Citation: I 370/06 26.06.2007 E. 5

Fatte queste premesse, resta da quantificare il grado d'invalidità dell'assicurato. 5.1 Giustamente il reddito senza invalidità è stato stabilito dall'amministrazione partendo dal salario che il ricorrente sarebbe stato in grado di conseguire nel 2001 (DTF 129 V 222) se non fosse divenuto inabile al lavoro e avesse continuato a lavorare in qualità di fabbro. L'importo di fr. 55'244.- ritenuto dai primi giudici non è censurabile dal momento che appare addirittura superiore a quanto attestato dal datore di lavoro in data 31 maggio 2001. Dopo adeguamento all'evoluzione dei salari nel settore della costruzione, il dato di riferimento è di fr. 56'127.90 per l'anno 2002, di fr. 56'689.18 per il 2003, di fr. 56'915.93 per il 2004 e di fr. 57'542.- per il 2005 (La Vie économique, 3-2007, pag. 91, tabella B10.2). 5.2 Quanto al reddito da invalido, esso va determinato alla luce dei dati statistici salariali risultanti dall'ISS dal momento che l'assicurato non ha ripreso un'attività lavorativa esigibile (DTF 129 V 472 consid. 4.2.1 pag. 475; 126 V 75 consid. 3b pag. 76 seg.). Secondo la prassi di questo Tribunale, per questa valutazione ci si riferisce ai salari lordi standardizzati (tabelle A, valore mediano) ivi riportati (DTF 129 V 472 consid. 4.2.1 pag. 476 con riferimento). Riguardo alla questione della tabella applicabile tra le varie riportate dall'ISS, la presente Corte ha di recente stabilito non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla tabella TA13 e relativi ai salari nelle grandi regioni (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 75/03 del 12 ottobre 2006, consid. 8, riassunta in RSAS 2007 pag 64). Il reddito ipotetico da invalido deve di conseguenza essere valutato sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali (svizzeri) conseguibili nel settore privato, lo stesso dovendo valere, per evitare disparità di trattamento, nei confronti di assicurati residenti all'estero (v. la sentenza I 773/05 del 28 febbraio 2007, consid. 3.3). Quanto alla questione delle attività sostitutive entranti in linea di discussione, l'amministrazione, su invito dei primi giudici, ne ha indicate alcune (operaio addetto all'imballaggio, magazziniere, addetto a stazione di benzina, venditore in un chiosco, preparatore di veicoli nuovi) compatibili con le limitazioni descritte dal dott. C.________. A ciò si aggiunge che, in considerazione dell'ampio ventaglio di attività semplici e ripetitive contemplate dai settori della produzione e dei servizi (cfr. ISS, livello di esigenze 4), un numero significativo di queste attività sono di natura leggera, permettono di alternare la posizione e sono pertanto adatte al danno alla salute presentato dall'assicurato (v. per analogia la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 324/00 del 5 giugno 2001, consid. 2b). Questa Corte ha così già ripetutamente statuito, in casi con limitazioni funzionali analoghe, che esiste un mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid. 2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 293 consid. 3b pag. 296; si veda anche la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 401/01 del 4 aprile 2002, consid. 4c). Si tratta segnatamente del mercato occupazionale aperto a personale non qualificato o semi qualificato (RCC 1989 pag. 328 consid. 4a pag. 331), in cui vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici e che consentono il cambiamento frequente di posizione (RCC 1980 pag. 481 consid. 2 pag. 482; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 329/01 del 25 febbraio 2003, consid. 4.7). In tali condizioni, partendo dal valore totale mediano di cui all'ISS 2000 (pag. 31, livello di esigenze 4), si ottiene un importo di base di fr. 55'639.98 per il 2000 (fr. 4'437 x 12 : 40 x 41.8 [La Vie économique, 3 -2007, pag. 90, tabella B9.2]), che, adattato all'evoluzione salariale negli gli anni successivi, porta a ritenere un importo di fr. 57'030.98 per il 2001, di fr. 58'057.53 per il 2002, di fr. 58'870.33 per il 2003, di fr. 59'400.16 per il 2004 e di fr. 59'994.16 per il 2005 (v. La Vie économique, 3-2007, pag. 91, tabella B10.2). Ora, anche volendo, come ha fatto l'autorità commissionale, dedurre da questi valori la quota massima consentita del 25% per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso (DTF 126 V 75), si ottiene un reddito da invalido di fr. 42'773.23 per il 2001, di fr. 43'543.14 per il 2002, di fr. 44'152.74 per il 2003, di fr. 44'550.12 per il 2004 e di fr. 44'995.62 per il 2005. Confrontati questi dati con il redito da valido per gli anni in questione, si ricava un tasso d'invalidità insufficiente (del 23% per il 2001 e del 22% per gli anni 2002 - 2005) per fare valere un diritto a una rendita. 5.3 Nulla muta a tale conclusione la circostanza per cui l'assicurato avrebbe invano cercato di reperire delle attività sostitutive esigibili. Al ricorrente va infatti ricordato che l'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee a un danno alla salute, quali per esempio le particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione, l'età o una formazione insufficiente, non giustifica il riconoscimento di una rendita, l'incapacità di lavoro che ne dovesse risultare non essendo dovuta a una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l'invalidità di fornire prestazioni (DTF 107 V 17 consid. 2c pag. 21; VSI 1999 pag. 246 consid. 1 pag. 247).