Citation: 5A_19/2015 E. 2.4.1

2.4.1. Per impedire l'accoglimento di un'istanza fondata sull'art. 257 CPC, la parte convenuta non può semplicemente limitarsi a segnalare obiezioni o eccezioni che potrebbero contraddire la liquidità della fattispecie o della situazione giuridica: tali obiezioni o eccezioni devono anche essere motivate e concludenti (supra consid. 2.1; v. con riferimento ad un asserito abuso di diritto la sentenza 4A_329/2013 del 10 dicembre 2013 consid. 6.1). Nel caso concreto l'obiezione proposta, secondo cui il tracciato della servitù non sarebbe chiaro in virtù della sola iscrizione a registro fondiario, non basta a confutare la liquidità della pretesa dell'opponente. Le ricorrenti, infatti, nemmeno pretendono, né ancor meno sostanziano, che l'esercizio della servitù di passo pedonale sarebbe limitato ad una parte della loro particella (v. sentenza 5D_190/2014 del 12 maggio 2015 consid. 8.2.1 e 8.2.2). L'obiezione fondata su un asserito tracciato non appare pertanto né sufficientemente motivata né concludente. A ben vedere, alle ricorrenti non disturba tanto la (pretesa) assenza di chiarezza circa l'estensione del diritto di passo pedonale, quanto piuttosto l'esistenza stessa di tale diritto. Tuttavia, fintanto che non è cancellata, la servitù iscritta a registro fondiario esiste (sentenza 5A_369/2013 del 15 maggio 2014 consid. 3.2.2 con rinvio, in SJ 2014 I pag. 429) ed il proprietario del fondo serviente la deve rispettare anche se intende ottenerne la cancellazione. Di conseguenza, il Tribunale d'appello non ha violato il diritto federale ritenendo che l'azione confessoria dell'opponente poteva essere accolta nella procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti.