Citation: 1B_138/2014 E. 1.3

1.3. Il contestato rifiuto di accogliere l'istanza probatoria formulata dal ricorrente, tendente a un'ulteriore audizione dei suoi figli minorenni (al riguardo vedi art. 154 CPP), non conclude il procedimento penale e costituisce manifestamente una decisione incidentale. Non trattandosi di una decisione notificata separatamente concernente la competenza o domande di ricusazione, l'art. 92 LTF non è applicabile. Contro la criticata decisione incidentale il ricorso è quindi ammissibile soltanto alle condizioni dell'art. 93 cpv. 1 LTF: spetta di massima al ricorrente dimostrarne l'adempimento (art. 42 cpv. 2 LTF; DTF 138 III 46 consid. 1.2; 136 IV 92 consid. 4 e 4.2). In concreto è manifesto che l'accoglimento del gravame non comporterebbe immediatamente una decisione finale che consentirebbe di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 cpv. 1 lett. b LTF). Il ricorso è quindi ammissibile soltanto se la criticata decisione può causare al ricorrente un pregiudizio irreparabile (lett. a). Nell'ambito di procedimenti penali la nozione di pregiudizio irreparabile dev'essere interpretata restrittivamente. In questo campo l'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF riprende la regola del previgente art. 87 cpv. 2 OG (DTF 136 IV 92 consid. 4), fondata su motivi di economia processuale e tendente a evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima procedura (DTF 135 I 261 consid. 1.2). Un pregiudizio è irreparabile quando è suscettibile di provocare un danno di natura giuridica, che nemmeno una decisione favorevole nel merito, segnatamente con il giudizio finale, permetterebbe di eliminare completamente: semplici pregiudizi di fatto, come il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo non rappresentano di massima siffatti pregiudizi (DTF 136 II 165 consid. 1.2.1; 133 IV 288 consid. 3.2, 139 consid. 4).