Citation: 5A_163/2018 E. 4.4.2

4.4.2. Il Tribunale arbitrale ha attribuito duplice valenza al tempo trascorso dai fatti penalmente rilevanti: da un lato, ha ritenuto che lo stesso aveva beneficiato al ricorrente A.________, il quale aveva potuto continuare a esercitare la professione fino ad oggi; d'altro lato, che tale fattore era privo di rilevanza, poiché la misura presa nei confronti del ricorrente non era una sanzione disciplinare, bensì la revoca di un'autorizzazione - non suscettibile, quest'ultima, di una soluzione attenuata. Limitandosi ad esprimere, sull'apprezzamento del tempo trascorso, un'opinione divergente da quella degli arbitri, che sfocia nel definire " assolutamente inopportuno " il voler imporre ora la misura presa con decisione 7 luglio 2016, i ricorrenti non si confrontano del tutto con la seconda motivazione, che resta dunque incontestata. In tali circostanze, la censura non può che essere dichiarata inammissibile (DTF 142 III 364 consid. 2.4; 133 IV 119 consid. 6). Peraltro, la censura è anche inammissibile poiché porta genericamente sull'apprezzamento di circostanze di fatto da parte degli arbitri - apprezzamento che nell'ambito dell'arbitrato sfugge all'esame da parte del Tribunale federale, a meno che la parte ricorrente non spieghi con la dovuta precisione che gli arbitri dovessero applicare una norma che rimanda all'equità, e che l'abbiano fatto in maniera insostenibile ( supra consid. 4.1), ciò che nel presente caso non avviene.