Citation: 1A.2/2000 25.02.2000 E. 7.-

a) Anche riguardo al capo A4 ), relativo alla cessione di circa 1,5 kg di eroina a N.________ e a O.________, il ricorrente sostiene d'essere già stato con- dannato. La Corte cantonale l'ha infatti ritenuto colpevole di aver mediato la consegna di circa 1,8 kg a F.________, uomo di fiducia di C.________, sapendo che la sostanza sarebbe stata venduta a dei calabresi (dispositivo n. 1.1.2 pag. 32). Secondo il ricorrente si tratterrebbe dei medesi- mi fatti riferiti dal GIP riguardo alla cessione di 1,5 kg di eroina a N.________ e a O.________, come risulterebbe dalla sentenza di condanna, ove si fa riferimento all'iden- tificazione dei "calabresi" che hanno ritirato l'eroina (pag. 24), indicati a pag. 17/18 dell'ordinanza di custodia cautelare italiana. Nelle osservazioni al ricorso l'UFP ri- leva invece che dall'ordinanza del GIP risulterebbe che il luogo di commissione del reato, la quantità della merce consegnata e i destinatari della stessa sarebbero diversi. b) L'atto di accusa del Ministero pubblico rimpro- verava al ricorrente d'aver preparato e organizzato median- te contatti telefonici con la Turchia, con C.________ a San Donato Milanese (I) e con D.________ e F.________ in Italia la consegna di 1,8 kg di eroina a un altro membro della banda e d'aver intermediato personalmente a Bedizzole (I) detta consegna (punto 1.2). Al capo A4) a pagina 7 dell'ordinanza del GIP è in- dicato che D.________, A.________, F.________, C.________, P.________ e altri sono sospettati di aver ceduto a N.________ e a O.________ circa 1,5 kg di eroina, in Mila- no, in epoca immediatamente successiva al 12 ottobre 1996, precisando a pag. 17 segg. che "Infatti A.________, alcuni giorni dopo l'arresto del E.________, si faceva consegnare, sempre dal D.________, altri 1.5 Kg. di stupefacente, a ti- tolo di "campione", da destinare ad altri sog- getti indicati da C.________ come "grossisti" a livello nazionale, che nella presente indagine costituiscono l'anello di congiunzione tra gli importatori e gli spacciatori. Il referente di tali personaggi era tale "Mimmo" identificato successivamente in N.________ (...). Dalle conversazioni ambientali del 25 ottobre 1996 era emerso che "MIMMO", già destinatario di 1,4 kg. di eroina, stava contrattando con il C.________ l'acquisto di ulteriori 30 kg. di so- stanza stupefacente. (...) Si poté così accertare la vera identità di "MIM- MO", nonché del suo accompagnatore, già emerso dalle intercettazioni ambientali (O.________) e procedere all'arresto dei medesimi (...). I due si identificavano in: N.________ (...) O.________ (...) (...) Dalle intercettazioni ambientali emergeva che il C.________, dopo l'arresto del N.________, aveva la necessità di recuperare il denaro, per il 1,5 kg. di eroina fornita ai calabresi, da utilizzare per il viaggio di A.________ per la Turchia; in- caricava così il F.________ e il nipote di P.________ di stabilire un contatto con i cala- bresi per recuperare il credito. Nella circostanza, venerdì 1° novembre 1996 avve- niva l'incontro tra il F.________, il P.________ e il A.________, ma poiché non si erano presenta- ti i calabresi, mentre il A.________ faceva rien- tro in Svizzera in attesa di ulteriori disposi- zioni, il F.________ (...) gli investigatori individuavano il luogo di recapito dei calabresi in un cascinale sito in via XXX in Bovisio Masciago (MI)..." In replica il ricorrente sostiene che il quantita- tivo di 1,5 kg di eroina sarebbe lo stesso di quello di 1,8 kg di cui egli ha riferito nell'ambito del procedimento svizzero (pag. 23 seg. della sentenza di condanna) : poiché tale sostanza non è stata ritrovata vi sarebbe incertezza sul suo peso effettivo. I destinatari della merce sarebbero gli stessi, ossia i "calabresi", identificati dagli inqui- renti italiani nelle persone di N.________ e O.________, come menzionato nella sentenza di condanna (pag. 24), che rinvia espressamente alle pagine 17 e segg. dell'ordinanza del GIP, appena citate. Secondo il ricorrente il luogo di consegna dell'eroina è Bedizzole (Brescia Est), ma il covo dei calabresi era in provincia di Milano. Da quanto appena esposto risulta che i fatti ogget- to della sentenza svizzera di condanna corrispondono, es- senzialmente, a quelli del capo A4, ciò che è sufficiente vista la natura dei reati di cui si tratta (cfr. Paolo Ber - nasconi, Rogatorie penali italo-svizzere, Milano 1997, pag. 195). In effetti, anche nell'ordinanza del GIP al capo A4 si parla di "circa" 1,5 kg di eroina. Inoltre, nella sen- tenza svizzera si rileva espressamente che il ricorrente è indagato anche in Italia "per i fatti qui in giudizio" (pag. 31). Per di più, nella relazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano allegata alla nota diplomatica dell'11 ottobre 1999, l'Autorità estera non ha minimamente precisato in che modo il capo A4) si differenzierebbe da quanto esposto nell'atto di accusa svizzero. L'estradizione dev'essere rifiutata quindi nella sua totalità.