Citation: 6B_234/2017 E. 4.3

4.3. La Corte cantonale ha rilevato che l'atto d'accusa del Procuratore pubblico aveva indicato quale danno della suddetta truffa l'importo di Euro 10'000'000.-- pagati dalla ricorrente alla Banca E.________ in base all'accordo transattivo del 17 settembre 2007, che ha posto fine alle controversie giudiziarie sorte tra i due istituti bancari in relazione alla concessione del credito lombard. Ha osservato che il tribunale di primo grado aveva per contro ravvisato il danno nella somma di Euro 1'985'710.13, corrispondente al saldo in dare alla data del 6 febbraio 2003 del conto www della Banca E.________. La CARP ha quindi rilevato che gli imputati erano stati condannati in prima istanza per una fattispecie diversa da quella loro prospettata nell'atto d'accusa, ravvisando perciò, a ragione, una violazione del principio accusatorio. La Corte cantonale ha nondimeno precisato che né la tesi del Procuratore pubblico né quella del tribunale di primo grado giustificavano la condanna degli imputati per il reato di truffa. Ha infatti stabilito che l'ipotesi contenuta nell'atto d'accusa comportava la loro assoluzione, siccome l'importo di Euro 10'000'000.-- pagato dalla ricorrente alla Banca E.________ non stava in un rapporto d'immediatezza con l'atto di disposizione (vale a dire la concessione del credito lombard) e non adempiva pertanto il presupposto oggettivo del danno richiesto dall'art. 146 CP. La CARP ha poi ritenuto di potere prescindere, per economia processuale, dal rinvio degli atti per la prospettazione dell'ipotesi di truffa individuata nella fattispecie dai primi giudici. Dopo avere esaminato in modo approfondito nel merito tale condanna, ha in effetti concluso che gli imputati avrebbero comunque dovuto essere prosciolti, in mancanza sia di un danno al patrimonio della ricorrente sia del requisito dell'inganno astuto.