Citation: 4A_324/2017 E. B

Con sentenza 11 maggio 2017 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto l'appello presentato dalla A.________ SA contro la pronunzia pretorile. Dopo aver richiamato l'art. 6 cpv. 1 della legge federale sulla protezione dei dati (LPD), la Corte cantonale ha indicato che notoriamente la legislazione statunitense non assicura una protezione adeguata alle persone fisiche e ha ritenuto che non sono nemmeno adempiuti i presupposti previsti dall'art. 6 cpv. 2 lett. d LPD per ciononostante procedere alla trasmissione dei dati all'estero. Nell'ambito di tale esame ha stabilito che non basta invocare il menzionato Programma per rendere attendibile un interesse pubblico preponderante e che la banca, pur riconoscendo di non avere un'importanza sistemica, non ha fornito in prima istanza alcun elemento che permette di apprezzare la sua rilevanza per il sistema economico elvetico. Ha poi considerato che nemmeno sussiste un serio indizio per una possibile ripresa di una minaccia alla piazza finanziaria elvetica e alla buona reputazione della Svizzera che renderebbe indispensabile la trasmissione delle informazioni al fine di tutelare un interesse pubblico preponderante. Ha pure indicato che non spetta all'attore dimostrare l'esistenza di un grave rischio per vietare la trasmissione dei dati all'estero e ha terminato il proprio giudizio rilevando che l'interesse e la volontà della banca di porsi al riparo da procedure statunitensi non prevale sull'interesse privato dell'ex impiegato a impedire la divulgazione dei suoi dati personali all'estero.