Citation: 4A_79/2022 E. 4.2

4.2. I ricorrenti sostengono che la Corte cantonale ha arbitrariamente escluso l'esistenza di un consenso soggettivo e proceduto, violando la preminenza dell'interpretazione soggettiva, ad un'interpretazione basata sul principio dell'affidamento. Con riferimento alla loro volontà soggettiva affermano che, quando la banca ha sottoposto loro la dichiarazione di scarico, essi "hanno concordemente voluto, rispettivamente accettato che la stessa esplicasse effetti anche in relazione ad eventuali atti illeciti ascrivibili a H.________ in relazione alle 'modalità'" con cui quest'ultimo ha agito. Asseverano che anche l'interpretazione oggettiva della Corte cantonale è incompatibile con le prove prodotte da cui risulterebbe che la banca era a conoscenza dal 3 novembre 1998 dei comportamenti illeciti del suo ex direttore. Tale consapevolezza emergerebbe anche dal fatto che la banca ha incluso nel testo della dichiarazione pure le modalità con cui sono stati effettuati gli investimenti. Ne deducono che, anche in base a un'interpretazione secondo il principio dell'affidamento, lo scritto in discussione doveva essere inteso come riferito a qualsiasi atto illecito.