Citation: 1B_196/2008 05.09.2008 E. 2

2.1 Riguardo alla sentenza del 10 giugno 2008, il ricorrente ricorda che secondo l'art. 44 PP l'imputato può essere incarcerato quando esistano gravi indizi di colpevolezza a suo carico e ricorrano una delle due condizioni seguenti: la presunzione della sua imminente fuga, ciò che si verifica segnatamente quando all'imputato sia attribuito un reato punibile con la reclusione o quando egli non sia in grado di stabilire la propria identità o non abbia domicilio in Svizzera (n. 1) e la sussistenza di un pericolo di collusione (n. 2; sul rischio concreto di collusione cfr. DTF 132 I 21 consid. 3.2 e 3.3). Questi due requisiti, aggiunge il MPC, sono alternativi, ma cumulabili. Esso insiste poi sul fatto che l'istanza precedente dispone nell'ambito in esame di un libero potere di apprezzamento, ma che nel decretare la carcerazione preventiva non disporrebbe della facoltà di optare per l'una o l'altra delle due ipotesi, qualora siano adempiute entrambe. A dire del ricorrente, quando il MPC, come nella fattispecie, lo richiede, il Tribunale penale federale dovrebbe pertanto valutare ambedue le condizioni e, qualora ne siano date le premesse, confermare la carcerazione sia per il pericolo di fuga sia per quello di collusione. Ciò anche perché quest'ultimo può svanire col passare del tempo, mentre può persistere quello di fuga. Per mantenere oltre 14 giorni il carcere preventivo fondato sul solo pericolo di collusione, è poi necessario presentare, prima della scadenza di questo termine, una richiesta di proroga dell'arresto (art. 51 cpv. 2 PP), condizione non richiesta quando sia accertato il pericolo di fuga. In concreto, visti i gravi crimini rimproverati all'imputato, sarebbe realizzata la presunzione del pericolo di fuga, che sarebbe dato pure concretamente, per cui occorreva accertarne l'esistenza. 2.2 Il ricorrente insiste in sostanza sul fatto d'aver presentato all'UGIF due distinte domande di conferma dell'arresto, segnatamente fondate sia sul pericolo di fuga sia su quello di collusione: ciò, in pratica, perché se è riconosciuto il pericolo di fuga non è necessario chiedere una proroga della detenzione dopo 14 giorni. L'UGIF ha ritenuto che il rischio di collusione era superato dagli eventi, mentre ha accertato l'esistenza del pericolo di fuga; in applicazione del principio di proporzionalità esso ha nondimeno ordinato la scarcerazione dell'imputato alle citate condizioni (sulla proporzionalità della detenzione preventiva cfr. DTF 132 I 21 consid. 4.1, sulle misure sostitutive della stessa riguardo al pericolo di fuga DTF 133 I 27 consid. 3.2 e 3.3 con numerosi riferimenti anche alla dottrina, 270 consid. 3.3.3 e 3.4.2; sentenza 1B_44/2008 del 13 marzo 2008 consid. 9). Il ricorrente rileva inoltre che l'istanza precedente, accertando la sussistenza del pericolo di collusione, ha smentito su questo punto l'UGIF: al suo dire, accogliendo i suoi reclami e annullando quindi le misure sostitutive dell'arresto e confermando la detenzione dell'imputato, la I CRP avrebbe quindi ripristinato la conferma degli ordini d'arresto. Il MPC, rilevato che l'indagato non ha impugnato le ordinanze di misure sostitutive dell'arresto e neppure le susseguenti decisioni della I CRP, ne deduce ch'egli avrebbe ammesso l'esistenza segnatamente anche del pericolo di fuga. 2.2.1 L'assunto è infondato. In effetti, nella decisione del 10 giugno 2008, l'istanza precedente ha chiaramente stabilito che le questioni dell'esistenza o no di un pericolo di fuga, rispettivamente dell'adozione di misure sostitutive all'arresto, potevano rimanere indecise, poiché il mantenimento della detenzione poteva fondarsi, in maniera sufficiente, sull'accertato pericolo di collusione. L'assunto ricorsuale, secondo cui riguardo al pericolo di fuga, la decisione impugnata non sarebbe motivata, non regge. 2.2.2 Per di più, la I CRP nella sentenza del 9 luglio 2008 ha aggiunto, in via abbondanziale, che detta mancata impugnazione da parte dell'opponente non permetteva di concludere, contrariamente all'assunto del MPC, per l'esistenza di un pericolo di fuga, avendo la Corte accertato la sussistenza soltanto del pericolo di collusione e sostituendosi la sua decisione a quelle dell'UGIF impugnate. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 133 IV 119). L'assunto ricorsuale non regge in ogni modo, visto che l'opponente, come peraltro rilevato nella risposta, non aveva interesse ad impugnare la sua scarcerazione. Certo, poteva essere opportuno che la I CRP si esprimesse anche sull'invocato pericolo di fuga, ma disponendo di un libero potere di apprezzamento (sentenza 1S.13/2005 del 22 aprile 2005 consid. 4), essa poteva limitarsi a ritenere l'adempimento di una delle condizioni giustificanti l'arresto (cfr. DTF 132 I 21 consid. 3.5 in fine, concernente tuttavia le normative cantonali e non la PP), la circostanza che questo modo di procedere imponga al MPC di presentare in seguito eventuali domande di proroga non essendo decisiva.