Citation: 1A.14/2003 13.03.2003 E. 2

La ricorrente, che sottolinea la sua estraneità ai sospettati reati, rileva d'essere stata coinvolta nella rogatoria soltanto per aver conferito a X.________ una procura, che non sarebbe mai stata utilizzata, sulla sua relazione bancaria; adduce inoltre che l'avente diritto economico del conto, e cioè Y.________ come risulta dalla decisione impugnata, è una persona differente dall'inquisito. Gli atti di cui è ordinata la trasmissione non sarebbero pertanto rilevanti per il procedimento penale estero. L'assunto non regge. Poiché l'indagato X.________ aveva il diritto di firma sul conto, è palese che la documentazione possa interessare le Autorità inquirenti. Tra la relazione bancaria della ricorrente e l'inchiesta italiana sussiste chiaramente una relazione diretta e oggettiva. Incentrando, in pratica, il gravame sulla sua asserita qualità di società non implicata nel procedimento estero (cfr. l'abrogato art. 10 AIMP), la ricorrente misconosce che neppure l'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza. Basta infatti che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga; ora, questa eventualità si verifica per il conto litigioso sul quale aveva procura un indagato, e ciò senza che siano necessarie un'implicazione della ricorrente nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 227). Contrariamente all'assunto ricorsuale, l'utilità e la rilevanza potenziale della documentazione litigiosa per il procedimento estero non possono manifestamente essere escluse (DTF 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a e b). La consegna di informazioni su un conto di cui un indagato era titolare del diritto di firma, ed espressamente richieste dall'Autorità estera, è infatti giustificata e idonea a far progredire le indagini: la loro utilità potenziale è chiaramente data (DTF 126 II 258 consid. 9c).