Citation: 1P.638/2003 14.05.2004 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 129 I 337 consid. 1 e rinvii). 1.1 Interposto tempestivamente contro una decisione finale di ultima istanza cantonale e fondato essenzialmente su una pretesa violazione dei diritti costituzionali dei cittadini, il ricorso di diritto pubblico è di massima ammissibile secondo gli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1, 87 e 89 cpv. 1 OG. 1.2 Dal profilo dell'art. 88 OG, il vicino è legittimato a interporre ricorso di diritto pubblico contro il rilascio di una licenza edilizia solamente se invochi la violazione di disposizioni destinate a proteggere non soltanto l'interesse pubblico, ma anche quello dei vicini (DTF 127 I 44 consid. 2c pag. 46). Egli deve inoltre rientrare nell'ambito di protezione di queste disposizioni ed essere toccato dai pretesi effetti illeciti della costruzione litigiosa (DTF 118 Ia 232 consid. 1a e rinvii). Questi presupposti sono generalmente adempiuti quando il vicino fa valere la violazione di disposizioni concernenti le dimensioni, le distanze dai confini, l'indice di sfruttamento, l'altezza e il numero dei piani degli edifici (DTF 127 I 44 consid. 2d e rinvii, 117 Ia 18 consid 3b, 112 Ia 413 e rinvii). La ricorrente è proprietaria del fondo part. n. SSS, sito sul lato opposto di via delle Bolle, dirimpetto alla particella oggetto della domanda di costruzione. Nella misura in cui fa valere l'arbitrio nell'applicazione di norme edilizie che regolano, in ultima analisi, le dimensioni dell'edificio, tra le quali rientrano anche quelle sull'indice di sfruttamento, e che mirano quindi a proteggere anche i suoi interessi, è di principio legittimata a interporre il presente gravame. Per contro, ove la ricorrente critichi il progetto dal profilo dell'estetica e dell'inserimento nel paesaggio, soprattutto per la mole dell'edificio, ritenuta eccessiva e deturpante, essa invoca disposizioni destinate essenzialmente a tutelare l'interesse pubblico, sicché le censure sono inammissibili per la mancanza di legittimazione del vicino a presentarle (DTF 118 Ia 232 consid. 1b, 112 Ia 88 consid. 1b pag. 90). 1.3 Anche la critica del mancato rispetto delle distanze dal confine è inammissibile in questa sede. La questione non era infatti litigiosa dinanzi alla Corte cantonale, che non l'ha quindi esaminata. Essa costituisce pertanto una nuova allegazione, non proponibile nella procedura del ricorso di diritto pubblico (DTF 124 I 208 consid. 4b, 118 III 37 consid. 2a e riferimenti). Né il gravame in esame adempie in ogni sua parte le esigenze di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e dalla giurisprudenza, in particolare laddove la ricorrente si limita ad accennare ad una pretesa violazione della garanzia della proprietà senza tuttavia presentare un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda l'invocato diritto costituzionale (DTF 129 I 113 consid. 2.1, 127 I 38 consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a, 125 I 71 consid. 1c). Nella misura in cui riveste carattere appellatorio e non rispetta gli indicati principi, il ricorso di diritto pubblico è quindi inammissibile. 1.4 Poiché gli atti di causa sono sufficienti a chiarire la situazione, un sopralluogo, indicato dalla ricorrente, non è necessario né si giustifica (art. 95 OG; DTF 123 II 248 consid. 2a, 122 II 274 consid. 1d).