Citation: 7B_1097/2024 E. 4.3

4.3. La Corte cantonale ha motivato l'esclusione dell'adozione di misure sostitutive adducendo il fatto che nel caso di specie le misure proposte dal ricorrente (deposito dei documenti d'identità e obbligo di presentarsi settimanalmente presso un posto di polizia) non sarebbero minimamente sufficienti per ridurre in modo significativo il pericolo di fuga, in considerazione della gravità dei fatti imputati al ricorrente. Nel suo ricorso, il ricorrente non si confronta puntualmente con le motivazioni del giudizio impugnato (art. 42 cpv. 2 LTF), ma si limita a rinviare alla giurisprudenza del Tribunale federale, secondo la quale con l'entrata della Svizzera nello spazio Schengen e la relativa abolizione dei controlli sulle persone alle frontiere esterne la misura sostitutiva del deposito dei documenti ha perso in parte la sua efficacia, per cui non può essere l'unico provvedimento per scongiurare il pericolo di fuga; il deposito di documenti d'identità resta comunque una valida misura nel caso in cui l'imputato voglia fuggire in luoghi lontani, segnatamente in stati terzi (DTF 145 IV 503 consid. 3.2; sentenze 1B_417/2022 del 18 agosto 2022 consid. 5.2; 1B_643/2020 del 21 gennaio 2021 consid. 3.2 in fine). Con tale argomentazione, il ricorrente non dimostra perché la Corte cantonale avrebbe violato il diritto, ritenendo dato un pericolo di fuga tale da escludere l'adozione delle misure sostitutive da lui proposte. Nella misura in cui il ricorrente dinanzi al Tribunale federale propone quale misura sostitutiva l'obbligo di proseguire la terapia presso lo psicoterapeuta e gli incontri mensili con lo psichiatra già incaricato, egli omette di addurre perché tale misura permetterebbe nel caso di specie di raggiungere lo stesso scopo della carcerazione di sicurezza (cfr. consid. 4.2 supra). Per i motivi sopra esposti, la rinuncia della Corte cantonale ad adottare misure sostitutive alla carcerazione di sicurezza resiste alle critiche ricorsuali.