Citation: 4C.318/1999 17.04.2000 E. 4

4.- a) Dato il tenore dell'allegato ricorsuale, appare utile rammentare preliminarmente che, chiamato a statuire quale istanza di riforma, il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima istanza cantonale (DTF 120 II 97 consid. 2b), a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove, che debbano essere rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG; DTF 115 II 399 consid. 2a) o che si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 119 II 353 consid. 5c/aa con rinvii). Fatte salve queste eccezioni, censure contro gli accertamenti di fatto (art. 43 cpv. 3 e 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 120 II 280 consid. 6c) o contro la valutazione delle prove eseguiti dall'autorità cantonale (DTF 122 III 26 consid. 4a/aa pag. 32) sono irricevibili, così come sono inammissibili i riferimenti a circostanze non accertate dall'autorità cantonale, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 122 III 73 consid. 6b/bb pag. 80). b) Va innanzitutto rilevato che la Corte cantonale non ha ammesso l'esistenza di un nesso causale - né tantomeno di un nesso psicologico - fra il comportamento dell' attrice e il buon esito dell'affare. Sulla base delle affermazioni formulate negli allegati di causa e delle risultanze istruttorie i giudici ticinesi hanno, al contrario, accertato che l'attrice è rimasta pressoché inattiva e che, in ogni caso, il suo comportamento non ha influito sulla conclusione del contratto. In altre parole, essi hanno negato l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra il suo agire e la stipulazione dell'accordo fra la convenuta e la società angolana. Si tratta di una questione che attiene ai fatti e che pertanto non può essere rivista dal Tribunale federale quale istanza di riforma (Poudret, COJ II, n. 4.6.20 ad art. 63; DTF 84 II 521 consid. 1, 103 II 129 consid. 3 pag. 134). Nella misura in cui è volto a contestare questi accertamenti, il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile. c) aa) Accertando - in modo vincolante - che l'attrice è rimasta quasi inattiva, i giudici cantonali, prima ancora di negare il nesso di causalità, hanno in sostanza stabilito ch'essa non ha eseguito le prestazioni d'intermediazione pattuite, ciò che le impedisce di pretendere una mercede in applicazione dell'art. 413 cpv. 1 CO. Atteso che l'attrice non è ammessa a ridiscutere gli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata, la censura relativa alla violazione della succitata norma va immediatamente scartata, siccome fondata sulla presunzione - in contrasto con quanto accertato dala Corte ticinese - dell'avvenuta esecuzione di un'attività volta a favorire la conclusione del contratto. bb) Giovi comunque, abbondanzialmente, osservare che, se è vero che il mediatore è, di principio, libero nell'organizzazione della propria attività e nella scelta dei mezzi che gli sembrano più appropriati per raggiungere lo scopo prefisso (DTF 103 II 129 consid. 3 pag. 134 con rinvii) e che il suo agire non deve necessariamente essere l'unica causa della conclusione dell'accordo (DTF 84 II 542 consid. 5 pag. 549), egli rimane tuttavia obbligato ad allegare e dimostrare le prestazioni svolte nell'interesse della conclusione dell'accordo nonché l'esistenza del nesso psicologico (Engel, Contrats du droit suisse, 2a ed., pag. 531; cfr. anche DTF 84 II 521 consid. 1). Ne discende che, in concreto, la Corte cantonale non ha in ogni caso violato l'art. 8 CC ponendo a carico dell'attrice l'onere di allegare e dimostrare le prestazioni da lei effettuate.