Citation: 2C_498/2015 E. 5.4.1

5.4.1. Come risulta già dal testo dell'art. 26 CC, questo disposto vale infatti nei casi in cui una persona maggiorenne si trova sotto curatela generale. Che nei confronti della ricorrente sia stata pronunciata l'incisiva misura prevista dall'art. 398 CC - che viene istituita quando una persona ha un particolare bisogno d'aiuto, segnatamente a causa di durevole incapacità di discernimento - non è tuttavia preteso e, tanto meno, dimostrato. In effetti, la sentenza impugnata non contiene nessun riferimento alla messa in atto di una simile misura anche nel caso che ci occupa e l'insorgente stessa si limita a rinviare all'art. 26 CC in un contesto del tutto generico ed ipotetico.