Citation: 1C_306/2008 28.05.2009 E. 4

4.1 Il ricorrente, richiamando il principio della buona fede processuale, sostiene che anche un avvocato potrebbe fare affidamento sulle indicazioni delle autorità. Al riguardo, senza tuttavia confrontarsi con la pertinente giurisprudenza esposta nella sentenza impugnata, che a suo giudizio non non si "attanaglierebbe" alla fattispecie, egli si limita a sostenere in maniera generica e appellatoria che un'errata indicazione dei rimedi di diritto non deve comportare pregiudizio per le parti. Ora, egli era patrocinato da un legale, il quale con la dovuta diligenza poteva riconoscere l'errore nell'indicazione del termine ricorsuale già solo consultando il testo di legge (DTF 134 I 199 consid. 1.3.2; 129 II 125 consid. 3.3 pag. 134; sentenza 5A_814/2008 del 12 marzo 2009 consid. 1.2.2.2 destinata a pubblicazione). Questo principio si applica del resto anche a livello federale (art. 49 LTF; AMSTUTZ/ARNOLD, in Bundesgerichtsgesetz (BGG), 2007, n. 10 ad art. 49). 4.2 Egli adduce che il criticato giudizio gli preclude la possibilità di far esaminare il ricorso nel merito: ciò comporterebbe la perdita di una parte della superficie del suo fondo e svuoterebbe di contenuto la menzionata procedura civile, volta proprio alla rimozione di una parte del muro, ciò che equivarrebbe a un'espropriazione e quindi a una violazione della garanzia della proprietà (art. 26 Cost.). Per questo motivo la decisione impugnata sarebbe arbitraria nel suo risultato. La critica, appellatoria, non ha portata propria e non regge. Gli accennati pregiudizi sono riconducibili, semmai, alla mancata diligenza del suo legale e non tanto alle conseguenze, indirette, della criticata sentenza, per cui la stessa non è arbitraria nel risultato (DTF 134 II 124 consid. 4.1). 4.3 Il ricorrente sostiene che poteva fare affidamento sul termine di 30 giorni, ritenuta "l'indiscussa competenza e potere decisionale del perito distrettuale in materia di rettifica confini e permute" e "l'univocità" dell'indicazione. Ora, anche la circostanza che la decisione non emanava da un tribunale, ma da un perito non giurista, doveva indurre, semmai, la patrocinatrice a verificare con la richiesta diligenza l'esattezza del termine, a maggior ragione trattandosi di una procedura speciale. Anche l'invocata circostanza che il perito medesimo, in un secondo tempo, si è accorto dell'errata indicazione del termine milita a sostegno della conclusione che l'errore, come a ragione ritenuto dalla Corte cantonale, era facilmente riconoscibile. 4.4 Certo, in un caso particolare non richiamato dal ricorrente il Tribunale federale ha ritenuto che un legale poteva fare affidamento sul termine di ricorso indicato in uno scritto accompagnante il secondo invio di una decisione (sentenza 1C_152/2008 del 17 giugno 2008). Contrariamente alla fattispecie, in quella causa la seconda intimazione ha tuttavia avuto luogo, ciò che è decisivo, prima della scadenza del termine di ricorso, riportato soltanto di qualche giorno.