Citation: 4C.316/2004 22.12.2004 E. 6

Nemmeno il richiamo all'art. 274d cpv. 3 CO può sussidiare agli attori. Anche se impone al giudice l'accertamento d'ufficio dei fatti, questo disposto non impedisce infatti ai cantoni di vietare la presentazione di nova nella procedura di ricorso, garantendo così il principio del doppio grado di giurisdizione (cfr. sentenza 26 febbraio 1997 pubblicata in SJ 1997 pag. 416 consid. 3b; DTF 125 III 231 consid. 4a pag. 239). Non solo. Contrariamente a quanto sembrano ritenere gli attori, la massima inquisitoria sociale dell'art. 274d cpv. 3 CO non corrisponde alla massima ufficiale assoluta. In particolare, questa norma non dispensa le parti dall'onere di allegare le circostanze rilevanti ai fini del giudizio e non obbliga il giudice ad istruire d'ufficio una causa quando una parte rinuncia a spiegare la sua posizione; egli deve rendere attente le parti sull'obbligo di collaborare e di produrre le prove. Solamente qualora nutra un dubbio oggettivo al riguardo, è pure tenuto a sincerarsi che le loro allegazioni e i mezzi di prova offerti siano completi (DTF 125 III 231 consid. 4a pag. 239). Non rientra per contro fra i compiti del giudice, ex art. 274d cpv. 3 CO, quello di esigere dalle parti che indichino con esattezza la rilevanza dei singoli mezzi di prova da loro prodotti.