Citation: 6B_1326/2020 E. 2.2

2.2. Con la sua censura, il ricorrente sembra misconoscere la portata della sentenza di rinvio 6B_1055/2019 del 17 luglio 2020 (sull'effetto vincolante di una decisione di rinvio emanata dal Tribunale federale v. DTF 143 IV 214 consid. 5.2.1). Con tale sentenza il Tribunale federale ha rinviato la causa alla CARP affinché si pronunciasse "sulle richieste di indennizzo per il danno economico risultante dalla partecipazione necessaria al procedimento penale e alla riparazione del torto morale formulate con le istanze dell'aprile 2014" (sentenza 6B_1055/2019 del 17 luglio 2020 consid. 6). Si trattava dunque di statuire sulle richieste di indennizzo già presentate dal ricorrente nel corso del procedimento penale, il cui mancato esame aveva comportato un diniego di giustizia (sentenza citata 6B_1055/2019 consid. 4.2.4). Tale preciso compito è del resto espressamente menzionato nella sentenza impugnata, menzione a cui fa immediatamente seguito la constatazione della CARP per cui la causa era matura per il giudizio. La ripresa del procedimento essendo così circoscritta unicamente all'esame dell'istanza di indennizzo già inoltrata dal ricorrente, non si scorge quali ulteriori elementi avrebbe dovuto avanzare l'autorità precedente per soddisfare quella "motivazione dettagliata" esatta dall'insorgente. Del resto, neppure il ricorrente tenta di contestare che la causa fosse matura per il giudizio. Le deduzioni che cerca di trarre dal richiamo all'art. 107 cpv. 2 LTF sono errate. Innanzitutto questa norma concede solo la facoltà e non impone l'obbligo a questo Tribunale di giudicare nel merito, in caso di accoglimento del ricorso (BERNARD CORBOZ, in Commentaire de la LTF, 2a ed. 2014 n. 11 e 15 ad art. 107 LTF), indipendentemente dal fatto che la causa sia matura per il giudizio. Ciò posto, si osserva che in linea di principio un rinvio della causa si giustifica in particolare nel caso in cui l'autorità precedente fruisce di un potere d'apprezzamento (sentenza 4A_630/2020 del 24 marzo 2022 consid. 9.2). Orbene, il giudizio sulle pretese di indennizzo per il danno economico e la riparazione del torto morale implicava in concreto anche la valutazione delle prove presentate a loro sostegno, ambito in cui l'autorità precedente dispone per l'appunto di un vasto potere d'apprezzamento (v. DTF 143 IV 500 consid. 1.1). Non spettava certo a questo Tribunale, il cui compito è di vegliare alla corretta applicazione del diritto (v. art. 95 segg. LTF), di pronunciarsi quale prima e unica istanza sulle richieste di indennizzo fondate sull'art. 429 cpv. 1 lett. b e c CPP, privando in tal modo il ricorrente di un grado di giudizio (v. DTF 137 I 195 consid. 2.3.2 e 2.7). Il rinvio deciso con sentenza 6B_1055/2019 del 17 luglio 2020 non significava dunque minimamente che la causa non fosse matura per il giudizio. Poiché oggetto del rinvio era l'esame delle richieste di indennizzo e delle relative prove inoltrate dal ricorrente nell'aprile 2014, egli non illustra perché sarebbe stato necessario consentirgli di presentare osservazioni su atti procedurali di cui lui stesso è l'autore e a cui è per definizione associato (v. supra consid. 2.1). E in realtà egli rimprovera la CARP per non averlo invitato a inoltrare le "proprie richieste". È allora il caso di evidenziare che l'oggetto della vertenza definito con la sentenza di rinvio non può essere esteso (DTF 135 III 334 consid. 2). Di modo che non si giustificava di interpellare l'insorgente perché presentasse (nuove) "proprie richieste". La CARP non ha quindi violato il diritto di essere sentito del ricorrente. Gli art. 81 cpv. 3 lett. a e 406 cpv. 3 CPP, invocati nell'impugnativa, non gli accordano diritti più estesi di quelli sgorganti direttamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost.