Citation: I 222/04 05.09.2006 E. 6

Al fine di computare l'invalidità secondo il metodo ordinario del raffronto dei redditi di cui all'art. 16 LPGA, il consulente in integrazione professionale dell'UAI ha posto a confronto il reddito ipotetico che il ricorrente avrebbe potuto conseguire nel 2002, senza il danno alla salute, nel precedente mestiere di meccanico tessile con quello altrettanto ipotetico, vista l'inattività dell'interessato, risultante dall'attività di sarto, appresa grazie alla riformazione professionale, facendo capo a dati statistici relativi al Cantone Ticino. Il Tribunale federale delle assicurazioni non può tutelare l'operato dell'amministrazione, poi confermato dal primo giudice. In effetti, secondo la giurisprudenza, sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati statistici nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell'inchiesta sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica (cfr., tra altre, sentenza del 10 agosto 2001 in re R., I 474/00, consid. 3c/aa). L'inapplicabilità dei valori regionali desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione alle grandi regioni, è di recente stata decisa dalla Corte plenaria in data 10 novembre 2005 (cfr. in tal senso sentenza 22 agosto 2006 in re K., I 424/05). Nel caso di specie, dall'attestazione 27 gennaio 1993 dell'allora datore di lavoro risulta che l'insorgente come meccanico tessile avrebbe potuto conseguire a quell'epoca, senza il danno alla salute, un salario di fr. 53'300.- all'anno. Ai fini della valutazione del grado d'invalidità l'INSAI ha dieci anni più tardi, nella decisione dell'11 luglio 2003, ritenuto l'importo di fr. 70'850.- quale salario ipotetico realizzabile nella precedente attività senza le conseguenze dell'infortunio del 1992. Il Tribunale federale delle assicurazioni non ha motivo di non aderire alla determinazione del reddito da valido operata dall'istituto assicuratore, sebbene la stessa possa se del caso apparire favorevole all'assicurato alla luce dei dati statistici nazionali, risultanti dalla tabella di riferimento TA1, valida per il settore privato, secondo cui la retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile con conoscenze professionali specializzate (livello di esigenze 3) attivi nell'industria tessile ammontava nel 2002 a fr. 65'052.- (fr. 5'200.- : 40 x 41,7 x 12). Dalla stessa tabella TA1 si evince d'altra parte che nel 2002 un lavoratore di sesso maschile con conoscenze professionali specializzate attivo nel ramo della confezione di capi d'abbigliamento e di articoli di pellicceria guadagnava fr. 64'313.- (fr. 5'141.- : 40 x 41,7 x 12) all'anno. Ora, anche applicando a quest'ultimo importo la riduzione massima consentita del 25% (cfr. DTF 126 V 75), la differenza tra i due redditi di riferimento non raggiunge in alcun modo la percentuale minima del 40%, necessaria per maturare il diritto a una rendita AI, la perdita di guadagno di fr. 22'616.- (fr. 70'850.- ./. 48'234.- [fr. 64'313.- x 0,75]) corrispondendo ad un tasso arrotondato del solo 32% (fr. 22'616.- : 708,5). Nulla muta a tale conclusione la diversa valutazione operata dall'INSAI, che mediante il suddetto provvedimento dell'11 luglio 2003 ha disposto l'erogazione di una rendita d'invalidità per incapacità lucrativa del 39% con effetto dal 1° luglio 2002, tasso, quest'ultimo, peraltro sempre inferiore al limite pensionabile del 40% in ambito AI (v. art. 28 cpv. 1 LAI).