Citation: 1C_536/2017 E. 2.2

2.2. Il ricorrente, contravvenendo al suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non contesta, se non in maniera del tutto generica, quest'argomentazione principale. La Corte cantonale ha comunque esaminato a titolo abbondanziale le censure ricorsuali di merito sollevate, respingendo il ricorso. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100; 133 IV 119 consid. 6.3 pag. 121). A proposito dell'irricevibilità del ricorso, egli si limita tuttavia a rilevare che, quand'anche tale tesi fosse corretta, il vizio formale sarebbe superato e sanato in virtù del principio della buona fede, poiché si sarebbe in presenza di informazioni asseritamente scorrette o fuorvianti rilasciate dall'autorità. Con quest'assunto, inerente al merito della vertenza, egli disattende tuttavia che, in via principale, il suo ricorso è stato ritenuto irricevibile per l'assenza di un presupposto formale (cfr. DTF 139 II 233 consid. 3.2 pag. 235; 118 Ib 134 consid. 2). Il rilievo è d'altra parte privo di consistenza, ritenuto che manifestamente non si è in presenza del caso in cui un'autorità avrebbe fornito a un amministrato informazioni erronee e contrarie alla regolamentazione in vigore, inducendolo ad adottare determinate disposizioni (al riguardo vedi DTF 131 II 627 consid. 6.1 pag. 636; 130 I 26 consid. 8.1 pag. 60), ma della presentazione spontanea di una domanda da parte di un cittadino. Sul criticato contenuto della risposta municipale si dirà in seguito.