Citation: 5D_61/2016 E. 2.4

2.4. Contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, sul foglio del libro mastro della particella n. 1575 il subalterno dè semplicemente definito, nella descrizione del fondo, quale "passo" e non quale "servitù di passo", ed in ogni modo ella dimentica che i dati relativi alla descrizione del fondo non hanno nessuno degli effetti del registro fondiario (v. art. 4 cpv. 5 del regolamento del 22 febbraio 1910 per il registro fondiario [RRF], corrispondente all'art. 20 cpv. 2 dell'ordinanza del 23 settembre 2011 sul registro fondiario [ORF; RS 211.432.1] in vigore dal 1° gennaio 2012). Ciò che conta, infatti, è che nella rubrica "servitù e oneri fondiari" non è indicata alcuna servitù di passo pedonale in favore della particella n. 2623. La (asserita) stipulazione di tale diritto reale limitato non è pertanto stata perfezionata dall'iscrizione nel registro fondiario, necessaria per la costituzione di una servitù prediale (art. 731 cpv. 1 e 971 cpv. 1 CC; DTF 135 III 496 consid. 4.1; 124 III 293 consid. 2a). In tali condizioni, poco importa sapere se l'iscrizione non sia stata richiesta o se, malgrado una valida richiesta, sia stata omessa per inavvertenza: l'assenza di iscrizione di una servitù non può comunque essere "rettificata" mediante l'azione dell'art. 975 CC e gli opponenti sono protetti dall'effetto negativo del registro fondiario (DTF 123 III 346 consid. 2c; sentenza 5C.275/2005 del 15 marzo 2006 consid. 3.1). La censura di violazione dell'art. 9 Cost. risulta quindi chiaramente infondata.