Citation: 6B_839/2020 E. 2.2

2.2. Dal momento che la pronuncia di una misura terapeutica stazionaria presuppone che sia idonea a evitare il rischio di commissione di nuovi reati in connessione con la turba psichica (art. 59 cpv. 1 lett. b CP), il suo mantenimento implica l'esistenza di prospettive di successo, come peraltro risulta a contrario dall'art. 62c cpv. 1 lett. a CP. A differenza dell'internamento volto essenzialmente a neutralizzare l'autore, la misura terapeutica stazionaria tende a ridurre il rischio di recidiva, migliorando i fattori inerenti all'interessato. Perché quest'ultima misura possa essere mantenuta, è dunque il trattamento medico, e non la connessa privazione della libertà, che deve continuare ad avere prospettive di successo sotto il profilo della prevenzione speciale. La nozione di trattamento medico va intesa nella sua accezione più estesa: costituisce un tale trattamento anche la semplice presa a carico dell'autore in un ambiente strutturato e sorvegliato unita a un follow-up psicoterapeutico relativamente remoto, purché abbia quale effetto prevedibile il miglioramento dello stato dell'interessato in modo da permetterne a termine il reinserimento nella società. Tuttavia, laddove non sia più possibile attendersi un siffatto miglioramento, l'autorità competente deve pronunciare la soppressione della misura e, se del caso, optare per una delle alternative previste dall'art. 62c cpv. 3-6 CP (DTF 137 IV 201 consid. 1.3).