Citation: 2A.561/2004 21.10.2004 E. 4

I fatti accertati dalla Corte cantonale i quali, per quanto concerne gli elementi determinanti ai fini del giudizio, non sono manifestamente inesatti o incompleti, sono vincolanti per questa Corte (art. 105 cpv. 2 OG). Le critiche sollevate in proposito dalla ricorrente vanno quindi disattese. Nella fattispecie dall'esposizione compiuta e dettagliata degli eventi su cui si fonda la decisione contestata (cfr. consid. 6.2 e 6.3 di quest'ultima), alla quale viene in questa sede espressamente rinviato, emerge chiaramente che la ricorrente non ha ossequiato ai suoi obblighi relativi ad una diligente esecuzione del mandato e al suo dovere d'informazione nei confronti della mandante. In particolare essa non ha avvisato nel dovuto modo la sua patrocinata sui ricorsi inoltrati in sede cantonale e federale, sul loro esito, sui rischi e sui costi che ne sono derivati. Su quest'ultimo aspetto occorre rammentare alla ricorrente che non disattende gli art. 29 cpv. 3 Cost. e 6 n. 3 lett. c CEDU il rifiuto del beneficio dell'assistenza giudiziaria opposto ad una persona indigente se la sua causa sembra priva di probabilità di successo (cfr. DTF 119 Ia 251 consid. 3b). La ricorrente era quindi tenuta ad informare la sua cliente delle eventuali spese che avrebbero potuto essere poste a suo carico e ciò anche se aveva chiesto a suo favore il beneficio dell'assistenza giudiziaria. La circostanza poi che, come ripetutamente fatto valere nell'impugnativa, la sua cliente le ha firmato delle nuove procure, nulla cambia al fatto che le mancanze rimproveratale sono state commesse. In queste condizioni, la sentenza querelata che conferma la multa inflitta alla ricorrente non disattende le normative determinanti applicabili in concreto e va quindi confermata. Riguardo all'ammontare della multa, contestato peraltro senza addurre motivi specifici, lo stesso è rispettoso del principio di proporzionalità: situato nei limiti inferiori delle sanzioni previste dall'art. 17 lett. c LLCA, risulta infatti commisurato alla gravità degli addebiti a carico della ricorrente. Va infine osservato che, visto quanto appena esposto, è a ragione che i giudici ticinesi hanno considerato che l'impugnativa loro sottoposta non presentava sin dall'inizio possibilità di esito favorevole e che, di conseguenza, senza pronunciarsi sulla pretesa situazione d'indigenza dell'insorgente, hanno respinto la domanda di esonero dalla tassa e dalle spese di giudizio. Premesse le descritte considerazioni, il ricorso, manifestamente infondato, dev'essere respinto.