Citation: U 259/99 18.01.2000 E. 2

2.- a) Nel caso in esame, alla luce degli atti medici all'inserto, i quali consentivano senz'altro un apprezzamento oggettivo ed approfondito della fattispecie in discussione da parte delle precedenti istanze, non sussiste alcun dubbio in merito alle conclusioni di inadempimento dei presupposti relativi all'assegnazione di indennità giornaliere per un periodo più lungo di quello stabilito dall'INSAI, ossia nelle proporzioni del 50 % dal 17 al 29 giugno 1998. La situazione sanitaria e d'inabilità lavorativa presa in considerazione a tale scopo emerge segnatamente dall'apprezzamento del dott. Z._________, medico di circondario dell'INSAI, il quale a sua volta si è fondato in particolare su un rapporto operatorio stilato dal dott. M._________ il 12 maggio 1998, su referti allestiti dal medesimo sanitario in data 4 e 12 giugno 1998, quest'ultimo relativo alla degenza avvenuta dall'11 al 13 maggio 1998 all'Ospedale Y._________, sulla valutazione dello stato di salute riscontrato in occasione di un esame eseguito il 24 giugno 1998 presso l'Ospedale L._________, nonché sugli esiti delle consultazioni mediche effettuate dal dott. N._________ in data 1° luglio e 8 luglio 1998. b) Nel ricorso di diritto amministrativo l'insorgente rimprovera al giudice cantonale di essersi pedissequamente allineato alle posizioni del medico circondariale dell'INSAI e di aver esaminato la vertenza in modo alquanto approssimativo, senza avvedersi del fatto che quasi tutti i medici interpellati avrebbero unanimemente attestato un periodo d'inabilità lavorativa più lungo di quello ammesso dall'Istituto assicuratore. Egli si avvale in particolare del parere espresso dal dott. N._________ e afferma che, se nell'ambito della procedura ricorsuale sussistevano dubbi sulle altre attestazioni, gli stessi andavano delucidati in virtù del principio inquisitorio. Chiede pertanto l'audizione testimoniale di quest'ultimo specialista. Le censure del ricorrente non sono pertinenti e non consentono di giungere ad esito diverso da quello ammesso dalla Corte cantonale. Come a ragione ha esposto l'INSAI nella risposta al gravame, l'inabilità lavorativa attestata dal dott. N._________ il 1° luglio 1998, unica del resto a divergere sostanzialmente dal parere espresso dagli altri surricordati sanitari, non trova conferma nell'estratto di una cartella clinica stilata dal medesimo specialista l'8 luglio seguente. Se detto sanitario in un primo tempo aveva in effetti ammesso un'incapacità lavorativa totale durante tre settimane a contare dal 27 giugno 1998, egli in data 8 luglio 1998 ha invece dichiarato ritenere l'assicurato inabile, per favorire la fisioterapia, nella misura del 50 % fino al 19 luglio seguente. Ne deriva che a ragione il primo giudice ha considerato che le attestazioni del dott. N._________ non apparivano sufficientemente corroborate da elementi di valutazione oggettivi, per cui alle stesse non poteva essere attribuito il necessario valore probante richiesto per vagliare la lite. Nemmeno sono dati, in queste condizioni, i requisiti secondo i quali sarebbe necessario, da parte dell'amministrazione o del giudice chiamato a statuire sulla vertenza, ordinare l'allestimento di indagini specialistiche peritali supplementari o attendere che il prospettato referto complementare venga prodotto. Discende da quanto suesposto che il gravame di C._________ si appalesa infondato, mentre meritano tutela il giudizio cantonale e la decisione da esso protetta.