Citation: 6B_901/2016 E. 3.3

3.3. Quanto alla pretesa violazione dell'art. 333 cpv. 1 e 2 CPP, per non avere la CARP invitato il pubblico ministero a modificare rispettivamente a estendere l'accusa per i titoli di calunnia e sviamento della giustizia, la censura sfugge a un esame di merito. In primo luogo essa esula dalle conclusioni formulate nel ricorso, che mirano unicamente a ottenere una condanna dell'opponente 1 per il reato di denuncia mendace. L'art. 107 cpv. 1 LTF impedisce al Tribunale federale di andare oltre le conclusioni delle parti. Ma anche volendo considerare che implicitamente l'insorgente concluda al perseguimento e al giudizio dell'opponente 1 per altre infrazioni, oltre a quella di cui all'art. 303 CP, si tratterebbe di una nuova conclusione inammissibile in forza dell'art. 99 cpv. 2 LTF, atteso che dinanzi alla CARP egli si è limitato a postulare la condanna per titolo di denuncia mendace con conseguente riconoscimento delle pretese civili connesse a questo reato. In secondo luogo l'insorgente disattende che, in quanto accusatore privato, l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF gli permette di ricorrere in materia penale nella misura in cui la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili. Nella fattispecie, non si scorge né nel gravame è spiegato, in urto alle esigenze di motivazione poste dalla LTF (v. al riguardo DTF 141 IV 1 consid. 1.1), in che modo e misura l'eventuale modifica e/o estensione dell'accusa alle infrazioni prospettate, segnatamente in relazione allo sviamento della giustizia giusta l'art. 304 CP, sia idonea a influire sul giudizio delle pretese civili del ricorrente.