Citation: 4A_270/2007 19.02.2008 E. 4

Come già esposto al consid. 2.1.1, i magistrati ticinesi hanno ravvisato nella "procura amministrativa" del 6 marzo 2000 (doc. C) un contratto che conferiva al ricorrente tutti i poteri necessari alla gestione vera e propria del patrimonio dell'opponente e non una semplice procura quale atto unilaterale. A mente del ricorrente qualificare tale documento come mandato di gestione patrimoniale sarebbe lesivo degli art. 18, 32 e 394 CO: esso non contempla diritti e obblighi delle parti, ma solo le facoltà/autorizzazioni attribuite al ricorrente. 4.1 Ai fini dell'esame di questa censura appare utile riepilogare il contesto giuridico in cui si inserisce la presente vertenza. Il 6 marzo 2000, mediante l'apertura della relazione bancaria e la contestuale firma della "procura amministrativa", nella quale veniva descritta la facoltà di rappresentanza del ricorrente nei confronti della banca, si è venuto a creare il tipico rapporto triangolare fra banca, cliente e gestore di patrimoni esterno (Monika Roth, Das Dreieckverhältnis Kunde-Bank-Vermögensverwalter, Zurigo/San Gallo 2007, n. 34). 4.1.1 Il rapporto giuridico che si instaura tra il cliente e il gestore indipendente di patrimoni è un contratto di mandato, che non soggiace ad alcun requisito di forma (art. 394 seg. CO; Monika Roth, op. cit., n. 66-72). Il gestore si obbliga ad amministrare e gestire i beni del cliente che si trovano presso la banca e il cliente si obbliga a corrispondere una remunerazione per questo servizio (Bruno Cocchi, La responsabilità della banca nell'ambito di gestioni patrimoniali esterne in: NRCP 2003 pag. 71 segg., in particolare pag. 72). 4.1.2 Onde permettere al gestore di eseguire gli obblighi assunti contrattualmente, il cliente gli conferisce la facoltà di compiere determinati atti giuridici in suo nome, ovvero di rappresentarlo (Roger Zäch in: Berner Kommentar, n. 122 ad art. 33 CO). Il conferimento della facoltà di rappresentanza (Bevollmächtigung/Vollmachtserteilung; cfr. Gauch/ Schluep/Schmid/Rey, Schweizerisches Obligationenrecht - Allgemeiner teil, vol. I, 8a ed., n.1343 segg.) è un atto distinto dal rapporto contrattuale di base fra le due parti (Gauch/Schluep/Schmid/Rey, op. cit., n. 1351). Si tratta di un atto giuridico unilaterale che non necessita, per essere valido, della partecipazione della persona che viene autorizzata né di eventuali terzi interessati. Essa esplica comunque i suoi effetti solo a partire dal momento in cui perviene al suo destinatario (Roger Zäch, op. cit., n. 28 ad art. 33 CO). 4.1.3 Nel rapporto triangolare fra banca, cliente e gestore di patrimoni esterno, il conferimento della facoltà di rappresentanza avviene di regola mediante la sottoscrizione, da parte del cliente, di una "procura amministrativa" (Verwaltungsvollmacht) allestita dalla banca stessa, nella quale vengono delimitati gli atti di gestione che il rappresentante è autorizzato a compiere (Monika Roth, op. cit., n. 117 e 125-126; Bruno Cocchi, op. cit., pag. 72; Alessandro Bizzozzero, Le contrat de gérance de fortune, Friborgo 1992, pag. 35 e 86). Così facendo, il cliente conferisce al gestore la facoltà di rappresentarla nei confronti della banca e, nel contempo, comunica a quest'ultima, giusta l'art. 33 cpv. 3 CO, la facoltà di rappresentanza del gestore e la sua estensione (DTF 131 III 511 consid. 3.2.1 pag. 518). La banca può allora in buona fede ritenere che i poteri del gestore siano quelli indicati nella procura consegnatale (Francesco Trezzini, Qualche spunto di riflessione sulla responsabilità civile della banca in presenza di un gestore patrimoniale esterno, in: NRCP 2005 pag. 1 segg., in particolare n. 17; Gauch/Schluep/Schmid/Rey, op. cit., n. 1343, n.1407; Alessandro Bizzozzero, op. cit, pag. 35 e 87). 4.2 Questo è quanto accaduto in concreto. La "procura amministrativa" (doc. C) è infatti un formulario allestito dalla banca depositaria su sua carta intestata, firmato, oltre che dalle parti, anche dal rappresentante della banca, e nel quale vengono descritte in maniera estesa le facoltà concesse al "mandatario" (ma non le modalità della sua remunerazione); inoltre, viene preventivamente fissato il foro competente per eventuali litigi fra la cliente e la banca. Ora, la lettura della sentenza impugnata non permette di sostenere, come fa il ricorrente, che i giudici cantonali abbiano davvero inteso attribuire alla procura amministrativa una portata diversa da quella appena esposta; in particolare non è possibile affermare con certezza ch'essi abbiano visto in questo documento la stipulazione di un mandato di gestione patrimoniale fra le parti in causa. Se così fosse, essi avrebbero commesso un errore. Ma non si tratterebbe in ogni caso di un errore suscettibile di modificare l'esito della vertenza.