Citation: 2C_337/2019 E. 3.2

3.2. Nella fattispecie, la perizia giudiziaria del 3 marzo 2011 escludeva "senza ombra di dubbio" eventuali cause riferibili alla forza maggiore, ossia a eventi meteorologici straordinari, e indicava in modo inequivocabile le cause della frana, tra le quali andavano annoverati alcuni comportamenti omissivi del Comune. In siffatte circostanze, non si vede in cosa sarebbe insostenibile ritenere che la responsabilità del Comune era confermata con sicurezza già dalla perizia in questione e che i ricorrenti erano quindi al corrente di chi fossero i responsabili dei danni da inizio marzo 2011, quando è stata loro notificata tale perizia. Il fatto che una perizia di parte allestita successivamente abbia apparentemente rimesso in questione la responsabilità del Comune non è sufficiente a rendere arbitrario l'accertamento dei fatti del Tribunale d'appello su questo punto. Infatti, indipendentemente dall'influenza che essa può aver avuto sul procuratore pubblico in sede penale, una perizia di parte è considerata alla stregua di una semplice allegazione di parte e ad essa non va attribuito il valore di un mezzo di prova (cfr. DTF 142 II 355 consid. 6; sentenza 2C_974/2019 del 17 dicembre 2020 consid. 7.2). Del resto, il complemento peritale del 22 settembre 2011 ha comunque confermato le conclusioni a cui erano giunti i periti giudiziari il 3 marzo 2011. Alla luce di quanto precede, la censura di accertamento arbitrario dei fatti sollevata dagli insorgenti appare infondata e va pertanto respinta.