Citation: 2A.36/2006 05.12.2006 E. 3

I fatti e le prove su cui il DFE fonda il proprio ricorso sono nuovi, dato che non erano stati sollevati dinanzi all'istanza precedente. Occorre pertanto innanzitutto esaminare se siano ammissibili. 3.1 La Commissione federale di ricorso in materia di personale federale è un'autorità giudiziaria, i cui accertamenti di fatti vincolano il Tribunale federale, salvo che siano manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). In simili casi, la possibilità di allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova è alquanto ristretta. Per giurisprudenza, sono ammesse soltanto quelle prove che l'istanza inferiore avrebbe dovuto prendere in considerazione d'ufficio e la cui mancata amministrazione costituisce una violazione di regole essenziali di procedura. In particolare, non è di norma possibile tener conto di cambiamenti dello stato di fatto prodottisi dopo la pronuncia del giudizio impugnato (cosiddetti veri nova); all'autorità inferiore non può infatti venir rimproverato di avere accertato i fatti in maniera lacunosa, ai sensi dell'art. 105 cpv. 2 OG, se gli stessi si sono modificati successivamente alla sua decisione. Per quanto concerne le parti, esse non possono invocare dinanzi al Tribunale federale fatti che avrebbero potuto o dovuto far valere - in virtù del loro dovere di collaborazione - già dinanzi all'autorità precedente (DTF 130 II 493 consid. 2, 149 consid. 1.2 e rispettivi rinvii; Alfred Kölz/Isabelle Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., Zurigo 1998, n. 943). 3.2 Nel caso concreto non vi sono dubbi - e nemmeno A.________ ne solleva - sulla rilevanza giuridica del fatto nuovo invocato nel ricorso. Come affermato dal ricorrente, chi riceve una rendita ai sensi dell'AI ha diritto a una pensione d'invalidità di PUBLICA, se era assicurato presso questo istituto al momento in cui è sorta l'incapacità lavorativa. In effetti, le decisioni dell'AI relative all'inizio e al grado d'invalidità sono vincolanti per PUBLICA in virtù dell'art. 45 cpv. 1 e 3 dell'ordinanza del 25 aprile 2001 concernente l'assicurazione nel piano di base della Cassa pensioni della Confederazione (OCPC 1; RS 172.222.034.1). Di conseguenza, l'assicurato che riceve una rendita intera dell'AI ha, di regola, ugualmente diritto a una pensione intera della previdenza professionale, ciò che esclude il versamento dell'indennità prevista dall'art. 19 cpv. 2 LPers in caso di licenziamento senza colpa del dipendente (art. 78 cpv. 3 lett. b OPers). Orbene, ciò è proprio il caso di A.________: nelle more della presente procedura, il ricorrente ha prodotto la decisione di PUBLICA che accorda effettivamente all'interessato una pensione d'invalidità intera dal 1° dicembre 2005. 3.3 I rimproveri che la Commissione muove contro il comportamento delle parti sono giustificati. Da un canto A.________, contrariamente a quanto sostiene nella propria risposta, non si proponeva dinanzi all'istanza precedente di ottenere unicamente un risarcimento generico per torto morale: egli aveva infatti espressamente chiesto che l'incarto fosse restituito alla Segreteria generale del DFE affinché valutasse l'applicazione dell'art. 19 cpv. 1 e 2 LPers ed aveva persino menzionato l'art. 78 cpv. 1 OPers. Egli non poteva di conseguenza ignorare l'importanza della procedura AI, avviata appena cinque giorni dopo la presentazione del ricorso dinanzi alla Commissione, pur non conoscendone ancora l'esito. D'altro canto, l'eventualità che una simile procedura fosse stata promossa non poteva sfuggire nemmeno alla Segreteria generale del DFE, poiché l'incapacità totale al lavoro del dipendente perdurava oramai dal 3 novembre 2003. 3.4 L'avverata negligenza delle parti non dispensava però la Commissione dal verificare in modo autonomo l'adempimento dei requisiti per la concessione dell'indennità litigiosa, dal momento che davanti a lei la procedura è retta dalla massima ufficiale (art. 12 PA a cui rinvia l'art. 112 cpv. 1 OPers), la quale sancisce che i fatti giuridicamente rilevanti sono accertati d'ufficio (A. Moser/P. Übersax, Prozessieren vor eidgenössischen Rekurskommissionen, Basilea/Francoforte sul Meno, 1998, pag. 16 n. 1.5). Da questo profilo, l'accertamento secondo cui A.________ non percepiva (ancora) una rendita intera d'invalidità di PUBLICA era corretto quando è stata emanata la decisione impugnata, ma insufficiente: la durata dell'inabilità del dipendente, la quale superava i due anni, e la fine del diritto allo stipendio, accertata per il 4 novembre 2005, avrebbero dovuto indurre la Commissione ad interrogarsi anche sull'eventuale presentazione di una richiesta per prestazioni dell'AI, ciò che avrebbe influito in modo determinante sul diritto del dipendente di ricevere un'indennità d'uscita. 3.5 Ne discende che il fatto e le nuove prove sono ammissibili, perché completano quelli della decisione querelata su questioni giuridicamente rilevanti, su cui l'istanza precedente avrebbe dovuto indagare d'ufficio.