Citation: 1P.608/1999 25.09.2000 E. 5

5.-a) Quando l'ultima autorità cantonale dichiara una censura ricorsuale irricevibile per ragioni formali, e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve addurre, conformemente all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, perché l'autorità avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali (DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2). Censure relative al merito della vertenza sono invece inammissibili, ritenuto che la loro omessa trattazione in sede cantonale comporta la mancanza di esaurimento delle istanze cantonali (art. 86 e 87 OG; cfr. DTF 109 Ia 248 consid. 1 e 2). Nella misura in cui avverso il giudizio di inammissibilità sono sollevate unicamente critiche inerenti al merito - e di cui si dirà specificatamente in seguito - l'impugnativa deve essere dichiarata inammissibile. Il Tribunale federale ha tuttavia l'obbligo di verificare, ma solo qualora la relativa censura sia stata correttamente sollevata e adempia i requisiti di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, se l'ultima istanza cantonale poteva a ragione dichiarare inammissibile su tali punti il ricorso o se, per contro, sarebbe dovuta entrare nel merito delle critiche. b) Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale esamina unicamente le censure sollevate in modo chiaro e dettagliato. Critiche di carattere puramente appellatorio non possono essere esaminate in questo ambito (DTF 125 I 492 consid. 1b e rinvii). Non basta infatti per il ricorrente affermare che la decisione della Corte del merito è arbitraria e di riflesso che lo è anche quella dell'istanza superiore che l'ha confermata. In quanto considera violato il principio "in dubio pro reo", il ricorrente deve dimostrare perché la Corte di cassazione e di revisione penale a torto avrebbe negato l'arbitrarietà della decisione sottoposta al suo giudizio, ossia perché essa ha comunque pronunciato una sentenza di condanna nell' ambito di una valutazione oggettiva di tutte le risultanze probatorie, malgrado l'esistenza di dubbi secondo lui rilevanti e insopprimibili. (DTF 125 I 492 consid. 1b, 120 Ia 31 consid. 2d). Siffatte esigenze di motivazione sono in gran parte carenti nel presente ricorso, per cui lo stesso, su tali aspetti, non può essere esaminato nel merito. Il ricorrente si limita infatti spesso a riformulare letteralmente le medesime argomentazioni e ripetere le stesse critiche, da lui già esposte davanti all'ultima istanza cantonale, senza prendere con ciò posizione in modo adeguato, secondo i citati criteri giurisprudenziali, sulle considerazioni che hanno condotto la CCRP a respingerle.