Citation: 9C_148/2021 E. 3.1

3.1. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha richiamato diversi atti al fascicolo e ha concluso che a giusta ragione l'UAI ha ritenuto la ricorrente casalinga prima dell'insorgenza del danno alla salute. La Corte cantonale ha stabilito l'inizio dell'incapacità lavorativa il 15 novembre 2019, quando il Dr. med. B.________ ha attestato l'incapacità a svolgere un lavoro. La Corte cantonale ha illustrato anche le dichiarazioni della ricorrente (dando più peso a quelle rese inizialmente), la quale ha a più riprese dichiarato di non aver mai svolto un'attività lavorativa e di essere casalinga sin da quando si è sposata nel 2002. Poco dopo il matrimonio, alla nascita del figlio, la ricorrente è rimasta casalinga come da volontà del marito. Al momento del decesso di quest'ultimo nel 2009, la ricorrente non ha intrapreso alcuna occupazione. Dal 2011 sono iniziati i ricoveri in struttura psichiatrica specializzata (dal profilo medico si aggiungeva una problematica alla caviglia destra). Solo il 5 febbraio 2020 la ricorrente ha dichiarato in una lettera indirizzata all'UAI che il suo stato di salute di allora non le permetteva la ripresa di un'attività lavorativa, ma che molto probabilmente avrebbe ripreso il lavoro al 100%. I giudici cantonali hanno quindi concluso che alla luce del quadro clinico la ricorrente non era impedita dai suoi disturbi psichici di cercare un lavoro e ciò, se non era esigibile nei primi anni dopo la morte del marito, vista l'età del figlio, lo era però in seguito e, soprattutto, negli ultimi cinque anni durante i quali il figlio, oltre a essere cresciuto, viveva in internato, tornando al domicilio solo nel fine settimana. L'assicurata aveva quindi la disponibilità temporale per attivarsi nella ricerca di un'attività lucrativa. La sottoscrizione di un contratto di lavoro tra il 15 luglio 2019 e il 17 settembre 2019 e una domanda di disoccupazione presentata il 2 luglio 2020 non sono state ritenute sufficienti per ammettere il contrario.