Citation: 1B_266/2018 E. 2.3

2.3. Il gravame sarebbe comunque infondato anche nel merito, ritenuto che il ricorrente di per sé non contesta d'aver utilizzato le armi da fuoco sparando dei colpi nei pressi del vicinato, motivo per cui la CRP rettamente ha ritenuto la sussistenza di una connessione tra i reati ipotizzati e gli oggetti sequestrati, precisando che l'autorità dovrà esaminare se l'insorgente le detiene legittimamente o meno. Il ricorrente accenna poi al fatto, di per sé comunque non decisivo, che un denunciante avrebbe ritirato la querela. Egli disattende che, in questo stadio della procedura, oggetto del litigio è soltanto il sequestro delle sue armi e non la fondatezza delle ipotizzate accuse poste a fondamento di questo provvedimento. Con il rilievo che il sequestro sarebbe prematuro, perché la fondatezza delle accuse mossegli non sarebbe stata dimostrata, il ricorrente misconosce che scopo della contestata misura cautelare provvisoria è garantire la sicurezza delle persone fino all'esperimento delle ulteriori verifiche, tra le quali quella dell'esistenza di un regolare permesso di possederle (DTF 139 IV 250 consid. 2.1). La critica secondo cui nel quadro della perquisizione non sarebbero stati trovati veleni contro gli animali, per cui tale ipotesi accusatoria non reggerebbe, esula, trattandosi di una questione di merito, dall'oggetto del litigio e non è comunque decisiva in relazione al sequestro delle armi.