Citation: 4C.50/2001 20.06.2001 E. 1

1.- Secondo la convenuta i giudici ticinesi avrebbero interpretato in modo troppo restrittivo l'art. 367 cpv. 1 CO, omettendo di considerare che tale norma non esige alcuna forma scritta per la notifica dei difetti. a) La censura è manifestamente priva di fondamento. Giusta l'art. 367 CO, una volta ricevuta l'opera e non appena l'ordinario corso degli affari lo consenta, il committente è tenuto a verificarne lo stato e, se del caso, segnalare all'appaltatore i difetti (art. 367 CO). A questo proposito i giudici ticinesi hanno precisato - senza menzionare l'esigenza di una forma specifica - che il committente deve in particolare comunicare i difetti riscontrati, manifestare la propria volontà di non considerare l'opera ricevuta conforme al contratto e di ritenere per questo responsabile l'appaltatore. La mancata verifica e il mancato avviso equivalgono all'approvazione tacita dell'opera consegnata, con la conseguente liberazione dell'appaltatore dalla sua responsabilità, salvo che si tratti di difetti irriconoscibili con l'ordinaria verifica all'atto del ricevimento o che l'appaltatore li abbia scientemente dissimulati (art. 370 cpv. 1 e 2 CO). Ove i difetti si manifestino più tardi, dovrà esserne dato avviso tosto che siano stati scoperti, altrimenti l'opera si riterrà approvata nonostante i difetti stessi (art. 370 cpv. 3 CO). Contrariamente a quanto addotto nel gravame, la facoltà di notificare i difetti mediante una semplice dichiarazione orale non è dunque stata esclusa. b) Le ragioni che hanno condotto l'autorità ticinese a negare alla convenuta qualsivoglia facoltà compensatoria per effetto dei difetti non attengono, in verità, all'applicazione del diritto federale bensì all'apprezzamento delle prove e al diritto procedurale cantonale. aa) Premesso che l'onere della tempestiva notifica dei difetti spetta, in base all'art. 8 CC, alla committente - la quale a ragione non contesta questo principio - la Corte ha infatti stabilito che in concreto tale prova non è stata apportata. Dagli atti di causa è emerso che la notifica è avvenuta ad una distanza variabile tra i due e dieci mesi dalla consegna delle varie opere, mediante uno scritto raccomandato versato agli atti sub doc. 16, silente circa la natura dei difetti e il momento della loro comparsa. In queste circostanze, i giudici hanno considerato la notifica sicuramente tardiva per tutti quei difetti per loro natura evidenti e insufficiente per quelli occulti, mancando la prova circa il carattere occulto e la tempestività dell'avviso. La convenuta contesta questa conclusione e ripercorre le risultanze istruttorie nell'intento di dimostrare che l'attrice era stata debitamente avvisata dei difetti riscontrati nei singoli esercizi pubblici. Sennonché si tratta di argomentazioni improponibili con il presente rimedio. Chiamato a statuire quale istanza di riforma, il Tribunale federale è infatti tenuto a verificare l'applicazione del diritto federale (art. 43 cpv. 1 OG) sulla base della fattispecie accertata dall'ultima istanza cantonale conformemente alle sue norme di procedura (art. 43 cpv. 3, 55 cpv. 1 lett. lett. c e 63 cpv. 2 OG; sulla natura e la funzione del ricorso per riforma cfr. anche Corboz, Le recours en réforme au Tribunal fédéral, in: SJ 122 (2000) n. 1 pag. 1-75). Nel quadro di tale procedimento non possono, dunque, essere sollevate censure contro la valutazione delle prove eseguita dall'autorità cantonale (DTF 126 III 59 consid. 2a pag. 65), a meno che siano realizzate delle circostanze eccezionali che la convenuta in concreto nemmeno invoca (art. 63 cpv. 2 e 64 OG; cfr. DTF citato nonché 125 III 368 consid. 3 in fine e 123 III 110 consid. 2 con rinvii). bb) La Corte cantonale ha inoltre negato alla convenuta la possibilità di prevalersi, nell'appello, di altre e pregresse modalità di notifica (notifiche verbali o telefoniche, notifiche fatte direttamente dai clienti finali) per il fatto ch'esse non sono state invocate negli allegati introduttivi, così come prescritto dal codice di procedura civile ticinese (art. 78 CPC/TI). In queste circostanze, il fatto che la loro esistenza sia emersa in istruttoria non permette di farle diventare risultanze del processo. Tale giudizio non può essere censurato mediante ricorso per riforma siccome fondato sul diritto processuale cantonale (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; Corboz, op. cit. , pag. 36).