Citation: 4A_371/2009 30.11.2009 E. 5

Le critiche che il ricorrente muove contro questa sentenza vertono in primo luogo sulla costatazione dell'autorità cantonale di non avere potuto determinare la reale e concorde volontà delle parti. Questa conclusione è a suo dire il frutto di un accertamento dei fatti manifestamente inesatto nel senso dell'art. 97 cpv. 1 LTF, perché B.________ è stato sentito benché si sapesse fin dall'inizio che non avrebbe potuto esprimersi sul momento nel quale si è perfezionato il contratto e poiché la deposizione è stata "manipolata", ignorando che il teste ha dichiarato che "le modifiche succedutesi nel corso degli anni non hanno avuto quale effetto quello di modificare quanto pattuito inizialmente dalle parti". Inoltre, considerato che la volontà delle parti traspariva già dal contratto del 1982, con le relative condizioni generali, il ricorrente reputa "improponibile" e lesivo dell'art. 8 CC pretendere da lui altre prove; dalla giurisprudenza riguardante la portata della norma, della quale riproduce ampi passaggi, egli deduce che gli sono state imposte delle esigenze di motivazione e allegazione troppo severe. 5.1 La determinazione della reale e concorde volontà delle parti attiene al fatto (DTF 135 III 410 consid. 3.2 pag. 412 seg.). Il Tribunale federale può di conseguenza scostarsi dagli accertamenti contenuti nel giudizio cantonale a questo riguardo soltanto se essi sono manifestamente inesatti, ovvero arbitrari (cfr. consid. 2.2). Questa condizione non è realizzata nella fattispecie in esame. Non è contestato che il teste B.________ è intervenuto solo nel 2002 e non ha quindi partecipato al contratto iniziale stipulato dal ricorrente con la compagnia Y.________. Se così è, non è affatto insostenibile interpellare il teste e limitare la portata della sua deposizione ai fatti accaduti dopo il 2002, escludendo quindi ch'egli abbia potuto spiegare quanto accaduto con la modifica del 1998, decisiva ai fini del giudizio. Il ricorrente attribuisce del resto erroneamente al teste B.________ l'affermazione se-condo cui "le modifiche succedutesi nel corso degli anni non hanno avuto quale effetto quello di modificare quanto pattuito inizialmente dalle parti"; si tratta in realtà di una considerazione espressa dall'autorità cantonale preliminarmente all'apprezzamento della sua deposizione (sentenza impugnata consid. 2.6 a pag. 14). Certo B.________, dopo avere parlato di "continuità contrattuale" per i passaggi Y.________ - Z.________ - X.________SA, ha concluso la sua testimonianza dicendo che "non vi è stata una stipula specifica tesa a modificare il contratto originario". Quest'affermazione è però riferita esplicitamente al momento in cui l'opponente ha ripreso il contratto d'assicurazione da Z.________, ciò che è accaduto solo il 16 ottobre 2003, quando la modifica determinante del contratto era già intervenuta (cfr. sopra consid. 4.2.2. e 4.3). La censura di accertamento manifestamente errato dei fatti è di conseguenza infondata. 5.2 Il ricorrente - che cita DTF 105 II 143 (consid. 6bb) - sa che, qualora l'autorità cantonale accerti per apprezzamento delle prove che un fatto è o non è provato, la questione della ripartizione dell'onere probatorio retta dall'art. 8 CC diviene priva d'oggetto. Questa è proprio la situazione che si verifica nella fattispecie, ove i giudici ticinesi, apprezzando i documenti acquisiti e l'unica deposizione agli atti, hanno accertato l'impossibilità di risalire alla reale e concorde volontà delle parti. Per il resto, contrariamente a quanto lasciato intendere nel gravame, la Corte cantonale non ha rimproverato al ricorrente di non avere motivato o sostanziato sufficientemente le proprie pretese; come detto, dopo avere offerto alle parti la possibilità di proporre altre prove, senza ricevere riscontri, ha costatato che quelle raccolte non permettono di effettuare l'accertamento in questione. L'art. 8 CC non è di conseguenza stato violato. 5.3 Non avendo potuto interpretare il contratto secondo il metodo soggettivo, la Corte ticinese ha proseguito correttamente l'indagine mediante quello oggettivo, come vuole l'art. 18 CO (DTF 135 III 410 consid. 3.2 pag. 413).