Citation: 1A.57/2002 10.06.2002 E. 2

La ricorrente sostiene che la domanda non rispetterebbe le condizioni poste dagli art. 14 CEAG, 28 AIMP e 10 cpv. 2 OAIMP e che i reati oggetto delle indagini estere non riguarderebbero la Svizzera, interessata solo dal pagamento di fatture per commissioni, fondate su regolari contratti di agenzia. Secondo la ricorrente non sarebbe inoltre realizzato il principio della doppia punibilità, in particolare per quanto riguarda i requisiti di una truffa in materia fiscale in merito alla quale mancherebbe anche un parere dell'Amministrazione federale delle contribuzioni. Premesso che, come visto, il gravame non adempie di massima le suesposte esigenze di motivazione (cfr. consid. 1.2), la ricorrente ripropone a torto nell'ambito presente gravame le censure sollevate nella procedura ricorsuale avviata dal suo amministratore contro la decisione di chiusura parziale del 10 gennaio 2001 e già esaminate dal Tribunale federale in quella sede. In effetti, con la sentenza del 21 dicembre 2001 nella causa 1A.67/2001 cui, per brevità, si rinvia, questa Corte ha ritenuto di principio ammissibile la domanda estera; in particolare, ha considerato come non fossero determinanti unicamente gli episodi avvenuti in Svizzera, bensì il complesso dei fatti risultanti dalla domanda, che non erano stati esposti in modo lacunoso o contraddittorio; la fattispecie poteva inoltre realizzare gli estremi di una truffa in materia fiscale, segnatamente di altri reati quali la truffa di diritto comune e la contraffazione di merci, per cui il principio della doppia punibilità appariva rispettato (cfr. in particolare il consid. 4 della citata sentenza). Ne segue che, nelle esposte circostanze, le questioni relative all'ammissibilità della domanda, già vagliate con la sentenza del 21 dicembre 2001, che la ricorrente invero conosceva, essendo peraltro stata ripresa testualmente dalla CRP, non devono essere ulteriormente esaminate in questa sede (cfr. DTF 122 II 367 consid. 1c, 117 Ib 330 consid. 4; sentenza 1A.141/1998 del 9 febbraio 1999 consid. 3, pubblicata in Rep. 1999, pag. 123 segg.; Zimmermann, op. cit., n. 301 seg., pag. 231). La ricorrente accenna al fatto che, frattanto, il 22 febbraio 2002, l'Autorità estera avrebbe archiviato il procedimento penale riguardo ai reati di falso in bilancio e di illecita emissione o utilizzo di false fatture. Non risulta tuttavia che, quantomeno relativamente agli altri reati, l'azione penale sia estinta (cfr. art. 5 AIMP) o che il procedimento estero si sia nel frattempo concluso con un giudizio definitivo (cfr. DTF 113 Ib 157 consid. 5a pag. 166). Del resto, trattandosi di materiale probatorio, una procedura di assistenza aperta in Svizzera diventa priva d'oggetto di massima solo quando lo Stato richiedente la ritiri espressamente, ciò che non si realizza in concreto. Non v'è infatti ragione di ritenere che l'Autorità richiedente mantenga una domanda quando il processo all'estero si sia nel frattempo concluso con un giudizio definitivo.