Citation: 2P.145/2004 25.11.2004 E. 2

La ricorrente si richiama in primo luogo alla preminenza del diritto federale sancita dall'art. 49 cpv. 1 Cost. Sostiene che l'art. 31c della legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) affida l'eliminazione dei rifiuti della costruzione in modo inderogabile all'economia privata. Il decreto querelato, il quale interviene nel gioco della libera concorrenza dell'economia privata, sarebbe quindi incompatibile con tale disposto. A suo parere, il Cantone non sarebbe abilitato ad intervenire nemmeno nell'ipotesi in cui il mercato fosse turbato da gestori di discariche aventi una posizione dominante o che praticassero prezzi abusivi, eventualità che essa comunque contesta. Queste situazioni sarebbero infatti rette in modo esclusivo dalla legge federale del 6 ottobre 1995 sui cartelli e altre limitazioni della concorrenza (LCart; RS 251) e dalla legge federale del 20 dicembre 1985 sulla sorveglianza dei prezzi (LSPr; RS 942.20). La ricorrente lamenta inoltre la violazione delle citate normative in quanto il decreto litigioso, invece di riferirsi alle autorità federali ivi menzionate, designa il Tribunale cantonale amministrativo quale autorità di ricorso. 2.1 Per il principio della forza derogatoria del diritto federale (art. 49 cpv. 1 Cost.), che costituisce un diritto costituzionale individuale, i Cantoni non sono autorizzati a legiferare nelle materie disciplinate esaustivamente dal diritto federale; negli altri campi possono emanare norme giuridiche che non violino né il senso né lo spirito del diritto federale e non pregiudichino la sua realizzazione. Chiamato a pronunciarsi sull'asserita violazione della citata norma, il Tribunale federale esamina con piena cognizione la compatibilità del disposto cantonale con il diritto federale (DTF 130 I 279 consid. 2.2 e numerosi rinvii). 2.2 L'art. 31c LPAmb disciplina il regime di smaltimento degli "altri rifiuti", ossia, per opposizione al precedente art. 31b, dei rifiuti che non sono urbani. Tra questi vi sono i rifiuti edili, rispettivamente i materiali inerti definiti dall'art. 9 dell'ordinanza tecnica sui rifiuti del 10 dicembre 1990 (OTR; RS 814.600), che sono oggetto del decreto impugnato (cfr. Messaggio del Consiglio federale concernente la modificazione della legge federale sulla protezione dell'ambiente del 7 giugno 1993 [di seguito: Messaggio] in: FF 1993 II 1213 segg., segnatamente pag. 1263-1264; Pierre Tschannen in: Kommentar zum Umweltschutzgesetz, Zurigo 2002, 2a ed., nota 8 all'art. 31c). Secondo l'art. 31c cpv. 1 LPAmb, lo smaltimento di questi rifiuti incombe al detentore, il quale può incaricare terzi. Per "gli altri rifiuti" il diritto federale non ha quindi instaurato un monopolio statale, come per lo smaltimento dei rifiuti urbani (cfr. art. 31b cpv. 1 LPAmb) e lascia questo compito all'economia privata (Tschannen, op. cit., nota 10 all'art. 31c). L'art. 31c cpv. 2 LPAmb impone tuttavia ai Cantoni di facilitarne se necessario lo smaltimento con provvedimenti adeguati, in particolare definendo comprensori di raccolta. Premesse queste considerazioni la fondatezza della censura d'incostituzionalità dipende quindi dalla compatibilità o meno della disciplina ticinese con questa norma federale. 2.3 Dal Messaggio del Consiglio federale risulta che l'art. 31c cpv. 2 LPAmb consente ai Cantoni d'intervenire sia per creare le condizioni necessarie affinché l'economia privata possa svolgere il suo ruolo nel campo dell'eliminazione degli "altri rifiuti" sia per evitare che si creino posizioni di monopolio a favore dei gestori delle discariche. Tra le misure possibili è menzionata, oltre alla definizione di comprensori di raccolta prevista espressamente dalla normativa federale, la stipulazione di contratti che regolino i diritti e i doveri delle imprese e dei loro clienti; è poi ritenuto opportuno che questi contratti trattino "anche le questioni concernenti i prezzi, il diritto dell'autorità di controllare la contabilità e di essere consultata" (cfr. Messaggio, pag. 1264). La possibilità per i Cantoni di controllare i prezzi, in particolare d'imporre delle tariffe, è ammessa nel suo principio anche da Jean-Baptiste Zufferey (Les matériaux d'excavation et les déblais non pollués: pour une élimination qui réconcilie environnement et économie, in: Droit de la construction, 4/1998, pag. 111 e segg., in part. pag. 116 n. 4; cfr. anche il parere del medesimo autore del 3 dicembre 2003, doc. M, prodotto dalla ricorrente). Il decreto impugnato, con il quale il legislatore ticinese pone le basi per la verifica e l'adeguamento delle tariffe delle discariche per materiali inerti, s'inserisce pertanto nel quadro normativo che l'art. 31c LPAmb ha delegato ai Cantoni ed è compatibile con il diritto federale. Ciò è sufficiente per concludere che esso non disattende l'art. 49 cpv. 1 Cost. 2.4 Come rilevato in precedenza, la ricorrente ritiene che l'art. 49 Cost. sia violato anche perché eventuali abusi di mercato potrebbero essere corretti soltanto applicando due altre leggi federali, ossia la legge federale sui cartelli e quella sulla sorveglianza dei prezzi. Sennonché l'unico disposto che menziona e commenta in modo sufficiente (art. 90 cpv. 1 lett. b OG) è l'art. 3 cpv. 1 LCart. Afferma che il Cantone Ticino non potrebbe appoggiarvisi perché, da un lato, il decreto impugnato non fissa un regime dei prezzi di carattere statale e, dall'altro, le imprese che gestiscono le discariche non eseguono compiti pubblici. Questi argomenti, infondati, vanno respinti. La norma citata definisce infatti unicamente il campo di applicazione della legge federale sui cartelli (DTF 129 II 497 consid. 2.4 in fine): essa non delimita affatto competenze materiali federali e cantonali. L'art. 3 cpv. 1 LCart preclude in effetti l'applicazione della legge laddove i legislatori federale o cantonale hanno voluto restringere la concorrenza per determinati beni o servizi, le restrizioni cantonali dovendo beninteso rientrare nella sfera di competenza legislativa cantonale e rispettare il diritto superiore, in particolare la libertà economica (DTF 129 II 497 consid. 3.3.4; Pierre Tercier, Le nouveau droit des cartels in: La nuova legge sui cartelli, Commissione ticinese per la formazione permanente dei giuristi (CFPG) n. 22/1999, Lugano, pag. 32 e seg.; Roger Zäch, Das neue schweizerische Kartellgesetz, Zurigo 1996, pag. 8). 2.5 Infine, è ugualmente infondata la censura secondo cui sarebbe incompatibile con il diritto federale la via di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo istituita dal decreto litigioso. Le norme procedurali menzionate dalla ricorrente, ossia gli art. 18 e segg. LCart, segnatamente gli articoli da 39 a 41 LCart, regolamentano l'intervento della Commissione della concorrenza ed i rimedi giuridici contro le decisioni che essa pronuncia. Orbene, queste procedure non hanno nulla a vedere con il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo instaurato dal decreto in esame contro le decisioni che il Consiglio di Stato ticinese prenderà in materia di tariffe applicabili nelle discariche per materiali inerti.