Citation: 2A.527/2003 20.07.2004 E. B

Sciolto per divorzio il 10 marzo 1997 il precedente legame coniugale, il 5 giugno del medesimo anno B.A.________ si è unito in matrimonio, in patria, con la cittadina svizzera A.A.________ (1967). Quest'ultima, invalida, aveva a sua volta divorziato il 20 maggio 1997 da D._______, di nazionalità iugoslava, con il quale si era sposata a due riprese. Con decisione del 14 agosto 1997, la Sezione degli stranieri, respingendo l'istanza presentata dalla moglie, ha negato il rilascio di un permesso di dimora a B.A.________. Tale risoluzione è stata confermata, su ricorso, dal Consiglio di Stato ticinese, il 5 novembre 1997, e dal Tribunale cantonale amministrativo, il 3 febbraio 1998. Secondo le suddette autorità, alla concessione del permesso ostavano le prestazioni assistenziali erogate (fr. 32'030.-- all'interessato e fr. 14'718.40 a titolo di anticipo degli alimenti per la figlia), il comportamento generale dello straniero nel nostro paese (debiti, instabilità professionale, lunghi periodi senza attività, false indicazioni alle autorità) e i suoi precedenti penali. Nel 1988 egli era infatti stato condannato a 15 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente, per furto, nel 1992 gli era stata inflitta una multa di fr. 1'200.-- per reati della circolazione stradale e nel 1997 era stato condannato a 5 giorni di detenzione e a tre anni di espulsione, pene sospese per un periodo di prova di due anni, per violazione della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, del 26 marzo 1931 (LDDS; RS 142.20).