Citation: 2C_427/2009 25.03.2010 E. 1

3.2 Ricapitolando, visto il chiaro legame esistente tra le due fattispecie nonché tenuto conto del breve tempo trascorso tra l'assunzione dei due mandati si può senz'altro ritenere che il ricorrente non avrebbe dovuto accettare il secondo incarico. Almeno potenzialmente vi era il rischio oggettivo che egli, nell'esecuzione del mandato a favore della cliente, sfruttasse la conoscenza di fatti appresi nell'allestimento della convenzione di separazione dei beni tra i coniugi. Sapere se ciò sia effettivamente accaduto non è decisivo. La possibilità di un uso, anche inconsapevole, di informazioni tutelate dal segreto professionale legato al primo mandato appare sufficientemente concreta per ammettere una violazione dell'art. 12 lett. c LLCA. Su questo punto il ricorso si avvera infondato e, come tale, va respinto. 3.3 Per quanto concerne infine la pretesa inadeguatezza della multa irrogata, va osservato che l'autorità cantonale non ha ecceduto i limiti del vasto potere di apprezzamento che deve esserle riconosciuto nella fissazione della sanzione disciplinare, perlomeno l'argomentazione sollevata dal ricorrente non è idonea a dimostrarlo (art. 42 cpv. 2 LTF). La multa di fr. 800.-- inflitta non risulta quindi sproporzionata e va pertanto confermata.