Citation: 1C_64/2021 E. 4.3

4.3. Il ricorrente osserva che il suo rustico, ubicato su un dosso al margine della radura, presenterebbe non meglio specificate qualità di pregio nell'ottica del PUC-PEIP. Contrariamente a quanto ritenuto dai giudici cantonali, esso sarebbe situato in una zona nella quale la qualità del paesaggio sarebbe data anche dalle ampie superfici prative della zona, molto idonee allo sfalcio e al pascolo. Gli edifici rurali che la caratterizzano la renderebbero un'unità degna di protezione ai sensi dell'art. 39 cpv. 2 lett. a OPT. Al suo dire, gli edifici che secondo la Corte cantonale si troverebbero nei dintorni, e la stazione di partenza della citata seggiovia, non sarebbero ubicati così vicino al suo fondo, che formerebbe un'unità degna di protezione. L'inserimento di elementi contemporanei, al suo dire sufficientemente distanti dal suo rustico, non intaccherebbe il carattere originario di questa zona. Ciò a maggior ragione poiché per essere inserito nel PUC-PEIP il paesaggio non dovrebbe essere intatto, essendo sufficiente ch'esso presenti una peculiarità percettibile, che possa derogare al principio di separazione tra zona edificabile e non edificabile. Visto che il suo rustico non è ancora stato trasformato, esso valorizzerebbe il territorio circostante. Sostiene che nell'ambito della sua valutazione, la Corte cantonale avrebbe posto l'accento in maniera troppo rigorosa sulle altre costruzioni, sfociando quindi nell'arbitrio. Gli edifici da essa indicati sarebbero assai distanti, e non potrebbero essere letti quali elementi di disturbo della forza paesaggistica di questa zona. Sarebbe arbitrario ritenere che la stazione di partenza della seggiovia e i due citati edifici implicherebbero uno snaturamento del suo rustico, poiché, adottando una lettura conforme e non arbitraria del paesaggio, si giungerebbe alla soluzione contraria.