Citation: 4D_73/2021 E. 5.3.4

5.3.4. Il ricorrente contesta l'argomentazione del Tribunale di appello secondo cui nemmeno lo specialista dell'Unione contadini ticinesi si sarebbe accorto della discrepanza tra la superficie agricola utile annunciata e quella effettiva. A suo dire sarebbe arbitraria, perché traviserebbe la prassi applicabile in materia e il fatto che la notifica di tale superficie dipenderebbe da un'autocertificazione per la cui correttezza sarebbe responsabile il gestore e non il perito, che in concreto avrebbe ispezionato e valutato le strutture esistenti, ma non avrebbe indagato l'estensione della superficie agricola utile. Per il ricorrente, la perizia di C.________ dell'Unione dei contadini ticinesi sarebbe di parte; tale esperto, poi, non avrebbe avuto il compito di verificare la correttezza della superficie agricola utile notificata, né avrebbe ispezionato tutti i fondi, circostanza, questa, di cui avrebbe dato atto il Pretore e che l'opponente non avrebbe mai contestato. Pertanto, l'argomento del Tribunale di appello secondo cui la contestazione del ricorrente sarebbe "inequivocabilmente smentita dalla perizia stessa", sarebbe arbitrario. Riguardo alla tesi secondo cui nemmeno il ricorrente si sarebbe accorto della discrepanza tra la superficie agricola utile notificata e quella effettiva, il ricorrente fa valere che l'opponente aveva dei doveri di controllo e di verifica e un obbligo di garanzia per i difetti dell'oggetto della compravendita. Per giudicare arbitraria l'argomentazione del Tribunale di appello secondo cui neanche lo specialista dell'Unione contadini ticinesi si sarebbe accorto della discrepanza tra superficie agricola utile dichiarata e quella effettiva, il ricorrente insiste sulla prassi fondata sull'autocertificazione per la cui correttezza sarebbe solo responsabile il gestore. Già si è detto, però, che in concreto non vi sono elementi per concludere che l'opponente abbia inserito consapevolmente e intenzionalmente dei dati errati in quel modulo (cfr. sopra, consid. 5.3.1.1). Contrariamente a quanto affermato dal ricorrente, poi, non consta che il perito dell'Unione contadini ticinesi non abbia indagato l'estensione della superficie agricola utile, giacché la stima del valore di reddito da lui eseguita considera proprio quel fattore (cfr. doc. H, pag. 5 e 11). Che il ricorrente abbia contestato lo svolgimento da parte del perito di un "sopralluogo su tutti i fondi" e che la Corte cantonale non abbia considerato tale contestazione, è possibile. Nel risultato, però, la decisione impugnata resiste alla critica, perché la difficoltà per l'opponente a identificare la discrepanza tra la superficie agricola utile da lui dichiarata alla competente autorità e quella rilevata nel 2015 dalla Sezione dell'agricoltura è motivata anche in altro modo. La Corte cantonale, infatti, ha argomentato che lo specialista dell'Unione contadini ticinesi incaricato dall'opponente non aveva comunque rilevato anomalie, e che il ricorrente stesso durante tre anni e mezzo non aveva notato, né segnalato differenze. In simili condizioni i giudici cantonali potevano concludere senza arbitrio che l'opponente, con cui il ricorrente aveva domandato e ottenuto dalla competente autorità l'autorizzazione per il suo acquisto dei noti fondi agricoli servendosi della stima di C.________, non poteva facilmente rilevare la discrepanza tra i due valori.