Citation: U 381/05 16.01.2007 E. 5

5.1 Ora, anche volendo, come ha fatto il Tribunale cantonale, procedere a una riduzione del reddito da invalido nella misura corrispondente alla differenza, ricondotta a ragioni estranee all'invalidità (cfr. DTF 129 V 225 consid. 4.4; RAMI 1993 no. U 168 pag. 104 seg. consid. 5b; RCC 1989 pag. 485 consid. 3b; nel caso di specie sono stati accertati un livello cognitivo molto basso e gravi difficoltà linguistiche), tra l'importo che l'assicurata avrebbe guadagnato nel 1996 presso la ditta F.________ SA e la media dei salari per un'attività equivalente, l'assegnazione di una rendita d'invalidità non si giustifica nel caso di specie, e questo per i motivi che seguono. 5.2 Il salario medio conseguibile in Svizzera da donne che svolgevano, come l'assicurata, in assenza di una formazione specifica, attività semplici e ripetitive nel settore dell'albergheria e della ristorazione, si elevava, nel 1996, a fr. 37'460,40 ([12 x fr. 2'945.-] x 42.4 ore : 40 ore; cfr. ISS 1996, TA1, pag. 17, cifra 55, livello di esigenze 4; v. inoltre La vie économique 9/2006, pag. 90, tabella B9.2). Questo importo supera del 16.71% il guadagno che l'interessata avrebbe realizzato qualora, senza l'infortunio, avesse continuato a lavorare in qualità di ragazza-office presso la ditta F.________ SA. 5.3 In assenza - come si può sostenere nel caso di specie - di dati salariali maggiormente attendibili, il reddito da invalido dell'assicurata dev'essere stabilito sulla base dei rilevamenti statistici federali di cui all'ISS (sentenza del 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03, consid. 7.1). Quanto alla questione della tabella applicabile tra le varie riportate dall'ISS, questo Tribunale ha recentemente stabilito, con decisione della Corte plenaria del 10 novembre 2005, non potersi (più) fare capo ai dati statistici relativi alle "grandi regioni" (tabella TA13; cfr. sentenza citata del 12 ottobre 2006 in re S., consid. 8). Il reddito ipotetico da invalido deve di conseguenza essere stabilito sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato. 5.4 Orbene, sulla scorta di questi dati, l'assicurata, svolgendo nel 1996 un'attività semplice e ripetitiva, avrebbe potuto realizzare, mediamente, un salario lordo mensile di fr. 43'429,35 ([12 x fr. 3'455.-] x 41.9 ore : 40 ore; ISS 1996, TA1, pag. 17, valore totale, livello di esigenze 4; v. inoltre La vie économique 9/2006, pag. 90, tabella B9.2). 5.5 La questione di sapere se altre deduzioni potrebbero eventualmente entrare in linea di conto (v. DTF 126 V 75 segg.) può essere lasciata aperta poiché anche procedendo secondo il metodo applicato dal primo giudice, il grado di invalidità risulterebbe comunque insufficiente per conferire il diritto a una rendita d'invalidità (RAMI 1988 no. U 48 pag. 230 [per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino all'entrata in vigore della LPGA] e art. 18 cpv. 1 LAINF [nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi successivamente; giusta tale disposto, per avere diritto a una rendita d'invalidità l'assicurato dev'essere invalido almeno nella misura del 10%]). Ne discende che il rifiuto opposto dalla ricorrente alla richiesta di assegnazione di una rendita d'invalidità si dimostra, quantomeno nel suo risultato, corretto. Il ricorso dev'essere pertanto accolto e il giudizio impugnato annullato.