Citation: 8C_400/2021 E. 5.2

5.2. La ricorrente lamenta per prima cosa un accertamento manifestamente inesatto dei fatti. Contesta di essere stata sufficientemente informata, alla luce di diversi comunicati stampa emessi dalla Confederazione e dalle autorità ticinesi. Mette in luce altresì la moltidudine di informazioni spesso contraddittorie che assillavano la società in quel momento. A quel tempo si sarebbe sentito parlare di illegalità di chiusure, con conseguenze sulle ILR, per poi passare alle notizie sulla legalizzazione retroattiva delle misure. I media e le autorità all'epoca non avrebbero reso edotti in alcun modo i datori di lavori sulla procedura da seguire. La ricorrente censura poi il mancato riconoscimento di una violazione dell'obbligo di informazione. Sia la Sezione del lavoro sia la SECO sarebbero stati molto carenti: in buona fede la ricorrente sarebbe stata indotta a credere a un versamento retroattivo delle ILR. La ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non avere considerato nel suo insieme il periodo marzo-aprile 2020. A quel momento tutti gli uffici erano chiusi e nessuno sarebbe stato reperibile per chiedere informazioni. Sapendo sin dall'inizio che l'effetto del preannuncio non poteva essere retroattivo, la ricorrente avrebbe senz'altro agito diversamente.