Citation: 1C_71/2020 E. 3.7

3.7. Infine, riguardo al criticato mancato coinvolgimento della Sezione dell'agricoltura, competente al dire della ricorrente a esprimersi sul progetto a causa dell'asserito raffreddamento del terreno prodotto dall'impianto litigioso, i giudici cantonali hanno ritenuta priva di fondamento la critica, visto che la tutela del sottosuolo spetta di principio alla SPAAS. D'altra parte l'intervento è previsto nella zona edificabile, e non in quella agricola, che non subirebbe pregiudizi a causa dell'ipotizzata perdita di calore nella vicina zona edificabile. Ciò varrebbe a maggior ragione ritenuto che secondo una pubblicazione del 2009 dell'Ufficio federale sulla protezione dell'ambiente (Exploitation de la chaleur tirée du sol et du sous-sol, pag. 27), lo sfruttamento di una sonda geotermica influenza poco l'equilibrio termico del terreno. La Corte cantonale ha aggiunto che anche l'esperto consultato dalla ricorrente afferma che la perdita di calore avviene, semmai, prevalentemente nelle strette vicinanze delle sonde. Anche in tale ambito la ricorrente, scostandosi dal citato accertamento dei fatti, si limita ad addurre in maniera del tutto appellatoria e generica e quindi inammissibile che una delle sonde sarebbe ubicata evidentemente in zona agricola, ipotizzando che un raffreddamento futuro del terreno potrebbe verificarsi anche in questa porzione del fondo, che perderebbe pertanto una parte della sua potenzialità di sfruttamento agricolo. Asserendo poi che, contrariamente agli accertamenti fattuali dei giudici cantonali, la superficie "dell'abitazione" non sarebbe di 125 m2 ma soltanto di 84 m2, motivo per cui il contestato impianto sarebbe sovradimensionato, ella disattende che si tratta della superficie al suolo occupata dall'edificio, e non di quella abitabile, che si sviluppa su tre livelli. La ricorrente osserva infine che la Corte cantonale, accertando che la ditta perforatrice scelta dai vicini ha ricevuto la necessaria certificazione nel 2018, avrebbe comunque disatteso che la stessa era valida solo sino alla fine del 2019. In tale ambito ella misconosce tuttavia che i giudici cantonali hanno ritenuto che di massima la scelta della ditta esecutrice di un progetto esula dalla procedura di rilascio della licenza edilizia e non inficia pertanto l'autorizzabilità dell'opera. Disattendendo nuovamente il suo obbligo di motivazione (vedi art. 42 LTF), la ricorrente non si confronta con quest'argomentazione, decisiva.