Citation: 4D_89/2012 E. 5

Giusta l'art. 116 LTF con un ricorso sussidiario in materia costituzionale può unicamente essere censurata la violazione di diritti costituzionali. Il Tribunale federale esamina la violazione di questi diritti soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura (art. 106 cpv. 2 LTF a cui rinvia l'art. 117 LTF). Ciò significa che il ricorrente deve spiegare in modo chiaro e dettagliato, alla luce dei considerandi della sentenza impugnata, in che modo sarebbero stati violati i suoi diritti costituzionali (DTF 135 III 232 consid. 1.2, con rinvii). Qualora la sentenza impugnata si fondi su due motivazioni alternative e indipendenti, il ricorrente deve confrontarsi, pena l'inammissibilità, con entrambe (DTF 133 IV 119 consid. 6.3). In concreto la ricorrente incentra il suo gravame sull'affermazione che nella fattispecie essa non avrebbe dovuto provare la sua pretesa, perché basata su fatti non contestati, e che l'opinione contraria dei giudici di seconda istanza violerebbe in modo arbitrario l'art. 150 CPC. Essa dimentica però che la Corte cantonale ha - pure - ritenuto non allegate le eventuali prestazioni svolte per l'opponente e le spese sostenute in tale ambito da cui potrebbe derivare una pretesa di risarcimento ex art. 413 cpv. 3 CO. Ora, invano nel ricorso si cerca una qualsiasi critica che soddisfi le - accresciute - esigenze di motivazione previste dall'art. 106 cpv. 2 LTF, con cui la ricorrente tenterebbe di dimostrare l'arbitrarietà di quest'ultima considerazione.