Citation: 4A_181/2023 E. 4.1

4.1. Le pretese di restituzione, al pari di tutte le altre, possono sorgere per contratto, per atto illecito o per arricchimento indebito e si prescrivono con termini diversi a dipendenza di tale loro origine. La prestazione effettuata in adempimento di un contratto, che ne costituisce quindi il fondamento giuridico, non può essere costitutiva di arricchimento indebito, ovvero priva di causa. Tuttavia, il solo fatto che una prestazione sia stata effettuata in un contesto contrattuale non significa necessariamente che tale sia anche il suo fondamento. La restituzione di prestazioni effettuate in forza di contratti decaduti per vizio di volontà o di forma oppure a causa di una condizione sospensiva non verificatasi si fonda sulle regole dell'indebito arricchimento; se invece il contratto è sorto validamente, ma è invalidato successivamente, ad es. per recesso consecutivo all'inadempimento, la restituzione delle pretese è retta dalle regole contrattuali (sentenza 4A_224/2012 del 3 dicembre 2012 consid. 5.2). Hanno natura contrattuale anche le pretese volte alla restituzione della pigione basata su un difetto della cosa locata (DTF 130 III 504 consid. 6.3) o alla restituzione di acconti dovuti in base a un contratto e pagati di troppo (DTF 126 II 119 consid. 3d). Invece, chi paga per sbaglio delle prestazioni nell'ambito di un contratto o chi esegue una prestazione superiore a quanto doveva sulla base dei propri obblighi contrattuali, può esigerne la restituzione solo in virtù del diritto dell'arricchimento indebito (DTF 130 III 504 consid. 6.2; 127 III 421 consid. 3c/bb). Conformemente all'art. 67 cpv. 1 vCO in vigore fino al 31 dicembre 2019 l'azione di indebito arricchimento si prescriveva in un anno dal giorno in cui il danneggiato aveva avuto conoscenza del suo diritto di ripetizione.