Citation: 4C.232/2002 15.01.2003 E. 2

L'attrice rimprovera anzitutto all'autorità cantonale la violazione dell'art. 115 CO, per non aver ammesso che il contenuto del fax inviato il 6 ottobre 1995 è stato superato dagli accordi intervenuti successivamente fra le parti, e ciò sia per atti concludenti - mediante il pagamento, il 6 novembre 1995, di US$ 120'000.-- all'appaltatrice generale invece che direttamente alla convenuta - sia per effetto delle pattuizioni scritte del 10-11 gennaio 1996. Sennonché la Corte cantonale ha stabilito, sulla scorta delle risultanze istruttorie, che fra le parti non è intervenuto nessun ulteriore accordo. Per quanto concerne l'asserito superamento dell'impegno assunto il 6 ottobre 1995 per atti concludenti, si può rilevare che dinanzi alle istanze cantonali l'attrice non ha mai messo in discussione l'accertamento per cui il versamento della nota somma costituiva un semplice acconto; dato che nel fax non venivano definite le modalità di pagamento delle due fatture, nulla ostava alla consegna di tale importo per il tramite dell'appaltatrice generale. In ogni caso, la tesi - addotta fra le righe e come tale inammissibile già per carente motivazione (art. 55 cpv. 1 lett. c OG) - per cui la convenuta avrebbe manifestato la volontà di esonerare l'attrice dagli obblighi assunti nel fax, incassando l'acconto versatole dall'appaltatrice (invece che dall'attrice) qualche settimana dopo il termine indicato in tale documento è, oltre che nuova, manifestamente priva di fondamento, soprattutto in considerazione del fatto - accertato - ch'entrambe le parti sapevano che con ogni probabilità l'appaltatrice generale non avrebbe potuto adempiere gli obblighi contrattuali verso i suoi subappaltatori e subfornitori. Con riferimento all'affermazione secondo la quale l'impegno assunto nel fax sarebbe stato superato dalla successiva stipulazione di nuovi accordi in forma scritta, basti rammentare che dall'esame degli atti di causa è emerso che nessuno dei documenti evocati dall'attrice è stato approvato da entrambe le parti, sicché nessuno di essi è vincolante. Di conseguenza viene a cadere l'argomento secondo il quale la convenuta non avrebbe provato di aver fatto fronte agli obblighi assunti nel quadro di tali accordi. Rivolta contro l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti, invece che contro l'applicazione del diritto, la censura relativa alla violazione dell'art. 115 CO dev'essere pertanto dichiarata inammissibile.