Citation: 1B_298/2014 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale ha accertato che B.________ ha acquistato la Porsche, un'occasione con 50'000 km, nel mese di marzo del 2013 presso il garage F.________ SA, un autosalone rinomato, pagandola fr. 70'000.--. In precedenza, nel gennaio dello stesso anno, la vettura era stata venduta in Italia dalla ditta del ricorrente a G.________ SA per EUR 58'500.-- ed è in seguito stata immatricolata in Svizzera, ove è stata venduta al garage H.________ SA per un importo sconosciuto. Questo garage l'ha poi a sua volta ceduta, quando presentava un chilometraggio di 49'600 km, per fr. 63'000.-- al garage F.________ SA, che l'ha infine venduta all'attuale detentore. I giudici cantonali hanno inoltre accertato che la valutazione Eurotax dell'autovettura nel mese di maggio del 2013 ammontava a fr. 64'865.--. Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio dal ricorrente con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF e sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Il ricorrente si limita ad indicare un valore di EUR 61'900.-- e ad addurre che lo stesso B.________ avrebbe ammesso come, in base alle sue ricerche su internet, il prezzo di fr. 70'000.-- sarebbe stato inferiore di "un paio di migliaia di franchi" al valore di mercato. Non si confronta tuttavia con gli esposti accertamenti ed omette quindi di considerare che tale prezzo è superiore in misura significativa sia al valore Eurotax sia a quanto versato dal garage F.________ SA al precedente venditore. Il ricorrente non tiene poi conto del fatto che l'autovettura era stata da lui inizialmente venduta per EUR 58'500.--, importo che, a dipendenza dell'andamento del corso di cambio, non si scosta in misura rilevante dal prezzo pagato dall'attuale detentore. Il fatto che, secondo quanto dichiarato dallo stesso B.________, questo prezzo fosse di "un paio di migliaia di franchi" inferiore al valore di mercato, non costituisce una differenza particolarmente significativa considerato il tipo di vettura, di alta gamma, e l'ordine di grandezza della sua quotazione, comunque elevata. Si tratta tutto sommato di uno scarto trascurabile, che è oltretutto ulteriormente relativizzato dal fatto che, poco tempo dopo l'acquisto, percorsi meno di 500 km, il detentore ha dovuto sottoporre il veicolo a lavori di manutenzione e riparazioni per un costo superiore a fr. 5'000.--. Nelle esposte circostanze, la differenza di circa fr. 2'000.-- rispetto al valore di mercato non consente perciò di nutrire particolari sospetti circa la possibile provenienza delittuosa dell'automobile. Quanto all'assenza della seconda chiave, in questa sede il detentore rileva che in realtà essa gli era stata consegnata, ma non funzionava, sicché è stato necessario riprogrammarla. Sia come sia, nell'ambito dell'acquisto di una vettura d'occasione, la mancanza o la difettosità della chiave di riserva non costituisce una circostanza singolare di per sé sufficiente a fare dedurre la possibile provenienza illecita del veicolo. Tanto più che, nella fattispecie, il detentore avrebbe ottenuto senza difficoltà la riprogrammazione della chiave da parte di un'agenzia Porsche. Contrariamente all'opinione del ricorrente, non è poi accertato in modo vincolante che B.________ conoscesse le notizie di cronaca richiamate nel gravame, riferite a un commercio sospetto di autovetture di lusso tra l'Italia e la Svizzera. Il ricorrente disattende peraltro che l'acquirente ha dato una spiegazione plausibile riguardo all'ampia offerta, sul mercato svizzero e ticinese, di automobili di alta gamma provenienti dall'Italia, legata alla crisi finanziaria ed alle verifiche fiscali avviate in Italia, che hanno spinto molti contribuenti italiani a venderle. Alla luce di queste circostanze, è quindi a ragione che i giudici cantonali hanno ammesso sia la buona fede dell'acquirente B.________ sia l'adeguatezza della controprestazione da lui fornita. La censura di violazione dell'art. 70 cpv. 2 CP è pertanto manifestamente infondata.