Citation: 2A.552/2005 06.10.2005 E. B

Interrogata l'8 giugno 2004 dalla polizia cantonale sulla sua situazione familiare A.A.________ ha dichiarato che, dal 19 maggio 2004, il marito si era trasferito presso la madre. Da parte sua, quest'ultimo ha informato il 13 luglio 2004 l'Ufficio regionale degli stranieri competente che un tentativo di riprendere la vita comune con sua moglie era fallito dopo alcuni giorni e che era tornato presso sua madre, il suo matrimonio essendo oramai naufragato. Fondandosi sulle premesse emergenze, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino ha deciso, il 21 luglio 2004, di non rinnovare il permesso di dimora di A.A.________ e le ha fissato un termine con scadenza al 30 settembre 2004 per lasciare il territorio cantonale. A sostegno della propria decisione la citata autorità ha osservato che il motivo per il quale il permesso era stato rilasciato era venuto a mancare siccome la coppia viveva separata dal mese di maggio 2004. Non essendovi inoltre alcuna possibilità di riconciliazione, ha considerato che l'interessata invocava in modo abusivo il proprio matrimonio per continuare a soggiornare in Svizzera. Detta decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 31 maggio 2005, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 26 luglio 2005. Queste autorità hanno ritenuto che era manifestamente abusivo appellarsi al connubio per ottenere un'autorizzazione di soggiorno.