Citation: 4D_73/2021 E. 5.3.5

5.3.5. Il ricorrente contesta infine l'argomentazione del Tribunale di appello secondo cui la diminuzione della superficie agricola utile sarebbe da imputare a lui. Una sua negligenza, continua, sarebbe peraltro smentita dal fatto che non sarebbero stati chiesti pagamenti diretti retroattivi per il periodo dal 2012 al 2014. Anche le prove agli atti dimostrerebbero la sua buona fede, ancor più ove si pensa che la particella n. 243 era un "prato boscato" già prima della sua gestione. Anche al riguardo il ricorso è infruttuoso. Intanto la Corte cantonale non consta aver accennato a una negligenza del ricorrente, bensì ha constatato che si ignorava l'esatto momento della riduzione della superficie agricola utile e che tale fatto doveva essere provato dal ricorrente, gravato dall'onere della prova. L'insorgente non adduce alcun elemento convincente per far apparire insostenibile l'argomentazione della Corte cantonale. La mancata richiesta della competente autorità al ricorrente di restituire i pagamenti diretti da lui ricevuti prima del 2015 indizierebbe se mai una riduzione solo dal 2015 in avanti ed è in ogni caso un argomento neutro, valido anche per l'opponente, proprietario dei fondi fino a inizio 2012 (cfr. consid. A). Certo, il fondo n. 243 RFD di X.________ era " prato boscato " già prima della vendita (cfr. doc. H). La portata di quella descrizione, però, non è affatto scontata in assenza di ulteriori accertamenti (cfr. sopra, consid. 5.3.1.2). Ne deriva che, in assenza di prove convergenti sul momento effettivo della riduzione della superficie agricola utile, la conclusione della Corte cantonale dell'assenza di un dolo dell'opponente non denota alcun arbitrio. Non occorre perciò stabilire se l'opponente abbia sostenuto o no che la lamentata riduzione fosse dovuta a una negligenza del ricorrente. L'interessato si duole infine d'aver vanamente proposto al Pretore l'esperimento di un sopralluogo per verificare lo stato dei fondi imboschiti, aggiungendo di non averne contestato il rifiuto da parte di quel giudice. Ora, per tacere che la mancata contestazione è figlia di una sua scelta processuale, nulla di quanto da lui sostenuto emerge dal verbale di udienza del 27 gennaio 2020, in cui le parti hanno discusso la petizione e offerto le loro prove, ma non quella del sopralluogo. In ogni caso al proposito il rimedio si rivela inammissibile, perché non è nemmeno diretto contro la sentenza emanata dall'ultima istanza cantonale.