Citation: U 349/98 21.06.2001 E. 2

2.- a) Nell'evenienza concreta, fondandosi essenzialmente sugli accertamenti sanitari esperiti ed evidenziati nel rapporto 23 maggio 1995 del dott. C.________, medico di circondario dell'INSAI, l'autorità giudiziaria di primo grado ha considerato che il ricorrente, a dipendenza dei postumi dell'infortunio occorsogli nel 1991, non era più in grado di continuare l'attività di manovale edile esercitata prima dell'evento stesso. Come l'istituto assicuratore, essa ha però ritenuto l'interessato totalmente capace di eseguire lavori leggeri compatibili con lo stato di salute. Da queste conclusioni il Tribunale federale delle assicurazioni non ha motivo di dissentire. Le censure formulate in proposito dal ricorrente, in gran parte analoghe a quelle da lui presentate in sede di gravame all'autorità cantonale, non permettono a questa Corte di pervenire a diverso risultato. Per completezza si rilevi che in data 30 giugno 1999 il dott. C.________ ha confermato la sua precedente valutazione anche dopo una ricaduta notificata dall'assicurato nel mese di luglio 1998 (cfr. sull'attendibilità dei rapporti medici interni all'amministrazione e sulla facoltà per il giudice di basare la sua pronunzia su tali rapporti, DTF 122 V 161 in fine; v. pure GAAC 2000 n. 138 pag. 1341 segg.). b) Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche dell'impossibilità, per il ricorrente, di continuare la precedente attività lucrativa, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, che l'INSAI ha fissato in fr. 33'785.-, l'autorità cantonale, premesso che questa valutazione era più favorevole all'assicurato rispetto alla propria consolidata prassi giudiziaria, per la quale la retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 a fr. 35'000.-, tenuto conto inoltre dell'esiguità della differenza fra i due importi e degli impedimenti funzionali lamentati dall'assicurato, in particolare del fatto di poter lavorare soltanto in posizione prevalentemente seduta, ha ritenuto di potersi esimere dal correggere verso l'alto la valutazione effettuata dall'istituto assicuratore. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta giurisprudenza cantonale si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg. c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella