Citation: 1C_26/2022 E. 2.4

2.4. Il ricorrente si limita a rilevare che, nonostante le contestazioni da lui sollevate sin dall'avvio della procedura penale, in quella sede non sarebbe stata considerata e ignorata in maniera arbitraria la prova regina della sua innocenza, ovvero la circostanza che sulla fotografia non è visibile il suo tatuaggio. Ora, mal si comprende perché il ricorrente, assistito da un legale, nell'ambito della procedura penale ha volontariamente omesso di avvalersi di questa prova, rinunciando a opporsi alla sua condanna e a contestare la multa inflittagli, sebbene la vertenza non presentasse particolari difficoltà ed egli fosse convinto della sua innocenza. Ciò vale a maggior ragione visto che in seguito alla procedura del 2015 egli era a conoscenza del fatto, peraltro notorio, che la susseguente procedura amministrativa si sarebbe fondata sui fatti accertati nel giudizio penale. Insistendo sulla circostanza che la condanna penale non si fonderebbe su alcun accertamento fattuale oggettivo, il ricorrente misconosce che poteva e doveva contestarlo in quella sede, visto che si trattava per di più di una controversia per nulla complessa. Spetta quindi al ricorrente assumere le conseguenze della sua strategia difensiva (sentenza 1C_50/2019 dell'11 febbraio 2019 consid. 3.2). Il generico accenno al suo stato di salute all'epoca della notificazione della decisione penale, non muta tale esito. Anche l'accenno a una carenza di motivazione della decisione impugnata chiaramente non regge, visto ch'essa si esprime compiutamente su tutti gli argomenti pertinenti per il giudizio e non lede pertanto il diritto di essere sentito del ricorrente (art. 29 cpv. 2 Cost.; DTF 144 III 145 consid. 2; 142 II 154 consid. 4.2). Il ricorrente disattende infatti che non può pretendere che l'autorità amministrativa legga una sentenza di condanna, al suo dire carente nell'accertamento dei fatti e nella motivazione, come gli fa comodo. Ciò analogamente alla prassi secondo la quale anche il conducente condannato con sentenza penale, della quale non ha chiesto la motivazione, non può pretendere che l'autorità amministrativa completi l'istruttoria in un secondo tempo, qualora egli intenda addurre fatti o prove che non risultano dall'incarto penale (sentenze 1C_415/2016 del 21 settembre 2016 consid. 3.3 e 1C_146/2015 del 7 settembre 2015 consid. 2.2; cfr. anche DTF 128 II 139 consid. 2c; BUSSY/RUSCONI/JEANNERET/KUHN/MIZEL/MÜLLER, Code de la circulation routière commenté, 4a ed. 2015, n. 3.9.1 ad intro. art. 16 segg. LCR). La Corte cantonale non aveva quindi motivo di scostarsi dal giudizio penale, né ha violato il diritto di essere sentito del ricorrente (sentenza 1C_358/2015 del 6 aprile 2016 consid. 3.3, 3.4 e 4.1).