Citation: 2C_768/2017 E.

Con decisioni su reclamo del 24 agosto 2016, il fisco ha stralciato il "numerario", di fr. 650'000.-- (2008) e fr. 600'000.-- (2009) originariamente dichiarato dalla contribuente. Per il resto, ha confermato le tassazioni. A sostegno della correzione svolta, ha sottolineato di essersi fondato sulle motivazioni e sui dati indicati nella comunicazione della DAPI del 26 febbraio 2015, sottoposta alla reclamante. Da detta comunicazione si evince in particolare che, avendo B.________ dichiarato di detenere il 70 % delle partecipazioni sociali in discussione, l'autorità inquirente ha ritenuto che il rimanente 30 % fosse della reclamante. La dichiarazione d'imposta del convivente era infatti stata presentata prima dell'avvio dell'inchiesta penale nei confronti di quest'ultimo; la dichiarazione della contribuente, che non menzionava partecipazioni nelle suddette società, era invece di poco successiva e, a parere della DAPI, perseguiva Io scopo di "giustificare l'esistenza di una certa capacità finanziaria, affinché la contribuente, di nazionalità italiana, potesse acquistare dal compagno la società immobiliare I.________ SA, messa in pericolo dalle procedure avviate nei confronti di B.________". Di conseguenza, il 30 % dei redditi derivanti dalla D.________ SA e dalla C.________ SA, "occultati alle autorità fiscali" e "conservati a contanti in locali riconducibili a B.________ e A.________", andavano anch'essi attribuiti a quest'ultima. La DAPI affermava inoltre che "nessun elemento raccolto ha permesso di accertare" l'esistenza dell'importo detenuto a contanti dalla reclamante, secondo le sue dichiarazioni d'imposta. Tale importo, "costituito tramite attività lavorative in Italia e lasciti di parenti (che non hanno potuto essere dimostrati), conservato in una cassaforte e dunque mai depositato in banca" (fr. 650'000.-- nel 2008 e fr. 600'000.-- nel 2009), sarebbe stato utilizzato per pagare una parte del prezzo pattuito, in occasione dell'acquisto del capitale azionario della società I.________ SA, precedentemente di proprietà del compagno". Tuttavia, l'unica prova dell'esistenza di questo capitale sarebbe stata costituita da "una ricevuta firmata dalle due persone in merito a questa transazione", cioè alla vendita delle quote sociali.