Citation: K 116/99 28.11.2001 E. 6

6.- In primo luogo va esaminata la richiesta delle casse volta a ridurre l'indice della soglia di ineconomicità da 150 a 140. a) Per essere compatibile con il principio costituzionale della parità di trattamento un cambiamento di giurisprudenza deciso da un'autorità giudiziaria deve fondarsi su motivi oggettivi, quali una conoscenza più approfondita dell'intenzione del legislatore, la modifica delle circostanze esterne o un cambiamento della concezione giuridica (DTF 124 V 124 consid. 6a, 387 consid. 4c e riferimenti). b) L'art. 4 del già citato regolamento 3 aprile 1990 relativo alla procedura di verifica della economicità delle cure concluso fra l'OMCT e la FTCM, ora FTAM, dispone che i medici che raggiungono o superano l'indice 150 vengono segnalati alla Commissione paritetica che procederà come stabilito nella convenzione sottoscritta dalle parti interessate, di stessa data, agli art. da 6.1. a 7.2. Tale procedura prevede la convocazione del medico (art. 6.5.), una proposta di rifusione (art. 6.6.), l'apertura dell'esperimento di conciliazione (art. 6.7.) e infine - in assenza di accordo - il ricorso al Tribunale arbitrale (art. 7.2.). c) Dagli atti emerge che l'8 giugno 1994 e il 1° giugno 1995 la FTCM aveva notificato al dott. E.________ una segnalazione di sospetta ineconomicità delle cure prestate negli anni 1992 e 1993, calcolando l'importo da rimborsare in base all'indice 150. Le casse durante l'intera procedura di verifica della sospetta ineconomicità delle cure mai avevano palesato all'interessato l'intenzione di applicargli l'indice 140. Solo con la petizione 27 febbraio 1999 hanno chiesto la restituzione della parte eccedente tale indice. Ora, nel Cantone Ticino la soglia di ineconomicità è lievitata con gli anni - per motivi sostanzialmente connessi ad una specifica realtà socio-culturale cantonale, che si compendia in una domanda sanitaria accresciuta -, fissandosi per convenzione tra OMCT e FTCM all'indice 150. Questo limite tiene conto in termini pragmatici delle molteplici peculiarità che, se analizzate caso per caso secondo il metodo analitico, porterebbero a dilatazioni istruttorie incompatibili, sia per ragioni temporali che di costi, con l'obbligo di celerità che deve caratterizzare la trattazione delle cause. Detto altrimenti, l'indice 150 consente in linea di principio di evitare istruttorie defatiganti, anche se "prima facie" esso appare nel confronto intercantonale particolarmente favorevole ai medici ticinesi. Infatti, questa Corte ha già avuto modo di affermare che gli indici 120, 125 e 130 erano adeguati (sentenze 30 luglio 2001 in re A., K 50/00, consid. 4b/aa, e 29 giugno 2001 in re M., K 9/99, consid. 6b). d) Per poter modificare la prassi - applicata in regime convenzionale da oltre una decina d'anni dall'autorità arbitrale cantonale, conformemente alla volontà delle parti interessate (OMCT e FTCM risp. FTAM) - le casse avrebbero dovuto portare tempestivamente a conoscenza dell'interessato, in modo chiaro ed inequivocabile già durante la procedura di conciliazione, che era loro intenzione ridurre l'indice di ineconomicità da 150 a 140. Questa procedura non è stata attuata: infatti, prima dell'inoltro della petizione, le casse mai hanno manifestato la loro intenzione di ridurre l'indice 150, peraltro stabilito concordemente dalle parti all'art. 4 del regolamento, portandolo a 140. Simile modus operandi non ha consentito al medico interessato di avere la tempestiva e necessaria conoscenza della gravità che tale decisione poteva avere nei suoi confronti. Va pure rilevato che l'argomentazione delle casse - a giustificazione della loro richiesta di riduzione - appare quantomeno speciosa quando asseverano di essere libere, secondo il regolamento, di fissare la misura della domanda di rifusione dei costi della ineconomicità delle cure. A torto. Infatti, non si sono avvedute che la norma cui si riferiscono non è applicabile per il periodo qui entrante in linea di conto (1992 e 1993), in quanto è solo in virtù del regolamento 25 aprile 1996, in particolare del suo art. 3, che alle casse è permesso di modificare l'indice 150, tuttavia a condizione che il medico ne venga a conoscenza nella fase procedurale preventiva alla presentazione della petizione. e) Le casse asseverano altresì che l'indice 150 non è un dogma, che il Cantone Ticino, a livello svizzero, si trova ai primi posti sia per la cifra d'affari media per medico che per i costi della medicina ambulatoriale per medico e per assicurato e che una riduzione dell'indice si impone anche dal profilo preventivo, "tenuto conto che il settore ambulatoriale è quello più inflazionistico dei costi". Orbene, se per un verso le citate esigenze di politica sanitaria possono avere una giustificazione dal profilo della politica del diritto, d'altro canto la loro attuazione presuppone però che le parti (OMCT e FTAM) modifichino in senso convergente la relativa piattaforma regolamentare. Ne consegue che, sulla base della normativa vigente nel 1992 e 1993, nel caso di specie non vi è motivo di scostarsi dall'indice 150 fissato convenzionalmente per definire la soglia di ineconomicità delle cure.