Citation: 1A.45/2001 20.09.2001 E. 8

8.- Da ultimo il ricorrente critica la decisione cantonale laddove essa ritiene la realizzazione della nuova strada della Montagna compatibile con la protezione dell' oggetto n. 1804 (Monte San Giorgio) dell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP). a) Il tratto di strada litigioso interessa marginalmente il vasto comprensorio di questo oggetto di protezione, situandosi nel contesto della fascia pedemontana che ne delimita il confine sud-orientale in territorio di Ligornetto. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LPN, l'iscrizione di un oggetto di importanza nazionale in un inventario federale significa che esso merita specialmente di essere conservato intatto o, in ogni caso, di essere salvaguardato per quanto possibile. Secondo il messaggio del Consiglio federale accompagnante questa legge, del 12 novembre 1965, con la locuzione "conservare intatto" si intende che "la protezione deve essere curata in tutta la sua ampiezza e che ogni possibile minaccia deve essere prevenuta". Il messaggio precisa pure che l'iscrizione di un oggetto nell'inventario non implica che il suo stato non possa essere cambiato in alcun modo; esige piuttosto che esso non deve essere deteriorato dal profilo generale della natura e del paesaggio, e che un lieve svantaggio, che potesse derivare da una modificazione, sia di massima compensato da un vantaggio almeno equivalente (FF 1965 III p. 91). L'oggetto, considerato globalmente, non deve quindi essere menomato nei peculiari aspetti che lo avvalorano come bene naturale e nazionale. Lo scopo dell'inventario non è di creare parchi naturali dai quali sia esclusa ogni attività umana, ma di proteggere i comprensori inventariati, imponendo una ponderazione attenta degli interventi antropici, limitandoli allo stretto necessario. Determinante per la conservazione intatta di un oggetto iscritto nell'inventario è la descrizione del contenuto della protezione. Quando le finalità protettive non vengono toccate, viene meno l'esigenza di una protezione accresciuta secondo l'art. 6 LPN; l'esistenza di interessi equivalenti o superiori di importanza nazionale non è necessaria (art. 6 cpv. 2 LPN), bastando l'evocazione di altri vantaggi (DTF 123 II 256 consid. 6a, 114 Ib 81 consid. 2a; Jörg Leimbacher in: Keller/Zufferey/Fahrländer, editori, Kommentar NHG, Zurigo 1997, n. 12 segg. all'art. 6). b) La scheda dell'oggetto IFP n. 1804 "Monte San Giorgio" ha il seguente tenore: "Montagna del Ticino meridionale geologicamente molto interessante, con giacimenti triassici contenente sauri fossili eccezionali. Paesaggio naturale ancora intatto, con flora insubrica ricca di specie rare. Villaggi ticinesi, caratteristici del Sottoceneri (stile Lombardo)". L'entità dell'intervento della nuova strada su questo oggetto deve essere pertanto valutata sulla base di questi elementi, che ne hanno determinato la protezione e che vanno salvaguardati. Il Tribunale federale si è già pronunciato a più riprese sulla protezione degli oggetti IFP in applicazione del principio per il quale meritano di essere conservati intatti. Nella sentenza DTF 114 Ib 81, concernente l'installazione di un trampolino di salto per sci nautico sul lago di Zugo, ha giudicato che l'autorizzazione per questo impianto avrebbe derogato al principio di protezione fissato dall'art. 6 cpv. 1 LPN. Nella sentenza DTF 115 Ib 472, concernente un progetto di risanamento della Thur, il Tribunale federale ha invece concluso che l'oggetto protetto non avrebbe subito, nel suo insieme, una lesione essenziale (tenuto conto anche delle particolari condizioni poste al progetto), e che pertanto l'obbligo di mantenerlo intatto sarebbe stato salvaguardato. Nella sentenza DTF 115 Ib 131 il Tribunale federale ha rilevato che è consentito derogare all'art. 6 cpv. 2 LPN a proposito della posa di un'antenna PTT nella foresta protetta dello Höhronen, nel Canton Svitto, sulla base del mandato costituzionale dell'azienda PTT in materia di telecomunicazioni, compito di importanza nazionale ai sensi della citata norma. Infine, nella sentenza DTF 123 II 256, il Tribunale federale ha giudicato compatibili con i contenuti della protezione istituita dall'art. 6 LPN l'illuminazione notturna, sottoposta comunque a condizioni restrittive, della cima del Monte Pilatus. c) Il primo aspetto della scheda qui in esame è quello geologico e paleontologico. In proposito l'esame di impatto ambientale non ha segnalato, come ha rilevato anche il TPT (cfr. sentenza, pag. 31), alcun pregiudizio al valore della zona legato ai giacimenti e ai fossili, mentre nel settore del suolo e degli affioramenti calcarei l'impatto dell'opera è definito importante (cfr. punto 5.3.1, pagg. 19-20 EIA). Lo stesso rapporto valuta comunque positivamente la variante prescelta, visto che essa permette di evitare il danneggiamento degli affioramenti calcarei di tufo lungo il riale Segurida, che verrebbero invece praticamente del tutto eliminati con la variante di Rancate. L'EIA rileva pure che la variante di Ligornetto permette, per il tramite del consolidamento delle scarpate, di porre freno ai processi corrosivi attualmente in atto all'interno dell' area forestale. Anche dal profilo paesaggistico il rapporto non segnala insanabili contrasti tra l'avversato progetto e le indicazioni dell'oggetto IFP; appoggiandosi ai pareri della Commissione cantonale delle bellezze naturali e del paesaggio e della Sezione