Citation: 1A.72/2000 30.11.2000 E. 3

3.- a) Davanti al Tribunale cantonale amministrativo il ricorrente ha postulato per la prima volta il rilascio di una licenza edilizia alla condizione di spostare il comignolo ad una distanza di 3 m dalla facciata dello stabile retrostante e di innalzarlo dagli attuali 50 cm ad un' altezza di almeno 2 m. I Giudici ticinesi hanno rilevato anzitutto che l'impianto realizzato non poteva essere autorizzato poiché non riduceva le emissioni nella misura massima esigibile e aggiunto che il ricorrente comunque non chiedeva il ripristino dell'atto municipale del 4 aprile 1996. Essi hanno quindi esaminato la proponibilità della nuova variante alla luce dell'art. 16 LE, secondo cui la pubblicazione dev'essere ripetuta se i progetti vengono modificati nel corso della procedura d'approvazione o successivamente (cpv. 1); se invece essi rimangono immutati nelle loro caratteristiche essenziali, si applica la procedura della notifica, ritenuto che le differenze non superanti un grado di tolleranza ragionevolmente ammissibile non soggiacciono a nessuna formalità (cpv. 2). Sovrapponendo questo tema all'eccezione formulata dalla resistente B.________, secondo la quale la domanda sarebbe inammissibile in quanto nuova ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 (LPAmm), i Giudici ticinesi hanno affermato che la modifica proposta dal ricorrente non poteva essere considerata come una variante rientrante nei limiti di una ragionevole tolleranza, in quanto non suscettibile di ledere interessi di terzi. Hanno quindi negato che si potesse prescindere dalla pubblicazione della variante medesima, e ciò indipendentemente dal fatto che questa potesse risultare conforme tanto ai vincoli estetici del diritto comunale, quanto alle prescrizioni del diritto ambientale; la stessa conclusione è stata ribadita anche nell'ipotesi, ritenuta peraltro poco accreditabile, che l'opera fosse qualificabile come un intervento di risanamento. Il ricorrente considera la sentenza cantonale lesiva del principio della proporzionalità, viziata di eccesso di formalismo e arbitraria (art. 9 Cost.). Afferma che le modificazioni dei progetti introdotte nel corso della procedura di approvazione o di ricorso devono essere pubblicate soltanto se la modificazione è importante e se possono venir pregiudicati interessi pubblici o interessi privati dei vicini tutelati dal diritto pubblico. Egli ritiene importanti le modificazioni che toccano l'insieme del progetto e non già quelle che, nonostante una certa rilevanza, lo rispettano. Aggiunge che quando il progetto viene modificato nel senso delle domande dell'opponente, una nuova pubblicazione non è necessaria ove non siano coinvolti interessi di altre persone. Relativamente al caso specifico il ricorrente osserva che, con la prevista modificazione, il manufatto, eseguito peraltro in buona fede in base alla licenza edilizia concessa dal Municipio, verrebbe spostato di 85 cm e innalzato di 1.5 m, ovvero 2 m in meno rispetto alla domanda di costruzione del 31 luglio 1998. Ne deduce pertanto che la sua proposta dev'essere considerata come una variante rientrante nei limiti di una ragionevole tolleranza. b) L'esposto quesito concerne il diritto cantonale, e non sta in un rapporto di connessione sufficientemente stretto con il diritto federale (DTF 123 II 359 consid. 1a/aa, 121 II 72 consid. 1b e relativi richiami). Entra quindi in linea di conto solo il ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali dei cittadini (art. 84 cpv. 1 lett. a OG): in primo luogo occorre pertanto esaminare l'ammissibilità del gravame dal profilo dell'art. 87 OG. aa) L'art. 87 OG ha un nuovo tenore nella versione dell'8 ottobre 1999, entrata in vigore il 1° marzo 2000 (RU 2000 pag. 417). In assenza di un regime transitorio, non si può escludere l'applicabilità del nuovo testo ad atti processuali introdotti, come nella fattispecie, quand'esso era in vigore (DTF 126 I 203 consid. 