Citation: 1B_9/2014 E. 3.2

3.2. Nella decisione impugnata l'istanza precedente ha compiutamente illustrato per ogni fondo posto sotto sequestro sia le stime ritenute dall'Ufficio cantonale di stima sia quelle degli esperti di parte. Ha poi spiegato la rinuncia ad assumere una perizia giudiziaria, ritenendola non necessaria, visto che non l'avrebbe condotta a modificare il suo giudizio. Nell'ambito di questa valutazione anticipata delle prove, le spetta un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene solo in caso di arbitrio, ciò che il ricorrente non rende verosimile nella fattispecie (DTF 136 I 229 consid. 5.3; 134 I 140 consid. 5.3). Egli sostiene, a torto, ch'essa non si sarebbe confrontata con i singoli parametri delle perizie già esperite. Il TPF ha in effetti spiegato che l'autorità inquirente ha affidato il mandato di valutare le varie proprietà immobiliari poste sotto sequestro all'Ufficio cantonale di stima, che ha fra le sue mansioni principali l'allestimento di perizie immobiliari. Questo Ufficio ha precisato che le perizie sono eseguite al valore commerciale (venale) e attuale degli immobili esaminati, elencando i criteri di valutazione generali utilizzati per determinarlo, ossia tenendo conto in particolare dell'importanza della località in cui sono ubicati, dello sviluppo residenziale, industriale e commerciale della regione, dei prezzi pagati per le compravendite pubbliche e private, del valore di reddito accertato sulla base dei contratti di locazione, del valore dei fabbricati in rapporto alle dimensioni e al genere della costruzione, come pure in relazione alle norme pianificatorie applicabili. Inoltre, per ogni immobile è stato esperito un sopralluogo. Per determinare il valore reale, il perito cantonale ha applicato il metodo tradizionale, consistente nella ponderazione tra il valore reale del fondo e il suo valore di reddito. Il TPF ne ha concluso che l'attendibilità e l'attualità di queste perizie non potevano pertanto essere messe in discussione.