Citation: 2C_68/2010 29.07.2010 E. 5

5.1 Nel caso in esame, il ricorrente non convive più con la moglie dal luglio 2008, quando quest'ultima ha presentato un'azione unilaterale di divorzio e i coniugi sono stati autorizzati a vivere separati. È quindi a giusta ragione che, dopo quasi un anno e mezzo di separazione, la Corte cantonale ha constatato che la comunità familiare è da quel momento venuta meno e quindi esaminato se, in difetto delle condizioni di cui all'art. 42 LStr, il diritto al rinnovo del permesso richiesto sia eventualmente dato giusta l'art. 50 LStr (sentenza 2C_195/2010 del 23 giugno 2010 consid. 3). 5.2 Lasciando aperta la questione a sapere se l'unione coniugale sia durata tre anni, il Tribunale cantonale amministrativo ha negato gli estremi per il riconoscimento di un diritto al rinnovo del permesso di dimora al ricorrente anche secondo questa norma, perché egli non risulta essere integrato nella realtà svizzera, segnatamente dal punto di vista professionale. A sostegno di tale conclusione, la Corte cantonale rileva come nel suo ricorso il ricorrente affermi che, da quando è in Svizzera, ha sempre svolto un'attività lucrativa quale calciatore professionista ma come, così dicendo, si contraddica, poiché davanti alla polizia aveva in realtà dichiarato che: dal momento della sua entrata in Svizzera non ha mai svolto alcuna attività lucrativa; era a quel tempo sempre ancora alla ricerca di un posto di lavoro; al suo mantenimento provvedeva, oltre ad amici, il di lui fratello che risiede all'estero; da quando non viveva più con la moglie, era ospitato gratuitamente a casa di un conoscente. 5.3 Da parte sua, il ricorrente ritiene di adempiere a entrambe le condizioni previste dall'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr. Per quel che riguarda l'unione coniugale, considera che essa si sia protratta per tre anni e quattro mesi, ovvero dal 5 marzo 2005 al luglio 2008. Osserva inoltre come anche l'integrazione risulti data in quanto per inserimento professionale ai sensi dell'art. 77 cpv. 4 lett. b OASA sarebbe necessario intendere anche e soprattutto la creazione di tutta una serie di contatti e relazioni con terze persone nell'ambito lavorativo scelto. Il ricorrente osserva come ciò sia per lui stato il caso, segnatamente come - fino al grave infortunio che ha messo termine alla sua attività di calciatore - abbia allacciato numerosi contatti nell'ambito della carriera calcistica che aveva deciso di intraprendere. D'altra parte fa pure notare che, sfumate le possibilità in tale ambito, abbia cercato e trovato un lavoro al 50 % come tuttofare.