Citation: 6B_291/2013 E. 7.2

7.2. Ora, la CARP ha dato per scontato che il ricorrente avesse agito quale intermediario finanziario, senza confrontarsi puntualmente con l'attività da lui svolta e senza esporre i motivi per cui la stessa ricadrebbe nel campo di applicazione dell'art. 2 LRD. Secondo il cpv. 3 di questa norma, rientrano negli intermediari finanziari anche le persone che, a titolo professionale, accettano o custodiscono valori patrimoniali di terzi o forniscono aiuto per investirli o trasferirli. La disposizione elenca in particolare, tra l'altro, la negoziazione di crediti (lett. a), le operazioni di pagamento (lett. b), il commercio di biglietti di banca e di strumenti finanziari (lett. c), la gestione patrimoniale (lett. e), l'esecuzione di investimenti in qualità di consulenti (lett. f), la custodia o la gestione di valori mobiliari (lett. g). La lett. d, abrogata con effetto dal 1° gennaio 2006, riguardava i distributori di fondi d'investimento. La CARP ha in sostanza rimproverato al ricorrente di avere interrotto la tracciabilità del denaro della C.________ prelevandolo in contanti presso gli sportelli bancari, per poi consegnarlo nelle mani del tesoriere della società medesima. Tuttavia, questa circostanza di per sé non consente di ritenere che il ricorrente abbia svolto un'intermediazione finanziaria ai sensi della LRD, che considera essenzialmente la fornitura a titolo professionale di prestazioni di natura finanziaria (cfr. CHRISTOPH K. GRABER/DOMINIK OBERHOLZER, Das neue GwG, 3a ed., 2009, n. 2 all'art. 2). Il semplice trasporto di denaro e la sua custodia fisica di massima non costituiscono una simile attività (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. a dell'ordinanza concernente l'esercizio a titolo professionale dell'attività di intermediazione finanziaria, del 19 novembre 2009 [OAIF; RS 955.071], che ha sostituito una precedente ordinanza dell'Autorità federale del 20 agosto 2002; GRABER/OBERHOLZER, op. cit., n. 19 all'art. 2). Non è per contro accertato che il ricorrente ha gestito o investito il patrimonio della C.________ o che aveva la facoltà di disporre del denaro di spettanza della stessa. Né risulta ch'egli ha effettuato operazioni di pagamento a favore di terzi per conto della società o ne ha custodito o gestito valori mobiliari (cfr., sulla nozione di valori mobiliari, l'art. 2 lett. a della legge sulle borse, del 24 marzo 1995 [LBVM; RS 954.1]). Rimproverandogli inoltre genericamente di avere "messo a disposizione" le società D.________ e E.________, la precedente istanza non ha poi accertato che il ricorrente ha esercitato determinate operazioni d'intermediazione finanziaria nell'ambito della costituzione delle società. In sostanza, indipendentemente dalla questione di sapere se queste argomentazioni contengano rimproveri di natura penale, la considerazione della Corte cantonale secondo cui il ricorrente ha agito quale intermediario finan-ziario non si fonda su specifici accertamenti che permettono una conclusione in tal senso. Non può quindi essergli rimproverata la violazione di obblighi di diligenza (art. 3 segg. LRD) che gli sarebbero spettati in tale veste.