Citation: 1A.52/2005 12.04.2005 E. 2

2.1 Il ricorrente sostiene che l'UFG non avrebbe considerato che in data 25 luglio 2004 egli avrebbe presentato, presso il Centro per richiedenti l'asilo di Chiasso (UFR), una domanda d'asilo, ciò che sarebbe "estrapolabile" dal rapporto di polizia del 25 luglio 2004, dai suoi verbali d'interrogatorio e da una nota del 27 luglio 2004 del Procuratore pubblico ticinese all'UFG. Accompagnato al posto di gendarmeria da un funzionario dell'UFR, i suoi dati non sarebbero stati appuntati perché era un giorno festivo. Secondo il ricorrente, ciò sarebbe comunque irrilevante, visto che anche successivamente egli avrebbe "dato voce" alla sua richiesta d'asilo, da ultimo con il suo memoriale di opposizione all'estradizione. Aggiunge infine che detta richiesta, fondata su non meglio precisate motivazioni di ordine politico e su timori di ritorsioni personali idonee a mettere in pericolo la sua integrità fisica e psichica, non ha avuto alcun riscontro da parte delle competenti autorità. Negare la pendenza della sua domanda d'asilo configurerebbe una violazione dell'art. 107 lett. b OG (recte: 104 lett. b), poiché non sarebbe stato compiutamente accertato un fatto giuridicamente rilevante. 2.2 La tesi ricorsuale, secondo cui sarebbe opportuno sospendere la procedura di estradizione fin tanto che la procedura in materia d'asilo, al suo dire attualmente pendente, non segua il suo corso, segnatamente riguardo a una risposta in merito, è imprecisa. Il ricorrente disattende infatti che in concreto non si tratta di attendere l'esito della procedura in materia d'asilo, ritenuto che, come precisato nella decisione impugnata, in data 30 luglio 2004 l'UFR su richiesta dell'UFG, ha espressamente accertato che sotto le generalità del ricorrente non è registrata alcuna persona. Nella decisione impugnata si sottolinea inoltre che in data 14 gennaio 2005 l'UFG ha contattato telefonicamente l'Ufficio federale della migrazione (UFM, in precedenza UFR) per verificare se nel frattempo era stata presentata una domanda d'asilo, eventualmente sotto il falso nome indicato durante l'audizione del 23 agosto 2004 dal ricorrente, che sapeva di avere dei problemi a Belgrado. In quell'occasione, l'UFM ha rilevato che, secondo la prassi, in un giorno festivo come lo era il 25 luglio 2004, salvo eccezioni, non vengono registrate richieste di asilo. Alla persona che si presenta viene pertanto consegnato un formulario nella sua lingua madre con cui lo si invita a ripresentarsi nel giorno feriale successivo per essere formalmente registrato. Ciò risulta anche dal verbale di polizia del 25 luglio 2004, secondo cui il ricorrente, entrato illegalmente in Svizzera, è stato consegnato alla polizia da un agente della sicurezza interna del centro UFR, proprio perchè il centro non accettava domande d'ammissione in un giorno festivo. Al proposito, nella decisione impugnata l'UFG si limita a rilevare che "verosimilmente non vi è alcuna domanda di asilo attualmente pendente". 2.3 Dopo aver sostenuto d'aver compilato i documenti necessari, il ricorrente rileva d'aver presentato "perlomeno verbalmente" in data 25 luglio 2004 la pretesa domanda d'asilo. Ora, dall'incarto risulta che non è pendente alcuna richiesta d'asilo, per la ragione ch'essa a causa della festività non è stata registrata. L'UFG disconosce tuttavia che secondo l'art. 18 della legge sull'asilo, del 26 giugno 1998 (RS142.31; LAsi), norma richiamata dal ricorrente, è considerata domanda d'asilo ogni dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla Svizzera una protezione contro le persecuzioni (Walter Stöckli, Asyl, in Uebersax, Münch/Geiser/Arnold [ed.], Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 8.95 seg., 8.114). L'art. 8 cpv. 3 dell'ordinanza 1 sull'asilo (RS142.311) dispone che le domande d'asilo di persone che si trovano in detenzione devono essere inoltrate alle autorità cantonali. Il Ministero pubblico ticinese o l'UFG, visto che il ricorrente aveva chiaramente formulato una richiesta di asilo, da un corretto profilo formale, avrebbe pertanto dovuto avviare la procedura dell'art. 8 cpv. 1 dell'ordinanza 1 sull'asilo (sentenza 2A.548/2003 del 26 novembre 2003, consid. 2 e 3). Certo, vista l'inattività del ricorrente che sebbene patrocinato da un legale, per mesi non si è interessato dell'esito dell'asserita domanda di asilo e che, inoltre, perlomeno nell'ambito della procedura in esame, non ha per nulla reso verosimile la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi), la procedura avrebbe potuto concludersi con una decisione di non entrata nel merito secondo gli art. 32 e segg. LAsi. Spetta comunque alle autorità competenti in materia d'asilo, e non al Tribunale federale, pronunciarsi al riguardo.