Citation: 6B_94/2007 15.02.2008 E. A

A.a Il 16 aprile 2003 A.________ si recava per la prima volta presso la Boutique B.________, Lugano, per vedere dei gioielli da regalare a C.________, la sedicente moglie che lo accompagnava. I due venivano serviti dalla commessa D.________. Scelti tre oggetti del costo complessivo di fr. 37'680.--, A.________ non procedeva al loro immediato pagamento, bensì chiedeva di riservarli fino al giorno successivo quando il suo legale, avv. E.________, avrebbe mandato qualcuno a ritirarli e pagare quanto dovuto. Ma così non avveniva. Solo qualche giorno dopo l'acquirente dava notizie di sé telefonicamente adducendo impegni imprevisti e chiedendo nondimeno di continuare a riservare i gioielli fino a quando sarebbe passato a ritirarli. Nelle settimane successive, A.________ contattava ripetutamente la gioielleria affermando di non poter recarsi a Lugano in quanto in viaggio per affari. Solo verso la fine di maggio, egli concretizzava l'acquisto. Per telefono, chiedeva di portare i preziosi all'aeroporto di Agno, dove avrebbe fatto scalo con il suo aereo privato. F.________, direttrice della gioielleria, e D.________ si recavano quindi al bar dell'aeroporto dove A.________ pagava, in euro e in contanti, il controvalore di fr. 33'000.-- profittando dello sconto concessogli. A.b Il 10 settembre 2003 A.________ tornava alla Boutique B.________ accompagnato dalla sorella di C.________, presentata come sua cognata, e chiedeva di vedere dei gioielli da regalare, come nella prima occasione, alla moglie. I due sceglievano tre oggetti per un costo complessivo di fr. 19'140.--. A.________ domandava nuovamente di riservare gli articoli, dichiarando che sarebbe passato a ritirarli e pagarli in un secondo momento. Egli continuava a mantenere contatti telefonici con la gioielleria giustificando il proprio ritardo fino al 18 ottobre 2003 quando, sempre per telefono, domandava alla direttrice della Boutique di recarsi nella casa di sua proprietà a Z.________ per mostrare alla moglie i gioielli ordinati in settembre nonché degli altri. F.________ accondiscendeva alla richiesta e portava con sé D.________. Sul posto, le sorelle C.________ sceglievano oggetti per complessivi fr. 39'360.-- domandando che fossero loro riservati. Anche in questo caso A.________ continuava a chiamare telefonicamente la gioielleria affermando di non poter andare a Lugano per regolare la transazione perché troppo impegnato. In un momento successivo, A.________ si faceva comunicare le coordinate bancarie della Boutique al fine di effettuare il pagamento della somma di fr. 39'360.-- mediante un bonifico. Il 12 dicembre 2003 A.________ faceva pervenire via fax alla gioielleria la copia di uno scritto di medesima data a nome della G.________, Tortola (British Virgin Islands), con cui detta società, a titolo di "conferma d'ordine urgente", da Londra incaricava la "banca L.________" a Nassau, e per essa il "dott. H.________", di "disporre in data odierna" il bonifico di fr. 39'360.-- in favore di Boutique B.________, accreditando il conto bancario indicato presso la banca M.________ a Lucerna. In calce all'intestazione dello scritto figurava che la sede amministrativa della G.________ era a Lugano, presso I.________; venivano inoltre indicati un recapito telefonico svizzero, ancorché di un telefono cellulare, oltre a un numero di fax, in questo caso un collegamento fisso. A.c Sempre il 12 dicembre 2003, A.________ si presentava alla Boutique B.________. Scelti due smeraldi di grande pregio, da montare l'uno su un anello e l'altro su un pendente, chiedeva che i gioielli gli fossero preparati per Natale al fine di poterli regalare alla moglie. Affermava che, anche in questo caso, avrebbe proceduto al pagamento del prezzo, preventivatogli in fr. 150'000.--, mediante un altro ordine di bonifico. Nell'occasione, però, egli non ritirava gli oggetti riservati a settembre-ottobre e (teoricamente) pagati con l'ordine di pagamento fatto pervenire quello stesso giorno, dichiarando che avrebbe ritirato il tutto prima di Natale. Il 19 dicembre 2003, la Boutique B.________ riceveva copia di un fax, uguale in tutto e per tutto a quello del 12 dicembre 2003, dal quale risultava che in data 19 dicembre la predetta G.________ aveva ordinato alla banca L.________ a Nassau di disporre il bonifico di fr. 150'000.-- in favore del conto della gioielleria presso la banca M.________ di Lucerna. Il giorno seguente, 20 dicembre 2003, A.________ tornava nella Boutique. Dopo essersi accertato che la gioielleria avesse ricevuto l'ordine di pagamento di fr. 150'000.-- per gli smeraldi, chiedeva e otteneva la consegna dei gioielli scelti a settembre-ottobre (per fr. 39'360.-- come all'istruzione di bonifico impartita 8 giorni prima). Si raccomandava inoltre che gli smeraldi venissero allestiti per il 24 dicembre, giorno in cui sarebbe passato a ritirarli. La direttrice non solo consegnava all'acquirente gli oggetti da fr. 39'360.--, ma, visto che nel frattempo era emerso che il costo degli smeraldi ammontava a fr. 140'000.-- anziché fr. 150'000.-- come preventivato, gli consegnava altresì fr. 10'000.-- in contanti a concorrenza del maggior versamento risultante dall'ordine di bonifico del 19 dicembre. La vigilia di Natale, A.________ ritirava gli smeraldi e si faceva dare a credito anche un orologio X.________ e un pendente, il tutto per un importo complessivo di fr. 167'500.-- (ossia fr. 140'000.-- per gli smeraldi, fr. 25'000.-- per l'orologio e fr. 2'500.-- per il pendente). A.d Il 28 dicembre 2003, A.________ contattava nuovamente F.________, raccontandole di aver un problema di liquidità, dovuto al fatto che la sua relazione bancaria era a Nassau, e di necessitare perciò di un piccolo anticipo in contanti per complessivi fr. 12'000.--. La donna lo accontentava facendogli pervenire la somma a Y.________ tramite un fattorino. Gli ordini di bonifico del 12 e del 19 dicembre 2003 non sono stati mai eseguiti. A.________ manteneva contatti telefonici con la direttrice della gioielleria fin verso la fine di marzo 2004, formulando reiterate e non mantenute promesse di pagamento. Dall'inizio di aprile 2004, si rendeva irreperibile. Una semplice telefonata al numero della fiduciaria luganese figurante in calce alla carta intestata della G.________ permetteva di apprendere che A.________ aveva sì avuto presso di loro la sede di una sua società, ma che da oltre un anno ciò non era più il caso, la G.________ essendo stata radiata d'ufficio già nel novembre del 2002.