Citation: 5P.285/2005 10.01.2006 E. 4

4.1 A proposito della capacità lavorativa e di reddito dell'opponente, il ricorrente ribadisce che ella non ha mai cercato di lavorare al 50%, come avrebbe dovuto e potuto fare: a suo dire, ella potrebbe "svolgere, a tempo parziale, l'attività di cameriera, e percepire un salario complessivo attorno a fr. 2'000.--, e pertanto oltre fr. 1'600.--". Tale censura va letta sullo sfondo della presa di posizione del Tribunale di appello, che in merito ha ritenuto il reddito lavorativo ipotetico stimato dal Pretore (appunto fr. 1'600.-- mensili) "senz'altro verosimile per rapporto alla formazione professionale della moglie (sarta) e all'ultima attività svolta (cameriera)". Da ciò appare, in primo luogo, che la Corte cantonale, contrariamente al rimprovero mossole dal ricorrente, ha pertinentemente tenuto conto dell'attività precedentemente svolta dall'opponente, appunto quella di cameriera, ma non ne ha dedotto che, con tale attività, ella potrebbe percepire il reddito che il ricorrente vorrebbe imputarle. Limitandosi a ribadire che la propria moglie potrebbe percepire come cameriera un salario di fr. 2'000.-- mensili circa, il ricorrente nemmeno tenta di dimostrare che la diversa conclusione dell'ultima autorità cantonale sia arbitraria. Il Tribunale di appello aveva peraltro constatato che il ricorrente non aveva reso verosimile quale altro lavoro l'opponente avrebbe potuto esercitare per conseguire il preteso guadagno. La medesima lacuna argomentativa si riscontra anche nel ricorso qui in discussione, e non è sanata dal generico rinvio alla decisione AI 24 aprile 2003, e più specificamente al reddito medio annuale della moglie ritenuto da quell'Ufficio: la semplice menzione di tale importo quale "circostanza che può servire per il calcolo del reddito virtuale della moglie" non tiene infatti per nulla conto degli altri criteri adottati ed esposti dal Tribunale di appello. Pertanto, la censura relativa al reddito ipotetico che l'opponente potrebbe perseguire si appalesa globalmente insufficientemente motivata. 4.2 Il ricorrente critica in seguito il comportamento processuale dell'opponente, che non avrebbe mai documentato tutte le sue entrate e le rendite di cui avrebbe beneficiato, e rimprovera alla Corte cantonale di non aver considerato il comportamento processuale di lei. Ma, ancora una volta, deve farsi rimproverare di non aver debitamente sostanziato tale affermazione: da una lato, non indica quali entrate e rendite l'opponente avrebbe sottaciuto, e dall'altro non trae precise conseguenze da tali asserite omissioni. Segnatamente, non spiega in alcun modo quali conseguenze dette sottaciute entrate avrebbero dovuto avere, e perché il fatto di non averle considerate debba valere al Tribunale di appello l'accusa di arbitrio. L'asserita esistenza di una rendita complementare di fr. 794.-- al mese dal 1° ottobre 2004 - verosimilmente a favore dell'opponente -, rappresenta un fatto nuovo, che non è stato sottoposto al Tribunale di appello e, dunque, qui improponibile (DTF 129 I 49 consid. 3 pag. 57 con rinvii; 118 III 37 consid. 2a). 4.3 Altrettanto inammissibile è poi la critica all'ultima istanza cantonale di aver sottovalutato l'importo di fr. 18'518.-- che l'opponente avrebbe ricevuto a titolo di contributi arretrati AI: l'autorità cantonale, al contrario, lo accusa di aver menzionato il fatto, senza tuttavia dedurne alcuna argomentazione utile. Purtroppo, pure in sede di ricorso di diritto pubblico il ricorrente non spiega perché ed in quale modo il pagamento del citato importo all'opponente potrebbe influire sul proprio obbligo contributivo; anzi, come già avanti al Tribunale di appello, "egli nemmeno asserisce che tale somma ancora esista e che la moglie ne ricavi un reddito". In tali circostanze, anche queste sue censure legate alle entrate della moglie si appalesano insufficientemente sostanziate e non possono essere sottoposte ad un approfondito esame di merito. 4.4 Passando ora ai fabbisogni mensili minimi delle parti, va fatto presente che il Pretore aveva a suo tempo fissato quello del ricorrente in fr. 2'864.--. Il Tribunale di appello aveva disatteso la divergente opinione del ricorrente, constatando che questi si era limitato ad elencare una serie di spese per complessivi fr. 3'183.70 mensili, senza tuttavia spiegare perché le voci indicate dal primo giudice fossero errate. Limitandosi a ribadire, senza spiegazione alcuna e senza alcun riferimento all'argomentazione della Corte cantonale, che il suo fabbisogno minimo assomma a fr. 3'183.70, il ricorrente disattende ancora una volta in modo crasso le esigenze minime di motivazione poste all'art. 90 cpv. 1 lit. b OG. Questa sua censura è dunque irricevibile. 4.5 Dal fabbisogno minimo dell'opponente, il ricorrente vorrebbe vedere dedotto l'importo riconosciutole dalle istanze cantonali per l'affitto (fr. 872.--), atteso che ella ormai convive con un uomo che assume a proprio carico l'intero canone locativo. Il Tribunale di appello ha tuttavia spiegato la propria decisione riferendosi alla propria costante giurisprudenza, in virtù della quale viene riconosciuto al coniuge convivente il costo dell'alloggio presumibile che egli dovrebbe sopportare se abitasse da solo, anche perché la parte contribuente non deve trarre vantaggio da eventuali risparmi del beneficiario. A rischio di diventare ripetitivo, il Tribunale federale non può far altro che constatare che il ricorrente non si è confrontato in alcun modo con la motivazione della Corte cantonale, appena riportata, ma si è limitato a riprodurre il passaggio topico della deposizione del convivente dell'opponente: ma questa - incontestata - constatazione di fatto non fornisce, di per se stessa, alcun argomento con il quale controbattere la conclusione del Tribunale di appello. Insufficientemente motivata, anche quest'ultima censura è manifestamente irricevibile.