Citation: 1C_108/2022 E. 2.2

2.2. Nella decisione impugnata questa fattispecie non è tuttavia specificata, né la CRP si è confrontata con l'invocata normativa estera. Ciò nonostante le ricorrenti non fanno valere, per lo meno con una motivazione che soddisfi le esigenze dell'art. 42 LTF visto che il Tribunale federale non è un'istanza di appello (DTF 146 IV 297 consid. 1.2), che la sentenza impugnata su questo punto sarebbe carente nella motivazione o che la CRP, non esaminando dette censure, sarebbe incorsa in un diniego formale di giustizia (DTF 144 II 184 consid. 3.1; 142 II 154 consid. 4.2; sentenza 1B_579/2020 del 3 febbraio 2021 consid. 3). Al riguardo la CRP si è limitata a osservare che in applicazione del principio della doppia punibilità (art. 64 cpv. 1 AIMP; DTF 145 IV 294 consid. 2.2; 124 II 184 consid. 4b/cc), eccetto il caso di abuso, da essa palesemente non ritenuto nella fattispecie e nemmeno ipotizzato nel ricorso, non spetta di massima al giudice svizzero dell'assistenza esaminare la punibilità dei reati indicati nella rogatoria secondo il diritto estero. L'assistenza può infatti essere rifiutata soltanto qualora lo Stato richiedente abbia ammesso in maniera arbitraria la propria competenza, fattispecie non realizzata in concreto (DTF 142 IV 250 consid. 6.2; 122 II 134 consid. 7b; sentenza 1C_721/2020 del 20 gennaio 2021 consid. 2.3 e 2.4; ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 5a ed. 2019, n. 584 pag. 626; STEFAN HEIMGARTNER, in; BSK, Internationales Strafrecht, 2015, n. 14 e 15 ad art. 64 IRSG). In effetti, per la maggior parte dei reati indicati nella rogatoria la competenza repressiva dello Stato estero è pacifica, e le ricorrenti non contestano che nel diritto svizzero i fatti non potrebbero essere sussunti a quelli di falsità in documenti e truffa in materia fiscale. Nel caso in esame non si impone quindi un intervento del Tribunale federale. Le generiche critiche inerenti a pretese violazioni dei principi della proporzionalità e dell'utilità potenziale, nonché del divieto di un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove, non dimostrano che al riguardo la CRP si sarebbe scostata dalla costante prassi.