Citation: 5P.350/2004 10.05.2005 E. 3

3.1 A fondamento del proprio ricorso di diritto pubblico, il ricorrente pone esplicitamente il diniego di giustizia: a conclusione di un dettagliato quanto prolisso esame della genesi delle norme cantonali sulle tutele, censura il mancato esame, da parte della Sezione enti locali, della sua istanza di intervento 24 luglio 2003. Pretende che la Sezione enti locali, se già non voleva trattare come tale detta sua istanza di intervento, doveva almeno convertirla in ricorso: lo rende possibile l'art. 44 LPamm, ai sensi del quale possono essere impugnate le decisioni pregiudiziali ed incidentali se esse provocano al ricorrente un danno non altrimenti riparabile. Egli scorge nel contestato ordine di lasciare la Svizzera per sottoporsi ad una perizia un'imposizione in contrasto con la Costituzione svizzera e gli accordi bilaterali conclusi con l'Unione europea, in virtù dei quali non può essere imposto ad un cittadino europeo (quale il qui ricorrente) a beneficio di regolare permesso di soggiorno di lasciare il territorio elvetico; ed il danno irreparabile scaturirebbe, a suo dire, dall'esecuzione medesima della decisione incidentale. 3.2 Nel caso concreto la Sezione degli enti locali ha dichiarato inammissibile l'istanza per diverse ragioni: in primo luogo, ha sottolineato come la decisione contro la quale essa si dirige altro non sarebbe se non la conferma del conferimento di un mandato peritale, non contestato a suo tempo, e l'ordine di esecuzione dello stesso. Secondariamente, semmai il gravame fosse formalmente ricevibile, dalla decisione dell'autorità tutoria, siccome concernente l'assunzione di prove, dovrebbe risultare un danno non altrimenti riparabile, nella fattispecie non ravvisabile. L'autorità cantonale ha pronunciato una decisione di natura indefinibile: ha in un primo tempo negato l'ammissibilità dell'istanza sottopostale sulla scorta di diverse argomentazioni, ma si è anche pronunciata - seppur molto di transenna ed a titolo evidentemente sovrabbondanziale - anche nel merito. Non potendosi tuttavia prescindere dall'attribuire una precisa natura procedurale alla decisione impugnata, la scansione va fatta principalmente con riferimento al suo dispositivo. Ora, quest'ultimo dichiara senza mezzi termini l'istanza irricevibile, non parzialmente ricevibile oppure respinta in quanto ricevibile. Trattandosi dunque di una decisione che non si esprime sul merito delle censure sollevate, non è possibile tener conto dell'unica argomentazione fattuale proposta dal ricorrente, secondo il quale l'ordine in questione sarebbe in generico contrasto con la Costituzione e gli Accordi bilaterali. L'ammissibilità del gravame è infatti limitata ratione materiae: quando il ricorrente - come nel caso qui in discussione - impugna una decisione tramite la quale l'autorità cantonale esprime il proprio rifiuto di entrare nel merito del rimedio sottopostole, asserendo che tale decisione costituirebbe un diniego formale di giustizia, gli è preclusa la possibilità di proporre censure di fondo contro la decisione amministrativa di prima istanza (sentenza 1P.7/2004 del 13 ottobre 2004, consid. 1.1 [non pubblicato nella DTF 130 I 388])