Citation: 9C_657/2009 03.05.2010 E. 6

6.1 Per il ricorrente sarebbero inoltre mancate le premesse per avviare la procedura di risarcimento contro gli organi della società. Osserva a tal proposito che i crediti di prima e seconda classe sarebbero stati garantiti. Inoltre lamenta il mancato rispetto del principio di sussidiarietà poiché la Cassa non avrebbe proceduto contro il commissario del concordato U.________, reo - a suo avviso - di non avere liquidato eventuali saldi di contributi, e contro l'amministratore del fallimento D.________, reo di non avere effettuato l'incasso di crediti pacifici. 6.2 Occorre subito precisare che il carattere sussidiario della responsabilità degli organi significa che la cassa di compensazione può agire contro questi ultimi unicamente se il debitore dei contributi (la persona giuridica) è divenuto insolvente. Ciò non vuole però necessariamente dire che la cassa debba attendere l'apertura del fallimento della persona giuridica prima di fare valere la sua pretesa riparatoria nei confronti delle persone responsabili. Conformemente all'art. 43 LEF, l'art. 15 cpv. 2 LAVS dispone che di regola l'esecuzione per i contributi si prosegue in via di pignoramento anche contro un debitore soggetto alla procedura di fallimento. In questo modo, la cassa di compensazione non ha normalmente la possibilità di provocare il fallimento della persona giuridica debitrice dei contributi. Di conseguenza, se la persona giuridica è stata oggetto di una esecuzione (in via di pignoramento) sfociata nel rilascio di un attestato di carenza di beni nei suoi confronti, la cassa può - e deve se non vuole vedersi opporre l'eccezione di prescrizione - agire nei confronti degli organi responsabili senza attendere un eventuale fallimento provocato da un altro creditore. È quindi già a questo momento che i contributi non possono essere riscossi secondo la via ordinaria, in ragione dell'insolvenza del datore di lavoro (DTF 113 V 256; cfr. pure sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 68/91 del 27 gennaio 1992 consid. 2a). 6.3 In tali condizioni non si può seriamente sostenere che l'amministrazione e la Corte cantonale non avrebbero rispettato il principio di sussidiarietà. Quanto alla pretesa garanzia dei crediti di prima e seconda classe si può semplicemente rinviare a quanto detto in precedenza (sopra, consid. 5.4). 6.4 Riguardo alla mancata azione nei confronti del commissario del concordato e dell'amministratore del fallimento - che la Cassa si è comunque riservata di avviare - va confermata la tesi dei primi giudici. Infatti a prescindere dalle eventuali responsabilità di queste persone - comunque per nulla scontate (cfr. a tal riguardo la sentenza 5A_9/2008 del 2 luglio 2008 con cui la II Corte di diritto civile, nell'ambito di un procedimento disciplinare, ha dichiarato irricevibile un ricorso presentato, tra gli altri anche dal ricorrente, contro la decisione della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, che aveva ritenuto insussistenti le prove di una infrazione, da parte del commissario, ai propri doveri di funzione o comunque ai doveri risultanti da una corretta applicazione del diritto esecutivo) - va ribadita l'ampia facoltà riconosciuta alla cassa di compensazione di decidere - nel caso di solidarietà fra più debitori - se convenire tutti i debitori o soltanto uno o alcuni di essi (DTF 129 V 300 consid. 3.1 pag. 302; SVR 2003 AHV n. 5 pag. 13 consid. 4.2 [H 92/01]). La valutazione della Cassa non è più sindacabile né da parte del Tribunale cantonale delle assicurazioni né da parte di questa Corte, ritenuto che nessun'altra autorità può sostituirsi alla Cassa ed agire al suo posto e che l'amministrazione non si deve preoccupare dei rapporti interni tra eventuali corresponsabili (DTF 108 V 189 consid. 3 pag. 195). Per questi motivi non si può pertanto rimproverare all'amministrazione una grave violazione (cfr. DTF 122 V 185) del dovere di diligenza giustificante una riduzione dell'obbligo risarcitorio. 6.5 A ciò si aggiunge, come rettamente indicato dai giudici cantonali, che oggetto della presente disamina è la responsabilità degli organi per il mancato pagamento dei contributi paritetici durante il periodo 2002-2005, per il qual danno, già subentrato al momento del loro intervento, non possono essere ritenuti responsabili il commissario del concordato e l'amministratore del fallimento. Per il resto, il ricorrente non adduce circostanze e prove atte a interrompere il nesso causale; né una eventuale corresponsabilità degli amministratori chiamati in causa dal ricorrente potrebbe del resto costituire un motivo di riduzione della propria responsabilità, ritenuta l'inapplicabilità, nel presente ambito, dell'art. 759 CO (VSI 1996 pag. 306 consid. 6 [H 195/95]; sul tema cfr. pure Mélanie Fretz, La responsabilité selon l'art. 52 LAVS: une comparaison avec les art. 78 LPGA et 52 LPP, in HAVE 2009 pag. 238 segg., pag. 240).