Citation: 6B_1004/2008 09.04.2009 E. 2

La ricorrente rimprovera la CCRP per non aver sanzionato né l'utilizzo nel processo dei verbali dei suoi interrogatori dinanzi alla polizia nonché della sentenza di condanna del dr. med. B.________ né il rifiuto di sentire quest'ultimo come teste. La sentenza impugnata violerebbe così i diritti della difesa, il principio dell'oralità del dibattimento nonché gli art. 29 Cost. e 6 CEDU. L'insorgente non adduce alcuna violazione del diritto cantonale di procedura, o meglio, si limita ad accennare a principi fondamentali del processo penale ticinese che sarebbero stati disattesi. Sennonché, mancando qualsiasi riferimento alle disposizioni topiche del codice di procedura penale cantonale e qualsiasi approfondimento su questo punto, non v'è ragione di vagliare il ricorso sotto il profilo di un'eventuale applicazione arbitraria delle norme di procedura cantonale (v. art. 106 cpv. 2 LTF). È pertanto sufficiente esaminare le sue critiche alla luce delle norme federali e convenzionali invocate. 2.1 Il principio dell'immediatezza non è un principio costituzionale indipendente, né la Costituzione federale né la CEDU garantiscono in modo illimitato questo principio (sentenza 1P.215/2004 del 26 maggio 2004 consid. 2). È il diritto di procedura (cantonale) che determina in che misura le prove debbano essere assunte direttamente dal tribunale e se e quali risultanze della procedura d'istruzione debbano essere scartate (sentenza 1P.277/1997 del 2 dicembre 1998 consid. 4, non pubblicato in DTF 125 I 127). All'accusato dev'essere in ogni caso concessa la possibilità di far amministrare le prove essenziali nel corso del procedimento, di modo che sia rispettato il suo diritto a un equo processo. Nella misura in cui l'accusato ha avuto la possibilità di far interrogare i testimoni a carico, il tribunale può fondare la sua decisione sulle dichiarazioni rese durante la procedura d'inchiesta preliminare o d'istruzione senza contravvenire all'art. 6 CEDU (PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2a ed. 2006, n. 1107). 2.2 Come visto, l'uso delle risultanze scritte della fase di inchiesta preliminare o dell'istruzione formale è retta dal diritto cantonale di procedura, di cui però la ricorrente non lamenta la violazione con una motivazione conforme alle esigenze legali (v. art. 42 cpv. 2 unitamente all'art. 106 cpv. 2 LTF). Né l'art. 29 Cost. né l'art. 6 CEDU si oppongono all'utilizzo da parte del giudice dei verbali dell'interrogatorio della ricorrente davanti alla polizia. A.________ sostiene che non sia possibile utilizzare le dichiarazioni fornite in condizioni non regolari. Quali siano le condizioni non regolari a cui accenna, ella non spiega minimamente, contravvenendo così al suo obbligo di motivazione (v. supra consid. 1). Ne consegue che, nella misura in cui è ammissibile, la censura risulta infondata. 2.3 Anche per quanto concerne l'utilizzo della sentenza di condanna di B.________ nel procedimento a carico della ricorrente, il gravame è destinato all'insuccesso. L'insorgente sostiene che non sia possibile condannarla sulla base di risultanze che non ha potuto contestare né discutere. Orbene, con ordinanza sulle prove e citazione del 22 marzo 2007, il Presidente della Pretura penale ha ritenuto che non fosse possibile prescindere dal tenere conto delle risultanze del procedimento a carico di B.________, dal momento che a A.________ si imputava di essere stata sua complice. Prima dell'inizio del dibattimento, l'insorgente sapeva dunque che la sentenza in questione faceva parte dell'incarto. Orbene, ella non sostiene di non aver potuto consultare l'incarto, di non aver potuto offrire mezzi di prova atti a contrastare quanto contenuto nella sentenza in parola o di essere stata impedita a esprimersi sulla stessa. Certo, la ricorrente lamenta la violazione flagrante dei diritti della difesa e del principio dell'oralità del dibattimento, ma in modo del tutto generico, in urto con le esigenze di motivazione sopraesposte (v. consid. 1). Non si giustifica pertanto di dilungarsi oltre su questo aspetto. 2.4 In relazione alla mancata audizione del teste B.________, il ricorso risulta impropriamente motivato. Come giustamente rilevato dalla CCRP, il rifiuto del giudice di amministrare questa prova procede da un apprezzamento anticipato della stessa. Per contestare tale rifiuto, però, la ricorrente non può limitarsi, come in concreto fa, a invocare genericamente una violazione degli art. 29 Cost. e 6 CEDU, ma deve piuttosto spiegare perché sarebbe arbitrario. Infatti, nell'ambito della valutazione delle prove, all'autorità compete un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene soltanto in caso d'arbitrio (DTF 131 I 153 consid. 3, 124 I 208 consid. 4a). Su questo punto, il gravame risulta pertanto inammissibile, perché non debitamente motivato. Si rileva di transenna che, come già osservato dalla CCRP, non risulta che la ricorrente abbia riproposto la sua richiesta di escussione di B.________ al dibattimento (v. art. 228 CPP/TI), di modo che è legittimo concludere che, per finire, ella vi abbia rinunciato.