Citation: 9F_16/2022 E. 3.3

3.3. Ora, nel caso in rassegna, l'istante invoca sì un motivo di revisione, ovvero l'art. 123 cpv. 2 lett. a LTF, ma non in modo appropriato. Egli non sostanzia quale fatto rilevante o mezzo di prova decisivo non avrebbe potuto addurre nel procedimento precedente e che sarebbe stato idoneo a dimostrare che la motivazione del precedente gravame era data e che dunque lo stesso era ammissibile, permettendo così l'esame del merito della vertenza. L'istante si limita per lo più ad addurre la prova B (cfr. consid. 2), ovvero un documento già presente in occasione della procedura precedente e del quale era già a conoscenza, chiedendo in realtà impropriamente di procedere - ancora una volta - a un riesame giuridico corretto del suo caso, cercando di concludere per l'erroneità delle conclusioni di allora. Questo non è però lo scopo dell'istanza di revisione. Né giova all'istante pretendere in modo apodittico la sua impossibilità a sottostare all'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF.