Citation: 2C_610/2023 E. 6.3.2

6.3.2. Ora, nel capitolo del giudizio impugnato dedicato alla verifica della proporzionalità, un interesse pubblico a sostegno della conferma del provvedimento che è stato preso dalle autorità migratorie ticinesi non viene mai indicato in modo esplicito. D'altra parte, questo interesse non risulta nemmeno altrimenti evidente. In effetti, la ricorrente 1 non ha subito condanne penali (DTF 139 I 31 consid. 2.3.2). Nel contempo, alla stessa non si può rimproverare una dipendenza dall'aiuto sociale perché - come indicato anche dal Tribunale cantonale amministrativo (giudizio impugnato, consid. 3.1.4) - gli assegni integrativi e gli assegni di prima infanzia previsti dalla legge ticinese del 18 dicembre 2008 sugli assegni di famiglia (RL/TI 856.100) costituiscono degli strumenti di politica familiare e, al pari dei sussidi di cassa malattia, non rientrano nel concetto di aiuto sociale ai sensi della LStrI (DTF 141 II 401 consid. 4 segg. e 5.1). Un interesse pubblico alla partenza della ricorrente 1 e dei suoi figli - cui non vengono nemmeno imputati dei comportamenti abusivi - non può essere d'altra parte ravvisato nei debiti privati accumulati. Questo perché è vero che un indebitamento eccessivo e intenzionale può comportare un interesse pubblico legittimo a negare ad una persona straniera il permesso di soggiorno in Svizzera anche nell'ottica dell'art. 8 CEDU rispettivamente dell'art. 13 Cost. (sentenza 2C_20/2022 del 7 luglio 2022 consid. 6.4, con ulteriori rinvii). Altrettanto vero è però che i debiti della ricorrente 1 sono contenuti, dato che sono pari a circa fr. 16'000.--, e non vi sono indicazioni in merito a delle colpe legate al loro accumulo (art. 105 cpv. 1 LTF). Al contrario risulta che, per migliorare la situazione economica del nucleo familiare e benché avesse ancora dei figli piccoli, la ricorrente 1 ha documentato di avere trovato un impiego a tempo parziale quale donna delle pulizie (giudizio impugnato, consid. 4.2.1.3).