Citation: 4C.405/2006 01.06.2007 E. 4

La richiesta dei convenuti di annullare la sentenza impugnata a causa del mancato esperimento del tentativo di conciliazione deve infatti venir in ogni caso respinta per i motivi esposti qui di seguito. 4.1 Vale innanzitutto la pena di rilevare che, contrariamente a quanto ritengono i convenuti, nell'ambito della locazione l'obbligo di adire preventivamente l'autorità di conciliazione non è assoluto. In una recente sentenza il Tribunale federale ha, in particolare, precisato che nessuna disposizione di diritto federale impone di adire preventivamente l'autorità di conciliazione nella procedura di sfratto susseguente alla disdetta straordinaria per mora del conduttore nel pagamento delle pigioni, ex art. 257d CO (DTF 132 III 747). Considerato che, stando a quanto accertato nella sentenza impugnata, dopo il marzo 2005 i convenuti non hanno più pagato alcun canone di locazione, ci si potrebbe chiedere se la fattispecie in esame non dovrebbe essere trattata alla stessa stregua. 4.2 Sia come sia, il mancato pagamento dei canoni di locazione sta a indicare che i convenuti si prevalgono dell'esistenza di un contratto di locazione e pretendono di beneficiare dei diritti che ne derivano senza, da parte loro, adempiere l'obbligo di pagare il corrispettivo per la concessione in uso della cosa asseritamente locata (art. 257 CO). Un simile comportamento non può essere tutelato. Giusta l'art. 2 cpv. 1 CC ognuno è tenuto ad agire secondo la buona fede sia nell'esercizio dei propri diritti che nell'adempimento dei propri obblighi. 4.2.1 Il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge (art. 2 cpv. 2 CC). Vi è in particolare un abuso di diritto qualora un istituto giuridico venga utilizzato ad un fine diverso di quello per cui è stato creato (cfr. ad esempio DTF 122 III 321 consid. 4a), qualora un diritto venga esercitato senza scopo (DTF 129 III 493 consid. 5.1 pag. 497) oppure nell'intento di procurarsi un beneficio manifestamente sproporzionato, tenuto conto degli interessi in gioco (DTF 123 III 200 consid. 2b pag. 203), infine, a determinate condizioni, qualora una persona assuma un comportamento contraddittorio (venire contra factum proprium: cfr. DTF 125 III 257 consid. 2a con rinvii). 4.2.2 In concreto, annullare la sentenza impugnata a causa del mancato esperimento del tentativo di conciliazione significherebbe, come detto, tutelare un comportamento contraddittorio dei convenuti, i quali potrebbero inoltre ottenere - mediante l'ulteriore protrarsi della procedura - un beneficio manifestamente sproporzionato, se si considera che da oltre due anni l'attrice, oltre a non poter disporre della propria proprietà, non percepisce più alcunché per l'uso della casa. Si osserva infine che gli argomenti dei convenuti in merito all'esistenza di un contratto di locazione sono stati esaminati ed evasi negativamente dalle autorità cantonali.