Citation: 4A_353/2017 E. 3

La Corte cantonale, condividendo il giudizio del Pretore, ha ritenuto in primo luogo che il contratto del 16 aprile 2005 era rimasto invariato per quanto riguardava i prezzi, pattuiti fissi, e ha costatato che l'attrice non aveva dimostrato l'esistenza di accordi scritti che prevedessero pagamenti aggiuntivi per rincaro, difficoltà dell'opera e aumenti salariali. Essa ha precisato che un accordo del genere non era intervenuto nemmeno per il tramite della direzione dei lavori, la quale, nell'ambito di uno scambio di corrispondenza riguardante l'aggiornamento dei costi, aveva avvertito l'attrice che rincari e aumenti avrebbero dovuto essere approvati dalla committente. Il Tribunale di appello ha in seguito considerato ininfluenti il cambiamento importante del progetto e il prolungamento dei tempi di rea lizzazione, poiché l'attrice aveva accettato senza riserve né obiezioni di eseguire i lavori secondo il progetto modificato, fatturandoli sulla base dei prezzi unitari fissati nel contratto del 16 aprile 2005. La posizione 143.100 del capitolato d'appalto permetteva d'altronde alla direzione lavori di apportare in ogni tempo le modifiche ai piani che ritenesse opportune senza che l'appaltatore potesse trarne delle pretese. A mente dei giudici ticinesi, in forza dell'ordine di priorità istituito dall'art. 21 cpv. 1 della norma SIA 118, richiamato espressamente nel contratto, questo preciso impegno assunto dall'attrice prevaleva sull'art. 84 cpv. 1 norma SIA 118, che subordina la facoltà del committente di modificare il progetto alla condizione che non sia alterato il carattere generale dell'opera. Essendo chiaro quali fossero i prezzi unitari fissi, andava respinta anche la tesi del decadimento per atti concludenti dell'accordo iniziale. In conclusione la Corte cantonale ha confermato la decisione di primo grado anche in merito all'inapplicabilità degli art. 373 cpv. 2 e 374 CO, siccome la mercede era stata fissata preventivamente ma non a corpo.