Citation: K 35/05 17.08.2005 E. 5

5.1 D'altra parte, non può passare inosservato che l'assicurato ha sempre ammesso di essere ancora, seppur parzialmente, debitore nei confronti dell'assicuratore per le prestazioni fatturate dal dott. T.________. Egli, infatti, a più riprese ha riconosciuto un suo obbligo per fr. 1'637.40, importo che, a ben vedere, nient'altro è che se non il risultato dell'addizione della franchigia annuale (fr. 1'500.-) con l'aliquota percentuale del 10% sul totale delle prestazioni fatturate dal dott. T.________ (fr. 2'874.95, ossia fr. 800.75 + fr. 2'074.20) eccedenti la franchigia (fr. 1'374.95, ossia fr. 2'874.95 ./. fr. 1'500.-). Tale circostanza non poteva semplicemente venire ignorata dal primo giudice che ha negato integralmente la pretesa della Visana. In particolare, egli non poteva, come di fatto è stato, concepire i principi giurisprudenziali suesposti nel senso di un onere della prova a carico dell'assicuratore insorgente, di per sé inconciliabile - anche nei limiti posti dall'obbligo di collaborare delle parti - con il principio inquisitorio che informa la procedura in materia di assicurazioni sociali e che obbliga il giudice ad accertare d'ufficio i fatti rilevanti (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; cfr. DTF 130 I 183 consid. 3.2). Un onere della prova può tutt'al più essere concepito nella misura in cui, in mancanza di prove ("Beweislosigkeit"), la decisione risulta sfavorevole a quella parte che intende dedurre un suo diritto da una circostanza di fatto che è rimasta non provata (consid. 4.1 non pubblicato in RAMI 2003 no. KV 252 pag. 227). Questa regola trova tuttavia applicazione unicamente se l'istruttoria - condotta in ossequio al principio inquisitorio - non permette di ritenere quantomeno come verosimile - un giudizio di mera possibilità non potendo per contro bastare - l'esistenza di un fatto rilevante (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti). 5.2 Ora, a prescindere dal fatto che le polizze assicurative avrebbero effettivamente, e soprattutto in ragione delle spiegazioni fornite dalla cassa malati, potuto essere richieste direttamente all'assicurato, il Tribunale cantonale, anche in assenza di una prova fondata su un grado di verosimiglianza preponderante circa la stipulazione e l'importo della franchigia opzionale invocata dall'insorgente (che poteva comunque essere determinata anche altrimenti, fosse anche solo indirettamente [v. consid. 4]), avrebbe in ogni caso potuto e dovuto tenere conto quantomeno della franchigia minima legale e procedere in seguito alla raccolta degli ulteriori atti necessari conformemente a quanto prescritto dal Tribunale federale delle assicurazioni nella sentenza richiamata, pubblicata in RAMI 2003 no. KV 252 pag. 227. In quell'occasione, la Corte federale, preso atto dell'incompletezza della documentazione versata all'inserto, non aveva semplicemente e integralmente annullato ogni pretesa della cassa malati per partecipazione ai costi dell'assicurato, bensì, precisando l'oggetto dell'esame complementare da eseguire (in casu: raccolta delle fatture notificate all'assicuratore, nel periodo in questione, dai fornitori di prestazioni), aveva rinviato la causa alla precedente istanza perché, previo complemento istruttorio, potesse esprimersi nuovamente con un giudizio reso in ossequio al principio inquisitorio (sentenza citata, consid. 4.2.2 pubblicato in internet: "Die Vorinstanz ist nach dem Gesagten erst dann in der Lage, ihre zuvor umschriebene Untersuchungspflicht wahrzunehmen, wenn sie über die der SWICA vom Leistungserbringer zugegangenen Rechnungen verfügt und diese überprüfen kann. Da der gegenwärtige Aktenstand dies jedoch nicht gestattet, ist die Angelegenheit an das kantonale Gericht zurückzuweisen. Dieses wird die Rechnungen der Leistungserbringer von der SWICA einzufordern und anschliessend [...] über die geltend gemachten Kostenbeteiligungsforderungen neu zu entscheiden haben"). 5.3 Non avendo agito in questo senso ed essendosi accontentato ad affermare, malgrado il parziale riconoscimento dell'assicurato, che dagli estratti informatici, eventualmente sbagliati, "non è possibile evincere con certezza se le franchigie del 1999 e 2001, il cui ammontare non è comunque comprovato, erano già state pagate dall'insorgente a causa di altri interventi, cure o visite mediche", il primo giudice, oltre a non tenere conto della realtà processuale, ha reso un giudizio contrario ai principi giurisprudenziali suesposti. 5.4 Ne consegue pertanto che la pronuncia impugnata dev'essere annullata e la causa rinviata all'istanza precedente affinché, previa richiesta delle polizze all'assicurato - o comunque, altrimenti, mediante richiesta alle parti di documentazione equivalente (v. consid. 4) - e previa raccolta delle fatture relative alle prestazioni fornite nel periodo in esame (1999-2001), dalle quali risulti, in maniera ordinata e comprensibile, l'entità della partecipazione ai costi rimasta insoluta, si pronunci nuovamente sul merito della questione e sul rigetto dell'opposizione al precetto esecutivo no. X.________ dell'UEF di B.________.