l'ARE parrebbe aver compreso in maniera non del tutto corretta il senso di questi termini e quindi i limiti dell'ordine litigioso. Ciò anche poiché la Corte cantonale ha sottolineato, in maniera ambigua, che il "controverso ordine (di divieto d'uso) " non è affatto sproporzionato, ma semmai generoso, nella misura in cui non impone di "ripristinare integralmente la situazione preesistente, rimuovendo tutte le opere/infrastrutture suscettibili di rendere abitabile la stalla" e che neppure l'invocato utilizzo trentennale non osta di principio alle opportune misure di ripristino. Ora, come visto, l'ordine di liberare i locali utilizzati a titolo abitativo, quale misura cautelare, non poteva includere anche l'ordine di demolire le opere suscettibili di rendere abitabile la stalla, che dovranno poi essere indicate nell'ordine di ripristino. Ciò già per il fatto che prima di ordinare la demolizione di parti di un edificio ubicato fuori della zona edificabile, il Municipio deve previamente chiedere l'avviso vincolante al Dipartimento ai sensi dell'art. 47 cpv. 1 RLE, indicante le infrastrutture da smantellare. Le parti non sostengono che un tale avviso sarebbe già stato emanato, né lo stesso figura nell'incarto cantonale. Il ricorrente parrebbe misconoscere che il Comune poteva emanare il divieto d'uso quale misura cautelare e, solo in seguito un ordine di demolizione. Esso non era tenuto, né avrebbe potuto, visto lo stadio della procedura all'epoca, a emanarli simultaneamente, come parrebbe ritenere il ricorrente. Come visto, nel Cantone Ticino l'ordine di demolizione non dev'essere adottato congiuntamente al diniego di una licenza edilizia a posteriori; per le costruzioni fuori delle zone edificabili tale ordine può essere pronunciato soltanto dopo aver sollecitato l'avviso vincolante del Dipartimento (art. 47 cpv. 1 RLE). Certo, nella fattispecie qualora il Comune, dopo l'emanazione della sentenza impugnata, avesse sollecitato senza indugio l'avviso dipartimentale in vista dell'adozione di un ordine di demolizione, l'ARE avrebbe verosimilmente ritirato il ricorso, o lo stesso sarebbe diventato privo d'oggetto.