Citation: E 4/01 28.12.2001 E. 4

4.- Un attento esame dell'incarto non permette di aderire alla tesi della Corte cantonale, bensì a quella dell'UFAS. a) Al riguardo va in primo luogo rilevato che l'assicurato non può essere considerato salariato con reddito regolare. Il tenore letterale dell'art. 3 cpv. 1 lett. a OIPG (cfr. consid. 2), secondo cui l'avente diritto deve disporre di un rapporto di lavoro durevole e di un salario che non subisce forti oscillazioni, è chiaro e non dà adito a dubbi. Al momento della nascita del diritto alle indennità (cfr. art. 1 LIPG e 1 OIPG), il 19 giugno 2000, l'opponente non disponeva di nessun tipo di rapporto di lavoro. Il precedente contratto era stato infatti sciolto per il 30 aprile 2000. Su questo punto le considerazioni della Corte cantonale a proposito dell'esistenza di un salario regolare sono quindi infondate. b) Per quanto riguarda l'applicabilità della lettera b dell'art. 3 cpv. 1 OIPG è in discussione la questione di sapere se l'intimato ha interrotto il lavoro a causa di disoccupazione o per un altro motivo indipendente dalla sua volontà. Anche in questo caso la tesi del Tribunale di prima istanza non può essere seguita. In effetti dagli atti emerge che il datore di lavoro, dopo aver appurato che il dipendente aveva commesso delle irregolarità nella gestione dell'Ufficio postale di Besazio - fatti che sono stati ammessi dall'interessato -, ha avviato una procedura disciplinare, proponendo contemporaneamente al dipendente la presentazione delle proprie dimissioni rispettivamente lo scioglimento disciplinare del rapporto di lavoro. Quest'ultimo ha scelto, di sua volontà, la prima soluzione. In simili circostanze non si può senz'altro ammettere che l'interruzione del rapporto di lavoro sia avvenuta indipendentemente dalla volontà dell'interessato: egli ha da un lato volontariamente presentato disdetta, dall'altro i motivi che lo hanno spinto a tale passo e che avrebbero indotto il datore di lavoro a sciogliere il rapporto di lavoro per ragioni disciplinari erano totalmente riconducibili a irregolarità da lui commesse intenzionalmente e quindi imputabili al suo volere. c) Per i medesimi motivi non si può infine neppure affermare che il lavoro sia stato interrotto in seguito a disoccupazione. Alla stessa conclusione si giunge anche interpretando il concetto di disoccupazione ai sensi di quanto previsto dalla LADI, come indicato sia dall'UFAS che dall'istanza cantonale. Poiché il presupposto "disoccupazione" va esaminato anche nell'ambito dell'esame dell'art. 2 OIPG, relativo alla fissazione del salario rilevante, si rinvia agli argomenti esposti nel seguente considerando.