Citation: I 204/01 20.08.2001 E. 2

2.- Nell'impossibilità di effettuare un paragone dei redditi e in assenza di dati economici e fiscali sufficientemente affidabili, i giudici di primo grado hanno applicato il cosiddetto metodo straordinario per determinare il grado d'invalidità dell'assicurato dal 1° luglio 1998 al 31 dicembre 1999 nell'ambito dell'attività indipendente. Sulla scorta delle informazioni fornite dall'assicurato medesimo, essi hanno innanzitutto stabilito che, prima dell'insorgere del danno alla salute e del suo aggravamento, il richiedente svolgeva da un lato un'attività principale indipendente di architetto che lo occupava nella misura del 70% e dall'altro, per il restante 30%, varie attività salariate accessorie. Aderendo alla valutazione dell'amministrazione, che ha analizzato nel dettaglio le ripercussioni delle affezioni lamentate sul rendimento nei singoli settori dell'attività principale (direzione, amministrazione, offerte e liquidazioni, progettazione e disegno, direzione lavori in cantiere), la Corte cantonale ha in seguito riconosciuto all'assicurato una incapacità di guadagno del 60% in questo ambito in considerazione soprattutto della grave patologia agli occhi. In particolare, gli è stata attestata una piena inabilità nella direzione dei lavori - campo rappresentante il 30% dell'attività complessiva -, non potendo egli più garantire la presenza sui cantieri. Ampiamente limitata è stata considerata anche la capacità di rendimento nel settore della progettazione - la cui incidenza sull'attività globale è stata stabilita al 35% e la cui limitazione fissata al 20% - come pure in quello della preparazione di offerte e liquidazioni (la cui quota è scesa dal 15% al 5%). Inalterata è invece stata ritenuta la capacità di lavoro nella direzione e amministrazione dell'azienda, la cui incidenza sull'attività complessiva è stata valutata al 20%. Sulla base di questi elementi i primi giudici hanno fissato la perdita di guadagno nella professione principale al 42% (limitazione del 60% in attività svolta nella misura del 70%), rilevando che anche tenendo conto di un ulteriore scapito del 10% per le asserite, ma difficilmente comprovabili, difficoltà nell'acquisizione e nel contatto con la clientela, il grado d'invalidità si assesterebbe al 49%, senza tuttavia raggiungere la soglia limite necessaria per maturare il diritto alla mezza rendita.