Citation: 6B_656/2007 23.01.2008 E. 3

In ultimo, nel gravame viene contestata come lesiva del senso di giustizia e di equità la decisione della CRP di emanare una sentenza formale, ponendo a carico del ricorrente una tassa di giustizia di fr. 700.-- e spese per fr. 50.--. A mente del ricorrente, ritenendo il suo atto ricorsuale come una nuova denuncia, la Corte cantonale doveva limitarsi a trasmetterlo all'autorità competente senza bisogno di emanare una decisione. Inoltre, non si giustificava di porre a carico dell'istante tasse e spese di giustizia cagionate dal sistematico rifiuto dell'intero sistema giudiziario di rilevare la manifesta violazione da parte dell'ex Procuratore pubblico B.________ dei più elementari doveri della funzione. La decisione di porre tasse e spese di giustizia a carico del ricorrente sarebbe pertanto arbitraria. 3.1 Per giurisprudenza invalsa, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata; il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 133 I 149 consid. 3.1 e rinvii). 3.2 L'insorgente non pretende che, in virtù di un'esplicita norma legale, la CRP fosse obbligata a trasmettere d'ufficio l'istanza che le era stata presentata. Egli sostiene unicamente che il modo di procedere dell'autorità cantonale sia lesivo del senso di giustizia e di equità. A torto. Orbene, l'atto presentato alla CRP era chiaramente designato quale istanza di promozione dell'accusa e faceva esplicitamente riferimento all'art. 186 CPP/TI concernente per l'appunto l'istanza di promozione dell'accusa. Tale istanza veniva viepiù inoltrata da un avvocato, veterano del mestiere e pertanto pratico delle peculiarità del diritto e della procedura cantonale, alla competente autorità. In queste circostanze, l'autorità cantonale poteva escludere che si fosse trattato di una svista e desumere il fermo proposito del ricorrente di voler che essa si pronunciasse al riguardo. Ciò posto, non si scorge come la CRP, chiamata senza equivoco a rendere una decisione, abbia potuto ledere il senso di giustizia e equità nell'emettere una sentenza formale. Su questo punto, il gravame va pertanto respinto. 3.3 Per quanto concerne le spese di giustizia poste a carico del ricorrente, la critica di arbitrio contenuta nell'impugnativa cade nel vuoto. Tali spese sono state fissate e addossate all'instante in virtù degli art. 1 e segg. nonché 39 lett. f della legge sulla tariffa giudiziaria (LTG/TI; RL 3.1.1.5). Il ricorrente non poteva quindi invocare astrattamente il divieto dell'arbitrio, ma - con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF (v. a questo proposito DTF 133 IV 286 consid. 1.4) - doveva spiegare come, interpretando e applicando tali disposizioni di diritto cantonale, la CRP fosse caduta nell'arbitrio. Carente di motivazione, la censura dev'essere dichiarata inammissibile.