Citation: 1C_71/2020 E. 2.1

2.1. La ricorrente fa valere una violazione del diritto di essere sentita, perché Il Consiglio di Stato prima e la Corte cantonale poi non hanno, come da lei proposto, assunto una perizia idrogeologica. Al riguardo i giudici cantonali, accertato che la ricorrente riconosce che nel Cantone Ticino non vi è una norma che imponga la presentazione di una perizia qualora non vi siano particolarità geologiche o idrografiche di rilievo, hanno osservato che, tecnicamente, le sonde geotermiche verticali possono essere installate in qualsiasi ambiente geologico, purché le falde freatiche rimangano protette. La loro profondità dipende dalla conducibilità del terreno, dalla potenza della pompa di calore e dal fabbisogno di calore. Hanno ritenuto, richiamando le pubblicazioni "Geotermia in Svizzera - Una fonte di energia polivalente", 2017, e "Procedure di autorizzazione nei diversi Cantoni per l'installazione di sonde geotermiche verticali", 2017, edite dall'Ufficio federale dell'energia, che per una casa monofamiliare una profondità di circa 100-200 m è di norma sufficiente. Hanno poi fatto riferimento alle "Linee guida cantonali per il rilascio di un permesso per lo sfruttamento dell'energia geotermica e della captazione di acqua sotterranea ad uso termico" dell'agosto 2014, edita dall'UPAAI e dalla Sezione per la protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo (SPAAS), secondo le quali uno studio di approfondimento nel caso in esame, viste le caratteristiche del sottosuolo, non era necessario. È stato rilevato inoltre che secondo gli accertamenti dipartimentali i fondi in esame, che non presentano peculiarità che giustifichino l'allestimento di una perizia, sono ubicati su un territorio dove il prelievo di calore dal sottosuolo è permesso, come risulta dalla relativa banca dati cantonale (GESPOS: Gestione Sondaggi, Pozzi e Sorgenti) gestita dall'Istituto scienze della Terra della Scuola Universitaria della Svizzera italiana, e dove non sono presenti falde freatiche che esigerebbero approfondimenti geologici, richiamando al riguardo l'art. 19 cpv. 2 della legge federale sulla protezione delle acque del 24 gennaio 1991 (LPAc; RS 814.20) e l'art. 32 della relativa ordinanza (OPAc; RS 814.201). La Corte cantonale ha stabilito inoltre che neppure dai referti fatti allestire dalla ricorrente risultano peculiarità (idrogeologiche) di rilievo del terreno in esame tali da rendere necessari studi specialistici. Ha osservato che dal rapporto tecnico geologico del 17 gennaio 2018 prodotto dalla ricorrente potrebbe risultare un possibile rischio nelle vibrazioni derivanti dalle perforazioni, rapporto che suggerisce alcune precauzioni da adottare (misurazione delle vibrazioni durante i sondaggi e la fissazione in corso d'opera di limiti massimi per queste ultime, allo scopo di evitare danni all'abitazione e al grottino della ricorrente). Ne ha concluso che si tratta comunque di aspetti che non attengono alle caratteristiche dei fondi, essendo connessi alla realizzazione dell'impianto e che concernono quindi la fase esecutiva, la quale, secondo la prassi cantonale, esula da quella della procedura edilizia.