Citation: 1P.430/2006 15.06.2007 E. 3

3.1 I ricorrenti accennano infine a un'asserita violazione del diritto all'uguaglianza di trattamento (art. 8 cpv. 1 Cost.), visto che la particella zzz, contrariamente al loro fondo, è stata attribuita alla zona edificabile. 3.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il principio dell'uguaglianza dinanzi alla legge (DTF 131 I 1 consid. 4.2; 130 I 65 consid. 3.6; 129 I 346 consid. 6) ha una portata necessariamente limitata nell'ambito di provvedimenti pianificatori. Siccome occorre formare delle zone, è necessario poterle delimitare: non è quindi insostenibile trattare differentemente sotto il profilo pianificatorio ed edilizio anche terreni analoghi per conformità e posizione (DTF 121 I 245 consid. 6e/bb; 117 Ia 302 consid. 4b; 116 Ia 193 consid. 3b). L'invocato principio si identifica in sostanza con il divieto dell'arbitrio: per non essere definita arbitraria, la delimitazione delle zone deve fondarsi su criteri pianificatori oggettivi e ragionevoli (DTF 117 Ia 434 consid. 3e; 115 Ia 384 consid. 5b). 3.3 Anche su questo punto l'ammissibilità del ricorso nell'ottica dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG appare alquanto dubbia, poiché i ricorrenti si limitano ad addurre che le due particelle sono ubicate nel medesimo comparto ed entrambe sono urbanizzate. La circostanza che la zona edificabile semi-residenziale, dove si trova la confinante particella zzz, è stata imposta dal Gran Consiglio, contro la volontà del Comune, e del Governo cantonale, nell'ambito dell'evasione dei ricorsi interposti contro l'approvazione del previgente piano regolatore, dimostra che non si è in presenza della medesima fattispecie. Limitandosi a sostenere che la citata decisione granconsigliare sarebbe irrilevante, decisiva essendo al loro dire soltanto l'esistenza della limitrofa zona edificabile, i ricorrenti neppure tentano di dimostrare che il Comune prima e la Corte cantonale poi avrebbero trattato in maniera diversa, senza fondarsi su criteri oggettivi, due fattispecie analoghe. Visto che le situazioni poste a confronto sono differenti, non può esserne dedotta la violazione del diritto alla parità di trattamento. In effetti la zona edificabile in esame è stata decisa nel quadro di una procedura anteriore. Le ragioni precedentemente esposte attestano comunque, che la controversa esclusione dalla zona edificabile e la distinzione tra le zone nel comparto in discussione non integrano gli estremi dell'arbitrio.