Citation: 2C_371/2018 E. 5.1

5.1. La ricorrente censura principalmente l'applicazione arbitraria (art. 9 Cost.) dell'art. 19 LResp/TI nonché del vecchio art. 25 cpv. 2 LResp/TI, un accertamento dei fatti manifestamente inesatto rispettivamente un loro apprezzamento arbitrario, lesivo dell'art. 2 CC e dell'art. 29 Cost. (in particolare dal profilo del suo diritto a che siano assunti mezzi di prova pertinenti), in relazione al riconoscimento dell'intervenuta perenzione da parte dell'istanza inferiore. A suo dire, sarebbe manifestamente insostenibile e contraddittorio far risalire l'inizio del termine di sei mesi per inoltrare l'azione alla scadenza di quello dei tre mesi per rispondere al danneggiato, ignorando totalmente il fatto che il Cantone si era manifestato sia prima che dopo la decorrenza del suddetto termine (di tre mesi), pronunciandosi infine con una risposta. Secondo lei, la natura e la finalità del termine in questione non impedirebbero al Cantone di decidere comunque di rispondere successivamente, come in effetti avvenuto in concreto: tramutare un termine d'ordine assegnato alle autorità e istituito dalla legge per ragioni di economia processuale, essenzialmente in favore del danneggiato, in una presunzione irrefragabile a proprio danno contrasterebbe in maniera insostenibile con le evidenze agli atti, con la ratio della norma e, in definitiva, con il divieto dell'arbitrio.