Citation: 1C_193/2015 E. 2.2

2.2. Il ricorrente, limitandosi a criticare l'applicazione del principio della doppia punibilità alla fattispecie in esame, non dimostra tuttavia che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 LTF. D'altra parte egli, contravvenendo al suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), nemmeno si confronta con gli argomenti ritenuti al riguardo nella sentenza impugnata (consid. 5), nella quale è stato rettamente rilevato che il giudice dell'estradizione non deve procedere a un esame dei reati e delle norme penali menzionate nella domanda estera, ma semplicemente vagliare se, effettuata la dovuta trasposizione, i fatti ivi addotti sarebbero punibili anche secondo il diritto svizzero, ricordato che la punibilità secondo il diritto elvetico va determinata senza tener conto delle particolari forme di colpa e condizioni di punibilità da questo previste: insistendo sull'inapplicabilità dell'art. 260ter CP, il ricorrente parrebbe disattendere che i fatti incriminati non devono forzatamente essere caratterizzati, nelle due legislazioni, dalla medesima qualificazione giuridica (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc pag. 188 e rinvii; cfr. sentenza 1C_765/2013 del 27 settembre 2013 consid. 2.2). Ora, il TPF ha ritenuto che in concreto la condizione della doppia punibilità è adempiuta per ognuna delle diverse infrazioni oggetto della domanda di estradizione, in particolare anche riguardo alla truffa fiscale e alla fattispecie aggravata, qualora l'infrazione sia commessa da più persone di cui all'art. 97 cpv. 2 della legge federale del 12 giugno 2009 concernente l'imposta sul valore aggiunto (RS 641.20), come pure degli art. 14 cpv. 2 e 4 e art. 15 DPA (RS 313.0). Incentrando la sua argomentazione su pretese specificità dell'art. 416 CP italiano, il ricorrente non dimostra del resto che il ritenuto adempimento del requisito della doppia punibilità non sarebbe stato applicato conformemente alla costante prassi.