Citation: 2C_1183/2016 E. 5.3

5.3. Il soggiorno del ricorrente dev'essere considerato di lunga durata, dato che vive stabilmente in Svizzera dal mese di settembre 1978. Dal punto di vista dell'integrazione, occorre però rilevare che durante i suoi anni di presenza in Svizzera egli, oltre ad essere stato condannato diciassette volte, è stato ammonito ben quattro volte, senza alcun risultato: infatti, malgrado gli avvertimenti ricevuti non ha modificato il proprio comportamento e ha continuato a delinquere. Va poi osservato che l'interessato ha contratto debiti considerevoli, dato che nei suoi confronti sono aperte 47 esecuzioni per complessivi fr. 95'180.40, che sono stati emessi 235 atti di carenza beni per un ammontare totale di fr. 612'184.15 e che deve allo Stato fr. 139'787.60 a titolo di prestazioni assistenziali; inoltre dagli atti di causa non emerge - e nemmeno egli lo sostiene - che abbia intrapreso dei passi per rimborsare i propri debiti privati e pubblici. Di seguito va osservato che dopo avere alternato successivi posti di lavoro con dei periodi di disoccupazione, egli non lavora più da diversi anni e dipende da tempo dalla pubblica assistenza che, come già detto, gli ha erogato prestazioni per un importo considerevole (fr. 139'787.60). Nel contempo si può rilevare che un suo trasferimento in Italia non è per niente improponibile, anzi risulta perfettamente esigibile. La cultura e lo stile di vita della vicina Penisola sono noti al ricorrente, avendovi questi vissuto i primi undici anni della propria vita, e non si discostano del resto in maniera sostanziale da quelli cui è abituato nel nostro Paese. Un trasloco nella fascia di confine permetterebbe inoltre il mantenimento delle eventuali relazioni sociali instaurate durante la permanenza nel Cantone Ticino. A differente conclusione non portano poi nemmeno i problemi di salute fatti valere dal ricorrente, quale aspetto tra gli altri che l'esame del principio della proporzionalità impone di verificare (sentenza 2C_722/2010 citata consid. 5.3.2). Gli stessi potranno in effetti essere trattati in modo adeguato anche dalle strutture sanitarie italiane (sentenza 2C_923/2012 del 26 gennaio 2013 consid. 6.2). Infine, per quanto concerne gli inconvenienti legati ad un suo rientro in Italia (quale la ricerca di un alloggio), va qui riaffermato che si tratta di disagi ai quali sono confrontati la maggior parte degli stranieri costretti a tornare nel proprio paese d'origine dopo un lungo soggiorno all'estero.