Citation: 6B_91/2014 E. 3.3

3.3. Il ricorrente non si confronta compiutamente con le considerazioni della sentenza impugnata relative alla valutazione delle testimonianze agli atti, di cui peraltro non mette in dubbio la veracità. Non contesta inoltre che il paziente si trovava ancora in una fase post-operatoria, come dimostrato dalla circostanza che il dr. med. F.________, che lo ha preso a carico al pronto soccorso, ha consultato proprio l'insorgente per sapere come procedere. Se è vero, come addotto nel gravame, che il dr. med. F.________ ha dichiarato di aver ordinato gli esami effettuati, dai documenti della cartella clinica relativa alla riammissione (atto n. 20 dell'incarto del ministero pubblico) risulta che è il ricorrente ad averli richiesti. Sia come sia, disponibili i risultati degli esami, egli non contesta di essere stato interpellato sul caso dal medico di guardia e di aver disposto il ricovero del paziente nel reparto di medicina. Certo, nulla indica che egli abbia anche deciso in quale camera sistemarlo e il relativo accertamento della CARP risulta perlomeno essere privo di fondamento e quindi arbitrario. Nondimeno, egli ha continuato a occuparsi attivamente del paziente, anche dopo averlo attribuito a un reparto non suo. Infatti l'insorgente lo ha visitato quando già si trovava nel citato reparto e ha determinato le cure da prodigare. Benché sulla cartella clinica sia stata apposta, quale medico responsabile, l'etichetta del dr. med. P.________, nel foglio di prescrizione medica giallo, ivi contenuto, figurano le decisioni prese all'entrata proprio dal ricorrente, come dichiarato dal dr. med. F.________ (v. stralcio del verbale del dibattimento di primo grado riportato nella sentenza impugnata pag. 44 seg.). Sia il medico di guardia sia la radiologa consultata hanno considerato l'insorgente quale medico di riferimento del caso. Risulta peraltro che il ricorrente voleva rivalutare la situazione l'indomani, attestando così implicitamente di voler mantenere la responsabilità delle cure, come rilevato dalla CARP. Quest'ultima a ragione ha poi osservato che, per sottrarsi alle proprie responsabilità, non è sufficiente ricoverare una persona in un altro reparto. Non va del resto disatteso che il paziente si trovava nel reparto di medicina, in una camera, che aveva già occupato sino alla mattina del 21 novembre 2005, utilizzata anche per i degenti di chirurgia. Secondo le dichiarazioni del dr. med. P.________, nessuno gli ha comunicato che il paziente era passato sotto la sua responsabilità. Poiché il trasferimento di un degente con un ileo dal reparto di chirurgia a quello di medicina non era usuale e i sintomi presentati dal paziente al momento della sua riammissione erano analoghi a quelli dei giorni precedenti e dei quali si era occupato proprio il ricorrente, non appare arbitraria la considerazione della CARP secondo cui il passaggio di responsabilità implicava la necessità del medico che per primo ha preso a carico il caso di accertarsi che colui a cui ha affidato il malato sia stato adeguatamente e completamente informato della situazione. Alla luce di questo, il postulato interrogatorio del direttore della clinica, che nulla avrebbe potuto riferire sulle specificità del caso concreto, appare irrilevante, sicché la sua mancata audizione in sede di appello non procede da un'insostenibile valutazione anticipata delle prove. Ne segue che i giudici cantonali non hanno commesso arbitrio nel concludere che l'insorgente è rimasto responsabile e medico di riferimento per la vittima, mantenendo dunque una posizione di garante.