Citation: 1A.167/2005 19.04.2006 E. 1

2.3 La ricorrente fa valere di non aver ricevuto una copia completa della rogatoria. Ora, come addotto dalla stessa, questa richiesta è stata formulata per la prima volta soltanto il 14 giugno 2005, ossia tre giorni prima della scadenza del termine per inoltrare il ricorso di diritto amministrativo, quindi dopo l'emanazione della decisione di chiusura del 13 maggio 2005: in data 16 giugno 2005 il MPC le ha poi trasmesso un esemplare contenente una quantità inferiore di "omissis". Come rilevato dal MPC nella risposta, e non contestato dalla ricorrente nella replica, a quest'ultima era stato concesso un termine sino al 7 dicembre 2004, poi sospeso, per esprimersi sulla prospettata trasmissione dei documenti bancari: dopo la consultazione degli stessi, il citato termine è stato prorogato fino al 4 febbraio 2005 e, in seguito, fino all'11 febbraio successivo. In tutte queste occasioni la ricorrente non ha mai lamentato una limitazione del suo diritto di consultare l'incarto o la domanda di assistenza, né ha chiesto, nell'ambito della procedura in esame, di poter avere, qualora ciò fosse necessario alla tutela dei suoi interessi (v. art. 80b AIMP), l'accesso al testo integrale della rogatoria e sanare in tal modo l'asserito vizio (DTF 124 II 132 consid. 2d). La censura non può quindi essere accolta. Del resto, come rilevato dal MPC nella risposta, i criticati "omissis" si riferiscono a fatti e mezzi di prova concernenti la sfera segreta di terzi, mentre la ricorrente ha potuto consultare compiutamente i fatti e le prove che la concernono. 2.4 Nelle osservazioni dell'11 febbraio 2005, il legale della ricorrente, dopo aver esaminato la documentazione, sia da solo sia unitamente ai signori L.________ e I.________, ha rilevato che le operazioni, essendo state effettuate mediante bonifici bancari, inficerebbero la tesi dell'Autorità richiedente secondo cui il denaro proveniente dall'Italia sarebbe stato distratto in maniera illecita. La ricorrente aveva quindi dichiarato di opporsi in particolare alla trasmissione delle informazioni relative alla destinazione specifica data da I.________ ai fondi da lui prelevati presso la stessa: reputava che fosse sufficiente indicare all'autorità estera che questi ha prelevato EUR 350'000, il 20 dicembre 2000, e ITL 350'000'000, il 16 ottobre 2000. La destinazione specifica di questi fondi, segnatamente l'investimento in un immobile in Italia, risultante dal formulario "verifiche supplementari" del 16 ottobre 2000 e dall'annesso compromesso di vendita, non costituirebbe, sosteneva la ricorrente, un'informazione necessaria ai fini dell'inchiesta italiana, per cui ne chiedeva lo stralcio o, in via subordinata, il depennamento della dicitura "Parte in contanti acquisto immobile in Italia, a Firenze via xxx (vedi copia contratto allegata)". 2.5 Certo, in maniera invero poco comprensibile, nella decisione impugnata il MPC non si è pronunciato espressamente sugli argomenti appena citati addotti dalla ricorrente: esso ha nondimeno illustrato, in modo ancora sufficiente, perché, implicitamente, non li ha ritenuti decisivi. Occorre nondimeno ricordare che l'autorità di esecuzione, dopo aver concesso al detentore la possibilità di addurre i motivi che si opporrebbero alla trasmissione di determinati atti e la facoltà di partecipare alla necessaria cernita, ha l'obbligo di motivare accuratamente la decisione di chiusura (DTF 130 II 14 consid. 4.4 pag. 18). La ricorrente disattende d'altra parte che il diritto dell'interessato di ottenere una decisione motivata ha essenzialmente lo scopo di permettere agli interessati, da un lato, di capire le ragioni che ne stanno alla base e di impugnarla con cognizione di causa e all'autorità di ricorso, dall'altro, di esaminarne la fondatezza (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa in fine, 97 consid. 2b, 124 II 146 consid. 2a). La decisione impugnata adempie questi requisiti. 2.6 Il MPC ha infatti accertato che la ricorrente è titolare delle due relazioni litigiose e che su una di queste sono stati negoziati gli assegni indicati nella domanda di assistenza. L'Autorità federale ha inoltre rilevato che I.________ ne è il beneficiario economico e L.