Citation: 6B_410/2013 E. 3.1

3.1. Il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 354 CPP e un diniego di giustizia. Ritiene di essere legittimato a opporsi a detto decreto di accusa in veste di imputato o quanto meno di altro diretto interessato. La decisione impugnata giungerebbe a un risultato arbitrario, privando della possibilità di contestare la confisca l'unica persona sostanzialmente interessata a rivendicare i suoi legittimi diritti patrimoniali. L'imputato oggetto del decreto d'accusa, che non aveva un interesse proprio a impugnare la misura relativa a valori a lui intestati solo a titolo fiduciario, avrebbe peraltro delegato all'insorgente il diritto di opporsi alla confisca. Inoltre, se il procedimento penale non fosse stato disgiunto, il ricorrente avrebbe potuto opporsi al decreto d'accusa quale coimputato, trattandosi di una questione che lo tocca direttamente e personalmente. La sua legittimazione si fonderebbe pertanto sull'art. 354 cpv. 1 lett. a CPP. Ad ogni modo, essendo fiduciante dei valori confiscati, egli dovrebbe essere considerato altro diretto interessato, abilitato a opporsi al decreto d'accusa. Secondo l'insorgente, la giurisprudenza del Tribunale federale, che riconosce i diritti ricorsuali al solo fiduciario, non potrebbe né dovrebbe applicarsi al caso di specie, perché, oltre a concernere essenzialmente i sequestri e non le confische, comporterebbe un risultato iniquo e contrario all'art. 70 CP: sarebbe infatti inibito l'accertamento giudiziario dell'origine criminale dei fondi. Infine, alla luce del principio di cessione legale insito nell'art. 401 CO, non sarebbe neppure corretto negargli un diritto di proprietà sugli averi del conto bancario intestato a un fiduciario.