Citation: 4A_365/2016 E. B

Con petizione del 26 settembre 2008 A.________ ha chiesto al Pretore di Lugano, sezione 2, di condannare B.________ a pagargli la predetta somma, con interessi al 10% dal 10 gennaio 2008, dovutagli a suo dire quale retribuzione per le prestazioni di architetto rette dalle norme sul contratto di appalto. Il Pretore ha respinto la petizione con sentenza del 13 febbraio 2013; ha ammesso la conclusione per atti concludenti di un contratto di appalto, ma ha reputato che l'attore non avesse provato la "congruità" delle proprie pretese, contestata dal convenuto. Il successivo appello di A.________è stato respinto, nella misura in cui era ricevibile, dalla II Camera civile del Tribunale di appello ticinese il 20 novembre 2014. Costatato che nessun contratto scritto di architettura era stato firmato, essa ha escluso "alla luce dell'art. 16 CO" che un contratto potesse essere stato stipulato per atti concludenti. In quella sentenza la Corte ticinese aveva esaminato in via subordinata anche il diritto alla mercede dell'attore. Aveva reputato che, di fronte alle contestazioni del convenuto a tale riguardo, giudicate generiche ma sufficienti alla luce del diritto procedurale ticinese e dell'art. 8 CC, toccava all'attore provare il fondamento delle proprie pretese. Tale prova, aveva concluso la Corte ticinese, non era stata fornita.