Citation: 5A_331/2014 E. 2.2.2

2.2.2. Con riferimento al secondo presupposto è necessario rilevare che qualora esso non sia manifesto, spetta al ricorrente dimostrare che l'immediata pronuncia di una decisione finale permetterebbe di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa. Egli deve in particolare indicare in modo dettagliato quali questioni di fatto sono ancora litigiose, quali prove - già offerte o richieste - devono ancora essere assunte e per quale motivo esse creerebbero almeno uno dei citati inconvenienti (DTF 133 III 629 consid. 2.4.2). Un complemento istruttorio di ordinaria ampiezza non è sufficiente: deve essere dimostrato che nel caso concreto la procedura probatoria si differenzi in modo importante da quella di un procedimento di ampiezza normale. Così, se le ulteriori esigenze probatorie si limitano all'audizione delle parti o di testimoni, oppure all'acquisizione di nuovi documenti, un ricorso immediato non si giustifica. Diversa si presenta la situazione se si deve procedere all'erezione di una perizia complessa rispettivamente di più perizie, oppure all'audizione di numerosi testi, oppure ancora all'invio di rogatorie in paesi lontani (sentenze 2C_814/2012 del 7 maggio 2013 consid. 3.3, in SJ 2013 I pag. 573; 4A_210/2010 del 1° ottobre 2010 consid. 3.3.1, non pubblicato in DTF 136 III 502). Giova inoltre ricordare che il ricorso immediato al Tribunale federale contro una decisione incidentale o pregiudiziale per motivi di economia processuale secondo l'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF ha carattere eccezionale e va ammesso in modo restrittivo (DTF 134 III 426 consid. 1.3.2), atteso che le parti hanno la facoltà di impugnare con la sentenza finale le decisioni che l'hanno preceduta e hanno influito sul suo contenuto (art. 93 cpv. 3 LTF; DTF 133 IV 288 consid. 3.2). In concreto non appare manifesto che l'assunzione delle prove nella procedura di opposizione al sequestro sarà defatigante o dispendiosa. Incombeva quindi alla ricorrente dimostrare tale presupposto. Nel suo gravame ella indica che "il sequestro è stato chiesto contestualmente al riconoscimento in Svizzera della condanna al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pronunciata dal Tribunale di Parma nei confronti del Sig. C.________ (ed altri). È sufficiente scorrere l'atto di opposizione 27 dicembre 2012/8 gennaio 2013 e le censure in esso contenute, per avere la dimostrazione che l'istruttoria necessaria al fine dell'evasione dell'opposizione risulterebbe giocoforza dispendiosa, in quanto il Pretore (e le successive istanze di ricorso) dovrebbero pronunciarsi sull'immediata esecutività del provvedimento, sull'esistenza del credito in favore della ricorrente nonché sulla proprietà dei beni oggetto di sequestro, intestati ad una fondazione di famiglia del Liechtenstein e che la moglie di C.________ pretenderebbe sostenere non essere riconducibili a quest'ultimo". Come rettamente osservato dall'opponente nella sua risposta, tali generiche considerazioni della ricorrente, che nemmeno indica quali prove dovranno essere assunte (testimonianze, perizie, rogatorie all'estero), non soddisfano le predette esigenze di motivazione. Il rinvio agli allegati di causa in sede pretorile non può essere tenuto in alcuna considerazione, visto che la motivazione del ricorso deve essere contenuta nello stesso (DTF 140 III 115 consid. 2). La ricorrente disattende inoltre che l'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF concerne soltanto la procedura probatoria, vale a dire l'assunzione delle prove: la circostanza che l'esame delle questioni di diritto implichi ricerche dispendiose e riflessioni giuridiche approfondite, o che la complessità della causa comporti la redazione di memorie corpose, non è per contro decisiva (sentenza 4A_210/2010 del 1° ottobre 2010 consid. 3.3.1, non pubblicato in DTF 136 III 502). In contrasto con l'onere a lei incombente, la ricorrente non ha dunque adeguatamente sostanziato che l'immediata pronuncia di una decisione finale permetterebbe di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa.