Citation: 2C_240/2022 E. 3.1

3.1. Nel giudizio impugnato, con il quale la sanzione pronunciata dalla Commissione di disciplina notarile viene confermata, i Giudici ticinesi hanno dapprima osservato di potersi esprimere sulla base degli atti, senza procedere all'assunzione di ulteriori prove, poiché dagli stessi l'oggetto della controversia emergeva con sufficiente chiarezza. Detto ciò, sono passati all'esame del caso nell'ottica dell'obbligo di verità, che risulta dall'art. 5 cpv. 1 della legge ticinese del 26 novembre 2013 sul notariato (LN/TI; RL/TI 952.100) e dall'art. 5 cpv. 2 del codice professionale del 18 giugno 2015 dell'Ordine dei notai del Cantone Ticino (RL/TI 952.205), accertandone la violazione. Richiamato l'art. 702 CO, e al pari della Commissione di disciplina notarile, hanno infatti osservato che la verifica della presenza degli azionisti o di loro rappresentanti all'assemblea generale di una società anonima spetta in primo luogo al consiglio di amministrazione ma che siccome - pochi mesi prima, e in base a quanto risulta dal verbale dell'11 luglio 2014 - il ricorrente era stato interrogato dal Ministero pubblico su fatti relativi (anche) alla titolarità delle azioni della B.________ SA, allo stesso erano note circostanze che gli avrebbero imposto di procedere a dei chiarimenti. Confermata la lesione dell'obbligo di verità, perché il notaio aveva recepito il verbale dell'assemblea generale straordinaria del 23 dicembre 2014, svolta nella forma dell'assemblea universale (art. 701 CO), senza procedere a ulteriori verifiche in merito alla presenza rispettivamente alla rappresentanza di tutti gli azionisti, hanno infine esaminato l'ammontare della sanzione comminata, giungendo alla conclusione che - tenuto conto della gravità dell'infrazione, ma anche dell'assenza di precedenti disciplinari - la fissazione della multa in fr. 2'500.-- fosse appropriata.