Citation: 1C_379/2013 E. 2.3

2.3. Il principio della proporzionalità esige che le limitazioni della proprietà siano idonee e necessarie a raggiungere lo scopo previsto e che tra questo e i mezzi utilizzati, rispettivamente gli interessi privati compromessi, sussista un rapporto ragionevole (DTF 135 I 176 consid. 8.1 pag. 186). I ricorrenti contestano la necessità di attraversare il loro fondo nella parte centrale, richiamando i tracciati alternativi prospettati dal loro esperto nel parere del 24 aprile 2013. Sostengono che queste alternative, tecnicamente possibili, avrebbero una minore incidenza sulla loro proprietà, altrimenti divisa proprio nel mezzo in due parti separate, di cui quella inferiore diventerebbe inaccessibile e di conseguenza inutilizzabile. Rilevano inoltre che il tracciato stradale stabilito nel piano regolatore comporta la soppressione del giardino botanico esistente e di vari manufatti di sistemazione esterna, quali muri e scale. Come visto, nella misura in cui si fondano sul parere del 24 aprile 2013, che costituisce una nuova prova inammissibile in questa sede, le censure dei ricorrenti sono improponibili. Con le loro argomentazioni essi confermano comunque, perlomeno implicitamente, la necessità che la strada di servizio attraversi il loro fondo, seppure a una quota inferiore rispetto a quella prevista dal piano regolatore. L'andamento esatto del percorso costituisce una questione prevalentemente di apprezzamento e di valutazione delle circostanze locali ed implica aspetti di natura tecnica, in particolare in concreto ove si considerino la conformazione e la pendenza del terreno, sito nella zona collinare, e la presenza di due avvallamenti in corrispondenza di corsi d'acqua. Su questi aspetti, il Tribunale federale da prova di riserbo, non essendo un'autorità pianificatoria e non dovendo quindi stabilire quale sia la migliore tra le eventuali altre soluzioni possibili. D'altra parte, la presente procedura è circoscritta alla fase pianificatoria e non concerne ancora l'elaborazione di un progetto stradale concreto, che potrà se del caso prevedere eventuali accorgimenti volti in particolare a garantire l'accesso al fondo dei ricorrenti, segnatamente nel comparto a valle (cfr. art. 30 segg. i.r.c. l'art. 10 della legge cantonale sulle strade, del 23 marzo 1983). In ogni modo, il tracciato pianificato colpisce la parte sostanzialmente inedificata del fondo, evitando il settore a monte su cui sorgono gli edifici principali. La Corte cantonale ha al riguardo accertato che la strada è prevista a una certa distanza dalla piscina e dall'adiacente studio (tra 10 e 4 m) e si situerebbe a una quota inferiore rispetto a quella su cui sorgono queste costruzioni, pregiudicando quindi in modo limitato la possibilità di fruizione della particella. I ricorrenti non censurano, con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, l'arbitrio di questi accertamenti, che sono pertanto vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). In tali condizioni, la restrizione imposta ai ricorrenti, che interessa la superficie inedificata a valle dell'abitazione esistente, non risulta sproporzionata per rapporto alla necessità di urbanizzare, mediante la contestata strada di servizio, il comprensorio edificabile circostante. Il provvedimento pianificatorio regge quindi dinanzi alla garanzia della proprietà.