Citation: 1P.658/2004 24.05.2005 E. 3.1

Posto il carattere principale dell'edificio, l'autorità cantonale ha esaminato la trasformazione eseguita dal proprietario alla luce dell'art. 39 RLE. Questa norma permette la riparazione e la manutenzione dei manufatti esistenti che contrastano con il diritto nuovo, con esclusione dei lavori di trasformazione sostanziali; precisa che possono essere autorizzate anche trasformazioni più importanti se il contrasto con il nuovo diritto non pregiudica in modo apprezzabile l'interesse pubblico o quello dei vicini (cpv. 1). I giudici cantonali hanno ritenuto che le opere abusive, sebbene eccedano la semplice manutenzione, non sono tuttavia sostanziali, perché non hanno trasformato una costruzione accessoria in edificio principale, ma hanno semplicemente migliorato l'abitabilità del locale, dotandolo di servizi autonomi. Hanno aggiunto che iI contrasto dell'edificio preesistente con il regime delle distanze non pregiudica d'altronde in modo apprezzabile sia l'interesse pubblico sia quello dell'opponente, dal momento che la larghezza del suo fondo in quel punto è molto esigua e che il disturbo di un locale abitabile adibito a soggiorno con servizi non è superiore a quello provocato da un locale nel quale si praticano hobby. 3.2 La ricorrente afferma che la sentenza impugnata lederebbe in modo arbitrario l'art. 39 RLE laddove considera che la trasformazione in discussione non è sostanziale e non produce ripercussioni negative più gravi di quelle del locale hobby. Aggiunge che "la genesi" di questa norma impedirebbe di autorizzare senza riserve la trasformazione delle opere in contrasto con il diritto vigente qualora non siano pregiudicati in modo apprezzabile gli interessi pubblici o dei vicini, "poiché una simile facilitazione, che viola manifestamente i limiti della tutela delle situazioni acquisite, dovrebbe essere ancorata in una esplicita norma di legge", non in un regolamento di applicazione. 3.3 L'unico argomento concreto proposto dalla ricorrente a sostegno della censura d'arbitrio è che la trasformazione di una costruzione accessoria in un edificio destinato all'abitazione è necessariamente sostanziale. Quanto appena esposto al considerando 2 sul carattere principale del manufatto litigioso - rimasto invariato - rende infondato questo argomento. Inammissibili, perché prive di ogni motivazione, sono invece le critiche volte contro l'accertamento del disturbo uguale arrecato al vicino dall'edificio contestato prima e dopo la trasformazione. Infine, il Tribunale cantonale amministrativo non ha affatto ammesso senza riserve la costruzione o il risanamento di opere esistenti in contrasto con il diritto vigente: come detto, esso ha enunciato le condizioni che l'art. 39 RLE pone per tali opere e ha spiegato i motivi per i quali esse sono adempiute nel caso specifico, segnatamente, da una parte, poiché si tratta di una trasformazione non sostanziale e, dall'altra, per l'assenza di un pregiudizio apprezzabile per l'interesse pubblico o privato. È quindi infondata anche la censura di arbitrio nell'interpretazione della citata norma cantonale.