Citation: 2C_619/2008 27.03.2009 E. 3

3.1 Come già accennato, il 19 dicembre 2003 le Camere federali hanno adottato la legge federale sulle misure urgenti del programma di sgravio 2003, entrata in vigore il 1° gennaio 2004 (RU 2003 5203). Conformemente a quanto già segnalato a tutti i comuni ticinesi dal Dipartimento del territorio il 14 luglio 2003, tale normativa, mediante la modifica dell'art. 50 LPAmb, ha in particolare soppresso i sussidi federali per le misure contro l'inquinamento atmosferico, cioè per gli interventi volti alla moderazione del traffico, lungo le strade non classificate né come federali né come principali (cfr. il Messaggio del 2 luglio 2003 relativo al programma di sgravio 2003 del budget della Confederazione, FF 2003 4857 segg., in part. 4941, 4942 e 5009). Il 6 febbraio 2004 l'USTRA ha quindi segnalato alla Sezione cantonale dei trasporti le opere che, a seguito di questa revisione legislativa, non avrebbero beneficiato di alcun sussidio. La lettera precisava che le misure di risparmio interessavano anche il Comune di Paradiso e che a quest'ultimo era stata rilasciata unicamente l'autorizzazione all'inizio dei lavori ai sensi dell'art. 26 cpv. 2 della legge federale del 5 ottobre 1990 sugli aiuti finanziari e le indennità (Legge sui sussidi, LSu; RS 616.1), la quale non costituiva una garanzia per la concessione di sussidi. 3.2 Il Municipio di Paradiso ha reagito prontamente alla circolare del 14 luglio 2003. Già il 29 luglio seguente ha infatti segnalato alla Sezione dei trasporti che a suo parere le misure di risparmio non potevano incidere sui contributi per gli interventi in corso di realizzazione in viale San Salvatore. Di fronte all'avviso opposto espresso dall'autorità cantonale, ha poi ribadito la propria posizione in tre lettere inviate direttamente all'USTRA il 13 ottobre, il 25 novembre e il 23 dicembre 2003, ottenendo comunque il medesimo riscontro. Al momento in cui ha ricevuto in copia lo scritto dell'USTRA del 6 febbraio 2004 il Comune è per contro rimasto inattivo. Dopo cinque mesi e mezzo, quando si è manifestato, esso si è peraltro limitato ad inviare i conteggi finali degli interventi operati, senza tuttavia menzionare, e quindi contestare, lo scritto del 6 febbraio 2004 e le risposte negative già fornitegli nei mesi precedenti sia dalle autorità cantonali che da quelle federali. Soltanto dopo diciotto mesi, ricevuta la lettera dell'USTRA che ribadiva il diniego del sussidio, ha poi chiesto l'emanazione di una decisione formale. 3.3 Eppure mediante la comunicazione del 6 febbraio 2004 l'USTRA ha sancito in maniera formale le conseguenze concrete dell'effettiva adozione delle misure urgenti contemplate dal programma di sgravio per quanto riguarda i progetti inoltrati dal Cantone Ticino. Con tale atto l'USTRA ha quindi ufficialmente respinto le domande di sussidio presentate dai comuni interessati, rispettivamente se tali domande erano già state accolte, come sostiene il ricorrente in riferimento alla sua situazione, le ha revocate. Di conseguenza, benché non avesse alcuna designazione particolare e fosse priva dell'indicazione dei rimedi giuridici, detta lettera costituiva una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Tale natura non può essere negata in ragione del fatto che lo scritto era indirizzato all'autorità cantonale e non ai comuni toccati dalle misure di risparmio. L'USTRA si è infatti giustamente rivolto al Cantone in quanto destinatario immediato dei contributi e quindi di per sé suo unico interlocutore. Il Cantone ha poi prontamente informato i comuni, non limitandosi per di più ad inviare per conoscenza la pronuncia dell'USTRA, ma riaffermandone espressamente le conseguenze. Con questa comunicazione la decisione dell'USTRA è pertanto stata notificata ai comuni interessati, di cui in definitiva respingeva le richieste. Il tenore della lettera dell'USTRA non si prestava inoltre ad equivoci di sorta. In particolare ne risultava chiaramente che anche il Comune di Paradiso, al pari di quelli di cui veniva stilato l'elenco, non avrebbe beneficiato in alcuna misura di contributi federali. È pertanto infondato sostenere, come pretende il ricorrente, che il carattere di decisione faceva difetto anche perché la lettera dell'USTRA veicolava incertezze sulle reali conseguenze finanziarie che il Comune avrebbe subito. 