Citation: 6B_1442/2020 E. 5.2

5.2. Riguardo al proseguimento dei contatti con il ricorrente dopo gli atti sessuali, valgono, mutatis mutandis, le stesse considerazioni già esposte in relazione alla medesima censura sollevata con riferimento a C.________, a cui si rinvia (v. supra consid. 4.2). È sufficiente qui rilevare che la CARP ha accertato, senza che al riguardo siano mosse critiche di sorta, l'esistenza di un rapporto di dipendenza di B.________ dall'insorgente, dipendenza che spiega tale continuazione. Vanamente poi il ricorrente critica l'accertamento sulle sedute di rilassamento. Il fatto che esse non figurino nella cartella medica di B.________ non appare decisivo, posto che dalla sentenza di prima istanza, a cui la CARP rinvia, risulta che lo stesso insorgente ha dichiarato che quanto scritto nella cartella medica dell'interessata in merito alla seduta in cui è avvenuto il coito orale è "sicuramente viziato a seguito dei fatti" (sentenza di prima istanza pag. 89). Egli stesso quindi riconosce che la cartella medica non riporta necessariamente e fedelmente le sedute con B.________, soprattutto se in quel contesto si sono consumati atti di carattere sessuale. Omette poi di confrontarsi con le ragioni che hanno spinto la CARP a ritenere credibile il racconto della donna anche in relazione alle contestate sedute di rilassamento. L'autorità cantonale ha segnatamente evidenziato come ella le avesse rese plastiche, mimando la posizione sdraiata e il modo in cui lo psichiatra si toccava in mezzo alle gambe, e riferendo la sua frase "respiriamo, ci allunghiamo e ci rilassiamo", ossia una frase che viene normalmente pronunciata durante tali sedute. La restituzione di questa frase, continua la CARP, ha una valenza particolare, posto come sia ben difficile che B.________ potesse, con i suoi limiti, inventarsi un dettaglio di questo genere afferente a una situazione che, altrimenti, non faceva parte del suo vissuto. Orbene, come detto, su queste considerazioni il ricorrente non spende una parola per dimostrarne, o almeno tentare, l'insostenibilità. Con riferimento all'episodio delle mestruazioni, il ricorrente tenta di proporre una lettura delle successive dichiarazioni di B.________ tale da evincerne una contraddizione sostanziale. Nel verbale di interrogatorio del 3 dicembre 2018, ella dichiara esprimendosi in dialetto: " (...) Però una volta am rigordi che a som naia giù in terapia e sevi un po' insci, om vegniva i mestruaziom e sevi un po' e ghevi mia vöia e lì l'ho...l'ho fai, però uscendo dal... dall'ufficio ho piangiü (...) " (incarto cantonale allegato 27 pag. 8). Sennonché B.________ non ha minimamente spiegato quale atto di natura sessuale sia stato compiuto in quell'occasione. Interrogata nuovamente a confronto il 16 gennaio 2019, alla puntuale domanda volta a sapere se vi sia stato un rapporto orale quando era indisposta, ha risposto negativamente, precisando di essere stata toccata solo al seno (incarto cantonale allegato 70 pag. 8). Il ricorrente tenta di inferirne una contraddizione che minerebbe la credibilità dell'accusatrice privata. Trattasi però unicamente di una precisazione per un episodio rimasto inizialmente dai contorni vaghi, e in quanto tale non idonea a inficiare la credibilità del suo racconto. Vero è che in occasione dell'interrogatorio del 3 dicembre 2018 (incarto cantonale allegato 27 pag. 3 e 9) B.________ ha definito il ricorrente come "porco", rispettivamente "schifoso bastardo", epiteti che, secondo l'insorgente, dimostrerebbero l'arbitrarietà della ritenuta assenza di malanimo da parte della CARP. Con tale censura tuttavia egli dimostra di fraintendere il concetto espresso dalla Corte cantonale. L'assenza di malanimo a cui fa riferimento è infatti costituita dalla pacatezza delle dichiarazioni di B.________ in relazione agli atti imputatigli, che non ha ingigantito dimostrando di non voler infierire contro di lui, la CARP adducendo in proposito numerosi esempi, come la precisazione che l'accusatrice privata, rispondendo a una puntuale domanda, dichiara di non aver mai dovuto masturbare il ricorrente o ancora che questi, chiedendole di non riferire a nessuno quanto accaduto, non l'aveva minacciata. Si è limitata in sostanza a raccontare la verità. Ciò posto, i citati epiteti non sono idonei a intaccare la credibilità del racconto di B.________ Specioso e riduttivo appare poi il tentativo di annichilire la credibilità dell'accusatrice privata richiamando la sua condanna penale per reati che sarebbero asseritamente "indizio di una personalità disonesta". In proposito la CARP ha infatti evidenziato come, nel procedimento che l'ha vista coinvolta nel ruolo di imputata, ella abbia dato prova di sincerità e abbia dimostrato di essere incapace di mentire. Eloquente appare la considerazione del tribunale di primo grado, richiamata anche dalla sentenza impugnata, per cui nel citato procedimento B.________ ha fornito puntuali e complete ammissioni, assumendosi appieno le proprie responsabilità (v. sentenza di prima istanza pag. 263), ciò che nel ricorso non è contestato. Sicché si deve concludere che la pretesa disonestà non si manifesta nei confronti delle autorità inquirenti e giudicanti. Analogo discorso vale con riguardo alle avanzate patologie di B.________, che secondo il ricorrente impatterebbero la sua percezione dei fatti. Sennonché, a parte questo apodittico asserto, egli non adduce nemmeno un esempio a sostegno di un'eventuale sua percezione errata dei fatti. Infine, neppure le circostanze che, all'epoca dei fatti qui in giudizio, B.________ si prostituiva e aveva offerto una fellatio in un bar sono idonei a ribaltare il giudizio sulla sua credibilità e a confermare la versione dell'insorgente, secondo cui sarebbe stata B.________ a proporgli un rapporto orale e poi a richiedergli fr. 100.--. Certo, la CARP propone un'argomentazione un po' azzardata, quando rifiuta di seguire la tesi difensiva per non aderire a "una visione del mondo che vede l'uomo come un essere condannato a ripetere, senza possibilità di modifiche, gesti già compiuti". Tuttavia, essa rileva anche che le situazioni evocate (l'offerta della fellatio in un bar e quella praticata nello studio medico) divergono sostanzialmente per il luogo, il contesto e le persone implicate. Ora, il ricorrente non tenta neppure di insinuare che B.________ facesse della mercificazione sempre, ovunque e con chiunque. Significative risultano in proposito le considerazioni del tribunale di primo grado, richiamate nella sentenza impugnata. La Corte delle assise criminali ha osservato che la richiesta di denaro dopo il rapporto orale praticato all'insorgente è da ricondurre alla struttura mentale di B.________ e al suo modo di ragionare estremamente elementare, per cui sentendosi trattata come una prostituta "le è apparso logica conseguenza chiedere di essere pagata", la richiesta essendo la conseguenza di quanto il ricorrente "l'aveva indotta a fare e non la causale dello stesso" (sentenza di prima istanza pag. 263). Alla luce di tutte queste considerazioni, la valutazione della credibilità di B.________ effettuata dalla CARP non risulta arbitraria.