Citation: B 47/05 01.09.2006 E. 2

2.1 Nei considerandi dell'impugnata pronuncia, cui si rinvia, il primo giudice ha compiutamente esposto le norme e i principi generalmente applicabili in materia, rammentando come, secondo l'ordinamento in vigore fino al 31 dicembre 2004, nell'ambito della previdenza obbligatoria (art. 49 cpv. 2 LPP a contrario), giusta l'art. 41 cpv. 1 LPP i crediti che riguardano contributi o prestazioni periodici si prescrivano in cinque anni, mentre gli altri in dieci - gli articoli 129 a 142 CO essendo applicabili -, e in particolare come nell'ambito della previdenza più estesa siano direttamente applicabili gli art. 127 e 128 CO (DTF 117 V 332 consid. 4; Hans Michael Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge in der Schweiz, pag. 104; Hermann Walser, Weitergehende berufliche Vorsorge, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, pag. 70 cifra marg. 201). 2.2 Al giudizio impugnato può quindi essere prestata adesione pure per quanto concerne il rilievo della prescrittibilità, nella previdenza professionale, del diritto alla rendita d'invalidità in quanto tale ("Stammrecht"; diritto di base). Così il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte avuto modo di ricordare che questo diritto, non rivestendo carattere periodico, si prescrive in dieci anni dalla scadenza della prima prestazione arretrata conformemente all'art. 131 cpv. 1 CO (DTF 132 V 162 consid. 3, 117 V 332 consid. 4; sentenza del 4 agosto 2000 in re Hoirs F., B 9/99, riassunta in RSAS 2003 pag. 48) e che, una volta prescritto l'intero credito, si prescrivono anche le singole prestazioni (art. 131 cpv. 2 CO; DTF 117 V 332 consid. 4; sentenze del 5 giugno 2001 in re B., 6/01, riassunta in RSAS 2003 pag. 49, del 2 dicembre 2002 in re J., B 27/02, riassunta in RSAS 2003 pag. 437, e RSAS 1997 pag. 562 consid. 5b). Lo stesso Tribunale ha quindi precisato che in presenza di una decisione dell'AI, determinante per l'inizio della prescrizione non è la data del provvedimento, bensì l'insorgenza del diritto (RSAS 2003 pag. 49; Markus Moser, Die Zweite Säule und ihre Tragfähigkeit, tesi Basilea 1992, pag. 278). Esso ha inoltre soggiunto che, una volta prescritto il diritto di base a una mezza rendita d'invalidità della previdenza professionale, la prescrizione si estende anche al diritto alla rendita piena che si dovesse fondare su un grado d'invalidità superiore riveduto in seguito a una modifica della situazione (sentenza del 24 aprile 2003 in re V., B 91/02, riassunta in RSAS 2004 pag. 454). 2.3 Similmente, questa Corte ha osservato che, mentre il diritto all'esonero dal pagamento dei contributi, sancito per via di regolamento nell'ambito della previdenza più estesa, costituisce - quale pendant all'obbligo contributivo - un credito riguardante prestazioni periodiche soggiacente al termine di prescrizione più corto di cinque anni, il corrispondente diritto di base si prescrive nel termine di dieci anni (RSAS 1997 pag. 557 segg.). 2.4 In considerazione dei disposti regolamentari applicabili (art. 11.1 del Regolamento per la previdenza più estesa della "Cassa di Pensione dei Macellai", prevedente quali prestazioni assicurate in caso d'invalidità la rendita [dopo un periodo di attesa di 24 mesi] e l'esonero dal pagamento dei contributi [dopo un periodo di attesa di tre mesi]), il momento determinante per la nascita del diritto alla rendita d'invalidità poteva essere stabilito al più tardi al 29 giugno 1990 - vale a dire a distanza di 24 mesi dall'infortunio (29 giugno 1988) che aveva provocato all'assicurato una incapacità lavorativa di almeno il 40% (art. 11.3 del Regolamento) -, e quello per il diritto all'esonero dal pagamento dei contributi al 29 settembre 1988. 2.5 Nel corso della primavera del 2004, allorché l'interessato fece valere per la prima volta all'indirizzo della Cassa pensioni le proprie pretese, queste ultime (il diritto di base alla rendita d'invalidità e all'esonero dal pagamento dei contributi) erano così da tempo ampiamente prescritte, non essendo fino ad allora intervenuti idonei atti interruttivi della prescrizione (in virtù del differente oggetto della domanda non avrebbe nemmeno potuto essere considerata tale la richiesta di prestazioni AI formulata dal ricorrente nel gennaio 1993: v. per analogia RtiD 2005 I no. 12 pag. 40 segg., consid. 3.2.1 e 3.2.3 [sentenza 7 settembre 2004 della IIa Corte di diritto pubblico, 2P.327/2003]). 2.6 Di transenna si osserva che il diritto di base alle prestazioni della previdenza professionale sarebbe peraltro da considerarsi ampiamente prescritto anche qualora si volesse, per denegata ipotesi (il rinvio, giusta l'art. 26 cpv. 1 LPP, alle disposizioni della LAI per determinare la nascita del diritto alle prestazioni riferendosi al solo ambito della previdenza obbligatoria e non concernendo peraltro l'art. 48 cpv. 2 LAI [DTF 132 V 159]), ritenere quale dies a quo per la decorrenza del termine di prescrizione il 1° gennaio 1992, data a partire dalla quale l'AI - argomentando che, per l'art. 48 cpv. 2 LAI, le prestazioni AI potevano essere erogate all'assicurato, che si era annunciato tardivamente il 19 gennaio 1993, al più presto a partire dai dodici mesi precedenti la richiesta di prestazioni - aveva assegnato la rendita d'invalidità. 2.7 Nulla muta a tale conclusione il fatto che, a partire dal 1° gennaio 2005, il legislatore federale abbia disposto con il nuovo art. 41 cpv. 1 LPP, valevole anche per l'ambito della previdenza più estesa in virtù del rinvio di cui all'art. 49 cpv. 2 cifra 6 LPP, l'imprescrittibilità di principio dei diritti alle prestazioni purché gli assicurati non abbiano lasciato l'istituto di previdenza all'insorgere dell'evento assicurato (RU 2004 1677 1699; FF 2000 2383 segg. e 2397 seg.). Per i motivi esposti in entrata (consid. 1.3), questa nuova disposizione non è applicabile alla presente fattispecie non fosse altro perché oggetto della concreta disamina sono pretese che al momento della sua entrata in vigore erano già chiaramente prescritte o perente (DTF 132 V 165 seg. consid. 4.4.3). 2.8 Per il resto, vanamente l'insorgente invoca l'applicazione - diretta o per analogia - degli art. 24 e 25 LPGA per il versamento delle rendite arretrate, il Tribunale federale delle assicurazioni avendo già avuto modo di escludere simile applicabilità alla previdenza professionale (DTF 131 V 56 consid. 3.1, 128 V 240 consid. 2b).