Citation: 2P.240/2002 07.11.2002 E. 2

2.1 La ricorrente si duole per non avere potuto fare valere a livello cantonale le proprie ragioni dinanzi ad un tribunale indipendente. A questo proposito censura la violazione dell'art. 30 Cost. La doglianza, di massima ricevibile, è manifestamente infondata. Detta norma non sancisce una garanzia generale della via giudiziaria, ma si limita ad istituire la facoltà di adire un tribunale laddove ciò è previsto dal diritto interno o dal diritto internazionale pubblico e, in particolar modo, dall'art. 6 n. 1 CEDU (decisione del Tribunale federale del 23 agosto 2002 nella causa 2P.69/2002 destinata a pubblicazione, consid. 2; DTF 126 II 377 consid. 8d/bb; cfr. Messaggio del 20 novembre 1996 concernente la revisione della Costituzione federale, in: FF 1997 I 171 e seg.). Ora, per costante prassi, le decisioni in materia di entrata, di soggiorno e di espulsione di cittadini stranieri non sono delle controversie di carattere civile o penale ai sensi della citata disposizione convenzionale e, in quanto tali, non ricadono nel campo di applicazione della medesima (cfr. Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2a ed., Kehl/Strasburgo/Arlington 1996, ad art. 6 n. 52, pag. 190 con numerosi riferimenti). Né tantomeno la legislazione interna prevede in questa materia la necessità di istituire una via di ricorso giudiziaria. Di conseguenza la mancanza a livello cantonale di un'autorità giudiziaria indipendente, competente ad esaminare la vertenza in oggetto, non disattende le garanzie dell'art. 30 Cost. 2.2 L'insorgente rimprovera poi al Consiglio di Stato di essere incorso in un diniego di giustizia formale. A questo proposito sostiene che il governo ticinese non avrebbe vagliato se nel caso concreto sia avvenuto un cambiamento delle circostanze tale da giustificare il riesame della fattispecie. Inoltre, critica i motivi addotti dall'esecutivo cantonale per confermare il rigetto della domanda di riesame. Sennonché, a prescindere dalla loro conformità con i requisiti di forma sanciti dall'art. 90 cpv. 1 OG, dette censure non concernono affatto i diritti di parte della ricorrente, come sostenuto nel gravame, quanto semmai il merito della decisione impugnata e per questa ragione risultano inammissibili nel presente ambito. Anche la critica nei confronti del governo ticinese di non avere dato seguito, sulla base di un'anticipata valutazione delle prove, alla domanda dell'insorgente di fare allestire una perizia medica è irricevibile, trattandosi di una questione che non può essere separata dal merito della causa e il cui esame non può dunque essere preteso da chi non è legittimato ad impugnare il medesimo (DTF 120 Ia 230 consid. 1 in fine con riferimenti).