Citation: 5A_736/2009 19.10.2010 E. 4

4.1 La decisione impugnata, che concerne il richiamo di documenti da un'autorità e l'edizione di documenti da una parte, è un'ordinanza sulle prove ai sensi dell'art. 94 CPC/TI (COCCHI/TREZZINI, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, 2000, n. a2 ad art. 94 CPC/TI) e come tale inappellabile (art. 95 CPC/TI). Il ricorso è pertanto diretto contro una decisione di ultima istanza cantonale. Non nuoce che il Pretore non sia un'istanza cantonale suprema (art. 75 cpv. 2 e 130 cpv. 2 LTF). 4.2 La contestata ordinanza è una decisione incidentale notificata separatamente, che non concerne la competenza o una domanda di ricusazione, unicamente suscettiva di un ricorso al Tribunale federale se può causare un danno irreparabile (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF). Un tale pregiudizio dev'essere di natura giuridica e quindi non deve poter essere ulteriormente eliminato, perlomeno non completamente, nemmeno mediante l'emanazione di una decisione finale favorevole al ricorrente (DTF 134 III 188 consid. 2.1, con rinvii). 4.3 Secondo il ricorrente il presupposto del danno irreparabile sarebbe in concreto adempiuto, perché la domanda di edizione comporterebbe un intervento nella sua sfera personale e violerebbe il segreto professionale dell'avvocato e quello fiscale. Giova innanzi tutto rilevare che il ricorrente nemmeno pretende che la decisione impugnata lo toccherebbe quale avvocato o quale persona incaricata dell'applicazione di leggi fiscali: per questo motivo sia il richiamo all'art. 13 LLCA (norma attinente al segreto professionale dell'avvocato) che quello al segreto fiscale (cfr. DTF 135 I 200 consid. 1.2) si rivelano di primo acchito inconferenti. In concreto non occorre nemmeno stabilire se - come affermato nel rimedio - l'ordinanza impugnata cagioni un pregiudizio al ricorrente perché costituirebbe un'ingerenza nella sua sfera personale segreta, atteso che, come si dirà nei considerandi che seguono, il ricorso si rivela in ogni caso infondato.