Citation: 1P.658/2004 24.05.2005 E. 4

4.1 La Corte cantonale ha esaminato anche la legittimità del ripostiglio costruito a valle del subalterno C. Ha stabilito in primo luogo che si tratta di una costruzione accessoria, dal momento che ha una funzione subalterna per rispetto a quella dei due edifici residenziali che sorgono sul medesimo fondo e che, essendo completamente aperta verso sud, non si presta all'abitazione o al lavoro. In secondo luogo ha considerato ch'essa rispetta le dimensioni fissate dall'art. 8.5 NAPR per queste costruzioni e stabilito che non è sovradimensionata per rispetto alle esigenze delle due case d'abitazione. 4.2 La ricorrente sostiene che il manufatto è sproporzionato avuto riguardo alle esigenze oggettive della casa subalterno C, che può essere abitata da una sola persona. Si tratterrebbe in sostanza di una "costruzione autonoma" che violerebbe manifestamente le distanze legali imposte dalle NAPR. L'autorità cantonale - conclude la ricorrente - sarebbe caduta nell'arbitrio anche perché non avrebbe considerato che il ripostiglio avrebbe una comunicazione diretta con il subalterno C, ciò che ne escluderebbe il carattere accessorio. 4.3 Ancora una volta alla ricorrente sfugge la vera motivazione del giudizio impugnato che, come rettamente rilevato anche dall'opponente, ha valutato la funzione subalterna e le dimensioni del ripostiglio per rispetto ai due edifici principali, subalterni A e C. Gli argomenti della ricorrente non reggono, perché il suo raffronto considera esclusivamente il subalterno C. Gli accenni alle misure eccessive del ripostiglio sono invece inammissibili per carenza di motivazione (art. 90 OG), giacché non spiegano con quale norma del diritto cantonale o comunale esse sarebbero manifestamente in contrasto. 4.4 Sono infine irricevibili anche le critiche aventi per tema la comunicazione diretta realizzata tra la costruzione accessoria e l'edificio principale, ritenuto che si tratta di argomenti che la ricorrente non aveva sottoposto all'ultima istanza cantonale. Infatti, nella procedura di ricorso di diritto pubblico non si possono addurre, di massima, fatti nuovi, far valere nuove censure o produrre nuovi documenti (art. 86 cpv. 1 OG; DTF 129 I 49 consid. 3, 128 I 354, 120 Ib 20 consid. 5c, 118 Ia 20 consid. 5a; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 369).