Citation: 1P.341/2005 11.11.2005 E. 6

Il ricorrente censura inoltre l'applicazione dell'art. 19 cpv. 2.3 NAPR, su cui la Corte cantonale ha principalmente fondato il suo giudizio, e degli art. 19 cpv. 2.4 e 19 cpv. 4 NAPR, su cui l'ha basato in via subordinata. Gli argomenti ricorsuali, per quanto ammissibili, sono infondati. 6.1 L'art. 19 cpv. 2.3 NAPR stabilisce, in breve, che "per le facciate protette e i tetti si dovrà operare secondo i criteri stabiliti per l'intervento conservativo"; questo intervento è retto dall'art. 19 cpv. 2.2 NAPR, il quale prescrive, in particolare, che "si dovranno mantenere e se necessario consolidare le strutture principali dell'edificio come le facciate, i muri maestri ed il tetto". L'art. 19 cpv. 2.4 NAPR permette a determinate condizioni la demolizione e la ricostruzione di edifici: "la ricostruzione dovrà avere luogo nel rispetto delle volumetrie e del perimetro preesistenti. Laddove la caratteristica ambientale non lo richiede, il Municipio sentito il parere delle Commissioni comunali competenti, può concedere una deroga al rispetto del perimetro della costruzione preesistente. Modifiche e completazioni saranno possibili solo per armonizzare la volumetria del nuovo edificio a quella degli adiacenti". L'art. 19 cpv. 4 NAPR prescrive che "gli spazi liberi devono rimanere tali, salvo indicazione contraria nei piani". 6.2 Il ricorrente afferma che la sentenza cantonale sarebbe arbitraria perché gli art. 19 cpv. 2.3 e 19 cpv. 2.4 NAPR si applicherebbero soltanto "alla costruzione di un vero e proprio edificio", non alle strutture accessorie. Ritorna con ciò alla nozione di costruzione accessoria definita dall'art. 10 cpv. 2 NAPR, della cui interpretazione non arbitraria da parte del Tribunale cantonale amministrativo s'è tuttavia appena detto. Inoltre, contrariamente all'opinione del ricorrente, non è affatto contraddittorio dedurre l'impossibilità di eseguire ampliamenti dall'obbligo di mantenere le facciate e riconoscere nel contempo che degli ampliamenti potrebbero essere ammessi nella misura in cui interessassero il resto dell'edificio. Tale possibilità, sotto forma di deroga, è infatti prevista espressamente dall'art. 19 cpv. 2.4 lett. a NAPR nell'ambito appunto di una demolizione e conseguente ricostruzione. 6.3 Dinanzi alle autorità cantonali l'opponente aveva invocato anche l'art. 19 cpv. 4 NAPR per giustificare il rigetto della domanda di costruzione. Il Tribunale cantonale amministrativo ha obiettato che, sebbene tale norma disciplini soltanto gli spazi liberi sulla proprietà privata, essa conferma indirettamente la sua conclusione: se sono inedificabili gli spazi liberi privati, a maggior ragione lo devono essere piazze e strade pubbliche. Questa considerazione, contrariamente a quanto afferma il ricorrente, non appare per nulla insostenibile. Si tratta ad ogni modo di una questione irrilevante: poiché il diniego della licenza edilizia già poggia sull'interpretazione non arbitraria degli art. 19 cpv. 2.3 e 2.4 NAPR, che reggono direttamente la costruzione litigiosa, in questa sede è inutile disquisire oltre sull'eventuale significato implicito di altre disposizioni (cfr. DTF 115 II 288 consid. 4).