Citation: 4A_288/2017 E. 3

Per le ricorrenti la sentenza cantonale viola l'art. 45 cpv. 3 CO e la nozione giuridica del danno. A parer loro, quando l'economia domestica sotto esame non presenta elementi divergenti rispetto ai nuclei famigliari considerati nelle statistiche, circostanza che si verificherebbe nel loro caso, il danno casalingo può essere determinato sulla base delle sole tabelle RIFOS, a prescindere da " dati di fatto aggiuntivi " e da "elementi probatori ausiliari". Secondo le ricorrenti il Tribunale di appello si sarebbe scostato senza motivare dall'apprezzamento effettuato dal Pretore, il quale, applicando l'art. 42 cpv. 2 CO e basandosi sulla comune esperienza della vita e sull'ordinario andamento delle cose, aveva ritenuto che l'economia domestica della famiglia A.________ corrispondesse alle "ricorrenze statistiche". Così facendo l'autorità cantonale avrebbe violato anche l'art. 29 Cost. Inoltre, addossando loro l'onere di fornire prove non necessarie, invece di esigere dagli opponenti la dimostrazione "che le ricorrenze statistiche non si attagliassero alla fattispecie", l'autorità cantonale avrebbe leso anche l'art. 8 CC. Tanto più che la possibilità di portare prove concrete sulle attività domestiche svolte dal defunto era loro preclusa, poiché il codice processuale ticinese impediva alle parti di proporre l'interrogatorio formale di sé stesse. Gli opponentiavrebbero invece potuto pretendere l'interrogatorio delle ricorrenti; lo avevano in effetti chiesto, per rinunciarvi però nel corso dell'istruttoria. Nel capitolo finale le ricorrenti riprendono le predette argomentazioni e concludono che la sentenza cantonale viola, oltre alle norme citate, anche il divieto dell'arbitrio, perché suscita "un particolare sentimento di ingiustizia e di iniquità ".