Citation: 1A.153/2006 29.10.2007 E. 2

2.1 Le ricorrenti imperniano il gravame sul decreto emanato nell'ambito dell'udienza preliminare del 7 luglio 2006 dal GIP, che dispone il rinvio a giudizio di E.________, Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri, R.________, A.X.________, D.________ e altre persone. Esse insistono sul passaggio del citato decreto, secondo cui gli imputati si sarebbero, in particolare, appropriati di "un ammontare corrispondente a circa Usd 19'060'092 bonificati su conti correnti delle società di E.________ A.________ Ltd. e Q.________ Ltd. N.V. presso la banca B.X.________ (e in misura limitata presso altre banche di Los Angeles) e costituenti la differenza tra quanto versato ad E.________ dal gruppo Fininvest e da U.________ spa per l'acquisto di prodotti C.X.________ e quanto effettivamente corrisposto a C.X.________...". Al loro dire, ne risulterebbe che soltanto l'importo di USD 19 milioni rappresenterebbe il sospettato provento del reato, che l'autorità rogante metterebbe in relazione alle due citate società. La K.________ Ltd. e la Z.________ Ltd., non menzionate nel citato decreto, non sarebbero coinvolte nel procedimento penale e non vi sarebbero "contaminazioni" tra i loro conti e quelli delle altre due ricorrenti, per cui il sequestro ordinato sui loro averi sarebbe infondato. Riguardo ai conti indicati nel menzionato decreto, le ricorrenti rilevano che l'importo di 19 milioni risulta da un rapporto redatto da una società di consulenza su incarico della Procura milanese, nel quale sono riportati i flussi di denaro delle due società: ritenuto che i fatti anteriori al 7 gennaio 1999 sono prescritti, è stato tenuto conto soltanto dei movimenti posteriori a tale data (circa 8 milioni per la Q.________ Ltd. e 11 per la A.________ Ltd.), corrispondenti alla somma indicata nel decreto. Le ricorrenti sostengono poi che ulteriori fatti si prescriveranno in seguito, per cui all'inizio di un processo, all'epoca fissato al 21 novembre 2006, il presunto importo del provento di reato non supererebbe USD 741'024.--, rispettivamente un massimo di USD 4'423'371.-- (1'482'024.-- riferiti alla Q.________ Ltd. e 2'941'350.-- alla A.________ Ltd.). I beni sequestrati eccedenti questi importi dovrebbero quindi essere dissequestrati. Subordinatamente, esse chiedono di sbloccare gli importi che superano USD 19 milioni. 2.2 Le ricorrenti adducono ulteriori motivi generali circa l'asserita infondatezza delle decisioni del MPC. Sostengono ch'esse potrebbero comprovare dinanzi al Tribunale federale, producendo oltre 37'000 documenti, la loro attività commerciale e la loro facoltà di stabilire liberamente il prezzo dei diritti televisivi e dei film. Al riguardo occorre ricordare che, semmai, esse avrebbero dovuto fornire tempestivamente le asserite prove dinanzi all'autorità di esecuzione. Non spetta comunque all'autorità svizzera procedere, nel quadro dell'assistenza, alla (contestata) valutazione dei mezzi di prova, già per il fatto che questa non dispone di quelli assunti nel quadro delle procedure estere. Esse aggiungono che non sussisterebbero indizi circa la vendita di diritti televisivi a prezzi artificialmente gonfiati. A sostegno di questo assunto producono una dichiarazione giurata ("Mr. E.________'s Personal Statement"), nella quale questo imputato asserisce che le società ricorrenti non svolgerebbero un'attività commerciale nel semplice ruolo di agenti, ma assumerebbero pieno rischio finanziario e contrattuale. Da altri scritti di un notaio cinese, che contesta la decisione del MPC, risulterebbe che E.________ non sarebbe il proprietario delle società ricorrenti, bensì il loro rappresentante commerciale e che non le controllerebbe. Dagli stessi si evince che la K.________ Inc., società statunitense, appartiene all'E.________ Trust, a beneficio esclusivo della famiglia E.________ e che non sarebbe da confondere con la ricorrente K.________ Ltd. di Hong Kong, che viene usata come società di prestito per mettere a disposizione le prestazioni professionali di detto imputato. Ora, le affermazioni di un dirigente delle ricorrenti, per di più indagato, non sono determinanti per dimostrare l'infondatezza dell'ipotesi accusatoria (DTF 121 II 241 consid. 3b pag. 243 in fine). Trattandosi, come quella relativa alla portata degli altri scritti prodotti dalle ricorrenti, di una questione inerente alla valutazione delle prove, spetterà alle autorità italiane risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244; 118 Ib 547 consid. 3a in fine pag. 552). La stessa conclusione vale per l'accenno alla liceità di un bonifico in favore dell'imputato R.________ e quelli relativi al versamento del salario dell'imputato E.________ su un conto intestato alla K.________ Inc., di cui sarebbe dipendente, come pure per le istanze presentate dal difensore di E.________ dinanzi al Tribunale di Milano, in particolare riguardo all'asserita e per il momento mancata assunzione, nel fascicolo del dibattimento processuale, di documentazione acquisita per rogatoria ad Hong Kong. 2.3 Le ricorrenti adducono infine che non sussisterebbe una connessione sufficiente fra l'asserito provento del reato da una parte e i loro averi sequestrati in via provvisionale dall'altra e che si sarebbe in presenza di una ricerca indiscriminata di prove, poiché l'autorità richiedente non le avrebbe fornite a sostegno delle sue ipotesi accusatorie. Esse fondano altresì il ricorso sulla citata sentenza di non luogo a procedere emanata dal GIP il 7 luglio 2006 in ordine, tra l'altro, al capo di imputazione a) per i fatti di appropriazione indebita aggravata commessi fino al 7 gennaio 1999, rimproverati a Silvio Berlusconi, R.________, Fedele Confalonieri, A.X.________ e E.________, perché estinti per prescrizione, e in ordine al capo c) con riferimento ai reati di falso in bilancio relativi agli anni 1995, 1996, 1997, pure estinti per prescrizione. Questa circostanza, come già stabilito dal Tribunale federale in altre cause oggetto del medesimo procedimento, di cui si dirà in seguito, non implica che il complemento rogatoriale sarebbe divenuto privo di oggetto. In effetti, nell'ambito dei prospettati reati, con separato decreto è stato disposto il rinvio a giudizio di determinati imputati per altri fatti relativi agli anni 1998, 1999 e 2000. D'altra parte le ricorrenti misconoscono, come si è visto, che una procedura d'assistenza aperta in Svizzera diventa priva di oggetto, trattandosi di materiale probatorio, solo quando lo Stato richiedente la ritiri espressamente o se il processo all'estero si è nel frattempo concluso con un giudizio definitivo, condizioni non adempiute in concreto.