Citation: H 5/02 31.01.2003 E. 4

La ricorrente contesta il giudizio cantonale, oltre che per ragioni di merito, anche per motivi d'ordine formale. Essa eccepisce, in primo luogo, la violazione formale del suo diritto di essere sentita, in particolare per avere i primi giudici rifiutato l'assunzione di dieci testi, le cui deposizioni avrebbero consentito di escludere la grave negligenza del suo agire, e per non aver richiamato tutti gli incarti esecutivi, amministrativi, civili e penali che hanno un nesso, diretto o indiretto, con la pratica in esame. 4.1 Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Se però gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 n. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; Gygi, op. cit., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 4b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 4.2 In merito all'audizione dei dieci testi, si rileva che se da un lato è vero che la ricorrente ha chiesto in sede cantonale l'assunzione di tali mezzi di prova al fine di chiarire la sua posizione all'interno della fallita e quella di L.________, azionista maggioritario della società e procuratore con firma individuale, dall'altro va rammentato che non occorre far capo all'audizione di testi per accertare un elemento irrilevante ai fini del giudizio. Infatti, sapere se L.________ avesse una forte personalità e fosse in grado di contrastare dialetticamente l'opinione e la volontà dell'amministratrice unica ove fossero di segno contrario, a nulla sussidia le tesi ricorsuali, ritenuto che i poteri e le incombenze dell'amministratrice unica di una società anonima sono quelli stabiliti dalla legge che, come tali, non sono suscettibili di deroghe dipendenti da pressioni esterne. Nell'ipotesi in cui un organo societario non sia in grado di sottrarsi all'influsso di terzi, ne dovrà trarre la sola conclusione possibile, ossia inoltrare immediatamente le sue dimissioni. L'apprezzamento anticipato delle prove, così come operato dai primi giudici con il rifiuto di accedere alle testimonianze richieste, è nel caso di specie tanto più giustificato per il fatto che dalla documentazione agli atti emerge che V.________ era a conoscenza dell'importanza di dover pagare i contributi sociali, sapendo già nel giugno 1998 che vi era mancanza di liquidità e che vi erano debiti per oneri sociali nonché precetti esecutivi della Cassa ai quali lei stessa interponeva opposizione. 4.3 Quanto all'acquisizione degli incarti esecutivi, amministrativi, civili e penali aventi un nesso, diretto o indiretto, con la pratica in esame, giova ricordare che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di documentazione, ritenuto che è preciso dovere processuale delle parti indicare con esattezza i documenti utili a dimostrare il fondamento delle tesi formulate. La ricorrente doveva quale amministratrice unica procedere dal profilo processuale in modo selettivo e mirato all'offerta e alla produzione dei mezzi di prova rilevanti per il giudizio, indicandone partitamente gli elementi che li individuano e caratterizzano nonché l'obiettivo probatorio perseguito con la richiesta. Scopo evidente di siffatto rigore formale è di consentire all'autorità giudicante di valutare la rilevanza di ogni mezzo di prova ritualmente offerto. L'asserita violazione del diritto di essere sentito non può pertanto essere fondata sul fatto che i primi giudici non abbiano dato seguito alla domanda generica di edizione di tutti gli incarti esecutivi, amministrativi, civili e penali, dal momento che la ricorrente ha disatteso l'obbligo a lei incombente di procurarsi tale materiale probatorio e nemmeno ha indicato gli atti specifici da assumere nell'eventualità che già non le fosse possibile presentarli direttamente, come sarebbe stato il caso ad esempio per gli incarti esecutivi dopo aver proceduto come lo consente il diritto di consultazione dedotto dall'art. 8a cpv. 1 LEF. Ne consegue che non sussiste in concreto alcuna violazione del diritto di essere sentito da parte della precedente istanza.