Citation: 2C_828/2018 E. 5.5

5.5. Anche la dottrina rileva come un esame della destinazione d'uso dal punto di vista soggettivo vada fatto unicamente laddove non sia possibile stabilire la natura del prodotto tramite la sua destinazione oggettiva, ciò che spesso accade appunto in relazione ai prodotti ambivalenti o a nuove sostanze. Anche in questo contesto, però, vanno prese in considerazione unicamente le rappresentazioni soggettive e concrete di colui che immette il prodotto sul mercato ed i fatti che rientrano nella sua sfera di controllo (WILDHABER/POLEDNA, op. cit., pag. 71 seg.). Per di più, anche alla luce del fatto che nella normativa dell'Unione europea il fattore legato alla presentazione soggettiva ha perso importanza nella qualificazione di un prodotto come medicamento, la nozione di medicamento per presentazione dev'essere interpretata in maniera restrittiva, non essendo ad ogni modo sufficienti per considerarlo tale singole dichiarazioni pubblicitarie isolate (WILDHABER/ POLEDNA, op. cit., pag. 74). La protezione del consumatore in questi casi è sufficientemente assicurata attraverso disposizioni specifiche del diritto in materia di derrate alimentari che vietano di designare o pubblicizzare un prodotto in maniera tale da generare presso il consumatore l'impressione che esso abbia gli effetti di un medicamento e sia pertanto da considerarsi tale (cfr. art. 18 LDerr; WILDHABER/POLEDNA, op. cit., pag. 74; si veda al riguardo anche Office fédéral de la sécurité alimentaire et des affaires vétérinaires OSAV et Swissmedic [di seguito: OSAV/Swissmedic], Critères de délimitation entre produits thérapeutiques et denrées alimentaires pour les produits pris par voie orale [di seguito: Critères de délimitation], novembre 2018, pag.10). Infine, va rilevato che qualora un dubbio sussista ancora dopo aver preso in considerazione tutte le circostanze sopra evocate, il prodotto va classificato tra i medicamenti poiché il quadro normativo ad essi applicabile offre una maggiore tutela del consumatore e della salute anche rispetto all'aspetto fondamentale del divieto di pratiche ingannevoli (WILDI/REGENFUSS, op.cit., pag. 107 segg).