Citation: 4C.315/2002 23.04.2003 E. 4

Premesso che le parti sono legate da un rapporto di mandato retto dal diritto svizzero, i giudici ticinesi, riferendosi alla dottrina maggioritaria e alla giurisprudenza del Tribunale federale, hanno considerato che il mandato conferito congiuntamente da più mandanti può essere revocato solamente in modo altrettanto congiunto e non da uno solo di essi. I giudici hanno inoltre precisato che nel caso specifico tale vincolo appare giustificato anche dal fatto che fra i fiducianti vi era una società semplice. L'attore non contesta che il mandato sia stato conferito congiuntamente. Egli ravvede comunque nella decisione impugnata una violazione dell'art. 404 cpv. 1 CO, norma che - secondo lui - concede ad ogni singolo mandante la facoltà di revocare il mandato, anche quando questo sia stato conferito congiuntamente. Richiamandosi a Fellmann (in: Berner Kommentar, n. 45 ad art. 404 CO) egli aggiunge che tale diritto di revoca individuale può, se del caso, essere limitato solamente dalle regole specifiche attinenti ai rapporti interni fra i diversi mandanti. 4.1 La Corte cantonale ha evidenziato in maniera pertinente la discordia che regna nella dottrina circa le modalità della revoca del mandato conferito congiuntamente: v'è chi sostiene che il diritto alla disdetta individuale deriva imperativamente dalla libera revocabilità del mandato, chi difende la tesi contraria - secondo la quale la volontà manifestata congiuntamente al momento dell'attribuzione del mandato esige l'accordo di tutti i mandanti anche per la revoca - e, infine, chi propende per una soluzione intermedia. 4.2 Il Tribunale federale si è già pronunciato in maniera chiara su tale questione e non v'è motivo di discostarsi da tale giurisprudenza. Nella DTF 94 II 313 consid. 6 pag. 318, che ha trovato conferma nella DTF 101 II 117 consid. 5, è stato infatti stabilito che se un mandato trae origine da una manifestazione di volontà congiunta, nessuno dei mandanti può revocarlo unilateralmente: è ammissibile soltanto una revoca congiunta. Contrariamente al parere dell'attore, queste sentenze non si attagliano soltanto al caso particolare del deposito bancario intestato congiuntamente a più mandanti legati da rapporti interni speciali (comunione universale dei beni secondo il diritto francese o comunione ereditaria). Nella prima delle due decisioni citate, il Tribunale federale ha premesso che il rapporto litigioso, pur presentando alcuni elementi del deposito irregolare, consisteva soprattutto in una gestione nel senso dell'art. 394 CO e costituiva pertanto un mandato (cfr. DTF 94 II 313 consid. 6 pag. 316). Sia come sia, in entrambi i giudizi il rapporto interno tra i mandanti non era di alcun rilievo; come detto, determinanti sono state reputate esclusivamente le regole del mandato. 4.3 Con riferimento al caso in rassegna, ciò significa che, a prescindere dalla natura della relazione interna esistente fra le parti, l'attore non poteva in nessun caso revocare da solo il mandato fiduciario attribuito alla convenuta nel 1989, unitamente a C.________ e D.________. Nulla muta, in simili circostanze l'asserita esistenza di un motivo grave. Come rettamente osservato dai giudici ticinesi la presenza di un motivo grave non dà luogo ad una nuova e diversa facoltà di scioglimento del mandato, in aggiunta a quella di cui all'art. 404 cpv. 1 CO. 4.4 Ne discende che, su questo punto, la sentenza cantonale risulta conforme al diritto federale.