Citation: 6B_610/2023 E. 3

Avvalendosi dell'art. 14 Patto ONU II, dell'art. 6 CEDU, degli art. 29, 30 e 31 Cost., nonché dell'art. 3 cpv. 2 lett. c CPP, il ricorrente si duole dell'iniquità del procedimento a suo carico in seguito a una serie di violazioni procedurali. In particolare lamenta la mancata assunzione delle prove richieste dalla difesa, la violazione della presunzione di innocenza, del principio della parità delle armi, la carcerazione illegale e delle condizioni di detenzione contrarie "all'umanità e dalla dignità". Sostiene che, benché abbia sollevato tali problematiche in sede di appello, la CARP le avrebbe ignorate e non si sarebbe pronunciata in merito, ciò che configurerebbe una denegata giustizia. L'insorgente pare confondere la denegata giustizia con la violazione del diritto di essere sentito. È opportuno allora ricordare che l'autorità commette una denegata giustizia e viola l'art. 29 cpv. 1 Cost. se non entra nel merito di una causa sottopostale nelle forme e nei termini prescritti, sebbene avrebbe dovuto farlo. Essa viola invece il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. se disattende il suo dovere di motivare la decisione teso a permettere all'interessato di comprendere la portata del giudizio e le eventuali possibilità di impugnazione (DTF 142 II 154 consid. 4.2). L'autorità non è tuttavia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutti gli argomenti sollevati (fatti, mezzi di prova, censure), potendo limitarsi a quelli che, senza arbitrio, appaiono rilevanti per il giudizio, in quanto atti a influire sulla decisione (DTF 150 III 1 consid. 4.5 con rinvii). Inoltre, purché la comprensione non ne sia ostacolata, la motivazione di una decisione può anche essere implicita, risultare dai diversi considerandi della stessa o da rinvii ad altri atti (DTF 141 V 557 consid. 3.2.1). In concreto la CARP è entrata nel merito dell'appello presentato dal ricorrente. Non sussiste dunque una denegata giustizia. Il fatto che, come preteso nel gravame, non si sia pronunciata su alcuni aspetti sollevati dalla difesa attiene pertanto a un'eventuale violazione del diritto di essere sentito dell'insorgente, su cui si tornerà più avanti (v. in particolare infra consid. 5).