Citation: 4D_9/2010 01.04.2010 E. 6.1

6.1.1 L'art. 117 LTF rimanda per la motivazione all'art. 106 cpv. 2 LTF, giusta il quale la violazione di diritti fondamentali può essere esaminata soltanto se il ricorrente ha sollevato e debitamente motivato tale censura. Nell'atto di ricorso è in particolare necessario menzionare i fatti essenziali ed esporre in modo conciso le ragioni per le quali si ritiene che la decisione impugnata abbia leso dei diritti fondamentali, indicando precisamente quali. Solo le censure sollevate in maniera chiara e dettagliata vengono esaminate; censure di carattere appellatorio sono inammissibili (DTF 134 II 244 consid. 2.2 pag. 246). In particolare, il ricorrente che lamenta una violazione del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.) non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale, bensì deve confrontarsi criticamente con la sussunzione contestata e indicare in maniera chiara e dettagliata per quale motivo essa è manifestamente insostenibile (DTF citato; sulla nozione di arbitrio cfr. DTF 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4 con rinvii). 6.1.2 Nella fattispecie in esame occorre però tenere presente che la Camera di cassazione civile ticinese ha statuito sulla base dell'art. 327 lett. g CPC/TI, che le permette di annullare la sentenza di primo grado solo in caso di arbitrio nell'applicazione del diritto o nell'accertamento dei fatti. In questo ambito la Corte cantonale dispone dunque di un potere d'esame analogo a quello del Tribunale federale chiamato a statuire su di un ricorso per violazione del divieto dell'arbitrio. Secondo costante giurisprudenza, adito con un ricorso fondato sull'art. 9 Cost. e avente per oggetto la decisione di un'autorità di ultima istanza che pure fruiva di una cognizione ristretta, il Tribunale federale non si limita ad esaminare dal punto di vista dell'arbitrio se l'autorità di ricorso lo abbia commesso; in altri termini, non vi è la cosiddetta duplice limitazione del potere di esame (Willkür im Quadrat). Il Tribunale federale esamina liberamente la questione di sapere se l'autorità cantonale ha a torto ammesso - rispettivamente negato - una violazione del divieto dell'arbitrio (DTF 116 III 70 consid. 2b). Ciò non toglie che spetta alla parte ricorrente dimostrare, con un'argomentazione conforme agli esposti dettami dell'art. 106 cpv. 2 LTF, che le motivazioni addotte dall'autorità cantonale per ammettere rispettivamente negare il carattere arbitrario del giudizio di primo grado sono sbagliate. In altre parole, la parte ricorrente non può limitarsi a ripetere quanto già esposto in sede cantonale, bensì deve confrontarsi criticamente con la motivazione della decisione impugnata, pena l'irricevibilità del gravame per carente motivazione (DTF 125 I 492 consid. 1a/cc pag. 494; cfr. anche sentenza 4D_16/2008 del 20 maggio 2008 consid. 2.2). 6.2 Dai principi appena esposti discende l'inammissibilità, d'acchito, della censura relativa alla violazione dell'art. 5 cpv. 1 Cost., evocata solo genericamente in ingresso all'impugnativa. 6.3 Prima di procedere all'esame delle altre critiche ricorsuali è opportuno rammentare che nel quadro del ricorso in materia costituzionale il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 118 cpv. 1 LTF). Il Tribunale federale può rettificare o completare d'ufficio l'accertamento dei fatti operato dall'autorità inferiore se è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 116 LTF (art. 118 cpv. 2 LTF); tocca però alla parte ricorrente allegare, con un'argomentazione conforme ai requisiti posti dall'art. 106 cpv. 2 LTF, che questa condizione è realizzata (DTF 133 III 439 consid. 3.2 pag. 445). Nuovi fatti e nuovi mezzi di prova possono essere addotti soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore (art. 99 cpv. 1 LTF) Questa precisazione si rende necessaria perché nel suo scritto il ricorrente espone vari argomenti di fatto privi di riscontro nell'atto impugnato e pertanto inammissibili. Ciò vale, in particolare, con riferimento all'affermazione secondo la quale la busta da lui originariamente inviata sarebbe stata distrutta e sostituita con un'altra e alle circostanze in cui si è svolta l'udienza del 21 agosto 2009 dinanzi alla giudice di prima istanza. 