Citation: 4A_567/2022 E. 6

La ricorrente contesta infine le liquidazioni n. 7A e n. 25, sostenendo che non le avrebbe mai riconosciute. Non si confronta tuttavia puntualmente con le argomentazioni esposte nel giudizio impugnato, in particolare con il considerando n. 8. Nello stesso, la Corte cantonale ha innanzitutto rilevato che la censura era irricevibile in applicazione dell'art. 229 CPC e, in via abbondanziale, ha spiegato le ragioni per cui la liquidazione n. 25 esulava dall'oggetto del litigio, costituendo una semplice bozza che era poi stata oggetto della liquidazione n. 1A. Quanto alla liquidazione n. 7A, la Corte cantonale ha ricordato ch'essa era in realtà già stata dedotta dalle pretese dell'opponente, siccome non era stata verificata dal tecnico addetto alla direzione lavori. La ricorrente non fa valere la violazione dell'art. 229 CPC con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF e non si esprime sul contenuto dei documenti citati, alla base del giudizio della Corte cantonale. Contesta l'ammissibilità del rinvio agli stessi negli allegati della controparte. Tuttavia, già si è detto che nel caso in esame l'opponente poteva validamente allegare i fatti facendo riferimento ai documenti prodotti nella causa. Non rispettoso degli esposti requisiti di motivazione, il gravame non deve essere vagliato oltre.