Citation: 4C.401/1999 22.05.2000 E. 2

2.- Tra le parti è venuto in essere un contratto d'appalto giusta il quale la convenuta ha incaricato l'attore di estrarre il marmo dalla cava, di pulirlo, frantumarlo e trasportarlo a valle, pronto per essere caricato su vagoni alla stazione ferroviaria di Poschiavo. Il contratto prevedeva inoltre che "eventuali deduzioni da parte dei clienti per pezzi troppo grandi o per aver spedito materiale sporco verranno dedotte dal conteggio finale". Preso atto della contestazione circa la portata di tale clausola, la Corte cantonale ha proceduto ad un'interpretazione della stessa. Essa ha stabilito che il lavoro per la consegna dell'opera si suddivideva in varie fasi: estrazione del marmo dalla cava; frantumazione dei massi sino all'ottenimento delle dimensioni richieste dal committente; trasporto alla stazione di Poschiavo per il successivo carico sui vagoni. Ciò significa che con il trasporto del materiale alla stazione l'attore aveva adempiuto agli obblighi principali del contratto. I giudici grigionesi hanno ritenuto lo svolgimento dei lavori determinante per la valutazione della garanzia per i difetti. In queste circostanze non si può infatti pretendere che l'attore abbia voluto assumere la responsabilità per l'opera sino alla consegna ai clienti della convenuta, la cui esecuzione temporale non era prevedibile; un simile impegno equivarrebbe infatti ad un'inammissibile obbligo di garanzia a tempo indeterminato. Incombeva invece alla convenuta l'onere di verificare la merce prima che la stessa venisse caricata sui vagoni. Essa avrebbe infatti potuto dedurre dal saldo finale le spese per forniture non conformi solo dopo aver provato che i difetti erano imputabili all'attore. Con riferimento al litigio in essere, la Corte cantonale ha quindi negato alla convenuta la possibilità di chiedere all'attore il risarcimento del danno sulla base della garanzia dei difetti regolata dal CO. Ritenuto che essa non ha ossequiato all'obbligo di verifica prima che il materiale venisse caricato sui vagoni, l'opera si considera tacitamente approvata ai sensi dell'art. 370 cpv. 2 CO. La pretesa riconvenzionale non può essere accolta nemmeno se esaminata dal profilo dell'inadempimento contrattuale, non essendo stata fornita la prova che la convenuta si fosse riservata la lavorazione nella cava, rendendo impossibile la subdelega della frantumazione del marmo. In queste circostanze l'autorità grigionese ha tutelato la pretesa dell'attore per le spese sopportate nella riparazione del difetto. Al contempo gli ha riconosciuto fr. 1'255.-- oltre interessi a saldo delle fatture emesse a fine 1994, visto l'adempimento del contratto. Ha per contro respinto la richiesta dell'appaltatore per il marmo già estratto e rimasto depositato nella cava al termine della relazione contrattuale, dato che esso non concerneva un'ordinazione concreta.