Citation: 2C_251/2019 E. 3

Nel suo giudizio, il Tribunale amministrativo ha condiviso il parere del Governo ticinese secondo cui il centro degli interessi del ricorrente non si trovava nel nostro Paese e il suo permesso doveva pertanto essere considerato come decaduto. In aggiunta, ha rilevato che egli ha pure disatteso la condizione per la quale aveva ottenuto il permesso di dimora, cioè quella di risiedere in Svizzera per svolgere un'attività lucrativa, di modo che dati erano anche i motivi per una revoca giusta l'art. 23 dell'ordinanza sull'introduzione della libera circolazione delle persone del 22 maggio 2002 (OLCP; RS 142.203). A parere dell'insorgente, la querelata sentenza non è invece condivisibile, poiché frutto di un'errata applicazione del diritto, di un accertamento inesatto dei fatti e di un eccesso/abuso del potere di apprezzamento di cui la Corte cantonale disponeva.