Citation: H 194/01 04.02.2002 E. 2

2.- Avantutto, C.________ chiede di sospendere la procedura che ci occupa in attesa di apprendere l'esito della vertenza penale pendente dinanzi al Ministero pubblico del Cantone Ticino e censura l'operato della Corte cantonale per avere statuito nel merito della causa sulla base delle testimonianze rese in quella sede in dispregio dell'obbligo di contraddittorio e per avere rifiutato l'assunzione di prove ritualmente offerte. a) Per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali non è vincolato dalle constatazioni e dall'apprezzamento del giudice penale, né per quel che concerne la determinazione delle prescrizioni violate, né per quel che attiene la valutazione della colpa commessa. Egli si scosta tuttavia dalle constatazioni di fatto del giudice penale soltanto qualora i fatti stabiliti in sede di procedura penale e la loro qualificazione giuridica non siano convincenti o si fondino su considerazioni specifiche di diritto penale prive di rilievo dal profilo del diritto delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 242 consid. 6a, 111 V 177 consid. 5a e sentenze ivi citate). b) Ai fini del presente giudizio, gli elementi risultanti dall'incarto penale appaiono più che sufficienti a questo Tribunale per determinarsi, con la necessaria cognizione di causa, in merito alle pretese risarcitorie della Cassa, atteso comunque che per l'applicazione dell'art. 52 LAVS i parametri di valutazione sono diversi. Per il resto, la ricorrente non fa valere fatti specifici che non siano già desumibili dagli atti acquisiti, sui quali la stessa ha peraltro avuto modo di esprimersi liberamente in data 4 dicembre 2000, senza pretendere qualsivoglia atto istruttorio integrativo. Quanto al censurato utilizzo da parte dei primi giudici di mezzi di prova acquisiti in sede penale in dispregio dell'obbligo di contraddittorio, va osservato che l'istanza precedente si è limitata ad acquisire l'incarto penale e a darne avviso alle parti affinché queste potessero prenderne visione ed esprimersi, conformemente a quanto stabilito dalla giurisprudenza di questa Corte (RCC 1991 pag. 107 consid. 4a; cfr. anche DTF 115 V 302 consid. 2e, 114 Ia 100 consid. 2c, 112 Ia 202 consid. 2a). Di siffatto diritto l'interessata non solo ha fatto uso il 4 dicembre 2000 senza per nulla sollevare eccezioni di sorta, ma ha anzi evidenziato come l'incarto consultato fosse "particolarmente significativo per quanto attiene alla responsabilità esclusiva del signor C.________". Per il resto, l'insorgente non può seriamente mettere in discussione le affermazioni da lei stessa rese e l'attendibilità degli altri atti all'inserto, che, da soli, sono sufficienti a chiarire la posizione dell'interessata. Ne consegue che la richiesta di sospensione in attesa dell'esito della vertenza penale costituisce una manovra dilatoria incompatibile con l'esigenza di celerità che deve caratterizzare la trattazione delle cause e non può pertanto trovare accoglimento.