Citation: 1B_542/2019 E. 2.6

2.6. Il ricorrente fa valere, a ragione, che il motivo principale della domanda di ricusa attiene all'accettazione del nuovo atto di accusa del 23 aprile 2018 da parte del giudice, motivo noto da oltre un anno all'opponente, essendo palese che il giudice poteva preparare e indire il dibattimento soltanto dopo aver esaminato e ammesso di entrare nel merito dell'accusa (art. 329 segg. CPP). Ora, come correttamente sostenuto dal ricorrente, con l'assegnazione dei termini per l'inoltro di eventuali istanze probatorie del 31 agosto 2018, nella quale richiamava il nuovo atto di accusa, dopo esame ex art. 329 CPP, il giudice comunicava che avrebbe diretto il dibattimento. Il ricorrente sottolinea, rettamente, che, indirizzando espressamente la richiesta probatoria del 19 ottobre 2018 al giudice Siro Quadri, l'EOC, sebbene a conoscenza del criticato rinvio dell'accusa, dell'esame del nuovo atto di accusa e della direzione del dibattimento da parte dello stesso magistrato, non lo ha tempestivamente ricusato. L'EOC ha per contro tatticamente atteso l'esame delle questioni pregiudiziali, nell'aspettativa che il giudice accogliesse quella dell'asserita intervenuta prescrizione e mutasse il proprio giudizio sulla validità dell'atto di accusa. La mancata realizzazione di siffatte aspettative e supposizioni nulla muta alla tardività della domanda di ricusazione (sentenze 1B_469/2019, citata, consid. 2.3 e 1B_149/2019, citata, consid. 3). Il generico rilievo della CRP, secondo cui solo in quel momento per l'EOC sarebbe emerso in modo "evidente" il noto motivo di ricusa, chiaramente non regge. L'inoltro di una tale domanda non presuppone infatti la certezza della fondatezza del motivo di ricusa, essendo sufficiente rendere verosimili i fatti su cui essa si fonda (art. 58 cpv. 1 CPP), noti da mesi all'istante. La domanda di ricusa, manifestamente tardiva, era quindi irricevibile e non doveva essere esaminata nel merito.