Citation: 1P.346/1999 08.11.2000 E. 5.-

Il ricorrente sostiene che le citate misure pianificatorie sarebbero lesive anche del principio della parità di trattamento. a) Secondo la giurisprudenza del Tribunale federa- le, il principio dell'uguaglianza dinanzi alla legge (cfr. al riguardo DTF 124 I 170 consid. 2e, 123 I 19 consid. 3b) ha una portata necessariamente limitata nell'ambito di provvedimenti pianificatori. Siccome occorre formare zone, è necessario poterle delimitare: non è quindi insostenibile trattare differentemente dal profilo pianificatorio ed edi- lizio anche terreni analoghi per conformità e posizione (DTF 121 I 245 consid. 6e/bb, 117 Ia 302 consid. 4b, 116 Ia 193 consid. 3b). L'invocato principio si identifica in so- stanza, come rileva peraltro rettamente il ricorrente, con il divieto dell'arbitrio: per non essere definita arbitra- ria, la delimitazione delle zone deve fondarsi pertanto su criteri pianificatori oggettivi e ragionevoli (DTF 117 Ia 434 consid. 3e, 115 Ia 384 consid. 5b). b) La lamentata disparità di trattamento derivante dal fatto che fondi siti nelle località di "Guidino infe- riore" e "Guidino superiore" sarebbero stati attribuiti al- la zona edificabile è infondata. In effetti non risulta, e del resto il ricorrente non lo afferma, che essi presente- rebbero situazioni simili a quelle della zona in località "Morchino". Nella fattispecie le misure pianificatorie li- tigiose erano motivate da circostanze specifiche, in parti- colare di ordine paesaggistico, legate tra l'altro all' antico nucleo colonico e ai suoi dintorni, e non rese vero- simili all'infuori dell'area in esame. D'altra parte non risulta che una medesima autorità abbia trattato il ricor- rente in modo diverso dalla proprietaria dei fondi confi- nanti. Ne deriva che la delimitazione delle zone non è ar- bitraria.