Citation: 4C.351/2005 28.02.2006 E. 6

Da ultimo, l'autorità ticinese ha respinto l'eccezione di carenza di legittimazione presentata dall'attrice. 6.1 Davanti al Tribunale federale l'attrice ribadisce la tesi secondo cui la convenuta con l'azione riconvenzionale chiederebbe il risarcimento del danno subito nella sua qualità di azionista della F.________ SA, società che deteneva a sua volta l'intero pacchetto azionario di E.________ SA. Dato che quest'ultima società è ora fallita, solo il commissaire à l'exécution du plan sarebbe legittimato - in applicazione degli art. 756 segg. CO - a proporre l'azione di risarcimento del pregiudizio subito dalla società, ad esclusione quindi della convenuta. 6.2 Nella sentenza impugnata la Corte ticinese ha negato che la convenuta potesse essere stata danneggiata in quanto azionista di F.________ SA, ma le ha nondimeno riconosciuto la legittimazione attiva in quanto essa fonda la sua azione sul contratto del 30 giugno 1994, del quale è parte. 6.3 L'esame della legittimazione attiva e passiva attiene al merito della lite, che è retto dal diritto federale (quando la pretesa posta in causa si fonda su di esso). La convenuta ne deduce che il tema non potrebbe essere oggetto di un giudizio parziale preliminare. A torto. Il modo in cui la questione della legittimazione va trattato attiene in effetti alla procedura stabilita dal diritto cantonale e nel caso specifico i giudici ticinesi hanno ben specificato che è l'art. 181 CPC/TI a permettere l'esame preliminare. 6.4 La censura dell'attrice si rivela dunque ammissibile. Essa è però infondata. L'argomentazione della Corte cantonale risulta infatti corretta anche su quest'ultimo punto. È ovvio che la convenuta è legittimata ad agire per chiedere il risarcimento del danno derivante dall'inesecuzione del contratto del 30 giugno 1994 da lei stipulato con l'attrice. L'obiezione secondo la quale questo contratto non sarebbe vincolante si scontra con gli accertamenti di fatto della sentenza impugnata. Giova infine rammentare che l'azione riconvenzionale verte su di una "semplice violazione contrattuale" - così l'ha definita l'autorità cantonale in un altro contesto (consid. 6 pag. 7) - che non ha nulla a che vedere con l'ordinamento della responsabilità del diritto societario (che per di più si situerebbe nell'ambito della liquidazione di una società francese).