Citation: 5C.74/2000 14.04.2000 E. B

B.- Con petizione 22 dicembre 1997 i predetti creditori, nella loro veste di cessionari delle pretese dell' eredità giacente, hanno introdotto un'azione pauliana intesa a ottenere la revoca di alcuni atti mediante i quali il de cuius si era spossessato dei suoi beni a scapito dei creditori, segnatamente della donazione dei pacchetti azionari delle G.________ S.A.. In via subordinata e alternativa gli attori hanno chiesto la condanna dei convenuti al pagamento di fr. 7'106'289. 45. Con sentenza 5 luglio 1999 il Pretore di Mendrisio Nord, rilevato che tutti gli atti di donazione risalivano a più di 5 anni prima dell'inoltro della causa, ha dichiarato le pretese fatte valere perente in applicazione dell'art. 292 vLEF. Il 3 febbraio 2000 la Seconda Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, adita dagli attori, ha confermato la decisione di primo grado. In sostanza, i giudici cantonali hanno rilevato che l'azione era perenta ai sensi dell'art. 292 vLEF e che il termine previsto in questa norma è di perenzione e quindi assoluto. Valesse anche il contrario, nulla è stato fatto per interromperlo tempestivamente, essendo le esecuzioni volte all'accertamento dei rispettivi crediti nei confronti del de cuius e non nei confronti dei donatari. Da nessuna parte inoltre è previsto che in caso di reato penale valga il termine più lungo di 10 anni. Non diversa sarebbe la soluzione se si applicasse la modifica legislativa entrata in vigore solo successivamente.