Citation: 2C_471/2009 23.07.2010 E. 3

3.1 La ricorrente rimprovera innanzitutto alla Corte cantonale di avere - con delle spiegazioni a loro volta lacunose e carenti - ritenuta sufficiente la motivazione della decisione di prima istanza, allorché la stessa si limitava a rinviare alle norme applicabili senza alcuna delucidazione, senza spiegare cioè perché la logopedia non rientrava nel campo d'applicazione degli art. 12 e 13 LAI, e senza dire perché sarebbe invece un provvedimento psico-educativo in relazione con l'educazione precoce direttamente a carico del SOIC. Rileva poi che il rinvio da parte dell'autorità di prime cure al rapporto del Servizio medico regionale AI (SMR), di cui comunque non ha avuto conoscenza, è irrilevante in quanto si esprime unicamente dal punto di vista medico, ciò che è manifestamente insufficiente dal profilo dell'obbligo di motivazione. 3.2 Il diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost., è una garanzia costituzionale di natura formale, la cui violazione implica l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalle possibilità di successo nel merito (DTF 135 I 187 consid. 2.2 pag. 190 e rinvii). Tale garanzia comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire e di esigere l'assunzione di mezzi probatori purché siano pertinenti e riguardino punti rilevanti per il giudizio, di partecipa-re alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione (DTF 135 I 187 consid. 2.2 pag. 190 con rinvii). In sostanza, il medesimo, quale diritto di partecipazione al procedimento, comprende tutte quelle facoltà che devono essere riconosciute a una parte affinché possa efficacemente far valere la sua posizione nella procedura (DTF 135 II 286 consid. 5.1 pag. 293 e richiami). Esso comprende altresì l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa e, dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa tuttavia che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte a influire sulla decisione (DTF 134 I 83 consid. 4.1 pag. 88 e rinvii). 3.3 Per quanto rivolta contro la motivazione della sentenza cantonale, la censura non soddisfa le esigenze di motivazione poste dall'art. 42 cpv. 2 combinato con l'art. 106 cpv. 2 LTF e va pertanto dichiarata inammissibile. Nella misura in cui è invece diretta contro quella della decisione di prime cure va rilevato che, come pertinentemente osservato dalla Corte cantonale, l'Ufficio AI ha esposto, anche se succintamente, le ragioni essenziali che l'hanno indotto a rifiutare i provvedimenti sollecitati. La ricorrente ha quindi potuto agevolmente comprendere la portata della decisione e impugnarla - come poi ha fatto, riproponendo le sue argomentazioni - con cognizione di causa dinanzi a un'autorità giudiziaria, quale il Tribunale cantonale delle assicurazioni, dotata di pieno potere cognitivo. Infine, riguardo all'omessa comunicazione del rapporto SMR, sebbene ciò implichi effettivamente una disattenzione dei diritti di parte della ricorrente, va tuttavia osservato che quest'ultima, quando ne ha appreso l'esistenza, non ne ha chiesto la trasmissione prima di adire la Corte cantonale così come non ha domandato a detta autorità la quale, sia rammentato, fruisce di piena cognizione, di poterlo consultarlo né di potersi esprimere in proposito. In queste condizioni, ella non può più ora lamentarsi di non averne avuto conoscenza. In tali condizioni, non vi è spazio per ammettere una violazione del diritto di essere sentito.