Citation: 2C_720/2010 21.01.2011 E. C

Con risoluzione del 25 agosto 2009, il Patriziato di Iragna ha annullato il concorso concernente l'affitto della cava n. 108. Nella stessa, esso ha fatto riferimento al p.to n. 7 del bando di concorso secondo cui "chi non avrà dato corso alla stesura del contratto o si rifiuta di procedere in tale senso, perde il diritto alla delibera in oggetto..." ed ha pure avanzato una pretesa pari a fr. 15'249.85 per il danno subito. Su ricorso, la risoluzione del Patriziato di Iragna è stata confermata dapprima dal Consiglio di Stato, quindi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 13 agosto 2010. Escludendo l'applicazione alla fattispecie della legislazione in materia di commesse pubbliche, nel suo giudizio la Corte cantonale ha ricordato, con rinvio alla LOP: che un Patriziato è libero di esprimersi nel bando di concorso in merito ai criteri di aggiudicazione, oppure di rinunciare a qualsiasi predeterminazione in tal senso; che, quando il bando prevede criteri specifici, essi risultano vincolanti per committente e concorrenti; che una mutazione successiva delle condizioni poste dal bando non è lecita, neppure in caso di accordo tra le parti, poiché essa comporterebbe una violazione della parità di trattamento e della buona fede, sia nei confronti di eventuali altri partecipanti al concorso, sia di chi avrebbe potuto prendervi parte, a determinate altre condizioni. Preso atto della volontà espressa dalla ricorrente di rinegoziare il contenuto del contratto e del suo rifiuto di firmarlo alle condizioni inderogabilmente prestabilite nel bando, il Tribunale cantonale ha quindi rilevato che tale atteggiamento non poteva che comportare la perdita del diritto alla delibera e il conseguente annullamento del concorso. Nel giudizio impugnato, esso ha infine precisato che neppure il fatto che la ricorrente fosse stata l'unica partecipante modifica alcunché a tale conclusione. Questo perché la partecipazione al concorso non conferisce nessun diritto alla delibera - in base alle prescrizioni concorsuali, subordinata alla sottoscrizione del contratto -, bensì unicamente un'aspettativa in tal senso. Ha inoltre escluso che la ricorrente potesse avanzare contestazioni in merito alle clausole imposte dal Patriziato, in quanto esse avrebbero dovuto fare oggetto di un'impugnazione del bando medesimo.