Citation: 6B_1146/2014 E. 4

Indipendentemente dal merito della vertenza, i ricorrenti sarebbero legittimati a censurare la violazione di garanzie procedurali che il diritto conferisce loro quali parti, nella misura in cui tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale (DTF 136 IV 29 consid. 1.7.2 e 1.9). In tal caso, l'interesse giuridicamente protetto richiesto dall'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF non si fonda su aspetti di merito, bensì sul diritto di partecipare alla procedura. Il diritto di invocare le garanzie procedurali non permette tuttavia di rimettere in discussione, nemmeno indirettamente, il giudizio di merito; il ricorso in materia penale non può quindi riguardare questioni strettamente connesse con il merito della vertenza, quali in particolare il rifiuto di assumere una prova in base alla sua irrilevanza o al suo apprezzamento anticipato o l'obbligo dell'autorità di motivare sufficientemente la decisione (v. DTF 120 Ia 227 consid. 1, 119 Ib 305 consid. 3, 117 Ia 90 consid. 4a). Le censure ricorsuali vertono sul diritto di essere sentito per l'asserito mancato esame delle istanze probatorie, sulla valutazione anticipata delle prove, sulla contestata mancanza di indizi concreti di reato e sull'accertamento manifestamente inesatto dei fatti. Trattasi di questioni strettamente connesse con il merito della causa, che gli insorgenti non sono legittimati a contestare.