Citation: 2C_348/2021 E. 5.4

5.4. Nella fattispecie, la ricorrente è giunta in Svizzera nel 2009. Secondo i fatti constatati dall'autorità precedente, che vincolano il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF; supra consid. 2.2), l'interessata padroneggia l'italiano, lingua nazionale del suo luogo di domicilio. Dalla sentenza impugnata non risulta poi che l'insorgente abbia mai percepito l'aiuto sociale, elemento confermato anche dagli accertamenti effettuati dalla SEM (cfr. decisione della SEM del 30 aprile 2019 [incarto SEM, pag. 193; art. 105 cpv. 2 LTF]). Non potendo l'ammonimento pronunciato l'11 agosto 2015 dal Procuratore pubblico essere considerato alla stregua di una condanna, in quanto la relativa procedura si è conclusa con un non luogo a procedere (cfr. supra lett. A.e), va inoltre ritenuto che la ricorrente non è mai stata condannata penalmente. Per quanto riguarda poi l'integrazione sociale dell'interessata, il Tribunale amministrativo federale ha ritenuto che essa non aveva nulla di particolare e che, pertanto, questo elemento "non depone[va], in definitiva, né a favore, né a sfavore della ricorrente". Sul piano professionale, dal giudizio querelato - che è invero piuttosto lacunario e impreciso a tal proposito - e dall'incarto (cfr. art. 105 cpv. 2 LTF) emerge che, durante la sua permanenza in Svizzera, l'interessata ha lavorato in modo discontinuo, per periodi più o meno lunghi, che vanno da qualche giorno ("hostess su chiamata" nel marzo 2016) a svariati mesi (donna delle pulizie per alcuni mesi del 2010, del 2011 e del 2012; cameriera da giugno 2015 a una data imprecisata; ausiliaria in un albergo da aprile a giugno 2016; collaboratrice presso un bar ristorante da luglio 2017 a gennaio 2018). Il 1o marzo 2019, l'insorgente ha poi iniziato a lavorare a metà tempo come portinaia, sulla base di un contratto di durata indeterminata (cfr. incarto SEM, pag. 187 [art. 105 cpv. 2 LTF]). L'interessata non appare dunque particolarmente integrata sul piano lavorativo. Contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale amministrativo federale, ciò non è tuttavia sufficiente a negare, sulla base di un esame globale della situazione (cfr. supra consid. 5.2), un'integrazione sufficiente in Svizzera. Infatti, l'assenza di un percorso lavorativo particolarmente brillante o di un'attività lavorativa ininterrotta non è sufficiente - da sola - a negare la condizione dell'integrazione prevista dall'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr. Come illustrato in precedenza (cfr. supra consid. 5.3), ciò che è invece determinante è che la persona straniera provveda ai propri bisogni, non percepisca prestazioni assistenziali e non s'indebiti in maniera sproporzionata. In situazioni come quella del caso di specie, dove la persona straniera lavora in modo irregolare, appare quindi cruciale determinare se la persona in questione abbia percepito (o percepisca ancora) prestazioni assistenziali (cfr. sentenza 2C_154/2018 del 17 settembre 2019 consid. 4.6). Ora, come esposto poc'anzi, la ricorrente non ha mai percepito l'aiuto sociale. Alla luce di questo elemento, nonché del fatto che, seppur in maniera irregolare, durante la sua permanenza in Svizzera l'interessata ha svolto svariate attività lavorative (l'ultima sulla base di un contratto a durata indeterminata), e considerato inoltre come l'insorgente non sia mai stata condannata penalmente e padroneggi la lingua nazionale del proprio luogo di domicilio, essa non può che essere considerata integrata in Svizzera ai sensi dell'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr. A questa conclusione nulla toglie il fatto che, a inizio aprile 2019, l'interessata avesse a proprio carico attestati di carenza beni per un totale di fr. 10'932.40. Infatti, l'indebitamento della ricorrente, preso in considerazione nel quadro di un esame globale della situazione, non raggiunge un'intensità tale da giustificare il rifiuto di approvare il rilascio del permesso di dimora da lei richiesto (supra consid. 5.3; cfr. sentenza 2C_1053/2017 del 13 marzo 2018 consid. 4.3.3). A questo proposito, giova rilevare che, dato che il permesso in questione è di durata limitata, un eventuale peggioramento della situazione finanziaria dell'insorgente potrebbe comunque essere preso in considerazione al momento del futuro rinnovo del suddetto permesso.