Citation: 4A_195/2022 E. 4.1

4.1. Riferendosi alla disdetta data dalla convenuta il 21 marzo 2016 per il 30 giugno 2016, la Corte di appello ha dapprima ritenuto che, in seguito alla malattia e alla maternità della lavoratrice, il termine di disdetta risultava prorogato fino al 30 agosto 2017 (art. 336c cpv. 1 e 2 CO). Ha poi escluso che l'attrice avesse posto fine al contratto di lavoro prima di tale data, iniziando a lavorare nel luglio del 2016 presso un'altra ditta (C.________ SA). In quel mese, ha soggiunto, la lavoratrice stava usufruendo di ferie arretrate ed era alla ricerca di un nuovo impiego. Non era però sufficientemente provato (non bastando dei testimoni che riportavano quanto a loro riferito da terzi non meglio indicati), che ella avesse trovato un'occupazione presso C.________ SA. Quest'ultima non l'aveva infatti assunta ed ella vi aveva effettuato del lavoro senza compenso per permettere una verifica delle sue competenze. La convenuta non poteva nemmeno desumere in buona fede un abbandono dell'impiego dalla mancata reazione a delle lettere da lei spedite tra giugno e agosto del 2016, con cui aveva chiesto alla dipendente ragguagli su una nuova occupazione e di attestare formalmente la restituzione di documenti, prezzi e liste che aveva ricevuto durante il rapporto di lavoro.