Citation: 4P.170/2005 15.11.2005 E. A

La fattispecie che ha portato all'emanazione della sentenza impugnata è nota ed è peraltro già stata esaurientemente descritta nella sentenza stessa. Ai fini del presente giudizio basti ricordare quanto segue. Nel 1996 le società predecessore in diritto di X.________ e Y.________ hanno adito la High Court of Justice, Chancery Division, di Londra con un'azione volta alla rifusione delle perdite subite nel quadro del fallimento del gruppo immobiliare Z.________, causate da atti illeciti addebitati, tra gli altri, anche a A.________, avvocato a Lugano. Nell'ambito di tale procedimento, il 23 maggio 1997 il tribunale inglese ha emesso un provvedimento cautelare (cosiddetto Mareva injunction), con il quale ha, d'un canto, vietato all'avvocato ticinese di disporre dei propri beni e, dall'altro, gli ha ingiunto di rilasciare informazioni e documenti. Questo secondo ordine è stato ossequiato solo parzialmente. Ciò ha comportato l'esclusione di A.________ dal processo di merito per contempt of court. La causa è pertanto continuata senza di lui ed è sfociata in un giudizio di condanna, il 10 dicembre 1998. L'ammontare del danno è stato quantificato in un giudizio successivo, del 17 marzo 1999, in CAN$ 169'752'078.--, CAN$ 71'595'530.-- nonché US$ 129'974'770.--. Con sentenze 23 novembre/22 dicembre 2000, assortite da ordini di pignoramento provvisori, il Pretore del Distretto di Lugano ha riconosciuto l'esecutività delle due pronunzie condannatorie inglesi per un importo complessivo di fr. 20'000'000.--, così come richiesto dalle società procedenti. Avvalendosi della facoltà concessagli dall'art. 36 della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale conclusa a Lugano il 16 settembre 1988 (Convenzione di Lugano, CL; RS 0.275.11), A.________ si è opposto all'exequatur. L'opposizione è stata accolta dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino il 25 febbraio 2005. Adducendo due motivazioni indipendenti, i giudici ticinesi hanno infatti ravvisato una violazione dell'ordine pubblico sia nell'emanazione delle due decisioni in regime di contempt of court, sia nell'aver le autorità inglesi negato all'opponente la possibilità di esaminare gli atti. Contro questa sentenza X.________ e Y.________ sono tempestivamente insorte dinanzi al Tribunale federale con un ricorso di diritto pubblico fondato sulla violazione degli art. 9 e 29 cpv. 2 Cost. nonché dell'art. 27 n. 1 CL, che è stato respinto nella misura in cui era ricevibile. Nella sentenza del 9 novembre 2004 il Tribunale federale ha stabilito, d'un canto, che, contrariamente a quanto giudicato dal Tribunale d'appello del Cantone Ticino, il regime di contempt of court non è incompatibile con l'ordine pubblico procedurale così come concepito in Svizzera e, dall'altro, che le censure con le quali le ricorrenti contestavano il mancato accesso agli atti dell'opponente nelle procedure inglesi erano irricevibili siccome proposte per la prima volta davanti al Tribunale federale. Considerato che una delle due motivazioni indipendenti poste a fondamento della sentenza cantonale resisteva alle critiche, la I Corte civile del Tribunale federale ha pertanto concluso per la reiezione del gravame.