Citation: 4A_47/2023 E. C

Con ricorso in materia civile del 23 gennaio 2023 C.________ e D.________ postulano l'annullamento della sentenza di appello e la conferma del giudizio pretorile. Affermano di essere stati tratti in errore dal modo di procedere del Pretore che aveva fissato in fondo al verbale dell'udienza del 4 luglio 2019 il termine per proporre le domande peritali, senza le avvertenze di cui all'art. 147 cpv. 3 CPC, e citato le parti per procedere al loro interrogatorio. Asseverano di poi avere chiesto, subito dopo aver capito il proprio sbaglio, la concessione di un termine suppletorio per la presentazione dei quesiti peritali, domanda accolta il 4 novembre 2019, non essendo intervenuta alcuna preclusione in ragione dell'assenza della menzione delle conseguenze dell'inosservanza del termine, le quali non potevano nemmeno essere desunte dalla legge. Sostengono pure che una volta ammessa la prova, questa diventa irrevocabile, ragione per cui spetta al giudice, al quale compete pure definire i quesiti peritali, dare corso alla perizia. Terminano sostenendo che in ogni caso l'appello avrebbe dovuto essere respinto, perché l'attrice non avrebbe adempiuto l'onere della prova messole a carico dalla norma SIA 118. Con risposta del 1° marzo 2023 B.________ propone la reiezione del ricorso. Con decreto del 6 marzo 2023 la Presidente della Corte adita ha conferito effetto sospensivo al gravame. Le parti hanno proceduto spontaneamente a un secondo scambio di scritti con replica del 16 marzo 2023 e duplica del 3 aprile 2023. Diritto: