Citation: 4A_171/2015 E. 3

La Corte cantonale ha accertato che le convenute hanno assunto congiuntamente il mandato di consulenza fiscale, anche per le questioni rette dal diritto olandese, e che entrambe hanno violato il contratto prima consigliando alle clienti di chiedere la riduzione dal 10 al 5 % della "anticipazione", in seguito inoltrando reclamo contro la decisione negativa. A mente del Tribunale di appello esse non avevano informato correttamente i clienti; avevano sottovalutato manifestamente e minimizzato erroneamente le conseguenze della loro iniziativa, già di per sé irragionevole, sebbene sapessero che la posizione fiscale delicata della B.________B.V. imponeva di evitare un confronto con le autorità olandesi. I giudici ticinesi hanno in seguito stabilito che tra la violazione del contratto e l'avvio delle indagini fiscali vi è stato un nesso causale adegua to, poiché era indubbiamente stata la richiesta di riduzione del tasso previsto dalla convenzione sulla doppia imposizione, ribadita in sede di reclamo, a indurre il fisco ad effettuare accertamenti e a indagare in particolare sull'esistenza di un'organizzazione commerciale e d'impresa stabile in Svizzera. La Corte d'appello ha tuttavia ritenuto che le attrici non avessero subito un "danno risarcibile" (da loro quantificato in Euro 137'224.-- più gli interessi). Non è tale, hanno spiegato, ciò che un contribuente paga volontariamente per imposte dovute, in esecuzione di un accordo stipulato con il fisco. I giudici cantonali hanno aggiunto che le attrici non hanno preteso né dimostrato che l'imposta pagata fosse superiore a quella effettivamente dovuta in base al diritto olandese.