Citation: 2C_600/2020 E. 2.3

2.3. Oggetto del contendere è la questione di sapere se il Tribunale cantonale amministrativo ha, a ragione, confermato la decadenza dei permessi di dimora UE/AELS di cui i ricorrenti erano titolari, il primo dal 19 maggio 2014 e il secondo dal 14 dicembre 2014, giudicando, come le istanze precedenti, che (perlomeno) nel 2016 gli interessati non vivevano (più) in Svizzera essendosi assentati dal nostro Paese per un periodo di tempo superiore ai sei mesi previsti dall'art. 61 cpv. 2 LStrI, rispettivamente dall'art. 24 cpv. 6 Allegato I ALC. Ora, come emerge dagli atti di causa, la durata di validità di entrambi i permessi era limitata al 22 aprile 2019. Inoltre, come risulta chiaramente sia dal ricorso (sul quale figura un indirizzo in Finlandia ed è stato trasmesso a questa Corte per vie diplomatiche), sia dalla sentenza impugnata (cfr. cifra 5 del dispositivo della medesima che prevede l'intimazione del giudizio ai ricorrenti in Finlandia) sia dagli allegati ricorsuali (vedasi negli stessi la copia del gravame presentato al Tribunale cantonale amministrativo il 10 ottobre 2017 con recapito per ambedue i ricorrenti in Finlandia), tutti e due i ricorrenti vivono e sono domiciliati in Finlandia, perlomeno dal mese di ottobre 2017. È quindi indubbio che, oltre al fatto che le autorizzazioni di soggiorno di cui beneficiavano hanno perso ogni validità dal 22 aprile 2019, da anni gli interessati non vivono e non hanno più la loro residenza nel nostro paese. In queste condizioni quando si sono rivolti al Tribunale federale essi non fruivano più di un interesse pratico attuale ad un giudizio da parte di questa Corte, motivo per cui il gravame sfugge ad un esame di merito. Oltre al fatto che il rimedio proposto non deve, in effetti, essere utilizzato per risolvere problemi giuridici astratti (DTF 131 I 153 consid. 1.2 pag. 157; 131 II 361 consid. 1.1 pag. 365 e rispettivi richiami), i ricorrenti non spiegano né dimostrano (art. 42 LTF), come incombeva invece loro fare (cfr. consid. 1 in fine), in che consiste nella fattispecie l'interesse pubblico sufficientemente importante al chiarimento della questione litigiosa, tale da imporre a questa Corte, adempite determinate esigenze qui non date, di eccezionalmente entrare nel merito di un gravame anche in assenza di un interesse pratico attuale per le parti (DTF 137 I 23 consid. 1.3.1 pag. 24; 296 consid. 4.2 pag. 299 e rinvii). Con riferimento a quest'ultimo punto, si può rammentare che, come già accennato in precedenza (cfr. consid. 2.1) e peraltro ricordato anche dal Tribunale cantonale amministrativo, i ricorrenti in virtù all'Accordo sulla libera circolazione delle persone possono sempre pretendere, purché ne adempiano le condizioni, al rilascio di un'autorizzazione di soggiorno nel nostro Paese.