Citation: 1P.606/2000 05.12.2000 E. 1

1.- Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 126 I 81 consid. 1, 125 I 14 consid. 2a, 253 consid. 1a). Salvo eccezioni che non si avverano in concreto, il ricorso di diritto pubblico ha natura puramente cassatoria (DTF 125 I 104 consid. 1b, 124 I 327 consid. 4a-c). Il ricorrente ha chiesto, oltre all'annullamento della decisione impugnata, il rinvio degli atti all'autorità cantonale per un nuovo giudizio: questa conclusione, priva di ingiunzioni vincolanti, è di per sé proponibile e, pur risultando sostanzialmente superflua, non contrasta con la natura cassatoria del rimedio esperito (DTF 118 Ia 184 consid. 1d, 110 II 249 consid. 1c). Il ricorrente ritiene arbitrari l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove eseguiti dal Giudice cantonale, cui rimprovera inoltre una violazione del principio "in dubio pro reo" per averlo ritenuto colpevole nonostante l'esistenza di seri dubbi. Queste censure, così come quella di violazione del diritto di essere sentito pure sollevata dal ricorrente, sono proponibili nel ricorso di diritto pubblico, non invece in un ricorso per cassazione secondo gli art. 268 e segg. PP, che non è stato presentato (art. 269 cpv. 2 e 273 cpv. 1 lett. b PP; DTF 120 Ia 31 consid. 2b, 120 IV 113 consid. 1a, 119 IV 17 consid. 1). Laddove accenna a un'asserita applicazione arbitraria dell' art. 90 LCStr (cfr. ricorso consid. 3, pag. 6), il ricorso di diritto pubblico è invece inammissibile, trattandosi di una disposizione di diritto federale, la cui eventuale violazione deve essere fatta valere con un ricorso per cassazione (art. 269 cpv. 1 PP, art. 84 cpv. 2 OG; cfr. sentenza dell'11 novembre 1991 nella causa S.B., consid. 1a, pubblicata in ZBl 93/1992, pag. 232 segg.).