Citation: 1C_448/2020 E. 2.3.2

2.3.2. Insistendo sul fatto che una volta smantellata l'area di fronte al suo fondo non vi sarà più traccia di determinati "bolloni" esterni e che dalle fotografie scattate in sede di sopralluogo i termini non sarebbero visibili in modo chiaro, la ricorrente non dimostra che la tesi, secondo cui se del caso i segni di confine potranno essere riposizionati come in precedenza sulla base delle menzionate verifiche, sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitraria. Del resto nulla le impedisce di produrre in seguito anche sue fotografie, semmai più chiare. Il diritto di essere sentito comprende infatti, tra l'altro, il diritto dell'interessato di offrire prove pertinenti e di ottenerne l'assunzione (DTF 145 I 167 consid. 4.1 pag. 170 seg.; 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17). Accennando a una planimetria da lei definita incompleta e "provvisoria", al suo dire a lei non nota, la ricorrente neppure sostiene che nella sede cantonale le sarebbe stato negato l'accesso agli atti, rilevato che la Corte cantonale ha ordinato una replica e una duplica. Adduce poi che la planimetria "ufficiale" sarebbe quella da lei richiamata nella sua ricostruzione storica, la quale indicherebbe un quarto termine, che al suo dire non sarebbe stato verificato. La questione non è decisiva. La ricorrente parrebbe infatti misconoscere che si tratta di una valutazione delle prove che potrà essere compiutamente decisa, come rettamente ritenuto dalla Corte cantonale, e come previsto dalla normativa applicabile, al momento della conclusione dell'opera. Ne segue che il Tribunale cantonale amministrativo, senza violare il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. e Cost.), sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove per nulla arbitrario (DTF 145 I 167 consid. 4.1 pag. 171; 144 II 427 consid. 3.1.3 pag. 435), poteva rinunciare a esaminare in ogni dettaglio le affermazioni addotte dalla ricorrente nella sua ricostruzione storica e desistere dall'assunzione di ulteriori prove. Ne segue che non si è in presenza di un accertamento incompleto o arbitrario dei fatti. Come stabilito dai giudici cantonali, in siffatte circostanze, visto che la ricorrente non subisce un pregiudizio delle sue pretese espropriative, non vi è motivo di scostarsi dalla citata presunzione legale. Il fatto che le conclusioni poste a fondamento del giudizio impugnato, peraltro fondate su valutazioni condivisibili, non concordino con quelle ricorsuali non ne dimostra l'arbitrarietà (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2 pag. 287).