Citation: 5A_521/2019 E. 2.2

2.2. Il ricorrente lamenta un accertamento manifestamente inesatto dei fatti ed una violazione del diritto federale. Egli sostiene di aver dimostrato che il giorno dell'udienza non era in grado di prendere una decisione ragionata e coerente in merito alle richieste dell'ex moglie, " come risulta chiaramente dal certificato medico prodotto agli atti e datato 22 ottobre 2018", nonché dalla precisazione 25 giugno 2019 del medico curante allegata al ricorso, nella quale costui constata come " [l]'udienza del 4/10/2018 è stato sicuramente un fattore di stress scatenante una acuzie della patologia ansiosa. In tale circostanza il paziente si trovava in condizioni di ansia generalizzata, di agitazione e confusione che non gli permettevano di realizzare nell'immediato ciò che gli veniva proposto". Pur se accompagnato dal suo precedente legale, quest'ultimo poteva soltanto consigliarlo ed assisterlo, "ma la decisione finale spetta al diretto interessato". La durata dell'udienza, inoltre, " non può essere presa come indizio di una matura riflessione ", ma avrebbe invece influito sulla sua lucidità. In sede provvisionale, egli avrebbe del resto chiesto che nessun contributo alimentare venisse concesso all'opponente, per cui la generosità dimostrata all'udienza avrebbe dovuto portare a dubitare della sua capacità decisionale. Il ricorrente ribadisce inoltre che la clausola n. 5 della convenzione omologata sarebbe manifestamente inadeguata. Il matrimonio è infatti stato di breve durata e quindi, secondo la legge, l'opponente non avrebbe avuto diritto di mantenere il livello di vita raggiunto durante la comunione domestica, ciò che sarebbe stato ammesso anche dagli stessi Giudici cantonali. L'obbligo di versare all'ex moglie " una tale cifra così elevata in relazione alle proprie sostanze e per lo più per tanti anni in avvenire " sarebbe quindi del tutto iniquo.