Citation: 6B_1058/2015 E. 3

Il ricorrente contesta in primo luogo di poter essere considerato gestore ai sensi dell'art. 158 CP e di aver violato un obbligo che gli incombeva in tale veste. Lamenta la violazione del principio in dubio pro reo e del divieto dell'arbitrio in relazione all'interpretazione data dalla CARP alla frase "lasala lì che pö paghi". Contrariamente a quanto ritenuto, peraltro in urto con le dichiarazioni concordanti del segretario comunale, egli l'avrebbe proferita nella sua veste di contribuente moroso e non in quella di sindaco: non sarebbe pertanto da considerare come un ordine impartito al segretario comunale. A causa del conflitto di interesse in cui si sarebbe trovato, egli non sarebbe stato legittimato ad avviare procedure esecutive per quanto attiene sia al suo debito personale di imposte sia a quello del complesso B.________, né avrebbe potuto impedirle. Con suddetta affermazione avrebbe manifestato la sua intenzione di pagare il dovuto senza necessariamente incoare tali procedure. Richiamando le disposizioni della legge organica comunale del 10 marzo 1987 del Cantone Ticino (LOC/TI; RL 2.1.1.2), l'insorgente evidenzia che la decisione di avviare procedure esecutive a carico di un contribuente moroso spetterebbe al Municipio in corpore e non al sindaco che, contrariamente a quanto affermato dalla CARP interpretando in modo arbitrario il diritto cantonale, non disporrebbe in materia di alcuna competenza autonoma e, in caso di collisione di interessi, sarebbe escluso ex lege dall'esercizio delle sue funzioni politiche e istituzionali e perderebbe così la sua posizione di amministratore del patrimonio comunale.