Citation: 1C_106/2017 E. 4.2

4.2. Nella fattispecie, la buona fede del precedente proprietario deve essere esclusa, ove si consideri ch'egli ha sottoscritto la domanda di costruzione del 16 dicembre 2002 e i relativi piani, da cui risulta chiaramente la portata del progetto, limitato alla ristrutturazione conservativa del rustico preesistente. L'interessato, che ha partecipato alla procedura edilizia quale proprietario e committente dell'opera, conosceva quindi i limiti del permesso di costruzione rilasciatogli il 3 febbraio 2003. Peraltro, le violazioni dell'ordinamento edilizio commesse dalle persone ausiliarie professioniste del ramo sono, di massima, ascritte anche al committente, che di regola non può quindi prevalersi con successo del principio della buona fede (cfr. sentenza 1P.781/1999 del 23 febbraio 2000 consid. 3b/aa, in: RDAT II-2000, pag. 142 segg.). Invocando poi genericamente la tolleranza delle autorità, che non sarebbero intervenute subito a bloccare i lavori, il ricorrente non dimostra ch'esse avrebbero rilasciato al proprietario concrete assicurazioni vincolanti riguardo alla possibilità di realizzare gli interventi eseguiti in contrasto con il progetto approvato (cfr. DTF 137 I 69 consid. 2.5.1; 131 II 627 consid. 6.1).