Citation: 8C_20/2023 E. 4.2.3

4.2.3. 4.2.3.1. Con riferimento alla pretesa violazione dell'art. 6 cpv. 3 LAINF, si rileva che tale censura non è stata sollevata dinnanzi all'autorità inferiore o durante la procedura amministrativa. A tale riguardo, va precisato nell'ambito di un ricorso dinnanzi al Tribunale federale è di principio ammissibile qualsiasi nuovo motivo di diritto relativo all'oggetto litigioso (art. 95 lett. a cum 106 cpv. 1 LTF). Pertanto, ritenuto altresì che nel caso concreto questa Corte non è vincolata dall'accertamento dei fatti operato dall'autorità inferiore (cfr. consid. 1 sopra), occorre trattare la censura in parola. 4.2.3.2. Ai sensi dell'art. 6 cpv. 3 LAINF, l'assicurazione contro gli infortuni risponde di ogni lesione provocata da un trattamento medico adottato in relazione ad un infortunio assicurato, senza che l'atto lesivo debba rientrare nella nozione di infortunio o essere per forza ricondotto ad un errore medico o ad una lesione corporale penalmente perseguibile. Tuttavia, l'assicuratore deve garantire le prestazioni assicurative solo se le lesioni sono poste in nesso causale naturale e adeguato con le cure mediche svolte a seguito dell'evento infortunistico (DTF 128 V 169 consid. 1c; 118 V 286 consid. 3b). In quest'ambito, con sentenza U 292/05 del 15 maggio 2007 (SVR 2007 UV n. 37 pag. 125, consid. 3.1), il Tribunale federale delle assicurazioni ha già stabilito che la valutazione dell'adeguatezza non deve svolgersi sulla base della giurisprudenza relativa alle conseguenze psichiche degli infortuni (DTF 115 V 133), bensì secondo la formula generale del nesso di causalità adeguato. Di riflesso, occorre esaminare se il trattamento medico o psicoterapeutico, non effettuato secondo le regole dell'arte, sia di per sé idoneo, secondo il corso naturale delle cose e l'esperienza generale della vita, a generare un effetto come quello verificatosi o a favorirne in maniera generale la sua insorgenza (cfr. DTF 129 V 177 consid. 3.2; sentenza 8C_123/2007 del 19 febbraio 2008 consid. 4). 4.2.3.3. Nel caso concreto, emerge dagli atti di causa che il decorso dell'intervento chirurgico del gennaio 2020 è stato in effetti complicato dall'insorgenza di un'artrite settica con osteomielite delle ossa carpali. Quest'ultima è stata diagnosticata a seguito dell'infezione derivante dalla lacerazione dei tessuti provocata dai fili di Kirschner presenti nel polso e dalla conseguente infezione. Tale circostanza ha quindi reso necessaria l'esecuzione di tre ulteriori operazioni - non originariamente prospettate alla conclusione del primo intervento chirurgico - costituite principalmente da debridement cutanei ed ossei, sinovectomie estese e da una copertura finale del polso con lembo antero-laterale della coscia destra. Quanto all'entità dei disturbi psichici, con rapporto del 25 agosto 2022, il Dr. med. E.________, specialista in psichiatria, ha attestato la presenza di un disturbo dell'adattamento con ansia e umore depresso misti persistente-cronico (ICD-10: F43.23) insorto in risposta all'evento traumatico rappresentato dalle complicanze infettive. Da parte sua, la Dr.ssa F.________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, ha formulato con rapporto del 24 ottobre 2022 la diagnosi di episodio depressivo da disadattamento con reazione prolungata (ICD-10; F43.21) scaturito, in particolare, dal trauma derivante dalle sequele fisiche dell'incidente. Visto quanto precede, non si può quindi escludere l'esistenza di una lesione causata all'infortunato durante la cura medica. Questi danni alla salute potrebbero infatti porsi in nesso causale naturale con l'operazione del gennaio 2020. Per chiarire definitivamente la questione, sarebbero quindi indispensabili ulteriori misure istruttorie; tuttavia, è possibile rinunciarvi (cfr. SVR 2007 UV n. 37 pag. 125, U 292/05, consid. 3.2). Nel caso in esame, difetta infatti il nesso di causalità adeguata giacché l'insorgenza di un'artrite settica con osteomielite delle ossa carpali a seguito di un'operazione di ricostruzione del legamento scafo-lunato, per la quale si impongono ulteriori operazioni, non è generalmente idonea, secondo il normale corso delle cose e l'esperienza generale della vita, a causare dei disturbi psichici come quelli sofferti dal ricorrente. Invero, le complicazioni mediche succitate possono essere tempestivamente contrastate con delle cure adatte - come avvenuto nel caso in esame - sicché i disturbi psichici succitati risultano in un certo senso atipici e inadatti (cfr. DTF 115 V 133 consid. 7). Ciò posto, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale nella misura in cui si è limitata ad analizzare l'adeguatezza dei danni psichici con esclusivo riferimento all'infortunio dell'agosto 2019.