Citation: 1C_676/2013 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale ha statuito sulla base dei documenti di causa, rilevando che la situazione dei luoghi e dell'oggetto della controversia risulta con sufficiente chiarezza dai piani e dalle fotografie agli atti. I ricorrenti sostengono, genericamente, che il sopralluogo consentirebbe di appurare dettagliatamente le caratteristiche dei portici, non completamente chiusi lateralmente. Tuttavia, la conformazione delle terrazze che danno sul giardino e la chiusura di quelle dei ricorrenti mediante le vetrate risultano effettivamente dalle fotografie e dai piani agli atti, ai quali fanno peraltro riferimento gli stessi ricorrenti, che si limitano a rilevare come le pareti portanti delle unità abitative non si prolunghino fino al limite del giardino. Il semplice fatto che i portici non siano chiusi lateralmente con delle pareti in muratura, non rende però manifestamente insostenibile l'accertamento della Corte cantonale, secondo cui quelli dei ricorrenti, essendo chiusi con le vetrate e direttamente collegati ai corrispondenti appartamenti, formano dei locali assimilabili a verande, che ampliano quindi la superficie destinata all'abitazione. Questo accertamento è anzi conforme agli atti e giustifica la decisione della precedente istanza di non esperire, in quanto superfluo, un sopralluogo. La richiesta dei ricorrenti di richiamare ulteriori documenti dal Comune mira invece a dimostrare eventuali interventi abusivi commessi da altri condomini. Si tratta tuttavia di una circostanza irrilevante ai fini del giudizio, giacché, contrariamente a quanto sembrano ritenere, l'esistenza di pretesi abusi edilizi altrui non rende di per sé lecito quello in esame. La questione concerne semmai l'ipotesi di una parità di trattamento nell'illegalità, che la Corte cantonale ha tuttavia negato, spiegandone i motivi. Ha in particolare rilevato che non v'erano ragioni per riconoscere una prassi costante del Municipio di X.________, dalla quale esso non sarebbe intenzionato a scostarsi, di autorizzare sistematicamente interventi edilizi non rispettosi dell'indice di sfruttamento. I ricorrenti non si confrontano puntualmente con questo aspetto e non fanno valere, con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, che sarebbero date le condizioni poste dalla giurisprudenza per ammettere eccezionalmente una parità di trattamento nell'illegalità (cfr., al riguardo, DTF 139 II 49 consid. 7.1; 136 I 65 consid. 5.6; 134 V 34 consid. 9 pag. 44). Nelle esposte circostanze, i giudici cantonali, rifiutandosi di assumere le prove addotte dai ricorrenti, irrilevanti ai fini del giudizio, non hanno quindi violato né il loro diritto di essere sentiti né il divieto dell'arbitrio.