Citation: 9C_496/2010 01.09.2010 E. 3

3.1 Nella misura in cui contesta la valutazione dell'incapacità lavorativa operata dai primi giudici, i quali, facendo uso del potere di apprezzamento delle prove loro riconosciuto, hanno fondato il proprio giudizio sul parere del Servizio medico dell'AI (vale a dire sui rapporti del 26 giugno e del 27 agosto 2008 del dott. B.________ e del 9 febbraio e del 19 maggio 2009 del dott. L.________; sui compiti e il valore probatorio attribuiti ai rapporti interni del servizio medico dell'AI cfr. art. 49 OAI nonché DTF 135 V 254 consid. 3.3 e 3.4 pag. 257 segg. e SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009; 9C_ 954/2009]) accertando, per l'ultima attività svolta, un'incapacità lavorativa del 100 % dall'aprile 2006 e del 10 % dal 1° luglio 2006, per le mansioni domestiche un'incapacità completa dal 19 aprile, del 50 % dal 1° giugno e nulla dal 1° luglio 2006, e in attività sostitutive (leggere e medio-leggere) confacenti al suo stato di salute una abilità del 90 % (riduzione del 10 % per tenere conto della necessità di interporre un maggior numero di pause), l'insorgente censura un giudizio su una questione di fatto che, in quanto tale, vincola per principio questo tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398 seg.). 3.2 Orbene, questa conclusione non lede nessuna norma di diritto federale, né risulta da un accertamento manifestamente errato o incompleto dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove. Senza arbitrio (sul concetto di arbitrio nel presente contesto cfr. sentenza 9C_337/2007 del 12 giugno 2008, in SVR 2008 IV n. 60 pag. 195 consid. 6.2.2), i primi giudici hanno esposto perché l'amministrazione poteva fondarsi validamente sulle conclusioni del dott. B.________ dapprima e del dott. L.________ in seguito. A tal proposito, il Tribunale amministrativo federale ha ritenuto infatti che non vi era motivo di scostarsi dalle loro valutazioni, dato che nei loro rapporti hanno entrambi tenuto conto di tutta la documentazione oggettiva agli atti, ivi compresa quella esibita nella procedura di ricorso. In particolare il dott. B.________ ha osservato che il trattamento dell'EGC non ha reso necessaria una chemioterapia, e che (almeno fino al 21 marzo 2008) non si sono manifestate delle recidive della malattia tumorale. Egli ha inoltre sottolineato che non sussistono deficit nutrizionali, avendo la ricorrente aumentato di peso di 10 kg tra l'ottobre 2006 e l'aprile 2008. Per quanto attiene ai disturbi dell'apparato locomotorio, ha rilevato che si tratta di poliartralgie diffuse senza deficit funzionali, le quali, come le altre affezioni diagnosticate, sono ininfluenti sulla capacità lavorativa, sia quale casalinga, sia nell'ambito dell'ultima attività svolta. Infine ha ancora evidenziato il fatto che gli impedimenti nell'esecuzione delle mansioni domestiche, così come descritti dalla ricorrente nell'apposito formulario, non sono conciliabili con la documentazione medica all'incarto, concludendo che l'ausilio di parenti può essere tutt'al più giustificato per certe attività pesanti, quali acquisti e pulizie importanti. Il dott. L.________, dal canto suo, a parte confermare a due riprese quanto sostenuto dal dott. B.________, ha specificato che i sintomi delle affezioni avanzate per la prima volta con il ricorso (quali, come già precedentemente elencati, un'ipermobilità uretrale, un'otite cronica e un discreto danno neurogeno da sofferenza radicolare C/5-6-7) erano già stati descritti in precedenza all'incarto e non giustificavano pertanto un'incapacità lavorativa rilevante su un lungo periodo. 3.3 La valutazione dei primi giudici regge alle critiche della ricorrente, cui va ricordato che la questione di sapere se le singole affezioni e i singoli gradi di mobilità si possono sommare, e se del caso in quale misura, è una problematica squisitamente medica, che di principio il giudice non rimette in discussione (v. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 338/01 del 4 settembre 2001, in RDAT I-2002 n. 72 pag. 485 consid. 2b). Tenuto conto delle indicazioni mediche, il Tribunale amministrativo federale poteva quindi, a giusta ragione, in maniera sostenibile e non arbitraria, ritenere che M.________ sia nell'attività di casalinga, sia nella precedente attività calzaturiera o in attività di sostituzione confacenti al suo stato di salute, non presenta(va) un grado sufficiente a fondare il diritto ad una rendita dell'assicurazione per l'invalidità svizzera.