Citation: 2C_533/2024 E. 5.3

5.3. In parallelo, contrariamente a quanto sostenuto nell'impugnativa, è corretto pure il diniego del diritto al richiamo alla vita privata. In effetti, l'insorgente ha ottenuto un permesso di dimora per soggiornare in Svizzera solo dopo il matrimonio, avvenuto il 26 febbraio 2014, e la decisione con la quale è stato revocato rispettivamente non rinnovato il suo permesso di dimora è del 12 maggio 2023 (precedenti consid. A.a e B.a). Pertanto, i dieci anni richiesti non sono dati (DTF 149 I 207 consid. 5.3.3; sentenza 2C_209/2024 del 19 giugno 2024 consid. 6.3, da cui risulta che la durata di una procedura ricorsuale non può essere considerata). D'altra parte, in base ai fatti accertati nel giudizio impugnato (art. 105 cpv. 1 LTF) e a quanto indicato nel precedente considerando 4, nemmeno si può ammettere l'esistenza di un'integrazione particolarmente riuscita, che permetterebbe di derogare ai dieci anni necessari per un richiamo all'art. 8 CEDU a tutela della vita privata.