Citation: 4A_545/2021 E. 3

La Corte cantonale ha reputato irricevibile, perché era stato sollevato per la prima volta in sede di conclusioni, l'argomento della mandante secondo cui, sostituendo prima dell'udienza il collaboratore che si occupava della pratica, la mandataria avrebbe commesso una violazione contrattuale. Ha poi ritenuto insufficientemente motivata la contestazione della lavoratrice di non essere stata a conoscenza della strategia della sua mandataria e di non aver condiviso l'accordo riportato sul verbale dell'udienza di conciliazione. Ha aggiunto che quanto indicato nell'appello è esplicitamente smentito dalle dichiarazioni rilasciate dall'appellante medesima durante il suo interrogatorio in cui ha detto di avere firmato il verbale d'udienza siccome d'accordo con la conciliazione raggiunta. Ha pure ritenuto che l'istruttoria ha permesso di confermare, segnatamente in ragione delle carenze professionali della dipendente che causavano un clima di lavoro insostenibile, il sussistere di motivi oggettivi nel senso dell'art. 60 cpv. 3 lett. g LORD che permettevano lo scioglimento del rapporto di lavoro. In concreto la ricorrente invano afferma nuovamente di non aver condiviso la strategia adottata all'udienza di conciliazione, insistendo sulla lettera inviata all'inizio di tale procedura con cui venivano contestate le considerazioni avanzate dal datore di lavoro per giustificare l'intenzione di procedere al licenziamento. Tale lettera è infatti del tutto inidonea ad attestare la strategia concordata per la procedura di conciliazione. Ella pare poi dimenticare di avere dichiarato durante il proprio interrogatorio innanzi al Pretore di aver aderito all'accordo concluso nell'udienza conciliativa. Ciò rendeva una contestazione dello scioglimento del rapporto di lavoro in quanto tale priva di possibilità di successo e la lamentela secondo cui l'opponente avrebbe - implicitamente - disdetto in tempo inopportuno il mandato, poiché ha omesso di impugnare il licenziamento dopo averla spinta a concludere l'accordo, si palesa inconferente. La ricorrente si diffonde quindi altrettanto inutilmente in una personale valutazione delle proprie prestazioni lavorative, che descrive come eccellenti, ridiscutendo liberamente le prove agli atti. Infine, ella nemmeno spiega né è ravvisabile perché la Corte cantonale avrebbe violato il diritto federale, non ritenendo dati i presupposti di cui all'art. 229 CPC per prevalersi unicamente con le conclusioni della pretesa violazione del mandato causata dalla sostituzione del collaboratore dell'opponente che la rappresentava.