Citation: 2C_474/2022 E. 5.1

5.1. Il diritto di essere giudicati da un tribunale fondato sulla legge, competente nel merito, indipendente e imparziale - garantito dall'art. 30 cpv. 1 Cost. e, in maniera analoga, dall'art. 6 n. 1 CEDU (DTF 140 I 326 consid. 5.1) - permette di esigere la ricusa di un giudice la cui situazione o il cui comportamento sono atti a suscitare dei dubbi in merito alla sua imparzialità. Tuttavia, chi intende far valere un motivo di ricusa in relazione con la composizione di un'autorità giudiziaria, come nella fattispecie, deve invocare questo motivo appena ne ha avuto conoscenza; se non agisce tempestivamente, questa possibilità gli è infatti preclusa perché un richiamo ad essa dopo la pronuncia di una decisione sfavorevole va di regola considerato contrario al principio della buona fede (DTF 138 I 1 consid. 2.2; 136 III 605 consid. 3.2.2; sentenza 2C_334/2018 del 29 novembre 2018 consid. 4.2). Una reazione tempestiva dell'amministrato non presuppone la comunicazione della composizione della Corte da parte del tribunale adito prima che lo stesso prenda la propria decisione; basta che l'informazione risulti da una pubblicazione facilmente accessibile, quale una pagina internet o un annuario ufficiale. In ogni caso, la giurisprudenza considera che chi è assistito da un avvocato debba essere a conoscenza della composizione regolare di un tribunale (DTF 140 I 271 consid. 8.4.3; 139 III 120 consid. 3.2.1; sentenze 2C_133/2021 del 15 aprile 2021 consid. 4.1; 2C_334/2018 del 29 novembre 2018 consid. 4.2; 2C_164/2008 del 28 luglio 2008 consid. 3). All'obbligo di agire tempestivamente, fanno eccezione solo quelle fattispecie nelle quali vi sono ragioni di prevenzione palesi (DTF 134 I 20 consid. 4.3.2; sentenza 1C_164/2018 del 10 luglio 2018 consid. 1.5) rispettivamente nelle quali il motivo di ricusa fatto valere è evidente al punto tale da comportare il riconoscimento della nullità della decisione impugnata, come ad esempio quando con il giudizio in questione viene perseguito un interesse personale diretto di chi lo rende (DTF 136 II 383 consid. 4; sentenza 2C_178/2020 del 19 giugno 2020 consid. 2.3; 8C_824/2015 del 19 maggio 2016 consid. 5.5).