Citation: 2C_458/2023 E. 5.4.3

5.4.3. Tenuto conto dei fatti che risultano dal giudizio impugnato (art. 105 cpv. 1 LTF) - da cui risulta certo uno stato di salute precario, ma nessun ostacolo insormontabile a un trasferimento in Italia, nemmeno dal punto di vista delle cure sin qui ricevute - va infine rilevato che gli inconvenienti dovuti a un trasloco e alla necessità di riorganizzare anche la sua presa a carico dal punto di vista medico potranno anch'essi essere limitati dalla scelta di un alloggio a ridosso del confine svizzero, in una realtà che l'insorgente già conosce e che è assai simile a quella in cui vive attualmente. Inoltre, che a tali aspetti si contrappongono interessi pubblici legittimi, noti anche al ricorrente fin dal 2007. Va infatti ribadito che egli si è stabilito nel Cantone Ticino continuando a lavorare in Italia, ha beneficiato di un permesso di dimora che richiede la dimostrazione dell'esistenza di mezzi sufficienti al proprio sostentamento (art. 6 in relazione con l'art. 24 allegato I ALC), e non ne ha ottenuto il rinnovo perché, dal 1° gennaio 2017, ha cominciato a percepire prestazioni complementari, la cui erogazione continua tuttora e in maniera importante. Nel contempo, va osservato che tra i motivi che possono giustificare un'ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio del diritto alla vita privata garantito dall'art. 8 CEDU vi può essere proprio anche il benessere economico del Paese ospitante (precedente consid. 5.1.3), quindi la volontà, da parte di quest'ultimo, di contenere l'aggravio delle finanze pubbliche in casi come quello in esame (sentenze 2C_370/2021 del 28 dicembre 2021 consid. 5.4.2, con molteplici riferimenti alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo; 2C_914/2020 dell'11 marzo 2021 consid. 5.10; 2C_923/2017 del 3 luglio 2018 consid. 5.6).