Citation: 1P.712/2004 22.02.2005 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 65 consid. 1). 1.2 La legittimazione dei ricorrenti, cittadini attivi del Comune di Grono, è pacifica (DTF 130 I 290 consid. 1.2; 129 I 185 consid. 1.3). 1.3 Nei ricorsi fondati sull'art. 85 lett. a OG il Tribunale federale esamina con piena cognizione le norme costituzionali federali e cantonali, nonché le disposizioni del diritto cantonale di rango inferiore, che sono in stretta relazione con il diritto di voto o ne precisano il contenuto o la portata (DTF 129 I 185 consid. 2; 123 I 41 consid. 6b; 120 Ia 194 consid. 2). Ciò si verifica nella fattispecie, come esposto a ragione dai ricorrenti, riguardo all'interpretazione dell'art. 32 SOC. Esso esamina invece l'applicazione del restante diritto cantonale e l'accertamento dei fatti solo con cognizione limitata all'arbitrio (DTF 121 I 334 consid. 2b). In casi di interpretazione manifestamente dubbia, il Tribunale federale si attiene all'opinione espressa dall'istanza cantonale superiore (DTF 121 I 357 consid. 3). Nella fattispecie i ricorrenti né censurano un'errata applicazione dell'art. 34 Cost., che garantisce i diritti politici, né dell'art. 10 Cost./GR, che disciplina i principi del diritto di elezione, norme da loro non invocate; essi sostengono unicamente che, riguardo all'art. 32 cpv. 3 SOC, si sarebbe in presenza, semmai, di una lacuna impropria, che non potrebbe essere colmata. 1.4 Per costante giurisprudenza, i ricorsi per violazione dei diritti politici e i ricorsi relativi alle elezioni e votazioni cantonali, in cui rientrano anche quelle comunali (DTF 129 I 185 consid. 1.1; 120 Ia 194 consid. 1a e b), sottostanno alle stesse esigenze procedurali degli altri ricorsi di diritto pubblico; il ricorso deve pertanto precisare in che consista la violazione dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche invocati (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 129 I 185 consid. 1.6; 121 I 334 consid. 1b, 357 consid. 2d). La libertà di voto e di elezione garantisce al cittadino elettore che siano riconosciuti solo i risultati elettorali corrispondenti in modo affidabile e non falsato alla volontà dell'elettore liberamente espressa (art. 34 cpv. 2 Cost.; DTF 129 I 232 consid. 4.2; 125 I 441 consid. 2a; 124 I 55 consid. 2a; 121 I 138 consid. 3). 1.5 Riguardo all'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata, i ricorrenti rilevano che detta esposizione non sarebbe sufficientemente dettagliata, per cui si renderebbero necessarie alcune precisazioni. Con quest'accenno essi non dimostrano tuttavia che i fatti sarebbero stati accertati in maniera arbitraria; essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale. Per di più, nella procedura di ricorso di diritto pubblico non si possono addurre, di massima, fatti nuovi, far valere nuove censure o produrre nuovi documenti (DTF 129 I 49 consid. 3; 120 Ib 20 consid. 5c; 118 Ia 20 consid. 5a; 114 Ia 204 consid. 1a; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 369; Karl Spühler, Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Zurigo, 1994, pag. 53 seg. n. 109 e 110). Del resto, i ricorrenti si diffondono a illustrare e precisare i fatti che avrebbero portato alla revisione dell'art. 32 SOC. Secondo loro, questa modificazione sarebbe riconducibile a un'iniziativa del Municipio, concretata dalla Commissione revisione regolamenti, della quale fanno parte i due opponenti, accettata in seguito dal Consiglio comunale, rappresentato a schiacciante maggioranza da membri del gruppo cui fanno capo i due candidati litigiosi; la revisione della citata norma fu approvata dal popolo il 29 agosto 2004. Ora, insistendo sulle modalità dell'adozione della norma in discussione, i ricorrenti disattendono che questi rilievi sono ininfluenti e comunque tardivi, visto ch'essi non hanno contestato tempestivamente eventuali irregolarità impugnando tempestivamente il risultato dello scrutinio. 