Citation: C 104/01 25.07.2001 E. 3

3.- a) Per quanto attiene all'applicazione del diritto alla fattispecie concreta, i giudici di prime cure hanno constatato che i certificati medici del 6 dicembre 1996 e del 23 settembre 1997, non contenuti nell'incarto dell'assicurato, neppure erano stati trasmessi all'Ufficio regionale di collocamento di L.________. Essi non hanno ammesso le argomentazioni avanzate dal ricorrente, secondo le quali la mancata produzione degli stessi sarebbe probabilmente dovuta al fatto di non essersi ritenuto totalmente inabile al lavoro bensì pienamente collocabile. Più precisamente, in uno scritto del 13 giugno 2000, dopo aver attestato inabilità lavorativa dell'assicurato a contare dal 6 dicembre 1996, il dott. M.________ aveva certificato che già a partire dal 30 aprile 1996 vi erano stati dei periodi (tra il 30 aprile 1996 ed il 10 marzo 1998) di forte peggioramento dei disturbi, al punto che in data 16 febbraio 1998 era stata richiesta una rendita dell'assicurazione per l'invalidità. La completa inabilità lavorativa era durata segnatamente dal 6 dicembre 1996 al 4 febbraio 1997 come pure dal 23 al 30 settembre 1997, periodi corrispondenti a quelli in cui erano state versate indennità di disoccupazione per un importo complessivo di fr. 9662. 75. Inoltre, già in certificati precedenti (del 16 e del 23 febbraio 1998) il dott. M.________ aveva attestato che la situazione della colonna vertebrale dell'interessato era tornata a peggiorare, con inabilità lavorativa totale dal 16 luglio 1996 e per un tempo indeterminato. L'istanza cantonale ha soggiunto che anche in una perizia stilata il 15 settembre 1998, nell'ambito della richiesta di una rendita d'invalidità, l'autore della stessa aveva dichiarato essere difficile giudicare l'incapacità lavorativa durante gli ultimi due anni. Infine, la Corte di prime cure ha pure posto in rilievo che nel menzionato certificato medico del 23 settembre 1997 l'inabilità al lavoro del 100 % si riferiva ad un incidente. b) Da quanto precede emerge in modo del tutto verosimile che nei predetti periodi il ricorrente è stato inabile al lavoro nella misura del 100 % e che egli, non potendo ignorarlo, avrebbe dovuto produrre i relativi due certificati medici (del 16 dicembre 1996 e del 23 settembre 1997). Non trasmettendoli all'amministrazione, egli ha quindi intenzionalmente o per negligenza grave violato il suo obbligo di informare e di annunciare giusta l'art. 96 LADI. Alla pronunzia litigiosa deve pertanto essere prestata adesione laddove i primi giudici, dopo un accurato esame della documentazione agli atti, hanno pertinentemente ritenuto non sussistere in concreto il presupposto della buona fede, necessario per condonare all'assicurato l'obbligo di rimborsare le prestazioni indebitamente percepite nella residua misura di fr. 9662. 75. c) Detto parere merita tutela anche in quanto l'insorgente, con il ricorso di diritto amministrativo, nulla fa valere che possa inficiare tali conclusioni. Avuto altresì riguardo al limitato potere cognitivo di cui dispone nella specie (consid. 1), questa Corte non ha motivo di scostarsi dall'accertamento dei fatti esperito dai giudici cantonali, ove si osservi come lo stesso non risulti inesatto, incompleto od avvenuto in violazione di norme essenziali di procedura.