Citation: 5A_98/2023 E. 2.2.2

2.2.2. Secondo i ricorrenti, il Presidente della Camera di protezione avrebbe accettato " acriticamente la tesi che la mancata frequenza scolastica sia una violazione dei doveri genitoriali " e " una minaccia ex art. 307 cpv. 1 CC ", senza considerare gli elementi che hanno costretto i genitori a tenere la figlia a casa (" in particolar modo: la situazione del Covid-19, gli inutili sforzi dei genitori per mandarcela senza che indossasse la mascherina [...] e l'insofferenza di C.________ per la mascherina, al punto da darle una limitazione fisica nella respirazione ") e senza tenere conto degli " interessi del fanciullo, tra cui l'integrità fisica " e " i doveri genitoriali che tale integrità impongono di tutelar[e] ". A loro dire, l'autorità cantonale avrebbe in tal modo violato l'art. 9 Cost. (poiché " dire che i genitori abbiano agito contro il bene della figlia, mancando di garantire la sua regolare frequenza scolastica, è una semplificazione tale da divenire arbitrio "), l'art. 11 Cost. (per avere " mancato nell'obbligo di attuare un calcolo di rischio e beneficio [...] per C.________ "), l'art. 13 Cost. (per avere annichilito " il contenuto [della protezione della sfera privata], a discapito di un vuoto obbligo di frequenza che non teneva conto delle circostanze del caso ") e pure l'art. 29 Cost. (per avere violato il principio inquisitorio illimitato "nella presunzione apodittica che una teoria sia vera a discapito di un'altra, senza alcuna valutazione dell'altra (danni minori dalla mascherina rispetto alla mancata frequenza scolastica) "). Tali generiche censure di violazione degli art. 9, 11, 13 e 29 Cost. non soddisfano le rigorose esigenze di motivazione dei combinati art. 117 e 106 cpv. 2 LTF. Inoltre, con queste censure, i ricorrenti partono dal presupposto che, per stabilire la conformità della ripartizione di tasse e spese di prima sede con l'art. 107 cpv. 1 lett. e CPC, il Presidente della Camera di protezione si sia fondato sul criterio dell'esito che avrebbe avuto la procedura se non fosse divenuta priva d'oggetto. Come visto, il Presidente si è invece fondato su un altro criterio (non c'è infatti un ordine di priorità tra i criteri da considerare nell'applicazione dell'art. 107 cpv. 1 lett. e CPC ed essi non devono nemmeno per forza essere esaminati in modo cumulativo; il giudice deve al contrario determinare il criterio o i criteri più adeguati alle circostanze del caso concreto; v. sentenza 5A_729/2021 del 24 febbraio 2022 consid. 4.2.2.2.1 con rinvio), ricercando ovvero quale parte avesse occasionato la procedura dinanzi all'autorità di protezione e ritenendo in concreto che l'interruzione prolungata della frequentazione scolastica della minore, senza che risultasse una richiesta formale di deroga all'obbligo formativo, giustificasse l'avvio di una valutazione della situazione della minore e che quindi tasse e spese di prima sede potevano essere addebitate ai genitori. Con tale argomento i ricorrenti non si confrontano minimamente; essi nemmeno lamentano una violazione del divieto dell'arbitrio nell'applicazione dell'art. 107 cpv. 1 lett. e CPC. Le censure risultano insufficientemente motivate e vanno ritenute irricevibili.