Citation: 6B_1384/2022 E. 2.4

2.4. L'insorgente ritiene che la pena inflittale sia "oggettivamente troppo alta". La CARP avrebbe considerato elementi del tutto estranei ai criteri legali con conseguente violazione dell'art. 47 CP e del principio della proporzionalità. Con riferimento alle circostanze oggettive e soggettive legate al reato di omicidio colposo, la ricorrente rimprovera alla CARP di aver tenuto conto in senso aggravante dell'assenza di una patente valida in Svizzera nonché dei selfie scattati precedentemente al sinistro, in luoghi che peraltro l'inchiesta non avrebbe potuto identificare. Tali elementi sarebbero stati presi in considerazione impropriamente e arbitrariamente al fine di "sovradimensionare la gravità di un incidente finito in omicidio colposo". Richiamando le risultanze peritali, l'insorgente evidenzia come solo minime differenze di distanza tra i veicoli, di velocità e di tempo di reazione avrebbero evitato l'esito letale dell'impatto, di modo che la sua colpa non potrebbe essere considerata così grave. Sottolinea poi come le condizioni del traffico e stradali, considerate viepiù le carenze nella segnaletica, non sarebbero state tali da imporre una particolare moderazione della velocità, ciò che avrebbe dovuto essere adeguatamente ponderato nella commisurazione della pena. Peraltro, il fatto che guidasse sotto l'influsso di cannabis non sarebbe una circostanza suscettibile di "aggravare oltre misura" la pena, in assenza di approfondimenti peritali sugli effetti concreti del consumo della sostanza sulla capacità di reattività e lucidità della ricorrente al momento dell'incidente. Per quanto concerne in seguito le circostanze legate alla persona dell'autore, l'insorgente rimprovera alla CARP un atteggiamento "giustizialista" consistente nell'addebitarle implicitamente scelte di vita ritenute immorali, valutandole in senso aggravante. L'autorità precedente avrebbe inoltre tenuto conto di una sua pretesa mancata presa di coscienza di quanto commesso, malgrado ella ne abbia da subito compreso la gravità e abbia riconosciuto le proprie responsabilità, chiedendo anche perdono ai familiari della vittima. La CARP avrebbe "tematizzato la contumacia in senso aggravante", senza permetterle di dimostrare le ragioni della sua assenza con l'audizione del marito, che avrebbe potuto illustrare le sofferenze psichiche e fisiche all'origine della sua mancata partecipazione al dibattimento.