Citation: I 399/98 11.09.2000 E. 2

2.- Invitata per giudizio della Commissione di ricorso del 19 settembre 1995 a disporre indagini complementari, l'amministrazione incaricò il dott. L._______ del Servizio medico Y._______ di rendere un referto peritale. Nella sua relazione del 9 maggio 1996, il perito, posta la diagnosi invalidante di sindrome schizofrenica paranoidale cronica a colorito depressivo, concluse affermando che A._______ era da ritenersi incapace al lavoro nella professione esercitata in Svizzera nella misura dell'80% a partire dal giugno del 1974. Ritenuto ora che non v'è ragione per scostarsi dalle valutazioni del perito sull'incapacità lavorativa dell'interessata in professione dipendente, considerato poi come l'attività di casalinga svolta con aiuti dopo il rimpatrio non fosse frutto di libera scelta, ma conseguenza della malattia, sicché si applicano in concreto i criteri di graduazione dell'invalidità validi per le persone attive, visto infine che le affezioni dell'opponente sono da connotare quale malattia di lunga durata e vanno quindi esaminate, dal profilo della nascita del diritto alla rendita, sotto il risvolto dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, dev'essere dedotto che, a differenza di quanto sostengono le precedenti istanze, l'invalidità di A._______ è sorta già nel lontano 1975.