Citation: 1C_426/2015 E. 2.2

2.2. Il ricorrente fa poi valere una violazione del diritto di essere sentito, perché il TPF non avrebbe compiutamente vagliato le sue censure, che ridimensionerebbero la gravità delle condotte contestategli. Tuttavia, una siffatta violazione, supposta data, non costituirebbe di per sé, né il ricorrente lo pretende, una grave lacuna ai sensi dell'art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. sentenze 1C_110/2015 del 26 febbraio 2015 consid. 2.3, 1C_763/2013 del 27 settembre 2013 consid. 2.2, 1C_323/2013 del 27 marzo 2013 consid. 1.3 e 1C_325/2012 del 28 giugno 2012 consid. 1.2). Ribadendo che la domanda di estradizione non potrebbe essere accolta, poiché egli disporrebbe asseritamente di un valido passaporto diplomatico, il ricorrente non si confronta poi, se non in materia del tutto generica e quindi lesiva delle esigenze di motivazione dell'art. 42 LTF, con le conclusioni del TPF, per il quale tale assunto non è provato. Al riguardo, le lettere da lui prodotte in questa sede sono nuove e quindi inammissibili, poiché nulla gli impediva di produrle dinanzi all'istanza precedente (art. 99 cpv. 1 LTF) : per di più, quella di un consulente è del tutto ininfluente al riguardo. Anche l'accenno di critica alle condizioni carcerarie in Italia è inammissibile per carenza di motivazione, visto che il ricorrente non si confronta con la recente giurisprudenza, rettamente richiamata e applicata dal TPF.