Citation: 8C_165/2010 18.10.2010 E. 6

6.1 Il principio della separazione dei poteri è garantito almeno implicitamente da tutte le costituzioni cantonali e rappresenta un diritto costituzionale di cui si può prevalere il cittadino (DTF 134 I 322 consid. 2.2 pag. 326; sentenza 2C_763/2009 del 28 aprile 2010 consid. 5.1). Il Canton Ticino all'art. 51 Cost./TI prevede in particolare che l'autorità, in quanto non riservata al popolo, è esercitata dai tre poteri, tra loro distinti e separati, il Legislativo, l'Esecutivo, il Giudiziario. Il contenuto del principio della separazione dei poteri, riconosciuto quale diritto individuale dei cittadini, è determinato in primo luogo dal diritto cantonale (DTF 128 I 113 consid. 2c pag. 116 e rinvii). Esso tutela il rispetto delle competenze stabilite dalla costituzione cantonale. È pertanto in primo luogo compito del diritto pubblico cantonale fissare le competenze delle autorità (DTF 130 I 1 consid. 3.1 pag. 5; 128 I 113 consid. 2c pag. 116 e numerosi riferimenti). Il principio della separazione dei poteri vieta in particolare ad un organo dello Stato di usurpare la competenza di un altro organo (DTF 134 I 322 consid. 2.2 pag. 326; 119 Ia 28 consid. 3 in fine pag. 34; 106 Ia 389 consid. 3 pag. 394). 6.2 Secondo il ricorrente, il Tribunale cantonale amministrativo avrebbe commesso un abuso del proprio potere di apprezzamento, eccedendo tale potere, in quanto avrebbe esaminato l'opportunità della decisione amministrativa, di competenza del Consiglio di Stato, invece di limitarsi ad accertarne la legalità. 6.2.1 Conformemente all'art. 110 LTF laddove sia prescritta, come nel caso di specie (art. 86 cpv. 2 LTF), l'istituzione di un tribunale quale autorità cantonale di ultima istanza, i Cantoni provvedono affinché quest'ultimo o un'autorità giudiziaria di istanza inferiore esamini liberamente i fatti e applichi d'ufficio il diritto determinante. L'art. 110 LTF si limita a realizzare sul piano legislativo la garanzia alla via giudiziaria introdotta dall'art. 29a Cost. (Messaggio concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria del 28 febbraio 2001, FF 2001 pag. 3904; Bernard Corboz, Commentaire de la LTF, 2009, n. 6 all'art. 110 LTF; Bernhard Ehrenzeller, Bundesgerichtsgesetz, 2007, n. 1 e 7 all'art. 110 LTF; Karl Spühler/Annette Dolge/Dominik Vock, Kurzkommentar zum Bundesgerichtsgesetz, 2006, n. 1 all'art. 110 LTF), che a sua volta estende, soprattutto nel campo del diritto amministrativo, di massima a ogni vertenza quanto già ancorato convenzionalmente agli affari civili e penali (cfr. art. 6 § 1 CEDU, art. 1 cpv. 1 del primo protocollo, art. 14 cpv. 1 Patto ONU II; Andreas Kley, Die Schweizerische Bundesverfassung, 2a ed., 2008, n. 4 all'art. 29a Cost.; Giovanni Biaggini, Bundesverfassung der Schweizerischen Eidgenossenschaft, 2007, n. 2 all'art. 29a Cost.; Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II, 2a ed., 2006, n. 1202). I Cantoni sono quindi tenuti ad investire per lo meno un'autorità giudiziaria dell'esame libero dei fatti e dell'applicazione d'ufficio del diritto determinante, senza che essa debba valutarne necessariamente l'adeguatezza (sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo Albert e Le Compte c/. Belgio del 10 febbraio 2003, serie A n. 58, § 29; sentenza 2P.51/2006 del 20 marzo 2006 consid. 3.2; Hansjörg Seiler, Bundesgerichtsgesetz, 2007, n. 11 all'art. 110 LTF; Ehrenzeller, op. cit., n. 21 all'art. 110 LTF). Se il diritto cantonale prevede due istanze giudiziarie è sufficiente che il tribunale di primo grado rispetti queste esigenze, il tribunale superiore cantonale potendo anche disporre solo di una cognizione analoga a quella del Tribunale federale (art. 111 LTF; Messaggio concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria del 28 febbraio 2001, FF 2001 pag. 3906; sentenza 2D_148/2008 del 17 aprile 2009 consid. 