Citation: H 315/03 27.01.2005 E. 5.3

Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS, nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 2002, se, nonostante diffida, una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni necessarie per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione d'ufficio. In proposito l'art. 38 cpv. 1 OAVS prevede che se entro il termine fissato non sono fornite le indicazioni necessarie per il regolamento dei conti oppure non sono pagati i contributi del datore di lavoro o quelli dei salariati, la cassa di compensazione deve fissare i contributi dovuti mediante tassazione d'ufficio. La cassa di compensazione è autorizzata a emanare una decisione di tassazione in base ad un esame sul posto della situazione (art. 38 cpv. 2 prima frase OAVS). Se quindi non vi è contabilità oppure i documenti presentati risultano insufficienti per permettere le verifiche e gli accertamenti necessari, la cassa può fissare l'importo dei contributi solo tramite apprezzamento. In tale ipotesi l'amministrazione deve chiarire i fatti con cura e sforzarsi di riunire tutti gli elementi utili affinché la stima eseguita si fondi su dati controllabili e rispetti i limiti posti dal potere di apprezzamento di cui dispone (RCC 1962 pag. 32 consid. 2). L'emanazione di una tassazione d'ufficio, in cui i salari soggetti a contributo sono menzionati in forma di stima, è in particolare ammissibile quando la cassa si trovi nell'impossibilità di stabilire nel modo preciso preteso dalla legge detti salari, per l'inadempienza del datore di lavoro il quale, malgrado comminatoria, omette di fornire in tempo utile i dati necessari per la determinazione dei contributi paritetici (DTF 118 V 71 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata).