Citation: 4A_32/2009 07.10.2009 E. 3

3.1 Nella sentenza impugnata, premesso che le parti hanno stipulato un contratto di architetto globale e pattuito un onorario forfettario ai sensi dell'art. 373 cpv. 1 CO, i giudici del Tribunale d'appello hanno specificato la necessità, in concreto, di stabilire se, come ritenuto dall'architetto e dal Pretore, l'onorario globale di fr. 250'000.-- concordato al punto 4 del contratto firmato il 14 settembre 1990 concernesse solo il progetto presentato con la domanda di costruzione del 28 aprile 1990, con la conseguenza che il secondo progetto andava remunerato a parte, oppure se lo stesso includesse anche il secondo progetto, oggetto della domanda di costruzione del 24 settembre 1990, oppure ancora se l'onorario comprendesse tutte le prestazioni eseguite dall'architetto in relazione all'edificazione del nuovo complesso industriale. Non avendo l'istruttoria permesso di accertare la reale e concorde volontà delle parti a questo riguardo, i giudici cantonali hanno proceduto all'interpretazione del contratto secondo il principio dell'affidamento, giungendo alla conclusione che, malgrado l'esplicito riferimento al progetto 1:200 che aveva fatto oggetto della domanda di costruzione del 28 aprile 1990 contenuto nell'accordo, dalle circostanze che hanno accompagnato la stipulazione dell'accordo e dal comportamento delle parti si evince "che l'onorario di fr. 250'000.-- si riferiva alle prestazioni per la realizzazione del primo progetto, poi rielaborato con il secondo, fermo restando che le prestazioni supplementari originariamente non previste o prevedibili in quei progetti (segnatamente le varianti dovute a nuove esigenze del committente) e le altre prestazioni che nulla avevano a che fare con la progettazione o la direzione lavori, sarebbero state remunerate a parte, sempre che fossero state rilevanti". 3.2 Dinanzi al Tribunale federale il ricorrente non mette in discussione la qualifica del contratto (sulla nozione di contratto d'architetto globale cfr. DTF 127 III 543 consid. 2a pag. 545) né l'avvenuta pattuizione di un onorario forfettario giusta l'art. 373 CO (cfr. Anton Egli, Das Architektenhonorar, in Le droit de l'architecte, 3a ed. 1995, n. 897 segg. pag. 299 segg.). La sua contestazione verte sulla decisione del Tribunale d'appello di ritenere che l'onorario di fr. 250'000.-- inglobasse l'allestimento di entrambi i progetti. Con la sottoscrizione del contratto il 14 settembre 1990 - spiega il ricorrente - le parti hanno formalizzato accordi verbali intervenuti già in precedenza, fra cui quello dell'8 giugno 1990 sull'ammontare dell'onorario, riferiti (solo) al progetto che ha fatto oggetto della domanda di costruzione presentata il 28 aprile 1990, come risulta anche dal tenore del punto 2 dell'accordo. Il contratto non conteneva alcuna riserva ed eccezione in merito all'esecuzione di altre varianti comprese nell'importo di fr. 250'000.--, ma anzi specificava espressamente che prestazioni supplementari che avessero comportato un lavoro supplementare per l'architetto sarebbero state retribuite a parte ("modifiche rilevanti del progetto definitivo accettate da entrambe le parti sia come disegni sia come preventivi"). Secondo il ricorrente l'allestimento del secondo progetto configura manifestamente una prestazione supplementare in questo senso, da remunerarsi separatamente, come giudicato dal Pretore.