Citation: 4A_101/2008 04.08.2008 E. 3

La sentenza impugnata può essere divisa in tre parti: nella prima è stato inquadrato il tema della lite (3.1); nella seconda sono stati esaminati nel dettaglio gli argomenti sollevati dalle società attrici (3.2) e nella terza sono stati definiti i limiti del dispositivo (3.3). 3.1 Il Tribunale d'appello ha innanzitutto premesso che, non potendo esaminare come istanza unica l'applicazione del diritto sulle associazioni, esso avrebbe giudicato la causa sulla sola base della legislazione sui cartelli. A questo proposito, è stato preliminarmente ricordato il contenuto del parere allestito dal Segretariato della COMCO il 14 novembre 2002 - di cui già si è detto al consid. B.b - con la precisazione ch'esso non ha comunque carattere vincolante per il giudice civile. La Corte cantonale ha quindi specificato che l'attuale controversia verte sulla convenzione del 2002. Agli atti figura invero anche una versione del 2004, la quale segue le raccomandazioni del Segretariato della COMCO e non prevede più il divieto per i soci di prestare soccorso stradale anche per conto di terzi. Quest'ultimo documento, non firmato e mai menzionato negli allegati di causa, è però stato ritenuto dai giudici ticinesi "irrilevante" nella presente vertenza; tanto più che il teste D.________ ha riferito di conoscerne l'esistenza ma di non sapere se l'atto sia in vigore e che il teste E.________ ha detto che l'unico regolamento A.________ è quello del 2002. 3.2 Venendo all'esame degli argomenti sollevati dalle due società a cui è stata negata la riammissione fra i soccorritori stradali A.________, l'autorità ticinese ha in primo luogo stabilito che quest'associazione non domina il mercato nel senso degli art. 7 e art. 4 cpv. 2 LCart e che la riorganizzazione del suo servizio d'intervento stradale, in quanto tale non contestata, risponde a esigenze d'efficienza ed economicità. Il litigio si riduce pertanto all'esame della legittimità, sotto il profilo dell'art. 5 cpv. 1 LCart, delle clausole n. 1 penultimo capoverso e n. 2 lett. b primo capoverso della convenzione 10 luglio 2002, che vietano ai firmatari di prestare soccorso stradale per conto o su richiesta di altri enti. A mente dei giudici cantonali tale limitazione, nella misura in cui va al di là dell'obbligo di rispettare gli impegni presi con A.________, segnatamente la prontezza d'intervento durante il servizio di picchetto, intralcia notevolmente la concorrenza. Non essendosi l'associazione prevalsa di motivi di efficienza economica (art. 5 cpv. 2 LCart) le due clausole in discussione sono state giudicate illecite e nulle ex tunc. 3.3 La Corte cantonale si è infine chinata sul dispositivo, ricordando che l'art. 12 cpv. 1 lett. a LCart limita l'intervento del giudice alla soppressione o cessazione dell'ostacolo della concorrenza, ma che l'art. 13 LCart gli permette anche di ordinare, su richiesta, che un contratto sia in tutto o in parte nullo (lett. a) oppure di obbligare il responsabile della limitazione a concludere contratti conformi al mercato e alle condizioni usuali del settore economico (lett. b). Ora, con la petizione le due società hanno chiesto di essere ammesse quali soccorritori nell'ambito della convenzione A.________ del 10 luglio 2002, domanda che, a mente dell'autorità cantonale, potrebbe corrispondere a quanto prevede l'art. 13 lett. b LCart. Tuttavia, siccome la riorganizzazione del soccorso stradale stabilita dall'associazione è di per sé giustificata da ragioni oggettive e il principio di proporzionalità impone sempre di scegliere la soluzione meno incisiva, i giudici ticinesi hanno reputato sufficiente dichiarare nulle le due clausole controverse, in conformità con l'art. 13 lett. a LCart, osservando che la nullità può comunque essere accertata d'ufficio.