Citation: 1C_173/2007 14.09.2007 E. 2.3

2.3.1 Nella fattispecie, i ricorrenti non contestano gli accertamenti compiuti sulla base del metodo statistico-comparativo (cfr. DTF 122 II 337 consid. 5 e rinvii; sentenza 1A.28/2005 del 29 luglio 2005, consid. 2.2, pubblicata in: RtiD I-2006, n. 48, pag. 187 segg.), contenuti nel giudizio impugnato riguardo al prezzo medio pagato nella regione e pari a fr. 24,75 il m2 per i terreni privi di componente edilizia e di fr. 4,60 il m2 per le superfici boscate. Né essi sostengono che tali prezzi sarebbero inattendibili, circostanza comunque non ravvisabile in concreto, visto che, secondo quanto rilevato dai giudici cantonali, i citati valori si avvicinano alle quotazioni massime di fr. 30.-- il m2 per i buoni terreni agricoli e di fr. 5.-- il m2 per le aree boschive generalmente riconosciuti nel Cantone Ticino (cfr. RDAT II-1994, n. 64, pag. 120 seg.; RDAT I-1999, n. 34, pag. 137 seg.). Essi adducono però che la Corte cantonale non avrebbe adeguatamente considerato le peculiarità della particella, in particolare la sua ubicazione privilegiata e facilmente accessibile per la vicinanza della zona edificabile, del percorso pedonale e della strada carrozzabile, nonché la sua posizione sulla riva del lago e il suo perfetto stato di manutenzione. Al dire dei ricorrenti, la particella non costituirebbe un semplice terreno boschivo, ma una proprietà pregiata pur se inedificabile, cui andrebbe attribuito un valore venale pari almeno al 10% del valore edilizio pieno. 2.3.2 Il Tribunale cantonale amministrativo ha invero esplicitamente riconosciuto che il fondo presenta attributi interessanti per ampiezza, posizione, orientamento e facilità di accesso. Ha nondimeno rilevato ch'esso è privo di un legame funzionale con la casa di abitazione dei ricorrenti e si configura alla stregua di una riva incolta inutilizzabile all'infuori del contesto lacustre che lo caratterizza. La precedente istanza ha altresì accertato che il fondo è parzialmente ricoperto da alberi d'alto fusto e inserito in zona forestale, ritenendo per finire ch'esso non permetteva uno sfruttamento tale da imporre il riconoscimento di un valore venale superiore ai fr. 5.-- il m2. Non risulta, né è seriamente prospettato dai ricorrenti, che la Corte cantonale si sia fondata su accertamenti di fatto arbitrari o eseguiti in violazione del diritto o abbia tratto dagli stessi considerazioni suscettibili di costituire un abuso o eccesso del potere di apprezzamento. Emerge in effetti dagli atti, che, pur presentando caratteristiche pregevoli, la particella espropriata è chiaramente delimitata dal percorso pedonale, separata dal comparto retrostante e direttamente adiacente al lago, al cui ambiente si collega. Essa è inoltre discosta dalle altre proprietà dei ricorrenti sul territorio comunale, segnatamente dalla loro casa di abitazione, situata nel nucleo. Senza incorrere nell'arbitrio, ma anzi rettamente, i giudici cantonali hanno di conseguenza negato un legame funzionale con la stessa. D'altra parte i ricorrenti non adducono che, a seguito dell'esistenza di una connessione, l'esproprio litigioso comporterebbe una diminuzione del valore venale del fondo edificato (cfr. art. 11 lett. b LEspr/TI). È quindi senza abusare del proprio potere d'apprezzamento, che la Corte cantonale non ha attribuito rilevanza alla presenza dei comparti edificabili circostanti e dell'abitazione dei ricorrenti. Nemmeno è determinante, sotto il profilo dell'indennità, il valore affettivo fondato sulla circostanza che la precedente proprietaria era legata a quei luoghi e li frequentava regolarmente, l'indennizzo espropriativo dovendo infatti di principio coprire unicamente i pregiudizi di natura economica (cfr. DTF 112 Ib 531 consid. 4 pag. 537; Heinz Hess/Heinrich Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, vol. I, Berna 1986, n. 68 all'art. 19). Confermando nelle esposte evenienze l'indennità di fr. 5.-- il m2 corrispondente al limite superiore generalmente riconosciuto per l'esproprio di superfici boschive nel Cantone Ticino (cfr. RDAT II-1999, n. 34, pag. 137), la Corte cantonale ha quindi sufficientemente tenuto conto delle caratteristiche favorevoli della particella per quanto concerne la posizione, lo stato, l'ampiezza e la facilità di accesso, assegnando per finire una piena indennità ai sensi dell'art. 26 cpv. 2 Cost.