Citation: H 156/05 16.01.2007 E. 9

9.1 L'art. 14 cpv. 1 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa dipendente sono dedotti da ogni paga e devono essere versati periodicamente - nel caso di specie trimestralmente - dal datore di lavoro insieme al suo contributo. Gli art. 34 segg. OAVS stabiliscono il modo di conteggio e di prelievo dei contributi. L'obbligo di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro è un compito prescritto dal diritto pubblico. A tale riguardo, questa Corte ha più volte ricordato che il venir meno a tale dovere costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a e sentenze ivi citate). Tenuto conto della situazione concreta della ditta, così come descritta, si può ritenere che il ricorrente ha omesso di compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze riconducibili alla funzione di amministratore unico di una società anonima. In effetti, anche alla luce della formazione professionale di cui dispone (diplomato SSQEA [Scuola Superiore per i Quadri dell'Economia e dell'Amministrazione]), per cui egli doveva essere al corrente dei principi reggenti la responsabilità del datore di lavoro in caso di mancato pagamento dei contributi e quella sussidiaria dell'organo che agisce a suo nome, così come delle dimissioni del precedente amministratore, rispettivamente della situazione finanziaria precaria della società, la cui sopravvivenza dipendeva apparentemente dall'ottenimento di un risarcimento dei danni, avrebbe dovuto esaminare più a fondo la fattispecie prima di accettare l'incarico rispettivamente presentare immediatamente le proprie dimissioni. In effetti non risulta in concreto che vi fossero speciali circostanze atte a legittimare il datore di lavoro a non versare i contributi o a scusarlo dal procedervi (DTF 108 V 186 consid. 1b e 193 consid. 2b; cfr. pure DTF 121 V 244 consid. 4b). Solo se fossero stati dimostrati motivi di giustificazione, rispettivamente di discolpa, l'obbligo del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla cassa avrebbe potuto essere negato, e di conseguenza sarebbe decaduto (DTF 108 V 187 consid. 1b). Al riguardo questo Tribunale ha ripetutamente affermato, a proposito della scelta di differire il pagamento dei contributi paritetici, che essa deve essere, in primo luogo, obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della società e che, in secondo luogo, il datore di lavoro deve poter oggettivamente presumere di soddisfare entro breve termine - nel senso di pochi mesi e non di anni - ogni suo credito nei confronti della cassa (DTF 116 II 541 consid. 5a, 108 V 188; sentenza del 14 febbraio 2006 in re G., H 79/05, consid. 5.4). In particolare la prassi nega l'esistenza di un tale motivo di discolpa se la mora nel pagamento dei contributi paritetici è divenuta cronica e non riconducibile a difficoltà finanziarie o di liquidità momentanee e quindi la scelta di differire il versamento dei contributi alle assicurazioni sociali non poteva considerarsi obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della ditta, né il datore di lavoro era legittimato a ritenere di poter soddisfare entro termini ragionevoli la cassa (DTF 108 V 188; RCC 1992 pag. 261 consid. 4b; sentenza dell'11 ottobre 2004 in re T., H 180/03, consid. 4.2.1.2). Il motivo di discolpa infine deve esistere durante il lasso di tempo in cui i contributi impagati avrebbero dovuto essere versati (RCC 1986 pag. 236 consid. 5b). 9.2 In concreto è vero da un lato che il caso in esame è molto meno grave di quelli elencati nel giudizio impugnato, in cui il mancato pagamento cronico durava da anni, non soltanto da alcuni mesi. In effetti in casu dopo il mancato versamento dei contributi dell'ultimo trimestre del 2001, è intervenuto il pagamento dei contributi del primo trimestre del 2002 ed in seguito è stato omesso il pagamento di due successivi trimestri, quindi la violazione delle disposizioni sul pagamento dei contributi non è durata neppure un anno. Inoltre si potrebbe di primo acchito ritenere che l'amministratore poteva presumere di versare entro breve tempo i contributi, visto che il risarcimento da lui chiesto appariva piuttosto ingente poiché quantificato in fr. 100'000.-; tuttavia da un'attenta lettura dello scritto in cui la X.________ Assicurazioni preannuncia il proprio rifiuto di risarcire il danno risulta che il ristorante era assicurato solo in caso di furto - che in concreto era stato di importo esiguo, quantificato tardivamente in fr. 1'500.- e quindi contestato -, non tuttavia in caso di atti vandalici. Tale circostanza era, secondo la generale esperienza della vita, facilmente accertabile - soprattutto alla luce della formazione di cui dispone il ricorrente e del fatto che non ha contestato in seguito il rifiuto - tramite una semplice lettura del contratto. In simili circostanze quindi se procrastinare il pagamento dei contributi poteva risultare obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della ditta, l'amministratore alla luce della situazione assicurativa non poteva in alcun modo obiettivamente presumere di poter soddisfare entro breve termine ogni suo credito nei confronti della Cassa. L'unica soluzione perciò era, in concreto, presentare immediatamente le proprie dimissioni. Ciò che del resto l'insorgente ha fatto anche se tardivamente, rinunciando all'incarico ancor prima di ricevere per iscritto la risposta negativa provvisoria da parte della X.________ in relazione al richiesto risarcimento dei danni. 9.3 Visto quanto sopra, il ricorrente non può respingere l'addebito di grave negligenza mossogli dal primo giudice in conformità ai principi giurisprudenziali sviluppati da questo Tribunale (cfr. per es. sentenze del 27 gennaio 2003 in re C., H 93/01, consid. 3.4.3 in fine, 13 novembre 2001 in re M., H 210/01, consid. 3, 1° giugno 2001 in re V., H 51/01, consid. 2b) avvalendosi di motivi di discolpa, sia per il periodo precedente che per quello successivo alla sua entrata in carica.