Citation: 5P.250/2003 01.04.2004 E. 3

3.1 Secondo il ricorrente, la decisione impugnata è pure arbitraria per il fatto che essa non ha accolto il ricorso con cui egli chiedeva che l'importo di fr. 2'000.--, previsto dall'omologato accordo di riduzione del maggio 2000, fosse destinato pure alla figlia e non solo alla moglie e al figlio minore. 3.2 La Commissione rileva che la somma di fr. 2'000.-- è stata concordata nel maggio 2000, circa un mese prima che la figlia compisse diciassette anni. Secondo i giudici cantonali, poiché ella era vicina alla maggiore età e in assenza di accordi contrari, la somma pattuita poteva essere considerata un importo forfettario, che non sarebbe diminuito dopo il diciottesimo compleanno della figlia. 3.3 Nella fattispecie appare innanzi tutto opportuno ricordare che il giudice di primo grado ha omologato l'accordo in questione nell'ambito della procedura con cui ha stabilito - "con un dettagliato ed esaustivo esposto" confermato dalla Commissione - gli alimenti dovuti dal marito per il periodo successivo all'istanza di riduzione dei contributi del 24 luglio 2002. Il ricorrente non contesta tale fatto e riconosce che il menzionato accordo contiene un contributo globale, ma afferma che l'importo pattuito nel 2000 debba pure essere destinato alla figlia, oramai maggiorenne. Ora, occorre innanzi tutto rilevare che egli nemmeno indica se e per quale motivo la figlia maggiorenne dovrebbe ancora beneficiare di un diritto di mantenimento nei confronti del padre. Anche qualora si volesse prescindere da questa osservazione ed ammettere che in concreto esistano i presupposti per accordare un contributo alimentare alla prole maggiorenne, il ricorrente misconosce di non essere legittimato a chiedere che un siffatto contributo sia pronunciato a suo carico, rispettivamente a ricorrere contro una decisione che non prevede un contributo per la figlia maggiorenne. Se invece, contrariamente alla lettera del suo gravame, egli avesse inteso ottenere una riduzione dell'importo pattuito nel 2000, l'argomentazione ricorsuale non adempie i requisiti di motivazione posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. Il ricorrente non spende del resto una parola per censurare la motivazione della sentenza impugnata, secondo cui gli accordi delle parti non prevedevano una riduzione, dopo il raggiungimento della maggiore età della figlia, dell'importo complessivo pattuito.