Citation: 2C_357/2019 E. 7.2

7.2. In relazione al principio della proporzionalità va rilevato che il ricorrente vive stabilmente in Svizzera dal novembre del 2007, ma che dal dicembre del 2015 la sua presenza sul suolo elvetico è solo tollerata, in attesa di una decisione definitiva riguardo alla procedura di ricorso. Come correttamente rilevato dalla Corte cantonale e come già ricordato, va inoltre considerato che, durante questi anni, egli ha ripetutamente infranto il nostro ordinamento giuridico. Per quanto riguarda poi l'integrazione dal profilo economico, alla luce degli ingenti debiti accumulati dall'insorgente (cfr. supra lett. A.c), questa non può che essere negata. Dal punto di vista personale, va nel contempo osservato che il ricorrente dovrà lasciare la Svizzera insieme alla moglie (il cui ricorso è inammissibile; cfr. supra consid. 1.2), di modo che la conferma della revoca del suo permesso di dimora non avrà conseguenze sulla sua vita di coppia. Quanto ai figli dell'interessato, essi sono tutti maggiorenni e, data la prossimità del Cantone Ticino con l'Italia, potranno facilmente mantenere un rapporto con il padre, in particolar modo se questi si trasferirà nella fascia di confine. Infine, l'insorgente conosce molto bene il proprio paese d'origine, siccome vi ha vissuto fino all'età di 46 anni. Del resto, sua moglie è professionalmente attiva in Italia, come insegnante e architetto indipendente. Pur tenendo conto delle difficoltà di adattamento che potrà comportare, un rientro in Patria del ricorrente, accompagnato dalla moglie, è quindi perfettamente esigibile.