Citation: 5A_219/2023 E. 4.3.2

4.3.2. I ricorrenti lamentano altresì un accertamento arbitrario di alcuni fatti posti a fondamento della sentenza impugnata. Dopo aver rilevato che i giudici cantonali avrebbero fondato la motivazione relativa alla culpa in vigilando dei genitori su "tre elementi di fatto" (ovvero: a) che il figlio si era comportato in modo "aggressivo, impulsivo, violento e finanche delinquenziale" già prima dell'aggressione nei confronti dell'opponente; b) che i genitori erano a conoscenza di tali comportamenti antecedenti l'aggressione, o perlomeno ne avevano avuto la percezione; c) che i genitori non hanno adottato alcun provvedimento idoneo a scongiurare il ripetersi di tali comportamenti aggressivi e delinquenziali), ne contestano i primi due. 4.3.2.1. Rispetto al primo elemento (a), nella misura in cui lamentano che esso si fonderebbe su fatti che non sono mai stati oggetto di allegazione e pertanto nemmeno di una istruzione probatoria, la loro critica è ripetitiva poiché ripropone gli argomenti relativi ai fatti asseritamente esorbitanti, appena scartati (v. supra consid. 4.3.1). Per il resto, i ricorrenti rimproverano al Tribunale d'appello di essersi fondato unicamente sulla perizia del dott. E.________ per assumere agli atti le informazioni inerenti al contegno del ragazzo precedente all'aggressione, perizia che invece non fornirebbe in proposito elementi chiari e concludenti (confondendosi anche sulla collocazione temporale di alcuni fatti), che si riferirebbe unicamente alla narrazione del ragazzo stesso - la cui personalità narcisistica e manipolatoria sarebbe peraltro chiaramente emersa dall'istruttoria - nel corso dei colloqui avuti con i vari periti, e che non troverebbe riscontro nell'istruttoria testimoniale siccome tutti i testimoni sentiti avrebbero escluso categoricamente i comportamenti aggressivi o violenti pregressi del ragazzo. Considerano infine che rispetto a questi comportamenti, il Tribunale cantonale si sarebbe scostato senza motivo dagli accertamenti di fatto operati dal Pretore che, nella sua sentenza a pagina 9, aveva "appurato" che prima dell'aggressione "non risulta[va] che D.________ fosse violento o altrimenti gravemente distur bato ". Ora, al considerando 11 della sentenza impugnata i comportamenti del ragazzo sono presentati come fatti accertati dal perito e la fonte (testimoniale o autoreferenziale del ragazzo) non è indicata. Non basta quindi dire che "sembra di poter ipotizzare" che essi siano semplicemente stati riferiti dal ragazzo, che "all'apparenza costituisce l'unica fonte del racconto". La censura - sviluppata sulla base di argomentazioni meramente generiche e ripetitive (v. supra consid. 2.2) - non va quindi esaminata oltre. Per smontare tali accertamenti non è nemmeno sufficiente citare alcuni brevi estratti di testimonianze scelte di persone vicine al ragazzo che hanno invece escluso comportamenti aggressivi o violenti pregressi all'atto illecito e affermare che non vi era motivo di dubitare della loro attendibilità: con queste argomentazioni, che rilevano piuttosto dell'apprezzamento delle prove, i ricorrenti non riescono a dimostrare che, fondandosi sulla perizia (che peraltro - va rammentato - non risulta essere stata contestata dai ricorrenti nella sede cantonale) e accordando meno peso alle testimonianze riportate nel ricorso, i giudici cantonali hanno agito con arbitrio nell'ambito del loro libero apprezzamento delle prove. Per finire, considerando gravi dei comportamenti che il Pretore, nella sua sentenza a pagina 10, aveva invece qualificato come semplici "inadeguatezze" ("spacciarsi quale doganiere o poliziotto", "furtarelli all'ostello"), il Tribunale d'appello non si è scostato senza motivo dagli accertamenti di fatto operati dal Pretore, come invece sostengono i ricorrenti, ma ha semplicemente apprezzato in maniera diversa tali fatti conferendo loro un peso maggiore, ciò che pure rileva dell'apprezzamento dei mezzi di prova. 4.3.2.2. Riguardo al secondo elemento (b), i ricorrenti adducono che agli atti nulla permetterebbe di affermare, o anche solo di ipotizzare, che essi fossero a conoscenza dei suddetti comportamenti e che "né il perito E.________, né tantomeno il Tribunale d'appello indicano da quali risultanze istruttorie emergerebbe che i genitori [...] ne avessero conoscenza", ma che "in realtà, tale lacuna è semplicemente dovuta alla totale assenza di simili risultanze". Non è chiaro quale sia l'obiettivo di tale argomentazione, che oltre a essere appellatoria pare in realtà contraddittoria. È in effetti vero che la sentenza cantonale, per imputare ai genitori una culpa in vigilando, parte dal presupposto che essi fossero a conoscenza dei comportamenti problematici del figlio. Ora, alla luce della loro natura manifesta, non si vede come tali comportamenti, che avevano anche coinvolto compagni di scuola e vicini di casa, potessero non essere noti ai genitori. Sostenere di non averne avuto conoscenza non fa che rafforzare la pertinenza della conclusione dei giudici cantonali in relazione alla tendenza dei genitori a minimizzare il comportamento aggressivo e impulsivo del ragazzo. La censura va quindi respinta nella misura della sua ammissibilità.