Citation: 5A_731/2012 E. 3.5

3.5. Dalla fattispecie accertata dall'autorità inferiore emerge che, dopo la separazione dei coniugi, l'ex moglie ha percepito un contributo alimentare di fr. 4'100.-- quale misura a tutela dell'unione coniugale sulla base di un accordo concluso tra le parti ed omologato dal Pretore il 24 ottobre 2002. Soltanto con l'inoltro della sua petizione di divorzio, il 13 settembre 2006, l'ex marito ha poi manifestato la sua intenzione di non volere più versare alcun contributo di mantenimento. Fino a tale momento, l'ex moglie poteva pertanto, in buona fede, partire dal presupposto di non dovere (ancora) adoperarsi per conseguire un reddito proprio (v. DTF 130 III 537 consid. 3.3). Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, la Corte cantonale ha quindi giustamente preso in considerazione l'età dell'ex moglie al momento dell'inoltro dell'istanza di divorzio (47 anni). Oltre all'età - considerata del resto la tendenza ad innalzare il limite da 45 a 50 anni - i Giudici cantonali hanno tenuto conto della sua assenza dal mondo del lavoro dal 1983, del suo diploma di impiegata d'ufficio risalente agli anni settanta e della sua inabilità lucrativa del 30,5 %. Alla luce di tutte queste circostanze, l'apprezzamento del Tribunale d'appello - che ha applicato la presunzione (refragabile) secondo cui non è possibile pretendere dall'ex moglie di riprendere un'attività lucrativa - appare conforme ai già citati criteri giurisprudenziali (v. supra consid. 3.1). La presunzione poteva essere sovvertita con elementi che deponessero a favore della ripresa di un'attività lucrativa (v. supra consid. 3.1). I Giudici cantonali hanno osservato che l'ex marito non ha però addotto alcun indizio concreto in tal senso. A ben vedere, tale rimprovero non è smentito dal ricorrente, il quale si limita infatti ad affermare di aver fatto tutto quanto gli era possibile fare "per dimostrare la possibilità di reinserirsi professionalmente dell'ex moglie", in particolare richiamando dalle autorità competenti per l'invalidità il di lei incarto. Né è di soccorso al ricorrente sostenere in modo generico di non dover "comprovare in giustizia che vi sarebbero dei datori di lavoro disposti ad assumere un'impiegata d'ufficio a CHF 1'500.00 mensili, dato che è un fatto notorio che gli impiegati d'ufficio abbiano un reddito superiore", quando la Corte cantonale gli ha in realtà rimproverato, ben più specificatamente, di non aver indicato un solo datore di lavoro disposto ad assumere una persona di 47 anni in circostanze analoghe. La decisione dei Giudici cantonali, che non imputa alcun reddito ipotetico all'ex moglie, è pertanto conforme al diritto federale. La censura si appalesa infondata.