Citation: 4A_15/2023 E. 4.2

4.2. Il diritto di essere sentito, garantito dagli art. 182 cpv. 3 e 190 cpv. 2 lett. d LDIP ha, in linea di principio, il medesimo contenuto del diritto costituzionale previsto dall'art. 29 cpv. 2 Cost. La giurisprudenza ne ha dedotto che ogni parte ha il diritto di esprimersi sui fatti essenziali per il giudizio, di presentare la sua argomentazione giuridica, di proporre i suoi mezzi di prova sui fatti pertinenti e di partecipare alle udienze del tribunale arbitrale. Sebbene il diritto di essere sentito non imponga al tribunale arbitrale di motivare una sentenza emanata nella giurisdizione internazionale, questo ha tuttavia il dovere di esaminare e trattare i problemi pertinenti. Tale dovere è violato quando per inavvertenza o malinteso, il tribunale arbitrale non considera allegati, argomenti e prove presentati da una delle parti e importanti per il lodo (DTF 142 III 360 consid. 4.1.1, con rinvii). In concreto non sussiste alcun elemento che permetta di ritenere che l'arbitra unica non abbia esaminato e trattato i problemi sottopostile, atteso che ha segnatamente espressamente menzionato di ritenere irrilevante che la depressione tropicale concernesse il porto filippino. In realtà la censura è inammissibilmente diretta contro la correttezza del lodo, questione che non può essere rivista dal Tribunale federale (sentenza 4A_98/2018 del 17 gennaio 2019 consid. 5.2).