Citation: 6B_96/2020 E. 3.1

3.1. Giusta l'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l'imputato ha diritto a un'indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali. L'indennizzo copre in particolare gli onorari dell'avvocato, purché il ricorso a un legale proceda da un adeguato esercizio dei diritti procedurali. Lo Stato assume le relative spese unicamente se il patrocinio era necessario a causa della complessità del caso sotto il profilo fattuale o giuridico e se il volume di lavoro e conseguentemente l'onorario dell'avvocato erano giustificati (DTF 142 IV 45 consid. 2.1). L'assegnazione di un'indennità per le spese della difesa ai sensi dell'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP non è circoscritta ai casi di difesa obbligatoria previsti dall'art. 130 CPP, ma può essere estesa a quelli in cui il ricorso a un avvocato risulti semplicemente ragionevole. Non bisogna infatti dimenticare che il diritto penale materiale e quello processuale sono complessi e fonte di difficoltà per le persone non abituate a praticarli. Chi si difende da solo è suscettibile di ritrovarsi in una situazione meno favorevole e ciò non dipende necessariamente dalla gravità del reato rimproverato. Non è pertanto possibile partire dal presupposto che, in materia di contravvenzioni, solo l'imputato debba di regola farsi carico delle sue spese di patrocinio. In altri termini, nel vagliare il carattere ragionevole del ricorso ai servizi di un avvocato, occorre prendere in considerazione la gravità del reato, la complessità del caso in fatto o in diritto, la durata della procedura e le ripercussioni sulla vita personale e professionale dell'imputato (DTF 142 IV 45 consid. 2.1). Comunque, nell'ambito di crimini o delitti, far capo a un avvocato può essere considerato un esercizio non adeguato dei diritti procedurali solo in casi eccezionali, come ad esempio quando il procedimento è abbandonato già dopo il primo interrogatorio (DTF 138 IV 197 consid. 2.3.5). Determinare se il ricorso a un avvocato costituisca un esercizio adeguato dei diritti procedurali e se possa di conseguenza essere riconosciuta all'imputato un'indennità per le spese di difesa secondo l'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP è una questione che concerne l'applicazione del diritto federale e che il Tribunale federale esamina di principio liberamente. Si impone tuttavia un certo riserbo quando si tratta di statuire sulla valutazione eseguita dalla Corte cantonale, in particolare riguardo alla determinazione del dispendio adeguato all'attività del patrocinatore nel singolo caso (DTF 142 IV 163 consid. 3.2.1).