Citation: 2P.104/2002 10.12.2002 E. 2

La presente lite verte sulla questione di sapere se la Fondazione A.________, che afferma di perseguire scopi di pubblica utilità, possa essere esentata dal pagamento dei tributi per le operazioni di registro fondiario, in virtù dell'art. 16 § 3 DLTRF. Nella sentenza qui impugnata i giudici cantonali hanno escluso che la ricorrente possa beneficiare di un simile privilegio. Essi hanno osservato che per la nozione di pubblica utilità occorre riferirsi alla legislazione in materia di imposte dirette ed in particolare all'art. 65 lett. f della legge tributaria ticinese del 21 giugno 1994 (LT), all'art. 23 cpv. 1 lett. f della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni del 31 agosto 1992 (LAID; RS 642.14), all'art. 56 lett. g della legge federale sull'imposta federale diretta del 14 settembre 1990 (LIFD; RS 642.11), come pure all'art. 16 cifra 3 del vecchio decreto federale concernente l'imposta federale diretta del 9 dicembre 1940 (DIFD). Sulla base di un esame approfondito della giurisprudenza e della dottrina in materia, la Corte cantonale ha stabilito che, affinché una persona giuridica privata possa essere esentata dall'imposta, occorre in primo luogo che sia adempiuta una condizione oggettiva consistente nell'esercizio di un'attività che serva alla collettività o al benessere pubblico; in secondo luogo tale interesse deve essere perseguito in modo disinteressato, altruista, senza fini di lucro e per mezzo dell'importante sacrificio dei suoi membri. Fatta questa premessa, l'autorità cantonale è giunta alla conclusione che, nel caso specifico, tali requisiti non sono adempiuti. D'un canto essa ha negato l'adempimento della condizione soggettiva, rilevando che la Fondazione A.________ è stata costituita, fra gli altri, da istituti di credito o assicurativi e da persone attive nel settore edile, che intendevano certamente conseguire dei benefici economici dal momento che lo statuto garantisce loro il diritto di essere rappresentati nel consiglio di fondazione. D'altro canto, toccando con ciò l'aspetto oggettivo, i giudici cantonali hanno rilevato che dagli atti non risulta che gli inquilini ai quali la ricorrente si rivolge debbano adempire i requisiti per poter beneficiare della cosiddetta "riduzione suppletiva" della pigione, ai sensi dell'art. 42 della legge federale che promuove la costruzione di abitazioni e l'accesso alla loro proprietà (LCAP; RS 843), ma anzi che per locare gli appartamenti di proprietà della Fondazione essi sono tenuti a concederle un mutuo, condizione questa che presuppone che abbiano una certa disponibilità di denaro.