Citation: 1P.483/2001 10.09.2001 E. 3

3.- La Corte cantonale, richiamando il Commentario bernese, ha nondimeno esaminato, sebbene ciò non risultasse né dall'intestazione dell'istanza né dai motivi posti a suo fondamento, se il Dipartimento avesse potuto agire anche a nome della Fondazione. Al riguardo, la CRP ha rilevato che se all'Autorità di vigilanza sulle fondazioni è riconosciuta la facoltà di compiere determinati atti, che di per sé competono alla Fondazione, tale capacità non comprende tuttavia, di regola, quella di agire in qualità di organo o in rappresentanza della Fondazione, ciò che costituirebbe la premessa per poter formulare l'istanza litigiosa (Riemer, n. 103 e 116-118 ad art. 84 CC). Il ricorrente adduce che tale conclusione violerebbe la forza derogatoria del diritto federale, segnatamente riguardo all'applicazione degli art. 84 CC e 61 LPP. Il principio della forza derogatoria del diritto federale (art. 49 cpv. 1 Cost. , art. 2 Disp. trans. vCost. ; sul suo contenuto v. DTF 126 I 76 e rinvii) può essere invocato, anche dopo l'entrata in vigore della nuova Costituzione, quale diritto costituzionale individuale (DTF 127 I 60 consid. 4a e riferimenti). Il ricorrente si limita tuttavia a sostenere che la CRP avrebbe limitato le facoltà concesse dal diritto federale all'Autorità di sorveglianza, che prevede un controllo globale delle fondazioni. Egli non fa però valere d'essere stato personalmente e direttamente leso dall'agire della denunciata, né dimostra, con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, d'aver inoltrato l'istanza litigiosa in nome o in rappresentanza della Fondazione. Certo, il ricorrente rileva che la mancata possibilità di agire quale organo o rappresentante prevede un' eccezione, segnatamente in caso di misura sostitutiva: non dimostra tuttavia che tale eccezione sarebbe realizzata in concreto (cfr. DTF 108 II 497 consid. 5 pag. 500; sulla portata dell'art. 84 CC e 61 LPP v. DTF 126 III 499 consid. 3a pag. 501 e riferimenti, 124 IV 211 consid. 2b e 2e, 112 II 97 consid. 3, 471 consid. 2). Il ricorrente precisa infatti d'aver proceduto alla destituzione degli organi della Fondazione e alla "nomina di un amministratore nella persona dell'avv. Troxler, con l'incarico preciso di provvedere al recupero degli averi della P.________ AG". Egli non tenta però di spiegare perché la Fondazione, per il tramite del suo amministratore, non avrebbe potuto presentare, quale danneggiata, un'istanza di promozione dell'accusa e si sarebbe imposta, in concreto, un'esecuzione surrogatoria, comunque non indicata del tutto nell'istanza litigiosa. Il ricorrente accenna poi al fatto che la dottrina riconoscerebbe all'autorità di vigilanza numerose misure repressive, tra cui la facoltà di introdurre cause di risarcimento (Harold Grüninger, in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, edito da Heinrich Honsell/Nedim Peter Vogt/Thomas Geiser, Basilea 1996, n. 13 ad art. 84; Riemer, op. cit. , n. 54 e 88 ad art. 84), deducendone che non si potrebbe precludere all'autorità di vigilanza la facoltà di costituirsi parte civile per la Fondazione, limitandole tale diritto in applicazione dell'art. 69 CPP/TI. Ora, come si è visto, dagli atti non risulta che il ricorrente abbia agito quale rappresentante della Fondazione. La censura dev'essere pertanto disattesa.