Citation: 6B_934/2021 E. 1.2

1.2. Secondo l'art. 81 cpv. 1 LTF, ha diritto di ricorrere in materia penale chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a), e ha un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (lett. b), segnatamente l'accusatore, se la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili. Indipendentemente dalla legittimazione nel merito, la ricorrente è in ogni caso abilitata, quale parte nella procedura, a censurare la violazione di garanzie procedurali che il diritto le conferisce in tale veste e la cui disattenzione equivale a un diniego di giustizia formale (DTF 146 IV 76 consid. 2; 141 IV 1 consid. 1.1; 138 IV 248 consid. 2). In questa evenienza, l'interesse giuridicamente protetto all'annullamento della decisione impugnata richiesto dall'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF non si fonda su aspetti di merito, bensì sul diritto di partecipare alla procedura (DTF 138 IV 78 consid. 1.3). Il diritto di invocare le garanzie procedurali non permette tuttavia di rimettere in discussione, nemmeno indirettamente, il giudizio di merito (DTF 146 IV 76 consid. 2; 141 IV 1 consid. 1.1). A prescindere dalla questione delle eventuali pretese civili della ricorrente quale accusatrice privata, essa è in concreto legittimata, quale parte nella procedura dinanzi alla CRP, a fare valere che la Corte cantonale avrebbe violato il suo diritto di essere sentita per avere, nonostante la sospensione della procedura, statuito sul reclamo fondandosi sulla sentenza del 18 dicembre 2020 della Pretura penale senza previamente sentirla. Contrariamente a quanto ritiene l'opponente nella sua risposta al ricorso, il gravame è quindi sotto questo profilo ammissibile. La ricorrente fa infatti valere un diniego di giustizia formale.