Citation: U 260/04 12.10.2005 E. 5

In concreto il giudice di prima istanza, fondandosi sostanzialmente sulle valutazioni espresse dal dott. W.________ nella perizia del 23 ottobre 2002, ha ritenuto non essere dato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante richiesto, il nesso di causalità naturale tra i dolori lamentati alla schiena e l'infortunio del 10 settembre 1999, negando, di conseguenza, ogni obbligo prestativo a carico della Lloyd's in relazione alla ricaduta notificata dall'insorgente nel corso del mese di giugno del 2001. Da quest'opinione il Tribunale federale delle assicurazioni non vede valido motivo di scostarsi. La ricorrente rimprovera al perito di essersi esclusivamente fondato su degli atti senza procedere a una visita personale né conoscere la sua anamnesi. La censura è priva di consistenza. Infatti, per giurisprudenza, una perizia basata sui soli atti ("Aktengutachten") è senz'altro possibile se dispone - come nel caso di specie - di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti personali (sentenza del 31 agosto 2005 in re C., M 10/04; RAMI 1988 no. U 56 pag. 371 consid. 5b con riferimenti). La querelata pronuncia non è neppure censurabile nella misura in cui il primo giudice ha rinunciato a compiere accertamenti probatori complementari. Come infatti giustamente osservato dall'autorità cantonale, quando il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, ha il convincimento che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non sarebbero suscettibili di modificare il risultato, egli potrà - come ha fatto nell'evenienza concreta - rinunciare ad assumere ulteriori prove, senza che ciò costituisca una violazione del diritto di essere sentito, garantito dall'art. 29 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b). In sostanza deve essere dedotto nell'evenienza concreta che la verosimiglianza del rapporto causale fra l'evento del 1999 e le turbe dorsali annunciate dall'insorgente nel giugno 2001 va qualificata come probabile, ma non come preponderante. Facendo difetto il requisito della causalità naturale tra l'infortunio e il danno alla salute invocato, la questione della causalità adeguata può restare indecisa.