Citation: U 10/04 22.08.2005 E. 6

6.1 Alla luce delle suesposte considerazioni, l'accertamento dei fatti non può essere definito lacunoso ed incompleto, tale conclusione dovendo, per i motivi che seguono, valere anche in ordine alla determinazione del momento esatto del decesso, o, meglio, della sopravvenienza del disturbo cardiaco che ha portato alla morte del defunto assicurato. A tal proposito può segnatamente essere prestata adesione alla valutazione dei primi giudici, secondo cui l'esito del gravame non muterebbe se il disturbo cardiaco dovesse essere sopraggiunto in seguito allo schock emotivo causato dalla caduta dalla scala. 6.2 Secondo questa Corte, un trauma psichico costituisce infortunio se è la conseguenza di un avvenimento di particolare violenza avvenuto alla presenza dell'assicurato e atto a turbare immediatamente l'equilibrio psichico non solo di persone che godono di costituzione psichica sana, ma anche di soggetti in grado di sopportare in maniera limitata determinati schock nervosi (SJ 1998 pag. 429), provocando reazioni di angoscia e di terrore (come paralisi, palpitazioni, confusione mentale o altri disturbi psichici [DTF 129 V 179 seg. consid. 2.1, 129 V 404 consid. 2.1 e i riferimenti ivi citati; cfr. pure la sentenza del 31 maggio 2001 in re A., U 349/00, consid. 1b]). Anche in tale ipotesi la straordinarietà non concerne gli effetti, ma il fattore medesimo (sentenza citata del 31 maggio 2001 in re A., ibidem). Solo degli eventi straordinari atti a suscitare terrore e che provocano schock psichici a loro volta straordinari adempiono la condizione del fattore esterno straordinario e costituiscono infortunio (DTF 129 V 404 seg. consid. 2.1 con riferimenti). L'esistenza di simili avvenimenti paragonabili ad infortunio può ammettersi ad es. in presenza di uno spavento improvviso dovuto a un incendio o a un terremoto catastrofali, a incidenti ferroviari o aerei vissuti in prima persona, a incidenti gravi della circolazione, al crollo di un ponte, al lancio di una bomba, a una rapina o ad altre situazioni di pericolo di morte improvvisa (STFA 1939 pag. 117 consid. 4 e 5; Rumo-Jungo, Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 3a ed., Zurigo 2003, pag. 29 e 33). È stato inoltre considerato infortunio un trauma psichico subito da un macchinista di un treno che si era reso conto di aver investito una persona sdraiatasi sui binari (RAMI 1990 no. U 109 pag. 300), non tuttavia quello subito da una persona sotto schock emotivo in seguito ad un incidente della circolazione in cui si erano verificati unicamente danni materiali (RAMI 1990 no. U 128 pag. 225; Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], cifra marg. 35; Rumo-Jungo, op.cit., pag. 39). 6.3 In concreto, dagli atti emerge che all'incirca dopo le 13 del 20 agosto 2002, mentre si stava apprestando ad iniziare la propria attività presso il cantiere V.________, segnatamente dopo aver ricevuto le necessarie istruzioni e la relativa documentazione dal capo cantiere I.________, l'assicurato, giunto all'incirca a metà altezza, è caduto da una scala a pioli lunga all'incirca 3.70m appoggiata all'impalcatura, atterrando nella fossa di scavo sottostante, profonda due metri e contenente dell'acqua. Il decesso è subentrato alle 13.35 subito dopo l'arrivo dei soccorsi (rapporto di costatazione della polizia, pag. 2). Dagli accertamenti compiuti dalla polizia emerge inoltre che nessuno dei tre operai presenti sul luogo dell'accaduto ha potuto riferire sulle cause della caduta, né ha sentito gridare P.________. Le persone coinvolte hanno potuto unicamente constatare che l'operaio stava cadendo (verbale d'interrogatorio 20 agosto 2002 di I.________, pag. 2: "ho notato il P.________ nella fase finale della caduta"; cfr. pure verbale d'interrogatorio 21 agosto 2002 di S._________, pag. 2) e provvedere a soccorrerlo. 6.4 In via preliminare dev'essere evidenziato che l'affermazione dei ricorrenti, secondo cui il momento del decesso non sarebbe stato stabilito, poggia molto probabilmente su un malinteso. In effetti dagli atti emerge chiaramente che esso ha potuto essere accertato e fatto risalire alle 13.35. Alla luce di quanto affermato dal dott. L.