Citation: 4A_275/2016 E. 3.3

3.3. In merito a quest'ultimo e specifico aspetto, il Tribunale d'appello ha poi però anche aggiunto: che, siccome le prove di cui gli attori avevano auspicato l'assunzione in prima istanza non erano state assunte dal Pretore e nemmeno potevano esserlo in sede di appello o su rinvio - a maggior ragione considerata l'inspiegabile opposizione espressa in appello dagli attori medesimi, che non ne avevano chiesto l'assunzione nemmeno per il caso in cui il Tribunale d'appello non avesse condiviso il giudizio pretorile in merito alla quantificazione del danno - non restava che respingere le loro pretese, poiché le stesse non erano state sostanziate (art. 8 CC); che, pur possedendo essi stessi un certo numero di elementi probatori, gli attori non avevano del resto neppure ritenuto di esporne in dettaglio le risultanze con le conclusioni, precludendosi in tal modo (vista anche la categorica opposizione espressa in sede di appello all'assunzione delle prove rilevanti proposta dalla convenuta appellante) la facoltà di prevalersi della facilitazione probatoria prevista dall'art. 42 cpv. 2 CO, di natura eccezionale e concessa per l'appunto solo quando alla parte non possa essere rimproverata una negligenza nell'allegazione delle circostanze rilevanti e nell'assunzione delle prove; che è per altro parimenti a ragione che la convenuta ha rimproverato al Pretore un apprezzamento arbitrario dell'art. 42 cpv. 2 CO in quanto: benché quest'ultimo avesse constatato che la liquidazione si era protratta per un tempo doppio al necessario, ha dedotto un importo (fr. 250'000.--) maggiore alla metà di quello fatturato (fr. 476'813.75), senza addurre circostanze atte a giustificare il suo agire; il rinvio ai documenti contenuto in proposito nel giudizio del Pretore era generico e non permetteva di spiegare alcunché; anche le considerazioni fornite dal Pretore in relazione al possibile "risparmio di tempo" apparivano eccessivamente semplicistiche.