Citation: I 164/05 22.12.2006 E. 3

Per quanto concerne la situazione valetudinaria del ricorrente, i primi giudici si sono principalmente fondati sulla dettagliata perizia 28 giugno 2001 del dott. B.________, neurologo, il quale, incaricato dalla Corte cantonale nell'ambito della procedura di ricorso contro la decisione amministrativa di rifiuto del 12 luglio 1999, posta la diagnosi di lesione iatrogena completa del nervo accessorio destro al collo laterale avvenuta nell'ambito di asportazione di linfonodo (1986) e relativa plegia e atrofia del muscolo trapezio destro, pregressa lesione del nervo subscapolare e del nervo dorsale scapolare a destra e stato da morbo di Hodgkin (1986) in remissione, ha concluso per una inabilità di rilievo dell'interessato nella professione di cuoco/gerente (in particolare nell'attività di cuoco, comportante pure lavori fisicamente pesanti), ma per una capacità lavorativa del 75-100% in occupazioni adeguate di tipo amministrativo, di ufficio, controllo, vendita o nel ramo dell'informatica, che non richiedessero il sollevamento di pesi notevoli e che permettessero all'interessato di cambiare spesso la posizione sul lavoro. Essendo, come emerge dalla documentazione medica in atti, la situazione valetudinaria accertata dal dott. B.________ rimasta sostanzialmente invariata nel periodo intercorrente tra la perizia e la data decisiva della decisione su opposizione in lite del 9 agosto 2004 (cfr. DTF 129 V 4 consid. 1.2), adempiendo inoltre il referto in questione a tutti i requisiti di completezza, concludenza e chiarezza posti dalla giurisprudenza per conferire a un atto medico pieno valore probatorio (v. considerando precedente), la valutazione del perito giudiziario può senz'altro essere condivisa anche dal Tribunale federale delle assicurazioni, senza che sia necessario procedere all'allestimento della nuova perizia medica giudiziaria postulata dal ricorrente. A ciò nulla muta il certificato medico allegato al ricorso di diritto amministrativo.