Citation: 9C_269/2017 E. 1

che per l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF il ricorso deve contenere, tra l'altro, le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova e spiegare in modo conciso perché l'atto impugnato violerebbe il diritto (art. 95 e 96 LTF; DTF 137 I 58 consid. 4.1.2 pag. 62) o conterrebbe accertamenti manifestamente inesatti (art. 97 cpv. 1 LTF), che per adempiere tali esigenze il ricorrente non deve pertanto limitarsi a presentare o ribadire la propria opinione, rinviando agli atti della procedura cantonale, ma deve confrontarsi con i considerandi del giudizio impugnato (DTF 139 I 306 consid. 1.2 pag. 308 seg.) e dimostrare precisamente dove e perché egli ritenga che l'autorità inferiore abbia violato il diritto (DTF 140 III 86 consid. 2 pag. 88 seg. con riferimenti) o sia incorsa in accertamenti manifestamente inesatti (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 140 III 16 consid. 2.1. pag. 18), che nella fattispecie oggetto del contendere davanti all'autorità cantonale era sapere se il ricorrente avesse il diritto a prestazioni dall'assicurazione per l'invalidità per le affezioni lamentate nella sua richiesta di prestazioni per adulti del 3 giugno 2015, che il giudice di prime cure ha ritenuto la forza probatoria degli atti medici al dossier, segnatamente quella della perizia psichiatrica del 14 marzo 2016 del Centro peritale per le assicurazioni sociali allestita dalla dott. Ciavaglioli, che hanno consentito di concludere per l'assenza dei presupposti del diritto a una prestazione dell'assicurazione per l'invalidità, che il ricorrente ribadisce il suo punto di vista circa il preteso peggioramento del suo stato valetudinario alla base dell'impedimento dell'esercizio di un'attività lucrativa, richiedendo anche in questa sede l'esperimento di nuovi accertamenti medici per poter definire più dettagliatamente il suo stato di salute, che egli si limita dunque a critiche di natura meramente appellatoria (a tal proposito cfr. DTF 140 III 264 consid. 2.3 pag. 266), senza spiegare il motivo per il quale il giudizio impugnato sarebbe contrario al diritto o si fonderebbe su accertamenti manifestamente inesatti, che per quanto concerne la nuova documentazione medica prodotta con il presente gravame, ossia il certificato del medico curante dott. Candolfi del 3 aprile 2017, essa non può essere presa in considerazione già solo perché allestita dopo il giudizio impugnato (cosiddetti "echte nova") e pertanto inammissibile (art. 99 cpv. 1 LTF; cfr. fra tante, sentenza 9C_280/2015 del 6 giugno 2016 consid. 4.3.2; DTF 140 V 543 consid. 3.2.2.2 pag. 548), che lo stesso vale anche per la censura, che risulta immotivata, sull'importo di fr. 500.- quale tassa di giustizia dinanzi il Tribunale cantonale, in quanto il ricorrente si limita ad affermare apoditticamente che sarebbe eccessiva avuto riguardo alla sua situazione finanziaria, che dunque, in considerazione dell'assenza di un'argomentazione topica che si confronti con l'esposizione delle ragioni del giudizio impugnato, il ricorso e l'atto complementare non soddisfano manifestamente le esigenze formali minime suesposte, che, statuendo secondo la procedura semplificata di cui all'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF, il ricorso deve di conseguenza essere dichiarato inammissibile, che, viste le peculiarità del caso, si prescinde dall'addossare le spese giudiziarie alla parte soccombente (art. 66 cpv. 1 seconda frase LTF),