Citation: 9C_355/2018 E. 5.3

5.3. Nella fattispecie, le constatazioni del Tribunale cantonale sono manifestamente inesatte e l'eliminazione di questo vizio è determinante per l'esito della procedura. Non può essere sottaciuto che sia A.A.________ che B.A.________ erano beneficiari delle prestazioni delle collaboratrici domestiche. B.A.________ ha inoltre esplicitamente dichiarato nel corso dell'interrogatorio del 12 maggio 2015 di occuparsi direttamente del personale domestico e di impartire loro le istruzioni per l'organizzazione del lavoro giornaliero. Lo stesso A.A.________ ha confermato di avere assunto C.________ d'intesa con sua moglie (interrogatorio del 15 aprile 2014). In queste circostanze si può solo ammettere che il personale domestico era al servizio dei coniugi A.A.________ e B.A.________ ciò che, alla luce dei principi giurisprudenziali sopraesposti, porta a ritenere che anche B.A.________ era da considerare quale datrice di lavoro. Il Tribunale cantonale spiega che ci si trova confrontati nella fattispecie a una situazione di dubbio, non potendosi determinare chi sia il reale datore di lavoro. Pertanto, in applicazione dell'art. 12 LAVS è decisivo sapere chi versa il salario, che nel caso concreto è il marito. Questo argomento non è corretto perché non vi può essere alcun dubbio sull'identità del datore di lavoro. Infatti la subordinazione delle collaboratrici domestiche a B.A.________ non è solo stata confermata dalla stessa nell'interrogatorio del 12 maggio 2015, ma anche dal fatto che la collaboratrice C.________ ha riferito che B.A.________ si era occupata di lei il giorno della sua assunzione e di considerarla sua datrice di lavoro (interrogatori del 4 aprile 2014 e del 9 maggio 2014). C.________ aveva inoltre ripreso contatto direttamente con lei dopo un periodo di assenza per riprendere il lavoro in casa A.A.________ e B.A.________. Il Tribunale cantonale in proposito riferisce che questo non è determinante per la qualifica di datore di lavoro perché decisivo non è il sentimento interno della persona subordinata ma che il rapporto di subordinazione risulti da elementi oggettivi. I giudici cantonali non spiegano tuttavia quali sarebbero questi elementi oggettivi, limitandosi ad insistere sul fatto che il salario era versato da A.A.________, ciò che però non è da solo decisivo come già visto. Gli elementi oggettivi, come fatto valere dalla cassa ricorrente, portano invece a ritenere che l'attività delle collaboratrici domestiche era svolta anche al servizio di B.A.________. In assenza di un dubbio relativo alla persona del datore di lavoro, non ci si poteva fondare principalmente sul criterio di chi versa il salario. Per questo motivo non ci si può riferire alla sentenza H 28/89 del 4 dicembre 1989 (pubblicata in RCC 1990 pag. 141 e seg. consid. 1b) secondo la quale, nel caso di situazioni ambigue, si può considerare datore di lavoro, tenuto a fare conteggi e a pagare i contributi, solo colui che versa il salario determinante al suo impiegato. Oltretutto non può essere sottaciuto che perlomeno fino al 2016, nessuno dei coniugi A.A.________ e B.A.________ aveva regolarmente versato i contributi sociali per il personale di servizio, quindi non si vede perché unicamente A.A.________ dovrebbe essere considerato datore di lavoro. La circostanza secondo la quale due collaboratrici domestiche (D.________ e E.________) figurano anche tra il personale dello studio legale e che tramite questo sono dichiarate alla Cassa non è rilevante. Infatti, come accertato dallo stesso Tribunale cantonale, e non contestato dalle parti, nel caso di personale domestico attivo sia presso la sede del datore di lavoro che presso il domicilio privato dello stesso, è necessario dichiarare anche l'attività svolta presso il domicilio privato, se del caso con due affiliazioni e conteggi distinti presso la Cassa, ciò che non libera i coniugi A.A.________ e B.A.________ dai loro obblighi di dovere pagare i contributi paritetici per queste attività. L'affiliazione di entrambi i coniugi come datori di lavoro del personale domestico è peraltro compatibile con il principio secondo il quale, assimilando il matrimonio a una società semplice, si può affiliare come datore di lavoro anche una comunità di persone senza personalità giuridica (cfr. sentenza H 139/79 del 13 giugno 1980 consid. 3 tradotta in RCC 1981 pag. 355 e seg.; Direttive edite dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sulla riscossione dei contributi nell'AVS/AI e nelle IPG (DRC) n. 1011). In questo caso la Cassa di compensazione deve notificare la decisione di fissazione dei contributi a ciascuno dei coniugi, ciò che è stato regolarmente fatto. L'accertamento dei fatti alla base del giudizio del 26 marzo 2018 risulta pertanto manifestamente erroneo. Il giudizio cantonale deve quindi essere annullato e le decisioni su opposizione del 3 maggio e 7 agosto 2017 confermate.