Citation: 4P.259/2002 05.03.2003 E. 1

2.1 A prescindere da eccezioni che non si avverano in concreto, il ricorso di diritto pubblico per violazione dell'art. 9 Cost. ha natura meramente cassatoria (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1. pag. 131 seg. con rinvii); ciò significa che il Tribunale federale può solamente annullare una decisione contraria alla Costituzione, non invece modificarla o sostituirla con la propria. In altre parole, i ricorrenti possono chiedere unicamente l'annullamento della sentenza impugnata; nella misura in cui postulano il rinvio della causa all'autorità cantonale, senza ulteriori istruzioni, la loro domanda è superflua, essendo tale provvedimento la naturale conseguenza dell'annullamento del querelato giudizio. 2.2 In virtù del principio della sussidiarietà assoluta sancito dall'art. 84 cpv. 2 OG, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo se l'asserita violazione di diritto non può essere sottoposta, mediante azione o altro rimedio, al Tribunale federale o ad un'altra autorità federale. L'applicazione arbitraria del diritto federale implica a fortiori la sua violazione, che, di principio, va fatta valere nell'ambito di un ricorso per riforma, allorquando tale rimedio giuridico è ammissibile (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, n. 1.6.3 e 2.2 ad art. 43 OG). Quest'eventualità è realizzata nel caso in esame, trattandosi di una causa pecuniaria con un valore di causa ben superiore al limite di fr. 8'000.-- posto dall'art. 46 OG. 2.2.1 Da quanto appena esposto discende l'inammissibilità del gravame laddove i ricorrenti rimproverano alla Corte cantonale di aver "omesso di considerare l'importanza dell'essentialia del prezzo di vendita", trattandosi di un argomento che concerne semmai l'applicazione delle norme federali sulla compravendita immobiliare. 2.2.2 Lo stesso vale quando - pur richiamandosi alla violazione dell'art. 8 Cost. - i ricorrenti criticano la qualificazione giuridica della clausola concernente il pagamento del prezzo residuo. Essi asseverano infatti che questa "rappresenta una cosiddetta clausola d'architetto, che dal punto di vista giuridico rappresenta una promessa di contrattare (art. 22 CO)". 2.2.3 La ricevibilità del ricorso di diritto pubblico appare dubbia anche con riferimento alla censura con la quale i ricorrenti rimproverano ai giudici ticinesi di aver sorvolato sul tenore dell'allegato d'appello, nel quale gli acquirenti avrebbero chiaramente ammesso che il prezzo era stato fissato in fr. 550'000.--. La formulazione dell'argomentazione ricorsuale induce infatti a ritenere che i ricorrenti intendono prevalersi di una svista manifesta, censurabile nel quadro del ricorso per riforma (art. 55 cpv. 1 lett. d OG; cfr. DTF 96 I 193). La questione non necessita comunque di venir approfondita, la critica apparendo in ogni caso infondata. L'ammissione che i ricorrenti intendono dedurre da una frase espressa dagli opponenti nell'atto d'appello equivarrebbe infatti, in sostanza, al riconoscimento delle pretese dei ricorrenti. Sennonché l'intenzione di contestare tali pretese emerge proprio dall'impugnazione del giudizio di primo grado, che le accoglieva integralmente. In simili circostanze, non si può tacciare di arbitrio la decisione del Tribunale d'appello di considerare la frase citata dai ricorrenti semplicemente quale descrizione delle pattuizioni contrattuali.