Citation: 6B_343/2007 10.04.2008 E. 4

A mente delle ricorrenti, il mancato riconoscimento della loro qualità di parti civili costituirebbe una violazione dei diritti loro garantiti sia dalla Costituzione federale che da quella cantonale, segnatamente dagli art. 8, 9, 29 cpv. 2 e 29a Cost. e dagli art. 8 e 10 Cost./TI. 4.1 Ogni persona danneggiata moralmente o materialmente da un reato può costituirsi parte civile in un processo (art. 69 cpv. 1 CPP/TI), ma solo nella misura in cui ella sia attualmente, direttamente e personalmente lesa nel suo bene giuridico (Michele Rusca/Edy Salmina/Carlo Verda, Commento del Codice di Procedura Penale ticinese, Lugano 1997, n. 1 ad art. 69 CPP/TI). Non è quindi ammesso a costituirsi parte civile chi risulta solo indirettamente danneggiato dal reato perseguito. 4.2 In sede cantonale, il Procuratore pubblico ha affermato di aver avviato il procedimento per i reati di truffa per mestiere, subordinatamente truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele in relazione alla raccolta di fondi a mezzo di vettori societari facenti sostanzialmente capo a G.________. Tale raccolta di fondi sarebbe stata effettuata millantando promesse di collocamenti a titolo remunerativo che non venivano però eseguiti e che G.________ sapeva non poter essere effettuati sottacendo tutto alle vittime. Nell'ipotesi accusatoria, le società ricorrenti sono considerate quale instrumenta sceleris, ossia quali strumenti per commettere il reato. Ipotesi di reati a danno delle stesse non sono per contro oggetto del procedimento. Il magistrato inquirente ha dunque incentrato l'inchiesta sulla raccolta dei fondi presso i clienti investitori delle società qui ricorrenti, non a caso il titolo di reato principale per cui egli procede è quello di truffa per mestiere a spese dei clienti ingannati. 4.3 Le ricorrenti non pretendono essere delle danneggiate dirette nelle ipotesi di truffa. Sostengono tuttavia che tale è il caso per gli altri reati prospettati a titolo subordinato, vale a dire per l'amministrazione infedele e l'appropriazione indebita. Difatti, sottraendo fondi alle società, G.________ non avrebbe interferito direttamente sul patrimonio dei clienti investitori, ma sulle pretese dei creditori nei confronti delle società. I danneggiati diretti del presunto agire di G.________ e degli altri indagati sarebbero di conseguenza le società medesime e non i loro investitori. 4.4 Il malinteso rilevato dal GIAR si protrae anche in questa sede. Orbene, mentre il magistrato inquirente concentra la sua inchiesta sulla raccolta dei fondi presso gli investitori, le ricorrenti fondano il loro ragionamento e la loro qualità di parti civili sulla fase successiva a tale raccolta reputando quest'ultima - come già rilevato dal Procuratore pubblico in sede di osservazioni al reclamo - virtualmente ineccepibile. Risulta quindi che, conformemente a quanto già riscontrato dal GIAR, le ricorrenti chiedono il riconoscimento della loro qualità di parti civili sulla base di un complesso fattuale e ipotesi di reato non contemplati dall'inchiesta avviata dal Ministero pubblico. In queste circostanze, non è quindi possibile accordar loro la qualità di parti civili nel procedimento in corso. Il solo modo per poter intervenire quale parte è quello già indicato dal GIAR, vale a dire formale denuncia e/o richiesta di estensione dell'accusa. Ne consegue che, dichiarando il reclamo privo di oggetto, il Giudice cantonale non ha violato i diritti costituzionali invocati dalle ricorrenti. La sentenza impugnata va quindi confermata.