Citation: 1A.13/2000 21.06.2001 E. 5.-

Nell'ambito dell'esame della doppia punibi- lità, occorre pertanto esaminare, limitandosi a un esame "prima facie", se i fatti addotti nella domanda estera - effettuata la dovuta trasposizione - sarebbero punibili secondo il diritto svizzero, ritenuto che l'assistenza deve essere concessa quando sia richiesta per la repressione di più reati e uno di essi è punibile secondo il diritto sviz- zero (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc e rinvii). a) I ricorrenti sostengono che i fatti esposti al "capitolo secondo" della rogatoria sarebbero punibili in Svizzera secondo l'art. 70 cpv. 3 della legge federale sul- la radiotelevisione, del 21 giugno 1991 (RS 784.40), secon- do cui chiunque influenza a proprio favore l'esito di una procedura di rilascio o di modifica di concessione fornendo indicazioni false è punito con la multa fino a fr. 100'000.--. Ne deducono che sarebbe contrario al principio della proporzionalità autorizzare la trasmissione di centi- naia o migliaia di documenti bancari e di decine di verbali d'interrogatorio per fatti qualificati come contravvenzione dal diritto svizzero. Aggiungono che per la Spagna, confor- memente alla riserva formulata all'art. 5 n. 1 CEAG, un reato punibile come contravvenzione non darebbe luogo all' estradizione, e quindi neppure all'assistenza, per cui di- fetterebbe il principio della reciprocità secondo l'art. 8 AIMP. aa) I ricorrenti disconoscono tuttavia che l'assi- stenza è richiesta, in primo luogo, per i prospettati reati di corruzione, di falsità in documenti, di false indicazio- ni su attività commerciali, fattispecie chiaramente punibi- li secondo il diritto svizzero e che giustificherebbero an- che in Svizzera l'apertura di un'indagine (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc in fine; v. DTF 115 Ib 517 consid. 4b riguar- do all'art. 8 cpv. 2 AIMP). È d'altra parte palese che per tali reati la Spagna concede la reciprocità. La circostanza che parte di tali fatti potrebbero costituire, tema su cui insistono i ricorrenti, anche fattispecie punibili solo me- diante contravvenzione non li fa manifestamente divenire casi irrilevanti secondo l'art. 4 AIMP: non occorre pertan- to esaminare se una parte di tale fattispecie configuri un reato sconosciuto al diritto svizzero, visto ch'essa, come si è visto, è comunque punibile nella Confederazione. Non è necessario quindi pronunciarsi oltre sull'accenno dell'UFP nella replica, secondo cui potrebbero essere applicabili anche gli art. 20 e 31 della legge federale sulle borse e il commercio di valori mobiliari, del 24 marzo 1995, rela- tivi alla pubblicità delle partecipazioni e sull'obbligo di dichiarazione, reati passibili di multa (art. 41; RS 954.1). bb) Risulta infatti dalla rogatoria e in partico- lare dal complemento del 23 marzo 1999, che i prospettati reati concernono la corruzione di pubblici funzionari allo scopo di evitare ispezioni e accertamenti da parte degli organismi amministrativi preposti alle funzioni di control- lo. Nel 1986, epoca nella quale non era ancora stata pro- mulgata la legge sulle televisioni private, il gruppo F.________ avrebbe acquistato alcuni studi cinematografici a Madrid. Nel 1988, entrata in vigore la citata legge, la F.________, costituiva un gruppo di società che sarebbero poi diventate le sue filiali in Spagna, ossia P.________ SA, V.________ SA e I.________ SA: ciò avveniva prima delle aggiudicazioni, nel 1989, delle concessioni amministrative. Con l'entrata in funzione della rete televisiva privata, da conti bancari svizzeri del gruppo F.________ sarebbero sta- ti effettuati alcuni pagamenti in valuta spagnola a favore di entità sconosciute e di altri conti bancari svizzeri, in particolare due pagamenti di 220 e di 41 milioni di pesete effettuato dal conto "A.________" presso la SBS di Lugano a favore della E.________ SA, per "studi (consulenze) " nell' ambito della cosiddetta operazione "M.________"; la società beneficiaria, allora controllata dall'indagato R.________ (di cui un ricorso è stato respinto dal Tribunale federale con sentenza del 7 luglio 1998), non sarebbe stata una so- cietà dedita a tali prestazioni. Nonostante la presunta si- tuazione d'illegalità amministrativa della rete televisiva, poiché vari azionisti detenevano percentuali di pacchetti azionari in misura superiore ai limiti legali, gli organi- smi amministrativi preposti al controllo non intervennero. Fra il 1995 e il 1996 tre gruppi di ispettori, controllando le dichiarazioni fiscali della T.________ SA, P.________ SA e L.________ SA, individuavano indizi di reato nei confron- ti del Ministero delle finanze, che non furono comunicati al Pubblico Ministero. I tre gruppi di ispettori non comu- nicarono alle società ispezionate gli indizi di reato, men- tre gli avvocati spagnoli del gruppo F.