Citation: 5A_947/2020 E. 2.2.3

2.2.3. La Corte cantonale ha poi spiegato che il mandante che fa valere a suo favore la surrogazione dei crediti acquistati dal mandatario a nome proprio ma per conto del mandante deve dimostrare, oltre l'esistenza del mandato, il fatto che i crediti rivendicati siano stati acquisiti in adempimento di tale contratto e siano sufficientemente individualizzati, nonché l'adempimento dei propri obblighi contrattuali. I Giudici cantonali hanno evidenziato che le condizioni del diritto di distrazione (o separazione) degli averi bancari depositati ai sensi dell'art. 37d LBCR sono sostanzialmente gli stessi: l'esistenza di un contratto di deposito di valori (ai sensi dell'art. 16 LBCR) appartenenti al cliente o acquisiti fiduciariamente dalla banca per conto di lui, l'individualizzazione degli averi da separare e l'adempimento da parte del cliente dei propri obblighi contrattuali nei confronti della banca (art. 17 cpv. 5 LTCo). La Corte cantonale ha quindi rilevato che, in concreto, spettava alla ricorrente dimostrare l'esistenza dei tre presupposti menzionati (tutti e tre contestati dall'opponente), ossia l'esistenza di un contratto di deposito di titoli tra lei e l'opponente - nel quadro del quale quest'ultima avrebbe acquisito le obbligazioni ora depositate presso C.________ SA in nome proprio, ma per conto della cliente - oltre all'assolvimento dei propri obblighi, in particolare il versamento del prezzo di acquisto dei titoli e della relativa commissione della banca. I Giudici cantonali hanno pertanto concluso che l'accoglimento dell'appello della ricorrente presupponeva che i mezzi di prova da lei proposti e rifiutati dal Pretore fossero effettivamente idonei a comprovare gli elementi costitutivi del diritto di distrazione appena citati. Su questa base hanno proceduto all'esame di ogni singolo mezzo di prova offerto ( infra consid. 5).