Citation: 5A_121/2021 E. 2.1.1

2.1.1. La procedura di rigetto provvisorio dell'opposizione è una procedura documentale ( Urkundenprozess) nella quale si tratta di decidere rapidamente circa l'eliminazione di un'opposizione e di determinare i ruoli delle parti per un eventuale processo ordinario. Lo scopo non è di accertare l'esistenza del credito posto in esecuzione, bensì l'esistenza di un titolo esecutivo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1 con rinvii; 136 III 566 consid. 3.3; sentenza 5A_394/2019 del 5 maggio 2020 consid. 2.1). Pertanto, la decisione di rigetto dell'opposizione ha unicamente effetti di diritto esecutivo e non riveste forza di cosa giudicata ( res iudicata) circa l'esistenza del credito (DTF 143 III 564 consid. 4.1 con rinvio). Il giudice del rigetto provvisorio accerta quindi unicamente la forza probante del titolo prodotto dal creditore procedente, la sua natura formale, e attribuisce allo stesso forza esecutiva se l'escusso non rende immediatamente verosimili le eccezioni liberatorie (DTF 145 III 160 consid. 5.1 con rinvio; 142 III 720 consid. 4.1 con rinvio). L'escusso può avvalersi di ogni argomento di diritto civile - eccezioni o obiezioni - atto a invalidare il riconoscimento di debito. Non deve portare la prova piena dei suoi mezzi liberatori, ma li deve rendere verosimili, in linea di principio mediante documenti (art. 254 cpv. 1 CPC; DTF 145 III 20 consid. 4.1.2; 142 III 720 consid. 4.1). Il giudice non deve essere persuaso dell'esistenza dei fatti allegati; in base a elementi oggettivi, egli deve avere l'impressione che questi fatti si siano verificati, senza con ciò escludere che le cose siano andate diversamente (DTF 142 III 720 consid. 4.1 con rinvio; sentenza 5A_532/2019 del 4 maggio 2020 consid. 2.4).