Citation: 5A_739/2021 E. 4.2.4

4.2.4. 4.2.4.1. La Corte cantonale ha infine analizzato le "spese domestiche" che la ricorrente avrebbe sostenuto dal 2006 al 2018, osservando in sostanza che per gli esborsi affrontati fino al 2 giugno 2008 la ricorrente non spiegava in virtù di quale accordo o decisione il marito fosse stato tenuto a partecipare alle spese correnti dell'alloggio coniugale, che solo da questa data il marito era infatti stato obbligato ad assumere tutte le spese di gestione e di manutenzione dell'immobile, che la ricorrente poteva quindi porre in compensazione soltanto gli esborsi dal 2 giugno 2008 al 15 aprile 2014 (data del decreto cautelare che aveva determinato l'esonero del marito dal contribuire agli oneri dell'immobile), ma che non potevano tuttavia essere riconosciute le pretese che non erano chiaramente correlate all'uso dell'immobile (come quelle relative al mobilio, ad attrezzi o all'arredo) o che non erano comprovate (come quelle in relazione alla manutenzione del giardino o al rimborso dell'imposta immobiliare). La Corte cantonale ha pure ritenuto sprovvista di adeguata motivazione la pretesa di fr. 70'730.56 relativa a una lunga lista di uscite di varia natura che la ricorrente avrebbe sostenuto per i figli dal dicembre 2008 fino al dicembre 2018 o ancora la pretesa della ricorrente di fr. 529'546.98 corrispondente al "controvalore in franchi svizzeri di metà degli averi depositati il 31 dicembre 2007 presso la banca I.________". 4.2.4.2. La ricorrente sostiene che sarebbe evidente che fino al 2 giugno 2008 il marito era tenuto ad assumersi le spese di gestione e manutenzione dell'immobile almeno in ragione di metà in virtù dell'art. 649 CC. La ricorrente ribadisce inoltre l'esistenza di un'istanza di revisione del decreto 15 aprile 2014 (v. supra 4.2.1.2) che "dimostrerà come il marito ha ridotto il proprio reddito in modo malevole, quindi, non sarà verosimilmente più esonerato da tutte le spese di casa dal 15.04.2014 in avanti". Essa rinvia quindi a una lunga lista di varie spese non riconosciute dalla Corte cantonale, chiedendone, qua e là, la compensazione e sostenendo trattarsi di spese di gestione e manutenzione dell'immobile, rispettivamente di spese per i figli (che il padre sarebbe tenuto a pagare secondo un "decreto supercautelare 14.02.2011"). L'insorgente, di nuovo, non si confronta specificatamente con la sentenza impugnata, laddove la Corte cantonale ha indicato le ragioni per cui non ha riconosciuto le predette spese. La ricorrente, infatti, si limita in sostanza a riproporre in modo apodittico una moltitudine di esborsi fatti valere davanti all'autorità cantonale, senza inficiare il fatto di non averne dimostrato l'esistenza o la pertinenza in sede cantonale (ad esempio, per le spese della J.________ e della K.________ così come per l'importo di fr. 529'546.98 essa non mette in dubbio di non aver formulato alcuna richiesta motivata in appello, limitandosi a sostenere che le sue pretese si evincevano facilmente "dalla somma dell'estratto conto", dalle polizze e dal "Doc.a4" i quali, a suo dire, comproverebbero in modo cristallino che lei avrebbe pagato integralmente dette fatture o ancora che il marito aveva "unilateralmente trasferito i beni di entrambi i coniugi ad un conto intestato solo a lui" presso la banca I.________). La ricorrente si poggia peraltro su argomenti appena accennati (come quello relativo all'art. 649 CC), non motivati conformemente ai requisiti di legge. Essa si fonda anche su mezzi di prova nuovi (diversi estratti conto relativi alle imposte immobiliari dal 2013 al 2018, allegati al ricorso), inammissibili siccome la condizione dell'art. 99 cpv. 1 LTF non risulta adempiuta e la ricorrente stessa non pretende il contrario (v . supra consid. 1.4; gli estratti sono peraltro posteriori alla sentenza qui impugnata, v. DTF 143 V 19 consid. 1.2 con rinvii), e su mere ipotesi relative a fatti futuri (un'ipotetica ammissione della già menzionata istanza di revisione contro il decreto 15 aprile 2014). Lo stesso vale per la sua (implicita nel migliore dei casi) domanda di edizione nei confronti del marito affinché la pretesa di fr. "529'546.98 + 5 % dal 23.10.2005 ad oggi [...] possa essere calcolata in modo più preciso", la quale è doppiamente inammissibile in quanto conclusione nuova ai sensi dell'art. 99 cpv. 2 LTF, ma anche poiché irritamente sottoposta al Tribunale federale, in linea di principio incompetente per assumere nuove prove (v. DTF 136 II 101 consid. 2). Le censure non adempiono le esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF e non devono quindi essere vagliate oltre.