Citation: 1A.147/2003 09.01.2004 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 129 I 185 consid. 1). 1.2 Le ricorrenti, tenute ad addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), sostengono ch'essa sarebbe manifestamente data poiché i documenti sarebbero di esclusiva spettanza delle società che hanno compiuto le transazioni commerciali litigiose, le quali concernevano essenzialmente la compravendita internazionale di pellame; aggiungono che la C.________ SA in liquidazione s'era semplicemente occupata del deposito e della spedizione della merce e ne deducono che la documentazione sequestrata esulerebbe dalla domanda di assistenza. 1.3 Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria la legittimazione a ricorrere è riconosciuta solo al titolare di un conto bancario del quale sono chieste informazioni, o alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 127 II 198 consid. 2d, 126 II 258 consid. 2d). 1.4 Secondo la giurisprudenza la legittimazione a impugnare la trasmissione di verbali d'interrogatorio spetta, di massima, unicamente al teste, sottoposto direttamente alla misura coercitiva, e solo nella misura in cui è chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente o se si prevale del suo diritto di non testimoniare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb, 122 II 130 consid. 2b, 121 II 459 consid. 2c); terzi, come le ricorrenti, anche se toccati personalmente dalle dichiarazioni contenute nel verbale d'interrogatorio, non sono per contro legittimati a ricorrere (DTF 124 II 180 consid. 2b, 123 II 153 consid. 2b, 122 II 130 consid. 2c, 121 II 459 consid. 2b e c). Il titolare del conto oggetto della domanda di assistenza giudiziaria è legittimato a impugnare la trasmissione di verbali d'audizione di testimoni soltanto qualora le informazioni contenutevi siano equiparabili a una trasmissione di documenti concernenti il conto e il titolare sarebbe stato, in tal caso, legittimato a impugnarla (DTF 124 II 180 consid. 2; causa 1A.141/1998, sentenza del 9 febbraio 1999, consid. 2a, apparsa in Rep 1999 123). Quest'eccezione a un'applicazione rigida della prassi sulla legittimazione è stata ammessa unicamente nell'ipotesi in cui la trasmissione di verbali abbia quale conseguenza di svuotare di ogni senso e di eludere le norme sulla protezione giuridica riguardo a informazioni su conti bancari. 1.5 Le ricorrenti non si esprimono su questa costante, pubblicata prassi, limitandosi a rilevare in maniera generica d'essere parti alle transazioni commerciali litigiose; né sostengono che si sarebbe in presenza della sopra menzionata eccezione e di un'elusione delle norme sulla protezione giuridica. Quali società italiana l'una e polacca l'altra, esse non sostengono neppure d'essere le proprietarie o le locatarie degli spazi della C.________ SA in liquidazione, dove hanno avuto luogo la perquisizione e il sequestro litigiosi; non sono pertanto legittimate a insorgere nemmeno contro queste misure d'assistenza (art. 9a lett. b OAIMP). 1.6 Le ricorrenti incentrano il gravame sul fatto che, al momento dell'assunzione delle contestate prove, la C.________ SA si trovava in fase di liquidazione e rilevano che l'unico rappresentante legittimato sarebbe stata la liquidatrice E.________ SA: citano al riguardo le persone che sarebbero state abilitate ad agire, con firma collettiva a due, in nome e per conto di quest'ultima. Sostengono quindi che il testimone non poteva rappresentare la C.________ SA in liquidazione e osservano che la circostanza secondo cui egli era stato per vent'anni un suo dirigente, che era in possesso delle chiavi degli uffici ed era stato contattato da un dirigente della E.________ SA non sarebbe decisiva. Secondo le ricorrenti non vi sarebbe stato un valido consenso all'esecuzione semplificata. Con questa argomentazione le ricorrenti disconoscono ch'esse non sono legittimate a far valere l'asserita lesione dei diritti di rappresentanza di terzi, segnatamente della C.________ SA in liquidazione e della sua liquidatrice, che non hanno impugnato le contestate misure di assistenza; le ricorrenti non sono neppure legittimate a contestare, nel solo interesse della legge, l'applicazione dell'art. 80c AIMP (DTF 126 II 258 consid. 2d pag. 260, 125 II 356 consid. 3b/aa pag. 362).