Citation: 6B_248/2008 04.09.2008 E. 3

3.1 Indipendente dalla carenza di legittimazione nel merito, il danneggiato può censurare la violazione delle garanzie procedurali che il diritto cantonale o gli art. 29 seg. Cost. e 6 CEDU gli conferiscono quale parte, sempreché tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale (DTF 133 I 185 consid. 6.2). In tal caso, analogamente alla giurisprudenza concernente il previgente art. 88 OG, l'interesse giuridicamente protetto ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF non deriva infatti da un diritto del danneggiato nel merito, ma dal suo diritto di partecipare alla procedura (DTF 128 I 218 consid. 1.1). Egli può pertanto far valere, ad esempio, che il ricorso a torto non sarebbe stato esaminato nel merito, che non sarebbe stato sentito, che gli sarebbe stata negata la possibilità di offrire mezzi di prova o di consultare gli atti, o che non gli sarebbe stata riconosciuta, sempre a torto, la qualità di danneggiato. Per contro, egli non è legittimato a censurare la valutazione che l'autorità ha fatto delle prove da lui offerte, segnatamente la circostanza che l'assunzione di queste prove sia stata rifiutata in base alla loro irrilevanza o al loro apprezzamento anticipato. Il giudizio su tali questioni non può infatti essere distinto da quello sul merito, che tuttavia, come visto, il danneggiato non è legittimato a impugnare (DTF 120 Ia 157 consid. 2a/bb e rinvii; sentenza 6B_105/2008 citata, consid. 2.1). 3.2 La ricorrente lamenta una violazione del diritto di essere sentito per il fatto che il PP avrebbe immediatamente decretato il non luogo a procedere, senza darle la possibilità di produrre gli ulteriori mezzi di prova, poi presentati con l'istanza di promozione dell'accusa, con i quali nemmeno la CRP si sarebbe confrontata. Rilevando che la fattispecie oggetto della denuncia non costituiva reato, il magistrato inquirente non ha tuttavia assunto ulteriori prove poiché, perlomeno implicitamente, le ha ritenute irrilevanti. Questa conclusione è stata sostanzialmente confermata dalla Corte cantonale, che ha addirittura considerato temeraria l'istanza. Lamentando il mancato esame delle prove offerte, considerate superflue dalle precedenti istanze sulla base di un apprezzamento anticipato della loro irrilevanza, la ricorrente intende invero fare rivedere il merito della decisione impugnata, ciò a cui non ha però diritto, mancandole la legittimazione. Queste considerazioni si impongono analogamente laddove essa fa valere la violazione dell'art. 178 cpv. 1 CPP/TI, secondo cui quando il Procuratore pubblico conosce per denuncia, querela o altro modo esserci sospetto che sia stato commesso un reato, deve procedere subito alle occorrenti indagini di fatto per decidere se sia il caso di promuovere l'accusa. 3.3 D'altra parte, la CRP ha esaminato nel merito l'istanza di promozione dell'accusa soltanto abbondanzialmente (cfr. giudizio impugnato, consid. 3), rilevando innanzitutto che il gravame era irricevibile poiché non adempiva le esigenze di motivazione dell'art. 186 CPP/TI: la ricorrente si era infatti limitata ad esporre una sua parziale interpretazione dei fatti, senza addurre indizi di colpevolezza e senza in particolare confrontarsi compiutamente con i presupposti oggettivi e soggettivi del reato ipotizzato (cfr. giudizio impugnato, consid. 2). In questa sede, sarebbe quindi pure spettato alla ricorrente dimostrare per quali ragioni la decisione della CRP di dichiarare irricevibile l'istanza di promozione dell'accusa per carenze di motivazione violerebbe il diritto (DTF 133 IV 119 consid. 6). Nella misura in cui si esprime solo sulla motivazione abbondanziale di merito, il rimedio in esame è pertanto inammissibile.