Citation: 6B_1146/2018 E. 5.3.3

5.3.3. Sempre con riferimento all'aspetto della commisurazione della pena, deve nondimeno essere precisato che il gravame è infondato laddove il ricorrente rimprovera ai precedenti giudici di non avere tenuto conto del suo impegno di risarcire la vittima. La CARP ha infatti riconosciuto che, pur non realizzando un sincero pentimento ai sensi dell'art. 48 lett. d CP, l'obbligo da lui spontaneamente assunto di indennizzare la vittima, poteva essere preso in considerazione quale attenuante generica, senza comunque avere un peso significativo (cfr. sentenza impugnata, consid. 20.3, pag. 70 seg.). Questa considerazione è di principio corretta (cfr. MATHYS, op. cit., n. 338). Contrariamente all'opinione del ricorrente, la CARP ha effettivamente apprezzato in suo favore l'invocata circostanza, giacché all'atto di fissare la pena per il reato di tentato omicidio, ha ridotto a 3 anni e 9 mesi la pena detentiva inizialmente "aggirantesi sui 4 anni". La precedente istanza ha quindi concretamente tenuto conto in senso attenuante del risarcimento della vittima quale elemento legato alla situazione personale del ricorrente. Benché non precisato in modo esplicito dai giudici cantonali, il successivo aumento della pena detentiva, stabilita per finire in 4 anni, risulta dall'applicazione del principio dell'inasprimento della pena (art. 49 CP), in considerazione delle condanne del ricorrente per gli ulteriori reati. Contrariamente alla sua tesi, non è poi di per sé costitutivo di un abuso del potere di apprezzamento il fatto che la sua pena possa essere più severa di quella inflitta al correo. Premesso che, nell'ambito della commisurazione della pena, una certa disparità di trattamento è normalmente riconducibile al principio dell'individualizzazione delle pene, voluto dal legislatore (DTF 141 IV 61 consid. 6.3.2 e rinvii), la Corte cantonale ha motivato la pena inferiore del correo essenzialmente sulla base della maggiore gravità della scemata imputabilità di quest'ultimo. Secondo la giurisprudenza, se sussiste una differenza nella valutazione soggettiva della colpa e nelle condizioni personali, è infatti possibile infliggere a due correi giudicati nell'ambito della medesima procedura pene diverse per la stessa attività delittuosa (DTF 135 IV 191 consid. 3.2).