Citation: 4C.266/2000 28.02.2001 E. 6

6.- Il Tribunale d'appello ha accertato infine che la stazione di servizio ha continuato a vendere carburante sotto i marchi dell'attrice per un mese e cinque giorni, sebbene questa non fosse più fornitrice; considerato che un simile agire lede gli art. 13 cpv. 2 LPM e 3 lett. d LCSl, ha condannato la Vasa Sagl a pagare fr. 2'712. 50; la responsabilità di Vasco Sacchetti e Meinrado Della Chiesa è invece stata esclusa, non essendo i soci gerenti obbligati personalmente in forza dell'art. 802 cpv. 2 CO. La ricorrente ritiene errati sia il calcolo del danno, sia la condanna di una sola parte convenuta: siccome l'atto in questione costituirebbe reato penale, anche Vasco Sacchetti e Meinrado Della Chiesa dovrebbero essere condannati solidalmente in applicazione degli art. 61 e segg. LPM, 41, 50, 51, 754, 827 CO e 55 cpv. 3 CC. Queste critiche sono irricevibili. La perdita di guadagno di cts. 3,1 al litro, che la ricorrente considera errata, è stata allegata da lei medesima ancora nel suo allegato conclusivo dinanzi al Tribunale d'appello. L'accertamento del danno costituisce peraltro una questione di fatto insindacabile (DTF 122 III 222 consid. 3b e rif.). Quanto alla responsabilità solidale dei soci della società, il ricorso cita norme che nulla hanno a che vedere con l' oggetto della causa (art. 754 e 827 CO, 55 CC) o che presuppongono comportamenti delle persone che la sentenza impugnata non ha accertato (atto illecito e reato penale).