Citation: 6B_841/2018 E. 1.3.2

1.3.2. In ragione della confisca del conto a lei intestato ordinata dal TPF, la ricorrente adduce di essere lesa nella garanzia della proprietà sancita dall'art. 26 Cost., oltre che nella garanzia della protezione della sua sfera privata giusta gli art. 13 Cost. e 8 CEDU per "il grave danno d'immagine, di onorabilità e credito commerciale che ne deriva". In quanto titolare del conto confiscato, in linea di principio l'insorgente disporrebbe di un interesse giuridicamente protetto ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF. Sennonché, dalla sua replica emerge che il conto in parola non è più in essere, il saldo essendo stato trasferito a una società terza insieme alla gestione del fondo RFD iii a b.________ con il nullaosta del MPC, ben sei mesi prima della promozione dell'accusa nei confronti di B.________ e A.________. Tra i documenti allegati alla replica figura poi anche la conferma di Z.________ SA dell'avvenuta chiusura del conto in questione datata 16 marzo 2017, precedente quindi all'emanazione della sentenza impugnata. La stessa ricorrente sostiene peraltro che la posizione di terzo aggravato avrebbe dovuto essere conferita all'altra società, avendo l'integrale disponibilità del fondo. Appare dunque che la confisca contestata concerne un conto che non esiste più e dunque valori patrimoniali di cui l'insorgente non è più titolare. In simili circostanze, essa difetta di un interesse attuale e pratico al ricorso. A ciò nulla muta l'addotto danno d'immagine. La posizione di terzo aggravato da atti procedurali, a cui il CPP riconosce la veste di parte (v. art. 105 cpv. 1 lett. f e cpv. 2 nonché art. 338 CPP), non è infatti funzionale alla tutela dell'invocata sfera privata, bensì alla garanzia della proprietà e simili. L'insorgente difetta dunque della legittimazione a contestare il merito della sentenza impugnata.