Citation: H 208/01 16.09.2002 E. 3

Il ricorrente solleva in sostanza, e per la prima volta davanti a questa Corte, la sola questione della tardività della petizione della Cassa, censurando l'operato dell'istanza cantonale per avere ritenuto valida l'azione 2 agosto 1999 senza averla preventivamente sottoposta ad un esame approfondito, o perlomeno senza averne dato particolare notizia al convenuto. Rileva inoltre come l'amministrazione si sia determinata ancor prima di conoscere le eventuali censure da lui presentate. L'argomentazione del ricorrente sulla perenzione si dimostra speciosa, considerato che la Cassa aveva statuito con la sua decisione 18 gennaio 1999 nell'ossequio del termine di perenzione di un anno di cui all'art. 82 cpv. 1 OAVS e che l'azione da lei promossa il 2 agosto 1999 risulta in sostanza precedere la formale opposizione dell'interessato soltanto per il fatto che questa Corte aveva, con la sentenza 13 febbraio 2001, fatto risalire al periodo tra il 6 e il 18 agosto 1999 il momento della notifica della decisione amministrativa 18 gennaio 1999 e rilevato, di conseguenza, la tempestività dell'opposizione formulata il 18 agosto 1999. Fare valere per la prima volta davanti a questa Corte una pretesa violazione delle norme di procedura è al limite del temerario oltre che manifestamente lesivo del principio della buona fede processuale, quando si pensi che il potere di cognizione del Tribunale federale delle assicurazioni in concreto è limitato dall'art. 105 cpv. 2 OG e che la possibilità di allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova è molto ristretta. Inoltre, le parti non possono invocare davanti alla Corte federale fatti o mezzi di prova nuovi che avrebbero potuto e dovuto, in virtù del dovere di collaborare all'istruzione della causa, essere addotti già in prima istanza. Simili allegazioni tardive non permettono di qualificare i fatti accertati dai primi giudici come incompleti ai sensi dell'art. 105 cpv. 2 OG (DTF 121 II 100 consid. 1c, 102 Ib 127). A prescindere dal fatto che il ricorrente ha comunque potuto far valere le proprie ragioni di merito senza qualsivoglia limitazione, tutte le difficoltà d'ordine procedurale sono in sostanza riconducibili alle difficoltà di notifica della decisione amministrativa e alle prolungate assenze all'estero dell'interessato, certamente non imputabili alla Cassa. La vicenda processuale a livello di prima sede si è sempre incentrata solo sugli aspetti di merito, con posizioni chiaramente espresse da entrambe le parti. L'interessato ha pertanto potuto sempre validamente esprimersi sul tema della responsabilità del datore di lavoro secondo l'art. 52 LAVS.