Citation: 1C_144/2019 E. 6.2

6.2. In parte diverso è il caso della trattenuta di minorenni per altri motivi, non espressamente indicati nella norma litigiosa. Al riguardo giova rilevare che la loro trattenuta per motivi di sicurezza quando si trovino in luoghi che potrebbero comportare un pericolo per la loro integrità fisica, sessuale o psichica ai sensi del § 29 cpv. 1 lett. b PolG/ZH non era oggetto della DTF 136 I 87. È vero che da l testo della norma litigiosa non risultano ulteriori motivi che potrebbero giustificare una trattenuta, contrariamente a quanto disciplinato esplicitamente nella legge di polizia zurighese, base di lavoro della modifica ticinese in questione. Il § 29 cpv. 1 PolG/ZH indica infatti due condizioni distinte: la prima, l'unica ripresa da quella ticinese, che il minorenne si sia sottratto al controllo di chi detiene l'autorità parentale o dell'autorità di protezione (lett. a; vedi anche il § 26 cpv. 3 PolG/ZH); la seconda ch'egli si trattenga in luoghi che rappresentino un pericolo per la sua integrità fisica, sessuale o psichica (lett. b). Certo, la norma ticinese, in maniera difficilmente intelligibile, non ha recepito questi ultimi motivi, sebbene nei lavori preparatori si presuppone implicitamente ch'essa verrà applicata anche a tali fattispecie. Nella dottrina zurighese, osservato che questa trattenuta si differenzia chiaramente dalla custodia di polizia, si rileva che la polizia, disponendo di un vasto potere di apprezzamento in quest'ambito, tranne nei casi di applicazione della lett. a, in caso di dubbio agirà piuttosto con cautela e un eventuale intervento dipenderà dalla situazione di pericolo, ossia dall'interesse pubblico a prevenire pericoli (HEINZ AEMISEGGER/FLORENCE ROBERT, in: Kommentar PolG/ZH, n. 4, 7 e 8 ad § 29; JÜRG MARCEL TIEFENTHAL, Kantonales Polizeirecht der Schweiz, 2018, n. 2 pag. 236, secondo cui una siffatta trattenuta può avvenire soltanto per motivi di sicurezza di polizia, ossia in caso di pericolo per sé stessi o altri). Nel messaggio governativo si indica la volontà di creare una base legale, analogamente a quanto già avvenuto in altri Cantoni (Grigioni e Svitto), con particolare riferimento al PolG/ZH, normativa che è stata la base di lavoro della modifica ticinese in esame, per far fronte a un problema che nella pratica si presenterebbe di frequente. Si precisa che la norma può venir applicata nei casi in cui minorenni frequentino luoghi non adatti alla loro età e nei quali la loro permanenza potrebbe costituire un pericolo per la loro integrità fisica, psichica e sessuale. Nella risposta, il Consiglio di Stato rileva che lo scopo, rispettando il principio di proporzionalità, è la tutela e la protezione dei minorenni, per esempio sotto l'influsso di sostanze stupefacenti, in stato di ubriachezza o ritrovati in luoghi inadatti alla loro età, scappati da casa, dalla famiglia affidataria o da istituti. Si precisa che il minorenne verrà trattenuto presso gli uffici di polizia e che la trattenuta, visto che si tratta di una decisione delicata, dev'essere confermata dall'ufficiale responsabile. Si sottolinea che all'interno della polizia è attivo un gruppo di specialisti (Gruppo minorenni), che in caso di necessità interviene a supporto degli agenti operanti sul campo. Durante i fuori orario delle autorità regionali di protezione, la Polizia cantonale collabora con una cellula d'intervento socio-educativo d'urgenza in aiuto a famiglie con figli minorenni. Si precisa che questa trattenuta, volta all'aiuto o alla sorveglianza, va distinta dalla custodia di polizia (per la custodia di polizia di persone minorenni, l'art. 7c cpv. 2 secondo periodo LPol/TI esige che venga informato il rappresentante legale). Anche altri Cantoni prevedono norme generiche analoghe a quella ticinese (p. es. art. 80 PolG/BE; art. 35 LPol/VS; § 38 cpv. 2 PolG/BS). Pure dette disposizioni non esplicitano, espressamente, che la trattenuta potrebbe avvenire anche per motivi di sicurezza, segnatamente la messa in pericolo dell'incolumità del minorenne o quando egli si trattenga in un luogo inidoneo, ciò che, implicitamente, parrebbe possibile anche senza una specifica regolamentazione (GIANFRANCO ALBERTINI, Legge sulla polizia e ordinanza sulla polizia del Cantone dei Grigioni, 2014, n. 1 e 6 ad art. 14, pag. 89 seg.). In tale ambito occorre considerare che secondo l'art. 301 cpv. 2 CC, i genitori possono consentire al figlio minorenne, corrispondentemente alla sua maturità, di organizzare liberamente la sua vita, ed egli ha l'amministrazione e il godimento di ciò che guadagna col proprio lavoro (art. 323 cpv. 1 CC)e a 16 anni dispone della libertà sessuale (art. 187 CP). È comunque evidente che scopo della norma litigiosa è, implicitamente, la tutela e la protezione del minorenne. Nel rapporto di maggioranza si precisa infatti, rettamente, che i minorenni dovrebbero presentare uno stato psicofisico tale, a causa per esempio di un eccesso di consumo di alcol o di droghe, da non essere più in grado di badare a sé stessi. Tenuto conto dei loro notori e particolari bisogni di protezione, scopo di un'eventuale trattenuta è in sostanza la tutela della loro incolumità e del loro sviluppo. Ora, questi intenti sono esplicitati all'art. 11 Cost. e nella Convenzione sui diritti del fanciullo conclusa il 20 novembre 1989 ed entrata in vigore per la Svizzera il 26 marzo 1997 (RS 0.107). Un intervento della polizia giusta l'art. 7d LPol/TI potrebbe quindi aver luogo, considerando in particolare l'età e la maturità del minorenne, solo nel suo interesse, per preservarlo da un pericolo, che chiaramente dev'essere imminente.