Citation: 1C_226/2024 E. 2.3

2.3. Quest'argomentazione non può essere seguita. La ricorrente fa valere infatti la violazione di alcune norme di procedura inerenti alla fase preparatoria dell'elezione in esame, segnatamente di atti reali asseritamente compiuti da parte di un funzionario dell'amministrazione comunale, in particolare la distruzione di almeno una scheda di voto per l'elezione del Municipio, senza che tale operazione sia stata menzionata a verbale e senza il coinvolgimento dell'Ufficio elettorale. Ora, in assenza di un accertamento approfondito ed esaustivo della fattispecie, nel caso in esame la distinzione tra atti della procedura preparatoria e quelli compiuti dopo la chiusura delle operazioni di voto non può essere stabilita compiutamente e in maniera affidabile. D'altra parte, la circostanza che se del caso determinati atti possano essere impugnati per il tramite di rimedi di diritto diversi, non implica che, per meri motivi di opportunità, venga scardinata la disciplina stabilita dalla LEDP. Allo scopo di tutelare la garanzia dei diritti politici (art. 34 cpv. 2 Cost.), la libera formazione della volontà degli elettori e l'espressione fedele del loro voto, le garanzie procedurali inerenti a un corretto svolgimento delle operazioni preparatorie e, in seguito, di spoglio fissate dalla LEDP devono essere rispettate scrupolosamente.