Citation: 1C_486/2017 E. 2.7

2.7. Il rilievo del ricorrente, secondo cui il suo autoveicolo (Porsche Cayenne) è dotato di un sistema elettronico di controllo dell'angolo morto, non è decisivo. La Corte cantonale ha infatti ritenuto, a ragione, che durante una corsa di controllo l'interessato deve dimostrare di saper guidare con tutti i veicoli della categoria d'esame e non solo con uno specifico modello dotato di determinati sensori. Neppure il fatto che determinati punti di valutazione sono stati lasciati in bianco, e quindi giudicati positivamente dall'esperto, e che quest'ultimo, visto che la vettura privata non disponeva dei doppi comandi, non abbia sospeso la corsa, militano in favore di un esito positivo della stessa. Il ricorrente del resto non contesta la tesi dei giudici cantonali secondo cui spetta all'esperto decidere se portare a termine o no la corsa. L'assunto per il quale la violazione di un divieto di circolazione non significherebbe ch'egli non conosca le norme della circolazione o che non avrebbe commesso una negligenza tale da ritenere ch'egli rappresenti un pericolo per gli altri utenti della strada, appare inoltre poco serio. Le critiche ricorsuali, appellatorie, non reggono (sentenza 1C_225/2009 del 4 novembre 2009 consid. 2, non pubblicato in DTF 136 II 61). Con riferimento alla mancata osservazione dell'angolo morto, alle traiettorie e agli spostamenti da lui non eseguiti correttamente, il ricorrente si limita a rilevare che l'esperto non gli avrebbe segnalato subito ma neppure al termine della corsa queste manchevolezze. Questi rilievi, comunque non decisivi, contrastano con quanto contenuto nella nota del 21 novembre 2016, dalla quale non vi è motivo di scostarsi. L'accenno al fatto che nel caso di specie durante la corsa di controllo non sarebbe stata messa concretamente in pericolo l'incolumità di terzi non è manifestamente decisivo.