Citation: 6P.137/2003 07.01.2004 E. 4

4.1 Il ricorrente denuncia una mancata applicazione del principio dell'affidamento giusta l'art. 26 LCStr. Egli non poteva e non doveva attendersi che il centauro tentasse un simile sorpasso, definito nella stessa sentenza impugnata "scriteriato e sciagurato". Di fronte ad un comportamento così scorretto da parte del coprotagonista dell'incidente non è possibile condannare il ricorrente per infrazione all'art. 34 cpv. 3 LCStr soltanto perché non ha guardato alle proprie spalle (ricorso pag. 4 e segg.). 4.2 Secondo l'ultima istanza cantonale il ricorrente, nonostante il comportamento altamente scorretto e pericoloso del centauro, si è reso colpevole di una violazione dell'obbligo impostogli in base all'art. 34 cpv. 3 LCStr poiché non ha badato ai veicoli che sopraggiungevano da tergo, ciò che gli avrebbe del resto molto verosimilmente permesso di evitare il sinistro adottando una manovra più appropriata (sentenza impugnata pag. 3). 4.3 Le considerazioni dell'ultima istanza cantonale sono corrette e conformi al diritto federale. Come già sottolineato a fronte del parallelo ricorso di diritto pubblico, la questione qui in esame riguarda esclusivamente la conformità o meno del comportamento del ricorrente all'obbligo previsto all'art. 34 cpv. 3 LCStr. Questa disposizione prevede che il conducente intenzionato a cambiare la direzione di marcia, ad esempio per voltare, sorpassare, mettersi in preselezione, passare da una corsia a un'altra, deve badare ai veicoli che giungono in senso inverso e a quelli che seguono. La segnalazione con l'indicatore di direzione non svincola il conducente dall'obbligo di usare la necessaria prudenza (art. 39 cpv. 2 LCStr). Secondo dottrina e giurisprudenza l'obbligo di badare ai veicoli che seguono deve essere inteso nel senso di "non metterli in pericolo", specie quando questi sono in fase di sorpasso (sentenza 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003, consid. 3.2.1; Bussy/ Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Losanna 1996, n.3.1 e 3.2 ad art. 34 LCStr, con rispettivi rinvii). Le precauzioni che il conducente deve prendere al fine di evitare pericoli agli utenti che lo seguono, sono determinate dalle circostanze particolari. In effetti ogni modifica della direzione di marcia crea un pericolo supplementare per cui si impone una prudenza accresciuta. Di regola è sufficiente uno sguardo nello specchietto retrovisore (DTF 100 IV 186 consid. 2a; sentenza 4C.192/1993 dell'11 gennaio 1994, consid. 3a). Il conducente di un veicolo che intende sorpassare o svoltare a sinistra non ha soltanto l'obbligo di segnalare con l'apposito dispositivo la sua intenzione di effettuare il cambiamento di direzione ma è anche tenuto, in principio, a dare la precedenza all'altro veicolo che, sopraggiungendo da tergo, già si prepari al sorpasso o abbia iniziato la manovra di sorpasso per proseguire nella stessa direzione (Bussy/Rusconi, op. cit., n. 2.24 ad art. 35 LCStr). 4.4 Sulla base dei vincolanti accertamenti di fatto effettuati in sede cantonale (art. 277bis cpv. 1 PP) risulta che il ricorrente, al momento della sua preselezione e del relativo cambio di marcia, non ha controllato se sopraggiungessero veicoli da tergo. Questa condotta configura pacificamente una violazione dell'obbligo previsto all'art. 34 cpv. 3 LCStr, per cui va sanzionata quale contravvenzione alle norme della circolazione giusta l'art. 90 n. 1 LCStr. Il principio dell'affidamento non ha in questo ambito nessuna rilevanza. Esso viene del resto invocato dal ricorrente quasi come se fosse una scriminante generica, tale da escludere l'antigiuridicità obiettiva del fatto. Al contrario si tratta di un principio dedotto dall'art. 26 cpv. 1 LCStr, il quale prescrive che ciascuno, nella circolazione, deve comportarsi in modo tale da non essere di ostacolo né di pericolo per coloro che usano la strada conformemente alle norme stabilite. Da questa norma fondamentale della circolazione viene tratto il principio secondo il quale ogni utente della strada che si comporta in maniera corretta può a sua volta confidare nel comportamento corretto degli altri utenti, nella misura in cui non vi siano indizi per ritenere il contrario (DTF 125 IV 83 consid. 2b; 124 IV 81 consid. 2b pag. 84 e rispettivi rinvii). Ma questo principio non può in alcun modo venire interpretato come autorizzazione a violare le norme della circolazione stradale per il motivo che l'altro conducente ha tenuto un comportamento imprevedibile e altamente scorretto. La tesi sostenuta dal ricorrente è in questo senso priva di qualsiasi fondamento ed anzi molto pericolosa dal profilo della sicurezza stradale. Nel complesso egli cerca di applicare principi che non hanno nessuna pertinenza con la tipologia di infrazione qui in esame, ma che semmai avrebbero rilevanza se fosse in discussione un reato per negligenza, come ad esempio quello di lesioni colpose, la cui architettura dogmatica sarebbe comunque di tutt'altro tipo (v. DTF 125 IV 189 consid. 3; 121 IV 207 consid. 2a pag. 213; Stefan Trechsel/Peter Noll, Schweizerisches Strafrecht. Allgemeiner Teil I, 5. edizione, Zurigo 1998, pag. 270). 4.5 Per questi motivi il ricorso, manifestamente infondato, va respinto.