Citation: H 29/02 01.07.2003 E. 2

2.1 La ricorrente sostiene in primo luogo che la rendita va calcolata anche secondo le disposizioni vigenti prima dell'entrata in vigore, in data 1° gennaio 1997, della decima revisione dell'AVS, in quanto secondo le disposizioni transitorie i nuovi redditi determinanti non devono provocare prestazioni inferiori. L'affermazione risulta infondata. 2.2 In effetti nel caso concreto si applica unicamente il diritto in vigore dal 1° gennaio 1997, introdotto con la decima revisione dell'AVS, non solo per fissare l'ammontare della rendita di vecchiaia, sorta nel 2000, ma anche per stabilire l'importo della rendita per vedove, venuta in essere appunto il 1° agosto 1998 e quindi dopo l'entrata in vigore della decima revisione (sentenza del 31 maggio 2001 in re X. consid. 1, H 204/99; si veda e contrario anche sentenza del 5 luglio 2000 in re F. consid. 2, H 302/98). La lett. c cpv. 1 prima frase delle disposizioni transitorie prevede infatti, quale principio generale, che le nuove norme si applicano a tutte le rendite che insorgono dopo il 31 dicembre 1996, mentre la seconda frase precisa che le norme stesse si applicano parimenti alle rendite semplici di vecchiaia in corso di persone il cui coniuge ha diritto ad una rendita di vecchiaia dopo il 31 gennaio 1996 o il cui matrimonio è sciolto dopo questa data (si veda in proposito A. Berger, La 10e révision de l'AVS, un tournant dans la politique sociale, in: Sécurité sociale 1994, pag. 255 e 275). Del resto pure le rendite sorte prima del 1° gennaio 1996 e fissate in base alla somma dei redditi dei coniugi vengono trasformate, alla luce del nuovo diritto, quattro anni dopo l'entrata in vigore della citata revisione, e ricalcolate in base al principio dello splitting (lett. c cpv. 5 e 7 delle disposizioni transitorie della decima revisione dell'AVS; Berger, op. cit., pag. 255 e 275). Per quanto riguarda infine il capoverso 10 della lett. c prima frase delle disposizioni transitorie, richiamato dalla ricorrente a giustificazione dell'applicazione del vecchio diritto, secondo cui « i nuovi redditi determinanti non devono provocare prestazioni inferiori », va rilevato che questa Corte ha già ripetutamente giudicato che la norma si applica unicamente ai capoversi da 5 a 9 della medesima disposizione (sentenze del 31 maggio 2001 in re X. consid. 3, H 204/99, e del 10 luglio 2000 in re O. consid. 3, H 239/98). La fattispecie che ci occupa non riguarda tuttavia nessuno dei casi citati, essendo la rendita per vedove e la rendita di vecchiaia sorte dopo l'entrata in vigore della decima revisione dell'AVS ai sensi del capoverso 1 disposizione transitoria c alla revisione stessa. 2.3 A proposito del diritto applicabile la Corte cantonale ha quindi correttamente indicato che la rendita vedovile ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 LAVS, nella versione in vigore dal 1° gennaio 1997, è calcolata in base alla durata di contribuzione ed al reddito annuo medio della persona deceduta, che è composto dal reddito non ripartito e dagli accrediti per compiti educativi o assistenziali. Il tribunale di prime cure ha pure giustamente evidenziato che la rendita di vecchiaia si calcola invece in base ai redditi ripartiti come previsto all'art. 29quinquies cpv. 3 LAVS, nella versione in vigore dal 1° gennaio 1997. Secondo questa disposizione i redditi che i coniugi hanno conseguito durante gli anni civili di matrimonio comune vengono ripartiti e attribuiti per metà a ciascuno dei coniugi. Per la lettera b della norma in questione la ripartizione è effettuata se una persona vedova, come nell'evenienza concreta, ha diritto ad una rendita di vecchiaia. Nel giudizio è pure stato menzionato il capoverso 4 lettera a del citato articolo secondo cui alla ripartizione sottostanno solo i redditi conseguiti tra il 1° gennaio che segue il compimento dei venti anni e il 31 dicembre che precede l'insorgere dell'evento assicurato da parte del coniuge che ha per primo diritto alla rendita. Infine è stato giustamente fatto riferimento all'art. 24b LAVS giusta il quale se un'assicurata ha diritto sia alla rendita per vedove che a quella di vecchiaia può pretendere la rendita più elevata.