Citation: 2C_371/2018 E. 5.4.6

5.4.6. Occorre ora chiarire se, come affermato dalla ricorrente, il suo mancato accertamento nella procedura cantonale sia costitutivo di una violazione del divieto dell'arbitrio rispettivamente del diritto di essere sentiti. Dal profilo procedurale, l'onere della prova rispetto alla telefonata spettava alla ricorrente. Ora essa ha, sin dall'inizio, richiesto un'audizione del funzionario cantonale asserito autore della stessa, invocandola come uno degli elementi suscettibili di giustificare l'affidamento che aveva riposto nel comportamento del Cantone. Da parte sua la Seconda Camera civile del Tribunale d'appello ha implicitamente tutelato l'apprezzamento anticipato delle prove effettuato dalla Pretora aggiunta, la quale ha giudicato che, siccome dal profilo giuridico le trattative e lo scambio di corrispondenze intercorse tra le parti non potevano entrare in linea di conto per un prolungamento del termine di perenzione, l'audizione richiesta risultava irrilevante ai fini del giudizio e andava dunque respinta. Ora, tutelando la decisione dell'autorità di prime cure, la Corte cantonale ha, a sua volta, mancato di individuare la corretta regola giuridica applicabile e confermato in questo modo un apprezzamento anticipato delle prove che ha, in maniera ingiustificabile e, quindi, arbitraria, portato a rifiutare l'assunzione di un elemento probatorio su una questione di fatto suscettibile di modificare la decisione impugnata e, quindi, del tutto pertinente. Altrimenti detto la Seconda Camera civile del Tribunale d'appello ha tutelato in maniera insostenibile una decisione che ha stabilito i fatti in modo manifestamente errato e, di riflesso, arbitrario. In effetti, il formalismo tipico del diritto processuale civile di cui hanno fatto prova le istanze precedenti risulta insostenibile e, quindi, inficiato d'arbitrio.