Citation: 1P.691/2001 20.11.2001 E. 3

3.- a) Perché a una persona indigente sia riconosciuto il gratuito patrocinio occorre, sulla base dell' art. 29 cpv. 3 Cost. , che i suoi interessi siano colpiti in misura importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo fattuale e da quello giuridico, da rendere necessaria l'assistenza di un avvocato (DTF 126 I 194 consid. 3a in fine, 125 I 161 consid. 3b, 125 V 32 consid. 4b, 122 I 49 consid. 2c/bb, concernenti l'art. 4 vCost. ; Müller, op. cit. , pag. 549). b) In concreto il GIAR ha ammesso l'indigenza del ricorrente. Gli ha nondimeno negato il gratuito patrocinio ritenendo che la sua posizione processuale quale parte civile è meno grave di quella d'accusato e rilevando che si tratta di un caso di modesta rilevanza, ove tutto è stato praticamente detto con la denuncia. Il ricorrente, limitandosi ad affermare che la causa oggetto della sua denuncia sarebbe tutt'altro che un caso di modesta rilevanza non dimostra affatto che la tesi contraria, posta a fondamento del giudizio impugnato, sarebbe manifestamente insostenibile e quindi arbitraria. Il ricorso, che disattende del tutto le esigenze di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, note al ricorrente, dev' essere dichiarato pertanto, su questo punto, inammissibile (DTF 127 I 38 consid. 3a e c, 126 I 235 consid. 2a; sentenza inedita del 14 agosto 2001 nei confronti del ricorrente). Del resto, la giurisprudenza ammette che l'assistenza di un difensore d'ufficio o la concessione del gratuito patrocinio possono essere rifiutate per i casi di poca importanza (cfr. DTF 122 I 49 consid. 2c/bb e rinvii; sentenza inedita del 10 gennaio 1997 in re Z., consid. 2c, apparsa in RDAT II-1997 n. 45 pag. 152). c) Riguardo all'osservazione del GIAR secondo cui la parte civile può chiedere la rifusione dei danni, comprese le spese di patrocinio, in sede penale, il ricorrente adduce che l'avvocato J.________, o un altro avvocato di sua scelta, non accetterebbe di lavorare "gratuitamente" fino alla fine della procedura. Con questa affermazione il ricorrente non dimostra tuttavia che il difensore d'ufficio designatogli non sarebbe idoneo ad assisterlo convenientemente (cfr. sentenza inedita del 28 gennaio 1998 in re P., consid. 2b, apparsa in RDAT II-1998 n. 37 pag. 139 seg.). Del resto, con lettera del 26 ottobre 2001, prodotta dal ricorrente, il GIAR ha comunicato al difensore che l'assunzione del patrocinio d'ufficio è obbligatoria secondo l' art. 9 cpv. 1 della legge ticinese sull'avvocatura (obbligo sancito anche dall'art. 51 cpv. 1 CPP/TI); il GIAR ha rilevato altresì che, nel contesto generale del risarcimento del danno, per la parte civile può valere subordinatamente il ricorso alla garanzia dello Stato, applicando, per analogia, l'art. 51 cpv. 3 CPP/TI. d) Il GIAR rileva inoltre, a titolo accessorio, che nel procedimento penale la posizione della parte civile è meno grave di quella dell'accusato. Il ricorrente non asserisce, né tanto meno dimostra, l'arbitrarietà di questa considerazione, la cui fondatezza non deve essere pertanto esaminata oltre, il Tribunale federale essendo vincolato, conformemente all'art. 90 OG (DTF 127 I 38 consid. 2c), alle censure addotte dal ricorrente (cfr. comunque la sentenza inedita del 4 febbraio 1998 in re R., consid. 4, apparsa in RDAT II-1998 n. 36 pag. 137 seg. ; Michele Rusca/Edy Salmina/Carlo Verda, Commento del Codice di Procedura Penale ticinese, Lugano 1997, n. 1 e 3 ad art. 73).