Citation: 1C_342/2018 E. 3.2

3.2. Certo, diffondendosi sulle varie fasi pianificatorie riguardanti il suo fondo, la ricorrente adduce che sulla base di tali antefatti la sua prerogativa di terreno edificabile non potrebbe essere rimessa in discussione, disattendendo tuttavia che dai fatti accertati in maniera non arbitraria dalla Corte cantonale questo inserimento non è stato approvato dal Governo. Il rilievo ch'esso apparterebbe al comprensorio edificabile o già largamente edificato, non muta tale esito. È del resto manifesto che in seguito alla "sospensione" dell'approvazione governativa per motivi legati all'inquinamento fonico e allo svincolo autostradale, il fondo prima dell'entrata in vigore delle nuove norme federali non era stato attribuito alla zona edificabile. Del resto la ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confronta, se non in maniera del tutto superficiale, con la questione, decisiva, posta a fondamento dell'impugnato giudizio, ossia dell'entrata in vigore degli art. 38a LPT e 52a OPT (sulla portata di queste norme vedi DTF 142 II 415 consid. 2.1; 141 II 393 consid. 2 e 3 pag. 396 segg.), secondo cui possono essere approvati azzonamenti soltanto se, dall'entrata in vigore di queste norme, nel Cantone viene dezonata almeno la stessa superficie oppure il dezonamento è effettuato nel quadro della stessa decisione (art. 52a cpv. 2 lett. a OPT), ciò che non è manifestamente avvenuto nel caso in esame. La Corte cantonale ha quindi applicato correttamente il diritto federale senza alcuna violazione sia del principio di proporzionalità sia del divieto dell'arbitrio (DTF 142 II 415 consid. 3 pag. 421 seg.; sentenza 1C_345/2018, citata, consid. 3.1).