Citation: 1P.88/2005 24.02.2005 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 65 consid. 1). 1.2 Il ricorso di diritto pubblico, tempestivo, inoltrato contro una decisione cantonale di ultima istanza e fondato su una pretesa violazione degli art. 9, 10, 26 e 29 Cost. è, in linea di principio, ammissibile giusta gli art. 84 cpv. 1 lett. a e 87 OG. 1.3 La legittimazione a interporre un ricorso di diritto pubblico si definisce unicamente sulla base dell'art. 88 OG, senza riguardo alla circostanza che il ricorrente avesse, in sede cantonale, qualità di parte (DTF 125 I 253 consid. 1b, 118 Ia 112 consid. 2a). Nel caso di una decisione concreta, tale legittimazione è riconosciuta unicamente a chi è toccato nei suoi interessi giuridicamente tutelati, vale a dire, di regola, in quegli interessi privati ai quali il diritto costituzionale assicura la protezione (DTF 129 I 217 consid. 1 e rinvii). Il semplice richiamo al divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) non conferisce, di per sé, la legittimazione a presentare un tale ricorso (DTF 126 I 81, 129 I 217 consid. 1.3). 1.3.1 Al riguardo, il ricorrente si limita a rilevare che la sua legittimazione sarebbe pacifica. A torto. Secondo la costante giurisprudenza, le decisioni con cui l'autorità di vigilanza rifiuta di esaminare il merito di una denuncia, la respinge o, come nella fattispecie, non vi dà seguito, non possono essere impugnate con un ricorso di diritto pubblico (DTF 121 I 42 consid. 2a e rinvii, 87 consid. 1a; cfr. anche DTF 125 I 394 consid. 3 in fine). Una procedura in materia di vigilanza è infatti volta anzitutto a garantire l'ordine e la disciplina all'interno dell'amministrazione; la denuncia di circostanze che giustificherebbero un intervento non basta a conferire qualità di parte e non permette quindi di esigere una decisione (DTF 109 Ia 251 consid. 3). Il denunciante non è in effetti leso nei suoi interessi giuridici (DTF 109 Ia 90, 102 Ib 81 consid. 3) e non ha veste di parte nella procedura disciplinare (DTF 102 Ib 84 consid. 3). 1.3.2 Il legislatore cantonale ha riservato al Consiglio della magistratura il potere disciplinare e di sorveglianza sui magistrati (art. 77 cpv. 1 della legge organica giudiziaria civile e penale del 24 novembre 1910, LOG). La procedura in oggetto rientra nelle procedure in materia di vigilanza e pertanto, in quest'ambito, il denunciante non è legittimato a inoltrare un ricorso di diritto pubblico, giusta l'art. 88 OG (sentenza 1P.637/1995 del 22 dicembre 1995, consid. 2a e b, apparsa in RDAT I-1996 n. 6 pag. 29). Del resto, l'art. 83 cpv. 2 LOG nega espressamente al denunciante la qualità di parte nel procedimento disciplinare. Il ricorrente non ha d'altra parte criticato il dispositivo della decisione impugnata attinente alla tassa di giustizia di fr. 250.-- posta a suo carico, possibilità che gli è concessa nella misura in cui potrebbe far valere che tale onere sarebbe contrario alla Costituzione per un motivo diverso dalla sua soccombenza nel merito (DTF 109 Ia 90).