Citation: BGE 150 IV 10 E. 5.3

È stato accertato che il 30 settembre 2016 il ricorrente ha condiviso, sulla sua pagina Facebook, un filmato di una durata complessiva di 41 secondi e di una buona qualità audio e video. Due persone in tuta mimetica sollevano un masso che viene poi scaraventato sulla testa di un uomo sdraiato a terra, sul fianco, con le mani dietro la schiena e il capo appoggiato su un sasso. Si percepisce il rumore dell'impatto, si vede la vittima che urla, emette gemiti e si contorce. L'inquadratura mostra dapprima la ferita alla testa della vittima e il sangue che cola dal suo orecchio, per poi concentrarsi sul sangue che fuoriesce a fiotti dal naso e dalla bocca della vittima, inondandole il viso. In sovrimpressione compare in seguito, per pochi secondi, l'immagine di un uomo. Viene poi ripreso il corpo della vittima insanguinata che esala gli ultimi respiri. Appare infine una scritta color fuoco su sfondo scuro, sul quale si intravvede il corpo della vittima. Durante tutto il filmato, si odono dei canti in sottofondo e si vede un simbolo a caratteri bianchi poi sostituito, per la durata di 17 secondi, da una bandiera nera con scritta bianca in arabo. A un certo momento nel video appare pure la scritta "Se punite, BGE 150 IV 10 S. 31 punite come siete stati puniti. La lapidazione di un politeist[a] houthi". L'audio del filmato permette di percepire una voce che invoca ripetutamente Allah e due gruppi di voci che in coro cantano simultaneamente frasi diverse, tra cui "lo abbiamo indottrinato - e con il suo diritto c'è speranza". Il filmato è accompagnato da una didascalia in arabo che recita "Guardate il nuovo metodo di esecuzione dell'ISIS. Condividete la pubblicazione prima che venga eliminata così tutto il mondo vede la delinquenza dell'ISIS. Sul serio meno di 18 anni non aprite il video".