Citation: 6B_437/2008 24.07.2009 E. 3

3. Ricorso di A.________ 3.1 Il ricorrente pretende che il verbale del dibattimento del giudice di prima istanza sia stato redatto in modo arbitrario, lacunoso e incompleto. In urto con quanto sancito dall'art. 255 cpv. 3 del Codice di procedura penale del 19 dicembre 1994 (CPP/TI; RL 3.3.3.1), il verbale riporterebbe in modo incompleto e parziale le deposizioni dei testimoni sentiti in aula e non conterrebbe le risposte da loro fornite alle domande formulate dalla difesa del ricorrente e degli altri imputati. 3.1.1 La CCRP ha riconosciuto che il primo giudice non ha riportato nella loro interezza le dichiarazioni nel verbale del dibattimento. Richiamandosi all'art. 288 lett. b CPP/TI, ha però dichiarato la censura inammissibile in quanto il ricorrente non ha eccepito l'irregolarità "non appena possibile". Essa ha inoltre rilevato che l'insorgente non indicava peraltro quali sarebbero state le affermazioni non verbalizzate che lo avrebbero pregiudicato e cosa avrebbero potuto provare né pretendeva che il verbale contenesse inesattezze o citazioni non conformi alla realtà. 3.1.2 Secondo la giurisprudenza, ove l'ultima autorità cantonale dichiara un ricorso inammissibile per ragioni formali e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve addurre perché essa avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali e si sarebbe quindi a torto rifiutata di procedere all'esame di merito (DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2; sentenza 6B_489/2007 del 26 novembre 2007 consid. 2.2). Se il ricorrente non lo dimostra, ma ripropone le argomentazioni di merito addotte davanti all'ultima istanza cantonale, la censura è inammissibile.