Citation: 4A_181/2023 E. 4.3

4.3. Il ricorrente biasima la Corte cantonale di aver applicato erroneamente l'art. 311 CPC. Fa valere che la " sovrafatturazione " delle opere da parte dell'opponente costitutiva una truffa, che essa avrebbe agito astutamente e in modo consapevole, e che quale mandataria avrebbe avuto un ruolo di garante. A suo dire l'opponente dovrebbe risarcire il danno provocato quale direzione lavori, la relativa pretesa sarebbe retta dall'art. 127 CO, e la Corte di appello avrebbe violato gli art. 8 CC e 67 cpv. 1 vCO, poiché l'opponente non avrebbe allegato quando il danneggiato avrebbe saputo del diritto di ripetizione, benché gravato dall'onere della prova. L'opponente e il Pretore, soggiunge, non avrebbero comunque reputato tardivi i fatti sulla sua conoscenza del danno solo dalla ricezione del decreto di abbandono nel dicembre del 2015 da lui allegati nelle conclusioni. Perciò la Corte cantonale non poteva distanziarsene, a meno di notevoli dubbi. Infine, per il ricorrente le prove agli atti non permetterebbero di confermare una sua conoscenza del contenuto delle due perizie penali alla data del loro allestimento.