Citation: H 257/03 11.01.2005 E. 6

In casu, secondo questa Corte, vista l'attività svolta dalla ditta ricorrente, consistente - come già precisato - nell'organizzazione di viaggi in torpedone e trasporto merci, dev'essere senz'altro considerato provato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali, già unicamente tenuto conto della generale esperienza della vita, che gli autisti devono sopportare spese supplementari, non sussumibili quale usuale consumo di salario e quindi rimborsabili. È infatti fatto notorio che un autista, soprattutto se supera i confini nazionali e quindi percorre lunghe distanze, deve dormire regolarmente lontano da casa, mangiare al ristorante ecc., ciò che comporta evidentemente costi supplementari, non paragonabili per entità a quelli assunti per i pasti a casa o sul luogo di lavoro rispettivamente a quelli relativi allo spostamento dal luogo di lavoro a quello di domicilio. Inoltre il luogo di lavoro muta in continuazione e quindi le spese supplementari insorgono con una certa frequenza (cfr. in proposito Käser, op. cit. pag. 163 seg.). In tali circostanze un rimborso spese è pertanto senz'altro di principio giustificato e non soltanto per quanto riguarda pasti e spese per telefonate, come indicato dall'amministrazione. Alla stessa conclusione si deve giungere a maggior ragione per quanto riguarda T.________ che si occupa di acquisire clientela e di verificare i luoghi di villeggiatura. Anch'egli dovendo svolgere la propria attività in luoghi sempre differenti, è costretto a sopportare non solo costi di viaggio, per vitto e alloggio fuori casa, bensì anche spese di rappresentanza per conto del datore di lavoro (Käser, op. cit. pag. 165). Visto quanto sopra, gli importi rifusi dal datore di lavoro ai propri dipendenti, per la maggior parte autisti, non possono senz'altro essere unicamente considerati indennità per il tragitto casa-lavoro, come sostenuto dall'amministrazione, quest'ultima conclusione potendo tutt'al più valere per il personale "fisso", come ad esempio le segretarie. Nel caso concreto è pertanto stabilita l'esistenza, di principio, di spese generali rimborsabili, consistenti in spese per trasferte e di rappresentanza.