Citation: 1B_280/2015 E. 2.1

2.1. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere semplicemente negato l'esistenza di lunghi tempi morti nella conduzione del procedimento penale, accertando in modo generico che dal giorno dell'incidente "il magistrato inquirente ha portato avanti l'inchiesta più o meno velocemente"e che l'incarto è sempre stato attivo, perlomeno mediante lo scambio di corrispondenza tra le parti. Sostiene che, in realtà, al momento in cui ha inoltrato il reclamo per denegata giustizia dinanzi alla CRP erano già trascorsi quattro anni e otto mesi dall'incidente e gli atti dell'inchiesta erano costituiti soltanto dall'interrogatorio delle parti, dalla nomina dei periti, dal sequestro dei dischi del cronotachigrafo e dagli interrogatori del proprietario dell'autocarro. Sottolinea poi che tali atti sarebbero stati eseguiti soltanto dietro sue ripetute sollecitazioni o in seguito all'accoglimento dei suoi quattro reclami da parte della Corte cantonale. Il ricorrente sostiene che i tempi morti tra gli esposti atti d'inchiesta sarebbero stati lunghi, benché la fattispecie non fosse particolarmente complessa. In sostanza, il magistrato inquirente si sarebbe attivato soltanto su impulso dell'accusatore privato, costretto ad adire più volte la CRP per fare avanzare le indagini.