Citation: 6P.130/2002 25.02.2003 E. 6.1

Giusta l'art. 270 lett. f PP, al querelante è tuttavia riconosciuta la legittimazione a ricorrere per cassazione ove la lite concerna il diritto di querela in quanto tale e le sue condizioni (DTF 127 IV 185 consid. 2; 120 IV 44 consid. 3b e 7, 107 consid. 1b). Invocando una violazione degli art. 27 e 28 CP, le ricorrenti sostengono che le autorità cantonali avrebbero a torto accertato la mancata designazione tra i querelati del redattore responsabile a fianco del giornalista autore dell'articolo e dell'editore, come richiesto dall'art. 27 cpv. 2 prima frase CP: se il redattore non era stato indicato espressamente nel titolo della querela, esse fanno notare come nel testo abbiano poi chiaramente chiesto di "[...] aprire un'inchiesta contro le persone responsabili di questo giornale" - intendendo quindi anche contro il redattore responsabile - e che, secondo la giurisprudenza, è possibile presentare anche una querela contro ignoti. Le insorgenti sottolineano inoltre come le autorità ticinesi non abbiano debitamente considerato alcuni importanti fattori quali l'ostruzionismo del giornale, che non ha voluto comunicare l'identità completa dell'autore dell'articolo litigioso, come pure il tempo relativamente ridotto a disposizione e le difficoltà legate alla comprensione della lingua italiana. 6.2 Queste censure si rivelano tuttavia infondate. Come rettamente esposto nella sentenza impugnata, le ricorrenti avrebbero dovuto presumere che la redazione del giornale non volesse comunicare le esatte generalità del giornalista "m.b.", e che quindi questo non fosse individuabile ai sensi dell'art. 27 cpv. 2 CP. In simili evenienze, la legge designa molto chiaramente che la prima persona punibile risulta il redattore responsabile, di facile identificazione dato che, secondo l'art. 322 cpv. 2 CP, deve figurare sull'impressum del giornale (Denis Barrelet, Droit de la communication, Berna 1998, n. 1157-1159, pag. 334). Se ne deduce che, al momento di inoltrare la denuncia, le ricorrenti disponevano, o comunque avrebbero potuto disporre, di tutte le informazioni necessarie per redigere un atto formalmente corretto, che indicasse la persona punibile ai sensi dei combinati disposti di cui agli art. 27 cpv. 2 prima frase CP e 322 CP; anche una querela sporta contro il "redattore responsabile", senza indicazione delle generalità di costui, sarebbe stata sufficiente. Né esse possono prevalersi di una querela contro ignoti, dal momento che nel caso concreto il redattore responsabile era identificabile senza particolari difficoltà (DTF 97 IV 153 consid. 3). Infine, come già rilevato nella trattazione del parallelo ricorso di diritto pubblico, anche i (presunti) ostacoli legati alla distanza geografica e alla scarsa conoscenza della lingua italiana potevano essere superati incaricando tempestivamente del caso un avvocato ticinese, il quale avrebbe avuto tutto il tempo - nel termine trimestrale previsto all'art. 29 CP - di preparare una querela corretta. Da quanto esposto, ne scende che la Corte cantonale non ha violato le norme sul diritto di querela; il ricorso per cassazione, nella misura in cui è ammissibile, va pertanto disatteso.