Citation: 5A_41/2023 E. 2.1

2.1. Nella qui impugnata decisione, l'autorità di vigilanza ha spiegato che l'ordinanza del 4 marzo 2022 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72) non è all'evidenza un'ordinanza di sospensione delle esecuzioni dirette contro cittadini russi ai sensi dell'art. 62 LEF, norma a cui essa non si riferisce, e che l'Ufficio di esecuzione non era quindi tenuto a sospendere d'ufficio l'esecuzione. L'autorità di vigilanza ha inoltre spiegato che, nell'emettere l'avviso d'incanto del 18 marzo 2022, l'Ufficio di esecuzione aveva implicitamente revocato il differimento della realizzazione concesso il 20 ottobre 2021 e che una tale decisione, seppure negativa, non era assimilabile a un caso di ritardata o denegata giustizia, ma andava impugnata entro dieci giorni con un ricorso giusta l'art. 17 LEF. Secondo l'autorità di vigilanza, nella misura in cui il ricorrente tendeva a rimettere in discussione la revoca del differimento, il ricorso era quindi manifestamente tardivo, dato che egli non aveva impugnato l'avviso d'incanto entro dieci giorni dalla sua ricezione, avvenuta il 22 marzo 2022. Quanto alla nuova richiesta di differimento formulata il giorno stesso dell'asta, l'autorità di vigilanza ha osservato che essa non lasciava il tempo all'Ufficio di esecuzione di esaminarla, che la decisione del 15 novembre 2022 non era quindi tardiva, che l'Ufficio di esecuzione aveva comunque già implicitamente respinto la richiesta procedendo senza indugio all'aggiudicazione del fondo e che tale decisione negativa non prestava a ogni modo il fianco alla critica, dato che a tale stadio della procedura l'escusso avrebbe potuto evitare l'asta solo pagando immediatamente l'intera somma posta in esecuzione con le relative spese esecutive (con rinvio a SUTER/REINAU, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 3a ed. 2021, n. 12 ad art. 123 LEF). Con riferimento all'aggiudicazione, l'autorità di vigilanza ha infine osservato che l'allegata impossibilità (comunque non dimostrata) di far confluire su conti svizzeri i fondi necessari a garantire il prezzo d'aggiudicazione non è un motivo che secondo la legge ne giustifica la sospensione.