Citation: 6B_767/2018 E. 3.1

3.1. Giusta l'art. 252 CP, si rende colpevole di falsità in certificati chiunque, al fine di migliorare la situazione propria o altrui, contraffà od altera carte di legittimazione, certificati, attestati; fa uso, a scopo di inganno, di uno scritto di questa natura; oppure abusa, a scopo di inganno, di scritti autentici di questa natura non destinati a lui. La norma reprime la contraffazione, l'alterazione, l'uso (di un certificato falso o alterato) o l'abuso dell'altrui certificato. L'uso entra in considerazione solo a titolo sussidiario, ossia ove l'autore faccia uso di un documento contraffatto o alterato da un terzo (sentenza 6B_619/2012 del 18 dicembre 2012 consid. 1.2.1). Il reato è intenzionale. L'autore deve inoltre agire a scopo di inganno (DTF 95 IV 68 consid. 2) e al fine di migliorare la situazione propria o altrui. Ciò è in particolare il caso quando egli vuole facilitarsi la vita. Questo elemento è interpretato in modo talmente ampio da inglobare praticamente tutte le situazioni, tranne quelle in cui l'autore agisce senza uno scopo ragionevole o per nuocere ad altri (sentenza 6B_619/2012 del 18 dicembre 2012 consid. 1.2.1).