Citation: 6B_1220/2021 E. 2.4

2.4. Tuttavia, il comportamento rimproverato all'imputato con l'atto di accusa del 7 ottobre 2013 era quello di avere indotto il notaio inconsapevole, ingannandolo, ad attestare nell'atto pubblico del 15 maggio 2009, contrariamente al vero, che tutte le azioni della società erano state liberate in denaro e che il relativo importo di fr. 100'000.-- era depositato ad esclusiva disposizione della società stessa. Il giudizio di proscioglimento era limitato a questo elemento relativo al foro interiore dell'imputato, che avrebbe agito all'insaputa del notaio, traendolo in errore riguardo alla veridicità del contenuto dell'atto pubblico. Il proscioglimento è direttamente collegato al contestuale giudizio di colpevolezza per il fatto che, diversamente dall'ipotesi alternativa, l'imputato aveva determinato il notaio, il quale non era ignaro bensì consapevole della falsità del contenuto dell'atto pubblico, ad eseguire l'attestazione inveritiera. In analogia con i considerandi della citata sentenza 6B_1404/2020, si tratta di un proscioglimento soltanto parziale, limitato ad una parte degli atti rimproverati all'imputato, segnatamente all'avere ingannato il pubblico ufficiale. Gli atti oggetto di assoluzione si lasciano quindi distinguere da quelli oggetto di condanna. Dalla decisione di primo grado risulta in effetti chiaramente che l'assoluzione dell'imputato non riguarda l'intero complesso dei fatti, ma unicamente la circostanza relativa al fatto di avere tratto in errore il notaio inconsapevole. In tali condizioni, il proscioglimento dall'imputazione di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione non impedisce l'eventuale condanna per i fatti relativi all'istigazione in falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari. Del resto, quando il pubblico ufficiale agisce intenzionalmente, ossia avendo consapevolezza della falsità di quanto da lui attestato, con riferimento all'imputato che lo ha determinato a commettere il reato, soltanto la fattispecie di istigazione all'art. 317 CP entra di massima in considerazione (MARKUS BOOG, in: Basler Kommentar, Strafrecht II, 4aed. 2019, n. 4 all'art. 253 CP; STEFAN TRECHSEL/MARK PIETH, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 4aed. 2021, n. 6 all'art. 253 CP; cfr., inoltre, sentenza 6B_17/2013 del 13 giugno 2013 consid. 3.2). Ne consegue che, abbandonando il procedimento penale nei confronti dell'imputato in applicazione del principio "ne bis in idem", la CARP ha in concreto disatteso la recente giurisprudenza del Tribunale federale (sentenza 6B_1404/2020, citata), violando l'art. 11 cpv. 1 CPP.