Citation: 6S.153/2005 25.08.2005 E. A

Il 15 dicembre 2004 la Corte delle assise criminali in Lugano riconosceva A.________ autore colpevole di ripetuta appropriazione indebita, in parte qualificata siccome perpetrata anche come avvocato e notaio (professioni soggette ad autorizzazione), per avere, tra il settembre del 2001 ed il marzo del 2003, allo scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, impiegato indebitamente in più occasioni valori patrimoniali a lui affidati da 14 clienti e usato, con prelevamenti in contanti o mediante prelevamenti bancari, somme di denaro versate da clienti sui conti ooo e ttt a lui intestati presso la banca X.________SA, Lugano, come pure sul conto qqq a lui medesimo intestato presso la banca Y.________ di Lugano, oltre che per avere adoperato somme di denaro a lui affidate e depositate su relazioni bancarie sulle quali aveva procura con diritto di firma individuale per almeno fr. 2'617'817.55 e almeno  1'865'275.18. A.________ veniva inoltre dichiarato colpevole di disobbedienza a decisioni dell'autorità per avere, tra il 9 settembre 2002 e l'8 marzo 2004, disatteso una risoluzione del 9 settembre 2002 con cui la Commissione tutoria regionale 3 gli ingiungeva, sotto comminatoria dell'art. 292 CP, di presentare entro il 30 settembre 2002 i rendiconti finanziari e i rapporti morali per le gestioni 1998 (parziali), 1999, 2000 e 2001 relativi alla tutela in favore del fratello B.________. In applicazione della pena, la Corte delle assise criminali infliggeva a A.________ la pena di tre anni e tre mesi di reclusione (computato il carcere preventivo sofferto), condannandolo a versare i seguenti risarcimenti alle parti civili:  391'072.49 oltre accessori e fr. 20'000.-- per ripetibili a C.________,  303'151.49 alla società E.________Ltd. e fr. 14'376.-- a D.________ per ripetibili. La banca Z.________SA veniva rinviata a far valere le sue pretese di risarcimento davanti al foro civile. Infine la Corte disponeva il sequestro conservativo su beni patrimoniali sequestrati a garanzia dei crediti riconosciuti alle parti civili, deduzione fatta della tassa di giustizia e delle spese processuali.