Citation: 2A.494/2003 24.08.2004 E. 6

6.1 Come accennato in narrativa, il 9 settembre 2002 A.A.________ è stato condannato a diciotto mesi di detenzione e all'espulsione dalla Svizzera per tre anni. Entrambe le pene sono state sospese per un periodo di prova di due anni. In primo luogo, egli è stato riconosciuto colpevole di ripetuta corruzione attiva. Tra l'autunno del 1994 e il novembre del 1996 in più occasioni ha infatti consegnato del denaro ad un alto funzionario di polizia di Chiasso, per un importo complessivo di ca. fr. 370'000.--, affinché, violando i suoi doveri d'ufficio, gli fornisse informazioni utili per continuare i suoi traffici di sigarette. Al medesimo scopo ha pure corrotto due funzionari del servizio inquirente delle dogane, dando loro, in totale, oltre fr. 80'000.--. Ha altresì ripetutamente istigato questi agenti pubblici a violare il segreto d'ufficio. Da marzo a novembre del 1996 ha inoltre ripetutamente falsificato dei documenti ufficiali di accompagnamento di merci, per occultare il trasporto di carichi di sigarette. In seguito, tra il 1998 e il gennaio del 1999, ha organizzato il trasporto di somme di denaro provenienti dal contrabbando internazionale di sigarette senza accertarsi in maniera appropriata dell'identità degli aventi economicamente diritto e commettendo così il reato di carente diligenza in operazioni finanziarie. Da ultimo, nel mese di maggio del 2000 è stato autore di una violazione di domicilio, facendo ingresso nell'abitazione della moglie, da cui viveva separato, indebitamente e contro la sua volontà. 6.2 Come ha osservato la Corte delle Assise correzionali, le pratiche di corruzione messe in atto dall'insorgente vanno qualificate di assai gravi, perché hanno coinvolto tre funzionari pubblici attivi in settori diversi dell'amministrazione statale ed hanno riguardato somme di denaro importanti, versate in svariate occasioni sull'arco di più anni. Comportamenti di questo genere sono particolarmente pericolosi per l'ordine pubblico perché colpiscono le istituzioni e la loro credibilità agli occhi dei cittadini. Sulla gravità dei reati non deve trarre in inganno la pena irrogata. Essa è infatti rimasta nei limiti massimi che ne hanno consentito la sospensione condizionale sostanzialmente per le ammissioni dell'interessato e soprattutto per il lungo tempo trascorso (poco meno di sei anni) tra l'arresto, e quindi la cessazione degli atti delittuosi più gravi, e la condanna (sentenza penale, pag. 94). Diversamente da quanto sostiene il ricorrente, per soddisfare i requisiti posti dalla giurisprudenza comunitaria è peraltro sufficiente che un determinato comportamento venga punito penalmente anche nei confronti di cittadini svizzeri (DTF 130 II 176 consid. 3.4.1), e non che dia luogo ad una pena privativa della libertà da espiare effettivamente.