Citation: 4A_339/2007 13.11.2007 E. 8

L'ammissibilità del ricorso suscita infatti delle perplessità sotto il profilo della motivazione. Dinanzi al Tribunale federale il ricorrente ripropone tutti gli argomenti già fatti valere in sede cantonale senza confrontarsi minimamente con le considerazioni poste a fondamento del giudizio impugnato, come se il Tribunale federale fosse una giurisdizione di appello, competente a rivedere liberamente il fatto e il diritto e a ricercare la corretta applicazione delle norme invocate. Non è così. Al Tribunale federale, quale corte suprema, spetta il compito di rivedere l'applicazione del diritto - così come determinato dagli art. 95 e 96 LTF - da parte delle autorità cantonali. Anche se di principio applica il diritto d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF), tenuto conto dell'esigenze di motivazione poste dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF il Tribunale federale esamina solamente le censure adeguatamente sollevate; non è tenuto a esaminare tutte le questioni giuridiche che si pongono, come farebbe un'autorità di prima istanza. L'allegato ricorsuale disattende completamente questi principi. In esso il ricorrente lamenta infatti genericamente la violazione degli art. 18 e 404 CO, ma, in contrasto con quanto prescritto dall'art. 42 cpv. 2 LTF, non spiega per quale motivo l'atto impugnato violerebbe i disposti di diritto federale da lui citati; come già detto, egli omette infatti di prendere posizione sulle considerazioni dei giudici ticinesi. Alla luce di quanto appena esposto, il gravame potrebbe dunque venir dichiarato inammissibile già perché non motivato conformemente alle esigenze di legge.