Citation: 9C_481/2022 E. 6.3

6.3. La nozione di datore di lavoro è disciplinata all'art. 11 LPGA, che lo definisce come chi impiega salariati. Questa norma non ha una portata propria e rinvia tacitamente all'art. 12 LAVS (sul tema cfr. JEAN-PHILIPPE DUNAND, in Commentaire romand, Loi sur la partie générale des assurances sociales, 2018, n. 3 e n. 6 ad art. 11), il quale definisce il datore di lavoro come chiunque paghi a persone obbligatoriamente assicurate una retribuzione giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS, dove per salario determinante si intende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato (sul tema cfr. UELI KIESER, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum AHVG, 4a ed. 2020, n. 9 segg. ad art. 12 LAVS). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il datore di lavoro è pertanto generalmente colui che paga il salario determinante al salariato. Quando però chi versa il salario non è la stessa persona che impiega i salariati, allora il datore di lavoro nel senso della LAVS è colui che occupa effettivamente i salariati. Detto altrimenti, non è da ritenere datore di lavoro colui che versa il salario per conto di una terza persona che impiega i salariati: in questo caso è la persona che effettivamente impiega i dipendenti che deve essere considerata come datore di lavoro (DTF 147 V 268 consid. 7.3; K IESER, op. cit, n. 3 ad art. 12 LAVS). È considerato datore di lavoro in pratica chi ha il diritto di impartire istruzioni a una persona, che lavora per lui in misura tale da sembrare dipendente da lui in modo significativo in termini di gestione e/o organizzazione aziendale (sul tema cfr. DTF 149 V 57 consid. 9.1 con riferimenti).