Citation: 2C_257/2022 E. 6.1

6.1. La fornitura di personale a prestito, nozione che non è definita nella legge, si riferisce alle relazioni tripartite tra un datore di lavoro (prestatore), un altro datore di lavoro (impresa acquisitrice) e un lavoratore (DTF 148 II 426 consid. 5.1; 148 II 203 consid. 3.3.2 e rispettivi rinvii; vedasi anche RÉMY WYLER ET AL., Droit du travail, 5a ed. 2024, pag. 96). Essa presuppone quindi, da un lato, un contratto di lavoro ai sensi degli artt. 319 segg. CO (contratto quadro) tra il prestatore e il lavoratore, completato da un contratto di missione (vedasi art. 19 LC; DTF 145 III 63 consid. 2.2.1; vedasi anche JULIEN BILLARANT, Pour une approche nouvelle du rapport de subordination en droit privé suisse du travail, 2020, pag. 222 segg.) e, dall'altro lato, un contratto di fornitura di personale a prestito (contratto sui generis) tra il prestatore e l'impresa acquisitrice (art. 22 LC; DTF 148 II 426 consid. 5.1; ROMAIN FÉLIX, Location de services versus autres contrats de prestations: critères de distinction, in: Panorama III en droit du travail, 2017, pagg. 779 segg., pag. 782; FABIAN LOOSER, Der Personalverleih, tesi 2015, pagg. 116 n. 350, 118 n. 355). L'esistenza di un contratto di lavoro è quindi un presupposto necessario affinché venga ammessa una situazione di fornitura di personale a prestito ai sensi della legge federale.