Citation: 8C_601/2022 E. 6.5

6.5. Alla luce della documentazione medica succitata, dove i rapporti dei medici curanti del Centro B.________ si oppongono agli avvisi interni dell'INSAI, appare chiaro che la Corte cantonale avrebbe dovuto riconoscere la sussistenza di evidenti dubbi sull'affidabilità e sulla concludenza dei pareri interni dell'assicurazione e, di riflesso, sottoporre il ricorrente a una perizia medica esterna ai sensi della giurisprudenza federale (cfr. consid. 6.3.2 sopra). Infatti, i pareri medici versati agli atti dal ricorrente mettono chiaramente in dubbio l'opinione dei fiduciari, sia per quanto attiene al negato nesso di causalità tra la ricaduta e l'infortunio sia con riferimento alla necessità dell'intervento chirurgico in parola e alla prognosi dei dolori lamentati dal ricorrente nella fase preoperatoria. Se da un lato l'INSAI è dell'avviso che i dolori alla base della ricaduta non fossero causali con l'infortunio e che l'operazione non fosse indicata, d'altro lato i medici curanti del ricorrente, a fronte di esami approfonditi e in piena conoscenza dell'anamnesi, sostengono la stretta necessità dell'intervento chirurgico al fine di ovviare ai persistenti dolori invalidanti ed evitare ulteriori conseguenze tardive, ammettendo altresì un nesso di causalità tra la ricaduta e l'infortunio del 1989. Inoltre, il fatto che l'intervento chirurgico fosse già stato prospettato e preso in considerazione nell'ambito della ricaduta del 2017, per la quale l'INSAI aveva erogato prestazioni assicurative, rappresenta un importante elemento che mette concretamente in dubbio le conclusioni mediche dell'istituto assicurativo. Invero, con riferimento ai presupposti dell'art. 21 cpv. 1 lett. b LAINF, la questione di sapere se l'operazione in oggetto avesse potuto migliorare sensibilmente la capacità di guadagno o impedirne una notevole diminuzione non è stata di fatto chiarita dal Tribunale cantonale delle assicurazioni. La circostanza per cui nessuno dei medici abbia prodotto un preciso rapporto afferente a questo aspetto, deputato quindi a delucidare i prospettati effetti dell'operazione sulla capacità lavorativa del ricorrente, nonché le probabili conseguenze nel caso in cui non si fosse compiuta l'operazione, non può per se significare il mancato adempimento dei presupposti disposti dall'articolo succitato. Inoltre, benché non tematizzato dalla Corte cantonale, il nesso di causalità naturale tra i dolori oggetto della ricaduta e l'infortunio, ampiamente contestato dall'opponente, riveste una cardinale importanza per la valutazione del diritto alle prestazioni assicurative del ricorrente (consid. 6.3.1 sopra). Infatti, anche laddove fossero adempiuti i presupposti per il diritto alle prestazioni sanitarie ai sensi dell'art. 21 LAINF, occorre nondimeno che sussista un nesso di causalità naturale ed adeguata tra i disturbi e l'infortunio. Non potendo prescindere da tale accertamento, si sarebbe dovuta ordinare una perizia medica esterna per chiarire anche questo aspetto. L'accertamento dei fatti operato dalla Corte cantonale è pertanto inconcludente.