Citation: 5A_28/2025 E. 3.2.1

3.2.1. La ricorrente chiede innanzitutto al Tribunale federale " in ossequio all'art. 81 cpv. 1 in fine LEF " di constatare la prescrizione dell'azione del creditore procedente fondata sulle norme dell'arricchimento indebito, il cui termine di prescrizione relativo di un anno e assoluto di dieci anni (giusta il vecchio art. 67 cpv. 1 CO) avrebbe iniziato a decorrere il 29 luglio 2008 e sarebbe quindi scaduto il 29 luglio 2009, rispettivamente il 29 luglio 2018, cioè ben prima dell'introduzione della domanda di conciliazione il 18 novembre 2020. A suo dire, " decaduta la pretesa credito matrix, ogni altro atto successivo risulta inefficace ed inesistente, ivi compresa la procedura di sequestro e convalida avviata da B.________ (...) per incassare le ripetibili ". Secondo la ricorrente poi, siccome il Tribunale federale nella sentenza 6B_306/2019 del 22 maggio 2019 relativa al processo penale aperto nei suoi confronti aveva negato al creditore procedente la qualità di accusatore privato, quest'ultimo non sarebbe legittimato a far valere delle pretese civili " sugli stessi elementi spazio-temporali e di persone (regiudicata ex art. 59 cpv. 2 lett. (e) CPC) ", difetto che dovrebbe essere preso in considerazione d'ufficio dal giudice (art. 60 CPC). A suo dire, pertanto, " la chiarissima sentenza TF n. 6B_306/2019 [...] permette comodamente sia al MP sia al Pretore sia alla CEF di rigettare ogni domanda di B.________ " in particolare " la domanda sub iudice avanti il Pretore Pedrotti ". Per quanto è dato di capire, questi argomenti ricorsuali di prescrizione del credito e di difetto di legittimazione attiva risultano semmai riferiti ad un processo civile pendente in prima istanza tra le parti e la ricorrente non ne riesce a dimostrare la pertinenza nel presente procedimento esecutivo relativo all'incasso di un credito per spese processuali e ripetibili. Gli argomenti sarebbero in ogni caso inammissibili siccome relativi a questioni di merito, che esulano dalla competenza dell'autorità di vigilanza.