Citation: 5A_333/2007 21.08.2007 E. 3

3.1 L'autorità di vigilanza ha indicato che le garanzie ai sensi dell'art. 277 LEF garantiscono l'obbligo dell'escusso di ripresentare gli oggetti posti sotto sequestro o di sostituirli con altri di ugual valore in caso di pignoramento o fallimento. Essa ha quindi ritenuto che tali garanzie sussistono fintanto che l'escusso non abbia riconsegnato (rispettivamente sostituito) i beni sequestrati che l'Ufficio di esecuzione dovrà trasmettere giusta l'art. 199 LEF all'amministrazione del fallimento. Rileva poi che l'avvocato, che aveva depositato a suo nome, ma per conto della fallita, fr. 416'941.95 presso la banca Y.________ a garanzia dell'impegno da questa assunto nella garanzia bancaria, non ha ancora girato tale importo all'amministrazione del fallimento, perché si prevale di un diritto di compensazione per parcelle rimaste insolute. Per questo motivo ha reputato che la garanzia bancaria è ancora in vigore e che la domanda di incasso dell'Ufficio di esecuzione è prematura, atteso che essa potrà unicamente essere formulata una volta conosciuto l'importo versato all'amministrazione del fallimento da tale avvocato, che ha proposto un'azione di contestazione della graduatoria in seguito alla reiezione di una parte delle sue pretese. 3.2 La ricorrente sostiene invece che la decisione dell'autorità di vigilanza violerebbe gli art. 199 e 206 LEF e renderebbe inutilmente difficoltosa la procedura di fallimento. Asserisce che non farebbe senso mantenere la garanzia dopo il fallimento; essa dovrebbe invece decadere perché priva d'oggetto, affinché gli averi utilizzati per garantirla rientrino nella massa. Ritiene inoltre che se la garanzia continua a sussistere, il creditore sequestrante potrebbe incassarla semplicemente presentando una copia della sentenza di convalida del sequestro ed avvantaggiarsi in questo modo a scapito degli altri creditori. 3.3 La ricorrente misconosce la portata del provvedimento annullato dall'autorità di vigilanza. Nella cifra 2 del dispositivo, l'Ufficio di esecuzione non ha abrogato la garanzia bancaria, ma ha indicato che la garanzia bancaria è da considerare di spettanza della massa fallimentare e che provvederà a chiederne il versamento. Per questo motivo, in caso di accoglimento della conclusione subordinata del rimedio in esame, con la quale viene chiesto che i ricorsi cantonali siano respinti, verrebbe ripristinata la predetta cifra del dispositivo della decisione dell'Ufficio di esecuzione, in cui questo annuncia che procederà all'incasso della garanzia bancaria. 3.3.1 Ora, giusta l'art. 42 LTF gli atti scritti devono contenere le conclusioni e i motivi (cpv. 1), e nei motivi occorre spiegare in modo conciso perché l'atto impugnato viola il diritto (cpv. 2). Sennonché il ricorso non contiene alcuna motivazione riferita alla sentenza impugnata: la ricorrente non spende una parola per esporre le ragioni che farebbero apparire contraria al diritto la decisione dell'autorità di vigilanza di non permettere all'Ufficio di esecuzione di incassare la garanzia bancaria a questo stadio della procedura. Nell'impugnativa la ricorrente si limita ad illustrare i motivi per cui ritiene che la banca debba essere liberata dall'obbligo assunto con l'emissione della garanzia bancaria: essa afferma infatti che la garanzia bancaria sarebbe decaduta e divenuta priva d'oggetto con il fallimento, che "evidentemente" ("es versteht sich von selbst") la banca non consegnerà l'importo presso di lei depositato per garantire l'impegno nei confronti dell'Ufficio di esecuzione fintanto che non verrà liberata dall'obbligo assunto nella garanzia bancaria ("solange sie nicht von ihrer Garantieverpflichtung befreit erklärt wird") e che revocando la garanzia bancaria la procedura fallimentare potrebbe procedere in modo normale. Ne segue che la conclusione subordinata dev'essere dichiarata inammissibile, perché priva di una qualsiasi motivazione. 3.3.2 Non è d'altronde possibile esaminare le argomentazioni ricorsuali a sostegno della - semplice - revoca della garanzia bancaria e della liberazione della banca da tale obbligo, perché esse suffragano inammissibilmente conclusioni nuove (art. 99 cpv. 2 LTF), che non sono state oggetto della procedura cantonale. Infatti, nemmeno la banca, che aveva prestato la garanzia, aveva chiesto nel proprio ricorso di esserne liberata. 3.4 Giova infine osservare che, contrariamente a quanto affermato nel ricorso, il creditore sequestrante non può incassare la garanzia bancaria semplicemente presentando la sentenza di convalida del sequestro. Come indicato nell'atto di ricorso medesimo, la garanzia bancaria è stata rilasciata nei confronti dell'Ufficio di esecuzione e compete quindi agli organi dell'esecuzione forzata farla valere, qualora al momento del pignoramento o del fallimento i beni in precedenza sequestrati non vengano ripresentati (DTF 106 III 130 consid. 2 pag. 134).