Citation: 2C_668/2016 E. 5.1

5.1. In primo luogo la ricorrente afferma che la tassa di collegamento è in realtà un'imposta di attribuzione dei costi e che, in quanto tale, essa disattende i principi della generalità e dell'uniformità dell'imposizione così come quello dell'imposizione secondo la capacità contributiva scaturenti dall'art. 127 cpv. 2 Cost. In effetti, non sarebbe dato il nesso particolare chiesto dalla prassi affinché una differenza di trattamento dei contribuenti ivi assoggettati sia giustificata. In particolare mancherebbe la prova che le spese, che detto tributo vuole coprire, possano essere ricondotte ai proprietari assoggettati così come che siano loro direttamente imputabili. Infine, non sarebbe possibile verificare le varie voci di spese che si vogliono ribaltare sui privati (cfr. ricorso pag. 13 e segg., in particolare pag. 17 a 20). Sennonché come illustrato in precedenza (cfr. consid. 3.6) la tassa di collegamento non è un'imposta di attribuzione dei costi. La censura, priva di pertinenza, va pertanto respinta.