Citation: 5A_31/2009 30.04.2009 E. 5

5.1 Infine, il Pretore aveva accolto, limitatamente a fr. 97'783.-- oltre interessi dal 4 marzo 1974 al 30 giugno 2006, la richiesta di uno dei qui opponenti di inserire nell'inventario un credito della successione nei confronti del qui ricorrente, sgorgante da un conto denominato "Siamese". In base agli accertamenti della Corte d'appello il qui ricorrente gestiva l'eredità e dagli atti risulta che il 4 marzo 1974 sul predetto conto erano depositati fr. 702'217.--, ma che agli eredi erano unicamente stati distribuiti fr. 604'434.--, e cioè fr. 201'478.-- ciascuno. I giudici cantonali hanno poi ritenuto che i motivi citati per giustificare la differenza di fr. 97'783.-- non solo sono inammissibili perché addotti per la prima volta in appello, ma non sono neppure verosimili: il ricorrente non ha nemmeno spiegato perché dalla proposta di divisione da lui allestita con il figlio ed inviata al - primo - notaio divisore risulterebbe che gli eredi si sarebbero invece spartiti fr. 702'217.--. La Corte cantonale ha altresì respinto la richiesta del qui ricorrente di far decorrere gli interessi dal 15 gennaio 2002, data della messa in mora, perché non trattasi di interessi moratori, ma di quelli maturati sull'importo rimasto indiviso. 5.2 Il ricorrente sostiene che dal documento citato nella sentenza impugnata risulta che il 4 marzo 1974 sul menzionato conto vi erano fr. 63.29 e 8285 parti di un fondo della banca con un corso di fr. 84.75 per un valore di fr. 702'153.75. Egli indica poi che la differenza fra quanto spartito fra gli eredi nel 1977 e il valore indicato il 4 marzo 1974 è dovuta ad un minor valore delle parti del fondo al momento in cui queste sono state vendute, circostanza del resto riconosciuta dal notaio divisore. Afferma che non sarebbe nemmeno esatto che egli avrebbe spiegato tali circostanze per la prima volta in appello, atteso che il notaio divisore le aveva recepite. Ritiene che sarebbe spettato al fratello dimostrare che quanto distribuito non corrispondeva all'intero ricavo della vendita dei titoli. Atteso inoltre che la ripartizione è avvenuta nel settembre 1977, non sarebbe nemmeno giustificato far decorrere gli interessi dalla data di apertura della successione. Pure il vice-direttore della banca che ha seguito l'iter della successione ha deposto che il ricorrente non ha fatto operazioni a suo vantaggio; il precedente legale dell'altro fratello aveva inoltre affermato, dopo aver visto i documenti relativi ai conti bancari con le operazioni eseguite, "che per lui tutto era a posto". 5.3 Occorre innanzi tutto rilevare che il ricorrente non contesta di essersi occupato della gestione del conto "Siamese", né che da esso sono stati distribuiti unicamente fr. 604'434.--. È esatto che, come indicato nel ricorso, tale conto era in stragrande maggioranza composto di parti di un fondo d'investimento. Il ricorrente non indica tuttavia a quale prezzo né quando esattamente ha venduto tali parti e tanto meno da quali documenti agli atti risulterebbe che l'importo effettivamente versato ai fratelli corrisponda al prodotto della loro realizzazione. Nemmeno il tempo trascorso è di soccorso al ricorrente: tali operazioni sono state svolte per una successione che non è ancora divisa, motivo per cui egli non poteva ritenere definitivamente conclusa la liquidazione del conto in discussione e semplicemente sbarazzarsi dei documenti giustificativi. Poiché giustifica la distribuzione effettivamente effettuata prevalendosi di un minor valore delle quote del fondo al momento in cui sono state realizzate, incombeva al ricorrente dimostrare di quanto esse si sarebbero svalutate. Egli non solo omette tale dimostrazione, ma anche nella sede federale non spiega perché nella proposta di divisione da lui allestita - con il figlio - ed inviata al primo notaio divisore aveva indicato che gli eredi si sarebbero invece già spartiti fr. 702'153.--. Ora, questo documento depone invece per il fatto che il corso dei fondi non sarebbe sceso fra la primavera 1974 e il momento della spartizione. Ne segue che la constatazione della Corte cantonale, secondo cui non sarebbe stato distribuito l'intero valore del conto non appare manifestamente inesatta. Così stando le cose, risulta pure corretto far decorrere gli interessi a partire dall'apertura della successione sulla frazione non distribuita: in caso contrario la successione sarebbe infatti privata degli interessi di tale importo, che le appartiene.