Citation: 1C_650/2019 E. 2.2

2.2. La Corte cantonale ha precisato che, contrariamente al Consiglio di Stato, essa non dispone in linea di principio del sindacato dell'adeguatezza, dato solo nei casi previsti dalla legge (art. 69 cpv. 2 della legge ticinese sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm). Può quindi censurare l'esercizio del potere di apprezzamento unicamente nella misura in cui integri gli estremi dell'eccesso o dell'abuso, giacché fondato su valutazioni prive di giustificazioni oggettive, basate su considerazioni estranee alla materia o altrimenti contrarie ai principi fondamentali del diritto (art. 69 cpv. 1 lett. a LPAmm). Ha rilevato ch'essa si scosta pertanto dalle decisioni prese dall'autorità amministrativa soltanto nella misura in cui escono dal quadro definito dalla legge, limitandosi quindi a verificare che l'autorità decidente non sia incorsa in una violazione del diritto, esercitando in modo scorretto, segnatamente abusivo, il potere discrezionale riservatole dalla legge (DTF 143 II 120 consid. 7.2 pag. 134; 141 II 353 consid. 3 pag. 362 seg.). In effetti, quando viene riconosciuto come autonomo in un determinato ambito, un comune può denunciare sia l'eccesso di competenza dell'autorità cantonale di ricorso, sia la violazione da parte di quest'ultima delle norme del diritto federale, cantonale o comunale che disciplinano la materia. Se sostituisce il suo potere discrezionale a quello dell'autorità comunale competente, l'autorità giudiziaria giudica sull'opportunità della scelta litigiosa, ciò che è vietato dall'articolo 69 cpv. 2 LPAmm e viola anche la libertà di decisione rientrante nell'autonomia comunale. Quando, nell'ambito di una domanda di licenza edilizia, l'autorità comunale interpreta le proprie NAPR e valuta le circostanze locali, essa fruisce di una particolare libertà di apprezzamento, che l'autorità di ricorso cantonale esamina con ritegno (cfr. art. 69 cpv. 2 LPAmm). Nella misura in cui la decisione comunale si fonda su un apprezzamento adeguato delle circostanze rilevanti, l'autorità di ricorso deve rispettarlo. Ciò vale a maggior ragione quand'essa dispone di un potere di esame limitato, motivo per cui essa può intervenire e, se necessario, sostituire la propria valutazione a quella dell'autorità comunale, solo se quest'ultima eccede il suo potere discrezionale, in particolare fondandosi su considerazioni estranee alla legislazione pertinente o qualora non consideri o consideri in modo incompleto gli interessi in gioco e gli altri elementi rilevanti, come gli obiettivi perseguiti dal diritto superiore, in particolare in materia di pianificazione o come in concreto della tutela dei monumenti e della legislazione sulle telecomunicazioni (DTF 145 I 52 consid. 3.6 pag. 57; sentenza 1C_639/2018 del 23 settembre 2019 consid. 3.1.3).