Citation: 5C.190/2002 11.12.2003 E. 5

Accertato pertanto che l'esecuzione allora promossa dalla convenuta procedente non può dirsi costitutiva di un abuso di diritto ai sensi dell'art. 2 cpv. 2 CC, e dovendosi già da ciò dedurre che il suo agire era legittimo, viene di principio a cadere uno dei requisiti alla base delle domande di causa proposte dall'attore, ossia l'illiceità. Come correttamente ritenuto dal Tribunale di appello, senza quest'ultima non sono del tutto proponibili pretese scaturenti dal diritto della personalità quali le postulate pubblicazione del dispositivo di sentenza ed emanazione di un divieto di ogni futura esecuzione per il credito in oggetto. Sia abbondanzialmente ritenuto che quest'ultima domanda si appalesa improponibile già solo per il fatto che fino ad ora l'atteggiamento della convenuta procedente non lascia trasparire l'esistenza di un serio pericolo imminente per la personalità dell'attore.