Citation: 4A_278/2009 09.12.2009 E. 2

La sentenza cantonale è fondata, come quella del Pretore, sull'art. 14 cpv. 1 lett. a Lag, in forza del quale l'assistenza non è concessa se la causa non presenta probabilità di esito favorevole, se manca il cosiddetto fumus boni iuris. 2.1 I giudici ticinesi hanno in primo luogo chiarito che l'azione promossa dall'attore verte esclusivamente su rivendicazioni di natura salariale. D'un canto l'attore, pur avendo menzionato delle vincite al Lotto, non ne ha dedotto delle pretese creditorie; dall'altro la richiesta di rifusione di un prestito di fr. 10'000.--, effettivamente formulata, sarebbe comunque compensata dai contributi alimentari arretrati ch'egli ammette di dovere alla convenuta per il mantenimento dei figli avuti con lei. In seguito la Corte cantonale ha rilevato che, non avendo l'attore addotto fatti che permettessero di concludere per l'esistenza di una società semplice, avendo anzi negato che ne esistesse una per la conduzione del bar, non toccava al Pretore valutare la causa anche sotto il profilo dell'art. 548 CO, come preteso dall'appellante. Poste tali premesse, la Corte ticinese ha escluso anche che tra le parti fosse sorto un rapporto di lavoro; lo ha fatto elencando e apprezzando diverse prove (documenti, interrogatorio formale e testi) dalle quali emerge che l'esercizio era gestito dai concubini su un piano di parità, tant'è che entrambi attingevano alla cassa per i bisogni dell'economia domestica. 2.2 Sulla base di tali considerazioni l'autorità cantonale ha confermato il giudizio del Pretore, secondo cui la causa non ha probabilità di avere un esito favorevole.