Citation: 8C_632/2013 E. 2.1

2.1. L'istanza precedente, dopo avere messo a confronto e ponderato la portata degli atti medici prodotti dall'ente assicuratore e dall'assicurato (attestazioni dei dott.ri S.________, E.________, O.________ e C.________), ha pertinentemente ritenuto necessario disporre una perizia giudiziaria. Il perito incaricato, prof. J.________, capo medico al Policlinico di neurologia dell'Ospedale Y.________, esposta la pregressa situazione valetudinaria (anamnesi) e preso atto delle dichiarazioni dell'assicurato, è giunto alla conclusione che i disturbi oggetto del presente giudizio non costituivano, con la necessaria verosimiglianza, una naturale conseguenza dell'evento infortunistico del 30 aprile 1998. Tenuto conto di tutti gli aspetti del caso, secondo il perito interpellato, appariva in sostanza più probabile che l'episodio annunciato all'INSAI nel giugno del 2008 - come già uno precedente verificatosi nel 2002 - corrispondesse a delle cefalee primarie piuttosto che a delle cefalee post-traumatiche. Il prof. J.________ ha quindi rilevato che le cefalee denunciate dall'interessato adempivano, di principio, i criteri posti dalla Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD-2) per ammettere l'esistenza di una cefalea indotta dai farmaci, osservando come l'assicurato avesse seguito per parecchi anni una terapia analgesica, assumendo quotidianamente il medicinale Dafalgan (paracetamolo; perizia 22 febbraio 2013). Nuovamente interpellato dai primi giudici per esaminare se un successivo rapporto del 24 marzo 2013 del dott. C.________ prodotto dall'insorgente contenesse elementi suscettibili di modificare le conclusioni della sua perizia, il prof. J.________, in data 23 maggio 2013, ha sostanzialmente ribadito il contenuto della sua precedente valutazione.