Citation: 2C_81/2014 E. C

La decisione è stata confermata su ricorso dal Tribunale cantonale amministrativo, con giudizio del 3 dicembre 2013. Dopo avere rammentato che in Ticino l'esercizio della professione di impresario costruttore è soggetto ad autorizzazione (art. 2 LEPIC) e che sono abilitate ad eseguire lavori di sopra e sottostruttura le imprese iscritte all'albo (art. 4 cpv. 1 LEPIC), la Corte cantonale ha osservato che non soggiace invece alla legge l'esecuzione di lavori, a titolo professionale, di modesta importanza o particolarmente semplici che possono essere eseguiti anche da persone senza particolari conoscenze nel ramo della costruzione e senza l'ausilio di attrezzature importanti (art. 4 cpv. 2 LEPIC) e che sono considerati tali i lavori i cui preventivabili costi non superano l'importo di fr. 30'000.-- (art. 4 cpv. 3 LEPIC). Ha poi ricordato lo scopo perseguito dalla LEPIC (proteggere da attività imprenditoriali che non offrono sufficienti garanzie di preparazione e di capacità riguardo ad un'esecuzione a regola d'arte dei lavori di sopra e sottostruttura) nonché le sanzioni incorse in caso di inosservanza della stessa (art. 16 LEPIC). Procedendo poi all'esame di merito il Tribunale cantonale amministrativo ha osservato, riguardo alla questione del valore reale dei lavori eseguiti, che i vari conteggi prodotti non apparivano particolarmente affidabili, date le differenze rilevanti esistenti con le tariffe della Società svizzera impresari costruttori (di seguito: SSIC) le quali, pur non essendo vincolanti, costituivano nondimeno un termine di raffronto attendibile. Ha tuttavia lasciato irrisolta la questione dato che, in ogni caso, le opere litigiose non potevano beneficiare dell'eccezione di cui all'art. 4 cpv. 2 LEPIC. In effetti, la costruzione di un muro di controriva e quella di un locale accessorio interrato, come quelli in esame, non potevano, a parere dei giudici ticinesi, per dimensioni e caratteristiche, essere ritenuti il frutto di lavori di modesta importanza o particolarmente semplici e, quindi, non essere assoggettati alla LEPIC. Motivo per cui, indipendentemente dall'attendibilità della valutazione dei conteggi eseguita dall'autorità di prime cure, era a giusto titolo che era stata constatata la violazione dell'art. 4 LEPIC. Esaminando poi la pretesa disattenzione della libertà economica dell'insorgente, il Tribunale cantonale amministrativo ha spiegato che, contrariamente a quanto addotto, non le era stato imposto, nemmeno indirettamente, di applicare le tariffe SSIC, le stesse essendo state utilizzate unicamente come indicatori di riferimento. In ogni caso, questo aspetto non era determinante, l'autorità essendosi fondata sul genere e la tipologia delle opere realizzate per ammettere una violazione della normativa cantonale. Infine, giudicando la colpa della ricorrente rilevante (una ditta attiva nel ramo da anni non poteva ignorare che solo le imprese iscritte all'albo potevano effettuare lavori del tipo di quelli litigiosi) e l'infrazione commessa notevole (quanto realizzato non poteva, per dimensioni e caratteristiche, essere sussunto al concetto di lavori di modesta importanza o particolarmente semplici), la Corte cantonale ne ha concluso che la multa contestata risultava del tutto proporzionata.