Citation: 4A_505/2022 E. 5

Le sentenze concernenti l'assunzione di prove a titolo cautelare secondo l'art. 158 CPC sono decisioni in materia di misure cautelari. Ne segue che, giusta l'art. 98 LTF, nel ricorso in materia civile può unicamente essere fatta valere la violazione di diritti costituzionali (DTF 138 III 555 consid. 1; sentenza 4A_323/2022 del 5 dicembre 2022 consid. 1). Il Tribunale federale esamina tali censure solo se sono state sollevate e partitamente motivate. Ciò significa che la parte ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato, con riferimento ai motivi della decisione impugnata, in che modo sarebbero stati violati i suoi diritti costituzionali (DTF 147 I 73 consid. 2.1; 146 III 303 consid. 2; 142 III 364 consid. 2.4, con rinvii). Critiche appellatorie sono inammissibili (DTF 148 I 104 consid. 1.5, con rinvii). Il ricorrente che lamenta una violazione del divieto dell'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione cantonale come se ci si trovasse in istanza di appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità inferiore (DTF 148 II 121 consid. 6.6; 134 II 349 consid. 3). In particolare una decisione non è arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, ma il giudizio impugnato dev'essere, anche nel suo risultato, manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 148 III 95 consid. 4.1; 147 I 241 consid. 6.2.1). Ne segue che il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile, nella misura in cui le ricorrenti fanno valere una violazione degli art. 2 CC e 25 CO.