Citation: 1C_290/2024 E. 4.2

4.2. Dal principio generale dell'uguaglianza giuridica ancorato all'art. 8 cpv. 1 Cost. deriva in generale per il datore di lavoro di diritto pubblico l'obbligo di retribuire il medesimo impiego con lo stesso salario. Nei limiti del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), le autorità cantonali beneficiano di un ampio margine di apprezzamento, in particolare per quanto attiene gli aspetti organizzativi e retributivi. Il giudice adito deve rispettare un particolare riserbo quando si tratta non soltanto di confrontare due categorie di aventi diritto, ma di valutare un intero sistema salariale. Infatti, modificando una situazione, il giudice rischierebbe di creare nuove disuguaglianze (DTF 143 I 65 consid. 5.2; 141 II 411 consid. 6.1.1; sentenza 1C_467/2023 del 26 marzo 2024 consid. 4.2). Nei limiti del divieto dell'arbitrio e del principio dell'uguaglianza giuridica, le autorità sono abilitate a scegliere, fra più elementi che possono entrare in considerazione, i criteri che devono essere considerati come determinanti per la retribuzione dei dipendenti. Il diritto costituzionale non impone un metodo prestabilito né che il salario sia fissato unicamente secondo la qualità del lavoro fornito, rispettivamente secondo delle condizioni effettivamente stabilite. Le differenze di trattamento devono però essere ragionevolmente motivate e risultare quindi oggettivamente difendibili. Il Tribunale federale ha già ritenuto che l'art. 8 Cost. non era violato quando le differenze di retribuzione si fondavano su dei motivi oggettivi quali per esempio l'età, anzianità di servizio, l'esperienza professionale, gli oneri familiari, le qualifiche, il genere e la durata della formazione richiesta per la funzione, il tempo di lavoro, gli orari, il mansionario, l'ampiezza delle responsabilità o le prestazioni assunte (DTF 143 I 65 consid. 5.2; 141 II 411 consid. 6.1.1; 139 I 161 consid. 5.3.1; sentenza 8C_641/2021 del 28 aprile 2022 consid. 4.1). Inoltre, il carattere temporaneo di una disparità di trattamento concernente il sistema salariale rientra nelle circostanze concrete riguardo alle quali occorre esaminare se la differenza di stipendio oltrepassi o meno il quadro ammissibile (sentenza 1C_467/2023, citata, consid. 4.2 e rinvii). L'ordinamento delle classi di stipendio implica un certo schematismo, che è di principio compatibile con il principio dell'uguaglianza giuridica (DTF 139 I 161 consid. 5.3.1 pag. 166). In quest'ambito, il Tribunale federale dà prova di riserbo e interviene sotto il profilo del diritto costituzionale solo quando le distinzioni stabilite dall'autorità cantonale non si lascino motivare ragionevolmente o siano insostenibili e sconfinino così nell'arbitrio (DTF 141 II 411 consid. 6.1.1 e rinvii).