Citation: 5P.153/2003 11.12.2003 E. 5

A chi impugna una decisione di ultima istanza cantonale con ricorso di diritto pubblico incombe l'obbligo di sostanziare in modo chiaro e dettagliato le censure sollevate. Il ricorrente non può accontentarsi di menzionare le norme che ritiene disattese, ma deve anche esporre in quale misura i suoi diritti siano stati violati (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43 con rinvii). Il Tribunale federale pone requisiti severi alla motivazione del ricorso di diritto pubblico: in particolare, per sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non è sufficiente criticare la decisione impugnata, come si farebbe di fronte ad un'autorità giudiziaria con completa cognizione in fatto e in diritto, bensì è necessario mostrare e spiegare perché il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile (DTF 120 Ia 369 consid. 3a pag. 373, 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12). Non basta dimostrare che la soluzione proposta col ricorso sia almeno altrettanto valida: si deve rendere plausibile che la conclusione cui è giunta l'autorità cantonale non sia ragionevolmente sostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9 con rinvii). Il gravame, in larga misura appellatorio, soddisfa solo in parte le predette esigenze di motivazione. Esso si rivela di primo acchito inammissibile laddove si limita ad affermare, senza formulare una censura diretta contro la sentenza cantonale, che l'iscrizione di un'ipoteca legale avviene in una causa propter rem in cui il nominativo del terzo garante non sarebbe un elemento essenziale. Poiché nell'ambito della procedura del ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica il diritto d'ufficio, nei considerandi che seguono saranno unicamente esaminate le critiche motivate in modo chiaro e dettagliato (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120, 125 I 71 consid. 1c).