Citation: 4A_71/2016 E. C

Frattanto, con petizione del 19 agosto 2003, D.________ ha a sua volta convenuto in giudizio la banca B.________SA, per ottenerne la condanna al pagamento di EUR 346'401.21 oltre interessi, importo che corrispondeva agli attivi presenti sul conto sss incamerati il 5 maggio 2000 dalla convenuta a seguito della realizzazione del pegno da lui sottoscritto il 6 aprile 2000 a garanzia del conto www aperto da A.________. In sostanza, egli ha sostenuto: che l'atto di pegno da lui sottoscritto il 6 aprile 2000 era nullo (art. 27 cpv. 2 CC) rispettivamente non era obbligatorio siccome viziato da errore essenziale (art. 24 CO) e da dolo della controparte (art. 28 CO); che la convenuta, sottacendogli circostanze rilevanti e inducendolo a sottoscriverlo, aveva commesso atto illecito (art. 41 CO) rispettivamente violato gli obblighi precontrattuali e contrattuali (art. 398 CO); che il pegno non poteva in ogni caso essere realizzato in quanto la convenuta non poteva vantare crediti nei confronti di A.________. Con sentenza del 13 ottobre 2014 il Pretore, ha accolto la petizione. Su appello della convenuta, con giudizio del 14 dicembre 2015, la II Camera civile del Tribunale d'appello ha poi però riformato la sentenza del Pretore, nel senso che la petizione era respinta.