Citation: 5P.406/2002 04.06.2003 E. 3

Con sentenza 24 settembre 2002 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto un'appellazione degli attori e ha confermato il giudizio di primo grado. I giudici cantonali, dopo aver rilevato che l'iscrizione nel registro fondiario è chiara, sebbene il termine "ascensore" sia infelice, indicano che litigiosa è l'estensione della superficie gravata, la quale non è riportata né sull'atto costitutivo del 22 aprile 1980 né sulla successiva modifica del 1993. Tuttavia, dalla planimetria, in scala 1:1000, allegata all'atto del 12 aprile 1993 risulta una linea rossa dello spessore di circa un millimetro. Tale circostanza costituisce, secondo la Corte cantonale, un indizio da cui si può dedurre che l'esercizio della servitù avrebbe dovuto riguardare una striscia di terreno larga circa un metro, atteso altresì che i piani approvati dall'autorità amministrativa nel 1989 prevedevano un asse rotabile di circa 1,25 m. Con riferimento alle strutture di carico e scarico del carrello, la sentenza impugnata indica che la piattaforma inferiore non è stata segnata sulla planimetria e che i progetti da cui essa risultava non sono né stati allegati né menzionati nella convenzione del 12 aprile 1993, motivo per cui non possono essere opposti a terzi in buona fede. Gli attori, a cui incombeva l'onere della prova, non hanno nemmeno dimostrato che una piattaforma come quella progettata fosse indispensabile per il funzionamento dell'impianto, atteso che essi avevano rinunciato alla perizia chiesta all'udienza preliminare.