Citation: 4A_81/2021 E. 4.2

4.2. La ricorrente afferma che il Consiglio federale ha esonerato dall'obbligatorietà le attività rientranti nella lett. d dell'art. 2 cpv. 2 CNM (e cioè la lavorazione del marmo e del granito) e sostiene di non essere assoggettata al predetto CCL perché dalla cava che gestisce viene estratto gneiss, una roccia assimilabile al granito. Rimprovera alla Corte cantonale di essere caduta nell'arbitrio, perché non ha tenuto conto di una serie di elementi determinanti quali due decisioni del 2013 emanate dal governo federale in seguito alle opposizioni dell'AIGT e di un'altra impresa ticinese nell'ambito della richiesta di conferire carattere obbligatorio al CNM, un contributo scientifico che aveva rilevato l'esistenza in Svizzera di due tipologie di cave diverse, la suddivisione operata dall'amministrazione federale delle dogane e il fatto che nella Svizzera interna vi siano ditte che esercitano la sua stessa attività e che sono assoggettate al CCL dell'industria svizzera del marmo e del granito. Sarebbe pure arbitrario ritenere che gli specifici CCL concernenti il granito non escludano la soluzione adottata nella sentenza impugnata e ritiene che la Corte cantonale ne avrebbe determinato in modo arbitrario il campo di applicazione. Essa reputa pure insostenibile l'interpretazione abbondanziale, basata su un'analisi linguistica che include pure la terminologia tedesca e francese, effettuata dalla Corte cantonale.