Citation: 1C_152/2025 E. 2.4

2.4. L'insorgente adduce a torto che l'esame della realizzazione di un reato impossibile costituirebbe una questione giuridica di principio non essendo mai stata proposta nella forma del caso in esame. Egli si limita a ipotizzare che, a causa della difettosità del dispositivo elettronico d'attivazione della carica esplosiva posta sull'autovettura, il suo agire si sarebbe rivelato non adatto per raggiungere lo scopo prefisso, motivo per cui egli non sarebbe punibile. Ora, egli non dimostra affatto perché i reati rimproveratigli adempirebbero manifestamente le condizioni dell'art. 22 cpv. 2 CP e dell'art. 34 cpv. 3 CP croato, in particolare il requisito della "pura irrazionaltà". Al riguardo si limita a richiamare la sentenza 6S.271/2004 del 4 novembre 2004, relativa tuttavia al previgente art. 23 cpv. 1 CP e nella quale non erano stati esaminati gli aspetti soggettivi del reato. Contrariamente all'invocata DTF 140 IV 150, nella quale l'incapacità totale al lavoro escludeva il reato impossibile di truffa a danno delle assicurazioni sociali (consid. 3.7), nella fattispecie, a un esame prima facie, si è chiaramente in presenza di una grave minaccia dell'ordine giuridico protetto e di una pericolosità oggettivamente grave (DTF 140 IV 150 consid. 3.5 e 3.6). Anche in Svizzera l'agire reiterato del ricorrente, vista l'evidente pericolosità oggettiva, comporterebbe l'apertura di un procedimento penale. Spetterà quindi al giudice estero del merito esaminare compiutamente, sulla base di tutti i mezzi di prova e l'interrogatorio del ricorrente, al suo dire latitante per anni in Europa, l'eventuale applicabilità dell'art. 34 CP croato.