Citation: 4A_237/2024 E. 3

La ricorrente fa valere che la sentenza impugnata è assai confusa e non sufficientemente motivata, al punto da violare il diritto di essere sentiti. La tesi, finanche inammissibile, giacché la ricorrente la solleva solo in termini generali, non è condivisibile: da un lato perché l'interessata non fa valere che il suo appello non sarebbe stato trattato; dall'altro perché ella si è aggravata davanti al Tribunale federale con un rimedio di quindici pagine in cui ha contestato tutti gli argomenti della Corte di appello riguardanti la validità della disdetta secondo il contratto e secondo la LAFE. A torto, dunque, ritiene la sentenza impugnata insufficientemente motivata (DTF 150 III 1 consid. 4.5; 146 II 335 consid. 5.1; 143 III 65 consid. 5.2). L'insorgente asserisce altresì d'aver contestato il ruolo di esercente di C.________ AG, sollevando il mancato rispetto dell'art. 10 lett. a LAFE e che la Corte cantonale non avrebbe analizzato la sua critica. Per tacere che il rapporto (o non rapporto) tra la ricorrente e C.________ AG non è oggetto di questa procedura, la Corte di appello ha comunque accennato alle conseguenze della mancanza di un nuovo contratto di locazione dal profilo dell'applicazione della LAFE. In particolare ha concluso che in simili casi l'autorità LAFE, alla quale il gestore e la comunione dei comproprietari non si sarebbero (ancora) rivolti, deve diffidare il proprietario ad adempiere l'onere gravante il suo immobile, sottoscrivendo un nuovo contratto, e ha rilevato che di ciò l'interessata non si sarebbe lamentata a causa delle conseguenze per lei di un simile atto (sentenza impugnata, consid. 8.5). Con tale motivazione la ricorrente non si confronta affatto, talché la sua critica cade nel vuoto.