Citation: 8C_631/2022 E. 4.3

4.3. Per quanto attiene al campo di applicazione personale ( ratione personae) dell'ALC e del Regolamento n. 883/2004, il Tribunale federale ha stabilito che gli elementi determinanti per tale valutazione sono le condizioni della nazionalità o dello status familiare della persona da un lato e l'elemento transfrontaliero dall'altro, il quale è dato dall'esercizio del diritto alla libera circolazione, segnatamente risiedendo o lavorando in uno Stato membro dell'UE (DTF 143 V 81 consid. 8.1 e 8.3.2). Per costante giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), alla quale il Tribunale federale generalmente rimanda per l'applicazione dell'ALC (cfr. DTF 143 II 57 consid. 3.6; 139 II 393 consid. 4.1), le disposizioni europee sulla coordinazione dei sistemi di sicurezza sociale non possono, infatti, essere applicate alle attività che non presentano alcun nesso con una qualsiasi delle situazioni contemplate dal diritto comunitario e i cui elementi rilevanti restino nel complesso confinanti all'interno di un unico Stato membro ( pro multis sentenza del 5 maggio 2011 C-434/09 McCarthy, punto 45). Il carattere transfrontaliero è dato quando una persona, una fattispecie o una richiesta presenta un rapporto giuridico in relazione con più stati dell'UE. In questo ambito entrano in considerazione, in particolare, il luogo di residenza o di lavoro (DTF 143 V 81 consid. 8.3.1; cfr. BETTINA HUMMER, in Europäisches Sozialrecht, Maximilian Fuch/Constanze Janda [ed.], 8a ed. 2022, n. 16 ad art. 2 del Regolamento [CE] n. 883/2004). Il mero fatto di possedere la cittadinanza di uno Stato dell'UE non è quindi sufficiente per applicare i regolamenti europei in materia di sicurezza sociale qualora l'interessato non abbia esercitato il diritto alla libera circolazione (nesso transfrontaliero). Di conseguenza, l'interpretazione compiuta dal Tribunale cantonale amministrativo è conforme al diritto internazionale. Il ricorrente non può pertanto essere seguito laddove, ignorando l'invalsa giurisprudenza federale, opera in maniera generale una nuova analisi dell'art. 2 cifra 1 del Regolamento n. 883/2004 per giungere al risultato che il semplice fatto di possedere la cittadinanza di uno Stato comunitario, indipendentemente dall'esercizio o meno del diritto alla libera circolazione, comporterebbe l'applicazione personale del regolamento succitato. Su questo punto, le censure del ricorrente non possono quindi trovare accoglimento.