________ l'avente diritto di firma: come si evince dalla decisione di entrata nel merito, l'Autorità richiedente ha chiesto di identificare le relazioni bancarie riconducibili a queste due persone. Ora, come rettamente rilevato nella decisione impugnata, dalla rogatoria risulta che il denaro frutto dell'asserita attività criminosa svolta dagli indagati sarebbe transitato su detti conti. Contrariamente all'assunto ricorsuale, l'utilità e la rilevanza potenziale della documentazione litigiosa per il procedimento estero non possono manifestamente essere escluse (DTF 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a e b). La consegna delle informazioni litigiose è giustificata e idonea a far progredire le indagini: la loro utilità potenziale è chiaramente data (DTF 126 II 258 consid. 9c). 2.7 Contrariamente all'assunto ricorsuale, in siffatte circostanze nemmeno si può negare che tra le richieste misure di assistenza e l'oggetto dell'inchiesta penale italiana sussista una relazione obiettiva sufficiente, come pure un chiaro nesso causale tra la domanda e i sospettati reati; connessione che potrà essere confermata o dimostrarsi inesistente sulla base dei documenti sequestrati (DTF 129 II 462 consid. 5.3, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c). Per di più, come risulta dalla rogatoria trasmessa alla ricorrente il 16 giugno 2005 e come rilevato nelle osservazioni del MPC, i proventi delle sospettate distrazioni venivano investiti in speculazioni immobiliari in Toscana. La circostanza che il denaro è stato prelevato dall'avente diritto economico della ricorrente I.________, per investirli nell'acquisto di un immobile a Firenze, è quindi, in modo manifesto, rilevante ai fini dell'inchiesta italiana. Trasmettendo queste informazioni, il MPC né ha palesemente disatteso il principio della proporzionalità né ha agito, contrariamente all'assunto ricorsuale, "ultra petita" né per finire abusato del suo potere di apprezzamento. Il principio richiamato dalla ricorrente, desumibile da quello della proporzionalità, vieta all'autorità richiesta di andare oltre i provvedimenti postulati dall'autorità richiedente (cosiddetto "Übermassverbot", DTF 115 Ib 186 consid. 4 pag. 192 in fine, 375 consid. 7, 116 Ib 96 consid. 5c). La recente giurisprudenza ne ha però sostanzialmente attenuato la portata, ritenendo che l'Autorità richiesta può interpretare in maniera estensiva la domanda, qualora, come nella fattispecie, sia accertato che su questa base tutte le condizioni per concedere l'assistenza sono adempiute; tale modo di procedere può evitare in effetti la presentazione di un'eventuale richiesta complementare (DTF 121 II 241 consid. 3; Paolo Bernasconi, Rogatorie penali italo-svizzere, Milano 1997, pag. 186 seg.). 2.8 Neppure la circostanza rilevata dalla ricorrente, che non contesta peraltro l'adempimento del principio della doppia punibilità, secondo cui operazioni immobiliari compiute da altri indagati sarebbero oggetto di indagini, da parte della polizia tributaria della Toscana, osta alla concessione dell'assistenza. Infatti il rispetto del principio della specialità, ribadito pure nella rogatoria, non è qui in discussione (DTF 124 II 184 consid. 5 e 6), ritenuto per di più che la ricorrente neppure tenta di spiegare perché potrebbe essere esposta come, società svizzera, alle conseguenze dell'eventuale violazione di questo principio (causa 1A.184/2000 del 1° settembre 2000, consid. 3). 2.9 Il MPC, dopo aver proceduto alla necessaria cernita (v. al riguardo DTF 130 II 14 consid. 4.2-4.4) ed esaminato gli atti bancari, nemmeno ha ordinato in maniera inammissibile, in modo acritico e indeterminato, come a torto addotto dalla ricorrente, la trasmissione in blocco dei documenti sequestrati (DTF 127 II 151 consid. 4c/aa, 122 II 367 consid. 2c, 115 Ib 186 consid. 4). Certo, come si è visto, esso non si è espresso compiutamente sui motivi specifici addotti a sostegno dell'asserita inutilità di precisare l'acquisto di uno specifico immobile: nondimeno dalla decisione di chiusura si evince perché ne è stata ordinata la consegna. La ricorrente inoltre misconosce che, secondo la prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni su conti bancari nell'ambito di procedimenti per reati patrimoniali, esse necessitano di regola di tutti i documenti. Ciò perché debbono poter individuare il titolare giuridico ed economico del conto e sapere a quali persone o entità giuridiche sia pervenuto l'eventuale provento del reato (DTF 129 II 462 consid. 4.4 pag. 468, 124 II 180 consid. 3c inedito, 121 II 241 consid. 3b e c; Zimmermann, op. cit., n. 478-1 pag. 517).