Citation: 1C_376/2021 E. 3.3

3.3. La ricorrente sostiene a torto che l'interruzione delle sue attività non sarebbe sorretta da un sufficiente interesse pubblico, visto che il Comune avrebbe aspettato fino al 2019 per emanare il divieto d'uso. Al riguardo essa misconosce che tale divieto è stato adottato dopo ch'essa, senza disporre delle necessarie autorizzazioni, ha persistito nelle sue attività illegali. D'altra parte, fin dal 2001 C.________ aveva dato avvio alle sue attività senza essere in possesso delle necessarie licenze edilizie, ampliandole poi nonostante i vari ordini di sospensione dei lavori. Era quindi manifesto ch'egli, e poi la ricorrente, dovevano aspettarsi l'emanazione di un divieto d'uso. L'autorità comunale non ha del resto rilasciato loro alcuna assicurazione contraria (art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost.; sui necessari presupposti, assenti nella fattispecie, vedi DTF 148 II 233 consid. 5.5.1; 146 I 105 consid. 5.1.1 e rinvii), motivo per cui non si è in presenza di una violazione del principio della buona fede e dell'affidamento. Ne segue altresì che, contrariamente all'assunto ricorsuale, mal si comprende, come ritenuto dalla Corte cantonale, quali motivi potrebbero poi opporsi all'emanazione di un ordine di demolizione (cfr. sul tema la sentenza 1C_343/2021 del 17 febbraio 2023 consid. 5.3).