Citation: 4A_556/2009 03.05.2010 E. 1

1.1 Il ricorso in materia civile è stato presentato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) dalla parte soccombente nella sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LFT) ed è rivolto contro una decisione finale (art. 90 LTF) emanata dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in una causa civile (art. 72 cpv. 1 LTF) il cui valore litigioso, secondo gli accertamenti della sentenza impugnata (cfr. consid. 8), è superiore a fr. 30'000.-- (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF): esso è pertanto ammissibile. 1.2 La proponibilità del rimedio ordinario comporta l'inammissibilità del ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 LTF), che i ricorrenti presentano d'altronde senza spiegazioni particolari. 1.3 Nella parte iniziale del loro allegato i ricorrenti riassumono correttamente le esigenze di motivazione poste alle censure di violazione del diritto federale e cantonale nonché le regole concernenti la cognizione differente del Tribunale federale in tale ambito. Ci si può dunque qui limitare a confermare che, per le violazioni del diritto federale, che il Tribunale federale esamina d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF), vige l'obbligo minimo di allegazione e motivazione dell'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, mentre quando è in discussione l'applicazione del diritto cantonale, censurabile soltanto dal profilo dell'arbitrio secondo l'art. 9 Cost. (DTF 133 III 462 consid. 2.3 pag. 466), è necessaria una motivazione specifica e precisa (art. 106 cpv. 2 LTF). Nell'atto di ricorso è segnatamente necessario menzionare i fatti essenziali ed esporre in modo conciso le ragioni per le quali si ritiene che la decisione impugnata abbia violato disposizioni di diritto cantonale, indicando precisamente quali. Solo le censure sollevate in maniera chiara e dettagliata vengono esaminate; censure di carattere appellatorio sono inammissibili (DTF 134 II 244 consid. 2.2 pag. 246, 349 consid. 3). 1.4 Giovi inoltre ricordare che, affinché una decisione sia tacciata d'arbitrio, non basta che una soluzione diversa o persino preferibile sia immaginabile; occorre che la decisione sia - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in palese contraddizione con la situazione reale, non sorretta da ragioni oggettive e lesiva di una norma o di un principio giuridico chiaro oppure in contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e di equità (DTF 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4 con rinvii).