Citation: 4P.213/2004 18.01.2005 E. 3

In sede di appello le ricorrenti hanno affermato che l'opponente avrebbe dovuto agire conformemente a quanto prescritto dalle citate norme di legge nei primi mesi del 1996, quando ha preso conoscenza del rapporto di esercizio per il 1995, dal quale emergeva inequivocabile il sovraindebitamento della società. 3.1 La Corte cantonale ha invece stabilito che la conoscenza del rapporto d'esercizio per il 1995 - e, di conseguenza, della situazione fallimentare della società - non può essere fatta risalire all'inizio del 1996. Il revisore della fallita, fiduciario di professione e dunque cognito del diritto societario, ha infatti dichiarato in sede testimoniale che il bilancio dell'esercizio 1995 era stato presentato in ritardo poiché i conti non erano pronti. Visto che per legge il bilancio deve essere sottoposto all'assemblea generale entro 6 mesi dalla chiusura dell'anno contabile (art. 699 cpv. 2 CO) e deve dunque essere giocoforza allestito prima di tale scadenza, la Corte ticinese ha dedotto dalla dichiarazione del teste che il bilancio 1995 non era stato presentato entro il 30 giugno 1996 bensì - atteso che il rapporto del revisore reca la data del 13 dicembre 1996 e che, come dichiarato sempre dal medesimo teste, qualche giorno prima egli aveva avuto modo di discuterne con gli organi della fallita - tra il luglio e il dicembre 1996. In tali circostanze, hanno proseguito i giudici cantonali, non è possibile stabilire con certezza, né con una certa approssimazione, se ed eventualmente in quale misura il comportamento passivo dell'opponente - che non aveva ritenuto di agire secondo quanto previsto dall'art. 725 CO - possa aver causato il danno vantato dalle società. La responsabilità dell'opponente per il danno derivante dal mancato pagamento delle fatture emesse dalle ricorrenti prima degli inizi di dicembre 1996 è stata pertanto negata. 3.2 Egli non è stato chiamato a rispondere nemmeno per il danno corrispondente alle fatture emesse dopo tale data. L'istruttoria di causa ha infatti permesso di accertare che l'opponente ha rassegnato le dimissioni da membro del consiglio di amministrazione della fallita il 2 dicembre 1996 e che, stante l'inazione del presidente del consiglio, ha successivamente provveduto ad inoltrarle direttamente al registro di commercio che le ha per finire pubblicate sul FUSC il 23 gennaio 1997. Ciò significa che l'opponente avrebbe potuto eventualmente essere reso responsabile per il periodo che va dall'inizio dicembre 1996 - quando ha preso conoscenza del rapporto di revisione - sino alla metà di quel mese (data alla quale la sua iscrizione a RC sarebbe stata verosimilmente cancellata qualora le sue dimissioni fossero state tempestivamente inoltrate al registro di commercio) rispettivamente al 24 gennaio 1997. Sennonché le società non hanno provato se e in che misura le fatture si riferissero ad ordinazioni avvenute nel periodo in cui la responsabilità era innescata. Ritenuto che tale prova avrebbe potuto venir fornita, ad esempio versando agli atti la documentazione relativa alle ordinazioni, di cui non è pretesa l'inesistenza, i giudici ticinesi hanno escluso la sussistenza dei presupposti per poter applicare l'art. 42 cpv. 2 CO. 3.3 Alla luce di tutto quanto esposto la Corte ticinese ha concluso per la conferma della reiezione integrale della petizione.