Citation: 8C_16/2010 03.05.2010 E. 2

2.1 Oggetto del contendere è il diritto dell'assicurata a prestazioni di corta durata dell'assicurazione infortuni dopo il 1° gennaio 2009. 2.2 Dal giudizio impugnato emerge che il presidente del Tribunale cantonale si è in particolare pronunciato, così come richiesto dall'assicurata nel proprio gravame, sull'obbligo dell'INSAI di assumere i costi relativi all'intervento chirurgico di mobilizzazione in narcosi del gomito eseguito presso l'Ospedale X.________ dal dott. S.________ in data 30 giugno 2009 (tramite il quale, dopo una serie di manovre, si è giunti all'estensione completa dell'articolazione interessata e secondo l'assicurata ad una netta riduzione dei dolori), negandolo. Dopo aver sottoposto alcuni quesiti al dott. J.________, che si era già espresso sul caso in sede amministrativa, il presidente del Tribunale adito ha concluso che la ricorrente era stata dichiarata abile al lavoro indipendentemente dalla presenza del deficit di estensione del gomito sinistro, motivo per cui l'intervento di mobilizzazione in narcosi non aveva alcun influsso sulla sua capacità lavorativa. Lo stato di salute andava quindi ritenuto stabilizzato indipendentemente dall'operazione in questione. Dagli atti amministrativi emerge tuttavia che il dott. C.________, medico di circondario, che aveva visitato l'assicurata in data 31 marzo 2009, non si è (mai) espresso sulla cura proposta dal dott. S.________ in data 26 febbraio 2009, limitandosi ad osservare che l'assicurata non necessitava l'asportazione del materiale di osteosintesi (cosiddetta AMO, intervento che nulla aveva a che fare con quanto espressamente proposto dal medico dell'Ospedale X.________). Del resto neppure l'assicuratore infortuni ha mai preso posizione, tramite decisione formale, sull'assunzione dei costi del citato intervento di mobilizzazione. Nella decisione formale del 14 maggio 2009, infatti, l'INSAI ha unicamente sospeso genericamente l'assegnazione di prestazioni di corta durata dal 1° gennaio 2009, ritenendo l'assicurata abile al lavoro al 100 % quale impiegata d'ufficio rispettivamente di commercio. Tramite il provvedimento su opposizione poi, in seguito al nuovo rapporto del dott. C.________, l'INSAI si è pronunciata in generale sulla correttezza della sospensione delle prestazioni di corta durata ed in particolare (unicamente) sull'inadeguatezza dell'AMO, richiesta dall'assicurata in sede di opposizione (forse perché telefonicamente l'INSAI aveva respinto la richiesta di assumere i costi dell'intervento di mobilizzazione), ma mai prospettata dal dott. S.________, contrariamente a quanto sostenuto dall'assicuratore infortuni. 2.3 Da quanto sopra esposto emerge pertanto che l'amministrazione non si è mai espressa, tramite decisione formale vincolante, sul diritto dell'assicurata all'assunzione, da parte dell'INSAI, dei costi relativi all'intervento di mobilizzazione del gomito tramite narcosi e della successiva fisioterapia, rispettivamente inabilità lavorativa, bensì unicamente sul diritto al rimborso dei costi per un'eventuale operazione di asportazione delle viti (AMO), mai avvenuta in concreto. Ne consegue che, mancando l'oggetto impugnato, il Tribunale cantonale non poteva esprimersi nel merito del rapporto giuridico contestato. La Corte adita avrebbe quindi dovuto dichiarare irricevibile il gravame e rinviare gli atti per competenza all'INSAI affinché si pronunciasse sull'eventuale obbligo di assumere i costi relativi all'intervento di mobilizzazione. 2.4 Secondo la giurisprudenza, per motivi di economia processuale la procedura giudiziaria amministrativa può essere estesa ad una questione che va oltre il rapporto giuridico oggetto della decisione e su cui è possibile statuire, nella misura in cui detto tema è così strettamente legato all'oggetto iniziale che ci si trova confrontati con uno stato di fatto comune e a condizione che l'amministrazione si sia espressa perlomeno tramite un atto processuale (DTF 130 V 501 consid. 1.2 pag. 503; 122 V 34 consid. 2a pag. 36 con riferimenti). 2.5 Nel caso concreto un'eventuale estensione dell'oggetto litigioso non può essere ammessa. In primo luogo la fattispecie non è stata accertata in maniera completa. In effetti il dott. S.________ ha proposto l'intervento di mobilizzazione in narcosi, senza motivarne l'indicazione e senza aver avuto la possibilità di farlo. Inoltre egli non è stato posto a conoscenza, per eventuale presa di posizione, del parere contrario del PD dott. J.________. L'INSAI, poi, non ha mai preso posizione sul tema né in sede amministrativa, se non telefonicamente e senza addurre alcuna motivazione, né in sede processuale. Nella risposta presentata in sede cantonale l'avv. F.________ si è infatti limitato a prendere atto che l'intervento tendente all'estrazione delle viti non era più richiesto, esaminandone comunque l'indicazione. Egli non si è tuttavia pronunciato sull'indicazione dell'intervento di mobilizzazione. Lo stesso è avvenuto in sede federale. In simili circostanze può restare indecisa la questione se i due rapporti giuridici siano sufficientemente connessi da un punto di vista dei fatti.