Citation: U 295/03 16.10.2006 E. 7

Resta ancora da esaminare se la ricorrente abbia diritto a un'indennità per menomazione dell'integrità del 10%, come da essa preteso, oppure se debba essere confermata l'indennità del 5% riconosciutale dall'INSAI e tutelata dall'autorità giudiziaria cantonale. 7.1 L'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità fisica o mentale (art. 24 cpv. 1 LAINF). L'indennità per menomazione dell'integrità è assegnata in forma di prestazione in capitale. Essa non deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità della menomazione. Il Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF). Su questa base l'autorità esecutiva federale ha emanato l'art. 36 OAINF, il quale dispone che una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente sussisterà per tutta la vita almeno con identica gravità. Essa è importante se l'integrità fisica o mentale, indipendentemente dalla capacità di guadagno, è alterata in modo evidente o grave (cpv. 1). L'indennità per menomazione dell'integrità è calcolata secondo le direttive figuranti nell'allegato 3 dell'ordinanza medesima (cpv. 2). Se più menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni, sono concomitanti, l'indennità è calcolata in base al pregiudizio complessivo (cpv. 3, 1a frase). 7.2 Dall'art. 25 cpv. 1 LAINF emerge quindi che l'indennità per menomazione dell'integrità è fissata in funzione della gravità della menomazione medesima. Quest'ultima viene valutata sulla base degli accertamenti medici. Ciò significa che tutti gli assicurati portatori degli stessi postumi di infortunio presentano un'identica menomazione dell'integrità; essa è in effetti commisurata in modo astratto, uguale per tutti. Da questo profilo l'indennità per menomazione dell'integrità si distingue quindi dall'indennità per torto morale ai sensi del diritto civile, per il quale si procede ad una valutazione individuale del danno avuto riguardo alle particolarità del caso. Contrariamente alla valutazione del torto morale secondo il diritto privato, la fissazione dell'indennità per menomazione dell'integrità può prendere a base criteri medici di carattere generale, risultanti da esami comparativi di postumi infortunistici analoghi, senza tener conto delle specifiche limitazioni che la lesione è suscettibile di comportare per un determinato assicurato. In altri termini, l'importo dell'indennità per menomazione dell'integrità non dipende dalle circostanze del caso concreto, ma da una valutazione medico-teorica del danno alla salute fisica o psichica, prescindendo da fattori di carattere soggettivo (DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 221 consid. 4b e sentenze ivi citate). 7.3 L'allegato 3 dell'OAINF contempla una tabella delle menomazioni dell'integrità calcolate in per cento del guadagno massimo assicurato. Questa tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (DTF 124 V 32 consid. 1b e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato). A titolo esemplificativo la perdita di un alluce corrisponde ad una menomazione del 5%, mentre la lussazione recidivante della spalla, la perdita della milza o di un padiglione auricolare a una menomazione del 10%. Per le menomazioni speciali o non indicate nell'elenco bisogna calcolare l'indennità in funzione della gravità della menomazione applicando la tabella per analogia (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato). La cifra 2 dell'allegato dispone inoltre che in caso di perdita parziale di un organo o del suo uso, l'indennità per la menomazione dell'integrità sarà corrispondentemente ridotta, precisando comunque che nessuna indennità viene versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al tasso del 5% dell'ammontare massimo del guadagno assicurato. 7.4 L'INSAI ha inoltre allestito delle tabelle in aggiunta a quella succitata, le quali costituiscono unicamente direttive amministrative ai propri organi e non vincolano pertanto i tribunali. Tuttavia questa Corte ha già decretato che, nella misura in cui contengono unicamente dei valori indicativi che contribuiscono a trattare allo stesso modo tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'allegato 3 (DTF 116 V 157 consid. 3a, 113 V 219 consid. 2b; cfr. pure la sentenza del 28 giugno 2005 in re H., U 376/04, consid. 4). 7.5 Se, infine, un danno all'integrità fisica o psichica non è previsto né nell'allegato 3 né nelle tabelle dell'INSAI, la valutazione va fatta tramite un raffronto con gli altri danni alla salute di simile natura (DTF 113 V 219 consid. 3). 7.6 Nell'evenienza concreta, il grado dell'indennità per menomazione dell'integrità stabilito dall'INSAI e confermato dal giudice cantonale si fonda sulla tabella 7.2 del volume indennità per menomazione dell'integrità, edito dall'INSAI (edizione 1990), che contempla le affezioni post-traumatiche della colonna vertebrale. A giustificazione del grado del 5% il dott. C.________ ha precisato trattarsi di « osteocondrosi senza sintomi radicolari, d'interessamento da 1 a 5 segmenti, della scala funzionale di dolorabilità : + positivo : 0 - 5% », aggiungendo che « nel caso specifico vista la persistenza di moderati disturbi, è giustificato un tasso al massimo del 5% se si tiene conto pure di una certa progressione delle alterazioni morfologiche post-traumatiche ». Il dott. F.________ dal canto suo, per fissare il grado del 10%, si è fondato su dei criteri internazionali. Contrariamente a quanto sostenuto dall'assicurata entrambi i medici sono concordi nell'affermare che la fattispecie non è paragonabile ad una lussazione abituale della spalla, che prevede, secondo l'allegato 3, un'indennità del 10%. 7.7 A ben vedere, il giudizio del Tribunale di prime cure va confermato e il ricorso di diritto amministrativo anche su questo punto respinto. La valutazione dell'INSAI appare fondata e si basa, come per tutti gli altri assicurati con affezioni analoghe, su tabelle elaborate a tal fine. Non si vede come si potrebbe, nel caso concreto, applicare all'assicurata criteri diversi rispetto a quelli ritenuti per tutti gli altri interessati. Così facendo si incorrerebbe in una violazione del diritto costituzionale all'uguaglianza di trattamento (art. 8 Cost.). Se si considerassero i criteri internazionali applicati dal dott. F.________, l'assicurata verrebbe palesemente avvantaggiata, senza alcun valido motivo, rispetto ad altri nei cui confronti è stato accertato il medesimo danno e il cui grado di menomazione dell'integrità è stato calcolato conformemente alla legge e alle citate tabelle. A parità di danno alla salute deve corrispondere per principio il medesimo grado di menomazione dell'integrità, in quanto l'indennità non dipende dalle circostanze del caso concreto. Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: