Citation: 1B_197/2022 E. 3.2

3.2. La CRP ha ricordato, rettamente, che secondo la prassi del Tribunale federale il mancato rispetto del termine di 24 ore dell'art. 219 cpv. 4 CPP e di quello di 48 ore dell'art. 224 cpv. 2 CPP non rende necessariamente illegale il mantenimento della detenzione, determinante essendo solo il tempo trascorso tra l'arresto e la decisione del GPC, ossia al massimo 96 ore. Richiamata la prassi del Tribunale federale, essa ha rilevato che la carcerazione diventa illecita soltanto se quest'ultima decisione non interviene entro le 96 ore successive all'arresto. Contrariamente all'assunto ricorsuale, il non rispetto di questi termini non comporta tuttavia la scarcerazione immediata e automatica dell'imputato, il quale ha diritto d'essere scarcerato solo se la sua detenzione è materialmente ingiustificata (DTF 137 IV 118 consid. 2.1; 137 IV 92 consid. 2 e 3; sentenza 1B_138/2021 del 9 aprile 2021 consid. 2.3; FREI/ZUBERBÜHLER ELSÄSSER, op. cit., n. 13-15 ad art. 224). L'istanza precedente ha accertato che in concreto il fermo di polizia è avvenuto il 4 marzo 2022 alle ore 12:55 e che il ricorrente è stato interrogato dalla polizia a partire dalle 13:35. Considerato il suo comportamento e certe sue dichiarazioni (" non ho più voglia di vivere " e che auspicava " vivamente e che inizi una guerra civile, per come si sono comportati i tribunali, i giudici, il mio avvocato e l'esercito così come la società in cui vivo "), è stato visitato da un medico psichiatra presso l'Ospedale regionale di Locarno che lo ha dichiarato, sotto il profilo psichiatrico, non carcerabile e non interrogabile: il PP lo ha quindi fatto trasferire presso la Clinica psichiatrica cantonale. I medici di questa clinica ne hanno confermato la non interrogabilità fino all'8 marzo 2022. In particolare, il 5 marzo 2022 era presente un pensiero delirante di tipo persecutorio, in base al quale il ricorrente prima del ricovero ha agito in maniera aggressiva, evidenziando uno scompenso psichico acuto con rischio di passaggio all'atto. Il 6 marzo 2022 permaneva ancora un quadro di scompenso acuto, l'esame della realtà era compromesso ed era ancora presente un "alto rischio di agiti aggressivi". Il 7 marzo 2022 il ricorrente mostrava sempre ancora un quadro clinico caratterizzato da acuzie psicopatologiche per le quali presentava un'interpretazione della realtà in chiave esclusivamente persecutoria e complottistica, la consapevolezza di malattia e la critica dei fatti imputatigli essendo nulle. I medici hanno ritenuto che il paziente non era verbalizzabile; per di più, il confronto diretto con le autorità avrebbe rappresentato, visto il quadro clinico, un importante fattore stressogeno e di potenziale peggioramento. Solo l'8 marzo seguente i medici l'hanno ritenuto carcerabile e interrogabile. Il 9 marzo 2022 egli è quindi stato interrogato alle ore 15:15 dal PP il quale, il giorno successivo alle 10:21, ha inoltrato l'istanza di carcerazione al GPC. Quest'ultimo, l'11 marzo 2022 alle ore 17:15, senza poterlo interrogare, ne ha ordinato la carcerazione preventiva fino al 4 giugno 2022. In effetti, la mattina del 10 marzo 2022 il servizio medico psichiatrico del carcere ha stabilito che il ricorrente non era nuovamente interrogabile a causa di un peggioramento del suo stato psichico "caratterizzato da ideazione delirante di tipo persecutorio, crescente stato di angoscia e presenza di rischio di passaggio all'atto improvviso sia di tipo etero aggressivo che autolesivo", al punto da somministrargli la terapia contro la sua volontà. Il giorno successivo è stato ritrasferito quindi nella clinica psichiatrica cantonale. Il GPC ha pertanto dovuto annullare la prevista udienza.