Citation: I 512/03 24.12.2004 E. 3

Fondandosi sulle risultanze della perizia pluridisciplinare messa in atto dagli specialisti del Servizio X.________, ritenuta completa e convincente, il primo giudice ha negato i presupposti per procedere a una revisione della rendita, rilevando in particolare che le contrastanti valutazioni del medico curante, dott. B.________, attestanti una inabilità lavorativa del 75% dal solo profilo psichiatrico, non sarebbero atte a mettere in dubbio le conclusioni dei suddetti periti dal momento che non avrebbero reso verosimile un peggioramento dello stato di salute di L.________ giustificante un simile innalzamento del tasso d'invalidità. 3.1 Come rettamente ricordato dall'istanza precedente a proposito del valore probatorio attribuito ai referti medici fatti allestire da un tribunale o dall'amministrazione conformemente alle regole di procedura applicabili, in assenza di indizi concreti suscettibili di fare dubitare della loro fondatezza, il giudice non vi si discosta se essi sono resi da specialisti riconosciuti, sulla base di accertamenti approfonditi e completi, in piena conoscenza dell'incarto, e giungono a conclusioni logiche e convincenti (DTF 125 V 353 consid. 3b/bb, 122 V 161 consid. 1c; cfr. per es. pure sentenza del 9 aprile 2002 in re L., I 379/01, consid. 3b). In relazione alle attestazioni del medico curante questa Corte ha per contro già ripetutamente decretato che il giudice, secondo la generale esperienza della vita, può ritenere che, in dubbio, alla luce del rapporto di fiducia esistente col paziente, egli attesta a suo favore (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; VSI 2001 pag. 109 consid. 3b/cc e sentenze ivi citate). Con riferimento ai rapporti del Servizio X.________, ad essi può essere riconosciuta, dal profilo della garanzia dell'indipendenza e dell'imparzialità dei periti incaricati, piena affidabilità, non esistendo alcun vincolo per cui il centro medico di accertamento sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione per l'invalidità (DTF 123 V 178 consid. 4b; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c). 3.2 Nella perizia pluridisciplinare fatta esperire dal Servizio X.________, in cui sono in particolare confluiti, dopo approfondito esame, gli esiti delle valutazioni espresse dai dott. M.________ e T.________ per la parte psichiatrica, nonché dai dott. E.________ e A.________ per gli aspetti ematologici rispettivamente reumatologici, gli specialisti intervenuti, dott. R.________ e N.________, ricostruita l'anamnesi della peritanda e posta la diagnosi di probabile malattia di Osler-Rendu, fibromialgia, modica periartropatia omeroscapolare cronica calcificata bilaterale, modica tendinite cronica di De Quervain al polso destro, dito a scatto IV alla mano destra e lieve sindrome ansiosodepressiva reattiva, hanno evidenziato, complessivamente, solo lievi variazioni delle patologie presentate dalla ricorrente. 3.3 Con riferimento alla situazione psichiatrica, gli esperti - non da ultimo anche sulla base delle dichiarazioni rese dall'interessata stessa alla dott.ssa M.________, alla quale L.________ aveva riferito di avere imparato a "gestire, con sufficiente controllo della situazione, i propri vissuti soggettivi" - hanno in particolare rilevato che l'assicurata non presenta elementi psicopatologici compatibili con un disturbo psichiatrico maggiore e denota, anche sul piano sociale, una discreta capacità di adattamento. Aderendo alla valutazione della dott.ssa M.________, che, in data 27 maggio 2002, aveva messo in evidenza un miglioramento significativo, negli ultimi anni, del quadro psicopatologico "che al momento limita solo nella misura del 20% la capacità lavorativa", il dott. N.________ ha quindi osservato che le limitazioni lavorative dal profilo psichiatrico sono "veramente modeste". Per il resto, i periti del Servizio X.________, al termine di ulteriori approfonditi consulti, dai quali sono emersi una situazione ematologica stazionaria e un lieve peggioramento della patologia reumatologica, hanno concluso per un'incapacità lavorativa globale massima del 60%. 3.4 Alla luce delle indagini, complete e convincenti esperite dal Servizio X.________, a ragione l'istanza precedente ha ritenuto di potervi attribuire pieno valore probatorio. 3.5 Per quanto attiene per contro alle divergenti valutazioni del dott. B.________, esse non appaiono altrettanto chiare e convincenti e soprattutto non sono tali da mettere in dubbio le conclusioni dei periti del Servizio X.________, sulle quali può fondarsi il presente giudizio. 3.5.1 Poco chiaro e convincente è, in ordine di tempo, il rapporto del 28 febbraio 2000 del predetto sanitario. In esso, il dott. B.________, dopo avere in particolare osservato che "per quel che riguarda l'evoluzione della sua patologia, rispetto all'ultimo rapporto AI dell'ottobre 1997, non vi è un gran cambiamento" e avere indicato al punto n. 1.5 del rapporto, laddove gli si chiedeva se "L'assicurato presenta un'incapacità di lavoro nell'esercizio della professione o nell'attività finora svolta?", un grado d'incapacità lavorativa del 50%, al punto 4.1 dello stesso referto è giunto a tutt'altra conclusione, attestando un peggioramento dell'abilità lavorativa, ridottasi al 20-40%. Tale valutazione contrasta peraltro pure con quanto certificato successivamente, il 18 aprile 2000, dal dott. X.________, anch'egli medico curante di L.________, il quale, dopo avere evidenziato una situazione stazionaria e identica, dal profilo diagnostico, a quella già constatata ad es. in occasione del rapporto del 17 marzo 1997 e avere riconfermato la presenza, dal profilo emotivo, di uno stato di depressione con pianto facile, accompagnato da malessere generale e sensazione di freddo su tutto il corpo, ha fissato al 50% il tasso di inabilità lavorativa complessivo. 3.5.2 Analogo discorso vale quindi pure per l'attestato 13 febbraio 2001, nel quale il dott. B.________, dopo avere unicamente rilevato l'assenza di un miglioramento della patologia psichica e avere per il resto fatto stato di una situazione sostanzialmente non nuova, ha osservato che l'incapacità lavorativa rimaneva nella misura del 50-70%. 3.5.3 Né è tale da inficiare le conclusioni del Servizio X.________ la dichiarazione 3 maggio 2002 dello stesso dott. B.________. Questa, infatti, oltre a non apportare nuovi elementi che non fossero già sostanzialmente noti in precedenza, e a riferire in particolare, in contrasto con le tavole processuali, di una continua perdita di peso - passato dai 45 kg nel marzo 1997 ai 51 kg nel maggio del 2002 -, non tiene conto della discreta capacità di adattamento emersa in occasione del consulto del 27 maggio 2002 da parte della dott.ssa M.________ ed è pertanto incompleta. Detto certificato non sembra quindi considerare che l'interessata, come riferito ad es. ai periti del Servizio X.________, continuava, ancora nel maggio 2002, a lavorare al 40-50% quale gerente del ristorante - provvedendo alla direzione dell'esercizio, ai controlli della sala, all'accoglienza degli ospiti nonché, seppur con accresciuta fatica, al servizio ai tavoli -, e non spiega adeguatamente in che cosa consisterebbe la regressione riscontrata negli ultimi mesi giustificante il riconoscimento di un grado d'invalidità del 75%.