Citation: 4A_86/2008 23.09.2008 E. 3

Dinanzi al Tribunale federale il ricorrente critica la decisione dei giudici ticinesi di ritenere applicabile alla fattispecie l'art. 21 n. 3 CCNL. 3.1 L'opponente rileva come dinanzi alle autorità cantonali l'applicabilità del CCNL - né, più in particolare, l'applicabilità dell'art. 21 n. 3 CCNL - non sia mai stata contestata. Proposta per la prima volta dinanzi al Tribunale federale quest'argomentazione è pertanto, a suo modo di vedere, "palesemente non ricevibile dal lato formale". Non è così. Dalla lettura dell'art. 99 cpv. 1 LTF, che disciplina l'allegazione di elementi nuovi in sede ricorsuale, discende infatti, e contrario, che la presentazione di un'argomentazione giuridica nuova è possibile, a condizione che sia fondata sugli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata (DTF 133 III 421 consid. 1.3 non pubblicato; 130 III 28 consid. 4.4 p. 34; 125 III 305 consid. 2e p. 312). 3.2 Litigiosa, come anticipato, è l'applicabilità di una norma di un contratto collettivo di lavoro. 3.2.1 Mediante un contratto collettivo di lavoro, datori di lavoro o loro associazioni, da una parte, e associazioni di lavoratori, dall'altra, stabiliscono in comune disposizioni circa la stipulazione, il contenuto e la fine dei rapporti individuali di lavoro tra i datori di lavoro e i lavoratori interessati (art. 356 cpv. 1 CO). Ove il contratto collettivo non disponga altrimenti, le disposizioni circa la conclusione, il contenuto e la fine dei rapporti individuali di lavoro hanno - durante la validità del contratto collettivo - effetto diretto e imperativo per i datori di lavoro e i lavoratori vincolati (art. 357 cpv. 1 CO). Sono applicabili ai datori di lavoro e ai lavoratori che non sono affiliati a un'associazione contraente se essi decidono di partecipare al CCNL (art. 356b CO) oppure se al CCNL è stato conferito carattere obbligatorio generale (DTF 130 III 19 consid. 2.1 non pubblicato; 123 III 129 consid. 3a pag. 131; Streiff/Von Kaenel, Arbeitsvertrag, 6a ed., n. 7 ad art. 356 CO pag. 1022). Rimane naturalmente riservata la facoltà di pattuire l'applicabilità delle disposizioni del CCNL nel contratto individuale di lavoro (Streiff/Von Kaenel, op. cit., n. 13 ad art. 356 CO pag. 1030, n. 5 ad. art. 356b pag. 1043; Gabriel Aubert in: Commentaire romand, n. 8 ad art. 357 CO). 3.2.2 Nella risposta al ricorso l'opponente definisce temeraria la censura concernente l'inapplicabilità dell'art. 21 n. 3 CCNL per il motivo che il ricorrente è membro di Gastroticino, sezione ticinese di Gastrosuisse, associazione di datori di lavoro firmataria del CCNL. I contratti di lavoro stipulati dal ricorrente con i suoi impiegati membri di un'associazione sindacale firmataria anch'essa del CCNL - come l'opponente - soggiacciono dunque automaticamente alle norme del contratto collettivo. 3.2.3 L'affermazione circa l'affiliazione del ricorrente a Gastrosuisse non trova un riscontro esplicito nella sentenza impugnata poiché la questione dell'affiliazione del ricorrente a un'associazione firmataria del CCNL non è stata trattata. Unitamente alla risposta al ricorso l'opponente ha invero prodotto la copia di un messaggio elettronico nel quale l'Ufficio di controllo del CCNL sembra confermare la sua affermazione, ma questo documento non può essere tenuto in considerazione poiché - fatte salve circostanze eccezionali che in concreto non si verificano - la produzione di nuovi mezzi di prova in sede ricorsuale non è ammessa (art. 99 LTF; cfr. quanto esposto al consid. 2.3). Poco importa, dato che in ogni caso i giudici ticinesi hanno accertato che nel contratto individuale di lavoro le parti hanno espressamente pattuito l'applicabilità del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della ristorazione del 1998 (CCNL) e che il ricorrente non contesta questo accertamento. In queste circostanze egli è malvenuto a negare l'applicabilità del CCNL all'accordo concluso con l'opponente. 3.2.4 Va detto che il ricorrente si oppone unicamente all'applicabilità dell'art. 21 n. 3 CCNL. A suo modo di vedere, il terzo capoverso di questo articolo non è vincolante: non perché egli non sarebbe membro di Gastrosuisse - tale questione non viene evocata nel gravame - quanto perché questo capoverso "non costituisce parte integrante del CCNL in quanto mai approvato dal Consiglio federale e men che meno pubblicato"; sia le parti che l'autorità giudiziaria sarebbero stati "fuorviati dall'opuscolo pubblicato dal CCNL, in cui si menziona un art. 21 cpv. 3 CCNL, che in realtà non costituisce vincolo." Si tratta di un'argomentazione pretestuosa. 3.2.4.1 Innanzitutto si osserva che la validità del CCNL non dipende dall'approvazione del Consiglio federale. Il decreto con il quale il Consiglio federale conferisce carattere obbligatorio generale al CCNL, rispettivamente ad alcune sue norme, non influisce sulla sua validità bensì sul suo campo di applicazione, come già esposto al consid. 3.2.1 e come si evince dall'art. 1 della Legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro del 28 settembre 1956 (RS 221.215.311), giusta il quale mediante il conferimento del carattere obbligatorio generale da parte dell'autorità competente è possibile estendere il campo di applicazione di un contratto collettivo, conchiuso fra associazioni, ai datori di lavoro e ai lavoratori, del ramo o della professione, che non sono vincolati da tale contratto. 3.2.4.2 Contrariamente a quanto sembra voler sostenere il ricorrente, inoltre, l'"opuscolo" edito dall'Ufficio di controllo del CCNL, l'industria alberghiera e la ristorazione non è un libretto con mero carattere divulgativo e informativo. Esso include, fra l'altro, il testo del CCNL, il decreto del Consiglio federale che conferisce obbligatorietà generale al contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della ristorazione del 19 novembre 1998, con le sue successive modifiche e proroghe - l'ultima delle quali del 17 dicembre 2007, entrata in vigore il 1° gennaio 2008 e con effetto fino al 31 dicembre 2011 - così come la lista degli articoli dichiarati di obbligatorietà generale, fra cui non figura, effettivamente, l'art. 21 n. 3. Ciò non toglie che questo disposto esiste e vincola le parti che hanno stipulato il CCNL (art. 357 CO), quelle che hanno dichiarato di parteciparvi (art. 356b CO) e quelle che - come nel caso in esame - hanno deciso di integrare il CCNL nel contratto individuale di lavoro. 3.3 Ne discende che il ricorrente non ha nessuna possibilità di sottrarsi all'applicazione dell'art. 21 n. 3 CCNL. Su questo punto il ricorso va quindi respinto siccome manifestamente infondato.