Citation: 1C_118/2023 E. 3.6

3.6. I ricorrenti aggiungono, in maniera del tutto generica e appellatoria, che l'allacciamento litigioso sarebbe conforme alle norme vigenti, circostanza che sarebbe stata oggetto anche di un non meglio precisato procedimento tuttora pendente (inc. n. R 21 46). In quella causa essi avrebbero chiesto l'espletamento di un sopralluogo, a condizione che lo stesso venga effettuato da un perito estraneo al Comune, visto che una sua dipendente sarebbe la moglie del proprietario di un fondo confinante, che agirebbe in modo pretestuoso all'asserito scopo di farli rinunciare al diritto di passo carrabile iscritto a carico del suo fondo e in favore di quello dei ricorrenti. Ora, non spetta al Tribunale federale richiamare incarti di altri procedimenti per spulciarli allo scopo di rintracciare, se del caso, elementi che potrebbero giustificare le congetture dei ricorrenti. Neppure la tesi dell'ipotizzata sussistenza di un conflitto di interessi, perché la moglie di una delle parti è una dipendente del Comune e, pertanto, di una lesione del principio della parità di trattamento, regge. Anche la critica secondo cui il Municipio avrebbe atteso quattro mesi dopo la segnalazione per emanare il decreto municipale litigioso è priva di fondamento. La segnalazione è pervenuta infatti al Comune il 14 febbraio 2022 e il primo controllo era stato indetto per l'11 marzo 2022. D'altra parte la proporzionalità del contestato sopralluogo è palese (su questo principio vedi DTF 148 II 392 consid. 8.2.1-8.2.3 con rinvii anche alla dottrina). L'interesse pubblico a verificare la funzionalità di un'opera che concerne anche altri cittadini non può seriamente essere messo in discussione. Ciò a maggior ragione visto che neppure i ricorrenti dimostrano che l'avversato intervento comporterebbe un impatto significativo sulla loro proprietà, ciò che non è ravvisabile. Ne segue che la sentenza impugnata non è insostenibile e quindi arbitraria neppure nel suo risultato.