Citation: 4C.76/2001 17.10.2001 E. 3

3.- In un considerando succinto i giudici cantonali hanno ammesso l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra l'inadempienza della banca e la parziale perdita degli averi dell'attore. Nel ricorso adesivo la convenuta contesta questa conclusione: l'acquisto dei titoli all'origine delle perdite sarebbe infatti avvenuto anche qualora non fosse intervenuto alcun cambiamento nella persona del gestore, atteso che, di fatto, l'amministrazione dei beni dell'attore è sempre stata curata da C.________, prima per la Fiduciaria J.________ S.A. e poi per la Y.________. La causalità adeguata è una nozione del diritto federale che il Tribunale federale può rivedere nel quadro di un ricorso per riforma (DTF 123 III 110 consid. 2; DTF 116 II 519 consid. 4a a pag. 524). Essa va ammessa quando, secondo l'ordinario andamento delle cose e l'esperienza generale della vita, il comportamento esaminato appare atto a produrre un risultato come quello verificatosi (DTF 123 III 110 consid. 3a con riferimenti). Venendo al caso in rassegna, è indubbio che il permettere ad una persona giuridica non autorizzata la gestione di averi bancari è un comportamento di per sé idoneo a provocare o perlomeno favorire operazioni sbagliate. Sotto questo profilo la sentenza impugnata è senz'altro corretta. Per il resto, gli accertamenti di fatto ivi contenuti non sorreggono la tesi della convenuta. Da un canto emerge infatti, in modo vincolante, che il mandato di amministrazione era stato esplicitamente rilasciato soltanto alla Fiduciaria J.________ S.A. e non a C.________; egli era un semplice dipendente della stessa. Dall'altro, non si può non rilevare, come già fatto dai giudici cantonali, che la tesi della convenuta secondo la quale la società regolarmente incaricata avrebbe ordinato le medesime operazione della Y.________, con gli stessi risultati, costituisce una semplice ipotesi.