Citation: 1C_331/2024 E. 3.3

3.3. Il ricorrente adduce poi che la domanda di costruzione non sarebbe stata esaminata approfonditamente e che la licenza edilizia non sarebbe stata ottenuta né utilizzata in buona fede. Con queste generiche argomentazioni, il ricorrente non fa valere, in modo conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, l'applicazione arbitraria dell'art. 18 cpv. 2 LE (cfr. sulle esigenze di motivazione DTF 136 I 49 consid. 1.4.1 e rinvii). Non illustra in maniera specifica i motivi per cui gli accertamenti della Corte cantonale nel giudizio impugnato, ancorché discutibile, atteso che l'interessata non può validamente invocare il principio della buona fede o di altre assicurazioni fornite dall'autorità comunale per costruzioni fuori zona edificabile (cfr. sentenza 1C_416/2022 del 21 marzo 2024 consid. 3.7.4 e 1C_78/2023 del 30 ottobre 2023 consid. 4.2 e 4.3) e che l'ampiezza dei lavori effettuati senza autorizzazione dall'opponente appare tutt'altro che trascurabile, sarebbero stati svolti in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2). Il ricorrente disattende d'altro canto che la citata autorizzazione è stata rilasciata a seguito di un duplice esame positivo dell'autorità cantonale, competente in materia, che, dopo una precedente procedura ricorsuale, era stata nuovamente investita della questione (cfr. sentenza 1C_260/2021 del 1° dicembre 2022 consid. 6.3 e 6.4). Lo stesso ricorrente, avendo peraltro rinunciato ad opporvisi, anche dopo averne avuto conoscenza, ha dimostrato, quantomeno implicitamente, di averla accettata.