Citation: 2P.261/2006 18.06.2007 E. 2

2.1 L'art. 50 Cost. garantisce l'autonomia comunale nella misura prevista dal diritto cantonale. Un comune beneficia dunque di autonomia in quelle materie che la legislazione cantonale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte al suo ordinamento, conferendogli una notevole libertà di decisione (DTF 129 I 410 consid. 2.1, 313 consid. 5.2, 290 consid. 2.1). Dati questi presupposti, il comune può far valere che le autorità cantonali di ricorso hanno ecceduto nel loro potere cognitivo o hanno applicato in modo errato il diritto materiale determinante. Se le relative censure sono in stretta connessione con il mancato rispetto dell'autonomia, esso può pure prevalersi, tra l'altro, di una violazione del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.) o del principio di uguaglianza (art. 8 Cost.). Laddove la pretesa violazione dell'autonomia comunale è fondata su norme di rango costituzionale, il Tribunale federale esamina liberamente la decisione impugnata; in caso contrario, il suo potere di cognizione è ristretto all'arbitrio (DTF 131 I 91 consid. 1; 129 I 410 consid. 2.3, 290 consid. 2.3; 128 I 136 consid. 2.2). 2.2 Come già rilevato a più riprese dal Tribunale federale, i comuni ticinesi dispongono di grande libertà, e quindi di autonomia protetta, nell'applicazione della legislazione cantonale sui contributi di miglioria (sentenza 2P.76/2006 del 19 ottobre 2006, consid. 2.2, con riferimenti). Di conseguenza, essi possono insorgere dinanzi al Tribunale federale mediante ricorso di diritto pubblico, in particolare sostenendo che l'autorità cantonale ha corretto in modo arbitrario il calcolo dei contributi da loro effettuato (sentenza 2P.80/1999 del 17 giugno 1999, in: RDAT II-1999 n. 41, consid. 2d).