Citation: 5P.49/2005 22.08.2005 E. 6

6.1 I ricorrenti si prevalgono infine di una violazione del principio della buona fede, perché l'opponente avrebbe per decenni tollerato atti ed emesso decisioni che avrebbero rafforzato la loro convinzione di essere proprietari della stradicciola in questione. Essi indicano che vi sarebbero state una serie di mutazioni sottoposte all'opponente, in cui la stradicciola veniva attribuita alla nuova particella scorporata da quella di proprietà dei ricorrenti. Al Comune venivano pure sottoposti i relativi contratti di compravendita per procedere alla tassazione e questi avrebbe pure prelevato contributi di miglioria, calcolati sulla superficie occupata dalla contesa stradina. Infine, sempre a mente dei ricorrenti, la sentenza impugnata ignora pure il fatto che la continuazione del qui conteso tratto della stradicciola è stata attribuita al Comune patriziale, senza che l'opponente contestasse in alcun modo tale decisione. 6.2 In concreto i ricorrenti sembrano dimenticare che la presente vertenza, che concerne un'azione di accertamento della proprietà, è una causa civile in linea di principio suscettiva di un ricorso per riforma per violazione del diritto federale. Essi non sostengono che tale ricorso non sarebbe dato nella fattispecie, perché ad esempio il valore di lite, ritenuto superiore a fr. 8'000.-- dall'autorità cantonale, non raggiunge il limite previsto dall'art. 46 OG. In queste circostanze, poiché il principio della buona fede è codificato nell'art. 2 CC, la critica ricorsuale attiene, sebbene formalmente i ricorrenti invochino il principio della buona fede menzionato nell'art. 9 Cost., all'applicazione del diritto federale e avrebbe quindi potuto essere sollevata in un ricorso per riforma. Vista la sussidiarietà assoluta del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), la censura risulta inammissibile in questa sede.