Citation: 1C_457/2021 E. 6.3

6.3. Come detto, il ricorrente è stato riconosciuto colpevole di infrazione all'art. 2 cpv. 1 e 2 della legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate, del 12 dicembre 2014 (RS 122), così come all'art. 2 cpv. 1 e 2 della previgente ordinanza dell'Assemblea federale che vieta il gruppo Al-Qaïda e le organizzazioni associate, del 23 dicembre 2011. Gli è stato rimproverato di avere, a partire dal gennaio del 2014 e fino al 22 febbraio 2017, in diverse località del Ticino e dell'Italia, organizzato azioni propagandistiche e di proselitismo assumendo il ruolo di indottrinatore e di radicalizzatore a sostegno del gruppo "Jabhat Al-Nusra" e dei suoi obiettivi. Il ricorrente si identificava in questo gruppo, affiliato ad "Al-Qaïda", ed ha propugnato nei confronti di diverse persone l'islam radicale e la jihad armata, guadagnandosi in determinati casi la loro fiducia in qualità di insegnante e rendendosi un punto di riferimento per la fede islamica radicale e, in parte, per la decisione di partire per combattere in territorio siro-iracheno. Il ricorrente è inoltre stato condannato per avere nel corso del 2015, con coscienza e volontà, facilitato due combattenti ("foreign fighters") a raggiungere le zone di guerra in territorio siro-iracheno, fornendo loro indicazioni e aiuto per il viaggio, come pure, in una circostanza, ospitato uno dei combattenti presso la sua casa in Turchia prima di riprendere la trasferta verso la Siria. Questi fatti, oggetto di condanna, sono stati ammessi dal ricorrente dinanzi alle autorità penali.