Citation: 6B_787/2015 E. 3.2

3.2. Per quanto ammissibili, le censure di arbitrio si rivelano infondate. Se è vero che quanto rapportato dal teste D.________ presenta alcune differenze con la descrizione dei fatti dell'accusatore privato, il ricorrente non contesta che sui punti cruciali per la decisione, ovvero una sua reazione violenta a un approccio dell'accusatore privato avvenuto senza contatto fisico e con modalità che nulla lasciavano intendere poter trascendere in un attacco alla sua integrità, le versioni del suddetto teste e dell'accusatore privato sono fondamentalmente lineari. Quanto alla valutazione della testimonianza di C.________, gli argomenti ricorsuali, in larga misura di stampo appellatorio, non la fanno apparire insostenibile. Lo stesso teste ha riconosciuto di essere amico dell'insorgente e di aver parlato con lui di quanto successo quella sera, benché questi non gli abbia raccontato quanto poi riferito alle autorità, di modo che risulta giustificata la particolare prudenza mostrata dalla CARP nell'esaminare le sue dichiarazioni. Contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, la versione dell'inseguimento fornita dal teste non è contraddetta unicamente dalla testimonianza di D.________, di cui è invano contestata l'attendibilità, ma anche dal racconto dell'accusatore privato e del ricorrente medesimo. C.________ è infatti l'unico a esporre che l'accusatore privato ha rincorso l'insorgente per superarlo quando questi si era fermato e per poi andare verso di lui guardandolo in faccia, afferrarlo e girarsi. Tutti gli altri invece, ricorrente compreso, hanno dichiarato che l'accusatore privato lo ha rincorso e raggiunto, senza mai accennare al fatto che lo avesse superato e afferrato da quella posizione. La CARP ha inoltre ravvisato una contraddizione interna nella descrizione degli eventi fatta dal teste C.________. Egli ha sempre sostenuto di aver visto il ricorrente con il viso rivolto verso di lui, mentre l'accusatore privato gli dava le spalle. Essa ha tuttavia rilevato che, considerata la sua posizione, avrebbe dovuto vedere l'insorgente di spalle e l'accusatore privato in faccia. Tale considerazione non è confacentemente contestata nell'impugnativa ove si obietta unicamente l'assenza di riscontri nelle prove agli atti: trattasi però di deduzioni di semplice logica e condivisibili. Riguardo alle altre falle rilevate dai giudici cantonali nella testimonianza di C.________, le critiche ricorsuali si esauriscono nell'opporre una personale valutazione della stessa alla loro, ciò che non basta a sostanziare l'arbitrio. Infine, per quanto attiene alla valutazione delle dichiarazioni rese dal ricorrente, nel gravame vengono semplicemente minimizzate le esagerazioni e contraddizioni evidenziate dalla CARP, adducendo la loro irrilevanza ai fini dell'accertamento della sussistenza o meno di un'aggressione ingiusta. L'insorgente disattende così che l'univocità, la costanza e la linearità costituiscono dei fattori pertinenti per valutare l'attendibilità del racconto. Peraltro egli omette completamente di confrontarsi con uno degli elementi decisivi per negare la plausibilità della sua esposizione dei fatti. L'autorità cantonale ha infatti rilevato come non fosse dato di capire in che modo sia riuscito a sferrare un pugno tanto forte da rompere la mascella dell'accusatore privato, malgrado la traiettoria del colpo sia stata ostacolata dal braccio sinistro con il quale, secondo la versione del ricorrente, quest'ultimo lo stava tenendo per il bavero. Ha osservato che, nella situazione descritta dall'imputato, la potenziale violenza del pugno sarebbe innanzitutto stata sfogata sul braccio dell'accusatore privato e che la manovra che avrebbe dovuto effettuare per centrare la mascella, partendo da una posizione del braccio lungo i suoi fianchi, avrebbe dovuto essere talmente complicata da non consentire di colpirla con una forza sufficiente a causare il danno che è stato provocato. Questa riflessione, non contestata nell'impugnativa, appare di per sé sostenibile e idonea a permettere di scostarsi dalla versione fornita dal ricorrente. Ne segue che, nel ritenere che i fatti in giudizio si sono svolti come in sostanza descritto dall'accusatore privato e dal teste D.________, secondo cui da parte della vittima non vi è stata alcuna aggressione fisica e alcun atto che potesse far pensare a un attacco imminente all'integrità fisica dell'insorgente, la CARP non è incorsa nell'arbitrio, né ha violato il diritto federale, negando la sussistenza degli estremi della legittima difesa.