Citation: 5D_58/2007 12.09.2007 E. 6

Con un ricorso in materia costituzionale può unicamente essere censurata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF). Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, applicabile alla presente procedura in virtù del rinvio contenuto nell'art. 117 LTF, il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato le relative censure. Ciò significa che - conformemente alle esigenze di motivazione dell'abrogato art. 90 cpv. 1 lett. b OG - il ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato con riferimento ai motivi della decisione impugnata in che modo sarebbero stati violati i suoi diritti costituzionali (DTF 133 III 393 consid. 6). Ciò significa che per sostanziare convenientemente una censura di arbitrio (art. 9 Cost.), non è sufficiente criticare la decisione impugnata come si farebbe di fronte ad una superiore Corte di appello con completa cognizione in fatto e in diritto (DTF 128 I 295 consid. 7a pag. 312; 120 Ia 369 consid. 3a pag. 373; 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12), atteso che una sentenza non è arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bensì è necessario mostrare e spiegare perché nel suo risultato il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 132 III 209 consid. 2.1; 131 I 57 consid. 2; 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9; 127 I 54 consid. 2b pag. 56, con rinvii). In concreto la ricorrente non cita alcuna norma di diritto costituzionale che sarebbe stata violata dall'autorità cantonale, ma si limita ad invocare una violazione del CC (art. 8 e 731). Quand'anche si volesse ritenere che la ricorrente avesse inteso attaccare la sentenza cantonale perché ritiene - pur non affermandolo - che questa sarebbe arbitraria, il ricorso dovrebbe nondimeno essere dichiarato inammissibile, perché privo di una sufficiente motivazione. Infatti, per formulare validamente una censura di arbitrio non basta equivocare sul significato del verbo accertare o rilevare errori di citazione, ma occorre indicare perché la decisione impugnata sarebbe arbitraria nel suo risultato. Ora, l'autorità di prima istanza ha ritenuto che la servitù in discussione, se interpretata nel modo desiderato dalla ricorrente, non farebbe alcun senso e l'autorità di seconda istanza ha rilevato che l'interpretazione fornita dall'insorgente non è sufficiente per sostanziare una censura d'arbitrio. La ricorrente non spende però una parola per confutare tali argomentazioni e nemmeno tenta di dare una qualsiasi spiegazione sull'utilità di una servitù che imporrebbe al proprietario di un fondo di non piantare alberi più alti di 3 metri, i quali però una volta collocati nel terreno potrebbero raggiungere qualsiasi altezza.