Citation: 1A.84/2003 19.09.2003 E. 2

2.1 Secondo la costante prassi, il teste è legittimato a opporsi a una misura di assistenza soltanto quando vi sia direttamente sottoposto; egli è poi legittimato a impugnare l'eventuale trasmissione del verbale d'interrogatorio soltanto nella misura in cui sia stato chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente, o se egli si prevale del suo diritto di non testimoniare; non è tuttavia legittimato quando la deposizione concerne conti di cui egli non è titolare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb, 124 II 180 consid. 2a e b, 122 II 130 consid. 2b, 121 II 459); il teste non è inoltre legittimato a far valere interessi di terzi (DTF 126 II 258 consid. 2d pag. 260, 125 II 356 consid. 3b/aa pag. 362; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 308). Nel caso di perquisizioni domiciliari la legittimazione a ricorrere spetta al proprietario o al locatario (art. 80h AIMP in relazione con l'art. 9a OAIMP). 2.2 Il ricorrente, tenuto ad addurre i fatti a sostegno della propria legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), si limita ad affermare, in maniera del tutto generica, che nell'introduzione il verbale d'interrogatorio conterrebbe affermazioni imprecise e ambigue, che potrebbero dar adito a un'errata interpretazione della sua posizione, arrecandogli evidenti danni. 2.3 Il Tribunale federale ha ritenuto dubbia la legittimazione a ricorrere di testi che si opponevano alla trasmissione dei verbali delle loro audizioni poiché le dichiarazioni contenutevi avrebbero potuto comportare, nello Stato richiedente, il rischio di apertura di un procedimento penale per riciclaggio nei loro confronti o compromettere le loro attività finanziarie; secondo il Tribunale federale era dubbio che, per siffatte ragioni ipotetiche, si giustificasse la legittimazione a ricorrere; esso ha poi aggiunto che, anche qualora si dovesse ammettere che il paventato rischio possa realizzarsi, le esigenze dell'assistenza prevarrebbero comunque sugli interessi in gioco: il quesito della legittimazione era stato nondimeno lasciato aperto, visto ch'essa doveva essere riconosciuta ad altri ricorrenti (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb). 2.4 Il ricorrente non si esprime su questa prassi. Limitandosi ad accennare a una possibile errata (e non meglio precisata) interpretazione della sua posizione, egli non spiega tuttavia perché queste ragioni ipotetiche dovrebbero prevalere, contrariamente a quanto stabilito dal Tribunale federale, sui bisogni dell'assistenza. Le conseguenze, sul piano personale di un suo ipotetico, implicito, coinvolgimento in un eventuale procedimento penale estero, non possono, di massima, comportare il rifiuto dell'assistenza (cfr. anche DTF 121 II 241 consid. 3c in fine). Il ricorrente d'altra parte accenna semplicemente al fatto che non gli è stata posta alcuna domanda sull'organizzazione dedita ai sospettati reati, per cui egli non avrebbe potuto contestare l'affermazione secondo cui vi sarebbero fondati sospetti sulla sua conoscenza delle attività dell'organizzazione. Dal verbale risulta tuttavia che il ricorrente ha espressamente rilevato di non aver più nulla da aggiungere; né egli fa valere di non aver potuto, durante l'audizione, contestare e rettificare le asserite affermazioni imprecise. Ne segue che, riguardo alla trasmissione del verbale d'interrogatorio, la legittimazione dev'essergli negata.