Citation: I 282/00 28.12.2000 E. A

A.- Con decisione 15 maggio 1991 la Cassa di compensazione Schulesta di Berna ha posto la cittadina italiana D.________, nata nel 1953, al beneficio di un quarto di rendita d'invalidità a decorrere dal 1° marzo 1990, stante un grado d'invalidità del 44 % con riferimento, tra l'altro, a stato dopo nefrectomia, dolori costali, lomboischialgia cronica con tendenza alla somatizzazione e aggravamento di disturbi organici. Detto atto è stato confermato dal Tribunale delle assicurazioni del Canton San Gallo per giudizio 14 maggio 1992. Mediante provvedimento 4 ottobre 1995 l'Ufficio AI del Canton San Gallo ha riconosciuto all'assicurata un grado d'invalidità del 75 % attribuendole una rendita intera a far tempo dal 1° marzo 1994, segnatamente a dipendenza di uno sviluppo depressivo con forte fissazione su una sindrome dolorosa generalizzata ed una sindrome panvertebrale con tendenza a una tendomiopatia generalizzata. Il 18 novembre 1997 la Cassa svizzera di compensazione, divenuta competente a seguito del rimpatrio dell'interessata, le ha comunicato che le veniva concessa la metà della rendita ordinaria d'invalidità per coniugi, il suo grado d'invalidità essendo del 100 % e quello di suo marito del 75 %. Avviata una nuova procedura di revisione ed esperiti gli accertamenti del caso, il 7 ottobre 1998 l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI) ha sottoposto all'assicurata un progetto di decisione prevedente la riduzione del grado d'invalidità al 50%. Rilevava tuttavia che la rendita intera per coniugi avrebbe continuato ad essere erogata dato che l'invalidità del marito rimaneva superiore ai due terzi. Esaminato il certificato medico prodotto per conto dell'assicurata dal Patronato X.________, l'UAI, con decisione 12 gennaio 1999, ha stabilito che il tasso d'invalidità dell'interessata era sceso al di sotto della soglia dei due terzi, ribadendo nondimeno che ciò non aveva alcuna ripercussione sulla prestazione per coniugi finora corrisposta.