________ e delle ulteriori motivazioni ricorsuali è per contro probabile che i ricorrenti abbiano inteso sostenere che non è stato stabilito il momento in cui è intervenuto il disturbo del sistema elettrico di conduzione del cuore, probabile causa di morte, e meglio se prima o dopo l'inizio della caduta dalla scala. Invocata sarebbe pertanto la questione se il malore è intervenuto prima della caduta, provocandola, rispettivamente se l'interessato è scivolato e, cercando di riprendere il controllo, senza riuscirci, si è spaventato a tal punto, trovandosi di fronte alla possibilità di morire, da provocare un disturbo del ritmo cardiaco e quindi il decesso. 6.4.1 In proposito va tuttavia rilevato che tale questione - oltre a non potere in alcun modo essere accertata da un punto di vista medico, ritenuto che la causa della morte è stata stabilita per esclusione, e a non potere essere nemmeno ricostruita sulla base di testimonianze non essendovi alcun testimone che ha potuto assistere all'origine della caduta e che quindi potesse essere in grado di attestarne le modalità precise - risulta priva di rilevanza ai fini del giudizio. Infatti, anche volendo seguire l'ipotesi dei ricorrenti, gli estremi per riconoscere l'esistenza di un evento terrificante straordinario equiparabile ad infortunio non potrebbero comunque essere ammessi. Questa Corte non ritiene così il caso in esame paragonabile a quelli summenzionati (consid. 6.2), per quanto riguarda la straordinarietà del fattore esterno. Per un operario attivo abitualmente sui cantieri, la caduta da una scala, avvenuta nell'ambito della propria attività abituale e nelle circostanze suesposte, non costituisce, a ben vedere, un evento che eccede l'ambito di situazioni che possono essere considerate oggettivamente quotidiane o abituali (similmente, non configura, per un macchinista di treno, un fattore esterno straordinario l'improvvisa apparizione del segnale indicante l'obbligo di fermata incondizionata e l'impossibilità, dovuta allo spazio di frenata, di fermarsi in tempo [STFA 1956 pag. 81 segg.; Rumo-Jungo, op. cit., pag. 39]). Secondo la generale esperienza della vita, sui cantieri accadono incidenti più o meno gravi con relativa frequenza, in quanto l'attività stessa viene svolta in condizioni particolari non prive di rischi. Gli operai lavorano infatti in condizioni di disagio a causa del terreno sconnesso, della presenza di buche, di impalcature, di strutture in fase di completazione, di macchinari in funzione, di materiale di scarto ecc. L'attività sul cantiere, seppur svolta nel rispetto delle usuali norme di sicurezza, è senz'altro esposta a un certo numero di rischi di cui anche la caduta da una scala (ad esempio in seguito ad una scivolata) può far parte. D'altro canto per gli operai vi è una certa qual abitudine ad affrontare rischi e situazioni più pericolose per la salute rispetto alla norma, che li rende meno timorosi di fronte alle eventuali conseguenze negative che potrebbero presentarsi. In concreto è il comportamento stesso dell'assicurato a confermare tale fatto. Come testimoniato dagli operai presenti, infatti, egli avrebbe potuto raggiungere la propria postazione operativa accedendo dall'edificio principale, più sicuro, mentre invece ha utilizzato una scala, adibita ad altri scopi, appoggiata ad un'impalcatura e vicina ad una fossa di scavo dell'altezza di 2m. Ciò dimostra che egli non ha ritenuto particolarmente rischioso l'utilizzo di quella scala, fatto che, sempre secondo la generale esperienza della vita, verrebbe valutato diversamente da chi sul cantiere non è abituato a lavorare. Inoltre nelle concrete circostanze egli doveva senz'altro essere al corrente dell'esistenza della fossa di scavo sottostante la scala e contenente dell'acqua che, in caso di caduta avrebbe "contribuito a rendere più molle il terreno d'impatto" (cfr. verbale d'audizione 25 settembre 2003 del dott. L.________).