Citation: 1C_384/2015 E. 3.3.2

3.3.2. Sotto il profilo dell'interesse pubblico, la Corte cantonale ha ritenuto che il divieto di frazionamento contribuisce indiscutibilmente a migliorare la tutela del complesso monumentale di Villa Favorita e di riflesso del suo parco e delle relative costruzioni. I giudici cantonali hanno stabilito che la restrizione pianificatoria, anche per la sua durata limitata, rispetta pure il principio di proporzionalità (DTF 118 Ia 510 consid. 4d pag. 514), essendo ragionevole, idonea e necessaria. Il provvedimento risulta senz'altro indispensabile per assicurare al meglio la procedura di definizione da un canto della tutela del bene in oggetto e dall'altro del suo nuovo assetto pianificatorio (destinazioni, contenuti, vincoli, ecc.), che contempla altresì una sua parziale fruizione pubblica. Hanno rigettato la tesi dell'insorgente secondo cui basterebbe impedire la suddivisione fisica del complesso e del parco mediante recinzioni o siepi, definendola semplicistica, poiché non considera l'esigenza di proteggerlo nella sua interezza, come si trova attualmente. II frazionamento di una sua porzione, quale preludio a una sua alienazione a terzi, mette in serio pericolo la concezione, l'utilizzazione e la gestione del comparto, che oggi si presenta omogeneo e unitario, grazie al fatto ch'esso è sempre rimasto nelle mani di una sola proprietaria. L'assunto dell'insorgente, secondo cui il vincolo rende difficile una cessione parziale della proprietà poiché per acquistarla interamente occorrerebbe una somma ingentissima, seppur pertinente in astratto, è disatteso nella fattispecie dal fatto che la precedente proprietaria ha venduto l'intero complesso, addirittura dopo l'inoltro del ricorso alla Corte cantonale, quando era già gravato dal divieto di frazionamento, immediatamente esecutivo, fatto noto all'acquirente. Contrariamente all'assunto ricorsuale, questo ragionamento non è affatto astruso, né nel caso di specie privo di coerenza.