Citation: 1C_4/2018 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale si è pronunciata al considerando n. 8 della sentenza impugnata sulla conformità del progetto alla LPAc, in particolare per quanto concerne l'adeguatezza dei deflussi residuali. Ha rilevato che la portata Q347 e il deflusso residuale minimo accertati dall'UNA apparivano attendibili anche per quanto concerne la sovrastante captazione di Valbella (cfr. consid. n. 8a/cc). Ha spiegato per quali ragioni ha ritenuto giustificato l'aumento del deflusso residuale secondo quanto disposto dall'autorità cantonale allo scopo di soddisfare le esigenze dell'art. 31 cpv. 2 lett. c e d LPAc (cfr. consid. n. 8b/cc). La precedente istanza ha poi escluso un abuso del potere di apprezzamento del Governo nella ponderazione degli interessi giusta l'art. 33 LPAc ed ha negato un ulteriore aumento dei deflussi residuali minimi in applicazione di questa disposizione (cfr. consid. n. 8c/cc). Ha altresì ritenuto non realizzate le condizioni per adottare eventuali misure relative ai deflussi discontinui (cfr. art. 39a LPAc in relazione con l'art. 41e dell'ordinanza sulla protezione delle acque, del 28 ottobre 1998 [OPAc; RS 814.201], cfr. sentenza impugnata, consid. 9). La Corte cantonale si è inoltre pronunciata sull'aspetto della protezione del paesaggio, ammettendo un conveniente inserimento dell'impianto nel contesto paesaggistico (cfr. sentenza impugnata, consid. 10). Quanto alla protezione della fauna e della flora indigene, la precedente istanza ha ritenuto che le misure compensative potessero ancora essere adottate in seguito, nell'ambito di una progettazione successiva, sicché non ha escluso eventuali accertamenti ulteriori e non si è quindi pronunciata al riguardo in modo definitivo (cfr. sentenza impugnata, consid. 5d-f). Risulta quindi che i giudici cantonali hanno esposto i motivi per cui hanno ritenuto il progetto a questo stadio conforme alle esigenze in materia di protezione dell'ambiente e delle acque nonché di tutela della natura e del paesaggio. Certo, la Corte cantonale non si è espressa specificatamente su ogni singola contestazione sollevata dalle ricorrenti ed ha sostanzialmente confermato la valutazione del Governo, resa sulla base dei pareri dei servizi specializzati, in particolare dell'UNA. Ha tuttavia precisato che, non essendo autorità specialistica in materia di protezione ambientale né autorità di approvazione della concessione e del progetto e, trattandosi in concreto di questioni tecniche, si sarebbe scostata dalle valutazioni specialistiche dei servizi cantonali soltanto in presenza di motivi fondati, non riscontrati nel caso in esame. Ha d'altra parte sufficientemente indicato le ragioni per cui l'impianto progettato poteva a questo stadio essere approvato, riservate le successive fasi di progettazione dettagliata. Il fatto che i giudici cantonali abbiano sostanzialmente confermato la valutazione delle istanze inferiori non costituisce di per sé una violazione del diritto di essere sentite delle ricorrenti, ma concerne il merito della causa. Determinante sotto il profilo dell'invocata garanzia costituzionale è unicamente la circostanza che la Corte cantonale si sia espressa sui punti rilevanti per il giudizio, permettendo alle ricorrenti di impugnarlo in questa sede compiutamente e con cognizione di causa. Non ha quindi disatteso il loro diritto di essere sentite. In questo contesto, le ricorrenti rimproverano pure alla Corte cantonale di avere accertato in modo inesatto i fatti. Sollevano però la censura in modo generico, senza confrontarsi specificatamente con gli accertamenti contenuti nella sentenza impugnata, spiegando con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni sarebbero chiaramente in contrasto con gli atti, manifestamente insostenibili o fondati su una svista evidente (cfr., sull'accertamento arbitrario dei fatti, DTF 143 IV 500 consid. 1.1 e rinvii). La censura è inammissibile e non deve essere vagliata oltre.