Citation: 2C_289/2024 E. A

A.a. Il 23 novembre 2018, l'Agenzia delle entrate - Ufficio cooperazione internazionale italiano, autorità fiscale competente in materia (di seguito: l'autorità richiedente o l'autorità italiana), ha presentato all'Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito: l'AFC o l'autorità richiesta) una domanda raggruppata di assistenza amministrativa in materia fiscale. In tale domanda, l'autorità richiedente ha esposto che, nell'ambito di un programma di "collaborazione volontaria" lanciato con lo scopo di mettere in regola la situazione fiscale dei contribuenti italiani che vi partecipavano, circa 7'000 contribuenti italiani avevano chiesto di "regolarizzare le infedeltà ed omissioni dichiarative commesse in relazione alla detenzione di attività finanziarie (inclusi conti bancari) presso l'istituto di credito elvetico B.________ SA". L'autorità italiana ha inoltre affermato di essere in possesso di una copia di una lettera inviata dalla B.________ SA (cui è subentrata nel 2016 la C.________ AG; di seguito: la D.________ o la banca) ai propri clienti italiani il 3 febbraio 2014, nella quale la banca chiedeva a questi ultimi se fossero in regola ("compliant") nei confronti del fisco italiano e li informava che, qualora non avessero fornito la prova di tale "compliance" fiscale, le loro relazioni finanziarie presso la banca sarebbero state sottoposte a restrizioni. Secondo l'autorità richiedente, alla luce di questi elementi, vi era un sospetto di evasione fiscale nei confronti di numerosi contribuenti italiani clienti della banca. A.b. Basandosi su quanto precede, l'autorità richiedente ha precisato che la propria richiesta riguardava "i contribuenti italiani [cosiddetti] "recalcitranti", cioè i contribuenti italiani i cui nomi sono sconosciuti e che sono identificabili attraverso i seguenti criteri nel periodo dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2016: "a. è o è stato titolare di uno o più conti presso [la banca]; b. il titolare del conto ha o ha avuto un indirizzo di domicilio o di residenza in Italia (sulla base della documentazione in possesso della banca); c. il titolare dell'attività finanziaria ha ricevuto una lettera della banca in cui è stata annunciata la chiusura forzata del conto/conti bancari salvo egli fornisca alla banca l'autorizzazione del modello "Direttiva Risparmio UE per la Collaborazione Volontaria (Voluntary Disclosure) " o ogni altra prova del rispetto delle proprie obbligazioni fiscali relativamente a tale conto/conti; d. nonostante tale lettera, il titolare del conto non ha fornito alla banca prove sufficienti del rispetto degli obblighi fiscali." In considerazione degli elementi a sua disposizione, l'autorità italiana ha dunque richiesto all'AFC: (...) tutte le informazioni in possesso della banca in merito ai conti detenuti presso l'istituto di credito, nel corso del periodo tra il 23 febbraio 2015 ed il 31 dicembre 2016, da soggetti residenti in Italia [cosiddetti] 'titolari recalcitranti di attività finanziarie' (recalcitrant account holders), in particolare [...]: a. informazioni anagrafiche dei "recalcitrant account holders" (cognome, nome, data di nascita e ultimo indirizzo noto risultante dalla documentazione bancaria); b. numero identificativo del conto o dei conti detenuti presso la banca; c. saldo al 28 febbraio 2015 e 31 dicembre 2016 di tutti i conti detenuti dai 'recalcitrant account holders' (...) ". A.c. Il 29 marzo 2019, l'AFC ha esortato la D.________ a identificare tutte le persone interessate dalla domanda di assistenza amministrativa italiana sulla base dei criteri di ricerca suesposti, precisando che la richiesta riguardava unicamente i clienti che erano a conoscenza della summenzionata lettera della banca e che non avevano comprovato la loro conformità fiscale né prima né dopo averla ricevuta. Dopo avere domandato alcuni chiarimenti, la banca ha trasmesso all'AFC le informazioni richieste da quest'ultima. A.d. Il 10 dicembre 2019 l'AFC ha pubblicato nel Foglio federale la cerchia delle persone interessate dalla domanda di assistenza amministrativa e precisato i loro relativi obblighi. Il 27 dicembre 2019 A.________, che ne faceva parte, ha comunicato un indirizzo di notifica. È poi susseguito un fornito scambio di corrispondenza tra quest'ultimo e l'AFC. A.e. Con decisione finale del 28 giugno 2022 l'AFC ha accolto la domanda di assistenza amministrativa in materia fiscale formulata dall'autorità richiedente il 23 novembre 2018 relativamente a A.________, il quale nel periodo oggetto della domanda era titolare di un conto presso la D.________. Il 22 luglio 2022 A.________ si è rivolto al Tribunale amministrativo federale, opponendosi all'esecuzione della domanda. Con sentenza del 13 maggio 2024 detta autorità ha respinto il ricorso. A.f. Nel frattempo, più esattamente il 21 dicembre 2020, il Tribunale amministrativo federale ha respinto l'impugnativa esperita da due persone interessate dalla domanda raggruppata di assistenza amministrativa presentata il 23 novembre 2018 dall'autorità italiana (sentenza "pilota" A-1296-2020). Su ricorso, questo giudizio è stato confermato - sia riguardo all'ammissibilità della domanda raggruppata che con riferimento alla trasmissibilità delle informazioni richieste - dal Tribunale federale con sentenza 2C_73/2021 del 27 dicembre 2021.