Citation: 1P.57/2002 17.09.2002 E. 1

1.1 I ricorrenti rilevano che il contestato piano generale rappresenta un piano di utilizzazione cantonale, soggetto a ricorso di diritto amministrativo. Questo rimedio è ammissibile contro decisioni cantonali fondate nel medesimo tempo sul diritto federale e sul diritto cantonale, in quanto sia in discussione la violazione di norme di diritto federale direttamente applicabili: è invece il rimedio del ricorso di diritto pubblico a essere dato contro decisioni fondate esclusivamente sul diritto cantonale e che non presentino nessuna connessione con l'applicazione del diritto federale (DTF 128 I 46 consid. 1b/aa). La giurisprudenza del Tribunale federale ammette il ricorso di diritto amministrativo contro piani di utilizzazione relativi a progetti concreti, in quanto sia in gioco l'applicazione del diritto federale sulla protezione dell'ambiente e della natura; tale rimedio permette pure di sollevare censure concernenti l'applicazione del diritto sulla pianificazione del territorio, qualora le norme invocate siano necessariamente in relazione con quelle sulla protezione dell'ambiente (DTF 123 II 88 consid. 1a e 1a/cc, 231 consid. 2, 289 consid. 1b). Il contestato piano sarebbe, di massima, impugnabile con il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, visto ch'esso concerne un progetto concreto (DTF 119 Ia 285 consid. 3c; sentenza del 20 settembre 2001 in re Comune di Ligornetto, consid. 2b, causa 1A.45/2001 concernente la "Nuova strada della montagna", apparsa in RDAT I-2002 n. 56, e la sentenza del 26 agosto 2002 in re V., consid. 1, cause 1A.161/2001 e 1P.595/2001, concernente il criticato piano). 1.2 Poiché, secondo i ricorrenti, che invocano l'art. 34 cpv. 3 LPT, il criticato piano è soggetto a ricorso di diritto amministrativo, a maggior ragione la decisione impugnata dovrebbe essere impugnabile giusta l'art. 84 cpv. 1 OG: ciò varrebbe anche per il piano direttore, quando l'oggetto dell'impugnazione non fa che riprenderne il contenuto (DTF 113 Ib 299 consid. 2b; cfr. anche DTF 121 II 430 consid. 1c, 123 II 88 consid. 1a; sulla non impugnabilità, di massima, tranne che a titolo accessorio, del piano direttore da parte di privati v. DTF 119 Ia 285 consid. 3b-e con rinvii). Visto che i ricorrenti fondano il gravame su un'asserita violazione della garanzia della proprietà privata e che non fanno valere alcuna lesione di norme del diritto pubblico federale in materia di protezione dell'ambiente, ma soltanto della normativa cantonale sulla pianificazione del territorio, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile. I ricorrenti sono legittimati secondo l'art. 88 OG a far valere che la criticata opera compromette in maniera importante le loro proprietà: non lo sono per contro a contestare in termini generali la scelta delle diverse soluzioni, questo mezzo d'impugnazione non essendo destinato alla difesa d'interessi di puro fatto né alla tutela di interessi pubblici.