Citation: 1P.287/2004 30.09.2004 E. 2

2.1 Il ricorrente sostiene che il giudice della Pretura penale non avrebbe esaminato, né si sarebbe espresso, sulla censura, essenziale per l'esito del litigio, dell'incompatibilità della sostenuta corretta preselezione a sinistra da parte dell'automobilista sia con le tracce di frenata lasciate dalla motocicletta sulla strada sia con le caratteristiche della collisione. 2.2 Il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 Cost., impone all'autorità di prendere in considerazione ed esaminare le censure sollevate e di motivare il suo giudizio, menzionando le ragioni che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro, così che l'interessato possa rendersi conto della portata del giudizio e valutare la possibilità di impugnarlo. Questa garanzia non esige tuttavia che l'autorità si confronti con ogni allegazione sollevata, potendosi limitare ai punti rilevanti per la decisione (DTF 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa, 124 II 146 consid. 2a e rispettivi rinvii). Il ricorrente ha contestato dinanzi al giudice della Pretura penale che l'Audi S3, prima di voltare a sinistra, avesse eseguito una regolare preselezione. Ha sostenuto che, come risultava dallo schizzo planimetrico della polizia, la manovra di svolta a sinistra sarebbe stata eseguita repentinamente, all'ultimo momento, quando la vettura già si trovava all'altezza della superficie tratteggiata vietata al traffico. Egli si sarebbe quindi trovato di fronte un ostacolo imprevedibile, che non ha più potuto evitare. Nel giudizio impugnato, il giudice della Pretura penale, pur rimproverando all'automobilista di non avere badato al traffico che lo seguiva, non ha ritenuto determinante il suo comportamento. Senza invero esprimersi puntualmente sul quesito della correttezza della preselezione, ha in effetti considerato che, anche volendo ammettere la tesi dell'improvvisa svolta a sinistra da parte del conducente dell'Audi S3, era comunque decisiva la circostanza che il ricorrente aveva tenuto una distanza insufficiente dall'autovettura. Risulta in tali circostanze, che la tesi sostenuta dal ricorrente, dell'improvvisa svolta a sinistra da parte dell'altro protagonista, di per sé è stata considerata dal primo giudice. Negando rilevanza alla condotta dell'automobilista, egli non l'ha però condivisa e l'ha quindi, perlomeno implicitamente, respinta. Dal profilo formale sembra quindi che il giudice cantonale abbia sufficientemente esposto i motivi su cui ha fondato il suo giudizio. Visto l'esito del ricorso, la questione non deve tuttavia essere ulteriormente approfondita.