Citation: 8C_593/2018 E. 2.1

2.1. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni, dopo avere esposto le disposizioni legali e la prassi ritenute applicabili, ha accertato che il ricorrente, vedovo e con due figlie, abitava con la sua famiglia in un appartamento di tre locali dal canone mensile di fr. 1'606.80 (spese accessorie e parcheggio inclusi). Egli è al beneficio di prestazioni assistenziali già dal mese di gennaio 2010. La figlia maggiore del ricorrente ha vissuto con il padre fino al 31 dicembre 2016, quando ella ha notificato la sua partenza per U.________. La figlia minore beneficia di un permesso di soggiorno a U.________, dove si è recata per studi con l'aiuto di un prestito di studio. Il 30 gennaio 2017 l'amministrazione ha informato il ricorrente che la locazione dell'appartamento era "di gran lunga superiore a quello riconosciuto dai nostri parametri". L'interessato non ha sollevato obiezioni fino all'emanazione della decisione. La Corte cantonale ha osservato che il ricorrente non ha intrapreso il benché minimo sforzo per trovare un'abitazione più economica. I giudici ticinesi hanno ritenuto irrilevanti le osservazioni del ricorrente, che ha evocato motivi famigliari (e in modo particolare la necessità di avere una camera per la figlia adulta che rientra da Oltregottardo). Ad ogni modo motivi di salute o finanziari non sono tali da impedire all'interessato di trovare un altro appartamento. Per il ricorrente un cambiamento di abitazione era pertanto esigibile. Da ultimo, la Corte cantonale ha ricordato lungamente che in materia di assistenza sociale si applica il principio della sussidiarietà secondo cui lo sforzo personale, gli obblighi da parte di terzi e le prestazioni volontarie da parte di terzi, segnatamente un prestito della madre del ricorrente, hanno la precedenza rispetto alla pubblica assistenza.