Citation: 1A.207/1999 12.01.2000 E. 2

2.- La ricorrente fa valere in primo luogo che nella decisione impugnata è stato rilevato a torto ch'essa avrebbe lasciato scadere infruttuosamente il termine del 20 ottobre 1997 fissatole dal MPC per presentare eventuali osservazioni. Ciò poiché la banca, in data 10 ottobre 1997, aveva trasmesso all'Autorità federale le informazioni che la ricorrente era d'accordo di fornire, conformemente a una sua lettera indirizzata alla banca. Da questa lettera si evince che la titolare del conto si opponeva alla trasmissione degli atti, eccezion fatta per quelli riguardanti i tre accrediti in provenienza dal conto "A.________". Secondo la ricorrente, visto che il MPC non ha reagito per due anni, esso avrebbe violato il suo diritto di essere sentito non concedendole la possibilità di esprimersi prima dell' emanazione del giudizio impugnato. È vero che con lettera del 2 luglio 1999 il MPC ha poi ordinato alla banca di trasmettergli tutta la documentazione del conto: una lettera del 6 agosto 1999 della ricorrente si è incrociata con la decisione impugnata. Nelle sue osservazioni il MPC rileva che lo scritto della ricorrente del 9 ottobre 1997 era indirizzato alla banca che, in assenza di una procura, non era autorizzata a rappresentare la ricorrente. Sostiene quindi ch'esso si aspettava una reazione della titolare del conto o di un suo rappresentante legittimato da procura. Ora, dalla decisione di sequestro si evince che la banca era invitata a informare le persone interessate e che eventuali osservazioni scritte potevano essere inoltrate al MPC. Non vi è quindi nessuna violazione del diritto di essere sentito della ricorrente, la quale avrebbe dovuto rivolgersi, come indicato, direttamente all'Autorità federale.