________ ne sarebbe- ro stati informati e l'avrebbero comunicato alla direzione del gruppo in Italia che, tramite i suoi legali italiani, avrebbe chiesto informazioni sul finanziamento dei partiti politici in Spagna (sulla concessione dell'assistenza per tale fattispecie v. DTF 124 II 184 consid. 4b/cc). Nel 1997 il Pubblico Ministero Anticorruzione ordinò di mettergli a disposizione i verbali d'ispezione dei tre gruppi: gli at- ti, prima della prescrizione, non vennero consegnati, per cui il Pubblico Ministero sporse denuncia al Tribunale per interrompere la prescrizione. Questo è quanto è desumibile, segnatamente, dal complemento alla rogatoria. b) La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se l'invocato principio della proporzionali- tà, nella limitata misura in cui può essere applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603, 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165, 121 II 241 consid. 3c), sia manifestamente violato (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Ciò non si verifica in concreto. Del resto, la mole della documentazione non co- stituisce di per sé, in considerazione della complessità della vicenda e del coinvolgimento di numerose persone e società nel procedimento estero, un indizio di violazione dell'invocato principio e di una ricerca indiscriminata di prove, visto che le misure richieste sono idonee a far pro- gredire l'inchiesta spagnola (DTF 121 II 241 consid. 3a). Inoltre, va anche qui ricordato che i ricorrenti non sono legittimati a opporsi alla trasmissione di documenti ri- guardanti terze persone o altre società. c) I ricorrenti precisano ancora che il secondo capitolo della domanda rileverebbe come il comportamento perseguito sarebbe costitutivo anche di frode tributaria, e contestano che l'esposto dei fatti soddisfi le esigenze ri- chieste in tale ambito dalla giurisprudenza (art. 3 cpv. 3 AIMP); secondo loro, l'UFP avrebbe dovuto interpellare, per parere, conformemente all'art. 24 OAIMP, l'Amministrazione federale delle contribuzioni. A mente dei ricorrenti occor- rerebbe conoscere gli esercizi fiscali riguardo ai quali vennero commesse frodi fiscali, per poter stabilire se le relative decisioni di tassazione fiscale sono cresciute in giudicato, visto che secondo il diritto svizzero quando la decisione di tassazione non è cresciuta in giudicato si sa- rebbe in presenza di una semplice sottrazione fiscale, per la quale l'assistenza non è ammissibile. La censura non regge. Dalla rogatoria si evince che sarebbero state falsificate sistematicamente le dichiara- zioni presentate agli organismi pubblici spagnoli e, in particolare, che sarebbero stati compilati, con dati falsi, i documenti contabili da presentare al Registro mercantile e le dichiarazioni per il Ministero delle finanze; segnata- mente, la società spagnola P.________ SA, con partecipa- zione del gruppo F.________, avrebbe utilizzato fatture che potrebbero essere false nelle dichiarazioni al Ministero delle finanze; essa ha dichiarato di aver effettuato, nel 1993, pagamenti (di cui tre indicati nella rogatoria) a va- rie società italiane appartenenti al gruppo H.________. Ora, il Tribunale federale ha stabilito che si è sempre in presenza di una truffa in materia fiscale, per la quale l'assistenza può essere concessa, allorché il contribuente presenta all'autorità fiscale documenti inesatti o incom- pleti secondo l'art. 110 n. 5 cpv. 1 CP (DTF 125 II 250 consid. 3-5, 115 Ib 68 consid. 3a/bb pag. 77; sentenza ine- dita del 13 ottobre 1999 in re UFP, consid. 3, apparsa in Rep 1999 126). d) Le conclusioni subordinate dei ricorrenti, nel senso d'invitare l'UFP a precisare i procedimenti penali italiani sulla base dei quali furono trasmessi i documenti ora richiesti dalla Spagna, non possono essere accolte. Da una parte perché i ricorrenti non sono legittimati a oppor- si alla consegna di informazioni che riguardano terzi, dall'altra perché essi conoscono i procedimenti italiani che hanno comportato la trasmissione delle informazioni, a loro note, sui loro conti. Secondo la costante prassi, spettava quindi ai ricorrenti precisare quali di questi do- cumenti e perché non dovrebbero essere trasmessi (DTF 126 II 258 consid. 9c in fine, 122 II 367 consid. 2d). Per di più, l'Autorità estera ha chiesto espressamente di trasmet- terle i giustificativi di tutte le operazioni, e di qual- siasi altra informazione utile: ora, quando le Autorità estere chiedono informazioni su conti bancari in procedi- menti per reati patrimoniali o corruttivi, esse necessitano di regola di tutti i documenti, per poter individuare a chi sia pervenuto l'eventuale provento del reato (DTF 124 II 180 consid. 3c inedito, 121 II 241 consid. 3b e c; Zimmer - mann, op. cit., n. 478 pag. 370). Limitandosi ad addurre l'inutilità dei documenti svizzeri per l'inchiesta spagnola i ricorrenti non dimostrano affatto l'irrilevanza potenzia- le della documentazione per il procedimento estero (DTF 122 II 367 consid. 2c).