Citation: 1P.51/2004 28.02.2005 E. 5

I ricorrenti rilevano che il Comune di Origlio avrebbe considerato il collegamento litigioso, anche dopo l'entrata in vigore del piano regolatore che ne stabiliva la destinazione pedonale, alla stregua di una strada d'interesse locale aperta alla circolazione veicolare, tanto da prospettarne l'asfaltatura. Ritengono contraddittorio e lesivo del principio della buona fede il comportamento del Comune inteso ora a chiuderla al traffico. Certo, il Comune di Origlio non ha sollecitamente attuato il vincolo pianificatorio, prospettando inoltre negli anni 1998/2000 la pavimentazione del tratto stradale ed avviando trattative con il Comune di Lamone e con alcuni privati per stabilire le modalità di intervento e la ripartizione dei costi. Tuttavia non risulta, né i ricorrenti lo sostengono esplicitamente, che le autorità comunali di Origlio, pur tollerando il transito veicolare, abbiano rilasciato loro concrete assicurazioni relativamente ad eventuali modifiche del provvedimento pianificatorio o alle modalità di utilizzo futuro del percorso. Né essi adducono che, ponendo la loro fiducia in un'informazione ricevuta dall'autorità comunale, avrebbero preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio. Le licenze edilizie indicate dai ricorrenti sono del resto state rilasciate prima dell'entrata in vigore del criticato piano regolatore (cfr., sul principio della buona fede, DTF 129 II 361 consid. 7.1, 125 I 267 consid. 4c e rispettivi rinvii).