Citation: 4A_93/2013 E. 5.2

5.2. Il diritto di essere sentito nella procedura contraddittoria ai sensi dell'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP non esige che una sentenza arbitrale sia motivata (DTF 134 III 186 consid. 6.1 e rinvii). Esso impone tuttavia agli arbitri un dovere minimo di esaminare e trattare i problemi pertinenti (DTF 133 III 235 consid. 5.2 pag. 248 e rinvii). Questo obbligo è violato se a causa di un'inavvertenza o di un equivoco il tribunale arbitrale non prende in considerazione allegati, argomenti, prove e offerte di prove presentati dalle parti e rilevanti per la decisione. Gli arbitri non hanno tuttavia l'obbligo di discutere tutti gli argomenti invocati dalle parti, di modo che non può essere loro rimproverato, prevalendosi di una violazione del diritto di essere sentito, di non aver confutato - almeno implicitamente - un argomento del tutto irrilevante per il giudizio (DTF 133 III 235 consid. 5.2 pag. 249). In concreto, come peraltro esplicitamente riconosciuto dalle ricorrenti, l'argomento secondo cui la risoluzione dei contratti sarebbe stata giustificata in seguito al mancato pagamento delle rate da parte della convenuta è stato riportato nel lodo. Come già osservato nel precedente considerando attinente alla pretesa violazione dell'ordine pubblico, il tribunale arbitrale ha ritenuto che il mancato tempestivo pagamento delle rate da parte della convenuta non giustificava, in ragione delle violazioni contrattuali commesse dalle licenzianti, la rescissione dei contratti. Ne segue che l'argomento sollevato dalle ricorrenti è stato considerato e che quindi non è ravvisabile alcuna violazione del loro diritto di essere sentite.