Citation: 6B_1010/2016 E. 4.2

4.2. L'insorgente rileva le contraddizioni delle dichiarazioni della moglie in merito al suo rientro a casa quel mattino. Se in un primo momento ella ha riferito di aver aperto la porta e di non essere riuscita a entrare, successivamente avrebbe affermato di essere entrata. Non sarebbe dunque stata in grado di fornire una versione lineare e coerente su questa prima fase del litigio. Ciò inciderebbe sulla sua capacità di riferire fedelmente e senza confusioni su quanto successo in seguito. La CARP non ha scorto divergenze nelle diverse dichiarazioni della donna, avendo sempre sostenuto di essere rimasta sulla soglia di casa. Ha poi aggiunto che quand'anche avesse messo un piede nell'atrio, non si potrebbe comunque ritenere senza incorrere in un eccesso di formalismo che abbia cambiato versione. Infatti, l'atrio è solo il locale d'ingresso alla casa e nel linguaggio corrente entrare nell'atrio è cosa diversa dall'entrare in casa. A fronte di queste spiegazioni, il ricorrente si limita ad affermare che la disquisizione sul concetto di "soglia" e di "atrio" non sarebbe sufficiente a sanare le contraddizioni, argomentazione lungi dal sostanziare qualsiasi arbitrio. Il fatto che l'accusatrice privata abbia menzionato di aver lasciato il casco e le cose che aveva in mano quando si trovava sulla soglia non lascia "supporre", come avanzato nel gravame, che siano stati posati dentro la casa, dietro la porta. Del resto, la documentazione fotografica agli atti permette di avallare l'interpretazione dei giudici cantonali. Se effettivamente si scorge un mobile-guardaroba dietro la porta, il ricorrente disattende che nell'immagine n. 20, raffigurante parte dell'atrio, si nota un mobile scarpiera di una profondità tale da permettere di appoggiare un casco, senza per questo necessariamente penetrare in casa. In simili circostanze, nel negare la sussistenza di sensibili contraddizioni delle dichiarazioni della moglie, la CARP non ha commesso arbitrio. Vano risulta poi il tentativo di lamentare il mancato esperimento del sopralluogo richiesto dal ricorrente. L'istanza probatoria in tal senso è stata respinta dalla Presidente della CARP con decreto del 3 maggio 2016 (incarto CARP XXVII), perché la prova proposta non appariva necessaria. Al riguardo tuttavia l'insorgente non dimostra arbitrio in questa valutazione anticipata della prova, limitandosi a sostenere che un sopralluogo avrebbe "forse" permesso di stabilire con maggiore certezza la dinamica dei fatti, argomentazione dal puro carattere appellatorio. Peraltro nemmeno risulta che egli abbia riproposto l'istanza probatoria al dibattimento, per cui se ne deve dedurre che abbia rinunciato alla prova in questione.