Citation: 2A.516/2006 12.12.2006 E. 2

2.1 I fatti accertati dal Tribunale amministrativo i quali, per quanto concerne gli elementi determinanti ai fini del giudizio non sono manifestamente inesatti o incompleti (cfr. consid. 1.3), sono vincolanti per questa Corte (art. 105 cpv. 2 OG). Dalla sentenza querelata emerge che, sposatisi il 19 agosto 2000, il ricorrente e la di lui moglie hanno convissuto fino al 20 ottobre 2004. Dopodiché i coniugi - ciò che il ricorrente stesso non contesta - si sono separati e da allora hanno organizzato autonomamente le loro rispettive esistenze. Al riguardo va rilevato che in seguito alla separazione dalla moglie il ricorrente - come da lui stesso fatto valere - ha allacciato una nuova relazione sentimentale la quale è sfociata in una nuova convivenza che dura tuttora. Inoltre la nuova compagna gli ha dato due figlie, da lui ufficialmente riconosciute, ed è sua intenzione sposarla non appena la procedura di divorzio promossa di comune accordo con la consorte sarà conclusa. In siffatte circostanze, è quindi manifesto che non sussiste più né una vera e propria relazione sentimentale tra i coniugi né la volontà di entrambi di riprendere la vita comune. Per gli stessi motivi, la separazione della coppia non può essere definita temporanea. In queste condizioni, è dunque senza incorrere nella violazione del diritto federale che la Corte ticinese è giunta alla conclusione che il ricorrente, abusando dei diritti che gli derivano dall'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, si richiama ad un matrimonio esistente soltanto sulle carte con l'unico scopo di potere fruire dell'autorizzazione a soggiornare in Svizzera (sulla nozione di abuso di diritto, cfr. DTF 130 II 113 consid. 4.2 e riferimenti). 2.2 Visto quanto precede, la questione di sapere in quali circostanze è intervenuta la separazione dei coniugi come il fatto che il ricorrente abbia un lavoro e sia bene integrato in Svizzera non sono di rilievo ai fini del giudizio. 2.3 Per il resto, si può rinviare ai pertinenti considerandi della sentenza contestata (art. 36a cpv. 3 OG), che vanno qui interamente condivisi, segnatamente per quanto concerne la proporzionalità del provvedimento contestato (cfr. sentenza cantonale impugnata, consid. 3.3, pag. 6 seg.).