Citation: 5A_739/2021 E. 3.2

3.2. La ricorrente rimprovera alla Corte c antonale di non aver preso in considerazione le modalità di scioglimento della comproprietà sottoscritte tra le parti nella convenzione 19 dicembre 2007, le quali stabilivano la cessione a titolo gratuito della quota di ½ del marito alla moglie. A suo dire, detto accordo era stato confermato dalla e-mail del marito del 26 giugno 2007 e "pretendere ora che il bene sia sciolto in comproprietà nonostante gli accordi, rappresenta un abuso di diritto da parte del marito". Essa ritiene che, non avendo il marito sollevato dei vizi formali in relazione alla convenzione, quest'ultima sarebbe valida e obbligatoria tra le parti anche senza omologazione da parte del giudice. Tali argomentazioni, riprese peraltro in larga misura dall'appello, non soddisfano le esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF: la ricorrente non si confronta seriamente con l'argomentazione dell'autorità inferiore limitandosi a contrapporre la sua opinione; essa non contesta infatti essersi lei stessa distanziata dalla convenzione, portando i Giudici cantonali a ritenere che non vi era alcuna convenzione da omologare. L'insorgente non mette nemmeno in dubbio che il marito abbia revocato l'intesa prima dello scadere del termine di riflessione bimestrale vigente all'epoca dei fatti. Le censure risultano pertanto inammissibili.