Citation: 2A.76/2002 31.07.2002 E. 8

L'insorgente asserisce ancora, in via subordinata, che la causa dovrebbe essere rinviata all'autorità cantonale per nuovo giudizio, preceduto dall'audizione testimoniale di due vicini di casa e dalla sua audizione personale. In tale contesto fa valere la violazione del suo diritto di essere sentito. Sostiene che dal momento che la sentenza penale aveva escluso il rischio di recidiva, l'autorità cantonale non poteva rinunciare all'assunzione di tali prove. Anche questa censura è infondata. Il diritto di essere sentiti, garantito dalla Costituzione federale (art. 29 cpv. 2 Cost.), non dà al cittadino il diritto di comparire personalmente davanti ad un'autorità amministrativa e di esprimersi oralmente (DTF 125 I 209 consid. 9b) e permette di rifiutare una prova se, in base ad un apprezzamento anticipato, la sua assunzione non porterebbe comunque nuovi chiarimenti (DTF 122 V 157 consid. 1d, 119 Ib 492 consid. 5b/bb e rinvii). Ora, nel corso dell'intera procedura cantonale, il ricorrente ha avuto ampia facoltà di fare valere le proprie ragioni, dapprima con il suo ricorso al Consiglio di Stato e poi con il ricorso davanti al Tribunale cantonale amministrativo, il quale, su sua richiesta, gli ha perfino concesso la possibilità di replicare. La questione della recidiva, situata nel suo giusto contesto (cfr. consid. 6.2.2), non era tale da rendere necessari né l'interrogatorio dell'interessato, né l'audizione testimoniale di due vicini. Gli atti permettevano senz'altro alla Corte cantonale di valutare la causa, per cui l'apprezzamento anticipato delle prove eseguito da quest'ultima non lede il diritto di essere sentito garantito dalla Costituzione federale. Il ricorrente non invoca a questo proposito la violazione di altre disposizioni specifiche.