Citation: 1C_339/2022 E. 3.1

3.1. I ricorrenti richiamano l'art. 41 cpv. 3 della previgente legge federale su l'acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera, del 29 settembre 1952 (vLCit), l'art. 36 cpv. 4 lett. b della legge federale sulla cittadinanza svizzera, del 20 giugno 2014 (LCit; RS 141.0), l'art. 8 della Convenzione sui diritti del fanciullo (RS 0.107), l'art. 24 n. 3 del Patto ONU II (RS 0.103.2), l'art. 15 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Sostengono che, contrariamente a quanto stabilito dal TAF, con la perdita della cittadinanza svizzera, essi diventerebbero apolidi, ciò che contrasterebbe con il diritto nazionale ed internazionale. I ricorrenti non contestano la conclusione della precedente istanza, secondo cui in quanto figli di genitori cittadini nigeriani, essi sono cittadini nigeriani per nascita. Adducono però che la procedura per ottenere la conferma di questa cittadinanza nonché l'emanazione del passaporto "causerebbe indubbiamente un dispendio esagerato di tempo". Secondo i ricorrenti, occorrerebbe altresì tradurre molti documenti e presentarsi personalmente, accompagnati dai genitori, presso la rappresentanza della Nigeria in Svizzera allo scopo di concludere l'iter burocratico. Sostengono inoltre di fare parte del gruppo etnico degli igbo, che sarebbe tuttora oggetto di tensioni in Nigeria, e che, a causa di questa appartenenza etnica, i tempi per l'ottenimento della cittadinanza nigeriana sarebbero più lunghi.