Citation: 1A.121/2002 26.08.2002 E. A

A.A.________ e B.A.________ sono proprietari dei fondi contigui n. 797 e 799 di Claro. La precedente proprietaria di quest'ultimo fondo aveva presentato il 18 ottobre 1985 al Municipio di Claro una domanda di costruzione per una casa monofamiliare e per il ripristino, con allargamento, della carraia comunale (part. n. 793) allo scopo di renderla percorribile con le automobili; il 31 luglio 1986 il Municipio ha rilasciato all'istante la licenza edilizia, precisando che la strada rimaneva di proprietà del Comune, senza una sua partecipazione ai costi, e che il transito veicolare poteva svolgersi regolarmente. A.A.________ e B.A.________, divenuti nel frattempo proprietari della particella n. 799, hanno inoltrato l'8 luglio 1998 al Municipio di Claro una domanda di costruzione per la trasformazione e la sopraelevazione dell'edificio. Acquisito il preavviso favorevole dell'Autorità cantonale, l'esecutivo comunale ha rilasciato la licenza edilizia, imponendo la condizione di formare sulla particella n. 792, adiacente al fondo n. 797, una pista per accedere al cantiere al fine di preservare parte della carraia. Ultimati i lavori di costruzione, il Municipio di Claro ha ingiunto ai proprietari dei fondi n. 791 e 792, siti ai lati di quest'ultima, di impedire sulle loro particelle il transito veicolare, autorizzato solo per raggiungere il cantiere. Con decisione del 6 febbraio 2001 il Municipio di Claro ha vietato a A.A.________, sotto la comminatoria dell'art. 292 CP, di transitare con automobili sulla carraia comunale e sul fondo n. 792, invitandolo a informare del provvedimento i locatari del suo stabile; l'Autorità comunale ha pure posato un paletto metallico all'imbocco della strada. Il proprietario si è allora rivolto al Consiglio di Stato del Cantone Ticino, che ha accolto il ricorso e annullato la decisione municipale: secondo il Governo il piano regolatore, indicando la strada litigiosa come superficie di circolazione prevalentemente pedonale, non escludeva il transito veicolare; la carraia costituiva d'altra parte un bene amministrativo che poteva essere utilizzato da tutti conformemente alla sua destinazione; poiché infine, sempre secondo il Governo, il Municipio aveva permesso alla precedente proprietaria, che aveva sistemato a sue spese la carraia, la circolazione con veicoli, l'attuale divieto sarebbe lesivo del principio della buona fede.