Citation: 1C_412/2024 E. 2.5

2.5. Il ricorrente insiste sull'assunto secondo cui il procedimento penale ucraino sarebbe motivato politicamente, adducendo al riguardo, in maniera generica e non riferita specificatamente al caso concreto, delle "evidenze" in ordine a interferenze politiche nei procedimenti penali in Ucraina, relative all'asserita mancanza di indipendenza del potere giudiziario e al contesto generale della corruzione in quel Paese. Accenna poi, sempre in maniera generica, a suoi rapporti con figure politiche di spicco ucraine, sostenendo in maniera semplicistica che le controversie commerciali assumerebbero inevitabilmente un carattere politico, poiché spesso coinvolgerebbero figure politiche eminenti. Ne deduce in maniera approssimativa che il nesso tra affari e politica comporterebbe quasi sempre un uso improprio del sistema giudiziario penale. Al riguardo si limita a trascrivere le dichiarazioni degli avvocati inglesi che lo patrocinano nel quadro della sua procedura di richiesta d'asilo politico, e citazioni di una perizia di parte allestita quale mezzo di prova in tale ambito. Le accuse mossegli costituirebbero quindi una sorta di vendetta per i suoi legami personali con figure politiche di spicco d'opposizione al Governo ucraino. Sostiene poi, sempre richiamando la procedura d'asilo in corso e un memorandum di un suo legale inglese che, sulla base di articoli di stampa e di dichiarazioni testimoniali riferite in forma anonima e in buste sigillate alla sola attenzione del Tribunale federale per asseriti motivi di sicurezza, ch'egli avrebbe rivelato alla stampa ucraina uno scandalo di corruzione che vedrebbe coinvolti esponenti di rilievo del Governo, trovandosi quindi al suo dire oggetto di provvedimenti persecutori e di rappresaglie da parte dell'Ufficio Nazionale Anticorruzione. Quale noto avvocato e uomo d'affari, per i suoi numerosi asseriti legami con l'élite politica e sociale ucraina, egli sarebbe vittima di un processo penale promosso a fini politici.