Citation: 4A_507/2021 E. 5.4

5.4. La ricorrente afferma che le parti avrebbero pattuito validamente una proroga a favore del tribunale di Bülach e che sarebbe sufficiente la "halbe Schriftlichkeit", ossia a suo dire una prova scritta come ad es. una e-mail. Nell'ambito di relazioni commerciali basterebbe a suo avviso la consegna di un testo o di una fattura su cui figurerebbe una proroga di foro espressa in modo chiaro e inequivocabile alla fine o a lato di quel documento. Ora, non si misconosce che per la sua validità una proroga di foro non necessita di essere firmata e che l'accordo corrispondente può risultare da uno scambio di scritti. La volontà di accettare una proroga di foro che l'altra parte propone in forma scritta, tuttavia, dev'essere manifestata chiaramente per iscritto (cfr. sopra, consid. 5.1.3). In concreto un'esplicita accettazione scritta della proroga di foro a favore di quello di Bülach tramite l'opponente, ad es. per fax o con una e-mail, non è allegata, né dimostrata. Diversamente da quanto afferma la ricorrente, poi, dal silenzio dell'opponente non si può dedurre alcunché: il silenzio di una delle parti contraenti a una proposta di proroga di foro, infatti, non offre una seria garanzia di accettazione consapevole (cfr. sopra, consid. 5.1.3); né la ditta farmaceutica doveva opporre esplicitamente un suo dissenso alla proroga di foro. Che l'opponente sia una società iscritta a registro di commercio, non è in discussione. Dai fatti accertati dalla Corte di appello, però, emerge solo un consenso tra le parti sull'oggetto di trasporto, sul suo prezzo e sui dati di volo, e non anche uno sulla proroga del foro di Bülach. Proroga, questa, collocata al termine della e-mail, scritta in caratteri minuscoli appena sopra l'avvertenza del carattere confidenziale dello scritto e che la ricorrente non ha mai invitato l'opponente ad accettare in modo esplicito. In assenza di un'esplicita accettazione scritta dell'opponente del foro prorogato a lei proposto dalla ricorrente nelle descritte modalità, non può nemmeno essere dedotto in base ad un'interpretazione oggettiva che con le predette e-mail si sia perfezionato un - valido - accordo in proposito. Né è possibile paragonare questa fattispecie a quella in cui una proroga di foro sarebbe chiaramente formulata in condizioni generali di contratto rese accessibili e come tali accettate da una parte contraente. In definitiva la sentenza impugnata resiste alla critica e il ricorso deve essere respinto. Visto l'esito del ricorso, non occorre soffermarsi sulle critiche della ricorrente contro le considerazioni dei giudici cantonali fondate sui poteri di rappresentanza dei collaboratori delle parti. Anche a volere ammettere la facoltà dei collaboratori delle parti estensori delle e-mail del 1° giugno 2018, infatti, per i motivi appena indicati il rimedio sarebbe comunque votato all'insuccesso.