Citation: 9C_524/2010 27.10.2010 E. 4

4.1 Per quanto concerne la determinazione del grado d'invalidità, il ricorrente contesta in primo luogo il reddito da valido accertato dal primo giudice. Quest'ultimo ha posto a fondamento del proprio giudizio un importo di fr. 91'253.- (aggiornato al 2008), come accertato dalla consulente in integrazione professionale sulla base delle indicazioni fornite dagli ex datori di lavoro. Ora, anche volendo e potendo, sulla base degli atti, partire da un guadagno senza invalidità di fr. 100'000.-, come sostenuto dall'interessato in sede giudiziaria cantonale e considerato in via eventuale dallo stesso giudice di prime cure, l'esito del giudizio, per quanto si dirà (v. consid. 4.3), non cambia. In nessun caso l'insorgente può però prevalersi di un reddito senza invalidità di fr. 111'011.-. Da un lato perché è difficile che, accanto a una occupazione presso la Posta del 76%, l'interessato continuasse a svolgere, senza il danno alla salute, un'attività per la A.________ variante dal 75% (v. dichiarazione del 28 dicembre 2006 con cui A.________ segnala all'UAI una media lavorativa dell'assicurato di 30 ore settimanali [a fronte di un lavoro normale in azienda di 40 ore]) al 90% (v. comunicazione dell'UAI del 17 aprile 2007 in cui l'attività per A.________ viene quantificata in 36 ore settimanali). Dall'altro perché anche volendo ammettere siffatta ipotesi, ai fini del calcolo dell'invalidità i redditi provenienti da queste due attività economicamente equivalenti non potrebbero essere sommati, bensì andrebbero riportati a un grado di occupazione (complessivo) del 100% (SVR 2008 IV n. 28 pag. 89 [I 433/06] consid. 4.1.2 e 4.1.3; cfr. inoltre sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 637/03 del 16 giugno 2004 consid. 3.2 e 4).