Citation: 5A_795/2023 E. 1

Nel gennaio 2016 A.________ ha fatto spontaneamente rientro in Svizzera, riportando il figlio dalla madre. Con decisione 7 febbraio 2020, cresciuta in giudicato, il Pretore ha sospeso i diritti di visita sorvegliati tra padre e figlio nel frattempo accordati, nonché la possibilità di contatti telefonici, disponendo che "una ripresa dei medesimi potrà essere rivalutata dalla competente Autorità regionale di protezione a condizione che A.________ apporti la prova di aver cominciato con esiti positivi un percorso di presa a carico psicoterapica". Mediante istanza 20 maggio 2021 A.________ ha chiesto all'Autorità regionale di protezione 2 sede di Mendrisio un intervento " al fine di costruire un rapporto con il figlio ". L'autorità di protezione ha sentito sia il minore il 10 settembre 2021, il quale ha affermato di non voler alcun contatto con il padre, sia i genitori il 20 settembre 2021. Con scritto 27 ottobre 2021 lo psichiatra dott. D.________ ha confermato di aver avuto con A.________ dieci colloqui nel 2020 e diverse conversazioni telefoniche nel 2021. Con decisione 14 dicembre 2021 l'autorità di protezione ha respinto l'istanza. Il 4 maggio 2022 A.________ ha riformulato un'istanza di concessione di diritti di visita. Con decisione 24 gennaio 2023 l'autorità di protezione ha respinto anche tale istanza, rilevando che il padre non aveva intrapreso alcun percorso terapeutico e che pertanto la condizione posta nella decisione pretorile per la ripresa delle relazioni personali non era realizzata.