Citation: 1A.153/2006 29.10.2007 E. 5

Nemmeno l'eventuale eco del procedimento estero sui massmedia, altra circostanza sulla quale insistono le ricorrenti, costituirebbe, come già rilevato nella precedente sentenza nei loro confronti, una grave deficienza ai sensi dell'art. 2 lett. d AIMP (DTF 115 Ib 69 consid. 6 pag. 86 seg.; 110 Ib 173 consid. 6b pag. 182-184; sentenza 1A.212/2001 del 21 marzo 2002, consid. 5). Decisiva è inoltre la circostanza che le ricorrenti, quali persone giuridiche, non sono legittimate a invocare l'asserita implicita lesione dell'art. 2 AIMP concernente il procedimento all'estero (DTF 129 II 268 consid. 6 in fine; 130 II 217 consid. 8.2). Esse, che non hanno sede in Italia, nemmeno asseriscono che le informazioni trasmesse potrebbero essere utilizzate per scopi vietati, segnatamente fiscali (DTF 133 IV 40 consid. 6). Ne segue che la criticata trasmissione dei documenti bancari, anche per i motivi di cui ancora si dirà, è corretta. Occorre ancora esaminare se lo è pure il blocco dei conti litigiosi.