Citation: 5A_489/2024 E. 2.5

2.5. Il diritto di essere sentito, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., conferisce all'interessato segnatamente il diritto di esprimersi su fatti rilevanti prima che sia presa una decisione che concerne la sua situazione giuridica (DTF 144 I 11 consid. 5.3; 142 III 555 consid. 2.2; 142 III 48 consid. 4.1.1). Il diritto di esprimersi prima di una decisione si riferisce principalmente all'accertamento dei fatti. In materia di apprezzamento giuridico - tenuto conto del principio iura novit curia (v. art. 57 CPC) secondo cui il tribunale valuta liberamente la portata giuridica dei fatti e non è vincolato dagli argomenti giuridici delle parti - tale diritto è invece limitato ai casi in cui il tribunale intende porre a fondamento del suo giudizio una norma o un motivo giuridico non invocato nella procedura anteriore e del quale nessuna parte si è prevalsa e non poteva aspettarsi la pertinenza (DTF 145 I 167 consid. 4.1; 145 IV 99 consid. 3.1 in fine; 130 III 35 consid. 5). Nel caso concreto, contrariamente a quanto affermato nel ricorso, il motivo giuridico sviluppato dai Giudici cantonali era già stato invocato dall'opponente. Come risulta dalla sentenza qui impugnata, ella aveva infatti censurato la notifica della citazione del tribunale emiratino come "irregolare" già davanti al Pretore, nelle sue osservazioni 23 agosto 2023 al memoriale con cui il ricorrente aveva eccepito l'eccezione di incompetenza e anche all'udienza del 17 ottobre 2023. In seconda istanza, nelle sue osservazioni 28 maggio 2024 all'appello, ella aveva inoltre ribadito che la sentenza emessa il 15 agosto 2023 dalla Civil Family Court di Abu Dhabi non era riconoscibile in Svizzera per "svariate criticità", tra cui il "metodo di convocazione". Alla luce di tali elementi, l'applicazione dell'art. 27 cpv. 2 lett. a LDIP da parte dei Giudici cantonali non può essere ritenuta sorprendente. La censura di violazione del diritto di essere sentito risulta così infondata. Attraverso le sue ulteriori critiche, il ricorrente non censura peraltro una violazione dell'art. 29 cpv. 2 Cost, ma piuttosto un'errata applicazione dell'art. 27 cpv. 2 lett. a LDIP da parte della Corte cantonale per aver ritenuto che la citazione secondo il diritto svizzero doveva avvenire per posta e per non aver determinato il diritto della dimora abituale dell'opponente al momento della citazione. Siccome il ricorrente omette però di sollevare e motivare l'arbitrio (art. 9 Cost.) nell'applicazione di tale disposizione, tali argomenti non soddisfano le rigorose esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF e vanno considerati irricevibili (v. supra consid. 1.2).