Citation: 4P.249/2006 08.03.2007 E. 4

In realtà l'argomentazione ricorsuale mira piuttosto a criticare l'apprezzamento probatorio operato dai giudici ticinesi, i quali, secondo il ricorrente, avrebbero arbitrariamente trascurato delle circostanze decisive ai fini del giudizio. 4.1 Come già il Pretore, anche il Tribunale d'appello ha attribuito particolare importanza alle dichiarazioni rese dagli operai attivi sul cantiere all'epoca dei fatti e, soprattutto, a quelle di D.________, che con procura del 14 febbraio 1991 era stato autorizzato dal ricorrente a rappresentarlo nelle trattative e nelle decisioni riguardanti il completamento e la sistemazione esterna delle due case. Sentito quale teste D.________ ha spiegato di aver, d'un canto, sorvegliato l'esecuzione dei lavori tendenti all'eliminazione dei difetti riscontrati nelle abitazioni - che competevano contrattualmente ancora all'ingegnere C.________ - e, dall'altro, assunto la direzione dei lavori di completamento e di sistemazione esterna. Stando a quanto dichiarato dagli operai dell'impresa di costruzione attivi sul cantiere l'esecuzione dei lavori di completamento e di sistemazione esterna è in effetti avvenuta sotto l'esclusiva sorveglianza e direzione di D.________, senza più nessun intervento dell'ingegnere C.________. Gli operai hanno pure riferito che, a differenza di altri lavori, che concernevano un appalto venuto in essere fra l'ingegnere e il ricorrente, i lavori di completamento e di sistemazione esterna sono stati addebitati direttamente al ricorrente e non all'ingegnere C.________. Sempre con riferimento alla fatturazione, D.________ ha precisato di aver allestito personalmente i bollettini a regia concernenti i lavori di completamento e di sistemazione esterna - alla base della pretesa avanzata in causa e versati agli atti dall'impresa sub doc. C1-C41 - aggiungendo ch'essi venivano visionati settimanalmente dal ricorrente. Da questi elementi istruttori il Tribunale d'appello ha dedotto che il ricorrente non poteva ignorare che l'impresa ha svolto i lavori di completamento e sistemazione esterna per suo conto e secondo le sue istruzioni. Il fatto che l'ingegnere sia stato estromesso dalla direzione lavori e che gli operai non abbiano più ricevuto alcuna istruzione da lui ma solo dal rappresentante del ricorrente depone a favore dell'esistenza di un contratto d'appalto diretto fra il ricorrente e l'impresa e a sfavore della continuazione del rapporto contrattuale con l'ingegnere. A ciò si aggiunge il fatto - hanno proseguito i giudici cantonali - che il ricorrente aveva affidato la direzione lavori a un suo rappresentante, il quale non si limitava a controllare i bollettini a regia dell'impresa ma addirittura li allestiva personalmente, indicandovi espressamente il ricorrente come cliente. Ora, se le opere controverse fossero state ancora incluse nel contratto d'appalto con l'ingegnere C.________, questi avrebbe dovuto visionare e controllare i bollettini prima che questi venissero consegnati al ricorrente. Così non è stato. D.________ ha infatti dichiarato che ogni settimana i bollettini venivano direttamente consegnati al ricorrente. I giudici ticinesi hanno terminato la loro valutazione affermando che "dalle notizie acquisite agli atti emerge con certezza che il convenuto, per il tramite del suo rappresentante, ha dato ordini e istruzioni che non avrebbe potuto dare se egli non fosse stato il committente di X.________ SA. Si deve quindi ammettere la conclusione di un contratto di appalto fra le parti, quantomeno per atti concludenti". 4.2 Come già detto, dinanzi al Tribunale federale il ricorrente censura questa decisione siccome frutto di un apprezzamento arbitrario delle prove, lesivo dell'art. 9 Cost. Il tenore delle sue argomentazioni non ossequia tuttavia le esigenze di motivazione poste dalla legge al rimedio da lui esperito, come rettamente osservato dall'opponente. 4.2.1 Vale la pena di rammentare che, per giurisprudenza invalsa, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Il Tribunale federale annulla una sentenza per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il giudice cantonale abusa dell'ampio margine di apprezzamento concessogli ed emana un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesiva di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità ( DTF 132 III 209 consid. 2.1, 129 I 8 consid. 2.1 con rinvii). Quando, come nel caso in rassegna, viene censurata la valutazione del materiale probatorio, è in particolare necessario dimostrare che il giudice ha manifestamente misconosciuto il senso e la portata di un mezzo di prova, che ha omesso senza valida ragione di tener conto un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure che ha ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1). A tal fine - contrariamente a quanto pare ritenere il ricorrente - non basta indicare genericamente i mezzi di prova che si vorrebbero valutati in maniera diversa e contrapporre il proprio parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle norme invocate (DTF130 I 258 consid. 1.3 pag. 261 seg.). È necessario dimostrare - con un'argomentazione dettagliata e precisa (art. 90 cpv. 1 lett. b OG) - che la decisione dell'autorità cantonale è arbitraria nel senso appena descritto. 4.2.2 In concreto, il ricorrente non si confronta in alcun modo con la valutazione del materiale probatorio effettuata dai giudici cantonali. Egli si limita a elencare i mezzi di prova suscettibili - secondo lui - di dimostrare che i lavori di completazione e sistemazione esterna erano inclusi nel contratto d'appalto con l'ingegner C.________, senza spendere una parola sulla motivazione della decisione impugnata, riassunta al consid. 4.1. Né tantomeno, quindi, tenta di spiegare perché i mezzi di prova ritenuti decisivi dalla Corte cantonale - segnatamente le deposizioni testimoniali degli operai e di D.________ - sarebbero privi della valenza probatoria riconosciuta loro nella sentenza impugnata. Per le ragioni sopra esposte una simile argomentazione non ossequia i requisiti di motivazione posti dalla legge. Sia come sia, si può abbondanzialmente osservare che gli argomenti addotti nel gravame non sono idonei a rimettere in discussione la valutazione delle autorità cantonali, come peraltro ben spiegato nella risposta al ricorso. Laddove sostiene che l'incarico conferito a D.________ aveva per oggetto lavori di completazione e sistemazione esterna che, almeno in parte, erano di esclusiva competenza dell'ingegnere e non dell'impresa, il ricorrente non si avvede ad esempio che, con quest'affermazione, ammette l'esistenza - altrimenti negata - di un rapporto diretto "almeno in parte" con l'impresa. La narrazione del comportamento "disinvolto" dell'ingegner C.________ in relazione alle fatturazioni emesse nel quadro del contratto d'appalto in un'epoca precedente ai lavori all'origine della presente causa non fornisce poi nessuna indicazione utile in merito alla questione qui litigiosa. Nella misura, infine, in cui sembra dolersi del mancato accertamento della volontà interna della controparte, il ricorrente dimentica che fatturandogli direttamente i lavori e avviando l'attuale procedura l'impresa ha manifestato in maniera inequivocabile di considerarlo appaltatore - e quindi debitore - dei lavori eseguiti tra il 5 marzo e il 21 giugno 1991. 4.3 In ogni caso, come già detto, su questo punto il ricorso di diritto pubblico risulta inammissibile siccome motivato in maniera meramente appellatoria.