Citation: 1P.503/2003 10.09.2003 E. 1

che il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 129 I 185 consid. 1); che il ricorso di diritto pubblico ha, tranne eccezioni che non si verificano in concreto, natura meramente cassatoria, per cui, ove il ricorrente chiede più dell'annullamento del giudizio impugnato, il gravame è inammissibile (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1); che, di massima una sentenza contumaciale non può essere impugnata con ricorso di diritto pubblico, qualora il condannato possa chiederne, incondizionatamente, la revoca; che ciò si verifica nell'ordinamento ticinese (art. 277 cpv. 3 CPP/TI), come il Tribunale federale ha stabilito con giudizio odierno in un'altra, analoga vertenza concernente il ricorrente (causa 1P.481/2003) cui, per brevità, si rinvia; che è nella fattispecie evidente che al ricorrente è aperta la facoltà di presentare al giudice istanza per un nuovo giudizio secondo le modalità e i termini fissati dall'art. 277 CPP/TI, norma peraltro richiamata nei considerandi di diritto dell'impugnata sentenza; che pertanto, il ricorso dev'essere dichiarato inammissibile in applicazione dell'art. 86 OG; che l'ammissibilità del ricorso sarebbe comunque stata dubbia per altri motivi; che quando l'ultima Autorità cantonale dichiara, come nella fattispecie, un ricorso irricevibile per ragioni formali, e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve addurre perché l'Autorità avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali, in concreto quelli previsti dall'art. 276 cpv. 1 e 2 CPP/TI (DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2);