Citation: U 92/05 12.09.2006 E. 3

3.1 Il ricorrente rivendica, fra le altre cose, il diritto a un'IMI maggiorata (almeno) al 45% onde tenere adeguatamente conto del danno all'integrità psichica (art. 24 e 25 LAINF; art. 36 OAINF). Sennonché, indipendentemente dall'esito dell'esame relativo al nesso di causalità adeguata poc'anzi esposto, tale richiesta si scontra con i principi giurisprudenziali vigenti in materia. 3.2 Tenuto conto del fatto che, secondo la dottrina psichiatrica maggioritaria, soltanto degli eventi infortunistici di una gravità eccezionale determinano dei pregiudizi durevoli all'integrità psichica, il diritto a un'IMI per danno dell'integrità psichica viene infatti di principio negato - senza necessità di procedere a misure istruttorie ulteriori in merito alla natura e al carattere durevole della menomazione psichica - in caso di infortunio insignificante o leggero, come pure di un infortunio di grado medio, una deroga a questo principio essendo eccezionalmente ammissibile in presenza di un evento classificabile al limite degli infortuni gravi se gli atti all'inserto mettono in evidenza degli elementi che permettono di concludere per l'esistenza di una menomazione dell'integrità psichica particolarmente grave che non sembra più essere suscettibile di miglioramento (DTF 124 V 44 seg. consid. 5c/bb, 214; cfr. pure la sentenza del 20 settembre 2004 in re F., U 102/04, consid. 3.1). Orbene, una siffatta situazione, già solo per quanto esposto al consid. 2.2.2, non si avvera in concreto.