Citation: 2C_464/2017 E. 4.2

4.2. Riferendosi all'art. 36 cpv. 1 Cost., la Corte cantonale ha individuato una base legale sufficiente negli artt. 21 segg. LCL. Secondo la ricorrente il richiamo a tali norme non è tuttavia possibile poiché: (a) contrariamente a quanto asserito, esse non mirerebbero alla garanzia della quiete pubblica rispettivamente alla tutela delle persone non assoggettate alla legge federale sul lavoro del 13 marzo 1964 (LL; RS 822.11) quali il titolare dell'azienda e i suoi familiari o determinate categorie di impiegati con funzioni dirigenziali, bensì alla protezione dei lavoratori (personale di vendita), che è materia di competenza esclusivamente federale; (b) anche ammettendo che le norme in questione siano state votate con l'obiettivo di meglio preservare la quiete pubblica il risultato non cambierebbe, siccome le stesse contrasterebbero con la legge federale sulla protezione dell'ambiente del 7 ottobre 1983 (LPamb; RS 814.01) e con l'ordinanza contro l'inquinamento fonico del 15 dicembre 1986 (OIF; RS 814.41); (c) un'incompatibilità con il diritto federale, segnatamente con la legge federale sui cartelli del 6 ottobre 1995 (LCart; RS 251) e con la legge federale contro la concorrenza sleale del 19 dicembre 1986 (LCSl; RS 241), sarebbe infine data anche nella misura in cui la Corte cantonale rileva che la regolamentazione in questione si fonda su un consenso di massima di tutte le parti sociali interessate, "ivi compresi i commercianti che sin dalla prima metà del secolo scorso, allorquando sono state adottate le prime disposizioni cantonali in tal senso, non hanno mai contrastato questo genere di regole, ma anzi ne sono stati addirittura i promotori, auspicando la loro introduzione soprattutto per ragioni di polizia del commercio e di disciplinamento della concorrenza".