cantonale della pianificazione urbanistica, e facendoli propri (cfr. EIA, punto 5.4. pag. 40), il documento indica i vantaggi, a livello paesaggistico, della variante di Ligornetto rispetto a quella di Rancate, e cioè una migliore integrazione paesaggistica del tracciato (in particolare del tornante, situato in posizione meno elevata), uno sviluppo longitudinale meno costretto e una maggiore distanza dall'abitato. Nelle sue osservazioni al ricorso di diritto amministrativo l'UFAFP richiama le considerazioni contenute nel terzo preavviso della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP), che non si oppone al progetto, ma chiede di prestare maggiore attenzione all'integrazione paesaggistica della nuova strada, in particolare adeguandone il calibro e il carattere a quelli della tratta esistente tra Arzo e Rancate (vecchia strada della Montagna). Questa condizione è tra l'altro stata posta per assicurare la compatibilità del progetto con la protezione dell'oggetto IFP "Monte San Giorgio" giusta l'art. 6 LPN: come tale è stata ripresa dal TPT nella sua sentenza (consid. 11, pag. 43). d) Resta da esaminare l'aspetto della protezione della flora e della fauna locale. La CFNP si è espressa a più riprese sul progetto di nuova strada e sulle sue implicazioni a livello naturalistico; i suoi rapporti assumono, quale perizia secondo l'art. 7 LPN, un'importanza particolare in quest'ambito e l'Autorità giudicante, pur se dotata di un libero potere d'esame, se ne può scostare solo per fondati motivi (DTF 125 II 591 consid. 7a e riferimenti citati). Nel primo preavviso del 13 luglio 1995 la Commissione aveva concluso che il progetto avrebbe causato un importante danno ai valori naturalistici e paesaggistici della zona, compromettendo in particolare gli habitat di diverse specie di rettili e di anfibi protetti; ritenendo insufficienti le misure di compensazione e sostituzione proposte nell'EIA per garantire la sopravvivenza delle specie vegetali e animali rilevate, essa si era a quel momento pronunciata contro il progetto. Le autorità cantonali, preso atto di questo preavviso negativo e delle critiche espressevi, hanno integrato l'EIA con uno studio complementare commissionato alla Ecocontrol SA, che ha presentato un rapporto nel giugno 1997. Questo documento, che contiene un approfondimento degli aspetti faunistici riguardo agli anfibi, ai loro biotopi e ai diversi corridoi migratori, ha proposto diverse misure atte a evitare o quantomeno a diminuire gli importanti impatti descritti nell'EIA. Nel suo terzo e ultimo preavviso, datato 16 ottobre 1998, la CFNP ha ritenuto che, con la realizzazione di tutte le misure proposte, comprese quelle definite "ulteriori" (cfr. pagg. 7-8 del rapporto Ecocontrol), la situazione ecologica per le specie di anfibi sarebbe nettamente migliorata rispetto alle indicazioni iniziali del progetto. Essa ne ha concluso che se le autorità competenti, ponderati gli interessi in gioco, avessero deciso di costruire la nuova strada, il progetto presentato, pur arrecando ancora un importante danno, poteva essere ritenuto rispettoso dell'oggetto IFP giusta l'art. 6 LPN, purché fossero soddisfatte le seguenti condizioni: "- all'integrazione paesaggistica della nuova strada dovrà essere data la maggiore attenzione possibile. Sia la larghezza che il carattere della nuova strada devono rispecchiare la situazione esistente tra Rancate e Arzo (vecchia strada della Montagna); - tutte le misure di sostituzione e compensazione ecologica proposte nel Rapporto preliminare di consulenza ambientale accompagnatoria per l'approvazione del progetto (Ecocontrol, giugno 1997) o nel rapporto di esame di impatto ambientale del 1993 - compreso quindi il ripristino a cielo aperto della tratta incanalata ed intubata dell'affluente del riale Segurida, sotto la strada sterrata e tutte le misure "ulteriori" presentate - devono essere realizzate; - la sopravvivenza delle specie animali e vegetali di alto valore naturalistico rilevate nella zona deve essere garantita durante e dopo i lavori di cantiere; - il progetto deve essere accompagnato da una ditta qualificata per la consulenza ambientale. Il monitoraggio dovrà continuare dopo la fine dei lavori di costruzione in modo da assicurare il funzionamento a lungo termine delle misure realizzate; - la vecchia strada della Montagna che passa dal nucleo di Rancate deve essere demolita per quanto possibile. Un futuro collegamento della nuova e della vecchia strada sopra il nucleo di Rancate è da escludere". e) Ora, il Consiglio di Stato, mentre la procedura pendeva dinanzi al Parlamento, ha considerato attentamente queste condizioni, ne ha tenuto conto e ha quindi apportato significativi cambiamenti all'originario progetto. Come risulta dal suo messaggio al Gran Consiglio sull'evasione dei ricorsi e l'approvazione del piano generale della nuova strada della Montagna, del 26 maggio 1999, le modificazioni effettuate riguardano i seguenti punti: "- riduzione della sezione utile del campo stradale (6,5 ml invece di 7,0 ml); - formazione di due manufatti per passaggi faunistici; - ripristino del principale affluente del riale Segurida; -riduzione della scarpata stradale a ridosso del riale Segurida con la costruzione di un ponte o con la formazione di una scarpata rivestita (rizzadone o textomur) che garantiranno, anche in fase esecutiva, il mantenimento del corso naturale di quel riale; la scelta verrà operata con il progetto definitivo;