Citation: 4A_166/2009 29.06.2009 E. 9

Non essendo ravvisabile arbitrio nell'appezzamento (anticipato) delle prove, il Tribunale federale deve porre a fondamento del proprio giudizio Io stato di fatto risultante dalla sentenza impugnata. 9.1 L'assunzione di prove nella sede federale, auspicata dal ricorrente in base all'art. 55 LTF, è esclusa. Si tratta di una possibilità del tutto eccezionale, che potrebbe entrare in considerazione soltanto qualora fosse necessario completare gli accertamenti di fatto secondo l'art. 105 cpv. 2 LTF (JEAN-MAURICE FRÉSARD in Commentaire de la LTF, 2009, n. 9 ad art. 99 LTF; Philipp Gelzer in Basler Kommentar, Bundesgerichtsgesetz, 2008, n. 2 ad art. 55). Questa eventualità non si realizza nel caso in rassegna. 9.2 S'è detto che, secondo gli accertamenti vincolanti contenuti nella sentenza impugnata, il 2 giugno 2006 il ricorrente ha riconosciuto il saldo del debito in conto corrente di fr. 354'071.--. Egli sostiene invero che l'accettazione si riferiva solo al saldo contabile e che mai avrebbe dichiarato di rinunciare al diritto di farsi cedere le azioni di regresso contro terzi". Dimentica tuttavia che il riconoscimento del saldo comportava di per sé la rinuncia a prevalersi delle obiezioni e delle eccezioni note a quel momento, a meno che non fosse stata posta una riserva espressa (sentenza 4A_46/2009 del 1° aprile 2009 consid. 2.2; sentenza 4C.175/2006 del 4 agosto 2006 consid. 2.1). In concreto il ricorrente non solo non ha formulato riserve, ma, stando a quanto accertato in sede cantonale, ha dato "scarico alla banca sino al momento del riconoscimento". 9.3 In presenza di un tale riconoscimento, pronunciato da un debitore non sprovveduto, trattandosi di un avvocato, allorquando già correva la procedura esecutiva promossa dalla banca, la Corte ticinese ha applicato correttamente il diritto federale, concludendo che il 2 giugno 2006 vi è stata novazione secondo l'art. 117 cpv. 2 CO (cfr. DTF 130 III 694 consid. 2.2.2). In simili circostanze, è superfluo esaminare se questo effetto fosse intervenuto già con la convenzione del 10 marzo 2003, come rilevato nella sentenza cantonale.