Citation: I 489/02 04.02.2003 E. 3

3.1 Come rilevato dalla precedente autorità di giudizio, dopo il rimpatrio avvenuto alla fine del 1981, T.________ ha continuato a lavorare quale commerciante nel ramo della vendita al minuto di mobili. La licenza rilasciatagli dal Comune di M.________ il 7 gennaio 1982 è stata depositata il 7 febbraio 2001 dopo che l'interessato, a seguito dell'acuirsi della cirrosi epatica, era stato ricoverato in ospedale, cessando di conseguenza la propria attività a partire dal dicembre 1999. Per le conseguenze delle affezioni di cui è portatore, i medici dell'INPS lo hanno riconosciuto invalido secondo la legge italiana nella misura del 75%. Di diverso avviso invece il consulente medico dell'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, dott. L.________, il quale ha ammesso un'incapacità lavorativa del 50% dal 10 dicembre 1999 come commerciante in proprio di mobili e del 30% dal 10 marzo 2001, rispettivamente del 20% in attività leggere adeguate. Esaminata la documentazione medica prodotta dall'interessato con il ricorso in sede commissionale, la dott.ssa E.________, altra consulente medico dell'amministrazione, ha elevato il grado d'incapacità lavorativa nel campo del commercio di mobili e in ogni altra occupazione medio-pesante al 70% dal 10 dicembre 1999. Essa ha nel contempo ritenuto che la capacità lavorativa in attività leggere fosse limitata solo in misura ridotta, non superiore al 30% dal 10 dicembre 1999 e del 20% dal 10 marzo 2001. Secondo il raffronto dei redditi effettuato dall'apposito servizio amministrativo la perdita di guadagno conseguente all'incapacità lavorativa era del 42% circa. 3.2 Il primo giudice, ritenendo che la documentazione medica agli atti non gli consentiva di esprimersi con la necessaria certezza, non è entrato nel merito di queste divergenze di valutazione. A suo dire, l'inserto medico metterebbe infatti in evidenza un quadro di indubbia gravità, che spazia dalla patologia epatica ingravescente alla comparsa di varici esofagee, dall'ascite all'ipertensione e alla encefalopatia post-sistemica, senza dimenticare il diabete mellito, il morbo di Dupuytren alle mani, con relative limitazioni funzionali e le affezioni artrosiche alla colonna vertebrale. Tale quadro meriterebbe, secondo il giudice commissionale, un esame più attento di natura polispecialistica, che renda possibile un giudizio più sereno sulla gravità effettiva delle affezioni e sulle loro ripercussioni sulla capacità di guadagno. Questi rilievi trovano conferma nella documentazione agli atti e fanno apparire, tutto ben considerato, necessaria una valutazione polispecialistica, che vada oltre un semplice apprezzamento delle certificazioni raccolte in sede d'istruttoria della domanda di rendita. Il Tribunale federale delle assicurazioni non può quindi che aderire alla pronunzia del primo giudice, che per altro non è neppure stata contestata dall'Ufficio AI. Appare infatti in concreto indispensabile chiarire a fondo i diversi risvolti delle affezioni del ricorrente e disporre di una valutazione maggiormente tranquilizzante del grado d'incapacità lavorativa nella professione di commerciante di mobili esercitata fino al dicembre del 1999, rispettivamente - se ve ne sono - in altri mestieri ancora compatibili con la situazione valetudinaria complessiva. Il ricorrente, dal canto suo, non ha prodotto con il presente gravame alcun documento medico nuovo, che in qualche modo possa supplire alla lamentata carenza d'indagini.