Citation: 2A.128/2002 21.01.2003 E. 2

Il ricorrente ha rimproverato all'autorità fiscale ticinese di avere fondato la propria richiesta di garanzia partendo da una semplice accusa formale e generica di "evasione fiscale". Con questa critica egli si è in sostanza lamentato della scarsa motivazione addotta dal fisco per giustificare il provvedimento in parola. In sede di replica l'insorgente ha tuttavia riconosciuto che, perlomeno dal punto di vista procedurale, la Divisione delle contribuzioni del Cantone Ticino aveva provveduto a sanare questo vizio attraverso quanto addotto con il suo allegato responsivo del 17 maggio 2002. A giusta ragione egli ha dunque ammesso di non essere stato leso nell'occasione nei suoi diritti di parte. Occorre in effetti rammentare che né l'art. 169 cpv. 1, né l'art. 116 LIFD impongono espressamente alle autorità fiscali di motivare le loro richieste di garanzia in materia di imposta federale diretta. In effetti la prima norma citata si limita ad esigere che la domanda indichi l'importo da garantire, mentre la seconda prevede unicamente che le decisioni vadano notificate al contribuente per scritto e debbano indicare i rimedi giuridici esperibili. Un simile obbligo può tuttavia essere dedotto dal diritto di essere sentito, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (sentenza del Tribunale federale del 12 marzo 1998 nella causa 2P.243/1997 pubblicata in ASA 67 722 consid. 3c con numerosi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali). Per soddisfare questa esigenza è sufficiente che l'autorità menzioni almeno brevemente i motivi sui quali essa ha fondato la propria decisione, in modo che l'amministrato possa esercitare il proprio diritto di ricorso con cognizione di causa (DTF 126 I 97 consid. 2; 123 I 31 consid. 2c; ASA 67 722 consid. 3c). Inoltre non è necessario che la motivazione sia contenuta nell'atto impugnato; la stessa può infatti figurare anche in una comunicazione scritta separata (ASA 67 722 consid. 3c). Nel caso di specie è ben vero che le giustificazioni addotte dal fisco con il provvedimento litigioso appaiono scarsamente rispettose dei citati requisiti minimi di motivazione. È però altresì vero che nell'ambito del doppio scambio di allegati ordinato dal Tribunale federale l'autorità fiscale ha precisato le ragioni che, secondo lei, giustificherebbero la costituzione della garanzia richiesta e il suo ammontare. Il ricorrente ha avuto modo di replicare alle osservazioni della Divisione delle contribuzioni del Cantone Ticino, ma si è in seguito astenuto dal domandare al Tribunale federale di poter prendere ulteriormente posizione in merito a quanto esposto dal fisco in sede di duplica. In simili circostanze, si deve quindi effettivamente considerare, in linea con quanto ammesso dall'insorgente, che l'eventuale vizio di motivazione iniziale è stato sanato dall'autorità fiscale nel corso di procedura (ASA 67 722 consid. 3c, DTF 119 Ib 56 consid. 2c).