Citation: 5A_363/2020 E. 2.1

2.1. L'ammissibilità del ricorso presuppone che la ricorrente sia legittimata ad aggravarsi contro la sentenza impugnata. Secondo l'art. 76 cpv. 1 LTF, ha diritto di interporre ricorso in materia civile chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a) ed è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa (lett. b). L'interesse degno di protezione consiste nell'utilità pratica che l'accoglimento del ricorso porterebbe alla ricorrente, evitandole di subire un pregiudizio di natura economica, ideale, materiale o di altro genere che la decisione impugnata sarebbe altrimenti suscettibile di provocarle (DTF 138 III 537 consid. 1.2.2 e rinvii). L'interesse degno di protezione può essere giuridico o di fatto (BERNARD CORBOZ, in: Commentaire de la LTF, 2 a ed. 2014, n. 33 ad art. 76 LTF; v. anche sentenza 5A_559/2016 del 1° marzo 2017 consid. 2.2). L'interesse a ricorrere deve essere attuale e personale, nel senso che, salvo eccezioni, non è permesso agire in giudizio per far valere non il proprio interesse, bensì quello di un terzo (sentenze 5A_558/2020 del 3 agosto 2020 consid. 3.1; 5A_902/2015 dell'11 agosto 2016 consid. 1.2.1; 5A_964/2017 del 6 marzo 2018 consid. 2.1 e rispettivi rinvii). Spetta alla ricorrente, in virtù dell'art. 42 cpv. 2 LTF, addurre i fatti a sostegno della sua legittimazione quando non risultino chiaramente dalla decisione impugnata o dagli atti di causa (DTF 138 III 537 consid. 1.2; 135 III 46 consid. 4 e rinvii).