Citation: 6S.262/2002 17.10.2002 E. 2

Secondo dottrina e giurisprudenza, la legittimazione a ricorrere per cassazione in merito all'azione penale è regolata in modo esaustivo dall'art. 270 PP (v. anche Martin Schubarth, Nichtigkeitsbeschwerde 2001, Berna 2001, n. 133, e riferimenti). 2.1 Giusta l'art. 270 lett. e PP, in vigore dal 1° gennaio 2001 nella versione conforme alla legge federale del 4 ottobre 1991 concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5), la vittima di un reato può ricorrere per cassazione se era già parte nella procedura e nella misura in cui la sentenza concerna le sue pretese civili o possa influenzare il giudizio in merito a queste ultime (art. 270 lett. e n. 1 PP) oppure se fa valere una violazione dei diritti che le sono attribuiti dalla LAV (art. 270 lett. e n. 2 PP). La legittimazione presuppone che il ricorrente sia stato leso direttamente nell'integrità fisica, sessuale o psichica (art. 2 cpv. 1 LAV), questione che il Tribunale federale esamina liberamente (DTF 122 IV 71 consid. 3a; 120 Ia 101 consid. 2a, 157 consid. 2b). 2.2 Nel caso in esame, è pacifico che il ricorrente é stato leso direttamente nella sua integrità fisica, ed è quindi vittima ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 LAV (DTF 125 II 265 consid. 2). Non è poi contestato che, per aver provocato la decisione impugnata, l'interessato aveva veste di parte nel quadro della procedura penale cantonale (DTF 121 IV 207 consid. 1a). Egli si è d'altronde costituito parte civile in tale ambito (v. art. 69 segg. CPP ticinese). Non risulta invece che egli abbia fatto valere in quell'ambito le sue pretese civili. Se non che, tale omissione non conduce a negare al ricorrente la legittimazione ricorsuale, avendo il Tribunale federale statuito che, qualora venga impugnata la decisione giudiziaria che conferma un decreto di non luogo a procedere, non è necessario che l'interessato abbia già presentato delle conclusioni civili (DTF 120 IV 44 consid. 4a). Dall'altro canto, é evidente che la decisione impugnata, secondo cui il nesso di causalità tra il comportamento dell'automobilista e il ferimento grave del motociclista è stato interrotto dalla colpa concomitante e preponderante di quest'ultimo, è atta ad influenzare il giudizio sulle pretese civili derivanti dall'infrazione invocata (art. 44 cpv. 1 CO; DTF 122 IV 17 consid. 2b; 121 IV 207 consid. 1a). Allo stadio attuale del procedimento non si può d'altronde rimproverare al ricorrente di non avere stabilito con certezza nonché indicato in cifre i danni a far valere; a questo proposito il gravame menziona, sia pur brevemente, il fatto che l'assicurazione responsabilità civile (RC) della signora Y.________ si è finora rifiutata di esaminare le pretese di risarcimento danni avanzate dal ricorrente in attesa della definizione della responsabilità penale della sua assicurata. Visto quanto sopra, il ricorrente è in principio legittimato a proporre ricorso per cassazione.