Citation: 4A_619/2018 E. 4.2

4.2. La ricorrente si lagna di una " lettura arbitraria del fascicolo processuale " e sostiene che la committente era in mora, come risulterebbe dalla deposizione del teste E.________, il quale ha confermato la disponibilità a operare, ma che " non è stato concesso l'intervento da parte dei residenti ". Afferma che lo scritto che ha inviato il 9 novembre 2012 sarebbe peraltro conforme agli " usi vigenti nell'edilizia, segnatamente laddove un intervento implica l'uscita di casa degli interessati (fatto notorio) ". Ritiene poi che, avendo esternato la volontà di sistemare il tetto dell'edificio, l'opponente avrebbe dovuto convincere la committente ad accettare la proposta o almeno opporle giusta l'art. 502 CO la mora in cui si trovava, invece di semplicemente assecondarla e pagare. In concreto giova dapprima rilevare che la ricorrente non contesta l'impostazione giuridica della causa, contenuta nel giudizio pretorile e sulla quale la sentenza impugnata si fonda implicitamente, secondo cui la data del 12 novembre 2012 costituiva un congruo termine per l'adempimento nel senso dell'art. 107 CO che, in caso di infruttuosa decadenza, avrebbe permesso alla committente di rinunciare alla riparazione e avanzare una pretesa compensatoria di risarcimento danni. Occorre poi osservare che la Corte cantonale ha esplicitamente indicato che dalla testimonianza E.________ non emerge che il rifiuto della committente ad acconsentire a una riparazione sia avvenuto prima dello scadere del predetto termine. Citando la menzionata deposizione e affermando che sarebbe invece palese che il diniego della committente fosse precedente al 2 novembre 2012, la ricorrente non formula alcuna ammissibile critica (v. sulle esigenze di motivazione di una tale censura supra consid. 2) nei confronti della constatazione dei Giudici cantonali secondo cui essa non ha dimostrato che la mancata riparazione dei difetti del tetto fosse dovuta al fatto che la prestazione in natura non era stata accettata quando il termine assegnato per effettuarla ancora correva. Ne segue che l'argomentazione ricorsuale attinente a una violazione dell'art. 502 CO è infondata, perché non è stata provata alcuna mora della committente e perché tale norma non impone al fideiussore di spalleggiare un debitore principale inadempiente.