Citation: 4A_194/2019 E. 3.3

3.3. In concreto non è innanzi tutto ravvisabile alcuna violazione del diritto di essere sentito del ricorrente, atteso che non esiste alcun obbligo di comunicare in modo anticipato la composizione della Corte statuente (DTF 144 I 37 consid. 2.3.3). Le parti hanno potuto apprenderla con la notifica della decisione impugnata. La mancata conoscenza anticipata del nominativo del giudice proveniente da un'altra Camera ha unicamente per conseguenza che esse hanno la facoltà di potersi eventualmente prevalere di un motivo di ricusazione contro quest'ultimo nella procedura innanzi al Tribunale federale (sentenza 6B_671/2018 del 15 ottobre 2019 consid. 1.5.2). Nel gravame in esame il ricorrente non adduce tuttavia alcun motivo di ricusa, indicando addirittura nella propria replica che "non è questa la sede per esporli". Non è neppure possibile ritenere irragionevole il motivo di astensione del Presidente della Camera indicato nella risposta al ricorso, atteso che del resto lo stesso ricorrente riconosce che vi è stato un periodo di "fre quenti contatti" nell'ambito della giustizia militare. Come indicato nella risposta della Corte cantonale, giusta l'art. 42 cpv. 6 LOG/TI "quando le circostanze lo richiedono o nel caso in cui ciò sia necessario per far fronte al carico di lavoro, all'interno delle Sezioni di diritto civile e di diritto pub blico, ogni giudice collabora con le Camere di cui non è membro" e che in virtù dell'art. 45 cpv. 1 LOG/TI ogni Camera si completa in primo luogo con altri membri della Sezione. Il Giudice subentrante è pacificamente parte di una Camera "sorella" di quella che ha emanato il giudizio impugnato e il Tribunale federale ha già avuto modo di osservare che una sostituzione come quella operata in concreto corrisponde ad un uso diffuso (sentenza 2D_49/2011 del 25 settembre 2012 consid. 3.6). La giurisprudenza più recente ritiene invero problematica una composizione della Corte basata unicamente sulla disponibilità e sul carico del lavoro dei magistrati, priva di criteri trasparenti, verificabili e definiti anticipatamente che limitano in modo oggettivo le possibilità di costituire il collegio giudicante, ma ha pur sempre considerato che un tale modo di procedere può costituire una soluzione provvisoria fintantoché non vengano prese le disposizioni di oggettivazione auspicate dalla giurisprudenza (sentenza 6B_671/2018 del 15 ottobre 2019 consid. 1.5.3 con rinvii). Giova infine aggiungere che il ricorrente non contesta che nelle cause che lo riguardavano quale patrocinatore la Camera in questione abbia in periodi recenti statuito più volte senza il suo Presidente. Ne segue, come indicato dall'autorità inferiore, che egli non poteva essere sorpre so che ciò fosse accaduto anche nel caso in esame. La buona fede processuale, il cui rispetto è peraltro invocato nel ricorso, gli avrebbe quindi imposto, qualora avesse ritenuto che un collegio giudicante privo del Presidente della Camera fosse frutto di una composizione viziata, di intervenire presso l'autorità inferiore prima dell'emanazione della sentenza e non attendere l'esito dell'appello per poi prevalersi delle garanzie costituzionali, che pretende essere state lese, unicamente in sede di ricorso. Ne segue che la censura va respinta.