Citation: I 535/05 07.12.2006 E. A

G.________, cittadino italiano nato nel 1964, ha lavorato in Svizzera dal 1985 in qualità di operaio frontaliere addetto alla troncatura di pezzi presso la ditta P.________ SA solvendo regolari contributi all'AVS/AI. A partire dal 19 giugno 2000 l'interessato è diventato inabile al lavoro per causa di malattia. In data 22 giugno 2001 ha quindi presentato una domanda volta all'ottenimento di prestazioni AI (rendita e/o collocamento in un altro posto di lavoro) a dipendenza di un'inabilità addebitabile a ernia discale L5/S1 (operata nell'agosto 2000) con sindrome radicolare residua, osteocondrosi lombare e meniscopatia del ginocchio destro operato nel marzo 2000. In data 10 aprile 2002 l'amministrazione ha affidato al dott. C.________, specialista FMH in reumatologia e medicina interna, il compito di allestire una perizia reumatologica. Posta la diagnosi di sindrome cervicospondilogena bilaterale cronica in spondilosi, disturbi statici del rachide (piatto con ipercifosi della dorsale alta), decondizionamento e sbilancio muscolare, sindrome radicolare residuale S1 a sinistra in esito da discectomia L5/S1 con alterazioni cicatriziali al segmento operato, canale lombare ristretto per brevità congenita dei peduncoli, incipiente gonartrosi a destra in esito da meniscectomia mediale artroscopica e obesità, l'esperto incaricato, pur non ritenendo più idonea l'ultima professione (pesante) di operaio di fonderia addetto alla troncatura dei pezzi, ha dichiarato pienamente abile, dall'autunno del 2000, l'assicurato in attività confacenti prevedenti carichi variabili (max 15 kg) e la possibilità di cambiare spesso la posizione del corpo evitando lavori richiedenti una posizione "ripetitivamente" chinata o movimenti di rotazione ripetitivi della colonna vertebrale; il perito ha pure sconsigliato lavori in posizione accovacciata, il salire o scendere le scale "ripetitivamente" specialmente con carichi come pure impieghi su terreni sconnessi o in pendio. Mediante decisione del 5 febbraio 2003, l'Ufficio AI del Cantone Ticino ha accordato all'interessato il diritto a un'indennità giornaliera di attesa fino alla decisione in merito ai provvedimenti professionali da adottare. Il consulente in integrazione professionale, con rapporto del 28 febbraio 2003, ha proposto di garantire, per la durata di un anno (dal 3 marzo 2003 al 28 febbraio 2004) la riformazione professionale dell'assicurato in qualità di operatore nei controlli non distruttivi sempre presso la ditta P.________ SA. Con decisione del 12 maggio 2003, l'Ufficio AI cantonale ha comunicato di assumere i costi della prevista riformazione professionale. Lamentando un peggioramento dello stato di salute, l'assicurato ha tuttavia interrotto la formazione a partire dal mese di settembre 2003. Nuovamente interpellato dall'amministrazione per un ulteriore parere, il dott. C.________, in data 24 gennaio 2004, ha ribadito il contenuto della sua precedente valutazione. Non ravvisando elementi a sostegno del preteso peggioramento di salute, il perito ha ribadito la piena abilità lavorativa in attività sostitutive e ha anche ritenuto ingiustificata un'inabilità lavorativa dell'assicurato nell'attività di operatore nei controlli non distruttivi, lavoro descritto come ergonomicamente idoneo allo stato di salute di quest'ultimo. Inferendo dalla documentazione medica limitazioni funzionali incompatibili con la riformazione intrapresa, il consulente in integrazione professionale ha ritenuto che l'assicurato non possedesse l'attitudine all'integrazione professionale e ha chiuso la pratica il 21 aprile 2004. Distanziandosi dal parere del consulente in integrazione, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero ha aderito alle conclusioni del dott. C.________ e mediante decisione del 1° luglio 2004, sostanzialmente confermata il 3 gennaio 2005 anche in seguito all'opposizione dell'assicurato, ha respinto la richiesta di prestazioni pur dicendosi disposto a concedere un aiuto al collocamento. L'amministrazione ha in particolare accertato un grado d'invalidità del 35%, insufficiente per conferire il diritto a una rendita, sulla base di un reddito da valido stabilito in fr. 60'570.- (rivalutato all'anno 2002) e un guadagno da invalido di fr. 39'425.-, ottenuto sulla base dei dati statistici di cui all'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica e dopo avere operato una deduzione del 25% dall'importo base per tenere conto dei fattori personali del caso.