Citation: 2C_343/2017 E. 4.2.1

4.2.1. Intanto, contrariamente a quanto indicato nell'impugnativa, i Giudici ticinesi non si sono fondati "su constatazioni formulate dall'autorità penale", bensì - ma non solo - su verbali di interrogatorio che danno conto di quanto riferito in sede penale da una serie di persone. Inoltre, va rilevato che un simile modo di agire non è né strano né di per sé illecito. In effetti, a condizione che le prove in questione siano state assunte correttamente dalle autorità inquirenti, aspetto che non è qui in discussione, esse possono in via di principio essere acquisite anche agli atti di un parallelo incarto amministrativo ed essere utilizzate pure in quella sede; più delicata può essere semmai la costellazione inversa (ovvero l'uso in ambito penale di prove che sono state assunte in ambito amministrativo), siccome i procedimenti penali sono di principio retti da regole più severe (sentenze 2C_24/2016 del 30 dicembre 2016 consid. 3; 2C_764/2015 del 21 settembre 2015 consid. 2.2; 2C_1011/2014 del 18 giugno 2015 consid. 3.2; 2C_804/2013 del 3 aprile 2014 consid. 4; GILLES BENEDICK, Das Aussagedilemma in parallelen Verfahren, AJP/PJA 2011, pag. 169 segg., 177; NIKLAUS SCHMID, Strafverfahren und sein Verhältnis zu Administrativuntersuchung und Disziplinarverfahren, in: Bernhard Ehrenzeller/Rainer J. Schweizer [curatori], Administrativuntersuchung in der öffentlichen Verwaltung und in privaten Grossunternehmen, 2004, pag. 43 segg., 64; VIKTOR LIEBER, in: Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung [StPO], Donatsch/Hansjakob/Lieber [curatori], 2aed. 2014, n. 57 ad art. 113 CPP).