Citation: 1C_116/2023 E. 6.4

6.4. Nelle proprie argomentazioni il ricorrente non contesta gli specifici termini d'applicazione dell'art. 10 NAPRNT 1989, sulla base del quale la Corte cantonale ha tutelato la decisione municipale di diniego della licenza edilizia. Si limita a criticare, in termini generici, la valutazione estetica dell'UNP, condivisa del resto dal Comune e dal Consiglio di Stato, come ancora si vedrà, senza abuso del margine di giudizio e di apprezzamento loro spettante. Rispettandola, in relazione sia alla previgente clausola estetica negativa (art. 3 cpv. 2 lett. c del regolamento di applicazione del DLBN del 22 gennaio 1974; RBN; BU 1974, 83), sia al principio operativo (clausola estetica positiva; art. 104 cpv. 2 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011; LST; RL 701.100), come pure sulla base di motivi oggettivi e sostanzialmente riconducibili alla tutela delle caratteristiche architettoniche dell'edifico, volte alla salvaguardia dell'armonia della facciata esistente, come pure del nucleo tradizionale, la Corte cantonale non è caduta nell'arbitrio (sentenza 1C_280/2017 del 12 ottobre 2017 consid. 5.3 in fine). Tanto più che il fondo xxx è soggetto ad un vincolo di conservazione integrale, con ammessi soltanto interventi di ripristino o di restauro, nell'ambito del quale l'autorità comunale dispone di un ampio margine di apprezzamento, di cui non ha abusato. D'altra parte, la sentenza non è addirittura insostenibile e quindi arbitraria, neppure nel risultato.