Citation: 1C_30/2020 E. 7.2

7.2. Ora, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), la ricorrente non si confronta con le differenti conclusioni poste a fondamento dell'impugnato giudizio, peraltro conformi alla normativa cantonale in vigore. Si limita a rilevare che tale soluzione darebbe adito a nuove procedure giudiziarie, motivo per cui anche il Comune, come il Cantone, avrebbe dovuto prevedere l'obbligo di indennità, sul cui ammontare si sarebbe poi potuto discutere in seguito. Ora, l'avvio se del caso di una procedura giudiziaria volta alla tutela dei propri interessi non configura di per sé gli estremi dell'arbitrio. Non lo costituisce neppure l'accenno al fatto che l'affermazione del Comune di adottare in seguito eventuali "iniziative" comporterebbe un'insanabile "confusione". Si può aggiungere nondimeno che nella dottrina si sostiene che la mancanza di una norma che imponga ai Comuni di erogare contributi finanziari ai proprietari di beni culturali d'interesse locale costituirebbe una lacuna, che dovrebbe essere colmata a livello di legge cantonale (LORENZO ANASTASI/DAVIDE SOCCHI, Conseguenze finanziarie della protezione di beni culturali immobili, in: RtiD I-2014 pag. 403 segg., pag. 416 e pag. 407; cfr. anche MARIO BRANDA, Salvaguardia del patrimonio architettonico: diritto e politica nell'esperienza della Città di Bellinzona, in: Il diritto edilizio, CFPG, 2016, pag. 105 segg., 129 segg.).