Citation: 2A.49/2006 21.02.2006 E. B

Interrogato il 12 luglio 2005 dalla polizia cantonale sulla sua situazione familiare, B.________ ha confermato il contenuto della lettera indirizzata il 12 maggio precedente alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, ossia che non conviveva più con la moglie dal mese di aprile 2005 e che era intenzionato a divorziare, escludendo qualsiasi possibilità di riconciliazione. Ha altresì aggiunto che la consorte intratteneva una relazione sentimentale con un altro uomo. Sentita il giorno dopo, A.________ ha precisato che la comunione domestica era cessata di comune accordo ed ha confermato che viveva con un altro uomo. Fondandosi sulle premesse emergenze, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha deciso, il 4 agosto 2005, di non rinnovare il permesso di dimora di A.________ e le ha fissato un termine con scadenza al 30 settembre 2005 per lasciare il territorio cantonale. A sostegno della propria decisione la citata autorità ha osservato che il motivo per il quale il permesso era stato rilasciato era venuto a mancare, dato che la coppia viveva separata dal mese di aprile 2005 e che la moglie nel frattempo aveva allacciato una nuova relazione sentimentale. Non essendovi inoltre alcuna possibilità di riconciliazione, ha considerato che ella invocava in modo abusivo il proprio matrimonio per continuare a soggiornare in Svizzera. Il 18 ottobre 2005 il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile poiché tardivo il gravame esperito contro la decisione dipartimentale da A.________. Procedendo comunque all'esame di merito, ha ritenuto che l'impugnativa andava respinta per i motivi addotti dall'autorità di prime cure. Detta decisione è stata confermata su ricorso il 5 dicembre 2005 dal Tribunale cantonale amministrativo, il quale ha considerato che era manifestamente abusivo appellarsi al connubio per ottenere un'autorizzazione di soggiorno.