Citation: 1C_157/2017 E. 5.1

5.1. I ricorrenti rilevano poi che l'iniziativa "Avanti con le nuove Città di Locarno e Bellinzona" concerneva soltanto una parte del Cantone e che i cittadini domiciliati in altri Comuni avrebbero quindi votato sull'aggregazione dei poli urbani del Sopraceneri senza conoscerne l'opinione. Per converso, quella in discussione intende riorganizzare l'intero territorio cantonale, riducendo il numero dei comuni e indicando solo il nome di quelli nuovi, delegandone l'estensione alla legge. Non vi sarebbe quindi una disparità di trattamento, poiché a decidere sul principio della riorganizzazione globale di tutti i Comuni sarebbero tutti gli aventi diritto di voto degli stessi, né la votazione comporterebbe una loro aggregazione automatica, visto che la definizione della loro estensione avverrà in seguito, in sede legislativa. I cittadini non deciderebbero quindi su una fusione coatta di alcuni, ma di tutti i Comuni, quindi "per sé stessi"; non sarebbero pertanto solo consultati, ma potrebbero anche decidere. Insistono sul fatto che, contrariamente all'altra iniziativa, in quella in discussione nella votazione verrebbero definiti unicamente i nomi dei 15 nuovi Comuni, per cui si sarebbe in presenza di una consultazione sul principio dell'aggregazione. La tesi, infondata, che l'iniziativa in discussione non comporterebbe l'immediata aggregazione dei Comuni, ma necessiterebbe di un processo di implementazione, non è comunque decisiva. Determinante è che nell'ipotesi di una sua accettazione i Comuni attuali scomparirebbero, senza essere stati preliminarmente consultati. Al riguardo i ricorrenti parrebbero misconoscere che l'art. 5 della Carta si riferisce all'integrità territoriale dei Comuni e pertanto a misure che minacciano direttamente, come l'iniziativa in esame, la loro esistenza, ciò che impone una consultazione qualificata dei loro cittadini prima dell'aggregazione: un'iniziativa volta ad attuare aggregazioni comunali senza preliminarmente consultare la popolazione interessata viola il diritto superiore (DTF 142 I 216 consid. 7.1 pag. 223; in questo senso anche RAMONA PEDRETTI, Die Vereinbarkeit von kantonalen Volksinitiativen mit höherrangigem Recht, in: ZBl 2017 pag. 299 segg., 319 seg., 323). Il voto espresso dalla popolazione di tutti i Comuni nell'ambito della votazione sull'iniziativa in esame non può quindi essere qualificato quale consultazione ai sensi della Carta, poiché coinciderebbe con la decisione sulla loro dissoluzione, senza prevedere, volutamente, una loro consultazione preventiva. L'elettorato cantonale non può quindi esprimersi, in un secondo tempo e con cognizione di causa, tenendo conto anche del precedente voto positivo o negativo dei singoli Comuni sulla loro aggregazione (DTF 142 I 216 consid. 7.2 pag. 224, 7.6 pag. 227 e 8.1 e 82 pag. 228).