Citation: 1C_214/2014 E. 2.5

2.5. L'istanza precedente, esaminata compiutamente l'ubicazione e la situazione edificatoria del fondo litigioso e considerate le risultanze derivanti dal sopralluogo esperito, ha stabilito che, contrariamente all'assunto ricorsuale, non si è neppure in presenza di un terreno edificato in larga misura. Ha ritenuto, a ragione, che in applicazione della giurisprudenza inerente all'art. 15 LPT la zona edificabile comunale, già abbondantemente sovradimensionata, non può essere maggiormente ampliata, nemmeno con l'inserimento di fondi di modeste dimensioni. In tale ambito, giova rilevare che il nuovo testo dell'art. 15 cpv. 2 LPT, in vigore dal 1° maggio 2014 e pertanto non applicabile al caso di specie, prescrive espressamente che le zone edificabili sovradimensionate devono essere ridotte. Sempre riferendosi alla giurisprudenza, con la quale il ricorrente non si confronta del tutto, i giudici cantonali hanno reputato che neppure l'urbanizzazione della particella del ricorrente è decisiva per conferirgli un diritto all'attribuzione del fondo alla zona edificabile. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità del ricorso, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 138 I 97 consid. 4.1.4). Le generiche critiche ricorsuali al riguardo disattendono chiaramente le citate esigenze di motivazione (art. 42 LTF).