Citation: 2C_74/2024 E. 3.2

3.2. Davanti al Tribunale federale, l'insorgente non sostiene l'esistenza delle condizioni per un richiamo all'art. 6 ALC in relazione con l'art. 24 allegato I ALC, di modo che su tale aspetto non occorrerebbe tornare (art. 42 cpv. 2 LTF; precedente consid. 2.1). In ogni caso, quanto concluso dalla Corte cantonale è corretto, perché la percezione di prestazioni complementari costituisce in tale ambito un aiuto sociale non permesso dall'art. 24 allegato I, che richiede l'esistenza di mezzi finanziari sufficienti (sentenza 2C_458/2023 del 7 febbraio 2024 consid. 4). A differenza di quanto indicato dal Tribunale amministrativo ticinese, l'insorgente è però dell'avviso che quando è subentrata l'incapacità professionale (11 febbraio 2021) egli fosse ancora da considerare un lavoratore in base all'ALC, di modo che un diritto di rimanere in Svizzera giusta l'art. 7 lett. c in relazione con l'art. 4 allegato I ALC e il regolamento 1251/70 andrebbe riconosciuto (ricorso, p.to B 3-4). Inoltre, sostiene che il diniego di un permesso di dimora leda l'art. 8 CEDU, che garantisce il diritto alla vita privata, richiedendo il rispetto del principio della proporzionalità (ricorso, p.to B 6), e che il giudizio impugnato violi la "normativa federale interna in materia di revoca" (ricorso, p.to B 5).