Citation: 8C_141/2019 E. 1.4

1.4. Il ricorso di 45 pagine e inutilmente prolisso non adempie tali esigenze. Innanzitutto, non pretende in alcun modo la riforma del giudizio impugnato nel senso di ordinare la sua assunzione. Inoltre, il ricorrente, peraltro avvocato, non si confronta in alcun modo con il giudizio impugnato. Inizialmente egli si dilunga in una serie di ipotesi del tutto inconferenti sulla quantità di ricorsi e le statistiche in caso di mancata assunzione nel settore pubblico. Non si comprende in alcun modo che cosa vorrebbe trarre da ciò. Critica poi l'operato di vari uffici dell'amministrazione cantonale, mettendo in luce favoritismi, raccomandazioni e nepotismo, quando dinanzi al Tribunale federale oggetto dell'impugnazione è soltanto la pronuncia del Tribunale cantonale amministrativo (art. 86 cpv. 1 lett. d e cpv. 2 LTF). Il ricorrente si dilunga poi sulla professionalità dei giudici ticinesi, senza tuttavia invocare alcun diritto fondamentale se non generiche "anticostituzionalità". La carente indipendenza della magistratura ticinese è soltanto fondata su ipotesi e considerazioni soggettive. Il Tribunale federale non è ad ogni modo un'autorità di vigilanza, che verifica l'operato generale, se del caso tramite periti, dei tribunali cantonali e delle amministrazioni statali e a cui si possono rivolgere richieste di parere. Le richieste di indagine esulano pertanto da questa procedura. Il concetto di Deep State e i paragoni con i tragici eventi dell'11 settembre 2001 non sono peraltro suffragati da alcuna circostanza oggettiva. Anche dai "tentativi manipolatori" dei giudici cantonali lamentati dal ricorrente (supportati da vari messaggi di posta elettronica), non si pretende la lesione di alcun diritto costituzionale in particolare.