Citation: 1A.286/2004 09.06.2006 E. 1

1.4 Il ricorso è tempestivo, ritenuto che l'UFG - invero in maniera poco comprensibile rilevato che la X.________ SA, alla quale correttamente è stato concesso di partecipare alla procedura, è la titolare del conto di cui ha ordinato la consegna degli averi - le ha comunicato la decisione impugnata solo il 29 ottobre 2004, con la semplice motivazione che l'estradato ne è l'avente diritto economico e ne ha quindi la libera disposizione. L'asserita violazione del diritto di essere sentito per la mancata immediata notifica della decisione impugnata, comunicazione avvenuta in seguito e che non ha quindi pregiudicato i diritti dei ricorrenti, non è data; né è stato leso l'art. 55 AIMP, cui accennano i ricorrenti, ritenuto ch'essi hanno potuto esprimersi sulla contestata consegna degli averi bancari. La consegna degli altri oggetti appartenenti all'estradato non è stata, rettamente, criticata e non è quindi oggetto del litigio. 1.5 L'UFG ha rilevato che B.________, il quale non ha impugnato la decisione in esame, ha dichiarato d'aver aperto la relazione litigiosa, d'avere procura sulla stessa e di esserne l'avente diritto economico. I ricorrenti, tenuti ad addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), richiamando l'art. 103 cpv. 1 lett. a OG, la fondano sulla circostanza che la società ricorrente è la titolare del conto sequestrato. Aggiungono che pure il ricorrente A.________ sarebbe indirettamente leso dall'impugnata decisione, in quanto fondatore della società e azionista unico dapprima e al 50% poi. 1.5.1 Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria la legittimazione a ricorrere, per lo meno riguardo alla trasmissione di documenti bancari, è riconosciuta solo al titolare del conto bancario di cui siano chieste informazioni o alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; art. 80h lett. b AIMP; DTF 130 II 162 consid. 1.1, 128 II 211 consid. 2.3, 126 II 258 consid. 2d). La persona contro cui è diretto il procedimento all'estero può ricorrere alle medesime condizioni (art. 21 cpv. 3 AIMP; DTF 123 II 161 consid. 1d, 122 II 130 consid. 2b). Ora, rilevato che il ricorrente non fa valere d'essere perseguito all'estero, secondo la costante giurisprudenza la legittimazione a ricorrere è negata sia all'azionista unico o maggioritario, che può di regola far esercitare questo diritto dalla società da lui dominata, entità da lui giuridicamente distinta (DTF 121 II 38, 459 consid. 2c, 114 Ib 156 consid. 2a), sia all'avente diritto economico di una società anonima (DTF 130 II 162 consid. 1.1, 129 II 268 consid. 2.3.3, 122 II 130 consid. 2b). La questione di sapere se questa prassi valga incondizionatamente anche per la consegna di averi (cfr. DTF 113 Ib 257 consid. 3c pag. 266; sentenza 1A.93/1997 del 22 di-cembre 1997, consid. 2; Stefan Heimgartner, Auslieferungsrecht, tesi, Zurigo 2002, pag. 66 seg.; Peter Popp, Grundzüge der internationalen Rechtshilfe in Strafsachen, Basilea 2001, n. 554/555), per di più nell'ambito di una procedura estradizionale, non dev'essere esaminata oltre, visto che in concreto occorre comunque vagliare il gravame presentato pure a nome della titolare del conto. 1.5.2 La legittimazione della società ricorrente, titolare del conto sequestrato e del quale l'UFG ha ordinato la consegna degli averi depositativi all'Italia, è infatti pacifica (DTF 131 II 169 consid. 2.2.1 e consid. 2.2.3 pag. 174 concernente una consegna sulla base dell'art. 74a AIMP).