Citation: U 164/02 09.04.2003 E. 5

5.1 Non può per contro trovare conferma - perlomeno non allo stato attuale, senza previo complemento istruttorio - la valutazione espressa dall'INSAI, ripresa dalla precedente istanza, secondo cui nulla sarebbe mutato dal punto di vista dell'esigibilità lavorativa di C.________ per quanto attiene ai postumi infortunistici di natura somatica. Infatti, se è pur vero che l'apprezzamento operato dall'UAI e posto alla base della decisione di concedere un quarto di rendita dal 1° settembre 1995 e una rendita intera a partire dal 1° agosto 1998 prende - peraltro correttamente (art. 4 cpv. 1 LAI) e senza contestazione alcuna - in considerazione anche aspetti extrainfortunistici, non di competenza dell'ente opponente, ciò non toglie che il rapporto medico del dott. B.________ del 9 febbraio 2001, che ha incentrato la propria valutazione su un quadro clinico sostanzialmente inalterato - inducendo l'INSAI a negare ogni eventuale revisione della rendita di invalidità a suo tempo stabilita - non convince in quanto non tiene minimamente conto del peggioramento della situazione valetudinaria e della diminuita capacità lavorativa attestati - in ambito ortopedico - dagli organi AI con decisione cresciuta incontestata in giudicato, dopo che gli stessi, in precedenza - sia nel settembre 1989, sia nell'ottobre 1997 - al pari dell'INSAI, avevano per contro sempre dato atto di una piena capacità lavorativa nello stesso ambito di attività leggere confacenti. 5.2 Contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte cantonale, non sussiste serio motivo di scostarsi dalle conclusioni dell'UAI e di considerarle poco convincenti. Il fatto che la diagnosi posta dai sanitari dell'AI non diverga sostanzialmente da quella riscontrata in passato dagli specialisti intervenuti non esclude infatti, di per sé, una esacerbazione della situazione, come evidenzia appunto il referto 22 luglio 1998 del dott. L.________ - il cui invito, a distanza di nemmeno un anno, a fare rivalutare il caso dal Servizio Z.________ non lascia spazio a fraintendimenti di sorta - e come risulta peraltro - contrariamente a quanto indicato dalla pronuncia querelata - pure dal rapporto Servizio Z.________ del 17 marzo 1999, nel quale è stato accertato un certo peggioramento della patologia alla colonna. Né si giustifica il rimprovero mosso dalla precedente istanza avverso la perizia ortopedica 3 marzo 1999 del dott. K.________ per non avere questi fatto astrazione, nella propria valutazione circa l'abilità lavorativa in ambito ortopedico, dalla tendenza dell'assicurato a sopravvalutare i disturbi lamentati - peraltro ritenuti credibili dallo stesso medico. Agli atti non sussiste infatti alcun elemento suscettibile di suffragare una simile astrazione. 5.3 Per quanto precede, si deve ritenere che le valutazioni del medico circondariale dell'INSAI, poste a fondamento della decisione querelata, prescindendo da un esame completo ed attendibile dell'estensione - al momento della decisione su opposizione - della limitazione lavorativa di natura infortunistica e della sua eventuale modifica - rispetto al dicembre 1989 -, non consentono allo stato attuale di pronunciarsi con la necessaria cognizione di causa e tranquillità sul merito della domanda di revisione. Gli accertamenti dovendo essere completati in questo senso, la decisione su opposizione dell'INSAI e la pronuncia impugnata devono essere annullati, mentre l'incarto va retrocesso all'assicuratore infortuni affinché chiarisca se e, se del caso, in quale misura il peggioramento della situazione valetudinaria e la limitazione lavorativa attestati in maniera attendibile dall'UAI siano da ricondurre o meno a fattori infortunistici e siano suscettibili di giustificare la revisione della rendita.