Citation: 1A.52/2007 20.07.2007 E. 2

2.1 Nel merito, la CRP ha accertato che B.________ per assicurarsi la citata gara d'appalto avrebbe promesso il pagamento di almeno 50 milioni di euro e versato un acconto di 3 milioni, restituitogli nel novembre 2005 in seguito all'annullamento dell'appalto. Dal menzionato interrogatorio è risultato che un importo di 3 milioni di euro è stato prelevato in contanti dal conto presso la banca G.________. La Corte cantonale ha precisato che la ricorrente, come nel gravame in esame, chiedeva di limitare la trasmissione dei documenti bancari all'estratto conto del 31 dicembre 2005, previo oscuramento di tutte le operazioni, eccetto il menzionato prelievo effettuato il 14 novembre 2005. 2.1.1 Anche in questa sede, la ricorrente impernia le sue argomentazioni sull'assunto secondo cui la rogatoria si esaurirebbe nel reperimento di detta operazione. La tesi è chiaramente infondata. 2.1.2 La CRP ha infatti accertato che la domanda estera non persegue soltanto lo scopo di acquisire informazioni inerenti alle modalità di restituzione del menzionato importo, ma, più in generale, ai conti e ai rapporti riconducibili agli indagati aperti presso le due altre banche e potenzialmente alimentati da operazioni connesse all'asserito reato di corruzione. Ora, come si è visto, in concreto il Tribunale federale è vincolato all'accertamento dei fatti compiuto dall'autorità giudiziaria inferiore, visto ch'essi non sono manifestamente inesatti o incompleti, né sono stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG); circostanze delle quali la ricorrente non dimostra peraltro la realizzazione. Rettamente la CRP ha ritenuto infondato l'assunto ricorsuale secondo cui la rogatoria si limiterebbe all'operazione di restituzione del noto acconto. Del resto, la fattispecie oggetto della rogatoria italiana è stata all'origine di altre decisioni, con le quali la II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha confermato la trasmissione dell'intera documentazione di altre relazioni bancarie (sentenze 1C_123/2007 del 25 maggio 2007 e 1C_128/2007 del 23 maggio 2007, destinata a pubblicazione). La CRP ha quindi ritenuto a ragione che l'utilità e la rilevanza potenziale della documentazione bancaria (dal 25 febbraio 2005, data di apertura del conto, al 31 dicembre 2005), riferita all'arco temporale oggetto delle indagini estere (2003-2005), non potevano manifestamente essere escluse. 2.1.3 In tale ambito si può nondimeno rilevare che, nelle descritte circostanze, neppure la consegna dell'intera documentazione bancaria, e quindi anche di quella riferita al 2006, sarebbe stata lesiva del diritto federale. Come riconosciuto dalla giurisprudenza, ripresa anche dalla CRP, quando le autorità estere chiedono informazioni su conti bancari nell'ambito di procedimenti per reati patrimoniali, esse necessitano di regola di tutti i documenti, perché debbono poter individuare il titolare giuridico ed economico del conto e sapere a quali persone o entità giuridiche sia pervenuto l'eventuale provento del reato (DTF 129 II 462 consid. 4.4 pag. 468; 124 II 180 consid. 3c inedito; 121 II 241 consid. 3b e c; cfr. anche DTF 130 II 14 consid. 4.1; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 478-1 pag. 517). Ciò anche allo scopo di evitare l'eventuale inoltro di domande complementari. Ritenuto che nella fattispecie le autorità estere indagano anche su altri conti, non è infatti escluso che, oltre all'operazione specificatamente oggetto della domanda, possano risultare altri versamenti tra le relazioni bancarie oggetto d'inchiesta. Certo, la ricorrente sostiene che ciò non sarebbe il caso: spetterà tuttavia all'autorità richiedente, che dispone di tutte le risultanze processuali, vagliare compiutamente tale quesito.