Citation: U 159/00 07.11.2003 E. 3.2

3.2.1 Per stabilire le eventuali ripercussioni economiche della rescissione del rapporto di lavoro con la ditta X.________ SA avvenuta alla fine di gennaio del 1997, l'istanza cantonale ha fatto capo ad un paragone dei redditi, come prescritto dal già citato art. 18 cpv. 2 LAINF. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, il primo giudice, prevalendosi della giurisprudenza cantonale sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, ha ritenuto l'importo di fr. 24'500.-, corrispondente per gli anni 1994-1999 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da manodopera femminile non qualificata (fr. 35'000.-, validi per la manodopera maschile, ridotti del 30%), costretta, per ragioni di salute, a riciclarsi in attività leggere di tipo ausiliario. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria si riferisce, è stata oggetto di una sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg. 3.2.2 In tale sentenza, la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri, questi, che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato al riguardo che una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permette di tenere conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Tale deduzione non è tuttavia automatica, ma deve essere valutata di caso in caso. È in ogni modo compito dell'amministrazione e, nell'eventualità di ricorso, del giudice del merito motivare l'entità della deduzione, fermo restando che quest'ultimo non può scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione senza fondati motivi (DTF 126 V 80 consid. 5 b/dd e 6). Questi principi sono stati di recente confermati dal Tribunale federale delle assicurazioni in una sentenza del 28 agosto 2003 in re C. consid. 4.2.1 e 4.2.3, non ancora pubblicata nella raccolta ufficiale, di cui si è detto ai fatti D (U 35/00, U 47/00). 3.2.3 Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito da invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da lavoratrici e lavoratori poco o non qualificati in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa più le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata (nello stesso senso: sentenza del 30 giugno 2000 in re B. consid. 5, più volte riconfermata in seguito, I 411/98). Le considerazioni espresse dal giudice di prime cure in merito alla retribuzione conseguibile dall'assicurata nell'esercizio, a tempo pieno, di lavori leggeri confacenti si rivelano pertanto insostenibili. 3.2.4 Nel proprio gravame, l'amministrazione ricorrente, in applicazione dei dati statistici pubblicati nell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari del 1994 edita dall'Ufficio federale di statistica, valuta in fr. 41'796.- il reddito annuo ancora esigibile dall'assicurata. Pur riducendo tale importo del 15%, misura, questa, più che adeguata alle concrete circostanze, si giungerebbe, secondo l'INSAI, ad un guadagno in ogni modo superiore a quello considerato dal Tribunale cantonale. Il Tribunale federale delle assicurazioni aderisce al metodo di valutazione dell'invalidità proposto dall'assicuratore infortuni. La legittimità del medesimo, già riconosciuta in precedenti pronunzie (DTF 126 V 76 consid. 3b con riferimenti; RAMI 1999 no. U 343 pag. 412), è stata nuovamente ammessa da questa Corte nella succitata recente sentenza di principio del 28 agosto 2003, nella quale il sistema è contrapposto all'altro metodo di valutazione dell'invalidità praticato dall'INSAI in caso di mancanza di dati economici concreti, cioè a quello fondato sulla documentazione dell'Istituto relativa ai posti di lavoro (consid. 4.2.1 e segg.). Né, per quel che concerne la misura della riduzione da apportare al salario statistico, vi è motivo di scostarsi dalla soluzione suggerita dall'Istituto ricorrente. Il tasso del 15% tiene conto in modo adeguato delle specifiche circostanze del caso concreto. L'opinione dell'INSAI non può per contro essere condivisa nella misura in cui si basa, nel determinare il reddito ipotetico ancora realizzabile dall'assicurata, sui dati statistici riferiti al 1994. Secondo la giurisprudenza più recente del Tribunale federale delle assicurazioni (DTF 128 V 174), per il raffronto dei redditi ipotetici di cui all'art. 18 cpv. 2 LAINF fa stato il momento dell'inizio dell'eventuale diritto alla rendita. Orbene, giusta l'art. 19 cpv. 1 LAINF, il diritto alla rendita nasce qualora dalla continuazione della cura medica non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato e siano conclusi eventuali provvedimenti d'integrazione dell'assicurazione invalidità. Determinanti risultano pertanto, in concreto, vista la chiusura del caso e la sospensione delle prestazioni a partire dal 13 luglio 1998, i dati economici riferiti a quest'ultimo anno. 3.2.5 Secondo i dati statistici sulla struttura dei salari editi dal competente Ufficio federale, la retribuzione annua media delle lavoratrici attive in occupazioni semplici e ripetitive nel settore privato ammontava nel 1998 a fr. 44'057.- (fr. 3505.- : 40 x 41.9 x 12; v. pure sentenza del 28 maggio 2003 in re M. consid. 2.2, I 488/01). Applicando a tale importo la riduzione percentuale del 15%, conformemente a quanto esposto al considerando precedente, si giunge, in concreto, ad un reddito ipotetico da invalido pari a fr. 37'448.-. 3.3 Nel giudizio impugnato l'istanza cantonale ha stabilito il reddito ipotetico dell'assicurata conseguibile senza invalidità in fr. 34'015.- annui, somma, questa, non messa in forse dall'opponente. L'Istituto ricorrente contesta tale importo, fissandolo in fr. 29'828.41. Nell'una e nell'altra ipotesi la somma è comunque inferiore alla retribuzione ipotetica di fr. 37'448.- realizzabile dall'opponente da invalida. Ciò che osta al riconoscimento di una rendita d'invalidità. La circostanza che i valori indicati dal Tribunale cantonale e dall'INSAI si riferiscono non già al 1998, bensì al 1999, è priva di rilevanza, dal momento che gli importi validi per il 1999 certamente non erano inferiori a quelli determinanti per l'anno precedente. Si noti inoltre che anche una riduzione del 20% - invece che del solo 15% - del presunto salario d'invalido, in considerazione, soprattutto, della non più giovane età dell'assicurata, non porterebbe a diversa soluzione (fr. 44'057.- x 0,8 = fr. 35'245.-, da contrapporre a fr. 34'015.-, rispettivamente a fr. 29'828.-). 3.4 Dato quanto precede, il provvedimento su opposizione impugnato che nega all'assicurata il diritto a una rendita d'invalidità merita di essere ristabilito.