Citation: 4A_95/2009 02.11.2009 E. A

B.________ ha lavorato alle dipendenze di A.A.________SA dal settembre 1990 fino al 21 aprile 1992, quando è stato licenziato con effetto immediato. In risposta alla contestazione del licenziamento formulata per iscritto da B.________ ancora lo stesso giorno, il 24 aprile seguente la datrice di lavoro gli ha inviato una missiva nella quale, oltre a confermare la risoluzione immediata del rapporto di lavoro, ha esposto i motivi all'origine di tale provvedimento. In particolare gli ha rimproverato di aver inviato, il 9 marzo 1992, una lettera su carta intestata A.A.________SA alla ditta tedesca C.________ - nella quale offriva a questa società di rappresentarla in Svizzera e in Italia - e di averla abusivamente firmata a nome di A.A.________SA e A.D.________Srl, allorquando la datrice di lavoro non aveva autorizzato una simile iniziativa, della quale peraltro nulla sapeva. Nello scritto del 24 aprile 1992 sono stati pure menzionati l'assenza del dipendente, non autorizzata, il venerdì precedente le festività pasquali, la mancata osservanza degli orari di lavoro, l'inottemperanza alle istruzioni impartitegli dal direttore E.________ e gli scarsissimi risultati ottenuti. Con raccomandata del 19 maggio 1992 - non ritirata dalla datrice di lavoro - B.________ si è nuovamente opposto alla risoluzione immediata del rapporto di lavoro, che ha dichiarato di essere pronto a considerare quale disdetta ordinaria per la fine di luglio 1992, e, pur aderendo alla richiesta di A.A.________SA di consegnare le chiavi, ha dato la sua disponibilità a proseguire l'attività sino alla fine del contratto.