Citation: 1C_489/2021 E. 3

Riguardo alla sussistenza di un caso particolarmente importante, la ricorrente adduce che si sarebbe in presenza di un "nuovo" e diverso procedimento penale fondato su una fattispecie totalmente distinta da quella oggetto della rogatoria originaria e che l'autorità estera non avrebbe postulato il sequestro litigioso nell'ambito del procedimento penale italiano. L'assunto, come ancora si vedrà, regge solo parzialmente visto che, come ritenuto nella decisione impugnata, il 16 ottobre 2020 la Procura estera ha chiesto l'autorizzazione per estendere l'utilizzo della documentazione bancaria già trasmessa anche al sospettato reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale commessa da C.________ e altri nei confronti di E.________ S.p.A., ipotesi che sarebbe asseritamente emersa solo successivamente alla rogatoria del 2014. Con questa domanda complementare essa sottolinea l'interesse a mantenere il sequestro del conto in vista di una confisca. Il procedimento penale estero non è quindi ancora definitivamente concluso (DTF 113 Ib 157 consid. 5a pag. 166), la domanda complementare litigiosa non è divenuta senza oggetto, né la ricorrente sostiene ch'essa sarebbe abusiva. Inoltre, contrariamente all'assunto ricorsuale, si tratta in sostanza degli stessi fatti, ma limitati all'ipotesi del reato di bancarotta fraudolenta. In effetti, come ancora si vedrà, la Procura estera aveva già chiesto l'assistenza tra l'altro anche per questo reato, ma per motivi non specificati lo stesso non è stato poi oggetto della sentenza di condanna italiana dell'8 febbraio 2018. La ricorrente non si confronta con questi fatti e i citati complementi rogatoriali posti a fondamento della decisione della CRP, dei quali si dirà in seguito.