Citation: 1B_184/2015 E. 2.5

2.5. La ricorrente sostiene infine che la decisione impugnata sarebbe priva di motivazione riguardo alla censurata ritardata e denegata giustizia. La critica non regge. La Corte cantonale ha infatti accertato che con decisione del 9 dicembre 2014 il PP aveva respinto una sua precedente istanza del 16 novembre 2014 di dissequestro parziale dei conti bancari bloccati. Ha poi rilevato che il giorno seguente la ricorrente ha inoltrato un'istanza di dissequestro, con la quale chiedeva al PP il dissequestro totale degli averi bloccati sui suoi conti, constatando che il PP non ha preso posizione su questa domanda. Ha nondimeno ritenuto che ciò non costituisce un diniego di giustizia: il PP si era infatti espresso sul medesimo tema il giorno precedente l'inoltro dell'istanza litigiosa, per cui, non essendo intervenuta alcuna modifica della situazione fattuale, ha ritenuto di non doversi ulteriormente pronunciare sulla fattispecie. Questa spiegazione adempie l'obbligo di motivare le decisioni derivante dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 139 V 496 consid. 5.1 pag. 503 seg.; 138 I 232 consid. 5.1 pag. 237). D'altra parte, la ricorrente, insistendo sulla pretesa nullità degli ordini di sequestro, non dimostra che nelle descritte circostanze la conclusione dei giudici cantonali, secondo cui il PP per i motivi esposti ha implicitamente negato, dopo il rifiuto di un dissequestro parziale, anche la domanda di un dissequestro totale formulata il giorno seguente, sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitraria (DTF 140 I 201 consid. 6.1; 133 II 396 consid. 3.2). Giova rilevare che, secondo la CRP, in seguito a un parziale accoglimento di un reclamo della ricorrente, gli atti dell'incarto sono stati rinviati al PP affinché, riguardo agli averi sequestrati, si esprima sul presupposto dell'indebito profitto che sarebbe pervenuto alla legale, per cui il magistrato dovrà comunque pronunciarsi di nuovo celermente e formalmente sulle istanze di dissequestro.