Citation: 1C_331/2020 E. 2.5

2.5. In applicazione del principio della buona fede processuale, spettava del resto al ricorrente informare il Consiglio di Stato dell'estinzione, a lui nota, del diritto di usufrutto, comportante notoriamente la perdita di un suo interesse a ricorrere. Presupposto per uno svolgimento celere e ottimale della procedura ricorsuale è infatti che le autorità cantonali e il Tribunale federale siano informate dei diversi passi intrapresi dalle parti, rispettivamente dei procedimenti paralleli pendenti (DTF 137 IV 177 consid. 2.2 pag. 179 seg.). L'art. 5 cpv. 3 Cost. impone in effetti ai partecipanti a un processo di agire secondo il principio della buona fede, regola applicabile segnatamente anche ai diritti procedurali delle parti. Ne segue che una parte che si accorge o adottando la necessaria diligenza poteva avvedersi che una regola di procedura sarebbe stata violata a suo scapito, non può lasciare seguire il corso del procedimento senza reagire, per esempio allo scopo di riservarsi d'invocare in un secondo tempo un motivo di nullità quando un giudizio successivo, come in concreto quello impugnato, gli sia sfavorevole. Siffatte misure dilatorie sono inammissibili (DTF 138 I 97 consid. 4.1.5 pag. 101). Per di più, incentrando le sue critiche sulla decisione governativa, il ricorrente disattende che oggetto del litigio può essere unicamente la sentenza del giudice delegato (art. 86 cpv. 1 lett. d LTF). Per questo motivo anche le censure inerenti a un'asserita carenza di motivazione della decisione municipale, all'operato del Municipio e del Consiglio di Stato quale autorità di vigilanza, questione che peraltro esula dall'oggetto della vertenza in esame, come quelle di merito, non possono né devono essere esaminate.