Citation: 1P.380/2004 28.12.2004 E. 4

4.1 Il ricorrente lamenta l'assenza di riscontri riguardo alla versione resa dalla vittima sulla quantità di marijuana da lui consumata, rispettivamente fornita alla minorenne. Rileva che le sue dichiarazioni su questo aspetto, relative a quantitativi assai ridotti, sarebbero sostanzialmente confermate dal fornitore della sostanza: la Corte di merito avrebbe nondimeno ritenuto poco convincente la loro versione senza spiegarne le ragioni e sarebbe quindi incorsa nell'arbitrio. 4.2 Ora, a prescindere dal fatto che, per quanto riguarda il consumo personale del ricorrente, l'accusa di ripetuta contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti è per finire definitivamente caduta dinanzi all'ultima istanza cantonale, la CCRP ha rilevato che il ricorrente non aveva spiegato perché la prima Corte sarebbe caduta nell'arbitrio credendo alla nipote quando affermava ch'egli le aveva fornito marijuana in quantità ben superiore, ancorché imprecisata, ma comunque sufficiente per consentirle di fumare vari spinelli al giorno durante i soggiorni a R.________ tra l'estate del 2000 e il novembre 2001. La CCRP ha quindi ritenuto inammissibile la critica ricorsuale. Essa ha anche ritenuto inammissibile il ricorso per cassazione laddove il ricorrente non si confrontava con le diffuse motivazioni che avevano indotto la prima Corte a ritenere che i fatti incriminati si fossero svolti come indicato dalla vittima e non come asseriva l'imputato. Ha al riguardo riconosciuto che il fornitore dello stupefacente aveva ridimensionato il suo coinvolgimento e che i primi giudici non gli avevano creduto: ha tuttavia rilevato che, al proposito, il ricorrente non censurava arbitrio. In questa sede il ricorrente non adduce, come gli sarebbe spettato (cfr. consid. 3.2), l'arbitrarietà delle carenze di motivazione ravvisate dalla CCRP nel suo ricorso per cassazione, né sostiene esplicitamente che tale gravame adempiva, dal profilo formale, le esigenze poste dalla legge e dalla giurisprudenza. Comunque, come rilevato dalla CCRP, la Corte di merito ha invero puntualmente esposto le circostanze dei contatti avuti dalla vittima con lo stupefacente (cfr. sentenza di primo grado, pag. 19 segg.) e ha ampiamente motivato le ragioni per cui l'ha ritenuta credibile, privilegiando la sua versione dei fatti rispetto a quella fornita dall'accusato, il quale aveva reso dichiarazioni sistematicamente menzognere, ammettendo, segnatamente riguardo alla questione dei rifornimenti di canapa e delle consegne alla nipote, unicamente quanto non poteva più essere negato sulla base delle risultanze istruttorie e cercando comunque di minimizzare le sue responsabilità (cfr. sentenza di primo grado, pag. 77-79 segg.). 4.3 La CCRP ha inoltre riconosciuto che l'esatta quantità di stupefacente offerta alla ragazza non era stata specificata dalla prima Corte, per la quale si trattava di una quantitativo sufficiente per consentirle di fumare vari spinelli al giorno nel periodo trascorso a R.________ considerato nell'atto di accusa. Ha rilevato che tale quantitativo era comunque stato ritenuto ragguardevole, tanto da ridurre la giovane in uno stato di torpore e spossatezza da permettere all'imputato di abusarne. Nella commisurazione della pena, i primi giudici hanno rilevato che il ricorrente aveva compiuto i reati sessuali sull'arco di quindici mesi e per un numero imprecisato di volte, ma almeno due volte al mese per più di un anno, approfittando della debolezza fisica causata appunto dallo stupefacente. Premesso che il ricorrente non sostiene che il quantitativo della sostanza, non esattamente indicato nemmeno nell'atto di accusa, potesse essere maggiormente precisato in un caso come il presente, la CCRP poteva, senza incorrere nell'arbitrio, ritenere che i giudici cantonali, spiegando comprensibilmente le circostanze del reato, avevano circoscritto con sufficiente precisione la quantità di canapa messa a disposizione della nipote da parte del ricorrente prima di abusarne.