Citation: 6B_993/2017 E. 4.2.7

4.2.7. In relazione al mancato riconoscimento di un caso grave di riciclaggio di denaro nella forma generica, il MPC si duole di una motivazione insufficiente della sentenza impugnata, il TPF essendosi limitato in poche pagine a paragonare solo parzialmente quanto rimproverato ad A.________ con la fattispecie di cui alla sentenza 6B_1013/2010 del 17 maggio 2011, e lamenta una violazione del diritto di essere sentito, nella misura in cui l'autorità precedente non si sarebbe confrontata con tutti gli argomenti sollevati nella requisitoria. Nel merito, il ricorrente rileva che A.________ avrebbe architettato una "macchina da riciclaggio" che gli permetteva di riciclare senza doversi recare personalmente in banca per ogni singola movimentazione di denaro. Egli avrebbe riciclato il denaro principalmente su conti intestati a società di comodo, rispettivamente a suoi prestanomi, che pure figuravano fittiziamente quali beneficiari economici. Secondo il MPC, diversi fattori concorrerebbero a rendere grave l'attività di riciclaggio di denaro in giudizio. In primo luogo, essa sarebbe stata concepita sin dall'inizio da A.________ e poi, in base alle necessità del riciclaggio in corso di esecuzione, adattata, perfezionata e resa più performante. Egli avrebbe creato un sistema di riciclaggio, complesso per il numero delle persone coinvolte e articolato nella coordinazione delle movimentazioni del denaro sui conti, che gli avrebbe permesso di non apparire mai in prima persona. In secondo luogo, A.________ avrebbe reso la sua attività riciclatoria ancor più professionale attraverso professionisti finanziari, strutturandola con un grande dispendio di tempo e di mezzi milionari. I professionisti di cui si sarebbe avvalso, oltre a prestargli i loro servigi in più paesi, gli avrebbero a loro volta procurato altri professionisti con le specifiche competenze da lui richieste. In terzo luogo, A.________ si sarebbe adoperato per riciclare denaro pure per conto di terzi, suoi correi nel reato a monte. In quarto luogo, A.________ avrebbe impiegato il provento illecito, già riciclato, per effettuare ulteriori operazioni da cui trarre un profitto illecito ancora maggiore, non limitandosi quindi a recuperare il bottino del reato a monte e dimostrando così la poliedricità delle sue attività nell'utilizzo e nella destinazione del denaro già riciclato. In quinto luogo, A.________ avrebbe sfruttato le possibilità legali per riciclare il denaro, segnatamente lo scudo fiscale italiano. In sostanza, l'evoluzione dell'attività di riciclaggio di denaro sia dal profilo quantitativo (per gli importi riciclati, i profitti illeciti conseguiti, gli intermediari finanziari coinvolti) sia da quello qualitativo (per gli investimenti di denaro già riciclato) manifesterebbe un climax ascendente e poliedrico d'intensità e gravità criminale. A.________ avrebbe esercitato tale attività come una seconda professione, con atti ripetuti e frequenti durante un lungo periodo, dedicandovi un tempo ragguardevole, nonché importanti energie, dimostrando di essere sempre pronto a reiterare il suo comportamento criminale. Il TPF, continua il ricorrente, avrebbe omesso di considerare tutti questi elementi. Peraltro gli atti incriminati dovrebbero essere qualificati come riciclaggio di denaro aggravato anche alla luce delle sentenze 6B_1013/2010 del 17 maggio 2011 e 6B_535/2014 del 5 gennaio 2016. Infine, il MPC rimprovera l'autorità cantonale per non essersi confrontata con i decreti d'accusa, cresciuti in giudicato, con cui i correi di A.________ sono stati condannati per riciclaggio di denaro aggravato, né con la sentenza di condanna emanata con rito abbreviato nei confronti di un ulteriore suo correo, anch'essa cresciuta in giudicato, per lo stesso titolo di reato. Trattandosi dei medesimi atti di riciclaggio, quelli imputati ad A.________ dovrebbero essere giudicati nello stesso modo.