Citation: I 11/01 28.06.2001 E. 4

4.- Nemmeno può essere accolta la richiesta dell'assicurata, formulata in via subordinata, di rinviare gli atti all'autorità cantonale per un complemento d'istruttoria e allestimento di una perizia giudiziaria. La censura di violazione del diritto di essere sentito invocata dalla ricorrente, per il motivo che la giurisdizione cantonale a torto si sarebbe basata sulla perizia del SAM senza fare esperire una nuova indagine specialistica e senza attendere quella prospettata dall'insorgente medesima, è infondata. Secondo la costante giurisprudenza, ad un rapporto del SAM può infatti essere riconosciuta, dal profilo della garanzia dell'indipendenza e dell'imparzialità dei periti incaricati, piena affidabilità. Segnatamente, per quanto riguarda detto servizio non esiste un vincolo per cui il centro medico di accertamento sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione per l'invalidità (DTF 123 V 178 consid. 4b; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c). Va inoltre osservato che se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 n. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a edizione, pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b e 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Sulla base di tali principi, non si può ritenere che la Corte cantonale abbia compiuto un'incompleta constatazione dei fatti non procedendo ad ulteriori atti istruttori. Tutti gli elementi ai fini di un giudizio corretto sullo stato di salute dell'assicurata, al momento decisivo in cui venne emanato il provvedimento in lite, erano già disponibili nell'incarto per cui la chiesta perizia risulta superflua. Per gli stessi motivi, il primo giudice non era tenuto ad attendere e sollecitare il rapporto del dott. F.________, ritenuto come semmai incombesse alla ricorrente farsi diligente conformemente all'obbligo di collaborazione delle parti che informa anche la procedura nel diritto delle assicurazioni sociali. Tanto meno si rendeva necessario il richiamo di ulteriore documentazione, considerato come gli atti essenziali fossero già in possesso del primo giudice e permettessero di fare piena luce sulla situazione valetudinaria dell'assicurata. Va comunque rilevato di transenna che ben difficilmente un ulteriore richiamo di atti avrebbe potuto modificare l'apprezzamento della fattispecie e risultare di giovamento per l'assicurata. Basti pensare al fatto che l'assicuratore infortuni in data 6 maggio 1999 ha dichiarato, con effetto dal 1° maggio dello stesso anno, l'interessata totalmente abile al lavoro - decisione che quest'ultima non ha esitato a definire difficilmente sovvertibile dinanzi all'autorità fiscale - per rendersi conto dell'inutilità di una siffatta richiesta.