Citation: 1C_448/2020 E. 2.2

2.2. La Corte cantonale ha precisato che prima di concedere l'anticipata immissione in possesso, il Tribunale di espropriazione ha fatto rilevare dal geometra revisore i punti di confine della particella della ricorrente, osservando che i piani di progetto sono stati elaborati sulla scorta di una mappa catastale ufficiale provvisoria risultante dal registro fondiario prodefinitivo; nelle tabelle di espropriazione le superfici toccate dal progetto vengono indicate soltanto in maniera approssimativa, mentre la misurazione definitiva avviene a opera conclusa. Si accerta che l'immissione in possesso anticipata non provoca danni irreparabili alla ricorrente, visto che la situazione è stata ampiamente documentata grazie a fotografie, motivo per cui nemmeno l'esame dell'indennità in suo favore risulta pregiudicato. Ha poi accertato che la criticata anticipata immissione in possesso non pregiudica le pretese espropriative concernenti l'indennità della ricorrente, considerate le numerose fotografie agli atti, il rapporto chiesto dal Tribunale di espropriazione al geometra revisore riguardo ai punti di confine, nonché quello dell'11 gennaio 2017 dello stesso geometra, come pure svariate planimetrie che attestano i confini del fondo sulla base delle varie mutazioni intervenute nel corso degli anni. Ha aggiunto che i segni di confine potranno se del caso essere riposizionati come in precedenza, motivo per cui la ricorrente non subisce alcun danno irreparabile, ritenendo che la stessa non ha del resto addotto particolari argomenti per contestare l'urgenza per l'ente espropriante di eseguire l'opera.