Citation: 5A_660/2009 16.03.2010 E. 4

4.1 Con riferimento alla domanda di prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF, la Corte di appello ha indicato che l'appellante non aveva censurato la motivazione della decisione pretorile secondo cui i presupposti del sequestro sono altamente verosimili, mentre appare inverosimile la tesi del debitore sequestrato secondo cui la predetta misura abbia causato un danno, il cui ammontare non era stato minimamente giustificato, con riferimento alla vendita di due unità di PPP. 4.2 Il ricorrente afferma di aver spiegato nel rimedio cantonale che il sequestro annotato sulle predette unità di PPP sarebbe "senz'altro stato cagione di un danno al sequestrato". Produce inoltre "in applicazione dell'art. 99 cpv. 1 LTF" un documento da cui risulterebbe che un acquirente ha già avanzato pretese risarcitorie. 4.3 Giova innanzi tutto rilevare che l'art. 99 cpv. 1 LTF permette unicamente di produrre nuovi mezzi di prova se la sentenza impugnata ne dà motivo. Questo presupposto non è manifestamente adempiuto per la produzione dello scritto attinente a pretese risarcitorie che sarebbero state avanzate nei confronti del ricorrente, atteso che la Corte cantonale si è limitata a rimproverargli di non aver censurato la motivazione della decisione di primo grado. Per il resto anche con questa critica, che non menziona alcuna norma costituzionale che sarebbe stata violata, il ricorrente si limita a contrapporre la propria opinione, fondata su affermazioni apodittiche, a quella della Corte cantonale, e non soddisfa così le esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF.