Citation: 1C_233/2022 E. 2.6

2.6. Ora, sottolineando che le condizioni di circolazione erano ideali, sia sotto il profilo meteorologico che del traffico, il ricorrente misconosce ch'esse non rappresentano circostanze particolari che permetterebbero di escludere il pericolo astratto qualificato ai sensi dell'art. 90 cpv. 3 LCStr, indotto dalla velocità largamente eccessiva con la quale egli viaggiava, senza peraltro rendersene pienamente conto (DTF 143 IV 508 consid. 1.7 e 1.7.2; sull'aspetto soggettivo vedi DTF 142 IV 137 consid. 11.2; sentenza 6B_1084/2018 del 21 novembre 2018 consid. 2.3.1). I citati argomenti sono stati, rettamente, respinti dal Tribunale federale prima e dalla Corte cantonale poi, che hanno sottolineato inoltre come il ricorrente circolava a cavallo tra le due corsie di marcia, denotando una certa disinvoltura e spregiudicatezza. Come ritenuto a ragione dai giudici cantonali, a ciò nulla muta la perizia psicologica del traffico a cui l'insorgente si è sottoposto e che attesta l'assenza di una propensione al rischio o di una tendenza all'imposizione aggressiva nel traffico, rispettivamente di impulsività. L'art. 90 cpv. 3 LCStr pone in effetti sullo stesso piano i sorpassi temerari, la partecipazione a gare non autorizzate con veicoli a motore e la grave inosservanza di un limite di velocità, sicché non giova al ricorrente affermare di non avere una "forma mentis" paragonabile agli autori di altre tipologie di grave infrazione qualificata alle norme della circolazione stradale (sentenza 6B_271/2020, citata, consid. 3.5). L'accenno ricorsuale secondo cui poiché il cantiere era chiuso e non vi erano operai egli non avrebbe assolutamente potuto immaginare, soggettivamente, che vi potesse essere una limitazione della velocità a 80 km/h non può essere condiviso. Il ricorrente misconosce infatti i notori restringimenti delle corsie di marcia in prossimità dei cantieri, la presenza dei relativi veicoli di grandi dimensioni, materiali e altri ostacoli, che impongono comunque di ridurre ed adattare la velocità, visto il forte rischio di causarvi incidenti della circolazione con feriti gravi o morti con altri utenti della strada, anche in presenza di condizioni di viabilità favorevoli. L'accenno del ricorrente secondo cui la sua "inavvertenza" sarebbe stata del tutto eccezionale e involontaria, non è decisivo. L'assunto secondo cui l'apprezzamento delle prove da parte del giudice penale sarebbe in contrasto con i fatti accertati e addirittura arbitrario non può quindi essere condiviso (DTF 148 IV 356 consid. 2.1 e rinvii; 148 II 121 consid. 5.2).