Citation: 5A_371/2007 14.01.2008 E. 5

Un ricorrente può unicamente censurare l'accertamento dei fatti se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). La nozione di "manifestamente inesatto" corrisponde a quella dell'arbitrio e non è quindi sufficiente rimproverare alla Corte cantonale di essere caduta nell'arbitrio nell'accertamento dei fatti, ma occorre invece dimostrare con un ragionamento preciso perché la decisione impugnata sarebbe insostenibile (DTF 133 III 249 consid. 1.4.3 pag. 254 seg.). Ora, contrariamente a quanto indicato nel ricorso, la frase - attribuita all'attrice - "Se l'appartamento del convenuto si trova in uno stato deplorevole non sono problemi che riguardano la comunità dei comproprietari" non permette di ritenere che quest'ultima abbia riconosciuto l'inabitabilità dell'unità di proprietà per piani del ricorrente e che quindi la Corte cantonale sia caduta nell'arbitrio per non avere accertato che l'appartamento fosse inutilizzabile a causa delle inadempienze della Comunione dei comproprietari. Per poter validamente attaccare la constatazione contenuta nella sentenza impugnata secondo cui la Comunione dei comproprietari contesta che l'abitazione fosse inabitabile fin dal 1987, non basta poi apoditticamente affermare che lo stato di inagibilità dell'appartamento sarebbe un fatto pacifico ed incontestato. Così stando le cose, anche l'asserita violazione dell'art. 712h cpv. 3 CC è del tutto inconferente, perché basata su un fatto - l'inabitabilità dell'unità di proprietà per piani cagionata dall'attrice - che non risulta dalla sentenza impugnata.