Citation: 5C.67/2001 04.04.2001 E. 3

3.- Secondo gli attori i giudici cantonali hanno violato gli art. 641 e 679 e 685 CC, ritenendo che la licenza edilizia vincola il giudice civile. È infatti il diritto federale che determina le conseguenze di una violazione delle regole sulle distanze a confine. Gli attori si sono poi tempestivamente opposti alla costruzione e non sussiste alcuna buona fede del costruttore. In concreto gli attori sembrano misconoscere che la Corte cantonale ha negato, in applicazione di diritto cantonale, che sfugge alla giurisdizione per riforma (art. 43 cpv. 1 OG), una violazione delle regole sulle distanze dal confine. Le censure addotte con il ricorso contro la nuova decisione del Tribunale d'appello a proposito delle distanze e quindi dell'applicazione delle norme di piano regolatore sono pertanto irricevibili (DTF 101 II 364 consid. 3a). Né si può rimproverare ai giudici cantonali una violazione del diritto federale per il fatto ch'essi applicano, per costante giurisprudenza, le disposizioni di piano regolatore con doppia valenza, ossia pubblica e privata, nello stesso modo e con gli stessi criteri con cui le applica l'autorità amministrativa, non scostandosi senza particolari motivi di natura viciniale, dalla sua decisione nei casi in cui già esiste: benché la decisione amministrativa non pregiudica quella civile, nulla impedisce le autorità cantonali di attenersi per principio agli stessi criteri e, se del caso alla decisione già presa in quella sede: si tratta infatti di diritto cantonale privato che i cantoni sono liberi di disciplinare e applicare, in punto alle distanze, in virtù dell'art. 686 CC (Meier-Hayoz, Commento bernese, n. 46 all'art. 680 CC). Un'eventuale censura contro l'applicazione di questi principi, trattandosi di diritto cantonale, dovrebbe ad ogni buon conto essere formulata con un ricorso di diritto pubblico e non nell'ambito della giurisdizione per riforma. La decisione impugnata, che considera conforme alle norme di piano regolatore il muro litigioso non può pertanto essere rivista e rimane confermata; per il che decadono anche le censure in punto alla tempestiva opposizione e alla mala fede del costruttore, sulle quali la sentenza impugnata non si esprime.