Citation: 4C.28/2006 26.06.2006 E. 1

Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilità del rimedio esperito (DTF 131 III 667 consid. 1). 1.1 Interposto in tempo utile (art. 54 OG) dalla parte soccombente contro una sentenza finale emanata dall'ultima istanza cantonale (art. 48 cpv. 1 OG) in una causa civile di natura pecuniaria, com'è quella in rassegna, il ricorso per riforma è proponibile, a condizione che il valore litigioso dinanzi all'ultima giurisdizione fosse superiore a fr. 8'000.-- (art. 46 OG). Trattandosi di un litigio concernente la cessazione della locazione, ai fini del calcolo del valore di causa risulta determinante il periodo durante il quale il contratto sussisterebbe necessariamente qualora esso non fosse terminato il 31 ottobre 2003, come sostenuto dal convenuto. Secondo la giurisprudenza tale periodo si estende sino al momento in cui una nuova (ordinaria) disdetta potrà essere data, oppure è già stata data (DTF 111 II 384 consid. 1). In pratica, occorre prendere in considerazione il periodo di tre anni di cui all'art. 271a cpv. 1 lett. e CO (cfr. David Lachat, Le bail à loyer, §5 n. 3.3 a pag. 105). Considerato che in concreto la pigione mensile ammonta a fr. 946.--, il valore di causa richiesto dall'art. 46 OG risulta ampiamente superato. Ne discende che il ricorso per riforma è ricevibile, perlomeno sotto questo profilo. 1.2 L'ammissibilità del gravame suscita infatti delle perplessità quo alla sua motivazione, dato che in ingresso al loro allegato i conduttori lamentano la violazione del diritto federale "nella misura in cui si realizzano l'erroneo apprezzamento giuridico dei fatti da parte dell'autorità cantonale, il mancato apprezzamento di fatti determinanti, nonché l'erronea applicazione del diritto ai fatti". In coda al loro scritto ribadiscono poi che l'autorità cantonale non avrebbe "rettamente considerato il materiale probatorio a suffragio delle ragioni", giungendo ad una "conclusione inaccettabile ed in contrasto con la realtà dei fatti emersa dagli atti". 1.2.1 Simili affermazioni rendono indispensabile rammentare che il ricorso per riforma è ammissibile per violazione del diritto federale (art. 43 cpv. 1 OG) e che il diritto federale non è violato da accertamenti di fatto, a meno che non sia stata disattesa una norma federale in materia di prove (art. 43 cpv. 3 OG). Nella giurisdizione di riforma il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale, a meno che, appunto, non siano state violate disposizioni federali in materia di prove (quale ad esempio l'art. 8 CC), debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Fatte salve queste eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorità cantonale sono improponibili, così come non si può far riferimento a circostanze non accertate nel giudizio impugnato, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF citato; 130 III 102 consid. 2.2 pag. 106; 129 III 618 consid. 3). Nulla muta l'art. 43 cpv. 4 OG - richiamato implicitamente dagli attori - giusta il quale l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto è parificato alla violazione del diritto. Questo capoverso non concede alla parte che ricorre la facoltà di criticare liberamente l'apprezzamento delle prove eseguito in sede cantonale; l'apprezzamento giuridico di un fatto altro non è che la sua qualificazione giuridica (sussunzione; DTF 129 III 618 consid. 3 pag. 620). In sostanza, dunque, il capoverso 4 non aggiunge nulla a quanto già stabilito all'art. 43 cpv. 1 OG (Jean-François Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, nota 5 ad art. 43 OG, pag. 178). 1.2.2 In concreto, come verrà meglio illustrato nel prossimo considerando, gli attori disattendono ampiamente questi principi. Senza nemmeno allegare una delle circostanze eccezionali appena menzionate essi concentrano buona parte delle loro critiche sull'apprezzamento delle prove operato in sede cantonale. Critiche che, per i motivi appena esposti, sono improponibili nel quadro del presente rimedio e avrebbero semmai dovuto e potuto fare l'oggetto di un ricorso di diritto pubblico fondato sulla violazione dell'arbitrio nell'apprezzamento delle prove e nell'accertamento dei fatti (art. 9 Cost.).