Citation: 4A_253/2020 E. 4.2

4.2. Il Tribunale arbitrale ha ritenuto che il diritto di acquistare, contenuto nell'art. 14 del contratto del 2004, una licenza di uso esclusiva a tempo indeterminato sul territorio italiano e della Repubblica di San Marino era condizionato dalla cessazione dell'attività di sviluppo del programma da parte degli attori. Ha considerato che quest'ultimi si erano spogliati dell'obbligo di sviluppo, modificando nel contratto del 2006 l'art. 8 nel senso che essi venivano esonerati da qualsiasi obbligo previgente e prevedendo che "la realizzazione di eventuali implementazioni di funzioni e l'inserimento di nuovi moduli dei Software, in modo che siano aggiornati, sarà effettuata a cura e spese" della convenuta, a cui competeva l'obbligo di informarli. Il lodo indica poi che il contratto del 2004 menzionava all'art. 11.1 una durata di tre anni rinnovabili, disposizione che è stata modificata nel 2006 nel senso di una durata a tempo indeterminato, ma con un periodo garantito di 15 anni (trascorso il quale qualsiasi parte era libera di recedere dall'accordo), che è stato modificato nel 2012 a 88 anni con l'eliminazione della possibilità di un recesso unilaterale. La maggioranza del collegio arbitrale ha quindi ravvisato la rinuncia definitiva all'attività di sviluppo in quest'ultimo contratto, non reputando plausibile che gli attori "preventivassero la possibilità di riprendere lo sviluppo del Software nell'anno 2100". Il Tribunale arbitrale ha pure negato che il lodo emanato nel 2009 in Italia comportasse un effetto di res iudicata sulla causa a lui sottoposta, indicando segnatamente che in base al diritto svizzero un tale effetto è limitato al dispositivo e non si estende ai motivi della sentenza arbitrale precedente.