Citation: 6B_1248/2022 E. 7.3.3

7.3.3. Egli sostiene che, data la sua capacità di restituzione ("Ersatzbereitschaft"), verrebbe a mancare l'intenzione di conseguire un indebito profitto: in questo caso, una sua condanna per il reato di amministrazione infedele semplice (art. 158 n. 1 cpv. 1 CP) non sarebbe però possibile, siccome questa imputazione non gli è stata prospettata nell'atto di accusa. Egli disattende tuttavia che la considerazione della CARP, secondo cui l'asserita capacità di rimborsare i "bonus" percepiti senza motivo non osterebbe ad un giudizio di colpevolezza per il reato di amministrazione infedele nella forma semplice (non qualificata), è stata addotta soltanto a titolo abbondanziale. La Corte cantonale ha infatti confermato la condanna per amministrazione infedele aggravata, rilevando che il ricorrente ha agito per procacciarsi un indebito profitto (cfr. art. 158 n. 1 cpv. 3 CP). Ha comunque pure escluso che, in concreto, la fattispecie fosse paragonabile a quella di un'appropriazione indebita (art. 138 CP), di modo che un'eventuale capacità di restituzione non entrava in considerazione (cfr. sentenza 6B_825/2010 del 27 aprile 2011 consid. 6 e rinvii). Sulla base della situazione dei conti personali del ricorrente nel giugno del 2020, la Corte cantonale ha in ogni caso accertato ch'egli non aveva la possibilità di restituire gli importi incriminati e che, alla luce della loro natura di "bonus", una sua volontà di rimborsarli era di per sé esclusa. Il ricorrente non si confronta con questi accertamenti e considerazioni, in particolare non tiene conto dello stato dei suoi conti personali alla data considerata dalla CARP e non fa quindi valere né un accertamento arbitrario dei fatti né una violazione del diritto con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 106 cpv. 2 e 42 cpv. 2 LTF.