Citation: 1A.222/2004 31.03.2005 E. 2

2.1 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale una violazione del diritto di essere sentito per non avere assunto le prove da lui richieste, che avrebbero tra l'altro permesso di accertare la mancata cernita del materiale e l'eliminazione di veicoli e pezzi di ricambio ancora utilizzabili. 2.2 Il diritto di essere sentito, che comprende la facoltà per l'interessato di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di partecipare alla loro assunzione, o perlomeno di potersi esprimere sui risultati, in quanto possano influire sul giudizio (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa e rinvii), non impedisce di principio all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che esse non potrebbero condurla a modificare il suo giudizio (DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a). 2.3 La Corte cantonale ha motivato le ragioni per cui ha ritenuto superflue le prove addotte dal ricorrente, rilevando in particolare che l'entità e la natura dei materiali da rimuovere risultava con sufficiente chiarezza dalla documentazione fotografica agli atti, che un sopralluogo avrebbe permesso a quel momento unicamente di constatare l'avvenuto sgombero e che una perizia sullo stato del terreno non si giustificava alla luce della natura degli oggetti e della portata dell'ordine di rimozione. Premesso che il ricorrente non sostanzia un eventuale arbitrio nell'apprezzamento anticipato delle prove da parte della Corte cantonale, i mezzi probatori da lui indicati concernevano essenzialmente questioni, come la fondatezza e le modalità dello sgombero, già oggetto di decisioni anteriori definitive. D'altra parte, come rilevato nel giudizio impugnato, il ricorrente era stato esplicitamente invitato nelle decisioni dell'8 novembre 1996 e del 10 aprile 2003 a separare i veicoli che intendeva conservare ed avvertito che, in caso di mancata separazione, la scelta dei veicoli che avrebbero eventualmente potuto essere rimessi in circolazione sarebbe stata eseguita in forma sommaria dai funzionari della Sezione della circolazione. Non avendo il ricorrente dato seguito all'invito, la Corte cantonale ha ritenuto contrario al principio della buona fede sollevare in quella sede contestazioni sulle modalità della cernita. In tali circostanze, sulla base di tale argomentazione, l'audizione di testimoni riguardo allo svolgimento delle operazioni di sgombero poteva, senza con ciò incorrere nell'arbitrio, essere considerata irrilevante. In sostanza, essendo il litigio dinanzi all'ultima istanza cantonale circoscritto all'aspetto dei costi dell'esecuzione forzata, la decisione di rinunciare ad assumere ulteriori prove sulla base dell'apprezzamento anticipato della loro rilevanza non è certo manifestamente insostenibile. Considerata altresì la natura delle censure proponibili con il rimedio in esame (cfr. consid. 1.4), l'assunzione di ulteriori prove non si giustifica quindi nemmeno in questa sede (art. 95 OG; DTF 123 II 248 consid. 2a, 122 II 274 consid. 1d).