Citation: 4A_379/2010 04.08.2010 E. 1

3.3 Dato che nel termine di 30 giorni impartito dalla locatrice il 18 agosto 2009 non vi è stato il pagamento degli arretrati né una dichiarazione di compensazione né il deposito della pigione ai sensi dell'art. 259g CO - ha proseguito la Corte cantonale - la locatrice poteva prevalersi della disdetta straordinaria prevista dall'art. 257d CO. Considerata la corrispondenza intercorsa fra i due legali delle parti in relazione all'attuale controversia, i quali hanno pure sottoscritto l'accordo 13 marzo 2009 in rappresentanza dei rispettivi clienti (cfr. consid. 1.3), l'insistenza della conduttrice nel negare che il suo avvocato fosse autorizzato a ricevere la disdetta è stata definita palesemente contraria alla buona fede. 3.4 Quanto, infine, alla tesi secondo la quale la disdetta sarebbe dovuta comunque venir annullata, siccome notificata per rappresaglia ai sensi dell'art. 271a cpv. 1 lett. a CO, a causa delle richieste della conduttrice di eliminare i difetti dell'ente locato, formulate già il 20 aprile 2009 e oggetto di una causa giudiziaria ancora pendente, i giudici d'appello hanno ricordato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, l'annullamento di una disdetta per mora del conduttore viene ammesso con estremo riserbo (sentenza 4A_361/2008 del 26 settembre 2008). Visto che in concreto la conduttrice ha fatto valere dei difetti nei locali presi in locazione dopo il 13 marzo 2009, ma ha comunque omesso di pagare l'intera pigione, per un totale di fr. 190'000.--, la disdetta straordinaria non può essere considerata abusiva, tanto più che quando ha adito l'Ufficio di conciliazione chiedendo l'eliminazione dei difetti, il 25 ottobre 2009 (cfr. consid. 2.2), la conduttrice era in mora nel pagamento della pigione già da tre mesi. 3.5 Da ultimo, il Tribunale d'appello ha scartato, siccome irricevibili per carenza di motivazione (art. 309 cpv. 2 lett. e e cpv. 5 CPC/TI), anche le obiezioni mosse dalla conduttrice contro la tassa di giustizia e le ripetibili attribuite dal Pretore alla controparte, precisando a ogni modo che il valore litigioso considerato dal primo giudice "non presta il fianco alla critica".