Citation: 5A_887/2013 E. 2.2

2.2. La ricorrente lamenta un accertamento dei fatti incompleto, nonché un'errata applicazione dell'art. 274 cpv. 2 CC. Afferma che la Corte cantonale nel suo giudizio avrebbe omesso di accertare che la grave alcolemia del padre ha giustificato nel maggio 2013 un suo ricovero coatto, che egli non ha preso seri provvedimenti per guarire da detta alcolemia malgrado si fosse impegnato in tal senso, e che il suo stato di salute rappresenta una minaccia per il bene di due bambini in tenera età che non avrebbero "alcuna abitudine a trascorrere del tempo con il papà". A dire della ricorrente, tali elementi giustificherebbero l'adozione in via cautelare di un diritto di visita sorvegliato, un semplice ammonimento risultando invece insufficiente. Dalla lettura della sentenza d'appello risulta in modo chiaro che la Corte cantonale non ha omesso di accertare le predette circostanze, ma ha valutato che, per la sua decisione, altri fatti rivestissero un'importanza preponderante (v. supra consid. 2.1). Laddove pretende che il Tribunale di appello avrebbe dimenticato di tenere conto di alcune circostanze, la ricorrente non critica quindi l'accertamento dei fatti (e nella limitata misura in cui le sue censure sono effettivamente volte contro l'accertamento dei fatti, esse hanno carattere appellatorio, disattendono le rigorose esigenze di motivazione di cui all'art. 106 cpv. 2 LTF e sono pertanto inammissibili; supra consid. 1.3), ma sconfina nel loro apprezzamento giuridico, che pertiene al diritto. In diritto la ricorrente si limita però a dolersi della violazione dell'art. 274 cpv. 2 CC. Ribadito che in concreto è applicabile la limitazione dei motivi di ricorso prevista dall'art. 98 LTF (supra consid. 1.3), la censura - che non solleva alcuna violazione di un diritto costituzionale - si appalesa pertanto inammissibile.