Citation: 5P.346/2001 12.11.2001 E. 2

2.- a) La Corte cantonale ha rilevato che l'art. 316 CPC ticinese prevede espressamente che l'appellato può chiedere la prestazione di una cauzione "nell'allegato di risposta". La chiarezza di tale norma non permette una sua interpretazione nel senso che la domanda di prestazione di una garanzia debba essere presentata prima di allestire l' atto di risposta all'appello. b) Il ricorrente afferma, citando giurisprudenza federale, che una garanzia processuale può unicamente riferirsi a spese future e non a quelle già sostenute. Decidendo il contrario, i giudici cantonali sono quindi caduti nell'arbitrio. La richiesta a posteriori viola inoltre il precetto della buona fede processuale. c) In conformità all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il ricorso di diritto pubblico deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista tale violazione. Il gravame fondato sull'art. 9 Cost. , com'è quello all'esame, non può inoltre essere sorretto da argomentazioni con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell' autorità, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle normative invocate. L'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire altrettanto sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Per richiamarsi con successo all'arbitrio, il ricorrente deve invece dimostrare - con un'argomentazione precisa - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 127 I 54 consid. 2b con rinvii). Nel caso specifico l'ammissibilità del gravame appare già di primo acchito e alla luce dei requisiti di motivazione posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG in larghissima misura esclusa (DTF 125 I 71 consid. 1c con rinvii). Il ricorrente infatti si limita a sostenere che la legge di procedura civile ticinese non corrisponde alla giurisprudenza federale in materia senza precisare ulteriormente dove stia l'arbitrio, dimenticando financo che la prassi federale a cui egli fa riferimento concerne disposizioni federali diverse da quelle contemplate dal diritto cantonale: questa sua generica motivazione, che dovrebbe far apparire erronea la decisione cantonale, non spiega - conformente all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - perché la sentenza impugnata sarebbe arbitraria. Per la minima parte in cui il ricorso si rivela ammissibile e a titolo del tutto abbondanziale per il resto, si può nondimeno rilevare che la soluzione prevista dal Codice di procedura civile ticinese, che permette alla parte convenuta in ricorso di eventualmente chiedere la prestazione di una cautio iudicatum solvi con la risposta non è sconosciuta anche ad altri ordinamenti processuali cantonali, com'è il caso ad esempio per il Cantone di Berna (Leuch/Marbach/Kellerhals/Sterchi, Die Zivilprozessordnung für den Kanton Bern, 5a ed., n. 9 ad art. 70) o per il Canton Zurigo (Frank/Streuli/Messmer, Kommentar zur zürcherischen Zivilprozessordnung, 3a ed., n. 3 al § 79). La facoltà di poterla richiedere con la risposta non danneggia la parte attrice risp. appellante, che in caso di soccombenza deve comunque pagare le spese ripetibili, ma semmai la parte convenuta che, in caso di rifiuto della cauzione, potrebbe anche aver allestito tale allegato senza la sicurezza di poter incassare le ripetibili in caso di vittoria. Ad ogni buon conto, il fatto che il diritto cantonale conceda alla parte convenuta di domandare la prestazione di una cauzione processuale fino al momento della risposta non costituisce soluzione manifestamente insostenibile o priva di ogni e qualsiasi fondamento oggettivo e non può quindi essere considerato arbitrario. Poco importa, al proposito, che tale soluzione legislativa si scosti dalla giurisprudenza federale formatasi in applicazione degli art. 150 cpv. 2 OG e 28 cpv. 2 PC, che limita la garanzia processuale alle sole spese future ed esige quindi che la presentazione della domanda avvenga prima del compimento dell'atto processuale per il quale si intende ottenere la cauzione.