Citation: 5A_312/2010 31.05.2010 E. 5

Quando una lite diventa senza oggetto o priva d'interesse giuridico per le parti, il tribunale, udite le parti, dichiara il processo terminato e statuisce con motivazione sommaria sulle spese, tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite (art. 71 LTF in relazione con l'art. 72 PC). Nell'esame sommario del presumibile esito della procedura ricorsuale non occorre pronunciarsi in modo dettagliato su tutte le censure ricorsuali (DTF 118 Ia 488 consid. 4a pag. 495). 5.1 Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, la motivazione (assenza di possibilità di successo dell'appello) del decreto cantonale era sufficiente dal profilo dell'art. 29 cpv. 2 Cost., atteso che ha permesso alla ricorrente di impugnarlo con cognizione di causa (DTF 134 I 83 consid. 4.1). La critica appare pertanto infondata. L'altra - generica - censura ricorsuale concernente l'arbitrarietà del decreto in discussione non soddisfa invece i requisiti di motivazione posti a un ricorso in materia civile dagli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. Il gravame, se non fosse divenuto privo d'oggetto, avrebbe quindi dovuto essere respinto, nella misura della sua ammissibilità. 5.2 In queste circostanze le spese giudiziarie vanno poste a carico della ricorrente, che rifonderà all'opponente ripetibili per le osservazioni alla domanda di conferimento dell'effetto sospensivo. per questi motivi, la Presidente decreta: