Citation: 2C_628/2019 E. 7.4

7.4. Nel caso in esame, le autorità ticinesi si sono fondate in primo luogo su delitti (e relative condanne) commessi prima del 1° ottobre 2016. In base al diritto intertemporale, su di essi gli art. 66 segg. CP e 62 cpv. 2 LstrI non erano quindi applicabili. Secondo gli accertamenti contenuti nel giudizio impugnato, così come dagli atti cui lo stesso rinvia (art. 105 cpv. 2 LTF), con decreto d'accusa del 4 dicembre 2017 il ricorrente è stato poi però ritenuto colpevole anche di lesioni semplici e condannato a una pena pecuniaria di 50 aliquote giornaliere da fr. 30.-- ciascuna per fatti compiuti il 27 agosto 2017, cioè dopo l'entrata in vigore delle nuove norme sull'espulsione. Ora, le lesioni semplici (art. 123 cifra 1 CP) vengono punite con una pena privativa della libertà fino a tre anni o con una pena pecuniaria e sono quindi un delitto (art. 10 cpv. 3 CP) che può condurre a un'espulsione non obbligatoria (art. 66a bis CP). Su quest'opzione, il decreto d'accusa del 4 dicembre 2017 è tuttavia silente. D'altra parte, il Ministero pubblico si è espresso solo riguardo all'atto del 27 agosto 2017, non sui reati compiuti in precedenza. Indipendentemente dal fatto che una simile misura non poteva essere pronunciata con un decreto d'accusa (art. 352 cpv. 2 CPP), riguardo ai reati sui quali principalmente si basa la decisione di non rinnovare il permesso di soggiorno al ricorrente, l'autorità penale non ha quindi rinunciato a pronunciare un'espulsione; per motivi di diritto intertemporale, non l'ha semmai nemmeno presa in considerazione. Ritenuto che già alla luce dei delitti commessi prima del 1° ottobre 2016, le condizioni per una revoca rispettivamente per il diniego di un rinnovo devono essere ammesse, alla conferma di tale provvedimento (precedenti consid. 1-6) non osta pertanto nemmeno l'art. 62 cpv. 2 LStrI (BUSSLINGER/UEBERSAX, op. cit., pag. 106). In questa costellazione, la revoca non è infatti pronunciata "per il solo motivo" ("nur", "uniquement") che è stato commesso un reato per il quale il Giudice penale ha già pronunciato una pena o una misura ma ha rinunciato all'espulsione, come indicato dal chiaro tenore del nuovo art. 62 cpv. 2 LstrI; al contrario, è decisa in primo luogo per delitti ai quali gli art. 66a segg. CP non sono applicabili.