Citation: 5A_271/2015 E. 2.1.1

2.1.1. Secondo i Giudici cantonali, il ricorrente è creditore del ladro del quadro, ma non della defunta, contro la quale poteva tutt'al più far valere il diritto di pegno. Egli non può nemmeno ritenersi un terzo interessato, poiché non ha dimostrato alcun interesse legittimo alla cessione degli attivi successori diverso dal semplice interesse di un terzo qualunque che intende acquisire i beni all'asta o a trattative private (v. art. 230a cpv. 4 LEF) : egli ha fatto soltanto valere il suo diritto di pegno, diritto che la legge tuttavia già tutela, prevedendo che i richiedenti la cessione dei beni debbano dichiararsi personalmente responsabili per il pagamento dei crediti garantiti da pegno (art. 230a cpv. 1 LEF) e che, in mancanza di una cessione, lo Stato debba riprendere i beni con gli oneri che li gravano se accetta la devoluzione a suo favore (art. 230a cpv. 3 LEF). Per l'autorità di vigilanza, poi, la richiesta di cessione del ricorrente del 17 ottobre 2014 risulta in ogni modo tardiva, poiché egli non si è manifestato entro un termine ragionevole dopo che, nella pubblicazione dell'11 luglio 2003, si menzionava già la facoltà per creditori e terzi interessati di esercitare il diritto alla cessione nel caso in cui nessun erede se ne fosse prevalso nel termine impartito. Anche se, in futuro, il termine assegnato agli eredi andrebbe esplicitamente impartito, nella stessa pubblicazione, anche a creditori e a terzi interessati, in concreto era comunque chiaro a questi ultimi che avrebbero potuto chiedere la cessione se gli eredi non avessero fatto uso di tale facoltà.