Citation: 5D_142/2017 E. 2.2

2.2. Nel proprio allegato ricorsuale, il ricorrente riprende perlopiù, e a tratti amplia, le censure formulate avanti al Tribunale di appello. Per l'essenziale, egli ribadisce che in virtù della procura 5 dicembre 2016 l'avv. Susin rappresenti C.________ SA e non l'opponente. La chiarezza del testo non lascerebbe spazio ad altra interpretazione, pena la lesione del divieto d'arbitrio. La questione, inoltre, riguarda unicamente il rapporto fra l'opponente e la sua mandataria C.________ SA, motivo per cui il Tribunale di appello non era legittimato a interpretare un documento che non concerne le parti al procedimento. Arbitrario sarebbe poi ritenere che la vicinanza temporale della firma della procura con l'avvio della procedura di rigetto dell'opposizione parli a favore della tesi ritenuta dai Giudici cantonali. Lamenta in seguito una contraddittorietà nel ragionamento della Corte cantonale: se davvero la procura originale del 2006 (peraltro firmata da un solo organo dell'opponente e pertanto già per questo motivo nulla, con conseguenza di nullità dell'intera procedura susseguente) non era carente, il Tribunale di appello non aveva alcuna ragione di fissare all'opponente un termine ex art. 132 cpv. 1 CPC. Il comportamento tenuto dai Giudici cantonali sarebbe pertanto arbitrario. Il decreto 16 giugno 2017 mediante il quale è stato fissato all'opponente un termine per la produzione di una procura che facesse chiarezza sulle obiezioni del ricorrente rappresenterebbe peraltro un vero e proprio passo istruttorio non coperto dall'art. 132 cpv. 1 CPC, e dunque arbitrario. Ribadisce, da ultimo, la nullità della lettera accompagnatoria della nuova procura, siccome firmata - al più - da una segretaria del legale.