Citation: 2C_336/2020 E. 6.3.1

6.3.1. In effetti, basti qui rilevare che alla lunga durata del soggiorno nel nostro Paese si contrappongono le enormi difficoltà di integrazione che l'insorgente ha dimostrato di avere, sia in relazione al suo forte indebitamento, che dura oramai almeno dal 2006 e che comporta già di per sé un valido interesse pubblico all'allontanamento (sentenze 2C_62/2019 del 14 febbraio 2020 consid. 4.2; 2C_797/2019 del 20 febbraio 2020 consid. 4.4 e 5.2; 2C_138/2018 del 16 gennaio 2019 consid. 4.2 e sentenza della Corte EDU in re Hasanbasic contro Svizzera dell'11 giugno 2013, n. 52166/09, § 59), sia in relazione al comportamento penalmente rilevante da lui tenuto tra il 2009 e il 2015: che si è aggravato nel tempo, nonostante i due ammonimenti indirizzatigli dalle autorità amministrative e il monito formulato con sentenza penale del 17 marzo 2014, e che - se da solo non permetteva di ammettere il motivo di revoca di cui all'art. 63 cpv.1 lett. b LStrI (precedente consid. 5.2) - non può certo passare sotto silenzio nell'ambito di un apprezzamento complessivo della situazione. Come risulta dalla descrizione contenuta nei considerandi 4.2 e 4.3 del giudizio impugnato, va infatti sottolineato: che l'insorgente ha commesso truffe a più riprese, in parte per mestiere, e su un lasso di tempo lungo (agosto 2012-maggio 2013; inizio 2015-dicembre 2015, con danni per un valore complessivo di fr. 40'585.80), e ne ha pure tentate di altre - sempre per un tempo lungo (aprile 2011-marzo 2013; inizio 2015-dicembre 2015, quando è stato arrestato e posto in carcerazione) -, causando danni nell'ordine di decine di migliaia di franchi, ma rischiando di andare ben oltre, se solo si considera che la tentata truffa per cui è stato condannato nel marzo 2014, aveva per oggetto un importo complessivo di fr. 1'721'244.--; che alle truffe ha accompagnato altri reati (rendendosi colpevole di falsità in documenti, infrazione alla legge federale sull'assicurazione contro la disoccupazione; abuso di impianto per l'elaborazione di dati), e comportamenti che, nonostante non abbiano assunto rilievo penale, non parlano certo a favore di un'integrazione riuscita, andando semmai a completare il quadro in senso contrario (precedente consid. A, con riferimento al matrimonio fittizio concluso con una cittadina cinese dietro compenso di fr. 35'000.--, come accertato con decreto del 18 giugno 2009 del Ministero Pubblico ticinese).