Citation: 1C_794/2013 E. 3.2

3.2. Il gravame si fonda esclusivamente su questa disposizione. Tuttavia, la Corte cantonale ha precisato che, al di là della facoltà concessa ai Comuni dall'art. 4 cpv. 4 LImp, il cpv. 1 della norma costituiva una base legale sufficiente per negare l'autorizzazione di impianti pubblicitari suscettibili di recare pregiudizio all'ambiente e al paesaggio circostante. In concreto, il diniego dell'autorizzazione per l'insegna luminosa litigiosa è quindi basato sull'art. 4 cpv. 1 LImp e non sull'art. 4 cpv. 4 LImp. Per di più, la Corte cantonale ha ritenuto il rifiuto giustificato anche in applicazione dell'art. 4.1 dell'ordinanza municipale concernente il disciplinamento dell'occupazione di area pubblica da parte di esercizi pubblici e negozi in genere, che ammette sulle insegne soltanto una "sobria pubblicità" relativa all'attività commerciale. La sentenza impugnata è quindi motivata puntualmente su due norme specifiche, non prese in considerazione dai ricorrenti nel loro gravame. Essi avrebbero dovuto, pena l'inammissibilità, confrontarsi con tali motivazioni indipendenti e dimostrare che ognuna di esse violerebbe il diritto (cfr. DTF 138 I 97 consid. 4.1.4; 133 IV 119 consid. 6). Limitandosi ad addurre genericamente l'assenza di una base legale sufficiente rifacendosi all'art. 4 cpv. 4 LImp, disposizione che non entra qui in considerazione, i ricorrenti non spiegano conformemente agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF per quali ragioni le argomentazioni dei giudici cantonali sarebbero arbitrarie o violerebbero altrimenti il diritto. Il gravame è carente di motivazione ed è quindi inammissibile.