Citation: 2A.470/2001 06.03.2002 E. 1

1.- a) Con il proprio gravame il ricorrente contesta il mancato rinnovo del suo permesso di dimora. Orbene, giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è ammissibile contro il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione di permessi di dimora. Lo straniero ha quindi un diritto all' ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 126 II 377 consid. 2 all'inizio con riferimenti). b) L'art. 7 cpv. 1 LDDS concede al coniuge straniero di un cittadino svizzero il diritto al rilascio di un permesso di dimora. Tale diritto si estingue qualora sorga un motivo di espulsione. Conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, un simile diritto scaturisce anche dall'art. 8 CEDU, a condizione tuttavia che la relazione tra lo straniero e il coniuge di nazionalità svizzera sia stretta, intatta ed effettivamente vissuta (DTF 127 II 49 consid. 1b con riferimenti). Siccome in concreto il ricorrente è sposato con una cittadina elvetica e non vi è ragione per dubitare del fatto che il loro matrimonio non sia effettivamente vissuto, il gravame, nella misura in cui è rivolto contro la decisione del Dipartimento federale di giustizia e polizia di non approvare il rilascio di un permesso di dimora, è ammissibile, in virtù sia dell'art. 7 cpv. 1 LDDS che dell'art. 8 CEDU. Il quesito di sapere se, nel caso specifico, tale permesso poteva venir rifiutato è una questione di merito e non di ammissibilità dell'impugnativa (DTF 124 II 289 consid. 2a con rinvii).