Citation: 1C_28/2008 14.07.2008 E. 5

5.1 I ricorrenti rimproverano alla precedente istanza di essersi scostata in modo arbitrario dall'interpretazione dell'art. 29 cpv. 3 NAPR eseguita dal Municipio. Sostengono che, adottando questa disposizione, il Comune avrebbe inteso permettere innalzamenti senza alcuna riserva se non quella di adeguarli all'altezza degli edifici circostanti ed a quelle prevalenti nel nucleo. Il Municipio di Tegna consentirebbe inoltre, per prassi costante, innalzamenti destinati a trasformare le mansarde in spazi abitativi conformemente alla funzione dello stabile. L'applicazione da parte dei giudici cantonali di una limitazione dell'ampliamento ad esigenze di carattere tecnico e funzionale correlate alla costruzione sarebbe quindi arbitraria. 5.2 L'art. 29 cpv. 2 NAPR prevede che il nucleo di Tegna è soggetto all'elaborazione di un piano particolareggiato che deve definire e disciplinare l'aspetto urbanistico generale e le regole di gestione degli spazi pubblici e privati. Giusta l'art. 29 cpv. 3 NAPR, fino all'entrata in vigore del piano particolareggiato, nel nucleo di Tegna sono ammessi la trasformazione di edifici, come pure la ricostruzione sui sedimi esistenti, gli innalzamenti e gli ampliamenti planimetrici limitati e proporzionati alle reali necessità dell'edificio. 5.3 Già in virtù del tenore letterale della norma, l'interpretazione suggerita dai ricorrenti, secondo cui nel nucleo di Tegna l'innalzamento sarebbe libero, purché adeguato alle altezze circostanti e all'armonia dei dintorni, appare manifestamente insostenibile. L'art. 29 cpv. 3 NAPR prevede infatti esplicitamente che gli innalzamenti, come gli ampliamenti planimetrici, siano limitati e proporzionati alle reali necessità dell'edificio. Né risulta sostenibile la tesi del Municipio, che ha ammesso la prospettata elevazione ritenendo essenzialmente decisiva la compatibilità del progetto con la destinazione dello stabile a ristorante con alloggio. Simili argomentazioni consentirebbero infatti aumenti verticali anche importanti indipendentemente dalle caratteristiche degli edifici esistenti, che potrebbero comportare modifiche rilevanti delle volumetrie attuali tali da poter pregiudicare le scelte pianificatorie da adottare mediante l'elaborazione del piano particolareggiato previsto dall'art. 29 cpv. 2 NAPR. Certo, i ricorrenti richiamano l'art. 29 cpv. 4 NAPR, secondo cui, in generale, l'altezza degli edifici deve essere adeguata a quelle prevalenti nel nucleo e degli edifici circostanti. Come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, questa disciplina in materia di altezze è tuttavia attualmente applicabile unicamente nel nucleo di Predasco, ove, giusta l'art. 29 cpv. 3 seconda frase NAPR, sono ammessi in generale gli ampliamenti e la ricostruzione degli edifici esistenti con aumenti volumetrici e planimetrici. In effetti, qualora il cpv. 4 dovesse applicarsi anche agli ampliamenti nel nucleo di Tegna, come sostengono i ricorrenti, si realizzerebbe una contraddizione manifesta con il cpv. 3 della stessa disposizione. A ragione la Corte cantonale ha quindi rilevato che, nella fattispecie, fosse consentito unicamente un innalzamento oggettivamente indispensabile ai fini di un'ulteriore utilizzazione degli edifici litigiosi. 5.4 In concreto, come ritenuto dalla stessa Corte, l'intervento previsto comporta in definitiva la formazione di un ulteriore piano abitabile. Destinato ad ospitare in particolare 4 camere, esso non è tuttavia indispensabile, sotto il profilo tecnico o funzionale, per assicurare la continuazione dell'utilizzo dello stabile. Le aggiunte previste sono rilevanti, in particolare ove si considerino il nuovo corpo con tetto a due falde situato nella facciata ovest dell'edificio part. n. 146 A in corrispondenza dell'attuale spiovente declinante verso la piazza. La sopraelevazione di questo edificio è importante anche sulla facciata sud, con la prevista chiusura dell'attuale terrazza e l'edificazione di un ulteriore piano sopra la stessa. Pure la corrispondente sopraelevazione dell'edificio contiguo verso est (part. n. 149 A) risulta considerevole e comporta la creazione di ulteriori spazi nel sottotetto. Considerata la portata dell'art. 29 NAPR e valutate complessivamente le caratteristiche dell'intervento, l'innalzamento litigioso non poteva sostenibilmente essere considerato commisurato alle reali necessità dell'edificio da parte del Municipio di Tegna. L'autorità comunale ha quindi ecceduto nel potere di apprezzamento che le competeva nell'applicazione delle proprie norme edilizie, sicché la Corte cantonale ha annullato a ragione la licenza edilizia.