Citation: 6B_57/2014 E. 3.3

3.3. Benché il ricorrente sia legittimato a lamentare la violazione dei suoi diritti di parte, il gravame non adempie le menzionate esigenze. Egli contesta la negata possibilità di consultare l'incarto della causa, che avrebbe leso il suo diritto di essere sentito, prevalendosi solo di diritti di rango costituzionale e non di norme del CPP. La tutela dei diritti fondamentali non è però teorica e astratta, ma concreta ed effettiva. Orbene il diritto di visionare e prendere posizione sugli elementi dell'incarto serve a garantire un processo equo, permettendo alle parti di determinarsi sulle allegazioni degli altri partecipanti al procedimento (DTF 138 I 154 consid. 2.8). Indipendentemente dalla questione di sapere di quali atti del procedimento il ricorrente fosse effettivamente a conoscenza, tenuto conto che la richiesta di visionare l'incarto è posteriore all'emanazione della decisione impugnata, egli non spiega minimamente quale interesse potesse ancora avere in quella sede a consultarlo. La censura è dunque insufficientemente motivata. L'insorgente lamenta poi la violazione del principio della legalità e del divieto dell'arbitrio, oltre a quella degli art. 6 e 13 CEDU, perché il Presidente della CRP, ricusatosi, avrebbe comunque preso parte all'istruzione della causa. Sennonché egli non sostiene che il motivo di ricusa fosse già presente nella fase istruttoria, né spiega in che modo la partecipazione contestata violi le norme elencate nel ricorso, tra cui peraltro non figura l'art. 30 Cost. Anche questa critica sfugge dunque a un esame di merito per carenza di motivazione. Infine, invocando l'art. 9 Cost. e gli art. 6 e 13 CEDU, il ricorrente adduce una pretesa parzialità dei giudici della CRP, perché avrebbero dubitato della tempestività della querela da lui sporta, nonostante non fosse contestata da nessun partecipante alla procedura. La censura è però priva di qualsiasi conclusione (v. art. 42 cpv. 1 LTF). Peraltro, la sua motivazione è lungi dal sostanziare circostanze concrete idonee a suscitare anche solo l'apparenza di una prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità, non potendo essere tale l'accenno da parte della CRP a una questione giuridica del resto lasciata irrisolta. Pure su questo punto il ricorso risulta inammissibile.