Citation: 5P.265/2002 28.10.2002 E. 2

Giusta l'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF il creditore può chiedere per i crediti non garantiti da pegno il sequestro dei beni del debitore quando quest'ultimo, nell'intenzione di sottrarsi all'adempimento delle sue obbligazioni li trafughi. Trafuga i suoi beni il debitore che li nasconde, regala, vende a prezzi irrisori, sposta all'estero, distrugge, danneggia o grava (DTF 119 III 92 consid. 3b; Stoffel, Commento basilese, n. 2 all'art. 271 LEF). Tale elemento oggettivo non deve essersi realizzato completamente, è sufficiente che la volontà di trafugare emerga da atti preparatori, ritenuto che in caso contrario, il sequestro verrebbe ordinato troppo tardi (sentenza del 13 gennaio 2000 nella causa 5P.403/1999 consid. 3c). 2.1 La Corte cantonale, pur riconoscendo che la situazione è mutata rispetto a quella del primo sequestro, indica che gli stratagemmi, accertati da due istanze giudiziarie, messi in atto dai coniugi B.________ coll'intenzione di trafugare beni della sequestrata non possono essere dimenticati. In particolare la tentata iscrizione di un diritto d'abitazione vita natural durante a favore di O.B.________ sui fondi di Carona o la tentata vendita dell'immobile, invece che per fr. 1'800'000.--, unicamente per fr. 1'650'000.-- o fr. 1'750'000.-- dietro versamento risp. compensazione di una parte del prezzo a favore di I.B.________ per il suo asserito credito di fr. 500'000.--, avrebbero reso impossibile il pagamento dei debiti della società, incluso il credito della sequestrante. Per tale motivo, non può essere condivisa l'opinione del Tribunale cantonale dei Grigioni, secondo cui tali stratagemmi non hanno messo in pericolo i diritti della procedente, poiché il rimanente patrimonio era comunque sufficiente per coprire il suo credito. Il fatto che I.B.________ abbia ceduto tutte le azioni della ricorrente al suo liquidatore non appare poi una misura idonea ad impedire un'ulteriore ingerenza dei coniugi B.________ negli affari della società. L'operazione ha un carattere fiduciario, dato che la disposizione economica dei diritti ceduti è rimasta alla parte cedente; non è pertanto possibile escludere una retrocessione dei titoli in caso di revoca del mandato. La circostanza che la predetta cessione, nonché la soppressione degli oneri gravanti i fondi di Carona siano avvenute solo dopo l'esecuzione del sequestro costituisce poi ulteriore motivo di sospetto di trafugamento. 2.2 La ricorrente sostiene che non sussiste più alcun pericolo per la procedente: con la nomina di un liquidatore si sono esclusi sia la possibilità di ingerenza dei coniugi B.________, circostanza peraltro riconosciuta dal Tribunale cantonale dei Grigioni, sia il ripetersi dei passati stratagemmi. Con la cessione, il trasferimento e l'iscrizione nel libro degli azionisti, il liquidatore è diventato proprietario delle azioni a tutti gli effetti. Nulla modifica l'esistenza di un accordo, in base al quale I.B.________ ha diritto al risultato della liquidazione. Trattasi infatti di una pretesa puramente obbligatoria irrevocabile, che non è basata su un mandato. Del resto una sua revoca non avrebbe sicuramente per conseguenza la retrocessione delle azioni alla cedente. La conclusione contraria dell'autorità cantonale è pertanto arbitraria. Inoltre, la nomina del liquidatore era nota alla controparte sin prima dell'udienza in Pretura, senza che questa formulasse una qualsiasi obiezione. Fondando la propria decisione su tali fatti nuovi, che costituiscono dei cosiddetti nova impropri, il Tribunale di appello ha violato la legge. Errate si rivelano poi anche le deduzioni esposte dalla Corte cantonale nella motivazione supplementare e tratte dal fatto che la nomina del liquidatore e l'eliminazione degli oneri sui fondi di Carona siano unicamente avvenute dopo il sequestro. I coniugi B.________ non potevano segnatamente sapere che, quando oramai si delineava la decadenza del primo sequestro, la controparte ne avrebbe chiesto un secondo. A quel momento essi pensavano di poter procedere tranquillamente alla liquidazione della società, nominando un avvocato e notaio quale liquidatore e quindi procedere alla vendita dell'immobile. La revoca del diritto di abitazione e del contratto di locazione sarebbe in ogni caso avvenuta nell'ambito della vendita.