Citation: 6B_782/2017 E. 2

La CRP ha rilevato che nell'ambito di un reclamo contro il diniego di un nuovo giudizio può unicamente esaminare se l'imputata sia stata regolarmente citata al dibattimento e se in modo ingiustificato non vi sia comparsa, non potendo per contro vagliare se fossero dati i presupposti per procedere nelle forme contumaciali, né se la condanna fosse corretta nel merito. Ha quindi dichiarato d'acchito irricevibili tutte le censure che esulavano dalla fattispecie dell'art. 368 CPP, precisando che spetterà alla Corte di appello e di revisione penale (CARP), adita con l'appello della ricorrente, pronunciarsi in particolare sulla correttezza della procedura contumaciale. Ricordando l'obbligo del reclamante, scaturente dai combinati disposti di cui all'art. 396 cpv. 1 CPP e all'art. 385 cpv. 1 CPP, di esplicitare e sostanziare le ragioni per cui contesta il giudizio impugnato, confrontandosi con le relative motivazioni, la Corte cantonale ha osservato che la ricorrente ha omesso completamente di spiegare perché la conclusione della Corte delle assise criminali sulla sua assenza ritenuta ingiustificata sarebbe errata e perché invece il suo comportamento avrebbe scusato la sua mancata partecipazione al dibattimento. La CRP, richiamato l'art. 368 CPP, ha quindi limitato il suo esame alle sole censure sollevate concernenti il termine per presentare istanza di nuovo giudizio e il mancato rispetto dell'art. 84 cpv. 4 CPP. Qualificando il reclamo inoltratole come sconveniente, a causa segnatamente dell'uso di termini oltraggiosi e denigratori nei confronti del giudice di primo grado, l'autorità cantonale l'ha ritenuto irricevibile in applicazione dell'art. 110 cpv. 4 CPP, senza impartire un termine per rielaborarlo. Ciò nonostante, si è pronunciata anche sulle critiche formulate, ritenendole infondate nel merito.