Citation: 5A_883/2021 E. 3.2.6

3.2.6. La ricorrente invoca poi una violazione degli art. 55, 58 e 296 CPC (pur riconoscendo espressamente che quest'ultima disposizione non trova applicazione per il mantenimento del figlio maggiorenne). Il padre non avrebbe esposto né sostanziato le circostanze poi prese in considerazione dal Tribunale di appello, che avrebbe in tal modo violato il principio attitatorio e la massima dispositiva. La censura è difficile da inquadrare. L'art. 58 CPC e la massima dispositiva concernono le conclusioni (v. MYRIAM A. GEH ri in Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a ed. 2017, n. 5 ad art. 58 CPC). Ora, non fa dubbio che le conclusioni dell'opponente sono state fin dall'inizio della vertenza di cristallina chiarezza. Quanto all'onere messo in capo alle parti di addurre in giudizio i fatti su cui poggiano le loro domande (art. 55 cpv. 1 CPC), viene da chiedersi da dove il Pretore aggiunto prima e i Giudici cantonali poi abbiano tratto gli accertamenti di fatto sui quali hanno basato il loro giudizio, se non dagli esposti del padre. Peraltro, la ricorrente non afferma di aver sollevato la presente censura nel quadro della procedura di appello (riguardo alla pretesa insufficienza di risposta e duplica di prima sede). Infine, la ricorrente non indica con la precisione richiesta quali affermazioni i Giudici cantonali avrebbero preso da altre fonti che non siano gli allegati delle parti. La censura appare, se non già preclusa per il mancato esaurimento delle vie di ricorso cantonali (art. 75 cpv. 1 LTF; v. DTF 146 III 203 consid. 3.3.4; 145 III 42 consid. 2.2.2; 143 III 290 consid. 1.1; sentenze 4A_583/2021 del 23 maggio 2022 consid. 9.2; 5A_712/2021 del 23 maggio 2022 consid. 2.3), comunque inammissibile per insufficiente motivazione.