Citation: 4A_648/2015 E. 8.3

8.3. Posto che le allegazioni di fatto del ricorrente sono inammissibili e che gli accertamenti determinanti sono solo quelli contenuti nella sentenza impugnata (cfr. consid. 3), l'apprezzamento delle circostanze effettuato dall'autorità cantonale è pertinente. L'impegno serio profuso dall'inquilino nella ricerca di locali alternativi, che è un presupposto della protrazione (consid. 7.4), va considerato anche nello stabilirne la durata. Secondo gli accertamenti della Corte ticinese il ricorrente è rimasto inattivo per più di tre anni (cfr. consid. 7.4); l'allusione nel ricorso alle esigenze particolari del commerciante che "vende beni di lusso" non trova riscontri nella sentenza cantonale. Non abusa certamente del suo potere di apprezzamento il giudice che, di fronte a un comportamento simile, concede all'inquilino delle protrazioni uniche pari alla metà circa del massimo fissato dall'art. 272b cpv. 1 CO. La norma - lo si ripete - è stata concepita per dare all'inquilino il tempo necessario per cercare altri oggetti da locare (cfr. consid. 7.4). Per questa ricerca il ricorrente, tutto sommato, dal momento in cui ha saputo che i proprietari non intendevano proseguire la locazione (nel dicembre 2011 secondo gli accertamenti dell'autorità cantonale) fino a oggi ha avuto a disposizione quattro anni e quattro mesi. Neppure nel suo risultato concreto la sentenza impugnata appare pertanto manifestamente ingiusta o iniqua. È corretto, infine, anche il riferimento al carattere restrittivo cui sottostava la protrazione del contratto 2, di durata determinata (sentenza 4A_552/2 009 del 1° febbraio 2010 consid. 2.5.1; cfr. anche sentenza 4A_279/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 5.4).