Citation: 6P.18/2000 28.09.2000 E. 4

4.- a) Secondo costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito comprende, tra l'altro, il diritto dell' interessato di esprimersi prima che una decisione sia presa a suo scapito, quello di poter fornire prove concernenti circostanze atte ad influenzare la decisione, quello di avere accesso agli atti, di partecipare all'assunzione delle prove e di determinarsi sulle stesse (sentenza del Tribunale federale del 22 dicembre 1998, nella causa X. contro Cantone Ticino, pubblicata in RDTA 1999 I 57 202 consid. 4; DTF 124 I 49 consid. 3a, 124 II 132 consid. 2b, 123 I 63 consid. 2a e la giurisprudenza citata). Tale diritto spetta ai terzi non solo nell'ambito di una procedura di sequestro (DTF 120 IV 164 consid. 1, 119 Ib 17 consid. 4, 118 Ia 19 consid. 1c, 117 Ia 268 consid. 4b) ma anche nell'ambito di una procedura di confisca; esso è destinato a consentire loro, conformemente alle prerogative procedurali garantite dalla Costituzione, di tutelare i propri diritti, sempreché gli interessati siano direttamente colpiti dall'esecuzione di tali provvedimenti e che la loro identità sia nota (DTF 121 IV 365 consid. 7c e rinvii; Piquerez, Procédure pénale suisse, Traité théorique et pratique, Zurigo 2000, pag. 178, n° 770; Michele Albertini, Der Verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates: eine Untersuchung über Sinn und Gehalt der Garantie unter besonderer Berücksichtigung der bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Tesi, Berna, 1999, pagg. 156, 210-211; Schmid, op. cit. , ad art. 58, n° 87; Trechsel, op. cit. , ad art. 59, n° 24). b) Nella fattispecie, la massa, terza colpita da sequestro e confisca, non è mai stata sentita. Risulta dagli atti che l'UEF, suo rappresentante, è stato solo informato dal Giudice istruttore di Coira dell'avvenuto sequestro del conto litigioso. Ciò non era sufficiente per garantire in modo adeguato il diritto di essere sentito nella susseguente procedura di confisca. Nel suo scritto del 6 settembre 1996, il Giudice istruttore di Coira precisava difatti chiaramente che solo il Tribunale competente avrebbe deciso in modo definitivo la destinazione - confisca o attribuzione alla massa - degli averi sequestrati. L'Ufficio poteva quindi in perfetta buona fede aspettarsi di essere avvisato del momento in cui il giudice di merito si sarebbe pronunciato sulla sorte dei beni sequestrati. Incombeva al Tribunale cantonale, che in tali condizioni non poteva ignorare ne l'identità ne le pretese dell'UEF quale rappresentante della massa, di avvertirlo che gli averi litigiosi sarebbero stati confiscati prossimamente, di permettergli di presentare le sue osservazioni al riguardo e di partecipare così alla procedura penale per fare valere, a spese minori, le sue pretese civili. Già per questo motivo, i gravami di diritto pubblico devono essere accolti e le decisioni impugnate annullate nella misura in cui viene ordinata ed eseguita la confisca dei beni a nome della ditta Y.________ SA in fallimento per un ammontare di USD 56'732.-- depositati sul conto n° XXX presso la Banca del Gottardo di Bellinzona.