Citation: 6B_1442/2020 E. 9.1

9.1. Giusta l'art. 67 CP, nella versione in vigore all'epoca dei fatti, se alcuno, nell'esercizio di un'attività professionale o extraprofessionale organizzata, ha commesso un crimine o un delitto per il quale è stato condannato a una pena detentiva superiore a sei mesi o a una pena pecuniaria di oltre 180 aliquote giornaliere, e sussiste il rischio che abusi della sua attività per commettere altri crimini o delitti, il giudice può interdirgli in tutto o in parte l'esercizio di tale attività o di altre attività analoghe per un tempo da sei mesi a cinque anni (cpv. 1). Se alcuno ha commesso un crimine o un delitto contro un minorenne o contro un'altra persona particolarmente vulnerabile e sussiste il rischio che commetta altri reati analoghi nell'esercizio di un'attività professionale o extraprofessionale organizzata implicante un contatto regolare con minorenni o con altre persone particolarmente vulnerabili, il giudice può interdirgli l'esercizio di tale attività per un tempo da uno a dieci anni (cpv. 2). Sono considerate attività professionali ai sensi dell'art. 67 CP le attività svolte nell'esercizio, a titolo principale o accessorio di una professione, di un'industria o di un commercio (art. 67a cpv. 1 CP). L'interdizione di esercitare un'attività costituisce una misura del diritto penale, che dev'essere ordinata se sono realizzate le relative condizioni (sentenza 6B_232/2016 del 21 dicembre 2016 consid. 3.3). Mira a prevenire la ripetizione di determinati reati e a tutelare la collettività da ulteriore abusi (sentenze 6B_909/2018 del 23 gennaio 2019 consid. 3.4.3; 6B_1010/2013 del 17 febbraio 2014 consid. 4.3). La principale condizione per ordinare tale interdizione è il rischio di nuovi abusi nell'esercizio dell'attività. Questo rischio da solo non è tuttavia sufficiente, il giudice dovendo esaminare anche se la misura è necessaria, appropriata e proporzionata. L'ingerenza nei diritti della personalità dell'autore non deve infatti essere sproporzionata rispetto alla probabilità e gravità di nuovi reati (art. 56 cpv. 2 CP). L'interdizione può tuttavia essere ordinata già con un rischio di recidiva medio, senza che sia necessario un rischio qualificato (sentenza 6B_123/2020 del 26 novembre 2020 consid. 9.1). La sua durata va determinata in funzione della necessità di tutelare la società per un certo periodo di tempo, a seconda della pericolosità dell'autore (sentenza 6B_1010/2013 del 17 febbraio 2014 consid. 4.1).