Citation: 6B_917/2018 E. 3.3.1

3.3.1. Il principio della parità delle armi, elemento del diritto a un equo processo garantito dagli art. 29 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU, impone un giusto equilibrio tra le parti: a ognuna di esse dev'essere fornita l'opportunità di difendere le proprie ragioni in condizioni che non la collochino in una posizione di sostanziale svantaggio rispetto alla controparte (sentenza 6B_974/2019 del 25 ottobre 2019 consid. 1.1). Se è vero che, nella procedura preliminare, spetta al pubblico ministero accertare i fatti e raccogliere le prove (art. 308 cpv. 1, 311 cpv. 1 CPP), l'imputato ha diritto di parteciparvi (art. 147 CPP) e di presentare istanze probatorie (art. 318 cpv. 1 CPP). L'imputato può inoltre riproporre durante la procedura dibattimentale le istanze probatorie respinte dal pubblico ministero (art. 318 cpv. 2 ultimo periodo, 331 cpv. 2 e 3, nonché 339 cpv. 2 lett. d CPP). L'art. 139 cpv. 2 CPP precisa tuttavia che i fatti irrilevanti, manifesti, noti all'autorità penale oppure già comprovati sotto il profilo giuridico non sono oggetto di prova, codificando in tal modo la giurisprudenza dedotta dall'art. 29 cpv. 2 Cost. in materia di valutazione anticipata delle prove (sentenza 6B_147/2021 del 29 settembre 2021 consid. 1.6), ambito in cui la cognizione del Tribunale federale è limitata all'arbitrio (sentenza 6B_323/2021 dell'11 agosto 2021 consid. 2.5.1, destinata alla pubblicazione; v. supra consid. 3.1.1). Nel procedimento penale vige il principio dell'immediatezza limitata (art. 308 e 343 CPP). Il giudice procede all'interrogatorio dettagliato dell'imputato (art. 341 cpv. 3 CPP). È tenuto a raccogliere ulteriori prove solo alle condizioni espressamente menzionate dalla legge (sentenz a 6B_430/2015 del 12 giugno 2015 consid. 2.3.1), segnatamente dall'art. 343 cpv. 2 e 3 CPP. Secondo l'art. 343 cpv. 3 CPP, in particolare, il giudice provvede a riassumere le prove che sono state assunte regolarmente nella procedura preliminare laddove la conoscenza diretta dei mezzi di prova appaia necessaria per la pronuncia della sentenza. L'assunzione diretta di mezzi di prova è necessaria se può influire sull'esito del procedimento. Ciò è segnatamente il caso qualora la valutazione della loro forza probatoria dipenda fondamentalmente dall'impressione che se ne trae al momento della loro assunzione, per esempio ove derivi in modo particolare dalla percezione diretta di una dichiarazione testimoniale, allorché costituisce l'unico mezzo di prova diretto (situazione di "parola di una parte contro quella dell'altra"). Non è il solo contenuto della dichiarazione di una persona (cosa dice) che rende necessaria la riassunzione della prova. Determinante è piuttosto sapere se il suo comportamento (come lo dice) incide in modo decisivo sul giudizio. Nell'esame della necessità di assumere nuovamente delle prove, il tribunale dispone di un potere d'apprezzamento (DTF 140 IV 196 consid. 4.4.2). Nel ricorso occorre quindi spiegare perché la riassunzione delle prove sarebbe necessaria ai sensi dell'art. 343 cpv. 3 CPP (sentenza 6B_888/2017 del 25 ottobre 2017 consid. 3.3, non pubblicato in DTF 143 IV 434).