Citation: U 243/04 22.06.2005 E. A

A.a In data 11 dicembre 2002 la Banca X.________ annunciava a La Suisse, Società di assicurazioni contro gli infortuni, che la sua dipendente B.________, nata nel 1948, era rimasta alcuni giorni prima (l'8 dicembre 2002) vittima di un "infortunio". Più precisamente, la comunicazione indicava che l'interessata "mentre mangiava del pane, ha masticato un sassolino contenuto in una fetta". Nel compilare il questionario sottopostole successivamente dall'assicuratore infortuni a spiegazione dell'accaduto, B.________, alla domanda che cosa avesse masticato e fratturato il dente, il 19 dicembre 2002 rispondeva: "qualche cosa di duro, tipo sassolino, che era nel pane". All'ulteriore quesito se avesse visto l'oggetto in questione, la nominata precisava che "l'ho mandato giù". A.b Esperiti i propri accertamenti, La Suisse, con decisione dell'8 maggio 2003, respingeva la richiesta di prestazioni per il motivo che non erano dati i presupposti per ammettere un infortunio. A.c Il 22 maggio 2003 B.________, opponendosi al provvedimento in parola dichiarava: "Il giorno dell'incidente, scioccata dall'evento ho creduto di avere ingoiato con il pane il resto del dente mancante nonché sassolino o corpo estraneo. Però, subito dopo, ricuperato dopo un rigetto il pezzo mancante, ho preso la decisione di deporre nel sacchetto di plastica il materiale testé ricuperato. Trattandosi di un pezzo di dente di grandezza non indifferente, l'ho portato dal dentista con la speranza di poterlo eventualmente rifissare, cosa che purtroppo non è stata possibile. Ho notato però che nel sacchetto c'era, oltre al pezzo grande del dente rotto, un altro piccolo pezzetto. Dopo aver controllato attentamente ho costatato che non si trattava di un ulteriore pezzetto del dente rotto ma proprio di quella specie di sassolino che al momento dell'incidente è rimasto incastrato nella parte del dente rotto, staccandosi solo in un secondo tempo." A.d Mediante decisione su opposizione del 18 novembre 2003 La Suisse confermava sostanzialmente il suo precedente provvedimento e osservava che l'impossibilità di identificare l'oggetto all'origine del danno dentario non permetteva di dedurre l'esistenza di un fattore esterno straordinario. Inoltre, a causa dello stato antecedente del dente in questione, che risultava già essere devitalizzato, un obbligo contributivo da parte dell'assicuratore infortuni avrebbe comunque fatto difetto per mancanza del necessario nesso di causalità tra l'evento dell'8 dicembre 2002 e la lesione accusata.