Citation: 4A_279/2014 E. 5.1

5.1. La ricorrente afferma che la Corte cantonale ha violato l'art. 272 CO per quanto attiene alle ricerche che vanno intraprese per reperire locali alternativi. Con riferimento agli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata la ricorrente non contesta che l'opponente le aveva già comunicato il 20 gennaio 2009 di non volere rinnovare il contratto di locazione, di aver fatto pubblicare solo quattro annunci, di cui due dopo l'emanazione della sentenza pretorile, e di aver unicamente cercato nella cosiddetta "top location" di Lugano. Essa rimprovera però alla Corte cantonale di non aver accertato una situazione di penuria, ma si limita ad inammissibilmente fornire la propria interpretazione della deposizione resa dal teste D.________ (v. sulle esigenze di motivazione di una tale censura sopra consid. 2). Per il resto giova rilevare che quando la ricorrente ripetutamente asserisce che in concreto si sarebbe in presenza di una prima protrazione, essa pare dimenticare di aver chiesto innanzi al Pretore una protrazione unica corrispondente al massimo legale. A prescindere da ciò, va osservato che l'affermazione contenuta a pag. 18 del ricorso secondo cui nel regime di una prima protrazione non "viene richiesto sforzo alcuno" nella ricerca di una sistemazione sostitutiva è del tutto infondata. Infatti, per costante giurisprudenza, il conduttore può unicamente esigere una protrazione della locazione se ha intrapreso quello che si poteva da lui attendere per rimediare agli effetti gravosi della disdetta e abbia quindi pure seriamente tentato di trovare locali sostitutivi (sentenza 4A_106/2014 del 28 maggio 2014 consid. 4.1; DTF 125 III 226 consid. 4b e c; 116 II 446 consid. 3a). La ricorrente non può nemmeno essere seguita quando assevera di essersi potuta limitare a cercare locali sostitutivi nella ristrettissima zona indicata. Il conduttore non può infatti pretendere di reperire un locale sostitutivo ideale, ma il nuovo locale commerciale può anche essere situato in una posizione meno vantaggiosa, a condizione che esso sia equivalente a quello da lasciare o in ogni caso non presenti differenze che l'inquilino non può essere costretto ad accettare (DTF 116 II 446 consid. 3b; Peter Higi, Commento zurighese, n. 102 ad art. 272 CO).