Citation: 4A_631/2014 E. 3.3

3.3. In base ai - vincolanti - accertamenti della sentenza impugnata la disdetta straordinaria era motivata con le vicende risultanti dal decreto di accusa. Pertanto, già per questa ragione il fatto che fra le parti fossero sorte delle cause giudiziarie appare del tutto irrilevante, non avendo la ricorrente fondato la sua disdetta su queste. La ricorrente non può nemmeno essere seguita quando pare affermare che, per ottenere lo sfratto dell'inquilina, il giudice di primo grado avrebbe richiesto nella sentenza 7 dicembre 2010 (concernente la disdetta del 13 ottobre 2005) "un giudizio di colpevolezza ufficiale": come spiegato nella sentenza d'appello, nel 2010 il Pretore aveva indicato che l'istruttoria esperita non permetteva di constatare che gli episodi relativi alla tranciatura della catena di delimitazione dei parcheggi fossero da attribuire alla conduttrice e che, in assenza di un giudizio penale, nulla poteva essere dedotto dalla procedura penale avviata dalla locatrice. In questo modo il Pretore non aveva manifestamente fatto dipendere la possibilità di ottenere uno sfratto della conduttrice da una condanna penale. La ricorrente non contesta di essere stata a conoscenza fin dal mese di aprile 2010 dei fatti rimproverati all'amministratore unico della conduttrice e posti a sostegno della disdetta straordinaria. Così stando le cose, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale ritenendo che la locatrice, attendendo più di un anno per notificare la disdetta, ha dimostrato che tali fatti non le hanno reso incomportabile l'adempimento del contratto e che quindi veniva a mancare uno dei presupposti previsti dall'art. 266g CO.