Citation: 5P.198/2001 30.07.2001 E. A

A.- Con istanza 22 maggio 2000 Y.________ ha chiesto nei confronti di X.________ e Z.________ il sequestro fino a concorrenza di fr. 331'933.-- di qualsiasi avere intestato alle debitrici presso la W.________ S.A. di Lugano. L'istante ha rilevato di aver ordinato da Z.________, per la quale fungeva da intermediaria X.________, una serie di capi di abbigliamento e accessori di marca e di aver invece ricevuto fondi di magazzino (articoli vecchi) non più commerciabili. Y.________ ha inoltre precisato di aver pagato tre cospicui acconti e di aver aperto una lettera di credito che le società sequestrate hanno incassato tramite la W.________ S.A. di Lugano, approfittando della descrizione vaga "fashion goods" figurante sulla lettera di credito. Essa pretende di conseguenza di essere creditrice verso le menzionate società, economicamente appartenenti alla stessa persona, dell'importo versato, pari a fr. 331'933.--. Il Pretore del distretto di Lugano ha dapprima decretato il sequestro e l'ha poi revocato nell'ambito della procedura di opposizione. Con sentenza 3 maggio 2001 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, adita da Y.________, ha annullato la decisione del Pretore e in sua riforma ha respinto l'opposizione al sequestro e ha ordinato la restituzione delle garanzie in precedenza ordinate dal primo giudice, perché le richiedenti non hanno dimostrato di poter subire un danno, in particolare non hanno sostanziato con prove - facilmente fornibili - che il sequestro ha dato esito positivo e in quale misura.