Citation: 1C_537/2015 E. 2.2

2.2. Contestano poi la competenza dei procuratori italiani a richiedere il sequestro provvisorio dei conti litigiosi, tale richiesta dovendo provenire al loro dire da un'autorità giudiziaria, segnatamente dal giudice per l'istruzione preliminare; la CRP non avrebbe infatti considerato l'art. 27 n. 1 della Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi del reato, conclusa a Strasburgo l'8 novembre 1990, in vigore sia per l'Italia che per la Svizzera (CRic, RS 0.311.53), per il quale quando la richiesta di cooperazione comporta misure coercitive, la stessa deve indicare il testo delle disposizioni di legge e l'indicazione ch'esse potrebbero essere adottate nel territorio della Parte richiedente. Accennano pure all'art. 18 cpv. 3 CRic, secondo cui la Parte richiesta può (ma non deve) rifiutare l'assi-stenza se le misure richieste non fossero consentite dalla legge della Parte richiedente, ricordato, ciò che i ricorrenti misconoscono, che secondo l'invocata norma, la nozione di autorità giudiziaria comprende espressamente le procure pubbliche. Ora, il TPF, richiamando la prassi e la dottrina, ha ritenuto che una conferma dell'ammissibilità nello Stato rogante del provvedimento richiesto allo Stato rogato è pretesa soltanto quando sussistano seri dubbi sulla competenza dell'autorità rogante che ordini siffatti provvedimenti, ipotesi esclusa in concreto. In effetti, nell'ambito di rogatorie italiane, siffatte domande sono costantemente presentate dalle Procure della Repubblica. D'altra parte i ricorrenti, disattendendo il loro obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confrontano con questa argomentazione, né indicano a sostegno della loro tesi una qualsiasi norma della legislazione italiana. La circostanza che nell'ambito di un procedimento civile svoltosi in Inghilterra, il ministero pubblico avrebbe indicato che, a sua domanda, il giudice per le indagini preliminari possa disporre un sequestro di averi, nulla muta a tale conclusione.