Citation: 1C_487/2016 E. 2.2

2.2. Giusta l'art. 15d cpv. 1 LCStr, se sussistono dubbi sull'idoneità alla guida di una persona, quest'ultima è sottoposta a un esame di verifica. Questa disposizione elenca, in modo non esaustivo, una serie di esempi in cui l'idoneità alla guida può suscitare dubbi (lett. a-e). Rientra in tali casi segnatamente la guida sotto l'influsso di stupefacenti o la presenza a bordo di stupefacenti che compromettono seriamente la capacità di condurre o che comportano un elevato rischio di dipendenza (lett. b). Secondo la giurisprudenza, qualora vi siano sospetti di una dipendenza dall'alcool o da stupefacenti, l'autorità competente deve ordinare un chiarimento medico, in particolare laddove esistono concreti elementi suscettibili di fare ritenere seriamente dubbia l'idoneità alla guida del conducente interessato (sentenza 1C_445/2012 del 26 aprile 2013 consid. 3.2 e rinvio). L'ordine di sottoporsi ad un accertamento dal profilo della medicina del traffico non presuppone che il conducente abbia circolato sotto l'influsso di stupefacenti o che simili sostanze siano state rinvenute a bordo del veicolo. Ciò in particolare ove si consideri che, come visto, l'elenco dell'art. 15d cpv. 1 lett. a-e LCStr non è esaustivo (sentenza 1C_445/2012, citata, consid. 3.2). La giurisprudenza ammette inoltre la possibilità di trarre dal rifiuto del conducente di collaborare alla verifica della sua idoneità alla guida, conclusioni per lui negative (DTF 124 II 559 consid. 5a).