Citation: 1C_75/2019 E. 3.5

3.5. Il ricorrente sostiene di avvalersi, peraltro a torto come si vedrà, di nuovi mezzi di prova, adducendo, senza tuttavia dimostrarlo, che ne avrebbe dato motivo la sentenza impugnata (art. 99 cpv. 1 LTF). Ora, nell'ambito di un ricorso al Tribunale federale non possono di principio essere addotti fatti e mezzi di prova nuovi, in particolare nova in senso proprio (DTF 143 V 19 consid. 1.2 pag. 23). Egli, rilevato che avrebbe un interesse degno di protezione a evitare elevati costi di demolizione e a poter continuare l'attività commerciale per la quale il fondo è tuttora utilizzato, adduce ch'esso sarebbe ubicato in una zona dove vigerebbe una totale incertezza pianificatoria. Al riguardo rinvia, in maniera inammissibile ritenuto che la motivazione dev'essere contenuta nell'atto di ricorso medesimo (DTF 143 II 283 consid. 1.2.3 pag. 286), in gran parte agli allegati precedenti. In tale ambito egli si diffonde del resto in maniera inutilmente prolissa sul fatto che il suo fondo sarebbe ubicato in una "zona dove vige totale incertezza pianificatoria". Come già accertato nella citata sentenza del 12 novembre 2014, esso non è più attribuito a una zona industriale né edificabile. La variante di piano regolatore adottata dal Consiglio comunale di Claro nell'ottobre/dicembre 2014, tuttora in via di approvazione, lo inserisce nelle superfici per l'avvicendamento colturale. Contrariamente all'assunto ricorsuale, l'aggregazione intervenuta nel frattempo, come le generiche ipotesi circa un'attribuzione futura del suo fondo a una zona edificabile, nulla mutano al riguardo (sulla riduzione delle zone edificabili sovradimensionate e sulle restrittive condizioni per nuovi azzonamenti cfr. la sentenza 1C_345/2018 del 5 novembre 2018 consid. 2). L'assunto di una violazione del principio della buona fede in relazione alle congetture ricorsuali sul futuro pianificatorio del fondo in esame è quindi privo di fondamento.