Citation: 6B_869/2013 E. 4.3

4.3. In concreto, la Corte cantonale ha riconosciuto che mediante l'incriminata pubblicazione, tacciando D.________ di "giornale di assassini" per avere indotto l'avv. G.________ al suicidio, l'imputato aveva leso l'onore penalmente protetto dei ricorrenti. Ha lasciato indecisa la questione di sapere se l'intento del colpevole, che aveva chiesto di essere ammesso alla prova liberatoria, fosse prevalentemente quello di oltraggiare il quotidiano e quindi il suo direttore e la sua società editrice. Ha infatti ritenuto che era comunque dato un interesse pubblico e in ogni caso un motivo sufficiente alla divulgazione. La CRP al riguardo ha rilevato come fosse noto a chi legge i giornali e segue la cronaca locale che, nel corso del 2011, anno in cui si eleggevano i membri dell'esecutivo e del legislativo cantonale e quelli del legislativo federale, si è accentuato il confronto tra, da una parte, il movimento H.________ e i suoi sostenitori (tra i quali I.________ e F.________) e, dall'altra parte, un gruppo di persone sostanzialmente identificabile con l'associazione J.________, che criticava duramente le opinioni e il modo di esprimerle di H.________ e dei suoi media di riferimento. Sempre secondo quanto esposto dalla CRP, il movimento leghista si manifestava sul suo giornale domenicale, sul sito online e su F.________, mentre D.________ lo criticava sostenendo la parte avversa. La Corte cantonale ha ritenuto che nell'esame dell'ammissione del querelato alla prova liberatoria non si poteva prescindere da questo contesto politico e giornalistico esistente nel periodo della pubblicazione incriminata. I ricorrenti sostengono che l'accertamento relativo al "contesto politico" sarebbe arbitrario, siccome non troverebbe riscontro negli atti e sarebbe anzi fondato sul nulla. Sottolineano che D.________ è un quotidiano indipendente, non un organo di partito, e che le elezioni cantonali e federali citate dalla CRP sarebbero avvenute prima dei fatti oggetto del litigio, che non concernono peraltro alcun evento politico. La censura è fondata giacché l'accertamento relativo a una controversia politica è considerato dalla Corte cantonale semplicemente quale fatto noto a chi legge i giornali, ma non è basato su specifici riscontri agli atti. Del resto, la fattispecie concerne la modalità con cui è stato redatto un articolo giornalistico di cronaca giudiziaria e non rientra in un dibattito politico. I ricorrenti non risultano essere stati attaccati dall'imputato in quanto politici o per avere espresso determinate opinioni politiche ma in quanto direttore e società editrice del quotidiano in discussione, per il contenuto dell'articolo che collegava l'avv. G.________ a un'organizzazione criminale. L'accertamento della CRP relativo a una controversia di natura politica non trova pertanto fondamento negli atti ed è di conseguenza arbitrario.