Citation: 4C.154/2003 06.10.2003 E. 4

In ingresso al suo allegato, nella parte dedicata ai fatti, la convenuta rimprovera alla Corte ticinese di essere incorsa in una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) deducendo dallo scritto inviato l'8 aprile 1997 dalla banca Z.________ - con il quale veniva confermato l'avvenuto deposito della garanzia - che l'attore era il conduttore. Secondo la giurisprudenza, una svista manifesta ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 OG si verifica, ad esempio, quando l'autorità cantonale omette per errore di prendere in considerazione un documento agli atti o lo legge talmente male da giungere ad una conclusione in netto contrasto con il suo tenore, in particolare con il suo vero senso letterale (DTF 109 II 159 consid. 2b; 115 II 399 consid. 2a). In concreto, contrariamente a quanto asseverato dalla convenuta, tale eventualità non si è realizzata, avendo i giudici ticinesi volutamente tralasciato di pronunciarsi sul vero ruolo svolto dall'attore. Oltre che in disaccordo con il contenuto della sentenza impugnata, il richiamo alla svista manifesta risulta anche inconferente, dato che dall'argomentazione ricorsuale emerge chiaramente che l'intenzione della convenuta non era quella di prevalersi di un errore di lettura evidente bensì di criticare l'interpretazione di un documento.