Citation: 6B_711/2023 E. 9.2

9.2. In concreto, l'ammontare delle spese d'istruzione sostenute risulta dall'atto di accusa, che fa riferimento, per i dettagli, ad una distinta allegata allo stesso. Il ricorrente, che come già si è detto era patrocinato da un avvocato in sede cantonale, non sostiene di avere richiesto di potere visionare la distinta e non fa al riguardo valere una violazione del suo diritto di essere sentito (art. 107 CPP, art. 29 cpv. 2 Cost.). Non adduce, in particolare, che le autorità gli avrebbero negato l'accesso a tale atto. Egli accenna ad una violazione dell'art. 426 cpv. 3 lett. a CPP, secondo cui l'imputato non sostiene le spese procedurali causate dal Cantone con atti procedurali inutili o viziati. Questa norma si riferisce tuttavia ad atti che risultavano oggettivamente tali già in anticipo. Si tratta di atti i cui costi non sarebbero più in un rapporto di causalità adeguata con il reato. È per esempio il caso di errori materiali o procedurali dell'autorità corretti nella procedura di ricorso o della ripetizione di atti procedurali inficiati da violazioni formali (cfr. sentenze 6B_1500/2021 del 13 gennaio 2023 consid. 10.2; 6B_1255/2016 del 24 maggio 2017 consid. 1.3 e riferimenti). Il generico accenno del ricorrente ad atti di sorveglianza telefonica non sostanzia in concreto la realizzazione di simili estremi. Risulta peraltro che nella sentenza impugnata (pag. 86 segg.) sono riportati stralci di conversazioni telefoniche, sicché la tesi ricorsuale, secondo cui si tratterebbe di atti procedurali inutili, appare d'acchito infondata. In quanto ammissibile, la censura deve perciò essere respinta.