Citation: U 159/99 25.01.2000 E. A

A.- F.________, nato nel 1966, in data 14 settembre 1989 è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale: camminando sul marciapiede, è stato investito da un'autovettura in fase di sbandamento, riportando una frattura del femore destro, una sindrome della loggia a destra ed una lesione del legamento crociato posteriore del ginocchio destro. All'epoca egli lavorava alle dipendenze della P.________ e come tale era assicurato presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), il quale ha assunto il caso e corrisposto le prestazioni di legge. Con decisione 3 dicembre 1993, l'Istituto assicuratore ha negato la propria responsabilità per quanto riguardava disturbi psichici lamentati dall'assicurato, ossia turbe psicogene manifestatesi sotto forma di stati d'ansia, non ritenendoli quale naturale conseguenza del summenzionato evento infortunistico. Ha pure rifiutato il riconoscimento di una rendita d'invalidità, riservandosi peraltro di prendere posizione in merito all'eventuale diritto ad un'indennità per menomazione dell'integrità quando la situazione sarebbe stata ritenuta stabilizzata. Detto provvedimento, contestato dall'interessato, venne confermato mediante decisione su opposizione 31 gennaio 1994, con la quale l'INSAI ha riconosciuto che le turbe psichiche da lui invocate si trovavano in un nesso di causalità naturale con l'infortunio occorsogli nel settembre 1989, ma che doveva essere negata l'adeguatezza della relazione. Quest'ultima pronunzia è cresciuta in giudicato incontestata. Con decisione 30 aprile 1998, fondandosi su un rapporto 21 aprile 1998 del proprio medico di circondario, l'Istituto assicuratore ha comunicato a F.________ il suo rifiuto di riconoscergli un'indennità per menomazione dell'integrità fisica. Riferitosi ad un referto peritale 28 marzo 1995, allestito dal "Z.________" su incarico dell'Ufficio AI del Cantone Ticino, nonché a indagini di sanitari già espressisi in precedenza ed il cui parere era stato preso in considerazione in tale referto, l'interessato si è opposto al provvedimento amministrativo facendo valere che tra i problemi psichici di cui soffriva e l'infortunio in parola sarebbe esistito un evidente nesso di causalità. L'INSAI ha riconfermato la propria posizione emanando una decisione su opposizione 12 giugno 1998, con la quale ha stabilito che la questione riguardante la causalità fra le turbe psichiche e l'infortunio era già stata risolta con provvedimento del 31 gennaio 1994, cresciuto in giudicato. La revisione processuale o la riconsiderazione, le cui premesse non erano però soddisfatte, sarebbero quindi state gli unici rimedi di diritto a disposizione dell'assicurato.