Citation: 4A_115/2023 E. 3.3

3.3. In concreto la prima doglianza, incentrata sulla pretesa necessità di sentire uno dei convenuti, non si confronta con la motivazione principale della Corte cantonale, che ha ritenuto la censura insufficientemente motivata. I ricorrenti non spendono infatti una parola per indicare come la Corte cantonale avrebbe applicato in modo errato l'art. 311 CPC e dove avrebbero formulato nell'appello, in modo conforme a quanto previsto da tale norma di procedura, le loro lamentele concernenti il mancato interrogatorio. La censura si rivela pertanto inammissibile. Infondata si palesa poi la seconda critica, concernente il diritto di ottenere una decisione motivata, atteso che tale esigenza è soddisfatta se, come risulta dal ricorso in esame, i destinatari sono stati in grado di comprenderla e di impugnarla con cognizione di causa, ricordato che l'autorità cantonale non ha l'obbligo di esporre e confutare tutti i fatti, mezzi di prova e censure invocati dalle parti (DTF 149 V 156 consid. 6.1; 148 III 30 consid. 3.1; 147 IV 409 consid. 5.3.4, con rinvii).