Citation: H 444/00 25.06.2002 E. 3

3.- Preliminarmente deve quindi essere esaminata la questione di sapere se la Cassa abbia fatto valere tempestivamente il suo diritto al risarcimento danni. a) Orbene, per l'art. 82 cpv. 1 OAVS il diritto di richiedere il risarcimento di un danno si prescrive quando la cassa di compensazione non lo fa valere, mediante decisione, entro un anno dal momento in cui ne ha avuto conoscenza. Questo termine, contrariamente alla lettera del disposto, è di perenzione e deve essere accertato d'ufficio (DTF 126 V 451 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). La cassa è reputata avere conoscenza del danno quando, facendo prova dell'attenzione ragionevolmente esigibile, avrebbe dovuto rendersi conto che le circostanze effettive non permettevano più di esigere il pagamento dei contributi, ma potevano giustificare l'obbligo di risarcire il danno (DTF 126 V 444 consid. 3a, 452 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). Nell'ipotesi di fallimento, questo momento non coincide necessariamente con quello in cui la cassa ha conoscenza del riparto finale o le è rilasciato un atto di carenza beni; secondo la giurisprudenza il creditore che intende domandare il risarcimento di una perdita subita in un fallimento o in un concordato con abbandono dell'attivo è sufficientemente a conoscenza del pregiudizio, di regola, quando è depositata la graduatoria: a quel momento il creditore conosce, o può conoscere, l'importo dell'inventario, la propria collocazione nella graduatoria, nonché il dividendo prevedibile (DTF 126 V 444 consid. 3a, 121 III 388 consid. 3b, 119 V 92 consid. 3 e riferimenti ivi citati). Il danneggiato può tuttavia, in presenza di circostanze particolari, acquistare anche prima di tale momento la necessaria conoscenza. La giurisprudenza ha così stabilito che si può esigere da una cassa che si faccia rappresentare alla prima assemblea dei creditori, dato che il suo dovere di diligenza le impone di seguire l'evoluzione della procedura fallimentare. Se già in questa occasione appare che essa possa subire un danno, anche solo parziale, il termine annuale di cui all'art. 82 cpv. 1 OAVS comincia a decorrere (DTF 126 V 452 consid. 2a, 121 V 243 consid. 3c/bb). b) In una sentenza pubblicata in VSI 1995 pag. 169 il Tribunale federale delle assicurazioni si è chinato sul tema della conoscenza del danno da parte dell'amministrazione nell'ambito di una procedura concordataria che ha preceduto il fallimento, affermando che in caso di rifiuto dell'omologazione di un concordato con abbandono dell'attivo, si può esigere da una cassa di compensazione creditrice che si informi sui motivi di simile rifiuto e che, se del caso, adotti le misure necessarie ai fini di osservare il termine di perenzione annuale. Il Tribunale ha successivamente confermato questa giurisprudenza anche al caso in cui la moratoria concordataria sia stata revocata prima ancora di giungere ad un'eventuale omologazione (sentenza 20 marzo 2002 in re Y., H 378/01, non ancora pubblicata nella Raccolta Ufficiale). c) Nel caso di specie il fallimento non è stato preceduto da una moratoria concordataria. Né ha avuto luogo un'assemblea dei creditori, la procedura essendo stata sospesa per mancanza di attivo ai sensi dell'art. 230 LEF. Il momento topico ai fini della conoscenza del danno risulta essere pertanto quello della pubblicazione del decreto di sospensione del ...... sul Foglio ufficiale svizzero di commercio (sentenza 22 gennaio 2002 in re H. e S., H 122/00, non ancora pubblicata nella Raccolta Ufficiale; RCC 1990 pag. 305 consid. 4b e pag. 306 consid. 4c/bb; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant que parties à une procédure en réparation d'un dommage selon l'art. 52 LAVS, in: RCC 1991 pag. 399 segg. , 456 segg. , in particolare pag. 406), ossia il 13 marzo 1998. Ad un esame "prima facie" la decisione di risarcimento danni del 1° marzo 1999 risulterebbe dunque tempestiva. Sennonché il ricorrente ha sostenuto davanti alla Corte cantonale - alla quale lo stesso aveva richiesto l'audizione di testi e l'edizione dalla Cassa e dall'Ufficio fallimenti dei relativi incarti - e ribadito in sede federale che l'amministrazione avrebbe avuto conoscenza del danno già prima della fine di febbraio 1998 perché la disastrata situazione finanziaria era ben nota ad un suo funzionario.