Citation: 6B_677/2020 E. 2.2

2.2. Giusta l'art. 429 cpv. 1 CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l'imputato ha diritto a un'indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali (lett. a); un'indennità per il danno economico risultante dalla partecipazione necessaria al procedimento penale (lett. b); una riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà (lett. c). L'art. 429 cpv. 2 CPP prevede che l'autorità penale esamini d'ufficio le pretese dell'imputato e possa invitarlo a quantificarle ed a comprovarle. Risulta da questa disposizione che l'autorità è tenuta a trattare con il giudizio penale la questione dell'indennità e deve quantomeno interpellare l'imputato al riguardo, al fine di consentirgli di esporre le sue pretese (cfr. DTF 144 IV 207 consid. 1.3.1 pag. 209). Essa non è comunque obbligata, nel senso del principio inquisitorio secondo l'art. 6 CPP, a chiarire d'ufficio tutti i fatti rilevanti per il giudizio sulle pretese d'indennizzo (sentenza 6B_130/2020 del 17 settembre 2020 consid. 1.3 destinata a pubblicazione; DTF 142 IV 237 consid. 1.3.1 pag. 240). Spetta all'imputato, pienamente o parzialmente assolto, motivare e dimostrare le sue pretese, conformemente alla regola generale del diritto della responsabilità civile secondo cui chi pretende il risarcimento di un danno ne deve fornire la prova (art. 42 cpv. 1 CO; DTF 142 IV 237 consid. 1.3.1 pag. 240; sentenze 6B_1273/2019 dell'11 marzo 2020 consid. 2.4.3; 6B_4/2019 del 19 dicembre 2019 consid. 5.2.5). In particolare, all'imputato che chiede un'indennità per le spese legali sostenute per la sua difesa (art. 429 cpv. 1 lett. a CPP) incombe un dovere di collaborazione riguardo alle prestazioni eseguite dall'avvocato. Egli è tenuto a quantificare e a giustificare le sue pretese, producendo la specifica delle spese sostenute: il semplice riferimento alla nota d'onorario prodotta da una controparte nel procedimento penale non è al riguardo sufficiente (sentenza 6B_928/2018 del 26 marzo 2019 consid. 2.2.2 e 2.2.3). È possibile rinunciare all'indennizzo, di principio mediante una dichiarazione esplicita. Secondo la giurisprudenza costante del Tribunale federale, un comportamento passivo può essere equiparato a una rinuncia (implicita) quando l'imputato non ha reagito ad un invito rivoltogli espressamente dall'autorità, in virtù dell'art. 429 cpv. 2 CPP, di quantificare e dimostrare le proprie pretese (sentenze 6B_130/2020, citata, consid. 1.3; 1B_370/2018 del 10 dicembre 2018 consid. 3.1 e rinvii; 6B_1172/2015 dell'8 febbraio 2016consid. 2.2, pubblicata in: RtiD II-2016 pag. 187 segg.). La rinuncia comporta che la richiesta d'indennità non può più essere fatta valere in una fase procedurale successiva (sentenza 6B_130/2020, citata, consid. 1.4).