Citation: 1C_458/2017 E. 2.4

2.4. La ricorrente ribadisce il metodo di misurazione da lei prospettato in sede cantonale, adducendo ch'esso si presterebbe a risolvere tutte le possibili conformazioni di una costruzione a gradoni, in particolare anche quella in cui i due corpi siano disposti in modo da formare un angolo maggiore di 90° (angolo ottuso). Adduce che in una simile ipotesi, il metodo di misurare la rientranza adottato dalla Corte cantonale non potrebbe essere applicato e escluderebbe la possibilità di sommare le altezze delle facciate dei gradoni, indipendentemente dalla lunghezza effettiva del corpo inferiore a valle. Con le sue argomentazioni, la ricorrente si limita a prospettare una sua diversa interpretazione dell'art. 40 cpv. 2 LE, senza tuttavia dimostrare l'arbitrarietà di quella ritenuta dalla Corte cantonale. Premesso che il Tribunale federale deve statuire su questioni concrete e non su esempi teorici, il semplice fatto che anche la soluzione prospettata dalla ricorrente può eventualmente essere sostenibile non basta a fondare l'arbitrio di quella impugnata (DTF 131 I 153 consid. 1.2; sentenza 1C_472/2008 del 29 gennaio 2009 consid. 2.3, in: RtiD II-2009 pag. 87 segg.). La ricorrente disattende inoltre che i giudici cantonali hanno accertato la misura della rientranza sulla base dell'art. 41 cpv. 1 RLE, relativa al modo di misurare le distanze, e applicabile anche alla determinazione degli arretramenti dei blocchi nelle costruzioni a gradoni (cfr. MARCO LUCCHINI, Compendio giuridico per l'edilizia, 2aed., 2015, pag. 206). Come visto, questa disposizione prevede che la distanza è misurata nel punto in cui l'edificio o l'impianto più si avvicina al confine, dall'estremità dei corpi sporgenti, escluse le gronde e i balconi che hanno una sporgenza fino a 1.10 m e non occupano più di un terzo della lunghezza della facciata. La ricorrente non sostanzia un'applicazione arbitraria di questa norma alla fattispecie. La distanza obliqua da lei prospettata, dall'angolo nord-est del blocco inferiore parallelamente alla facciata nord di detto blocco fino alla sporgenza sulla facciata est del blocco superiore (12 m), non è quella più breve. Non congiunge il citato angolo nord-est del corpo a valle (che la stessa ricorrente considera come valido punto di riferimento) al punto più vicino del corpo sovrastante. Lo fa per contro la distanza (9.50 m) misurata dalla Corte cantonale in corrispondenza della linea retta che collega detto angolo con la facciata del blocco sovrastante formando con la stessa un angolo retto. In tali circostanze, la misurazione eseguita dai giudici cantonali non può oggettivamente essere considerata arbitraria. D'altra parte, la tesi della ricorrente secondo la quale nel caso in cui i due corpi formino un angolo maggiore di 90° la misura della loro rientranza sarebbe indeterminata e le loro altezze non potrebbero essere sommate, costituisce una mera asserzione di parte, non fondata sulla giurisprudenza cantonale e sostanzialmente confutata dalla Corte cantonale nella risposta al gravame.