Citation: 5A_846/2024 E. 4.1.4

4.1.4. La censura di abuso di diritto sollevata dalla ricorrente è manifestamente infondata. Lo scopo della CArap è di assicurare il ritorno immediato del minore nello Stato in cui aveva la sua dimora abituale prima del trasferimento o del mancato ritorno. Contrariamente a quanto sembra pretendere la ricorrente, la CArap non esige invece che il genitore richiedente sia domiciliato "nello stesso Stato dove risiedeva il figlio fino al trasferimento" (v. anche ANDREAS BUCHER, L'enfant en droit international privé, 2003, pag. 150 n. 433). Occorre del resto ricordare che, dalla fattispecie accertata dall'autorità inferiore, risulta che il padre lavora in Romania e vi risiede per 280 giorni all'anno. La ricorrente sostiene che tale accertamento sarebbe arbitrario, ma la sua apodittica argomentazione non soddisfa le severe esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (v. supra consid. 1.3). Quanto al rimprovero alla Corte cantonale di non aver delucidato il contenuto del diritto rumeno circa l'esecutività della decisione 26 aprile 2022 in punto all'autorità parentale congiunta (che, va ricordato, non era stato appellato), occorre osservare che è soltanto con le sue osservazioni 28 ottobre 2024 e le sue conclusioni 11 novembre 2024 che la ricorrente ha contestato la (co) titolarità dell'autorità parentale del padre al momento del trasferimento del minore, mentre in precedenza, come risulta dalla sentenza impugnata, ella aveva anzi "sottolineato l'esecutività della decisione di prima istanza del tribunale rumeno [...] asserendo infatti a più riprese di essere stata tuttavia autorizzata a trasferirsi all'estero in forza dell'accordo sottoscritto dal padre". In ogni caso, a supporto della tesi secondo cui la decisione 26 aprile 2022 non sarebbe stata ancora esecutiva al momento del trasferimento del minore, la ricorrente si limita a rinviare ad un passaggio contenuto nella successiva decisione 5 luglio 2024 della Corte di appello di Bucarest secondo cui tale autorità "mantiene le disposizioni che non sono contrarie alla presente decisione", ciò che però evidentemente non implica che nel frattempo tali "disposizioni" non fossero esecutive. Nella misura in cui è ammissibile, la censura è infondata. A sostegno della tesi secondo cui il consenso del padre al trasferimento del figlio non sarebbe comunque stato necessario in virtù dell'art. 497 del codice civile rumeno data l'assenza di impatto sui diritti di visita tra di essi, la ricorrente sostiene che il trasferimento a Y.________ avrebbe avvicinato il figlio al domicilio del padre in Germania: ora, considerato che quest'ultimo risiede la maggior parte dell'anno in Romania (circostanza che la ricorrente, come visto, non è riuscita ad invalidare) e che prima del trasferimento i diritti di visita erano esercitati anche con cadenza infrasettimanale a X.________, l'argomento è al limite della temerarietà e non può che essere respinto. Alla luce di quanto appena esposto, non si può che concludere che la ricorrente non sia riuscita ad invalidare la sentenza impugnata con riferimento all'illiceità del trasferimento del minore ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 CArap (considerato che il minore è stato portato al di fuori del suo Stato di dimora abituale per le vacanze estive con l'autorizzazione del padre ed è poi stato trattenuto in Svizzera, si dovrebbe invero parlare, invece che di un trasferimento illecito, di un mancato ritorno illecito).