Citation: 4D_94/2010 30.09.2010 E. 1

che, essendo la sentenza impugnata stata emanata nel quadro di una causa civile di carattere pecuniario concernente una controversia in materia di diritto di locazione il cui valore non raggiunge fr. 15'000.-- (art. 72 e 74 cpv. 1 lett. a LTF) e nell'ambito della quale non viene trattata una questione di diritto d'importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF), l'allegato inoltrato al Tribunale federale può venir tenuto in considerazione solo quale ricorso sussidiario in materia costituzionale, regolato dall'art. 113 segg. LTF; che con il ricorso in materia costituzionale può essere censurata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF) secondo le modalità descritte all'art. 106 cpv. 2 LTF (a cui rinvia l'art. 117 LTF), ovvero indicando chiaramente quali sarebbero i diritti violati e precisando in cosa consisterebbe la violazione (DTF 133 III 393 consid. 6); che in concreto il ricorrente critica sia lo scritto inviatogli dal Presidente della Camera di cassazione civile il 14 luglio 2010 sia la sentenza emanata da questa stessa Camera il 30 giugno precedente; che a mente del ricorrente il Presidente della Camera di cassazione civile avrebbe in particolare commesso un diniego di giustizia rifiutandosi di rivedere la sentenza del 30 giugno 2010 e di dar seguito alla richiesta di liberazione del deposito di garanzia per i motivi esposti nello scritto del 12 luglio 2010; ch'egli non indica tuttavia le ragioni per le quali questo magistrato - o meglio la Camera di cassazione civile - avrebbe dovuto procedere diversamente né tantomeno pretende di aver allegato nello scritto del 12 luglio 2010 circostanze suscettibili di giustificare la revisione della sentenza del 30 giugno 2010 (cfr. art. 340 segg. CPC/TI), arbitrariamente trascurate dalla Corte ticinese; che su questo punto il gravame deve pertanto essere dichiarato inammissibile, siccome non motivato conformemente alle esigenze prescritte dall'art. 106 cpv. 2 LTF; che con riferimento alla sentenza del 30 giugno 2010 egli si duole invece di non essere stato posto al beneficio dell'art. 142 cpv. 3 CPC/TI, giusta il quale "il giudice rinvia alla parte un atto [...] che manchi dei requisiti formali indispensabili al raggiungimento dello scopo, assegnandole un termine per rimediare al difetto"; che, contrariamente a quanto reputa il ricorrente, omettendo di rinviargli l'allegato per motivarlo conformemente alle esigenze poste dall'art. 329 cpv. 2 lett. d) ed e) CPC/TI, "indicando le domande di ricorso" e "i motivi di fatto e di diritto del ricorso, precisando il motivo di cassazione invocato", la Camera di cassazione civile non è incorsa nell'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost.; che la nozione di "requisiti formali indispensabili", sanabili in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC/TI, non include infatti quei requisiti la cui assenza comporta la nullità dell'atto per legge (cfr. art. 142 cpv. 1 lett. c CPC/TI; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 2 e nota a pié di pagina 487 ad art. 142), come sono appunto i requisiti enunciati dall'art. 329 cpv. 2 lett. d) ed e) CPC/TI (cfr. art. 329 cpv. 3 CPC/TI, esplicitamente menzionato a pag. 2 della sentenza 30 giugno 2010); che alla Camera di cassazione civile non può essere mosso nessun rimprovero nemmeno sotto il profilo della buona fede, considerato come il ricorso contro il giudizio pretorile intimato l'8 giugno 2010 sia stato inviato venerdì 18 giugno 2010, indi per cui non sarebbe stato in nessun caso possibile rimediare al difetto di motivazione entro il termine d'impugnazione (di 10 giorni ex art. 411 CPC/TI), che sarebbe giunto a scadenza lunedì 21 giugno (cfr. sentenza 2A.146/1995 del 17 giugno 1996 consid. 3); che il gravame è destinato all'insuccesso anche laddove viene rimproverato alla Camera di cassazione civile di non aver verificato d'ufficio il rispetto dell'art. 257e cpv. 3 CO; che, infatti, il ricorso per cassazione si caratterizza - e in ciò si distingue dall'appello - per il fatto di essere un gravame i cui motivi sono limitati a quelli esaustivamente elencati dall'art. 327 CPC/TI ed essi devono essere allegati dalla parte ricorrente, pena appunto la nullità del gravame (art. 329 cpv. 3 CPC/TI); che gli ulteriori argomenti sollevati dinanzi al Tribunale federale non possono esser tenuti in considerazione ai fini del presente giudizio poiché riferiti a norme disciplinanti la procedura d'appello - che contrariamente a quanto asseverato dal ricorrente non sono applicabili per analogia al ricorso per cassazione - o a procedure estranee a quella attuale, come ad esempio alla procedura di divorzio; che in conclusione, nella limitata misura in cui è ammissibile, il gravame dev'essere respinto siccome manifestamente infondato; che le spese giudiziarie vengono poste a carico del ricorrente soccombente (art. 66 cpv. 1 LTF); che all'opponente, nemmeno invitata a presentare osservazioni, non spetta alcuna indennità per ripetibili della sede federale; per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: