Citation: 1P.541/2003 17.12.2003 E. 1

2.5 In realtà il ricorrente rimprovera ai Giudici cantonali di non aver colmato, in maniera arbitraria, anche la seconda lacuna. L'assenza dello stralcio d'ufficio o della facoltà di ritirare la mozione al consigliere comunale non più in carica sarebbe, rispetto alla differente situazione vigente a livello cantonale e federale, e nei comuni con assemblea comunale, costitutiva di una disparità di trattamento (art. 8 Cost.). Certo, un diritto alla motivazione può essere dedotto anche dal divieto di discriminazione (DTF 129 I 232 consid. 3.4). La critica, tuttavia, non regge. Non è infatti, di massima, discriminatorio trattare giudizialmente in maniera differente due fattispecie, in parte analoghe, quando il legislatore le ha disciplinate in modo diverso (DTF 129 I 265 consid. 3.2, 125 I 1 consid. 2b/aa, 166 consid. 2a). Il ricorrente non dimostra infatti che la normativa cantonale, non prevedendo la possibilità di ritirare la mozione al consigliere non più in carica, sarebbe non solo discutibile ma addirittura insostenibile e quindi arbitraria, visto che al legislatore spetta un ampio margine di apprezzamento nella scelta delle varie possibilità per raggiungere gli scopi prefissi (DTF 129 I 1 consid. 3, 265 consid. 3.2). Del resto, secondo costante giurisprudenza, il Tribunale federale annulla la decisione impugnata quando essa sia insostenibile e quindi arbitraria non solo nella motivazione, bensì anche nel risultato (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 177 consid. 2.1), ciò che non si verifica nella fattispecie. 2.6 Riguardo all'asserita collisione d'interessi, il ricorrente ravvisa l'arbitrio in una non meglio specificata lacuna della LOC, che non parificherebbe il consiglio comunale ai tribunali. I Giudici cantonali hanno ritenuto che il nuovo art. 32 cpv. 1 LOC, in vigore dal 1° gennaio 2000, secondo cui è escluso dalle discussioni del consiglio comunale il consigliere su oggetti che riguardano il suo interesse personale o quello di suoi parenti (art. 64 in relazione con l'art. 32 LOC), non è applicabile nell'ambito della procedura di adozione del piano regolatore (art. 32 cpv. 2 LOC). Hanno stabilito poi che la trattazione delle modifiche del piano regolatore oggetto della mozione litigiosa non era atta a procurare all'interessato vantaggi particolari. Hanno rilevato infine che le questioni sorte tra il ricorrente e l'interessato riguardo a un condominio attengono al diritto civile, e ch'esse non sono sufficienti per ammettere l'esistenza di un conflitto d'interessi. Ora, il ricorrente non spiega del tutto perché queste considerazioni sarebbero arbitrarie.