Citation: U 271/06 25.05.2007 E. 5

Gli argomenti che l'ente ricorrente adduce per contestare le conclusioni del primo giudice non convincono. 5.1 La Corte cantonale non è infatti censurabile nella misura in cui, dopo avere ricordato che, secondo giurisprudenza, il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e indicare in quale misura rispettivamente in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261) e dopo aver inoltre rammentato che il giudice, nell'ambito del libero apprezzamento delle prove, ha la facoltà di decidere quali prove siano da ritenere decisive ai fini del giudizio (DTF 122 V 157 consid. 1c pag. 160), di fronte a valutazioni mediche contraddittorie, per quel che concerne l'incapacità lavorativa dell'interessata, ha ritenuto maggiormente affidabile il parere espresso dal dott. L.________, privilegiandolo rispetto a quello sostenuto dai sanitari interpellati dall'assicuratore ricorrente (dott. V._________ e dott. D.________). Esaminati gli atti, pure questa Corte non può che condividere l'opinione del dott. L.________. Quest'ultimo, che ancora in sede cantonale si era confrontato in maniera circostanziata con la problematica, ha, confermando le sue precedenti valutazioni, riconosciuto all'interessata una totale inabilità a qualsiasi lavoro nel periodo da ottobre 2004 a febbraio 2005 (referto del 23 gennaio 2006). A ragione il primo giudice poteva attribuire pieno valore probatorio al menzionato referto, atteso che lo stesso, motivato e convincente, soddisfaceva tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza in materia (DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352). Come giustamente rilevato dall'autorità giudiziaria cantonale, il dott. L.________ ha potuto esprimersi sulla capacità lavorativa dell'assicurata con piena cognizione di causa, essendo, oltre che uno specialista in campo ortopedico, perfettamente a conoscenza della pregressa situazione valetudinaria della paziente, che egli ha avuto in trattamento da fine novembre 2001. Avendo inoltre il citato sanitario eseguito gli interventi operatori cui l'interessata ha dovuto sottoporsi in data 5 marzo 2002, 18 novembre 2003 e 14 febbraio 2005, si trovava - a differenza dei medici intervenuti per conto dell'ente assicuratore - in una posizione particolarmente privilegiata per poter valutare la questione dell'esigibilità lavorativa. Per quanto riguarda poi la censura ricorsuale secondo cui il dott. L.________ avrebbe attestato una inabilità lavorativa completa senza aver, perlomeno fino al 10 gennaio 2005, visitato di persona la paziente, l'autorità giudiziaria cantonale ha rettamente fatto notare che l'assicurata, a causa di forti dolori diffusi, in data 12 ottobre 2004 si era recata dal dott. T.________, il quale, dopo averla visitata ed essersi telefonicamente consultato con il dott. L.________ (all'epoca ancora attivo presso la Clinica Z.________), l'ha dichiarata totalmente inabile al lavoro (referto del 18 ottobre 2004). In occasione della menzionata visita del 10 gennaio 2005, il dott. L.________ (nel frattempo trasferitosi in Ticino), constatata la gravità dello stato del ginocchio sinistro, ha confermato l'inabilità totale dell'interessata. Né si dimentichi che, alla luce della situazione medica accertata da detto sanitario, M.________, a dispetto dell'ancora giovane età di 34 anni, ha dovuto sottoporsi nel corso del successivo mese di febbraio al noto intervento di protesi totale del ginocchio. Per quanto concerne infine il rimprovero mosso dall'Hotela all'assicurata di avere, in violazione del dovere di limitare il danno, esercitato, durante il periodo da luglio a ottobre 2004, un'attività poco adeguata al suo stato di salute, il che avrebbe contribuito a causare il peggioramento verificatosi a livello del ginocchio sinistro, il primo giudice ha già correttamente precisato che, a prescindere dal fatto che nessuno dei medici intervenuti ha sostenuto essere stata proprio questa attività a provocare l'aggravamento in questione, come risultava dalla dichiarazione del datore di lavoro prodotta dall'interessata in sede cantonale, quest'ultima aveva in quel tempo lavorato non già come cameriera, bensì in qualità di "aide du patron", occupandosi segnatamente del buon andamento del ristorante come pure delle relative incombenze amministrative. Secondo la medesima dichiarazione del datore, l'interessata avrebbe svolto il proprio lavoro restando parzialmente seduta. 5.2 Tenuto conto di tutte queste circostanze, le conclusioni del primo giudice in merito all'esistenza, stabilita secondo il grado di verosimiglianza preponderante (DTF 126 V 353 consid. 5b pag. 360), di un'incapacità lavorativa totale dell'assicurata da ottobre 2004 a febbraio 2005 resistono alle critiche ricorsuali e appaiono senz'altro sostenibili.