Citation: 4C.401/1999 22.05.2000 E. 5

5.- La convenuta rimprovera alla Corte cantonale di non avere considerato la chiara volontà delle parti di frantumare il marmo direttamente sul posto d'estrazione, in Val Orezza. Pur senza menzionarlo esplicitamente, la convenuta sembra qui richiamare l'applicazione dell'art. 64 OG, dato che, a suo parere, questa mancata constatazione di una componente essenziale del contratto impedirebbe l'applicazione del diritto federale. Essa sostiene inoltre di aver provato che la contaminazione del marmo è avvenuta presso la ditta Battaglia & Co, alla quale, in violazione del contratto, l'attrice ha delegato questa fase della preparazione del materiale. Ora, i giudici cantonali hanno accertato - in modo vincolante per il Tribunale Federale - che l'appaltatore ha effettivamente offerto, in un primo tempo, di frantumare il marmo presso la cava, e che questo era il tenore iniziale degli accordi. Quando successivamente si è rivolto alla ditta Battaglia & Co., lo ha però fatto con il consenso, deducibile per atti concludenti, della committente. Per la Corte cantonale quest'ultima ha quindi tacitamente accettato una modifica dell'originario accordo, non opponendosi a che l'operazione di frantumazione del materiale avvenisse altrove piuttosto che in cava. La convenuta ha vanamente tentato di confutare questa circostanza nel ricorso di diritto pubblico, che è stato respinto in data odierna. Essa non può quindi pretendere di rimettere in discussione gli accordi sulla frantumazione del materiale in sede di riforma. Per altro, a giusta ragione la Corte cantonale ha scartato l'argomentazione, non suffragata da prove concrete, che la contaminazione del marmo sarebbe dovuta alla frantumazione affidata a terzi. Le censure ricorsuali su questo punto sono pertanto irricevibili.