Citation: 1C_750/2021 E. 2.2

2.2. Del resto il ricorrente si limita a sostenere che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante perché il procedimento all'estero presenterebbe gravi lacune o altre gravi deficienze ai sensi dell'art. 2 lett. a e d AIMP, in relazione alle pretese carenze della procedura vaticana, che non rispetterebbe le garanzie derivanti da uno Stato di diritto, censure sulle quali è imperniato il gravame. Ora, queste critiche erano già state sollevate, tardivamente, nell'ambito del precedente, analogo ricorso in relazione all'ordinata trasmissione della documentazione bancaria (sentenza 1C_723/2020, citata, consid. 2.2). Anche la criticata insufficienza dell'esposto dei fatti descritto nella rogatoria, la censurata valutazione dei mezzi di prova da parte del MPC e dell'autorità estera, la contestata colpevolezza del ricorrente, la sua asserita estraneità ai prospettati reati e l'addotta violazione del principio della proporzionalità erano oggetto del precedente gravame, diretto contro una decisione finale, e non incidentale come quella in esame (sentenza 1C_723/2020, citata, consid. 2.1). Il fatto di riproporle, in maniera inutilmente prolissa e ripetitiva, a distanza di alcuni mesi inoltrando un'istanza di dissequestro, accennando a nuovi sviluppi e fatti nuovi del procedimento estero, non giustifica di per sé un riesame di quelle censure. In effetti, scopo dell'art. 84 cpv. 2 LTF non è di sanare le mancanze di un precedente ricorso, ma di sgravare il Tribunale federale, né di offrire la possibilità agli interessati di contestare ogni nuovo atto procedurale oggetto del procedimento estero o di avvalersi del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) riguardo all'assunzione di ogni ulteriore mezzo di prova, facoltà che dev'essere se del caso utilizzata nel quadro del procedimento estero di merito. L'assunto secondo cui da alcuni articoli di giornale risulterebbe che il ricorrente non sarebbe più parte al procedimento penale estero non dimostra che, come accertato dalla CRP sulla base delle informazioni fornite dall'autorità estera, il suo statuto in tale procedimento sarebbe cambiato. La CRP ha inoltre ritenuto, rettamente, che l'accenno all'adozione di una sentenza da parte di un giudice inglese non vincola di per sé il giudice svizzero dell'assistenza. Un intervento del Tribunale federale non è giustificato, neppure riguardo all'asserita impossibilità di consegnare poi i beni sequestrati sulla base dell'art. 74a AIMP.