Citation: 2A.516/2006 12.12.2006 E. 1

1.1 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG e art. 4 LDDS; DTF 130 II 281 consid. 2.1 e riferimenti). 1.2 Oggetto del contendere è unicamente il rinnovo del permesso di dimora del ricorrente. Conformemente all'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Il rifiuto del rinnovo del permesso di cui beneficiava il ricorrente, sposato con una cittadina svizzera dal 19 agosto 2000, può quindi essere sottoposto al Tribunale federale mediante ricorso di diritto amministrativo (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG a contrario). Sapere se questo diritto sussista ancora o sia invece decaduto in virtù delle eccezioni o delle restrizioni che discendono dall'art. 7 cpv. 2 LDDS e dall'abuso di diritto è per contro un problema di merito e non di ammissibilità (DTF 128 II 145 consid. 1.1.2 e rinvii). 1.3 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale un accertamento manifestamente incompleto dei fatti poiché si sarebbe fondata su indizi insufficienti per ammettere l'esistenza di un abuso di diritto. Infatti, come emerge dagli atti di causa, egli si è sposato il 19 agosto 2000 e la sua comunione coniugale, fatto incontestato, è stata reale. Rileva poi di avere agito in buona fede, cioè di avere spontaneamente avvisato le autorità non appena ha avuto la certezza che la separazione era definitiva. In queste condizioni, ammettere l'esistenza dell'abuso di diritto, come fatto dai giudici cantonali, violerebbe il diritto federale. La critica è inconferente. Come verrà esposto di seguito (cfr. consid. 2.1), l'abuso di diritto rimproverato al ricorrente non si riferisce alla realtà e alla durata della comunione domestica oppure al comportamento assunto nei confronti delle autorità in seguito alla separazione della coppia, ma al fatto che egli si richiama ad un'unione esistente ora soltanto sulle carte con l'unico intento di potere fruire dell'autorizzazione a soggiornare in Svizzera.