Citation: 2C_224/2018 E. 2.3

2.3. Il ricorrente, osservando di non avere mai lavorato in Italia, afferma che sarà confrontato con grosse difficoltà in caso di rientro in patria perché non ne conosce il sistema lavorativo. Rileva poi che è seguito dallo stesso terapeuta da tempo e che se dovesse lasciare la Svizzera, verrebbe allora interrotto il nesso terapeutico, aspetto importante della propria psicoterapia. Egli implicitamente censura una lesione del principio della proporzionalità riguardo a questi aspetti. A torto. Oltre al fatto che, come rilevato dalla Corte cantonale, le difficoltà di adattamento che dovrà affrontare sono quelle che toccano la maggior parte dei cittadini stranieri costretti a rientrare dopo un prolungato soggiorno all'estero, va ribadito che i suoi problemi di salute potranno essere trattati in modo adeguato anche dalle strutture sanitarie italiane (sentenze 2C_1073/2017 dell'11 gennaio 2018 consid. 2.3 e 2C_887/2016 del 16 gennaio 2017 consid. 6.2.2), e che, come già sottolineato dai giudici ticinesi, un trasloco nella fascia di confine gli permetterebbe di continuare il suo trattamento terapeutico in Svizzera e quindi di mantenere il nesso terapeutico in questione.