Citation: 5A_752/2014 E. 2.2

2.2. La ricorrente lamenta una violazione degli art. 32 e 34 n. 2 CLug. Ridiscutendo in extenso la giurisprudenza e la dottrina già esaminate dalla Corte cantonale e nella DTF 139 III 232, essa evidenzia che la concreta fattispecie concernerebbe sì un decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo sulla base dell'art. 642 CPC italiano; tuttavia, essa si distinguerebbe dai precedenti discussi per il fatto che il debitore sarebbe intervenuto nella procedura italiana interponendo opposizione e vedendosi persino respingere la richiesta di sospensione dell'esecuzione provvisoria - e tutto ciò, prima che venisse introdotta in Svizzera una domanda di riconoscimento ed esecuzione del decreto ingiuntivo. Le giurisprudenze nazionali, estere e della CGCE / CGUE (Corte di giustizia dell'Unione europea) relative alla riconoscibilità del decreto ingiuntivo porrebbero come criterio che il debitore abbia potuto esercitare il proprio diritto di essere sentito prima dell'inoltro della domanda di exequatur, non già prima dell'emanazione del decreto medesimo. Adduce poi che l'art. 34 n. 2 della nuova Convenzione di Lugano fa obbligo al convenuto di attivarsi nel Paese d'origine del provvedimento, laddove possibile, deducendone che qualora ciò sia possibile (come nel caso di specie), pure un decreto ingiuntivo emesso in forma immediatamente esecutiva potrebbe venire riconosciuto dopo la definitiva reiezione dell'opposizione interposta dal debitore ex art. 645 CPC italiano oppure dopo che una richiesta di sospensione dell'esecuzione provvisoria giusta l'art. 649 CPC italiano sia stata respinta. In altre parole: se il destinatario di un provvedimento dichiarato immediatamente esecutivo avvia il contraddittorio in Italia, al decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo in applicazione dell'art. 642 CPC italiano non può più essere negata la qualità di decisione ai sensi dell'art. 32 CLug; la DTF 139 III 232 riguarderebbe unicamente la fattispecie nella quale il destinatario del provvedimento non si sia attivato in Italia e sia rimasto contumace. A titolo sussidiario, la ricorrente censura - siccome contrario all'art. 97 LTF, al proprio diritto di essere sentita ed al divieto d'arbitrio - che il Tribunale d'appello non abbia esaminato la fattispecie nella prospettiva dell'art. 34 n. 2 CLug ed abbia in particolare omesso di esaminare la reale portata dell'art. 649 CPC italiano.