Citation: 5A_942/2020 E. 2.3.1

2.3.1. A suo dire, la decisione di togliere il blocco a registro fondiario sarebbe arbitraria per il fatto che esporrebbe la famiglia al rischio di alienazione del fondo da parte della moglie e pertanto di seri problemi economici: ella avrebbe infatti già eroso tutti gli altri averi familiari (sia mediante vendita sia indirettamente provocandone il pignoramento con il mancato pagamento delle spese correnti familiari che le incombevano, come le spese ipotecarie, le spese condominiali o le imposte), mentre il marito, ormai prossimo alla pensione, avrebbe a disposizione per la famiglia soltanto una rendita minima. Il ricorrente ribadisce poi di aver finanziato l'acquisto del fondo in oggetto con mezzi propri prima del matrimonio e di non averlo potuto intestare a suo nome "per motivi di LAFE", ciò che la moglie avrebbe confermato diverse volte in sede di interrogatorio nella presente procedura. Attraverso le sue affermazioni (peraltro in gran parte fondate su fatti che non sono stati accertati dall'autorità precedente) il ricorrente si limita a criticare in maniera generica ed appellatoria la sentenza impugnata e non si confronta minimamente con la motivazione sviluppata dai Giudici cantonali, i quali hanno spiegato in modo dettagliato e pertinente per quale ragione non vi siano in concreto le condizioni che giustifichino l'emanazione di una restrizione del potere di disporre del fondo. La censura non sostanzia minimamente l'arbitrio né nell'applicazione del diritto né nell'accertamento dei fatti, e risulta quindi inammissibile (v. supra consid. 1.2 e 1.3).