Citation: 5A_181/2024 E. 3.2

3.2. Il ricorrente lamenta una violazione degli art. 388 cpv. 2 e 389 cpv. 2 CC e dell'art. 9 Cost. Con riferimento alla scelta della misura di protezione, egli rimprovera al Presidente della Camera di protezione una violazione del divieto dell'arbitrio nell'accertamento dei fatti per aver confermato la decisione dell'autorità di protezione " nella totale assenza di un quadro probatorio e fattuale tale da giustificarla sulla base di una valutazione approfondita dei contorni dello stato di debolezza dell'interessato e del suo tipo di incapacità sociale ". Secondo il ricorrente, il Presidente della Camera di protezione avrebbe infatti omesso di tenere conto di prove pertinenti e avrebbe effettuato, sulla base degli elementi raccolti, deduzioni insostenibili. In particolare, egli non avrebbe considerato che la procedura di protezione ha origine nella richiesta 8 novembre 2021 formulata dallo stesso interessato di essere posto sotto una curatela ai sensi dell'art. 393 CC, che il rapporto 17 novembre 2021 della Pro Senectute e il certificato 2 dicembre 2021 del dott. E.________ si limitavano a indicare la necessità di una misura di mero sostegno a favore dell'interessato, che nella comunicazione 11 aprile 2022 la curatrice B.________ indicava che la persona da proteggere era piuttosto la moglie dell'interessato e proponeva la revoca della curatela di rappresentanza, che nel certificato 9 giugno 2022 il dott. E.________ attestava che l'interessato "è in grado di intendere e di volere ", che nel certificato 3 gennaio 2023 sempre il dott. E.________ attestava che l'interessato, " affetto da polipatologie organiche che non facilitano un'ottima esecuzione nella vita quotidiana e per le quali necessiterebbe un minimo aiuto, è in grado di gestire il suo patrimonio, di evadere gli oneri richiesti e di conservare i suoi interessi economici " e che la sua " integrità intellettiva " è quindi " conservata ". Secondo il ricorrente, il quadro probatorio indicava pertanto che il suo stato di debolezza consisteva solo in deficit mnesici a breve termine e nel timore di effettuare errori, conservando però una piena capacità di discernimento, mentre la conseguente incapacità sociale si limitava al non riuscire a gestire autonomamente atti di natura burocratica. I presunti rischi di influenzabilità e manipolazione dell'interessato constatati dall'autorità di protezione si baserebbero inoltre su valutazioni generiche (il suo " carattere ondivago " non troverebbe conferma nei referti medici e la redazione di un testamento, che è peraltro un diritto strettamente personale, non potrebbe essere considerata aprioristicamente quale prova dell'influenzabilità) e comunque non attesterebbero un'incapacità di giudizio tale da giustificare una curatela di rappresentanza in parte privativa dell'esercizio dei diritti civili dell'interessato, " che al momento, giova rammentarlo, non può accedere ai suoi conti, gestire le sue finanze o disporre della sua sostanza immobiliare ". A dire del ricorrente, l'autorità di protezione avrebbe dovuto, in virtù del principio inquisitorio illimitato, raccogliere d'ufficio le prove per sincerarsi che la curatela giusta gli art. 394 e 395 CC fosse adeguata al caso di specie. Nel confermare la decisione dell'autorità di protezione, il Presidente della Camera di protezione avrebbe quindi violato il principio di autodeterminazione dell'interessato (art. 388 cpv. 2 CC) e il principio di proporzionalità (art. 389 cpv. 2 CC). Con riferimento invece alla scelta del curatore, il ricorrente lamenta un'applicazione arbitraria dell'art. 401 cpv. 1 CC da parte dell'autorità di protezione, e quindi, di riflesso, anche da parte del Presidente della Camera di protezione, per essersi discostati dalla sua richiesta di nominare C.________ fondandosi sul fatto, non comprovato, secondo cui ella sarebbe "nota per la posizione fortemente oppositiva agli interventi di autorità": "in buona sostanza la stessa viene ritenuta non idonea sulla base di una (presunta) opinione, ciò che non può essere accettato in uno stato di diritto".