Citation: 2C_386/2023 E. 6.1

6.1. La concessione è un atto misto, con clausole unilaterali e clausole contrattuali di diritto pubblico (DTF 149 II 320 consid. 5.3; sentenze 2C_753/2021 del 20 dicembre 2023 consid. 8.3.1; 2C_180/2012 del 10 settembre 2012 consid. 4.1; BERNHARD WALDMANN, Die Konzession - Eine Einführung, in: Die Konzession, 2011, pag. 17 segg.). Le clausole unilaterali di una concessione devono essere interpretate secondo le regole applicabili alle decisioni. Occorre quindi stabilirne il senso reale, conformemente al loro significato giuridico concreto, scostandosi se del caso da quello letterale (DTF 149 II 320 consid. 5.4; sentenza 2C_753/2021 del 20 dicembre 2023 consid. 8.3.1). Il principio dell'affidamento limita tuttavia questa interpretazione. Una decisione va infatti compresa nel senso che il suo destinatario poteva e doveva attribuirle in base alle regole della buona fede, tenuto conto delle circostanze che gli erano note o che dovevano essergli note (DTF 149 II 320 consid. 5.4; sentenza 2C_753/2021 del 20 dicembre 2023 consid. 8.3.1). Le clausole bilaterali si interpretano per contro secondo le regole applicabili ai contratti, sulla base della vera e concorde volontà delle parti (art. 18 cpv. 1 CO; cosiddetta interpretazione soggettiva). Se questa non può essere stabilita, vale il principio dell'affidamento, e bisogna individuare il senso che, secondo le regole della buona fede, ognuna delle parti poteva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell'altra, nonché all'insieme delle circostanze (DTF 149 II 320 consid. 5.4; cosiddetta interpretazione oggettiva).