Citation: 5A_305/2010 27.12.2010 E. 5

5.1 Con riferimento al calcolo del fabbisogno del ricorrente la Corte di appello ha reputato superfluo adeguare l'importo base del minimo esecutivo alla rivalutazione intervenuta il 1° settembre 2009, perché nella determinazione del contributo alimentare un siffatto aumento si sarebbe neutralizzato con l'analogo aumento che avrebbe dovuto essere effettuato per l'opponente. I giudici cantonali hanno poi ritenuto che il ricorrente non ha reso verosimile che il suo premio di cassa malati sia lievitato fino all'importo massimo di fr. 4'500.-- annui, ritenuto dall'autorità fiscale a titolo di "premi di assicurazioni personali", atteso che egli non ha nemmeno specificato la deduzione sull'apposito modulo. 5.2 Secondo il ricorrente invece la Corte di appello avrebbe dovuto adeguare l'importo base del suo minimo vitale e ritiene che il mancato riconoscimento di un importo di locazione (fr. 1'150.--) pari a quello della moglie violi la parità di trattamento. Sostiene pure che la Corte cantonale sarebbe caduta nell'arbitrio includendo nel suo fabbisogno unicamente premi annuali di cassa malati per complessivi fr. 3'960.--, quando invece l'autorità fiscale gli aveva riconosciuto una deduzione di fr. 4'500.--. 5.3 Per quanto riguarda il mancato computo di un importo per la locazione, il ricorrente pare dimenticare che la Corte cantonale parte dal presupposto che egli possa occupare gratuitamente uno dei 4 appartamenti sfitti già menzionati, atteso che considera unicamente il reddito che potrebbe scaturire da tre appartamenti (supra consid. 3.1). Per questo motivo non entra in linea di conto di pure includere nel suo fabbisogno una posta per un canone di locazione. Altrettanto inconferente è la lamentela del mancato adeguamento del suo minimo di base, atteso che - contrariamente a quanto da lui affermato e come rettamente indicato nella sentenza impugnata - l'adeguamento, basato su un dato notorio, avrebbe dovuto essere effettuato per entrambi i coniugi, indipendentemente da una esplicita richiesta in questo senso dell'opponente. Il ricorrente non formula poi alcuna censura che soddisfa le esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (supra, consid. 2), quando si limita ad affermare che la notifica di tassazione sarebbe sufficiente per provare il preteso ammontare dei premi di cassa malati, senza in alcun modo confrontarsi con l'argomentazione della Corte di appello, secondo cui nella sede fiscale è stata effettuata una deduzione a titolo di "premi assicurazioni personali", ma che egli non ha in alcun modo dimostrato, omettendo perfino di precisare la deduzione nell'apposito modulo, che tali premi si riferissero unicamente alla cassa malati.