Citation: 4A_492/2014 E. 3

La ricorrente chiede lo stralcio dai ruoli della petizione (e in subordine degli atti inoltrati dall'attrice nella procedura di appello), affermando di aver effettuato " una verifica sui principali motori di ricerca web" utilizzando la ragione sociale dell'opponente e di aver trovato una società dallo stesso nome, ma nella forma di società a responsabilità limitata in liquidazione, che ha ottenuto " il beneficio del concordato preventivo secondo le leggi concorsuali italiane " e produce una decisione del 18 settembre 2013 del Tribunale di Monza. Assevera che non è stata chiesta alcuna rettificazione della denominazione alle autorità cantonali e che risulterebbe prioritario verificare se i presupposti processuali sussistevano al momento in cui sono state emanate sia la decisione di primo grado che la sentenza di appello. Con tale argomentazione la ricorrente pare dimenticare che giusta l'art. 99 cpv. 1 LTF avanti al Tribunale federale possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore, ciò che incombe alla parte di spiegare (DTF 139 III 120 consid. 3.1.2; 133 III 393 consid. 3). La norma non intende permettere a una parte di addurre nuovi fatti o produrre nuovi mezzi di prova per sanare in tal modo la propria negligenza (DTF 136 III 123 consid. 4.4.3). La ricorrente non si esprime minimamente sul motivo, del resto nemmeno ravvisabile, che le avrebbe impedito di addurre i predetti fatti e documenti innanzi all'autorità inferiore e non attendere che questa emani una decisione a lei sfavorevole per avanzare una serie di dubbi sulle " capacità della resistente ". Il ricorso si rivela quindi su questo punto inammissibile. A titolo abbondanziale si può aggiungere che l'apertura di una procedura concordataria all'estero non produce alcun effetto in Svizzera prima del suo riconoscimento e che l'apertura di un concordato ancillare in Svizzera (con la nomina di un commissario) non si giustifica qualora non si sia annunciato alcun creditore privilegiato (DTF 137 III 138 consid. 2.2).