Citation: 5A_710/2024 E. 2.4.2

2.4.2. Le contestazioni della ricorrente sono in ogni caso infondate. Se è vero che, nella determinazione ai sensi della CArap della dimora abituale di un bambino piccolo, sono decisivi i suoi rapporti familiari con il genitore cui egli è affidato (v. sentenza 5A_327/2023 del 5 giugno 2023 consid. 2.1 con rinvii), a importare è però la dimora abituale del minore immediatamente prima del suo trasferimento o del suo mancato ritorno (v. art. 3 cpv. 1 lett. a CArap; sentenza 5A_327/2023 citata consid. 2.5.1). Il fatto che il figlio viva ora con la madre in Svizzera è pertanto ininfluente. Contrariamente a quanto sembra ritenere la ricorrente, il diritto di custodia ai sensi della CArap non corrisponde al concetto di "custodia di fatto" o di "affidamento", ma, come già indicato, va compreso come il diritto vertente sulla cura della persona del minore e, in particolare, quello di decidere della sua dimora (art. 5 lett. a CArap). Ora, come constatato dai Giudici cantonali, la (co) titolarità dell'autorità parentale comprende, secondo l'ordinamento giuridico francese, anche il diritto di determinare il luogo di residenza abituale del figlio, ciò che la ricorrente non contesta. Poco importa inoltre che la ricorrente avrebbe maturato la decisione di stabilirsi in Svizzera con il figlio soltanto dopo il suo arrivo in tale Paese, alla ricerca di protezione. Quello che conta è che, come risulta dagli atti, ella non era più intenzionata a farlo ritornare nello Stato della sua dimora abituale e che il soggiorno in Svizzera non era più coperto dal consenso del padre, concessole soltanto per una vacanza. Ciò costituisce un caso di mancato ritorno illecito ai sensi dell'art. 3 CArap (v. sentenza 5A_658/2024 citata consid. 3.5 con rinvii). Quanto all'asserito pericolo per madre e figlio in caso di rientro in Francia, esso rileva semmai dell'esame dell'esigibilità del ritorno (v. infra consid. 3.4).