Citation: 2C_364/2020 E. 5.2

5.2. A maggior fortuna non è d'altra parte destinata la critica con la quale la ricorrente lamenta il fatto che la Corte amministrativa ticinese non abbia atteso, prima di pronunciarsi sulla radiazione dal registro degli avvocati, l'esito della procedura promossa davanti alla CARP con istanza del 21 febbraio 2020, il cui inoltro era stato comunicato anche al Tribunale amministrativo con lettera del 26 febbraio 2020. Da questo ultimo scritto risulta infatti che l'insorgente ha trasmesso al Tribunale amministrativo l'istanza in questione, oramai successiva anche al diniego delle condizioni per la revisione della sentenza della CARP (sentenza 6B_972/2019 del 9 ottobre 2019) e quindi da leggere come un ultimo estremo tentativo di ribaltare la situazione, solo "per conoscenza". D'altro canto, la stessa nemmeno dimostra che nel non applicare l'art. 24 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 [LPamm/TI; RL/TI 165.100] - che prevede che l'autorità, d'ufficio o su richiesta di parte, può sospendere la procedura per giustificati motivi, in particolare allorquando la decisione da prendere dipende dall'esito di un altro procedimento o potrebbe esserne influenzata in modo determinante - la Corte cantonale abbia leso il divieto d'arbitrio o un altro diritto costituzionale (precedente consid. 2.1). In effetti, la norma in questione non impone alcunché ma concede semmai una facoltà (l'autorità "può" ma non "deve") e spettava pertanto, a maggior ragione, all'insorgente dimostrare che la via seguita dai Giudici ticinesi vada considerata - alla luce della situazione descritta - come insostenibile (su tale concetto, cfr. DTF 144 I 318 consid. 5.4 pag. 326).