Citation: 6B_1010/2016 E. 4.5

4.5. Durante l'inchiesta l'accusatrice privata ha dichiarato di aver visto il marito con due coltelli e al dibattimento di primo grado, pur ribadendo di aver visto due coltelli, ha affermato di non poter escludere che fossero tre. Sul modo in cui egli li teneva, in corso di inchiesta, ha riferito che li aveva in mano, mentre al dibattimento di primo grado che li teneva sottobraccio. La CARP ha qualificato tali dichiarazioni sostanzialmente costanti e lineari. Per il ricorrente, essa ne relativizzerebbe le contraddizioni, considerandole irrilevanti e incorrendo così nell'arbitrio. Sul numero di coltelli, le considerazioni dell'autorità cantonale appaiono sostenibili. Come da essa rilevato, la versione dell'accusatrice privata è lineare, in quanto ha sempre affermato di averne visti due e d'altronde su questo punto il ricorso neppure spiega le ragioni per cui, nell'aggiungere al dibattimento di non poter escludere che i coltelli fossero tre, la moglie abbia in qualche modo fornito una versione diversa da quella precedente. Quanto al modo in cui l'insorgente teneva i coltelli, la CARP ha osservato come le dichiarazioni dell'accusatrice privata non fossero al riguardo perentorie, essendo ricorsa a espressioni quali "mi pare che", "ho il ricordo che" ed ha comunque sempre posizionato gli stessi in un solo posto (o in una mano o sottobraccio). Ha ricondotto l'assenza di perentorietà allo spavento del momento che le ha impedito di percepire con esattezza quel dettaglio, portando alla mancata fissazione del ricordo. Il ricorrente sostiene che questa argomentazione sarebbe smentita dagli atti, posto come in tutti i suoi interrogatori la moglie avrebbe dato prova di perfetta lucidità, rilasciando affermazioni assai precise. Contesta poi che le sue dichiarazioni non sarebbero perentorie. Benché di primo acchito le obiezioni ricorsuali possano apparire non prive di pertinenza, l'insorgente non contesta la considerazione della CARP, salvo affermare senza ulteriori spiegazioni che sarebbe manifestamente sbagliata. Le dichiarazioni dell'accusatrice privata conservano comunque un buon fondamento, nella misura in cui ha sempre posizionato i coltelli in un solo posto. Sia come sia, pur volendo riconoscere che sulla questione la moglie abbia fornito delle versioni contrastanti, non è possibile concludere sulla sua non credibilità su tutto quanto da ella riferito, in particolare su quanto accaduto dopo che il ricorrente si è presentato sull'uscio munito di coltelli.