Citation: 2P.224/2006 26.04.2007 E. 6

Come già osservato, a differenza del fratello, C.________ non può trarre alcun diritto dall'art. 8 CEDU, essendo divenuta maggiorenne in corso di procedura (cfr. consid. 3.3.2). Ella aveva infatti diciassette anni e tre mesi al momento dell'inoltro dell'istanza, mentre a tutt'oggi è vicino al compimento dei diciannove anni. A prescindere da questo dato temporale, è in ogni caso innegabile che la venuta in Svizzera del fratello, accanto alla madre, avrebbe delle conseguenze gravose del tutto particolari sulla sua situazione personale. Tale trasferimento l'allontanerebbe infatti da entrambi i membri del suo nucleo familiare più ristretto, con cui ha vissuto tutta l'infanzia e l'adolescenza. Il distacco sarebbe con tutta probabilità profondo ed importante, poiché ella risiede in una zona remota in una provincia meridionale della Federazione Russa e potrebbe dunque risultare assai difficile mantenere dei contatti diretti solidi e frequenti. In patria, stando all'incontestata esposizione del quadro familiare, potrebbe in sostanza contare soltanto sulla nonna materna, con la quale ha senz'altro un solido legame, ma che non può sostituire la relazione nutrita ininterrottamente sin dalla nascita con la madre. La sua situazione economica, senza l'addotto sostegno fornito dai ricorrenti, appare inoltre precaria. D'altro lato, ella non ha mai risieduto in Svizzera e si troverebbe verosimilmente confrontata con problemi d'integrazione non irrilevanti, tra l'altro anche per quanto concerne la paventata possibilità di inserimento professionale in ambito sanitario. La separazione dalla madre e dal fratello, al quale si aprono delle prospettive generali di vita assai diverse, appare comunque difficilmente accettabile sul piano umano, tanto più se si considera che la domanda di ricongiungimento è stato inoltrata in tempi assai ristretti dopo l'arrivo in Svizzera ed il matrimonio della ricorrente e che il diverso esito dell'istanza è in sostanza dovuto solo agli inevitabili tempi procedurali. In queste particolari circostanze, è lecito chiedersi se le autorità competenti non dovrebbero prendere in conto la possibilità di rilasciare un permesso di dimora anche alla figlia C.________, fondandosi sull'art. 13 lett. f dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli stranieri (OLS; RS 823.21). Tale norma prevede infatti che in presenza di un caso personale particolarmente rigoroso o per motivi di politica generale si possa derogare al contingente massimo previsto per gli stranieri che esercitano un'attività lucrativa (cfr. DTF 130 II 39 consid. 3; 128 II 200 consid. 4; 124 II 110 consid. 2).