Citation: 4A_29/2023 E. 4.2

4.2. La Corte cantonale non ha omesso di considerare i documenti prodotti dalla ricorrente (in particolare i doc. 5, 6 e 7), ma ha ritenuto, spiegandone le ragioni, che dagli stessi non risultavano le ore effettivamente lavorate dall'opponente. Ha rilevato che dal riassunto degli scontrini di cassa dell'esercizio pubblico (doc. 5, 6 e 7) si evinceva l'orario in cui era stata giornalmente chiusa la cassa, ma non quando l'opponente aveva terminato la sua attività lavorativa, che non coincideva necessariamente con l'orario di chiusura della cassa. Ha altresì accertato che dal riassunto delle schede con i turni di lavoro giornalieri dei dipendenti (doc. 10) si evincevano, oltre ai giorni liberi, festivi, di malattia e di infortunio, i turni di lavoro (mattiniero, pomeridiano o serale), senza però alcuna indicazione riguardo alle ore effettivamente lavorate. La Corte cantonale ha ritenuto che tali documenti non costituivano un valido conteggio delle ore di lavoro e dei giorni di riposo effettivi nel senso di un controllo del tempo di lavoro giusta l'art. 21 n. 2 e 3 del contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della ristorazione (CCNL). Ha quindi vagliato i conteggi prodotti dall'opponente (doc. L e M), rilevando che gli orari indicati nella sua agenda erano stati da lei allestiti giorno per giorno durante il rapporto di lavoro, ciò che era stato confermato sia da lei medesima sia da suo marito in sede di interrogatorio. Ha rilevato che gli orari erano stati indirettamente confermati sia dalle dichiarazioni di testimoni sia dal riassunto delle schede con i turni di lavoro giornalieri dei dipendenti (doc. 10), prodotto agli atti dalla ricorrente stessa. La Corte cantonale ha osservato che la ricorrente non aveva poi sostanziato l'asserita incompatibilità dei conteggi dell'opponente (doc. L e M) con gli scontrini di cassa (doc. 5 e 6), ricordato altresì che questi ultimi non permettevano di stabilire quando l'opponente aveva realmente terminato la sua attività lavorativa giornaliera, la quale non coincideva necessariamente con l'orario di chiusura della cassa. La Corte cantonale ha riconosciuto che presso l'esercizio pubblico esisteva di massima la possibilità di recuperare le ore di lavoro supplementare mediante del tempo libero. Sulla base delle prove agli atti, ha tuttavia concluso che non era dimostrato che l'opponente avesse effettivamente fatto uso di tale possibilità.