Citation: 2C_240/2022 E. 4.3

4.3. I documenti redatti nella forma dell'atto pubblico, come il verbale dell'assemblea generale straordinaria in discussione, fanno piena prova dei fatti che attestano, finché non sia dimostrata l'inesattezza del loro contenuto (art. 9 cpv. 1 del codice civile svizzero [CC; RS 210]). Quella di "atto pubblico" è una nozione di diritto federale, da cui derivano anche obblighi per il pubblico ufficiale che è chiamato a rogarlo; per giurisprudenza, tra di essi vi è il divieto di procedere a constatazioni di cui conosce l'erroneità (DTF 90 II 274 consid. 5 e 6; 84 II 636 consid. 1; ETIENNE JEANDIN, La profession de notaire, 2017, pagg. 20, 75 seg.; MICHEL MOOSER, Le droit notarial en suisse, 2a ed. 2014, n. 177 segg.). Nella fattispecie, e al pari di quanto avviene in altri Cantoni (sentenza 2C_453/2019 del 6 dicembre 2019 consid. 4.3, con riferimento alla legislazione vodese), l'obbligo di verità è d'altra parte ancorato anche nell'ordinamento giuridico ticinese, che impone al notaio di constatare personalmente tutti i fatti relativi a dichiarazioni o pattuizioni ricevute nella forma autentica (art. 5 cpv. 1 LN/TI) e di formulare gli atti pubblici in modo chiaro e veritiero (art. 5 cpv. 1 del codice professionale, pubblicato nella raccolta delle leggi del Cantone Ticino e le cui violazioni sono anch'esse giudicate dalla Commissione di disciplina notarile, analogamente a lesioni della legge sul notariato o del regolamento ad essa relativo [art. 20 e 97 LN/TI]).