Citation: 2A.372/2002 17.02.2003 E. 2

2.1 Con il rimedio esperito la ricorrente può far valere la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, nonché la lesione dei diritti costituzionali (art. 104 lett. a e b OG). Il Tribunale federale non può invece pronunciarsi sull'adegua-tezza della sentenza impugnata (art. 104 lett. c OG). Quale organo della giustizia amministrativa, esso esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale (art. 114 cpv. 1 OG; DTF 123 II 125 consid. 1b e rinvii), senza essere vincolato dai considerandi della decisione impugnata né dai motivi invocati dalle parti. In altre parole, il ricorso può essere accolto per ragioni che la ricorrente non ha addotto oppure essere respinto per motivi diversi da quelli contenuti nella decisione querelata. Considerato che l'autorità inferiore è un'autorità giudiziaria, l'accertamento dei fatti vincola il Tribunale federale, salvo se questi risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). In simili casi, la possibilità di allegare fatti nuovi o di far valere dei nuovi mezzi di prova è alquanto ristretta (DTF 126 II 106 consid. 2a e richiami). Per giurisprudenza sono ammesse soltanto quelle prove che l'istanza inferiore avrebbe dovuto prendere in considerazione d'ufficio e la cui mancata amministrazione costituisce una violazione di regole essen-ziali di procedura. In particolare, non è possibile tener conto, in linea di principio, di ulteriori cambiamenti dello stato di fatto né di nuovi fatti che le parti avrebbero potuto o dovuto - in virtù del loro dovere di collaborazione - far valere già dinanzi all'autorità precedente (DTF 128 II 145 consid. 1.2.1; 122 II 385 consid. 4c/cc; 121 II 97 consid. 1c con rinvii; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 pag. 351 seg.). 2.2 La ricorrente ha allegato alla sua impugnativa una dichiarazione scritta del marito, datata 17 luglio 2002, ove egli oltre a fornire delucidazioni sul loro matrimonio conferma la ripresa della vita comune avvenuta nel febbraio 2002. Tale mezzo probatorio è ricevibile, in quanto tratta, sebbene in modo più dettagliato, degli stessi argomenti di quelli già esposti nella precedente dichiarazione del consorte del 6 marzo 2002 prodotta sede cantonale. Per quanto concerne la richiesta di sentire il marito quale testimone, va osservato che egli ha avuto la possibilità di esprimersi per iscritto sia in sede cantonale sia dinanzi a questa Corte: la sua audizione personale non risulta pertanto necessaria ai fini del giudizio. Il 7 agosto 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha trasmesso a questa Corte copia del decreto d'accusa del 15 aprile 2002, la cui crescita in giudicato è attestata in data 3 giugno 2002, con cui il Procuratore pubblico ha condannato la ricorrente alla multa di fr. 500.-- per infrazione, rispettivamente contravvenzione, alla legge federale sugli stupefacenti. Non è dato da vedere perché detto documento non sia stato trasmesso prima alle competenti autorità cantonali in materia di polizia degli stranieri. La questione può rimanere irrisolta come anche quella di sapere se lo stesso possa essere acquisito agli atti, in quanto lo stesso non è comunque pertinente ai fini del giudizio.