Citation: 2A.319/2001 11.10.2001 E. 4

4.- Nel merito l'insorgente si appella agli art. 8 CEDU e 17 cpv. 2 LDDS. Quest'ultima disposizione non risulta tuttavia applicabile alla fattispecie in esame, dal momento che, come visto sopra, A.________ non beneficia di un permesso di domicilio in Svizzera. Per il che la vertenza, va esaminata unicamente dal punto di vista della citata norma convenzionale. a) Come è stato giustamente rilevato dai giudici cantonali, anche in presenza di figli minorenni, dall'art. 8 CEDU non può essere dedotto alcun diritto incondizionato all'ottenimento di un permesso di soggiorno qualora, in particolare, lo straniero abbia preso lui stesso la decisione di vivere separato dalla propria famiglia in un altro paese (DTF 122 II 289 consid. 3b, 385 consid. 4b; 119 Ib 81 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Per prassi, il ricongiungimento della prole con un genitore residente in Svizzera va rifiutato se la separazione della famiglia è il risultato della libera volontà di quest'ultimo, se non sussistono interessi preponderanti tali da modificare i rapporti esistenti e non è stato accertato che un simile cambiamento sia imperativo e, infine, se non vi sono da parte delle autorità ostacoli al mantenimento delle relazioni intrattenute sino a quel momento. Pertanto il ricongiungimento di un figlio con il genitore che vive nel nostro Paese presuppone, da un lato, che sia con quest'ultimo che egli intrattiene le relazioni familiari più intense, dall' altro, che sia accertata la necessità della sua venuta in Svizzera. Per valutare questi aspetti non bisogna tenere conto soltanto della situazione passata, ma anche degli eventuali cambiamenti intervenuti e delle prospettive future. In ogni caso non può essere ritenuto unicamente determinante il fatto che la prole abbia sempre vissuto all' estero, dove ha allacciato i legami più stretti, altrimenti il ricongiungimento non diverrebbe in pratica mai possibile. È necessario per contro accertare presso quale dei genitori il figlio abbia vissuto e, in caso di divorzio, chi ne ha ricevuto l'affidamento; se nel frattempo gli interessi dei figli si sono modificati, l'adattamento alla nuova situazione familiare dovrebbe, di principio, essere dapprima regolato dal diritto civile. Restano tuttavia riservati i casi in cui le nuove relazioni famigliari sono chiaramente definite - come ad esempio in presenza del decesso del genitore titolare della custodia sui figli o di un cambiamento sostanziale dei bisogni di mantenimento - e quelli in cui l'intensità della relazione si è trasferita da un genitore all'altro (DTF 122 II 385 consid. 4b, 119 Ib 81 consid. 4b). I principi esposti valgono per analogia anche nei casi in cui uno dei genitori vive in Svizzera e la prole è restata al paese d'origine in cura ad una terza persona o presso un familiare che non sia né il padre, né la madre (DTF 125 II 585 consid. 2c). b) Nel caso di specie la ricorrente è partita dal Brasile nel mese di aprile del 1997 lasciando la propria prole in affidamento a sua madre e ad una zia. Certo, la sua separazione dalle figlie B.________ e C.________ non è stata particolarmente lunga (circa due anni) ed è avvenuta allorquando quest'ultime avevano, rispettivamente, 3 ½ e 11anni. Si deve però ritenere che tale separazione è avvenuta per una libera scelta dell'interessata. Inoltre si deve considerare che entrambe le figlie hanno vissuto sin dalla nascita in Brasile dove, verosimilmente, hanno frequentato anche le scuole. È quindi in questo Paese che esse hanno i vincoli culturali più stretti. Per converso, le medesime non hanno particolari legami con la Svizzera, salvo la loro madre. Inoltre va rilevato che le due bambine sono figlie di padri diversi, i quali a loro volta, da quanto è dato a sapere, vivono ancora in Brasile. Dagli atti emerge addirittura che C.________ sottostà all'autorità parentale del padre sin dal 1992, anno in cui quest'ultimo ha divorziato dall'insorgente. Ora, come giustamente rilevato dalle autorità federali nelle osservazioni al presente gravame, il semplice fatto che egli abbia acconsentito a che la propria figlia viva in Svizzera con la madre non è nel presente ambito di alcun rilievo. Caso mai occorrerebbe una modifica della sentenza di divorzio che attribuisca alla ricorrente l'esercizio dell'autorità parentale su C.________. Procedura questa che nemmeno la stessa A.