Citation: 2P.265/2004 25.11.2004 E. 2

2.1 In virtù dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, specificando in cosa consista la violazione. Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non applica quindi d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate dall'insorgente e solo se le stesse sono sufficientemente sostanziate (DTF 130 I 26 consid. 2.1; 129 I 185 consid. 1.6, 113 consid. 2.1). Quando il giudizio impugnato si basa su più motivazioni indipendenti, alternative o sussidiarie, le stesse devono essere tutte contestate, dimostrando che ognuna di esse è incostituzionale; in caso contrario, anche se le critiche sollevate dal ricorrente si rivelano giustificate, la decisione rimane fondata nel suo risultato sulla base delle argomentazioni non censurate (DTF 121 IV 94 consid. 1b; Walter Kälin, op. cit., pag. 368). È anche alla luce di questi principi che deve essere esaminata l'ammissibilità dell'impugnativa. 2.2 Il giudizio contestato ha in primo luogo tutelato l'esclusione della ditta ricorrente in virtù dell'art. 25 lett. f LCPubb, combinato con l'art. 5 lett. c LCPubb; in effetti, i due direttori della succursale luganese dell'insorgente rivestivano nel contempo la carica di amministratore unico e di direttore di un'altra impresa di costruzioni che, alla scadenza del concorso, era in mora con il pagamento delle imposte alla fonte e dei contributi previdenziali. In secondo luogo, i giudici cantonali hanno aggiunto che il ricorso sarebbe comunque stato respinto, anche se la ricorrente fosse stata riammessa alla gara, perché il rapporto di valutazione complementare dei progettisti, allegato dall'ente appaltante alla propria risposta e rimasto sostanzialmente incontestato, la classificava all'ultimo posto. 2.3 La sentenza impugnata si fonda pertanto su due argomenti chiaramente distinti. Nella memoria ricorsuale viene diffusamente censurata la costituzionalità della normativa cantonale determinante e ne viene criticata l'applicazione alla fattispecie concreta. La ricorrente non si confronta tuttavia con il secondo argomento addotto dal Tribunale amministrativo, ossia il fatto che non avrebbe in ogni caso potuto aggiudicarsi i lavori. Essa non pretende invero il contrario, ma sostiene piuttosto che non sarebbe stato possibile, né necessario, contestare entrambe le motivazioni. A torto. 2.3.1 Innanzitutto la ricorrente non può invocare con successo l'impossibilità di determinarsi riguardo alla classificazione assegnatale a causa della tardività del rapporto complementare fatto allestire dal Municipio. La facoltà di replica concessale dalla Corte cantonale le avrebbe in effetti permesso già a quello stadio, prima ancora che in questa sede, di prendere compiutamente posizione. 2.3.2 La ricorrente non può nemmeno richiedere che venga esaminata unicamente la questione della portata dell'art. 25 lett. f LCPubb (al riguardo, cfr. sentenza 2P.156/2003 del 17 marzo 2004, consid. 3.4), siccome è già stata esclusa in passato da concorsi pubblici e perché situazioni analoghe potrebbero ripresentarsi. In proposito, essa si richiama alle condizioni che permettono in via eccezionale di prescindere dall'esistenza di un interesse pratico ed attuale (DTF 127 III 429 consid. 1b; 125 I 394 consid. 4b). La duplice motivazione su cui si fonda la sentenza cantonale impone tuttavia di contestare anche l'aggiudicazione in quanto tale e di far valere le possibilità di successo nella gara d'appalto indipendentemente dalla sussistenza o meno di un tale interesse. Si tratta in effetti di ossequiare un presupposto processuale diverso. È perciò irrilevante stabilire se un concorrente disponga di un interesse pratico ed attuale ad opporsi alla propria esclusione pur non rendendo verosimili le proprie chances di aggiudicarsi la commessa (sentenza 2P.261/2002 dell'8 agosto 2003, consid. 4.3-4.5). È inoltre parimenti superfluo chiedersi se il gravame sollevi una questione di principio che potrebbe riproporsi in termini analoghi e se un esame tempestivo della medesima sarebbe difficilmente attuabile prima del venir meno di un interesse pratico ed attuale (DTF 127 III 429 consid. 1b; 125 I 394 consid. 4b). Al riguardo giova comunque rilevare che in materia di appalti un tale interesse sussiste anche se tra il committente e l'aggiudicatario della commessa è già stato concluso il contratto per l'esecuzione dei lavori, dal momento che, se del caso, può venir chiesto il risarcimento del danno subito (DTF 125 II 86 consid. 5b).