Citation: I 472/06 21.08.2007 E. 6

La ricorrente ha pure chiesto di "riformare" la pronuncia cantonale nel senso di concederle l'assistenza giudiziaria "per la prima istanza". La domanda si riferisce necessariamente (dal momento che la stessa è per contro stata ammessa per la procedura giudiziaria cantonale) all'assistenza per la procedura amministrativa, il cui rifiuto da parte dell'UAI è stato confermato dal Tribunale cantonale. Sennonché, a prescindere dalla (in)fondatezza della domanda (sulla ammissibilità di una tale richiesta, riconosciuta solo in casi eccezionali in cui il ricorso a un avvocato, invece che a un rappresentante di categoria, a un assistente oppure a un'altra persona di fiducia di un'istituzione sociale, si impone per la difficoltà delle questioni giuridiche o di fatto poste dal caso cfr. DTF 132 V 200 consid. 4.1 pag. 201 con riferimenti), la stessa si rivela immotivata (art. 108 cpv. 2 e 3 OG). Se nel procedimento amministrativo la legge non pone esigenze troppo severe riguardo alla forma e al contenuto dei ricorsi, né l'adempimento di questi requisiti formali va controllato con speciale rigore, il ricorrente, a maggior ragione se assistito da un legale, deve nondimeno far prova di diligenza e condurre quindi la propria causa con un minimo di cura, esporre le censure in modo intelligibile, precisare perché e in quale misura la decisione impugnata è contestata e formulare infine le proprie conclusioni (DTF 118 Ib 134 consid. 2 e rinvii). L'eventuale libero esame da parte di questa Corte delle asserite violazioni non esime il ricorrente dal presentare una compiuta, chiara e precisa motivazione, con riferimento alle opinioni espresse dalla precedente istanza. In particolare, l'insorgente non può limitarsi ad opporre alle argomentazioni contenute nell'atto impugnato la sua versione, senza spiegare perché la pronunzia dedotta in giudizio sarebbe contraria al diritto (Peter Karlen, in: Geiser/Münch, editori, Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea 1998, n. 3.75 e segg., pag. 114 segg.). Ora, il ricorso in esame non adempie manifestamente le citate esigenze di motivazione in relazione al rifiuto dell'assistenza giudiziaria per la procedura amministrativa, la ricorrente non avendo addotto alcunché. Ne consegue che la richiesta è irricevibile.