Citation: 1A.3/2000 03.01.2001 E. 1

sulla realtà dei fatti addotti (DTF 117 Ib 88 consid. 5c in basso e rinvio). Tuttavia, non si può pretendere dallo Sta- to richiedente ch'esso fornisca particolari, che proprio la domanda di assistenza intende chiarire. Inoltre, contrariamente a quanto parrebbe assumere il ricorrente, la Parte richiedente non deve provare la commissione del reato prospettato, ma soltanto esporre in modo sufficiente le circostanze e i gravi indizi - e non semplici supposizioni (DTF 114 Ib 56 consid. 3d pag. 66) - sui quali fonda i propri sospetti. Spetterà al giudice straniero del merito esaminare se l'accusa potrà esibire o no le prove dell'asserito reato (DTF 122 II 367 consid. 2c). Per di più, l'assistenza dev'essere accordata non sol- tanto per raccogliere ulteriori prove a carico dei presunti autori ma anche per acclarare se i reati fondatamente so- spettati siano effettivamente stati commessi (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). bb) Dalla rogatoria risulta che l'Autorità estera sospetta B.________ e C.________ d'aver importato illegal- mente, utilizzando documenti contenti alterazioni fraudo- lente, 39900 stecche di sigarette della marca "Marlboro" di un valore complessivo di circa sei milioni di franchi fran- cesi, mentre i documenti relativi al carico menzionavano colli di materia plastica (PVC). Secondo l'Autorità estera, l'insieme delle operazioni, interrotte in Francia, è stato reso possibile solo mediante l'approntamento di documenti alterati, di cui sei dettagliatamente indicati - con mit- tenti e destinatari - nella richiesta e prodotti con la stessa; questi atti sono stati allestiti per far credere a torto che i contenitori contenessero materie plastiche in- vece che sigarette. Il loro uso qualifica il sospettato contrabbando come frode fiscale e non come semplice evasio- ne fiscale. Non vi è pertanto motivo per chiedere all'Auto- rità estera di completare la domanda (art. 28 cpv. 6 AIMP), come richiesto implicitamente dal ricorrente. In effetti, le operazioni compiute ai danni dello Stato estero sarebbero represse dall'art. 14 cpv. 2 DPA, secondo cui è punito chi, con il suo subdolo comportamento, ossia mediante un inganno astuto, fa sì che l'ente pubblico si trovi defraudato, in maniera rilevante, di una tassa, di un contributo o di un'altra prestazione o sia altrimenti pregiudicato nei suoi interessi patrimoniali, e dall'art. 15 DPA, relativo alla falsità in documenti e al consegui- mento fraudolento di una falsa attestazione. Le Autorità estere sospettano che gli indagati abbiano allestito e fat- to uso di documenti falsi; per interpretare la nozione di truffa in materia fiscale occorre riferirsi all'art. 14 cpv. 2 DPA e pertanto, secondo la costante giurisprudenza, alla definizione della truffa di cui all'art. 146 CP (e del previgente art. 148) e alla relativa giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 122 II 422 consid. 3a e rinvii, 122 IV 197 consid. 3d, 246 consid. 3a), rispettivamente, per la definizione dell'art. 15 DPA, a quella di falsità in docu- menti giusta l'art. 251 CP (DTF 123 IV 17 consid. 2, 61 consid. 5a e b, 132 consid. 3; Zimmermann, op. cit., n. 412 e 416; Gerhard Hauser, Schweizerische Rechts- und Amtshilfe bei Zigarettenschmuggel, in: AJP 2000 pag. 1391 segg., 1393 segg.; sentenza inedita del 22 febbraio 1995 in re T., con- sid. 2). La rogatoria si fonda sull'asserita lesione dell' art. 441-1 CP francese ("faux et usage"), reato punibile in Svizzera secondo l'art. 251 CP (sentenza inedita del 12 lu- glio 1995 in re F., consid. 6). L'allestimento e l'uso di falsi documenti costituisce un inganno astuto secondo le citate norme e la relativa giurisprudenza (DTF 116 Ib 96 consid. 4c). La truffa in materia fiscale può essere tutta- via realizzata non solo mediante l'uso di documenti falsi ma anche in altri casi di inganno astuto (DTF 125 II 250 consid 3b, 115 Ib 68 consid. 3a/bb pag. 77 in fine). Secon- do la giurisprudenza, per poter ammettere la truffa, devono tuttavia essere state necessariamente compiute particolari macchinazioni, seguiti particolari stratagemmi o posti in atto interi tessuti di menzogne o rilasciate false dichia- razioni, la cui verifica sia possibile soltanto mediante sforzi particolari, non esigibili dalla vittima (DTF 125 II 250 consid. 3b e rinvii). Il Tribunale federale ha recente- mente stabilito che si è sempre in presenza di una truffa in materia fiscale quando il contribuente presenta all'au- torità tributaria documenti secondo l'art. 110 n. 5 cpv. 1 CP, inesatti o incompleti, poiché la loro elevata attendi- bilità favorisce la disposizione delle autorità fiscali a rinunciare a eseguire controlli e a esaminare ulteriormente la veridicità del contenuto di tali documenti (DTF 125 II 250 consid. 3c). cc) Il ricorrente si limita a contestare in manie- ra del tutto generica la sussistenza di un inganno astuto e non fa valere che gli atti falsificati non sarebbero docu- menti secondo l'art. 110 n. 5 CP (sulla nozione di documen- ti v. DTF 123 IV 132 consid. 3b/aa). Certo, anche se il ricorrente non si esprime sul tema, occorre ricordare che la falsità ideologica in documenti non è sempre ammessa nel caso di dichiarazioni dal contenuto menzognero. Il caratte- re di documento di uno scritto è relativo e anche in pre- senza di scritti dal contenuto inveritiero non si è sempre, e necessariamente, in presenza di una falsità in documenti,