Citation: 1E.23/2005 16.05.2006 E. 4

4.1 Il ricorrente ribadisce la richiesta di prolungare i ripari fonici lungo la linea in direzione di Locarno fino all'incrocio con la strada cantonale e di innalzarli gradualmente verso il portale fino a raggiungerne l'altezza, così da evitare l'effetto "bang" ("sonic boom") che provocherebbero i treni in uscita dal tunnel. Reputa inoltre opportuna la posa di pareti di protezione fonica supplementari tra i due binari. 4.2 Il DATEC ha rilevato che le pareti antirumore secondo il progetto consentono di rispettare i valori di pianificazione e che, allo stadio attuale, sulla base di due perizie fatte eseguire da AlpTransit, risulta escluso un effetto "bang" che potrebbe alterare le previsioni foniche calcolate. L'autorità di approvazione dei piani ha quindi ritenuto infondate le richieste del ricorrente e le ha di conseguenza respinte, riservati gli oneri imposti all'impresa ferroviaria di rivestire le pareti presso il portale con materiale fonoassorbente su una lunghezza di 30 m e di eseguire nella fase di esercizio ulteriori misurazioni di controllo delle immissioni foniche. Il ricorrente si limita ad addurre genericamente la necessità di una maggiore protezione fonica, senza tuttavia fare valere accertamenti inesatti o incompleti di fatti giuridicamente rilevanti e violazioni di norme del diritto federale. Né si confronta con le argomentazioni esposte nella decisione impugnata riguardo al rispetto dei valori di pianificazione nella zona del portale e ai motivi che hanno portato il DATEC ad escludere un effetto "bang" nel caso concreto. Il ricorrente nemmeno si confronta con le relazioni tecniche agli atti, segnatamente con il rapporto d'impatto ambientale e con le previsioni delle immissioni foniche con i ripari progettati, riconoscendo quindi, perlomeno implicitamente, il sostanziale rispetto dei valori di pianificazione. Benché non si imponga in tali circostanze di esaminare ulteriormente la questione, si può nondimeno rilevare quanto segue. 4.3 Il progetto prevede, tra il portale nord della galleria e la strada cantonale, la posa di ripari fonici su una parte della linea veloce e su un tratto della bretella di collegamento Locarno-Lugano. Il DATEC, come già rilevato, ha inoltre imposto nella decisione di approvazione dei piani, quale misura preventiva, il rivestimento delle pareti presso il portale con materiale fonoassorbente su una lunghezza di 30 m. Ha inoltre previsto l'onere a carico di AlpTransit di eseguire nella fase di esercizio misurazioni delle immissioni foniche e di adottare se del caso provvedimenti protettivi supplementari che dovranno essere oggetto di una successiva approvazione. Il principio della prevenzione (art. 11 cpv. 2 LPAmb), invero soltanto accennato dal ricorrente, non implica la soppressione di tutte le possibili emissioni, ma mira a proteggere l'uomo e l'ambiente dagli effetti dannosi o molesti mediante una riduzione delle emissioni ragionevolmente sostenibile da un punto di vista tecnico, delle condizioni d'esercizio e delle possibilità economiche (DTF 131 II 431 consid. 4.1, 126 II 300 consid. 4c/bb, 124 II 517 consid. 4a). Esso persegue lo scopo di limitare possibili rischi imprevisti, creando un margine di sicurezza che tenga conto di incertezze su eventuali futuri effetti di incidenza ambientale (cfr. art. 1 cpv. 2 LPAmb; DTF 124 II 219 consid. 8a pag. 232). I valori limite delle immissioni, superiori ai valori di pianificazione (art. 23 LPAmb), consentono di valutare il carattere dannoso o molesto degli effetti (art. 13 LPAmb). Se, come in concreto, occorre valutare un progetto che rispetta di principio i valori di pianificazione, ulteriori misure di limitazione delle emissioni sono giustificate sotto il profilo della proporzionalità solo se si possa conseguire una diminuzione supplementare importante del carico ambientale con una spesa relativamente contenuta (DTF 124 II 517 consid. 5a; André Schrade/Theodor Loretan, in: Kommentar zum Umweltschutzgesetz, n. 34b all'art. 11). Ora, per il comparto attorno al portale, le previsioni delle immissioni foniche riferite all'anno 2015, risultanti dal rapporto di impatto ambientale, tengono conto degli sviluppi futuri del traffico ferroviario e i valori accertati sono in generale marcatamente inferiori ai valori di pianificazione. I risultati danno quindi atto dell'esistenza di un ampio margine di sicurezza, che consente di ritenere, a questo stadio del progetto della galleria di base del Ceneri, ragionevolmente sufficienti le misure di protezione fonica adottate. Considerato altresì il preponderante interesse pubblico alla base di un impianto ferroviario di simile portata, per il quale di per sé nemmeno potrebbe essere esclusa la concessione di eventuali facilitazioni (cfr. art. 25 cpv. 2 LPAmb), un'eventuale riduzione supplementare del carico fonico mediante l'installazione delle protezioni richieste dal ricorrente implicherebbe costi aggiuntivi rilevanti che non si giustificherebbero sotto il profilo della proporzionalità. Respingendo la domanda del ricorrente di adottare i provvedimenti richiesti, il DATEC non ha quindi violato l'art. 11 LPAmb.