Citation: 6B_756/2016 E. 6

Infine la ricorrente si prevale dell'art. 54 CP, sostenendo di essere solo una vittima "duramente colpita e lesa in tutti gli aspetti della sua personalità" da parte dell'accusatrice privata e contestando l'assunto della CARP, che ha escluso la possibilità di abbandonare il procedimento dopo la promozione dell'accusa, perché tale abbandono sarebbe previsto in ogni grado del procedimento penale. Anche su questo punto l'impugnativa risulta manifestamente infondata. Innanzitutto, come rettamente osservato dalla CARP, dopo la promozione dell'accusa, non è più possibile abbandonare il procedimento sulla base dell'art. 54 CP, ma tutt'al più mandare esente da pena l'autore del reato (DTF 139 IV 220). La questione non ha comunque alcuna rilevanza nella fattispecie, atteso che le condizioni dell'art. 54 CP non sono con tutta evidenza adempiute. La norma esige infatti che l'autore sia duramente colpito dalle conseguenze dirette del suo (proprio) atto. A giustificazione dell'applicazione dell'art. 54 CP, l'insorgente adduce le conseguenze delle pretese inadempienze della sua patrocinatrice di allora, ovvero conseguenze non connesse direttamente con il reato di diffamazione imputatole, uniche determinanti. Non v'è dunque spazio per esentare da pena la ricorrente.