1b). La questione è comunque priva di rilievo pratico nella fattispecie, poiché le condizioni d'applicabilità del nuovo disposto corrispondono, per quanto qui interessa (art. 87 cpv. 2 OG nuova versione), a quelle del suo vecchio tenore, essendo l'impugnativa fondata su censure precedentemente sussumibili nell' art. 4 vCost. Conformemente all'art. 87 OG, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile contro decisioni pregiudiziali e incidentali solo se possono cagionare un pregiudizio irreparabile per l'interessato. Ove non risulti un danno irreparabile, tali decisioni possono essere impugnate soltanto mediante ricorso contro la decisione finale. Una decisione è finale quando conclude la vertenza, per ragioni procedurali o per motivi di merito; è invece incidentale quando non pone fine alla lite, ma concerne soltanto una fase del procedimento ed assume una funzione strumentale rispetto a quella destinata a concluderlo (DTF 123 I 325 consid. 3b, 122 I 39 consid. 1a e relativi rinvii). bb) Nel dispositivo la sentenza impugnata si limita a sancire la reiezione del gravame. Ciò equivale alla conferma della decisione del Consiglio di Stato, che non autorizzava l'impianto esistente, né accoglieva la domanda di costruzione a posteriori, ma disponeva il rinvio degli atti all'autorità comunale per l'adozione delle misure di ripristino. La motivazione del giudizio contestato si riferisce però, come detto, sostanzialmente alla proponibilità della nuova variante e la pronuncia, per ora, comporta per il ricorrente unicamente la necessità di dare avvio a una procedura che includa la pubblicazione della variante medesima. Non si può quindi dedurre che il giudizio concluda definitivamente la lite: esso non costituisce una decisione finale e può pertanto essere impugnato davanti al Tribunale federale solo se le condizioni dell'art. 87 OG sono adempiute. Certo, i Giudici ticinesi non hanno emanato una decisione formale di rinvio, di massima qualificabile come incidentale (DTF 122 II 39 consid. 1a/aa, 116 Ia 221 consid. 1d, RDAT 1999 I n. 57 pag. 202 consid. 3e e relativi riferimenti). Che alla sentenza del 25 gennaio 2000 non possa essere riconosciuto il carattere di decisione finale appare però chiaro alla luce degli obiettivi dell'art. 87 OG, adottato per esigenze d'economia processuale e quindi per limitare l'accesso al Tribunale federale: con la norma in parola si è infatti inteso sgravare quest'autorità, la quale deve, di massima, esprimersi una volta sola nella medesima causa (DTF 117 Ia 251 consid. 1b, 106 Ia 229 consid. 3d; sentenza inedita dell'11 settembre 2000 in re G. consid. 2c). Inoltre, anche in quanto il Tribunale amministrativo abbia statuito definitivamente su uno o più punti litigiosi, ma non su tutti, la decisione impugnata è, per prassi costante, di carattere incidentale (analogamente: DTF 116 Ia 197 consid. 1b, 106 Ia 226 consid. 2; RDAT 1995 II n. 55 pag. 147 consid. 2b). cc) Per il resto non risulta un pregiudizio irreparabile per il ricorrente: secondo la giurisprudenza, il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo non rappresenta un danno di tale natura, poiché non si tratta di pregiudizi di natura giuridica (DTF 123 I 325 consid. 3c, 117 Ia 251 consid. 1b; RDAT 1994 I n. 58 pag. 140 consid. 2c). Contro un'eventuale decisione d'ultima istanza cantonale che gli neghi definitivamente una licenza, il ricorrente potrà riproporre le attuali censure, se non saranno divenute prive d'oggetto. Invero, ci si potrebbe ancora chiedere se l'ordine di ripristino, confermato dal Tribunale amministrativo e non impugnato dal ricorrente - ordine le cui modalità di attuazione devono ancora essere fissate dal Municipio - raffiguri un danno irreparabile, rispettivamente se sia da considerare una decisione finale. Questo tema non è però oggetto di litigio, il ricorrente non essendosene aggravato in questa sede, per lo meno con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (sul cosiddetto principio dell'allegazione v. DTF 117 Ia 393 consid. 1c). c) Già per questi motivi il ricorso di diritto pubblico, in quanto diretto contro la decisione del 25 gennaio 2000, sfugge a un esame di merito.