Citation: 1B_433/2016 E. 4.2

4.2. Il ricorrente critica in maniera generica e del tutto appellatoria le motivazioni della CRP, senza confrontarsi con la copiosa giurisprudenza e dottrina rettamente poste a fondamento del giudizio impugnato. Le generiche asserzioni ricorsuali disattendono chiaramente le esigenze di motivazione richieste dall'art. 42 LTF e sono pertanto in larga misura inammissibili. In effetti, il ricorrente contestando le informazioni formali e di merito rilasciate dal perito durante il suo interrogatorio, adducendo che sarebbero false, censura invero il contenuto e le conclusioni della perizia, sostenendo un'asserita contraddittorietà della stessa con le precisazioni fornite in seguito dal perito. Ora, come rettamente ritenuto dalla CRP e peraltro ammesso dal ricorrente, allo scopo di evitare un apprezzamento arbitrario delle prove, qualora sussistano serie obiezioni contro il carattere concludente della perizia, spetta se del caso al giudice di merito stabilire se eventualmente far completare o migliorare il referto peritale (art. 189 CPP; DTF 141 IV 369 consid. 6.1 e rinvii pag. 372 seg.; 118 Ia 144 consid. 1c pag. 146; sentenza 6B_648/2014 del 28 gennaio 2015 consid. 4.2, non pubblicato in DTF 141 IV 34). Il ricorrente si limita a mettere in dubbio la competenza professionale del perito sulla base delle informazioni, al suo dire imprecise, contraddittorie o addirittura false, da lui fornite durante la sua audizione, ciò che priverebbe la perizia del suo carattere concludente. Ora, spetta al giudice di merito vagliare tale quesito. Come ritenuto a ragione nella sentenza impugnata, poiché la domanda di ricusazione dev'essere respinta nei confronti del citato perito, la questione di sapere se le sue affermazioni dovrebbero essere ascritte anche agli altri periti può rimanere aperta.