Citation: 6B_1058/2014 E. 2.2

2.2. La Corte cantonale ha esaminato la fattispecie sotto il profilo della LStup nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2011, per i fatti avvenuti fino a quella data, e nella versione vigente dal 1° luglio 2011, per quelli successivi. Questo modo di procedere è condiviso dal ricorrente, che non solleva censure al riguardo. Giusta l'art. 19 n. 1 vLStup, nella versione in vigore fino al 30 giugno 2011, chiunque, senza essere autorizzato, coltiva piante da alcaloidi o canapa per produrre stupefacenti, è punito se ha agito intenzionalmente, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Il diritto previgente puniva quindi la coltivazione di canapa nella misura in cui era finalizzata alla produzione di stupefacente (DTF 138 I 435 consid. 3.5.4; 130 IV 83 consid. 1.1). L'art. 19 cpv. 1 lett. a e d LStup nel tenore in vigore dal 1° luglio 2011 punisce chi, senza essere autorizzato, coltiva, fabbrica o produce in altro modo stupefacenti, rispettivamente che possiede, detiene, acquista o si procura in altro modo stupefacenti. Tra gli stupefacenti che non possono essere coltivati, importati, fabbricati o messi in commercio, figurano gli stupefacenti con effetti del tipo canapa (art. 8 cpv. 1 lett. d LStup). Secondo l'ordinanza del DFI sugli elenchi degli stupefacenti, del 30 maggio 2011 (OEStup-DFI; RS 812.121.11), sono considerate stupefacenti le piante di canapa o parti delle stesse che presentano una concentrazione media di THC totale pari almeno a 1,0 % (cfr. DTF 138 I 435 consid. 3.5.2). Il diritto vigente non è più fondato sulla dimostrazione dell'uso illegale della canapa, ma essenzialmente sul suo tenore di THC (DTF 138 I 435 consid. 3.5.4). Sotto il profilo soggettivo, l'infrazione presuppone in entrambi i casi l'intenzione, il dolo eventuale essendo sufficiente, quantomeno laddove siano venduti prodotti a base di canapa con un tenore di THC superiore al limite legale (cfr. DTF 130 IV 83 consid. 1.2.2; 126 IV 198 consid. 2).