Citation: 5P.45/2007 05.04.2007 E. 7

7.1 Infine, il ricorrente contesta il suo fabbisogno minimo calcolato dalla Corte cantonale per quanto attiene alle spese di alloggio e ai costi per l'automobile. Ritiene che non sia ammissibile pretendere che egli lasci un'abitazione in cui vive da oltre vent'anni e chiede che vengano pertanto riconosciuti oneri ipotecari mensili di fr. 3'000.--. Afferma inoltre che la vertenza - che lo oppone ad un suo precedente legale - attinente alla proprietà della villa di Vico Morcote verrebbe pregiudicata in modo irreparabile, qualora egli abbandonasse l'edificio. Asserisce pure di non aver potuto traslocare nella villa di Arogno a causa dei difetti di tale immobile. Sostiene inoltre che devono pure essere inclusi nel suo minino esistenziale fr. 372.--, importo pari alle spese mensili per la sua automobile, poiché tale veicolo costituisce l'unica possibilità, in ragione della scarsità di mezzi pubblici nel villaggio in cui abita, di muoversi liberamente. 7.2 La Corte cantonale ha considerato che i costi concernenti la villa di Vico Morcote, in precedenza abitata dalla famiglia e per la quale il marito sopporta oneri ipotecari mensili di fr. 3'000.--, non sono commisurati alle spese che si riconoscerebbero nelle medesime circostanze ad una persona sola che vive per proprio conto. Per tale motivo, dopo aver ritenuto che nel Luganese è possibile trovare un appartamento dignitoso con una pigione di fr. 1'200.-- mensili, ha unicamente incluso quest'ultimo importo nel minimo vitale del ricorrente. Per quanto attiene alle spese di trasporto, i giudici cantonali hanno riconosciuto al marito un importo mensile di fr. 96.--, che corrisponde al prezzo di un abbonamento generale per i mezzi pubblici del Luganese, sebbene egli non eserciti alcuna attività lucrativa e non ha un diritto di visita nei confronti dei figli. 7.3 In concreto la sentenza impugnata si basa, per il calcolo del fabbisogno minimo, sui principi che reggono la determinazione del minimo esistenziale nel diritto esecutivo, parzialmente modificati in favore del marito. Con la sua critica appellatoria, il ricorrente nemmeno sostiene che il modo di procedere adottato dalla Corte cantonale, peraltro condiviso dalla dottrina (Bräm/Hasenböhler, op. cit., n. 117 ad art. 163 CC), sia arbitrario. Ora, neppure il ricorrente afferma che sarebbe compatibile con i principi del diritto esecutivo includere nel fabbisogno di una persona sola fr. 3'000.-- di interessi ipotecari quali spese di alloggio. Così stando le cose, poco importa che l'immobile in questione sia stato abitato per oltre un ventennio o che esso sia oggetto di una lite. Altrettanto vale per le spese dell'autovettura, il cui uso viene invocato dal ricorrente per mera comodità. Ne segue che anche questa censura, in larga misura appellatoria, si rivela manifestamente infondata e come tale dev'essere respinta.