Citation: 1C_80/2008 01.04.2009 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio se e in che misura un ricorso può essere esaminato nel merito (DTF 134 II 186 consid. 1). 1.2 Presentato tempestivamente contro una decisione finale dell'ultima istanza cantonale in ambito edilizio, il ricorso in materia di diritto pubblico è di massima ammissibile sotto il profilo degli art. 82 lett. a, 86 cpv. 1 lett. d, 90 e 100 cpv. 1 LTF. La ricorrente ha inoltrato sia un ricorso di diritto pubblico (recte: ricorso in materia di diritto pubblico, art. 82 e segg. LTF) sia, a titolo prudenziale, un ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 segg. LTF), fondandolo sull'asserita lesione del diritto di essere sentito, di altre garanzie procedurali e del principio della buona fede, nonché sull'autonomia comunale. Poiché in materia edilizia non si è manifestamente in presenza di nessuna delle eccezioni previste dall'art. 83 LTF, quest'ultimo rimedio è chiaramente inammissibile (DTF 133 II 409 consid. 1.1, 353 consid. 2, 249 consid. 1.2). Giova comunque ribadire che l'indicazione nei rimedi di diritto della decisione impugnata dell'eventuale ammissibilità del ricorso sussidiario in materia costituzionale nel quadro del diritto pianificatorio ed edilizio è fuorviante. 1.3 Il ricorrente è tenuto, sulla base dell'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, a motivare in maniera sufficiente la sua legittimazione, contestata dai ricorrenti (DTF 133 II 400 consid. 2). In concreto esso si limita a richiamare la prassi relativa al previgente ricorso di diritto pubblico, adducendo che la decisione impugnata, confermativa di 78 parcheggi interrati, lo concerne direttamente nella misura in cui tale decisione è "antitetica alla sua volontà", accennando al riguardo al diritto generale di ricorso secondo l'art. 89 LTF. Chiaramente non si è in presenza delle condizioni previste dal cpv. 1 di questa norma, visto che il Comune non è toccato analogamente a un privato e che l'interesse pubblico a una corretta applicazione del diritto non è sufficiente a fondare la legittimazione dell'ente pubblico (DTF 134 II 45 consid. 2.2.1 e rinvii; 134 I 204 consid. 2; cfr. anche DTF 133 II 400 consid. 2.4), né sono adempiute le condizioni dell'art. 89 cpv. 2 lett. d LTF. L'art. 89 cpv. 2 lett. c LTF precisa che i Comuni hanno diritto di ricorrere se fanno valere la violazione di garanzie loro conferite dalla costituzione cantonale o dalla Costituzione federale. In concreto il Comune accenna anche alla sua autonomia, notoriamente data ai comuni ticinesi in ambito edilizio. Esso può far valere anche una lesione del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), nella misura in cui questa censura sia strettamente connessa a quella della lesione dell'autonomia (DTF 134 I 204 consid. 2.2). 1.4 Il ricorrente chiede semplicemente l'annullamento della decisione impugnata, senza formulare conclusioni di merito come imposto dall'art. 42 cpv. 1 LTF. Dall'atto di ricorso risulta nondimeno ch'egli desidera che venga mantenuto il blocco di 34 posteggi. Sotto questo profilo il ricorso è quindi ammissibile (DTF 133 II 409 consid. 1.4 e 1.4.1; 133 III 489 consid. 3.1; sentenza 1C_503/2008 del 10 febbraio 2009 consid. 1). 1.5 Secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, il gravame dev'essere motivato in modo sufficiente, spiegando nei motivi perché l'atto impugnato viola il diritto (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1; 133 IV 286 consid. 1.4). Il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure sollevate; esso non è tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se queste ultime non sono presentate nella sede federale (DTF 134 IV 36). Per di più, quando il ricorrente invoca la violazione di diritti costituzionali (diritto di essere sentito e tutela della buona fede), il Tribunale federale, in applicazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF esamina le censure sollevate soltanto se siano state esplicitamente sollevate e motivate in modo chiaro e preciso, conformemente alla prassi fondata sull'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, applicabile nel quadro del previgente ricorso di diritto pubblico (DTF 134 II 244 consid. 2.2; 133 II 249 consid. 1.4.2). Le esigenze di motivazione sono inoltre accresciute. laddove il ricorrente lamenta, come nella fattispecie, l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, dato che ciò equivale a sostenere che i fatti sono stati accertati in violazione dell'art. 9 Cost. e del diritto federale (DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1). In questa misura, argomentazioni vaghe o meramente appellatorie e semplici rinvii agli atti cantonali non sono quindi ammissibili (DTF 129 I 113 consid. 2.1). Come si vedrà, l'atto di ricorso, in larga misura di natura meramente appellatoria, come a ragione rilevato dall'opponente, adempie solo in minima parte queste esigenze di motivazione. 1.6 Riservati i casi dell'art. 95 lett. c-e LTF, la violazione del diritto cantonale o comunale non costituisce di per sé un motivo di ricorso, ma può costituire una violazione del diritto federale ai sensi dell'art. 95 lett. a LTF, segnatamente qualora disattenda il divieto dell'arbitrio ai sensi dell'art. 9 Cost. (DTF 134 II 349 consid. 3). Chiamato a esaminare l'applicazione di una norma del diritto cantonale o comunale sotto il profilo dell'arbitrio, il Tribunale federale si scosta quindi dalla soluzione ritenuta dall'ultima istanza cantonale solo se appaia manifestamente insostenibile, in palese contraddizione con la situazione effettiva, non sorretta da ragioni oggettive e lesiva di un diritto certo. Non basta, inoltre, che la decisione impugnata sia insostenibile nella motivazione, ma occorre che lo sia anche nel suo risultato (DTF 134 II 124 consid. 4.1; 133 II 257 consid. 5.1), ciò che spetta al ricorrente dimostrare conformemente all'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 133 II 396 consid. 3.2).