Citation: 1C_466/2015 E. 1.2

1.2. Nella fattispecie, i ricorrenti non si esprimono sulla loro legittimazione a ricorrere giusta l'art. 78 cpv. 1 LEspr. Questa disposizione, applicabile anche alla procedura dinanzi al TAF, non è richiamata nemmeno nel giudizio impugnato. Non risulta, né è addotto dai ricorrenti in conformità delle esigenze di motivazione dell'art. 42 cpv. 2 LTF, ch'essi hanno partecipato quali parti alla procedura espropriativa, in particolare notificando pretese espropriative nell'ambito della procedura di approvazione dei piani (cfr. art. 18f della legge federale sulle ferrovie, del 20 dicembre 1957 [Lferr; RS 742.101]). Anzi, nel gravame in esame i ricorrenti rilevano di non avere ricevuto una comunicazione formale da parte delle proprietarie, come incombeva loro riguardo alla procedura espropriativa (art. 32 LEspr), e sostengono che la disdetta del contratto di locazione non sarebbe riconducibile al potenziamento dell'impianto ferroviario, quanto piuttosto alle esigenze personali delle proprietarie di ristrutturare l'edificio. Ribadiscono altresì, di avere contestato la disdetta dinanzi al giudice civile ed adducono che l'attività del bar potrebbe di per sé continuare anche durante i lavori di costruzione della ferrovia. In tali circostanze, i ricorrenti in sostanza riconoscono di non avere partecipato in veste di espropriati alle procedure di approvazione dei piani e di espropriazione. Il solo fatto ch'essi siano intervenuti quali "parti interessate" unicamente nella fase dell'anticipata immissione in possesso dinanzi alla CFS non consente di riconoscere loro la legittimazione a ricorrere in questa sede come parti principali giusta l'art. 78 cpv. 1 LEspr (in relazione con l'art. 87 cpv. 2 LEspr).