Citation: 1P.455/2003 08.10.2003 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 129 I 185 consid. 1, 128 I 46 consid. 1 a e rinvii). 1.1 Secondo l'art. 84 cpv. 1 lett. a OG il ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale è ammissibile contro le decisioni e i decreti cantonali per violazione di diritti costituzionali dei cittadini. Tale rimedio è inoltre ammissibile, giusta l'art. 85 lett. a OG, contro le decisioni riguardanti il diritto di voto dei cittadini e le decisioni relative alle elezioni e votazioni cantonali: in queste ultime rientrano anche le elezioni e votazioni comunali (DTF 129 I 185 consid. 1.1, 120 Ia 194 consid. 1a). Con il ricorso in materia di elezioni e votazioni ai sensi dell'art. 85 lett. a OG si può fare valere la violazione di disposizioni che sono in stretta relazione con il diritto di voto dei cittadini o che ne precisano il contenuto o la portata (DTF 129 I 185 consid. 2, 123 I 97 consid. 1b/aa, 120 Ia 194 consid. 1b). 1.2 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso di diritto pubblico, oltre la designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a) e l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di questo rimedio il Tribunale federale non esamina di propria iniziativa se la decisione impugnata sia conforme al diritto e all'equità, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate (cfr. DTF 129 I 113 consid. 2.1, 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b). A queste stesse esigenze sottostanno, secondo la costante giurisprudenza, anche i ricorsi per violazione dei diritti politici e quelli relativi alle elezioni e votazioni cantonali (DTF 129 I 185 consid. 1.6, 121 I 334 consid. 1b, 357 consid. 2d). Il ricorso non adempie gli esposti obblighi di motivazione ed è quindi inammissibile. Il ricorrente non indica infatti quali sarebbero i diritti costituzionali violati e le disposizioni legali disattese, né spiega pertanto in che consisterebbe la violazione. D'altra parte, secondo l'art. 77a cpv. 1 della legge organica comunale, del 10 marzo 1987, se il Consiglio comunale non aderisce all'iniziativa, essa è sottoposta a votazione popolare. In tali circostanze, premesso che l'iniziativa è stata invero ritenuta regolare e ricevibile dal Municipio di Manno, il ricorrente mira unicamente a sottrarla al voto popolare: così facendo egli non rende tuttavia verosimile una violazione dei suoi diritti costituzionali o politici; per di più, è egli stesso, come promotore e primo firmatario, ad avere proposto "un'iniziativa popolare".