Citation: 1A.132/2003 19.12.2003 E. 3

3.1Il ricorrente rimprovera inoltre alla Corte cantonale un accertamento insufficiente dei fatti perché si sarebbe fondata su supposizioni, senza tenere conto dell'intensità e della frequenza delle immissioni, della situazione dei luoghi e della presenza di numerose altre case nel nucleo di Ronco s/Ascona con comignoli di fattura simile. Ritiene che il carattere eccessivo delle immissioni debba essere valutato tenendo conto dell'uso locale, nonché della natura e della situazione dei fondi, analogamente a quanto prevede il diritto civile (art. 684 CC). 3.2Come visto, la Corte cantonale ha considerato il camino litigioso quale impianto stazionario nuovo e accertato ch'esso dista circa 90 cm dal balcone, 2,15 m dalla facciata e 2,75 m dalla portafinestra dell'abitazione B.________. Portafinestra e balcone si situano alla quota di uscita del fumo mentre la facciata sovrasta il comignolo di almeno 3 m. Questi accertamenti, non contestati dal ricorrente, sono stati eseguiti senza violare norme essenziali di procedura e non risultano manifestamente inesatti o incompleti, essendo anzi conformi agli atti: essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG). La Corte cantonale ha quindi rilevato, sulla base di tali accertamenti, che l'impianto litigioso non limitava le emissioni nella misura massima consentita e disattendeva quindi le esigenze del diritto federale in materia di protezione dell'ambiente, segnatamente dell'art. 6 cpv. 2 OIAt. Il ricorrente non si confronta con le puntuali e pertinenti argomentazioni espresse dalla precedente istanza, spiegando perché sarebbe violato il diritto. Il libero esame delle lesioni del diritto federale, che compete al Tribunale federale nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, non esime infatti il ricorrente dall'obbligo di presentare una compiuta, chiara e precisa motivazione, con riferimento alle tesi contenute nell'atto impugnato (cfr. art. 108 cpv. 2 OG; DTF 125 II 230 consid. 1c; sentenza 1E.11/2001 del 13 novembre 2001, consid. 3a, pubblicata in RDAT I-2002, n. 65, pag. 434 segg.; Peter Karlen, in: Geiser/Münch, editori, Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea 1998, n. 3.75 e segg., pag. 114 segg.). Il richiamo di principi di diritto privato in materia di rapporti di vicinato e l'accenno a una sentenza emanata il 15 febbraio 1973, oltretutto precedente l'entrata in vigore della LPAmb, dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino concernente un caso di applicazione dell'art. 684 CC (Rep. 1974, pag. 101 segg.), esulano dall'oggetto del litigio e non sono pertinenti in un caso come il presente. La protezione da immissioni prevista dalle disposizioni di diritto pubblico sta infatti accanto a quella del diritto privato e può inoltre essere rilevante nella determinazione delle emissioni tollerabili secondo l'art. 684 CC (DTF 126 III 223 consid. 3c, cfr. anche DTF 129 II 420 consid. 4.3.2, 129 III 161 consid. 2). Ora, il Tribunale cantonale amministrativo ha rettamente reso il suo giudizio in applicazione del diritto pubblico federale in materia di protezione dell'ambiente, sulla base degli accertamenti di fatto in concreto rilevanti per attuarlo. L'eventuale riscontro d'immissioni oggettivamente eccessive sui fondi vicini non è decisivo in quest'ambito, determinante essendo l'esistenza di emissioni rilevanti dal profilo ambientale, le quali, secondo il principio di prevenzione, devono essere limitate nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d'esercizio e dalle possibilità economiche, indipendentemente dal carico inquinante esistente (art. 11 cpv. 2 LPAmb; DTF 124 II 219 consid. 8a pag. 232, 117 Ib 28 consid. 6a). 3.3Né giova al ricorrente il fatto che esistano nel nucleo di Ronco s/Ascona altri comignoli con caratteristiche analoghe a quelle dell'impianto litigioso. In effetti, la circostanza che la legge non sia eventualmente stata applicata o non sia stata applicata correttamente in un singolo caso o in alcuni, singoli casi, non conferisce di massima all'interessato che si trova nella medesima situazione un diritto di essere anch'egli trattato diversamente da quanto prevede la legge (DTF 126 V 390 consid. 6a, 123 II 248 consid. 3c, 122 II 446 consid. 4a e rispettivi rinvii). D'altra parte, in una fattispecie come quella concreta, vista la situazione delle costruzioni, anche i legittimi interessi dei vicini possono opporsi a un eccezionale trattamento del ricorrente in contrasto con la legge (DTF 108 Ia 212 consid. 4).