Citation: 1B_52/2010 04.03.2010 E. 2

2.1 La CRP ha stabilito che l'art. 3 Lag dev'essere interpretato conformemente alla prassi relativa al previgente art. 52 CPP/TI concernente il gratuito patrocinio, secondo cui esso veniva concesso solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria. Ha poi illustrato la giurisprudenza del Tribunale federale, che lo nega nell'ambito dei cosiddetti casi bagattella (DTF 128 I 225 consid. 2.5.2 pag. 232 seg. e rinvii; 117 Ia 277 consid. 5a). 2.2 Come rettamente rilevato dalla CRP con riferimento all'art. 29 cpv. 3 Cost., invocabile nel procedimento penale anche dalla parte lesa (DTF 127 I 202 consid. 3b), affinché a una persona indigente sia riconosciuto il gratuito patrocinio occorre che la causa non sia priva di probabilità di successo, che i suoi interessi siano colpiti in misura importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo fattuale e da quello giuridico, da rendere oggettivamente necessaria l'assistenza di un avvocato. La questione di sapere se il patrocinio gratuito sia oggettivamente necessario dev'essere valutata tenendo conto delle concrete circostanze del singolo caso e delle peculiarità del diritto (cantonale) di procedura applicabile. L'ammissione a tale garanzia si giustifica, di principio, quando il procedimento in discussione incida in modo particolarmente grave sulla posizione giuridica dell'interessato (DTF 128 I 225 consid. 2.5.2). Quando la procedura lo colpisca in misura importante, ma comunque in modo non particolarmente grave, la sua concessione può giustificarsi solo se la causa presenta anche specifiche difficoltà fattuali o giuridiche, ch'egli non è in grado di affrontare personalmente (DTF 130 I 180 consid. 2.2 e rinvii). 2.3 La Corte cantonale ha ritenuto che dagli atti né appare che gli interessi della ricorrente sarebbero stati colpiti in misura importante né che la fattispecie alla base del decreto di accusa presentava particolari problemi di fatto, che avrebbero imposto specifici approfondimenti giuridici. Si è infatti in presenza di un cosiddetto caso bagattella, tanto che il PP ha rinunciato a partecipare al dibattimento. La CRP ha poi accertato che la parte civile era perfettamente in grado di spiegare e far valere le proprie ragioni, apportando la propria versione dei fatti, e facendo valere le proprie pretese e difendendo efficacemente i suoi interessi, anche senza l'assistenza di un legale, per cui non ha esaminato oltre il quesito dell'indigenza. 2.4 La ricorrente non si confronta con queste conclusioni, limitandosi a ribadire, anche in questa sede, l'asserita mancata trasmissione da parte del PP di un verbale d'interrogatorio dell'accusato, che le sarebbe stato trasmesso solo dopo che il suo legale aveva presentato opposizione al decreto di accusa, e a indicare le norme legali richiamate dalle autorità cantonali. Con questi accenni, ella non dimostra affatto che le conclusioni della CRP sarebbero arbitrarie. Per di più, esse sono corrette, ritenuto che si è manifestamente in presenza di un caso bagattella, nell'ambito del quale, secondo la costante prassi, la presenza di un legale non è necessaria, ritenuto che di massima il leso può far valere le sue pretese senza l'ausilio di un avvocato (sentenza 1B_153/2007, citata, consid. 3.3) e che dagli atti risulta, come accertato dalla Corte cantonale, che la ricorrente ha saputo difendere efficacemente i propri diritti.