Citation: 1C_144/2019 E. 10.3

10.3. I ricorrenti osservano poi che la criticata norma prevede non solo la possibilità di disporre un'inchiesta mascherata alla condizione che in base a indizi concreti si possa ritenere che potrebbe essere commesso un crimine o un delitto per i reati indicati in maniera esaustiva all'art. 286 cpv. 2 CPP, gli unici al loro dire giustificanti se del caso un'inchiesta mascherata, ma ne estende l'applicazione anche a due ulteriori reati. Il primo, quello di sommossa di cui all'art. 260 CP, delitto per il quale è comminata una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria e, in secondo luogo, alle gravi infrazioni alla legge federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01). Riguardo all'estensione dell'inchiesta mascherata ai reati della LCStr osservano che la criticata misura sarebbe impraticabile, e che del resto vi sarebbero altri strumenti di indagine, deducendone che non sussisterebbe un interesse pubblico sufficiente in quest'ambito. Le stesse considerazioni varrebbero per il reato di sommossa (art. 260 CP), che non avrebbe mai raggiunto dimensioni preoccupanti in Svizzera, e ancor meno nel Cantone Ticino, deducendone che in questi due ambiti l'inchiesta mascherata lederebbe il principio di proporzionalità in senso stretto. L'estensione potrebbe violare inoltre le libertà fondamentali di credo e di coscienza (art. 15 Cost.), di riunione (art. 22 Cost.) e d'associazione (art. 23 Cost.), poiché la necessità non si fonderebbe tanto su motivi di polizia, bensì su giustificazioni di carattere politico e di controllo sociale. Questa estensione, sarebbe arbitraria e ingiustificata, poiché implicherebbe effetti diretti e indiretti (effetto dissuasivo) sulle invocate libertà e sarebbe costitutiva di una ricerca indiscriminata di prove, lesiva del principio della proporzionalità in senso stretto. Le due aggiunte litigiose porterebbero alla situazione assurda che se durante l'inchiesta mascherata dovesse concretizzarsi anche solo un tentativo di perpetrare detti reati, l'inchiesta mascherata dovrebbe concludersi immediatamente, poiché non sarebbe consentita dal CPP. Le due estensioni litigiose violerebbero inoltre il divieto dell'arbitrio in relazione al principio dell'uguaglianza giuridica (art. 8 e 9 Cost.; DTF 142 I 195 consid. 6.1; 141 I 235 consid. 7.1). Ciò poiché la polizia potrebbe disporre un'inchiesta mascherata nei confronti di chi è soltanto sospettato di poter rendersi un giorno colpevole dei due citati reati, ma non di chi si sarebbe già reso colpevole degli stessi.