Citation: 5A_951/2017 E. 4.1

4.1. Se l'autorità di protezione dei minori è competente per statuire sulle relazioni personali (art. 275 cpv. 1 CC), la procedura è regolata dagli art. 314 segg. CC (sentenze 5D_199/2015 del 5 aprile 2016 consid. 4.3.1; 5A_459/2015 del 13 agosto 2015 consid. 4.2.2.1 con rinvio). Giusta l'art. 314 cpv. 1 CC, le disposizioni sulla procedura davanti all'autorità di protezione degli adulti si applicano per analogia. Nella misura in cui non contenga delle norme speciali, e per la ricusa non ve ne sono, il diritto federale attribuisce ai Cantoni la competenza di regolare la procedura in tale ambito (v. art. 450f CC; sentenza 5A_254/2014 del 5 settembre 2014 consid. 2.1 con rinvio). Giusta l'art. 31 cpv. 1 della legge dell'8 marzo 1999 del Cantone Ticino sull'organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell'adulto (LPMA; RL 4.1.2.2), per la ricusa di membri delle autorità regionali di protezione si applicano i motivi previsti dal CPC. Gli art. 47 segg. CPC si applicano quindi, in questo contesto, a titolo di diritto cantonale suppletorio. Fatta eccezione per i casi citati dall'art. 95 LTF, dinanzi al Tribunale federale non è possibile far valere la violazione del diritto cantonale in quanto tale e pertanto chi intende formulare una critica relativa all'applicazione di disposizioni che rientrano nella categoria del diritto cantonale suppletorio deve dimostrare, con una motivazione conforme all'art. 106 cpv. 2 LTF, una violazione del divieto dell'arbitrio o di altri diritti costituzionali (DTF 140 III 385 consid. 2.3; 139 III 225 consid. 2.3; 138 I 232 consid. 2.4).