Citation: 4A_572/2016 E. 2.3

2.3. È innanzi tutto opportuno ricordare che l'interesse della parte convenuta in giudizio con una domanda di misure cautelari, che sono già state accolte in via supercautelare, a ottenere celermente una sostituzione di quest'ultime dopo essersi potuta esprimere è pure esplicitamente riconosciuto dal legislatore. Questi infatti, nell'art. 265 cpv. 2 CPC, prescrive al giudice di pronunciarsi "senza indugio" ("unverzüglich", "sans délai"). Giova inoltre osservare che i provvedimenti supercautelari non sono, in linea di principio, nemmeno impugnabili (sentenza 4A_508/2012 del 9 gennaio 2013 consid. 1.1.1, non pubblicato in DTF 139 III 86; DTF 137 III 417) e che nel caso di specie essi sono stati seguiti (dopo 20 giorni), vista la loro inesecuzione, da misure disciplinari fra cui figura una multa giornaliera di fr. 1'000.--. Ora, è vero che l'impugnazione delle misure disciplinari ha comportato - a giusta ragione, vista anche la natura delle censure sollevate dalla qui ricorrente - la trasmissione dell'intero incarto alle autorità ricorsuali e che tale circostanza può ritardare, per mere ragioni pratiche, la trattazione di una causa. Sennonché dalla fine dello scambio di scritti innanzi al Pretore all'emanazione della sentenza sul reclamo per ritardata giustizia sono trascorsi più di 7 mesi, periodo che non può essere giustificato con motivi organizzativi. La cancelleria della Pretura avrebbe infatti potuto fotocopiare l'incarto prima di trasmetterlo al Tribunale di appello oppure, nel caso ciò fosse stato omesso, domandarne la restituzione per un breve lasso di tempo a tal fine. Ne segue che, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte cantonale, l'inattività del Pretore viola l'art. 29 cpv. 1 Cost. e il ricorso va accolto. Atteso che la censurata passività pare unicamente dovuta all'indisponibilità dell'incarto della causa, il Tribunale federale parte dal presupposto che il Giudice di primo grado si attiverà non appena in possesso del fascicolo processuale che gli verrà prontamente trasmesso dal Tribunale di appello ticinese. Per tale motivo, contrariamente a quanto richiesto dalla ricorrente, non gli è impartito alcun termine, ma viene invitato, come peraltro espressamente previsto dall'art. 265 cpv. 2 CPC, a statuire senza indugio.