Citation: 5A_626/2019 E. 3.3.4

3.3.4. Il ricorrente invoca indi l'art. 87 cpv. 1 CO, in particolare l'imputabilità, in assenza di procedura esecutiva, del pagamento effettuato sul debito scaduto prima. A suo dire, una corretta applicazione di detta norma avrebbe dovuto condurre il Tribunale di appello alla conclusione che i pagamenti in questione avrebbero semmai dovuto essere computati interamente sulla contestata donazione e non sugli alimenti scaduti in quel periodo. Già si è detto ( supra consid. 3.3.2) che l'indicazione "mensilità A.________" non è di soccorso alcuno, non permettendo di comprendere perché il ricorrente avrebbe improvvisamente deciso di pagare anticipatamente gli alimenti alla ex moglie. Lo stesso vale in senso inverso: la dicitura non permette di attribuire con chiarezza l'integralità dei pagamenti effettuati al (contestato) debito per donazione. Peraltro, l'applicazione che il Tribunale di appello ha fatto dell'art. 87 cpv. 1 CO non offre il fianco alla critica: in assenza di chiare dichiarazioni del debitore (che, come visto, non si ravvedono certo nella dicitura dei versamenti bancari), in virtù di detta norma il debito avente la precedenza su tutti gli altri è quello degli alimenti dovuti per il periodo in questione. Restando un'importante eccedenza non attribuibile a futuri obblighi alimentari, questa non può che essere computata (nel presente quadro del rigetto dell'opposizione) all'unico ulteriore debito affermato dalla creditrice procedente - quello per donazione -, esigibile al momento dell'effettuazione dei pagamenti in oggetto, e la cui esistenza il ricorrente non ha saputo smentire.