Citation: I 695/01 18.09.2002 E. 4

4.1 Al ricorso viene, tra l'altro, allegato un ulteriore rapporto medico, datato 2 novembre 2001, redatto dal dott. R.________, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, nel quale vengono contestati puntualmente accertamenti e valutazioni posti a fondamento della pronuncia impugnata e viene altresì evidenziata l'insorgenza di una sindrome depressiva grave recidivante, in trattamento. Molti dei rilievi fatti dal dott. R.________ non sono di per sé privi di interesse, ma non influiscono sul giudizio che ci occupa. In effetti, non è questione di considerare in questa sede tutte le possibili conseguenze ed evoluzioni patologiche - è semmai compito dei medici che l'hanno in cura di prevedere e prevenire, per quanto fattibile, un'evoluzione nefasta - quanto piuttosto di valutare l'incidenza, in un dato momento, delle affezioni sulla capacità di lavoro partendo dai reperti obiettivi. La consulente medica dell'UAI, cui è stata sottoposta la nuova relazione specialistica, unitamente all'intero incarto amministrativo, riconferma, sulla scorta dei reperti obiettivi, le conclusioni alle quali è pervenuto il dott. M.________, interpellato in precedenza dall'amministrazione. Così, la dott.ssa E.________ evidenzia in particolare come la succinta descrizione della situazione operata dal dott. R.________ non precisi, con misurazioni concrete, l'entità delle limitazioni funzionali della colonna vertebrale, malgrado esse vengano definite gravi. Parimenti fa osservare come gli asseriti dolori alla pressione dei processi spinosi siano, in quanto tali, poco significativi e come non vengano menzionati deficit di rilievo, segnatamente alle estremità superiori e inferiori, nello status neurologico. Il quadro ortopedico è pertanto sostanzialmente inalterato e i reperti obiettivi relativizzano le affermazioni fatte dal medesimo specialista. Gli ulteriori disturbi, evidenziati dallo stesso dott. R.________ (che riferisce di dolori addominali e disturbi della minzione) come pure da altri sanitari, segnatamente dal dott. A.________ nel suo rapporto 30 ottobre 2001 (che rileva una lieve ipersensibilità vescicale), non appaiono tali da avere globalmente ripercussioni ulteriori sulla incapacità lavorativa ammessa dall'UAI. 4.2 Nuova nella perizia del dott. R.________ è la diagnosi di "sindrome depressiva grave recidivante" riscontrata dal dott. C.________ in occasione della visita del 26 ottobre 2001, per la quale l'interessata si troverebbe in trattamento farmacologico e che potrebbe rivelarsi invalidante, anche se lo specialista non prende posizione al riguardo. Anche a proposito di tale rilievo, la dott.ssa E.________ non manca tuttavia, pertinentemente, di evidenziare come esso costituisca, ai fini del presente giudizio, un fatto nuovo, non essendo la patologia stata constatata in precedenza né dal prof. T.________, né dal consulente neurologo dott. N.________, né tanto meno dal dott. I.________ nel referto dell'ottobre 2000, bensì venga menzionata per la prima volta soltanto un anno dopo, il 26 ottobre 2001, dal dott. C.________, ossia ben oltre la data della resa della decisone impugnata, che delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice (DTF 121 V 366 consid. 1b). Il nuovo accertamento è quindi ininfluente ai fini della presente vertenza. Dovesse perdurare e soprattutto ripercuotersi sulla capacità di guadagno, la sindrome depressiva grave recidivante potrà sostanziare una domanda di revisione del grado d'invalidità da parte dell'assicurata.