Citation: 5A_788/2018 E. 4.1

4.1. La Corte cantonale ha accertato che il fabbisogno minimo dell'ex moglie è pari a fr. 2'989.-- mensili, al quale può far fronte grazie ai suoi redditi ed alla sua spettanza in liquidazione del regime di beni. Considerata la lunga durata del matrimonio, ella ha tuttavia diritto a mantenere il livello di vita raggiunto durante la comunione domestica, e meglio ad un agio di fr. 891.-- sul proprio fabbisogno minimo mensile. Con il suo appello incidentale l'ex moglie si è però limitata a chiedere un contributo alimentare di fr. 425.-- mensili. Ora, l'ex marito non può sovvenzionare tale importo con l'eccedenza dei propri redditi (questi ultimi pari a fr. 3'216.-- mensili fino al febbraio 2019 e a fr. 2'873.-- mensili dal marzo 2019, a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 2'799.-- mensili). Attingendo alla propria sostanza immobiliare (la quale, al netto dei debiti ipotecari e del debito nei confronti dell'ex moglie in liquidazione del regime dei beni, ammonta a fr. 619'000.--), e più precisamente realizzando il fondo di X.________ (che andrà in ogni modo verosimilmente venduto già per far fronte al predetto debito di fr. 245'000.-- verso l'opponente), egli può però ottenere un capitale sufficiente per finanziare sull'arco di quasi 25 anni non solo tale contributo alimentare, ma anche un analogo prelievo per sovvenzionare il proprio tenore di vita nella stessa misura. Secondo i Giudici cantonali, all'ex moglie può pertanto essere riconosciuto un contributo alimentare di fr. 425.-- mensili vita natural durante (e non solo fino al febbraio 2019 come stabilito in prima sede).