Citation: H 115/00 08.03.2001 E. 8

8.- a) Si deve ora accertare se P.________, membro del consiglio di amministrazione della S.________ SA dal 5 aprile 1983, e F.________, direttore dal 20 marzo 1986, entrambi con firma collettiva a due, siano responsabili del danno di fr. 577'892. 85 causato alla Cassa ai sensi dell'art. 52 LAVS. Va qui precisato che secondo la giurisprudenza, organi di una persona giuridica sono in primo luogo le persone iscritte come tali a registro di commercio, quali il consiglio di amministrazione e gli organi di controllo. Adeterminate condizioni possono assumere la qualità di organo anche il direttore, il procuratore ex art. 458 CO ol'amministratore di fatto (DTF 119 II 255, 117 II 441 consid. 2b, 571 consid. 3 e riferimenti; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant que parties à une procédure de réparation d'un dommage selon l'art. 52 LAVS, in RCC 1991 pag. 402 seg.). Decisivo per la qualifica di organo d'una società per persone che non fanno parte del consiglio di amministrazione è la circostanza che esse esercitino effettivamente la funzione medesima, prendendo decisioni che competono agli organi o assumendo la gestione della ditta ed influenzandone così in modo determinante la formazione della volontà (DTF 114 V 79 consid. 3; Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, Schweizerisches Aktienrecht, Berna 1996, § 37 n. 17). Nell'ambito di azioni di responsabilità sono infatti di rilievo le mansioni concretamente svolte da una persona in seno alla società. Diversamente, la persona interessata dovrebbe essere considerata responsabile anche per idanni di cui, per difetto di competenza, non avrebbe potuto impedire il verificarsi (DTF 111 V 178 consid. 5a). b) I ricorrenti argomentano nel loro gravame -dopo aver precisato di non contestare né la loro posizione, né le loro mansioni nella fallita, né il danno subito dalla Cassa - di non essere responsabili del mancato pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali, ritenuto che non hanno potuto agire diversamente a causa della particolare situazione in cui era venuta a trovarsi la S.________ SA. Dai bilanci agli atti, riferiti al periodo dal 1993 al 1995, si evince che la società aveva debitori importanti, quali ad esempio: 1993 1994 1995 - B.________ fr. 669'860. 85fr. 669'860. 85fr. 659'860. 85- G.________ fr. 801'747. 60fr. 801'747. 60fr. 801'747. 60- R.________ fr. 601'688. 40fr. 601'688. 40fr. 601'688. 40- S.________ fr. 277'492. 30fr. 740'137. 10fr. 1'581'437. 25- A.________ fr. 350'870. 80fr. 350'870. 80- F.________ fr. 867'215. 00fr. 617'215. 00- Z.________ fr. 500'000. 00fr. 500'000. 00- I.________ fr. 400'000. 00fr. 41'838. 70- P.________ fr. 260'000. 00fr. 260'000. 00 _____________ _____________ _____________- Totale fr.2'350'789. 15fr. 5'191'197. 50fr. 5'414'658. 60 I ricorrenti dovevano per certo essere coscienti della precaria situazione finanziaria della S.________ SA, anche se fino al decesso dell'azionista "unico" non se ne erano particolarmente preoccupati in quanto questi aveva di continuo provveduto ad immettere liquidità nella società, si era sempre interessato all'andamento della stessa ed era presente quando si doveva trattare con debitori importanti. Dopo la morte di R.________, avvenuta nel 1994, la situazione finanziaria della società è precipitata. Ai già noti debitori vennero ad aggiungersi gli stessi F.________ e P.________ per un importo complessivo di fr. 1'127'215.- nel 1994, ridotto a fr. 877'215.- nel 1995 (cfr. sopra). Di ardua lettura, oltre che priva di riscontri probatori, risulta poi a questa Corte l'affermazione secondo cui i due interessati avrebbero rinunciato ai loro crediti quali dipendenti ed avrebbero immesso beni propri, quando dagli atti emerge il contrario, ossia che essi avevano una forte esposizione debitoria nei confronti della S.________ SA. A P.________ - che per sua stessa ammissione si riteneva l'amministratore della società e non un suo dipendente tenuto ad occuparsi dell'amministrazione della ditta e dei suoi pagamenti - e a F.________ - direttore della fallita e da sempre uomo di fiducia dell'azionista maggioritario, che in pratica amministrava e gestiva la ditta - non poteva e non doveva pertanto sfuggire, ove solo avessero fatto uso della diligenza loro richiesta nelle rispettive funzioni, la precaria situazione finanziaria della società, ormai fuori da qualsiasi controllo. Il modus operandi dei due interessati non è stato di particolare ausilio alla S.________ SA quando si pensi che, pur sapendo della difficile situazione congiunturale in cui versava l'edilizia ticinese negli anni novanta, oltre ad aver personalmente caricato alla fallita, tra il 1994 ed il 1995, un ulteriore debito di oltre un milione di franchi, hanno differito la prima domanda di moratoria concordataria fino al luglio 1996, pur avendo registrato sia nel 1994 che nel 1995 forti perdite d'esercizio, che aggiunte alle precedenti hanno portato a fine 1995 ad una perdita complessiva di fr. 1'461'382. 83. Né va dimenticato che i debitori di difficile incasso erano passati da fr. 2'350'789. 15 nel 1993 a fr. 5'414'658. 60 nel 1995. A persone cognite nel settore edile, quali appunto P.________ e F.________, non poteva sfuggire che la situazione finanziaria della ditta era tale da compromettere il versamento dei contributi sociali, non essendovi circostanze particolari tali da legittimarne un differimento temporaneo (cfr. consid. 3). Infatti, il mancato pagamento di tali oneri si è protratto troppo a lungo (dal 1994 al 1996) e a partire dal 1° gennaio 1995 l'omissione degli importi dovuti alla Cassa si è cronicizzata, costringendo quest'ultima a promuovere procedure esecutive per l'incasso dei contributi. In sostanza si può affermare che non è affatto accertato, con l'alto grado di verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza, che la scelta di differire il pagamento dei contributi paritetici fosse, secondo una valutazione ragionevole, obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della società; e nemmeno èassodato che il datore di lavoro potesse oggettivamente presumere di soddisfare entro breve termine la Cassa riguardo ad ogni suo credito (DTF 108 V 188; RCC 1992 pag. 261 consid. 4b; cfr. pure DTF 116 II 541 consid. 5a). Si può per contro asseverare che la perdita subita dalla S.________ SA riferita alla vendita all'incanto dell'immobile di R.________ èsì stata incisiva, ma essa, viste le circostanze sopra descritte, quali il forte aumento della posta debitori dal 1993 al 1995 e le perdite d'esercizio, costituisce il frutto di una situazione cronica di disagi economici e finanziari rilevanti, durati nel tempo, che non poteva lasciare indifferenti i responsabili della società. Non è infatti ragionevolmente ipotizzabile che persone del ramo continuassero a ritenere possibile un risanamento a corto o a breve termine. La descrizione della situazione finanziaria della fallita operata dal commissario del concordato, il quale asserì che vi erano grandi rischi sia nell'incasso delle posizioni debitorie che nella realizzazione degli attivi e degli immobili di proprietà della S.________ SA, ne è la conferma. Ne consegue che P.________ e F.________ sono responsabili, in solido con C.________, del danno causato alla Cassa per l'importo di fr. 577'892. 85.