Citation: 6B_1012/2015 E. 11.1.2

11.1.2. Con simili argomentazioni, il ricorrente prospetta ipotesi alternative ed avanza dubbi teorici, senza sostanziare arbitrio alcuno. Disattende che il giudizio di colpevolezza non è fondato esclusivamente sui riscontri medici, segnatamente sul rapporto del perito giudiziario, ma sull'insieme degli elementi disponibili e quindi anche sulla valutazione delle dichiarazioni delle parti, ritenute coerenti, lineari e precise per quanto concerne la vittima, in opposizione a quelle del ricorrente, considerate come frutto di un costrutto strumentale. La Corte cantonale ha per l'appunto sostenibilmente ritenuto che le conclusioni relative alla credibilità delle parti erano confermate dagli elementi oggettivi agli atti e dalle dichiarazioni testimoniali, che avvaloravano la versione della vittima e smentivano quella del ricorrente. Contestando genericamente la rilevanza probatoria della documentazione fotografica, il ricorrente non fa valere una violazione del diritto di essere sentito, per non avere avuto accesso alla stessa. Disattende altresì di avere potuto partecipare all'interrogatorio del dott. L.________ nel corso dell'inchiesta. Né adduce seriamente che nel breve periodo intercorso tra la commissione del reato e la visita medica legale, durante la quale è stata realizzata la documentazione fotografica, si sarebbero verificati eventi che avrebbero dovuto produrre sul corpo della vittima ulteriori lesioni, oltre a quelli riconducibili alla sua azione violenta. La CARP ha poi spiegato i motivi per cui il fatto che non siano stati riscontrati segni chiaramente riconducibili a dei morsi, non esclude che ve ne siano stati. Il ricorrente sostiene al riguardo che i giudici cantonali si sarebbero spinti in conclusioni di natura medica, che né il perito giudiziario né i consulenti della difesa avrebbero tratto. Premesso che, come formulata, la censura non sostanzia l'arbitrarietà della valutazione, essa appare infondata, ove solo si consideri che la sentenza impugnata fa riferimento alla constatazione di un medico professionista, che ha espressamente parlato di "morsicature" (cfr. anche il precedente consid. 9.2). Sulla scorta dell'esame eseguito dal perito giudiziario, la Corte cantonale come visto ha accertato che le lesioni alle gambe sono concentrate prevalentemente sulla parte interna delle cosce e che questa circostanza è un chiaro indice del tentativo di aprire le gambe della vittima con la forza, contro la sua volontà. Sostenendo al proposito che non si tratterebbe di una prova certa, ma soltanto di un'eventualità possibile, il ricorrente non dimostra la manifesta insostenibilità del giudizio. Ciò, ove solo si consideri che nemmeno la CARP l'ha di per sé considerata una prova di tale natura, valutandola per contro, in modo sostenibile, quale indizio a sostegno della descrizione dei fatti esposta dalla vittima. Un giudizio di colpevolezza può infatti poggiare non soltanto su prove materiali inoppugnabili, ma anche su indizi atti a fondare il convincimento del tribunale (cfr. sentenze 6B_332/2009 del 4 agosto 2009 consid. 2.3 e 6P.218/2006 del 30 marzo 2007 consid. 3.9).