Citation: 5A_948/2017 E. 3.2

3.2. Il ricorrente rimprovera all'autorità inferiore una violazione del divieto dell'arbitrio per non essersi preliminarmente chinata sull'istanza di restituzione dell'effetto sospensivo ("presentata soli 4 giorni dopo la notifica della decisione impugnata") da cui, a suo dire, dipendeva l'ammissibilità o meno del reclamo: egli ritiene infatti che, se tale istanza fosse stata accolta (con effetto ex tunc), il trasferimento della figlia all'estero sarebbe stato ritenuto illecito e la competenza delle autorità svizzere sarebbe stata mantenuta. L'insorgente considera che la decisione impugnata violi anche il diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 in combinazione con l'art. 8 CEDU) e la garanzia della via giudiziaria (art. 29ae 30 Cost. e art. 6 CEDU). Oltre a ciò, il ricorrente sostiene che il 29 agosto 2017 la dimora abituale della figlia non fosse in ogni modo ancora stata trasferita e che la competenza a statuire sull'effetto sospensivo non sia disciplinata dalla Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori, bensì, trattandosi di una misura cautelare, dall'art. 13 CPC (RS 272).