Citation: 2P.36/2002 12.09.2002 E. 5

5.1 Da ultimo l'insorgente contesta la decisione del Consiglio di Stato ticinese di non concedergli l'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, così come da lui richiesto nel suo ricorso del 4 maggio 2001. Rimprovera in sostanza al governo cantonale di essere giunto arbitrariamente alla conclusione che egli non sarebbe una persona indigente. 5.2 Anche su questo punto il ricorso risulta infondato. Innanzitutto si deve dire che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, è senza incorrere nell'arbitrio che il Consiglio di Stato ha tenuto conto del salario mensile di fr. 3'300.-- percepito da quest'ultimo al momento di rendere il proprio giudizio per il lavoro svolto presso l'Ufficio esazione e condoni del Dipartimento delle finanze del Cantone Ticino, anziché della situazione esistente al momento in cui era stato introdotto il gravame. Né tanto meno si può rimproverare al governo ticinese di non avere tenuto conto del fatto che questo suo impiego, iniziato nel mese di luglio del 2001, fosse limitato nel tempo, visto che nel giudizio impugnato viene esplicitamente fatto riferimento a tale circostanza, laddove si accenna allo svolgimento da parte di quest'ultimo di un'"attività temporanea". Il Consiglio di Stato non poteva però prevedere, nel momento in cui ha adottato la decisione qui impugnata, che a partire dal mese di febbraio 2002 il ricorrente sarebbe nuovamente stato disoccupato. I documenti prodotti da quest'ultimo nella presente sede per dimostrare detta circostanza si riferiscono pertanto a dei fatti nuovi, ossia intervenuti successivamente all'emanazione del giudizio impugnato, e, in quanto tali, non possono essere presi in considerazione (DTF 118 III 37 consid. 2a; 117 Ia 3 consid. 2; 115 Ia 185 consid. 2). Chiariti questi aspetti, si deve quindi considerare che il calcolo del minimo vitale effettuato dall'istanza di ricorso cantonale non presta il fianco alle critiche sollevate nel gravame. Certo, è vero che il ricorrente beneficiava a quel tempo di un reddito tutto sommato modesto e oltretutto per un periodo limitato; si deve però anche considerare che la procedura svoltasi davanti al Consiglio di Stato ha comportato per quest'ultimo dei costi processuali alquanto contenuti, essendo stata esposta a suo carico unicamente una tassa di giustizia di fr. 200.--. Per quanto attiene poi alle spese di patrocinio, la causa non presentava delle difficoltà tali da lasciar presagire l'esposizione di un onorario d'avvocato particolarmente elevato. Inoltre si deve considerare che se anche l'esecutivo cantonale avesse tenuto in considerazione gli oneri d'imposta a carico del ricorrente, esso non sarebbe verosimilmente pervenuto ad una soluzione diversa da quella adottata. Emerge in effetti dalle tavole processuali che per il biennio 2001/2002 il debito d'imposta di A.________ ammonta all'incirca a complessivi fr. 2'500.-- annui, corrispondenti a poco più di fr. 200.-- al mese. Tenuto conto di quest'ultimo importo, il salario netto che egli percepiva sarebbe comunque stato sufficiente per permettergli di far fronte alle proprie spese correnti, lasciandogli comunque un piccolo margine disponibile, con cui coprire, se del caso attraverso dei versamenti rateali, i costi derivanti dal procedimento cantonale. Avuto riguardo di tutto quanto precede, è dunque senza incorrere nella violazione del divieto d'arbitrio che il Consiglio di Stato ha negato l'esistenza di una situazione di indigenza a carico dell'insorgente, rifiutandosi di concedere a quest'ultimo il beneficio dell'assistenza giudiziaria.