Citation: 4A_454/2017 E. 2

Nella sua prima sentenza la Corte di appello aveva respinto la petizione ritenendo che vi fosse stato un rapporto di doppia mediazione, che comportava per il mediatore la perdita di qualsiasi diritto alla provvigione (art. 415 CO). Aveva tuttavia fondato tale conclusione su fatti che la convenuta non aveva allegato, dedotti da un documento prodotto per altri fini dall'attrice. Il Tribunale federale aveva stabilito che, così facendo, l'autorità cantonale aveva leso gli art. 55 cpv. 1 e 221 cpv. 1 lett. d CPC, in forza dei quali nel processo retto dal principio dispositivo le parti devono allegare i fatti su cui poggiano le loro domande e il giudice deve attenersi a tali fatti. Queste considerazioni della sentenza federale sono pubblicate in DTF 142 III 462. Il Tribunale di appello aveva considerato "abbondanzialmente " anche l'ipotesi in cui il contratto di mediazione fosse stato valido, affrontando quindi l'esame di merito del diritto alla provvigione. Nella sentenza del 6 giugno 2016 il Tribunale federale aveva però costatato che i giudici ticinesi non avevano chiarito sotto quale delle varianti del contratto di mediazione ammesse dall'art. 412 CO fossero sussumibili gli accordi intercorsi tra C.________ e la convenuta e, di conseguenza, quali prestazioni incombessero al mediatore. La causa era perciò stata ritornata all'autorità cantonale affinché qualificasse il rapporto giuridico, determinasse le prestazioni che davano al mediatore il diritto alla provvigione e accertasse i fatti rilevanti ai fini della determinazione del nesso causale (sentenza 4A_456/2015del 6 giugno 2016 consid. 5 e 6, non pubblicati nella DTF 142 III 462).