Citation: 2C_962/2016 E. 5.1

5.1. Secondo quanto indicato nel giudizio impugnato con riferimento agli atti, il diritto di visita esercitato dal ricorrente si limita sempre e ancora all'assetto minimo stabilito nella sentenza di divorzio (precedente consid. A), che non corrisponde agli standard "usuali", indicati dalla giurisprudenza in un week end ogni due settimane e nella metà delle vacanze (DTF 139 I 315 consid. 2.3 pag. 319 seg.). D'altra parte, confrontato con le citate considerazioni, relative ai fatti che hanno portato i Giudici di prima istanza a negare un rapporto affettivo "particolarmente intenso", egli non ne sostiene né dimostra l'arbitrarietà, limitandosi a rilevare di beneficiare "in principio" di un ampio diritto di visita e di vedere e sentire "regolarmente" i figli, facendo rinvio alla sentenza di divorzio e ad alcuni documenti contenuti nell'incarto. In effetti, se è vero che la sentenza di divorzio riserva al padre "il più ampio diritto alle relazioni personali" con i figli è altrettanto vero che determinante non è quanto teoricamente stabilito, bensì l'estensione del diritto di visita effettivamente esercitato (precedente consid. 3.2.2). Nel contempo, occorre rilevare che il ricorrente non può estrapolare detta formula dal contesto di un accordo che è più strutturato: poiché prevede da un lato che l'esercizio dell'ampio diritto alle relazioni personali coi figli dev'essere concordato tra i genitori, ed è accompagnato d'altro lato dalla fissazione di un assetto minimo, che i Giudici di prima istanza ritengono per l'appunto che non sia stato in casu superato. Anche da una lettura dei documenti E, F, G, H, L non risulta infine nessun effettivo esercizio di un diritto di visita usuale, ai sensi della giurisprudenza. Secondo quanto indicato nel ricorso stesso, questi scritti hanno del resto lo scopo di riferire "dell'esistenza di un reale rapporto affettivo tra il ricorrente e i figli", non di attestare l'esercizio di un diritto di visita usuale e quindi un rapporto affettivo "particolarmente intenso", come richiesto in presenza di un genitore che non dispone né dell'autorità parentale né della custodia.