Citation: 5A_295/2009 23.12.2009 E. 2

Prima di esaminare le censure ricorsuali giova rilevare che il Pretore ha fondato la propria decisione sulle norme del Codice di procedura civile ticinese concernenti l'edizione di documenti da una parte e che nemmeno gli opponenti affermano che la loro richiesta sia basata su una norma del diritto materiale. La decisione impugnata, che ordina l'edizione di tutto il materiale raccolto per il montaggio del servizio incriminato, pare inoltre raggiungere un'estensione tale da dover essere considerata un'inammissibile indagine ad explorandum ("fishing expedition"), in contraddizione con i principi del diritto processuale, in virtù dei quali l'obbligo di produzione può unicamente concernere documenti destinati a provare fatti conosciuti ed allegati dalla parte richiedente. Si può inoltre osservare che nel Codice di procedura civile ticinese attualmente vigente e nel Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC), il cui testo è definitivo ma non ancora in vigore, l'obbligo di collaborare e di produrre mezzi di prova di una parte non è sottoposto alle medesime condizioni di quello di un terzo. Ciononostante, l'adottanda legge federale prevede per i depositari di segreti protetti dalla legge, indipendentemente dalla loro qualità di terzi o parti, la possibilità di rifiutarsi di cooperare se rendono verosimile che l'interesse al mantenimento del segreto prevale su quello all'accertamento della verità (art. 163 cpv. 2 e 166 cpv. 2 CPC).