Citation: 6B_965/2015 E. 4

Infine l'insorgente censura una violazione del principio in dubio pro reo, riferito sia alla valutazione delle prove sia alla ripartizione dell'onere probatorio. In relazione alla valutazione delle prove, detto principio si confonde con il divieto generale dell'arbitrio di cui all'art. 9 Cost. (DTF 138 V 74 consid. 7 pag. 82). Sennonché nella fattispecie il ricorrente non adduce, né sostanzia l'arbitrio nella valutazione del rapporto dell'agente di polizia su cui si fonda l'accertamento dell'infrazione. Neppure si scorge una violazione dell'invocato principio quanto alla ripartizione dell'onere probatorio. Infatti la CARP non ha preteso che l'insorgente provasse la sua innocenza. Al contrario, ha rilevato che la sua condanna si fonda sull'art. 6 cpv. 1 della legge del 24 giugno 1970 sulle multe disciplinari (LMD; RS 741.03), che permette, laddove l'autore dell'infrazione è sconosciuto, di infliggere la multa al detentore del veicolo riportato sulla licenza di circolazione. Al riguardo però, l'insorgente non eccepisce alcunché, di modo che non si giustifica attardarsi oltre sull'argomento.