Citation: 1C_504/2021 E. 2.2

2.2. Adducendo che in violazione del principio dell'utilità potenziale verrebbero trasmesse anche informazioni personali, al suo dire del tutto inidonee a far progredire le indagini italiane, il ricorrente, imputato nel procedimento estero, non dimostra che la CRP al riguardo si sarebbe scostata dalla costante prassi e che la connessione concreta, sotto il profilo dell'utilità potenziale, tra il procedimento estero e i contestati files sarebbe chiaramente esclusa. Del resto, la critica d'avergli impedito di esperire una contro-verifica a causa dell'asserita cancellazione, avvenuta peraltro con il suo accordo, della copia forense originale e delle modalità dell'estrapolazione dei files non implica una carenza dell'utilità potenziale degli stessi, questione sulla quale egli ha potuto esprimersi. Conformemente alla prassi, la valutazione di queste prove spetterà al giudice estero del merito, non a quello svizzero dell'assistenza, compreso, come ritenuto nella decisione della CRP, il contestato rispetto assoluto dello standard ISO/IEC27037 nell'ambito dell'estrapolazione e della pretesa conservazione della copia forense originale, standard come rilevato dal ricorrente valido anche in Italia. Il ricorrente disattende che non compete al giudice svizzero dell'assistenza procedere a una valutazione completa e in contraddittorio dei mezzi di prova, mettendo a disposizione degli interessati i mezzi di impugnazione previsti dal CPP; la questione di sapere quali prove siano necessarie e utili spettando di massima all'autorità richiedente. Viste le specificità del caso in esame, non si è in presenza di un caso particolarmente importante, che giustificherebbe l'intervento del Tribunale federale.