Citation: 9C_133/2024 E. 4.5.3

4.5.3. Per quanto attiene alla capacità lavorativa, non si può seguire il ricorrente quando afferma che i periti avrebbero ritenuto come prova del suo miglioramento non tanto gli aspetti medico-teorici quanto quelli economici. Tali asserzioni, oltre a essere in contrasto con quanto constatato effettivamente dai periti del SAM e poi dal medico del SMR, non tengono conto della circostanza che le affezioni del ricorrente rientrano nell'ambito della capacità cognitiva, dove le funzioni cognitive come la percezione, l'attenzione, la memoria, l'apprendimento, il linguaggio sono tutte abilità mentali necessarie allo svolgimento di qualsiasi attività e che vanno vagliate nel loro insieme e non con estrapolazioni ad hoc, come quelle operate dal ricorrente. Per di più, per quanto riguarda la capacità lavorativa in un'attività adeguata, l'insorgente nega la possibilità del miglioramento in quanto a suo dire la stessa non sarebbe mai stata considerata dall'UAI prima d'ora e quindi non sarebbe possibile parlare di un miglioramento in tale ambito. Questa dichiarazione, oltre ad esaurirsi in un irrilevante gioco di parole, è anche contraria a quanto emerge dagli accertamenti svolti dall'istanza giudiziaria precedente. Infatti, nella decisione del 15 febbraio 2023, l'UAI ha evidenziato come nell'ambito dell'analisi del diritto alla rendita d'invalidità nel 2008 per disturbi cognitivi l'assicurato era stato considerato inabile al lavoro al 100 % in ogni attività: questo vuole dire sia in quella abituale che in una adeguata. Nemmeno difendibile è poi sostenere "che già solo il buon senso" permetterebbe di concludere che una persona che ha subito un ictus celebrale possa essere ritenuta abile in egual misura nella sua attività usuale e in una adeguata. Come infine, neppure tutelabile è la conclusione espressa dal ricorrente in termini sprovvisti di qualsivoglia substrato di natura medica, secondo cui anche nella denegatissima ipotesi che abbia saputo riadattarsi alle sue limitazioni la sua precedente attività non potrebbe più essere considerata come esigibile.