Citation: 4P.50/2003 10.07.2003 E. 3

Come già esposto nella parte relativa ai fatti di causa, il tribunale d'appello ha infatti stabilito che il maggior costo dovuto al getto in contemporanea non ammonta a fr. 52'000.--, come calcolato nel settembre 1990 (recte 1991) dal tecnico C.________, bensì a fr. 13'962.75, conformemente a quanto indicato dall'architetto stesso nella liquidazione finale allestita nel novembre 1990 (recte 1991) e confermato, in sostanza, dal perito a futura memoria. A mente del committente questa decisione è il risultato di un apprezzamento arbitrario delle prove. Egli rimprovera ai giudici ticinesi di aver trascurato il fatto che le cifre indicate dal perito a futura memoria si riferivano unicamente alle principali divergenze sorte sulle liquidazioni finali allestite dall'impresa costruttrice e che per l'esecuzione del getto in contemporanea si erano resi necessari ulteriori costi, quali ad esempio per il riscaldamento, per la copertura, per il beton, per la manodopera, per le regie, ecc. 3.1 La sua argomentazione potrebbe già essere dichiarata inammissibile per carente motivazione. Secondo una prassi ormai consolidata, un ricorso fondato sull'art. 9 Cost., com'è quello in esame, non può infatti essere sorretto da argomenti con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle norme invocate (DTF 120 Ia 369 consid. 3a; 117 Ia 10 consid. 4b). Per richiamarsi con successo all'arbitrio, il committente avrebbe dunque dovuto dimostrare - con un'argomentazione precisa - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità. Egli si è invece limitato ad affermare l'erroneità delle considerazioni contenute nella sentenza impugnata ed a contrapporre la propria lettura delle risultanze processuali, senza chiarire per quale motivo quella dei giudici cantonali sarebbe manifestamente insostenibile. 3.2 A prescindere da quanto appena esposto, non si vede per quale ragione sarebbe arbitrario privilegiare i dati forniti dall'architetto nella liquidazione finale all'indirizzo dell'impresario costruttore - e confermati da un perito a futura memoria - piuttosto che quelli indicati approssimativamente da un suo collaboratore in un documento ad uso interno. Il committente non spiega, d'altro canto, nemmeno perché i vari costi supplementari da lui menzionati (riscaldamento, copertura, ecc.) andrebbero direttamente collegati al getto in contemporanea. Quand'anche ammissibile, la critica rivolta all'apprezzamento delle prove in sede cantonale andrebbe dunque in ogni caso respinta siccome infondata.