Citation: 1C_616/2020 E. 4.1

4.1. La zona del nucleo di Muggio è disciplinata dall'art. 34 NAPR, che persegue la finalità di mantenere l'impianto urbanistico originario e la salvaguardia dei caratteri morfologici, tipologici e storici degli edifici (cpv. 2). La norma prevede che, per gli edifici di valore storico o ambientale e in particolare per quelli pregevoli indicati sul piano di dettaglio del nucleo, quali interventi sono ammessi soltanto il riattamento e la trasformazione con il mantenimento dei loro caratteri tipologici e morfologici principali. Ampliamenti limitati sono ammessi solo in caso di provata necessità, per migliorare le condizioni di abilità e di igiene degli edifici (cpv. 3 lett. a). L'art. 34 cpv. 4 NAPR dispone che i "manufatti di valore ambientale (portici, affreschi, e decorazioni pittoriche, ornamentazioni, ecc.) indicati sul piano di dettaglio del nucleo di Muggio devono essere salvaguardati e mantenuti". Secondo l'art. 34 cpv. 6 NAPR, gli interventi di sistemazione esterna non devono compromettere il carattere e i valori ambientali del nucleo, in particolare per quanto concerne la costruzione di scale, muri di sostegno e di recinzione, e di pergole, mentre "manufatti antichi e di valore ambientale quali corti, orti, portali, scale, muri, porticati, ecc. devono essere salvaguardati nelle loro configurazioni e nei loro materiali". La Corte cantonale ha ritenuto che questa regolamentazione tutela soltanto determinati manufatti di valore ambientale, che il piano di dettaglio del nucleo individua nel tessuto edilizio antico lungo i vicoli acciottolati, come ornamenti o portici che segnano brevi passaggi coperti. Ha ritenuto che dall'art. 34 cpv. 6 NAPR risulta che anche altri manufatti antichi e di valore ambientale non contrassegnati sul citato piano (quali, corti, orti, portali, porticati ecc.) vanno comunque tutelati nel loro aspetto. Ha stabilito, rettamente, che nella misura in cui tale disposizione contiene diversi concetti giuridici di natura indeterminata, essa, quale norma di diritto comunale autonomo, conferisce al Municipio una certa latitudine di giudizio riguardo all'individuazione dei loro contenuti precettivi, che le istanze di ricorso devono rispettare, imponendosi un certo riserbo, allo scopo di rispettare l'autonomia comunale (al riguardo vedi DTF 145 I 52 consid. 3.6; sentenza 1C_650/2019 del 10 marzo 2020 consid. 2).