Citation: 5P.475/2000 08.02.2001 E. 4

4.- Per costante giurisprudenza, l'eccesso di formalismo è una forma particolare di diniego di giustizia, e ricade dunque sotto l'art. 29 Cost. Esso si realizza nei casi in cui per una determinata procedura vengono poste regole rigorose senza una giustificazione sostanziale, ossia qualora la severa applicazione di norme procedurali non risulta giustificata da nessun interesse degno di protezione e diventa di conseguenza fine a sé stessa, complicando in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale e impedendo in maniera inammissibile l'accesso ai tribunali (DTF 125 I 166 consid. 3a e rif.). Il Tribunale federale statuisce liberamente l'esistenza di un eccesso di formalismo (DTF 119 Ia 4 consid. 2a con rinvii), mentre esamina l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale solamente dal profilo dell'arbitrio (DTF 116 V 353 consid. 3a). a) In concreto non è dato di intravedere una qualsivoglia ragione che possa legittimare la nullità di un atto processuale, e in particolare di un'istanza di rigetto dell'opposizione o di una risposta ad un appello nell'ambito di una procedura sommaria, per il solo fatto che la procura o la facoltà di rappresentanza della società procedente non siano acquisite fin dall'inizio. La capacità di rappresentare è un presupposto processuale che il giudice deve esaminare d'ufficio in ogni stadio della causa, peraltro solo se egli ha motivo di dubbio (art. 97 cifra 4 CPC). Qualora la carenza può essere sanata facilmente ed entro un breve termine, il giudice procede di conseguenza (art. 99 cpv. 3 CPC). Questi disposti, applicati costantemente nella procedura civile ticinese e, come ricordato in precedenza, nell'ambito della giurisdizione federale, non sono adottati in tema di procedura sommaria di esecuzione e fallimento perché la stessa è retta dal principio dell'oralità, che esclude qualsiasi richiamo o edizione di documenti. Senonché, tale motivazione non giustifica ancora la possibilità di prescindere dall'applicazione dell'art. 99 cpv. 3 CPC. La procedura di merito - pur retta dal menzionato principio dell'oralità - non è scalfita dall'eventuale intervento del giudice che invita la parte a meglio chiarire in tempi brevi la sua rappresentanza processuale. Di contro, la rigida estensione del principio dell'oralità anche all'eventuale dimostrazione della rappresentanza processuale non appare sorretta da alcuna valida ragione e appare mero artificio fine a sé stesso : come correttamente osservano i Commentatori citati in precedenza, l'assegnazione di un breve termine per chiarire la rappresentanza processuale non pregiudica il principio dell'oralità e della speditezza del procedimento, che in punto ai presupposti processuali è retto dalla massima d'ufficio. b) La decisione impugnata appare poi ancora più strana ove si pensi che il Pretore aveva constatato nel suo giudizio la facoltà dei firmatari - membri di direzione - a rappresentare la Banca collettivamente e aveva per altro verso assegnato all'avvocato della controparte un termine di cinque giorni per presentare la procura, ciò che configurerebbe in specie anche una disparità di trattamento. Ad ogni buon conto, la decisione impugnata, che dichiara immediatamente irricevibile e senza possibilità di emendamento entro breve termine l'istanza di rigetto dell'opposizione perché non accompagnata dall'estratto del Registro di commercio che attesti la capacità di rappresentanza dei suoi firmatari, configura un eccesso di formalismo e viola in modo financo arbitrario l'art. 99 cpv. 3 CPC. Come già ricordato, non vi è inoltre ragione alcuna per rifiutare un simile emendamento : la procedura orale voluta nell'ambito dell'esecuzione e fallimento non è pregiudicata dall'assegnazione di un breve termine per chiarire la capacità di rappresentanza, sia perché la questione, che non attiene al merito, va esaminata d'ufficio dal giudice in ogni stadio della causa - e quindi se del caso anche dopo la discussione orale - sia perché questo breve termine non influisce sulla speditezza del procedimento. Ne segue che il gravame, già per questi motivi, merita accoglimento. Le altre censure formulate contro il querelato giudizio possono di conseguenza restare indecise.