Citation: 4C.12/2005 25.01.2005 E. 5

Con istanza dello stesso giorno ha inoltre chiesto di essere di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. 5.1 Giusta l'art. 152 cpv. 1 OG il Tribunale federale dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le cui conclusioni non sembrano votate all'insuccesso dal pagare le spese processuali come pure dal fornire garanzie per le stesse. La concessione del gratuito patrocinio soggiace ai medesimi requisiti (art. 152 cpv. 2 OG). L'esame delle possibilità di esito favorevole del gravame può evidentemente avvenire solo in via sommaria e di mera apparenza. Secondo la giurisprudenza, una causa è votata all'insuccesso quando, sottoposta a un esame "prima facie", essa manifesta probabilità di essere accolta nettamente inferiori a quelle di essere respinta. Per contro, una causa non appare votata all'insuccesso quando le probabilità di essere accolta e quelle di essere respinta sembrano più o meno bilanciarsi, di modo che anche un ricorrente ragionevole e agente a proprie spese la avvierebbe (DTF 128 I 225 consid. 2.5.3 pag. 236). 5.2 Sottoposto a un esame "prima facie", il gravame in rassegna presenta probabilità di successo assai esigue, siccome ampiamente irricevibile sotto il profilo dell'art. 55 cpv. 1 lett. c OG, giusta il quale nel ricorso per riforma non devono venir criticati accertamenti di fatto né addotti fatti nuovi così come è inammissibile proporre eccezioni, contestazioni e mezzi di prova nuovi o prevalersi della violazione del diritto cantonale. Siccome fondata sull'accertamento di un fatto, combinato con l'applicazione del diritto processuale, la prima parte del giudizio avrebbe infatti dovuto venire semmai impugnata con un ricorso di diritto pubblico per violazione del divieto dell'arbitrio. Per quanto concerne la seconda, invece, non si può non rilevare come, pur richiamandosi formalmente all'art. 8 CC, il convenuto contesti precipuamente l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento probatorio. L'unica questione di diritto è quella concernente la qualificazione giuridica della fattispecie. Il convenuto contesta la mediazione per interposizione (art. 412 segg. CO) ed evoca piuttosto la commissione (art. 425 segg. CO), rilevando però l'assenza del presupposto essenziale della commissione; in sintesi, egli propone di qualificare la fattispecie quale "mandato a titolo amichevole a favore del dr. B.________". Sennonché, anche qualora si volesse seguire il ragionamento del convenuto, l'esito della controversia non verrebbe a mutare. Sulla scorta dei fatti accertati in maniera vincolante dalle autorità cantonali si potrebbe infatti, tutt'al più, riconoscergli la qualità di rappresentante indiretto (cfr. art. 32 cpv. 2 e 3 CO). Ne discende che anche in una simile evenienza si dovrebbe concludere che il contratto è venuto in essere fra le parti in causa (sui vari tipi di rappresentanza e i loro effetti cfr. DTF 126 III 59 consid. 1b pag. 64).