Citation: 4P.24/2005 27.06.2005 E. 4

In ingresso al gravame la ricorrente invoca inoltre la violazione del diritto di essere sentito (art. 29 Cost.) nella forma del diritto ad ottenere una decisione motivata, esente da illogiche e incongruenti valutazioni processuali. Ora, il diritto di ottenere una decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti (DTF 126 I 97 consid. 2b, 124 II 146 consid. 2a). Una motivazione può essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 129 I 232 consid. 3.2 con rinvii). L'autorità non è tuttavia tenuta a pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (DTF 126 I 97 consid. 2b, 125 II 369 consid. 2c, 124 II 146 consid. 2a). In concreto, dal tenore dell'impugnativa si evince invero che la ricorrente non intende dolersi di una motivazione insufficiente quanto di una motivazione sbagliata. Sia come sia, il rimprovero mosso ai giudici ticinesi è infondato. Nella sentenza impugnata essi si sono infatti pronunciati in maniera completa e coerente, esprimendosi chiaramente sulle questioni rilevanti ai fini del giudizio, così da permettere alla ricorrente di comprenderne la portata, prova ne sia il fatto ch'essa lo critica in tutti i suoi punti.