Citation: 1C_62/2019 E. 1.2.2

1.2.2. La Corte cantonale ha infatti compiutamente e correttamente illustrato ai ricorrenti che secondo l'art. 41 cpv. 1 LOC, il presidente entro cinque giorni pubblica all'albo comunale le risoluzioni dell'assemblea con l'indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso. Questa pubblicazione è volta a permettere, nei Comuni ove è stato istituito il Consiglio comunale, l'esercizio del diritto di referendum e, in tutti i Comuni, quello del diritto di ricorso dinanzi al Consiglio di stato prima e al Tribunale cantonale amministrativo poi, nell'ambito di violazioni della LOC (art. 208 cpv. 1 LOC). Ha ricordato che, per contro, nel quadro specifico dell'adozione di un piano regolatore sulla base della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 (LST), il Municipio procede alla sua pubblicazione, previo avviso anche personale ai proprietari, per un periodo di trenta giorni presso la cancelleria comunale (art. 27 cpv. 2 LST), pubblicazione da effettuare dopo il passaggio in giudicato della decisione di adozione ai sensi della LOC, quindi dopo la scadenza dei termini di ricorso e di referendum, e che dev'essere annunciata almeno cinque giorni prima agli albi comunali, sul Foglio ufficiale e nei quotidiani (art. 36 cpv. 3 del regolamento del 20 dicembre 2011 della LST). Questa seconda pubblicazione permette di contestare dinanzi al Governo dapprima e alla Corte cantonale poi il contenuto del piano regolatore ed eventuali violazioni della LST (art. 28 e 30 LST; su queste pubblicazioni vedi RAFFAELLO BALERNA, La protezione giuridica in materia di piani regolatori, in: RtiD I-2015, pag. 203 segg., pag. 207 segg.). Il Tribunale cantonale amministrativo, accertato che dinanzi ad esso i ricorrenti hanno sollevato censure relative a pretese violazioni di natura procedurale e materiale, ha stabilito che queste critiche devono essere addotte nell'ambito della seconda pubblicazione, effettuata in applicazione della LST. Ha aggiunto che, rettamente, il Governo avrebbe dovuto pertanto respingere il ricorso anche su questo punto, e non dichiararlo irricevibile, ritenendo nondimeno inutile riformare il giudizio governativo in tal senso, poiché si tratterebbe di un esercizio sterile, privo di portata pratica. I ricorrenti non criticano queste conclusioni, peraltro corrette.