Citation: 4A_299/2020 E. 5.2.3

5.2.3. A prescindere dalla natura prevalentemente appellatoria delle critiche che la ricorrente oppone alla sentenza della Corte cantonale, con la predetta argomentazione, essa si limita a censurare la motivazione della Corte cantonale concernente la portata degli art. 1.2 e 1.6 del contratto, facendo astrazione di quelle sviluppate dai giudici cantonali e fondate sul diritto procedurale. La Corte cantonale, infatti, ha rimproverato al Pretore di aver fondato la sua decisione su un fatto che risultava sì da un documento annesso a un allegato introduttivo, ma al quale la parte non si era riferita in modo riconoscibile nei suoi scritti preliminari (cfr. SJZ 1996, pag. 68; cfr. sulla presa in considerazione di fatti non allegati secondo il CPC: DTF 142 III 462 consid. 4.3 con rimandi); ciò valeva in particolare per l'asserito mutuo accordo tra le parti e per il riferimento al punto n. 1.6 del contratto. In concreto la petizione è stata introdotta nel 2008: davanti al Pretore si applicava il Codice di procedura civile ticinese (art. 404 cpv. 1 CPC; cfr. sentenza impugnata, pag. 4, consid. 6). Ciò posto, la ricorrente avrebbe potuto e dovuto far valere un'errata applicazione del diritto cantonale da parte dell'autorità inferiore, atta a provocare una violazione del diritto federale, segnatamente del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.; DTF 133 III 462 consid. 2.3). Invano, però, si cercherebbe nel ricorso una qualsiasi critica diretta contro la motivazione della Corte di appello (valida anche per l'invocazione dell'art. 1.6 del contratto), basata su una violazione della massima dispositiva. La ricorrente, in ultima analisi, nel suo gravame non ha menzionato i diritti violati, né ha spiegato in cosa consistesse la violazione, né ha evocato una violazione di diritti fondamentali e/o un'arbitraria applicazione di disposizioni di diritto cantonale (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 134 II 244 consid. 2.2). Orbene, quando, come in concreto, una sentenza si fonda su due motivazioni alternative e indipendenti, il ricorrente deve confrontarsi, pena l'inammissibilità, con entrambe, poiché il ricorso può unicamente essere accolto se risultano fondate le critiche volte contro tutte le motivazioni (DTF 142 III 364 consid. 2.4; 138 III 728 consid. 3.4; 133 IV 119 consid. 6.3). Infatti, se una sola di esse reggesse, le contestazioni dell'altra si ridurrebbero a semplici inammissibili critiche dei motivi della decisione dell'autorità inferiore. Al riguardo, pertanto, il gravame si avvera inammissibile.