Citation: 6B_458/2009 09.12.2010 E. 2

In sede cantonale, è stato ritenuto che il contratto di "collaborazione" sottoscritto dalla C.________SA e dalla D.________SA il 5 agosto 2003 rendeva quest'ultima, da un punto di vista qualitativo, un socio in affari importante della C.________SA. La D.________SA aveva infatti ottenuto l'esclusiva per il procacciamento di clienti qualificati - ossia di giocatori chiamati a scommettere grandi somme - nonché un'importante retribuzione, pari al 10 % dei gettoni barrati giocati dai clienti procacciati. Per accogliere e assistere i propri clienti, alla D.________SA è stato concesso l'uso di un locale all'interno della casa da gioco ma all'esterno delle sale da gioco e privo di vigilanza. Inoltre, con l'introduzione dei gettoni barrati destinati di fatto esclusivamente ai giocatori qualificati portati dalla D.________SA, la C.________SA ha proceduto a un aumento del 50 % del valore dei gettoni in sua dotazione. La C.________SA ha viepiù permesso alla D.________SA di rivendere direttamente ai suoi clienti i gettoni di gioco, delegandole un compito cruciale nella gestione di una casa da gioco che, secondo il punto 2.6 della concessione di sito e di gestione di tipo A rilasciata l'11 novembre 2002 dal Consiglio federale alla C.________SA, dev'essere svolto dai collaboratori della concessionaria e non può essere affidato a terzi. Riconoscendo alla D.________SA tale potere di vendita diretta di gettoni, e accettando pertanto di non avere la supervisione completa dell'uso dei gettoni e delle modalità della loro consegna ai clienti, la C.________SA ha coscientemente accresciuto i rischi di commissione di reati patrimoniali (in particolare usura e riciclaggio di denaro) al suo interno. In effetti, poiché i gettoni venivano acquistati direttamente e in blocco dalla D.________SA, la verifica della provenienza del denaro impiegato dai clienti di quest'ultima non era di facile attuazione. A questi rischi si è aggiunto anche quello di infrazione alle regole previste all'art. 27 LCG (divieto alle case da gioco di concedere prestiti), all'art. 26 lett. e vOCG (controllo del flusso di denaro; v. art. 27 lett. e OCG), all'art. 21 LCG (divieto al personale della casa da gioco di giocare al suo interno; nessun analogo divieto valido per i dipendenti della D.________SA), di infrazione del divieto concordato fra le due società di riacquisto da parte della C.________SA dei gettoni barrati (nessun controllo sulla possibilità di riacquisto dei gettoni dai suoi clienti da parte della D.________SA). Non dovevano poi essere dimenticati i dubbi che A.________ e B.________ avevano nutrito nei confronti di E.________ - avente diritto economico e direttrice de facto della D.________SA - e di suo marito F.________, dubbi che li avevano spinti a chiedere un intervento delle autorità penali inquirenti e la loro "autorizzazione" per concludere il contratto con la D.________SA. In base a queste considerazione di natura qualitativa e ai rischi connessi alla sua attività, la D.________SA doveva essere considerata un socio in affari importante la cui esistenza doveva essere comunicata alla CFCG. A titolo abbondanziale, è stato ritenuto che anche da un punto di vista quantitativo la D.________SA doveva essere considerata un socio in affari importante. Il target minimo di vendita di 25 milioni di gettoni barrati previsto dal contratto per i primi 16 mesi - rispettivamente di 27.5 milioni per l'anno successivo - rappresenta il 3,125 % della cifra d'affari complessiva della C.________SA, percentuale di tutto rispetto se ricondotta all'intervento di un unico partner contrattuale e che rendeva quest'ultimo un socio in affari importante.