Citation: 1C_542/2017 E. 3.3.2

3.3.2. Certo, il 4 aprile 2018 il ricorrente ha prodotto atti del procedimento penale germanico assunti dal suo avvocato tedesco, rinviando alle pagine 263 e 264 della documentazione, senza tuttavia trarne alcuna conclusione. La produzione del corrispondente documento, emesso dopo la sentenza impugnata, non è coperta dalla riserva di ulteriore produzione di atti contenuta nel gravame. Ora, in linea di principio il Tribunale federale non può tener conto di fatti e mezzi di prova nuovi intervenuti dopo la pronuncia della sentenza impugnata e che modificano la fattispecie giudicata (nova in senso proprio; art. 99 cpv. 1 LTF; DTF 143 V 19 consid. 1.2 pag. 23; 142 V 590 consid. 7.2 pag. 598; 133 IV 342 consid. 2.1 e 2.2 pag. 343 seg.), ricordato ch'esso deve procedere all'assunzione di nuove prove solo in casi eccezionali, condizione non realizzata in concreto (DTF 136 II 101 consid. 2 in fine pag. 104). Per di più, il ricorrente parrebbe disattendere il contenuto dell'ordinanza del Ministero Pubblico di Heilbronn del 7 febbraio 2018 da lui prodotta in tale ambito. Dalla stessa risulta infatti ch'egli, dopo la partita, era prevenuto per aver sbarrato la strada a un funzionario di polizia nel quadro di uno scontro di "tifosi" delle due squadre antagoniste, in un contesto nel quale era in particolare emerso un comportamento molto aggressivo da parte di quelli svizzeri. Nel momento in cui la polizia voleva intervenire per appianare lo scontro, un gruppo di circa 30 "tifosi" svizzeri si è opposto agli ordini. Il ricorrente era imputato di aver sbarrato la strada a un funzionario, d'aver tentato di afferrare una persona e di dare dei calci. È rilevato che non gli si poteva tuttavia rimproverare con la necessaria sicurezza per la promozione dell'accusa penale un comportamento penalmente rilevante: secondo la persona attaccata, le pedate sferrate dal ricorrente non costituivano in effetti un pericolo, motivo per cui nemmeno si è costituita quale danneggiato. Considerato che nei confronti del qui ricorrente non potevano essere provati in maniera sufficiente altri atti di natura penale, il procedimento è stato abbandonato in applicazione del principio "in dubio pro reo". Egli parrebbe quindi disattendere che anche i fatti posti a fondamento di questa ordinanza, da lui non contestati, confermano la correttezza di quelli ritenuti da Fedpol e contraddicono chiaramente la tesi della sua estraneità agli stessi.