Citation: 1B_173/2017 E. 3.2

3.2. Al riguardo il ricorrente adduce che la CRP non avrebbe verificato la sussistenza di un pericolo di collusione con tutte le persone che aveva indicato nella sua richiesta, né menzionato gli interrogatori già esperiti, insistendo sul fatto che non spetterebbe al GPC o alla CRP fissare la priorità degli atti istruttori ancora da compiere. Con questo assunto, il ricorrente non dimostra tuttavia che la conclusione della CRP, comprensibile, convincente e ragionevole, lederebbe il diritto federale. Circa la ripetizione di ulteriori confronti tra i due indagati, il ricorrente si limita infatti a rilevare ch'essi dovrebbero ancora essere interrogati riguardo a operazioni indebite risultanti dai movimenti su un conto bancario, in particolare con riferimento all'ipotesi di riciclaggio, sottolineando che nella prima decisione il GPC aveva ritenuto il confronto tra i due imputati quale motivo di collusione. Con quest'argomentazione egli disattende che nella seconda decisione il GPC, osservato che mal si comprendeva perché il PP non aveva ancora interrogato il consulente bancario e altre persone che nel frattempo avranno avuto conoscenza dell'arresto degli indagati, aveva rilevato che il residuo pericolo di collusione, relativo peraltro a una ricostruzione in prevalenza documentaria di un conto bancario, non giustificava la proroga richiesta, considerato che agli imputati sono già state prospettate le versioni dell'uno e dell'altro.