Citation: 5A_517/2007 13.02.2008 E. B

Con sentenza 30 luglio 2007 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello del Cantone Ticino, quale autorità superiore in materia di concordato, ha respinto un rimedio della X.________ SA, ha rifiutato l'omologazione del concordato e ha ordinato, non appena la sentenza sarà divenuta definitiva, la pubblicazione del dispositivo sul Foglio ufficiale cantonale e sul Foglio ufficiale svizzero di commercio, nonché la sua comunicazione all'Ufficio di esecuzione e fallimenti e all'Ufficio del registro fondiario del distretto di Riviera. L'autorità superiore ha ritenuto inammissibile in virtù del divieto dei nova contenuto nella legge di procedura cantonale la domanda di assunzione delle prove offerte dalla debitrice e ha pure negato il sussistere dei presupposti che potrebbero giustificare un'eccezione a tale divieto. Essa ha poi ritenuto che l'appellante poteva - al massimo - aspettarsi che il giudice del concordato le impartisse un termine per produrre le garanzie complementari concernenti importi che essa non poteva determinare in modo certo all'udienza (crediti contestati, ma ritenuti verosimili dal giudice), ma non poteva pretendere che l'autorità giudiziaria supplisse alle lacune del progetto di concordato. Visto che nemmeno il dividendo per i crediti ammessi dalla debitrice era sufficientemente garantito, i Giudici cantonali hanno considerato infondata la lamentela concernente la mancata concessione di un breve termine per completare le garanzie attinenti ai crediti contestati. Nel merito la Corte cantonale ha rilevato che l'appellante non contestava che le garanzie fornite fossero insufficienti e che la possibilità offerta dall'art. 316 LEF ai creditori che non ricevono il loro dividendo di chiedere la revoca del concordato non costituisce un motivo per derogare all'art. 306 cpv. 2 n. 2 LEF.