Citation: 4A_47/2022 E. C

Con appello del 24 settembre 2020 l'attrice ha domandato, in riforma del giudizio pretorile, di accogliere la petizione. Il 29 ottobre 2020 la convenuta ha proposto il rigetto del gravame. Con sentenza del 13 dicembre 2021 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto il rimedio. Secondo la Corte cantonale la disdetta ordinaria del contratto di lavoro non era abusiva e la decisione di attribuire all'attrice, nell'ambito della riorganizzazione, in un primo tempo nuove mansioni e, in seguito, di interrompere il rapporto d'impiego era sostenibile e scaturente da circostanze aziendali e da scelte personali della lavoratrice. In un'occasione il direttore sanitario dell'associazione si era espresso con toni e modi tipici di una molestia secondo l'art. 4 della legge federale sulla parità dei sessi (RS 151.1; LPar). La dipendente, tuttavia, aveva chiesto solo di accertare l'abusività del licenziamento e di condannare la convenuta al versamento di un'indennità secondo l'art. 336a CO, onde il rigetto del gravame.