Citation: 1A.35/2006 18.05.2007 E. 3

3.1 La seconda motivazione addotta nel giudizio impugnato, con riferimento alla dottrina (Mäder, op. cit., pag. 215 n. 412), secondo cui procedendo al riempimento dello scavo i proprietari avrebbero rinunciato per atti concludenti in modo definitivo alla realizzazione della piscina, non è quindi decisiva, anche se non appare del tutto arbitraria. In effetti, per essere considerati iniziati, i lavori devono essere proseguiti nei modi e nei termini usuali, ciò che non è manifestamente avvenuto nella fattispecie. Tuttavia, a differenza di altri Cantoni, la legislazione ticinese non prevede la decadenza opes legis della licenza edilizia: in tal caso l'autorità può, previo diffida, revocare il permesso, constata la mancata continuazione dei lavori nei modi e nei termini usuali (art. 24 cpv. 1 RALE; Scolari, op. cit., n. 869 e n. 874 all'art. 14 LE; Lucchini, op. cit., pag. 93; sull'adempimento più che dubbio del requisito dell'ubicazione vincolata di una piscina fuori della zona edificabile v. sentenza 1A.269/2000 del 14 maggio 2001, apparsa in RDAT II-2001 n. 33).