Citation: 1C_486/2016 E. 3.1

3.1. La ricorrente adduce poi che la decisione impugnata si fonderebbe su un accertamento dei fatti manifestamente inesatto. Al riguardo, osserva che nel caso in esame un'unione coniugale di fatto e reale sarebbe esistita fino al 24 ottobre 2009, sebbene si trattasse probabilmente di un'unione atipica e poco convenzionale. A sostegno di questa generica tesi adduce semplicemente che la decisione della SEM e quella impugnata si fonderebbero sulle comunicazioni al suo dire inveritiere e inattendibili trasmesse da suo marito nell'intento di nuocerle, non considerando che l'unione reale ed effettiva sarebbe terminata soltanto il 24 ottobre 2009, quando il marito l'avrebbe cacciata dall'abitazione coniugale. Al riguardo elenca alcune non meglio specificate dichiarazioni, senza tuttavia tentare di dimostrare perché gli accertamenti contrari esposti nella decisione impugnata, con i quali non si confronta se non in modo approssimativo, sarebbero stati effettuati in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto e quindi in maniera arbitraria (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 142 II 355 consid. 6 pag. 358), per cui essi sono vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 e 2 LTF). Dagli stessi, compiutamente indicati nella decisione impugnata, si può evincere che la ricorrente ha conseguito la naturalizzazione con dichiarazioni false o in seguito all'occultamento di fatti essenziali (art. 41 cpv. 1 e cpv. 1bis LCit; sul tema vedi DTF 135 II 161 consid. 2 e 3; 130 II 482 consid. 3.2 e 3.3; vedi inoltre DTF 132 II 113; 128 II 97 consid. 3 e 4; sentenza 1C_156/2015, citata, consid. 2.5; PETER UEBERSAX, Das Bundesgericht und das Bürgerrechtsgesetz, mit einem Blick auf das neue Recht, in: Basler juristische Mitteilungen, 2016 pag. 169 segg., pag. 200 seg. e 207; CÉLINE GUTZWILLER, Droit de la nationalité suisse: acquisition, perte et perspectives, 2016, pag. 61-63).