Citation: 4A_107/2019 E. 6.3

6.3. In concreto la Corte cantonale ha accordato all'opponente il risarcimento dell'interesse positivo, vale a dire l'interesse che questa aveva nell'esecuzione dei contratti, che sono stati pacificamente qualificati come contratti innominati con elementi del contratto di appalto. La ricorrente, pur dilungandosi sulla nozione di danno, a ragione non contesta che, giusta la giurisprudenza (DTF 123 III 16 consid. 4b), il creditore a cui è riconosciuto il diritto al risarcimento dell'interesse positivo va posto nella situazione in cui si troverebbe se il contratto fosse stato regolarmente eseguito. Per quanto attiene poi alla lamentela concernente un'insufficiente allegazione del danno, essa pare dimenticare che la Corte cantonale ha ritenuto la censura irricevibile in ragione della sua carente motivazione e omette di impugnare tale considerazione. Ne segue che il ricorso si rivela inammissibile su questo punto (DTF 142 III 364 consid. 2.4; 138 III 728 consid. 3.4). Poiché il danno è stato validamente allegato, la ricorrente non può nemmeno essere seguita quando afferma che non avrebbe dovuto contestarlo, perché sostanziato in modo carente. Altrettanto infondata si palesa l'argomentazione secondo cui essa avrebbe, contrariamente a quanto indicato nella sentenza impugnata, sufficientemente contestato le allegazioni dell'opponente. Non è segnatamente esatto che avrebbe menzionato a pag. 53 della risposta innanzi al Pretore "vari fattori di riduzione", poiché nel passo indicato essa si era unicamente diffusa in generiche considerazioni sull'obbligo di ridurre il danno. In queste circostanze la Corte cantonale non ha nemmeno violato il diritto federale accordando all'opponente quanto chiesto, atteso che la ricorrente, gravata dal relativo onere della prova, non aveva nemmeno tentato di dimostrare eventuali risparmi da dedurre dal danno di cui l'opponente si era prevalsa.