Citation: 2C_955/2014 E. 3.1

3.1. Dopo avere ricordato che, di principio, i corsi di ripetizione, prestati nella formazione in cui i militi sono incorporati (art. 51 cpv. 1 LM), si svolgono ogni anno e durano 19 giorni (art. 51 cpv. 2 LM in relazione con l'art. 12 cpv. 2 dell'ordinanza del 4 ottobre 2002 sull'organizzazione dell'esercito; OEs [RS 513.1]), la ricorrente si dilunga sui distacca-menti d'esercizio, sulle modalità particolari che li disciplina (va) no e sui numerosi privilegi di cui beneficia (va) no i militari ivi incorporati, segnatamente riguardo al fatto che sovente vengono prosciolti dall'obbligo militare senza avere assolto il totale obbligatorio dei giorni di servizio - ciò che sarà sicuramente il caso del qui opponente - nonché sulle diverse possibilità di cui dispongono per compiere i loro giorni di servizio i quali devono essere almeno 10 ogni anno (cfr. art. 9 cpv. 9 OOPSM, in vigore dal 1° gennaio 2010, sostituito dal 1° luglio 2012 dall'art. 15 cpv. 8 OOPSM). Al riguardo rileva che di questa modifica i diretti interessati (i militari e i loro superiori) sono stati informati a dovere, ragione per cui è inconsistente addurre ora di avere svolto tutti i giorni di servizio secondo l'ordine di marcia. Ed aggiunge che spetta ad ogni militare (cfr. Regolamento di servizio del 22 giugno 1994 dell'esercito svizzero [RS 510.107.0]) informarsi sui giorni di servizio da compiere, ciò che all'evidenza non è stato fatto nel caso specifico. La ricorrente si esprime poi lungamente sui cambiamenti legislativi introdotti il 1° gennaio 2010 in materia di tassa di esenzione (inasprimenti introdotti per quanto concerne il calcolo della tassa e il suo rimborso) voluti, secondo lei, per garantire un'uguaglianza di trattamento tra tutti gli assoggettati all'obbligo militare ed afferma che i vantaggi di cui beneficiano i militi dei distaccamenti d'esercizio sono incompatibili con il citato principio. La ricorrente considera di seguito che l'art. 8 cpv. 2 LTEO non si applicherebbe, visto l'art. 29 OOPSM, ai servizi d'istruzione delle truppe. Estendere il campo di applicazione di detta norma a tutti i motivi militari possibili minerebbe notevolmente il principio della parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo militare, permettendo tra l'altro ai responsabili del controllo di corpo di manipolare i dati di modo che chi è assoggettato al servizio militare non paghi la tassa d'esenzione. Conclude affermando che permettere ai militari dei distaccamenti d'esercizio di non pagare ogni anno la tassa d'esenzione dall'obbligo militare quando non hanno (in tutto o parte) assolto il minimo dei giorni richiesti viola ulteriormente il principio della parità di trattamento. Infine si richiama a diverse sentenze cantonali le quali convaliderebbero la sua argomentazione.