Citation: H 270/03 28.06.2004 E. 5

Nel merito P.________ censura l'operato dei primi giudici nella misura in cui le hanno addebitato una grave negligenza in relazione alla realizzazione del danno, per il quale è stata ritenuta responsabile. La ricorrente ribadisce, a sua discolpa, che la Cassa avrebbe dovuto perseguire anche gli altri due membri del comitato, in particolare il presidente S.________, attorno al quale ruotava tutta l'attività dell'associazione. Quanto al segretario E.________, rileva in particolare che le dimissioni, per essere valide, avrebbero dovuto essere approvate dall'assemblea dei soci. A suo discarico fa inoltre notare che, nella sua funzione di cassiera con diritto di firma collettiva a due, non le si poteva addossare la completa responsabilità del mancato versamento dei contributi alle assicurazioni sociali. In particolare osserva di avere insistito e ottenuto che i conti fossero controllati da un revisore dei volontari nonché di aver fatto verificare da una fiduciaria i conti ottenendone l'approvazione. Asserisce pure che i controlli sulle pezze giustificative dei consuntivi da lei allestiti e verificati dal contabile avrebbero dimostrato l'esattezza delle cifre. Fa notare che fu lei a rendere attento il presidente e i volontari che la raccolta di fondi non corrispondeva alle promesse di quest'ultimo (luglio 1998). Sarebbe quindi stata sempre lei, con l'aiuto anche di parenti e di terze persone, a parzialmente sopperire a quanto il presidente non avrebbe saputo fare ed onorare. Individua pertanto in S.________ - capo progetto delle "Giornate luganesi 1798" e asseritamente al beneficio del salario più alto - l'unico responsabile. 5.1 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, il Tribunale cantonale ha già correttamente rilevato come secondo l'art. 52 LAVS, il datore di lavoro debba risarcire alla cassa di compensazione i danni da lui causati in violazione, intenzionale o per negligenza grave, delle prescrizioni dell'assicurazione e come, quando il datore di lavoro è una persona giuridica che non esiste più allorché la pretesa viene fatta valere, possano essere convenuti, in via sussidiaria, i suoi organi responsabili (DTF 123 V 15 consid. 5b, 122 V 66 consid. 4a, 119 V 405 consid. 2 e sentenze ivi citate), in quest'ultima categoria rientrando di principio anche i membri di direzione di un'associazione (cfr. ad es. DTF 129 V 197; VSI 2002 pag. 52). Ai sensi della giurisprudenza si deve ammettere negligenza grave del datore di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole posta nella stessa situazione. La misura della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di lavoro della stessa categoria di quella cui appartiene l'interessato (DTF 112 V 159 consid. 4 e sentenze ivi citate). Occorre però esaminare se speciali circostanze legittimassero il datore di lavoro a non versare i contributi o potessero scusarlo dal procedervi (DTF 108 V 186 consid. 1b e 193 consid. 2b; cfr. pure DTF 121 V 244 consid. 4b). L'obbligo del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi sostiene e prova motivi di giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b). 5.2 Per quanto riguarda la censura riferita alle dimissioni 9 dicembre 1998 inoltrate da E.________ all'associazione L.________, va rilevato che il segretario aveva contemporaneamente chiesto la sua radiazione - in conformità dell'art. 25a dell'Ordinanza sul registro di commercio (RS 221.411) - dal registro di commercio di L.________, ciò che è poi avvenuto il 12 gennaio 1999. È quindi dubbio che il segretario possa avere inciso sull'andamento degli affari dell'associazione anche dopo le sue dimissioni (cfr. DTF 126 V 61). La questione non va comunque vagliata oltre, già per il fatto che, come si è detto al consid. 3.1.2, l'amministrazione è libera di procedere, nei confronti di debitori solidali, contro chi meglio ritiene. 5.3 Il rinvio a quanto già precedentemente esposto è inoltre sufficiente anche per rispondere alle censure riferite alla responsabilità di S.