Citation: 4P.154/2006 13.11.2006 E. 1

3.1 Giusta l'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP un lodo può infatti essere annullato se incompatibile con l'ordine pubblico. La nozione di ordine pubblico è più restrittiva di quella di arbitrio (DTF 132 III 389 consid. 2.2.2 pag. 393); in maniera generale si può dire che la riserva dell'ordine pubblico interviene solo in presenza di situazioni che urtano in maniera scioccante i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico così come concepito in Svizzera (Bernard Corboz, op. cit. pag. 25 seg.). Per ammettere l'incompatibilità di una decisione con l'ordine pubblico non basta dunque un apprezzamento delle prove sbagliato, un accertamento di fatto manifestamente errato, o la violazione di una norma di diritto applicabile (cfr. sentenza non pubblicata dell'8 aprile 2005, causa 4P.253/2004 consid. 3.1). Una decisione risulta contraria all'ordine pubblico quando - e ciò sia nella motivazione che nell'esito - misconosce quei valori essenziali e largamente riconosciuti che, secondo la concezione predominante in Svizzera, dovrebbero costituire il fondamento di ogni ordinamento giuridico (DTF 132 III 389 consid. 2.2.3 pag. 395). 3.2 Fra i principi tutelati dall'ordine pubblico vi è quello della lealtà contrattuale (pacta sunt servanda; DTF 128 III 191 consid. 6b pag. 198; 120 II 155 consid. 6a pag. 166 con rinvii). Secondo la giurisprudenza, esso viene disatteso quando l'arbitro rifiuta di applicare una clausola contrattuale dopo averne ammesso il carattere vincolante, oppure, al contrario, quando impone alle parti il rispetto di una clausola che ha dichiarato inapplicabile (sentenza non pubblicata del 7 settembre 2006 nella causa 4P.134/2006 consid. 5.2). In altre parole, l'autorità arbitrale deve aver applicato o rifiutato di applicare una disposizione contrattuale ponendosi in contraddizione con il risultato della propria interpretazione in merito all'esistenza e/o al contenuto dell'atto giuridico litigioso (sentenza non pubblicata del 21 febbraio 2006 nella causa 4P.314/2005 consid. 3.1). Né il processo d'interpretazione delle pattuizioni contrattuali né il suo risultato rientrano, per contro, nel campo di applicazione del principio della lealtà contrattuale - e, quindi, dell'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP - di modo ch'essi sfuggono all'esame del Tribunale federale (sentenza non pubblicata del 10 novembre 2005 nella causa 4P.98/2005 consid. 5.2.1; cfr. anche Gerhard Walter, Aspetti processuali dell'arbitrato commerciale internazionale in Svizzera, in: L'arbitrato commerciale internazionale in Svizzera e in Italia, Milano 1992, pag. 37-56, in particolare pag. 51 seg.).