Citation: 1C_455/2023 E. 5.2.1

5.2.1. A ragione i ricorrenti non contestano l'esistenza di un vuoto pianificatorio con riferimento al fondo part. zzz (cfr. sentenza 1C_29/2023, citata, fatti lett. B e consid. 3.3). La contestano per contro per quanto concerne i fondi confinanti part. xxx e yyy. Evidenziano la mancanza di un'esplicita abrogazione del previgente piano regolatore e l'assenza di un'espressa indicazione circa un vuoto pianificatorio riguardo alle suddette particelle. I ricorrenti riconoscono tuttavia che il piano del paesaggio è stato approvato senza riserve dal Consiglio di Stato nell'ambito della revisione. Essi si limitano a sollevare dubbi e a sminuire la rilevanza della delimitazione del bosco sui fondi, della definizione degli elementi naturali da proteggere (siepi e boschetti) e della zona di pericolo di alluvionamento. Riguardo al contenuto di tale atto pianificatorio, non censurano però accertamenti arbitrari o valutazioni manifestamente insostenibili. La tesi dei ricorrenti secondo cui i loro fondi sarebbero stati mantenuti nella zona per il deposito di idrocarburi, di natura essenzialmente industriale, prevista dal previgente piano regolatore, risulta incoerente, ed anzi contrasta, con il contenuto del piano del paesaggio approvato. I ricorrenti sostengono che la situazione delle aree destinate ai posteggi pubblici, non approvate e per le quali è stata espressamente mantenuta in vigore la pianificazione previgente, sarebbe diversa da quella del comparto "Valera", interessata dalla zona di pianificazione. La Corte cantonale ha nondimeno rilevato, conformemente alla decisione governativa, che il mantenimento puntuale del piano regolatore precedente per tali aree era stato stabilito in modo esplicito dal Consiglio di Stato. Quanto alla scheda di piano direttore R7 del 2009, essa prevedeva per il comparto di "Valera" anche un'importante riqualifica in termini naturalistici, paesaggistici e di svago, ciò che ne escludeva in misura importante una sua utilizzazione meramente industriale e artigianale (cfr. sentenza 1C_71/2018 del 3 giugno 2019 consid. 2.7, in: RtiD I-2020, pag. 177 segg.). I ricorrenti si fondano quindi a torto sulla prospettiva esclusiva di polo di sviluppo economico del comparto. Del resto, tale comparto è situato al centro di un'ampia superficie verde relativamente libera da costruzioni nella piana del Mendrisiotto, in posizione periferica rispetto agli insediamenti circostanti. Esso è attraversato dal fiume Laveggio e dalla sua golena e, per le sue dimensioni e caratteristiche, costituisce un'area verde autonoma rispetto al territorio circostante (sentenza 1C_29/2023, citata, consid. 5.3).