Citation: 1C_516/2019 E. 5.4

5.4. La ricorrente, sostenendo che la Corte cantonale avrebbe analizzato in maniera troppo superficiale gli inconvenienti, in particolare le esalazioni moleste derivanti dalla coltivazione litigiosa, misconosce che, come visto (consid. 2.2 e 2.3), essa non era tenuta a svolgere chiarimenti supplementari dispendiosi, potendo statuire sulla misura provvisionale sulla base degli atti disponibili. La ricorrente non dimostra l'insostenibilità e quindi l'arbitrarietà né della motivazione né del risultato dell'impugnato giudizio (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2 pag. 287; 144 I 113 consid. 7.1 pag. 124). Essa osserva che le esalazioni moleste, non nocive per la salute, sarebbero limitate a un periodo di circa quattro settimane all'anno, al momento della fioritura tra settembre e ottobre. Aggiunge che anche una coltivazione di piante di limoni o di lavanda comporterebbe la presenza di forti odori. Certo, i rilievi della ricorrente, secondo cui i cittadini che risiedono a fianco di una zona agricola devono prendere in conto determinate immissioni, come gli odori provenienti da tale zona o ch'essa potrebbe coltivare le piante al di fuori delle serre, con una propagazione maggiore di odori, non sono privi di ogni fondamento. Ciò non è tuttavia sufficiente per dimostrare che le autorità cantonali avrebbero ecceduto il vasto potere di apprezzamento che compete loro nell'ambito dell'adozione di misure cautelari. Anche queste questioni potranno essere vagliate compiutamente nell'ambito dell'esame della domanda di costruzione.