Citation: 5P.90/2003 16.04.2003 E. 2

Il 28 agosto 2001 l'Ufficio di esecuzione di Zurigo, che aveva in precedenza pignorato la quota ereditaria di B.R.________, ha chiesto in virtù dell'art. 609 cpv. 1 CC al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna la divisione dell'eredità. Il notaio divisore designato dal Pretore, accertato che l'eredità si compone solo dei predetti fondi e che non vi sono passivi, ha proposto la loro vendita all'incanto e la suddivisione a metà del ricavo, riservando a E.R.________ la possibilità di farsi attribuire gli immobili dietro conguaglio a norma dell'art. 612a CC. Non soddisfatte di tale proposta, le eredi hanno adito separatamente il Pretore, chiedendogli, in sostanza, di procedere alla divisione in base al contratto del 1990. Il 10 settembre 2002 E.R.________ ha tuttavia ritirato la sua istanza in sede di discussione e il Pretore ha stralciato seduta stante la causa dai ruoli. Alla discussione 4 dicembre 2002 dell'istanza di B.R.________, E.R.________ ha dichiarato di aderire alle domande della figliastra, mentre l'Ufficio di esecuzione, che vi si è opposto, ha contestato la legittimazione attiva dell'istante e ha sollevato l'eccezione di cosa giudicata nei confronti dell'altra erede. Con giudizio dell'11 dicembre 2002 il Pretore ha respinto l'istanza per carenza di legittimazione attiva di B.R.________ e ha rigettato l'eccezione di cosa giudicata.