Citation: 5A_696/2015 E. 3.1

3.1. Nel proprio allegato ricorsuale il ricorrente, ormai non più rappresentato da un legale, concentra la propria attenzione sul modo in cui il Tribunale di appello ha accertato i fatti di causa. In termini discorsivi, sovente sotto forma di domanda, egli ridiscute l'apprezzamento delle prove operato dall'istanza inferiore: tuttavia, lo fa contrapponendovi la propria visione. È il caso, ad esempio, per le spiegazioni che egli dà per l'inoltro tardivo dell'azione (indisponibilità della legale, assenza per militare di un altro potenziale patrocinatore - fatti, peraltro, che non emergono dalla sentenza impugnata e che non sono pertanto ammissibili, art. 99 cpv. 1 LTF e supra consid. 1.4). Lo stesso dicasi per le sue considerazioni relative al suo rapporto con il figlio C.________: ad esempio, egli si limita a ribadire che né lui né la sua famiglia avrebbero mai saputo della frequentazione di un altro uomo da parte della moglie. Ma il ricorrente nemmeno pretende, ed ancor meno rende plausibile, che la divergente opinione del Tribunale di appello sia addirittura insostenibile; ed anche in relazione con questo tema, egli adduce fatti non accertati dall'autorità cantonale (le discussioni con la moglie circa l'opportunità di abortire, la presenza di suoi parenti al momento del parto dei due figli, il ritorno della moglie a X.________), e che egli nemmeno pretende di aver sottoposto all'autorità precedente - ancora una volta, dunque, fatti nuovi, che il Tribunale federale non può tenere in considerazione. Puramente appellatoria è poi l'affermazione che i tribunali cantonali non abbiano capito la malafede della moglie. Altre tematiche non meritano ulteriore approfondimento, poiché il Tribunale di appello stesso le ha ritenute ininfluenti: così ad esempio il fatto che il figlio D.________ lo chiamasse o meno papà. Altre censure ricorsuali si fondano su di un'opinione personale che i Giudici cantonali hanno già apertamente smentita, senza che il ricorrente affermi - ed ancor meno dimostri - che la conclusione del Tribunale di appello sia addirittura insostenibile: è ciò il caso, ad esempio, della reiterazione dell'affermazione di avvenuti rapporti intimi con la moglie successivamente alla separazione. Se a quanto precede si aggiunge che il ricorrente non fa assolutamente menzione di un'asserita violazione del divieto dell'arbitrio (in merito v. supra consid. 1.3), non si può far altro che constatare l'integrale inammissibilità delle censure in fatto sollevate nel ricorso.