Citation: 4D_73/2021 E. 5.3.3

5.3.3. Secondo il ricorrente il Tribunale di appello non poteva avvalersi di nuove argomentazioni rispetto a quanto rilevato dal Pretore, e non poteva così considerare la sua ammissione in merito all'impossibilità di determinare l'intera superficie agricola utile a causa dell'estensione dei mappali. Se è vero che in generale il gestore non avrebbe gli strumenti per determinare e verificare in modo esatto l'ampiezza della superficie agricola utile, continua l'insorgente, in concreto tale argomento non gioverebbe all'opponente: il fondo n. 243 di X.________, infatti, sarebbe un "prato boscato", che non poteva essere interamente notificato come superficie agricola utile. L'opponente, pertanto, avrebbe dovuto richiedere una verifica alla Sezione dell'agricoltura per determinare con precisione l'effettiva estensione della superficie agricola utile. Il ricorrente contesta altresì l'argomento secondo cui prima del 2015 la Sezione dell'agricoltura non avrebbe mai contestato l'erroneità del dato notificato dall'opponente al ricorrente, perché quella circostanza non sarebbe mai stata sollevata dall'opponente e sarebbe così inammissibile prevalersene in sede di appello. La domanda di restituzione di pagamenti diretti, poi, soggiaceva a determinati termini di prescrizione, e nel 2015 essa sarebbe comunque stata prescritta per almeno cinque anni su dieci. Infine, non essendo note le ragioni per cui la Sezione dell'agricoltura non avrebbe adottato provvedimenti contro l'opponente, la deduzione dei giudici di appello sarebbe infondata e insostenibile. Essi avrebbero dunque misconosciuto il diritto applicabile in materia, i principi fondamentali alla base della procedura di notifica ed eventuale rettifica della superficie agricola utile fondandosi su argomentazioni arbitrarie. Ora, laddove il ricorrente biasima la Corte di appello di essersi avvalsa di quanto allegato da lui stesso nella risposta e di aver considerato che prima del 2015 la Sezione dell'agricoltura non avrebbe mai contestato l'erroneità dei dati a lui comunicati dall'opponente, il rimedio è carente di motivazione, giacché l'insorgente non spiega in modo sufficiente quale diritto costituzionale la Corte cantonale, che non è legata alla motivazione di un appello (sentenza 4A_530/2019 del 4 febbraio 2020 consid. 9, con rimandi; sul potere di cognizione del tribunale cantonale, cfr. sentenza 4A_748/2012 del 3 giugno 2013 consid. 2.1, con riferimenti), avrebbe violato e perché (cfr. sopra, consid. 3.1). Sul "prato boscato" del fondo n. 243 RFD di X.________ si rimanda a quanto appena considerato (cfr. sopra, consid. 5.3.1.2). Il ricorso è poi inconcludente laddove il ricorrente osserva che nel 2015 il termine di prescrizione decennale per la pretesa di restituzione di pagamenti diretti sarebbe stato acquisito per almeno cinque anni su dieci. A torto, infine, il ricorrente reputa insostenibile l'accertamento della Corte cantonale a sostegno di un'assenza di dolo in capo all'opponente, motivato con la mancata adozione di provvedimenti contro di lui da parte della Sezione dell'agricoltura. La conclusione della Corte di appello, che ha attribuito a tale mancata richiesta di restituzione di contributi un valore indiziario sull'assenza di dolo dell'opponente, non è ancora insostenibile, già solo perché il ricorrente non ha recato altre prove idonee a smentire quell'argomento. La decisione impugnata, pertanto, non è arbitraria.