Citation: H 338/00 13.02.2001 E. 2

2.- Nel proprio gravame il ricorrente non entra nel merito della responsabilità ex art. 52 LAVS, ma assevera di non aver mai ricevuto le decisioni 18 gennaio rispettivamente 1° marzo 1999. Egli ritiene che il giudizio reso dal Tribunale cantonale debba essere annullato in quanto, non essendogli stata notificata alcuna decisione amministrativa, è escluso che possa darsi qualsivoglia crescita in giudicato. a) Il giudizio cantonale impugnato è una decisione di irricevibilità della petizione della Cassa per pregressa crescita in giudicato del pronunciato amministrativo, rimasto inimpugnato dopo essere stato - a detta della prima istanza - validamente notificato. Oggetto del contendere è pertanto la sola questione a sapere se nel caso di specie si è avuta corretta notifica della decisione 18 gennaio 1999 della Cassa. b) Secondo la giurisprudenza, l'onere della prova della notifica di un atto nonché della data in cui essa è avvenuta incombe, in linea di principio, all'autorità che intende prevalersene (DTF 122 I 100 consid. 3b, 114 III 53 consid. 3c e 4). Quest'ultima sopporta pertanto le conseguenze della mancanza di prove, nel senso che se la notifica o la sua data sono contestate e se esiste effettivamente un dubbio in merito, ci si deve fondare sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio (DTF 124 V 402 consid. 2a, 103 V 66 consid. 2a; SJ 2000 I pag. 119 consid. 3b; RAMI 1997 n. U 288 pag. 444 consid. 2b). Inoltre, quando un avviso di ritiro di un invio postale per raccomandata è messo nella bucalettere o nella casella postale del destinatario e questi non procede al ritiro dell'invio prospettato, la notifica è ritenuta aver avuto luogo l'ultimo giorno di giacenza (DTF 123 III 492 consid. 1, 115 Ia 15 consid. 3a), atteso che il termine di giacenza è di sette giorni dall'arrivo dell'invio raccomandato all'ufficio postale del destinatario. Questa finzione di notifica vale nell'ipotesi in cui il soggetto di diritto debba ragionevolmente attendersi, secondo il principio della buona fede, che un'intimazione sarebbe potuta realizzarsi. In tale evenienza, l'interessato deve fare in modo che gli atti procedurali connessi possano essergli agevolmente notificati, comunicando correttamente e tempestivamente il suo nuovo recapito (DTF 119 V 94 consid. 4b/aa, 117 V 132 consid. 4a, 116 Ia 92 consid. 2a). c) Dagli atti risulta che la Cassa ha correttamente tentato più volte di notificare al ricorrente la decisione 18 gennaio 1999 senza tuttavia riuscirvi, come essa stessa ammette quando evidenzia che "la decisione non ha potuto essere notificata malgrado due regolari invii raccomandati ed il tentativo manu militari". Il 2 agosto 1999 la Cassa - ritenendo il provvedimento, nonostante le premesse di segno contrario, validamente notificato e rimasto senza opposizione da parte dell'interessato - ha inoltrato una petizione al Tribunale cantonale chiedendo che la nota decisione sia dichiarata cresciuta in giudicato. d) L'istanza cantonale ha pronunciato l'irricevibilità della petizione in quanto la decisione della Cassa, essendo stata reputata validamente notificata al ricorrente e rimasta inimpugnata, era a suo parere già cresciuta in giudicato. A torto. Infatti, la decisione 18 gennaio 1999 è stata intimata lo stesso giorno per invio raccomandato, ritornato il 28 gennaio 1999 con l'indicazione "non ritirato". Il 1° marzo seguente la Cassa ha rinnovato la notifica con l'invio a mezzo raccomandata di un atto denominato "decisione risarcimento danni ex art. 52 LAVS", in cui veniva evidenziato che si provvedeva ad un'ulteriore notifica del provvedimento e precisato che nel termine di trenta giorni dalla ricezione dello stesso, poteva essere presentata formale opposizione alla Cassa; l'opposizione doveva indicare chiaramente i motivi per i quali la prima notifica non era stata debitamente ritirata; in assenza di validi motivi, la decisione 18 gennaio 1999 doveva essere considerata cresciuta in giudicato. Anche questo secondo invio raccomandato non è stato ritirato. Il pronunciato amministrativo, spedito lo stesso giorno, è ritornato il 10 marzo 1999 con l'indicazione "non ritirato". In data 21 aprile 1999 la Cassa ha poi chiesto l'intervento della polizia comunale di B.________ per la consegna dell'atto amministrativo per mezzo dell'usciere comunale. Per scritto pervenuto alla Cassa il 27 aprile 1999, la cancelleria comunale di B.________ rese noto che malgrado diversi tentativi dell'usciere, S.________ non era mai stato trovato presso il suo domicilio. e) Vi è quindi certezza, peraltro ammessa dalla Cassa e dal Tribunale cantonale, che la decisione amministrativa non è giunta nella sfera di influenza di S.________. Di fronte a questa chiara situazione, il giudice cantonale non si è avveduto delle peculiarità del caso di specie, nel senso che il ricorrente non doveva ragionevolmente attendersi qualsivoglia decisione in connessione con la sua qualità di organo della F.________ SA. Infatti, né gli attestati di carenza di beni rilasciati nel gennaio rispettivamente nel giugno 1998 nelle esecuzioni in via di pignoramento a carico della ditta per il mancato pagamento dei contributi sociali, né il decreto di fallimento 6 ottobre 1998 e neppure quello di sospensione della liquidazione fallimentare dell'11 novembre 1998 per mancanza di attivi erano idonei, secondo la giurisprudenza (DTF 119 V 94 consid. 4b/bb, 117 V 133 consid. 4b), ad obbligarlo ad organizzarsi in modo tale che l'autorità amministrativa potesse notificargli le comunicazioni, in quanto - a questo stadio di procedura - non esisteva ancora un rapporto processuale tra la Cassa e l'interessato. Va ricordato che il credito per contributi alle assicurazioni sociali e quello di risarcimento danni ex art. 52 LAVS sono dal profilo giuridico pretese di natura sostanzialmente diversa (DTF 119 V 95 consid. 4b/bb con riferimento). Di conseguenza, ipotesi di mancato pagamento dei contributi non sono ancora tali da imporre ad un organo della società anonima di predisporsi a ricevere notifiche di risarcimento danni. Come questa Corte ha più volte ribadito, la declaratoria di apertura del fallimento non è assimilabile alla procedura di riparazione dei danni prevista dall'art. 81 OAVS (DTF 117 V 133 consid. 4b). Ne consegue che, in concreto, non si realizzano i presupposti perché si dia finzione di notifica. La decisione ex art. 52 LAVS non poteva a questo stadio di procedura essere già prevedibile per l'amministratore unico della F.________ SA. Esso poteva pertanto assentarsi dal suo domicilio senza lasciare disposizioni in ordine all'eventuale ritiro di raccomandate. Questo fatto è ammesso oltre che dalla Cassa anche dall'istanza cantonale, senza che tuttavia se ne tragga la sola conclusione possibile nel senso che la decisione amministrativa non è stata validamente notificata al ricorrente. Stante quanto precede, il gravame deve dunque essere accolto.