Citation: I 147/01 09.05.2001 E. 3

3.- Nell'evenienza concreta, gli accertamenti medici e contabili effettuati dall'amministrazione e raccolti in parte sulla base di dati forniti direttamente dal ricorrente indicano quale reddito da valido, conseguito dall'interessato prima dell'insorgere dell'incapacità lavorativa, un utile aziendale annuo medio che non supera fr. 22'000.-. Risulta inoltre che a seguito del manifestarsi dei disturbi fisici il ricorrente ha ridotto la sua attività di esercente, con conseguente contrazione delle proprie entrate, e che, ciò malgrado, gli viene attestata una piena capacità lavorativa residua in attività sostitutive leggere. Da quanto precede si deve concludere che il reddito attuale conseguito dall'assicurato nell'ambito della sua attività (ridotta) di esercente, pur non essendo stato accertato, non può determinare il reddito da invalido, non potendosi ritenere che, in ossequio alla succitata giurisprudenza, il ricorrente sfrutti in maniera completa e ragionevolmente esigibile la capacità lavorativa residua riconosciutagli. Ciò giustifica pertanto l'utilizzo dei metodi statistici, correttamente applicati dal primo giudice. Il conteggio effettuato dall'autorità cantonale, al quale si può in sostanza rinviare, non solo rileva chiaramente che, anche applicando la riduzione massima consentita del 25%, la differenza tra i redditi di riferimento non si avvicina in alcun modo alla percentuale minima del 40%, necessaria per maturare il diritto a una rendita, ma addirittura evidenzia che il reddito conseguibile dall'assicurato in un'attività sostitutiva, da lui ragionevolmente esigibile, sarebbe superiore a quello che egli otterrebbe in mancanza delle cause "invalidanti" da lui evocate. Ne consegue che, su queste basi, il diritto a una rendita deve essere escluso e il giudizio dell'autorità cantonale confermato.