Citation: 2C_260/2008 06.08.2008 E. 4

4.1 In definitiva, riconoscendo come spese professionali il costo della borsa per riporre il materiale di lezione, nonché i due terzi delle spese informatiche e di quelle per i libri ed i film, la deduzione ammonterebbe a fr. 2'125.80. Tale somma risulterebbe ancora inferiore all'importo del forfait per le altre spese professionali, pari, nel caso del ricorrente, a fr. 2'158.--. A ragione la Corte cantonale ha quindi ritenuto determinante, per l'imposta federale diretta, la deduzione forfetaria. 4.2 Il ricorrente non può peraltro pretendere di ottenere un trattamento più favorevole appellandosi al principio della buona fede (art. 9 Cost.). In effetti il diritto tributario è particolarmente marcato dal principio della legalità, di modo che le regole della buona fede hanno solo una portata limitata, soprattutto se si trovano in conflitto proprio con l'esigenza di legalità (DTF 131 II 627 consid. 6.1; 118 Ib 312 consid. 3b). In virtù di tale esigenza, l'autorità di tassazione è tenuta ad apprezzare gli elementi imponibili di ogni periodo fiscale conformemente alla legge e senza essere vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su questioni analoghe. Le decisioni di tassazione non implicano pertanto di principio alcuna assicurazione per notifiche ulteriori (sentenza 2P.250/2004 del 13 giugno 2005 in: RtiD II-2005 n. 10t, consid. 6.3; sentenza 2P.173/2002 del 7 febbraio 2003, in: RDAT II-2003 n. 15t, consid. 5.3; sentenza 2A.62/1997 del 3 maggio 1999, in: ASA 69 pag. 793, consid. 2). Di conseguenza, non è perché negli anni precedenti l'Ufficio di tassazione ha ammesso in deduzione voci di spesa sostanzialmente analoghe senza apparentemente esperire alcuna verifica ulteriore che l'insorgente può vantare un'aspettativa tutelabile in tal senso anche per il periodo fiscale 2006.