Citation: 4A_288/2017 E. 5.4

5.4. Le ricorrenti non contestano di per sé il rimprovero di non avere sostanziato né provato i predetti fatti; sostengono soltanto - come detto a torto - che nessun obbligo particolare di allegazione incombeva loro. Invocano invero le difficoltà di provare le attività svolte dal defunto nell'economia domestica, riconducibili, a loro dire, anche all'impossibilità secondo il diritto processuale ticinese di chiedere l'interrogatorio di sé stesse. Non si confrontano tuttavia con l'obiezione del Tribunale di appello di avere addotto tardivamente le difficoltà di prova, solo con le conclusioni. Su questo punto il ricorso è quindi inammissibile. Nella misura in cui le ricorrenti parrebbero prevalersi anche dell'art. 42 cpv. 2 CO (la loro motivazione non è molto chiara a tale riguardo), va ricordato che l'applicazione di questa norma non sminuirebbe comunque l'obbligo di sostanziare le circostanze di fatto rilevanti; al leggerirebbe tutt'al più la prova di tali fatti (DTF 133 III 462 consid. 4.4.2 pag. 471; sentenza 4A_23/2010 citata consid. 2.3.2 - 2.3.4). Infine, in merito all'accenno " in via del tutto abbondanziale" delle ricorrenti all'ordinanza del 19 dicembre 2013 con la quale il Pretore aveva respinto il quesito peritale ch'esse avevano proposto per quantificare il danno all'economia domestica, basti costatare che quella decisione processuale è rimasta incontestata davanti al Tribunale di appello.