Citation: 2C_84/2015 E. 6

Sottolineando il breve lasso di tempo trascorso dalla precedente modifica dell'art. 14 cpv. 1 lett. b RLPI, l'insorgente considera infine che la nuova disposizione leda il principio della buona fede e della certezza giuridica. La censura disattende nuovamente le esigenze poste dall'art. 42 cpv. 1 e 2 in relazione con l'art. 106 cpv. 2 LTF in materia di motivazione ed è quindi inammissibile; quand'anche fosse ammissibile andrebbe poi respinta. In effetti, l'invocato principio della buona fede, sancito dall'art. 9 Cost., non impedisce affatto che le leggi vengano modificate. Escluso l'effetto retroattivo, una violazione del diritto alla protezione della buona fede è data soltanto quando il legislatore ha assicurato nella legge che la stessa non sarebbe stata modificata o sarebbe stata mantenuta immutata per un certo periodo, fondando in tal modo un diritto acquisito (DTF 130 I 26 consid. 8.1 pag. 60; 128 II 112 consid. 10b/aa pag. 125 seg. e rinvi i). Questi estremi non ricorrono tuttavia nella fattispecie. D'altra parte, va attirata l'attenzione sul fatto che, come la vecchia, anche la nuova versione dell'art. 14 cpv. 1 RLPI non fa dipendere la ripresa dei contributi di livellamento solo dall'entità degli ammortamenti contabilizzati, ma pure dalla valutazione di una serie di altri aspetti (art. 14 lett. a-f RLPI), per cui, comunque, non è mai possibile determinare a priori importi fissi sui quali poter fare affidamento.