Citation: 8C_165/2018 E. 4.3.3

4.3.3. Anche in questo caso le censure della ricorrente cadono nel vuoto. Impropriamente ella si duole di una violazione del principio della buona fede. Gli accertamenti del Tribunale amministrativo federale (art. 105 cpv. 1 LTF), vincolanti in questa sede, dimostrano, e sostanzialmente anche la ricorrente non lo contesta, che l'INSAI esplicitamente non ha mai avallato l'attribuzione del personale prestato a B.________ SA nella parte di impresa con il premio più basso. L'assicuratore nemmeno ha indotto la ricorrente ad agire in tal senso, poiché la classificazione era chiara. È stata per contro la ricorrente ad aver volutamente inserire quella categoria di personale nella classificazione erronea. A torto poi la ricorrente può dedurre una qualsivoglia aspettativa dalla revisione del 2007 operata dall'INSAI. Infatti, da tale rapporto di natura sostanzialmente tecnico-contabile, non emerge alcuna motivazione scritta da cui risulta che l'assicuratore abbia svolto un apprezzamento di merito della situazione, dal quale non poteva non ignorare l'irregolarità commessa dalla società. Questo per non nascondere, come è stato effettivamente già osservato dalla Corte federale di primo grado, che in occassione della successiva revisione, quando l'INSAI si è accorta dell'errore ha immediatamente provveduto a voler correggere la situazione. Le condizioni della tutela della buona fede non sono pertanto adempiute.