Citation: 1C_648/2021 E. 4.7

4.7. Per di più, visto che non si tratta di una persona esposta politicamente o che potrebbe essere vittima di una persecuzione politica o discriminatoria, il rischio di maltrattamenti contrari ai diritti dell'uomo può essere ridotto con la richiesta di garanzie diplomatiche. Certo, la situazione carceraria in Perù, perlomeno secondo alcuni dei menzionati rapporti, è critica, anche sotto il profilo delle cure sanitarie. Nella fattispecie il ricorrente non abbisogna tuttavia di cure mediche specifiche né sostiene di presentare determinate vulnerabilità che imporrebbero un trattamento particolare o la richiesta di ulteriori approfondimenti (vedi al riguardo sentenza 1C_116/2022, citata, consid. 4.5 e 4.6). Egli espone infatti la situazione generale esistente in Perù indicata dalla CRP, senza tuttavia sollevare lamentele specifiche corroborate da ulteriori elementi di prova, limitandosi ad addurre in maniera generica e teorica che non sarebbe al riparo da un'eventuale detenzione lesiva dell'art. 7 Patto ONU II, senza tuttavia rendere verosimile, a maggior ragione in seguito all'adozione delle citate garanzie, l'esistenza di un rischio serio e oggettivo di una grave violazione dei diritti umani nello Stato richiedente, suscettibile di toccarlo concretamente. La Svizzera è infatti legata al Perù con il citato Trattato di assistenza e concede l'assistenza a questo Stato (vedi per esempio sentenza 1C_365/2020 dell'8 luglio 2020). Il Perù è inoltre parte al Patto ONU II, motivo per cui si presume che lo rispetti. Ha ratificato anche la Convenzione contro la tortura ed altre pene conclusa il 10 dicembre 1984, entrata in vigore per il Perù il 6 agosto 1988 (RS 0.105). Come visto, lo Stato permette visite di monitoraggio da parte di osservatori indipendenti dei diritti umani. Infine, è raro che l'assistenza venga rifiutata a causa della situazione generale vigente dello Stato richiedente e la Svizzera si affida inoltre al sistema delle garanzie diplomatiche (ZIMMERMANN, op. cit., n. 224, 313, 315 in fine e 683 pag. 749). Del resto il problema del sovraffollamento dei penitenziari sussiste anche nei Paesi occidentali, ma con l'adozione di determinate misure da parte dello Stato richiedente la situazione può evolvere e l'assistenza non essere più condizionata all'ottenimento di garanzie formali (vedi per l'Italia sentenza 1C_176/2014, citata, consid. 2-4).