Citation: 2C_290/2024 E. 3.1

3.1. Anche in relazione all'oggetto ancora litigioso - ovvero, il mancato rinnovo del permesso di dimora UE/AELS (precedente consid. 1.2 e 1.3) - la Corte cantonale ha tutelato l'agire delle autorità migratorie. Dopo avere esposto le possibilità di soggiorno previste dall'accordo sulla libera circolazione delle persone ed avere rammentato le varie attività svolte negli anni da A.________, ha infatti osservato: (a) che, per lo meno dall'agosto 2012, l'insorgente ha perso lo statuto di lavoratrice dipendente (art. 4 ALC in relazione con l'art. 6 allegato I ALC) e che non portano a una diversa conclusione le attività svolte successivamente per il Comune di X.________ e per la B.________ SA, perché queste ultime avevano soltanto un carattere marginale ed accessorio (giudizio impugnato, consid. 4.1); (b) che non sono riunite le condizioni per riconoscere un diritto di rimanere in Svizzera giusta l'art. 7 lett. c in relazione con l'art. 4 allegato I ALC e il regolamento 1251/70, perché l'incapacità lavorativa dell'insorgente è intervenuta soltanto dopo la perdita dello statuto di lavoratrice dipendente (giudizio impugnato, consid. 4.2); (c) che la ricorrente non può soggiornare in Svizzera quale persona che non esercita un'attività economica, siccome il riconoscimento di un permesso in questo senso è subordinato - tra l'altro - alla disponibilità di mezzi finanziari sufficienti per non dovere ricorrere all'assistenza sociale (art. 6 ALC in relazione con l'art. 24 allegato I ALC), ciò che non è qui il caso, siccome è attestata la percezione di aiuti pubblici (percezione di prestazioni complementari AI; giudizio impugnato, consid. 4.3); (d) che l'insorgente non può conservare rispettivamente ottenere il rinnovo del permesso di dimora UE/AELS a titolo derivato (art. 7 ALC in relazione con l'art. 3 allegato I ALC), in quanto ha divorziato dal marito già nel 2013 (giudizio impugnato, consid. 4.4). Nel contempo, dopo essersi pronunciato in relazione ai permessi di soggiorno in base all'ALC, il Tribunale amministrativo ticinese ha rilevato che la ricorrente non poteva dedurre un diritto di soggiorno neanche dall'art. 33 rispettivamente dall'art. 50 LStrI o dall'art. 8 della Convenzione europea del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101) e che il diniego del diritto a proseguire il soggiorno in Svizzera era proporzionato (art. 96 LStrI; giudizio impugnato, consid. 5-7).