Citation: 6B_333/2022 E. 2.4.5

2.4.5. Alla luce di quanto precede, l'espulsione non costituisce un grave caso di rigore personale per la ricorrente e nemmeno un'ingerenza di una certa portata nella sua vita familiare (v. supra consid. 2.4.2) o nella sua vita privata (v. supra consid. 2.4.3). Non può dunque richiamarsi all'art. 8 CEDU. Non essendo data la prima condizione cumulativa posta dall'art. 66a cpv. 2 CP, non è possibile in concreto rinunciare eccezionalmente alla pronuncia della misura. Invano l'insorgente si richiama infine alla DTF 144 IV 332, in cui è stato riconosciuto un grave caso di rigore personale. Come osservato anche dal Ministero pubblico nella sua risposta, la fattispecie di cui si avvale si differenzia sostanzialmente dal caso concreto. Se entrambi i casi concernono uno straniero di seconda generazione, nella DTF citata lo straniero intratteneva degli stretti rapporti con i figli di cui non aveva la custodia e che sarebbero rimasti in Svizzera, aveva essenzialmente lavorato e provveduto ai propri bisogni, benché privo di formazione, aveva di conseguenza delle prospettive di reinserimento in Svizzera e non si era macchiato degli stessi reati commessi dalla ricorrente.