Citation: 1C_592/2016 E. 2.2

2.2. L'assunto non regge. Insistendo sulla circostanza che i beni sequestrati sono confluiti sul conto litigioso in un periodo molto distante dai fatti oggetto della condanna penale di suo marito, la ricorrente critica, peraltro in maniera del tutto generica, l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove compiuti dai tribunali italiani, nonché la mancata assunzione da parte del TPF degli atti dei procedimenti esteri. Al riguardo, giova ricordare che in presenza di una sentenza passata in giudicato ed esecutiva estera, eccetto quando appaia d'acchito che ciò non è manifestamente il caso, ipotesi questa non resa verosimile dalla ricorrente che neppure tenta di dimostrare perché gli accertamenti fattuali ripresi dalle sentenze estere da parte del TPF sarebbero incorretti, lo Stato richiesto non deve di regola vagliare la questione di sapere se i beni sequestrati provengano da un reato, poiché essa è già stata decisa dall'autorità estera (DTF 131 II 169 consid. 6 pag. 175; sentenza 1C_463/2014 del 18 agosto 2015 consid. 3.3). Anche l'addotta estraneità della ricorrente e la presunzione di innocenza sarebbero ininfluenti, visto che il Tribunale ordinario di Aosta ha stabilito che il cospicuo patrimonio di origine oscura depositato sul suo conto è riconducibile al condannato e non può che essere ricollegato alle lucrose attività illecite da lui commesse.