Citation: 2C_611/2017 E. 4.5

4.5. In primo luogo i ricorrenti lamentano, implicitamente, formalismo eccessivo. A torto. Vi è formalismo eccessivo, che viola l'art. 29 cpv. 1 Cost., qualora la stretta applicazione delle norme di procedura non è giustificata da nessun interesse degno di protezione, diviene pertanto un fine a se stante, complica in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o l'accesso ai tribunali. L'eccesso di formalismo può risiedere sia nella regola di comportamento imposta dal diritto cantonale, sia nella sanzione che una violazione di tale regola implica (DTF 134 II 244 consid. 2.4.2 pag. 248; DTF 132 I 249 consid. 5 pag. 253; 130 V 177 consid. 5.4.1 pag. 183 con rispettivi rinvii). Ora, non vi è alcun formalismo eccessivo nel dichiarare inammissibile un ricorso quando, conformemente al diritto procedurale applicabile, la sua ammissibilità dipende dal versamento di un anticipo delle spese entro un termine preciso. La parte interessata deve tuttavia essere stata informata in modo appropriato dell'importo da versare, del termine assegnato per effettuare il versamento e delle conseguenze che derivano dal non rispetto di quest'ultimo (sentenze 2C_361/2015 del 13 maggio 2015 consid. 2 e 2C_734/2012 del 25 marzo 2013 consid. 3.1 e riferimenti). La gravità delle conseguenze derivanti da un mancato pagamento sulla situazione della parte interessata non è invece determinante (sentenza 2C_734/2012 citata, consid. 3.1 e rinvii). Come emerge dalla sentenza impugnata e dagli allegati di causa e peraltro non contestato dai ricorrenti, nella richiesta di versamento di un anticipo delle spese trasmessale in tempo debito dal suo patrocinatore, ella è stata debitamente avvisata che il termine era reputato osservato solo se l'importo dovuto era tempestivamente versato. È stata anche informata delle conseguenze derivanti dal mancato rispetto di questa scadenza, ossia che se il pagamento non era effettuato nel termine assegnato, il ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile. Dette esigenze (pagare quanto richiesto e ciò entro il termine a tal fine accordato) e le conseguenze ivi connesse (inammissibilità in caso di inadempimento) le sono state ripetute dal suo avvocato nella lettera accompagnatoria, inviatale assieme al decreto e alla polizza di versamento. In queste condizioni le incombeva reagire e prendere le necessarie disposizioni al fine di ossequiare il termine in questione e, quindi, come accennato in precedenza, contattare il suo patrocinatore per informarlo della sua situazione affinché questi intraprendi allora quanto necessario per tutelare i suoi diritti. Ciò che però non ha fatto, rimanendo invece del tutto inattiva. Premesse queste considerazioni, la sentenza cantonale che respinge l'istanza di restituzione dei termini va pertanto integralmente confermata, non riscontrandosi in concreto eccesso di formalismo, ancora meno una violazione del principio della proporzionalità.