Citation: 4A_427/2013 E. 5

Nel seguito del gravame l'attrice si duole della violazione di diverse disposizioni della legge ticinese sul notariato: l'art. 4 cpv. 2 concernente il dovere del notaio d'informare le parti sugli obblighi e i diritti insiti nell'atto che sottoscrivono, l'art. 42 cpv. 1 n. 4 che prescrive la formulazione chiara dei patti e della volontà delle parti, l'art. 57 secondo il quale il notaio è tenuto a presentare le richieste di iscrizione nel registro fondiario "nell'interesse delle parti". All'attrice sfugge tuttavia che nell'ambito del ricorso in materia civile l'applicazione del diritto cantonale non può essere censurata come tale, ma solo per il tramite di un diritto costituzionale, e che a tale riguardo occorre una motivazione qualificata (art. 106 cpv. 2 LTF; cfr. consid. 2). L'attrice non indica la norma costituzionale che l'autorità cantonale avrebbe violato, per esempio il divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.), e argomenta in modo del tutto appellatorio, commentando liberamente le disposizioni del diritto cantonale e confrontandosi solo in minima parte con le motivazioni del giudizio impugnato. Pone inoltre a fondamento delle proprie considerazioni i fatti interpretati a suo modo, senza considerare né censurare d'arbitrio quelli accertati dalla Corte ticinese, che rimangono pertanto vincolanti per il Tribunale federale (cfr. consid. 2). Ne viene che tutte queste argomentazioni sono inammissibili.