Citation: 2C_698/2017 E. 3.3

3.3. La soluzione adottata dal Parlamento cantonale l'8 novembre 2016, che corrisponde nella sua sostanza al controprogetto formulato dal Consiglio di Stato ticinese in risposta ad un'iniziativa parlamentare presentata in forma elaborata il 19 ottobre 2009, è stata preferita ad una modifica più limitata, che prevedeva una precisazione della norma esistente, quindi l'attribuzione al Consiglio di Stato ticinese della competenza: 1) di verificare che i singoli Comuni avessero emanato regolamenti conformi al principio di causalità; 2) di emanare esso stesso un regolamento sostitutivo, nel caso in cui un Comune non avesse adottato un regolamento conforme al principio di causalità entro un determinato termine (al riguardo, cfr. rapporto di minoranza n. 6958 e 6958A del 19 ottobre 2016 p.to I segg. e disegno di legge accluso). Secondo quanto esplicitamente indicato dal Governo ticinese nel suo messaggio, la decisione di proporre una soluzione unificata, valida per tutti i Comuni del Cantone, rispondeva non da ultimo a sollecitazioni provenienti da una serie di Comuni, confrontati con difficoltà nell'adottare regolamenti in grado di conciliare il rispetto del quadro giuridico delineato dalla giurisprudenza federale con il necessario consenso locale (messaggio del Consiglio di Stato n. 6958 del 2 luglio 2014 p.ti II. 2 pag. 4 segg. e IV pag. 10 seg., nei quali l'esecutivo descrive la situazione vigente nel 2013 a livello cantonale, indicando che su un totale di 135 Comuni: 52 prelevavano una tassa mista, 2 coprivano le loro spese unicamente con le imposte, mentre il resto dei Comuni prelevava o solo una tassa base o solo una tassa sul sacco).