Citation: 4P.54/2004 09.07.2004 E. 4

La ricorrente pare ignorare questi principi. Come rettamente rilevato dagli opponenti, i suoi argomenti - quando non riguardano circostanze assodate anche nel giudizio criticato - hanno perlopiù carattere appellatorio e, in ogni caso, non risultano idonei a dimostrare l'emanazione di una decisione arbitraria nel senso sopra descritto. 4.1 Nella prima parte dell'impugnativa viene ad esempio censurato l'accertamento secondo il quale E.________ detiene un'importante quota azionaria. La ricorrente non spiega il senso e lo scopo di questa critica né tantomeno indica la ragione per la quale tale accertamento, quand'anche erroneo, renderebbe manifestamente insostenibile le conclusioni dei giudici cantonali circa il carattere vincolante del precontratto. Alla luce di quanto addotto in merito alle esigenze poste alla motivazione di un ricorso di diritto pubblico fondato sulla violazione dell'art. 9 Cost., questo potrebbe bastare per dichiarare il gravame inammissibile su questo punto. Sia come sia, si può osservare che la Corte ticinese ha espresso la predetta considerazione nel quadro della valutazione delle dichiarazioni di E.________, che ha stimato solo parzialmente attendibili, essendo egli divenuto l'amministratore unico della società qui ricorrente oltre che detentore di un'importante quota azionaria. Anche se quest'ultimo accertamento fosse arbitrario - come sostiene la ricorrente - il giudizio cantonale non verrebbe a mutare. Le menzionate affermazioni di E.________ concernevano infatti una questione (quella dell'esistenza di un contenzioso in merito all'ammontare della pigione all'epoca della stipulazione del precontratto) che, stando a quanto emerge dalla pronunzia impugnata - e non contestato dinanzi al Tribunale federale - è stata sollevata per la prima volta dinanzi alla massima istanza ticinese e che, pertanto, sfuggiva all'esame dei giudici d'appello in virtù dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI, la cui applicazione non è stata contestata. 4.2 A mente della ricorrente dalla deposizione di F.________ risulterebbe chiara la volontà di escludere qualsiasi tipo di rappresentanza da parte del signor E.________, compresa quella attribuita dalla giurisprudenza agli organi di fatto. In sostanza essa presenta un'interpretazione delle dichiarazioni del citato teste diversa da quella esposta nella sentenza cantonale. A questo proposito i giudici ticinesi hanno infatti osservato che il testimone sembrava più che altro esprimere un concetto generale valido per tutti i collaboratori, senza aver intuito che ad E.________ poteva essere attribuita la qualifica di organo di fatto. La ricorrente non allega, né tantomeno dimostra, per quale motivo questa valutazione sarebbe arbitraria. Su questo punto il gravame si avvera dunque d'acchito inammissibile. 4.3 Ad analoga conclusione si deve giungere laddove la ricorrente sostiene di aver sempre contestato la qualità di organo di fatto di E.________ dinanzi alle autorità cantonali, contrariamente a quanto ritenuto dalla II Camera civile del Tribunale d'appello. Si tratta invero di una questione di una certa rilevanza, avendo il Tribunale d'appello riconosciuto ad E.________ la qualità di organo di fatto proprio a causa del comportamento processuale della ricorrente, la quale ha omesso di esprimersi - in sede di appello - sull'argomentazione pretorile a questo riguardo. Inspiegabilmente, nel ricorso di diritto pubblico essa non indica quando e dove avrebbe formulato una simile contestazione bensì si limita ad un generico ed inammissibile rinvio ai suoi precedenti allegati e ad una lettera inviata dal suo patrocinatore al giudice di prima istanza (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120 con rinvii). 4.4 La ricorrente non ha miglior fortuna nemmeno quando critica le conclusioni dei giudici d'appello in punto alla ratifica dell'operato di E.________ per atti concludenti. Essa ribadisce infatti l'esistenza di un disaccordo circa l'ammontare della pigione proponendo la propria lettura delle risultanze istruttorie, senza prendere minimamente posizione sugli elementi che hanno convinto i giudici cantonali del contrario, già esposti al consid. 1.2. 4.5 Infine, l'asserzione secondo cui il Pretore avrebbe appurato che un eventuale utilizzo dei locali sarebbe cessato il 3 marzo 2003 è pretestuosa. I giudici cantonali hanno infatti chiaramente spiegato che l'accertamento pretorile si riferiva unicamente alla chiusura del ristorante. Non risulta per contro, né è mai stato preteso, che a quel momento la ricorrente abbia provveduto alla restituzione delle chiavi.