Citation: 2C_713/2016 E. 9.3.1

9.3.1. La ricorrente adduce in seguito una violazione del principio della libertà economica (art. 27, 36 e 94 Cost.). Ribadisce che le premesse di una base legale sufficiente e del rispetto del principio della proporzionalità non sono date per i motivi già illustrati ed afferma che la tassa querelata istituisce una misura di politica economica inammissibile, siccome è non solo proibitiva, ma addirittura punitiva, confiscatoria ed espropriativa, oltre ad impedire che venga realizzato un beneficio conveniente. Ripete che i suoi concorrenti diretti, con meno di 50 posteggi sul loro fondo oppure con più posteggi ma situati nei Comuni che non rientrano tra quelli considerati dagli art. 35b cpv. 1 LTPub e 3 RTColl sono avvantaggiati e ne deduce un'ingiustificata distorsione del libero mercato e un'inaccettabile influenza tra i diversi attori economici. Infine afferma che la possibilità, peraltro non legiferata di trasferire l'imposta sugli utenti non conduce a diversa conclusione in ragione sia degli impedimenti giuridici vigenti in ambito del diritto della locazione sia del fatto che, per quanto concerne i dipendenti, una modifica contrattuale unilaterale sarebbe di principio vietata.