Citation: 5P.37/2002 12.04.2002 E. 3

3.- a) I ricorrenti lamentano poi una violazione degli art. 9, 13 e 14 Cost. , nonché dell'art. 8 CEDU per il mancato rispetto della loro vita familiare. Essi indicano che gli art. 273 e 274 cpv. 2 CC concretizzano nella legislazione ordinaria i principi garantiti dalle summenzionate norme di rango costituzionale, con riferimento alle relazioni che essi hanno il diritto di intrattenere con la loro figlia. b) In virtù dell'art. 84 cpv. 2 OG un ricorso di diritto pubblico è unicamente ammissibile se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta, mediante azione o altro rimedio, al Tribunale federale o ad altra autorità federale. L'art. 44 lett. d OG prevede dal 1° gennaio 2000 l'ammissibilità del ricorso per riforma nell'ambito della regolamentazione - effettuata in prima istanza dalle autorità tutorie - delle relazioni personali tra genitori e figlio (art. 273 cpv. 3, 274 cpv. 2, 274a e 275 cpv. 1 e 2 CC). Nella fattispecie la Corte cantonale ha stabilito il diritto di visita dei genitori sulla base dell'art. 275 cpv. 1 CC. Inoltre, sebbene le argomentazioni ricorsuali menzionino delle norme di rango costituzionale, esse sono in realtà dirette contro l'applicazione del diritto federale - per altro citato dagli stessi ricorrenti - che disciplina le relazioni personali fra i genitori e la figlia minorenne. In queste circostanze, essendo la via del ricorso per riforma aperta, il ricorso di diritto pubblico - sussidiario (art. 84 cpv. 2 OG) - si rivela di primo acchito inammissibile nella misura in cui è diretto contro la disciplina (estensione, frequenza e sorveglianza) del diritto di visita (sentenza inedita della II Corte civile del 3 agosto 2001 [causa 5P.39/2001] consid. 5 e 6).