Citation: 8C_264/2024 E. 5.1

5.1. Nel ricorso viene invocata sia la buona fede soggettiva del ricorrente (art. 25 cpv. 1 LPGA), sia il diritto costituzionale della protezione della buona fede ("Vertrauensschutz"; art. 9 Cost.). Tuttavia, secondo la giurisprudenza, quest'ultima nozione riveste un'importanza per la nascita del debito da restituire, in quanto in presenza di determinate circostanze la protezione della buona fede può imporre di rinunciare alla restituzione. La questione del condono, che viene esaminata soltanto in una seconda fase - quella qui in esame - si fonda invece (tra l'altro) sulla buona fede soggettiva del beneficiario della prestazione (sentenze 8C_312/2012 del 12 giugno 2012 consid. 3.2.2; cfr. anche sentenza 9C_805/2008 del 13 marzo 2009 consid. 2.3, in cui è stato ritenuto errato negare la buona fede soggettiva di un assicurato sostenendo che non sussistessero le condizioni per la protezione della buona fede secondo l'art. 9 Cost). Oggetto del presente gravame non è la validità della decisione di restituzione (ormai cresciuta incontestata in giudicato), avverso la quale sarebbe stato di principio possibile esaminare il diritto alla protezione della buona fede, bensì il relativo condono. Il caso va dunque esaminato dal profilo della buona fede soggettiva.