Citation: 5A_136/2022 E. 3.2.3

3.2.3. In diritto, la ricorrente ritiene che la sua istanza di revisione della decisione 30 giugno 2020 avrebbe dovuto essere accolta. L'autorità cantonale non avrebbe considerato che la prova da lei appresa ai sensi dell'art. 328 cpv. 1 lett. a CPC (ossia la misura di allontanamento del 21 dicembre 2020) "seppur preannunciata nella petizione 10 marzo 2020, non poteva chiaramente essere allegata nella precedente procedura, stante che tale misura è sorta durante l'iter processuale ricorsuale avverso la sentenza del 30 giugno 2020". Per quanto concerne il motivo di revisione dell'art. 328 cpv. 1 lett. b CPC, la ricorrente ritiene che l'istanza cantonale non avrebbe tenuto conto del fatto che i suoi asseriti errori procedurali (alla base del rifiuto del diniego del gratuito patrocinio) avrebbero comunque potuto essere sanati in sede di udienza dibattimentale e sostiene di aver offerto le prove delle infrazioni commesse sia dal giornalista che ha realizzato il servizio all'origine della lesione della sua personalità sia dal legale della qui opponente per uso illecito di un mezzo di prova. Queste critiche, generiche e astruse, non sono all'evidenza idonee a dimostrare che l'autorità cantonale avrebbe dovuto ritenere fondati i motivi di revisione dell'art. 328 cpv. 1 lett. a e b CPC. La ricorrente non sembra aver compreso né tali motivi di revisione né l'argomentazione sviluppata nella sentenza impugnata. Nella misura in cui è ammissibile, la censura è infondata.