Citation: 5A_29/2023 E. 5.1.1

5.1.1. La sentenza impugnata ha innanzitutto constatato che, relativamente al contributo alimentare per la moglie, il Pretore ha correttamente ravvisato un matrimonio che, seppur di durata " intermedia ", aveva influito concretamente sulla situazione della moglie conferendole così il diritto di conservare il tenore di vita sostenuto durante la comunione domestica. In merito alla situazione economica della moglie, il Tribunale d'appello ha confermato gli elementi accertati ed i calcoli operati dal Pretore, che ha ritenuto esigibile dall'interessata un reddito di fr. 3'275.-- per un'attività lavorativa al 90 % fino a luglio 2025 e successivamente un reddito di fr. 3'600.-- per un'attività lavorativa a tempo pieno. Ha in sintesi considerato l'appello insufficientemente motivato evidenziando, per quanto ancora di rilievo in questa sede, che la moglie, limitandosi a rinviare a documenti da lei prodotti in causa, non aveva debitamente comprovato le proprie difficoltà nel trovare un lavoro che assicurasse il reddito ipotetico stimato dal Pretore e che non era compito dei Giudici cantonali, nell'ambito di una procedura che non è retta dal principio inquisitorio, promuovere ricerche nel ponderoso carteggio per individuare elementi favorevoli alla sua tesi. Ad ogni modo, la precaria situazione di salute della moglie e la sua richiesta di invalidità erano state prese debitamente in considerazione poiché il Pretore aveva ritenuto che un'eventuale rendita AI sarebbe andata a sostituire il reddito ipotetico dell'interessata; al riguardo, i Giudici cantonali, pur dovendo convenire con l'appellante che per il calcolo della rendita AI sono determinanti gli anni di assicurazione e il suo reddito medio, hanno rilevato che la moglie si era limitata a produrre il progetto di decisione AI che attestava il diritto ad una rendita pari al 67 % a partire dal 1° gennaio 2022, ma non aveva, sebbene debitamente patrocinata, cifrato le sue contestazioni pecuniarie nemmeno per ordine di grandezza, per cui la corrispondente censura sfuggiva ad ogni ulteriore esame. Rispetto invece alla situazione economica del marito, la sentenza impugnata ha ritenuto che la moglie, con le sue obiezioni del tutto generiche rispetto all'asserita incompletezza dell'incarto, non suffragate dall'offerta di ulteriori mezzi di prova e pertanto irricevibili, non era stata in grado di inficiare gli accertamenti e i calcoli che avevano portato il Pretore a considerare un reddito mensile di complessivi fr. 6'000.--.