Citation: 1P.601/2004 02.12.2005 E. 2

2.1 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso, oltre alla designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a), come pure l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo se sono sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 129 I 113 consid. 2.1; 127 I 38 consid. 3c pag. 43; 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b; 122 I 70 consid. 1c). 2.2 Per quanto la ricorrente si limita a riproporre le censure sollevate in sede cantonale senza confrontarsi con le argomentazioni contenute nel giudizio impugnato e senza in particolare spiegare, con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e alla giurisprudenza, in quale misura e per quali ragioni esse sarebbero lesive della Costituzione, il ricorso in esame riveste un carattere essenzialmente appellatorio ed è quindi inammissibile. Né il gravame adempie le citate esigenze di motivazione laddove la ricorrente accenna a una pretesa violazione della garanzia della proprietà, adducendo semplicemente che non sarebbero in concreto date le condizioni per una sua restrizione. Criticando inoltre un erroneo apprezzamento dei fatti, la ricorrente disattende che nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale esamina unicamente dal ristretto profilo dell'arbitrio l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove e, non essendo un'autorità superiore di pianificazione, si impone un certo riserbo nella valutazione di situazioni locali, meglio conosciute dall'autorità cantonale, astenendosi altresì dall'interferire in questioni di spiccato apprezzamento, quali sono in genere l'istituzione delle zone di utilizzazione (DTF 129 I 337 consid. 4.1 e rinvii; cfr. inoltre, sulla nozione di arbitrio, DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). 2.3 Il presente gravame è altresì inammissibile nella misura in cui, pure in questa sede, la ricorrente critica il tracciato della prospettata strada principale A394, che verrebbe ad attraversare i suoi fondi. Tale opera stradale, già prevista e pianificata in un piano generale approvato (cfr. sentenza 1P.255/2003 del 14 aprile 2004, parzialmente pubblicata in: RtiD II-2004, n. 26, pag. 95 segg.), è stata soltanto ripresa nel piano regolatore comunale, sicché le relative contestazioni esulano da questa procedura. Nemmeno possono essere esaminate sia le censure sollevate dalla ricorrente riguardo al mancato rilascio di una licenza edilizia per la costruzione di due capannoni industriali sotto il regime pianificatorio previgente sia l'esistenza delle premesse per un'espropriazione materiale derivante dalla pianificazione litigiosa, da fare valere se del caso seguendo l'appropriata procedura (cfr. art. 39 della legge cantonale di espropriazione, dell'8 marzo 1971). D'altra parte, contrariamente a quanto sembra ritenere la ricorrente, il TPT non le ha di principio negato un diritto ad una piena indennità (art. 26 cpv. 2 Cost., art. 5 cpv. 2 LPT), ma ha semplicemente rinviato la questione alla procedura espropriativa. In tale circostanza, spettava semmai alla ricorrente addurre dinanzi a questa Corte perché i giudici cantonali si sarebbero rifiutati in modo arbitrario di esaminare nel merito le censure di natura espropriativa (cfr. DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2).