Citation: H 60/06 03.05.2007 E. 4

Alla pronunzia di primo grado deve inoltre essere prestata adesione pure nella misura in cui ha fatto una corretta applicazione della ricordata disciplina nell'evenienza concreta. L'autorità giudiziaria cantonale, al termine della sua istruttoria, fondandosi in particolare sui chiarimenti forniti dalla Posta, ha accertato in maniera incontrovertibile che l'invito di ritiro della decisione del 13 ottobre 2005 è stato recapitato nella casella postale della società il giorno seguente e che il 17 ottobre successivo l'invio è stato ritirato da F.________, il quale, pur non disponendo di una autorizzazione scritta per procedere al ritiro degli invii per la S.________ SA, era ben noto al personale della Posta per ritirare quotidianamente allo sportello caselle tutto quello che concerneva la ricorrente. In simili condizioni, la Corte cantonale, senza incorrere in una violazione del diritto federale, poteva senz'altro inferire l'esistenza di una autorizzazione quantomeno tacita risultante dalle circostanze. Il meno che si possa dire è infatti che la società tollerava il ritiro sistematico e quotidiano degli invii postali a lei destinati da parte del dipendente F.________, che, nell'occasione in esame, si era, come detto, presentato allo sportello con l'invito di ritiro precedentemente recapitato nella casella postale della S.________ SA (v. per analogia la fattispecie esaminata in DTF 110 V 36 consid. 3b pag. 38). D'altra parte, nonostante le vane contestazioni da parte della società ricorrente, la correttezza della valutazione del primo giudice appare suffragata anche dall'esistenza di almeno un altro dipendente della S.________ SA, tale G.________, che, pur - anch'egli - in assenza di una autorizzazione scritta, ha già preso validamente in consegna invii ufficiali per conto della ricorrente (v. ad esempio la consegna della risposta di causa in sede cantonale avvenuta appunto tramite il predetto dipendente).