Citation: 1C_519/2014 E. 1.3

1.3. Nella fattispecie il ricorrente, rilevando a torto che gli argomenti a favore dell'ammissibilità del gravame ai sensi dell'art. 84 LTF e quelli di merito tendono "ovviamente" a sovrapporsi, sostiene che l'ordine di arresto dev'essere annullato poiché non si sarebbe in presenza di reati motivanti l'estradizione. Ammesso che l'art. 6 n. 1 CEDU non si applica di massima nell'ambito della procedura di assistenza giudiziaria internazionale, egli rileva semplicemente che il TPF avrebbe dovuto dar seguito alla sua richiesta di indire un'udienza pubblica per permettergli di meglio chiarire la propria posizione (sulle censure sollevate in tale ambito circa il mandato d'arresto europeo, che non costituisce un'accusa penale, vedi la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Monedero Angora José contro Spagna del 7 ottobre 2008, in: Recueil CourEDH 2008-IV pag. 429). Adduce inoltre che l'applicazione dell'art. 50 cpv. 1 dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS), sulla base del quale l'istanza precedente ha ritenuto che in materia di imposte indirette la distinzione fra evasione e frode fiscale non costituisce più una discriminante di rilievo, "non sembra così scontata". Contesta poi, sempre in maniera generica, che in concreto si sarebbe in presenza di una truffa fiscale o una cosiddetta truffa carosello. Aggiunge infine che, sebbene durante la procedura di estradizione la carcerazione della persona perseguita costituisca la regola e la scarcerazione l'eccezione, nella fattispecie si giustificherebbe nondimeno l'adozione di misure sostitutive dell'arresto.