Citation: 4A_637/2014 E. 6

Il ricorrente ritiene che l'opponente, prevalendosi della nullità del contratto, sia incorso in un abuso di diritto, segnatamente perché le parti, consapevoli dell'inosservanza delle esigenze di forma, avrebbero eseguito la convenzione, essendo state adempiute le quattro condizioni previste nell'atto in discussione e versato l'acconto ivi previsto. Effettivamente per riconoscere un abuso di diritto in materia di acquisizione di fondi, la giurisprudenza dà particolare peso all'eventualità che le parti abbiano eseguito, volontariamente e conoscendo il vizio, completamente o perlomeno per l'essenziale, il contratto nullo (DTF 140 III 200 consid. 4.2 con rinvii). Tuttavia nella fattispecie, atteso che sono unicamente state adempiute delle condizioni preliminari, il presupposto dell'esecuzione per l'essenziale del precontratto non è dato: manca infatti la stipulazione del contratto di cessione del diritto di compera nella forma notarile (DTF 140 III 200 consid. 4.2). Non soccorre al ricorrente nemmeno l'affermazione secondo cui l'opponente avrebbe rinunciato all'acquisizione del diritto di compera senza alcuna valida giustificazione, adducendo pericoli (crollo dello stabile) inesistenti. Questa argomentazione non tiene conto del fatto che la possibilità di cambiare idea fino al momento della firma del rogito è intrinseca al requisito di forma non soddisfatto: giova a tal proposito ricordare che lo scopo della forma dell'atto pubblico prevista dall'art. 216 CO consiste segnatamente nel proteggere le parti da decisioni precipitose e di garantire loro una consulenza professionale (DTF 140 III 200 consid. 4.2, con rinvii).