Citation: 1A.210/2001 21.03.2002 E. 1

Il contestato giudizio, che conferma il mantenimento del sequestro, costituisce una decisione incidentale; presentato entro il termine di dieci giorni dalla sua comunicazione il ricorso è quindi tempestivo (art. 80k AIMP). Di massima, una decisione incidentale anteriore alla decisione finale può essere impugnata con un ricorso di diritto amministrativo solo quando produca un pregiudizio immediato e irreparabile, in particolare attraverso il sequestro di beni e valori (art. 80e lett. b n. 1 AIMP). Di per sé, il sequestro di beni o di valori non comporta tuttavia, secondo la giurisprudenza, un siffatto pregiudizio, la nozione di quest'ultimo dovendo essere interpretata restrittivamente. Pertanto, il ricorrente non può limitarsi ad asserire l'esistenza di siffatto pregiudizio ma deve renderla verosimile (FF 1995 III 13; sentenza del 29 settembre 1999 in re F., consid. 3e, apparsa in Pra 2000 38 204; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 296/297 pag. 227 seg.): il pregiudizio può consistere per esempio in un sequestro di beni che blocchi l'attività economica di una società o di una persona o impedisca di ovviare all'attuazione imminente di atti di esecuzione o di fallimento (sentenze del 1° giugno 1999 in re M., consid. 2c e d, e del 28 novembre 2000 in re C., consid. 2c, causa 1A.266/2000); Michel Féraud, Die neue Rechtsmittelordnung in der Rechtshilfe zur Unterstützung eines Strafverfahrens im Ausland, in: Solothurner Festgabe zum Schweizerischen Juristentag 1998, pag. 657 segg., in particolare pag. 661 seg.). Quest'ultima fattispecie è data in concreto visto che, come è stato rilevato nella sentenza del Tribunale federale del 3 gennaio 2001 (Fatti F), l'Ufficio dei fallimenti di Lugano rivendicava il bene sequestrato, che comporta inoltre elevati costi di deposito.