Citation: 2P.270/2000 26.01.2001 E. 5

5.- Il ricorrente lamenta inoltre la violazione del principio della forza derogatoria del diritto federale, sancito dall'art. 49 cpv. 1 Cost. (e non dagli art. 42 cpv. 1 e 191 Cost. , come indicato nel gravame). Sostiene in sostanza che, nella misura in cui l'art. 51 CP già stabilisce che il membro di un'autorità dimostratosi indegno di fiducia per aver commesso un crimine o un delitto deve essere dichiarato incapace di essere membro di un'autorità per un periodo da 2 a 10 anni, il Consiglio della magistratura non dispone di alcun margine per dichiarare quel medesimo soggetto ineleggibile a qualsiasi carica giudiziaria in virtù del diritto cantonale e, segnatamente, dell'art. 81 cpv. 2 LOG. a) Il diritto federale ha il completo ed immediato sopravvento sul diritto cantonale in quelle materie per le quali la Costituzione federale o un decreto federale urgente prevedono la competenza della Confederazione (49 cpv. 1 Cost). In virtù di questo principio, è dunque fatto divieto ai Cantoni di legiferare in ambiti che sono già stati disciplinati in modo esaustivo dalla Confederazione, di eludere il diritto federale o, infine, di contraddirne il senso o lo spirito (DTF 118 Ia 299 consid. 3a con rinvii, riferito ancora all'art. 2 Disp. trans. vCost.). È evidente tuttavia che il diritto federale può prevalere sul diritto cantonale soltanto se le due normative poste a confronto riguardano lo stesso campo e tendono a salvaguardare lo stesso interesse collettivo. Per decidere se il principio in parola sia stato disatteso, occorre stabilire la portata rispettiva delle disposizioni federali e cantonali che secondo il ricorrente si affrontano e si contrastano nella fattispecie concreta. Il Tribunale federale esamina liberamente la conformità di una norma di diritto cantonale con il diritto federale, allorquando è chiamato a pronunciarsi in merito ad una simile questione nell'ambito dell'esame della pretesa violazione dell'art. 49 cpv. 1 Cost. (DTF 123 I 313 consid. 2b, 122 I 18 consid. 2b/aa e rinvii, entrambe ancora riferite all'art. 2 Disp. trans. vCost.). b) La dichiarazione d'incapacità all'esercizio di una funzione, prevista dall'art. 51 CP, è, a non averne dubbio, una pena accessoria che può essere inflitta solo congiuntamente ad una pena principale. È dunque necessario che vi sia una condanna penale, e per di più che la stessa sia stata pronunciata in seguito ad un crimine o ad un delitto. Inoltre il giudice penale deve reputare che, commettendo il reato, l'accusato si sia dimostrato indegno di fiducia. La norma in parola persegue la difesa della comunità contro atti antisociali e persone pericolose: di natura repressiva, essa si distingue chiaramente dal provvedimento disciplinare dell'ineleggibilità, previsto dall'art. 81 cpv. 2 LOG, il quale ha uno scopo anche preventivo. Le due misure non possono dunque essere confuse tra loro e trovano applicazione l'una indipendentemente dall'altra (Logoz/Sandoz, Commentaire du Code pénal suisse, 2a ed., Neuchâtel 1976, ad art. 51 n. 1). In effetti occorre considerare che il giudice penale esamina se il reo possa o debba essere colpito dalla pena accessoria in questione, mentre che l'autorità disciplinare è tenuta a valutare se il funzionario o il magistrato mostrino una tale dimenticanza dei rispettivi doveri professionali da dover essere interdetti dall'esercizio della funzione. Pertanto se il primo guarda essenzialmente al passato, la seconda si rivolge al futuro. Benché le due sanzioni siano simili, i campi da cui le stesse sgorgano sono molto diversi, come pure le loro giustificazioni. Inoltre la loro portata differisce in modo notevole: mentre quella prevista dall'art. 81 cpv. 2 LOG è una misura di carattere amministrativo circoscritta all' esercizio di una carica giudiziaria nel Cantone in cui è stata pronunciata, la pena accessoria dell'art. 51 CP è una vera e propria sanzione penale, generalmente valida e iscritta nel casellario giudiziale, giusta quanto previsto dall'art. 62 CP (per quanto appena esposto cfr. Emilio Catenazzi, Considerazioni sull'art. 51 e l'art. 58 del codice penale, in: RDAT 1978 pag. 244-245). Per tutti questi motivi, né il provvedimento litigioso né la norma cantonale sulla quale lo stesso si basa risultano lesivi dell'art. 49 cpv. 1 Cost.