Citation: 2A.208/2001 12.10.2001 E. C

C.- Il 25 febbraio 1999 la Sezione degli stranieri (ora Sezione dei permessi e dell'immigrazione) del Cantone Ticino ha respinto l'istanza sottopostale il 27 maggio 1997 da A.A.________, volta ad ottenere il rinnovo del proprio permesso di dimora (scaduto il 17 luglio 1997) nonché informazioni sulle pratiche da intraprendere per ottenere il permesso di domicilio. A sostegno del proprio rifiuto, ha osservato che l'interessato, oltre a vivere separato dalla moglie, non aveva presentato un passaporto nazionale valido. Tale diniego è stato confermato su ricorso dal Consiglio di Stato ticinese in data 7 novembre 2000. Constatato che il passaporto croato prodotto nel corso della procedura era falso (cfr. condanna del 28 marzo 2000), il Governo ha considerato che il richiamarsi ad un vincolo matrimoniale che sussisteva ormai soltanto di fatto costituiva un chiaro abuso di diritto. Ha poi ritenuto che il comportamento dello straniero, il quale aveva interessato più volte le autorità di polizia e giudiziarie e che aveva lasciato la propria famiglia nell'indigenza malgrado le asserite buone entrate, costituiva un motivo di espulsione giusta l'art. 10 cpv. 1 lett. a, b, e d della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS; RS 142. 20). Ha infine negato che l' interessato potesse prevalersi del diritto al rispetto della vita privata e famigliare garantito dall'art. 8 della Convenzione europea del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101).