Citation: 1B_29/2009 25.02.2009 E. 2

2.1 Secondo l'art. 93 cpv. 1 LTF, contro le decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente, che non rientrano nella fattispecie dell'art. 92 LTF, il ricorso è ammissibile soltanto se esse possono causare un pregiudizio irreparabile (lett. a) o se l'accoglimento del gravame comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (lett. b). 2.2 Il ricorrente si limita a richiamare quest'ultima condizione, che riprende la disciplina prevista dal previgente art. 50 cpv. 1 OG: il Tribunale federale esamina liberamente l'adempimento di questi presupposti (messaggio concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale, FF 2001 3890 in alto n. 4.1.4.1; DTF 134 II 142 consid. 1.2.3; 133 II 409 consid. 1.2). Ora, se dalla decisione impugnata o dalla natura della causa è manifesto che il proseguimento della procedura esigerà un lasso di tempo considerevole e implicherà spese significative, si può rinunciare a una lunga dimostrazione dell'assolvimento della citata condizione d'ammissibilità. Per contro, se, come nella fattispecie, ciò non è il caso, la parte ricorrente deve indicare in maniera dettagliata quali questioni di fatto sono ancora litigiose e quali sarebbero le prove dispendiose e costose che dovrebbero ancora essere assunte (DTF 133 III 629 consid. 2.4.2). Il Tribunale federale ha sottolineato che in ambito penale l'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF dev'essere interpretato in maniera ancora più restrittiva, poiché altrimenti occorrerebbe riconoscere l'ammissibilità di ricorsi diretti contro le differenti decisioni prese nel corso della procedura, in particolare la promozione d'accusa o il rinvio a giudizio, decisioni che secondo la prassi non possono essere impugnate immediatamente (DTF 133 IV 288 consid. 3.2, 139 consid. 4 pag. 141). Ciò si giustifica, a maggior ragione, ritenuto che le parti non subiscono alcun pregiudizio quando non impugnano immediatamente decisioni pregiudiziali e incidentali, potendole contestare con un ricorso contro la decisione finale (art. 93 cpv. 3 LTF). 2.3 Il ricorrente non si esprime del tutto su questa giurisprudenza, limitandosi a richiamare il testo dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF, senza tuttavia minimamente indicare in che cosa consisterebbe in concreto la procedura probatoria defatigante o dispendiosa. Dalla decisione impugnata risulta del resto ch'essa potrebbe limitarsi a due interrogatori di confronto. Anche nel merito egli sostiene unicamente che l'ipotesi accusatoria di truffa processuale presupporrebbe l'accertamento di seri indizi di un inganno astuto e di un danno patrimoniale, requisiti al suo dire non adempiuti nel caso di specie. Aggiunge che la criticata decisione, fondata su un'asserita valutazione arbitraria delle prove e segnatamente dei prezzi accertati, violerebbe quindi l'art. 146 CP. Egli non tenta tuttavia di rendere per lo meno verosimile quali eventuali costosi mezzi di prova dovrebbero ancora essere assunti o perché il nuovo PP, dopo l'esame dell'incarto e l'eventuale interrogatorio delle parti o di testimoni, non potrebbe concludere rapidamente l'istruzione della causa. Il ricorso è quindi inammissibile (DTF 133 IV 288 consid. 3.3; 133 III 629 consid. 2.4.2 pag. 634 in alto. 2.4 Si può rilevare infine, per completezza, che nella fattispecie neppure è adempiuta la condizione, da interpretare restrittivamente in materia penale, dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF, che riprende in questo campo la regola dell'art. 87 cpv. 2 OG (DTF 134 IV 43 consid. 2.1; 133 IV 288 consid. 3.1-3.3), fondata su motivi di economia processuale e tendente a evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima procedura (DTF 133 IV 139 consid. 4). Secondo la citata giurisprudenza, un pregiudizio è irreparabile quando è suscettibile di provocare un danno di natura giuridica che nemmeno una decisione favorevole nel merito permetterebbe di eliminare completamente, segnatamente con il giudizio finale: semplici pregiudizi di fatto, come il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo, nocumenti peraltro non invocati dal ricorrente, non rappresentano un siffatto danno (DTF 131 I 57 consid. 1 pag. 59). La promozione dell'accusa e un'eventuale decisione di rinvio a giudizio, come in generale il fatto di dover subire un procedimento penale, non possono quindi essere impugnate immediatamente, poiché i danni che ne derivano non rappresentano di massima pregiudizi irreparabili di natura giuridica (DTF 133 IV 288 consid. 3.2 e rinvii).