Citation: 5A_116/2014 E. 3.2.2

3.2.2. I ricorrenti obiettano in secondo luogo che la loro (contestata) cattiva amministrazione, per soddisfare le condizioni del vecchio art. 370 CC, dovrebbe avere la sua causa soggettiva nella debolezza dell'intelligenza o della volontà del soggetto in questione; ma nel caso concreto, i periti consultati nel dicembre 2006 e nel gennaio 2007 non avrebbero affermato la sussistenza di tale causa. Soltanto ora sarebbero in grado di sollevare questa obiezione, avendo ricevuto le perizie unicamente dopo l'incontro del 7 marzo 2013. Le perizie poste alla base della decisione di interdizione dell'aprile 2007 si trovano agli atti. Se volevano discuterle, i ricorrenti non avevano che da prenderne tempestiva visione e reagire nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Ora, come già rilevato, non risulta che essi abbiano chiesto, in un momento qualsiasi, l'accesso agli atti, ed ancor meno che lo stesso sia stato loro rifiutato a torto (supra consid. 2.1); la mera affermazione del contrario non vale critica di arbitrio nell'accertamento dei fatti. La critica rivolta contro l'apprezzamento delle circostanze personali dei ricorrenti, ed in particolare delle perizie redatte in merito al momento dell'istituzione della misura, è pertanto ampiamente tardiva, e come tale inammissibile (e comunque manifestamente infondata, confondendo i ricorrenti le condizioni poste dal vecchio art. 369 CC e dal vecchio art. 370 CC, v. su quest'ultima disposizione DTF 108 II 92 consid. 2; sentenze 5C.131/2006 del 17 ottobre 2006 consid. 4.1, in FamPra.ch 2007 pag. 196; 5A_627/2011 del 16 aprile 2012 consid. 3 con numerosi rinvii, in RtiD 2012 II pag. 800 [abuso di bevande spiritose]).