Citation: 1C_758/2021 E. 7.3

7.3. Invocando in modo generico la violazione delle citate disposizioni, il ricorrente non considera il contenuto e gli obiettivi di protezione degli inventari richiamati e non si confronta con la loro descrizione. Egli parte erroneamente dal presupposto che la realizzazione del marciapiede ciclopedonale danneggerebbe gravemente un biotopo d'importanza nazionale. In realtà, la Corte cantonale ha rilevato che l'unico ambiente naturale toccato dall'intervento litigioso è costituito dal muro di sostegno e dalla scarpata rivestita in pietra naturale sottostante la strada, che costituisce l'habitat della natrice tassellata, una specie di rettile minacciata (cfr. IFP, oggetto n. 1802). L'intervento edilizio litigioso non tocca per contro la zona palustre e le paludi delle Bolle di Magadino quali oggetti iscritti nei relativi inventari. Queste considerazioni non sono di per sé contestate dal ricorrente, che si limita a ribadire la possibilità di spostare il tracciato stradale verso monte e di mantenere intatta la situazione esistente. Come è stato esposto, l'art. 6 LPN non vieta tuttavia in modo assoluto ogni intervento su un oggetto iscritto nell'IFP. Anche l'UFAM, nella citata presa di posizione del 24 giugno 2020, ha del resto rilevato che, nella misura in cui i lavori non interessano la fascia boschiva ripariale, il progetto non influisce sulla zona palustre ed ha un effetto minimo sugli obiettivi di protezione dell'IFP. La Corte cantonale ha esaminato le caratteristiche del progetto alla luce delle esigenze di protezione dei rettili, segnatamente della natrice tassellata, rilevando in particolare che il muro di sostegno e la scarpata in pietra naturale saranno in gran parte preservati e che saranno contestualmente realizzate tre nuove pietraie di 15 m2 ciascuna su un fondo contiguo, destinate ad un rifugio supplementare per i rettili. Il ricorrente non si confronta con i considerandi del giudizio impugnato e non fa quindi valere una violazione del diritto federale conformemente alle esposte esigenze di motivazione dell'art. 42 cpv. 2 LTF. Egli non sostiene in particolare, né rende minimamente verosimile, che la misura di sostituzione adottata sarebbe insufficiente per garantire la protezione dei rettili. Il gravame è inoltre infondato laddove il ricorrente sostiene genericamente che la Corte cantonale avrebbe dovuto rilevare la necessità di eseguire una perizia della commissione ai sensi dell'art. 7 cpv. 2 LPN. Egli si fonda infatti a torto sul presupposto che l'intervento costituirebbe un'ingerenza grave nella zona oggetto di protezione (cfr. DTF 138 II 281 consid. 4.3).