Citation: 2P.36/2002 12.09.2002 E. 1

1.1 L'atto querelato è una decisione di ultima istanza cantonale (art. 66 cpv. 2 combinato con gli art. 67 e 68 della legge ticinese sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, del 15 marzo 1995 [LORD]), impugnabile mediante un ricorso di diritto pubblico fondato sulla pretesa violazione dei diritti costituzionali del cittadino (art. 84 cpv. 1 lett. a OG). 1.2 A norma dell'art. 88 OG, il ricorso di diritto pubblico spetta ai privati o agli enti collettivi che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Ogni cittadino è quindi legittimato a proporre un simile rimedio di diritto soltanto se l'incostituzionalità di cui si prevale lo lede nei suoi interessi personali e giuridicamente protetti (DTF 121 I 267 consid. 2). Per converso, esso non può essere impiegato per difendere meri interessi pubblici o di fatto. Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, il candidato che non è stato prescelto in occasione di un concorso per un posto di lavoro nell'amministrazione non ha veste per impugnare nel merito la decisione con cui l'autorità ha nominato un altro concorrente: in effetti, egli non ha alcuna pretesa giuridica di accedere a tale funzione, non possiede alcun diritto affinché la scelta dell'autorità cada su sé stesso anziché su di un terzo e non è quindi leso dalla relativa decisione nei suoi interessi giuridicamente protetti (Rep 1985 242 consid. 3 con riferimenti). La vertenza in esame non concerne tuttavia la mancata nomina del ricorrente, ma prende spunto dalla decisione con la quale le autorità cantonali hanno ritenuto che questi non adempiva le condizioni per partecipare al concorso per l'assunzione di due dipendenti pubblici e si sono quindi rifiutate di prendere in considerazione la sua candidatura. Ora, a questo proposito occorre rilevare che l'art. 4 cpv. 2 del regolamento ticinese dei dipendenti dello Stato, del 13 dicembre 1995 (RDS), prescrive che nel bando di concorso siano indicati i requisiti che devono soddisfare i candidati per poter partecipare alla gara. Benché la legge non lo indichi esplicitamente, chiunque ritiene di adempiere queste condizioni dispone dunque di un diritto a che la propria candidatura venga presa in considerazione dall'autorità di nomina. Ne consegue che, nel caso di specie, il ricorrente appare senz'altro toccato nei suoi interessi personali e giuridicamente protetti dalla decisione qui impugnata con cui il governo ticinese gli ha, per l'appunto, negato la facoltà di partecipare al suddetto concorso. Il fatto poi di sapere se egli adempiva o meno le condizioni di partecipazione alla gara è una questione di merito e non di ricevibilità del gravame. 1.3 In materia di ricorso di diritto pubblico, la legittimazione ad agire presuppone pure l'esistenza per l'insorgente di un interesse pratico e attuale alla modifica o all'annullamento della decisione impugnata, non solo quando è inoltrato il gravame, ma anche quando il Tribunale federale si pronuncia nel merito (DTF 118 Ia 488 consid. 1a con rinvii). Nel caso di specie, ci si può domandare se detta condizione sia data. Il ricorrente afferma infatti che il Consiglio di Stato ticinese, subito dopo aver ricevuto il dispositivo della decisione del Tribunale federale del 10 luglio 2001 con cui gli venivano rinviati gli atti per competenza a statuire nel merito, avrebbe proceduto a effettuare le nomine per i due suddetti posti a concorso, senza prima avere risolto il problema di sapere se la sua candidatura dovesse essere presa in considerazione o meno. È evidente che se ciò dovesse essere il caso, potrebbero sorgere dei dubbi in merito alla questione di sapere se il ricorrente disponga ancora di un interesse attuale ad agire. Nelle sue osservazioni, il governo cantonale non ha preso posizione in proposito, ragione per la quale non è del tutto chiaro se ciò sia stato effettivamente il caso o meno. Il quesito può tuttavia rimanere aperto in questa sede, poiché, in tutti i casi, il gravame risulta infondato nel merito per le ragioni che saranno qui di seguito esposte. 1.4 Da ultimo va ancora precisato che il ricorso di diritto pubblico ha, di regola, funzione meramente cassatoria: sono pertanto inammissibili le conclusioni che eccedono la semplice richiesta di annullamento dell'atto impugnato (DTF 120 Ia consid. 2b con rinvii). Pertanto, nella misura in cui il ricorrente chiede pure che sia fatto ordine al Consiglio di Stato ticinese di indire un nuovo concorso, il suo gravame è irricevibile.