Citation: 2C_641/2024 E. 5.4.3

5.4.3. Poiché la ricorrente non ha mai occupato un impiego al servizio di un datore di lavoro dello Stato ospitante, vale a dire la Svizzera, risulta che essa non ha mai ottenuto la qualifica di lavoratrice ai sensi dell'ALC. Avendo sempre lavorato in Italia, suo Paese di origine, ella non ricade dunque nella definizione di lavoratrice di cui all'art. 6 par. 1 Allegato I ALC. Tale conclusione trova inoltre conferma nel fatto che l'interessata non ha mai domandato di esser messa al beneficio di un'autorizzazione di soggiorno per lavorare nel nostro Paese. Nonostante quanto affermato dalla ricorrente, neanche l'ottenimento delle indennità previste dall'assicurazione svizzera contro la disoccupazione le ha permesso di ottenere lo statuto di lavoratrice ai sensi dell'ALC nei 12 mesi precedenti il raggiungimento dell'età pensionabile. Il fatto che le indennità di disoccupazione sono state erogate dalle autorità elvetiche è infatti unicamente una conseguenza dell'applicazione delle norme in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC in relazione con l'art. 65 par. 2 del regolamento (CE) n. 833/2004) che non costituisce un elemento rilevante ai fini del riconoscimento dello statuto di lavoratrice ai sensi dell'ALC. Infine, nemmeno il richiamo all'art. 4 par. 2 del regolamento (CEE) n. 1251/70 (secondo cui, tra l'altro, i periodi di disoccupazione involontaria debitamente accertati sono considerati periodi di occupazione ai sensi dell'articolo 2 paragrafo 1) permette di riconoscerle lo statuto di lavoratrice giusta l'ALC. La ricorrente, infatti, non può prevalersi di questa disposizione per ottenere detta qualifica durante il periodo di disoccupazione dato che, come già rilevato, non la possedeva neanche prima del suo licenziamento da parte del datore di lavoro italiano.