Citation: 2C_326/2023 E. 2.3

2.3. Come emerge dalla sentenza impugnata, nel corso dell'interrogatorio svoltosi il 5 agosto 2019 presso la Polizia cantonale il ricorrente - reso attento che era sentito in relazione alla sua presenza nel nostro Paese, ciò che poteva avere delle ripercussioni sulla sua autorizzazione di soggiorno - ha espressamente ammesso che egli si trovava all'estero per un periodo ben superiore ai sei mesi nell'arco dell'anno (cfr. sentenza impugnata pagg. 11 segg., consid. 5). Di fronte a queste dichiarazioni rilasciate allorché era stato informato del motivo del suo interrogatorio e delle eventuali conseguenze che ne potevano derivare, limitarsi adesso ad addurre, in maniera non meglio precisata, che le stesse sono state poi chiarite non è sufficiente per dimostrare un'interpretazione arbitraria dei fatti da parte delle autorità cantonali. Riguardo invece all'argomento secondo cui la sua deposizione non potrebbe essere assimilata ad una notifica di partenza ai sensi dell'art. 61 cpv. 1 lett. a LStrI, lo stesso è del tutto inconferente perché non è una problematica oggetto di disamina. Su questo punto il ricorso si rivela pertanto privo di pertinenza.