Citation: 1C_216/2023 E. 3.3

3.3. I ricorrenti non si confrontano minimamente con la giurisprudenza relativa alla legittimazione a ricorrere nel quadro dei diritti politici, sulla cui lesione è in sostanza incentrato il gravame. È tuttavia manifesto ch'essi non possono prevalersi di questo rimedio per impugnare la criticata decisione. La circostanza che in materia di diritti politici il diritto di ricorrere spetta a chiunque abbia diritto di voto nell'affare in causa (art. 89 cpv. 3 LTF), anche qualora non abbia alcun interesse personale degno di protezione all'annullamento dell'atto impugnato (cfr. DTF 134 I 172 consid. 1.2), concerne solo le votazioni e le elezioni popolari, alle quali possono partecipare i cittadini aventi diritto di voto. In tale ambito la legittimazione a ricorrere è definita infatti in modo specifico ed esaustivo dall'art. 89 cpv. 3 LTF, norma non richiamata dai ricorrenti (AUBRY GIRARDIN, in: op. cit., n. 13 ad art. 89). Essa dipende esclusivamente dal fatto che una persona sia titolare del diritto di voto. Estendere questa qualità a qualsiasi persona che dispone di un interesse degno di protezione ai sensi dell'art. 89 cpv. 1 LTF equivarrebbe a snaturare lo specifico rimedio di diritto previsto dall'art. 82 lett. c LTF, il cui scopo è strettamente limitato alla salvaguardia dei diritti politici (DTF 134 I 172 consid. 1.3.3).