Citation: 5P.339/2001 12.03.2002 E. 2

2.- a) L'autorità cantonale, dopo aver ricordato che in virtù dell'art. 6 cpv. 1 CIA il patto di arbitrato richiede per la propria validità la forma scritta, ha rilevato che il documento prodotto dal qui ricorrente è unicamente firmato da B.B.________. I giudici cantonali hanno poi indicato che la firma delle parti non deve necessariamente essere apposta sul medesimo documento, potendo l'accordo anche risultare da uno scambio di corrispondenza o di esemplari firmati di un contratto. Tuttavia agli atti non vi sono prove della - pretesa - consegna da parte del qui ricorrente, a cui incombe l'onere probatorio, di una copia del patto d'arbitrato da lui firmata a B.B.________. Infatti nemmeno dalla deposizione del teste I.________ emerge l'esistenza di un tale esemplare. Inoltre, l'accettazione scritta del qui ricorrente non può neppure essere intravista nella richiesta 28 febbraio 1990 da lui inoltrata alla Delegazione tutoria di Ascona per ottenere l'approvazione delle basi di calcolo per le note riguardanti l'assistita, essendo tale lettera stata inviata a terzi e non alla parte che ha fatto la proposta. Ne segue che egli non ha dimostrato il perfezionarsi di un accordo scritto. b) Il ricorrente si duole di una violazione delle norme concordatarie e segnatamente dell'art. 6 CIA e del diritto civile (segnatamente degli art. 13 segg. CO) quale diritto concordatario sussidiario. c) Giusta l'art. 6 cpv. 1 CIA il patto d'arbitrato richiede la forma scritta. Il rispetto di tale forma è da determinare in virtù degli art. 13 segg. CO (Jolidon, Commentaire du Concordat Suisse sur l'arbitrage, n. 2 all'art. 6 CIA; Lalive/Poudret/Reymond, Le droit de l'arbitrage interne et international en Suisse, n. 1 all'art. 6 CIA). Le norme del Codice delle obbligazioni sono applicabili a titolo sussidiario e per analogia anche per quanto concerne la conclusione del patto di arbitrato (Jolidon, op. cit. , n. 22 all'art. 4 CIA; Rüede/Hadenfeldt, Schweizerisches Schiedsgericht, § 11 VI n. 1). In virtù dell'art. 13 cpv. 1 CO un contratto per il quale è richiesta la forma scritta dev'essere firmato da tutti i contraenti. Ciò non significa che tutte le firme debbano essere apposte sul medesimo documento, potendo entrare in linea di conto anche uno scambio di esemplari di un contratto, ognuno recante la firma di una delle parti. In una tale ipotesi è necessario che ognuna delle parti abbia trasmesso l'esemplare da lei firmato all'altra, quale manifestazione della loro concorde volontà (DTF 50 II 267 consid. 2 pag. 283). L'onere delle prova per il perfezionarsi del contratto incombe alla parte che ne deduce diritti (DTF 17 299 consid. 3 pag. 304, 20 129 consid. 4 pag. 136, 50 II 267 consid. 2 pag. 284 Kramer/Schmidlin, Commento bernese, n. 26 all'art. 13 CO). Le parti non devono firmare simultaneamente, ma la comunicazione della sottoscrizione del contratto deve avvenire entro i termini previsti dagli art. 3 segg. CO (Kramer/ Schmidlin, op. cit. , n. 20 e 21 all'art. 13 CO). In virtù dell'art. 4 cpv. 1 CO la proposta, che è stata fatta a persona presente senza fissare un termine, cessa di essere obbligatoria se l'accettazione non segue incontanente. Se invece la proposta è stata fatta ad una persona assente senza fissare un termine, essa è obbligatoria pel proponente fino al momento in cui avrebbe dovuto giungergli una risposta spedita regolarmente e in tempo debito (art. 5 cpv. 1 CO). Infine, giusta l'art. 3 cpv. 1 CO, se il proponente ha fatto una proposta di un contratto fissando un termine per l' accettazione, egli resta vincolato fino allo spirare del medesimo. Ne segue che la Corte cantonale non ha violato né il diritto concordatario né quello federale esigendo, per la verifica del rispetto della forma scritta prevista dall' art. 6 CIA, uno scambio di esemplari firmati dell'accordo fra le parti e ponendo l'onere della prova a carico di chi si prevale di tale fatto.