Citation: H 302/98 05.07.2000 E. 4

4.- L'insorgente fa altresì valere che a prescindere dall'interpretazione della lett. c cpv. 1 disp. trans. LAVS la sua rendita dovrebbe comunque essere ricalcolata secondo le nuove norme, analogamente a quella versata al suo ex marito dal 1° settembre 1997. Il nuovo calcolo dovrebbe in effetto tener conto della ripartizione dei redditi conseguiti durante il matrimonio giusta l'art. 29quinquies cpv. 3 LAVS, questo disposto essendo applicabile anche nei casi in cui il matrimonio è stato sciolto prima del 1° gennaio 1997 in virtù della lett. c cpv. 4 disp. trans. LAVS. Anche questa tesi s'appalesa manifestamente infondata. Analizzati i lavori preparatori e ritenuti il testo letterale e la sistematica della legge, questa Corte ha in effetti già avuto modo di affermare che il sistema dello splitting secondo l'art. 29quinquies cpv. 3 LAVS è applicabile al calcolo della rendita di persone divorziate solo se, cumulativamente, il matrimonio è stato sciolto prima del 1° gennaio 1997 e il diritto alla prestazione nasce dopo il 31 dicembre 1996 (presupposto quest'ultimo non adempiuto in concreto). In proposito e con specifico riferimento alla lett. c cpv. 4 disp. trans. LAVS, è stato pure considerato che la ratio legis di questa norma è proprio quella di precisare che il momento determinante per decidere l'applicazione della procedura di splitting in caso di persone divorziate non coincide con quello del divorzio bensì con quello della nascita di un diritto alla rendita (SVR 1999 IV no. 3 pag. 7 consid. 3; cfr. anche Jürg Brechbühl, Die Übergangsbestimmungen zur 10. AHV-Revision, ein wichtiger Teil der Gesetzesänderungen, in: Sécurité sociale 1995, pag. 74). D'altra parte, a ragione l'UFAS ha osservato che l'effetto retroattivo del nuovo diritto auspicato dall'interessata non solo risulta improponibile avuto riguardo al tenore letterale inequivocabile e chiaro della normativa transitoria (cfr. SVR 1996 IV no. 71 pag. 208 consid. 3a; DTF 114 V 151 consid. 2b). Esso deve altresì essere escluso considerando come il legislatore, contrariamente ad altri casi assicurativi concernenti beneficiari di prestazioni versate in base al diritto previgente (cfr. lett. c cpv. 6 e 8, lett. g cpv. 1 disp. trans. LAVS) o eventi assicurati verificatisi prima del 1° gennaio 1997 non conferenti il diritto a prestazioni in base al precedente disciplinamento (cfr. lett. f cpv. 2 e lett. h disp. trans. LAVS), non ha previsto per la costellazione integrata dall'assicurata un'apposita norma transitoria derogante al principio generale sancito dalla lett. c cpv. 1 disp. trans. LAVS e, quindi, rinviante al nuovo diritto dalla sua entrata in vigore. Trattasi, a non averne dubbio, di una risposta negativa consapevole del legislatore, vale a dire di un silenzio qualificato escludente di principio una lacuna colmabile dal giudice (sentenze inedite 6 dicembre 1999 in re H., H 318/98, 18 novembre 1999 in re C., H 275/99 e 23 marzo 1999 in re K., H 92/97; cfr. anche DTF 125 V 11 consid. 3 con riferimenti).