Citation: 2C_59/2024 E. 5.3.1

5.3.1. Per giurisprudenza, una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica ai sensi dell'art. 5 allegato I ALC può essere data anche da ripetute violazioni in ambito di circolazione stradale (sentenze 2C_836/2021 del 20 settembre 2023 cons. 6.2.2; 2C_864/2018 del 18 febbraio 2019 consid. 5.4). Così è anche nel caso in esame. Dal comportamento alla base delle molteplici condanne subite dal ricorrente emerge con chiarezza: da un lato, la manifesta sottovalutazione da parte di una persona adulta del pericolo insito nel mettersi al volante di un'automobile in uno stato di alterazione e/o malgrado la revoca della licenza, violando anche i limiti di velocità; d'altro lato, l'incapacità o l'assenza di volontà di astenersi dal ripetere atti simili, la cui pericolosità non può affatto essere sottovalutata, perché attraverso di essi viene messa a repentaglio sia l'incolumità propria che di terzi (DTF 139 II 121 consid. 5.5.1; sentenze 2C_864/2018 del 18 febbraio 2019 consid. 5.4; 2C_43/2018 del 28 giugno 2018 consid. 3.3; 2C_39/2016 del 31 agosto 2016 consid. 2.4). Nessuna delle infrazioni compiute, presa isolatamente, permette di desumere che il ricorrente costituisca una minaccia reale e grave all'ordine pubblico e alla sicurezza ai sensi dell'art. 5 allegato I ALC. Da un esame complessivo appare però che i fatti imputati all'insorgente si sono ripetuti su un lasso di tempo esteso, sono stati perpetrati in stato di recidiva e hanno comportato la privazione della libertà per parecchi mesi. Si tratta quindi di una delinquenza cronica che non consente, in assenza di nuovi elementi, di porre un pronostico favorevole per il futuro (DTF 139 II 121 consid. 5.5.1).