Citation: 6B_901/2016 E. 3

Con riferimento alla prima motivazione, secondo il ricorrente, la CARP avrebbe erroneamente ritenuto che il procedimento fosse già stato avviato quando il 20 novembre 2013 l'opponente 1 ha rilasciato le dichiarazioni imputate all'Ufficio caccia e pesca, in quanto avrebbe avuto inizio unicamente con la trasmissione del caso al Ministero pubblico. La violazione dell'art. 17 cpv. 1 LCP essendo un delitto, suddetto Ufficio non avrebbe avuto le competenze per perseguire l'infrazione né procedere all'istruzione preliminare. Egli lamenta pure un formalismo eccessivo e un diniego di giustizia lesivi dell'art. 29 cpv. 1 Cost. e dell'art. 6 n. 1 CEDU. Il decreto d'accusa indicherebbe correttamente sia la persona imputata sia il reato prospettato sia la fattispecie, ovvero le dichiarazioni di cui al verbale del 20 novembre 2013, affermazioni identiche a quelle rese il giorno precedente e che avrebbero dato inizio al procedimento penale. Non sarebbe mai stata contestata un'insufficienza del decreto e l'opponente 1 avrebbe avuto numerose occasioni per esprimersi su tutte le dichiarazioni da lui rese. La CARP avrebbe pertanto dovuto esaminare l'adempimento del reato alla luce di quanto riferito il giorno precedente a quello indicato nel decreto d'accusa, ciò non comportando alcuna violazione dell'art. 9 CPP, atteso che il contenuto delle dichiarazioni era il medesimo. L'insorgente sostiene inoltre che, dinanzi a un'eventuale incompletezza del decreto d'accusa, il tribunale avrebbe dovuto rinviarlo al Procuratore pubblico o all'autorità precedente in forza dell'art. 329 cpv. 2 CPP. I giudici cantonali avrebbero anche disatteso l'art. 333 cpv. 1 e 2 CPP, non avendo segnalato, rilevata l'obiettiva falsità delle dichiarazioni dell'opponente 1, al Procuratore pubblico l'eventuale commissione di altri reati, segnatamente la calunnia e lo sviamento della giustizia.