Citation: I 384/06 04.07.2007 E. 5

Nel caso in esame l'UAI censura il rinvio dell'incarto per complemento istruttorio. A suo parere, dagli atti risulterebbe in modo inequivocabile che i disturbi dell'opponente sarebbero stati cagionati in primo luogo dall'importante abuso etilico e non da un danno alla salute psichico invalidante. Secondo l'amministrazione, ciò che risulterebbe essere limitante per lo svolgimento di attività lavorative sarebbe la continua presenza della sindrome da dipendenza - anche se ultimamente il consumo di alcool sembrerebbe effettivamente fortemente ridotto -, la mancanza di un posto di lavoro e la necessità del sostegno psico-sociale. Per l'Ufficio ricorrente non sarebbe importante valutare se la dipendenza è conseguenza di una patologia perché, se anche lo fosse, le competenze per un'attività senza impegno intellettivo sarebbero comunque presenti. L'etilismo non apparirebbe, secondo l'UAI, infine nemmeno come causa di patologia invalidante, poiché le sue conseguenze (psichiche e organiche) non limiterebbero la capacità lavorativa.