Citation: 1P.287/2004 30.09.2004 E. 3

3.1 Il ricorrente ritiene arbitrarie ed in contrasto con le risultanze della planimetria allegata al rapporto di polizia le deduzioni tratte dal giudice della Pretura penale dalla deposizione di un testimone, che nemmeno aveva assistito all'incidente. Rileva che un corretto accertamento della dinamica della collisione avrebbe consentito di stabilire che l'automobilista non aveva eseguito una corretta preselezione, svoltando invece improvvisamente ed imprevedibilmente a sinistra, quando già si trovava oltre l'incrocio, all'altezza della superficie tratteggiata vietata alla circolazione. 3.2 Risulta dalla risoluzione dipartimentale del 21 novembre 2003, confermata dal giudice cantonale, che al ricorrente è stato rimproverato di non essersi avveduto che l'Audi S3, in corretta preselezione a sinistra, stava voltando in quella direzione e di averla quindi urtata da tergo alla parte posteriore ed alla fiancata sinistra. Il giudizio impugnato rileva che le versioni rese dai due protagonisti sulla dinamica dell'incidente non sono univoche; in particolare, il motociclista, vittima di una commozione cerebrale, non è stato in grado di fornire una descrizione precisa dei fatti. La precedente istanza ha però rilevato che un testimone, interrogato dalla polizia, ha chiaramente notato, immediatamente dopo l'incidente, l'indicatore di direzione sinistro dell'Audi S3 inserito. Sulla base della planimetria annessa al rapporto di polizia, che indica una traccia di frenata della motocicletta di 10,50 m, ha poi dedotto che il motociclista circolava ad una distanza inadeguata dall'autovettura che lo precedeva ed ha ritenuto questa circostanza decisiva per fondare la sua colpevolezza. Ora, risulta dalla stessa deposizione del testimone che questi non ha direttamente assistito alla collisione, avendo unicamente notato, immediatamente dopo l'incidente, l'automobile ferma in posizione di svolta a sinistra con l'indicatore direzionale acceso. Sulla citata planimetria è sì indicata una frenata della motocicletta di 10,50 m, ma gli atti non contengono ulteriori riscontri di natura tecnica riguardo alla sua velocità ed alla sua distanza dall'autovettura. D'altra parte, dalla stessa planimetria risulta che le tracce della frenata sono situate vicino al margine destro della corsia di preselezione, ciò che non sembra d'acchito escludere la possibilità di un'intempestiva svolta a sinistra da parte dell'automobilista senza regolare preselezione sull'apposita corsia. L'accertamento di questa evenienza potrebbe del resto sminuire l'importanza attribuita all'aspetto della distanza tenuta dal motociclista, poiché questi poteva, anche se scorrettamente (cfr. art. 13 cpv. 3 ONC), stare per superare l'automobile sulla sinistra, utilizzando, possibilmente, la corsia di preselezione. Vista la natura dell'infrazione rimproverata al motociclista, anche la condotta del conducente dell'Audi S3, segnatamente riguardo alla sua manifestazione dell'intenzione di svoltare a sinistra (cfr. art. 35 cpv. 5 LCStr), poteva quindi influire sulla valutazione del comportamento del primo ed implicare un diverso apprezzamento giuridico dello stesso. In mancanza di chiari accertamenti sulla dinamica dell'incidente, il giudice cantonale non poteva quindi semplicemente limitarsi a dedurre dalla lunghezza della frenata un'eventuale inadeguatezza della distanza tenuta dal ricorrente e concludere sulla base di questa sola circostanza per la sua colpevolezza: procedendo in tal modo egli ha tratto dagli elementi disponibili una deduzione insostenibile ed è quindi incorso nell'arbitrio (DTF 129 I 8 consid. 2.1).