Citation: I 282/01 04.10.2001 E. 2

2.- a) La pronunzia con la quale i primi giudici hanno stabilito che l'invalidità sarebbe insorta il 21 agosto 1996 appare fondata e trova convincente riscontro negli atti. Emerge infatti chiaramente dall'inserto di causa che l'invocata incapacità di guadagno è da ricondurre all'infarto miocardico acuto del 21 agosto 1995, che ha obbligato il ricorrente a cessare l'attività di muratore svolta fino a quel giorno determinando un'incapacità lavorativa completa nella pregressa attività e una inabilità - del 70% fino all'8 dicembre 1995 e del 30% in seguito - in occupazioni leggere compatibili con lo stato di salute. Le affezioni dell'insorgente configurando pacificamente uno stato patologico labile, ossia suscettibile di evolvere, e l'insorgere del diritto all'eventuale rendita dovendosi pertanto determinare secondo i criteri di cui all'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, se ne conclude che il momento decisivo per l'inizio di un eventuale diritto a una rendita, conformemente a quanto ritenuto dai primi giudici, deve essere fatto risalire a un anno dopo l'inizio dell'incapacità lavorativa senza notevoli interruzioni. b) Deve inoltre essere condiviso il raffronto dei redditi effettuato dai primi giudici per determinare il grado d'invalidità. Essi hanno operato, conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc), una riduzione del 20% del salario statistico di riferimento in attività leggere per tenere adeguatamente conto delle particolarità del caso (in particolare dell'età del ricorrente e dell'attività pesante svolta fino all'intervenuto danno alla salute) e delle conseguenti difficoltà a mettere a frutto la residua capacità lavorativa, nonché a raggiungere il livello medio dei salari anche in questo ambito. Correttamente quindi il grado d'invalidità è stato stabilito nella misura del 51-52%, tale da conferire, di principio, il diritto a una mezza rendita, a condizione che pure gli ulteriori requisiti, segnatamente la qualità di assicurato al momento determinante dell'insorgenza dell'invalidità, risultino adempiuti. c) Risulta dagli atti che il ricorrente tra il 1° gennaio 1990 e il 31 ottobre 1996 ha versato contributi nelle assicurazioni sociali italiane per complessive 254 settimane tra periodi di assicurazione (227 settimane) e periodi equivalenti (27 settimane). Per meglio chiarire questa indicazione di carattere generale contenuta nell'attestato concernente la carriera assicurativa in Italia, l'UAI ha chiesto all'INPS ragguagli più precisi in relazione al versamento di contributi nel corso del 1996. Dall'estratto del conto assicurativo 29 settembre 1999, che l'ente previdenziale italiano ha trasmesso all'amministrazione elvetica, sono emersi per l'anno in questione versamenti per 8 settimane fino al 29 febbraio 1996, data della cessazione del rapporto di lavoro, e contributi per 13 settimane fino al 12 giugno 1996 durante il periodo di disoccupazione. Ne consegue che al momento dell'insorgenza dell'invalidità, il 21 agosto 1996, il ricorrente non risultava più essere assicurato nelle patrie assicurazioni. A sua volta, il diritto alla pensione d'invalidità italiana, secondo la normativa di quel Paese, avendo preso inizio solo a partire dal 1° novembre 1996, è venuta a crearsi una lacuna assicurativa da metà giugno a fine ottobre 1996, che osta all'effettiva erogazione della mezza rendita.