Citation: 1C_750/2021 E. 2.1

2.1. La CRP ha ritenuto che contro le decisioni incidentali anteriori a quelle di chiusura il ricorso è ammissibile soltanto in presenza di un pregiudizio immediato e irreparabile, non dimostrato in concreto dal ricorrente, il quale non ha esposto i suoi redditi e il suo patrimonio. Il ricorso è diretto in effetti contro una decisione con la quale è stato confermato il mantenimento del sequestro degli averi depositati sul conto del ricorrente, ma non la loro consegna a scopo di confisca o di restituzione allo Stato richiedente nel quadro dell'art. 74a AIMP. Si tratta quindi di massima di una decisione incidentale, impugnabile al Tribunale federale, secondo l'art. 93 cpv. 2 secondo periodo LTF, qualora siano adempiute le condizioni di cui al suo capoverso 1. Secondo questa norma, il ricorso è ammissibile contro le decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente se possono causare un pregiudizio irreparabile (lett. a) o se l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (lett. b). Questa seconda condizione non è di massima applicabile a una procedura amministrativa di assistenza giudiziaria, di per sé non dispendiosa. D'altra parte, nella procedura di assistenza, le misure provvisionali di sequestro non sono considerate come implicanti un pregiudizio irreparabile, che dev'essere ammesso soltanto in maniera restrittiva, salvo dimostrazione del contrario da parte del ricorrente (art. 42 cpv. 2 LTF; sentenze 1C_152/2018 del 18 giugno 2018 consid. 1.2 e 1C_2/2017 del 27 marzo 2017 consid. 1; cfr. anche DTF 133 IV 215 consid. 1.1). L'accenno ricorsuale al fatto che alcune banche avrebbero rifiutato l'apertura di relazioni bancarie, peraltro non a nome del ricorrente, ma a società verosimilmente a lui riconducibili, non dimostra la sussistenza di un pregiudizio irreparabile. Il semplice accenno all'ammontare dei valori sequestrati non giustifica di scostarsi dal principio della sussistenza di un pregiudizio irreparabile (sentenza 1C_455/2014 del 2 ottobre 2014 consid. 1.3 in fine). In concreto nemmeno la durata del contestato sequestro, ordinato dal MPC il 24 gennaio 2020, impone di ritenere che si sarebbe in presenza di un tale pregiudizio (sentenze 1C_152/2018, citata, consid. 1.2, 1C_239/2014 del 18 agosto 2014 consid. 1.2 e 1C_139/2013 del 7 febbraio 2013 consid. 1.2) o di una violazione del principio di proporzionalità. Inoltre, anche qualora dovesse trattarsi di una questione di principio, ciò che il ricorrente non dimostra, in difetto di un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 LTF concretamente dimostrato, il ricorso dovrebbe comunque essere dichiarato inammissibile (sentenza 1C_602/2015 del 23 novembre 2015 consid. 1 e 2).