Citation: 2C_713/2016 E. 7

Secondo la ricorrente, che richiama la direttiva emessa dal Consiglio di Stato, un'ulteriore palese discriminazione emerge dal fatto che colui che sul proprio fondo detiene 60 parcheggi, pure rendendone 20 inservibili, si trova comunque a dovere pagare per i rimanenti 40 utilizzati, ciò che è scioccante e arbitrario rispetto al proprietario che non paga niente. Ancora più scioccante è il caso ove un proprietario possiede 50 posteggi, ne rende uno inservibile tramite un ostacolo fisico, ma paga comunque per i 49 posteggi rimanenti. Nella propria risposta del 4 ottobre 2016 (pag. 47) il Consiglio di Stato spiega che la legge prevede due distinte situazioni, la collocazione fuori servizio dei posteggi e la loro dismissione (cfr. art. 35f LTPub). Nel primo caso viene solo inibito l'uso del posteggio (e il proprietario può quindi decidere, in ogni momento, di riutilizzarlo), che non viene conteggiato ai fini del calcolo dell'imposta, ma viene considerato ai fini dell'assoggettamento, senza possibili bonus. Nel secondo caso, vi è una rinuncia definitiva alla licenza edilizia e il posteggio non è conteggiato né ai fini dell'assoggettamento né per il calcolo dell'imposta ed entrano in considerazione dei bonus. La diversità di trattamento si giustifica dall'importante differenza fra le fattispecie: nella prima i posteggi non vengono (temporaneamente) usati, ma sono giuridicamente mantenuti; nella seconda i posteggi dismessi non esistono più. Viste queste spiegazioni non si è confrontati con un'insostenibile discriminazione, il proprietario avendo la libera scelta tra dismissione e collocazione fuori esercizio. La censura, infondata, va respinta.