Citation: 4D_32/2021 E. 5.2

5.2. Conformemente all'art. 238 lett. f CPC la decisione contiene, tra l'altro, l'indicazione dei mezzi di impugnazione, se le parti non hanno rinunciato all'impugnazione medesima. La decisione deve specificare se può essere impugnata con appello (art. 308 seg. CPC) o reclamo (art. 319 seg. CPC), ed entro quale termine. Tali informazioni devono essere adattate al caso concreto (cfr. sentenza 4A_475/2018 del 12 settembre 2019 consid. 5.1, non pubblicato in DTF 145 III 469). Le parti non devono subire alcuno svantaggio da un'errata indicazione dei mezzi di impugnazione. Una parte, però, è protetta solo se poteva fare affidamento in buona fede sulle informazioni errate contenute nell'indicazione dei rimedi di diritto (art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost.). Chiunque abbia riconosciuto l'inesattezza o avrebbe potuto riconoscerla con la dovuta attenzione, non può invocare la tutela del legittimo affidamento. Solo una grave negligenza procedurale da parte dell'interessato o del suo avvocato può prevalere su un'errata indicazione dei rimedi giuridici. La protezione del legittimo affidamento viene meno se la parte o il suo avvocato avrebbero potuto notare la lacunosità dell'indicazione dei rimedi giuridici semplicemente leggendo le relative norme di procedura. Non ci si aspetta che consultino la giurisprudenza o la dottrina pertinente oltre ai testi di legge. Per determinare se la negligenza commessa è grave, si valutano le circostanze concrete e le conoscenze giuridiche della persona interessata. Le esigenze poste agli avvocati sono naturalmente più elevate. Da costoro, in ogni caso, ci si aspetta che effettuino un "controllo sommario" ("Grobkontrolle") dell'indicazione dei mezzi di impugnazione (sentenza 5A_79/2019 del 21 novembre 2019 consid. 4.2; DTF 141 III 270 consid. 3.3; 138 I 49 consid. 8.3.2; sentenza 4A_475/2018 del 12 settembre 2019 consid. 5.1, non pubblicato in DTF 145 III 469). Nella fattispecie la ricorrente medesima, patrocinata da un avvocato, ammette di aver avanzato con le conclusioni pretese superiori alla soglia di fr. 10'000.-- prevista dall'art. 308 cpv. 2 CPC, avendo postulato la restituzione del prezzo di fr. 4'400.--, il rimborso di spese provocate dal contratto di fr. 3'360.-- e di oneri per il posteggio di oltre fr. 8'080.--, ossia in totale fr. 15'840.--. In esito a un controllo sommario delle norme di legge, essa poteva perciò facilmente riconoscere il carattere errato delle informazioni contenute nell'indicazione dei rimedi giuridici in cui non poteva in buona fede fare affidamento (cfr. anche sentenza 5A_350/2021 del 17 maggio 2021 consid. 5 con numerosi rinvii).