Citation: 2A.422/2003 08.07.2004 E. 1

In ambito di polizia degli stranieri, le decisioni di ultima istanza cantonale concernenti, come in concreto, la revoca di permessi di domicilio sono impugnabili al Tribunale federale mediante ricorso di diritto amministrativo, indipendentemente dalla sussistenza di un diritto all'ottenimento di simili permessi (art. 101 lett. d e 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; DTF 119 Ib 417 consid. 2a; sentenza 2A.432/2002 del 5 febbraio 2003, consid. 1; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 pag. 267 segg., in part. pag. 325). Secondo la prassi, tale rimedio è parimenti esperibile se un'autorità cantonale di ricorso dichiara un gravame inammissibile in base al diritto cantonale di procedura, allorquando, ove fosse entrata nel merito, avrebbe dovuto applicare il diritto materiale federale; la decisione d'irricevibilità è infatti suscettibile di ostacolare la corretta applicazione del diritto federale (DTF 127 II 264 consid. 1a; 123 I 275 consid. 2c). Nel caso specifico, è pertanto irrilevante che il Tribunale amministrativo, pur procedendo ad un esame abbondanziale del merito della vertenza, abbia primariamente tutelato la decisione di inammissibilità pronunciata dal Consiglio di Stato sulla base delle regole procedurali cantonali concernenti la notifica di atti giudiziari e la decorrenza dei termini di ricorso. Tempestivo (art. 106 cpv. 1 OG) e presentato nelle dovute forme (art. 108 cpv. 2 OG) da una persona legittimata ad agire (art. 103 lett. a OG), il presente gravame è di conseguenza ammissibile.