Citation: 1C_376/2019 E. 1

che, infatti, la Corte cantonale, oltre a fondarsi sul citato atto, ha accertato che anche dal rapporto di pianificazione sugli indirizzi del 31 ottobre 2011 risulta che la nuova proposta pianificatoria è stata sottoposta alla popolazione nell'ambito della menzionata serata informativa e che, inoltre, nei trenta giorni successivi alla stessa al Municipio sono pervenute due osservazioni; che il ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confronta del tutto con questi argomenti, né tenta di spiegare perché, in siffatte circostanze si sarebbe in presenza di un accertamento addirittura insostenibile e quindi arbitrario dei fatti e delle prove (DTF 142 II 355 consid. 6 pag. 358), e di una decisione arbitraria non solo nella motivazione ma anche nel risultato (DTF 144 I 113 consid. 7.1 pag. 124), né illustra perché in tale situazione la Corte cantonale, sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove, non avrebbe potuto rinunciare ad assumerne altre (DTF 145 I 167 consid. 4.1 pag. 171; 141 I 60 consid. 3.3 pag. 64); che quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine pag. 368; 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100); che accennando ad asserite, generiche violazioni del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) e della tutela della buona fede (art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost.), il ricorrente non si confronta con gli argomenti addotti dalla Corte cantonale relativi all'accertata inconsistenza di tali critiche; che il ricorso, manifestamente non sufficientemente motivato, non può quindi essere esaminato nel merito e può essere deciso sulla base della procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF; che le spese seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF); per questi motivi, il Presidente pronuncia: