Citation: 9C_304/2008 31.03.2009 E. 3

3.1 Per giurisprudenza, gli accertamenti dell'autorità di ricorso in merito al danno alla salute, alla capacità lavorativa dell'assicurato e all'esigibilità di un'attività professionale - nella misura in cui quest'ultimo giudizio non si fonda sull'esperienza generale della vita - costituiscono questioni di fatto che possono essere riesaminate da questa Corte solo in maniera molto limitata (v. consid. 1; DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398). 3.2 Orbene, l'istanza precedente, dopo attento esame degli atti, ha accertato, in maniera vincolante per la Corte giudicante (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398), che il ricorrente dev'essere ritenuto abile al lavoro nella misura del 50% nell'ultima attività svolta a decorrere dal 29 settembre 2005 (data del referto psichiatrico del dott. R.________). 3.3 Nel ricorso non viene fatto valere nulla che lasci concludere per un accertamento dei fatti determinanti manifestamente inesatto o avvenuto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 97 cpv. 1 in relazione con l'art. 95 lett. a LTF, e che giustifichi di procedere a una rettifica secondo l'art. 105 cpv. 2 LTF. Le censure ricorsuali, nella misura in cui non si limitano a riprendere le obiezioni mosse dinanzi al Tribunale amministrativo federale ed efficacemente smontate dall'autorità giudiziaria di prima istanza, si esauriscono infatti in una - tenuto conto del potere di esame limitato di cui dispone il Tribunale federale nella presente procedura - inammissibile critica appellatoria dell'accertamento compiuto dai giudici di prime cure. 3.4 Ad ogni modo si osserva che il richiamo alla relazione medica 14 luglio 2006 dell'Ospedale X.________ non è tale da rendere manifestamente errato l'accertamento dei primi giudici, non fosse altro perché tale relazione, nella misura in cui non si pronuncia sul grado di incapacità lavorativa riconducibile ai disturbi lamentati, si dimostra incompleta. 3.5 Per il resto, il fatto che la diagnosi psichiatrica evidenziata dal predetto centro corrisponda a quella inizialmente posta a fondamento della decisione iniziale di assegnazione della rendita intera non significa ancora automaticamente che le ripercussioni sulla capacità lavorativa debbano essere le medesime. Occorre infatti ricordare al ricorrente che la patologia psichiatrica (ma non solo) da lui accusata è di natura evolutiva e labile, vale a dire è suscettibile di evolvere verso un miglioramento o un peggioramento (cfr. a contrario DTF 111 V 21 consid. 2c pag. 22). Il che non esclude che la medesima patologia possa a distanza di anni incidere in maniera differente sulla (in)capacità lavorativa.