Citation: 6B_949/2014 E. 12.6.1

12.6.1. Sulla contestata paternità delle sottoscrizioni delle messe a pegno, la CARP, dopo aver illustrato l'evoluzione delle dichiarazioni istruttorie del ricorrente, non ha seguito la tesi difensiva ritenendola una giustificazione creata ad arte. Ha evidenziato la tardività con cui è stata sollevata l'eccezione di falso, nonché le modalità titubanti, poco lineari e per certi versi addirittura contraddittorie in cui è stata presentata e infine ha rilevato l'assenza di riscontri sull'inoltro di una formale denuncia per falsità in documenti. A ciò aggiungasi la fretta con cui il 9 luglio 2004 l'insorgente si è recato in banca portando seco più di un milione di franchi, a cui si sono aggiunti fr. 300'000.-- bonificati in data 12 agosto 2004, per evitare l'escussione dei pegni e ottenere la loro estinzione. Infine la CARP non ha ravvisato motivi per cui l'istituto bancario o suoi funzionari avrebbero dovuto mentire o falsificare la documentazione di messa a pegno, rilevando l'assenza di elementi agli atti che consentano anche solo di ipotizzare che a ff.________SA rispettivamente a ii.________Inc. la banca abbia concesso un credito in bianco e poi, per garantire l'operazione azzardata, creato illecitamente una serie di pegni di beni di clienti terzi, non direttamente legati alle due società. Le critiche ricorsuali si riducono a sollevare generici dubbi fondati su pretesi usi bancari e sull'incompletezza della documentazione, in particolare sull'assenza di "Faustpfandbestätigungen" e di lettere che annunciano la concessione di un credito garantito dai conti messi a pegno. L'insorgente propone possibili moventi a un'asserita falsificazione (in senso lato) degli atti di messa a pegno. L'argomentazione risulta di stampo appellatorio e disattende che, sotto il profilo della valutazione delle prove, l'invocato principio in dubio pro reo si confonde con il divieto generale dell'arbitrio (DTF 138 V 74 consid. 7 pag. 82), che l'insorgente non sostanzia. D'altra parte omette completamente di confrontarsi con la valutazione cantonale delle sue stesse dichiarazioni che ha condotto la CARP a ritenere l'eccezione di falsità una giustificazione creata ad arte.