Citation: H 51/00 24.01.2002 E. 5

5.- Si deve quindi in primo luogo accertare se il diritto della Cassa non fosse perento. a) Per l'art. 82 cpv. 1 OAVS il diritto di richiedere il risarcimento di un danno si prescrive quando la cassa di compensazione non lo fa valere mediante una decisione entro un anno dal momento in cui ha avuto conoscenza dello stesso. Questo termine, contrariamente alla lettera del disposto, è di perenzione, la quale, come tale, deve essere accertata d'ufficio (DTF 126 V 451 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). La cassa è reputata a conoscenza del danno quando, facendo prova dell'attenzione ragionevolmente esigibile, avrebbe dovuto rendersi conto che le circostanze effettive non permettevano più di esigere il pagamento dei contributi, ma potevano giustificare l'obbligo di risarcire il danno (DTF 126 V 444 consid. 3a, 452 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). Nell'ipotesi di un fallimento, questo momento non coincide necessariamente con quello in cui la cassa ha conoscenza del riparto finale o le è rilasciato un atto di carenza beni; secondo la giurisprudenza il creditore che intende domandare il risarcimento di una perdita subita in un fallimento o in un concordato con abbandono dell'attivo è sufficientemente a conoscenza del pregiudizio, di regola, quando è depositata la graduatoria: a quel momento il creditore conosce, o può conoscere, l'importo dell'inventario, la propria collocazione nella graduatoria, nonché il dividendo prevedibile (DTF 121 III 388 consid. 3b, 119 V 92 consid. 3 e riferimenti ivi citati). b) Nell'evenienza concreta dagli atti relativi al fallimento della S._________ SA emerge che la graduatoria è stata depositata il giorno 16 maggio 1995. Risulta pure chenon vi erano crediti garantiti da pegno. Il credito privilegiato di II classe - giusta la normativa allora vigente - fatto valere dalla Cassa è stato ammesso per complessivi fr. 91'500. 45, di cui fr. 81'304. 85 per i contributi paritetici oggetto della presente vertenza e fr. 10'195. 60 riferiti al II pilastro. Gli attivi disponibili erano a quel momento costituiti da due crediti contestati di fr. 374'120.- nei confronti di R._________ e di B._________ e L._________ nonché di fr. 3512. 65 vantati verso un certo S._________. Stante quanto precede, si deve dunque concludere che al momento del deposito della graduatoria la Cassa poteva legittimamente ritenere che la sua pretesa potesse essere integralmente coperta dal provento dei citati crediti, anche nell'ipotesi di una loro realizzazione di poco inferiore al 25% dell'importo nominale. c) Con atto 17 settembre 1996 l'Ufficio di esecuzione e fallimenti di B._________ ha reso noto a R._________, a B._________ e L._________, nonché a C._________ che il credito contestato di fr. 374'120.- vantato dalla massa fallimentare non sarebbe stato fatto valere direttamente dalla stessa, ma sarebbe stato messo in cessione giusta l'art. 260 LEF ai creditori. Siffatta conclusione è poi stata resa nota a tutti i creditori con provvedimento 8 ottobre 1996 dello stesso ufficio, con cui è stato assegnato ai creditori un termine di dieci giorni per chiedere la cessione del credito citato, oltre quello di fr. 3512. 65 contro S._________, la massa fallimentare avendo rinunciato a procedervi direttamente. Alla ricezione dell'atto, ossia verosimilmente il 9 ottobre 1996, la Cassa ha così avuto elementi per ritenere che il suo credito, ancorché privilegiato siccome di II classe - in virtù della legge allora in vigore -, non sarebbe stato facilmente onorato. La rinuncia della massa a far valere direttamente una pretesa fallimentare evidenzia infatti ai creditori che l'incasso non è agevole per i rischi procedurali sottesi. È pertanto norma di prudenza quella che impone alla cassa di preoccuparsi almeno a questo momento dell'incertezza che grava sulla propria pretesa. Nel caso concreto, il termine di perenzione di un anno può così essere fissato, nell'ipotesi più sfavorevole all'amministrazione, già il 9 ottobre 1996. Le pretese di risarcimento fatte valere con decisioni amministrative 18 ottobre e 16 dicembre 1996 sono quindi manifestamente tempestive.