Citation: 5A_798/2019 E. 2.6.1

2.6.1. Ribadisce di aver trasferito il proprio domicilio all'estero prima del pignoramento, sicché quest'ultimo sarebbe nullo. Il Tribunale di appello ha offerto tre motivi per i quali la censura di nullità di detto pignoramento sarebbe da respingere ( supra consid. 2.3). In primo luogo, il preteso trasferimento di domicilio sarebbe irrilevante se avvenuto dopo l'avviso di pignoramento (art. 53 LEF). In secondo luogo, anche se la ricorrente avesse trasferito il proprio domicilio prima dell'avviso di pignoramento, la procedura esecutiva non sarebbe nulla, poiché il preteso difetto non lederebbe comunque i diritti di terzi; e per un'eventuale impugnazione, i termini sarebbero ampiamente scaduti. Infine, l'obiezione sarebbe proposta in mala fede, non essendosi prevalsa la ricorrente di un cambiamento di domicilio in occasione del suo ricorso contro il verbale di pignoramento 9 maggio 2018, ma avendo anzi in quella medesima sede precisato che il gravame era proposto " nell'interesse di A.________, Lugano". Che l'avviso di pignoramento sia precedente al preteso trasferimento di domicilio, non si può evincere dalla sentenza impugnata; ma ciò poco importa, atteso che la ricorrente non eccepisce in proposito un incompleto o errato accertamento dei fatti. Comunque, il Tribunale di appello offre una motivazione supplementare: il preteso trasferimento di domicilio da parte della ricorrente non esplicherebbe effetto alcuno, avendo ella medesima menzionato Lugano quale centro di vita. I Giudici cantonali si fondano in proposito sulla affermazione di lei, in sede di ricorso contro il verbale di pignoramento del 9 maggio 2018, che il ricorso era proposto " nell'interesse di A.________, Lugano". La ricorrente, che anche qui non solleva una censura per arbitrario accertamento dei fatti, si limita a dirsi " costernata " per l'argomentazione dei Giudici cantonali, dando per " ovvio " che la menzione di Lugano volesse riferirsi alla sede secondaria del suo studio professionale. Ma tale riferimento non si impone come ovvio alla lettura del ricorso, né la ricorrente indica circostanze dalle quali esso emerga spontaneamente. Infine, non va scordata la terza motivazione alternativa offerta dai Giudici cantonali, secondo i quali nemmeno un pignoramento successivo al cambiamento di domicilio sarebbe nullo, bensì avrebbe dovuto essere impugnato tempestivamente con ricorso contro gli avvisi di pignoramento, ciò che non sarebbe avvenuto ( supra consid. 2.3). La ricorrente non discute questa motivazione, né in punto alla questione della nullità o meno del pignoramento (sulla nullità di decisioni ex art. 22 LEF v. da ultimo sentenza 5A_367/2019 del 23 giugno 2020 consid. 5.1 con rinvii), né circa la tempestività del proprio gravame. Ciò suggella l'esito della censura, che va dichiarata inammissibile.