Citation: 1A.305/1996 10.08.2000 E. 5

5.- Il ricorrente rimprovera inoltre all'Esecutivo cantonale di non avere esaminato la possibilità di un rimboschimento compensativo e di avere inoltre calcolato erroneamente la tassa di compensazione. a) L'art. 7 cpv. 1 LFo dispone che ogni dissodamento dev'essere compensato in natura nella medesima regione e principalmente con essenze stanziali. Eccezionalmente il compenso in natura può effettuarsi in altra regione per riguardo ad aree agricole privilegiate oppure a zone di pregio ecologico o paesistico particolare (cpv. 2); sempre in casi eccezionali, invece del compenso in natura si possono adottare provvedimenti a favoredellanaturaedelpaesaggio(cpv. 3);infine, sipuòdesisteredalcompensoinnaturaseilripristinodellasicurezza obblighi a dissodare, al livello di piena di corsi d'acqua, un'area invasa di recente dalla foresta (cpv. 4). L'art. 8 LFo prevede che i Cantoni riscuotano una tassa di compensazione se è stato rilasciato un permesso di dissodamento e si rinuncia eccezionalmente a un compenso in natura di valore uguale secondo l'art. 7 LFo; la tassa di compensazione corrisponde all'importo risparmiato e va destinata al finanziamento di provvedimenti per la conservazione della foresta. Secondo la giurisprudenza il solo compenso finanziario non può di massima entrare in considerazione, salvo il caso disciplinato dall'art. 7 cpv. 4 LFo, la tassa di compensazione dell'art. 8 LFo essendo infatti destinata a conguagliare differenze di valore nell'attuazione dei provvedimenti compensativi ai sensi dell'art. 7 cpv. 1 a 3 LFo (DTF 120 Ib 161 consid. 2, pubblicata anche in RDAT I-1995, n. 77, pag. 263 segg. ). b) Nel dispositivo della decisione impugnata il Consiglio di Stato, senza peraltro farlo precedere da alcuna motivazione in proposito, ha rilevato che le FART non erano nella condizione di provvedere al rimboschimento compensativo e che le piantagioni da loro proposte non rientravano in questo concetto: ha quindi fatto loro obbligo di versare un contributo di fr. 10.--/m2 "per l'esecuzione di un progetto di rimboschimento compensativo, approvato dal Cantone e dalla Confederazione". Nella risposta del 20 dicembre 1996 al ricorso di diritto amministrativo, la Divisione dell'ambiente del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino ha affermato, in modo generico, che la Sezione forestale cantonale e la Direzione federale delle foreste avevano di comune accordo deciso di affrontare in una prospettiva globale il problema dei rimboschimenti compensativi, elaborando alcuni progetti da sottoporre alla Direzione federale delle foreste e successivamente al Consiglio di Stato; la Divisione dell'ambiente ha quindi aggiunto che la tassa percepita costituiva un importo forfetario da destinare a tale rimboschimento. Premesso che non si tratta di un caso di applicazione dell'art. 7 cpv. 4 LFo, non risulta che le competenti Autorità forestali cantonali abbiano compiutamente esaminato se entrassero in considerazione un compenso in natura nella medesima regione secondo l'art. 7 cpv. 1 LFo, subordinatamente in un'altra regione secondo l'art. 7 cpv. 2 LFo, oppure provvedimenti a favore della protezione della natura e del paesaggio secondo l'art. 7 cpv. 3 LFo. Ora, diversamente da quanto prevedeva l'art. 26bis cpv. 3 dell'ordinanza di esecuzione del 1° ottobre 1965 della previgente LVPF, che conferiva ai Cantoni la facoltà, a titolo eccezionale, di riscuotere, in luogo del compenso in natura, un'equivalente somma di denaro, da utilizzare a breve scadenza per un rimboschimento compensativo, l'art. 8 prima frase LFo consente il prelevamento ad opera dei Cantoni di una simile tassa solo se "si rinuncia eccezionalmente a un compenso in natura di valore uguale giusta l' art. 7"; la tassa stessa "corrisponde all'importo risparmiato e va destinata al finanziamento di provvedimenti per la conservazione della foresta" (art. 8 seconda frase LFo; vedi pure art. 10 OFo [RS 921. 01]; DTF 120 Ib 161 consid. 2).