Citation: 2C_661/2019 E. 4.3

4.3. Le modifiche qui in discussione sono state precedute da un lungo dibattito sul piano cantonale, che non occorre riportare integralmente in questa sede. Ai fini della soluzione del presente litigio, può però rivelarsi utile determinare in particolare l'obiettivo perseguito dalla modifica dell'art. 24 LCPubb. Come esposto poc'anzi, l'art. 24 LCPubb regolamenta con precisione le condizioni alle quali le imprese che partecipano a una commessa pubblica in Ticino possono ricorrere al subappalto (e quindi al prestito di personale), ponendo delle limitazioni in tal senso. In merito allo scopo della norma in questione, la consultazione dei lavori preparatori permette di rilevare quanto segue: - secondo il messaggio del 3 giugno 2015 del Consiglio di Stato sulla modifica della LCPubb (di seguito: il messaggio), le limitazioni poste al subappalto dall'art. 24 LCPubb hanno come scopo la garanzia della cosiddetta "clausola nazionale", con la quale il legislatore cantonale (limitatamente alle commesse soggiacenti alla LCPubb) ha previsto che " l'offerente deve avere il proprio domicilio o la propria sede in Svizzera " (art. 19 LCPubb). L'art. 24 LCPubb ribadisce infatti che il subappaltatore deve rispettare tutti i requisiti di legge, " in particolare di sede o domicilio " (art. 24 cpv. 3 lett. a LCPubb), con chiaro riferimento all'art. 19 LCPubb. Limitando il subappalto a un solo livello e sottoponendolo a delle condizioni precise, tra cui il rispetto della clausola nazionale, l'art. 24 LCPubb permette quindi di " escludere l'impiego di ditte o lavoratori autonomi con sede all'estero " (messaggio, pag. 15). Il Consiglio di Stato respinge quindi le proposte (scaturite dalla procedura di consultazione) volte a permettere più livelli di subappalto o a togliere ogni limitazione allo stesso, affermando che tali proposte " aprirebbero la porta agli abusi ovvero anche all'elusione della clausola nazionale " (messaggio, pag. 16); - il rapporto del 22 febbraio 2017 della Commissione della legislazione sul messaggio del 3 giugno 2015 (di seguito: il rapporto) indica in particolare che lo scopo dell'art. 24 LCPubb è quello di " mettere un freno agli abusi attraverso i subappalti " (rapporto, pag. 22). Il rapporto in parola, che si riferisce anche all'esigenza di " garantire la necessaria trasparenza " (rapporto, pag. 22), sembra quindi mettere l'accento sulla necessità che il committente mantenga il controllo quanto alla persona (fisica o morale) che esegue la prestazione; - il rapporto aggiuntivo dell'8 aprile 2017 della Commissione della legislazione (di seguito: il rapporto aggiuntivo) ribadisce la volontà della Commissione di " mettere un freno agli abusi attraverso i subappalti " (rapporto aggiuntivo, pag. 21). Alla luce di quanto precede, lo scopo perseguito dal legislatore con l'adozione dell'art. 24 LCPubb appare essenzialmente quello di garantire che la "clausola nazionale" prevista dall'art. 19 LCPubb non possa essere aggirata ricorrendo a subappaltatori il cui domicilio o la cui sede non sono in Svizzera, scongiurando così potenziali abusi (cfr. FEDERICA DE ROSSA GISIMUNDO, op. cit., pag. 176).