Citation: 2C_607/2023 E. 3.3

3.3. I due quesiti sono connessi. Con riferimento al primo, si rileva che il Tribunale federale - oltre ad avere già giudicato che il codice di domicilio può essere utilizzato ai fini di identificazione dei contribuenti (DTF 146 II 150 consid. 6) - si è pronunciato a più riprese - con giudizi ove sono stati definiti i principi determinanti - sulla questione di sapere se dovesse essere concessa l'assistenza amministrativa quando la persona interessata contesti, come nel caso specifico, di essere assoggettata fiscalmente nello Stato richiedente. Al riguardo è stato precisato che sapere se la persona interessata sia domiciliata (o meno) nello Stato richiedente e, di riflesso, sia (o meno) un contribuente di questo Stato nel periodo determinante attiene al diritto interno e non va pertanto delucidato dallo Stato richiesto (DTF 145 II 112 consid. 3.2; 142 II 161 consid. 2.2; 142 II 218 consid. 3.6-3.7; sentenze 2C_1026/2022 del 21 dicembre 2022 consid. 3.3, 2C_919/2022 del 30 novembre 2022 consid. 4.3.3 e 2C_435/2021 del 2 giugno 2021 consid. 31). Inoltre, come sottolineato da questa Corte, incombe alla persona interessata che contesta di essere un residente fiscale dello Stato richiedente di far valere i suoi argomenti e di fornire i mezzi di prova corroboranti la sua posizione dinanzi alle autorità di questo Stato (DTF 142 II 218 consid. 3.6 e 3.7; sentenza 2C_435/2021 già citata consid. 3.1 e rinvii). Di conseguenza sapere se il codice di domicilio figurante sui documenti ora all'esame si applichi (o meno) durante il periodo determinante è un caso di applicazione dei principi sopramenzionati, al quale il Tribunale federale ha già dato risposta; esso non può quindi nemmeno costituire una nuova questione di diritto di importanza fondamentale giusta l'art. 84a LTF.