Citation: 2C_126/2016 E. 4.4

4.4. Di fronte a questa circostanziata analisi della propria situazione, il ricorrente si limita ad affermare che, contrariamente all'opinione delle precedenti autorità, egli è integrato in Svizzera dato che vi vive da sette anni, che vi ha lavorato come dipendente e che ha beneficiato delle indennità di disoccupazione solo per un breve periodo, che il 30 dicembre 2014 ha fondato la propria ditta individuale che gli permette di essere finanziariamente autonomo, che non ha mai chiesto aiuti sociali, che è incensurato, che non ha debiti, che parla perfettamente l'italiano e lo "schwyzer-dütsch", che la sua integrazione è stata provata dalla produzione di ben 22 dichiarazioni testimoniali sottoscritte da parte di cittadini svizzeri domiciliati nel suo Comune e, infine, che l'unico reato commesso, per il quale ha beneficiato della condizionale e consistente in una sberla data alla moglie trovata in flagrante adulterio, è stato punito con 10 aliquote da fr. 70.-- ciascuna. Ora, oltre al fatto che se l'interessato si fosse effettivamente limitato a schiaffeggiare la moglie egli non sarebbe stato condannato per lesioni semplici (art. 123 CP) ma per vie di fatto (art. 126 CP; cfr. DTF 134 IV 189 consid. 1 pag. 190 segg. per una delimitazione tra questi due reati), va osservato che le sue dichiarazioni sono in realtà delle semplici affermazioni che non sono suffragate da alcun elemento probatorio e che, di conseguenza, non sono idonee a dimostrare che l'apprezzamento effettuato dal Tribunale amministrativo federale disattenda il diritto federale. Rifiutando di approvare la proroga dell'autorizzazione di soggiorno del ricorrente, l'autorità precedente non ha pertanto violato l'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr.