Citation: 2C_1014/2018 E. 3

Esprimendosi sulla tardività del gravame presentato al Consiglio di Stato, il ricorrente spiega perché, a suo avviso, lo stesso avrebbe dovuto invece essere considerato tempestivo non trovando applicazione nei suoi confronti la cosiddetta finzione della notifica. Egli infatti non doveva aspettarsi a ricevere una decisione di revoca del permesso di domicilio, munita di termine per i rimedi giuridici e inviata per raccomandata dall'Ufficio della migrazione. Prima perché il citato permesso gli era stato accordato solo da qualche mese. Poi perché dopo l'inoltro della domanda di modifica dei dati relativi all'indirizzo, gli era stato rilasciato una dichiarazione attestante della pratica in corso e del possesso del citato permesso. Infine perché considerata la sua situazione (separazione dalla moglie e richiesta di modifica dell'indirizzo), poteva legittimamente pensare che l'audizione del 22 agosto 2016 - di cui in realtà non ha compreso la portata e il senso a causa delle sue scarse conoscenze dell'italiano - fosse solo una formalità per accertare i cambiamenti intervenuti. Senza trascurare inoltre che dal giugno 2014 fruisce di un diritto autonomo al rinnovo dell'autorizzazione di soggiorno. Osserva in seguito che l'avviso di ritiro è stato depositato presso il suo domicilio il 20 settembre 2016, giorno che non va considerato per il computo del termine di giacenza, e che egli ha ritirato l'invio raccomandato presso l'ufficio postale il 28 settembre 2016. È quindi questa la data alla quale la missiva citata è da ritenersi notificata, ragione per cui è a torto che il suo ricorso al Governo ticinese è stato dichiarato inammissibile poiché tardivo.