Citation: 4C.369/2000 17.08.2001 E. 8

8.- Egualmente contestato è il diritto dell'attore a percepire una rendita vitalizia, rispettivamente di vedovanza per la moglie dopo la sua morte. La convenuta contesta le valutazioni di merito della Corte cantonale e lamenta una violazione delle norme sulla formazione del consenso e dell'interpretazione dei contratti (art. 1, 2 e 18 CO). Essa rimprovera in particolare ai giudici cantonali di non aver considerato che, in mancanza di accordo delle parti sull'ammontare della rendita, il contratto non può essere ritenuto validamente concluso. La richiesta di una rendita vitalizia per la moglie non sarebbe d'altronde nemmeno ammissibile, dato che al momento dell'inoltro della petizione l'attore non era ancora sposato. a) Nella fattispecie il Tribunale d'appello ha accertato che, pur in assenza di qualsiasi norma legale o statuaria in tal senso, il principio di riconoscere una pensione ai partner originari della X.________ S.A. - fra i quali figura indubbiamente l'ing. B.________ - non è mai stato messo in dubbio, ed anzi, è stato più volte ribadito anche durante le trattative in vista della sottoscrizione di un accordo complessivo per regolare le pretese dell'attore in seguito alla sua uscita dall'azienda. Se però per il dott. F.________ la commissione formata "ad hoc" per stabilire le condizioni di pensionamento, composta dai Sigg. G.________, H.________ e I.________, è giunta a formulare una proposta concreta (ed in seguito messa in atto), per l'attore si ritenne che la questione - impregiudicato comunque il suo diritto a percepire una pensione (cfr. anche i doc. Z1 e M3) - poteva essere definita solo dopo la risoluzione della disputa relativa alle indennità per licenze. Analogamente, era già stato stabilito sin dal 1963 (cfr. doc. P3) che il diritto alla pensione si estendeva anche agli eventuali superstiti dei fondatori, ed in particolare alle loro vedove; a conferma di questa decisione, la Corte cantonale osserva che alla moglie del dott. F.________ venne riconosciuta una rendita vitalizia in caso di morte del marito (doc. RR). Per quanto attiene agli importi delle rendite, i giudici cantonali si sono fondati, per l'attore, sulle proposte a suo tempo elaborate dalla commissione "ad hoc", e per la vedova, sul raffronto con le pensioni riconosciute e concesse al Dott. F.________ e ai superstiti di quest'ultimo. b) Gli accertamenti di fatto e l'amministrazione delle prove operati dai giudici cantonali sono vincolanti per il Tribunale federale (art. 55 cpv. 1 lett. c OG); l' insorgente, rinunciando a contestarne la correttezza materiale - sotto l'angolo dell'arbitrio - nel parallelo ricorso di diritto pubblico, non può ulteriormente censurarli in questa sede (DTF 125 III 78 consid. 3a). Se il Tribunale federale non può andare oltre i limiti delle conclusioni della parti, esso non è tuttavia vincolato dai motivi che queste invocano al loro sostegno (art. 63 cpv. 1 OG), né da quelli contenuti nella decisione cantonale (art. 63 cpv. 3 OG; DTF 126 III 59 consid. 2a; 123 III 246 consid. 2). aa) Punto centrale della controversia è la questione - di diritto - relativa all'avvenuta conclusione di un contratto di rendita vitalizia: quand'anche il principio di riconoscere una pensione straordinaria ai dirigenti della X.________ S.A. fosse assodato, la convenuta nega che vi siano agli atti sufficienti riscontri probatori per concludere che le parti abbiano in questa occasione raggiunto un'accordo sul suo importo. Essa pretende che questo elemento - peraltro non desumibile nemmeno interpretando la volontà delle parti giusta l'art. 18 CO - costituisca un punto essenziale del contratto per cui, in suo difetto, la stipulazione della rendita non sarebbe valida. bb) A torto. Esaminando la documentazione versata agli atti, ed in particolare la corrispondenza intercorsa tra i Sigg. I.________, G.________ e l'attore stesso, è possibile concludere che la proposta di pensionamento formulata il 24 giugno 1975 dalla commissione "ad hoc", ammontante a fr. 60'000.-- annui, sia stata formalmente accettata da B.________ già nella sua lettera del 30 luglio 1975 (doc. N3, pag. 1), nella quale così si esprime: "Ich bin gern mit Eurem Vorschlag einverstanden. ..", posto che rimanevano comunque da chiarire anche le questioni legate alle indennità per licenze ("...vorausgesetzt, dass wir eine passende Lösung für die Lizenzen finden"). È pacifico pure che la proposta di pensionamento dell'azienda è stata ribadita nella sua entità anche in seguito, come ben si evince dalla lettera del 4 luglio 1977 (doc. O3), che segue di pochi giorni la definitiva uscita dell'attore dalla società. Anche se in quest'ultimo scritto un membro della commissione aveva invero avanzato l'ipotesi di aumentare la rendita pensionistica dagli originari fr. 60'000.