Citation: 9C_62/2007 26.09.2007 E. 7

Resta infine da verificare se l'opponente fosse legittimata a impugnare iure proprio le decisioni amministrative. In tal caso, infatti, indipendentemente dall'(in)esistenza di un potere di rappresentanza, la logopedista avrebbe potuto agire direttamente e personalmente. 7.1 Giusta l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione e ha un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. 7.2 Conformemente al principio dell'unità della procedura, la qualità per agire dinanzi alle autorità giudiziarie cantonali, le cui decisioni sono suscettibili di essere impugnate al Tribunale federale, non può essere subordinata a condizioni differenti rispetto a quelle disciplinanti il diritto di ricorso al Tribunale federale. Lo stesso deve valere per quel che concerne il diritto a presentare opposizione. Questo principio, enunciato sotto l'egida della vecchia procedura federale (art. 103 lett. a OG, in vigore fino al 31 dicembre 2006; v. DTF 130 V 560 consid. 3.2 pag. 562; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 224/05 del 29 settembre 2005, consid. 3.1), è senz'altro applicabile nel presente ambito. In effetti, al momento delle decisioni su opposizione in lite, per statuire sulla legittimazione attiva della terapista, l'amministrazione poteva unicamente riferirsi alla giurisprudenza elaborata in merito all'allora applicabile art. 103 lett. a OG. A ciò si aggiunge che questi principi hanno sostanzialmente mantenuto la loro validità anche in seguito all'entrata in vigore della LTF, i presupposti dell'art. 89 cpv. 1 LTF (segnatamente quelli della lett. b e c, prevedenti che è legittimato a ricorrere chi è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa) avendo essenzialmente ripreso le esigenze poste dall'art. 103 lett. a OG e dalla prassi in materia (v. Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione totale dell'organizzazione federale del 28 febbraio 2001, FF 2001 pag. 3884 seg.; cfr. pure le sentenze 1C_64/2007 del 2 luglio 2007, consid. 2, e 1C_3/2007 del 20 giugno 2007, consid. 1.3.1, non ancora pubblicata nella Raccolta ufficiale). 7.3 L'opponente non era la destinataria formale e materiale delle decisioni amministrative in lite, né una terza persona che sarebbe risultata svantaggiata da un vantaggio accordato ai destinatari delle decisioni. La resistente ha formulato opposizione in quanto terza persona interessata dalle decisioni prese a presunto detrimento dei suoi destinatari che la stessa intende(va) appoggiare. 7.4 In siffatta evenienza, salvo eccezioni che non si realizzano in concreto, il terzo interessato deve, per giurisprudenza, beneficiare di un interesse proprio e diretto, vale a dire deve trovarsi in un rapporto speciale, stretto e degno di essere preso in considerazione con l'oggetto della contestazione per poter essere legittimato a ricorrere o interporre opposizione (DTF 130 V 560 consid. 3.5 pag. 564; cfr. inoltre sentenze citate I 224/05, consid. 5, e 1C_64/2007, consid. 2). Nell'ipotesi di un ricorso di un terzo in favore del destinatario, il fatto che la persona sia creditrice del destinatario della decisione non basta a creare un interesse degno di protezione e, di conseguenza, la sua legittimazione attiva. Se un interesse di fatto (economico) alla modifica della decisione esiste, il necessario nesso con l'oggetto della lite presuppone che la decisione contestata comporti un pregiudizio diretto per il terzo (cfr. sentenza citata I 224/05, consid. 5 con riferimenti). 7.5 Nel caso di specie, è incontestato che l'opponente disponesse di un interesse economico all'annullamento o alla modifica delle decisioni amministrative querelate. Ammettere le sue opposizioni significherebbe infatti evitarle un pregiudizio di natura economica nella misura in cui essa beneficerebbe del versamento (più esteso) dei sussidi accordati dall'assicurazione per l'invalidità agli assicurati a titolo di provvedimenti di istruzione scolastica speciale. Resta da esaminare se questo interesse si trovasse in un nesso sufficientemente stretto e diretto con l'oggetto della lite per riconoscere alla resistente la legittimazione a formulare opposizione. 