Citation: 1C_30/2020 E. 5.6

5.6. La ricorrente insiste sul fatto che, sebbene l'autorità comunale disponga di un ampio potere di apprezzamento, la Corte cantonale non avrebbe potuto disattendere le sue censure senza cadere in un accertamento arbitrario dei fatti. Al riguardo, rinviando a quanto esposto dinanzi alle autorità cantonali, ella misconosce che la motivazione dev'essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (DTF 143 V 19 consid. 2.2 pag. 23; 143 II 283 consid. 1.2.3 pag. 286). Ora, in questa sede ella si limita a rilevare che, a livello cantonale, avrebbe precisato non solo la storia del villino, ma pure come in passato sarebbe stata decisa la realizzazione del comparto, asserendo che tutta l'area di villette costruite dall'arch. Bordonzotti sarebbe stata pianificata. Ne deduce che ha dato una lettura storica e architettonica diversa, ma preferibile a quella operata dalle autorità. Con quest'assunto ella disattende tuttavia che non risulta arbitrio dal semplice fatto che la soluzione da lei proposta potrebbe entrare in linea di conto o sarebbe addirittura preferibile; non spetta infatti al Tribunale federale valutare qual è l'interpretazione corretta che l'autorità cantonale avrebbe dovuto dare alle norme applicabili o quale sarebbe la lettura storica e urbanistica più corretta del fondo, dovendo soltanto stabilire se l'interpretazione fattane è sostenibile (DTF 144 III 145 consid. 2 pag. 146). Il fatto che le conclusioni poste a fondamento del giudizio impugnato, peraltro fondate su valutazioni condivisibili, non concordino con quelle ricorsuali non ne dimostra l'arbitrarietà (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2 pag. 287).