Citation: 1P.601/2004 02.12.2005 E. 5

5.1 La ricorrente ravvisa infine nella mancata attribuzione delle sue particelle, segnatamente sempre della part. n. 127, alla zona edificabile una disparità di trattamento rispetto ai proprietari dei fondi vicini, inseriti nel comparto industriale. 5.2 Il principio dell'uguaglianza dinanzi alla legge (DTF 131 I 1 consid. 4.2; 130 I 65 consid. 3.6 e rinvii) ha una portata necessariamente limitata nell'ambito di provvedimenti pianificatori. Poiché occorre formare zone, è necessario poterle delimitare: non è quindi insostenibile trattare differentemente dal profilo pianificatorio ed edilizio anche terreni analoghi per conformità e posizione (DTF 121 I 245 consid. 6e/bb; 117 Ia 302 consid. 4b; 116 Ia 193 consid. 3b). L'invocato principio si identifica in sostanza con il divieto dell'arbitrio: per non essere definita arbitraria la delimitazione delle zone deve fondarsi su criteri pianificatori oggettivi e ragionevoli (DTF 117 Ia 434 consid. 3e; 115 Ia 384 consid. 5b). 5.3 Anche su questo punto l'ammissibilità del ricorso appare dubbia dal profilo dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, perché la ricorrente si limita a criticare solo genericamente il provvedimento pianificatorio, accennando all'interesse regionale della zona industriale di Stabio e negando l'esistenza di valori naturalistici e paesaggistici da tutelare. In ogni caso, il TPT ha diffusamente esposto le ragioni alla base della pianificazione litigiosa, rilevando in particolare che la superficie complessiva dei fondi non colpita dal progetto stradale forma comunque un vasto comprensorio prativo inedificato adiacente al fiume Laveggio, contornato da una fascia boschiva. Ha inoltre accertato che il comparto risulta sostanzialmente privo di urbanizzazione, siccome servito solo da una strada sterrata a confine con i tre fondi, e posto fuori dalle principali vie di comunicazione a sud della prevista strada A394. Esso si apre su un ampio territorio agricolo e boschivo confinante con un analogo comprensorio del Comune di Genestrerio. Non risulta al proposito, né è seriamente prospettato dalla ricorrente, che gli accertamenti contenuti nel giudizio impugnato siano in chiaro contrasto con gli atti o manifestamente insostenibili e nemmeno che la mancata attribuzione alla zona industriale delle particelle della ricorrente sia stata confermata dai giudici cantonali abusando del loro potere d'apprezzamento. La circostanza che fondi vicini siano attribuiti alla zona industriale, anche se di rilevanza regionale, non impone di per sé di inserirvi anche le particelle litigiose, ove si consideri che la zona industriale risulta sufficientemente capiente ed estesa e che le particelle della ricorrente si trovano in un'ubicazione diversa, a sud del prospettato collegamento viario che funge da delimitazione sotto il profilo territoriale.