Citation: 4A_145/2021 E. 5

Rammentato parzialmente il consid. 3.3.1 della decisione del Tribunale federale 5A_221/2018 del 4 giugno 2018, il ricorrente lamenta una "manifesta violazione del diritto federale". La Corte cantonale non avrebbe esaminato se erano adempiute le condizioni per trattare il ricorso, erroneamente intitolato "reclamo" al posto di "appello", né avrebbe spiegato se e perché la trattazione del ricorso come appello poteva in qualche modo ledere i diritti della controparte. Ciò che non si è avverato, poiché le critiche sviluppate con il reclamo potevano formare anche oggetto di un appello e poiché in concreto la controparte non avrebbe sollevato alcuna censura sull'ammissibilità del gravame. La fattispecie sarebbe diversa da quella vagliata dal Tribunale federale nella sentenza 5A_221/2018, in cui alla controparte non fu nemmeno chiesto di determinarsi sul gravame introdotto in modo irrito e il ricorrente era patrocinato da un avvocato. La Corte cantonale, che avrebbe trattato il rimedio di diritto da lui interposto come appello, avrebbe violato anche il principio della buona fede processuale. Il ricorrente sostiene altresì di non aver scelto scientemente la via del reclamo e di essere incorso in un'inavvertenza manifesta: un errore di tipo processuale commesso da un sindacato, in ultima analisi, va scusato specie se la svista non ha conseguenze per la procedura di ricorso e se il valore litigioso indicato nel reclamo di fr. 10'064.-- è prossimo alla soglia di fr. 10'000.--. Egli precisa infine di non essere intervenuto per rettificare il reclamo in appello, giacché la Corte cantonale l'avrebbe trattato come tale.