Citation: 2C_261/2022 E. A

A.a. Con atto pubblico del 13 settembre 2012 C.________ ha donato a B.________ la particella xxx di Y.________, riservandosi un diritto di usufrutto e di riversione nel caso di premorienza della donataria. Dopo un primo rigetto, il trapasso di proprietà e le rispettive riserve sono state iscritte nel registro fondiario il 18 giugno 2013; l'Ufficiale dei registri ha infatti considerato che le esigenze di cui all'art. 2 cpv. 2 lett. b della legge federale del 16 dicembre 193 sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE; RS 211.412.41) - ossia utilizzazione del fondo quale abitazione principale nel luogo del domicilio legale ed effettivo - erano adempiute e che l'operazione non sottostava quindi ad autorizzazione. A.b. Il 23 gennaio 2017 l'Autorità cantonale di I istanza in materia LAFE del distretto di Y.________ (di seguito: Autorità I istanza LAFE), fondandosi su sospetti emersi nel contesto di una compravendita parziale del fondo, ha aperto nei confronti della donataria una procedura di accertamento ai sensi dell'art. 25 cpv. 1bis LAFE riguardo all'utilizzazione dell'immobile quale abitazione principale (art. 2 cpv. 2 lett. b LAFE) e all'effettivo domicilio svizzero al momento dell'acquisto (art. 23 cpv. 1 CC; RS 210). Nel contempo ha ordinato il blocco a registro fondiario dell'immobile. Esperita un'istruttoria nel corso della quale le parti interessate hanno potuto esprimersi, l'Autorità I istanza LAFE ha accertato, il 13 dicembre 2017, il non assoggettamento della donazione alla LAFE - l'esistenza del domicilio ai sensi dell'art. 23 CC essendo a suo parere sufficientemente dimostrata - e ha quindi stralciato la procedura di accertamento nonché revocato il blocco a registro fondiario. A.c. Il 7 ottobre 2019 C.________ è deceduto e l'avv. A.________, suo cugino, è stato nominato esecutore testamentario. A.d. Il 16 giugno 2020 l'avv. A.________, dopo avere invano domandato l'accesso agli atti della sopramenzionata procedura, ha chiesto all'Autorità I istanza LAFE di accertare la nullità della donazione, della sua successiva iscrizione nel registro fondiario nonché della decisione di non assoggettamento del 13 dicembre 2017. In via subordinata ha richiesto la revoca di quest'ultima decisione, poiché ottenuta secondo lui in modo fraudolento, e quindi la rimozione dello stato illecito. Il 17 agosto 2020 l'Autorità I istanza LAFE ha aperto nei confronti della donataria una formale procedura di accertamento (art. 25 cpv. 1bis LAFE), disponendo in via cautelare il blocco a registro fondiario del fondo.