Citation: 1C_14/2022 E. 3.4

3.4. l ricorrenti insistono sul fatto che il mancato inserimento dei loro fondi nel PUC-PEIP implica l'impossibilità di procedere a un cambiamento di destinazione dei rustici che vi si trovano, ubicati al di fuori della zona edificabile. Adducono una violazione dei loro diritti costituzionali, segnatamente del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), della tutela della buona fede, della garanzia della proprietà (art. 26 Cost.) nonché la lesione del diritto d'essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.). La circostanza, sulla quale si diffondono i ricorrenti, che gli edifici del comprensorio sarebbero stati inseriti nell'inventario di quelli degni di protezione elaborato dal Comune di Dalpe negli anni novanta non è decisiva. Come ancora si vedrà, la situazione pianificatoria anteriore dei fondi può infatti cambiare e i proprietari non hanno alcun diritto a che l'attribuzione dei loro fondi rimanga invariata anche in futuro. Per lo stesso motivo ininfluente è pure l'invocata decisione del Consiglio federale svizzero del 27 settembre 1976, sulla quale, a torto, è incentrato il gravame. In effetti, quella decisione si fonda sull'art. 2 del Decreto federale del 17 marzo 1972 su alcuni provvedimenti urgenti nell'ambito della pianificazione del territorio e della relativa ordinanza d'esecuzione del 29 marzo 1972, normativa quindi superata dall'entrata in vigore, il 1° gennaio 1980, della LPT. Per di più, l'allora proprietaria dei fondi aveva impugnato la decisione del 6 agosto 1975 con la quale il Consiglio di Stato aveva incluso il suo fondo nei piani dei territori protetti a titolo provvisorio, chiedendo di escluderlo. La richiamata decisione, fondata su una normativa, peraltro provvisoria, non più in vigore da decenni, e non sull'art. 39 cpv. 2 OPT, non può giovare alle ricorrenti. Per di più la richiamata decisione si limitava a rilevare che il comparto poteva essere considerato un paesaggio di particolare bellezza, segnatamente per il suo notevole alternarsi di prati e boschi e per le sue grandi risorse naturali, osservando che nelle vicinanze erano già state costruite alcune case di vacanza; essa non si esprimeva tuttavia del tutto, ciò che è decisivo, sulla presenza di rustici degni di protezione. In queste circostanze la Corte cantonale non ha violato il diritto d'essere sentito dei ricorrenti non esprimendosi esplicitamente su questo mezzo di prova, manifestamente ininfluente per la decisione. Né al riguardo essa è incorsa in un accertamento arbitrario dei fatti.