Citation: 6B_869/2013 E. 6.2

6.2. La Corte cantonale ha circoscritto l'esame del reato di concorrenza sleale alla dichiarazione "Noi, intanto, abbiamo disdetto l'abbonamento a D.________, . E come noi molti altri ticinesi, soprattutto nel Sottoceneri. 300 Franchi ben risparmiati!". Ha quindi omesso di considerare che nell'articolo incriminato il quotidiano era pure tacciato di "giornale di assassini", espressione ritenuta come visto diffamatoria dalla stessa CRP. Per quali ragioni tale espressione non può costituire anche un'allegazione denigratoria ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 lett. a LCSl non è spiegato nel giudizio impugnato. D'altra parte, la constatazione della Corte cantonale, secondo cui l'imputato non ha incitato gli abbonati di D.________ a disdire i contratti, non appare appieno corretta ove si consideri il tenore della citata dichiarazione e il contesto in cui è stata proferita, in particolare alla luce del fatto che la ricorrente aveva prodotto con la querela anche l'edizione del 4 dicembre 2011 di I.________ in cui l'invito risultava esplicito. Non è poi decisivo che il querelato non abbia esortato i lettori a stipulare abbonamenti alle pubblicazioni da lui dirette, giacché sotto il profilo della LCSl non è necessario che l'autore sia lui stesso un concorrente. Questa legge si applica infatti anche nei confronti di persone che non sono in rapporto diretto di concorrenza con il fornitore o il cliente interessato, in particolare anche nei confronti dei giornalisti (DTF 120 II 76 consid. 3a; 117 IV 193 consid. 1). È piuttosto rilevante che il comportamento dell'autore sia riferito direttamente alla concorrenza e sia oggettivamente idoneo, questione comunque da accertare, a influenzare il mercato (DTF 126 III 198 consid. 2c/aa; 124 IV 262 consid. 2b). Nonostante gli elementi disponibili, tali aspetti non sono stati esaminati nella fattispecie.