Citation: 2A.240/2004 03.05.2004 E. B

La decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, il 13 gennaio 2004, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo il quale, con sentenza del 5 marzo successivo, ha dichiarato il gravame inammissibile. In primo luogo ha osservato che, in quanto riferito alla revoca del permesso di dimora, il gravame era divenuto privo d'oggetto, l'autorizzazione essendo scaduta prima dell'inoltro dell'impugnativa. Riguardo al rifiuto di rinnovare detta autorizzazione, ha constatato poi che, siccome il matrimonio era durato meno di cinque anni, l'interessata non aveva alcun diritto alla proroga del proprio permesso giusta l'art. 7 cpv. 1 LDDS (RS 142.20) né poteva appellarsi all'art. 8 CEDU, non essendovi più vita coniugale. In queste condizioni, in virtù dell'art. 10 lett. a della legge ticinese di applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere, dell'8 giugno 1998 (LALPS), difettava della competenza a statuire.