Citation: 8C_275/2021 E. 4.2

4.2. In tale contesto, l'autorità di nomina non è comunque liberata dal garantire al dipendente una procedura corretta. Essa deve accertare i fatti che sono determinanti per la decisione, deve assumere le prove che le sono presentate tempestivamente e nelle forme previste dalla procedura, deve garantire al dipendente il suo diritto di esprimersi, di consultare gli atti del procedimento e di farsi assistere da un patrocinatore e deve infine adottare una decisione motivata con l'indicazione dei rimedi di diritto (GUIDO CORTI, Costituzione e cessazione del rapporto di pubblico impiego tra fattori di flessibilità, stabilità e instabilità, in: Diritto senza devianza, Studi in onore di Marco Borghi, 2006, n. 14). Il Tribunale federale, proprio in un caso ticinese, ha confermato che l'autorità di nomina deve garantire al dipendente il diritto di essere sentito prima di emanare una decisione di licenziamento o di mancata conferma alla scadenza del periodo di nomina (DTF 135 I 279 consid. 2.1). L'autorità amministrativa può e deve organizzarsi in modo tale da preparare tempestivamente i provvedimenti che eventualmente si impongono (DTF 135 I 279 consid. 2.6.3). Unicamente in presenza di circostanze eccezionali, come ad esempio la necessità (non addebitabile all'autorità medesima) di agire rapidamente al fine di salvaguardare un importante interesse pubblico gravemente minacciato, permetterebbe di prescindere dall'audizione preventiva (DTF 135 I 279 consid. 2.6.5). In nessun caso, comunque, può essere ammesso che l'autorità pervenga, attraverso una violazione del diritto di essere sentito, ad un risultato che non avrebbe mai ottenuto, procedendo in modo corretto (DTF 142 II 218 consid. 2.8; 135 I 279 consid. 2.6.1).