Citation: 4A_645/2014 E. 3.2.2

3.2.2. L'istante aggiunge pure che qualora invece la controparte fosse stata a conoscenza dei fatti attinenti al doping del menzionato corridore al momento della stipulazione del contratto di sponsorizzazione o del " patto modificativo " del 20 gennaio 2011, essa avrebbe potuto chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento. Il fatto scoperto dall'istante (sanzione inflitta per anomalie riscontrate nel passaporto biologico) non è tuttavia suscettibile di cambiare la fattispecie che è stata posta a fondamento del lodo. Infatti, esso non permette di dedurre la conoscenza della controparte del comportamento del corridore in questione. Inoltre, l'istante non spiega né è ravvisabile come dal solo fatto posto a fondamento della domanda di revisione sia possibile concludere che vi sia stata una violazione degli obblighi contrattuali della controparte. Giova a tal proposito osservare che dagli estratti del contratto citati nel ricorso emerge che al punto 6.1 è stata espressamente esclusa " un'obbligazione di risultato" per quanto attiene la gestione della squadra ciclistica, ma che la controparte si assumeva un'" obbligazione di vigilanza " (punti 6.2 e 6.3), e al punto 6.4 le parti avevano esplicitamente convenuto la procedura da adottare nel caso in cui un corridore fosse risultato dopato, adottando la seguente clausola: " il GRUPPO SPORTIVO, su domanda scritta dello SPONSOR, si impegna a risolvere immediatamente il contratto con qualsiasi corridore e/o persona dello staff del GRUPPO SPORTIVO e della SQUADRA, che con qualsiasi azione o comportamento pregiudichi l'immagine dello SPONSOR, in particolare, per causa di doping ".