Citation: 1C_324/2016 E. 3.2.2

3.2.2. Neppure il richiamo a determinati interessi di fatto, segnatamente di natura economica, riguardo alla locazione dei suoi spazi alle due citate società muta tale esito. Non sussiste infatti alcun diritto a utilizzare un fondo in maniera difforme dalle prescrizioni di zona, ciò che è più che manifesto riguardo alla società di collocamento di badanti: al proposito, il rifiuto di rilasciare la richiesta licenza edilizia non presta pertanto il fianco a critiche. L'eventuale "allontanamento" delle due società costituisce semmai soltanto un effetto indiretto dell'applicazione corretta dell'art. 25 LE. Diffondendosi in maniera inutilmente ripetitiva e generica sull'utilizzazione appropriata e parsimoniosa del suolo (art. 75 cpv. 1 Cost.), la ricorrente misconosce che nulla le impedisce di utilizzare il suo fondo in maniera conforme alla norma (DTF 135 I 233 consid. 2.1 pag. 241), ricordato che i piani d'utilizzazione sono vincolanti per ognuno (art. 21 cpv. 1 LPT). Una licenza edilizia può infatti essere rilasciata solo se gli edifici e gli impianti sono conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione (art. 22 cpv. 2 lett. a LPT), determinata dal piano di utilizzazione e dalle relative norme d'attuazione: la ricorrente non fa del resto valere, e ancor meno dimostra, che il diritto cantonale prevederebbe un'eccezione nel caso di specie (art. 23 LPT; PETER HÄNNI, Planungs-, Bau und besonderes Umweltschutzrecht, 6aed., pag. 201 segg. e 170; cfr. DTF 117 Ia 141 consid. 4 pag. 146; sulla compatibilità di misure pianificatorie con la libertà economica, anche sotto il profilo dell'art. 75 Cost., cfr. DTF 142 I 162 consid. 3.3 pag. 165 segg. e consid. 3.7.2 pag. 170 sulla parità dei concorrenti). Non vi è quindi alcuna violazione del diritto federale, in particolare nemmeno della garanzia della proprietà (art. 26 Cost.). L'accenno ricorsuale al fatto che la ricerca di una nuova società con attività conformi alla destinazione della zona e l'eventuale adeguamento degli spazi ai suoi bisogni implicherebbe un notevole dispendio di tempo e di mezzi finanziari, comportante se del caso la mancata utilizzazione del fondo per oltre un anno e quindi un'utilizzazione dispersiva e non parsimoniosa del suolo, è quindi inconferente.