Citation: 5C.241/2003 23.02.2004 E. 4

4.1 L'approccio manifestamente ed inammissibilmente appellatorio del gravame, con il quale vuole invero essere rimesso in discussione l'apprezzamento delle prove effettuato dall'ultima istanza cantonale, si appalesa ancor più chiaramente a partire dal punto 6 del ricorso (pag. 6 ss.). Lo dice la convenuta medesima: "In buona sostanza comunque, gli atti istruttori agli atti non hanno assolutamente provato che, con alto grado di verosimiglianza tale da escludere ogni dubbio in proposito, la signora A.A.________, in data 19 marzo 1995 ed in particolare al momento del suicidio, fosse totalmente incapace di discernimento" (loc. cit.). Inammissibile ed inconferente è, allora, la (ri)discussione dei pareri del dott. E.________, del dott. F.________, dei figli della assicurata, così come, più in generale, la proposta rilettura delle tavole processuali, volta a relativizzare la portata di questa ed a enfatizzare la portata di tal'altra prova, infine l'esame critico della perizia del dott. G.________. 4.2 La convenuta non dice se, lamentando la mancata considerazione di alcune prove, intenda avvalersi della censura dell'omessa considerazione di fatti pertinenti, regolarmente allegati e provati (supra, consid. 2.1 in fine). Se così fosse, la censura sarebbe irricevibile per carenza di motivazione. Inoltre, e abbondanzialmente, va ricordato che una tale censura può essere fondata unicamente su fatti provati, e non può essere abusivamente impiegata per ridiscutere, in termini divergenti da quanto fatto dall'ultima istanza cantonale, la portata di singoli mezzi di prova. Nel caso di specie la convenuta, a ben guardare, non si appella a fatti regolarmente provati, ma cerca invece, ridiscutendo la valutazione delle prove effettuata dall'ultima istanza cantonale, di distillarne fatti a sostegno della propria tesi. Detto altrimenti: tutti i fattori di giudizio che essa adduce a sostegno della pretesa almeno parziale capacità di discernimento dell'assicurata non sono fatti provati, bensì indizi valutati dalla Corte cantonale difformemente da quanto preconizzato dalla convenuta.