Citation: 5A_504/2021 E. 4.2

4.2. Nella loro sentenza i Giudici cantonali hanno rammentato che in virtù dell'art. 179 CPC in relazione con l'art. 9 CC, i registri e i documenti pubblici fanno piena prova dei fatti che attestano, finché non sia dimostrata l'inesattezza del loro contenuto. Lo stesso principio vale pure per registri e documenti pubblici stranieri, sempre che siano a beneficio di una certificazione ufficiale o di una convenzione internazionale. Dopo aver debitamente spiegato la differenza fra "legalizzazione" e "apostilla", essi hanno precisato che, per quanto concerne gli estratti esteri completi dei registri dello stato civile, in virtù della Convenzione del 26 settembre 1957 concernente il rilascio gratuito e la dispensa di legalizzazione degli atti di stato civile (RS 0.211.112.12) - ratificata tanto dalla Svizzera quanto dall'Italia - sul territorio degli Stati contraenti non è richiesta la legalizzazione delle copie conformi, né degli estratti, di atti di stato civile provveduti della firma e del bollo dell'autorità che li ha emessi (art. 4); fra questi rientrano pure gli atti di riconoscimento di figli naturali, emessi o trascritti dagli ufficiali di stato civile (art. 5). La sentenza impugnata ha poi rilevato che al medesimo risultato perviene anche l'Accordo del 16 novembre 1966 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana sull'esenzione dalla legalizzazione, sullo scambio degli atti dello stato civile e sulla presentazione dei certificati occorrenti per contrarre matrimonio (RS 0.211.112.445.4; cfr. art. 1 cpv. 1 e 3 cpv. 1) e che quindi il già evocato formulario 12 gennaio 1996, prodotto dall'opponente in copia conforme all'originale come dichiarato da un'ufficiale dello stato civile con bollo e firma del 21 febbraio 2019, soddisfaceva le esigenze summenzionate. Ora, a mente di questa Corte, un simile ragionamento - sebbene frutto di una procedura che in effetti avrebbe potuto accordare maggiore attenzione ad aspetti formali non insignificanti - non può essere considerato arbitrario, a fortiori se si tien conto del fatto che il certificato ereditario non è un documento che partecipa alla forza di cosa giudicata materiale rispetto ad un'eventuale contestazione del rapporto di filiazione e che, d'altro canto, comunque, è assodato che esista una fotocopia (dichiarata conforme all'originale "per uso notarile") dell'atto di riconoscimento 12 gennaio 1996 e che il riconoscimento sia stato trascritto il 22 febbraio 1996 nei registri di stato civile del Comune di Vo'.