Citation: 6B_696/2020 E. 5.2

5.2. La Corte cantonale ha accertato, sulla base delle dichiarazioni del personale sanitario e dell'addetto alla sicurezza dell'ospedale, che al pronto soccorso l'opponente era agitato e non collaborativo, ma non era aggressivo nei confronti degli operatori sanitari, che erano riusciti, anche se a fatica, ad effettuare il prelievo del sangue e l'esame delle urine. Il ricorrente non si confronta puntualmente con questo accertamento, spiegando per quali ragioni esso non corrisponderebbe alle deposizioni del personale ospedaliero, sicché non lo sostanzia d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Egli richiama i verbali d'interrogatorio dei testi E.________ e F.________, agente di sicurezza presso l'ospedale il primo e medico assistente la seconda, sostenendo che l'accusatore privato non voleva rimanere all'ospedale e che la sua permanenza in loco non era necessaria. Tuttavia, da tali deposizioni non risulta che in concreto il trasferimento dell'accusatore privato presso il posto di polizia fosse indispensabile. D'altra parte, la CARP ha rilevato che, anche ammettendo che B.________ dovesse essere trasferito in gendarmeria, il ricorrente avrebbe potuto facilmente riservargli un trattamento corretto, considerato altresì che l'opponente era già ammanettato. L'accertamento relativo alla necessità o meno del trasferimento dell'accusatore privato al posto di polizia non è quindi decisivo per statuire sugli atti incriminati, avvenuti nelle fasi successive alla decisione del ricorrente di effettuare la trasferta. Nuovamente, il ricorrente non sostanzia quindi arbitrio alcuno. Secondo l'art. 97 cpv. 1 LTF, egli può infatti censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. Deve al proposito rendere verosimile che il difetto sarebbe suscettibile di avere un'influenza sul risultato della procedura, vale a dire che la decisione sarebbe stata diversa se i fatti fossero stati accertati conformemente al diritto (DTF 134 V 53 consid. 3.4). Quest'ultima condizione non è realizzata nella fattispecie.