Citation: 2C_18/2023 E. 2.2.3

2.2.3. In considerazione dell'art. 25 LGDA/GR, spiegazioni più specifiche in merito alla legittimazione a ricorrere, con un interesse pratico e attuale, sarebbero state necessarie pure in relazione alla richiesta di risarcimento danni, che le insorgenti presentano per il caso in cui la A.________ SA non risultasse (più) proprietaria degli impianti elencati (precedente consid. D; domanda principale, p.to 1.2.2). Come visto, l'art. 25 LGDA/GR prevede infatti la possibilità di richiedere dei risarcimenti, ma non la riconosce in via generale, bensì in un contesto ben preciso (ovvero, per parti di impianto gravate da riversione già iscritte nell'apposito inventario e che sono state alienate senza l'approvazione dei Comuni concedenti e del Cantone, causando un danno effettivo). Di nuovo, spettava quindi agli insorgenti spiegare perché la loro richiesta fosse ammissibile (DTF 133 II 353 consid. 1), ciò che però non viene fatto. Al contrario. Almeno a tratti, anche i ricorrenti riconoscono in effetti che un danno non si è ancora prodotto e che se vi sarà, dovrà essere esaminato a quel momento, proprio tenendo conto di quanto indicato dall'art. 25 LGDA/GR (al riguardo, cfr. l'allegato di replica, pag. 20 n. 41 in cui si legge "se quindi la A.________ SA, alla scadenza delle concessioni, non dovesse essere in grado di disporre della proprietà assoluta in merito agli impianti citati nel petito 1... sussisterebbe una violazione contrattuale dovuta all'impossibilità soggettiva della prestazione, per cui la A.________ SA sarebbe tenuta al risarcimento del danno secondo l'art. 25 cpv. 3 LGDA e art. 97 CO"). D'altra parte, l'inammissibilità della conclusione volta al risarcimento di un danno è data anche per una seconda ragione, cioè per il fatto che la richiesta di risarcimento non è quantificata. In effetti, contrariamente a quanto necessario nel caso della domanda di condanna al pagamento di un importo in denaro - e forse proprio perché il danno non è ancora attuale -, gli enti pubblici ricorrenti non cifrano la loro domanda di risarcimento e una quantificazione della stessa non risulta nemmeno da una lettura del resto del ricorso (DTF 143 III 111 consid. 1.2; sentenza 8D_4/2023 del 19 marzo 2024 consid. 1.3). In assenza della prova della legittimazione a ricorrere e, in parallelo, perché la domanda non è quantificata/cifrata, anche la conclusione volta al riconoscimento di un risarcimento danni (precedente consid. D; domanda principale, p.to 1.2.2) è pertanto inammissibile.