Citation: 2A.366/2001 29.01.2002 E. 1

a) In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG e art. 4 LDDS; DTF 126 II 329 consid. 1a; 124 II 361 consid. 1a; 123 II 145 consid. 1b; 122 II 1 consid. 1a, 385 consid. 1a e rispettivi rinvii). aa) Conformemente all'art. 7 cpv. 1 LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Dopo una dimora regolare e ininterrotta di cinque anni, ha diritto al permesso di domicilio. Secondo la prassi, per l'ammissibilità del ricorso di diritto amministrativo, è unicamente determinante la questione se, formalmente, vi sia matrimonio. È invece problema di merito sapere se lo straniero abbia diritto al rilascio o alla proroga del permesso di dimora, rispettivamente alla concessione di un permesso di domicilio, oppure se l'autorizzazione sollecitata debba essere negata in virtù delle eccezioni o delle restrizioni di cui all'art. 7 cpv. 1 e 2 LDDS (DTF 122 II 289 consid. 1b; 120 Ib 6 consid. 1). Nel caso concreto, il ricorrente è sposato con una cittadina svizzera dal mese di gennaio 1995: l'esistenza formale di un matrimonio non dà pertanto adito a dubbi: è quindi aperta la via del ricorso di diritto amministrativo. Tale rimedio, esperito in tempo utile (art. 106 cpv. 1 OG) da una persona legittimata ad agire (art. 103 lett. a OG) è, in linea di principio, ammissibile. bb) Il ricorso è anche ammissibile dal profilo dell'art. 8 CEDU, norma che garantisce il rispetto della vita privata e famigliare (sulle condizioni di applicazione della medesima, cfr. DTF 122 II 1 consid. 1e, 289 consid. 1c; 120 Ib 1 consid. 1d e rispettivi rinvii), dato che il ricorrente è sposato con una cittadina svizzera e che il matrimonio sembra essere effettivamente vissuto. b) Dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, il ricorrente si è limitato a chiedere il rinnovo del proprio permesso di dimora annuale, senza più sollecitare il rilascio di un permesso di domicilio, questione che non è stata esaminata dai giudici cantonali, come emerge chiaramente dalla sentenza querelata. Ne deriva che le conclusioni del presente ricorso di diritto amministrativo con cui egli postula ora la concessione di un permesso di domicilio esulano dall'oggetto del litigio e sono pertanto inammissibili (cfr. DTF 124 II 499 consid. 1c). Oggetto di disamina sarà quindi unicamente la problematica attinente al rinnovo del permesso di dimora annuale.