Citation: 2C_556/2024 E. 3.1

3.1. Al pari del Consiglio di Stato ticinese, la Corte cantonale ha tutelato l'agire delle autorità migratorie, che avevano revocato al ricorrente il permesso di dimora UE/AELS a suo tempo rilasciatogli. Esposto il quadro legale di riferimento e fatto rinvio agli atti, anch'essa ha infatti concluso: (a) che la B.________ Srl, W.________, succursale di X.________, non aveva una propria operatività effettiva, ma andava considerata una ramificazione su suolo svizzero della B.________ Srl, con sede a W.________; (b) che le condizioni per (continuare a) riconoscere il diritto a un permesso di dimora UE/AELS a una persona che indicava la B.________ Srl, W.________, succursale di X.________, quale datrice di lavoro in Svizzera non erano adempiute (giudizio impugnato, consid. 2-4). Detto ciò, i Giudici ticinesi hanno aggiunto che il ricorrente non poteva fare valere nemmeno un diritto di soggiorno in base all'art. 7 lett. c in relazione con l'art. 4 allegato I ALC (diritto a rimanere dopo la cessazione dell'attività lucrativa) o in base all'art. 8 CEDU (giudizio impugnato, consid. 5).