Citation: 2C_1037/2021 E. 2.2

2.2. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale - ricordata dalla Corte cantonale nel giudizio querelato - relativa all'intimazione nella bucalettere o nella casella postale (vedasi anche l'art. 17 cpv. 4 lett. a LPAmm) e sempre che vi sia, come nel caso concreto, una procedura in corso (DTF 139 IV 228 consid. 1.1; 138 III 225 consid. 3.1), un invio raccomandato che non ha potuto essere consegnato viene ritenuto notificato il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso (con relativo invito di ritiro). L'onere della prova della notifica di decisioni spetta di regola all'autorità. Essa deve portare una prova atta a dimostrare che la notifica è avvenuta e a quando la stessa risale. Se la notifica avviene tramite invio raccomandato, occorre tuttavia partire dal principio che l'impiegato della posta ha effettivamente inserito l'avviso di ritiro nella bucalettere o nella casella postale del destinatario e che la data di consegna è stata registrata in modo corretto. In tale contesto, il destinatario dell'invio non può pertanto limitarsi a sollevare la possibilità teorica di un errore da parte della posta, ma deve indicare indizi concreti che l'errore da lui sostenuto sia davvero avvenuto (DTF 142 IV 201 consid. 2.3; sentenza 5A_1009/2021 del 13 dicembre 2021 consid. 3).