Citation: 6B_468/2023 E. 2

Giusta l'art. 42 LTF, il ricorso al Tribunale federale deve contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova (cpv. 1), spiegando nei motivi perché l'atto impugnato viola il diritto (cpv. 2; DTF 146 IV 297 consid. 1.2; 142 I 99 consid. 1.7.1; 134 II 244 consid. 2.1). La parte ricorrente deve quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nella decisione impugnata (DTF 146 IV 297 consid. 1.2; 134 II 244 consid. 2.1). Nella fattispecie tali esigenze non sono rispettate. In primo luogo il ricorrente non formula alcuna conclusione. In seguito, sebbene egli commenti pagina per pagina la sentenza impugnata, non spiega perché essa violerebbe il diritto. L'insorgente adduce di aver rispettato la forma scritta e il termine ricorsuale, ciò che l'autorità cantonale non ha però negato. La CRP ha invece ritenuto che il reclamo come pure l'ulteriore scritto del ricorrente non rispettavano in particolare i presupposti dell'art. 385 cpv. 1 CPP, dal momento che egli si limitava a ribadire in modo alquanto confuso e prevenuto i fatti querelati. Al riguardo l'insorgente obietta di aver scritto in italiano in modo "molto chiaro" e di non essere prevenuto, bensì "arrabbiatissimo", ciò che è ben lungi dal sostanziare una violazione del diritto ai sensi dell'art. 42 cpv. 2 LTF. Certo, per un refuso, la CRP ha menzionato l'art. 381 cpv. 1 lett. a, b e c CPP, invece dell'art. 385 cpv. 1 lett. a, b e c CPP. Trattasi però unicamente di una svista e non di un'"invenzione" che giustificherebbe di "completamente invalidare" la sentenza impugnata, come pretende il ricorrente, tanto più che negli altri passaggi della decisione la CRP si riferisce correttamente all'art. 385 CPP.