Citation: 8C_931/2010 26.01.2011 E. A

K.________, nato nel 1950, al momento dei fatti impiegato in qualità di manovale presso la X.________ SA e, in quanto tale, assicurato presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), in data 31 maggio 2005 è rimasto vittima di un infortunio in seguito alla franatura del terreno circostante durante la posa di un tubo all'interno di uno scavo, con conseguente frattura instabile dell'anello pelvico con diastasi della sinfisi e apertura della sacro-iliaca a destra, frattura delle apofisi traverse L1, L2 e L3 a destra, nonché ematoma retro-peritoneale nel piccolo bacino (rapporto di uscita 11 luglio 2005 del Servizio di ortopedia-traumatologia dell'Ospedale Y.________). Dopo aver corrisposto le prestazioni di legge, l'INSAI, mediante decisione del 19 gennaio 2009, ha chiuso il caso assegnando all'assicurato una rendita di invalidità del 30% a partire dal 1° novembre 2008 e una indennità per menomazione dell'integrità (IMI) del 20%. In seguito all'opposizione interposta dal sindacato Unia per conto dell'assicurato, l'assicuratore infortuni, in data 25 giugno 2010, ha riformato la sua decisione assegnandogli una rendita d'invalidità del 41% e un'IMI aggiuntiva del 10%, per tenere conto della disfunzione erettile.