Citation: H 10/01 16.09.2002 E. 1

6.2 Né giova a B.________ aver asserito - senza comunque dimostrarlo - di essersi regolarmente informato della situazione finanziaria della società, di essersi adoperato per salvarla e di aver dato ordini di pagare - nella misura del possibile - i contributi paritetici scoperti, atteso che accettando a partire dal marzo 1996 il mandato di amministratore unico della X.________SA, egli si è assunto anche gli oneri connessi con tale funzione. Al riguardo, questa Corte ha già avuto modo di rilevare che l'organo di una società anonima deve prestare particolare attenzione nella scelta del personale al quale affida la gestione degli affari importanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che egli impartisce (cura in instruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). È segnatamente suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a). Tale dovere risulta accresciuto quando si tratti, come in concreto, di un amministratore unico, ritenuto che se è vero che quest'ultimo può delegare compiti - tra cui anche quello di curare che i contributi vengano versati - è pure esatto che la delega non lo esime dal vigilare che le funzioni delegate vengano anche effettivamente svolte. Inoltre, l'amministratore unico deve pure conservare un assoluto controllo sugli affari importanti della ditta (DTF 114 V 223 seg. consid. 4a). In definitiva l'interessato, continuando a differire nel tempo il pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali - nella vana speranza e nell'attesa che la situazione finanziaria dei tre maggiori debitori si risolvesse (cfr. consid. 4.3.1) -, nonostante fosse consapevole della precaria situazione economica della ditta, che imponeva misure drastiche e immediate, ha disatteso i doveri di diligenza esigibili, in materia di gestione, da un datore di lavoro della stessa categoria di quella alla quale egli apparteneva nella sua funzione di amministratore unico (DTF 112 V 159 consid. 4 e sentenze ivi citate). Siffatto comportamento denota una chiara mancanza di diligenza, per la quale egli è ora chiamato a rispondere.