Citation: 5P.181/2005 13.09.2005 E. 6

6.1 Fra i requisiti formali del ricorso di diritto pubblico, va evidenziato l'obbligo di motivazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG), particolarmente severo: poiché tale rimedio di diritto non rappresenta la mera continuazione del procedimento cantonale, ma - conformemente al suo carattere di rimedio straordinario - si definisce invece quale procedimento a sé stante, destinato all'esame di atti cantonali secondo ben determinate prospettive giuridiche (DTF 118 III 37 consid. 2a; 117 Ia 393 consid. 1c), il ricorrente è chiamato a formulare le proprie censure in termini chiari e dettagliati. Egli deve spiegare in cosa consista la violazione ed in quale misura i propri diritti costituzionali siano stati lesi (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120 con rinvii, 185 consid. 1.6 pag. 189). Per sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non è sufficiente criticare la decisione impugnata come si farebbe di fronte ad una superiore Corte di appello con completa cognizione in fatto e in diritto (DTF 130 I 258 consid. 1.3; 128 I 295 consid. 7a pag. 312; 120 Ia 369 consid. 3a pag. 373; 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12), atteso che una sentenza non è arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bensì è necessario mostrare e spiegare perché il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità. Giova ricordare che il Tribunale federale annulla la decisione cantonale quando essa risulti insostenibile non solo nella motivazione, bensì anche nel risultato (DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9; 127 I 54 consid. 2b pag. 56, con rinvii; 123 I 1 consid. 4a pag. 5). 6.2 Nella fattispecie i ricorrenti non affermano - a giusta ragione (v., con riferimento all'art. 29 cpv. 3 Cost., DTF 129 I 129 consid. 2.2.2) - che il diritto cantonale o quello costituzionale prevedano che l'assistenza giudiziaria debba pure essere concessa per procedure prive di possibilità di esito favorevole. Essi si limitano però ad apoditticamente affermare che il rinvio al foro civile da parte del giudice penale era ingiustificato, che l'autorità cantonale avrebbe a torto dichiarato destinato all'insuccesso il loro appello e, nonostante il fatto che la decisione impugnata indichi che vi sono "numerosi problemi processuali, per il cui schiarimento l'azione adesiva nell'ambito di un processo penale non è idonea", non menzionano né le disposizioni del diritto cantonale che permettono di far valere in un processo penale delle pretese civili, né espongono con una precisa argomentazione le condizioni previste da tale diritto affinché il giudice penale sia tenuto a statuire su tali pretese civili e non possa invece rinviare l'azione adesiva al giudice civile. Il rinvio all'art. 9 della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati contenuto nel ricorso è infatti senza pertinenza nel caso concreto, trattandosi di un reato patrimoniale che non conferisce qualità di vittima ai sensi di tale legge (DTF 123 IV 184 consid. 1b). Anche l'apodittica affermazione secondo cui tale norma dovrebbe essere applicata per analogia è del tutto insufficiente per soddisfare le esigenze di motivazione previste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. In sostanza, l'argomentazione ricorsuale si esaurisce nella contestazione dei tre motivi (cambiamento di parte, dubbi sulla validità della procedura di nomina della rappresentante degli eredi, credito non liquido) indicati dall'autorità cantonale a sostegno del rifiuto dell'assistenza giudiziaria. Limitandosi a una siffatta motivazione i ricorrenti sembrano misconoscere che anche qualora la critica ricorsuale dovesse rivelarsi fondata, essi avrebbero unicamente palesato che tali tre argomentazioni contenute nella decisione impugnata sono insostenibili, ma non avrebbero ancora validamente censurato che, contrariamente a quanto ritenuto dall'autorità cantonale, in virtù del diritto procedurale cantonale il giudice penale non poteva rinviare al giudice ordinario la loro azione adesiva. Si può del resto osservare che già dal tenore dell'art. 131 cpv. 3 della legge grigione sulla giustizia penale, richiamato nella decisione impugnata, risulta che il giudice penale dispone di un ampio margine di apprezzamento per stabilire se siano dati i presupposti per emanare un giudizio sulle pretese civili. Visto l'obbligo di motivazione imposto ai ricorrenti dall'OG, il Tribunale federale non può però evidentemente esso stesso ricercare la corretta applicazione di una normativa cantonale nemmeno invocata nel gravame.