Citation: 1E.7/2006 18.10.2006 E. 2

2.1 Dichiarando di condividere le richieste del Comune politico di Grono in merito alla definizione del tracciato della circonvallazione di Roveredo, pur non formulandole per proprio conto, il ricorrente fa valere una disparità di trattamento fondata sulla lingua, sostenendo che la decisione di approvazione dei piani avrebbe dovuto essere redatta interamente in italiano. Rileva che la traduzione è soltanto parziale e che, in caso di divergenze, sarebbe comunque considerata prevalente la versione originale tedesca. Sostiene che i suoi organi comprendono con difficoltà il tedesco e che si sarebbe giustificato di approvare i piani nella lingua (italiana) utilizzata dalla quasi totalità degli opponenti destinatari della decisione. 2.2 Gli art. 8 cpv. 2, 18 e 70 Cost., richiamati dal ricorrente, non disciplinano esplicitamente la questione della lingua del procedimento. L'art. 70 Cost., unitamente all'art. 4 Cost., si riallaccia alla libertà di lingua, sancita dall'art. 18 Cost., che garantisce la possibilità di utilizzare la lingua materna o un'altra lingua di propria scelta, ma la cui titolarità da parte di una persona giuridica, quale è in concreto il ricorrente, non è manifesta (DTF 130 II 249 consid. 4.1 inedito). In applicazione dell'art. 37 PA, secondo cui le autorità federali notificano le decisioni nella lingua ufficiale in cui le parti hanno presentato o presenterebbero le domande, il DATEC e la Commissione di ricorso hanno ritenuto determinante la lingua (tedesca) in cui è stata presentata dal Cantone dei Grigioni la domanda di approvazione dei piani ed hanno quindi ritenuto giustificata la notificazione in lingua tedesca (con una traduzione parziale in italiano) della relativa decisione. Il progetto interessa tuttavia una regione italofona del Cantone. I piani e la documentazione del progetto risultano inoltre essere redatti prevalentemente in italiano e la loro esposizione in quattro Comuni del distretto della Moesa è stata pubblicata in italiano sul foglio ufficiale del Cantone dei Grigioni (n. 46 del 15 novembre 2001, pag. 3779 seg.). Pure la quasi totalità delle oltre sessanta opposizioni è stata stesa in italiano, sicché, considerato altresì che l'italiano è una delle lingue ufficiali del Cantone dei Grigioni (art. 3 cpv. 1 Cost./GR, in vigore dal 1° gennaio 2004; cfr. inoltre l'art. 46 della Costituzione previgente), non si giustificava di dare un peso decisivo alla lettera di alcune righe in tedesco con cui il Cantone dei Grigioni aveva chiesto l'approvazione dei piani, ma si imponeva di tenere principalmente conto della lingua degli opponenti (cfr. DTF 108 V 208) e del fatto che il progetto interessa una regione italofona del Cantone, notificando quindi alle parti una decisione di principio completamente in italiano (cfr. DTF 130 II 249 consid. 4.2 inedito). Contrariamente all'opinione del ricorrente, questa circostanza non comporta tuttavia l'obbligo per il DATEC di emanare una nuova decisione in italiano siccome ha comunque fornito una traduzione in questa lingua del giudizio sull'opposizione del patriziato. Certo, alcuni allegati non sono stati tradotti e l'italiano utilizzato, come quello della decisione impugnata, è talvolta incerto. Tuttavia, il ricorrente aveva presentato un'opposizione sommaria contro il tracciato, criticando genericamente le ripercussioni ambientali sul territorio comunale e il pregiudizio per lo sviluppo del paese. Esprimendosi sull'aspetto determinante dell'opposizione e rilevando che il tracciato stabilito nel piano generale non poteva di principio essere rimesso in discussione nella procedura di approvazione dei piani del progetto esecutivo, la traduzione parziale in italiano ha comunque consentito al ricorrente di afferrare la portata della decisione riguardo alle sue censure. La questione dello spostamento del tracciato è peraltro stata sostanzialmente ripresentata dal ricorrente dinanzi alla Commissione di ricorso, per cui non risulta ch'esso abbia subito un pregiudizio procedurale a causa della contestata parziale stesura in tedesco della decisione del DATEC.