Citation: 2C_336/2020 E. A

Il cittadino italiano A.________ vive in Svizzera dalla nascita (1975) e dal 25 agosto 1991 è titolare di un permesso di domicilio, poi trasformato in un permesso di domicilio UE/AELS. Nel 2003 si è sposato in Cina con una cittadina di quel Paese, che lo ha raggiunto in Svizzera, ottenendo un permesso di dimora per vivere con il consorte. Con sentenza pretorile del 3 dicembre 2008 l'unione è stata sciolta per divorzio. Con decreto del 18 giugno 2009, la Procura pubblica ticinese ha accertato che il matrimonio - organizzato da terzi per permettere a cittadine cinesi di ottenere dei permessi di soggiorno in Svizzera e avvenuto dietro compenso di fr. 35'000.-- - era fittizio. Nondimeno, ha considerato che - giusta la normativa in vigore al momento dei fatti - il comportamento di A.________ non fosse punibile.