Citation: 5A_270/2015 E. 6.3

6.3. Il Tribunale di appello ha considerato privo di rilevanza l'argomento che la ricorrente ha tratto dal principio del divieto di venire contra factum proprium, e che in sede cantonale ella ha invocato con riguardo alle tasse e tributi che il Comune ha per anni incassato sulla base della superficie supposta maggiore. L'eventuale obbligo del Comune di rimborsare eventuali prelievi fiscali in eccesso esula, secondo i Giudici cantonali, dalla fattispecie in discussione. Nel suo ricorso in materia civile, la ricorrente ritiene che secondo il Tribunale di appello, il Comune ed il Cantone Ticino non avrebbero attivamente intrapreso alcun passo riguardo all'accertamento della superficie del suo fondo, sicché non sussisterebbe alcun "venire". Ma ciò sarebbe falso, poiché con l'invio di fatture per oneri fiscali fondate su una superficie di 3'764 m2, l'ente pubblico avrebbe positivamente riconosciuto la correttezza di tale superficie. Peraltro, anche il pretendere un'usucapione della superficie del sentiero costituirebbe un venire contra factum proprium, se il Comune fosse davvero convinto di esserne da sempre legittimo proprietario. Avvalendosi degli argomenti appena riassunti, la ricorrente ribadisce invero il proprio convincimento che l'ente pubblico si sia attivato; tuttavia, non risponde all'obiezione proposta dal Tribunale di appello, secondo il quale il calcolo dei prelievi fiscali sulla base della superficie iscritta a registro fondiario non ha nulla a che vedere con la presente fattispecie. In effetti, la posizione della ricorrente resta incomprensibile: nell'esperire la propria attività fiscale, l'ente pubblico - per il tramite dell'autorità fiscale - si è semplicemente basato su dati che sono stati accertati in tutt'altra procedura, nello svolgimento della quale l'autorità fiscale non era stata coinvolta in alcun modo. Non si vede - né la ricorrente lo spiega - in virtù di quale norma o principio giuridico l'autorità fiscale avrebbe dovuto, e addirittura potuto, riesaminare la superficie del fondo in oggetto prima di formulare le proprie pretese fiscali. Al limite dell'inammissibilità per la pochezza dell'argomentazione ricorsuale, la censura va respinta.