Citation: 5P.259/2003 04.12.2003 E. 2

2.1 Contro una decisione cantonale in tema d'arbitrato CIA, il ricorso di diritto pubblico può fondarsi sulla pretesa violazione di diritti costituzionali dei cittadini (art. 84 cpv. 1 lit. a OG) come pure di norme concordatarie (art. 84 cpv. 1 lit. b OG). In teoria, vi sono censure che si fondano sull'una, ed altre che si fondano sull'altra norma. In pratica, le regole formulate nel concordato sono sufficientemente dettagliate da rendere perlopiù superfluo il richiamo alla Costituzione federale. È il caso quando viene criticata la procedura arbitrale siccome condotta in violazione dell'art. 9 Cost.: in quanto attinenti la procedura arbitrale, tali censure combaciano in gran parte con quelle proponibili per violazione dell'art. 25 CIA, sicché le prime non hanno portata propria (DTF 115 Ia 215 consid. 2a; v. anche Lalive/Poudret/Reymond, op. cit., nota 3.4 ad art. 36 CIA pag. 206), ragione per cui il Tribunale federale le esamina nella sola prospettiva dell'art. 84 cpv. 1 lit. b OG (DTF 112 Ia 166, consid. 3a pag. 169; Rüede/Hadenfeldt, op. cit., § 44.III.3a pag. 329). In tale contesto, il Tribunale federale rivede l'applicazione delle norme concordatarie da parte del Cantone con libera cognizione (DTF 125 II 86 consid. 6 pag. 98, confermato da ultimo con sentenza 16 ottobre 2003 nella causa 5P.284/2003, consid. 2; Lalive/Poudret/Reymond, op. cit., nota 3.4 ad art. 36 CIA pag. 206 s.; Rüede/Hadenfeldt, op. cit., § 44.III.3a pag. 329). 2.2 Fra i requisiti formali del ricorso di diritto pubblico, va evidenziato l'obbligo di motivazione (art. 90 cpv. 1 lit. b OG), particolarmente severo: poiché tale rimedio di diritto non rappresenta la mera continuazione del procedimento cantonale, ma - conformemente al suo carattere di rimedio straordinario - si definisce invece quale procedimento a sé stante, destinato all'esame di atti cantonali secondo ben determinate prospettive giuridiche (DTF 118 III 37 consid. 2a, 117 Ia 393 consid. 1c), il ricorrente è chiamato a formulare le proprie censure in termini chiari e dettagliati. Egli deve spiegare in cosa consista la violazione ed in quale misura i propri diritti costituzionali (DTF 120 Ia 369 consid. 3a) o il diritto concordatario (DTF 112 Ia 166, consid. I/2e non pubblicato) siano stati lesi (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120, con rinvii; 185 consid. 1.6 pag. 189). Nella misura in cui egli solleva la censura di arbitrio, egli deve inoltre specificare perché l'atto impugnato sia palesemente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 127 I 54 consid. 2b pag. 56, con rinvii; 123 I 1 consid. 4a pag. 5). Nella misura in cui non adempie questi requisiti, un ricorso di diritto pubblico è irricevibile. 2.3 Nel caso di specie, il ricorso si appalesa in larga misura irricevibile per carenza di motivazione. Non è ammissibile, infatti, proporre in forma astratta e riassunti in tre righe, al punto 1 del petitum, i motivi di censura della decisione impugnata, ed a ciò far seguire su nove pagine, scritte fitte, una narrazione discorsiva e disorganizzata dei fatti addotti a supporto del gravame, resa ulteriormente inintelligibile dal fatto che l'inestricabile coacervo di documenti è menzionato semplicemente con la sigla attribuita loro nell'elenco atti del procedimento cantonale (si suppone, poiché il ricorrente nemmeno lo afferma); il tutto - ciò che più conta - senza mettere minimamente in relazione le asserzioni di fatto con le singole censure mosse. Quanto alle asserzioni in questione, si tratta di quelle che il ricorrente ritiene essere tutte le giustificazioni, da lui provate e portate, dell'iniziale irrilevanza e/o irreperibilità dei documenti che è stato rimproverato aver prodotto tardivamente - giustificazioni che la Corte cantonale avrebbe omesso di considerare.