Citation: 8C_174/2024 E. 5.2.1

5.2.1. La Corte ticinese, riassunte le argomentazioni delle parti e citati gli scritti prodotti durante la fase contraddittoria (nei quali il ricorrente ha prodotto ulteriori referti medici), ha ritenuto dimostrato che al più tardi al 1° marzo 2018 non vi erano più misure terapeutiche atte, con verosimiglianza preponderante, a migliorare notevolmente le condizioni di salute infortunistiche del ricorrente. Innanzitutto, per quanto concerneva gli interventi alle cicatrici indicati dal Prof. Dr. med. C.________ (specialista FMH in chirurgia e in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica), i giudici cantonali hanno rilevato che l'INSAI aveva accettato di lasciare aperto il caso con riferimento alla valutazione dell'IMI, nell'attesa dell'esito delle sedute di correzione. In merito all'impianto di neurostimolazione, essi hanno constatato che in tutti i suoi referti il PD Dr. med. D.________ (specialista in anestesiologia) ha soltanto proposto un test di neurostimulazione, ovvero la fase preliminare ad un impianto vero e proprio e i cui esiti avrebbero poi ancora dovuto essere oggetto di valutazione. Ciò non dimostrava, secondo il principio della probabilità preponderante, che la neurostimulazione fosse in grado di migliorare sensibilmente lo stato di salute del ricorrente. Tale questione era stata anche sottoposta all'attenzione del Dr. med. E.________ (specialista FMH in neurologia) nell'ambito del complemento peritale del 21 giugno 2021, il quale aveva concluso che non emergevano aspetti nuovi rispetto a quanto già constatato nel 2018. Nemmeno il PD Dr. med. F.________ (specialista FMH in neurologia e medico interno dell'assicuratore) aveva validato l'opportunità di un tale intervento. Esso - come constatato dal Tribunale cantonale - divergeva del resto dalle linee guida della Federazione europea delle associazioni di neurologia; non vi erano pertanto dubbi, nemmeno lievi, circa la fondatezza di quest'ultima valutazione.