Citation: H 97/04 29.06.2006 E. 3

J.________ lamenta una violazione del diritto di essere sentito, avendo i primi giudici omesso di motivare la censura secondo cui la decisione 4 aprile 2003 sarebbe stata firmata unicamente da G.________ benché fosse indicato anche il nome dell'avv. C.________. 3.1 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Se però gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). Inoltre, il diritto di essere sentito comprende pure la pretesa di ottenere una decisione motivata, che impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Siffatto obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tale fine, ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni di parte atte a influire sul giudizio (DTF 121 III 331 consid. 3b; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, tesi Berna 2000, pag. 368 con numerosi rinvii). Ora, nel caso concreto J.________ è malvenuto nel sollevare tale eccezione se si considera come egli non abbia ritirato la decisione datata 4 aprile 2003, costringendo la Cassa a reiterarne l'invio il 23 aprile 2003, sempre per raccomandata, con atto firmato da G.________ e dall'avv. C.________ e sanando in tal modo la mancanza della seconda firma. Ne consegue che su questo punto non vi è stata violazione del diritto di essere sentito. 3.2 I ricorrenti sostengono poi che l'autorità giudiziaria cantonale ha omesso di chiarire la questione relativa alla legittimazione dell'avv. B.________, dell'avv. C.________ e di G.________ ad impegnare, con firma collettiva a due, la Cassa, ritenuto che quest'ultima si sarebbe limitata a produrre la documentazione attestante il potere di firma del direttore e del vicedirettore dell'Istituto delle assicurazioni sociali. Tale censura è stata sollevata per la prima volta davanti a questa Corte. Ora, quando il potere d'esame del Tribunale federale delle assicurazioni avviene nei limiti dell'art. 105 cpv. 2 OG (v. consid. 1.1), la possibilità di allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova è molto ridotta. In particolare, sono ammissibili solo quei mezzi di prova che l'istanza inferiore avrebbe dovuto assumere d'ufficio e la cui omissione è costitutiva di violazione di norme procedurali essenziali (DTF 121 II 99 consid. 1c, 120 V 485 consid. 1b con riferimenti). A maggior ragione le parti non possono invocare davanti al Tribunale federale delle assicurazioni fatti nuovi, che sarebbero state in grado di presentare - o che incombeva loro di far valere, in virtù del dovere di collaborazione all'istruzione della causa - già davanti alla giurisdizione inferiore. Allegazioni tardive non permettono di qualificare siccome incompleti o inesatti giusta l'art. 105 cpv. 2 OG gli accertamenti di fatto operati dai primi giudici (DTF 121 II 100 consid. 1c, 102 Ib 127). Nel gravame cantonale J.________ ha sollevato dapprima l'eccezione di un'unica firma apposta al provvedimento amministrativo del 4 aprile 2003, contestando poi cautelativamente la validità della sottoscrizione della decisione su opposizione per il motivo che non si capiva chi avesse firmato in vece dell'avv. M.________. Orbene, per l'omessa firma già si è detto al consid. 3.1, mentre per quanto riferito alla firma apposta in sostituzione del direttore M.________ si rileva che - come giustamente evidenziato dai primi giudici - la firma in sede di decisione su opposizione risulta essere quella del vicedirettore P._________, abilitato a tale sostituzione in virtù del regolamento per il diritto di firma prodotto dalla Cassa con le risposte 6 e 15 ottobre 2003. La censura si rivela pertanto, oltre che proceduralmente inammissibile, sprovvista di fondamento. 3.3 I ricorrenti rimproverano infine ai giudici cantonali una violazione del diritto di essere sentito, per avere rifiutato l'audizione di J.________ e non avere, inoltre, proceduto ad un dibattimento finale. 3.3.1 Per quanto riguarda l'audizione di J.