Citation: 6B_847/2020 E. B

Il 26 febbraio 2016 A.________ ha querelato/denunciato il dr. med. B.________ per i reati di lesioni gravi, subordinatamente semplici e ancor più subordinatamente colpose, ritenendo di essere stata operata inutilmente e addirittura in maniera dannosa. Aperta l'istruzione, il magistrato inquirente ha interrogato l'accusatrice privata, l'imputato e il teste dr. med. E.________, FMH in radiologia. Ha quindi conferito al prof. F.________ un mandato peritale. Presentata il 6 ottobre 2018, la perizia non ha riscontrato alcuna violazione dell'arte medica da parte dell'imputato. Chiamato a fornire delucidazioni, il 12 febbraio 2019 il perito ha confermato sostanzialmente la legittimità dell'operazione e l'assenza di violazione delle regole dell'arte medica. Poiché per il perito, di formazione non radiologo, gli esami radiologici giustificavano l'intervento chirurgico, A.________ ha chiesto l'audizione testimoniale di due specialisti in radiologia che, insieme al dr. med. E.________, non avrebbero invece riscontrato alterazioni dei rapporti articolari o segni di rottura del sovraspinato. Il 25 novembre 2019, il procuratore pubblico ha decretato l'abbandono del procedimento, non potendo essere ascritta all'imputato alcuna violazione dell'arte medica alla luce delle risultanze peritali. Ha altresì respinto l'istanza probatoria dell'accusatrice privata, atteso che il perito, benché non radiologo, disponeva di tutte le conoscenze necessarie per valutare l'opportunità dell'operazione chirurgica.