Citation: 4A_332/2009 30.11.2009 E. 3

L'atto di ricorso che i convenuti sottopongono al Tribunale federale è perlopiù una discussione a ruota libera, con la quale essi esprimono il loro disappunto, senza indicare una sola norma giuridica federale o cantonale che l'autorità cantonale potrebbe avere violato nell'accertamento dei fatti o nell'applicazione del diritto. 3.1 Ciò vale in primo luogo per il rimprovero di avere riprodotto le conclusioni nell'atto di appello. I ricorrenti non contestano di per sé il rimprovero, né la validità delle regole procedurali di motivazione applicate dalla Corte cantonale; non si confrontano nemmeno con l'elenco dettagliato delle corrispondenze letterali tra conclusioni di prima istanza e atto di appello. Obiettano soltanto, genericamente, di avere adottato quel metodo perché i fatti ai quali si riferivano le allegazioni erano i medesimi e in sede di appello vi era quindi la "necessità" di riprendere letteralmente gli stralci delle perizie e delle deposizioni testimoniali. 3.2 Anche contro la seconda motivazione della sentenza impugnata i ricorrenti non propongono censure precise: spiegano che con il raffronto giudicato non pertinente dal Tribunale di appello intendevano dimostrare che il Pretore aveva "adottato due pesi e due misure" e che "la questione in diritto da dirimere", ossia la responsabilità dell'artigiano chiamato a eseguire un progetto sbagliato, era estremamente chiara. 3.3 Passando al terzo tema trattato nella sentenza impugnata, i convenuti contestano di avere addotto soltanto in appello che l'attrice avrebbe dovuto rifiutarsi di eseguire lavori manifestamente contrari alle regole dell'edilizia. Affermano che "simile argomentazione è stata sviluppata già in sede di duplica, in risposta all'affermazione di controparte secondo cui la responsabilità dei difetti fosse da ricondurre all'agire del progettista e della F.________", ma non indicano il passaggio preciso che conterrebbe tale allegazione e non spiegano quali norme o principi giuridici sarebbero stati lesi. I convenuti asseriscono poi che le prove non considerate dall'autorità cantonale - la perizia di parte e le deposizioni degli ingegneri che le hanno allestite - avrebbero permesso di accertare gli errori macroscopici del progetto che l'attrice avrebbe dovuto riconoscere e segnalare loro. Si tratta ancora di considerazioni e opinioni che i ricorrenti contrappongono semplicemente alla motivazione del giudizio impugnato, senza che siano sostanziate in modo corretto violazioni in diritto o accertamenti di fatto manifestamente errati. La sola frase conclusiva del gravame, secondo la quale le prove in questione avrebbero una "non trascurabile importanza" e che di conseguenza il giudizio impugnato sarebbe "manifestamente arbitrario ed ingiustificato" e violerebbe l'art. 9 Cost., non può supplire all'insufficienza dell'argomentazione che la precede. 3.4 Fin qui il gravame è pertanto equiparabile a un atto di appello ed è inammissibile (cfr. consid. 1.3 - 1.5).