Citation: 1C_546/2024 E. 4.2

4.2. La ricorrente disattende anzitutto che i due anni di attesa, di cui all'art 16c cpv. 2 lett. d LCStr, sono un periodo di tempo incompressibile per volontà del legislatore, che vincola il Tribunale federale, quali che siano le ripercussioni (art. 190 Cost.; DTF 148 II 392 consid. 4.2.1; sentenza 2C_289/2024 del 21 giugno 2024 consid. 2.2.2). Inoltre, la revoca della licenza di condurre del 2 ottobre 2023 si fonda sugli art. 16c cpv. 1 lett. f e 16c cpv. 2 lett. d LCStr, ovvero su una base legale formale chiara e precisa, che adempie i presupposti per una restrizione della garanzia costituzionale (art. 36 Cost.; sentenza 1C_191/2016 del 5 luglio 2016 consid. 4), che peraltro neppure l'insorgente censura. Per il resto, nella misura in cui l'insorgente, in termini appellatori, fa semplicemente riferimento alla disposizione convenzionale, senza spiegare puntualmente per quali ragioni sarebbe violata, il ricorso non adempie gli esposti requisiti di motivazione ed è pertanto inammissibile. Ad ogni modo, trattandosi, quella di cui all'art. 16c cpv. 2 lett. d LCStr, di una revoca di sicurezza, le garanzie procedurali dell'art. 6 CEDU risultano di principio inapplicabili (cfr. sentenze 1C_534/2021 del 24 agosto 2022 consid. 4.4. e 1C_32/2015 del 18 giugno 2015 consid. 3.1.1).