Citation: 5A_147/2025 E. 3.2

3.2. La via del ricorso in materia civile non è pertanto aperta, ma soltanto quella del ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 segg. LTF). Con un tale rimedio può unicamente essere censurata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF). Il Tribunale federale non procede alla verifica della costituzionalità dell'atto impugnato sotto tutti gli aspetti possibili, ma esamina la violazione di diritti costituzionali soltanto se la parte ricorrente ha sollevato e motivato tale censura (art. 117 in relazione con l'art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 143 II 283 consid. 1.2.2). Ciò significa che, nei motivi del gravame, la parte ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato i diritti costituzionali ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla decisione impugnata, in cosa consista la pretesa violazione (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4; 134 II 244 consid. 2.2). Nella fattispecie la motivazione del ricorso - che peraltro è in larga misura avulsa dalle considerazioni della sentenza impugnata - non adempie tali requisiti. La semplice lamentela di un "accertamento inesatto dei fatti" e di una violazione di varie norme di diritto federale (art. 52, 53, 55, 56, 57 e 138 CPC e art. 1, 4 e 8 CC) da parte della Corte cantonale non assurge infatti a una valida censura di diritti costituzionali. Anche quando invoca la violazione di diritti costituzionali (dell'art. 9 Cost. nell'interpretazione dell'art. 138 CPC e degli art. 2, 5, 27, 29 cpv. 1 e 2 Cost.) la ricorrente si limita a presentare delle argomentazioni del tutto superficiali, senza minimamente soddisfare le severe esigenze di motivazione poste dai combinati art. 117 e 106 cpv. 2 LTF.