Citation: U 239/02 11.12.2003 E. 3

Nei considerandi del querelato giudizio il primo giudice ha già esposto in modo corretto quali siano i requisiti da adempiere perché sia dato il diritto a delle prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni in caso di ricadute o di conseguenze tardive, precisando in particolare come i danni patiti debbano a questo riguardo essere in relazione di causalità naturale e adeguata con l'evento infortunistico. Cause, nel senso della causalità naturale, sono tutte le circostanze senza le quali un determinato evento non si sarebbe potuto verificare, o si sarebbe verificato in altro modo o in altro tempo. Perché si ammetta il nesso di causalità naturale non occorre che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute. È sufficiente che l'evento unitamente a altri fattori abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato. È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale. Su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (DTF 126 V 360 consid. 5b, 125 V 195 consid. 2 e riferimenti). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (DTF 119 V 31 consid. 4b e riferimenti). Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 125 V 461 consid. 5a e sentenze ivi citate). Contrariamente al tema di sapere se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale, l'adeguatezza è questione di diritto che non va risolta secondo il principio della probabilità preponderante (DTF 113 V 312 consid. 3b).