Citation: 4A_465/2007 18.03.2008 E. 1

Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sulla propria competenza e sull'ammissibilità del ricorso (art. 29 cpv. 1 LTF; DTF 133 III 462 consid. 2, 629 consid. 2). 1.1 Come rettamente rilevato dall'opponente il ricorso sussidiario in materia costituzionale risulta d'acchito inammissibile. A prescindere dal fatto che nel suo allegato la ricorrente nemmeno motiva in maniera specifica tale rimedio, si osserva infatti che giusta l'art. 113 LTF il Tribunale federale giudica i ricorsi in materia costituzionale interposti contro le decisioni cantonali di ultima istanza solo qualora non sia ammissibile il ricorso ordinario secondo gli art. 72-89 LTF. Tale non è il caso in concreto, visto che contro la sentenza cantonale - finale (art. 90 LTF) e pronunciata dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) nell'ambito di una causa civile di carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.-- (cfr. art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) - è proponibile il ricorso in materia civile (art. 72 segg. LTF). 1.2 Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) dalla parte soccombente in sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF) il ricorso in materia civile è ricevibile. Perlomeno sotto questo aspetto. 1.3 Così come formulato, la sua ammissibilità suscita infatti numerose perplessità sotto il profilo della motivazione. 1.3.1 Innanzitutto si osserva che la conformità delle conclusioni formulate dalla ricorrente alle esigenze poste dall'art. 42 cpv. 1 LTF appare assai dubbia. Si tratta in effetti di conclusioni assai irrituali, costituite di domande vere e proprie frammiste a considerazioni di merito, che oltretutto eccedono quanto richiesto in sede cantonale. Dato l'esito del gravame non è comunque necessario approfondire oltre la questione e ci si può limitare ad ammettere quelle evidenziate al consid. E. 1.3.2 In secondo luogo non ci si può esimere dall'osservare che, nonostante la ricorrente si prevalga di argomenti di per sé proponibili, quali la violazione di numerosi principi e norme del diritto federale (art. 95 lett. a LTF) ed errori nell'accertamento dei fatti (art. 97 cpv. 1 LTF), lo scritto da lei presentato è prolisso, ripetititivo e di difficilissima lettura: le tesi di diritto e di fatto si accavallano in modo disordinato e sono esposte con un linguaggio spesso incomprensibile. 1.3.2.1 È allora necessario precisare che, anche se è vero che il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto federale (art. 106 cpv. 1 LTF), questo non dispensa la parte ricorrente dal motivare in maniera adeguata le proprie censure. Tenuto conto dell'esigenza di motivazione posta dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF - che se disattesa può anche comportare l'inammissibilità del gravame (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF) - il Tribunale federale esamina infatti solamente le censure espresse con sufficiente chiarezza e che hanno pertinenza con la motivazione del giudizio impugnato o perlomeno con l'oggetto della causa; non è tenuto a vagliare tutte le questioni giuridiche che si pongono, come farebbe un'autorità di prima istanza (DTF 133 III 545 consid. 2.2 pag. 550). Qualora venga fatta valere la violazione di diritti fondamentali, le esigenze di motivazione sono ancora più rigorose; il Tribunale federale esamina infatti queste censure solo se il ricorrente le ha debitamente sollevate e motivate, come prescritto dall'art. 106 cpv. 2 LTF. Il campo di applicazione di questa norma corrisponde a quello del precedente ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali e valgono pertanto le regole di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 133 III 638 consid. 2). 1.3.2.2 Va inoltre rammentato che il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti dell'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF); può scostarsene solo se esso è stato svolto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto, ossia arbitrario (art. 105 cpv. 2 LTF). Ed è pertanto solo in questa stessa (ridotta) misura che l'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza cantonale può venir censurato in sede di ricorso (art. 97 cpv. 1 prima parte LTF); occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 seconda parte LTF). Tocca alla parte che propone una fattispecie diversa da quella contenuta nella sentenza impugnata il compito di esporre in maniera circostanziata il motivo che la induce a ritenere adempiute le condizioni di una delle eccezioni previste dall'art. 105 cpv. 2 LTF (art. 97 cpv. 1 LTF). Se essa si prevale di un accertamento dei fatti arbitrario, le esigenze di motivazione corrispondono a quelle vigenti sotto l'egida dell'OG per il ricorso di diritto pubblico fondato sulla violazione del divieto dell'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nell'apprezzamento delle prove (cfr. DTF 133 II 249 consid. 1.4.3).