Citation: 7B_144/2024 E. 5.2

5.2. Nella sentenza impugnata, la Corte cantonale ha esaminato i documenti prodotti dal ricorrente, ossia una "perizia sui filmati" registrati dal teste E.________ (valutazione tecnica non sottoscritta e intitolata "consulenza tecnica") e una "relazione di consulenza tecnica" sottoscritta dalla F.________ Sagl. Da entrambi i documenti prodotti emerge che il ricorrente ha consegnato una chiavetta USB con quattro file alla F.________ Sagl, la quale a sua volta ha conferito incarico alla G.________ Sagl di stabilire se questi file fossero "congrui e genuini". La Corte cantonale ha accertato che la denominazione dei quattro file esaminati [dalla G.________ Sagl] corrisponde alla denominazione dei file contenuti nella chiavetta USB di cui all'AI 39. Si tratta di quattro video registrati da E.________ (proprietario/gerente dell'Hotel H.________) dal bancone di una camera ubicata di fronte all'esercizio pubblico D.________ in relazione ai fatti accaduti il 19 marzo 2019. In sede di interrogatorio del 28 ottobre 2021, E.________ ha dichiarato di aver cancellato questi filmati. Successivamente suo figlio sarebbe riuscito a recuperarli dal suo telefono cellulare, ritrasmettendoglieli via WhatsApp in data 14 ottobre 2021. E.________ ha inviato, seduta stante e via e-mail, al segretario giudiziale i video salvati sul suo telefono cellulare, che sono poi stati trasferiti sulla chiavetta USB agli atti (AI 39). E.________ ha inoltre dichiarato di aver inoltrato questi video, il 19 marzo 2019, sul telefono cellulare di un agente di polizia. In occasione dell'interrogatorio del 1° luglio 2021, B.________ ha dichiarato che, per il tramite del suo legale, avrebbe prodotto un filmato che era stato consegnato alla polizia comunale da una persona che era ospite all'Hotel H.________, la quale avrebbe ripreso soltanto la fase in cui il ricorrente era stato accompagnato fino all'autovettura di servizio. Il 15 luglio 2021, il legale di B.________ ha prodotto una chiavetta USB (acquisita agli atti come AI 32) con cinque filmati. E.________, dopo aver visto questi video (di cui due identici), ha confermato di averli registrati personalmente dal bancone di una camera dell'Hotel H.________, di fronte all'esercizio pubblico [D.________]. Ha dichiarato di aver ripreso solamente una parte della scena, di non aver visto la scena iniziale e di non ricordarsi altro. Secondo la Corte cantonale, non sono note (non essendo state indicate e soprattutto documentate) né le competenze concrete in materia della G.________ Sagl né tantomeno la formazione e le competenze professionali di I.________ che nello specifico, in veste di consulente scientifico della predetta società, avrebbe eseguito "attività tecniche forensi specifiche" sui file video e che si sarebbe occupato di "tutte le operazioni peritali", tra cui si presume la stesura della relazione. La Corte cantonale ha ritenuto che la relazione in questione deve essere considerata come una semplice "consulenza tecnica" concernente quattro file multimediali audio/video forniti dalla committente (ossia dalla F.________ Sagl). Secondo la Corte cantonale, l'esame della G.________ Sagl è stato eseguito su una non meglio precisata copia di quattro file salvati su una chiavetta USB probabilmente consegnata dalla patrocinatrice del ricorrente alla F.________ Sagl per richiedere una consulenza tecnica e non sui file originali degli atti istruttori (contenuti nella chiavetta USB di cui all'AI 39 rispettivamente nella chiavetta USB di cui all'AI 32). Pertanto, i file esaminati e indicati nella "relazione di consulenza tecnica" non sono quelli acquisiti agli atti. A mente della Corte cantonale, si tratta probabilmente di una copia di file fornita dal Ministero pubblico, la cui destinataria finale sarebbe stata la G.________ Sagl, passando comunque nelle mani di più persone. Secondo la Corte cantonale, non si può dunque escludere a priori una qualsivoglia modifica dei file analizzati e dei loro metadati, anche in considerazione del tempo trascorso. La G.________ Sagl, rispondendo al quesito posto dalla committente (ossia dalla F.________ Sagl) di determinare se i quattro file fossero "congrui" e "genuini", ha concluso che "i video non possono essere tecnicamente ritenuti né congrui né genuini", adducendo però che "non è possibile analizzare lo smartphone da [recte: con] cui sono stati fatti i video, al fine di tentare un recupero dei dati dallo stesso e "lavorare" sui file video originali". Secondo la Corte cantonale, indipendentemente dal fatto che il quesito peritale posto non sia chiaro e concludente (apparentemente sembra che la richiesta si riferisca all'originalità dei quattro file rispettivamente alle eventuali modifiche che gli stessi potrebbero aver subito), la stessa G.________ Sagl avrebbe comunque precisato "che verranno esaminati i file video e i loro metadati, mentre non sarà effettuato alcun esame di merito del contenuto dei filmati". A mente della Corte cantonale, non è dunque stato esaminato se i quattro video e quindi la riproduzione delle immagini dei quattro file o alcune parti di esse fossero stati eventualmente modificati o manipolati. La Corte cantonale ha concluso che la "relazione di consulenza tecnica" prodotta dal ricorrente non è quantificabile come una prova concreta e neutra per comprovare che nello specifico i quattro video prodotti da E.________ non corrispondano ai fatti accaduti il 19 marzo 2019. La stessa relazione non può per nulla inficiare l'autenticità dei video agli atti, già solo per il fatto che non si fonda sui file originali acquisiti agli atti e che non si esprime sul loro contenuto, specificando quali immagini sarebbero state eventualmente modificate e in quale modo.