Citation: 6B_94/2022 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale ha rilevato che il 13 settembre 2017 la PP ha prospettato al ricorrente l'emanazione di un decreto di abbandono per i reati di estorsione aggravata (art. 156 n. 2 CP), di coazione (art. 181 CP) e di inganno aggravato nei confronti delle autorità (art. 118 cpv. 3 LStrI; RS 142.20), assegnandogli contestualmente un termine per formulare eventuali pretese d'indennizzo ai sensi dell'art. 429 CPP. Il ricorrente ha comunicato alla PP che non faceva valere pretese in quella sede, ma si riservava di presentarle dinanzi al tribunale di primo grado, ove avrebbe chiesto il suo proscioglimento dalle rimanenti imputazioni. Il 24 ottobre 2017, la PP ha decretato l'abbandono del procedimento penale per i reati di coazione e di estorsione e non ha assegnato alcuna indennità al ricorrente. Questi non ha impugnato il decreto di abbandono che è quindi passato in giudicato. Alla luce di tali circostanze, la CARP ha rilevato che gli indennizzi riguardanti il procedimento penale definitivamente abbandonato dalla PP con il decreto del 24 ottobre 2017 erano stati negati in modo definitivo e non potevano più essere fatti valere dinanzi al tribunale di primo grado, siccome riguardavano una parte di procedimento concluso. La Corte cantonale ha ricordato che il ricorrente avrebbe dovuto fare valere le sue pretese entro il termine assegnatogli dalla PP e, se del caso, impugnare mediante reclamo la decisione di abbandono, qualora esse fossero state respinte.