Citation: 1B_2/2023 E. 3.3

3.3. Anche la circostanza, sulla quale insiste il ricorrente adducendo la nullità anche della decisione di sospensione, peraltro non impugnata, perché la stessa sarebbe stata decisa "unilateralmente" dal Presidente e non dalla Corte si fonda su una semplice congettura. È infatti notorio che le decisioni sono firmate soltanto da chi dirige il procedimento e dall'estensore del verbale (art. 80 cpv. 2 CPP), e non da tutti i giudici del Collegio giudicante, come a torto pretende il ricorrente. Ininfluente è pure il suo accenno alla sentenza 6B_1231/2015 del 31 maggio 2016 consid. 1.2. In quel giudizio era stata accertata una violazione dell'art. 80 cpv. 2 CPP perché la decisione era stata firmata soltanto dal cancelliere, e non anche dal presidente della Corte, fattispecie non realizzata in concreto. È quindi a ragione che la CRP non ha ritenuto che si fosse in presenza di un caso di nullità, questione che dev'essere rilevata d'ufficio da ogni istanza, e quindi pure da questa Corte (DTF 144 IV 362 consid. 1.4.3; 138 II 501 consid. 3.1). D'altra parte, secondo la giurisprudenza, una decisione è nulla solo quando è affetta da vizi particolarmente gravi e manifesti, riconoscibili con evidenza o perlomeno con una certa facilità. Le carenze nel contenuto di una decisione portano alla nullità solo in casi eccezionali. L'accertamento della nullità non deve inoltre mettere in pericolo in modo serio la sicurezza del diritto. Quali motivi di nullità entrano innanzitutto in considerazione gravi errori di procedura, nonché l'incompetenza funzionale e per materia dell'autorità giudicante (DTF 146 I 172 consid. 7.6; 144 IV 362 consid. 1.4.3). In concreto, siffatti estremi non sono resi verosimili, né sono ravvisabili. La composizione della Corte era del resto nota al ricorrente prima e durante il dibattimento, motivo per cui il suo Presidente non era tenuto a indicarne nuovamente la composizione nello scritto del 26 ottobre 2022.