Citation: 5A_940/2016 E. 3.2.2

3.2.2. Sia come sia, quanto precede è in concreto irrilevante. Al considerando 8, il giudizio impugnato spiega che la discussione relativa alla possibilità di riconoscere e dichiarare esecutivo in Svizzera il dispositivo della sentenza 17 ottobre 2014 del tribunale svedese di prima istanza concernente le spese di quel grado di giudizio esula dal tema della presente procedura, incentrata unicamente sulla possibilità di riconoscere e dichiarare esecutiva in Svizzera la sentenza di appello svedese. Indifferente sarebbe invece in questo contesto sapere se, una volta riconosciuta e dichiarata esecutiva la sentenza di appello svedese, l'opponente possa così ottenere il rigetto definitivo dell'opposizione anche per l'importo di SEK 520'450.-- messo a carico della ricorrente dal giudice di prima istanza a titolo di spese processuali. Il Tribunale di appello, con queste parole, sembra voler porre in evidenza che la delimitazione della portata della sentenza di appello svedese e il suo riconoscimento/exequatur in Svizzera sono invero due problemi distinti; solo il secondo sarebbe qui pertinente, mentre il primo sarebbe semmai di rilievo per il giudizio di rigetto definitivo dell'opposizione al precetto esecutivo. L'assunto pare corretto. Il riconoscimento di una sentenza estera, e l'attribuzione alla medesima di esecutività in Svizzera, è il risultato di un suo esame puramente formale nella prospettiva della sua esecuzione (da ultimo DTF 135 III 670 consid. 1.3.2; sentenza 5A_818/2014 del 29 luglio 2015 consid. 5.2); in nessun caso la decisione straniera può formare oggetto di un riesame del merito (art. 36 CLug). Lo scopo che l'exequatur persegue è di estendere allo Stato richiesto l'efficacia che un giudizio ha nello Stato di pronuncia (SCHULER/MARUGG, in Basler Kommentar, Lugano-Übereinkommen, 2a ed. 2016, n. 7 ad art. 33 CLug); l'efficacia di un giudizio è data dalla sua interpretazione secondo il diritto dello Stato di pronuncia (SCHULER/MARUGG, op. cit., n. 8 ad art. 33 CLug). La sentenza estera viene in tal modo equiparata ad una svizzera in vista della sua esecuzione forzata. Ora, quand'anche il riconoscimento sia esaminato e l'esecutività sia conferita, come nel caso concreto, a titolo incidentale in una procedura di rigetto definitivo dell'opposizione, si tratta pur sempre di una decisione che risponde a criteri propri; ne è prova il fatto che riconoscimento e dichiarazione di esecutività possono essere concessi pure a titolo indipendente (v. art. 38 n. 1 CLug; p. es. DTF 139 III 232). Se la parte ricorrente decide di sottoporre le proprie censure con due rimedi di diritto disgiunti, essa costringe il giudice a delimitare quelle ricevibili con l'uno da quelle ricevibili con l'altro ricorso. In tale prospettiva, appare corretto considerare nel quadro del presente procedimento unicamente quelle censure concernenti il rispetto delle condizioni formali di riconoscimento e di exequatur previste dalla CLug, come ha ritenuto il Tribunale di appello, e demandare al giudice del rigetto la trattazione delle censure specifiche della procedura esecutiva. Fra queste, è senz'altro da annoverare la questione della portata materiale della sentenza di cui sono chiesti il riconoscimento e la dichiarazione di esecutività, poiché è appunto prerogativa del giudice del rigetto determinare se, ed eventualmente in quale misura, la sentenza proposta quale titolo esecutivo dal creditore soddisfi le condizioni dell'art. 81 cpv. 1 LEF. Non può pertanto essere condivisa l'opinione ricorsuale, secondo la quale la portata materiale della sentenza 11 novembre 2015 della Corte di appello svedese dovrebbe essere esaminata sia nel quadro del presente procedimento sia in quello di rigetto definitivo della sua opposizione: come spiegato, riconoscibilità ed esecutività in Svizzera di detta sentenza dipendono esclusivamente dal rispetto delle condizioni formali poste dalla CLug, mentre la sua valenza quale titolo esecutivo è tema della procedura di rigetto in senso stretto. Peraltro, la ricorrente non spiega - né è dato da vedere - come un ulteriore esame potrebbe distinguersi da quello che dovrà effettuare comunque il giudice del rigetto nel quadro del parallelo reclamo ancora pendente in sede cantonale.