Citation: 1A.132/2003 19.12.2003 E. 1.1

1.1.1 Secondo gli art. 97 e 98 lett. g OG, combinati con l'art. 5 PA, la via del ricorso di diritto amministrativo è aperta contro le decisioni delle autorità cantonali d'ultima istanza fondate sul diritto federale - o che avrebbero dovuto esserlo - sempre che non sia realizzata nessuna delle eccezioni previste agli art. 99 a 102 OG o nella legislazione speciale (DTF 128 I 46 consid. 1b e rinvii, 125 II 10 consid. 2a, 124 I 223 consid. 1a/aa, 231 consid. 1a, 124 II 409 consid. 1a e 1d/dd). Il ricorso di diritto amministrativo è pure ammissibile contro le decisioni cantonali fondate nel medesimo tempo sul diritto federale e sul diritto cantonale, in quanto sia in discussione la violazione di norme di diritto federale direttamente applicabili (DTF 128 I 46 consid. 1b/aa, 128 II 56 consid. 1a/aa e rinvii). Realizzandosi una simile connessione tra le norme cantonali e quelle federali, il Tribunale federale esamina liberamente, nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, se il diritto cantonale sia conforme alle norme superiori federali (cfr. art. 104 lett. a OG; DTF 123 II 231 consid. 2, 121 II 39 consid. 2a, 72 consid. 1b). Per contro, è il rimedio del ricorso di diritto pubblico a essere dato contro decisioni fondate esclusivamente sul diritto cantonale e che non presentino alcuna connessione con l'applicazione del diritto federale (DTF 128 I 46 consid. 1b e rinvii, 125 II 10 consid. 2a, 124 II 409 consid. 1d/dd, 123 II 359 consid. 1a/aa, 121 II 72 consid. 1b). 1.1.2 In quanto il giudizio impugnato, concernente l'ordine di demolizione e il diniego della licenza edilizia, è fondato sul diritto federale della protezione dell'ambiente, in particolare sull'art. 6 dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1), il ricorso di diritto amministrativo è di principio ammissibile. Poiché l'eliminazione di opere vietate dal diritto federale (in concreto dal diritto di protezione ambientale) può essere imposta, indipendentemente dalla regolamentazione cantonale, sulla base della normativa federale, anche l'ordine di demolizione è impugnabile con questo rimedio (DTF 129 II 321 consid. 1.1, 123 II 248 consid. 4, 111 Ib 213 consid. 6). Per contro, ove il ricorrente sostiene che il manufatto litigioso rispetterebbe le norme antincendio, egli accenna a una pretesa violazione del diritto cantonale autonomo, segnatamente delle disposizioni edilizie di polizia del fuoco (cfr. art. 41a segg. della legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991 [LE]). Tale censura può essere fatta valere solo con un ricorso di diritto pubblico, che il ricorrente non ha tuttavia presentato (art. 84 segg. OG; cfr. sentenza del 10 maggio 1986, pubblicata in ZBl 88/1987, pag. 261 segg.). Accennata nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, la criticata violazione delle norme di polizia del fuoco non adempie le esigenze di motivazione del ricorso di diritto pubblico (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 129 I 113 consid. 2.1 e rinvii) ed è quindi inammissibile. 1.2 Il ricorrente, che si è visto ordinare la demolizione del manufatto e respingere la domanda di costruzione per il suo spostamento, ha un interesse degno di protezione all'annullamento della decisione impugnata ed è quindi legittimato a ricorrere (art. 103 lett. a OG). 1.3 Con il ricorso di diritto amministrativo si può far valere la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG). L'accertamento dei fatti vincola il Tribunale federale se l'istanza inferiore, come è qui il caso, è un'autorità giudiziaria e i fatti non risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG; DTF 125 II 369 consid. 2d). Nell'ambito di questo rimedio il giudice amministrativo federale può essere adito anche con censure relative alla violazione di diritti costituzionali dei cittadini, che valuta con lo stesso potere d'esame di quando statuisce, come giudice costituzionale, su un ricorso di diritto pubblico (DTF 120 Ib 287 consid. 3d, 119 Ib 380 consid. 1b). Ove il ricorrente si limita ad accennare a una pretesa violazione di diritti costituzionali, segnatamente del divieto dell'arbitrio, della buona fede, della parità di trattamento e della garanzia della proprietà, senza spiegare in che consiste la violazione, il gravame è insufficientemente motivato e non può essere esaminato nel merito.