Citation: 5P.354/2006 17.11.2006 E. 4

In secondo luogo, il ricorrente censura come arbitraria la decisione del Tribunale di appello di imputargli un reddito ipotetico: l'istruttoria di causa avrebbe dimostrato che egli, nonostante l'impegno e la dedizione profusi nella ricerca di un nuovo impiego, non sia riuscito a trovare "un posto di idraulico o simile con un salario almeno raffrontabile al passato". La Corte cantonale, omettendo di interpretare e tenere conto delle prove addotte e partendo semplicemente dal presupposto che il reddito ipotetico fosse esigibile, avrebbe deciso in modo abusivo. 4.1 Il calcolo degli alimenti dovuti si basa, fra i molti fattori, sull'effettiva capacità contributiva del debitore. Invece di questa, è lecito porre alla base del calcolo un reddito ipotetico, se e nella misura in cui il debitore sarebbe effettivamente in grado di guadagnare più di quanto guadagni realmente, facendo prova di buona volontà e compiendo uno sforzo da lui ragionevolmente esigibile. Qualora non esista una possibilità reale di percepire un reddito superiore, l'imputazione di un reddito ipotetico superiore a quello reale non entra in considerazione. I criteri per il calcolo di un reddito ipotetico sono in particolare le qualifiche professionali del debitore, la sua età, il suo stato di salute nonché la situazione sul mercato del lavoro. I criteri esposti trovano applicazione in tutti gli affari di diritto matrimoniale (DTF 128 III 4 consid. 4a pag. 5-6), come pure nei casi di modifica dei contributi al mantenimento dei figli (art. 286 cpv. 2 CC). La questione se possa essere ragionevolmente imputato al debitore un reddito ipotetico, è questione di diritto che può (e deve) essere riesaminata nel quadro di un ricorso per riforma; per contro, sapere se sia anche effettivamente possibile percepire il reddito imputato, è questione di fatto che come tale esula dalla cognizione del Tribunale federale nel ricorso per riforma e che va risolta sulla base di concreti accertamenti, rispettivamente secondo l'esperienza generale della vita (DTF 128 III 4 consid. 7c/bb pag. 7; sentenza 5C.94/2003 del 17 luglio 2003, in FamPra 2004 pag. 129, consid. 3.1). 4.2 In concreto la tesi ricorsuale non soddisfa i requisiti di motivazione previsti dall'art. 90 cpv. 1 lit. b OG. Il ricorrente si limita in sostanza ad apoditticamente affermare che non gli sarebbe possibile conseguire il reddito imputatogli, perché durante l'anno e mezzo in cui ha usufruito delle prestazioni di disoccupazione, gli uffici preposti sono unicamente riusciti a trovargli un'occupazione temporanea parziale per alcuni mesi nel 2004 ed egli, non incorrendo in penalità nella percezione delle indennità assicurative, avrebbe quindi dimostrato di aver profuso il necessario impegno nella ricerca di un nuovo posto di lavoro. Con tale argomentazione il ricorrente non si confronta minimamente con la motivazione della Corte cantonale, secondo cui egli, trentanovenne in buona salute, debba poter trovare, dando prova di un adeguato impegno e buona volontà, lavoro come idraulico, atteso segnatamente che egli non era stato a suo tempo licenziato per incapacità, ma a causa del suo comportamento e che dal settembre al dicembre 2004 egli aveva proprio lavorato quale idraulico. Limitandosi a richiamare i conteggi dell'assicurazione contro la disoccupazione, il ricorrente nemmeno tenta di dimostrare di aver continuamente cercato senza esito un lavoro. Non soccorre al ricorrente nemmeno una lettura in termini astratti della censura nel senso che egli abbia inteso contestare genericamente la possibilità reale di percepire un reddito pari a fr. 4'750.-- mensili. Al proposito, il Tribunale di appello ha spiegato di essersi basato, per il calcolo del citato reddito ipotetico, sulla convenzione collettiva di lavoro nel ramo svizzero della tecnica della costruzione 2004/2007, del 1° gennaio 2004, e sul contratto collettivo di lavoro nel ramo della tecnica della costruzione del Cantone Ticino 2004/2007, secondo i quali il salario di base per lavoratori in possesso di un attestato di capacità ed in grado di lavorare autonomamente nel Cantone ammonta a fr. 4'315.-- netti mensili, oltre agli assegni familiari. Nella misura in cui il ricorrente non discute gli accertamenti fattuali sui quali il Tribunale di appello ha basato i propri calcoli (per un caso di arbitrio dovuto al mancato accertamento delle qualifiche professionali del ricorrente v. ad esempio la citata DTF 128 III 4 consid. 4c/cc pag. 8), né mette in discussione l'assunto dei giudici cantonali per il quale egli rientra effettivamente nella categoria da loro presa in considerazione, la sua censura si appalesa priva di sufficiente motivazione e sfugge dunque ad un esame nel merito.