Citation: 4A_465/2019 E. 3.4

3.4. Con la lettera dell'11 febbraio 2012 (il documento HH) la venditrice prendeva posizione sulla proposta del notaio di trattenere il denaro o di depositarlo giudizialmente fino al chiarimento delle controversie; proposta che faceva seguito alla richiesta di versamento rivoltagli dagli attori. La venditrice scriveva che i soldi erano già suoi e che il notaio li deteneva "a titolo fiduciario", per cui gli acquirenti non avevano più nulla da dire; chiedeva al notaio "a che titolo" intendesse depositarli in Pretura; e gli fissava un termine categorico scadente il 17 febbraio 2012 per effettuare il versamento, con l'avvertimento che, trascorsa quella scadenza, avrebbe proceduto "legalmente senza ulteriore avviso contro tutte le parti interessate", notaio compreso, "sia a livello civile, che penale che deontologico". La Corte cantonale non ha omesso di considerare questo documento; come detto, ne ha dato atto, aggiungendo però che la convenuta, nonostante quell'opposizione iniziale, si era in seguito "adagiata" alla proposta del notaio. La sentenza non indica su quali elementi è fondato quest'ultimo accertamento. La ricorrente afferma che di prove in tale senso non ve ne sono. Così stando le cose, ci si può effettivamente chiedere se l'accertamento in questione, che ignora il senso e la portata inequivocabili del documento HH, senza indicarne con precisione le ragioni, non sia arbitrario. A sua volta la ricorrente non indica tuttavia come dovrebbe (cfr. consid. 2) quali sono le prove precise, trascurate dalla Corte d'appello, che attesterebbero le sue successive richieste di versamento rivolte al notaio. Tutto sommato la questione può rimanere irrisolta, poiché non è determinante per l'esito della causa.