Citation: 8C_360/2010 30.11.2010 E. 10

10.1 Il ricorrente sostiene che il reddito da valido è stato fissato in violazione dell'art. 16 LPGA e dei principi giurisprudenziali validi per i lavoratori indipendenti, in quanto non sarebbe stato tenuto conto dell'andamento economico della ditta. Il reddito, da adeguare al rincaro, sarebbe quindi pari a fr. 64'000.-, importo a cui andrebbero ancora aggiunti i contributi. 10.2 Per determinare il reddito ipotetico da valido occorre stabilire, al momento della decorrenza dell'eventuale diritto alla rendita, quanto guadagnerebbe la persona assicurata, secondo il grado di verosimiglianza preponderante, quale persona sana. Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Pertanto di regola ci si fonda sull'ultimo reddito conseguito prima dell'insorgenza del danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224), o comunque sul salario che potrebbe essere percepito in un posto di lavoro identico nella stessa azienda o in un'azienda simile (cfr. ad esempio la Circolare, edita dall'UFAS, sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità [CIGI], cifra marg. 3025). Nel caso di lavoratori indipendenti, il guadagno senza invalidità è determinato considerando l'evoluzione dell'azienda se non fosse subentrata l'invalidità, tenuto conto delle attitudini professionali e personali della persona assicurata come pure del genere di attività, nonché della situazione economica e dell'andamento dell'azienda prima dell'insorgere dell'invalidità (RCC 1963 pag. 427; 1961 pag. 338). Il reddito medio o il risultato d'esercizio di aziende simili possono fungere da base per valutare il reddito ipotetico (RCC 1962 pag. 125; sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 3.1.3). 10.3 Dalla decisione amministrativa risulta che l'UAI ha quantificato il reddito senza invalidità in fr. 60'000.- annui, adeguati al rincaro, fondandosi, dopo aver chiesto chiarimenti all'Ufficio tassazione competente, sulla tassazione 2001/2002 (relativa ai redditi 1999/2000). A detta dell'amministrazione si tratterebbe di un dato favorevole all'assicurato, in quanto una media dei redditti percepiti negli ultimi quattro anni produrrebbe un risultato inferiore. Dal tenore del giudizio impugnato per contro, che conferma i dati considerati dall'amministrazione, non emerge a quanto ammonterebbero in concreto i redditi percepiti dal 1997 al 1999, a cui fa riferimento. Al riguardo va rilevato che i dati fiscali assunti agli atti dall'amministrazione, riguardanti il biennio 2001/2002, risultano frammentari e quindi di difficile lettura. In particolare non risulta copia della pagina relativa alla notifica dei redditi (da cui potrebbe essere dedotto l'importo preciso, così come l'ammontare distinto dei redditi di marito e moglie, rispettivamente gli importi ricevuti dall'assicurazione infortuni a titolo di perdita di guadagno per l'infortunio del 2000), ma unicamente il riassunto dei redditi esposto sulla pagina relativa alle deduzioni. Tuttavia da altri documenti, così come da informazioni assunte presso l'Ufficio tassazione, è possibile dedurre un reddito aziendale del marito pari a fr. 60'000.-. Diversa risulta la situazione in relazione all'accertamento dei dati relativi al biennio 1997/1998 (tassazione fiscale 1999/2000), i quali non sono deducibili esattamente. In effetti il reddito aziendale globale risulta pari a fr. 90'000.-; tuttavia, come per il biennio seguente, non è stata versata agli atti la pagina relativa alla singola notifica dei redditi, ma unicamente delle deduzioni. Da altri documenti inoltre risultano dati contraddittori e meglio il reddito del marito parrebbe pari a fr. 60'000.-; tuttavia il codice indicato (204) sembrerebbe corrispondere a quello della moglie. Le stesse osservazioni valgono per le tassazioni del biennio 1997/1998. Agli atti vi è pure un estratto del conto individuale (AVS; a proposito della rilevanza di tali dati si confronti SVR 2010 IV n. 26 pag. 79 consid. 3) dell'interessato dal 1990 al 1999 da cui emergono dati ancora differenti e un'evoluzione piuttosto negativa dei redditi aziendali, tuttavia la media dei redditi risulta superiore all'importo considerato di fr. 60'000.-. Ne consegue che, malgrado l'amministrazione non doveva fondarsi su dati di aziende simili, ritenuto che il reddito poteva essere valutato tenendo conto dei valori riguardanti l'azienda interessata, avviata già da qualche anno (si confronti in proposito la già citata sentenza I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 3.1.4 e 3.1.5), il reddito da valido è stato accertato in maniera incompleta (censura già fatta valere in prima sede) in violazione del principio dell'accertamento d'ufficio dei fatti (art. 61 cpv. 1 lett. c LPGA). In effetti non è dato di sapere, essendo i dati incompleti, se, considerare l'evoluzione dell'azienda, conformemente alla giurisprudenza, invece dei due ultimi anni di attività, si sarebbe rivelato effettivamente più sfavorevole per l'assicurato. In simili circostanze il grado di invalidità non è stato calcolato correttamente; un'eventuale modifica con relativa soppressione della rendita non può pertanto essere valutata in questa sede. Su questo punto quindi il giudizio impugnato, che conferma la decisione amministrativa, viola il diritto federale e va pertanto annullato.