Citation: I 894/05 16.05.2007 E. 4

4.1 Nel caso di specie, i primi giudici - alla luce dei discordanti pareri medici agli atti, rilasciati rispettivamente dai curanti dell'assicurato (dott. F.________ e dott. G.________) e dai consulenti dell'UAI (dott. D.________ e dott. L.________) - hanno fondato la propria pronuncia sulle risultanze della perizia giudiziaria 31 maggio 2005 e del complemento peritale 12 settembre 2005 dello specialista in psichiatria dott. C.________. Posta la diagnosi di agorafobia con sindrome di attacchi di panico ed episodio depressivo di media gravità con sindrome biologica, il perito ha concluso per un'incapacità lavorativa a quel momento totale dell'assicurato. Secondo l'esperto, sussistevano tenui possibilità di un miglioramento sul piano clinico, e ciò a condizione che l'interessato si sottoponesse alle cure adeguate. Quest'ultimo necessitava di una cura stazionaria - sfortunatamente mai realizzata - per un periodo prolungato e con una presa a carico intensiva di tipo sia psicofarmacologico sia psicoterapeutico. Solo in caso di successo di questa misura, ha soggiunto l'esperto, si sarebbe potuto rivalutare la sua idoneità a eventuali misure di reintegrazione professionale. 4.2 Esaminata l'ulteriore documentazione agli atti, non sussiste motivo di scostarsi dalle conclusioni della perizia del dott. C.________, ritenuto che la valutazione della capacità lavorativa dell'interessato è scaturita da approfonditi accertamenti specialistici di natura psicologica e psichiatrica. A nulla giova, in tale contesto, all'Ufficio ricorrente contrapporre i concetti medico-legali espressi dal dott. D.________ in data 2 maggio 2003, che, per quanto riferiti all'aspetto valetudinario dell'assicurato, concordano con quelli esposti nella perizia giudiziaria. In sostanza, non vi può essere ragionevole dubbio che l'opponente, quando è stato sottoposto alle varie indagini peritali esperite il 2, 15 e 23 aprile 2005, fosse completamente inabile al lavoro.