Citation: 1P.659/2000 12.02.2001 E. 1

Il principio, l'estensione e i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme del diritto procedurale cantonale. Solo quand'esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri al cittadino indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, può essere invocato, ed entrare in linea di conto, l'art. 29 cpv. 3 Cost. , che, come il previgente art. 4 vCost. , garantisce a ognuno un minimo di protezione giuridica (sentenza inedita del 13 gennaio 2000, nella causa L., consid. 2; DTF 124 I 1 consid. 2, 306 consid. 2a, 122 I 49 consid. 2a; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 542 segg.). Il Tribunale federale rivede l'applicazione del diritto cantonale solo dal ristretto angolo dell'arbitrio; esamina invece liberamente se il diritto all'assistenza giudiziaria gratuita, dedotto direttamente dall'art. 29 cpv. 3 Cost. , sia stato rispettato (DTF 119 Ia 11 consid. 3a, 116 Ia 102 consid. 4a, concernenti l'art. 4 vCost.). Non occorre verificare se l'art. 6 CEDU si applichi nella fattispecie poiché, secondo la giurisprudenza, questa disposizione convenzionale non assicura comunque una protezione più estesa rispetto alla norma costituzionale (DTF 119 Ia 264 consid. 3; Müller, op. cit. , pag. 543; Piermarco Zen-Ruffinen, Article 4 Cst. féd. : le point sur l'évolution de la jurisprudence du Tribunal fédéral en matière d'assistance judiciaire, in: De la Constitution, études en l' honneur de Jean-François Aubert, Basilea 1996, pag. 694). Secondo l'art. 52 CPP/TI l'accusato che giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa può chiedere il gratuito patrocinio (cpv. 1). Esso è accordato dal GIAR, esperite le necessarie indagini (cpv. 2).