Citation: P 20/00 31.10.2000 E. 2

2.- a) Oggetto della lite è il calcolo effettuato dalla Cassa per stabilire il diritto del ricorrente ad una prestazione complementare. I giudici di prime cure hanno accertato che l'assicurato versa annualmente una pigione di fr. 8 040.-, a cui vanno aggiunti fr. 600.- a titolo di spese accessorie. Per quanto riguarda l'importo computato dalla Cassa a titolo di sostanza immobiliare alienata e quello relativo al reddito ipotetico della stessa, la precedente istanza ha rammentato, tenendo conto dei criteri sviluppati dalla giurisprudenza, a quali condizioni e in che proporzioni si debba considerare aver l'assicurato rinunciato a della sostanza ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC. La Corte cantonale ha constatato che l'amministrazione aveva fatto esperire una perizia immobiliare indicante il valore commerciale dell'immobile di G.__________ al 1° gennaio 1996. La rinuncia essendo però avvenuta nel 1999, il valore venale avrebbe dovuto essere stabilito per quell'anno. Tuttavia, ritenuto che l'assicurato contestava in particolare l'ammontare dei debiti dedotti dalla sostanza alienata e non il valore della stessa, appariva superfluo determinare il valore venale dell'immobile nel 1999 e poteva essere preso in considerazione quello calcolato per l'anno 1996, pari a fr. 400 000.-. Pure la questione dell'ammontare dell'ipotetico rendimento della sostanza alienata (fr. 200 600.-, tenuto conto di un debito ipotecario di fr. 199 400.-), valutato secondo l'amministrazione a fr. 2607.-, non doveva essere risolta in concreto, in quanto anche senza tenerne conto i redditi superavano il fabbisogno dell'assicurato. Infine, non servendo l'immobile di Lodrino da abitazione all'assicurato, correttamente doveva essere preso in considerazione il valore venale dello stesso anziché fondarsi sul valore di stima. In simili condizioni, il valore della sostanza computabile ammontava a fr. 35 000.- per il fondo ubicato a Lodrino ed a fr. 200 600.- per la sostanza alienata. Dedotta la parte della sostanza non computabile di fr. 25 000.-, ne derivava un totale di sostanza computabile di fr. 210 600.- ed un reddito della stessa (un decimo) di fr. 21 060.-. Fondandosi su questi dati, la Corte cantonale ha concluso che, pur non computando il reddito ipotetico della sostanza alienata (fr. 2607.- secondo l'amministrazione), i redditi erano pari a fr. 42 480.- (fr. 21 060.- corrispondenti ad 1/10 della sostanza computabile e fr. 21 420.- di rendita AVS), mentre il fabbisogno dell'insorgente ammontava a fr. 28 051.-. In tali circostanze, una prestazione complementare non poteva essergli concessa. b) Con il ricorso di diritto amministrativo l'assicurato solleva nuovamente le allegazioni e le censure invocate davanti all'istanza inferiore. Senza minimamente spiegarne i motivi, si appella ad un errato calcolo del reddito, che a suo parere sarebbe fittizio. Ora, alla luce di quanto precede, tali argomentazioni non possono infirmare le pertinenti conclusioni cui è giunta la giurisdizione cantonale nella propria pronunzia, ai considerandi della quale basta pertanto fare riferimento in concreto. L'opinione della Corte di prime cure merita quindi conferma e deve essere fatta propria dal Tribunale federale delle assicurazioni.