Citation: 2P.91/2001 19.09.2001 E. 1

1.- a) Il ricorso di diritto pubblico, presentato tempestivamente contro una decisione cantonale di ultima istanza concernente valutazioni scolastiche (art. 92, 93 e 96 cpv. 1 e 3 della legge ticinese della scuola, del 1° febbraio 1990 [LSc], e 88 cpv. 3 del relativo regolamento di applicazione, del 19 maggio 1992), fondato su una pretesa violazione degli art. 9 e 29 Cost. è di principio ricevibile in conformità agli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 87 OG. b) aa) Secondo l'art. 88 OG, il diritto di presentare un ricorso di diritto pubblico spetta ai privati che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Il cittadino è quindi legittimato a proporre tale rimedio soltanto se l'incostituzionalità di cui egli si prevale lo lede nei suoi interessi personali e giuridicamente protetti: un pregiudizio di mero fatto, segnatamente di natura materiale o finanziaria, è insufficiente (DTF 126 I 81 consid. 3b; RDAT 1997 II n. 16 pag. 47 consid. 1b e relativi rinvii). Il divieto generale d'arbitrio non conferisce, di per sé, la legittimazione ai sensi dell'art. 88 OG (DTF 126 I 81 consid. 3 - 6 e riferimenti). bb) In concreto ci si può chiedere se la ricorrente disponga di un interesse giuridicamente protetto all' esame di tutte le censure sollevate. Nella misura in cui, invocando l'arbitrio, l'interessata contesta le note insufficienti assegnatele in francese e per il lavoro di diploma - le quali, sommate all'incontestata insufficienza in italiano, hanno comportato la mancata promozione - essa sarebbe legittimata ai sensi dell'art. 88 OG, in conformità alla costante giurisprudenza del Tribunale federale in materia di contestazione della valutazione di note finali (v. DTF 108 Ia 22 consid. 2; RDAT 1993 II n. 55 pag. 136 consid. 1c; sentenze inedite del 10 novembre 2000 nella causa v. M. consid. 1c e del 29 luglio 1997 in re T. consid. 1b/aa); e questo anche in quanto la mancata promozione coincide con il rifiuto del rilascio del diploma di fine curricolo (cfr. RDAT 1997 II n. 16 pag. 47 consid. 1b). La legittimazione sarebbe invece da negare in quanto il gravame è diretto contro la mancata assegnazione del provvedimento eccezionale di promozione: in effetti, l'art. 27 cpv. 1 del regolamento della Scuola cantonale di diploma, del 30 agosto 1995 (in seguito: regolamento) - il quale stabilisce che il Consiglio di classe può promuovere lo studente che non ha raggiunto i risultati prescritti dall' art. 26, purché il suo grado di preparazione sia considerato nel complesso soddisfacente e abbia al massimo tre note finali insufficienti - assegna al Consiglio di classe un ampio margine di apprezzamento per accordare o rifiutare la promozione, rispettivamente il diploma. Un provvedimento di tale natura configura generalmente un "privilegio" al quale l'allievo non ha alcun diritto (sentenze inedite del 10 novembre 2000 nella causa v. M. consid. 2c e d, del 14 gennaio 1998 in re B. consid. 1b, e del 24 ottobre 1997 nella causa S. consid. 1b). Di conseguenza, la norma in questione non conferirebbe, con ogni probabilità, un interesse giuridicamente protetto ai sensi dell'art. 88 OG. La ricorrente censura anche una violazione dei diritti di parte: a tale riguardo, l'interesse giuridicamente protetto richiesto dall'art. 88 OG deriva direttamente dal diritto di partecipare alla procedura (DTF 126 I 81 consid. 3b; RDAT 1999 I n. 87 pag. 349 consid. 3 e relativi richiami). Sennonché le censure ricorsuali - relative a una pretesa carente motivazione della decisione litigiosa e a un asserito insufficiente confronto dell'autorità ricorsuale con le argomentazioni sollevate nel gravame - riguardano anche aspetti che non possono essere separati dal merito della causa, per cui, ove non sussista la legittimazione sul merito, l'esame di queste censure sfuggirebbe alla cognizione del Tribunale federale (DTF 114 Ia 307 consid. 3c, 117 Ia 95 consid. 4a e riferimenti). cc) Il quesito della legittimazione non merita tuttavia maggiore approfondimento, siccome l'impugnativa, nella misura in cui è ammissibile, va respinta.