Citation: C 293/02 28.11.2003 E. 6

6.1 Per quanto concerne invece l'entità della sanzione inflitta, occorre rammentare che la sospensione del diritto all'indennità giusta l'art. 30 LADI configura una sanzione di diritto amministrativo volta a combattere gli abusi in materia di assicurazione contro la disoccupazione. In quanto tale, questa misura può essere pronunciata ripetutamente senza che risulti applicabile l'art. 68 CP (DTF 123 V 151 consid. 1c). Così, in presenza di più motivi di sospensione, anche se dello stesso genere, la giurisprudenza è solita sanzionare separatamente ogni singola infrazione (DLA 1993 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimento). Da tale principio si può eccezionalmente prescindere se un assicurato, mediante atto di volontà unico e per identico motivo, abbia contemporaneamente rifiutato più occupazioni adeguate (DLA 1988 no. 3 pag. 26; Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], pag. 260 n. 710). Soltanto in tale evenienza si giustifica di considerare, per la stretta connessione materiale e temporale esistente, la mancanza dell'assicurato come l'espressione di un solo ed unico comportamento suscettibile di giustificare un'unica sospensione (DLA 1999 no. 3 pag. 197 seg. consid. 3b. 1993 no. 3 pag. 22 consid. 3d). Sanzionando infatti, in quest'ultima ipotesi, più volte lo stesso comportamento, la misura sospensiva, che si propone anche di migliorare il futuro comportamento dell'assicurato, rischierebbe di essere privata della sua "componente educativa" (DLA 1999 no. 33 pag. 198). 6.2 Alla luce di questa giurisprudenza, si giustifica, come giustamente ritenuto dall'amministrazione, di considerare il rifiuto di candidarsi presso i quattro potenziali datori di lavoro indicati - peraltro alla medesima data - dall'URC quale atto unico comportante un'unica sanzione. Tuttavia, onde tenere conto della colpa dell'assicurata, che, così agendo, si è lasciata sfuggire altrettante opportunità per porre termine al suo - per giunta lungo - stato di disoccupazione, si impone di adeguare la durata della sospensione (cfr. sentenza del 23 aprile 2003 in re G., C 196/02, consid. 4). 6.3 Nella manifesta intenzione di apportare un'armonizzazione nella prassi delle autorità amministrative preposte e di garantire, nel limite del possibile, un'uguaglianza di trattamento tra gli assicurati, il seco ha elaborato delle tabelle che si propongono di disciplinare in dettaglio, in funzione delle infrazioni di cui si rendono responsabili, le singole sanzioni in cui possono incorrere gli assicurati (cfr. circolare del seco del gennaio 2002 concernente l'indennità di disoccupazione [ID], parte D [sanzioni]). Tale circolare prevede in caso di primo rifiuto di un'occupazione adeguata assegnata una sospensione variante da 31 a 45 giorni. 6.4 Ora, anche se non vincolanti (DTF 127 V 61 consid. 3a, 126 V 68 consid. 4b, 427 consid. 5a, 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate), queste direttive contribuiscono senz'altro all'interpretazione unitaria delle disposizioni in esame (cfr. sentenza citata del 23 aprile 2003 in re G.). Potendovisi prestare adesione nel caso di specie, questa Corte ritiene giustificato di sanzionare, in assenza di sostanziati motivi di riduzione, l'infrazione di B.________ con una sospensione di 45 giorni e di modificare di conseguenza la pronuncia cantonale e la decisione amministrativa querelate.