Citation: 5P.17/2006 03.05.2006 E. 3

3.1 Con riferimento alla determinazione della capacità contributiva, l'autorità cantonale ha ritenuto che il ricorrente non possa prevalersi del suo salario effettivo attuale di fr. 4'389.--, segnatamente perché questo, a differenza di quello conseguito con il precedente tasso di attività, non è sufficiente per corrispondere adeguati contributi di mantenimento e che questi prevalgono sulla libertà di scegliersi un'occupazione. Dopo aver rilevato che il ricorrente è pure membro del consiglio di amministrazione - presieduto dal padre - dell'azienda familiare che lo stipendia, ha osservato che la carica di municipale, che il marito riveste dal mese di gennaio 2003, non gli ha impedito per due anni e mezzo di esercitare a tempo pieno la sua professione. L'autorità cantonale ha quindi ritenuto, in assenza di validi motivi quali ad esempio problemi di salute, che la riduzione del tasso di attività del 20% fatta valere dal marito è irrilevante ai fini della fissazione dell'obbligo alimentare. Essa ha quindi calcolato il reddito del ricorrente sulla base dello stipendio netto conseguito da gennaio ad aprile 2005 (fr. 4'307.50), che tenuto conto della quota parte della tredicesima mensilità ammonta a fr. 4'666.--, al quale ha aggiunto l'indennità per l'attività di municipale (fr. 929.--), giungendo ad un reddito mensile complessivo di fr. 5'595.--. 3.2 Secondo il ricorrente, l'autorità cantonale avrebbe omesso di esaminare se nella fattispecie possa da lui effettivamente essere preteso il conseguimento di un reddito più elevato. Afferma, in sostanza, che fin dalla sua elezione in municipio nel 2003, l'attività svolta per il Comune corrispondeva ad un impiego al 20% circa, ma che il suo datore di lavoro avrebbe continuato a retribuirlo per due anni e mezzo come se egli avesse continuato a lavorare a tempo pieno, invece dell'80% effettivo. L'azienda familiare non sarebbe però più in grado né disposta a continuare a versargli uno stipendio superiore al tempo che egli dedica realmente all'attività professionale. Rimprovera altresì all'autorità cantonale di violare il principio della parità di trattamento, perché con la sua decisione lo costringerebbe a lavorare al 120%, mentre essa ritiene sufficiente che la moglie eserciti un'attività lucrativa al 50%. 3.3 Per costante giurisprudenza, ai fini della determinazione dei contributi di mantenimento può essere considerato un reddito superiore a quello effettivamente percepito dall'obbligato alimentare, quando questi, facendo prova di buona volontà rispettivamente con uno sforzo da lui esigibile, possa guadagnare di più. Un tale reddito ipotetico deve poter essere effettivamente ottenuto (DTF 128 III 4 consid. 4 con rinvii). Nella fattispecie il ricorrente nemmeno tenta di dimostrare che la constatazione dell'autorità cantonale, secondo cui l'elezione in municipio nel 2003 non aveva causato una riduzione della sua attività professionale, sia arbitraria. Egli si limita infatti a semplicemente affermare che da tale data egli avrebbe ridotto il proprio tasso di attività, ma omette d'indicare una qualsiasi prova da cui tale fatto risulterebbe: la lettera 24 agosto 2005 della sua datrice di lavoro - menzionata nel gravame - si limita infatti ad indicare che la paga del ricorrente verrà ridotta del 20% a partire dal mese di settembre 2005, perché "occupato parzialmente come Municipale". Ora, se il ricorrente non dimostra con un'argomentazione conforme alle esigenze di motivazione di cui all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG che l'autorità cantonale avrebbe eseguito accertamenti incompleti o inesatti, il Tribunale federale si basa sulla fattispecie constatata nella sentenza impugnata (DTF 118 Ia 20 consid. 5a). Ne segue che, ai fini del presente giudizio, la diminuzione del tasso di attività professionale è unicamente intervenuta nell'estate 2005 e che, come rilevato nella decisione impugnata, il ricorrente non indica alcun motivo che non gli permetta di continuare a lavorare al 100% per l'azienda familiare come fatto in precedenza e di in tal modo poter - continuare a - percepire uno stipendio corrispondente. Così stando le cose, la decisione dell'autorità cantonale di basarsi per il calcolo dei contributi di mantenimento su un reddito ipotetico non appare arbitraria. Del tutto pretestuosa si rivela poi l'invocazione del principio della parità di trattamento con riferimento ai diversi tassi di attività dei coniugi, atteso che alla moglie sono state affidate le due bambine nate dall'unione: tale garanzia costituzionale è infatti violata quando fattispecie simili non sono trattate in modo uguale e quando situazioni dissimili non vengono trattate in modo diverso (DTF 129 I 113 consid. 5.1 pag. 125). Ora, nemmeno il ricorrente accenna in che modo la situazione dei coniugi potrebbe essere considerata, dal profilo delle possibilità occupazionali, uguale. Ai fini del presente giudizio va quindi considerata una capacità reddituale del marito - fissata nella sentenza impugnata - di fr. 5'595.--, ricordato segnatamente che lo stesso ricorrente concorda con l'autorità cantonale che il suo stipendio mensile con un tasso di occupazione del 100%, inclusi gli assegni familiari di fr. 370.-, ammonterebbe a fr. 4'677.50 e che egli non contesta di ricevere una tredicesima mensilità ed un'indennità per la carica di municipale di fr. 929.-- .