Citation: 8D_3/2021 E. 3.4

3.4. Dal 1° gennaio 2021, ossia durante la pendenza del ricorso cantonale, l'art. 89 cpv. 1 LPAmm/TI è stato completato con la revisione della LPAmm/TI del 24 giugno 2020 del seguente enunciato (Bollettino ufficiale delle leggi n. 54/2020 del 13 novembre 2020 pag. 146) : "di conseguenza l'assunzione o la nomina vengono annullate e gli atti sono rinviati all'autorità di nomina per nuova decisione". Tale novella, benché preavvisata negativamente dal Consiglio di Stato (messaggio n. 7565 del 22 agosto 2018), deriva da un'iniziativa parlamentare elaborata dell'11 dicembre 2017 finalizzata a fare in modo che il candidato assunto o nominato in modo illegittimo, ovvero in maniera contraria al diritto secondo una sentenza del Tribunale cantonale amministrativo, non rimanga al suo posto. Spetterà poi all'autorità di nomina prendere una nuova decisione, conforme al diritto, per l'assunzione e la nomina. La Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio ha precisato che all'autorità di nomina non deve essere impedito di rimediare al vizio. Non sarebbe tollerabile che persone assunte o nominate presso un ente pubblico possano (continuare) ad esercitare funzioni sulla base di una decisione riconosciuta come illegittima. Si tratterebbe in definitiva di una questione di responsabilità dell'ente pubblico, la cui organizzazione e funzione debbono costantemente permanere entro un quadro rigoroso di legittimità e correttezza (rapporto commissionale n. 7565R del 27 aprile 2020). Tuttavia, come rettamente riferito dalla ricorrente, a norma dell'art. 113 cpv. 2 LPAmm/TI alle procedure di ricorso si applica la legge soltanto se la decisione impugnata è stata emanata dopo la sua entrata in vigore, ciò che in concreto non è realizzato.