Citation: 1A.257/1999 03.05.2000 E. 3

3.-a) Il rilascio di un'autorizzazione ai sensi dell'art. 24 cpv. 1 LPT non può entrare in linea di conto già per il difetto del requisito dell'ubicazione vincolata dell'opera litigiosa (DTF 124 II 252 consid. 4a), visto che meri interessi finanziari come quelli addotti dalla ricorrente, segnatamente l'importante perdita conseguente a un' interruzione dell'attività nonché l'impossibilità di onorare gli impegni contrattuali assunti, non sono sufficienti (DTF 118 Ib 17 consid. 2a). b) L'art. 24 cpv. 2 LPT conferisce invero ai Cantoni la facoltà di prevedere deroghe alle disposizioni dell'art. 24 cpv. 1 LPT e di permettere quindi la rinnovazione, la trasformazione parziale o la ricostruzione di edifici e impianti, in quanto compatibili con le importanti esigenze della pianificazione territoriale. La rinnovazione, la trasformazione parziale e la ricostruzione secondo l'art. 24 cpv. 2 LPT sono nozioni di diritto federale e costituiscono il quadro - e i limiti - entro cui possono essere rilasciate le autorizzazioni (DTF 123 II 256 consid. 4, 119 Ib 366 consid. 3c). Il diritto cantonale non può estendere tali nozioni; può invece imporre esigenze più severe (DTF 112 Ib 94 consid. 2 e rinvii). Secondo la giurisprudenza, una trasformazione parziale ai sensi dell'art. 24 cpv. 2 LPT può consistere sia nell'aumento della volumetria di un edificio o nella sua trasformazione interna, sia in un cambiamento della sua utilizzazione (DTF 123 II 256 consid. 4, 113 Ib 303 consid. 3b). L'intervento è parziale se non comporta notevoli mutamenti dell'aspetto esteriore dell'edificio e della destinazione originaria e non ingenera effetti considerevoli o sostanzialmente nuovi sull'utilizzazione del suolo, sull'urbanizzazione e sull'ambiente; inoltre, la nuova utilizzazione non deve divergere fondamentalmente da quella originaria, né deve implicare una destinazione economica completamente nuova (DTF 123 II 256 consid. 4, 119 Ib 222 consid. 3a, 366 consid. 3c; Lucchini, op. cit. , pag. 276 seg. ). Per quanto attiene al diritto cantonale, l'art. 75 LALPT dispone che la trasformazione parziale, "da attuare una volta tanto, può essere eccezionalmente autorizzata, se indispensabile per la continuazione dell'utilizzazione attuale e se compatibile con le importanti esigenze della pianificazione territoriale". L'art. 30 del regolamento della LALPT del 29 gennaio 1991 precisa inoltre che una trasformazione è parziale quando modifichi in modo non rilevante la volumetria, l'aspetto esterno e la destinazione dell'edificio o dell'impianto (lett. a) e non ingeneri ripercussioni sostanzialmente nuove sull'uso ammissibile del suolo, sulle opere d'urbanizzazione e sull'ambiente (lett. b). c) La Corte cantonale ha accertato che, prima dell'intervento litigioso, il fabbricato serviva originariamente da officina artigianale e in seguito, a partire dalla fine degli anni settanta, prevalentemente come deposito e magazzino; solo sporadicamente vi si esercitavano attività marginali rispetto a quelle svolte dalla ricorrente nello stabilimento principale. Questo fatto è peraltro stato ammesso dal direttore della ditta ricorrente all' udienza del 25 settembre 1998 tenutasi dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo. Siffatto accertamento, non inficiato da inesattezze manifeste, vincola il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG). In tali circostanze e data questa fattispecie, la Corte cantonale non ha violato la legge considerando che la trasformazione del fabbricato litigioso in un edificio destinato a un'attività industriale di lavorazione di sostanze farmaceutiche non poteva essere permessa sulla base dell'art. 24 cpv. 2 LPT. È pur vero che l'aggiunta del locale adibito a centrale termica non ha modificato in modo importante la volumetria e l'aspetto esterno dell'edificio; tuttavia, l'entità degli interventi complessivi, segnatamente l'installazione dei due mulini e del compressore, la formazione di locali pressurizzati, del laboratorio di analisi, del magazzino e dei cinque posteggi esterni, hanno comportato la nascita di una nuova importante attività produttiva industriale nell'edificio, con l'impiego del relativo personale. Come si è rilevato, la Corte cantonale ha accertato che, da piccola officina artigianale, rispettivamente da deposito utilizzato saltuariamente per modeste attività, l'edificio è assurto a stabilimento industriale per la lavorazione a pieno regime di sostanze farmaceutiche, e precisato che il valore aggiunto all'edificio dall'intervento (fr. 600'000. --) è un multiplo del preesistente valore (fr. 140/160'000. --). L'opera contestata ha quindi implicato un mutamento radicale di destinazione dell'edificio, senza alcuna relazione con quella originaria; essa esorbita dal concetto di trasformazione parziale di un edificio o di un impianto secondo gli art. 24 cpv. 2 LPT e 75 LALPT, applicati dalla Corte cantonale in modo non censurabile. d) Alla luce di quantoesposto, vistol'esitodelricorso, nonoccorreesaminarelafattispeciedalprofilodeldirittoambientale, segnatamentedaquellodell'inquinamentofonico.