Citation: 4P.197/2002 24.01.2003 E. 5

Secondo la ricorrente, l'autorità cantonale avrebbe commesso arbitrio negando che l'omissione del patrocinatore nella causa di divorzio le avrebbe causato un danno: in particolare adduce che la nozione di danno secondo il diritto federale sarebbe stata interpretata in modo completamente errato e che le prove offerte apprezzate in modo manifestamente insostenibile. Dopo aver menzionato l'art. 155 CPC/TI, essa conclude il suo esposto affermando che il rifiuto dell'assistenza giudiziaria "configura una violazione del diritto cantonale". 5.1 Giovi, di transenna, rilevare che gli art. da 155 a 162a CPC/TI, che regolavano l'assistenza giudiziaria nel procedimento civile ticinese, sono stati abrogati dalla legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) del 3 giugno 2002. Essi rimangono tuttavia applicabili alle domande presentate prima dell'entrata in vigore della nuova legge (art. 37 Lag), che risale al 30 luglio 2002. 5.2 L'art. 155 CPC/TI, menzionato nel ricorso, sanciva semplicemente il principio per il quale possono ottenere l'assistenza giudiziaria le persone fisiche che giustificano di non essere in grado di sopperire alle spese della lite. L'assenza di probabilità di esito favorevole, quale motivo specifico di rifiuto, era invece enunciata espressamente all'art. 157 CPC/TI. È su questo disposto che si fonda il giudizio impugnato, laddove spiega, riferendosi alla giurisprudenza ticinese, il significato dell'espressione "fumus boni iuris" quale presupposto per la concessione dell'assistenza giudiziaria. Ebbene, nell'atto ricorsuale questa norma non viene nemmeno menzionata. Di conseguenza il ricorso di diritto pubblico, che non prende in considerazione la norma fondamentale del diritto cantonale su cui poggia la sentenza impugnata e che non ne dimostra, pertanto, in modo puntuale l'applicazione arbitraria da parte dell'autorità cantonale, non adempie i requisiti di motivazione posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. Esso deve dunque essere dichiarato inammissibile. 5.3 Per completezza si può aggiungere che il gravame seguirebbe la medesima sorte anche qualora si volesse tenere in considerazione il diritto all'assistenza giudiziaria sancito dalla costituzione federale, giacché la ricorrente non espone alcuna argomentazione in tal senso né tantomeno menziona la norma di rango costituzionale che regola questa materia, ovvero l'art. 29 cpv. 3 Cost.