Citation: 2A.488/2003 27.02.2004 E. D

Detto giudizio è stato confermato su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, il 18 giugno 2003, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 3 settembre 2003. Lasciato indeciso il quesito di sapere se il matrimonio fosse fittizio - nonostante vi fossero diversi indizio in tal senso, come già rilevato dal Governo ticinese - la Corte cantonale ha constatato che i coniugi A.________, dopo una convivenza durata circa sei mesi, vivevano oramai separati da oltre due anni. Ha poi osservato che sia la dichiarazione congiunta dei medesimi prodotta dinanzi ad essa, che si limitava a manifestare genericamente l'intenzione di riprendere la vita coniugale interrotta da un paio d'anni, sia il fatto che, come risultava da documenti versati agli atti, questi si sarebbero frequentati durante la separazione, non attestavano che la comunione domestica fosse effettivamente e costantemente vissuta né che esistesse un vero e proprio legame sentimentale. Lo stesso dicasi della circostanza che A.A.________ sarebbe rimasta incinta dal marito (gravidanza extrauterina), dato che malgrado questo evento i coniugi hanno continuato a vivere separati. I giudici cantonali hanno poi rilevato che, viste le circostanze della fattispecie, la revoca dell'autorizzazione di soggiorno risultava proporzionata e hanno ritenuto, infine, che l'insorgente non poteva appellarsi all'art. 8 CEDU.