Citation: K 95/00 20.11.2000 E. 5

5.- a) Come si è visto, i giudici di prime cure hanno constatato che nella misura in cui la pretesa di B.________, consistente nel riconoscimento del diritto al passaggio nell'assicurazione individuale d'indennità giornaliera gestita dall'assicuratore convenuto, era fondata sul contratto disciplinato dalla LCA, in vigore dal 1° gennaio 1997, tale richiesta non poteva essere tutelata. Determinante era però il fatto che il rapporto assicurativo fra le parti era retto, tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 1996, dalla normativa di cui alla LAMal, ragione per cui la richiesta dell'interessato meritava accoglimento. b) La Helsana contesta questo parere, argomentando innanzitutto che trattandosi di una copertura facoltativa, mal si comprenderebbe per quale motivo l'assicuratore malattia dovrebbe offrire, con effetto retroattivo, il libero passaggio all'assicurazione individuale. Fa poi valere che in pratica mai un assicuratore malattia potrà proporre il passaggio dall'assicurazione collettiva a quella individuale ad un affiliato che continua comunque ad essere impiegato in un'attività lucrativa quale dipendente, sicché ci si dovrebbe chiedere come possa farlo con effetto retroattivo. In secondo luogo, considera che a dimostrazione della circostanza che la fattispecie sia retta unicamente dal contratto secondo la LCA occorre osservare come B.________ abbia percepito, a far tempo dal 2 gennaio 1997, indennità in base a tale stipulazione. La ricorrente ritiene infine che la posizione dell'assicurato dev'essere ricollegata al 31 dicembre 1996, momento di transizione dal contratto LAMal a quello concluso in base alla LCA. A quella data, considera l'insorgente, l'assicurato lavorava alle dipendenze della C.________ SA e non avrebbe potuto chiedere il libero passaggio all'assicurazione individuale poiché non era malato e la ditta non era chiusa. Da un altro lato, al momento del decreto di fallimento della predetta ditta (14 luglio 1999) e malgrado l'interessato avesse allora potuto disporre del diritto di libero passaggio, egli aveva già percepito 854 (anziché le previste 730) indennità giornaliere, per cui qualsiasi ulteriore obbligo non avrebbe potuto esserle imposto. c) Le argomentazioni esposte dalla Helsana non sono pertinenti e devono quindi essere disattese. Occorre dapprima rilevare come la circostanza che l'assicurazione di indennità giornaliere sia una copertura facoltativa non ha alcun influsso sul diritto al libero passaggio nell'assicurazione individuale, ritenuto che l'art. 71 LAMal prevede appunto tale possibilità. Inconsistente è pure l'argomento secondo il quale il fatto di continuare ad essere impiegato in un'attività lucrativa come dipendente si opporrebbe all'esercizio del menzionato diritto, bastando secondo l'art. 71 cpv. 1 LAMal che il contratto di assicurazione collettiva sia stato disdetto, ciò che in concreto è avvenuto con effetto dal 1° gennaio 1997. Nemmeno di rilievo è il fatto che dal gennaio 1997 siano state assegnate all'assicurato delle indennità in virtù della LCA, né quello che egli non sia stato ammalato il 31 dicembre 1996, rispettivamente che la ditta non sia stata chiusa a quel momento. Infine, è opportuno ricordare che il numero delle indennità giornaliere già concesse non è un criterio per negare il diritto di passaggio nell'assicurazione individuale secondo la LAMal e che il tema non deve comunque essere esaminato da questa Corte nella misura in cui è retto dalla LCA. In esito alle suesposte considerazioni il ricorso della Helsana si appalesa infondato, mentre merita conferma l'impugnato giudizio.