Citation: 2C_678/2019 E. 4.1

4.1. La revoca di un permesso di domicilio è giustificata unicamente se, sulla base di una ponderazione globale degli interessi in gioco, essa appare proporzionale (art. 96 LStr; cfr. anche art. 5 cpv. 2 Cost.). Nell'esercizio del loro potere discrezionale, le autorità competenti tengono quindi conto degli interessi pubblici e della situazione personale dello straniero, considerando la gravità di quanto gli viene rimproverato sul piano penale, la durata del suo soggiorno in Svizzera, il suo grado d'integrazione e il pregiudizio che l'interessato e la sua famiglia subirebbero se la misura fosse confermata (DTF 139 I 145 consid. 2.4 pag. 149; sentenze 2C_481/2019 del 5 giugno 2019 consid. 3.3.1 e 2C_507/2018 del 29 ottobre 2018 consid. 4.2). Per costante giurisprudenza, il primo criterio per valutare la gravità della colpa e per procedere alla ponderazione degli interessi è costituito dalla condanna inflitta (sentenze 2C_157/2018 del 28 maggio 2018 consid. 5.2; 2C_976/2017 dell'8 febbraio 2018 consid. 3.3; 2C_568/2017 del 26 gennaio 2018 consid. 4.2). La revoca di un permesso di domicilio soggiace a esigenze tanto più elevate quanto più lunga è la durata della permanenza in Svizzera. Anche nei confronti di stranieri che sono nati e che hanno sempre vissuto nel nostro Paese, una simile misura non è tuttavia esclusa e può essere adottata sia quando una persona si è macchiata di delitti particolarmente gravi - di carattere violento, a sfondo sessuale, o in relazione con il commercio di stupefacenti -, sia quando si è resa punibile a più riprese (sentenze 2C_725/2018 del 13 novembre 2018 consid. 6.2; 2C_976/2017 dell'8 febbraio 2018 consid. 3.3; 2C_568/2017 del 26 gennaio 2018 consid. 4.2; 2C_380/2015 del 19 febbraio 2016 consid. 3.3). Principi analoghi valgono nel caso di stranieri che non possono essere considerati "di seconda generazione", ma che vivono nel nostro Paese da molto tempo (sentenza 2C_380/2015 del 19 febbraio 2016 consid. 3.3).