Citation: H 134/04 22.02.2005 E. 4

4.1 A ben vedere, gli accertamenti messi in atto dalla precedente istanza non possono essere ritenuti manifestamente inesatti, incompleti od avvenuti in violazione di norme essenziali di procedura, né il giudizio di primo grado è stato reso in violazione del diritto federale (art. 132 OG in relazione con gli art. 104 lett. a e b e 105 cpv. 2 OG). Contrariamente a quanto fatto valere in sede ricorsuale, non vi è in particolare motivo per non ritenere attendibile la testimonianza resa da L.________, non fosse altro per tutta una serie di elementi convergenti che lasciano intendere, come lo ha fatto la Corte cantonale, che lo stesso teste fosse effettivamente, con ogni verosimiglianza, autorizzato a chiedere la rispedizione della posta della ricorrente al proprio indirizzo di L.________. A dimostrazione di questa tesi è sufficiente il richiamo alle summenzionate circostanze (mancato avviso alla Posta del nuovo indirizzo, registrazione nel libro postale di un ordine verbale [anche se rilasciato dal rappresentante stesso] di rispedizione all'indirizzo di L.________ a L.________, espletamento di varie faccende amministrative, prima e dopo la partenza dalla Svizzera da parte di quest'ultimo in favore della prima), che non permettono di certo di qualificare come manifestamente insostenibili e quindi arbitrari gli accertamenti compiuti dai primi giudici (cfr. a tal proposito anche RDAT 1999 II no. 18t pag. 355). 4.2 Nella misura in cui sostiene che, per una questione di sicurezza del diritto, la validità della notifica sarebbe dovuta dipendere dall'esistenza di una procura scritta - salvo l'ammissibilità eccezionale di un mandato tacito, riconoscibile dai funzionari postali -, la ricorrente, oltre a misconoscere che una simile forma non è nemmeno prescritta dalle Condizioni generali "servizi postali" della Posta, le quali alla cifra 2.3.6, alla voce "Rappresentanza", prevedono unicamente che il cliente può farsi rappresentare da terzi, alla Posta essendo riservato il diritto - ma non l'obbligo - di esigere una procura scritta, cerca vanamente di minimizzare la portata dei rapporti interni con lo stesso L.________. L'insorgente sembra infatti dimenticare che il conferimento diretto, anche solo verbale, di una facoltà di rappresentanza, come deve ritenersi alla luce degli accertamenti sopra esposti l'autorizzazione rilasciata al figlio del defunto marito, esime il giudice dall'ulteriore verifica relativa all'esistenza di un'eventuale procura esterna o apparente, quest'ultima entrando tutt'al più in considerazione in assenza di una procura interna (DTF 120 II 197 segg.; Watter, Commentario basilese, 3a ed., 2003, no. 29 segg. all'art. 33 CO). Alla stessa conclusione si giungerebbe peraltro infine anche nell'ipotesi in cui il terzo incaricato (in casu: L.________) non venisse considerato quale rappresentante (passivo; Gauch/Schluep/Schmid/Rey, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, vol. I, 8a ed., 2003, cifre marg. 1313, 1316 e 1358), bensì quale semplice messo ai sensi dell'art. 27 CO, anche in questa evenienza essendo applicabili per analogia le disposizioni relative al diritto sulla rappresentanza (Zäch, Berner Kommentar, no. 18 segg. Vorbemerkungen zu Art. 32-40, per il quale autore, in questo caso, la notifica avverrebbe [al più tardi] nel momento in cui, secondo l'andamento ordinario delle cose, ci si poteva attendere la trasmissione della dichiarazione al "vero" destinatario, ovvero, se non immediatamente, comunque in tempi brevi). 4.3 Già solo alla luce di queste considerazioni, la valutazione della Corte cantonale, secondo cui la decisione su opposizione sarebbe stata validamente notificata a L.________, autorizzato in tal senso dalla ricorrente, l'11 agosto 2003 e il termine di ricorso, in ragione della sospensione delle ferie giudiziarie, scaduto il 15 settembre successivo rendendo di conseguenza tardivo e irricevibile il gravame presentato il 17 novembre, non risulta censurabile dal profilo dell'art. 105 cpv. 2 OG e merita di essere tutelata. In tali condizioni, deve pure essere esclusa una restituzione del termine omesso, la richiedente o il suo rappresentante non essendo stati impediti, senza loro colpa, di agire entro il termine stabilito (art. 41 cpv. 1 LPGA). Per il resto, gli ulteriori argomenti sollevati in sede ricorsuale dall'insorgente non sono atti a modificare l'esito del giudizio.