Citation: 1A.255/2004 16.08.2005 E. 3

3.1 Nel merito, i ricorrenti fanno valere in primo luogo che la decisione impugnata sarebbe insufficientemente motivata e lesiva del diritto di essere sentito, poiché il MPC non si sarebbe sufficientemente confrontato con le loro argomentazioni, in particolare riguardo all'asserita inammissibilità della domanda estera, e perché l'autorità federale non ha specificato, per ogni singolo documento, i motivi che ne giustificherebbero la consegna all'Italia. 3.2 Nelle materie rientranti, come l'assistenza internazionale in materia penale, nella competenza giurisdizionale amministrativa federale, il ricorso di diritto amministrativo consente di censurare anche la violazione dei diritti costituzionali in relazione con l'applicazione del diritto federale e segnatamente l'asserita lesione del diritto di essere sentito (DTF 124 II 132 consid. 2a e rinvii). 3.3 Dal diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., la giurisprudenza ha dedotto, tra l'altro, il diritto dell'interessato di ottenere una decisione motivata. Questa norma non pone esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione e l'autorità giudicante è tenuta a esprimersi unicamente sulle circostanze significative, atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito, e non su ogni asserzione delle parti: essa ha essenzialmente lo scopo di permettere, da un lato, agli interessati di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e di impugnarla con cognizione di causa e, dall'altro, all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa in fine; Zimmermann, op. cit., n. 273-1). Orbene, il giudizio impugnato che si esprime, anche se succintamente, sull'applicazione delle norme pertinenti e sugli elementi decisivi delle contestate misure, per i motivi che saranno esposti in seguito, non ha violato il diritto di essere sentito dei ricorrenti.