Citation: 6B_874/2021 E. 6.5

6.5. La censura ricorsuale è in larga misura appellatoria e quindi inammissibile. Il fatto che l'Ufficio postale di X.________ fosse il luogo di recapito e di giacenza degli invii destinati all'insorgente emerge chiaramente dagli atti, come evidenziato dalla decisione di prima istanza richiamata dalla CARP, segnatamente dal tracciamento postale delle comunicazioni che il giudice di primo grado ha inviato al ricorrente. A ciò aggiungasi che, secondo gli accertamenti cantonali non contestati in questa sede, risulta che la vettura, di cui la licenza e le targhe erano oggetto di confisca, era in uso proprio all'insorgente. Quanto alle altre circostanze evocate nel ricorso per tentare di dimostrare l'arbitrarietà degli accertamenti della CARP, in assenza di specifici rimandi agli atti dell'incarto, si riducono a mere asserzioni prive di riscontri, precisato che non spetta a questo Tribunale cercare negli atti di causa i riferimenti a sostegno di una censura (DTF 133 IV 286 consid. 6.2). L'accertamento della conoscenza delle decisioni amministrative afferenti la licenza e le targhe da parte del ricorrente non appare insostenibile, né in aperto contrasto con gli atti dell'incarto, e non risulta quindi arbitrario e a fortiori non viola l'invocato principio in dubio pro reo, di modo che il Tribunale federale resta vincolato da quanto stabilito in sede cantonale (art. 105 cpv. 1 e 2 LTF). Non essendo contestata l'esistenza di un ordine esecutivo di restituzione della licenza, rispettivamente delle targhe di controllo, nonché la sua regolare notifica (v. sentenza 6S.233/2002 dell'11 luglio 2002 consid. 1.3), appurata la conoscenza della relativa decisione da parte del ricorrente e data l'inosservanza di tale ordine, la condanna dell'insorgente per titolo di abuso della licenza e delle targhe non viola il diritto federale e merita pertanto tutela.