Citation: 5P.355/2000 18.01.2001 E. 4

4.- Un ricorso di diritto pubblico è in linea di principio ammissibile solo contro decisioni dell'ultima istanza cantonale (art. 86 OG). La decisione dell'autorità cantonale inferiore può unicamente essere impugnata con il ricorso diretto contro quella emanata dall'ultima istanza cantonale, se quest'ultima fruisce di un potere di esame più limitato di quello del Tribunale federale (DTF 125 I 492 consid. 1a e rinvii). Nella fattispecie, a giusta ragione, la ricorrente non sostiene che il Tribunale d'appello del Cantone Ticino, adito con un appello, dispone di un potere d'esame più limitato di quello del Tribunale federale. Ne segue che tutte le censure concernenti la procedura svoltasi innanzi al Pretore e la sentenza di quest'ultimo si rivelano inammissibili. Fra queste si annoverano le critiche mosse nei confronti degli allegati (risposta e duplica), redatti dalla controparte e proposti al primo giudice, che secondo la ricorrente non ossequiano le norme del CPC ticinese. È esatto che la ricorrente ha censurato con il proprio appello il modo di procedere della controparte, ma nella sede federale essa non esprime alcuna critica - conforme all' art. 90 cpv. 1 lett. b OG - sulla maniera in cui l'ultima istanza cantonale si è occupata di tale censura risp. come essa l'abbia tacitamente respinta, facendo ad esempio valere una violazione del diritto di essere sentita. Altrettanto dicasi per l'asserita tardività e conseguente inammissibilità delle conclusioni, argomentazione ricorsuale che la ricorrente nemmeno afferma di aver sottoposto all' ultima istanza cantonale. Del resto, pure le censure sollevate in questo contesto concernenti una violazione degli art. 8 e 9 Cost. sono meramente appellatorie e quindi inammissibili. Anche laddove la ricorrente critica, oltre all' allegato conclusionale della controparte, la perizia giudiziaria, essa dimentica che oggetto del ricorso di diritto pubblico può in concreto unicamente essere la decisione dell'ultima istanza cantonale. Inoltre alla luce del fatto che i Giudici cantonali hanno ritenuto che la servitù in questione impone il rispetto di una volumetria e non di un'altezza, la ricorrente avrebbe dovuto allegare la rilevanza della mera questione della quota, che è stata oggetto della perizia. Infine irricevibili si rivelano pure le critiche rivolte alla decisione di primo grado concernenti la questione dell'altezza e le critiche personali rivolte al Pretore.