Citation: 2C_730/2016 E. 8.2

8.2. Sennonché, ancora una volta, la critica è immotivata (art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF), limitandosi la ricorrente ad esporre la propria opinione senza spiegare in maniera esauriente in che consisterebbero le violazioni lamentate. In proposito il gravame è inammissibile. Tutt'al più va osservato quanto segue. Come spiegato dal Consiglio di Stato (risposta del 4 ottobre 2016 pag. 42), il fatto che il numero attuale dei posteggi sia stato giudicato ammissibile in base al Regolamento cantonale posteggi privati (Rcpp) vigente all'epoca (versione in vigore dal 1° gennaio 2006, BU 2005, 193) non esclude che il proprietario possa (ora) chiederne la riduzione in applicazione dell'attuale regolamento (in vigore dal 19 maggio 2015, BU 2015, 236), più restrittivo. Come risulta dalla normativa determinante, il numero dei posteggi necessari (cioè il numero minimo di posteggi di cui occorre disporre quanto quello massimo realizzabile, cfr. art. 52 cpv. 3 RLst) è determinato (art. 51 RLst) in funzione della qualità del servizio di trasporto pubblico (art. 53-60 RLst, il cui capoverso 4 permette di applicare valori ancora più restrittivi, in combinazione con un piano di mobilità per gli spostamenti generati dai contenuti della costruzione) o di situazioni particolari (art. 61 RLst) oppure mediante la valutazione del singolo caso (art. 61a RLst). È quindi errato sostenere che il numero dei posteggi non può essere ridotto, le relative norme ora in vigore essendo più restrittive.