Citation: 9C_733/2022 E. 2.1

2.1. Richiamandosi all'art. 29 cpv. 1 Cost. e alla giurisprudenza in materia, i Giudici ticinesi hanno esposto i principi che regolano la ricusazione di dipendenti di amministrazioni pubbliche in modo corretto (sentenze 2C_649/2021 del 21 ottobre 2021 consid. 4; 2C_425/2018 del 25 marzo 2019 consid. 2). Alla loro presentazione può essere qui rinviato (giudizio impugnato, consid. 2 e 3). Sul piano legislativo, l'art. 29 cpv. 1 Cost. è concretizzato dall'art. 109 cpv. 1 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta [LIFD; RS 642.11] e dall'art. 182 cpv. 1 della legge tributaria del Cantone Ticino del 21 giugno 1994 [LT/TI; RL/TI 640.100], di stesso tenore del primo e che alle lettere a-d prevedono che chiunque, nell'esecuzione di queste due leggi, deve prendere una decisione o partecipare in modo determinante alla sua elaborazione è tenuto ad astenersi rispettivamente a ricusarsi se: ha un interesse personale nella causa (lett. a); è il coniuge o il partner registrato di una parte o convive di fatto con lei (lett. b); è parente o affine in linea retta, o in linea collaterale fino al terzo grado con una parte (lett. bbis); è rappresentante di una parte o ha agito per essa nella medesima causa (lett. c); può avere per altri motivi una prevenzione nella causa (lett. d). Nonostante l'assenza di una norma relativa alla ricusazione nella legge federale del 14 dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni [LAID; RS 642.14], la materia è armonizzata, di modo che, davanti a norme identiche, la questione posta può essere esaminata una sola volta, sia per l'imposta federale diretta che per le imposte cantonali (sentenze 2C_649/2021 del 21 ottobre 2021 consid. 4.3; 2C_991/2011 del 18 luglio 2012 consid. 2.3).