Citation: 2C_257/2022 E. 6.2.2

6.2.2. Come emerge dagli atti di causa, nel corso della procedura avviata in sede cantonale la ricorrente ha prodotto, sia spontaneamente che su richiesta della Sezione del lavoro, diverse versioni dei vari contratti da lei stipulati; per determinarsi sulla questione dell'assoggettamento della ricorrente alla legge sul collocamento, l'autorità si è tuttavia attenuta a quelli presentati nell'ottobre 2014. Dalla lettura del contratto intitolato "Contratto di lavoro secondo gli articoli 19 segg. LC e 48 segg. OC", risulta che lo stesso è un contratto quadro che disciplina un numero indeterminato di missioni temporanee che la lavoratrice svolgerà durante un determinato periodo presso imprese terze (imprese acquisitrici). È completato da un contratto di missione, il quale regola diversi aspetti (salario lordo orario, spese e uscite, ore supplementari, versamento del salario, ferie, prestazioni sociali, malattia e infortuni, ecc.) e rinvia al contratto di lavoro per quanto riguarda diversi punti (tipo di lavoro da svolgere, luogo del lavoro, inizio della missione e durata, salario per la missione, eventuale 13 mensilità). Il datore di lavoro non è tenuto a offrire una missione e il lavoratore ad accettare la missione proposta. Ogni nuova missione presuppone la conclusione di un nuovo contratto di missione. Le ore di lavoro effettuate sono pagate mensilmente, in base alle indicazioni di cui al corrispondente formulario da far pervenire alla datrice di lavoro qui ricorrente a conclusione di ogni mese. Questi documenti sono infine completati da un contratto di missione, concernente una missione temporanea da svolgere presso il cliente (impresa acquisitrice) del prestatore, il quale include un regolamento interno che specifica i diritti e doveri del dipendente e precisa, tra l'altro, le varie mansioni di aiuto domestico da effettuare come anche che alla lavoratrice è vietato eseguire ordini impartiti dall'utente, fatta eccezione per quanto riguarda il prestito del personale. Visto quanto precede è quindi a giusto titolo che il Tribunale cantonale amministrativo ha ammesso l'esistenza di un contratto di lavoro ai sensi dell'art. 319 CO, cioè di un contratto quadro completato da un contratto di missione, che disciplinano le relazioni tra la qui ricorrente e i lavoratori. Occorre ora esaminare se vi è fornitura di personale a prestito.