Citation: 5P.449/2004 08.03.2005 E. 5

Fra i requisiti formali del ricorso di diritto pubblico, va evidenziato l'obbligo di motivazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG), particolarmente severo: poiché tale rimedio di diritto non rappresenta la mera continuazione del procedimento cantonale, ma - conformemente al suo carattere di rimedio straordinario - si definisce invece quale procedimento a sé stante, destinato all'esame di atti cantonali secondo ben determinate prospettive giuridiche (DTF 118 III 37 consid. 2a; 117 Ia 393 consid. 1c), il ricorrente è chiamato a formulare le proprie censure in termini chiari e dettagliati. Egli deve spiegare in cosa consista la violazione ed in quale misura i propri diritti costituzionali siano stati lesi (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120 con rinvii, 185 consid. 1.6 pag. 189). Per sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non è sufficiente criticare la decisione impugnata come si farebbe di fronte ad una superiore Corte di appello con completa cognizione in fatto e in diritto (DTF 120 Ia 369 consid. 3a pag. 373; 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12), atteso che una sentenza non è arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bensì è necessario mostrare e spiegare perché il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9; 127 I 54 consid. 2b pag. 56, con rinvii; 123 I 1 consid. 4a pag. 5). Nella procedura di ricorso di diritto pubblico non vige quindi il principio iura novit curia, ma il Tribunale federale si limita ad esaminare le censure concernenti la violazione di diritti costituzionali invocate e sufficientemente motivate nell'atto ricorsuale (DTF 130 I 26 consid. 2.1 pag. 31; 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120; 125 I 71 consid. 1c). 5.1 Il ricorrente rimprovera all'autorità cantonale di aver effettuato un accertamento dei fatti e una valutazione delle prove arbitrari. Sostiene che il consumo di elettricità negli appartamenti della defunta non era un criterio idoneo per determinare il domicilio, atteso che tali appartamenti potevano pure essere stati occupati da terzi. Così facendo il ricorrente critica la constatazione della Corte cantonale - non basata esclusivamente sul consumo di energia elettrica, ma pure sui pasti mangiati fuori casa - secondo cui la defunta ha trascorso quasi due terzi del suo ultimo anno di vita, rispettivamente la maggior parte del 2002 a Muralto. Egli non dimostra però in che modo tale conclusione, che attiene ai fatti, della Corte cantonale inerente al luogo in cui la defunta ha effettivamente risieduto sia manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva o in che modo siano state trascurate prove da cui avrebbe potuto risultare il contrario (cfr. DTF 128 I 81 consid. 2 pag. 86; 118 Ia 28 consid. 1b pag. 30). La censura, che non soddisfa i requisiti di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, si rivela pertanto inammissibile. 5.2 Infine, secondo il ricorrente, i giudici cantonali avrebbero violato l'art. 360 cpv. 2 del Codice di procedura civile (CPC) ticinese, perché non hanno né assunto informazioni né provocato spiegazioni da terzi. In virtù dell'appena citata norma, nell'ambito di una procedura non contenziosa i giudici cantonali possono effettivamente assumere informazioni d'ufficio e chiedere spiegazioni a terzi. Sennonché tale facoltà rientra nel loro libero potere di apprezzamento (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 3 ad art. 360 CPC ticinese). Ora, il ricorrente non spiega per quale motivo l'autorità cantonale avrebbe abusato (art. 9 Cost.) del suo potere di apprezzamento, ritenendo che i documenti prodotti dagli istanti innanzi al Pretore e dal qui ricorrente davanti alla Corte di appello permettevano di rispondere ai quesiti giuridici sollevati. Ne segue che pure questa censura dev'essere dichiarata inammissibile, perché non rispetta i requisiti di motivazione previsti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG.