Citation: 2A.520/2000 23.03.2001 E. 1

b) Le critiche riferite al genere di procedura adottato dagli organi della Posta sono infondate. Il Tribunale federale ha già avuto occasione di chiarire che l'autorità amministrativa, applicando la legislazione sul personale della Confederazione, non è tenuta, nel caso di una lesione dei doveri professionali da parte del funzionario, ad avviare un procedimento disciplinare. Anche qualora dovesse registrare nel comportamento del dipendente, dal profilo soggettivo, una colpa, essa può legittimamente optare per l'apertura di una procedura di licenziamento amministrativo, purché non fondi la rescissione del rapporto di servizio sulla colpa rimproverata all'interessato, bensì sulla circostanza secondo cui quest'ultimo con il suo comportamento ha palesato caratteristiche che non lo rendono oggettivamente idoneo alle proprie funzioni (DTF 118 Ib 172 consid. 2b non pubblicato con numerosi rinvii giurisprudenziali e dottrinali). In questo senso il licenziamento amministrativo può avvenire indipendentemente dalla colpa del dipendente pubblico (Tomas Poledna, Disziplinarische und administrative Entlassung von Beamten - vom Sinn und Unsinn einer Unterscheidung, in: ZBl 96/1995, pag. 52; Tobias Jaag, Das öffentliche Dienstverhältnis im Bund und im Kanton Zürich - ausgewählte Fragen, in: ZBl 95/1994, pag. 463). D'altra parte occorre rilevare come lo stesso art. 55 cpv. 1 preveda la possibilità di procedere alla modifica o allo scioglimento del rapporto d'impiego per motivi gravi, "indipendentemente dal collocamento in posizione provvisoria o dal licenziamento da ordinarsi come misura disciplinare (art. 31 cpv. 1 n. 8 e 9 [OF])". Quanto appena affermato non è invalidato dalla circostanza secondo cui, dal profilo materiale, una distinzione tra licenziamento amministrativo e disciplinare può anche apparire discutibile o superflua, come sottolinea una parte della dottrina, in particolare quando la discussione si concentra essenzialmente, in entrambi i casi, sull'esistenza di motivi gravi che rendono non più esigibile la continuazione del rapporto di servizio (Poledna, op. cit. , pag. 64 e seg. ; Jaag, op. cit. , pag. 464 e seg. ; Pierre Moor, Droit administratif, vol. III, Berna 1992, pag. 239 e seg. e 250 e seg.). Dal profilo formale, la distinzione tra i due citati istituti, può però avere importanza pratica, segnatamente qualora le due procedure non dovessero offrire i medesimi diritti di parte. Ciò non è comunque il caso per i dipendenti della Confederazione assoggettati alle regole dell'ordinamento dei funzionari del 30 giugno 1927. Certo, il diritto federale prevede, con riferimento al diritto disciplinare, delle disposizioni di procedura più dettagliate (cfr. art. da 30 a 34 OF e art. 27 e segg. RF 2). Questo non significa però che qualora l'autorità opti, come in concreto, per un licenziamento amministrativo, non esistano nella normativa applicabile le basi per garantire una procedura equa e conforme alle esigenze di uno stato di diritto dal profilo delle disposizioni sulla competenza e del rispetto dei diritti di parte. Ne consegue che, a prescindere dall'effettiva qualifica giuridica dei rimproveri che sono stati nell'occasione rivolti all'insorgente, il fatto che la Posta abbia optato per l'avvio di una procedura di licenziamento amministrativo anziché disciplinare non dà ancora luogo ad una violazione del diritto federale.