Citation: 2C_822/2020 E. 2.2

2.2. Quando, come in concreto (cfr. art. 22 cpv. 1 LResp/TI), il legislatore cantonale sottopone la pretesa di diritto pubblico in esame ai tribunali civili e questi ultimi applicano il Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC), il diritto federale viene applicato a titolo di diritto cantonale suppletivo (sentenza 2C_241/2015, citata, consid. 2.2 e rinvii). Considerato che, fatta eccezione per i casi citati dall'art. 95 LTF, non è possibile fare valere la violazione del diritto cantonale in quanto tale, anche chi intende formulare una critica relativa all'applicazione di disposti che rientrano nella categoria del diritto cantonale suppletivo deve dimostrare, sempre con una motivazione conforme all'art. 106 cpv. 2 LTF, una violazione del divieto d'arbitrio o di altri diritti costituzionali (DTF 144 I 159 consid. 4.2; 139 III 225 consid. 2.3; 133 III 462 consid. 2.3; sentenza 2C_241/2015, citata, consid. 2.2). Nella misura in cui la ricorrente si limita a criticare genericamente la sentenza impugnata, senza sostanziare un'applicazione manifestamente insostenibile, e quindi arbitraria, delle specifiche disposizioni del CPC concretamente applicate dai giudici cantonali, il gravame non adempie le citate esigenze di motivazione e non può essere vagliato nel merito. Tantomeno, il ricorso le rispetta laddove la ricorrente lamenta la violazione di norme del previgente Codice di procedura civile ticinese, del 17 febbraio 1971 (CPC/TI), che è stato abrogato e non è quindi stato applicato nella causa in questione. Esulano inoltre dall'oggetto del litigio, e non devono essere esaminate in questa sede, le censure relative alla fattispecie sulla quale la ricorrente fonda una pretesa responsabilità del Comune di X.________.