Citation: 2D_23/2015 E. 5.1

5.1. Il contenuto del diritto di essere sentito è determinato in primo luogo dalle disposizioni cantonali di procedura, sindacabili in questa sede solamente sotto il ristretto profilo dell'arbitrio; in ogni caso, l'autorità cantonale deve però osservare le garanzie minime dedotte direttamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 135 I 279 consid. 2.2 pag. 281 seg.; 127 III 193 consid. 3 pag. 194). Nell'impugnativa, la ricorrente rileva che "per l'art. 26 cpv. 1 LPamm, ogni decisione deve essere motivata per iscritto"; così argomentando si basa tuttavia ancora sulla legge ticinese di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966, ovvero su una normativa che non è oggi più in vigore e che non risulta essere stata applicata alla fattispecie, siccome il giudizio impugnato fa rinvio alla legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (art. 113 e 114 LPamm; RL/TI 3.3.1.1). In ogni caso, l'insorgente non pretende che il diritto cantonale le riconosca diritti più estesi di quelli garantiti dall'art. 29 cpv. 2 Cost., da lei pure invocato, ragione per la quale le sue censure vanno esaminate in funzione dei principi derivanti da quest'ultima disposizione.