Citation: 5P.298/2002 01.11.2002 E. B

Il 9 agosto 2002 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto un ricorso con cui il debitore postulava la nullità dei conteggi posti a fondamento dei predetti pignoramenti. L'autorità di vigilanza ha pure respinto la domanda di assistenza giudiziaria. Essa ha indicato che nel minimo vitale non possono essere inclusi ulteriori fr. 4'000.--, importo che il debitore afferma di abbisognare per proteggere sé stesso e la sua famiglia da rappresaglie di organizzazioni criminali. L'escusso non ha provato né la necessità di misure di difesa né l'effettivo pagamento delle stesse; inoltre siffatte spese non rientrano fra quelle riconosciute da dottrina e giurisprudenza per il calcolo del minimo vitale. Nell'eventualità di ulteriori pignoramenti, l'autorità di vigilanza ha poi ricordato all'Ufficio che nella determinazione del minimo vitale deve essere incluso pure il salario della moglie e che le asserite spese mediche - di pari importo - per i di lei genitori possono unicamente essere prese in considerazione se sono documentate e se sussiste un obbligo giuridico alla loro assunzione. Infine, per quanto concerne la domanda di assistenza giudiziaria, i giudici cantonali non hanno reputato adempiuto il requisito del fumus boni juris.