Citation: 1C_442/2009 16.10.2009 E. 2

2.1 La decisione con la quale l'autorità accorda o nega l'effetto sospensivo a un ricorso diretto contro il rilascio di una licenza edilizia è una decisione incidentale, come a ragione rilevato dalla ricorrente (DTF 134 I 83 consid. 3.1). Eccettuati i casi disciplinati dall'art. 92 LTF, il ricorso contro siffatte decisioni, notificate separatamente, è ammissibile unicamente se possono causare un pregiudizio irreparabile o se l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 cpv. 1 lett. a e b LTF). L'adempimento di quest'ultima condizione non è addotto dalla ricorrente né esso è ravvisabile in concreto (DTF 133 II 409 consid. 1.2; 134 II 142 consid. 1.2.3-1.2.4 e rinvii). 2.1.1 La ricorrente adduce asseriti pregiudizi irreparabili di natura fattuale, nel senso di non più doversi confrontare con gravi perdite economiche dovute sia agli interventi della polizia cantonale sia alla posa dei sigilli, e di natura giuridica, nel senso di voler preservare la sua sopravvivenza economica, evitando il fallimento. 2.1.2 Certo, l'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF riprende la regola dell'art. 87 cpv. 2 OG applicabile in materia di ricorso di diritto pubblico (Messaggio concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001, FF 2001 pag. 3890). Secondo la giurisprudenza relativa all'art. 87 cpv. 2 OG, un pregiudizio era irreparabile quando era suscettibile di provocare un danno di natura giuridica che una decisione favorevole nel merito non avrebbe permesso di eliminare completamente, segnatamente con il giudizio finale (DTF 131 I 57 consid. 1 pag. 59). Per contro, nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, l'impugnazione di una decisione incidentale o pregiudiziale non richiedeva l'esistenza di un siffatto danno (art. 45 vPA in relazione con gli art. 97 OG e 5 PA; cfr. DTF 130 II 149 consid. 1.1 pag. 153). 2.1.3 Il Tribunale federale si è già espresso al riguardo in una causa analoga, nota al patrocinatore della ricorrente (sentenza 1C_449/2008 del 17 ottobre 2008 consid. 2.3-2.5). Recentemente, esso ha stabilito, con riferimento alla sicurezza del diritto, che in materia edilizia si può essere in presenza di un pregiudizio irreparabile secondo l'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF, quando non si tratti semplicemente di evitare un prolungamento o un aumento dei costi della procedura, se è dato un altro interesse degno di protezione, anche di natura economica, per quanto il ricorso sottoposto al giudizio del Tribunale federale debba essere respinto nel merito (DTF 135 II 30 consid. 1.3.4 pag. 36 con numerosi riferimenti pure alla dottrina). La questione, per i motivi che seguono, non dev'essere esaminata oltre. 2.2 In effetti, la ricorrente confonde che i pregiudizi economici da essa addotti, non derivano in primo luogo dal mancato conferimento dell'effetto sospensivo alla decisione municipale, bensì, se del caso, dall'ordine della SPI di chiusura immediata del motel. Questa procedura, sulla quale si diffonde la ricorrente, esula però manifestamente dall'oggetto del litigio. Per di più, essa parrebbe scordare che al riguardo il suo ricorso è stato accolto dalla Corte cantonale. Per dar seguito all'ordine municipale, la ricorrente non deve infatti adottare alcun altro provvedimento all'infuori di quelli necessari per impedire nel motel l'esercizio della prostituzione. L'ordine municipale non le impedisce infatti di continuare ad esercitarvi le attività turistico-alberghiere autorizzate. Ne segue che l'asserita violazione della libertà economica (art. 27 Cost.), motivata con gli argomenti che l'attività del motel non avrebbe suscitato alcuna lamentela e che la misura municipale ne comporterebbe il fallimento, è infondata.