Citation: 6B_94/2022 E. 6.4

6.4. Il ricorrente non contesta l'indennità di fr. 5'800.-- per la carcerazione preventiva, ma chiede in sostanza lo stesso importo giornaliero di fr. 200.-- per i 373 giorni di durata delle misure sostitutive. Egli non distingue tuttavia la minore incidenza di tali misure sulla libertà personale. Disattende inoltre che la misura sostitutiva iniziale è stata in seguito modificata nel senso che l'obbligo di annunciarsi presso la polizia è venuto meno, rimanendo in vigore soltanto l'obbligo di depositare i documenti d'identità. Invocando genericamente una pretesa di fr. 200.-- al giorno per la durata complessiva dei provvedimenti coercitivi, il ricorrente omette di considerare che tale importo si riferisce di principio al caso di privazione della libertà ai sensi dell'art. 429 cpv. 1 lett. c CPP, vale a dire in presenza di una carcerazione ingiustificata (DTF 146 IV 231 consid. 2.3.1 e 2.3.2). In concreto, le misure sostitutive in questione non hanno comportato una restrizione della libertà personale di simile gravità. D'altra parte, invocando un valore di 167 euro per ora di lavoro, il ricorrente non sembra fare valere una riparazione del torto morale per una lesione della personalità quanto piuttosto una pretesa perdita di guadagno per non avere potuto esercitare la sua attività professionale all'estero. Il ricorrente richiama una sentenza del Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC) del 26 settembre 2017, in cui era stato rilevato ch'egli aveva forti legami con l'estero. Tale giudizio riguardava tuttavia una proroga, su istanza della PP, della misura sostitutiva del deposito dei documenti d'identità, essendo stato ravvisato un pericolo di fuga. In questa sede, facendo semplicemente riferimento all'esistenza di rapporti professionali e familiari con l'estero, il ricorrente non sostanzia una lesione particolarmente grave della personalità riconducibile all'adozione delle misure sostitutive. Disattende inoltre che, secondo lo stesso citato giudizio del GPC, egli risiedeva nel Cantone Ticino con la moglie e la figlia, sicché la sua situazione al momento in cui era sottoposto ai provvedimenti sostitutivi non era equiparabile alla privazione della libertà personale in virtù della precedente carcerazione preventiva. In tali circostanze, il ricorrente non rende seriamente ravvisabili motivi che permettono di ritenere che la Corte cantonale ha ecceduto nel proprio potere di apprezzamento stabilendo, in modo differenziato, l'indennità per il torto morale in fr. 7'650.-- per la prima fase delle misure sostitutive, rispettivamente in fr. 5'500.-- per quella successiva, meno incisiva. La censura deve quindi essere respinta.