Citation: 6B_1268/2017 E. 2.3

2.3. A parte un generico accenno a una situazione di "parola contro parola", il ricorrente non espone le ragioni per cui si sarebbe imposto di procedere nuovamente all'interrogatorio degli agenti di polizia, né spiega perché l'esame della credibilità delle loro dichiarazioni dipendesse in modo sostanziale dalla percezione diretta del loro comportamento non verbale. La CARP ha ritenuto le loro deposizioni lineari, coerenti, sia internamente sia tra loro, e credibili, fornendo una descrizione dei fatti in sostanza identica e non avendo alcun interesse a mentire, rispettivamente a favorire una delle parti. Quanto riferito dai due agenti di polizia, continuano i giudici cantonali, appare poi in linea con la posizione dell'insorgente assunta quel giorno, che traspare da vari elementi fattuali da lui stesso ammessi. Che la riassunzione da parte del tribunale dei vari testi non fosse necessaria ai sensi dell'art. 343 cpv. 3 CPP era del resto comprovato dal fatto che, malgrado non siano stati interrogati nuovamente nel corso del dibattimento di prima istanza, neppure il ricorrente aveva ritenuto necessario postulare la riassunzione delle prove testimoniali in occasione del dibattimento di appello. La censura si appalesa quindi infondata.