Citation: 2C_257/2022 E. 6.3.2

6.3.2. Vi è prestazione di lavoro sotto forma di fornitura di personale a prestito quando: a) il diritto d'impartire delle istruzioni e di esercitare un controllo appartiene all'impresa acquisitrice; b) il lavoratore svolge la propria attività professionale in primo luogo presso la sede dell'impresa acquisitrice con gli strumenti, il materiale o gli apparecchi messi a disposizione da quest'ultima; c) l'impresa acquisitrice sopporta il rischio di un'eventuale cattiva esecuzione della prestazione di lavoro, mentre il prestatore risponde unicamente della (buona) scelta del lavoratore, senza tuttavia garantire uno specifico risultato (sentenza 4A_134/2022 già citata consid. 3.2.1 in fine con rinvio alla sentenza 2C_132/2018 già citata consid. 4.3.2 e riferimenti). In ragione della sua concreta posizione di datore di lavoro "di fatto", l'impresa acquisitrice ha il diritto di impartire delle istruzioni ma ha anche un dovere di assistenza. La delega del diritto d'impartire delle istruzioni è un elemento essenziale della fornitura di personale a prestito (DTF 148 II 426 consid. 7.1 e richiami; sentenze 4A_134/2022 già citata consid. 3.2.2 e 2C_132/2018 già citata consid. 4.3.3; cfr. ROMAIN FÉLIX, op. cit., pag. 788 seg.). Le istruzioni sono ritenute cedute o trasmesse quando è l'impresa acquisitrice che istruisce il lavoratore sulla natura e l'ampiezza del lavoro da effettuare sul posto e gli mette a disposizione i necessari attrezzi di lavoro. L'impresa acquisitrice fruisce allora del diritto d'impartire delle istruzioni al lavoratore, come solo il datore di lavoro - al fine di concretizzare unilateralmente il contratto di lavoro - può farlo in virtù dell'art. 321d CO. Il prestatore non è tuttavia liberato dai suoi obblighi di datore di lavoro. Egli ha il dovere di scegliere il lavoratore più idoneo per la missione da compiere e assume nei confronti dei clienti la responsabilità della qualità delle prestazioni fornite dai suoi impiegati. Si è quindi in presenza di una duplicazione della funzione di datore di lavoro e del diritto d'impartire delle istruzioni tra l'impresa acquisitrice e il prestatore (DTF 148 II 203 consid. 3.3.2; sentenza 2C_543/2014 del 26 novembre 2014 consid. 2.1 e richiami). Ragione per cui l'impresa acquisitrice è a volte qualificata di "datore di lavoro effettivo"e il prestatore di "datore di lavoro giuridico". Il prestatore ha l'obbligo di pagare il salario al lavoratore e di allestire i conteggi (rendiconti) all'attenzione degli istituti delle assicurazioni sociali e delle autorità fiscali. Se l'utilizzatore non è soddisfatto della prestazione lavorativa fornita, l'impresa acquisitrice può rivolgersi al prestatore ed esigere, se del caso, un altro lavoratore più adeguato. Il diritto di recidere il contratto di lavoro spetta esclusivamente al prestatore (sentenza 4A_134/2022 già citata consid. 3.2.3, con rinvio alla sentenza 2C_132/2018 già citata consid. 4.3.3). Va infine aggiunto che, con riferimento al contratto concluso tra il prestatore e l'impresa acquisitrice, tramite lo stesso il prestatore non s'impegna a fornire una determinata prestazione di lavoro, bensì a mettere a disposizione, con il loro consenso e contro rimunerazione, dei lavoratori scelti accuratamente e che corrispondono al profilo richiesto, affinché effettuino un lavoro di una durata determinata. Sebbene i lavoratori siano integrati nell'organizzazione dell'impresa acquisitrice, che ha il potere di impartire loro istruzioni, non vi è invece tra di loro una relazione contrattuale; il rapporto di lavoro essendo tra il lavoratore e il prestatore (sentenze 4A_134/2022 già citata consid. 3.2.2, con rinvio alla sentenza 2C_132/2018 già citata consid. 4.3.2 e 2C_543/2014 del 26 novembre 2014 consid. 2.2 e rispettivi riferimenti).