Citation: 1P.706/2006 07.11.2006 E. 3

3.1 La patrocinatrice si diffonde inoltre, in maniera inutilmente prolissa, sull'apertura del procedimento disciplinare nei suoi confronti in relazione alla segnalazione, tra l'altro, della Pretura penale, adducendo la violazione della libertà personale dell'avvocato, del suo segreto professionale e dell'art. 8 CEDU. Come a lei noto, un suo ricorso di diritto amministrativo presentato avverso questo procedimento, trattandosi di una decisione incidentale, è stato dichiarato inammissibile con sentenza del 13 ottobre 2006 (causa 2A.600/2006). La richiesta ricorsuale che il Tribunale federale intervenga d'ufficio anche in tale ambito, in particolare procedendo ai chiarimenti dell'asserita diffamazione e del preteso travisamento dei fatti operati dai mass media ticinesi nei suoi confronti, è quindi irricevibile. D'altra parte, l'accenno ricorsuale alla punibilità dei mass media secondo l'art. 27 CP, dev'essere sollevato, se del caso, dinanzi alle competenti autorità cantonali. La stessa conclusione vale per l'implicito richiamo alla tutela offerta dall'art. 28 CC. 3.2 C.________ precisa che il ricorso presentato in suo nome tende inoltre ad ottenere una corretta intimazione del decreto impugnato, segnatamente con indicazione del titolo "Avv. Dr.", senza la "denominazione anomala ed esclusivamente maschile del titolo stesso (Dott.)". Il Tribunale federale, chiamato più volte dalla ricorrente a pronunciarsi sull'asserita omissione del suo titolo accademico nel rubrum di decisioni intimatele (sentenze 1P.455/2002 del 7 ottobre 2002 consid. 1.4, 2P.36/2003 del 2 maggio 2003 e 1P.306/2003 del 6 giugno 2003, consid. 3), ha ripetutamente spiegato che siffatte forme redazionali non contengono alcun giudizio di valore negativo nei suoi confronti. La censura, temeraria, è quindi, e manifestamente, priva di ogni e qualsiasi fondamento.