Citation: 1C_55/2023 E. 5.1

5.1. L'istanza precedente ha osservato infine che la violazione materiale del diritto alla base del criticato provvedimento non è trascurabile, visto che concerne la lesione della distanza minima dal bosco. Dato che neppure lo stabile principale rispetta questa distanza, l'opera litigiosa situata direttamente a ridosso di quest'ultimo consolida e aggrava il contrasto con il diritto. Ne ha concluso che il contestato ordine è quindi sorretto da un evidente interesse pubblico al ristabilimento della legalità. Ha poi ritenuto che i costi che comporterà la demolizione della piscina implicheranno certamente un aggravio economico non indifferente. Al riguardo ha sottolineato che l'opera è stata tuttavia realizzata intenzionalmente in evidente e incontestabile malafede. Ha considerato poi, rettamente, che i lavori sono stati portati a termine in dispregio dell'ordine di sospenderli e del diniego della licenza edilizia in sanatoria, ciò che ha evidentemente contribuito, a causa dell'agire degli interessati, ad aumentare i costi del ripristino. Ha ritenuto che di fronte a un abuso definito tanto plateale, commesso per di più in malafede, il provvedimento litigioso non appare per nulla sproporzionato, visto che ogni altro intervento meno incisivo implicherebbe un'accettazione dell'abuso, che non può prevalere sull'interesse pubblico al rispetto del principio di legalità. Ha stabilito infine che la demolizione non è impossibile e che l'ordine di ripristino non può essere surrogato da una sanzione pecuniaria.