Citation: 2C_952/2013 E. 4.2

4.2. A differenza di quanto ritenuto dal ricorrente, motivi di ordine e sicurezza pubblici atti a giustificare una limitazione della libera circolazione delle persone possono sussistere anche nel caso del compimento di reati di natura economica (sentenze 2C_110/2012 del 26 aprile 2012, consid. 3.3.1 e 2C_447/2008 del 17 marzo 2009). Come lecitamente concluso dal Tribunale amministrativo federale - sulla base degli elementi di fatto indicati, cui questa Corte è vincolata (art. 105 cpv. 1 LTF) - simili motivi erano ravvisabili proprio anche nella fattispecie che ci occupa. Le circostanze ricordate nel considerando precedente, in particolare il fatto che il ricorrente, uomo d'affari d'esperienza, sia stato pesantemente condannato per reati oggettivamente gravi - compiuti durante un periodo limitato, ma ancora vicino nel tempo (gennaio 2009) e inoltre con implicazioni economiche milionarie (come detto, almeno pari a 19 milioni di euro) - permettevano infatti di considerare lo stesso come una minaccia attuale, effettiva e sufficientemente grave per l'ordine pubblico, quindi di negare una prognosi più positiva nei suoi confronti (art. 5 cpv. 1 Allegato I ALC; sentenza 2C_110/2012 del 26 aprile 2012 consid. 3, nella quale il Tribunale federale si è espresso su un divieto d'entrata di cinque anni pronunciato nei confronti di una persona, che era stata ritenuta colpevole di una serie di truffe compiute in Svizzera, per un ammontare complessivo di fr. 3'966'000.--, nonché per reati di carattere analogo compiuti in Italia, per un ammontare di euro 3'285'000). Per quanto precede, la censura con la quale viene messo a priori in discussione il diritto di pronunciare un divieto d'entrata nei confronti del ricorrente risulta infondata.