Citation: 5P.351/2000 17.10.2000 E. 3

3.- a) I giudici cantonali hanno ritenuto che il reddito del ricorrente, attivo come ingegnere indipendente, doveva essere valutato su un arco di tempo di tre anni e non solo sul periodo annuale antecedente la domanda, dato che, per una serie di fattori, le entrate di un indipendente possono subire fluttuazioni anche rilevanti. Nella fattispecie, secondo la sentenza impugnata, il reddito professionale conseguito dal ricorrente era di fr. 127'556, 30 nel 1995, di fr. 88'533, 90 nel 1996 e di fr. 92'905. 38 nel 1997, importi che corrispondono a un reddito mensile medio di fr. 8'583, 20. Nel medesimo periodo egli ha pure beneficiato di un'entrata mensile d'altra fonte di fr. 3'145.--, che sommata ai predetti proventi dall'attività professionale, dà un reddito mensile complessivo totale di fr. 11'728, 20. b) Il ricorrente ritiene che in concreto i giudici cantonali hanno arbitrariamente applicato i principi sviluppati dalla dottrina e giurisprudenza nel caso di forti fluttuazione di reddito, poiché nella fattispecie ci si trova in presenza di circostanze che impongono il calcolo del reddito conseguibile al momento in cui è emanato il giudizio cautelare. La diminuzione del suo reddito, dovuta alla congiuntura, durerà a lungo e non costituisce un fattore solo temporaneo, di guisa che non si può considerare i redditi anteriori, stabilendo poi una media ai fini della fissazione del reddito determinante per il calcolo degli alimenti. Inoltre, i giudici cantonali sono incorsi in una svista manifesta per quanto riguarda il reddito conseguito nel 1997. c) La tesi dei giudici cantonali è di principio del tutto corretta, specie se, come in concreto, il reddito subisce sbalzi rilevanti (Bühler/Spühler, op. cit. , n. 149 all'art. 145 vCC; Hausheer/Spycher, op. cit. , pag. 42, n. 01.34). A prescindere dal fatto che la crisi congiunturale nell'edilizia ticinese durava già da qualche anno al momento dell'introduzione della domanda, e quindi gli anni presi in considerazione dai giudici cantonali si riferiscono già a quel periodo congiunturale non particolarmente favorevole, giova notare che nel 1999 e nel 2000 si è verificata, secondo quanto riferito dalle associazioni padronali stesse, una certa ripresa. In queste condizioni non appare pertanto arbitrario procedere, come hanno fatto i giudici cantonali, mediante una valutazione media ponderata dei redditi degli ultimi tre anni. È ben vero che essi sono incorsi in una svista manifesta in relazione al reddito professionale del 1997, che hanno considerato nella sua globalità per entrambi gli ingegneri titolari della società, mentre invece doveva essere considerato solo per la parte di un mezzo spettante al ricorrente. Ma questa svista, anche se corretta, non rende insostenibile e arbitraria la sentenza impugnata: anziché fr. 11'728, 20 di reddito medio mensile si avrebbe un importo di fr. 10'437, 85, ossia una cifra ancora più che sufficiente per far fronte al contributo alimentare a favore della moglie (fr. 4'062, 50) senza intaccare il proprio fabbisogno minimo (fr. 6'176, 25 fino al 31.8.1998 e fr. 5'091.-- successivamente). Irrilevante ai fini del giudizio appare poi il fatto che per il 1997 si sia proceduto alla liberazione di una riserva contabile riferentisi a lavori eseguiti e non ancora fatturati; quel reddito avrebbe dovuto figurare nel periodo contabile in cui venne conseguito e l'assenza di una posta di sospesi nei conti dimostra semmai la scarsa trasparenza degli stessi. D'altra parte, va tenuto conto che il contributo a favore della moglie è stato stabilito con una sentenza di separazione cresciuta in giudicato e che il contributo ivi fissato decadrà con la crescita in giudicato della sentenza di divorzio, ossia entro breve termine, atteso che il diritto a ottenere il divorzio è scontato (art. 114 CC) e che il regime dei beni è già stato liquidato in sede di separazione. Alla luce di tutte le suesposte considerazioni ben si deve concludere che il giudizio impugnato, rifiutando nell'ambito della provvisionale del successivo divorzio una modifica del contributo a favore della moglie stabilito nella sentenza di separazione, specie nel suo risultato non appare ancora arbitraria, ossia manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesiva di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione con il senso di giustizia ed equità (DTF 125 II 10 consid. 3a e rinvii).