Citation: 1C_144/2019 E. 11.1

11.1. Con riferimento all'art. 9h LPol/TI i ricorrenti si limitano a osservare che l'art. 287 cpv. 1 lett. b CPP dispone che possono essere impiegati quali agenti infiltrati le persone "assunte" a titolo provvisorio al fine di svolgere compiti di polizia, anche se privi di formazione professionale in tale materia. Al riguardo richiamano un'opinione dottrinale, secondo la quale l'agente infiltrato assunto a titolo provvisorio dovrebbe disporre di un contratto di lavoro, e non solo di un rapporto di mandato con la polizia (TANJA KNODEL, in: BSK StPO, 2aed. 2014, n. 1 e 7 ad art. 287). Sostengono che un rapporto di subordinazione costituirebbe una garanzia ulteriore a tutela della persona oggetto di un'inchiesta mascherata. Al loro dire, poiché la LPol/TI non disciplina questo aspetto, sussisterebbe il rischio che operazioni di inchiesta mascherata potrebbero venire affidate informalmente a terze persone, ciò che dovrebbe comportare l'annullamento della criticata norma. Nella risposta il Governo sottolinea che l'eventuale impiego di terze persone avviene secondo le istruzioni e sotto la sorveglianza della polizia, essendo manifesto che il loro impiego non può avvenire in maniera informale. L'allestimento di un'identità fittizia per queste persone dev'essere infatti, su proposta del comandante della polizia cantonale, autorizzato dal GPC.