Citation: 2A.324/2005 30.11.2005 E. 3.3

3.3.1 Per quanto attiene all'importo richiesto, l'autorità fiscale ha stimato in fr. 1'500'000.-- il reddito netto probabilmente conseguito sia nel 2003 che nel 2004, da cui deriva un'imposta federale diretta pari a fr. 172'500.-- annui, corrispondente per l'appunto all'ammontare della garanzia. Tale somma non terrebbe peraltro conto della multa per tentativo di sottrazione d'imposta - riferita solo al 2003 dato che per il 2004 non è stata presentata la dichiarazione - equivalente di regola ai due terzi dell'importo dell'imposta sottratta, ma potenzialmente anche di tre volte superiore (art. 175 cpv. 2 e 176 cpv. 2 LIFD). 3.3.2 Come risulta dai verbali di interrogatorio, il ricorrente stesso, confrontato con i dati raccolti dagli inquirenti, ha riconosciuto che già solo l'attività di affittacamere ha ingenerato una cifra d'affari attorno a fr. 2'500'000.-- nel 2004. Egli ha invece valutato all'incirca nella metà l'incasso lordo per l'anno precedente, con una differenza quindi di poche decine di migliaia di franchi rispetto a quanto dichiarato in sede di tassazione dalla B.________SA. Non ha tuttavia saputo fornire spiegazioni esaustive riguardo alla rilevante differenza tra i due anni, contestata dalle autorità penali sulla base di indicazioni concrete secondo cui la gestione è rimasta pressoché immutata. Orbene, è vero che queste cifre non attestano i guadagni netti e concernono in primo luogo la società che di per sé gestiva in proprio nome questi affari e a cui le autorità fiscali hanno pure richiesto garanzie, stimandone l'utile netto in fr. 1'000'000.-- annui (cfr. inc. n. 2A.325/2005). Tuttavia, per quanto è dato di comprendere a questo stadio della procedura circa la portata dell'attività praticata, l'importo chiesto al ricorrente non può essere ritenuto manifestamente eccessivo. In effetti, il rapporto tra la cifra d'affari e il reddito netto desuntone non appare fuori da ogni logica e del tutto sproporzionato, ma anzi attesta che gli oneri connessi al conseguimento dei profitti sono stati debitamente considerati. Se si dovesse poi tener conto anche della multa, il calcolo della garanzia reggerebbe persino computando un reddito di parecchio inferiore. Inoltre il conteggio effettuato si basa soltanto sugli introiti della gestione degli appartamenti, senza considerare i redditi non dichiarati derivanti dalle altre attività. D'altronde l'insorgente si limita a rilevare che a fronte dei guadagni vi erano pure ingenti spese, in particolare per la manutenzione dello stabile, senza tuttavia essere in grado di sostanziare le sue contestazioni, in assenza di qualsivoglia indicazione contabile minimamente attendibile. Non è poi irragionevole, ma semmai prudente, accollare in questa fase anche al ricorrente personalmente gli introiti conseguiti dalla società di cui era unico azionista ed amministratore, vista l'incertezza sui reciproci rapporti patrimoniali. Va infine evidenziato che l'efficacia di una richiesta di garanzia dipende in larga misura anche dalla sua imprevedibilità e dalla rapidità con cui il provvedimento viene adottato (sentenza 2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in: RDAT II-1998 n. 20t, consid. 3b) e che tale procedura non pregiudica comunque la determinazione dell'imposta effettivamente dovuta, da stabilire in sede di tassazione.