Citation: 2C_679/2021 E. A

A.a. Dal 1984 l'avvocato e notaio A.________ è stato il legale di fiducia di B.________ (1929), che ha in particolare assistito, anche in qualità di notaio, nella sua attività di promotore immobiliare, svolta attraverso la società immobiliare C.________ SA, della quale era azionista unico e presidente del Consiglio di amministrazione. Con testamento olografo del 1° febbraio 2010 B.________ ha lasciato alla moglie e ai due figli le rispettive legittime. Egli ha inoltre attribuito alla consorte 30 azioni e l'usufrutto di 44 azioni della C.________ SA, la cui nuda proprietà andava ai figli in ragione di 22 azioni ciascuno. Ha poi stabilito che le restanti 46 azioni (per un totale di 120) avrebbero fatto parte della porzione disponibile, detenute e amministrate a titolo fiduciario in favore dei figli dall'esecutore testamentario fino al proprio decesso e quello della moglie, ma al massimo fino al 31 dicembre 2035. Nel contempo ha nominato l'avv. A.________ suo esecutore testamentario, indicando che egli avrebbe dovuto agire insieme ad altre due persone. A.b. L'avv. A.________, già membro e vicepresidente del Consiglio di amministrazione della C.________ SA dal settembre 2010, ne è diventato, nell'autunno 2015, il presidente, su proposta di B.________, quando questi ha rassegnato le proprie dimissioni. Era inoltre anche il depositario dell'intero pacchetto azionario. Il 4 dicembre 2015, davanti all'avv. A.________ che, in tale occasione, ha funto da notaio, B.________ ha apportato alcune modifiche nonché completato il suo testamento. In particolare, ha precisato che il legale era designato esecutore testamentario unico. B.________ è deceduto il 17 gennaio 2018, lasciando la moglie e i due figli.