Citation: 6B_1150/2013 E. 6.2

6.2. Il ricorrente si limita in sostanza ad addurre la propria tesi sulla sua consapevolezza della situazione di pericolo, rimettendo indirettamente in discussione i fatti accertati dalla CARP e le risultanze della perizia giudiziaria, ritenuta attendibile dalle istanze cantonali. Disattende che l'esistenza dei difetti alle molle è un fatto sicuro ed accertato, così come lo è la rilevanza degli stessi quale causa dell'incidente, ritenuto altresì che delle altre cause egli non è chiamato a rispondere. Omette poi di considerare che la Corte cantonale ha pure osservato come, secondo il perito giudiziario, la normativa europea concernente le ferrovie di cantiere dispone che in nessun caso l'involucro della locomotiva deve entrare in contatto con i carrelli, prescrizione che a parere del perito, viste le identiche implicazioni tecniche in gioco, deve essere applicabile anche ai vagoni. La precedente istanza ha parimenti accertato che il perito si è espresso anche sulla questione delle sospensioni primarie e secondarie, rilevando che sui vagoni in discussione le prime erano in realtà cuscinetti. A torto il ricorrente parte poi dal presupposto di essere stato un "semplice imprenditore". La CARP ha infatti accertato ch'egli era cognito della materia ed aveva le conoscenze necessarie per prevedere le possibili conseguenze dei difetti, essendo all'epoca dei fatti direttore tecnico dell'azienda di famiglia e partecipando in permanenza alla produzione e alla progettazione di ogni articolo, compreso quindi il materiale rotabile fornito al cantiere AlpTransit. Il ricorrente non considera gli esposti accertamenti e non sostanzia quindi una violazione del diritto con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF.