Citation: 1P.132/2002 05.08.2002 E. B

Il 4 maggio 1998 il Comune di Sementina ha promosso dinanzi al Tribunale d'espropriazione della giurisdizione sopracenerina una procedura di espropriazione formale della superficie della particella n. xxx gravata dal vincolo, offrendo un'indennità di fr. 234'000.--, pari a fr. 15.-- il m2. La proprietaria si è opposta all'espropriazione sostenendo in particolare che le opere previste non erano conformi alle destinazioni del piano regolatore e che l'espropriazione formale non costituiva un ampliamento della precedente espropriazione materiale; ha inoltre ritenuto insufficiente l'interesse pubblico e non sorrette dal principio della proporzionalità le restrizioni; infine, ha postulato una modificazione dei piani e chiesto un'indennità espropriativa in natura, subordinatamente di fr. 50.-- al m2 per il terreno espropriato, nonché un'indennità di fr. 273'600.-- per la svalutazione della frazione residua e un ulteriore importo di fr. 10'000.-- per la sistemazione del vigneto. Con istanza del 25 maggio 1999 il Comune di Sementina ha chiesto l'anticipata immissione in possesso limitatamente a una superficie di 7'250 m2, al fine di realizzare una palestra e una sala multiuso per le società locali, opere previste nella prima fase di realizzazione del progetto. La proprietaria si è opposta alla richiesta. Mediante sentenza del 23 agosto 1999 il Tribunale d'espropriazione ha respinto l'opposizione all'espropriazione, la domanda di modifica dei piani e la richiesta d'intersecazione da un memoriale dell'espropriante di un'espressione ritenuta dalla proprietaria sconveniente e offensiva; ha invece accolto l'istanza di anticipata immissione in possesso e ordinato l'allestimento di un inventario dettagliato riguardo alle specie, all'età e alle potenzialità produttive dei ceppi di vigna presenti sulla superficie colpita dall'espropriazione formale. Il Giudice ha in particolare confermato la pubblica utilità delle opere contemplate nel piano regolatore, ha rilevato che una modifica dei piani non entrava in discussione poiché la portata dell'espropriazione era determinata dall'ampiezza del vincolo sancito dal piano regolatore e ritenuto l'anticipata immissione in possesso giustificata dal probabile aumento dei costi dovuto al ritardo e dal fatto che il futuro esame della domanda d'indennità non veniva impedito.