Citation: 6B_1219/2023 E. 8.2

8.2. Si tratta al riguardo di una contestazione di natura generica, con cui il ricorrente non sostanzia la violazione dei suoi diritti di difesa, ma rimette in discussione in modo generale la valutazione delle prove della CARP. Quanto al principio della presunzione di innocenza, riferito alla valutazione delle prove, esso non ha, come si è visto, una portata che oltrepassa quella del divieto dell'arbitrio (DTF 145 IV 154 consid. 1.1; 144 IV 345 consid. 2.2.3.3 e rinvii). Al riguardo, già si è detto che il ricorrente non si confronta con gli accertamenti di fatto e con la valutazione delle prove eseguiti dalla CARP e non li sostanzia pertanto d'arbitrio con una motivazione sufficiente. Disattende inoltre nuovamente che un'istanza probatoria dinanzi alla Corte cantonale è stata respinta con decisione del 24 maggio 2023 e non è stata puntualmente impugnata dal ricorrente spiegando le ragioni per cui il rifiuto di assumere le prove richieste sulla base di un apprezzamento anticipato della loro irrilevanza violerebbe il diritto di essere sentito e il divieto dell'arbitrio. Laddove contesta genericamente la mancata audizione di imprecisati testimoni che avrebbero potuto chiarire l'eventuale falsità dei documenti oggetto d'imputazione, il ricorrente disattende che la Corte cantonale ha accertato sulla base delle risultanze delle rogatorie agli atti che i documenti di cui al punto n. 2 dell'atto di accusa non sono autentici, ritenuto che i loro reali estensori non corrispondono a quelli indicati sugli stessi. Il ricorrente non si confronta con le risposte delle autorità estere alle domande di assistenza giudiziaria internazionale e con le risultanze istruttorie valutate dalla CARP (cfr. sentenza impugnata, consid. 4 e 5, pag. 15 segg.) : non sostanzia quindi arbitrio alcuno. Le censure ricorsuali non adempiono di conseguenza le citate esigenze di motivazione e sono inammissibili.