Citation: 2C_377/2007 19.02.2008 E. 3

3.1 La legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS) è stata abrogata con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr; RS 142.20; cfr. cifra I dell'Allegato all'art. 125 LStr). Secondo l'art. 126 LStr, alle domande presentate prima dell'entrata in vigore della nuova legge permane applicabile il diritto previgente. L'istanza di rinnovo del permesso di dimora è stata formulata il 5 aprile 2006; in concreto si applica pertanto ancora la LDDS. 3.2 Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Questo diritto si estingue, tra l'altro, se il matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni in materia di dimora e di domicilio degli stranieri (cpv. 2) oppure in caso di abuso di diritto (DTF 131 II 265 consid. 4.1). Vi è abuso di diritto allorquando il coniuge straniero di un cittadino svizzero si richiama ad un matrimonio che sussiste solo a livello formale, unicamente per ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno: un simile scopo non risulta in effetti tra quelli contemplati dalla norma in questione, per cui sfugge a qualsiasi tutela sul piano giuridico. Il matrimonio sussiste solo formalmente quando vi è una rottura definitiva dell'unione coniugale, ossia quando non vi è più alcuna possibilità di riconciliazione; le cause e i motivi all'origine di questa rottura non sono determinanti (DTF 130 II 113 consid. 4.2). 3.3 Dalla sentenza impugnata emerge che i coniugi A.________, sposatisi il 2 maggio 2002, si sono separati una prima volta il 15 gennaio 2006 e, tornati a vivere assieme alla fine di agosto del 2006, si sono nuovamente separati all'inizio di marzo del 2007, quando la moglie è andata a vivere con il nuovo compagno. Interrogata in proposito il 28 marzo 2007 dalla polizia cantonale, quest'ultima, oltre a confermare la situazione, ha ugualmente dichiarato che per lei non vi era più alcuna speranza di un'eventuale riconciliazione. Invitato a determinarsi al riguardo, il ricorrente, con osservazioni del 20 aprile 2007, ha riconosciuto che il suo matrimonio traversava una grave crisi, affermando nel contempo che sperava ancora in una riconciliazione. Sulla base dell'inserto di causa questi fatti non appaiono essere stati accertati in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e sono quindi vincolanti per questa Corte (art. 105 LTF). Orbene, riguardo a queste constatazioni, di cui risulta che, salvo una parentesi di sei mesi da fine agosto 2006 ad inizio marzo 2007, la separazione della coppia dura ormai da più di un anno e mezzo, il ricorrente non dimostra né fornisce la prova che vi sia la possibilità o perlomeno la volontà di entrambi i coniugi di una ripresa della vita comune. In queste condizioni, è quindi chiaro che tra i coniugi non sussiste più una vera e propria relazione sentimentale. Di conseguenza, è dunque senza incorrere nella violazione del diritto federale che la Corte ticinese è giunta alla conclusione che il ricorrente, abusando dei diritti che gli derivano dall'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, si richiama ad un matrimonio esistente soltanto sulla carta unicamente per potere fruire dell'autorizzazione a soggiornare in Svizzera. Al riguardo va aggiunto che, come già spiegato da questa Corte (DTF 128 II 145 consid. 3.3; 127 II 49 consid. 5d), scopo dell'art. 7 LDDS è di permettere ed assicurare giuridicamente la vita comune in Svizzera, cioè la convivenza con il coniuge svizzero domiciliato in Svizzera, non invece il soggiorno in Svizzera del coniuge straniero con un domicilio separato, tanto più se una ripresa effettiva della convivenza non sembra presa in considerazione. In caso contrario, il mantenimento del matrimonio servirebbe unicamente ad assicurare al coniuge straniero la continuazione del soggiorno in Svizzera, ciò che costituisce proprio un abuso di diritto. Va poi rammentato che, per prassi costante (DTF 128 II 145 consid. 3.4; 127 II 49 consid. 4d), i motivi che hanno condotto alla separazione non sono determinanti. Per esaminare la questione dell'abuso di diritto nell'ambito dell'art. 7 LDDS è decisivo unicamente il quesito di sapere se entrambi i coniugi siano intenzionati a riprendere la vita comune. Ciò che non è il caso in concreto. Infine, per quanto concerne le pratiche relative ad un'eventuale procedura di divorzio, il ricorrente non deve rimanere in Svizzera, in quanto può farsi rappresentare da un mandante oppure effettuare dei soggiorni turistici nel nostro Paese (sentenza 2C_156/2007 del 30 luglio 2007, consid. 4.2 in fine). 3.4 Per il resto, si può rinviare ai pertinenti considerandi della sentenza contestata (art. 109 cpv. 3 seconda frase LTF), segnatamente per quanto concerne la proporzionalità del provvedimento contestato e l'art. 8 CEDU (cfr. sentenza cantonale pag. 7 e 8).