Citation: 1C_282/2015 E. 1

Ha accertato che in seguito all'infrazione in esame il Prefetto della Provincia di Como ha vietato al ricorrente di circolare sul suolo italiano per la durata di 30 giorni. Ha ritenuto che il superamento di velocità di 35 km/h in autostrada costituisce un'infrazione grave (art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr), punibile in ambito amministrativo con una revoca della patente di almeno 12 mesi se nei cinque anni precedenti la licenza è già stata revocata per un'infrazione grave (art. 16c cpv. 2 lett. c LCStr). Riassunte le precedenti infrazioni commesse dal ricorrente, ha rilevato che in tutte le fasi del procedimento svizzero egli era assistito da un legale, che si è limitato a minimizzare i fatti e a sottolineare la sua necessità professionale, quale guardia di confine, a condurre. Ha osservato ch'egli non ha mai puntualizzato se e in che misura il divieto di guidare in Italia gli è stato di pregiudizio. Ritenuta la presenza di un'infrazione grave secondo la normativa svizzera, la pessima reputazione quale conducente, le scarse se non inesistenti ripercussioni del divieto di guidare in Italia, come pure, a suo beneficio, la necessità professionale di guidare veicoli a motore, l'istanza precedente ha ritenuto senz'altro giustificata e proporzionale la criticata revoca di dodici mesi, che corrisponde al minimo previsto dalla legge per la recidiva e il genere di violazione, considerato anche ch'egli non ha saputo trarre alcun insegnamento dalle precedenti sanzioni penali e amministrative.