Citation: 1A.251/2000 19.06.2001 E. 4

4.- Il ricorrente fa valere che la trasmissione dei documenti bancari, non necessari per il procedimento estero, violerebbe il principio della proporzionalità. Sostenendo semplicemente che l'Autorità richiedente già disporrebbe di tutte le informazioni necessarie per procedere contro gli indagati, visto che gli importi versati dalla J.________ sul suo conto sono elencati nel complemento litigioso, egli misconosce che la questione di sapere se tali informazioni siano necessarie o utili dev'essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle Autorità richiedenti: a differenza dell'Autorità svizzera, essa dispone di tutte le risultanze processuali e può quindi valutare con piena cognizione di causa la posizione dei singoli inquisiti e delle persone coinvolte. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituire il proprio potere di apprezzamento a quello dell'Autorità estera che conduce le indagini. La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità, nella limitata misura in cui può esser applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Ciò non si verifica in concreto, poiché l'acquisizione e l'utilizzazione di tali mezzi di prova sono idonee a confermare e a provare l'esattezza delle informazioni già conosciute dall'Autorità richiedente. Questa conclusione è tanto più giustificata nella fattispecie, visto che l'Autorità estera ha presentato numerose rogatorie, e che il Tribunale federale ha confermato diverse decisioni di trasmissione (sentenze inedite dell'11 maggio 2000 in re J.________, del 14 febbraio 2001 in re S. e in re C., e del 14 maggio 2001 in re P.). Infine, contrariamente all'assunto ricorsuale, neppure la tutela del segreto bancario osta, da sola e in principio alla concessione dell'assistenza (DTF 123 II 153 consid. 7, 120 Ib 251 consid. 5c; cfr. anche DTF 125 II 83 consid. 5).