Citation: 9C_287/2019 E. 3

Nell'evenienza concreta la Corte cantonale ha giustamente considerato che la ricorrente non è più titolare di un permesso di dimora che l'autorizzi a restare in Svizzera come risulta dalle sentenze del Tribunale federale del 12 giugno e 10 agosto 2018 che la riguardano (sentenze 2C_205/2017 e 2F_12/2018). La sua situazione deve essere equiparata a quella di chi risiede all'estero. Inoltre, per giurisprudenza costante, pendente causa l'interesse pubblico a non versare le prestazioni sociali prevale su quello della richiedente, quest'ultima potendo nell'ipotesi di una reiezione del ricorso, incontrare maggiore difficoltà a restituirli (DTF 119 V 503 consid. 4 pag. 507 e sentenza 9C_647/2015 consid. 3). La ricorrente da parte sua invoca una serie di norme costituzionali e convenzionali senza spiegare nella dovuta forma in che modo esse sarebbero in concreto state violate dal giudice cantonale. Il ricorso è pertanto ai limiti dell'ammissibilità (art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF). Il solo fatto di riportare di avere 70 anni e di avere gravi problemi di salute, peraltro non documentati, non giustifica perché questo suo interesse dovrebbe prevalere su quello pubblico sopra citato. Come indicato dal Tribunale cantonale la ricorrente non presenta uno stato di salute incompatibile con un suo rientro in Italia, dove peraltro potrebbe essere curata per i suoi asseriti problemi di salute. Il mancato ripristino del versamento delle prestazioni complementari, come pure della copertura delle spese medico sanitarie in Svizzera, sia pure a titolo cautelativo, non viola nessuno dei numerosi principi costituzionali invocati. Per riallacciarsi alla giurisprudenza sopracitata, neppure il presumibile esito del gravame gioca in favore della ricorrente. Il ricorso si rivela pertanto manifestamente infondato e deve essere respinto con motivazione sommaria in applicazione dell'art. 109 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 LTF.