Citation: 1A.67/2001 21.12.2001 E. 1

Una truffa in materia fiscale può essere commessa, oltre che nei casi di inganno astuto in cui si faccia ricorso a manovre fraudolente secondo l'art. 146 CP, mediante l'uso di documenti inesatti o falsificati (DTF 126 IV 165 consid. 2a, 125 II 250 consid. 3b e 5a, 122 IV 197 consid. 3d). Il Tribunale federale ha stabilito che si è sempre in presenza di una truffa in materia fiscale, per la quale l'assistenza può essere concessa, allorché il contribuente presenta all'autorità fiscale documenti inesatti o incompleti secondo l'art. 110 n. 5 cpv. 1 CP (DTF 125 II 250 consid. 3-5, 115 Ib 68 consid. 3a/bb pag. 77; sentenza inedita del 13 ottobre1999 in re UFP, consid. 3, apparsa in Rep. 1999 126) A questo proposito, contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, non sono però determinanti unicamente gli episodi avvenuti in Svizzera, bensì il complesso dei fatti esposti nella domanda. Ora, l'Autorità richiedente ha rilevato che le persone coinvolte nel procedimento penale estero hanno utilizzato, in quanto grossisti farmaceutici, documenti pubblici contraffatti delle aziende sanitarie e hanno commercializzato all'estero prodotti farmaceutici per uso ospedaliero, cancellando le diciture sugli imballaggi e avvantaggiandosi indebitamente di uno sconto del 50% (in luogo del 33%) cui hanno diritto i grossisti abilitati a commercializzare i medicamenti in confezioni ospedaliere. Queste operazioni sarebbero state eseguite attraverso una rete di società farmaceutiche italiane ed estere controllate dagli inquisiti, legati da rapporti di parentela, che avrebbero in particolare evaso il fisco manipolando e falsificando bilanci societari e distribuendo gli utili tra le diverse società controllate. 4.2 Il ricorrente sostiene semplicemente che l'esposto dei fatti non sarebbe sufficientemente chiaro poiché l'Autorità italiana non avrebbe spiegato le caratteristiche e l'ammontare delle imposte impagate. Non fa tuttavia valere che la CRP avrebbe accertato i fatti in maniera arbitraria, né che la fattispecie posta a fondamento del giudizio sarebbe manifestamente inesatta o incompleta. Occorre d'altra parte considerare che, specie se l'inchiesta è al suo inizio, non si può pretendere che lo Stato richiedente fornisca particolari che proprio la domanda di assistenza intende chiarire. In determinate circostanze, si può pure ammettere che lo Stato richiedente, tenuto conto delle precauzioni che devono essere adottate nella fase istruttoria, si esprima con un certo riserbo, per evitare di fornire ai perquisiti indicazioni suscettibili di ostacolare l'inchiesta. Con queste premesse, e per le considerazioni riferite, l'esposto dei fatti, non lacunoso né contraddittorio, è in concreto vincolante (art. 105 cpv. 2 OG; DTF 126 II 495 consid. 5e/aa pag. 501 e rinvii, 118 Ib 547 consid. 3a). Ora, ritenuto che dalla rogatoria si evince che gli inquisiti avrebbero, tra l'altro, sistematicamente manipolato e falsificato bilanci societari e documentazione contabile, i quali costituiscono documenti ai sensi dell'art. 110 n. 5 cpv. 1 CP (DTF 122 IV 25, 125 IV 273 consid. 3a/aa e bb, 119 IV 54 consid. 2c/bb), in concreto potrebbe entrare in linea di conto non già una semplice sottrazione fiscale, ma una truffa in materia fiscale. Comunque, come visto, emerge dalla domanda che gli indagati avrebbero utilizzato documenti pubblici contraffatti per commercializzare a livello internazionale farmaci destinati all'uso ospedaliero, approfittando per tali operazioni di sconti indebiti. In queste circostanze, la fattispecie può realizzare gli estremi del reato di truffa (art. 146 CP), l'Autorità italiana avendo peraltro chiesto l'assistenza anche per tale reato. Ora, l'assistenza giudiziaria può essere concessa quando è chiesta per la repressione di più reati e uno solo di essi è punibile secondo il diritto svizzero (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 89). D'altra parte, l'assistenza è richiesta anche per il prospettato reato di "vendita di prodotti industriali con segni mendaci", l'inchiesta estera tendendo infatti pure a chiarire la tipologia dei farmaci commercializzati dagli indagati e la loro destinazione finale. Tale fattispecie è punibile anche secondo il diritto svizzero, segnatamente secondo l'art. 155 CP (contraffazione di merci; cfr., sulle nozioni di contraffazione e di falsificazione, Stefan Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a ed., Zurigo 1997, n. 4 segg. all'art. 155) per cui il principio della doppia punibilità (cfr. al riguardo DTF 124 II 184 consid. 4b) non è, in concreto, disatteso.