Citation: 1C_144/2019 E. 8.5

8.5. Mal si comprende il generico e impreciso assunto, sul quale i ricorrenti insistono anche nella replica, secondo cui l'art. 9e cpv. 1 LPol/TI permetterebbe alla polizia di osservare persone e cose sul suolo pubblico e, al loro dire, anche su quello privato, essendo manifesto che secondo il chiaro testo legale l'osservazione preventiva è circoscritta ai luoghi liberamente accessibili, ossia pubblici e non privati. Nella risposta il Governo precisa, rettamente, che l'osservazione preventiva in luoghi pubblici costituisce un'ingerenza debole nei diritti fondamentali (DTF 140 I 381 consid. 4.5.1), mentre un'osservazione che non potrebbe essere attuata in luoghi pubblici sarebbe qualificata quale misura coercitiva necessitante di un mandato del procuratore pubblico. Al riguardo giova rilevare in effetti che una videosorveglianza di impiegati sul luogo di lavoro disposta dalla polizia allo scopo di far luce su un reato costituisce un provvedimento coercitivo del diritto processuale penale attuato mediante apparecchi tecnici di sorveglianza, che dev'essere ordinato dal pubblico ministero e approvato dal giudice dei provvedimenti coercitivi (DTF 145 IV 42 consid. 4.2 e 4.5; cfr., sull'utilizzazione di cd. "Keylogger", sentenza 1B_132/2020 del 18 giugno 2020, destinata a pubblicazione).