Citation: 5C.35/2006 29.08.2006 E. 5

Il primo argomento che i convenuti propongono tramite il loro ricorso per riforma riguarda l'interpretazione del regolamento della casa in punto al diritto d'uso sull'accesso a monte dello stabile e sull'adiacente giardino che questo conferiva a F.________ ed alla moglie. 5.1 Il Tribunale di appello, confermando esplicitamente l'opinione che già aveva espresso il Segretario assessore, ha ritenuto che si trattasse di una concessione di carattere personale, che pertanto non era passata ai convenuti con la donazione delle unità n. 2952 e 2953. Il Tribunale di appello, avallando quanto già ritenuto dal Segretario assessore, ha inoltre proposto una motivazione alternativa: anche volendo ammettere un'interpretazione del regolamento secondo il gusto dei convenuti, la relativa regola non avrebbe potuto acquisire validità vincolante in difetto di una sua regolare approvazione. 5.2 Dal canto loro, i convenuti ripropongono avanti al Tribunale federale l'opinione secondo la quale tanto coloro che lo redassero quanto coloro che accettarono il testo del cennato regolamento della casa (cosiddetto doc. D) intendessero conferire il diritto ai proprietari dei fogli n. 2952 e 2953, indipendentemente da chi si trattasse. 5.3 Per contro, non si sono chinati sulla seconda motivazione nei termini richiesti dall'art. 55 cpv. 1 lit. c OG. In particolare, essi non discutono il consid. 6 della sentenza impugnata. Se essi si riferiscono all'assemblea del 24 aprile 1997, alla quale anche la Corte cantonale fa riferimento, lo fanno unicamente per discuterne la lettura nel merito, non per confutare che la stessa assemblea, comunque la si interpreti, non ha fatto oggetto di un verbale debitamente approvato e non avrebbe pertanto in nessun caso potuto emanare direttive vincolanti. Per costante giurisprudenza, se la decisione impugnata si fonda su una doppia motivazione, il ricorrente deve confrontarsi in dettaglio con entrambe le motivazioni, pena l'irricevibilità del suo gravame (supra, consid. 4.2). La censura si appalesa dunque di primo acchito irricevibile.