Citation: 9C_839/2008 29.10.2009 E. 6

Per quanto concerne il grado d'invalidità, C.________ contesta, in particolare, il reddito da valido determinato dal Tribunale amministrativo federale. Egli sostiene che i primi giudici avrebbero dovuto ritenere un salario di Euro 1'700, anziché di Euro 1'242.43, come hanno invece fatto, contrapponendo a quest'ultimo un reddito base da invalido di Euro 1'106.38 e pervenendo così a un grado d'invalidità del 33%, dopo aver peraltro dedotto dal reddito da invalido il grado massimo consentito (del 25%) dalla giurisprudenza per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso (DTF 126 V 75). 6.1 Invocando dei presunti "minimi contrattuali inderogabili", secondo i quali il reddito da valido dovrebbe ammontare a Euro 1'700, il ricorrente si prevale in questa sede di un'allegazione nuova inammissibile (e comunque non dimostrata), la quale non si trova agli atti, né è stata invocata precedentemente, e che pertanto non può essere addotta davanti al Tribunale federale (art. 99 LTF). E comunque, anche a prescindere da queste considerazioni, l'accertamento operato dai primi giudici (riferito all'anno 2003) non è (manifestamente) censurabile. Infatti, in mancanza di dati certi e prove concrete, i primi giudici potevano, senza arbitrio, accertare il reddito senza invalidità sulla base dei risultati statistici dell'inchiesta d'ottobre 2002-2003 dell'Ufficio internazionale del lavoro di Ginevra (Bureau international du travail, Statistiques des salaires et de la durée du travail par profession et des prix de produits alimentaires, résultats de l'enquète d'octobre, 2002 et 2003, Ginevra 2004), prendendo in considerazione il salario mensile medio in Italia nel 2003, di Euro 1'242.43, che egli avrebbe potuto realizzare in qualità d'impiegato d'ordine nell'industria lattiera (fornitore di latte) (cfr. del resto: consid. 6.2 non pubblicato in DTF 130 V 253; sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni I 655/02 del 16 luglio 2003 consid. 2.3 e I 299/00 dell'8 gennaio 2002 consid. 4d/bb). 6.2 A ciò si aggiunge che i primi giudici hanno fatto uso della deduzione massima consentita (del 25%), per ridurre il reddito da invalido, anch'esso peraltro accertato sulla base dei dati statistici dell'Ufficio internazionale del lavoro e pertanto non stabilito in modo sfavorevole all'assicurato (v. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 773/05 del 28 febbraio 2007 consid. 3.3).