Citation: 6B_1058/2015 E. 3.4

3.4. Quanto all'interpretazione della frase "lasala lì che pö paghi" non si intravvede arbitrio di sorta. Dal verbale di confronto con il segretario comunale, riportato nella sentenza impugnata, risulta che, da questi informato dell'arrivo delle domande di esecuzione che lo concernevano, l'insorgente gli chiedeva di tenerle in sospeso in attesa di poter pagare. Egli non si è limitato quindi a ribadire la sua intenzione di onorare il suo debito personale, ma ha anche chiesto che non venissero avviate procedure esecutive nei suoi confronti. Invano il ricorrente pretende di aver proferito quella frase in veste di semplice contribuente moroso. Come pertinentemente evidenziato dalla CARP, se il segretario comunale ha ottemperato a quella frase è perché a pronunciarla è stato il sindaco, ossia il suo superiore gerarchico cui era inoltre legato da un debito di riconoscenza. Analogo discorso vale in relazione alle tasse d'utilizzo e ai contributi dovuti dal complesso B.________. Anche in questo caso, seppur in modo implicito, l'insorgente ha chiesto al segretario comunale di non attivarsi, impedendo così che chi di dovere fosse investito della problematica della morosità. Con tale comportamento il ricorrente ha ostacolato il corretto funzionamento dell'amministrazione comunale e violato i suoi doveri di gestore, come rettamente ritenuto dalla CARP.