Citation: 4A_623/2023 E. 3.1

3.1. In prima istanza, il Pretore aveva statuito in sintesi che il contratto concluso dalle parti era assimilabile ad un contratto di mandato, il quale costituisce un titolo di rigetto provvisorio per gli onorari convenuti se il mandatario ha eseguito con diligenza e fedeltà gli affari affidatigli, e aveva accertato quanto segue: che il mandato non era stato revocato (o comunque non prima del 31 gennaio 2022) ma che, in particolare con lo scritto del 25 gennaio 2022, l'escussa si era lamentata "dell'impossibilità di comunicazione/relazione/collaborazione durante settimane", del "mancato allestimento del piano di rilancio nonché [del]la mancata condivisione dell'asserita attività sino a quel punto svolta", che la creditrice procedente a quel punto aveva già incassato ben fr. 100'000.-- (pari alla metà del corrispettivo pattuito) a fronte di soli quattro mesi di collaborazione su sedici previsti e che, a parte qualche servizio svolto (la promozione di una collaborazione con una società e la gestione del sito per la vendita online, salvo poi non condividere le credenziali di accesso con la convenuta), "tutto si ignora[va] delle iniziative messe in atto dall'istante con riguardo agli impegni assunti". Il Giudice di prime cure ne ha quindi dedotto che siccome l'escussa aveva contestato "in modo sufficientemente circostanziato, non palesemente insostenibile e tempestivo", oltre che non strumentale alla causa, la correttezza dell'adempimento delle prestazioni dovutegli e incombeva alla creditrice procedente, in virtù dell'art. 82 CO e della cosiddetta "Basler Praxis", dimostrare di aver adempiuto correttamente i propri obblighi ma questa non vi era riuscita, il rigetto provvisorio dell'opposizione non poteva essere concesso.