Citation: 4A_184/2014 E. 4.2

4.2. L'art. 8 cpv. 2 lett. b LPD prescrive che il detentore della collezione deve comunicare lo scopo e se del caso i fondamenti giuridici del trattamento, le categorie dei dati trattati, dei partecipanti alla collezione e dei destinatari dei dati. L'autorità cantonale, come detto, ha ritenuto che queste informazioni fossero già note al ricorrente; fatta eccezione di quella concernente le categorie dei dati trattati, la quale - ha osservato - è però superflua in caso di comunicazione dettagliata. La Corte ticinese ha in particolare stabilito che il ricorrente sa che lo scopo del trattamento dei dati è l'incasso di un credito, che partecipano alla collezione i dipendenti dell'opponente e che ne è destinataria esclusivamente la cliente. La determinazione di ciò che il ricorrente sa attiene ai fatti. Le critiche a tale riguardo vanno pertanto motivate secondo le regole riassunte al considerando 2. Il ricorrente, tuttavia, non censura gli accertamenti in quanto tali; non contesta la verità delle spiegazioni del direttore dell'opponente e non nega di averne preso conoscenza. In effetti egli ha ricevuto le informazioni nel corso di questa procedura; anche tramite la sentenza impugnata, che rende conto appunto delle dichiarazioni rilasciate dal menzionato direttore. Per il ricorrente, in sostanza, la sentenza impugnata è arbitraria perché non sarebbe possibile trarre conclusioni sullo scopo del trattamento dei dati sui partecipanti e sui destinatari della collezione fintanto che non gli sarà comunicato il contenuto dettagliato. La censura riguarda pertanto la corretta applicazione dell'art. 8 cpv. 2 lett. b LPD, non l'accertamento dei fatti. La Corte cantonale ha stabilito, sulla base dell'interrogatorio formale del direttore dell'opponente, che sono stati raccolti " i dati usuali per poter promuovere la pratica d'incasso (fattura, richiami, precetti, istanza in pretura, verbali d'udienza, ecc.) ". Sebbene manchi la designazione precisa di ogni singolo documento, la descrizione è senz'altro sufficiente per permettere di concludere che il trattamento dei dati è finalizzato all'esecuzione del mandato d'incasso. Lo stesso ragionamento vale per la conoscenza dei partecipanti alla collezione e dei destinatari. Per di più, la comunicazione di queste informazioni non richiede necessariamente la conoscenza precisa dei dati. Sotto questo profilo la sentenza è pertanto conforme all'art. 8 cpv. 2 lett. b LPD.