Citation: 1A.25/2003 22.08.2003 E. 1

1.1 La ricorrente rimprovera alla CRP di averle negato a torto la legittimazione a ricorrere. Essa è pertanto legittimata a far valere, al riguardo, che la Corte cantonale sarebbe incorsa in un diniego di giustizia (DTF 128 II 211 consid. 2.1, 124 II 180 consid. 1b). 1.2 La Corte cantonale ha negato all'UBS SA la legittimazione attiva. La ricorrente contesta questa tesi. A torto. 1.2.1 Come noto alla ricorrente, il Tribunale federale ha statuito che, secondo gli art. 80h lett. b AIMP e 9a lett. a OAIMP, la banca non è legittimata a ricorrere quando, non essendo toccata nelle sue attività dalle misure di assistenza, deve soltanto produrre documenti concernenti i conti di suoi clienti e rilasciare informazioni al riguardo per il tramite dei suoi impiegati (DTF 128 II 211 consid. 2.3-2.5; causa 1A.173/ 2002, sentenza del 1° novembre 2002 nei confronti della ricorrente). Anche nella presente causa l'UBS SA deduce la propria legittimazione dall'art. 47 della legge federale sulle banche e le casse di risparmio, dell'8 novembre 1934 (RS 952.0). Rileva che il procuratore interessato è un commercialista attivo sulla piazza finanziaria di Milano e che tra lui e la ricorrente si è instaurato un rapporto di collaborazione disciplinato da un cosiddetto contratto di gestore esterno: è sulla base di tale rapporto ch'egli figura, in diversi conti bancari e per diversi clienti, come gestore con "procura amministrativa". Ne deduce che la contestata misura di assistenza la toccherebbe direttamente e personalmente nella sua attività, segnatamente nel suo rapporto gestorio esterno con detto procuratore. 1.2.2 La censura non regge: la banca, tenuta ad addurre i fatti a sostegno della sua legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), si avvale invero di un contratto di gestore esterno tra essa e il procuratore, senza tuttavia né specificare meglio il rapporto né produrre il documento: in tale ambito la banca non dimostra del resto perché sarebbe toccata in maniera più intensa o diretta che non nel rapporto contrattuale stipulato con il detentore del conto. Risulta d'altra parte dal testo stesso della procura amministrativa agli atti ch'essa è stata conferita dal titolare del conto al procuratore, e che autorizzava il mandatario "ad amministrare senza restrizioni i valori patrimoniali contabilizzati" sul conto del titolare. Il testo del documento precisa che, dopo il conferimento della procura medesima, la ricorrente ha esclusivamente gli obblighi di una banca depositaria. La circostanza che, oltre al titolare del conto, anche il procuratore possa amministrare i valori patrimoniali del conto nei confronti della banca, non è decisivo come non lo è la circostanza che il procuratore operi anche su altri conti e per altri clienti. In tale ambito la banca non è infatti toccata in maniera più intensa o diretta che non nel rapporto contrattuale stipulato con il detentore del conto.