Citation: 6B_1020/2023 E. 4.2

4.2. Il gravame, alquanto prolisso e ripetitivo, appare in larga misura appellatorio. Nell'argomentare la sua critica, la ricorrente si prevale peraltro di fatti non accertati, senza tuttavia lamentare arbitrio in relazione al loro mancato accertamento e senza indicare da quali atti dell'incarto risulterebbero, non spettando a questo Tribunale cercare nella documentazione di causa i riferimenti a sostegno di una censura (DTF 133 IV 286 consid. 6.2). Così è, per esempio, laddove adduce una florida situazione economica all'epoca dei fatti, oppure i controlli a tappeto effettuati in seguito all'apertura del procedimento penale, oppure ancora che l'insorgente non poteva sapere che le fatture non venivano sottoposte a controlli sistematici, dettagliati e incrociati. La ricorrente ripropone la sua linea difensiva e argomenta a tratti a ruota libera, disattendendo che questo Tribunale non è un'autorità di appello. Ciò premesso, la sentenza impugnata resiste alle critiche ricorsuali. Anche volendo seguire la tesi difensiva per cui non vi sarebbe stato un cambiamento di versione, ma unicamente una successiva spiegazione alla svista addotta sin dall'inizio, non appare insostenibile ritenere che l'insorgente non sia stata lineare nelle sue dichiarazioni. La CARP ha infatti rilevato incongruenze, per esempio anche sul momento in cui la ricorrente avrebbe ottenuto l'autorizzazione del suo medico per continuare ad occuparsi di C.A.________, nonostante la sua certificata inabilità al lavoro consecutiva all'operazione subita. È poi in modo sostenibile e con una motivazione articolata che la CARP ha accertato lo stato di lucidità in cui ha agito la ricorrente nei giorni successivi la sua dimissione dalla clinica. Malgrado i possibili effetti indesiderati di un'anestesia, rispettivamente dei medicamenti assunti per il trattamento dall'insorgente, la CARP ha appurato che già la sera della sua dimissione ha ripreso a occuparsi di C.A.________, svolgendo mansioni delicate che richiedono un'attenzione e una presenza qualificate. Anche nei giorni seguenti si è dedicata ad altri pazienti, somministrando loro dei medicamenti. Era quindi ben lucida. Del resto, la ricorrente non ha preteso di aver avuto ulteriori vuoti di memoria o distrazioni in quel periodo, eccetto in relazione alla fattura oggetto di questo procedimento. Nulla può essere al riguardo rimproverato all'autorità precedente, il cui ragionamento appare non solo sostenibile, ma anche condivisibile. Le obiezioni ricorsuali si riducono a una formulazione di ipotesi alternative. Così è quando l'insorgente adduce di aver avuto, o di poter aver avuto, dei cali di concentrazione e di memoria, ma di essere stata in grado di svolgere il proprio lavoro, il livello di concentrazione essendo alto trattandosi della salute altrui; e ancora quando sostiene che "verosimilmente l'anestesia le ha causato dei problemi di concentrazione" all'origine della svista, pur non essendo "continui". Gli accertamenti cantonali non si pongono quindi in contrasto con gli atti di causa, ma unicamente con gli argomenti difensivi che si richiamano semplicemente a una verosimiglianza lungi dal sostanziare arbitrio di sorta. Neppure si scorge una violazione del diritto di essere sentito, atteso che i giudici cantonali si sono pronunciati compiutamente su tutti gli elementi determinanti, compresi quelli sollevati dall'insorgente. In particolare, la CARP ha preso posizione, in modo succinto ma sufficiente, sia sull'esiguità dell'importo oggetto di sovrafatturazione sia sulla circostanza che C.A.________ e la ricorrente avessero lo stesso assicuratore malattia. Ha considerato entrambi non determinanti, la modicità dell'importo potendo farlo passare inosservato e la posizione di quasi garante ricoperta dalla ricorrente comportando l'assenza di un controllo sistematico e dettagliato delle sue fatture, prova ne sia che l'incongruenza della fattura di agosto 2017 è stata rilevata unicamente nel marzo 2018 nell'ambito di un controllo a campione. Contrariamente a quanto preteso nell'impugnativa è proprio sulla base di una valutazione globale del caso che la CARP ha ritenuto la ricorrente non credibile e ha scartato la tesi di una svista.