Citation: 8C_49/2023 E. 5.2

5.2. Appoggiandosi alla precitata sentenza 8C_564/2019 del 22 gennaio 2020, il ricorrente argomenta sostanzialmente che la Corte ticinese avrebbe dovuto limitarsi ad accertare il carattere ingiustificato della disdetta, come prescritto dall'art. 91 cpv. 1 LPAmm/TI. A suo dire, in materia di pubblico impiego il Tribunale cantonale amministrativo non dispone della facoltà di annullare una disdetta imponendo così la riassunzione del dipendente, e questo in qualsiasi rottura del rapporto di impiego con qualsiasi ente di diritto pubblico. A sostegno di tale tesi cita pure il Messaggio del Consiglio di Stato n. 6645 del 23 maggio 2012 concernente la revisione totale della legge di procedura per le cause amministrative del 16 aprile 1966 (pagg. 59 seg.). Contraddicendo questo principio giuridico - chiaro e indiscusso - i giudici ticinesi sarebbero caduti nell'arbitrio. Inoltre, citando il consid. 6.1 della sentenza 8C_78/2012 del 14 gennaio 2013, il ricorrente ritiene di disporre "di un'ampia libertà nell'organizzazione interna e nella definizione dei rapporti di lavoro con i suoi funzionari". Ciò malgrado, il giudizio impugnato lo precluderebbe dalla facoltà - ancorata anche all'art. 91 cpv. 2 LPAmm/TI - di scegliere tra la riassunzione o meno dell'opponente, sicché la Corte cantonale avrebbe violato anche l'autonomia comunale garantita dall'art. 50 cpv. 1 Cost. e dall'art. 16 cpv. 2 Cost./TI (RS 131.229).