Citation: I 788/05 09.11.2006 E. 5

L'opinione dell'amministrazione ricorrente non può non essere condivisa. Anzitutto deve essere osservato che secondo costante giurisprudenza i referti affidati dagli organi dell'amministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo aver preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi concreti a mettere in discussione la loro attendibilità (VSI 2001 pag. 109 consid. 3b/bb e pag. 110 consid. 3c). Per quel che riguarda invece le perizie di parte, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad accertare i fatti da un punto di vista medico; malgrado esse non abbiano lo stesso valore, da un punto di vista probatorio, di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti sono atti a mettere in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione (DTF 125 V 351; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c). Orbene, non si vede in concreto perché la perizia di parte sarebbe atta a mettere in forse l'avviso del perito incaricato dall'amministrazione. Non si può in particolare affermare che il referto del dott. P.________ sarebbe meno ampio di quello allestito dal dott. H.________. Ciò emerge anzitutto dalla tabella sinottica allegata al ricorso di diritto amministrativo redatta dal medico dell'amministrazione dott. L.__________ in cui vengono paragonati i referti dei due specialisti relativamente alle varie affezioni lamentate: dalla medesima emerge essere le considerazioni del dott. P.________ persino più circostanziate di quelle del dott. H.________. Nella risposta al gravame l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali si esprime in tal senso affermando che la perizia del dott. H.________ contiene in particolare meno dettagli rispetto a quella del dott. P.________ per quel che attiene alla descrizione dei mali di cui si lamenta l'assicurata precisando segnatamente che le diagnosi non sono messe in evidenza e che non sono indicati i medicamenti da essa usati. L'Ufficio federale sottolinea poi che se il perito di parte allude all'esistenza di una sindrome depressiva in remissione solo parziale, il sanitario non menziona nessun sintomo del genere tra i mali lamentati dall'esaminata e che egli elenca dei limiti funzionali ma non fornisce nessuna spiegazione in merito. Come rileva la suddetta autorità, ciò non è viceversa il caso della perizia del dott. P.________, la quale risponde in effetti pienamente ai criteri di qualità richiesti: essa include una descrizione precisa dei mali e dei dolori lamentati dall'interessata, indicando ogni volta l'intensità dei medesimi, la loro localizzazione e le posizioni o i medicamenti che li alleviano, le diagnosi sono messe in evidenza in modo dettagliato, la sindrome polialgica soggettiva generalizzata viene distinta dai danni alla salute oggettivi, banali per una persona dell'età dell'assicurata, e i limiti funzionali sono descritti in modo esauriente in base ai danni alla salute oggettivi. Si deve poi ammettere con l'Ufficio ricorrente che le affermazioni del dott. H.________ devono aver tratto in inganno la Commissione di ricorso, la quale parla di un tasso d'incapacità al lavoro del 50%, allorquando il perito indicava semplicemente la sussistenza di un rendimento ridotto di almeno il 50% nella precedente attività svolta e non che l'esaminata fosse incapace di lavoro complessivamente nella misura del 50%.