Citation: H 268/01 05.06.2003 E. 6

Nel merito, C.________ censura l'operato dei primi giudici nella misura in cui l'hanno ritenuto responsabile ai sensi dell'art. 52 LAVS per il mancato pagamento dei contributi sociali. 6.1 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già correttamente rilevato come il datore di lavoro sia tenuto al pagamento regolare dei contributi sociali e come, in caso di mancato pagamento dei medesimi per intenzionalità o per negligenza grave, possano essere chiamati a rispondere del danno, a titolo sussidiario, gli organi della società anonima, precisando quali siano le norme legali e i principi di giurisprudenza applicabili in concreto. Ai sensi della giurisprudenza si deve ammettere negligenza grave del datore di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole posta nella stessa situazione. La misura della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di lavoro della stessa categoria di quella cui appartiene l'interessato (DTF 112 V 159 consid. 4 e sentenze ivi citate). Occorre però esaminare se speciali circostanze legittimassero il datore di lavoro a non versare i contributi o potessero scusarlo dal procedervi (DTF 108 V 186 consid. 1b e 193 consid. 2b; cfr. pure DTF 121 V 244 consid. 4b). L'obbligo del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi prova motivi di giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b). 6.2 L'insorgente incentra la sua tesi difensiva in sostanza sul ruolo dominante svolto da F.________ che operava senza mai chiedere le opinioni degli altri membri del consiglio di amministrazione, sivvero che non si sarebbero mai tenute riunioni del consiglio stesso e che il prenominato lo avrebbe interpellato solo per comunicargli quanto già aveva deciso. Egli invoca pure tutta una serie di motivi giustificativi, sostenendo di non essere uno specialista contabile, di essere entrato nel consiglio di amministrazione con il solo compito di acquisire clienti e organizzare gli aspetti didattici, di aver più volte richiesto informazioni e rassicurazioni a F.________, sentendosi rispondere che la situazione era perfettamente sotto controllo e che non vi era alcun problema. Fa valere poi che agli atti non vi erano elementi che avrebbero potuto giustificare dei dubbi o delle perplessità sulla veridicità delle affermazioni di F.________, per cui chiedere la verifica da parte di un terzo dei bilanci di una società quando questi documenti erano stati approntati e approvati dal suo presidente andava ben oltre i compiti di un amministratore. 6.3 Gli argomenti addotti non giovano all'insorgente, essendo essi ben lungi dal costituire motivo di giustificazione e di discolpa nel senso della giurisprudenza. Asserire infatti che F.________ fosse il dominus della ditta è irrilevante dal profilo dell'art. 52 LAVS, ritenuto che gli organi formali di una società anonima, con l'accettazione del mandato, si assumono anche gli oneri connessi a tale funzione. C.________ - direttore della S.________ SA e membro del consiglio di amministrazione dal 30 giugno 1989 al 30 settembre 1996, in seguito presidente fino al 14 maggio 1997, poi amministratore unico fino al 26 agosto 1997, infine amministratore unico e liquidatore fino al 19 ottobre 1998 - avrebbe avuto la possibilità, se solo lo avesse veramente voluto, di controllare personalmente l'attività finanziaria della società avuto riguardo appunto alla sua specifica posizione di direttore della scuola nonché di acquisitore di clienti. Non può ora limitarsi ad affermare di aver chiesto a F.________ informazioni in merito alla società, senza però averlo dimostrato oggettivamente. A prescindere dall'irrilevanza di siffatta asserzione, se si chiedono lumi e non si ottengono, ci si deve attivare tempestivamente e, dandosene i presupposti, trarre le sole conclusioni che si impongono in caso di reiterata reticenza del collega di consiglio d'amministrazione. È inoltre di tutta evidenza che il ricorrente non poteva né doveva accontentarsi delle risposte dategli da F.________ stesso ove solo si consideri che la Cassa aveva emanato nel marzo 1995 una decisione di tassazione d'ufficio con la quale veniva richiesto l'importo non indifferente di fr. 162'458.40 per contributi paritetici non saldati nel periodo dal 1° gennaio 1992 al 31 dicembre 1993 per mancata notifica di tutte le retribuzioni versate. Ma vi è di più. C.________ - se solo avesse fatto uso della diligenza che incombe a chi svolge funzioni societarie ancorché meramente formali - avrebbe dovuto agire anzitempo già per il fatto che per anni il presidente F.________ non aveva mai tenuto sedute del consiglio di amministrazione, non aveva mai convocato l'assemblea generale degli azionisti entro i sei mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale, come peraltro lo prevede l'art. 699 cpv. 2 CO, ed informava solo a decisioni prese. L'essersi fidato di risposte rassicuranti da parte del "deus ex machina" della S.________ SA, senza esigere per anni di vedere e controllare (o eventualmente far controllare anche da terzi) la gestione contabile della ditta, significa che di fatto egli si era totalmente disinteressato della società, omettendo di vigilare sull'operato di F.________ - così come richiesto ad un organo formale di una società anonima - malgrado i segnali negativi che gli erano pervenuti in merito. Questa Corte, ancora di recente, ha ribadito quali sono gli obblighi del consigliere di amministrazione di una società anonima che non si occupa della gestione degli affari e rammentato che in siffatta evenienza all'interessato incombe il compito di esaminare l'attività dei dirigenti e di orientarsi costantemente sull'andamento degli affari, in particolare in relazione alle questioni contributive (SVR 2001 AHV no. 15 pag. 51 seg.). Così, l'organo di una società anonima deve prestare attenzione particolare alla scelta della persona cui viene affidata la gestione degli affari importanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che egli dà (cura in instruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). Segnatamente è suo preciso dovere vigilare e attivarsi di conseguenza affinché i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a; RCC 1992 pag. 268 consid. 4b). In sostanza, l'inattività e il disinteresse dimostrati dall'interessato, che ha omesso di compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze oggettive riconducibili alla funzione di organo di una società anonima, atteso che l'ignoranza della legge non costituisce esimente (DTF 124 V 220 consid. 2b/aa con riferimenti), ne determina la responsabilità giusta l'art. 52 LAVS. 6.4 L'insorgente critica pure il fatto che non è stato chiesto all'amministrazione di accertare se gli ex insegnanti della S.________ SA abbiano provveduto ad annunciarsi presso la competente cassa cantonale di compensazione quali indipendenti, ritenuto che un eventuale loro versamento di contributi paritetici avrebbe ridotto il danno. Siffatta censura non merita tutela. Con sentenza 31 dicembre 1996 (H 273/95), il Tribunale federale delle assicurazioni, confermando il giudizio dell'istanza cantonale, ha infatti considerato i docenti della S.________ SA come ex dipendenti della stessa, motivo per cui vi è l'obbligo per quest'ultima di versare i contributi paritetici alla Cassa competente.