Citation: U 229/06 10.09.2007 E. 8

8.1 Per quanto riguarda i disturbi psichici va rilevato che la SWICA misconosce l'esistenza di un nesso di causalità naturale con l'infortunio, mentre il Tribunale di prime cure ammette che l'incidente rappresenti perlomeno una concausa naturale. Le conclusioni tratte nel giudizio impugnato vanno ammesse, in quanto trovano chiara conferma negli atti, soprattutto nella perizia psichiatrica eseguita dalla Clinica X._________ all'attenzione dell'Ufficio assicurazione invalidità, particolarmente approfondita, ben motivata e convincente nelle proprie conclusioni. Giusta tale perizia, i disturbi psichici possono essere considerati consecutivi, con nesso di causalità in parte diretto e immediato, e per un'altra parte indiretto e protratto, all'incidente della circolazione del 17 agosto 2002; l'evento si presenta di gravità tale da risultare adeguato a produrre i disturbi psichici insorti nella paziente; l'incidente ha prodotto una vera "frattura" nella vita della paziente, comportando dapprima un traumatismo acuto (vissuto soggettivo dell'esperienza, confronto con la possibilità della morte del marito) e causando una serie di eventi stressanti più duraturi (l'ospedalizzazione del marito, il danno alla propria salute, le difficoltà economiche, la chiusura del proprio ristorante: in sostanza, la perdita di un progetto di vita che si stava realizzando ed anche di molte delle risorse personali sue e del marito). Su questa base gli specialisti della Clinica X._________ hanno concluso che la paziente, se non fosse intervenuto l'incidente, non avrebbe sviluppato disturbi invalidanti; questa conclusione non avrebbe potuto essere sostenuta in termini di certezza ma di grande probabilità, il problema della causalità in ambito psichiatrico essendo complesso e non potendo essere risolto linearmente con l'attribuzione di un'unica causa all'insorgere della malattia. Concorde con dette affermazioni è pure la dott.ssa B.________, specialista in psichiatria e medico fiduciario della SWICA, la quale attesta che in seguito all'incidente la paziente ha sviluppato un grave scompenso psicotico acuto con importanti allucinazioni, angoscia ed ideazioni deliranti. Il referto del dott. I.________, anch'esso psichiatra, per contro, secondo cui non vi sarebbero elementi per stabilire un nesso di causalità naturale, non può essere considerato, non avendo egli visitato personalmente l'assicurata, come posto in evidenza dalla Corte cantonale. Del resto, nella seconda presa di posizione, ha anch'esso affermato che non vi erano elementi tali per stabilire che l'incidente fosse la causa prevalente delle conseguenze psichiche presentate dall'assicurata, ammettendo in tal modo implicitamente essere l'evento perlomeno una - sufficiente - concausa. 8.2 Per quanto riguarda il nesso di causalità adeguato, la classificazione dell'incidente quale infortunio di grado medio al limite di quelli gravi non è censurata e va confermata alla luce della giurisprudenza di questa Corte (cfr. in particolare consid. 3.3.2 non pubblicato in DTF 129 V 323 nonché sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni U 282/05 del 13 febbraio 2006 e U 68/91 del 10 novembre 1992). Come già si è detto, in tale ipotesi solo un fattore concomitante dev'essere adempiuto ai fini dell'ammissione dell'adeguatezza del nesso di causalità (v. consid. 4.4).