Citation: 1P.481/2003 10.09.2003 E. 1

1.3.2 Nella fattispecie, come è stato rilevato sia nella decisione impugnata che nella sentenza pretorile, al ricorrente rimane manifestamente aperta la facoltà di chiedere la revoca della sentenza contumaciale. In effetti, secondo l'art. 277 cpv. 3 CPP/TI, il condannato in contumacia può, nel termine di sei mesi dall'emanazione della sentenza, presentare al giudice istanza per un nuovo giudizio; in tal caso il giudice invia nuove citazioni e procede come prescritto per i giudizi di presenza (cpv. 4). L'ordinamento ticinese non subordina la domanda di revoca di una decisione contumaciale resa dalla Pretura penale a motivazioni o riserve. Il ricorrente ha la facoltà di chiedere incondizionatamente, entro sei mesi dalla sentenza contumaciale, un nuovo giudizio in sua presenza, impugnabile, se del caso, in sede cantonale e, in ultima battuta, dinanzi al Tribunale federale (per il condannato in contumacia da una Corte d'assise corrono altri termini: vedi art. 316 CPP/TI). L'ordinamento ticinese, che non prevede l'impugnabilità diretta della sentenza pronunciata in contumacia, ma introduce la facoltà di chiedere il rifacimento del processo, non viola la CEDU, peraltro non invocata dal ricorrente (DTF 122 I 36). Quest'ultimo non avrebbe del resto alcun interesse pratico e attuale a impugnare la decisione della CCRP (cfr. DTF 107 Ia 325 consid. 3 concernente un caso ticinese; cfr. anche DTF 119 Ia 237 pag. 240): evidenti motivi di economia procedurale impongono in effetti, secondo il principio della sussidiarietà relativa, che il Tribunale federale non si occupi due volte della stessa vertenza (cfr. DTF 121 IV 340 consid. 2c; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 331 segg.). L'impugnata decisione, limitata invero alla dichiarazione di contumacia, non cagiona comunque, secondo quanto già si è visto, un danno irreparabile al ricorrente, ritenuto che l'istanza per un nuovo processo è idonea a eliminare il pregiudizio, addotto dal ricorrente, causato dalla (contestata) decisione pretorile e a tutelare efficacemente i diritti di difesa (DTF 127 I 213). Il ricorso dev'essere pertanto dichiarato inammissibile in applicazione dell'art. 86 OG.