3.4 Considerati gli scambi epistolari avuti negli ultimi mesi del 2003 nonché la perentorietà dello scritto del 6 febbraio 2004, che si riferiva espressamente alla sua situazione specifica, il Comune di Paradiso non poteva non cogliere la portata di tale scritto. Anche se il medesimo era redatto in forma di lettera senza essere designato quale decisione e senza indicazioni sui rimedi giuridici, le autorità comunali avrebbero palesemente dovuto comprendere che in tal modo l'USTRA formalizzava, dopo l'entrata in vigore della necessaria base legale, il contenuto delle prese di posizione interlocutorie indirizzate loro, direttamente o indirettamente, nei mesi precedenti. Il Comune avrebbe perciò dovuto opporsi immediatamente a questa decisione, interponendo ricorso, informandosi sui mezzi di impugnazione esperibili o quantomeno reiterando le proprie rimostranze all'USTRA. L'omissione di qualsivoglia atto procedurale in questo senso va qualificata come una manchevolezza grave perlomeno nella misura in cui il ricorrente ha atteso quasi sei mesi prima di riprendere contatto con le autorità superiori ed ulteriori dodici mesi prima di richiedere l'emanazione di una decisione. Nonostante le lacune formali della pronuncia del 6 febbraio 2004, è quindi giustificato ritenere che il comportamento procedurale del Comune abbia comportato la preclusione della facoltà di contestare successivamente il mancato versamento del contributo. Tale conclusione si impone anche se nelle lettere del 25 novembre e del 23 dicembre 2003 il Comune aveva preannunciato l'invio dell'incarto dopo la conclusione dei lavori per l'incasso del sussidio. La segnalazione di questa intenzione non liberava infatti il ricorrente dall'obbligo di impugnare tempestivamente la decisione del 6 febbraio 2004. Esso doveva comunque rendersi conto che con tale comunicazione l'USTRA si pronunciava in via definitiva sulla sua richiesta di sussidiamento e che in seguito all'autorità sarebbe bastato richiamarsi a questo scritto. Parimenti infondato è l'appello al principio della buona fede. In effetti, quand'anche potesse effettivamente confidare di essere al beneficio di una formale decisione che gli garantiva il contributo federale, il Comune non poteva ignorare che in tal caso la pronuncia del 6 febbraio 2004 rappresentava una decisione di revoca. 3.5 In base alle considerazioni che precedono, il rifiuto di entrare in materia sull'istanza del 16 agosto 2005, laddove questa chiede l'emanazione di una decisione formale di diniego del sussidio, non risulta lesivo del diritto. Lo stesso dicasi nella misura in cui l'istanza va trattata quale domanda di riesame del diniego. In effetti il ricorrente non fa valere alcuno dei motivi che, secondo la giurisprudenza, permettono di esigere la riconsiderazione di una decisione (DTF 127 I 133 consid. 6; 124 II 1 consid. 3a; 120 Ib 42 consid. 2b; sentenza 1P.513/2004 del 14 luglio 2005 consid. 2.1, in RtiD 2006 I pag. 11). Non occorre pertanto pronunciarsi sugli argomenti relativi al merito della vertenza sviluppati a titolo abbondanziale nella decisione dell'USTRA del 24 ottobre 2005, su cui del resto nemmeno il Tribunale amministrativo federale si è soffermato (cfr. comunque art. 26 cpv. 2, 2a frase LSu e sentenza 2A.453/1996 del 18 agosto 1997 consid. 2b, in ZBl 100/1999 pag. 166).