Citation: 4P.14/2007 24.04.2007 E. 7

Le censure fondate sulla violazione dell'art. 29 cpv. 2 Cost. sono manifestamente infondate. 7.1 Il diritto di ottenere una decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito - garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. - impone all'autorità di pronunciarsi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti addotti. L'autorità non deve tuttavia determinarsi su tutti gli argomenti sottopostile; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (DTF 130 II 530 consid. 4.3 pag. 540 con rinvii). Una motivazione può essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 129 I 232 consid. 3.2 con rinvii). 7.2 In concreto, in ingresso alla loro pronunzia, al consid. 2, i giudici cantonali hanno rammentato che "fra le diverse eccezioni proposte dalla convenuta con la risposta, preliminarmente alle contestazioni di merito, deve essere qui decisa quella d'incompetenza di questa Camera cui è stata limitata la discussione di udienza preliminare (art. 181 CPC)". Come già evocato nella parte dedicata all'esposizione della fattispecie, l'oggetto di tale udienza era stato definito nell'ordinanza del 7 ottobre 2005, nella quale si legge che "delle tre eccezioni proposte [...] solo la definizione della competenza territoriale di questo Tribunale rappresenta eccezione processuale, rispettivamente può giustificare l'applicazione della norma invocata", ovverosia dell'art. 181 CPC/TI, che permette al giudice di limitare l'udienza preliminare all'esame di questioni pregiudiziali e preliminari. Nel dispositivo dell'ordinanza citata le parti erano dunque state convocate "per procedere all'udienza di contraddittorio limitata alla discussione della competenza territoriale della Seconda Camera civile del Tribunale di appello di Lugano". 7.3 Da quanto appena esposto discende che, contrariamente a quanto preteso dalla ricorrente, la sentenza impugnata, con il rinvio all'udienza preliminare - e quindi all'ordinanza del 7 ottobre 2005 -, è stata adeguatamente motivata, in modo succinto ma chiarissimo. I giudici cantonali hanno espressamente deciso di limitare la fase preliminare del processo alla questione della competenza territoriale, ad esclusione delle altre eccezioni, in particolare di quella concernente l'interesse all'azione di accertamento, la quale a mente dei giudici cantonali non costituisce "eccezione processuale" e non può quindi giustificare l'applicazione dell'art. 181 CPC/TI.