Citation: 9C_569/2020 E. 7.4

7.4. Nel caso in rassegna occorre determinare se l'operazione eseguita dal Prof. dott. med. C.________ fosse stata possibile in Svizzera. Gli accertamenti operati dalla Corte cantonale sono chiari ed espliciti. Interpellato dal Tribunale cantonale, il Prof. Dr. med D.________, direttore, specialista in neurochirurgia dell'Ospedale E.________ - già consultato in precedenza da Helsana - ha affermato nell'aprile 2020 che il medesimo intervento sarebbe potuto essere eseguito nel 2017 anche presso l'Inselspital di Berna, nell'Ospedale universitario di Zurigo, l'HUG di Ginevra e anche nell'Ospedale universitario di Basilea. Egli ha poi specificato che quanto svolto dal Prof. Dr. med. C.________ è un intervento standard nel caso di tumori come quelli della ricorrente e sarebbe stato applicato il medesimo metodo. Inoltre in Svizzera non si è intervenuti non a causa dell'assenza di competenze specifiche ma per il fatto che i medici che hanno visitato la ricorrente avevano preferito un approccio meno invasivo rispetto al Prof. Dr. med. C.________ che si era detto da subito disposto ad operare. Parimenti quest'ultimo il 12 giugno 2020si è determinato dinnanzi alla Corte cantonale, limitandosi però solo a specificare che, a suo dire, non era una procedura standard ma complessa e che, sempre secondo lui, se la stessa fosse standard occorrerebbe dimostrarlo con numeri riferiti a tale operazione, come pure i relativi esiti. Il ragionamento del Tribunale cantonale merita conferma quando ha accertato la possibilità della medesima offerta di operazione in Svizzera, segnatamente che oltre ad avere quattro ospedali svizzeri in grado di effettuarla, all'Inselspital di Berna essa veniva eseguita regolarmente anche su pazienti che si trovavano fuori dalla Svizzera. Viene riconosciuta una particolare esperienza nella sorveglianza dei rischi legati all'operazione, il cui "neuromonitoring, è un punto di forza riconosciuto anche a livello internazionale. L'aver preferito un approccio meno invasivo in Svizzera, malgrado le competenze specifiche per intervenire anche in Svizzera, non è un motivo per caricare alla LAMal i costi dell'operazione all'estero. Alla base di tale opzione terapeutica non vi era la mancanza di competenza in relazione all'operazione chirurgica ma si trattava di una scelta terapeutica vagliata dai vari specialisti svizzeri, dopo accurata analisi della copiosa documentazione agli atti dal 2011 fino a fine 2017. Come constatato dal Tribunale cantonale gli esperti in Svizzera proponevano l'operazione solo in caso di progressione clinica o di apparizione di complicanze, entrambe le evenienze escluse nel novembre 2017. D'altronde anche il Prof. Dr. med. C.________ aveva spe cificato, sempre nel giugno 2020, che a suo dire l'intervento era dovuto alla circostanza che il tumore si sarebbe potuto trasformare in un glioma maligno se non asportato. Dunque a conferma di quanto accertato dai specialisti svizzeri, che avevano appunto evidenziato la presenza del tumore non ancora trasformatosi in maligno, la scelta di tenere sotto controllo invece d'intervenire subito non deve essere censurata. La ricorrente non dimostra perché il Tribunale cantonale è incorso nell'arbitrio fondandosi su quanto specificato ed accertato in particolar modo dal Prof. Dr. med. D.________ pendente causa. La ricorrente si limita a pretendere un errore grossolano della Corte cantonale, richiamandosi però solo alla sua argomentazione, senza dimostrare perché sarebbe stato arbitrario dare la preferenza alle conclusioni del Prof. Dr. med. D.________.