Citation: 4C.177/2004 19.01.2005 E. 6

Nella seconda parte del gravame i ricorrenti si prevalgono della violazione degli art. 3 e 8 CC nonché degli art. 32 segg. e 394 segg. CO. Sostengono che l'autorità cantonale, dopo aver accertato che lo sceicco aveva autorizzato C.________ a gestire i propri conti bancari, avrebbe dovuto rendersi conto che si trattava di un vero e proprio mandato di gestione revocabile e che esso sarebbe stato appunto revocato con telex del 6 ottobre 1986, versato agli atti come doc. E. In realtà, così come formulate, quelle che i ricorrenti ritengono essere censure di diritto - richiamandosi anche alla facoltà del Tribunale federale di apprezzare liberamente il valore giuridico dei fatti secondo l'art. 63 cpv. 3 OG - sono in parte critiche inammissibili rivolte contro l'apprezzamento delle prove, in parte tesi fors'anche di diritto ma fondate su fatti diversi da quelli accertati nella sentenza impugnata. I giudici ticinesi hanno infatti stabilito che l'attore aveva conferito valida procura di gestione di conti a C.________, precisando che l'ordine di bonifico bancario che sta all'origine della presente causa non era in contraddizione con il doc. E. Di atti di revoca di tale procura non v'è traccia; la Corte cantonale ha piuttosto accertato che lo sceicco aveva contestato l'operazione del rappresentante solo il 28 ottobre 1986.