Citation: 1P.516/2004 27.07.2005 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 131 II 58 consid. 1, 129 I 337 consid. 1 e rinvii). 1.2 Il ricorso è fondato sulla pretesa violazione di diritti costituzionali del cittadino ed è stato presentato tempestivamente contro una decisione emanata da un'autorità cantonale di ultima istanza: esso è di principio ricevibile secondo gli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1, 89 cpv. 1 OG e 34 cpv. 3 LPT. 1.3 Secondo l'art. 88 OG il diritto di presentare un ricorso di diritto pubblico spetta ai privati o agli enti collettivi che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Questo rimedio è quindi aperto solamente a chi è toccato dal provvedimento nei suoi interessi personali e giuridicamente protetti; il ricorso presentato nell'interesse generale o per tutelare semplici interessi di fatto è per contro irricevibile (DTF 129 I 217 consid. 1, 126 I 81 consid. 3b e rinvii). La pretesa insufficienza dell'accesso al fondo della ricorrente potrebbe comportare una limitazione dell'utilizzazione della sua proprietà. Le norme riguardanti l'urbanizzazione, oltre che perseguire degli scopi di interesse generale, sono d'altra parte emanate anche a parziale tutela degli interessi del privato, segnatamente dell'utilizzatore dell'accesso (DTF 115 Ib 347 consid. 1c/bb, 112 Ia 88 consid. 1b e rinvio). La ricorrente è quindi di per sé legittimata a fare valere che il provvedimento litigioso lede i suoi diritti costituzionali. 1.4 Secondo la giurisprudenza relativa all'art. 88 OG, il Tribunale federale esamina tuttavia le censure sollevate unicamente se il ricorrente ha un interesse pratico e attuale alla loro disamina, rispettivamente all'annullamento del giudizio impugnato (DTF 127 III 429 consid. 1b, 41 consid. 2b e rinvii). Quest'esigenza assicura che il Tribunale federale statuisca, nell'interesse dell'economia processuale, su questioni concrete e non soltanto teoriche (DTF 125 I 394 consid. 4a). Il Tribunale può tuttavia rinunciare eccezionalmente all'esigenza di un interesse pratico e attuale e esaminare comunque il ricorso, allorché i quesiti sollevati si potrebbero ripetere in qualsiasi momento nelle stesse o in analoghe circostanze e un tempestivo esame da parte del giudice costituzionale sarebbe pressoché impossibile; occorre inoltre che esista un interesse pubblico sufficientemente importante per risolverli (DTF 127 I 164 consid. 1a, 127 III 429 consid. 1b pag. 432, 125 I 394 consid. 4b). 1.5 La ricorrente lamenta un accesso insufficiente alla sua particella, adducendo ch'essa sarebbe edificabile siccome parzialmente inserita nella zona residenziale estensiva con prescrizioni speciali (R2s). Come visto, risulta tuttavia che il Consiglio di Stato ha sospeso l'approvazione dell'attribuzione alla zona edificabile dei fondi esposti a pericoli naturali, tra i quali rientra un ampio settore adiacente al fondo part. yyy della particella litigiosa, che interessa anche l'accesso in contestazione. Il Governo ha quindi imposto al Comune di realizzare entro tre anni i necessari interventi di premunizione, in assenza dei quali l'approvazione sarebbe stata negata. Questa circostanza non è contestata, né seriamente posta in discussione dalla ricorrente ed è stata rilevata dalla Corte cantonale, che si è invero chiesta, lasciando tuttavia indeciso il quesito, se, in attesa della decisione governativa sull'effettiva edificabilità del fondo, non dovesse essere sospesa anche la domanda della ricorrente di creare un accesso veicolare alla sua proprietà. Peraltro, adito dal Comune di Morcote e da alcuni privati proprietari di fondi analogamente posti nella zona esposta a pericoli naturali, con sentenze del 16 settembre 2004 il Tribunale federale ha rilevato che, a quello stadio della procedura e nelle condizioni esistenti, il diniego di assegnare tali fondi alla zona edificabile rispondeva a un sufficiente interesse pubblico e non appariva lesivo del principio della proporzionalità (cfr. sentenze 1P.591/2003, 1P.607/2003 e 1P.608/ 2003 del 16 settembre 2004). 1.6 La ricorrente non si esprime sul diniego dell'approvazione dell'inserimento in zona edificabile del suo fondo a causa dell'esposizione a pericoli naturali, né fa valere un eventuale cambiamento delle circostanze che lo avevano giustificato. Nelle condizioni esposte non risulta quindi che la particella litigiosa sia definitivamente attribuita alla zona edificabile, sicché, a questo stadio della procedura, non può essere riconosciuto alla ricorrente un interesse pratico ed attuale all'esame della questione dell'accesso sufficiente, oggi prematura. Tale requisito deve infatti essere valutato tenendo conto dell'utilizzazione prevista, segnatamente delle possibilità edificatorie nel comparto interessato e delle circostanze concrete (DTF 121 I 65 consid. 3a e rinvii; sentenza 1P.319/2002 del 25 novembre 2002, consid. 3, pubblicata in RDAT I-2003, n. 59, pag. 211 segg.). Un giudizio sulla sufficienza dell'accesso prima che siano stabilite l'eventuale attribuzione definitiva del fondo litigioso alla zona edificabile e le sue concrete possibilità di utilizzazione, si rivela pertanto in questa sede soltanto teorico. La questione sollevata dalla ricorrente, limitata al requisito dell'accesso veicolare al proprio fondo, non riveste d'altra parte un'importante rilevanza generale e potrà se del caso essere esaminata qualora dovesse ripresentarsi, segnatamente nell'evenienza in cui dovesse per finire essere ammessa l'idoneità della particella all'edificazione (cfr. art. 15 LPT; sentenza 1P.591/2003, citata, consid. 3.5; sentenza 1P.607/2003, citata, consid. 3.3 e 3.4).