Citation: B 45/05 13.04.2006 E. 6

La pronuncia impugnata merita quindi tutela anche avuto riguardo alle modalità di restituzione del debito e alla trattenuta, mediante compensazione, di fr. 3'018.- mensili sulla pensione della previdenza professionale fino ad estinzione dello scoperto accertato (fr. 122'894.-, ossia fr. 150'072.- ./. fr. 27'178.-). 6.1 A dire il vero, per quanto concerne lo scoperto accertato, questa Corte osserva che l'importo fatto valere dalla Cassa pensioni e ripreso dai primi giudici appare inferiore a quello che sembrerebbe essere realmente esigibile. Infatti, dagli unici elementi agli atti risulta che la somma originariamente dovuta a titolo di restituzione (fr. 150'072.-) è stata compensata dapprima con l'importo di fr. 20'254.- (corrispondente alla differenza tra la pensione di vecchiaia versata all'assicurato e la rendita d'invalidità spettantegli di diritto), e quindi con le sei trattenute mensili di fr. 600.- dal 1° ottobre 2003 al 31 marzo 2004. Il saldo risultava di conseguenza essere di fr. 126'218.- a fine marzo 2004 e, in virtù delle due ulteriori trattenute mensili di fr. 831.- effettuate nei mesi di aprile e maggio dello stesso anno, di fr. 124'556.- al 31 maggio 2004 (e non di fr. 122'894.-, come indicato dai primi giudici). A tale data, infatti, le compensazioni effettuate sembrerebbero ammontare a fr. 25'516.- (20'254 + 3'600 + 1'662) e non a fr. 27'178.- come indicato dalla Cassa in petizione. Cionondimeno, in mancanza di più precise indicazioni all'inserto, questa Corte prescinde dal considerare l'eventualità di una reformatio in peius anche perché l'eventuale pretesa residua della Cassa (fr. 1'662.-) sarebbe da considerare prescritta. Per quanto esposto ai consid. 4.4-4.6 si deve infatti ritenere che il termine annuo di prescrizione per l'intera pretesa abbia iniziato a decorrere il 3 luglio 2003. Ora, la petizione del 27 maggio 2004 poteva esplicare effetto interruttivo del termine solo relativamente all'importo (parziale) rivendicato giudizialmente (DTF 60 II 203 consid. 4), non per contro anche per l'importo differenziale di fr. 1'662.-. 6.2 Secondo dottrina e giurisprudenza, la compensazione di crediti reciproci costituisce un principio giuridico generale, ancorato nel diritto privato negli art. 120 segg. CO, che trova applicazione anche nel diritto amministrativo. Nel diritto delle assicurazioni sociali, in particolare, il principio è riconosciuto anche per quegli ambiti che non lo sanciscono specificatamente (DTF 128 V 228 consid. 3b; Rüedi, Allgemeine Rechtsgrundsätze des Sozialversicherungsprozesses, pag. 454 e nota no. 16, in: Walter R. Schluep et al., "Recht, Staat und Politik am Ende des zweiten Jahrtausends", Festschrift zum 60. Geburtstag von Bundesrat Arnold Koller, Berna, 1993). In tale evenienza, le disposizioni del CO sono applicabili per analogia (DTF 128 V 53 consid. 4a; per un esame della problematica cfr. pure Hans-Ulrich Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, pag. 344, no. 923 segg.). 6.3 Come rilevato dalla Corte cantonale, la LPP prevede all'art. 39 cpv. 2 una norma specifica unicamente in relazione alla possibilità di compensazione con crediti che il datore di lavoro ha ceduto all'istituto di previdenza. La regolamentazione è ripresa tale e quale dall'art. 21 cpv. 2 LCPD. Per il resto, l'art. 39 cpv. 2 LPP non regola la questione della compensabilità dei crediti propri dell'istituto nei confronti dell'assicurato. Per tale questione occorre pertanto rifarsi ai principi generali del CO (art. 120 segg.). Tuttavia, in considerazione della natura dei crediti in causa e tenuto conto dell'art. 125 cifra 2 CO - il quale dispone che non possono estinguersi mediante compensazione contro la volontà del creditore le obbligazioni che per la particolare loro natura devono essere effettivamente soddisfatte al creditore, come per esempio quelle per alimenti e salari assolutamente necessari al mantenimento del creditore e della sua famiglia -, un credito di un istituto di sicurezza sociale non può essere compensato con una prestazione dovuta a un assicurato se in questo modo le risorse di quest'ultimo vengono ridotte al di sotto del minimo vitale (DTF 128 V 53 consid. 4a; RSAS 2000 pag. 544). 6.4 Nel caso di specie, la compensazione ammessa dalla Corte cantonale è conforme ai dettami di legge, ritenuto che essa concerne due crediti reciproci e della stesa specie mentre il debito, mediante il quale il creditore intende esercitare la compensazione, è esigibile e fondato (DTF 128 V 228 consid. 3b con riferimenti). Quanto al rispetto del minimo vitale, è sufficiente il rinvio alle considerazioni del giudizio impugnato che ha convincentemente esposto come, stante un fabbisogno minimo mensile di fr. 2'740.- e un reddito complessivo mensile di fr. 5'758.- (importi non contestati e desumibili dalle indicazioni agli atti), il ricorrente dispone di un'eccedenza mensile pignorabile di fr. 3'018.-.