Citation: 1A.133/2002 30.07.2002 E. 2

2.1 Secondo l'art. 80h lett. b AIMP ha diritto di ricorrere "chiunque è toccato personalmente e direttamente da una misura d'assistenza e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa". Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria internazionale in materia penale, questa disposizione riprende la nozione dell'art. 103 lett. a OG (DTF 126 II 258 consid. 2d). Secondo l'art. 98a cpv. 3 OG il diritto di ricorrere in sede cantonale per violazione del diritto federale deve essere garantito, nelle cause suscettibili di essere deferite al Tribunale federale con un ricorso di diritto amministrativo, almeno nella misura stabilita per quest'ultimo rimedio (DTF 122 II 130 consid. 2a, 118 Ib 442; cfr. pure DTF 125 II 10 consid. 2; Zimmermann, op. cit., n. 277 e n. 306). 2.2 In materia di assistenza giudiziaria il diritto di ricorrere è riconosciuto alla persona fisica o giuridica direttamente toccata dal provvedimento di assistenza, senza che essa debba avvalersi di un interesse giuridicamente protetto. Occorre tuttavia che il ricorrente sia toccato più di chiunque altro nei suoi interessi materiali o ideali, senza riguardo alla circostanza che questi siano di natura giuridica o di mero fatto. Egli deve avere con l'oggetto litigioso un rapporto stretto, particolare e degno di protezione: il ricorso volto al semplice rispetto della legge o alla tutela di interessi di terzi è inammissibile (DTF 126 II 258 consid. 2d e rinvii). La giurisprudenza riconosce al testimone un diritto di ricorrere ai sensi dell'art. 80h lett. b AIMP solamente a determinate condizioni (DFT 124 II 180 consid. 2b). Interrogato nell'ambito dell'esecuzione di una procedura di assistenza giudiziaria, egli può opporsi alla trasmissione dei verbali d'audizione solo se le informazioni lo concernono personalmente, o se egli si prevale del suo diritto di non testimoniare, ma non quando la deposizione concerne conti bancari di cui non è titolare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb e rinvii). 2.3 Il ricorrente, che è tenuto ad addurre i fatti a sostegno della propria legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), si limita a sostenere di avere un interesse degno di protezione all'annullamento del provvedimento di assistenza, asserendo di non avere presentato il gravame dinanzi alla CRP in veste di testimone, bensì di persona interessata dalla trasmissione di documenti all'autorità estera. Rileva inoltre che, nell'ambito della procedura conclusasi con la citata sentenza del 21 dicembre 2001 di questa Corte (causa 1A.67/2001), il diritto di ricorrere gli era stato riconosciuto sia nella sede cantonale, sia in quella federale. Con la contestata decisione di chiusura parziale il PP si è limitato a ordinare la trasmissione all'Autorità italiana dello scritto del patrocinatore del ricorrente che ne attestava l'assenza all'estero e la conseguente impossibilità di eseguire il prospettato interrogatorio. Vista la mancata assunzione della prova richiesta, il magistrato non ha dunque ordinato la trasmissione di alcun verbale d'audizione del ricorrente, né ha disposto l'invio di documentazione che lo concerne. In tali circostanze, la misura di assistenza litigiosa non lo tocca personalmente e direttamente. Che nell'ambito della procedura ricorsuale dipendente da una precedente decisione di chiusura parziale, del 10 gennaio 2001, la CRP prima, e il Tribunale federale poi, abbiano riconosciuto al ricorrente il diritto di impugnare la trasmissione di documentazione sequestrata presso la sua abitazione (cfr. art. 9a lett. b OAIMP; sentenza 1A.67/2001 del 21 dicembre 2001, consid. 2) non è qui determinante e non gli conferisce di per sé la facoltà di contestare il provvedimento in discussione in questa sede. Nelle esposte condizioni, la Corte cantonale non ha quindi violato il diritto federale negando al ricorrente il diritto di impugnare la decisione di chiusura parziale emanata dal PP il 20 marzo 2002.