Citation: 1P.300/1999 06.06.2000 E. 4.-

a) Dal profilo formale il ricorrente sostiene in primo luogo che l'autorità cantonale, optando per un procedimento amministrativo anziché disciplinare, avrebbe inteso eludere le garanzie procedurali stabilite dalla pro- cedura disciplinare. In ciò ravvisa un'arbitraria applica- zione del diritto cantonale. Prassi, dottrina e intendimen- ti del legislatore grigione esigerebbero infatti l'adegua- mento del procedimento di licenziamento amministrativo a quello disciplinare, allo scopo di garantire in entrambi i casi i medesimi diritti procedurali. Tale adeguamento s'im- porrebbe a maggior ragione, secondo il ricorrente, in quan- to non esisterebbe una base legale sufficiente che sancisca la procedura da adottare in caso di licenziamento ammini- strativo con effetto immediato: il Governo avrebbe dovuto pertanto applicare le norme concernenti i provvedimenti di- sciplinari (art. 54 segg. OP). In particolare, l'istrutto- ria avrebbe dovuto essere aperta per ordine governativo, con facoltà per l'interessato di esprimersi; al fine di ga- rantire sufficiente oggettività e imparzialità, l'inchiesta avrebbe dovuto essere svolta da un dipartimento diverso da quello alle cui dipendenze l'interessato era stato assunto. Il ricorrente sostiene poi che l'art. 6 Disp. OP, sulla ba- se del quale il Dipartimento ha dedotto la propria compe- tenza, non costituirebbe una base legale sufficiente per emettere una decisione provvisionale: promulgando questo disposto, il Governo cantonale si sarebbe in effetti so- spinto oltre la competenza di attuazione assegnatagli dall' art. 82 OP. Il ricorrente ne deduce l'inapplicabilità della norma alla fattispecie in quanto incostituzionale, negando nel contempo che l'art. 10 OP costituisca una sufficiente norma di delega. Dall'applicazione arbitraria del diritto cantonale di procedura deriverebbe pertanto anche la viola- zione dei principi della legalità, della separazione dei poteri, del diritto a un giudice imparziale e del diritto di essere sentito. A tale riguardo, censura la circostanza che alla liquidazione dei suoi diritti salariali e previ- denziali sia stato provveduto anticipatamente, prima che la rescissione del rapporto di servizio fosse divenuta defini- tiva. b) Il gravame è fondato essenzialmente su un'asse- rita violazione dell'art. 4 vCost., segnatamente del divie- to d'arbitrio. Alla luce delle censure sollevate, il Tribu- nale federale esamina se la portata data dalla Corte gri- gione al diritto cantonale sia arbitraria, ossia del tutto insostenibile, non sorretta da ragioni serie e oggettive, priva di senso o scopo, tale da violare in modo evidente una norma o un principio giuridico incontestato o da con- trastare in modo intollerabile con il sentimento di giusti- zia e di equità; una decisione non è invece arbitraria per il solo fatto che una soluzione diversa da quella adottata appaia sostenibile o persino preferibile (sulla nozione di arbitrio: DTF 125 I 166 consid. 2a e rinvii); inoltre, l' annullamento del giudizio querelato si giustifica unicamen- te se esso è arbitrario nel suo risultato e non solo nella sua motivazione (DTF 125 I 1 consid. 2b/aa, 125 II 10 con- sid. 3a e relativi richiami). Se, come in concreto, nell' ambito di un ricorso basato sull'art. 4 vCost., viene so- stenuto che il provvedimento litigioso non poggia su una base legale sufficiente, rispettivamente lede il principio della separazione dei poteri, le censure non hanno portata propria e si confondono con quella d'arbitrio (DTF 117 Ia 27 consid. 7a, 108 Ia 178 consid. 2 e relativi rinvii; Kä - lin, op. cit., pag. 191). Il Tribunale federale verifica invece, di principio, con piena cognizione se sono state rispettate le garanzie costituzionali minime di procedura quali il diritto di essere sentito e il diritto a un giu- dice imparziale (DTF 117 Ia 5 consid. 1a e rinvii).