Citation: 2P.95/2004 27.05.2005 E. 5

5.1 I ricorrenti fanno valere che il tratto stradale già esistente - l'unico che utilizzano - non è stato allargato, bensì semplicemente asfaltato a nuovo, mentre la parte nuova, edificata ove in precedenza vi erano solo fondi prativi, ha comportato la costruzione vera e propria di una nuova strada, la quale ora consente l'accesso e l'urbanizzazione di altri fondi. Precisano poi che la strada preesistente ha servito per decenni il comprensorio e avrebbe potuto continuare a farlo senza alcuna necessità di ristrutturazione, essendo perfettamente agibile. In queste condizioni, considerare l'opera un insieme, come fatto dalla Corte cantonale, invece di suddividerla in classi di vantaggio, conformemente a quanto prescritto dall'art. 9 LCM, sarebbe inficiato d'arbitrio. Affermano in seguito che il fatto di disporre di una strada asfaltata a nuovo non potrebbe essere considerato come un vantaggio particolare dando luogo a contributo, poiché anche senza la nuova bitumatura i loro fondi avrebbero potuto continuare ad essere serviti adeguatamente dalla strada preesistente. Inoltre la nuova asfaltatura equivarrebbe a semplici lavori di manutenzione esclusi, giusta l'art. 3 cpv. 1 LCM, dalle opere che danno luogo a contributo. Infine, i ricorrenti considerano che gli argomenti ritenuti dalla Corte cantonale per ammettere che vi sia un vantaggio particolare e per confermare il principio dell'assoggettamento, non dimostrerebbero in che consisterebbe il loro preteso vantaggio particolare e sarebbero inficiati d'arbitrio. 5.2 Secondo costante giurisprudenza, una sentenza è arbitraria non già quando un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bensì quando appaia manifestamente insostenibile, in evidente contrasto con la situazione di fatto, in aperta violazione di una norma o di un indiscusso principio di legge, o ancora in inconciliabile contraddizione con il sentimento della giustizia. Arbitrio è dato solamente quando un giudizio appaia insostenibile non unicamente per la motivazione, bensì anche per l'esito concreto (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 173 consid. 3.1; 128 I 273 consid. 2.1 con rinvii). 5.3 La prassi ammette, quale regola generale, che la costruzione e la sistemazione di strade e marciapiedi costituiscono degli interventi dai quali derivano indubbi vantaggi per le proprietà immobiliari asservite da simili infrastrutture. Si è in presenza di un intervento di urbanizzazione generale, che dà dunque luogo a prelievo di contributi (art. 3 cpv. 1 lett. a LCM), allorquando un'opera già esistente viene migliorata, ristrutturata, resa più agibile ed inserita in modo maggiormente razionale e ordinato nel tessuto abitativo (RDAT 1998 II n. 29 pag. 101 consid. 6b). Dagli atti di causa emerge che i lavori concernenti la strada - di una larghezza di 4.20 m e di una lunghezza di 280.01 m - hanno incluso la preparazione del sottofondo, la posa della pavimentazione, la delimitazione dei bordi del campo stradale con mocche in granito, la costruzione di muretti a confine, la sistemazione di scarpate e la posa delle infrastrutture per l'illuminazione; sono ugualmente state sostituite delle condotte dell'acqua potabile nonché si è proceduto alla posa di una canalizzazione comunale per le acque miste. Orbene, si tratta d'interventi che hanno indubbiamente migliorato sia il livello d'urbanizzazione dell'area che l'accesso ai fondi asserviti dalla strada e che hanno creato le premesse necessarie per una circolazione più sicura e per un'agevole edificazione dei fondi ivi situati. I giudici cantonali hanno poi considerato che siccome l'asfaltatura esistente era stata eseguita negli anni ottanta, il tempo da allora trascorso ne aveva determinato l'usura ed evidenziato l'inadeguatezza delle strutture a fronte di un comprensorio nel quale le possibilità edificatorie non erano esaurite. Tale opinione non appare manifestamente insostenibile né sprovvista di fondamento oggettivo. In simili circostanze non è pertanto affatto arbitrario considerare che i suddetti lavori - i quali come testé illustrato vanno oltre una semplice asfaltatura anche per la parte iniziale e non possono pertanto essere definiti semplici interventi di manutenzione - costituiscono delle vere e proprie migliorie dell'opera esistente, idonee a far aumentare il valore delle singole proprietà circostanti e quindi dar luogo a contributo. Su questo punto la sentenza impugnata non risulta affatto sprovvista di fondamento oggettivo e va pertanto condivisa. Va poi osservato che visti i lavori eseguiti e ricordato che è stata creata una comoda via d'accesso, dotata di tutte le infrastrutture necessarie, la tesi della Corte cantonale secondo cui i lavori erano volti all'ottenimento di un unico risultato, ossia la globale e definitiva urbanizzazione di una determinata zona, non risulta sprovvista di fondamento oggettivo e può essere condivisa. Tale opinione corrisponde peraltro alla prassi e alla dottrina, secondo cui determinante è il fatto che, dalla comparazione del nuovo stato con la situazione anteriore, risulta un miglioramento ragguardevole, ad esempio, un accesso più agevole e, quindi, più sicuro, un miglioramento delle condizioni estetiche nonché della sicurezza del traffico, ciò che è avvenuto in concreto. Al riguardo i ricorrenti non affermano, perlomeno non conformemente a quanto richiesto dall'art. 90 OG, né forniscono alcun elemento atto a provare che, in confronto alla situazione preesistente, non vi sarebbe stato alcun cambiamento di rilievo. Su questo punto il ricorso va pertanto respinto.