Citation: 1B_406/2018 E. 3.1

3.1. Sia come che sia, si può nondimeno rilevare che la CRP, considerato il lasso di tempo trascorso, rettamente ha ritenuto una lesione del principio di celerità (art. 5 cpv. 1 CPP). Il ricorrente manifestamente a torto incentra il gravame sull'applicabilità dell'art. 397 cpv. 4 CPP, secondo cui qualora la CRP accerti che vi è stata denegata o ritardata giustizia, essa quale giurisdizione di reclamo può impartire istruzioni all'autorità interessata, fissandole termini per sanare la situazione. Invero, quale autorità di reclamo la CRP non può esprimersi come un'autorità di prima istanza, né deve ricercare nell'incarto eventuali elementi attestanti le condizioni per mantenere o annullare il contestato sequestro (vedi anche l'art. 397 cpv. 2 CPP). Accertata la lesione del principio di celerità, a ragione ha quindi invitato il PP a esaminare senza ulteriore indugio se sussistano ancora le condizioni per mantenere il sequestro del conto bancario e, dopo aver preso conoscenza del contenuto della cassetta di sicurezza, a pronunciare una decisione motivata di sequestro o di dissequestro, senza privare inoltre, in tal modo, il ricorrente di un'istanza di ricorso (sentenza 1B_337/2018 del 20 luglio 2018 consid. 2.5).