Citation: 1A.45/2001 20.09.2001 E. 3

3.- Il ricorrente ha presentato anche un ricorso di diritto pubblico, ove rimprovera alla Corte cantonale, in particolare, una violazione dell'autonomia comunale. a) Secondo la giurisprudenza relativa all'art. 88 OG la legittimazione a presentare un ricorso di diritto pubblico spetta al Comune eccezionalmente, e cioè solo quando sia colpito da un atto d'imperio in condizioni di parità con altri soggetti oppure sia leso nella propria autonomia, quale detentore del pubblico potere (DTF 121 I 218 consid. 2a con rinvii). L'autonomia comunale è garantita dal diritto cantonale (art. 16 cpv. 2 Cost. /TI; DTF 115 Ia 43 consid. 3, 114 Ia 170 consid. 2b) e non rientra nel concetto di diritto federale secondo l'art. 104 lett. a OG: la sua violazione non può essere pertanto invocata nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo ma solo attraverso quella del ricorso di diritto pubblico. Prevalendosi della sua autonomia, un comune può fra l'altro far valere la violazione del diritto cantonale o di quello comunale autonomo, ed esigere che le autorità cantonali di ricorso o di vigilanza osservino da un lato i limiti formali posti dalla legge e, dall'altro, applichino in modo corretto il diritto materiale determinante (DTF 122 I 279 consid. 8c pag. 291, 120 Ib 207 consid. 2, 119 Ia 214 consid. 3a). Il Comune può così criticare una decisione mediante la quale l'autorità abbia ecceduto il suo potere cognitivo, o abbia applicato arbitrariamente il diritto, o non lo abbia interpretato correttamente. La giurisprudenza ha riconosciuto al Comune la facoltà di far valere la lesione di certi principi e diritti, come il divieto dell' arbitrio e il principio della proporzionalità, non però a titolo indipendente, ma soltanto in stretta connessione con quella della sua autonomia (DTF 121 I 218 consid. 2a, 120 Ia 203 consid. 2, 119 Ia 285 consid. 4c, 116 Ia 52 consid. 2; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 271 e segg.). b) Il Comune beneficia di autonomia in quelle materie che la legislazione cantonale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte all'ordinamento del Comune, conferendogli una notevole libertà di decisione. Poco importa che la materia in cui il Comune pretende d'essere autonomo sia regolata dal diritto federale, cantonale o comunale. Decisiva è la latitudine dell'autonomia assicurata al comune, nella materia specifica, dalla costituzione o dalla legislazione cantonale (DTF 126 I 133 consid. 2 pag. 136, 124 I 223 consid. 1, 122 I 279 consid. 8b, 119 Ia 285 consid. 4b). Se questa autonomia sussista o sia stata disattesa è problema di merito, non di legittimazione (DTF 124 I 223 consid. 1b, 120 Ia 203 consid. 2a, 119 Ia 285 consid. 4a-c). Il Comune ticinese fruisce di un'autonomia tutelabile, ad esempio, in vasti settori nel campo edilizio e della pianificazione del territorio (DTF 118 Ia 446 consid. 3c, 112 Ia 340 consid. 3, 110 Ia 205 consid. 2b, 103 Ia 468 consid. 2; sentenza 22 marzo 1988 in re Comune di Minusio, apparsa in RDAT 1989 n. 26 pag. 75 consid. 2b), nonché in materia di polizia edilizia in particolare (DTF 103 Ia 472 consid. 2; in generale cfr. DTF 122 I 279 consid. 8b, 120 Ia 203 consid. 2a, 119 Ia 214 consid. 3a-b). c) Diverso è il discorso e diverse sono la posizione e la facoltà del Comune per quanto attiene alla pianificazione e alla costruzione di strade cantonali o di importanza generale per il Cantone; tra queste rientra senza dubbio la nuova strada della Montagna, che è a tutti gli effetti una "strada di collegamento principale" secondo l' art. 6 cpv. 3 della LStr. , dal momento che assicura i collegamenti interregionali e regionali sulla direttrice Mendrisio-Arzo-valico con l'Italia. Nel Canton Ticino questi compiti di pianificazione e costruzione stradale sono di esclusiva pertinenza cantonale, come si evince dal testo degli art. 5 cpv. 1 e 4 LStr. , ai comuni essendo riservata la competenza di pianificare le strade locali nell'ambito della pianificazione locale (art. 5 cpv. 2 LStr. ; cfr. anche la sentenza 28.1.1997 in re Comune di Sessa apparsa in RDAT 1997 II n. 52, consid. 4). Anche l'elaborazione del piano cantonale dei trasporti (PCT), che rappresenta lo strumento per promuovere e organizzare la politica cantonale in materia stradale, sfugge alla competenza dei Comuni, essendo allestito o dal Consiglio di Stato oppure - in delega - dalle Commissioni regionali dei trasporti istituite nei singoli comprensori regionali (cfr. art. 5 della legge cantonale sul coordinamento pianificatorio e finanziario in materia di infrastrutture e servizi di trasporto del 12 marzo 1997, RL n. 7.4.1.3). Ne risulta che il Comune ticinese non dispone, nel campo della pianificazione di strade cantonali o comunque di valenza sovracomunale, di un'autonomia tutelabile ai sensi della giurisprudenza. Il ricorso di diritto pubblico del Comune di Ligornetto deve quindi essere respinto. Giova comunque rilevare, in questo contesto, che molte critiche del ricorrente alla progettata opera saranno esaminate, avendole egli pure lì espresse, nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo. Le altre censure sollevate nel gravame di diritto pubblico, di arbitrio e di violazione del principio della proporzionalità con riferimento alla sostenibilità finanziaria dell'opera, non hanno, per giurisprudenza, portata propria, e possono essere invocate solo in connessione con quella di violazione dell'autonomia comunale, con la quale in pratica si confondono (DTF 119 Ia 285 consid. 4c, 116 Ia 221 consid. 1c); non sussistendo il presupposto dell'autonomia comunale, queste censure sono inammissibili.