Citation: 2C_753/2021 E. 7.1

7.1. In un capitolo intitolato "la disdetta cautelativa del 31 maggio 2013" (ricorso, p.to IV 5), l'insorgente osserva che, riferendo nella sentenza che le parti concordavano sul fatto che la concessione di privativa era stata denunciata il 31 maggio 2013 per il 31 maggio 2016, la Corte cantonale si è espressa in maniera inesatta. A tal riguardo occorrerebbe infatti distinguere il piano formale - effettivamente non contestato - da quello materiale, per il quale sarebbero necessarie delle puntualizzazioni che, avendo l'istanza inferiore privato le parti della possibilità di presentare delle conclusioni, la ricorrente ritiene lecito presentare direttamente davanti al Tribunale federale (ricorso, p.to IV 5.1- 5.3, relativi a "significato e portata del termine cautelativo per la disdetta", al "motivo di una disdetta cautelativa" e alle "reali intenzioni dei Comuni UCE e di Grono"). Proceduto alle puntualizzazioni che riteneva necessarie, nel p.to IV 5.4 l'insorgente conclude quindi che se, come esposto, la disdetta cautelativa inviata dal solo Municipio il 31 maggio 2013 e mai ratificata dai competenti organi comunali è da qualificare di nulla ex tunc, l'azione del Comune di Grono va definitivamente respinta. Se, per contro, va ritenuta valida, dalla stessa si deduce che il Municipio di Grono non intendeva affatto procedere al riscatto della rete di distribuzione.