Citation: 6B_318/2024 E. 4.2

4.2. Come da lei esplicitamente richiesto, la ricorrente è stata dispensata dal comparire personalmente al dibattimento di appello, al quale era rappresentata dal suo difensore d'ufficio. L'imputazione alternativa dell'art. 3 cpv. 1 lett. b LCSl riferita ad un punto del decreto di accusa è stata prospettata dalla Corte cantonale al dibattimento d'appello e tutte le parti vi hanno acconsentito. Al proposito, gli atti eseguiti dal difensore d'ufficio devono essere ascritti alla ricorrente stessa (DTF 143 IV 397 consid. 3.4.2 pag. 406; sentenza 6B_711/2023 del 1° luglio 2024 consid. 3.3). Nella misura in cui contesta ora il modo di procedere dell'ultima istanza cantonale lamentando la mancata reazione del proprio difensore, la ricorrente contraddice il suo precedente comportamento e viola quindi il principio della buona fede. Quanto al "divieto della reformatio in peius" (art. 391 cpv. 2 CPP; DTF 149 IV 91 consid. 4.1.1), esso non è stato disatteso dalla Corte cantonale, giacché la ricorrente è stata prosciolta da una parte delle imputazioni ed è stata condannata ad una pena meno severa di quella inflittale dal tribunale di primo grado (DTF 146 IV 172 consid. 3.3.3, 311 consid. 3.6.3; 139 IV 282 consid. 2.5).