Citation: 6B_271/2020 E. 3.2

3.2. La CARP ha dapprima osservato che il limite di velocità sul tratto autostradale, dove è stato rilevato il superamento rimproverato al ricorrente, rispondeva a un'esigenza di sicurezza generale per tutti gli utenti della strada dettata dalla presenza di un grosso cantiere, era adeguato alla situazione, tenuto conto anche dell'importante restringimento delle corsie, e sussisteva il pericolo, circolando alla velocità rilevata in concreto, di causare un incidente con feriti gravi o morti, nonostante quel giorno il cantiere fosse chiuso. Ha in seguito ricordato che la sola presenza di un cantiere avrebbe imposto un'attenzione e una prudenza accresciute, poco importa che quel giorno gli operai non erano impegnati al lavoro, perché i macchinari da lavoro al bordo della carreggiata e i delineatori di corsia che determinavano un importante restringimento delle corsie lente e di sorpasso non permettevano di escluderli a priori, malgrado il giorno festivo. La Corte cantonale non ha poi creduto alla mancata conoscenza addotta dall'insorgente del limite in vigore su quel tratto. Infatti, da un lato, i segnali indicanti il limite massimo di velocità erano di schiacciante evidenza, dall'altro lato, avendo per sua stessa ammissione percorso quel tratto di strada in diverse occasioni, è più che ragionevole che il limite, originato dal cantiere presente già da un paio di mesi, gli fosse ben noto. Non è ipotizzabile che non si sia avveduto dei segnali indicanti il limite di velocità, considerate peraltro la media di chilometri che percorre annualmente nonché la sua buona esperienza alla guida, egli è quindi avvezzo a prestare attenzione alla segnaletica stradale. Del resto, l'insorgente ha scorto il precedente limite di 100 km/h indicato con una segnaletica meno evidente rispetto a quella relativa al limite di 80 km/h, ciò che rende ancor meno verosimile che non si sia accorto di quest'ultima indicazione. Nemmeno, continua la CARP, è plausibile che il ricorrente non si sia avveduto dell'elevata velocità alla quale stava circolando, in quanto abituato a guidare quell'auto quotidianamente e su lunghe distanze, trattandosi in ogni caso di una disattenzione a lui solo imputabile. A titolo meramente abbondanziale, essa ha rilevato ancora che l'insorgente circolava a cavallo tra le due carreggiate, circostanza che, unitamente alla considerevole velocità raggiunta, contribuisce a dimostrare una certa disinvoltura e spregiudicatezza alla guida. L'autorità precedente ha quindi escluso l'esistenza di circostanze eccezionali che permetterebbero di negare la realizzazione di una grave infrazione qualificata alle norme della circolazione stradale.