Citation: 4C.147/2006 07.07.2006 E. 2

La Corte ticinese ha proseguito rilevando come, in presenza di un'opera incompleta, l'attrice era legittimata a pretendere la riduzione del compenso spettante al convenuto, richiesta che ha implicitamente formulato mediante la domanda di restituzione della mercede. 2.1 Il convenuto contesta questa tesi e rileva irrevocabilità della scelta operata dall'attrice nel quadro dei diritti concessile dall'art. 368 CO. A suo modo di vedere, avendo essa chiaramente optato per la ricusa dell'opera, la possibilità di ottenere una riduzione della mercede le sarebbe preclusa. Procedendo in tale modo, la Corte cantonale avrebbe violato l'art. 368 CO. 2.2 La censura è infondata. Ove siano adempiute le condizioni previste dall'art. 368 CO, il committente ha il diritto di scegliere tra il rifiuto dell'opera difettosa, la riduzione della mercede e la riparazione gratuita. L'atto con cui il committente sceglie il diritto che intende esercitare ha carattere formativo; una volta comunicata, la scelta fatta dal committente è definitiva ed egli non può modificarla senza l'accordo dell'appaltatore (Pierre Tercier, Les contrats spéciaux, 3a ed., n. 4169-4170). In teoria, dunque, il committente che ha optato per la ricusa dell'opera e ha chiesto la restituzione della mercede non può pretendere sussidiariamente la riduzione della mercede, per l'eventualità in cui le condizioni dell'azione redibitoria non fossero soddisfatte. Questa problematica ha dato luogo a una controversia dottrinale che il Tribunale federale ha risolto in una decisione del 20 dicembre 1996 allorquando, aderendo alla tesi di Georg Gautschi (Berner Kommentar n. 15a ad art. 368 CO), ha deciso - tenuto conto del principio "in maiore minus" e, per analogia, dell'art. 205 cpv. 2 CO (cfr a questo proposito Heinrich Honsell, Schweizerisches Obligationenrecht, Besonderer Teil, 8a ed. pag. 283) - che qualora il committente abbia avviato un'azione redibitoria il giudice può ridurre la mercede se ritiene non vi siano i presupposti per sciogliere il contratto (sentenza del 20 dicembre 1996 nella causa 4C.242/1996 consid. 5c). La fattispecie in rassegna non induce a rivedere tale giudizio.