Citation: 6A.99/2002 27.01.2003 E. 3

Secondo l'art. 16 cpv. 2 LCStr, la licenza di condurre può essere revocata al conducente che, violando le norme della circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi; nei casi di lieve entità, può essere pronunciato un ammonimento. Giusta l'art. 16 cpv. 3 lett. g LCStr, la licenza di condurre deve essere revocata se il conducente si è intenzionalmente opposto o sottratto alla prova del sangue che gli era stata ordinata o che egli doveva presumere che lo fosse, o a un esame sanitario completivo oppure ne ha eluso lo scopo. Qualora la licenza di condurre sia revocata, la durata della revoca deve essere di almeno un mese (art. 17 cpv. 1 lett. a LCStr). La durata della revoca a scopo d'ammonimento è stabilita soprattutto in funzione della gravità della colpa, della reputazione come conducente di veicoli a motore e della necessità professionale di condurre tali veicoli (art. 33 cpv. 2 OAC). Nell'ambito della determinazione della durata della revoca, l'autorità amministrativa dispone di un ampio potere d'apprezzamento (DTF 123 II 63 consid. 3c/bb). 3.1 Nella fattispecie, il ricorrente è stato condannato penalmente per elusione dalla prova del sangue, inosservanza dei doveri in caso di incidente e perdita di padronanza del veicolo. Ne consegue che, nella misura in cui, sotto il profilo amministrativo, l'autorità competente era tenuta a pronunciarsi sui medesimi fatti accertati dal giudice penale, essa non ha violato il diritto federale, considerando che il ricorrente ha contravvenuto a importanti norme della circolazione e si è sottratto alla prova del sangue ai sensi degli art. 91 cpv. 3 e 16 cpv. 3 lett. g LCStr. Le censure, peraltro stringate, invocate in merito alla presunta poca gravità delle infrazioni commesse e alle giustificazioni del suo allontanamento dal luogo del sinistro non giovano all'interessato, già per il motivo che egli ridiscute gli accertamenti di fatto ritenuti in sede penale. 3.2 L'insorgente ha eseguito una manovra scorretta scendendo da un marciapiede ed ha urtato un cartello segnaletico, abbattendolo; indi si é allontanato dal luogo del sinistro senza aspettare l'arrivo della polizia. E' vero, egli è poi ritornato sui suoi passi, constatando i danni e discutendo brevemente con il gerente del bar situato nelle vicinanze; ciò non toglie che il ricorrente non era autorizzato a lasciare i luoghi del sinistro senza attendere l'arrivo degli agenti per la constatazione ufficiale. Come è prassi corrente in questi casi, egli sarebbe sicuramente stato sottoposto alla prova dell'alcol, circostanza che il ricorrente doveva presumere, pur se - a suo dire - quella sera non aveva consumato bevande alcoliche. Ora, trattandosi di una violazione dell'art. 16 cpv. 3 lett. g LCStr., la licenza di condurre del ricorrente andava obbligatoriamente revocata, a prescindere dalla pronuncia di un semplice ammonimento come da questi richiesto. Tenuto conto delle colpe dell'interessato, dei suoi antecedenti e ricordato l'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone l'autorità amministrativa in tale ambito (DTF 123 II 63 consid. 3c/bb), la durata del provvedimento (tre mesi) appare adeguata, rispettosa del principio della proporzionalità e conforme al diritto federale. 3.3 Per quanto riguarda la valutazione del preteso bisogno del ricorrente di disporre della licenza di condurre, è sufficiente rinviare (art. 36a cpv. 3 OG) alle pertinenti considerazioni contenute nella sentenza impugnata (pag. 6, consid. 5). In questa sede basta rilevare che determinante nell'ambito di tale valutazione è la questione se l'interessato, date le sue esigenze professionali, risulterebbe maggiormente, e quindi iniquamente, toccato dalla revoca rispetto agli altri utenti (DTF 123 II 572 consid. 2c). Ciò non appare essere il caso. Gli inconvenienti pratici e finanziari, in particolare le difficoltà che il ricorrente incontrerebbe nel soddisfare i bisogni quotidiani della propria famiglia, sono parte integrante dello scopo afflittivo e dissuasivo della decisione litigiosa e non lo toccano più di quanto sia necessario a una corretta applicazione di questa misura.