Citation: 1C_247/2007 11.03.2008 E. 2

2.1 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale una violazione del suo diritto di essere sentito per non avere formalmente statuito sulla censurata carenza di capacità della comunione ereditaria di essere parte in giudizio. Sostiene, richiamando al riguardo l'art. 602 CC e il diritto procedurale cantonale, che il ricorso dinanzi alla precedente istanza avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile poiché non menzionava tutti gli eredi. 2.2 Secondo l'art. 602 CC gli eredi sono proprietari in comune dei beni facenti parte della successione e solo in comune possono disporne, fatte salve le facoltà di rappresentazione e amministrazione previste per contratto o per legge. Una comunione ereditaria non ha veste di persona giuridica e pertanto non possiede neppure la capacità giuridica. A parte la possibilità che un rappresentante comune di tutti gli eredi agisca per conto della comunione ereditaria e riservati altri casi che non entrano qui in considerazione, singoli eredi non sono legittimati ad agire in nome e per conto della comunione; soltanto l'insieme dei proprietari in comune, quali litisconsorti necessari, è infatti abilitato a far valere i diritti della comunione ereditaria (DTF 125 III 219 consid. 1a, 119 Ib 56 consid. 1a; sentenza 1P.345/1994 del 14 dicembre 1994, consid. 2, apparsa in: RDAT II-1995, n. 56, pag. 149 segg.). Questa disciplina trova conferma, a livello processuale, nella procedura civile cantonale (cfr. art. 41 CPC/TI; cfr. Bruno Cocchi/Francesco Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 16 all'art. 38 e n. 4 all'art. 41 CPC/TI). Richiamata dal ricorrente, questa regolamentazione troverebbe applicazione per il rinvio della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 (cfr. art. 24 LPamm). 2.3 In realtà, nell'ambito del procedimento amministrativo ticinese, la giurisprudenza cantonale non pone esigenze severe riguardo alla legittimazione ricorsuale dei membri di una comunione ereditaria (cfr. risposta del 1° ottobre 2007 della Corte cantonale; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 11 all'art. 43 LPamm). Nelle fattispecie, a prescindere da questa circostanza, le esposte esigenze in tema di legittimazione a ricorrere possono comunque essere considerate soddisfatte. Il ricorso del 19 aprile 2007 dinanzi alla precedente istanza è invero stato presentato dalla "Comunione ereditaria fu B.B.________, rappr. dalla signora C.B.________". Con un atto del 23 aprile 2007 l'istante ha lamentato la mancata indicazione di tutti gli eredi, chiedendo sostanzialmente di dichiarare irricevibile il gravame. Invitato dalla Corte cantonale a pronunciarsi al riguardo, il patrocinatore della comunione ereditaria ha specificato il 7 maggio 2007 i nominativi di tutti gli eredi e ribadito che C.B.________ li rappresentava. La Corte cantonale ha intimato all'istante queste osservazioni, assegnandogli contestualmente un termine per presentare la risposta di merito: egli l'ha poi inoltrata senza più esprimersi sulla questione della legittimazione ricorsuale. Risulta quindi che il patrocinatore della comunione ereditaria ha indicato entro il termine assegnatogli i nominativi di tutti gli eredi e la procedura ha garantito all'istante la facoltà di esprimersi al riguardo. Nella misura in cui prestasse il fianco alle critiche dell'istante riguardo alla mancata indicazione di tutti i componenti della comunione ereditaria, il ricorso dinanzi alla Corte cantonale è stato tempestivamente completato con l'indicazione degli eredi mancanti, sicché è senza incorrere nell'arbitrio o eccedere nel proprio potere d'apprezzamento che la precedente istanza è entrata nel merito del gravame. Essa non ha per finire nemmeno disatteso il diritto di essere sentito dell'istante, poiché, esaminando nel merito le censure ricorsuali, ha implicitamente respinto l'obiezione della carenza di capacità processuale.