Citation: 6B_441/2020 E. 3.3

3.3. In concreto, la Corte cantonale ha spiegato le ragioni per cui il ricorrente era colpevole, in correità con B.________, del reato di promovimento della prostituzione (art. 195 cpv. 3 vCP, corrispondente all'attuale art. 195 lett. c CP). Ha puntualmente accertato quali erano le regole che dovevano essere rispettate dalle prostitute negli esercizi gestiti dagli imputati ed ha spiegato perché tali imposizioni ledevano la loro libertà di azione e costituivano pressioni illecite nei loro confronti. La CARP ha sostanzialmente rilevato che si trattava di prescrizioni e di forme di controllo che non erano dettate da esigenze di sicurezza e che incidevano sulla libertà decisionale delle prostitute. Ha considerato il ruolo di gerente della struttura svolto dal ricorrente e il fatto ch'egli avesse dichiarato che le regole erano preesistenti al suo arrivo; ha tuttavia negato credibilità alla sua giustificazione secondo cui "si trattava di regole che erano state volute ed organizzate dalle ragazze" (cfr. sentenza impugnata, pag. 12 in fine e pag. 13). Pur non ribattendo ad ogni singola giustificazione addotta dal ricorrente, la CARP le ha ritenute sostanzialmente inconferenti alla luce dei fatti concretamente accertati, siccome volte unicamente a sminuire la sua responsabilità. Sapere se questa conclusione sia fondata o meno, è questione di merito e non concerne il diritto di essere sentito. Questa garanzia non è pertanto stata disattesa dalla Corte cantonale, che si è espressa sui punti rilevanti per il giudizio, permettendo al ricorrente di impugnarlo in questa sede compiutamente e con cognizione di causa.