Citation: 2D_39/2020 E. C

Con sentenza del 6 agosto 2020 il Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo ha dichiarato il gravame inammissibile e ha respinto, in quanto ammissibile, l'istanza di restituzione dei termini. Osservato che l'impugnativa difettava della necessaria motivazione, la Corte cantonale ha rilevato che, anche volendo prescindere da questi vizi formali, nella misura in cui era impugnato l'atto con cui veniva assegnato all'insorgente un termine di partenza, lo stesso non costituiva una decisione impugnabile. Ma quand'anche lo fosse, l'insorgente avrebbe allora dovuto rivolgersi dapprima al Consiglio di Stato (art. 9 cpv. 1 LALPS; RL/TI 143.100). Ha poi aggiunto che laddove veniva chiesto il rilascio di un permesso di domicilio rispettivamente il rinnovo del permesso di dimora, la domanda era improponibile, poiché esulava dall'oggetto della lite. È quindi giunto alla conclusione che non si giustificava trasmettere l'atto ricorsuale all'autorità precedente, poiché non avrebbe potuto, per le medesime ragioni, che accertarne l'inammissibilità. Infine, ha osservato che, in quanto riferita al termine per impugnare la risoluzione governativa del 13 maggio 2020, la domanda di restituzione in intero dei termini, oltre ad essere tardiva (cfr. art. 15 cpv. 2 e 3 LPAMM [RL/TI 165.100]), non spiegava, nemmeno brevemente, per quali motivi l'interessato si sarebbe trovato nell'incolpevole impossibilità di agire per tempo (cfr. art. 15 cpv. 1 LAPmm).