Citation: 1C_14/2022 E. 3.3

3.3. L'istanza precedente ha osservato che i ricorrenti chiedono di inserire nel perimetro di protezione del PUC-PEIP il vasto paesaggio agricolo che si sviluppa tra il Bosco Bello e la strada cantonale, a ovest degli abitati di Dalpe e di Cornone. Il piano regolatore di Dalpe, originariamente approvato con risoluzione del 4 settembre 1981 e poi oggetto di alcune varianti, attribuisce questo comparto essenzialmente alla zona agricola (prati), alla quale si sovrappone parzialmente la zona per le piste da sci. Al suo interno sono ritagliate due zone per attrezzature ed edifici di interesse pubblico, la prima denominata Centro Sportivo Bedrina, la seconda riservata per la costruzione di una colonia di vacanza (9'643 m2). Il comparto è compreso nell'oggetto "Campolungo - Campo Tencia - Piumogna" (n. 1809) dell'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP). Sotto il profilo del paesaggio culturale, la scheda spiega come del passato agro-pastorale dei prati che contornano i villaggi sia sopravvissuto unicamente l'allevamento basato sullo sfalcio, paesaggio ben conservato, ma che tende all'inselvatichimento. La sua utilizzazione ricreativa, insieme al turismo stagionale, costituisce la principale risorsa per i villaggi che vi si trovano, ormai scarsamente popolati. La Corte cantonale ha poi esaminato la situazione dal profilo dell'edilizia presente nel comparto. Riguardo alle zone qui litigiose di Büza e Brüsó ha ritenuto ch'esse presentano caratteristiche simili di un'altra zona, dove si trovano rustici tutto sommato interessanti dal profilo della pianificazione in esame, ma minoritari per rapporto all'insieme delle costruzioni e che non hanno la forza d'imporsi per caratterizzare in tal senso il comparto, nel quale sono presenti anche altri rustici la cui sostanza originale è stata alterata; ciò in particolare riguardo ai tetti sostituiti con materiali estranei alla tipologia locale e/o modificati nelle dimensioni delle falde. Ne ha concluso che non si tratta più di testimonianze originali sufficientemente preservate della civiltà contadina: per il resto le costruzioni erette in quei luoghi sono sostanzialmente estranee alla civiltà rurale. Ha aggiunto che accanto a tre rustici classificati 1a tutto sommato interessanti (tra i quali i fondi litigiosi yyy e www), vi sono edifici rurali ormai snaturati che dal profilo formale sono assimilabili a casette, anche a causa delle sistemazioni esterne tipiche di zone residenziali, nonché altre costruzioni estranee alla tipologia ricercata. Per di più le previsioni pianificatorie comunali prevedono l'inserimento di una colonia di vacanza, ciò che inevitabilmente costituirà un elemento estraneo nell'ottica del PUC-PEIP. Ha poi ritenuto che nella porzione centrale del comparto in esame (zona Vidresco), la situazione è un po' migliore, nel senso che vi è un piccolo gruppo di quattro edifici, tra i quali i fondi in questione vvv, xxx e zzz, che presentano tuttora caratteristiche originali dell'edilizia rurale storica. A questi si oppongono tuttavia due immobili (in origine rustici), ampiamente modificati in spregio alle caratteristiche architettoniche originali (aperture, tetti, intonaci), oltre a sistemazioni esterne piuttosto importanti, tipiche di zone residenziali, non agricole. Questa zona è inoltre attraversata da una stradina non molto larga, ma asfaltata, ciò che non contribuisce secondo i giudici cantonali alla lettura di un paesaggio meritevole di tutela. Hanno quindi condiviso la posizione della Divisione dello sviluppo territoriale secondo cui, sebbene si tratti di un'ampia zona agricola, la stessa presenta proprietà contrastanti, non essendo riconoscibile una sufficiente presenza di edilizia rurale originale. Le costruzioni potenzialmente interessanti appaiono solo come presenze puntuali che sussistono insieme a rustici oggetto di interventi irrispettosi della sostanza storica originale, perdendo così valenza formale utile ai sensi della pianificazione in esame, oltre a costruzioni del tutto estranee alla tipologia ricercata. Anche la presenza di strade asfaltate concorre a svilire il potenziale residuo degli edifici storici presenti. La zona è inoltre separata dal perimetro del piano di protezione in vigore e non è possibile individuare aree chiaramente delimitate e di sufficiente estensione da poterle considerare rilevanti dal profilo paesaggistico e quindi significativo sotto l'aspetto della pianificazione in esame. Ha sottolineato che il PUC-PEIP non è volto alla tutela di zone di estensione esigua, allo scopo di proteggere singoli o piccoli gruppi di edifici, ciò che neppure i ricorrenti pretendevano.