Citation: 4A_621/2017 E. 6

La ricorrente si duole infine del fatto che la Corte d'appello le abbia addebitato un difetto di motivazione anche in merito al tema della prescrizione e richiama le allegazioni svolte a questo proposito nell'atto di appello. Riprende poi tali allegazioni; afferma che l'autorità cantonale ha violato il diritto federale, poiché ha ammesso che la prescrizione era stata interrotta dalle domande di esecuzione che quantificavano il credito solo in franchi svizzeri, senza indicarne la valuta originale in dollari né la natura, e non permettevano quindi di identificare la pretesa per la quale l'opponente procedeva. Assevera anche che il Tribunale di appello non ha esaminato l'argomento secondo cui l'attrice, quale cessionaria, non può prevalersi della "protezione offerta ai titolari di una relazione bancaria dalla giurisprudenza di cui alla DTF 133 III 37 consid. 3". Ci si potrebbe effettivamente chiedere se le contestazioni mosse dalla convenuta in appello non siano sufficienti sotto il profilo dell'art. 311 cpv. 1 CPC. La questione può tuttavia rimanere indecisa, perché la Corte cantonale non ha solo dichiarato l'appello irricevibile per carenza di motivazione; in subordine lo ha anche respinto nel merito, rinviando alle motivazioni riguardanti la legittimazione attiva. Anche in questa sede possono pertanto essere richiamate le considerazioni svolte a tale riguardo (consid. 3.2). La palese identificabilità del credito rende vane le obiezioni della ricorrente concernenti l'inefficacia delle domande di esecuzione sul decorso della prescrizione, che poteva evidentemente essere interrotto anche dall'attrice, subentrata per cessione nei diritti dei titolari del conto E.________. Anche le ultime censure della ricorrente sono pertanto infondate.