Citation: 6B_1133/2015 E. 1.2.2

1.2.2. Il ricorrente non si esprime minimamente sulla sua legittimazione ricorsuale ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF. In particolare non spiega, con riferimento alla fattispecie concreta, quali pretese intende fare valere e in quale misura la decisione impugnata può avere influenza sul loro giudizio. L'esposta giurisprudenza è infatti applicabile pure in materia di reati contro l'onore, sicché gli sarebbe spettato sostanziare il pregiudizio che avrebbe subito e le pretese di risarcimento del danno o di riparazione del torto morale giusta l'art. 41 segg. CO che sarebbe intenzionato ad avanzare (cfr. sentenza 6B_94/2013 del 3 ottobre 2013 consid. 1.1). Non tutte le offese lievi della reputazione professionale, economica o sociale di una persona giustificano una riparazione. Il riconoscimento di un'indennità a titolo di riparazione morale fondata sull'art. 49 cpv. 1 CO presuppone che la lesione alla personalità sia oggettivamente di una certa gravità e sia soggettivamente percepita dal danneggiato come sufficientemente grave da fare apparire legittimo che una persona, in simili circostanze, si rivolga al giudice per ottenere un risarcimento (cfr. sentenza 6B_185/2013 del 22 gennaio 2014 consid. 2.2 e rinvii). In concreto, l'assenza di qualsiasi spiegazione riguardo all'adempimento delle condizioni poste dall'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF comporta l'inammissibilità del gravame per quanto concerne le contestazioni relative al merito del giudizio impugnato. Il ricorrente non fa poi valere la violazione di garanzie procedurali, che il diritto gli conferisce quale parte nella procedura (cfr. DTF 141 IV 1 consid. 1.1), sicché il ricorso non deve essere esaminato oltre.