Citation: 1A.164/2006 18.01.2008 E. 4

4.1 La ricorrente rileva che il MPC non ha riscontrato versamenti di denaro da lei effettuati verso l'Italia dal 1997 fino al 2005. Ne conclude che, richiamato l'art. 5 cpv. 1 lett. c AIMP, a un perseguimento penale nei suoi confronti, limitato peraltro al versamento litigioso di USD 7 milioni, osterebbe la prescrizione assoluta. Critica poi, in maniera del tutto generica, la tesi del MPC secondo cui la CEAG non contiene norme espresse che escludono la concessione dell'assistenza per intervenuta prescrizione. 4.2 Con quest'argomentazione essa disattende che nel quadro dell'assistenza giudiziaria internazionale regolata dalla CEAG non occorre esaminare la questione della prescrizione, qualora si tratti, come in concreto, della trasmissione di mezzi di prova (cfr. art. 3 n. 1 CEAG). Infatti, diversamente dalla Convenzione europea di estradizione (v. art. 10 CEEstr), la CEAG, che prevale sull'art. 5 cpv. 1 lett. c AIMP, non contiene disposizioni che escludono la concessione dell'assistenza per intervenuta prescrizione dell'azione penale. Trattasi di silenzio qualificato e non di lacuna colmabile mediante interpretazione (DTF 117 Ib 53 consid. 2; 118 Ib 266 consid. 4b/bb pag. 268; Zimmermann, op. cit., n. 435). Ne segue che il quesito della prescrizione non dev'essere esaminato, allorquando, come nel caso di specie, lo Stato richiedente postula l'adozione di una misura prevista dal Titolo II della CEAG. Per di più, la prescrizione può essere invocata dalla persona perseguita, segnatamente dal ricorrente, indagato nel procedimento estero, ma non legittimato a ricorrere nel quadro della procedura di assistenza, e non da terzi, come la ricorrente, non tutelati da questa disciplina (DTF 130 II 217 consid. 11.1 pag. 234; Zimmermann, op. cit., n. 434; sull'ammissibilità di misure di assistenza giudiziaria una volta intervenuta la prescrizione assoluta secondo il diritto svizzero vedi DTF 126 II 462; 116 Ib 452 consid. 4a).