Citation: 8C_264/2024 E. 5.4

5.4. Il ricorso è destinato all'insuccesso. I primi giudici hanno ritenuto la piena consapevolezza del ricorrente circa l'erroneità della decisione fondandosi in particolare sulle sue ripetute segnalazioni all'amministrazione. Che egli fosse consapevole di tale errore trovava pure conferma nelle testimonianze assunte durante il procedimento. Tale constatazione vincola il Tribunale federale, posto che, come visto (consid. 4.2 supra), si riferisce ad una questione di fatto e non appare manifestamente inesatta nella fattispecie. In effetti, non è arbitrario ritenere che il timore di dover restituire delle prestazioni, in queste circostanze, ne fondi la consapevolezza. Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, il ritardo della Cassa, senz'altro grave e sul quale si è già esaurientemente espressa la Corte ticinese, non permette di rendere insostenibile l'apprezzamento delle prove in questione. Lo stesso vale per l'argomento secondo cui il valore venale degli immobili di proprietà del ricorrente sia emerso soltanto da una perizia dell'Ufficio stima competente esperita appositamente, dal momento che egli stesso si era accorto già in precedenza che la nuova sostanza, spontaneamente comunicata dal ricorrente, non era stata computata nei conteggi delle prestazioni complementari. Questa circostanza, del resto, neppure risulta contestata nel ricorso. Risultando inadempiuto già il primo dei due presupposti cumulativi dell'art. 25 cpv. 1 LPGA, non occorre pronunciarsi sul grave onere preteso dal ricorrente.