Citation: 8C_136/2023 E. 2.1

2.1. Nei considerandi della sentenza impugnata, la Corte ticinese ha valutato che l'attendibilità dei pareri dei medici interni dell'INSAI non fosse stata messa in dubbio, neanche minimamente, dagli altri rapporti medici agli atti. In particolare, essa ha ritenuto dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante, che i disturbi mandibolari non costituivano una conseguenza naturale, nemmeno parziale, dell'infortunio del 27 novembre 2021. Con riferimento ai dolori alla spalla sinistra, i giudici ticinesi hanno considerato che l'evento infortunistico "non ha di per sé causato alcun danno strutturale a quella parte del corpo ma ha probabilmente aggravato in maniera transitoria uno stato morboso preesistente" e che, per quanto riguarda i disturbi al rachide cervicale, l'infortunio "non ha causato alcuna lesione strutturale alla colonna cervicale né ha provocato un peggioramento direzionale (duraturo) ". Tuttavia, a fronte di una contraddizione con la data del raggiungimento dello status quo sine ("dopo quasi un anno dall'infortunio") ritenuta dal Dr. med. C.________ (medico di circondario e specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore), la Corte cantonale ha annullato la decisione su opposizione del 21 settembre 2022 che, dal canto suo, dichiarava estinto il nesso di causalità naturale già dal 13 giugno 2022. I giudici cantonali hanno così rinviato gli atti all'INSAI affinché invitasse il medico di circondario a precisare e motivare il momento esatto in cui la ricorrente avrebbe raggiunto lo status quo sine.