Citation: 1A.327/2000 14.06.2001 E. 4

4.- a) La ricorrente sostiene che il MPC, violando il principio della proporzionalità, non avrebbe proceduto a una cernita dei documenti da trasmettere. Ora, il MPC, sulla base di un giudizio "prima facie" e d'apparenza, ha ritenuto a ragione che tutti gli atti elencati nel rapporto di esecuzione di perquisizione e sequestro del 23 maggio 2000 (eccetto gli apparecchi e la documentazione informatica), allegato alla decisione impugnata, parevano utili per il procedimento estero. La connessione tra questi documenti e l'inchiesta italiana è manifesta, visto che nella rogatoria e nei suoi complementi è indicato in maniera sufficiente il ruolo dirigenziale svolto da X.________ all'interno dell'organizzazione di stampo mafioso e il suo collegamento con la ricorrente. L'utilità e la rilevanza potenziale degli atti per la procedura italiana sono pertanto palesi (DTF 122 II 367 consid. 2c. 121 II 241 consid. 3a e b; Zimmermann, op. cit. , n. 478), vista l'esistenza di una relazione diretta e oggettiva tra la società e i reati per i quali si indaga (DTF 120 Ib 251 consid. 5e e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine). Le informazioni richieste sono chiaramente idonee a far progredire le indagini estere (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a).