Citation: 2C_569/2015 E. 4.2

4.2. Contrariamente a quanto sostenuto nell'impugnativa, la valutazione di tutti gli aspetti del caso effettuata dalla Corte cantonale non disattende l'art. 5 Allegato I ALC. Come appena illustrato, secondo l'accertamento dei fatti dei giudici ticinesi, il quale vincola anche il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), il ricorrente è stato condannato, per quanto concerne la violazione della LStup, il 13 gennaio 2012 - senza però dimenticare il comportamento sanzionato con la condanna del 24 maggio 2002 (vendita di 44 g di cocaina) che permette di constatare l'aggravarsi dei reati commessi nel tempo - per avere messo in atto durante un lungo periodo un importante traffico portante su notevoli quantitativi di stupefacenti, cioè l'acquisto di 718 g di cocaina, la vendita di almeno 531 g di cocaina, l'acquisto di 14 kg di canapa, la vendita di 6 kg di canapa, l'acquisto di hascisc rispettivamente l'avere fatto dei preparativi per acquistare 50 kg di hascisc, tanto da essere condannato, oltre che per infrazione, anche per infrazione aggravata alla LStup in quanto commessa per mestiere, ciò che non è affatto trascurabile. Nel contempo il ricorrente è stato anche condannato per complicità in truffa, reato quest'ultimo che non va minimizzato. Come osservato dalla Corte cantonale - constatazione che trova conferma anche nella sentenza del Tribunale penale federale del 13 gennaio 2012 (art. 105 cpv. 2 LTF) ove si rileva che il comportamento criminale del ricorrente, che ha agito per moventi egoistici ed esclusivamente a fini di lucro, si è protratto su di un periodo assai lungo - l'azione delittuosa del ricorrente non è delimitabile ad un evento singolo ed isolato, non è stata fermata dalla presenza dei familiari, è stata messa in atto da un adulto, la cui responsabilità penale non è in discussione ed è stata interrotta solo grazie all'intervento della polizia. In queste condizioni rammentato che, come emerge dalla sentenza cantonale e rilevato anche dalla Segretaria di Stato della migrazione SEM nella propria risposta, il ricorrente ha interessato le autorità giudiziarie svizzere durante più di 15 anni venendo condannato a più riprese, che i reati che hanno portato alla condanna del 13 gennaio 2012 non possono ancora dirsi lontani nel tempo e che si riferiscono anche ad una violazione aggravata della LStup, un ambito cioè in cui il rischio di recidiva dev'essere apprezzato con rigore, ne discende che la conclusione secondo cui un rischio di recidiva non può nella fattispecie essere escluso e che questo pericolo giustifica la revoca rispettivamente il mancato rinnovo del permesso di dimora UE/AELS nell'ottica dell'art. 5 Allegato I ALC va quindi fondamentalmente condivisa (sentenza 2C_468/2016 dell'11 agosto 2016 consid. 6.3 e numerosi riferimenti).