Citation: 2C_848/2014 E. 7.6

7.6. Come risulta dall'inserto di causa la sentenza penale del 6 giugno 2012 è stata intimata alla Sezione della popolazione il 16 agosto 2012, con l'indicazione "annuncio d'appello". Interpellata il 23 agosto e il 5 ottobre 2012 la competente autorità giudiziaria ha comunicato che detto giudizio non era ancora cresciuto in giudicato ed è unicamente nel novembre 2012 che l'autorità di prime cure in materia di diritto degli stranieri è stata avvisata dello stralcio dell'appello. E il 5 dicembre 2012 è stata avviata la procedura ora oggetto di disamina, nell'ambito della quale è stata data al ricorrente la facoltà di determinarsi, ciò che ha fatto il 20 dicembre 2012. Non si può pertanto rimproverare alle competenti autorità cantonali in materia una qualsiasi lungaggine ed è a ragione che le stesse hanno aspettato, prima di procedere alla revoca dell'autorizzazione di soggiorno, che la pronuncia penale crescesse in giudicato. Nel caso contrario infatti esse sarebbero incorse in una manifesta violazione dei diritti di parte dell'interessato (diritto di essere sentito, presunzione d'innocenza, principio in dubio pro reo). Ed è sempre a ragione che prima di emanare il provvedimento litigioso, sia stata data a costui - sempre al fine di rispettare i suoi diritti - l'opportunità di fare valere i propri argomenti. In queste condizioni, tenuto conto che la sentenza penale è stata emanata il 6 giugno 2012 e intimata alle parti e alle autorità interessate il 17 agosto 2012, che è passata in giudicato nel novembre 2012, che il diritto di esprimersi è stato accordato il 5 dicembre 2012 ed esercitato il 20 dicembre successivo e che la revoca è stata pronunciata il 14 gennaio 2013, ne discende che i termini entro i quali l'autorità di prime cure ha agito appaiono alquanto brevi e del tutto usuali. Niente permette quindi su questi punti di condividere l'opinione del ricorrente.