Citation: 4A_623/2023 E. 4.2.1

4.2.1. In primo luogo, come già rilevato ( supra consid. 3.2), la Corte cantonale ha ritenuto che il Pretore aveva applicato correttamente la prassi cantonale e che siccome la reclamante non aveva messo in discussione tale giurisprudenza (ma unicamente gli accertamenti che ne stavano alla base), la decisione di prima istanza resisteva alla critica. Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente adduce che la precedente istanza avrebbe violato il diritto federale "in merito al limite della prova liberatoria dell'escusso ex art. 82 cpv. 2 LEF e alla ripartizione dell'onere della prova fra escutente e escusso" (art. 8 CC) applicando la cosiddetta Basler Praxis in modo contrario al diritto federale e spiega che quando il debitore eccepisce una esecuzione difettosa o incompleta spetta a lui provarlo, non essendo sufficiente allegare l'inadempienza "in modo non palesemente sostenibile". Così facendo, tuttavia, essa non si confronta con la sentenza impugnata. In particolare, non sostiene di aver criticato la giurisprudenza sulla quale si era fondato il Pretore già davanti alla Camera di esecuzioni e fallimenti. Critica ora, per la prima volta, quella giurisprudenza con la conseguenza che, non essendo tali argomenti stati sottoposti all'esame dell'istanza inferiore, essi sono irricevibili per mancato esaurimento materiale delle vie di ricorso cantonali (v. art. 75 cpv. 1 LTF; DTF 146 III 203 consid. 3.3.4; 145 III 42 consid. 2.2.2; 143 III 290 consid. 1.1).