Citation: 1C_466/2021 E. 2.1

2.1. La Corte cantonale ha ricordato che in materia pianificatoria il Comune ticinese fruisce di autonomia, tuttavia non assoluta, e che secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 29 cpv. 1 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011; LST: RL 701.100), che approva il piano e decide i ricorsi con pieno potere cognitivo, ossia non solo il controllo della legalità, ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare a quelle loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). II Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del Comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole o opportuna. Esso non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore. L'istanza precedente ha rilevato che il suo potere cognitivo è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 30 cpv. 3 LST con rinvio agli art. 69 segg. della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm, RL 165.100; sentenza 1C_499/2016 del 10 marzo 2017 consid. 3.2, in: RtiD II-2017 n. 9 consid. 3.2). Fanno eccezione i casi in cui essa interviene quale unica autorità di ricorso a livello cantonale (art. 33 cpv. 3 lett. b LPT; DTF 114 Ib 81 consid. 3), segnatamente i casi in cui sono impugnati un diniego di approvazione rispettivamente una modifica d'ufficio del piano regolatore disposti dal Governo (RAFFAELLO BALERNA, La protezione giuridica in materia di piani regolatori, in: RtiD I-2015, pag. 203 segg., 214).