Citation: 8C_422/2020 E. 4.1

4.1. La Corte cantonale ha in seguito constatato l'applicabilità dell'art. 25 cpv. 2 LPGA alla fattispecie, secondo il quale quando il credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è determinante. Dopo aver scartato l'art. 148a CP, inapplicabile sulla base del principio di non retroattività (art. 2 cpv. 1 CP), il giudice cantonale ha analizzato la punibilità del comportamento della ricorrente soltanto per il reato di truffa a norma dell'art. 146 CP. Richiamandone giurisprudenza e dottrina legata all'ambito delle assicurazioni sociali, in particolar modo sull'aspetto attivo o passivo della natura dell'inganno astuto, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha ritenuto che la ricorrente avesse adottato un comportamento attivo sottoscrivendo le richieste per RIPAM e producendo tassazioni in cui non figurava in nessun aspetto l'immobile in Francia, oltre a non aver risposto all'esplicita domanda riguardante eventuali donazioni o cessioni in usufrutto avvenute a partire dal 2005. Posto che, fino all'autodenuncia, tale immobile non era stato segnalato neppure all'autorità fiscale ticinese, l'amministrazione non sarebbe stata negligente nelle sue verifiche e, quindi, a ragione avrebbe ritenuto un reato per truffa, applicato un termine di prescrizione di 15 anni (art. 97 cpv. 1 let. b CP) e ordinato la restituzione delle prestazioni indebitamente percepite.