Citation: I 492/99 26.01.2000 E. 2

2.- a) In concreto, va innanzitutto rilevato che il ricorrente fino al momento in cui ha lasciato definitiva- mente la Svizzera, vale a dire sino alla fine di settembre del 1993, ha sempre lavorato normalmente, ad eccezione di alcune brevi assenze nel 1991 dal 7 all'8 maggio e dal 3 al 12 ottobre, nel 1992 dal 6 al 18 ottobre e nel 1993 dal 2 al 14 marzo. Egli è inoltre stato assente dal lavoro dal 21 aprile di quest'ultimo anno sino al suo rientro definitivo in patria. Le sue affezioni, segnatamente il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa e le note di angiosclerosi, messe in risalto dal medico dell'INPS, sono malattie di lunga du- rata. Il diritto alla rendita potrebbe quindi essere nato, secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, al più presto dopo un anno di incapacità al lavoro senza notevoli interruzioni. b) Orbene, il ricorrente non ha praticamente mai avuto periodi prolungati di incapacità lavorativa fino al 21 aprile 1993, quando è rimasto assente dal lavoro sino alla data del suo rientro in patria, avvenuto alla fine di set- tembre di quell'anno. Come correttamente rilevato dal giu- dice di prime cure, entro tale data non poteva nascere al- cun diritto a una rendita a favore dell'interessato. Il di- ritto a una prestazione dell'assicurazione per l'invalidità svizzera sarebbe potuto nascere al più presto dopo un anno di attesa, all'inizio di aprile del 1994. c) A quell'epoca il ricorrente non adempiva, sempre come correttamente rilevato dal primo giudice, il requisito assicurativo. Rimpatriato, M.________, come emerge dall'attestato concernente la carriera assicurativa in Ita- lia, non ha chiesto di poter versare volontariamente con- tributi nelle assicurazioni sociali italiane. Egli nemmeno risulta essere titolare di una pensione d'invalidità ita- liana. d) Il ricorso deve pertanto essere respinto per questi motivi, senza che occorra esaminare più da vicino se il ri- corrente, alla scadenza del termine annuale di carenza, va- le a dire nell'aprile 1994, era invalido e, meglio, subiva una perdita di guadagno del 50% almeno rispetto alla prece- dente attività svolta in Svizzera a seguito dell'incapacità lavorativa che lo aveva colpito. Non mette conto, in altre parole, di analizzare se la valutazione del medico del- l'INPS, che attesta un'invalidità del 45% soltanto (e non del 50% come richiesto dalla legge svizzera), sia corretta. Per queste medesime ragioni, non si giustifica di as- segnare al ricorrente un termine per produrre nuova docu- mentazione medica, segnatamente una perizia di parte. Essa si rivelerebbe infatti a priori superflua per il presente giudizio.