Citation: 4P.28/2005 27.06.2005 E. A

Il 4 luglio 1996 A.A.________ - figlia e unica erede di B.A.________, deceduto il 17 settembre 1995 a S.________(IT) - ha adito la Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud onde ottenere, a convalida di un sequestro, la condanna di M.N.________ - anch'essa cittadina italiana domiciliata in Italia, come i A.________ - al pagamento di fr. 649'300.--, oltre interessi, e il rigetto definitivo dell'opposizione. La vertenza trae origine da alcuni versamenti che B.A.________ avrebbe effettuato tra il 1993 e il 1995 a favore di M.N.________, cui era legato sentimentalmente. Durante questo periodo B.A.________ ha infatti accreditato complessivi fr. 649'300.-- su di un conto (xxx) intestato al di lei figlio, N.N.________, presso il banca L.________ di Chiasso, conferendogli contestualmente l'incarico di trasferire tutte quelle somme alla madre al momento della sua morte. Nel giugno 1995, poco prima che B.A.________ morisse, N.N.________ ha trasferito tutti gli averi presenti sul conto xxx sul conto yyy, aperto da M.N.________ presso il medesimo istituto bancario. La petizione è stata accolta il 10 dicembre 2003. Il Pretore ha infatti ammesso che l'operazione appena descritta era costitutiva di una donazione ai sensi dell'art. 769 CCIt. Non essendo stata ossequiata la forma dell'atto pubblico (cfr. art. 782 CCIt.) egli l'ha considerata nulla e ha pertanto obbligato M.N.________ a restituire la somma indebitamente percepita (art. 2033 CCIt.).