Citation: 2C_408/2023 E. C

Adito da A.________ il 12 giugno 2023, il Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo ne ha respinto l'impugnativa e ha confermato la decisione governativa con sentenza del 16 giugno 2023. Rilevato che l'interessata non doveva essere sentita di persona, essendosi potuta esprimere per iscritto, egli ha precisato innanzitutto che censure riferite al merito della vertenza erano improponibili, siccome oggetto di disamina era il giudizio d'inammissibilità. Ha in seguito osservato che dall'avviso di tracciamento della posta emergeva che A.________ era stata avvisata il 20 febbraio 2023 dell'invio raccomandato. Ella però non l'aveva ritirato entro il termine di giacenza di sette giorni, che decadeva il 27 febbraio successivo. Il termine per ricorrere, che aveva iniziato a decorrere il 28 febbraio 2023 (art. 17 cpv. 4 lett. a LPAmm), era quindi scaduto il 30 marzo 2023: il gravame inoltrato il 17 aprile 2023 era quindi manifestamente tardivo. La Corte cantonale ha poi aggiunto che il fatto di avere ordinato alla posta di prolungare il periodo di ritiro sino al 20 marzo 2023 nulla cambiava, poiché ciò non poteva influire sulla regola dell'art. 17 cpv. 4 lett. a LPAmm, secondo cui in caso di invio postale raccomandato non ritirato dal destinatario o da un terzo autorizzato, la notifica dell'atto andava considerata avvenuta il settimo giorno dopo il primo tentativo di consegna infruttuoso. A prescindere da ciò l'interessata non aveva nemmeno ritirato l'invio alla scadenza del termine da lei prorogato. Dell'avviso della Corte cantonale il fatto che la decisione di revoca fosse poi stata rispedita per posta semplice non permetteva di giungere ad una diversa conclusione, siccome il nuovo invio non faceva decorrere un nuovo termine di ricorso. Il Giudice delegato ha ugualmente respinto la critica rivolta contro le modalità di notifica, osservando che al riguardo l'art. 17 cpv. 1 LPAmm lasciava un'ampia libertà di scelta all'autorità, la quale di regola optava per una notifica per invio raccomandato, poiché poteva in tal caso verificare la tempestività di un eventuale ricorso per mezzo del servizio di tracciamento postale. Per quanto concerne invece la notifica degli atti in via elettronica, prevista dall'art. 18 cpv. 1 LPAmm, tale soluzione non era invece al momento attuabile mancando il relativo regolamento di applicazione (art. 18 cpv. 2 LPAmm). Infine, a parere del Giudice delegato una restituzione dei termini di ricorso ai sensi dell'art. 15 LPAmm non entrava in considerazione, non essendo stati addotti argomenti che permettevano di riconoscere un'incolpevole impossibilità di rispettare il medesimo.