Citation: 1P.503/2003 10.09.2003 E. 1

ch'essa ha aggiunto che tale irregolarità non ha tuttavia causato alcun pregiudizio all'insorgente, visto che il merito della lite non poteva formare oggetto d'impugnazione e che l'unico punto suscettibile di ricorso e unico oggetto delle censure ricorsuali, era la dichiarazione di contumacia; che secondo la Corte cantonale un ricorso per cassazione dev'essere imperativamente preceduto da una dichiarazione di ricorso, da presentare entro cinque giorni dal giudizio (art. 276 cpv. 1 CPP/TI; art. 289 cpv. 1 in relazione con l'art. 278 cpv. 2 CPP/TI); che la CCRP, rilevato che il ricorrente aveva ricevuto il dispositivo quando tale termine era ormai scaduto, ha nondimeno ritenuto che, in caso di contumacia, non incombe al giudice di raggiungere il condannato per comunicargli il dispositivo della sentenza (art. 276 cpv. 1 e 2 CPP/TI) ma all'assente ingiustificato che ha ricevuto la citazione al dibattimento di informarsi tempestivamente riguardo al verdetto e ai modi per impugnarlo; che secondo i Giudici cantonali non era ravvisabile una impossibilità del ricorrente, che il giorno stesso del dibattimento aveva presentato un'istanza di rinvio, sicché il gravame, non preceduto da una dichiarazione di ricorso, è stato dichiarato inammissibile; che il ricorrente accenna alla circostanza di aver presentato, il 26 giugno 2003, una dichiarazione di ricorso; che questa circostanza, non rilevata dalla CCRP come il ricorrente sostiene, non è decisiva, il termine di cinque giorni essendo a quel momento già scaduto, sicché la dichiarazione era comunque tardiva; che il gravame è incentrato sul fatto che il termine di cinque giorni per presentare la dichiarazione di ricorso non inizierebbe a decorrere, contrariamente a quanto ritenuto dalla CCRP, dalla data del dibattimento ma dalla notificazione della sentenza; che l'assunto ricorsuale non regge, come il Tribunale federale ha stabilito con giudizio odierno nella causa 1P.481/2003; che il ricorrente, richiamando l'art. 289 CPP/TI, sostiene inoltre che la mancata notifica della motivazione scritta della decisione della Pretura penale comporterebbe la nullità di quel giudizio; che anche questa tesi non può essere seguita; che, in effetti, come stabilito nella causa 1P.481/2003, risulta con chiarezza dall'art. 276 cpv. 2 CPP/TI che la motivazione è notificata solo su istanza delle parti, se richiesta entro il termine di cinque giorni dalla comunicazione orale del dispositivo; che il ricorrente non fa valere d'aver richiesto, tempestivamente, in conformità a quanto stabilito dall'art. 276 cpv. 2 CPP/TI, la motivazione della sentenza; che il ricorrente non dimostra, con un'argomentazione conforme alle esigenze dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'incostituzionalità della norma, rispettivamente dell'interpretazione datale dalla CCRP secondo cui si può far capo al principio della notificazione fittizia (cfr., in tale ambito, DTF 126 I 36, 127 I 31); che le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG), la domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio dovendo essere respinta, il ricorso non avendo manifestamente alcuna possibilità di esito favorevole (art. 152 cpv. 1 OG); Per questi motivi, visto l'art. 36a OG, il Tribunale federale pronuncia: