Citation: 5A_181/2024 E. 2.1.1

2.1.1. L'autorità di protezione degli adulti istituisce una curatela se una persona maggiorenne non è in grado di provvedere ai propri interessi, o lo è solo in parte, a causa di una disabilità mentale, di una turba psichica o di un analogo stato di debolezza inerente alla sua persona (art. 390 cpv. 1 n. 1 CC). La curatela è istituita su domanda dell'interessato, di una persona a lui vicina o d'ufficio (art. 390 cpv. 3 CC). L'autorità di protezione degli adulti definisce le sfere di compiti della curatela secondo i bisogni dell'interessato (art. 391 cpv. 1 CC). Le sfere di compiti riguardano la cura della persona, quella degli interessi patrimoniali o le relazioni giuridiche (art. 391 cpv. 2 CC). La legge non prevede misure di protezione dell'adulto precostituite e rigide; l'autorità deve piuttosto offrire alla persona bisognosa d'aiuto soluzioni confezionate "su misura", concepite in maniera che l'ingerenza dello Stato nella vita privata della persona assistita sia ridotta al minimo indispensabile (DTF 140 III 49 consid. 4.3.1; sentenze 5A_902/2015 dell'11 agosto 2016 consid. 2.1 con rinvii; 5A_667/2013 del 12 novembre 2013 consid. 6.1). La curatela meno invasiva è quella dell'amministrazione di sostegno dell'art. 393 cpv. 1 CC: può essere istituita solo con il consenso della persona bisognosa di assistenza e permette di offrire alla medesima un sostegno per provvedere a determinati affari. Essa non limita l'esercizio dei diritti civili dell'interessato (art. 393 cpv. 2 CC; sentenza 5A_795/2014 citata consid. 4.1.2). La curatela di rappresentanza giusta l'art. 394 cpv. 1 CC è per contro concepita a beneficio di quella persona che non può provvedere a determinati affari e deve pertanto essere rappresentata. Questa forma di curatela può essere disposta anche contro la volontà dell'interessato. Tuttavia, anche questa misura non limita l'esercizio dei diritti civili dell'interessato, a meno che l'autorità di protezione disponga diversamente (art. 394 cpv. 2 CC; sentenza 5A_795/2014 citata consid. 4.1.2). Anche se non sono posti limiti al suo esercizio dei diritti civili, l'interessato è obbligato dagli atti del curatore (art. 394 cpv. 3 CC). Se istituisce una curatela di rappresentanza (anche) per l'amministrazione dei beni, l'autorità di protezione degli adulti designa i beni che devono essere amministrati dal curatore. Può porre sotto amministrazione del curatore determinati elementi del reddito o del patrimonio, l'intero reddito o l'intero patrimonio o l'insieme di reddito e patrimonio (art. 395 cpv. 1 CC). Salvo che l'autorità di protezione degli adulti disponga altrimenti, i poteri d'amministrazione del curatore si estendono anche ai risparmi realizzati sul reddito o alle rendite maturate sul patrimonio (art. 395 cpv. 2 CC). L'autorità di protezione degli adulti può privare l'interessato dell'accesso a dati beni senza limitarne l'esercizio dei diritti civili (art. 395 cpv. 3 CC). Una curatela di rappresentanza giusta l'art. 394 cpv. 1 CC non può essere istituita se un'amministrazione di sostegno è sufficiente per le esigenze dell'interessato (sentenza 5A_795/2014 citata consid. 4.2.2).