Citation: 9C_614/2008 01.07.2009 E. 4

4.1 I primi giudici hanno accertato in maniera vincolante (consid. 1) per la Corte giudicante che dal 2000 al 2004 il ricorrente è stato salariato della H._________. Agli atti figura pure un contratto di lavoro concluso il 18 gennaio 2005 tra l'insorgente e la I.________, in forza del quale il dipendente A.________, assunto in qualità di pilota, si impegnava a prestare servizio presso altre società affiliate alla G.________ e R._________. Ora, per giurisprudenza, nel caso di una persona assicurata che, come in concreto, continua ad essere attiva in maniera significativa per il precedente datore di lavoro, vanno poste esigenze più severe per poter riconoscerne con riferimento alla specifica attività lo statuto di indipendente. In questa evenienza, infatti, i criteri che depongono in favore di un'attività indipendente devono chiaramente prevalere su quelli che parlano per un'attività lucrativa dipendente (v. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 83/04 del 23 giugno 2005, consid. 3.2 con riferimenti), soprattutto se il genere di attività corrisponde essenzialmente a quella svolta in precedenza e se concerne lavori tipicamente svolti (nell'azienda o comunque nel settore interessati) da lavoratori dipendenti (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 396/00 del 20 gennaio 2003, consid. 3). 4.2 Nel caso di specie gli elementi che depongono in favore di una attività lucrativa indipendente non sono chiaramente predominanti ai sensi di tale giurisprudenza. 4.2.1 Aderendo alla valutazione della Corte cantonale, va innanzitutto relativizzata la forniti del rischio imprenditoriale del ricorrente in relazione alle attività in esame. Gli investimenti effettuati (ufficio, materiale, assicurazione perdita di guadagno, ecc.), di cui la Corte cantonale ha ampiamente tenuto conto, non possono infatti definirsi considerevoli ai sensi della giurisprudenza in materia (cfr. ad esempio sentenza citata H 30/99, consid. 5a). Inoltre, l'unico rischio (peraltro limitato) per il ricorrente risiedeva nella possibilità che le ditte "committenti" non onorassero le fatture da lui emesse. Ma poiché il primo prestava pressoché esclusivamente i propri servizi per le seconde, il rischio a suo carico era assimilabile a quello sopportabile da un lavoratore dipendente il cui datore di lavoro non è più in grado o non è più intenzionato a versare il salario per il lavoro svolto (v. sentenza citata H 30/99, consid. 5a). 4.2.2 A ciò si aggiunge che, quantomeno per le attività di pilotaggio intese quale trasporto merci o persone, si giustificava, come hanno fatto i giudici di prime cure, di applicare per analogia la giurisprudenza creata in relazione con i servizi di trasporto. Orbene, in quell'ambito, per determinare l'esistenza o meno di un rischio imprenditoriale, la prassi ha posto l'accento sulla questione se l'assicurato abbia effettuato importanti investimenti, ciò che si avvera con l'acquisto in proprietà del mezzo di trasporto (che dev'essere destinato [quasi] esclusivamente all'uso professionale) e la presa a carico dei relativi costi di esercizio (cfr. ad esempio sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 60/81 del 22 giugno 1983, in RCC 1983 pag. 427, consid. 4b). Per quanto accertato senza arbitrio dalla Corte cantonale, anche se l'acquisto di un elicottero risultava effettivamente troppo oneroso, il ricorrente avrebbe comunque potuto ricorrere al suo noleggio, essendo tale operazione prassi costante in Svizzera, come ha avuto modo di segnalare l'Ufficio federale dell'aviazione civile. Non avendolo fatto e avendo utilizzato i mezzi messigli a disposizione (già assicurati ed equipaggiati), il ricorrente - che per il resto neppure ha dovuto partecipare alle spese di ammortamento e di manutenzione - non si è assunto un vero e proprio rischio imprenditoriale ai sensi della giurisprudenza. Le pretese difficoltà di reperibilità degli elicotteri non sono del resto tali da modificare questo giudizio, anche perché i destinatari finali dei servizi forniti dal ricorrente erano clienti delle società in questione, le quali, già solo per queste ragioni, avrebbero avuto tutto l'interesse a noleggiare i mezzi. 4.2.3 Per quanto concerne poi il rapporto di subordinazione, la tesi della Corte cantonale secondo cui, per la determinazione dello statuto contributivo, la posizione di pilota free lance si apparenterebbe a quella di giornalista free lance, non è contraria al diritto federale. Anzi, come per il libero giornalista, anche per il libero pilota può valere la considerazione che chi lavora regolarmente per la stessa società, si pone, nei confronti di quest'ultima, in un certo rapporto di dipendenza tale da determinare, in caso di cessazione del rapporto, una situazione simile a quella che verrebbe a prodursi in caso di perdita di lavoro da parte di un lavoratore dipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 163). E come per il libero giornalista, anche per il libero pilota si può pertanto validamente sostenere che in questi casi, dal profilo dell'AVS, entrambi vanno di regola considerati lavoratori dipendenti. 