Citation: 2A.41/2007 27.08.2007 E. 6

Per quanto concerne le modalità definite dalla Commissione cantonale di ricorso per adeguare l'onere alla situazione fondiaria attuale, va osservato quanto segue. 6.1 È palese che il raggruppamento dei terreni nel Comune di Bedretto non ha comportato, per i ricorrenti, solo una compensazione di fondi in natura: la loro proprietà è passata, dietro pagamento, da 3'465 a 24'991 m2 (cfr. consid. 5.1). Orbene, come appena illustrato, l'autorizzazione rilasciata l'8 gennaio 1965 e l'esenzione di cui hanno beneficiato i ricorrenti, a torto o a ragione, nella procedura di raggruppamento dei terreni non potevano riferirsi che alla superficie assegnata loro in sostituzione di quella posseduta prima, cioè dei vecchi mappali ccc, ddd ed eee, di complessivi 3'465 m2. Gli atti di causa non permettono di stabilire una corrispondenza precisa tra queste particelle e quelle acquisite dai ricorrenti con il nuovo riparto (fff, ggg e hhh), rispettivamente quelle risultanti dall'impianto del registro fondiario definitivo (iii, jjj e kkk). Nemmeno la decisione impugnata contiene accertamenti a questo proposito. Essa appura nondimeno che, delle tre particelle, attualmente tutte inedificabili, l'unica che il piano regolatore allo studio potrebbe rendere costruibile è la kkk, di una superficie di 6'150 m2. La Commissione cantonale di ricorso ha pertanto fatto un uso corretto del proprio potere di apprezzamento, ponendo l'onere di costruire la casa di vacanza su questo fondo, limitatamente alla superficie di 3'465 m2 per la quale era stata rilasciata l'autorizzazione d'acquisto. Al riguardo va poi precisato che la censura secondo cui tale soluzione potrebbe essere incompatibile con le norme di attuazione del futuro piano regolatore si appalesa infondata. Come rileva a giusto titolo la Commissione cantonale di ricorso, se tale ipotesi dovesse verificarsi, i proprietari potrebbero allora chiedere una modifica degli oneri in virtù dell'art. 14 cpv. 4 LAFE combinato con l'art. 11 cpv. 4 OAFE. 6.2 Per il resto i ricorrenti non criticano i singoli oneri (e condizioni) loro imposti alla cifra 3 del dispositivo del giudizio querelato; non occorre pertanto esaminarli ulteriormente. 6.3 Infine, va osservato che il divieto della reformatio in peius sancito dall'art. 114 cpv. 1 OG impedisce a questa Corte di esaminare in maniera più approfondita le conseguenze derivanti sia dall'acquisizione di terreno anomala avvenuta nell'ambito della procedura di raggruppamento terreni, senza far capo alla procedura di autorizzazione per persone all'estero, sia dall'inedificabilità sopraggiunta una volta trascorso il tempo concesso inizialmente per costruire la casa di vacanza, ossia per attuare lo scopo per il quale l'autorizzazione era stata rilasciata.