Citation: 6B_1020/2023 E. 4.1

4.1. La ricorrente censura la valutazione delle proprie dichiarazioni, contestando segnatamente di aver cambiato versione, come arbitrariamente ritenuto dalla CARP. In realtà l'insorgente avrebbe semplicemente fornito in un secondo tempo la spiegazione sul motivo per cui si sarebbe verificata la svista, indicando quindi le "possibili e verosimili cause della svista". Solo dopo aver subito un'ulteriore operazione a fine 2020 e averne constatato le conseguenze, avrebbe potuto attribuire la svista, che inizialmente non si spiegava, agli effetti collaterali dell'anestesia e della terapia post-operatoria, quest'ultima in particolare comportando conseguenze temporanee sulla memoria e sulla capacità cognitiva che la CARP non avrebbe considerato. Rileva che il problema dell'errata fatturazione sarebbe stato sollevato dalla cassa malati otto mesi dopo la sua emissione, ovvero quando una persona potrebbe, come avvenuto in concreto, "dimenticare [...] di aver avuto dei problemi e di concentrazione", e i suoi ricordi potrebbero ormai essere "sfuocati". La ricorrente sostiene poi che la successiva mancata correzione della fatturazione sarebbe riconducibile anch'essa a una "semplice dimenticanza", potendo peraltro ritenere in buona fede di aver allestito e inviato una fattura corretta. Senza considerare tutto ciò, la CARP avrebbe in modo insostenibile e arbitrario pronunciato la condanna della ricorrente, da essa ritenuta non credibile a causa di un cambiamento di versione in realtà mai avvenuto. La "tesi" dell'autorità cantonale non sarebbe inoltre "accettabile", ma "arbitraria e contraria al diritto", tenuto conto peraltro dell'importo molto esiguo della sovrafatturazione, pari a fr. 349.--, e dell'alto rischio che la cassa malati se ne accorgesse, in quanto assicuratore sia dell'insorgente sia di C.A.________. Tali elementi non sarebbero stati considerati determinanti dalla CARP, senza alcuna motivazione al riguardo, violando così anche il diritto di essere sentito. "Nessuna persona sana di mente avrebbe mai agito intenzionalmente" in ragione sia della "cifra irrisoria" sia del fatto che "l'ente truffato sarebbe praticamente stato in misura di scoprire senza nessun problema quanto successo", il pericolo in tal senso essendo comunque "molto serio e concreto". La ricorrente rimprovera anche la Corte cantonale per non aver considerato che non sarebbero emersi altri episodi di sovrafatturazione, quella in giudizio essendo l'unico rilevato e quindi un fatto estemporaneo. Ciò che, unitamente agli altri elementi, confermerebbe si sia trattato unicamente di una svista e non di un atto intenzionale. La CARP non avrebbe analizzato la fattispecie nella sua globalità.