Citation: 5P.452/2005 14.02.2007 E. 5

I ricorrenti, pur non contestando nella sede federale l'ammontare delle spese processuali, ritengono poi che queste e le ripetibili non possano essere poste a loro carico in solido. Affermano che l'art. 148 cpv. 4 CPC ticinese contiene unicamente la facoltà e non l'obbligo di procedere ad una condanna in via solidale e che nel caso concreto la stessa porterebbe a risultati inaccettabili, poiché l'eventualità di dover pagare quasi fr. 27'000.-- sarebbe del tutto sproporzionata, se riferita al valore delle loro quote di comproprietà. Essi potrebbero inoltre essere chiamati ad assumersi il rischio di insolvenza degli altri litisconsorti e "i costi di una miriade di azioni di regresso". In concreto i ricorrenti non fanno apparire insostenibile la decisione di condannare i litisconsorti soccombenti al pagamento in via solidale delle spese e delle ripetibili. Essi non contestano l'assunto dell'autorità cantonale secondo cui per le tasse e le spese la solidarietà è prevista dall'art. 10 della legge ticinese sulla tariffa giudiziaria (LTG) e misconoscono che le conseguenze ritenute sproporzionate, e cioè il rischio di dover pagare una somma elevata, sono in primo luogo causate dagli importi fissati dai giudici cantonali per gli oneri processuali e le ripetibili e non dal vincolo di solidarietà. Non si vede, né i ricorrenti spiegano poi perché toccherebbe piuttosto all'attrice vittoriosa procedere con "una miriade di azioni" per ottenere il rimborso delle ripetibili. Inoltre, poiché i ricorrenti nemmeno affermano di aver contestato con il proprio appello la loro soccombenza, poco importa che essi siano semplicemente rimasti passivi. Giova infine osservare che una condanna solidale al pagamento delle spese e delle ripetibili non costituisce nulla di eccezionale: innanzi al Tribunale federale la responsabilità solidale per la tassa di giustizia e le ripetibili costituisce la regola (art. 156 cpv. 7 e art. 159 cpv. 5 OG; art. 66 cpv. 5 e art. 68 cpv. 4 LTF). Ne segue che la censura, in larga parte meramente appellatoria (v. sulle esigenze di motivazione di un ricorso fondato sul divieto dell'arbitrio DTF 128 I 295 consid. 7a pag. 312), dev'essere respinta nella ridotta misura in cui risulta ricevibile