Citation: 5A_752/2014 E. 2.4.5

2.4.5. Ciò premesso, le differenze nella fattispecie qui a giudizio non giustificano di dipartirsi dalla recente DTF 139 III 232. Infatti, ribadito che il decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo in applicazione dell'art. 642 CPC italiano non costituisce una decisione nel senso dell'art. 32 CLug suscettibile di essere riconosciuta ed eseguita in Svizzera, poiché dichiarato immediatamente esecutivo con la sua emanazione e quindi prima che il debitore ingiunto possa esercitare il proprio diritto al contraddittorio, poco importa che in concreto l'opponente abbia successivamente proposto l'opposizione, nonché l'istanza di sospensione dell'esecuzione provvisoria ex art. 649 CPC italiano. Abbondanzialmente si può però sottolineare come il rimedio offerto dall'art. 649 CPC italiano sia comunque accordato solo in presenza di gravi motivi (limitando così la discussione in contraddittorio), sia sprovvisto di effetto devolutivo o sospensivo circa la pronuncia di esecutività dell'art. 642 CPC italiano (Leible, op. cit., n. 12a ad art. 32 Regolamento Bruxelles I, con rinvio, alla nota a piè di pagina 48, ad una sentenza dell'Oberlandsgericht Zweibrücken del 22 settembre 2005, debitamente menzionata anche in DTF 139 III 232 consid. 2.3) ed esplichi unicamente effetti ex nunc, lasciando in essere gli atti esecutivi già compiuti (v. fra i tanti Garbagnati, op. cit., pag. 241 seg.). Sulla portata dell'opposizione non occorre invece in concreto esprimersi, in quanto ancora sub iudice al momento dell'introduzione del presente ricorso. Ne discende che la ricorrente non riesce a convincere che la fattispecie in discussione consenta, o addirittura esiga, una decisione che diverga dalla DTF 139 III 232. Le sue censure contro il diniego della riconoscibilità del decreto ingiuntivo 30 settembre 2011 vanno respinte nella misura della loro ammissibilità.