Citation: 1B_172/2017 E. 2.4.1

2.4.1. Nel caso in esame, riguardo al primo filone d'inchiesta relativo ai furti, la Corte cantonale ha accertato che il ricorrente non indica bisogni istruttori specifici se non l'esigenza di approfondire i rapporti tra i due arrestati, non escludendo per tali reati una possibile loro connivenza. Considerata la tempistica della prima inchiesta, la CRP ha tuttavia stabilito che non sussistono concreti bisogni d'inchiesta e ancor meno il rischio che la liberazione degli imputati potrebbe compromettere l'accertamento della verità e/o il ritrovamento dei valori patrimoniali sottratti, ritenuto che i primi provvedimenti coercitivi a carico dei sospettati sono stati adottati sei mesi dopo le prime notizie di reato, all'inizio giugno 2016; altrettanti mesi sono trascorsi dalle notizie di reato fino all'emanazione di ordini di perquisizione e sequestri bancari, neppure generalizzati. Già il 21 luglio 2016 ai due sospettati è stata confermata l'esistenza di un procedimento penale per furto. Nell'ipotesi in cui fossero effettivamente correi, come parrebbe ritenere il ricorrente, essi avrebbero pertanto avuto tutto il tempo per concordare le loro versioni, ciò che peraltro non risulterebbe dai verbali dei loro interrogatori e dalle divergenze esistenti; soprattutto avrebbero potuto occultare la refurtiva prima del loro fermo. Ne ha concluso che in tale ambito i bisogni dell'inchiesta fanno manifestamente difetto e che non sussiste più un pericolo di collusione.