Citation: 4A_528/2014 E. 2

Il Tribunale di appello ha ricordato le condizioni di fatto e di diritto che devono essere adempiute per l'applicazione dell'art. 257 CPC. Sul diritto la Corte cantonale ha rilevato che, quand'anche si dovesse qualificare di locazione il rapporto giuridico tra le parti - cosa tutt'altro che scontata, ha precisato - non sarebbero applicabili le norme speciali concernenti i locali di abitazione o commerciali, bensì quelle generali sulla concessione in uso di una cosa (art. 253 CO). Essa ha in seguito osservato che, posta la natura pubblica della concessione d'uso dei beni comunali del 18 giugno 1998, non è affatto evidente determinare il diritto applicabile all'accordo parallelo del 22 maggio/21 luglio 1998 stipulato tra l'azienda allora integrata nell'amministrazione del Comune e la società privata concessionaria in materia di telecomunicazioni. I giudici ticinesi hanno criticato il Pretore per avere ritenuto superfluo esaminare le censure della convenuta fondate sulla legge sulle telecomunicazioni del 30 aprile 1997 (LTC - RS 784.10) e qualificato in modo affrettato il contratto di locazione, fondandosi su deduzioni e considerazioni discutibili, che avrebbero richiesto un'istruzione; il Pretore non avrebbe inoltre considerato elementi poco usuali nei rapporti di locazione quali la fatturazione dell'IVA e l'esclusione della responsabilità della locatrice nel caso che avesse danneggiato i cavi della conduttrice. Sarebbe stato importante, a mente dei giudici cantonali, chiarire preliminarmente anche i rapporti di proprietà sulle condotte, poiché se l'istante fosse solo beneficiaria di servitù (art. 781 CC), il suo rapporto contrattuale con terzi per la cessione dell'uso non sarebbe di "evidente qualifica ", avuto riguardo anche al problema dell'accessione (art. 667 cpv. 2 CC) sollevato dalla convenuta. Quanto ai fatti, trattati succintamente, il Tribunale di appello ha rilevato che la complessità è " particolarmente elevata " e circostanze come la determinazione puntuale degli oggetti da allontanare o smantellare e delle tratte di condotta delle quali è chiesto lo sgombero sono " appurabili soltanto con specifici atti istruttori ". Per i suddetti motivi la Corte cantonale ha concluso che i requisiti dell'art. 257 CPC non sono adempiuti; lo dimostra, ha osservato, anche lo "sforzo" profuso dal Pretore nel motivare la propria sentenza. L'istanza andava perciò dichiarata irricevibile in applicazione dell'art. 257 cpv. 3 CPC.