Citation: 1B_444/2018 E. 2.1

2.1. La CRP ha rilevato che nel febbraio 2014 il PP aveva rifiutato di dissequestrare la parte degli averi costituita dalla differenza fra il saldo del conto (Euro 6'650'000.--, generato dalle operazioni autorizzate dal magistrato inquirente) e quello esistente al momento del sequestro (Euro 3'382'691.--), rilevando che i crediti vantati dalle parti lese, oltre 40 milioni di Euro, fossero superiori agli averi sequestrati (meno di Euro 15 milioni). Già in una decisione dell'11 maggio 2015, la Corte cantonale aveva invitato il PP a cifrare l'eventuale indebito profitto pervenuto all'indagato A.________, per potere valutare la proporzionalità del contestato sequestro. Con ulteriori decisioni, essa ha nuovamente invitato il PP a procedere nei suoi incombenti e con giudizio del 30 ottobre 2017 ha accertato una denegata e ritardata giustizia del magistrato inquirente, ordinandogli di concludere senza indugio l'istruzione. Il 21 dicembre 2017 il PP, riconosciuta la priorità della chiusura dell'inchiesta, ha rilevato che essa riguardava trentacinque imputati e settantasei tra accusatori privati e parti lese, osservando che nell'altro scaglione del procedimento G.________ e H.________ erano stati condannati con decreto di accusa cresciuto in giudicato a una pena detentiva sospesa di sei mesi, nel cui contesto il secondo aveva indicato che A.________ avrebbe ricevuto retrocessioni per Euro 2'527'786.--. La CRP ha concesso che l'allestimento di analisi finanziarie e di perizie richiede tempi lunghi, ma che il PP, a oltre nove anni dal sequestro, si è limitato ad accennare agli atti istruttori da compiere, senza neppure specificarli, accertando quindi la non proporzionalità del sequestro. Rimarcato che il crimine non deve pagare (sentenza 6B_1304/2017 del 25 giugno 2018 consid. 5.3), ha ritenuto che il PP ha nondimeno indicato sufficienti indizi di reati patrimoniali (appropriazione indebita e amministrazione infedele) e una connessione tra questi e i fondi sequestrati, mentre che per altri reati (riciclaggio di denaro e truffa) la motivazione era insufficiente, motivo per cui, in relazione a questi ultimi, non vi erano sufficienti indizi di reato per il mantenimento del sequestro.