Citation: 2C_600/2015 E. 3.3

3.3. La ricorrente afferma in seguito che in caso di rientro in Perù la sua reintegrazione sarebbe fortemente compromessa. Al riguardo rimprovera alla Corte cantonale di non avere debitamente considerato che, tra studi e matrimonio, ha trascorso oltre 8 anni della propria vita in Svizzera; che, siccome non ha seguito i corsi di aggiornamento obbligatori in Perù per le infermiere, si troverebbe in una posizione di principiante dal profilo lavorativo e perderebbe di conseguenza la preziosa esperienza acquisita in Svizzera; che a causa della lunga assenza avrebbe perso i contatti con amici e conoscenti e che la madre e la sorella vivrebbero nell'entroterra, dove non può installarsi a causa della cronica mancanza di lavoro. La buona integrazione (sia professionale che personale) della ricorrente in Svizzera, che non è stata contestata, non è sufficiente di per sé per ottenere il permesso litigioso. Oltre al fatto che la stessa non ha nulla di straordinario, va osservato che in casu non si tratta di sapere se la sua vita sarebbe più facile in Svizzera (cfr. DTF 138 II 229 consid. 3.1 pag. 232), ma di determinare se un rientro in Perù la vedrebbe confrontata con difficoltà di riadattamento insormontabili. Al riguardo va rammentato che il fatto di ritrovare le condizioni di vita usuali nel proprio Paese, anche se le stesse sono meno favorevoli rispetto a quelle di cui beneficerebbe in Svizzera (cf. sentenza 2C_1188/2012 del 17 aprile 2013 consid. 4.1), così come l'essere confrontata a difficoltà nella ricerca di un lavoro o di un alloggio - aspetti che toccano la maggior parte degli stranieri costretti a rientrare in patria dopo un prolungato soggiorno all'estero - non permettono di concludere che si è in presenza di motivi gravi personali ai sensi dell'art. 50 LStr. In concreto, come ben osservato dalla Corte cantonale, la ricorrente ha vissuto fino all'età di 24 anni nel proprio paese d'origine, ove è stata scolarizzata, ha ottenuto il diploma d'infermiera e possiede pertanto dei legami sociali e culturali, senza dimenticare la presenza dei suoi famigliari. Dopo un primo soggiorno in Svizzera per motivi di studio ella è tornata in Perù e vi ha lavorato come assistente dentale. Inoltre, contrariamente a quanto affermato e come ben osservato dalla Corte cantonale, l'esperienza professionale qui acquisita le sarà utile per procacciarsi un nuovo lavoro. Certo, la sua reintegrazione non sarà facile, ma non si può considerare che sarà gravemente compromessa. Per il resto si può rinviare all'argomentazione dettagliata della sentenza impugnata (art. 109 cpv. 3 LTF). Anche su questo aspetto il gravame si rivela manifestamente infondato e come tale va respinto.