Citation: 5A_821/2024 E. 3

Il decreto impugnato, che respinge un'istanza di effetto sospensivo, è una decisione in materia di misure cautelari ai sensi dell'art. 98 LTF (v. DTF 137 III 475 consid. 2 con rinvii), per cui la parte ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali. Conformemente all'art. 106 cpv. 2 LTF, la parte ricorrente deve indicare i diritti costituzionali ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla sentenza impugnata, in cosa consiste la violazione (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4; 134 II 244 consid. 2.2). Nel rimedio all'esame la ricorrente afferma di aver ricevuto, il 14 ottobre 2024, false informazioni da parte dell'ufficio di esecuzione circa le esecuzioni ancora aperte nei suoi confronti e di non aver pertanto potuto saldare il debito posto in esecuzione dalla B.________ SA (di cui non sarebbe stata a conoscenza prima dell'11 ottobre 2024) nel termine di reclamo. Tale motivazione non soddisfa però, manifestamente, le rigorose esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, già per il fatto che la ricorrente non si prevale di alcuna lesione dei suoi diritti costituzionali.