Citation: 2P.262/2006 18.06.2007 E. 4

4.1 Nel caso concreto, la Corte cantonale ha annullato il contributo di miglioria a carico del resistente per l'utilizzo, tra i parametri di calcolo, del "fattore posteggi" (x 1, x 0.8, x 0.6, ecc.; cfr. sub A) e del "contributo posteggi mancanti" (fr. 1'500.-- per ogni stallo mancante). Questi criteri, definiti "quantomeno discutibili", evocherebbero infatti il concetto di contributo sostitutivo e porterebbero a tassare la necessità d'uso del posteggio pubblico, trascurando che già solo la possibilità d'uso costituisce un elemento rivalutante ed è quindi fonte di un vantaggio particolare. Per sua natura, il contributo di miglioria non potrebbe venir stabilito in funzione di carenze private, per cui la disponibilità di un numero sufficiente di parcheggi sui singoli fondi sarebbe del tutto ininfluente. Ammettendo il contrario si arriverebbe, secondo l'istanza cantonale di ricorso, all'aberrante conclusione che i fondi dotati dei posteggi richiesti dal piano regolatore non trarrebbero alcun vantaggio dalla costruzione di un parcheggio pubblico e verrebbero quindi esonerati dal prelievo. Il Tribunale di espropriazione ha pure rilevato che con l'inserimento dei due elementi di computo censurati le proprietà senza sufficienti posteggi sarebbero doppiamente colpite: per l'aggravio del "contributo posteggi mancanti" e perché il "fattore posteggi" 1 è applicato indistintamente sia ai fondi che ossequiano ai requisiti di piano regolatore sia a quelli che sono carenti di posteggi e, per questi ultimi, a prescindere dal numero di stalli mancanti. Rilevato che per i sedimi con parcheggi in esubero il conteggio è invece differenziato con un fattore variabile in funzione del numero di parcheggi, il calcolo creerebbe un'inammissibile disparità di trattamento a cui il criterio della distanza non porrebbe rimedio, non permettendo di differenziare sufficientemente la situazione di ogni singolo fondo. 4.2 Il Comune ricorrente ritiene violata la propria autonomia già perché l'autorità cantonale di ricorso ha definito i parametri litigiosi "quantomeno discutibili". Non censurando l'illegalità del metodo di computo, tale valutazione costituirebbe infatti un'inammissibile ingerenza nel margine d'apprezzamento lasciato alle autorità comunali per quanto attiene alla determinazione dei criteri di ripartizione. Il ricorrente ravvisa poi la violazione del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.; cfr. DTF 131 I 217 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 49 consid. 4, 8 consid. 2.1) nella misura in cui la Corte cantonale statuisce che la rilevanza del contributo di miglioria non può dipendere, nemmeno in parte, dalle carenze di posteggi su fondi privati. L'importanza del vantaggio particolare sarebbe infatti legata anche allo scopo per il quale l'opera è stata realizzata, ovvero, per l'appunto, la necessità di supplire alla mancanza di aree di sosta private sui sedimi circostanti. In altri termini, sarebbe del tutto insostenibile non tener conto del fatto che un fondo disponga già dei posteggi necessari, perlomeno quando il contributo di miglioria non è determinato esclusivamente da tale criterio. La soluzione contraria condurrebbe tra l'altro anche ad un'inammissibile disparità di trattamento (art. 8 Cost.; cfr. DTF 131 I 394 consid. 4.2, 1 consid. 4.2; 129 I 346 consid. 6, 113 consid. 5.1) tra i differenti proprietari all'interno del comprensorio di prelievo. Il Comune rileva infine che la carenza di posteggi avrebbe anche potuto venir imposta applicando un fattore di moltiplicazione al calcolo risultante dai fattori di superficie e distanza (ad esempio: x 1,5, x 3, ecc.), ma che la scelta di un contributo forfettario di per sé identico per tutti i proprietari rispetterebbe comunque il precetto di uguaglianza.