Citation: 5A_956/2018 E. 3.2

3.2. Dopo aver riassunto le motivazioni del giudizio di prima sede e i presupposti di legge per l'adozione di provvedimenti cautelari nei confronti dei mass media periodici, il Tribunale di appello si è chinato sulle censure formulate dal ricorrente. Ha in primo luogo negato che il servizio giornalistico abbia lasciato credere che egli fosse perseguito penalmente: il capo del servizio giuridico della D.________SA di Lugano non avrebbe fatto nomi né accennato a perseguimenti penali, mentre nel servizio si fa cenno unicamente a inchieste amministrative condotte nei confronti del ricorrente dalla Banca centrale di Singapore e dalla FINMA, che il ricorrente non smentisce. Quanto all'impiego fatto nell'inchiesta dell'epiteto " The Shark ", affiancato alla fotografia del ricorrente, i Giudici cantonali si sono distanziati dal Pretore, ammettendo che il termine " squalo " denotasse persona molto avida, arricchitasi o pervenuta a posizioni di prestigio in modo spregiudicato e privo di scrupoli. Rammentato il peso - diverso - che hanno la pubblicazione di fatti e l'espressione di valori di giudizio nel quadro della protezione della personalità, il Tribunale di appello ha qualificato l'utilizzo del termine " squalo " nel presente contesto quale giudizio di valore misto. Ora, se fondato su fatti veri, un tale giudizio appare lesivo della personalità della persona concerta unicamente se si rivela inutilmente offensivo. Ciò, secondo i Giudici cantonali, non è il caso: la consapevole e reiterata decisione dei vertici aziendali di continuare a intrattenere relazioni d'affari correlate al fondo 1MDB, ignorando manifesti sospetti e persino un richiamo della stessa FINMA a fine 2013, riscuotendo commissioni inusuali sul mercato, è stata accertata e comunicata dalla FINMA. I fatti alla base del giudizio non sono dunque inveritieri. " Qualificare di 'squalo' l'ex CEO della D.________SA di Singapore per essersi [...] comportato avidamente per sete di denaro e per conquistare posizioni di prestigio in modo spregiudicato e privo di scrupoli non può quindi ritenersi, a un sommario esame, un giudizio di valore misto lesivo della personalità, che svilisce inutilmente la figura dell'istante [n.d.r.; qui ricorrente] giusta l'art. 266 lett. a CPC ", tanto più che in concreto l'utilizzo del termine " squalo " non è stato denigratorio o inutilmente lesivo nemmeno nella forma, visto che il ricorrente è stato descritto - richiamati anche gli ottimi risultati ottenuti alla guida della D.________SA di Singapore - come " top manager "; la sua fotografia, con relativa didascalia, è rimasta visibile soltanto per pochi secondi; e nel servizio egli non è mai stato menzionato con detto termine. " Se il ricorrente si ritiene oggetto di una 'sentenza finale di condanna' per la sua attività in campo bancario " - epiloga il Tribunale di appello - " ciò si deve non al servizio giornalistico diffuso dal canale RSI 1, bensì ai suoi stessi trascorsi nella filiale D.________SA di Singapore ". Per queste ragioni, i Giudici cantonali hanno respinto l'appello e confermato il decreto cautelare pretorile.