Citation: 1C_528/2021 E. 2.3

2.3. Il ricorrente rileva, a ragione, che nell'ordine municipale di demolizione e ripristino non è stata ordinata la rimozione del muro di sostegno, dello spazio ricreativo ricavato tra i due muri, di una parte importante della soletta in calcestruzzo armato (di 58 m2), del tavolo in granito e della fontana; è inoltre stata autorizzata la sostituzione della recinzione in rete metallica con un nuovo parapetto in legno. La demolizione della recinzione metallica, che rettamente non è stata autorizzata (vedi al riguardo sentenze 1C_535/2021 del 14 aprile 2023 consid. 2.4 e 1C_300/2021 dell'8 febbraio 2023 consid. 2.5), dev'essere imposta, come il rifiuto di sostituirla "con la posa di un nuovo parapetto con montante e due traverse in legno e con rete metallica di protezione (come parapetto adiacente) ". Mal si comprende in effetti perché, al di fuori della zona edificabile, dovrebbe essere autorizzata la posa di un parapetto destinato a favorire l'utilizzazione della terrazza, mai autorizzata, da sfruttare quale spazio ricreativo, dotata, sempre in maniera illecita, di un tavolo e di una fontana. Nella misura in cui l'ordine municipale di demolizione dispone che sulla terrazza dovrà rimanere unicamente il tavolo e la fontana esso dev'essere completato nel senso che anche questi elementi dovranno essere rimossi e che la recinzione non verrà sostituita. Non è infatti ravvisabile alcun motivo, né le autorità comunali e cantonali hanno addotto un qualsiasi argomento che potrebbe militare a favore di una demolizione soltanto parziale delle opere erette abusivamente. Non si comprende infatti perché la terrazza, dotata all'epoca di un tavolo, di una fontana in pietra, di un grill, di una tenda amovibile e di una recinzione metallica con relativo cancello d'accesso, realizzata al di fuori della zona edificabile senza autorizzazione e disattendendo gli ordini di sospensione immediata dei lavori, dovrebbe poter essere utilizzata quale spazio ricreativo e di svago; prima degli interventi illegali questa superficie era in effetti sfruttata quale prato e a uso agricolo. Al riguardo anche la Corte cantonale ha sottolineato, rettamente, che il criticato ordine di demolizione è oltremodo generoso, nella misura in cui non impone la rimozione integrale di tutte le opere realizzate senza permesso. Le reiterate e sistematiche violazioni formali e materiali delle norme legali non possono essere tutelate.