Citation: 4P.271/2004 16.03.2005 E. 7

Prima di chinarsi sugli argomenti ricorsuali è necessario rammentare che nell'ambito di un ricorso fondato sull'art. 327 lett. g CPC/TI la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello ticinese dispone di un potere d'esame analogo a quello del Tribunale federale chiamato a statuire su di un ricorso di diritto pubblico per violazione del divieto dell'arbitrio. Essa può pertanto annullare il giudizio di primo grado solo se questo appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (cfr. DTF 129 I 8 consid. 2.1). In simili casi, per costante giurisprudenza, l'autorità cantonale incorre nell'arbitrio qualora riesamini liberamente la fattispecie, nonostante i limiti posti al suo potere cognitivo (DTF 116 III 70 consid. 2b). Adito con un ricorso di diritto pubblico fondato sull'art. 9 Cost. e avente per oggetto la decisione di un'autorità di ultima istanza con un potere di cognizione ristretto all'arbitrio, il Tribunale federale esamina liberamente la questione di sapere se l'autorità cantonale abbia a torto ammesso - rispettivamente negato - una violazione del divieto dell'arbitrio (DTF 125 I 492 consid. 1a/cc; cfr. anche sentenza inedita del 12 febbraio 2003, inc. 1P.333/2002, consid. 1.1).