Citation: 6B_544/2018 E. 2

Il giudizio impugnato si fonda su più motivazioni. In primo luogo, la CARP ha ritenuto irricevibile l'istanza di revisione, atteso che la prescrizione dell'azione penale non rientra tra i motivi di revisione previsti dalla legge. Secondariamente, neppure un suo esame di merito avrebbe consentito di accoglierla. Con riguardo alla prescrizione, infatti, il decreto d'accusa nei confronti della ricorrente sarebbe diventato effettivo in seguito allo stralcio decretato dal Giudice della Pretura penale, che ha statuito in merito al passaggio in giudicato dello stesso. Al più tardi con la decisione della Pretura penale, che vale sentenza di prima istanza ai sensi dell'art. 97 cpv. 3 CP, la prescrizione si sarebbe estinta. Peraltro, la questione della prescrizione era stata sottoposta anche alla CRP, che aveva già concluso in tal senso, di modo che essa avrebbe assunto valore di res iudicata. Per quanto concerne l'addotta violazione dei diritti della difesa tutelati dalla CEDU, la CARP ha constatato che essa non è accertata da alcuna decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo e pertanto non è dato un motivo di revisione ai sensi dell'art. 410 cpv. 2 CPP. Indipendentemente da ciò, la Corte cantonale ha comunque rilevato che il Giudice della Pretura penale aveva concesso all'insorgente la possibilità di presentare istanze probatorie, occasione che non ha colto per chiedere il confronto con l'accusatore privato. In simili circostanze, non potrebbe ora lamentare la mancata possibilità di controinterrogare il denunciante. Infine, per la CARP, l'istanza di revisione sarebbe anche tardiva, in quanto presentata a oltre tre anni e mezzo dalla data della rivendicata prescrizione e a oltre tre anni e nove mesi dal giudizio della Pretura penale che avrebbe leso i diritti fondamentali dell'imputata.