Citation: 2C_440/2021 E. 2.3.2

2.3.2. Nel caso specifico il Comune ricorrente non è toccato - e nemmeno lo pretende - alla stregua di un cittadino privato, bensì nella sua veste di ente pubblico, cui spetta l'adempimento di compiti attinenti al tiro militare fuori servizio. Rimane quindi da vagliare se sia colpito nei suoi interessi di pubblico imperio. Ora, al riguardo esso si limita ad asserire che la nuova regolamentazione contestata pone a suo carico maggiori obblighi finanziari. Esso tuttavia non dimostra e nemmeno specifica in che consisterebbero le implicazioni economiche rilevanti che scaturirebbero dalla normativa in questione, tali da toccarlo nei suoi interessi di pubblico imperio. In altre parole in quanto menziona un impatto finanziario scaturente dalla regolamentazione contestata sulle proprie finanze, il Comune ricorrente tuttavia non spiega quale sarebbe. Ora, come già accennato (cfr. supra consid. 1.1) gli incombe, in applicazione dell'art. 42 cpv. 2 LTF, dimostrare l'adempimento, nel caso non sia evidente, delle condizioni di ammissibilità del gravame, pena l'inammissibilità dello stesso (DTF 142 V 395 consid. 3.1 e rinvii). Al riguardo può comunque essere aggiunto che, come risulta dalla regolamentazione in questione, i diversi oneri finanziari legati all'assolvimento del tiro militare fuori servizio, comprese le spese urgenti, inerenti in particolare alle infrastrutture di tiro, vengono ripartiti tra i Comuni componenti il comprensorio, in base ad un tariffario cantonale (vedasi ad esempio le cifre 2, 5, 8 della regolamentazione litigiosa, in BU n. 56/2017 del 14 luglio 2017). Sostenendo che le spese in questione, o perlomeno parte delle stesse, dovrebbero, conformemente a quanto prescritto dalla normativa determinante (tra cui l'art. 9 dell'ordinanza del 15 novembre 2004 sugli impianti per il tiro fuori del servizio [RS 510.512]), essere sopportate dalle società di tiro, non dai Comuni (cfr. ricorso pag. 15 punto 8), il Comune ricorrente in realtà agisce nel suo interesse finanziario generale e in quello ad una corretta applicazione del diritto, ciò che non basta tuttavia a conferirgli la legittimazione ricorsuale (cfr. DTF 141 II 161 consid. 2.3 in fine). Considerato poi che le spese vengono ripartite tra i Comuni componenti il comprensorio, il Comune ricorrente non è colpito in maniera qualificata nei suoi interessi pubblici centrali. Premesse queste considerazioni, ne discende che non sono realizzate le condizioni per riconoscere eccezionalmente la facoltà dell'ente pubblico di fondarsi sull'art. 89 cpv. 1 LTF per adire il Tribunale federale.