Citation: 5A_879/2017 E. 3.2

3.2. La cessione fondata sull'art. 260 LEF deve essere ben distinta dalla cessione ex art. 164 segg. CO (BÜRGI, op. cit., n. 2 ad art. 260 LEF), anche se la prima comporta elementi tratti dalla seconda (JEANNERET/CARRON, op. cit., n. 4 ad art. 260 LEF). Soltanto quest'ultima trasferisce la titolarità della pretesa al cessionario (JEANNERET/ CARRON, op. cit., n. 4 ad art. 260 LEF; SCHOBER, op. cit., n. 11 ad art. 260 LEF). Se il processo intentato dal cessionario ha esito favorevole, questi ne beneficia prioritariamente soltanto nella misura del credito insinuato (e delle spese incorse) : un'eventuale eccedenza viene riversata alla massa fallimentare (art. 260 cpv. 2 LEF; JEANNERET/CARRON, op. cit., n. 2 ad art. 260 LEF; SCHOBER, op. cit., n. 12 ad art. 260 LEF). Diversamente da quanto è il caso per la cessione fondata sugli art. 164 segg. CO (v. art. 169 cpv. 1 CO; DTF 130 III 312 consid. 5.2), il debitore chiamato in causa dal cessionario ex art. 260 LEF può opporgli unicamente le eccezioni che egli poteva opporre al creditore fallito rispettivamente alla massa fallimentare, non, invece, eccezioni personali contro il cessionario procedente (JEANNERET/CARRON, op. cit., n. 46 ad art. 260 LEF; SCHOBER, op. cit., n. 16 ad art. 260 LEF).