Citation: 1B_350/2018 E. 2.1

2.1. La CRP, richiamato l'art. 385 cpv. 1 CPP e la dottrina, ha ritenuto che la regola, secondo cui se neppure dopo la scadenza del termine suppletorio l'atto di ricorso soddisfa i necessari requisiti (punti impugnati, motivazione e produzione dei mezzi di prova) il gravame non è esaminato nel merito (cpv. 2), si applica anche in caso di una procura non valida. Ha osservato che con invito del 3 maggio 2018 la ricorrente era stata sollecitata a produrre entro il 15 maggio seguente la documentazione attestante i poteri di rappresentanza dei firmatari della procura, con l'esplicita avvertenza che in caso contrario il ricorso non sarebbe stato esaminato nel merito. Ha poi accolto la richiesta di proroga fino al 25 maggio 2018 formulata dalla ricorrente. Il 28 maggio la ricorrente ha trasmesso i richiesti giustificativi, ammettendo la tardività della loro presentazione e, rilevato che la mandante li avrebbe ricevuti solo nel tardo pomeriggio del 25 maggio (ora uruguaiana), ha presentato nel contempo un'istanza di restituzione dei termini giusta l'art. 94 CPP. La CRP, rilevato che quest'ultima domanda può essere accolta soltanto qualora la parte non abbia colpa dell'inosservanza, fattispecie non realizzata in concreto, ha ritenuto che l'agire erroneo del patrocinatore dev'essere imputato alla cliente, visto che non si è in presenza di un caso di difesa obbligatoria (al riguardo vedi DTF 143 I 284 e rinvii; sentenza 6B_1108/2017 del 20 aprile 2018 consid. 1.3). Ha quindi respinto l'istanza di restituzione, poiché il patrocinatore, visto il ritardo dell'autorità estera a trasmettere la documentazione sollecitata, avrebbe potuto semplicemente chiedere un'ulteriore proroga, ciò che ha omesso di fare.