Citation: 5A_700/2014 E. 5.1

5.1. La ricorrente non lo contesta. Si giustifica affermando che, secondo la decisione di rinvio, il Pretore doveva chinarsi - e si sarebbe di fatto chinato - unicamente sulla condizione della sua buona fede (art. 895 cpv. 3 CC). Di conseguenza, essa afferma che non aveva motivo di entrare nel merito delle condizioni poste dall'art. 895 cpv. 1 CC. La lettura della sentenza pretorile da parte della ricorrente si fonda su un assunto errato: decidendo come ha fatto, il Pretore ha esaminato (anche) la condizione base per giustificare un diritto di ritenzione, che consiste nell'esistenza di un credito - il quale presuppone una causa (Rampini/Schulin/Vogt, op. cit., n. 33 ad art. 895 CC; Zobl, op. cit., n. 167 segg. ad art. 895 CC), qui un contratto. Inoltre, sul punto di sapere quale autorità giudiziaria abbia esaminato quali condizioni, la ricorrente afferma che nessuno avrebbe esaminato quelle poste dall'art. 895 cpv. 1 CC, senza confrontarsi con l'argomentazione contraria sviluppata dal Tribunale di appello (supra consid. 3 e 4). Nella misura in cui possa considerarsi sufficientemente motivata e quindi ammissibile, la censura è infondata.