Citation: 1C_368/2016 E. 3.1

3.1. Il ricorrente, accennando all'art. 105 LTF, fa valere che la condanna penale si fonderebbe su un accertamento dei fatti esperito in maniera grossolana sulla base del contachilometri del veicolo della polizia e sulle sue dichiarazioni, fondate anch'esse sulle indicazioni del proprio contachilometri, ossia sulla base di un accertamento di fatto inesatto e su una valutazione arbitraria delle prove. Al suo dire, la Corte cantonale non poteva fondarsi su un accertamento penale arbitrario e contrario al diritto, segnatamente all'art. 8 dell'Ordinanza dell'USTRA concernente l'ordinanza sul controllo della circolazione stradale del 22 maggio 2008 (OOCCS-USTRA; RS 741.013.1), visto che dalla velocità accertata non è stato dedotto il margine di tolleranza. Egli ricorda che, secondo la prassi, un superamento del limite di velocità di 25 km/h all'ora nell'abitato costituisce oggettivamente un caso grave che comporta la revoca della licenza di condurre per almeno tre mesi, mentre un superamento di 21-24 km/h rappresenta un'infrazione medio grave e uno tra i 16 e i 20 km/h lieve. Al riguardo richiama l'art. 8 cpv. 1 OOCCS-USTRA, relativo alla deduzione del margine di sicurezza dalla velocità accertata per controlli effettuati da un veicolo inseguitore, che non rientrano nel campo d'applicazione della lettera g, ossia quelli eseguiti da un veicolo inseguitore tramite sistema approvato di rilevamento della velocità a video e analisi automatica dei dati misurati mediante software autorizzato. Ne deduce, che, tenendo conto di un margine di sicurezza di circa 10-15 km/h indicato nella tabella dell'allegato 1, risulterebbe una velocità di circa 65-70 km/h e, pertanto, un superamento del limite di velocità di circa 15-20 km/h: si sarebbe quindi in presenza di una infrazione lieve. Ritenendo una violazione grave delle regole della circolazione, la Corte cantonale avrebbe commesso un abuso del potere di apprezzamento. L'insorgente di per sé non contesta la prassi richiamata dalla Corte cantonale, ma sostiene, invero in maniera generica, che nel caso di specie essa, imponendogli di impugnare la decisione penale, non avrebbe potuto fondarsi su evidenti ragioni di unità di giudizio, ma avrebbe dovuto scostarsi dall'accertamento dei fatti operato nella sede penale, non essendole permesso di fondarsi su un "fatto incerto", poiché, al suo dire, non sarebbe possibile determinare con certezza la velocità di un veicolo sulla base del proprio contachilometri, né su quello della vettura della polizia. Aggiunge che non si potrebbe confermare una sanzione grave per un eccesso di velocità stabilito in maniera grossolana.