Citation: 8C_607/2022 E. 6.2

6.2. Il ricorrente argomenta che la Dr.ssa med. C.________ si sarebbe "clamorosamente" contraddetta. Da un lato essa non riconoscerebbe i disturbi visivi, dall'altro ammetterebbe invece l'esistenza della diplopia. Non risulterebbe poi da nessun atto medico che il 23 settembre 2009 l'assicurato avrebbe avuto un'exoforia che scompensava in exotropia a 13-14 cm di distanza, come riportato nella perizia esterna, quando invece secondo l'INSAI stesso da tale data (esame patente D) egli presentava una vista intatta. Inoltre, contrariamente a quanto indicato dalla Dr.ssa med. C.________, al ricorrente è stata prescritta una terapia domiciliare, come risulterebbe dal Verbale dell'Ospedale B.________ in cui è indicata "una prescrizione di 12 GG di prognosi, l'assunzione di una sequela di farmaci e il rinvio al medico curante". Questi ultimi aspetti del Verbale dell'Ospedale B.________ sarebbero all'origine del "macroscopico errore" della Corte cantonale, unitamente al relativo "foglio informativo per pazienti con trauma cranico minore" ricevuto dal ricorrente, indicante che "chiunque abbia subito un trauma cranico, anche se di modesta entità, pu ò presentare sintomi riferibili al trauma anche dopo ore o giorni [tra i quali appunto, ndr]... annebbiamento o sdoppiamento della vista". Secondo l'insorgente, quest'ultimo passaggio dimostrerebbe che in medicina sarebbe riconosciuta la latenza delle problematiche visive a seguito di un trauma cranico anche di minore entità. Non sarebbe dunque "assolutamente possibile" escludere una correlazione tra infortunio e sequele partendo dal presupposto che sembrerebbe non esservi stata alcuna commozione cerebrale. Il Tribunale cantonale non poteva inoltre "assolutamente escludere" che i medici specialisti che si sono fondati sull'esistenza di un trauma cranico "avrebbero concluso che la relazione causale sarebbe stata quantomeno altamente verosimile qualora avessero preso in considerazione un "TC minore" con o senza commozione cerebrale".