Citation: H 411/01 05.03.2003 E. 4

G.________ lamenta pure una violazione del diritto di essere sentito perché i primi giudici hanno rifiutato l'assunzione dei testi I.________ e D.________, dipendenti della Cassa, le cui deposizioni avrebbero consentito di escludere la grave negligenza del suo agire. 4.1 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Se però gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 4.2 In concreto, avuto riguardo anche dell'ingente importo dedotto in causa, l'argomentazione del ricorrente è di pregio, atteso che i primi giudici hanno prolato la propria pronunzia di condanna senza ritenere necessario di procedere almeno all'assunzione dei testi I.________ e D.________, dipendenti della Cassa, ritualmente notificati dall'interessato a sostegno della sua tesi liberatoria, respingendo la richiesta con una motivazione tanto stereotipa quanto apodittica. Senza istruire ulteriormente la causa, la Corte cantonale è giunta al convincimento che l'insorgente non poteva far valere a sua discolpa il fatto che funzionari della Cassa gli avessero suggerito di farsi rilasciare dalla società una dichiarazione che lo avrebbe scagionato da ogni responsabilità in caso di mancato pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali, in quanto egli non se ne sarebbe potuto prevalere per sottrarsi all'obbligo di verificare l'effettivo pagamento dei contributi. Orbene, a questo proposito occorre rilevare che il ricorrente, entrato a far parte del consiglio di amministrazione della P.________ SA il 19 settembre 1995, aveva chiesto e ottenuto - con la dichiarazione del 10 ottobre 1995 (a meno di un mese dalla sua entrata in detto consiglio e oltre due anni prima del fallimento della società) sottoscritta da C.________, presidente del consiglio medesimo, e da E.________ per gli azionisti - l'esonero da qualsiasi responsabilità giuridica, finanziaria ed amministrativa. In particolar modo gli veniva confermato, con il documento in questione, che non sarebbe stato ritenuto responsabile per l'eventuale mancato pagamento degli oneri sociali. L'interessato aveva preso questa precauzione in quanto nel 1993, quale comproprietario di una ditta, egli aveva dovuto rispondere personalmente per i debiti della stessa. 4.3 A questo stadio di procedura è verosimile ritenere che G.________, di professione impresario costruttore e non giurista - già rimasto coinvolto in una fattispecie simile -, si sia rivolto ai funzionari I.________ e D.________ della Cassa per sapere come si sarebbe dovuto determinare per non essere ritenuto responsabile ai sensi dell'art. 52 LAVS in caso di mancato pagamento dei contributi sociali di una società anonima. Se così veramente fosse, ossia se i responsabili della Cassa avessero dato al ricorrente assicurazioni credibili nel senso da lui prospettato, si tratterebbe di circostanza rilevante che merita di essere approfondita in sede istruttoria. Non va infatti dimenticato che in materia di diritto amministrativo il principio della buona fede, sancito dall'art. 9 Cost., tutela la legittima fiducia dell'amministrato nei confronti dell'autorità amministrativa quando, assolte determinate condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa autorità, ritenuto che le parti devono poter ragionevolmente confidare nella veridicità delle loro dichiarazioni e nella correttezza del loro comportamento (Pierre Moor, Droit administratif, vol. I, Berna 1994, pag. 428, n. 5.3.1). Secondo la giurisprudenza, di regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità, agendo con determinate persone in una situazione ben definita, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidente nell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a, no. KV 171 pag. 281 consid. 3b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate). Il Tribunale cantonale, non accettando, da un lato, la tesi liberatoria sostenuta da G.________ e concludendo, dall'altro, senza assumere i mezzi di prova ritualmente richiesti, per una grave negligenza a carico dell'insorgente, in quanto alquanto inverosimile che funzionari dell'amministrazione, tra cui I.________, redattore della decisione di risarcimento, potessero avere dato una simile informazione, manifestamente errata, è per certo incorso in una violazione del diritto di essere sentito. 4.4 In esito a quanto precede, il giudizio cantonale non soddisfa i requisiti minimi di esame delle allegazioni di parte, dedotti dall'art. 29 cpv. 2 Cost. Tenuto conto della natura formale del diritto di essere sentito e considerato il potere d'esame limitato di cui fruisce nella fattispecie questa Corte (cfr. consid. 1.1) nonché la rilevanza del vizio in esame, lo stesso non può essere sanato in procedura federale (cfr. DTF 124 V 392 consid. 5a e riferimenti). A prescindere dalla possibilità di successo nel merito dell'impugnativa di G.________, la pronunzia querelata deve quindi essere annullata e la causa rinviata all'istanza cantonale perché ponga rimedio alle carenze sul piano dell'istruzione, nel senso che dovrà sentire quali testi I.________ e D.________, e statuisca di nuovo.