Citation: 5C.37/2006 13.04.2007 E. 4

Gli attori rimproverano al Tribunale di appello di aver capovolto l'onere della prova delle accuse, violando in tal modo norme e principi di diritto federale sull'onere della prova, segnatamente gli artt. 8 CC, 28 segg. CC e 41 segg. CO. Ritengono ingiustificato in particolare il rimprovero di aver loro tacciato di falsità solo la totalità dei contenuti degli scritti invece che singoli fatti ben precisi, nonché la deduzione che la Corte cantonale ha tratto da quella premessa, ovvero che i convenuti potessero limitarsi ad asserire la veridicità (sottinteso: delle loro affermazioni incriminate), prescindendo dal riferirsi puntualmente alla documentazione da loro medesimi prodotta. Tali conclusioni della Corte cantonale sarebbero anche contrarie al principio della proporzionalità, bastando ai convenuti prendere posizione su una quindicina di puntuali asserite falsità nelle accuse formulate negli articoli incriminati. Nel medesimo contesto, gli attori respingono la critica di essere venuti meno all'onere di allegazione. 4.1 Per esplicita volontà del legislatore, la questione a sapere su chi incomba l'onere di provare determinati fatti è retta dal diritto federale (art. 8 CC). È, per contro, maturata nel tempo, attraverso la giurisprudenza del Tribunale federale oggi chiaramente radicata, la convinzione che pure l'onere di allegazione ("Behauptungslast") scaturisca dal diritto federale, segnatamente sotto forma di un diritto non scritto insito nel diritto a far valere la pretesa di merito (DTF 108 II 337 consid. 2b e 2c pag. 339 seg.), e che i Cantoni possono unicamente porre tale onere a carico della parte gravata dall'onere probatorio secondo l'art. 8 CC (DTF 132 III 186 consid. 4 pag. 191). Rimangono rette dal diritto cantonale, invece, le esigenze di motivazione di ogni allegazione di parte e, di converso, di ogni contestazione delle allegazioni altrui. Questa regola si riferisce in particolare all'applicabilità dei principi di officialità rispettivamente attitatorio ed alle esigenze formali che una data allegazione deve soddisfare (DTF 108 II 337, cit., consid. 3d pag. 340 seg.). 4.2 È, oggi, riconosciuto che alla parte avversa a quella gravata dall'onere di allegazione e di prova spetta di motivare le proprie contestazioni. Tuttavia, tale onere di contestazione non si spinge tanto avanti quanto quello vigente per l'allegazione positiva di fatti; deve bastare che la contestazione permetta alla parte che ha affermato determinati fatti di offrire le prove che le incombono (DTF 115 II 1 consid. 4 pag. 2 seg.). Per contro, solo in via eccezionale si potrà esigere dalla parte non gravata dall'onere probatorio che essa partecipi all'amministrazione delle prove (DTF 115 II 1, loc. cit.). Quest'ultimo obbligo è di natura squisitamente procedurale ed esula pertanto dal diritto federale per rientrare nel quadro dell'apprezzamento delle prove (sentenza 4C.48/1988 del 22 giugno 1989, consid. 2a, riprodotto in JdT 1991 II 190; Fabienne Hohl, Procédure civile, tome I, Berna 2001, n. 805), con la conseguenza che un suo riesame è improponibile nel quadro di un ricorso per riforma (supra consid. 2.1). 4.3 Ora, la Corte cantonale ha indicato che alle "contestazioni totali" formulate dalla parte attrice nella petizione, i convenuti hanno risposto che nessuno degli articoli presenta fatti falsi, allegando svariati documenti a sostegno della loro veridicità. Esaminando quindi la sentenza impugnata alla luce dei principi testé esposti appare che, quando il Tribunale di appello ha detto di volersi limitare all'esame delle sole "specifiche contestazioni di falso addotte con l'appello", escludendo in tal modo le "contestazioni di falso generiche", pur facendo esplicito ma erroneo riferimento all'onere di allegazione, esso abbia in realtà operato un apprezzamento delle prove, contrapponendo da un lato le allegazioni e le prove a loro suffragio offerte dai convenuti, e dall'altro le contestazioni di falso, con relative prove prodotte dagli attori. Dunque, quando gli attori ripropongono la lista degli esempi che loro ritengono di aver apportato già in sede di petizione, e poi anche di appellazione, essi sollevano in realtà una censura irricevibile nella presente sede, almeno nella misura in cui essa debba riferirsi all'apprezzamento delle prove. 4.4 Attiene invece al diritto federale la censura secondo la quale, procedendo come ha fatto, il Tribunale di appello abbia stravolto la regola dell'art. 8 CC, capovolgendo all'atto pratico l'onere della prova (DTF 117 II 113 consid. 2). Ora, premesso che spetta incontestatamente all'autore di una lesione della personalità altrui dimostrare le circostanze atte a giustificare eccezionalmente tale lesione (Andreas Meili, Commento basilese, n. 56 ad art. 28 CC), segnatamente l'esattezza di quanto riferito, appare perfettamente compatibile con i principi esposti in precedenza (consid. 4.2 supra) esigere da colui che lamenta una lesione della propria personalità che egli abbia a circostanziare le proprie contestazioni di falso. Come già detto, la questione riguarda di principio l'apprezzamento delle prove e non l'art. 8 CC; ciò non esclude tuttavia che un eccesso di severità dei giudici cantonali nell'apprezzamento dei requisiti esigibili per le allegazioni delle contestazioni possa effettivamente condurre, di fatto, ad un capovolgimento dell'onere della prova. Comunque, spetterebbe a chi la invoca motivare convenientemente tale censura (art. 55 cpv. 1 lit. c OG), considerata la sua eccezionalità; l'apodittica affermazione degli attori non soddisfa queste esigenze di motivazione e appare, pertanto, irricevibile (supra, consid. 2.3).