Citation: 9C_227/2008 12.03.2009 E. 1

che S.________ insorge al Tribunale federale, al quale chiede, in accoglimento del gravame, il riconoscimento di una mezza rendita d'invalidità dal 7 luglio 2003, che a sostegno della propria tesi produce in particolare un rapporto medico del dott. A.________, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, che attesta un grado di invalidità del 56%, che non sono state chieste osservazioni al ricorso, che il Tribunale amministrativo federale ha correttamente esposto le norme e i principi discilplinanti la materia, ricordando in particolare le condizioni alle quali è subordinato il riconoscimento di una rendita d'invalidità (art. 4 cpv. 1 e 28 cpv. 1 LAI [nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 2007] in relazione con gli art. 7 e 8 LPGA [per lo stato di fatto determinante realizzatosi dopo il 1° gennaio 2003]), i compiti del medico per l'accertamento del grado di invalidità, il valore probatorio generalmente riconosciuto ai referti medici fatti allestire da un tribunale o dall'amministrazione conformemente alle regole di procedura applicabili (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261, 351 consid. 3b/ee pag. 353), il concetto - di principio unitario - di invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali (cfr. nondimeno al proposito sentenza citata I 507/02, consid. 3 con riferimenti) e le regole applicabili in caso di nuova domanda di rendita (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI), che l'istanza precedente ha accertato in maniera vincolante per la Corte giudicante (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398) che il ricorrente presentava - quantomeno fino alla data determinante della decisione su opposizione in lite (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220; 121 V 362 consid. 1b pag. 366) - una residua capacità lavorativa del 70% sia nell'ultima professione svolta sia in altre attività sostitutive, che nel ricorso non viene fatto valere nulla che lasci concludere per un accertamento dei fatti determinanti manifestamente inesatto o avvenuto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 97 cpv. 1 in relazione con l'art. 95 lett. a LTF, e che giustifichi di procedere a una rettifica secondo l'art. 105 cpv. 2 LTF, che - in contrasto con quanto prescritto dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF - il ricorrente nemmeno si confronta adeguatamente con la pronuncia impugnata e non spiega nelle debite forme perché e in quale misura il giudizio impugnato sarebbe contrario al diritto, che in particolare l'insorgente non spiega perché e in quale misura il referto del dott. A.________ (sulla limitata possibilità di addurre fatti nuovi e nuovi mezzi di prova cfr. comunque l'art. 99 cpv. 1 LTF) e/o la perizia 23 gennaio 2004 dell'Istituto nazionale della previdenza sociale di Y.________, che aveva attestato un grado di invalidità del 50%, renderebbero manifestamente inesatto l'apprezzamento del Tribunale amministrativo federale, che in ogni caso, anche se ricevibili, le censure ricorsuali si esauriscono in una - tenuto conto del potere di esame limitato di cui dispone il Tribunale federale nella presente procedura - inammissibile critica appellatoria dell'accertamento compiuto dai giudici di prime cure, che per rispondere alle perplessità del ricorrente si ricorda che se dalla perizia - motivata, chiara e completa - del dott. T.________ è emersa l'esistenza di patologie degenerative suscettive di peggiorare in futuro, ciò non costituisce ancora un fattore invalidante, che inoltre ogni assicurato ha il dovere di intraprendere tutto quanto sia da lui ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28 e sentenze ivi citate), che comunque l'esistenza di fattori estrinseci, che impediscono la ripresa di un'attività adeguata e compatibile, non sono rilevanti per l'AI svizzera poiché l'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee all'invalidità non giustifica il riconoscimento di una rendita, che se pertanto un assicurato non reperisce un lavoro adeguato a dipendenza dell'età o di una formazione insufficiente, l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a risponderne poiché l'incapacità lucrativa non è dovuta a una causa per la quale la legge le impone di prestare (DTF 107 V 17 consid. 2c pag. 21; VSI 1999 pag. 247 consid. 1), che in tali circostanze il ricorso si dimostra infondato e va respinto, che le spese seguono la soccombenza e sono pertanto poste a carico del ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF), per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: