Citation: 4C.115/2005 02.09.2005 E. 4

In secondo luogo l'attrice invoca la violazione dell'art. 8 CC nonché degli art. 18 e 374 CO. Essa sostiene che, interpretato secondo il principio dell'affidamento, l'impegno da lei assunto il 22 novembre 1999 di allestire bollettini giornalieri dettagliati (cfr. doc. A) porterebbe a un rovesciamento dell'onere della prova: in sostanza questi bollettini, non essendo stati contestati tempestivamente, sarebbero divenuti attendibili, di modo che incombeva al convenuto la prova del contrario. Nella misura in cui riguardano questioni di diritto, che il Tribunale federale può rivedere nell'ambito della procedura di riforma, si tratta di censure infondate. 4.1 L'art. 18 CO prevede effettivamente che, in assenza di accertamenti di fatto sulla reale concordanza della volontà delle parti, il giudice debba interpretare le loro dichiarazioni secondo il principio dell'affidamento, che riguarda l'applicazione del diritto e può pertanto essere rivisto liberamente dal Tribunale federale nella giurisdizione per riforma; esso si fonda comunque sul contenuto delle manifestazioni di volontà e sulle circostanze del caso concreto, che attengono ai fatti (DTF 129 III 118 consid. 2.5 pag. 122 segg.). Sennonché, nel caso in rassegna, il tribunale cantonale non ha applicato la teoria dell'affidamento, ovvero non ha interpretato il doc. A nel senso che le parti dovevano ragionevolmente attribuirgli. È nel quadro dell'apprezzamento delle prove che la Corte ticinese ha stabilito che i bollettini in discussione non erano stati trasmessi al convenuto per il controllo delle ore esposte, ma solo per ottenere il pagamento delle opere. Così facendo la Corte ticinese ha accertato la vera volontà delle parti; Trattandosi di una questione di fatto, essa non può essere rivista nel quadro del presente rimedio (DTF citata). Ad ogni modo, né questo testo né altri elementi di fatto emergenti dal giudizio impugnato permetterebbero di giungere alla conclusione che la mancata contestazione significava l'irrevocabile accettazione del contenuto dei bollettini da parte del convenuto; simile conclusione si scontrerebbe peraltro con l'accertamento vincolante della sentenza impugnata, fondato sulla perizia giudiziaria, secondo il quale il controllo delle ore di lavoro figuranti su tali bollettini era "assolutamente impossibile". 4.2 Per l'art. 374 CO incombe all'appaltatore il compito di provare il valore del lavoro eseguito. Nella fattispecie, i giudici cantonali hanno stabilito che questa prova è stata fornita soltanto nella misura indicata dal perito giudiziario. Hanno quindi accertato l'ammontare della mercede, sulla scorta dell'apprezzamento delle prove raccolte durante l'istruttoria, giungendo alla conclusione che le valutazioni del perito giudiziario prevalevano sui bollettini di lavoro a regia prodotti dall'attrice. In queste circostanze l'art. 374 CO non risulta essere stato violato. Quanto all'art. 8 CC, l'attrice parte da un'idea errata della sua portata, dimenticando che la questione della ripartizione dell'onere della prova (in sostanza: quale parte sopporta le conseguenze della mancata prova di un fatto) diviene senza oggetto quando, come nel caso in esame, il giudice accerta un fatto per mezzo dell'apprezzamento delle prove (DTF 122 III 219 consid. 3c pag. 223; 119 II 114 consid. 4c con rinvii).