Citation: 1P.348/2004 02.10.2006 E. 1

che in risposta ad istanze del Tribunale federale circa lo stato della procedura cantonale, il ricorrente ha chiesto di mantenere la decretata sospensione; che con decreto presidenziale del 12 luglio 2006, ritenuto che il ricorrente aveva ribadito il proprio interesse al preliminare chiarimento della competenza della CCRP, ma che la Corte cantonale, inspiegabilmente, neppure aveva risposto alle citate istanze, la causa è stata riassunta e le parti sono state invitate ad esprimersi in merito; che la Pretura penale ha comunicato che non intende inoltrare osservazioni, mentre l'AFC, rimettendosi al giudizio del Tribunale federale per quanto riguarda le vie di ricorso, chiede di respingere in quanto ammissibile il gravame; che la CCRP, in maniera difficilmente comprensibile, non si è nuovamente espressa; che il ricorso di diritto pubblico è stato espressamente presentato meramente a titolo cautelativo e prudenziale; che la CCRP, adita in primo luogo dal ricorrente, non si è ancora pronunciata sulla propria competenza; che una siffatta, prolungata inazione della CCRP può essere compresa soltanto nel senso di un'accettazione implicita della sua competenza, competenza espressamente sottolineata d'altra parte sia dalla Pretura penale sia dal ricorrente, che ha inoltrato il ricorso di diritto pubblico a titolo meramente prudenziale; che, in effetti, in siffatte circostanze, tenuto conto anche del principio della celerità (cfr. sentenza 6S.37/2006 dell'8 giugno 2006), un'eventuale accertamento della propria incompetenza da parte della CCRP non può chiaramente intervenire dopo anni di inattività; che, d'altra parte, la competenza della CCRP a statuire sulla causa sottoposta al suo giudizio si giustifica anche dal profilo di una migliore tutela giuridica del ricorrente, vista la grave restrizione della libertà personale ch'essa comporta e il limitato potere di esame spettante al Tribunale federale, in particolare riguardo all'accertamento dei fatti (cfr. su questa tematica il parere di Guido Corti, Commutazione di una multa in arresto e garanzia del controllo giurisdizionale [art. 150 cpv. 4 LOC, 123 cpv. 4 LOP; art. 5 n. 1 lett. a, n. 4 CEDU], apparso in RDAT II-1994 pag. 201, in particolare n. 7 pag. 204); che nemmeno è esclusa l'assunzione di eventuali nuovi mezzi di prova, procedura che esula dal quadro del ricorso di diritto pubblico, ricordato che la multa pagata dopo la commutazione estingue la pena commutata, se questa non sia stata ancora eseguita (art. 10 cpv. 4 DPA); che, pertanto, si giustifica di dichiarare il ricorso inammissibile per mancato esaurimento del corso delle istanze cantonali (art. 86 OG); che, di conseguenza, la CCRP dovrà statuire sul ricorso sottopostogli dal ricorrente e che a tale scopo le vengono trasmesse, come pure al ricorrente, le osservazioni della AFC; che, viste le particolarità della fattispecie, si giustifica di non prelevare una tassa di giustizia. Per questi motivi, visto l'art. 36a OG, il Tribunale federale pronuncia: