Citation: 2C_555/2014 E. 5.2

5.2. Dopo avere rilevato che i fatti risultavano con sufficiente chiarezza delle tavole processuali e che non vi erano indizi che permettevano di dubitare della provenienza dei messaggi, ragione per cui andava respinta la loro generica contestazione formulata dall'insorgente - la quale non aveva peraltro nemmeno tentato di rendere verosimile di non esserne l'autrice né aveva eccepito della loro falsità - il Tribunale cantonale amministrativo ha considerato che la semplice lettura degli apprezzamenti rivolti al collega nonché la visione delle eloquenti fotografie inviategli permettevano di concludere che erano stati oltrepassati in larga misura i limiti della decenza e che, di riflesso, era stata offesa in modo inaccettabile la persona di costui: il comportamento dell'interessata era pertanto lesivo del dovere dell'avvocato di esercitare la professione con cura e diligenza. Tale opinione, per i motivi esposti di seguito, va condivisa. Come emerge dagli estratti delle e-mail e dei messaggini riportati nella sentenza cantonale e qui di seguito largamente ripresi è manifesto che scrivere "dottore C.________, hai rubato dal mio studio l'ennesimo file e documentazione (...). Sei un ladro qualificato ed orripilante (...) - Il totale dovuto va ad aggiungersi alla lunga lista di tue truffe e ruberie (...) - Quello che hai fatto è una porcata unica e inqualificabile! Per la quale tu devi pagare perché il mio lavoro deve essere pagato e i danni tutti hai capito brutto ladro maiale! (...) - Ma il tuo disonesto pane ti sarà amaro e le tue notti insonni! (...) - E se qualcuno facesse queste porcherie a te o alle tue figlie, cosa faresti codardo? Dimmi? (...) Per non parlare delle porcate che hai fatto ai danni del poveraccio (...) Certo certo, tu sei il mandante, la mente e il palo, gli esecutori altri, tutti coautori a titolo principale. La squallida consorteria (...) Parassita vampiro che ruba i soldi agli onesti cittadini che lavorano e lo mantengono! Vergognati parassita! (...) C.________ ladro con le mani sporche. Il mandante perfetto di crimini orrendi ed indegni che però macchiano indelebilmente e tu sei pieno di macchie brutte che si manifestano anche sulla tua brutta pelle. E le macchie così nere e brutte peggiorano e ti corroderanno dall'interno e i soldi rubati (...) non ti porteranno certo alcun bene! ti consiglio di prenotarti per tempo presso la Dignitas dove con i soldi a me rubati potrai comprarti un brandello di dignità (...) Sei un vigliacco meschino che farà la fine dei vigliacchi (...) Ma povero C.________ quanto hai pagato la confraternita? Ma io non ho paura dei vigliacchi (...) E adesso vai a denunciarmi miserabile! Invertebrato ed impotente pure! Sei un imbroglio! Un truffatore! Nessun merito nessuna qualità vera. Un baro! Che farà la fine dei bari! (....) Ma sei diventato professore per corrispondenza oppure hai comprato il titolo sul mercato nero del tuo circolo massonico?" trascende in maniera evidente i limiti di una corretta ed oggettiva critica verso un collega, ne lede l'onore, senza che questo comportamento sia circoscritto ad affermazioni e valutazioni di fatti. Senza poi dimenticare le immagini raffiguranti dei maiali inviate, sempre per posta elettronica, all'ex collega ove figuravano le menzioni "fisionomia del criminale maiale"e "maiale si mangia i genitali dell'allevatore". Premesse queste considerazioni la conclusione alla quale è giunto il Tribunale cantonale amministrativo, ossia che la ricorrente aveva violato l'art. 12 lett. a LLCA, non procede da un'applicazione errata del diritto federale. Il comportamento appena descritto è infatti chiaramente contrario alla dignità professionale, in quanto non si concilia con l'attitudine che la legge esige da chi esercita una simile professione.