Citation: 6S.262/2002 17.10.2002 E. 4

L'art. 125 CP punisce, a querela di parte, con la detenzione o con la multa chiunque per negligenza cagiona un danno al corpo o alla salute d'una persona. Se la lesione è grave, il colpevole è perseguito d'ufficio. Giusta l'art. 18 cpv. 3 CP, commette un crimine o un delitto per negligenza colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione e non ne ha tenuto conto. L'imprevidenza è colpevole, secondo questa stessa disposizione, se l'agente non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali. Un comportamento viola i doveri di prudenza quando l'autore, al momento dei fatti, avrebbe potuto, tenuto conto delle sue conoscenze e delle sue capacità, rendersi conto della messa in pericolo altrui e ha contemporaneamente oltrepassato i limiti del rischio ammissibile (DTF 127 IV 62 consid. 2d; 126 IV 13 consid. 7a/bb e riferimenti; Stefan Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 28a e 33 ad art. 18 CP). Per determinare precisamente quali sono i doveri imposti dalla prudenza, ci si può riferire alle disposizioni legali emanate a salvaguardia della sicurezza e per evitare gli incidenti; nella fattispecie vanno considerate innanzitutto le norme sulla circolazione stradale (DTF 122 IV 133 consid. 2a, 225 consid. 2a; Trechsel, op. cit. n. 29 ad art. 18 CP). 4.1 Secondo l'art. 36 cpv. 3 LCStr, "prima di svoltare a sinistra, deve essere data la precedenza ai veicoli che giungono in senso inverso"; l'art. 14 cpv. 1 ONC precisa che "chi è tenuto a dare la precedenza non deve ostacolare la marcia di chi ne ha diritto. Egli deve ridurre per tempo la velocità e, se è obbligato ad aspettare, fermarsi prima dell'intersezione". D'altra parte, secondo il principio dell'affidamento dedotto dall'art. 26 LCStr, nella circolazione ogni utente della strada può - premesso che ne abbia rispettato i canoni - confidare nel corretto comportamento degli altri utenti, nella misura in cui non vi siano indizi per ritenere il contrario (art. 26 cpv. 2 LCStr; DTF 124 IV 81 consid. 2b; 122 IV 133 consid. 2a; Stefan Trechsel, op. cit., n. 32 ad art. 18 CP). Secondo la giurisprudenza, ove, per decidere se un utente della strada abbia violato una norma della circolazione, occorre stabilire se egli avesse potuto aspettarsi un comportamento conforme alla legge di un altro utente della strada, non può essergli negato il diritto di invocare il principio dell'affidamento per il motivo che egli stesso non si è comportato conformemente alle norme della circolazione; così, anche chi è tenuto a dare la precedenza può invocare il principio dell'affidamento quando chi gode del diritto di precedenza violi le norme della circolazione in modo imprevedibile per il debitore della precedenza (DTF 125 IV 83 consid. 2c e d; 120 IV 252 consid. 2d/aa; Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Commentaire, Losanna 1996, n. 4.1 ad art. 26 LCStr e n. 3.6.3 "in fine" ad art. 36 LCStr).