Citation: 1P.25/2006 11.04.2006 E. 2

2.1 Il ricorrente rimprovera al giudice cantonale una violazione del diritto di essere sentito, per avere rifiutato l'audizione di B.A.________ e un confronto con l'agente denunciante. Sostiene che la madre avrebbe potuto confermare ch'egli non sarebbe il solo parente ad utilizzare regolarmente l'autovettura a lei intestata, che il giorno dell'infrazione egli non sarebbe comunque stato alla guida della stessa e che non si potrebbe nemmeno escludere che la detentrice avrebbe per finire rivelato il nome del conducente. Secondo il ricorrente, un suo confronto con l'agente denunciante avrebbe inoltre consentito di verificare le caratteristiche del conducente, segnatamente se questi corrispondesse effettivamente a lui. 2.2 Il diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare all'assunzione stessa o perlomeno di potersi esprimere sui suoi risultati, nella misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 126 I 15 consid. 2a, 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 520 segg.). Tale diritto non impedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b). Nell'ambito della valutazione anticipata delle prove, segnatamente riguardo alla rinuncia a interrogare determinati testimoni, all'autorità compete un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene soltanto in caso d'arbitrio (DTF 124 I 208 consid. 4a, 115 Ia 8 consid. 3a, 97 consid. 5b pag. 101, 106 Ia 161 consid. 2b in fine; sentenza 1P.585/2001 del 9 novembre 2001, consid. 4, pubblicata in RDAT I-2002, n. 83, pag. 529 segg.). 2.3 Premesso che l'audizione di B.A.________ e il confronto con l'agente denunciante sono stati esplicitamente chiesti dal ricorrente solo con le sue osservazioni del 16 agosto 2005 al verbale d'interrogatorio di C.A.________, il presidente della Pretura penale ha fondato la colpevolezza del ricorrente essenzialmente sulla deposizione di questo testimone, ritenendola chiara e sufficiente, rinunciando quindi ad interrogare altri parenti. Nelle sue osservazioni al rapporto di contravvenzione, B.A.________, invocando l'art. 125 CPP/TI, si era limitata ad addurre genericamente che alla guida della vettura vi sarebbe stato un parente, rifiutandosi di rivelarne l'identità o di fornire ulteriori precisazioni. Inoltre, nella dichiarazione scritta del 10 agosto 2005, essa ha semplicemente ribadito che il figlio A.A.________ non sarebbe l'unico parente a utilizzare la sua automobile, dicendosi disponibile a confermarlo in sede testimoniale. Di fronte alla chiara e inequivocabile deposizione di C.A.________, la generica indicazione dell'esistenza di un convivente della detentrice e di ulteriori parenti non è decisiva per la causa. Il giudice cantonale poteva quindi, senza incorrere nell'arbitrio, ritenere irrilevante l'interrogatorio di B.A.________ e rinunciare perciò ad eseguirlo. L'identità di taluni altri parenti è peraltro addotta dal ricorrente soltanto ora, dopo avere atteso l'esito della procedura cantonale, violando quindi il principio della buona fede processuale (cfr. DTF 121 I 30 consid. 5f). D'altra parte, il presidente della Pretura penale non ha condannato il ricorrente perché sarebbe stato riconosciuto dall'agente di polizia. La segnalazione di questi è in effetti stata ritenuta rilevante sostanzialmente riguardo al fatto che il conducente era un uomo, circostanza che emerge altresì dall'avviso di contravvenzione steso dall'agente, e che non è stata seriamente posta in discussione né dalla detentrice né dal ricorrente medesimo dinanzi alla precedente istanza. Il rifiuto di eseguire un confronto con l'agente denunciante, sulla base di un apprezzamento anticipato della sua rilevanza, resiste quindi alle critiche di violazione del diritto di essere sentito e del divieto dell'arbitrio. Tale rifiuto nemmeno viola l'art. 6 n. 3 lett. d CEDU invocato dal ricorrente, che non esclude la possibilità di negare l'interrogatorio sia di testimoni a carico, la cui deposizione non è decisiva, sia a discarico, fondandosi sull'apprezzamento anticipato della loro rilevanza (DTF 129 I 151 consid. 3.1, 125 I 127 consid. 6c/cc-dd).