Citation: 8C_880/2009 04.05.2010 E. 4

Fondandosi sugli atti medici, il Tribunale cantonale ha avantutto accertato che l'assicurato non presenta più disturbi di natura organica a seguito dell'infortunio. Il Tribunale federale condivide questa valutazione. Il giudizio impugnato può quindi essere confermato pure nella misura in cui esso ha precisato che nel caso concreto l'esame della relazione causale adeguata tra i disturbi psichici e l'infortunio avviene secondo i criteri posti in DTF 115 V 133 in caso di evoluzione psichica abnorme conseguente a infortunio. 4.1 Per accertare l'esistenza di un nesso di causalità adeguato tra disturbi psichici e infortunio, al fine di evitare, tra l'altro, disparità di trattamento, la giurisprudenza ha sviluppato dei criteri obiettivi. Il Tribunale federale (delle assicurazioni) ha in particolare classificato gli infortuni, a seconda della dinamica, nella categoria degli eventi insignificanti o leggeri, in quella degli eventi gravi e in quella degli eventi di grado medio. In concreto, la classificazione dell'infortunio del 20 ottobre 2007 tra gli eventi di grado medio non è oggetto di contestazione. Come già rilevato dai primi giudici, la questione di sapere se tra simile infortunio e incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica esista un rapporto di causalità adeguata non può essere risolta con solo riferimento all'evento stesso. Occorre piuttosto tener conto, da un profilo oggettivo, di tutte le circostanze che sono strettamente connesse con l'infortunio o che risultano essere un effetto diretto o indiretto dell'evento assicurato. Esse possono servire da criterio di apprezzamento nella misura in cui secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita sono tali da provocare o aggravare, assieme all'infortunio, un'incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica. I criteri di maggior rilievo sono le circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare spettacolarità dell'infortunio, la gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici, la durata eccezionalmente lunga della cura medica, i dolori somatici persistenti, la cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio, il decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute, nonché il grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche (DTF 115 V 133 consid. 6c/aa pag. 140). 4.2 Non in ogni caso è necessario tener conto di tutti i criteri summenzionati. A seconda delle circostanze ne può bastare un unico per riconoscere l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra infortunio e incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica. Nel caso in cui nessun criterio riveste da solo un'importanza particolare o decisiva, occorrerà invece riferirsi a più criteri. Ciò vale tanto più, quanto meno grave sia l'infortunio. Se per esempio l'infortunio di grado medio è al limite della categoria degli eventi insignificanti o leggeri, gli altri criteri oggettivi da ritenere devono essere adempiuti cumulativamente o rivestire un'intensità particolare perché l'adeguatezza possa essere riconosciuta (DTF 115 V 133 consid. 6c/bb pag. 140; RtiD 2004 I no. 66 pag. 205 con riferimenti, U 176/02). 4.3 Nel caso di specie, contrariamente a quanto pretende l'insorgente, l'evento del 20 ottobre 2007 dev'essere classificato, come lo ha fatto la Corte cantonale con riferimento a casi analoghi esaminati dal Tribunale federale, tra quelli al limite degli infortuni leggeri all'interno della categoria intermedia. L'adeguatezza del nesso causale potrebbe pertanto ammettersi unicamente se i criteri di cui si deve tenere conto in quest'ambito secondo la giurisprudenza suesposta fossero adempiuti cumulativamente o rivestono un'intensità particolare. Sennonché le circostanze nelle quali si è verificato l'infortunio in oggetto, pur potendo riconoscere allo stesso una certa spettacolarità e drammaticità, non possono dirsi particolarmente drammatiche o spettacolari, come giustamente illustrato dai primi giudici. Né l'insorgente ha riportato delle lesioni gravi o particolari atte, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici. Nemmeno si può parlare di una cura medica errata o di una sua durata eccezionalmente lunga. Tanto meno il ricorrente può invocare un decorso sfavorevole della cura e l'intervento di complicazioni rilevanti. Per il resto, anche la rilevanza del grado e della durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche dell'infortunio va negata, l'interessato essendo, sotto questo aspetto, stato dichiarato abile al lavoro in misura del 25-50 % almeno già a partire da fine novembre 2007. In tali condizioni, non mette conto di esaminare oltre se l'ulteriore criterio suscettibile di eventualmente entrare in linea di considerazione, ossia quello della persistenza dei dolori somatici, sarebbe realizzato, ritenuto che, alla luce di quanto precede, la sua presenza non basterebbe comunque, da sola, per ammettere l'esistenza del necessario nesso di causalità adeguata (cfr. pure RSAS 2001 pag. 431, U 187/95). 4.4 Facendo difetto il necessario rapporto di causalità adeguata tra le affezioni tuttora accusate dall'interessato e l'infortunio oggetto della lite, si può prescindere dall'ulteriore esame relativo all'esistenza o meno di un nesso di causalità naturale. Tale modo di procedere non è di principio censurabile (cfr. DTF 135 V 465 consid. 5.1 pag. 472). 4.5 Giova infine soggiungere che l'esito del giudizio non sarebbe diverso nemmeno applicando alla fattispecie, per quanto riguarda l'esame dell'adeguatezza, la specifica prassi sviluppata in DTF 134 V 109 per i colpi di frusta cervicali senza sostrato organico oggettivo, come giustamente rilevato dai giudici cantonali.