Citation: 2A.120/2003 10.07.2003 E. 4

4.1 Nel caso di specie, la questione di sapere se la ricorrente sia stata in grado di rendere verosimile l'esistenza di una discriminazione fondata sul sesso può restare in linea di principio aperta, in quanto, anche qualora si volesse prendere in considerazione una simile ipotesi, si dovrebbe comunque ammettere che il datore di lavoro ha saputo con i suoi argomenti dimostrare che dal profilo salariale A.________ non ha subito alcun pregiudizio imputabile al fatto che è una donna. 4.2 Innanzitutto occorre premettere che, così come spiegato anche dal Consiglio di Stato nelle sue osservazioni, in Ticino esistono tre diversi tipi di rapporto d'impiego all'interno dell'Amministrazione cantonale: la nomina (art. 7 e segg. LORD), l'incarico a tempo determinato (art. 15 e segg. LORD) e il contratto per il personale ausiliario (art. 2 cpv. 2 LORD). I primi due rapporti sono costituiti mediante risoluzione del Consiglio di Stato (art. 2 cpv. 1 lett. a LORD) e il salario soggiace alle regole previste dalla legge ticinese sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti del 5 novembre 1954 (Lstip). Per la fissazione dello stipendio iniziale dei dipendenti nominati o incaricati fa stato il regolamento cantonale concernente le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato, come pure l'art. 7 Lstip che conferisce all'autorità di nomina un certo margine di apprezzamento per poter adeguatamente tenere conto, tra l'altro, dell'esperienza e della preparazione speciale del singolo. L'art. 10 Lstip attribuisce al Consiglio di Stato il compito di elaborare delle regole per la promozione nei casi di funzioni per le quali sono previste classi alternative di stipendio. Con risoluzione del 12 febbraio 1982 il Governo ticinese ha previsto per le funzioni sociali il passaggio dalla classe alternativa di stipendio inferiore a quella superiore di regola dopo due anni. Il sistema è quindi stato confermato il 23 dicembre 1987, mentre che con risoluzione del 22 gennaio 1991 l'esecutivo cantonale ha modificato il regime portando a 4 anni il lasso di tempo necessario per poter ambire al passaggio nella classe alternativa superiore. Il rapporto d'impiego del personale ausiliario si basa invece su di un contratto ai sensi degli art. 319 e segg. CO ed è retto dalle norme del regolamento ticinese sul personale ausiliario del 3 aprile 1990 nonché a titolo sussidiario dalle disposizioni del Codice delle obbligazioni. Ne deriva che, come sottolineato pure dal Consiglio di Stato, agli ausiliari non torna applicabile la legge sugli stipendi. Pertanto essi non seguono la medesima carriera salariale prevista per il personale nominato e incaricato. 4.3 Ora, si deve convenire con i giudici cantonali che i colleghi di lavoro sui quali la ricorrente fonda il proprio confronto si trovavano al momento della loro nomina in una posizione assai differente da quella in cui versava quest'ultima, soprattutto per quel che concerne il genere di rapporto di impiego che essi intrattenevano con lo Stato. In effetti, sia F.________ che G.________, prima di essere nominati, erano già alle dipendenze dell'ente pubblico con lo statuto di incaricati, il primo dal 1987 e il secondo dal 1989: per entrambi il Consiglio di Stato ha dunque dovuto tenere conto della loro anzianità di servizio. Fatto questo che ha senza dubbio influito sulla loro classificazione salariale. Sino al 1991 essi hanno inoltre beneficiato di una regolamentazione che prevedeva l'avanzamento di classe ogni due anni, ciò che in concreto ha fatto sì che essi fossero nominati con il massimo del salario. Per contro la ricorrente, nel periodo immediatamente precedente alla sua nomina, aveva lavorato per l'Amministrazione cantonale quale semplice ausiliaria: per questo motivo, allorquando si è trattato di stabilire il suo salario iniziale, il Consiglio di Stato ticinese non ha potuto prendere in considerazione nessuna anzianità di servizio. Questo fatto basta da solo a spiegare la sua diversa retribuzione rispetto ai suddetti colleghi. Tale differenza non può essere affatto ritenuta discriminatoria dal profilo della legge sulla parità dei sessi. Si deve in effetti considerare che quello dell'anzianità di servizio è di regola un criterio oggettivo e pertinente, che permette di differenziare, entro certi limiti, la retribuzione dei dipendenti. Certo, in determinate circostanze, la sua applicazione può dar luogo a delle forme di discriminazione indiretta nei confronti delle dipendenti di sesso femminile: ad esempio, in caso di interruzione della carriera professionale per motivi familiari - situazione questa che è abbastanza diffusa tra le donne - il criterio dell'anzianità di servizio può rivelarsi penalizzante per quest'ultime (DTF 125 III 368 consid. 5; 124 II 409 consid. 9d). Sennonché, nella fattispecie in esame la ricorrente, pur accennando ad una passata cessazione del lavoro causa maternità, non sostiene di essere stata svantaggiata da questa circostanza. A giusta ragione. In effetti se al momento della nomina ella non poteva vantare la medesima anzianità di servizio dei suoi colleghi F.________ e G.________, ciò era dovuto esclusivamente al suo statuto giuridico di ausiliaria. D'altronde anche da un esame più generale delle condizioni salariali riservate ai colleghi - donne e uomini - dell'insorgente non emergono elementi in grado di confermare le tesi avanzate da quest'ultima nel suo gravame. Le differenze di stipendio rilevate dai giudici cantonali sono in effetti sostanzialmente riconducibili al differente stato di servizio dei vari dipendenti attivi presso I.________ di Gerra Piano e rientrano nel margine di apprezzamento che l'art. 7 Lstip riserva al datore di lavoro. L'assenza di una politica discriminatoria da parte dello Stato nei confronti del personale femminile attivo presso I.________ è oltretutto dimostrata anche dalle condizioni salariali d'ingaggio particolarmente favorevoli che lo Stato ha potuto garantire ad alcune colleghe della ricorrente, allorquando le circostanze glielo permettevano. Si pensi in particolare al caso della collega dell'insorgente H.________, la quale dopo essere stata incaricata nel 1994 è stata nominata nel 1995 nella classe 28 con 10 scatti di anzianità, usufruendo in questo modo del medesimo trattamento che era stato riservato in precedenza ad alcuni dipendenti di sesso maschile. 4.4 Per tutti questi motivi, si deve concludere che le disuguaglianze messe in risalto dalla ricorrente appaiono libere da considerazioni non pertinenti o da pregiudizi legati al sesso del dipendente, per cui le stesse non possono essere considerate lesive dell'art. 3 LPar e dell'art. 8 cpv. 3 Cost.