Citation: 2C_274/2023 E. B

B.a. Constatato un aumento dei debiti della coppia, il 2 agosto 2019 la Sezione della popolazione del Dipartimento ticinese delle istituzioni ha informato A.________ e la moglie che voleva rivalutare la loro situazione e, data loro la possibilità di esprimersi, con decisione del 23 settembre 2019, ha revocato rispettivamente rifiutato di rinnovare i loro permessi di dimora, invitandoli nel contempo a lasciare la Svizzera. L'autorità di prime cure ha rilevato che, dall'ammonimento del 2018, la loro situazione finanziaria era peggiorata: A.________ aveva ora 17 procedure esecutive in corso per un totale di fr. 48'810.10 (nel 2018 erano 9 per fr. 42'029.35) e 137 attestati carenza beni (ACB) a carico cumulati dal 1994 per complessivi fr. 328'569,80 (nel 2018 erano 104 ACB per un totale di fr. 176'116.15), mentre la moglie B.________ era oggetto di 2 procedure esecutive (fr. 1'451.90) ed aveva a carico 20 ACB (fr. 28'537.--). B.b. Questa decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato, il 24 febbraio 2021, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo con sentenza del 16 marzo 2023. Rilevato in primo luogo che non esisteva alcun trattato tra la Svizzera e la Repubblica federativa del Brasile dal quale gli insorgenti avrebbero potuto dedurre un diritto ad un permesso di dimora, la Corte cantonale, dopo un dettagliato esame della situazione finanziaria e personale della coppia, nonché dal profilo dell'attività lavorativa e da quello medico per quanto riguarda il marito, è giunta alla conclusione che era dato il motivo di revoca/non rinnovo di cui all'art. 62 cpv. 1 lett. c LStrI in relazione con l'art. 77a OASA (indebitamento temerario e di natura qualificata) sia con riferimento al permesso del marito (al quale egli non poteva comunque pretendere, siccome concesso in virtù dell'art. 30 cpv. 1 lett. b LStrI, norma di carattere potestativo) sia con riguardo a quello della moglie (la sua sorte dipendendo da quella del permesso del consorte, essendo stato ottenuto in virtù dell'art. 44 LStrI). Ha poi considerato che il principio della proporzionalità era stato rispettato: malgrado la lunga permanenza nel nostro Paese, un rientro in patria era infatti esigibile, riguardo ai problemi di salute di A.________, questi vi poteva essere trattato in modo adeguato. Per finire ha giudicato che gli insorgenti non potevano appellarsi all'art. 8 CEDU né dal profilo del rispetto della vita familiare (non essendovi un rapporto di qualificata dipendenza con familiari residenti in Svizzera) né da quello della tutela della vita privata (non essendo gli insorgenti integrati con successo).