Citation: 9C_12/2019 E. 6.2

6.2. Tale critica, per quanto ammissibile in questa formulazione apodittica (cfr. consid. 2), non merita accoglimento. La Corte cantonale ha accertato che, per la valutazione della sostanza immobiliare, il Cantone Grigioni non aveva previsto nulla e che pertanto, in applicazione dell'art. 17 cpv. 4 OPC_AVS/AI, la prestazione complementare andava computata al valore corrente. Il Tribunale cantonale ha accertato e motivato come il valore di mercato non sia quello meramente fiscale. Inoltre, in assenza di una stima attendibile, il metodo di valutazione applicato dalla Cassa, fondato segnatamente sul valore catastale, redatto dai servizi catastali italiani, e moltiplicato per cento e poi per due, non dava adito a critiche e poteva pertanto essere seguito. In effetti dagli accertamenti della Corte cantonale è emerso che l'applicazione di una formula - secondo cui il valore di mercato di un immobile risulta superiore al suo mero valore fiscale - corrisponde alla pratica riconosciuta per la valutazione della sostanza immobiliare in Svizzera e può essere seguita. In particolare per lo stabile di Arona, per il quale vi è un contratto di compravendita, a giusta ragione la Corte cantonale non ha ritenuto come valore commerciale quello indicato nel contratto di compravendita del 22 febbraio 2017, in quanto dagli accertamenti effettuati tale prezzo era decisamente inferiore e non corrispondeva alla reale situazione di mercato. Per quanto riguarda gli altri immobili siti a Cefalù, il ricorrente non sostanzia in alcun modo le sue censure. Gli argomenti sollevati in maniera apodittica dal ricorrente, come pure il richiamo alla legislazione e ai principi applicabili in virtù della legislazione italiana, non sorreggono il ricorrente. Anche il metodo usato per il calcolo del valore di reddito degli immobili, in applicazione di una percentuale del 5% sul valore di mercato, non è censurabile. In effetti tale soluzione, che merita conferma, permette di garantire una determinazione uniforme del valore di reddito della sostanza in ossequio al principio della parità di trattamento. Per il periodo posteriore al 1° marzo 2017, il ricorrente non contesta sul principio la presa a carico del controvalore dell'usufrutto tra le entrate computabili per il calcolo delle prestazioni complementari.