Citation: 4A_15/2023 E. 3.3

3.3. In concreto giova innanzi tutto rilevare che, contrariamente a quanto pare sottintendere la ricorrente, una violazione del dovere di divulgazione non costituisce, da sola, un motivo di ricusa (sentenza 4A_520/2021 del 4 marzo 2022 consid. 5.5). Per quanto concerne la creazione della BHRLA dalla stessa documentazione prodotta con il ricorso risulta che tale associazione "will be dedicated to the principle that business has a responsibility to respect human rights as set out in the UN Guiding Principles on Business and Human Rights (UNGPs). It will promote and support action by lawyers around the world to advise commercial clients on human rights risks and opportunities associated with business activities". Essa risulta quindi rientrare, come peraltro rettamente rilevato dall'opponente, sotto il n. 4.3.1 della menzionata lista verde e non appare comprensibile perché la ricorrente ritenga che l'appartenenza a questa associazione crei "una comunanza di interessi, economici, finanziari e scientifici tra arbitro e difensore di una parte che impone di dovere essere rivelata ". Questo Tribunale ha del resto già spiegato che appare conforme alla giurisprudenza annoverare nella lista verde, e quindi considerare la circostanza inidonea a giustificare una domanda di ricusa, il fatto che un arbitro sia in relazione con il patrocinatore di una parte nel quadro di un'associazione professionale o sociale (sentenza 4A_506/2007 del 20 marzo 2008 consid. 3.3.2.2). Anche gli "intrecci" menzionati nel ricorso paiono rientrare nel punto 4.3.4 della lista verde. La questione non merita tuttavia maggiore approfondimento, atteso che la ricorrente non spende una parola per spiegare perché avrebbe potuto scoprire tali attività solo dopo la pronuncia del lodo. Non soccorre la ricorrente nemmeno il fatto che l'arbitra unica non abbia proceduto all'audizione del teste proposto o avrebbe commesso delle " sviste non giustificabili ": errori di procedura o una decisione materialmente sbagliata non bastano per fondare un'apparenza di prevenzione, ad eccezione di errori particolarmente gravi o ripetuti, che costituiscono una violazione manifesta degli obblighi dell'arbitro, ma che non risultano dal ricorso in esame (sentenza 4A_505/2017 del 4 luglio 2018 consid. 4.2.2).