Citation: 5A_270/2015 E. 6.4.2

6.4.2. A ulteriore suffragio della propria motivazione principale, il Tribunale di appello ha rilevato che l'allora proprietario della particella n. 774 RFD non aveva formulato riserve o obiezioni nemmeno quando, nel 1959, gli atti relativi alla nuova misurazione catastale erano stati pubblicati in Municipio. Ancora una volta, la ricorrente omette di confrontarsi con un passaggio decisivo della sentenza impugnata. Ella non discute la forza di cosa giudicata che, a giudizio del Tribunale di appello, hanno le linee di confine definitivamente accertate nel 1961, al momento dell'introduzione del registro fondiario definitivo, dall'allora proprietario mai rimesse in discussione; forza di cosa giudicata che impedisce alla ricorrente di sollevare qui nuove censure in proposito. Si limita ad eccepire che nemmeno l'ente pubblico avrebbe sollevato obiezioni al tracciamento dei confini del 1959/1961, tracciamento che avrebbe privato la sua particella n. 1473 RFD di ogni superficie; e dunque, nemmeno oggi il Comune sarebbe abilitato a difendere questa posizione. Peraltro, l'allora proprietario non si sarebbe limitato a non sollevare obiezioni, ma avrebbe firmato la relativa documentazione attestante di una superficie di 3'764 m2. L'argomento è inconferente: la presente vertenza vede attrice la parte ricorrente, la quale è vincolata all'agire dell'allora proprietario della sua particella. Non può fare astrazione dall'accordo concludente che l'allora proprietario aveva dato alla picchettazione di quel tempo giocando sul comportamento dell'ente pubblico, come se il silenzio di quest'ultimo potesse sanare l'errore scoperto in seguito: non era compito dell'ente pubblico intervenire giudizialmente a salvaguardia degli interessi ipotetici dei singoli proprietari coinvolti nell'opera di raggruppamento dei terreni e della loro intavolazione a registro fondiario definitivo.