Citation: 1P.515/2003 06.10.2003 E. 3

3.1 Il ricorrente nega l'esistenza a suo carico di gravi indizi di colpevolezza, che dovrebbero oltretutto essere valutati in modo severo, visto che l'inchiesta si avvierebbe verso la conclusione. Critica in particolare alcuni accertamenti, su cui la CRP si sarebbe fondata in modo arbitrario, e contesta le argomentazioni secondo cui egli avrebbe fornito indicazioni sulle modalità dell'aggressione senza averle potute conoscere da terzi e avrebbe mentito sul funzionamento del cellulare. Ritiene inattendibili le dichiarazioni dei testi riguardo al passaggio di un'autovettura Porsche nei pressi del luogo dell'aggressione e sostiene che, considerati i tempi necessari per gli spostamenti, sarebbe stato per lui impossibile dal profilo temporale commettere il reato. Rimprovera inoltre alla Corte cantonale di avere dedotto conclusioni insostenibili dal rilevamento di tracce di DNA appartenenti a un'altra persona sul sasso verosimilmente utilizzato per colpire la vittima. 3.2 Il Tribunale federale non deve anticipare, nell'ambito della presente procedura riguardante la carcerazione preventiva, l'esame del giudice di merito con un'esauriente ponderazione di tutte le risultanze probatorie, a carico e a discarico dell'arrestato. Esso deve invece vagliare se l'Autorità cantonale, con motivi sostenibili, poteva ammettere l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza (DTF 116 Ia 143 consid. 3c). Ora, la Corte cantonale non ha fondato tali indizi solo sugli accertamenti criticati in questa sede dal ricorrente, ma ha tenuto conto anche degli ulteriori atti dell'inchiesta. In particolare la CRP, che ha in parte rinviato alla sua precedente decisione, ciò che le era consentito (cfr. DTF 123 I 31 consid. 2c), ha considerato pure le dichiarazioni rese dall'accusato agli agenti della polizia durante la perquisizione del suo studio, a proposito dell'eventuale ritrovamento di un sasso insanguinato. La Corte cantonale ha inoltre considerato gli interrogatori relativi al colloquio avvenuto il 30 maggio 2003 tra l'arrestato e l'agente che lo sorvegliava; ha altresì tenuto conto delle condizioni di salute dell'accusato e dei suoi atteggiamenti aggressivi verso i genitori. Ora, il ricorrente non sostiene, con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (cfr. DTF 129 I 113 consid. 2.1 e rinvii), che, pure considerando questi ulteriori elementi, la CRP sarebbe incorsa nell'arbitrio giungendo alla censurata conclusione (cfr. DTF 129 I 8 consid. 2.1). D'altra parte, risulta dagli atti che l'accusato non disponeva, segnatamente attraverso i colloqui con il fratello, di informazioni dettagliate riguardo alla posizione e alle ferite della vittima, mentre le indicazioni da lui fornite sul preteso blocco del cellulare contrastavano con le risultanze dei tabulati telefonici. Né la Corte cantonale ha considerato arbitrariamente le testimonianze riguardanti il possibile passaggio di un'autovettura Porsche a Verscio: su questo punto le critiche ricorsuali sono peraltro essenzialmente di natura appellatoria, dal momento che il ricorrente si limita a contrapporre il suo punto di vista alle dichiarazioni dei testimoni. La CRP ha tenuto conto anche del mancato ritrovamento di tracce di DNA dell'accusato sul sasso verosimilmente usato contro la vittima, e riconosciuto in questa circostanza un elemento a favore dell'accusato; ha pure dato atto che i tempi a disposizione di quest'ultimo per compiere il reato apparivano ristretti. Contrariamente a quanto sembra ritenere il ricorrente, questi elementi non escludono tuttavia d'acchito un possibile suo intervento nella fattispecie incriminata sicché, in considerazione degli ulteriori indizi disponibili, la Corte cantonale non è incorsa nell'arbitrio negando loro un peso decisivo. Considerato il potere d'esame che le spettava, essa poteva, senza violare l'art. 9 Cost., ritenere che gli esistenti indizi adempivano, da questo punto di vista, i requisiti per la carcerazione preventiva. Spetterà poi al giudice di merito valutare compiutamente le prove a carico e a discarico del ricorrente, le conclusioni suesposte, e prese nell'ambito del presente procedimento, non essendo influenti per quel giudizio.