Citation: 4P.258/2003 25.03.2004 E. 2

La prima censura ricorsuale verte sull'incasso dei due assegni da parte di A.A.________. 2.1 Nel giudizio impugnato si legge ch'esso è stato confermato dall'allora gerente dell'agenzia della banca H.________, I.________. Il vicegerente, L.________, ha a sua volta dichiarato di ricordare che l'assegno di fr. 300'000.-- venne pagato in contanti ad A.A.________. Per quanto concerne l'assegno di fr. 175'000.--, la prova dell'incasso è apportata anche dalla menzione "acquistati da A.A.________" sulla relativa fiche di cassa, come confermato dapprima dalla banca H.________ e in seguito sia dal responsabile del servizio giuridico M.________ sia dal responsabile della revisione interna N.________. Oltremodo significativo, secondo i giudici cantonali, è pure il fatto che lo stesso A.A.________, dinanzi al procuratore pubblico, avesse inizialmente confessato l'incasso di quelle somme, ritrattando in seguito le sue dichiarazioni per il fatto che sul retro degli assegni non figurava espressamente la sua firma. Da ultimo, il presidente del consiglio d'amministrazione della società ha riferito di due incontri durante i quali A.A.________ avrebbe implicitamente riconosciuto l'accaduto. 2.2 I ricorrenti mettono invece l'accento sulla ritrattazione di A.A.________, sull'ammissione della banca H.________ nei documenti AK e AR, di non disporre di informazioni idonee a identificare l'autore dell'incasso, nonché sulla discordanza delle deposizioni dei vari testimoni interrogati. Essi contestano poi recisamente le considerazioni formulate in relazione all'assegno di fr. 175'000.--: né I.________ né L.________ hanno infatti potuto confermare con certezza l'incasso da parte di A.A.________; l'unica circostanza positiva, costituita dalla scheda di prelevamento con la dicitura "acquistati da A.A.________", sarebbe poi stata smentita e superata dalle successive dichiarazioni della banca H.________, che depongono in senso contrario. In altre parole, a mente dei ricorrenti, la Corte cantonale si è fondata su elementi esplicitamente confutati da prove successive e la decisione secondo la quale anche l'importo di fr. 175'000.-- sarebbe pervenuto a A.A.________ contrasta irrimediabilmente con le prove disponibili. 2.3 Gli argomenti sollevati dai ricorrenti meritano di essere esaminati. Rilevante appare il fatto che, dinanzi al procuratore pubblico, in occa-sione dell'interrogatorio svoltosi il 27 marzo 1997, A.A.________ aveva inizialmente ammesso senza riserve di aver incassato personalmente i due assegni. Egli ha ritrattato solo dopo aver constatato che sul retro degli assegni non vi era la sua firma. L'assenza della firma sul retro dell'assegno di fr. 300'000.--, versato agli atti sub doc. E, ha trovato una spiegazione convincente nella prassi descritta dai vari funzionari bancari interrogati e in particolare da O.________, all'epoca cassiere presso l'agenzia della banca H.________. Egli ha illustrato come, di regola, il pagamento al cliente risulti dalla sua firma di girata a retro dell'assegno, che rimane alla banca H.________; quando manca la firma del cliente ma vi è la garanzia della banca H.________, sottoscritta da due funzionari, significa che chi ha presentato l'assegno alla banca H.________ è persona ben conosciuta dai funzionari che hanno firmato la garanzia. Questo è proprio quanto accaduto in concreto. L.________, all'epoca vicegerente dell'agenzia della banca H.________, ha infatti riferito: "Sulla girata a retro dell'assegno raffigurato quale doc. E riconosco la mia firma a destra della dichiarazione di garanzia per mancanza di firma di girata. Io questo assegno l'ho già visto al momento in cui venne presentato dal cliente. Dopo che era stato pagato e siccome mancava la firma di girata abbiamo dovuto provvedere, unitamente ad I.________, a firmare la dichiarazione di garanzia. La persona che presentò l'assegno ed al quale venne pagato l'importo era il signor A.A.________, persona conosciuta in banca. Quell'assegno venne pagato per contanti; io ero presente con il cassiere al momento della consegna dei soldi. Dal momento che l'assegno era al portatore per noi era sufficiente che chi incassava era una persona conosciuta (...)." Che A.A.________ fosse persona ben nota in banca è stato confermato da tutti i funzionari interrogati. I.________, all'epoca responsabile dell'agenzia della banca H.________, ha inoltre precisato che "se non fosse stato il signor A.A.________ a presentare l'assegno l'operazione non avrebbe potuto essere fatta a quel modo ossia in mancanza di firma di girata e pagamento immediato in contanti." La decisione dei giudici ticinesi di ritenere provato l'incasso, da parte di A.A.________, dell'assegno di fr. 300'000.-- appare dunque sostenibile. Le considerazioni relative all'assegno di fr. 175'000.-- devono essere un po' diverse. Su questo documento si trova infatti una firma di girata - non identificabile - che non corrisponde a quella usuale di A.A.________ ed effettivamente, come rilevato nel ricorso, nessuno dei testimoni è stato in grado d'indicare con certezza la persona che l'ha incassato. Ciononostante la Corte cantonale ha maturato la convinzione che si è trattato, anche in questo caso, di A.A.________. Alla luce delle risultanze istruttorie questa conclusione non appare arbitraria. I.________ ha infatti narrato che "il signor A.A.________ veniva regolarmente in banca ad incassare assegni del genere provenienti dalla G.________ SA che erano ricorrenti se non mi sbaglio trimestralmente. (...) Per quanto mi ricordo gli assegni della G.________ SA a scadenza trimestrale portavano importi sempre attorno ai fr. 175'000.--. (...) Questi assegni sono sempre stati trattati esclusivamente da A.A.________." L'avvenuta presentazione dell'assegno in oggetto da parte di A.A.________ è stata desunta dalla dicitura "acquistati da A.A.________" figurante sulla relativa fiche di cassa. Diversamente da quanto asserito nel gravame, la banca H.________, nello scritto del 17 luglio 1997, non ha smentito la portata di questa menzione - peraltro successivamente confermata anche da N.________ - bensì ha semplicemente dichiarato di non essere in possesso di informazioni utili ad identificare l'autore della firma apposta a tergo dell'assegno. Va detto che i ricorrenti non accennano in alcun modo alla questione della firma, sicché si può ritenere che nemmeno loro l'hanno considerata determinante ai fini del giudizio. Agli elementi appena esposti si aggiunge infine il fatto - giovi ribadirlo - che A.A.________ aveva inizialmente ammesso senza riserve l'incasso di questa somma. Su questo punto il ricorso si avvera pertanto infondato.