Citation: 1A.2/2000 25.02.2000 E. 3.-

Il ricorrente sostiene che la decisione impu- gnata, fondata su un accertamento inesatto e incompleto di fatti giuridicamente rilevanti, lederebbe il diritto fede- rale (art. 104 lett. a e b OG) e l'art. 9 CEEstr. a) La CEEstr, che nel testo originale firmato a Parigi nel 1957 consacra nell'art. 9 il principio "ne bis in idem" solo nel rapporto tra Stato richiedente e Stato richiesto (vedi la riserva formulata dalla Svizzera), è stata completata dal Protocollo addizionale conchiuso a Strasburgo il 15 ottobre 1975 (RS 0.353.11), volto ad escludere, a determinate condizioni, l'estradizione in con- seguenza di una sentenza definitiva intervenuta in uno Sta- to terzo, vincolato dalla Convenzione (titolo II, art. 2). Nella fattispecie il Protocollo addizionale non è comunque applicabile: da una parte perché l'Italia non vi ha aderito e, dall'altra, perché il ricorrente è stato giudicato dalla Parte richiesta e non da uno Stato terzo. La Svizzera si è inoltre riservata di consentire l'estradizione, contraria- mente all'art. 9 primo periodo CEEstr, "se essa l'ha con- sentita per altri reati e lo Stato richiedente ha dimostra- to che fatti o mezzi di prova venuti a sua conoscenza giu- stificano una revisione della decisione motivante il rifiu- to dell'estradizione secondo il detto articolo o se la per- sona ricercata non ha subìto tutto o parte della pena o