Citation: 1P.213/1999 30.03.2000 E. 4.-

La ricorrente invoca pure una lesione dell' art. 22ter vCost. (corrispondente all'art. 26 Cost.); in effetti, dal 1990 non avrebbe minimamente modificato l'uti- lizzazione dell'immobile beneficiando pertanto della prote- zione dei diritti acquisiti. Essa sostiene che nessuna base legale e nessun interesse pubblico preminente e rispettoso del principio della proporzionalità consentirebbero la soppressione del diritto acquisito a mantenere l'immobile nello stato attuale e a proseguire come operato sino ad oggi. La giurisprudenza ha dedotto dal principio della garanzia della proprietà e dal principio della non retroat- tività delle leggi una protezione dei diritti acquisiti, per i quali nuove disposizioni più restrittive di quelle in vigore precedentemente possono essere applicate a costru- zioni preesistenti solo se un interesse pubblico importante lo esige e se il principio della proporzionalità è rispet- tato (DTF 113 Ia 119 consid. 2a). Tuttavia questo principio giurisprudenziale si applica solo nel caso in cui l'opera o la sua utilizzazione fosse conforme al vecchio diritto, ciò che, come visto, non è il caso nella fattispecie. Infatti l'utilizzazione dello stabile non è conforme alle NAPR del 1979 e alle licenze edilizie accordate alla ricorrente, che, lo si ricorda, non ha contestato l'utilizzazione resi- denziale della sua particella concessa dall'Esecutivo comu- nale con le licenze in questione. Essa non può pertanto invocare con successo la protezione dei diritti acquisiti. La critica ricorsuale deve di conseguenza essere respinta.