Citation: 4A_303/2020 E. B

Il 5 novembre 2015 A.________ ha avviato una causa civile davanti alla Pretura di Lugano chiedendo che B.________ fosse condannata a pagarle fr. 2'000.-- di salario quale retribuzione per quattro articoli non pubblicati e l'annullamento della rubrica yyy, fr. 13'000.-- d'indennità per disdetta abusiva e fr. 5'000.-- a titolo di risarcimento del danno e del torto morale; ha inoltre chiesto il rilascio di un certificato di lavoro completo. L'attrice sosteneva che la disdetta fosse abusiva, perché consecutiva alle divergenze sorte dopo la pubblicazione di due articoli: una critica nella rubrica yyy su C.________, presentatore del gioco televisivo zzz, figlio dell'avvocato D.________, presidente di E.________ e del consiglio di fondazione del F.________, nonché amico del direttore della convenuta G.________; e un'intervista al direttore dell'informazione della RSI H.________ contenente critiche al Consiglio del pubblico della Società cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana (CORSI). La convenuta si è opposta alla petizione sostenendo che l'attrice era stata licenziata poiché non si era attenuta, nonostante ripetuti richiami, alle istruzioni impartitele e ai limiti di contenuto della rubrica yyy, in particolare aveva espresso attacchi personali e commenti politici inadeguati. Ha proposto un testo dell'attestato di lavoro, che l'attrice ha rettificato in sede dibattimentale. Al termine dell'istruttoria l'attrice ha aumentato a fr. 10'000.-- la pretesa di risarcimento del danno e del torto morale. Il Pretore aggiunto di Lugano ha accolto parzialmente la petizione con sentenza del 21 novembre 2018. Ha condannato la convenuta a pagare fr. 400.-- per un articolo non pubblicato a torto e a rilasciare all'attrice l'attestato di lavoro, del quale ha definito il contenuto.