Citation: I 460/03 13.09.2004 E. 2

Nell'evenienza concreta, l'istanza precedente ha fondato la propria valutazione principalmente sugli accertamenti compiuti dal consulente medico dell'UAI dott. L.________, il quale si è confrontato in maniera circostanziata con l'abbondante documentazione agli atti - in parte antecedente alla decisione 4 gennaio 2001 - e ha analizzato in dettaglio l'evoluzione negli anni delle affezioni lamentate dall'interessata. Così, detto sanitario, dopo avere in particolare rilevato l'assenza di riscontri oggettivi in grado di suffragare la presenza di una (grave) ipertensione arteriosa - peraltro, oggigiorno, efficacemente curabile -, ed avere ritenuto poco verosimili gli episodi di tachicardia parossistica e di aritmia attestati dal dott. C.________, ha constatato la normale funzionalità del sistema tiroideo e l'assenza di indicazioni sufficientemente concludenti per una limitazione della capacità lavorativa addebitabile all'epatopatia. Evidenziata l'irrilevanza, a livello invalidante, della sindrome climaterica e della vaginite atrofica come pure della diminuzione dell'udito e della vista, peraltro non documentata, il dott. L.________ ha quindi pure ricordato la mancanza di un rapporto specialistico di un gastroenterologo che confermasse i plurimi disturbi di natura gastro-intestinale lamentati dalla ricorrente. Quanto alle alterazioni degenerative della colonna vertebrale, alla coxartrosi e alla gonartrosi, il consulente incaricato ha osservato come l'UAI ne avesse già tenuto debitamente conto nell'ambito delle sue precedenti valutazioni. Per il resto, in merito alla pretesa resistenza - invocata dallo psichiatra curante dott. M.________ - della patologia ansioso-depressiva alla terapia medicamentosa, il dott. L.________ ha fatto notare come, ciò malgrado, l'insorgente abbia comunque continuato per anni a fare capo alla stessa terapia senza prendere in considerazione la vasta gamma di antidepressivi e ansiolitici altrimenti presente sul mercato. Preso atto delle conclusioni del predetto consulente, che ha parimenti evidenziato l'assenza di un impedimento psichiatrico di rilievo per l'espletamento delle usuali mansioni domestiche, l'autorità commissionale, aderendo alla valutazione dell'amministrazione, ha escluso l'esistenza di un'inabilità tale da giustificare l'erogazione di una rendita d'invalidità.