Citation: 2P.130/2005 21.11.2005 E. 5

Esaminando la questione dell'ammissibilità delle varianti, i giudici cantonali hanno ritenuto che tanto il bando quanto le prescrizioni del concorso così come le disposizioni del capitolato o la natura della commessa stessa non escludevano esplicitamente o indirettamente questa possibilità. Hanno poi osservato che l'estromissione dell'offerta di base non impediva di procedere all'aggiudicazione in base alla variante. Il Concordato non esigeva infatti che quest'ultima fosse accompagnata da un'offerta di base valida né l'esclusione della prima si estendeva automaticamente alla seconda; l'esclusione non poteva nemmeno essere dedotta dai principi generali del diritto delle commesse pubbliche oppure dagli atti di concorso. In concreto la ricorrente non rimette più in discussione quest'argomentazione, perlomeno non conformemente a quanto richiesto dall'art. 90 OG. Orbene se né la legislazione determinante né il bando di concorso vietavano esplicitamente la possibilità d'inoltrare varianti, si può condividere l'opinione dei giudici cantonali secondo cui era possibile farlo nella misura in cui dette varianti non divergevano in modo fondamentale dal quaderno dei compiti, ciò che non è sostenuto in concreto. Allo stesso modo si può condividere la tesi secondo cui era ininfluente il fatto che l'offerta di base fosse stata scartata, dato che nessuna norma o principio applicabili in concreto prevedevano che l'esclusione dell'offerta di base si estendeva automaticamente alle varianti.