Citation: 5A_1017/2019 E. 4.2

4.2. Secondo il Tribunale di appello, l'accordo transattivo 19 maggio 2017 costituisce in linea di principio un valido titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione per la somma posta in esecuzione (art. 82 cpv. 1 LEF). Esaminando l'eccezione di nullità del proprio impegno sollevata dall'escusso in sede di reclamo (art. 82 cpv. 2 LEF), i Giudici cantonali sono giunti alla conclusione - come prima di loro già il Pretore - che la clausola n. 3 dell'accordo transattivo 19 maggio 2017 non contravviene agli art. 493 cpv. 2 e 494 cpv. 1 CO e non è pertanto nulla. A loro giudizio, essa va letta, a prima vista, come promessa della prestazione di un terzo giusta l'art. 111 CO o come assunzione cumulativa di debito ai sensi dell'art. 176 CO (entrambi impegni indipendenti, che non soggiacciono ad alcuna forma particolare) e non come fideiussione (impegno accessorio) : emergerebbe dalla clausola n. 3.2 che il ricorrente " (come gli altri condebitori solidali) aveva un interesse proprio a sottoscrivere 'personalmente' la clausola n. 3.1, ossia quello di porre fine in via transattiva agli accordi di collaborazione [...] ". In alternativa, essi si riferiscono alla clausola n. 4 del menzionato accordo transattivo, " a tenore della quale le parti hanno dichiarato che i loro impegni costituiscono riconoscimento di debito giusta l'art. 82 LEF e hanno escluso ogni possibile eccezione [...]. Ricordato lo spazio lasciato dalla giurisprudenza alla libertà contrattuale anche in tema di garanzia [...], il primo giudice avrebbe potuto validamente escludere un'ipotetica eccezione di nullità dell'obbligo dell'escusso per carenza di forma ai sensi dell'art. 493 cpv. 2 CO ". Hanno per contro lasciata aperta la questione di un'eventuale tardività dell'eccezione di nullità, sollevata dal ricorrente - assente in prima sede - con il reclamo cantonale.