Citation: 6B_300/2014 E. 4.2

4.2. L'art. 117 CP sanziona con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque per negligenza cagiona la morte di una persona. Commette per negligenza un crimine o un delitto colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze del suo comportamento o non ne ha tenuto conto. L'imprevidenza è colpevole, se l'autore non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali (art. 12 cpv. 3 CP). Per determinare più precisamente i doveri imposti dalla prudenza, occorre riferirsi alle norme dell'ordinamento giuridico emanate al fine di garantire la sicurezza e di evitare gli incidenti (DTF 129 IV 119 consid. 2.1 e rinvii). Nella fattispecie deve quindi essere fatto riferimento alle regole vigenti in materia di circolazione stradale (DTF 126 IV 91 consid. 4a/aa; 122 IV 225 consid. 2a). Al riguardo, è incontestato che l'automobilista uscente dallo stop per immettersi su una strada principale era debitore della precedenza (cfr. art. 27 cpv. 1 e 36 cpv. 2 LCStr, art. 14 cpv. 1 ONC). La giurisprudenza ha precisato che in caso di assenza di visibilità, il debitore della precedenza deve avanzare molto lentamente e molto prudentemente, a tentoni (DTF 122 IV 133 consid. 2). Questa regola trae origine principalmente da casi in cui la visuale di chi è tenuto a dare la precedenza sulla via principale è ostruita da un muro o da una siepe e deve perciò avanzare un po' per avere il campo visivo libero. Il conducente evita in tal modo di immettersi alla cieca oltre quanto assolutamente necessario e permette inoltre ad eventuali veicoli che beneficiano della precedenza di notarlo per tempo, di anticipare ciò che potrebbe succedere e di reagire conseguentemente (DTF 105 IV 339 consid. 3; sentenza 6B_746/2007 del 29 febbraio 2008 consid. 1.1.1, in: JdT 2008 I pag. 474 seg.).