Citation: 6B_1071/2020 E. 6.3

6.3. La CARP non ha ravvisato alcuna attenuante specifica o motivo di attenuazione obbligatoria della pena secondo l'art. 48 CP, senza che al riguardo siano sollevate censure di sorta. Essa ha vieppiù constatato l'assenza di un vero pentimento, precisando come l'attitudine processuale dell'insorgente facesse apparire dubbia la sua presa di coscienza sulla gravità dei fatti di cui è chiamato a rispondere. Invano dunque il ricorrente si duole, in modo del tutto apodittico, della mancata considerazione del suo sincero pentimento. Quanto poi agli altri elementi invocati nel gravame, ovvero la situazione personale, le prospettive future, rispettivamente le difficoltà di reinserimento sociale, si rammenta che, secondo la giurisprudenza, l'effetto della pena sulla vita del condannato, quale elemento di prevenzione speciale, permette di compiere unicamente correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (v. sentenza 6B_537/2020 del 29 settembre 2020 consid. 2.2 e rinvii). In proposito la CARP non ha omesso di tener conto dei citati fattori. Ha infatti spiegato che l'esame delle circostanze personali dell'insorgente, contraddistinte in particolare dalla continuazione dell'attività di narcotraffico malgrado la carcerazione subita e una precedente condanna per tale titolo di reato, avrebbe giustificato un aggravio non indifferente della pena ipotetica di base. Ha tuttavia rinunciato a tale aggravio, considerando l'età del ricorrente e la necessità di evitare, per quanto possibile, sanzioni che ne ostacolino oltremodo il reinserimento. Anche sotto questo profilo dunque il ricorso si rivela infondato.