Citation: 6B_1146/2018 E. 6.3.1

6.3.1. L'art. 66a cpv. 1 lett. a CP prevede che il giudice espelle dal territorio svizzero per un periodo da cinque a quindici anni lo straniero condannato segnatamente per omicidio intenzionale, a prescindere dall'entità della pena inflitta. L'espulsione si applica anche in caso di tentativo (DTF 144 IV 168 consid. 1.4.1). Alla luce della condanna del ricorrente, cittadino italiano e brasiliano, tra l'altro, per il reato di tentato omicidio intenzionale, la realizzazione dei presupposti dell'art. 66a cpv. 1 CP è data. Egli contesta tuttavia la conclusione della Corte cantonale che ha ammesso l'esistenza di una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave dell'ordine pubblico, tale da giustificare una limitazione dei diritti conferiti dal citato Accordo sulla libera circolazione delle persone (art. 5 n. 1 allegato I ALC). Il ricorrente critica il fatto che al perito giudiziario non sia stato sottoposto un quesito specifico su questo aspetto e non sia stata ritenuta necessaria una delucidazione al proposito al dibattimento d'appello. Rimprovera inoltre ai precedenti giudici di avere ridimensionato a torto l'opinione del perito, che aveva rilevato un rischio di recidiva "piuttosto basso". Secondo il ricorrente, la Corte cantonale avrebbe omesso di considerare ch'egli non soffrirebbe di dipendenza dall'alcol e dagli stupefacenti e che al momento della sua scarcerazione avrebbe trovato lavoro come lattoniere.