Citation: 5A_182/2014 E. 6.2.2

6.2.2. A più riprese la ricorrente tematizza la propria sofferenza, in duplice contesto: sofferenza per la tormentata e difficile scelta di cambiare sesso, e sofferenza per l'allontanamento dai figli. Dal ricorso traspare che la ricorrente legge la sentenza impugnata come una colpevolizzazione della propria decisione di cambiare sesso: se il Tribunale di appello ha ritenuto i figli non colpevolmente responsabili di negarle ingiustificatamente ogni contatto, allora quell'autorità ritiene invero lei responsabile per l'accaduto e per la distanza che si è venuta a creare nel rapporto con i figli. Questa lettura della sentenza impugnata è ingiustificata. I Giudici cantonali hanno fatto esplicito riferimento al "travagliato iter di transizione che ha portato il padre (...) a diventare donna"; ed hanno pure definito quella della ricorrente "una scelta sicuramente legittima". Hanno in tal modo dimostrato di cogliere la sofferenza con la quale la ricorrente ha vissuto il cambiamento di sesso. Né vi è traccia di una benché minima colpevolizzazione della ricorrente. Al contrario: è chiaramente discorso di una scelta oggettivamente "difficile da assimilare per ragazzi ancora adolescenti" e di "una situazione dolorosa per entrambe le parti".