Citation: 2P.302/2001 07.03.2002 E. 4

4.- a) Per quanto attiene al merito della vertenza, i ricorrenti ripropongono qui in sostanza i medesimi argomenti già sollevati in sede cantonale. In primo luogo sostengono che la tassa d'uso annuale riscossa dal municipio già coprirebbe una parte dei costi che il contributo provvisorio si prefigge di coprire. Affermano poi che sarebbe illecito far entrare nel computo delle spese per le opere di canalizzazione i costi derivanti dal ripristino della strada Y.________, dal momento che per il recupero dei medesimi l'autorità comunale avrebbe, se del caso, dovuto avviare una procedura per il prelievo di contributi di miglioria. Gli insorgenti rimproverano quindi al Tribunale d'espropriazione di essere incorso in una violazione del divieto d'arbitrio. b) aa) Per prassi costante, l'arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione, diversa da quella adottata dall'autorità cantonale, sia immaginabile o addirittura preferibile. Il Tribunale federale si scosta da quella scelta dalle istanze cantonali soltanto se la stessa appare manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, se viola in modo evidente una norma o un principio giuridico incontestato o se contrasta in modo intollerabile con il sentimento di giustizia e di equità (DTF 122 I 61 consid. 3a, 122 II 130 consid. 2, 121 I 113 consid. 3a e rinvii). bb) Attraverso le loro doglianze, i ricorrenti si sono per lo più limitati a contrapporre il loro parere a quello della Corte cantonale, senza per la verità esporre in modo del tutto preciso per quali motivi gli argomenti sviluppati dal Tribunale di espropriazione sarebbero arbitrari, ossia manifestamente insostenibili. In questo senso, visto il carattere essenzialmente appellatorio delle censure sollevate, è perlomeno dubbio che le stesse soddisfino i surriferiti requisiti di motivazione previsti dall'art. 90 cpv. 1 OG e come tali possano essere considerate ammissibili dal punto di vista formale. Tale questione può in ogni caso restare aperta, dal momento che su questo punto il gravame risulta comunque infondato. cc) Come sopra esposto, i ricorrenti sollevano anche davanti al Tribunale federale la questione della pretesa doppia imposizione derivante dal cumulo della tassa d'uso con il contributo di canalizzazione litigioso. A questo proposito, è perlomeno dubbio che tale censura possa essere proposta in questa sede dal momento che, come rilevato anche dal Tribunale d'espropriazione, la stessa era già stata evasa definitivamente dal Tribunale cantonale amministrativo mediante la più volte citata decisione del 2 maggio 1994 al termine della procedura ricorsuale a suo tempo avviata sempre da A.________, B.________ e C.________ contro l'aumento da parte del Municipio di X.________ delle tasse d'uso delle canalizzazioni. A prescindere da ciò, occorre comunque rilevare che non è affatto arbitrario considerare gli interessi passivi e gli ammortamenti sugli investimenti effettuati dal Comune di X.________ per la realizzazione della rete di evacuazione delle acque come dei costi d'esercizio dell'opera da coprire, giusta l'art. 110 cpv. 3 LALIA, attraverso il prelievo della tassa d'uso annuale (in questo senso cfr. Werner Spring/Rudolf Stüdeli, Financement des installations communales d'évacuation et d'épuration des eaux usées: bases, recommandations, Mémoire ASPAN no 41, Zurigo/Berna 1986, pag. 21 - 24 e pag. 59). Non risulta inoltre dagli atti di causa che il preventivo di spesa sulla base del quale il Municipio di X.________ ha stabilito i contributi di costruzione provvisori al centro della presente vertenza sia stato allestito tenendo conto anche di detti interessi e ammortamenti. Ragione per la quale non si può affermare che simili costi siano stati posti due volte a carico dei contribuenti, dapprima attraverso il prelievo della tassa annuale d'uso delle canalizzazioni, ed in seguito con la notifica dei contributi di costruzione provvisori. Per quanto attiene poi alla questione del rifacimento della strada Y.________ è evidente che allorquando la posa delle canalizzazioni rende necessaria la rottura di un tratto stradale, quest'ultimo deve poi essere ripristinato. In questo caso non appare per nulla insensato inserire la spesa per la nuova pavimentazione nel novero dei costi per la realizzazione della rete delle canalizzazioni, piuttosto che imporre ai confinanti dei contributi di miglioria. Inoltre, a seconda delle circostanze, può risultare più appropriato rifare il manto su tutta la larghezza della strada piuttosto che limitarsi a rappezzare la striscia di terreno direttamente toccata dallo scavo. D' altra parte il Tribunale d'espropriazione ha escluso che nel caso specifico lo stato della strada in questione fosse tale da rendere in ogni caso necessario il suo rifacimento e che l'intervento di pavimentazione in oggetto abbia modificato l'opera al punto da configurare un intervento soggetto al prelievo di contributi di miglioria. Su questo punto i ricorrenti non sono stati in grado di apportare alcun elemento di rilievo, in grado di mettere in dubbio la veridicità di questi accertamenti. Ragione per la quale le conclusioni a cui sono pervenuti i giudici cantonali non risultano lesive del divieto d'arbitrio.