Citation: 6B_409/2022 E. 5.2

5.2. Con tali argomentazioni, il ricorrente non si confronta con i considerandi della sentenza della CARP e non sostanzia una violazione del diritto (art. 95 LTF) con una motivazione conforme alle esposte esigenze. L'art. 105 cpv. 1 LADI prevede la punibilità di chi mediante indicazioni inveritiere o incomplete o in altro modo, ottiene indebitamente per sé o per altri una prestazione assicurativa. Il ricorrente è stato riconosciuto autore colpevole di questo reato per avere, nel periodo da ottobre a novembre del 2013, mediante indicazioni inveritiere e incomplete, ottenuto indebitamente per sé indennità di disoccupazione per un importo complessivo di fr. 11'532.25. La Corte cantonale ha accertato ch'egli era rimasto amministratore di fatto sia di B.________ SA sia di C.________ SA, rivestendo una posizione analoga a quella di un datore di lavoro anche dopo le sue dimissioni formali dalle società, segnatamente durante tutto il periodo in cui ha percepito le indennità di disoccupazione. La CARP, rilevato che questa situazione non era stata comunicata all'autorità competente, ha ritenuto che se egli avesse indicato la verità riguardo alla reale posizione nelle suddette società, non avrebbe avuto diritto alle indennità di disoccupazione. Il ricorrente sostiene che l'esclusione di tale indennità per coloro che si trovano in una posizione analoga a quella di un datore di lavoro non sarebbe prevista dalla LADI, l'art. 31 cpv. 3 lett. c LADI richiamato dalla CARP riguardando unicamente il caso dell'indennità per lavoro ridotto. Tuttavia, la Corte cantonale ha rettamente esposto la giurisprudenza secondo cui questa disposizione è applicabile analogamente all'indennità di disoccupazione (cfr. DTF 145 V 200 consid. 4.1; 123 V 234 consid. 7b/bb; sentenza 8C_108/2021 del 9 luglio 2021 consid. 3). Il ricorrente non si confronta poi con gli accertamenti della CARP relativi al fatto che D.________, successivo amministratore unico formalmente iscritto a registro di commercio, fungeva solo da semplice prestanome, mentre il ricorrente continuava a rivestire una posizione equiparabile a quella di un datore di lavoro. Sul tema dell'infrazione alla LADI, il gravame è quindi prevalentemente inammissibile e non deve essere vagliato oltre.