Citation: 1P.294/2005 20.10.2006 E. 1

1.1 La decisione con la quale il Gran Consiglio statuisce sui ricorsi contro il piano direttore è definitiva (art. 18 cpv. 5 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990, LALPT) e non è impugnabile con il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 34 cpv. 1 e 3 LPT). Nulla osta pertanto all'ammissibilità del ricorso di diritto pubblico sotto il profilo degli art. 86 cpv. 1 e 84 cpv. 2 OG. 1.2 II ricorrente fonda il gravame principalmente sulla violazione della propria autonomia. La scheda di piano direttore, adottata dal Governo e confermata dal Parlamento con la decisione impugnata, è vincolante per il Comune di Caslano (art. 9 cpv. 1 LPT e 22 cpv. 1 LALPT), il quale è pertanto toccato nella sua veste di detentore del potere pubblico ed è legittimato a proporre il gravame secondo l'art. 88 OG (DTF 119 Ia 285 consid. 3b; sentenza 1P.55/2003 del 15 aprile 2003, consid. 2.2, in: RDAT II-2003, n. 41, pag. 151 seg.). 1.3 Anche quando statuisce su ricorsi di diritto pubblico fondati sull'autonomia comunale il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto ma, per il cosiddetto principio dell'allegazione, esamina soltanto le censure proposte e motivate in modo chiaro e preciso, conformemente ai dettami dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 114 Ia 73 consid. 2a, 80 consid. 1b, 315 consid. 1b). Il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata violi l'autonomia del ricorrente o sia altrimenti lesiva delle norme invocate (DTF 130 I 26 consid. 2.1, 127 I 38 consid. 3c). 1.4 Il ricorso di diritto pubblico ha, tranne eccezioni che non si verificano in concreto, natura meramente cassatoria (DTF 132 I 68 consid. 1.5, 129 I 173 consid. 1.5). Nella misura in cui il ricorrente chiede più dell'annullamento della decisione impugnata, segnatamente la riforma della stessa con il rinvio della causa al Governo per nuovi studi sulla ristrutturazione viaria, il gravame è inammissibile. 1.5 II ricorrente ritiene "assurdo" e lesivo dell'art. 30 Cost. il fatto che il Consiglio di Stato abbia presentato una risposta agendo per sé stesso e quale rappresentante dell'autorità giudicante. A suo dire, la legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, del 17 dicembre 2002 (LGC) regolerebbe la questione della rappresentanza solo dal punto di vista politico-istituzionale e non da quello giudiziario, per il quale si applicherebbe esclusivamente la legge di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 (LPamm). In realtà, contrariamente a quest'assunto, gli art. 112 e 113 LGC, invero non esplicitamente richiamati dal ricorrente, definiscono i rapporti dei due organi dello Stato proprio nell'ambito ricorsuale, mentre gli art. 75 segg. LPamm non regolano espressamente la questione. L'art. 113 LGC, che porta il titolo marginale "Rappresentanza", stabilisce infatti che di regola, fatte salve decisioni diverse, "il Consiglio di Stato rappresenta il Gran Consiglio per ogni atto procedurale e provvede segnatamente alla redazione degli allegati scritti". Questa situazione può effettivamente suscitare perplessità se il Consiglio di Stato è nel contempo parte nel procedimento, come nel caso qui in esame. L'organo esecutivo ha però assunto questo doppio ruolo solo davanti al Tribunale federale, dopo l'emanazione della decisione impugnata con il ricorso di diritto pubblico, sulla quale la criticata circostanza non ha perciò influito. L'unica conseguenza che se ne deve trarre è che l'allegato di risposta va letto tenendo conto del fatto che esprime anche il parere dell'autorità resistente, la quale solitamente si propone di difendere il proprio operato.