Citation: I 573/99 01.02.2000 E. 3

3.- a) Ora, il tema di sapere se, nell'ottica dell'art. 29 cpv. 1 LAI e della relativa giurisprudenza, il complesso di malattie di cui era portatrice la defunta B.________ sarebbe stato giuridicamente configurabile come irreversibile e permanente e, quindi, sussumibile sotto la prima variante del medesimo disposto oppure di natura labile/evolutiva ai sensi della seconda variante, può rimanere indeciso, il richiamo a tale disciplinamento non essendo in concreto pertinente. In effetti, trattandosi di una lite vertente sull'assegnazione di un assegno per grandi invalidi dell'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, da erogarsi per la prima volta, torna applicabile il citato art. 43bis cpv. 2 LAVS, il quale, diversamente dalla regolamentazione vigente nell'AI, dispone che la prestazione può in ogni caso essere riconosciuta, al più presto, una volta decorso un periodo di attesa di un anno dall'insorgenza della grande invalidità. Si osservi al proposito che il rinvio alle disposizioni della legge sull'assicurazione per l'invalidità prescritto dall'art. 43bis cpv. 5 LAVS si riferisce in effetti, per il suo espresso - inequivocabile - tenore, unicamente alla nozione e alla valutazione della grande invalidità, non invece alla nascita del diritto alla prestazione. b) Nella specie ne discende che, in forza dell'art. 43bis cpv. 2 LAVS, l'inizio del diritto all'assegno per grandi invalidi di grado elevato va fissato al 1° marzo 1998, ossia allo scadere del termine di un anno a partire dal momento in cui - incontestatamente - lo stato dell'assicurata ha denotato le alterazioni psicofisiche integranti gli estremi di cui all'art. 42 cpv. 2 LAI in relazione con l'art. 43 bis cpv. 5 LAVS. In questo senso, il ricorso di diritto amministrativo merita, nelle sue conclusioni, accoglimento.