Citation: 1C_53/2023 E. 6.3

6.3. Ora, secondo l'art. 97 cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2), o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. Egli deve motivare la censura in modo chiaro e preciso, conformemente alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 147 IV 73 consid. 4.1.2). Queste condizioni non sono adempiute in concreto, ritenuto che le precisazioni cartografiche richieste dal ricorrente non comportano alcuna influenza decisiva e nulla mutano al fatto che, considerata la drastica riduzione dell'area originariamente prevista per le infrastrutture golfistiche, l'approvazione di quel progetto non è stata negata in maniera arbitraria. Il ricorrente, diffondendosi su inutili precisazioni dei calcoli operati dalla Corte cantonale, non dimostra infatti perché sarebbe addirittura insostenibile ritenere che la sottrazione di circa 30'000 m2 ha comportato un mutamento radicale e decisivo del progetto iniziale, rendendolo inattuabile, senza che, al momento, sia necessario determinare con assoluta precisione il loro perimetro. Questa conclusione non è arbitraria neppure nel suo risultato. La generica motivazione ricorsuale, speciosa, secondo cui l'istanza precedente avrebbe escluso un "campo da golf", ma non necessariamente dei "contenuti golfistici", concetto che intenderebbe un perimetro ben più vasto e diversificato, non regge. Né il ricorrente dimostra un'applicazione arbitraria degli art. 16 LCN e 15 RLCN.