Citation: 4P.20/2001 12.04.2001 E. 4

4.- a) Il diritto di ottenere una decisione motivata deriva dal diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost; 4 cpv. 1 vCost.). Secondo costante giurisprudenza, natura e limiti del diritto di essere sentito sono determinati in primo luogo dalla normativa processuale adottata dal Cantone; solo quando le disposizioni cantonali sono insufficienti o mancanti trovano diretta applicazione i principi che la giurisprudenza ha dedotto dall'art. 4 vCost. Il diritto di ottenere una decisione motivata impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando il giudice menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotto a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione. Egli non deve tuttavia pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostigli, ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per la sua decisione (DTF 123 I 31 consid. 2c, 121 I 54 consid. 2c). Il CPC dei Grigioni non pone esigenze più severe all'obbligo di motivazione delle autorità giudiziarie. L'art. 121 n. 4 - applicabile anche alle procedure di ricorso in virtù del rinvio contenuto all'art. 223 CPC - prescrive infatti che la sentenza deve contenere "i considerandi relativi ai fatti, alle prove e alle disposizioni legali determinanti" (cfr. PKG 1978 25/81). b) Nella fattispecie non si può imputare alla Corte cantonale di aver travisato questi principi emettendo il proprio giudizio. Certo, alcune testimonianze (Comolli, Losa) sono state ritenute più determinati di altre (Menghetti, Mossi), ma solo perché i primi si pronunciavano espressamente sull'avvenuto allestimento dei piani di misurazione e parcellazione da parte del resistente, mentre i secondi non hanno saputo dare indicazioni precise. I giudici grigionesi hanno anche spiegato per quale motivo si poteva prescindere dall'edizione - richiesta in prima istanza ma non avvenuta - della documentazione pianificatoria da parte dei Comuni di Roveredo e Grono: non è infatti importante sapere quale effetto abbiano avuto i piani allestiti dal resistente dal profilo pianificatorio, quanto il fatto che questi sono stati - incontestabilmente - allestiti ed hanno comportato il dispendio lavorativo riassunto nella fattura del 30 aprile 1997 e alla base del credito contestato. Per il rimanente il ricorrente, più che censurare in modo dettagliato una presunta violazione del diritto di ottenere una decisione motivata, si dilunga in una serie di apprezzamenti sull'operato della Corte cantonale di dubbia ammissibilità ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, proponendo una propria versione, alternativa, della valutazione probatoria che non dimostra l'arbitrarietà di quella ritenuta nel giudizio impugnato. In definitiva questa censura, nella misura in cui è ricevibile, deve essere respinta giacché infondata.