Citation: 9C_961/2009 17.01.2011 E. 2

La ricorrente censura in primo luogo una violazione del suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost. e art. 42 LPGA) per non averle l'amministrazione, prima, e i giudici cantonali, poi, consentito di prendere conoscenza dei rapporti 28 aprile 2006 della dott.ssa B.________ e 28 agosto 2007 del dott. K.________, entrambi del Servizio Z._________. L'art. 29 cpv. 2 Cost. e l'art. 42 LPGA garantiscono alle parti il diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto dell'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 497 consid. 2.2 pag. 504 con riferimenti; 126 V 130 consid. 2b pag. 131 con riferimenti). Ora per quanto concerne il rimprovero mosso all'amministrazione e ribadito in questa sede, anche volendo dare ragione alla ricorrente sul fatto che l'amministrazione avrebbe dovuto trasmetterle i rapporti in questione del Servizio Z._________ prima di rendere la decisione su opposizione (cfr. a tal proposito DTF 128 V 272 consid. 5b/bb pag. 278; 125 V 332 consid. 4b pag. 337), tale vizio - contrariamente alla sua opinione - poteva essere sanato in sede giudiziaria cantonale poiché il ricorso ai sensi degli art. 56 segg. LPGA configura un rimedio giuridico ordinario che rende possibile il riesame della decisione impugnata dal profilo sia del diritto che dei fatti. Giova inoltre precisare che anche nel caso di una grave violazione - non realizzantesi però nella fattispecie in esame - del diritto di essere sentito è possibile prescindere da un rinvio della causa all'amministrazione, se - come in concreto - una simile operazione si esaurirebbe in un vuoto esercizio formale e procrastinerebbe inutilmente il processo in contrasto con l'interesse - di pari rango del diritto di essere sentito - della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387 consid. 5.1 pag. 390 con riferimenti). Per il resto, non risulta dagli atti che la ricorrente sia stata impedita di consultare l'incarto in sede giudiziaria cantonale. Qualora l'avesse reputato necessario, avrebbe infatti potuto - in ogni momento - prendere visione dell'incarto presso il Tribunale cantonale (v. sentenza 8C_231/2009 del 24 novembre 2009 consid. 2). Sennonché l'assicurata né con le osservazioni 2 febbraio 2009 né con quelle del 19 agosto 2009, che peraltro si confrontavano con le perizie e i rapporti medici precedenti ai due documenti, ha ritenuto necessario farlo. A ciò si aggiunge che le "raccomandazioni, proposte Servizio Z._________" 28 aprile 2006 della dott.ssa B.________ e le "annotazioni" 28 agosto 2007 del dott. K.________ - che si richiamano alla perizia del Servizio Y._________ e ai rapporti del dott. V.________, della dott.ssa U.________, della dott.ssa I._______, del dott. S.________, del dott. M._________ e del dott. B.________ - sono comunque state riportate, per ampi stralci e comunque nei loro elementi essenziali, nella decisione su opposizione, per cui l'interessata non ha subito alcun pregiudizio. Si può pertanto concludere che la ricorrente ha avuto la possibilità di determinarsi sulle prese di posizione del Servizio Z._________ quantomeno in sede giudiziara cantonale. In tali circostanze, un'eventuale violazione del diritto di essere sentito in sede amministrativa doveva giustamente ritenersi sanata (cfr. anche sentenze 9C_617/2008 del 6 agosto 2009 consid. 3.2.3 e 9C_127/2007 del 12 febbraio 2008).