Citation: 1C_792/2013 E. 2.6

2.6. Neppure la critica d'eccesso di formalismo appare priva di fondamento (cfr. DTF 115 Ia 21 consid. 3c). Vi è infatti formalismo eccessivo, che viola l'art. 29 cpv. 1 Cost., qualora la stretta applicazione delle norme di procedura non è giustificata da nessun interesse degno di protezione e diviene pertanto un fine a se stante, complicando in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o l'accesso ai tribunali. L'eccesso di formalismo può risiedere sia nella regola di comportamento imposta dal diritto cantonale sia nella sanzione che una violazione di tale regola implica (DTF 134 II 244 consid. 2.4.2 pag. 248; 132 I 249 consid. 5). Ritenuta la propria incompetenza, nonostante l'indicazione dei rimedi di diritto formulata nel contestato permesso edilizio, e rettamente rilevate sia la lesione del principio della buona fede da parte del Comune sia la tempestività del ricorso (al riguardo vedi DTF 134 V 306 consid. 4.2 e rinvii), la Corte cantonale in concreto avrebbe dovuto trasmetterlo d'ufficio all'autorità ritenuta competente, ossia al Comune (art. 4 cpv. 3 LGA), o vagliare essa medesima il gravame nel merito. È infatti verosimile che qualora il ricorrente avesse impugnato il criticato permesso direttamente dinanzi al Comune, visto che la procedura di notifica era ormai conclusa, quest'ultimo avrebbe trasmesso il ricorso per competenza alla Corte cantonale, poiché, in quanto non parrebbe essere previsto dalla pertinente normativa, l'inoltro di un'opposizione non avrebbe avuto alcun senso. Inoltre, c ontrariamente alla tesi della Corte cantonale, se il ricorrente si fosse limitato a presentare un'opposizione all'autorizzazione già concessa pretendendo l'espletamento della procedura ordinaria per il rilascio di un'altra licenza edilizia, tale modo di procedere avrebbe verosimilmente implicato l'emanazione di una nuova decisione muncipale impugnabile dinanzi al Tribunale amministrativo, ma non necessariamente l'annullamento del permesso del 21 marzo 2012. È quindi a ragione che il ricorrente, allo scopo di far annullare o per lo meno esaminare nel merito il permesso edilizio già rilasciato e cresciuto in giudicato, ha adito, in ossequio peraltro ai rimedi di diritto indicati, la Corte cantonale. Si giustifica infine rilevare che nella fattispecie l'applicazione della procedura semplificata di notifica, prevista per progetti di costruzione subordinati per i quali non si attendono opposizioni e che segnatamente non comportino un cambiamento dello scopo e non modifichino il numero dei locali (art. 50 cpv. 1 e cpv. 2, art. 40 cpv. 1 n. 2 dell'Ordinanza sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni del 24 maggio 2005), parrebbe più che dubbia. Il vicino si è del resto opposto al progetto edilizio per ben due volte.