Citation: 6B_1249/2020 E. 3.3

3.3. Per la ricorrente, la CRP avrebbe omesso di confrontarsi con la dissonanza tra i punti II e III dell'atto di costituzione. Considerando determinante l'indicazione dei beni devoluti alla Fondazione, essa avrebbe operato alla stregua di un giudice di merito. L'insorgente osserva come l'iscrizione a Registro di commercio sia coerente con il punto II dell'atto di costituzione. Orbene, l'istanza di tale iscrizione è stata formulata dalla Fondazione con la denunciata quale presidente, e quindi con il suo consenso, di modo che la volontà di quest'ultima di riconoscere, in quanto patrimonio dell'insorgente, l'archivio grafico dell'artista, come indicato appunto nel Registro di commercio, sarebbe desumibile anche dall'istanza di iscrizione. Chinandosi sul contrasto con il punto dell'atto costitutivo relativo ai beni devoluti alla Fondazione, la ricorrente osserva che l'artista stesso come pure la sua vedova avrebbero sicuramente venduto delle opere grafiche prima della costituzione della Fondazione, sicché un'interpretazione conforme al principio in dubio pro duriore condurrebbe a ritenere che tutte le rimanenti opere costituirebbero quella parte di archivio grafico che sarebbe patrimonio della Fondazione. L'insorgente rileva poi che la denunciata avrebbe esportato in Italia beni dell'archivio grafico come se fossero di sua proprietà, circostanza che avvalorerebbe il rischio concreto di distrazione dell'archivio e che sarebbe decisiva, in caso di accoglimento del ricorso, per statuire sul sequestro delle opere richiesto dalla Fondazione. Secondo la ricorrente, l'erroneo convincimento della denunciata di essere esclusiva proprietaria dell'archivio grafico sarebbe verosimilmente da imputare ai differenti ruoli da lei ricoperti: erede dell'artista divenuta proprietaria esclusiva dell'archivio, fondatrice e presidente del Consiglio di fondazione dell'insorgente. Ella non avrebbe "verosimilmente avuto corretta nozione della diversa portata giuridica dei vari ruoli da lei svolti". Considera in seguito inconsistenti e prive di riscontri fattuali le considerazioni cantonali sulla rilevanza del possesso costante e pacifico dell'archivio grafico da parte della vedova. Infatti, la proprietà esclusiva e il possesso dell'archivio grafico sarebbero passati dalle mani della denunciata, quale persona fisica, alla Fondazione con presidente la denunciata. Peraltro, il trapasso di proprietà di beni mobili non necessiterebbe l'atto pubblico e le opere dell'archivio sarebbero state ripetutamente nei locali del museo E.________ in occasione di mostre. A comprova di ciò, l'insorgente avrebbe richiesto l'interrogatorio della direttrice di questo museo nonché della stessa denunciata, istanza probatoria però disattesa in violazione del diritto di essere sentito. L'insorgente, ripercorsi gli eventi in seguito ai quali ha presentato l'esposto penale, evidenzia come la denunciata si sarebbe categoricamente rifiutata di consegnarle tutte le cose mobili riconducibili all'archivio grafico di cui lei sola ha il possesso senza tuttavia esserne proprietaria, mentre la ricorrente ne è la proprietaria senza averne il possesso. La vicenda solleverebbe numerose questioni di fatto e di diritto sulla proprietà dell'archivio grafico, sull'allestimento di una sala permanente del museo E.________ dedicata all'artista come pure sulla collaborazione tra la Fondazione e la denunciata, quale persona fisica e quale presidente della Fondazione. Non sarebbe pertanto possibile a questo stadio della procedura escludere l'esistenza di una "cosa altrui" e ritenere inconsistenti le tesi giuridiche dell'insorgente, come invece fatto dalla CRP.