Citation: 6B_1500/2021 E. 2.2

2.2. Nella misura in cui il ricorrente critica in modo generale la decisione impugnata, senza confrontarsi specificatamente con i considerandi della stessa, spiegando con una motivazione puntuale per quali ragioni violerebbero il divieto dell'arbitrio o determinate disposizioni legali, il gravame non adempie gli esposti requisiti di motivazione e non può quindi essere vagliato nel merito. In particolare, il ricorso è inammissibile laddove il ricorrente, lamentando accertamenti di fatto arbitrari o incompleti e facendo riferimento a rapporti specialistici (ricorso, da pag. 11 a pag. 21), espone le sue considerazioni sulle possibili cause dell'inquinamento. Egli richiama al riguardo determinati atti dell'istruzione penale, fornendo una sua versione ed interpretazione dei fatti. Disattende che le autorità penali non hanno per finire determinato la causa specifica dell'inquinamento, giacché il procedimento penale è terminato con un decreto di abbandono a seguito dell'intervenuta prescrizione dell'azione penale. Né il PP né la CRP hanno ritenuto il ricorrente penalmente colpevole dell'inquinamento. L'oggetto del litigio in questa sede è circoscritto alla questione dell'accollamento delle spese procedurali e del rifiuto di un indennizzo, in particolare al quesito di sapere se la CRP ha ritenuto a ragione o meno che il ricorrente avesse provocato in modo illecito e colpevole l'apertura del procedimento penale (cfr. art. 426 cpv. 2 e 430 cpv. 1 lett. a CPP). Nella misura in cui esulano in gran parte dall'oggetto del litigio, le censure ricorsuali sono inammissibili.