Citation: 5A_215/2016 E. 3.2.1

3.2.1. Il Tribunale di appello, nel quadro dell'apprezzamento della salute psichica del ricorrente, ha ritenuto che "quello che il reclamante [qui ricorrente, red.] spaccia per 'certificato medico 13.4.2014 [recte: 2015] del Dr. Med. D.________' non è neppure assimilabile a un certificato medico". Redatto in risposta a una richiesta del legale del ricorrente, lo scritto non sarebbe concludente: si fonderebbe, infatti, su una conoscenza "sostanzialmente nulla" della situazione da parte dei professionisti che l'hanno sottoscritto (il dott. D.________ e lo psicologo E.________), i quali sottolineano peraltro che il ricorrente, sotto la "notevole pressione esercitata dalla donna che gli attribuirebbe la paternità di un figlio di 2 anni", non intenderebbe nemmeno parlare della propria situazione. Al più, a giudizio del Tribunale di appello tale scritto, puramente strumentale ai fini della causa, potrebbe avere valenza di mera affermazione di parte. E comunque, esso " non attesta che il prelievo di uno striscio dalla mucosa possa comportare [...] un danno permanente alla salute psichica di A.________ "; il fatto che la situazione creatasi a seguito della procedura di accertamento della paternità possa creargli disturbi psichici non significa che gli stessi siano gravi, " né tantomento che sottoponendosi al prelievo in questione la sua salute psichica ne sarebbe messa in pericolo ".