Citation: 8C_134/2016 E. 2.3

2.3. Infatti, secondo il principio della priorità delle dichiarazioni della prima ora, in presenza di versioni contraddittorie di un assicurato, il giudice deve dare la preferenza alle affermazioni fatte subito dopo l'evento, quando ancora l'interessato ne ignorava le conseguenze giuridiche (DTF 121 V 45 consid. 2a pag. 47; cfr. ancora recentemente sentenza 8C_843/2015 del 26 febbraio 2016 consid. 4.1). Nella denuncia di sinistro LAINF del 15 novembre 2013 l'assicurata descrive un dolore mentre si voleva alzare. Sul Questionario lesioni del corpo compilato il 30 dicembre 2013 l'assicurata fa la stessa dichiarazione e risponde "no", senza ulteriori spiegazioni, al quesito se "è successo qualcosa di particolare". Solo il Dr. med. C.________ segnala all'assicuratore con lettera del 26 febbraio 2014 un infortunio dopo un falso movimento. Alla luce di questa fattispecie, un falso movimento, secondo il grado di prova della verosimiglianza preponderante, non può essere occorso. Il fatto che una persona l'abbia aiutata ad alzarsi non cambia nulla a fronte della mancanza di un fattore esterno straordinario. Il movimento effettuato, ossia quello di alzarsi, rientra proprio in quelli oggettivamente usuali e quotidiani senza che si sia manifestato nulla di imprevisto. Non si è verificato alcun rischio potenziale, anche nell'ipotesi in cui il giudice facesse propri i fatti così come presentati dall'opponente (e a lei più favorevoli). La circostanza di essere accovacciati o in ginocchio e poi di alzarsi in piedi, perfino tenendo per mano un bambino, è assimilabile a un gesto quotidiano, benché sia necessario darsi un certo slancio (sentenze 8C_152/2015 del 22 luglio 2015 consid. 4.1; 8C_282/2013 del 27 maggio 2013 consid. 3.1 e 8C_772/2009 del 7 maggio 2010 consid. 3.3). Ad ogni modo questa dinamica non costituisce né un infortunio ai sensi della legge né una lesione corporale parificabile ai postumi di infortunio secondo l'art. 9 OAINF.