Citation: 8G.68/2003 30.07.2003 E. 3

Il reclamante sostiene essenzialmente che l'ordine di custodia cautelare emesso nel 1997 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Verona, sul quale si fonda la domanda di estradizione, non sarebbe più valido: il pericolo di recidiva paventato sei anni orsono dalle autorità italiane non sussisterebbe infatti più né in Svizzera né in Italia, come la positiva evoluzione personale da lui fatta in sede di espiazione di pena dimostrerebbe (completa disintossicazione dalle sostanze stupefacenti, desiderio di ricomporre una famiglia sana e serena, domanda di essere collocato in comunità). Quanto al pericolo di fuga, il reclamante fa notare che questo motivo non era menzionato nell'ordinanza di custodia cautelare, per cui non può essere invocato a sostegno dell'ordine di arresto ai fini di estradizione. Tale pericolo sarebbe in ogni caso scongiurato dalla sua intenzione di entrare in comunità, ritenuto che il percorso comunitario potrà eventualmente continuare anche in Italia, dove è ammessa la sospensione della pena per un collocamento oppure gli arresti domiciliari in comunità.