Citation: 4A_151/2020 E. 6

Il ricorrente ricorda di essersi prevalso, davanti alle due istanze cantonali, della violazione dei principi d'immediatezza e di celerità, particolarmente importante nella procedura dell'art. 257 CPC, avendo la controparte prodotto la sentenza del Tribunale di Varese solo un anno e mezzo dopo l'emanazione e sei mesi dopo la crescita in giudicato. Si duole della lesione del diritto di essere sentiti, perché il Tribunale di appello non si è espresso a tale riguardo. È vero che la sentenza non affronta l'argomento. L'omissione non porta tuttavia all'annullamento. Nonostante il carattere formale del diritto di essere sentiti, se non è ravvisabile l'influenza che la sua lesione potrebbe avere avuto sulla procedura, non sussiste un interesse per l'annullamento della decisione (DTF 143 IV 380 consid. 1.4.1). Nel caso concreto, dopo che il ricorrente aveva sollevato l'eccezione di litispendenza internazionale, il Pretore avrebbe dovuto sospendere d'ufficio la procedura svizzera e attendere il giudizio italiano (art. 27 della Convenzione di Lugano del 30 ottobre 2007), a prescindere dal momento in cui l'opponente l'avrebbe prodotto. Anche secondo il diritto interno il Pretore doveva esaminare la questione d'ufficio (art. 59 cpv. 2 lett. d e 60 CPC). L'omessa motivazione della sentenza impugnata non è pertanto suscettibile d'avere influito sulla presente procedura.