Citation: 2A.299/2003 18.11.2003 E. 2

2.1 Con il rimedio esperito, il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere d'apprezzamento, nonché la lesione dei diritti costituzionali (art. 104 lett. a OG); in quest'ultimo caso il ricorso di diritto amministrativo assume la funzione di ricorso di diritto pubblico (DTF 126 III 431 consid. 3; 123 II 385 consid. 3, con rinvii). Quale organo della giustizia amministrativa, il Tribunale federale esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale (art. 114 cpv. 1 OG), senza essere vincolato dai considerandi della decisione impugnata o dai motivi invocati dalle parti. L'insorgente può inoltre censurare l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 104 lett. b OG). Nei casi in cui, come in concreto, la decisione impugnata emana da un'autorità giudiziaria, l'accertamento dei fatti da essa operato vincola il Tribunale federale, salvo che questi risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). In simili casi, la possibilità di allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova è alquanto ristretta (DTF 126 II 106 consid. 2a e rinvii). Sono in effetti ammesse soltanto quelle prove che l'autorità avrebbe dovuto prendere in considerazione d'ufficio e la cui mancata amministrazione costituisce una violazione di regole essenziali di procedura. In particolare, non è possibile tener conto, in linea di principio, di ulteriori cambiamenti dello stato di fatto né di nuovi fatti che le parti avrebbero potuto o dovuto - in virtù del loro dovere di collaborazione - far valere già dinanzi all'autorità precedente (DTF 128 III 454 consid. 1; 128 II 145 consid. 1.2.1; 125 II 217 consid. 3a; Alfred Kölz/Isabelle Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., Zurigo 1998, n. 943). 2.2 Il ricorrente ha allegato alla sua impugnativa quattro dichiarazioni scritte - della suocera, del suo testimone di nozze, di un coinquilino e di una conoscente - datate 12 giugno 2003, nonché un'attestazione dell'Ufficio del tutore della Città di Lugano del 16 giugno seguente. Nelle stesse si afferma, in sostanza, che i coniugi A.________ si sono riconciliati e vivono sotto lo stesso tetto. Al riguardo non è dato di vedere - né il ricorrente fornisce spiegazioni in proposito - perché questi mezzi di prova non siano stati raccolti e prodotti nel corso del procedimento avviato dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, in ottemperanza al dovere di collaborazione che incombe alle parti. In effetti, malgrado la procedura amministrativa sia retta dalla massima inquisitoria - secondo la quale spetta di principio alle autorità accertare d'ufficio e in modo completo i fatti determinanti per la causa - laddove una parte abbia introdotto una domanda nel proprio interesse o si trovi in condizione di meglio conoscere i fatti, la medesima è tenuta a collaborare attivamente all'accertamento della fattispecie, fornendo informazioni al giudice ed indicando i mezzi di prova posti a sostegno delle proprie allegazioni (DTF 125 V 193 consid. 2; 123 III 328 consid. 3). In concreto, dinanzi alla Corte cantonale, a complemento delle risultanze del fascicolo processuale allestito dal Consiglio di Stato, l'insorgente ha prodotto unicamente uno scritto della moglie, senza allegare ulteriori dichiarazioni o sollecitare l'assunzione di altre prove. In queste condizioni, tenuto conto delle emergenze agli atti, non si può rimproverare all'istanza inferiore di non aver intrapreso d'ufficio delle indagini sulla natura delle relazioni coniugali, né di non aver richiesto d'ufficio all'insorgente di fornire delle testimonianze scritte, ritenendo gli aspetti fattuali rilevanti per il proprio giudizio sufficientemente chiari. Per gli stessi motivi, non è ravvisabile alcuna violazione del diritto di essere sentito, come invece pretende il ricorrente. Ne discende pertanto che l'accertamento dei fatti operato dal Tribunale cantonale amministrativo non può venir considerato manifestamente inesatto o incompleto, né procede da una violazione di norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG) e che non è quindi possibile tener conto, ai fini del presente giudizio, dei nuovi documenti prodotti in questa sede.