Citation: 2A.245/2002 25.10.2002 E. 5

Considerato dunque che, alla luce di quanto sopra esposto, non sussistono motivi per scostarsi dalla prassi sin qui seguita dal Tribunale federale per quanto attiene all'applicazione dell'art. 7 LDDS, si deve dire che nel caso di specie la comunione domestica dei coniugi A.________ è stata alquanto breve ed ha avuto una durata inferiore ad un anno e mezzo: in effetti, secondo quanto accertato dalla precedente istanza di giudizio, già alla fine del 1999 essi abitavano in due appartamenti diversi. Come esposto in narrativa, tra il 18 febbraio e l'11 aprile 2000 il Pretore del Distretto di Lugano ha quindi formalmente autorizzato la ricorrente e suo marito a vivere separati sulla base degli art. 175 e 176 CC, attribuendo alla prima l'uso dell'abitazione coniugale. Dopo questi fatti i coniugi A.________ hanno preso ad organizzare la loro esistenza in modo autonomo senza mai accennare ad una possibile riappacificazione. Anzi, in concomitanza con l'avvio della citata procedura di separazione i loro rapporti sono divenuti ancora più tesi tant'è vero che in quel periodo B.A.________ si è rivolto alla Polizia ticinese per denunciare il fatto che sua moglie lo aveva sposato unicamente per poter ottenere un permesso di dimora annuale in Svizzera e che per fare questo ella gli aveva addirittura versato un compenso di fr. 10'000.--. Tali affermazioni sono poi state successivamente ribadite in altre occasioni dallo stesso B.A.________. Malgrado ciò, l'autorità amministrativa ticinese ha ugualmente provveduto a due riprese a rinnovare il permesso di dimora della ricorrente. Tra i coniugi A.________ non vi è però stata nessuna ripresa della vita in comune, né tanto meno risulta dagli atti che essi abbiano riallacciato durante questo lasso di tempo le loro relazioni coniugali. In simili circostanze il matrimonio tra B.A.________ e A.A.________ risulta ormai da tempo completamente svuotato di ogni contenuto e le possibilità di una ripresa dell'unione coniugale tra i due coniugi appaiono oggettivamente inconsistenti. Certo, dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo la ricorrente ha affermato di essersi riconciliata pendente causa con il marito il quale vivrebbe attualmente nell'appartamento da lei locato a Viganello: a sostegno di tale circostanza ha prodotto una dichiarazione giurata dei coniugi. Inoltre il 15 marzo 2002 B.A.________ ha inviato alla Corte cantonale uno scritto nel quale egli afferma di avere ripreso a convivere con la moglie e ritratta tutte le accuse rivolte in passato a quest'ultima. È però altresì vero che i modi e i tempi con cui questa asserita e improvvisa riconciliazione ha avuto luogo appaiono alquanto sospetti. Per questo motivo dev'essere condivisa la valutazione operata dal Tribunale amministrativo, secondo cui l'atteggiamento assunto nell'occasione dai coniugi A.________ è stato dettato non tanto dall'autentica volontà di ricomporre la loro unione coniugale, quanto piuttosto dai bisogni di causa della moglie. Visto tutto quanto precede, è dunque senza incorrere nella violazione del diritto federale che la Corte cantonale è pervenuta alla conclusione che la ricorrente abusa dei diritti che le derivano dall'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, allorquando si richiama ad un matrimonio ormai esistente soltanto sulla carta, al solo scopo di poter continuare a fruire dell'autorizzazione di soggiornare in Svizzera.