Citation: 1C_614/2017 E. 4.4

4.4. A ragione già il ricorrente rileva che nel caso in esame l'imposta condizione concerne un intervento meno invasivo, visto che in effetti non si è manifestamente in presenza della medesima fattispecie o di una di portata analoga: nell'altra causa era inoltre dubbio che la deroga rispettasse il principio di proporzionalità. Certo, il ricorrente richiama l'art. 16 LE, secondo cui la pubblicazione dev'essere ripetuta se i progetti vengono modificati nel corso della procedura d'approvazione o successivamente (cpv. 1), ma per contro se essi rimangono immutati nelle loro caratteristiche essenziali è applicabile la procedura di notifica e differenze che non superano un grado di tolleranza ragionevolmente ammissibile non soggiacciono a nessuna formalità (cpv. 2). Il ricorrente, richiamando a torto la fattispecie della precedente causa, non dimostra tuttavia perché nella fattispecie la Corte cantonale non poteva, anche implicitamente, ritenere adempiuti gli estremi previsti dall'art. 16 cpv. 2 secondo periodo LE. Ricordato che spetta al Municipio esaminare compiutamente l'adempimento delle condizioni per il rilascio delle licenze edilizie (art. 2 LE), giova nondimeno rilevare che appare problematico il modo di agire del Tribunale cantonale amministrativo quando procede direttamente alla concessione di deroghe, il cui scopo non è di per sé di consentire la realizzazione di soluzioni ideali, dovendo esso imporsi un certo riserbo al riguardo, nel rispetto dell'art. 16 LE, del diritto di essere sentito dei ricorrenti, di eventuali altri vicini toccati da tali modifiche, come pure dell'ampio potere di apprezzamento che spetta ai Comuni in tale contesto (su questo tema vedi anche sentenza 1C_548/2017 del 3 aprile 2018 consid. 3.8 in fine e rinvii).