Citation: 7B.210/2001 19.09.2001 E. 2

2.- Giusta l'art. 19 cpv. 2 LEF è ammesso ognitempo contro l'autorità di vigilanza un ricorso per denegata o ritardata giustizia al Tribunale federale. Contro l'inattività di un Ufficio di esecuzione può invece essere interposto ognitempo un ricorso all'autorità di vigilanza (art. 17 cpv. 3 LEF). In concreto il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile nella misura in cui la ricorrente si rivolge direttamente al Tribunale federale contro la - pretesa - inattività di un ufficio di esecuzione (cfr. anche il Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, FF 1991 III 1, pag. 27). Nella misura in cui invece essa si lamenta - nella motivazione del rimedio - dell'inazione dell'autorità di vigilanza, la censura si avvera manifestamente infondata. Il ricorso cantonale porta infatti la data di venerdì 7 settembre 2001, motivo per cui dolersi mercoledì 12 settembre 2001 di una ritardata giustizia ai sensi dell'art. 19 cpv. 2 LEF per il fatto di non essere ancora in possesso della decisione con cui tale rimedio viene evaso rasenta la temerarietà. Si può invero parlare di un ritardo ingiustificato quando l'autorità competente non statuisce in un termine ragionevole stabilito in base alla natura della vertenza e dall'insieme di tutte le circostanze determinanti (cfr. DTF 125 V 188 consid. 2a con riferimenti, 101 III 1 consid. 2;). Il termine che la ricorrente concede all'autorità di vigilanza non appare invece nemmeno sufficiente per la trasmissione degli atti dall'Ufficio di esecuzione. Inoltre da una semplice lettura della fattispecie descritta nel ricorso e riassunta al precedente considerando emerge che la vertenza non appare per nulla così elementare da poter essere decisa seduta stante dall'autorità cantonale.