Citation: 1C_274/2017 E. 3.2

3.2. Con riferimento agli altri ricorsi, il Gran Consiglio, accertato che il tema essenziale è la mancata consultazione delle schede, ha precisato che in tale ambito determinanti sono il tipo di modifica (adattamento o aggiornamento), nonché il grado di coordinamento di una scheda (dato acquisito, risultato intermedio o informazione preliminare). Ha ricordato che soltanto per gli adattamenti della categoria di dato acquisito è necessaria una consultazione. In effetti, l'art. 17 cpv. 2 LST dispone che il piano direttore può essere adattato in caso di mutate circostanze o di nuovi compiti o quando sia possibile una soluzione complessivamente migliore: la procedura è quella prevista per la sua adozione. Gli aggiornamenti sono per contro decisi dal Consiglio di Stato (art. 17 cpv. 3 LST). L'art. 24 cpv. 1 del relativo regolamento del 20 dicembre 2011 (RLST) precisa che gli adattamenti sono modifiche importanti del piano direttore, come l'elaborazione di una nuova scheda o il cambiamento sostanziale dei suoi contenuti vincolanti (art. 9 cpv. 2 LPT) e seguono la procedura prevista per l'adozione. Gli aggiornamenti sono modifiche effettuate entro il margine operativo stabilito da indirizzi, misure o compiti della scheda e sono decisi dal Consiglio di Stato (art. 24 cpv. 2 e 3 del citato regolamento). Il Gran Consiglio ha aggiunto che l'aggiornamento permette uno snellimento della procedura senza per questo sminuire la sua competenza, che nell'ambito dell'evasione di ricorsi ha più volte proceduto in proprio ad aggiornamenti. Dopo aver ricordato che i Cantoni devono verificare il dimensionamento delle zone edificabili, esprimendosi sulla censurata omissione della procedura di informazione e partecipazione l'ha ritenuta un grave errore riguardo alle schede attualmente non più litigiose, che comunque ne comporterebbe solo l'annullabilità. Rilevato che i ricorrenti non sono legittimati a ricorrere contro il contenuto di schede e piani delle modifiche del piano direttore, ha osservato che la Commissione speciale per la pianificazione del territorio relativamente ai ricorsi contro le modifiche del PD cantonale n. 7 ha lungamente discusso la possibilità di esaminare nondimeno, limitatamente all'aspetto procedurale, i ricorsi nel merito, anche perché il vizio è contestato pure da un Comune, legittimato a insorgere. Considerato che il Governo cantonale aveva annullato detti adattamenti, ha per finire ritenuto che la questione non si poneva più. Esprimendosi sul gravame dei ricorrenti, ha rilevato che la procedura d'informazione e partecipazione necessaria per gli adattamenti di schede di dato acquisito non è stata realizzata: sebbene una consultazione di tutte le modifiche concernenti il comparto in discussione sarebbe stata opportuna, le stesse, di competenza del Governo, sono entrate in vigore con la loro adozione. Ha osservato che la mancata consultazione nel corso dell'elaborazione delle schede di dato acquisito configurerebbe una violazione di un diritto soggettivo contemplato dagli art. 5 e 11 LST, precisando che questa legge non prevede tuttavia la facoltà per i privati di appellarsi a un'autorità in caso di omessa consultazione e informazione. Richiamando l'art. 29a Cost., ha nondimeno stabilito che nella misura in cui la violazione si riferisce all'art. 11 LST la lacuna legislativa dev'essere colmata, riconoscendo al Parlamento la possibilità di esprimersi in sede di ricorso su tale vizio. Ne ha concluso che occorre pertanto ammettere la ricevibilità del gravame: ha tuttavia espressamente precisato che ciò non equivale ad affermare che i privati siano legittimati a ricorrere contro il contenuto di schede e piani del PD, vincolante solo per le autorità.