Citation: 2P.104/2002 10.12.2002 E. 3

La ricorrente sostiene che le conclusioni contenute nella sentenza impugnata poggiano su degli accertamenti di fatto arbitrari. 3.1 In primo luogo afferma che l'autorità cantonale ha dedotto dai vecchi statuti abrogati, invece di considerare quelli vigenti, il diritto dei fondatori di essere rappresentati nel consiglio di fondazione. Effettivamente gli statuti attuali, iscritti nel registro di commercio il 25 gennaio 1999, non prevedono più tale diritto; essi stabiliscono soltanto che il consiglio di fondazione si compone da 3 a 7 membri, dei quali uno è designato dall'Associazione svizzera A.________ e uno dalla Confederazione, rappresentata dall'Ufficio federale delle abitazioni (cfr. art. 8 dello statuto). Gli statuti previgenti istituivano invece un consiglio di fondazione da 7 a 13 membri e conferivano ai fondatori (banche, società immobiliari, compagnie d'assicurazioni e persone fisiche) il diritto di esservi rappresentati (art. 9 del vecchio statuto). È quindi vero che l'autorità cantonale ha posto alla base di questa parte del suo giudizio un accertamento dei fatti errato e di per sé arbitrario. Può tuttavia rimanere indeciso se tale svista sia suscettibile di tacciare d'arbitrio anche la conclusione per la quale talune persone fisiche e giuridiche fondatrici - che rimangono tali nonostante il cambiamento degli statuti - traggano benefici economici dall'attività della fondazione. Nella sentenza impugnata, infatti, è stato esaminato anche l'adempimento delle condizioni oggettive dell'esenzione. Come detto in precedenza (cfr. consid. 2), la risposta a tale questione è stata negativa giacché "... non risulta che gli inquilini cui la ricorrente si rivolge debbano adempiere i requisiti per la riduzione suppletiva". I giudici cantonali hanno soggiunto che "anzi, condizione per poter prendere in locazione gli appartamenti della fondazione è che i locatari le concedano un mutuo", ciò che attesterebbe anche "... una certa disponibilità in denaro". La ricorrente ritiene arbitrario anche quest'ultimo accertamento, dal momento che i nuovi statuti non prevedono più tale obbligo per gli inquilini. La critica è giusta: l'autorità cantonale ha verosimilmente fondato questa sua constatazione sull'art. 3 dei vecchi statuti, mentre che negli statuti del 1999 l'obbligo del mutuo non è più menzionato. La circostanza non è tuttavia determinante, visto che, secondo la sentenza impugnata, il motivo principale della mancanza dei presupposti oggettivi per poter beneficiare dell'esenzione fiscale risiede nel fatto che gli inquilini della Fondazione non devono adempiere le condizioni per ottenere una riduzione suppletiva della pigione. L'argomento secondo il quale essi dovrebbero anche concedere un mutuo si proponeva soltanto di rafforzare la prima considerazione. 3.2 La riduzione suppletiva della pigione è, come detto, istituita dall'art. 42 LCAP. Si tratta di un contributo annuo costante e non rimborsabile, versato dalla Confederazione (cpv. 1), che presuppone, fra l'altro, la locazione a persone che non superano i limiti di reddito stabiliti dal Consiglio federale (cpv. 3). Tali limiti sono fissati dagli art. 28 e 29 dell'ordinanza del 30 novembre 1981 relativa alla legge federale che promuove la costruzione di abitazioni e l'accesso alla loro proprietà (OLCAP; RS 843.1), nonché dall'ordinanza concernente i limiti di reddito e di sostanza per le riduzioni suppletive nella costruzione di abitazioni (RS 843.123.3). Gli inquilini, in sostanza, non devono conseguire un reddito complessivo superiore a fr. 50'000.-- e non possono disporre di un patrimonio che superi fr. 144'000.--. Con pertinenza la Camera tributaria ticinese ha richiamato una sentenza del Tribunale federale del 12 novembre 1999 (inc. no. 2P.345/1998). In quell'occasione questa Corte si era occupata della nozione di "sozialer Wohnungsbau" ai fini dell'esenzione di una cooperativa dall'imposta minima per le persone giuridiche nel Cantone di Lucerna e aveva giudicato non arbitraria la decisione cantonale che, ponendo l'accento più sulle condizioni economiche degli inquilini che sul diritto ai sussidi da parte del promotore immobiliare, aveva stabilito che si può parlare di "sozialer Wohnungsbau" soltanto se la locazione avviene a favore di persone poco abbienti; condizione quest'ultima che può essere dedotta, senza violare la Costituzione, dalle condizioni di reddito e di sostanza fissate dall'ordinamento federale ai fini della determinazione del diritto alla riduzione suppletiva. Di primo acchito non appare insostenibile - o arbitrario - ritenere, per analogia, che i medesimi criteri restrittivi possano valere anche per l'interpretazione della nozione di pubblica utilità ai sensi dell'art. 16 § 3 DLTRF. Ma la ricorrente, a ben vedere, non si esprime su questa parte dell'argomentazione addotta dalla Corte cantonale; essa non contesta infatti in modo specifico né l'applicazione dei suddetti principi per l'interpretazione del diritto ticinese, né che gli inquilini ai quali essa si rivolge non debbano adempiere le condizioni previste dal diritto federale per poter beneficiare della riduzione suppletiva delle pigioni. L'insorgente si limita ad affermare - peraltro con critiche di tipo appellatorio - che il carattere di pubblica utilità dovrebbe esserle attribuito implicitamente dall'art. 51 LCAP, per il solo fatto di beneficiare di sussidi federali e di promuovere abitazioni a prezzi modici, nonché in virtù dell'applicazione dei criteri definiti nella circolare no. 12 emanata l'8 luglio 1984 dall'Amministrazione federale delle contribuzioni. Sotto questo profilo il ricorso di diritto pubblico, che non dimostra l'arbitrarietà di una parte essenziale della motivazione del giudizio impugnato, non adempie quindi i dettami dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (cfr. consid. 1.3), per cui risulta inammissibile. Per il resto gli accertamenti che l'autorità cantonale ha eseguito erroneamente, omettendo di considerare il cambiamento degli statuti della Fondazione, non comportano arbitrio nel risultato, ciò che impedisce l'accoglimento del ricorso (DTF 125 II 129 consid. 5b).