Citation: C 335/01 24.03.2003 E. 3

3.1 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a). Il diritto di essere sentito è di natura formale. Di conseguenza una violazione conduce, indipendentemente dalle prospettive di successo del ricorso, all'annullamento della decisione impugnata (DTF 127 V 437 consid. 3d/aa, 126 V 132 consid. 2b e riferimenti). Secondo l'art. 24 cpv. 1 e 2 OADI poi, se considera l'assicurato non idoneo o solo parzialmente idoneo al collocamento, il servizio cantonale competente ne informa la cassa. Esso dà inoltre all'assicurato la possibilità di esprimersi. 3.2 Nel giudizio impugnato la Corte cantonale ha rimproverato all'Ufficio del lavoro di non aver dato all'interessato la possibilità di esprimersi prima di emanare la decisione con cui ha pronunciato l'inidoneità al collocamento a partire dal 3 aprile 2001 e quindi la soppressione delle indennità giornaliere di disoccupazione. Il Tribunale federale delle assicurazioni non condivide questo rimprovero. In effetti dagli atti emerge che con scritto del 1° giugno 2001 l'Ufficio del lavoro ha comunicato a D._________ che, non essendo al beneficio di un permesso di domicilio o di dimora per l'esercizio di un'attività lucrativa, non aveva diritto ad indennità di disoccupazione, invitandolo a fornire eventuali osservazioni entro dieci giorni. La comunicazione, inviata per lettera raccomandata, è stata notificata a D._________ il 6 giugno 2001, che, nelle osservazioni al ricorso di diritto amministrativo, ha ammesso il fatto, precisando di non averne valutato correttamente la portata, dovendo egli lasciare la Svizzera il 10 giugno 2001. Queste affermazioni sono irrilevanti ai fini dell'esito del gravame. In effetti l'Ufficio del lavoro ha correttamente rispettato sia le disposizioni della LADI sul diritto di essere sentito che l'art. 29 cpv. 2 Cost. Anche dall'Italia l'assicurato avrebbe potuto far pervenire, a tempo debito, le proprie osservazioni all'autorità amministrativa entro il termine fissato.