Citation: 2A.228/2000 09.08.2000 E. 1

b) Il ricorrente ha inoltrato al Tribunale federale un ricorso di diritto amministrativo, facendo valere, in sostanza, che il rimpatrio deciso lede gli art. 10 e 11 LDDS, in quanto sproporzionato e arbitrario. Nel gravame si afferma che il ricorrente non ha praticamente alcun legame con l'Italia, al contrario di quanto egli intrattiene con la Svizzera, in cui vi sono persone che intendono aiutarlo a risollevarsi definitivamente, anche con l'aiuto di terapie, mentre un rimpatrio lo obbligherebbe a muoversi in un sistema d'assistenza completamente estraneo. Nell'impugnativa si riconosce ch'egli abbia avuto problemi con le autorità e che abbia commesso una lunga serie di reati, negando però che quest'ultimi siano tanto gravi da ritenerlo una persona pericolosa. Si sottolinea, anzi, l'intenzione del ricorrente di voler cambiare comportamento sul serio, aggiungendo che un suo rimpatrio comporterebbe per lui non solo la morte sociale definitiva, bensì anche un grosso rischio di morte fisica. Il gravame si dilunga, a questo proposito, sulla sua situazione personale e sul suo stato di salute, definiti precari a seguito di tossicodipendenza e di disturbi psichiatrici, e confermati da una perizia medico-psichiatrica privata, allegata al ricorso di diritto amministrativo, allestita il 7 maggio 2000 dalla dottoressa B.________, secondo la quale un rinvio del ricorrente all' estero sarebbe improponibile. In primo luogo occorre rilevare che la motivazione del gravame è incentrata essenzialmente sull'aspetto del rimpatrio senza che sia discusso specificamente il tema dell'inadempimento delle condizioni per il rilascio di un permesso di dimora annuale. Ora, questo era precisamente l'oggetto della decisione della Sezione dei permessi e dell'immigrazione del 17 febbraio 2000, rispettivamente della decisione su ricorso del Consiglio di Stato, qui impugnata. La procedura concernente i presupposti per il rimpatrio si era invece conclusa con la decisione governativa del 15 dicembre 1998, cresciuta in giudicato, siccome rimasta incontestata. Il ricorrente avrebbe dovuto, semmai, e conformemente all'indicazione del rimedio giuridico riportata in quella decisione, adire il Tribunale amministrativo del Cantone Ticino. Egli vi ha però rinunciato. Ne deriva pertanto che, in quanto concernenti la pronuncia del rimpatrio e i relativi presupposti, sanciti segnatamente dagli art. 10 e 11 LDDS, le doglianze ricorsuali sfuggono già sin d'ora alla cognizione del Tribunale federale. Occorre pertanto unicamente vagliare se sia aperta la via del ricorso di diritto amministrativo contro il rifiuto del permesso di dimora annuale condizionato, tutelato su ricorso.