Citation: 2C_713/2016 E. 5.1

5.1. La ricorrente censura la violazione, sotto più aspetti, del principio della legalità. Lamentando l'assenza di una sufficiente densità normativa (non essendo, secondo lei, adempiute le esigenze di chiarezza, precisione, trasparenza e prevedibilità della normativa) e messa in avanti la grande confusione generata dal testo della legge (la questione dell'imponibilità dei parcheggi sfitti, ad esempio, avendo dovuto essere chiarita mediante la promulgazione da parte dello Stato di una direttiva), sostiene in primo luogo che le nozioni di "connessione spaziale" e "connessione funzionale", di cui agli art. 35b e 35c LTPub, non permettono di comprendere i contorni del prelievo e non ne prevedono limiti. Puntualizza che la definizione corrispondente, contenuta all'art. 5 RTColl, oltre ad essere anche lei poco chiara, oltrepassa la delega legislativa conferita al Consiglio di Stato e che nemmeno la direttiva di chiarimento citata in precedenza permette di capirne il senso. Intravede in seguito un altro difetto di base legale riguardo all'imposizione dei beneficiari di diritti di superficie a cui accenna il Messaggio del 4 novembre 2015 (pag. 30) nonché la direttiva, allorché la legge e il regolamento parlano unicamente dei proprietari dei fondi. Rileva poi che la nozione di "utenti che si spostano in modo sistematico" di cui all'art. 35e LTPub manca della necessaria chiarezza e che la delega legislativa contenuta all'art. 35d LTPub (concretizzata agli art. 4 e 6 RTColl) concernente le esenzioni è illegale, poiché la clausola di delegazione non contiene gli elementi essenziali né una precisa delimitazione della portata e dello scopo.