Citation: 2C_512/2011 E. 6.4

6.4. Il richiamo al fatto che, in merito agli interessi rimunerativi degli anticipi, il contratto possa eventualmente entrare in contrasto con l'art. 37 cpv. 4 LCAP, che prescrive che le anticipazioni devono essere rimunerate "al massimo" all'interesse usuale per le ipoteche di secondo grado - poiché prevede l'accettazione dei tassi d'interesse indicati nei piani, senza ulteriore verifica del rispetto di questo limite massimo - non giova inoltre ai ricorrenti. Secondo giurisprudenza, la constatazione della non validità di un accordo che si rivela in contrasto con la legge entra infatti in considerazione solo quando detto contrasto comporta per il cittadino delle conseguenze gravi al punto tale che il richiamo alla norma non possa essere considerato abusivo (DTF 105 Ia 207 consid. 2b pag. 210 seg.; sentenza 2A.414/2006 del 19 marzo 2008 consid. 11). Ma appunto così non è nella fattispecie. Dall'incarto non risulta infatti nessun motivo per ritenere date conseguenze di tal genere, che i ricorrenti del resto neppure sostengono di subire. Proprio in base ai piani degli oneri allestiti dall'Ufficio federale delle abitazioni, essi hanno per altro proceduto a rimborsare gli anticipi ricevuti in un periodo che va tra il dicembre 1999 e il luglio del 2006 (precedente consid. B), attenendosi agli importi fissati. Anche nella presente procedura, si sono inoltre sempre limitati a contestare le modalità del rimborso richiesto, senza realmente giustificare i motivi di una sua interruzione, dopo che vi avevano regolarmente provveduto per oltre sei anni.