3.3). 6.2.2 Il libero esame dei fatti ai sensi dell'art. 110 LTF permette al giudice di valutare le prove senza alcuna restrizione, al fine di accertare l'esistenza o l'inesistenza di un fatto. Esso implica, in particolare, la possibilità di presentare fatti nuovi e nuovi mezzi di prova. Ciò significa altresì che il giudice deve riprendere dall'inizio l'apprezzamento delle prove e determinare lo stato di fatto sul quale si fonda, senza essere vincolato dalla decisione deferitagli. È pertanto esclusa una limitazione all'arbitrio del suo potere cognitivo (cfr. DTF 131 II 271 consid. 11.7.1 pag. 303 e sentenze ivi citate). Per contro, l'applicazione del diritto d'ufficio significa che il giudice stabilisce da solo le regole di diritto applicabili e decide in quale modo interpretarle, a prescindere dall'argomentazione giuridica delle parti e da quella dell'autorità precedente (DTF 135 II 369 consid. 3.3 pag. 374; Corboz, op. cit., n. 15 segg. all'art. 110 LTF; Ehrenzeller, op. cit., n. 17 segg. all'art. 110 LTF). 6.2.3 Il libero esame dei fatti e del diritto ai sensi dell'art. 110 LTF si distingue dall'esame dell'opportunità. Nel primo caso, il giudice è incaricato di rivedere l'accertamento dei fatti e di stabilire se l'atto querelato è conforme al diritto; nel secondo caso, egli può di principio optare per un'altra soluzione equivalente se la giudica preferibile, anche qualora la soluzione sottopostagli sia conforme al diritto. Ne segue che l'esame dell'opportunità riserva di regola una latitudine di giudizio più ampia rispetto al libero esame dei fatti e del diritto. Il divieto di apprezzare l'opportunità della decisione impugnata sancito dal diritto di procedura cantonale non impedisce quindi alla giurisdizione cantonale adita di esaminare liberamente i fatti e di applicare d'ufficio il diritto ai sensi dell'art. 110 LTF (sentenza 1C_417/2009 del 21 gennaio 2010 consid. 2.3; sul tutto cfr. anche sentenza 8C_770/2009 del 25 maggio 2010 consid. 4.2-4.4). 6.2.4 Per l'art. 61 cpv. 1 LPAmm il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la violazione del diritto. Secondo il capoverso 2 costituisce in particolare violazione del diritto: - l'errata o la mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa; - l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto; - l'eccesso e l'abuso di potere; - la violazione di una norma essenziale di procedura. Per l'art. 62 LPAmm con il ricorso può essere impugnato ogni accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione. 6.2.5 Come correttamente indicato dal ricorrente, il Tribunale cantonale amministrativo non può rivedere l'opportunità, mentre deve riesaminare fatti e diritto ai sensi dell'art. 110 LTF e delle disposizioni cantonali succitate. Dal giudizio impugnato emerge che la Corte cantonale ha rispettato le regole menzionate, ben riconoscendo i limiti postigli dall'art. 61 e 62 LPAmm in relazione al controllo dell'apprezzamento, che la legge riserva all'autorità di nomina per quanto riguarda la valutazione dei partecipanti alla gara, precisando di doversi limitare a verificare che non vi sia stata una violazione del diritto. In effetti il Tribunale amministrativo si è limitato ad esaminare l'apprezzamento dei fatti proposto dall'UIM e dal Consiglio di Stato, ritenendolo corretto e, meglio, conforme alle disposizioni cantonali in vigore, in particolare all'art. 8 cpv. 2 LORD. In tali circostanze non si può senz'altro affermare che la Corte cantonale abbia esaminato l'adeguatezza, sostituendosi all'autorità amministrativa, commettendo in tal modo un diniego di giustizia formale (sentenza 8C_802/2009 del 28 luglio 2010 consid. 4). Pure quest'ultima censura deve quindi essere respinta siccome infondata.