Citation: K 42/98 13.12.2001 E. 5

5.- L'obbligo di prestazione discendente dall'art. 17 lett. a, seconda cifra, OPre presuppone pertanto che la necessità di cura dentaria sia (stata) determinata da dislocazioni dentarie che hanno causato una malattia (ad esempio ascesso, ciste). a) La Cassa ricorrente censura in primo luogo l'operato della Corte cantonale per avere omesso di esaminare l'esistenza effettiva di dislocazione dei due denti del giudizio estratti. In particolare, l'assicuratore malattia osserva che i primi giudici non avrebbero verificato se anche lo spostamento orizzontale dei denti adempia questo requisito e, in caso affermativo, se a questo presupposto debba aggiungersi anche una deviazione dalla direzione assiale, come formulato nell'Atlante delle malattie con effetti sul sistema masticatorio edito dalla società svizzera di odonto-stomatologia (SSO). Sennonché, da un'attenta analisi del caso, la contestazione, addotta per la prima volta in sede federale, si appalesa infondata. Risulta infatti dagli atti, in particolare dai rapporti pre- e postoperatori del dott. V.________ e dalla valutazione 7 novembre 1996 del dott. R.________, che i denti estratti, completamente anchilosati nell'osso mandibolare, si trovavano in posizione non fisiologica - distesi, con la corona a contatto con il nervo mandibolare - a seguito di una loro rotazione di 90° rispetto all'asse normale di crescita. Fondandosi sulla definizione contemplata dall'Atlante SSO, alle cui indicazioni - peraltro non vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (DTF 124 V 351) - rimanda pure la Cassa ricorrente, il dott. R.________ ha rilevato che l'interessato presentava una siffatta dislocazione. Tale valutazione conferma anche la radiografia agli atti, dalla quale emerge chiaramente - anche a un profano in materia - che i due denti (38 e 48) erano collocati orizzontalmente e quindi in posizione anomala, analogamente a quanto riportato dall'Atlante ad esemplificazione del fenomeno. Se ne deve pertanto concludere che i due denti del giudizio estratti - contrariamente ai due ottavi superiori, la cui avulsione era pure inizialmente stata prospettata, ma in seguito lasciata cadere - erano deviati dalla posizione e dalla direzione assiale normali. Né d'altra parte il medico di fiducia della Cassa - la quale in sede cantonale si era, a ragione, limitata a contestare unicamente l'esistenza di uno spostamento dei denti del giudizio superiori - oppone argomentazioni di rilievo che impongano un diverso apprezzamento. La fattispecie in esame si differenzia pertanto sensibilmente da quella sottoposta a questa Corte nel predetto caso del 26 settembre 2001 in re Z., nel cui contesto la persona assicurata, a fronte dell'eccezione di mancata dislocazione sollevata sin dall'inizio dall'assicuratore malattia, si era solo limitata ad affermare, tramite il propriomedicocurante, cheidentiinteressatieranoinclusi ("retiniert"), senza perilrestocomprovareunostatodieffettivadislocazione. b) Posta questa prima premessa, occorre ora esaminare se l'attestata dislocazione dei due denti del giudizio abbia pure causato una malattia ai sensi dell'OPre. Risulta dagli atti all'inserto che l'intervento di avulsione dei denti (38 e 48) si è reso necessario a seguito di recidivanti inizi di ascesso, come hanno unanimemente attestato il dott. V.________, che ha eseguito l'intervento operatorio, il dott. B.________, medico curante dell'opponente sentito in sede di istruttoria cantonale e che, prima di indirizzare l'interessato dal chirurgo maxillo-facciale, aveva cercato di intervenire con cure medicamentose, e il dott. R.________. Così emerge che F.________ già agli inizi del 1995 aveva iniziato ad avvertire dolori nella zona interessata e vicina (37 e 47) e che, dopo una terapia a base di una sostanza battericida ritenuta efficace dal dott. B.________ quando l'ascesso è allo stato iniziale e il paziente cura in modo ottimale l'igiene della bocca, si è dovuto procedere all'estrazione dei denti per il persistere degli ascessi, che con il tempo sarebbero diventati non solo più frequenti ma anche più acuti. Ora, la Cassa ricorrente non contrappone a queste unanimi valutazioni considerazioni cha siano suscettibili di inficiarne l'attendibilità. L'assicuratore malattia rileva in particolare che un ascesso diagnosticato solo sulla base di sintomi radiologicamente non documentabili e che non è stato curato né mediante incisione né con l'utilizzo di garze di drenaggio in iodoformio non può essere considerato quale malattia grave ai sensi di legge, dimenticando tuttavia da un lato che lo stesso medico di fiducia della Cassa aveva in precedenza dato atto che (anche) un grave ascesso non è necessariamente ravvisabile da una radiografia, colpendo esso le parti molli, e dall'altro, per quanto attiene alle cure dispensate prima dell'intervento operatorio, che un'incisione e un drenaggio hanno potuto essere evitati grazie alla buona igiene orale dell'assicurato, come attestano le rilevanze istruttorie. Partendo dalla suesposta valutazione peritale, per cui una dislocazione che provoca la formazione di un ascesso, anche allo stato iniziale, comporta automaticamente un pregiudizio dell'apparato masticatorio, se ne deduce che le affezioni riscontrate in concreto (inizi recidivanti di ascesso), che non hanno potuto essere evitate, malgrado la buona igiene orale dell'interessato, con misure di profilassi - perlomeno per quanto attiene ai due ottavi inferiori - e che hanno anche colpito le strutture vicine dei denti 37 e 47, configuravano una malattia ai sensi dell'art. 17 lett. a, seconda cifra, OPre. Conclusione, questa, che peraltro si concilia perfettamente con il tenore grammaticale del testo di ordinanza, la quale indica appunto l'ascesso quale possibile malattia causata dalle dislocazioni di denti. c) Alla luce di quanto esposto si deve ritenere che l'estrazione dei due denti del giudizio in oggetto, essendo stata originata da dislocazioni che hanno causato una malattia ai sensi dell'art. 17 lett. a, seconda cifra, OPre, poteva, come ritenuto dai primi giudici, essere posta a carico dell'assicurazione sociale contro le malattie.