Citation: 2C_848/2014 E. 6

Il ricorrente afferma che non avrebbe mai ricevuto il primo ammonimento. Egli rimprovera quindi a tutte le autorità cantonali - le quali non hanno potuto fornire la prova dell'avvenuta notifica del medesimo, non avendo prodotto la ricevuta della ricezione del rispettivo invio raccomandato e nemmeno fornita la prova dell'avvenuto pagamento della relativa fattura - di averne tenuto conto per giustificare la revoca del proprio permesso di domicilio. L'argomento è privo di rilevanza. Come già rilevato da questa Corte, se quanto addebitato allo straniero è sufficientemente grave per portare alla revoca del permesso di domicilio, allora la competente autorità cantonale non è tenuta a pronunciare prima un ammonimento ai sensi dell'art. 96 cpv. 2 LStr (causa 2C_453/2011 del 28 novembre 2011 consid. 2.2.2 e 2C_935/2010 del 7 giugno 2011 consid. 3.1). Premesse queste considerazioni e dato che per i motivi esposti di seguito (cfr. consid. 7), la revoca del permesso di domicilio del ricorrente si rivela giustificata, l'autorità avrebbe potuto pronunciarla anche senza prima emettere alcun ammonimento. In queste condizioni, il fatto che il ricorrente, come da lui preteso, non abbia mai ricevuto l'ammonimento emanato nel 2001, non porta a conseguenza. Su questo punto il ricorso, infondato, dev'essere respinto. A titolo del tutto abbondanziale va comunque aggiunto che la seconda condanna penale del 18 maggio 2009, sospesa condizionalmente, e l'ammonimento del 25 giugno 2009 costituivano dei moniti sufficienti e che spettava al ricorrente trarne le necessarie conclusioni sul comportamento da adottare.