Citation: 4C.147/2006 07.07.2006 E. 4

In conclusione, la decisione dei giudici ticinesi di trattare la questione della riduzione della mercede nonostante l'attrice abbia chiesto la risoluzione del contratto è conforme al diritto federale. In altre parole, qualora nell'ambito di un'azione redibitoria il giudice giunga alla conclusione che l'opera presenta dei difetti, ma che questi non la rendono né inservibile né inaccettabile (art. 368 cpv. 1 CO), egli può - senza violare il diritto federale - procedere alla determinazione del minor valore, anche in assenza di una richiesta esplicita in questo senso, e riconoscere al committente che ha pagato l'intera mercede il diritto alla restituzione dell'importo corrispondente al minor valore così accertato. Nel caso in cui l'ammontare del minor valore non sia stato dimostrato e gli atti non forniscano elementi sufficienti per determinarlo in applicazione dell'art. 42 cpv. 2 CO, è il committente - gravato dall'onere allegatorio e probatorio a questo riguardo - che sopporta le conseguenze dell'assenza di prove (cfr, anche se riferito a una compravendita, DTF 124 III 456 consid. 5, non pubblicato). Nel caso di specie, non è possibile per il Tribunale federale pronunciarsi su questo punto. Il giudizio impugnato, fondato su una ripartizione dell'onere probatorio errata, non contiene infatti accertamenti che permettono di stabilire se il committente ha fornito gli elementi necessari per poter stabilire la misura del minor valore. In parziale accoglimento del ricorso per riforma, la causa deve pertanto essere rinviata all'autorità cantonale affinché proceda ai necessari accertamenti (art. 64 cpv. 1 OG).