Citation: 9C_585/2022 E. 5.1

5.1. La buona fede come presupposto per il condono deve essere esclusa già dall'inizio qualora i fatti che hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza grave, ovvero quando un avente diritto non si attiene a ciò che può essere ragionevolmente preteso da una persona capace di discernimento in una situazione identica e nelle medesime circostanze (sul tema cfr. sentenza 9C_318/2021 del 21 settembre 2021 consid. 3.1 con riferimenti). La buona fede può per contro essere invocata quando l'atto o l'omissione colpevole sono costitutivi solo di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare. In questo caso, il grado di diligenza richiesto viene valutato in base a un parametro oggettivo, anche se non si può ignorare ciò che è soggettivamente possibile e ragionevole per la persona interessata, ovvero capacità di giudizio, stato di salute, livello di istruzione, ecc. (cfr. sentenza 8C_34/2022 del 4 agosto 2022 consid. 4.2 con riferimenti). La giurisprudenza ha già avuto modo di specificare che la buona fede è generalmente negata in caso di calcoli di prestazioni complementari erronei se l'assicurato non controlla il foglio di calcolo o lo verifica in modo poco coscienzioso e quindi non segnala un errore grave facilmente riconoscibile (sul tema cfr. sentenza 8C_557/2021 del 17 febbraio 2022 consid. 4 e rinvio al DTF 138 V 218 consid. 4).