Citation: 1C_216/2023 E. 1

Al riguardo essi accennano all'art. 95 lett. c LTF, inerente alla violazione dei diritti costituzionali cantonali, senza tuttavia indicare quali, volti alla loro personale tutela, sarebbero stati lesi. Si limitano infatti a richiamare soltanto la proporzionalità della rappresentanza politica nel Parlamento, visto ch'esso è eletto con il sistema proporzionale, nonché al suo futuro funzionamento. Né fanno valere che sarebbero particolarmente toccati in altro modo dalla decisione impugnata, ritenuto che non adducono neppure che l'eventuale terzo seggio commissionale sarebbe spettato direttamente, se del caso, a Ivo Durisch, visto che Anna Biscossa non fa più parte del Gran Consiglio (DTF 147 I 1 consid. 3.4; sentenza 1C_257/2021, citata, consid. 2.2). In effetti, anche in quest'ambito, la circostanza che Ivo Durisch riveste la funzione di gran consigliere non è decisiva. La semplice appartenenza a un'autorità non conferisce infatti la legittimazione a ricorrere sulla base dell'art. 89 cpv. 1 lett. b e c LTF (DTF 144 I 43 consid. 2.1-2.3; cfr. RENATA TRAJKOVA, Erlassanfechtung durch Behördenmitglieder, in: Jusletter 8 aprile 2019, pag. 6). Neppure il (criticato) funzionamento degli organismi politici, come il Parlamento cantonale, può costituire l'oggetto di un ricorso, come quello in esame, previsto unicamente per la tutela di diritti individuali. Un ricorso presentato, come nella fattispecie, a mera tutela di un presunto interesse pubblico è infatti inammissibile (DTF 141 II 50 consid. 2.1). In assenza della necessaria relazione speciale sufficientemente stretta, la sussistenza di un semplice interesse indiretto, o come in concreto esclusivamente di un interesse pubblico generale addotto dai tre ricorrenti, non fonda alcuna qualità di parte. Il ricorso presentato da un privato o da un partito politico nell'interesse generale è in effetti inammissibile, essendo esclusa l'azione popolare (DTF 144 I 43 consid. 2.1 in fine; 142 II 451 consid. 3.4.1 e 3.4.2).