Citation: 6B_271/2020 E. 3.5

3.5. Sulla base di tale accertamento, l'autorità cantonale ha correttamente ritenuto realizzato anche l'aspetto soggettivo del reato di cui all'art. 90 cpv. 3 e 4 LCStr. Non sussistono infatti in concreto quelle circostanze eccezionali evocate dalla giurisprudenza (v. supra consid. 3.1) per escludere il dolo. Con il superamento della velocità massima consentita nella misura prevista dall'art. 90 cpv. 4 LCStr, l'insorgente ha accettato anche il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti, tenuto conto della presenza di un imponente cantiere stradale, dell'importante restrizione delle carreggiate e della generale impossibilità di evitare un grave incidente in presenza di ostacoli o in caso di perdita della padronanza del veicolo (v. DTF 142 IV 137 consid. 11.2). La CARP ha peraltro osservato che, oltre alla considerevole velocità raggiunta, il ricorrente circolava a cavallo tra le due corsie di marcia, denotando così una certa sua disinvoltura e spregiudicatezza in quanto conducente. Nulla muta al riguardo la perizia psicologica del traffico a cui l'insorgente si è sottoposto e che attesta l'assenza di una propensione al rischio o di una tendenza all'imposizione aggressiva nel traffico, rispettivamente di impulsività. L'art. 90 cpv. 3 LCStr pone sullo stesso piano i sorpassi temerari, la partecipazione a gare non autorizzate con veicoli a motore e la grave inosservanza di un limite di velocità, sicché non è d'ausilio al ricorrente affermare di non avere una forma mentis paragonabile agli autori di altre tipologie di grave infrazione qualificata alle norme della circolazione stradale.