Citation: U 270/02 27.10.2003 E. 5

La Corte cantonale ha quindi giustamente rimarcato l'inattendibilità della perizia giudiziaria nella misura in cui questa non ha ritenuto raggiunto, alla data in esame, lo status quo sine. 5.1 A prescindere dalle considerazioni espresse dai primi giudici in merito alla contraddittorietà delle conclusioni peritali, va notato che, mentre in un primo tempo gli specialisti incaricati avevano sostenuto la tesi del mancato raggiungimento dello status quo sine proprio in ragione del fatto che l'evento infortunistico sarebbe stato ritenuto responsabile dell'ernia C5/C6 e della sindrome irritativa C6 (cfr. referto peritale del 30 ottobre 2001, pag. 46: "Der Status quo sine ist in somatischer Hinsicht nicht erreicht, indem das inkriminierte Ereignis mit dem Beweisgrad der Wahrscheinlichkeit zu einer Herniation C5/C6 mit Wurzelirritationssyndrom C6 geführt hat."), in seguito gli stessi esperti, con la precisazione in sede di complemento (cfr. consid. 4.3) - che ha indotto l'autorità giudiziaria cantonale a ritenere non sufficientemente, ossia, non secondo il grado di verosimiglianza preponderante, dimostrato il nesso di causalità tra l'infortunio e l'ernia discale -, hanno di fatto invalidato questa iniziale equazione, inficiando di conseguenza anche la conclusione relativa al mancato raggiungimento dello status quo sine. 5.2 Per il resto, l'indagine radiologica messa in atto il giorno stesso dell'infortunio non ha mostrato alcuna lesione ossea, bensì ha solo evidenziato segni degenerativi (cfr. referto peritale del 30 ottobre 2001, pag. 8: "Radiologisch fanden sich keine ossären Verletzungen, lediglich degenerative Zeichen auf Höhe C5/6."), escludendo con ciò che l'infortunio potesse avere determinato un aggravamento significativo e duraturo di un'affezione degenerativa preesistente (cfr. consid. 3.2), come peraltro in precedenza fatto notare dai medici di fiducia dell'assicuratore opponente - in particolare dal dott. H.________ - i quali, ancora prima che venisse disposta la perizia giudiziaria, avevano evidenziato in maniera dettagliata (sul valore probatorio attribuito ai pareri medici fatti allestire da un assicuratore contro gli infortuni cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/bb) l'idoneità di un infortunio come quello occorso alla ricorrente a provocare, anche se solo temporaneamente (più precisamente: per otto mesi), un peggioramento della situazione patologica preesistente. 5.3 Alla luce di queste considerazioni come pure della giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale delle assicurazioni in quest'ambito (cfr. a titolo comparativo consid. 4 non pubblicato in RAMI 2000 no. U 378 pag. 190, come pure la sentenza del 9 luglio 2001 in re S., U 483/00), questa Corte ritiene di potere concludere, senza necessità di dovere operare un ulteriore rinvio per complemento istruttorio, che (al più tardi) a distanza di otto mesi dall'aggressione non sussisteva più, per l'assicuratore infortuni, un obbligo contributivo in relazione alla sindrome algica cervicale accusata dalla ricorrente. 5.4 Per il resto, non emergono nuovi elementi di rilievo in grado di sovvertire la valutazione dei primi giudici, e questo né in relazione all'affezione cervicale suesposta né in merito agli altri disturbi fisici (riduzione del visus all'occhio destro, cefalee parietali, insicurezza nella deambulazione e disturbi del sonno) invocati dal medico curante dott. V.________ e tuttora lamentati dall'insorgente, sui quali i periti intervenuti si sono esaurientemente pronunciati (cfr. consid. 2.2). 5.5 Stante quanto precede, si può concludere che a ragione la Winterthur Assicurazioni e i giudici cantonali hanno negato, a partire dal 17 aprile 1999, il diritto di T.________ a prestazioni assicurative per i disturbi fisici lamentati in relazione all'infortunio del 16 agosto 1998.