Citation: 5D_92/2017 E. 2

L'art. 928 cpv. 1 CC prevede che quando il possessore sia turbato nel suo possesso da un atto di illecita violenza, egli può proporre l'azione di manutenzione contro l'autore della turbativa anche se questi pretende di agire con diritto. Le azioni possessorie mirano a ripristinare o a mantenere lo stato di fatto anteriore (DTF 133 III 638 consid. 2). Nella procedura giudiziaria delle azioni possessorie occorre in linea di principio separare la questione del possesso (nel senso di potere effettivo su una cosa, v. art. 919 cpv. 1 CC) dalla questione del diritto sulla cosa, in particolare del diritto di recare pregiudizio al possesso. Nell'azione di manutenzione, a differenza dell'azione di reintegra (v. art. 927 cpv. 2 CC), il convenuto non può far valere un suo diritto prevalente. La questione del possesso non può tuttavia essere completamente separata dalla questione del diritto: la situazione giuridica materiale va presa in considerazione segnatamente quando si tratta di delimitare il possesso e, quindi, di verificare se la turbativa proviene "da un atto di illecita violenza" (DTF 135 III 633 consid. 3.1 con rinvii). Vi è un atto di illecita violenza quando la turbativa del possesso non è autorizzata né dal possessore né dalla legge (DTF 135 III 633 consid. 3.2). Giusta l'art. 257 cpv. 1 CPC il giudice accorda tutela giurisdizionale in procedura sommaria se i fatti sono incontestati o immediatamente comprovabili (lett. a) e la situazione giuridica è chiara (lett. b).