Citation: 6B_610/2023 E. 12.1

12.1. Giusta l'art. 426 cpv. 3 lett. a CPP, l'imputato non sostiene le spese procedurali causate dalla Confederazione o dal Cantone con atti procedurali inutili o viziati. La norma si riferisce ad atti che risultavano oggettivamente tali già in anticipo. Trattasi di atti i cui costi non sarebbero più in un rapporto di causalità adeguata con il reato. È per esempio il caso di errori materiali o procedurali dell'autorità corretti nella procedura di ricorso o della ripetizione di atti procedurali inficiati da violazioni formali (v. sentenza 6B_711/2023 del 1° luglio 2024 consid. 9.2 con rinvii). Oltre a non pretendere che i controlli telefonici fatturati fossero inutili già ex ante, il ricorrente non si avvede che tale atto è stato richiesto e autorizzato per una durata molto limitata, nell'ottica di procedere al suo fermo ed evitare un intervento a vuoto, con il rischio in quest'ultimo caso che l'insorgente, appreso di essere oggetto di sospetto, trafugasse eventualmente documentazione o dati da dispositivi, come risulta chiaramente dall'istanza del Procuratore pubblico del 6 ottobre 2021 (incarto cantonale, all. 25 pag. 4) e dalla relativa decisione di approvazione del Giudice dei provvedimenti coercitivi dell'8 ottobre 2021 (incarto cantonale, all. 31 pag. 2). Posto come al termine della sorveglianza, l'insorgente è stato arrestato, l'atto procedurale non può essere definito inutile neppure ex post, di modo che i relativi costi possono essere posti a carico del ricorrente senza violare l'art. 426 cpv. 3 lett. a CPP.