Citation: 4A_166/2017 E. 5.3

5.3. In concreto il ricorrente si prevale apoditticamente del minimo vitale utilizzato dall'AVS nell'ambito della determinazione del diritto a prestazioni complementari, senza spiegare perché sarebbe incostituzionale basarsi, come invece fatto dalla Corte cantonale, sul minimo di esistenza del diritto esecutivo, il quale include del resto pure le spese di elettricità (CONFERENZA DEGLI UFFICIALI DI ESECUZIONE E FALLIMENTI DELLA SVIZZERA, Direttive per il calcolo del minimo d'esistenza agli effetti del diritto esecutivo giusta l'art. 93 LEF (minimo vitale) del 01.07.2009, Rivista di esecuzione e fallimento 2009 pag. 200). Per quanto attiene invece alla pigione, il ricorrente non contesta di averla indicata in soli fr. 600.-- mensili, né afferma di aver prodotto il contratto di locazione al tribunale di appello ticinese. Così stando le cose non è possibile rimproverare alla Corte cantonale un accertamento arbitrario dei fatti, ricordato inoltre che giusta l'art. 99 cpv. 1 LTF innanzi al Tribunale federale è unicamente ammissibile produrre nuovi mezzi di prova se ne dà motivo la sentenza impugnata, circostanza che non si verifica in concreto, atteso che il ricorrente avrebbe senz'altro potuto presentare tale contratto già all'autorità inferiore (DTF 134 V 223 consid. 2.2.2). Per il medesimo motivo pure i documenti attinenti ai premi di cassa malati, prodotti per la prima volta in questa sede, si rivelano irricevibili e le relative censure inammissibili. Poiché il ricorrente non formula alcuna ammissibile censura contro i considerandi con cui l'autorità cantonale ha negato l'esistenza di un'indigenza nel senso dell'art. 117 lett. a CPC, non occorre esaminare le rimanenti argomentazioni ricorsuali dirette contro l'altra motivazione della decisione impugnata con cui la Corte cantonale ha ritenuto l'appello sprovvisto di probabilità di successo (DTF 138 III 728 consid. 3.4, con rinvio; 138 I 97 consid. 4.1.4, con rinvii).