Citation: 2C_515/2008 09.09.2008 E. 4

4.1 I ricorrenti lamentano un accertamento manifestamente inesatto dei fatti (cfr. art. 97 cpv. 1 LTF). Fanno valere che la cittadinanza turca è stata revocata a A.A.________ perché ha disertato dall'esercito turco. Per tal motivo egli non potrebbe più riacquistarla, ciò che è comprovato dal fatto che i suoi scritti 18 giugno e 16 dicembre 2004, tesi al riconoscimento della propria nazionalità ed indirizzati all'Ambasciata turca, sono rimasti senza risposta. È quindi a torto che gli è stato rimproverato di non intraprendere nulla per riottenere la cittadinanza d'origine. I ricorrenti adducono poi la violazione dell'art. 1 della Convenzione sullo statuto degli apolidi (RS 0.142.40) in quanto A.A.________ non ha abbandonato volontariamente la propria cittadinanza ma vi è stato costretto a seguito delle accuse di appartenere al movimento rivoluzionario PKK. 4.2 Il Tribunale amministrativo federale, richiamandosi alle decisioni emanate dalle competenti autorità nell'ambito della procedura d'asilo avviata in precedenza dai ricorrenti (cfr. giudizio del 30 maggio 2008, consid. 5.1 pag. 10) ha constatato che il documento prodotto dal ricorrente concernente i problemi riscontrati a seguito delle accuse di appartenenza al PKK era un falso. Nel caso di specie non è stata data alcuna spiegazione atta a confutare tale tesi, motivo per cui su questo punto il ricorso va disatteso. Per quanto concerne poi la problematica della revoca della cittadinanza turca a causa della diserzione dall'esercito, ci si limita ad osservare che la prassi su questo tema, richiamata dall'autorità inferiore (cfr. decisione del 30 maggio 2008 consid. 5.2), è chiara e che non è stato fornito alcun valido argomento atto a rimetterla in discussione. Inoltre A.A.________ non ha provato né dimostrato di aver intrapreso tutto quanto si poteva ragionevolmente da lui pretendere per riacquistare la cittadinanza d'origine. Anche al riguardo il ricorso si rivela privo di pertinenza.