Citation: 2C_227/2019 E. 2.2

2.2. Di fronte a quest'analisi dettagliata e particolareggiata il ricorrente si limita ad affermare che egli ha il diritto di risiedere in Svizzera, siccome è inabile al lavoro, come peraltro riconosciuto dalle autorità italiane che gli erogano da tempo une rendita mensile di invalidità, che le patologie di cui soffre dal 2005 sono iniziate proprio quando era lavoratore dipendente, che la sua prima richiesta di rendita d'invalidità risale al luglio 2007 e che essendosi il suo stato di salute aggravato egli ha presentato una nuova domanda nel luglio 2018. Una simile argomentazione, ai limiti dell'ammissibilità (per le esigenze di allegazione e di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, vedasi DTF 134 II 244 consid. 2.1 pag. 245 seg.; 133 II 249 consid. 1.4.2 pag. 254), non è all'evidenza idonea a dimostrare che l'apprezzamento effettuato dalla Corte cantonale disattende l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, segnatamente l'art. 4 cpv. 1 Allegato I ALC in relazione con l'art. 2 cpv. 1 lett. a e b del Regolamento CEE n. 1251/70. Al contrario la ponderazione svolta dalla citata autorità appare ad ogni modo corretta, motivo per cui si rinvia ai pertinenti considerandi contenuti nella sentenza querelata (art. 109 cpv. 3 LTF), ai quali ci si allinea.