Citation: 5C.86/2005 20.05.2005 E. 4

4.1 La Corte cantonale indica che l'argomentazione di cui l'attrice si prevale nella risposta per affermare che sarebbe falso scrivere che l'Associazione Inquilini offra le stesse informazioni "ad un prezzo normale", non riguarda le informazioni in sé, ma le condizioni a cui queste vengono fornite (obbligo di declinare il proprio indirizzo e necessità di essere membro dell'associazione se non si vuole beneficiare di un'unica breve consulenza). Inoltre, sempre secondo i giudici cantonali, anche qualora si volesse riconoscere che le predette esigenze attribuite alla citata associazione servano a giustificare il maggior costo delle chiamate sul numero di "Spendere Meglio", l'attrice non poteva rimanere vaga e non indicare né la durata della breve consulenza né l'ammontare della quota sociale. 4.2 L'attrice sostiene che la Corte cantonale non poteva rifiutare la risposta per il motivo che essa sarebbe troppo vaga, atteso che la convenuta non le ha mai chiesto di specificare i dettagli inerenti alla quota sociale dell'Associazione Inquilini o di precisare quanto breve fosse la consulenza fornita da quest'ultima. 4.3 Con la propria critica ricorsuale l'attrice ignora completamente la prima motivazione della Corte cantonale, secondo cui quanto scritto nel testo della risposta non atteneva all'identicità delle informazioni, ma unicamente alle condizioni a cui esse venivano fornite. Da questa motivazione principale emerge che i giudici cantonali hanno reputato che con la risposta non venivano smentiti fatti indicati nell'articolo contestato ma che, contravvenendo al principio fatti contro fatti, venivano inammissibilmente precisate ulteriori circostanze. Ora, in base alla giurisprudenza sviluppata in applicazione dell'art. 55 cpv. 1 lett. c OG, quando la sentenza impugnata contiene due motivazioni indipendenti, il Tribunale federale entra nel merito del ricorso solo se entrambe vengono censurate, e cioè se il ricorrente indica in che consiste la violazione del diritto federale con riferimento ad ambedue le argomentazioni dell'autorità cantonale (DTF 121 III 46 consid. 2; 115 II 200 consid. 2a). Atteso che in concreto l'attrice si limita a criticare la motivazione sussidiaria secondo cui il testo della risposta sarebbe troppo vago e rimane del tutto silente sulla predetta motivazione principale, il ricorso per riforma non può essere esaminato con riferimento alla censura formulata e si rivela inammissibile. A titolo del tutto abbondanziale si può rilevare che non soccorre all'attrice nemmeno il fatto che la convenuta fosse stata disposta, nella controproposta 29 settembre 2004 al testo della risposta sottopostole, a pubblicare tali indicazioni aggiuntive: l'attrice, introducendo la presente causa, non ha manifestamente accettato tale controproposta, la quale è pertanto decaduta.