Citation: 4A_293/2020 E. 3.4.2

3.4.2. Anche quando rimprovera alla Corte cantonale "arbitrio nella valutazione temporale", perché questa avrebbe indicato nei fatti che il consiglio di amministrazione aveva appreso solo pochi giorni prima le gravi violazioni del dovere di fedeltà, la ricorrente travisa la sentenza impugnata. Nel contestato passaggio l'autorità inferiore si era limitata a menzionare quanto invocato dalla datrice di lavoro nella lettera di licenziamento. D'altronde, come chiaramente emerge dal riassunto esposto sopra al consid. 3.2.2, la Corte di appello era consapevole che fra la conoscenza della menzionata riunione con il successivo e-mail e il licenziamento era trascorso un mese. Per il resto l'argomentazione ricorsuale si rivela in larga misura inammissibile perché non solo ignora le considerazioni di ordine procedurale della Corte cantonale sull'insufficiente motivazione dell'appello, ma è pure fondata su fatti non accertati nella sentenza impugnata, quali la reperibilità del presidente del consiglio di amministrazione e il contenuto dell'ordine del giorno. Con riferimento a quest'ultimo può tuttavia essere rilevato che, contrariamente a quanto affermato nel ricorso, nel doc. 14 viene testualmente menzionata come trattanda n. 4 la "Costituzione CdA e composizione direzione". In conclusione, dagli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata e vincolanti per il Tribunale federale risultano ostacoli pratici che non fanno apparire contrarie al diritto federale le considerazioni delle precedenti istanze sulla tempestività del licenziamento della direttrice, atteso che la riunione del consiglio di amministrazione in cui è stata decisa questa misura si svolta nel secondo giorno lavorativo del mese in cui il presidente di tale organo era rientrato in Svizzera e la relativa decisione è stata immediatamente comunicata all'interessata.