Citation: 1P.324/2004 30.06.2005 E. 3

3.1 Censurato come incostituzionale, in quanto lesivo dei diritti della difesa nel contesto dell'assunzione e della valutazione delle prove, è il mancato allontanamento dal dibattimento dei testi, che il difensore del ricorrente aveva intenzione di risentire separatamente o in confronto, dopo la loro prima audizione. A mente dell'insorgente il rifiuto da parte del giudice della Pretura penale si fonda su motivazioni del tutto insensate e arbitrarie. 3.2 Al proposito la CCRP rileva che a norma dell'art. 244 cpv. 3 CPP/TI le parti hanno "diritto di chiedere che determinati testimoni siano allontanati, dopo il loro esame, dalla sala di udienza, per esservi chiamati più tardi ed esaminati di nuovo da soli o in confronto con altri testimoni". Dal verbale del dibattimento risulta che il mattino del 4 novembre 2003, dopo l'interrogatorio dei testi C.________, D.________, E.________ e F.________, la difesa ha preteso il loro allontanamento, ma che il giudice ha respinto la domanda "alla luce del principio della pubblicità delle udienze e considerato che non sarà disposta alcuna ulteriore audizione dei testi, già sentiti peraltro a più riprese nell'ambito dell'istruttoria preliminare". In rapporto con l'ordine del processo la CCRP ha avallato gli argomenti del primo giudice, annotando che del resto l'art. 122 cpv. 1 CPP/TI non prevede che i testimoni, che non siano più chiamati a deporre, debbano lasciare l'aula del dibattimento. 3.3 L'argomentazione merita tutela, come la merita la corretta distinzione che la Corte cantonale fa tra l'aspetto dell'ordinamento dibattimentale e quello della valutazione delle prove. Il rifiuto di allontanare i testi dall'aula non comporta infatti conseguenze solo sullo svolgimento del processo, bensì anche sulle premesse per l'apprezzamento delle prove, visto che non viene motivato esclusivamente con ragioni di pubblicità del dibattimento - in quanto tali non certamente arbitrarie e, invero, pur con le possibili eccezioni previste dalla legge, di portata costituzionale (art. 30 cpv. 3 Cost.) - ma anche con riferimento alla facoltà di un apprezzamento anticipato delle prove, ritenuto che il rifiuto dell'allontanamento dei testimoni implica automaticamente anche l'impossibilità di una loro nuova audizione. Sennonché da questo profilo le censure del ricorrente si rivelano inammissibili per carenza di motivazione (art. 90 cpv. 1 OG). Egli non spiega infatti perché tale rifiuto comporterebbe un arbitrario accertamento delle prove e omette pure di indicare quali fatti essenziali avrebbero potuto essere accertati solo susseguentemente e non già durante il primo interrogatorio. Del resto, secondo consolidata giurisprudenza, l'autorità può rinunciare, come nel caso in esame, ad assumere rispettivamente a riassumere quelle prove richieste, il cui presumibile risultato non porterebbe nuovi chiarimenti (DTF 124 I 208 consid. 4a; 122 II 464 consid. 4a; 120 Ib 224 consid. 2b e rinvii; 119 Ib 492 consid. 5b/bb).