Citation: 5A_294/2016 E. 4.4.3

4.4.3. Non è necessario decidere se, ed eventualmente in quale misura, quando emanano le loro risoluzioni gli organi associativi sono tenuti a rispettare il diritto di essere sentito, come afferma apoditticamente il Tribunale arbitrale (v. nel medesimo senso, tra i tanti, HEINI/SCHERRER, in Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch vol. I, 5aed. 2014, n. 13 ad art. 75 CC). Sussiste infatti la possibilità che il Tribunale arbitrale abbia sanato le pecche del procedimento condotto dall'associazione (in merito alla sanatoria della violazione del diritto di essere sentito v. DTF 142 II 218 consid. 2.8.1 con rinvii). Ora, in proposito si noterà in primo luogo che la ricorrente non rimprovera agli arbitri di non averle concesso il diritto di esprimersi; essa non lamenta nemmeno di non aver potuto evocare, avanti agli arbitri, tutti i fatti che riteneva necessari per il corretto esito del procedimento, ed offrire le relative prove; infine, essa non contesta, per ipotesi, una cognizione limitata del Tribunale arbitrale. La censura non soddisfa le severe esigenze di motivazione che vigono nel quadro del ricorso in materia civile contro un lodo arbitrale (supra consid. 2) e deve essere dichiarata inammissibile.