________ afferma di avere mai intrapreso. La ricorrente non ha neppure saputo dimostrare l' intervento di un cambiamento delle circostanze tale da giustificare l'accoglimento della sua domanda di ricongiungimento. Ella si è infatti limitata ad asserire, per la prima volta davanti al Tribunale amministrativo ticinese, che la nonna, di 80 anni, e la zia, affetta da una malattia, non erano più in grado di occuparsi delle due bambine, senza però addurre alcuna prova a sostegno di simili affermazioni. Ora, benché la procedura amministrativa federale sia retta dalla massima inquisitoria - secondo la quale spetta di principio alle autorità accertare d'ufficio e in modo completo i fatti determinanti per la causa - va comunque rilevato che, soprattutto laddove le parti abbiano introdotto una domanda nel loro interesse o si trovino in condizione di meglio conoscere i fatti, le medesime sono tenute a collaborare attivamente all'accertamento della fattispecie, fornendo informazioni al giudice e indicando i mezzi di prova posti a sostegno delle loro allegazioni. In simili circostanze la responsabilità di addurre gli elementi atti a dimostrare lo stato di fatto e l'onere di amministrare le prove sono ripartiti tra le parti e l'autorità giudicante (RDAT 1998 II n. 41 consid. 3b). Condizione questa che non risulta essere stata adempiuta nel caso concreto. Per il che, visto quanto precede, non si può affermare che, rispetto al momento della partenza della ricorrente dal Brasile siano intervenute delle modifiche nelle relazioni familiari tali da imporre l'accoglimento della domanda di ricongiungimento litigiosa. c) A tutto quanto appena esposto si deve aggiungere che, nell'istanza per il rilascio di un permesso di dimora presentata in seguito alla celebrazione delle nozze con D.________, la ricorrente aveva sottaciuto alle autorità cantonali di essere madre di due figlie rimaste in Brasile. Orbene, giusta l'art. 3 cpv. 2 LDDS, lo straniero è tenuto ad informare in modo esatto l'autorità in merito a tutte le circostanze che hanno un'importanza decisiva per la concessione del permesso. Inoltre, l'art. 8 cpv. 4 ODDS, prevede che i familiari, il cui congiunto o parente straniero in Svizzera abbia, nella procedura per la concessione del permesso, taciuto l'esistenza, non hanno diritto ad ottenere un'autorizzazione di dimora o di domicilio nell'ambito di un'eventuale domanda di ricongiungimento. Benché tale norma si riferisca ai casi previsti dall'art. 17 cpv. 2 LDDS, i principi in essa contenuti sono applicabili per analogia anche laddove la richiesta di un permesso di soggiorno si basa sull'art. 8 CEDU. Gli art. 3 cpv. 2 LDDS e 8 cpv. 4 ODDS hanno per scopo di permettere alle autorità di prendere in considerazione, sin dall'inizio, tutte le conseguenze che la concessione di un permesso di domicilio o di dimora potrebbe comportare sul sovrappopolamento di stranieri e, eventualmente, sul mercato del lavoro (DTF 115 Ib 97 consid. 3b). Malgrado il tenore letterale dell'art. 8 cpv. 4 ODDS, il fatto di nascondere l'esistenza d'un congiunto o di un figlio non comporta il decadimento automatico della possibilità d'ottenere il permesso richiesto: tale circostanza deve comunque essere tenuta in considerazione allorquando si tratta di esaminare se una simile autorizzazione debba o meno essere rilasciata (sentenza non pubblicata del Tribunale federale 3 dicembre 1997 in re A. Lombardo, consid. 3b). Come pure si deve tenere conto, nell' ambito dell'esame di una domanda di ricongiungimento familiare, del fatto che la ricorrente ha fatto giungere le figlie in Svizzera senza rispettare la procedura d'entrata prevista in questi casi dalla legge, per quindi inoltrare pochi giorni dopo il loro arrivo la domanda per il rilascio di un permesso di dimora. Un simile comportamento, volto a mettere le autorità davanti al fatto compiuto, non può essere tutelato. Se già la legislazione federale fa dipendere il ricongiungimento familiare in Svizzera dall'adempimento di una serie di ben precise condizioni (cfr. consid. 4a), a più forte ragione si deve ammettere che, in una situazione come quella appena illustrata, è possibile soprassedere ad un simile atteggiamento da parte dello straniero soltanto se sono dati motivi straordinari. Ciò che non è il caso nella fattispecie in esame, dal momento che, come già si è detto, non esistono addirittura interessi preponderanti che impongano una modifica delle relazioni familiari esistenti. d) Stante quanto precede, il ricorso dev'essere dunque respinto. Benché severa, la decisione impugnata risulta infatti rispettosa del diritto federale e della giurisprudenza in materia.