Citation: U 119/02 03.06.2004 E. 4

4.1 Nel querelato giudizio la Corte cantonale si è unicamente pronunciata sull'assenza di un nesso di causalità adeguato tra l'infortunio subito dall'assicurato ed i disturbi psichici intervenuti in seguito, precisando che non era "oggetto di contestazione il fatto che l'assicurato non presenti più alcun rilevante postumo infortunistico di natura organica". A quest'ultima conclusione era giunto anche l'assicuratore infortuni nella decisione su opposizione. Un attento esame degli atti non permette di condividere questa opinione. In effetti non risulta né dall'opposizione né dal tenore del gravame presentato al Tribunale cantonale né tantomeno dal ricorso di diritto amministrativo a questa Corte che l'assicurato si sia limitato a contestare l'assenza di un nesso di causalità adeguato tra infortunio e danni alla salute psichica. Egli ha infatti sempre evidenziato la presenza di dolori e chiesto in generale l'erogazione di prestazioni a partire dal dicembre 2000. In simili condizioni l'oggetto della lite non può essere limitato all'assenza o meno di causalità adeguata tra infortunio e disturbi psichici, bensì va pure esaminata la questione della rilevanza, per l'assegnazione di prestazioni dell'assicurazione infortuni, dei danni di natura fisica, in particolare dell'artrosi alle tre costole insorta in seguito all'infortunio. In proposito va infatti rilevato che nella misura in cui la procedura di ricorso concerne l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, l'ambito del potere cognitivo del Tribunale federale delle assicurazioni non è limitato all'esame della violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, ma si estende anche all'esame dell'adeguatezza della decisione impugnata; la Corte in tal caso non è vincolata dall'accertamento di fatto operato dai primi giudici e può scostarsi dalle conclusioni delle parti, a loro vantaggio o pregiudizio (art. 132 OG). 4.2 In concreto la TAC toracica eseguita il 31 maggio 2000 in occasione della richiesta di riapertura del caso, presentata dal medico curante dell'assicurato, ha evidenziato "la presenza di alterazioni morfologiche tipo pseudo artrosico delle ultime tre coste posteriori inferiori di sinistra in esiti di trauma 1998", che ha indotto il medico dell'INSAI a dichiararlo inabile al lavoro al 100% in attività pesanti. Chiamato ad esprimersi sulla sindrome dolorosa il prof. M.________, specialista in chirurgia, ha però precisato che l'intensità dei dolori così come descritta dal ricorrente era solo in parte spiegabile dall'artrosi e concluso genericamente per un'abilità totale al lavoro. Il dott. A.________, specialista in reumatologia, incaricato dal Servizio Y.________ di esaminare lo stato di salute dell'assicurato, ha inoltre accertato delle alterazioni patologiche evidenti dell'apparato locomotorio, consistenti in una sindrome toraco-lombovertebrale su alterazioni statiche, stato dopo incidente del lavoro, fratture costali e sviluppo di una pseudo-artrosi, con formazione di callo fibrotico e presenza di dolori all'emitorace sinistro, concludendo per un'inabilità al lavoro del 70% in lavori pesanti e del 30-40% in lavori medio leggeri (magazziniere, geometra), ritenuto che l'attività doveva essere svolta in posizione seduta ed eretta, e, meglio, cambiando regolarmente posizione. 4.3 Da quanto sopra esposto risulta perlomeno possibile, al contrario di quanto asserito dall'INSAI, esservi, in concreto, per motivi organici riconducibili all'infortunio, un'incapacità lavorativa rispettivamente un'incapacità di guadagno e, quindi, un diritto a prestazioni nei confronti dell'assicurazione infortuni successivamente al dicembre 2000. In effetti la pseudo-artrosi alle costole accertata radiologicamente risulta conseguente all'infortunio e provoca, secondo gli specialisti incaricati dal Servizio Y.________, che hanno proceduto ad accertamenti approfonditi e motivati, incapacità lavorativa sia in lavori pesanti che in attività leggere. Del fatto, invece, che il prof. M.________ indichi una capacità lavorativa generica totale in relazione alle conseguenze dell'infortunio e perciò ritenga nulla l'incidenza dell'artrosi non può per contro essere tenuto conto. In effetti la conclusione cui è giunto lo specialista risulta troppo generica, non distinguendo in realtà tra attività leggere e pesanti e non specificando le attività eventualmente ammissibili. Essa risulta inoltre in netto contrasto con le dichiarazioni del medico circondariale dell'INSAI e dei sanitari del Servizio Y.________, ben più dettagliate. Del resto, seppure il prof. M.________ non ritiene possibile un'incidenza tale dell'artrosi, non esclude tuttavia delle conseguenze parziali ad essa riconducibili. Su questo punto il citato referto non può pertanto essere considerato affidabile (VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa e riferimenti citati). Ne consegue che in casu dev'essere accertata l'effettiva incidenza dell'artrosi, sviluppatasi in seguito alla rottura delle costole, sulla capacità lavorativa dell'assicurato e determinato se, per questi motivi, vi è perdita di guadagno rilevante ai fini pensionistici. In effetti il prof. M.________ ha dichiarato non esservi cure né interventi chirurgici utili in tale ambito. 4.4 Su questo punto il ricorso di diritto amministrativo dev'essere pertanto accolto e l'incarto rinviato all'assicuratore infortuni affinché proceda nel senso suindicato e, alla luce degli accertamenti esperiti, pronunci una nuova decisione sul diritto dell'assicurato di percepire prestazioni dal 1° dicembre 2000.