Citation: 5A_701/2015 E. 1

che il giudice dell'istruzione decide quale giudice unico circa lo stralcio dai ruoli delle cause divenute prive d'oggetto (art. 32 cpv. 2 LTF) e, udite le parti, dichiara il processo terminato e statuisce con motivazione sommaria sulle spese, tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite (art. 71 LTF in relazione con l'art. 72 PC); che giusta l'art. 29 cpv. 1 Cost. in procedimenti dinanzi ad autorità giudiziarie o amministrative ognuno ha diritto ad essere giudicato entro un termine ragionevole; che l'autorità viola tale norma se non emana la decisione che le incombe di pronunciare in un lasso di tempo che il tipo di causa e tutte le altre circostanze fanno apparire ragionevole (DTF 130 I 312 consid. 5.1); che per tale valutazione occorre fondarsi su elementi oggettivi, fra cui segnatamente la complessità della causa, gli interessi in gioco e il comportamento dell'interessato e quello dell'autorità (DTF 135 I 265consid. 4.4; 130 I 312 consid. 5.2); che il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali e costituzionali (DTF 133 III 638 consid. 2) soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura (art. 106 cpv. 2 LTF); che pertanto il ricorrente deve spiegare in modo chiaro e dettagliato, alla luce dei considerandi della decisione querelata, in che misura sarebbero stati violati i suoi diritti costituzionali (DTF 134 II 244 consid. 2.2); che in concreto, secondo l'argomentazione sviluppata dalla ricorrente, la fattispecie oggetto del suo appello appariva "molto chiara" ed una risoluzione rapida del litigio avrebbe permesso di interrompere "il danno della lesione della sua immagine e della sua reputazione sia professionale sia personale"; che la ricorrente ha però omesso di suffragare tali asserzioni con elementi concreti; che inoltre la ricorrente non ha indicato quale lasso di tempo sarebbe trascorso dal momento in cui la Corte cantonale poteva statuire sul suo appello (segnatamente la conclusione dello scambio degli scritti) e ancor meno ha spiegato per quale motivo tale lasso di tempo costituirebbe un ritardo irragionevole ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 Cost.; che la motivazione ricorsuale è pertanto del tutto insufficiente a dimostrare che l'autorità inferiore stesse procrastinando ingiustificatamente il suo giudizio e non soddisfa le esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF; che, se non fosse divenuto privo d'oggetto, il ricorso per denegata e ritardata giustizia avrebbe quindi dovuto essere dichiarato inammissibile; che le spese giudiziarie vanno pertanto poste a carico della ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF), alla quale non può essere concessa l'assistenza giudiziaria, poiché il suo rimedio non aveva fin dall'inizio probabilità di successo (art. 64 cpv. 1 LTF); che non si giustifica assegnare ripetibili all'opponente già in virtù dell'art. 68 cpv. 3 LTF; per questi motivi, il Presidente decreta: