Citation: 4P.255/2000 04.04.2001 E. 7

7.- Nella seconda parte dell'impugnativa viene censurato il riconoscimento delle pretese della resistente, in quanto frutto di un apprezzamento arbitrario delle prove. a) Sulla scorta delle varie deposizioni agli atti e della corrispondenza intrattenuta dalla datrice di lavoro con l'Ufficio degli stranieri e l'Ufficio consortile del lavoro l'ultima istanza cantonale ha infatti confermato le conclusioni pretorili circa la data d'inizio dell'attività della resistente - 30 gennaio 1995 - e, di conseguenza, ammesso la pretesa vantata a titolo di differenza salariale tra lo stipendio percepito nei mesi di febbraio e marzo 1995 e il minimo previsto dal contratto collettivo di lavoro per parrucchiere. La ricorrente contesta questa decisione. A suo modo di vedere, data l'inattendibilità delle deposizioni delle testi proposte dalla controparte, nonché delle affermazioni di quest'ultima in sede di interrogatorio formale, i giudici avrebbero dovuto privilegiare le testimonianze delle persone da lei citate oppure, in via subordinata, considerato il tenore contraddittorio delle varie testimonianze, statuire a sfavore della parte cui incombeva l'onere probatorio, ovvero la resistente. Ancora una volta si tratta di un'argomentazione di natura appellatoria, con la quale la ricorrente si limita a proporre la propria opinione senza dimostrare che la sentenza impugnata è manifestamente insostenibile. b) La decisione cantonale viene censurata anche in punto al riconoscimento dell'importo preteso dalla resistente in compenso delle assenze dal lavoro in realtà non effettuate, nonostante essa abbia sottoscritto i relativi conteggi salariali. aa) A questo proposito il Pretore - alle cui considerazioni il Tribunale d'appello ha rinviato - ha precisato che i conteggi agli atti costituiscono ricevuta (art. 88 CO) nella misura in cui si dà atto dell'avvenuta consegna dello stipendio; la firma attesta inoltre, di principio, l'esattezza dei conteggi stessi. Egli ha quindi posto a carico della resistente l'onere di provarne l'inesattezza, e ciò mediante elementi tali da creare in lui la certezza morale della loro non attendibilità. Diversamente da quanto pare voler sostenere la ricorrente l'autorità cantonale si è quindi attenuta al rigore probatorio richiesto dal diritto federale. In ogni caso una simile critica avrebbe dovuto venire sollevata nel quadro del ricorso per riforma (art. 84 cpv. 2 e art. 43 OG). bb) Venendo all'apprezzamento della fattispecie, il Pretore ha rilevato come la versione della resistente, secondo la quale essa avrebbe firmato i conteggi per paura di perdere il posto di lavoro, sia stata confermata dalla collega C.________. Le divergenze fra il numero di giorni di assenza indicato in questi documenti e quelli effettivamente prestati è stata inoltre suffragata anche da H.________ e M.________. L'esattezza del contenuto dei conteggi è stata per contro asseverata solo da testi ritenuti non attendibili. Il giudice ha inoltre ripetutamente constatato l'esistenza di più versioni - diverse - del conteggio relativo ad uno stesso mese. Sulla scorta di tutti questi elementi egli ha concluso per la non fedefacenza dei conteggi salariali in punto alle assenze. Nella sentenza impugnata il Tribunale d'appello non si è limitato a respingere la censura di arbitrio sollevata dalla ricorrente; con riferimento alla pretesa natura consensuale delle controverse assenze, la Corte cantonale ha infatti precisato come un simile modo di procedere equivarrebbe a porre - inammissibilmente - a carico del dipendente il rischio aziendale costituito dalla penuria di clientela. Gli argomenti che la ricorrente adduce per contestare questa valutazione non fanno apparire le conclusione raggiunte dai giudici cantonali manifestamente insostenibili, e ciò anche prescindendo dalle deposizioni - considerate dal Pretore - rilasciate nel quadro dei procedimenti paralleli. Il ricorso si avvera quindi privo di possibilità di esito favorevole anche su questo punto.