Citation: 5A_116/2014 E. 3.2.1

3.2.1. Circa l'adempimento delle condizioni poste dal vecchio art. 370 CC, i ricorrenti eccepiscono in primo luogo di non sapere quali fossero i motivi alla base della pronuncia e del mantenimento della curatela generale. Presumono essere quelli della cattiva amministrazione, ma ritengono che le circostanze appena accennate non sarebbero "accettabili allo stato [sic!]"; avere debiti - nella misura in cui ne hanno loro - non sarebbe motivo sufficiente, in specie considerate le loro "riguardevoli entrate". Le ragioni dell'interdizione pronunciata il 19 aprile 2007 nei confronti dei ricorrenti emergono in modo inequivocabile da quella decisione: l'allora competente Autorità di vigilanza sulle tutele, dopo aver constatato l'assenza di patologie psichiatriche nei ricorrenti, ha considerato adempiute le condizioni poste da giurisprudenza e dottrina per un'applicazione del vecchio art. 370 CC, segnatamente per l'ammissione di uno stato di cattiva amministrazione. In particolare, ha ammesso un problema caratteriale nella gestione irragionevole dello spillatico a disposizione - comportamento totalmente sproporzionato rispetto alla situazione finanziaria effettiva, aggravato da una mancanza di collaborazione e di serietà. L'Autorità di vigilanza sulle tutele ha esposto numerosi esempi di simili comportamenti ed è giunta alla conclusione che la curatela amministrativa precedentemente in essere non era più sufficiente, sussistendo la necessità di misure più incisive a protezione degli interessi della famiglia, ed in particolare dei figli costantemente in situazione di bisogno, ed addirittura privati del cibo. La censura secondo la quale non sarebbero chiari i motivi della decisione di interdizione è pertanto infondata al punto da apparire temeraria.