Citation: 2C_37/2007 21.06.2007 E. 3

Appurato il carattere vincolante di questa constatazione, le conseguenze tratte dalla Corte cantonale non possono che essere tutelate. Secondo l'art. 9 cpv. 4 lett. a della legge federale del 26 marzo 1931 sulla dimora ed il domicilio degli stranieri (LDDS; RS 142.20), il permesso di domicilio può infatti essere revocato quando lo straniero l'abbia ottenuto dando indicazioni false o tacendo scientemente dei fatti d'importanza essenziale. Lo straniero è peraltro tenuto ad informare esattamente l'autorità di tutte le circostanze che hanno importanza decisiva per la concessione del permesso (art. 3 cpv. 2 LDDS). Importanti non sono soltanto i fatti su cui l'istante è espressamente interrogato, ma anche quelli di cui egli deve conoscere la rilevanza ai fini della decisione. Tra questi figurano senz'altro l'intenzione di por fine ad una relazione coniugale o di avviarne una nuova, così come l'esistenza di figli nati fuori dal matrimonio (sentenza 2A.346/2004 del 10 dicembre 2004, in: Pra 2005 n. 100 pag. 716, consid. 2.2; sentenza 2A.422/2003 dell'8 luglio 2004, consid. 4.2). Sottacendo la perdurante rottura del legame con il marito al momento del rilascio del permesso di domicilio, la ricorrente ha quindi omesso di fornire alle autorità informazioni suscettibili di comportare la revoca del medesimo. Ella ha peraltro ammesso di essere stata consapevole della rilevanza di tale aspetto per l'ottenimento dell'autorizzazione di soggiorno. Certo, la sussistenza di un motivo di revoca non comporta necessariamente l'adozione di tale provvedimento, poiché occorre ancora ponderare le particolari circostanze di ogni singolo caso. Nella fattispecie, la misura non lede comunque il principio di proporzionalità, dal momento che la ricorrente non risiede da molti anni in Svizzera e che la revoca non costituisce un impedimento eccessivo nel mantenimento delle relazioni con la figlia, già maggiorenne.