Citation: 1P.571/2002 30.01.2003 E. 5

Il ricorrente critica infine l'ammontare dell'indennità per torto morale riconosciutagli dalla CRP (fr. 23'000.--), ritenendola arbitraria e lesiva del principio della parità di trattamento. Postula in particolare un cambiamento di giurisprudenza riguardo all'importo forfetario di base di fr. 100.-- per ogni giorno di detenzione, chiedendo di aumentarlo a fr. 200.--. Sostiene inoltre che la gravità della lesione della personalità subita giustificherebbe di riconoscergli una somma complessiva di fr. 62'650.-- corrispondente a fr. 350.-- per ognuno dei 179 giorni di detenzione preventiva. La Corte cantonale ha innanzitutto stabilito un importo di base che tenesse principalmente conto della durata della detenzione, fissandolo in complessivi fr. 17'900.--, corrispondenti a fr. 100.-- per ogni giorno di carcere. Lo ha poi adeguato alle circostanze del caso in esame, in considerazione segnatamente della concreta gravità dell'offesa alla personalità. Il ricorrente non sostiene che tale modo di procedere sia di per sé lesivo della Costituzione, ma postula essenzialmente una modifica della giurisprudenza riguardo all'importo di base che, sempre secondo l'istante, dovrebbe d'ora innanzi essere fissato in fr. 200.-- per ogni giorno di detenzione. Questa Corte aveva in effetti ritenuto nella sentenza 1P.589/1999 del 31 ottobre 2000, nota al patrocinatore del ricorrente, giustificata l'assegnazione di un'indennità giornaliera per torto morale di fr. 100.-- per 172 giorni di detenzione (cfr. sentenza citata, consid. 4 e 5 e i numerosi riferimenti). Un cambiamento di giurisprudenza deve tuttavia fondarsi su motivi seri e oggettivi quali ad esempio una migliore conoscenza della volontà del legislatore, la modificazione di circostanze esterne o della concezione giuridica o l'evoluzione dei costumi. Inoltre, segnatamente per ragioni legate alla sicurezza del diritto, più la giurisprudenza ritenuta errata o non più attuale è da tempo costante, più il giudice è tenuto a porre esigenze severe riguardo ai motivi alla base del cambiamento (DTF 127 II 289 consid. 3a e rinvii, 127 V 268 consid. 4a, 353 consid. 3a). Il ricorrente non si confronta in modo specifico e approfondito con queste esigenze, che non occorre ulteriormente esaminare in un caso come il presente, visti oltretutto l'esauriente trattazione della questione nel citato giudizio del 31 ottobre 2000 e il breve tempo trascorso dalla sua emanazione, e considerato come in concreto la CRP non si è limitata a riconoscere un importo forfetario, ma ha rettamente stabilito la riparazione del torto morale in funzione delle circostanze concrete, fondandosi quindi anche su fattori soggettivi legati alle conseguenze sulla personalità dell'istante (cfr. pure DTF 127 IV 215 consid. 2e). Il ricorrente poggia invero la pretesa indennità di fr. 350.-- per ogni giorno di detenzione su una serie di sentenze emanate dalla CRP, dalle Autorità di altri Cantoni e dal Tribunale federale, dalle quali risulterebbero, se calcolate e riferite alla singola giornata di detenzione, indennità giornaliere superiori. La commisurazione della riparazione morale costituisce tuttavia una decisione secondo l'equità, fondata di principio sull'apprezzamento e sulla ponderazione delle concrete circostanze (DTF 123 II 210 consid. 2c), sicché eventuali paragoni non comportano di per sé l'illiceità della somma stabilita nel singolo caso (DTF 127 IV 215 consid. 2e, 125 III 412 consid. 2c/cc pag. 421). L'indennità per torto morale deve infatti essere fissata in funzione della gravità della lesione della personalità, tenendo conto di tutte le circostanze di fatto, segnatamente del pregiudizio all'integrità fisica e psichica, della reputazione di colui che si pretende leso, nonché della sua situazione familiare e professionale (DTF 113 Ib 155 consid. 3b, 113 IV 93 consid. 3a; cfr. pure DTF 128 IV 53 consid. 7a pag. 71, 125 III 269 consid. 2a, 412 consid. 2a pag. 417). Ora, premessi questi principi, i casi esposti dal ricorrente riguardano essenzialmente procedimenti penali che hanno comportato detenzioni di breve durata, in cui si giustifica quindi di riconoscere indennità giornaliere più elevate, mentre per carcerazioni di lunga durata, come è qui il caso, assume maggiore importanza una valutazione complessiva (cfr. Hauser/Schweri, op. cit., § 109 n. 8a). Né si impone una diversa conclusione sulla base della sentenza 1C.1/1998 del 5 marzo 2002, su cui insiste particolarmente il ricorrente e in cui il Tribunale federale aveva attribuito a un accusato prosciolto dalle accuse di reati contro l'integrità sessuale un'indennità per torto morale di complessivi fr. 30'000.--. Basti infatti considerare come, in quel caso, diversamente dalla presente fattispecie, era stato riconosciuto - in base a una perizia medica - oltre alla lesione della personalità (art. 49 CO) anche un danno alla salute mentale dell'istante (art. 47 CO; cfr. sentenza citata, consid. 3g/bb pag. 32). Del resto, nel fissare concretamente l'indennità per torto morale, la CRP ha tenuto conto delle accuse particolarmente infamanti contro l'istante, dei pregiudizi per la sua reputazione, dell'ampio risalto della vicenda sui quotidiani ticinesi, delle difficoltà dal profilo della salute e nelle relazioni sociali incontrate dal ricorrente e dai suoi familiari in seguito all'avvio del procedimento, ravvisando per finire una grave lesione della personalità del ricorrente. L'indennità complessiva di fr. 23'000.-- riconosciuta a titolo di torto morale è quindi fondata su una ponderazione globale degli aspetti determinati e rientra nel vasto potere di apprezzamento che spettava alla CRP. Le censure ricorsuali sono pertanto infondate anche su quest'ultimo punto.