Citation: 5A_52/2020 E. 4.2

4.2. Con queste argomentazioni, la ricorrente critica in modo appellatorio la sentenza impugnata, limitandosi ad opporre alle distanze puntualmente accertate dalla Corte cantonale, una propria diversa modalità di misurazione, prospettando per il caso delle vedute oblique un suo calcolo in base al teorema di Pitagora. La Corte cantonale ha spiegato in modo chiaro e dettagliato come deve essere misurata la distanza per le finestre nel caso di vedute oblique, citando in particolare un riferimento dottrinale (cfr. JACOMELLA/LUCCHINI, I rapporti di vicinato nel Cantone Ticino, 1996, pag. 99). La ricorrente non si fonda su giurisprudenza o dottrina che sosterrebbero un diverso sistema di misurazione e non sostanzia quindi la manifesta insostenibilità delle distanze accertate dalla Corte cantonale. Non v'è pertanto motivo di rivenire su tali accertamenti. Peraltro, la Corte cantonale ha riconosciuto che le finestre sulla facciata sud del fondo part. n. 85 non rispettano la distanza minima dell'art. 125 LAC. Non ne ha tuttavia ordinato la chiusura, siccome la vicina ha potuto ottenere una servitù di apertura. Al riguardo, la ricorrente sostiene che non sarebbero adempiute le condizioni per la concessione di una servitù di apertura in applicazione per analogia dell'art. 674 cpv. 3 CC. Non si confronta tuttavia specificatamente con il considerando n. 7 della sentenza impugnata, in cui la Corte cantonale ha puntualmente esaminato e motivato le ragioni per cui ha ritenuto realizzate le condizioni poste dalla citata disposizione. La ricorrente insiste essenzialmente sui costi tutto sommato ridotti (da fr. 1'700.-- a fr. 3'500.--) che comporterebbe la chiusura delle tre finestre del fabbricato agricolo, ponendoli in relazione con il deprezzamento, più rilevante (fr. 15'000.--), che subirebbe per contro il suo fondo a seguito della servitù di apertura. Tuttavia, la precedente istanza ha rilevato che contro l'esecuzione delle tre finestre non era stata fatta "opposizione a tempo debito", che il costruttore delle stesse era in buona fede, che le aperture servivano a garantire la salubrità del fabbricato agricolo, assicurandogli luce ed aria a sufficienza, e che il deprezzamento del fondo part. n. 86 per il mantenimento delle aperture doveva esserle risarcito con un'indennità di fr. 15'000.--. La ricorrente non discute questi aspetti con una motivazione conforme alle esposte esigenze. Accennando alla presenza dell'agrifoglio piantato nel 1988 allo scopo di proteggere il suo fondo dalla vista dei vicini, non sostanzia un'opposizione tempestiva per quanto concerne la realizzazione delle tre finestre litigiose. Né una pretesa malafede del costruttore può semplicemente essere dedotta dal fatto che la facciata sud del fabbricato agricolo sorge a confine con il fondo part. n. 86. Insufficientemente motivata, la censura non deve essere vagliata oltre.