Citation: 4A_465/2007 18.03.2008 E. 4

Per quanto concerne il merito, l'allegato ricorsuale può essere diviso in due parti. Nella prima, da pagina 11 a 44, la ricorrente si diffonde su difetti di "competenza funzionale" dei giudici ticinesi, su irregolarità commesse nel seguire "il processo giurisdizionale di cognizione ordinaria" invece di quello di esecuzione fallimentare così come sul conseguente "eccesso di potere giurisdizionale", sulla violazione di innumerevoli norme e principi giuridici tra i quali quelli di uguaglianza, della buona fede, della legalità e di divieto d'arbitrio nonché infine sul litisconsorzio necessario in relazione con il rispetto delle regole del contraddittorio. Nella seconda parte, a partire da pagina 44, il gravame tratta dei gruppi societari; in particolare la ricorrente assevera una responsabilità diretta e solidale tra la casa madre e i membri del gruppo in caso di inadempimento contrattuale. 4.1 Tenuto conto delle esigenze di motivazione descritte al consid. 1.3.2 ci si potrebbe chiedere se gli argomenti ricorsuali - presentati in una quarantina di pagine di elucubrazioni astratte, per buona parte incomprensibili, con pochissimi riferimenti diretti alla motivazione della sentenza impugnata - non dovrebbero venir dichiarati inammissibili. La questione può rimanere indecisa, visto che il gravame è comunque destinato all'insuccesso per i motivi che seguono. 4.2 Nel groviglio redazionale appena esposto si possono isolare quattro temi. 4.2.1 Nel primo viene censurata la procedura applicata dai giudici ticinesi. Ora, l'azione di accertamento dell'inesistenza del debito è prevista dall'art. 85a LEF: essa tende all'annullamento e alla sospensione dell'esecuzione (cpv. 3) e va trattata con la procedura accelerata (cpv. 4). In concreto, la Corte cantonale ha respinto l'appello proposto dalla ricorrente contro il giudizio di primo grado, nel quale, secondo la procedura accelerata, era stata accertata l'inesistenza del debito dell'attrice e annullata l'esecuzione promossa contro di essa. Entro i limiti in cui è censurato in modo comprensibile, il diritto federale risulta essere stato applicato in modo corretto. 4.2.2 La ricorrente sostiene poi di costituire un litisconsorzio necessario con la C.________SA, la quale andava pertanto convenuta in causa, pena la lesione del principio del contraddittorio e del diritto di essere sentiti. Sennonché la Corte cantonale ha accertato in fatto - quindi in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF) - che la C.________SA ha ceduto le proprie pretese alla ricorrente. In queste circostanze, le conclusioni che la Corte ha tratto quo alla titolarità del credito, nel senso che è passato alla cessionaria, e alla conseguente inesistenza di un litisconsorzio necessario sono conformi all'art. 164 cpv. 1 CO. La ricorrente non può dunque prevalersi della lesione di diritti che competerebbero semmai alla C.________SA. 4.2.3 Quanto agli argomenti concernenti la responsabilità dei gruppi societari, la ricorrente non si avvede che il Tribunale d'appello ha sì evocato la questione, ma l'ha per finire lasciata indecisa, non essendo comunque adempiuti i presupposti della responsabilità contrattuale. 4.2.4 A quest'ultimo proposito il giudizio cantonale ha ricordato che, in forza degli art. 398 cpv. 1 e 321 cpv. 1 CO, il mandatario risponde del danno che cagiona intenzionalmente o per negligenza. Dopo aver precisato che l'inversione dei ruoli processuali insita nell'azione dell'art. 85a LEF non influisce sull'onere probatorio, i giudici cantonali hanno rammentato che spetta al mandante provare il danno, la violazione del contratto e il nesso casuale adeguato, mentre la colpa è presunta. Essi hanno quindi stabilito che la ricorrente non è stata in grado di provare il danno, avendo prodotto soltanto un conteggio di parte, contestato, e non essendo i documenti agli atti sufficienti per ricostruire la situazione. Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente contesta questa motivazione e asserisce che agli atti vi sarebbero documenti con "valenza confessoria". Così facendo propone però soltanto una critica appellatoria inammissibile, dimenticando che la natura fattuale dell'accertamento dell'esistenza e dell'entità del danno (DTF 122 III 219 consid. 3b con rinvii) imponeva una motivazione qualificata (cfr. quanto esposto al consid. 1.3.2.2). La mancata prova del danno ha per conseguenza il fondamento dell'azione d'inesistenza del debito, senza che sia necessario soffermarsi anche sugli altri requisiti dell'azione di responsabilità valutati dall'autorità cantonale.