Citation: 2C_758/2019 E. 5.2.3

5.2.3. Sempre come rilevato nella sentenza 2C_624/2019 del 28 ottobre 2019 (consid. 5.5) alla conclusione secondo cui la ricorrente costituirebbe una minaccia attuale, effettiva e sufficientemente grave di un interesse fondamentale per la società - come richiesto dall'art. 5 allegato I ALC e dalla giurisprudenza in materia - non conduce infine il fatto che, quando ha richiesto il permesso di dimora UE/AELS, ha sottaciuto di avere dei procedimenti penali pendenti in Italia e non ha in seguito indicato alle autorità di essere stata condannata. In effetti, se è vero che un simile atteggiamento può costituire un indizio di una minaccia attuale ed effettiva per l'ordine pubblico (sentenza 2C_624/2019 del 28 ottobre 2019 consid. 5.5 con ulteriori rinvii), e che ad esso si aggiunge qui quella che i Giudici ticinesi definiscono "una certa propensione a non rispettare le regole della circolazione stradale", altrettanto vero è che nel caso della ricorrente emerge per il resto un quadro diverso e rassicurante: ovvero di una persona che - lasciatasi alle spalle gli atti che hanno portato alle condanne del 2010, lontani nel tempo (2002 e 2003) e con nessuna attinenza rispetto alle infrazioni in materia di circolazione stradale - ha seguito una nuova formazione, ottenendo il diploma cantonale di assistente di cura, e da tempo svolge un'attività lavorativa del 100 %. Sempre dal giudizio impugnato non risulta inoltre né una dipendenza da alcol, che potrebbe portare a valutare differentemente il rischio di recidiva in materia di infrazioni delle regole della circolazione stradale, né la pronuncia di altre misure, come la revoca della licenza di condurre, cui l'insorgente non si sarebbe attenuta (sentenza 2C_864/2018 del 18 febbraio 2019 consid. 5 e contrario).