Citation: 1B_350/2018 E. 2.3

2.3. Del resto, allegando un accertamento arbitrario dei fatti e un eccesso di formalismo, essa si limita ad addurre, peraltro in maniera del tutto generica, che la richiesta della CRP di dimostrare ulteriormente i poteri di rappresentanza sarebbe stata superflua e ridondante, poiché imponeva l'accertamento di un fatto al suo dire già acclarato con la presentazione del reclamo. La stessa, dando seguito all'invito e chiedendo una proroga al riguardo, non l'ha tuttavia contestato, né ha addotto tale argomentazione dinanzi all'istanza precedente (cfr. al riguardo DTF 143 IV 397 consid. 3.4.2 pag. 406). A titolo abbondanziale sostiene, sempre in maniera del tutto generica, che la CRP, ritenendo che si sarebbe in presenza di una procura non valida, avrebbe ingiustificatamente esteso la portata dell'art. 385 CPP. Al suo dire, nel caso in esame non vi sarebbero vizi formali: si tratterebbe soltanto di una "integrazione documentale" di quanto già prodotto con il reclamo. Con questo accenno essa non dimostra che la decisione di inammissibilità violerebbe il diritto. Per di più, contrariamente all'assunto ricorsuale, la comminatoria di non entrata nel merito del reclamo in caso di mancato inoltro della documentazione richiesta era chiara, a maggior ragione essendo indirizzata a un legale. Il rilievo circa il fatto che, nonostante la scadenza infruttuosa del termine in questione, la procedura ricorsuale ha seguito il proprio corso non muta tale esito.