Citation: 5A_878/2018 E. 3.3.2

3.3.2. Il ricorrente contesta in seguito la commisurazione e la durata del contributo di mantenimento fissato dai Giudici cantonali. 3.3.2.1. In relazione al calcolo dell'ultimo tenore di vita prima della separazione, il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere da un lato concluso che l'opponente può vedersi garantire soltanto la copertura del fabbisogno minimo e dall'altro ammesso però un onere dell'alloggio pari a ben fr. 2'850.-- mensili, nonché le poste per le vacanze, l'aiuto domestico e il carburante, che non rientrano nel minimo esistenziale riconosciuto dal diritto esecutivo. A suo dire, il fabbisogno minimo dell'ex moglie andrebbe quindi fissato al massimo a fr. 4'386.25 mensili, anzi al massimo a fr. 2'600.-- mensili se ci si fonda sui dati fiscali. Il ricorrente si limita a opporre la sua opinione a quella dell'autorità inferiore, senza minimamente confrontarsi con gli argomenti svilup pati da quest'ultima per giustificare l'inserimento delle menzionate poste di spesa nel fabbisogno minimo dell'ex moglie (v. supra consid. 3.2). Egli riprende pure in larga misura, parola per parola, la motivazione già presentata al n. III.2 del suo rimedio cantonale (e segnatamente l'argomento secondo cui l'ultimo tenore di vita dei coniugi dovrebbe essere estrapolato dai dati fiscali del 2006). Anche questa censura si rivela pertanto irricevibile per insufficiente motivazione (v. supra consid. 1.2). 3.3.2.2. Secondo il ricorrente, con un reddito medio mensile pari a fr. 4'350.--, l'opponente è in misura di finanziare da sé il proprio debito mantenimento. Ritiene inoltre di aver sufficientemente spiegato perché ella sarebbe in grado di estendere a tempo pieno la sua attività lucrativa e realizzare un reddito di fr. 5'723.20 mensili, dato che "è evidente che esistono - e gli atti ne danno conto - le possibilità e le condizioni di conseguire un reddito pieno". Dalla sentenza impugnata emerge tuttavia che nel suo appello il ricorrente aveva chiesto di attribuire all'opponente un reddito medio mensile pari a fr. 4'233.-- (e non fr. 4'350.--), importo che la Corte cantonale gli ha riconosciuto (v. supra consid. 3.2). Quanto alla richiesta di imputare all'opponente un reddito ipotetico più elevato, egli si riferisce apoditticamente a non meglio precisati atti dai quali risulterebbe che il conseguimento di un "reddito pieno" da parte dell'ex moglie sarebbe esigibile e possibile, ciò che manifestamente non basta a smentire la critica dei Giudici cantonali secondo cui la sua richiesta era carente di motivazione. Pure questa censura si appalesa quindi inammissibile. 3.3.2.3. Il ricorrente contesta poi il calcolo del suo reddito dopo il suo pensionamento effettuato dai Giudici cantonali, ritenendolo manifestamente errato: il reddito da sostanza mobiliare non terrebbe conto del fatto che il patrimonio mobiliare di fr. 1'450'308.-- risultante dai dati fiscali del 2013 comprende anche un credito da costruzione per un immobile di X.________, il reddito da sostanza immobiliare per l'appigionamento dell'abitazione coniugale sarebbe "una pura speculazione" e infine l'obbligo fattogli di attingere alla sua sostanza non terrebbe conto del fatto che la sua situazione patrimoniale si è in realtà "contratta nel corso degli anni" come risulterebbe "dai dati fiscali agli atti". Secondo il ricorrente, il suo reddito dopo il suo pensionamento si comporrebbe soltanto della rendita AVS di fr. 2'068.-- mensili e del reddito di fr. 2'170.-- mensili proveniente dalla sostanza. La generica censura di arbitrio in relazione al calcolo del reddito da sostanza immobiliare e al calcolo del patrimonio non soddisfa le esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF (v. supra consid. 1.3). Quanto al calcolo del reddito da sostanza mobiliare, anche nell'ipotesi in cui esso sarebbe inferiore a quanto stimato dall'istanza inferiore, ciò è ininfluente: il ricorrente non contesta infatti la - pertinente - applicazione da parte della Corte cantonale della giurisprudenza secondo cui, qualora i redditi non siano sufficienti per finanziare il fabbisogno familiare, i coniugi possono essere tenuti ad attingere alla loro sostanza (v. DTF 138 III 289 consid. 11.1.2; 134 III 581 consid. 3.3; 129 III 7 consid. 3..1.2 e 3.2). Nella misura in cui è ammissibile, la censura è infondata. 3.3.2.4. Il ricorrente si oppone infine al versamento di fr. 218'000.-- quale liquidazione del contributo alimentare dovuto all'opponente dopo che ella avrà raggiunto l'età pensionabile, proponendo, a patto che il contributo di mantenimento mensile dovutole prima di tale momento sia soppresso, un importo di fr. 56'395.90 (subordinatamente fr. 97'800.--). Egli ribadisce anche la richiesta subordinata di compensare tale somma con quanto avrebbe versato in eccesso all'ex moglie per contributi alimentari cautelari. Fatta eccezione per qualche adattamento redazionale e la soppressione di alcune frasi, il ricorso riproduce alla lettera la motivazione già contenuta al n. III.3 dell'appello. Il ricorrente, pertanto, non si confronta con la decisione impugnatae non spiega in che modo quest'ultima sarebbe contraria al diritto. Ancora una volta, la censura va dichiarata inammissibile per carente motivazione (v. supra consid. 1.2).