Citation: 1B_287/2015 E. 3.3

3.3. Riguardo ai conti presso la banca F.________SA, la CRP ha inoltre accertato che la ricorrente, la quale nella sede cantonale non aveva peraltro replicato, non si era confrontata con le cifre indicate dal PP, adducendo di rinunciare a contestarle singolarmente in ragione dell'asserita nullità degli ordini di sequestro. La Corte cantonale ha rilevato che su questi conti erano confluiti importanti somme (Euro 345'000.-- e 85'000.--) provenienti direttamente da relazioni conducibili all'accusatore privato, motivo per cui la ricorrente non aveva alcun valido titolo per poterne disporre e che, pertanto, dovevano essere considerate indebito profitto e provento di reato. D'altra parte, il loro importo complessivo non supera il danno, quantificato in Euro 454'188.90 e CHF 25'000.--. Gli averi restanti sono stati sequestrati sulla base della decisione 7 aprile 2015 della CRP. Nella decisione impugnata quest'ultima ha considerato che il PP ha esplicitato i beni provenienti da relazioni riconducibili all'accusatore privato, che secondo la tesi accusatoria costituirebbero indebito profitto e provento di reato; ha quantificato il danno e accertato che il pregiudizio era superiore agli averi sequestrati, per cui la contestata misura era proporzionale. Ne ha concluso che, sulla base di un giudizio fondato sulla verosimiglianza, gli ordini di sequestro, dei quali non ha ritenuto la nullità, dovevano essere confermati, spettando alla Corte di merito pronunciarsi compiutamente sulla fondatezza della tesi accusatoria.