Citation: 1C_396/2019 E. 4.2

4.2. La Corte cantonale ha ritenuto, accennando genericamente a una sentenza del Tribunale federale (1P.537/2002 del 14 gennaio 2003, apparsa in: ZBl 104/2003 pag. 584), che, in presenza di un'inequivocabile volontà dell'elettore, non bisognerebbe attenersi rigorosamente al testo del Regolamento comunale sulle elezioni e votazioni nonché alle modalità di voto indicate nelle Direttive comunali sul sistema di scrutinio relative all'elezione litigiosa. Ha ritenuto che, in tali circostanze, considerare nulle determinate schede di voto in applicazione del Regolamento sarebbe costitutivo di un formalismo eccessivo. Ne ha concluso, in maniera invero indifferenziata, che le norme del Regolamento rivestirebbero quindi piuttosto il carattere di prescrizioni d'ordine, ma non di validità. Ha pertanto stabilito che occorrerebbe accertare in primo luogo l'incontrovertibile volontà dell'elettore; per contro, qualora ciò non fosse possibile, le schede dovrebbero essere valutate rigorosamente sulla base del Regolamento. Ha sottolineato che, nell'interpretazione di quest'ultimo, la Corte cantonale non dispone di pieno potere cognitivo, dovendo rispettare quindi l'autonomia e il margine di apprezzamento che competono al Comune; in applicazione dell'art. 51 cpv. 1 lett. a LGA, la stessa può infatti esaminare soltanto se l'interpretazione dell'Ufficio elettorale costituisca un uso eccessivo o un abuso del potere discrezionale.