Citation: 6B_631/2019 E. 6.4

6.4. Questi accertamenti non sono censurati, salvo per quanto riferiti alla ritenuta mancata integrazione professionale del ricorrente definita inveritiera. La CARP tuttavia non ha negato che egli ha svolto vari lavori, ma ne ha evidenziato il carattere sporadico e limitato nel tempo, ciò che l'insorgente non contesta. Se, come sostiene, dal 2015 non è più riuscito a lavorare a causa del mancato rilascio di un permesso di soggiorno, si osserva che vari attestati di carenza beni sono antecedenti a tale periodo. Malgrado la sua lunga presenza in Svizzera, dagli elementi appena esposti non traspare una particolare integrazione dell'insorgente. Non si riscontrano poi né problemi di salute né ostacoli al suo reinserimento sociale nel suo Paese d'origine. Poiché i suoi figli vivono con la madre all'estero, l'espulsione dal territorio svizzero non costituisce un'ingerenza nel suo diritto alla vita familiare. Analoga conclusione s'impone anche con riguardo ai familiari che vivono in Svizzera in assenza di un particolare rapporto di dipendenza. In simili circostanze, non si può ritenere sussistere un grave caso di rigore personale ai sensi dell'art. 66a cpv. 2 CP. Non essendo adempiuta la prima condizione prevista da tale norma, appare superfluo procedere alla ponderazione degli interessi. Si rileva in ogni caso che la misura, oltre a risponde all'interesse pubblico di garantire la sicurezza e l'ordine pubblici, è pronunciata per la durata corrispondente al minimo legale previsto dall'art. 66a cpv. 1 CP. Nell'ordinare l'espulsione del ricorrente, la CARP non ha violato il diritto federale.