Citation: 4C.367/1999 07.02.2000 E. 1

1.- Giusta l'art. 255 cpv. 1 CC la paternità del marito è presunta se il figlio è nato durante il matrimonio e ciò vale anche qualora il concepimento sia avvenuto prima della sua conclusione. In concreto, la Corte cantonale ha stabilito che la presunzione di paternità a favore dell' attore è stata superata dall'accoglimento dell'azione di disconoscimento promossa dal figlio. Ciò non ha tuttavia comportato anche il superamento della presunzione del suo concubito con la madre, non avendo egli mai ammesso di non avere avuto rapporti con la madre all'epoca del concepimento. L'autorità ticinese ha in particolare messo in evidenza il fatto che l'azione di disconoscimento non è stata accolta per effetto della contestazione facilitata prevista dall'art. 256 cpv. 1 CC - di per sé possibile visto che il concepimento risale al periodo precedente il matrimonio - bensì a causa della perizia eseguita sul sangue delle parti, richiesta proprio dal qui attore. Pur ritenendo quanto appena esposto sufficiente per giustificare la reiezione dell'appello, i giudici ticinesi hanno esaminato la fattispecie anche nell'ottica della censura del convenuto, secondo il quale l'attore avrebbe dovuto dimostrare di aver avuto rapporti intimi con la madre del bambino all'epoca del concepimento. Orbene, data l'impossibilità - pratica - di fornire la prova sicura dell' esistenza a una certa data di rapporti intimi tra le persone interessate, il legislatore si è limitato ad esigere dal presunto padre una prova che raggiunga il grado della verosimiglianza in merito al concubito con la madre all'epoca del concepimento (art. 256b cpv. 2 CC). Nella fattispecie in rassegna l'unica prova diretta a questo proposito è costituita dall'interrogatorio formale dell'attore, che però non fornisce espliciti elementi a sostegno o a detrimento della tesi dell'esistenza di rapporti intimi tra lui e la madre di D.________ all'epoca del concepimento. È però vero che dal tenore delle sue dichiarazioni tali rapporti vengono dati per sottintesi, nel senso ch'egli si è mostrato sinceramente sorpreso nell'apprendere, solo con l'azione di disconoscimento, che il convenuto era padre naturale del bambino. I giudici ticinesi hanno inoltre osservato come, nell'azione di divorzio, la madre avesse inizialmente indicato il figlio come frutto del matrimonio, avvisando solo in seguito il convenuto della sua paternità. Infine, anche dal profilo delle circostanze contingenti, nulla induce a ritenere improponibile il concubito tra l'attore e la madre al momento del concepimento. Donde la decisione di confermare il giudizio pretorile.