Citation: U 284/01 24.01.2002 E. 4

4.- a) In concreto la Corte cantonale ha fondato il proprio giudizio sulla perizia medica esperita su incarico della ricorrente dall'Istituto per medicina dentaria dell'università di X.________ il 10 novembre 1998 e sul referto medico ordinato dal Ministero pubblico del Canton Ticino e eseguito dal dottor S.________, medico chirurgo di M.________, specialista in odontostomatologia, il 30 agosto 1999. Alla luce di questi atti la prima istanza giudiziaria ha ritento dimostrato che la lesione nervosa è stata provocata da carenza di precauzioni nella fase precedente l'operazione, poiché il curante avrebbe dovuto maggiormente approfondire l'aspetto diagnostico, per stabilire l'esatto percorso del nervo alveolare e quindi evitare la lesione. Tuttavia la Corte di prima istanza ha concluso che questa mancanza non poteva essere sussunta quale atto di grossolana imperizia, poiché tramite la lesione del nervo si è realizzato un rischio ben noto in caso di estrazione di un dente del giudizio mal posizionato. b) Preliminarmente va rilevato che le perizie mediche assunte agli atti dalla prima istanza cantonale si fondano su accertamenti particolarmente approfonditi, sono motivate in maniera convincente e infine risultano convergenti nei contenuti e nelle conclusioni. Nella perizia dell'Istituto di medicina dentaria dell'Università di X.________ si legge che, nell'ambito dell'estrazione del dente del giudizio inferiore, non ancora fuoriuscito, una lesione del nervo alveolare è possibile anche senza che vi sia una violazione dell'obbligo di diligenza da parte del medico. Questo rischio è pari all'1-6%. Il rischio può tuttavia essere accresciuto per la situazione anatomica (relazione anatomica delle radici del dente e del canale nervoso nella mascella inferiore con il nervo alveolare inferiore che lo percorre) e in seguito all'età. Secondo il perito italiano la lesione è inoltre molto frequente in caso di dente malposizionato (in disodontiasi), come ha indicato essere quello in esame. In tale contesto i periti hanno quindi evidenziato che, per stabilire, nella fase preoperatoria, l'entità del rischio e meglio la possibilità di un rischio accresciuto di lesione, vanno posti in atto alcuni provvedimenti diagnostici radiografici, considerati delle esigenze minime in tali casi, che devono permettere di esaminare integralmente il dente interessato. Fondandosi su queste considerazioni di carattere generale entrambi i periti hanno riscontrato, nel caso concreto, una violazione dell'obbligo di diligenza in relazione all'esecuzione dei citati accertamenti diagnostici, considerati conformi alla pratica medica attuale. In proposito entrambi gli esperti hanno pure posto in evidenza che questa mancanza ha vanificato anche la possibilità di procedere ad una corretta informazione della paziente circa i rischi e le possibili conseguenze dell'operazione e quindi l'opportunità per lei di ricorrere ad un istituto specializzato in estrazioni complesse.