Citation: H 348/01 09.09.2002 E. 3

Oggetto del contendere è, in concreto, la questione di sapere se l'importo ripreso dalla Cassa ad A.________ e B.________, azionisti e consiglieri di amministrazione della società, nonché suoi dipendenti, sia da considerare parte del salario determinante oppure costituisca un reddito della sostanza, non soggetto all'obbligo contributivo ai sensi della LAVS. 3.1 I primi giudici hanno ritenuto che il rapporto di lavoro costituisce una causa sufficiente per l'utilizzo dell'autovettura aziendale a scopo privato, rilevando che non sarebbe necessario essere detentori di un diritto di partecipazione in un'azienda per poter usufruire di questa possibilità. 3.2 Il Tribunale federale delle assicurazioni non ritiene di potere condividere la valutazione espressa dall'istanza precedente, e questo per i motivi che seguono. Da un lato si osserva come, secondo gli accertamenti operati dagli stessi giudici cantonali, dai quali non sussiste motivo di scostarsi, corrisponda alla prassi e agli usi commerciali concedere l'uso di autoveicoli aziendali a scopi privati anche ad azionisti che non lavorano per la società. Orbene, già solo alla luce di tale circostanza, e onde evitare ingiustificate disparità di trattamento a dipendenza che l'azionista beneficiario sia allo stesso tempo vincolato o meno da un rapporto di lavoro, questa Corte non ritiene di poter concludere che la prestazione effettuata dalla ricorrente in favore dei suoi due azionisti trovi il proprio fondamento in siffatto rapporto. Essa viene infatti fatta prescindere dall'esistenza di un simile legame tra azionista e società. Tale conclusione è quindi sorretta anche dalla realtà fattuale in esame, ritenuto che, eccezion fatta per la - peraltro poco chiarita - posizione del dirigente E.________, figlio di A.________, il privilegio della concessione in uso privato di una vettura aziendale è stata, all'interno della società ricorrente, unicamente riservata agli azionisti, e che lo stesso E.________ - il quale, stando perlomeno alle dichiarazioni iniziali della Cassa, utilizzerebbe un veicolo della ditta prevalentemente per scopi aziendali -, indipendentemente dall'effettivo utilizzo fattone, è comunque vincolato da stretti legami di parentela con (almeno) uno degli azionisti di maggioranza. Motivo sufficiente per concludere, in virtù della suesposta giurisprudenza (cfr. consid. 2.2), che anche la prestazione dispensata in di lui favore, ossia a persona vicina a un socio della società, non sarebbe stata invece concessa, nelle medesime circostanze, a terzi estranei, non partecipanti alla medesima (DTF 103 V 4 consid. 2b; RCC 1989 pag. 313 consid. 3b).