Citation: 4A_145/2021 E. 5.2.1

5.2.1. Nella fattispecie la Corte cantonale ha esaminato l'adempimento delle condizioni per ammettere il gravame e per trattarlo nel merito. Ha accertato che l'insorgente ha introdotto alla Camera civile dei reclami un rimedio intitolato "Reclamo", di cui ha chiesto l'accoglimento e in cui ha affermato di aver rispettato il termine di reclamo e ha richiamato l'art. 320 CPC relativo ai motivi di reclamo. In quell'atto, poi, l'insorgente è stato designato più volte quale reclamante. Ciò posto, la Corte cantonale ha dedotto che il sindacato, un rappresentante professionale in giudizio, aveva coscientemente introdotto un rimedio di diritto che, con la dovuta diligenza, non poteva ignorare essere errato, onde la sua inammissibilità. Il ricorrente contesta tale conclusione, ma non spiega in modo articolato, come doveva (cfr. sopra, consid. 1.6), perché essa sia frutto di un'arbitraria constatazione dei fatti e applicazione del diritto. Carente di motivazione, in proposito il ricorso è inammissibile. È vero che in concreto una conversione di un reclamo in un appello poteva anche non arrecare dei pregiudizi alla controparte, la quale davanti alla Corte cantonale si era espressa liberamente nella sua risposta e nulla aveva eccepito sull'ammissibilità del gravame. L'introduzione di un reclamo invece di un appello, tuttavia, non è figlia di un'inavvertenza manifesta del mandatario del ricorrente, né il rappresentante si è limitato a un "copia/incolla delle indicazioni di forma (titolo, termine per il ricorso e redazione del petitum) ". La volontà di agire proprio con un reclamo, infatti, emerge chiaramente non solo dal titolo ( "reclamo"), dalle domande di giudizio ( "Il reclamo è accolto, di conseguenza la sentenza del 5 marzo della Pretura della Giurisdizione di Lugano e così riformata... ") e dalle considerazioni "in ordine" ( "il termine del reclamo è ampiamente ossequiato"), ma anche dai motivi di reclamo da lui espressamente richiamati (pag. 2: "a norma della disposizione art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l'applicazione errata del diritto come pure un accertamento manifestamente errato dei fatti. Nella fattispecie in esame si ritengono date entrambe le censure") e dalle motivazioni di quel mezzo di impugnazione, in cui l'estensore si è riferito solo a un "reclamante" (cfr. ad es. pag. 3: "il 'modello' assunto da questo Pretore per statuire nella causa si rivela pertanto censurabile alla stregua della tesi stante la quale il reclamante ne avrebbe addirittura tratto un vantaggio finanziario"; pag. 4: "nel denegato caso il reclamante venga chiamato a rispondere del pagamento della parte di contributi sociali spettanti al dipendente [...] la parte dei contributi sociali da porre all'eventuale carico del reclamante doveva quindi ammontare a CHF 7'097.63"; pag. 5: "nessun conteggio salariale è mai stato consegnato al reclamante poiché indiscriminatamente occupato in qualità di pseudo indipendente [...] la richiesta di affiliazione da indipendente inizialmente avviata dal reclamante non poteva essere attivata dalla Cassa cantonale di compensazione"). In condizioni del genere la decisione della Corte cantonale di ammettere una scelta deliberata di non voler seguire la via dell'appello illustrata in calce alla decisione del Pretore e di introdurre al suo posto un reclamo, non presta il fianco a critiche (cfr. sopra, consid. 5.1).