Citation: 7B.235/2004 27.01.2005 E. 4

Giusta l'art. 143 cpv. 1 LEF, se il pagamento non è fatto nel termine prescritto, l'aggiudicazione è revocata e l'ufficio di esecuzione ordina immediatamente un nuovo incanto. L'art. 63 cpv. 1 RFF precisa che ove l'aggiudicatario si trovi in mora col pagamento e le garanzie da esso presentate non possano essere liquidate subito senza promuovere esecuzione o causa, l'ufficio annullerà l'aggiudicazione e ordinerà senza indugio un nuovo incanto alla stregua dell'art. 143 cpv. 1 LEF, a meno che tutti gli interessati consentano ad una proroga del termine di pagamento. L'annullamento dell'aggiudicazione sarà iscritto a verbale (art. 61) e comunicato all'aggiudicatario. Dal chiaro testo legale risulta innanzi tutto che l'aggiudicazione non decade eo ipso con il mancato - tempestivo - pagamento del prezzo di aggiudicazione, ma che l'ufficiale deve prendere una decisione di annullamento che iscrive a verbale. La giurisprudenza attenua inoltre il rigore delle summenzionate norme nei confronti dell'aggiudicatario, permettendo a quest'ultimo di pagare fintanto che l'aggiudicazione non sia stata revocata (DTF 109 III 37 consid. 2b pag. 40; 75 III 11 consid. 3 pag. 14). In altre parole, una volta effettuato il pagamento l'Ufficiale non può più annullare l'aggiudicazione. Questo perché con tale pagamento si è realizzato lo scopo perseguito dalle norme in discussione consistente, in sostanza e per quanto qui interessa, nel soddisfare rapidamente i creditori con il provento della realizzazione (DTF 128 III 468 consid. 2.3). In concreto, a giusta ragione la ricorrente non afferma che il versamento sia pervenuto all'Ufficio dopo l'annullamento dell'aggiudicazione, ma pare lamentarsi del fatto che l'Ufficiale non abbia immediatamente provveduto, dopo aver ricevuto una richiesta in tal senso, a revocare l'aggiudicazione. Ora, nemmeno tale argomentazione soccorre la ricorrente, atteso che la procedura ricorsuale prevista dalla LEF non permette di semplicemente far accertare una - pretesa - violazione del dovere di diligenza dell'Ufficiale (DTF 128 III 468 consid. 2.3; 120 III 107 consid. 2). Giova a tal proposito ricordare che contro l'asserita inattività di un Ufficiale è in ogni tempo possibile inoltrare un ricorso per denegata o ritardata giustizia all'autorità di vigilanza (art. 17 cpv. 3 LEF).