Citation: 5A_475/2020 E. 3.3.2

3.3.2. La ricorrente lamenta "un'inaccurata determinazione dei fatti" da parte dei Giudici cantonali anche in relazione al suo test tossicologico (già un primo test eseguito spontaneamente avrebbe escluso l'uso di droghe), alle pubblicazioni sul suo profilo Facebook concernenti la presente procedura (i presunti insulti alla controparte sarebbero comparsi nei commenti di terzi e non nel suo messaggio), alla sua decisione unilaterale di far cambiare domicilio e scolarizzazione al primogenito D.________ dall'Inghilterra alla Svizzera (dalla quale non si potrebbe trarre dubbi sulle sue capacità genitoriali) e alla disponibilità dell'opponente a occuparsi di persona del figlio (egli ne delegherebbe la custodia "alla sua famiglia e a una tata straniera"). Attraverso tali censure la ricorrente si limita però a presentare una propria lettura personale della fattispecie (fondandosi oltretutto anche su una serie di circostanze nuove, senza nemmeno pretendere che le condizioni dell'art. 99 cpv. 1 LTF sarebbero realizzate; v. supra consid. 1.5), dimenticando che, affinché il Tribunale federale possa scostarsi dai fatti accertati nell'impugnata sentenza, non basta dimostrare che la loro determinazione sia stata "inaccurata"; occorre dimostrare che sia stata arbitraria e che l'eliminazione dell'asserito vizio sia determinante per l'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF; v. supra consid. 1.4). Le censure, insufficienti sotto il profilo dell'art. 106 cpv. 2 LTF, sono inammissibili.