________ - atteso che i primi giudici hanno sufficientemente motivato il fatto di non averlo sentito - va precisato che la domanda di assunzione del citato mezzo di prova dinanzi all'istanza cantonale è stata formulata in maniera del tutto generica, avendo l'interessato chiesto di essere citato a comparire personalmente, in ossequio al suo diritto di essere sentito e all'art. 10 cpv. 1 della Legge cantonale di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni, affinché la Corte avesse a conoscere tutti i fatti pertinenti per l'esito del ricorso, nonché la sua tragedia personale. Orbene, premesso che il citato disposto conferisce al giudice la facoltà di sentire le parti qualora appaia giustificato dalle circostanze, nella fattispecie non è ravvisabile alcun motivo che imponeva all'autorità giudiziaria cantonale di assumere il mezzo di prova proposto quando si consideri che vi era per l'insorgente il diritto di formulare le proprie allegazioni nelle memorie scritte di ricorso e replica. J.________ non spiega cosa avrebbe dovuto o potuto ulteriormente dimostrare con la sua comparsa personale per raffronto alla documentazione già prodotta in corso di causa e alle allegazioni scritte che era legittimato a formulare. Sapere infatti che l'interessato - dapprima direttore con firma individuale e successivamente amministratore unico della ditta poi fallita - avesse delle controversie con la Posta Svizzera, a nulla gli giova, ritenuto che i doveri e le incombenze del direttore e dell'amministratore unico di una società anonima sono quelli stabiliti dalla legge che, come tali, non sono suscettibili di deroghe nel rapporto di diritto pubblico con la Cassa. Altra cosa è la loro rilevanza nella definizione del rapporto interno, di diritto privato, tra le parti, la cui disputa, tuttavia, non può essere sottoposta al giudice delle assicurazioni sociali. Ne deriva che, contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, in concreto non sussiste alcuna violazione del diritto di essere sentito, semmai solo negligenza da parte di J.________ nella tutela dei suoi diritti procedurali. 3.3.2 Per quanto attiene all'asserita violazione di regole cantonali di procedura per assenza del dibattimento finale è appena il caso di ricordare che secondo l'art. 11c cpv. 1 della già citata Legge cantonale di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni, il presidente ordina, se ciò è giustificato dalle circostanze, la citazione delle parti per un dibattimento. Orbene, è utile qui rammentare che nell'ambito dell'accertamento dei fatti e della valutazione delle prove il giudice di merito dispone di un ampio potere di apprezzamento. Per censurare un asserito accertamento arbitrario dei fatti o un'asserita valutazione arbitraria delle prove non è sufficiente che il ricorrente critichi semplicemente la decisione impugnata o che contrapponga a quest'ultima un proprio accertamento o una propria valutazione, per quanto essi siano sostenibili o addirittura preferibili. Egli deve bensì dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove da lui criticati sarebbero manifestamente insostenibili o in chiaro contrasto con la situazione di fatto, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 125 I 168 consid. 2a, 125 II 15 consid. 3a, 124 I 316 consid. 5a, 124 V 139 consid. 2b e riferimenti). Nel caso di specie i ricorrenti si limitano ad elencare dottrina e giurisprudenza senza minimamente spiegare per quale motivo i primi giudici avrebbero violato il loro diritto di essere sentiti, atteso altresì che anche nei vari atti di causa essi hanno notificato in maniera meramente generica i mezzi di prova di cui volevano prevalersi. Non spetta al Tribunale federale delle assicurazioni sanare le carenze procedurali e strategiche dei ricorrenti, che hanno omesso di dire quali elementi processualmente ammissibili avrebbero potuto indicare al dibattimento che già non fossero stati in grado di menzionare nelle memorie di causa o di produrre direttamente. Va dato atto ai primi giudici di aver motivato correttamente, nell'ambito del loro potere d'apprezzamento, la decisione di non far capo ai mezzi di prova offerti. Per completezza si rilevi infine che secondo la giurisprudenza pubblicata in DTF 122 V 47, l'obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte, semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastando per creare un simile obbligo. Ne segue che anche su questo punto non vi è stata alcuna violazione del diritto di essere sentito.