Citation: 6B_263/2015 E. 3

Secondo il ricorrente, la sua condanna per titolo di ingiuria violerebbe l'art. 177 cpv. 1 CP. Atteso che il termine "cazzo" è ormai di uso corrente, l'espressione "testa di cazzo" non sarebbe suscettibile di ledere l'onore di una persona. Contesta, inoltre, che l'utilizzo di tale espressione sia stata accompagnata da comportamenti atti a rafforzarne la portata offensiva, in quanto, contrariamente a quanto ritenuto dalla CARP, non avrebbe commesso alcuna via di fatto. Seppur in modo non convenzionale e ortodosso, l'insorgente avrebbe unicamente manifestato la propria frustrazione per le mancanze del suo dipendente. Peraltro egli sarebbe stato legittimato a pensare che la sua espressione venisse percepita quale rimprovero e non come un insulto, sicché difetterebbe pure l'intenzionalità.