Citation: K 67/03 11.10.2004 E. 1

ogni ulteriore richiesta dell'interessata è improponibile in questa sede, con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000 sono state apportate diverse modifiche all'ordinamento in materia di assicurazione malattie, nel caso in esame - nel quale, come appena detto, la controversia verte sulla sola tempestività dell'opposizione interposta avverso la decisione amministrativa 8 marzo 2002 - si applicano tuttavia le disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2002, poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 129 V 4 consid. 1.2 con riferimento), nel querelato giudizio, cui si rinvia, è stato enunciato in modo corretto che, giusta l'art. 85 cpv. 1 LAMal, nel tenore applicabile, in vigore fino al 31 dicembre 2002, le decisioni possono essere impugnate entro 30 giorni facendo opposizione presso l'assicuratore che le ha notificate, pure esattamente l'autorità cantonale ha ricordato che, contrariamente a ciò che vale nell'assicurazione infortuni (cfr. DTF 126 V 119 e segg.), il termine previsto dalla predetta norma non può in alcun modo essere sospeso (DTF 123 V 129 consid. 1b), nella fattispecie, la decisione iniziale della CSS è stata ricevuta dalla ricorrente, per sua stessa ammissione, l'11 marzo 2002, pacifico è inoltre che l'interessata si è opposta a tale provvedimento soltanto il 22 aprile successivo, quando ormai il termine di 30 giorni di cui all'art. 85 cpv. 1 LAMal era manifestamente già scaduto, l'insorgente non ha fatto valere, né innanzi all'autorità cantonale, come giustamente rilevato dai primi giudici, né in sede di procedura federale, validi motivi idonei a giustificare la restituzione del termine inosservato, l'assicuratrice opponente a ragione non è quindi entrata nel merito dell'opposizione interposta dall'assicurata avverso il provvedimento formale 8 marzo 2002, considerandola come tardiva, per quanto concerne poi le censure sollevate dalla ricorrente in merito alla tempestività della decisione su opposizione in lite, la precedente istanza, richiamandosi a dottrina e giurisprudenza, ha rettamente disatteso gli argomenti in proposito fatti valere dall'interessata, evidenziando in particolare come il termine di cui all'art. 80 cpv. 1 LAMal - anch'esso nel tenore applicabile, in vigore fino al 31 dicembre 2002 -, secondo il quale se l'assicurato non accetta una risoluzione dell'assicuratore, quest'ultimo deve emanare una decisione scritta entro 30 giorni a decorrere dall'esplicita domanda dell'assicurato, non fosse un termine perentorio bensì d'ordine, anche a tale esposizione può essere prestata adesione, non senza tuttavia soggiungere che il disposto legale in questione si riferisce alla decisione iniziale, relativamente al provvedimento su opposizione assumendo esso per contro solo valore indicativo (sentenza del 29 marzo 1999 in re O., K 155/97; cfr. pure DTF 125 V 188 e segg., secondo cui in assenza di una disposizione speciale sul termine entro il quale l'assicuratore contro le malattie deve statuire sull'opposizione, occorre richiamare i principi sviluppati dalla giurisprudenza in materia di ritardata giustizia, ipotesi questa manifestamente non realizzatasi nella fattispecie in esame), in simili circostanze il ricorso dev'essere respinto e la pronuncia di primo grado confermata, non vertendo sull'assegnazione o sul rifiuto di prestazioni assicurative, bensì su una questione processuale, la procedura è onerosa (art. 134 OG a contrario), giusta l'art. 159 cpv. 2 OG, in relazione con l'art. 135 OG, nelle procedure di ricorso di diritto amministrativo davanti a questa Corte, nessuna indennità per ripetibili è, di regola, assegnata alle autorità vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico, ciò vale anche per gli assicuratori malattia (DTF 118 V 169 consid. 7; cfr. pure DTF 126 V 150 consid. 4a), il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: