Citation: 7B_4/2023 E. 1.2.2

1.2.2. In concreto, la moglie e i figli del conducente deceduto sono congiunti ai sensi dell'art. 116 cpv. 2 CPP. Essi formano la comunione ereditaria, sono subentrati in qualità di accusatori privati nel procedimento penale e hanno partecipato, in quanto tali, alla procedura cantonale. La sentenza impugnata incide sulle pretese civili degli eredi. Se il procedimento penale accertasse l'esistenza di circostanze imputabili a terzi quali cause del decesso della vittima, essi sarebbero tenuti a risarcire gli eredi. Pertanto, nella misura in cui è possibile dedurre direttamente e senza ambiguità, tenuto conto della natura dell'eventuale infrazione (art. 117 CP), la natura delle pretese civili - materiali e morali - che gli eredi della vittima potrebbero avanzare nei confronti di terzi implicati ed è evidente che la decisione impugnata è atta ad influenzare il giudizio sulle pretese civili derivanti dall'infrazione invocata, il fatto che il ricorso non contenga formalmente delle indicazioni precise in proposito non comporta la sua irricevibilità. Si deve inoltre considerare che il presente procedimento - risoltosi in un decreto di abbandono - non è avanzato sino a uno stadio in cui sia già possibile formulare delle pretese civili circostanziate (DTF 127 IV 185 consid. 1a e riferimenti; sentenza 6B_459/2022 del 20 marzo 2023 consid. 1.1). I membri della comunione ereditaria della vittima sono pertanto legittimati ad impugnare il giudizio cantonale con ricorso in materia penale.