Citation: 2C_992/2013 E. 4.4.3

4.4.3. Come già giudicato da questa Corte, l'aggiudicazione non comporta per il committente alcun obbligo di firmare un contratto (cfr. DTF 134 II 297 consid. 4.1 pag. 303; 129 I 410 consid. 3.4 pag. 416). In queste condizioni ritenere, come fatto dall'autorità precedente, che in seguito alla disdetta del contratto appariva poco probabile che il ricorrente potesse ottenere (nuovamente) l'incarico, non appare privo di fondamento né del tutto insostenibile o privo di pertinenza. Riguardo poi alla censura secondo la quale i committenti, prima di deliberare al gruppo classificatosi al secondo posto nel concorso il contratto di prestazioni avrebbero dovuto formalmente revocare l'aggiudicazione e procedere a un nuovo concorso va osservato quanto segue: sebbene in caso di rescissione di un contratto concluso in seguito ad un'aggiudicazione cresciuta in giudicato vige, di principio, il cosiddetto "Abschlussverbot", ossia il fatto che il committente può stipulare di regola un nuovo contratto solo dopo che sia stata indetta una nuova procedura d'aggiudicazione (cfr. MARTIN BEYELER, Der Geltungsanspruch des Vergaberechts, 2012, pag. 1606 n. 2938), se lo esige l'urgenza del caso, si può anche procedere direttamente ad un'aggiudicazione mediante trattative private (cfr. BEYELER, op. cit., pag. 1606 n. 2938; JACQUES DUBEY/JEAN-BAPTISTE ZUFFEREY, Quid après l'adjudication? Les effets de droit (public) des marchés publics sur la conclusion et l'exécution du contrat (de droit privé) in: DC 2004 (cahier spécial) pag. 62 segg., segnatamente pag. 67 in fine). Ora il fatto di considerare che vi sia una certa urgenza nel caso concreto a proseguire con i lavori - visto il tempo trascorso nonché l'ammontare degli investimenti previsti - non appare né insostenibile né privo di pertinenza. Premesse queste considerazioni ne discende che il fatto di rifiutare di concedere l'effetto sospensivo al ricorso esperito in sede cantonale perché, molto probabilmente, il ricorrente poteva tutt'al più pretendere a delle indennità in sede civile e, quindi, appariva prevalente l'interesse dei committenti a proseguire con i lavori, non è né insostenibile, né privo di senso e, quindi, arbitrario nel suo risultato. Inoltre, il fatto che un'altra soluzione sia concepibile non dimostra affatto che quella scelta dalla Corte cantonale, e criticata dal ricorrente, disattenda l'art. 9 Cost. (DTF 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17). Per quanto precede, il ricorso dev'essere respinto.