Citation: 1P.35/2006 07.03.2006 E. 2

2.1 Il ricorrente lamenta una violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), perché non si sarebbe potuto esprimere sulla contestata accusa di circolazione in stato di ebrietà prima dell'emanazione del decreto d'accusa. 2.2 Questa contestazione non riguarda tuttavia la procedura d'indennità secondo l'art. 317 CPP/TI, oggetto del presente litigio, bensì il procedimento penale sfociato nella sentenza 2 luglio 2004 del giudice della Pretura penale. L'eventuale violazione di diritti di parte nell'ambito del procedimento penale andava innanzitutto contestata in quel procedimento: presentata per la prima volta con il gravame qui in esame, la censura è inammissibile per il mancato esaurimento delle istanze cantonali (cfr. art. 86 cpv. 1 OG). In ogni modo, premesso che il ricorrente non sostiene che il decreto d'accusa sarebbe stato emanato disattendo le modalità procedurali previste dagli art. 207 e 207a CPP/TI (cfr. Edy Meli, La promozione dell'accusa e l'eccezione dell'art. 207a CPP, in: RtiD I-2005, pag. 379 segg.), l'imputato ha potuto esprimersi in sede di dibattimento su tutte le accuse mosse nei suoi confronti, sicché il suo diritto di essere sentito è comunque stato ossequiato dalle autorità cantonali (DTF 126 I 19 consid. 2c e d).