Citation: 4P.336/2005 18.05.2006 E. 4

Il ricorrente si duole poi della mancata considerazione, ai fini del giudizio, degli ingenti investimenti effettuati a titolo personale dall'opponente nel 1999, per un costo globale di circa fr. 50'000.--. A suo modo di vedere un simile impegno finanziario sarebbe compatibile unicamente con l'agire di chi era intenzionato a proseguire da solo lo sfruttamento dell'alpe. La Corte cantonale avrebbe inoltre arbitrariamente omesso di menzionare che l'opponente era stato introdotto direttamente presso i grossi clienti dell'azienda alpestre, ovvero LATI, Mercato Cattori e indirettamente Migros. Tale comportamento si spiegherebbe unicamente con l'avvenuta cessione, considerato anche come Roberto Grandini abbia confermato che l'impegno di presentare il successore ai clienti importanti era incluso nel prezzo di vendita di fr. 120'000.--. Nella pronunzia impugnata sarebbe stata arbitrariamente trascurata un'altra circostanza rilevante, ovvero l'apertura, da parte dell'opponente, di un conto corrente postale sotto la denominazione "Boggesi Alpe X.________". Secondo il ricorrente questa sarebbe un'ulteriore prova del fatto che l'opponente avrebbe continuato da solo lo sfruttamento degli alpeggi e, di conseguenza, una prova dell'avvenuta cessione. Da ultimo, egli ritiene non sia stata attribuita la corretta importanza al motivo delle trattenute: "caparra" nel 1998 e "contratto alpe" nel 1999. Queste denominazioni rappresentano per il ricorrente il segno tangibile del passaggio della gestione dell'alpeggio, prova ne sia anche il fatto che nella bozza di contratto preparata dall'opponente nell'aprile 2000 i medesimi importi sono stati definiti acconti sul prezzo globale di cessione. Appare chiaro, allora, che tale documento altro non era che la conferma scritta degli accordi intervenuti fra le parti nel 1998. 4.1 Le considerazioni formulate dal ricorrente sono sostenibili, ma non inducono a ritenere arbitraria la valutazione delle prove effettuata dalla Corte cantonale. Contrariamente a quanto sembra voler lasciar intendere il ricorrente, i giudici del Tribunale d'appello hanno ammesso senza esitazioni l'intenzione dell'opponente di subentrare al ricorrente nella sua attività. La collaborazione fornita durante due anni, effettuando anche degli investimenti intesi a migliorare le infrastrutture e sottoscrivendo, accanto al ricorrente, alcuni contratti d'affitto ne è la prova. Il fatto è che anche le (ulteriori) circostanze addotte dal ricorrente possono venir lette in questo senso. Questo le rende inidonee a dimostrare il carattere manifestamente insostenibile della decisione di non ammettere l'esistenza di un contratto già perfezionato ma solo quella di trattative volte all'assunzione dell'azienda alpestre. La conclusione dei giudici ticinesi risulta sostenibile anche per i motivi esposti qui di seguito. 4.2 È stato infatti accertato che nel gennaio 1999 il ricorrente ha rinnovato i contratti d'affitto di alcuni terreni appartenenti a privati a Y.________ per il periodo 1999-2006 indicando sì sé stesso e l'opponente quali affittuari, ma omettendo di far partecipare quest'ultimo alle trattative. Ora, è vero che l'opponente aveva acconsentito a simile modo di procedere e appariva disponibile ad accettare, perlomeno temporaneamente, il ricorrente quale coaffittuario. Ciò non toglie che, al momento della sottoscrizione del contratto d'affitto, il ricorrente - stando a quanto riferito in sede testimoniale da uno dei proprietari, le cui dichiarazioni sono riportate nell'impugnativa - non aveva comunicato l'avvenuta cessione dell'attività bensì solamente l'intenzione di procedervi, aggiungendo che in ogni caso avrebbe aiutato l'opponente a subentrare per un paio d'anni, e quindi ben oltre il 2000. 4.3 Il subingresso dell'opponente nell'attività sull'alpe di X.________ non era invece stato ancora nemmeno abbozzato. Il ricorrente tenta invano di sminuire l'importanza della mancata presentazione dell'opponente quale suo successore al Patriziato, proprietario dell'alpe di X.________. Il Presidente del Patriziato - stando a quanto indicato nell'allegato ricorsuale - ha dichiarato di sapere che l'opponente avrebbe seguito il ricorrente sull'alpe, senza tuttavia poter dire in che forma, mentre il Segretario del Patriziato ha ricordato che il ricorrente aveva detto che avrebbe preso con sé l'opponente per mostrargli come si gestisce un'alpe. Da queste due deposizioni emerge che nei confronti del Patriziato il ricorrente non solo non aveva menzionato l'avvenuta cessione della sua attività all'opponente ma nemmeno l'intenzione di procedervi. Un simile comportamento mal si concilia con la tesi di un trapasso pattuito nel 1998 e destinato a diventare effettivo a far tempo dal 2000; esso va semmai a confortare la conclusione della Corte cantonale. 4.4 Da ultimo, il ricorrente critica la portata attribuita dai giudici cantonali al fatto che le parti non avevano definito la problematica del contingente lattiero, questione - secondo i giudici - di primaria importanza visto che solo l'attribuzione di un contingente lattiero permette al gestore di un'azienda di mettere in commercio latte o i suoi derivati e, non disponendone, non è possibile produrre né vendere formaggio. Gli argomenti proposti nel gravame non smontano le considerazioni esposte nel giudizio impugnato. Il ricorrente non contesta infatti l'accertamento circa il mancato accordo sul contingente lattiero bensì l'affermazione secondo la quale il gestore dell'azienda dovrebbe essere titolare del contingente per poter vendere formaggio e derivati. Sennonché ciò non giova in alcun modo alla sua causa dato che, come appena detto al punto precedente, in ogni caso egli non aveva nemmeno comunicato al Patriziato che l'opponente gli sarebbe subentrato.