Citation: 4C.439/2004 19.07.2005 E. 2

Da questi principi discende l'inammissibilità del ricorso adesivo siccome fondato su fatti privi di riscontro nella sentenza impugnata e rivolto contro l'apprezzamento delle prove in essa contenuto. Lo stesso convenuto dichiara, in ingresso alla propria impugnativa, di voler contestare "una serie di fatti risultanti dalle prove assunte in prima istanza (documenti, testimonianze, risposte di interrogatorio formale) sull'effettivo ruolo del signor E.________ quale consulente e rappresentante del ricorrente e degli altri investitori, e pertanto sull'effettivo contenuto delle pattuizioni fra finanziatori e D.________, in relazione a come le cartelle ipotecarie dovevano essere gestite". In sintesi, il convenuto assevera che, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte cantonale, le operazioni di svincolo della cartella ipotecaria sarebbero avvenute con il consenso dell'attore, se non direttamente tramite il suo "consulente e consigliere signor E.________". Sennonché la tesi secondo cui E.________ avrebbe agito in qualità di rappresentante dell'attore ed in tale veste sapeva - o doveva sapere - come si sarebbe svolta l'operazione immobiliare è stata respinta dalla Corte cantonale siccome non suffragata da sufficienti elementi di prova. Gli argomenti addotti dal convenuto per contestare questa conclusione avrebbero dovuto venir semmai sollevati con un ricorso di diritto pubblico fondato sul divieto dell'arbitrio nell'apprezzamento delle prove. Nel quadro del presente rimedio essi sono improponibili per le ragioni esposte al considerando precedente.