Citation: 4P.134/2003 16.02.2004 E. 1

Nella prima parte del suo allegato - intitolata "In ordine" - il ricorrente menziona le varie condizioni di ricevibilità del ricorso di diritto pubblico, quali il termine di ricorso, l'esaurimento delle istanze cantonali, il carattere finale della decisione impugnata nonché la legittimazione a ricorrere: tutti questi requisiti sono effettivamente adempiuti. Egli tralascia però un presupposto importante, quello della sussidiarietà assoluta del ricorso di diritto pubblico. Giusta l'art. 84 cpv. 2 OG il ricorso di diritto pubblico è infatti ammissibile solamente se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta al tribunale o a un'altra autorità federale mediante azione o altro rimedio. Da questa regola deriva l'irricevibilità di tutti gli argomenti che il ricorrente adduce contro l'applicazione del diritto federale rispettivamente contro l'apprezzamento giuridico dei fatti, dato che la valutazione giuridica di un fatto altro non è che la sua qualificazione giuridica (sussunzione; cfr. DTF 129 III 618 consid. 3; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, nota 5 ad art. 43 OG, pag. 178). La violazione del diritto federale va infatti censurata nell'ambito del ricorso per riforma (art. 43 OG), perlomeno quando - come nel caso in esame, trattandosi di una causa civile con un valore litigioso superiore a fr. 8'000.-- (art. 46 OG) - esso è proponibile (Poudret, op. cit., n. 1.6.3 ad art. 43 OG, pag. 140). Il gravame in rassegna si avvera pertanto d'acchito inammissibile laddove concerne: - l'errata qualifica giuridica della convenzione 21 maggio 1992 con conseguente violazione degli art. 18 e 22 CO, atteso che l'autorità cantonale ha esplicitamente fatto ricorso all'interpretazione oggettiva, secondo il principio dell'affidamento, che è una questione di diritto (DTF 129 III 118 consid. 2.5 pag. 123 con rinvii); - la violazione dell'art. 22 CO e del principio della libertà contrattuale, per avere l'autorità cantonale - riferendosi alla DTF 118 II 32 - ammesso la domanda di adempimento del contratto di compra-vendita sulla base di un semplice precontratto; - l'arbitrarietà della tesi per la quale la valutazione eseguita dai due commercialisti designati nella convenzione 21 maggio 1992 costituisce un referto d'arbitratore vincolante, lo stesso ricorrente ammettendo che si tratta di una questione retta dal diritto federale; - la violazione dell'art. 102 CO nella determinazione della data d'inizio della decorrenza degli interessi di mora. Tutte queste censure sono state d'altronde formulate anche nel quadro del parallelo ricorso per riforma.