Citation: 2A.22/2002 02.07.2002 E. 1

1.1 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG). L'art. 4 della legge federale sul domicilio e la dimora degli stranieri, del 26 marzo 1931 (LDDS; RS 142.20) sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione dei permessi di dimora. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su una disposizione del diritto federale o su un trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con numerosi rinvii). 1.2 Il ricorrente si richiama innanzitutto all'art. 17 cpv. 2 LDDS, giusta il quale lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di domicilio ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora fintanto che vive con il coniuge. In concreto, A.A.________ è sposato e convive dal 1996 con la connazionale B.A.________, domiciliata in Svizzera dal 1993. A queste condizioni egli dispone senz'altro di un diritto al rinnovo del permesso di dimora. 1.3 Nel suo gravame l'insorgente invoca pure l'applicazione dell'art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del 4 novembre 1950 (CEDU; RS 0.101). Per prassi, affinché tale disposizione sia applicabile occorre che tra lo straniero che domanda un permesso di dimora e la persona della sua famiglia che beneficia del diritto di risiedere in Svizzera (cittadino svizzero, straniero titolare di un permesso di domicilio; trattandosi di una persona al beneficio di un permesso di dimora, essa può appellarsi all'art. 8 CEDU solo se ha un diritto certo ad ottenere un permesso o il rinnovo dello stesso) esista una relazione stretta, intatta ed effettivamente vissuta (DTF 126 II 377 consid. 1b con riferimenti). Nel caso di specie non sussiste alcun dubbio sul fatto che tali condizioni siano adempiute, per cui il ricorrente può dedurre un diritto al rinnovo del suo permesso di dimora anche dalla predetta norma internazionale. 1.4 Stante quanto precede, il gravame, introdotto tempestivamente (art. 106 cpv. 1 OG) da una persona legittimata ad agire (art. 103 lett. a OG), risulta in linea di massima ammissibile. Lo stesso è comunque irricevibile nella misura in cui il ricorrente chiede che sia accertata la nullità dello scritto emanato il 30 aprile 2001 dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Cantone Ticino, visto l'effetto devolutivo legato al ricorso di diritto amministrativo (DTF 125 II 29 consid. 1c).