Citation: 4C.261/2003 28.05.2004 E. 3

L'art. 1 del protocollo n. 2 relativo all'interpretazione uniforme della Convenzione di Lugano stabilisce che i giudici di ciascuno Stato contraente devono tenere conto dei principi definiti da ogni decisione pertinente emessa dai giudici degli altri Stati. Nel preambolo di questo protocollo gli Stati contraenti hanno inoltre rammentato che la Convenzione di Lugano ha recepito la sostanza della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, per cui la vecchia giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee (CGCE) rimaneva valida. Si è quindi voluto promuovere, in linea di massima, un'interpretazione unitaria delle norme convenzionali, che non sempre si concilia con i criteri d'interpretazione classici né con le costruzioni dogmatiche o con gli istituti del diritto interno (DTF 129 III 626 consid. 5.2.1 pag. 631; 125 III 108 consid. 3c con rinvii). I principi appena esposti valgono anche per l'applicazione dell'art. 6 n. 3 CL (Kropholler, Europäisches Zivilprozessrecht, 7a ed., Heidelberg 2002, n. 38 ad art. 6 CL; Donzallaz, La Convention de Lugano, Berna 1998, n. 5560 in fine; Geimer/Schütze, Europäisches Zivilverfahrensrecht, München 1997, n. 59 ad art. 6 CL).