Citation: 5C.142/2002 16.07.2002 E. 2

2.1 L'attore lamenta anzitutto una violazione dell'art. 8 CC, indicando che pure giusta l'art. 250 cpv. 2 LEF l'onere della prova incombe al titolare del credito oggetto della causa, perché i giudici cantonali avrebbero ammesso senza nessuna prova l'esistenza del pagamento del deposito fiduciario da parte di N.________ alla fallita. La Corte cantonale ha pure travisato la corretta ripartizione dell'onere della prova non esaminando la consistenza probatoria dell'ordine di bonifico swift (doc. 14). 2.2 Secondo i giudici cantonali dall'istruttoria risulta che la fallita aveva otte-nuto in ritorno da N.________ il milione di dollari ricevuto dalla convenuta. Essi hanno pure indicato che l'eccezione di falso concernente l'ordine di bonifico swift prodotto quale doc. 14 si rivela irricevibile in virtù degli art. 78 e 199 del codice di procedura civile ticinese, poiché sollevata la prima volta in sede di appello. 2.3 L'art. 8 CC regola la ripartizione dell'onere probatorio e, quindi, le conseguenze dell'assenza delle prove necessarie nell'ambito di tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale (DTF 127 III 142 consid. 3c con rinvio). Esso stabilisce che, ove la legge non dispone altrimenti, chi vuole dedurre un diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova, pena la soccombenza di causa. Nella fattispecie, spetta pertanto alla convenuta, che chiede il riconoscimento del suo credito, dimostrare il realizzarsi delle condizioni che ne legittimino la sua esistenza, segnatamente la restituzione del deposito fiduciario da parte di N.________. I giudici cantonali non hanno ignorato questo aspetto e, sulla base di una serie di prove acquisite all'incarto (ordine swift - doc. 14 - e doc. D, G7, G8, 12 e 15) sono giunti alla conclusione che tale pagamento era regolarmente avvenuto. Se, come in concreto, il giudice mediante apprezzamento delle prove giunge al convincimento che l'esistenza di un fatto è provata, non vi è più spazio per l'applicazione dell'art. 8 CC. In questo caso, infatti, la decisione ricade nell'apprezzamento delle prove, che non è disciplinato dal diritto federale e quindi nemmeno dall'art. 8 CC. Questa disposizione non indica al giudice con quali mezzi i fatti devono essere accertati e come l'esito probatorio debba essere valutato (DTF 128 III 22 consid. 2d con rinvii). Ne segue che in concreto, trattandosi di censura dell'apprezzamento delle prove, l'attore poteva invocare l'art. 9 Cost, oppure una violazione del diritto di essere sentito, ossia violazioni che devono essere proposte con un ricorso di diritto pubblico e non nell'ambito della giurisdizione per riforma. Altrettanto dicasi per il mancato esame dell'autenticità del doc. 14, che è pure fondato sul diritto cantonale, e non può quindi essere criticato con il rimedio in esame.