Citation: 4C.10/2001 07.08.2001 E. 3

3.- a) Commette negligenza grave chi trascura le più elementari regole della prudenza, che ogni persona ragionevole rispetterebbe se posta nella medesima situazione (DTF 119 II 443 consid. 2a, 115 II 283 consid. 2a; cfr, anche Oftinger/Stark, Schweizerisches Haftpflichtrecht, Allgemeiner Teil, Band I, 5a ed., Zurigo 1995, §5 n. 107 e nota a pié di pagina n. 121). Si parla per contro di negligenza lieve quando una persona non fa prova della prudenza che ci si potrebbe aspettare, senza che si possa tuttavia ravvedere nel suo comportamento - non scusabile - una violazione delle più elementari regole di prudenza (cfr. Rey, Ausservertragliches Haftpflichtrecht, 2a ed., Zurigo 1998, n. 863 segg. con riferimenti). b) In concreto i giudici cantonali hanno accertato che la mattina del 15 ottobre 1992, prima del volo conclusosi tragicamente, il pilota e i suoi due assistenti di volo avevano eseguito vari trasporti in Val Calanca, al termine dei quali erano tornati alla base di Grono. Il pilota ha quindi contattato telefonicamente un cliente che aveva chiesto l'esecuzione di trasporti da Sta Maria in Calanca. Vista la divergenza sulle condizioni meteorologiche, il pilota ha deciso, dietro richiesta del cliente, di recarsi sul posto per valutare personalmente la situazione ed è dunque decollato con i due assistenti. Una volta saputo che i citati trasporti avrebbero dovuto venire effettuati con una fune lunga 20 metri e osservato che a monte cominciava a formarsi una fitta coltre di nebbia, egli ha deciso di rinunciare al lavoro e tornare a valle. Si trattava - sempre secondo quanto esposto nella sentenza impugnata - di un volo in linea diretta e corto per distanza e tempo. Al momento del decollo vi erano condizioni di volo a vista: la nebbia si avvicinava dall'alto e sia il pilota che C.________ hanno potuto vedere la sagoma di Grono sul fondovalle. Gli assistenti di volo, entrambi esperti, sono saliti sull'elicottero senza esitazione e senza sollevare obiezioni. Infine, prima di partire, il pilota ha predisposto lo sgancio della benna e aperto il finestrino per impedire l'appannamento dei vetri. Dopo 15 secondi di volo è apparsa, improvvisamente, la nebbia; dopo ulteriori 15 secondi si è verificato l'impatto con il bosco. c) Questi accertamenti, come già detto, vincolano il Tribunale federale. L'autorità cantonale ha osservato, a giusta ragione, che le condizioni meteorologiche nelle quali è stato intrapreso il volo di ricognizione verso la valle Calanca, svoltosi peraltro senza difficoltà, non sono di rilievo; essa ha inoltre appurato, sulla scorta delle deposizioni di due piloti definiti esperti, che simile modo di procedere è usuale in caso d'incertezza. Determinanti sono per contro le condizioni meteorologiche che vigevano nel momento in cui il pilota, costatata l'impossibilità di eseguire il trasporto desiderato dal cliente, ha deciso di scendere alla base di Grono: a quel momento la nebbia sembrava formarsi dall'alto, l'obiettivo era visibile e poteva essere raggiunto velocemente in linea retta. Decidendo di partire - con l'accordo dei due assistenti di volo, giova ricordarlo - egli ha certamente omesso di considerare che nuovi banchi di nebbia avrebbero potuto formarsi repentinamente, date le condizioni di tempo mutevoli di quella mattina. L'omissione, seppur non scusabile trattandosi di un pilota professionista, non appare riprovevole al punto da costituire una negligenza grave nel senso sopra esposto. Gli accertamenti contenuti nella sentenza impugnata non permettono di concludere ch'egli abbia trascurato le regole più elementari della prudenza, ossia che abbia agito in contrasto con quanto avrebbe fatto ogni altro pilota nelle medesime circostanze. d) Ne discende che la valutazione del grado della negligenza operata dall'autorità cantonale non viola il diritto federale.