Citation: 2C_200/2013 E. 5.1

5.1. Sia il Consiglio di Stato che la Corte cantonale hanno lasciato aperta la questione del sussistere del motivo previsto dall'art. 63 cpv. 2 in relazione con l'art. 62 lett. b LStr (condanna ad una pena detentiva di lunga durata), poiché già andava ammesso il motivo previsto dall'art. 63 cpv. 2 in relazione con l'art. 63 cpv. 1 lett. b LStr (grave violazione o esposizione a pericolo dell'ordine e della sicurezza pubblici). Dette autorità ed in particolare il Tribunale amministrativo hanno infatti evidenziato che, almeno dal 1993, la presenza del ricorrente in Svizzera è stata caratterizzata da numerose azioni delittuose, sfociate in una serie di condanne per una pena detentiva complessiva di oltre 5 anni. In questo contesto, hanno in particolare rilevato che ciò che colpisce è l'impressionante serie di reati patrimoniali da lui commessi (segnatamente furto, danneggiamento, truffa e appropriazione indebita), il fatto che nemmeno gli ammonimenti intimatigli hanno sortito effetto sulla sua condotta e che anche con la recente condanna del 12 gennaio 2012 egli dimostra - una volta di più - di non volere o di non sapere adattarsi all'ordinamento vigente nel Paese che lo ospita, per il quale costituisce quindi un pericolo dal punto di vista dell'ordine e della sicurezza pubblici.