Citation: 6B_1248/2022 E. 7.3.4

7.3.4. Il ricorrente lamenta una violazione del principio accusatorio adducendo che, per quanto concerne l'imputazione di amministrazione infedele aggravata, l'atto di accusa non indicherebbe quali obblighi egli avrebbe violato, ma si limiterebbe ad evocare un generico obbligo di gestire gli interessi patrimoniali della società. Egli non si confronta tuttavia con il considerando n. 19.6 della sentenza impugnata, in cui la Corte cantonale ha riportato il punto n. 3 dell'atto di accusa e ritenuto sufficientemente chiara la sua formulazione. Anche in questa sede, il ricorrente non considera la descrizione completa dell'imputazione formulata nell'atto di accusa. Al punto n. 3 dello stesso gli è infatti stato rimproverato di avere, nel periodo dal 10 ottobre 2019 all'11 novembre 2019, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, in particolare per migliorare la sua situazione finanziaria, in qualità di membro del consiglio di amministrazione della C.________ SA, obbligato per negozio giuridico e per legge a gestirne gli interessi patrimoniali, mancando al proprio dovere, ripetutamente danneggiato il patrimonio della società per almeno fr. 465'000.--. Secondo l'atto di accusa, il ricorrente ha anteposto i suoi interessi personali a quelli della società, percependo tre specifici bonifici a titolo di "bonus", rispettivamente di partecipazione agli utili, in un momento in cui la società versava in difficoltà finanziarie ed aveva un importante scoperto nei confronti della banca (cfr. atto di accusa del 1° settembre 2020, punto n. 3). Dalla lettura dell'atto di accusa risulta in modo chiaro quali sono i fatti rimproverati al ricorrente, essendo in particolare stato specificato in che consisteva il danno cagionato alla società e il suo ammontare, nonché il comportamento addebitatogli: gli obblighi violati erano chiaramente quelli che gli spettavano in veste di membro del consiglio di amministrazione della società anonima, tenuto quindi per legge a salvaguardarne gli interessi economici (cfr. art. 717 CO). In tali circostanze, anche la censura di violazione del principio accusatorio (art. 9 CPP) deve essere respinta nella misura della sua ammissibilità (cfr., sul principio accusatorio, DTF 149 IV 128 consid. 1.2; 144 I 234 consid. 5.6.1; 143 IV 63 consid. 2.2; 141 IV 132 consid. 3.4.1).