Citation: 2C_697/2009 03.02.2010 E. 2

2.1 Giusta l'art. 83 lett. c n. 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti i permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto (DTF 133 I 185 consid. 2.3; 131 II 339 consid. 1). 2.2 La ricorrente invoca l'art. 47 cpv. 4 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr; RS 142.20), che regola i termini per il ricongiungimento familiare differito nei casi di cui all'art. 42 segg. LStr; pretende pertanto implicitamente trarre un simile diritto dall'art. 44 LStr, in base al quale l'autorità competente può rilasciare un permesso di dimora ai figli stranieri, non coniugati e minori di 18 anni, di uno straniero titolare del permesso di dimora se essi coabitano con lui (lett. a), vi è a disposizione un'abitazione conforme ai loro bisogni (lett. b) e se non dipendono dall'aiuto sociale (lett. c). Sennonché, anche se queste condizioni fossero adempiute, e fosse possibile procedere all'esame degli ulteriori requisiti previsti dall'art. 47 LStr (nella fattispecie, da combinare con l'art. 126 cpv. 3 LStr), come già giudicato da questa Corte, l'art. 44 LStr ha carattere potestativo e non riconosce di conseguenza nessun diritto all'ottenimento di un'autorizzazione (sentenza 2C_345/2009 del 22 ottobre 2009 consid. 2.2.1). Con riferimento al disposto citato, quale ricorso in materia di diritto pubblico, il gravame è inammissibile. 2.3 Benché non esplicitamente invocato dalla ricorrente, giusta l'art. 95 LTF va ancora analizzata la ricevibilità dell'impugnativa in virtù dell'art. 8 CEDU, che garantisce il rispetto della vita privata e familiare. La ricorrente è sposata dal 2005 con un cittadino svizzero: ha diritto di risiedere in Svizzera (art. 42 cpv. 1 LStr) e può dunque richiamarsi al diritto al ricongiungimento con i propri figli minorenni garantito dall'art. 8 CEDU (sentenza 2C_345/2009 del 22 ottobre 2009 consid. 2.2.2). Dal profilo dell'ammissibilità del gravame, non occorre verificare se tale diritto esista effettivamente (sentenze 2D_138/2008 del 10 giugno 2009 consid. 2.2 e 2D_98/2008 del 12 dicembre 2008 consid. 1.2). La via del ricorso in materia di diritto pubblico, tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e sottoscritto da persona legittimata ad agire (art. 89 cpv. 1 LTF), è quindi di principio aperta. 2.4 Il ricorso presentato è quasi identico a quello inoltrato davanti all'istanza precedente; per questo motivo, l'adempimento delle condizioni di cui all'art. 42 cpv. 2 LTF, in base al quale il ricorrente deve confrontarsi con i considerandi del giudizio impugnato, è per lo meno dubbio (DTF 134 II 244 consid. 2.1-2.3). La questione può comunque essere lasciata indecisa. Per le ragioni esposte in seguito, il ricorso risulta infatti manifestamente infondato.