Citation: 6B_631/2019 E. 5.3

5.3. Quello che emerge dalla sentenza impugnata è una chiara mancata presa di coscienza di quanto commesso, rilevabile peraltro anche nell'impugnativa che definisce "occasionale" lo spaccio di cocaina, malgrado concerna una quantità di stupefacente tale da poter mettere in pericolo la salute di molte persone. Come già rilevato nell'ambito della commisurazione della pena, è accertato che il ricorrente ha agito spinto dalla voglia di soldi facili. Significativo appare poi che, nonostante abbia trascorso 56 giorni in carcere preventivo nel contesto della prima inchiesta a suo carico, ha nuovamente delinquito sempre in relazione alla cocaina benché fosse ancora pendente un procedimento penale per infrazione alla LStup, non traendone dunque alcun insegnamento né maturando ravvedimento. Del resto, secondo gli accertamenti cantonali, il riconoscimento delle sue responsabilità, limitato al primo filone dell'inchiesta, è stato centellinato con ammissioni a piccole dosi dello stretto necessario. Quand'anche l'insorgente sostenga di non essersi mai risparmiato nel reperimento di un lavoro, non risultano prospettive di lavoro concrete atte a distoglierlo da un guadagno facile, tanto più che non dispone attualmente di un valido titolo di soggiorno. Neanche la presenza dei suoi figli può soccorrere alla formulazione di una prognosi non sfavorevole, nella misura in cui non gli ha impedito di delinquere, i fatti qui in giudizio essendo stati commessi quando il ricorrente era già padre da anni. Ne segue che la prognosi negativa formulata dalla CARP e il suo conseguente rifiuto di concedere all'insorgente il beneficio della sospensione condizionale parziale della pena non risultano contrari al diritto federale.