Citation: 6B_544/2018 E. 4.1

4.1. L'art. 410 cpv. 1 lett. a CPP consente a chi è aggravato da una sentenza passata in giudicato, da un decreto d'accusa, da una decisione giudiziaria successiva o da una decisione emanata nella procedura indipendente in materia di misure di chiederne la revisione, se sono dati nuovi fatti o nuovi mezzi di prova anteriori alla decisione e tali da comportare, segnatamente, l'assoluzione oppure una punizione notevolmente più mite. I fatti o i mezzi di prova devono dunque essere nuovi, ossia non noti all'autorità che ha statuito e non sottoposti al suo esame, rilevanti, vale a dire suscettibili di inficiare gli accertamenti alla base della decisione in modo da far presagire sulla scorta del nuovo stato di fatto un giudizio sensibilmente più favorevole al condannato (sentenza 6B_945/2016 del 14 giugno 2017 consid. 1.2) e devono infine essere anteriori alla decisione, quelli posteriori non fondando alcun caso di revisione (sentenza 6B_836/2016 del 7 marzo 2017 consid. 1.3.2). Il rimedio della revisione non può essere utilizzato per rimettere continuamente in discussione una decisione cresciuta in giudicato, eludere le norme legali sui termini di ricorso o quelle sulla loro restituzione o addurre fatti non presentati nel primo processo a causa di una negligenza procedurale (DTF 130 IV 72 consid. 2.2 pag. 74).