Citation: 5A_100/2014 E. 2

La ricorrente ha introdotto simultaneamente un ricorso in materia civile ed un ricorso sussidiario in materia costituzionale nell'errata convinzione che la via del rimedio ordinario (il ricorso in materia civile) sia aperta solo per censurare la violazione del diritto privato federale, e che l'applicazione del diritto costituzionale possa essere criticata unicamente con il ricorso sussidiario in materia costituzionale. Non è così. Con il ricorso in materia civile può infatti essere fatta valere la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF), che include i diritti costituzionali (DTF 133 III 446 consid. 3.1). Solo se il ricorso in materia civile non è ammissibile entra in linea di conto il ricorso - sussidiario, appunto - in materia costituzionale (art. 113 LTF) per violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF). In concreto la via del ricorso in materia civile è aperta: impugnata è infatti una decisione finale (art. 90 LTF) pronunciata su ricorso dall'autorità cantonale di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 e 2 LTF) in una vertenza civile (art. 72 cpv. 1 LTF) di carattere pecuniario (implicitamente, sentenza 5A_8/2010 del 10 marzo 2010 consid. 1.1) il cui valore di lite raggiunge il minimo prescritto dal diritto federale (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF). Il gravame emana inoltre dalla parte che ha viste respinte le proprie conclusioni d'appello ed è pertanto legittimata (art. 76 cpv. 1 LTF). Il ricorso sussidiario in materia costituzionale è pertanto inammissibile (DTF 133 III 545 consid. 5).