Citation: 6B_1004/2008 09.04.2009 E. 3.4

3.4.1 Nel motivare la sua censura, l'insorgente - che non si prevale di arbitrio nell'accertamento dei fatti - si scosta in modo inammissibile dai fatti accertati in sede cantonale (v. art. 105 cpv. 1 LTF). Così è laddove afferma di non essere stata a conoscenza della rete di irregolarità di B.________, di aver ignorato - perché ha seguito la sua formazione in Italia - i meccanismi di erogazioni delle prestazioni delle casse malati. Così è anche laddove la ricorrente fa riferimento a non meglio precisate regole in uso all'interno della clinica Y.________. 3.4.2 È stato accertato che la ricorrente quando lavorava presso la clinica X.________ era a conoscenza delle stranezze nel gestire il nosocomio da parte di B.________. Per sottrarsi alla situazione venutasi a creare, ha chiesto di essere trasferita in Y.________. B.________ ha preso in mano la gestione di quest'ultima clinica, iniziando anche qui con le pratiche dei "pazienti irregolari". Dall'arrivo di B.________ in Y.________, l'insorgente ha capito cosa stava succedendo, tant'è che pochi mesi dopo ha rassegnato le dimissioni. Era venuta a conoscenza dell'esistenza di irregolarità anche in clinica Y.________ e ha ammesso che le stesse venivano effettuate a scopo di lucro. Nella sua veste di medico, A.________ si occupava solo di pazienti gravi (a rischio suicidale). Degli altri pazienti della clinica non si occupava e neppure aveva proposto di occuparsene in quanto aveva intuito che nel nosocomio vi erano delle irregolarità e voleva "starne alla larga". 3.4.3 Alla ricorrente era quindi ben noto il rischio concreto di attestare delle falsità nel sottoscrivere documenti relativi a pazienti non suoi e che non vedeva perché, secondo quanto accertato in sede cantonale, in quei mesi non effettuava le visite ai piani dei degenti che non le erano stati assegnati. In simili circostanze, la probabilità di attestare delle falsità era molto grande e la mancata verifica delle informazioni contenute nei documenti non può non costituire una grave violazione del dovere di diligenza. Questi elementi permettono senz'altro di escludere la negligenza. Pur non desiderandolo, la ricorrente ha accettato di contribuire alla truffa messa in atto da B.________ e ha pertanto agito con dolo eventuale. Che all'insorgente siano state rimproverate solo due degenze, a fronte delle oltre 300 all'autore principale, nulla muta, essendo un elemento rilevante per la commisurazione della pena, elemento tenuto in debita considerazione in sede cantonale dove le è stato riconosciuto un ruolo assai marginale. Ne segue che la condanna della ricorrente per ripetuta complicità in truffa non viola il diritto federale.