Citation: 8C_406/2022 E. 5.3

5.3. L'assicuratore può ritenere una stabilizzazione o chiudere il caso, quando dalla continuazione della cura medica non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato e siano conclusi eventuali provvedimenti d'integrazione dell'AI (art. 19 cpv. 1 LAINF; DTF 134 V 109 consid. 4; sentenza 8C_493/2018 del 12 settembre 2018 consid. 3.2). Se un sensibile miglioramento della salute (criterio non esclusivo, cfr. sentenza 8C_614/2019 del 29 gennaio 2020 consid. 5.3) sia ancora possibile, esso deve essere determinato rispetto all'aumento prevedibile o il ristabilimento della capacità lavorativa, nella misura in cui quest'ultima non sia limitata dall'infortunio. In altre parole, il concetto "sensibile" dell'art. 19 cpv. 1 LAINF vuole sottolineare che grazie a una cura medica secondo l'art. 10 cpv. 1 LAINF il miglioramento auspicato possa effettivamente entrare in considerazione (DTF 134 V 109 consid. 4.3). In tale contesto, lo stato di salute della persona assicurata deve essere valutato in maniera prognostica e non mediante accertamenti retrospettivi, ponendosi al momento in cui le prestazioni sono state interrotte (sentenze 8C_289/2018 del 15 marzo 2019 consid. 3.6; 8C_537/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 4.2). Giova inoltre ricordare che, diversamente dai rapporti medici interni dell'assicuratore ove è sufficiente un minimo dubbio sull'affidabilità e sulla concludenza degli stessi affinché l'assicurato venga sottoposto a esame medico esterno, alle perizie esperite nell'ambito della procedura amministrativa (art. 44 LPGA) o giudiziaria da medici specialisti esterni deve essere riconosciuta piena forza probante nell'ambito dell'accertamento dei fatti, nella misura in cui non vi siano indizi concreti sull'affidabilità della perizia stessa (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb; sentenza 8C_252/2022 dell'11 gennaio 2023 consid. 4.1.2).