Citation: 2C_151/2023 E. 6.3

6.3. L'insorgente si è trasferito in Svizzera nel novembre 2018, dopo avervi lavorato nel 2009-2011 e nel 2014-2018 quale frontaliere. Tenuto conto del fatto che, dal 2019 in poi, la sua presenza in Svizzera è meramente tollerata in attesa di un giudizio definitivo sulla sorte della richiesta di permesso di dimora UE/AELS, e non dimostrando nemmeno un'integrazione particolarmente riuscita, egli non può quindi richiamarsi al diritto alla garanzia della vita privata sancito dall'art. 8 CEDU (DTF 147 I 268 consid. 1.2.4; 144 I 266 consid. 3.9; sentenza 2C_217/2023 del 17 maggio 2023 consid. 5.2). In quanto marito di una cittadina svizzera, il ricorrente può invece prevalersi in linea di principio del diritto al rispetto della vita familiare ai sensi dell'art. 8 par. 1 CEDU. Nel caso di specie, tuttavia, il mancato rilascio del permesso di dimora costituisce una limitazione proporzionata di tale diritto, compatibile quindi con l'art. 8 par. 2 CEDU. Infatti, un suo trasferimento in Italia nella fascia di confine, a pochi chilometri dall'attuale domicilio in Svizzera, non avrebbe un impatto intollerabile sul piano familiare. La moglie potrebbe trasferirsi con lui oppure potrebbe continuare a risiedere in Svizzera, a pochi chilometri da quello che potrebbe essere il nuovo domicilio italiano del ricorrente. In entrambi i casi, i rapporti tra moglie e marito sarebbero salvaguardati e con essi anche il rispetto dell'art. 8 CEDU. Peraltro, al momento del matrimonio (giugno 2019) la moglie sapeva o quantomeno avrebbe dovuto sapere che, alla luce dei numerosi reati compiuti in passato, le autorità migratorie avrebbero potuto negare il rilascio del permesso di dimora UE/AELS richiesto dal marito nel novembre 2018 (sentenze 2C_501/2023 dell'11 ottobre 2024 consid. 7.5.2 e rinvii; 2C_531/2023 del 3 luglio 2024 consid. 5.2.3). Un trasferimento dell'insorgente in Italia risulta del resto perfettamente esigibile. Oltre al fatto che l'interessato vi ha vissuto fino all'età di 35 anni, va osservato che la cultura e lo stile di vita della vicina Penisola gli sono noti e non si discostano in maniera sostanziale da quelli cui è abituato nel Cantone Ticino. In conclusione, risulta da quanto sopra considerato che la sentenza impugnata è conforme sia al principio di proporzionalità che all'art. 8 CEDU e va quindi tutelata.