Citation: 1C_138/2020 E. 1.5

1.5. Il Tribunale federale esamina liberamente se l'autorità cantonale di ricorso ha rispettato il margine di apprezzamento che rientra nel campo di applicazione dell'autonomia comunale (DTF 145 I 52 consid. 3.1 in fine pag. 56; 143 II 553 consid. 6.3.1 pag. 558), ciò che vale, per analogia, anche per l'autonomia patriziale. Secondo la giurisprudenza, un abuso del potere di cognizione da parte dell'istanza di ricorso realizza di massima gli estremi dell'arbitrio (DTF 136 I 395 consid. 2 pag. 397; sentenza 1C_155/2018 del 3 ottobre 2018 consid. 3.2, in: RtiD I-2019 n. 7 pag. 39). La Corte cantonale, richiamata la sua precedente decisione, che faceva riferimento a un'altra relativa all'autonomia comunale, ha stabilito che ove non sia fatta valere una violazione del diritto secondo l'art. 150 LPO, essa non può mettere in discussione una decisione del legislativo senza esporsi al rimprovero d'essersi arrogata un potere di cognizione che disattende il principio dell'autonomia patriziale, visto che in linea di principio essa non dispone del sindacato dell'adeguatezza. Può quindi censurare l'esercizio del potere di apprezzamento solo nella misura in cui integri gli estremi dell'eccesso o dell'abuso, giacché fondato su valutazioni prive di giustificazioni oggettive, basate su considerazioni estranee alla materia o altrimenti contrarie ai principi fondamentali del diritto (DTF 143 II 120 consid. 7.2 pag. 134; 141 II 353 consid. 3 pag. 362).