Citation: 6B_695/2010 22.11.2010 E. 3

3.1 Il ricorrente reputa arbitrario l'accertamento secondo cui, dopo essere stata pugnalata al collo, la vittima è scappata ed è stata ferita alla schiena. A suo dire, anche questa constatazione sarebbe basata unicamente sulla versione fornita dalla vittima e non terrebbe conto né della posizione in cui essa avrebbe perso le pantofole né della superficie asciutta del manto stradale evocante una sagoma di una persona. Questi elementi proverebbero, secondo il ricorrente, un'ulteriore colluttazione avvenuta a terra nei pressi dell'autovettura, durante la quale la vittima sarebbe stata ferita alla schiena. 3.2 Nuovamente il ricorrente si limita ad esporre la sua versione dei fatti opponendola a quella ritenuta dai giudici cantonali sulla base di una valutazione circostanziata delle risultanze probatorie. È comunque in modo del tutto sostenibile che la prima Corte ha ravvisato un'incongruenza nell'accertata assenza di tracce di sangue sulla superficie in cui sarebbe avvenuta la pretesa colluttazione. Al riguardo, la semplice asserzione del ricorrente secondo cui la mancanza di tracce sarebbe spiegabile con il fatto ch'egli era a terra sulla schiena, dove non era ferito, non basta certo a sostanziare l'arbitrio. Ciò ove solo si consideri che il perito giudiziario ha riferito che la ferita al collo della vittima sanguinava molto e che la Corte di merito ha rilevato che i protagonisti avrebbero dovuto soffermarsi su quella superficie tanto a lungo da impedire all'eventuale pioggia di inumidire il fondo stradale. Il ricorrente disattende inoltre che i primi giudici hanno parimenti accertato come nel suo primo verbale di polizia egli avesse riferito di avere colpito la vittima alle spalle mentre fuggiva (cfr. sentenza della Corte delle assise criminali, pag. 38 seg.).