Citation: 2P.254/2003 04.03.2004 E. 4

Il giudizio impugnato è fondato sulla legge ticinese del 25 giugno 1973 concernente il promuovimento, il coordinamento e il sussidiamento delle attività sociali a favore delle persone anziane, il cui art. 6d stabilisce che le rette sono commisurate alle condizioni di reddito e di sostanza degli anziani (cpv. 1), secondo le direttive del dipartimento competente (cpv. 3). Il 4 gennaio 2002 il Dipartimento della sanità e della socialità ha emanato le direttive concernenti l'applicazione e il computo delle rette differenziate. L'art. 2.1 delle medesime prevede che, per stabilire il reddito annuale lordo determinante per il calcolo della retta, viene considerata, oltre al reddito effettivo della sostanza, anche una quota di 1/10 di quest'ultima (con alcune deduzioni). 4.1 Secondo i ricorrenti detto disposto, che impone due volte il medesimo elemento, è confiscatorio e disattende quindi la garanzia della proprietà protetta dall'art. 26 Cost. Siccome la norma di rango costituzionale deve prevalere sul diritto cantonale è pure leso, a loro avviso, il principio della forza derogatoria del diritto federale garantito dall'art. 49 Cost. La censura è inammissibile. 4.2 La garanzia della proprietà, intesa come istituto, protegge effettivamente il cittadino dalla percezione di tributi pubblici confiscatori. Secondo la giurisprudenza, un tributo è confiscatorio se è talmente elevato da privare il contribuente della sua sostanza privata o della possibilità di costituirne una nuova, così da intaccare l'essenza, il fondamento stesso della garanzia istituzionale della proprietà (DTF 127 I 60 consid. 3b con numerosi riferimenti, in particolare DTF 105 Ia 134 consid. 3a). Il computo della sostanza dell'ospite di una casa per anziani nella misura voluta dall'art. 2.1 delle citate direttive, da solo, non è confiscatorio nel senso appena definito. Da un lato, come osservato a giusto titolo dal Consiglio di Stato, questa disposizione regola la questione in modo analogo all'art. 3c cpv. 1 lett. c della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC; RS 831.30). Dall'altro, e soprattutto, il reddito determinante non è che un dato di partenza: la retta giornaliera è in seguito calcolata applicando a tale reddito un fattore d'imposizione definito dagli art. 5 segg. delle direttive (esso è, semplificando, di 1/365). È quest'ultimo fattore che determina la retta e, quindi, il suo carattere più o meno esoso. In proposito il ricorso è assolutamente silente, per cui non adempie i requisiti di motivazione posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. È d'uopo osservare inoltre che la retta non può essere confiscatoria nella misura in cui i ricorrenti non adducono né dimostrano (art. 90 cpv. 1 lett. b OG) ch'essa disattende il principio dell'equivalenza, nel senso che tra l'importo richiesto e il valore economico della prestazione effettuata dall'ente non sussiste un'adeguata relazione, ossia che il citato importo si trova in evidente sproporzione con il valore oggettivo della prestazione e non si contiene entro limiti ragionevoli. A titolo abbondanziale va rilevato che non apparirebbe comunque incostituzionale il fatto che una persona debba consumare interamente il proprio patrimonio per la sua permanenza in una casa per anziani. 4.3 Invano i ricorrenti si richiamano all'art. 49 Cost., non invocando nessuna norma del diritto federale che potrebbe regolare la materia. Come accennato in precedenza, essi sostengono che il diritto federale preminente sarebbe l'art. 26 Cost. Sennonché tale ragionamento è sin dall'inizio errato, poiché detto disposto istituisce un diritto costituzionale che può essere fatto valere come tale nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 84 cpv. 1 lett. a OG), senza appellarsi all'art. 49 Cost.