Citation: 8C_732/2020 E. 4.2

4.2. Le critiche del ricorrente sono destinate all'insuccesso. Innanzitutto, il Tribunale cantonale delle assicurazioni non ha ignorato i rapporti dei medici consultati dal ricorrente. Invero, come rilevato sopra (consid. 3.1), esso vi ha fatto ampiamente riferimento nel giudizio impugnato, descrivendo inoltre le relative prese di posizione dei medici fiduciari. In effetti, il Dr. med. I.________ si confronta puntualmente con gli elementi del referto del Dr. med. F.________, constatando la mancanza di una valutazione in gradi o di parametri per oggettivare la perdita di forza, che non corrisponderebbe automaticamente ad una riduzione della funzionalità dell'arto. Anche la capsulite adesiva è stata oggetto di analisi da parte dei medici fiduciari dell'assicuratore, affermando che non si tratti di una patologia che impedisca al ricorrente di svolgere la sua attuale attività di autista. A tal proposito, l'opinione del ricorrente secondo cui tale problematica "evidentemente richiede cure ed ha come conseguenza la persistente inabilità lavorativa" è irrilevante. Essa non può infatti sostituire un comprovato rapporto medico atto a contestare altre valutazioni. Si rileva del resto che nella valutazione neurologica del Dr. med. E.________, presentato dal ricorrente stesso, emerge unicamente una sindrome del tunnel carpale "difficilmente da mettere in relazione all'infortunio subito", senza problematiche oggettivabili in merito alla funzionalità dei muscoli del ricorrente. Nulla cambiano le concise affermazioni della Dr. med. H.________, in risposta a quattro domande formulate dal patrocinatore del ricorrente e insufficientemente circostanziate per smentire le conclusioni precedenti. Infatti, esse sono state oggetto di un'elaborata presa di posizione del Dr. med. J.________, che conferma l'operato dei medici interni all'assicuratore e non constata, contrariamente alle affermazioni del ricorrente, che i dolori lamentati dallo stesso gli impediscano di alzare il braccio destro. Tutt'al più, il medico fiduciario sottolinea come anche il Dr. med. F.________ non fosse in grado di stabilirne la causa, sospettando un'amplificazione degli stessi da parte del ricorrente emersa all'occasione di una valutazione della capacità funzionale (VCL) presso la clinica M.________ del 20 settembre 2019. Nel referto - che in una ventina di pagine valuta dettagliatamente il carico di lavoro fisicamente esigibile - si legge in particolare che "l'assicurato ha presentato durante i test una amplificazione di sintomi di grado elevato [...]. È utile segnalare come l'assicurato si comporti diversamente quando è richiesta una prestazione con la spalla e quando si veste e si sveste. La mobilità nel vestirsi e svestirsi è molto migliore". Infine, il quadro psichiatrico presentato dal Dr. med. K.________, come già giudicato dai primi giudici, non presenta alcun nesso causale con l'evento infortunistico in questione, né tantomeno viene constatato dallo specialista stesso. L'apparente esistenza di un nesso causale con i problemi psicologici - che non sono oggetto della presente vertenza - è infatti unicamente pretesa dal ricorrente. Alla luce di queste circostanze, non si vede in che modo i primi giudici abbiano proceduto ad un accertamento errato dei fatti. I rapporti dei medici interni dell'assicuratore, oltre che a motivare in maniera convincente le proprie valutazioni mediche, si confrontano dettagliatamente con quanto sollevato dai medici consultati dal ricorrente e soddisfano pienamente i requisiti della giurisprudenza sopracitata in merito ai pareri medici interni dell'assicurazione (consid. 4.1). Pertanto, anche la pretesa violazione delle disposizioni della LAINF concernenti le prestazioni assicurative è infondata.