Citation: 6B_135/2023 E. 9.1

9.1. L'insorgente contesta tali accertamenti che considera arbitrari. In particolare rileva che il direttore amministrativo non avrebbe escluso di essere stato da lui informato in merito alla problematica degli storni, lasciando quindi "aperta la possibilità che sia avvenuto". Ciò sarebbe sufficiente "per creare un serio dubbio". In relazione poi alla sua presenza in ufficio, stabilita sulla scorta dei suoi collegamenti a Internet o alla posta elettronica, il ricorrente sostiene che ciò deporrebbe in suo favore, dal momento che non avrebbe potuto trovarsi contemporaneamente nel suo ufficio a svolgere le sue mansioni e dinanzi alla cassa a effettuare delle registrazioni. Errerebbe inoltre la CARP quando riconduce la paternità degli storni al ricorrente in base alle chiusure di cassa, confondendo l'autorità cantonale le chiusure serali e le chiusure X e Z, che anche gli altri collaboratori avrebbero ammesso di effettuare. L'insorgente sostiene infine che esigere per ogni operazione di storno "una giustificazione o una tesi plausibile per dimostrare" la sua innocenza equivarrebbe a invertire l'onere della prova. Sarebbe spettato infatti alla pubblica accusa provare la sua colpevolezza, senza limitarsi a dimostrare la presenza del ricorrente in ufficio o "a frugare nella sua vita privata".