Citation: B 45/05 13.04.2006 E. 4

Richiamandosi al nuovo art. 35a LPP, l'insorgente solleva l'eccezione di prescrizione e perenzione e rileva che, secondo tale disposto, il diritto di chiedere la restituzione si prescriverebbe in un anno a partire dal momento in cui l'istituto di previdenza ha avuto conoscenza del fatto, ma al più tardi dopo cinque anni dal versamento della prestazione. 4.1 In realtà, come visto al consid. 2.1, il nuovo art. 35a LPP non risulta applicabile alla presente procedura (cfr. la sentenza citata del 10 novembre 2005 in re S., consid. 1 con riferimenti). 4.2 In assenza - come si avvera in concreto - di una pertinente disposizione regolamentare o statutaria che regoli specificatamente la questione della prescrizione - anch'essa, come l'obbligo di restituzione di prestazioni indebitamente percepite, da considerarsi quale principio generale del diritto, applicabile anche in ambito amministrativo (Ulrich Häfelin/Georg Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., pag. 162 segg., n. 760-763 e 777 segg.) -, occorre rifarsi alla norma generale degli art. 62 segg. CO (DTF 130 V 417 consid. 2 e 3.1, 128 V 236, 240 seg. consid. 3a). 4.3 Giusta l'art. 67 cpv. 1 CO, l'azione di indebito arricchimento si prescrive in un anno decorribile dal giorno in cui il danneggiato ebbe conoscenza del suo diritto di ripetizione, in ogni caso nel termine di dieci anni dal giorno in cui nacque. 4.4 Il Tribunale federale delle assicurazioni si richiama in quest'ambito alla giurisprudenza sviluppata a proposito in materia civile e fa decorrere il termine annuo di prescrizione dal momento della conoscenza effettiva del diritto di ripetizione e non già, in analogia a quanto stabilito dall'abrogato art. 47 LAVS, dal momento in cui l'amministrazione avrebbe potuto rendersi conto dell'errore commesso facendo prova dell'attenzione ragionevolmente esigibile (DTF 130 V 417 seg. consid. 3.1 e 3.2, 128 V 240 seg. consid. 3, 127 III 427 consid. 4b). 4.5 Come pertinentemente osservato dalla pronuncia impugnata, gli atti all'inserto e gli accertamenti esperiti dai giudici cantonali - che hanno appositamente interpellato l'UAI, l'Ufficio stipendi e assicurazioni, la Sezione delle risorse umane, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero e la Cassa svizzera di compensazione -, non hanno potuto dimostrare una presa di conoscenza effettiva da parte della Cassa pensioni prima del luglio-agosto 2003 (cfr. lettera dell'11 agosto 2003 inviata dall'Amministrazione della Cassa pensioni in seguito a uno scambio d'informazioni avuto con l'UAI il 3 luglio precedente). In particolare, né l'UAI, che si era limitato a trasmettere le relative comunicazioni all'Ufficio stipendi e assicurazioni - entità chiaramente distinta dalla Cassa pensioni -, né l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero e nemmeno la Cassa svizzera di compensazione hanno infatti mai dato (in precedenza) comunicazione alla Cassa pensioni in merito all'attribuzione di una rendita AI a G.________. Piena adesione può quindi essere prestata alle considerazioni dei primi giudici anche per quanto concerne la controversa comunicazione 22 aprile 1998 dell'Ufficio stipendi e assicurazioni all'indirizzo dell'assicurato, recante in calce l'indicazione della contestuale trasmissione - per posta interna e non per raccomandata - dello scritto alla Cassa pensioni. Il fatto che la lettera fosse destinata per conoscenza anche alla Cassa pensioni non significa infatti ancora che essa sia anche effettivamente pervenuta a destinazione. A tal proposito è utile ricordare che, secondo giurisprudenza, se la notifica è contestata ed esistono effettivamente dubbi al riguardo, occorre basarsi sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio (DLA 2000 no. 25 pag. 118; RCC 1978 pag. 63). 4.6 In tali circostanze, si deve ritenere che al momento della presentazione della petizione del 27 maggio 2004, il termine annuo di prescrizione, che ha iniziato a decorrere il 3 luglio 2003, non era ancora scaduto ed è stato validamente interrotto dalla petizione stessa e dai successivi atti giudiziali (art. 138 cpv. 1 CO). Anche l'eccezione di prescrizione si dimostra pertanto infondata.