Citation: 8C_235/2013 E. 3.1

3.1. L'interessata lamenta in primo luogo una violazione del divieto di discriminazione, rispettivamente una lesione della sua personalità. La censura è infondata. Non si vede infatti in che misura la ricorrente avrebbe subito una lesione della sua personalità. Una tale violazione non è ravvisabile già per il fatto che le sono state imposte delle regole di condotta da rispettare sul posto di lavoro e nei confronti dei superiori. In ogni rapporto di lavoro valgono simili regole, il lavoratore dipendente, soggetto all'obbligo di subordinazione, essendo di principio tenuto a osservarle. Dagli atti e in particolare dai verbali di interrogatorio davanti al Tribunale cantonale amministrativo non risulta che all'interessata siano state impartite istruzioni di carattere vessatorio o che ella sia stata sistematicamente sfavorita o trattata in modo non esente da pregiudizi dai suoi superiori e dagli altri collaboratori. La ricorrente è stata criticata e finalmente licenziata dai propri superiori per carenza di capacità di lavorare in squadra e, segnatamente, per non essersi attenuta alle istruzioni ricevute da questi ultimi. Lo scioglimento del rapporto di servizio deciso sulla base di questi motivi non è lesivo del divieto di discriminazione né appare arbitrario per altre ragioni.