Citation: 9C_574/2018 E. 6

Dagli accertamenti della Corte cantonale emerge che i ricorrenti vivono nel medesimo appartamento dall'agosto del 2014. I presupposti alla base del giudizio di separazione per tempo indeterminato del 12 dicembre 1996 sono pertanto venuti a mancare. L'accertata ripresa della convivenza nel medesimo appartamento dall'agosto del 2014 non è peraltro contestata nel suo aspetto fattuale dalle parti e di per sé vincola il Tribunale federale (cfr. consid. 1). Ora, la separazione legale (cfr. art. 117 e 118 CC) cessa con lo scioglimento del matrimonio o con la ripresa della convivenza, indipendentemente dalla sussistenza del regime della separazione dei beni. La separazione giudiziaria può essere annullata dai coniugi in ogni momento mediante un accordo espresso o per atti concludenti, come per esempio la ripresa della convivenza (cfr. STEFANIE ALTHAUS/ MICHAEL HUBER/ DANIEL STECK, in Basler Kommentar, Zivilgestzbuch I, 6a ed. 2018, n. 7 e n. 14 ad art. 117/118 CC). Di conseguenza, come concluso dal Tribunale cantonale, vivendo da anni nella stessa abitazione, non vi è più la separazione di fatto necessaria per poter pronunciare una separazione legale (cfr. art. 117 e 118 CC). Vista la ripresa della comunione domestica, fa difetto uno dei presupposti dell'art. 35 cpv. 2 LAVS. La Cassa era pertanto giustificata ad applicare il tetto massimo alle rendite individuali di vecchiaia dei coniugi A.A.________ e B.A.________ e a domandare in restituzione gli importi indebitamente versati. Tenuto conto di queste constatazioni, si rileva altresì che la censura riferita alla pretesa violazione dell'onere della prova, segnatamente che spettava alla Cassa dimostrare la cessazione della separazione, non è pertinente.