Citation: 1P.39/2000 04.04.2000 E. 3

3.- Secondo la ricorrente, il Consiglio di Stato, con la conferma della licenza edilizia per la trasformazione dell'edificio sul fondo n. ZZZ di Monteggio, si sarebbe già pronunciato sulla medesima vertenza, esprimendo un giudizio a lei sfavorevole. All'esecutivo cantonale sarebbe pertanto mancata la necessaria imparzialità per approvare la contestata variante di piano regolatore. a) La censura non regge. Premesso che la ricorrente non fa valere ragioni soggettive, non esiste alcuna circostanza oggettiva che permetta di dubitare dell'imparzialità del Consiglio di Stato. Il solo fatto che sia la procedura per l'ottenimento della licenza edilizia sia quella di approvazione della variante esplicano effetto, in ultima analisi, sull'edificabilità del fondo della B.________ SA non è idoneo a fondare il dubbio oggettivo della prevenzione dei membri del Governo cantonale. A questo proposito occorrerebbe perlomeno che la questione giuridica da risolvere sia, in entrambi i casi, simile o qualitativamente uguale (DTF 120 Ia 184 consid. 2b). Come rilevato dalla Corte cantonale, nell'ambito del ricorso contro la licenza edilizia si trattava essenzialmente di esaminare se l'intervento edilizio eseguito costituisse una trasformazione parziale conforme agli art. 24 cpv. 2 LPT e 75 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990. Per contro, nella procedura di approvazione della variante di piano regolatore, il Consiglio di Stato era innanzitutto tenuto ad esaminarne la legalità, l'opportunità e segnatamente, in virtù dell'art. 26 cpv. 2 LPT, la conformità del piano stesso con il piano direttore cantonale (Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, n. 358). Il semplice fatto che la fattispecie fosse già stata oggetto di una procedura in materia edilizia, sfavorevole alla ricorrente, dinanzi al Consiglio di Stato, che verteva su questioni giuridiche diverse, è intrinseco alla regolamentazione legale delle competenze scelta dal legislatore e non costituisce, di massima, un motivo di ricusa nel contesto della procedura per l'approvazione del piano regolatore. b) La ricorrente rimprovera inoltre al Consiglio di Stato di avere rilasciato, a torto, alla B.________ SA un'autorizzazione eccezionale giusta l'art. 24 LPT, e rileva come il Presidente del Governo abbia addirittura tolto l'effetto sospensivo al ricorso. Osserva pure che l'Esecutivo cantonale non sarebbe intervenuto per far rispettare le decisioni del Tribunale amministrativo, statuendo poi sul ricorso contro il piano regolatore prima che fosse pronunciato il giudizio sull'istanza di ricusa. Le censure sono infondate. La prassi costante del Tribunale federale nega infatti ai provvedimenti procedurali, indipendentemente dalla loro correttezza, l'idoneità a fondare il dubbio oggettivo della prevenzione e parzialità del magistrato, e quindi a maggior ragione di un organo esecutivo, che li ha adottati. Eventuali critiche devono essere censurate seguendo il normale corso d'impugnazione (DTF 116 Ia 14 consid. 5b, 113 Ia 407 consid. 2). Unicamente errori particolarmente importanti o ripetuti, tali da essere considerati come violazioni gravi dei doveri, possono giustificare un sospetto oggettivo di prevenzione (DTF 116 Ia 135 consid. 3a). Parimenti inidonea a fondare il dubbio della prevenzione è la circostanza che una precedente decisione fondata su di un'errata applicazione del diritto materiale sia stata impugnata con successo (DTF 113 Ia 407 consid. 2b). Certo, il Tribunale amministrativo ha annullato dapprima il provvedimento del Presidente del Consiglio di Stato e successivamente la licenza edilizia, ma ciò non basta a fondare motivi di ricusa per sospetta parzialità. Del resto eventuali errori, omissioni o ritardi potevano essere impugnati - ciò che è avvenuto - attraverso le vie ricorsuali ordinarie. Né dagli atti emerge che i membri del Governo o il suo Presidente abbiano commesso violazioni gravi e ripetute dei loro doveri o che abbiano avuto un interesse personale nei procedimenti in questione (DTF 107 Ia 135 consid. 2b, 103 Ib 134 consid. 2b). Inoltre, un'eventuale prevenzione del Presidente avrebbe giustificato, se del caso, unicamente la sua ricusa, che d'altra parte la ricorrente non ha chiesto specificatamente, e non quella dell'intero Consiglio di Stato. Anche il fatto che l'Esecutivo cantonale ha approvato la variante di piano regolatore prima che il Tribunale amministrativo si fosse pronunciato sulla domanda di ricusa non costituisce un errore grave, dal quale possa dedursi la parzialità dei membri del Governo cantonale. Tale modo di procedere non avrebbe infatti causato alcun pregiudizio alla ricorrente, visto che l' eventuale accoglimento del suo ricorso da parte del Tribunale amministrativo avrebbe comportato, analogamente a quanto previsto nella sede federale, l'annullamento della decisione di approvazione del piano regolatore, nella misura in cui la riguarda (cfr. consid. 1d; DTF 117 Ia 157 consid. 4a). c) La ricorrente sostiene infine che il Consiglio di Stato avrebbe "addirittura finanziato l'attività illecita" della B.________ SA. A prescindere dal fatto che l'argomentazione non è stata fatta valere dinanzi all'ultima istanza cantonale, essa si rileva infondata. La circostanza che, con risoluzione del 20 dicembre 1994, il Consiglio di Stato ha concesso alla B.________ SA, sulla base della legge cantonale del 27 maggio 1986 sul promovimento dell'industria e dell' artigianato industriale, allora in vigore, un contributo per l'acquisto di macchine e impianti di produzione, non presenta alcuna relazione con le controversie di natura edilizia e pianificatoria, nate soltanto negli anni successivi. Tale circostanza non può pertanto essere ritenuta idonea a fondare un dubbio di parzialità dell'Esecutivo, oltretutto - nel frattempo - parzialmente rinnovato. d) Alla luce delle considerazioni suesposte, il Tribunale amministrativo non ha dunque violato gli art. 8 e 29 cpv. 1 Cost. respingendo la domanda di ricusa.