Citation: 2C_1037/2021 E. 2.4

2.4. Ora niente nell'argomentazione del ricorrente - il quale in realtà si limita a ribadire in questa sede quanto già fatto valere dinanzi all'autorità precedente, ossia che nessun avviso di ritiro concernente la raccomandata litigiosa sarebbe stato lasciato nella sua bucalettere e che, sebbene si sia recato il 25 ottobre 2021 presso la filiale della Posta di X.________ per ritirare una raccomandata indirizzata alla sua società, l'impiegato ivi addetto non gli avrebbe né segnalato né consegnato nessun'altra lettera raccomandata a suo nome - permette di dimostrare l'insostenibilità del giudizio reso dalla Corte cantonale. Oltre al fatto che il ricorrente dimentica che non può limitarsi a generiche affermazioni concernenti la possibilità teorica di un errore da parte della posta, ma deve addurre concreti indizi che l'errore sostenuto sia davvero avvenuto (cfr. supra consid. 2.2), producendo ad esempio una dichiarazione della posta che attesta che l'avviso di ritiro non è stato depositato nella sua bucalettere oppure che conferma la realtà dei disguidi addotti, niente nelle sue censure permette di concludere che i requisiti posti per beneficiare della restituzione contro il lasso dei termini (art. 15 LPAmm) così come le conseguenze che derivano dalla mancata osservanza del termine accordato per versare un anticipo delle spese processuali e per produrre la decisione impugnata (artt. 47 cpv. 3 e 12 cpv. 1 LPAmm) siano stati interpretati e applicati in modo insostenibile e, quindi, arbitrario (su questa nozione vedasi DTF 144 III 145 consid. 2 e richiami).