Citation: I 675/06 04.10.2007 E. 3

3.1 L'Ufficio ricorrente incentra (manifestamente) a torto il gravame sul fatto che i giudici cantonali si sarebbero espressi sul diniego di giustizia senza che vi sia stata esplicita censura in tal senso da parte dell'assicurata. Tanto nella domanda di prestazioni AI che in occasione dell'opposizione 26 agosto 2005 e del ricorso 19 giugno 2006 la qui opponente ha sempre fatto valere il suo diritto ad una rendita intera d'invalidità, oltre all'assegno per grandi invalidi di grado esiguo concessole. Orbene, i sofismi dell'UAI, volti a sostenere che P.________ non poteva impugnare una decisione che non era ancora stata emanata, sono insostenibili. 3.2 Il giudizio cantonale ha correttamente esposto i principi che disciplinano la nozione di ritardata o denegata giustizia secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 430/06, consid. 3a e b, pubblicata in SVR 2001 IV no. 24 pag. 73 seg. con riferimenti; cfr. pure la sentenza I 241/04 del 15 giugno 2005, consid. 3.1 con riferimento a Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, no. 10, 13 e 14 all'art. 56). Esso ha pure fatto una corretta applicazione della ricordata disciplina nell'evenienza concreta. Ha così giustamente ricordato che la persona assicurata ha diritto a presentare ricorso anche qualora l'assicuratore, malgrado ne sia stata fatta formale domanda, non emana una decisione o una decisione su opposizione. Allo stesso modo ha correttamente osservato che il fatto che la decisione relativa al riconoscimento dell'assegno per grandi invalidi non contemplasse la questione dell'eventuale diritto alla rendita d'invalidità non poteva esonerare l'amministrazione, dopo tutto il tempo trascorso, dal statuire su questo diritto nonostante l'esplicita richiesta da parte dell'assicurata. 3.3 L'UAI si è limitato a ricordare nella decisione su opposizione (in tedesco) del 16 febbraio 2006 e nella successiva versione in italiano del 19 maggio 2006 che la richiesta di una rendita d'invalidità sarebbe stata decisa separatamente, rinviando per il resto al suo scritto 10 febbraio 2006 al patrocinatore dell'assicurata, nel quale aveva comunicato l'autorità e la persona competenti per la messa in atto di eventuali provvedimenti professionali. Ciò è troppo poco. L'UAI non si è (sufficientemente) preoccupato che la procedura sfociasse in una decisione formale impugnabile. Anzi, sembra ancora convinta che l'averla semplicemente avviata sia sufficiente per metterla al riparo da qualsiasi censura e rimprovero. Per l'Ufficio ricorrente non vi può essere motivo di ricorso perché non sarebbe ancora stata resa una decisione impugnabile. Ma è appunto questo il motivo che giustifica l'istituto di cui all'art. 56 cpv. 2 LPGA. 3.4 La pronuncia cantonale merita pertanto piena tutela dal profilo della ritardata o denegata giustizia. Al tempo stesso è confermato l'ordine fatto all'amministrazione di procedere alla resa di una decisione in punto all'eventuale diritto alla rendita di P.________. In questo contesto giova ricordare all'amministrazione la prassi di questo Tribunale che, pur riconoscendo di principio a eventuali provvedimenti inegrativi la precedenza sul diritto alla rendita, ammette comunque - a determinate condizioni, se la persona assicurata non è o non è ancora integrabile professionalmente - il diritto a una rendita (anche solo temporanea) anche se in seguito vengono messe in atto simili misure reintegrative (SVR 2001 IV no. 24 pag. 73 consid. 4c; cfr. pure DTF 122 V 77 consid. 2b pag. 78; 121 V 190 consid. 4a pag. 191 con riferimenti).