Citation: 6B_536/2014 E. 3.4

3.4. Nel caso concreto, senza alcun accenno ai documenti della procedura estradizionale, il TPF si è limitato a constatare che, successivamente alla sua liberazione priva di vincoli, il ricorrente è ritornato in Svizzera. Prima di ciò, avrebbe dovuto accertare se effettivamente egli sia stato perseguito per fatti anteriori alla sua consegna alla Svizzera, che non siano quelli aventi motivato l'estradizione. In proposito, giova ricordare che a tal fine occorre analizzare in primo luogo la decisione con cui lo Stato richiesto ha accordato l'estrazione e se del caso esaminarla alla luce della domanda di estradizione e dei documenti allegati (DTF 123 IV 42 consid. 3b pag. 47). Solo dopo aver stabilito un'eventuale violazione del principio della specialità, avrebbe dovuto determinare se la relativa garanzia fosse decaduta in seguito al ritorno dell'insorgente in Svizzera, benché reso edotto delle conseguenze. Come visto (v. consid. 3.3), in mancanza di disposizioni speciali, il principio enunciato all'art. 38 AIMP ha portata generale, il TPF dovrà pertanto verificare che al ricorrente siano state fornite le debite informazioni sulle implicazioni di un suo ritorno in territorio elvetico. L'obiezione del MPC, secondo cui la condotta processuale del ricorrente potrebbe configurare una rinuncia alla tutela garantita dalla regola della specialità, in assenza di fatti accertati al riguardo, non può essere vagliata in questa sede. Sarà compito del TPF pronunciarsi in merito. L'assenza dei necessari accertamenti, che non spetta al Tribunale federale stabilire quale prima e unica istanza valutando la pertinente documentazione, non permette di statuire sulla censura ricorsuale di violazione dell'art. 14 CEEStr e dell'art. 38 AIMP. Ne segue che su questo punto la sentenza impugnata dev'essere annullata.