Citation: 2C_889/2015 E. 3.3.2

3.3.2. Il ricorrente dimentica che, dal profilo dell'art. 50 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LStr, occorre determinare se un rientro in Marocco lo vedrebbe confrontato con difficoltà di riadattamento insormontabili. Al riguardo va rammentato che il fatto di ritrovare le condizioni di vita usuali nel proprio Paese, anche se le stesse sono meno favorevoli rispetto a quelle di cui beneficerebbe in Svizzera (cf. sentenza 2C_1188/2012 del 17 aprile 2013 consid. 4.1), così come l'essere confrontato a difficoltà nella ricerca di un lavoro o di un alloggio - aspetti che toccano la maggior parte degli stranieri costretti a rientrare in patria dopo un prolungato soggiorno all'estero - non permettono di concludere che si è in presenza di motivi gravi personali ai sensi dell'art. 50 LStr. In concreto, come ben osservato dalla Corte cantonale, il ricorrente ha vissuto fino all'età di 24 anni nel proprio paese d'origine, vi possiede dei legami sociali e culturali (vi è stato scolarizzato, ne conosce la lingua e la cultura), senza dimenticare, come rilevato dai giudici cantonali e non contestato dall'interessato, la presenza di famigliari. In queste condizioni, anche se la reintegrazione del ricorrente non sarà facile, non si può però considerare che sarà gravemente compromessa. Per il resto si può rinviare all'argomentazione dettagliata della sentenza impugnata (art. 109 cpv. 3 LTF). Visto quanto precede non occorre ancora determinare se il ricorrente può effettivamente tornare in Italia, dove ha vissuto dieci anni prima di venire Svizzera, ed ottenervi di nuovo un'autorizzazione di soggiorno.