Citation: 5C.273/2002 28.08.2003 E. C

Adita dal soccombente, la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha, con sentenza del 16 ottobre 2002, confermato la pronunzia di primo grado. I giudici cantonali hanno lasciato indeciso - come in precedenza il Pretore - il quesito inerente alla tempestività dell'azione e hanno rilevato che in sede di appello l'attore si prevale unicamente della nullità della disposizione di ultime volontà in seguito ad un errore della testatrice. Essi hanno altresì stabilito che, con il contestato testamento e tenuto conto delle precedenti donazioni, il valore dei beni immobili destinati alla convenuta supera di fr. 636'000.-- quello dei fondi attribuiti al fratello. Tuttavia, secondo la Corte cantonale, la convenuta non ha riconosciuto la volontà della madre di garantire una parità di trattamento assoluta dei figli, né l'attore è riuscito a provare una siffatta volontà. Quest'ultimo non avrebbe nemmeno dimostrato la tesi secondo cui la testatrice ignorava la consistenza dei suoi beni e il divario fra le quote assegnate ai figli.