Citation: 6B_94/2022 E. 2.2

2.2. Giusta l'art. 429 cpv. 1 CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l'imputato ha diritto a un'indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali (lett. a); un'indennità per il danno economico risultante dalla partecipazione necessaria al procedimento penale (lett. b); una riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà (lett. c). L'art. 429 cpv. 2 CPP prevede che l'autorità penale esamini d'ufficio le pretese dell'imputato e possa invitarlo a quantificarle ed a comprovarle. Risulta da questa disposizione che l'autorità è tenuta a trattare con il giudizio penale la questione dell'indennità e deve quantomeno interpellare l'imputato al riguardo, al fine di consentirgli di esporre le sue pretese (cfr. DTF 144 IV 207 consid. 1.3.1). Ciò vale anche per quanto concerne l'indennizzo in caso di abbandono del procedimento penale (DTF 146 IV 332 consid. 1.3; 144 IV 207 consid. 1.3.2 e 1.7). L'autorità penale non è comunque obbligata, nel senso del principio inquisitorio secondo l'art. 6 CPP, a chiarire d'ufficio tutti i fatti rilevanti per il giudizio sulle pretese d'indennizzo (DTF 146 IV 332 consid. 1.3; 142 IV 237 consid. 1.3.1). Spetta all'imputato, pienamente o parzialmente assolto, motivare e dimostrare le sue pretese, conformemente alla regola generale del diritto della responsabilità civile secondo cui chi pretende il risarcimento di un danno ne deve fornire la prova (art. 42 cpv. 1 CO; DTF 142 IV 237 consid. 1.3.1; sentenze 6B_1273/2019 dell'11 marzo 2020 consid. 2.4.3; 6B_4/2019 del 19 dicembre 2019 consid. 5.2.5). È possibile rinunciare all'indennizzo, di principio mediante una dichiarazione esplicita. Secondo la giurisprudenza costante del Tribunale federale, un comportamento passivo può essere equiparato a una rinuncia (implicita) quando l'imputato non ha reagito ad un invito rivoltogli espressamente dall'autorità, in virtù dell'art. 429 cpv. 2 CPP, di quantificare e dimostrare le proprie pretese (DTF 146 IV 332 consid. 1.3). La rinuncia comporta che la richiesta d'indennità non può più essere fatta valere in una fase procedurale successiva (DTF 146 IV 332 consid. 1.4).