Citation: 2P.222/2005 13.06.2006 E. B

Con istanza del 12 novembre 2002, completata poi a più riprese, il dr. A.________ ha chiesto al Dipartimento della sanità e della socialità del Cantone Ticino di accertare che era autorizzato a portare il titolo di "professore" da anteporre al grado accademico di dottore in medicina seguito dalla specifica dicitura per esteso riguardo l'ambito della docenza stessa. Il Dipartimento ha respinto l'istanza con decisione del 16 settembre 2004, la quale è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, l'11 gennaio 2005, e poi dal Tribunale amministrativo cantonale, con sentenza del 12 luglio 2005. Richiamato l'art. 70 della legge ticinese del 18 aprile 1989 sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario (Legge sanitaria; LSan) - il cui primo capoverso sancisce che "la pubblicità relativa alle attività degli operatori sanitari dev'essere fatta in modo corretto e misurato; essa ha per scopo un'oggettiva informazione dell'utenza. Pertanto è vietato l'uso di denominazioni e diciture suscettibili di trarre in inganno il pubblico" e il secondo che "l'indicazione delle specialità FMH, FVH e SSO è autorizzata d'ufficio. La menzione di diplomi di istituti privati, di titoli di specialista o di titoli accademici esteri deve essere autorizzata dal Dipartimento" - così come l'art. 21 del Codice deontologico della Federazione dei medici svizzeri (FMH), i giudici ticinesi hanno osservato che un medico poteva prevalersi del titolo di professore anteposto al proprio nome solamente se il titolo accademico straniero equivaleva a quello svizzero nel suo insieme (l'indicazione del luogo di provenienza essendo apposta dopo il nome). Inoltre detto titolo poteva essere portato soltanto durante l'esercizio effettivo dell'attività didattica; cessata quest'ultima, il titolo poteva essere ulteriormente portato unicamente con la precisazione "già professore (...)". Nella fattispecie concreta, il Tribunale amministrativo ha respinto la richiesta dell'insorgente di potersi qualificare "Prof. dr. med. A.________, docente di criminologia psicopatologica alla Facoltà di medicina dell'Università degli Studi di Ferrara". Costui infatti aveva svolto l'attività di professore a contratto, la quale era integrativa di quella ufficiale impartita nella citata Facoltà ed era finalizzata ad acquisire significative esperienze teorico-pratiche di tipo specialistico provenienti dal mondo extra universitario. Orbene, questa funzione, oltre ad essere sconosciuta in Svizzera, si differenziava dall'unica autorizzata a portare il titolo di professore universitario in medicina, quella di professore ordinario o straordinario, ossia il docente che, rispondendo a particolari requisiti di legge, aveva formalmente conseguito l'abilitazione ad insegnare in un ateneo svizzero o estero riconosciuto equivalente. Secondo la Corte cantonale, il professore a contratto si apparentava piuttosto alla categoria dei liberi docenti ("Privatdozent") e degli incaricati di corsi ("Lehrbeauftragte; chargés de cours"), i quali tuttavia non potevano beneficiare della menzionata prerogativa. Il dr. A.________ non poteva quindi essere autorizzato a portare il titolo di professore anteposto a quello di dottore in medicina e al proprio nome, poiché poteva indurre in errore il pubblico. All'interessato era tuttavia permesso fare uso dell'indicazione "professore a contratto presso la Scuola di specializzazione in medicina legale della Facoltà di medicina dell'Università di Ferrara per l'anno accademico 2004/2005" posposta al titolo di dottore in medicina, al nome e alla specializzazione.