6.4 Priva di riscontro nella sentenza criticata è pure l'affermazione, sulla quale il ricorrente fonda la censura relativa alla violazione del suo diritto di essere sentito, secondo cui la Camera di cassazione civile avrebbe eseguito - all'insaputa del ricorrente e senza dargli la possibilità di parteciparvi - un'indagine per pronunciarsi sulla tardività dell'istanza 13 maggio 2009. Dai considerandi della sentenza impugnata emerge solo che la Corte cantonale ha esaminato gli atti processuali in suo possesso. L'asserita violazione del diritto costituzionale, vagliata sulla base dei fatti accertati in maniera vincolante, si avvera pertanto manifestamente infondata. 6.5 Giovi comunque rilevare che la Corte cantonale non ha basato il suo giudizio sul timbro postale apposto sulla parte di busta allegata all'istanza - di modo che si avvera inutile, in questa sede, la rinnovata critica (ancorché pertinente) della prassi della sezione 4 della Pretura di Lugano di conservare solo la parte di busta recante il francobollo con il relativo timbro postale - bensì sull'assenza di prove presentate nei modi e nei tempi previsti dalla normativa processuale cantonale a sostegno della contestata tempestività dell'istanza. 6.5.1 A questo riguardo il ricorrente spiega, in sintesi, che la contestazione della tempestività dell'istanza formulata all'udienza del 21 agosto 2009 lo ha colto impreparato e la sorpresa è stata tale da impedirgli di ricordarsi immediatamente che il 13 maggio 2009, quando ha spedito l'istanza, aveva casualmente incontrato F.________ che lo ha accompagnato all'ufficio postale. Rimproverargli di non aver formulato alcuna richiesta di prove nel corso di quell'udienza - caratterizzata da un clima ostile nei suoi confronti e nell'ambito della quale la giudice ha sollecitato le parti a procedere immediatamente al dibattimento finale - è a suo modo di vedere eccessivo. Osserva comunque di aver offerto la prova della tempestività del suo memoriale alla Pretora prima dell'emanazione della sentenza. Sia come sia, egli sostiene che tale prova - la dichiarazione scritta di F.________ - avrebbe dovuto essere presa in considerazione dalla Camera di cassazione civile, che l'ha invece rifiutata siccome prodotta in urto con le regole poste dall'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI. Per il ricorrente è "ridicolo e arbitrario che il Tribunale d'appello consideri che la prova di questa tempestività debba essere sollevata come le altre prove all'udienza, pena il non più poterlo fare in seguito"; la tempestività di un atto processuale è infatti un presupposto processuale che va constatato in ogni momento dal giudice adito. 6.5.2 Anche su questo punto il ricorso è votato all'insuccesso. La decisione della Corte cantonale di dichiarare inammissibile lo scritto di F.________, datato 24 agosto 2009, siccome prodotto per la prima volta in sede di ricorso, in contrasto con la normativa processuale applicabile, è conforme alla citata giurisprudenza del Tribunale federale e assolutamente sostenibile. Anche se è vero che, giusta l'art. 97 cpv. 1 n. 5 CPC/TI, il giudice esamina l'ammissibilità degli atti processuali in ogni stadio di causa, questo non significa che l'autore dell'atto la cui ammissibilità è stata tempestivamente contestata dalla controparte possa apportare la prova dell'ammissibilità in ogni stadio di causa, quando meglio gli aggrada. Ciò vale in particolare per un difetto processuale che non può essere sanato in corso di causa, quale la tardività di un atto (cfr. Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato - Appendice 2000/2004, n. 194 pag. 148). In altre parole, confrontato con l'eccezione di tardività del suo memoriale già in sede di risposta, il ricorrente non poteva attendere l'inoltro del ricorso per cassazione per presentare la prova della tempestività della sua istanza. L'affermazione secondo la quale egli avrebbe consegnato la dichiarazione scritta di F.________ alla Pretora già prima dell'emanazione della sentenza di primo grado non può essere tenuta in nessuna considerazione, giacché priva di riscontro nella sentenza impugnata e il ricorrente non pretende di essersene già avvalso dinanzi alla Camera di cassazione civile.