Citation: 6B_1219/2023 E. 7.2

7.2. Il ricorrente critica l'adempimento del presupposto dell'inganno astuto, scostandosi tuttavia dai fatti accertati in sede cantonale, che, come visto, sono vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Egli non considera le numerose operazioni da lui messe in atto per ottenere il denaro dagli accusatori, esposte in modo articolato ed esauriente nella sentenza impugnata, e non si confronta puntualmente con i considerandi n. 68 segg. della sentenza impugnata (pag. 198 segg.). In tali considerandi, la Corte cantonale ha motivato in modo accurato le ragioni per cui ha ritenuto realizzato l'inganno astuto, esaminando sia il comportamento del ricorrente sia quello degli accusatori privati. Contrariamente all'asserzione del ricorrente, la Corte cantonale ha accertato che gli accusatori privati avevano eseguito delle verifiche sulla sua persona, rispettivamente sulla possibilità di incassare le obbligazioni. Ha altresì rilevato che, per limitare le verifiche, egli li aveva poi dissuasi dal visionare la documentazione (falsificata). Questi accertamenti, con i quali il ricorrente non si confronta, non sono censurati d'arbitrio e sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Il ricorrente fa inoltre astrazione dal castello di menzogne su cui ha fondato l'inganno, sulle centinaia di documenti falsi utilizzati, sul fatto di avere depositato una certa quantità di "German Gold Bonds" originali presso la C.________ SA, sui viaggi in Etiopia, nonché sulle modalità della loro organizzazione, sull'effettiva costituzione di una fondazione benefica e sull'elaborazione di progetti umanitari in Etiopia e su una serie di ulteriori circostanze esposte dalla Corte cantonale al considerando n. 72 della sentenza impugnata, con cui egli non si confronta specificatamente. Quanto alla tesi ricorsuale secondo cui il provento dell'incasso dei titoli sarebbe ammontato ad una cifra corrispondente al 10 % del PIL della Germania, la Corte cantonale ha spiegato al considerando n. 73c della sentenza impugnata (pag. 212 seg.) che questa proporzione non aveva riscontro nella realtà delle cifre, che l'importo non sarebbe stato incassato in una sola volta, ma a scadenze precise fino al 2030, e che i versamenti prospettati, benché importanti, apparivano comunque proporzionati all'ampiezza delle operazioni messe in scena dal ricorrente. Nuovamente il ricorrente non si confronta con le argomentazioni della CARP e non sostanzia quindi arbitrio alcuno. La Corte cantonale ha poi riconosciuto che, talvolta, il ricorrente chiedeva agli accusatori privati del denaro asserendo (falsamente) di averne la necessità per fare fronte al sostentamento suo e della sua famiglia. La CARP ha nondimeno accertato che, nell'ottica degli accusatori privati, anche in questi casi i pagamenti venivano da loro effettuati nella prospettiva dell'incasso delle obbligazioni, allo scopo di superare una situazione di difficoltà che si frapponeva momentaneamente al buon esito della transazione. Il ricorrente non dimostra l'arbitrarietà di questo accertamento.