Citation: 1C_305/2022 E. 3.3

3.3. Certo, il ricorrente osserva che il 16 giugno 2016 i Municipi dei tre Comuni avrebbero raggiunto un "accordo" per fugare le perplessità sollevate dal Consiglio comunale di Grancia. Nello stesso si sarebbe affermato che nel caso in cui gli oneri legati all'attuazione del PR-CIPPS dovessero "in futuro" eccedere i limiti di sostenibilità finanziaria si sarebbero impegnati a "riconsiderare i contenuti del PR-CIPPS che dovessero determinare una siffatta situazione". Il 25 agosto 2016 il Municipio di Grancia ha poi ricevuto una relazione da parte di una società privata sull'onere finanziario, trasmettendo però nondimeno in stessa data al Consiglio comunale il messaggio municipale. Rilevato di aver intavolato con la CIPPS delle "trattative" aveva osservato semplicemente che il Municipio, nel caso in cui gli oneri legati all'attuazione del PR-CIPPS dovessero "in futuro" eccedere i limiti di sostenibilità finanziaria sarebbe tenuto a "intraprendere, tramite l'organo di coordinamento CIPPS", i passi necessari per modificare i contenuti del PR-CIPPS che dovessero determinare una siffatta condizione", invitando nondimeno il Consiglio comunale ad approvarlo, ciò che è avvenuto il 3 ottobre 2016. L'assunto che anche il Consiglio comunale avesse nutrito dei dubbi sulla sostenibilità finanziaria, nulla muta al fatto ch'esso ha approvato il PR-CIPPS, come precedentemente, il 14 marzo 2016 quelli di Lugano e il 4 aprile 2016 di Collina d'Oro, approvazioni che pertanto non potevano essere mutate o provviste di "condizioni" successive non formalmente accettate dai Consigli comunali degli altri due Comuni e sulle quali il Consiglio di Stato non doveva quindi esprimersi. Il ricorrente ammette che il citato "accordo" discusso con gli altri due Municipi era e sarebbe comunque insufficiente. Questi aspetti non sono del resto decisivi, ritenuto che il Consiglio comunale di Grancia, a conoscenza della criticità riguardo alla sostenibilità finanziaria, ha nondimeno chiesto al Governo di approvare il piano regolatore intercomunale. L'accertamento dei fatti operato dalla Corte cantonale, secondo cui il ricorrente, unitamente agli altri due Comuni, ha chiesto, senza riserve, al Governo di approvare il PR-CIPPS non è addirittura insostenibile e quindi arbitrario. In tali condizioni anche l'interesse degno di protezione all'annullamento dell'impugnata sentenza è dubbio (cfr. DTF 147 IV 453 consid. 1.4.8).