Citation: 1P.677/2005 11.11.2005 E. 1

2.3.1 Indipendentemente dalla carenza di legittimazione nel merito, il leso o il denunciante può tuttavia censurare la violazione delle garanzie procedurali, che il diritto cantonale o gli art. 29 seg. Cost. e 6 CEDU gli conferiscono quale parte, sempreché tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale. Il leso o il denunciante può pertanto far valere, per esempio, che il ricorso non sarebbe stato esaminato a torto nel merito, ch'egli non sarebbe stato sentito, che gli sarebbe stata negata la possibilità di consultare gli atti o che non gli sarebbe stata riconosciuta, a torto, la qualità di danneggiato (DTF 128 I 218 consid. 1.1, 122 I 267 consid. 1b, 121 IV 317 consid. 3b). 2.3.2 In tal caso, un interesse giuridicamente protetto secondo l'art. 88 OG non si fonda su aspetti di merito, bensì sul diritto del denunciante di partecipare alla procedura. Il diritto di invocare le garanzie procedurali non permette tuttavia al ricorrente di rimettere in discussione, nemmeno indirettamente, il giudizio di merito; il ricorso di diritto pubblico non può quindi riguardare questioni strettamente connesse con il merito della vertenza, quali in particolare il rifiuto di assumere una prova sulla base della sua irrilevanza o al suo apprezzamento anticipato o l'obbligo dell'autorità di motivare sufficientemente la decisione (DTF 120 Ia 227 consid. 1, 119 Ib 305 consid. 3, 117 Ia 90 consid. 4a). Il giudizio su tali quesiti non può infatti essere distinto da quello sul merito che tuttavia il leso o il denunciante non è legittimato a impugnare (DTF 120 Ia 157 consid. 2a/bb; sentenza 1P.636/1998 del 6 dicembre 1999, apparsa in RDAT I-2000, n. 53 pag. 498). 2.4 La ricorrente fa valere che la Corte cantonale avrebbe accertato i fatti e valutato le prove in maniera arbitraria e, procedendo a un'inammissibile valutazione anticipata di una prova, non l'avrebbe arbitrariamente assunta. La criticata mancata audizione di un testimone avrebbe dovuto confermare che sarebbe stata la proprietaria dell'automobile, regalatale al dire del teste dal defunto. La prova si riferisce quindi agli asseriti reati di estorsione e di appropriazione indebita. In tale ambito la CRP ha tuttavia ritenuto che queste ipotesi esulavano dalla decisione litigiosa, perché, quale autorità di ricorso, non poteva esprimersi su ipotesi che non erano state oggetto di inchiesta e di decisione da parte del magistrato inquirente. Ora, la ricorrente non contesta del tutto questa conclusione; per di più nemmeno è legittimata a criticare nel merito, peraltro con censure meramente appellatorie, la valutazione delle prove e il loro apprezzamento anticipato. 2.5 La ricorrente, cui manca la qualità di vittima secondo l'art. 2 cpv. 1 LAV, si limita a rimettere in discussione il contestato giudizio di merito, censurando l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove e, in modo generale, l'esercizio del potere di apprezzamento che compete ai giudici cantonali. Queste critiche, come quelle inerenti al merito dell'impugnato giudizio, non possono tuttavia essere proposte, per carenza di legittimazione, con un ricorso di diritto pubblico.