Citation: 6B_1082/2022 E. 3.3

3.3. Contrariamente all'asserzione della ricorrente, la Corte cantonale non ha omesso di considerare lo stato di ebrietà del conducente e la situazione di pericolo per lei e per gli altri utenti della circolazione. La CARP ha infatti riconosciuto che la ricorrente si trovava in una situazione di imminente pericolo. Ha nondimeno rilevato che, considerata la pericolosità dell'azionamento del freno a mano da parte del passeggero, il quale non ha alcuna possibilità di intervenire sugli altri comandi del veicolo, una simile manovra deve rimanere l'ultima ratio. I giudici cantonali hanno ritenuto che la ricorrente avrebbe per contro dovuto intimare al conducente di fermarsi, anche "minacciandolo" di tirare il freno a mano per richiamare la sua attenzione, in modo da farlo rallentare o fermare. Premesso che la dichiarazione della ricorrente secondo cui ella avrebbe detto al conducente "oh calmati, frena" non è stata ritenuta credibile dalla CARP, siccome da lei addotta soltanto al dibattimento di primo grado (a distanza di oltre due anni e mezzo dai fatti), la precedente istanza l'ha comunque ritenuta troppo generica per potere costituire un chiaro avvertimento in tal senso. La ricorrente sostiene che le sue dichiarazioni non sarebbero state contraddittorie, ma non si confronta con le versioni, tra di loro diverse, da lei fornite nell'interrogatorio di polizia dopo i fatti (in cui ha affermato di avere agito d'istinto) e al dibattimento dinanzi al giudice di primo grado (ove ha riferito di avere agito coscientemente, dopo avere detto al conducente "oh calmati, frena"). Non sostanzia quindi, con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, una valutazione delle prove manifestamente insostenibile da parte della Corte cantonale, che ha ritenuto non credibile la seconda versione dei fatti. La ricorrente adduce inoltre di avere "azionato il freno a mano in maniera controllata". La Corte cantonale ha tuttavia accertato ch'ella ha tirato il freno a mano all'improvviso, tant'è che sulla strada sono rimaste le tracce di una brusca frenata per una lunghezza superiore a 30 m. La ricorrente non censura d'arbitrio questi accertamenti, che sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Pure laddove ribadisce genericamente di avere chiesto invano al conducente di frenare, la ricorrente non si confronta con le ragioni per cui la CARP ha negato la credibilità di tale versione e non le sostanzia quindi d'arbitrio. Disattende inoltre che, per come sarebbe stata formulata la richiesta ( "oh calmati, frena"), essa non costituisce un'ingiunzione chiara e perentoria all'indirizzo del conducente di rallentare o di fermarsi immediatamente. Certo, la ricorrente ha dovuto agire rapidamente. Tuttavia, un esplicito monito in tal senso, espresso in termini categorici, avrebbe dovuto imporsi come alternativa chiaramente preferibile rispetto all'esecuzione di una manovra dagli sviluppi incontrollabili, e pertanto pericolosa, quale è stata quella di azionare all'improvviso il freno a mano. Negando in tali circostanze l'adempimento del criterio della sussidiarietà assoluta, e quindi l'esistenza di uno stato di necessità, la Corte cantonale non ha violato l'art. 17 CP.