Citation: 9C_961/2009 17.01.2011 E. A

G.________, nata nel 1963, è stata attiva a tempo pieno quale cassiera-commessa fino al 21 gennaio 2004, data alla quale, in seguito a un diverbio, è stata aggredita dal suo datore di lavoro che l'ha afferrata al collo e fatta cadere al suolo. Dopo un periodo di totale incapacità lavorativa, l'interessata ha tentato, senza successo, di riprendere l'attività lavorativa al 50%, dapprima quale commessa alla X.________ SA dal 1° giugno al 31 agosto 2004, e poi quale ausiliaria alla P.________ dal 1° all'11 febbraio 2005. L'attività è sempre stata interrotta dall'interessata per motivi di salute. L'8 settembre 2004 G.________ ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti, lamentando un'inabilità lavorativa riconducibile principalmente a sindrome somatoforme da dolore persistente, fibromialgia e sindrome cervicospondilogena cronica con alterazioni degenerative C3-6 di media importanza senza neurocompressione. Dopo aver fatto esperire una perizia pluridisciplinare (neurologica, reumatologica e psichiatrica) dal Servizio Y._________, che ha concluso per una abilità al lavoro complessiva dell'assicurata dell'80% nelle attività di commessa-cassiera, operaia addetta alla distribuzione della posta e casalinga (stante una inabilità, non cumulabile, del 20% per motivi reumatologici e psichiatrici), rispettivamente una capacità del 70% in attività più pesanti, come quella di cameriera, operaia di fabbrica o di panetteria, l'Ufficio AI del Cantone Ticino (UAI), preso atto anche delle successive risultanze peritali emerse in sede civile, ha respinto la domanda di prestazioni e negato il diritto alla rendita per difetto di invalidità di grado pensionabile (decisione 14 marzo 2006, sostanzialmente confermata il 17 dicembre 2007 in seguito all'opposizione dell'interessata).