Citation: 1A.251/2000 19.06.2001 E. 2

2.- In via preliminare il ricorrente fa valere che la decisione impugnata, carente di motivazione, violerebbe gli art. 29 cpv. 2 Cost. (e il previgente art. 4 vCost.) e 80d AIMP e sarebbe, pertanto, nulla. Dal diritto di essere sentito discende, tra l'altro, il diritto di ottenere una decisione motivata: questa esigenza ha essenzialmente lo scopo di permettere da un lato agli interessati di afferrare le ragioni alla base della decisione e di impugnarla con cognizione di causa, e dall' altro all'Autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa in fine, 97 consid. 2b, 124 II 146 consid. 2a, 123 I 31 consid. 2c). Il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che, in quest'ambito, le garanzie contenute nella AIMP non conferiscono una protezione più estesa (art. 80d AIMP; DTF 124 II 184 consid. 3 inedito, apparso in Rep 1998, pag. 152 segg.). Esso ha ritenuto che, nel caso di una decisione avente per oggetto unicamente la trasmissione delle informazioni richieste, l'indicazione degli atti da trasmettere, con la considerazione ch'essi non parrebbero, "prima facie", inutili per il procedimento penale estero (esame limitato alla rilevanza potenziale, DTF 122 II 367 consid. 2c, 112 Ib 576 consid. 14a pag. 604), adempie l'obbligo di motivazione poiché permette agli interessati di opporsi con conoscenza di causa alla trasmissione. La decisione impugnata, indicando la relazione diretta sussistente tra il conto litigioso e i prospettati reati, adempie tali esigenze. Del resto, un'eventuale violazione del diritto di essere sentito può essere sanata nell'ambito della presente procedura di ricorso (DTF 124 II 132 consid. 2d, 117 Ib 64 consid. 4 pag. 87; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 265, 273).