Citation: 2C_483/2023 E. 3

Con una censura formale, da esaminare prioritariamente (DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rinvio), il ricorrente lamenta una violazione del suo diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.). Adduce che il Pretore, prima, e la II Camera civile del Tribunale d'appello, dopo, avrebbero rifiutato, senza alcuna motivazione per quanto concerne l'autorità di secondo grado, di assumere le prove da lui proposte, segnatamente il richiamo dell'incarto AI, chiesto al fine di dimostrare gli effetti del licenziamento sulla sua salute psicofisica e il quantum del suo risarcimento. Al riguardo fa valere che il Pretore ha rifiutato l'assunzione delle prove chieste, ritenute ininfluenti, con ordinanza del 22 marzo 2022. La Corte cantonale invece, dinanzi alla quale l'ordinanza è stata contestata e la domanda di assumere l'incarto AI come mezzo di prova ripetuta, non si è invece chinata sul problema e non ha deciso atti istruttori. Conclude affermando che sia la decisione pretorile che quella dei giudici cantonali configurerebbero pertanto una violazione del suo diritto di proporre l'assunzione di un determinato mezzo di prova pertinente come lo era il richiamo dell'incarto AI, pertinenza comprovata dal fatto che proprio il giorno in cui la Corte cantonale si è pronunciata (31 luglio 2023), l'Ufficio AI gli ha notificato un progetto di decisione con cui gli viene riconosciuta, a suo dire dopo un approfon-dita istruttoria e constatato il licenziamento ingiustificato, una mezza rendita AI con un grado d'invalidità del 58 %.