Citation: 1C_4/2018 E. 5.4

5.4. Le ricorrenti sostengono che il deflusso residuale minimo avrebbe dovuto essere aumentato in applicazione sia dell'art. 31 cpv. 2 lett. c e d LPAc sia dell'art. 33 LPAc. Adducono che per assicurare la libera migrazione dei pesci sarebbe necessario un deflusso di almeno 600 l/s, limite che non sarebbe raggiunto nemmeno nelle condizioni attuali durante diversi mesi dell'anno. Rimproverano inoltre alle precedenti istanze di non avere determinato tutti gli interessi a favore e contro il prelievo d'acqua e di non avere eseguito una ponderazione completa di tali interessi. Con questa argomentazione le ricorrenti non si confrontano tuttavia puntualmente con i considerandi del giudizio impugnato e non sostanziano una violazione del diritto federale con una motivazione conforme all'art. 42 cpv. 2 LTF. Disattendono che nella decisione di approvazione della concessione è stato concretamente fissato, a dipendenza di un afflusso d'acqua alla captazione superiore a 388 l/s, un incremento della dotazione dei deflussi minimi secondo la formula: 388 l/s + 0.4 x (afflusso - 388) l/s. Le ricorrenti non si confrontano con l'entità di questo aumento dinamico, confermato dalla Corte cantonale in applicazione dell'art. 31 cpv. 2 lett. c e d LPAc e non spiegano con una motivazione specifica per quali ragioni esso sarebbe insufficiente. Né esse si confrontano con la ponderazione degli interessi eseguita dal Governo (cfr. decisione di approvazione della concessione e del progetto, pag. 24 segg.) e parimenti confermata nella sentenza impugnata (cfr. consid. 8c). Non sostanziano quindi un eccesso o un abuso del potere di apprezzamento da parte dei giudici cantonali, sicché la censura deve essere dichiarata inammissibile.