Citation: 2C_479/2021 E. 4.3

4.3. Al pari delle critiche relative ai fatti, respinta va infine anche quella con cui è lamentata una "errata interpretazione dell'istituto del patteggiamento ex art. 444 cpp italiano", che viene per altro formulata in contrasto con l'art. 42 cpv. 2 LTF, perché si confronta con le puntuali argomentazioni contenute nel giudizio impugnato solo in parte. Come detto, il diritto estero può essere infatti oggetto di censure nei casi previsti dall'art. 96 LTF, che non sono però dati, in quanto al diritto estero rinvia in casu l'art. 8 cpv. 3 LFid/TI (ovvero il diritto cantonale; precedente consid. 3.1) e non il diritto internazionale privato, come invece richiesto dall'art. 96 lett. a e b LTF. Pure riguardo al citato art. 8 cpv. 3 LFid/TI o ad altre norme della legge ticinese sull'esercizio delle professioni di fiduciario non viene inoltre lamentata rispettivamente sostanziata nessuna violazione del diritto federale e, segnatamente, del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.) o di altri diritti costituzionali (precedente consid. 2.1) e stessa cosa vale per il diritto italiano richiamato nel ricorso. Nel contesto in cui ci muoviamo, nel quale l'art. 96 LTF non gioca alcun ruolo e il diritto estero (relativo alla procedura di patteggiamento) costituisce una questione pregiudiziale posta dal diritto cantonale autonomo, restano infatti possibili solo le critiche previste dall'art. 95 LTF (sentenza 8C_846/2018 del 28 marzo 2019 consid. 4.2), che non vengono qui però addotte, perché la lesione dell'ordinamento giuridico estero è fatta valere direttamente, attraverso il richiamo alle norme di diritto italiano, per poi denunciarne "un'interpretazione errata".