Citation: 1C_272/2015 E. 3.3

3.3. Giusta l'art. 26 cpv. 2 Cost., in caso d'espropriazione, o di restrizione equivalente della proprietà, è dovuta piena indennità. L'art. 9 LEspr/TI ribadisce questo principio (cfr. art. 16 LEspr), il quale esige che l'espropriato non subisca perdite, né consegua guadagni dall'espropriazione e sia quindi posto sotto il profilo economico come se la cessione di terreno non avesse avuto luogo (DTF 122 I 168 consid. 4b/aa pag. 177). L'art. 11 LEspr/TI, che riprende in sostanza il contenuto del diritto federale (cfr. art. 19 LEspr), prevede che l'indennità deve comprendere tutti i pregiudizi derivanti all'espropriato in seguito all'estinzione o alla limitazione dei suoi diritti e segnatamente: l'intero valore venale del diritto espropriato (lett. a); nel caso di espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente connessi inoltre, l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene diminuito (lett. b); il corrispettivo di tutti gli altri pregiudizi subiti dall'espropriato, in quanto siano prevedibili, nel corso ordinario delle cose, come conseguenza dell'espropriazione (lett. c). Secondo la giurisprudenza, il valore venale di un fondo è l'importo che il proprietario del terreno espropriato avrebbe oggettivamente potuto conseguire vendendolo sul libero mercato al giorno determinante a un qualsiasi potenziale acquirente (DTF 122 II 246 consid. 4a; sentenza 1C_141/2013 del 5 settembre 2013 consid. 5, in: SJ 2014 I pag. 129 segg.).