Citation: 4A_249/2014 E. 9

La ricorrente ritiene poi che la disdetta sarebbe abusiva, perché l'opponente avrebbe reclamato, con la diffida del 31 ottobre 2012, una somma nettamente superiore al dovuto, poiché non sarebbe vero che a partire dal mese di luglio 2012 la pigione doveva essere pagata trimestralmente in modo anticipato. Essa afferma di aver ribadito " in tutte le fasi della procedura " che dall'originario contratto di locazione firmato dalle parti risulta che il corrispettivo va versato in rate mensili anticipate. In concreto, la Corte cantonale ha esplicitamente ritenuto che la modalità di pagamento trimestrale, constatata nella sentenza di primo grado, non è stata contestata nell'appello. Ora il contenuto degli allegati di causa è una questione attinente agli accertamenti di fatto (DTF 138 III 252 consid. 2; 125 III 305 consid. 2e pag. 311), che può quindi unicamente essere messa in discussione con una censura che soggiace alle accresciute esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF (sopra, consid. 6), manifestamente non soddisfatte dall'apodittica argomentazione ricorsuale, in cui nemmeno viene indicato dove nell'appello sarebbe stata contestata la modifica delle modalità di pagamento constatata dal Pretore. Ne segue che questa censura si rivela inammissibile, perché basata su una fattispecie in contrasto con quella accertata nella sentenza impugnata senza che siano dati i presupposti dell'art. 97 LTF.