Citation: 4A_369/2021 E. 4.2

4.2. Nell'impugnativa presentata in questa sede, una violazione del divieto d'arbitrio sancito dall'art. 9 Cost. non è tuttavia sostanziata. In effetti, sia nel p.to III C che nel p.to III D della stessa, cui rinvia poi anche la parte indicata quale ricorso sussidiario in materia costituzionale, l'insorgente si limita a fornire una personale lettura di fatti e prove (documenti, testimonianze, perizia giudiziaria di prima istanza, ecc.), quindi a contrapporla a quella contenuta nella sentenza impugnata, ciò che non è sufficiente. L'arbitrio nell'accertamento dei fatti (inclusi quelli di natura processuale) e/o nell'apprezzamento delle prove - che nel ricorso viene certo affermato, ma mai dimostrato - è dato infatti solo se l'istanza inferiore non ha manifestamente compreso il senso e la portata di un mezzo di prova, ha omesso di considerare un mezzo di prova pertinente senza un serio motivo, oppure se, in base agli elementi raccolti, ha tratto deduzioni insostenibili e spetta pertanto a chi ricorre argomentare, per ogni accertamento censurato, in che modo le prove avrebbero dovuto essere valutate, perché l'apprezzamento dell'autorità sia insostenibile e in che misura la lesione sarebbe suscettibile di avere influenza sull'esito del litigio (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 143 IV 500 consid. 1.1). In base alle censure contenute nell'impugnativa, resta quindi da esaminare l'aspetto della legittimazione attiva dell'opponente, ammessa sia dal Pretore che dalla Corte cantonale, ma qui di nuovo contestata (ricorso, p.to III A, cui rinvia anche la parte indicata quale ricorso sussidiario in materia costituzionale).