Citation: 6B_1490/2022 E. 3.1.2

3.1.2. La mancanza di costanza e univocità delle dichiarazioni di B.________, rilevata abbondantemente nel gravame, non le priva necessariamente di valore probatorio né rende arbitrari i fatti accertati sulla loro base. Secondo la giurisprudenza, infatti, le dichiarazioni di una persona non devono essere scartate unicamente perché appaiono contraddittorie. Spetta al giudice ritenere, senza arbitrio, la versione che considera più convincente e motivare la sua decisione (v. sentenza 6B_598/2014 del 14 novembre 2014 consid. 1.2). La Corte di appello non ha ignorato che la versione di B.________ è mutata nel tempo; gli ha nondimeno creduto quando ha chiamato in causa il ricorrente in relazione all'occultamento del denaro, non avendo egli motivo di mentire. A questo proposito l'insorgente rimprovera l'autorità precedente per non essersi interrogata su un possibile interesse di B.________ a rilasciare determinate dichiarazioni, avuto riguardo soprattutto al nesso temporale tra la sua nuova versione e la conclusione del procedimento penale nei suoi confronti con conseguente dissequestro di parte dei suoi beni, per cui nei mesi precedenti la sua difesa si sarebbe attivata. Con tale argomentazione l'insorgente non sostanzia arbitrio alcuno, limitandosi in sostanza ad abbozzare delle illazioni. Egli non contesta che B.________, chiamando in causa il ricorrente, non ha né sminuito il proprio ruolo né sottaciuto circostanze a lui sfavorevoli, come ritenuto nella sentenza impugnata. L'accennato dissequestro è stato pronunciato contestualmente al decreto d'accusa emanato nei confronti di B.________, conformemente a quanto disposto dall'art. 353 cpv. 1 lett. h CPP. Peraltro, in occasione del dibattimento di appello, e quindi posteriormente al passaggio in giudicato di detto decreto d'accusa e del dissequestro, B.________ ha ribadito l'implicazione del ricorrente nei fatti in giudizio. Non appare quindi arbitrario ritenere che egli non avesse motivo di mentire, tanto più che non è accertato né è preteso nel gravame che avesse motivi di livore nei confronti dell'insorgente. Certo, come obiettato nell'impugnativa, con riferimento alle imputazioni di riciclaggio di denaro connesse all'acquisto di diamanti di cui ai punti 1.1 e 1.2 dell'atto d'accusa, la Corte di appello ha definito le dichiarazioni di B.________ vaghe e contraddittorie e ha prosciolto il ricorrente in applicazione del principio in dubio pro reo. Ciò non le impediva nondimeno di accertare i fatti in relazione all'occultamento di denaro sulla scorta di quanto da lui dichiarato. Nell'ambito della libera valutazione delle prove, sancita dall'art. 10 cpv. 2 CPP, nulla osta a che il giudice si fondi solo su una parte delle dichiarazioni rilasciate da un teste o da una parte globalmente credibile (v. DTF 120 Ia 31 consid. 3, recentemente ribadita, tra le altre, dalla sentenza 6B_938/2023 del 21 marzo 2024 consid. 1.2).