Citation: I 329/04 20.05.2005 E. A

F.________, cittadina italiana nata nel 1954, ha lavorato in Svizzera dal 1973 al 1980 solvendo regolari contributi sociali. Rientrata in Italia, non ha più svolto attività lucrativa e si è occupata a titolo principale dell'economia domestica della propria famiglia. In data 31 gennaio 2002 l'interessata ha formulato una domanda volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Esperiti i necessari accertamenti a cura dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS) di C.________ e preso atto delle dichiarazioni rese dall'istante nel questionario per assicurati occupati nell'economia domestica, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), aderendo al parere del proprio servizio medico, dott.ssa M.________, che definiva un tasso di incapacità al lavoro del 36,7%, in data 23 maggio 2003 ha emesso un progetto di decisione prevedente il diniego di prestazioni. Ricevuta ulteriore documentazione sanitaria, l'UAI, dopo avere nuovamente interpellato la dott.ssa M.________, che confermava la precedente valutazione, ha respinto la domanda di prestazioni per decisione del 16 luglio 2003. L'interessata ha interposto opposizione e sostenuto di non essere in grado di riprendere un'attività lucrativa né di poter attendere ai lavori domestici. Dopo avere sottoposto il caso a un suo ulteriore consulente medico, dott. L.________, che attestava, a partire dal 1996, un grado d'inabilità del 50% in attività leggere o medio-pesanti e del 40% nell'ambiente domestico, l'UAI, mediante provvedimento del 23 ottobre 2003, ha accolto l'opposizione riconoscendo all'assicurata il diritto a un quarto di rendita con effetto dal 1° giugno 2002, data, quest'ultima, dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali.