Citation: 4C.135/2003 26.09.2003 E. 5.4

L'argomentazione ricorsuale verte piuttosto sull'esistenza del difetto prima dell'inizio dei lavori di sistemazione. 5.4.1 Sennonché si tratta di una questione concernente l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti, che il Tribunale federale non può rivedere nella giurisdizione per riforma (art. 55 cpv. 1 lett. c OG, cfr. fra tutti DTF 127 III 248 consid. 2c con rinvii). Donde l'inammissibilità di tutte le critiche rivolte contro la concludenza della perizia giudiziaria e la valutazione delle deposizioni testimoniali, peraltro già esaminate nel quadro del parallelo ricorso di diritto pubblico. Nulla muta il richiamo all'art. 63 cpv. 2 OG (svista manifesta) in relazione all'affermazione errata contenuta nel giudizio impugnato secondo la quale, dinanzi all'autorità cantonale, il convenuto avrebbe postulato la nullità della perizia. Ciò non ha infatti impedito ai giudici del Tribunale d'appello di confrontarsi criticamente e nel dettaglio con le obiezioni mosse dal convenuto alla perizia giudiziaria né, d'altro canto, egli spiega quali sarebbero le conseguenze di tale affermazione sull'esito della vertenza. 5.4.2 Irricevibile appare pure la censura rivolta contro l'applicazione dell'art. 8 CC, che regola la ripartizione dell'onere probatorio. Nonostante il richiamo alla norma di diritto federale, ancora una volta l'argomentazione ricorsuale è infatti incentrata sull'apprezzamento delle prove e mira a contestare l'accertamento secondo il quale la canalizzazione era danneggiata già prima dell'inizio dei lavori. Sia come sia, anche su questo punto la decisione impugnata risulta in sintonia con il diritto federale. Giusta l'art. 8 CC chi vuole dedurre un diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova. L'onere di dimostrare l'esistenza di un difetto di manutenzione incombeva dunque effettivamente all'attrice, né i giudici hanno mai preteso il contrario. In particolare essi non hanno chiesto al convenuto la prova dell'inesistenza del difetto. L'autorità ticinese ha semmai posto a suo carico le conseguenze della mancata prova circa il fatto - da lui allegato - che le canalizzazioni sarebbero state danneggiate contestualmente agli scavi. Nella misura in cui critica questa decisione il convenuto misconosce la portata dell'art. 8 CC; in particolare egli dimentica che da questa norma deriva anche il diritto alla controprova, vale a dire la facoltà, per la controparte, di stabilire l'esistenza di circostanze idonee ad invalidare la fondatezza delle allegazioni che formano l'oggetto della prova principale (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii). Ciò significa che - contrariamente a quanto asseverato nel gravame - toccava proprio a lui provare che le fenditure nelle canalizzazioni non erano dovute a un difetto di manutenzione, bensì ai lavori di scavo. Egli non ha proposto nessuna prova in tal senso, anche perché ha evocato quest'eventualità per la prima volta - e quindi irritualmente - nelle conclusioni di causa. 5.5 Infine, la decisione del Tribunale d'appello è censurata anche in punto al nesso di causalità adeguato, che di principio è sindacabile nel ricorso per riforma (cfr. DTF 123 III 110 consid. 2). Sennonché, in concreto, il giudizio sul nesso di causalità adeguato non si basa sull'ordinario andamento delle cose e l'esperienza della vita, bensì sulle conclusioni del perito giudiziario, il quale ha accertato che il cedimento del terreno retrostante l'abitazione dell'attrice - e all'origine del danno da lei patito - aveva due cause: la fuoriuscita d'acqua della conduttura comunale, da un canto, e l'instabilità diffusa del substrato roccioso dall'altro. Trattandosi del risultato dell'apprezzamento delle prove, nella fattispecie in esame la questione del nesso di causalità sfugge all'esame del Tribunale federale (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; cfr. DTF 127 III 453 consid. 5d pag. 456). Per lo stesso motivo non è possibile entrare nel merito dell'ulteriore argomento sollevato a questo riguardo, ovverosia che il nesso di causalità adeguato sarebbe stato interrotto dalla seconda causa individuata dal perito. Sia come sia, non risulta - né egli afferma il contrario - che il convenuto abbia già sostenuto tale tesi dinanzi all' autorità cantonale sicché la censura dovrebbe in ogni caso venire dichiarata inammissibile siccome nuova ( art. 55 cpv. 1 lett. c OG).