Citation: 1C_319/2022 E. 4.1

4.1. La Corte cantonale ha ritenuto poi infondata l'implicita censura di una notifica difettosa, che non potrebbe cagionare un pregiudizio al ricorrente. Ciò perché al dire di quest'ultimo l'inosservanza del termine di ricorso contro le varianti adottate dal Consiglio comunale nel 2009 sarebbe avvenuta senza sua colpa, il Municipio, parallelamente all'avvenuta pubblicazione delle varianti, non avendolo infatti avvisato del preteso "declassamento", violando in tal modo l'art. 27 cpv. 2 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2021 (LST; RL 701.100). Questa norma recita che il Municipio trasmette l'avviso della pubblicazione del piano regolatore tramite lettera semplice ai proprietari fondiari direttamente toccati in maniera incisiva dai provvedimenti. I giudici cantonali hanno tuttavia ritenuto che la revisione del piano regolatore in questione è stata avviata in vigenza della previgente legge cantonale di applicazione della LPT del 23 maggio 1990 (LALPT; Bollettino ufficiale 1990 pag. 365), in vigore fino al 31 dicembre 2011, applicabile quindi alla fattispecie in virtù dell'art. 117 LST. Secondo la LALPT, all'epoca il Municipio procedeva alla pubblicazione del piano regolatore presso la cancelleria comunale per un periodo di trenta giorni, annunciando la pubblicazione almeno dieci giorni prima agli albi comunali, nel Foglio ufficiale e nei quotidiani del Cantone (art. 34 cpv. 2 e 3). Contro il contenuto del piano era dato ricorso al Consiglio di Stato (art. 35 cpv. 1 LALPT) e in seguito al Tribunale cantonale amministrativo (art. 38 cpv 1 LALPT). L'istanza precedente ha osservato che la LST, in vigore dal 1° gennaio 2012, ha istituito un regime giuridico sostanzialmente analogo per quanto attiene alla procedura di adozione, approvazione e impugnazione del piano regolatore (art. 25 a 30). L'art. 27 cpv. 2 LST, concretato dall'art. 36 cpv. 3 del relativo regolamento (RL 701.110), ha tuttavia introdotto l'obbligo per il Municipio di avvisare personalmente tramite lettera semplice i proprietari fondiari direttamente toccati in maniera incisiva dai provvedimenti. Ha sottolineato che, contrariamente alla LST, la LALPT non prevedeva tuttavia l'obbligo di avvisare personalmente i proprietari; questa normativa risultava, secondo la prassi e la dottrina, conforme al diritto federale, che non impone l'obbligo d'informare personalmente i proprietari, visto che incombe a questi ultimi il compito di interessarsi costantemente riguardo alla situazione giuridica dei loro fondi (sentenze 1C_639/2019 del 25 agosto 2020 consid. 2; 1P.329/1998 del 18 febbraio 1999 consid. 6b, in: RDAT II-1999 n. 9 pag. 35 e 1C_499/2008 del 25 maggio 2009 consid. 3.2, in: RtiD I-2010 n. 20 pag. 98; AEMISEGGER/HAAG, Praxiskommentar zum Rechtsschutz in der Raumplanung, 2010, n. 25 ad art. 33; vedi anche PETER HÄNNI, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, 7aed. 2022, pag. 593). Ha quindi ritenuto che, essendo applicabile la LALPT, il richiamo dell'insorgente all'art. 27 cpv. 2 LST era ininfluente.