Citation: 2C_371/2018 E. 5.3

5.3. Osservando che l'ente pubblico si è comunque pronunciato con una risposta formale negativa, sebbene solo una volta decorsi i tre mesi, la ricorrente sostiene che stando ai materiali legislativi (i quali non prefigurano questo scenario), il termine di 9 mesi si riferirebbe solo all'ipotesi di mancata risposta dell'ente pubblico, mentre in presenza di una risposta (anche se pervenuta dopo i tre mesi), l'unico termine di perenzione rimarrebbe quello di cui al previgente art. 25 LResp/TI. Altrimenti detto, a suo avviso, la perenzione non potrebbe intervenire prima della decorrenza del termine di sei mesi dalla risposta, pena la violazione dell'art. 25 cpv. 2 vLResp/TI. Non applicando tale termine, la decisione impugnata stravolgerebbe il senso e la portata della disposizione in questione risultando insostenibile e arbitraria; in particolare, l'applicazione operata dai giudici cantonali condurrebbe, secondo l'interessata, ad un'arbitraria distorsione ed estensione della portata di una norma che per di più il legislatore ha in seguito abolito "in quanto incompatibile con i dettami processuali, addirittura di rango costituzionale". Nel caso specifico tale censura può rimanere irrisolta, poiché, per i motivi esposti di seguito, il ricorso, fondato, deve comunque essere accolto.