Citation: 7B_718/2024 E. 2.3

2.3. La sentenza impugnata adempie tali esigenze, poiché la Corte cantonale ha sufficientemente spiegato le ragioni per cui riteneva l'esistenza di un conflitto di interessi in seno allo studio legale I.________ SA di X.________. Ha infatti esposto che tra le parti C.C.________ (amministratrice unica e azionista al 50 % della ricorrente) e D.C.________ (coniuge di quest'ultima e amministratore di fatto della ricorrente) da un lato, e l'opponente 2 (azionista per l'altro 50 % della ricorrente) dall'altro lato, avevano preso avvio numerose procedure sia penali sia civili, in parte ancora pendenti, in parte già concluse. Il suddetto studio legale patrocinava la ricorrente nel procedimento MP 2023.1689, nel cui ambito aveva, il 28 febbraio 2023, inoltrato al Ministero pubblico una denuncia a nome della stessa contro l'opponente 2, indicando esplicitamente di patrocinarla, firmando il documento redatto e producendo la relativa procura sottoscritta dall'amministratrice unica C.C.________, rappresentante della medesima ricorrente. Lo studio legale citato patrocinava anche C.C.________ e D.C.________ personalmente nel procedimento pendente davanti alla Corte cantonale per il reclamo presentato dall'opponente 2 contro il decreto di non luogo a procedere del 26 giugno 2023 a favore degli stessi (CRP 60.2023.184), nel cui ambito l'avv. H.________, collaboratore del predetto studio legale, aveva inoltrato uno scritto datato 21 luglio 2023, nel quale comunicava esplicitamente che lo studio legale era stato "incaricato dalla Signora C.C.________ e dal Signor D.C.________ di tutelare i loro interessi". L'autorità inferiore ha rilevato che i due predetti procedimenti penali, come anche i numerosi contenziosi civili (specificamente elencati nella sentenza impugnata), trattavano sostanzialmente dei medesimi fatti e della medesima fattispecie litigiosa, ovvero la gestione e la conduzione della società, sia da una parte sia dall'altra. Le parti, da un lato l'opponente 2 e dall'altro i coniugi C.________, in evidente contrasto tra di loro, si rimproveravano, infatti, reciprocamente di aver falsificato documenti, di avere mal amministrato la società, nonché di aver commesso altri reati patrimoniali, arrecando danni a quest'ultima e a loro personalmente. Già solo il fatto che esse avessero avviato reciprocamente, agendo sia personalmente sia tramite la società, numerosi contenziosi legali con accuse reciproche, permetteva di ritenere l'esistenza di interessi divergenti tra l'azionista, e amministratrice unica, e la ricorrente. Ciò porterebbe infatti il patrocinatore in questione a non poter difendere liberamente gli interessi dei suoi clienti, contravvenendo in questo modo al suo obbligo di esercitare la professione con cura e diligenza e in piena indipendenza. Il conflitto di interessi, così come avvenuto in sede civile, doveva essere pertanto confermato. I motivi alla base dell'accoglimento del ricorso cantonale sono quindi chiaramente indicati nella sentenza impugnata, in modo tale da permettere alla ricorrente di contestarla in questa sede con cognizione di causa. La censura ricorsuale risulta pertanto infondata.