Citation: 1P.22/2000 12.07.2000 E. 5

5.- Quale terza censura, il ricorrente contesta l'affermazione della CRP secondo cui, accettando la sua impostazione, si renderebbe illusoria la garanzia del giudice naturale. A suo dire, il concetto di giudice naturale si identificherebbe con quello di giudice indipendente e imparziale; il principio del giudice naturale sarebbe funzionale a quello del giudice imparziale, poiché un giudice parziale non potrebbe essere naturale. Ora, la CRP ha ritenuto, a ragione (v. DTF 105 Ia 157 consid. 6a pag. 163), che i fattori invocati dal ricorrente, in particolare l'interesse dei mass media e dell'opinione pubblica al processo, costituiscono influssi cui un giudice, specialmente se nel campo penale, è regolarmente confrontato e che non possono esonerarlo dal celebrare processi anche scomodi, visto il carattere eccezionale della ricusa. In effetti, la garanzia di un giudice indipendente e imparziale si trova in un certo rapporto di tensione con il diritto al (primario) giudice naturale (DTF 123 I 49 consid. 3c, 122 II 471 consid. 3b; Catenazzi, loc. cit. , pag. 345). Ora, il Tribunale federale ha osservato che non tutti gli influssi a cui quotidianamente è sottoposto un giudice possono essere considerati idonei a fondare un dubbio di parzialità, poiché se qualsiasi influenza esterna potesse portare alla ricusazione di un giudice, in periodi politicamente movimentati lo Stato non sarebbe più in grado di garantire al cittadino il regolare funzionamento delle istituzioni giudiziarie (DTF 116 Ia 14 consid. 4 pag. 19 e consid. 7b, 105 Ia 157 consid. 6a). Ne segue che non è arbitrario né lesivo dell'art. 30 cpv. 1 Cost. ritenere che il sesto grado di parentela non può giustificare, viste le circostanze della fattispecie, un motivo di ricusa.