Citation: 1C_306/2014 E. 2.3

2.3. Nella relazione e nel rapporto di pianificazione richiamati dal ricorrente risulta che, nell'ambito dell'elaborazione della variante pianificatoria, con riferimento al posteggio pubblico previsto sul fondo part. n. xxx il pianificatore ha indicato quale "costo unitario esproprio" il valore di fr. 100.-- al m2. Come rilevato dalla Corte cantonale, si tratta tuttavia di dati esposti dal pianificatore essenzialmente allo scopo di valutare l'incidenza sotto il profilo finanziario della variante di piano regolatore. L'indicazione del costo di esproprio, eseguita dal pianificatore all'indirizzo dell'autorità comunale, costituiva quindi una valutazione di massima, di portata interna agli organi comunali, degli oneri che avrebbe comportato la realizzazione dei posteggi pubblici proposti con la variante. I relativi importi non potevano pertanto essere considerati come una proposta d'indennità nei confronti dei singoli proprietari da parte del Comune. Secondo il ricorrente, questi atti pianificatori sarebbero per contro suscettibili di fare nascere nel cittadino aspettative tutelabili sotto il profilo della buona fede, siccome erano di pubblico dominio e destinati all'informazione dei cittadini. Il ricorrente evidenzia che la documentazione è pure stata utilizzata dal Municipio per informare la popolazione nel corso di una seduta pubblica, sicché egli avrebbe confidato nelle indicazioni fornite, rinunciando ad aggravarsi contro la modifica pianificatoria che prevedeva l'adozione del vincolo di posteggio a carico della sua proprietà. A torto. Sul contenuto della serata informativa pubblica innanzitutto non vi sono agli atti accertamenti specifici e vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). D'altra parte, l'esposizione in quel contesto della valutazione concernente i costi della variante pianificatoria non assurge ad assicurazione concreta e vincolante, rivolta specificatamente al ricorrente riguardo all'ammontare dell'indennità che gli sarebbe stata riconosciuta per l'espropriazione del suo fondo. Quanto al preavviso del 28 giugno 2005 del Consiglio di Stato, concernente il contributo pecuniario sostitutivo per la diminuzione della zona agricola, la Corte cantonale ha rettamente rilevato ch'esso non era rivolto al ricorrente, bensì all'autorità comunale quale ente pianificante. Del resto, il valore commerciale di fr. 100.--/200.-- al m2 indicato nel documento, costituisce un fattore di calcolo per la determinazione del contributo pecuniario sostitutivo e non corrisponde al valore venale del terreno agricolo, ma al valore commerciale medio dei terreni edificabili del Comune (cfr. art. 2 seg. del regolamento della legge sulla conservazione del territorio agricolo, del 9 giugno 1998 [RL 8.1.1.3]). Nemmeno in questo documento può quindi essere ravvisata un'assicurazione concreta, destinata al ricorrente, sull'ammontare dell'indennità espropriativa.