Citation: 8C_260/2018 E. 5.2

5.2. L'interpretazione storica del diritto cantonale ticinese permette anche di capire perché (ancora oggi) alcuni giudizi del Tribunale di appello siano sottoscritti da un segretario amministrativo e non da un giurista. Infatti, fino all'entrata in vigore del CPC, l'allora Codice di procedura civile ticinese del 17 febbraio 1971 (CPC/TI) stabiliva chiaramente i diritti di firma. L'art. 285 cpv. 2 lett. g CPC/TI prevedeva che le sentenze e i decreti dovevano, a pena di nullità, contenere la firma del giudice, rispettivamente del presidente della Camera, e del segretario, nonché il bollo ufficiale. A norma dell'art. 286 cpv. 1 CPC/TI le ordinanze processuali erano emanate invece senza la firma del segretario. In seguito alla modifica legislativa del 25 maggio 1975 il legislatore ha inteso precisare che la firma del segretario per le sentenze e i decreti andava applicata anche per gli atti del pretore e dei giudici di pace (Messaggio n. 1964 del Consiglio di Stato del 22 maggio 1974, in: Raccolta dei verbali del Gran Consiglio, Sessione ordinaria autunnale 1974, Seduta XVIII - 25 marzo 1975, pagg. 1001 seg.). Nel medesimo senso si esprimevano anche l'art. 263 cpv. 1 e l'art. 294 del Codice di procedura penale ticinese del 19 dicembre 1994 (CPP/TI).