Citation: 4A_539/2021 E. 6.2

6.2. Il ricorrente fa valere una violazione degli art. 97 CO, 8 CC e 55 cpv. 1 CPC e un accertamento manifestamente incompleto dei fatti in relazione a una sua eventuale responsabilità. Afferma che la banca non ha allegato il danno e contesta le violazioni contrattuali imputategli dal Tribunale di appello, segnatamente con riferimento al grado di verifica delle incongruenze e il momento in cui egli avrebbe potuto controllare l'estratto falsificato del 23 ottobre 2013. La Corte di appello non poteva nemmeno considerare nuova e irricevibile la sua obiezione secondo cui non aveva ricevuto e letto tale estratto prima dell'esecuzione del penultimo ordine. Sostiene di non aver avuto inoltre alcun obbligo di reagire subito. Per il ricorrente, la banca avrebbe potuto eseguire siffatti ordini solo in presenza di una sua comunicazione preliminare e avrebbe pure infranto un regolamento interno, valido da qualche mese, che esigeva segnatamente una conferma da parte del cliente. Afferma che l'opponente avrebbe dovuto sospettare l'origine delittuosa dei quattro ordini fraudolenti, in seguito alla lingua utilizzata e allo scopo dei pagamenti (acquisti immobiliari in paesi in cui non avrebbe avuto interessi economici o legami). Sostiene che, se valutate nel loro insieme, le violazioni commesse dalla banca erano tanto gravi da interrompere ogni nesso di causalità con il suo agire.