Citation: 6B_1442/2020 E. 2.2.1

2.2.1. È sulla scorta delle circostanze concrete del singolo caso che occorre esaminare se esiste uno stato di bisogno o un rapporto di dipendenza giusta l'art. 193 CP e se la capacità della vittima di determinarsi liberamente ne sia notevolmente limitata. Un rapporto di dipendenza si fonda di regola su un particolare rapporto di fiducia e, immancabilmente, su un rapporto di potere marcatamente sbilanciato (DTF 133 IV 49 consid. 5.2). La situazione di bisogno o di dipendenza dev'essere valutata in funzione della percezione degli interessati (sentenza 6B_1307/2020 del 19 luglio 2021 consid. 1.2). Secondo la giurisprudenza, nel contesto di una relazione terapeutica tra uno psicoterapeuta e un paziente può crearsi un rapporto di dipendenza (DTF 131 IV 114 consid. 1). Nella psicoterapia il paziente, psicologicamente afflitto, si confida al terapeuta con tutti i suoi problemi, le sue apprensioni e debolezze, rivelando sentimenti, fantasie, paure e desideri molto personali. Nel corso della terapia può dunque crearsi una situazione di straordinaria intimità, che rende il paziente altamente vulnerabile. Di regola il rapporto terapeutico tra lo psicoterapeuta e il paziente è caratterizzato da un intenso rapporto di fiducia. Spesso, anche se non sistematicamente, le terapie conducono il terapeuta ad avere un grande ascendente sul paziente, e quindi a un rapporto di potere sbilanciato, e a processi interni tipici della terapia che comportano nel paziente una perdita di controllo e di autonomia sufficiente sotto il profilo dell'art. 193 CP (DTF 133 IV 49 consid. 5.3). Non è tuttavia possibile dedurre l'esistenza di un particolare rapporto di fiducia e di dipendenza unicamente da un trattamento psicoterapeutico. Occorre piuttosto esaminare in ogni singolo caso se si sia creato un simile rapporto. Di rilievo al riguardo risultano, ad esempio, la durata della terapia, la condizione fisica e psichica del paziente, l'oggetto, la natura e la forma del trattamento, il (mancato) rispetto della distanza terapeutica da parte del terapeuta in occasione delle sedute con il paziente. Talvolta un particolare rapporto di fiducia e di dipendenza giuridicamente rilevante può anche non instaurarsi a causa della brevità della terapia o di altre ragioni, come l'assenza di un'implicazione personale del paziente nel trattamento o nelle sedute (ad esempio in caso di terapie comportamentali), o ancora a causa di un atteggiamento distante, critico o addirittura di rifiuto del paziente nei confronti del terapeuta (DTF 131 IV 114 consid. 1).