Citation: 1A.257/1999 03.05.2000 E. 1

1.- Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 125 II 293 consid. 1a, 125 I 14 consid. 2a, 253 consid. 1a). a) L'art. 34 cpv. 1 LPT dispone che il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale è ammesso contro le decisioni cantonali di ultima istanza concernenti indennità per restrizioni della proprietà (art. 5 LPT) e autorizzazioni giusta l'art. 24 LPT. A questo riguardo è irrilevante che con l'impugnata decisione si sia rilasciata oppure negata l'autorizzazione stessa (DTF 118 Ib 335 consid. 1a); il ricorso di diritto amministrativo è inoltre ammissibile contro le decisioni concernenti costruzioni e impianti sottoposti a un'autorizzazione eccezionale, e nelle quali a torto l'art. 24 LPT non è stato applicato (DTF 118 Ib 335 consid. 1a). Infine, il ricorso di diritto amministrativo è proponibile sia quando la lite verta sull' applicazione, vagliata d'ufficio dal Tribunale federale (DTF 120 Ib 379 consid. 1b), del diritto federale (art. 24 cpv. 1 LPT) sia quando essa verta sull'applicazione del diritto cantonale d'attuazione (art. 24 cpv. 2 LPT; DTF 118 Ib 381 consid. 2b/dd; Leo Schürmann/Peter Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, Berna 1995, pag. 437). In concreto, trattandosi essenzialmente della trasformazione di una costruzione sita al di fuori della zona edificabile, l'esame dell'autorità cantonale si è concentrato sull'applicazione degli art. 24 LPT e 75 della legge cantonale di applicazione della LPT del 23 maggio 1990 (LALPT). Il concetto di trasformazione parziale è di diritto federale, e il diritto cantonale non può estenderlo (DTF 119 Ib 366 consid. 3c, 112 Ib 94 consid. 2; Marco Lucchini, Compendio giuridico per l'edilizia, Lugano 1999, pag. 275). Sotto i citati aspetti, il ricorso di diritto amministrativo è pertanto ricevibile. b) L'art. 103 lett. a OG conferisce il diritto di ricorrere a chiunque sia toccato dalla decisione impugnata e abbia un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. La ricorrente, proprietaria dell'edificio sul quale ha fatto eseguire i contestati interventi edilizi, ha un interesse quantomeno di natura economica all'annullamento della decisione impugnata ed è pertanto legittimata a presentare il ricorso di diritto amministrativo (DTF 121 II 39 consid. 2c/aa, 359 consid. 1a). c) Con il ricorso di diritto amministrativo si può far valere la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG). L'accertamento dei fatti vincola il Tribunale federale se l'istanza inferiore, come in concreto, è un'autorità giudiziaria e i fatti non risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG; DTF 125 II 369 consid. 2d). Limitandosi a sostenere che la volumetria e la destinazione dell'edificio non sono cambiate e che attività produttive importanti vi si svolgevano già prima dell'intervento litigioso, la ricorrente non dimostra che la fattispecie posta a fondamento del giudizio impugnato sarebbe stata accertata in modo manifestamente inesatto o incompleto. È vero che, con decisione del 10 novembre 1999, il Consiglio di Stato ha approvato una variante del piano regolatore di Monteggio che inserisce il fondo litigioso nella zona artigianale-industriale. A prescindere dal fatto che il Tribunale federale non è tenuto, di massima, a considerare fatti posteriori alla decisione impugnata ove questa sia emanata da un'autorità giudiziaria (art. 105 cpv. 2 OG; DTF 122 II 1 consid. 1b; Alfred Kölz/Isabelle Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, pag. 333 seg. ), la ricorrente non fa valere che, con l'approvazione della variante, le sarebbe stata rilasciata una nuova licenza edilizia che avrebbe autorizzato la trasformazione litigiosa. La citata modifica pianificatoria non rende quindi il ricorso privo di oggetto; esso deve pertanto essere esaminato nel merito. Resta evidente che il presente giudizio, fondato su una fattispecie che si è realizzata e sviluppata in una situazione giuridica determinata, e cioè precedente all'adozione e approvazione di una variante di piano regolatore, non ha influsso sulla medesima, né pregiudica in qualche modo l'esito di procedure che saranno dipendenti da quella. d) Un sopralluogo non appare necessario ai fini del giudizio, dato che gli atti di causa sono sufficienti a chiarire la situazione; non si giustifica quindi di dare seguito alla relativa richiesta della ricorrente (art. 95, 113 OG; DTF 123 II 248 consid. 2a; 122 II 274 consid. 1d, pag. 279; 120 Ib 224 consid. 2b).