Citation: I 162/01 18.03.2002 E. 4

4.- Appellandosi alle risultanze dei referti medici prodotti in sede ricorsuale, l'insorgente postula l'erogazione di una rendita intera. Sennonché nemmeno tali atti sono sufficientemente concludenti per consentire a questa Corte di pronunciarsi sulla richiesta di causa. a) Così, mentre da un lato i medici curanti di M.________ hanno unanimamente contestato una residua capacità di lavoro del 50% nella professione di cuoco, propugnando in quest'ambito una inabilità oscillante tra il 75% e il 100%, dall'altro gli stessi non si sono pronunciati, come invece avrebbero dovuto, sulle residue possibilità in attività sostitutive, ragionevolmente esigibili, impedendo così a questo Tribunale di esprimersi sul grado di invalidità dell'istante. b) Allo stesso modo, questa Corte non può accogliere la domanda di causa sulla base delle risultanze dei due rapporti peritali rilasciati dal citato istituto di accertamento medico che, di primo acchito, non sembrano soddisfare i requisiti di completezza e di concludenza posti dalla giurisprudenza per conferire loro valore probatorio (cfr. consid. 2b). In primo luogo va osservato che questi referti - resi posteriormente al provvedimento amministrativo impugnato, ma ciò malgrado suscettibili di mettere in evidenza elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore all'atto stesso (cfr. consid. 2c) - di fatto non contengono indicazioni inerenti ai risultati delle molteplici misure professionali disposte dall'Ufficio AI, suscitando così più di un interrogativo sull'attendibilità delle sue conclusioni. Inoltre, anche le due perizie, come le altre attestazioni mediche prodotte, si sono espresse unicamente in merito all'incapacità lavorativa nell'attività di cuoco e in professioni affini ("verwandte Tätigkeiten"), disattendendo così il principio per cui il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, va stabilito sulla base del guadagno ipotetico conseguibile in (qualsiasi) attività ragionevolmente esigibile, anche se non per forza affine. Va infine notato che nell'anamnesi, che precede le conclusioni peritali, nemmeno figura alcun riferimento al secondo incidente della circolazione del febbraio 2000, avvenuto poco prima dell'emissione della decisione querelata del 13 aprile 2000. Non è quindi da escludere che eventuali conseguenze di questo secondo evento, che non emergono con chiarezza dagli atti - anche se da un lato il servizio medico dell'Ufficio AI osserva che il secondo caso sarebbe stato chiuso "senza reliquati" e i medici curanti dell'interessato nel maggio 2000 attestano una situazione stabilizzata negli ultimi anni, dall'altro il rapporto 27 marzo 2000 dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni fa notare che l'assicurato, a seguito di questo secondo incidente, avrebbe accusato una sensibile accentuazione dei disturbi "al capo e all'emicorpo destro" - e che potrebbero risultare estranee ai fini della valutazione che qui ci occupa, possano avere inciso sulle risultanze peritali, rendendole in parte inutilizzabili per il presente giudizio.