Citation: 4A_288/2017 E. 2

Per la valutazione e la quantificazione del lavoro domestico svolto dal defunto il Pretore si era basato sui dati della rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera pubblicati dall'Ufficio federale di statistica (RIFOS). I convenuti avevano contestato l'applicazione dei dati statistici, in assenza di prove concrete sul lavoro effettivamente svolto nell'economia domestica, ma il primo giudice aveva rinviato alla giurisprudenza che ammette il metodo di calcolo astratto e considerato che nella fattispecie non fossero ravvisabili né erano state addotte " specificità tali da giustificare un'inapplicabilità dei dati statistici ". La Corte cantonale ha sovvertito il giudizio di prima istanza. Ha ri cordato preliminarmente che, sebbene la giurisprudenza consenta di stabilire il dispendio di tempo necessario per svolgere lavori domestici sia in modo concreto, calcolando la perdita economica effettiva, sia in modo astratto, sulla base di dati statistici, il semplice richiamo delle tabelle RIFOS non è sufficiente. Devono essere fornite indicazioni concrete sull'economia domestica del danneggiato e sui compiti che gli sono preclusi. Solo una volta chiariti questi aspetti, ha proseguito la Corte ticinese, è possibile quantificare il pregiudizio ricorrendo ai dati statistici, a condizione che siano rappresentativi della situazione concreta. I giudici cantonali hanno costatato che nel caso specifico le attrici avevano proposto l'applicazione dei dati RIFOS limitandosi ad affermare che il defunto " forniva importante aiuto anche nell'ambito dell'economia domestica e dell'educazione della piccola B.A.________", senza spiegare né quali fossero le attività domestiche svolte effettivamente né per quali motivi non sarebbe stato possibile elencarle e provarle; solo con le conclusioni - quindi tardivamente secondo l'art. 78 CPC/TI ancora applicabile al processo di prima istanza - esse avevano sostenuto che l'uso del metodo statistico si giustificava per il tempo trascorso e per la difficoltà di effettuare calcoli concreti. La Corte ticinese ha aggiunto che le "scarse allegazioni" delle attrici erano peraltro state contestate con le rispettive risposte dai convenuti, i quali avevano evidenziato sia l'assenza di allegazioni concrete e di prove concernenti il pregiudizio all'economia domestica, sia i criteri di calcolo proposti.