Citation: 4A_311/2020 E. 7.3.2

7.3.2. Essendo l'attrice tenuta a dimostrare la correttezza delle proprie pretese (art. 42 cpv. 1 CO; precedente consid. 5.1), a priori scartate potevano d'altra parte essere anche tutte quelle argomentazioni che non erano adatte ad addurre tale prova. Pure l'asserito arbitrio in merito al mancato esame dell'ipotesi di una ratifica per atti concludenti - formulata con generico richiamo alla buona fede, senza fare riferimento a documenti specifici, che permettessero di provare precisamente il danno fatto valere in causa - non è quindi censurabile e nello stesso contesto data non è nel contempo una violazione del diritto di essere sentiti. Per giurisprudenza, questo diritto è infatti rispettato anche se la motivazione è implicita o emerge dai diversi considerandi componenti la decisione; inoltre, esso risulta violato solo davanti alla mancata pronuncia su argomenti di una certa pertinenza, ciò che non era qui per l'appunto il caso, perché l'ipotesi di una ratifica per atti concludenti, formulata senza fare riferimento a documenti specifici, non è a priori idonea ad apportare la prova richiesta all'attrice (DTF 141 V 557 consid. 3.2.1, con ulteriori rinvii).