7.6 Il merito della lite verte sul diritto degli assicurati a delle misure di istruzione scolastica speciale ai sensi dell'art. 19 LAI, e più precisamente di intervento logopedico ai sensi degli art. 8 cpv. 1 e 4 lett. e, 8ter cpv. 2 lett. a e 10 cpv. 2 lett. a OAI. Come nella vertenza pubblicata in RCC 1979 pag. 124, in cui il Tribunale federale delle assicurazioni aveva negato la legittimazione a ricorrere di un agente esecutore (un istituto di ergoterapia) contro la decisione con la quale l'Ufficio AI aveva rifiutato l'assunzione delle spese per un addestramento ai lavori domestici, l'opponente è un'agente esecutrice che, in caso di riconoscimento totale delle sue richieste, si vedrebbe versare direttamente e in maggior misura (rispetto a quanto fin qui riconosciuto) i sussidi accordati agli assicurati che essa fatturerebbe all'assicurazione per l'invalidità. Ciò non è tuttavia sufficiente per dedurre un interesse diretto della resistente. Nell'eventualità di una decisione negativa dell'assicurazione per l'invalidità, l'agente esecutore ha infatti la possibilità di fare valere le spese dei provvedimenti logopedici dispensati nei confronti dei genitori degli assicurati, ai quali incomberebbe allora l'obbligo di assumersi la totalità delle spese di istruzione dei loro figli. In questa misura, l'interessata non subirebbe alcun pregiudizio legato alle prestazioni fornite. Il suo interesse a che le prestazioni siano integralmente riconosciute agli assicurati è pertanto indiretto e si limita alla garanzia del versamento dei sussidi da parte dell'assicurazione per l'invalidità al posto del pagamento delle spese dei provvedimenti di istruzione speciale da parte dei genitori degli assicurati (cfr. per analogia la sentenza citata I 224/05, consid. 6.2.1). 7.7 Questa Corte ha già avuto modo di evidenziare che le prestazioni individuali previste dall'art. 19 LAI perseguono lo scopo di incoraggiare, attraverso il sistema di sussidi, l'istruzione scolastica speciale degli assicurati entranti in linea di considerazione e quindi anche l'applicazione di provvedimenti destinati a sviluppare l'abilità manuale, l'attitudine a compiere gli atti ordinari della vita o a stabilire contatti con l'ambiente di assicurati minorenni incapaci o poco idonei ad assimilare i rudimenti scolastici. Queste prestazioni sono state instaurate nel solo interesse degli assicurati, indipendentemente dalla questione di sapere se l'attività dell'agente esecutore sarà o meno integralmente coperta dai sussidi versati. Il ruolo dell'assicurazione per l'invalidità nell'ambito dei provvedimenti per l'istruzione scolastica speciale si limita infatti a fornire dei contributi per l'attività in causa che non necessariamente devono coprire la totalità delle spese effettive (DTF 131 V 9 consid. 5 pag. 22; 114 V 22 consid. 2d pag. 26 seg. e le sentenze ivi citate; cfr. pure la sentenza citata I 224/05, consid. 7). Non si può pertanto dedurre dal diritto degli assicurati ai sussidi per l'istruzione scolastica speciale, e dalle condizioni che regolano questo diritto, un nesso stretto e concreto con l'interesse (economico) di un'agente esecutrice, quale la resistente, al finanziamento più completo possibile - per il mezzo di sussidi o sovvenzioni - della sua attività da parte dell'assicurazione per l'invalidità (v. sentenza citata I 224/05, consid. 6.2.2). Ne consegue quindi che all'interessata nemmeno poteva, come ha giustamente ritenuto l'amministrazione, essere riconosciuta la legittimazione ad impugnare iure proprio le decisioni amministrative in lite.