Citation: 2P.333/2001 02.07.2002 E. 5

5.1 Le ricorrenti adducono una disparità di trattamento tra comuni. Affermano che mal si comprende in quale misura il divieto d'esercizio imposto ad esempio nei dintorni di chiese, scuole o ospedali possa divergere da un comune ad un altro, atteso che il concetto di pubblica morale debba essere il medesimo per tutto il Cantone. Sennonché le ricorrenti non dimostrano, portando degli esempi concreti, che situazioni identiche sarebbero state trattate in modo diverso, rispettivamente che situazioni diverse avrebbero beneficiato di un trattamento simile (sul principio della parità di trattamento, cfr. DTF 122 I 18 consid. 2b/cc; 121 I 102 consid. 4a, 129 consid. 3d; 121 II 198 consid. 4a e rispettivi rinvii). La censura è quindi inammissibile. Ma quand'anche essa fosse ricevibile, la stessa andrebbe respinta. In effetti, non tutti i Comuni sono confrontati allo stesso modo a questo fenomeno. Ognuno di loro terrà conto delle proprie particolarità, ossia della configurazione territoriale, della natura degli insediamenti e delle proprie esigenze specifiche, aspetti che divergono da Comune a Comune. Già per tal motivo la censura dev'essere respinta. 5.2 Le ricorrenti asseriscono che il divieto instaurato dall'art. 3 della legge sulla prostituzione violerebbe il principio della parità di trattamento applicato "oltre le frontiere cantonali" perché in altri Cantoni la prostituzione è esercitata anche nei quartieri residenziali senza che si consideri che essa turbi l'ordine pubblico. La critica è inconferente. Come ben rilevato dal Consiglio di Stato, i Cantoni sono liberi di emanare, o di non emanare, prescrizioni di polizia sul luogo, il tempo e le modalità di esercizio della prostituzione e sulle molestie che ne possono derivare, nei limiti eventualmente fissati dal diritto federale. Se i Cantoni promulgano norme sull'esercizio della prostituzione, essi sono però tenuti a comminare una pena contravvenzionale, cioè la multa o l'arresto, e questa sanzione prevista dall'art. 199 CPS dev'essere ripresa dalle disposizioni cantonali (cfr. Messaggio federale già citato in: FF 1985 II 987).