Citation: 4A_24/2010 24.06.2010 E. 7

Nella fattispecie la ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non aver tenuto nella debita considerazione diversi elementi di prova importanti. 7.1 Essa contesta l'accertamento secondo il quale il perito giudiziario avrebbe reputato "sostanzialmente attendibile" l'avvenuto versamento di fr. 241'473.75 tra il 12 ottobre 1992 e il 2 marzo 1998. In realtà, come rettamente ritenuto anche dal giudice di prime cure, il "pagamento in eccesso teorico" sarebbe semmai limitato all'importo di fr. 3'458.50. La censura è pretestuosa per due ragioni. Innanzitutto perché la portata attribuita dalla ricorrente alle dichiarazioni del Pretore non corrisponde assolutamente a quella che emerge (chiaramente) dalla sua decisione. Nella pronunzia pretorile, al consid. 14.1 (pag. 11), si legge infatti semplicemente che, stando a quanto indicato dal perito giudiziario, dal 1992 al 1996 la ricorrente ha incassato un totale di fr. 241'680.-- e che di questi fr. 3'458.50 non trovano "teoricamente" una giustificazione, ovvero non sono dimostrati da pezze giustificative. In secondo luogo perché dalla lettura dell'atto impugnato si evince che l'accertamento criticato non si fonda solo sull'affermazione del perito bensì anche sulla deposizione di F.________ nonché sulla dichiarazione della stessa ricorrente a pag. 7 delle sue osservazioni d'appello e su queste circostanze il ricorso è silente. 7.2 Avendo l'opponente in sede di replica ridotto a fr. 206'313.75 l'importo incassato dalla ricorrente, la Corte cantonale ha dunque stabilito senza incorrere nell'arbitrio che la somma percepita in eccesso alla remunerazione "normale" pattuita, di fr. 160'000.--, ammonta a fr. 46'313.75. 7.3 A dire della ricorrente il versamento di tale somma sarebbe comunque avvenuto con l'accordo, perlomeno tacito, della mandante. Come riconosciuto dallo stesso opponente in sede d'interrogatorio formale - arbitrariamente trascurato dai giudici d'appello - E.________, quale presidente di C.________SA, aveva diritto di firma collettiva a due e i conti bancari della società erano gestiti secondo la stessa modalità. Considerato che tutti i versamenti sono stati effettuati con doppia firma è innegabile, secondo la ricorrente, che C.________SA fosse informata e il suo silenzio va inteso quale tacito consenso, per atti concludenti. La ricorrente adduce inoltre che l'opponente era al corrente dei citati versamenti, poiché prima di effettuarli i servizi contabili di C.________SA lo informavano. Non solo, dalla documentazione agli atti e dalle testimonianze riportate nel gravame risulta anche che durante tutto il periodo del mandato egli ha regolarmente incontrato E.________, la cui attività ha portato un incremento significativo della cifra d'affari della società, possibile solo con un considerevole aumento del tempo di lavoro previsto contrattualmente. In queste circostanze, termina la ricorrente, la decisione del Tribunale d'appello, per il quale l'opponente non avrebbe dato il suo consenso al pagamento di un importo superiore ai fr. 30'000.-- annui previsti contrattualmente, nemmeno per atti concludenti, è manifestamente insostenibile. 7.4 Quest'argomentazione, con la quale la ricorrente espone in sostanza la propria lettura del materiale probatorio, non fa apparire arbitraria quella diversa operata in sede cantonale, qui parzialmente riprodotta al consid. 3. 7.4.1 In primo luogo va rilevato che - come osserva anche l'opponente in sede di risposta - la ricorrente non contesta di per sé l'accertamento secondo cui l'istruttoria non ha permesso di chiarire se tra il 1992 e il 1998 l'attività di E.________ sia stata mediamente superiore alle quattro ore settimanali, come da lei preteso. 7.4.2 Inoltre, contrariamente a quanto asseverato nel gravame, la Corte cantonale si è confrontata con la questione della "doppia firma" sugli ordini di versamento a favore della mandataria, ma non ne ha tratto le conclusioni auspicate dalla ricorrente. Sentito quale teste, il direttore di C.________SA F.________, che aveva appunto firmato con E.________ i bonifici, ha infatti dichiarato di averli controfirmati su istruzione dello stesso E.________, "negando con ciò di fatto, anche perché i pagamenti supplementari non erano sempre riconoscibili come tali [...], di sapere che si trattava di importi supplementari." La Corte cantonale ha pure precisato che non è nemmeno "dato a sapere se egli [F.________] fosse a conoscenza del particolare tenore del contratto". A queste considerazioni la ricorrente si limita a obiettare che F.________ era stato assunto dall'opponente come persona di fiducia, per avere il controllo di quello che succedeva nella società. Essa non indica tuttavia su quale mezzo di prova fonda tale affermazione che, in quanto priva di ogni riscontro nel giudizio impugnato, non può essere tenuta in considerazione ai fini del presente giudizio (cfr. consid. 6.1). 7.4.3 Lo stesso vale laddove la ricorrente sostiene che l'opponente veniva regolarmente informato dei versamenti controversi dai servizi contabili. Anche in questo caso essa omette di menzionare in maniera chiara il mezzo di prova suscettibile di suffragare la sua tesi, in netto contrasto con la valutazione dei giudici d'appello, per i quali dall'incarto non si è potuto evincere con certezza se l'opponente fosse stato reso attento sulle retribuzioni effettivamente pagate alla ricorrente e sul fatto ch'esse superavano i fr. 30'000.-- annui stabiliti per l'attività media di quattro ore settimanali. 7.4.4 Infine, non si vede per quale motivo l'aumento della cifra d'affari realizzato dalla società tra il 1992 e il 1998 sarebbe stato possibile solo con un considerevole aumento delle attività previste nel contratto. A sostegno di questa affermazione la ricorrente ha evocato genericamente l'attività di acquisizione di mandati, citandone poi (solo) uno, che a suo dire ha permesso ad C.________SA di incassare fr. 810'000.--. Ma questo non basta a rovesciare l'accertamento - per il resto non contestato (cfr. consid. 7.3.1) - secondo il quale non è stato possibile stabilire se l'attività di E.________, "durante l'intera esistenza del contratto e non solo in alcuni periodi di tempo" sia stata mediamente superiore alle quattro ore settimanali. 7.5 Da quanto esposto si deve concludere che la valutazione del materiale probatorio contenuta nella sentenza impugnata resiste alla censura di arbitrio.