Citation: 6B_799/2010 20.12.2010 E. 4

4.1 La ricorrente critica il rifiuto dei giudici cantonali di riconoscerle un risarcimento per il mancato guadagno relativo alla realizzazione e all'incasso dei titoli della società B.________, che quantifica in fr. 4'500'000.--, corrispondenti al loro valore nominale (subordinatamente in fr. 3'600'000.--, corrispondenti all'80 % del valore nominale). Sostiene che sarebbe spettato al magistrato inquirente accertare nell'ambito del procedimento penale la validità di tali titoli, dando seguito alle richieste da lei stessa formulate in tal senso. A suo dire, il danno materiale per la mancata realizzazione dei titoli starebbe perciò in un rapporto di causalità con il procedimento penale. 4.2 La Corte cantonale ha rilevato che la ricorrente non aveva dimostrato che i titoli avessero un valore effettivo di fr. 4'500'000.--, rispettivamente che avesse potuto monetizzarli per un simile importo. Ha osservato che i titoli non riportavano nessuna firma e che non era provata né la loro autenticità né la loro consistenza economica. La CRP ha in particolare ritenuto che l'istante non aveva provato l'avvenuta emissione degli stessi, il valore d'acquisto, l'eventuale quotazione o negoziazione. In nessun modo risultava dimostrato che i titoli, se regolarmente emessi, avessero un corso o una percentuale di valore, ritenuto che non era stato prodotto un bilancio o un documento contabile significativo. La Corte cantonale ha inoltre accertato che la loro scadenza era fissata per il 31 dicembre 2009 e ch'essi erano stati dissequestrati e restituiti alla ricorrente nel marzo del 2009, dopo la sentenza di proscioglimento. Ha quindi rilevato che la restituzione dei titoli era avvenuta ben prima della loro scadenza e che la ricorrente medesima aveva prospettato la realizzazione di un danno solo per il caso, non verificatosi, in cui fosse rientrata in possesso dei titoli dopo la scadenza. La CRP ha infine addotto che non poteva essere addebitato all'autorità inquirente l'asserita cancellazione il 28 giugno 2005 della B.________ dal registro delle società inglesi, circostanza di cui peraltro nemmeno la ricorrente stessa era a conoscenza. 4.3 La ricorrente non si confronta puntualmente con queste considerazioni spiegando, con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, perché si fonderebbero su accertamenti manifestamente in contrasto con gli atti e violerebbero il diritto. Essa afferma invero che, contrariamente a quanto ritenuto dalla CRP, l'emissione dei titoli sarebbe dimostrata. Si limita tuttavia a richiamare essenzialmente la testimonianza resa da un funzionario di banca nell'ambito del procedimento penale, la quale non permette di per sé di trarre conclusioni definitive al riguardo e disattende inoltre che la Corte cantonale ha in ogni caso pure rilevato che il valore reale dei titoli non era comunque dimostrato. Per quali ragioni, nelle esposte circostanze, la ricorrente avrebbe subito un danno materiale corrispondente al valore nominale dei titoli non è quindi oggettivamente dato di vedere. Richiamando l'art. 176 cpv. 1 CPP/TI, la ricorrente sostiene che sarebbe spettato al magistrato inquirente accertare la validità dei titoli in discussione. Come visto, tale disposizione riguarda tuttavia la conduzione dell'inchiesta penale e in concreto il procedimento si è concluso in modo favorevole alla ricorrente, che è stata prosciolta sostanzialmente perché sussistevano dubbi sulla falsità dei documenti. La norma non disciplina per contro la procedura promossa dinanzi alla CRP dall'accusato prosciolto, volta all'ottenimento di un'indennità giusta gli art. 317 segg. CPP/TI (cfr. consid. 1.2). Nell'ambito di questa procedura, l'onere della prova del danno spetta infatti all'istante, che deve fondare la sua richiesta su fatti precisi e documentare le sue pretese: il principio inquisitorio vi trova quindi un'applicazione necessariamente limitata (cfr. sentenza 1P.297/2006 del 19 aprile 2007 consid. 2 e 4.2; sentenza 1P.602/2003 del 23 febbraio 2004 consid. 2, in: RtiD II-2004, n. 12, pag. 32 segg.). Che il PP non abbia eseguito ulteriori accertamenti sulla validità dei titoli è pertanto irrilevante sotto il profilo dell'onere di provare il danno nel contesto di una domanda d'indennità, che è a carico dell'istante.