Citation: 4A_85/2019 E. 4.2

4.2. In sostanza il ricorrente ritiene arbitrario l'accertamento secondo cui la transazione aveva sanato, dal profilo della LAFE, tutte le operazioni che avevano preceduto l'acquisto del pacchetto azionario da parte sua. La censura è manifestamente infondata. Nella transazione del 28 novembre 2014 è dato atto, nei considerandi, che il nuovo detentore delle azioni era " persona fisica non soggetta alla LAFE"; vi si legge inoltre che "si può prescindere dall'accertamento delle reali modalità e tempistiche per le quali la società è pervenuta a tale situazione, in considerazione del fatto che, con l'azionariato in mano a persona non soggetta, è stata ripristinata una corretta applicazione della LAFE". Segue il dispositivo 1 dell'accordo con il quale "L'Autorità Cantonale di Sorveglianza LAFE rinuncia a promuovere l'azione per la rimozione dello stato illecito". Il significato letterale del dispositivo, integrato dalle considerazioni preliminari suesposte, è effettivamente molto chiaro, ma in senso opposto rispetto a quanto pretende il ricorrente. Non è affatto arbitrario dedurne che le autorità ticinesi di applicazione della LAFE avessero rinunciato ad esigere la rimozione dello stato illecito e considerato sanate tutte le operazioni che avevano preceduto il trasferimento del pacchetto azionario alla persona non soggetta ad autorizzazione (l'accertamento reggerebbe alla critica anche ad esame libero). II ricorrente definisce " sibilline" le spiegazioni date "a posteriori" dalle autorità ticinesi, riprese nella sentenza impugnata, sui motivi per i quali la transazione non entra nei dettagli di tali operazioni. Non si avvede ch'esse ribadiscono semplicemente, con altre parole, la considerazione preliminare della transazione secondo la quale, accertato il non assoggettamento alla LAFE della persona divenuta proprietaria delle azioni, si è reputato superfluo indagare sulle "reali modalità e tempistiche" degli antefatti.