Citation: 6P.22/2007 21.08.2007 E. 4

4. Ricorso di diritto pubblico di A.A.________ (6P.22/2007) 4.1 Il ricorrente si duole anzitutto della violazione del diritto di essere sentito. L'autorità cantonale avrebbe fondato la condanna per denuncia mendace nei confronti di D.________ su fatti ritenuti dal primo giudice (la sua consapevolezza in merito all'innocenza di D.________) che l'insorgente non ha potuto impugnare nell'ambito del suo ricorso per cassazione in sede cantonale in quanto prosciolto da tale imputazione. A mente del ricorrente, la CCRP non poteva pronunciarsi su questo punto senza violare il suo diritto di essere sentito, avrebbe invece dovuto rinviare gli atti per nuovo giudizio al Presidente della Pretura penale, ciò che gli avrebbe permesso di contestare questi fatti dinanzi a un giudice con pieno potere d'apprezzamento e non nei limiti dell'arbitrio come avviene in cassazione. 4.1.1 Certo, il ricorrente, prosciolto in primo grado dall'accusa di denuncia mendace, non aveva nessun motivo di invocare nel suo gravame l'arbitrio nell'accertamento dei fatti relativi alla consapevolezza dell'innocenza di D.________. Sennonché, nel corso della procedura, egli è stato invitato a esprimersi sul ricorso del Procuratore generale (sentenza impugnata punto F pag. 4). Egli ha quindi avuto l'occasione di esporre la sua posizione in merito ai fatti sui quali la pubblica accusa fondava la sua argomentazione giuridica, ciò che effettivamente ha fatto in relazione ai decreti di non luogo a procedere. Ne consegue che il ricorrente, che nemmeno tenta di dimostrare che la CCRP - non vincolata dalle motivazioni fatte valere dalle parti (art. 295 cpv. 2 CPP/TI) - non avrebbe potuto prendere in considerazione una tale motivazione (le sue critiche) contenuta nelle osservazioni al ricorso del Procuratore generale, non espone in modo sufficiente in che modo e misura la procedura adottata l'avrebbe privato del suo diritto di essere sentito. Su questo punto la sua impugnativa dev'essere dichiarata inammissibile. 4.1.2 Giova inoltre rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, non si scorge come egli sia stato privato della possibilità di esprimersi su tali fatti dinanzi a un giudice dotato di un libero potere d'esame, dacché il Presidente della Pretura penale, chiamato a pronunciarsi sull'opposizione al decreto di accusa del 24 maggio 2005, era precisamente un giudice di fatto (art. 257 unitamente all'art. 273 CPP/TI). Questi, pur stabilendo che l'insorgente fosse consapevole dell'innocenza di D.________, C.________, G.________ e degli altri funzionari (J.________ e K.________), lo ha prosciolto dall'accusa di denuncia mendace anche se per motivi diversi, connessi alla precisione dei fatti descritti nelle lettere anonime. Ne consegue che il ricorrente potrebbe tutt'al più essere stato privato della possibilità di censurare questo accertamento di fatto nel ricorso per cassazione - con il quale le censure di fatto non possono essere esaminate che sotto il profilo dell'arbitrio (art. 288 lett. c CPP/TI) - in violazione della garanzia del doppio grado di giurisdizione (art. 32 cpv. 3 Cost.). Sennonché su questo punto il ricorso di diritto pubblico, che non menziona né l'art. 29 cpv. 2 Cost. (diritto di essere sentito) né le garanzie generali di procedura previste dall'art. 32 Cost., non contiene in particolare alcuna esposizione, neppure succinta, di tali diritti costituzionali. L'impugnativa non adempie le esigenze di ammissibilità poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e non deve pertanto essere vagliata oltre. D'altronde, la garanzia del doppio grado di giurisdizione non impone l'obbligo di introdurre un terzo grado di giurisdizione qualora la condanna intervenga a seguito di un ricorso interposto, come nella fattispecie, contro il proscioglimento dell'accusato (Gérard Piquerez, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 3246). Inoltre, qualora l'ultima autorità cantonale disponga, in relazione ai fatti, di un potere cognitivo simile a quello del Tribunale federale nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non si limita a esaminare se l'ultima istanza cantonale sia caduta nell'arbitrio. Egli esamina piuttosto se l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove effettuati dal primo giudice siano arbitrari o no e se l'autorità di ricorso abbia pertanto negato a ragione oppure a torto l'arbitrio, sempre che il ricorrente abbia sufficientemente motivato la sua censura su questo punto (DTF 125 I 492). Ne consegue che nell'ambito dell'accertamento dei fatti e della valutazione delle prove, l'insorgente non è stato privato della possibilità di far esaminare la sentenza da un tribunale superiore ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 Cost., disposizione questa che non esige che l'autorità superiore sia dotata di un pieno potere d'esame (v. DTF 124 I 92). 