Citation: 6A.29/2006 05.07.2006 E. 4

Il ricorrente asserisce che l'autorità cantonale avrebbe altresì violato le garanzie di un equo processo (art. 29 Cost. e art. 6 CEDU) nonché il divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) in quanto la revoca è stata pronunciata senza far capo all'istituto della perizia psichiatrica, necessaria per determinare le condizioni psico-fisiche del condannato (ricorso pag. 9 e segg.). Anche sotto questo profilo il ricorso va disatteso poiché, considerata l'inapplicabilità concreta dell'art. 66bis CP (v. sopra consid. 3.3), la revoca in quanto tale della liberazione condizionale giusta l'art. 38 n. 4 CP non presuppone la previa adozione di una perizia psichiatrica che accerti le condizioni psico-fisiche del condannato. Su questo aspetto il ricorso non merita dunque ulteriore approfondimento. Eventuali problemi psichiatrici o tossicomanie che dovessero evidenziarsi durante l'esecuzione della pena residuale andranno sottoposte alle autorità cantonali competenti, le quali se del caso procederanno ai necessari accertamenti medici in applicazione dei principi direttivi vigenti in ambito di esecuzione delle pene e delle misure (v. in part. per il Canton Ticino l'art. 12 del Regolamento sull'esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza per gli adulti, del 23 novembre 1978, RL 4.2.1.1.1).