Citation: 2C_720/2014 E. 5.2.1

5.2.1. L'esigenza di un periodo di pratica è una misura di polizia a tutela della collettività, destinata a garantire che alle conoscenze acquisite nell'ambito di una formazione teorica venga abbinata un'esperienza professionale diretta (Mauro Bianchetti, Aspetti giuridici concernenti l'applicazione della Legge sull'esercizio delle professioni di fiduciario, in RDAT I-2000 pag. 39 con riferimenti). Già in passato, sotto l'egida della previgente legge, il Tribunale federale ha considerato che tale esigenza fosse sorretta da un sufficiente interesse pubblico ed adeguata alle finalità perseguite dalla legge. Ha al riguardo giudicato che i requisiti cumulativi di titolo di studio e periodo di pratica erano sorretti da ragioni pertinenti, erano idonei a tutelare l'interesse pubblico e la buona fede commerciale e rispettavano il principio della proporzionalità. In particolare, il titolo di studio attesta l'acquisizione delle conoscenze tecniche e specialistiche (contabili, economiche e giuridiche) necessarie per l'esercizio della professione e assicura uno standard minimo di preparazione. Protegge inoltre, unitamente all'esperienza pratica, dai pericoli derivanti dall'attività di persone non qualificate, incapaci e inesperte. Per contro, il periodo di pratica, da solo, non garantisce sufficientemente l'interesse pubblico, nemmeno se fosse accompagnato da un esame finale (sentenza 2C_204/2010 del 24 novembre 2011, in RtiD I-2012, n. 22, consid. 5 e 6.2 con riferimenti). Se tale è la sua legittima finalità, appare logico ammettere - da un lato - che la pratica debba essere svolta in posizione subordinata, ovvero sotto la sorveglianza e la responsabilità di un professionista autorizzato che si renda garante della competenza e dell'affidabilità richieste dalla legge e - d'altro lato - che l'acquisizione delle conoscenze teoriche debba precedere la pratica professionale (per la giurisprudenza cantonale in questo senso, cfr. la sentenza del Tribunale cantonale amministrativo n. 52.2012.54 delll'11 luglio 2013, in RtiD I-2014, n. 16, consid. 4.1), la quale serve quindi a mettere in atto sotto la guida di un professionista già sperimentato le conoscenze acquisite nel corso della propria formazione (in senso analogo, sentenza 2C_738/2013 del 27 novembre 2013 consid. 4.2 e 4.3).