Citation: 6B_355/2008 15.01.2009 E. 3

3.1 Secondo la dottrina cantonale, l'incapacità di difendersi è data in primo luogo quando l'accusato non comprenda la procedura e quando, pur comprendendola, non è in grado di gestire ragionevolmente la propria difesa, indipendentemente dall'indirizzo della stessa. Non può essere confusa con l'incapacità di difendersi la scelta di una strategia difensiva discutibile o inusuale: occorre infatti che l'accusato adotti una linea difensiva irragionevole. L'incapacità di difendersi in sede penale ricorda la corrispondente incapacità processuale della procedura civile (art. 39 CPC/TI). Sempre secondo la dottrina cantonale, che richiama la prassi, la necessità della presenza di un difensore nasce quando il caso non è senza importanza e presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano la capacità dell'accusato, ciò che è il caso quando si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale o l'assunzione di misure privative della libertà personale. Questa necessità va determinata secondo le circostanze concrete: nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono tuttavia considerare anche le difficoltà giuridiche o fattuali della procedura (MICHELE RUSCA E ALTRI, Commentario del Codice di Procedura Penale ticinese, 1997, n. 18 e 19 all'art. 49; COCCHI/TREZZINI, CPC-TI App., all'art. 39, m. 25/26, rilevato che la legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria, del 3 giugno 2002, nulla ha modificato al proposito; sentenze CRP 60.2008.28 del 6 marzo 2008 e 60.2008.279 del 29 settembre 2008). Il ricorrente non sostiene né tanto meno dimostra che in concreto sarebbero adempiuti siffatti estremi. 3.2 Il Tribunale federale, esprimendosi sull'analoga disciplina vigente in materia civile e ricordato che in Ticino, come in Svizzera, non esiste un obbligo per le parti di un processo d'essere patrocinate da un avvocato (cd. «Anwaltszwang», con le eccezioni previste dagli art. 49 cpv. 3 CPP/TI e 39 cpv. 2 CPC/TI; un'analoga eccezione è prevista pure dall'art. 41 cpv. 1 LTF), ha rilevato che il giudice ha l'obbligo di esaminare d'ufficio l'esistenza dei presupposti processuali, tra i quali rientra la capacità delle parti, per cui occorre vagliare se possono sussistere dubbi circa la capacità dell'interessato di difendersi da solo. Esso ha ricordato che, per quanto concerne la capacità processuale, al giudice compete un notevole potere di apprezzamento, giustificato dalla sua particolare conoscenza delle circostanze concrete oggettive e soggettive relative alla lite e alla personalità delle parti: il Tribunale federale non sostituisce pertanto il proprio apprezzamento a quello del giudice cantonale, ma si limita a controllare se quest'ultimo non abbia ecceduto in tale suo potere o non ne abbia abusato (sentenza 4P.303/1993 del 29 marzo 1994 consid. 2b apparsa in Rep 1994 249). L'incapacità di condurre un processo non può pertanto essere ammessa alla leggera, ancor meno quando la parte interessata è capace di formulare, come nella fattispecie, le proprie conclusioni e di presentare la sua causa (cfr. LAURENT MERZ, in: Basler Kommentar, Bundesgerichtsgesetz, 2008, n. 12-14 all'art. 41). 3.3 I criteri che possono imporre l'assistenza di un avvocato d'ufficio sono la gravità del reato e della pena prevedibile, la complessità della causa nonché la personalità dell'interessato (DTF 131 I 350 consid. 4.4 pag. 364; 129 I 281 consid. 3.2, 4.1 e 4.3; cfr. anche DTF 120 Ia 43 consid. 2; sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, Quaranta contro Svizzera del 24 maggio 1991; Mark E. Villiger, Handbuch der Europäischen Menschenrechtskonvention, 2a ed., n. 517, 520 e 523; Haefliger/Schürmann, Die Europäische Menschenrechtskonvention und die Schweiz, 2a ed., pag. 226, 230 seg.).