Citation: 1C_146/2023 E. 2.2

2.2. La CRP ha infatti accertato che nelle procedure sfociate nelle cinque sentenze di condanna il ricorrente è sempre stato rappresentato da un legale: in quattro casi da uno o più legali di fiducia e in un caso da due avvocati d'ufficio. Nell'ambito di tre sentenze i patrocinatori hanno adito la Corte d'appello e la Suprema Corte di cassazione, senza che queste autorità abbiano riscontrato irregolarità procedurali riguardo alle notifiche. Il ricorrente non dimostra che questi fatti sarebbero stati accertati in maniera arbitraria (DTF 147 I 73 consid. 2.2) : egli ha quindi avuto conoscenza dei procedimenti aperti nei suoi confronti e ha potuto esercitare i suoi diritti di difesa (DTF 129 II 56 consid. 6.2; ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 5a ed. 2019, n. 690 pag. 757). D'altra parte egli neppure adduce che i suoi legali non avrebbero ricevuto le citazioni e non gliele avrebbero trasmesse, né ch'essi non avrebbero partecipato ai procedimenti e che non sarebbero state comunicate loro le relative sentenze, limitandosi a rilevare di non averle ricevute personalmente, ciò che non è decisivo. Neppure fa valere d'aver chiesto la revoca delle sentenze contumaciali.