Citation: 2C_554/2024 E. 5.2

5.2. Nell'impugnativa e, più in particolare, nel capitolo intitolato "quo dell'attività svolta in Svizzera dalla B.________ Srl (succursale di X.________) ", una violazione dell'art. 9 Cost. non è però dimostrata perché, pur richiamandosi al divieto d'arbitrio, il ricorrente si limita a fornire una propria lettura della fattispecie, che completa e precisa liberamente, e a contrapporla a quella contenuta nella sentenza impugnata - che ritiene "inconsistente", "risibile" e "senza pregio" - ciò che non basta. In effetti, l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e/o nell'apprezzamento delle prove è dato solo se l'istanza inferiore non ha manifestamente compreso il senso e la portata di un mezzo di prova, ha omesso di considerare un mezzo di prova pertinente senza un serio motivo, oppure se ha tratto delle deduzioni insostenibili (DTF 143 IV 500 consid. 1.1; 141 III 564 consid. 4.1). Di conseguenza, chi ricorre per lamentarsene non può limitarsi ad affermare l'arbitrio - come fa anche l'insorgente, definendo il giudizio impugnato "al limite della temerarietà" - ma deve argomentare, per ogni accertamento criticato, in che modo le prove già addotte in sede cantonale avrebbero dovuto essere valutate, perché l'apprezzamento dell'autorità sia insostenibile e in che misura la lesione invocata sarebbe suscettibile d'avere influenza sull'esito del litigio nel suo complesso (DTF 143 IV 500 consid. 1.1; sentenza 2C_496/2023 del 5 ottobre 2023 consid. 5.2). Resta pertanto da verificare se, alla luce dei fatti che risultano dal giudizio impugnato, che vincolano il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), l'esito cui giunge l'istanza inferiore sia giusto.