Citation: 9C_180/2018 E. A

A.________, nata nel 1959, nubile e madre di tre figli adulti, ha inoltrato nell'aprile 2016 una domanda di prestazioni AI all'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni (di seguito UAI). Da ultimo attiva quale ausiliaria di pulizie nella misura del 10% dal giugno 2014, la richiedente ha indicato di soffrire di "depressione, stato di prostrazione, perdita delle competenze psicosociali, stato di dipendenza importante". Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, tra i quali il rapporto del 12 luglio 2016 del dott. B.________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia e l'inchiesta economica del 22 novembre 2016 per le persone che si occupano dell'economia domestica, l'UAI, stabilita una ripartizione del 20% di attività salariata e dell'80% di casalinga, come pure considerata una capacità lavorativa ridotta al 20% dal 1° giugno 2015, ha respinto la domanda con preavviso del 12 dicembre 2016. Dai calcoli effettuati con il metodo misto di valutazione risultava un grado complessivo d'invalidità del 2.6 %, inidoneo a giustificare il riconoscimento del diritto a una rendita dall'assicurazione per l'invalidità. A seguito dell'opposizione dell'assicurata, l'UAI ha modificato la ripartizione tra attività da salariata (al 30%) e attività da casalinga (al 70%), giungendo a un grado d'invalidità totale del 9.4%. Con decisione del 16 marzo 2017 l'UAI ha di conseguenza confermato l'assenza dei presupposti per il riconoscimento del diritto a una rendita d'invalidità.