Citation: 5C.77/2000 15.05.2000 E. B

B.- Il soccombente ha dedotto in appello sia la decisione con la quale il Pretore ha rifiutato il richiamo della contabilità e della documentazione bancaria del defunto, sia la decisione di merito con la quale il giudice ha respinto la petizione. Con sentenza del 25 febbraio 2000 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto il gravame e ha confermato sia il giudizio sulla domanda di edizione di documenti, sia quello di merito. Con riferimento alle prove chieste e rifiutate dal primo giudice, la sentenza impugnata rileva che l'esatto ammontare dell'asse successorio non è rilevante per statuire sulla validità del contratto successorio sotto il profilo dell'art. 21 CO, in particolare perché manca il requisito dell'abuso di una situazione di dipendenza, come si vedrà nel merito. Per quanto attiene alla decisione sul merito, i giudici cantonali hanno dapprima rilevato che i tre testi proposti in via suppletoria dall'appellante e rifiutati dal Pretore non potrebbero fornire elementi di rilievo al di là di quanto già accertato. Con riferimento alla richiamata lesione, la sentenza rileva che in concreto la disposizione di ultima volontà non prevede controprestazioni a carico dell'erede istituito e che secondo parte della dottrina in questi casi l'applicazione dell'art. 21 CO è esclusa. Ad ogni buon conto, anche se si dovesse applicare tale disposto alla fattispecie in esame, non vi è la prova che il convenuto abbia indotto il disponente a stipulare il contratto abusando dei suoi bisogni, della sua inesperienza o della sua leggerezza. Le deposizioni del notaio e dei due testimoni partecipanti all'atto sono, a tal proposito, sufficientemente chiare e attendibili. Nemmeno le altre testimonianze, che non possono essere situate esattamente nel tempo, non sono per nulla concludenti e non permettono diversa conclusione. Per il resto, trattandosi di atto pubblico, vi è la presunzione dell'esattezza del suo contenuto e spetta a chi vuole derivare diritti provarne il contrario. Circostanza che in concreto non appare adempiuta. Infine, nulla emerge dall' istruttoria che possa far apparire il disponente incapace di discernimento al momento della stipulazione dell'atto. Le dichiarazioni del notaio, dei testimoni intervenuti alla rogazione, della teste F.________, pure presente, e del medico curante confermano che il disponente, benché malandato nel fisico, era lucido di mente. La testimonianza di Don G.________, secondo il quale la vicedirettrice dell' istituto in cui risiedeva il de cuius gli avrebbe riferito che la sera prima quest'ultimo aveva denotato segni di squilibrio, non inficia le predette deposizioni. La circostanza indicata dalla vicedirettrice si riferiva ad altro momento e persino il menzionato sacerdote ha confermato che il mattino successivo il disponente gli era apparso nello stato di sempre e comunque non quello descrittogli dalla vicedirettrice. Infine anche l'addotta relazione affettiva di una testimone partecipante all'atto con il beneficiario dello stesso, ancorché non provata, non sarebbe comunque d'ostacolo alla rogazione del contratto successorio.