Citation: 2A.71/2000 25.05.2000 E. 1

a) In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rifiuto o il rilascio di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG e art. 4 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, del 26 marzo 1931 [LDDS; RS 142. 20]; DTF 123 II 145 consid. 1b; 122 II 1 consid. 1a, 385 consid. 1a erinvii). b) aa) Giusta l'art. 7 cpv. 1 LDDS il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora (prima frase). Dopo una dimora regolare e ininterrotta di cinque anni, ha diritto al permesso di domicilio (seconda frase). Questo diritto si estingue qualora sorga un motivo d'espulsione (terza frase). Secondo l'art. 7 cpv. 2 LDDS i diritti di cui al capoverso 1 non sussistono se il matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente quelle sulla limitazione dell'effettivo degli stranieri. bb) Al fine di stabilire se il ricorso di diritto amministrativo sia ammissibile, è determinante unicamente la questione di sapere se, formalmente, esista un matrimonio (DTF 122 II 289 consid. 1b). È invece un problema di merito il quesito se il diritto al rilascio o alla proroga dell'autorizzazione di soggiorno sussista ancora o se va negato in virtù di quanto sancito dall'art. 7 cpv. 2 LDDS o dall'abuso di diritto. Nel caso di specie, la ricorrente è sposata con un cittadino svizzero dal 26 agosto 1994: il suo ricorso è quindi ricevibile giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG.