Citation: 4P.101/2006 24.10.2006 E. 5

Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilità del rimedio esperito (DTF 131 I 57 consid. 1). 5.1 Si può immediatamente precisare che il ricorso è in ogni caso irricevibile nella misura in cui postula l'annullamento della pronunzia di primo grado unitamente a quella della seconda istanza. Per costante giurisprudenza, la decisione dell'autorità inferiore può essere impugnata insieme a quella dell'ultima giurisdizione solamente se questa ha statuito con un potere cognitivo più limitato di quello di che compete al Tribunale federale nel quadro di un ricorso di diritto pubblico (DTF 125 I 492 consid. 1a con rinvii). Tale situazione non si verifica nel caso in rassegna, dato che l'autorità di appello poteva riesaminare liberamente sia l'accertamento dei fatti che l'applicazione del diritto (Lorenzo Anastasi, Il sistema dei mezzi d'impugnazione del codice di procedura civile ticinese, Zurigo 1981, pag. 74) mentre il Tribunale federale può rivedere l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti, così come l'applicazione del diritto processuale cantonale, solo sotto il (ristretto) profilo dell'arbitrio (DTF 131 I 217 consid. 2.1 pag. 219). 5.2 Venendo agli altri requisiti di ricevibilità, si ricorda che il ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali è di principio ammissibile solamente contro decisioni cantonali finali di ultima istanza (art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 87 OG). 5.2.1 Secondo la giurisprudenza relativa all'art. 87 OG, è finale la decisione che pone fine al processo, sia mediante un giudizio di merito sia per ragioni di ordine procedurale (DTF 128 I 215 consid. 2). È invece incidentale la decisione che viene emanata in corso di procedura e configura una semplice tappa verso la pronunzia finale; essa può avere per oggetto una questione procedurale o una questione di merito giudicata prima della decisione finale (DTF 128 I 215 consid. 2). Nella fattispecie in esame, si può affermare che la decisione cantonale, con la quale vengono confermate le conclusioni del giudice di primo grado (esposte al consid. 1), ha una duplice natura. 5.2.2 Nei confronti di A.________ ha natura incidentale, poiché non pone fine al procedimento da lei avviato - che prosegue secondo le norme procedurali applicabili - limitandosi a imporle di continuare con un altro patrocinatore rispettivamente un altro rappresentante processuale. Questo basta per dichiarare il gravame d'acchito irricevibile in quanto inoltrato da A.________. In virtù dell'art. 87 cpv. 2 OG, il ricorso di diritto pubblico è infatti ammissibile contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente dal merito solo se queste possono cagionare un pregiudizio irreparabile. Tale condizione non è evidentemente realizzata nel caso di specie, né A.________ pretende il contrario. A conferma del fatto che lei per prima non si riteneva pregiudicata nei suoi diritti dalla pronunzia di prima istanza si può evidenziare come non si sia nemmeno aggravata contro il decreto del 2 dicembre 2005, contrariamente a quanto asseverato nel gravame. 5.2.3 La situazione del sindacato C.________ è diversa. Nei suoi confronti la decisione impugnata ha infatti carattere finale, dato che gli viene negata la facoltà di proseguire nella causa. Sotto questo profilo il ricorso si avvera pertanto ricevibile. 5.3 Più complessa è la questione della legittimazione ricorsuale del sindacato C.________. 5.3.1 La legittimazione a interporre un ricorso di diritto pubblico si definisce unicamente sulla base dell'art. 88 OG, indipendentemente dalla circostanza che il ricorrente avesse qualità di parte nella sede cantonale (DTF 125 I 253 consid. 1b). Questa norma riconosce il diritto di ricorrere ai privati o agli enti collettivi lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Nel caso di una decisione concreta, tale legittimazione spetta unicamente a chi è toccato nei suoi interessi giuridicamente tutelati, vale a dire quegli interessi che derivano da una regola di diritto federale o cantonale o direttamente da una garanzia costituzionale specifica (DTF 129 I 217 consid. 1 pag. 219). 5.3.2 In concreto, il ricorrente si prevale unicamente della violazione del divieto dell'arbitrio nell'applicazione dell'art. 64a cpv. 1 lett. e CPC/TI, che riconosce, fra l'altro, a "rappresentanti o impiegati di associazioni professionali o di categoria" la facoltà di rappresentanza processuale nelle cause derivanti da contratto di lavoro "nei limiti stabiliti dagli art. 416 - 418 CPC/TI." A mente del ricorrente, la decisione di negargli il diritto di rappresentare la lavoratrice nella controversia che la oppone al suo datore di lavoro lo lederebbe nei suoi interessi giuridicamente protetti, giacché esso rientra fra le associazioni contemplate dall'art. 64a cpv. 1 lett. e CPC/TI, contrariamente a quanto arbitrariamente deciso dalla Corte ticinese. Il ricorrente non si prevale tuttavia della violazione di un diritto costituzionale, quale potrebbe ad esempio essere la libertà economica, ciò che rende la sua legittimazione ricorsuale assai dubbia. La questione non necessita di venir risolta poiché la decisione della Corte ticinese resiste in ogni caso alla censura di arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale, per le ragioni esposte qui di seguito.