Citation: 1C_543/2022 E. 2.3

2.3. La CRP, in applicazione dell'art. 80e cpv. 2 AIMP (RS 351.1), ha stabilito che la ricorrente non ha allegato alcun pregiudizio immediato e irreparabile ai sensi della giurisprudenza, limitandosi semplicemente a osservare che è notorio che le procedure rogatoriali potrebbero durare diversi anni, fattispecie comunque non realizzata in concreto. Per tale motivo ha dichiarato inammissibile il ricorso (sul tema, dopo l'iniziale decisione di entrata in materia, cfr. sentenza 1C_489/2021 del 27 settembre 2022 consid. 2.2-2.4). La ricorrente, limitandosi a osservare in maniera del tutto generica che avrebbe subito un preteso danno economico poiché a causa del sequestro non avrebbe potuto incidere direttamente sull'andamento degli averi sequestrati con adeguate misure di investimento e di protezione nell'ambito degli eventi disastrosi subiti dai mercati, non dimostra affatto che la CRP avrebbe applicato in maniera lesiva del diritto federale la prassi inerente al pregiudizio irreparabile. D'altra parte il ricorso, che si limita in larga misura a rinviare in maniera inammissibile al gravame presentato dinanzi alla CRP, visto che la motivazione dev'essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (DTF 143 II 283 consid. 1.2.3; 143 V 19 consid. 2.2), disattende inoltre le esigenze di motivazione dell'art. 42 cpv. 2 LTF, e sarebbe inammissibile anche per questo motivo.