Citation: 2C_368/2016 E. 6.2

6.2. Come rilevato in precedenza, davanti alla Corte cantonale l'insorgente ha indicato di essere "direttamente lesa nei propri legittimi interessi (cfr. art. 43 LPamm) "; essa non ha invece indicato di volere introdurre un ricorso corporativo di natura egoista, "in rappresentanza" dei suoi membri. Ritenuto che la ricorrente non ha manifestato l'intenzione di presentare un ricorso corporativo di natura egoista, mal si comprende quindi come possa oggi rimproverare al Tribunale amministrativo di avere esso stesso formulato - dopo avere negato che fosse toccata "direttamente" - anche una seconda ipotesi, ovvero proprio quella di un ricorso corporativo di natura egoista, ma di averla poi scartata per ragioni probatorie, senza prima interpellarla. Secondo la giurisprudenza indicata, un simile diritto sussiste infatti solo in via eccezionale, quando il Giudice si appresta a fondare la propria decisione su una norma o un principio giuridico non evocati in precedenza e dei quali nessuna delle parti si è prevalsa o poteva supporre la pertinenza. Non così è invece quando la nuova ipotesi poteva essere facilmente prospettata dall'insorgente medesimo, rispettivamente quando l'autorità la formula dopo avere comunque discusso e respinto quella fatta valere nel ricorso, come è avvenuto nel caso in esame. Come già detto, la Corte cantonale ha infatti dapprima esaminato l'ipotesi che aveva fatto la ricorrente e concluso che la stessa non era "direttamente" toccata dalla decisione impugnata; in un secondo tempo ha poi - motu proprio - formulato un'ulteriore ipotesi, e cioè quella di un ricorso corporativo di natura egoista: possibilità che - benché facilmente prospettabile - l'insorgente non aveva fatto valere.