Citation: 6P.36/2000 05.07.2000 E. 3

3.- a) La ricorrente si duole in primo luogo della lentezza ingiustificata con cui è stata trattata la sua querela relativa ai reati di diffamazione e di calunnia, lentezza a cui è dovuta, a suo parere, l'intervenuta prescrizione assoluta dell'azione penale constatata dalla CRP per gli articoli pubblicati dal 6 dicembre 1996 all'11 gennaio 1996. Essa considera quindi come adempiuti i presupposti del diniego di giustizia formale sotto la forma di ritardata giustizia (atto di ricorso, pagg. 36-38). Tale censura non è stata formulata nel ricorso dinanzi alla CRP. Pertanto, nella misura in cui si riferisce al periodo anteriore a quest'ultimo, il gravame è inammissibile, poiché non è stato esaurito il corso delle istanze cantonali (art. 86 cpv. 1 OG; DTF 120 Ia 61 consid. 1a pag. 62). Per quanto concerne la procedura dinanzi alla CRP, durata solo un anno, va ricordato che la ritardata giustizia è assimilata a un rifiuto di decidere proibito dall' art. 4 vCost. (DTF 119 Ia 237 consid. 2a) e dall'art. 29 cpv. 1 Cost. Un'autorità viola questa disposizione quando differisce al di là di un termine ragionevole la sua decisione. La lunghezza di tale termine dipende dalla natura e dall'importanza della causa in esame; al riguardo contano solo gli elementi oggettivi in relazione con il caso in esame e non le circostanze esterne, quali un sovraccarico di lavoro o una negligenza dell'autorità (DTF 107 Ib 160 consid. 3c, 103 V 190 consid. 3c).