Citation: 1C_133/2019 E. 2.2.3

2.2.3. Secondo la sentenza del 19 gennaio 2015 della Corte cantonale, richiamata dalla ricorrente, gli art. 66 LST e 86 RLst trovano applicazione diretta nell'ambito della procedura di rilascio della licenza edilizia. Essi configurano, nel Cantone Ticino, la base legale riservata dall'art. 23 LPT per il rilascio di autorizzazioni edilizie eccezionali volte a permettere la trasformazione di edifici o impianti ubicati all'interno della zona edificabile che sono in contrasto con la funzione della zona in cui sorgono o con altre prescrizioni edilizie. Queste norme spiegano nel contempo effetti anche in materia di pianificazione del territorio, limitando in maniera sostanziale le possibilità, per i Comuni, di disciplinare autonomamente tali situazioni attraverso i piani regolatori, come è confermato dal testo del cpv. 3 dell'art. 66 LST, secondo cui "il piano regolatore può stabilire una regolamentazione più restrittiva". Nella citata sentenza, la Corte cantonale ha quindi precisato che, dal 1° gennaio 2012, la materia in esame è per principio disciplinata esaustivamente dal (solo) diritto cantonale, sia per quanto concerne le trasformazioni di edifici o impianti ubicati all'interno della zona edificabile che non sono più conformi alla funzione di zona, sia per le trasformazioni che concernono costruzioni esistenti in contrasto con altre prescrizioni edilizie. Da tale data, i Comuni possono unicamente prevedere, attraverso i piani di utilizzazione locali, delle ulteriori restrizioni rispetto alla possibilità, definita dalle citate disposizioni cantonali, di trasformare gli edifici in contrasto con il diritto. Queste restrizioni possono, al limite, anche sfociare nel divieto di ogni trasformazione. Inoltre, i Comuni non possono rilasciare licenze edilizie in contrasto con gli art. 66 LST e 86 RLst, fondate su norme comunali più favorevoli. La Corte cantonale ha quindi concluso che, nella misura in cui consentono interventi che travalicano quanto ammissibile in base al diritto cantonale, le norme comunali preesistenti sono inapplicabili (cfr. sentenza del Tribunale cantonale amministrativo n. 52.2013.370, citata, consid. 2.2.2). Questa giurisprudenza è stata successivamente confermata dalla Corte cantonale in ulteriori giudizi (cfr., in particolare, le sentenze n. 52.2015.372 del 19 settembre 2016 consid. 4.2 e n. 52.2016.449 del 6 dicembre 2017 consid. 4.1).