Citation: U 427/00 26.02.2002 E. 3

3.- a)Nel caso in esame in questa sede non sono (più) contestati né il domicilio dell'interessato nel Comune di B.________ al momento della ricezione della decisione su opposizione rispettivamente della presentazione del gravame e, quindi, la competenza territoriale a statuire del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni, né l'intempestività del ricorso secondo la norme di procedura applicabili a quest'ultima Corte. In discussione è pertanto unicamente la questione se la presentazione del gravame al Tribunale delle assicurazioni del Canton Ticino, tempestiva secondo il diritto cantonale ticinese, sia idonea a salvaguardare il termine anche nei confronti dell'Autorità giudiziaria grigionese, come sostenuto dai primi giudici. Al riguardo essi hanno addotto che la Corte adita per prima non era manifestamente incompetente a conoscere il litigio e che essa era entrata nel merito di un precedente ricorso, che l'interessato aveva presentato il 12 agosto 1997. Una diversa decisione avrebbe quindi peccato di eccessivo formalismo. Secondo il rappresentante dell'interessato, la Corte cantonale avrebbe applicato il principio della lex mitior. b) Secondo questa Corte gli argomenti esposti nel giudizio impugnato non sono fondati e non possono quindi essere confermati in questa sede. In effetti essi non sono conformi al diritto federale, segnatamente all'art. 107 cpv. 2 LAINF, che sancisce la competenza intercantonale, all'art. 108 LAINF, secondo cui i Cantoni regolano la procedura dei rispettivi tribunali, e, infine, all'art. 8 Cost. Al riguardo occorre rilevare che ogni ordinamento processuale - sia esso di natura amministrativa o civile - prevede l'esame d'ufficio in via preliminare, da parte del tribunale adito, dei cosiddetti presupposti processuali, di cui fanno parte la competenza materiale e territoriale (cfr. art. 107 cpv. 2 LAINF) e la tempestività del ricorso, alfine di stabilire se il merito del gravame può essere sottoposto a verifica. In caso di carenza di uno di essi, il ricorso va dichiarato irricevibile (DTF 120 V 38 seg. consid. 2a-b, 115 V 130 consid. 1, 114 V 327 consid. 4b con riferimenti; C. Küng, Kommentar zum Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des Kantons Zürich, Zurigo 1999, pag. 57; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1993, pag. 111) e, in caso di incompetenza, trasmesso d'ufficio alla Corte interessata. Il citato esame va effettuato in base alle disposizioni processuali applicabili alla Corte adita. In effetti il principio generale valido nel diritto amministrativo processuale federale e quindi anche in quello relativo alle assicurazioni sociali (DTF 126 V 147 consid. 2b), secondo cui il termine per presentare ricorso è ossequiato anche se esso è stato presentato ad un'autorità incompetente (DTF 120 V 415 consid. 3a con riferimenti; Rüedi, Allgemeine Rechtsgrundsätze des Sozialversicherungsprozesses, in: Recht, Staat und Politik am Ende des zweiten Jahrtausends, Festschrift zum 60. Geburtstag von Bundesrat Arnold Koller, Berna 1993, pag. 459), non può essere inteso nel senso voluto dai giudici cantonali. Se si volesse ritenere applicabili, per fissare la tempestività del gravame, le disposizioni procedurali del tribunale adito, dichiaratosi poi incompetente, si incorrerebbe nel rischio di abuso: la scelta del diritto procedurale e quindi della durata del termine di ricorso, sarebbe infatti lasciata al libero arbitrio del singolo - in chiaro contrasto con il principio costituzionale dell'uguaglianza di trattamento (art. 8 Cost.) -, che si vedrebbe tutelato in base all'obbligo di trasmissione del gravame all'autorità competente (DTF 120 V 415 consid. 3a), anche in caso di ricorso tardivo, secondo le norme di quest'ultimo tribunale. In effetti assicurati sottoposti alla competenza della medesima Corte e quindi ad una medesima procedura, si vedrebbero applicare, senza alcun valido motivo, diritti processuali differenti. Ne consegue che la tempestività di un ricorso, inoltrato ad un'autorità incompetente, può essere verificata solo sulla base del diritto procedurale applicabile all'autorità competente a statuire nel merito (cfr. DTF 120 V 415 consid. 3a e b e Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., Berna 1983, pag. 73, che si esprime in termini di "entscheidende Instanz"). Infine va evidenziato che una mancata applicazione delle disposizioni procedurali dell'autorità competente equivarrebbe a misconoscere la natura imperativa dei presupposti processuali, in particolare dei termini previsti dalla legge (si veda DTF 126 III 30 seg., 123 V 5 consid. 5; Rüedi, op. cit., pag. 460), ammettendo in pratica una proroga, inammissibile, degli stessi.