Citation: 5C.259/2003 15.06.2004 E. 5

5.1 L'attrice asserisce pure che in virtù degli art. 15 e 32 n. 3 LCA l'assicuratore non può limitare la sua responsabilità se il sinistro insorge mentre lo stipulante agisce a scopo umanitario. Poiché, secondo l'attrice, il suo socio gerente stava adempiendo un siffatto dovere di umanità verso persone colpite da distrofia muscolare, la convenuta non poteva invocare la clausola di esclusione in discussione. 5.2 Giusta l'art. 15 LCA, quando il sinistro è stato cagionato dalle persone citate nell'art. 14 LCA adempiendo un dovere di umanità, l'assicuratore risponde per intero. L'art. 32 n. 3 LCA prevede inoltre che l'aggravamento del rischio non produce alcun effetto giuridico quando esso sia stato imposto da un dovere di umanità. Le predette norme regolano fattispecie eccezionali (Stephan Fuhrer, Commento basilese, n. 8 ad art. 32 LCA), che nel diritto penale trovano disposizioni corrispondenti nella legittima difesa e nello stato di necessità (Andreas Hönger / Marcel Süsskind, Commento basilese, n. 2 ad art. 15 LCA). L'applicazione del principio secondo cui colui che causa un sinistro nell'adempimento di un dovere di umanità non deve venire penalizzato dal profilo assicurativo presuppone inoltre che l'agire che ha portato al sinistro sia proporzionale agli interessi del terzo che si intendono salvaguardare (Andreas Hönger / Marcel Süsskind, Commento basilese, n. 4 ad art. 15 LCA; Roelli / Keller, Kommentar zum Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag, pag. 277 seg.). In concreto, lo stato di necessità presupposto dalle citate norme di legge non è dato: l'incidente si è verificato mentre la Ferrari veniva utilizzata per fare compiere dei giri sul circuito di Monza alle persone colpite da distrofia muscolare. Nemmeno l'attrice indica quali fossero gli interessi di terzi che venivano in tal modo salvaguardati, limitandosi a specificare che il suo socio gerente partecipava ad un'opera di beneficenza. Ora, così facendo, l'attrice pare misconoscere che la semplice partecipazione ad una manifestazione di beneficenza non basta per potere ritenere che tutte le attività ivi svolte in favore dei beneficati rientrino automaticamente nella nozione di dovere di umanità. Giova infatti ribadire che i summenzionati articoli si riferiscono a fattispecie eccezionali. Si sarebbe potuti giungere ad una diversa conclusione se, ad esempio, il sinistro fosse intervenuto quando il socio gerente circolava sul circuito per recarsi a prestare soccorso ad una persona coinvolta in un infortunio. Ne segue che pure questa censura si rivela infondata.