Citation: 2C_586/2019 E. 7.4

7.4. Il ricorrente, il quale è stato titolare per dieci anni (luglio 2006 - luglio 2016) di un permesso per frontalieri ("permesso G") UE/AELS, sostiene di vivere stabilmente in Svizzera insieme alla moglie dal 2008 (e insieme alla figlia dalla nascita della stessa, nel 2011), facendo ritorno in Italia un giorno a settimana. Questo fatto non risulta chiaramente dal giudizio querelato, che sembra lasciare indecisa la questione (sentenza impugnata, pag. 13). Sia come sia, tale questione può essere lasciata aperta, alla luce di quanto segue. In effetti, anche volendo dar credito alle affermazioni dell'insorgente, egli avrebbe comunque vissuto stabilmente fino all'età di 26 anni in Italia, facendovi in seguito rientro una volta a settimana, e conosce quindi perfettamente gli usi, la cultura e lo stile di vita (oltre che, ovviamente, la lingua) di tale Paese. L'interessato ha certo un interesse a vivere con la moglie e la figlia in Svizzera. Nell'esame della proporzionalità, a questo importante aspetto vanno tuttavia contrapposti i gravi reati di cui egli si è reso colpevole nelle circostanze già descritte, in particolare le infrazioni alla LStup, perpetrate sull'arco di più anni e che hanno messo in pericolo la salute di un gran numero di persone, per le quali è stato condannato a una pena detentiva di 24 mesi. Un tale comportamento, oltre a dimostrare la mancata integrazione del ricorrente in Svizzera, implica un chiaro interesse pubblico a negargli il permesso sollecitato. Con la Corte cantonale va infine constatato che al diniego del permesso di soggiorno richiesto e alla conseguente partenza dalla Svizzera del ricorrente non si oppongono nemmeno ostacoli di natura insormontabile. Stabilendosi nella fascia di confine (in particolare a X.________, paese dove è nato e cresciuto), infatti, a pochi chilometri dal domicilio coniugale (Y.________), l'insorgente potrebbe mantenere sia il rapporto con la figlia e la moglie, sia le eventuali altre relazioni sociali instaurate durante il soggiorno nel Cantone Ticino, limitando così - in maniera apprezzabile - i paventati problemi di inserimento in un nuovo ambiente. Alla luce dell'insieme di questi elementi, il rifiuto di rilasciare al ricorrente un permesso di dimora UE/AELS appare conforme all'art. 8 CEDU. La censura sollevata in proposito dall'insorgente non può quindi che essere scartata.