Citation: 6B_885/2014 E. 6.2

6.2. Occorre innanzitutto rilevare che al ricorrente non è rimproverato un reato omissivo improprio ma un comportamento attivo, sicché le sue considerazioni su un'eventuale posizione di garante o sull'applicazione dell'art. 11 CP esulano dall'oggetto del litigio e sono pertanto inammissibili. Quanto alla contestazione della causalità, il ricorrente la critica scostandosi dai fatti accertati dalla Corte cantonale che vincolano il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). In particolare minimizza la rilevanza delle informazioni sottaciute o fornite in modo fallace al consiglio di amministrazione. Non si confronta però con gli accertamenti e le valutazioni della CARP relativi alle circostanze della seduta del consiglio di amministrazione del 15 dicembre 2008 e con le manchevolezze concretamente rimproverategli in tale occasione. Il ricorrente disattende tra l'altro che la Corte cantonale ha rilevato ch'egli ha mentito agli amministratori circa il contenuto della due diligence e che non ha nemmeno mostrato loro, o quantomeno spiegato nei dettagli, il contratto di acquisto delle azioni di C.________ AG, già firmato e di cui ha anzi sottaciuto l'esistenza. Ha altresì passato sotto silenzio l'ulteriore componente di prezzo (Zusatzzahlungen) in aggiunta a quello di acquisto massimo. Inoltre, sempre secondo quanto accertato in sede cantonale, l'assicurazione secondo cui gli importi generati per C.________ AG dai mandati di AET erano esclusi dai parametri della cifra d'affari alla base del calcolo del prezzo, è stata fornita dal ricorrente su esplicita richiesta dei membri del consiglio di amministrazione ed è stata determinante per l'avallo del contratto di acquisto delle azioni di C.________ AG da parte di quest'organo dell'azienda. In tali circostanze, considerato che il danno patrimoniale di AET è stato causato dal pagamento disposto in adempimento di questo contratto, l'esistenza di un nesso causale con l'agire del ricorrente non può oggettivamente essere negata.