Citation: 1B_196/2008 05.09.2008 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio se e in che misura un ricorso può essere esaminato nel merito (DTF 134 IV 36 consid. 1). 1.2 Presentato contro decisioni rese dalla I CRP in materia di provvedimenti coattivi (art. 79 LTF; sentenza 1B_95/2008 del 14 maggio 2008 consid. 1.3 destinata a pubblicazione; cfr. anche DTF 131 I 52 consid. 1.2.2; 130 II 302 consid. 3.1), il ricorso in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF), tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF), è di massima ammissibile. La legittimazione del ricorrente è pacifica (art. 81 cpv. 2 LTF; DTF 134 IV 36). 1.3 Secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, il gravame dev'essere motivato in modo sufficiente. Il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure sollevate; esso non è tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se queste ultime non sono presentate nella sede federale (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1; 133 IV 286 consid. 1.4; cfr. anche DTF 134 IV 43 consid. 2.5: sulle censure proponibili da parte del pubblico ministero v. DTF 134 IV 36 consid. 1.4.3-1.4.5). L'atto in esame adempie, come si vedrà, solo in parte queste esigenze di motivazione. 1.4 Il ricorrente adduce che A.________ è stato nuovamente arrestato il 9/10 luglio 2008. Esso non ha tuttavia comunicato al Tribunale federale, come addotto dall'opponente, il quale contesta inoltre la possibilità di interporre un unico gravame contro due decisioni distinte, che l'UGIF, con ordinanza di non conferma dell'arresto del 12 luglio seguente, ritenuto che il MPC neppure durante l'udienza ha sostanziato l'esistenza di nuovi fatti rilevanti, ha respinto le ulteriori richieste di conferma dell'arresto e deciso la messa in libertà provvisoria dell'indagato dietro versamento di una cauzione e con l'obbligo di ottemperare a ogni citazione. Il ricorrente non si è pronunciato su un'eventuale impugnazione di questa ordinanza e quindi sull'esistenza, tutt'altro che evidente e compiutamente contestata dall'opponente, di un interesse pratico e attuale all'esame del ricorso, esigenza applicabile anche nel quadro della PP (sentenza 1S.14/2004 del 21 dicembre 2004 consid. 3.1) e della LTF (cfr. sentenze 1C_89/2007 del 13 luglio 2007 consid. 1.3 e 1C_161/2007 del 18 febbraio 2008 consid. 1.2). 1.4.1 Questa prassi assicura che il Tribunale federale statuisca, nell'interesse dell'economia processuale, su questioni concrete e non soltanto teoriche (DTF 125 I 394 consid. 4a). Esso può tuttavia rinunciare eccezionalmente all'esigenza di un interesse pratico e attuale ed esaminare comunque il ricorso, allorché i quesiti sollevati si potrebbero ripetere in qualsiasi momento nelle stesse o in analoghe circostanze e un tempestivo esame da parte del giudice costituzionale sarebbe pressoché impossibile; occorre inoltre che esista un interesse pubblico sufficientemente importante per risolverli (DTF 127 I 164 consid. 1a; 127 III 429 consid. 1b pag. 432). Del resto, come si vedrà, volendo seguire l'assunto (errato) addotto dal ricorrente, esso, non opponendovisi, avrebbe accettato implicitamente la scarcerazione. Questa eventualità, come sostiene l'opponente, parrebbe essere data in concreto, ritenuto che il MPC poteva senz'altro impugnare la nuova ordinanza dell'UGIF del 12 luglio 2008 dinanzi alla I CRP, con la quale, come già detto, ritenuta ormai l'inesistenza del pericolo di collusione, è stata ordinata la scarcerazione in esame. 1.4.2 Ci si può quindi chiedere se sussista ancora un interesse pratico del ricorrente a chiedere l'annullamento della sentenza 10 giugno 2008, con la quale sono stati accolti i suoi reclami e confermato l'ordine di arresto, sebbene soltanto sulla base del pericolo di collusione. L'opponente adduce che il ricorso costituirebbe una specie di domanda di revisione tendente a sostituire i motivi del primo ordine di arresto, aggiungendovi il pericolo di fuga. L'interesse del ricorrente a far accertare anche la presenza del pericolo di fuga perseguirebbe in effetti soltanto lo scopo di evitargli di dover inoltrare, ogni 14 giorni, una richiesta di proroga dell'arresto (art. 51 cpv. 2 PP), rispettivamente di sanare il ritardo nella presentazione della domanda di proroga in esame. 1.5 L'opponente contesta inoltre la possibilità di presentare un unico atto di ricorso contro due differenti decisioni, sostenendo che spetta semmai al Tribunale federale stabilire la congiunzione delle cause e deciderle con un'unica sentenza. Il ricorso sarebbe quindi inammissibile. Invero, di massima, il ricorso è diretto contro un solo giudizio. Inoltre, la presentazione come nella fattispecie di un unico gravame diretto contro più decisioni, certo inerenti alla medesima fattispecie ma emanate in date differenti, pone problemi di trattazione: in effetti, prima di decidere il secondo gravame, occorre attendere di regola la scadenza del secondo termine di ricorso, ciò che può disattendere il principio di celerità vigente nei procedimenti penali (DTF 133 I 270 consid. 1.2.2). Il ricorrente ha infatti la facoltà di completare il gravame entro la scadenza del termine ricorsuale e nel caso di specie il MPC non ha espressamente rinunciato a tale possibilità. L'evenienza di una possibile violazione del principio di celerità non è comunque realizzata in concreto, perchè l'opponente è stato scarcerato. Visto l'esito del gravame, queste questioni non devono essere approfondite oltre.