Citation: 1C_669/2019 E. 4.2

4.2. Ha stabilito infatti che l'adempimento dei presupposti oggettivi dell'infrazione è pacifico, visto il non contestato superamento di 38 km/h della velocità massima consentita, come pure l'esistenza di una messa in pericolo accresciuta. Sotto il profilo soggettivo, ha accertato che se la lunghezza del sorpasso si sarebbe estesa su un tratto di circa 200 m, il ricorrente non ha comunque spiegato perché non avrebbe avuto la possibilità di scorgere nemmeno uno dei tre distinti segnali collocati sui tralicci sopra la corsia di marcia, segnatamente a 1'100, 800 e 300 m prima del radar. Al riguardo il ricorrente si limita a rilevare che il tir telonato che stava sorpassando gli avrebbe ostacolato la visuale per varie decine di metri, nascondendogliela per almeno 80 m, motivo per cui non avrebbe scorto due cartelli indicanti il limite di velocità posti a 500 m l'uno dall'altro. Egli neppure tenta di spiegare, né ciò è comprensibile, perché non avrebbe visto il terzo cartello, e neppure dimostra l'arbitrarietà di tale accertamento (DTF 145 V 188 consid. 2.). Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine pag. 368; 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100). La presente fattispecie è inoltre diversa da quella posta a fondamento della sentenza 6A.11/2000 del 7 settembre 2000 richiamata dal ricorrente: in quella causa, il segnale indicante la limitazione a 50 km/h era infatti nascosto da rami d'alberi e non era quindi visibile per il conducente, motivo per cui la sua collocazione, coperta da un ostacolo, violava l'art. 103 cpv. 2 dell'ordinanza sulla segnaletica stradale del 5 settembre 1979 (RS 741.21).