Citation: 6B_683/2017 E. 4

Per la ricorrente, B.________ non sarebbe affatto una vittima delle operazioni immobiliari, l'apporto da parte sua di fondi propri e l'assunzione di debiti ipotecari non configurando un danno. Se l'insorgente non fosse stata indotta in errore in merito al reale apporto di fondi propri, mai avrebbe concesso il finanziamento né ai C.________ né all'opponente privato e non sarebbero oggi proprietari dei fondi in questione. La comproprietà rappresenterebbe un vantaggio indebito. Ma anche a voler riconoscere l'esistenza di un danno in capo a B.________, rispettivamente l'assenza di qualsiasi suo vantaggio economico, non sarebbe comunque esclusa a priori una sua partecipazione alle truffe, quantomeno come complice. Egli, socio dei C.________, avrebbe partecipato in prima persona alle operazioni immobiliari. La CRP avrebbe omesso di confrontarsi con specifiche risultanze dell'istruttoria condotta nei confronti dei C.________, dalle quali emergerebbe il suo consapevole coinvolgimento nelle truffe. La conclusione delle autorità cantonali circa l'estraneità di quest'ultimo a comportamenti di rilevanza penale si fonderebbe unicamente sulle sue dichiarazioni. Per la ricorrente tuttavia, egli non sarebbe credibile. Nonostante nel corso del procedimento a carico dei C.________ si fosse impegnato a produrre le fatture e la documentazione relativa all'attività di F.________ SA, B.________ non vi avrebbe dato seguito, limitandosi a fornire un estratto conto da cui non sarebbe però possibile evincere alcunché in merito. Malgrado neghi di aver saputo della truffa nell'operazione "Y.________ xxx-yyy", avrebbe ricevuto un messaggio di posta elettronica che la riepilogherebbe e si sarebbe inoltre fatto carico della restituzione dell'importo di fr. 2.7 milioni, solidalmente con i C.________, in caso di invalidità del contratto di cessione. Sebbene abbia affermato di non sapere nulla della truffa nell'operazione "Z.________ zzz", sussisterebbe uno scambio di sms in cui si dichiarerebbe d'accordo. Per di più, il suo coinvolgimento consapevole nei raggiri ai danni della banca sarebbe stato confermato da tutti gli imputati nel procedimento penale. Dagli atti risulterebbero quindi perlomeno dei dubbi sul suo coinvolgimento che avrebbero imposto un approfondimento istruttorio. La conferma del decreto di non luogo a procedere violerebbe di conseguenza il principio in dubio pro duriore. La sentenza impugnata violerebbe altresì gli art. 25, 54 e 146 CP nella misura in cui escluderebbe il reato di truffa a suo carico unicamente in ragione di un asserito danno da lui subito nelle operazioni immobiliari.