Citation: 5A_879/2017 E. 2

Controversa è la validità della seconda cessione - ai sensi dell'art. 260 LEF - del diritto di promuovere azione civile o penale nei confronti degli organi della fallita, decretata dall'UF a favore di B.________AG in Liquidation a seguito dell'ammissione dell'insinuazione tardiva da quest'ultima proposta. I Giudici cantonali, rammentato in entrata che ogni creditore ammesso in graduatoria - anche quello insinuatosi tardivamente (art. 251 LEF) - ha il diritto di richiedere la cessione delle pretese della massa (art. 260 LEF), hanno esposto le differenze fra la cessione ex art. 260 LEF e quella fondata sugli art. 164 segg. CO: contrariamente a quest'ultima, la prima è una mera autorizzazione ai creditori a far valere in luogo della massa, in nome propri o, per proprio conto, a loro rischio e a loro pericolo, una pretesa di cui la massa rimane titolare. Una pretesa della massa può essere ceduta, ai sensi dell'art. 260 LEF, a più creditori. La prima cessione al ricorrente e alla C.________Ltd, autorizzata in data 3 ottobre 2016, non è rimessa in discussione dalla seconda cessione, qui impugnata: quest'ultima è semplicemente una conseguenza dell'ammissione del creditore insinuatosi tardivamente alla procedura fallimentare (art. 251 LEF). In assenza di particolari diritti acquisiti dal ricorrente in virtù di passi decisivi posti da esso in atto al fine di attuare la cessione, egli non ha altra scelta se non accettare l'eventualità che il ricavo, in ragione della partecipazione di un altro creditore, possa essere inferiore a quanto sperato: è, questa, una conseguenza insita nel sistema, che prevede la possibilità di più creditori cessionari, addirittura agenti con interessi opposti.