Citation: 1P.405/2005 15.02.2006 E. 3

L'argomento centrale del ricorso riguarda l'arbitrio che l'autorità cantonale avrebbe commesso applicando l'art. 8 delle norme di attuazione del piano particolareggiato del nucleo di Aranno. In tale contesto, il ricorrente menziona anche la garanzia costituzionale della proprietà (art. 26 Cost.), senza tuttavia attribuirle una portata indipendente dal divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.). Egli sostiene che la norma comunale citata non permette in maniera esplicita, ma neppure vieta, la chiusura di aperture mediante vetrocemento, per cui il Municipio poteva liberamente ammettere o rifiutare l'intervento. Sarebbe d'altronde assurdo considerare quale muro un tavolato di vetrocemento, che ha Io scopo precipuo di lasciare filtrare la Iuce. Secondo il ricorrente, la sentenza impugnata sarebbe inoltre contraddittoria, poiché ha accolto parzialmente il ricorso della vicina che si opponeva all'impiego del vetrocemento pur avendo ammesso la chiusura della finestra con tale materiale, sia pure intonacato. Queste censure, nella misura in cui sono ammissibili, sono infondate. 3.1 L'art. 8 delle norme di attuazione prescrive che i materiali ammessi "per le murature" sono "gli intonachi tinteggiati alla calce o al minerale con provini da sottoporre alla Commissione di consulenza prima dell'inizio dei lavori". II Tribunale cantonale amministrativo ha ritenuto che, ai fini dell'applicazione di questa disposizione, un tavolato di vetrocemento va equiparato a un muro; Io ha fatto menzionando anche un parere dottrinale secondo il quale, nel diritto ticinese di vicinato, un'opera simile non costituisce né finestra né apertura a prospetto o a semplice luce (Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, pag. 652, n. 1458). 3.2 Questo modo di considerare il vetrocemento potrebbe di per sé apparire curioso, perché, effettivamente, la particolarità di questo materiale, per opposizione a un'opera in muratura, è quella di lasciare filtrare la luce. Nel contesto specifico, ossia nell'ambito dell'interpretazione di una disposizione che persegue Io scopo evidente di mantenere una certa uniformità delle facciate nel comprensorio del nucleo, non è tuttavia insostenibile considerare muro tutto ciò che non è apertura o finestra. Sotto questo profilo non è arbitrario ritenere che l'art. 8 delle norme di attuazione imponga che le facciate siano intonacate, con la sola eccezione di aperture e finestre, e tinteggiate alla calce o al minerale prescritti per le "murature". Essenziale è quindi il tinteggio, non il materiale su cui viene applicato. 3.3 Quest'ultima considerazione rende infondato anche l'argomento della contraddizione esistente tra il dispositivo della sentenza impugnata e le domande che la vicina aveva formulato davanti alle istanze cantonali: dal momento che il ricorrente può chiudere l'apertura litigiosa con vetrocemento, ma deve sovrapporvi un intonaco, la peculiarità di questo materiale viene in sostanza soppressa. Non è pertanto arbitrario stabilire che il ricorrente sia "soccombente in misura soverchiante" e caricargli quindi interamente spese e ripetibili. Nemmeno in questo contesto egli indica del resto le norme del diritto processuale ticinese che dovrebbero essere considerate.