Citation: 4A_84/2010 06.05.2010 E. 2

La sua ammissibilità suscita infatti serie perplessità a causa del suo contenuto. 2.1 Giusta l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF nell'allegato ricorsuale occorre esporre in maniera concisa i motivi per i quali l'atto impugnato viola il diritto federale; la motivazione deve essere riferita all'oggetto del litigio, in modo che si capisca perché e su quali punti la decisione contestata è impugnata (DTF 134 II 244 consid. 2.1; 133 IV 286 consid. 1.4). Inoltre, come il ricorso ordinario in materia civile, anche il ricorso in materia costituzionale ha effetto riformatorio (art. 117 e art. 107 cpv. 2 LTF). Questo significa che la parte ricorrente non può, di principio, limitarsi a postulare genericamente l'annullamento della pronunzia impugnata o il rinvio della causa all'autorità precedente, bensì deve formulare una conclusione chiara sul merito del litigio (DTF 134 III 379 consid. 1.3). In particolare, nelle controversie che vertono sul pagamento di una somma di denaro è necessario quantificare le conclusioni (DTF 134 III 235 consid. 2). 2.2 In concreto, nel suo allegato il ricorrente non si confronta criticamente con le considerazioni addotte dai giudici ticinesi per confermare la tassazione della nota relativa alla pratica di divorzio (consid. 8 e 9 della sentenza impugnata) rispettivamente per modificare parzialmente quella concernente la pratica successoria (consid. 10 e 11 della sentenza impugnata). I suoi argomenti non riguardano i criteri di valutazione e di calcolo cui hanno fatto capo i magistrati cantonali per statuire sulla conformità delle sue note con la TOA; egli non ne chiede peraltro la conferma. 2.3 A suo modo di vedere, piuttosto, la decisione del Consiglio di moderazione di emanare un giudizio nonostante l'esplicita richiesta in senso contrario di B.________ - della quale non viene fatta nessuna menzione nell'atto impugnato - nei tempi, nei toni e nella composizione in cui lo ha fatto, viola il suo diritto a un tribunale indipendente e imparziale (art. 6 CEDU), il suo diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), il divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) e il principio della proporzionalità. Questo è, in sintesi, il motivo che lo induce a domandare l'annullamento della pronunzia dell'autorità cantonale. 2.4 Il ricorrente reputa di essere vittima di una ventennale campagna di pubblica stigmatizzazione e criminalizzazione per aver osato denunciare abusi e disfunzioni in seno a varie autorità politiche e giudiziarie del Cantone Ticino, che descrive diffusamente anche nell'atto ricorsuale. Ora, nella misura in cui sostiene che la procedura di tassazione delle sue note professionali sarebbe un "tentativo di gettare ulteriore discredito" sulla sua persona e che la decisione del Consiglio di moderazione di emanare il proprio giudizio nel dicembre 2009 sarebbe "funzionale ad una futura nuova stigmatizzazione", per indebolire la sua posizione in altre procedure pendenti, il ricorrente formula delle insinuazioni inammissibili nel quadro dell'attuale rimedio al Tribunale federale, che andrebbero se del caso fatte valere dinanzi alle competenti autorità di sorveglianza. 2.5 Nel quadro del presente giudizio possono essere vagliate solamente le critiche che il ricorrente muove contro la sentenza del Consiglio di moderazione, (unico) oggetto della procedura ricorsuale, che si avverano manifestamente prive di fondamento per i motivi esposti qui di seguito.