Citation: 1B_43/2016 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha accertato che il ricorrente è stato informato il 17 novembre 2014 della nomina dell'ing. B.________ quale perito giudiziario nel procedimento penale. Ha inoltre stabilito ch'egli era a conoscenza almeno dal 2 dicembre 2014 del mandato conferito all'esperto dal Comune e quindi della sua doppia veste. Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio, sono anzi sostanzialmente riconosciuti dal ricorrente, che si limita a sminuirne la rilevanza ai fini del giudizio sulla tempestività della domanda di ricusazione. Essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). La CRP ha altresì rilevato che il 16 dicembre 2014 il patrocinatore del ricorrente ha chiesto al perito, mediante un messaggio di posta elettronica, maggiori ragguagli sulle "attribuzioni di competenze interne". Dando seguito alla richiesta, l'esperto ha spiegato il suo ruolo e quello del collega geologo nei rapporti con il Ministero pubblico e con il Comune. In tali circostanze, la Corte cantonale ha quindi ritenuto, a ragione, che la domanda di ricusazione, presentata oltre cinque mesi dopo avere avuto conoscenza del doppio incarico del perito, non rispettava l'esigenza di tempestività richiesta dall'art. 58 cpv. 1 CPP. Il ricorrente insiste sul fatto che la controversia con il Comune sarebbe sorta soltanto in un secondo tempo e che unicamente in tale contesto gli sarebbe stata prospettata una responsabilità nel sinistro. Dinanzi alla CRP egli ha nondimeno invocato quale motivo di ricusazione l'art. 56 lett. f CPP, adducendo sostanzialmente la prevenzione del perito per il fatto che questi si era occupato della medesima vertenza su due fronti, di modo che il giudizio sulle cause e le responsabilità del sinistro potrebbe non essere più aperto. Un simile rischio di prevenzione sussiste tuttavia indipendentemente dalla circostanza per la quale la procedura sfoci in un litigio con l'autorità o meno. Del resto, considerate la portata dell'evento sul territorio comunale e la situazione di pericolo cagionata, che hanno comportato l'intervento dell'ente pubblico a tutela della sicurezza, oggettivamente un eventuale contenzioso con il Comune non poteva essere escluso dal ricorrente. Determinante rimane quindi il fatto che in concreto la questione della prevenzione del perito è essenzialmente riconducibile al suo doppio mandato, di cui il ricorrente ha preso conoscenza, chiedendo peraltro chiarimenti al riguardo, già nel mese di dicembre del 2014. Conformemente all'art. 58 cpv. 1 CPP, un'eventuale domanda di ricusazione doveva di conseguenza essere presentata senza indugio già in quel periodo.