Citation: 2A.109/2004 03.12.2004 E. 2

Sotto il profilo formale la ricorrente lamenta la violazione del suo diritto di essere sentita: sostiene che la decisione impugnata non è motivata a sufficienza quanto al pericolo per la riscossione e all'ammontare del credito d'imposta per il quale è chiesta la garanzia. La censura è infondata. 2.1 L'obbligo di motivare le decisioni di richiesta di garanzia, che non è previsto espressamente dalla LIFD, deriva dalla protezione generale del diritto d'essere sentito istituita dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (sentenza 2P.243/1997, in: ASA 67 pag. 722, consid. 3c). Per soddisfare questa esigenza è sufficiente che l'autorità menzioni almeno brevemente i motivi sui quali essa ha fondato la propria decisione, in modo che l'interessato possa capirne la portata ed esercitare, se del caso, il proprio diritto di ricorso con conoscenza di causa (DTF 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b). Non è necessario che la motivazione sia contenuta nell'atto impugnato; la stessa può infatti figurare anche in una comunicazione scritta separata. Un eventuale vizio di forma può inoltre venir sanato dinanzi all'autorità di ricorso, segnatamente con le osservazioni al ricorso di diritto amministrativo (sentenza 2P.243/1997, in: ASA 67 pag. 722, consid. 3c; Peter Agner/Angelo Digeronimo/Hans-Jürg Neuhaus/Gotthard Steinmann, Commentaire de la loi sur l'impôt fédéral direct, Complément, Zurigo 2001, ad art. 169, pag. 357).