Citation: 9C_532/2009 15.10.2009 E. 5

5.1 Nella misura in cui la ricorrente critica il fatto che alla perizia del dott. B.________ sia stata conferita forza probante piena e di riflesso rende implicita una violazione del principio del libero apprezzamento delle prove (art. 61 lett. c LPGA), giova rilevare che per costante giurisprudenza gli accertamenti dell'autorità cantonale in merito al danno alla salute, alla capacità lavorativa dell'assicurato e all'esigibilità di un'attività professionale - nella misura in cui quest'ultimo giudizio non si fonda sull'esperienza generale della vita - costituiscono questioni di fatto che possono essere riesaminate dal Tribunale federale solo in maniera molto ristretta (consid. 2.3; DTF 134 V 53 consid. 4.3 pag. 62; 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398). 5.2 Nel caso in esame alla perizia del dott. B.________ è stata conferita a ragione senza violare il diritto federale piena forza probante (DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352). Essa è esaustiva relativamente all'oggetto del contendere, basata su indagini ad ampio raggio con conoscenza degli atti. Né la perizia si rivela conttraddittoria: la ricorrente persiste nel ritenersi totalmente impossibilitata al lavoro, ma sembra dimenticare che il perito non ha misconosciuto l'aspetto psichiatrico. È vero, lo specialista ha concluso di massima per una piena capacità, bensì solo "in un contesto idoneo". In queste condizioni, le obiezioni della ricorrente, basate sui referti del proprio medico curante, a cui il giudice delle assicurazioni sociali deve imporsi un certo riserbo (DTF 125 V 351 consid. 3b/cc pag. 353), non sono tali da rendere manifestamente infondate le conclusioni della perizia. Non si comprende peraltro perché la pronuncia cantonale andrebbe emendata. Inconferenti risultano in tale contesto le motivazioni addotte circa i tentativi di reinserimento nel mondo del lavoro. Certo, va dato atto alla ricorrente della sua buona volontà, ma sarebbe però oltremodo semplicistico concludere per una definitiva incapacità lavorativa solo per il motivo che il volontariato in un centro per tossicodipendenti è fallito. Il perito si è confrontato anche con questa critica, mettendo in evidenza come sia sconsigliabile, visti i problemi psichici della ricorrente, una lunga riqualifica nel settore sanitario. Vanamente la ricorrente tenta di considerare manifestamente infondato questo accertamento, a maggior ragione se si ricorda che notoriamente, soprattutto nel settore della tossicodipendenza, ove la ricorrente si ostinerebbe senza successo a voler lavorare, si presentano situazioni personali assai delicate. 5.3 La Corte cantonale ha fissato in maniera incontestata un reddito da valido di fr. 87'000.-. Controverso è invece il reddito da invalido, stabilito dal giudice cantonale in fr. 60'664.-, basandosi sulla ISS del 2006 relativa al settore del commercio all'ingrosso e intermediazioni commerciali con compiti di segretariato e cancelleria (ramo economico n. 51). In questo senso inutilmente la ricorrente si può riferire alla sua precedente attività lavorativa, poiché giova ricordare come per giurisprudenza invalsa ogni assicurato ha il dovere di intraprendere tutto quanto sia da lui ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28 e sentenze ivi citate). Speciosa altresì la pretesa inattendibilità delle statistiche, dal momento che la pubblicazione è biennale (cfr. DTF 126 V 75 consid. 3b/bb pag. 77) e pertanto pertinente per il periodo che interessa la ricorrente, la data della decisione amministrativa in lite limitando temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220). 5.4 Per il resto la ricorrente si confronta solo parzialmente e in maniera generica con i considerandi del giudizio cantonale, riproponendo spesso soltanto quanto già affermato in sede cantonale. Ciò non basta poiché occorre spiegare in maniera circostanziata perché esso sarebbe insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9; cfr. pure sentenza 9C_337/2007 del 12 giugno 2008, in RSAS 2008 pag. 568). In particolare, nel suo ricorso l'assicurata non rende in alcun modo oggettivamente verosimile in quale misura sarebbe manifestamente errata l'affermazione secondo cui sarebbe esigibile riprendere la sua attività abituale di impiegata di commercio in un contesto lavorativo tollerante con compiti da svolgere prevalentemente in modo individuale. In simili condizioni non vi sono motivi preminenti per scostarsi dagli accertamenti del giudizio cantonale. Senza violare il diritto federale il giudice di prime cure poteva pertanto confermare la soppressione della rendita a partire dal 1° maggio 2008.