Citation: 6B_91/2014 E. 5

Al ricorrente è stata pure imputata una violazione delle regole dell'arte medica, per aver omesso di indicare che al paziente non dovevano essere somministrate benzodiazepine o altri sedativi tali da ridurre le sue possibilità di contrastare l'eventuale aspirazione di materiale gastro-enterico. Rilevata l'importanza dell'assunzione delle benzodiazepine nella sopravvenienza del decesso del paziente, sottolineata dai periti giudiziari, la CARP ha accertato che la somministrazione di tali sostanze a un paziente agitato che ha bisogno di dormire è una prassi non scritta, ma comunemente riconosciuta non solo presso la clinica in questione. Poiché l'insorgente non poteva non esserne a conoscenza ed era consapevole che una sedazione in situazioni come quella del paziente, pure in stato confusionale, avrebbe potuto cagionare dei rischi non indifferenti, i giudici cantonali hanno concluso che egli ha commesso una seria violazione delle regole dell'arte medica non dando esplicito ordine al medico assistente di vietare la somministrazione delle benzodiazepine. Il ricorrente non contesta, quantomeno non con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF (sul tema v. DTF 139 I 229 consid. 2.2, 306 consid. 1.2), l'esistenza della prassi menzionata dalla CARP e neppure di un nesso di causalità sia naturale (che costituisce una questione di fatto, v. DTF 138 IV 57 consid. 4.1.3 pag. 61) sia adeguata tra la suddetta omissione rimproveratagli e il decesso, ma ritiene che vi sia stata un'interruzione di quella adeguata.