Citation: 4A_441/2022 E. 1.1

1.1. La legittimazione ricorsuale (art. 76 cpv. 1 LTF) presuppone la capacità di essere parte. Una parte deceduta non ha la capacità di essere parte, che non può essere separata dal godimento dei diritti civili nel senso dell'art. 11 CC (FABIENNE HOHL, Procédure civile, vol. I, 2a ed., 2016, n. 685). Essa non può quindi adire con un ricorso, introdotto a suo nome, il Tribunale federale (DTF 129 I 302 consid. 1.2.4; sentenze 4A_129/2021 del 9 agosto 2021 consid. 4.1; 4A_43/2017 del 7 marzo 2017 consid. 1.1). La personalità finisce infatti con la morte (art. 31 cpv. 1 CC) e il defunto non è più titolare di diritti e obblighi che potrebbero essere fatti valere giudizialmente, poiché questi sono passati ai suoi eredi tramite successione universale (art. 560 CC; sentenza 4A_129/2021 del 9 agosto 2021 consid. 4.1). In concreto A.________ è deceduto prima ancora dell'emanazione della sentenza di appello. Ciò non ha tuttavia impedito ai suoi patrocinatori di presentare non solo un ricorso in nome del defunto e di sua figlia, ma pure una replica con la medesima intestazione. Entrambi gli atti vanno dichiarati inammissibili, nella misura in cui sono stati inoltrati in nome di A.________. Per attaccare validamente la sentenza di appello, gli eredi del decuius avrebbero dovuto impugnarla con un tempestivo ricorso a loro nome, anziché pretendere di subentrare nella procedura innanzi al Tribunale federale una volta che gli opponenti hanno segnalato il decesso.