Citation: 1A.283/2003 18.11.2004 E. 5

5.1 L'ammissibilità della rogatoria, tenuto conto dello stato iniziale delle indagini, non implica comunque, viste le particolarità della fattispecie, che i documenti, di per sé rilevanti per il procedimento italiano, siano effettivamente necessari per farlo progredire. In effetti, dall'ordinata trasmissione dei documenti sequestrati presso la Z.________ SA di Lugano e dai verbali di interrogatorio dei teste D.________ e E.________ (v. causa 1A.282/2003 decisa in data odierna), l'autorità italiana potrà possibilmente trovare le informazioni richieste, come da essa espressamente rilevato nel citato complemento (v. consid. 4.6 in fine). Del resto, il ricorrente, sostenendo che tutto quello che ha appreso riguardo al contenuto della rogatoria l'avrebbe appreso nell'esercizio dell'attività professionale forense, si è avvalso della sua facoltà di non deporre. Ritenuto pertanto che il verbale non contiene alcuna informazione rilevante, la sua consegna può essere rifiutata: al riguardo è infatti sufficiente che l'UFG indichi tale circostanza all'autorità richiedente. 5.2 Ne segue che, per il momento, il MPC, in applicazione del principio della proporzionalità (DTF 130 II 14 consid. 4.3 e 4.4), avrebbe dovuto limitarsi a ordinare la consegna dei documenti oggetto della causa 1A.282/2003, sequestrati presso la Z.________ SA di Lugano. Da questi atti, in particolare dal mandato di amministrazione, risulta in effetti chi è l'avente diritto economico della X.________ Lda; figurano poi appunti e documenti concernenti la sua costituzione e il ruolo svolto dal legale ricorrente, la corrispondenza intercorsa tra questi, la fiduciaria, la citata società e la contabilità di quest'ultima, come pure fatture amministrative e la corrispondenza con altre società menzionate nella rogatoria. Da questi atti risulta inoltre, tra l'altro, che la fiduciaria inviava al ricorrente le fatture, ch'egli trasmetteva poi alla X.________ Lda per il pagamento. Ne discende che le informazioni che interessano l'autorità richiedente, come da essa rilevato, parrebbero già essere contenute negli atti che le saranno trasmessi nell'ambito dell'altra causa. La consegna dei documenti litigiosi non appare quindi, per ora, necessaria. Ciò a maggior ragione visto che proprio l'autorità richiedente ha sottolineato che i sospettati reati attengono a due fasi distinte della vicenda, tra le quali, per il momento, non è emersa una stretta e diretta connessione. In una siffatta evenienza non si giustifica di disquisire sulla pertinenza o meno del richiamo al segreto professionale dell'avvocato. Certo, tale qualità non appare affatto manifesta per gran parte dei documenti, riferibili al ricorrente, sequestrati presso la citata fiduciaria. Per di più, come si è visto, l'autorità richiedente ha precisato che non solo il ricorrente, ma in particolare D.________ potrebbe conoscere gli effettivi soci della X.________ Lda. Altre siffatte informazioni risultano dall'interrogatorio di quest'ultimo e dell'altra testimone. 5.3 La richiesta del ricorrente, di pubblicare la sentenza senza alcun riferimento nominativo alla sua persona, escludendo pure l'indicazione delle sue iniziali, motivata semplicemente accennando a non meglio precisate ragioni di riservatezza e di protezione della sua personalità, dev'essere respinta. In effetti, su internet, la sentenza è pubblicata, come di regola, in maniera anonima. L'obbligo di una pronuncia pubblica delle sentenze secondo l'art. 30 cpv. 3 Cost. e le esigenze di trasparenza della giurisprudenza impongono una siffatta pubblicazione, che prevale sui legittimi interessi del ricorrente alla protezione della sua personalità e dei suoi dati (causa 1A.228/2003 del 10 marzo 2004, consid. 4; Paul Tschümperlin, Öffentlichkeit der Entscheidungen und Publikationspraxis des Schweizerischen Bundesgerichts, in SJZ 99/2003 pag. 267 e segg.; Niccolò Raselli, Das Gebot der öffentlichen Urteilsverkündung, in: Mieth/Pahud de Mortanges [ed.], Recht - Ethik - Religion, Festgabe für Bundesrichter Dr. Giusep Nay zum 60. Geburtstag, Lucerna 2002, pag. 23 e segg.).