Citation: 9C_610/2020 E. 3.1

3.1. Il Tribunale amministrativo federale ha accertato che la decisione dell'UAI/BL del 29 ottobre 2002 con cui è stata assegnata alla ricorrente una rendita sulla base della perizia del Dr. med. B.________ era basata principalmente su affezioni senza patogenesi. Con comunicazione del 4 settembre 2006 è stato confermato il diritto alla rendita, riferendosi alla perizia del 12 gennaio 2006, che attestava una sindrome fibromialgica primaria, segni di spondilosi (osteoartrosi generalizzata) e disturbo d'ansia generalizzato con note di depressione. Questa perizia aveva concluso per una situazione in miglioramento. In occasione della procedura di revisione del 2010 è stata ordinata una perizia pluridisciplinare resa il 31 agosto 2011. Il referto ha posto la diagnosi di una "lieve sintomatologia ansiosa" con influsso sulla capacità lavorativa. Mentre sono state ritenute ininfluenti le altre problematiche. In seguito al rinvio della causa deciso dal Tribunale amministrativo federale (lett. A.b), l'UAIE ha ordinato una perizia pluridisciplinare in ambito reumatologico, psichiatrico e neurologico che è stata redatta dal Servizio di accertamento medico (SAM) di Bellinzona il 28 dicembre 2017. Il referto ha posto le seguenti diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa: fibromialgia, sindrome dolorosa panvertrebale cronica, dolori cronici alle spalle e sindrome somatoforme da dolore persistente. In definitiva, i periti hanno attestato una situazione sostanzialmente invariata rispetto alla perizia del 2011. Tuttavia, essendo la situazione psicopatologica invariata dal suo esordio, i periti hanno concluso che fosse ragionevole allinearsi alla prima valutazione psichiatrica del 2001, riconoscendo quindi un'abilità del 50%, intesa come riduzione mista di rendimento e tempo in qualsiasi attività, mentre nelle attività domestiche un'abilità del 100% poteva essere ritenuta. I periti hanno segnalato anche "una discrepanza massimale tra i sintomi e la valutazione clinica, peraltro caratteristica della fibromialgia" e "discrepanze tra i sintomi descritti e la valutazione clinica". Nel verbale del rapporto medico UAIE dell'8 febbraio 2018, i medici presenti sono giunti alla conclusione che l'incapacità lavorativa del 50% attestata dalla perizia pluridisciplinare non fosse coerente sotto il profilo degli indicatori standard e che l'assenza di una sostanziale modifica della situazione, non fosse un motivo per riprendere la valutazione del 2001. La Corte federale di primo grado, ripresa l'intera valutazione psichiatrica del Dr. med. C.________, ha pertanto confermato che risulta corretto distanziarsi riguardo alla misura della capacità lavorativa e negato qualsiasi danno invalidante. In ogni caso, a titolo abbondanziale, i primi giudici hanno considerato che l'UAI/BL aveva erroneamente stabilito un grado di invalidità del 79%.