Citation: 1B_469/2017 E. 2.3

2.3. Il ricorrente rileva infatti che sono stati perquisiti alcuni locali di società "a lui riconducibili", tra le quali B.________Sagl, e che il materiale sequestrato serviva anche a un'altra società pure a lui riconducibile, ditte delle quali pretende, ma non dimostra d'essere il proprietario. Ora, secondo la costante prassi, spetta al ricorrente addurre i fatti a sostegno della sua legittimazione (art. 42 cpv. 1 LTF; DTF 141 IV 284 consid. 2.3 pag. 287; 141 IV 1 consid. 1.1). Disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), egli nemmeno tenta di dimostrare che l'accertamento dei fatti contenuto nel giudizio impugnato, segnatamente ch'egli è solo l'avente diritto economico della citata società, sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitrario (DTF 141 I 70 consid. 2.2 pag. 72; 140 I 201 consid. 6.1). Al riguardo si limita a richiamare l'attenzione del Tribunale federale sul fatto che nell'ordine di sequestro il PP l'avrebbe indicato non solo come imputato, ma anche quale proprietario della menzionata società, così come in un allegato di parte stilato da una segretaria giudiziaria (il cui valore probatorio al dire del ricorrente sarà oggetto di discussione in sede di merito). Accenna al fatto ch'egli sarebbe il reale "padrone e unico vero amministratore" di quella società, adducendo che il socio gerente iscritto nel registro di commercio avrebbe riconosciuto che fungeva soltanto da prestanome e "uomo di paglia".