Citation: 2P.341/2006 26.11.2007 E. 4

Secondo la ricorrente la decisione impugnata è inficiata d'arbitrio nonché disattende il principio della buona fede. Innanzitutto rileva di essere di madre lingua tedesca e di parlare perfettamente anche l'italiano. Precisa poi di avere conseguito in Germania la maturità liceale con opzioni principali germanistica, anglistica e pedagogia, come pure di avere studiato per quattro anni germanistica all'Università di Colonia senza conseguire la laurea, non avendo presentato gli esami finali in seguito alla nascita del primo figlio. Riguardo al suo percorso professionale, adduce di aver insegnato tedesco in diverse scuole del Cantone Ticino così come presso istituti privati, ricevendo rapporti positivi sia dalle direzioni che dagli esperti scolastici. Precisa poi di avere seguito vari corsi di formazione ed aggiornamento nonché di avere ottenuto il certificato federale di formatrice di adulti di livello 1. A suo avviso disporrebbe quindi di una notevole esperienza didattica e di collaborazione con colleghi e genitori. Riguardo alla tutela della propria buona fede, fa valere che quando si è candidata non ha mai nascosto di non avere un diploma di docente. Inoltre gli organizzatori le avevano esplicitamente comunicato che il corso era stato istituito da un lato per regolarizzare la situazione di docenti in carica da più anni nelle scuole medie senza essere in possesso di un titolo specifico di insegnamento e dall'altro per sopperire alla carenza endemica di docenti formati. Nutriva quindi serie e concrete speranze di essere ammessa al corso e, quando l'ammissione è divenuta definitiva, era lungi dal pensare che la sua partecipazione potesse essere rimessa in discussione. Rileva poi che in seguito alla sua ammissione ha accettato un incarico annuale alla scuola media B.________ di X.________, molto distante dal proprio domicilio, mentre ha rinunciato a diversi incarichi che erano più vicini nonché ha dato le proprie dimissioni alla scuola di lingue Y.________, per affrontare meglio l'impegno degli studi, dell'insegnamento e delle regolari trasferte a X.________. Orbene, se l'accresciuto onere finanziario e il dispendio di tempo che ne derivano erano sopportabili nell'ottica del corso, peraltro limitato nel tempo, ciò non è invece più il caso in seguito alla sua estromissione, soprattutto tenuto conto del fatto che non può più ottenere gli incarichi ai quali ha rinunciato, assegnati nel frattempo ad altri colleghi. A parere della ricorrente una corretta ponderazione degli opposti interessi (il suo a poter frequentare il corso al quale è stata ammessa e quello dello Stato all'ossequio delle leggi applicabili e del bando di concorso) doveva indurre alla tutela della propria buona fede e, di conseguenza, permetterle di terminare la formazione iniziata. Al riguardo rimprovera all'autorità di avvalersi per anni dei servizi di persone per incarichi d'insegnamento e poi di rifiutare loro di conseguire un'adeguata preparazione complementare e la relativa abilitazione. Ella contesta poi che vi siano preminenti interessi pubblici atti a giustificare la revoca litigiosa. Ricorda in particolare che numerosi docenti senza abilitazione insegnano a titolo precario nelle scuole medie ticinesi, come lei stessa presso la scuola media B.________ a X.________. Orbene, a suo avviso, l'autorità non può pretendere che solo i docenti diplomati possano seguire i corsi di abilitazione per l'insegnamento nelle scuole medie e nel contempo avvalersi dei docenti non diplomati per far fronte al grave problema della mancanza di docenti formati. La ricorrente critica infine l'interpretazione data dall'autorità alla legge, segnatamente all'art. 3 Reg., sostenendo che se in una legge viene utilizzata la formula "di regola", ciò significa che le eccezioni sono possibili e che quindi, in presenza di giustificati motivi, un corso complementare può essere offerto anche a persone che non hanno un diploma d'insegnante ma che sono in servizio.