Citation: 2C_200/2013 E. 5.3

5.3. Come detto, anche se i reati di cui si è reso colpevole l'insorgente non hanno in via di principio comportato la messa in pericolo di beni giuridici considerati dalla giurisprudenza come degni di una protezione particolare rispettivamente accresciuta - ovvero l'integrità fisica, psichica o sessuale (precedente consid. 3.2) - la sussistenza del motivo di revoca previsto dall'art. 63 cpv. 2 in relazione con l'art. 63 cpv. 1 lett. b LStr non può essere pertanto che confermata. Essendo l'enumerazione dei motivi di revoca contenuta nella legge di carattere alternativo (sentenze 2C_816/2012 del 6 marzo 2013 consid. 3.1 e 2C_265/2011 del 27 settembre 2011 consid. 5.1), non occorre nel contempo approfondire la questione a sapere se il permesso di domicilio potesse in casu essere revocato anche sulla base del motivo previsto dall'art. 63 cpv. 2 in relazione con l'art. 62 lett. b LStr, aspetto che il ricorrente contesta in quanto le condanne "di lunga durata" da lui subite non sarebbero recenti e sono comunque tutte precedenti l'ultimo ammonimento che gli è stato indirizzato (al riguardo, cfr. tuttavia la sentenza 2C_473/2011 del 17 ottobre 2011 consid. 3).