Citation: 2C_731/2016 E. 2.1

2.1. Riassunto l'iter legislativo che ha preceduto l'adozione dei nuovi art. 35a-35t LTPub nonché degli art. 1 a 13 RTColl, i ricorrenti osservano che, benché concepita come un tributo causale, si è in realtà in presenza di un'imposta siccome la tassa di collegamento contestata serve alla copertura dei bisogni finanziari dello Stato. Essi spiegano in seguito perché, a loro avviso, la stessa non è assimilabile ad una tassa di orientamento né ad un'imposta d'orientamento (in sintesi: i soggetti astretti al pagamento non sono quelli di cui si vuole modificare il comportamento; alcun obbligo di riversare la tassa sugli utenti dei posteggi, dunque niente scopo orientativo; impossibilità di scegliere un comportamento conforme agli obiettivi ricercati [rinuncia all'automobile privata] siccome la qualità del servizio pubblico è per lo più scarsa e insufficiente), bensì di un'imposta di attribuzione dei costi, i cui presupposti non sono tuttavia adempiuti (in sintesi: mancanza dei motivi oggettivi e sostenibili che permettono di addossare ai proprietari di fondi muniti di posteggi parte delle spese per il finanziamento del trasporto pubblico; inesistenza del rapporto particolarmente stretto tra queste spese e i contribuenti assoggettati; questi ultimi non approfittano, rispetto al resto della collettività, più intensamente della rete dei trasporti pubblici e non causano in maniera preponderante le spese ivi connesse; arbitrio nella scelta dei criteri di assoggettamento [Comune di situazione; numero di posteggi a disposizione, assenza di franchigia]).