Citation: 1C_465/2014 E. 2.3

2.3. Un'ulteriore censura concerne la pretesa violazione del principio di legalità poiché, sempre al dire delle ricorrenti, il pubblico ministero italiano non avrebbe mai ottenuto un'ingiunzione da parte dello Stato richiedente che autorizzasse i sequestri litigiosi e che la decisione del tribunale milanese avrebbe persino respinto la sua istanza di confisca: ciò sarebbe pure lesivo del divieto dell'arbitrio e della parità di trattamento e imporrebbe di revocarli. Sempre insistendo sulla sentenza milanese, le ricorrenti invocano la violazione del principio di pertinenza e di proporzionalità, perché il TPF avrebbe ignorato sia la rilevanza di detto giudizio sia il perdurare eccessivo dei sequestri. Le ricorrenti asseriscono poi, sempre con riferimento alla decisione milanese, che ai criticati sequestri osterebbe pure l'ordine pubblico (art. 1a AIMP), perché non si potrebbero ottenere dalle autorità elvetiche provvedimenti coercitivi ch'esse non potrebbero imporre sul proprio territorio non sussistendo più sufficienti indizi di reato: l'unica autorità competente per decidere al riguardo sarebbe infatti il tribunale milanese, pronunciatosi con sentenza dell'8 luglio 2014. Anche in tale ambito le ricorrenti disattendono tuttavia che tale sentenza non è definitiva.