Citation: 2C_88/2007 13.12.2007 E. 2

2.1 In ambito di polizia degli stranieri, l'art. 83 lett. c n. 2 LTF esclude il ricorso in materia di diritto pubblico contro decisioni concernenti permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto (cfr. anche l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG). Secondo l'art. 4 della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS; RS 142.20) l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione dei permessi di dimora o di domicilio. Vi è quindi un diritto all'ottenimento di simili permessi solo se lo straniero o i suoi parenti residenti in Svizzera possono prevalersi di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 133 I 185 consid. 2.3; 131 II 339 consid. 1; 130 II 388 consid. 1.1). 2.2 La ricorrente non può vantare alcun diritto di risiedere in Svizzera fondato su norme legislative interne o su un trattato bilaterale concluso con la Repubblica Dominicana. A questo proposito la sua situazione sarebbe peraltro identica anche in base alla nuova legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008 (LStr; RU 2007 pag. 5437, in part. pag. 5487), e ciò a prescindere dal fatto che alle domande presentate prima di tale data rimarrà applicabile il diritto previgente (art. 126 cpv. 1 LStr). In effetti, le condizioni poste dall'art. 42 cpv. 2 LStr non risulterebbero comunque adempiute. Il cittadino straniero che ha uno stretto legame di parentela con una persona stabilita in Svizzera può però di principio trarre un diritto di soggiorno dalla garanzia al rispetto della vita privata e familiare sancita dall'art. 8 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101) e dall'art. 13 Cost., di analoga portata (DTF 130 II 281 consid. 3.1; 126 II 377 consid. 7). A tal fine, occorre che il familiare abbia un diritto certo di risiedere in Svizzera e che la relazione tra gli interessati sia intatta ed effettivamente vissuta (DTF 130 II 281 consid. 3.1; 129 II 193 consid. 5.3.1, 215 consid. 4.1). Nella fattispecie, entrambi i presupposti sono dati. La ricorrente è infatti madre di una cittadina svizzera su cui detiene l'autorità parentale e con la quale ha convissuto fino all'arrivo in Svizzera e mantiene incontestabilmente intensi rapporti. 2.3 Tempestiva (art. 100 cpv. 1 LTF), l'impugnativa è pertanto di massima ammissibile quale ricorso in materia di diritto pubblico, in ragione della relazione tra la ricorrente e sua figlia. Un diritto di soggiorno non può per contro venir dedotto dall'art. 8 CEDU in riferimento al rapporto intrattenuto dall'insorgente con la sorella stabilitasi in Svizzera (cfr. DTF 120 Ib 257 consid. 1d-e).