Citation: 6B_73/2010 08.04.2010 E. 3

3.1 Il ricorrente rimprovera la CCRP per la mancata evasione del ricorso per cassazione. Rileva che il ritardo assunto comporta l'irricevibilità della domanda di revisione e impedisce di assumere le prove determinanti, le quali potrebbero andare perse in futuro. Secondo il ricorrente, sarebbe piuttosto occorso, nelle esposte circostanze, statuire tempestivamente sul ricorso per cassazione, sospendendo il giudizio sulla domanda di revisione piuttosto che dichiararla irricevibile dopo un anno dal suo inoltro. 3.2 Presentando queste censure, il ricorrente si duole in sostanza di una violazione del suo diritto di essere giudicato entro un termine ragionevole, sancito dagli art. 29 cpv. 1 e 6 n. 1 CEDU. L'obbligo di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole impone all'autorità competente di statuire entro un limite che risulti giustificato dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze del caso. Devono in particolare essere considerati l'ampiezza e le difficoltà della causa, il modo con il quale è stata trattata dall'autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura (DTF 130 IV 54 consid. 3.3.3; 130 I 269 consid. 3.1, 312 consid. 5.2). Certo, il ricorrente rileva che il ricorso per cassazione è pendente da due anni dinanzi alla CCRP e che l'improponibilità della domanda di revisione, comporta l'impossibilità di eventualmente assumere le prove richieste. Egli non adduce però alcunché sulla natura e la portata della causa. Allo stadio attuale, questa Corte non può pertanto oggettivamente valutare se, in base alle concrete circostanze, il ritardo sia ragionevolmente fondato o meno. Né il ricorrente spiega, con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni la prospettabile durata del procedimento penale sarebbe nel complesso lesiva del principio della celerità (cfr. DTF 134 IV 43 consid. 2.5). Non risulta d'altra parte ch'egli abbia sollecitato la CCRP a statuire sul ricorso per cassazione o abbia adito l'istanza superiore con un ricorso per denegata o ritardata giustizia (cfr. art. 94 in relazione con l'art. 100 cpv. 7 LTF). Nello scritto del 23 novembre 2009, il patrocinatore del ricorrente aveva infatti chiesto alla CCRP di procedere senza indugio solo all'assunzione delle prove addotte nell'ambito della domanda di revisione.