Citation: 6B_971/2017 E. 3.3.2

3.3.2. Con simili argomentazioni il ricorrente non si confronta puntualmente con i considerandi del giudizio impugnato, spiegando con chiarezza e precisione, con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove sarebbero manifestamente insostenibili e pertanto arbitrari. Egli si limita ad esporre in modo appellatorio una sua versione dei fatti, ciò che non basta a sostanziare l'arbitrio delle conclusioni cui è giunta la precedente istanza sulla base di una valutazione, spiegata e motivata, dei mezzi di prova agli atti. Adducendo genericamente di avere confessato il reato "in un contesto di costrizione e in assenza di lucidità", il ricorrente non rende minimamente verosimile una pressione inammissibile da parte degli organi inquirenti nella conduzione degli interrogatori. Ciò in particolare ove si consideri che all'interrogatorio del 24 giugno 2005 dinanzi al MPC ed a quello del 6 novembre 2008 dinanzi al Giudice istruttore federale egli era assistito dal proprio difensore. Peraltro, il ricorrente di per sé non nega di avere ceduto a G.________ almeno 50 g di cocaina, ma contesta che si sia trattato di una compravendita. Disattende tuttavia che la precedente istanza ha accertato, sulla base delle dichiarazioni sostanzialmente concordanti delle parti e confermate da una terza persona (C.________, cfr. verbale d'interrogatorio del 27 maggio 2005), che per l'acquisto dello stupefacente G.________ aveva accumulato un debito nei confronti del ricorrente. Questo accertamento non è censurato d'arbitrio ed è pertanto vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Riguardo al capo d'imputazione n. 1.2.5.1.2 il ricorso è quindi infondato nella misura della sua ammissibilità.