Citation: 8C_371/2024 E. 5.1

5.1. I primi giudici hanno innanzitutto rilevato che, nel suo ruolo di medico di primo soccorso, il Dott. D.________ era stato investito di un incarico legale. Esaminata la salma, se egli non fosse riuscito a identificare in modo verosimile la ragione del decesso, dopo aver escluso l'origine da causa violenta (la quale implicava la segnalazione all'autorità giudiziaria) avrebbe potuto e dovuto indicare che le cause non erano determinabili o eventualmente richiedere indagini diagnostiche. Per contro, giunto il 22 giugno 2023 presso l'abitazione dell'assicurato venti minuti circa dopo l'inizio della rianimazione da parte degli operatori MSB che lo avevano trovato prono sul letto con la testa rivolta verso il basso, lo specialista in anestesia e rianimazione ha indicato nella "Relazione di soccorso" in modo chiaro e senza riserve che verosimilmente la morte era stata provocata dall'occlusione delle vie aeree per ingestione di alimenti. L'annotazione che l'arresto cardiocircolatorio fosse da ascrivere a "presunta" ostruzione delle vie aeree era da imputare, a mente dei giudici cantonali, alla circostanza che la "diagnosi presunta" era specificatamente richiesta nel modulo stesso. Il Dott. D.________ aveva peraltro dichiarato che "in base all'ispezione del luogo dell'evento erano ancora presenti sul letto [...] alimenti in un sacchetto a marca MC DONALD, ed il paziente fu ritrovato dai soccorritori Z.________ riverso su di esso" e che "ad una prima valutazione nelle vie aeree erano ancora presenti residui alimentari che provvedevo a rimuovere con le mani. Ad ulteriore conferma del sospetto diagnostico, specifico che presentava una cianosi al volto come da soffocamento e non esteso a "mantellina" come nelle patologie cardiocircolatorie".