Citation: U 129/02 29.01.2003 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha esaminato l'adeguatezza del rapporto causale alla luce dei principi applicabili nel caso di evoluzione psichica abnorme conseguente a infortunio e non in applicazione della prassi sviluppata in materia di trauma d'accelerazione alla colonna cervicale (DTF 117 V 359). Nel giudizio querelato la precedente istanza ha ritenuto di procedere in questo modo in quanto, rifacendosi agli accertamenti esperiti dagli specialisti medici intervenuti, avrebbe ravvisato una progressiva sovrapposizione dei disturbi di natura psichica (sindrome da dolore cronica, stato reattivo depressivo con propensione all'isolamento e al ripiego su sé stesso), i quali avrebbero vieppiù, già nove mesi dopo l'infortunio (cfr. rapporto d'uscita 26 gennaio 1996 della Clinica X.________), assunto un ruolo predominante per rapporto alle altre affezioni. Per il resto ha sostanzialmente fondato la propria valutazione sul fatto che i periti interpellati avrebbero attestato una incapacità lavorativa unicamente dal profilo psichico, evidenziando per contro che, da un punto di vista meramente somatico, nulla avrebbe impedito al ricorrente di esercitare l'attività di meccanico o di cameriere. 2.2 Da un attento esame degli atti e della più recente giurisprudenza di questa Corte, la valutazione operata dai primi giudici non può tuttavia essere condivisa. A prescindere dal fatto che, come evidenzia la prassi del Tribunale federale delle assicurazioni in materia (DTF 117 V 360 consid. 4b; RAMI 2001 no. U 412 pag. 79), anche uno stato depressivo ricollegabile ad un infortunio del tipo "colpo di frusta" configura un disturbo tipico rientrante nel normale quadro clinico di una simile lesione, nel caso di specie si osserva che questa affezione, il cui fattore scatenante è stato riconosciuto essere l'evento del 26 marzo 1995 (cfr. perizia della Clinica Y.________ del 7 dicembre 1996), è stata diagnosticata per la prima volta a distanza di nove mesi dall'incidente in parola, pertanto non immediatamente dopo l'infortunio (cfr. in quest'ottica anche la sentenza del 20 agosto 2002 in re N., U 89/02, consid. 3.1). Né si può affermare che, nel periodo entrante in linea di considerazione, i disturbi fisici, complessivamente, abbiano giocato un ruolo assai marginale e siano stati completamente relegati in secondo piano. A tal proposito, basti pensare che, a distanza di quasi due anni dall'infortunio, il già citato referto medico e neurologico 7 dicembre 1996 della Clinica Y._________ continua ad attestare una "ipertonia muscolare dolorosa alla pressione e alla percussione lungo i trapezi e la regione della muscolatura cervicale, in particolare nella regione dei punti d'intersezione all'occipite, nonché una lieve limitazione della mobilità della colonna cervicale in inclinazione, flessione ed estensione" proponendo, quale misura terapeutica, fisioterapia e massaggi puntuali, e continua ad accertare, dal profilo neuropsicologico, "deficit dell'attenzione e della memoria". Né può passare inosservato il fatto che ancora nel gennaio 1999, nel corso di una degenza - peraltro riconosciuta dall'assicuratore infortuni - presso la Clinica Z.________, siano stati rilevati, oltre ai già indicati dolori occipitali e cervicali, anche parestesie nella regione del mignolo, disturbi alla vista, saltuarie vertigini, nausee, disturbi del sonno nonché (gravi) disturbi della concentrazione e della memoria - tipici di un "colpo di frusta" - e siano state ulteriormente adottate, a livello terapeutico, misure fisioterapiche, oltre a quelle di ordine psicologico. In tali condizioni, non potendo, per quanto appena esposto, ritenere che, complessivamente, i disturbi fisici abbiano giocato un ruolo assai marginale e siano stati completamente relegati in secondo piano dalle affezioni di natura psichica, se ne deve dedurre che la valutazione del rapporto di causalità adeguata con l'evento del 26 marzo 1995 doveva essere effettuata sulla base dei principi adottati dal Tribunale federale delle assicurazioni nella sentenza pubblicata in DTF 117 V 359 e non, come stabilito dai primi giudici, secondo quanto sviluppato in materia di evoluzione psichica abnorme conseguente ad infortunio (cfr. a titolo di paragone la sentenza del 27 agosto 2002 in re H., U 172/00). Nulla modifica, in un simile contesto, il fatto che gli esperti medici intervenuti, le cui valutazioni sono state riprese nella pronuncia querelata, abbiano ritenuto D._________ (pienamente) abile al lavoro dal profilo puramente somatico ed abbiano per il resto precisato che l'incapacità lavorativa sarebbe unicamente dovuta ai disturbi di natura psichica (cfr. per esempio rapporti 15 febbraio 1996 del dott. Z.________ [pag. 3], 22 aprile 1996 del dott. B._______ [pag. 4], 7 dicembre 1996 della Clinica Y.________ [pag. 6]). Siffatta considerazione non è infatti di alcun rilievo nel presente ambito, questo Tribunale avendo già avuto modo di stabilire che, in presenza di un infortunio del tipo "colpo di frusta" e conseguente realizzazione del relativo quadro clinico, una differenziazione tra affezioni fisiche e psichiche non è operabile (DTF 117 V 367 consid. 6a; cfr. pure sentenza del 24 dicembre 2002 in re M., U 437/00, consid. 7.2).