Citation: 2A.659/2005 05.04.2006 E. 3.2

3.2.1 Con il medesimo rimedio può inoltre venir censurato l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti (art. 104 lett. b OG). Quando, come in concreto, la decisione impugnata emana da un'autorità giudiziaria, l'accertamento dei fatti da essa operato vincola tuttavia il Tribunale federale, salvo che questi risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati appurati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). Nei casi in cui vige questa regola, la possibilità di allegare fatti nuovi o di prevalersi di nuovi mezzi di prova è alquanto ristretta. In particolare, non è di norma possibile tener conto di cambiamenti dello stato di fatto prodottisi dopo la pronuncia del giudizio impugnato, né di fatti che le parti avrebbero potuto e, in virtù del loro dovere di collaborazione, dovuto far valere già dinanzi all'istanza precedente (DTF 130 II 493 consid. 2, 149 consid. 1.2; 128 II 145 consid. 1.2.1; 126 II 97 consid. 2e; 121 II 97 consid. 1c). 3.2.2 Alla propria impugnativa la ricorrente ha allegato un nuovo certificato medico sullo stato di salute di sua madre, allestito il 3 novembre 2005, dopo quello già prodotto dinanzi alle istanze cantonali, risalente al 24 maggio del medesimo anno. Ella sostiene che il nuovo documento non costituirebbe un mezzo di prova inammissibile, in quanto si limiterebbe a precisare il precedente (cfr. sentenza 2A.432/1998 del 2 marzo 1999, consid. 3b, non pubblicato in RDAT II-1999 n. 10; sentenza 2A.372/2002 del 17 febbraio 2003, consid. 2.2). La tesi non può tuttavia venir condivisa, già nella misura in cui dall'attestazione più recente emerge un quadro clinico che, indipendentemente dalla sua eventuale rilevanza, appare comunque in evoluzione rispetto a quello preso in considerazione dalla Corte cantonale. Se si riferisce a circostanze di fatto sopraggiunte dopo la decisione del Tribunale amministrativo, tale certificato va pertanto estromesso dagli atti in quanto vero novum. La medesima conclusione s'impone comunque anche se esso si rapporta ad una situazione manifestatasi già dal mese di agosto del 2005, come sostiene l'insorgente. In effetti, incombeva in tal caso alla ricorrente stessa informare tempestivamente la Corte cantonale, trattandosi di fatti da ella direttamente e meglio conosciuti che, senza il suo concorso, le autorità avrebbero ben difficilmente potuto accertare (DTF 124 II 361 consid. 2b; 122 II 385 consid. 4c/cc). Ai fini del giudizio non va parimenti considerato nemmeno lo scritto indirizzato a questo Tribunale, di propria iniziativa, da un conoscente della ricorrente il 23 febbraio 2006. La lettera non proviene infatti da una parte al procedimento, né potrebbe venir assunta quale elemento di prova, già perché è stata prodotta dopo la scadenza del termine di ricorso senza che sia stata autorizzata la presentazione di una replica (DTF 109 Ib 246 consid. 3c).