Citation: 2C_392/2007 05.05.2008 E. 7

L'esame della vertenza alla luce dell'art. 25 cpv. 1 LAFE conduce alla medesima conclusione. È pacifico che la ricorrente non ha adempiuto l'onere, imposto con la decisione di non-assoggettamento del 17 dicembre 2001, di utilizzare interamente la part. xxx a scopo commerciale-amministrativo. Non ha nemmeno dato seguito alle due diffide impartite in tal senso dall'Autorità di I.a istanza il 7 marzo e il 28 aprile 2006: la ricorrente non ha ripristinato l'uso commerciale né ha presentato la licenza edilizia o aperto il cantiere entro i termini fissati e non si è peraltro premurata di chiedere una protrazione delle scadenze fissatele. Questa era la situazione di fatto determinante quando è stata emanata la decisione impugnata e la ricorrente non può ora rimetterla in discussione adducendo un'asserita impossibilità di rispettare le diffide fondata su fatti accaduti successivamente. In simili circostanze la revoca della decisione di non-assoggettamento s'imponeva. Il mantenimento durevole della destinazione commerciale per la quale un immobile è stato acquistato è, infatti, essenziale e irrinunciabile anche nel regime del non-assoggettamento (DTF 129 II 361 consid. 5.2). La revoca della decisione di non-assoggettamento per il mancato rispetto di tale onere non è esplicitamente prevista nella legge. La sanzione amministrativa è però insita nell'irrinunciabilità del mantenimento durevole della destinazione dichiarata al momento dell'acquisto ed è deducibile dall'art. 25 cpv. 1 LAFE: sebbene la norma si riferisca espressamente solo alla non-osservanza di un onere nel regime autorizzativo, essa permette anche la revoca della decisione di non-assoggettamento, per analogia, laddove l'acquisto sia stato possibile senza autorizzazione (Urs Mühlebach/Hanspeter Geissmann, Lex F., Kommentar zum Bundesgesetz über den Erwerb von Grundstücken durch Personen im Ausland, Brugg/Baden 1986, n. 3 ad art. 25). Contrariamente a quanto obietta la ricorrente, le autorità ticinesi hanno quindi fondato correttamente le loro decisioni anche sull'art. 25 cpv. 1 LAFE.