Citation: 1P.105/2004 21.06.2004 E. 3

3.1 La ricorrente critica inoltre le Autorità cantonali laddove hanno ravvisato un suo comportamento incoerente nel procedimento penale e messo in dubbio la sua credibilità. Ritiene che la sua versione dei fatti sarebbe avvalorata dal contenuto della cartella clinica del suo medico di famiglia, dalla testimonianza di quest'ultimo e da quella delle sue assistenti. 3.2 Nella misura in cui la ricorrente insiste sulla deposizione del dott. E.________ al dibattimento, essa disattende che la testimonianza dello stesso è stata ritenuta dalla Corte di merito complessivamente inutilizzabile, poiché confusa e contraddittoria; nemmeno la CCRP ha in seguito dato peso alla stessa, confermando in sostanza il giudizio di prima istanza. In questa sede la ricorrente non fa valere, con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e alla giurisprudenza (DTF 129 I 113 consid. 2.1 e rinvii), che le Autorità cantonali sarebbero incorse nell'arbitrio ritenendo inaffidabile la deposizione del medico di famiglia al dibattimento. Per il resto, rettamente, i Giudici cantonali non hanno negato che la ricorrente si era recata dal proprio medico di famiglia il giorno stesso dei fatti litigiosi, il 21 marzo 1995, ciò che era confermato dalla cartella clinica. Quest'ultima non indicava tuttavia nulla relativamente allo svolgimento dei fatti esposto dalla denunciante, sicché, senza trarre deduzioni manifestamente insostenibili, i Giudici cantonali non vi hanno desunto alcunché riguardo all'intensità dell'abuso. Né i termini esatti del comportamento tenuto dall'accusato risultano per finire essere stati riferiti nel dettaglio dalla denunciante al dott. E.________ e alle sue assistenti, sicché, in modo non manifestamente insostenibile, i Giudici cantonali hanno ritenuto che, sebbene qualcosa di anomalo fosse effettivamente accaduto in quell'occasione, permaneva il dubbio su un preteso atteggiamento del gastroenterologo che eccedesse la semplice molestia. D'altra parte, pure senza incorrere nell'arbitrio, le precedenti istanze hanno accertato che, in occasione del secondo dibattimento, la ricorrente ha inserito nella sua testimonianza elementi nuovi su aspetti non marginali, adducendo in particolare di avere immediatamente riferito al proprio medico di famiglia i dettagli del preteso abuso. Tale dichiarazione si scosta però dalla sua prima testimonianza e non trova riscontro né nella deposizione del dott. E.________ né in quella delle sue collaboratrici. Anche la pretesa lunga telefonata in tedesco tra il medico di famiglia e il gastroenterologo, non limitata a questioni di diagnosi, non è stata addotta in precedenza dalla ricorrente e poteva quindi sostenibilmente costituire per i Giudici una novità suscettibile di fare sorgere dubbi riguardo alla sua credibilità. Senza valutare arbitrariamente le prove disponibili, le precedenti istanze hanno quindi ravvisato incongruenze nelle dichiarazioni della ricorrente, la quale ha introdotto, sulla questione rilevante dell'intensità dell'abuso e della sua reazione, nuovi e significativi particolari rispetto alla sua deposizione iniziale.