Citation: 1C_226/2024 E. 3.1

3.1. L'istanza precedente ha ritenuto, a torto, che, in sostanza, ad essere contestata sarebbe soltanto la decisione di accertamento dei risultati operata dall'Ufficio cantonale di accertamento, le cui decisioni, come quelle del Consiglio di Stato, sono definitive, riservato tuttavia, ciò che è decisivo, il diritto federale (art. 134 cpv. 1 LEDP). Ora, riguardo a questa riserva la Corte cantonale ha semplicemente osservato che in occasione della revisione della LEDP il Legislatore cantonale aveva adottato la proposta formulata nel messaggio governativo del 20 aprile 2016 (n. 7185) concernente la revisione della legge sull'esercizio dei diritti politici, volta a sopprimere la possibilità di ricorso al Gran Consiglio, anche in seguito all'emanazione di sentenze del Tribunale federale al riguardo (sentenze 1C_153/2013, 1C_154/2013 e 1C_187/2013 del 21 febbraio 2014, in: RtiD II-2014 n. 1 e 1C_255/2014 e 1C_521/2014 del 3 marzo 2015, in: RtiD II-2015 n. 1; messaggio pag. 62 seg.). Lo scopo della novella era di permettere il ricorso (diretto) al Tribunale federale sulla base dell'art. 88 cpv. 2 LTF. Questa norma, relativa alle autorità inferiori in materia di diritti politici, dispone che i Cantoni prevedono un rimedio giuridico contro gli atti delle autorità che possono violare i diritti politici dei cittadini in materia cantonale (cpv. 1 primo periodo), specificando che quest'obbligo non si estende agli atti del Parlamento e del Governo (cpv. 1 secondo periodo). Nel citato messaggio il Governo cantonale precisa, rettamente, che l'Ufficio cantonale di accertamento non rientra "in modo esplicito" nell'ambito di applicazione dell'art. 88 cpv. 2 LTF, che indica soltanto gli atti del Parlamento e del Governo, rilevando ch'esso è composto di tre giudici del Tribunale d'appello. Richiamando il precedente messaggio n. 5994 del 13 novembre 2007, ha nondimeno osservato che, a suo "avviso", l'Ufficio cantonale di accertamento può essere "assimilato" al Consiglio di Stato, perché lo "sostituisce per evitare conflitti di interesse e garantire una maggiore oggettività nella proclamazione dei risultati delle elezioni politiche" (pag. 63). La Corte cantonale ha ricordato che, in particolare nel caso di elezioni che toccano il Governo, l'Ufficio cantonale di accertamento si sostituisce a quest'ultimo per evitare di coinvolgerlo nella certificazione dei risultati di elezioni nelle quali esso è implicato. Ne ha concluso che anche i ricorsi contro le decisioni dell'Ufficio cantonale di accertamento andrebbero quindi presentati direttamente al Tribunale federale in quanto tali decisioni dovrebbero essere "considerate" quali atti del Governo. Ha ritenuto pertanto che il ricorso in esame sarebbe rivolto contro un atto del Governo ai sensi dell'art. 88 cpv. 2 secondo periodo LTF e, sulla base dell'art. 6 cpv. 1 della legge ticinese sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100) ha trasmesso d'ufficio il gravame al Tribunale federale per competenza.