Citation: 2C_895/2017 E. 4.1

4.1. Uno straniero può prevalersi della protezione della vita familiare garantita dagli art. 13 Cost. e 8 CEDU a condizione che intrattenga una relazione stretta ed effettivamente vissuta con una persona della sua famiglia che dispone di un diritto a soggiornare in maniera duratura in Svizzera (DTF 137 I 284 consid. 1.3 pag. 287 con rinvii). Le relazioni che permettono di fondare un diritto ad un'autorizzazione di polizia degli stranieri in virtù dell'art. 8 CEDU sono innanzitutto quelle tra coniugi e quelle tra genitori e figli minorenni che vivono insieme (DTF 135 I 143 consid. 1.3 pag. 145 seg.). Un maggiorenne può poi prevalersi di questa disposizione in presenza di uno stato di dipendenza particolare tra lui e i membri della famiglia che risiedono in Svizzera, come in caso di handicap o di malattia grave (DTF 129 II 11 consid. 2 pag. 13 seg.; sentenza 2C_301/2016 del 19 luglio 2017 consid. 5). Dal profilo della protezione della vita privata, l'art. 8 CEDU permette di richiedere il rilascio di un'autorizzazione di soggiorno soltanto a condizioni restrittive. Lo straniero deve infatti dimostrare l'esistenza di legami sociali e professionali particolarmente intensi, che vanno al di là di una normale integrazione in Svizzera (sentenze 2C_1010/2011 del 31 gennaio 2012 consid. 2.4 e 2C_190/2008 del 23 giugno 2008 consid. 2.2). In questo contesto, il Tribunale federale non adotta un approccio schematico e non considera quindi che, a partire da una certo numero di anni dal suo arrivo, uno straniero goda automaticamente di un diritto di soggiorno. Esso effettua piuttosto una ponderazione dei contrapposti interessi, tenendo conto di tutte le circostanze del caso (DTF 130 II 281 consid. 3.2.1 pag. 286 e rinvii; sentenze 2C_517/2014 del 15 febbraio 2015 consid. 1.3 e 2C_75/2011 del 6 aprile 2011 consid. 3.1 con ulteriori riferimenti).