Citation: 8C_428/2017 E. 2.4.2

2.4.2. Le censure della ricorrente sugli atti valetudinari da ritenere per la risoluzione del caso - ossia il referto del perito consultato privatamente dott. I.________ e quelli del dott. G.________ del SMR dell'UAI e non dunque quello del dott. C.________ - sono infondate e non permettono di concludere per quanto da lei auspicato, segnatamente per il preteso peggioramento dello stato di salute e l'incapacità lavorativa del 100%, con il conseguente aumento del grado d'invalidità. In particolare in merito alla perizia del dott. I.________, lo specialista interpellato privatamente attesta il peggioramento dello stato di salute e la conseguente incapacità totale lavorativa, anche, e meglio soprattutto, alla luce di "ulteriori aspetti inerenti la malattia polmonare" (cfr. perizia del 27 luglio 2016 del dott. I.________, pag. 4 e seg.). La Corte cantonale ha compiutamente evidenziato i motivi per i quali la stessa non è in grado di generare dubbi circa l'affidabilità delle conclusioni dello specialista interpellato dall'INSAI. In particolare il Tribunale cantonale ha dettagliatamente enunciato le ragioni per le quali gli aspetti ulteriori inerenti la malattia cronica elencati dal dott. C.________ sono irrilevanti al fine del giudizio. Le critiche a tal riguardo sollevate dalla ricorrente non meritano accoglimento: essa si limita in particolare ad affermare apoditticamente, limitandosi per lo più al richiamo di argomentazioni già espresse in sede cantonale, che i giudici di prime cure non avrebbero tenuto conto di tali comorbidità extra-polmonari, omettendo di confrontarsi con quanto accertato e apprezzato dalla Corte cantonale, che si è invece integralmente espressa in merito. Rilevato che il dott. I.________, fatta astrazione dagli ulteriori aspetti della malattia, ha invece esplicitamente dichiarato di condividere la valutazione del dott. C.________, che anche a suo dire, dal profilo medico-tecnico, è formalmente corretta. In tale contesto vanno dunque respinte anche le censure relative ai dubbi sollevati circa l'attendibilità della perizia del dott. C.________ a causa della collaborazione della ricorrente da lui definita come non sempre ottimale, che nulla toglie però alla validità delle sue conclusioni. Neanche l'affermazione secondo cui l'UAI avrebbe invece considerato queste patologie connesse con la malattia professionale, le quali indicherebbero un peggioramento dello stato di salute, trova riscontro in quanto accertato nel giudizio impugnato. In effetti dagli accertamenti si evince che le pretese comorbidità sono assenti nell'ambito della pregressa decisione AI del 29 gennaio 2016, ad eccezione dell'astenia e del sottopeso che però erano state considerate diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa (cfr. annotazione del 24 novembre 2015 del dott. G.________ che conferma la valutazione SMR del 15 marzo 2013, in cui era appunto menzionata questa affezione). In merito al preteso sensibile peggioramento riferendosi all'istruttoria e alle motivazioni alla base della decisione AI del 29 gennaio 2016 rinviando esplicitamente all'incarto AI, va premesso che l'intero incarto AI non figura quale documentazione agli atti nella presente vertenza ma sono dati solo i documenti esplicitamente prodotti. Conformemente a quanto evidenziato al consid. 1.3 la ricorrente nulla censura, e di conseguenza fa difetto una qualsivoglia motivazione in merito, rispetto alla mancata produzione di tutto il fascicolo riferito alla procedura AI. Questa Corte non è pertanto tenuta a vagliare quanto ora asserito astrattamente in merito (cfr. in tale contesto il menzionato rapporto del dott. G.________ del 7 settembre 2015), come pure il generico rinvio all'incarto AI, quale prova dello studio approfondito operato dai medici italiani vagliato dall'UAI. In ogni modo, il richiamo alle risultanze della procedura AI non sorregge la ricorrente per i motivi seguenti. Innanzitutto, già da un punto di vista meramente temporale, la procedura AI culminata con la decisione del 29 gennaio 2016 fa stato dell'analisi di una situazione valetudinaria anteriore rispetto a quella operata nell'ambito della presente procedura LAINF, culminata con gli accertamenti del dott. C.________ del 10 marzo 2016 e delle conclusioni della dott.ssa E.________ del 6 maggio 2016. La decisione dell'UAI del 29 gennaio 2016 (la quale giunge dopo la sentenza di rinvio per ulteriori accertamenti dello stato di salute a far tempo dal 1° luglio 2014) si fonda solo sugli atti acquisiti in sede d'istruttoria dal SMR, segnatamente il dott. G.________ fa riferimento "al rapporto attuale di valutazione pneumologica e cardiologia di Tradate" (cfr. annotazione del dott. G.________ del 24 novembre 2015). Nella procedura AI non sono stati considerati gli atti valetudinari successivi raccolti in ambito di procedura infortuni, i quali al contrario hanno invece ritenuto anche la documentazione dell'UAI (cfr. scritto dell'8 gennaio 2016 con il quale l'UAI trasmette all'INSAI l'intera sua documentazione). Infine, relativamente al valore probatorio dell'annotazione del dott. G.________ del 25 novembre 2015, il Tribunale federale condivide quanto concluso dalla Corte cantonale, ossia che non sono dati i presupposti giurisprudenziali per riconoscergli pieno valore: si tratta difatti di un'annotazione telegrafica, nella quale il dott. G.________, dopo aver evidenziato la diagnosi alla base della malattia professionale riconosciuta dall'INSAI, rammentato succintamente l'iter amministrativo, si limita a menzionare che sulla base della nuova documentazione agli atti, in concreto la valutazione pneumologica e cardiologica della J.________ di Tradate, vi sarebbe una progressione della patologia, quindi lo stato di salute sarebbe peggiorato, confermando nel contempo la valutazione SMR del 2013 con incapacità lavorativa del 100%.