Citation: 2A.537/2006 30.10.2006 E. 1

1.1 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG e art. 4 LDDS; DTF 130 II 281 consid. 2.1 e riferimenti). 1.2 In concreto, il ricorrente non può prevalersi né di una disposizione particolare dell'ordinamento legislativo federale né di un trattato concluso dalla Svizzera con i suoi paesi d'origine, da cui potrebbe derivargli un diritto al rilascio di un permesso di dimora (cfr. art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; DTF 128 II 145 consid. 1.1.1). 1.3 Egli invoca l'art. 8 CEDU (RS 0.101), cioè il diritto al rispetto della vita privata e familiare ivi garantito, il quale consente ad un cittadino straniero, a determinate condizioni, di opporsi all'eventuale separazione dalla famiglia e di ottenere un permesso di dimora. In concreto è dubbio - come peraltro già rilevato dai giudici cantonali - che nella fattispecie siano soddisfatte le condizioni esatte dalla prassi affinché questo disposto convenzionale si applichi (in proposito cfr. DTF 130 II 281 consid. 3; 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II 377 consid. 3b/aa). Il quesito può tuttavia rimanere indeciso poiché, per i motivi esposti di seguito, il ricorso si rivela comunque infondato e va respinto nel merito.