Citation: 4C.67/2000 16.05.2000 E. 1

1.- Chiamato a statuire quale istanza di riforma il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima istanza cantonale, a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove, che debbano essere rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta o che si renda necessario un complemento degli stessi (art. 63 e 64 OG; DTF 123 III 110 consid. 2, 115 II 484 consid. 2a). Fatte salve queste eccezioni, censure contro gli accertamenti di fatto (art. 43 cpv. 3 e 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 120 II 280 consid. 6c) o contro la valutazione delle prove eseguiti dall'autorità cantonale (DTF 122 III 26 consid. 4a/aa pag. 32) sono inammissibili. Le critiche relative ai fatti devono, ai sensi dell'art. 55 cpv. 1 lett. c e d OG, essere debitamente specificate e indicare gli atti cui si riferiscono; quelle relative alla censura di svista manifesta esigono in particolare l'indicazione esatta sia dell'accertamento criticato che del passo dell'atto che lo contraddice (DTF 115 II 399). a) L'attrice censura come svista manifesta l'assunto della Corte cantonale secondo il quale non avrebbe contestato l'ammontare della pretesa del convenuto, né la sua base di calcolo. Essa asserisce infatti di aver precisato sia in sede di petizione, sia in quella di appello (a titolo esemplificativo cita il punto 4 di quest'ultimo atto) che la pretesa fatta valere dal convenuto era contestata per intero. L'attrice non ha tuttavia dimostrato di avere eccepito in modo formalmente corretto il metodo di calcolo della rimunerazione dovuta al convenuto, essendosi limitata - nel passaggio indicato - ad una contestazione generica sulla sua esigibilità. Essa misconosce il fatto che, giusta gli art. 63 cpv. 2 seconda frase e 55 cpv. 1 lett. d OG, una svista manifesta si verifica solo quando l'autorità cantonale ha del tutto ignorato oppure mal letto o ancora considerato in modo incompleto un'allegazione o un documento prodotto agli atti come mezzo di prova (DTF 113 II 522 consid. 4b, 104 II 68 consid. 3b, pag. 74). Non ci si può per contro richiamare alla svista manifesta per ottenere che vengano prese in considerazione contestazioni non sufficientemente motivate dal profilo formale. b) La Corte cantonale ha ammesso - in accordo con quanto asserito dall'attrice - che il convenuto non ha in effetti portato la prova diretta dell'esecuzione del contratto. Sulla scorta del tenore del contratto e dell'assenza agli atti di reclami o ammonimenti nei confronti del direttore, essa ha comunque concluso per l'infondatezza degli argomenti sollevati dall'attrice a questo riguardo. Ha pure accertato che le risultanze istruttorie non ostano alla tesi che il convenuto abbia fornito le prestazioni pattuite contrattualmente nell'interesse dell'attrice. In questa valutazione l'attrice ravvisa una violazione dell'art. 8 CC; a suo dire incombe infatti anzitutto al convenuto, creditore nella fattispecie, dimostrare l' esistenza e l'esigibilità del suo credito, e non a lei dimostrare il contrario. Così facendo perde però di vista la portata della norma invocata: l'art. 8 CC disciplina infatti il diritto alla prova e non il successivo apprezzamento probatorio. In altri termini, non prescrive al giudice come valutare le risultanze dell'istruzione: tale problema è regolato dall' ordinamento cantonale e non da quello federale (DTF 114 II 289 consid. 2a). L'art. 8 CC diventa pertanto privo di oggetto quando, come nel caso concreto, l'apprezzamento delle prove convince il giudice dell'esposizione dei fatti e che un fatto è accertato (DTF 119 II 114 consid. 4c con rinvii).