Citation: 5A_98/2022 E. 3.3

3.3. Va rilevato che lo svolgimento della procedura dinnanzi al Pretore presta il fianco a qualche critica, giacché da un lato il decreto supercautelare contiene una motivazione davvero criptica e non indica nemmeno le norme di procedura applicabili (segnatamente l'art. 265 cpv. 2 CPC; v. DTF 134 I 83 consid. 4.2) che avrebbero permesso alla parte non patrocinata di comprendere inequivocabilmente che, nonostante il respingimento della misura supercautelare, prendeva avvio la fase inter partes dove le veniva accordato ex post il diritto di essere sentita e, d'altro lato, il decreto cautelare successivo portava una denominazione ed un'indicazione dei rimedi entrambe imprecise, quest'ultima in particolare riportando tutte le possibili vie di ricorso invece che, come richiederebbe l'art. 238 CPC, il rimedio effettivamente offerto alle parti ed il termine effettivamente applicabile in concreto (v. DENIS TAPPY, in Commentaire romand, Code de procédure civile, 2a ed. 2019, n. 11 ad art. 238 CPC). Sennonché, il giornalista ha ciò nonostante presentato tempestivo appello (non potendosi quindi trincerare dietro un'eventuale mancanza di esperienza, che in effetti del resto non invoca), ma in quella sede ha omesso di sollevare qualsivoglia censura formale rispetto all'operato del Pretore nella fase ex parte, perdendo così il diritto di farlo dinnanzi al Tribunale federale (v. supra consid. 2.3), ed ora adduce invece argomentazioni prevalentemente appellatorie, talvolta non pertinenti, ma non spiega in maniera chiara quali aspetti dell'art. 29 Cost. sarebbero stati violati dai Giudici cantonali e per quali ragioni. Per di più, nemmeno si confronta in maniera sufficientemente diretta e puntuale (v. art. 106 cpv. 2 LTF) con il principale rimprovero formulatogli dalla sentenza impugnata, ovvero quello di aver contestato per la prima volta solo in appello gli argomenti sollevati dall'istante. In definitiva, dinnanzi al Tribunale federale il ricorrente si appiglia ad aspetti che avrebbero dovuto essere invocati davanti alla precedente istanza senza d'altra parte nemmeno confrontarsi con (e riuscire a confutarla) ciascuna delle diverse motivazioni che hanno determinato l'esito della sentenza impugnata. Quanto precede è di per sé sufficiente per dichiarare il presente ricorso irricevibile, poiché ove anche una sola delle motivazioni regga all'esame da parte del Tribunale federale, l'interesse degno di protezione a ricorrere viene a mancare (v. DTF 142 III 364 consid. 2.4).