Citation: 5P.350/2002 12.03.2003 E. 2

2.1 Con riferimento all'attività principale di tassista del ricorrente, la sentenza impugnata indica che questi avrebbe riconosciuto col proprio appello un'entrata lorda mensile di fr. 3530.--. Da questa, l'autorità cantonale, basandosi sulla documentazione prodotta, ha dedotto fr. 620.-- per spese professionali. Tale importo corrisponderebbe alla quota di oneri professionali del 15-20% indicata dallo stesso ricorrente all'interrogatorio formale del 30 gennaio 2001. Secondo i giudici cantonali le notifiche di tassazione degli anni 1999/2000 e 2001/2002 - pure prodotte dal marito - sono irrilevanti ai fini del giudizio, sia perché da esse non emerge quali spese e quali introiti sono stati considerati dalle autorità fiscali, sia perché esse non si riferiscono al periodo ritenuto decisivo (2001) per quanto concerne la determinazione delle entrate e dei fabbisogni delle parti. 2.2 A chi impugna una decisione di ultima istanza cantonale con ricorso di diritto pubblico incombe l'obbligo di sostanziare in modo chiaro e dettagliato le censure sollevate. Il ricorrente non può accontentarsi di menzionare le norme che ritiene disattese, ma deve anche esporre in quale misura i suoi diritti siano stati violati (art. 90 cpv. 1 lit. b OG; DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43 con rinvii). Il Tribunale federale pone requisiti severi alla motivazione del ricorso di diritto pubblico: in particolare, per sostanziare convenientemente la censura di arbitrio non è sufficiente criticare la decisione impugnata, come si farebbe di fronte ad un'autorità giudiziaria con completa cognizione in fatto e in diritto, bensì è necessario mostrare e spiegare perché il giudizio attaccato sia manifestamente insostenibile (DTF 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12). Non basta dimostrare che la soluzione proposta dal ricorrente sia almeno altrettanto valida: si deve rendere plausibile che la conclusione cui è giunta l'autorità cantonale non sia ragionevolmente sostenibile (DTF 127 I 54 consid. 2b pag. 56 con rinvii). In concreto, il ricorrente si limita a sostenere che, qualora il Tribunale di appello avesse determinato il suo reddito prendendo in considerazione più anni, risulterebbe, segnatamente sulla base delle notifiche fiscali, un introito medio ben inferiore a quello stabilito nella sentenza impugnata. Egli non contesta però di aver riconosciuto nell'appello un reddito lordo per l'anno 2001 di fr. 3530.-- né formula una censura, conforme alle predette esigenze di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, concernente la fissazione delle spese professionali di quell'anno; anzi, nel proprio gravame, egli sostiene che tali accertamenti di fatto non possono essere rivisti nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico. In queste circostanze anche il rimprovero mosso alla Corte cantonale di aver proceduto ad un apprezzamento arbitrario delle prove risulta irricevibile.