Citation: 6B_631/2019 E. 4.2

4.2. Non occorre qui riassumere la compiuta motivazione che ha condotto la CARP a pronunciare una pena detentiva di 28 mesi. Basti rilevare che gli elementi elencati nel gravame sono stati valutati dall'autorità cantonale e correttamente ponderati. Innanzitutto il carcere preventivo sofferto non costituisce un elemento di attenuazione o di riduzione della pena, salvo se le relative condizioni di detenzione siano contrarie all'art. 3 CEDU (v. DTF 140 I 125 consid. 2.1), ciò che nella fattispecie non risulta essere il caso e nemmeno è preteso dal ricorrente. A norma dell'art. 51 CP, esso deve invece essere computato nella pena, computo in concreto avvenuto. Quanto all'addotta collaborazione e al comportamento durante il procedimento, non si scorge come possano costituire degli elementi di mitigazione, tenuto conto di quanto stabilito dai giudici cantonali. Al riguardo infatti hanno constatato che l'insorgente non ha mostrato alcuna collaborazione, limitandosi ad ammettere a piccole dosi solo lo stretto necessario, che peraltro emergeva con evidenza dagli atti, rispettivamente contraddicendosi di continuo, e hanno definito la sua condotta "a dir poco reticente". Senza contare che, dopo poco più di un anno dalla sua scarcerazione nell'ambito del primo filone d'inchiesta, non ha esitato a riprendere l'attività di spaccio. Trattasi di elementi che non possono certo essere considerati in senso attenuante. Lo stesso dicasi in relazione al carattere "occasionale" del suo spaccio. In proposito la CARP ha accertato che il ricorrente ha agito spinto dalla voglia di soldi facili, per puro e semplice lucro, per fini egoistici, e ciò anche volendo ammettere intendesse ottenere favori in cambio della cocaina, quali il reperimento di un lavoro come DJ o di un appartamento a condizioni vantaggiose. Di transenna è appena il caso di osservare che un'attività di spaccio più sostenuta avrebbe semmai giustificato l'ulteriore aggravante del mestiere secondo l'art. 19 cpv. 2 lett. c LStup. Riguardo infine al rischio di dover lasciare la Svizzera, esso non è connesso direttamente alla pena detentiva inflittagli, ma è da ricondurre piuttosto alla revoca del suo permesso di dimora, contro cui è ancora pendente un ricorso. In sintesi i fattori elencati nell'impugnativa non giustificano alcuna attenuazione della pena, che si situa del resto nel quadro edittale e non risulta eccessivamente severa.