Citation: 8C_158/2019 E. 3.2

3.2. Il ricorrente contesta fermamente le conclusioni della Corte cantonale e nega di aver rivendicato le sue pretese in maniera intempestiva. L'assicurato rileva che un rifiuto delle prestazioni potrebbe solo avvenire in caso di colpa grave dell'interessato. In questo caso, tale eventualità non può essere data, siccome il ricorrente tra il 21 agosto 2017 e il 18 settembre 2017 ha sollecitato la datrice di lavoro con una serie di messaggi di posta elettronica. A parer suo, il ricorrente non è rimasto affatto inattivo. Il 2 ottobre 2017, ossia nemmeno 15 giorni dopo il termine del rapporto di lavoro, avvenuto il 18 settembre 2017, il ricorrente si è rivolto a un avvocato, il quale ha inviato una diffida di pagamento. Il 18 gennaio 2019 l'assicurato, ossia a distanza di nemmeno tre mesi, ha presentato un'azione giudiziaria in Italia contro il datore di lavoro. Il ricorrente osserva che l'avvio di una procedura esecutiva non è necessariamente il miglior modo di agire per ottenere una condanna del datore di lavoro al pagamento, poiché tale procedura non è retta dalla procedura semplificata e non è gratuita, contrariamente agli art. 113 e 114 CPC. L'assicurato deve poi avere la libertà di scegliere quale procedura intraprendere. Da ultimo, a torto, il Tribunale cantonale delle assicurazioni avrebbe criticato il ricorrente di aver avviato la causa giudiziaria in Italia e non in Svizzera.