Citation: 9C_887/2018 E. 3.2

3.2. Il ricorrente in maniera alquanto confusa contesta l'operato dell'UAI e dei propri funzionari, dando semplicemente una propria versione dei fatti. Censura che l'UAI non abbia inviato immediatamente per posta A la lettera raccomandata ritornata all'amministrazione, poiché non ritirata. Lamenta altresì, senza motivare conformemente al rito, una violazione del principio della buona fede da parte delle autorità ticinesi, di un eccesso di formalismo, del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) e dell'art. 6 § 1 CEDU. Ritiene in definitiva che i magistrati e i funzionari ticinesi abbiano commesso svariate violazione dei doveri di servizio e alcuni reati penali. Ora, quando la decisione impugnata poggia su una doppia motivazione una indipendente dall'altra, come nel caso in rassegna, il giudizio impugnato è annullato soltanto se entrambe le motivazioni si rivelano contrarie al diritto (DTF 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100 e riferimenti). Il ricorrente pare dimenticare che il Tribunale federale di principio è vincolato dai fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Il ricorrente non pretende che l'accertamento secondo cui egli avrebbe ricevuto l'avviso di ritiro sia manifestamente inesatto. Nemmeno censura l'insostenibilità dell'accertamento della telefonata avvenuta con l'UAI l'11 giugno 2018 e che a quel momento sapeva, facendosi parte diligente, che l'emanazione della decisione dell'UAI sarebbe avvenuta in prossimità della presa di posizione resa dall'UFAS. Le tesi ricorsuali si avverano quindi integralmente inammissibili.