Citation: 4A_10/2009 08.07.2009 E. 7

I motivi che permettono d'impugnare il lodo arbitrale sono elencati esaustivamente dall'art. 190 cpv. 2 LDIP (DTF 134 III 186 consid. 5), ovvero: a. l'arbitro unico è stato nominato irregolarmente o il tribunale arbitrale è stato costituito irregolarmente; b. il tribunale arbitrale si è dichiarato, a torto, competente o incompetente; c. il tribunale arbitrale ha deciso punti litigiosi che non gli erano stati sottoposti o ha omesso di giudicare determinate conclusioni; d. è stato violato il principio della parità di trattamento delle parti o il loro diritto di essere sentite; e. il lodo è incompatibile con l'ordine pubblico. 7.1 Giusta l'art. 77 cpv. 3 LTF il Tribunale federale esamina soltanto le censure che sono state sollevate e motivate nel ricorso. Le esigenze di motivazione poste da questa norma corrispondono a quelle prescritte dall'art. 106 cpv. 2 LTF per la violazione di diritti fondamentali e di disposizioni del diritto cantonale e, pertanto, a quelle del precedente ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 133 III 638 consid. 2); la LTF non ha dunque apportato alcuna modifica a questo riguardo (DTF 134 III 186 consid. 5). Ne discende che l'allegato ricorsuale deve indicare chiaramente le norme di diritto che si pretendono violate, precisando altresì in che consista tale violazione (DTF 134 II 244 consid. 2.2; 133 III 393 consid. 6). 7.2 Lo scritto sottoposto al vaglio del Tribunale federale disattende completamente i requisiti di motivazione appena esposti, dei quali il ricorrente non sembra invero nemmeno consapevole, visto che non fa il benché minimo accenno né alla LDIP né alla LTF. Egli esprime genericamente la volontà di "proporre appello avverso una sentenza che nei motivi appare illegittima, illogica e contraddittoria". In primo luogo perché il ricorso di controparte non è stato dichiarato tardivo nonostante sia stato presentato ben oltre il termine fissato dall'art. 4.9 del Regolamento anti-doping del CISM, che prevede la possibilità di appellare entro 21 giorni dalla decisione. Visto il tenore chiaro di questa normativa non è infatti possibile, secondo il ricorrente, far decorrere questo termine dal giorno in cui la decisione è stata comunicata alla parte ricorrente, come deciso dagli arbitri; una simile soluzione lascerebbe inoltre lo spiraglio aperto a termini diversi, creando così un'intollerabile insicurezza giuridica. In secondo luogo perché la sanzione pronunciata nei suoi confronti sarebbe "pesantissima, con motivazioni contrastanti e illogiche". Così come formulati questi argomenti non soddisfano manifestamente le esigenze di motivazione esposte al consid. 7.1 e il ricorso non può che essere dichiarato inammissibile.