Citation: 6B_1490/2022 E. 4.3

4.3. È vero che, relativamente a questa imputazione, la Corte di appello pare non aver valutato l'insieme delle dichiarazioni rilasciate da B.________ dall'avvio del procedimento, chinandosi solo su quelle rese dal 2019 in poi. Sennonché, con riferimento al "circuito di Budapest", essa non ha accertato i fatti sulla scorta di quanto da lui raccontato, limitandosi al riguardo a rilevare come il ricorrente e B.________ si siano attribuiti reciprocamente le responsabilità della vicenda. Le censure di arbitrio nella valutazione delle dichiarazioni di quest'ultimo risultano pertanto ininfluenti per l'esito del procedimento. L'autorità precedente ha infatti forgiato il suo convincimento sulla base di quanto riferito dai clienti e in parte dallo stesso insorgente. Ha considerato credibili le dichiarazioni dei clienti interrogati, ancorché non prive di lievi imprecisioni, perché coerenti, circostanziate e disinteressate. Il ricorrente insiste sul suo mancato coinvolgimento nei passaggi fondamentali, nella parte "tecnica" del "circuito di Budapest". La Corte di appello tuttavia non ha preteso il contrario, pur accertando una sua partecipazione attiva ed essenziale alle relative operazioni, consistente in sintesi nella consulenza dei clienti in merito alla soluzione ungherese, che venivano a tal fine messi in contatto con B.________, avendo questi entrature presso la banca magiara. Il suo coinvolgimento non si esauriva comunque a questo stadio, atteso che in determinati casi il ricorrente si è procurato i documenti necessari e ha accompagnato personalmente i clienti in Ungheria. Per l'autorità precedente, questo accompagnamento è stato indispensabile per la buona riuscita dell'operazione, segnatamente perché i clienti si fidavano di lui e perché padroneggiava perfettamente la lingua inglese. Se è vero che, sebbene avanzate dall'insorgente medesimo per spiegare la sua partecipazione ai viaggi in Ungheria, le sue competenze linguistiche non appaiono rilevanti per valutare il suo ruolo nel "circuito di Budapest", tenuto conto della presenza in loco di un interprete di cui hanno dato atto i clienti interrogati, la ritenuta essenzialità del suo intervento non denota comunque alcun arbitrio. Infatti, oltre a instaurare il contatto con B.________, egli ha accompagnato i clienti in Ungheria perché, secondo le sue stesse dichiarazioni riportate nella sentenza impugnata, B.________ non era la "persona che poteva destare la maggiore fiducia" e la presenza dell'insorgente poteva rassicurarli. Aggiungasi inoltre che, in taluni casi, il ricorrente si è anche procurato i documenti necessari per l'operazione. In simili circostanze, benché non implicato nella fase "tecnica", appare del tutto sostenibile ritenere il suo coinvolgimento indispensabile per la buona riuscita dell'operazione, come concluso dalla Corte di appello. Nel presentare a grandi linee il "circuito di Budapest", i giudici precedenti indicano che, dopo i bonifici sui conti ungheresi, gli averi venivano trasferiti su un conto controllato dall'insorgente o da B.________, senza tuttavia illustrarne le fondamenta probatorie; neppure è del resto ravvisabile su quali basi si fonderebbe tale accertamento, che risulta pertanto arbitrario, come a ragione censurato nel gravame. Sennonché, ciò non ridimensiona la ritenuta importanza del ruolo del ricorrente nell'operazione, ma ha comunque una rilevanza per l'esito del procedimento (v. infra consid. 4.5.2).