Citation: 1P.525/2005 29.09.2005 E. 2

2.1 Inoltre, la ricorrente incentra il proprio gravame sul fatto che il primo progetto di revisione del piano regolatore prevedeva l'attribuzione di circa un terzo del suo fondo alla zona edificabile, rilevando tuttavia, rettamente, che il Dipartimento del territorio nell'ambito dell'esame preliminare aveva espresso parere negativo. Contrariamente all'assunto ricorsuale, la Corte cantonale si è espressa su questa questione, peraltro ininfluente, visto che oggetto del litigio può essere soltanto la decisione finale del Comune e non i progetti non approvati dal Consiglio comunale. I giudici cantonali hanno infatti spiegato dettagliatamente perché - anche se la morfologia del terreno avrebbe potuto comportare l'attribuzione parziale della particella litigiosa alla zona edificabile, pur negando al comparto la qualifica di ampiamente edificato ai sensi dell'art. 15 lett. a LPT - la contestata pianificazione concretizza correttamente quanto postulato dal Dipartimento del territorio, garantendo in maniera ottimale la tutela e la valorizzazione del luogo (Fatti E, consid. 4.5 in fine e consid. 4.6). La critica sulla quale è imperniato il ricorso, segnatamente che il Comune, senza motivazione, non avrebbe difeso la sua originaria scelta, non è decisiva e la ricorrente non dimostra perché i motivi addotti dai giudici cantonali per confermare la decisione pianificatoria poi adottata dal Comune sarebbero arbitrari. 2.2 La ricorrente limitandosi a insistere sulla circostanza, peraltro ammessa anche dal TPT, che una parte del suo fondo sarebbe idonea all'edificazione, non si confronta del tutto con i motivi che hanno imposto la sua attribuzione alla zona agricola e di protezione della natura e del paesaggio, in particolare con il carattere essenzialmente prativo del terreno in parte terrazzato, con il suo passato sfruttamento viticolo, con la sua funzione di cuscinetto tra la zona residenziale e l'importante area verde essenzialmente agricola esistente, nella quale si integra armoniosamente, e con la sua idoneità alla viticoltura, ad altre colture e alla falciatura. A ciò si aggiunge, sempre secondo i giudici cantonali, la necessità, nell'ambito di una ponderazione globale degli interessi in gioco, di tutelare il comparto dove è situato il fondo litigioso per il suo valore ambientale, ricco di elementi strutturali e seminaturali di grande pregio naturalistico per la posizione pregiata e per la presenza di una conformazione morfologica particolare, come rilevato in uno studio approfondito, al quale hanno fatto riferimento. 2.3 La Corte cantonale ha infatti ritenuto, in primo luogo, che l'assegnazione del fondo alla zona edificabile non risponde a una prevedibile necessità di terreni fabbricabili nei prossimi 15 anni come richiede l'art. 15 lett. b LPT, rilevato che il piano regolatore comunale già offre una certa riserva, corrispondente a un incremento della popolazione residente di oltre il 45%. Ora, riguardo alle prevedibili necessità insediative dei prossimi quindici anni, la ricorrente si limita ad asserire di non vedere quale incidenza negativa avrebbe l'inserimento del suo fondo nella zona edificabile. Ella non si esprime del tutto sul rapporto tra la contenibilità del piano regolatore e il tasso di crescita della popolazione indicato nel contestato giudizio e sul ritenuto interesse generale a impedire la formazione di zone edificabili troppe vaste (DTF 117 Ia 434 consid. 3e). 2.4 Anche la critica ricorsuale, di natura meramente appellatoria, secondo cui si sarebbe in presenza di una disparità di trattamento non adempie manifestamente le citate esigenze di motivazione (art. 90 OG). Il principio dell'uguaglianza di trattamento ha d'altra parte una portata necessariamente attenuata nell'ambito di provvedimenti pianificatori: poichè occorre formare delle zone, è necessario poterle delimitare, per cui non è di massima insostenibile trattare differentemente dal profilo pianificatorio terreni analoghi per conformità e posizione (DTF 122 I 279 consid. 5a pag. 288, 121 I 245 consid. 6e/bb, 116 Ia 193 consid. 3b). La Corte cantonale, stabilito che i menzionati motivi per escludere il fondo in discussione dalla zona edificabile sono senza dubbio oggettivi e ragionevoli, ha stabilito che gli ampliamenti della zona edificabile adottati dal Consiglio comunale, cui accenna la ricorrente, peraltro, come accertato in sede di sopralluogo, approvati soltanto in parte dal Governo, concernono comparti che per formazione, valore paesaggistico e densità edificatoria divergono in maniera sostanziale dalla situazione litigiosa.