Citation: 2C_514/2016 E. 3.2.3

3.2.3. Proprio la formulazione di tale esplicita conclusione - chiaro indizio del fatto che una decisione di revoca era già stata pronunciata - avrebbe allora imposto che il Consiglio di Stato non emanasse direttamente la decisione di inammissibilità, ma facesse precedere ogni sua pronuncia dal richiamo dell'incarto presso l'Ufficio della migrazione o assegnasse un breve termine al ricorrente, affinché precisasse le proprie intenzioni. Già solo il compimento di uno di questi semplici atti, richiesto nelle circostanze descritte dal principio della buona fede e la cui omissione comporta una violazione del divieto del formalismo eccessivo (precedente consid. 3.1), avrebbe in effetti facilmente permesso di chiarire che la revoca dell'autorizzazione di domicilio, con assegnazione di un termine scadente il 10 marzo 2016 per lasciare la Svizzera, era stata pronunciata con decisione dell'11 gennaio 2016 e che - a differenza di quanto indicato - contro di essa si rivolgeva in realtà l'impugnativa.