Citation: 9C_194/2014 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale, esclusa un'incapacità di intendere e di volere dell'assicurata, ha accertato che l'amministrazione ha ripetutamente chiesto alla ricorrente i documenti necessari, ottenendone con difficoltà solo una parte, benché con lettera della 15 agosto 2012, a cui non è stato dato seguito, fossero state comunicate le eventuali conseguenze di una mancata collaborazione. I primi giudici hanno rilevato inoltre che l'IAS non avrebbe potuto ottenere in altro modo tutte le indicazioni necessarie per stabilire quanto sarebbe spettato alla ricorrente dalla liquidazione del regime matrimoniale del defunto marito, a cui avrebbe in parte rinunciato, valore tuttavia computabile ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 LPC. L'amministrazione non era quindi in grado di calcolare il reddito determinante ai fini delle PC. Il Tribunale amministrativo ha osservato altresì che la presentazione in corso di procedura di estratti catastali italiani ha dato alla luce ulteriori contraddizioni, poiché è stato chiarito che il prelievo dell'importante capitale di previdenza del marito non è stato investito nell'acquisto di fondi all'estero come si credeva in un primo momento. Alla luce del fatto che non era neanche possibile stabilire con la dovuta attendibilità il diritto della ricorrente a una pensione mensile italiana, la quale avrebbe ridotto ulteriormente il suo diritto alle PC, la Corte cantonale, ha tutelato l'operato dell'amministrazione. Il Tribunale amministrativo ha infine confermato anche la restituzione delle prestazioni indebitamente percepite, non ricorrendo alcun motivo di riconsiderazione.