Citation: 1C_212/2023 E. 2.5

2.5. Con questi generici accenni il Comune non dimostra affatto che la Corte cantonale avrebbe applicato in maniera non corretta la giurisprudenza posta a fondamento del giudizio impugnato, con la quale il ricorrente non si confronta e alla quale si può rinviare (vedi anche sentenza 1C_251/2022 del 13 ottobre 2023 consid. 7.2). In effetti l'impianto litigioso serve non solo la zona soggetta a un vuoto pianificatorio, situata comunque al di fuori della zona edificabile, ma pure aree ubicate all'interno del perimetro fabbricabile. Certo, nell'ambito della pianificazione dell'utilizzazione, il diritto cantonale o comunale possono, a determinate condizioni, stabilire in quali zone impianti di telefonia mobile sono ammissibili e possono essere autorizzati (DTF 142 I 26 consid. 4.2; 141 II 245 consid. 2.1; sentenza 1C_547/2022 del 19 marzo 2024 consid. 4.3). Il Comune non adduce tuttavia che nel caso in esame tali norme sussisterebbero e che sarebbero state violate. Il ricorrente non sostiene inoltre né dimostra (DTF 148 II 392 consid. 1.4.1) che si sarebbe in presenza di un accertamento arbitrario dei fatti (art. 97 cpv. 1 e art. 105 cpv. 1 e 2 LTF; DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2). Decisiva è comunque la circostanza che il ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confronta con i numerosi, differenti e sostanziati argomenti, peraltro condivisibili, addotti dalla Corte cantonale, fondati sulla giurisprudenza e su criteri oggettivi. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine; 138 I 97 consid. 4.1.4).