Citation: 7B_749/2023 E. 3.1

3.1. Il ricorrente contesta la presenza di un concreto rischio di collusione (art. 221 cpv. 1 lett. b CPP). Egli sostiene che il magistrato inquirente lo avrebbe chiaramente identificato come potenziale autore di reati in ambito di commercio di stupefacenti già dal 28 marzo 2023, data della domanda rogatoriale all'Autorità francese. Tuttavia, la Procuratrice pubblica non avrebbe proceduto al suo arresto, per ovviare un rischio di collusione. Tale rischio non sussisteva al momento dell'identificazione del ricorrente e dei suoi correi e non poteva dunque sussistere il 21 agosto 2023, ovvero ben cinque mesi dopo. Egli rinvia alla sentenza 1B_260/2015 del 19 agosto 2015 consid. 4.2 per corroborare l'impossibilità di invocare ora il pericolo di collusione.