Citation: 4P.304/2006 27.02.2007 E. 5

L'ultima parte del ricorso riguarda l'indennità per ripetibili di fr. 220'000.-- riconosciuta alla società tailandese dal Collegio arbitrale, che l'ha calcolata proporzionalmente alla soccombenza della ricorrente, sulla base della tariffa dell'ordine degli avvocati ticinesi. La ricorrente invoca i motivi di ricorso di cui all'art. 190 cpv. 1 lett. e, d LDIP. La citata indennità, oltre ad essere sproporzionata, lederebbe infatti l'ordine pubblico siccome priva di base legale, essendo fondata su una tariffa inapplicabile in forza della legge sui cartelli; la sua pronunzia costituirebbe inoltre una violazione del diritto d'essere sentiti in contraddittorio (art. 182 cpv. 3 LDIP), non avendo il collegio mai prospettato l'applicazione di tale tariffa, sulla quale le parti non si sono quindi potute pronunciare. 5.1 L'attrice perde di vista la portata dell'art. 190 cpv. 1 lett. e LDIP. Come già accennato sopra al consid. 3 - e ricordato alla stessa ricorrente nell'ambito di un'altra procedura (cfr. sentenza inedita del 10 ottobre 2005 nella causa 4P.146/2005, consid. 3.1) - la riserva dell'ordine pubblico non permette mai l'esame di merito del lodo, nemmeno sotto l'angolo dell'arbitrio. Per ammetterla non sono sufficienti apprezzamenti delle prove o accertamenti di fatto manifestamente errati né violazioni di norme; non lo è nemmeno l'applicazione di un ordinamento giuridico sbagliato. Ledono l'ordine pubblico solamente situazioni che urtano in modo scioccante i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico così come è concepito in Svizzera (cfr. Gerhard Walter, Aspetti processuali dell'arbitrato commerciale internazionale in Svizzera, in: L'arbitrato commerciale internazionale in Svizzera e in Italia, Milano 1992, pag. 37-56, in particolare pag. 51 seg.). Ne discende che l'ordine pubblico materiale non può essere violato per il solo motivo che il giudizio sulle spese è fondato su una tariffa che, secondo la ricorrente, non sarebbe applicabile. L'assegnazione di ripetibili alla parte vincente in una causa civile non sarebbe peraltro scioccante nemmeno in assenza di una base legale specifica. 5.2 A sostegno della violazione dell'ordine pubblico materiale a causa dell'ammontare - a suo dire - sproporzionato dell'indennità accordata alla controparte, la ricorrente cita una sentenza del Tribunale federale (sentenza inedita del 9 gennaio 2006 nella causa 4P.280/2005, consid. 2.2.2). Il passaggio da lei citato è però estrapolato dal suo contesto. Vale allora la pena di precisare che in quella sentenza il Tribunale federale ha considerato che, in linea teorica, non sarebbe inconcepibile che un giudizio sulle ripetibili possa contravvenire all'ordine pubblico materiale; ha tuttavia precisato che sarebbe difficile collegare una censura simile a una componente specifica dell'ordine pubblico e, soprattutto, che non basterebbe tacciare d'eccessiva l'indennità litigiosa; occorrerebbe - questo è il passaggio citato in maniera fuorviante nel gravame - ch'essa appaia fuori di ogni proporzione con le spese affrontate dalla parte che vi ha diritto, tenuto conto dell'insieme delle circostanze del caso concreto. Non occorre approfondire oltre questo tema poiché l'atto di ricorso accenna alla evidente sproporzione dell'indennità accordata ma è completamente silente quanto alle circostanze concrete che dovrebbero stare alla base della contestazione. Su questo punto esso risulta dunque, ancora una volta, irricevibile per carente motivazione (cfr. quanto esposto supra, al consid. 2.2.3). 5.3 Infine, l'argomento riferito alla violazione del diritto di essere sentito è manifestamente infondato. Le parti hanno avuto infatti la possibilità di esprimersi liberamente sulle ripetibili davanti al Collegio arbitrale: la stessa ricorrente ne ha chiesto la rifusione in tutti gli allegati scritti, anche con il memoriale conclusivo. Il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che in Svizzera vige il principio iura novit curia, in forza del quale giudici e arbitri applicano d'ufficio il diritto, senza essere vincolati ai mezzi fatti valere dalle parti né essere tenuti ad attirare preventivamente la loro attenzione su aspetti giuridici particolari o sulle norme che andranno ad applicare. Fanno eccezione i casi nei quali i giudici prevedono di fondare il giudizio su disposizioni o principi non evocati durante la procedura, dei quali le parti non si erano prevalse e non potevano immaginare la pertinenza (DTF 130 III 35 consid. 5). Ora, qualunque sia la severità da usare nella valutazione dell'imprevedibilità (la sentenza citata dà atto di pareri discordi) è certo che tale requisito, riferito all'applicazione della tariffa dell'ordine degli avvocati del Cantone Ticino, fa difetto nell'ambito di un processo civile demandato a un tribunale arbitrale con sede a Lugano, composto da un giudice e da due avvocati ticinesi, e che coinvolge parti i cui patrocinatori esercitano anch'essi l'avvocatura in Ticino. 5.4 Anche il giudizio sull'indennità per ripetibili concessa all'opponente resiste pertanto alla critica.