Citation: U 422/04 05.10.2006 E. A

A.a N.________, nato nel 1962, cittadino portoghese, coniugato, al momento dei fatti attivo quale carpentiere presso l'impresa generale di costruzioni A.________ e come tale obbligatoriamente assicurato presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), è rimasto vittima di un primo incidente della circolazione in data 2 gennaio 1997, riportando una distorsione cervicale, una contusione alla spalla destra, nonché una contusione pretibiale destra. L'assicuratore infortuni ne ha assunto le conseguenze fino al 1° febbraio 1999. La chiusura del caso per assenza di nesso di causalità adeguato tra incidente e disturbi psichici così come per carenza di disturbi di natura organica riconducibili all'infortunio è stata confermata dal Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino con giudizio del 4 settembre 2000, passato in giudicato. A.b In data 26 luglio 2001 l'assicurato è rimasto coinvolto in un nuovo incidente della circolazione in Francia, mentre, alla guida della propria autovettura, si recava in Portogallo con la famiglia per trascorrervi le vacanze. In seguito all'infortunio egli ha accusato dolori cervicali e dorso-lombari senza lesioni ossee radiologicamente documentabili (certificato medico emesso lo stesso giorno dall'ospedale di B.________). Il medico curante, dott. S.________, e i sanitari della clinica Z.________, presso cui l'assicurato è stato degente dal 3 ottobre al 14 novembre 2001, hanno diagnosticato un trauma da accelerazione della colonna cervicale. L'INSAI ha assunto il caso, corrispondendo le relative prestazioni di legge. Dopo aver sottoposto l'interessato a perizia neurologica eseguita dal dott. F.________, direttore del servizio di neurologia dell'ospedale H.________, che aveva già esaminato l'assicurato in occasione del primo infortunio, con decisione dell'8 gennaio 2004, confermata il 19 febbraio 2004 anche in seguito all'opposizione interposta dall'interessato, rappresentato dall'avv. Sciuchetti, l'assicuratore infortuni ha ritenuto che egli avesse raggiunto lo status quo sine e pertanto ha negato, a partire dal 1° gennaio 2004, il diritto al rimborso di spese di cura e al versamento di ulteriori indennità giornaliere, precisando che le affezioni di cui soffriva erano riconducibili a malattia. Nel provvedimento su opposizione l'INSAI ha inoltre attestato di rinunciare a stabilire se tra i disturbi psichici di cui soffriva l'assicurato e l'infortunio vi era un nesso di causalità naturale, in quanto in ogni caso non era dato il nesso di causalità adeguato.