Citation: 9C_704/2023 E. 3.3.2

3.3.2. A nulla sorreggono i tentativi del ricorrente di interpretare a modo suo gli estratti delle sentenze del Tribunale federale menzionate nella sentenza cantonale impugnata, come pure cercare conforto nel sapere collettivo secondo cui, in considerazione del divorzio dalla madre del ricorrente, il donante era da considerare ex-patrigno - dunque non un parente - in quanto quale regola generale un divorzio annulla gli effetti giuridici di un matrimonio. Il ricorrente fa in proposito valere che questo sarebbe addirittura da considerare quale fatto notorio con la conseguenza che l'errore da lui compiuto equivarrebbe all'errore che chiunque non cognito di diritto civile avrebbe commesso. L'errore di diritto non è un motivo di revisione. Nemmeno le censure rivolte ai moduli d'istruzioni per la compilazione delle dichiarazioni d'imposta, carenti a suo dire nel Cantone Ticino su tale punto mentre in altri Cantoni - ma non comunque in tutti - le informazioni verrebbero date, soccorrono il ricorrente. Non si può pretendere che l'autorità fiscale indichi tutte le diverse situazioni e disposizioni relative alle varie circostanze che disciplinano ogni caso che si possa verificare nell'ambito di una donazione e anche di una successione. È dovere del contribuente attivarsi e, se del caso, domandare supporto alle autorità fiscali. D'altronde il ricorrente medesimo ha ammesso la particolarità dell'anno in questione, quando oltre alla donazione vi sarebbe stata pure la successione della madre defunta. Visto quanto sopra esposto, alla Camera di diritto tributario non può essere imputato né un errore nell'applicazione dell'art. 232 LT né soprattutto un qualsivoglia arbitrio.