Citation: 1C_731/2021 E. 2.1

2.1. La CRP ha negato al ricorrente la legittimazione a ricorrere ai sensi dell'art. 80h lett. b AIMP (RS 351.1), secondo cui ha diritto a ricorrere chiunque è toccato personalmente e direttamente da una misura d'assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa. Ha ricordato che secondo l'art. 9a della relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11) sono considerati personalmente e direttamente toccati ai sensi degli articoli 21 capoverso 3 e 80h AIMP, nel caso di perquisizioni domiciliari, il proprietario o il locatario (lett. b). Ha osservato che la giurisprudenza ha precisato che la legittimazione spetta anche alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio), mentre gli altri interessati, toccati solo in maniera indiretta, non possono impugnare tali provvedimenti. Richiamando rettamente la prassi, ha ricordato che nel caso di documenti in possesso di terzi, soltanto questi ultimi, in quanto loro possessori, possono contestarne il sequestro, anche se i documenti concernono un'altra persona contro la quale è pendente un procedimento penale all'estero (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1-5.2.3; cfr. sentenze 1C_701/2020 del 29 gennaio 2021 consid. 3.2 e 3.3 e 1C_423/2020 del 5 agosto 2020 consid. 1.2). Ha poi accertato che nella fattispecie la perquisizione e il sequestro hanno avuto luogo presso l'appartamento di B.________, compagna del ricorrente, che non risulta né proprietario, né locatario, né sublocatario, né usufruttuario o titolare di un diritto di abitazione dell'appartamento. La proprietaria ha infatti rilevato che negli ultimi quindici anni il ricorrente andava solo un paio di giorni al mese a Lugano. La CRP ne ha concluso, fondandosi sulla dottrina e giurisprudenza, la carenza di quest'ultimo a ricorrere.