Citation: 4C.389/2005 24.04.2006 E. 4

Nonostante la sua denominazione, l'"accordo transattivo" concluso il 3 dicembre 1998 non costituisce una transazione dato che in esso le parti non hanno posto fine ad una situazione d'incertezza circa i rispettivi diritti mediante reciproche concessioni (DTF 121 III 495 consid. 5b pag. 498; 111 II 349 consid. 1; cfr. anche Pierre Tercier, Les contrats spéciaux, 3a ed., Zurigo 2003, n. 7100 segg.). La loro relazione era stata infatti definitivamente regolata nella sentenza 30 ottobre 1995, con la quale l'attrice è stata condannata a pagare al convenuto fr. 22'320.-- oltre interessi a titolo di onorario per i piani da lui allestiti nell'ambito del mandato affidatogli nel 1994, sicché il 3 dicembre 1998 non vi era più alcuna incertezza in merito ai rispettivi diritti e doveri. Nella citata convenzione le parti hanno piuttosto specificato le modalità di esecuzione del predetto giudizio: l'attrice si è impegnata a versare seduta stante la mercede (art. 394 cpv. 3 CO), che il convenuto ha accettato di ridurre a fr. 25'000.-- (cfr. art. 115 CO) promettendo nel contempo la consegna del prodotto del suo lavoro (cfr. art. 400 cpv. 1 CO; Pierre Tercier, op. cit., n. 4706), una parte immediatamente e una parte entro il termine di dieci giorni. Si tratta di un contratto bilaterale (sinallagmatico) nell'ambito del quale le rispettive prestazioni si trovano in un rapporto di scambio (Austauschverhältnis; cfr. anche Pierre Tercier, op. cit., n. 4785). La tesi del convenuto, secondo il quale la consegna dei piani costituirebbe un mero elemento accessorio, non può pertanto essere seguita.