Citation: 6P.156/1999 25.03.2000 E. 4

4.- La domanda di revisione poggia principalmente sulla dichiarazione di C.________ del 27 dicembre 1992, intitolata "Berichtigung zu meinen Aussagen im Mordfall A.________", integrata dalla dichiarazione giurata del 1° settembre 1997. a) Nel primo documento C.________ dichiara che A.________ fu ucciso da D.________ con due colpi d'arma da fuoco nel garage dell'abitazione di B.________ a Gordemo, il quale occultò il cadavere dietro compenso di fr. 100'000. --. Afferma di avere conosciuto i facoltosi cittadini germanici A.________, Geuer e Kemperdick per il tramite di D.________. Descrive poi le varie operazioni finanziarie e le malversazioni eseguite ai danni di A.________. D.________ decise di uccidere A.________ quando egli pretese la sua parte di guadagno. Secondo un primo piano, A.________ avrebbe dovuto essere ucciso da B.________ a Freudenstadt, dove si era recato per un soggiorno di cura; il tentativo fallì, per cui D.________ agì personalmente, d'intesa con C.________ e B.________, e fece credere che il piano fosse stato orchestrato da Geuer e Kemperdick. C.________ conclude dicendo che la versione data agli inquirenti fu concordata tra lui, B.________ e D.________. Quest'ultimo lo minacciò di morte se avesse parlato. Nella dichiarazione giurata del 1° settembre 1997, C.________ premette di avere consegnato nel 1995 la dichiarazione di cui sopra all'avv. Franco Ferrari, con l'istruzione di farne uso soltanto una volta appurato quali sarebbero state le conseguenze della ritrattazione. In seguito conferma e precisa su alcuni punti la nuova versione dei fatti; dice espressamente che Wilhelm Geuer e Gisela Kemperdick non lo incaricarono di eliminare A.________ e che essi non ebbero nulla a che vedere con l'uccisione. b) I ricorrenti contestano la sentenza impugnata nella misura in cui ha stabilito che le due nuove dichiarazioni di C.________ non sono suscettibili di modificare lo stato di fatto considerato dalla Corte delle Assise criminali. Essi rimproverano alla CCRP di essere incorsa in arbitrio e invocano il principio della presunzione d'innocenza (atto di ricorso, pagg. 9-23). Come già rilevato, si tratta di questioni di fatto che concernono la valutazione delle prove (DTF 122 IV 66 consid. 2a). L'autorità cantonale fruisce in questo campo di un grande potere d'apprezzamento. Per censurare un asserito accertamento arbitrario dei fatti non è sufficiente che il ricorrente critichi semplicemente la decisione impugnata o che contrapponga a quest'ultima una propria versione o valutazione; egli deve dimostrare perché l'accertamento dei fatti da lui criticato è manifestamente insostenibile o in chiaro contrasto con la situazione di fatto, si fonda su di una svista manifesta o contraddice in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità. Una decisione non è arbitraria per il solo fatto che una soluzione diversa da quella adottata appaia sostenibile o persino preferibile (DTF 125 I 166 consid. 2a, 124 I 310 consid. 5a, 124 IV 86 consid. 2a, 123 I 1 consid. 4a e rinvii, 120 Ia 31 consid. 4b e rinvii, 118 Ia 28 consid. 1b e rinvii). Affinché sia annullata, la decisione impugnata deve risultare arbitraria nel suo risultato, non soltanto nella motivazione (DTF 124 I 310 consid. 5a e rinvii). c) Nel ricorso di diritto pubblico l'apprezzamento delle prove compiuto dall'autorità cantonale è discusso e commentato diffusamente, punto per punto, come se si trattasse di un atto di appello; il gravame risulta quindi in buona parte inammissibile. Nei considerandi che seguono saranno esaminate unicamente le critiche che tendono a dimostrare con sufficiente chiarezza e precisione l'asserito arbitrio.