Citation: 4A_484/2008 23.02.2009 E. 4

In ingresso al loro allegato i ricorrenti precisano di volersi prevalere della violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF) e dell'accertamento manifestamente arbitrario e inesatto dei fatti (art. 97 cpv. 1 LTF), "segnatamente laddove si afferma che la vertenza sarebbe di natura ereditaria e non attinente ad una locazione e quindi non soggetta alle norme speciali imperative degli art. 274 segg. CO". Essi criticano inoltre l'ammontare posto a loro carico quale tassa di giustizia per la sede di appello, siccome non conforme a quanto disposto dall'art. 24 lett. a della legge del Cantone Ticino del 14 dicembre 1965 sulla tariffa giudiziaria (LTG; RL 3.1.1.5). 4.1 Ora, con il ricorso in materia civile può essere fatta valere la violazione del diritto così come determinato dall'art. 95 lett. a - lett. e LTF (diritto svizzero) e dall'art. 96 LTF (diritto estero). Le norme di diritto cantonale sulla tariffa giudiziaria non rientrano fra i motivi di ricorso elencati dall'art. 95 LTF. Dato che il diritto federale, esplicitamente menzionato dall'art. 95 lett. a LTF, include anche i diritti costituzionali dei cittadini (DTF 133 III 446 consid. 3.1), è tuttavia possibile far valere la violazione del divieto dell'arbitrio - garantito dall'art. 9 Cost. - nell'interpretazione rispettivamente nell'applicazione del diritto cantonale, come già sotto l'egida dell'OG (DTF 133 III 462 consid. 2.3 pag. 466). 4.2 Giusta l'art. 42 cpv. 2 LTF nell'allegato ricorsuale occorre spiegare in modo conciso i motivi per i quali l'atto impugnato viola il diritto. Se questa condizione è soddisfatta, il Tribunale federale applica il diritto d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF; DTF 134 II 244 consid. 2.1). Le esigenze di motivazione quando viene fatta valere la violazione di diritti fondamentali sono più rigorose. Il Tribunale federale esamina infatti queste censure solo se il ricorrente le ha debitamente sollevate e motivate, come prescritto dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 134 II 244 consid. 2.2). Il campo di applicazione di questa norma corrisponde a quello del precedente ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali e valgono pertanto le regole di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 133 III 638 consid. 2). 4.3 In linea di principio, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF); giusta l'art. 105 cpv. 2 LTF può scostarsene solo se è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto, ovvero arbitrario (DTF 133 II 249 consid. 1.2.2 pag. 252). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza criticata può essere impugnato alle stesse condizioni (art. 97 cpv. 1 LTF); occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 LTF). Tocca alla parte che propone una fattispecie diversa da quella contenuta nella sentenza impugnata esporre in maniera circostanziata i motivi per i quali ritiene adempiute queste condizioni. Qualora venga fatto valere che nel quadro dell'accertamento dei fatti l'autorità cantonale ha violato il divieto dell'arbitrio, sancito dall'art. 9 Cost., la relativa censura deve ottemperare i requisiti di motivazione posti dall'art. 106 cpv. 2 LTF. Come detto, il campo di applicazione di questa norma corrisponde a quello del precedente ricorso di diritto pubblico; di conseguenza, il ricorrente che lamenta una violazione del divieto d'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale, bensì deve dimostrare, attraverso un'argomentazione chiara e dettagliata, che la decisione impugnata è manifestamente insostenibile, e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito (DTF 133 III 585 consid. 4.1 pag. 589; 130 I 258 consid. 1.3 pag. 262). 4.4 In concreto, come si vedrà qui di seguito, a sostegno della tesi secondo cui la vertenza avrebbe natura locativa i ricorrenti propongono un'argomentazione nella quale questioni diritto e questioni di fatto si sovrappongono e si confondono; laddove criticano l'applicazione del diritto cantonale, essi dimenticano invece di sostanziare adeguatamente l'arbitrio.