Citation: 1C_108/2022 E. 2.1

2.1. Nella misura in cui, sotto il profilo dell'art. 84 cpv. 2 LTF, le ricorrenti adducono una violazione delle norme sulla legittimazione a ricorrere dinanzi alla CRP, la censura è priva di ogni consistenza. L'istanza precedente ha infatti ammesso senza alcuna restrizione la loro legittimazione a insorgere riguardo ai propri conti. Esse affermano che nel ricorso presentato alla CRP avrebbero ampiamente motivato l'asserita non punibilità dei fatti secondo il diritto penale italiano. Al riguardo accennano tuttavia semplicemente alla condotta penalmente rilevante descritta nella rogatoria e riportata nella "decisione di assistenza", secondo cui si tratterebbe di una probabile frode ai danni dell'Unione Europea attuata mediante fittizie cessioni di scambi di merce (telefonia e apparecchi elettronici) a società estere, operando quindi in esenzione dell'IVA, mentre la merce verrebbe in realtà immessa sul mercato italiano con cessione ad altre società che al termine dell'operazione non verserebbero l'IVA e andrebbero in liquidazione. Le ricorrenti sostengono che secondo il diritto penale fiscale italiano la cessione di tali merci sarebbe neutrale ai fini dell'IVA, motivo per cui non sussisterebbe alcun obbligo di versarla e i fatti litigiosi non sarebbero pertanto punibili.