________, atteso che la decisione amministrativa nei suoi confronti è cresciuta incontestata in giudicato. 5.4 Per il resto, la differenza di salario con S.________ era minima, atteso che l'insorgente ha percepito per la sua attività un salario annuo di fr. 71'100.- nel 1998 e di fr. 45'300.- nel 1999, mentre il presidente aveva conseguito uno stipendio di fr. 72'900.- nel 1998 e di fr. 41'250.- nel 1999 (fino al mese di settembre). E comunque, anche a prescindere da tale considerazione, P.________ sembra dimenticare che determinante ai fini della sua responsabilità ex art. 52 LAVS è la circostanza che - in qualità di membro di direzione (cassiera) nonché di "responsabile di tutta la parte amministrativa e contabile del L.________", per la qual attività aveva percepito un salario non indifferente - si sia acriticamente fidata di S.________. Indipendentemente dal ruolo dominante che avrebbe svolto quest'ultimo, l'interessata non poteva infatti, quale organo formale, esimersi dalle sue responsabilità e omettere di vigilare e intervenire concretamente - se necessario rassegnando a tempo debito le dimissioni - per il rispetto delle prescrizioni in materia (cfr. per analogia DTF 114 V 223 consid. 4a; cfr. pure VSI 2002 pag. 53 consid. 3a). In particolare, non si può ora limitare ad affermare che egli fosse l'esclusivo responsabile del progetto e garantisse per la riuscita finanziaria dell'operazione, tanto più che agli atti non vi è alcun documento che provi che l'insorgente abbia informato sia S.________ sia gli altri interessati sulle sue perplessità nella conduzione del progetto da parte del presidente dell'Associazione L.________. In sostanza, P.________, in grado - per la funzione esercitata - di verificare se i contributi alle assicurazioni sociali venissero versati regolarmente, ha disatteso l'obbligo che ne derivava, e non può pretendere ora di liberarsi semplicemente sostenendo che il finanziamento dell'intera operazione fosse da ritenere certo solo perché così le avrebbe detto il presidente S.________. In altre parole, P.________ ha omesso di controllare, come era suo preciso dovere in qualità di membro di direzione con funzione di cassiera, che il versamento dei contributi assicurativi avvenisse in conformità della normativa applicabile o che comunque fosse garantito da fatti concreti, non potendo bastare semplici affermazioni da parte del presidente, peraltro nemmeno dimostrate, sulla riuscita del progetto delle "Giornate luganesi 1798". L'omissione, da parte di un organo formale della direzione dell'associazione, nell'orientarsi costantemente sull'andamento degli affari, in particolare in relazione alle questioni contributive (SVR 2001 AHV no. 15 pag. 51) - mancanza tanto più grave se si considera che le difficoltà di pagamento dei contributi avevano obbligato l'amministrazione a diffidare l'associazione già dal mese di marzo 1997 e a promuovere procedure esecutive dal mese di maggio 1998 -, e nel compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nello svolgimento delle proprie funzioni amministrative è per finire risultata causale per il danno poi derivato alla Cassa per il mancato pagamento degli oneri sociali. Per il resto, nulla muta a tale valutazione il fatto che P.________ si sarebbe adoperata nel corso del 2000 e del 2001 per ridurre, con importanti versamenti (fr. 251'042.15 in totale), l'onere contributivo che altrimenti sarebbe risultato ancor maggiore. Come giustamente fatto notare dalla Corte cantonale, seguendo il ragionamento di parte ricorrente, altrimenti sarebbe sufficiente che una società che abbia accumulato importanti debiti contributivi per un lungo periodo cominci a rimborsare una parte anche importante di tale debito per fare sì che i suoi dirigenti non possano, per questo solo motivo, più essere ritenuti responsabili ai sensi dell'art. 52 LAVS. Ciò sarebbe tuttavia contrario al senso stesso del disposto in esame (cfr. sentenza del 29 agosto 2002 in re A., B., C., D. e E., H 277/01, consid. 3.3). A giusta ragione pertanto l'amministrazione ha ritenuto P.________ corresponsabile di tale danno.