Citation: 8C_583/2020 E. A

A.a. Il 17 dicembre 2010 A.________, nata nel 1979, a quel momento impiegata presso la ditta B.________ e quindi assicurata d'obbligo contro gli infortuni presso l'INSAI, è stata vittima di un incidente della circolazione stradale in Germania. L'INSAI con decisione del 14 agosto 2017 ha attribuito, considerando solo i disturbi organici, all'assicurata una rendita di invalidità del 42% dal 1° agosto 2017 e un'indennità per menomazione dell'integrità (IMI) del 20%. L'assicuratore non ha invece riconosciuto un nesso di causalità tra i disturbi non organici (in particolare il disturbo dell'adattamento e la probabile accentuazione di tratti di personalità) con l'evento del 17 dicembre 2010. Questa decisione è passata in giudicato incontestata. A.b. Il 18 dicembre 2017 A.________ ha chiesto all'INSAI quali cure potevano essere prese a carico, visto che ella necessitava di psicoterapia e di chiropratico terapia. Dopo che l'INSAI ha chiesto un parere al medico di circondario, il Dr. med. C.________, medico curante dell'assicurata, ha chiesto all'INSAI un aumento del grado di invalidità alla luce della grave problematica a livello neuropsicologico. L'INSAI ha trattato la richiesta come ricaduta. L'INSAI con decisione del 17 aprile 2019, confermata su opposizione il 5 luglio 2019, ha ribadito la non sussistenza di un nesso causale tra l'infortunio e i disturbi descritti dal Dr. med. C.________, poiché i postumi organici erano già stabilizzati al momento della decisione del 14 agosto 2017, senza che fosse ravvisabile un peggioramento. Analogamente ha deciso per i disturbi psichici.