Citation: 5A_384/2015 E. 3.4

3.4. Il ricorrente lamenta indi una violazione del diritto procedurale federale, segnatamente dell'art. 296 cpv. 1 e 2 CPC. A suo dire, stante il pericolo per la sua salute psichica qualora venisse mantenuto l'ordine di sottoporsi alla perizia sul DNA, non poteva essere imposta alcuna misura coercitiva nei suoi confronti, bensì doveva trovare applicazione unicamente la "sanzione" procedurale consistente nella presa in considerazione del suo atteggiamento nell'ambito dell'apprezzamento delle prove (v. art. 164 CPC). La censura si fonda, ancora una volta, su una premessa fattuale - l'asserito pericolo per la sua salute psichica - di cui non è possibile tener conto (supra consid. 3.1), sicché essa si rivela di primo acchito inammissibile. Peraltro, il Tribunale di appello ha confutato l'opinione ricorsuale, attingendo ai lavori preparatori del CPC ed alla dottrina unanime (v. anche sentenza 5A_745/2014 cit. consid. 4, in FamPra.ch 2015 pag. 738); omettendo di confrontarsi con l'opinione del Tribunale di appello, il ricorrente formula - ancora una volta - una censura insufficientemente motivata.