Citation: 4P.24/2005 27.06.2005 E. 3

Come preannunciato, la ricorrente critica la decisione della Corte cantonale di esaminare la controversia nel merito, nonostante il Pretore si sia determinato solamente sull'eccezione d'incompetenza. A suo modo di vedere, così facendo l'autorità ticinese l'avrebbe privata del doppio grado di giurisdizione e leso il suo diritto di essere sentita. 3.1 La ricorrente ritiene che la garanzia costituzionale del doppio grado di giurisdizione in ambito civile sarebbe deducibile dagli art. 29 Cost. e art. 6 CEDU. A torto. Come osservato anche dall'opponente, il diritto ad un processo equo, sancito dall'art. 29 Cost., implica necessariamente il diritto di adire un tribunale ed esige che l'autorità giudiziaria possa esaminare la causa con pieno potere cognitivo (Auer/Malinverni/Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II, Berna 2000, n. 1170 e 1177). Né l'art. 29 Cost. né l'art. 6 CEDU - che in questo ambito non ha una portata più estesa della norma costituzionale - esigono, per contro, che due istanze giudiziarie si chinino sulla causa con pieno potere cognitivo. Giovi abbondanzialmente osservare come un simile diritto non esista nemmeno in ambito penale (DTF 124 I 92 consid. 2a pag. 95), laddove il principio della doppia istanza è invece esplicitamente sancito dall'art. 32 cpv. 3 Cost. (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit., n. 1385). Dato che in materia civile l'organizzazione dei tribunali, la procedura giudiziaria e l'amministrazione della giustizia competono ai Cantoni (art. 122 cpv. 2 Cost.), il diritto al doppio grado di giurisdizione cantonale potrebbe semmai trovarsi nella normativa processuale cantonale. Tale non è però il caso nel Cantone Ticino, il cui codice di procedura civile non contiene alcuna disposizione a questo riguardo (cfr. Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Appendice 2000/2004, Lugano 2005, nota a pié di pagina n. 457 a pag. 354). 3.2 La giurisprudenza riconosce invero la possibilità di parlare di una sorta di garanzia di doppia istanza in relazione al diritto di essere sentito (art. 29 Cost.; cfr. sentenza non pubblicata del 16 marzo 2004 nella causa 4P.236/2003 consid. 5.1). Infatti, anche se si ammette che una violazione del diritto di essere sentito commessa dall'autorità inferiore può, in determinate circostanze, essere sanata dall'autorità di ricorso (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit., n. 1319 seg.), non si possono tralasciare le implicazioni di una tale soluzione per la parte che, per motivi di economia processuale, viene in questo modo privata della possibilità di sottoporre i propri argomenti a due istanze giudiziarie. In altre parole, il mancato esame della controversia da parte di due istanze giudiziarie può configurare una violazione del diritto di essere sentito. Ciò può verificarsi, ad esempio, qualora una parte dimostri di non aver potuto portare a conoscenza del giudice tutti gli elementi a sostegno delle sue pretese (cfr. sentenza del 16 ottobre 2002 nella causa 4P.152/2002 consid. 2.2, pubblicata in SJ 2003 pag. 158). Nella fattispecie in rassegna tale eventualità non è realizzata. La ricorrente si lamenta del fatto che la causa non verrà esaminata da due autorità giudiziarie dotate di pieno potere d'esame, ma non pretende, concretamente, di essere stata limitata nei suoi diritti, di non aver potuto presentare tutti gli elementi a sostegno delle sue pretese. In particolare non contesta il motivo per cui la Corte cantonale ha reputato di potersi pronunciare sul merito della vertenza, ovverosia che l'istruttoria di causa effettuata in prima istanza era completa.