Citation: 1A.120/2002 22.11.2002 E. 2

2.1 La legittimazione a presentare un ricorso di diritto pubblico spetta alle persone toccate negli interessi giuridicamente protetti, segnatamente quali proprietarie di un fondo oggetto di una misura pianificatoria (art. 88 OG; DTF 119 Ia 362 consid. 1a). Il TPT ha rilevato come l'unica questione litigiosa fosse l'attribuzione della particella n. XXX alla zona inedificabile "parchi o giardini o coltivi": su questo punto il ricorso è, in principio, ammissibile e la legittimazione del ricor-rente pacifica. La Corte cantonale ha ritenuto altresì che il Consiglio di Stato, con la decisione del 19 agosto 2001, non aveva soltanto approvato il piano particolareggiato, ma anche talune varianti del piano regolatore necessarie per integrarlo, e concernenti, in particolare, la linea di arretramento delle costruzioni dalla Chiesa di Santa Croce; questa linea, tracciata sul fondo del ricorrente, lo rendeva, a prescindere dal contestato vincolo istituito dal piano particolareggiato, praticamente inedificabile. Il TPT ha concluso che la restrizione imposta dalla variante di piano regolatore, non contestata dal ricorrente davanti al Consiglio di Stato né davanti al TPT, era cresciuta in giudicato. Su questo punto, rispondente agli atti, il ricorso dev'essere quindi dichiarato inammissibile per mancato esaurimento del corso delle istanze cantonali (art. 86 OG). 2.2 Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127 I 38 consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a, 125 I 71 consid. 1c). Nella fattispecie il ricorrente, esprimendosi su procedure e censure diverse e mischiandole, non si confronta in modo chiaro e preciso con le puntuali considerazioni contenute nella sentenza impugnata, né spiega, secondo le esigenze dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e della giurisprudenza, per quali motivi esse sarebbero contrarie al diritto, in particolare perché sarebbero manifestamente insostenibili e quindi arbitrarie; le stesse conclusioni valgono per il criticato accertamento dei fatti (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 128 I 177 consid. 2.1, 127 I 54 consid. 2b, 60 consid. 5a pag. 70). Tali critiche sono, nelle accennate condizioni, inammissibili dal profilo dell'art. 90 OG.