Citation: 1P.608/1999 25.09.2000 E. 9

9.- Infondato è pure il rimprovero che il ricorrente muove alle istanze cantonali, di aver valutato unicamente i lati negativi del suo carattere ("apatico e freddo, capace a non lasciar trasparire i sentimenti, con un'attitudine menzognera, ecc. "), emersi dalla perizia psichiatrica e dalle testimonianze delle amiche della vittima, e di aver per contro trascurato i lati positivi ("gentile e disponibile, non particolarmente aggressivo, a volte poco empatico verso gli altri, a volte poco diretto nell'esprimere il proprio pensiero, iperadattato, preciso, funzionale, sensibile, ecc. "). Secondo il ricorrente sarebbe quindi stato presentato di lui e del suo carattere un quadro solo parziale. Egli rileva che, contrariamente a quanto asserito nella sentenza impugnata, la Corte del merito si sarebbe basata anche su questi accertamenti, a lui chiaramente sfavorevoli, che in concorso con altri indizi (il movente, l'assenza di alibi, le tracce di DNA, ecc. ) hanno portato la Corte di merito prima e la CCRP dopo al giudizio di condanna. Come già più volte rilevato, vi è arbitrio solo quando l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili o in contraddizione flagrante con la situazione effettiva. Inoltre, il Giudice non incorre nell'arbitrio qualora le sue conclusioni non corrispondano alla versione del ricorrente (DTF 116 Ia 85 consid. 2b) e siano comunque sostenibili nel risultato, e qualora nell'ambito di una valutazione generale e approfondita di un complesso di prove, non attribuisca carattere determinante a un fatto. Alla luce di questi principi, il ricorrente non può manifestamente essere seguito nella sua conclusione. In effetti, la Corte del merito, minuziosamente e con dovizia di particolari, ha riferito del carattere del ricorrente riprendendo con larghezza di commento le risultanze della perizia giudiziaria (cfr. consid. 1.3 pag. da 11 a 18), e tracciando un quadro completo della struttura caratteriale dell'accusato. Sia i punti positivi, sia quelli negativi sono stati messi giustamente in evidenza dalla Corte ai fini di una valutazione, unitamente ad altri riscontri probatori rilevanti per il giudizio, della sua colpevolezza o innocenza. Di ciò i Giudici cantonali hanno dato ampiamente atto nell'ambito di un esame globale dei fatti e delle prove (cfr. pag. 70 e segg. sentenza della Corte delle assise). Ritenere che, per determinate particolarità caratteriali evidenziatesi nella persona del ricorrente, egli potesse essersi reso colpevole dell'uccisione della moglie nelle note circostanze non manifesta una valutazione unilaterale delle prove e tantomeno arbitrio nella decisione che ha confermato il giudizio della Corte del merito. L'impugnativa è quindi, anche su questo punto, priva di fondamento e va disattesa.