Citation: 2C_528/2016 E. 7.1

7.1. Nel giudizio impugnato, l'istanza inferiore ha dapprima ammesso l'idoneità della revoca, quale misura per ristabilire la fiducia del pubblico, e spiegato che essa era pure necessaria in quanto misure meno incisive non potevano nella fattispecie entrare in considerazione: essendo la comminatoria riservata a fattispecie nelle quali è possibile ristabilire immediatamente le condizioni per l'abilitazione - ciò che a causa della sua gravità non è qui il caso - e potendo l'ammonimento - sulla base del diritto applicabile, ritenuto quello valido fino alla fine del 2014 - entrare in linea di conto solo in presenza di persone fisiche attive per imprese sotto sorveglianza statale (art. 18 LSR). Detto ciò, ha poi indicato le ragioni che l'hanno indotta a confermare anche la durata della revoca, stabilita dall'ASR in tre anni, ovvero il fatto che le violazioni riscontrate sono per l'appunto da giudicare gravi, così come il fatto che - nonostante la sua incisività - la revoca non è assimilabile ad un divieto d'esercizio della professione, dato che al ricorrente resta la possibilità di continuare a fornire una serie di altri servizi e attività, sia quale dipendente che quale indipendente.