Citation: H 103/01 11.01.2002 E. 4

4.- Gli argomenti addotti dall'insorgente a giustificazione del mancato pagamento dei contributi sociali non sono tuttavia sufficienti per liberarlo dalle proprie responsabilità. a) Dalla documentazione agli atti e per stessa ammissione di C.________, laureato in scienze economiche, si evince che la fallita già a partire dall'inizio degli anni 1990 versava in gravi difficoltà finanziarie riconducibili, a detta del ricorrente, alla fase congiunturale negativa del mercato automobilistico con conseguente mancanza di liquidità. Le traversie finanziarie della società sono compendiate nelle tavole processuali nei seguenti termini. In occasione dell'Assemblea generale straordinaria della F.________ SA del 18 gennaio 1995, il ricorrente, informando gli azionisti dell'esito positivo delle trattative con alcuni istituti di credito in merito al risanamento della società, della C.________ SA e delle altre società del Gruppo C.________ - senza per contro indicare se e quanto sarebbe stato effettivamente destinato a favore della F.________ SA -, illustrava un quadro finanziario dissestato della ditta poi fallita, rilevando una perdita di bilancio al 31 dicembre 1993 di fr. 2'785'000.- e un deficit di fr. 285'000.- per il periodo da gennaio a settembre 1994. Con scritto 6 aprile 1995, la Cassa sottopose un piano rateale - previamente discusso a Berna alla presenza del ricorrente e anche del revisore L.________ - per il pagamento, tra l'altro, dei contributi arretrati dovuti dalla F.________ SA e ammontanti a fr. 173'917. 20. P.________ e M.________ C.________, il 24 aprile successivo, si impegnarono a rispettare i termini stabiliti e a versare 20 rate mensili fino a concorrenza dell'importo esposto. Nessun versamento venne però effettuato. Il verbale dell'Assemblea generale ordinaria del 27 novembre 1995, evidenziando una perdita d'esercizio della F.________ SA di fr. 297'609. 52 per il 1994, confermava la tendenza precedente e la precarietà finanziaria in cui continuava a versare la società. Il 29 febbraio 1996 C.________, comunicando alla S.________ SA di non essere più in grado di fare fronte agli impegni, pronunciava la disdetta da tutti i rapporti commerciali con la destinataria e la chiusura definitiva dell'attività della F.________ SA. Infine, in occasione dell'Assemblea generale ordinaria del 22 luglio 1996, il ricorrente annunciava una perdita d'esercizio per il 1995 di fr. 920'683. 72, con una perdita di bilancio di fr. 1'218'293. 24. Precisava pure che oltre la metà del capitale azionario non era più coperta, che ad inizio 1996 era stata decisa la cessazione dell'attività aziendale per insufficienza di liquidità e per il perdurare dei risultati gestionali negativi e che, previo allestimento di un bilancio intermedio che evidenziava un'ulteriore perdita di fr. 380'000.-, era stato avvisato il giudice competente conformemente a quanto ordinato dalla normativa in materia. b) Le pregresse emergenze evidenziano con tutta evidenza come il dissesto finanziario della F.________ SA fosse inesorabile. C.________, dal suo osservatorio privilegiato di amministratore delegato con diritto di firma individuale dapprima e successivamente di amministratore unico, stipendiato nel 1992 con una retribuzione annua di fr. 86'000.-, nel 1993 di fr. 84'000.- e nel 1994 di fr. 92'000.-, non poteva non avere corretta nozione del reale andamento aziendale, avuto altresì riguardo alla sua formazione accademica di laureato in scienze economiche. Egli ha pertanto indiscutibilmente omesso di porre in atto la diligenza necessaria per una corretta tutela dei diritti dei creditori, segnatamente della Cassa, non curandosi per nulla del versamento dei contributi alle assicurazioni sociali. Il tentativo attuato dal ricorrente di risanare il Gruppo C.________ e con esso anche la ditta qui fallita non consentiva qualsivoglia ipotesi ottimista, vista anche la confusione che connota i rilievi di tale operazione. Nemmeno trovano riscontro oggettivo le asserzioni ripetutamente formulate dal ricorrente in merito a suoi impegni personali o a prestiti bancari in favore della società fallita. L'interessato ha omesso di produrre i documenti attestanti l'effettiva messa a disposizione dei capitali, che si pretende essere stati mutuati alla ditta, rispettivamente degli impegni da lui personalmente assunti per ottenere la concessione di prestiti. Tali affermazioni, che avrebbero potuto senz'altro essere sostanziate con la produzione di pochi e decisivi documenti, sono ben lungi dal costituire motivo di giustificazione o di discolpa. c) Alla luce di quanto precede, il datore di lavoro non poteva oggettivamente ritenere di soddisfare entro breve termine la Cassa riguardo a ogni suo credito (DTF 108 V 188), se si considera che almeno dal 1993 la fallita è sempre stata precettata dalla Cassa e che le perdite di bilancio hanno registrato un significativo incremento. Da una situazione deficitaria di fr. 297'609. 52 nel 1994, si è infatti passati a una perdita di esercizio di fr. 920'683. 72 nel 1995, ai quali si sono aggiunti ulteriori fr. 380'000.- a fine maggio 1996. I dati dimostrano con palmare evidenza che i problemi finanziari della F.________ SA erano tutt'altro che temporanei, la stessa attraversando da anni una grave crisi di liquidità. L'aver, a queste condizioni, deliberatamente procrastinato il pagamento dei contributi per più anni - quando invece un differimento è tollerabile in via eccezionale solo per un periodo di breve durata - nella vana speranza di un risanamento aziendale che doveva apparire ragionevolmente improbabile, tanto più a persona cognita per professione e formazione, esclude che possa darsi esimente di qualsivoglia natura a favore dell'interessato. Questa Corte ha infatti già avuto modo di osservare che l'organo societario, a maggior ragione l'amministratore unico, deve prestare particolare attenzione nel caso in cui egli sia a conoscenza delle difficoltà finanziarie che interessano la società e deve dar prova di tutta la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali, non essendo sufficiente l'ossequio della diligentia quam in suis (DTF 114 V 219 consid. 4a e 4b; 122 III 198 consid. 3a e riferimenti ivi citati). In esito alle suesposte considerazioni, il ricorso si appalesa infondato. Ne consegue che C.________ dovrà risarcire il danno subito dalla Cassa.