Citation: 4A_303/2020 E. 12

Il Tribunale di appello ha riformato il giudizio di prima istanza in merito all'attestato di lavoro, obbligando la convenuta a rilasciarne una versione limitata alla natura e alla durata del rapporto di lavoro in conformità con l'art. 330a cpv. 2 CO. Nel definirne il contenuto esso non ha stralciato la frase finale secondo la quale la dipendente "Lascia l'azienda libera da ogni impegno, ad eccezione del riserbo professionale"; ha reputato irricevibile la censura generica espressa a tale riguardo dall'appellante senza trarne delle conclusioni né spiegare il pregiudizio che la frase le causerebbe. La ricorrente si duole della violazione degli art. 330a cpv. 2 e 321a CO. Omette tuttavia di prendere posizione sul difetto di motivazione rimproveratole dall'autorità cantonale. La censura è perciò inammissibile.