Citation: 2A.18/2004 13.08.2004 E. 8

La Corte cantonale ha infine sanzionato il ricorrente per avere "conteggiato nella nota professionale delle prestazioni che nulla hanno a che fare con gli interessi del cliente successivi alla data della disdetta del mandato, avvenuta, come più volte detto, l'8 novembre 2002 (rettifica di registrazioni, aggiunta di tempi che l'uno o l'altro legale pareva avere dimenticato, schermatura di documenti da consegnare al cliente ma mai recapitati, dispendio orario per opporsi alle legittime richieste del cliente)". II ricorrente lamenta una lesione del suo diritto d'essere sentito; afferma che non sono state assunte le prove da lui invocate, specie quella testimoniale e i richiami. Nel merito contesta di avere esposto prestazioni eseguite dopo la fine del rapporto di mandato. 8.1 Davanti all'autorità cantonale il ricorrente non ha formulato domande di prove precise su questo tema; i capitoli no. 3 e 4, dedicati alla questione, terminavano con l'indicazione generica "prove, doc., testi, richiami come al punto 1". Alla conclusione di questo primo punto, in cui non affrontava le critiche alla fatturazione, egli chiedeva sostanzialmente l'edizione di tutta la corrispondenza intercorsa in relazione alla vicenda. Neppure davanti al Tribunale federale egli dice tuttavia quali prove avrebbero dovuto provare quali fatti; non spiega cioè per quali motivi l'apprezzamento anticipato operato nella sentenza impugnata (DTF 124 I 208 consid. 4a; 122 II 464 consid. 4a) leda il suo diritto d'essere sentito. È d'altronde da presumere che gli atti necessari per chiarire le prestazioni fatturate, se esistono, siano in possesso dell'avvocato. 8.2 L'art. 12 LLCA non enuncia regole professionali esplicite concernenti la fatturazione. Oltre alla lett. i, della quale s'è detto, può entrare in considerazione anche la clausola generale della lett. a, che impone l'esercizio della professione con cura e diligenza. II caso in esame può tuttavia essere deciso senza che sia necessario approfondire in quale misura una fatturazione errata costituisca un comportamento da sanzionare disciplinarmente (sul tema cfr. Martin Sterchi, Kommentar zum bernischen Fürsprecher-Gesetz, Berna 1992, ad art. 38 n. 8 e ad art. 39). La rettifica delle registrazioni, in particolare l'aggiunta di "tempi" dimenticati nelle fatture precedenti, non può essere di rilievo sotto il profilo disciplinare quando, come nel caso in esame, è contestata soltanto da un profilo generale, senza che sia invece messa in dubbio l'esecuzione effettiva delle prestazioni supplementari. Lo stesso dicasi della preparazione e "schermatura" dei documenti in vista della restituzione, dal momento che non vi sono accertamenti concernenti la necessità o l'opportunità di eseguire o meno tali prestazioni. Su questi due aspetti il ricorso è fondato. Rimane il "dispendio orario per opporsi alle legittime richieste del cliente". II ricorrente sostiene di avere esposto queste prestazioni soltanto fino al 7 novembre 2002, periodo durante il quale, anche secondo l'autorità cantonale, "l'estrema delicatezza della vicenda e la mancata chiarezza da parte del mandante (...) potevano imporre una certa cautela". Di per sé, perlomeno finché vigeva il rapporto di mandato, la messa in conto di prestazioni fatte per evitare un atto che, sebbene chiesto dal cliente, era suscettibile di nuocergli, non dovrebbe essere contraria al dovere di diligenza sancito dall'art. 12 lett. a LLCA. La questione è ad ogni modo in stretta relazione con il tema della legittimità dell'opposizione dell'avvocato alla richiesta di restituzione dei documenti, per il riesame del quale la causa è stata rinviata all'autorità cantonale (consid. 6.3). II rinvio va pertanto esteso al chiarimento di quest'ultimo aspetto della fatturazione.