Citation: 5P.7/2000 29.02.2000 E. 2

2.- a) La Corte cantonale ha anzitutto stabilito di non poter entrare nel merito dell'asserito mancato rispetto da parte della convenuta degli impegni da lei assunti con la transazione del 13 dicembre 1993. Infatti, con sentenza 14 aprile 1999, non impugnata e cresciuta in giudicato, il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona ha già accertato che i citati impegni sono da lei stati rispettati. b) I ricorrenti rimproverano all'autorità cantonale di aver dimenticato che la decisione del 14 aprile 1999 è stata emanata nell'ambito di una procedura di esecuzione forzata, fondata esclusivamente sulla verosimiglianza. Inoltre, fanno valere che il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona ha accertato il rispetto degli impegni assunti dalla convenuta con la citata transazione sulla base di un verbale di "costatazione", allestito nell'ambito di una procedura a carattere conciliativo, senza che venisse eseguita un'istruttoria. Essi sostengono che le questioni litigiose avrebbero invece dovuto essere decise con l'introduzione di un'istanza ai sensi degli art. 291 segg. CPC ticinese. c) Dagli atti di causa risulta che la decisione del 14 aprile 1999 è stata emanata nell'ambito di un procedimento esecutivo, avente quale scopo di far eseguire la transazione giudiziaria (ai sensi dell'art. 352 cpv. 1 CPC ticinese) del 13 dicembre 1993. Statuendo sull'opposizione della convenuta al precetto esecutivo civile 3 marzo 1999 (cfr. art. 489 segg. CPC ticinese), il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona ha ammesso l'opposizione. Egli ha ritenuto, sulla base di un verbale allestito il 15 febbraio 1999 dal giudice di pace del circolo del Ticino in una procedura conciliativa, che la convenuta ha eseguito gli impegni assunti. Ora, una transazione giudiziaria pone fine alla lite e ha forza di cosa giudicata (art. 352 cpv. 1 CPC ticinese). Non è pertanto arbitrario considerare che tale circostanza si oppone al riesame dei punti disciplinati dal citato accordo (cfr. anche Poudret/Wurzburger/Haldy, Procédure civile vaudoise, 2a ed., 1996, n. 1 e 2 ad art. 475 CPC vodese). Inoltre le questioni inerenti alla sua esecuzione potevano unicamente essere oggetto di una procedura esecutiva, il cui risultato non poteva essere rivisto nell' ambito di una nuova azione nel merito. La censura dei ricorrenti si rivela pertanto infondata.