Citation: 1C_455/2023 E. 4

La Corte cantonale ha ricordato che, di principio, le domande di costruzione sono giudicate secondo il diritto vigente al momento della decisione e che, da parte sua, essa applica il diritto vigente al momento della decisione del Consiglio di Stato. Ha stabilito che i fondi part. zzz, xxx e yyy oggetto della domanda di costruzione erano allora soggetti ad un vuoto pianificatorio. Ha in particolare rilevato che la particella zzz era inserita nella zona industriale J2 dal piano regolatore del 1983 dell'allora Comune di Rancate. In occasione della revisione del piano regolatore, il Consiglio comunale aveva adottato per detto fondo, e per altri appartenenti al comparto di "Valera", una zona per il deposito di idrocarburi, che tuttavia, nel 2002, non è stata approvata dal Consiglio di Stato, il quale ha contestualmente abrogato il piano regolatore previgente. Dal 2007 al 2014 il comparto "Valera" è stato assoggettato ad una zona di pianificazione, in seguito alla quale non è tuttavia stata adottata una pianificazione definitiva. La Corte cantonale ha quindi sostanzialmente rilevato che per il fondo part. zzz vigeva un vuoto pianificatorio dal 2002. Quanto ai fondi part. xxx e yyy situati sul territorio dell'allora Comune di Ligornetto, la Corte cantonale ha accertato che il piano regolatore approvato dal Consiglio di Stato il 25 marzo 1986, li attribuiva entrambi alla zona per il deposito di idrocarburi. Il 20 dicembre 2007 il Comune di Ligornetto ha istituito per tali fondi una zona di pianificazione della durata di cinque anni poi prorogata fino al 16 agosto 2014 e coordinata con la corrispondente misura di salvaguardia della pianificazione sui fondi appartenenti al comparto "Valera" nel territorio di Rancate. La Corte cantonale ha precisato che la zona di pianificazione in questione era giustificata dalla necessità di tutelare il comparto "Valera" da interventi edificatori inopportuni in attesa della definizione di un appropriato assetto pianificatorio dopo la cessazione delle attività commerciali nel campo degli idrocarburi. Ha rilevato che, frattanto, il 30 giugno 2010, il Consiglio di Stato ha approvato la revisione del piano regolatore del 1986: gli azzonamenti approvati escludevano tuttavia il comparto "Valera", in cui erano situati i fondi part. xxx e yyy, siccome sottoposti alla citata zona di pianificazione. La Corte cantonale ha rilevato che il piano del paesaggio riguardava per contro anche dette particelle, per le quali era stato delimitato il bosco ed erano stati definiti gli elementi naturali da proteggere (siepi e boschetti), come pure una zona di pericolo di alluvionamento. Questa componente del piano regolatore è stata approvata senza riserve dal Consiglio di Stato che, contrariamente a quanto avvenuto per l'ex Comune di Rancate, non ha nel contempo abrogato espressamente il previgente piano regolatore del 1986. I giudici cantonali hanno accertato che la pianificazione previgente è stata esplicitamente lasciata in vigore soltanto puntualmente per le aree destinate a posteggi pubblici. Ha quindi ritenuto che, in assenza di un'esplicita riserva anche per i fondi part. xxx e yyy, la revisione del piano regolatore del 2010 aveva sostituito il piano previgente del 1986, tranne che per le eccezioni espressamente menzionate nella risoluzione governativa. Ha perciò concluso che, in assenza di disposizioni in merito all'azzonamento delle suddette particelle, si era venuto a formare anche per esse un vuoto pianificatorio. La Corte cantonale ha rilevato che, data l'assenza di una pianificazione relativa ai suddetti fondi (vuoto pianificatorio) al momento della decisione dell'istanza inferiore, il progetto edilizio doveva essere esaminato sulla base delle norme applicabili fuori della zona edificabile. Ha quindi in concreto negato l'adempimento delle condizioni per il rilascio di un'autorizzazione eccezionale secondo gli art. 24 e 24c LPT.