Citation: 5A_45/2017 E. 3.3.3

3.3.3. Secondo i ricorrenti, l'autorità inferiore sarebbe inoltre incorsa in un diniego di giustizia (art. 29 cpv. 1 Cost.) e nell'arbitrio (art. 9 Cost.) per avere ritenuto, in modo palesemente contrario agli atti, che essi non avrebbero di fatto chiesto l'occlusione delle aperture nuovee non avrebbero neppure spiegato quali fossero tali nuove finestre. In tutti i loro allegati, appello compreso, essi avrebbero infatti sempre postulato di vietare l'apertura di nuove finestre sulla facciata est dello stabile sito sul fondo n. 68, segnatamente quelle indicate nel piano oggetto della licenza edilizia (doc. D7). L'art. 7 n. 7 lett. d delle norme di attuazione del piano particolareggiato del nucleo di Y.________, che a dire dei Giudici cantonali derogherebbe agli art. 125 segg. LAC, non si applicherebbe a tali aperture, per cui almeno la relativa domanda di appello avrebbe dovuto essere accolta. Contrariamente a quanto deciso dal Pretore, nell'invocare tali disposizioni di diritto privato cantonale essi non avrebbero commesso alcun abuso di diritto. L'argomentazione della Corte cantonale appare effettivamente in manifesto contrasto con gli atti. Nelle proposte di giudizio contenute nel loro appello (come già in quelle contenute nella petizione), i ricorrenti hanno esplicitamente chiesto di far divieto all'opponente " di aprire altre nuove finestre su detta facciata, segnatamente quelle indicate nel piano 17.07.2006 elaborato dall'arch. D.________, Z.________, oggetto della licenza di costruzione 28.02.2007 del Municipio di X.________ ". Il piano cui si riferiscono i ricorrenti è senza alcun dubbio il doc. D7 agli atti e da tale documento risulta chiaramente quali siano le finestre nuove: esso raffigura infatti la facciata est dello stabile sito sul fondo n. 68 ed accanto ad ogni finestra è indicato se si tratta di un'apertura esistente, di un'apertura nuova, di un'apertura esistente che viene ingrandita o di un'apertura esistente che viene spostata (e sono anche state raffigurate le aperture esistenti che vengono chiuse). Non si vede inoltre in che modo il confronto tra le fotografie agli atti possa supportare l'argomentazione dell'autorità inferiore (come essa sostiene, v. supra consid. 3.2), dato che tali fotografie non possono che mostrare le finestre esistenti. Le aperture nuove alle quali si riferisce la richiesta dei ricorrenti sono infatti previste dal permesso di costruzione, ma, conformemente agli accertamenti di fatto contenuti nell'impugnata sentenza, non sono ancora state realizzate: con decreto cautelare 25 novembre 2010 il Pretore ha sospeso i lavori concernenti le finestre nuove previste sulla facciata est e ha autorizzato la posa provvisoria di serramenti apribili a ribalta sulle aperture già esistenti (v. supra consid. in fatto A.c). La censura risulta quindi fondata: scartando la richiesta dei ricorrenti, malgrado fosse invece stata regolarmente introdotta, la Corte cantonale è incorsa in un diniego di giustizia ed in una violazione del divieto dell'arbitrio. La causa va perciò rinviata all'autorità inferiore (art. 107 cpv. 2 LTF) affinché esamini l'appello dei ricorrenti in relazione alle nuove aperture.