Citation: 2C_148/2023 E. 3

Nel giudizio impugnato, il Tribunale cantonale amministrativo ha stabilito che l'insorgente: (a) non aveva diritto al rinnovo del permesso di dimora UE/AELS giusta l'art. 4 ALC in relazione con l'art. 6 Allegato I ALC poiché dal gennaio 2014 non beneficiava più dello statuto di lavoratore ai sensi dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone; (b) non poteva prevalersi del diritto di rimanere giusta l'art. 4 Allegato I ALC in relazione con l'art. 2 par. 1 lett. a del regolamento (CEE) n. 1251/70 in quanto non era qualificabile come lavoratore ai sensi dell'ALC nei 12 mesi precedenti il suo pensionamento anticipato all'età di 63 anni; (c) non beneficiava del diritto di rimanere nemmeno in relazione con l'art. 2 par. 1 lett. b del regolamento (CEE) n. 1251/70 perché, nonostante avesse subito un infortunio non professionale il 14 febbraio 2020, egli non aveva cessato la propria attività lucrativa dipendente, peraltro nemmeno constatata, a causa di un'incapacità permanente al lavoro; (d) non adempiva le condizioni per ottenere un permesso di dimora UE/AELS senza attività lucrativa (art. 24 Allegato I ALC) poiché non disponeva di mezzi finanziari sufficienti. Dal profilo del diritto interno, la Corte cantonale ha inoltre giudicato che sussisteva il motivo di revoca ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 lett. d della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) perché l'interessato non rispettava più le condizioni che avevano fondato il rilascio del permesso di dimora UE/AELS, vale a dire l'esercizio di un'attività lucrativa dipendente. Infine, i Giudici ticinesi hanno rilevato che il mancato rinnovo dell'autorizzazione di soggiorno rispettava il principio della proporzionalità e che nessun diritto di soggiorno poteva essere dedotto dall'art. 8 CEDU.