Citation: I 621/05 13.07.2006 E. 5

5.1 Nel caso in esame l'UAI censura il rinvio dell'incarto alfine di procedere ad ulteriori accertamenti specialistici in quanto dagli atti risulterebbe in modo inequivocabile che l'inabilità lavorativa dell'opponente è cagionata in primo luogo dall'importante abuso etilico persistente e non da un danno alla salute psichico invalidante. Secondo il servizio medico regionale dell'AI (SMR), inoltre, la depressione di media gravità di cui soffre l'assicurato non sarebbe tale da pregiudicare le funzioni lavorative. 5.2 Dal rapporto del dott. S.________, psichiatra, interpellato dall'autorità competente al fine di stabilire se l'opponente necessitava di essere posto sotto tutela, emerge in particolare che l'assicurato si è visto confrontato sin dalla più tenera età con un destino particolarmente crudele. L'anamnesi personale colpisce infatti per i lutti che B.________ si è visto costretto ad affrontare fin da piccolo. In giovane età muoiono un fratello, di malaria, e una sorella, in seguito ad un incidente; la madre decede a quarant'anni di carcinoma; il padre naturale, dedito all'alcol e violento nei confronti del figlio, si suicida sparandosi in bocca e quest'ultimo deve riconoscerne la salma; pure colui che negli anni successivi farà le veci del padre si suicida. I genitori inoltre divorziano così come pure l'assicurato che perde i contatti anche con la figlia, e, dopo trent'anni di attività nello stesso istituto, il lavoro. Dagli atti risulta pure che negli anni ottanta l'opponente si è sottoposto ad una terapia di coppia; nel 1992 è stato ricoverato una prima volta presso la clinica psichiatrica cantonale (CPC) per etilismo, in seguito presso la clinica X.________ e dal 23 marzo al 3 aprile 2002 nuovamente presso la clinica psichiatrica cantonale. Successivamente, ancora nel mese di aprile, si è presentato personalmente in clinica, in quanto sofferente di depressione. Per sua volontà è stato tuttavia dimesso il giorno dopo, non intendendo egli sottoporsi a cura alcuna. A proposito della dipendenza da bevande alcoliche, l'assicurato ha precisato di essersi ubriacato a diciotto anni per sbaglio e di aver in seguito bevuto quando si sentiva depresso o credeva di aver subito un'ingiustizia. Lo psichiatra interpellato, dott. S.________, ha quindi posto le diagnosi di sindrome depressiva ricorrente (ICD 10 F 33), disturbo di personalità dipendente (ICD 10 F 60.7), sindromi e disturbi psichici e comportamentali dovuti all'uso di alcol, sindrome di dipendenza, uso continuo (ICD 10 F 1.25), precisando che il paziente non mostrava alcuna capacità di critica in merito a questa problematica, né era in grado di provvedere ai propri interessi personali e gestionali, e che pertanto necessitava di durevole protezione e assistenza di un tutore (referto peritale del 27 maggio 2003). La dott.ssa D.________ del servizio psicosociale di Mendrisio, in un successivo rapporto medico redatto all'attenzione dell'UAI, ha posto la medesima diagnosi del dott. S.________, specificando che la capacità lavorativa dell'assicurato era nulla dal 2000 e che i danni alla salute esistevano da anni. Da tutti gli atti medici emerge inoltre che l'interessato rifiuta ogni tipo di terapia (farmacologica, psicoterapica), è scarsamente critico per quanto riguarda le proprie condizioni, tende all'isolamento e conduce una vita sregolata. Dal canto suo, il medico responsabile del SMR, dott. L.________, interpellato dall'amministrazione, afferma che una depressione di media gravità, come quella lamentata dall'assicurato, è di per se suscettibile di sostegno e non inficia in modo totale la capacità lavorativa; inoltre, per stabilire il rapporto causa effetto tra depressione e dipendenza dall'alcol sarebbe necessario, a mente del dott. L.________, un periodo di astinenza.