Citation: I 299/01 09.07.2002 E. 4.1

Il complemento d'istruttoria ordinato da questa Corte con la sentenza 5 giugno 1997 non ha portato l'inequivocabile chiarimento auspicato. In effetti, i medici di L.--------, incaricati dall'Ufficio AI cantonale di pronunciarsi nuovamente sul caso, hanno sì tratto conclusioni perentorie per il futuro, ma non per l'anno 1994. Infatti, se da un lato i periti hanno escluso che il ricorrente potesse ancora svolgere attività di manovalanza nell'edilizia, affermando che solo dal giugno 1998 sarebbe entrata in considerazione la possibilità di eseguire attività leggere al 50%, essi si sono dall'altro espressamente astenuti da qualsiasi valutazione per l'anno 1994, non avendo a disposizione atti medici relativi all'affezione vertebrale. Gli ulteriori accertamenti istruttori hanno nondimeno consentito di acquisire l'incarto della Cassa malati Sanitas, che, come detto, aveva corrisposto al proprio assicurato la piena indennità giornaliera per perdita di guadagno durante tutto il 1994 fino al 21 agosto 1995. Vi figura in particolare un rapporto del 18 maggio 1994 del già citato dott. S.--------, il quale, esaminate complessivamente le diverse affezioni, aveva concluso per una piena inabilità al lavoro dell'interessato, da ricondurre in parte (nella misura del 50%) alle conseguenze dell'infortunio professionale al calcagno e per l'ulteriore 50% - riservata una sua attenuazione in caso di impiego in prossimità del domicilio - alle affezioni alla schiena, soprattutto al persistere di una sindrome lombovertebrale di grado lieve con Lasègue anteriore positivo a 65° a sinistra.