Citation: I 790/04 18.10.2006 E. 4

4.1 Il ricorrente contesta in primo luogo l'importo del reddito (ipotetico) da valido, fissato dall'autorità giudiziaria cantonale tenuto conto del salario di un meccanico esercitante attività dipendente nella situazione professionale dell'interessato. Precisa di avere iniziato un'attività indipendente quale proprietario di un'officina meccanica con vendita di automobili (già) un anno e due mesi - e non soltanto due mesi, come erroneamente indicato nell'impugnata pronuncia - prima dell'incidente. A suo parere, bisognerebbe quindi tener presente che, sviluppando questa attività, egli sarebbe certamente stato in grado di ottenere un reddito superiore a quello percepito da un suo eventuale dipendente meccanico esperto, prendendo in considerazione anche il guadagno conseguito con la vendita di automobili. Il Tribunale federale delle assicurazioni aderisce all'argomentazione dell'insorgente. Secondo la giurisprudenza infatti, nel caso di lavoratori indipendenti, il guadagno senza invalidità dev'essere determinato considerando l'evoluzione che l'azienda della persona assicurata avrebbe avuto se non fosse subentrata l'invalidità, tenuto conto delle sue attitudini professionali e personali come pure del genere di attività, nonché della situazione economica e dell'andamento dell'azienda prima dell'insorgere dell'invalidità. Il reddito medio o il risultato d'esercizio di aziende simili possono fungere da base per valutare il reddito ipotetico (cfr., tra altre, sentenza del 24 maggio 2006 in re C., I 782/03, consid. 3.1.3). Nella presente fattispecie, la Corte cantonale non ha operato in tal senso, reputando per errore - come s'è visto - che il brevissimo periodo di soli due mesi non permettesse di stabilire quanto redditizia avrebbe potuto essere la nuova attività dell'interessato e se questa avrebbe potuto espandersi o migliorare con il passare del tempo. Già per questo motivo il giudizio querelato non può pertanto essere tutelato. Ma vi è di più. 4.2 Per quanto concerne la determinazione del reddito da invalido, il Tribunale federale delle assicurazioni ha in sostanza stabilito fare stato in primo luogo la situazione salariale concreta della persona interessata, a condizione che quest'ultima sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale (DTF 126 V 75 segg.). Qualora difettino indicazioni economiche effettive - ipotesi che si avvera in concreto -, possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano dall'ISS (DTF 126 V 76 consid. 3b con riferimenti) oppure quelli deducibili dalla documentazione dell'INSAI relativa ai posti di lavoro (DTF 129 V 472; RAMI 1999 no. U 343 pag. 412). Quanto alla questione della tabella applicabile tra le varie riportate dall'ISS, il Tribunale federale delle assicurazioni ha recentemente stabilito, con decisione della Corte plenaria del 10 novembre 2005, non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla tabella TA13, riferentesi ai salari in relazione alle grandi regioni (cfr. pure la sentenza del 22 agosto 2006 in re K., I 424/05, consid. 3.2.3; v. inoltre la sentenza 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03). Il reddito ipotetico da invalido deve di conseguenza essere valutato sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato. Alla luce di quanto precede non vi è (più) spazio alcuno per ammettere una riduzione dei salari statistici, quale quella operata dai primi giudici, che tenga conto, ispirandosi ai salari corrisposti in un vicino cantone, che l'assicurato vive in una regione economicamente meno forte. Anche sotto questo aspetto non può pertanto trovare conferma la valutazione del tasso d'invalidità compiuta dalla Corte di prime cure. 4.3 In queste condizioni, si impone il rinvio della causa alla precedente istanza per nuova determinazione del grado d'invalidità del ricorrente nel periodo decisivo compreso tra il 1° novembre 1998 e il 31 dicembre 2003, conformemente alle suesposte considerazioni. È forse opportuno ricordare in questo ambito che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi di cui all'art. 16 LPGA fa stato il momento dell'inizio del diritto alla rendita (e non già quello della decisione su opposizione), l'amministrazione essendo però tenuta a esaminare se nel periodo successivo all'inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento (cfr. DTF 128 V 175).