Citation: 4A_561/2013 E. 7

Manifestamente infondata è la critica finale della ricorrente, secondo la quale la sentenza impugnata violerebbe l'art. 58 CPC, accordando all'opponente più di quanto ella avesse chiesto con l'appello. In discussione è la posizione IVA di fr. 11'746.40, che la Corte cantonale ha aggiunto al totale riconosciuto per onorario e spese sebbene l'opponente, a mente della ricorrente, non avesse formulato domande in tale senso e non avesse neppure discusso dell'IVA nelle motivazioni d'appello. Con la petizione l'opponente aveva chiesto il pagamento di fr. 205'252.60. Questo importo, che costituiva il saldo a suo favore esposto nella fattura del 22 dicembre 2004, includeva fr. 17'184.60 di IVA. La sentenza cantonale espone al considerando 11 che l'opponente, con l'appello, ha rettificato di fr. 25'812.70 a favore della ricorrente il calcolo dei soldi trattenuti a titolo di acconto e ha conseguentemente ridotto la domanda di causa da fr. 205'252.60 a fr. 179'439.90. È pertanto evidente che anche quest'ultimo importo, come quello fatto valere in prima istanza, includeva l'IVA. In tali circostanze toccava semmai alla ricorrente contestare la posizione, qualora fosse stata del parere che l'IVA non andasse riconosciuta (notasi comunque che il Tribunale di appello, al considerando 12, ha effettuato d'ufficio una piccola correzione del calcolo IVA a suo favore).