Citation: 2F_11/2007 22.11.2007 E. 2

2.1 Secondo l'art. 121 lett. d LTF, la revisione può essere domandata quando il Tribunale federale, per svista, non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano dagli atti. La norma corrisponde all'art. 136 lett. d della pregressa legge sull'organizzazione giudiziaria, del 16 dicembre 1943 (OG) e va quindi interpretata in maniera analoga (sentenza 4F_1/2007 del 13 marzo 2007, consid. 6.1). 2.2 La nozione di svista presuppone che la Corte abbia omesso di prendere in considerazione un determinato documento versato agli atti oppure che l'abbia letto erroneamente, scostandosi per inavvertenza dal suo tenore esatto. L'inavvertenza implica un errore grossolano ed evidente e può sussistere sia quando un fatto o un documento vengono ignorati sia quando la loro portata viene travisata. Il concetto di svista non concerne per contro né la valutazione delle prove, né l'apprezzamento giuridico dei fatti. Non vi è dunque motivo di revisione quando il giudice non ritiene concludente un determinato elemento di prova o gli attribuisce una portata diversa da quella assegnatagli da una parte (DTF 122 II 17 consid. 3; 115 II 399 consid. 2a; Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. V, Berna 1992, n. 5.4 ad art. 136). 2.3 Affinché si possa parlare di svista, occorre inoltre che il Tribunale federale fosse tenuto a prendere in considerazione il fatto importante su cui è fondata la domanda di revisione (DTF 115 II 399 consid. 2a; sentenza 5C.166/2004 del 4 ottobre 2004, consid. 2.1). Nel caso specifico, in riferimento all'imposta federale diretta, il rimedio giuridico esperibile era il ricorso di diritto amministrativo ai sensi degli art. 97 segg. OG. In tale contesto, il Tribunale federale è di principio vincolato all'accertamento dei fatti a cui è pervenuta l'autorità precedente, se questa ha natura giudiziaria, a meno che tali fatti risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati appurati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). Come ricordato nella sentenza dedotta in revisione, l'accertamento di un fatto è manifestamente inesatto solo se è evidente ed inequivocabile (DTF 132 I 42 consid. 3.1), ciò che la parte ricorrente deve allegare in maniera circostanziata. Il Tribunale federale non ricerca infatti esso stesso se negli atti si trovano eventuali elementi suscettibili di far apparire errati gli accertamenti operati dall'istanza giudiziaria precedente (sentenza 2A.526/2006 del 6 marzo 2007, consid. 6.2). Per contestare la decisione in materia di imposta cantonale era invece data la via del ricorso di diritto pubblico giusta gli art. 84 segg. OG. Nell'ambito di tale rimedio, il Tribunale federale esamina l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sotto il ristretto profilo dell'arbitrio (DTF 132 II 408 consid. 4.3; 129 I 337 consid. 4.1). Al riguardo valgono le rigorose esigenze di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 130 I 258 consid. 1.3, 26 consid. 2.1; 129 I 185 consid. 1.6). La parte ricorrente deve quindi illustrare in modo preciso e dettagliato in che misura i fatti ritenuti dalla Corte cantonale siano stati accertati in maniera addirittura manifestamente insostenibile.