Citation: 1C_106/2017 E. 3.7

3.7. Il ricorrente sostiene che la sentenza impugnata si scosterebbe da quella del 24 giugno 2008, in cui la Corte cantonale ha precisato che la licenza edilizia del 3 febbraio 2003 era cresciuta in giudicato. A torto. In quel giudizio i giudici cantonali hanno semplicemente rilevato che oggetto dello stesso era esclusivamente la domanda di costruzione in sanatoria relativa agli interventi realizzati in modo difforme rispetto alla licenza edilizia del 3 febbraio 2003. Hanno specificato che la legittimità di questa autorizzazione esulava dal tema della causa e non doveva essere esaminata. Nella sentenza del 24 giugno 2008 i giudici cantonali hanno ritenuto l'abuso manifesto, rilevando che la costruzione realizzata era nuova e diversa dal rustico originario, di cui era stata conservata solo una parte dei muri perimetrali. Hanno peraltro già allora osservato che "non è dato di vedere come potrà l'autorità adottare provvedimenti volti a ripristinare una situazione conforme al diritto che evitino di rimuovere in modo radicale le conseguenze del clamoroso abuso posto in essere dall'insorgente". In tali circostanze, non esiste alcuna contraddizione tra le due sentenze della Corte cantonale, che sono anzi del tutto coerenti.