Citation: 1C_662/2013 E. 3.3

3.3. Risulta dagli atti, in particolare dalla documentazione fotografica, che il limite est del balcone-ballatoio è chiuso verso l'edificio della ricorrente da un tavolato parzialmente vetrato, posato perpendicolarmente al muro perimetrale esterno dell'abitazione, tra la base del balcone e il sovrastante spiovente del tetto. Non si tratta di un'apertura nel muro della facciata, volta a permettere l'entrata di luce ed aria all'interno, ma di un semplice pannello aggiuntivo esterno, destinato essenzialmente a chiudere il terrazzo sul lato est, verso l'edificio dell'istante. In simili circostanze, qualificare questo manufatto alla stregua di una finestra appare manifestamente insostenibile. Per finestra s'intende infatti un vano praticato nello spessore del muro, verso l'esterno di un locale di un fabbricato, con lo scopo di illuminarlo e di arieggiarlo, consentendo generalmente alle persone che si trovano all'interno di godere della veduta esterna circostante (cfr. JACOMELLA/LUCCHINI, I rapporti di vicinato nel Cantone Ticino, 1996, pag. 66; SCOLARI, Commentario, 1996, pag. 650, n. 1451). In concreto, il manufatto litigioso, seppur provvisto di un vetro, non costituisce un vano aperto nella facciata dell'edificio, destinato ad arieggiare e ad illuminare spazi interni o a permettere eventualmente la vista dagli stessi. Considerandolo cionondimeno quale finestra e, in quanto tale, come apertura che chiama distanza, la precedente istanza ha emanato una decisione in chiaro contrasto con la fattispecie e pertanto arbitraria.