Citation: 1B_197/2022 E. 4.1

4.1. Il ricorrente fa valere inoltre una violazione dell'art. 225 cpv. 5 CPP, poiché il GPC ha rinunciato alla tenuta di un'udienza optando per la procedura scritta. Al riguardo si limita ad addurre che tale norma, contrariamente all'art. 224 cpv. 1 CPP, disciplinante l'interrogatorio dinanzi al PP, sarebbe una norma imperativa, motivo per cui ogni sua violazione non sarebbe giustificata. Contesta poi l'affermazione della CRP, secondo cui l'interrogatorio ai sensi dell'art. 224 cpv. 1 CPP rappresenterebbe un atto non indifferibile, mentre l'udienza prevista dall'art. 225 cpv. 5, per lo meno di fatto, lo sarebbe. Osserva che la CRP ha rilevato che il verbale dell'arresto dell'imputato da parte del PP non è un atto indifferibile (quale per esempio l'incombente scomparsa di un testimone essenziale, mentre il concreto si trattava del rispetto del termine di 96 ore), al quale può presenziare soltanto il difensore, bensì un atto differibile che richiede la presenza dell'imputato. La CRP ha ritenuto, richiamando la dottrina (LOGOS, in: op. cit., n. 23 ad art. 225 pag. 1445), che l'interessato può rinunciare all'udienza soltanto qualora egli disponga della capacità necessaria sotto il profilo intellettuale per valutare la portata della sua rinuncia, che dev'essere libera ed esente da qualsiasi pressione. Ha osservato che al termine dell'interrogatorio del 9 marzo 2022 dinanzi al PP, preso atto dell'intenzione del magistrato inquirente di presentare al GPC un'istanza di carcerazione preventiva, alla domanda di sapere se rinunciasse o meno all'udienza, il ricorrente ha risposto "non capisco cosa ci faccio qua e cosa stiamo facendo a fare questo verbale. Se il PP ritiene di incarcerarmi lo faccia". Ha aggiunto che voleva avere il suo avvocato di fiducia, del quale si è tuttavia rifiutato di indicare il nome alle autorità. La CRP ne ha dedotto, rettamente, ch'egli non ha quindi esplicitamente e indiscutibilmente rinunciato all'udienza. Ha poi stabilito ch'egli non ha potuto presenziare all'udienza a cause delle sue condizioni psichiche, che ne avevano pregiudicato l'interrogabilità, motivo per cui si era in presenza di una situazione straordinaria. Ha ritenuto quindi che il GPC, accertato che il ricorrente nel corso dell'interrogatorio dinanzi al PP aveva potuto esprimersi sia sui fatti sia sui reati contestatigli e che il difensore disponeva di tutti gli atti, poteva, eccezionalmente, rinunciare all'udienza. Ha considerato che questa soluzione sarebbe più rispettosa del diritto d'essere sentito del ricorrente, che non la tenuta di un'udienza dalla valenza dubbia o "di minor valore probatorio", come sostenuto dal difensore.