Citation: 4C.411/1999 04.02.2000 E. 2

2.- Lo scritto, che l'autorità cantonale ha considerato essere una valida rinuncia dell'attore alla responsabilità della convenuta per i difetti consecutivi all'impermeabilizzazione, ha il seguente tenore: " Come da vostra richiesta, siamo dispo- nibili ad eseguire opera di reimpermeabilizzazione sul vostro terrazzo in oggetto. Lo scopo del no- stro operato sarà unicamente per evitare provviso- riamente i danni della pioggia. Rimane inteso pe- rò, che nessuna responsabilità potrà esserci adde- bitata per questo e per altri lavori eseguiti da noi in precedenza. Rimane inteso altresì, che se saranno stabilite le cause della rottura della vecchia impermeabilizzazione a responsabilità del- la Impresa Bianchini, noi ci riserviamo di addebi- tarvi la seconda impermeabilizzazione per l'intero importo." a) Secondo l'interpretazione della dichiarazione eseguita dalla Corte cantonale, che del resto non è contestata, l'attore ha rinunciato a far valere i difetti e le loro conseguenze nei confronti della convenuta e ha approvato l'opera della ditta appaltatrice con i difetti riconoscibili ed a lui noti a quel momento. L'attore, rettamente, non contesta che, con l'accettazione di tali difetti, i diritti previsti dall'art. 368 CO sono perenti. Egli sostiene invece che l'accordo sottoscritto dalle parti è giuridicamente un patto di esclusione preventiva di responsabilità e come tale irrimediabilmente nullo dal profilo dell'art. 100 cpv. 1 CO. b) Giusta l'art. 100 cpv. 1 CO, è nullo il patto avente per scopo di liberare preventivamente dalla responsabilità dipendente da dolo o da colpa grave. Questo disposto trova applicazione solo in caso di accordi preventivi, ossia conclusi prima del verificarsi del danno (Wiegand, Basler Kommentar, n. 2 ad art. 100 CO; sull'applicabilità dell'art. 100 CO cfr. anche Bühler, Zürcher Kommentar, n. 248 ad art. 368 CO; Zindel/Pulver, Basler Kommentar an. 87 ad art. 368 CO; Gauch, Der Werkvertrag, 4a ed., 1996, n. 2574 segg.). La validità dei patti conclusi dopo l'insorgere del pregiudizio non è limitata dall'art. 100 CO. In concreto, la Corte cantonale ha accertato la validità della pattuizione del 23 ottobre 1991 a motivo che la pretesa di risarcimento danni è sorta prima della conclusione dell'accordo. L'attore, rettamente, non critica l'interpretazione dell'art. 100 CO; egli assevera tuttavia che, a causa della colpa grave imputabile alla ditta appaltatrice, l'esonero della responsabilità non è valido rispetto alla riparazione, eseguita dopo la conclusione dell'accordo, del difetto esistente. c) È vero che, come sostiene l'attore, secondo la dottrina la garanzia per i difetti risorge in caso di riparazione. Ciò, contrariamente all'opinione dell'attore, non influisce tuttavia sulla validità della rinuncia alla garanzia per quei difetti già esistenti e conosciuti. L'art. 100 CO esclude semmai una rinuncia alle pretese per difetti che sorgono per la prima volta in occasione della riparazione e che non esistevano in precedenza, purché essi siano stati provocati da colpa grave. Ora, in concreto, non risulta dagli accertamenti della sentenza impugnata che i danni di cui l'attore chiede il risarcimento sarebbero stati causati, anche solo in parte, dalla riparazione, ossia dalla reimpermeabilizzazione della terrazza. Anzi, risulta che il foglio di stacco avrebbe dovuto essere posato già al momento della prima impermeabilizzazione, precedente la posa dello strato di betoncino. Donde l'infondatezza della censura.