Citation: 1B_356/2020 E. 2.2

2.2. Nel merito, il ricorrente ritiene che l'imposta traduzione sarebbe lesiva del diritto internazionale, segnatamente dell'art. 15 cpv. 2 e 3 del Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale concluso a Strasburgo l'8 novembre 2001 (RS 0.351.12), ratificato ed entrato in vigore sia per la Germania che per la Svizzera, norma non richiamata nella decisione impugnata e relativa alla lingua degli atti procedurali e delle decisioni giudiziarie da trasmettere. Riguardo alla richiesta traduzione osserva che la denuncia penale era redatta in italiano, tedesco e francese e che la querelante indicava di risiedere sia in Francia che in Germania. Rileva ch'era comproprietaria di un immobile in Ticino e che parrebbe comprendere i procedimenti che si sono svolti in italiano, anche dinanzi al Tribunale federale: da queste ultime procedure parrebbe risultare ch'ella non avrebbe più un domicilio in Germania, ma unicamente un recapito postale (sentenza 5A_225/2017 del 5 maggio 2017 che la riguarda; cfr. anche 5F_18/2017 del 28 settembre 2017). Dal reclamo si evincerebbe inoltre ch'ella avrebbe compreso il contenuto e la portata del decreto litigioso redatto in italiano, concernente una vertenza a lei nota.