Citation: 5A_52/2020 E. 5.3

5.3. In concreto, la Corte cantonale ha rilevato che non risulta che il piano regolatore dell'allora Comune di Y.________, applicabile quando sono state eseguite le portefinestre e il balcone nell'edificio della ricorrente, contenesse norme sulle distanze per aprire finestre e vedute. Ha stabilito che il rilascio della licenza edilizia non ha comportato una verifica della costruzione sotto il profilo di norme di diritto pubblico sulle distanze per l'apertura di finestre da parte dell'autorità amministrativa. Ha quindi considerato che le regole del diritto privato cantonale (art. 125 segg. LAC) continuavano ad essere applicabili e perdurava contestualmente la giurisdizione civile. La ricorrente non si confronta puntualmente con le considerazioni della Corte cantonale relative all'assenza di disposizioni sulle distanze per le finestre nelle norme di attuazione del piano regolatore comunale applicabili al momento del rilascio del permesso di costruzione. Non contesta di per sé l'assenza di simili disposizioni, limitandosi in sostanza a richiamare il solo rilascio della licenza edilizia. Disattende tuttavia che, secondo quanto accertato dai giudici cantonali, nella fattispecie le distanze per le finestre non erano disciplinate dal diritto pubblico, segnatamente dalle norme edilizie comunali, bensì dagli art. 125 segg. LAC, che rientrano nel diritto privato cantonale. Poiché non è stato stabilito da una precedente decisione che il progetto le rispettava all'atto dell'edificazione, come rettamente rilevato dalla Corte cantonale le citate norme del diritto privato cantonale rimangono applicabili e una loro eventuale violazione può essere esaminata dal giudice civile nonostante esista una licenza edilizia. Contrariamente all'opinione della ricorrente, la giurisprudenza del Tribunale federale di cui alla DTF 138 III 49 non osta in concreto all'applicazione degli art. 125 segg. LAC, la questione del rispetto del diritto privato cantonale in materia di distanze per finestre non essendo finora stata oggetto di un esame materiale (cfr. STEINAUER, loc. cit., pag. 119 seg.). La censura ricorsuale deve pertanto essere respinta nella misura della sua ammissibilità.