Citation: 1B_277/2015 E. 1.1

1.1. Essa concerne un provvedimento coercitivo ai sensi dell'art. 196 segg. CPP e, poiché non pone fine al procedimento penale nei confronti della ricorrente e del marito, rappresenta una decisione incidentale notificata separatamente ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 LTF. Avverso la stessa, il ricorso è ammissibile soltanto alle condizioni dell'art. 93 cpv. 1 lett. a e b LTF, ossia, in particolare, quando può causare un pregiudizio irreparabile (DTF 140 IV 57 consid. 2.3; 136 IV 92 consid. 4; 133 IV 139 consid. 4). La ricorrente sostiene di essere proprietaria dei beni sequestrati ed adduce che il provvedimento coercitivo riguarderebbe tutto il suo patrimonio, per un valore di oltre dieci milioni di franchi, sicché il pregiudizio sarebbe particolarmente importante. È dubbio che con tale argomentazione generica, la ricorrente dimostri l'esistenza di un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF. Ciò in particolare ove si consideri che, secondo quanto rilevato dalla CRP, il provvedimento concerne essenzialmente beni che appartenevano in precedenza al defunto. L'istanza di dissequestro è inoltre stata formulata in termini generali da entrambi gli imputati congiuntamente, senza considerare gli specifici oggetti e valori patrimoniali interessati dai singoli ordini del magistrato inquirente: gli imputati non hanno addotto che determinati beni sequestrati appartenevano loro personalmente e non erano riconducibili al patrimonio del defunto. Visto l'esito del ricorso, la questione non deve tuttavia essere approfondita oltre. Anche l'aspetto della legittimazione a ricorrere giusta l'art. 81 cpv. 1 LTF può rimanere indeciso. Per il resto, il ricorso adempie le esigenze degli art. 80 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF, essendo presentato tempestivamente contro una decisione di ultima istanza cantonale.