4.2 Nel suo gravame, il ricorrente sostiene poi come sia arbitrario ritenere che egli sapesse che D.________ fosse innocente. Il Presidente della Pretura penale ha dedotto tale consapevolezza dal fatto che l'insorgente si era occupato personalmente non solo delle pratiche in questione ma pure dei contatti con i funzionari (sentenza di primo grado consid. 4e pag. 11), ciò che sottintende che, se l'accusa di corruzione fosse stata accertata, lo stesso ricorrente dovrebbe essere considerato quale coautore o per lo meno complice, cosa che egli non sostiene. Per contrastare tale accertamento, l'insorgente enumera una serie di prove che, a parer suo, dimostrerebbero la colpevolezza di D.________. Nella misura in cui egli tenta di provare che D.________ soggiornava illegalmente in Svizzera dal 1999, che i documenti annessi alla sua domanda di permesso di dimora erano stati alterati per occultare carichi pendenti in Italia contro di lui, che la sua situazione non era cristallina, che tentava di sottrarsi alla giustizia italiana, che aveva urgenza a farlo, che gli onorari versati ai suoi avvocati per le procedure volte all'ottenimento del permesso di dimora erano particolarmente esosi e che in Svizzera continuava il contrabbando d'argento, le sue argomentazioni cadono nel vuoto in quanto il rimprovero che gli è stato rivolto si fonda esclusivamente sul fatto d'aver denunciato atti di corruzione e non altre infrazioni penali. Gli elementi elencati - qualora accertati - non renderebbero già arbitraria la constatazione che il ricorrente fosse consapevole dell'innocenza di D.________ in merito alle accuse di corruzione. Anche il fatto che quest'ultimo, per riuscire a stabilirsi in Svizzera, abbia pagato cospicui onorari non permetterebbe di concludere che essi siano effettivamente stati usati, in tutto o in parte, per prezzolare i funzionari e neppure dimostra il carattere arbitrario dell'accertamento contestato. Il ricorrente tenta parimenti di fondare la sua dimostrazione di arbitrio su vari passaggi della sentenza emanata il 16 giugno 2003 dalla Corte delle assise criminali in re C.________. Egli cita quanto segue: Pagina 263: "(...) Nel concreto caso la vittima, ovvero D.________, lungi dall'essere uno sprovveduto, era in realtà una persona assai spregiudicata. Stando ai fatti accertati fu D.________ per primo a dichiararsi disposto a pagare delle bustarelle pur di avere il permesso per sé e per l'amica-amante F.________. (...)" Pagina 258: "(...) A dire di C.________, come D.________ si rivolse a lui per la questione del permesso, egli ne parlò a A.________ e quest'ultimo (cfr. verbale di C.________ del 29.8.2000, p. 4): -...venne nel mio ufficio per esaminare la pratica e mi fece osservare che l'ufficio degli stranieri si opponeva perché sembrava che a carico di D.________ ci fosse un procedimento penale in Italia. A seguito di questa indicazione chiamai D.________ il quale disse di non aver alcun procedimento penale pendente ma solo un residuo di pena da scontare per il quale era pendente una contestazione. Di questa situazione ne parlai con A.________ che mi suggerì di farmi mandare un certificato dei carichi pendenti. Informandomi presso colleghi italiani accertai che tale certificato andava richiesto al tribunale del luogo d'origine. Chiesi quindi a D.________ di procurarsi tale documento. Quando tali documenti pervennero, organizzai un incontro nel mio studio con D.________ e A.________ come si potrà rilevare anche dall'esame dell'incarto o meglio della cartella contabile del mio studio per questa pratica. In questa riunione D.________, che temeva di dover rientrare in Italia, disse testualmente a A.________, che gli aveva spiegato quali erano i motivi da indicare nella domanda per l'ottenimento del permesso, "avvocato, non me frega nulla, se c'è da pagare qualcosa me lo dica". A.________ rispose "stia calmo, ne discuteremo". (...)" Pagina 259 : "(...) Nel seguito (cfr. il citato verbale 29.8.2000, p. 5) si ha, secondo C.________, che: "(...) anche per quanto concerne il permesso della F.