Citation: H 315/03 27.01.2005 E. 8

Alla luce degli accertamenti esperiti in sede cantonale a seguito della sentenza di rinvio, questa Corte ritiene che nel caso concreto il Tribunale di prime cure non abbia violato il diritto federale, né i primi giudici hanno ecceduto o abusato del proprio potere di apprezzamento. 8.1 Secondo questo Tribunale, tenuto conto di quanto esposto al considerando 5, è lecito dedurre che il controllo del datore di lavoro effettuato sul posto (art. 162 cpv. 1 OAVS), essendo eseguito di regola, per ragioni di tempo, tramite l'esame di campioni, non comprende l'insieme o la maggior parte dei documenti giustificativi relativi ai salari esaminati, che potrebbero essere ottenuti tramite una richiesta scritta trasmessa al datore di lavoro, bensì soltanto alcuni di essi (art. 163 cpv. 1 seconda frase OAVS). Contrariamente a quanto sostenuto dalla Cassa, inoltre, vi è il diritto, nell'ambito del controllo, di chiedere ulteriore documentazione (e l'obbligo del datore di lavoro in tal caso di fornirla), nel caso in cui si ritenga che quella messa a disposizione non sia sufficiente per effettuare un esame corretto della situazione salariale. Non risulta tuttavia alcun obbligo, né dalle norme federali succitate né dalla relativa giurisprudenza, di pretendere, per procedere all'esame in questione, tutti i documenti giustificativi oppure documenti supplementari se essi non sono considerati necessari. L'esame dell'operato del datore di lavoro, per quanto riguarda i dati salariali, può pertanto avvenire - ed in generale, visto il previsto controllo sul posto, così avviene - anche in base ad un numero limitato di documenti, soprattutto se altre circostanze - come nel caso concreto - ne suffragano la fedefacenza. Se è inoltre non solo ammissibile, ma addirittura espressamente previsto dalla legge, procedere ad un controllo per campioni - e quindi fondarsi solo su alcuni documenti giustificativi - per stabilire la veridicità o meno dei salari notificati, e pertanto ad un esame non necessariamente esatto in ogni singola posizione, non si può senz'altro neppure rimproverare al Tribunale cantonale di aver abusato o ecceduto nel proprio potere di apprezzamento, per essersi limitato, anche alla luce delle ulteriori risultanze processuali, a tener conto della contabilità prodotta in sede cantonale e dei pochi giustificativi ancora esistenti (in particolare la contabilità del 1994 ed i soli documenti giustificativi relativi ai mesi di febbraio e maggio 1994, riguardanti cinque rispettivamente tre dipendenti su tredici). In effetti tale conclusione non risulta manifestamente insostenibile, né in contrasto con la situazione di fatto alla luce degli ulteriori accertamenti eseguiti. 8.2 Relativamente alla contabilità salariale del 1994, il contabile che se ne è occupato dalla fine del 1993 ha precisato di aver allestito i conteggi di salario nelle relative schede contabili sulla scorta dei rapporti mensili di lavoro dei collaboratori, approvati da R.________, a cui li avrebbe in seguito restituiti, e di cui ha prodotto un esempio, rispettivamente di non aver verificato in dettaglio i rapporti, in quanto non vi era motivo alcuno di ritenere inadeguati i salari notificatigli. In proposito il Procuratore pubblico aveva indicato che, la contabilità del 1994 non essendo stata sequestrata né tantomeno esaminata, non emergevano dagli atti indizi per poter ipotizzare delle malversazioni anche in questo periodo. Dall'analisi della massa salariale relativa al periodo dal 1994 al 1996 risulta inoltre che, a parità di dipendenti, gli importi si equivalgono. Si evince infine dal verbale di interrogatorio di B.________, per stessa ammissione di un rappresentante della Cassa, che a partire dal 1995 non è più stata effettuata alcuna ripresa salariale - i salari notificati essendo stati quindi considerati conformi alla realtà - contrariamente a quanto accaduto nel 1993 e negli anni precedenti a partire dal 1990, durante i quali tuttavia della contabilità non si occupava B.________. In simili circostanze è ammissibile dedurre che a partire dall'istante in cui B.________ ha iniziato a redigere la contabilità salariale, momento che coincide pure con l'intervento della Procura per quanto riguarda le irregolarità commesse negli anni precedenti, i dati salariali deducibili dalla contabilità possono essere considerati fedefacenti. Una diversa conclusione non sarebbe del resto suffragata da elementi probatori concreti. Vero è che il fatto che la Procura non abbia esteso la perizia contabile anche al 1994 risulta piuttosto incomprensibile - malgrado effettivamente l'amministrazione non abbia trasmesso una denuncia sostanziata in tal senso immediatamente dopo la scoperta dell'esistenza della contabilità, nel 1998, bensì solo l'anno successivo, né abbia quantificato il danno - ritenuto che già in data 27 novembre 1995 la Cassa aveva comunque indicato, nella propria denuncia penale, l'omissione della contabilità relativa a quell'anno. Tale fatto tuttavia, alla luce delle suesposte circostanze, non permette di concludere in favore di un abuso del potere di apprezzamento da parte della Corte cantonale. In conclusione, quindi, se la tassazione d'ufficio era senz'altro giustificata al momento della sua pronuncia, in quanto la datrice di lavoro, tuttavia nella persona di G.________, non di R.________, che si era occupato in quell'anno dei salari, aveva espressamente dichiarato che non vi era alcun documento giustificativo né contabilità relativa al 1994, ossia documentazione sufficiente per verificare la fedefacenza dei dati notificati, alla luce degli ulteriori accertamenti esperiti in sede cantonale, la ripresa salariale fittizia non può più essere considerata giustificata, poiché in seguito è stata prodotta documentazione che può essere ritenuta fedefacente. 8.3 In simili condizioni, il giudizio cantonale querelato non può che essere tutelato.