Citation: 2P.36/2002 12.09.2002 E. 2

2.1 Nel giudizio qui impugnato, il Consiglio di Stato ha in primo luogo considerato che A.________ aveva partecipato al suddetto concorso senza formulare nessuna obiezione o riserva in merito alle condizioni di gara esposte nel bando n. 1043/01 apparso sul numero del marzo 2001 del bollettino interno dell'Amministrazione cantonale, ragione per la quale le sue censure, volte a rimettere in discussione il contenuto di tale atto, sarebbero tardive, in quanto sollevate soltanto dopo aver appreso della sua esclusione dalla procedura. 2.2 Il ricorrente contesta tale argomentazione. Sostiene di avere reagito tempestivamente allo scritto datato 23 aprile 2001 della Sezione delle risorse umane, attraverso l'introduzione il 4 maggio 2001 di un ricorso di diritto pubblico davanti al Tribunale federale, poi trasmesso al Consiglio di Stato per competenza. Afferma di avere rispettato in questo modo i termini previsti dalla procedura cantonale, anche perché gli stessi erano rimasti sospesi a causa delle ferie giudiziarie pasquali. Rimprovera pertanto al governo cantonale di essere incorso in un diniego formale di giustizia. Aggiunge che, al momento di introdurre la sua candidatura, egli era convinto (come lo è tuttora) di adempiere le condizioni per poter partecipare al concorso e pertanto non poteva già allora sollevare delle critiche riferite al contenuto del bando. In questo senso, sostiene di avere preso coscienza della necessità di opporsi alla sua esclusione dal concorso soltanto dopo avere ricevuto la lettera 23 aprile 2001 della Sezione delle risorse umane con cui gli veniva per l'appunto comunicato ciò. A questo proposito censura la violazione del divieto di formalismo eccessivo. 2.3 Come indicato dal Consiglio di Stato, per gli appalti pubblici retti dalle disposizioni del relativo Concordato intercantonale del 25 novembre 1994 (CIAP; RS 172.056.4), il Tribunale federale ha avuto modo di considerare che, giusta il § 33 lett. b delle direttive d'esecuzione al citato concordato (DECIAP), il bando di concorso costituisce una decisione impugnabile e che pertanto eventuali obiezioni in merito al suo contenuto o a quello dei documenti di concorso ad esso allegati devono essere sollevate nei termini previsti dalla legge per contestare in giudizio un simile atto, senza in particolare attendere l'esito della procedura (DTF 125 I 203 consid. 3a). Ora, è per il vero dubbio che una simile prassi sia applicabile anche a casi come quello qui in esame, dove la procedura di concorso verte sull'assunzione di un dipendente dell'Amministrazione cantonale, già per il fatto che, a differenza dell'ordinamento intercantonale sugli appalti pubblici, la legislazione ticinese in materia di impiegati statali non conferisce esplicitamente al bando di concorso per l'assunzione di nuovi dipendenti il carattere di una decisione a sé stante, impugnabile autonomamente. La questione non merita comunque di essere ulteriormente approfondita nella presente sede, in quanto, indipendentemente dal fatto di sapere se il ricorrente era tenuto o meno ad impugnare formalmente il bando, sussistono altri motivi che consentono di ritenere intempestiva la sua reazione avverso le condizioni di partecipazione alla gara. Si deve infatti considerare che il concorso litigioso era stato pubblicato sul "Bollettino dei posti a concorso interno 03/2001". Tale scritto specificava in modo assolutamente chiaro che i concorsi in esso riportati erano "riservati ai soli dipendenti dell'Amministrazione cantonale" e, che ai medesimi sarebbero stati ammessi anche gli ausiliari che avevano" conseguito almeno 12 mesi di servizio ininterrotto presso lo Stato". Per quanto attiene poi alle condizioni generali di gara, tale documento rinviava alle condizioni "previste dalla procedura ordinaria di concorso (art. 12 e seguenti LORD)". Queste condizioni erano evidentemente parte integrante del bando litigioso e valevano quindi anche per il concorso in esame. Orbene, risulta dagli atti che nel momento in cui, nel mese di aprile del 2001, il ricorrente si è procurato una copia del citato bollettino ed ha presentato la propria candidatura, egli non lavorava già più per l'Amministrazione cantonale ticinese: in effetti il programma occupazionale da lui svolto presso l'allora Dipartimento delle opere sociali si era concluso nel precedente mese di febbraio. All'insorgente non poteva quindi sfuggire il fatto che, essendo a quel tempo disoccupato, egli non adempiva chiaramente le condizioni previste dal suddetto Bollettino per poter partecipare al concorso in parola. Una volta terminato il programma occupazionale, questi non aveva infatti più nessun valido motivo per potersi ancora considerare come un dipendente dell'Amministrazione cantonale. Per tutte queste ragioni, A.