Citation: 5P.314/2002 21.01.2003 E. 2.2

Occorre innanzi tutto rilevare che il ricorrente pare richiamarsi alla cosiddetta prassi di Basilea-Città, adottata pure da altri Cantoni, inerente a contratti sinallagmatici in cui le parti sono tenute a prestazioni simultanee. Siffatta giurisprudenza prevede che il rigetto dell'opposizione è pronunciato unicamente se l'escusso non sostiene che la controprestazione non sia stata effettuata o se tale affermazione risulta manifestamente infondata o, ancora, se il creditore riesce a immediatamente confutare in modo liquido con documenti tale eccezione (cfr. a titolo d'esempio Daniel Staehelin, in: Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, n. 99 all'art. 82 LEF con numerosi rinvii, Basilea 1998; Schraner, Commento zurighese, n. 222 segg. all'art. 82 CO). Il Tribunale federale ha già avuto modo di domandarsi, lasciando indeciso il quesito, se la menzionata prassi sia costituzionale, visto il chiaro tenore dell'art. 82 cpv. 2 LEF, laddove essa non richiede che il debitore renda verosimile l'eccezione di inadempimento. Esso ha nondimeno rilevato che non manca di buon diritto la giurisprudenza di altri tribunali cantonali, che concedono il rigetto dell'opposizione - anche nell'eventualità di contratti sinallagmatici bilaterali - salvo che l'escusso renda quantomeno credibile l'eccezione di inadempimento (sentenza inedita del 13 ottobre 1986, parzialmente riprodotta in Rep. 1987, pag. 149 segg., consid. 3 con rinvii). Per quanto attiene alla dottrina recente si può ancora osservare che Gilliéron, pur affermando che nell'ambito del rigetto dell'opposizione l'escusso può sollevare l'eccezione non adimpleti contractus - che deve rendere verosimile -, indica che un contratto bilaterale costituisce unicamente un riconoscimento di debito se il procedente ha adempiuto i suoi obblighi (Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, Losanna 1999, n. 45 all'art. 82 LEF). Nel caso in esame non è tuttavia necessario addentrarsi ulteriormente nella questione. Il ricorrente pare infatti dimenticare di aver espressamente pattuito nel contratto di compravendita il Comune di domicilio della controparte quale luogo di consegna dei mobili. Egli avrebbe pertanto dovuto andare a prenderli dal venditore (Holschuld). L'escusso, in altri termini, si è limitato ad affermare che il procedente non ha adempiuto il contratto, ma non ha nemmeno allegato di aver ossequiato ai propri obblighi contrattuali, tentando almeno di ritirare la merce presso l'alienante. In queste circostanze, il rigetto dell'opposizione avrebbe dovuto essere pronunciato anche in applicazione della prassi richiamata nel gravame. La conclusione dell'autorità cantonale risulta pertanto pure conforme alla giurisprudenza condivisa dalla dottrina maggioritaria: essa non può quindi essere considerata arbitraria e cioè manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 127 I 54 consid. 2b, 125 I 166 consid. 2a, 124 V 137 consid. 2b). Il ricorrente, che non pretende di aver sostanziato innanzi al giudice del rigetto dell'opposizione l'eccezione di inadempimento, non può nemmeno essere seguito laddove si duole di una violazione dell'art. 8 CC, norma che regola in primo luogo l'onere della prova. Per il resto si può rilevare che neppure l'argomentazione ricorsuale concernente il rischio di dover pagare la merce senza avere la garanzia di poterne disporre fa apparire arbitraria la sentenza cantonale: le modalità di consegna dei mobili essendo una questione che esula dalla procedura di rigetto provvisorio dell'opposizione.