Citation: 6B_88/2017 E. 2.4

2.4. Tuttavia, secondo quanto risulta dai dizionari della lingua italiana, l'espressione "sepolcri imbiancati" ha assunto un significato più esteso rispetto a quello originario del testo evangelico richiamato dalla Corte cantonale e sul quale ha fondato il suo giudizio. Nel significato attuale, l'espressione definisce in generale una persona o un atteggiamento ipocrita o falso (cfr., nelle rispettive versioni digitali, Devoto-Oli, vocabolario della lingua italiana; Il Nuovo De Mauro; Hoepli editore, Dizionario dei modi di dire; Vocabolario Treccani; cfr. inoltre ALDO GABRIELLI, Grande dizionario illustrato della lingua italiana, vol. 2, 1989). Essa indica quindi unicamente la simulazione di un atteggiamento esemplare, nascondendo la vera natura della persona. Non fa per contro riferimento ad un "marciume" interno delle persone interessate, nel senso esposto dalla Corte cantonale con riferimento al significato originario del testo evangelico. D'altra parte, come è stato esposto, per valutare se una dichiarazione è lesiva dell'onore occorre fondarsi su un'interpretazione oggettiva, secondo il senso che un destinatario non prevenuto deve attribuirle nelle circostanze concrete. Bisogna inoltre tenere conto del contesto in cui l'espressione incriminata è stata proferita. Nella fattispecie, la frase "non avete onore, non avete dignità, siete come sepolcri imbiancati"era in relazione con un articolo che criticava il Municipio del Comune di X.________ per le modalità con cui ha stabilito la "tassa sul sacco" per il servizio di raccolta dei rifiuti. Essa era pure legata al termine "Cremlino", utilizzato dal ricorrente per equiparare i municipali al governo russo, ritenuto non lesivo dell'onore dalla Corte cantonale. L'espressione citata deve quindi essere valutata in questo contesto, quale commento ad un articolo critico nei confronti dei municipali riguardo al modo con cui hanno gestito un compito comunale. Secondo l'interpretazione oggettiva di un lettore non prevenuto, essa rimprovera loro un comportamento ipocrita ed indegno per le modalità con cui hanno condotto la procedura relativa alla "tassa sul sacco". Certo, la frase incriminata è spregiativa nei loro confronti e il ricorrente non può prevalersi della giurisprudenza che impone di valutare con riserbo gli attacchi perpetrati nell'ambito del dibattito politico, giacché non ha partecipato in modo corretto a questo dibattito, nascondendo la sua identità dietro uno pseudonimo. Tuttavia, l'espressione litigiosa sminuisce i municipali essenzialmente nella loro funzione di organi del Comune, mettendo in dubbio la correttezza del loro operato, ma non raggiunge un'intensità tale da poterli ritenere esposti al disprezzo in quanto esseri umani. In tali circostanze, la frase incriminata non comporta una lesione dell'onore protetto dal diritto penale e non adempie la fattispecie oggettiva del reato di ingiuria. La condanna del ricorrente viola di conseguenza l'art. 177 cpv. 1 CP.