Citation: 1C_30/2020 E. 6.1

6.1. La ricorrente sottolinea che non ha contestato l'istituzione del perimetro di rispetto cantonale per la Chiesa di S. Maria di Loreto, ma unicamente l'inclusione del suo fondo all'interno dello stesso. Nell'impugnata sentenza si osserva che nella decisione governativa il suo obiettivo è descritto nel modo seguente: "Lo scopo primario del perimetro di rispetto è il controllo degli interventi architettonici e urbanistici nelle immediate adiacenze dei beni culturali tutelati, inseriti in un quartiere tipologicamente caratterizzato da ville dei primi decenni del Novecento entro giardini, comprendente anche la casa d'appartamenti sul mapp. zzz (bene culturale locale), parzialmente alterato dalla massiccia costruzione della casa per anziani. Più precisamente, l'obiettivo principale è quello di mantenere la preminenza visiva e volumetrica del complesso ecclesiastico, di garantire la corretta relazione tra percorsi storici, edifici, giardini e aree libere, agendo specialmente sulle sistemazioni di quest'ultime e, di conseguenza, sull'ubicazione e sulle volumetrie di eventuali nuovi edifici, come pure sulla strutturazione architettonica (aperture, tinteggi) degli edifici principali e quelli utilitari esistenti nelle adiacenze." La Corte cantonale ha precisato che nella decisione governativa si precisa che le modifiche architettoniche all'interno del perimetro di rispetto non compromettono la fruizione attuale e futura dell'immobile della ricorrente, rispettivamente una sua futura ristrutturazione o trasformazione, concludendone che nei suoi confronti il principio della proporzionalità è rispettato. In siffatte circostanze mal si comprende la critica ricorsuale di violazione di detto principio, che esige che il provvedimento sia idoneo e necessario a raggiungere lo scopo prefisso e che sussista un rapporto ragionevole tra questo scopo e i mezzi impiegati, rispettivamente tra gli interessi pubblici e privati interessati (DTF 145 I 297 consid. 2.4.3.1 pag. 303).