Citation: 4A_299/2020 E. 5.1.2

5.1.2. In concreto occorre dapprima ricordare che la Corte cantonale ha considerato, senza contestazione nel presente ricorso, che il contratto dell'11 marzo 1999 è retto dal diritto svizzero e che la reale e comune volontà delle parti non poteva essere determinata. Per tale ragione l'autorità inferiore lo ha interpretato secondo il principio dell'affidamento. Essa ha stabilito che per "C.________'s PRODUCTS" si potevano intendere solo prodotti appartenenti a C.C.________ SA. Il "F.________", ha precisato, non lo era, in quanto oggetto del contratto erano i prodotti di C.C.________ SA, ben individuati nelle definizioni contenute nell'accordo medesimo, secondo cui per "PRODUCTS" si intendevano gli "oncological products, specified in Annex I" (cfr. doc. 4, pag. 1 e sentenza impugnata, pag. 9 consid. 8.2). Essa ha pure evidenziato l'uso dell'aggettivo possessivo "its" e la specificazione "C.________'s" per attestare l'appartenenza dei "PRODUCTS" contemplati dall'accordo (sempre scritti in maiuscolo) alla società mandante (cfr. doc. 4: "C.________ is interested in having a sole partner for the business development of its PRODUCTS in the TERRITORY"; "A.________... is interested in exclusivity terms in the promotion of C.________'s PRODUCTS in the TERRITORY"). Altrimenti, in base ai documenti agli atti (doc. 3 e 6: accordo del 5/6 agosto 1998 tra E.E.________ SA e C.C.________ SA e risoluzioni del 26 ottobre 2006 del Ministero della sanità e del consumo spagnolo), i diritti di proprietà e di commercializzazione del "F.________ " appartenevano ad E.E.________ SA (e poi a K.________) e non all'opponente; il "F.________" fabbricato su incarico di E.E.________ SA da tale società non costituiva un prodotto da lei registrato, né uno non più protetto da una registrazione di terzi e su cui essa avrebbe potuto liberamente disporre (cfr. sentenza impugnata, pag. 11 consid. 8.3.1; cfr. sopra, consid. 4.2.2). Da quanto precede discende che, in base al tenore del contratto dell'11 marzo 1999 e ai fatti predetti, accertati in modo non arbitrario e quindi vincolanti per il Tribunale federale, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale considerando che la ricorrente non potesse in buona fede ritenere il "F.________ 350 mg" uno dei prodotti che creavano un suo diritto a ricevere commissioni in base al punto 1.5 dell'accordo in questione. Così stando le cose non è di soccorso alla ricorrente nemmeno la circostanza, richiamata nel gravame, che l'opponente le ha versato importanti commissioni per l'attività svolta in relazione al "F.________ 350 mg". Da quanto precede risulta infatti che, come pure esplicitamente rilevato nella sentenza impugnata, ciò era avvenuto per prestazioni non retribuibili in base all'accordo in esame.