Citation: 1C_216/2023 E. 4.4

4.4. Neppure la qualità di cittadina e di prima proponente della citata lista di Anna Biscossa, rispettivamente di Ivo Durisch quale membro del Gran Consiglio e capogruppo di un gruppo parlamentare, che non ha peraltro personalità giuridica propria, conferisce loro la legittimazione a impugnare la contestata ripartizione dei seggi (DTF 112 Ia 174 consid. 3a e 3b). In effetti, disattendendo il loro obbligo di motivazione (vedi consid. 2), essi non dimostrano né rendono verosimile d'essere toccati nei loro interessi diretti e personali degni di protezione (art. 89 cpv. 1 lett. c LTF). In effetti, Ivo Durisch, limitandosi ad accennare in maniera del tutto generica semplicemente al fatto che dovrebbe organizzare differentemente il gruppo parlamentare, e invocando diritti di terzi, segnatamente il "diritto" a una corretta rappresentanza istituzionale della sua lista, non fa valere che, se del caso, l'ulteriore seggio gli sarebbe spettato personalmente, né rende verosimile d'essere toccato in maniera particolare e diretta dalla contestata decisione (DTF 147 I 1 consid. 3.4). In queste circostanze, la sua legittimazione a ricorrere non è dimostrata. Il partito socialista Ticino è un'associazione ai sensi dell'art. 60 e segg. CC e quindi sarebbe stato legittimato a ricorrere, tuttavia ai sensi dell'art. 89 cpv. 3 LTF, qualora non si fosse trattato di una votazione indiretta (DTF 145 I 282 consid. 2.2.4). Come visto, il perseguimento di un mero interesse generale alla corretta applicazione del diritto non è tuttavia sufficiente ai sensi dell'art. 89 cpv. 1 lett. b e c LTF (DTF 144 I 43 consid. 2.1; 123 I 41 consid. 5c/ff). La legittimazione prevista dall'art. 89 cpv. 1 LTF esclude infatti l'azione popolare ed è volta a tutelare gli interessi privati e personali degli insorgenti, ricordato che neppure un gruppo politico o un'associazione è legittimata a far valere la tutela di interessi pubblici (cfr. DTF 130 I 82 consid. 1.3), segnatamente l'asserita "volontà popolare" espressa nel quadro della votazione del 2 aprile 2023, che non riguardava comunque la ripartizione dei seggi commissionali. Ne segue che anche il ricorso giusta l'art. 89 cpv. 1 LTF è inammissibile per carenza di legittimazione, non dimostrata dai ricorrenti, motivo per cui non può essere esaminato nel merito.