Citation: 6B_474/2021 E. 3.1

3.1. Il ricorrente si duole della violazione del suo diritto di essere sentito e del principio della buona fede. La CRP si sarebbe confrontata brevemente soltanto con taluni argomenti da lui sollevati a sostegno della tempestività della sua opposizione, con una motivazione peraltro insufficiente, e non si sarebbe chinata su altri. Non si sarebbe minimamente soffermata sull'esposizione, dettagliata e precisa, del calcolo del termine, che sarebbe giunto a scadenza il 3 settembre 2020. La Corte cantonale partirebbe dal presupposto errato che il decreto d'accusa sia stato intimato all'insorgente il 13 agosto 2020. Sennonché risulterebbe dagli atti che la raccomandata sia giunta al punto di ritiro solo il 17 agosto 2020, di modo che i 7 giorni di giacenza decorrerebbero dal giorno seguente per scadere il 24 agosto 2020. L'opposizione inoltrata il 3 settembre 2020, ultimo giorno utile del termine, sarebbe pertanto tempestiva. Secondo il ricorrente, la CRP avrebbe inoltre completamente sorvolato sul principio della buona fede da lui invocato e sull'esame delle circostanze del caso concreto. Se avesse analizzato compiutamente le specificità della fattispecie, si sarebbe resa conto della buona fede dell'insorgente, che non avrebbe potuto né dovuto aspettarsi un'eventuale, non meglio precisata comunicazione da parte delle autorità, posto peraltro che sull'avviso di ritiro non sarebbe stato indicato trattarsi di un atto giudiziario. Sarebbe errata la conclusione della CRP per cui egli avrebbe dovuto attendersi la notificazione di atti relativi al procedimento penale. La procedura dinanzi al Tribunale federale, da essa menzionata, avrebbe completamente esulato dal presente procedimento, non vertendo minimamente sul merito dell'accusa, bensì su un aspetto secondario e parallelo. Amalgamando tali distinte procedure, la Corte cantonale avrebbe ulteriormente disatteso il suo obbligo di motivazione, impedendogli "di valutare debitamente i motivi" alla base della sua conclusione. Il ricorrente rileva poi che, in quanto profano e inesperto, non gli sarebbe stato noto il principio sancito dall'art. 85 cpv. 4 CPP e non avrebbe pertanto potuto sapere che un'eventuale giacenza durasse al massimo 7 giorni e che conseguentemente avrebbe rischiato di disattendere il termine. Una volta ricevuto il decreto d'accusa, egli avrebbe interposto tempestivamente opposizione. Il ricorrente rileva inoltre di non aver mai ostacolato atti processuali, né dato motivo all'autorità di ascrivergli una qualsivoglia malafede processuale.