Citation: 6B_977/2020 E. 5

Per il resto, accennando genericamente alla violazione del principio "ne bis in idem" e del doppio grado di giurisdizione, il ricorrente non sostanzia una violazione del diritto (art. 95 LTF) con una motivazione conforme alle esposte esigenze di motivazione. Comunque, a titolo abbondanziale, può essere rilevato che il principio "ne bis in idem" è disciplinato dall'art. 11 cpv. 1 CPP, secondo cui chi è stato condannato o assolto in Svizzera con decisione passata in giudicato non può essere nuovamente perseguito per lo stesso reato (cfr. DTF 144 IV 362 consid. 1.3.2). In concreto, il richiamo di questo principio è inconferente, siccome il ricorrente non è già stato giudicato per gli stessi fatti con una decisione passata in giudicato. Il proscioglimento dall'imputazione di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari (art. 285 n. 1 CP), pronunciato dal tribunale di primo grado, era infatti stato impugnato dall'opponente e non era quindi cresciuto in giudicato. I giudici cantonali hanno poi ritenuto non realizzato tale reato, sicché esso non ha assorbito quello di minaccia ai sensi dell'art. 180 CP. Con il generico accenno alla garanzia del doppio grado di giurisdizione, il ricorrente omette di considerare che la causa è stata oggetto di due gradi di giudizio a livello cantonale in applicazione del diritto processuale penale e che in tale contesto egli ha potuto fare valere i suoi diritti di difesa e di essere sentito.