Citation: K 121/01 06.03.2006 E. 4

4.1 Secondo l'art. 182 cpv. 1 Cost. il Consiglio federale emana norme di diritto sotto forma di ordinanza, per quanto ne sia autorizzato dalla Costituzione o dalla legge. La norma si situa nel solco dell'art. 164 cpv. 2 Cost., di cui costituisce una precisazione nel senso che indica con chiarezza chi ne è il delegatario (cfr. Jean-François Aubert/Pascal Mahon, Petit commentaire de la Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999, Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, n. 4 ad art. 182; Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. I, Berna 2000, n. 1877). Il Consiglio federale può in via di ordinanza legislativa emanare norme generali e astratte, di applicazione diretta e con un contenuto giuridico in grado di determinare obbligazioni, conferire diritti o attribuire competenze (Aubert/Mahon, op. cit., n. 17 ad art. 163 e n. 5-6 ad art. 182; Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit., n. 1490). Già si è detto che la vertenza in esame è incentrata sulla conformità dell'art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal, quale ordinanza dipendente che si fonda su una delega legislativa, all'art. 64 cpv. 5 LAMal, quale norma superiore delegante. In concreto si tratta di un'ordinanza d'esecuzione, volta a concretizzare e precisare quanto la legge ha espressamente voluto indicare in termini vaghi e indistinti. Ne consegue che essa deve muoversi nel solco tracciato dal legislatore (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit., n. 1502-1503). 4.2 Dovendosi pronunciare sulla legalità di un'ordinanza del Consiglio federale emanata in forza di una delega del Parlamento (oppure su un'ordinanza di un dipartimento federale nell'eventualità di una subdelega del Consiglio federale), il Tribunale federale delle assicurazioni esamina di principio liberamente la questione. Nella misura in cui la delega legislativa è relativamente imprecisa e, di conseguenza, attribuisce all'esecutivo un ampio potere d'apprezzamento, il tribunale deve tuttavia limitarsi ad esaminare se la normativa esecutiva sconfini manifestamente dal quadro di competenze delegatele o se, per altri motivi, è contraria alla legge o alla Costituzione. A questo proposito, una disposizione regolamentare viola gli art. 9 o 8 cpv. 1 Cost. quando non si basa su motivi validi, è priva di senso o utilità, oppure opera distinzioni giuridiche che non trovano giustificazione alcuna nella fattispecie da disciplinare. Nell'ambito di questo esame, il giudice non deve tuttavia sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'autorità da cui emana la regolamentazione in causa. Al contrario, egli deve limitarsi a verificare che la disposizione litigiosa sia atta a realizzare oggettivamente lo scopo che si prefigge la legge senza preoccuparsi, in particolare, di sapere se essa costituisca il mezzo maggiormente appropriato per il raggiungimento di tale scopo (DTF 131 II 166 consid. 2.3, 131 V 14 consid. 3.4.1, 130 V 473 consid. 6.1, 130 I 32 consid. 2.2.1, 129 II 164 consid. 2.3, 129 V 271 consid. 4.1.1, 329 consid. 4.1 e i riferimenti ivi citati; cfr. anche DTF 130 V 45 consid. 4.3).