Citation: 4A_183/2021 E. 5.2

5.2. Di nuovo a torto, tuttavia. Come risulta dai considerandi 3.2 e 4.1 del presente giudizio, le censure relative alla "sussunzione" delle norme del CO richiamate nell'impugnativa (art. 1, 2, 412 e 413 CO) vengono infatti formulate partendo dal presupposto che i fatti determinanti siano quelli indicati dal ricorrente medesimo, mentre così non è perché nel capitolo "in fatto" dell'impugnativa le condizioni per discostarsi dagli accertamenti svolti dai Giudici ticinesi non sono state dimostrate (precedente consid. 4) e determinanti restano quindi solo gli accertamenti che risultano dalla querelata sentenza (art. 105 cpv. 1 LTF). D'altro canto, una qualificata critica all'accertamento dei fatti rispettivamente all'apprezzamento delle prove - conforme a quanto indicato nel precedente considerando 2.2 e tale da permettere al Tribunale federale di discostarsi da quanto risulta dalla sentenza impugnata (art. 105 cpv. 2 LTF) - non viene formulata nemmeno nel capitolo "in diritto". Anche in tale sede - in particolare, in merito al tema del prezzo minimo richiesto dalla venditrice, in merito agli elementi di fatto per ammettere il nesso di causalità tra l'intervento dell'attrice e l'aggiudicazione dell'immobile, nonché in merito alla pattuizione di una provvigione e al suo ammontare e, più in generale, ai fatti che hanno portato la Corte cantonale a considerare dato un accordo sugli essentialia negotii - l'insorgente si limita infatti a presentare una lettura della fattispecie, senz'altro molto dettagliata ma che resta del tutto personale, di modo che la prova di una violazione dell'art. 9 Cost., che sancisce il divieto d'arbitrio, non viene nuovamente fornita.