Citation: 5A_1025/2021 E. 8.2

8.2. A ciò, la ricorrente oppone, quale secondo argomento che va tuttavia trattato per primo, la censura di violazione del proprio diritto di essere sentita per causa di insufficiente motivazione. Per costante giurisprudenza, la motivazione è sufficiente e l'art. 29 cpv. 2 Cost. - che la ricorrente, invero, nemmeno invoca espressamente - è rispettato quando la parte interessata è messa in condizione di comprendere il provvedimento che la concerne e di poterlo impugnare con cognizione di causa. In quest'ottica basta che l'autorità esponga, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che in un altro. Essa non è quindi tenuta a esporre e discutere tutti i fatti, mezzi di prova e censure invocati dalle parti, ma può limitarsi a quelli che possono essere ritenuti, senza arbitrio, pertinenti. L'essenziale è che la decisione indichi chiaramente i fatti che sono stati accertati e le deduzioni giuridiche tratte dalla fattispecie determinante (DTF 146 IV 297 consid. 2.2.7; 144 IV 386 consid. 2.2.3; 142 IV 245 consid. 4.3; 142 II 154 consid. 4.2 con rinvii; 141 IV 249 consid. 1.3.1 e rinvii; sentenze 6B_62/2021 del 3 maggio 2022 consid. 2.2; 5A_1014/2018 del 9 febbraio 2022 consid. 3). Lamentando che il Giudice cantonale non abbia "neppure [...] fatto rinvio alle considerazioni già espresse relativamente alla domanda di gratuito patrocinio davanti al Pretore", la ricorrente formula una censura di merito. La motivazione nel giudizio impugnato, seppur lapidaria, è perfettamente comprensibile, oltre che in sintonia con l'esame nel merito delle censure sollevate dalla allora reclamante. Semmai ricevibile, la censura si appalesa infondata.