Citation: 4A_439/2018 E. 4.2

4.2. Le norme con cui l'autorità competente ha esteso, in virtù della legge federale del 28 settembre 1956 concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (RS 221.215.311), il campo di applicazione di un CCL ai datori di lavoro e ai lavoratori del ramo o della professione che non vi erano vincolati sono da interpretare secondo i principi generali vigenti per l'interpretazione di leggi (DTF 141 V 657 consid. 4.4 con rinvii). Si parte quindi dal loro tenore. Dal senso così determinato occorre tuttavia derogare, se sussistono validi motivi per ritenere che il legislatore non abbia potuto volerlo. Tali motivi possono in particolare derivare dalla genesi della disposizione, dal suo scopo o dalla sua relazione con altre norme (DTF 139 III 165 consid. 3.2). La necessità della sicurezza del diritto riveste particolare importanza. Affinché un contratto collettivo di lavoro possa esplicare la sua funzione protettiva, le parti devono poter facilmente riconoscere se esse vi sono sottoposte o no (DTF 141 V 657 consid. 4.4). In concreto il DCF CNM 2013 menziona espressamente che sia l'" attività di cava " che la " lavorazione della pietra " rientrano nel settore dell'edilizia principale, distinguendo l'estrazione dalla lavorazione. La disposizione del CCL, su cui si basa la ricorrente per escludere di essere interessata dal conferimento del carattere obbligatorio generale, si limita invece a indicare la " lavorazione del marmo e del granito ", rimanendo del tutto silente sull'estrazione degli appena menzionati tipi di pietra. Non ne può quindi essere dedotto, come invece sostenuto nel ricorso, che anche le cave di granito ricadano nel campo di applicazione della lettera d del CNM e siano per questo motivo escluse dall'estensione di tale CCL. Inconferente si rivela in queste circostanze la digressione, peraltro inammissibilmente basata su fatti non risultanti dalla sentenza impugnata, sui vari tipi di cava riscontrabili in Svizzera. Alla luce del chiaro tenore del decreto, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale ritenendo che anche le cave di granito sono toccate dal DCF CNM 2013, soluzione peraltro consona al requisito della sicurezza del diritto. Non è del resto nemmeno ravvisabile né spiegato per quale motivo l'attività di cava della ricorrente non sarebbe in concorrenza con quella di altre cave di pietre naturali che sono pacificamente sottoposte al DCF CNM 2013.