Citation: 6B_634/2015 E. 5

Secondo l'insorgente i fatti rimproveratigli costituirebbero tutt'al più delle molestie sessuali a norma dell'art. 198 CP, perseguibili unicamente a querela di parte entro il termine di tre mesi, termine in concreto non ossequiato. Anche questa censura sfugge a un esame di merito. Il ricorrente infatti omette di confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata (v. consid. 2.1). Non spiega come e in che misura la CARP abbia violato il diritto nel qualificare, con numerosi richiami dottrinali e abbondanti rinvii alla giurisprudenza del Tribunale federale (fra molte v. sentenza 6B_103/2011 del 6 giugno 2011 consid. 1.1), i fatti in giudizio quali atti sessuali con fanciulli giusta l'art. 187 CP. La critica, non motivata, risulta quindi inammissibile.