Citation: 1C_475/2018 E. 2.4

2.4. Il ricorrente invoca un diniego formale di giustizia perché la Corte cantonale, rilevato che il corpo di fabbrica può apparire trascurabile riguardo alle finalità perseguite dalle norme sulle altezze, avrebbe ritenuto, senza alcuna motivazione, che lo stesso riveste un certo rilievo dal profilo delle finalità di protezione del paesaggio, indirettamente tutelate dalle stesse e dall'art. 40 cpv. 2 LE. Egli sostiene a torto che quest'argomentazione sarebbe contraddittoria e quindi arbitraria. Il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) esige che l'autorità si confronti con le censure sollevate e le vagli seriamente, dando atto di questo esame nella motivazione della sua decisione. Questa garanzia le impone di motivare il suo giudizio in modo da permettere all'interessato di afferrarne la portata e, se del caso, di impugnarlo con cognizione di causa, nonché all'autorità di ricorso di esaminarne la fondatezza (DTF 142 IV 245 consid. 4.3; 141 IV 249 consid. 1.3.1). Ora, seppure succinta e stringata, la motivazione della Corte cantonale, inserita nel contesto degli altri argomenti e dell'esauriente descrizione dell'impatto del piano inferiore dell'immobile, adempie le citate esigenze di motivazione. È del resto notorio, e il ricorrente a ragione non lo contesta, che le costruzioni a gradoni comportano spesso un impatto significativo e notevole sul paesaggio, soprattutto perché percepibili anche a grandi distanze. Per questo motivo le norme sulle altezze, limitando gli ingombri eccessivi, perseguono anche finalità d'ordine paesaggistico ( vedi al riguardo LORENZO ANASTASI/SARAH SOCCHI, Le costruzioni a gradoni nel Cantone Ticino, in: RtiD I-2015, pag. 379 seg., 383, 385; MARCO LUCCHINI, Compendio giuridico per l'edilizia, 2aed., pag. 211 seg.). In quest'ambito il ricorrente si limita a osservare che dalle fotografie agli atti non risulterebbe un effetto deturpante sul paesaggio. Ora, il semplice fatto che le conclusioni poste a fondamento del giudizio impugnato non concordino con quelle del ricorrente non dimostra l'arbitrio delle stesse (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2 pag. 287).