Citation: 2A.324/2005 30.11.2005 E. 2

Dal profilo formale, il ricorrente pretende l'annullamento della decisione impugnata in ragione dell'errata indicazione del suo indirizzo e ne censura l'insufficiente motivazione, ravvisando la violazione del diritto di essere sentito. 2.1 Per quanto concerne la prima doglianza, va evidenziato che la pronuncia litigiosa non lascia alcun dubbio sull'identità del destinatario ed è giunta senza intoppi al ricorrente, per nulla impedito nell'esercizio delle proprie facoltà di ricorso. Egli non può dunque trarre alcuna conseguenza sostanziale dal fatto che la decisione, indicando ad ogni modo correttamente il paese di domicilio, menzioni una via diversa da quella in cui realmente abiterebbe. 2.2 In merito alla motivazione del provvedimento, ed alla presunta violazione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b), si rileva che dalla decisione impugnata, pur redatta in termini concisi, traspaiono comunque le ragioni che hanno indotto l'autorità fiscale a ritenere minacciato il credito fiscale, anche se invero non il calcolo delle imposte da garantire. Nelle osservazioni al Tribunale federale l'istanza inferiore ha in ogni caso spiegato in maniera dettagliata perché ritiene adempiuti i presupposti che giustificano una richiesta di garanzia ed ha esposto i parametri su cui si è basata per fissarne l'ammontare. Il ricorrente ha avuto e ha utilizzato la possibilità di replicare e di pronunciarsi sugli argomenti addotti dall'autorità fiscale. In simili circostanze, il vizio di motivazione iniziale è pertanto stato sanato in corso di procedura in maniera rispettosa dell'art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. sentenza 2P.243/1997 del 12 marzo 1998, in: ASA 67 pag. 722, consid. 3c; sentenza 2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in: RDAT II-1998 n. 20t, consid. 3b).