Citation: 2C_250/2024 E. 3.3

3.3. Riguardo all'affermazione della ricorrente secondo cui un suo ritorno in Ecuador, "paese estremamente pericoloso, in mano ai narcotrafficanti ed in balia di catastrofi naturali da ormai diversi anni" l'esporrebbe al rischio di subire pregiudizi per la propria incolumità, anche a causa del suo orientamento sessuale, la Corte cantonale ha osservato in primo luogo che l'interessata non si era mai avvalsa in precedenza di questo argomento. Sulla situazione in Ecuador, ha osservato che se effettivamente la stessa era caratterizzata da un tasso di criminalità elevato, circostanza riportata dal DFAE nel suo sito internet (al quale rinviava) con la raccomandazione di far molta attenzione alla sicurezza personale, sempre dallo stesso sito risultava che al momento attuale non vi erano guerre, guerre civili o violenza generalizzata, ragione per cui non vi era per la ricorrente un pericolo concreto. Riguardo alla questione dell'omosessualità della ricorrente la Corte cantonale ha poi ricordato che la Costituzione ecuadoriana del 1998 sanciva il divieto di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale e che le persone omosessuali erano socialmente accettate, come lo provava il fatto che, in un paese tradizionalmente cattolico e conservatore, la Corte costituzionale ecuadoriana si era espressa, il 12 giugno 2019, a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.