Citation: M 6/01 25.02.2003 E. 3

3.1 Anche se a norma dell'art. 96 cpv. 1 LAM soltanto i casi di esigua importanza potrebbero essere liquidati senza formalità, riservata la possibilità per il richiedente di esigere una presa di posizione formale (cpv. 2; cfr. anche Jürg Maeschi, Kommentar zum Bundesgesetz über die Militärversicherung [MVG], Berna 2000, no. 7 all'art. 96 LAM, per il quale già la comunicazione informale dovrebbe rendere espressamente attento il richiedente sul diritto di chiedere un provvedimento formale), la decisione dell'autorità cantonale di comunque considerare - per ovvie esigenze di sicurezza del diritto - la comunicazione dell'11 ottobre 1993, con la quale era stata negata ogni responsabilità dell'assicurazione militare in relazione alla sclerosi multipla, alla stregua di una decisione informale cresciuta in giudicato (cfr. consid. 1) e di esaminare di conseguenza la richiesta dell'assicurato di rinvenire su tale determinazione - più volte espressa anche nei confronti degli allora patrocinatori - in analogia alle regole sviluppate per la revisione e la riconsiderazione di decisioni formali cresciute in giudicato (cfr. consid. 1), oltre a non essere contestata dalle parti, non contrasta con la giurisprudenza di questa Corte, il vizio in questione non giustificando in ogni caso un'attesa di quasi cinque anni senza che, durante tutto questo tempo, né l'assicurato, né, per lui, i medici curanti o i patrocinatori d'allora abbiano mai sollevato la benché minima obiezione (cfr. anche RCC 1989 pag. 192 consid. 2a; RJAM 1981 no. 464 pag. 242). 3.2 L'analisi della precedente istanza può inoltre essere condivisa anche nella misura in cui essa autorità ha negato alle nuove allegazioni e ai nuovi documenti prodotti dall'interessato l'idoneità a giustificare una revisione processuale. 3.2.1 Infatti, a prescindere dalla effettiva novità dei fatti e dei mezzi di prova addotti - al qual riguardo permangono comunque forti perplessità già solo per il fatto che i processi infettivi così come la reazione allergica (tossidermia) alla penicillina e la distrofia Sudeck si erano già sviluppati nel 1992 e risultavano pertanto già noti in quel periodo, mentre l'asserita problematica infettiva-allergica dopo ogni intervento operatorio successivo al 1993-1994 non trova riscontro agli atti -, si osserva che gli elementi invocati non sarebbero comunque tali da determinare un diverso apprezzamento giuridico in favore del ricorrente. 3.2.2 Secondo giurisprudenza, sono da ritenere idonee a modificare le conseguenze giuridiche in senso favorevole all'istante le prove che servono a corroborare sia i fatti nuovi importanti che giustificherebbero una revisione, sia i fatti che, pur essendo stati conosciuti nella procedura precedente, non avevano potuto essere provati a discapito del richiedente. Se i nuovi mezzi sono destinati a provare dei fatti sostenuti in precedenza, il richiedente deve pure dimostrare di non essere stato in grado di invocarli in tale procedimento. Una prova deve essere considerata concludente quando bisogna ammettere che essa avrebbe condotto l'autorità competente a statuire in modo diverso se ne avesse avuto conoscenza nella procedura principale. È decisiva la circostanza che il mezzo di prova non serva solamente all'apprezzamento dei fatti, ma pure alla determinazione degli stessi. Non costituisce pertanto motivo di revisione il semplice fatto che l'autorità potrebbe aver mal interpretato fatti conosciuti all'epoca del procedimento principale dal momento che la revisione non può determinare la correzione di una decisione apparentemente erronea agli occhi del richiedente. L'apprezzamento inesatto deve, al contrario, essere la conseguenza dell'ignoranza o della carenza di prove riguardanti fatti essenziali per la sentenza (DTF 127 V 358 consid. 5b e i riferimenti ivi citati). Non sono così mezzi di prova nuovi rilevanti perizie che apprezzano in modo diverso fatti già noti (RDAT 1993 I n. 86 pag. 196). 