Citation: 1A.287/2004 02.09.2005 E. 4

4.1 Come si è visto, il piano direttore cantonale situa il fondo part. n. xxx nelle superfici per l'avvicendamento colturale. Tale strumento pianificatorio non istituisce tuttavia vincoli diretti per i proprietari e non è quindi determinante per la concessione del permesso (art. 9 cpv. 1 LPT; Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, n. 120-123 e n. 143). Decisivo è al proposito il piano regolatore del Comune di Ligornetto, che colloca la particella fuori della zona edificabile. L'autorizzazione a costruire, la cui necessità è pacifica (cfr. art. 22 LPT), può pertanto essere rilasciata soltanto se sono adempiute le condizioni, cumulative (DTF 124 II 252 consid. 4), poste dall'art. 24 LPT, vale a dire se la destinazione dell'impianto esige un'ubicazione fuori della zona edificabile (lett. a) e se non vi si oppongono interessi preponderanti (lett. b). Una pretesa conformità dell'impianto alla destinazione della zona agricola (art. 16a LPT, art. 34 OPT), su cui insiste particolarmente la ricorrente, non è quindi in discussione e non deve essere esaminata. 4.2 La nozione di ubicazione vincolata secondo l'art. 24 lett. a LPT ha carattere oggettivo e alla realizzazione di tale presupposto la giurisprudenza pone severe esigenze. Occorre infatti che sia necessario costruire l'edificio o l'impianto, fuori della zona a cui normalmente apparterrebbe, per motivi tecnici o inerenti al suo esercizio, o per la natura del terreno; il vincolo può anche essere negativo, imposto cioè dall'esclusione di ogni altra ubicazione, ma motivi puramente finanziari, personali o di comodità non sono sufficienti (DTF 129 II 63 consid. 3.1, 124 II 252 consid. 4a). La valutazione degli interessi richiesta dall'art. 24 lett. b LPT esige, secondo l'art. 3 OPT, la determinazione e la ponderazione di tutti gli interessi pubblici e privati toccati dal progetto, segnatamente degli interessi perseguiti sia dalla stessa LPT sia da norme speciali concernenti la protezione dell'ambiente, della natura e del paesaggio, dell'aria e delle foreste (DTF 129 II 63 consid. 3.1). 4.3 Non si può negare che i servizi igienici litigiosi rispondano a un bisogno effettivo della ricorrente, rispettivamente del suo personale impiegato nella produzione vitivinicola. L'esistenza di un analogo interesse privato è d'altra parte già stata riconosciuta da questa Corte, pur se in un contesto diverso (cfr. sentenza 1A.125/2000 del 23 agosto 2000, consid. 4). Rettamente i giudici cantonali hanno tuttavia ritenuto che la costruzione dell'impianto non sia oggettivamente necessaria, non essendo ravvisabili specifici motivi tecnici o inerenti all'esercizio del deposito agricolo come pure alle caratteristiche del fondo in forza dei quali l'impianto debba necessariamente essere costruito sulla particella n. xxx, fuori della zona edificabile. La ricorrente non adduce del resto argomenti decisivi al proposito. Sostenendo principalmente che, senza tali servizi, il suo personale sarebbe costretto a liberarsi all'aperto, siccome gli esercizi pubblici ai quali si potrebbe fare capo distano qualche chilometro, la ricorrente non invoca il bisogno oggettivo richiesto dalla giurisprudenza, ma semplici ragioni di comodità. Simili motivi non sono però sufficienti per considerare adempiuto il requisito dell'ubicazione vincolata, e ciò quand'anche l'esigenza di disporre di nuovi servizi si fosse effettivamente accentuata dopo la cessazione dell'affitto della particella n. yyy di Besazio. 4.4 Né l'opera litigiosa appare vincolata sotto il profilo negativo, non essendo seriamente ravvisabili ragioni che permettano di escludere ch'essa può essere costruita altrove. La ricorrente medesima accenna al fondo part. n. zzz di Ligornetto, del quale afferma però di non potere fruire poiché l'attività vitivinicola sarebbe lì esercitata da A.________. L'autorità comunale, nella risposta del 25 gennaio 2005, ha osservato che tale fondo dista poche centinaia di metri da quello oggetto dell'intervento litigioso e che la X.________ SA è praticamente riconducibile a A.________, che ne presiede il consiglio di amministrazione, tant'è che l'uva prodotta dalla società verrebbe vinificata sulla particella n. zzz. Nella replica del 22 aprile 2005 la ricorrente non ha esplicitamente contestato queste argomentazioni, che non occorre tuttavia ulteriormente approfondire. È incontestato che A.________ è pure proprietario della particella n. xxx di Ligornetto oggetto della presente procedura, avendo in questa veste firmato la domanda di costruzione. In circostanze simili, benché si tratti effettivamente di un altro soggetto giuridico, come afferma la ricorrente, è difficile comprendere per quale motivo il proprietario non permetta l'utilizzo dei servizi esistenti sul fondo part. n. zzz, acconsentendo invece all'uso di quelli che sarebbero realizzati sulla particella n. xxx. Del resto, la ricorrente nulla adduce riguardo alla natura ed alla durata del rapporto giuridico che dovrebbe garantirle quest'ultima possibilità. 4.5 Ne discende che, non essendo adempiuto il requisito dell'ubicazione vincolata, l'autorizzazione edilizia non può essere concessa in applicazione dell'art. 24 LPT, senza che occorra esaminare la domanda sotto il profilo dell'interesse pubblico contrastante. Che in passato le autorità cantonali abbiano espresso pareri diversi non è determinante al riguardo, la sentenza impugnata non essendo per gli esposti motivi lesiva del diritto federale.