Citation: 1P.221/2004 27.05.2004 E. 2

2.1 Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la risoluzione di nomina del perito non concerne la costituzione, la modifica o l'annullamento di un diritto o di un obbligo del singolo amministrato e non costituisce quindi una decisione impugnabile: ha di conseguenza dichiarato irricevibile il ricorso dei ricorrenti. 2.2 Risulta tuttavia dalla decisione impugnata e dai riferimenti indicati, che nel diritto cantonale ticinese la nozione di decisione è simile a quella dell'art. 5 PA e comprende i provvedimenti fondati sul diritto pubblico, adottati iure imperi dall'autorità in un caso concreto per costituire, modificare o annullare diritti o obblighi, oppure per constatarne l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione (cfr. Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, pag. 9/10). Ora, in concreto, con la risoluzione del 5 novembre 2003, il Dipartimento delle finanze e dell'economia ha nominato il perito incaricato di statuire sul reclamo dei ricorrenti, gli ha imposto di sentire le parti ed ha fissato i principi della sua rimunerazione, stabilendo inoltre che le spese sarebbero state parzialmente a carico dei ricorrenti anche in caso di accoglimento del loro ricorso. La nomina di un perito comporta del resto il diritto per le parti di chiederne la ricusazione quando non dovessero essere adempiuti i requisiti d'indipendenza ed imparzialità (DTF 126 III 249 consid. 3c, 125 II 541 consid. 4a e rinvii; Regina Kiener, Richterliche Unabhängigkeit, Berna 2001, pag. 81). La risoluzione dipartimentale dispone quindi la specifica nomina di una determinata persona chiamata a statuire su una fattispecie che tocca gli interessi dei ricorrenti e stabilisce la rimunerazione delle prestazioni peritali, ponendola possibilmente, almeno parzialmente, a loro carico. Contrariamente all'opinione del Governo, essa non comporta quindi unicamente semplici conseguenze fattuali ed organizzative per i ricorrenti, ma si ripercuote in misura non insignificante sulla loro situazione processuale, determinando effetti giuridici nei loro confronti. Nelle esposte condizioni, negando al provvedimento litigioso il carattere di decisione, il Consiglio di Stato ha pertanto emanato un giudizio manifestamente insostenibile e quindi arbitrario (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 129 I 8 consid. 2.1 e rinvii). 2.3 Certo, nel loro gravame al Consiglio di Stato, i ricorrenti non hanno fatto valere motivi di ricusa nei confronti del perito, ma hanno lamentato essenzialmente l'irregolare convocazione dinanzi alla Commissione fondiaria comunale. La nomina del perito è tuttavia la conseguenza della mancata comparsa dei ricorrenti al tentativo di conciliazione in quella sede. In tali circostanze, ritenuto che la decisione dipartimentale è stata ritenuta a torto quale semplice atto materiale, la causa deve essere rinviata alla precedente istanza perché, dandosene i presupposti, si pronunci sulle censure sollevate dai ricorrenti.