Citation: 2P.163/2003 30.01.2004 E. 4

4.1 Per quanto concerne il ricorso di diritto pubblico, il termine per presentare il gravame è di trenta giorni anche a riguardo di decisioni pregiudiziali o incidentali (art. 89 cpv. 1 OG). Di conseguenza, sotto questo aspetto l'impugnativa è ricevibile. 4.2 Il diritto di interporre un ricorso di diritto pubblico spetta ai privati o agli enti collettivi che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale (art. 88 OG). La legittimazione ricorsuale difetta per contro, di principio, allo Stato, nella sua qualità di detentore del pubblico imperio, così come alle corporazioni e agli istituti di diritto pubblico che perseguono scopi di interesse generale e adempiono compiti pubblici. In effetti, gli enti pubblici non sono titolari dei diritti costituzionali, che sono invece riconosciuti proprio per tutelare i privati contro di essi. Un'eccezione si realizza tuttavia quando l'ente pubblico non agisce in quanto titolare di pubblico imperio, ma alla stregua di un privato ed è toccato da un provvedimento in maniera analoga a quella di un qualsiasi cittadino, ad esempio come proprietario di beni soggetti ad imposte o tasse (DTF 129 I 313 consid. 4.1; 125 I 173 consid. 1b; 123 III 454 consid. 2). 4.3 Secondo il diritto ticinese, l'Ordine cantonale degli avvocati è una corporazione di diritto pubblico formata dagli avvocati iscritti al registro cantonale e che hanno domicilio o studio nel Cantone (art. 19 LAvv). Quale entità a carattere pubblico, esso non risulta quindi titolare, di principio, di diritti costituzionali. Tuttavia, nel caso concreto, esso ricorre piuttosto nella sua qualità di associazione professionale incaricata di tutelare gli interessi privati dei suoi membri, compito espressamente assegnatogli dalla legge (art. 20 cpv. 1 LAvv; sentenza 2P.217/1993 del 7 giugno 1995, consid. 1b/bb, concernente l'Associazione friborghese dei notai). Oltre al caso, pacifico, in cui essa è direttamente colpita dalla decisione contestata, un'associazione dispone della necessaria legittimazione se la potestà ricorsuale a tutela dei diritti invocati compete ai singoli membri, se la maggioranza o molti di essi sono toccati dall'atto impugnato e se gli statuti le affidano la difesa degli interessi comuni (DTF 129 I 113 consid. 1.6; 125 I 369 consid. 1a; 123 I 221 consid. 2; sentenza 1P.28/2000 del 15 giugno 2000, consid. 1b, concernente l'Ordine degli avvocati del Canton Neuchâtel). Occorre quindi, in particolare, che i membri dell'associazione siano lesi dal provvedimento avversato nei loro interessi personali e giuridicamente protetti, ai sensi dell'art. 88 OG. Per converso, il ricorso di diritto pubblico non può essere impiegato per difendere meri interessi pubblici o di fatto (DTF 129 II 297 consid. 2.1; 126 I 43 consid. 1a; 125 II 440 consid. 1c). 4.4 La sorveglianza disciplinare è destinata a tutelare, per sua stessa natura, l'interesse pubblico, nel caso specifico all'esercizio irreprensibile dell'avvocatura, e non interessi meramente privati. La procedura ha per scopo di sanzionare gli avvocati che contravvengono ai propri obblighi deontologici o professionali e non di sopprimere eventuali pregiudizi subiti da terzi, in particolare altri professionisti del settore, in relazione al comportamento criticato. Ne deriva che, secondo consolidata giurisprudenza, né terze persone in genere, ma neppure eventuali denuncianti sono lesi nei loro interessi giuridicamente protetti dall'abbandono del procedimento o dalla rinuncia dell'autorità preposta a dar seguito alla segnalazione. Costoro non sono pertanto legittimati, giusta l'art. 88 OG, a ricorrere contro tali decisioni (DTF 129 II 297 consid. 2.1; 123 II 402 consid. 1b/bb; 119 Ib 241 consid. 1c; 109 Ia 90, 252 consid. 3; sentenza 2P.308/2000 del 5 marzo 2001, in: RDAT II-2001 n. 52, consid. 2c; Messaggio del Consiglio di Stato no. 5215 del 5 marzo 2002 concernente la legge sull'avvocatura e relativo Rapporto del 4 settembre 2002, ad art. 34-42). Dal momento che i suoi membri non potrebbero aggravarsi contro la contestata decisione della Camera per l'avvocatura e il notariato, nemmeno l'Ordine ricorrente, peraltro non toccato direttamente alla stregua di un privato, dispone della potestà ricorsuale in ambito disciplinare. Anche volendo ammettere che, in concreto, il procedimento esuli dal contesto disciplinare, concernendo invece una misura amministrativa indipendente di diritto cantonale, la stessa è comunque rivolta a tutelare interessi generali e non la specifica posizione degli altri avvocati esercitanti nel Cantone Ticino. Perlomeno dal profilo del riconoscimento della potestà ricorsuale, i due tipi di provvedimenti risultano quindi certamente analoghi. In definitiva, anche il ricorso di diritto pubblico si rivela pertanto in ogni caso irricevibile.