Citation: 4A_291/2023 E. 6

Con un ricorso sussidiario in materia costituzionale può infatti solo essere censurata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF), ragione per cui nel gravame, pena la sua inammissibilità, occorre indicare i diritti costituzionali ritenuti violati e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla sentenza impugnata, in cosa consista la pretesa violazione (art. 106 cpv. 2 LTF richiamato dall'art. 117 LTF; DTF 136 I 65 consid. 1.3.1; 134 II 244 consid. 2.1). Ora, in concreto invano si cerca nel ricorso una censura che soddisfa le predette esigenze di motivazione. La ricorrente sostiene che l'anticipo richiesto sarebbe sproporzionato, perché qualora non si fosse trattato di una questione di locazione sarebbe stato competente il giudice di pace, che può unicamente prelevare tasse di giustizia fino a un massimo di fr. 300.--, e perché avrebbe dovuto essere applicato l'art. 8 LTG, atteso che il locale hobby può unicamente essere locato da chi abita nell'immobile. Così facendo ella si limita ad inammissibilmente proporre una propria personale interpretazione della tariffa cantonale, fondata peraltro su fatti che non risultano dalla decisione impugnata, ed effettuare paragoni fra situazioni differenti senza nemmeno tentare di far apparire contraria alla Costituzione la soluzione adottata dalla Corte cantonale. Infine, nemmeno quando si dilunga sull'art. 112 CPC, senza confrontarsi con le considerazioni della Corte cantonale, formula un'ammissibile censura.