Citation: I 182/01 05.10.2001 E. 2

2.- Nell'evenienza concreta è pacifico che il termine di 30 giorni per impugnare la pronunzia commissionale, notificata all'interessato il 5 febbraio 2001, come risulta dall'avviso di ricevimento postale, è scaduto il successivo 7 marzo. Ora, dagli atti di causa emerge che il gravame contro detto giudizio è stato consegnato alle poste in data 17 marzo 2001, ovvero a termine già decorso, per cui si rivela tardivo. Né il ricorrente fa valere elementi idonei a giustificare la restituzione della scadenza inosservata. Il patrocinatore, senza peraltro sostanziare in alcun modo la circostanza, adduce a giustificazione del ritardo un'assenza dal domicilio del suo patrocinato - originato da un aggravamento dello stato di salute -, che gli avrebbe impedito di rintracciare in tempo utile l'assicurato e rispettare così i termini. Ora, tali motivi risultano inconferenti già solo per il fatto che, a prescindere dalla reale impossibilità dell'interessato di comunicare al proprio legale il nuovo recapito e di organizzarsi altrimenti, ad esempio con l'ausilio delle persone che lo avrebbero assistito, nella tutela dei propri interessi, nulla impediva al patrocinatore, in attesa di un riscontro del proprio patrocinato, di presentare in tempo almeno a titolo cautelativo una breve memoria ricorsuale, riservata la possibilità di completare in seguito il ricorso. A ciò si aggiunge che l'interessato non ha comunque formulato entro il termine perentorio di dieci giorni dalla cessazione dell'asserito impedimento (art. 35 cpv. 1 OG) la necessaria domanda per ottenere la restituzione della scadenza inosservata. Seguendo le argomentazioni invocate dall'insorgente stesso a giustificazione della mancata tempestività del gravame, si deve infatti ritenere che il preteso impedimento sia venuto a cadere al più tardi con la trasmissione dell'atto ricorsuale in data 17 marzo 2001. In tale occasione, tuttavia, il ricorrente non ha addotto alcun motivo suscettibile di giustificare una domanda di restituzione del termine, né è stata formulata una tale richiesta. Solo il 30 luglio 2001, su invito di questo Tribunale, il legale di E.________, chiedendo implicitamente la concessione del rimedio, ha segnalato per la prima volta che la causa della tardata spedizione del gravame era da ascrivere al fatto che in quel periodo - quindi ben prima dell'implicita domanda di restituzione - l'assicurato non sarebbe stato reperibile. Essendo però nel frattempo il periodo di 10 giorni per formulare la richiesta manifestamente trascorso, ogni intervento dell'insorgente per rimediare all'inosservanza dei termini si rivela in questo stadio inutile.