Citation: 2C_579/2019 E. 4.6

4.6. La Camera di diritto tributario ha poi confermato la decisione dell'Ufficio circondariale di aggiungere nei proventi dichiarati per il 2015 dal ricorrente la somma di fr. 220'000.-- a titolo di "altri redditi", vista la sproporzione esistente tra le entrate e le uscite. Al riguardo il ricorrente si limita ad addurre che detta aggiunta sarebbe ingiustificata. La critica, priva di qualsiasi motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF) è inammissibile. Ma quand'anche si volesse considerarla sufficientemente motivata, la stessa si rivelerebbe comunque infondata. Il fatto che, contestualmente al mancato riconoscimento del debito, l'autorità fiscale abbia deciso di riprendere l'importo che era stato indicato a tale titolo, esponendolo nella tassazione litigiosa alla stregua di un elemento di reddito imponibile, costituisce unicamente la logica conseguenza del fatto che, secondo dottrina e giurisprudenza, il reddito soggetto all'imposta comprende la totalità dei proventi che pervengono al contribuente durante un determinato periodo e di cui questi può disporre per le sue necessità senza diminuire il patrimonio che aveva all'inizio del medesimo periodo (sentenza 2C_152/2015 del 31 luglio 2015 consid. 4.1 e riferimenti; StE 1997 B 72.11 n. 5 consid. 3a con numerosi riferimenti). Ora, nel caso concreto dagli atti di causa risulta che il ricorrente ha potuto materialmente disporre della somma di denaro litigiosa nel corso del periodo di computo in questione. In simili circostanze l'autorità fiscale, una volta esclusa l'esistenza del debito, non poteva semplicemente considerare come inesistente un simile importo, ma era tenuta a riprendere il medesimo e ad imporlo quale reddito (da altra fonte).