Citation: 4A_85/2019 E. 4

Secondo gli accertamenti incontestati della sentenza impugnata la validità del contratto stipulato tra gli opponenti e il ricorrente era subordinata alla "concessione della sanatoria in materia di LAFE" e l'acquirente avrebbe avuto il diritto di recedere dal contratto qualora la "decisione di sanatoria" non fosse stata emanata o non fosse cresciuta in giudicato entro il 31 dicembre 2014. Ciò posto, i giudici cantonali hanno stabilito che la transazione stipulata davanti alle autorità amministrative attestava "il ripristino dello stato di legalità e il non assoggettamento del nuovo acquirente del pacchetto azionario alle normative della LAFE (...) nonché la rinuncia da parte dell'autorità cantonale di sorveglianza a promuovere azione per la rimozione dello stato illecito in relazione alla società D.________SA, previo pagamento della dazione pecuniaria"; il risanamento della situazione illecita, hanno precisato, si riferiva a "tutto il periodo antecedente all'acquisto del pacchetto azionario da parte del nuovo acquirente". La Corte Cantonale ne ha dedotto che la condizione sospensiva del contratto era stata adempiuta e che il convenuto si era trovato in mora.