Citation: 2C_90/2020 E. 8.2

8.2. Come è stato esposto (cfr. consid. 3.3), la procedura del controllo a posteriori delle prove dell'origine è svolta dalle autorità doganali dello Stato d'esportazione sulla base del suo diritto interno. La prova del carattere originario dei prodotti spetta all'esportatore, non all'importatore, e le autorità dello Stato d'importazione sono vincolate al risultato del controllo. Con le argomentazioni e i mezzi probatori prospettati, la ricorrente parte a torto dal presupposto che le prove dell'origine possano essere addotte dall'importatore e verificate dall'autorità doganale dello Stato d'importazione. Nella procedura dinanzi all'autorità doganale svizzera il tema probatorio verte unicamente sui fatti che potrebbero lasciare presupporre che l'autorità doganale estera potrebbe rivenire sulla sua valutazione (cfr. sentenza 2C_426/2020, citata, consid. 5.2). Non spettava pertanto alle autorità svizzere stabilire autonomamente l'origine delle autovetture in questione eseguendo indagini ed accertamenti presso le case automobilistiche. Peraltro, i numeri di identificazione dei veicoli concretamente importati (codici VIN) figurano nei CCM EUR.1 litigiosi ed erano quindi noti alle autorità doganali degli Stati d'esportazione che hanno eseguito i controlli a posteriori delle prove dell'origine. I mezzi probatori addotti dalla ricorrente non sono di conseguenza rilevanti per la procedura dinanzi alle autorità svizzere, a maggior ragione ove si consideri ch'essi riguardano in generale anche altre importazioni, non oggetto del litigio. Essi non rendono seriamente ravvisabili inesattezze o manchevolezze delle comunicazioni dei risultati dei controlli, ma mirano a fare generalmente rivedere dalle autorità svizzere le valutazioni eseguite dalle autorità doganali degli Stati richiesti. Ne segue che le precedenti istanze non hanno violato il diritto di essere sentito della ricorrente rinunciando ad assumerle. Tale diritto non impedisce infatti all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste e rinunciare ad assumerle, se, come in concreto, è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 144 II 427 consid. 3.1.3 pag. 435; 141 I 60 consid. 3.3). Nemmeno in questa sede si giustifica quindi di assumere le prove addotte dalla ricorrente.