Citation: 2C_753/2021 E. 8.3.1

8.3.1. La concessione è un atto di carattere misto, composto di clausole unilaterali e di clausole di natura contrattuale di diritto pubblico, (sentenza 2C_953/2021 del 30 agosto 2023 consid. 5.3, destinata a pubblicazione; DTF 130 II 18 consid. 3.1; 109 II 76 consid. 2; sentenze 2C_180/2012 del 10 settembre 2012 consid. 4.1; 2C_258/2011 del 30 agosto 2012 consid. 4.1; BERNHARD WALDMANN, Die Konzession - Eine Einführung, in: Die Konzession, 2011, pag. 17 segg., 19). Le clausole unilaterali di una concessione devono essere interpretate secondo le regole applicabili alle decisioni. Occorre quindi stabilirne il senso reale, conformemente al loro significato giuridico concreto, scostandosi se del caso da quello letterale (sentenza 2C_953/2021 del 30 agosto 2023 consid. 5.4, destinata a pubblicazione; DTF 147 V 369 consid. 4.2.1; 120 V 496 consid. 1a; sentenza 8C_818/2021 del 12 maggio 2022 consid. 4.2). Il principio dell'affidamento limita tuttavia questa interpretazione. Una decisione va infatti compresa nel senso che il suo destinatario poteva e doveva attribuirle in base alle regole della buona fede, tenuto conto delle circostanze che gli erano note o che dovevano essergli note (sentenza 2C_953/2021 del 30 agosto 2023 consid. 5.4, destinata a pubblicazione; DTF 115 II 415 consid. 3a; sentenze 8C_818/2021 del 12 maggio 2022 consid. 4.2; 9C_571/2019 del 23 luglio 2020 consid. 4.4.2). Le clausole bilaterali si interpretano per contro secondo le regole applicabili ai contratti, sulla base della vera e concorde volontà delle parti (art. 18 cpv. 1 CO; cosiddetta interpretazione soggettiva). Se questa non può essere stabilita, vale il principio dell'affidamento, e bisogna individuare il senso che, secondo le regole della buona fede, ognuna delle parti poteva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell'altra, nonché all'insieme delle circostanze (sentenza 2C_953/2021 del 30 agosto 2023 consid. 5.4, destinata a pubblicazione; DTF 145 III 365 consid. 3.2.1; 144 III 43 consid. 3.3; sentenza 2C_967/2020 del 3 maggio 2023 consid. 7.3; cosiddetta interpretazione oggettiva).