Citation: 6B_956/2023 E. 6.3

6.3. Il ricorrente lamenta genericamente una motivazione insufficiente della pena inflitta dalla Corte cantonale, ma non considera, né si confronta, con le argomentazioni esposte ai considerandi da 64.1 a 64.8 della sentenza impugnata (pag. 147-152). Egli si limita ad addurre che la CARP non avrebbe spiegato l'ammontare dei singoli incrementi di pena e dei fattori attenuanti. Disattente tuttavia che, come si è detto, ai fini della commisurazione della pena, la Corte cantonale non era tenuta ad esprimere in cifre o in percentuali l'importanza attribuita ai diversi elementi determinanti per la sanzione (DTF 144 IV 313 consid. 1.2; sentenza 6B_261/2023 dell'8 agosto 2023 consid. 2.2). Nella fattispecie, la Corte cantonale ha esposto i motivi per cui ha ritenuto molto grave la colpa oggettiva e soggettiva del ricorrente riguardo al tentato omicidio per dolo eventuale e al sequestro di persona e rapimento. Ha parimenti tenuto conto della gravità di grado medio della sua colpa riguardo al reato di coazione ed ha indicato le diverse circostanze prese in considerazione, spiegando la loro valutazione in senso attenuante o aggravante. I citati considerandi della sentenza permettono senz'altro di seguire il ragionamento svolto dalla CARP per commisurare la pena. Laddove critica il fatto che la pena detentiva inflittagli (6 anni e 9 mesi) è più severa di quelle inflitta al correo (6 anni e 6 mesi), il ricorrente omette di considerare che, diversamente dal correo, egli è pure stato riconosciuto autore colpevole del reato di coazione. Disattende altresì che la Corte cantonale ha tenuto conto in capo al correo, quale circostanza personale attenuante, di un disturbo della personalità antisociale accertato dalla perizia psichiatrica. Secondo la giurisprudenza, se sussiste una differenza nella valutazione soggettiva della colpa e nelle condizioni personali, è infatti possibile infliggere a due correi giudicati nell'ambito della medesima procedura pene diverse per la stessa attività delittuosa (DTF 135 IV 191 consid. 3.2). Ad ogni modo, in concreto le pene detentive inflitte ad entrambi i correi non presentano una differenza significativa e non permettono di ravvisare una disparità di trattamento inammissibile. Quanto alla richiesta di ridurre la pena detentiva a 3 anni, parzialmente sospesa con la condizionale, essa si fonda sul presupposto che il ricorrente debba essere prosciolto dall'imputazione di tentato omicidio. Alla luce di quanto esposto, questa condizione non è però realizzata nella fattispecie. Per il resto, il ricorrente non fa valere che i giudici cantonali avrebbero abusato del loro potere di apprezzamento nella commisurazione della pena. Non sostiene, né dimostra, in particolare, che la pena uscirebbe dal quadro legale, sarebbe stata valutata in base a elementi estranei all'art. 47 CP, o apparirebbe eccessivamente severa (cfr. DTF 149 IV 217 consid. 1.1; 144 IV 313 consid. 1.2). In tali circostanze, non vi sono ragioni per rivenire sulla pena inflitta dalla Corte cantonale.