Citation: 5A_666/2012 E. 4.2.2

4.2.2. Doglianza invocata in concreto dal ricorrente. A suo dire, infatti, le prove raccolte (ossia il testamento olografo stesso, la perizia medica, le testimonianze e, soprattutto, la perizia calligrafica) indicherebbero che la data del 26 aprile 2003 è in realtà esatta. Egli pare inoltre sostenere che il testamento olografo sarebbe in ogni modo valido anche se retrodatato, dato che - come emergerebbe dalle risultanze istruttorie - al momento della sua stesura la testatrice era senz'altro capace di disporre. Il ricorrente si diffonde però in una discussione di tipo appellatorio. Egli si limita infatti a valutare a modo suo le singole prove, senza prendere posizione in merito al loro apprezzamento complessivo contenuto nella sentenza impugnata, e ad opporre la sua versione dei fatti a quella dell'autorità inferiore, fondandosi in larga misura su circostanze che non emergono minimamente dal giudizio querelato ed omettendo nel contempo di contestare in modo mirato - attraverso un'argomentazione che ne dimostri l'insostenibilità - quelle che essa invece ha accertato e sulle quali si è basata per applicare gli art. 520 cpv. 1 e 520a CC. La censura non soddisfa le accresciute esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF e si appalesa pertanto inammissibile.