Citation: 2P.163/2003 30.01.2004 E. 2

Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 129 I 337 consid. 1; 129 II 453 consid. 2, 225 consid. 1). 2.1 I nuovi elementi probatori che il resistente pretende di versare agli atti si riferiscono a fatti sopravvenuti posteriormente al giudizio impugnato, reso da un'autorità giudiziaria di ultima istanza cantonale. Secondo la prassi, in queste circostanze, tali mezzi di prova non possono venir presi in considerazione né nell'ambito di un ricorso di diritto amministrativo, né nel contesto di un ricorso di diritto pubblico (DTF 128 II 145 consid. 1.2.1; 120 Ia 126 consid. 3b; Alfred Kölz/Isabelle Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., Zurigo 1998, n. 943; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, p. 370). 2.2 Quando, come in concreto, il ricorrente agisce simultaneamente attraverso la via del ricorso di diritto amministrativo e quella del ricorso di diritto pubblico - ciò che è possibile anche con un unico allegato (DTF 129 I 337 consid. 1.1; 128 II 13 consid. 1a) - in base alla regola della sussidiarietà di quest'ultimo rimedio (cfr. art. 84 cpv. 2 OG), occorre esaminare in primo luogo l'ammissibilità del ricorso di diritto amministrativo (DTF 129 I 337 consid. 1.1; 128 I 46 consid. 1a; 128 II 67 consid. 1). 2.3 Conformemente agli art. 97 cpv. 1 e 98 lett. g OG, in relazione con l'art. 5 PA, il ricorso di diritto amministrativo è dato, tra l'altro, contro le decisioni delle autorità cantonali di ultima istanza fondate sul diritto pubblico federale - o che avrebbero dovuto esserlo - sempre che non sia realizzata nessuna delle eccezioni previste dagli art. 99 a 102 OG o dalla legislazione che regola la materia del contendere. Con tale rimedio possono inoltre essere deferite al Tribunale federale anche le decisioni fondate sul diritto cantonale non autonomo di esecuzione del diritto federale, così come quelle fondate su altro diritto cantonale, che sono in un rapporto di connessione sufficientemente stretto con le questioni di diritto federale (DTF 128 II 56 consid. 1a; 126 II 171 consid. 1a e rinvii). Per converso, laddove la decisione querelata poggia sul diritto cantonale autonomo che non presenta un simile rapporto di connessione, essa va impugnata mediante ricorso di diritto pubblico (DTF 128 I 46 consid. 1b/aa; 125 II 10 consid. 2a). 2.4 ll 1° giugno e l'8 novembre 2002 sono entrate in vigore la legge federale sulla libera circolazione degli avvocati, del 23 giugno 2000 (LLCA; RS 935.61), rispettivamente la nuova legge ticinese sull'avvocatura, del 16 settembre 2002 (LAvv). La normativa federale garantisce e promuove la libera circolazione degli avvocati ed ha armonizzato alcuni aspetti dell'esercizio dell'attività forense, segnatamente le regole professionali e la sorveglianza disciplinare (Messaggio del Consiglio federale del 28 aprile 1999 concernente la legge federale sulla libera circolazione degli avvocati, in: FF 1999 pag. 4983 e segg., in part. pag. 5010). Pertanto, in materia di sanzioni disciplinari, le decisioni dell'ultima istanza cantonale sono ora di principio impugnabili al Tribunale federale mediante ricorso di diritto amministrativo (DTF 129 II 297 consid. 1.1; Messaggio cit., FF 1999 pag. 5024). Questo rimedio è in particolare proponibile, tra l'altro, contro i provvedimenti disciplinari di sospensione dall'esercizio dell'avvocatura, siano essi adottati anche solo a titolo cautelare, giusta l'art. 17 cpv. 3 LLCA (sentenza 2A.418/2002 del 4 dicembre 2002, consid. 1.3; in relazione al qui resistente: sentenza 2A.121/2003 del 9 aprile 2003, consid. 3.2). La LLCA non ha comunque inteso sostituire integralmente le legislazioni cantonali, che permangono necessarie (Messaggio cit., FF 1999 pag. 5010) e regolamentano ancora in modo autonomo determinate questioni, come, ad esempio, gli esami di capacità, l'organizzazione dell'ordine professionale o gli aspetti procedurali (a questo riguardo, cfr. art. 34 cpv. 1 LLCA). Di conseguenza il rimedio esperibile rimane il ricorso di diritto pubblico laddove, nel contesto dell'ordinamento sull'avvocatura, vengono impugnate decisioni fondate sul diritto cantonale autonomo (sentenza 2P.79/2003 del 4 luglio 2003, consid. 1.2). 2.5 Nelle concrete evenienze, oggetto delle impugnative è la decisione con cui il 13 maggio 2003 la Camera per l'avvocatura e il notariato ha risolto di abbandonare il procedimento di sospensione cautelare dall'esercizio dell'avvocatura aperto nei confronti dell'avv. X.________. In sostanza, la Corte cantonale ha ritenuto che, in virtù della LLCA, simili provvedimenti possano venir adottati solamente nell'ambito di una procedura disciplinare. Competente al riguardo, in prima istanza, sarebbe pertanto la Commissione di disciplina dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino, giusta l'art. 40 cpv. 4 LAvv. Secondo i giudici ticinesi, il diritto federale non lascerebbe più alcuno spazio per una sospensione di tipo amministrativo, pronunciata dalla Camera per l'avvocatura e il notariato nei confronti di avvocati soggetti a procedimenti penali, secondo l'art. 40 cpv. 1 LAvv; quest'ultimo disposto sarebbe quindi incompatibile con la LLCA. 2.6 Dal momento che il giudizio contestato si riferisce ad un provvedimento sanzionatorio in relazione all'esercizio dell'attività di avvocato, lo stesso è di per sé impugnabile mediante ricorso di diritto amministrativo. Anche l'Ordine ricorrente condivide, primariamente, questa conclusione. Tuttavia, esso sostiene che tale misura costituisce un provvedimento amministrativo proprio al diritto cantonale, differente dalla sospensione cautelare in ambito disciplinare prevista dalla normativa federale e non escluso dalla stessa. In quest'ottica, sarebbe piuttosto data la via del ricorso di diritto pubblico. Comunque sia, nel caso specifico la questione circa il mezzo di impugnazione, così come, più in generale, il problema della compatibilità del regime cantonale con i disposti di diritto federale, possono invero rimanere indecisi. In effetti, in entrambe le ipotesi i gravami risultano, per i motivi esposti qui appresso, inammissibili.