Citation: 1P.543/2000 06.10.2000 E. 2

2.- Secondo la ricorrente non sarebbero adempiuti i presupposti per la continuazione della detenzione preventiva. Essa rimprovera alla Corte cantonale un accertamento arbitrario dei fatti e una violazione del diritto di essere sentito per non avere esaminato tali presupposti, fondandosi erroneamente sul fatto che la sentenza del GIAR sull' istanza di libertà provvisoria non sarebbe stata impugnata. a) Il carcere preventivo e la sua protrazione sono compatibili con la libertà personale, garantita dall'art. 10 cpv. 2 Cost. , solo se si fondano su una base legale (art. 31 cpv. 1 e art. 36 cpv. 1 Cost. ; DTF 125 I 361 consid. 4a); questa è data in concreto dagli art. 95 segg. e dall'art. 103 CPP/TI. Il Tribunale federale considera inoltre le garanzie minime contenute nell'art. 5 CEDU ai fini dell'interpretazione e dell'applicazione del diritto alla libertà personale, nella misura in cui esse contribuiscono a concretizzarlo (DTF 115 Ia 293 consid. 4, 114 Ia 283 consid. 3). La privazione della libertà dev'essere inoltre giustificata da un interesse pubblico e deve rispettare il principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 2 e 3 Cost. ; DTF 123 I 268 consid. 2c). b) La legittimità della detenzione preventiva va giudicata in base alle disposizioni del diritto cantonale (DTF 114 Ia 283 consid. 3). Giusta l'art. 31 cpv. 1 Cost. , il Tribunale federale rivede con libero potere l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale di livello legislativo e regolamentare (DTF 126 I 26 consid. 4b); invece, le constatazioni di fatto dell'Autorità cantonale sono rivedute soltanto dal profilo dell'arbitrio e l'esercizio del potere di apprezzamento, che le compete, è pure sindacato nel ristretto ambito dell'abuso o dell'eccesso di apprezzamento (DTF 123 I 31 consid. 3a, 268 consid. 2d, 117 Ia 74 consid. 1). c) L'arresto e la carcerazione preventiva di un imputato sono retti nel Cantone Ticino dagli art. 95 e segg. CPP/TI. Secondo l'art. 102 cpv. 3 CPP/TI, conclusa l'istruzione formale, il carcere preventivo continua entro i termini massimi stabiliti dalla legge per formulare l'atto o il decreto d'accusa e per aggiornare il dibattimento. In casi eccezionali esso può essere prorogato oltre tali termini dalla CRP, su istanza del Presidente del Tribunale competente, quando ciò sia necessario per l'aggiornamento del dibattimento (art. 103 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 CPP/TI). Il Tribunale federale ha già avuto modo di rilevare che queste norme devono essere interpretate e applicate conformemente alla Costituzione; in effetti, anche in presenza di indizi di colpevolezza gravi a carico dell'imputato, esigenza desumibile pure dall'art. 5 n. 1 lett. c CEDU, la detenzione preventiva può essere ordinata e mantenuta soltanto se è compatibile con la libertà personale e se è quindi sorretta, in particolare, da preminenti motivi di interesse pubblico (DTF 109 Ia 320 consid. 3c; sentenze inedite del 16 novembre 1987 nella causa F., apparsa in RDAT 1988 n. 24 consid. 3 e del 23 marzo 2000 nella causa B. consid. 2c). Ora, fra questi motivi possono essere menzionati i bisogni dell'istruttoria, i rischi di collusione e di inquinamento delle prove, il pericolo di recidiva o di reiterazione del reato e, infine, quello di fuga, quando vi sia ragione di dubitare che, malgrado la prestazione di garanzie, e l'adozione di misure di controllo, il prevenuto si sottragga verosimilmente al processo o all'esecuzione della sentenza (DTF 115 Ia 293 consid. 5 e rinvii).