Citation: 6B_43/2022 E. 3.3

3.3. Il ricorrente, patrocinato da un avvocato, non sostiene ch'egli non potesse conoscere, segnatamente consultando la pagina internet delle autorità giudiziarie del Cantone Ticino, la composizione ordinaria della CRP, nel frattempo regolarmente presieduta dal Giudice Respini. Quanto al prospettato motivo di ricusa, non risulta che l'attuale Presidente della CRP abbia partecipato allo stesso procedimento penale in veste di Procuratore pubblico. Il fatto ch'egli svolgesse pure la funzione di Procuratore generale sostituto, e in precedenza quella di Procuratore pubblico capo, non è sotto questo profilo determinante e non fonda di per sé un motivo di ricusazione. Ciò in particolare ove si consideri che ogni Procuratore pubblico agisce autonomamente nell'ambito dei procedimenti di sua competenza (cfr. art. 67 cpv. 6 della legge ticinese sull'organizzazione giudiziaria, del 10 maggio 2006 [LOG; RL 177.100]). I compiti del Procuratore generale sostituto e del Procuratore pubblico capo concernono essenzialmente la direzione e l'organizzazione delle sezioni, rispettivamente delle sottosezioni, specializzate per materia (cfr. art. 65 cpv. 2 e 67 cpv. 5 LOG). Non implicano un intervento nell'inchiesta svolta effettivamente da un altro PP. Per il resto, il ricorrente non sostanzia circostanze concrete idonee a suscitare un'apparenza di prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità, tale da poter giustificare la ricusazione del Presidente della Corte cantonale. Egli si limita essenzialmente ad addurre che la sentenza impugnata si scosterebbe da quella precedente, del 22 dicembre 2017. Premesso che, nel suo primo giudizio, la CRP aveva essenzialmente ravvisato una violazione del diritto di essere sentito e aveva quindi formalmente rinviato gli atti al PP per una nuova decisione sulle spese procedurali e sulle pretese d'indennità degli imputati, eventuali considerazioni erronee nel nuovo giudizio sono censurabili mediante il rimedio di diritto esperito. Non costituiscono di principio un motivo di ricusazione, né fondano un sospetto di parzialità dell'attuale Presidente della CRP. Soltanto errori particolarmente gravi o ripetuti, che costituiscono violazioni gravi dei doveri del giudice, potrebbero eventualmente giustificare una ricusazione del magistrato (cfr. DTF 143 IV 69 consid. 3.2; 141 IV 178 consid. 3.2.3). Simili estremi non sono tuttavia ravvisabili nella fattispecie, né seriamente addotti dal ricorrente. Nella misura in cui è ammissibile, la censura è quindi infondata.