Citation: 6B_1146/2018 E. 4.7

4.7. Il ricorrente critica il fatto che la CARP ha ritenuto che la tesi difensiva secondo cui egli avrebbe "dosato" i colpi inferti alla vittima è in contraddizione con quella di avere agito sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, che avrebbero influito sulle sue capacità di intendere e di volere. Ritenuto che il medico legale non avrebbe stabilito le cause certe delle ferite sulla vittima e considerato ch'egli era un giovane calciatore d'élite, non completamente incapace al momento dei fatti, il ricorrente sostiene che, in applicazione del principio "in dubio pro reo", occorrerebbe accertare la versione a lui più favorevole, vale a dire quella di avere dosato i colpi inferti alla vittima. Premesso che il medico legale non ha accertato ferite superficiali, ma lesioni rilevanti di natura contusiva alla testa delle vittima, che ha ritenuto riconducibili a calci e pugni e compatibili con la descrizione fornita dalla testimone, il ricorrente disattende che la Corte cantonale ha pure accertato ch'egli stesso ha dichiarato "di non averci più visto"e di essersi lasciato prendere dalla "foga del momento". Il ricorrente non si confronta specificatamente con questo accertamento e non lo sostanzia quindi di arbitrio. Omette inoltre di considerare ch'egli ha continuato a colpire la vittima quando giaceva al suolo inerme, senza potersi difendere né proteggere, lasciando quindi al caso l'eventuale realizzazione del rischio ch'ella morisse. Per quali ragioni, alla luce di queste circostanze, la Corte cantonale sarebbe incorsa nell'arbitrio negando che il ricorrente abbia dosato i colpi non è quindi dato di vedere, né è da lui spiegato con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Al riguardo, i giudici cantonali non hanno quindi violato il principio "in dubio pro reo", che nell'ambito della valutazione delle prove nella procedura dinanzi al Tribunale federale non assume una portata che travalica quella del divieto dell'arbitrio (DTF 145 IV 154 consid. 1.1; 144 IV 345 consid. 2.2.3.3).