Citation: U 286/05 31.01.2007 E. 4

Quanto all'invocato versamento di indennità giornaliere anche dopo il 9 gennaio 2005, il giudizio impugnato merita ugualmente conferma. 4.1 Giusta l'art. 16 LAINF ha diritto all'indennità giornaliera l'assicurato totalmente o parzialmente incapace al lavoro (art. 6 LPGA) in seguito a infortunio (cpv. 1). Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio e si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato (cpv. 2). 4.2 Il grado d'incapacità lavorativa si determina con riguardo all'ultima attività svolta dalla persona assicurata se dalla stessa non si può pretendere che sfrutti la capacità residua in un altro ambito. Se per contro il cambiamento di attività appare esigibile, il grado d'incapacità lavorativa si misura tenendo conto di tutto il mercato del lavoro, se del caso previa concessione di un periodo di adattamento (RAMI 1987 no. U 27 pag. 393). Ciò significa che in questo caso la persona assicurata deve lasciarsi computare l'attività professionale che sarebbe in grado di esercitare con la sua buona volontà (Alexandra Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 3a ed., Zurigo 2003, pag. 114 seg.). 4.3 In concreto, non si giustifica più, a partire dal 10 gennaio 2005, vale a dire ad avvenuto "esaurimento" delle conseguenze inabilitanti legate alle più recenti lesioni riscontrate a livello della spalla e assunte dall'INSAI, il versamento di ulteriori indennità giornaliere. L'attività di riferimento per valutare la capacità lavorativa del ricorrente dev'essere quella (leggera) indicata a suo tempo dal dott. C.________ nel 1999 e attuabile tutt'oggi. Dopo che all'assicurato, in considerazione della già allora riconosciuta incapacità di continuare a svolgere a pieno regime la precedente attività di posatore di pavimenti, era stata assegnata una rendita LAINF, non ci si può infatti più riferire - dopo un tempo di adattamento di sei anni - a questa attività per la determinazione della nuova (in)capacità lavorativa. Di conseguenza, non si possono nemmeno più riconoscere ulteriori indennità giornaliere in ragione di questa stessa inabilità, pena un suo inammissibile sovrindennizzo. 4.4 Nulla muta a questa conclusione la pretesa circostanza secondo cui la situazione medica non sarebbe ancora definitivamente chiarita. Infatti, indipendentemente da un'eventuale modifica dello stato di salute che dovesse essere intervenuta successivamente alla data della decisione su opposizione in lite, ma che risulterebbe comunque ininfluente ai fini del presente giudizio (sui limiti temporali del potere cognitivo di questa Corte cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b con riferimenti), i medici della Clinica X.________, alle cui dichiarazioni l'insorgente pure si richiama, ancora in occasione della visita dell'8 giugno 2005 hanno chiaramente attestato una piena capacità lavorativa in attività non gravose per la spalla.