Citation: 6B_241/2016 E. 4.3

4.3. La CRP ha confermato il decreto di abbandono essenzialmente per difetto dell'aspetto soggettivo del reato, ritenendo che l'opponente non si era accorto, o non era in grado di accorgersi dei gravi scompensi e delle turbe psichiche di cui soffre la ricorrente. Le obiezioni ricorsuali al riguardo risultano meramente appellatorie e quindi inammissibili (DTF 141 IV 369 consid. 6.3) : non viene spiegato perché le conclusioni dei giudici cantonali siano non solo opinabili, ma addirittura insostenibili e in aperto contrasto con gli atti di causa. L'insorgente infatti argomenta liberamente, opponendo semplicemente la propria tesi a quanto ritenuto nella sentenza impugnata. Abbondanzialmente si può rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, la CRP non ha ignorato le risultanze della perizia psichiatrica, ma si è anzi fondata sulla stessa per trarre le sue conclusioni. Se da un lato il perito ha indicato che durante i periodi di franco scompenso psicologico i disturbi che affliggono l'insorgente sono manifesti anche a una "persona normalmente psichicamente dotata senza competenze psicologiche e/o psichiatriche", dall'altro lato ha riferito che nei periodi di compenso psicologico il comportamento della ricorrente può invece apparire come quello di una ragazzina fragile e immatura, facile da influenzare e manipolare. Ha poi aggiunto che la sua modalità comunicativa interpersonale, di natura passiva-aggressiva e seduttiva, non è sempre leggibile a chi entra in relazione con lei. La ricorrente tuttavia non pretende che i fatti si siano svolti in un momento di scompenso psicologico ravvisabile anche a chi non ha competenze in materia. Certo, nel corso dell'inchiesta di polizia giudiziaria, l'opponente ha affermato di pensare che la ricorrente fosse bipolare e che prendesse psicofarmaci. Questo però non vuol ancora dire che si era accorto, o comunque poteva accorgersi della gravità dei disturbi dell'insorgente, idonei a intaccare la sua capacità di determinazione nell'ambito della sfera sessuale rilevata nella perizia psichiatrica. A ciò aggiungasi che, come accertato dalla CRP, è la stessa ricorrente che cercava l'opponente "proponendosi in modo assai disinibito" e con foto esplicite, avendo già partecipato a incontri per scambisti proprio con l'opponente. In simili circostanze, anche ammettendo che questi abbia approfittato della dipendenza dell'insorgente nei suoi confronti, ottenendo da lei l'appagamento delle sue esigenze sessuali, non sussistono elementi per ritenere che abbia commesso intenzionalmente un reato alla sua integrità e libertà sessuale. Di conseguenza, in assenza di dubbi sulla mancata realizzazione dell'aspetto soggettivo dei reati prospettati, la conferma del decreto di abbandono del procedimento da parte della CRP non viola il diritto federale e nemmeno il principio in dubio pro duriore.