Citation: 4C.408/2004 18.03.2005 E. 4

Come preannunciato, l'attrice censura in primo luogo la violazione dell'art. 8 CC, che regola, per tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale, la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di ogni prova (DTF 130 III 321 consid. 3.1 pag. 323). L'art. 8 CC stabilisce che chi vuole dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve fornirne la prova. Secondo l'attrice, in applicazione di questa norma i giudici cantonali avrebbero dovuto ammettere le richieste di pagamento della convenuta solamente se questa avesse dimostrato di aver consegnato tutta la merce e di aver effettuato tutti i lavori menzionati nelle fatture, ciò che in concreto non è avvenuto. I giudici hanno invece ribaltato l'onere probatorio, mettendolo a carico dell'attrice, alla quale hanno imposto di dimostrare la mancata consegna dei mobili e la mancata esecuzione delle prestazioni di montaggio. Si tratta di una critica manifestamente priva di fondamento. 4.1 Innanzitutto non è vero che la Corte cantonale avrebbe rovesciato l'onere probatorio, violando così il principio sancito dall'art. 8 CC. Al contrario, in ingresso al proprio giudizio essa ha esplicitamente ricordato che il cambiamento di ruolo delle parti nell'azione di disconoscimento di debito non esonera il creditore - in casu la convenuta - dall'onere di provare il proprio credito (sull'azione di disconoscimento cfr. DTF 130 III 289 consid. 5.3.1 pag. 292). 4.2 L'autorità cantonale infrange la regola generale in materia di prove sancita dall'art. 8 CC, ad esempio, quando considera giusta l'allegazione di una parte nonostante le contestazioni della controparte e l'assenza di ogni prova (DTF 114 II 289 consid. 2a). Questa eventualità, contrariamente a quanto lasciato intendere nel gravame, non è realizzata nel caso in rassegna. 4.2.1 Innanzitutto la Corte cantonale ha reputato insufficienti le contestazioni generiche formulate (per la prima volta) in sede processuale, evidenziando in particolare come, nonostante avesse a disposizione le liste di spedizione, l'attrice non abbia mai indicato quali fossero gli oggetti mancanti. Gli argomenti che l'attrice propone a questo riguardo non possono essere esaminati nel quadro del presente rimedio. La questione di sapere se le contestazioni formulate dall'attrice in causa fossero motivate in maniera sufficiente oppure no - come ritenuto dalla Corte cantonale - attiene infatti al diritto processuale ticinese, che non può essere rivisto nella giurisdizione per riforma (cfr. art. 55 cpv. 1 lett. c OG). 4.2.2 In secondo luogo, la Corte ticinese non ha ammesso le pretese della convenuta a causa della motivazione insufficiente delle contestazioni dell'attrice. Il suo giudizio si basa sull'apprezzamento delle prove. Sulla scorta delle prove agli atti i giudici ticinesi hanno infatti concluso che la convenuta ha dimostrato di aver spedito la merce e che tale merce è stata ricevuta dall'attrice, la quale non risulta aver mai sollevato obiezioni circa l'adempimento dei contratti prima dell'attuale vertenza giudiziaria. L'apprezzamento probatorio che ha condotto la Corte ticinese ad ammettere il credito della convenuta non può essere riesaminato in questa sede (cfr. quanto già esposto al consid. 3). Nulla muta il richiamo all'art. 8 CC. Contrariamente a quanto sembra ritenere l'attrice, questa norma non prescrive infatti al giudice quali prove assumere né come valutare le risultanze dell'istruttoria (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii).