Citation: 4A_206/2016 E. 5

Il Tribunale federale esamina soltanto le censure che il ricorrente propone e motiva (art. 77 cpv. 3 LTF). La motivazione sottostà alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, analoghe a quelle che vigevano per il ricorso di diritto pubblico; sotto questo profilo l'entrata in vigore della LTF nulla ha mutato (DTF 134 III 186 consid. 5). Il ricorrente deve perciò indicare chiaramente le norme di diritto che ritiene violate e precisare in cosa consista la violazione (DTF 128 III 50 consid. 1c). Nella fattispecie, poiché è stato emanato nella giurisdizione arbitrale internazionale, il lodo può unicamente essere impugnato per i motivi di ricorso previsti dall'art. 190 cpv. 2 LDIP. L'argomentazione ricorsuale, fondata su una violazione dell'art. 393 lett. e CPC, risulta pertanto inammissibile. La nozione di ordine pubblico prevista dall'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP non equivale ed è più restrittiva di quella di arbitrio di cui invece si prevale il ricorrente nel rimedio in esame (DTF 127 III 576 consid. 2b, 121 III 331 consid. 3a).