Citation: 4C.168/2003 17.10.2003 E. 1

3.2 Nella fattispecie in esame, il piano sociale della B.________ S.A. porta la data del 5 giugno 1998. A quell'epoca vigeva la convenzione dell'industria metalmeccanica 1° luglio 1993-30 giugno 1998. Trattandosi di diritto privato federale (DTF 98 II 205 consid. 1) questo atto può essere considerato d'ufficio (art. 63 cpv. 1 OG). Ora, la citata convenzione elencava agli art. 38 segg. le "misure da adottare in caso di licenziamenti a causa di problemi economici e strutturali"; misure che erano specificate all'art. 41. Per il caso di un gran numero di licenziamenti l'art. 43 cpv. 2 concedeva ai rappresentanti dei lavoratori il diritto di chiedere trattative specifiche e l'intervento immediato delle parti contraenti. Ciò significa che, nonostante l'assenza di una menzione esplicita in tal senso, l'obbligo di allestire un piano sociale era prescritto dal contratto collettivo di categoria. Considerato inoltre che gli interessi dei dipendenti sono stati tutelati dai rappresentanti sindacali, oltre che dalla commissione aziendale, secondo le indicazioni giurisprudenziali e dottrinali elencate al considerando precedente si potrebbe concludere che il piano sociale della B.________ S.A. sia equiparabile ad un contratto collettivo. Vi sono però alcuni argomenti che si oppongono ad una simile decisione. 3.3 Con riserva dell'obbligatorietà generale decretata in applicazione della legge federale del 28 settembre 1956 (RS 221.215.311), le disposizioni normative collettive sono vincolanti solo per i contratti di lavoro dei dipendenti affiliati ai sindacati che sono parti al contratto collettivo (art. 356 cpv. 1 CO) o di coloro che vi partecipano a titolo individuale (art. 356b cpv. 1 CO). Il campo d'applicazione del piano sociale viene invece stabilito secondo criteri diversi, giacché esso definisce il trattamento dei dipendenti che sono toccati da un evento ben preciso. Nel quadro dell'elaborazione del piano sociale i sindacati e le commissioni aziendali non agiscono in astratto, in rappresentanza di tutti i dipendenti che potrebbero un giorno lavorare nel settore coperto dal contratto collettivo di categoria, bensì curano gli interessi di un numero ben preciso di dipendenti di un'azienda determinata. Tale caratteristica si riflette sull'oggetto del piano sociale, anch'esso limitato ai provvedimenti atti a rimediare alla crisi aziendale e in particolare ai licenziamenti collettivi (cfr. art. 335d segg. CO): aiuto al trasferimento dei dipendenti in altri settori dell'azienda o all'esterno, riformazione professionale, prepensionamento, pagamento d'indennità di licenziamento, definizione di termini di disdetta speciali, ecc. (cfr. Vischer, Kündigung und kollektives Arbeitsrecht in: Geiser/Münch, Stellenwechsel und Entlassung, Basilea 1997, no. 4.35). Il piano sociale della B.________ S.A. dichiara espressamente di applicarsi esclusivamente ai "dipendenti colpiti da disdetta del rapporto d'impiego" a seguito della ristrutturazione del reparto forgia. Oltre all'indennità di licenziamento oggetto di questa causa esso stabilisce un termine di disdetta unitario (art. 1), una serie di misure alternative alla disdetta quali il pensionamento anticipato, il trasferimento all'interno dell'azienda, la riqualificazione e la priorità in caso di riassunzione (art. 2), alcune facilitazioni atte a favorire la ricerca di altri posti di lavoro (art. 3), il trasloco (art. 6) o l'alloggio in genere (art. 9), garanzie concernenti assicurazioni sociali e libero passaggio (art. 7 e 8), nonché i criteri di partecipazione ad una somma messa a disposizione dal fondo di previdenza della ditta (art. 5.2). Tali considerazioni indicano la marcata impronta contingente del piano sociale in discussione: esso nasce dalla situazione particolare di crisi di un datore di lavoro determinato, mira ad attenuarne le conseguenze per le maestranze e sfocia nella completazione rispettivamente nella modifica delle condizioni individuali del rapporto di lavoro di un numero limitato di dipendenti noti. Se ne deve concludere che nel piano sociale - perlomeno qualora esso, come quello in esame, sia limitato per oggetto e destinatari e quindi privo del carattere generale e astratto proprio ad ogni atto normativo - prevale la natura contrattuale e come tale va interpretato.