Citation: 4C.170/2003 16.02.2004 E. 6

Il convenuto si duole della violazione dell'art. 8 CC sotto due aspetti. In entrambi i casi gli argomenti ricorsuali vanno dichiarati irricevibili. 6.1 In primo luogo il convenuto ravvede una lesione del menzionato disposto nella valutazione del pacchetto azionario della società anonima. Gli argomenti sviluppati a questo riguardo sono tutti irricevibili perché si riducono a contestazioni degli accertamenti di fatto eseguiti dalla Corte cantonale per apprezzamento delle prove (documenti, testimonianze e perizia giudiziaria, oltre al cennato referto d'arbitratore). L'art. 8 CC non prescrive affatto come il giudice cantonale debba apprezzare le prove (DTF 127 III 519 consid. 2a con rinvii). I fatti determinanti per il giudizio, compresi quelli che attengono al valore delle azioni, sono quelli accertati nel giudizio impugnato (art. 55 cpv. 1 lett. C e 63 cpv. 2 OG; DTF 127 III 248 consid. 2c con rinvii). Il convenuto non si avvede inoltre che alcune delle censure ch'egli ripropone dinanzi al Tribunale federale sono state giudicate irricevibili dall'autorità cantonale per motivi procedurali (art. 78 CPC/TI) e non possono pertanto essere riesaminate nella giurisdizione per riforma (DTF 127 III 248 consid. 2c). Si tratta di quelle riguardanti la pigione vantaggiosa, il creditore estero (in parte) e le imposte comunali, cantonali e federali (comprese quelle consecutive agli utili immobiliari). 6.2 In secondo luogo l'art. 8 CC sarebbe stato violato laddove il Tribunale d'appello ha rifiutato di dedurre dal valore delle azioni gli investimenti che il convenuto ha eseguito negli immobili. Dato che la sua pretesa in tal senso non era stata contestata la Corte cantonale non poteva imporgli l'onere della prova. È vero che il convenuto aveva proposto la sua pretesa con la risposta e che l'attore, che non aveva replicato, non l'aveva contestata espressamente. Tuttavia, nel diritto ticinese la replica non è obbligatoria e, qualora l'attore vi rinunci, la contestazione delle allegazioni di risposta deriva implicitamente dalla petizione, con la quale l'attore propone una fattispecie diversa da quella addotta dal convenuto (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile massimato e commentato, Lugano 2000, n. 2 e 3 ad art. 75; Angelo Olgiati, Le norme generali per il procedimento civile nel Cantone Ticino, Zurigo 2000, pag. 109). In queste circostanze non può porsi la questione della violazione dell'art. 8 CC da parte dell'autorità cantonale per avere addossato al convenuto l'onere della prova di un fatto non contestato.