Citation: 4A_137/2017 E. 5.1

5.1. Pronunciandosi sulla fattispecie, la Corte cantonale si è correttamente riferita alla giurisprudenza in materia e, in particolare, alla DTF 131 III 268, alla quale può essere rinviato anche in questa sede: sia per quanto riguarda la distinzione tra contratto di mandato e contratto di mediazione (consid. 5 pag. 274 segg.), sia per quanto attiene alla questione dell'onere della prova in presenza di un riconoscimento di debito giusta l'art. 17 CO (consid. 3 pag. 272 seg.). Fatte queste premesse di natura giuridica, che non sono di per sé oggetto di contestazioni specifiche, è giunta a considerare che tra le parti non è stato concluso un contratto di mandato, bensì un contratto di mediazione, non già in maniera "apodittica", come sostenuto nell'impugnativa, bensì dopo avere proceduto alla valutazione di una serie di prove, di cui dà puntualmente conto nel suo giudizio. Per mettere in discussione simile, circostanziata, conclusione non basta inoltre sostenere che essa sia "errata", poiché il Pretore aveva deciso diversamente, ma occorre dimostrarne l'arbitrarietà, attraverso un concreto confronto con la valutazione svolta dai Giudici di appello. Ritenuto che la ricorrente si limita a denunciare dei semplici "errori" e nemmeno sostiene che vi sia stata una violazione del divieto d'arbitrio, ovvero una manifesta insostenibilità del giudizio reso sia nella motivazione che nel risultato (DTF 138 II 49 consid. 7.1 pag. 51), l'esame della sua critica potrebbe quindi fermarsi qui.