Citation: 6P.179/2006 29.11.2006 E. 1

Nella sua impugnativa l'insorgente contesta essenzialmente il fatto che la CCRP non sia entrata nel merito del pregresso ricorso in sede cantonale e che di conseguenza il Tribunale federale non abbia potuto entrare nel merito del parallelo ricorso per cassazione a causa del mancato esaurimento delle vie di ricorso cantonali (ricorso pag. 5 e seg.). A mente del ricorrente ciò comporterebbe in concreto una violazione dell'art. 2 cpv. 1 del Protocollo addizionale n. 7 alla CEDU (RS 0.101.07) nonché degli art. 9 e 29 Cost., rispettivamente dell'art. 13 CEDU (ricorso pag. 6 e segg.). In particolare egli ritiene che la CCRP era tenuta, in virtù delle suddette norme convenzionali e costituzionali, ad entrare nel merito del ricorso, caso mai respingendolo (ricorso pag. 8 e seg.). L'insorgente contesta altresì le argomentazioni addotte dalla CCRP per motivare la non entrata in materia, sostenendo che il pregresso ricorso fosse sufficientemente motivato anche alla luce di un'interpretazione conforme alla Costituzione e alla CEDU delle pertinenti norme procedurali cantonali, segnatamente dell'art. 288 CPP/TI. La decisione di non entrata in materia viene inoltre definita arbitraria, configurandosi anche diniego di giustizia ex art. 29 Cost. (ricorso pag. 9 e segg.). L'autorità cantonale sarebbe infine incorsa in un formalismo eccessivo, atteso che dichiarare privo di sufficienti motivazioni il ricorso in sede cantonale equivarrebbe a misconoscere le conseguenze della decisione stessa, la quale si ripercuote sul destino materiale di una persona per due anni della sua vita a causa di un atto ritenuto formalmente scorretto. In altre parole la CCRP avrebbe inserito un ostacolo di ordine formale per l'accesso all'autorità di ricorso che né la legge né le convenzioni internazionali le avrebbero permesso di fare (ricorso pag. 11).