Citation: 1A.45/2001 20.09.2001 E. 5

5.- Il ricorrente critica poi la valutazione della Corte cantonale sulle possibili alternative al tracciato del tronco stradale (mantenimento della situazione attuale con il passaggio attraverso parte dell'abitato di Rancate; nuova strada nella variante di Rancate). a) Il Tribunale federale non è autorità superiore di pianificazione, né autorità di vigilanza in materia di protezione dell'ambiente, della natura e del paesaggio e non è suo compito vagliare se la soluzione prescelta sia preferibile rispetto alle altre prospettabili; questa Corte deve esaminare se l'ultima istanza cantonale, attraverso la ponderazione errata o l'inosservanza d'interessi pubblici, ha contravvenuto a norme del pertinente diritto federale oppure ha ecceduto il proprio potere di apprezzamento o ne ha abusato (DTF 124 II 146 consid. 3c, 118 Ib 206 consid. 10 pag. 221). b) Per gli impianti pubblici e quelli privati concessionati il rapporto sull'esame di impatto ambientale (EIA) deve contenere la giustificazione del progetto (art. 9 cpv. 4 della legge federale sulla protezione dell'ambiente del 7 ottobre 1983, LPAmb). Essa viene ravvisata (EIA, punto 3.3, pag. 10) nella necessità di sgravare il nucleo di Rancate e le limitrofe zone residenziali dall'elevato traffico di transito, trasferendolo in una zona non abitata o comunque meno abitata. Il rapporto ricorda che questo tratto stradale era già previsto nell'ambito della progettazione della superstrada Mendrisio-Stabio est nonché della strada cantonale Campagna Adorna-Pizzöö-Segurida, di cui esso costituirebbe la naturale prosecuzione verso il comprensorio della Montagna, con i comuni di Arzo, Besazio, Tremona e Meride; si può aggiungere che il nuovo tronco è stato integrato nel Piano regionale dei trasporti del Mendrisiotto (PTM), giunto alla fase del rapporto finale (giugno 2001). c) Il ricorrente rimprovera al TPT di aver escluso il mantenimento dello "status quo" (vale a dire del passaggio del traffico nella zona sud dell'abitato di Rancate) senza giustificazione alcuna, facendo per di più capo a dati sul carico circolatorio contraddittori. La critica non regge. Come si evince dalla sentenza impugnata (consid. 6.1, pag. 13) e dal rapporto EIA cui essa fa riferimento (allegati 3.2 e 3.3), i passaggi giornalieri di veicoli a Rancate in direzione di Besazio hanno conosciuto solo un modesto incremento negli ultimi anni, salendo dai 6'500 del giugno 1991 ai 6'920 nel luglio 1992, dopo la chiusura al traffico del nucleo di Ligornetto, per raggiungere una media di circa 7000 veicoli nell'ottobre 1997. Certo, come sostenuto nel ricorso, questi volumi di traffico non sono straordinari e nel Cantone Ticino esistono situazioni peggiori: ciò nondimeno non appare seriamente contestabile la volontà di togliere questa circolazione di transito dall'abitato di Rancate, allontanandola dalle zone residenziali del Comune, e permettere così un sensibile risanamento del comprensorio dal punto di vista ambientale. Il pericolo paventato dall'insorgente, nel senso che l' opera litigiosa, potenziando la capacità della rete stradale, cagionerebbe inevitabilmente un aumento del traffico veicolare e quindi delle emissioni inquinanti, va ridimensionato: secondo i periti infatti il nuovo tratto di strada (lungo soltanto 550 m) comporterà solo una lieve diminuzione dei tempi di percorrenza, sicché l'attrattività del nuovo percorso non risulterebbe migliorata in modo percettibile. La Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP), per scongiurare un aumento del traffico, aveva sostanzialmente chiesto, nel preavviso del 16 ottobre 1998, il mantenimento del carattere attuale della strada su tutto il suo tracciato e la rinuncia delle autorità ad altri interventi di miglioria quali allargamenti della carreggiata o ulteriori circonvallazioni di nuclei abitati. Questa richiesta è stata tenuta in conto dal Consiglio di Stato (messaggio del 26 maggio 1999) e dal Gran Consiglio, e recepita anche dal TPT per il quale "dovranno essere attuate le misure proposte dalla CFNP" (cfr. sentenza impugnata, consid. 11 a pag. 43). I vantaggi legati alla deviazione del traffico dalla zona abitata di Rancate sono in ogni caso notevoli, come ha accertato la Corte cantonale, e come la Commissione federale ha riconosciuto nel preavviso sopra citato, affermando che il progetto litigioso permette "un importante sgravio del nucleo di Rancate" e reca "un netto miglioramento dello scorrimento del traffico" (preavviso, pag. 2 in fine). Questi vantaggi sono comunque e senz'altro superiori al pur eventuale (anche se modesto) aumento del traffico veicolare sulla nuova arteria. d) Quanto all'esame di soluzioni alternative, né l'art. 9 LPAmb, né l'Ordinanza concernente l'esame dell' impatto sull'ambiente del 19 ottobre 1988 (OEIA, RS 814. 011), né la giurisprudenza del Tribunale federale esigono che nel rapporto d'impatto ambientale vengano presentate varianti di un determinato progetto. Il principio della prevenzione (art. 1 cpv. 2 LPAmb) potrebbe invece imporre una preselezione di varianti sulla scorta di determinati criteri, prima di passare a uno studio approfondito di quella o di quelle principali. Secondo la prassi di questo Tribunale non è comunque necessario che anche le varianti scartate vengano analizzate compiutamente: semmai nel capitolo del rapporto riservato alla giustificazione del progetto si potrebbe spiegare perché è stata scelta una soluzione al posto di un'altra (cfr. la sentenza del 19 agosto 1998 in re WWF e LLCC, pubblicata in RDAT 1999 I n. 67 consid. 3b, pag. 262). Nella fattispecie, a livello di esame di impatto ambientale sono state comunque considerate due varianti alternative: quella con un tornante sul territorio di Ligornetto e quella con un tornante sul territorio di Rancate. Ora, contrariamente all'assunto ricorsuale, il TPT, fondandosi sulle risultanze di quell'esame, ha esaurientemente spiegato alle pagine da 13 a 25 della sentenza i motivi per i quali la prima è preferibile alla seconda: maggiore distanza dalle zone abitate e quindi minor inquinamento atmosferico, minore (seppur lieve) inquinamento fonico, minor impatto nel settore ambientale del suolo e degli affioramenti calcarei, minore impatto su flora e fauna, e infine maggiori possibilità di effettuare rimboschimenti compensativi in loco. Alla luce di queste considerazioni anche la censura relativa a un (presunto) carente esame di alternative al progetto contestato si avvera infondata e va respinta.