Citation: 1P.243/2005 06.06.2005 E. 4

4.1 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere accertato in modo arbitrario la tardività delle censure concernenti la ricusazione. Sostiene in particolare che la CRP non avrebbe dovuto considerare determinante al proposito l'ordinanza del 9 novembre 2004 con cui il GIAR ha intimato il reclamo alle parti, poiché in quel momento il magistrato non sarebbe ancora stato competente. 4.2 Nella misura in cui il ricorrente critica la ricostruzione dei fatti esposta nel giudizio impugnato riguardo all'intervallo temporale tra il 9 e il 24 novembre 2004 e accenna alla circostanza che la censura della mancata esclusione del magistrato per la sua partecipazione al precedente procedimento penale è comunque stata ritenuta tempestiva dalla CRP, egli non adduce argomenti che vertono sull'aspetto, decisivo in concreto, della rilevanza dell'ordinanza 9 novembre 2004 per l'accertamento della tardività delle censure non esaminate nel merito. In particolare, il ricorrente non dimostra, con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, per quali ragioni sarebbe arbitrario ritenere tardiva l'istanza di ricusa sulla base della comunicazione ai suoi patrocinatori dell'ordinanza 9 novembre 2004. La circostanza che la CRP abbia ritenuto tempestiva la censura riguardante la mancata esclusione del magistrato fatta dipendere dalla sua partecipazione al precedente procedimento, fondandosi invero su pretesi colloqui telefonici tra il GIAR e un difensore del ricorrente che non trovano un puntuale riscontro negli atti, non è determinante al proposito. Ciò non sminuisce infatti la rilevanza della citata ordinanza per stabilire il termine entro il quale il ricorrente avrebbe potuto validamente fare valere i motivi di ricusazione che gli erano allora noti (cfr. art. 46 CPP/TI). Comunque, a prescindere da ciò, visto che la citata ordinanza è stata emanata dal GIAR B.________, la Corte cantonale poteva, senza incorrere nell'arbitrio, ritenere che, comunicandola per informazione ai difensori del ricorrente, questi erano venuti a conoscenza del fatto che il reclamo era trattato, o avrebbe quantomeno potuto esserlo, da questo stesso GIAR. Del resto, come riconosce anche il ricorrente, ricevuta la comunicazione uno dei suoi legali si sarebbe prontamente attivato presso il GIAR perché fosse verificato un eventuale caso di esclusione legato alla sua partecipazione al precedente procedimento. Considerate poi la natura degli argomenti sui quali il ricorrente fondava l'esistenza di una situazione di parzialità, basati essenzialmente sui legami del GIAR con il patrocinatore della parte civile, e l'intenzione di sentire il magistrato quale testimone, la CRP poteva sostenibilmente ritenere che i motivi di una possibile ricusa fossero noti all'istante già al momento della comunicazione dell'ordinanza. Questa circostanza non è peraltro seriamente messa in dubbio dal ricorrente nemmeno in questa sede. La Corte cantonale non ha quindi violato il divieto dell'arbitrio considerando tardiva, sui citati aspetti, la richiesta di astensione del 24 novembre 2004, la domanda di ricusa dovendo essere presentata entro cinque giorni dalla conoscenza del motivo che la giustifica (art. 46 cpv. 1 CPP/TI). 4.3 La CRP nemmeno ha violato il principio della buona fede, destinato a tutelare il cittadino che ha riposto la sua fiducia nelle assicurazioni rilasciategli dall'autorità (art. 9 Cost.; DTF 129 II 361 consid. 7.1, 129 I 161 consid. 4.1 e rispettivi rinvii). Premesso che il ricorrente non fa esplicitamente valere l'adempimento delle condizioni cumulative richieste al proposito dalla giurisprudenza, non risulta che il GIAR e la CRP gli abbiano rilasciato concrete assicurazioni riguardo alla tempestività delle singole argomentazioni sollevate. In effetti, contrariamente a quanto egli sembra sostenere, le autorità cantonali non hanno di per sé ritenuto tardivi i suoi allegati del 24 novembre 2004 e dell'11 gennaio 2005, bensì unicamente determinate argomentazioni sollevate negli stessi.