4.2.4 È vero che il ricorrente, in virtù degli accordi conclusi, aveva la facoltà di non accettare gli incarichi provenienti dalle società con cui collaborava. Tuttavia, questo aspetto, da solo, non è tale da ribaltare la presunzione in favore dello statuto di lavoratore dipendente (v. consid. 4.1). Contrariamente a quanto sembra pretendere il ricorrente, il solo fatto che ogni singolo intervento fosse soggetto al consenso delle parti e potesse di conseguenza essere da lui accettato o meno, non osta di per sé al riconoscimento di un rapporto di lavoro (cfr. DTF 124 III 249 consid. 2a pag. 250; cfr. inoltre Adrian Staehelin, Zürcher Kommentar, 4a ed. 2006, n. 58 ad art. 319 CO, per il quale in questo caso si sarebbe in presenza di un rapporto di lavoro su chiamata improprio). E a confermare ulteriormente la presunzione in favore dello statuto di dipendente si aggiunge la constatazione, ricavata dalle audizioni testimoniali, che il ricorrente, che peraltro non era l'unico pilota esterno a disposizione cui H.________ ed R._________ potevano rivolgersi in caso di necessità, veniva di fatto chiamato a svolgere (anche) i lavori che venivano altrimenti assegnati ai piloti "fissi" (dipendenti) quando questi erano assenti (a causa dei turni di riposo o di vacanze) oppure in estate quando il lavoro aumentava. 4.2.5 Quanto al fatto che la pronuncia impugnata avrebbe constatato - in contrasto con le risultanze istruttorie (ma comunque, vale la pena ricordarlo, in conformità con il contratto formulato dallo stesso A.________) - che il ricorrente si era impegnato a rispettare il regolamento aziendale delle due società proprietarie degli elicotteri utilizzati, si osserva che se è vero che l'audizione di K.________, responsabile dell'amministrazione di H.________, ha effettivamente permesso di relativizzare questo aspetto, ciò non modifica comunque il giudizio complessivo. Al contrario, anche altre disposizioni contrattuali - quali ad esempio la rinuncia delle ditte "committenti" a ogni forma di rivalsa finanziaria nei confronti dell'insorgente per danni a persone o cose conseguenti dall'attività professionale svolta, se non poteva essere dimostrata una "deliberata intenzionalità", o l'obbligo per le stesse di consegnargli mezzi e materiali perfettamente efficienti e di assegnargli personale debitamente formato ed equipaggiato come pure quello (invero mai concretizzatosi) di risarcire le spese effettive (trasferte, telefono, vitto ed alloggio) per impieghi fuori cantone o all'estero - avvalorano ulteriormente la tesi dei giudici cantonali. Senza dimenticare che il ricorrente, che per contratto era tenuto a curare l'immagine e la professionalità delle ditte "committenti", doveva ugualmente e inevitabilmente seguire le direttive necessarie all'esecuzione degli incarichi ricevuti, e più precisamente quelle relative ai tempi, ai luoghi e alle modalità di impiego (cfr. per analogia sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 101/78 del 6 marzo 1979, in RCC 1979 pag. 346, consid. 3). In queste condizioni, si giustificava senz'altro di considerare l'attività in esame di natura dipendente, al pari di quanto sarebbe peraltro già avvenuto in relazione agli altri collaboratori free lance di R._________. 4.2.6 Riguardo infine al rapporto di dipendenza da S._________, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha accertato, senza arbitrio, che il ricorrente doveva portare a termine le pratiche amministrative - attività ritenuta di carattere subordinato - necessarie all'ottenimento, da parte della società, dell'autorizzazione a svolgere un'attività di manutenzione di elicotteri e che, a tal fine, il personale di S._________ doveva certificare la presenza del ricorrente negli uffici societari di L.________. Il ricorrente, che non contesta questa circostanza, si limita a segnalare di avere ricevuto un mandato ben preciso, senza per il resto confrontarsi adeguatamente con gli accertamenti operati dall'istanza precedente. Anche per questo motivo, la valutazione dei primi giudici non può essere censurata. Si ricorda comunque al ricorrente che la regolamentazione dei tempi di presenza è di solito il corollario di un rapporto di dipendenza (Hanspeter Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a ed. 1996, pag. 118).