Citation: 6B_255/2022 E. 2.3

2.3. In concreto, i reati patrimoniali denunciati dal ricorrente sarebbero stati perpetrati a danno dei beni della B.________ SA. Ad essere stata direttamente danneggiata dai prospettati reati di truffa e di amministrazione infedele sarebbe quindi stata la società medesima, non il suo azionista. Contrariamente all'opinione del ricorrente, la società ha mantenuto la veste di persona danneggiata anche successivamente al fallimento, segnatamente nella fase della liquidazione ed avrebbe se del caso potuto essere rappresentata dall'amministrazione fallimentare nel procedimento penale. In veste di azionista della società, il ricorrente non è stato leso direttamente ai sensi dell'art. 115 cpv. 1 CPP dai reati denunciati e non era quindi legittimato ad impugnare il decreto di non luogo a procedere dinanzi alla CRP. Né il ricorrente può essere considerato danneggiato sulla base dell'art. 115 cpv. 2 CPP. Premesso che i reati denunciati nella fattispecie sono perseguibili d'ufficio, il diritto di sporgere una querela (art. 30 cpv. 1 CP) non è dato ad ogni persona i cui interessi siano stati in qualche modo pregiudicati dagli atti incriminati, ma soltanto alla parte lesa, ossia al titolare del bene giuridico direttamente violato da tali atti (DTF 146 IV 320 consid. 2.3; MAZZUCCHELLI/POSTIZZI, loc. cit., n. 94 seg. all'art. 115 CPP). A ragione la Corte cantonale ha quindi negato al ricorrente, in virtù dell'art. 382 cpv. 1 CPP, la legittimazione ad aggravarsi con un reclamo contro il decreto di non luogo a procedere. Ritenuto che i giudici cantonali hanno rettamente dichiarato irricevibile il gravame, le ulteriori censure sollevate non devono essere vagliate in questa sede.