Citation: 5A_846/2024 E. 4.2.3

4.2.3. Giusta l'art. 13 cpv. 2 CArap, l'autorità giudiziaria o amministrativa può anche rifiutare di ordinare il ritorno del minore ove accerti che questi vi si oppone e che ha raggiunto un'età e una maturità tali che appare opportuno tener conto di questa opinione. L'opposizione qualificata del minore, ossia un'opposizione espressa con un certo grado di fermezza, basata su ragioni specifiche e comprensibili e formata liberamente, costituisce un'eccezione al principio del ritorno (DTF 134 III 88 consid. 4; sentenza 5A_903/2023 del 31 gennaio 2024 consid. 4.1 con rinvio). Secondo consolidata giurisprudenza, un minore ha raggiunto un grado di maturità sufficiente ai sensi dell'art. 13 cpv. 2 CArap quando è in grado di comprendere il significato e la problematica della decisione di ritorno; il Tribunale federale considera che, in linea di principio, tale grado di maturità e di comprensione sia raggiunto intorno ai dodici anni (DTF 133 III 146 consid. 2.4; sentenza 5A_903/2023 citata co nsid. 4.1 con rinvii), anche se non si può escludere che i desideri espressi da un bambino leggermente più giovane possano essere tenuti in considerazione (sentenza 5A_903/2023 citata consid. 4.1 con rinvio). Affinché possa costituire motivo di esclusione del ritorno del minore, è t uttavia essenziale che la volontà espressa dal minore si sia formata autonomamente, escludendo la manipolazione o l'indottrinamento (sentenza 5A_903/2023 citata consid. 4.1 con rinvii). 4.2.3.1. Nel caso concreto, la Corte cantonale ha osservato che il minore di 10 anni era stato sentito il 5luglio 2024 e che egli appariva sveglio e molto intelligente. D urante la sua audizione aveva dichiarato di essersi ben integrato in Svizzera e di preferire rimanere in Svizzera assieme alla madre siccome in Romania " non ci sono le montagne con le funicolari ma tanto inquinamento (traffico, parchi sporchi, pesci morti). E lì i posti per sciare non sono così belli ". Per la Corte cantonale, tale dichiarazione non costituiva " un'opposizione espressa con una certa fermezza, basata su motivi specifici e comprensibili e formata liberamente ", ma una semplice propensione di un minore di 10 anni. Malgrado il suo grado di maturità, appariva inoltre dubbio che egli avesse effettivamente compreso la portata del procedimento di ritorno ("Gli chiedo se sa perché lo ho convocato e di cosa si tratta. Non lo sa") e non si poteva inoltre nemmeno escludere un'influenza indiretta e involontaria della madre nei suoi confronti ("La mamma non vuole tornare in Romania e neppure lui. Il padre lo vuole per creare problemi alla mamma con le cause"). Per la Corte cantonale, l'audizione del minore non era insomma determinante ai sensi dell'art. 13 cpv. 2 CArap. 4.2.3.2. Per la ricorrente, la Corte cantonale "ha accertato che [il minore] possiede la maturità necessaria per potersi esprimere e non ha accertato l'esistenza di manipolazione da parte della madre". Siccome, a suo dire, il minore avrebbe espresso "con chiarezza" la propria opposizione al rientro in Romania, l'autorità precedente avrebbe quindi dovuto ritenere adempiuta l'eccezione dell'art. 13 cpv. 2 CArap. Secondo la ricorrente, non si potrebbe infatti "ritenere irrilevante la volontà chiara del figlio di non rientrare in Romania [...] se il minore non è stato posto nelle condizioni di esprimersi in merito al suo benessere in caso di rientro in Romania con la mamma, da solo o con il padre"; a dire della ricorrente, "o si ritiene quanto espresse da C.________ circa il diniego a rientrare in Romania come sufficiente, viste le domande poste, o si doveva accertare meglio la sua volontà" attraverso l'ascolto da parte di uno specialista dell'età evolutiva. 4.2.3.3. La curatrice del minore conferma che egli avrebbe espresso una chiara volontà di non voler rientrare in Romania, consapevole che questo implicherebbe un nuovo fronte di " problemi alla mamma e di conseguenza anche a lui ". 4.2.3.4. Nella sua risposta, l'opponente ritiene invece che la ricorrente non si sarebbe sufficientemente confrontata con le argomentazioni della sentenza impugnata in merito all'asserita opposizione del figlio. 4.2.3.5. Sia innanzitutto precisato che la censura di mancato ascolto del minore da parte di uno specialista conformemente alla possibilità prevista all'art. 9 cpv. 2 LF-RMA è già stata ritenuta inammissibile nella precedente sentenza 5A_535/2024-5A_543/2024 dell'8 ottobre 2024. Anche in questo caso non si può che osservare che, salvo indicare in modo generico che si tratta di un "caso così delicato", la ricorrente non spiega per quale motivo il figlio avrebbe dovuto essere sentito da uno specialista e non dal giudice delegato, il quale, secondo i Giudici cantonali, è un " magistrato di lunga e comprovata esperienza in diritto di famiglia, che ha già in molte occasioni proceduto all'ascolto di bambini ". La censura è irricevibile per insufficiente motivazione. Per il resto occorre osservare, contrariamente a quanto fatto valere dalla ricorrente, che i Giudici cantonali non hanno escluso che ella abbia potuto influenzare - seppure in modo indiretto ed involontario - le dichiarazioni del figlio. I Giudici cantonali hanno inoltre ritenuto che il minore, malgrado fosse particolarmente maturo per la sua età, non avesse compreso appieno il significato della presente procedura. In tali condizioni, sapere se il minore abbia espresso una ferma opposizione o soltanto una preferenza poco cambierebbe: le condizioni poste dalla giurisprudenza per tenere conto dell'opinione del minore ai sensi dell'art. 13 cpv. 2 CArap (v. supra consid. 4.2.3) non sarebbero in ogni caso realizzate. La censura va ritenuta infondata.