Citation: 5A_1014/2018 E. 7.2

7.2. La ricorrente ritiene che, a seguire la tesi sviluppata dai Giudici cantonali, ella non avrebbe potuto appellare da sola in ragione del litisconsorzio necessario formatosi dopo l'avvio del procedimento, ma nemmeno congiuntamente a L.________, il quale difetterebbe della legittimazione ad appellare per non aver partecipato alla procedura di prima istanza. Ciò costituirebbe un diniego formale di giustizia e una violazione della garanzia della via giudiziaria. Un'autorità commette un diniego formale di giustizia proibito dall'art. 29 cpv. 1 Cost. se, contrariamente a quanto avrebbe dovuto fare, non entra nel merito di una vertenza che le è stata sottoposta nei termini e nelle forme previsti dalle legge (DTF 142 II 154 consid. 4.2; 135 I 6 consid. 2.1; 134 I 229 consid. 2.3). Conformemente all'art. 29a Cost., ognuno ha diritto, nelle controversie giuridiche, al giudizio da parte di un'autorità giudiziaria, la quale deve potere vagliare la causa con pieno potere cognitivo (DTF 144 I 181 consid. 5.3.2.1); la garanzia dell'art. 29a Cost. non si oppone però alle esigenze di ammissibilità abituali dell'azione o del ricorso (DTF 143 I 227 consid. 5.1; 143 I 344 consid. 8.2). Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, e come già spiegato in precedenza (v. supra consid. 4.4), L.________ avrebbe potuto appellare congiuntamente alla ricorrente subentrandole (parzialmente) nel processo. Introdotto da tutti i litisconsorti necessari, un tale appello avrebbe rispettato le forme prescritte dalla legge e avrebbe potuto essere esaminato nel merito. La censura di diniego di giustizia e di violazione della garanzia della via giudiziaria risulta pertanto infondata.