Citation: 4P.236/2003 16.03.2004 E. 6

Sia come sia, sempre con riferimento al giudizio sull'azione principale, i ricorrenti criticano la decisione della Camera di cassazione civile sull'entità del minor valore dell'opera. 6.1 Prima di esaminare gli argomenti ricorsuali vale la pena di ripetere che l'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost., non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Alla parte che ricorre incombe piuttosto l'onere di dimostrare - con un'argomentazione conforme ai dettami dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione arbitraria nel senso sopra descritto (cfr. consid. 5.3.1). Quando, come nel caso in rassegna, viene censurata la valutazione del materiale probatorio, è in particolare necessario dimostrare che il giudice ha manifestamente misconosciuto il senso e la portata di un mezzo di prova, che ha omesso senza valida ragione di tener conto un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure che ha ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1). 6.2 Dinanzi alle autorità cantonali i committenti avevano quantificato in fr. 4'247.20 il minor valore della cosa. La Corte cantonale non ha ripreso tale importo in quanto esso si riferiva non solo alla progettazione del posteggio ma anche a quella della casa. Per far fronte all'onere di prova i committenti avrebbero dovuto, secondo i giudici ticinesi, domandare all'architetto o al perito giudiziario l'allestimento di due fatture separate, di cui una riferita unicamente alla progettazione del controverso parcheggio. In assenza di una prova in tal senso sono state riconosciute solamente le prestazioni che l'architetto ha fatturato con esplicito riferimento ai rilevamenti e ai piani strettamente connessi con la realizzazione del parcheggio, ovvero fr. 760.-- per i piani di progetto sistemazione accesso alle particelle n. XXX e YYY RFD di F.________ nonché fr. 560.-- per la preparazione dei piani da allegare alla convenzione con la Fondazione X.________ secondo le direttive dell'avv. D.________. 6.3 A mente dei ricorrenti, questa decisione sarebbe il risultato di una valutazione arbitraria delle prove agli atti. 6.3.1 Alla Corte ticinese sarebbe innanzitutto sfuggito che nella fattura del 16 giugno 1999 l'architetto aveva esposto anche fr. 1'012.-- per le prestazioni svolte in relazione al progetto di accordo, alle trattative e al sopralluogo con la Fondazione X.________. Si tratta di prestazioni che i ricorrenti reputano di non dover pagare perché rivelatesi inutili, prova ne sia il fatto ch'esse hanno dovuto essere ripetute dall'ing. E._______ e dall'avv. D.________. Sennonché, contrariamente a quanto da loro asserito, dalla nota d'onorario dell'ing. E.________ (versata agli atti sub doc. 19) non è possibile trarre queste conclusioni. In tale documento l'ingegnere ha infatti genericamente riferito di prestazioni d'ingegneria, nulla dice - ad esempio - di nuove trattative con la Fondazione X.________. Dal canto suo, la nota d'onorario dell'avv. D.________ (versata agli atti sub doc. 23) menziona il contratto di costituzione e di modifica di servitù prediali nella sua globalità, senza indicare precisamente il valore delle prestazioni cagionate dall'errore dell'architetto. 6.3.2 I ricorrenti contestano pure la decisione di non riconoscere, quale minor valore, il valore dei piani di rilievo del terreno ed il rilievo stesso, pari a fr. 1'520.--. Sulla scorta delle prove documentarie agli atti o, eventualmente, mediante una valutazione ex aequo et bono (art. 4 CC), la Corte avrebbe potuto concedere loro, a questo titolo, almeno fr. 1'110.55, ossia quanto esposto dall'ing. E.________ nella sua fattura. Anche in questo caso le tesi ricorsuali non possono essere seguite. La Corte cantonale non è caduta nell'arbitrio dichiarando che dalla fattura dell'architetto non era possibile determinare con precisione quale fosse il valore dei piani di rilievo concernenti l'area di parcheggio. Né può essere definita arbitraria la considerazione secondo cui ci si poteva aspettare che questa prova venisse apportata dai ricorrenti - gravati dall'onere probatorio - mediante la produzione di una fattura specifica, allestita dietro loro richiesta dall'architetto rispettivamente dal perito giudiziario. In queste circostanze non v'è spazio per un giudizio secondo i criteri d'equità. 6.4 Ne discende che l'apprezzamento delle prove operato dai giudici ticinesi nel quadro del giudizio di merito sull'azione principale resiste alla censura di arbitrio.