Citation: 1C_342/2018 E. 1.3

1.3. Quando la ricorrente, come in concreto, invoca l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, poiché ciò equivale a sostenere che i fatti sono stati accertati in violazione dell'art. 9 Cost. (DTF 136 I 304 consid. 2.4 pag. 313), il Tribunale federale, in applicazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF, esamina le censure soltanto se siano state esplicitamente sollevate e motivate in modo chiaro e preciso (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2 pag. 286). Esso fonda in effetti il suo ragionamento giuridico sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Può scostarsene solo se tale accertamento è stato eseguito in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto, ovvero arbitrario (DTF 142 II 355 consid. 6 pag. 358; 141 II 14 consid. 1.6 pag. 24). Anche questa censura necessita di una motivazione qualificata (DTF 143 V 19 consid. 2.2 pag. 23). La generica critica a un preteso accertamento inesatto dei fatti, per altro non meglio precisati e quindi non contestati con la necessaria motivazione qualificata (DTF 143 I 377 consid. 1.2 pag. 380), non insostenibile e quindi neppure arbitrario (su questa nozione vedi DTF 144 III 145 consid. 2), è inammissibile, per cui essi sono vincolanti per il Tribunale federale (art. 97 cpv. 1 e 105 cpv. 1 LTF).