Citation: 6B_83/2022 E. 4

A ragione il ricorrente rimprovera alla CARP di aver ecceduto il proprio margine di manovra escludendo la sussistenza del dolo nella fattispecie. Non è in concreto contestato che l'opponente fosse consapevole del limite di velocità vigente su quel tratto di strada né che tale limite fosse dettato da ragioni di sicurezza stradale. Appare manifesto che la fattispecie non abbia nulla di paragonabile con le costellazioni evocate dalla giurisprudenza in cui è prospettabile negare la sussistenza del dolo in relazione a una grave inosservanza del limite di velocità (v. sup ra consid. 3.3). L'autorità cantonale riporta le dichiarazioni dell'opponente secondo cui egli ha effettuato una "breve gasata" cedendo alle richieste del figlio della compagna, cominciando ad accelerare "all'altezza dell'hotel X.________ sino [...] in sostanza dove [...] si trovava l'operatore laser", ma rimanendo "allibito" dalla velocità rilevata. L'opponente ha agito per fornire una dimostrazione di potenza dell'autovettura a un ragazzino, e quindi con un movente inconsistente e altamente diseducativo che la stessa CARP ha qualificato di "fortemente censurabile". Ciononostante, ha ritenuto tale elemento, definito "emotivo", a comprova dell'assenza di intenzionalità di commettere una grave inosservanza del limite di velocità, laddove invece avrebbe dovuto essere valutato in senso contrario. Ha poi tenuto conto anche dell'elemento "spaziale", considerando un'unica accelerata assai limitata nello spazio. Sennonché risulta che l'opponente ha cominciato la fase di accelerazione già all'altezza dell'hotel X.________e quindi, secondo i dati di Google map, all'incirca 1,5 km prima della postazione del rilevamento radar. La fase di accelerazione non può dirsi propriamente contenuta nello spazio e un conducente diligente avrebbe dovuto tenere d'occhio il tachimetro, ciò che l'opponente sembra non aver fatto, atteso che si è dichiarato allibito dalla velocità raggiunta. Non si comprende poi come il fatto che l'accelerazione da 140 km/h a 152 km/h sia durata "soli 8 secondi" su una distanza di 320-330 metri possa escludere l'intenzionalità di superare in modo grave il limite di velocità vigente, accettando il connesso rischio di causare un incidente anche solo per effetto di una perdita di padronanza del veicolo. Ciò vorrebbe dire ancora una volta che l'opponente per ben 8 secondi non ha controllato il tachimetro, malgrado fosse in una fase di volontaria accelerazione, violando in tal modo un dovere di elementare diligenza. La strada rettilinea, l'assenza di traffico e la buona visibilità su tutta la carreggiata, oppure ancora l'autonoma decelerazione non mutano la sostanza delle cose, ossia il movente e la violazione del dovere di diligenza. In simili circostanze, negando la realizzazione dell'aspetto soggettivo della grave infrazione qualificata alle norme della circolazione stradale, la CARP ha violato il diritto federale.