Citation: 1C_648/2021 E. 4.6

4.6. Il Tribunale federale è vincolato all'accertamento dei fatti contenuto nella decisione impugnata (art. 105 cpv. 1 LTF). Secondo l'art. 97 cpv. 1 LTF, i ricorrenti possono censurarlo soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2), o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. I ricorrenti devono motivare la censura in modo chiaro e preciso, conformemente alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 147 IV 73 consid. 4.1.2). Per motivare l'arbitrio non basta tuttavia criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole, come in concreto, un'interpretazione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 143 IV 241 consid. 2.3.1). Una decisione non è arbitraria solo perché appare discutibile o addirittura criticabile, ma dev'essere manifestamente insostenibile, non solo nei motivi ma anche nel suo risultato, in contraddizione palese con la situazione effettiva, gravemente lesiva di una norma o di un chiaro principio giuridico, o in contrasto intollerabile con il sentimento di giustizia e di equità (DTF 148 II 121 consid. 5.2; 146 IV 88 consid. 1.3.1; 148 I 127 consid. 4.3). I ricorrenti non contestano di per sé gli accertamenti dei fatti posti a fondamento dell'impugnato giudizio ma piuttosto, in maniera del tutto generica, la loro valutazione e il loro apprezzamento, che non risultano tuttavia addirittura arbitrari. Né essi richiamano documenti ufficiali atti a rendere verosimile che la situazione carceraria in Perù sarebbe significativamente peggiorata.