Citation: 6B_838/2018 E. 3.3.3

3.3.3. Tutti gli elementi evocati dal TPF avrebbero di sicuro dovuto interpellare innanzitutto in merito alla reale titolarità dei valori patrimoniali: la ricerca di un conto bancario di cui la titolare stessa ha perso le tracce, il nesso tra questo conto e le polizze assicurative in favore di D1.________ e D2.________, la confluenza dei valori patrimoniali formalmente appartenenti a persone diverse su un unico conto all'estero e poi ancora il menzionato bonifico in favore di B.________ per un credito che avrebbe vantato nei confronti di D4.________, operazione che faceva entrare in scena due ulteriori persone diverse da quelle già interessate dai valori patrimoniali oggetto delle varie transazioni. Tuttavia, e benché il TPF rilevi più di una violazione dei doveri di diligenza, un dubbio che si sarebbe imposto in relazione al reale avente diritto economico dei valori patrimoniali non va necessariamente collegato a una loro possibile origine criminosa. L'autorità precedente non indica al riguardo alcun elemento che dovesse indurre il ricorrente a sospettare che il denaro potesse essere frutto di un antefatto penalmente rilevante. Nemmeno emerge che egli disponesse di elementi per subodorare l'implicazione, diretta o indiretta, delle citate persone in vicende di natura penale. Peraltro, se è vero che la violazione del dovere di diligenza costituisce un elemento da cui può essere dedotto il dolo eventuale, il TPF dimentica che, secondo la giurisprudenza (v. supra consid. 3.1.2), esso è associato alla probabilità, nota all'autore, della realizzazione del rischio. Questo aspetto però sembra essere stato negletto dai giudici precedenti. Come pertinentemente obiettato nel gravame, a monte dell'intervento dell'insorgente, vi erano da un lato un istituto bancario, dall'altro una grande compagnia assicurativa, ovvero degli intermediari finanziari sottoposti alla LRD. Ancorché questa circostanza non lo svincolasse minimamente dal rispetto degli obblighi che gli incombevano in quanto intermediario finanziario, egli poteva in qualche sorta sentirsi rassicurato da precedenti controlli da loro effettuati, salvo indizi contrari, di modo che la probabilità della realizzazione del rischio non poteva apparire al ricorrente particolarmente elevata. Certo, dopo anni di inerzia, vi è stata effettivamente l'accelerazione evidenziata dal TPF, ma quest'ultimo non si è confrontato con le spiegazioni fornite al riguardo dall'insorgente, in particolare con il fatto che essa era dettata da ragioni fiscali e non dagli interessati e del resto la sentenza impugnata non menziona indizi in questo ultimo senso. Problematico, e molto, appare invero il bonifico a favore di B.________, considerato dall'autorità precedente "la goccia che fa traboccare il vaso", palesando il dolo eventuale. Questo episodio avrebbe dovuto far sorgere dubbi in merito all'identità della controparte, rispettivamente dell'avente diritto economico, ma il TPF non spiega perché avrebbe dovuto anche farne sorgere "a ritroso" in relazione all'origine del denaro, salvo rilevare la gravità della violazione dei doveri di diligenza per non aver acclarato il retroscena economico dell'operazione. Al riguardo però non si confronta con le informazioni che il ricorrente ha dichiarato di aver raccolto presso i diretti interessati né indica le ragioni per cui non avrebbe dovuto accontentarsi delle stesse, tenuto peraltro conto del contesto dell'epoca. In particolare l'autorità precedente non ritiene che, alla luce degli elementi elencati, l'insorgente dovesse comunque presumere con una certa probabilità un'origine quanto meno illecita dei valori patrimoniali e abbia evitato qualsiasi controllo per non dover scoprire la verità (v. supra consid. 3.1.2). Sulla base degli accertamenti dell'autorità precedente, non sussistono quindi elementi sufficienti per ritenere che il ricorrente abbia agito con dolo eventuale, sicché la sua condanna per titolo di riciclaggio di denaro (aggravato) viola i combinati disposti di cui agli art. 12 e 305bis CP. La causa dev'essere rinviata al TPF affinché esamini la fattispecie sotto il profilo dell'art. 305ter CP, come dallo stesso già prospettato in sede dibattimentale (v. supra consid. B).