Citation: 6B_656/2009 11.03.2010 E. 2

2.1 Il ricorrente pur criticando genericamente, a mo' di premessa, le modalità seguite dalla Corte di merito che, a suo dire, nella ricostruzione degli avvenimenti avrebbe sistematicamente scartato altre ipotesi più favorevoli agli imputati, riconosce che sull'accertamento dei fatti il potere cognitivo di questa Corte (e della CCRP) è limitato all'arbitrio e che la sua critica di carattere generale non ne sostanzia gli estremi. Nondimeno, egli ritiene arbitrari gli accertamenti relativi alla durata dell'aggressione e alla posizione della vittima al momento in cui le sono stati inferti i due calci alla testa. 2.2 Sulla durata dell'aggressione, il ricorrente rileva che quali dati temporali agli atti vi sarebbero solo l'orario di uscita degli accusati dal capannone (23.41) e quello di allerta dei soccorsi (23.46), risultanti da due diversi orologi non messi però a confronto. Rimprovera alla prima Corte di non avere accertato compiutamente la durata precisa dell'aggressione, ritenendo in modo arbitrario sufficiente la constatazione secondo cui "il tutto si è svolto in pochi minuti". Secondo il ricorrente, ai fini del giudizio sulla colpevolezza e sulla natura del dolo, sarebbe invece occorso stabilire il tempo impiegato dagli accusati per spostarsi dal capannone al luogo dei fatti e per abbandonare tale luogo. Richiamando le dichiarazioni di una serie di testi, sostiene che l'aggressione sarebbe durata pochi secondi. 2.3 La CCRP non è entrata nel merito della censura, ritenendola irricevibile siccome di natura appellatoria. Ha in particolare rilevato che il ricorrente aveva fatto riferimento ad "alcuni testi", senza peraltro indicarne il nome, omettendo di confrontarsi con le argomentazioni della prima Corte. Secondo la giurisprudenza, ove l'ultima autorità cantonale dichiara un ricorso inammissibile per ragioni formali e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve addurre perché essa avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali e si sarebbe quindi a torto rifiutata di procedere all'esame di merito (DTF 133 IV 119 consid. 6; 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2). In concreto, il ricorrente non adduce l'arbitrarietà delle carenze di motivazione ravvisate dalla CCRP nel suo ricorso per cassazione, né sostiene che tale gravame adempiva, dal profilo formale, le esigenze poste dalla legge e dalla giurisprudenza. La critica ricorsuale, che ripropone le argomentazioni di merito addotte davanti all'ultima istanza cantonale, è pertanto inammissibile in questa sede. D'altra parte, il ricorrente non dimostra che un'eventuale più breve durata dell'aggressione sarebbe determinante per l'esito del procedimento (cfr. art. 97 cpv. 1 in fine LTF; DTF 134 V 53 consid. 3.4). Ove si considerino gli accertamenti complessivi concernenti le modalità dell'aggressione, con la vittima colpita violentemente alla testa con due calci mentre era a terra, è del resto del tutto inverosimile che, anche ammettendo una durata dello svolgimento dei fatti più breve, il giudizio di colpevolezza sarebbe mutato, segnatamente per quanto concerne l'esistenza del dolo eventuale.