Citation: 2A.327/2002 30.09.2002 E. 5

5.1 Il ricorrente sostiene che la decisione impugnata sarebbe lesiva del principio della parità delle armi, garantito degli art. 6 e 13 CEDU. A questo proposito afferma che la domanda di versare fr. 10'000.-- a titolo di anticipo delle spese, pena l'inammissibilità del ricorso, sarebbe "grottesca" e gli impedirebbe di fatto di ricorrere contro la decisione con la quale il Dipartimento federale delle finanze ha respinto la sua richiesta di risarcimento nei confronti della Confederazione. La censura è manifestamente infondata per i motivi che seguono. 5.2 In primo luogo si deve dire che l'art. 13 CEDU garantisce a chiunque reputi di essere stato limitato nei propri diritti o libertà convenzionali la facoltà di adire su ricorso un'istanza nazionale. Ciò non significa ancora che debba sussistere necessariamente la possibilità di rivolgersi ad un tribunale; la predetta garanzia può in effetti risultare adempiuta già laddove è data l'opportunità di insorgere davanti ad un'autorità amministrativa sufficientemente indipendente. Per contro è necessario che l'autorità adita sia tenuta ad esaminare le censure che le sono state sottoposte dal ricorrente e possa, se del caso, annullare l'atto impugnato o, rispettivamente, eliminarne gli effetti. Inoltre la stessa deve rispettare le garanzie procedurali minime necessarie in uno stato di diritto, quali, in particolare, il diritto di essere sentiti e il diritto ad ottenere una decisione motivata (DTF 123 II 402 consid. 4b/aa; 121 I 87 consid. 1b con riferimenti). Ora, nel caso di specie dette condizioni sono chiaramente adempiute. Il ricorrente ha in effetti potuto impugnare la suddetta decisione dipartimentale davanti alla Commissione federale di ricorso in materia di responsabilità dello Stato, ossia dinanzi ad un'istanza giudiziaria imparziale e indipendente. Questa risponde poi ai rimanenti requi- siti sopra menzionati, fatto questo che basta ad escludere una violazione dell'art. 13 CEDU. 5.3 La questione inerente alla richiesta formulata dalla Commissione federale di ricorso ad A.________ di versare l'importo di fr. 10'000.-- a titolo di anticipo delle spese, pena l'inammissibilità del suo ricorso, non concerne quindi la predetta disposizione convenzionale, quanto piuttosto l'art. 6 CEDU e il principio dell'accesso ad un tribunale, deducibile da questa norma. A tale proposito gli organi di Strasburgo hanno già avuto modo in più occasioni (cfr. decisioni della Commissione europea dei diritti dell'uomo del 9 settembre 1998 in re Edilstudio S.A. c. Svizzera, parzialmente pubblicata in GAAC 1999 n.106 975 e del 9 ottobre 1979 in re Airey c. Irlanda, pubblicata in Serie A 32, pag. 15, § 26) di precisare che, benché l'art. 6 CEDU non garantisca espressamente il beneficio dell'assistenza giudiziaria in ambito extra-penale, esso impone comunque di accordare alle parti un diritto effettivo di accedere ad un tribunale laddove le loro contestazioni vertono nel merito su dei diritti e dei doveri di carattere civile, come è il caso nella fattispecie in esame (cfr. DTF 126 I 144 consid. 3a con numerosi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali). Essi hanno tuttavia aggiunto che gli stati contraenti dispongono di un certo margine di apprezzamento nella scelta degli strumenti da utilizzare a questo fine. In particolare è stato sottolineato che non è contrario all'art. 6 CEDU far dipendere la concessione dell'assistenza giudiziaria gratuita dall'adempimento di determinate condizioni e, segnatamente, dalla situazione finanziaria della parte che la domanda (cfr. ancora le decisioni della Commissione europea dei diritti dell'uomo del 9 settembre 1998 in re Edilstudio S.A. c. Svizzera, parzialmente pubblicata in GAAC 1999 n.106 975 e del 9 ottobre 1979 in re Airey c. Irlanda, pubblicata in Serie A 32, pag. 15, § 26). Orbene, nella misura in cui, come sopra esposto, il ricorrente non ha saputo dimostrare di trovarsi in una situazione economica che gli impedisce di far fronte ai costi derivanti dal citato procedimento ricorsuale, la decisione con cui la precedente istanza di giudizio gli ha negato l'assistenza giudiziaria e gli ha chiesto, a titolo di anticipo delle spese, il versamento di un importo proporzionato al valore di causa non può essere considerata in contrasto con il principio convenzionale in parola.