Citation: 5P.435/2006 23.03.2007 E. 2

2.1 L'impugnata sentenza di rigetto definitivo dell'opposizione costituisce una decisione finale emanata dall'ultima istanza cantonale ai sensi dell'art. 86 OG (DTF 120 Ia 256 consid. 1a). Il tempestivo gravame si rivela pertanto in linea di principio ammissibile, atteso che giusta l'art. 84 cpv. 1 OG il ricorso di diritto pubblico è proponibile sia per violazione di diritti costituzionali (lett. a) che per violazione di trattati internazionali (lett. c). In materia di riconoscimento ed esecuzione di sentenze estere secondo la Convenzione di Lugano, la possibilità di presentare un ricorso di diritto pubblico è inoltre espressamente prevista dall'art. 37 n. 2 CL (DTF 126 III 534 consid. 1a). 2.2 Anche nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico per violazione di trattati internazionali, il Tribunale federale può rivedere l'accertamento dei fatti unicamente sotto il ristretto profilo dell'arbitrio (DTF 129 I 110 consid. 1.3) e vige il divieto di nova (DTF 132 IIII 291 consid. 1.4 con rinvii). Per questo motivo la lettera 4 marzo 2004 prodotta con il ricorso di diritto pubblico si rivela di primo acchito irricevibile: essa non risulta essere nel fascicolo processuale e la ricorrente nemmeno afferma che già facesse parte delle prove regolarmente versate agli atti nella sede cantonale. Vi è invece piena cognizione, purché le censure siano motivate conformemente all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, nell'esame delle norme convenzionali (DTF 129 III 110 consid. 1.3; 132 IIII 291 consid. 1.4). 2.3 Fra i requisiti formali del ricorso di diritto pubblico, va evidenziato l'obbligo di motivazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG), particolarmente severo: poiché tale rimedio di diritto non rappresenta la mera continuazione del procedimento cantonale, ma - conformemente al suo carattere di rimedio straordinario - si definisce invece quale procedimento a sé stante, destinato all'esame di atti cantonali secondo ben determinate prospettive giuridiche (DTF 118 III 37 consid. 2a; 117 Ia 393 consid. 1c), la ricorrente è chiamata a formulare le proprie censure in termini chiari e dettagliati. Essa deve spiegare in cosa consista la violazione ed in quale misura i propri diritti costituzionali o norme convenzionali siano stati lesi (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120 con rinvii, 185 consid. 1.6 pag. 189).