Citation: 4A_486/2009 03.02.2010 E. 5

Nella sentenza impugnata buona parte degli argomenti addotti dal ricorrente contro il Pretore è stata dichiarata inammissibile, trattandosi di questioni già giudicate nella sentenza di ricusa del 14 luglio 2008, nell'ambito della quale era stata esaminata la condotta processuale del Pretore sino al 25 gennaio 2008. 5.1 La II Camera civile del Tribunale d'appello ha in particolare ricordato di aver già trattato le doglianze espresse dal ricorrente in relazione all'azione di rendiconto ex art. 488a CPC/TI, sia con riferimento all'adeguatezza della procedura seguita e all'esito del giudizio in seconda istanza sia con riferimento al comportamento tenuto dal Pretore quando ha fissato la data dell'udienza di discussione e durante la stessa. Anche la tesi secondo cui il Pretore avrebbe esternato al patrocinatore degli opponenti giudizi negativi sulla persona del ricorrente, incoraggiandolo a introdurre l'azione di rendiconto, era già stata vagliata in maniera approfondita. Ciononostante, nella pronunzia qui criticata, la Corte cantonale si è nuovamente chinata su questo tema, riferendosi pure a parte dei documenti di per sé dichiarati inammissibili, ed è giunta - ancora una volta - alla conclusione che non vi è nessuna prova a sostegno di un colloquio fra il Pretore e l'avv. Damiano Brusa dal tenore asserito dal ricorrente. "È certo invece" - hanno osservato i giudici ticinesi - "che i rapporti personali tra i rispettivi avvocati delle parti sono contrassegnati da un clima conflittuale molto marcato. [...] A tali difficili e a tratti accesi rapporti tra i legali è tuttavia del tutto estraneo il Pretore. Tale conclusione si impone a un osservatore oggettivo [...]." 5.2 Il ricorrente non contesta di aver già fatto valere questi argomenti nel quadro della precedente procedura di ricusa, decisa il 14 luglio 2008. Egli è però dell'avviso che, contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale d'appello, tale decisione non sia passata in giudicato e che i fatti da lui addotti debbano essere rivalutati "alla luce dei nuovi elementi". 5.2.1 Ora, il ricorrente riconosce di non aver impugnato la decisione sulla ricusa del 14 luglio 2008. Contrariamente a quanto da lui sostenuto, egli avrebbe senz'altro potuto sottoporla al Tribunale federale, in virtù dell'art. 92 LTF, con un ricorso sussidiario in materia costituzionale - qualora il valore litigioso minimo del ricorso in materia civile non fosse stato raggiunto - e nell'ambito di tale rimedio il Tribunale federale avrebbe potuto esaminare l'asserita violazione del diritto Costituzionale federale e del diritto processuale cantonale con il medesimo potere cognitivo di cui gode nell'ambito del ricorso ordinario (DTF 134 I 184 consid. 1.4 pag. 188 seg.). La sentenza emanata il 14 luglio 2008 non può dunque più venir rimessa in discussione (art. 92 cpv. 2 LTF). 5.2.2 Questo non significa tuttavia che i motivi di ricusa addotti in quell'occasione non potessero venir riproposti nella domanda di ricusa inoltrata un anno più tardi, se, come preteso dal ricorrente, ad essi sono venuti ad aggiungersi elementi nuovi suscettibili di sostanziare (tutti insieme) la parzialità del Pretore contestato. Giusta l'art. 29 cpv. 4 CPC/TI chi - come il ricorrente - fonda una ricusa sull'art. 27 CPC/TI non dev'essere passato né deve aver lasciato espressamente o tacitamente passare il giudice ad atti successivi (cfr. anche DTF 134 I 20 consid. 4.3.1). Il principio della buona fede processuale vieta alla parte di far prova di attendismo e le impone di agire non appena i fatti siano interpretabili alla stregua di un insieme coerente; se lascia compiere ulteriori atti di procedura, perde il diritto alla ricusazione (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, 2000, n. 2 ad art. 27 CPC/TI; gli stessi, Appendice 2000/2004, n. 5 ad art. 29 CPC/TI). Sennonché gli estremi di una ricusazione fondata sulla parvenza di parzialità del giudice possono manifestarsi in modo progressivo, sulla scorta di circostanze convergenti. Esigere dalla parte che si attivi non appena in possesso di elementi sufficienti - a suo modo di vedere - a suffragare la domanda di ricusa, salvo poi opporle la forza di cosa giudicata della sentenza quando, successivamente, si presenta con una nuova serie di elementi che, uniti ai primi, dimostrano la parzialità del magistrato contestato non è compatibile con il principio della buona fede, che vincola anche lo Stato (art. 5 cpv. 3 Cost.). 5.2.3 Incombe comunque alla parte che se ne prevale l'onere di allegare e dimostrare, con un'argomentazione articolata in maniera chiara e dettagliata che, alla luce dei nuovi elementi, le ragioni addotte in precedenza dall'autorità per negare la prevenzione del giudice non sono più giustificate. In concreto, il ricorrente non soddisfa questo suo onere. Come già in sede cantonale, anche dinanzi al Tribunale federale egli argomenta come se la procedura sfociata nel giudizio del 14 luglio 2008 non avesse mai avuto luogo, come se le circostanze da lui addotte in quell'ambito non fossero state valutate. Questa strategia argomentativa, che consiste nell'esporre la propria versione degli "antefatti", senza confrontarsi con le considerazioni formulate al riguardo dalla Corte cantonale nel precedente giudizio e senza spiegare per quale motivo esse non possono più valere nel procedimento attuale, non gli giova. Così come non gli giova sostenere che il "nuovo fatto grave" risiede nella dichiarazione dell'avv. Brusa a Vaduz, che lasciava intendere l'esistenza di una prevenzione del Pretore nei suoi confronti, trattandosi di una questione che la II Camera civile del Tribunale d'appello ha esaminato in maniera approfondita ed esaustiva nella sentenza del 14 luglio 2008 (cfr. quanto esposto al consid. 5.1). Il ricorrente non sembra avvedersi che, riproponendo semplicemente lo stesso cumulo di elementi con l'aggiunta di alcune circostanze asseritamente nuove, che si rivelano poi non esserlo, o solo in minima parte, egli si espone al rimprovero di una condotta processuale abusiva. 5.3 Anche su questo punto, dunque, il ricorso finisce per risultare inammissibile per carente motivazione.