Citation: 1C_349/2016 E. 5.6

5.6. Giova nondimeno rilevare che secondo la giurisprudenza, in materia di delitti contro l'onore giusta gli art. 173 segg. CP nella discussione politica una simile lesione dev'essere ammessa con riserbo e, in caso di dubbio, negata. La libertà di espressione, indispensabile alla democrazia, implica infatti che gli attori del dibattito politico accettino di esporsi ad una critica pubblica, talvolta anche violenta, delle loro opinioni. Non basta quindi sminuire una persona nelle qualità politiche che reputa di possedere. La critica o l'attacco comportano una lesione dell'onore protetto dal diritto penale, se, nel merito o nella forma, non si limitano a degradare le qualità dell'uomo politico e il valore della sua azione, ma sono parimenti idonee ad esporlo al disprezzo in quanto essere umano (DTF 137 IV 313 consid. 2.1.4 pag. 316 seg.; 128 IV 53 consid. 1a pag. 58 e rinvii e 1d; sentenza 6B_835/2014 dell'8 dicembre 2014 consid. 4.2, in: RtiD II-2015 n. 38 pag. 145; FRANZ RIKLIN, Basler Kommentar, Strafrecht II; 3aed. 2013, n. 33 prima dell'art. 173). La vittima di un reato contro l'onore di massima non può tuttavia essere un'autorità o una collettività pubblica (DTF 124 IV 262 consid. 2a pag. 266; 96 IV pag. 149; BERNARD CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Vol. I, 3aed. 2010, n. 31 ad art. 173); i membri di un'autorità possono per contro essere toccati individualmente nel loro onore (sulla critica diretta contro l'attività professionale o l'onore personale di un funzionario vedi la sentenza 6B_257/2016 del 5 agosto 2016 consid. 1.2.1 e 1.4.3).