Citation: 6B_1010/2016 E. 6

Ne segue che, per quanto ammissibile, il ricorso si rivela infondato e va pertanto respinto. L'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio non può trovare accoglimento. Non è infatti supportata da alcun documento volto a comprovare l'assenza dei mezzi necessari ai sensi dell'art. 64 cpv. 1 LTF. Il ricorrente spiega di non essere in grado di provare la propria indigenza, afferma di non possedere alcuna sostanza, di lavorare a tempo parziale senza disporre di un contratto di lavoro o di altri giustificativi relativi alla sua remunerazione versatagli in contanti. Asserisce di riuscire a coprire a stento il proprio fabbisogno. Anche la pigione della camera in cui alloggia sarebbe pagata in contanti e non esisterebbe un contratto scritto di sub-locazione. Nonostante l'assenza di giustificativi, egli ricorda che in sede cantonale avrebbe beneficiato dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio e che da allora la sua situazione finanziaria non sarebbe mutata. Sennonché, ai fini dell'art. 64 LTF non è decisivo che l'istante abbia ottenuto l'assistenza giudiziaria in sede cantonale (v. DTF 122 III 392 consid. 3a). Peraltro, già dalle sue affermazioni appare che da allora la sua situazione personale e finanziaria è mutata: se nella sentenza impugnata egli risulta casalingo, nel suo gravame asserisce di lavorare attualmente a tempo parziale. Spetta all'istante non solo illustrare, bensì documentare il suo stato di bisogno fornendo indicazioni, con debite prove a sostegno, sul reddito, sul patrimonio, sull'insieme degli oneri finanziari e sui suoi bisogni attuali. Se questa incombenza non è assolta, la domanda di assistenza giudiziaria dev'essere respinta (v. DTF 125 IV 161 consid. 4a). Le spese giudiziarie sono pertanto poste a carico del ricorrente, secondo soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF). Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: