Citation: 1C_486/2017 E. 2.6

2.6. Circa l'accertamento dei fatti, il ricorrente rileva che il Tribunale cantonale amministrativo, in parziale accoglimento di un suo primo ricorso, aveva annullato la decisione governativa per violazione del diritto di essere sentito (carenza di motivazione) e rinviato l'incarto al Consiglio di Stato al fine di interpellare l'esperto e specificare nel dettaglio le manchevolezze rimproverategli (sentenza del 18 ottobre 2016 n. incarto 52.2015.426). A torto egli accenna a un ulteriore diniego formale di giustizia e a una nuova violazione del suo diritto di essere sentito a causa della pretesa carente motivazione anche della successiva decisione governativa, vizio che la Corte cantonale non avrebbe potuto sanare in considerazione del suo limitato potere d'esame. Come a ragione ritenuto dai giudici cantonali, la decisione governativa, esprimendosi sui punti essenziali e pertinenti dell'oggetto del litigio, adempie infatti le esigenze di motivazione imposte dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 142 II 154 consid. 4.2 pag. 157) e il ricorrente ha potuto prendere conoscenza ed esprimersi su tutti gli atti di causa (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17; 143 V 71 consid. 4.1 pag. 72). La censura concerne del resto il merito della vertenza, poiché al riguardo il ricorrente fa valere che la decisione impugnata contraddirebbe gli accertamenti e le conclusioni di quella precedente, con la quale il suo ricorso era stato parzialmente accolto. La critica non regge, ritenuto che, in seguito al complemento degli atti e all'acquisizione della nota del 21 novembre 2016 dell'esperto, la Corte cantonale, contrariamente alla sua precedente sentenza, ha esaminato nel merito le censure. Del resto, l'opinabile obiter dictum, contenuto nella precedente sentenza, secondo cui non si sarebbe potuto imputare al ricorrente d'aver tenuto un comportamento nel complesso gravemente insicuro durante lo svolgimento della corsa, formulato sulla base di accertamenti incompleti e nel quadro di una decisione limitata all'esame di questioni formali, non contraddice il giudizio di merito differenziato e ragionevolmente differente, fondato su una valutazione complessiva dei fatti e delle prove. Nella nota del 21 novembre 2016 l'esperto ha precisato lo svolgimento della corsa, osservando che durante la stessa il clima era tranquillo e rilassato, ch'essa è stata eseguita e giudicata secondo le relative direttive e non come un esame pratico di guida, tenendo anche conto del bagaglio di conoscenze del ricorrente, al quale erano stati spiegati gli errori rimproveratigli e che questi li aveva ammessi e accettati. I generici e appellatori accenni di critica a questi fatti e circostanze non li fanno apparire come addirittura insostenibili e quindi arbitrari.