Citation: 9C_182/2023 E. 5.2

5.2. L'insorgente non può nemmeno essere seguito quando pretende che "ad ogni modo, dagli atti appare evidente" che non possa essergli addebitata nessuna negligenza grave, né tantomeno un'intenzionalità qualsiasi per quanto riguarda i contributi rimasti insoluti, come pure nemmeno sono pertinenti le conseguenze tratte. Tali censure oltre che formulate in termini apodittici e appellatori (sul tema e sulla loro ammissibilità cfr. DTF 145 I 26 consid. 1.3 con riferimenti) - sono in contrasto con gli accertamenti del Tribunale cantonale che, vagliate altresì le censure ricorsuali, è giunto alla conferma della negligenza grave del ricorrente. Al ricorrente quale organo formale della società incombeva l'obbligo di controllare che il pagamento dei contributi paritetici venisse effettuato. Il Tribunale cantonale ha compiutamente accertato che il ricorrente in qualità di organo formale della D.________ SA (dal 17 ottobre 2017, data della trasformazione in SA, quale vice-presidente e dall'agosto 2018 quale presidente fino alle dimissioni rassegnate con scritto dell'11 febbraio 2020, come pure di organo formale di altre società con diverse cariche (quale amministratore unico, rispettivamente presidente di società anonime, cfr. registro di commercio on-line), era ben consapevole dell'obbligo di versare i contributi paritetici come pure di controllare che il pagamento venisse effettuato e infine delle conseguenze del mancato pagamento degli oneri sociali. A tal proposito la Corte cantonale ha assodato che l'insorgente aveva sottoscritto l'11 marzo e il 10 settembre 2019 le domande di modifica dei contributi in acconto alla Cassa, come pure aveva firmato, congiuntamente con un altro membro del consiglio d'amministrazione, la dichiarazione dei salari e degli assegni familiari per il 2019. Il ricorrente tenta di discolparsi affermando che i primi problemi con il versamento degli oneri sarebbero apparsi nel corso del 2019 (con la riserva di uno scoperto di fr. 259.05 per il 2017) e che sarebbe evidente che all'inizio del 2019 non avrebbe potuto rendersi conto che gli oneri sociali non avrebbero potuto essere pagati in un tempo ragionevole, asserendo di avere tentato di salvare la società. La Corte cantonale ha già accertato però che i problemi relativi al versamento dei contributi non sono sorti nel 2019 bensì già dal 2018, anno in cui sono cominciate le diffide e le esecuzioni. Il ricorrente non ha mai concretizzato quali fossero i tentativi svolti per salvare la SA. In particolare egli non ha asserito alcun motivo di discolpa, rispettivamente di giustificazione, ovvero una qualsivoglia circostanza idonea a legittimarlo, quale datore di lavoro, a non versare i contributi (cfr. sul tema cfr. DTF 132 III 523 consid. 4.6 con riferimenti, 108 V 189 consid. 2b con riferimenti). L'istanza giudiziaria precedente ha in ogni modo accertato l'assenza di motivi giusitificativi e/o di discolpa. Per questo motivo il ricorrente è tenuto ad assumersi la responsabilità per il mancato pagamento dei contributi paritetici della società.