Citation: 1P.300/2004 07.12.2004 E. 2

2.1 Le autorità cantonali hanno ritenuto che il ricorrente non potesse invocare con successo l'art. 20 cpv. 1 LPamm - secondo cui chi è parte in un procedimento amministrativo ha diritto di esaminare gli atti - visto ch'egli chiedeva di consultare degli atti al di fuori di una procedura pendente. In questa sede il ricorrente non fa valere un'applicazione arbitraria di tale disposizione, né sostiene che una specifica norma del diritto procedurale cantonale prevederebbe esplicitamente la facoltà di adire il Tribunale cantonale amministrativo in un caso come il presente. Egli sostiene, per contro, che l'art. 6 n. 1 CEDU imporrebbe nella fattispecie il giudizio di un tribunale, siccome il postulato accesso agli atti sarebbe finalizzato a determinare la violazione dei suoi diritti di carattere civile. Secondo il ricorrente, il diniego di consultare tali documenti gli impedirebbe, in sostanza, di avviare eventuali procedure civili e penali volte a tutelare i suoi diritti. 2.2 Secondo l'art. 6 n. 1 CEDU ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta. Il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che questa norma convenzionale non può di principio essere invocata al di fuori di una procedura vertente su diritti civili o accuse penali (cfr. DTF 129 I 249 consid. 3 pag. 254, richiamata pure nel giudizio impugnato). Ora, come rilevato dalla Corte cantonale, le citate inchieste amministrative non erano state avviate direttamente contro il ricorrente, ma miravano a chiarire l'operato della Polizia nell'ambito di inchieste mascherate per traffico di stupefacenti. Esse sono da tempo concluse e, a questo stadio, non riguardano quindi eventuali procedimenti pendenti. Né risulta che il mancato accesso a tali atti impedisca di per sé il ricorrente di avviare un'eventuale procedura dinanzi a un tribunale per fare valere sue pretese contro lo Stato (DTF 129 I 249 consid. 3). Anzi, il ricorrente ha già convenuto in giudizio lo Stato dinanzi al giudice civile e nemmeno in questa sede egli sostiene che gli sarebbe preclusa la possibilità di chiedere, se del caso, in quell'ambito l'edizione dei documenti necessari per la causa (cfr. art. 206 segg. CPP/TI). Le citate inchieste amministrative e la pretesa facoltà di consultarne gli atti non concernono pertanto diritti o doveri di carattere civili né accuse penali ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU, sicché il ricorrente si appella invano alle garanzie convenzionali (DTF 129 I 249 consid. 2 e 3).