Citation: 1P.391/2003 01.12.2003 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 129 I 185 consid. 1, 128 I 46 consid. 1a e rinvii). 1.1 La sentenza impugnata, che conferma il sequestro ordinato dal PP in applicazione dell'art. 161 CPP/TI, non pone fine alla procedura e costituisce una decisione incidentale, emanata dall'ultima istanza cantonale (cfr. art. 284 cpv. 1 lett. a CPP/TI). In tal caso, non trattandosi di una decisione incidentale sulla competenza o su una domanda di ricusazione (art. 87 cpv. 1 OG), il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo se la decisione incidentale può causare un pregiudizio irreparabile (art. 87 cpv. 2 OG). Il Tribunale federale ha già ammesso che da una misura cautelare come il sequestro scaturisce un danno da considerarsi irreparabile per l'interessato, visto ch'egli viene privato della possibilità di disporre liberamente dei suoi beni per la durata del procedimento (DTF 128 I 129 consid. 1, 126 I 97 consid. 1b pag. 101 e rispettivi riferimenti). 1.2 In quanto titolari dei conti sequestrati, B.A.________ e C.A.________ sono direttamente colpite nei loro interessi giuridici dalla sentenza impugnata e sono quindi legittimate secondo l'art. 88 OG a ricorrere. La questione a sapere se anche A.A.________, pure interessato dal procedimento penale, ma non più titolare dei conti litigiosi, sia abilitato a presentare il ricorso di diritto pubblico non necessita di essere ulteriormente esaminata. Tempestivo e fondato essenzialmente su una pretesa violazione dei diritti costituzionali dei cittadini, il gravame è, sotto i citati profili, ammissibile (art. 84 cpv. 1 lett. a, art. 89 cpv. 1 OG). 1.3 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso di diritto pubblico, oltre la designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a) e l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). In quanto si dilungano in argomentazioni riguardanti i procedimenti penali italiani e la natura giuridica delle misure di prevenzione contro la mafia, i ricorrenti non si confrontano con l'oggetto del litigio, circoscritto alla misura provvisionale del sequestro, né con le motivazioni contenute a tal proposito nel giudizio impugnato (cfr. DTF 129 I 113 consid. 2.1, 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b). Del resto, un'eventuale, definitiva, confisca secondo l'art. 59 CP non è qui in discussione, la procedura in esame vertendo unicamente su un provvedimento processuale di natura cautelare, sicché le censure concernenti il merito dei vari procedimenti penali e le pretese violazioni del diritto materiale federale sono inammissibili in questa sede (DTF 126 I 97 consid. 1c, 120 IV 365 consid. 1). Né è qui litigiosa la fondatezza dell'eventuale accusa contro i ricorrenti, sicché anche l'accennata violazione del principio "in dubio pro reo", riferito alla ripartizione dell'onere probatorio (DTF 127 I 38 consid. 2a pag. 40, 120 Ia 31 consid. 2a) non è qui pertinente e non deve pertanto essere trattata.