Citation: 5A_1030/2017 E. 3.3

3.3. Laddove il gravame è appena più sostanziato, la ricorrente ribadisce che la misura di sottoporre la locazione dei singoli locali accessori alle riserve dell'art. 266e CO rappresenti scelta parziale, mentre gli effettivi interessi in gioco "deponevano per il mantenimento della situazione esistente". La locazione separata delle cantine e dei posteggi creerebbe "maggiore difficoltà operativa", comprimerebbe il prezzo di vendita dei fondi e scoraggerebbe gli acquirenti potenzialmente interessati, restringendone la cerchia. Già la sola prospettiva di dover avviare una procedura di sfratto - comunque procedura giudiziaria - avrebbe un effetto deterrente su potenziali interessati, sicché in definitiva il provvedimento avversato sarebbe arbitrario poiché non strettamente necessario. L'autorità inferiore ha già confutato queste obiezioni. L'opinione del Tribunale di appello non è sprovvista di una propria logica: meglio incassare poco che niente del tutto, locando i citati locali accessori a condizioni tali da permettere una loro liberazione - e successiva vendita insieme con l'appartamento al quale sono attribuiti - entro tempi ragionevolmente brevi. I timori della ricorrente sull'effetto dissuasivo che la necessità di sfrattare i conduttori potrebbe avere su acquirenti interessati non sono del tutto infondati: tuttavia, non può dirsi insostenibile l'opinione dei Giudici cantonali, quando affermano che l'incidenza di tale fattore sul prezzo di vendita sarebbe, semmai, ridotta, e comunque inferiore al guadagno che si perderebbe lasciando la situazione immutata. Tanto più che la ricorrente si accontenta di riaffermare perentoriamente il principio, ma nulla aggiunge a quanto già sostenuto in istanza cantonale. Posto il margine di apprezzamento che la legge conferisce alle autorità cantonali, il giudizio impugnato non può assolutamente dirsi insostenibile ai sensi di quanto esposto in ingresso del presente considerando ( supra consid. 3.1).