Citation: H 97/04 29.06.2006 E. 5.3

5.3.1 L'asserzione secondo cui la Posta con una politica spregiudicata avrebbe ostacolato l'operato dei coniugi J.________ è ininfluente per il presente giudizio, trattandosi di "res inter alios acta" per raffronto alla Cassa. Per contro la fattispecie ex art. 52 LAVS riguarda unicamente i rapporti tra gli organi formali e materiali della società anonima e la Cassa. L'avere per troppo tempo differito il pagamento degli oneri sociali, quando invece il ritardo sarebbe stato possibile in via eccezionale solo per un periodo breve (DTF 108 V 188), non consente ai ricorrenti di giustificare l'addebito di grave negligenza mosso loro dai primi giudici in conformità dei principi giurisprudenziali sviluppati da questa Corte. 5.3.2 Pure la censura mossa alla Cassa di non avere esaminato con serietà le prospettive di risanamento proposte dai ricorrenti, tramite La D.________ SA, a nulla giova, atteso che le molteplici procedure d'incasso forzato già pendenti davanti all'Ufficio esecuzione non consentivano all'amministrazione di fare affidamento sulla capacità finanziaria della E.________ SA di far seguire alle parole anche i fatti, ossia il pagamento degli arretrati. 5.3.3 Per quanto riguarda l'affermazione dei ricorrenti, secondo cui l'amministrazione federale preposta all'incasso dell'IVA avrebbe chiesto alla ditta poi fallita il deposito di un'ingente garanzia, essa è rimasta allo stadio di puro parlato e senza alcun supporto probatorio. L'argomento è pertanto inidoneo a sostanziare qualsivoglia motivo di giustificazione o di discolpa. 5.3.4 Infine, l'asserzione di D.________, secondo cui la gestione amministrativa veniva seguita dal marito, nel quale elle riponeva tutta la sua fiducia confidando nell'esperienza e nelle capacità gestionali da lui acquisite, è in tutta evidenza priva di efficacia liberatoria, la fiducia nel direttore non implicando alcuna esimente quanto ai doveri di un'amministratrice unica nei confronti della Cassa. Delegare incombenze non può infatti significare sempre e comunque liberazione dalle responsabilità che ne sono correlate. La ricorrente, omettendo di controllare l'operato del marito quale direttore, ha, per atti concludenti, accettato che egli si occupasse della gestione e quindi obbligasse la società nei confronti di terzi. Siffatta omissione da parte di un organo societario formale nel compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nello svolgimento di funzioni amministrative dirigenziali è risultata causale per il danno poi derivato alla Cassa dal mancato pagamento dei contributi paritetici per il periodo entrante in linea di conto. Al riguardo va ricordato che, accettando a partire dal gennaio 1999 il mandato di amministratrice unica di una società anonima, l'insorgente si era assunta anche tutti gli oneri che da tale funzione derivano, tra i quali vi era pure, nel caso di specie, considerate le dimensioni aziendali, quello di controllare personalmente che venissero pagati con regolarità i contributi sociali, peraltro già prelevati dai salari dei dipendenti in conformità dell'art. 51 LAVS. Così, il Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di affermare che l'organo di una società anonima deve prestare attenzione particolare alla scelta del personale cui viene affidata la gestione degli affari importanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che egli dà (cura in istruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). Segnatamente è suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a). La delega al marito non esimeva quindi, in concreto, D.________ dal suo dovere di vigilare che le funzioni delegate fossero effettivamente svolte. 5.4 Ne consegue che, non realizzandosi motivi di giustificazione o di discolpa, D.________ e J.________ dovranno risarcire, in solido, il danno subito dalla Cassa relativamente ai contributi di diritto federale, sul cui importo non vi è stata disputa.