Citation: 4A_237/2022 E. 1.2.2

1.2.2. La ricorrente riconosce che l'interpretazione dell'art. 24 cpv. 2 CCL PP è stata elucidata a partire dal maggio del 2018 nel senso ritenuto dalla Corte cantonale nella sentenza impugnata. Allo stadio attuale, non vi è quindi un'incertezza sulla portata della norma, tale da giustificare un interesse generale e urgente a una delucidazione da parte del Tribunale federale. La ricorrente ritiene del resto legittima e vincolante, a partire dal maggio del 2018, l'interpretazione dell'art. 24 cpv. 2 CCL PP eseguita dai giudici cantonali, corrispondente a quella comunicata alle aziende interessate dalla Commissione paritetica regionale del Cantone Ticino per il settore del prestito del personale (CPRT) con una circolare del 29 maggio 2018 e successivamente pure illustrata nel commento del 12 aprile 2019 del CCL PP. Quanto al periodo dal gennaio del 2012 al maggio del 2018 invocato dalla ricorrente, risulta che l'asserita incertezza non era generale, ma essenzialmente limitata alla prassi vigente nel Cantone Ticino. Secondo quanto emerge dagli accertamenti agli atti, in altre parti della Svizzera l'art. 24 cpv. 2 CCL PP era applicato sin dall'entrata in vigore, il 1° gennaio 2012, in modo corrispondente al senso attuale. La ricorrente rileva inoltre che sono pendenti in sede cantonale diverse altre cause concernenti il tema qui litigioso, di cui almeno tre con un valore di lite superiore a fr. 15'000.--. In tale circostanza, la connotazione di questione giuridica d'importanza fondamentale non può essere riconosciuta, poiché la problematica da lei sollevata può riproporsi in un caso con un valore di lite sufficiente secondo l'art. 74 cpv. 1 lett. a LTF. Ne consegue che, contro la sentenza qui impugnata, il ricorso in materia civile è inammissibile.