Citation: 1A.270/2003 12.02.2004 E. 1

1.1.2 Nella fattispecie, la consultazione, rispettivamente l'estrazione di fotocopie, è limitata, secondo la decisione impugnata, a due atti, segnatamente ai verbali d'interrogatorio del 28 settembre e del 21 novembre 1995. È pertanto possibile determinarsi, in questo stadio della procedura, sulla rilevanza di questi mezzi di prova; il ricorrente è inoltre in grado di formulare le proprie osservazioni, in particolare con riferimento al principio della proporzionalità (causa 1A.275/2003, sentenza del 27 gennaio 2004, consid. 1.1). Negli atti di causa figurano invero il verbale d'audizione del 28 settembre 1995 e la continuazione dell'interrogatorio in data 20 e 21 novembre 1995. La circostanza, peraltro non contestata dal ricorrente, ma a lui manifestamente nota, che il verbale del 20 novembre 1995 non è menzionato sia nella decisione di entrata in materia sia in quella finale, parrebbe essere dovuta a una svista della DGD. In effetti, l'autorità federale non ha espressamente escluso questa parte del verbale dalla consultazione, né sono ravvisabili motivi che imporrebbero una siffatta esclusione. La decisione impugnata, rettamente interpretata, concerne quindi la consultazione, e l'eventuale estrazione di fotocopie, dei verbali d'interrogatorio del ricorrente effettuati il 28 settembre, il 20 e il 21 novembre 1995. 1.2 Per il resto il ricorso, se si considera la decisione impugnata quale finale, come peraltro ritenuto dal ricorrente medesimo, è tempestivo (art. 80k AIMP). Il ricorrente, tenuto ad addurre i fatti a sostegno della propria legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), sostiene ch'essa sarebbe manifestamente data, poiché la decisione impugnata permette la consultazione dei verbali delle proprie audizioni in relazione alla ditta W.________ SA. 1.2.1 Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria la legittimazione a ricorrere è riconosciuta solo al titolare di un conto bancario del quale sono chieste informazioni, o alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 127 II 198 consid. 2d, 126 II 258 consid. 2d). 1.2.2 Secondo la giurisprudenza la legittimazione a impugnare la trasmissione di verbali d'interrogatorio spetta, di massima, unicamente al teste, sottoposto direttamente alla misura coercitiva, e solo nella misura in cui è chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente o se si prevale del suo diritto di non testimoniare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb, 122 II 130 consid. 2b). Il ricorrente non si esprime su questa costante pubblicata prassi, né adduce o dimostra ch'egli è stato interrogato anche riguardo alle sue attività. Dal verbale d'interrogatorio del 28 settembre 1995 risulta, tuttavia, ch'egli era il direttore operativo della citata società, che si è espresso anche sulla propria attività e che è stato interrogato quale "incolpato". Ora, la giurisprudenza riconosce alla persona perseguita la legittimazione a opporsi alla trasmissione allo Stato richiedente dell'incarto di una procedura nella quale è parte (DTF 121 II 38). Il ricorrente è pertanto legittimato a impugnare la contestata decisione. 1.3 L'assistenza giudiziaria tra la Germania e la Svizzera è retta dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (CEAG; RS 0.351.1) e dall'accordo complementare concluso il 13 novembre 1969 (RS 0.351.913.61). Il diritto interno, segnatamente la AIMP e la sua ordinanza di esecuzione del 24 febbraio 1982 (OAIMP; RS 351.11) sono applicabili alle questioni che la prevalente Convenzione internazionale non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza di quello convenzionale (art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 129 II 462 consid. 1.1), fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595 consid. 7c).