Citation: 8C_564/2022 E. 4.3.2

4.3.2. Inoltre, malgrado l'esistenza di opinioni specialistiche divergenti sui disturbi cognitivi e la richiesta del Tribunale cantonale di determinarne l'entità, il Dr. med. C.________ non avrebbe svolto nessuna valutazione neuropsicologica, senza spiegarne la ragione nel suo rapporto. Egli stesso avrebbe tuttavia comunicato ad un'impiegata dell'INSAI, tramite e-mail del 19 novembre 2019 (citata dal ricorrente), che la rinuncia sarebbe stata dettata dal maggiore dispendio di tempo che l'esame avrebbe comportato. Anche per queste ragioni vi sarebbero seri dubbi sulla validità delle conclusioni del perito. Il medesimo sembrerebbe mettere in dubbio pure la causalità dei disturbi cognitivi con l'infortunio di settembre 1995 senza tuttavia confrontarsi con gli accertamenti dei medici dell'assicuratore (e del Dr. med. E.________) fatti propri dai giudici ticinesi. La latenza di 15 anni dei disturbi determinata dal Dr. med. C.________ non avrebbe nessuna portata, non confrontandosi del resto con le specifiche conclusioni del Dr. med. E.________ al riguardo relative agli espedienti messi in atto nel tempo dall'assicurato per sopperire a questo tipo di deficit e attualmente non più adeguati in altre attività professionali. L'insorgente contesta inoltre l'ipotesi espressa dal perito secondo cui i deficit cognitivi rilevati nei precedenti esami neurologici - compreso quello eseguito a K.________ nel 2016 - potrebbero aver dipeso "dalla diversa lingua nativa del paziente nonché dal suo basso livello di istruzione e l'assenza di formazione professionale". Anche tali dubbi avrebbero dovuto comportare dei tests aggiuntivi e un'anamnesi socio-familiare. Contrariamente poi a quanto descritto nella perizia, questi aspetti non sarebbero menzionati nella valutazione neuropsicologica effettuata a K.________ nel 2016, in cui sarebbero invece evidenziati "deficit di attenzione visiva e sostenuta", nonché deficit di "memoria a lungo termine verbale".