Citation: 1C_536/2017 E. 5.4

5.4. È inoltre stato ritenuto che il ricorrente nulla poteva dedurre dal fatto che il cambiamento di destinazione litigioso non è mai stato formalizzato. Nel caso di specie, contrariamente alla richiamata decisione del 23 dicembre 1994, l'inattività dell'autorità comunale, che si è astenuta dal chiedere l'avvio di una procedura di rilascio del permesso di costruzione, non le preclude di prevalersi dell'intervenuta durevole modifica delle condizioni d'uso dell'appartamento, limitazione d'uso peraltro riconosciuta dall'autorità cantonale con riferimento alle NAPR non soltanto come possibile, ma auspicabile. Al riguardo il ricorrente si limita a osservare che in assenza di una regolare licenza edilizia non potrebbe essere intervenuto alcun cambiamento di destinazione. Questo rilievo non dimostra l'arbitrarietà della pertinente e ragionevole conclusione dei giudici cantonali, che nella fattispecie non viola il principio della buona fede. Inoltre, come visto, sotto il profilo della garanzia dei diritti acquisiti, nulla impediva al ricorrente di continuare a utilizzare l'appartamento come residenza secondaria anche dopo l'entrata in vigore dell'art. 46 NAPR. In seguito al durevole cambiamento del suo uso, come rettamente stabilito dalla Corte cantonale, ciò non è tuttavia più il caso.