Citation: H 10/01 16.09.2002 E. 4.3

4.3.1 I ricorrenti sono dell'avviso che il teste avv. H.________ e la parte A.________ avrebbero potuto dimostrare che il fallimento della X.________SA era addebitabile al dissesto economico di tre suoi clienti, ossia R.________, S.________ e la ditta Y.________ SA, le cui esposizioni debitorie costituivano quasi la metà di tutti i crediti da essa vantati. Orbene tali mezzi di prova sono inconferenti nel caso di specie, poiché altro non evidenziano che già nel 1995 la X.________SA aveva notevoli difficoltà d'incasso per i crediti vantati nei confronti dei tre clienti cui i ricorrenti si richiamano, come risulta altre sì dall'ampia documentazione versata agli atti attestante tutta una serie di interventi processuali dell'avv. H.________, allora patrocinatore della fallita X.________SA. Infatti, che l'incasso da S.________ di fr. 165'000.- fosse improbabile già doveva risultare dai fatti stessi allegati dai ricorrenti in sede di risposta davanti alla Corte cantonale. Nel suo scritto 7 settembre 1995 l'avv. H.________ aveva dato atto all'interessato di non aver contestato il credito vantato dalla X.________SA, ma di esser si limitato a far valere di avere solo difficoltà di liqui dità. Per questo motivo gli aveva sottoposto un piano di pagamento rateale, che prevedeva l'esigibilità del saldo debitorio qualora egli dovesse risultare in mora con il versamento di più di due rate. Orbene questa ipotesi si è poi verificata, sivvero che la X.________SA ha poi fatto spic care un precetto esecutivo contro S.________ e, essendo stata interposta opposizione, il 21 dicembre 1995 ha formulato istanza di rigetto dell'opposizione al Pretore di L.________. Sul credito di fr. 337'596.25 vantato verso la Y.________ SA, di cui agli atti vi è ampia documentazione, sono stati incassati unicamente fr. 70'000.- a seguito di accordo transattivo, la debitrice essendo fallita il 6 febbraio 1997. Quanto all'incasso da R.________ di fr. 45'610.25, si tratta di importo di portata non decisiva per rapporto agli altri due. Inoltre doveva comunque già essere del tutto evidente alla X.________SA che non sarebbe stato facile ottenerne il pagamento, avuto riguardo al coacervo di atti procedurali che la documentazione prodotta già comprova con dovizia. Si ignora cosa mai avessero da dimostrare di giuridicamente vincolante ai fini dell'applicazione dell'art. 52 LAVS il teste H.________ e la parte A.________, oltre a quanto già figura copiosamente agli atti, i due mezzi di prova offerti omettendo di indicare in maniera precisa quali fatti avrebbero voluto chiarire, atteso che è del tutto ininfluente per il presente giudizio - che si occupa del mancato pagamento dei contributi sociali per il periodo 1995-1998 - sapere che la X.________SA aveva ben operato dal 1968 agli inizi degli anni novanta, quando dalla documentazione agli atti risulta che i problemi finanziari si collocano a partire dal 1995. Ne consegue l'inutilità di assumere tali mezzi di prova, come la Corte cantonale ha correttamente valutato nell'ambito dell'apprezzamento anticipato delle prove. 4.3.2 Quanto all'acquisizione di tre incarti della Pretura e al richiamo dall'Ufficio fallimenti degli atti relativi al fallimento della X.________SA, giova qui ricordare che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di documentazione, considerato che è preciso dovere processuale delle parti indicare con esattezza i documenti utili a dimostrare il fondamento delle loro tesi, in particolare i motivi di giustificazione e di discolpa invocati a sostegno del loro corretto agire. Occorre altresì precisare che B.________, trattandosi quo ai richiami dalla Pretura di atti riguardanti la fallita X.