Citation: 6B_474/2021 E. 3.2

3.2. Prima di entrare nel merito delle censure ricorsuali, è opportuno rammentare che l'invocato diritto di essere sentito, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende anche il diritto a una decisione motivata. Esso impone all'autorità di menzionare almeno brevemente le ragioni che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e di porre così l'interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 145 III 324 consid. 6.1). L'autorità non è tuttavia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutti gli argomenti sollevati (fatti, mezzi di prova, censure), potendo limitarsi a quelli che, senza arbitrio, appaiono rilevanti per il giudizio, in quanto atti a influire sulla decisione (DTF 147 IV 409 consid. 5.3.4; 146 II 335 consid. 5.1). Inoltre, purché la comprensione non ne sia ostacolata, la motivazione di una decisione può anche essere implicita, risultare dai diversi considerandi della stessa o da rinvii ad altri atti (DTF 141 V 557 consid. 3.2.1). Nel procedimento penale, tale diritto trova la sua concretizzazione nell'art. 80 cpv. 2 prima frase CPP che impone di emettere per iscritto e motivare le decisioni. Un'eventuale violazione del diritto di essere sentito può essere eccezionalmente sanata dal Tribunale federale ove fruisca di un pieno potere d'esame, ossia ove solo delle questioni di diritto siano controverse, e purché ciò non comporti un pregiudizio per l'interessato (DTF 146 III 97 consid. 3.5.2).