Citation: 2C_878/2015 E. 7.2

7.2. L'insorgente vive stabilmente in Svizzera dal giugno del 2000, dall'età di 25 anni. Si tratta senza dubbio di un lungo periodo, durante il quale egli, come visto, si è costruito un solido legame coniugale e una posizione professionale. Tale aspetto è senz'altro molto importante, ma deve essere relativizzato alla luce di tutta una serie di altre circostanze rilevate e ponderate correttamente dalla Corte cantonale (giudizio impugnato, consid. 4.2). Il ricorrente infatti, come detto, si è reso colpevole per un periodo prolungato di una violazione grave della legge federale sugli stupefacenti. Un simile reato comporta, secondo la giurisprudenza che in questo ambito si mostra particolarmente rigorosa, un interesse rilevante all'allontanamento di chi lo commette, anche nel caso che tale persona sia uno straniero che da lungo tempo soggiorna in Svizzera (precedente consid. 4.4 e la giurisprudenza ivi indicata). La circostanza che il ricorrente avrebbe ora trovato un nuovo lavoro a tempo indeterminato (decisione impugnata, pag. 10 seg.) non può cambiare le sorti del ricorso: essa non ha infatti carattere dirimente rispetto alla gravità del reato commesso e non può, da sola, dimostrare un radicale cambiamento del grado di integrazione del ricorrente nel nostro Paese, tanto più che in passato il fatto di avere un buon lavoro non gli ha comunque impedito di commettere azioni criminose. Come rileva la sentenza impugnata (consid. 4.2), tale circostanza dimostra semmai che anche il suo reinserimento professionale in Italia potrà essere un po' meno difficile grazie alla formazione e alle esperienze maturate nel nostro Paese.