Citation: 4A_603/2021 E. 3.5

3.5. La ricorrente cerca di sminuire la portata della convenzione, ma non ne considera puntualmente il tenore, limitandosi ad addurre ch'essa mirerebbe unicamente ad accertare l'effettiva esistenza di difetti, che sarebbero solo "presunti". Disattende tuttavia che dalla convenzione, segnatamente dalle sue premesse (punti n. 3 e 4), che costituiscono parte integrante della convenzione stessa (lett. a), risulta che i condomini hanno notificato alla promotrice i presunti difetti di cui ai documenti allegati. Tali documenti (inserti C e D della convenzione) elencano in modo dettagliato i difetti notificati. L'accordo concluso tra le parti mira ad evitare procedure dispendiose ed a conseguire una definizione certa dei difetti e degli eventuali interventi necessari alla loro eliminazione (punto n. 4). Le parti hanno quindi incaricato il perito arbitratore di valutare ogni singolo difetto notificato e di esprimersi al riguardo. In particolare egli era tenuto a definire se i difetti fossero tali, rispettivamente se rientrassero o meno nelle tolleranze previste dalle norme applicabili, e a determinare le modalità e i costi delle riparazioni, nonché i pregiudizi derivanti dalle riparazioni, rispettivamente il minore valore qualora il difetto non potesse essere eliminato (lett. h). La convenzione obbliga inoltre la ricorrente a risarcire i condomini per tutti i difetti a loro non imputabili entro tre mesi dalla ricezione della perizia, rispettivamente dalla ricezione delle risposte alle eventuali domande di delucidazione e di complemento. Risulta quindi che l'esistenza di una valida notifica dei difetti è un presupposto della convenzione ed è stata data per acquisita dalle parti. La ricorrente si è inoltre impegnata a riparare i difetti confermati dal perito ed a risarcire i comproprietari. In tali circostanze, considerato il chiaro tenore della convenzione conclusa tra le parti, la Corte cantonale ha rettamente rilevato che la ricorrente aveva in ogni caso rinunciato a prevalersi di un'eventuale tardività della notifica dei difetti. In quanto ammissibile, la censura è pertanto infondata.