Citation: 2C_713/2016 E. 9.2.4

9.2.4. La ricorrente fa valere che in applicazione delle norme comunali di attuazione del Piano Regolatore (NAPR) i Comuni prelevano un contributo sostitutivo (assai consistente, pari al 25 % del costo di costruzione di un parcheggio) quando i proprietari che edificano i loro fondi non realizzano la quantità minima di posteggi stabilita da dette norme. Ciò implica tuttavia arbitrio perché chi è assoggettato alla tassa di collegamento (siccome possiede 50 posteggi e più) non può ridurre il numero dei suoi parcheggi, ciò che è invece espressamente permesso dall'art. 35f LTPub, se non previo pagamento di un ulteriore aggravio finanziario (ossia il contributo sostitutivo). Da parte sua il Consiglio di Stato rileva in primo luogo che il numero dei posteggi necessari da realizzare sui fondi privati (eccettuati quelli al servizio dell'abitazione) viene determinato dal Regolamento cantonale posteggi privati (vedasi art. 42 e 43 LST nonché art. 51 a 62 RLst), il quale ha abrogato e rese inapplicabili tutte le norme comunali di attuazione del Piano Regolatore (NAPR) relative alla quantificazione del numero di detti posteggi, salvo eventuali disposizioni più restrittive (art. 43 cpv. 2 LST). Rammentato che l'applicazione del Regolamento cantonale posteggi privati compete alla Sezione della mobilità (art. 3 RLst), il Consiglio di Stato sottolinea che i Comuni non hanno competenza in materia e non possono stabilire un fabbisogno maggiore (né esigere un contributo sostitutivo in base al medesimo) rispetto a quello definito in maniera restrittiva in applicazione di detto regolamento (art. 51 RLst), il quale determina il numero dei posteggi necessari (cioè il numero minimo di posteggi di cui occorre disporre quanto quello massimo realizzabile, cfr. art. 52 cpv. 3 RLst) riducendo il fabbisogno massimo di riferimento (art. 53 a 56 RLst) in funzione, tra l'altro, della qualità del servizio di trasporto pubblico (art. 59 e 60 RLst; vedasi anche gli art. 60 cpv. 4, 61 e 61a RLst che permettono, a determinate condizioni, di applicare valori ancora più restrittivi). In proposito precisa che il formulario di calcolo da allegare alla domanda di costruzione (prodotto dalla ricorrente quale convalida delle proprie affermazioni) serve solo alla raccolta di dati e conferisce, al più, un'indicazione di massima, non vincolante per l'autorità chiamata a valutare la situazione e a determinare il numero di posteggi necessari, dato che non vi figurano le riduzioni di cui agli art. 60 cpv. 4, 61 e 61a RLst ancora da applicare. Il contributo sostituivo comunale può essere chiesto invece per i posteggi mancanti rispetto al numero di quelli necessari in base al Regolamento posteggi privati (riservate norme comunali ancora più restrittive, cfr. art. 43 cpv. 2 LST). Premesse queste considerazioni e rammentato che non possono essere emanate norme comunali che violano sia il senso sia lo spirito del diritto cantonale e ne pregiudicano la realizzazione, ne discende che l'arbitrio lamentato dalla ricorrente non è quindi dato. Con riferimento all'asserita contraddizione esistente tra la tassa querelata, che comporta un concreto rischio di dispersione delle attività economiche e la scheda R8, voluta per concentrare in comparti idonei i grandi generatori di traffico, il Consiglio di Stato (cfr. osservazioni del 4 ottobre 2016 pag. 50) precisa che detta scheda non osta agli obiettivi di riduzione e contenimento del traffico perseguiti mediante la tassa di collegamento. In particolare perché i citati comparti sono subordinati alla verifica della loro capacità massima di traffico (capacità della rete stradale, dell'allacciamento al trasporto pubblico e delle sue potenzialità di sviluppo, obiettivi cantonali in materia di protezione dell'ambiente, cfr. scheda R8 punto 2.4 a-g) nonché ad una strategia restrittiva di regolamentazione dei posteggi (tassazione dei medesimi e promozione di sistemi di trasporto aziendale, scheda R8 punto 2.4 i). Per quanto concerne poi il rischio di dispersione delle attività nel territorio paventato dalla ricorrente, il Consiglio di Stato osserva che la pianificazione territoriale offre gli strumenti per evitare una tale situazione (scheda R8 punto 2.6 b). Premesse queste considerazioni, anche in proposito il ricorso si rivela infondato e come tale va respinto.