Citation: 1A.171/2000 16.08.2000 E. 1

b) Quando, come in concreto, la parte ricorrente agisca simultaneamente attraverso la via del ricorso di diritto pubblico e attraverso quella del ricorso di diritto amministrativo occorre, in base alla regola della sussidiarietà del ricorso di diritto pubblico enunciata all'art. 84 cpv. 2 OG, esaminare in primo luogo, con piena cognizione e liberamente, l'ammissibilità del ricorso di diritto amministrativo (DTF 126 I 81 consid. 1, 125 I 50 consid. 1, 123 II 231 consid. 1, 122 II 373 consid. 1b). c) Secondo gli art. 97 e 98 lett. g OG, combinati con l'art. 5 PA, la via del ricorso di diritto amministrativo è aperta contro le decisioni delle Autorità cantonali d'ultima istanza fondate sul diritto federale - o che vi si sarebbero dovute fondare - purché non sia realizzata nessuna delle eccezioni previste agli art. 99 a 102 OG o nella legislazione speciale (DTF 126 I 50 consid. 1, 125 II 10 consid. 2a, 124 I 223 consid. 1a/aa, 231 consid. 1a, 124 II 409 consid. 1d/dd). Il ricorso di diritto amministrativo è pure ammissibile contro le decisioni cantonali fondate nel medesimo tempo sul diritto federale e sul diritto cantonale, in quanto si tratti della violazione di norme di diritto federale direttamente applicabili (DTF 124 II 409 consid. 1d/dd). Realizzandosi una simile connessione, il Tribunale esamina liberamente, nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, se il diritto cantonale sia conforme alle norme superiori federali (DTF 126 II 171 consid. 1a, 123 II 231 consid. 2 e rinvii). La decisione impugnata, emanata in ultima istanza cantonale, riguarda un'autorizzazione a costruire nella zona edificabile. Contro una tale decisione la via del ricorso di diritto amministrativo non è di massima aperta conformemente all'art. 34 cpv. 3 LPT. Certo, questa regola vale solo se è in gioco l'applicazione del diritto della pianificazione del territorio poiché, se la lite concerne in particolare l'applicazione del diritto federale sulla protezione dell'ambiente, la decisione cantonale può, in tale misura, formare oggetto di un ricorso di diritto amministrativo. In concreto il ricorrente invoca tuttavia unicamente, per quanto concerne il diritto pubblico federale, gli art. 19 e 22 LPT, che pretende violati; nell'ambito del ricorso di diritto pubblico sostiene pure che la Corte cantonale avrebbe arbitrariamente applicato, in contrasto con l' art. 9 Cost. , l'art. 24 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE). L'art. 19 LPT, combinato con l'art. 22 LPT, definisce il concetto di urbanizzazione sul piano federale. Il quesito della sicurezza del traffico e del libero accesso dei servizi di soccorso a un immobile non sta, nella fattispecie, in un rapporto sufficientemente stretto con il quesito dell'impatto del progetto litigioso sull'ambiente, perché si possa derogare alla regola dell'art. 34 cpv. 3 LPT (cfr. DTF 123 II 337 consid. 5a pag. 349 seg. , 121 I 65 consid. 3; sentenza inedita del 26 novembre 1997 nella causa V., consid. 1b, apparsa in DEP 1998 pag. 236). Anche l'art. 24 LE, che sarebbe stato secondo il ricorrente arbitrariamente disatteso, non sta in un rapporto sufficientemente stretto con il diritto pubblico federale che non sia quello pianificatorio. In siffatte circostanze il ricorso di diritto amministrativo è irricevibile. È invece ammissibile il ricorso di diritto pubblico: le censure, che il ricorrente espone nel primo gravame vengono quindi esaminate dal Tribunale federale nell'ambito del ricorso di diritto pubblico, secondo il potere cognitivo proprio di questo rimedio: esso esamina dal ristretto profilo dell'arbitrio l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale nonché l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove (DTF 118 Ia 28 consid. 1b). d) In quanto proprietario del fondo n. 523 di Castel San Pietro, confinante a monte con le particelle n. 521 e 1642 di Nedo Sisini, il ricorrente è legittimato secondo l'art. 88 OG a far valere che la prevista strada privata comprometterebbe l'utilizzazione della sua proprietà, per i pericoli di infiltrazioni d'acqua o di smottamenti di terreno (sulla legittimazione del vicino a ricorrere contro un permesso di costruzione v. DTF 121 II 171 consid. 2, 118 Ia 232 consid. 1a). Egli non è invece legittimato a far valere in termini generali l'insufficienza dell'accesso della nuova strada, né la pericolosità del suo sbocco sulla cantonale. A parte la circostanza, sottolineata dal Tribunale amministrativo, che la strada litigiosa non sbocca direttamente sulla cantonale, ma su un tratto di strada privata già esistente, e che l'attuale accesso sulla strada cantonale non viene toccato, manca al ricorrente il diritto di invocare, in un ricorso di diritto pubblico, norme che non lo concernono direttamente, ma che sono state poste nell' interesse generale, segnatamente per la sicurezza del traffico e il libero accesso a immobili di terzi dei servizi di soccorso: la tutela di tali beni non gli spetta (DTF 126 I 43 consid. 1a). Né il ricorrente può far valere che l'accesso all'opera litigiosa sarebbe insufficiente, poiché non adduce ch'essa pregiudicherebbe il suo (DTF 115 Ib 347 consid. 1c/bb; sentenze del 17 marzo 1998 in re L., consid. 2b, apparsa in ZBl 100/1999 pag. 136, e del 12 luglio 1978, consid. 1d, apparsa in ZBl 79/1978 pag. 538). L'art. 9 Cost. non ha modificato la giurisprudenza relativa al difetto di legittimazione del vicino a inoltrare un ricorso per arbitrio in un caso come il presente, ove il ricorrente non è toccato personalmente (DTF 126 I 81 consid. 2 - 6; sentenza inedita del 9 giugno 2000 nella causa M., consid. 2a). Va sottolineato, e ribadito, che l'attuale accesso dalla proprietà Sisini alla strada cantonale, e viceversa, non viene affatto modificato, l'opera litigiosa confluendo su un'esistente strada privata, prima del suo sbocco sulla cantonale. Come il Tribunale amministrativo ha opportunamente rilevato - e si tratta, in questa procedura, di una considerazione abbondanziale - l'opera in esame non implica modificazioni di carattere costruttivo all'attuale accesso e non deve essere esaminata sotto il profilo della conformità di quest'ultimo alle norme che lo regolano. Nel caso dell'edificazione dei mappali serviti dalla nuova strada, potranno imporsi misure, in particolare di polizia, atte a garantire, secondo le norme applicabili, la sicurezza del traffico: tale quesito non riguarda la presente procedura.