Citation: 1C_62/2019 E. 1.3

1.3. Anche in questa sede essi, comproprietari della particella yyy, adducono che il 29 febbraio 1996 la ricorrente ha rinnovato una concessione a titolo oneroso ricevuta dal marito nel 1971 dal Consorzio, relativa a circa 480 m2 del fondo xxx dietro pagamento di un contributo annuo, fondo poi cintato con una siepe e una rete metallica e sul quale è stato posato un tavolo in granito e piantumato qualche albero. Sostengono che la parte del fondo xxx oggetto della concessione in loro favore sarebbe privo di ogni interesse per l'attività prevista nel progettato Parco. Sostengono, in maniera del tutto generica, che le autorità cantonali non avrebbero determinato correttamente il diritto applicabile, non spiegando tuttavia quali norme legali e perché sarebbero state disattese, motivo per cui su questo punto il ricorso è inammissibile per carenza di motivazione (art. 42 LTF). Essi incentrano infatti le loro critiche unicamente su questioni di merito inerenti all'asserita carenza di un interesse pubblico alla realizzazione del progetto di parco in relazione alla striscia oggetto della citata concessione, problematica al loro dire sotto il profilo della sicurezza, anche perché ubicata nei pressi dell'alveo del fiume Morobbia, progetto che non sarebbe previsto dal piano direttore cantonale. Togliendo loro la striscia ch'essi hanno curato per oltre quarant'anni, la fruibilità pubblica si avvicinerebbe troppo agli spazi abitati, aumentando il rischio di conflitti tra i proprietari e gli utenti dell'eventuale parco, anche in relazione ai rumori e alla presenza di cani. In caso di cessazione della concessione, la loro proprietà perderebbe notevolmente di valore. Il progetto non sarebbe fattibile e violerebbe la garanzia della proprietà dei ricorrenti e dei loro vicini, interessi di terzi ch'essi non sono legittimati a far valere. Ora, i ricorrenti, assistiti da un legale, incentrando il gravame su censure di merito, nemmeno tentano di spiegare perché queste critiche, come rettamente ritenuto dalla Corte cantonale in applicazione delle citate norme della LST, non sarebbero premature, potendo essere sollevate nell'ambito della procedura di adozione della variante di piano regolatore. È quindi evidente che i giudici cantonali non dovevano pronunciarsi sulle stesse, senza incorrere nell'arbitrio (su questa nozione vedi DTF 144 I 113 consid. 7.1 pag. 124), ciò che spettava ai ricorrenti dimostrare (DTF 144 III 145 consid. 2 pag. 146).