Citation: 4P.291/2004 20.04.2005 E. 5

Secondo il ricorrente, l'autorità cantonale sarebbe incorsa in un errore manifesto nel riportare il passaggio determinante della deposizione dell'avv. C.________. Nella sentenza si legge infatti che "... il testo della convenzione rifletteva ciò che le parti gli avevano detto", mentre il testimone ha deposto che "il progetto di convenzione, verosimilmente, rifletteva ciò che le parti mi avevano detto". L'avverbio "verosimilmente" - sostiene il ricorrente - è indice di una semplice ipotesi, di un'interpretazione e dimostra - sempre secondo il ricorrente - che in realtà l'avvocato aveva ricevuto le informazioni fondamentali per la redazione del testo della convenzione solamente dall'opponente. In sostanza, dunque, l'arbitrio consiste nell'aver dato per vero ciò che è soltanto verosimile. La censura è infondata. La frase che il teste ha pronunciato è effettivamente quella riprodotta nel gravame. Come obietta a ragione l'opponente, il passo va però inserito nel suo contesto, non può essere isolato. Si osserva allora che l'avv. C.________ ha in primo luogo precisato di aver redatto la convenzione "per incarico conferitomi congiuntamente dalle parti le quali erano venute nel mio studio allo scopo di regolare i loro rapporti interni quali azionisti della X.________ SA. In sostanza l'attore metteva il capitale, mentre la convenuta era amministratrice unica della società". In seguito il teste ha dichiarato di aver dovuto consultare gli atti prima della comparsa in Pretura, perché non ricordava più "in dettaglio ciò che era stato fatto". Quanto alla convenzione, che non era stata firmata dinanzi a lui, ha precisato di averne inviato i progetti all'opponente, dopodiché non ne aveva più avuto notizia. Segue poi la frase contestata: "il progetto di convenzione, verosimilmente, rifletteva ciò che le parti mi avevano detto". Ne discende che, diversamente da quanto asserito nel ricorso, l'avverbio "verosimilmente" non esprime, in concreto, interpretazioni, ipotesi né tantomeno dubbi; esso può invece essere messo in relazione con il fatto che il testimone non ricordasse i dettagli della discussione. L'apprezzamento dell'autorità cantonale non può essere definito arbitrario per il solo fatto che non riprende il vocabolo "verosimilmente" nella motivazione. Non è peraltro dato di capire per quale motivo l'avverbio dimostrerebbe che l'avvocato aveva ricevuto istruzioni soltanto dall'opponente. A prescindere dal significato preciso della frase litigiosa è comunque importante rilevare come, prima di pronunciarla, il teste abbia ricordato senza esitazioni che l'incarico di preparare la convenzione gli era stato dato da entrambe le parti.