Citation: 1P.380/2004 28.12.2004 E. A

Il 5 settembre 2003 A.________ è stato riconosciuto colpevole dalla Corte delle assise criminali di T.________ sedente in Lugano di ripetuti atti sessuali con fanciulli, ripetuta coazione sessuale, ripetuta violenza carnale, ripetuta infrazione e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e ripetuta somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute. Secondo i giudici egli aveva tra l'agosto del 2000 e il novembre del 2001 reiteratamente compiuto atti sessuali con la nipote B.________, nata nel 1988, nella propria abitazione a R.________, all'interno della sua autovettura e nel suo rustico a Q.________. L'imputato aveva altresì, usando violenza, minacce, pressioni psicologiche e rendendola inetta a resistere, ripetutamente costretto la nipote a subire atti sessuali e la congiunzione carnale. La Corte ha inoltre accertato ch'egli aveva ripetutamente offerto e ceduto gratuitamente alla nipote un'imprecisata quantità di marijuana. Personalmente, o per il tramite di D.________, egli le aveva inoltre consegnato un'imprecisata quantità di tale stupefacente ch'essa aveva poi assunto e, in un'occasione, presso il bar X.________ di R.________, egli le aveva anche ordinato e messo a disposizione un imprecisato numero di bottigliette di Smirnoff (una bevanda alcolica contenente vodka), che la minorenne aveva poi bevuto fino a sentirsi male. I giudici hanno infine ritenuto che l'imputato aveva, tra il settembre del 2001 e il 26 giugno 2002, consumato personalmente un'imprecisata quantità di cocaina, marijuana e hashish. A.________ è stato condannato alla pena di sei anni di reclusione e al versamento alla vittima di complessivi fr. 57'148,75 a titolo di riparazione del torto morale e di rifusione delle spese legali. Nei suoi confronti è inoltre stato ordinato un trattamento ambulatoriale da eseguire già durante l'espiazione della pena. La Corte delle assise criminali ha rinviato la madre della vittima, pure costituitasi parte civile, al foro civile per fare valere le sue pretese di risarcimento.