Citation: 5A_650/2020 E. 6

La sentenza impugnata è stata emanata in materia di misure cautelari, per cui la parte ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina la violazione di questi diritti soltanto se tale censura è stata sollevata e motivata. Ciò significa che, nei motivi del gravame, la parte ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato i diritti costituzionali ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla decisione impugnata, in cosa consista la pretesa violazione (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4; 134 II 244 consid. 2.2). Nel confuso e prolisso ricorso all'esame, il ricorrente sembra rimproverare all'autorità precedente (oltre alla semplice violazione del diritto federale) la lesione degli art. 6, 8, 9, 29 cpv. 1 e 2, 30 cpv. 1, 35, 49 cpv. 1 e 146 Cost. e art. 6 CEDU. Le sue censure - generiche e prive di un serio confronto con l'argomentazione contenuta nell'impugnata sentenza - non soddisfano però minimamente le severe esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Nella misura invece in cui il ricorrente nemmeno critica la sentenza di ultima istanza cantonale, bensì altre decisioni o l'operato di altre autorità oppure dei curatori (perlopiù senza neppure lamentare la violazione di diritti costituzionali), il suo ricorso risulta di primo acchito irricevibile (art. 75 cpv. 1 LTF).