Citation: 1P.300/1999 06.06.2000 E. 5.-

a) Le critiche riferite alla procedura adotta- ta dalle autorità cantonali sono infondate. In due casi concernenti il Cantone dei Grigioni, il Tribunale federale ha già avuto modo di stabilire che l'autorità amministrati- va, applicando l'ordinanza sul personale, non è tenuta, nel caso di una lesione dei doveri professionali da parte di un funzionario, ad avviare un procedimento disciplinare. Anche qualora ravvisasse nel comportamento del dipendente pubbli- co, dal profilo soggettivo, una colpa, essa può legittima- mente aprire una procedura intesa ad un licenziamento ammi- nistrativo, purché non fondi la rescissione del rapporto di servizio sulla colpa rimproverata all'interessato, bensì sulla circostanza secondo cui il suo comportamento ha palesato caratteristiche che rendono l'interessato oggetti- vamente inidoneo alle proprie funzioni (sentenze inedite del 25 agosto 1998 nella causa S. consid. 3c/bb, e nella causa T. consid. 3c/bb). In questo senso, il licenziamento amministrativo può avvenire indipendentemente dalla colpa del dipendente pubblico (v. Tomas Poledna, Disziplinarische und administrative Entlassung von Beamten - von Sinn und Unsinn einer Unterscheidung, in ZBl 96/1995 pag. 49 segg., 52; Tobias Jaag, Das öffentlichrechtliche Dienstverhältnis im Bund und im Kanton Zürich - ausgewählte Fragen, in ZBl 95/1994 pag. 463). Quanto appena affermato non è invalidato dalla circostanza che, dal profilo materiale, una distin- zione tra licenziamento amministrativo e disciplinare possa anche apparire discutibile, o superflua, come sottolinea parte della dottrina, in particolare quando la discussione si riduce essenzialmente, in entrambi i casi, sull'esisten- za di motivi gravi, che rendono non più esigibile la conti- nuazione del rapporto di servizio ( Poledna, op. cit., pag. 64 seg.; Jaag, op. cit., pag. 464 seg.; Pierre Moor, Droit administratif, vol. III, Berna 1992, pag. 239 seg., 250 seg.; nello stesso senso: sentenze inedite del 4 febbraio 2000 nella causa T. c. Governo del Canton Turgovia, consid. 2b, e del 5 febbraio 1998 in re S. c. Tribunale amministra- tivo del Canton Argovia, consid. 3b/bb). Dal profilo forma- le, la distinzione può, però, avere un'importanza pratica, segnatamente se le due procedure non offrono, secondo il diritto cantonale applicabile, i medesimi diritti di parte: se da un lato la Costituzione federale non esige che la normativa cantonale debba prevedere due tipi di procedura di medesimo tenore e contenuto (cfr. Hermann Schroff/David Gerber, Die Beendigung der Dienstverhältnisse in Bund und Kantonen, San Gallo 1985, n. 39 pag. 49), né, del resto, impone all'autorità la scelta del tipo di procedura, costi- tuendo tale opzione una questione di puro apprezzamento (cfr. Schroff/Gerber, op. cit., n. 39 pag. 49, n. 320 pag. 194; Minh Son Nguyen, La fin des rapports de service, in Peter Helbling/Tomas Poledna [editori], Personalrecht des öffentlichen Dienstes, Berna 1999, pag. 434 segg.), dall' altro l'autorità non può però optare per la procedura am- ministrativa allo scopo di eludere le garanzie procedurali, sovente più precise, previste dalla procedura disciplinare (sentenza inedita citata del 4 febbraio 2000, consid. 2c). b) Contrariamente all'opinione del ricorrente, non può dirsi che le autorità grigionesi, optando per la proce- dura di licenziamento amministrativo, abbiano inteso elude- re le garanzie procedurali previste dal diritto disciplina- re. A prescindere dal fatto che l'insorgente non adduce elementi concreti a sostegno della sua tesi, tali autorità potevano ritenere, senza incorrere nell'arbitrio, che gli art. 53 - 57 OP non fossero applicabili in concreto. Certo, il diritto grigione prevede puntuali norme di procedura so- lo in riferimento al diritto disciplinare. Ciò non signifi- ca però che qualora l'autorità opti, come in concreto, per un licenziamento amministrativo, non esistano le basi per una procedura equa e conforme alle esigenze di uno stato di diritto dal profilo delle norme di competenza e dei diritti di parte. La Corte cantonale ha affermato che il Legislato- re grigionese ha volutamente lasciato al Governo l'incom- benza di allestire le norme procedurali, richiamando a que- sto proposito l'art. 82 OP, che delega all'Esecutivo il compito di emanare le necessarie disposizioni d'attuazione. Ha poi precisato che il Governo ha adottato l'art. 6 Disp. OP a tale scopo, prevedendovi legittimamente la competenza del Dipartimento preposto al funzionario per quanto attiene l'istruttoria e le misure provvisionali, e la propria per la rescissione del rapporto di servizio con effetto imme- diato. Ora, tale opinione non può essere seriamente conte- stata, né tantomeno ritenuta arbitraria: in effetti non sono ravvisabili elementi chiari e univoci - né il ricor- rente li fornisce con un'argomentazione conforme alle seve- re esigenze di cui all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - che inducano a ravvisare nella disciplina cantonale una lacuna legislativa, anziché un silenzio qualificato, voluto dallo stesso Legislatore grigione, come non può dirsi che il con- tenuto dell'art. 6 Disp. OP ne prevarica gli intendimenti. Ma se anche fosse il caso, non sarebbe arbitrario ritenere applicabili i sussidiari disposti generali dell'ordinanza sul personale, di cui al Capitolo VIII, intitolato "Compe- tenza, tutela giuridica e procedura". A questo proposito, l'art. 71 cpv. 1 OP dispone che "se l'ordinanza medesima o le relative disposizioni d'attuazione non stabiliscono di- versamente, per le decisioni basate sul diritto concernente il personale sono considerate autorità competenti i dipar- timenti preposti e la Cancelleria di Stato". Inoltre, l' art. 77 OP prevede che "per il resto fanno stato, in via analogica, per la procedura e la tutela giuridica, le norme del Capitolo II (La procedura nelle pratiche amministrati- ve) della legge sulla procedura nelle pratiche amministra- tive e costituzionali (LPAC) ". Dal canto suo, l'art. 6 cpv. 1 LPAC precisa che "l'autorità prende d'ufficio o su propo- sta le necessarie decisioni provvisionali e determinanti la procedura". Va peraltro sottolineato che le competenze sta- bilite non contraddicono i contenuti dell'art. 6 Disp. OP. Alla luce della disciplina formale suesposta, risulta per- lomeno non arbitrario ritenere, con la Corte cantonale, che non v'era spazio per un'applicazione analogica delle dispo- sizioni procedurali del diritto disciplinare. c) Va poi osservato che la procedura attuata dalle autorità nel caso specifico non risulta contraria né al di- ritto cantonale descritto, né tantomeno alla Costituzione federale, segnatamente dal profilo del principio della se- parazione dei poteri, del diritto di essere sentito e di quello d'essere giudicato da un giudice imparziale. Le re- lative critiche, peraltro non conformi ai requisiti di mo- tivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG sotto ogni punto di vista, mirano di per sé solo a contestare le conseguenze - a torto insostenibili secondo il ricorrente - derivanti dall'applicazione della procedura amministrativa alla re- scissione del rapporto di servizio in parola. Ad ogni modo, il Dipartimento incaricato dell'istruttoria ha informato debitamente il ricorrente che era stato aperto un procedi- mento ai sensi dell'art. 10 OP per motivi gravi, indicando quali fossero le ragioni che l'avevano indotto ad annuncia- re la prospettiva di un licenziamento amministrativo. Si può poi aggiungere che all'interessato è stata data facoltà di esprimersi al riguardo, cosa di cui ha fatto uso con lo scritto del 2 novembre 1998. Certo, tale diritto è stato esercitato dinanzi all'autorità che ha emanato la decisione provvisionale e non anche davanti al Governo: ciò non ha però recato pregiudizio all'interessato, poiché le sue de- terminazioni erano precisamente rivolte sia contro la so- spensione cautelativa sia contro il prospettato licenzia- mento amministrativo. Ad ogni modo il ricorrente non fa va- lere che la propria presa di posizione non sia giunta a co- noscenza del Governo. Inoltre, indipendentemente dalla com- petenza disciplinata dall'ordinamento cantonale, il fatto che del caso si sia occupato il Dipartimento preposto all' interessato, rispettivamente il suo Caposervizio, non è sufficiente per ritenere prevenuta l'autorità, non adducen- do il ricorrente, del resto, alcun elemento concreto che possa anche far nascere un minimo sospetto in tal senso. L'insorgente non può neppure dedurre dall'anticipata - co- munque riprensibile - liquidazione dei suoi diritti sala- riali e previdenziali da parte dell'Amministrazione, che la rescissione sia stata, di fatto, pronunciata prima della decisione governativa. A prescindere dal fatto che solo il Governo è competente ad emanare il provvedimento definitivo - osservazione che di per sé basterebbe per ritenere infon- data la censura -, la doglianza, valutata a posteriori, è irrilevante, in quanto il licenziamento, alla luce delle censure materiali (consid. 6), risulta conforme alla Costi- tuzione federale (nello stesso senso: DTF 109 Ia 177 con- sid. 4). Al pari, vi sono forti dubbi che il ricorrente di- sponga di un interesse attuale e pratico all'esame della medesima (art. 88 OG; cfr. DTF 118 Ia 488 consid. 2a). Gio- va infine rilevare che il ricorrente ha potuto impugnare sia il provvedimento cautelare sia la decisione di licen- ziamento davanti a un tribunale indipendente e imparziale, quale il Tribunale cantonale amministrativo. Le censure d'ordine formale risultano pertanto infondate, nella misura in cui sono ricevibili.