Citation: 4A_135/2023 E. 2.2.2

2.2.2. Il tribunale di appello non è di per sé tenuto ad esaminare, come un'autorità giudiziaria di primo grado, tutte le questioni di fatto e di diritto che si pongono, se le parti non hanno sollevato delle corrispondenti censure in seconda istanza. Fatto salvo il caso di eventuali mancanze manifeste, il tribunale di appello deve di principio limitarsi a statuire sulle contestazioni sollevate nell'appello e nella risposta all'appello. Le censure delle parti definiscono il programma d'esame dell'istanza di appello: la decisione impugnata deve di principio essere vagliata soltanto dal profilo dei punti censurati. Sotto il profilo giuridico, in applicazione del principio iura novit curia (art. 57 CPC), nell'ambito di questo esame il tribunale di appello non è tuttavia vincolato né ai considerandi della prima istanza né agli argomenti delle parti. Sotto il profilo fattuale, il tribunale di appello non è vincolato agli accertamenti del giudice di primo grado, anche se, in mancanza di corrispondenti censure delle parti riguardanti gli accertamenti di fatto nell'ambito della procedura di appello, la decisione di primo grado costituisce di regola la base della procedura ricorsuale (DTF 144 III 394 consid. 4.1.4 e rinvii). Nella misura in cui una questione di fatto o di diritto è sollevata dalle parti, rispettivamente è tematizzata nella procedura di appello, il tribunale di appello dispone nell'ambito del suo esame di un pieno potere cognitivo; in particolare, non può considerare unicamente gli argomenti a favore di una parte (DTF 144 III 394 consid. 4.3.2.1 e rinvii). Se il tribunale di appello ritiene infondate le critiche dell'appellante e non constata un vizio manifesto, conferma il giudizio impugnato (art. 318 cpv. 1 lett. a CPC). Se, per contro, nell'ambito di questo esame, giunge alla conclusione che la critica dell'appellante alla sentenza impugnata è fondata, il tribunale di appello può statuire esso stesso (art. 318 cpv. 1 lett. b CPC), oppure, qualora non sia stata giudicata una parte essenziale dell'azione (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 1 CPC) o i fatti debbano essere completati in punti essenziali (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 2 CPC), può rinviare la causa alla giurisdizione inferiore (DTF 144 III 394 consid. 4.3.2.1). Il tribunale d'appello decide secondo il suo apprezzamento se statuire mediante un giudizio cassatorio o riformatorio. Nondimeno, se le decisioni di rinvio costituiscono generalmente decisioni pregiudiziali e incidentali, quelle riformatorie sono di natura finale e possono essere pronunciate solo quando la causa è matura per il giudizio (DTF 144 III 394 consid. 4.3.2.2).