Citation: 7B_981/2023 E. 4.2.1

4.2.1. Prima di tutto, il ricorrente sostiene che la Corte cantonale sarebbe partita erroneamente dal presupposto che egli era a conoscenza "di dover chiaramente designare la corrispondenza destinata al proprio difensore d'ufficio" (sentenza impugnata, pag. 13). Il fatto di nascondere il manoscritto nei calzini per consegnarlo - a suo dire - al suo avvocato (Anna Grümann), in modo da mettere le informazioni sensibili al riparo da occhi indiscreti, dimostrerebbe il contrario. Inoltre, presso il Carcere giudiziario La Farera, dove era detenuto al momento dei fatti, esisterebbe la "prassi" in base alla quale i detenuti possono consegnare la documentazione cartacea al proprio difensore soltanto per posta, il che avrebbe significato, nella fattispecie, un notevole allungamento dei tempi di consegna; pertanto, il ricorrente non avrebbe nemmeno potuto consegnare il manoscritto brevi manu al suo avvocato. Con questa argomentazione, di carattere meramente appellatorio e pertanto inammissibile, il ricorrente si limita a esporre una propria versione dei fatti, contrapponendola a quella della sentenza impugnata, senza tuttavia dimostrarne l'arbitrarietà. Una tale argomentazione è anche infondata, dal momento che il ricorrente non contesta di aver agito scorrettamente occultando lo scritto nei calzini. Per di più, la stessa "prassi" alla quale fa riferimento il ricorrente, supponendo che esistesse davvero al momente dei fatti, sarebbe un elemento supplementare a favore del fatto che l'interessato era a conoscenza delle disposizioni in merito ai contatti personali e alla corrispondenza autorizzati tra detenuti e terzi. Inoltre, va ricordato che il Ministero pubblico ha respinto, con decisione del 15 giugno 2023, la richiesta formulata lo stesso giorno dall'avv. Anna Grümann di poter ottenere "un permesso di visita a favore dell'avv. B.________", per il motivo che non era possibile "dare permessi a terzi in forma libera (...) ". Tale decisione non è stata impugnata dal ricorrente. In queste circostanze, non si può rimproverare ai giudici cantonali di aver ritenuto che l'occultamento del manoscritto da parte del ricorrente, avvenuto pochi giorni dopo, durante il consueto controllo sulla sua persona in previsione della sua traduzione davanti al magistrato inquirente per il suo interrogatorio, era un indizio che egli volesse nascondere tale documento agli agenti di custodia poiché "non destinato al suo difensore, bensì (probabilmente, vista l'intestazione 'Caro B.________') all'avv. B.________ che, per il magistrato inquirente, non era parte al procedimento".