3.2.3 Ora, le valutazioni mediche espresse dai dott. E._________ e R._________, oltre a configurare tutt'al più un diverso apprezzamento di fatti già noti nel 1993 (cfr. consid. 3.2.1) e a non tenere conto del fatto che l'anamnesi del ricorrente evidenziasse già in data 20 agosto 1993, in occasione dell'accertamento della (sospetta) sclerosi multipla da parte del dott. T._________, "sporadici episodi di formicolii all'avambraccio sinistro, più frequentemente che a destra, da alcuni anni [...]", non possono essere considerate concludenti nel senso appena esposto. Come rettamente rilevato dal giudice di prime cure, l'assunzione, nel caso di specie, della sclerosi multipla e delle sue conseguenze a carico dell'assicurazione militare si sarebbe unicamente ed eventualmente giustificata con la dimostrazione - secondo un grado di verosimiglianza preponderante, un giudizio di mera possibilità non potendo bastare, - del necessario nesso di causalità naturale tra l'infortunio del 9 settembre 1992 e la grave affezione (art. 6 LAM nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 1993; DTF 111 V 370). Sennonché, neppure i più recenti rapporti medici prodotti dal ricorrente consentono di ammettere l'esistenza di un siffatto rapporto causale. Infatti, mentre da un lato il rapporto 19 febbraio 1999 dello specialista in neurologia dott. E._________, dopo aver messo soprattutto in evidenza le difficoltà di stabilire l'esistenza di questo nesso di causalità ed aver fatto notare che "una relazione fra un trauma fisico, una Sudeck-distrofia e una sclerosi multipla è solo supponibile ma non accertabile" conclude per una soltanto "possibile relazione fra il trauma, le complicazioni da una parte, e la sclerosi multipla dall'altra" senza con ciò infirmare l'esito della valutazione operata dagli organi dell'assicurazione militare nel 1993, dall'altro lato, le considerazioni 1° marzo 1999 e 7 dicembre 1999 del dott. R._________, medico generalista nonché curante di D._________, non possono essere ritenute attendibili in quanto detto sanitario, disattendendo gli esiti della valutazione specialistica precedentemente ed appositamente richiesta dallo stesso dott. R._________, sostiene, in maniera del tutto autonoma e rinviando a contributi di dottrina che nemmeno si è preoccupato di produrre (cfr. a proposito dell'obbligo di collaborazione delle parti e del rischio di sopportare le conseguenze della carenza di prova DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti), che la sclerosi multipla sarebbe insorta con grande probabilità in conseguenza del trauma militare, rispettivamente delle sue complicazioni. In tali condizioni, tenuto anche conto dell'esperienza generale della vita che vede, in caso di dubbio, il medico di fiducia piuttosto pronunciarsi in favore del proprio paziente (cfr. pure DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), si deve ritenere che a ragione l'autorità giudiziaria cantonale si è distanziata dalle conclusioni del dott. R._________ e ha ritenuto per il resto non essere adempiuti i presupposti per procedere ad una revisione processuale del provvedimento amministrativo contestato. 3.3 Allo stesso modo, la pronuncia querelata merita di essere confermata pure per quanto attiene alla domanda di riconsiderazione, che l'amministrazione ha giustamente respinto dopo averla in realtà esaminata nel merito. Infatti, anche alla luce delle più recenti valutazioni mediche invocate dal ricorrente a sostegno della propria posizione (cfr. consid. 3.2.3) e delle incertezze ivi espresse, nessun elemento agli atti permette di ravvisare nell'operato degli organi dell'assicurazione militare un'applicazione manifestamente errata del diritto o un errore manifesto nell'accertamento dei fatti suscettibile di dare luogo ad un simile provvedimento (cfr. sentenza 8 ottobre 2002 in re D., C 205/00, non ancora pubblicata nella Raccolta Ufficiale; DTF 125 V 389 consid. 3; RAMI 2001 no. U 447 pag. 563 consid. 2d).