Citation: 6B_1134/2014 E. 2.2

2.2. La procedura d'appello è disciplinata dagli art. 403 segg. CPP. Di principio, essa è orale e pubblica e si svolge secondo le disposizioni concernenti il dibattimento di primo grado (art. 405 cpv. 1 i.r.c. l'art. 69 cpv. 1 CPP). Può tuttavia svolgersi secondo una procedura scritta nei casi enumerati esaustivamente dall'art. 406 cpv. 1 e 2 CPP, il legislatore avendo previsto questa possibilità solamente a titolo eccezionale. La procedura scritta è soggetta a condizioni severe: l'art. 406 cpv. 2 CPP disciplina i casi in cui l'appello può essere oggetto della procedura scritta con il consenso delle parti, mentre l'art. 406 cpv. 1 CPP enumera i casi nei quali il tribunale può trattare l'appello in procedura scritta senza il loro accordo. Ciò è segnatamente il caso quando occorre statuire esclusivamente in merito a questioni giuridiche (lett. a). La procedura scritta è di conseguenza esclusa quando sono in discussione anche i fatti (DTF 139 IV 290 consid. 1.1). L'art. 406 CPP prevede quindi una regolamentazione più rigida della giurisprudenza resa in relazione con le garanzie dell'oralità e della pubblicità dei dibattimenti, quali componenti del diritto a un processo equo, dedotte dagli art. 29 cpv. 1, 30 cpv. 3 Cost., 6 n. 1 CEDU e 14 n. 1 Patto ONU II (RS 0.103.2). Secondo questa giurisprudenza, il diritto di comparire personalmente deve essere rispettato dinanzi alle autorità giudiziarie di prima istanza, mentre la mancanza di un dibattimento in sede di appello o di cassazione non è necessariamente contraria alla garanzia di un equo processo quando si tratta di questioni di fatto che possono essere agevolmente decise sulla base degli atti e che non richiedono un apprezzamento diretto della personalità dell'imputato (cfr. DTF 119 Ia 316 consid. 2b). Simili eccezioni non sono per contro previste dall'art. 406 CPP, che impone il dibattimento non appena è litigiosa segnatamente una questione di fatto, riservato il consenso delle parti alla procedura scritta. La distinzione tra gli aspetti di fatto e quelli di diritto non è sempre agevole, sicché in caso di dubbio il tribunale d'appello deve tenere il dibattimento (DTF 139 IV 290 consid. 1.1 e riferimenti).