Citation: I 698/00 28.01.2002 E. 3

3.- a) Nella risposta al ricorso, alla luce del nuovo certificato medico prodotto dall'assicurato e della successiva presa di posizione del proprio medico interno, secondo cui la situazione valetudinaria del ricorrente dev'essere approfondita maggiormente a partire dal 1° luglio 1998, tramite l'esperimento di una perizia specialistica di tipo emato-oncologico e psichiatrico, l'UAI propone a questa Corte l'accoglimento del gravame ed il rinvio degli atti per istruire nuovamente la vertenza, aderendo parzialmente alle richieste ricorsuali. b) Dopo attento esame della documentazione medica versata agli atti, questa Corte ritiene di dover confermare la proposta formulata dall'amministrazione in sede ricorsuale, in quanto conforme alle norme di diritto federale e alla giurisprudenza in vigore. In effetti dal tenore dei rapporti medici agli atti dell'amministrazione e della Commissione discende che, dal 1992, data dell'assegnazione della mezza rendita di invalidità, a tutt'oggi, la situazione di salute dell'assicurato appare perlomeno di primo acchito stabilizzata, ed eventualmente peggiorata nel 2000, con l'insorgere della depressione e dell'astenia diagnosticate dal dottor P.________ nei mesi di febbraio e novembre, mentre le conclusioni in sede delle precedenti istanze dei medici dell'AI, R.________ e E.________, configurano tutt'al più una valutazione diversa - e pertanto non di rilievo ai sensi della giurisprudenza federale sulla revisione (DTF 115 V 313 consid. 4a/bb) - di una fattispecie rimasta prevalentemente immutata. Al riguardo va rilevato che, dopo gli interventi di trapianto del midollo effettuati nel 1989 e 1990, segnatamente a partire dal 1992, anno dell'assegnazione della mezza rendita, la leucemia, definita cronica, è stata dichiarata in remissione completa continua. Questo stato di fatto è stato confermato ed è quindi perdurato anche negli anni seguenti, durante i quali l'assicurato ha sempre svolto un'attività lucrativa leggera al 50%, fino al 1998, malgrado il peggioramento dello stato di salute riconducibile all'operazione alla cataratta complicata ai due occhi e all'apparizione di un herpes. Neppure dopo il rimpatrio la situazione appare mutata: in effetti nella perizia medica dettagliata eseguita in Italia il 1° marzo 1999 viene posta la medesima già citata diagnosi, con l'aggiunta di un nuovo disturbo, consistente in turbe della memoria e della concentrazione. In tale contesto i medici hanno inoltre confermato il grado di invalidità stabilito dalle competenti autorità elvetiche. Nulla di differente attestava poi nella procedura amministrativa il dottor R.________ dell'UAI, per concludere però in favore di una guarigione del paziente e quindi di una capacità lavorativa totale nella precedente attività. Pur confermando anch'essa, infine, la medesima diagnosi posta negli anni precedenti e certificando espressamente che la situazione era invariata, la dottoressa E.________ considerava nell'ambito della procedura ricorsuale di primo grado essere ammissibile un'attività lavorativa al 100%, vista la lunga carenza - dieci anni - di recidiva. c) Alla luce di queste circostanze, secondo cui la situazione di salute del ricorrente appare più verosimilmente stabile che migliorata, ma che dalla documentazione sanitaria traspaiono comunque certi dubbi, non si può che aderire al parere esposto dal medico dell'UAI dottoressa E.________ pendente causa di ricorso innanzi a questa Corte, secondo cui in seguito al nuovo certificato medico 28 novembre 2000 del dottor P.________, di tenore del resto simile a quello già redatto il 14 febbraio dello stesso anno, precedentemente alla pronuncia commissionale impugnata, appare necessario esaminare in maniera più approfondita, tramite l'esecuzione di una perizia pluridisciplinare emato-oncologica e psichiatrica, l'effettiva evoluzione dello stato di salute dell'assicurato. Gli atti dell'incarto non permettono infatti di concludere con sufficente certezza per un effettivo miglioramento dello stato di salute e del grado di invalidità del ricorrente dal 1° ottobre 1999. Solo un esame peritale dettagliato potrà quindi permettere di stabilire se la soppressione della rendita era o meno giustificata.