Citation: 6S.390/2005 27.02.2006 E. A

Con sentenza del 4 agosto 2003 la Corte delle assise criminali in Lugano riconosceva A.________ autore colpevole di ripetuta truffa, ripetuta amministrazione infedele aggravata e ripetuta falsità in documenti. Per quanto riguarda la ripetuta truffa, il tribunale accertava che tra il novembre del 1996 e il 1998, A.________, in qualità di direttore della banca X.________ di Lugano, aveva ingannato con astuzia B.________, E.________ e F.________ per procacciare a sé o ad altri indebiti profitti, facendo sottoscrivere a tali clienti atti di pegno in bianco e causando loro danni rispettivamente per fr. 4'864'853.-- e US$ 1'016'198 (a danno di B.________), lire 3'000'000'000 (a danno di E.________) e lire 1'400'000'000 (a danno di F.________). Veniva inoltre accertato che tra il novembre del 1996 e il marzo del 2000, per procacciare a sé o ad altri indebiti profitti, l'accusato aveva ingannato con astuzia in sei occasioni funzionari e organi della stessa banca X.________, Lugano e/o banca Z.________, San Gallo, abusando del rapporto di fiducia e/o avvalendosi di atti di pegno o viziati e di affermazioni fasulle, inducendo costoro a danneggiare la banca rispettivamente per fr. 2'500'000.--, fr. 1'350'000.--, lire 3'000'000'000, lire 1'400'000'000, lire 1'200'000'000 ed EUR 1'500'000.--. Con riferimento all'amministrazione infedele aggravata, la Corte appurava che tra il gennaio e il marzo del 2000 A.________, tenuto per contratto ad amministrare la relazione n. yyy intestata alla Y.________ SA, per procacciare a sé o ad altri indebiti profitti aveva mancato ai propri doveri, ammettendo a pegno in due occasioni gli averi depositati sulla relazione bancaria senza l'accordo degli aventi diritto economico e danneggiando il patrimonio della società per lire 3'000'000'000 ed EUR 1'550'000.--. Il tribunale assodava altresì che nel gennaio del 2001, come direttore della banca X.________ di Lugano, l'accusato aveva sostituito senza autorizzazione un pegno costituito sugli averi depositati sulla relazione n. kkk intestata alla società K.________ di Vaduz con un pegno sugli averi depositati sulla relazione n. zzz intestata alla Y.________ SA, cagionando alla banca X.________ un danno di EUR 1'549'375.06. Circa la falsità in documenti, la Corte accertava infine che tra il 1996 e il 2001, da solo o con la complicità di C.________, A.________ aveva confezionato in undici occasioni, per procacciare a sé o ad altri indebiti profitti, documenti falsi, alterato documenti veri, abusato dell'altrui firma autentica e/o fatto attestare in documenti, contrariamente al vero, fatti di importanza giuridica, usando poi tali documenti a scopo di inganno. In applicazione della pena, la Corte delle assise criminali condannava A.________ a due anni e sei mesi di reclusione, computato il carcere preventivo sofferto, con obbligo di rifondere fr. 2'500'000.-- agli eredi fu B.________ ed EUR 1'665'250.-- oltre accessori alla Y.________ SA.