Citation: 4P.26/2004 17.06.2004 E. 6

Altro tema di litigio dinanzi alle autorità cantonali è stato il calcolo dell'indennità spettante al ricorrente per vacanze arretrate. 6.1 La II Camera civile ha stabilito che il saldo vacanze a fine luglio 1998 era di 280.6 ore. Lo ha dedotto dall'insieme dei conteggi 1998 agli atti, i quali evidenziano che il dipendente aveva utilizzato 168 ore di vacanza nel mese di marzo, dopo di che gli erano state accreditate ogni mese 14 ore. I giudici cantonali non hanno per contro tenuto conto del conteggio dell'agosto 1998, che espone un saldo vacanze di 609.3 ore, reputando incomprensibile come potessero essere state accreditate 329 ore di vacanza non godute in un solo mese (da luglio ad agosto); hanno inoltre osservato che l'attore non può rivendicare il diritto a vacanze successive alla fine del rapporto di lavoro, intervenuta il 31 luglio 1998. 6.2 Il ricorrente taccia d'arbitrio questa argomentazione. Afferma che nessuna prova attesta ch'egli avesse utilizzato 168 ore di vacanza nel mese di marzo 1998, che il conteggio di luglio era provvisorio e che sarebbe invece determinante quello dell'agosto 1998. Riferendosi alla DTF 113 Ia 433 consid. 4 precisa che l'arbitrio consiste anche nel fatto di non aver considerato affidabile quest'ultimo conteggio, nonostante l'opponente l'avesse riconosciuto perlomeno implicitamente. Queste censure, per quanto ricevibili, sono manifestamente infondate. I conteggi 1998 agli atti, sui quali si è basata la Corte ticinese, sono stati prodotti dal ricorrente con la petizione. La scheda del mese di marzo espone la cifra 160 a fianco della voce "ore usufruite". Fatta eccezione per quel mese, da gennaio a luglio il saldo vacanze del dipendente è effettivamente aumentato di 14 ore al mese; tra luglio e agosto invece l'aumento è stato di 329 ore. È vero che sul conteggio di luglio è apposto il timbro "provvisorio", ma l'argomentazione logica con la quale l'autorità cantonale lo ha ritenuto ugualmente affidabile, a scapito del conteggio del mese di agosto, è tutt'altro che insostenibile. Infine, contrariamente a quanto asserito nel gravame, non v'è stato nessun riconoscimento implicito di tale conteggio da parte dell'opponente: al punto no. 5 della risposta 7 settembre 1999 essa ha infatti contestato espressamente il calcolo delle ore di vacanze non godute dal dipendente indicate in questo conteggio. In definitiva, il ricorrente propone soltanto una lettura differente degli atti di causa, senza essere in grado di dimostrare l'arbitrio (cfr. consid. 3).