Citation: 4A_184/2014 E. 6

Oltre a prevalersi del diritto d'accesso, con la petizione il ricorrente chiedeva che fosse ordinato all'opponente di cessare il trattamento dei suoi dati personali e di distruggerli. Il Pretore aveva respinto queste pretese ritenendo non adempiuto il requisito dell'illiceità del trattamento dei dati. Era giunto a questa conclusione accertando d'un canto che la documentazione raccolta dall'opponente rientrava " tra quella usualmente a disposizione di colui che ritiene di vantare un credito nei confronti di una persona determinata ", dall'altro che l'istruttoria non aveva evidenziato l'utilizzazione o la divulgazione dei dati al di fuori del processo civile e della procedura esecutiva, né che la raccolta fosse avvenuta in modo illecito o non conforme ai principi della buona fede e della proporzionalità. Su questi temi la Corte cantonale ha dichiarato l'appello irricevibile in forza dell'art. 311 cpv. 1 CPC, per motivazione insufficiente, rimproverando al ricorrente di non essersi confrontato con le suddette argomentazioni del Pretore. Ha però aggiunto che "il trattamento di dati relativi alla solvibilità di un debitore moroso o ai documenti giustificativi per l'esecuzione di un contratto - come quelli raccolti dalla convenuta - rimane lecito".