Citation: 6B_945/2018 E. 9.3

9.3. La ricorrente contesta in modo generico la realizzazione dell'inganno astuto, senza tenere conto dei fatti accertati dalla Corte cantonale, vincolanti per il Tribunale federale. La CARP ha infatti rilevato che gli imputati provocavano gli allagamenti in concomitanza con il verificarsi di forti precipitazioni, in modo da potere giustificare una maggiore presenza di detriti nella vasca posta accanto alla cucina. Ha altresì considerato che l'Assicurazione M.________, intervenuta per i primi due allagamenti, non aveva elementi per dubitare degli annunci di sinistro, in assenza di fatti analoghi precedenti. L'Assicurazione B.________, che ha indennizzato il terzo allagamento, aveva invece verificato tramite l'ing. J.________ il buon funzionamento dell'impianto dell'evacuazione delle acque a fronte dei precedenti sinistri. Quanto all'Assicurazione C.________, intervenuta per il quarto allagamento, essa aveva eseguito diversi sopralluoghi per verificare il corretto funzionamento del sistema, ritenendolo adeguato. Questi accertamenti, con cui la ricorrente non si confronta conformemente alle esposte esigenze di motivazione, sono determinanti sotto il profilo dell'esame dell'inganno astuto. Nella fattispecie, non sono in discussione danni bagatella, ma importi ingenti. A giusto titolo, le assicurazioni opponenti avevano eseguito controlli e verifiche dell'impianto alla luce dei precedenti sinistri. Gli allagamenti provocati volontariamente dagli imputati nelle modalità esposte (così come la messa in scena dell'incendio) costituiscono d'altra parte macchinazioni truffaldine. In tali circostanze, considerato il loro modo di operare e il fatto che le assicurazioni intervenute per i sinistri successivi avevano verificato il corretto funzionamento dell'impianto, non si può ritenere ch'esse potessero evitare l'errore con un minimo di attenzione. Di conseguenza, la conclusione della CARP che ha ammesso l'adempimento del requisito dell'inganno astuto, non presta il fianco a critiche. Nulla giova infine alla ricorrente sostenere che i valori dichiarati alle assicurazioni corrisponderebbero ai danni effettivamente subiti. La Corte cantonale non l'ha infatti condannata per avere sopravvalutato le poste dei danni, ma per avere notificato come danni naturali dei sinistri in realtà provocati dolosamente.