Citation: 1C_547/2021 E. 3.2

3.2. Al riguardo la Corte cantonale ha ritenuto che, di principio, un'opera di premunizione volta a proteggere da scoscendimenti può essere realizzata soltanto nel luogo in cui sussiste tale pericolo. Ha nondimeno aggiunto che tale qualità può essere riconosciuta soltanto nella misura in cui l'opera risponda effettivamente ed efficacemente alla sua funzione protettrice, ovvero qualora risulti adeguatamente commisurata al pericolo da prevenire. Al riguardo ha, legittimamente, rinviato a quanto accertato nella sua risposta dall'Ufficio dei pericoli naturali incendi e progetti (UPIP), che non ha riscontrato alcun pericolo naturale con riferimento al fondo litigioso, stabilendo che invocare la pericolosità del fondo o del comparto a sostegno del progetto di ricostruzione di un muro agricolo è fuori luogo. Il fondo xxx sarebbe soltanto, semmai, soggetto a un potenziale fenomeno indicativo di valanga, legato verosimilmente a un evento storico. L'UPIP ha precisato che la morfologia naturale del fondo è stata profondamente modificata in passato con muri a secco e piccoli terrazzamenti, permettendone così lo sfruttamento agricolo. Ne ha concluso che in un contesto così fortemente trasformato dall'intervento umano non è più possibile analizzare la pericolosità naturale del fondo, sottolineando che si tratta piuttosto di esaminare se i diversi manufatti presenti, soprattutto i muri a secco, non costituiscano fonte di pericolo, ritenendo che l'invocata instabilità del terreno non è imputabile a un pericolo naturale geologico. L'istanza precedente, contrariamente all'assunto della ricorrente, ha preso atto delle perizie private da ella prodotte, precisando che l'UPIP si è espresso sulle stesse, ritenendo tuttavia ch'esse non dimostrano in alcun modo l'attuale pericolosità naturale del fondo xxx, limitandosi a sostenere la necessità di risanare il manufatto, argomento ch'essa ha condiviso. Ha aggiunto che nella risposta il Municipio ha precisato che la situazione è stata attentamente visionata con tutti i partecipanti al sopralluogo; dalla stessa risulta ch'essa è il risultato dei vari interventi di manutenzione e miglioria apportati liberamente dalla proprietaria. La Corte cantonale ha rifiutato quindi, a ragione, la tesi ricorsuale dell'esigenza di creare scale, passaggi e camminamenti per garantire la sicurezza dei terreni, i manufatti litigiosi essendo stati chiaramente realizzati per ragioni di mero comodo e per assicurare un agevole accesso al fondo. Queste conclusioni risultano in maniera evidente dagli atti e dalle fotografie, motivo per cui non si è in presenza di un accertamento arbitrario dei fatti.