Citation: I 232/01 17.08.2001 E. A

A.- C._______, cittadino italiano nato nel 1941, ha lavorato in Svizzera dal 1961 al 1982 quale pittore nel ramo edile, solvendo regolari contributi di legge. Rientrato in patria ha continuato a svolgere l'attività a tempo parziale e a titolo indipendente. L'interessato, che non è beneficiario di una pensione d'invalidità italiana, ha versato contributi nelle assicurazioni sociali italiane dal 1° aprile al 31 luglio 1960 e nuovamente dal 1° gennaio al 31 dicembre 1992. Il 30 luglio 1998 C._______ ha presentato una domanda di prestazioni all'assicurazione svizzera per l'invalidità, chiedendo il versamento di una rendita a dipendenza di una inabilità addebitabile a un'insufficienza lombare di grado medio, come pure ad esiti di una lesione tibio-tarsica destra verificatasi nel 1974 e indennizzata dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni con una rendita del 10%. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), con decisione 10 aprile 2000, ha respinto la domanda per carenza del requisito assicurativo al momento dell'insorgenza dell'invalidità, fatta risalire dall'amministrazione al 15 luglio 1997.