Citation: 4A_151/2020 E. 5

Entrambi i contratti di mutuo contenevano, oltre alla dichiarazione di elezione del foro di Lugano, una clausola che attribuiva a un arbitro unico la competenza per dirimere i litigi "sull'interpretazione e sull'applicazione della presente convenzione". Il Tribunale di appello ha ritenuto che il testo della clausola fosse "estremamente chiaro" e che questa "fattispecie non si realizza in concreto"; anche in quest'ambito ha giudicato "inconsistenti" le affermazioni del convenuto secondo le quali le convenzioni non rispecchierebbero la volontà vera e concorde delle parti. Il ricorrente ribadisce brevemente l'eccezione d'incompetenza del giudice civile ordinario a favore dell'arbitro, giustificandola con la "necessità di procedere a un'interpretazione dei contratti di mutuo". La portata del patto d'arbitrato va determinata secondo le regole che vigono per l'interpretazione delle dichiarazioni di volontà, in primo luogo con il metodo soggettivo, ricercando la volontà vera e concorde dei contraenti, come vuole l'art. 18 cpv. 1 CO (DTF 144 III 93 consid. 5.2; 130 III 66 consid. 3.2 e rinvii). Il Tribunale di appello ha in effetti stabilito che tale volontà delle parti coincideva con il testo chiaro, che escludeva appunto l'oggetto del litigio dalla competenza dell'arbitro. Esso ha ripreso implicitamente l'argomentazione del Pretore, secondo cui la clausola arbitrale valeva per l'interpretazione e l'applicazione dei contratti, ma non in caso di "mera messa in esecuzione", per la quale vigeva l'elezione del foro luganese. La distinzione non è evidente, ma tant'è. L'interpretazione soggettiva attiene al fatto e il risultato è di principio vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Come qualsiasi accertamento di fatto può essere rivisto soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, arbitrario nel senso dell'art. 9 Cost. (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 144 III 93 consid. 5.2.2). Le contestazioni devono quindi rispettare le esigenze di motivazione accresciute poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF delle quali s'è detto (cfr. consid. 2). Il ricorrente non propone censure così motivate.