Citation: 5C.37/2006 13.04.2007 E. 5

Nel merito vengono coacervate essenzialmente tre censure: la falsità delle accuse mosse negli articoli di giornale, la contestazione della preminenza di un interesse pubblico a sostegno della pubblicazione, infine l'assenza di un esame d'insieme delle lesioni asseritamente patite, con la precisazione che oggetto della causa vuole essere l'insieme della campagna stampa. 5.1 La questione a sapere se i tre articoli incriminati contengano o meno affermazioni false è stata discussa dai giudici cantonali al consid. 12 (vicenda Pica-Alfieri) e 13 (vicenda Bentinck) della sentenza impugnata. Esaminate le censure di falsità considerate sufficientemente circostanziate e, dunque, ricevibili, il Tribunale di appello ha concluso che gli articoli non contenevano falsità: certo, la narrazione dei fatti che il giornalista presentava era "sicuramente di parte", ma l'attore non poteva pretendere che il giornalista descrivesse "la vicenda nel modo da lui voluto", bensì soltanto "che il giornalista non raccontasse falsità". E conclusioni dello stesso tenore si trovano, in termini simili, con riferimento a tutte le censure di falsità sollevate dagli attori. Traspare da ciò che le conclusioni dei giudici cantonali in proposito sono il frutto di una ponderata valutazione delle reciproche allegazioni e delle relative prove, dunque non passibili di un riesame in questa sede (supra consid. 2.1; v. pure già consid. 4.3).