Citation: I 873/05 19.05.2006 E. 2

Al giudizio di prime cure deve essere prestata adesione pure nella misura in cui ha applicato esso disciplinamento nell'evenienza concreta. Per quel che attiene l'attività lucrativa, a conferma di quanto stabilito dall'amministrazione il primo giudice ha in considerazione del referto 17 marzo 2004 del Servizio accertamento medico dell'assicurazione invalidità (SAM) - il quale faceva tra l'altro capo a due consultazioni specialistiche a cura del dott. F.________, specialista di psichiatria, e B.________, specialista di reumatologia - constatato essere l'assicurata portatrice principalmente di fibromialgia, gonalgie bilaterali, sindrome cervicospondilogena, sindrome lombospondilogena cronica così come di distimia endoreattiva, turbe queste causali di incapacità lavorativa del 20% nella precedente attività d'impiegata d'ufficio nonché in altre attività analoghe confacenti. Per quel che concerne l'attività nell'ambito dell'economia domestica, l'autorità giudiziaria cantonale, sempre condividendo l'avviso dell'amministrazione, la quale si era fondata su un rapporto d'inchiesta economica presso il domicilio dell'interessata esperita il 17 giugno 2004, ha ammesso l'esistenza di una limitazione del 24%. La medesima poteva comunque per il primo giudice anche essere portata al 30%, come reputato dal dott. B.________. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni a buon diritto ha considerato irrilevanti ai fini del giudizio gli atti medici prodotti in sede di procedura di ricorso. I rapporti 24 agosto 2004 e 28 aprile 2005 del prof. S.________, specialista di fisiatria e riabilitazione, medico curante, che in particolare concludevano per un tasso d'inabilità sensibilmente maggiore, non potevano mettere in forse le asserzioni del dott. B.________ né le constatazioni fatte in sede dell'inchiesta a domicilio: l'avviso del medico configurava una diversa valutazione di una situazione già conosciuta e vagliata dai medici del SAM. Il rapporto 1° giugno 2005 del dott. I.________, specialista di ortopedia, pure egli medico curante, attestava anch'esso turbe già prese in considerazione dai medici del SAM. Il dott. R.________, specialista di medicina generale, indicava in un atto pure del 1° giugno 2005 di essere intervenuto nel marzo di quell'anno a dipendenza di una sindrome lombovertebrale acuta, senza tuttavia indicarne il decorso né il grado di inabilità derivantene. Nel suo rapporto 24 maggio 2005, infine, il dott. M.________ del Centro per la terapia del dolore presso l'Ospedale X.________ menzionava la presenza di una forte componente depressiva; ora, se questo medico alludeva a turbe non diagnosticate dal dott. F.________ in sede di esami presso il SAM, si trattava di disturbi insorti dopo la data decisiva dell'emanazione della decisione su opposizione, per cui essi avrebbero potuto se del caso essere presi in considerazione in occasione di una eventuale nuova domanda di prestazioni per motivi psichici. Il giudice di prime cure ha quindi tutelato la commisurazione dell'invalidità fatta dagli organi dell'assicurazione: ritenuta la ripartizione del tempo lavorativo tra attività lucrativa e mansioni domestiche ammessa dall'amministrazione, ossia del 50% in entrambi gli ambiti d'occupazione, si otteneva un grado di invalidità del 22% (20 x 50% + 24 x 50%). Praticamente allo stesso risultato si giungeva ritenendo un quota parte riservata all'attività lucrativa del 70%, come postulato in sede di procedura di opposizione, e un grado di inabilità del 30% per le mansioni casalinghe, come ammesso dal dott. B.________: se ne deduceva un tasso d'invalidità del 23% (20 x 70% + 30 x 30%).