Citation: 6B_1219/2023 E. 3.3

3.3. Pur esprimendo dubbi, la Corte cantonale non ha di per sé negato che il ricorrente avesse origini nobiliari, ma ha lasciato per finire indecisa la questione siccome non era determinante per il giudizio. La Corte cantonale non gli ha infatti rimproverato di avere ingannato gli accusatori riguardo alla sua discendenza nobiliare, bensì di averli ingannati per avere fatto erroneamente credere loro ch'egli stava conducendo delle delicate trattative con il governo tedesco per incassare i "German Gold Bonds", operazione che presupponeva il versamento da parte loro di importanti somme di denaro per fare fronte ai vari imprevisti che di volta in volta si presentavano. La questione di sapere se il ricorrente fosse realmente un discendente dell'ultimo imperatore d'Etiopia, o se avesse mentito (anche) su tale aspetto, non muta il giudizio sulle imputazioni a suo carico, concernenti i comportamenti incriminati, relativi alla transazione fittizia per l'incasso dei titoli obbligazionari. Gli atti incriminati sono specifici e fondati sull'utilizzazione di numerosi documenti falsi e su un castello di menzogne messo in atto dal ricorrente per ottenere denaro dagli accusatori privati. L'accertamento di una effettiva discendenza nobiliare non è quindi determinante per l'esito del giudizio sulla fattispecie in esame. La precedente istanza ha peraltro riconosciuto che gli accusatori privati erano in ogni caso convinti ch'egli fosse un vero principe etiope.