Citation: 1C_758/2021 E. 5.4

5.4. La Corte cantonale ha premesso che il progettato marciapiede ciclopedonale si estende su una lunghezza di 1.20 km tra Quartino e Magadino e, salvo i primi 160 m, si affianca alla strada cantonale esistente, di cui è previsto l'ampliamento di 2.50 m della carreggiata sul lato nord (verso il lago). Ha quindi rilevato che, data la situazione già presente in loco, la questione di eventuali varianti di tracciato, rispettivamente dell'ubicazione vincolata, in termini generali non si pone. L'alternativa addotta dal ricorrente è riferita unicamente al percorso stradale in corrispondenza della sua proprietà. La precedente istanza ha accertato che la mensola, posata a sbalzo sul muro di sostegno che delimita i fondi del ricorrente dalla strada cantonale, presenta una sporgenza massima di 2.40 m verso gli stessi in soli due punti, a partire dai quali la sporgenza si riduce. Ha rilevato che il luogo oggetto dell'intervento è antropizzato, giacché sulla porzione meridionale dei fondi in questione sorge, parallelamente al muro di sostegno della strada cantonale, la casa d'abitazione del ricorrente con la relativa scala di accesso e il giardino. La Corte cantonale ha considerato che la progettata mensola influisce in modo marginale sugli ambiti protetti e comporta un pregiudizio soltanto lieve. Essa non compromette significativamente gli obiettivi di protezione e comporta unicamente un'alterazione puntuale riconducibile alla sporgenza di un elemento tecnico. Assicura inoltre la linearità del tracciato stradale. La precedente istanza ha rilevato che, dal profilo naturalistico, l'intervento edilizio tocca direttamente soltanto il muro di sostegno e la scarpata ricoperta di pietra naturale a confine con la strada cantonale, che costituisce un habitat della natrice tassellata. Ha constatato che il progetto non consente di conservare integralmente tutta la superficie del muro e della scarpata e prevede pertanto la formazione di tre nuove pietraie che fungeranno da rifugio invernale supplementare per questi rettili. La Corte cantonale ha preso in considerazione la variante prospettata dal ricorrente, volta a spostare il marciapiede ciclopedonale verso la linea ferroviaria adiacente alla strada. Richiamando la decisione governativa, ha rilevato che, in considerazione dei contenuti naturalistici e paesaggistici della zona, il tracciato della pista ciclopedonale era già stato previsto il più possibile a monte e che un ulteriore spostamento verso la montagna sarebbe incompatibile con la necessità di garantire la sicurezza e la stabilità del sedime ferroviario nonché la sicurezza di tutti gli utenti sia nella fase di cantiere che in quella di esercizio. Uno spostamento del tracciato verso monte necessiterebbe inoltre di maggiori opere di sostegno, comportando costi e tempi di realizzazione sproporzionati rispetto al vantaggio ottenuto, privando altresì le FFS della possibilità di beneficiare di un certo margine progettuale nel contesto dell'adattamento della linea ferroviaria. La Corte cantonale ha concluso che, pur causando un minore impatto visivo sulla proprietà del ricorrente, la soluzione da lui prospettata non presenta pregi particolari, tali da preferirla a quella approvata dal Consiglio di Stato.