Citation: 6B_325/2019 E. 1.3

1.3. Nella fattispecie, la ricorrente dichiara disporre di una pretesa di riparazione del torto morale subito in seguito agli ipotizzati reati contro l'onore, nonché di una pretesa di risarcimento per il danno conseguente alla rescissione del suo contratto di lavoro con C.________. Per la prima spiega che chiunque agirebbe in giustizia se gli fosse addebitato, come in concreto, un comportamento gravemente scorretto e potenzialmente rilevante penalmente, tale da farlo apparire come un truffatore. Quanto alla seconda pretesa, afferma che il "nesso di causalità tra la divulgazione dei piani di lavoro e degli addebiti mossi" nei suoi confronti e l'interruzione del rapporto di lavoro sarebbe manifesto. Al momento della querela, il danno non sarebbe stato quantificabile, non conoscendo la durata del periodo durante il quale l'insorgente sarebbe rimasta senza impiego né il contenuto preciso delle conversazioni intrattenute con la capo settore infermieristico. Ci si può chiedere se tale motivazione sia sufficiente a dimostrare l'adempimento delle condizioni dell'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF, segnatamente laddove in relazione al torto morale l'insorgente si limita sostanzialmente ad addurre l'esistenza di un "pregiudizio gravissimo", senza tuttavia nemmeno accennare a una sofferenza morale sufficientemente forte da giustificare una riparazione (v. sentenza 6B_588/2018 del 5 ottobre 2018 consid. 2.1). Disattende poi che, in presenza di più reati, la parte ricorrente è tenuta a indicare, per ogni infrazione prospettata, in cosa consisterebbe il suo danno (v. sentenza 6B_1281/2018 del 4 marzo 2019 consid. 2.1), indicazione nella fattispecie assente. Sia come sia, la questione può rimanere irrisolta, tenuto conto di quanto segue.