Citation: 1P.851/2006 07.03.2007 E. 1

1.2 La sentenza impugnata, che conferma l'ordine di perquisizione e sequestro disposto dal PP in applicazione degli art. 157 segg. CPP/TI, non pone fine alla procedura e costituisce una decisione incidentale, emanata dall'ultima istanza cantonale (cfr. art. 284 cpv. 1 lett. a CPP/TI). In tal caso, non trattandosi di una decisione incidentale sulla competenza o su una domanda di ricusazione (art. 87 cpv. 1 OG), il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo se la decisione incidentale può causare un pregiudizio irreparabile (art. 87 cpv. 2 OG). Il Tribunale federale ha già ammesso che da una misura cautelare quale il sequestro scaturisce un danno da considerarsi irreparabile per l'interessato, visto ch'egli viene privato della possibilità di disporre liberamente dei suoi beni per la durata del procedimento (DTF 128 I 129 consid. 1, 126 I 97 consid. 1b pag. 101 e rispettivi riferimenti). 1.3 La questione del blocco del registro fondiario non è stata specificatamente affrontata nella procedura dinanzi alla CRP e nemmeno è esplicitamente invocata nel ricorso di diritto pubblico, ove il ricorrente contesta essenzialmente l'ordine di perquisizione e di sequestro delle relazioni bancarie. A questo proposito, in quanto titolare di conti oggetto del provvedimento litigioso, egli è direttamente colpito nei suoi interessi giuridici dalla sentenza impugnata ed è pertanto legittimato secondo l'art. 88 OG a ricorrere. Tempestivo (art. 89 cpv. 1 OG) e fondato essenzialmente su una pretesa violazione dei diritti costituzionali dei cittadini (art. 84 cpv. 1 lett. a OG), sotto i citati profili, il gravame è di principio ammissibile. 1.4 Nella procedura di ricorso di diritto pubblico non si possono di principio invocare fatti o mezzi probatori nuovi, né possono essere fatte valere nuove allegazioni (DTF 129 I 49 consid. 3 e rinvii). In quanto non presentati già dinanzi alle autorità cantonali, i documenti prodotti dal ricorrente in questa sede e le argomentazioni che ne deduce sono pertanto inammissibili. In particolare esulano dall'oggetto del giudizio impugnato, e sono qui improponibili, le argomentazioni riferite a una proposta di concordato presentata dalla società il 30 novembre 2006 e la questione della conseguente pretesa applicabilità dell'art. 171 cpv. 2 CP. 1.5 Secondo i principi dedotti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il ricorso di diritto pubblico deve contenere un'esauriente motivazione giuridica riferita alle argomentazioni del giudizio impugnato, dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura esso leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 130 I 26 consid. 2.1, 258 consid. 1.3, 129 I 113 consid. 2.1, 127 I 38 consid. 3c). In particolare, riguardo agli indizi di reato, trattandosi dell'accertamento di fatti e dell'apprezzamento di prove, il potere cognitivo del Tribunale federale è ristretto all'arbitrio (cfr. DTF 129 I 337 consid. 4.1). Il ricorrente non può quindi limitarsi ad addurre una sua diversa opinione, contrapponendola alle considerazioni contenute nel giudizio impugnato, ma deve dimostrare che l'autorità ha manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o ha omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa o ancora ch'essa, sulla base degli elementi raccolti, ha fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). Nella misura in cui il ricorrente espone unicamente una sua differente prospettiva, opponendola agli accertamenti e alle considerazioni dell'ultima istanza cantonale, il gravame è pertanto inammissibile.