Citation: 1C_555/2023 E. 2.4.1

2.4.1. Nella decisione del 6 aprile 2018 la Corte cantonale, ha dapprima accertato che il Comune di Faido, al momento del rilascio della prima autorizzazione del 18 dicembre 2012, rientrava tra i Comuni nei quali la quota del 20 % di residenze secondarie era superata. Ha anche stabilito che detta licenza edilizia, che ha inizialmente autorizzato i tre edifici (casa A, B e C) quali abitazioni secondarie, resta di principio valida. Per quanto riguarda la casa C, a causa dell'ampliamento della sua superficie abitabile in fase di costruzione, i giudici cantonali hanno in seguito confermato il vincolo di destinazione primaria, imposto dal Municipio nella successiva licenza edilizia del 21 dicembre 2015, rilasciata parzialmente a posteriori, non potendo tale edificio essere equiparato ad un'abitazione realizzata secondo il diritto anteriore e suscettibile così di beneficiare delle possibilità di ampliamento previste dall'art. 11 cpv. 3 LASec. La Corte cantonale ha infine precisato che il proprietario si era discostato dalla licenza ottenuta il 18 dicembre 2012 e non poteva così pretendere di continuare a beneficiare dell'autorizzazione per abitazione secondaria della casa C, a meno di ripristinare, attraverso una riprogettazione e, quindi, la presentazione di una variante, una situazione conforme al permesso originario. Il proprietario non ha impugnato queste specifiche conclusioni dinnanzi al Tribunale federale e ha presentato il 3 maggio 2019 la domanda di costruzione in variante, concernente la diminuzione di 14.48 m2 della superficie abitabile della casa C, mediante la costruzione di vani ciechi, e il contestuale ripristino della residenza secondaria, che il Municipio nella sua risoluzione del 3 maggio 2019, poi confermata dal Consiglio di Stato il 21 ottobre 2020, ha tuttavia negato, ritenendo la riduzione della SUP insufficiente e le modalità proposte prive della necessaria garanzia che la soppressione degli spazi sarebbe stata reale ed effettiva.