Citation: 6B_1442/2020 E. 2.2.2

2.2.2. Oltre all'esistenza di un rapporto di dipendenza, l'art. 193 CP esige che l'autore, sfruttando il suo ascendente, induca la vittima a compiere o a subire un atto sessuale. Egli deve quindi approfittare della sostanziale limitazione della libertà di decisione o della capacità di resistenza della vittima e della sua conseguente docilità, al fine di ottenere la sua condiscendenza sessuale. Il reato presuppone il consenso della vittima all'atto sessuale. Se essa dipende dall'autore, non è più pienamente libera di decidere di acconsentire agli atti sessuali o di rifiutarli. In questa situazione, anche se accetta l'atto sessuale o addirittura dà il suo esplicito consenso e vi partecipa, l'autore è punibile se la dipendenza l'ha resa consenziente. Nell'ambito dell'art. 193 CP, è necessario dunque determinare se la persona interessata ha acconsentito all'atto sessuale a motivo del rapporto di dipendenza o spontaneamente e indipendentemente da questo rapporto. Il rapporto di dipendenza deve dunque essere in nesso causale con il consenso della vittima all'atto sessuale. Secondo la giurisprudenza, non vi è sfruttamento ove la persona interessata abbia acconsentito liberamente all'atto sessuale o preso addirittura la relativa iniziativa (DTF 131 IV 114 consid. 1; v. pure sentenza 6B_567/2020 del 6 dicembre 2021 consid. 3.5.3, destinata alla pubblicazione).