Citation: 2P.120/2003 20.05.2003 E. 2

2.1 Come appena rilevato, oggetto del contendere è la decisione con cui la Corte cantonale ha confermato il rifiuto d'inviare alla ricorrente presso il suo domicilio una copia degli atti della procedura disciplinare avviata nei suoi confronti. Detta sentenza non pone fine alla vertenza e costituisce quindi una decisione incidentale, emanata dall'ultima istanza cantonale. Essa in effetti concerne solo una fase del procedimento nei confronti della ricorrente e assume una funzione puramente strumentale rispetto a quella destinata a concluderlo (DTF 123 I 325 consid. 3b; 122 I 39 consid. 1a/aa; 117 Ia 251 consid. 1a e rinvii; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 344). 2.2 Conformemente all'art. 87 cpv. 2 OG (in vigore dal 1° marzo 2000 con un nuovo tenore, cfr. RU 2000 417), il ricorso di diritto pubblico esperito contro una decisione incidentale è ammissibile soltanto se la medesima possa cagionare un pregiudizio irreparabile, ossia un pregiudizio di natura giuridica che non può essere ulteriormente sanato, segnatamente con il giudizio di merito (DTF 126 I 207 consid. 2; 122 I 39 consid. 1a/bb; 117 Ia 247 consid. 3, 396 consid. 1 e rispettivi rinvii; cfr. sull'art. 87 previgente DTF 124 I 185 consid. 2a, 274 consid. 5b, 124 V 90 consid. 4b, 122 V 157 consid. 2b; 122 I 109 consid. 3c). 2.3 Come osservato dal Tribunale cantonale amministrativo, il diritto di consultare gli atti, garantito sia dall'art. 20 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, sia dall'art. 29 cpv. 2 Cost., è rispettato quando la parte interessata può prendere conoscenza dei documenti che costituiscono l'inserto di causa esaminandoli presso la sede dell'autorità giudicante, prendendo, ove occorre, i necessari appunti e facendo allestire copie a proprie spese, se ciò non cagiona un aggravo eccessivo per l'autorità. Detto diritto non garantisce tuttavia quello di farsi rimettere gli atti ufficiali per consultarli al proprio domicilio. Nella presente fattispecie, la decisione querelata non comporta un pregiudizio irreparabile di natura giuridica nei confronti della ricorrente. La stessa in effetti è stata resa edotta del fatto che poteva esaminare gli atti del procedimento disciplinare avviato nei suoi confronti, andando a consultarli, previo appuntamento, presso la cancelleria comunale. Se - come sostenuto nel gravame - la ricorrente non ha potuto tutelare convenientemente i propri diritti, ciò non è dovuto al rifiuto di spedirle una copia degli atti di causa, ma al fatto che ella non ha voluto usufruire della possibilità concessale di consultarli presso la sede dell'autorità giudicante. Le incombe ora assumere le conseguenze causate dal proprio comportamento. A titolo abbondanziale, va osservato che la ricorrente ha sempre la possibilità di riproporre le sue censure contestando il giudizio di merito, ossia il licenziamento pronunciato nei suoi confronti l'11 marzo 2003, facendo uso delle usuali vie di diritto. 2.4 Ne consegue che la sentenza del Tribunale amministrativo costituisce una decisione incidentale che non causa un pregiudizio irreparabile: il ricorso di diritto pubblico è quindi inammissibile in virtù dell'art. 87 OG.