Citation: I 557/99 11.01.2000 E. 2

2.- Anche per quanto attiene all'applicazione del disciplinamento citato alla fattispecie, questa Corte deve integralmente aderire e rimandare a quanto considerato, con motivazioni esaustive e convincenti, nella pronunzia contestata. Il Tribunale cantonale, dopo attento esame degli atti, ha in effetti correttamente concluso che le patologie di cui soffre il ricorrente - segnatamente la sindrome di insufficienza vertebrale lombare su degenerazione dei segmenti funzionali L3/L4 e L4/L5 con epicentro in L4/L5, di intensità moderata e la protusione non sintomatica del disco intervertebrale L4/L5 in sede medio-laterale sinistra - non sono state, sino al momento determinante della resa del provvedimento dell'UAI (cfr. consid. 1), di gravità tale da cagionare un'incapacità lavorativa, rispettivamente di guadagno, suscettibile di determinare l'erogazione di una rendita, neanche di grado minimo. Al contrario, bisognava ritenere che l'assicurato potesse continuare ad esercitare la professione di aiuto-macellaio nella misura del 75%. Queste conclusioni si sono fondate sugli accertamenti medici esperiti, in particolare sull'approfondita perizia allestita il 7 gennaio 1998 per conto dell'UAI dal dott. R.________, neurochirurgo. Detto sanitario, esposte le varie diagnosi, qualificate di grado discreto-moderato, ha reputato l'assicurato abile nell'attività originaria di aiuto-macellaio in ogni caso almeno al 50 %. Con opportuni alleggerimenti (evitare il sollevamento ripetitivo di pesi superiori ai 10 kg e quello sporadico di pesi oltrepassanti i 25 kg come anche la permanenza prolungata in una determinata posizione), la capacità lavorativa stimata dallo specialista si eleva al 75 %. Simili apprezzamenti sono stati fatti propri, con argomentazioni pertinenti, dai primi giudici. Essi appaiono fondati su un accurato esame del caso, chiari nell'esposizione e motivati nelle conclusioni (cfr. RAMI 1991 U 133 pag. 311).