Citation: 2A.500/2003 17.05.2004 E. 1

Dopo l'entrata in vigore della legge federale del 23 giugno 2000 sulla libera circolazione degli avvocati (LLCA; RS 935.61), il 1° giugno 2002, contro le decisioni delle ultime istanze cantonali in materia di sorveglianza disciplinare sugli avvocati è divenuto proponibile il ricorso di diritto amministrativo (DTF 129 II 297 consid. 1.1; sentenza 2A.121/ 2003 del 9 aprile 2003, in: RDAT II-2003 n. 9, consid. 2.2; Messaggio del Consiglio federale del 28 aprile 1999 concernente la LLCA, in: FF 1999 pag. 4983 e segg., in part. pag. 5024, no. 233.3). La Camera per l'avvocatura e il notariato del Tribunale di appello ticinese è peraltro un'autorità giudiziaria, ai sensi dell'art. 98a cpv. 1 OG. Il gravame, tempestivo (art. 106 cpv. 1 OG) e presentato da una persona legittimata ad agire (art. 103 lett. a OG), è pertanto ammissibile. Con il ricorso di diritto amministrativo può essere fatta valere la violazione del diritto federale, che comprende i diritti costituzionali dei cittadini (DTF 126 III 431 consid. 3; 123 II 385 consid. 3), nonché l'abuso e l'eccesso del potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG). Siccome la decisione impugnata emana da un'autorità giudiziaria, i fatti ch'essa ha accertato sono vincolanti per il Tribunale federale, a meno che risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure che siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG).