Citation: 5D_169/2013 E. 2.1

2.1. Il Tribunale di appello espone che a sostegno della propria opposizione al precetto esecutivo fatto spiccare contro di lei dal Comune di X.________, la ricorrente ha addotto l'art. 12 della legge tributaria ticinese del 21 giugno 1994 (LT; RL/TI 10.2.1.1). Questa norma prevede, al suo cpv. 1, la responsabilità solidale dei coniugi non separati legalmente o di fatto per l'imposta complessiva (idem l'art. 13 cpv. 1 LIFD [RS 642.11] per l'imposta federale diretta). In determinate circostanze tale responsabilità solidale decade tuttavia per legge ed è allora sostituita dalla responsabilità personale di ogni coniuge limitata alla rispettiva quota parte nell'imposta complessiva. Fra queste circostanze è d'interesse, nel presente caso, l'insolvenza di uno dei due coniugi (art. 12 cpv. 1 seconda frase LT e art. 13 cpv. 1 seconda frase LIFD) : da un estratto 30 aprile 2013 dell'UEF di Bellinzona si evince che a carico del marito della ricorrente sono state promosse, sull'arco degli ultimi dieci anni, 65 esecuzioni per un importo complessivo superiore al milione di franchi, e fra marzo 1998 ed agosto 2010 sono stati emessi 19 attestati di carenza beni. Il Pretore ha ritenuto che la documentazione prodotta dalla qui ricorrente rendeva verosimile l'insolvenza del marito di lei, e ha ammesso che ella avrebbe dovuto rispondere unicamente per la sua quota personale e non per l'imposta complessiva posta in esecuzione. Egli ha di conseguenza respinto l'istanza di rigetto definitivo dell'opposizione. Il Tribunale di appello, per contro, ha ritenuto che decidendo in tal modo, il Pretore abbia riesaminato nel merito la decisione di tassazione, oltrepassando il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto: in virtù dell'art. 80 LEF, questi deve infatti limitarsi a esaminare se il credito dedotto in esecuzione sia fondato su un titolo esecutivo ai sensi di detta norma, non rientrando nel suo limitato potere cognitivo l'esame della sussistenza materiale del credito. Per il vaglio di tale eccezione, la ricorrente avrebbe dovuto rivolgersi all'autorità fiscale.