Citation: 4A_21/2017 E. 4.5

4.5. La censura formale di motivazione carente è infondata: è evidente che l'autorità cantonale abbia incluso le sanzioni quadro RW nella categoria del danno definita " imposte e multe fiscali ", traendone la conseguenza che, di principio, non possono essere oggetto di una causa di risarcimento. Questa qualificazione, accettata dalla ricorrente " per esclusione e in maniera analogica", è messa in dubbio dall'opponente, la quale, come detto (consid. 4.3), adduce il carattere civile della sanzione. Orbene, la parte opponente ha la facoltà di proporre delle censure contro la sentenza impugnata, per l'eventualità che quelle della parte ricorrente fossero accolte (DTF 136 III 502 consid. 6.2). Lo deve però fare rispettando anch'essa le regole di motivazione che valgono per il ricorso (sentenza 4A_408/2013 del 17 gennaio 2014 consid. 2 non pubblicato nella DTF 140 III 115). A tale riguardo va tenuto conto che la natura giuridica della sanzione pronunciata dalle autorità italiane è una questione pregiudiziale retta dal diritto italiano; e che nell'ambito di una causa pecuniaria come questa il Tribunale federale può rivedere il diritto straniero soltanto sotto l'angolo dell'arbitrio (art. 96 lett. b LTF). Oltre ai requisiti minimi dell'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF le censure dell'opponente devono perciò rispettare le esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF per la motivazione delle violazioni dei diritti costituzionali (DTF 138 III 489 consid. 4.3; sentenza 4A_122/2011 del 30 gennaio 2012 consid. 1.4, non pubblicato nella DTF 138 III 174). Nel caso in esame la contestazione dell'opponente non è affatto motivata ed è priva di qualsiasi riferimento al diritto italiano; essa è perciò inammissibile. Va comunque osservato che l'esito del ricorso non muterebbe nemmeno se la sanzione italiana non avesse carattere penale (cfr. consid. 4.8).