Citation: 4D_32/2021 E. 7

La ricorrente invoca infine una violazione dell'art. 8 Cost., affermando che da un Pretore si può esigere la stessa diligenza di un avvocato e che la Corte cantonale avrebbe violato il principio della parità di trattamento per avere preteso maggior diligenza da parte dell'avvocato rispetto a un giudice, facendo sopportare unicamente all'avvocato le conseguenze pregiudizievoli derivanti dall'errata introduzione del rimedio giuridico. Ora, la ricorrente si prevale di una disparità di trattamento non fra lei stessa e un giudice, bensì fra il suo avvocato e il Pretore. Così facendo essa pare dimenticare che giusta l'art. 115 cpv. b LTF è unicamente legittimato a ricorrere chi ha "un interesse legittimo all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata" e che per "interesse legittimo" ai sensi della citata norma è inteso un interesse giuridicamente protetto (DTF 136 I 323 consid. 1.2; 133 I 185 consid. 3). Il diritto costituzionale invocato deve quindi proteggere gli interessi della parte e non quelli di un terzo (v. sulla nozione di interesse giuridicamente protetto anche DTF 145 IV 161 consid. 3.1). Ciò non si verifica con riferimento alla pretesa violazione della parità di trattamento, la ricorrente limitandosi a paventare effetti negativi della sentenza per il suo patrocinatore. Ne segue che la censura risulta inammissibile.