Citation: 4A_278/2009 09.12.2009 E. 3

Davanti al Tribunale federale il ricorrente ripropone le tesi già fatte valere in sede cantonale, asserendo che le sue pretese, siano esse inerenti allo scioglimento della relazione di concubinato o al rapporto di lavoro, poggiano sul medesimo "supporto fattuale", così che il Tribunale d'appello, omettendo di esaminare il primo aspetto, ha violato il principio iura novit curia. Accenna poi alla possibilità di mutare l'azione nel diritto ticinese, per concludere - in modo invero piuttosto confuso - che "è manifestamente iniquo e arbitrario detronizzare una tesi per avallarne un'altra". Queste argomentazioni non tengono conto delle esigenze di motivazione. 3.1 Con il ricorso in materia civile può essere fatta valere la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF). Il Tribunale federale lo esamina d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF) tenuto però conto dell'obbligo minimo di allegazione e motivazione di cui all'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF (DTF 134 III 102 consid. 1.1 pag. 104). Tuttavia, giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF (combinato con l'art. 42 LTF; DTF 134 II 244 consid. 2.2), il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali, che appartengono al diritto federale, soltanto se la parte ricorrente solleva e motiva debitamente la censura. Il campo di applicazione di questa norma corrisponde a quello del precedente ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali (DTF 133 III 397 consid. 6 pag. 397, 638 consid. 2) per cui valgono le regole di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b vOG (cfr. DTF 130 I 258 consid. 1.3 pag. 261 seg.). Ne discende che l'allegato ricorsuale deve indicare chiaramente i diritti costituzionali che si pretendono violati, precisando altresì in che consista tale violazione (DTF 134 II 244 consid. 2.2; 133 III 393 consid. 6). 3.2 Il ricorrente non si prevale della violazione di alcuna norma del diritto federale. Non invoca la garanzia costituzionale dell'art. 29 cpv. 3 Cost. e neppure la violazione dell'art. 9 Cost. per arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale (l'art. 14 cpv. 1 lett. a Lag, che è stato determinante per la Corte cantonale, non è nemmeno menzionato) o nell'accertamento dei fatti. Espone le sue argomentazioni liberamente, come se si trattasse di un atto di appello. Si confronta a malapena con la motivazione della Corte cantonale e fonda le sue tesi su fatti diversi da quelli accertati nella sentenza impugnata, rispettivamente senza contestare nelle dovute forme quelli che vi figurano. In particolare non tenta nemmeno di dimostrare l'arbitrarietà dell'accertamento secondo cui egli ha negato in causa il rapporto di società semplice e fatto valere soltanto pretese attinenti al rapporto di lavoro. Tanto meno spiega quali disposizioni del diritto federale o cantonale avrebbero imposto all'autorità cantonale di valutare d'ufficio, nonostante il suddetto suo comportamento processuale, se le sue pretese potessero aver un fondamento giuridico diverso. Ne viene che il ricorso, privo di una motivazione sufficiente, è nel suo complesso inammissibile.