Citation: 9C_547/2017 E. 4

Il ricorrente non può essere seguito laddove, senza confrontarsi con le motivazioni ritenute dalla Corte cantonale, opera in maniera generale una nuova analisi della dottrina e giurisprudenza - in relazione al diritto interno e internazionale - alla base della sentenza DTF 143 V 81 per giungere al risultato che il fatto di possedere la cittadinanza di uno Stato comunitario rispetto a quello in cui si risiede rappresenterebbe un elemento di estraneità sufficiente. Il Tribunale federale nella menzionata sentenza ha difatti già deciso la questione e il ricorrente non fornisce alcuna argomentazione relativa alla presenza di eventuali motivi tali da giustificare un cambiamento di giurisprudenza. Come si evince chiaramente dalla DTF 143 V 81 consid. 8.1 pag. 88, determinanti per l'applicazione personale dell'ALC e dei suoi regolamenti sono le condizioni della nazionalità o dello status familiare da un lato e l'elemento transfrontaliero dall'altro, il quale è dato dall'esercizio del diritto alla libera circolazione, segnatamente risiedendo o lavorando in uno Stato membro dell'UE (DTF 143 V 81 consid. 8.3.2 pag. 89). In concreto la Corte cantonale ha appurato che il ricorrente, quale coniuge di una cittadina italiana, ha lo statuto familiare ma però non vi è spazio per l'applicazione del diritto internazionale, considerato che essa non ha mai esercitato il suo diritto alla libera circolazione, in quanto cittadina italiana da sempre domiciliata in Svizzera non ha mai né abitato né lavorato in Italia. Alla stessa conclusione si giunge in virtù della sola nazionalità italiana che non è idonea a conferire il diritto all'applicazione dell'ALC: anche in questo caso è necessario l'esercizio del proprio diritto alla libera circolazione nel territorio dello Stato membro (cfr. DTF 143 V 81 consid. 8.3.3.1 pag. 90 e consid. 8.3.3.3 pag. 91). Il ricorrente non può essere seguito quando pretende una differenza tra doppia nazionalità e solo nazionalità - peraltro non quella dello Stato in cui vi è domicilio - di uno Stato membro. Nella DTF 143 V 81 è determinante l'esercizio o meno del diritto alla libera circolazione, che difetta inequivocabilmente nel caso di specie. Di conseguenza, conformemente alla nota giurisprudenza, la Corte cantonale ha correttamente concluso per l'applicazione del diritto svizzero - art. 6 cpv. 2 LAI - e non di quello europeo. Considerato che dagli accertamenti del Tribunale cantonale è emerso che il ricorrente, giunto in Svizzera nell'agosto 2014 allorquando ha preso domicilio a B.________ con la moglie, non ha versato il minimo contributivo di un anno previsto dall'art. 6 cpv. 2 LAI, è a giusto titolo che gli è stato rifiutato il diritto a un assegno per grandi invalidi.