Citation: 1A.121/2001 21.12.2001 E. 3

I ricorrenti affermano che la decisione di chiusura concerne non solo documentazione bancaria ma anche verbali di sequestro e di interrogatorio, sicché la CRP sarebbe incorsa in una svista manifesta, che renderebbe nulla la motivazione della decisione impugnata. A torto. Nel contestato giudizio la CRP ha rilevato che con la decisione di chiusura è stata ordinata la trasmissione della documentazione bancaria acquisita presso il CREDIT SUISSE di Zurigo inerente alla relazione intestata alla C.________ AG, a una relazione presso l'UBS SA di Lugano intestata a Z.________ e a un'altra presso la FINTER BANK Zürich di Chiasso intestata a J.________: è stata ordinata altresì la consegna di un verbale di sequestro e di verbali di interrogatorio concernenti terzi, come pure di un verbale di esecuzione della Polizia cantonale di Zurigo. La CRP, accertato che i ricorrenti non erano titolari dei citati conti, ha ritenuto ch'essi non erano legittimati neppure a opporsi alla trasmissione dei verbali di interrogatorio e della documentazione sequestrata presso la società zurighese. I motivi, posti a fondamento della decisione impugnata, per negare la legittimazione dei ricorrenti si fondano sulla citata giurisprudenza del Tribunale federale. Al riguardo i ricorrenti si limitano ad addurre che questa prassi potrebbe valere per l'avente diritto economico: asseriscono che non sarebbe tuttavia detto una volta per tutte che le terze persone il cui nome, le cui transazioni, i cui interessi personali, familiari, professionali ed economici sono rilevabili dalla lettura dei documenti bancari non dovrebbero essere considerate come direttamente toccate ai sensi degli art. 21 cpv. 3 e 80h AIMP. A sostegno della loro tesi richiamano la critica della prassi inerente alla mancata legittimazione dell'avente diritto economico e della persona perseguita all'estero espressa da Peter Popp (Grundzüge der internationalen Rechtshilfe in Strafsachen, Basilea 2001, n. 557/558 pag. 373 seg.). Essi adducono inoltre che nella decisione impugnata la CRP, per motivare il contestato diniego di legittimazione riguardo alla trasmissione dei verbali di interrogatorio, dove è menzionata la ricorrente, non ha indicato nessuna massima giurisprudenziale. Ora, premesso che i ricorrenti nemmeno fanno valere di essere i beneficiari economici dei conti litigiosi, anche se è vero che la Corte cantonale non ha citato espressamente la relativa giurisprudenza, è altrettanto vero che le sue considerazioni corrispondono alla citata prassi del Tribunale federale. Le generiche critiche mosse dai ricorrenti a questa invalsa giurisprudenza sono già state esaminate dal Tribunale federale nelle menzionate decisioni cui, per brevità, si rinvia (v. consid. 2.1 - 2.3) e non inducono a scostarsene.