Citation: 1B_188/2013 E. 1.6.3

1.6.3. La tesi non regge. In effetti, il ricorrente fonda la richiesta di sequestro sul fatto che si dovrebbe verificare se vi siano state violazioni procedurali nell'ambito dell'allestimento della perizia o una lesione dei suoi diritti di partecipare alla sua assunzione. Ora, nella decisione impugnata (fatti k in fine ed n) si precisa che nell'ambito di un interrogatorio il perito ha ammesso d'essersi fatto aiutare, senza preventiva autorizzazione del PP, dal citato funzionario della SPAAS e che tale partecipazione era nota ai precedenti titolari dell'inchiesta. Non si è quindi in presenza di fatti decisivi non ancora chiariti e pertanto di un'eccezione alla prassi secondo cui la negata assunzione di un mezzo di prova non comporta di massima un pregiudizio irreparabile. D'alta parte, neppure la generica tesi ricorsuale sul rischio di distruzione, peraltro parziale, di mezzi di prova può essere condivisa, ritenuto che o i dati esistenti del computer professionale del dott. Crivelli sono già stati cancellati o ch'essi potrebbero ancora trovarsi, se del caso, su un'eventuale memoria centralizzata del sistema informatico dell'amministrazione cantonale. La stessa conclusione vale, per analogia, per la corrispondenza professionale cartacea. Del resto, di per sé, i dati in questione dovrebbero essere conservati sulla base della Legge sull'archiviazione e sugli archivi pubblici del 15 marzo 2011 e non vi è motivo per non poterlo ritenere. Riguardo all'eventuale corrispondenza nelle mani del perito, il semplice accenno al fatto che un computer possa essere sostituito non implica di per sé che i messaggi elettronici memorizzati sul disco duro dello stesso non siano più accessibili neppure sul server, utilizzando un altro terminale. La questione, per i motivi di cui si dirà, non dev'essere comunque esaminata oltre.