Citation: 2C_348/2021 E. 5.1

5.1. Giusta l'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr, dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunità familiare, il diritto del coniuge e dei figli al rilascio e alla proroga del permesso di dimora in virtù degli articoli 42 e 43 sussiste se l'unione coniugale è durata almeno tre anni e l'integrazione è avvenuta con successo; queste condizioni sono cumulative (cfr. DTF 140 II 289 consid. 3.5.3; 136 II 113 consid. 3.3.3). Nella fattispecie, per quanto riguarda la prima delle condizioni suesposte, il Tribunale amministrativo federale ha constatato che i coniugi avevano convissuto in Svizzera dal 9 agosto 2009 ad "agosto 2012" e ha considerato che l'unione coniugale era quindi durata più di tre anni. La SEM, che aveva anch'essa ritenuto, nella propria decisione del 30 aprile 2019 (cfr. art. 105 cpv. 2 LTF), che l'unione coniugale era durata più di tre anni, non rimette in questione questa constatazione di fatto. Pertanto, sebbene la sentenza impugnata non indichi la data precisa della separazione dei coniugi, va ritenuto, come già fatto dalle autorità precedenti, che l'unione coniugale tra gli sposi è durata più di tre anni (art. 105 cpv. 1 LTF). La prima condizione posta dall'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr è dunque adempiuta. Occorre ora esaminare la seconda condizione prevista dalla norma in parola, ossia l'integrazione della ricorrente.