Citation: 7B.250/2001 06.11.2001 E. 4

4.- Giusta l'art. 123 cpv. 1 LEF - a cui rinviano gli art. 143a e 156 LEF - se il debitore rende verosimile di essere in grado di estinguere con pagamenti rateali il suo debito e si impegna a versare congrui e regolari acconti all'Ufficio di esecuzione, l'Ufficiale, dopo il pagamento della prima rata, può differire la realizzazione di dodici mesi al massimo. L'art. 32 cpv. 1 RFF (applicabile per analogia alla procedura di esecuzione in via di realizzazione del pegno in virtù dell'art. 102 RFF) precisa che, dopo la pubblicazione del bando, la vendita potrà unicamente essere differita se il debitore versa immediatamente all'Ufficio, oltre all'acconto stabilito, le spese occasionate dalle misure preparatorie e dal rinvio dell'incanto. In concreto il ricorrente misconosce che, il giorno stesso della realizzazione, un differimento può unicamente avvenire dopo il pagamento della prima rata nonché delle spese causate dagli atti preparatori e dal rimando dell' asta. Ora, né dai vincolanti accertamenti dell'autorità di vigilanza (combinati art. 81 e 63 cpv. 2 OG) né dal gravame emerge che il debitore abbia effettuato un qualsiasi pagamento all'Ufficio prima della realizzazione. Anzi, dalla sentenza impugnata risulta che il preannunciato importo di fr. 300'000.-- è stato accreditato su un conto dell'allora patrocinatore dell'escusso - e non dell'Ufficio - quasi una settimana dopo l'aggiudicazione. In queste circostanze non essendosi avverato uno dei presupposti essenziali previsti dalla legge per poter ordinare un differimento della realizzazione (DTF 121 III 197 consid. 3), il ricorso si rivela manifestamente infondato e come tale dev'essere respinto.