Citation: 8C_566/2020 E. 4.2

4.2. Il ricorrente censura l'arbitrio nell'applicazione dell'art. 18a della legge ticinese del 15 marzo 1995 sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD/TI; RL 173.100). Riferendosi ad un passaggio nel messaggio n. 6260 del 1° settembre 2009 concernente la revisione parziale della LORD/TI, egli afferma che l'istituzione del trasferimento non potrebbe essere utilizzata a scopo sanzionatorio, bensì solamente per perseguire comprovate necessità professionali. Ciononostante, nel caso in esame i dissidi interni sarebbero stati esclusivamente imputati al ricorrente e avrebbero funto da pretesto per giustificare la misura di trasferimento, volta a perseguire un "puro e semplice fine disciplinare". Tale aspetto sarebbe confermato dagli scritti dell'amministrazione, nella misura in cui il trasferimento, se rimasto infruttuoso, avrebbe preceduto un eventuale licenziamento. Infine, la misura non rispetterebbe il principio della proporzionalità poiché il criterio della sussidiarietà della misura non sarebbe adempiuto. A dire del ricorrente, "dopo aver messo in luce i reali problemi in seno all'unità amministrativa", vi erano a disposizione misure più mirate e meno incidenti sul suo salario e sulla distanza lavorativa.