Citation: 5A_182/2014 E. 5

Va preliminarmente precisato, in fatto, che il Tribunale di appello non ha accertato finalità strategiche nel fatto che gli opponenti si siano detti disponibili ad un incontro nel mese di giugno 2012, per poi non dar seguito all'impegno. La corrispondente accusa della ricorrente riflette unicamente la sua opinione personale e si fonda esclusivamente su supposizioni: se tale accusa vuole essere una censura rivolta contro l'accertamento dei fatti da parte del Tribunale di appello, essa è meramente appellatoria e come tale inammissibile. Lo stesso vale per l'affermazione ricorsuale secondo la quale la madre degli opponenti li avrebbe sostenuti nel loro rifiuto di ogni contatto con la ricorrente: anche a questo proposito il Tribunale di appello non ha accertato alcunché (a parte constatare che la madre non ha favorito la proposta di un appoggio terapeutico per i figli). Se, anche qui, tale insinuazione si vuole censura contro l'accertamento dei fatti da parte della Corte cantonale, allora essa si appalesa appellatoria e di conseguenza inammissibile. Del resto, anche qualora si volesse ammettere che la madre degli opponenti possa aver esercitato un qualsiasi influsso, gli opponenti hanno ormai un'età che impone di relativizzare, se non del tutto trascurare, eventuali influssi esterni che invece potevano giocare un ruolo fintanto che essi erano minorenni. Sottolinea la ricorrente che il rifiuto dei figli di frequentarla è il risultato di una loro ferma e mai mutata volontà. Contraddice in tal modo l'apprezzamento del Tribunale di appello, che - richiamato il tentativo di riavvicinamento verificatosi nel 2011/2012 - ha invece negato una chiusura totale e assoluta. La valutazione dei Giudici cantonali lascia invero piuttosto perplessi: certo il contatto avuto dalle parti a dicembre 2011 poteva suscitare qualche speranza di riavvicinamento, rafforzata dalla dichiarazione di disponibilità a un nuovo incontro espressa dagli opponenti nella primavera 2012. Tuttavia, è difficile interpretare il mancato seguito se non come l'espressione di un rifiuto di contatto, che appare addirittura ancor più radicato che in passato proprio perché oggetto, a fine 2011/inizio 2012, di una riflessione che appare essere stata approfondita. Il punto non è tuttavia decisivo. Il mero rifiuto di contatto non basta per far cadere l'obbligo contributivo della ricorrente: è necessario che tale comportamento dei figli possa essere ascritto a loro colpa esclusiva.