Citation: 1P.356/2004 02.07.2004 E. 1

1.1 Secondo l'art. 35 cpv. 1 OG, la restituzione per l'inosservanza di un termine può essere accordata solo quando il richiedente o il suo difensore è stato impedito, senza sua colpa, di agire entro il termine fissato. La domanda deve indicare l'impedimento ed essere presentata entro dieci giorni da che questo è cessato. Entro lo stesso termine deve essere compiuto l'atto omesso. La decisione è presa in base a una procedura scritta senza deliberazione pubblica (art. 35 cpv. 2 OG). 1.2 L'istituto della restituzione in intero costituisce un rimedio di carattere straordinario, che incide profondamente nella sicurezza del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei requisiti con rigore e seguire criteri restrittivi. Secondo la prassi relativa all'art. 35 cpv. 1 OG, per impedimento senza colpa bisogna intendere non solo l'impossibilità di agire oggettiva nel senso della forza maggiore, bensì pure l'impossibilità soggettiva dovuta a circostanze personali o all'errore (DTF 119 II 86 consid. 2a). L'assenza di colpa deve d'altronde essere manifesta (DTF 114 Ib 56, consid. 2 inedito, in Pra 77/1988, n. 152 pag. 540 segg.; cfr., per l'analoga prassi ticinese, Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2 all'art. 12, pag. 60). 1.3 L'istante rileva, allegando un certificato medico, ch'egli è stato ricoverato per malattia all'ospedale dal 26 al 30 aprile 2004, dove, il 27 aprile 2004 è stato sottoposto a un intervento operatorio d'urgenza. Per ragioni mediche, egli è stato dimesso il venerdì pomeriggio 30 aprile 2004, anziché al mattino presto dello stesso giorno, come inizialmente previsto. 1.4 La giurisprudenza ammette in particolare che una grave malattia contratta improvvisamente può costituire un impedimento non colposo giusta l'art. 35 OG. Occorre, però, che non solo l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine stabilito, ma che inoltre egli non sia stato in grado d'incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura necessari (DTF 119 II 86 consid. 2a, 114 II 181 consid. 2, 112 V 255 consid. 2a con rinvii). Che la persona in questione sia stata impedita d'incaricare un terzo di agire in sua vece entro il termine fissato presuppone, comunque, che essa, malgrado il suo impedimento, sia stata in grado di rendersi conto della necessità di provvedere in tal senso. Non appena sia oggettivamente e soggettivamente esigibile ch'essa agisca personalmente o che affidi a un terzo la salvaguardia dei suoi interessi, cessa l'impedimento senza sua colpa ai sensi dell'art. 35 cpv. 1 OG (DTF 119 II 86 consid. 2a). 1.5 In caso di malattia, soltanto quella che si manifesta alla fine del termine fissato e che impedisce la parte di difendere personalmente i propri interessi o di far capo tempestivamente ai servizi di un terzo costituisce un impedimento senza colpa. Considerata la libertà di redigere e di effettuare l'atto processuale alla scadenza del termine di ricorso o di quello fissato dal giudice, non può in effetti essere preteso dalla persona ammalata suscettibile di guarire che agisca anticipatamente perché ignora se sarà in grado di ricorrere tempestivamente prima della fine del temine fissato (DTF 112 V 255 consid. 2a pag. 256 e rinvii; causa 1P.319/1998, sentenza dell'8 febbraio 1999, consid. 2a e b, apparsa in RDAT II-1999, n. 8 pag. 32; Jean François Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, n. 2.3, 2.4 e 2.7 all'art. 35).