Citation: 4A_62/2013 E. 5.3

5.3. Nella fattispecie giova innanzi tutto osservare che avendo la Corte cantonale accertato lo svolgimento di un viaggio alla settimana (della durata complessiva di 8 ore) nelle succursali d'oltralpe fuori dagli orari lavorativi, la questione dell'onere della prova è divenuta senza oggetto (DTF 132 III 626 consid. 3.4). La ricorrente abbozza invero una censura di apprezzamento arbitrario delle prove a tal proposito, in cui però si limita a inammissibilmente (sopra, consid. 2) proporre una sua lettura appellatoria di alcune testimonianze agli atti. Inoltre l'attore risultava essere, tranne nel breve periodo in cui era iscritto a registro di commercio quale amministratore unico della ricorrente, solo il responsabile delle succursali e dei relativi negozi. Contrariamente a quanto sostenuto nel gravame esistevano quindi - anche formalmente - degli organi della ricorrente, che rivestivano peraltro un rango superiore a quello dell'attore. In ragione della riconoscibilità della necessità delle menzionate trasferte, questi avrebbero potuto interessarsi al numero di ore supplementari effettuate (cfr. DTF 129 III 171 consid. 2.4). In queste circostanze la ricorrente non può nemmeno essere seguita, quando ritiene che la Corte cantonale abbia protetto un abuso di diritto. Senza pertinenza si rivela infine l'affermazione secondo cui l'attore sarebbe stato un dirigente, atteso che l'art. 321c CO vale anche per tale categoria di lavoratori quando la durata del lavoro è stabilita contrattualmente (DTF 129 III 171 consid. 2.1). Ora, nemmeno la ricorrente contesta che il CCL in concreto applicabile fissasse tale durata.