Citation: 6B_970/2023 E. 3.3.5

3.3.5. La Corte cantonale ha ritenuto che E.________, D.________ e il ricorrente "hanno aderito all'esecuzione del reato perlomeno per atti concludenti, ritenuto che al momento dei fatti non hanno reagito né in seguito hanno espresso delle critiche al gruppo, posto che lo stesso gruppo, poche ore dopo, nel pomeriggio del 10 dicembre 2020, parteciperà al secondo sequestro e rapimento con le medesime finalità e modalità". La Corte cantonale ha altresì accertato che la partecipazione degli imputati al sequestro e al rapimento di B.________ era finalizzata, oltre che a recuperare il denaro preteso da A.________, a compiere atti lesivi nei confronti della vittima. Ha parimenti accertato che nessuno dei partecipanti si è mai dissociato dalle ripetute azioni violente inflitte alla vittima. Il ricorrente contesta di avere aderito per atti concludenti alla violenza messa di atto da A.________, il cui eccesso non sarebbe stato prevedibile. Adduce che il sequestro avvenuto nel pomeriggio di quello stesso giorno non sarebbe avvenuto secondo le medesime modalità, già soltanto in mancanza di calci alla testa della vittima. Ritiene inconferente la dichiarazione di D.________, che ha riconosciuto come nessuno dei coimputati fosse intervenuto in difesa della vittima, rilevando al riguardo che un comportamento passivo degli imputati non potrebbe essere equiparato ad un'accettazione dell'atto incriminato. Sollevando le citate contestazioni, il ricorrente si scosta dai fatti accertati dalla Corte cantonale, senza tuttavia censurarli d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Egli si fonda nuovamente su un preteso eccesso imprevedibile da parte di A.________ che tuttavia, come visto, non è stato rilevato dalla Corte cantonale. Contestando genericamente la finalità di compiere atti lesivi e l'analogia con il sequestro della vittima commesso ancora lo stesso giorno, il ricorrente non considera l'insieme dei fatti accertati, segnatamente le percosse e i maltrattamenti inflitti da tutti i partecipanti alla vittima nelle varie fasi del trasporto e il fatto che anche il sequestro nel pomeriggio è stato eseguito congiuntamente dagli imputati e, in tale contesto, alla vittima sono state fatte subire ulteriori violenze fisiche. Per il resto, la Corte cantonale ha rettamente rilevato che la correità poteva risultare da atti concludenti (DTF 149 IV 57 consid. 3.2.2 e rinvii) ed ha spiegato in modo puntuale, sulla base di una valutazione complessiva delle prove disponibili, per quali ragioni ciò si realizzava nel caso concreto. Non rispettose delle esposte esigenze di motivazione, le censure ricorsuali non devono essere vagliate oltre.