Citation: 4A_117/2020 E. 2.2.2

2.2.2. L'arbitrio vietato dall'art. 393 lett. e CPC può effettivamente anche realizzarsi attraverso una manifesta violazione del diritto. Per diritto si intende unicamente il diritto materiale (DTF 142 III 284 consid. 3.2), ad esclusione del diritto di procedura. Rimangono tuttavia riservati, in analogia alla giurisprudenza sviluppata in applicazione dell'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP, gli errori procedurali che violano l'ordine pubblico procedurale (sentenza 4A_599/2014 del 1° aprile 2015 consid. 3.1, in SJ 2015 I 405; 4A_511/2013 del 27 febbraio 2014 consid. 2.3.2). Affermando che il lavoratore non soggiace in ragione della sua attività di facchino al CCL per la cui inosservanza è stata inflitta la penalità, la ricorrente non si prevale di una - manifesta - violazione del diritto, ma rimette inammissibilmente in discussione l'accertamento dei fatti contenuto nel lodo. Né è idonea a suffragare una pretesa applicazione arbitraria del diritto una comunicazione effettuata dall'opponente riferita a un CCL concernente un altro ramo professionale.