Citation: 4A_617/2019 E. 5.1

5.1. Il Pretore, s'è visto, aveva reputato che le parti avessero concordato di derogare a quell'obbligo. Anche la Corte d'appello ha respinto la tesi della convenuta, ma con una motivazione diversa; ha ritenuto che le predette clausole "non costituivano delle condizioni o degli obblighi contrattuali per l'attribuzione della mercede di mediazione". I giudici cantonali hanno spiegato che nella lettera del 4 luglio 2008 la convenuta aveva assicurato all'attore che avrebbe avuto diritto alla mercede del 3 % quando un acquirente da lui presentato avrebbe firmato l'atto notarile e pagato interamente il prezzo. A loro giudizio la comunicazione dell'identità del potenziale acquirente e l'approvazione scritta della mandante "non costituivano delle condizioni o degli obblighi contrattuali per l'attribuzione della mercede di mediazione"; formulata in un capoverso successivo della lettera, "graficamente separato da quello precedente, con un salto di riga", tale richiesta predisponeva piuttosto i requisiti per fare beneficiare l'attore di una "protezione cliente", di un "diritto prioritario" nei confronti di altri mediatori. Il Tribunale di appello ha concluso osservando che, si volesse per ipotesi considerare che la comunicazione dell'identità dell'interessato all'acquisto costituisse un obbligo contrattuale,lo stesso sarebbe comunque adempiuto. Nella risposta di prima istanza la convenuta aveva infatti riconosciuto che l'attore l'aveva informata, prima della firma dell'atto notarile, che l'acquirente sarebbe stata la C.________ SA. La Corte d'appello ha aggiunto che a quel momento la convenuta non aveva obiettato alcunché né chiesto chiarimenti sulle persone fisiche che stavano dietro la società.