Citation: 2C_827/2020 E. 4.3.3

4.3.3. Ciò detto, resta ora da valutare se la decurtazione di due terzi delle perdite malgrado l'iniziale diniego del permesso di "guardiacampicoltura" e, dopo la concessione dello stesso, l'esecuzione di (soltanto, ma comunque) quattro controlli sull'arco di sei notti, sia effettivamente scioccante ed arbitraria come sostiene l'insorgente. Al riguardo occorre sottolineare che, in relazione all'apprezzamento delle prove e all'accertamento dei fatti, il Tribunale federale riconosce al giudice del merito un ampio potere d'apprezzamento ed ammette una violazione dell'art. 9 Cost. unicamente qualora egli non abbia manifestamente compreso il senso e la portata di un mezzo di prova, abbia omesso di prenderlo in considerazione senza seri motivi oppure se, sulla base dei fatti raccolti, abbia tratto delle deduzioni insostenibili, circostanze che - come già rilevato - spetta alla ricorrente dimostrare con precisione (art. 106 cpv. 2 LTF; sentenza 2C_50/2014 e 2C_51/2014 del 28 maggio 2014 consid. 7.1, parzialemente pubblicata in: RtiD 2014 II 528). Ora, tenuto conto di tutte le circostanze, a mente di questa Corte la ricostruzione operata dai giudici cantonali appare condivisibile e la quantificazione dell'indennizzo in base a considerazioni di equità, seppur non generosa, non può certo essere considerata insostenibile. Anche questa censura va quindi respinta.