Citation: 2C_641/2024 E. 6.2

6.2. Arrivata in Svizzera nel dicembre del 2009, la ricorrente si è vista negare il rinnovo del permesso di dimora UE/AELS nell'agosto 2022. Essa può pertanto prevalersi di un soggiorno di lunga durata, la condizione dei 10 anni di residenza legale essendo adempiuta, e di riflesso richiamarsi al diritto al rispetto della vita privata tutelato dall'art. 8 CEDU. Nel caso concreto, come giudicato a ragione dalla Corte cantonale, una limitazione di tale diritto risulta giustificata e va quindi confermata (art. 8 par. 2 CEDU). Infatti, tra i motivi che autorizzano un'ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio del diritto alla vita privata garantito dall'art. 8 CEDU vi può essere anche la volontà del Paese ospitante di contenere l'aggravio delle finanze pubbliche nel caso in cui le condizioni per ammettere un diritto di soggiorno in base ad altre norme non sono date (sentenza 2C_74/2024 del 23 febbraio 2024 consid. 7.4.3). Poiché la ricorrente vive soprattutto grazie alle prestazioni complementari alla sua rendita AVS - quest'ultima infatti ammonta a solo fr. 93.-- mensili - il mancato rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno poggia quindi su un interesse pubblico. Non va poi trascurato che la ricorrente, la quale non ha mai lavorato in Svizzera, vi si è installata all'età di 54 anni, ragione per cui un suo trasferimento in Italia, paese ove ha vissuto la maggior parte della sua vita, in aggiunta al fatto che vi ha sempre lavorato, e del quale, oltre a padroneggiarne la lingua, ha familiarità con gli usi, la cultura e lo stile di vita, per molti versi equiparabili a quelli ticinesi, non risulta improponibile. E ciò anche tenendo conto delle difficoltà di adattamento che potrà comportare un rientro in Patria. Al riguardo va soggiunto che se si stabilisce nella fascia di confine, nella quale risiedeva già prima del suo arrivo in Svizzera, ella potrà inoltre mantenere i rapporti con le persone conosciute durante il soggiorno nel nostro Paese. Premesse queste considerazioni la sentenza impugnata è conforme sia al principio della proporzionalità che all'art. 8 CEDU e come tale va quindi tutelata.