Citation: 5A_83/2025 E. 4.2.2

4.2.2. La ricorrente si limita poi ad affermare che l'autorità di vigilanza non avrebbe tenuto conto del fatto che il 24 settembre 2024, nell'esecuzione in cui la sua opposizione era stata rigettata in via provvisoria, essa avrebbe presentato un'azione di disconoscimento del debito secondo l'art. 83 cpv. 2 LEF (non ancora decisa) e del fatto che il 14 ottobre 2024 il giudice adito con i reclami contro le decisioni di rigetto delle opposizioni avrebbe riconosciuto l'effetto sospensivo ad entrambi i rimedi. A suo dire, pertanto l'UE non aveva "il diritto di emettere comminatorie di fallimento basandosi su sentenze giudiziarie non ancora passate in giudicato e contestate". Tale argomentazione non soddisfa le esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF: essa è del tutto generica e fondata su circostanze che sono contrarie alla fattispecie accertata dall'autorità di vigilanza (secondo cui l'escussa non aveva dimostrato di aver promosso azione di disconoscimento del debito e secondo cui l'effetto sospensivo era stato concesso d'ufficio, dopo che le comminatorie erano già state emanate, unicamente al reclamo diretto contro la decisione di rigetto definitivo dell'opposizione) senza che la ricorrente tenti di dimostrare i presupposti che permettono al Tribunale federale di scostarsene (art. 97 cpv. 1 e 99 cpv. 1 LTF; v. supra consid. 4.1).