Citation: 1A.279/1999 13.04.2000 E. 1

1.- Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 125 II 293 consid. 1a, 125 I 14 consid. 2a, 253 consid. 1a). a) L'art. 34 cpv. 1 LPT dispone che il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale secondo l'art. 97 OG è ammesso contro le decisioni cantonali di ultima istanza concernenti indennità per restrizioni della proprietà (art. 5 LPT) e autorizzazioni giusta l'art. 24 LPT (DTF 124 II 252 consid. 1). In quest'ultimo caso è irrilevante che con l'impugnata decisione si sia rilasciata oppure negata l'autorizzazione stessa (DTF 118 Ib 335 consid. 1a); inoltre, il ricorso di diritto amministrativo è ammissibile contro le decisioni su costruzioni e impianti sottoposti a un'autorizzazione eccezionale, ma per le quali a torto l'art. 24 LPT non è stato applicato (DTF 118 Ib 335 consid. 1a). L'ingiustificato rifiuto o ritardo di statuire è assimilato a una decisione (art. 97 cpv. 2 OG). La ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di essersi rifiutata di emanare sia un ordine di demolizione del fabbricato sia, in via cautelare, un ordine di sospensione dell'attività produttiva. L'eventuale eliminazione di costruzioni vietate dalla LPT può essere ordinata sulla base dell'art. 24 LPT, senza che sia necessaria un'ulteriore disposizione esplicita (DTF 111 Ib 213 consid. 6c, 105 Ib 272 consid. 1b; decisione inedita del 20 dicembre 1995 in re M., consid. 5a, apparsa in RDAT II-1996, n. 30, pag. 102). In concreto, la richiesta formulata dalla ricorrente dinanzi all'ultima istanza cantonale di intervenire per ripristinare una situazione di legalità, segnatamente ordinando la demolizione di una costruzione non conforme alla zona, si fonda sull' art. 24 LPT. Poiché la controversia riguarda l'applicazione di quest'ultima norma, il cui controllo può avvenire con il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, la censura dell'asserito diniego di giustizia formale da parte della Corte cantonale deve pure essere presentata con questo rimedio (art. 34 cpv. 1 LPT, art. 97 segg. OG; cfr. anche DTF 125 II 10 consid. 2b). Considerato l'esito del ricorso, può invece rimanere indecisa la questione a sapere se anche eventuali provvedimenti cautelari avrebbero potuto essere ordinati direttamente sulla base dell'art. 24 LPT. b) Secondo l'art. 104 lett. a OG, nell'ambito di un ricorso di diritto amministrativo il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento. Il diritto federale ai sensi di tale disposizione comprende pure i diritti costituzionali dei cittadini e in tale contesto il potere d'esame del Tribunale federale è analogo a quello di cui esso beneficia nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico (DTF 125 II 1 consid. 2a, 123 II 385 consid. 3a, 122 IV 8 consid. 1b, 120 Ib 224 consid. 2a). c) La ricorrente, proprietaria del fondo confinante e parte nella procedura cantonale, ha un interesse degno di protezione a ottenere dal Tribunale amministrativo, entro un termine ragionevole, una decisione sul suo gravame. Essa è pertanto legittimata, secondo l'art. 103 lett. a OG, a impugnare l'asserito rifiuto di decidere dell'ultima istanza cantonale. d) In data 3 dicembre 1999 il Tribunale amministrativo ha statuito sul ricorso del 3 settembre 1996 inoltrato dalla ricorrente contro l'inattività del Consiglio di Stato e del suo Presidente, dichiarandolo privo di oggetto. Secondo la giurisprudenza è esclusa la possibilità di fare valere il ritardo o diniego di giustizia quando una decisione, fosse pure illegale o irregolare, è stata emanata (DTF 105 III 107 consid. 5a). Nella misura in cui viene censurato il ritardo della Corte cantonale nell'evadere quel gravame, il presente ricorso è pertanto privo di oggetto. e) Il ricorso di diritto amministrativo è ammissibile contro le decisioni delle ultime istanze cantonali (art. 34 cpv. 1 LPT, 98 lett. g OG). In quanto la ricorrente censura l'inattività del Municipio di Monteggio e del Consiglio di Stato, il gravame è inammissibile; gli eventuali ritardi delle precedenti autorità devono infatti essere censurati, come del resto è avvenuto, davanti alle competenti istanze di ricorso giusta l'art. 45 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative del 16 aprile 1966. In questa sede l'asserita denegata giustizia va quindi esaminata limitatamente alla lamentata tempestiva evasione del ricorso del 10 novembre 1999 da parte del Tribunale amministrativo.