Citation: 1P.542/2001 31.10.2001 E. 3

3.- Le ricorrenti rimproverano alla Corte cantonale di non aver preso posizione su alcune circostanziate censure da loro sollevate sia in sede di opposizione alla domanda di costruzione, sia nel ricorso al Consiglio di Stato. Si tratta in particolare delle censure relative alla violazione delle norme sulla distanza da confine tra fondi privati, alla violazione delle prescrizioni antincendio e alla sottrazione di luce e vista sui loro fondi. a) La portata del diritto di essere sentito, sancito all'art. 29 cpv. 2 Cost. e desunto in precedenza dall' art. 4 vCost. , è determinata in primo luogo dal diritto cantonale, la cui applicazione viene esaminata dal Tribunale federale sotto il ristretto profilo dell'arbitrio. Esso vaglia invece liberamente se le garanzie minime poste dal diritto costituzionale siano state rispettate (DTF 124 I 49 consid. 3a, 122 I 153 consid. 3). Il diritto di ottenere una decisione motivata, che rientra nelle componenti essenziali del diritto di essere sentito, è garantito, nel procedimento amministrativo del Cantone Ticino, dall'art. 26 cpv. 1 della legge cantonale di procedura per le cause amministrative, il quale si limita però a stabilire il principio della motivazione scritta ma non precisa il contenuto e l'estensione della motivazione (cfr. Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1 all'art. 26, pag. 127). L'asserita violazione di questo diritto deve pertanto essere esaminata secondo l'art. 29 cpv. 2 Cost. e la relativa giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale. Il diritto di ottenere una decisione motivata impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione. L'autorità non deve tuttavia pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile, ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione di merito (DTF 126 I 97 consid. 2b pag. 102/103, 124 I 180 consid. 1a in fine, 121 I 54 consid. 2c, 120 Ib 224 consid. 2b, 117 Ib 64 consid. 4; sentenza del Tribunale federale pubblicata in RDAT 1993 II n. 53). b) In concreto la Corte cantonale ha sufficientemente e pertinentemente motivato la decisione di non esaminare le censure sollevate senza successo dalle opponenti in prima istanza. Rilevato che le vicine non hanno impugnato il giudizio del Consiglio di Stato nella misura in cui era loro sfavorevole, e in particolare sui punti che il Governo non ha trattato perché considerati irrilevanti o superflui ai fini del giudizio, e ricordato che la procedura amministrativa ticinese non conosce l'istituto del ricorso adesivo, il Tribunale cantonale amministrativo ha limitato l' esame alla questione della modifica del tetto e della quota di gronda, solo tema del ricorso presentato dal proprietario del fondo litigioso C.________. Questo modo di procedere, conforme agli atti, non è criticabile. Del resto, nella risposta del 23 maggio 2001 al Tribunale cantonale amministrativo, le ricorrenti stesse accettavano, in sostanza, la soluzione - adottata dal Governo - di limitare la vertenza al solo quesito della sopraelevazione del tetto, a prescindere quindi dall'esame delle altre censure sollevate precedentemente: esse rilevavano infatti che la decisione del Consiglio di Stato, che limitava la licenza edilizia nel senso di escludere la possibilità di operare un innalzamento della quota di gronda e di modificare la pendenza originaria, meritava "integrale conferma" (pag. 6, penultimo capoverso). La Corte cantonale non ha quindi violato il diritto di essere sentito delle ricorrenti rifiutando di entrare in materia sulle censure accennate, peraltro richiamate, e solo per quanto riguarda la distanza da confine, a titolo puramente prudenziale in fondo alla pagina 6 delle sopra menzionate osservazioni al Tribunale cantonale amministrativo. Le ricorrenti rimproverano pure al Tribunale cantonale amministrativo di aver violato il diritto di essere sentito, rifiutando di eseguire un sopralluogo. I Giudici cantonali hanno tuttavia rilevato in proposito che questa prova non appariva rilevante per il giudizio, visto che essi disponevano di atti completi: data anche la linea seguita dalla Corte cantonale, che riteneva non esaminabili le censure riguardanti segnatamente le distanze da confine perché non sollevate con un ricorso, il diniego del sopralluogo non è criticabile. c) Le ricorrenti ripropongono invero in questa sede la censura di violazione dell'art. 29 cpv. 7 NAPR, concernente il rispetto delle distanze da confine fra fondi privati. La censura è però irricevibile nel quadro di un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale, mancando il requisito dell'esaurimento del corso delle istanze cantonali sancito dall'art. 86 cpv. 1 OG.