Citation: 1P.455/2002 07.10.2002 E. 4

In via sussidiaria, la ricorrente contesta la riduzione del 30% dell'onorario effettuata in via forfettaria. Lamenta al riguardo che il GIAR non l'avrebbe motivata, riferendosi semplicemente a una ben nota "formula generale". La ricorrente non può contestare tuttavia la decisione del GIAR, ma solo quella del Consiglio di moderazione (cfr. DTF 125 I 492 consid. 1a/bb). In questa decisione sono stati illustrati, e compiutamente, tutti i fattori posti a fondamento della contestata tassazione. La ricorrente disattende inoltre che nella decisione impugnata, richiamando la dottrina (Rusca/Salmina/Verda, op. cit., n 4 in fine e n. 5 in fine all'art. 51), si precisa che il limite del 70% dell'onorario è stabilito dall'art. 36 LTG, di cui essa non fa valere l'arbitrarietà né l'incostituzionalità (sulla costituzionalità, di massima, di questa regolamentazione, cfr. Spühler, loc. cit., pag. 259; cfr. anche DTF 111 Ia 1 consid. 2a). L'Autorità cantonale ha poi rilevato che decisivo non è il tempo profuso dal singolo patrocinatore ma quello che, oggettivamente, sarebbe occorso a un avvocato solerte per trattare adeguatamente una pratica analoga, ritenendo che in concreto alcuni interventi della ricorrente, in particolare riguardo ai trenta contatti telefonici con l'assistito e al "controllo incarto", erano oggettivamente eccessivi. Ora, la ricorrente, non confrontandosi con questi argomenti, posti a fondamento del giudizio impugnato, non dimostra perché sarebbero arbitrari.