Citation: 5A_200/2009 13.08.2009 E. B

Con sentenza 18 febbraio 2009 la I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha accolto l'appello di B.________ e ha respinto la petizione inoltrata da A.________. La Corte cantonale ha altresì parzialmente accolto un appello di quest'ultimo e ha modificato l'inventario successorio. Vi ha tuttavia lasciato inserite pretese di collazione nei confronti di A.________ di fr. 240'000.-- (dispositivo I.1.a), di fr. 7'000'000.-- (dispositivo I.1.b) e di fr. 90'000.-- (dispositivo I.1.c). Ha invece stralciato le pretese di collazione di fr. 105'000.-- (dispositivo I.1.d) e di fr. 700'000.-- (dispositivo I.1.e) pure avanzate da B.________. I Giudici cantonali hanno ritenuto che, anche qualora la consegna di fr. 7'000'000.-- a A.________ fosse stata una donazione della de cuius, tale liberalità dev'essere considerata una dotazione ai sensi dell'art. 626 cpv. 2 CC e quindi soggetta a collazione. La Corte cantonale ha altresì reputato che la nonna non aveva nemmeno dispensato il nipote dal collazionare la parte eventualmente eccedente la sua - per altro non nota - quota ereditaria. I giudici cantonali hanno poi considerato inattendibili le spiegazioni date dal beneficato, secondo cui l'importo di fr. 240'000.-- sarebbe incluso nella somma di fr. 4'841'130.-- ricevuta quale acconto della spettanza successoria e già collazionata. Con riferimento alla petizione con cui A.________ aveva chiesto che lo zio fosse obbligato a collazionare fr. 1'468'029.--, la Corte di appello ha ritenuto che quest'ultimo era riuscito a dimostrare di non avere alcun debito nei confronti del padre, rispettivamente che questi aveva già provveduto in vita a pareggiare i conti con la figlia.