Citation: 6B_99/2018 E. 9

Nel seguito del gravame il ricorrente parte dal presupposto che la vittima avrebbe esploso un colpo di pistola tra le ore 20.18.01 e le 20.18.04, ciò che avrebbe generato la sua reazione allo scopo di difendersi. Si tratta al riguardo di una sua mera asserzione, non basata su elementi oggettivi agli atti. In modo conforme a quanto risulta dalle immagini della videosorveglianza, la Corte cantonale ha accertato che il ricorrente ha sparato due colpi di pistola alle ore 20.18.04 e che non risultano lampi provenienti da armi da fuoco nella fase temporale precedente. Gli spari della vittima appaiono unicamente sui fotogrammi della videosorveglianza alle ore 20.18.07 e 20.18.08. Il ricorrente si limita al riguardo a presentare una sua interpretazione dei fatti basandosi in sostanza sulla circostanza che gli altri due colpi sparati dalla vittima non sono visibili sui filmati della videosorveglianza e che la vittima è stata raggiunta da tre proiettili. La Corte cantonale ha tuttavia spiegato in modo approfondito e convincente che gli ulteriori due colpi sono stati sparati dalla vittima in una fase successiva quando, già ferita a morte, stava scendendo la rampa del posteggio e veniva quindi a trovarsi in una zona non coperta dalle telecamere della videosorveglianza (cfr. sentenza impugnata, consid. 42 seg.). Il ricorrente non si confronta puntualmente con le considerazioni della CARP e non le sostanzia quindi d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Il gravame risulta parimenti inammissibile, e non deve perciò essere vagliato nel merito, laddove egli ribadisce di avere agito in uno stato di legittima difesa ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 CP. La sua tesi presuppone infatti che la vittima abbia sparato prima di lui, ciò che, come esposto, non è però stato accertato.