Citation: I 873/05 19.05.2006 E. 4

Diversa potrebbe eventualmente invece apparire la situazione dopo la data suddetta. In effetti, l'assicurata è portatrice, come si evince dall'abbondante documentazione in atti, prevalentemente di fibromialgia. Ora, il Tribunale federale delle assicurazioni, in una recente sentenza 8 febbraio 2006 in re S. (I 336/04), destinata alla pubblicazione nella raccolta ufficiale, ha stabilito che non vi è motivo per l'amministrazione e il giudice di rimettere in discussione la diagnosi di fibromialgia quand'anche essa sia tema di controversie negli ambienti medici. Ha poi precisato che la fibromialgia presenta numerose similitudini con i disturbi da dolore somatoforme, per cui si giustifica, dal profilo giuridico, e allo stato attuale delle conoscenze, di applicare per analogia i principi sviluppati dalla giurisprudenza in materia di disturbi da dolore somatoforme qualora si tratti di valutare il carattere invalidante di una fibromialgia. Ciò significa che anche in presenza di fibromialgia si deve presumere che tale affezione o gli effetti della stessa possano essere sormontati facendo gli sforzi personali ragionevolmente esigibili (cfr. DTF 131 V 50). Come in tema di disturbi da dolore somatoforme si deve comunque prendere in considerazione la possibile sussistenza di determinati fattori che, per la loro intensità e costanza, rendono la persona incapace di fare simili sforzi. I criteri suscettibili di giustificare una prognosi negativa sono i seguenti: la presenza di una componente psichiatrica importante per la sua gravità, la sua intensità e la sua durata, il perdurare di un processo morboso per più anni senza remissione durevole, l'esistenza di turbe croniche, il verificarsi di una perdita di integrazione sociale in tutte le manifestazioni della vita e la constatazione dell'insuccesso delle cure ambulatorie o stazionarie praticate secondo le regole dell'arte, questo nonostante l'attitudine cooperativa della persona assicurata. In presenza di una componente psichiatrica, si deve tener conto dell'esistenza di uno stato psichico cristallizzato risultante da un processo difettoso di risoluzione di un conflitto conferente comunque un sollievo dal profilo psichico (profitto tratto dalla malattia, fuga nella malattia). Infine, sempre come nel caso di disturbi da dolore somatoforme si deve concludere per l'assenza di un danno alla salute giustificante il diritto a prestazioni qualora le limitazioni legate all'esercizio di un'attività risultino da un'esagerazione dei sintomi. Nell'evenienza concreta, se i requisiti suddetti non sono adempiuti entro la data della decisione su opposizione, difettando segnatamente allora una componente psichiatrica di rilievo, non può essere escluso che tali presupposti siano successivamente realizzati. Se è vero che il dott. E.________ ha in fine del suo rapporto espresso il parere che verosimilmente lo stato dell'esaminata non si è poi aggravato, è altrettanto vero che il dott. M.________, in particolare, come nota il primo giudice, ha in data 24 maggio 2005 menzionato la presenza di una forte componente depressiva, anche se simile asserzione è stata relativizzata nel certificato 18 novembre 2005 prodotto in sede di procedura federale in cui egli semplicemente allude a "senso di frustrazione" e a "rabbia". Sempre come osservato dal giudice cantonale giova quindi rilevare come all'assicurata sia data la possibilità, se del caso, di presentare una nuova domanda di prestazioni all'amministrazione.