Citation: 4P.146/2005 10.10.2005 E. 9

La ricorrente rimprovera all'arbitro un'ulteriore violazione dell'ordine pubblico materiale (art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP) nella forma del principio della fedeltà contrattuale e della buona fede per non aver tenuto conto dell'accordo transattivo da lei raggiunto con D.________Srl il 18/19 novembre 2002. In quanto cessionaria della società italiana, questo accordo poteva e doveva venir imputato all'opponente. Anche in questo caso la censura si basa su di una fattispecie diversa da quella contenuta nel lodo impugnato e il richiamo al principio pacta sunt servanda (cfr. consid. 7.2.1) è fuori luogo. La ricorrente non adduce alcun elemento idoneo a dimostrare che la decisione dell'arbitro - per la quale l'eccezione di transazione va già respinta perché il documento su cui essa si fonda non è stato firmato dal titolare dei diritti di garanzia derivanti dall'art. 45 CISG, ovverosia l'opponente - violerebbe l'ordine pubblico materiale nel senso dell'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP. Il ricorso deve pertanto venire dichiarato inammissibile anche su questo punto.