Citation: 2C_1183/2012 E. 3.4

3.4. Per quanto concerne il suo potere d'esame, va osservato che se le decisioni emesse su ricorso dalla Commissione indipendente di ricorso nelle vertenze riguardanti i rapporti tra l'Università o la Scuola universitaria professionale e gli studenti, gli uditori e gli altri utenti sono vagliate con pieno potere d'esame in fatto e in diritto (cfr. art. 61 segg. LPamm, disposti applicabili in virtù del rinvio dell'art. 2 cpv. 2 Reg. USI/SUPSI), ciò non è invece il caso per quanto riguarda i voti, le promozioni e le valutazioni in genere delle prestazioni di uno studente, compresa la mancata ammissione per valutazione di titoli o curricoli di studio precedenti: in proposito il suo potere d'esame è infatti limitato all'arbitrio (art. 2 cpv. 3 Reg. USI/SUPSI). Occorre poi rilevare che, secondo l'art. 7 cpv. 5 Leg. USI/SUPSI, in materia di rapporti di diritto privato, la citata Commissione assume la funzione di autorità di conciliazione. Ora, come già giudicato da questa Corte, oltre al fatto che un'autorità di conciliazione non è un tribunale (causa 4A_28/2013 del 3 giugno 2013 consid. 2.3, parzialmente destinata alla pubblicazione, che conferma la causa 4A_281/2012 del 22 marzo 2013 consid. 1.2), nel caso specifico va osservato che sia l'art. 51 del regolamento sulle condizioni generali di lavoro per il personale amministrativo, bibliotecario, tecnico e ausiliario dell'Università della Svizzera italiana del maggio 2000 (stato 7 ottobre 2005) sia l'art. 45 del regolamento sulle condizioni generali di lavoro per il corpo accademico dell'Università della Svizzera italiana del 7 luglio 2000 (stato 7 ottobre 2005) prevedono esplicitamente che, in caso di fallimento della conciliazione (la quale ha luogo, in seconda istanza, presso la CIR, cfr. artt. 50 e 44 dei citati regolamenti), le parti possono allora adire i tribunali civili.