Citation: 5A_121/2021 E. 3.2

3.2. La ricorrente sostiene che non si può parlare di un riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF. Essa ammette che la pretesa di fr. 435'000.-- si possa desumere dal contratto 14 ottobre 2019, ma contesta che il rimborso di tale somma era esigibile dal 31 dicembre 2019. A suo dire, tutte le date di rimborso erano state "prorogate" (e non solo l'ultima come esplicitamente indicato nell'accordo) avendo le parti stipulato "expressis verbis" un contratto di "prestito mezzanino poster gato". Essa spiega che i finanziamenti mezzanini sono "una forma mista di capitali di terzi e capitale proprio/di rischio, il cui rimborso è subordinato (...) rispet to al capitale di terzi e prioritario solo rispetto al capitale proprio", e che quindi la postergazione del credito è parte integrante dell' "istituto giuri dico scelto, voluto ed esplicitamente richiamato dalle parti". La ricorrente sostiene quindi che, essendo la forma di capitale esplicitamente postergata, il suo rimborso non è incondizionato, bensì subordinato alla revoca della postergazione (la cui revocabilità dipende a sua volta dall'assenza di sovraindebitamento della società mutuataria). Così, in assenza di revoca della postergazione, il credito di fr. 435'000.-- rimane postergato ed è perciò inesigibile.