Citation: K 56/03 11.10.2004 E. 1

ogni altra richiesta dell'interessata è in questa sede improponibile, diversamente da quanto regolato dalla LAMI, conformemente all'art. 12 cpv. 2 e 3 LAMal, l'assicurazione malattia complementare praticata dagli assicuratori malattia è retta dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA), ne discende pertanto che al giudice delle assicurazioni sociali non possono più, di principio, essere deferite le liti, di natura privatistica, suscettibili di insorgere in questo ambito tra assicuratori e assicurati (DTF 124 V 135 consid. 3, con riferimenti di giurisprudenza e dottrina), nella misura in cui vengono fatte valere prestazioni risultanti da tale copertura complementare, il ricorso di diritto amministrativo non è ricevibile, il tema rientrando, per quanto detto, esclusivamente nella competenza del giudice civile, con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000 sono state apportate diverse modifiche all'ordinamento in materia di assicurazione malattie, nel caso in esame - nel quale la controversia verte sulle partecipazioni alle spese richieste dall'opponente per il periodo dal 26 novembre 1999 al 25 luglio 2000 - si applicano tuttavia le disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2002, poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 129 V 4 consid. 1.2 con riferimento), come già in sede cantonale, la ricorrente solleva in primo luogo censure riguardanti la tempestività degli atti amministrativi querelati, i primi giudici, richiamandosi a dottrina e giurisprudenza, hanno giustamente disatteso gli argomenti in proposito fatti valere dall'interessata, rilevando in particolare come il termine di cui all'art. 80 cpv. 1 LAMal, nel tenore applicabile, in vigore fino al 31 dicembre 2002, secondo il quale se l'assicurato non accetta una risoluzione dell'assicuratore, quest'ultimo deve emanare una decisione scritta entro 30 giorni a decorrere dall'esplicita domanda dell'assicurato, non fosse un termine perentorio bensì d'ordine, a tale esposizione può essere prestata adesione, non senza tuttavia soggiungere che il disposto legale in questione si riferisce alla decisione iniziale, relativamente al provvedimento su opposizione assumendo esso per contro solo valore indicativo (sentenza del 29 marzo 1999 in re O., K 155/97; cfr. pure DTF 125 V 188 e segg., secondo cui in assenza di una disposizione speciale sul termine entro il quale l'assicuratore contro le malattie deve statuire sull'opposizione, occorre richiamare i principi sviluppati dalla giurisprudenza in materia di ritardata giustizia, ipotesi questa manifestamente non realizzatasi nella fattispecie in esame), le considerazioni dell'autorità cantonale, la quale ha correttamente illustrato le norme di legge e di ordinanza disciplinanti la partecipazione ai costi assunti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 64 LAMal, art. 93, 94 e 103 OAMal), meritano poi di essere condivise anche per quanto concerne la fondatezza della pretesa di fr. 545.55 fatta valere dall'assicuratrice opponente nei confronti dell'insorgente, in questa sede basta ribadire - dopo aver ricordato che, conformemente all'art. 64 cpv. 8 LAMal, le partecipazioni ai costi non possono essere assicurate né presso una cassa malati né presso un istituto d'assicurazione privato - che una cassa malati può, nel caso di incasso forzato di premi assicurativi e di partecipazioni, qualora abbia iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima avere formalmente deciso in merito alla propria pretesa, rigettare un'eventuale opposizione a un precetto esecutivo emanando una decisione formale riferentesi all'esecuzione in corso (DTF 121 V 110 consid. 2 con riferimenti), si rileva inoltre che, conformemente alla giurisprudenza, un assicuratore malattia può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate dalla mora dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese siano addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino - come si avvera nel presente caso - una regolamentazione al riguardo (DTF 125 V 276), anche per quel che concerne poi l'asserita violazione del codice penale può essere fatto riferimento alle considerazioni dell'autorità cantonale, la quale, per quanto di sua competenza, e senza disporre un sequestro degli atti né l'allestimento di una perizia, ha respinto l'addebito di falsificazione di documenti mosso nei confronti dell'assicuratrice opponente, osservando tuttavia che l'insorgente era naturalmente libera di sottoporre la fattispecie al Ministero pubblico, con possibilità, in caso di accertato crimine o delitto, di chiedere la revisione della sentenza resa dal giudice delle assicurazioni sociali (cfr. gli art. 135 e 137 lett. a OG), le conclusioni dei primi giudici, fondate su un esame oggettivo degli atti, che devono ritenersi completi e comunque sufficienti a statuire, reggono di fronte alle critiche prolisse e assai confuse della ricorrente, in sostanza, l'interessata non riesce a spiegare in maniera precisa e convincente in quale misura il giudizio impugnato sarebbe arbitrario e parziale, né si può affermare che la pronuncia stessa sia lesiva del diritto federale e delle norme costituzionali, rispettivamente contraria al principio della parità di trattamento, in simili circostanze il ricorso dev'essere respinto e la pronuncia di primo grado confermata, giusta l'art. 159 cpv. 2 OG, in relazione con l'art. 135 OG, nelle procedure di ricorso di diritto amministrativo davanti a questa Corte, nessuna indennità per ripetibili è, di regola, assegnata alle autorità vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico, ciò vale anche per gli assicuratori malattia (DTF 118 V 169 consid. 7; cfr. pure DTF 126 V 150 consid. 4a), il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: