Citation: H 180/03 11.10.2004 E. 5

Quanto all'importo del danno fatto valere dalla Cassa, T.________ sostiene di non essere responsabile per i contributi "sui conteggi salari dovuti a seguito del fallimento", in quanto non "aveva in nessun modo mezzi finanziari per versare gli stipendi e quindi neppure la possibilità di accantonare dei contributi". 5.1 Dalla documentazione agli atti risulta che l'importo di complessivi fr. 513'944.75 richiesto dalla Cassa a V.________ SA è così composto: - fr. 227'846.60 per lo scoperto contributivo per l'anno 1997; - fr. 220'202.- corrispondenti all'ammanco per il 1998; - fr. 9'325.60 per differenze riscontrate in sede di revisione del 16 ottobre 1997 relativamente agli anni 1993-1996 (situazione al 24 marzo 2000); - infine fr. 56'570.55 desumibili dalla "distinta dei salari rivendicati" per il periodo 1998-1999, allestita dalla Cassa. Siffatti computi sono agevolmente verificabili - se solo l'interessato si fosse realmente chinato sui dati numerici, invece di limitarsi a contestarli in termini generici - dai conteggi rilasciati dall'amministrazione. Infatti: - per l'anno 1997, a fronte di contributi sociali dovuti alla Cassa per fr. 278'457.05 (spese esecutive e interessi di mora compresi), calcolati in base alla dichiarazione dei salari effettuata e sottoscritta da V.________ SA, ossia su salari determinanti per l'AVS di fr. 2'282'810.-, la società ha versato solo fr. 50'610.45, lasciando così uno scoperto di fr. 227'846.60; - per il 1998, a fronte di contributi sociali dovuti alla Cassa per fr. 247'618.10, anch'essi calcolati in base alla dichiarazione dei salari sottoscritta da V.________ SA, la società ha versato fr. 27'416.10 lasciando uno scoperto di fr. 220'202.-; - per l'importo di fr. 9'325.60 riferito al conteggio di revisione, l'amministrazione ne indica le coordinate nel "rapporto sul controllo dei datori di lavoro" del 28 novembre 1997; - infine l'importo di fr. 56'570.55 emerge dalla "distinta dei salari rivendicati", allestita dalla Cassa, che, a fronte di "salari rivendicati" per complessivi fr. 895'950.64, dopo deduzione di fr. 245'826.40 a titolo di "insolvenza", mette in evidenza un salario di fr. 650'124.- determinante ai fini dei contributi alle assicurazioni sociali. 5.2 Anche se il ricorrente ha effettivamente già sollevato la questione con l'atto di risposta 9 giugno 2000 in sede cantonale, il tenore della sua contestazione è sempre rimasto del tutto generico e poco chiaro e ha indotto lo stesso giudice delegato cantonale a chiedere una precisazione in data 8 gennaio 2003. Con essa T.________ ha osservato che il conteggio derivante dalla distinta dei salari non percepiti e rivendicati "fa stato del fatto che pure vantato un credito per salari non percepiti dai dipendenti, ciò che a mente del convenuto (T.________, n.d.r) non può essergli imputato a sensi dell'art. 52 LAVS e 81 OAVS", mentre con riferimento al conteggio di revisione relativo alla ripresa per gli anni 1993-1996 egli ha rilevato che l'importo di "fr. 9325.60 non può essere in nessun modo chiesto al convenuto in quanto intimato dopo il fallimento". 5.3 A prescindere dal fatto che, a ben vedere, non è la quantificazione del danno che T.________ contesta, bensì il suo obbligo risarcitorio, egli sembra dimenticare che determinante ai fini dell'obbligo di versamento contributivo e, in caso di omissione, di responsabilità giusta l'art. 52 LAVS non è tanto la circostanza che il salario sia stato o potesse effettivamente essere versato, bensì il fatto che il diritto a tale prestazione si sia realizzato (DTF 111 V 166 consid. 4a, 110 V 227 consid. 3a; STFA 1966 pag. 205; RCC 1989 pag. 317 consid. 3c, 1976 pag. 88 consid. 2; cfr. pure la recente sentenza del 13 settembre 2004 in re R., H 78/03, consid. 6). Per quanto attiene invece al conteggio di revisione del 16 ottobre 1997, l'affermazione di parte ricorrente, oltre a misconoscere l'effettiva estensione temporale della responsabilità dell'organo societario ex art. 52 LAVS (responsabilità che si estende anche alle pretese e ai versamenti salariali accertati unicamente dopo la data del fallimento purché riferiti a un periodo in cui l'interessato fungeva ancora quale organo: cfr. ad es. DTF 126 V 61, 123 V 172), è smentita dagli atti all'inserto. Da essi risulta infatti non solo che esso conteggio è stato portato a conoscenza della V.________ SA già precedentemente al fallimento, ma anche che il mancato tempestivo pagamento degli oneri "ripresi" in via di revisione ha obbligato la Cassa, una volta di più, a diffidare la società e ad adire le vie esecutive in date 30 giugno e 7 luglio 1998.