Citation: 1C_265/2008 02.12.2008 E. 6

6.1 La ricorrente critica il fatto che la Corte cantonale ha ritenuto improponibili, siccome già oggetto del piano regolatore approvato dal Governo, le censure riferite alla legittimità della zona edificabile di interesse comunale e all'art. 50 NAPR che la disciplina. Sostiene che il progetto stradale non sarebbe conforme alla destinazione prevista dal piano regolatore poiché permetterebbe di urbanizzare fondi che, seppure inclusi nella ZEIC, potrebbero anche venire assegnati a persone non residenti nel Comune. 6.2 Al riguardo, la ricorrente non fa valere l'applicazione arbitraria dell'art. 33 cpv. 1 LStr, secondo cui, nell'ambito della procedura di approvazione dei progetti stradali comunali, non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi con l'approvazione dei piani regolatori. Né adduce che in concreto sarebbero date le condizioni riconosciute dalla giurisprudenza per un esame a titolo pregiudiziale del piano regolatore (cfr., su queste condizioni, DTF 123 II 337 consid. 3a, 121 II 317 consid. 12c pag. 346). La destinazione della zona edificabile di interesse comunale non può quindi essere rimessa in discussione in questa sede. Comunque, allo stadio attuale, nulla permette di concludere, né le generiche critiche ricorsuali lo prospettano seriamente, che tale zona non sarà riservata alla residenza primaria (cfr. art. 85 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990 [LALPT]; art. 50 cpv. 1 NAPR). 6.3 La ricorrente postula a torto un esame pregiudiziale del piano regolatore anche laddove fa valere l'insufficiente distanza della strada dal bosco, sostenendo che il rispetto di un'adeguata distanza minima dalla foresta è prevista dal preminente diritto federale (cfr. art. 17 della legge federale sulle foreste, del 4 ottobre 1991 [LFo; RS 921.0]). Un eventuale contrasto con il diritto superiore non è infatti di per sé determinante per poter rimettere in discussione il piano regolatore a titolo pregiudiziale, quando, come in concreto, non ne sono dati i presupposti. Come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, la variante pianificatoria con cui è stata adottata la ZEIC già prevedeva che la parte finale della strada avrebbe confinato con l'area boschiva, sicché un'eventuale distanza insufficiente avrebbe dovuto essere sollevata in quella procedura. La precedente istanza non ha quindi nemmeno violato il diritto di essere sentito della ricorrente per non avere eseguito ulteriori accertamenti su questo tema in sede di approvazione del progetto stradale. Laddove accenna poi al rispetto di una distanza minima dal bosco con riferimento ai singoli fondi inclusi nella ZEIC, la ricorrente invoca in sostanza la distanza dal bosco che dovranno rispettare gli edifici sulle singole particelle (art. 6 della legge cantonale sulle foreste, del 21 aprile 1998; art. 25 NAPR): ciò esula tuttavia dall'oggetto del presente litigio, concernendo se del caso le relative procedure edilizie.