Citation: 2C_711/2007 26.02.2008 E. 5

5.1 Il ricorrente, richiamandosi al divieto dell'arbitrio e al principio della buona fede, censura la violazione dei suoi diritti di parte. Sostiene che la decisione di decadenza, invece di essergli personalmente intimata - allorché le autorità sapevano che si trovava in carcere - è stata inviata a sua madre e che quest'ultima - la quale l'ha rappresentato senza sua autorizzazione - non è mai stata invitata dal Consiglio di Stato a legittimarsi con una procura. Di fronte a queste manifeste inadempienze contesta che gli si possa rinfacciare di non aver chiesto la restituzione per intero dei termini per poi potere inoltrare un ricorso. Sennonché queste critiche sono state dichiarate inammissibili dal Tribunale cantonale amministrativo, il quale ha ritenuto che avrebbero dovuto essere sollevate nell'ambito del precedente procedimento. Orbene, il ricorrente non si esprime minimamente su tale aspetto per cui la censura, insufficientemente motivata (art. 42 LTF), sfugge ad un esame di merito. 5.2 Il ricorrente, facendo valere che se viene allontanato non potrà mai più vedere sua figlia che vive in Svizzera, si duole in seguito della violazione degli art. 13 Cost. e 8 CEDU. Il cittadino straniero che ha uno stretto legame di parentela con una persona stabilita in Svizzera può di principio trarre un diritto di soggiorno dalla garanzia al rispetto della vita privata e familiare sancita dall'art. 8 CEDU (RS 0.101) e dall'art. 13 Cost., di analoga portata (DTF 130 II 281 consid. 3.1; 126 II 377 consid. 7). A tal fine, occorre che il familiare abbia un diritto certo di risiedere in Svizzera e che la relazione tra gli interessati sia intatta ed effettivamente vissuta (DTF 130 II 281 consid. 3.1; 129 II 193 consid. 5.3.1, 215 consid. 4.1). Nella fattispecie, tali presupposti non sono manifestamente dati. Il ricorrente infatti non detiene né l'autorità parentale né l'affidamento di sua figlia e dagli atti in possesso di questa Corte non emerge - né d'altronde l'interessato stesso lo sostiene o lo dimostra - che abbia mantenuto intensi rapporti con la bambina. Egli non può quindi nulla dedurre dei soprammenzionati disposti. In proposito, il ricorso nella misura in cui è ammissibile, va respinto in quanto infondato. 5.3 Per il resto il ricorrente nulla obietta al fatto che la Corte cantonale ha giudicato che non erano dati motivi per procedere al riesame della decisione di decadenza del permesso di domicilio. Non occorre pertanto approfondire oltre la questione e questa Corte si allinea quindi ai pertinenti considerandi sviluppati al riguardo (cfr. sentenza impugnata, consid. 4), i quali vanno qui interamente condivisi.