Citation: 6B_253/2009 26.10.2009 E. 3.1

3.1.1 La CCRP ha in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile la censura di arbitrio su questo punto. Ha negato che la perizia giudiziaria fosse invalidata da un errore qualificato dal momento che il modello di calcolo matematico utilizzato, riferito a fondi stradali asciutti, è stato solo uno strumento per giungere a un'indicazione di massima sulla velocità del veicolo, velocità compresa tra i 30 e i 60 km/h. Ha quindi rilevato che lo stesso perito di parte ha tratto spunto dalla simulazione matematica contestata. Il preteso errore non costituiva dunque un errore qualificato e, comunque sia, non aveva avuto influenza alcuna sul giudizio di merito. In effetti, per stabilire la velocità del veicolo il giudice di primo grado non si era fondato sulla perizia giudiziaria, bensì sulle dichiarazioni rilasciate dallo stesso ricorrente nel corso dell'istruttoria prima e del dibattimento poi. In simili circostanze risultava pure ininfluente l'omessa applicazione del margine di tolleranza +/- 10 % alla velocità di 53-58 km/h stabilita dal perito giudiziario. La CCRP ha infine osservato che, basandosi sulle dichiarazioni del ricorrente, il giudice di merito ha ritenuto una velocità più favorevole all'imputato rispetto a quella indicata nella perizia giudiziaria quand'anche fosse stato applicato il suddetto margine di tolleranza. 3.1.2 Nella misura in cui l'accertamento relativo alla velocità del veicolo non tiene conto della perizia giudiziaria, le censure a questa afferenti risultano ininfluenti sull'esito della vertenza e pertanto inammissibili. Come già rilevato dalla CCRP che ha dichiarato la critica inammissibile su questo punto, il ricorrente non spiega perché il giudice sarebbe incorso nell'arbitrio basandosi sulle sue deposizioni piuttosto che sulle contestate risultanze della perizia giudiziaria. In questa sede, egli si limita ad affermare che le sue dichiarazioni non sono tecniche contrariamente alla perizia di parte. Tale assunto è tuttavia manifestamente lungi dal sostanziare un qualsiasi arbitrio. Giova comunque rammentare che secondo la giurisprudenza il rapporto di un perito di parte equivale a un'allegazione di parte (DTF 127 I 73 consid. 3f/bb pag. 82; 97 I 320 consid. 3 pag. 325). Sotto questo profilo, la critica si palesa così inammissibile.