Citation: U 327/00 04.04.2002 E. 2

2.- a) Oggetto della lite è il tema di sapere se M.________, che, tra l'altro, ha formulato la richiesta ancora in vita, e, per lui, in forza dell'universalità della successione - la pretesa, in analogia a quanto statuito dalla giurisprudenza del Tribunale federale in relazione all'affine istituto del torto morale (DTF 126 IV 42, 118 II 407 consid. 3a e riferimenti ivi citati), non essendo da qualificare di natura strettamente personale ed essendo di conseguenza trasmissibile per successione ereditaria (Thomas Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, tesi Friborgo 1998, pag. 58; Duc, Héritiers et indemnité pour atteinte à l'intégrité, in: PJA 2000, pag. 953) -, gli eredi possano fare valere una indennità per menomazione dell'integrità a dipendenza della malattia professionale che ha colpito l'assicurato. b) Pur non potendo escludere che la malattia professionale di M.________ - essendo egli stato esposto alle polveri di amianto sin dal 1969 - fosse già insorta, almeno in forma latente, prima dell'entrata in vigore della LAINF (1° gennaio 1984), quindi sotto l'egida del vecchio diritto, che non conosceva ancora l'istituto dell'indennità per menomazione dell'integrità, l'applicabilità del vigente ordinamento va nondimeno ammessa, in quanto le condizioni materiali delle chieste prestazioni, come si dirà, possono essersi realizzate, se del caso, solo successivamente a tale data (art. 118 cpv. 1 e cpv. 2 lett. c LAINF; sentenza del 10 dicembre 2001 in re F., U 427/99, destinata alla pubblicazione nella Raccolta ufficiale; RAMI 1988 no. U 50 pag. 285; sentenza inedita del 18 marzo 1997 in re J., U 154/96).