Citation: 1C_14/2018 E. 2

Il TAF ha accertato che l'impianto, progettato all'interno del perimetro dell'aeroporto, costituisce una costruzione provvisoria, di carattere soltanto temporaneo. Ha rilevato che all'esercente dell'aeroporto erano state rilasciate il 19 settembre 1996 una concessione quadro relativa al programma di ampliamento dell'aeroporto, valida per una durata di 15 anni, e una concessione per l'esercizio, che definiva i diritti e gli obblighi della concessionaria, valida per una durata di 30 anni. Dopo avere riassunto la portata delle concessioni e ricordato che le stesse erano state sostanzialmente confermate dal Tribunale federale con sentenza del 15 novembre 1999 (DTF 125 II 643), il TAF ha constatato che la concessione quadro era di per sé decaduta. Ha quindi rilevato che, nella misura in cui rinviava su diversi punti al contenuto della concessione quadro, la scheda di coordinamento del PSIA concernente l'aeroporto di Lugano-Agno, adottata dal Consiglio federale il 18 agosto 2004, non era ancora stata aggiornata. La precedente istanza ha ritenuto che il PSIA rimaneva applicabile laddove riprendeva espressamente determinati elementi dello sviluppo aeroportuale della concessione quadro. Ha stabilito che il progetto di costruzione litigioso sostituiva semplicemente delle strutture già esistenti e non costituiva un intervento di ampliamento dell'aeroporto. Il TAF ha rilevato che, in quanto costruzioni provvisorie, di principio ammissibili secondo il PSIA, i nuovi hangar potranno se del caso essere smontati in modo da non pregiudicare un'eventuale estensione dell'aeroporto in futuro. I precedenti giudici hanno quindi ritenuto l'intervento edilizio conforme al PSIA.