Citation: 6B_1504/2022 E. 9.2.2

9.2.2. La CARP ha osservato che i periti giudiziari come quelli incaricati dagli accusatori privati hanno escluso che la lesione dell'arteria sia da ricondurre a una sua patologia pregressa, il maggior calibro dell'arteria vertebrale sinistra rispetto alla controlaterale costituendo unicamente una variante anatomica e non una patologia. Le loro argomentazioni sono risultate pregnanti e convincenti. Il dott. Z8.________ nel suo referto fa invece riferimento a "danni strutturali preesistenti della parete vascolare", "anomalia vascolare", "alterazione della struttura della parete" rispettivamente "vaso patologicamente alterato". Trattasi, secondo la Corte cantonale, del risultato di diversi errori di valutazione, a comprova dei quali essa ha richiamato quanto da lui rilevato in calce alle immagini di cui alle figure 14, 17 e 18 del suo referto. Secondo il ricorrente, la CARP avrebbe travisato quanto indicato dal dott. Z8.________ in merito alle immagini degli esami autoptici di cui alle figure 14, 17 e 18 del referto, attribuendogli arbitrariamente degli errori di valutazione che avrebbero motivato la dichiarata inutilizzabilità della sua perizia. Rileva peraltro che il dott. Z8.________ non si sarebbe comunque avvalso delle citate immagini per supportare la sua conclusione di una patologia preesistente della vittima. 9.2.2.1. Se è vero che il perito ritiene che la figura 14 documenti un'anomalia vascolare ("Gefässanomalie" rispettivamente "Auffälligkeiten", v. referto pagg. 21 e 38, all. CXV incarto CARP), le osservazioni che formula in proposito non si scostano dalle constatazioni dei periti dott. Z2.________ e dott.ssa Z1.________ in merito alla differenza di calibro tra le arterie vertebrali destra e sinistra. Definisce quella destra ipoplastica, come del resto anche i citati periti (v. referto pagg. 21 e 28 con richiamo all'all. 310, all. CXV incarto CARP). E non attribuisce espressamente una valenza particolare a questa differenza di calibro. Certo egli individua delle anomalie nell'arteria vertebrale sinistra ("Auffälligkeiten"), descrivendone la dilatazione e successivo restringimento, così come osservabili nell'immagine, ma riporta poi fedelmente le relative spiegazioni del dott. Z2.________ sull'assenza del visibile restringimento, dovuto unicamente a un effetto fotografico. Come obiettato nel ricorso, in concreto le differenze di valutazione paiono dunque ridursi a differenze terminologiche e non sostanziali (v. pure referto pag. 28, all. CXV incarto CARP, in cui il dott. Z8.________ riassume la perizia medico legale definitiva del 14 luglio 2017 del dott. Z2.________ e della dott.ssa Z1.________, utilizzando l'espressione "anomalia dei vasi sanguigni alla base del cranio" ["Anomalie der basalen Hirngefässe"]). 9.2.2.2. Quanto alle figure 17 e 18, a ragione il ricorrente eccepisce che non sono state richiamate dal dott. Z8.________ per supportare direttamente la tesi di una patologia preesistente dell'arteria, come invece pare ritenere la CARP. Infatti egli commenta le immagini delle sezioni rappresentative dell'arteria vertebrale sinistra, evidenziando una parete vascolare estremamente sottile e descrivendo lo stato delle tonache media e avventizia (referto pag. 23, all. CXV incarto CARP). Con particolare riferimento alla figura 18, il dott. Z8.________ riconosce espressamente una rottura della parete vascolare, indicata peraltro con una freccia "perforazione", e non attribuisce, quanto meno espressamente, alla quasi assenza della struttura dei tessuti nella tonaca media una valenza patologica. Sicché appare incongruente la CARP quando, citando le spiegazioni della dott.ssa Z1.________, rileva che l'assenza della tonaca media è fisiologico alla lacerazione. 9.2.2.3. È pertanto a ragione che il ricorrente lamenta arbitrio nella valutazione della perizia del dott. Z8.________. Sulla sola scorta di quanto avanzato nella sentenza impugnata, che non ha retto alle censure ricorsuali, la CARP non poteva dichiarare addirittura inutilizzabile il referto del perito. Infatti, se è vero che in presenza di più perizie giudiziarie, il giudice può optare per quella che ritiene più solida, rimane comunque tenuto a rispettare il divieto dell'arbitrio (v. supra consid. 9.1).