Citation: 1B_165/2021 E. 2.3

2.3. Il ricorrente aggiunge che la Giudice ricusata, richiamando nelle sue osservazioni l'art. 7 cpv. 2 della legge sulle lingue del Cantone dei Grigioni del 19 ottobre 2006 (LCLing; CSC 492.100), secondo cui nei dibattimenti i membri dei tribunali si esprimono nella lingua ufficiale di loro scelta, lascerebbe intendere che durante il dibattimento si esprimerà in lingua tedesca, visto ch'ella ha pure rilevato che sarebbe sufficiente una conoscenza passiva della lingua specifica del procedimento. Ora, l'art. 7 cpv. 4 LCLing precisa che qualora una parte conosca soltanto un'altra lingua ufficiale, il presidente del tribunale ordina, su domanda, una traduzione gratuita del dibattimento, ritenuto che una deroga a tali disposizioni è ammessa con il consenso delle parti (cpv. 5). Questa questione, come quella della necessità e della portata di eventuali traduzioni, se richieste dal ricorrente, per comprendere se del caso eventuali domande o delucidazioni che la Giudice potrebbe porgli oralmente, non dev'essere valutata in maniera astratta, bensì sulla base dei bisogni effettivi dell'interessato, delle sue richieste e delle circostanze del caso concreto (riguardo alle traduzioni cfr. art. 68 CPP; DTF 145 IV 197 consid. 1.3.3; 143 IV 117 consid. 3.1). Il ricorrente potrà rivolgersi ai membri del Collegio giudicante in lingua italiana e non è escluso che potrebbe avvalersi dell'assistenza di un interprete, già prevista del resto per l'audizione di un testimone residente nel Canton Berna, come indicato nel citato scritto del 14 aprile 2021 del Presidente della Prima Camera penale, allo scopo di assicurare alle parti le garanzie di un equo processo. Allo stadio attuale della procedura non parrebbe escluso di primo acchito che le conoscenze passive della lingua italiana delle quali dispone la Giudice ricusata non le permetterebbero di valutare compiutamente in maniera autonoma gli atti di causa e di seguire quanto sarà esposto oralmente dal ricorrente o dal suo difensore (sulla comprensione passiva di un'altra lingua ufficiale nel quadro di una procedura giudiziaria in un Cantone bilingue cfr. DTF 145 I 297 consid. 2). Questa conclusione vale a maggior ragione nel caso in esame, ritenuto che il ricorrente non adduce una particolare difficoltà in fatto o in diritto della fattispecie oggetto del dibattimento orale. Analogamente all'imparzialità di un giudice, che di massima viene presunta, in questo stadio della procedura non sussistono indizi evidenti per ritenere che il dibattimento litigioso non potrebbe manifestamente rispettare le esigenze del diritto di essere sentito e le garanzie di un equo processo, esame che deve aver luogo sulla base delle circostanze del caso concreto e in maniera globale, e non soltanto riguardo a singoli aspetti del procedimento. Spetterà quindi alla Corte cantonale adottare le garanzie necessarie atte a garantire un processo equo.