Citation: 2C_613/2023 E. 6.3

6.3. D'altra parte, proprio il genere di reato e la quantità di sostanza stupefacente in discussione, unitamente al fatto che il compimento dello stesso non è ancora lontano nel tempo (al riguardo, cfr. ad esempio la sentenza 2C_987/2018 del 23 aprile 2019 consid. B, 4.1 e 4.5.2, con riferimento a un giudizio penale del 2014 per fatti del 2012), conduce anche a condividere un esame rigoroso della questione della recidiva, benché la condanna inflitta dalle autorità italiane sia l'unica che risulta dal giudizio impugnato (precedente consid. 6.1.1 e la giurisprudenza menzionata in quella sede). Nonostante la ricorrente si sia macchiata "solo" di detenzione e trasporto, è infatti chiaro che gli stupefacenti in discussione erano destinati a terze persone e che, davanti a quantitativi come quello registrato - che sfiorano i 7 kg, da cui si sarebbero potute ricavare quasi 36'000 dosi singole - non è nemmeno accettabile tentare di mettere in evidenza, come fatto nell'impugnativa, che si trattasse di marijuana e non di un altro tipo di sostanza stupefacente, più pericoloso (sentenze 2C_113/2020 del 21 aprile 2020 consid. 5.3, in relazione a un commercio di canapa di quantità imprecisata; 2C_122/2017 del 20 giugno 2017 consid. 4.2-4.4, in relazione (tra l'altro) al trasporto di 1 kg di marijuana; 2C_127/2016 del 13 settembre 2016 consid. 4.2.3, in relazione a una produzione di canapa di quantità imprecisata).