Citation: 9C_657/2009 03.05.2010 E. 7

Il ricorrente contesta quindi pure di potere essere ritenuto (cor)responsabile del danno provocato, intenzionalmente o per negligenza grave, alla Cassa opponente. 7.1 Ma anche a questo riguardo egli dimentica che, fatti salvi eventuali motivi giustificativi o di discolpa (cfr. ad es. DTF 121 V 243; 108 V 183 consid. 2 pag. 188) - che comunque non ricorrevano in concreto, visti le croniche difficoltà di liquidità (che duravano quantomeno a partire dalla primavera del 2002), il mancato pagamento (non momentaneo né di breve durata) dei contributi che non era stato deciso nell'ambito di un concreto piano di risanamento in vista del salvataggio dell'impresa (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 394/01 del 19 novembre 2003 consid. 6.2.3) e l'entità degli impegni complessivi (v. pronuncia impugnata, pag. 26) per rapporto al debito contributivo (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 405/99 del 23 agosto 2000 consid. 4a) -, le disposizioni in materia sono considerate intenzionalmente violate quando il datore di lavoro (e sussidiariamente i suoi organi), in seguito a una mancanza di liquidità e in violazione del principio secondo cui è possibile solo versare un salario sul quale sono coperti i crediti contributivi (SVR 1995 AHV n. 70 pag. 214 consid. 5; cfr. pure sentenza citata H 394/01 consid. 6.2.3), antepone il pagamento di altre spese (es. per salari o fornitori), che - a torto o a ragione - giudica indispensabili per la sopravvivenza dell'azienda, al pagamento dei contributi (v. pure Fretz, op. cit., pag. 241). 7.2 Vale quindi la pena di ricordare che la delega delle competenze personali a terze persone non esonera l'amministratore dal vigilare personalmente sul pagamento regolare dei contributi (Fretz, op. cit., pag. 242 con riferimenti). 7.3 Nel caso di specie, per liberarsi dalle proprie responsabilità l'insorgente - che già solo in considerazione della sua professione di avvocato doveva ben essere consapevole degli oneri che gli incombevano in forza della sua posizione di presidente del consiglio di amministrazione (cfr. per analogia sentenza 9C_788/2007 del 29 ottobre 2008 consid. 3.1) - vanamente insiste sulla responsabilità di terze persone, e in particolare dell'amministratore delegato H.________, segnalando di avere delegato a persona particolarmente qualificata il settore amministrativo, finanziario e contabile e sostenendo che la situazione patrimoniale sarebbe stata ampiamente sufficiente. A prescindere dall'inconsistenza di queste censure, il ricorrente sembra dimenticare che, per quanto accertato in maniera non arbitraria - perché conforme agli atti - e quindi vincolante dal Tribunale cantonale delle assicurazioni (v. pronuncia impugnata, pag. 24), egli sarebbe addirittura stato consapevole del mancato versamento regolare dei contributi da parte della T._________ SA, tant'è che si adoperò affinché parte (fr. 410'000.-) dei soldi versati da A.________ per la cessione azionaria del gruppo P.________ fosse utilizzata per il pagamento degli oneri sociali. Quanto, per il resto, all'assenza nel caso di specie di motivi giustificativi o di discolpa, che il ricorrente sembra per contro ravvisare in una situazione patrimoniale ampiamente sufficiente della società, già si è detto (v. consid. 7.1). Per cui, senza entrare nel merito della comunque opinabile affermazione, è sufficiente il rinvio alle sentenze poc'anzi citate che regolano la questione (cfr. a tal riguardo pure sentenza 9C_812/2007 del 12 dicembre 2008 consid. 3 e 4).