Citation: 1C_433/2018 E. 2.1

2.1. La Corte cantonale ha sottolineato che oggetto della vertenza è unicamente la richiesta di approvare in sanatoria la modifica del cordolo a confine con la scala esistente sul fondo yyy, innalzato di circa 17 cm rispetto a quanto precedentemente autorizzato. Ha precisato che i permessi anteriori, passati in giudicato, esulano dalla procedura in esame. Ha poi rilevato che, secondo le autorità inferiori, l'innalzamento litigioso non potrebbe essere autorizzato perché lesivo dell'altezza massima autorizzata di 3,23 m, di per sé già superiore ai 3 m prescritti per le costruzioni accessorie dall'art. 10 cpv. 3 delle norme di attuazione del piano regolatore (NAPR). Ha per contro ritenuto che, secondo l'art. 40 cpv. 1 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE), l'altezza di un edificio è misurata dal terreno sistemato al punto più alto del filo superiore del cornicione di gronda o del parapetto. Ha stabilito che la maggior altezza del cordolo non dev'essere riportata sul fronte sud dell'autorimessa, poiché il suo spessore di circa 15 cm non determina un ingombro suscettibile d'essere conteggiato nell'altezza della facciata sud dell'autorimessa, in quanto da questo lato il suo sviluppo orizzontale non appare sostanzialmente dissimile da quello di un palo, risultando quindi irrilevante sotto il profilo degli ingombri verticali, motivo per cui da questo punto di vista l'altezza massima autorizzata (3,23 m) non è violata. Ha aggiunto che neppure da ovest il manufatto litigioso determina un ingombro che dovrebbe essere sommato a quello dell'autorimessa, considerata la contiguità tra i due garage ubicati sui due fondi: il contestato cordolo non si distingue infatti da un'opera di cinta realizzata sul tetto piano dell'autorimessa, adibito, come quello sito sul fondo contermine, a terrazza/giardino pensile. Ne ha concluso che la sua altezza, peraltro inferiore al livello della rete metallica posta sulla corona dell'opera che sorge sul fondo confinante, viste le particolari circostanze del caso di specie, non presta il fianco a critiche.