Citation: 2C_371/2018 E. 5.2.1

5.2.1. La Corte cantonale ha dapprima osservato che i termini istituiti dal previgente art. 25 LResp/TI costituivano dei termini di perenzione. Una siffatta interpretazione della norma non si rivela insostenibile né, di riflesso, arbitraria. Oltre a corrispondere al tenore letterale del disposto (art. 25 cpv. 1 "La responsabilità dell'ente pubblico è perenta se..."; art. 25 cpv. 2 "L'azione del danneggiato è inoltre perenta se..."), essa è confortata dal Messaggio n. 7083 del 14 aprile 2015 citato in precedenza (cfr. pag. 3, con riferimento anche al rapporto 9 settembre 1988 della Commissione della legislazione sul Messaggio n. 3092 del 14 ottobre 1986 del Consiglio di Stato nonché a quest'ultimo Messaggio, pag. 1690), ove viene sottolineato che i termini di cui al vecchio art. 25 cpv. 1 e 2 LResp/TI costituiscono dei termini perentori e che, in particolare, quello del secondo capoverso introduce "un secondo termine di perenzione" di sei mesi, che decorre soltanto dopo che sia scaduto quello di tre mesi per la risposta senza che l'autorità competente ne abbia fatto uso, ritenuto che il silenzio vale quale risposta negativa. È quindi senza arbitrio che se ne può concludere che la legge cantonale prevedeva un termine di perenzione relativo (di un anno) a decorrere dalla conoscenza del danno, un termine di perenzione assoluto (di dieci anni) per presentare la notifica all'ente pubblico e, infine, nell'ambito della procedura preliminare interna (" verwaltungsinternes Vorprüfungsverfahren", al riguardo vedasi JOST GROSS, Schweizerisches Staatshaftungsrecht, 2a ed. 2001, pag. 372), un termine di sei mesi che decorre dalla risposta dell'ente pubblico (sul tema si veda FRANCESCO CATENAZZI, Legge cantonale sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici: campo di applicazione e procedura, in: La responsabilità dello Stato, 2014, pag. 117 segg., pag. 132; J OST GROSS/VOLKER PRIBNOW, Schweizerisches Staatshaftungsrecht, volume supplementare, 2a ed. 2013, n. 396 e n. 389; FRÉDÉRIC KRAUSKOPF, Die Verjährung und Verwirkung im Staatshaftungsrecht, in: Aktuelle Fragen des Staatshaftungsrechts, 2014, pag. 197 segg., pag. 216). Considerato poi che l'ente pubblico deve rendere la suddetta risposta entro tre mesi dalla notifica del danneggiato, e che il silenzio vale quale risposta negativa (art. 19 cpv. 2 LResp/TI), non è arbitrario desumere che, in quest'ultimo caso, il termine di perenzione è di nove mesi (opinione ugualmente suffragata dal Messaggio n. 7083 del 14 aprile 2015, pag. 3 segg. e pag. 7). È quindi sempre senza arbitrio che si può giungere alla conclusione che la procedura non deve essere ritardata oltre il termine trimestrale concesso, per principi di economia di giudizio, all'ente pubblico per pronunciarsi (sentenza 5P.149/2000 del 19 giugno 2000 consid. 2a, con riferimento alla DTF 108 Ib 417 consid. 1 e al Messaggio n. 3092 del 14 ottobre 1986, pag. 1678 seg.). Si rilevi per inciso che il Tribunale federale ha già avuto modo di giudicare che non è arbitrario considerare che se la risposta negativa perviene prima della scadenza del termine di tre mesi, quello di sei mesi per promuovere l'azione giudiziaria comincia a decorrere e non può essere interrotto, e ciò indipendentemente dal fatto che, in seguito alla risposta, vi siano ancora stati scambi di lettere e trattative (sentenza 5P.149/2000 citata, consid. 2a). A titolo di paragone va osservato che anche il diritto federale prevede un simile termine di perenzione nell'ambito della procedura preliminare ai sensi dell'art. 20 cpv. 3 della legge federale del 14 marzo 1958 su la responsabilità della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali (LResp; RS 170.32; DTF 136 II 187 consid. 6; sentenza 2C_245/2018 del 21 novembre 2018 consid. 2.1 con riferimenti; si veda altresì MAX B. BERGER, in: Kommentar zu den schweizerischen Haftpflichtbestimmungen, 2016, n. 15 ad art. 20; J OST GROSS/VOLKER PRIBNOW, op. cit., n. 91). Anche in questo caso trattasi di un termine che si sovrappone agli altri termini ordinari di prescrizione o perenzione e il cui mancato rispetto comporta la perdita delle pretese di risarcimento derivanti dalla responsabilità civile (KRAUSKOPF, op. cit., pag. 197 segg., pag. 201 seg.).