Citation: 5A_504/2021 E. 4.3

4.3. Rispetto ai dubbi sollevati dalla ricorrente in relazione all'autenticità del documento in questione (cfr. art. 178 CPC), la sentenza impugnata ha rammentato che per dimostrare l'inesattezza del contenuto di un titolo pubblico non basta una contestazione generica, ma occorrono seri dubbi fondati su concreti sospetti di falsificazione o alterazione del contenuto o delle forme. Quando ciò avvenisse, la parte che intende avvalersi dell'atto in questione deve allora provarne l'autenticità. Nel caso specifico, tuttavia, le circostanze addotte dalla ricorrente in appello (la scarsa collaborazione dell'opponente nel produrre la documentazione richiesta, la produzione di un atto inidoneo ad esplicare gli effetti del riconoscimento di un rapporto di filiazione e, per finire, un comportamento evasivo e irrispettoso dell'opponente) non sono state considerate sufficienti. Nemmeno tale deduzione può essere considerata insostenibile, le motivazioni addotte dalla ricorrente nella procedura cantonale e reiterate in questa sede essendo sempre state piuttosto generiche ed inconferenti. Non appare in effetti per nulla iniquo o insostenibile ritenere che elementi quali la semplice reticenza e l'asserito "atteggiamento arrogante e irrispettoso" dell'opponente riguardo alla produzione di un atto di nascita, oppure la presunta "nebulosità e inattendibilità" dei documenti non costituiscano fonte di fondato sospetto rispetto all'esistenza di un rapporto di filiazione. D'altro canto, arbitrario non è nemmeno il fatto di non aver dato un peso probatorio alle generiche affermazioni della ricorrente rispetto ad "altri atti da cui non si evince minimamente l'esistenza di un rapporto di filiazione giuridicamente riconosciuto" o al fatto che "l'atto notorio del notaio italiano" non indichi "una benché minima connessione tra il de cuiuse i dichiaranti al momento dei fatti", tutte illazioni, queste, che del resto la ricorrente non sostanzia chiaramente nemmeno dinnanzi al Tribunale federale.