Citation: 4A_43/2019 E. 3.3

3.3. Giusta l'art. 310 CPC con un appello possono essere censurati l'errata applicazione del diritto (lett. a) e l'errato accertamento dei fatti (lett. b). La Corte di appello dispone pertanto di piena cognizione in fatto e in diritto. In virtù dell'art. 316 cpv. 3 CPC essa può liberamente decidere di procedere all'assunzione di prove: l'autorità di appello può assumere nuovamente sia prove già amministrate in prima istanza sia quelle la cui assunzione è stata rifiutata dal giudice di primo grado (DTF 138 III 374 consid. 4.3.1). Essa può però pure rifiutare una riapertura della procedura probatoria procedendo a un apprezzamento anticipato delle prove, che può unicamente essere impugnato innanzi al Tribunale federale con una censura di arbitrio (DTF 138 III 374 consid. 4.3.2). In concreto, da quanto precede discende che la ricorrente non può essere seguita quando ritiene di avere - in linea di principio - un diritto illimitato all'assunzione di prove, ma occorre esaminare se l'apprezzamento anticipato delle prove offerte effettuato dalla Corte cantonale sia arbitrario. Ora, quest'ultima, basandosi su quanto esternato dall'appellante medesima riguardo all'ottenimento dei rimborsi, ha negato che dalle asserite inadempienze del lavoratore fosse alla fine risultato un danno. La ricorrente ritiene invero che la Corte cantonale abbia accertato in modo arbitrario una tale ammissione, sennonché essa non indica dove avrebbe menzionato quanto ora sostenuto, ovvero di non aver potuto rimediare alle asserite manchevolezze commesse dall'opponente perché le pretese di rimborso erano oramai prescritte e di avere per questo motivo subito un danno. In questo modo essa non formula alcuna valida censura contro l'accertamento della Corte cantonale concernente il contenuto dell'appello (v. sulle esigenze di motivazione, supra consid. 2.1). In queste circostanze il Tribunale federale è vincolato dalla constatazione della sentenza cantonale secondo cui gli inadempimenti rimproverati all'opponente non hanno in definitiva cagionato alcun pregiudizio alla ricorrente. Così stando le cose, il fatto che l'opponente non avrebbe eseguito i suoi compiti appare irrilevante ai fini del giudizio sulla pretesa di risarcimento che la ricorrente intende opporre in compensazione, ragione per cui la Corte cantonale non è caduta nell'arbitrio rifiutando le relative prove. Non occorre pertanto esaminare le censure rivolte contro le altre considerazioni addotte dall'autorità inferiore a sostegno della propria decisione.