________ non può obiettivamente sostenere di essersi reso conto delle restrittive condizioni di partecipazione al concorso soltanto dopo avere appreso della sua esclusione dalla gara mediante lettera del 23 aprile 2001 della Sezione delle risorse umane. In simili circostanze le regole delle buona fede gli imponevano dunque di esprimere, se del caso, il suo dissenso nei confronti di tali condizioni senza indugio o comunque al più tardi contemporaneamente all'introduzione della sua candidatura. Avendo omesso di fare questo, il ricorrente ha dato invece l'impressione di accettare incondizionatamente il genere di procedura indetto e le restrizioni previste dal bando in merito ai requisiti di partecipazione al concorso, motivo per il quale la sua decisione di reagire soltanto dopo aver ricevuto la suddetta lettera della Sezione delle risorse umane non può beneficiare di nessuna tutela sul piano giuridico. Ritenendo tardive le censure sollevate dal ricorrente contro il bando e il suo contenuto, il Consiglio di Stato ticinese non ha pertanto reso una decisione arbitraria o lesiva del divieto di formalismo eccessivo. 2.4 Alla luce di quanto precede, l'esecutivo cantonale non era dunque tenuto ad entrare nel merito delle contestazioni sollevate dal ricorrente tardivamente riguardo alla pretesa incompatibilità della procedura di concorso interno indetta nel caso concreto con quanto disposto dalla legislazione ticinese in materia di dipendenti statali. Per il che, anche la censura, secondo cui il Consiglio di Stato sarebbe incorso in un diniego di giustizia formale, per avere tralasciato di statuire sulla citata censura, risulta infondata. A titolo abbondanziale, va comunque detto che, anche se fossero state da vagliare nel merito, le doglianze sollevate dal ricorrente avverso il bando e il suo contenuto sarebbero state in ogni caso da respingere. L'art. 12 cpv. 1 LORD istituisce la regola secondo cui la nomina dei dipendenti del Cantone ha luogo in base ad un concorso pubblicato nel Foglio ufficiale cantonale per la durata minima di 15 giorni. La medesima disposizione prevede poi che eccezionalmente l'autorità di nomina può prescindere dalla pubblicazione del concorso (cpv. 3) e che il Consiglio di Stato è tenuto a designare le funzioni che sono occupate senza pubblico concorso (cpv. 4). Facendo uso delle ampie competenze attribuitegli da queste ultime norme, l'esecutivo cantonale ha emanato l'art. 8 del regolamento dei dipendenti dello Stato, del 13 dicembre 1995 (RDS), il quale prevede che il governo può prescindere dalla pubblicazione del concorso per le funzioni dirigenti direttamente subordinate al suo collegio o ai singoli Consiglieri di Stato (cpv. 1). Inoltre, giusta l'art. 8 cpv. 2 RDS, non sono sottoposti alla pubblicazione del bando di concorso le promozioni per le funzioni di carriera interna a singole unità amministrative (lett. a), le nomine e gli incarichi dei medici assistenti e dei funzionari amministrativi, ritenuto l'aggiornamento periodico dell'elenco delle domande di lavoro per queste funzioni, censite dai servizi centrali (lett. b), nonché i trasferimenti interni, purché non abbinati a promozione (lett. c). Ora, quest'ultima disposizione conferisce all'esecutivo cantonale un ampio margine di manovra, dal momento che esso ha in pratica sempre la possibilità di optare per un'occupazione dei posti di lavoro liberi da parte di persone già attive nell'Amministrazione. In effetti, né la legge sugli impiegati dello Stato, né il relativo regolamento d'applicazione prevedono delle restrizioni sostanziali a questa facoltà, la quale, più che un'eccezione al principio del pubblico concorso costituisce semmai un'alternativa a quest'ultimo, volta principalmente a promuovere la mobilità dei dipendenti del Cantone e a permettere un migliore utilizzo delle risorse umane già a disposizione dello Stato. Per il che, la decisione delle autorità ticinesi di indire un concorso interno, invece che pubblico, per la nomina di due segretari-ispettori presso l'Ufficio dell'assicurazione invalidità dell'Istituto delle assicurazioni sociali non appare di per sé contraria alla regolamentazione cantonale in vigore.