Citation: 4A_655/2020 E. 4.2

4.2. L'art. 393 lett. d CPC permette di annullare la sentenza arbitrale se è stato violato il principio della parità di trattamento delle parti o il loro diritto di essere sentite. Tale disposto deriva dalle regole sull'arbitrato internazionale, ragione per cui pure la giurisprudenza sviluppata in applicazione dell'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP può in linea di principio essere ripresa (sentenza 4A_599/2014 del 1° aprile 2015 consid. 3.2). Il diritto di essere sentito ha quindi essenzialmente il medesimo contenuto del diritto costituzionale garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., ad eccezione dell'obbligo di motivare il lodo. Esso impone tuttavia agli arbitri un dovere minimo di esaminare e trattare i problemi pertinenti. Questo obbligo è violato se a causa di un'inavvertenza o di un equivoco il tribunale arbitrale non prende in considerazione allegati, argomenti, prove o offerte di prove presentati dalle parti e rilevanti per la decisione (DTF 142 III 360 consid. 4.1.1 con rinvii). In concreto la censura è completamente inidonea a giustificare una violazione della norma in discussione. L'arbitro ha infatti considerato gli argomenti della qui ricorrente, indicando segnatamente che nemmeno la sua gerenza aveva provveduto a versare interamente i salari, atteso che rimaneva scoperto un montante di complessivi fr. 8'139.01.