Citation: 1D_20/2007 14.02.2008 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio la sua competenza (art. 29 cpv. 1 della legge federale sul Tribunale federale del 17 giugno 2005, LTF; RS 173.110). Esso vaglia quindi d'ufficio se e in che misura un ricorso può essere esaminato nel merito (DTF 133 II 353 consid. 1, 249 consid. 1.1). 1.2 Secondo l'art. 83 lett. b LTF, contro le decisioni concernenti le naturalizzazioni il ricorso in materia di diritto pubblico secondo l'art. 82 LTF è inammissibile, né è dato un altro ricorso ordinario. Il giudizio del Tribunale amministrativo costituisce una decisione cantonale di ultima istanza (cfr. art. 25 cpv. 2 della legge sulla cittadinanza del Cantone dei Grigioni del 31 agosto 2005, LCCit). Lo scritto della ricorrente dev'essere quindi trattato come ricorso sussidiario in materia costituzionale ai sensi dell'art. 113 LTF (sentenza 1D_5/2007 del 30 agosto 2007 consid. 1). Con quest'ultimo rimedio può essere censurata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF). 1.3 Secondo l'art. 115 LTF è legittimato a ricorrere chi ha partecipato alla procedura dinanzi all'autorità inferiore (lett. a) e ha un interesse legittimo all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (lett. b). La ricorrente non fa valere di avere un diritto alla naturalizzazione. La Corte cantonale ha stabilito che la LCCit non accorda ai richiedenti un diritto al rilascio della cittadinanza comunale: la ricorrente non contesta questa conclusione. L'interesse legittimo richiesto dall'art. 115 lett. b LTF può fondarsi sulla legislazione cantonale o federale oppure direttamente sullo speciale diritto costituzionale invocato. Ora, la ricorrente non adduce la violazione di alcun diritto costituzionale. Certo, ella rimprovera alla Corte cantonale di non aver esaminato la questione temporale dell'inoltro della sua domanda, facendo valere, implicitamente, che l'impugnato giudizio sarebbe motivato in maniera insufficiente. La ricorrente può censurare la violazione delle garanzie procedurali che il diritto cantonale o costituzionale, in particolare l'art. 29 Cost. le conferiscono quale parte alla procedura cantonale, qualora tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia. Ciò non le permette tuttavia di rimettere in discussione, nemmeno indirettamente, le questioni strettamente connesse al merito della vertenza. Ella non è quindi legittimata a far valere che la decisione impugnata, riguardo alla citata questione temporale, quesito attinente il merito della vertenza, sarebbe insufficientemente motivata: questa critica presuppone in effetti la legittimazione nel merito, requisito che fa difetto in concreto, visto che nella fattispecie non esiste un diritto alla naturalizzazione e ch'ella non censura, di per sé, un'assenza di motivazione della decisione patriziale (sentenza 1D_5/2007 del 30 agosto 2007 consid. 1; cfr. per la prassi vigente sotto l'egida dell'OG, DTF 132 I 196 consid. 3, 167 consid. 2; 131 I 18, con particolare riferimento al rifiuto di naturalizzazione sotto il profilo delle esigenze di motivazione e del divieto di discriminazione). La ricorrente non è d'altra parte legittimata a far valere, né ella lo pretende, che il criticato giudizio violerebbe il divieto dell'arbitrio secondo l'art. 9 Cost. (DTF 133 I 185; 132 I 167 consid. 2.1).