Citation: 6B_73/2010 08.04.2010 E. 1

2.3 La revisione costituisce un rimedio giuridico straordinario che consente, a determinate condizioni, di correggere un giudizio cresciuto in giudicato non conforme alla verità materiale (DTF 127 I 133 consid. 6 e 7; 100 IV 248 consid. 2 e 3). Non risulta, né il ricorrente lo dimostra, che gli art. 299 lett. c e 300 CPP/TI consentano una revisione a condizioni più favorevoli rispetto all'art. 385 CP, estendendola in particolare alle decisioni non ancora cresciute in giudicato. L'art. 300 cpv. 1 CPP/TI prevede invero che la domanda di revisione può essere presentata, in ogni tempo durante o dopo l'espiazione della condanna, dal Procuratore pubblico o dal condannato. Tuttavia, il fatto che questa norma non precisi esplicitamente che la decisione di cui è chiesta la revisione sia passata in giudicato non permette oggettivamente di ritenere arbitraria l'interpretazione della Corte cantonale. Tale requisito è infatti insito nella natura stessa del rimedio della revisione, di carattere straordinario e sussidiario (cfr. TRECHSEL/LIEBER, Schweizerisches Strafgesetzbuch, n. 5 all'art. 385). Il ricorrente accenna anche al cpv. 2 dell'art. 300 CPP/TI, secondo cui, verificandosi l'invocato caso di revisione, il Procuratore pubblico è tenuto a presentare la domanda di revisione appena ne abbia ricevuto notizia. Contrariamente all'opinione del ricorrente, che non adduce giurisprudenza cantonale al riguardo, non può tuttavia essere dedotto dal semplice tenore letterale dell'art. 300 cpv. 2 CPP/TI, che la CCRP prescinde dal criticato requisito della crescita in giudicato quando un gravame analogo è presentato dal Procuratore pubblico. Né è determinante sotto il profilo della revisione il fatto che, nel Cantone Ticino, contro le sentenze di merito è dato il ricorso per cassazione e non l'appello. Ritenendo irricevibile la domanda di revisione siccome contro la sentenza di condanna era ancora pendente il ricorso per cassazione, la Corte cantonale non ha quindi violato né gli art. 299 lett. c e 300 CPP/TI, né l'art. 385 CP, né l'art. 29 Cost. In tali circostanze, considerato che la decisione di non entrare nel merito della domanda di revisione non viola il diritto, i giudici cantonali non hanno nemmeno disatteso le invocate garanzie costituzionali e convenzionali per non avere proceduto all'assunzione delle prove richieste dal ricorrente. Il procedimento di istruzione nell'ambito della procedura di revisione è peraltro disciplinato dall'art. 301 CPP/TI, di cui il ricorrente non lamenta l'applicazione arbitraria conformemente agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF (cfr., sulle esigenze di motivazione, DTF 133 IV 286 consid. 1.4).