Citation: 8C_158/2019 E. 3.1

3.1. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni, esposto lo svolgimento del processo, le norme e la prassi ritenute applicabili, ha accertato che il ricorrente è stato legato da un contratto di lavoro con la ditta B.________ SA, dichiarata fallita il 15 maggio 2018, dal 15 aprile 2017 al 18 settembre 2017 come informatico e con un salario di fr. 3'360.- mensili. L'ultimo giorno di lavoro effettuato è stato il 1° settembre 2017. Il salario è stato saldato dal 15 al 30 aprile 2017. Per contro, non è stato pagato per i mesi di maggio, giugno, luglio e agosto, nonché per il 1° settembre 2017. Il 2 settembre 2017 egli ha sospeso la sua attività lavorativa, non essendo stato retribuito. Il 18 settembre 2017 ha inviato un messaggio di posta elettronica ove spiegava il suo licenziamento e il mancato pagamento dei salari e dei rimborsi spesa. Il 2 ottobre 2017, per il tramite di un avvocato con sede in Italia, l'assicurato ha fissato un termine di otto giorni al datore di lavoro con la minaccia di avviare una causa giudiziaria. Il 19 gennaio 2018 il ricorrente, sempre tramite il medesimo avvocato, ha avviato dinanzi alla Sezione del lavoro del Tribunale di Milano una causa contro la datrice di lavoro e un'altra società con sede in Italia. Il 12 luglio 2018, dinanzi al giudice del lavoro, il ricorrente ha concluso una transazione con l'altra società, ma non con la datrice di lavoro svizzera. Rammentato che il dipendente deve mettere in atto tutte le misure possibili per rivendicare il salario, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha concluso che il ricorrente avrebbe dovuto far spiccare un precetto esecutivo contro il suo ex datore di lavoro, al più tardi alla scadenza del termine di otto giorni stabilito nella lettera del 2 ottobre 2017 e avviare immediatamente una causa in Svizzera, posto che questa è la prima via da seguire soprattutto se si intendono rivendicare prestazioni della sicurezza sociale elvetica.