Citation: 1C_360/2014 E. 1

Come ancora si vedrà, la questione della legittimazione a ricorrere dev'essere esaminata separatamente riguardo alla risoluzione governativa e alla sentenza del Tribunale cantonale amministrativo. Avverso quest'ultima, di massima, non può essere fatta valere una violazione del diritto di voto, ragione per cui, come rettamente ritenuto dai giudici cantonali, l'art. 89 cpv. 3 LTF, secondo cui in materia di diritti politici il diritto di ricorrere spetta a chiunque abbia diritto di voto nell'affare in causa, non è applicabile. Riguardo alla stessa, il diritto di ricorso si fonda sull'art. 89 cpv. 1 LTF: in tale ambito è legittimato a ricorrere soltanto chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore (lett. a), è particolarmente toccato dalla decisione (lett. b) e ha un interesse degno di protezione al suo annullamento o modifica (lett. c). Nel quadro di un ricorso per violazione dei diritti politici ai sensi dell'art. 82 lett. c LTF non è per contro necessario un particolare interesse (giuridico) nella causa, essendo sufficiente la qualità di avente diritto di voto, pacifica per il ricorrente (DTF 138 I 171 consid. 1.3), o di partito politico o associazione politica, qualora siano organizzati come tali e dotati di statuti (DTF 134 I 172 consid. 1.3.1; 121 I 357 consid. 2a). La Corte cantonale, ritenendo che oggi quest'ultima condizione non sarebbe adempiuta, ha negato la legittimazione a ricorrere alla Lega dei Ticinesi. La ricorrente, tenuta a dimostrare l'adempimento dei requisiti legali per la sua legittimazione (DTF 133 II 249 consid. 1.1, 353 consid. 1, 400 consid. 2), critica questa conclusione, senza tuttavia produrre gli statuti litigiosi. La questione, visto l'esito del gravame, non dev'essere esaminata oltre.