Citation: 2C_617/2020 E. 2.1

2.1. Come appena indicato, il ricorrente può in via di principio riferirsi all'accordo sulla libera circolazione delle persone, poiché esso gli riconosce un diritto a soggiornare in Svizzera per svolgere un'attività economica (art. 4 in relazione con gli 2 e 6 allegato I ALC e l'art. 33 LStrI). Sposato con una cittadina svizzera, egli può inoltre richiamasi all'art. 42 cpv. 1 LStrI, in base al quale i coniugi stranieri di cittadini svizzeri hanno diritto al rilascio del permesso di dimora se coabitano con loro. Per l'art. 51 cpv. 1 lett. b LStrI, i diritti conferiti dall'art. 42 LStrI si estinguono tuttavia se sussistono motivi di revoca giusta l'art. 63 LStrI e, come rilevato nel querelato giudizio, ciò è tra l'altro il caso anche quando lo straniero è stato condannato a una pena detentiva di lunga durata ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI. A quest'ultima norma rinvia inoltre l'art. 33 cpv. 3 LStrI, appena menzionato in relazione all'art. 4 ALC. Siccome la revoca di un permesso di dimora non è regolata nell'ALC, il motivo indicato vale pure per il diniego di un permesso di dimora UE/AELS, come quello qui in discussione (art. 2 cpv. 2 LStrI; art. 23 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 maggio 2002 sull'introduzione della libera circolazione delle persone [RS 142.203]; sentenze 2C_758/2019 del 14 aprile 2020 consid. 3.1; 2C_864/2018 del 18 febbraio 2019 consid. 3.1 e 2C_122/2017 del 20 giugno 2017 consid. 3). Nel contesto richiamato, assume ciò nondimeno rilievo l'art. 5 allegato I ALC, secondo cui i diritti conferiti dall'ALC possono essere limitati solo da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità.