Citation: 1C_144/2019 E. A

Nel Bollettino ufficiale delle leggi n. 5/2019 del 5 febbraio 2019 (pag. 33-35), trascorsi infruttuosi i termini per l'esercizio del diritto di referendum, è stata pubblicata la modifica del 10 dicembre 2018 della Legge ticinese sulla polizia del 12 dicembre 1989 (LPol/TI; RL 561.100; accolta con 48 voti favorevoli, 12 contrari e 4 astensioni), entrata immediatamente in vigore con detta pubblicazione. La modifica prevede l'introduzione delle nuove seguenti norme: Art. 7c Custodia di polizia 1 La polizia cantonale può porre provvisoriamente sotto custodia: a) persone che mettono in pericolo sé stesse o che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza di terzi; b) persone che, per il loro comportamento, perturbano la sicurezza e l'ordine pubblico in modo grave ed imminente; c) persone al fine di garantire l'esecuzione di una decisione di consegna, di traduzione forzata, di allontanamento, di respingimento o di espulsione, ordinata dall'autorità competente. 2 La persona presa in custodia va informata sul motivo del provvedimento e, se le circostanze lo consentono, deve esserle fornita l'opportunità di informare una persona di sua fiducia. Per persone minorenni o interdette deve essere informato il rappresentante legale. 3 La persona può essere trattenuta in custodia di polizia per il tempo necessario, tuttavia al massimo per 24 ore. La misura deve essere disposta dall'ufficiale di polizia. 4 Contro la misura della custodia di polizia è dato ricorso al giudice dei provvedimenti coercitivi entro 30 giorni dalla messa in custodia. Il ricorso non ha effetto sospensivo e si applica il codice di procedura penale svizzero. 5 La persona presa in custodia deve essere sottoposta a visita medica se lo richiede espressamente, come pure se le sue condizioni psico-fisiche appaiono alterate o altri motivi lo impongano. 6 La persona presa in custodia ha il diritto di farsi assistere da un patrocinatore. Il picchetto è assicurato dal servizio del picchetto degli avvocati della prima ora predisposto per le difese in ambito penale. Vale per analogia quanto disposto dall'art. 135 del codice di procedura penale. 7 I costi, inclusi quelli per l'intervento del patrocinatore, vengono, di regola, addossati alla persona posta sotto custodia. La decisione sui costi può essere impugnata alla Corte dei reclami penali entro 30 giorni dalla notifica della decisione. Art. 7d Trattenuta e consegna di minorenni La polizia cantonale, se disposto dall'ufficiale, può trattenere minorenni per procedere al più presto, di regola entro 24 ore, alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all'autorità di protezione dei minori competente. Art. 9d Fonti confidenziali Per raccogliere informazioni utili allo svolgimento dei propri compiti, la polizia cantonale può, garantendone la confidenzialità, far ricorso alle rivelazioni di fonti confidenziali. Art. 9e Osservazione preventiva 1 Per prevenire e impedire dei crimini e dei delitti, l'ufficiale di polizia cantonale può disporre, con preavviso annotato a giornale, che la polizia cantonale osservi discretamente persone, cose e luoghi liberamente accessibili, alle seguenti condizioni: a) in base a indizi concreti si può ritenere che potrebbe essere commesso un crimine o un delitto; e b) altre misure d'inchiesta risulterebbero vane o eccessivamente difficili. 2 Nell'ambito di un'osservazione preventiva, gli agenti della polizia cantonale possono utilizzare, nei luoghi liberamente accessibili, dei dispositivi tecnici al fine di: a) ascoltare o registrare delle conversazioni; b) effettuare delle registrazioni video; c) localizzare persone o cose. 3 Il prosieguo di un'osservazione preventiva oltre un mese necessita di un'autorizzazione da parte del Ministero pubblico. 4 Gli art. 141 e 283 del codice di procedura penale svizzero sono applicabili per analogia. Art. 9f Indagine in incognito preventiva 1 Prima dell'apertura di una procedura penale, al fine di riconoscere ed impedire dei reati, la polizia cantonale può disporre un'indagine in incognito, alle seguenti condizioni: a) in base a sospetti si può ritenere che sta per essere commesso un crimine o un delitto; b) la gravità o la particolarità del reato giustifica un'indagine in incognito; e c) le informazioni raccolte in precedenza non hanno dato esito positivo, altre misure d'inchiesta risulterebbero eccessivamente difficili o onerose da attuare, oppure risulterebbero vane o non sufficienti a garantire risultati adeguati. 2 Il prosieguo di un'indagine in incognito preventiva oltre un mese necessita di un'autorizzazione del Ministero pubblico. 3 Gli agenti impiegati nelle indagini in incognito non dispongono di un'identità fittizia; la loro vera identità e funzione, se necessario, figurano negli atti procedurali. 4 Gli art. 141 e 298a-298d del codice di procedura penale (CPP) sono applicabili per analogia. Art. 9g Inchiesta mascherata preventiva 1 Alfine di impedire o prevenire la commissione di crimini o delitti e prima di un'eventuale apertura di un procedimento penale, il Comandante della polizia cantonale può disporre un'inchiesta mascherata preventiva alle seguenti condizioni: a) in base ad indizi concreti si può ritenere che potrebbe venir commesso un crimine o un delitto ai sensi dell'art. 286 cpv. 2 del codice di procedura penale svizzero oppure per prevenire sommosse ai sensi dell'art. 260 del codice penale svizzero o gravi infrazioni alla legge federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958 (LCStr); b) la gravità o la particolarità del reato giustifica l'inchiesta mascherata preventiva; e c) le indagini già svolte non hanno dato esito positivo oppure altre misure d'inchiesta risulterebbero eccessivamente difficili o onerose da attuare, sproporzionate, vane o non sufficienti a garantire risultati adeguati. 2 La polizia cantonale può avvalersi, per gli impieghi di inchieste mascherate preventive, di terze persone anche se prive di formazione professionale in materia di polizia. 3 L'avvio di un'inchiesta mascherata preventiva è sottoposta all'approvazione del giudice dei provvedimenti coercitivi. 4 Gli art. 141, 151 e 285a-298 del codice di procedura penale (CPP) sono inoltre applicabili per analogia. Art. 9h Costituzione di identità fittizie 1 Il giudice dei provvedimenti coercitivi, su proposta del comandante della polizia cantonale e nell'ambito di un'inchiesta mascherata preventiva, può assegnare un'identità fittizia all'agente infiltrato, a terze persone e alla persona di contatto, allo scopo di garantirne l'anonimato. 2 L'identità fittizia può essere allestita anticipatamente: a questo scopo il comandante della polizia cantonale può disporre l'allestimento di documenti fittizi o l'alterazione di documenti come pure l'impiego di altro materiale soggetto ad autorizzazione. 3 Gli impieghi e l'identità fittizia degli agenti infiltrati sono strettamente confidenziali e non possono essere rivelati. Chi contravviene a queste disposizioni incorre in sanzioni disciplinari e/o penali. Art. 9i Segnalazioni ai fini della sorveglianza discreta (...)