Citation: 8C_82/2009 19.10.2009 E. 7

7.1 Dagli atti emerge che al momento dell'incidente l'assicurato soffriva del morbo di Bechterew - una malattia reumatica cronica - con ossificazione benigna (anchilosi) pressoché totale della colonna vertebrale. La malattia risultava ben compensata; l'assicurato non lamentava alcun disturbo, se non il mattino appena alzato; egli lavorava al 100%. 7.2 In seguito all'incidente automobilistico G.________ ha riportato un trauma cranio-cervicale da accelerazione. Vista la persistenza di disturbi paracervicali non presenti prima dell'incidente, nonché, segnatamente, la sospetta frattura del segmento C5-C6, il dott. O.________, specialista in fisiatria e reumatologia e curante dell'interessato, ha sottoposto il paziente a ulteriori esami radiologici presso la Clinica reumatologica dell'Ospedale universitario Z.________. Dopo l'accertamento, tramite TAC, della presunta frattura, l'8 giugno 2005 il dott. O.________ ha attestato che il paziente continuava a lamentare disturbi soprattutto a livello cervicale distale con difficoltà a mantenere il capo in posizione diritta per molto tempo, stanchezza e necessità di riposo in posizione sdraiata dopo qualche ora di lavoro, concludendo che l'incidente subito aveva provocato un peggioramento significativo e presumibilmente duraturo della sintomatologia dovuta alla affezione di base. Un esame medico effettuato successivamente nel mese di ottobre 2005 ha posto in evidenza una sindrome vasovagale, vertigini e nausea, motivo per cui l'interessato l'11 gennaio 2006 è stato visitato dal dott. M.________, specialista in malattie orecchio-naso-gola, il quale ha rilevato la presenza di disturbi vertiginosi insorti dopo l'incidente stradale aventi carattere fluttuante, ma che peggioravano durante l'arco della giornata. Egli ha quindi osservato che l'esame vestibolare non aveva evidenziato patologie di rilievo e che vi era un quadro relativamente complesso influenzato in modo importante dal problema della cervicale. Secondo il dott. M.________ in questo caso i sintomi erano ulteriormente amplificati dall'immobilità quasi completa della colonna che ostacolava sicuramente anche il recupero. La TAC della colonna cervicale eseguita il 2 febbraio seguente ha evidenziato una consolidazione praticamente totale delle ossificazioni interapofisarie, mentre il 15 febbraio 2006 la dott.ssa C.________, specialista in medicina fisica e riabilitazione, ha per parte sua rilevato un chiaro quadro di riacutizzazione del morbo di Bechterew - di chiara origine traumatica - ben evidente dagli specifici indici ematochimici nuovamente alterati. Alla luce degli accertamenti compiuti il 21 marzo 2006, il dott. A.________, medico di circondario, ha ritenuto impossibile, visto il consolidamento della frattura, stabilire un nesso di causalità naturale tra l'evento infortunistico e i disturbi manifestati dall'assicurato (in particolare la grande stanchezza e i giramenti di testa). Queste conclusioni sono state contestate sia dalla dott.ssa C.________ che dal dott. O.________, i quali hanno ribadito che il trauma aveva provocato un peggioramento grave e duraturo della precedente sintomatologia. Su consiglio del dott. A.________, l'assicurato è stato quindi nuovamente visitato presso la Clinica reumatologica dell'Ospedale universitario Z.________. Alfine di chiarire la questione del nesso di causalità tra infortunio e turbe lamentate, i medici interpellati hanno tuttavia suggerito l'allestimento di una perizia neutra. Un nuovo esame di risonanza magnetica messo in atto il 27 dicembre 2006 evidenziava la presenza di sindesmofiti ventrali del rachide cervicale. Una successiva risonanza del rachide dorsale effettuata il 22 marzo 2007 segnalava inoltre una leggera infiammazione. In data 13 dicembre 2006 e 10 gennaio 2007 l'assicurato è stato visitato dal dott. U.________, neurologo, il quale ha rilevato che l'entità del trauma che aveva portato addirittura alla frattura dell'articolazione interapofisaria C5-C6 poteva chiaramente aver aggravato in modo preponderante sia la sintomatologia dolorosa che aver aumentato le reazioni artrosiche. 7.3 Su incarico dell'INSAI, in data 17 luglio 2007 l'assicurato è quindi stato visitato dal prof. E.________ del Centro ospedaliero universitario Y.________, secondo cui a partire dal consolidamento della frattura, accertato il 2 febbraio 2006, l'infortunio non aveva più giocato alcun ruolo (essendo pertanto stato raggiunto lo status quo sine), mentre la leggera estensione dei sindesmofiti andava ricondotta all'evoluzione della malattia. A suo parere, l'infortunio aveva quindi aggravato solo in via transitoria lo stato di salute preesistente, che, tenuto conto dell'età dell'interessato, sarebbe evoluto allo stesso modo (perizia del 26 luglio 2007). Il referto peritale è stato contestato dal dott. I.________, chirurgo ortopedico, il quale in data 29 gennaio 2008 ha dichiarato che i disturbi lamentati dal paziente erano credibili e riconducibili sicuramente, o perlomeno con probabilità preponderante, al colpo di frusta cervicale associato ad una frattura C5-C6 avvenuta in seguito all'infortunio del 17 gennaio 2005, precisando che nella letteratura medica in materia sarebbe riconosciuto che la presenza di un'anchilosi cervicale preesistente o la concomitanza di una frattura costituirebbero dei fattori sfavorevoli per la prognosi. 7.4 Preso atto delle censure sollevate dal dott. O.________, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha sottoposto all'esperto alcuni quesiti supplementari. Nel complemento del 27 ottobre 2008 il prof. E.________ ha ribadito che i dolori cervicali non potevano più essere ricondotti oggettivamente all'infortunio, in quanto la frattura a livello del segmento C5-C6 risultava guarita. A proposito del leggero aumento dei sindesmofiti in relazione alla situazione esistente nel 2002 egli ha precisato che, interessando tutta la colonna cervicale, non era riconducibile all'infortunio che aveva toccato lo spazio intervertebrale C5-C6. Nelle osservazioni del 9 novembre 2008 il dott. O.________ ha nuovamente censurato l'affidabilità della perizia, precisando che la progressione dei sindesmofiti, ammessa dal perito, seppur in misura discreta, si era manifestata in tempi molto brevi tenendo conto della normale evoluzione di questa malattia (decine di anni) e dopo l'infortunio. Che poi questa progressione interessi tutta la colonna cervicale e non solo il segmento fratturato sarebbe facilmente spiegabile: la malattia di Bechterew interessa tutta la colonna, per cui una progressione, anche se causata o favorita da un trauma, interessa tutta la colonna e non solo il segmento traumatizzato. Secondo il dott. O.________, al peggioramento della malattia di Bechterew andrebbero attribuiti l'aumento dei dolori e della rigidità muscolare a livello cervicale e in parte anche l'accresciuta affaticabilità in attività da svolgere con la schiena eretta.