Citation: 5A_348/2018 E. 2

Con sentenza 5 marzo 2018 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto il reclamo presentato da A.________SA contro la decisione pretorile. La Corte cantonale ha dapprima osservato che l'escussa non contesta che i presupposti per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione delle predette decisioni russe sono adempiuti (v. art. 194 LDIP [RS 291] e art. IV n. 1 della convenzione di New York del 10 giugno 1958 concernente il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze arbitrali estere [RS 0.277.12]) e che esse costituiscono valido titolo di rigetto definitivo dell'opposizione per l'importo posto in esecuzione. Quanto all'eccezione sollevata da A.________SA di lesione dell'ordine pubblico svizzero (v. art. V n. 2 lett. b della predetta convenzione), sotto forma di una violazione dei principi fondamentali della lealtà contrattuale e della buona fede da parte della creditrice, la quale l'avrebbe lasciata condannare in prima sede in contumacia senza menzionare l'accordo con cui le parti avrebbero messo fine alla controversia, i Giudici cantonali hanno sottolineato che tale obiezione era già stata scartata dalla Corte arbitrale d'appello di Mosca (reputandola una scusa inidonea a giustificare la mancata comparizione e presentazione di obiezioni sul merito della domanda) e che la risoluzione di quest'ultima autorità non era stata impugnata, e ne hanno concluso che l'escussa non può ripresentare gli stessi argomenti già fatti valere nella procedura estera col pretesto della violazione dell'ordine pubblico svizzero. I Giudici cantonali hanno poi aggiunto che, a prescindere dalla decisione della Corte arbitrale d'appello di Mosca, il riconoscimento e l'esecuzione dei lodi russi non risultano contrari all'ordine pubblico svizzero: l'esigenza per cui la parte convenuta debba comparire dinanzi al tribunale e presentare i fatti processuali determinanti, come il raggiungimento di un accordo extragiudiziale, non è infatti incompatibile con l'ordine giuridico svizzero (v. art. 234 cpv. 1 CPC [RS 272]) e in ogni modo non è stato dimostrato che la creditrice abbia ottenuto il lodo del 17 maggio 2016 mediante manovre abusive.