Citation: 9C_231/2018 E. 4.3

4.3. Come fatto valere dalla CSC nella sua memoria ricorsuale, l'errore rilevante ai sensi dell'art. 25 cpv. 2 primo periodo LPGA è stato commesso dall'amministrazione solo il 15 dicembre 2014 quando è stato disposto il diritto dell'interessata alla rendita ordinaria di vecchiaia. La comunicazione del 22 luglio 2014 non conferiva ancora alcuna prestazione all'interessata, limitandosi ad informarla sulle sue rendite future. Questa comunicazione non può neppure essere assimilata a una decisione informale ai sensi dell'art. 51 LPGA che avrebbe teoricamente potuto essere oggetto di una riconsiderazione (sulla questione cfr. UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 3a edizione, 2015, n. 46 ad art. 53 LPGA). Pertanto, contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale amministrativo federale l'errore non è stato commesso il 22 luglio 2014 ma il 15 dicembre successivo. Il termine di perenzione per chiedere la restituzione, conformemente a quanto indicato al considerando precedente, può decorrere soltanto da quando, in un momento successivo, l'amministrazione avrebbe potuto rendersene conto. Questo è avvenuto solo in occasione del controllo periodico sull'esistenza in vita degli assicurati sfociato con la decisione del 23 febbraio 2016. Ora, i documenti concernenti lo stato civile dell'interessata sono pervenuti alla CSC in febbraio 2016. La decisione (di riconsiderazione e) di restituzione è stata emanata l'8 agosto 2016, quindi entro il termine di perenzione di un anno previsto dall'art. 25 cpv. 2 primo periodo LPGA. La tesi del Tribunale amministrativo federale si rileva infondata anche su questo punto.