Citation: 4A_309/2008 25.09.2008 E. 6

Nella fattispecie in esame la ricorrente censura in primo luogo l'accertamento secondo il quale essa non avrebbe utilizzato il marchio per un periodo ininterrotto di cinque anni, ciò che - giusta l'art. 12 cpv. 1 LPM - le impedisce di far valere il diritto al marchio. A suo modo di vedere, dalle tavole processuali emerge infatti chiaramente ch'essa ha "utilizzato ininterrottamente il suo marchio perlomeno dal 1993 al 2003 [...] sia quale ragione sociale per la sua ditta individuale sia per le inserzioni pubblicitarie". La ricorrente fonda questa sua affermazione sull'iscrizione della sua ditta nel Registro di commercio e sulle testimonianze di C.________, D.________ e E.________. 6.1 Giusta l'art. 12 cpv. 1 LPM "Il titolare che, per un periodo ininterrotto di cinque anni dalla scadenza inutilizzata del termine di opposizione o dalla fine della procedura di opposizione, non ha usato il marchio in relazione ai prodotti o ai servizi per i quali esso è rivendicato non può più far valere il diritto al marchio." Questa norma esige dal titolare del marchio un uso dello stesso "in relazione ai prodotti o ai servizi per i quali esso è rivendicato". Ora, il fatto che la ditta individuale X.________ di A.________ sia stata iscritta nel Registro di commercio dal 26 gennaio 1995 al 30 novembre 1998 può deporre a favore dell'intenzione della ricorrente di utilizzare il marchio, ma non significa ancora che ciò sia avvenuto. La sola iscrizione nel registro di commercio non configura un uso del marchio ai sensi dell'art. 12 cpv. 1 LPM, in relazione ai servizi per cui è stato iscritto (elencati al consid. 1), né la ricorrente pretende il contrario. 6.2 Gli ulteriori argomenti ricorsuali vertono sulla valutazione delle dichiarazioni rilasciate dai testi sopra citati e sono destinati all'insuccesso per le ragioni esposte qui di seguito. 6.2.1 In sede di audizione testimoniale C.________ ha dichiarato di aver fatto "pubblicità stampata su bustine di zucchero" per la ricorrente e che quando ha visto le inserzioni pubblicitarie dell'opponente ha pensato si trattasse della ricorrente. I giudici cantonali hanno considerato questa deposizione inconcludente per il motivo che il teste non ha fornito alcuna indicazione in merito a cosa apparisse sulle bustine di zucchero da lui stampate; al fine di creare contatti sarebbe infatti bastato menzionare il tipo di consulenza offerta e un numero di telefono, senza necessariamente far riferimento al nome della consulente, elemento caratterizzante del marchio della ricorrente. A mente della ricorrente, invece, le affermazioni di questo teste confermano, implicitamente, ch'essa ha pubblicizzato la propria attività utilizzando il marchio depositato. L'interpretazione della ricorrente è sostenibile, ma questo non basta per far apparire arbitraria quella diversa - e altrettanto sostenibile - dell'autorità cantonale (cfr. quanto esposto al consid. 5.3). 6.2.2 D.________, che si occupa da una decina d'anni della contabilità e delle dichiarazioni fiscali della ricorrente, ha confermato che quest'ultima svolgeva consulenza telefonica nel campo dell'astrologia e che aveva pubblicizzato la propria attività. Ha pure spiegato che, vedendo l'inserzione con i nomi "A.________ e F.________" ha escluso si trattasse della ricorrente, dato ch'essa lavorava da sola, ma ha comunque invitato l'opponente a cessare questo tipo di pubblicità per evitare il rischio di confusione con quella della sua cliente. Ancora una volta la ricorrente ravvede in queste affermazioni la conferma implicita del fatto ch'essa ha utilizzato il proprio marchio. Ancora una volta la sua interpretazione è sostenibile, ma non fa apparire manifestamente insostenibile quella dei giudici ticinesi, che hanno - pertinentemente - evidenziato come nemmeno questa teste abbia fornito alcuna indicazione in merito alla forma e al contenuto della pubblicità della ricorrente. 6.2.3 Lo stesso vale per E.________, cliente della ricorrente, il quale ha riferito di averla contattata per una consulenza telefonica dopo aver visto una sua inserzione, simile a quelle dell'opponente. Nemmeno lui ha descritto l'inserzione della ricorrente. 6.3 Tenuto conto di quanto appena esposto, la conclusione dei giudici ticinesi, secondo i quali queste testimonianze hanno sì provato una certa attività da parte dell'attrice, ma non hanno fornito alcun elemento concreto a sostegno dell'asserito uso del marchio depositato, appare sostenibile. Di conseguenza, l'accertamento dei fatti operato in sede cantonale in merito al mancato uso del marchio resiste alla censura di arbitrio. Su questo punto il ricorso deve pertanto essere respinto siccome infondato.