Citation: U 418/00 06.04.2001 E. 2

2.- a) La precedente istanza ha stabilito, fondandosi su molteplici accertamenti medici specialistici, segnatamente sulla circostanziata perizia giudiziaria del 12 aprile 2000, che tra l'evento infortunistico del 24 luglio 1997 e l'ernia discale di cui soffre l'assicurata un nesso di causalità naturale non era dato secondo il principio della probabilità preponderante (cfr. RAMI 2000 no. U 379 pag. 193 consid. 2a; sentenza inedita 17 novembre 2000 in re C., U 257/00). Alla luce dei diversi pareri medici espressi, tale conclusione risulta attendibile e convincente. Considerato in particolare che nella menzionata perizia il Prof. Renella ha accertato poter essere ritenuta la responsabilità dell'assicuratrice LAINF per l'evento traumatico subito dall'interessata per la durata di un mese al massimo e quindi non oltre il 24 agosto 1997, mentre al di là di tale data l'incapacità lavorativa doveva essere attribuita a conseguenze imputabili a malattia, a ragione la Corte cantonale ha concluso che i gravami dell'assicurata e della Visana non potevano che essere respinti. b) A mente della ricorrente, l'esistenza del nesso di causalità naturale tra i menzionati elementi dovrebbe invece essere ammessa. Fonda le proprie censure segnatamente sul fatto che il perito giudiziario aveva ritenuto essere stato l'infortunio la causa dei disturbi per la durata di un mese (fino al 24 agosto 1997) e ravvisa una contraddizione tra questa affermazione e la circostanza che il dott. R.________ avesse attestato un'incapacità lavorativa dopo il 5 settembre 1997. Ora, i menzionati pareri non risultano affatto contraddittori e non sono censurabili, ritenuto che il dott. R.________, nel suo certificato del 17 settembre 1997, da un lato aveva asserito non trovarsi i disturbi riscontrati in relazione con un evento infortunistico, dall'altro aveva appunto ammesso un'inabilità lavorativa soltanto a contare dal 5 settembre 1997. La Visana non dimostra quindi per quale motivo, fondandosi sull'insieme degli atti medici all'inserto, si dovrebbe giungere a soluzione diversa da quella ammessa dalle precedenti istanze. c) Dalle suesposte considerazioni emerge che la ricorrente non perviene a mettere in forse, con argomenti attendibili e convincenti, le conclusioni cui è giunta la Corte cantonale. L'esistenza di un nesso di causalità naturale tra l'infortunio e la lamentata affezione dovendo pertanto essere negata, il ricorso della Cassa malati Visana si appalesa infondato, mentre l'impugnato giudizio e la decisione da esso protetta vanno confermati.