Citation: 6B_1379/2019 E. 8.2

8.2. L'art. 48 lett. c CP prevede che il giudice attenua la pena se l'autore ha agito cedendo a una violenta commozione dell'animo scusabile per le circostanze o in stato di profonda prostrazione. Questa disposizione ha sostituito il previgente art. 64 cpv. 8 CP, che prevedeva l'attenuazione della pena quando l'autore ha reagito nell'impeto d'ira o d'intenso dolore, determinato da ingiusta provocazione od offesa. L'attenuante è stata riformulata dal profilo linguistico ed estesa alla violenta commozione dell'animo scusabile per le circostanze e allo stato di profonda prostrazione (messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del Codice penale svizzero, FF 1999, pag. 1745), che in precedenza figuravano unicamente nella nozione di omicidio passionale (art. 113 CP; sentenza 6B_158/2009 del 1° maggio 2009 consid. 1.1). La violenta commozione dell'animo costituisce uno stato psicologico particolare, di origine emozionale e non patologica, caratterizzato dalla circostanza che l'autore è sopraffatto da un sentimento violento che limita in una certa misura la sua facoltà di analizzare correttamente la situazione o di controllarsi. La violenta commozione dell'animo presuppone che l'autore reagisca in maniera più o meno immediata, in preda ad un sentimento improvviso che lo sopraffà. La profonda prostrazione consiste invece in uno stato emotivo che si sviluppa progressivamente nel corso di un lungo periodo, cova per molto tempo fino a quando l'autore sia così disperato da non scorgere altra soluzione che la commissione del reato (DTF 119 IV 202 consid. 2a; sentenza 6B_477/2007 del 17 dicembre 2008 consid. 8.2, in: RtiD II-2009 pag. 148 segg.). La violenta commozione dell'animo o lo stato di profonda prostrazione devono inoltre essere scusabili per le circostanze. Al riguardo, non è l'atto commesso che deve essere scusabile, ma lo stato in cui si trovava l'autore (DTF 119 IV 202 consid. 2a; HANS WIPRÄCHTIGER/STEFAN KELLER, in: Basler Kommentar, Strafrecht I, 4aed. 2019, n. 28 all'art. 48 CP; MARC PELLET, in: Commentaire romand, Code pénal I, 2009, n. 32 all'art. 48 CP).