Citation: 6S.180/2002 07.11.2002 E. 3

L'art. 397 CP impone ai cantoni di prevedere la revisione del processo a favore del condannato contro sentenze pronunciate in applicazione del codice penale o di altre leggi federali, quando esistano fatti o mezzi di prova rilevanti che non erano noti al tribunale del primo processo. Il legislatore ticinese ha ottemperato a questa incombenza adottando l'art. 299 lett. c) CPP-TI, che prevede la revisione del processo nel caso in cui esistono fatti o mezzi di prova rilevanti che non erano noti al giudice penale nel primo processo. 3.1 Ai sensi dell'art. 397 CP, un fatto o un mezzo di prova è nuovo quando era sconosciuto al giudice, non quando, invece, quest'ultimo l'ha esaminato ma non ne ha valutato correttamente la portata. Anche fatti o mezzi di prova che risultano dagli atti o dai dibattimenti possono essere considerati nuovi, se sono rimasti sconosciuti al giudice; ciò vale tuttavia alla sola duplice condizione che il giudice, in caso ne avesse avuto conoscenza, avrebbe deciso diversamente e che la sua decisione si fonda sulla mancata conoscenza e non sull'arbitrio. I fatti o i mezzi di prova nuovi sono rilevanti ove siano stati suscettibili di inficiare gli accertamenti alla base della prima sentenza in modo da far presagire, sulla scorta del nuovo stato di fatto, un giudizio sensibilmente più favorevole al condannato (DTF 122 IV 66 consid. 2a con richiami). Sapere se un fatto o un mezzo di prova era veramente sconosciuto al giudice oppure se è proprio a modificare lo stato di fatto alla base della decisione pertiene all'accertamento dei fatti e all'apprezzamento delle prove; tali questioni possono pertanto essere fatte valere unicamente in un ricorso di diritto pubblico. Costituiscono invece questioni di diritto, censurabili nell'ambito di un ricorso per cassazione al Tribunale federale (art. 269 PP), sapere se l'autorità cantonale si è dipartita da un giusto concetto di fatti o mezzi di prova nuovi o rilevanti ai sensi dell'art. 397 CP oppure se la modifica dello stato di fatto è giuridicamente pertinente, vale a dire suscettibile di comportare un giudizio sensibilmente più favorevole al condannato (DTF 122 IV 66 consid. 2a con richiami). Nella misura in cui il ricorrente si astiene dal criticare la valutazione dei fatti operata dalla Corte cantonale e sostiene che questa ha travisato il concetto giuridico di fatto nuovo e rilevante giusta l'art. 397 CP, il gravame è ammissibile.