Citation: 4A_195/2022 E. 5.3.1

5.3.1. Laddove la ricorrente afferma che avrebbe potuto impiegare durante la sua gravidanza la lavoratrice in progetti specifici quale architetto (come già accaduto in passato) e che le fatture del 12 giugno 2007 non concernevano servizi resi da quest'ultima per la conduzione della sua filiale ticinese, ma altre prestazioni, come ad es. quelle " eseguite nella settimana n. 18, 19, 20 e 21" o le " prestazioni computate dal 1. maggio al 28 maggio ", la ricorrente si propone di completare la fattispecie, allegando fatti non accertati dai giudici ticinesi. Tali critiche non soddisfano le esposte esigenze di motivazione (cfr. sopra, consid. 3) e si avverano inammissibili. La ricorrente reputa le dichiarazioni della teste D.________ inattendibili e asserisce che quest'ultima non poteva esprimersi su un eventuale reinserimento in azienda della lavoratrice: un'ipotesi, questa, di cui non si era mai parlato, avendo costei abbandonato il lavoro in modo ingiustificato. Simili doglianze non evidenziano alcun arbitrio nella valutazione delle prove operata dalla Corte cantonale, perché l'insorgente, al di là dei suoi dubbi e delle sue affermazioni, non dimostra come l'apprezzamento delle prove contenuto nella sentenza impugnata sarebbe addirittura insostenibile. La ricorrente non pretende altrimenti che fra le affermazioni della teste, che aveva escluso una nuova occupazione dell'impiegata licenziata, da una parte, e l'assunzione da parte sua nel luglio del 2016 di un nuovo capo della succursale in sostituzione dell'opponente 1 e i suoi scritti del 19 agosto, 23 settembre e ancora del 14 novembre 2016 nei quali aveva sempre indicato la fine del contratto al 30 giugno 2016, vi sia una contraddizione. Ne segue che le critiche ricorsuali agli accertamenti di fatto operati dalla Corte cantonale vanno disattese.