Citation: 6P.158/2005 27.06.2006 E. 4

4. Ricorso per cassazione (6S.505/2005) 4.1 Il ricorrente sostiene che l'autorità cantonale ha violato il diritto federale omettendo di considerare il principio dell'affidamento giusta l'art. 26 LCStr. 4.2 In virtù dell'art. 34 cpv. 3 LCStr, il conducente che vuole cambiare la direzione di marcia, ad esempio per voltare, sorpassare, mettersi in preselezione, passare da una corsia a un'altra, deve badare ai veicoli che giungono in senso inverso e a quelli che seguono. Prima di voltare a sinistra deve essere data la precedenza ai veicoli che giungono in senso inverso (art. 36 cpv. 3 LCStr). Il conducente che è intenzionato a voltare a sinistra non ha pertanto la precedenza e può eseguire la manovra solo dopo essersi accertato di non ostacolare o mettere in pericolo gli altri utenti della strada. L'art. 14 cpv. 1 ONC precisa che chi è tenuto a dare la precedenza non deve ostacolare la marcia di chi ne ha diritto. Egli deve ridurre per tempo la velocità e, se è obbligato ad aspettare, fermarsi prima dell'intersezione. D'altra parte, secondo il principio dell'affidamento dedotto dall'art. 26 LCStr, nella circolazione ogni utente della strada che si comporta in maniera corretta può a sua volta confidare nel corretto comportamento degli altri utenti, nella misura in cui non vi siano indizi per ritenere il contrario (art. 26 cpv. 2 LCStr; DTF 124 IV 81 consid. 2b; 122 IV 133 consid. 2a). Secondo la giurisprudenza anche chi è tenuto a dare la precedenza può invocare il principio dell'affidamento quando chi gode del diritto di precedenza violi le norme della circolazione in modo imprevedibile per il debitore della precedenza (DTF 125 IV 83 consid. 2c e d; 120 IV 252 consid. 2d/aa). Il Tribunale federale ha in particolare considerato che sulle strade principali, fuori delle località, non devono essere attese, in generale, velocità superiori a circa 90 km/h (DTF 118 IV 277 consid. 5b) e quindi più di 10 km/h sopra il limite consentito. Come precisa giustamente l'USTRA nelle proprie osservazioni ai ricorsi, se un conducente intenzionato a svoltare a sinistra si è comportato in modo conforme alle regole, osservando il proprio dovere di diligenza e tenendo conto del traffico in contromano, non gli si può rimproverare di avere violato le suddette norme sulla precedenza nel caso in cui sopraggiunga un veicolo in senso inverso, in uscita da una curva e ad una velocità ampiamente al di sopra di quella consentita. 4.3 Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, nel caso concreto l'automobilista non può avvalersi del principio dell'affidamento, poiché esso presuppone un comportamento corretto da parte di colui che se ne avvale, mentre sulla base degli accertamenti di fatto dell'autorità cantonale, protetti da questo Tribunale sotto i profili costituzionali sollevati nel parallelo ricorso di diritto pubblico e qui non più sindacabili (art. 277bis cpv. 1 seconda frase PP), risulta che nell'affrontare la manovra il ricorrente non ha correttamente controllato se giungessero veicoli sull'altra corsia per cui già per questo motivo è privato della possibilità di invocare il principio in parola. La questione della velocità eccessiva del motociclista non è quindi di rilievo nella fattispecie, per cui non necessita di ulteriore approfondimento. 4.4 Da quanto sopra discende che l'autorità cantonale non ha violato il diritto federale per cui il ricorso per cassazione va respinto.