Citation: 1C_30/2020 E. 5.5

5.5. La ricorrente ribadisce che la scelta urbanistica della posizione del villino non sarebbe stata dettata da presupposte intenzioni urbanistiche, ma da una chiara limitazione imposta all'acquirente dal venditore e proprietario dell'edificio esistente sul sottostante fondo www, al fine di allontanare il più possibile le nuove edificazioni dalla sua proprietà; ora, ciò non osterebbe comunque all'imposizione del vincolo litigioso. Contesta poi l'affermazione del Governo, secondo cui il villino chiude il comparto verso est, essendo posizionato all'intersezione delle vie Loreto e Foscolo, ritenendo invece che il punto culminante, sia sotto l'aspetto urbanistico che architettonico, sarebbe villa Franken, che non viene tutelata. Con quest'argomentazione ella disattende che la Corte cantonale ha ritenuto che la scelta del Comune si fonda su più criteri, quello urbanistico costituendone solo uno degli elementi. Ha poi stabilito, ciò che la ricorrente non contestava, che l'analisi del comparto effettuata dal Governo, alla quale ella oppone la sua personale lettura, trova conferma anche nell'ISOS, il quale inserisce il villino nel Gruppo edilizio 11.1 facente capo al Complesso della Chiesa di S. Maria di Loreto. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, la ricorrente è tenuta, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine pag. 368). Ella non dimostra del resto che i motivi addotti dal Comune non sarebbero pertinenti e oggettivi. Anche con riferimento alla descrizione del villino, la ricorrente rimprovera alla Corte cantonale d'aver condiviso un asserito accertamento errato dei "fatti storici" rilevanti operato dal Consiglio di Stato. Ciò poiché al suo dire il muro di contenimento perimetrale sarebbe intonacato sin dalla sua erezione nel 1911, mentre i lavori di ampliamento e innalzamento eseguiti dall'arch. Geiser sarebbero stati ultimati nel 1929. La Corte cantonale ha respinto tali critiche in quanto insuscettibili di scalfire la valutazione dell'Esecutivo cantonale, ritenendo che alla luce delle motivazioni da esso addotte, le due imprecisioni in cui è incappato non hanno minimamente influito sull'esito della controversia. La ricorrente non dimostra perché questa conclusione, peraltro condivisibile, sarebbe addirittura arbitraria.