Citation: 5A_634/2017 E. 1.2

1.2. Il Tribunale federale esamina d'ufficio la sua competenza (art. 29 cpv. 1 LTF). L'art. 85 cpv. 1 LDIP (RS 291) prevede che, in materia di protezione dei minori, la competenza dei tribunali o delle autorità svizzeri, il diritto applicabile, il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni o provvedimenti stranieri sono regolati dalla Convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori (Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori; RS 0.211.231.011). Giusta l'art. 5 par. 1 della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori le autorità, sia giudiziarie che amministrative, dello Stato contraente di residenza abituale del minore sono competenti ad adottare misure tendenti alla protezione della sua persona o dei suoi beni. L'art. 5 par. 2 prevede che, fatto salvo l'art. 7, in caso di trasferimento della residenza abituale del minore in un altro Stato contraente, sono competenti le autorità dello Stato di nuova abituale residenza. Secondo il menzionato art. 7 par. 1 della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori, in caso di trasferimento o di mancato ritorno illecito del minore, le autorità dello Stato contraente in cui il minore aveva la sua residenza abituale immediatamente prima del suo trasferimento o del suo mancato ritorno conservano la competenza fino al momento in cui il minore abbia acquisito una residenza abituale in un altro Stato e: a) qualsiasi persona, istituzione o altro ente avente il diritto di affidamento abbia acconsentito al trasferimento o al mancato ritorno, oppure b) il minore abbia risieduto nell'altro Stato per un periodo di almeno un anno a decorrere da quando la persona, l'istituzione o qualsiasi altro ente avente il diritto di affidamento ha conosciuto o avrebbe dovuto conoscere il luogo in cui si trovava il minore, nessuna domanda in vista del ritorno presentata in quel periodo sia in corso di esame e il minore si sia integrato nel suo nuovo ambiente. L'art. 7 par. 2 definisce illecito il trasferimento o il mancato ritorno del minore se: a) avviene in violazione di un diritto di affidamento, assegnato a una persona, un'istituzione o qualsiasi altro ente, individualmente o congiuntamente, in base alla legislazione dello Stato in cui il minore aveva la sua residenza abituale immediatamente prima del suo trasferimento o mancato ritorno, e b) tale diritto era effettivamente esercitato, individualmente o congiuntamente, al momento del trasferimento o del mancato ritorno, o avrebbe potuto esserlo se non si fossero verificate tali circostanze. Il diritto di affidamento di cui alla lettera a) può segnatamente derivare direttamente dalla legge, da una decisione giudiziaria o amministrativa, o da un accordo in vigore in base alla legislazione di tale Stato. Secondo l'art. 7 par. 3, finché le autorità citate nel paragrafo 1 conservano la loro competenza, le autorità dello Stato contraente in cui il minore è stato trasferito o trattenuto possono adottare soltanto le misure urgenti necessarie alla protezione della persona o dei beni del minore, conformemente all'articolo 11. Nel caso concreto, dai fatti stabiliti dall'autorità inferiore emerge che nel giugno 2017 la madre ha spostato la residenza abituale della figlia in Italia. Atteso che tale trasferimento è avvenuto prima che l'autorizzazione rilasciata dall'autorità di protezione fosse esecutiva (poiché impugnata dal padre mediante reclamo e quindi munita per legge dell'effetto sospensivo ai sensi dell'art. 450c CC) e stante l'opposizione del padre (pure titolare dell'autorità parentale), l'autorità inferiore lo ha considerato illecito e ha pertanto fondato la sua competenza sull'art. 7 della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori. Su tale disposto di legge può basarsi anche la competenza del Tribunale federale, atteso che l'istanza di concessione dell'effetto sospensivo al ricorso in materia civile presentato dal padre è ancora pendente dinanzi a questa Corte (su questo tema v. DTF 143 III 193 consid. 2; sentenze 5A_836/2013 del 18 marzo 2014 consid. 1; 5A_306/2016 del 7 luglio 2016 consid. 2.2).