Citation: 1P.336/2000 30.10.2000 E. 3

3.- a) Nella sentenza del 1° luglio 1993 il Tribunale federale, rilevato come il ricorso si limitasse alla restrizione imposta a una parte della particella n. 112 in vista dell'attuazione del posteggio pubblico P8, aveva già constatato che la realizzazione del progettato centro consortile per persone anziane era stata abbandonata (consid. 3; cfr. anche la sentenza del 20 febbraio 1991 in re Comune di Comano, apparsa in RDAT I-1992, n. 25, pag. 57 segg.); esso aveva nondimeno ritenuto che, per contro, non era affatto dimostrato che il contestato posteggio fosse stato previsto, sin dall'inizio, esclusivamente o principalmente, per i bisogni di questo centro. L'area litigiosa, destinata al posteggio per brevi soste e ad uso soprattutto dei residenti della parte est del Comune, era stata infatti prevista anche per i bisogni di quel settore del paese (sentenza citata, consid. 3a). Il Tribunale federale rilevava poi che l'interesse pubblico a una limitazione della proprietà può risiedere in bisogni futuri della collettività se, come in quel caso, sono indicati concretamente e la loro attuazione appare verosimile; ha ritenuto infine che in quella procedura la ricorrente non aveva dimostrato che, in caso di soppressione del contestato vincolo, i posteggi previsti nel piano erano sufficienti per i bisogni del Comune (sentenza citata, consid. 3b e c). b) Nella decisione impugnata il TPT ha ritenuto che la questione del posteggio P8, vincolo istituito già nel 1986, era stata decisa con la predetta sentenza del Tribunale federale e ch'essa non era oggetto delle contestate varianti: ha quindi respinto tale censura in ordine; l'ha nondimeno respinta anche nel merito, ritenendo che il fabbisogno di nuovi posteggi in quella zona è ampiamente dimostrato. I ricorrenti, richiamando la DTF 120 Ia 227, fanno valere che la conclusione della Corte cantonale, secondo cui il vincolo litigioso non potrebbe essere rimesso in discussione poiché non oggetto delle contestate varianti e poiché non ha subito modifiche di sorta dal suo inserimento nel piano regolatore, sarebbe errata. Ora, anche nell'ipotesi in cui il TPT avesse ritenuto a torto che non sarebbero state adempiute le condizioni per procedere a un riesame del vincolo litigioso, ciò non giova ai ricorrenti, visto che la Corte cantonale, nella motivazione materiale sussidiaria, ha comunque esaminato, respingendole, le censure ricorsuali. In effetti, quando, come in concreto, la decisione impugnata è fondata su più motivazioni indipendenti, il ricorrente deve - pena l'inammissibilità del gravame - impugnarle tutte e dimostrare che ognuna di esse è incostituzionale (DTF 121 I 1 consid. 5a/bb pag. 11, 118 Ib 26 consid. 2b, 113 Ia 94 consid. 1a/bb; cfr. anche DTF 121 III 46 consid. 2, 121 IV 94 consid. 1b; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 368). Riguardo agli argomenti posti a fondamento della motivazione di merito sussidiaria, i ricorrenti si sono tuttavia limitati ad addurre che lo sviluppo della popolazione prospettato dal Comune sarebbe al di fuori di qualsiasi ragionevole ipotesi, e a riproporre, peraltro in maniera del tutto appellatoria, le critiche già respinte dal Tribunale federale nel giudizio del 1° luglio 1993, disattendendo in tal modo le esigenze di motivazione dell' art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b). Ne segue che il Tribunale federale deve constatare che i ricorrenti non sono debitamente insorti contro la motivazione sussidiaria fornita dalla Corte cantonale e deve dichiarare pertanto inammissibile il gravame.