Citation: 5A_846/2024 E. 4.1.2

4.1.2. Nel rimedio all'esame la ricorrente non contesta che la residenza abituale del minore prima del suo trasferimento fosse in Romania, ma sostiene che il trasferimento in Svizzera non sarebbe stato illecito. Ella lamenta innanzitutto un abuso di diritto. A suo dire, la Corte cantonale non avrebbe considerato che il domicilio del padre sarebbe a Z.________ in Germania e che la sua istanza di ritorno del minore verso la Romania sarebbe quindi abusiva siccome "volta a poter svolgere le relazioni personali con il figlio in un Paese di sua scelta, diverso da quello di sua residenza, ciò che non è conforme agli obiettivi e allo spirito della CArap". Secondo la ricorrente, inoltre, considerate le antitetiche posizioni delle parti con riguardo all'esecutività della decisione rumena del 26 aprile 2022, i Giudici cantonali non potevano unicamente applicare l'art. 14 CArap, ma avrebbero dovuto "accertare in modo approfondito, nel rispetto del principio iura novit curia, il diritto estero materiale e procedurale", per esempio facendo uso dell'art. 15 CArap e coinvolgendo l'Ufficio federale di giustizia. A suo dire, se la Corte cantonale avesse meglio delucidato il contenuto del diritto rumeno, sarebbe dovuta giungere alla conclusione che, al momento del trasferimento del minore in Svizzera, l'unica detentrice dell'autorità parentale era la madre, che era quindi libera di spostare la residenza abituale del figlio senza l'accordo del padre. Spiega infatti che, nel diritto rumeno, l'autorità parentale congiunta tra genitori non coniugati esisterebbe solo con una decisione di un tribunale e sostiene che in concreto, al momento del trasferimento del minore, la decisione 26 aprile 2022 non sarebbe stata esecutiva dato che il padre l'aveva appellata sospendendone gli effetti anche sui punti non impugnati, " ciò che si evince con chiarezza quando si fa riferimento all'ultima frase della decisione 5 luglio 2024, nella quale viene indicato che il Tribunale di seconda istanza "mantiene le disposizioni che non sono contrarie alla presente decisione". Ciò lascia intendere che tutto ciò che non è stato modificato dall'appello, tra cui l'autorità parentale, era sospeso ed è st ato poi confermato". La ricorrente si duole così di una lesione dell'art. 3 cpv. 1 CArap. Per la ricorrente, poi, anche ammettendo che il padre fosse (co) detentore dell'autorità parentale al momento del trasferimento del minore, il suo consenso a tale trasferimento - richiesto in virtù dell'art. 497 del codice civile rumeno unicamente se vi è un impatto sui diritti genitoriali del genitore non affidatario - non sarebbe in ogni modo stato necessario, dato che il trasferimento avrebbe in realtà avvicinato il figlio al padre, il cui domicilio sarebbe in Germania ("Y.________ si trova ad una distanza inferiore dal domicilio del padre in Germania (500 km) rispetto a X.________ (1480 km) ") e la cui residenza secondaria in Romania non sarebbe invece stata dimostrata da "alcuna prova oggettiva". La ricorrente lamenta così una lesione dell'art. 3 cpv. 1 CArap e un accertamento dei fatti arbitrario.