Citation: 4A_604/2016 E. D

Eseguito il tentativo di conciliazione e allestita una prova a futura memoria, il 25 settembre 2009 A.________ ha inoltrato alla Pretura competente una petizione con cui ha chiesto la condanna in solido di B.________, C.________ e D.________ al pagamento di una somma di fr. 61'822.40, poi ridotta a fr. 57'212.--, oltre a interessi, a titolo di risarcimento danni per il mancato ripristino a regola d'arte del suo fondo (costi di sgombero del materiale in esubero nonché spese legali e peritali sopportate). Con sentenza del 2 aprile 2015, il Pretore ha respinto la petizione. In particolare, egli ha infatti constatato: (a) che la prova dell'esistenza di un danno e della correlazione tra il danno e le eventuali responsabilità dei convenuti spettava all'attore e che quest'ultimo non era riuscito a dimostrare: né che al momento della messa a disposizione dei convenuti del terreno esso avesse una conformazione diversa da quella constatata nel 2007, né quale fosse l'effettiva conformazione del fondo nel 2005; (b) che, stando ai risultati peritali e ai riscontri della prova a futura memoria, da un profilo prettamente quantitativo non vi fosse inoltre corrispondenza tra le eccedenze rilevate sul mappale xxx e il materiale di scavo generato dall'edificazione del mappale zzz, di modo che era impossibile stabilire un nesso di causalità adeguato tra le modifiche avvenute sul fondo xxx e i lavori fatti eseguire dai convenuti sul loro terreno. A.________ si è allora rivolto alla II Camera civile del Tribunale d'appello ticinese la quale, con giudizio del 12 settembre 2016, ha respinto l'appello.