Citation: 2C_209/2023 E. 7.3.3

7.3.3. Come accertato in modo vincolante per questa Corte dai Giudici cantonali (art. 105 cpv. 1 LTF; cfr. supra consid. 2), l'attività di lavoratrice indipendente ha procurato alla ricorrente delle entrate molto limitate le quali, con il passare degli anni, sono venute meno. In queste condizioni è quindi a ragione che essi ne hanno concluso che l'attività di lavoratrice autonoma, poiché solo marginale, non permetteva all'interessata di assicurare il proprio sostentamento e, di riflesso, di mantenere lo statuto di lavoratrice ai sensi dell'ALC. Oltre a valere per gli anni - cioè gli anni 2016, 2018 e 2019, non risultando entrate per il 2017 - durante i quali il suo lavoro le ha fornito unicamente dei guadagni estremamente ridotti, questo apprezzamento va condiviso a maggior ragione quando ella, come emerge dal giudizio impugnato, ormai al beneficio di una rendita di vecchiaia AVS anticipata (1° marzo 2019), non ha più realizzato alcun guadagno dalla sua attività indipendente. Ciò è comprovato dal fatto che la ricorrente, per assicurare il proprio sostentamento, ha dovuto ricorrere alla pubblica assistenza, ricevendo un ammontare complessivo di fr. 100'000.-- ed è poi stata posta - quando ha percepito la rendita di vecchiaia anticipata - al beneficio di prestazioni complementari. In queste condizioni, in mancanza di redditi sufficienti in tutti questi anni per permetterle di provvedere al suo sostentamento è a giusta ragione che il Tribunale cantonale amministrativo è giunto alla conclusione che non poteva prevalersi della qualifica di lavoratrice indipendente ai sensi dell'ALC. Premesse queste considerazioni, il rifiuto di rinnovare il permesso di dimora UE/AELS è conforme all'art. 4 ALC in relazione con l'art. 12 Allegato I ALC. Su questo punto il ricorso si rivela infondato.