Citation: 2C_967/2020 E. 7.4

7.4. Ora, è vero che l'art. 36 cpv. 1 del contratto collettivo si richiama expressis verbis alla crescita in giudicato del decreto d'obbligatorietà generale, che subentra di principio solo con la pronuncia della sentenza del Tribunale federale (DTF 138 II 169 consid. 3.3, in cui viene indicato che la crescita in giudicato non è di regola influenzata neppure da una decisione relativa all'effetto sospensivo). Da una lettura del testo dell'art. 36 nel suo complesso e, in particolare, da quella dell'art. 36 cpv. 2, appare però chiaro che ciò a cui miravano le parti non era legare l'entrata in vigore del contratto collettivo di lavoro alla crescita in giudicato formale del decreto sulla sua obbligatorietà generale, che in caso di impugnazione sarebbe intervenuta solo dopo una pronuncia da parte del Tribunale federale, bensì all'entrata in vigore del decreto stesso, quale atto legislativo pubblicato come tale anche nel bollettino ufficiale delle leggi del Cantone Ticino (precedente consid. A). Del resto, in questo modo il citato art. 36 lo hanno in sostanza compreso anche le ricorrenti. Preso atto del fatto che il Consiglio di Stato aveva deciso l'entrata in vigore del decreto n. 5417 il 1° gennaio 2021 e la sua scadenza il 30 giugno 2023 (p.to 7 del decreto) esse hanno infatti chiesto al Tribunale federale che concedesse l'effetto sospensivo al ricorso e motivato la loro domanda con la necessità di evitare che i datori di lavoro ticinesi subissero "un'importante limitazione della libertà economica": ciò che ha senso solo se chi scrive ritiene determinante l'entrata in vigore del decreto, il 1° gennaio 2021, secondo quanto previsto per gli atti legislativi e ai quali esso è parificato (precedente consid. 1.2; DTF 128 II 13 consid. 1; sentenze 2C_965/2019 del 6 ottobre 2020 consid. 1.1; 2C_850/2016 del 13 novembre 2017 consid. 2.1).