________SA, già sarebbe stato in grado di presentarli, se solo lo avesse voluto e fosse stato diligente, nella sua qualità di amministratore unico della parte in causa. Lo stesso vale per entrambi i ricorrenti riguardo ai richiami dall'Ufficio fallimenti: essi avrebbero potuto e dovuto procedere come lo consente il diritto di consultazione dedotto dall'art. 8a LEF. Gli organi formali di una società anonima devono infatti procedere, in modo selettivo e mirato, all'offerta e alla produzione dei mezzi di prova rilevanti per il giudizio, indicandone partitamente gli elementi che li individuano e caratterizzano nonché l'obiettivo probatorio perseguito con la richiesta. Scopo evidente di siffatto rigore formale è di consentire all'autorità giudicante di valutare la rilevanza di ogni mezzo di prova ritualmente offerto. L'asserita violazione del diritto di essere sentito non può pertanto essere fondata sul fatto che la Corte cantonale non abbia dato seguito alla domanda generica di edizione di tre interi incarti della Pretura nonché dell'inserto dell'Ufficio fallimenti, dal momento che i ricorrenti hanno disatteso l'obbligo loro incombente di procurarsi tale materiale probatorio e nemmeno hanno indicato gli atti specifici da assumere, tanto più che di regola gli incarti fallimentari sogliono essere parecchio corposi e articolati. Ne consegue che non sussiste in concreto alcuna violazione del diritto di essere sentito da parte della precedente istanza, la valutazione anticipata delle prove essendo stata operata anche in questa ipotesi nel solco dei principi giurisprudenziali ammessi. 4.3.3 Il solo A.________ chiede, per la prima volta innanzi a questa Corte - non potendo valere il richiamo generico alla "convocazione del signor A.________ in relazione al diritto di essere sentito", siccome privo della necessaria indicazione dei fatti da provare, quale notifica ritualmente corretta di un mezzo di prova davanti al Tribunale cantonale -, di sentire come teste V.________, contabile della fallita. Orbene, qualora il potere di cognizione del Tribunale federale delle assicurazioni è limitato dall'art. 105 cpv. 2 OG, la possibilità d'allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova è molto ristretta. Secondo la giurisprudenza, sono ammissibili soltanto quelle prove che l'istanza inferiore avrebbe dovuto assumere d'ufficio e la cui mancata assunzione costituisce una violazione di norme essenziali di procedura (DTF 121 II 99 consid. 1c, 120 V 485 consid. 1b e riferimenti). A maggior ragione le parti non possono invocare davanti alla Corte federale fatti o mezzi di prova nuovi che avrebbero potuto e dovuto, in virtù del dovere di collaborare all'istruzione della causa, essere addotti già in prima istanza. Simili allegazioni tardive non permettono di qualificare i fatti accertati dai primi giudici come incompleti ai sensi dell'art. 105 cpv. 2 OG (DTF 121 II 100 consid. 1c, 102 Ib 127). Ne consegue, a questo stadio di procedura, la tardività della richiesta d'assunzione del teste V.________. 4.4 A.________, richiamandosi all'art. 6 n. 1 CEDU, si duole inoltre che non vi sia stata pubblica udienza. La censura è infondata. Infatti, per costante giurisprudenza, l'obbligo di far luogo alla pubblica udienza nel senso della citata norma convenzionale presuppone la formulazione di una domanda chiara e inequivocabile da parte di un contendente. Semplici richieste di prove, come ad esempio la citazione di testi, la domanda di interrogatorio formale, l'istanza di sopralluogo et similia, sono inidonee a sostanziare il diritto ad una pubblica udienza (DTF 125 V 38 consid. 2 con riferimento; Michel Hottelier, La portée du principe de la publicité des débats dans le contentieux des assurances sociales, SJ 1996, pag. 649 seg.). Nel caso di specie, il ricorrente non ha formulato all'autorità giudiziaria cantonale una domanda di pubblica udienza chiara e inequivocabile. Pertanto, egli è malvenuto a proporre in sede federale tale richiesta.