Citation: U 440/04 12.09.2006 E. 7

7.1 Alla luce degli esempi giurisprudenziali suesposti emerge da un lato che il caso in oggetto è ben più grave di quasi la totalità degli eventi catalogati di grado medio (ad esempio U 74/88¸ U 82/00, U 13/02, U 126/03, RAMI 2002 no. U 449¸ RAMI 2004 no. U 514). La fattispecie è tuttavia meno grave del caso U 233/95, summenzionato, considerato di grado medio al limite del caso grave. 7.2 Simili a quello che qui ci occupa risultano invece essere il caso pubblicato in RAMI 1999 no. U 346 (di grado medio al limite del caso grave), così come quello esaminato nella sentenza del 14 novembre 1996 in re K., U 5/94 (di grado medio). Per quanto riguarda tuttavia quest'ultimo caso, dev'essere rilevato che nella sentenza stessa non vengono descritte in dettaglio le reali lesioni della mano di cui è rimasto vittima l'assicurato. Dal giudizio emerge infatti unicamente che l'interessato ha subito gravi lesioni alla mano (lett. A dei fatti), rispettivamente l'amputazione di un dito (consid. 2b/aa). Non è tuttavia dato di sapere di quale dito si tratta, potendosi unicamente dedurre che il pollice è rimasto intatto, essendo stata ritenuta ancora possibile la presa a pinzetta. La descrizione delle lesioni, che consisterebbero nell'amputazione del mignolo, in un anulare doloroso e inutilizzabile e nell'atrofia delle altre tre dita, risulta per contro, come accennato al considerando precedente, dalla sentenza pubblicata in RAMI 2002 no. U 449 (e pure dalla pronunzia dell'11 marzo 2003 in re Q.). 7.3 Alla luce di questi fatti è lecito chiedersi se la sentenza pubblicata in RAMI 2002 no. U 449 e quella dell'11 marzo 2003 in re Q. si fondino su una svista e, quindi, quale sia la rilevanza effettiva per il caso in oggetto. La questione può tuttavia restare irrisolta in quanto da un lato, anche tenendo conto della descrizione di cui alle sentenze di rinvio succitate, risulta in pratica unicamente l'amputazione del mignolo, dito la cui rilevanza in relazione all'utilizzo della mano è minore, mentre pollice, indice e medio, malgrado l'atrofia, risultano utilizzabili e pertanto, contrariamente al caso che qui ci occupa, la presa è ancora possibile. L'incidente può quindi essere considerato meno grave di quello in esame. Dall'altro canto, la presente fattispecie risulta di gravità equivalente (se non più grave) a quella pubblicata in RAMI 1999 no. U 346, come sostenuto dal ricorrente. In effetti, malgrado in seguito all'infortunio si sia verificata l'amputazione totale del mignolo e parziale (a metà) di anulare e (due terzi) del medio, in quel caso il reimpianto aveva avuto completo successo per quanto concerne l'anulare e parziale per quanto riguarda il medio. L'assicurato aveva quindi in pratica perso il dito mignolo e metà del medio. Tali amputazioni contrariamente al caso concreto non toccano la presa della mano e sono quindi senz'altro meno incisive, avendo altresì il dito mignolo un ruolo secondario rispetto al pollice. 7.4 Alla luce di quanto sopra esposto l'infortunio subito dall'insorgente può essere classificato tra gli eventi di grado medio al limite della categoria dei casi gravi.