Citation: 2C_965/2018 E. 5.3.4

5.3.4. Certo, nella misura in cui le sentenze appena citate indicano - facendo riferimento diretto o indiretto alla DTF 113 Ib 128 - che in caso di tassazione d'ufficio il rimborso è di regola escluso, esse vanno precisate, poiché in quella pronuncia il Tribunale federale si è in realtà espresso in maniera molto più sfumata e ha in sostanza dichiarato l'incompatibilità tra una tassazione d'ufficio e un rimborso dell'imposta preventiva solo in via di eccezione. Questo fatto non ha tuttavia nessun concreto impatto sull'esito della causa siccome - a differenza di quanto fatto nella DTF 113 Ib 128, che non può essere in questa misura (più) condivisa - l'accento non va posto sulla necessità di evitare che un contribuente venga "punito" due volte per la mancata compilazione della dichiarazione d'imposta (una prima volta, con una multa; una seconda volta, con il diniego del rimborso) quanto piuttosto sulla funzione antievasiva che, per le persone che risiedono sul territorio nazionale, l'imposta preventiva assume. Proprio premettendo al contribuente di non tener fede ai propri obblighi, tra cui rientra quello di procedere spontaneamente alla dichiarazione dei redditi, per poi farvi fronte più tardi, in un momento in cui il fisco già sa dei redditi in questione, il perseguimento di tale scopo sarebbe però messo seriamente in pericolo, motivo per cui un rimborso dev'essere negato - giusta l'art. 23 vLIP - anche in un caso come quello che qui ci occupa.