Citation: 8C_264/2024 E. 5.2

5.2. La Corte cantonale ha considerato che il ricorrente fosse pienamente consapevole del fatto che le prestazioni percepite successivamente alla morte del padre - e alla relativa eredità ricevuta - non fossero conformi alla sua situazione economica. Questa circostanza era stata segnalata più volte dal ricorrente alla Cassa, temendo infatti di essere chiamato alla restituzione, come poi avvenuto. Tale consapevolezza escludeva quindi, in maniera totale, il sussistere di una buona fede. Nulla mutava il fatto che egli avesse tempestivamente e correttamente avvisato l'amministrazione della successione paterna, del fatto che l'eredità fosse stata divisa e che, telefonicamente, avesse informato la Cassa che le prestazioni riconosciute fossero errate. Ciò valeva anche per le comunicazioni del 18 dicembre 2020 e del 3 gennaio 2022 dell'amministrazione, rivelatesi manifestamente errate pur restando soggette alla riserva di mutazioni in corso. Il ricorrente era pienamente consapevole di tale erroneità, come attestato dalle testimoni sentite. A mente dei giudici cantonali, l'inerzia dell'amministrazione, seppur riprovevole in quanto disponeva delle opportune informazioni e di tutti i dati corretti (per cui la sua attività di accertamento era limitata alla verifica ed alla determinazione dei valori immobiliari), avrebbe dovuto imporre al ricorrente di accantonare gli importi delle PC ricevuti erroneamente in vista della loro restituzione. L'importante ritardo nella reazione della Cassa, che aveva comunque fatto perimere parte del credito di restituzione, non poteva giovare al ricorrente e non consentiva di ritenere la sua buona fede.