Citation: 2C_1025/2021 E. 6.3.1

6.3.1. Al riguardo il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non avere mai effettuato una prognosi che evidenzia tendenze criminogene da parte sua, segnatamente di avere mai valutato il comportamento che ha tenuto successivamente né la sua situazione personale e professionale. Ora, se ciò fosse stato fatto sarebbe stato constatato che egli non costituisce una minaccia reale e attuale per l'ordine pubblico, avendo col tempo cambiato. Innanzitutto rileva che, oltre al fatto che le condanne sono datate, egli è stato condannato a seguito di patteggiamento, ciò che implica l'ammissione e il riconoscimento dei fatti penalmente rilevanti, attitudine che secondo lui dev'essere considerata poiché indice di ravvedimento. Osserva poi che non si è tenuto conto del fatto che si era sposato nel 2019, che lo stesso anno è nata in Svizzera la figlia, cittadina italiana, e che la moglie lavora quale responsabile commerciale presso una società ticinese. Per quanto riguarda la propria attività professionale, osserva che non ricopre un ruolo dirigenziale nella sua ditta di modo che non le può cagionare alcun danno. Adduce poi che non ha subito ulteriori condanne, che non ha debiti e che non ha mai fatto ricorso agli aiuti sociali. L'intero nucleo familiare è quindi integrato. Rifiutando di considerare tutti questi elementi come anche la possibilità di pronunciare un ammonimento, la Corte cantonale avrebbe emesso una decisione con un perfetto profumo sanzionatorio, in disattenzione dell'art. 5 Allegato I ALC.