Citation: 1C_792/2013 E. 2.5

2.5. Nella sentenza impugnata, in dispregio dell'obbligo di motivazione derivante dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 138 I 232 consid. 5.1), non è stata esaminata la questione, decisiva, di sapere se sulla base delle pertinenti norme applicabili sarebbero adempiute le condizioni per impugnare successivamente un'autorizzazione cresciuta in giudicato (cfr. al riguardo la sentenza 1C_509/2011 dell'8 giugno 2012 consid. 3.1 e 3.4, in ZBl 114/2013 pag. 624; cfr. pure Andreas Baumann et al., Kommentar zum Baugesetz des Kantons Aargau, 2013, n. 57-70 pag. 874 segg., in particolare n. 67 e 70). È infatti tutt'altro che chiaro, e la decisione impugnata è silente al riguardo, che la normativa comunale o cantonale consentirebbe di inoltrare un'opposizione contro un'autorizzazione edilizia cresciuta in giudicato. La criticata decisione neppure si esprime sull'esistenza dei necessari presupposti per revocare l'autorizzazione litigiosa (al riguardo cfr. DTF 127 II 306 consid. 7a pag. 314; 134 II 142 consid. 5.3 inedito; 107 Ib 35 consid. 4a; sentenze 1C_355/2010 del 19 novembre 2010 consid. 5.1 e 1P.567/2006 del 2 ottobre 2007 consid. 4.2, in RtiD I-2008 n. 24 pag. 645 segg.; Peter Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, 5a ed. 2008, pag. 336 segg.). Questioni queste che il Tribunale federale non deve vagliare quale prima e ultima istanza. Riguardo all'eventuale possibilità di revocare l'autorizzazione litigiosa, affetta da un vizio di notifica da parte del Comune, giova ricordare che il proprietario dopo aver fatto capo per due volte alla procedura ordinaria, in seguito alle opposizioni sollevate dal ricorrente contro progetti rettamente ritenuti pressoché identici dalla Corte cantonale ha poi scientemente scelto quella di notifica, prevista per progetti di costruzione subordinati per i quali non si attendono opposizioni e che di massima non implica l'avviso della domanda ai vicini. Per di più il richiedente poteva senz'altro rendersi conto che l'autorizzazione rilasciatagli non era stata comunicata al vicino, come risulta chiaramente dalla stessa. In tali circostanze, rilevato che non risulta che siano state prese particolari disposizioni non reversibili dopo il rilascio dell'autorizzazione litigiosa, parrebbe dubbio che a un'eventuale revoca del permesso potrebbe essere opposta la sua buona fede (art. 9 Cost.; DTF 137 I 69 consid. 2.5.1; 131 II 627 consid. 6.1; cfr. anche DTF 138 I 97 consid. 4.1.5).