Citation: 1P.743/2004 03.02.2005 E. 2

2.1 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso, oltre alla designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a), come pure l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo se sono sufficientemente motivate (cfr., sulle esigenze di motivazione, DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43, 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b, 122 I 70 consid. 1c, 119 Ia 197 consid. 1d). 2.2 Nella misura in cui i ricorrenti criticano genericamente, con considerazioni di carattere appellatorio, la decisione impugnata, come se il Tribunale federale fosse abilitato a rivedere liberamente il fatto e il diritto ed a ricercare la migliore interpretazione e applicazione del diritto cantonale, il gravame non adempie le citate esigenze di motivazione ed è pertanto inammissibile. In effetti, segnatamente per sostenere l'arbitrio, non è sufficiente contrapporre il proprio parere a quello espresso dalla precedente autorità, ma occorre presentare un'esauriente motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda i ricorrenti nei loro diritti costituzionali (DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43). 2.3 In particolare, laddove i ricorrenti invocano il principio della buona fede, essi criticano in modo generico il diniego della facoltà di ritirare unilateralmente i documenti già prodotti, ma non sostengono che il Pretore avrebbe rilasciato loro assicurazioni concrete in tal senso (cfr., sul principio della buona fede, DTF 125 I 267 consid. 4c e rinvio). Né i ricorrenti fanno al proposito valere un'applicazione arbitraria dell'art. 187 CPC/TI, secondo cui un mezzo di prova fa fede non solo per chi lo ha prodotto, ma anche contro di lui e non vi si può rinunciare senza il consenso di tutte le parti e del giudice. Il ricorso di diritto pubblico è inoltre inammissibile laddove i ricorrenti fanno valere a titolo indipendente una pretesa violazione del principio attitatorio (cfr. art. 78 CPC/TI), che non costituisce un diritto costituzionale dei cittadini ai sensi dell'art. 84 cpv. 1 lett. a OG. Del resto, questo principio si riferisce alle incombenze delle parti nel processo civile (cfr., sul principio, Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 78)