Citation: 4F_6/2022 E. 4

Secondo l'art. 121 lett. d LTF, la revisione può essere domandata quando il Tribunale federale, per svista, non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano dagli atti. La norma corrisponde all'art. 136 lett. d dell'abrogata legge sull'organizzazione giudiziaria del 16 dicembre 1943 (OG) e va quindi interpretata in maniera analoga (sentenza 4F_1/2007 del 13 marzo 2007 consid. 6.1). La nozione di svista presuppone che la Corte abbia omesso di prendere in considerazione un determinato documento versato agli atti oppure che l'abbia letto erroneamente, scostandosi per inavvertenza dal suo tenore esatto. L'inavvertenza implica un errore grossolano ed evidente e può sussistere sia quando un fatto o un documento vengono ignorati sia quando la loro portata viene travisata (JEAN-FRANÇOIS POUDRET/SUZETTE SANDOZ-MONOD, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. V, Berna 1992, n. 5.4 ad art. 136 OG). Il concetto di svista non concerne per contro né la valutazione degli atti, né l'apprezzamento giuridico dei fatti (DTF 122 II 17 consid. 3; 115 II 399 consid. 2a), ricordato che un conto è il significato di un documento, quale si presenta sulla base di una semplice lettura e ricognizione, ossia in virtù di un atto di obiettiva percezione, un altro conto è la sua interpretazione, ossia la scelta fra più significati possibili e la sua efficacia ed idoneità probatoria (ROLANDO FORNI, Svista manifesta, fatti nuovi e prove nella procedura di revisione davanti al Tribunale federale, in Festschrift zum 70. Geburtstag von Max Guldener, pag. 92). La nozione di svista presuppone inoltre la facoltà del Tribunale federale di prendere in considerazione i fatti rilevanti su cui è fondata la domanda di revisione, che non può essere utilizzata per correggere una carente motivazione del ricorso (sentenza 5F_24/2018 del 1° luglio 2019 consid. 1).