Citation: 5A_579/2022 E. 4.3.3

4.3.3. Ora, se è vero che tali principi non sono stati applicati soltanto a procedure che erano state avviate partendo da un rigetto definitivo dell'opposizione, va però rilevato, come sostiene anche l'opponente nella sua risposta, che la sospensione della comminatoria di fallimento validamente emessa è stata riconosciuta solo in situazioni in cui all'esame dell'autorità giudiziaria superiore vi era una decisione (un rigetto definitivo dell'opposizione, rispettivamente una reiezione dell'azione di disconoscimento del debito) di natura tale che, una volta esaurite dall'escusso senza successo le vie di impugnazione a sua disposizione e quindi decaduto il relativo effetto sospensivo, il creditore disponeva di nuovo di una decisione immediatamente esecutiva. Per contro, nel concreto caso, dato che l'effetto sospensivo ex tunc accordato al reclamo contro il rigetto provvisorio dell'opposizione ha impedito (pure retroattivamente) il decorso infruttuoso del termine per introdurre l'azione di disconoscimento del debito, la decisione che respinge tale reclamo ha fatto "riemergere" un rigetto provvisorio dell'opposizione, il cui carattere esecutivo - come visto (v. supra consid. 4.1) - dipende ancora dall'esito di una (eventuale) azione di disconoscimento del debito (83 cpv. 3 LEF) il cui termine ricomincia appunto a decorrere. Infine, contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, nemmeno la DTF 101 III 40 conferma la sua tesi: è vero che essa si riferisce ad una fattispecie relativa ad un rigetto provvisorio dell'opposizione, ma in quel caso la comminatoria di fallimento era stata emessa e notificata quando il termine per l'azione di disconoscimento del debito era già decorso senza che il debitore l'avesse utilizzato, e nel contempo l'effetto sospensivo al reclamo presentato contro il rigetto provvisorio dell'opposizione era stato accordato dal vicepresidente dell'autorità giudiziaria, in rappresentanza del presidente assente e manifestamente ignaro del fatto che la stessa autorità avesse in realtà già respinto (ma non ancora comunicato alle parti) tale reclamo, per cui era come se l'effetto sospensivo non fosse mai stato concesso; il Tribunale federale ha statuito che in un simile caso non occorreva annullare la comminatoria di fallimento (v. DTF 101 III 40 consid. 2 e 3).