Citation: 2C_628/2024 E. 5.4

5.4. Ad una conclusione più favorevole agli insorgenti non conduce il richiamo al diritto di stabilimento riconosciuto dall'art. 49 segg. del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), accompagnato dall'indicazione che "per libertà di stabilimento si intende la possibilità di costituire e gestire un'impresa o intraprendere una qualsiasi attività economica in un Paese della Comunità Europea, anche tramite l'apertura di agenzie, filiali e succursali" (ricorso, pag. 12). In effetti, in discussione non è l'attività imprenditoriale del ricorrente 1 e la facoltà di aprire "agenzie, filiali e succursali" nel nostro Paese. Diversamente, ciò che andava verificato era se egli adempisse alle condizioni per ottenere un permesso per svolgere, quale frontaliere giusta l'art. 7 allegato I ALC, un'attività dipendente per una società a garanzia limitata con sede in Svizzera, oppure se gli fosse lecito esercitare una professione in Svizzera soltanto nel quadro di quanto previsto dalla legge federale sui lavoratori distaccati (art. 1 cpv. 1 lett. a e b LDist; precedente consid. 4.3). Anche da questa critica emerge comunque bene l'approccio del ricorrente 1 che - in linea con ciò che risulta dal precedente considerando 5.3 - non è quello di un semplice lavoratore dipendente, bensì di un imprenditore che vorrebbe svolgere la propria attività al di qua e al di là dal confine, attraverso strutture che egli stesso definisce come "agenzie, filiali e succursali" su suolo svizzero.