Citation: 8C_69/2020 E. 5.2

5.2. La ricorrente rimprovera in primo luogo alla Corte cantonale di aver violato il principio inquisitorio e travisato l'obbligo di collaborazione delle parti ancorati all'art. 61 lett. c LPGA. Nella fattispecie la ricorrente aveva chiesto il confronto con il capo dell'ufficio regionale di collocamento per dimostrare le contraddizioni rispetto alla lettera del 2 novembre 2018. Se la Corte cantonale avesse voluto veramente prendere visione del tracciamento degli invii del plico Posta A Plus, le sarebbe bastato chiedere l'edizione dalla precedente datrice di lavoro o dall'amministrazione. La ricorrente ritiene in secondo luogo che vi sia stata una violazione del divieto di formalismo eccessivo e non sia stata tutelata la sua buona fede. Inoltre non sarebbero stati rispettati il diritto di essere sentito e il diritto alla prova. La Corte cantonale avrebbe fatto prova di formalismo eccessivo sul concetto di confronto tra testimoni. Infatti, la ricorrente non si sarebbe limitata soltanto a essere a disposizione dell'autorità giudiziaria cantonale, ma avrebbe chiesto formalmente una testimonianza. Rifiutando la testimonianza, il Tribunale cantonale delle assicurazioni avrebbe compiuto un diniego di giustizia e leso anche il diritto di essere sentito della ricorrente e il diritto (e l'obbligo) di dovere amministrare una prova regolarmente proposta.