Citation: 1C_486/2017 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale ha rilevato che in occasione di una corsa di controllo il conducente deve provare d'essere in grado, anche in una situazione difficile di traffico, di condurre secondo le norme della circolazione stradale, nonché in modo sicuro e adatto alle circostanze un veicolo della categoria corrispondente alla licenza. Sotto questo profilo un tale esame assomiglia a quello pratico di guida, ma il suo scopo, contrariamente a quest'ultimo, non è di stabilire con Io stesso grado di certezza come per il rilascio della patente che tutte le relative condizioni siano adempiute cumulativamente, ma unicamente di verificare, di primo acchito, se il conducente possieda le conoscenze, le capacità e l'abilità necessarie alla condotta sicura di un veicolo. Ha precisato che la corsa può essere più corta dell'esame pratico di guida e non comporta necessariamente tutte le prove esatte dalla legge. Le sue modalità di svolgimento erano concretate nelle Direttive n. 19b dell'Associazione dei servizi della circolazione (ASA) del 26 novembre 2010, che non costituiscono norme giuridiche e di conseguenza non vincolano i Tribunali. Esse permettono tuttavia di sviluppare una prassi amministrativa uniforme, stabilendo criteri comuni ed adeguati sull'esecuzione, l'estensione e la valutazione di un tale esame (cfr. sentenza 1C_49/2014 del 25 giugno 2014 consid. 2). La corsa è superata se l'interessato prova di conoscere le regole della circolazione e d'essere in grado dl condurre in modo sicuro. L'accertamento di uno dei criteri elencati alla cifra 72 delle direttive conduce, di regola, alla bocciatura della corsa (anticipo insufficiente, messa in pericolo concreta o astratta accresciuta in ragione di un'osservazione inadatta, osservazione inefficace nell'ambito di un cambio di direzione, velocità non adatta alle condizioni della strada, del traffico e della visibilità, gravi errori nell'utilizzo della strada, applicazione insufficiente delle regole di precedenza, gravi errori nell'utilizzo del veicolo, altre inosservanze di regole della circolazione analoghe che, secondo l'esperienza, possono condurre a degli incidenti). Per principio, la corsa di controllo non può essere ripetuta (art. 29 cpv. 3 OAC). I giudici cantonali hanno aggiunto che nella valutazione dell'attitudine alla guida di un conducente, gli esperti ufficiali della circolazione fruiscono di un ampio margine discrezionale, il cui esercizio può essere censurato da parte della Corte cantonale unicamente nella misura in cui integra gli estremi della violazione del diritto, segnatamente sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso dl potere, per cui non può sostituire il proprio apprezzamento a quello del perito.