Citation: 2A.228/2000 09.08.2000 E. 3

3.- a) Rimane a questo punto da appurare se l'impugnativa possa essere trattata, a titolo sussidiario (art. 84 cpv. 2 OG), come un ricorso di diritto pubblico. b) Siccome in concreto non è aperta la via del ricorso di diritto amministrativo (cfr. consid. 2), la decisione litigiosa non andava dapprima sottoposta ad un'autorità giudiziaria di ultima istanza cantonale (v. art. 98a cpv. 1 OG e art. 10 lett. a della legge ticinese di applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere, dell'8 giugno 1998): il Consiglio di Stato è quindi l'ultima istanza cantonale (art. 86 cpv. 1 OG). c) Considerato che, come s'è visto in precedenza con riferimento al ricorso di diritto amministrativo, il ricorrente non possiede un diritto ad un permesso di soggiorno, egli non è toccato dalla decisione finale nei suoi interessi giuridicamente protetti (art. 88 OG) e non è pertanto legittimato a impugnare nel merito la sentenza cantonale con un ricorso di diritto pubblico, prevalendosi, come in concreto, dell'arbitrio e della violazione del principio della proporzionalità (DTF 126 I 81 consid. 3 - 6 e riferimenti). Con il rimedio in parola, il ricorrente può nondimeno far valere la lesione di diritti di parte riconosciutigli dal diritto cantonale o dalla Costituzione federale e che si risolvono in un diniego di giustizia formale (DTF 126 I 81 consid. 3b, RDAT 1999 I n. 87 pag. 349 consid. 3a e relativi richiami). Sennonché, l'insorgente non invoca una siffatta censura, perlomeno non in modo conforme a quanto richiesto dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (sul cosiddetto principio dell'allegazione cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c). Ne deriva che il gravame, anche in quanto trattato come ricorso di diritto pubblico, è irricevibile.