Citation: 6B_94/2022 E. 4.2

4.2. Il diritto di essere sentito (art. 107 CPP, art. 29 cpv. 2 Cost.) comprende l'obbligo per il giudice di motivare le sue decisioni (DTF 139 IV 179 consid. 2.2; sentenza 6B_62/2021 del 3 maggio 2022 consid. 2.2). Questa garanzia esige che l'autorità si confronti con le censure sollevate e le esamini seriamente, dando atto di questo esame nella motivazione della sua decisione (DTF 144 IV 386 consid. 2.2.3; 142 IV 245 consid. 4.3). La motivazione è sufficiente quando gli interessati possono cogliere la portata della decisione e, se del caso, impugnarla con cognizione di causa, permettendo altresì all'istanza di ricorso di esaminarne la fondatezza. L'autorità deve quindi almeno succintamente esporre le argomentazioni su cui si è fondata; non occorre che esamini espressamente ogni allegazione in fatto e in diritto sollevata, potendosi limitare ai punti rilevanti per il giudizio (DTF 146 IV 297 consid. 2.2.7; 144 IV 386 consid. 2.2.3; 142 IV 245 consid. 4.3; 141 IV 249 consid. 1.3.1 e rinvii). Nell'ambito della fissazione dell'indennità per le spese di difesa ai sensi dell'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, qualora sia stata prodotta una specifica delle prestazioni eseguite dal legale, il diritto di essere sentito impone al giudice che intende scostarsi dalla stessa di indicare almeno brevemente le ragioni per cui ritiene ingiustificate determinate operazioni, affinché l'interessato possa impugnare la decisione con cognizione di causa (sentenze 6B_118/2016 del 20 marzo 2017 consid. 4.3.1; 6B_875/2013 del 7 aprile 2014 consid. 5).