Citation: 4A_67/2023 E. A

A.a. Con contratto di lavoro del 16 marzo 2012 la banca B.________ SA ha assunto A.________ con il grado di direttore, in qualità di consulente alla clientela privata della sua futura filiale di Panama dal 1° luglio 2012. Il suo salario annuale lordo era di fr. 180'003.-- (tredici mensilità da fr. 13'231.-- e fr. 8'000.-- annui per spese di rappresentanza) ed erano previsti un bonus variabile, che dal 2013 sarebbe stato bloccato (differito) nella misura del 25 % nell'ambito di un piano di fidelizzazione separatamente sottoscritto fra le parti, un contributo per l'alloggio di USD 50'000.-- annui (fr. 4'105.-- mensili) e un'indennità mensile per pasti di fr. 160.--. Il suo superiore gerarchico a Panama era il CEO C.________. A.b. Nel corso dell'attività lavorativa, il dipendente ha ricevuto due ammonimenti: uno il 19 giugno 2015, per uno scatto d'ira avuto verso una collaboratrice del settore "Legal & Compliance", e l'altro il 24 luglio 2017, dopo l'esecuzione di verifiche interne e un relativo incontro del 21 luglio 2017 per una sua asserita superficialità nell'applicazione delle norme contro il riciclaggio di denaro, segnatamente con riguardo a una relazione bancaria della cliente xxx, che era gestita a livello esterno da un fiduciario e internamente da A.________, e che era caratterizzata da transazioni ritenute dubbie e insufficientemente documentate. Dopo la chiusura di tale relazione decisa dalla banca, con e-mail del 7 dicembre 2017 il direttore generale ha biasimato A.________ per non aver attuato tempestivamente quell'istruzione di chiuderla e gli ha ordinato di darvi seguito e di interrompere ogni attività con determinate società. A.c. Il 14 dicembre 2017 la banca ha licenziato con effetto immediato il dipendente per la sua persistenza nel trascurare le disposizioni bancarie e per la sua reazione ai rimproveri a lui mossi. Il 18 dicembre 2017 costui ha contestato la disdetta, chiedendone una motivazione più dettagliata. Il 22 dicembre 2017 la banca ha in sostanza evidenziato che il 7 dicembre 2017, tosto ricevuta l'e-mail del direttore generale, A.________ aveva dato in escandescenze comportandosi in modo aggressivo con colleghi e superiori e attestando in tal modo la sua insubordinazione e il suo rifiuto di adeguarsi alle norme antiriciclaggio ("Anti Money Laundering", o "AML"). Per giunta, durante un colloquio del 12 dicembre 2017, oltre a non scusarsi, egli aveva manifestato la volontà di mantenere il proprio modus operandi. Il 28 dicembre 2017 egli ha contestato di aver trascurato le norme antiriciclaggio e osservato che la sua reazione non era stata irrispettosa, era motivata dal disappunto provato per essere stato ammonito ingiustamente e non aveva una gravità tale da giustificare un licenziamento immediato. Nel contempo egli ha avanzato delle pretese pecuniarie che la banca non ha soddisfatto, pur riconoscendo l'esistenza di giorni di vacanza non goduti.