Citation: 2D_55/2013 E. D

Con sentenza del 4 ottobre 2013 il Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo ha respinto, in quanto ricevibile, il gravame presentato da A.________ ed B.________ contro la precitata risoluzione governativa. Dopo avere evaso i quesiti formali nonché ricordato le norme determinanti in materia di allontanamento, la Corte cantonale ha osservato in primo luogo che le decisioni 31 gennaio e 5 aprile 2013 relative all'allontanamento degli insorgenti erano cresciute in giudicato, ragione per cui non potevano più essere rimesse in discussione. La procedura ricorsuale sottopostale traeva pertanto origine esclusivamente dalla decisione del 27 maggio 2013 che ribadiva l'ordine di lasciare la Svizzera entro il 30 giugno successivo, ossia una decisione confermativa di quella precedente di allontanamento, già decisa con sentenza cresciuta in giudicato. Ora, dato che, per giurisprudenza, i ricorsi inoltrati contro provvedimenti che si limitano a confermare precedenti risoluzioni rimaste incontestate sono inammissibili, era quindi a ragione che il Consiglio di Stato aveva dichiarato irricevibile l'impugnativa presentatagli: a parere della Corte cantonale ammettere infatti il contrario renderebbe illusoria la disciplina dei termini di ricorso e pregiudicherebbe senza ragionevole motivo la sicurezza del diritto. Essa ha poi rilevato che il fatto che gli interessati si fossero rivolti alla Corte europea dei diritti dell'uomo non permetteva di giungere a conclusione più favorevole: in effetti, se nell'ambito di una decisione di rinvio esecutiva non era più possibile contestare, anche indirettamente, il merito della causa, ciò valeva tanto più trattandosi di una decisione di allontanamento che confermava quella precedente. Infine, era ugualmente inammissibile la richiesta d'inviare all'autorità di prime cure gli atti di causa affinché proponesse all'Ufficio federale della migrazione la loro ammissione provvisoria, dato che esulava dall'oggetto della causa.