Citation: 2A.279/2005 27.05.2005 E. 2

2.1 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso, salvo laddove un diritto all'ottenimento dello stesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; DTF 128 II 145 consid. 1.1.1). 2.2 Nel caso specifico, il ricorrente non può prevalersi di una disposizione particolare dell'ordinamento legislativo federale, da cui potrebbe derivargli un diritto al rilascio di un permesso di dimora. In particolare non può appellarsi su questo punto a nessuna disposizione della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS). Anche l'ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri (OLS), non contempla un simile diritto (DTF 115 Ib 1 consid. 1 e rinvio). La prassi ha inoltre escluso che dall'art. 9 Cost (art. 4 vCost.) possa essere dedotto un diritto all'ottenimento dell'autorizzazione a soggiornare nel nostro Paese (DTF 126 II 377 consid. 4; 121 I 267 consid. 2 e rispettivi rinvii). Infine, egli non può nemmeno appellarsi all'art. 8 CEDU per i pertinenti motivi esposti nel giudizio contestato (consid. F di quest'ultimo), ai quali si rinvia e che vanno qui condivisi (cfr. per quanto concerne le relazioni tra genitori e figli maggiorenni, GAAC 1994 no 119 pag. 766; cfr. anche Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 1997 I pag. 284 e riferimenti giurisprudenziali) . Il gravame, trattato quale ricorso di diritto amministrativo, è dunque inammissibile.