Citation: B 33/05 13.12.2005 E. 2

Considerata la natura sussidiaria della prestazione d'uscita (art. 2 cpv. 1 LFLP), va esaminata in primo luogo la domanda ricorsuale tendente ad ottenere la differenza tra il capitale di libero passaggio e la rendita capitalizzata versata all'insorgente. In caso affermativo, infatti, diverrebbe superflua la disamina delle ulteriori richieste. 2.1 La domanda suscita perplessità già solo dal profilo procedurale, ritenuto che essa è stata formulata per la prima volta in sede federale senza che abbia in precedenza fatto l'oggetto delle conclusioni attoree o comunque del giudizio impugnato. In assenza di decisione formale impugnabile, l'oggetto impugnato è determinato dalle conclusioni attoree (DTF 129 V 452 seg. consid. 3.2; Meyer, Streitgegenstand im Streit - Erläuterungen zu BGE 125 V 413, in: Schaffhauser/Schlauri [editori], Aktuelle Rechtsfragen der Sozialversicherungspraxis, San Gallo 2001, pag. 9 segg., in particolare pag. 38). Secondo il principio dispositivo, la parte attrice è così libera di definire la lite che essa intende sottoporre al giudice competente in materia di previdenza professionale. Se essa tuttavia si limita a fare valere una determinata prestazione previdenziale, ciò determina per il Tribunale l'impossibilità di estendere l'oggetto della lite ad altre questioni che non sono state fatte valere giudizialmente. In particolare, il principio inquisitorio non può essere utilizzato per estendere l'oggetto della lite a questioni non sollevate. Il giudizio del Tribunale cantonale competente ai sensi dell'art. 73 LPP configura la decisione ai sensi dell'art. 97 in relazione con l'art. 98 lett. g OG e così l'oggetto impugnato di un successivo ricorso di diritto amministrativo. Oggetto litigioso in ultima istanza può pertanto unicamente essere determinato da ciò che ha statuito il Tribunale cantonale adito su petizione. Un'estensione a rapporti giuridici non giudicati dal Tribunale cantonale nell'ambito della procedura d'azione non entra in considerazione (Meyer, op. cit., pag. 38). L'ammissibilità della richiesta di prestazione di libero passaggio, formulata dopo che l'assicurato, in sede di petizione, aveva concentrato le proprie richieste sul ripristino della rendita di vecchiaia, appare pertanto più che dubbia. 2.2 Ad ogni buon conto, anche volendo prescindere dalle considerazioni che precedono e volendo ammettere l'esistenza dei requisiti necessari per estendere l'oggetto della lite (DTF 130 V 503, 122 V 36 consid. 2a e i riferimenti), la richiesta andrebbe comunque respinta nel merito in quanto infondata. 2.2.1 Secondo giurisprudenza, nel caso di istituti di previdenza che prevedono la possibilità di un pensionamento anticipato, per evento assicurato "vecchiaia" non è da intendersi il raggiungimento del limite legale secondo l'art. 13 cpv. 1 LPP, bensì quello previsto nel regolamento nell'ipotesi di un pensionamento anticipato. Di conseguenza, considerata la sua natura sussidiaria, non può più essere richiesta alcuna prestazione d'uscita se il contratto di lavoro è disdetto ad un'età in cui il regolamento già riconosce il diritto a prestazioni di vecchiaia per pensionamento anticipato (DTF 129 V 381, 120 V 306). Lo scioglimento del rapporto di lavoro in un momento in cui sono adempiuti i presupposti regolamentari per un pensionamento anticipato fa nascere il diritto alle prestazioni di vecchiaia previste dal regolamento nonostante l'intenzione dell'assicurato di esercitare attività lucrativa altrove (DTF 120 V 306). Diversamente si deve concludere solo nel caso in cui il regolamento previdenziale subordina il pensionamento anticipato e il versamento di una rendita anticipata a una chiara dichiarazione di volontà: in tali circostanze, l'evento "vecchiaia" escludente il diritto a una prestazione d'uscita non interviene in ogni caso, bensì unicamente se la persona assicurata fa uso di tale diritto (RSAS 2003 pag. 353 [sentenza del 24 giugno 2002 in re S., B 38/00]; cfr. pure le sentenze del 18 maggio 2005 in re F., B 33/04, consid. 4.2 e 5.1, e del 18 maggio 2004 in re UFAS c. Cassa pensioni del Touring Club Svizzero, 2A.509/2003, consid. 4.2.2). 2.2.2 La questione della sopravvenienza del rischio previdenziale "vecchiaia" e la differenziazione operata dalla predetta giurisprudenza assume, a ben vedere, rilevanza pratica unicamente in relazione a quegli assicurati che, raggiunta l'età di un possibile pensionamento anticipato continuano a lavorare e solo successivamente pongono termine al proprio rapporto lavorativo senza tuttavia espressamente manifestare l'intenzione di volersi ritirare dalla vita professionale (Hans-Ulrich Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, pag. 386 cifra marg. 1046). 2.2.3 Ora, nel caso di specie, il ricorrente non si è limitato a disdire il rapporto di lavoro che lo vincolava alla datrice di lavoro e/o a formulare una richiesta di versamento o trasferimento della prestazione di libero passaggio (come per contro avvenuto nella sentenza citata del 18 maggio 2005 in re F.; cfr. pure RSAS 2003 pag. 508 [sentenza del 2 dicembre 2002, B 81/01] e 353 [sentenza citata del 24 giugno 2002 in re S.]), bensì si è lasciato pensionare anticipatamente, come peraltro confermano le stesse allegazioni ricorsuali (pag. 2 lett. A del ricorso di diritto amministrativo; pag. 2 seg. della petizione) nonché l'assenza di qualsivoglia indicazione agli atti attestante l'intenzione di B.________ di intraprendere una nuova occupazione professionale. 2.2.4 In tali condizioni, la realizzazione dell'evento assicurato "vecchiaia" non può essere messo in discussione e non può lasciare spazio al riconoscimento di alcuna prestazione d'uscita. 2.2.5 L'esito di tale valutazione non è suscettibile di essere modificato neppure dal fatto che il nuovo regolamento della Cassa (nuovo art. 29 cpv. 8), in vigore dal gennaio 2001, avrebbe istituito la possibilità per gli assicurati di esigere, prima dell'inizio della rendita di vecchiaia, il versamento, integrale o parziale, della prestazione di libero passaggio in luogo della rendita di vecchiaia. A tal proposito è sufficiente il rinvio alla pronuncia impugnata che ha pertinentemente richiamato la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni in materia di applicabilità delle disposizioni regolamentari o statutarie in caso di loro modifica (DTF 121 V 100 consid. 1a con i riferimenti nonché DTF 127 V 314 consid. 3b).