Citation: 1A.20/2002 04.07.2002 E. 4

La ricorrente critica l'ammontare (fr. 10'000.--) della riparazione morale riconosciutole dal Dipartimento delle opere sociali e confermato dalla Corte cantonale. Ritiene che in considerazione della gravità delle ferite, della natura dell'aggressione, delle conseguenze estetiche e psicologiche riportate, doveva esserle accordata un'indennità per riparazione morale di fr. 40'000.--. 4.1 L'art. 12 cpv. 2 LAV sancisce il principio di una riparazione morale, in denaro, a favore della vittima che ha subito un'offesa grave in circostanze particolari; la norma non fissa però criteri per stabilire quest'indennità. Secondo la giurisprudenza occorre quindi applicare per analogia i principi previsti dagli art. 47 e 49 CO, tenendo tuttavia conto del fatto che il sistema d'indennizzo del danno e del torto morale secondo la LAV corrisponde a una prestazione di assistenza e non a un obbligo di risarcimento derivante dalla responsabilità dello Stato (DTF 128 II 49 consid. 4.1, 125 II 554 consid. 2a, 123 II 425 consid. 4c). L'ampio potere d'apprezzamento riconosciuto in quest'ambito all'autorità competente a stabilire l'indennità ha come limiti essenzialmente il rispetto della parità di trattamento e il divieto dell'arbitrio (DTF 125 II 169 consid. 2b/bb pag. 274; cfr. anche DTF 128 II 49 consid. 4.3). 4.2 Secondo gli accertamenti della Corte cantonale, che la ricorrente non adduce essere viziati da inesattezze manifeste, e che sono quindi in concreto vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG), l'aggressione ha provocato alla vittima una ferita da arma da taglio all'addome a livello dell'ipocondrio che ha reso necessari un intervento operatorio e una degenza ospedaliera dal 5 al 14 ottobre 1998. La ricorrente, affetta inoltre da una sindrome posttraumatica da stress, è stata totalmente inabile al lavoro fino al termine del mese di aprile 1999 e, in seguito, parzialmente inabile, nella misura del 50%, fino all'inizio di settembre 1999. Una riparazione morale non è data in ogni caso di lesioni fisiche o psichiche: essa presuppone una lesione grave e circostanze particolari (DTF 125 III 70 consid. 3c, 110 II 163 consid. 2c; Brehm, op. cit., n. 28 e 161 all'art. 47). Occorre quindi che il danno sia di una certa entità, come è il caso dell'invalidità o del pregiudizio permanente di un organo importante (DTF 121 II 369 consid. 3c/bb; Brehm, op. cit., n. 162 e 165 all'art. 47). Qualora il pregiudizio non sia durevole, una riparazione morale è riconosciuta se siano realizzate circostanze particolari quali una degenza in ospedale per più mesi con numerose operazioni, un lungo periodo di sofferenza e di incapacità lavorativa (cfr. Brehm, op. cit., n. 163 e 166 seg. all'art. 47; Gomm/Stein/Zehnter, op. cit., n. 20 all'art. 12). Occorre inoltre considerare pregiudizi psichici importanti quali stati di stress posttraumatici che conducono a cambiamenti durevoli della personalità (cfr. Brehm, op. cit., n. 171 segg. all'art. 47). Se la lesione può invece essere guarita senza complicazioni importanti e senza pregiudizi durevoli non è di massima dovuta una riparazione morale (cfr. Alfred Keller, Haftpflicht im Privatrecht, vol. 2, 2a ed., Berna 1998, pag. 132 seg.; Brehm, op. cit., n. 163 segg. all'art. 47). In linea di principio, sono quindi determinanti per stabilire l'ammontare della riparazione morale soprattutto il tipo e la gravità della lesione, l'intensità e la durata degli effetti sulla personalità dell'interessato e il grado di colpa dell'autore (DTF 125 III 269 consid. 2a, 412 consid. 2a pag. 417). 4.3 Nella fattispecie, come rettamente rilevato dalle autorità cantonali, la natura e la gravità del reato, le circostanze in cui esso è stato commesso, nonché le conseguenze fisiche e psichiche per la vittima giustificano di riconoscere alla ricorrente un'indennità a titolo di riparazione morale. L'atto incriminato non ha tuttavia provocato un'invalidità della vittima, né ha comportato pregiudizi durevoli a organi importanti o altri gravi danni alla salute fisica; la degenza ospedaliera è stata tutto sommato breve e il decorso postoperatorio, pur tenendo conto dello stato di stress posttraumatico, non ha comportato complicazioni rilevanti o conseguenze croniche. Né l'incapacità lavorativa della ricorrente, dapprima totale e in seguito soltanto parziale, ha raggiunto una durata considerevole. In tali circostanze, tenuto conto degli esposti principi, la Corte cantonale non ha ecceduto o abusato del suo potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG), ritenendo equa una riparazione morale di fr. 10'000.--. Tale indennità non si scosta in maniera irragionevole dai criteri giurisprudenziali e dottrinali, non trascura elementi in concreto decisivi, né considera fatti che in quest'ambito sarebbero irrilevanti (cfr. DTF 125 II 169 consid. 2b/bb, 125 III 412 consid. 2a pag. 417/418 e rinvii). La ricorrente accenna invero a casi analoghi in cui sarebbero state riconosciute indennità più elevate. La commisurazione della riparazione morale costituisce tuttavia una decisione secondo l'equità, fondata sull'apprezzamento e sulla ponderazione delle concrete circostanze (DTF 123 II 210 consid. 2c). Criteri di calcolo schematici non sono quindi di massima applicabili (cfr. Brehm, op. cit., n. 62 all'art. 47) e eventuali paragoni non comportano di per sé l'illiceità della somma stabilita (DTF 125 III 412 consid. 2c/cc pag. 421). Come visto, l'importo riconosciuto in sede cantonale è conforme ai principi sviluppati dalla giurisprudenza e dalla dottrina; d'altra parte, esso non si distanzia significativamente da quanto stabilito in giudizi concernenti aggressioni comportanti lesioni corporali comparabili (cfr. Klaus Hütte/Petra Ducksch, Die Genugtuung, 3a ed., Zurigo 1999, VIII/21, periodo 1995-1997). Gli esempi indicati dalla ricorrente si riferiscono a casi più gravi, segnatamente dal profilo dell'intensità del pregiudizio fisico e psichico subito, e del resto, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, un'indennità nella misura prospettata dalla ricorrente presuppone, rispetto al caso in esame, un'incidenza maggiore sull'integrità fisica e sulla personalità della vittima (cfr. DTF 121 II 369 consid. 6b e rinvii, 112 II 131 segg.).