Citation: I 512/03 24.12.2004 E. 4

Resta ora da esaminare se, come pretende la ricorrente, le precedenti istanze abbiano mal valutato la natura e l'incidenza delle reali attività svolte dall'interessata nell'ambito del suo lavoro, falsando di conseguenza la valutazione della situazione invalidante. L'insorgente sembra in particolare rimproverare al giudice cantonale e all'amministrazione di averla considerata, contrariamente alla situazione effettiva, quale gerente amministrativa dell'esercizio pubblico ignorando il fatto che essa in realtà si occuperebbe dei lavori più pesanti. Sulla scorta di tali considerazioni e in virtù del fatto che il dott. A.________ le avrebbe riconosciuto una limitazione lavorativa del 70% in attività pesanti, L.________ assevera di essere già solo dal profilo reumatologico inabile al lavoro in tale misura. 4.1 Anche questa censura è tuttavia infondata. Chiamato dai periti del Servizio X.________ ad esprimersi sulla situazione reumatologica ed evidenziato come l'attività di "proprietaria" di un ristorante comprenda mansioni amministrative e di sorveglianza da un lato, per le quali egli ha attestato una inabilità del 30%, come pure, dall'altro lato, lavori più pesanti, per i quali lo stesso ha quantificato la limitazione al 70%, il dott. A.________ ha valutato complessivamente al 50% il tasso di incapacità lavorativa nell'attività abituale. Tale valutazione non presta il fianco a critica alcuna ed è conforme ai dati altrimenti desumibili dall'inserto. Da esso si evince in particolare che già in data 17 novembre 1993 l'assicurata aveva dichiarato nei confronti dell'amministrazione di gestire, insieme al marito, il ristorante Bar S._________, precisando che la sua attività constava di una importante parte amministrativa spaziante dall'ordinazione della merce e del materiale, all'organizzazione del personale e alla sua formazione. Tale dichiarazione è quindi stata oggetto di verifica da parte dell'ispettorato AI, il quale, nel novembre 1997, nel corso di un'inchiesta economica per indipendenti, ha avuto modo di constatare come il lavoro direttivo (direzione, controllo e formazione del personale, controllo della cassa, contatto con fornitori, decorazione dei locali, ricezione della clientela, presentazione dei menu, ecc.) assorbisse, prima dell'insorgenza del danno alla salute, il 60% dell'intera attività, contro il 40% dedicato al servizio, alla cucina e alle pulizie, e come questa percentuale fosse rimasta proporzionalmente invariata anche in seguito al sopraggiungere del danno. La qualifica di gerente emerge quindi dai certificati 28 febbraio 2000 e 13 febbraio 2001 del dott. B.________, oltre ad essere stata riportata, in base a quanto riferito dall'interessata, dai periti del Servizio X.________ ancora nel maggio 2002 ("Mansionario: attualmente la peritanda provvede alla direzione del ristorante, ai controlli della sala, all'accoglienza degli ospiti. Manualmente ella dichiara di servire anche ai tavoli, ma sempre con più fatica"). 4.2 In tali condizioni, l'apprezzamento del Servizio X.________, che, riprendendo le conclusioni del dott. A.________, ha valutato, dal profilo reumatologico, al 50% il tasso d'incapacità lavorativa nell'attività abituale è frutto di un'analisi attenta e prudente della situazione reale (la limitazione del 30% e del 70% in attività svolte nella misura del 60%, rispettivamente del 40%, dando un grado di inabilità complessivo del 46%). 4.3 La dichiarazione del 30 marzo 2000, invocata dalla ricorrente a sostegno della propria tesi e in chiaro contrasto con le tavole processuali - soprattutto nella misura in cui rileva che dal 1995 il marito avrebbe gestito personalmente e senza alcun aiuto il ristorante -, non consente di modificare il convincimento di questo Tribunale.