Citation: 4A_189/2016 E. 3.3

3.3. Come già indicato al consid. 1.2 la decisione con cui viene inflitta una multa disciplinare non costituisce una misura cautelare, perché ha carattere definitivo. Questa continua infatti a sussistere anche nel caso in cui la decisione da eseguire emanata in via supercautelare dovesse poi essere modificata (sentenza 4A_406/2015 dell'11 luglio 2016 consid. 5.2, destinato alla pubblicazione). In queste circostanze, l'autorità cantonale non può essere seguita quando ritiene che la pronuncia pretorile del 12 gennaio 2016 sia una decisione supercautelare alla stregua di quella ordinante il deposito giudiziale che l'ha preceduta. Si tratta invece di una decisione di esecuzione indipendente del giudice delle misure cautelari (art. 267 CPC), che come tale può essere impugnata in modo autonomo. Come rilevato dai ricorrenti, trattandosi di una decisione di esecuzione (indiretta) essa non è suscettiva di un appello (art. 309 lett. a CPC), ma di un reclamo (art. 319 lett. a CPC). Giova aggiungere che tale rimedio di diritto non ha effetto sospensivo per legge, ragione per cui non è nemmeno ravvisabile per quale motivo l'autorità inferiore ritenga che il provvedimento supercautelare diverrebbe privo di efficacia in caso di impugnazione della decisione di esecuzione. Ne segue che il ricorso si rivela fondato su questo punto.