Citation: 7B_658/2023 E. 1

A.d. In occasione di una consultazione reperti avuta luogo il 17 e 20 febbraio 2023 negli uffici del Ministero pubblico di Lugano, concessagli nella forma sorvegliata dal giudice presidente della suddetta Corte (cfr. documenti F e G, allegati al ricorso), A.________ ha ricevuto dalla Polizia giudiziaria una chiavetta USB su cui era stato salvato del materiale probatorio. Una volta rientrato in cella, egli non ha potuto però visionare tale materiale mediante il computer preso a noleggio dal carcere in suo uso. Pertanto, il 18 e 20 febbraio 2023, tramite appositi formulari, ha chiesto all'Ufficio informatica dell'Amministrazione del carcere lo sblocco della chiavetta USB "alfine di esercitare un effettivo diritto di difesa in vista del processo d'appello di martedì 28 febbraio 2023". Con comunicazione interna del 21 febbraio 2023, il Servizio informatica del carcere ha segnalato a A.________ che, dopo aver sottoposto la sua richiesta alla Direzione, la pennetta USB non poteva essergli consegnata. A.________ ha reiterato la sua richiesta lo stesso giorno presso la Direzione, la quale, con decisione del 28 febbraio 2023, gli ha risposto che per ragioni di organizzazione interna e di sicurezza le porte USB dei computer in possesso dei detenuti erano bloccate e non potevano essere riattivate indipendentemente dalle autorizzazioni rilasciate da istanze diverse dalla Direzione. La stessa ha quindi indicato al reclamante la possibilità di consultare i suoi documenti presenti sulla chiavetta USB "dal lunedì al venerdì nelle pause dalle 11:00 fino alle 11:40 e dalle 14:00 alle 14:40 nei locali indicati dal personale di custodia tramite un PC messo[gli] a disposizione per l'occasione, disponibilità di personale permettendo". Ha inoltre evidenziato che "per disporre del locale con il PC dov[eva] fare richiesta scritta al servizio informatico almeno due giorni prima della data desiderata indicando il giorno e l'orario richiesto". Con scritto del 1° marzo 2023, A.________ ha segnalato alla Direzione di aver preso atto del suo scritto tardivo, in quanto successivo al dibattimento d'appello avuto luogo il 28 febbraio 2023, esprimendo la sua amarezza per non aver quest'ultima compreso di aver violato con il suo diniego i diritti della difesa come pure di perseverare a negargli il suo inviolabile diritto all'ora d'aria. Ad ogni modo, A.________ auspicava che quanto occorsogli potesse "essere motivo di riflessione e di miglioramento delle procedure interne per il futuro, alfine di eliminare quei vincoli che limitano la possibilità per un detenuto di potersi difendere al processo". A.e. Con sentenza del 30 marzo 2023, la Corte di appello e di revisione penale, in parziale accoglimento dell'appello presentato da A.________, ha confermato la sua colpevolezza per i reati ritenuti nel giudizio di primo grado nonché la sua condanna alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi e all'espulsione dal territorio svizzero per 8 anni. Contro questo giudizio, l'8 maggio 2023, A.________ ha interposto ricorso in materia penale al Tribunale federale, tuttora pendente (incarto 6B_610/2023).