-- a fr. 84'000.-- annui, non è stato possibile accertare il seguito di questa proposta, per cui l'importo di fr. 60'000.-- deve essere ritenuto quello che ha in effetti ottenuto il consenso delle parti. Sulla scorta dei fatti accertati - e non conte- stati - la Corte cantonale non ha pertanto preso una decisione contraria agli art. 1 o 18 CO. L'attore ha infatti manifestato espressamente (art. 1 cpv. 2 CO), per iscritto, la sua approvazione della proposta di controparte, ivi compreso il punto - giustamente ritenuto essenziale - relativo all'ammontare della rendita (art. 2 cpv. 1 CO). Non fosse stato d'accordo sull'importo della rendita, non si vede infatti per quale motivo egli non avrebbe potuto manifestare il suo dissenso, eventualmente con una controproposta cifrata, già in questa sua missiva. c) L'esistenza di un consenso sufficiente deve essere invece negata, contrariamente all'opinione dell'istanza cantonale, per quanto riguarda il versamento di una rendita vedovile alla moglie superstite. Come rilevato nella decisione impugnata, la documentazione concernente le proposte della commissione "ad hoc" sulle pensioni non menziona prestazioni a favore di una futura o eventuale moglie dell'attore, che a quella data (1975) non risultava d'altronde nemmeno sposato; accenna per contro al versamento di un importo annuale di fr. 12'000.-- a favore della figlia M.________ sino al raggiungimento del suo venticinquesimo anno di età (cfr. pag. 2 e 3 doc. N3). Il paragone operato dalla Corte cantonale con la vedova del Dott. F.________ non regge, già per il solo fatto che le prestazioni a favore di quest'ultima erano state espressamente previste dalla commissione, e fissate in un importo annuo di fr. 30'000.-- (cfr. doc N3 pag. 3, doc. RR). Analogamente, anche il riconoscimento della pensione alla vedova L.________ era stato oggetto di una decisione esplicita del consiglio di amministrazione della società, con indicazione dell'ammontare della rendita (cfr. doc P3, punto 2). Vero è che nella citata lettera del 4 luglio 1977 un membro della commissione "ad hoc", il Sig. I.________, menzionava il fatto che, conformemente alla prassi seguita sin dal 1963 nel caso della vedova L.________, sarebbe opportuno prevedere il versamento di una rendita anche alla vedova dell'attore. Orbene, pur interpretando questa dichiarazione secondo il principio dell'affidamento non è possibile pervenire alla soluzione ritenuta nel giudizio impugnato: tale scritto, emanando da un singolo membro della commissione, non può essere considerato vincolante come proposta di pensionamento, al contrario del doc. N3, opera dell'intera commissione; forza è comunque di constatare che questo documento non indica né il nome del beneficiario dell'eventuale rendita di vedovanza - il matrimonio dell'attore essendo ancora nel campo delle ipotesi -, né il suo ammontare. Ne scende che l'accordo delle parti sui punti essenziali del contratto è da ritenersi lacunoso a tal punto - sia per quel che riguarda l'obbligo stesso di versare una rendita vedovile, sia per l'indicazione del destinatario e per l'importo di tale rendita - che la Corte cantonale non poteva completarlo come ha fatto senza violare il diritto federale ed in particolare gli art. 1, 2 e 18 CO (cfr. Kramer, op. cit. , n. 248 ad art. 18 CO; DTF 119 II 347). Il punto I.3 del dispositivo impugnato va di conseguenza modificato nel senso che deve essere stralciato l' obbligo per la X.________ S.A. di corrispondere a A.________ una pensione vitalizia di fr. 37'500.-- annui a partire dal 2 dicembre 1986. d) A mente della convenuta l'impegno assunto dalla X.________ S.A. nei confronti dell'attore di versare una rendita vedovile alla moglie in caso di sua premorte costituirebbe un contratto di rendita vitalizia ai sensi degli art. 516 e segg. CO, la cui validità necessita della forma scritta (art. 517 CO). L'inosservanza, nel caso specifico, di queste prescrizioni di forma del diritto federale portano alla logica conseguenza della nullità di tale contratto. La questione può nondimeno rimanere indecisa, posto che per le considerazioni espresse al paragrafo precedente il versamento della rendita vedovile è già stato escluso.