Citation: 5A_143/2007 09.07.2007 E. 6

La ricorrente rimprovera all'autorità di vigilanza di essere caduta nell'arbitrio accertando i fatti, dato che ella - contrariamente a quanto indicato nella sentenza impugnata - non avrebbe firmato l'inventario. La fallita ritiene quindi che il valore di stima di fr. 0.-- contenuto in tale documento non possa esserle opposto, perché ella non aveva potuto contestarlo, visto che "nulla le è stato comunicato". Si può innanzi tutto rilevare che quest'ultima affermazione appare perlomeno singolare, poiché dall'inventario del fallimento agli atti - che costituisce un documento che fa fede fino a prova contraria (art. 8 cpv. 2 LEF) - risulta che lo stesso è stato eretto alla presenza del patrocinatore della ricorrente. Sia come sia, la questione non merita maggiore disamina, poiché l'insorgente può unicamente censurare l'accertamento dei fatti se l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF): come risulta dal precedente considerando, il fatto che la ricorrente abbia o meno sottoscritto l'inventario appare del tutto irrilevante ai fini del presente giudizio e la censura si rivela inammissibile.