Citation: 1P.405/2005 15.02.2006 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 131 I 153 consid. 1, 131 II 571 consid. 1, 361 consid. 1). 1.1 II litigio riguarda un permesso di costruire in zona edificabile fondato sul diritto comunale. Presentato tempestivamente (art. 89 cpv. 1 OG) contro una decisione dell'ultima istanza cantonale, il ricorso di diritto pubblico è di principio ammissibile (art. 34 cpv. 1 e 3 LPT e 86 cpv. 1 OG). Indubbia è la legittimazione del ricorrente, che, quale proprietario del fondo oggetto dell'intervento litigioso, è colpito direttamente dalla decisione impugnata nei suoi interessi giuridicamente protetti (art. 88 OG). Con il rimedio esperito egli è pertanto abilitato a fare valere una pretesa violazione dei diritti costituzionali (art. 84 cpv. 1 lett. a OG). 1.2 Per la natura cassatoria del ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale, salvo eccezioni che non si verificano in concreto, può soltanto annullare la sentenza impugnata (DTF 131 I 291 consid. 1.4, 129 I 173 consid. 1.5 e rinvio). Nella misura in cui il ricorrente non formula una richiesta in questo senso, ma postula la riforma del giudizio impugnato, la domanda è irricevibile. Si può nondimeno ritenere che, ponendola, egli chieda implicitamente anche l'annullamento della sentenza del Tribunale cantonale amministrativo. 1.3 Secondo l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione. Ciò significa che, nella procedura di ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale esamina soltanto le censure che sono proposte in modo chiaro e dettagliato. Il ricorrente deve spiegare quale diritto costituzionale sarebbe stato leso dall'autorità cantonale. Se è invocata la violazione dell'art. 9 Cost. nell'applicazione del diritto cantonale, non è sufficiente affermare che la sentenza sarebbe arbitraria (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 131 I 217 consid. 2.1, 129 I 173 consid. 3.1 e rispettivi rinvii); il ricorrente deve indicare con precisione la norma del diritto cantonale che, a suo giudizio, sarebbe stata applicata in modo errato o che non sarebbe stata applicata del tutto e spiegare dettagliatamente per quali motivi la sentenza impugnata non solo sarebbe discutibile, ma manifestamente insostenibile, in palese contrasto con la situazione di fatto, con una norma, con un chiaro principio giuridico oppure con il sentimento di giustizia e di equità. Nella procedura del ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica quindi d'ufficio il diritto, ma statuisce soltanto sulle censure formulate secondo le suddette regole (DTF 130 I 258 consid. 1.3, 127 I 38 consid. 3c, 126 III 534 consid. 1b e rinvii). II gravame è assai lacunoso sotto questo profilo. L'assenza di spiegazioni sulle norme o sui principi del diritto cantonale che sarebbero stati applicati in modo manifestamente insostenibile e quindi arbitrario, rende d'entrata irricevibili il rimprovero mosso all'autorità cantonale di avere ammesso il ricorso della vicina priva di un interesse legittimo e di avere violato l'autonomia comunale. 1.4 II completamento del ricorso inviato il 6 luglio 2005 dal ricorrente personalmente è irricevibile perché tardivo. Esso non contiene d'altronde argomenti che rispettino anche solo lontanamente i requisiti dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG.