Citation: P 36/00 09.05.2001 E. 1

1.- Nei considerandi dell'impugnata pronunzia l'autorità di ricorso cantonale ha correttamente illustrato le norme applicabili in concreto. A questa esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione. Il primo giudice ha segnatamente evidenziato che lo scopo della prestazione complementare è di garantire un reddito minimo per fare fronte a fabbisogni vitali minimi riconosciuti dalla legislazione federale in materia (Messaggio del Consiglio federale concernente la 3a revisione della legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI, FF 1997 I 1091 segg.). Come pertinentemente rilevato, gli importi fissati dalla legislazione in materia di prestazioni complementari assumono la duplice funzione di limitare il fabbisogno minimo riconosciuto e di garantire un reddito minimo (DTF 121 V 205 consid. 4a e riferimenti ivi citati; Thomas Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2a ed., Berna 1997, § 44 n. 3). Nel determinare questi limiti, il legislatore riconosce che l'assicurato è esposto a delle spese ordinarie indispensabili (di alloggio, di cura medica, ecc.) alle quali deve potere far fronte per assicurarsi l'esistenza e che gli vengono appunto garantite dalle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, 2a ed., Basilea 1994, pag. 179). In quest'ottica, limitatamente alle spese di alloggio, il legislatore ha fissato in fr. 12'000.- annui il limite massimo di pigione riconosciuta per le persone sole (art. 5 cpv. 1 lett. b LPC).