Citation: 2P.91/2001 19.09.2001 E. 1

b) L'insorgente non pretende che la decisione impugnata violi, a questo riguardo, norme di diritto cantonale: la censura va pertanto esaminata esclusivamente alla luce delle garanzie minime sancite dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 121 I 54 consid. 2a, 120 Ia 220 consid. 3a con rinvii). Per giurisprudenza costante, una motivazione è sufficiente quando l'autorità menzioni, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro, in modo tale che l'interessato possa rendersi conto della portata del giudizio e valutare la possibilità di impugnarlo (DTF 124 II 146 consid. 2a, 123 I 31 consid. 2c, 121 I 54 consid. 2c e rinvii). La decisione in esame soddisfa queste esigenze. Essa indica - in maniera sufficientemente chiara, ancorché scarna e succinta - i motivi sostanziali per cui le doglianze ricorsuali risultavano, nei limiti del potere d'esame dell'autorità ricorsuale, infondate nel loro complesso, ossia che la mancata promozione poggiava su un'equa e fondata ponderazione delle capacità, dell'impegno e del profitto dell'allieva, senza che fosse ravvisabile una situazione generale positiva per l' assegnazione di un provvedimento eccezionale di promozione. Dal profilo dell'art. 29 cpv. 2 Cost. l'autorità non era tenuta, in simili circostanze, ad esprimersi esplicitamente su ogni affermazione o censura sollevata dalla parte ricorrente (DTF 123 I 31 consid. 2c, 121 I 54 consid. 2c, 112 Ia 107 consid. 2b). La motivazione ha consentito all'insorgente di rendersi conto della portata della decisione ricorsuale e di impugnarla con cognizione di causa. Questa conclusione è del resto attestata dall'ampiezza (24 pagine) e dal contenuto della memoria ricorsuale. Le censure d'ordine formale risultano pertanto infondate. Sapere se l'opinione del Dipartimento cantonale sia corretta o no, riguarda invece l'aspetto materiale del litigio.