Citation: 6B_935/2014 E. 5.3

5.3. Da questo dettagliato esame, qui solo riassunto, risulta che l'autorità cantonale ha compiutamente e correttamente commisurato la pena. Non ha negletto il ruolo di secondo piano del ricorrente rispetto a quello del latitante E.E.________, tenendone conto anche se in misura limitata. Ciò che non appare criticabile, atteso che l'insorgente ha agito con dolo diretto in correità con quest'ultimo e non è dunque stato una semplice pedina nelle sue mani, come preteso nel gravame. Adducendo di non aver percepito il suo salario con regolarità per contestare di essere stato mosso da cupidigia, il ricorrente si prevale di fatti non accertati e quindi inammissibili (art. 105 cpv. 1 LTF), visto che non dimostra l'adempimento dei presupposti dell'art. 97 cpv. 1 LTF. Non nega peraltro che la fonte predominante dei suoi guadagni nel periodo determinante sia stata la società, nonostante l'inconsistenza delle basi economiche su cui questa si fondava. La CARP ha del resto rilevato che l'insorgente avrebbe senza problemi potuto guadagnarsi il necessario per vivere più che decentemente senza ricorrere alle malversazioni, di modo che poteva, senza violare il diritto, ritenere che il ricorrente ha delinquito mosso da motivi egoistici. Essa ha comunque tenuto in debita considerazione la sua attuale precaria situazione finanziaria. Oltre a situarsi nell'ampia cornice edittale, la pena inflittagli risulta confacentemente adeguata alla colpa determinata sulla base di tutti gli elementi pertinenti della fattispecie.