Citation: 2C_564/2018 E. 5.2

5.2. Se il contribuente avesse davvero avuto qualcosa da obiettare contro l'agire del fisco sangallese non aveva inoltre che da impugnare - a tempo debito - la decisione di assoggettamento del 4 dicembre 2015 e far valere la doppia imposizione in sede di ricorso. Portata fin davanti al Tribunale federale, simile procedura avrebbe infatti potuto permettere anche il coinvolgimento attivo del fisco ticinese, la formulazione - da parte di quest'ultimo - dell'eccezione di perenzione che solo ad esso compete sollevare (DTF 139 I 64 consid. 3.2 seg. pag. 67-68 con ulteriori rinvii), quindi l'annullamento delle decisioni di tassazione emesse a torto da uno dei due Cantoni. Non avendo agito in tal senso, ben sapendo che - per gli stessi periodi fiscali - il diritto di tassare veniva fatto valere/era già stato fatto valere dal Cantone Ticino, l'insorgente ha perciò causato egli stesso la situazione di doppia imposizione in cui si trova e ne deve oggi sopportare le conseguenze (DTF 137 I 273 consid. 3.3.3 pag. 278; 123 I 264 consid. 2d pag. 267; sentenze 2C_539/2017 del 7 febbraio 2019 consid. 5.2; 2C_655/2016 del 17 luglio 2017 consid. 2.3.2; 2C_27/2009 del 9 luglio 2009 consid. 1.2 e 2P.246/1998 del 20 maggio 1999 consid. 1b, in: StE 2000 A 24.5 n. 4). In effetti, le procedure di revisione delle tassazioni del primo Cantone che ha imposto una persona non sono fatte per permettere di criticare le tassazioni emesse poi da un secondo Cantone, ma non impugnate entro i termini di ricorso.