Citation: 4A_347/2022 E. 2

Il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) richiede che prima della propria decisione l'autorità senta effettivamente la parte ed esamini e consideri i suoi argomenti (DTF 134 I 83 consid. 4.1). La giurisprudenza ha dedotto da tale garanzia il diritto ad ottenere una decisione motivata. Il destinatario della decisione e ogni interessato deve poterla comprendere e impugnare con cognizione di causa (DTF 145 III 324 consid. 6.1) e l'istanza di ricorso eventualmente adita deve potere esercitare pienamente il suo controllo. Per soddisfare tale esigenza è sufficiente che l'autorità menzioni almeno brevemente i motivi che l'hanno portata alla sua decisione. Questa non ha per contro l'obbligo di esporre e discutere tutti i fatti, mezzi di prova e censure invocati dalle parti. L'essenziale è che la decisione indichi chiaramente i fatti che sono stati accertati e le deduzioni che ne sono state tratte (DTF 147 IV 249 consid. 2.4; 142 II 154 consid. 4.2, con rinvii). Le ricorrenti sostengono che la Corte cantonale avrebbe violato il loro diritto di essere sentite, perché non avrebbe proceduto ad alcuna sussunzione quando ha considerato che l'assenza di una volontà della locatrice di concludere un nuovo contratto di durata indeterminata (che per tale motivo non è sorto) fosse stata riconoscibile. La censura si rivela manifestamente infondata, rilevato segnatamente che la sentenza impugnata indica con precisione i documenti da cui ha dedotto tale fatto.