Citation: 4A_657/2017 E. 1

che entrambe hanno ritenuto il secondo significato, il Pretore sulla base di un'interpretazione soggettiva del contratto, la Corte d'appello per interpretazione oggettiva; che la ricorrente rimprovera anzitutto all'autorità cantonale di avere commesso arbitrio e violato l'art. 9 Cost. nello stabilire che, non potendosi determinare quale fosse la vera e concorde volontà delle parti, il con tratto andasse interpretato secondo la teoria dell'affidamento; che la Corte ticinese ha ritenuto impossibile accertare tale volontà, dal momento che dalle circostanze addotte dalle parti e dalle testimonian ze F.________ e G.________ risultava "pacifico che la portata del termine '120 users' contenuto nel contratto non fosse stata discussa e chiarita in occasione della firma dello stesso"; che la ricorrente, pur sapendo di avere a che fare con accertamenti di fatto, invece di premurarsi di dimostrare l'apprezzamento arbitrario delle prove considerate dalla Corte ticinese, che non menziona nemmeno, sostiene che la volontà dei contraenti risulterebbe dal testo chia ro del contratto e dalla testimonianza H.________ e commenta, mettendone in dubbio la pertinenza, diversi documenti prodotti dall'opponente; che, così facendo, la ricorrente non sostanzia l'arbitrio con motivazione puntuale e non confuta l'argomentazione della sentenza impugnata, alla quale contrappone semplicemente la propria valutazione dei fatti in modo appellatorio, come obietta con ragione l'opponente, ciò che rende le critiche inammissibili; che in secondo luogo la ricorrente afferma che l'interpretazione oggettiva del contratto effettuata dalla Corte d'appello è " contraire au droit et aux faits", in particolare perché ometterebbe di considerare le deposizioni I.________, F.________ e J.________; che anche a questo riguardo essa non si confronta affatto con le motivazioni articolate della sentenza cantonale, la quale espone e commen ta i numerosi elementi di fatto (perizia, documenti e testimonianze) valutati e giunge alla conclusione che, secondo la teoria dell'affidamento, il termine contrattuale users fosse da intendersi nel senso di concurrent users, non di named users; che per di più la ricorrente non si avvede che il Tribunale cantonale ha svolto le diverse valutazioni di merito solo a titolo subordinato, dopo avere costatato preliminarmente che le corrispondenti censure d'appello erano irricevibili o per difetto di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC) o perché nuove (art. 317 cpv. 1 CPC); che la mancata contestazione di tali argomentazioni della sentenza, formali ma alternative e indipendenti rispetto alle motivazioni sostanziali, comporta l'inammissibilità delle censure (DTF 142 III 364 consid. 2.4 pag. 368); che pure tutte le considerazioni ricorsuali concernenti il superamento della soglia di 120 utenti sono inammissibili, poiché la Corte d'appello ha rinunciato espressamente all'esame di tale aspetto; che per quanto riguarda la seconda pretesa in discussione - la richiesta di risarcimento in relazione con l'uso del programma E.________ da parte di clienti o di gestori esterni - la Corte d'appello ha ricordato che l'attrice chiedeva la rifusione del mancato guadagno, ossia del prezzo che avrebbe incassato se avesse venduto la licenza d'uso del programma, e proponeva di determinarlo applicando i criteri definiti in un caso che riteneva pressoché identico deciso dal Tribunale di prima istanza del Cantone Ginevra; che il Tribunale di appello, posto che "l'apprezzamento effettuato dal giudice ginevrino in una vertenza riguardante altre parti non poteva essere traslato pari pari in questa causa", ha rimproverato all'attrice di non avere né indicato né provato gli elementi necessari per calcolare il danno, ossia il prezzo pagato una tantum dalla convenuta, il corrispettivo dovuto nel periodo determinante da società o utenti singoli per la licenza d'uso e il prezzo di vendita proposto alla convenuta per gli utilizzatori supplementari; che la ricorrente obietta di avere adempiuto l'onere di provare producendo la decisione ginevrina, "preuve irréfutable" che avrebbe dovuto servire come riferimento per fissare l'importo massimo del mancato guadagno, rimprovera arbitrio al Tribunale di appello che non ne ha tenuto conto e conclude con una serie di calcoli che quantificano il danno in fr. 6'153'321.20 applicando i criteri di quel giudizio oppure, sussidiariamente, in fr. 2'342'995.35.-- sulla base della testimonianza J.________; che la critica d'arbitrio è manifestamente infondata nella misura in cui si appoggia sulla sentenza ginevrina, non potendo evidentemente vincolare le istanze ticinesi gli accertamenti di fatto di una decisione di un tribunale di un altro Cantone resa in una causa alla quale l'opponen tenon ha partecipato; che per il resto la critica non è ammissibile, poiché la ricorrente di nuovo non si confronta con la motivazione dell'autori tà inferiore ed espone argomenti appellatori (calcoli) fondati su fatti che non risultano dalla sentenza impugnata; che l'accertamento della mancata prova del danno rimane perciò vincolante ed esclude da sé qualsiasi risarcimento, per cui non occorre esaminare le altre censure che la ricorrente muove contro gli argomen ti supplementari di forma e di sostanza con i quali la Corte cantonale ha respinto l'appello; che pertanto il ricorso, nella limitata misura in cui è ammissibile, è infondato e gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF). per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: