Citation: 6S.452/2001 29.04.2002 E. 9

9.- a) Il Ministero pubblico critica infine la condanna dei resistenti per semplice contravvenzione all' art. 23 n. 4 della legge federale del 26 marzo 1931 con- cernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS; RS 142.20) per avere impiegato stranieri non autorizzati a lavorare in Svizzera. L'entrata nonché il soggiorno sul suolo elvetico delle giovani donne provviste di visto da turista erano, a sua mente, illegali poiché esse avevano fin dall'inizio l'intenzione di esercitare un'attività lu- crativa. Non potevano quindi beneficiare dello "statuto di favore" di turiste e avrebbero dovuto avvertire le autorità conformemente all'art. 2 cpv. 1 seconda proposizione LDDS. Fornendo loro alloggio, i resistenti avrebbero favoreggiato in particolare la loro entrata e il loro soggiorno illega- li, adempiendo così i presupposti del reato di cui all'art. 23 n. 1 cpv. 5. b) La questione litigiosa è circoscritta alle prostitute regolarmente annunciate alle autorità e rimaste in Svizzera per una durata non superiore a 3 mesi. È accer- tato che il loro soggiorno veniva regolarmente notificato, conformemente all'art. 2 cpv. 2 LDDS, ma si trattava di semplici notifiche di soggiorni turistici non comprensive dell'annuncio di un'attività lucrativa. È inoltre accertato che esse possedevano un visto da turista valido per entrare in Svizzera. Dati questi elementi, la CCRP ha ritenuto che le giovani donne si trovavano legalmente sul suolo elvetico per cui i resistenti erano punibili esclusivamente giusta l'art. 23 n. 4 LDDS per avere ingaggiato stranieri non au- torizzati a lavorare. c) In materia di sanzioni penali, l'art. 23 LDDS distingue tra i reati citati ai n. 1 e 2 e le contravven- zioni perseguite in virtù dei n. 4 e 6. Giusta l'art. 23 n. 1 cpv. 5 LDDS è punito con la detenzione fino a 6 mesi, a cui può aggiungersi una multa fino a fr. 10'000.--, e con la sola multa nei casi poco gravi, chiunque faciliti od aiuti l'entrata o l'uscita illegale o un soggiorno illegale di uno straniero in Svizzera. Secondo l'art. 23 n. 2 LDDS chi agisce a scopo d'indebito arricchimento è punito con la detenzione e con la multa fino a fr. 10'000.--. Conforme- mente all'art. 23 n. 4 LDDS, salvo nei casi di poca gravi- tà, chi intenzionalmente impiega stranieri, non autorizzati a lavorare in Svizzera, è punito per ogni straniero impie- gato illegalmente, con la multa fino a fr. 5'000.-- se ha agito intenzionalmente, o fino a fr. 3'000.-- se ha agito con negligenza; se l'agente ha agito a scopo di lucro, il giudice non è legato da questi massimi. Infine, l'art. 23 n. 6 LDDS prevede la multa fino a fr. 2'000.-- per le "al- tre" infrazioni alle disposizioni di polizia degli stranie- ri o ai provvedimenti delle autorità competenti. d) Secondo giurisprudenza costante, la semplice attività consistente nell'assunzione di uno straniero, che soggiorna legalmente in Svizzera, senza permesso è una contravvenzione (DTF 118 IV 262 consid. 1-4 e rinvii; sen- tenza non pubblicata della Corte di cassazione del Tribuna- le federale del 12 settembre 1982 nella causa E.M.; v. anche Valentin Roschacher, Die Strafbestimmung des Bundes- gesetzes über Aufenthalt und Niederlassung der Ausländer vom 26 März 1931 (ANAG), Zurigo 1991, pagg. 113-114, nonché Heinz Heller, Schwarzarbeit: Das Recht der Illegalen, unter besonderer Beücksichtigung der Prostitution, Tesi Zurigo, 1999, pagg. 25-26). e) L'entrata o il soggiorno in Svizzera sono ille- gali ai sensi dell'art. 23 n. 1 LDDS in particolare se lo straniero oltrepassa il confine senza validi documenti di legittimazione e/o e risiede sul suolo elvetico senza i necessari permessi. Secondo l'art. 1 cpv. 2 dell'ordinanza di esecuzione del 1° marzo 1949 della legge federale con- cernente la dimora e il domicilio degli stranieri (ODDS; RS 142.201), uno straniero è entrato legalmente in Svizzera, se ha osservato le prescrizioni sul possesso di documenti di legittimazione, sul visto, sul controllo di confine, ecc. e non ha contravvenuto ad un divieto personale come un'espulsione, un divieto e una restrizione di entrata (v. anche art. 1 e 2 dell'ordinanza del 14 gennaio 1998 concer- nente l'entrata e la notificazione degli stranieri [OEnS; RS 142.211] e Roschacher, op. cit., pagg. 27-37). f) Esercitare una professione senza la necessaria autorizzazione non basta di per sé per rendere illegale o abusivo il soggiorno (Roschacher, op. cit., pag. 56-57 e 114-115). Scopo originario della LDDS non è la protezione del mercato contro il lavoro clandestino, bensì impedire l'entrata e il soggiorno di persone indesiderabili nonché un'eccessiva penetrazione di stranieri, lottando contro il loro soggiorno illegale e evitando che, sprovvisti di per- messo, si sottraggano al controllo delle autorità (v. anche FF 1986 III 219; Roschacher, op. cit., pag. 114; Heinz Heller, op. cit., pag. 9). Solo in seguito al proliferare del lavoro clandestino, le disposizioni penali della LDDS sono state completate con l'inserimento dell'art. 23 n. 4 e 5 LDDS per tentare di dissuadere l'impiego di stranieri sprovvisti di permesso (FF 1986 II 219-220 e 225-226). g) Nella fattispecie, è accertato in modo insinda- cabile (art. 273 cpv. 1 lett. b e 277bis cpv. 1 PP) che le giovani donne erano giunte in Svizzera in possesso di un visto per turisti e che ripartivano una volta trascorsi i 3 mesi durante i quali potevano risiedere sul suolo elvetico senza dover compiere ulteriori formalità (art. 2 cpv. 1 LDDS). Non risulta tra l'altro che i visti fossero stati emessi per una durata inferiore a 3 mesi o che non fossero validi. È indubbio che non hanno soggiornato e neanche sono entrate in Svizzera come turiste, poiché era loro intenzio- ne esercitare un'attività lucrativa ai sensi dell'art. 6 dell'Ordinanza del 6 ottobre che limita l'effettivo degli stranieri (OLS; RS 823.21; v. anche la definizione proposta in Roschacher, op. cit., pag. 55, nota che qualifica il "turista" come colui che per un tempo determi- nato visita la Svizzera per conoscerne le particolarità o per riposarsi). Si pone quindi la questione se, come so- stiene il Ministero pubblico, a causa di siffatta constata- zione la loro entrata nonché il loro soggiorno fossero il- legali, nel qual caso i resistenti alloggiandole sarebbero effettivamente colpevoli del reato di cui all'art. 23 n. 1 cpv. 5 LDDS (DTF 118 IV 262 consid. 3a). La risposta è ne- gativa per i motivi che seguono. h) Al momento di oltrepassare il confine svizzero e durante il loro soggiorno, le giovani donne erano in pos- sesso di un visto per turisti valido (v. art. 11 cpv. 1 lett. a OEnS). Pertanto, hanno oltrepassato il confine e soggiornato legalmente in Svizzera. Poco importa se, even- tualmente consigliate e aiutate dai resistenti, esse abbia- no ottenuto in modo fraudolento tale autorizzazione, lo scopo del loro soggiorno non essendo quello dichiarato. In simili casi, è prevista unicamente la revoca senza formali- tà del visto prima dello scadere del termine previsto (art. 15 cpv. 2 lett. b OEnS). Tale revoca - che non risulta es- sere avvenuta per nessuna delle giovani donne -, è una fa- coltà, non un obbligo (DTF 125 IV 148 consid. 2b in fine). Pertanto il visto, quand'anche ottenuto con l'inganno, non è nullo ab ovo; la sua validità e, quindi, la legalità dell'entrata e del soggiorno perdurano fino al momento della revoca (v. anche Roschacher, op. cit., pag. 117 sulla revoca del permesso di dimora previsto all'art. 9 cpv. 2 LDDS). La pratica litigiosa era indubbiamente volta a in- durre in errore l'amministrazione affinché le giovani donne potessero penetrare in Svizzera ed esercitare indisturbate il mestiere di prostitute per 3 mesi. Tale comportamento è chiaramente riprovevole ma in assenza di una disposizione specifica (v. anche DTF 125 IV 148 consid. 2c e Roschacher, op. cit., pag. 57), non può essere eretto come reato ai sensi dell'art. 23 n. 1 cpv. 5 LDDS. i) Pertanto, poiché le interessate si trovavano legalmente sul suolo Svizzero, la condanna dei resistenti, non recidivi, per avere contravvenuto all'art. 23 n. 4 LDDS non viola il diritto federale. l) Il Ministero pubblico sostiene altresì che la decisione impugnata sarebbe "contraria alla tutela dell'or- dine pubblico". A sua mente, giovani donne a beneficio di un visto da turista, quand'anche venissero scoperte, non potrebbero essere arrestate né espulse. Inoltre l'emanazio- ne di un decreto penale limitato ad una semplice multa non avrebbe alcun effetto dissuasivo, con il rischio per il territorio del cantone di diventare una facile terra di conquista. m) La decisione impugnata è conforme al diritto federale e come tale va protetta. Indipendentemente dalla loro fondatezza, le motivazioni di cui sopra, di portata generale, esulano dalla competenza della Corte di cassazio- ne il cui compito è quello di statuire su un caso concreto.