Citation: 4A_505/2022 E. 6

Il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sugli accertamenti di fatto svolti dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF), che sono vincolanti. A questi appartengono sia le constatazioni concernenti le circostanze relative all'oggetto del litigio sia quelle riguardanti lo svolgimento della procedura innanzi all'autorità inferiore e in prima istanza, vale a dire gli accertamenti che attengono ai fatti procedurali (DTF 140 III 16 consid. 1.3.1, con riferimenti). Il Tribunale federale può unicamente rettificare o completare l'accertamento dei fatti dell'autorità inferiore, se esso è manifestamente inesatto o risulta da una violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF (art. 105 cpv. 2 LTF). "Manifestamente inesatto" significa in questo ambito "arbitrario" (DTF 147 V 35 consid. 4.2; 140 III 115 consid. 2; 135 III 397 consid. 1.5). La parte che critica la fattispecie accertata nella sentenza impugnata deve sollevare la censura e motivarla in modo preciso, come esige l'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 147 IV 73 consid. 4.1.2; 140 III 264 consid. 2.3, con rinvii). Essa deve spiegare in maniera chiara e circostanziata in che modo queste condizioni sarebbero soddisfatte (DTF 140 III 16 consid. 1.3.1, con rinvii). Critiche appellatorie sono inammissibili (DTF 148 I 104 consid. 1.5; 141 IV 249 consid. 1.3.1). Se vuole completare la fattispecie deve dimostrare, con precisi rinvii agli atti della causa, di aver già presentato alle istanze inferiori, rispettando le regole della procedura, i relativi fatti giuridicamente pertinenti e le prove adeguate (DTF 140 III 86 consid. 2). Se la critica non soddisfa queste esigenze, le allegazioni relative a una fattispecie diversa da quella accertata non possono essere prese in considerazione (DTF 140 III 16 consid. 1.3.1). L'eliminazione del vizio deve inoltre poter essere determinante per l'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). In concreto le ricorrenti ignorano le predette esigenze di motivazione, limitandosi a contestare in modo appellatorio e a completare - riportando a ruota libera la loro personale versione della controversia, secondo cui l'opponente avrebbe segnatamente solo contestato l'obbligo di dover pagare ulteriori somme per danni sorti dopo il 18 luglio 2021 - la fattispecie riportata nella sentenza impugnata. Laddove esse si riferiscono concretamente a un possibile errore della Corte cantonale concernente l'importo versato dall'opponente in virtù dell'accordo transattivo per danni legati al mancato rispetto del contratto di locazione, esse non spiegano né è ravvisabile perché una tale svista potrebbe essere determinante per l'esito della causa. Ai fini della presente sentenza sono quindi vincolanti i fatti accertati dalla Corte cantonale attinenti all'accordo transattivo e alla volontà dell'opponente di inficiare tale accordo per un vizio di volontà al fine di chiedere la restituzione di quanto pagato.