Citation: 1A.191/2001 22.05.2002 E. 3

3.1 Il ricorrente nega la realizzazione dell'espropriazione materiale e sostiene che il vincolo litigioso sarebbe soltanto indicativo, senza effetti giuridici in mancanza del suo inserimento in un piano generale o in un piano regolatore delle strade cantonali. L'art. 8 della legge cantonale sulle strade, del 23 marzo 1983 (LStr/TI), nel tenore vigente il 1° luglio 1983, data dell'entrata in vigore, assegnava al piano direttore delle strade cantonali, quale parte del piano direttore cantonale, lo scopo di fissare gli obiettivi generali della politica stradale del Cantone, di stabilire il modo e i mezzi per il loro conseguimento e di fornire indicazioni per coordinare la pianificazione locale. Le previsioni del piano direttore erano poi sviluppate e precisate nei piani generali, che indicavano in particolare il tracciato delle strade (art. 11 LStr/TI) e che, approvati dal Consiglio di Stato, vincolavano le autorità e i privati (art. 15 e 16 cpv. 1 LStr/TI). Già la previgente legge sulla costruzione, sulla manutenzione e sull'uso delle strade cantonali, del 17 gennaio 1951, istituiva un piano regolatore delle strade cantonali, nel quale venivano iscritti i progetti approvati dal Gran Consiglio (art. 4). Secondo l'art. 55 cpv. 1 LStr/TI i piani regolatori delle strade cantonali adottati conformemente al vecchio diritto conservavano la loro validità fino alla scadenza, ritenuto l'adeguamento al piano direttore, ed erano equiparati ai piani generali secondo gli art. 11 segg. LStr/TI (art. 55 cpv. 3 LStr/TI). L'art. 16 cpv. 2 lett. c della previgente legge edilizia cantonale, del 19 febbraio 1973 (vLE), imponeva inoltre di indicare nel piano regolatore comunale la rete delle vie di comunicazione; secondo l'art. 18 cpv. 1 del regolamento di applicazione, del 22 gennaio 1974, il piano regolatore delle strade cantonali doveva essere trascritto nei piani regolatori comunali. 3.2 Nella fattispecie, è stato accertato in sede cantonale che la strada litigiosa non è mai stata inserita nel piano direttore né è stata mai indicata in un piano generale, o altrimenti assoggettata a una specifica procedura di pianificazione delle strade cantonali. L'attuale art. 12 cpv. 2 LStr/TI secondo cui quando un'opera stradale cantonale è già inserita in un piano regolatore comunale, esso sostituisce il piano generale, è entrato in vigore solamente il 15 marzo 1995 e non si applica quindi in concreto (cfr. pure la sentenza del Tribunale della pianificazione del territorio del 2 ottobre 1996, nella causa B., consid. 3, pubblicata in RDAT I-1997, n. 40, pag. 109 segg.). Il Consiglio di Stato ha approvato, il 28 dicembre 1983, il piano regolatore di Intragna, che includeva il vincolo in discussione. Il piano regolatore entra in vigore con l'approvazione, che ha effetto costitutivo, e da tale data diventa vincolante per ognuno (art. 25 cpv. 1 vLE; cfr. pure art. 26 LPT e art. 39 seg. della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990; cfr. Adelio Scolari, Commentario della legge edilizia del Canton Ticino, Lugano 1976-1991, n. 1 all'art. 21); l'approvazione permette pure all'Autorità cantonale di esercitare il compito di sorveglianza sulle autorità comunali quando adottano il loro strumento pianificatorio il quale, una volta entrato in vigore, è presunto rispondere alle esigenze legali (DTF 120 Ia 227 consid. 2c e d; Alexander Ruch in: Aemisegger/Kuttler/Moor/Ruch/, editori, Kommentar zum Bundesgesetz über die Raumplanung, Zurigo 1999, n. 10 segg. all'art. 26). In concreto il Governo, che era l'autorità competente per approvare il piano regolatore (art. 21 e 25 vLE), ha esaminato, respingendolo, il ricorso dell'allora proprietario, diretto essenzialmente contro il tracciato stradale. Il mancato inserimento della strada litigiosa in uno strumento pianificatorio di rango cantonale non costituisce in tali circostanze un vizio particolarmente grave e manifesto, tale da rendere nulla la decisione governativa che ha approvato il piano e avallato conseguentemente il vincolo in discussione (cfr. Ruch, op. cit., n. 25 all'art. 26; cfr., sulla nullità, DTF 122 I 97 consid. 3a/aa e rinvii; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, pag. 208 seg.). Ne consegue che la Corte cantonale poteva, senza incorrere nell'arbitrio, ritenere, viste le particolarità della fattispecie, che con l'approvazione (e l'entrata in vigore) del piano regolatore di Intragna, il provvedimento pianificatorio fosse diventato effettivo e che, avendo determinato la pianificazione in quel comparto, fosse da tenere in conto. Il 28 dicembre 1983 è quindi in concreto il momento determinante per giudicare se i presupposti dell'espropriazione materiale fossero adempiuti (DTF 121 II 317 consid. 12d/bb pag. 347, 417 consid. 3a).