Citation: 1C_398/2008 16.06.2009 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha stabilito che unico oggetto del litigio sono rimasti gli inconvenienti derivanti alla sicurezza della circolazione dal previsto posteggio supplementare. In tale ambito, essa ha applicato l'art. 52 cpv. 3 delle norme di attuazione del piano regolatore di Y.________ (NAPR), concernente la visibilità e gli accessi, del seguente tenore: "Porte, cancelli, catene, barriere ecc. di accesso a garages o posteggi prospicienti a piazze, strade cantonali, comunali, consortili o private aperte al pubblico transito, devono avere una distanza minima di almeno 5.50 dal confine con l'area carrozzabile o pedonale della strada. [...]". Essa ha ritenuto che, imponendo di lasciare uno spazio libero di m 5.50 dal ciglio della strada, la citata norma mira essenzialmente a evitare che le manovre dei veicoli in entrata o in uscita dai posteggi intralcino la sicurezza e la fluidità della circolazione. Ha poi rilevato che il richiesto posteggio, largo m 2.30 e lungo m 5.00, verrebbe realizzato sulla soletta pensile che raccorda alla strada cantonale la strada d'accesso alle abitazioni delle parti. Previsto proprio sulla curva, esso verrebbe a collocarsi a una distanza variante tra m 3.30 e m 4.40 dal ciglio stradale. Ha quindi ritenuto ch'esso non rispetta la distanza di m 5.50 imposta dall'art. 52 cpv. 3 NAPR. Per di più, hanno aggiunto i giudici cantonali, il nuovo posteggio determina anche una sensibile riduzione dello spazio di manovra, ostacolando in particolare l'inversione del senso di marcia dei veicoli che si immettono sulla strada d'accesso, inducendoli a uscire in retromarcia sulla strada cantonale. Ciò poiché la configurazione della soletta pensile non è casuale, ma funzionale all'agevolazione dell'acceso veicolare e dell'inversione del senso di marcia. 2.2 La ricorrente sostiene che la Corte cantonale avrebbe fondato in maniera arbitraria il criticato rifiuto sull'art. 52 cpv. 3 NAPR, poiché, al suo dire, detta norma non si applicherebbe a semplici posteggi prospicienti a strade cantonali. Scopo di questa norma sarebbe di garantire la sicurezza della circolazione stradale nei casi in cui porte cancelli barriere ecc. renderebbero difficoltoso l'accesso da una proprietà privata a una strada aperta al pubblico, ma non quando si tratterrebbe di realizzare un semplice posteggio. Adduce poi, in maniera del tutto generica, che le finalità di tali distanze sarebbero difficilmente pregiudicate dal posteggio litigioso, realizzato a livello del terreno, poiché i veicoli in entrata non dovrebbero sostare sulla strada cantonale in attesa di aprire una porta o un cancello. Ne deduce che nel caso in esame non sarebbe necessario rispettare la distanza di m 5.50 fissata dalla citata norma. 2.3 L'assunto non regge. In effetti, se già le porte, i cancelli o una semplice catena devono rispettare una distanza minima di m 5.50 dal confine della strada, non è fuori luogo considerare che il posteggio medesimo non possa essere ubicato a una distanza inferiore, segnatamente a soli m 3.30 come verrebbe a trovarsi nella fattispecie. D'altra parte, la ricorrente, insistendo sull'asserita non pericolosità del posteggio per la circolazione stradale, disattende che l'art. 52 cpv. 3 NAPR, fissando la citata distanza, non esige la dimostrazione della sussistenza di un pericolo reale, ragione per cui la conclusione dei giudici cantonali non è arbitraria.