Citation: 1C_388/2024 E. 2.3

2.3. Nella sentenza qui impugnata del 23 maggio 2024, la Corte cantonale, ribadita la fondatezza dei motivi addotti nella sua precedente decisione, ha sottolineato, rettamente, che con le loro critiche le ricorrenti disattendono ch'essa ha fondato il precedente giudizio su quanto stabilito dal Pretore, con sentenza passata in giudicato. Anche dinanzi al Tribunale federale le ricorrenti non tentano di confutare questa conclusione né, come stabilito nella sentenza qui impugnata, non sostengono né censurano la facoltà di D.________ di erigere sul fondo www i posteggi in virtù della menzionata servitù, della quale esse non contestano di per sé né la validità né la portata stabilita nella sentenza pretorile del 16 febbraio 2009. Né esse fanno valere che al rilascio della licenza edilizia si opporrebbe la citata transazione giudiziale conclusa dalle parti davanti al Pretore il 6 ottobre 2011. Si limitano ad addurre, in maniera meramente appellatoria, che la servitù avrebbe dovuto prevedere espressamente anche la possibilità di realizzare i posteggi in contiguità. Ora, mal si comprende perché potendo realizzare il numero massimo di posteggi previsto dalle NAPR in relazione all'edificazione del suo fondo, la soluzione scelta dall'istante in licenza non rispetterebbe tali norme e il contenuto della servitù. Come rettamente stabilito nella licenza edilizia, spetterà se del caso all'autorità civile esprimersi sulla portata della servitù. Al riguardo le ricorrenti disattendono che nella sentenza del Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città del 16 febbraio 2009 si ricorda per l'appunto che con lettera del 4 ottobre 2006 il Municipio di Orselina informava D.________ di non poter dar seguito alla sua precedente domanda di costruzione del 22 agosto 2006 fintanto che la stessa non fosse stata firmata anche dalle proprietarie della particella www. Scopo di quella vertenza civile era proprio di far accertare il suo diritto di disporre e realizzare i posteggi oggetto di quella domanda di costruzione. L'assenza della firma delle ricorrenti sulla base degli art. 4 LE e 6 cpv. 2.2 NAPR non è quindi decisiva sotto il profilo del diritto edilizio pubblico. La circostanza che l'istante in licenza avrebbe potuto progettare anche altri progetti alternativi che gli permettessero di sfruttare al massimo i posteggi è ininfluente, ritenuto che la possibilità di costruire in contiguità è prevista dalle NAPR in esame e che vista la portata limitata della questione della firma, il rilascio della licenza edilizia senza il consenso delle ricorrenti non è addirittura insostenibile e quindi arbitrario.