Citation: 4P.286/2000 26.03.2001 E. 5

5.- La sentenza impugnata è pure contestata in quanto ha ammesso l'esistenza della seconda condizione soggettiva posta dall'art. 21 CO, vale a dire l'abuso consapevole da parte del venditore della situazione di bisogno ed inesperienza dell'acquirente per indurlo a concludere il contratto. Anche in questo caso la censura di arbitrio si appalesa però infondata. Diversamente da quanto addotto nel gravame, infatti, il Tribunale d'appello non ha scartato le deposizioni dei tesi De Maglie e Turnisciolo, ma le ha invece ritenute per stabilire che, più che per il valore dell'automezzo messo in vendita (giudicato esplicitamente sproporzionato dal teste Turnisciolo), la proposta di Ziviello era interessante soprattutto per la concomitante offerta di un posto di lavoro come "padroncino" presso la ditta Süd-Trans S.A., offerta che in realtà, per sua stessa ammissione, non avrebbe in ogni caso potuto garantire (cfr. interrogatorio formale Ziviello). Quanto alla relativizzazione della deposizione del teste Gamba, la stessa si impone già per il solo motivo che questi ha espresso un'opinione personale sull'argomento e non una certezza riguardante dei fatti. Alla luce di quanto precede, la diversa interpretazione di queste testimonianze proposta dai ricorrenti - le quali proverebbero invece la loro buona fede - non induce a ritenere quella dell'autorità cantonale manifestamente insostenibile. In considerazione del margine di apprezzamento loro concesso nell'ambito della valutazione delle prove (art. 90 CPC/TI) e del senso che si può ragionevolmente attribuire a queste deposizioni, esaminate nel contesto delle altre prove, i giudici cantonali potevano senz'altro formulare la conclusione censurata dai ricorrenti.