Citation: 8C_403/2010 06.12.2010 E. 6

6.1 Sulla scorta di quanto precede, secondo il primo giudice, accertata l'esistenza di forze che hanno agito sull'arto superiore destro dell'assicurato in coincidenza con la repentina oscillazione del carico, è da ritenere soddisfatto il requisito dell'influsso meccanico dovuto a un fattore esterno, come pure quello della straordinarietà di questo stesso fattore esterno. Per quanto riguarda quest'ultimo proposito infatti l'autorità cantonale sostiene che, se è vero che, come sostenuto nel ricorso dall'INSAI, chi manovra una gru sa che il carico sospeso può subire movimenti dovuti alla forza dell'aria, è altrettanto vero che, nel caso di specie, il carico ha avuto un'oscillazione inusuale per ampiezza e violenza, su cui V.________ non poteva né doveva contare. 6.2 Questa Corte è dell'avviso che, per quanto concerne il requisito dell'influsso meccanico del fattore esterno, esso può essere ritenuto adempiuto, dato che la presenza di forze che hanno agito sull'arto superiore destro dell'assicurato, dovute ad una forte raffica di vento imprevedibile, in coincidenza con la repentina oscillazione del carico sospeso a cui egli si è afferrato, può essere ritenuta dimostrata con il grado di verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali. Per quanto riguarda invece il fattore della straordinarietà, in parte è vero, dato che la professione dell'opponente è quella di gruista e che il 24 febbraio 2009 egli la stava svolgendo normalmente, che l'attività di spostare o di sollevare con la mano destra una paletta di un determinato peso rientra senz'altro nei suoi compiti usuali. Tuttavia ciò non toglie che egli, trovandosi ad agire da solo, per evitare che il peso sollevato dalla gru andasse a finire contro il muro del palazzo in costruzione, situato a circa un metro dal luogo di deposito, non ha avuto altra scelta se non quella di intervenire con un movimento di riflesso comportante uno sforzo repentino e violento. Non si dimentichi del resto che in concreto il peso ammontava a non irrilevanti 800 kg. Inoltre, l'assicurato ha dovuto svolgere il lavoro in modo affrettato per evitare l'impatto. Non può quindi passare inosservato il fatto che il peso in questione ha richiesto uno sforzo superiore rispetto a quello che si sarebbe determinato se il forte colpo di vento non si fosse presentato, ovvero in circostanze normali. 6.3 Per quanto riguarda l'argomento apportato dall'istituto ricorrente secondo il quale il ricorrente avrebbe parlato di "tornado" unicamente in sede di ricorso, mentre nelle prime dichiarazioni non ne aveva fatto alcuna menzione, esso non convince, dato che egli aveva comunque già in procedura cantonale dall'inizio parlato di un colpo di vento che ha fatto oscillare il carico. Inoltre l'INSAI sostiene che "se effettivamente fosse stato un "tornado", si sarebbe potuto comprendere se lui stesso fosse stato sbattuto da qualche parte dal vento", ritenendo cosi che l'interessato abbia esagerato a parlare di tornado e mettendone quindi in dubbio l'esistenza. Secondo questa Corte, anche ammettendo che egli parlando di un "tornado" abbia un po esagerato, ciò non toglie che c'é stato qualcosa che ha fatto oscillare il carico in un modo che egli non si poteva aspettare, e che lo ha costretto a compiere un movimento di riflesso per evitare che esso andasse a finire contro il palazzo in costruzione. 6.4 Alla luce delle precedenti considerazioni, questa Corte aderisce alle conclusioni del giudice cantonale e considera lo sforzo profuso da V.________ il 24 febbraio 2009 come eccedente il quadro abituale della sua attività.