Citation: 2C_226/2014 E. 3.1

3.1. In primo luogo il ricorrente lamenta la violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.). Più precisamente rimprovera alla Corte cantonale di avere effettuato degli accertamenti generici e peraltro errati riguardo alla situazione del figlio della convivente (informazioni riguardanti il padre di costui; conoscenze da parte del ragazzo degli usi e costumi del paese natio; necessità per la di lui madre di rivolgersi alle autorità tutorie nel caso in cui il ragazzo rimanesse da solo in Ticino) senza averne informato la madre né datole la possibilità di esprimersi in proposito. Sennonché, al di là del quesito di sapere se l'interessato possa criticare la violazione di un diritto di parte della sua convivente, va osservato che su questi aspetti egli si limita, in realtà, a presentare una propria versione dei fatti (il ragazzo non ricorderebbe usi e costumi serbi; suo padre risulterebbe da anni di ignota dimora; interrogativi riguardo alla necessità per la madre di rivolgersi alle autorità nel caso lei lasciasse la Svizzera da sola) e a contestare in maniera appellatoria gli accertamenti contenuti nella sentenza impugnata. Ne discende che al riguardo la censura concernente la violazione dell'art. 29 cpv. 2 Cost. è inammissibile.