Citation: H 117/03 09.08.2004 E. 3

3.1 Nel caso in esame, la Cassa ha proceduto alla ripresa di provvigioni e di salario per un importo corrispondente a fr. 13'614.25 di oneri sociali. Sostiene che le persone interessate, B.________, S.________ e R.________, siano state erroneamente ritenute dalla ricorrente come lavoratori indipendenti. Rileva al riguardo come S.________ e R.________ non fossero affiliate quali indipendenti ad una cassa di compensazione, mentre B.________ dal 1° gennaio 1997 risultava essere persona senza attività lucrativa. 3.2 La ricorrente contesta questa tesi. Fa valere che gli interessati non erano condizionati da orari fissi di presenza, né tanto meno erano subordinati all'organizzazione del lavoro esistente all'interno della società. Tutti e tre svolgevano la loro attività mettendo a disposizione il tempo ed il metodo che loro stessi ritenevano più opportuni e secondo la loro disponibilità, nel rispetto più assoluto della propria indipendenza. L'insorgente precisa poi che dalle interpellanze della Corte cantonale rivolte a B.________, R.________ e S.________ sarebbe scaturito l'inequivocabile conferma che gli stessi non avevano comunque utilizzato i macchinari o locali di proprietà della ditta, ciò a conferma della non esistenza di un rapporto di dipendenza con quest'ultima. Infine osserva che la mancanza di personale proprio non sarebbe indizio di lavoro dipendente, ritenuto che vi sono liberi professionisti che, pur svolgendo un'attività indipendente, non ne dispongono. 3.3 Ora, dalla documentazione agli atti, e in particolare dalle risposte alle domande poste dai primi giudici alle persone interessate in relazione all'attività da loro svolta per la ricorrente, si evince che B.________, chimico industriale, ha funto da consulente della ditta e che nel dicembre 1998 ha emesso una fattura di fr. 3000.- per prestazioni effettuate nel novembre dello stesso anno. Per quanto concerne le domande a sapere se avesse ricevuto dalla Cassa una decisione in cui veniva informato che quanto percepito dalla ricorrente sarebbe stato calcolato quale salario determinante, oppure se potesse trasmettere eventuali contratti/mandati di lavoro in suo possesso relativi all'attività svolta per la ditta, l'interessato ha risposto in modo del tutto evasivo, ossia: "sì, ma ho gettato quanto ricevuto", rispettivamente "non ho conservato nulla". R.________ era amministratrice della filiale di Z.________della L.________. Prima del giugno 2002 non si era mai posta il problema di dover pagare i contributi paritetici su quanto percepito dalla datrice di lavoro, consistente in un'indennità mensile fissa di fr. 1000.- netti, comprovata dalla dichiarazione 27 marzo 2001 della ditta, ritenuto altresì che le spese (ad es. materiale d'ufficio, telefono, porti, ecc.) erano a suo carico e che non esisteva nessun contratto di lavoro con l'insorgente. Da parte sua, S.________, da anni gerente a tempo pieno della società A.________ S.à.r.l., ha collaborato su commissione con la ricorrente, emettendo a titolo personale - e non per la A.________ S.à.r.l. - le fatture per le prestazioni eseguite. Risulta poi che l'interessata non ha effettuato investimenti per eseguire quest'attività e che non è affiliata quale indipendente presso una cassa di compensazione. Non si rammenta inoltre di aver pagato contributi alle assicurazioni sociali per gli importi incassati dall'insorgente. Infine, dalla distinta di rettifica dei conti individuali - allestita in occasione del controllo 24 aprile 2002 della Cassa in merito al conteggio salari - risulta che l'insorgente ha versato a B.________ l'importo di fr. 4800.- per l'anno 1998, a R.________ fr. 48'000.- e a S.________ fr. 27'808.-, ad entrambe per il periodo dal 1998 al 2001. Su tali importi non sono stati pagati i relativi contributi alle assicurazioni sociali. 3.4 Orbene, in base a quanto sopra esposto emerge che il giudizio di primo grado è fondato su un accertamento corretto e concreto dei fatti e che non vi è stato alcun abuso nell'esercizio del potere d'apprezzamento. I diversi elementi del caso di specie indicano che si è in presenza, in materia di obbligo contributivo alle assicurazioni sociali, di un rapporto di dipendenza, anche se limitato sia dal profilo temporale che da quello dell'organizzazione del lavoro. Va infatti evidenziato che, malgrado gli interessati potessero gestire la loro attività con una certa libertà quanto all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del lavoro, essi per contro non hanno assunto alcun rischio aziendale ed economico tipico di un imprenditore, siffatto onere essendo sempre rimasto a carico della L.________. È bene anche rilevare che la passività manifestata dalla ricorrente nel disinteressarsi della situazione contributiva di B.________, R.________ e S.________ - benché potesse e dovesse risultarle, se solo avesse fatto uso della diligenza che si richiede ad un'impresa commerciale quale potentior persona, che il limite tra attività dipendente e indipendente agli effetti degli oneri contributivi alle assicurazioni sociali in fattispecie similari non è sempre del tutto agevole - non giova alla ditta, la quale ha omesso di determinarsi con la necessaria previdenza e precisione, accertando al momento dell'inizio dei rapporti contrattuali (di lavoro o quant'altro) a chi incombesse l'onere contributivo. Di certo vi è, nel caso concreto, che le persone interessate non hanno pagato alcunché a titolo di oneri sociali per l'attività prestata e retribuita dalla ricorrente, ritenendoli implicitamente a carico di quest'ultima. Si può poi ancora ricordare - come già fatto dai giudici cantonali - che l'esistenza di un'attività dipendente è possibile anche laddove, ad esempio, un rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni, si assume le spese generali, non è vincolato da una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro e lavora per più ditte. Né va dimenticato che i principi applicabili alla distinzione tra attività dipendente e indipendente non comportano soluzioni uniformi e di applicazione automatica quasi si trattasse di una scienza esatta (cfr. consid. 2.2). 3.5 Dato quanto precede, il giudizio cantonale merita tutela.