Citation: 2P.28/2006 24.11.2006 E. 5

5.1 Nel secondo gravame l'insorgente contesta la retta per il 2005, adducendo che la commisurazione dei contributi in funzione delle condizioni di reddito e sostanza presupporrebbe forzatamente di riferire entrambi gli aspetti ad uno stesso momento temporale. Di conseguenza tutelando la decisione della casa per anziani, che ha basato il proprio calcolo sui dati di reddito per il 2005 e sulla situazione della sostanza al 31 dicembre 2003, il Consiglio di Stato avrebbe anche in questo caso interpretato in modo arbitrario l'art. 6d cpv. 1 LAnz. 5.2 Applicabile alle rette per il 2005, la versione della Direttiva del dicembre 2004 (di seguito: Direttiva 2004) prevede che, dopo il passaggio al sistema di tassazione annuale, anche il calcolo dei contributi differenziati per la degenza in casa per anziani sia rivisto ogni anno (punto 5). A tal fine, l'istituto deve chiedere all'ospite la necessaria documentazione aggiornata (punto 5), in modo da poter effettuare il calcolo in base ai più recenti dati disponibili (punto 4). Nel caso specifico, con scritto del 20 gennaio 2005 l'economo della casa X.________ ha invitato la ricorrente a presentare, in particolare, la notifica di tassazione per l'anno 2003 e le ricevute o i conteggi comprovanti l'ammontare della rendita AVS e dei premi di cassa malati per il 2005. La retta è poi effettivamente stata calcolata in funzione di tali indicazioni. Confermandola, il Consiglio di Stato ha giustificato il computo dei redditi percepiti nel 2005 con la necessità di calcolare le rette su situazioni di fatto aggiornate, mentre ha sostenuto l'uso dei valori di sostanza risultanti dalla notifica della tassazione 2003B invocando ragioni di parità di trattamento. A quest'ultimo riguardo ha addotto che solo partendo dai dati fiscali è possibile garantire un trattamento analogo a tutti gli anziani. Ha inoltre aggiunto che per lo stesso motivo, in caso di ammissione in un istituto ad anno iniziato (ad esempio nel 2005) non viene richiesta la notifica di tassazione dell'anno immediatamente precedente (2004), anche se è già stata emessa, bensì quella dell'anno prima (2003B), utilizzata anche per gli anziani già residenti dall'inizio dell'anno. 5.3 Come già rilevato, è senza dubbio sostenibile fondare il calcolo delle rette sui dati stabiliti in sede di tassazione ed evitare così alla competente autorità di esperire accertamenti autonomi (cfr. consid. 4.2; DTF 122 I 343 consid. 3g/dd); in procedimenti su larga scala ("Massenverfahren") è infatti lecito tener conto anche di aspetti di praticabilità e di economicità dell'attività amministrativa (DTF 131 I 291 consid. 3.2.2). Di riflesso, come pure già osservato, è parimenti ammissibile che tra il momento o il periodo a cui si riferiscono i valori presi in conto a fini fiscali ed il periodo a cui si applicano per il computo della retta intercorra un certo lasso di tempo (cfr. consid. 4.2). In concreto, l'autorità inferiore si è però basata sui dati fiscali, e quindi sul momento temporale a cui risalgono, essenzialmente soltanto per gli elementi di sostanza; i principali aspetti dei redditi li ha invece accertati in maniera indipendente, attualizzandoli. Tale distinzione è stata giustificata dal Consiglio di Stato con argomentazioni tra loro invero contraddittorie. Da un lato, non si vede infatti perché l'asserita esigenza di attualità dei dati debba valere solo per i redditi e non anche per la sostanza. D'altro lato, mal si comprende perché l'uso delle risultanze fiscali sarebbe indispensabile per garantire la parità di trattamento riguardo alla sostanza, mentre se ne potrebbe prescindere riguardo ai redditi. L'argomento secondo cui anche in caso di ammissione ad anno inoltrato il calcolo viene comunque effettuato, per la sostanza, sui dati della tassazione di due anni prima, è poi palesemente irrilevante in relazione alla differenziazione contestata. Il conteggio avallato dall'istanza inferiore è quindi in realtà fondato su un dualismo metodologico e temporale manifestamente sprovvisto d'ogni logica, tanto più se si considera che ciascun sistema viene in pratica applicato nella misura in cui è generalmente suscettibile di determinare le rette più elevate (cfr. DTF 103 Ia 20 consid. 4d; 102 Ia 342 consid. 1; Max Imboden/René Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 6a ed., Basilea/Francoforte 1986, n. 26 V). In effetti, i redditi sono di regola tanto più elevati quanto più sono recenti, poiché le rendite pensionistiche, seppur in misura limitata, normalmente aumentano col passare degli anni. L'ammontare della sostanza segue invece un andamento di principio opposto in quanto, vista l'importanza delle quote computate ed utilizzate per il pagamento delle rette, nel tempo tende essenzialmente a decrescere. 5.4 È perciò a giusta ragione che la ricorrente, così come il Comune di Chiasso, ritengono del tutto insostenibile l'applicazione dell'art. 6d LAnz operata nel caso specifico. La tesi del Consiglio di Stato è arbitraria nel suo risultato già perché trae delle conseguenze giuridiche che contraddicono il chiaro senso della norma, indipendentemente dai risvolti economici più o meno marcati che comporta. Poco importa quindi che secondo i calcoli della ricorrente la retta potrebbe diminuire da fr. 90.-- al giorno a fr. 84.-- o anche solo a fr. 89.--. Reddito e sostanza devono in ogni caso avere la stessa base temporale di calcolo. Questa esigenza può poi essere soddisfatta sia assumendo in modo completo i dati della tassazione 2003B, compresi dunque i fattori di reddito, sia fondandosi integralmente su accertamenti autonomi riferiti ai redditi del 2005 e alla sostanza al 1° gennaio del medesimo anno. In questa seconda ipotesi, il valore della sostanza dovrebbe comunque essere determinato in modo effettivo e concreto, considerando dunque anche il relativo reddito, e non, come propone la ricorrente, deducendo semplicemente dal dato della notifica di tassazione 2003B la quota computata per il pagamento della retta nel 2004. 5.5 In base alle considerazioni che precedono, il ricorso 2P.85/2006, nella misura in cui è ammissibile, va quindi accolto per violazione dell'art. 9 Cost. Giova d'altro canto ribadire che, conformemente al principio dell'allegazione (cfr. consid. 2.3), non può né deve essere esaminato se un'irregolarità analoga a quella riscontrata per il 2005 sia stata eventualmente commessa anche nell'ambito del conteggio della retta per il 2004, oggetto del ricorso esaminato in precedenza.