Citation: 1A.198/2006 16.08.2007 E. 3

3.1 I ricorrenti criticano il fatto che il rapporto d'impatto sull'ambiente sia stato ordinato dalla stessa ACR e costituirebbe pertanto un'autocertificazione che conterrebbe soltanto dati teorici e che non sarebbe stata verificata da un'autorità indipendente. Sostengono che il rapporto non considererebbe quali output del processo di termovalorizzazione lo spreco del calore generato dalla combustione dei rifiuti e i residui solidi prodotti (segnatamente le ceneri volanti), che dovrebbero essere trasportati in discarica nella Valle della Motta. Lamentano quindi la mancata valutazione globale degli effetti sull'ambiente, adducendo a titolo esemplificativo un'insufficiente presa in considerazione dell'inversione termica e dell'inquinamento in Lombardia. 3.2 Con queste critiche, generiche, i ricorrenti non sostanziano una violazione del diritto federale alla luce delle argomentazioni contenute nel giudizio impugnato. Il semplice fatto che il rapporto sull'impatto ambientale sia presentato dal richiedente medesimo non basta certo a metterne in dubbio l'affidabilità, ove solo si consideri che tale modo di procedere è esplicitamente previsto dalla LPAmb e che i ricorrenti nemmeno pretendono che la relativa procedura non sarebbe stata rispettata (cfr. art. 9 cpv. 3 LPAmb, art. 7 segg. OEIA; cfr. anche l'art. 10b cpv. 1 LPAmb secondo la modifica del 20 dicembre 2006, in vigore dal 1° luglio 2007 [RU 2007 2701]). Come prevede la stessa legge, il rapporto è d'altra parte stato valutato dal competente servizio cantonale specialistico ed esaminato dall'autorità decisionale. Del resto, al proposito, i ricorrenti non prospettano seriamente lacune o errori tali da imporre chiarimenti supplementari o perizie ulteriori (art. 13 segg. OEIA). Nelle esposte circostanze, non si può quindi ragionevolmente sostenere che le precedenti istanze abbiano ecceduto o abusato del loro potere d'apprezzamento per essersi di principio fondate sulle risultanze del rapporto d'impatto ambientale, il quale riveste di principio un'importanza rilevante, potendosi scostare dallo stesso sotto il profilo tecnico soltanto sulla base di fondati motivi (DTF 119 Ib 254 consid. 8a e riferimenti; sentenza 1A.54/2001 del 14 febbraio 2002, consid. 2.2.2, citata in: URP 2002, pag. 441 segg.). 3.3 Contrariamente all'opinione dei ricorrenti, risulta d'altra parte che la questione dello sfruttamento dell'energia calorica prodotta dalla combustione dei rifiuti è stata presa in considerazione dal rapporto d'impatto sull'ambiente (pag. 47 segg.) e puntualmente esaminata dalla Corte cantonale, che ha ritenuto la scelta di valorizzare il calore in sola energia elettrica (con un rendimento dell'impianto pari al 23,9%) rispettosa dell'art. 38 cpv. 1 lett. a OTR, escludendo nel contempo ripercussioni rilevanti sull'ambiente derivanti dall'espulsione dell'aria calda (cfr. sentenza impugnata, pag. 31 segg.). Nel rapporto è altresì stato considerato l'aspetto dell'inversione termica, che ha segnatamente determinato l'adozione di provvedimenti più severi per il trattamento dei fumi e l'aumento fino a 55 m dell'altezza dei camini (pag. 57 segg. e pag. 75 segg.), mentre non risulta che, nella misura in cui potrebbero interessare il comparto in esame, gli effetti provenienti anche da altre fonti inquinanti siano stati trascurati nell'accertamento della situazione attuale. Ciò, in particolare, per quanto concerne i rilevamenti delle polveri fini (PM10), che costituiscono notoriamente una problematica riguardante l'intero Cantone (cfr. DTF 132 II 427 consid. 5.3). D'altra parte, i ricorrenti mirano a mettere in dubbio l'attendibilità del rapporto sull'impatto ambientale riguardo alle questioni della dispersione del calore e dell'inversione termica, richiamando, nelle loro osservazioni del 12 marzo 2007 alla risposta dell'ACR, una valutazione del maggio 2005 effettuata dalla EcoControl SA su incarico del Municipio di Sementina. Premesso che tale atto è stato tuttavia presentato in questa sede con la risposta del Comune di Giubiasco a titolo meramente informativo e che le citate questioni di carattere ambientale erano già note in precedenza, spettava ai ricorrenti addurre già con il ricorso tutte le argomentazioni sugli aspetti ambientali, sicché, nella misura in cui sono state presentate solo in sede di replica, senza essere dettate dal contenuto delle risposte, esse sono tardive e di conseguenza inammissibili (DTF 109 Ib 246 consid. 3c; Alfred Kölz/ Isabelle Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., Zurigo 1998, pag. 334). Comunque i rimproveri sollevati dai ricorrenti sui citati aspetti sono generici e non rispettano le esigenze dell'art. 108 cpv. 2 OG, segnatamente perché non è spiegato per quali motivi le tesi ricorsuali dovrebbero essere più corrette rispetto a quelle esposte nel giudizio impugnato (DTF 127 II 238 consid. 7). Esulano per il resto dal contesto del presente litigio, circoscritto alla procedura della licenza edilizia per l'impianto di termovalorizzazione di Giubiasco, gli aspetti legati alla discarica, ubicata altrove, in cui verrebbero depositate le scorie prodotte dal processo di termovalorizzazione.