Citation: 5A_735/2009 22.03.2010 E. 5

5.1 Per giurisprudenza costante un Ufficio di esecuzione o dei fallimenti può riconsiderare una decisione che ha preso fintanto che il termine di ricorso non è scaduto e, in caso di ricorso, fino all'invio della sua risposta. Una volta scaduto il termine di ricorso una riconsiderazione o una rettifica non sono più ammissibili, a meno che la decisione in questione non sia assolutamente nulla ai sensi dell'art. 22 LEF e non abbia per tale motivo potuto crescere in giudicato (sentenza 5A_460/2009 del 20 ottobre 2009 consid. 2.1; DTF 97 III 3 consid. 2; 88 III 12 consid. 1). 5.2 In concreto l'autorità di vigilanza ha accertato che la creditrice ha avuto conoscenza della fattispecie unicamente con lo scritto 24 settembre 2009 e la ricorrente non formula alcuna censura conforme ai requisiti di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF (supra consid. 4.2) da cui risulterebbe che la creditrice fosse invece al corrente dell'annullamento del precetto esecutivo emesso il 2 marzo 2009 prima che l'Ufficio abbia comunicato alle parti la propria decisione di ripristino dello stesso. Ciò significa che il 24 settembre 2009 il termine di ricorso, che inizia a decorrere dalla conoscenza del provvedimento (art. 17 cpv. 2 LEF), per impugnare la decisione 4 agosto 2009 di annullare il precetto precedentemente notificato non era ancora trascorso per la creditrice. In queste circostanze erano dati i presupposti che permettono all'Ufficio di riconsiderare la propria decisione - peraltro del tutto errata - del 4 agosto 2009 nel senso che ne vengono annullati gli effetti, con il ripristino del precetto esecutivo precedentemente annullato. Giova inoltre rilevare che la ricorrente confonde le nozioni di annullamento e nullità quando sostiene apoditticamente e in modo ripetitivo che con un suo annullamento una decisione diventa nulla. Essa non indica alcun motivo per il quale il precetto esecutivo del 2 marzo 2009 sarebbe stato nullo e cioè privo di qualsiasi efficacia, e riconosce di non aver incoato un'azione di disconoscimento del debito dopo aver ricevuto la sentenza 7 maggio 2009 di rigetto provvisorio dell'opposizione. Ne segue che non sussistevano ostacoli all'emanazione della comminatoria di fallimento del 19 agosto 2009, che è basata su un precetto esecutivo, quello del 2 marzo 2009, perfettamente valido.