Citation: 5A_929/2016 E. 3.3

3.3. Il ricorrente lamenta in seguito una violazione del divieto d'arbitrio. Tale violazione si realizza, a suo dire, per avere il Tribunale di appello riconosciuto la competenza al Giudice ticinese "in aperto contrasto con gli atti, che dimostrano un procedimento di merito già pendente [...] all'estero". Il ragionamento ricorsuale non tiene per nulla in considerazione le puntuali spiegazioni che i Giudici cantonali hanno addotto in merito alle circostanze che, eccezionalmente, giustificano il mantenimento di una competenza diretta d'urgenza giusta l'art. 10 lett. b LDIP (supra consid. 2.2). Limitandosi a ribadire il prin cipio del decadimento della competenza territoriale svizzera (fondata sull'art. 46 LDIP) a seguito dell'avvio della causa di divorzio in Kosovo (v. DTF 134 III 326 consid. 3.2), il ricorrente omette di confrontarsi con il giudizio impugnato e con la ricca e cristallina giurisprudenza concernente le eccezioni al principio menzionato (v. DTF 134 III 326 consid. 3.3 e 3.5.1; v. inoltre le sentenze 5A_214/2016 del 26 agosto 2016 consid. 5.1, in SJ 2017 I pag. 29; 5A_461/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3, in FamPra.ch 2010 pag. 919; 5A_677/2007 del 21 aprile 2008 consid. 3.1; 5C.7/2007 del 17 aprile 2007 consid. 6.2, in FamPra.ch 2007 pag. 698), che i Giudici cantonali hanno ritenuto date in concreto. La censura si appalesa, ancora una volta, inammissibile per carenza di motivazione. Abbondanzialmente, non appare necessario spiegare in dettaglio che se una norma di legge (qui l'art. 10 lett. b LDIP) permette di derogare a un determinato principio, non si può pretendere la violazione del divieto d'arbitrio soltanto perché un giudice ha ritenuto soddisfatte le condizioni per ammettere un'eccezione, prevista appunto dalla legge.