Citation: 9C_637/2020 E. 1

che il Tribunale federale esamina d'ufficio, liberamente e con piena cognizione, l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (art. 29 cpv. 1 LTF; cfr. DTF 141 V 206 consid. 1.1 pag. 208), che il ricorso al Tribunale federale è ammissibile soltanto per violazione del diritto svizzero (art. 95 e 96 LTF) o accertamento manifestamente inesatto dei fatti (art. 97 LTF), che per l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF il ricorso deve contenere, tra l'altro, le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova e spiegare in modo conciso perché l'atto impugnato viola il diritto o contiene accertamenti manifestamente errati, che la sola ripetizione o il rinvio a conclusioni o scritti relativi alla procedura giudiziaria precedente non è sufficiente per adempiere i requisiti di motivazione dinanzi al Tribunale federale (DTF 139 I 306 consid. 1.2 pag. 308 seg.), che il Tribunale amministrativo federale ha confermato la decisione della CSC di rifiuto della domanda di condono delle prestazioni AVS indebitamente riscosse, difettando il presupposto della buona fede (art. 4 OPGA; sul tema DTF 112 V 97 consid. 2c pag. 103 con riferimenti), in quanto dagli accertamenti effettuati è emerso che gli eredi, in violazione dell'obbligo di informare tempestivamente ogni fatto suscettibile di modificare il diritto alla rendita AVS, hanno avvisato la CSC del decesso della madre - il cui certificato di morte è stato rilasciato il 22 giugno 2018 - solo il 17 agosto 2018, come pure che hanno nel frattempo usato le mensilità di luglio e agosto 2018 della rendita per far fonte a spese correnti della de cuius, che la ricorrente postula il condono delle due rendite AVS percepite indebitamente nei due mesi successivi al decesso dell'avente diritto, ritenendo adempiuti i due presupposti cumulativi della buona e delle gravi difficoltà economiche, che l'insorgente si limita a richiamarsi, per di più in maniera appellatoria (sul tema DTF 145 I 26 consid. 1.3 pag. 30 con riferimenti) e pertanto inammissibile, alla propria buona fede in quanto avrebbe incassato solo due mensilità per coprire parzialmente le numerose spese della defunta e non invece delle successive mensilità fino a marzo 2019, data a partire dalla quale avrebbe, a suo dire, dovuto dimostrare l'esistenza in vita della madre, che in estrema sintesi la ricorrente omette di confrontarsi con le ragioni - di fatto e di diritto - che hanno indotto il Tribunale amministrativo federale a confermare l'assenza dei presupposti per il condono, in concreto essa non allega e tanto meno motiva perché il giudizio impugnato sarebbe contrario al diritto federale o si fonderebbe su un apprezzamento manifestamente erroneo dei fatti, che anzi dagli accertamenti del Tribunale amministrativo emerge che alla ricorrente era noto sia l'obbligo di avvisare del decesso dell'avente diritto delle prestazioni AVS, che la mancanza del diritto di usare dopo la morte tali prestazioni, in quanto destinate personalmente alla madre, che in assenza del presupposto della buona fede ci si può esimere dall'analisi dell'altro presupposto cumulativo rivendicato dalla ricorrente, ovvero della precaria situazione economica, che, in considerazione dell'assenza di un'argomentazione topica che si confronti con l'esposizione delle ragioni del giudizio impugnato, il ricorso non adempie manifestamente le esigenze di motivazione suesposte, che, statuendo secondo la procedura semplificata di cui all'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF, il ricorso deve di conseguenza essere dichiarato inammissibile, che, viste le peculiarità del caso, si prescinde dal caricare le spese giudiziarie alla parte soccombente (art. 66 cpv. 1 seconda frase LTF),