Citation: 4C.355/1997 08.03.2005 E. 3

3. Considerazioni introduttive Dato il tenore degli allegati di causa, prima di proseguire, è necessario formulare le seguenti precisazioni. 3.1 Va in primo luogo rammentato come la finalità dell'attuale procedura sia quella di determinare il pregiudizio patito dall'attore, rispettivamente dalla L.L.________, a causa del procedimento penale e non di riesaminare la legittimità dei singoli provvedimenti adottati dai magistrati inquirenti, come se il Tribunale federale fosse chiamato a pronunciarsi alla stregua di un'autorità di ricorso. In altre parole, non si tratta di rifare il procedimento penale, bensì di valutarne l'impatto sull'attore e sulla L.L.________. 3.2 Pur disponendo - nell'ambito dell'azione prevista dall'abrogato art. 42 OG - di pieno potere d'esame, il Tribunale federale applica le disposizioni di diritto cantonale conformemente al senso che viene loro attribuito dalle autorità cantonali, a meno che non sussistano importanti motivi per scostarsene (cfr. sentenza inedita del 5 marzo 2002 nella causa 1C.1/1998 consid. 2b/aa). 3.2.1 Ora, chiamate a pronunciarsi su una domanda di risarcimento nei confronti dell'ente pubblico fondata sulla LResp/TI o sul CPP/TI, le autorità giudiziarie ticinesi, in mancanza di specifiche norme del diritto cantonale, fanno capo alle regole generali previste dagli art. 42 e segg. CO, applicabili a titolo di diritto cantonale suppletivo (art. 29 LResp/TI; cfr. Rep 1998 pag. 379 segg.: L'indennità a favore dell'accusato [art. 317 ss CPP] - Sintesi delle decisioni della Camera dei ricorsi penali). 3.2.2 Dottrina e giurisprudenza definiscono il danno, nel senso giuridico del termine, come una diminuzione involontaria del patrimonio netto; esso corrisponde alla differenza fra lo stato attuale del patrimonio del danneggiato e quello presumibile qualora l'evento dannoso non si fosse prodotto. Il danno può presentarsi sotto forma di una riduzione degli attivi, di un incremento dei passivi, di un mancato aumento degli attivi rispettivamente di una mancata diminuzione dei passivi (DTF 129 III 331 consid. 2.1). Per poter essere risarcito, il danno deve inoltre essere certo, nel senso che si è già verificato oppure si verificherà con sicurezza (cfr. DTF 129 III 18 consid. 2.4 pag. 23 seg.). Giusta l'art. 42 CO (combinato con l'art. 8 CC) chi pretende il risarcimento di un danno deve fornirne la prova. Alla parte che si prevale del danno spetta il compito di allegare e dimostrare l'esistenza nonché l'ammontare del danno, così come l'esistenza di un nesso di causalità fra l'evento dannoso ed il pregiudizio asserito. Le esigenze poste all'onere di allegazione della parte dipendono da un lato dagli elementi costitutivi della disposizione legale su cui si fonda la pretesa e dall'altro dal comportamento processuale della controparte. Se quest'ultima formula delle obiezioni, la parte attrice - gravata dall'onere allegatorio e probatorio - è costretta ad esporre nel dettaglio i fatti rilevanti ai fini dell'applicazione del diritto, così da poter assumere le relative prove ed eventuali controprove. In altre parole, se l'esistenza e l'ammontare del pregiudizio vengono contestati, la parte che ne postula il risarcimento è tenuta ad allegare le singole circostanze sulle quali fonda la sua pretesa e ad indicare i mezzi di prova suscettibili di dimostrare le sue asserzioni (DTF 127 III 365 consid. 2b). Qualora la prova precisa circa l'esistenza e l'ammontare del danno non possa essere fornita, l'art. 42 cpv. 2 CO prevede che questo sia stabilito dal giudice sulla base dei vari indizi agli atti e tenuto conto dell'ordinario andamento delle cose. Anche in questi casi la parte che postula il risarcimento è comunque tenuta a fornire tutti gli elementi che concorrono a dimostrare l'esistenza di un pregiudizio e che permettono di stimarne l'ammontare. I fatti allegati dalla parte lesa devono essere perlomeno atti a comprovare l'esistenza di un danno e a rendere percettibile il suo ordine di grandezza (DTF 128 III 271 consid. 2b/aa pag. 276 seg.; 122 III 219 consid. 3a con numerosi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali). 3.3 Queste considerazioni introduttive s'impongono poiché, come si vedrà meglio in seguito, nel caso in esame l'attore ha ampiamente disatteso i principi appena esposti. Negli allegati di causa egli si concentra infatti perlopiù sull'agire della magistratura penale, senza sostanziare adeguatamente, né tantomeno dimostrare, buona parte dei danni di cui chiede il risarcimento - e questo nonostante le chiare contestazioni sollevate da parte convenuta nella risposta -, ciò che conduce inevitabilmente ad un giudizio in larga misura a lui sfavorevole.