Citation: 2C_73/2021 E. 5.4

5.4. Nel caso di specie, va anzitutto rilevato che, contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale amministrativo federale, non è determinante stabilire se l'accordo amichevole CH-IT sia o meno "vincolante" (il Tribunale federale ha esaminato la portata di alcuni accordi amichevoli di portata generale sottoscritti dalla Svizzera nelle DTF 146 II 150 consid. 5.2.4; 143 II 628 consid. 4.1.2 e 4.2.2; 143 II 136 consid. 5.3 e nella sentenza 2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 2.2; sulla questione, largamente dibattuta in dottrina, cfr. in particolare FLEISCHER/ DUSS, in ZWEIFEL/BEUSCH/OESTERHELT [ed.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht - Amtshilfe, 2020, §19 no 138 pag. 678 seg.; DRÜEN/KOFLER/SIMONEK, Bindungswirkung von generellen Verständigungsverfahren aus deutscher, österreichischer und schweizerischer Sicht, in IFF Forum für Steuerrecht 2019/3 202, pag. 217; MATTEOTTI/ KRENGER, Einleitung zum Internationalen Steuerrecht der Schweiz, in ZWEIFEL/BEUSCH/MATTEOTTI [ed.], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht - Internationales Steuerrecht, 2015, no 149 pag. 77; BRUNO GIBERT, in DANON/GUTMANN/OBERSON/PISTONE, Modèle de Convention fiscale OCDE concernant le revenu et la fortune - Commentaire, 2014, n. 21 ad art. 25 pag. 781; MADELEINE SIMONEK, Problemfelder aus dem Verhältnis von Doppelbesteuerungsabkommen und Verständigungsvereinbarungen zum innerstaatlichen Recht, in ASA 73/3 97, pag. 118., pag. 122 segg.; WALTER BOSS, Das Verständigungsverfahren nach den schweizerischen Doppelbesteuerungsabkommen, in ASA 52/11-12 593, pag. 603 seg.; DANIEL LÜTHI, Das Verständigungsverfahren nach den Doppelbesteuerungs-Abkommen der Schweiz, in L'Expert-comptable suisse 1981/5 10, pag. 14; MARKUS REICH, Das Verständigungsverfahren nach den internationalen Doppelbesteuerungsabkommen der Schweiz, 1976, pag. 131 segg.; WALTER STUDER, Über das Verständigungsverfahren in Doppelbesteuerungsabkommen, in Revue fiscale 26/1971 182, pag. 198 seg.). L'accordo in parola, infatti, non può comunque contraddire lo spirito e gli scopi della CDI CH-IT sulla quale esso è fondato (cfr. art. 25 cpv. 3 MC OCSE; art. 26 cpv. 3 CDI CH-IT) e dev'essere applicato sulla scorta di un'interpretazione conforme a quest'ultima. Esso non può dunque rivelarsi più restrittivo della CDI CH-IT ed escludere l'assistenza amministrativa in una situazione nella quale - come nel caso di specie (cfr. supra consid. 3 e 4) - la trasmissione delle informazioni richieste è conforme alla suddetta Convenzione. Un'interpretazione dell'accordo amichevole CH-IT effettuata alla luce della CDI CH-IT permette così di stabilire chiaramente che le condizioni previste nell'accordo non sono che un esempio - ispirato alle condizioni poste dal Tribunale federale nella DTF 143 II 136 per ammettere una domanda raggruppata - delle situazioni nelle quali la Confederazione Svizzera avrebbe concesso l'assistenza amministrativa in materia fiscale alla Repubblica italiana per le domande raggruppate da essa formate. Stipulando tale accordo, gli Stati contraenti intendevano semplicemente descrivere uno dei possibili scenari nei quali una siffatta domanda avrebbe dovuto essere accolta, senza però limitare questa possibilità allo scenario descritto nell'accordo. Del resto, l'accordo stesso non prevede in modo esplicito che l'assistenza amministrativa andrebbe negata a domande raggruppate rispettose della CDI CH-IT e del Protocollo aggiuntivo, ma formulate in contesti che non corrispondono esattamente a quanto previsto nell'accordo in discussione. Appare del tutto illogico che gli Stati contraenti, i quali, adottando la nuova lett. e bis del Protocollo aggiuntivo, hanno dichiarato di voler interpretare le esigenze di una domanda di assistenza amministrativa in modo da garantire uno scambio d'informazioni il più ampio possibile (lett. e bis cifra 3 del Protocollo aggiuntivo; cfr. anche Messaggio, pag. 5636), abbiano voluto poi stipulare un accordo contenente delle condizioni vincolanti specifiche, non contemplate né nella CDI CH-IT, né nel Protocollo aggiuntivo. Ne consegue che i ricorrenti non possono dedurre alcunché dall'accordo amichevole CH-IT per opporsi all'ammissione della domanda raggruppata italiana, la quale - come esposto in precedenza - è conforme alla CDI CH-IT e al relativo Protocollo aggiuntivo.