Citation: 1A.53/2003 01.09.2003 E. 2

2.1 Secondo la costante prassi, il teste é legittimato a opporsi a una misura di assistenza soltanto quando vi sia direttamente sottoposto; egli è poi legittimato a impugnare l'eventuale trasmissione del verbale d'interrogatorio soltanto nella misura in cui sia stato chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente, o se egli si prevale del suo diritto di non testimoniare; non è tuttavia legittimato quando la deposizione concerne conti di cui egli non è titolare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb, 124 II 180 consid. 2a e b, 122 II 130 consid. 2b, 121 II 459); il teste non è inoltre legittimato a far valere interessi di terzi (DTF 126 II 258 consid. 2d pag. 260, 125 II 356 consid. 3b/aa pag. 362; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 308). 2.2 La Corte cantonale ha ritenuto che i seguenti passaggi del verbale d'interrogatorio del 28 maggio 2002 toccano personalmente la testimone (sentenza impugnata, consid. 2): "somme che sarebbero servite per effettuare pagamenti in nero a funzionari preposti al rilascio delle licenze edilizie (...) che, come detto, questi importi dovevano servire, secondo quanto comunicatomi da B.________, per l'ottenimento delle licenze di costruzione (...). Il PP mi chiede come giustifico questi trasferimenti con la causale che ho testé riferito, ritenuto che non si capisce perché delle somme ingenti come quelle in esame debbano essere trasferite dalla Svizzera ad Hong Kong da Hong Kong alle Cayman per pagare in nero presunti funzionari, questo quando sarebbe bastato ad esempio prelevare a contanti il denaro in Svizzera o nel paese ove il progetto avrebbe dovuto concretizzarsi (...) che faccio presente che B.________ mi accennò ad un costo complessivo per uno dei due o tre villaggi turistici che intendeva costruire di circa US$ 150'000'000.-, motivo per cui, a mio avviso, la somma di US$ 4'000'0000.- poteva starci come "Bustarella". Rilevo altresì che B.________ figurava quale amministratore unico della Y.________ Ltd., per cui non avevo motivo di ritenere che egli nascondesse o volesse nascondere qualcosa; si trattava bensì di un imprenditore italiano che si esprimeva personalmente (...)". Secondo la CRP la testimone ha indicato in modo dettagliato le operazioni effettuate per conto dell'indagato e le relative modalità, e precisato pure ch'esse avvenivano, a dire del cliente, in ambito immobiliare. La CRP ha ritenuto queste informazioni senz'altro utili per il procedimento penale e aggiunto, in qualche modo contraddicendosi, che ciò giustificava l'accoglimento della richiesta formulata in via subordinata dalla testimone: in effetti, le citate dichiarazioni sarebbero per di più ipoteticamente atte a far aprire un procedimento penale all'estero nei suoi confronti, rispettivamente a nuocere alla sua attività professionale. Secondo la CRP scopo della rogatoria era di chiarire la causale delle operazioni litigiose e da altre dichiarazioni della testimone emerge comunque che l'indagato si era rivolto alla teste per procedere a operazioni immobiliari all'estero; la circostanza che, a dire dell'indagato, parte di tale denaro fosse destinato alla corruzione di funzionari esteri allo scopo di ottenere le licenze edilizie per la costruzione di villaggi turistici costituirebbe un dettaglio secondario, la cui comunicazione può essere omessa. Questa tesi non può essere seguita. 2.3 Il Tribunale federale ha ritenuto dubbia la legittimazione a ricorrere di testi che si opponevano alla trasmissione dei verbali delle loro audizioni poiché le dichiarazioni contenutevi avrebbero potuto comportare, nello Stato richiedente, il rischio di apertura di un procedimento penale per riciclaggio nei loro confronti o compromettere le loro attività finanziarie; secondo il Tribunale federale era dubbio che, per siffatte ragioni ipotetiche, si giustificasse la legittimazione a ricorrere; esso ha poi aggiunto che, anche qualora si dovesse ammettere che il paventato rischio possa realizzarsi, le esigenze dell'assistenza prevarrebbero comunque sugli interessi in gioco: il quesito della legittimazione era stato nondimeno lasciato aperto, visto ch'essa doveva essere riconosciuta ad altri ricorrenti (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb). La CRP, richiamata questa sentenza, si è limitata a rilevare che le dichiarazioni litigiose sono ipoteticamente atte a determinare l'apertura di un procedimento penale all'estero nei confronti della testimone, rispettivamente a nuocere alla sua attività professionale. Essa non ha tuttavia spiegato perché queste ragioni ipotetiche dovrebbero prevalere, contrariamente a quanto stabilito dal Tribunale federale, sui bisogni dell'assistenza. Le conseguenze, sul piano personale e commerciale, di un ipotetico coinvolgimento dell'opponente in un eventuale procedimento penale estero, su cui essa insiste, non possono, di massima, comportare il rifiuto dell'assistenza (cfr. anche DTF 121 II 241 consid. 3c infine). 2.4 La Corte cantonale, procedendo a una valutazione delle prove, ha ritenuto la circostanza che parte del denaro fosse destinata alla corruzione di funzionari esteri un dettaglio secondario. La tesi non regge. Con la rogatoria le Autorità estere chiedevano, per quanto qui interessa, di acquisire informazioni presso le fiduciarie, di individuare con chi sono stati presi i contatti, come e da chi sono state impostate le operazioni e infine di indicare le spiegazioni fornite loro riguardo alle operazioni. Certo, l'inchiesta italiana concerne lo storno e l'occultamento di enormi somme ai danni di società dirette dall'indagato, poi fallite: il fatto che parte di tale denaro fosse destinato alla corruzione di funzionari esteri non costituisce comunque un dettaglio secondario. Scopo della richiesta era anche di chiarire la causale delle operazioni sospette: il fatto che da altre dichiarazioni della testimone risulta che l'inquisito si era rivolto a lei per procedere a operazioni all'estero in campo immobiliare non comporta che l'occultamento di certe somme, destinate alla corruzione, sarebbe irrilevante. Ciò a maggior ragione, visto che l'Autorità richiedente chiedeva di interrogare il personale delle fiduciarie sulle spiegazioni fornite loro in merito alle operazioni.