Citation: 5A_1014/2018 E. 7.1

7.1. Per la ricorrente, la sanzione di irricevibilità dell'appello "interposto dall'unica parte convenuta al procedimento di prima istanza contro una sentenza che le causa un enorme pregiudizio" e "giunta al termine di un procedimento di cui [L.________] non ha avuto notizia alcuna" costituirebbe un formalismo eccessivo. A suo dire, l'argomento dei Giudici cantonali, secondo cui "non si può seriamente affermare che indicare un litisconsorzio necessario con il nome di tutti i partecipanti complichi in maniera insostenibile la possibilità di chiedere un diritto di sporgenza in forza dell'art. 674 cpv. 3 CC", non sarebbe decisivo. Commette un eccesso di formalismo, costitutivo di un diniego formale di giustizia proibito dall'art. 29 cpv. 1 Cost., l'autorità che applica una regola di procedura con rigidità esagerata, ponendo esigenze eccessive, non giustificate da alcun interesse degno di protezione, così da diventare fine a sé stessa, complicando in maniera inammissibile la realizzazione del diritto materiale o ostacolando in modo inammissibile l'accesso ai tribunali (DTF 145 I 201 consid. 4.2.1 con rinvii). Giova ricordare che, in relazione alle azioni confessorie (principale e riconvenzionale), non risulta che la ricorrente abbia già proposto la censura di formalismo eccessivo in sede cantonale (v. supra consid. 3.2 in fine), per cui, nella misura in cui l'insorgente tenta di presentarla per la prima volta in questa sede, essa è inammissibile (v. DTF 143 III 290 consid. 1.1). Con riferimento invece all'azione riconvenzionale volta a ottenere il diritto di mantenere la costruzione, la suesposta critica, generica e in parte anche fondata su un elemento non accertato nel giudizio impugnato (ossia che L.________ sarebbe stato all'oscuro della presente lite), non soddisfa le esigenze di motivazione accresciute dell'art. 106 cpv. 2 LTF e non può quindi essere esaminata nel merito.