Citation: 5P.84/2003 11.07.2003 E. 9

9.1 Nella sede federale il ricorrente B.________ non contesta l'inefficacia dello scritto del 20 marzo 2001, ma sostiene che la reazione del possessore non dev'essere immediata. In ogni caso la seconda lettera costituirebbe un tempestivo reclamo e la conclusione della Corte cantonale, secondo la quale egli non avrebbe reso verosimile che il cancello sia stato posato poco prima del 16 luglio 2001, sarebbe arbitraria. Infatti, nella lettera di tale data, il ricorrente aveva testualmente espresso la sua sorpresa per aver trovato il passaggio ostruito da un cancello chiuso a chiave. 9.2 Giusta l'art. 928 cpv. 1 CC quando il possessore sia turbato nel suo possesso da un atto di illecita violenza, egli può proporre l'azione di manutenzione contro l'autore della turbativa anche se questi pretende di agire con diritto. Le azioni contro l'illecita violenza sono ammissibili solo quando il possessore abbia immediatamente reclamato la restituzione della cosa o la cessazione della turbativa, appena conosciuto l'atto di violenza e il suo autore (l'art. 929 cpv. 1 CC). Per quanto attiene alla tempestività della reazione, la dottrina concede al possessore il lasso di tempo necessario per un primo esame della fattispecie. La durata di tale periodo è una questione che soggiace al libero apprezzamento del giudice, il quale deve ponderare tutte le circostanze del caso concreto (Homberger, Commento zurighese, n. 1 all'art. 929 CC; Stark, Commento bernese, n. 6 all'art. 929 CC; Steinauer, Les droits réels, vol. I, 3a edizione, pag. 97, n. 350b). L'onere di provare il reclamo e la sua tempestività incombe al possessore (Stark, op. cit., n. 5 all'art. 929 CC; Steinauer, op. cit., pag. 98 n. 356). Con riferimento alla valutazione delle prove il Tribunale federale riconosce al giudice cantonale un ampio potere discrezionale e non sostituisce il suo apprezzamento a quello del giudice di merito, ma interviene solo se la valutazione delle prove contenuta nella sentenza impugnata è manifestamente insostenibile o chiaramente in contrasto con la situazione di fatto, ovvero qualora esso riposi su una svista manifesta o su valutazioni manifestamente incompatibili con il sentimento di giustizia o basate su punti di vista del tutto ininfluenti (DTF 120 Ia 31 consid. 4b pag. 40 con rinvii ). È segnatamente arbitraria una valutazione delle prove che si fondi unilateralmente solo su alcune di esse ad esclusione di tutte le altre (DTF 118 Ia 28 consid. 1b, 112 Ia 369 consid. 3). Tuttavia l'arbitrio non si realizza già per il semplice fatto che le conclusioni del giudice di merito non corrispondono a quelle del ricorrente (DTF 116 Ia 85 consid. 2b) o ad altre altrettanto sostenibili o addirittura migliori (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9 con rinvii). Chi si limita a rimettere in discussione l'esito probatorio della procedura cantonale esercita una semplice critica appellatoria, irricevibile in un ricorso di diritto pubblico. In concreto, occorre innanzi tutto rilevare che, sebbene affermi di aver scritto la lettera del 16 luglio 2001 subito dopo essersi trovato il passaggio sbarrato dal noto cancello, il ricorrente omette di indicare un qualsiasi elemento a comprova di tale asserzione. Ora, contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, il semplice fatto di aver utilizzato nella predetta lettera l'espressione "con mia sorpresa" non permette di dedurre alcunché sul lasso di tempo intercorso fra il riscontro della turbativa indicata nello scritto in discussione e la redazione di quest'ultimo. Non può pertanto essere rimproverato all'autorità cantonale di essere caduta nell'arbitrio per non aver riconosciuto in tale missiva la prova di una reazione immediatamente successiva alla costruzione del manufatto all'origine della turbativa. Il ricorrente non sostiene che nell'incartamento vi siano ulteriori elementi da cui risulti la data di edificazione del cancello rispettivamente il momento in cui egli si è accorto dell'ostruzione del passaggio. Ne discende che nulla si conosce sui tempi di reazione del ricorrente, a cui invece incombeva la prova di aver reclamato entro il lasso di tempo previsto dall'art. 929 cpv. 1 CC. In queste circostanze nemmeno la reiezione dell'azione possessoria del ricorrente B.________ appare arbitraria, atteso che questi non ha dimostrato il realizzarsi dei presupposti temporali a cui è subordinato l'accoglimento di un'azione di manutenzione ai sensi dell'art. 928 CC.