Citation: 1B_197/2022 E. 2.5

2.5. Secondo la giurisprudenza, riguardo alla seria messa in pericolo della sicurezza altrui per la minaccia di crimini o gravi delitti, che concerne in primo luogo, come nella fattispecie, i reati contro l'integrità fisica, più gravi sono i reati e seria è la minaccia della sicurezza altrui, meno elevate devono essere le esigenze poste all'adempimento del rischio di recidiva. Nel contempo, il motivo di carcerazione fondato sul rischio di recidiva dev'essere applicato in modo restrittivo. Ne consegue che, per ammettere un rischio di recidiva, una prognosi negativa (vale a dire sfavorevole), data come ancora si vedrà nella fattispecie, è necessaria, ma di principio anche sufficiente (DTF 146 IV 326 consid. 1 e rinvii; 146 IV 136 consid. 2.2; 143 IV 9 consid. 2.3.1 e 2.3.2 e consid. 2.8-2.10; sentenza 1B_366/2020 del 12 agosto 2020 consid. 2.3; FRANÇOIS CHAIX, in: Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, 2aed. 2019, n. 10 segg. ad art. 221; MARC FORSTER, in: BSK, Schweizerische Strafprozessordnung, 2a.ed. 2014, n. 9 e 15 ad art. 221). Ora, al riguardo, disattendendo il suo obbligo di motivazione (vedi art. 42 LTF), il ricorrente non si confronta con i motivi addotti dalla CRP, in particolare la precedente condanna, limitandosi a osservare, in maniera appellatoria e quindi inammissibile, che riguardo alle tentate lesioni gravi egli non avrebbe oltrepassato il cosiddetto "punto di non ritorno" e ad asserire, senza specificare perché né ciò è ravvisabile, che i suoi problemi psicofisici emersi dopo l'arresto sarebbero del tutto separati e non avrebbero alcun nesso causale con i prospettati reati. Come rettamente sottolineato dalla CRP, in tale ambito occorre attendere, comunque in tempo utile, i primi esiti dell'ordinata perizia psichiatrica e, soprattutto, del relativo rapporto intermedio (DTF 143 IV 9 consid. 2.8; sentenza 1B_290/2020 del 4 agosto 2020 consid. 4.2).