Citation: U 449/00 08.05.2002 E. 7

7.- Nell'evenienza concreta, l'INSAI ha disposto, nel provvedimento amministrativo in lite, l'erogazione di un'indennità per menomazione all'integrità del 5 %. I primi giudici hanno aumentato tale tasso al 10 %, ma hanno disatteso la richiesta della ricorrente intesa al riconoscimento di un grado di menomazione del 40 %, facendo particolare riferimento ad un'affermazione del superperito dott. N.________, secondo il quale la mano sinistra dell'interessata era da ritenersi integra nella misura del 70/80 % rispetto ad una mano sinistra intatta. Vero è che lo specialista in questione ha poi concluso per un grado di menomazione dell'integrità del 40 %. Simile valutazione, fatta propria dalla ricorrente, corrisponde tuttavia, secondo la tabella dell'allegato 3 OAINF, alla perdita totale di una mano. Il che non è del caso nella fattispecie in esame, avendo l'assicurata conservato una considerevole residua funzionalità della mano infortunata (presa a tre dita). Non va inoltre dimenticato che, secondo la giurisprudenza di questa Corte, non spetta al medico, bensì all'amministrazione e, in caso di ricorso, al giudice fissare l'entità dell'indennità dovuta (cfr. sentenza del 15 ottobre 1999 in re M. consid. 4a, U 235/98). In sostanza, l'apprezzamento dell'autorità cantonale risponde a concetti di equità e si attiene alle disposizioni legali. È evidente che la perdita dell'ordine di un quarto della funzionalità non può corrispondere alla perdita totale della mano, in concreto non dominante. Ne discende che il riconoscimento, da parte dei primi giudici, del 10 % quale menomazione dell'integrità fisica della ricorrente non e meritevole di censura. In queste condizioni il querelato giudizio merita conferma anche su questo punto.