Citation: I 475/01 13.06.2003 E. 4

4.1 Nel caso concreto il Tribunale cantonale si è fondato sul reddito ipotetico, e non su quello effettivamente realizzato dall'assicurato immediatamente prima dell'integrazione, non avendo egli svolto, per i problemi di salute di cui soffre, una piena attività lucrativa. Il fatto non è contestato. Va quindi unicamente accertato se il reddito da valido, e cioè quello che l'assicurato avrebbe potuto percepire se non fosse divenuto invalido, immediatamente prima dell'integrazione, debba essere stabilito fondandosi sulla tabella TA1 (colonna 1 e 2) dell'inchiesta sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica, oppure sulla TA14 (colonna 3, attività con conoscenze specifiche professionali), come decretato dal Tribunale cantonale. 4.2 In via preliminare occorre precisare che il concetto di reddito ipotetico ricorre abitualmente nel settore dell'assicurazione invalidità. In effetti per stabilire il grado di invalidità di un assicurato è necessario far capo a questo concetto, in quanto sia il reddito da valido (cioè quello che avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido, art. 28 cpv. 2 LAI) che il reddito da invalido vanno attualizzati al momento della nascita della rendita (Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friborgo 1995, pag. 168). Spesso inoltre dopo la sopravvenienza del danno alla salute l'assicurato non esercita più alcuna attività lucrativa, malgrado essa sia ammissibile, e quindi non esistono punti di riferimento concreti per calcolare il reddito da invalido (cfr. art. 28 cpv. 2 LAI; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; 124 V 322 segg.; cfr. pure Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 205-216). Inoltre il concetto di reddito da valido da considerare per il calcolo dell'ammontare delle indennità giornaliere d'attesa secondo l'art. 21 cpv. 2 OAI coincide con quello di reddito da valido di cui al citato art. 28 cpv. 2 LAI, da porre alla base del calcolo dell'invalidità (eccezion fatta per l'istante in cui viene fissato). Occorre quindi applicare la giurisprudenza in vigore in questo ambito. 4.3 Per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto egli guadagnerebbe effettivamente nel momento determinante se fosse sano (sentenza del 23 maggio 2000 in re T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile. Di regola è quindi determinante il livello medio del salario nel settore interessato e nella situazione professionale concreta. Un salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b). Se vi è carenza di elementi concreti, ci si deve fondare su valori medi empirici. I salari di diversi settori dell'economia e con esigenze diverse vengono accertati nell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari dell'Ufficio federale di statistica. Da questi valori risulta quanto potrebbe guadagnare una persona nelle medesime condizioni professionali dell'assicurato. Nell'ambito della valutazione dell'invalidità tuttavia ci si deve fondare su queste tabelle, considerando anche i fattori personali e professionali rilevanti per la remunerazione nel caso concreto (sentenza citata del 23 maggio 2000 pag. 2 consid. 2b; Meyer-Blaser, op.cit. Pag. 180). 4.4 Per quanto riguarda in particolare il reddito ipotetico da invalido il Tribunale federale delle assicurazioni applica i dati pubblicati nell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica (cfr. DTF 124 V 322), in particolare i redditi lordi standardizzati (tassi di salario; tabelle gruppo A), fondandosi sul valore mediano (valore centrale; DTF 126 V 77 consid. 3b/bb). In alcuni casi ad essa sottoposti questa Corte ha in particolare applicato o confermato implicitamente l'applicazione della tabella A1 (cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a; 124 V 323 consid. 3b/bb; SVR 2001 IV no. 10 pag. 27, sentenza del 19 dicembre 2002 in re B, I 222/02, sentenza del 30 gennaio 2001 in re S., I 637/99). In una sentenza pubblicata in RAMI 2000 no. U 405 p. 399 il Tribunale federale delle assicurazioni ha tuttavia precisato che non esiste un principio secondo cui ci si debba sempre fondare sulla tabella A1. In effetti le circostanze del caso concreto determinano quale sia la tabella da applicare nel caso esaminato. È pertanto ammissibile ad esempio applicare la tabella TA7, che indica i valori per una determinata attività, se così facendo è possibile determinare in maniera più precisa il reddito da invalido (in proposito si veda anche consid. 4c non pubblicato in DTF 128 V 174). Questa Corte, infine, ha pure ritenuto non criticabile applicare la tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione alle grandi regioni (sentenza del 10 agosto 2001 in re R. consid. 3c/aa, I 474/00, del 27 marzo 2000 in re P. consid. 3c, I 218 /99 del 28 aprile 1999 in re T. consid. 4c, I 446/98). Alla luce di quanto sopra esposto non vi è pertanto alcun motivo di applicare in concreto la tabella A1, come chiesto dal ricorrente, invece della A14, ritenuto che quest'ultima meglio rispecchia la realtà economica regionale. L'applicazione della tabella regionale TA14 non è quindi criticabile, mentre la TA7 non permette nel caso concreto di stabilire il reddito in maniera più precisa. Essa non entra quindi in concreto in considerazione. Su questo punto, in quanto infondato, il ricorso va pertanto respinto. 4.5 Infine resta da stabilire se all'interno della tabella TA14, va tenuto conto della colonna 1 + 2 riguardante i lavori più esigenti e i compiti più difficili rispettivamente lavoro indipendente molto qualificato, come chiesto dall'assicurato, oppure della colonna 3 (conoscenze professionali specializzate), come ritenuto dal Tribunale cantonale. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha in particolare accennato a questo tema in DTF 126 V 81 consid. 7a. In tale occasione questa Corte si è chiesta se, alla luce della formazione professionale e scolastica dell'interessato, che aveva frequentato il ginnasio e ottenuto il diploma di tecnico della circolazione, non si dovesse applicare la colonna 3, invece della 4 (attività semplici e ripetitive). Trattandosi di un caso limite è stato confermato quanto statuito dal tribunale di prima istanza. Alla luce di queste considerazioni, nel caso di specie non può essere senz'altro applicata la colonna 1 combinata con la 2. In effetti da un lato in questa categoria non è stata operata una chiara distinzione tra i redditi conseguibili con lavori più esigenti e compiti più difficili rispettivamente con il lavoro indipendente e molto qualificato. Di conseguenza i redditi indicati vanno considerati una media delle due categorie e quindi non risultano senz'altro adeguati alla situazione professionale dell'assicurato, in quanto considerano una categoria di redditi, in particolare la 1, che l'assicurato non può senz'altro conseguire in quanto troppo elevati. D'altro lato, anche se non si può negare che l'assicurato svolga la propria attività in maniera indipendente, non si può affermare, già alla luce della generale esperienza della vita, che i compiti siano molto qualificati. È invece senz'altro corretto ritenere che egli disponga di conoscenze professionali specializzate, come rettamente indicato dalla Corte cantonale, alla luce del diploma conseguito di metalcostruttore (cfr. in proposito anche sentenza del 30 gennaio 2001 in re S. consid. 3b, I 637/99).