Citation: 5C.280/2005 17.02.2006 E. 5

5.1 L'art. 8 CC disciplina innanzi tutto l'onere della prova e permette alla parte gravata da tale onere di offrire le prove necessarie a dimostrare le sue allegazioni. La norma in discussione regola pure il grado della prova richiesto dal diritto federale, ma non prescrive al giudice il modo in cui deve giungere al suo convincimento; nella giurisdizione per riforma, il Tribunale federale non può esaminare se nel caso concreto la prova sia stata effettivamente apportata, poiché trattasi di una questione attinente all'apprezzamento delle prove che può unicamente essere impugnata con un ricorso di diritto pubblico fondato sul divieto dell'arbitrio (DTF 130 III 321 consid. 5 pag. 327; 127 III 519 consid. 2a, con rinvii). 5.2 In concreto, l'attore medesimo riconosce esplicitamente di essere gravato dall'onere della prova in virtù dell'art. 930 cpv. 1 CC. Egli ritiene però violato l'art. 8 CC perché avrebbe "fornito una serie di elementi concreti e oggettivi in grado di convincere l'autorità giudicante riguardo alla legittimità delle sue pretese". Ora, così facendo, l'attore confonde la valutazione delle prove effettuata dai giudici cantonali con il - predetto - campo di applicazione dell'art. 8 CC. Atteso che l'attore era gravato dall'onere della prova, appare altresì irrilevante che il convenuto non sia riuscito a dimostrare il suo diritto alla proprietà. In queste circostanze, il ricorso si esaurisce in realtà in una critica dell'apprezzamento delle prove contenuto nella sentenza impugnata, che non può essere rivisto nella giurisdizione per riforma.