Citation: 1P.712/2004 22.02.2005 E. 2

2.1 Dagli atti di causa risulta che le norme comunali concernenti la materia in esame sono state modificate tre volte: il regolamento sulle elezioni e votazioni del 19 novembre 1980 (art. 8) prevedeva una durata triennale della carica e non ne fissava alcun limite massimo; lo statuto del 29 aprile 1998 (art. 9) confermava la durata triennale e introduceva, con l'art. 32, la limitazione della durata massima del mandato a dodici anni, corrispondente a quattro legislature; infine, lo statuto del 29 agosto 2004 dispone l'aumento del periodo della carica da tre a quattro anni (art. 9) e, mantenendo la durata massima a dodici anni, riduce da quattro a tre i periodi di legislatura (art. 32). 2.2 Secondo la giurisprudenza, una norma va innanzitutto interpretata secondo il suo tenore letterale (interpretazione letterale). Se il testo legale non è assolutamente chiaro o se sono possibili più interpretazioni, il giudice è tenuto a ricercare il vero significato della norma deducendolo dalle relazioni che intercorrono tra essa e altre disposizioni legali e dal contesto legislativo in cui si inserisce (interpretazione sistematica), dal fine che la norma persegue o dall'interesse tutelato (interpretazione teleologica), nonché dalla volontà del legislatore come traspare dai materiali legislativi (interpretazione storica). Se il testo di legge è chiaro, l'autorità chiamata ad applicare il diritto può distanziarsene soltanto se sussistono motivi fondati per ritenere che la sua formulazione non rispecchi completamente il vero senso della norma. Simili motivi possono risultare dai materiali legislativi, dallo scopo della norma, come pure dalla relazione tra quest'ultima e altre disposizioni (DTF 129 I 12 consid. 3.3; 128 II 56 consid. 4, 66 consid. 4a; 128 I 34 consid. 3b; 126 II 71 consid. 6d pag. 80 seg.). 2.3 I ricorrenti adducono, in primo luogo, che la Corte cantonale avrebbe dovuto chiedersi se la legislatura, in applicazione dell'art. 9 SOC attualmente in vigore, secondo cui la durata ordinaria delle autorità comunali è di quattro anni, terminava effettivamente alla fine del 2004. Secondo i ricorrenti, rilevato che anche per questa norma non sono previste disposizioni transitorie, non era manifesto che la legislatura si concludesse dopo soli tre anni, ovvero un anno prima del termine previsto dallo statuto. Sostengono quindi che il Tribunale amministrativo avrebbe dovuto accertare l'esistenza di due lacune. La critica, nuova, è inammissibile. In effetti, nel ricorso presentato al Tribunale amministrativo i ricorrenti hanno espressamente rilevato che il mandato terminava il 31 dicembre 2004 (n. 2 pag. 5) e non hanno del tutto sollevato e addotto la predetta censura. Questa, nuova, è pertanto inammissibile nel presente ricorso nel quale, di massima, non si possono far valere nuove allegazioni di fatto e di diritto. È del resto palese che la legislatura precedente, iniziata nel 2002, terminava il 31 dicembre 2004, ritenuta la precedente durata triennale della stessa.