Citation: 2C_399/2018 E. 5.3.2

5.3.2. La questione dell'esigenza dell'effettiva iscrizione all'albo può invero rimanere indecisa, la ricorrente non avendo dimostrato (le sue argomentazioni, generiche, puramente appellatorie, non adempiendo le esigenze di motivazione dei combinati art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF) di possedere in astratto tutti i requisiti necessari per accedere all'esercizio della professione nel Regno Unito. A prescindere da ciò va osservato quanto segue. È manifesto che nel Regno Unito la professione di osteopata è una professione regolamentata ai sensi dell'art. 3 paragrafo 1 lett. a Direttiva 2005/35/CE e che il riconoscimento (attestato da una dichiarazione del NESCOT agli atti) delle qualifiche professionali della ricorrente da parte del GOsC è una condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere effettivamente l'iscrizione. Come emerge sia dal già citato rapporto di valutazione del GOsC sia dal sito internet dell'ICOM (cfr. https://www.icomosteopatia.com/titoli-di-studio), al momento dei fatti, il NESCOT offriva infatti soltanto un percorso formativo accademico, non professionalizzante, che non era caratterizzato da un'iscrizione diretta all'albo professionale inglese e che permetteva di conseguire un cosiddetto "non-RQ MSc". Come specificato sul citato sito internet, se il professionista desiderava iscriversi, egli doveva ancora presentare al GOsC una richiesta, corroborata della necessaria documentazione, nonché dimostrare di possedere la padronanza della lingua inglese, un curriculum formativo in linea con "l'Osteopathic Professionale Standard" anglosassone e un domicilio dove potere svolgere, anche in modo saltuario, l'attività. In aggiunta poteva pure essere richiesto il superamento di un esame clinico su pazienti al fine di verificare il reale possesso dei requisiti pratici necessari per il GOsC. È quindi manifesto che la condizione formale del riconoscimento relativa alla possibilità anche solo teorica di accedere direttamente all'esercizio dell'osteopatia nel paese di formazione non era realizzata, perché nel Regno Unito il titolo ottenuto dalla ricorrente avrebbe comunque richiesto ulteriori pratiche burocratiche ed eventuali ulteriori esami o periodi di pratica professionale che l'interessata non ha dimostrato di avere e che non risultano dagli atti di causa.