Citation: 2C_577/2021 E. 5.4

5.4. Per quanto invece attiene all'uso del titolo di professore da parte di C.________ medesima e al fatto che l'opuscolo nel quale viene usato tale titolo fosse inviato solo a dei colleghi, che non potevano essere confusi, la questione esula dall'accertamento dei fatti - perché tali fatti risultano anche dal giudizio impugnato - e necessario era semmai un confronto con l'argomentazione fornita dai Giudici ticinesi nel suo complesso, che qui però manca, perché il ricorrente prende posizione in merito ai contenuti del giudizio impugnato solo in modo frammentario e quindi lesivo dell'art. 42 cpv. 2 LTF (DTF 142 III 364 consid. 2.4). Indipendentemente da ciò, va ad ogni modo osservato che l'insorgente pare non considerare due aspetti importanti, ovvero: da un lato, che la pubblicità non comprende solo quella svolta da medico rivolgendosi ai pazienti, ma anche quella svolta nei confronti di altri colleghi, che potrebbero indirizzargli dei pazienti in seguito (DONZALLAZ, op. cit., n. 5505 pag. 2642); d'altro lato che, oltre all'obbligo di non ingannare, la LPMed prescrive anche quello di fornire informazioni oggettive (sentenza 2C_95/2021 del 27 agosto 2021 consid. 7, con riferimento ad un titolo di dottore; OLIVIER GUILLOD/FRÉDÉRIC ERARD, Droit médical, 2020, n. 266 pag. 208 segg.; DOMINIQUE SPRUMONT/JEAN-MARC GUINCHARD/DEBORAH SCHORNO, in: Ayer/Kieser/Poledna/Sprumont, Kommentar Medizinalberufegesetz [MedBG], 2009, n. 56 segg. ad art. 40 LPMed; BORIS ETTER, Medizinalberufegesetz, 2006, n. 16 segg. ad art. 40 LPMed), e ciò deve evidentemente valere anche quando il pubblico al quale ci si indirizza, riportando le proprie credenziali, referenze o titoli, è costituito da dei colleghi (sentenza 2C_95/2021 del 27 agosto 2021 consid. 7; DONZALLAZ, op. cit., n. 5505 pag. 2642).