Citation: 6B_981/2020 E. 11.3

11.3. In concreto, il ricorrente non rende seriamente ravvisabili simili estremi, spiegando in particolare, con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF, per quali ragioni la pena inflittagli si fonderebbe su criteri privi di pertinenza, estranei all'art. 47 CP (cfr. sentenza 6B_1379/2019 del 13 agosto 2020 consid. 8.4, in: RtiD I-2021 pag. 117 segg.). Egli ne chiede genericamente una riduzione, disattendendo peraltro che la Corte cantonale ha tenuto conto in particolare della corresponsabilità del motociclista e del lungo tempo trascorso dai fatti, elementi da lui invocati in questa sede. Quanto all'incensuratezza, la CARP ha rettamente rilevato ch'essa ha di principio un effetto neutro nell'ambito della commisurazione della pena e non deve perciò essere valutata in senso attenuante (DTF 141 IV 61 consid. 6.3.2; 136 IV 1 consid. 2.6). Il ricorrente critica essenzialmente il fatto che gli è stato rimproverato di non avere dato prova di autocritica; ritiene il biasimo ingiustificato ove si consideri che ha sempre creduto di avere agito in modo adeguato e corretto. Omette tuttavia di considerare che i giudici cantonali gli hanno contestualmente riconosciuto di avere dimostrato una certa collaborazione durante l'inchiesta, sicché il criticato rimprovero non ha per finire avuto un influsso di rilievo sulla commisurazione della pena. Nelle esposte circostanze, non vi sono quindi ragioni per rivenire sulla pena inflitta dai giudici cantonali.