1.6 I ricorrenti rilevano che dinanzi alla Corte cantonale essi avevano auspicato l'attuazione di una procedura urgente, limitata a un solo scambio di allegati scritti. Nella risposta i patrocinatori del Comune e degli opponenti hanno proposto, oltre all'argomento legato all'interpretazione dell'art. 32 cpv. 3 SOC, quello nuovo, a dire dei ricorrenti, della lacuna legislativa, sul quale essi non hanno quindi potuto esprimersi. Ne deducono che si sarebbe in presenza di un'eccezione idonea a permettere di proporre allegazioni, fatti o prove nuove nell'ambito del ricorso di diritto pubblico. 1.6.1 L'assunto è impreciso. La censura ricorsuale attiene infatti, più propriamente, a un'eventuale violazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti, garantito segnatamente, oltre che dall'art. 29 cpv. 2 Cost., dall'art. 60 della legge sul Tribunale amministrativo, del 9 aprile 1967 (LTA), secondo cui si ordinano la replica e la duplica, tra l'altro, se la risposta ricorsuale contiene importanti eccezioni o obiezioni alle quali il ricorrente non poteva aver pensato. L'accenno ricorsuale non adempie tuttavia le esigenze di motivazione dell'art. 90 OG. I ricorrenti si limitano infatti a richiamare questa norma senza spiegare perché essi non avrebbero potuto aspettarsi l'adduzione della contestata tesi. 1.6.2 Certo, di massima, in presenza di un argomento giuridico completamente nuovo, al quale i ricorrenti non potevano prevedere di essere confrontati, il diritto di essere sentito e l'art. 60 LTA avrebbero imposto ch'essi potessero esprimersi nuovamente al riguardo (DTF 128 V 272 consid. 5b/bb; 125 II 265 consid. 4d/cc pag. 277 e rinvii; 124 I 49 consid. 3c; 123 I 63 consid. 2d pag. 69). Nel ricorso inoltrato al Tribunale amministrativo i ricorrenti avevano nondimeno rilevato che, riguardo all'art. 32 SOC, lo statuto organico comunale non conteneva nessuna disposizione transitoria o riserva per quanto attiene le elezioni e la norma che limita il periodo di carica (n. 4 pag. 6). Ne segue che la questione di un'eventuale lacuna legislativa non costituiva un argomento giuridico completamente nuovo. Del resto, ritenuto che i ricorrenti hanno potuto esprimersi compiutamente sulla questione della lacuna legislativa nell'ambito della presente procedura, un'eventuale lesione del diritto di essere sentito sarebbe comunque stata sanata. La questione di sapere se con la citata censura i ricorrenti avrebbero disatteso il principio della buona fede processuale, ritenuto che dinanzi alla Corte cantonale essi hanno espressamente chiesto di limitare la procedura a un solo scambio di scritti, non dev'essere pertanto esaminata oltre. 1.7 Nelle loro osservazioni Carlo Bernasconi e Alfredo Tognacca sostengono che, in seguito alla mancata elezione di quest'ultimo quale municipale, il ricorso, per quanto lo concerne, sarebbe divenuto privo di oggetto. La deduzione non regge. In effetti, nell'ipotesi in cui il ricorso fosse fondato, Alfredo Tognacca non avrebbe potuto partecipare all'elezione. Ritenuto ch'egli ha ottenuto 192 voti e che l'altra candidata non eletta ne ha ottenuto 166, mentre i municipali eletti hanno ottenuto rispettivamente 196, 199, 201 e 244 voti, non è escluso che in assenza della candidatura litigiosa l'esito delle elezioni avrebbe potuto essere diverso, poiché i voti ricevuti da Alfredo Tognacca sarebbero stati ripartiti sugli altri candidati, se del caso su quella non eletta (cfr. su questo tema DTF 130 I 290 consid. 3, 3.4 e 6; 129 I 185 consid. 8.1 pag. 204 e rinvii; 119 Ia 271 consid. 3b). La libertà di voto e di elezione deve infatti garantire al cittadino elettore, come già rilevato, che siano riconosciuti solo i risultati elettorali corrispondenti in modo affidabile e non falsato alla volontà dell'elettore liberamente espressa (art. 34 cpv. 2 Cost.; DTF 129 I 232 consid. 4.2; 125 I 441 consid. 2a; 124 I 55 consid. 2a).