Citation: 2C_713/2016 E. 5.2

5.2. In ambito tributario il principio della legalità è un diritto costituzionale indipendente ancorato all'art. 127 cpv. 1 Cost. Detta norma - che si applica a tutti i tributi pubblici, siano essi federali, cantonali o comunali - prescrive che il regime fiscale, in particolare la cerchia dei contribuenti, l'imponibile e il suo calcolo, dev'essere, nelle linee essenziali, disciplinato dalla legge medesima. La legge deve avere una densità normativa che permette di rispettare le garanzie di chiarezza e di trasparenza richieste dal diritto costituzionale. Se la legge delega all'organo esecutivo la competenza di stabilire un tributo, la norma di delegazione non può quindi dare carta bianca a quest'autorità, ma deve indicare, almeno a grandi linee, la cerchia dei contribuenti, l'oggetto e la base di calcolo del tributo. Su questo punto la norma di delegazione dev'essere sufficientemente precisa. È infatti importante che l'organo esecutivo non disponga di un margine di manovra eccessivo e che i cittadini possano definire i limiti del tributo che verrà prelevato su questa base (DTF 143 I 220 consid. 5.1.1 pag. 224; 143 I 227 consid. 4.2 pag. 232 seg.; 136 I 142 consid. 3.1 pag. 144; sentenza 2C_446/2019 del 20 settembre 2019 consid. 2.1.1). L'esigenza della densità normativa non è tuttavia assoluta, siccome non si può pretendere dal legislatore che rinunci totalmente ad utilizzare delle nozioni generali, le quali presuppongono necessariamente una parte d'interpretazione. Ciò attiene alla natura generale ed astratta inerente ad ogni norma di diritto e alla necessità che ne scaturisce di lasciare alle autorità di applicazione un certo margine di manovra all'atto di concretizzazione della norma. Per determinare il grado di precisazione che può essere preteso da una legge si deve tener conto della cerchia dei suoi destinatari e della gravità delle lesioni ai diritti fondamentali che ne discende (sentenza 2C_772/2017 del 13 maggio 2019 consid. 3.2.1 e numerosi riferimenti).