Citation: 9C_392/2018 E. 4.2

4.2. Di regola il ricorso sussidiario in materia costituzionale ai sensi dell'art. 113 LTF è possibile quando il ricorso in materia di diritto pubblico è stato dichiarato inammissibile in applicazione degli art. 72 - 89 LTF, in particolare l'art. 85 cpv. 1 lett. a LTF per il presente caso. Preliminarmente si rileva la questione della legittimazione a ricorrere della Cassa, quale collettività pubblica (sul tema cfr. DTF 140 I 285 consid. 1.2 pag. 290 segg. con riferimenti) che può restare aperta, visto in ogni modo, come si vedrà di seguito, l'inammissibilità del gravame in relazione all'esigenza di motivazione. Con il ricorso sussidiario in materia costituzionale può essere censurata solo la violazione dei diritti costituzionali (art. 116 LTF), e questo soltanto alle rigorose condizioni di motivazione stabilite dall'art. 106 cpv. 2 LTF, cui rinvia l'art. 117 LTF. In tale ambito il Tribunale federale non rivede il diritto d'ufficio ma esamina unicamente le censure invocate e motivate in maniera sufficiente dalla parte ricorrente; in concreto l'atto ricorsuale deve contenere, tra l'altro, una descrizione succinta dei diritti costituzionali o dei principi giuridici violati e precisare in cosa consista la violazione. Le censure devono essere state sollevate in maniera espressa ed esposte in modo chiaro e dettagliato nel ricorso (DTF 142 V 577 consid. 3.2 pag. 579 con riferimento).