Citation: 4P.46/2003 06.06.2003 E. 3

Nella misura in cui ha respinto l'istanza in ordine, per il motivo ch'essa non è stata inoltrata dalla Z.________ AG, la Corte cantonale - secondo la ricorrente - ha fatto prova di un eccesso di formalismo (art. 29 Cost.). La ricorrente spiega infatti che l'introduzione dell'atto d'appello a nome della Z.________ AG invece che della X.________ AG - parte attrice nel procedimento di prima istanza - va ricondotta ad un' evidente svista del suo precedente patrocinatore. La Corte ticinese avrebbe potuto e dovuto rilevare l'errore in cui era incorso il legale e provvedere immediatamente ad invitarlo a sanare tale vizio, invece di assegnare il termine per il versamento dell'anticipo spese. In simili circostanze, conclude la ricorrente, la successiva decisione di respingere l'istanza di restituzione in intero perché introdotta dalla persona giuridica effettivamente legittimata ad appellare il giudizio di primo grado è arbitrario e costituisce un eccesso di formalismo che sfocia in un diniego di giustizia. 3.1 Secondo la giurisprudenza vi è formalismo eccessivo, costitutivo di un diniego di giustizia formale, allorquando un'autorità impone il rispetto di una norma formale che non è giustificato da nessun interesse degno di protezione, risulta fine a sé stesso, complica inutilmente o rende impossibile il giudizio di merito (DTF 128 II 139 consid. 2a pag. 142 con rinvii). L'eccesso di formalismo può risiedere sia in una regola di comportamento imposta alla parte interessata dal diritto cantonale che nella sanzione a questa connessa (DTF 125 I 166 consid. 3a pag. 70). Il Tribunale federale esamina liberamente tale censura (DTF 128 II 139 consid. 2a pag. 142). Nella misura in cui viene, in sostanza, a sanzionare l'atteggiamento dell'autorità nei confronti delle parti, il divieto del formalismo eccessivo persegue il medesimo scopo del principio della buona fede, che impone all'autorità di evitare di sanzionare con l'irricevibilità vizi di procedura facilmente riconoscibili, che avrebbero potuto essere sanati per tempo, qualora essa avesse potuto rendersene conto e segnalarli alla parte interessata (DTF 125 I 166 consid. 3a pag. 70). In particolare merita di essere tutelato chi, non avendo conoscenze giuridiche sufficienti, decide di affidarsi ad un rappresentante legale; esiste, in effetti, un interesse pubblico certo a proteggere i cittadini dal rischio di incaricare una persona incompetente, che potrebbe privarli della possibilità di far valere i loro diritti a causa, ad esempio, di un errore procedurale (DTF citato consid. 3b pag. 170). 3.2 In concreto, come sostenuto dalla ricorrente, l'errore nell'indicazione della parte appellante nell'atto d'appello era manifesto e la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino avrebbe potuto rilevarlo ed invitare il patrocinatore a correggerlo. In una simile circostanza, respingere la successiva istanza di restituzione in intero siccome proposta da una parte diversa da quella che, per errore, era stata menzionata nell'atto d'appello ma che, per finire, risulta essere l'unica realmente legittimata a contestare la sentenza di primo grado, costituisce effettivamente un eccesso di formalismo. Su questo punto il gravame si avvera dunque fondato. Ciò non comporta tuttavia l'annullamento della pronunzia impugnata. Contrariamente a quanto asseverato dalla ricorrente, la Corte cantonale non ha respinto l'istanza solo per questo motivo bensì anche - e soprattutto - perché le condizioni per la restituzione in intero del termine, sancite dall'art. 137 CPC/TI, non risultavano adempiute.