Citation: 4A_539/2021 E. 4

Per situare la vertenza è opportuno precisare che, fra le tre tappe sviluppate dalla giurisprudenza (DTF 146 III 387) per determinare se è la banca o il cliente che deve sopportare il danno risultante dagli ordini falsificati, è unicamente ancora controversa la terza tappa. In altre parole in concreto è pacifico che il ricorrente dispone di una pretesa di restituzione nei confronti della banca per i quattro versamenti fatti senza un debito mandato (prima tappa), non essendo stata stipulata una clausola di trasferimento del rischio (seconda tappa). Con l'impugnativa all'esame il ricorrente contesta invece sia che la banca abbia posto in compensazione una sua pretesa di risarcimento danni (perché egli avrebbe causato o aggravato il danno) sia che i presupposti per riconoscere una tale pretesa siano adempiuti. Qui di seguito verranno quindi prima trattate le censure volte a negare che sia stata sollevata un'eccezione di compensazione e poi quelle che criticano il sussistere della pretesa di risarcimento posta in compensazione.