Citation: U 286/05 31.01.2007 E. 3

3.1 Dagli atti risulta che in occasione della visita medica di chiusura del 10 novembre 1999 da parte del medico di circondario dell'INSAI, dott. C.________, l'assicurato era stato ritenuto inidoneo al lavoro per lavori molto pesanti, idoneo nella misura del 50% per le mansioni di posatore di pavimenti e totalmente abile per lavori più leggeri (piena capacità lavorativa in attività leggere che peraltro era stata attestata pure dalla Clinica X.________ in data 27 ottobre 1999). In particolare, il dott. C.________ aveva precisato che l'assicurato avrebbe potuto continuare a lavorare nel ramo professionale abituale dedicandosi alla decorazione interna, senza la posa dei pavimenti, lo stesso potendo valere per la vendita e la consulenza clienti nelle varie imprese specializzate nella posa pavimenti/decorazione interna. Sempre a mente di detto medico, l'interessato avrebbe potuto accettare tutti i lavori non richiedenti dei movimenti ripetitivi e duraturi con il braccio destro sopra la testa (ad esempio intonacatura di un soffitto) né il sollevamento (eccessivo) di pesi (25 kg fino all'altezza dei fianchi, 5-7.5 kg sopra l'altezza del petto). Egli avrebbe inoltre potuto lavorare tutto il giorno in piedi, inginocchiato o accovacciato senza pause supplementari, e anche assumere posizioni scomode con la schiena (con il tronco chinato in avanti). Limitazioni non sono quindi nemmeno state espresse in merito alla possibilità di spostarsi su terreni sconnessi o su scale, anche a pioli. Oltre a potere guidare la macchina, l'assicurato veniva infine dichiarato abile per l'utilizzo di attrezzi come il cacciavite o un normale martello (non per contro per l'uso di grossi trapani a percussione o martelli pneumatici) e per lo svolgimento di mansioni di grande precisione con le mani (rapporto di chiusura del dott. C.________ 10 novembre 1999). Su questa base l'assicuratore infortuni ha sostanzialmente fondato la propria decisione. 3.2 In seguito all'annuncio di ricaduta, in data 21 novembre 2003 il dott. C.________ ha nuovamente visitato il ricorrente. Il medico fiduciario dell'INSAI ha in particolare fatto notare che l'interessato, non avendo reperito altre attività, aveva continuato a esercitare la professione di posatore. Ha quindi espresso dubbi sul fatto che fosse realmente successo qualcosa di nuovo e ha confermato il suo giudizio precedente d'abilità lavorativa nei limiti della rendita d'invalidità del 30%. L'INSAI ha nondimeno preavvisato favorevolmente l'allestimento di ulteriori accertamenti a cura della Clinica X.________, i cui specialisti, sospettando la presenza di un processo di cicatrizzazione alla faccia interna del muscolo deltoideo e non potendo escludere una lesione a livello della cuffia dei rotatori, hanno proposto l'esecuzione di un'artroscopia della spalla destra. Il successivo intervento del 15 giugno 2004 ha poi messo in evidenza una nuova lesione SLAP II e il distacco del labbro anteriore che sono stati rifissati nel corso della stessa operazione. Al termine della riabilitazione, durante una visita di controllo dell'8 dicembre 2004, i medici della predetta Clinica, pur riscontrando una residua dolorosità nonché una mobilità leggermente ridotta e pur rilevando che il paziente, come prima, doveva evitare l'assunzione di posizioni estreme quali la rotazione esterna e l'abduzione, o comunque lo svolgimento di attività gravose, hanno confermato che per attività non comportanti carichi significativi della spalla, egli doveva essere considerato pienamente abile al lavoro. Valutazione, quest'ultima, ribadita in una successiva consultazione dell'8 giugno 2005 come pure dal dott. C.________, il quale, in data 22 dicembre 2004, ha dichiarato che, in assenza di un peggioramento notevole nello stato della spalla, l'assicurato doveva essere ritenuto di nuovo abile nella misura della rendita d'invalidità in vigore. 3.3 In tali condizioni, a ragione il primo giudice poteva ritenere che, al più tardi a partire dal 10 gennaio 2005 e nel rispetto delle indicazioni mediche, l'insorgente fosse in grado di svolgere, a tempo pieno e con rendimento completo, un'attività lavorativa che non comportasse carichi della spalla infortunata, conformemente a quanto era già stato esaminato in origine al momento della costituzione della rendita d'invalidità in vigore. Queste conclusioni, oltre a fondarsi su valutazioni mediche complete, motivate e convincenti, non sono contraddette da altri elementi in atti. In particolare, non sono suscettibili di mettere in dubbio le unanimi conclusioni del dott. C.________ e degli specialisti della Clinica X.________ le dichiarazioni del medico curante, dott. A.________, il quale si è peraltro limitato ad attestare l'(incontestata) inabilità lavorativa dell'interessato nella professione di posatore di pavimenti. 3.4 Ne discende che il giudizio cantonale in merito al mantenimento al 30% del grado d'invalidità riconosciuto all'insorgente merita piena conferma. Addirittura quest'apprezzamento appare piuttosto generoso se si considera che il calcolo del reddito da invalido, originariamente effettuato dall'INSAI sulla base di accertamenti (incompleti, alla luce delle più recenti esigenze poste dalla giurisprudenza in materia [DTF 129 V 472 segg.]) compiuti presso alcune aziende della regione, andrebbe in realtà (nuovamente) realizzato sulla base dei dati statistici desumibili dalla tabella TA1 dell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato (cfr. sentenza del 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03, consid. 8.1). 3.5 Per il resto, il fatto che durante questo periodo l'assicurato abbia beneficiato di indennità giornaliere (art. 16 seg. LAINF) non implica necessariamente che sia pure subentrata un'invalidità di stesso grado. Il versamento di indennità giornaliere avviene infatti sulla base di un esame dell'incapacità lavorativa, senza pregiudicare quello relativo al grado d'invalidità (RAMI 2003 no. U 487 pag. 342 consid. 3.1 in fine; sulla differenza tra le due nozioni cfr. gli art. 6-8 e 16 LPGA).