Citation: 2C_757/2016 E. 9

La ricorrente fa valere che il proprietario di un fondo, quando vuole edificarlo, è tenuto a realizzare obbligatoriamente, in virtù delle norme comunali di applicazione del Piano regolatore (NAPR), i posteggi necessari al servizio della costruzione oppure a versare un oneroso contributo sostitutivo al Comune. In queste condizioni la tassa di collegamento risulta totalmente assurda, quindi arbitraria, ritenuto che da un lato viene imposto ai privati di realizzare dei posteggi (sanzionandoli in caso di inadempimento), mentre dall'altro essi sono gravati con un'imposta speciale che colpisce chi realizza i posteggi imposti. Per quanto concerne la pretesa contraddizione dovuta al fatto che, secondo le norme comunali di attuazione del Piano Regolatore (NAPR), i Comuni prelevano un contributo sostitutivo quando i proprietari che edificano i loro fondi non realizzano la quantità minima di posteggi ivi stabilita, mentre chi è assoggettato alla tassa di collegamento (siccome possiede 50 posteggi e più) non può ridurre il numero dei suoi parcheggi (contrariamente a quanto sancito dall'art. 35f LTPub), se non previo pagamento di un ulteriore aggravio finanziario (il citato contributo sostitutivo), il Consiglio di Stato rileva che il numero dei posteggi necessari da realizzare sui fondi privati (eccettuati quelli al servizio dell'abitazione) viene determinato dal Regolamento cantonale posteggi privati (art. 51 a 62 RLst). Lo stesso ha abrogato e rese inapplicabili tutte le norme comunali di applicazione del Piano Regolatore relative alla quantificazione del numero di detti posteggi, salvo eventuali disposizioni più restrittive (art. 43 cpv. 2 LST). Rammentato che l'applicazione del Regolamento cantonale posteggi privati compete alla Sezione della mobilità (art. 3 RLst), il Consiglio di Stato sottolinea che i Comuni non hanno competenza in materia e non possono stabilire un fabbisogno maggiore (né esigere un contributo sostitutivo in base al medesimo) rispetto a quello definito in maniera restrittiva in applicazione di detto regolamento (art. 51 RLst), il quale determina il numero dei posteggi necessari (cioè il numero minimo di posteggi di cui occorre disporre quanto quello massimo realizzabile, cfr. art. 52 cpv. 3 RLst) riducendo il fabbisogno massimo di riferimento (art. 53-56 RLst) in funzione, tra l'altro, della qualità del servizio di trasporto pubblico (art. 59-60 RLst; vedasi anche gli art. 60 cpv. 4, 61 e 61a RLst che permettono, a determinate condizioni, di applicare valori ancora più restrittivi). Il contributo sostituivo comunale può essere chiesto invece per i posteggi mancanti rispetto al numero di quelli necessari in base al Regolamento posteggi privati (riservate norme comunali ancora più restrittive, cfr. art. 43 cpv. 2 LST). Conclude osservando che in nessun caso un Comune può stabilire un fabbisogno maggiore rispetto a quello definito in applicazione del Regolamento posteggi privati e richiedere il versamento di contributi sostitutivi per la differenza. Premesse queste considerazioni, e rammentato che non possono essere emanate delle norme comunali che violano sia il senso sia lo spirito del diritto cantonale e ne pregiudicano la realizzazione, ne discende che l'arbitrio lamentato dalla ricorrente non è dato.