Citation: 2P.133/2004 07.03.2005 E. 3

3.1 I ricorrenti rimproverano al Tribunale di espropriazione di non aver tenuto conto della problematica particolare del loro caso. Richiamandosi alla decisione del Consiglio di Stato del 9 aprile 1991 (emanata quando era in vigore il PGC) la quale, da un lato, annullava l'obbligo loro imposto di allacciarsi alle canalizzazioni a monte dei loro fondi, siccome era prevista all'epoca la costruzione di canalizzazioni a valle e un allacciamento alle medesime risultava essere la soluzione la più convincente e, dall'altro, li autorizzava ad utilizzare nel frattempo il loro pozzo perdente, gli insorgenti sostengono che, tenuto conto del notevole dislivello, del lungo tratto di distanza nonché dei costi eccessivi che dovrebbero sopportare, non possono ora essere obbligati ad allacciarsi a monte (la canalizzazione a valle essendo stata soppressa nel PGS vigente) e, di conseguenza, nemmeno a versare contributi. Affermano di non ritrarre alcun incremento di valore dall'opera comunale e fanno valere di aver dovuto effettuare importanti investimenti per predisporre un'adeguata evacuazione delle acque sulla base dell'allora vigente PGC mediante il pozzo perdente maggiorato imposto dal Municipio. 3.2 In concreto è dubbio che una simile motivazione soddisfi le esigenze poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (cfr. consid. 2). Quand'anche si volesse da ciò prescindere, va osservato che le argomentazioni sollevate dai ricorrenti sono prive di pertinenza. In primo luogo si rileva che dinanzi al Tribunale di espropriazione essi si sono limitati a menzionare la situazione particolare dei loro fondi, senza tuttavia sollevare precise censure in proposito, i loro argomenti giuridici riferendosi manifestamente ad altri quesiti specificatamente elencati. Essi non possono quindi formulare critiche al riguardo (sull'argomento, cfr. DTF 118 III 37 consid. 2a). Ciò posto è d'uopo innanzitutto osservare che il giudizio governativo prevedeva unicamente una situazione transitoria: un allacciamento avrebbe comunque dovuto essere effettuato non appena sarebbe stato costruito il tratto di canalizzazione a valle dei fondi interessati. Occorre poi rammentare che nella già citata decisione governativa del 9 aprile 1991 era stata espressamente riservata la facoltà delle competenti autorità comunali di modificare, nelle forme e nelle modalità previste dalla legge determinante, il proprio PGC, segnatamente di sopprimere dallo stesso il tratto di canalizzazione previsto a valle dei fondi dei ricorrenti. Ciò che è stato fatto quando, con risoluzione del 19 aprile 1999, il Consiglio comunale di Bioggio ha adottato il PGS (in sostituzione del PGC), risoluzione che - come rilevato dal Municipio nella propria risposta - i ricorrenti non hanno tempestivamente contestato. È quindi invano che essi si richiamano alla decisione governativa del 9 aprile 1991.