Citation: 4C.210/2002 12.11.2002 E. 2

L'ATTORE CONTESTA IN PRIMO LUOGO L'ESISTENZA DI UN RAPPORTO CONTRATTUALE DIRETTO FRA LUI E IL FUNZIONARIO. 2.1 Pur ammettendo che fra l'attore e la banca vi era una relazione contrattuale, con riferimento all'operazione in esame i giudici ticinesi hanno ritenuto senz'altro verosimile l'esistenza di un rapporto contrattuale diretto fra il funzionario ed il cliente, chiaramente riconoscibile da quest'ultimo e concluso all'insaputa della banca. La Corte cantonale infatti ha accertato che l'attore è stato contattato personalmente dal funzionario, mai conosciuto in precedenza, il quale gli ha proposto un'operazione bancaria urgente, avente per oggetto un investimento di circa fr. 500'000.--. Onde convincerlo a concludere l'affare, il funzionario gli ha assicurato il buon andamento dell'operazione - cosa che una banca non fa mai - gli ha ceduto un mutuo ipotecario gravante la propria casa d'abitazione e si è dichiarato disponibile a fornire altre garanzie; successivamente - nello scritto del 5 settembre 1995 - lo stesso funzionario si è pure impegnato, a determinate condizioni, a rispondere della perdita subita dal cliente. 2.2 Nella misura in cui contesta le circostanze in cui il contratto è venuto in essere, l'attore adduce argomenti irricevibili siccome rivolti contro l'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata. Egli non può davvero essere seguito laddove sostiene che la cessione del mutuo ipotecario gravante la casa del funzionario non aveva risvegliato in lui la benché minima perplessità bensì costituiva, ai suoi occhi, la chiara conferma dell'assenza di rischi nell'operazione propostagli. Né ha miglior fortuna quando rimprovera i giudici cantonali per aver tenuto conto del documento allestito dopo la pattuizione dell'operazione, il 5 settembre 1995. Come rettamente osservato dalla convenuta, l'atteggiamento delle parti successivo alla conclusione del contratto rivela la loro volontà reale al momento della sua stipulazione; l'accertamento di tale volontà è di natura fattuale e come tale sottratto alla cognizione del Tribunale federale adito con ricorso per riforma (DTF 128 III 74 consid. 2.2; 107 II 417 consid. 6). Su questo punto il ricorso si avvera pertanto irricevibile.