Citation: 6B_32/2007 12.08.2007 E. 2

La via del ricorso in materia penale è preclusa al semplice danneggiato, ossia a colui che non è né accusatore privato, né vittima LAV, né querelante giusta l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 4-6 LTF (v. sentenza 6B_12/2007 del 5 luglio 2007 destinata alla pubblicazione). Infatti, la pretesa punitiva spettando unicamente allo Stato, il danneggiato, come pure il denunciante o la parte lesa, non possono prevalersi di un interesse giuridico ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF. Nella fattispecie, il ricorrente chiede la promozione dell'accusa per vari reati di falsità in atti e infrazioni contro i doveri d'ufficio. Non risulta che egli sia stato leso nella sua integrità fisica, sessuale o psichica in conseguenza dei fatti oggetto della sua denuncia, né vi sono elementi per ritenere che tali fatti avrebbero potuto cagionare pregiudizi di questo tipo. L'insorgente è quindi un semplice denunciante, ma non una vittima ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 LAV, egli d'altronde non pretende il contrario. Non dimostra, e del resto nemmeno sostiene, di avere un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata. Certo, nel suo gravame, egli lamenta la violazione degli art. 8 Cost. e 6 n. 3 lett. a CEDU come pure della procedura penale. Tuttavia, il ricorrente non va oltre la semplice allegazione di tale violazione senza minimanente motivare la sua censura, in contrasto con quanto esatto dall'art. 106 cpv. 2 LTF. Il suo ricorso dev'essere pertanto dichiarato manifestamente inammissibile.