Citation: 1A.291/2003 05.10.2004 E. 2

2.1 Il ricorrente incentra il gravame sulla pretesa mancanza di una configurazione giuridica dei fatti posti a fondamento della rogatoria, in particolare di quelli che lo concernono personalmente, accennando a una violazione del principio della doppia punibilità. La censura è manifestamente infondata. 2.2 La Corte cantonale ha infatti rettamente rilevato che dalla domanda integrativa del 9 maggio 2002, trasmessa il giorno seguente, risulta che il ricorrente è indagato per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 CP italiano); egli avrebbe ricevuto una somma non inferiore a 200'000'000 di lire italiane dall'inquisito B.________ attraverso operazioni estero su estero per aver favorito e aggiudicato a una determinata società alcuni appalti indetti dal Consorzio smaltimenti rifiuti, di cui era presidente. La circostanza ch'egli sia o no indagato anche per gli altri reati è d'altra parte ininfluente, l'assistenza potendo essere concessa quando è chiesta per la repressione di più reati e uno di essi, come nella fattispecie quello rimproverato al ricorrente, è punibile secondo il diritto svizzero (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc e rinvii), segnatamente come corruzione passiva ai sensi dell'art. 322quater CP. Il requisito della doppia punibilità è pertanto manifestamente adempiuto. D'altra parte, contrariamente all'accenno ricorsuale, la rogatoria, soddisfa chiaramente le esigenze formali degli art. 14 CEAG e 28 AIMP (v. al riguardo DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). 2.3 Il ricorrente, richiamando l'art. 5 AIMP e adducendo semplicemente che al momento dell'inoltro della domanda di assistenza sarebbero trascorsi oltre dieci anni dai fatti che ne sono oggetto, sostiene che la prescrizione, a suo dire non validamente interrotta, da relativa sarebbe divenuta assoluta e osterebbe quindi all'assistenza. La censura è manifestamente infondata. Infatti, diversamente dalla Convenzione europea di estradizione (v. art. 10 CEEstr), la CEAG, che prevale sull'art. 5 cpv. 1 lett. c AIMP, non contiene disposizioni che escludono la concessione dell'assistenza per intervenuta prescrizione dell'azione penale. Trattasi di silenzio qualificato e non di lacuna colmabile mediante interpretazione (DTF 117 Ib 53 consid. 2, 118 Ib 266 consid. 4b/bb pag. 268; causa 1A.91/1995 del 28 luglio 1995, consid. 3, apparsa in Rep 1995 123; Zimmermann, op. cit., n. 435). Ne segue che, come ha ritenuto a ragione la CRP, la questione della prescrizione non dev'essere esaminata allorquando, come nel caso di specie, lo Stato richiedente postula l'adozione di una misura prevista dal Titolo II della CEAG. Per di più, il ricorrente non rende affatto verosimile che, secondo il diritto svizzero, l'azione penale sarebbe esclusa a causa della prescrizione assoluta (art. 5 cpv. 1 lett. c AIMP; cfr. al riguardo DTF 126 II 462, 130 II 217 consid. 11 pag. 234). 2.4 Il gravame dev'essere inoltre respinto perché il ricorrente non ha indicato del tutto quali singoli documenti sarebbero sicuramente irrilevanti per il procedimento penale estero e nemmeno ha spiegato in maniera precisa, sempre per ogni singolo documento, perché un determinato atto non dovrebbe essere trasmesso (DTF 126 II 258 consid. 9c in fine, 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.).