Citation: 5P.40/2005 28.06.2005 E. 2

Con l'art. 488a cpv. 1 CPC ticinese, entrato in vigore il 1° aprile 2001, è stata introdotta la possibilità di proporre nelle forme del procedimento esecutivo le azioni riguardanti casi di fattispecie immediatamente accertabili, in particolare le azioni di rendiconto di cui agli art. 400 cpv. 1, 418k cpv. 1 e 550 cpv. 2 del CO. Il legislatore cantonale ha ritenuto che per fattispecie facilmente accertabili, quali potrebbero essere le azioni di rendiconto, la procedura ordinaria è troppo lunga e complessa e ha quindi voluto istituire una procedura più diretta e celere, simile a quella prevista dal § 222 n. 2 del CPC zurighese (Messaggio del 23 febbraio 1999 del Consiglio di Stato del Cantone Ticino concernente la modifica parziale del Codice di procedura civile del 17 febbraio 1971). Al secondo capoverso l'art. 488a CPC ticinese recita che se la situazione di fatto non può essere sufficientemente chiarita, il giudice, in sede di procedura di opposizione, rinvia le parti alla procedura ordinaria. L'art. 493 CPC ticinese prevede poi che il precettato deve proporre la sua opposizione al pretore entro 10 giorni dall'intimazione del precetto e che la procedura è quella sommaria della Camera di consiglio ai sensi degli art. 361 segg. CPC ticinese. 2.1 L'azione di rendiconto viene decisa in una causa civile - e cioè in una procedura contraddittoria (art. 363 CPC ticinese) che tende alla regolamentazione definitiva di diritti civili esistenti fra le parti - di carattere pecuniario. È infatti pecuniaria la causa che porta su un diritto patrimoniale o strettamente legato al patrimonio: le informazioni richieste sono manifestamente suscettive di divenire il fondamento di una causa civile di natura pecuniaria ai sensi dell'art. 46 OG, quale ad esempio una petizione d'eredità (DTF 126 III 445 consid. 3b con rinvii). Sebbene il ricorso sia silente sul tema, il valore di lite pare in concreto ampiamente superare l'importo di fr. 8'000.-- previsto dall'art. 46 OG, considerato che per costituire una fondazione di famiglia del Liechtenstein occorre devolverle beni con un valore di almeno fr. 30'000.-- (art. 122 cpv. 1 Personen- und Gesellschaftsrecht del Liechtenstein del 20 febbraio 1926; in seguito PRG) e che, per evitare che in presenza di motivi gravi i creditori ne chiedano lo scioglimento, il capitale della fondazione non deve scendere sotto tale importo (art. 122 cpv. 3 PRG). Giova inoltre ricordare che l'art. 488a CPC ticinese si riferisce a "fattispecie immediatamente accertabili", motivo per cui il giudice non si può accontentare della prova della verosimiglianza (cfr. DTF 126 III 445 consid. 3 pag. 447 con rinvio). Così stando le cose, la decisione impugnata sarebbe suscettiva di un ricorso per riforma se, giusta l'art. 48 OG, risulti essere finale. Per essere finale ai sensi dell'appena citata norma è necessario che la suprema Corte cantonale abbia statuito sul merito di una pretesa o si rifiuti di farlo per un motivo che impedisce che la medesima pretesa sia nuovamente fatta valere fra le parti (DTF 128 III 474 consid. 1a con rinvii) e che quindi la decisione cantonale acquisti autorità di cosa giudicata (DTF 120 II 352 consid. 1b). Tale questione è in linea di principio disciplinata dal diritto cantonale (DTF 119 II 89 consid. 2c) e la legge processuale ticinese non contiene alcuna norma che disciplina in modo esplicito se una decisione che respinge (o accoglie) un'istanza fondata sull'art. 488a CPC ticinese acquista autorità di cosa giudicata.