Citation: 4P.21/2006 06.07.2006 E. 4

Per il resto, il ricorso verte sulla decisione di ritenere non dimostrati né l'invio né la ricezione delle note fatture. 4.1 A mente della ricorrente la Corte cantonale avrebbe violato il divieto dell'arbitrio nell'apprezzamento delle prove e nell'accertamento dei fatti (art. 9 Cost.) omettendo di considerare le seguenti circostanze: che negli allegati di causa controparte aveva ammesso di aver ricevuto le fatture; che le fatture figurano sui documenti di sdoganamento e pagamento IVA e che lo sdoganamento non avrebbe potuto avvenire senza di esse; che nella lettera del 2 settembre 1992 (doc. P) la C.________SA l'aveva invitata a indirizzare le fatture direttamente all'opponente. 4.2 L'opponente obietta che le argomentazioni relative all'invio e alla ricezione delle fatture sono state sviluppate dai giudici cantonali solo in un secondo tempo e a titolo puramente abbondanziale, per dissipare ogni dubbio circa l'assenza di fondamento delle pretese della ricorrente. Ciò significa che, quand'anche gli accertamenti contestati fossero arbitrari, l'esito del procedimento non verrebbe a mutare. 4.3 L'osservazione dell'opponente è pertinente. A prescindere dal fatto che il tenore confuso dell'allegato ricorsuale non soddisfa le esigenze di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - chiarezza, precisione e struttura - particolarmente rigorose qualora venga asseverata la violazione del divieto dell'arbitrio (DTF 130 I 258 consid. 1.3 pag. 261 seg.; 128 I 295 consid. 7a pag. 312; e, sulla nozione di arbitrio, 131 I 57 consid. 2 pag. 61 ), la ricorrente perde effettivamente di vista che la questione centrale ai fini del giudizio era quella di sapere se la C.________SA avesse agito quale rappresentante dell'opponente e che tale quesito è stato risolto negativamente, non essendovi agli atti nessun elemento a sostegno di questa tesi. Su questo tema la ricorrente non spende una parola. Nemmeno spiega, d'altro canto, quale sarebbe l'influsso dell'accertamento concernente l'invio e la ricezione delle note fatture sulla problematica della rappresentanza, non bastando certo a tal scopo la vaga dichiarazione ch'esso "avrebbe aperto l'esame dell'applicabilità della teoria dell'affidamento". Inoltre, ancora una volta parte delle censure sollevate dalla ricorrente non può essere tenuta in nessuna considerazione, perché esse avrebbero dovuto e potuto venir proposte mediante ricorso per riforma (art. 84 cpv. 2 OG). Nella misura in cui pretende che i giudici ticinesi avrebbero mal letto gli allegati della controparte, la ricorrente si prevale infatti di una svista manifesta ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 OG (DTF 115 II 399 consid. 2a; 96 I 193) e quando rimprovera loro di aver rovesciato l'onere probatorio imponendole di dimostrare un fatto ammesso critica l'applicazione dell'art. 8 CC.