Citation: 5C.259/2003 15.06.2004 E. 6

Infine, l'attrice si prevale ancora volta della violazione di un disposto (l'art. 8 LCSl), che è già stato oggetto di esame nella sentenza 5C.53/2002 (consid. 4.3). In virtù di tale norma agisce in modo sleale, segnatamente, chiunque utilizza, a detrimento di una parte contraente, condizioni commerciali generali preformulate che, in modo fallace, derogano notevolmente all'ordinamento legale applicabile direttamente o per analogia (lett. a) o prevedono una ripartizione dei diritti e dei doveri notevolmente in contrasto con quella risultante dalla natura del contratto (lett. b). Il citato articolo presuppone quindi in primo luogo che le condizioni generali preformulate siano ingannevoli (DTF 117 II 332 consid. 5a; Mario M. Pedrazzini / Federico A. Pedrazzini, Unlauterer Wettbewerb UWG, 2a ed., Berna 2002, pag. 216, § 12.02). Nella fattispecie non è ravvisabile né l'attrice spiega in che modo la contestata clausola sia fallace, ovvero possa indurre in errore. Infatti, come già osservato ai consid. 3 e 4, l'attrice doveva in buona fede partire dall'idea che qualsiasi uso del veicolo su percorsi di gara era escluso dalla copertura assicurativa e che tale clausola non viola nemmeno la regola detta dell'insolito. Non essendo adempiuto il primo presupposto per poter applicare l'art. 8 LCSl è del tutto superfluo esaminare se le ipotesi previste dalle lettere a e b si siano in concreto realizzate.