Citation: 6B_252/2009 29.05.2009 E. 2

2.1 La valutazione della dichiarazione ritenuta falsa va fatta tenendo conto della situazione globale e dell'insieme delle circostanze del caso che, in concreto, comprendono anche l'intera vicenda processuale conseguente al pestaggio dell'8 giugno 2003. Questa vicenda ha conosciuto invero un iter travagliato. In una prima fase, infatti, la responsabilità dell'autore non poté essere accertata, il presunto autore negando qualsiasi implicazione e pretendendo di trovarsi altrove. In questa prima fase, le deposizioni di A.________ di non aver visto il pestaggio e di non ricordare di aver visto C.________ alla festa giocarono un ruolo certo nell'accertamento della responsabilità del presunto autore e indebolirono la prova a carico di C.________ fornita da D.________. Inoltre, la dichiarazione di A.________ di non aver incontrato D.________ se non all'interno del capannone si scontrò con il ricordo della ragazza di essersi intrattenuta con lui all'esterno di detto capannone e di essere stata con lui nel momento in cui cominciò il pestaggio. Il successivo ritrovamento di un altro testimone, E.________, ha mutato il corso delle indagini e modificato sensibilmente il grado di credibilità degli altri testi. E.________ ha infatti dichiarato che C.________ era l'autore del pestaggio, confermando così quanto in precedenza affermato da D.________. Si trattava proprio di quel C.________ che A.________ non ricordava di aver visto alla festa. E.________ ha inoltre asserito che la sera dell'8 giugno 2003 era in compagnia di C.________ e di A.________. Hanno iniziato la serata in un ritrovo di Olivone, hanno poi deciso di recarsi a Iragna dove sapevano esserci delle feste. A fine serata, dopo aver separato C.________ dall'altro contendente, se ne sono subito andati: di sicuro lui, C.________ e A.________ (v. dichiarazioni di E.________ riprodotte nella sentenza di primo grado pag. 11 e 12). E.________ ha altresì affermato di aver assistito al pestaggio, scena a cui non aveva mai assistito e difficile da non ricordare. 2.2 La svolta intervenuta nell'indagine penale ha permesso di accertare che A.________ mentì sulla circostanza di non essersi trovato all'esterno del capannone al momento del pestaggio, a pochi metri dal luogo in cui avveniva. I testi D.________ e E.________ sono stati ritenuti attendibili dal Presidente della Corte delle assise correzionali. Questa valutazione non è stata criticata dalla CCRP. 2.3 Dalle dichiarazioni riportate nella sentenza di primo grado emerge che, nonostante il buio e la presenza di altra gente, sia E.________ che D.________ hanno percepito e visto il pestaggio. Come pertinentemente osservato dal ricorrente, si tratta di un evento che attira, per forza di cose, l'attenzione dei presenti, come del resto confermato da D.________ per cui, quando la discussione tra B.________ e l'altra persona è degenerata, l'attenzione di tutti si è focalizzata su quello che stava accadendo (v. sentenza di primo grado pag. 13). Il buio e le persone frapposte non sono quindi elementi che permettano di escludere che anche A.________ abbia visto il pestaggio, tanto meno considerando che non vi è stato un unico pugno che possa essere sfuggito al suo sguardo, bensì una successione intera di pugni. Certo, non si conosce la posizione in cui si trovava l'opponente nel momento in cui B.________ veniva preso a pugni. Nel censurare di arbitrarie le deduzioni tratte dal giudice di merito, la CCRP ha tuttavia omesso di valutare nel loro insieme le dichiarazioni dei testimoni, segnatamente l'atteggiamento dell'opponente dopo i fatti. E.________ ricorda infatti di aver incontrato A.________ e C.________ qualche tempo dopo i fatti, i quali gli hanno riferito di non aver detto nulla alla Polizia. Da parte sua, anche D.________ ha incontrato, dopo l'accaduto, A.________ che le ha domandato come stesse B.________, alludendo implicitamente alle conseguenze del pestaggio. Accertato che A.________ era presente al momento dei fatti a distanza di pochi metri, l'unica spiegazione alle affermazioni appena esposte è che, come sostenuto dal ricorrente, li aveva visti. 2.4 Quanto poi alla dichiarazione di non aver visto C.________ alla festa, questa è smentita da quanto affermato da E.________ e, indirettamente da D.________, dimostratisi testi attendibili. In particolare, il primo ha preteso che dopo essersi incontrati a Olivone si sono diretti a Iragna e a fine serata, una volta separati i contendenti, se ne sono andati, anche se non sulla medesima auto. L'opponente contesta che i tre siano giunti insieme alla festa non essendo né dimostrato né confermato da un altro testimone e sottolinea come E.________ non fosse sicuro che a fine serata A.________ fosse partito con lui e C.________. Come già esposto, E.________ si è rivelato essere un teste attendibile a cui anche la CCRP sembra aver dato credibilità. La questione di sapere se i tre abbiano lasciato insieme la festa non è in questa sede decisiva, va comunque precisato che l'esitazione di E.________ sembra più concernere il viaggio in auto piuttosto che il fatto di lasciare insieme la festa (v. verbale di interrogatorio di E.________ del 26 luglio 2006 pag. 2 unitamente al verbale di interrogatorio di E.________ del 23 marzo 2007 pag. 1 nonché verbale del dibattimento dell'8 agosto 2008 pag. 3). E.________ non ha però avuto dubbi sul fatto che i tre si siano recati di comune accordo alla festa a Iragna. 2.5 Come rilevato dal ricorrente, la CCRP non si è posta alcun interrogativo in merito ai motivi delle menzogne (comprovate) dell'opponente circa la sua presenza sul luogo e al momento dell'alterco e successivo pestaggio. Tenuto conto dei considerandi che precedono, la conclusione avanzata dal ricorrente e condivisa da questa Corte è che A.________ ha mentito per non dover testimoniare contro l'amico C.________ che ha visto mentre aggrediva B.________. In conclusione l'autorità cantonale ha, a torto, ammesso una violazione del divieto dell'arbitrio incorrendo così essa stessa nell'arbitrio. Il ricorso del Ministero pubblico va dunque accolto.