Citation: H 258/03 14.04.2005 E. 5

Accertato il principio dell'obbligo di risarcimento, deve ora essere esaminato l'ammontare del danno addebitabile, ritenuto che nella domanda subordinata il ricorrente ne postula la riduzione a fr. 29'696.-. 5.1 P.________ ritiene che la sua responsabilità per il mancato pagamento dei contributi paritetici decorra solo dal momento della sua entrata nel consiglio di amministrazione della ditta D.________ e non debba estendersi anche ai contributi maturati in precedenza. Egli riconosce - in ragione dei pochi mesi in cui è rimasto quale organo formale nella società - quale importo massimo fr. 29'696.- (recte: 29'695.-), ossia fr. 24'160.- pro rata per il 1999 + fr. 5'535.- pro rata per il 2000. 5.2 Siffatto computo non può essere seguito poiché, secondo la giurisprudenza di questa Corte, un membro del consiglio di amministrazione risponde di principio anche dei contributi già scaduti al momento dell'assunzione del suo mandato (cfr. ad es. sentenza del 6 febbraio 2003 in re F., H 263/02, consid. 3.2), mentre una deroga a tale regola si giustifica soltanto nell'ipotesi in cui la datrice di lavoro, al momento dell'entrata effettiva nel consiglio d'amministrazione da parte dell'organo interessato, si trovasse già in stato di insolvenza oppure nella misura in cui il danno fosse già subentrato, ad es. in conseguenza dell'esistenza di un attestato di carenza di beni (cfr. DTF 119 V 407 consid. 4b). In quest'ultima evenienza, infatti, verrebbe a mancare il necessario nesso di causalità adeguato tra il comportamento dell'organo e il danno, cui egli non avrebbe potuto nulla modificare. 5.3 Orbene, nel caso specifico, né l'una né l'altra ipotesi di deroga si realizzano. Infatti, come giustamente fatto notare dalla Corte cantonale, al momento della sua entrata nel consiglio d'amministrazione un danno non era ancora intervenuto, i primi attestati di carenza di beni essendo stati rilasciati nel corso del mese di gennaio 2001. Né, sulla scorta degli accertamenti compiuti dai primi giudici, che, pur rilevando un debito contributivo di circa fr. 130'000.- per il periodo precedente il 1999, hanno messo in evidenza una situazione contabile attiva per gli anni 1995-1998 (1995: passivi per fr. 466'425.45 a fronte di attivi per fr. 605'439.05, di cui fr. 175'311.05 di liquidità e attivi realizzabili a breve termine; 1996: passivi per fr. 591'361.45 a fronte di attivi per fr. 729'176.80, di cui fr. 165'169.80 di liquidità e attivi realizzabili a breve termine; 1997: passivi per fr. 764'205.- a fronte di attivi per fr. 942'158.50, di cui fr. 198'773.05 di liquidità e attivi realizzabili a breve termine; 1998: passivi per fr. 510'298.60 a fronte di attivi per fr. 786'605.05, di cui fr. 199'741.75 di liquidità e attivi realizzabili a breve termine), si può seriamente sostenere che la società versasse in una situazione di insolvenza. Tali accertamenti non appaiono manifestamente inesatti o incompleti. Al contrario, dalle tavole processuali risulta che i dati relativi al 1997, non debitamente contestati, sono stati raccolti ed esaminati dallo stesso ricorrente (cfr. dichiarazione di opposizione del 27 dicembre 2001: "il Bilancio e CE, malgrado le molte difficoltà come pure la mancata presenza di tutta la documentazione, è stato finalmente allestito sulla scorta della documentazione ricevuta e relativi dati al 31.12.1997 fornitemi dal signor V.________"). Un'audizione di V.________ non sarebbe infine atta ad apportare nuovi elementi di valutazione, ritenuto che già in sede cantonale lo stesso ha precisato di non avere mai chiesto bilanci o operazioni fasulle (cfr. dichiarazione V.________ del 10 marzo 2003 all'indirizzo del Tribunale cantonale delle assicurazioni). 5.4 Ne consegue che P.________ deve rispondere ex art. 52 LAVS per l'importo di fr. 166'578.60, esigibile e rimasto impagato al momento delle sue dimissioni, con vincolo di solidarietà con gli altri responsabili.