Citation: 2C_731/2018 E. 3.2

3.2. Il contenuto del diritto di essere sentito è determinato in primo luogo dalle norme cantonali, non invocate dalla ricorrente, ragione per cui la censura va esclusivamente esaminata alla luce dell'art. 29 cpv. 2 Cost., il cui rispetto è verificato dal Tribunale federale con pieno potere d'esame (DTF 135 I 279 consid. 2.2). Sennonché, su questo punto il ricorso è insufficientemente motivato (art. 106 cpv. 2 LTF). La ricorrente si limita infatti a ribadire ripetutamente che i giudici cantonali non avrebbero risposto " punto per punto " alle sue osservazioni volte all'accertamento corretto della fattispecie (in particolare in relazione agli importi che non sarebbero stati presi in considerazione come poste del salario determinante), limitando così in maniera grave il suo diritto di essere sentita. Adduce poi che ciò li avrebbe condotti a trarre conclusioni " false ", rese in violazione dei combinati art. 50, 103, 104, 333 e 335 CP nonché degli art. 5 Cost. e 1 CEDU. Ora la sua argomentazione non ha alcuna struttura e non si confronta minimamente con i motivi posti a fondamento del giudizio impugnato, il quale invece è chiaro ed espone in maniera succinta ma esauriente (al riguardo vedasi DTF 138 I 232 consid. 5.1 e rinvii) le argomentazioni in merito ai punti rilevanti sui quali si fonda. La ricorrente non spiega nemmeno per quale ragione ritiene di non aver potuto sanare il suo diritto di essere sentita davanti al Tribunale cantonale amministrativo, oltre a non specificare quali sarebbero state le offerte di prova o le censure non prese debitamente in considerazione dall'autorità precedente. Infine, nonostante le asserite violazioni del suo diritto di essere sentita, specifica che non intende chiedere il rinvio degli atti al Tribunale cantonale amministrativo per un ulteriore accertamento della fattispecie poiché ritiene che l'art. 6 n. 2 CEDU imponga all'autorità una ponderazione delle prove a favore della parte debole ed esiga quindi che questa Corte consideri come ammessi a suo favore, " per acquiescenza " delle istanze inferiori, tutti i fatti (in particolare tutte le prove da lei offerte in merito alle varie poste del salario versato alla sua impiegata) sui quali queste hanno omesso sistematicamente di prendere posizione. Non adempiendo le esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, le censure relative alla violazione del suo diritto di essere sentita sfuggono ad un esame di merito. Peraltro dette censure riguardano in gran parte una questione di carattere giuridico (sapere, cioè, se determinati vantaggi concessi all'impiegata debbano essere o meno considerati alla stregua di elementi del salario minimo determinante per il CNL) che andrà semmai esaminata con il merito della causa.