________ ricordo che D.________ disse che pagava quello che c'era bisogno, riferendosi evidentemente a pagamenti extra, non al pagamento di normali onorari (...)" Pagina 262: "[Nel successivo verbale del 12.10.2000, C.________ ha specificato] (...) In tutta onestà devo dire che la bustarella divisa con A.________ non ha nulla a che vedere con le fatture o le prestazioni che io rivendicavo da D.________ in quanto le bustarelle le avevo prese a sua insaputa (...)". Ora, a prescindere dal fatto che l'affermazione di D.________, secondo cui era disposto a pagare delle bustarelle per ottenere un permesso di soggiorno non permette di concludere che l'abbia davvero fatto, questi diversi passi della sentenza devono essere ricollocati nel loro contesto. Si trattava, nella fattispecie, di determinare se C.________, per giustificare dinanzi a D.________ la riscossione di alcune somme di denaro in relazione con le pratiche condotte dallo stesso avvocato e da A.A.________ volte all'ottenimento del permesso di dimora in favore di D.________ e F.________, aveva agito con astuzia. Nel prosieguo del suo ragionamento, la Corte delle assise criminali, negando l'esistenza di astuzia, rileva qualche riga più in là: "(...) Che D.________ sia una persona particolarmente accorta discende altresì dal fatto che egli ha pagato quando già il cosiddetto "permessino" era stato rilasciato. Contrariamente a quanto si legge nell'atto d'accusa, C.________ non si attivò a priori (ovvero prima del rilascio del permessino) per ingannare D.________, né gli presentò A.________ già con intenti truffaldini, né D.________ pagò fr. 50'000.-- in vista di ottenere il permesso. Quanto D.________ pagò lo fece - per quanto si è capito - perché il permessino già gli era stato rilasciato e - per dirla con le parole scritte sul fax da A.________ del 26.10.1994 - la cosa era praticamente "fatta". Lo stesso vale per il caso della F.________, stante che C.________ e A.________ (quest'ultimo prima di ritrattare) ne hanno sempre parlato accomunando le due pratiche, quella di D.________ e quella della donna, per quanto attiene alle modalità e circostanze del pagamento (...)" (sentenza del 16 giugno 2003 della Corte delle assise criminali pag. 263 e seg.). Lungi dal sostanziare arbitrio di sorta dell'accertamento contestato, gli elementi ai quali il ricorrente si riferisce, considerati nel loro insieme, tendono manifestamente a confermare che né C.________ né D.________ hanno corrotto o tentato di corrompere dei funzionari e che l'insorgente non poteva ignorare la loro innocenza. La censura è dunque infondata e dev'essere respinta. Per il resto, il ricorrente contesta il contenuto delle sue confessioni riportate nei verbali d'interrogatorio sui quali si fonda l'accertamento della consapevolezza dell'innocenza di D.________. Non risulta tuttavia dalla sentenza di primo grado che suddetti verbali siano stati determinanti per il giudice che, per stabilire la consapevolezza del ricorrente relativa all'innocenza dei funzionari, così come di C.________ e D.________, si è basato esclusivamente sulle modalità del suo intervento nelle pratiche e sui contatti che aveva avuto con i funzionari (sentenza di primo grado consid. 4e pag. 11). Quanto poi alla CCRP, essa ha menzionato i verbali solo "per tacere del fatto", ossia a titolo di motivazione alternativa o abbondanziale. Difatti, l'ultima autorità cantonale ha ripreso, a titolo principale, la motivazione del primo giudice osservando come questi abbia chiaramente accertato che A.A.________ "sapeva - dal momento che si era occupato in prima persona non solo di tutte le pratiche, ma anche dei contatti con i funzionari - che questi ultimi non erano stati corrotti né avevano ricevuto doni; parallelamente era al corrente che D.________ e il suo patrocinatore C.________ non erano dei corruttori per questi fatti" (sentenza impugnata consid. 19 pag. 24). D'altronde, se il ricorrente ha certo contestato nel corso del procedimento il contenuto dei suoi verbali d'interrogatorio del 24 e del 29 agosto, del 1° e del 22 settembre 2000, dalle osservazioni e precisioni che ha formulato per iscritto - incluse nell'incarto cantonale (v. verbale d'interrogatorio dell'11 luglio 2002 e gli allegati forniti in quell'occasione) - non emergono elementi tali da poter rimettere in discussione l'accertamento della sua consapevolezza riguardo all'innocenza di D.________, C.________ e dei diversi funzionari, in relazione alle accuse di corruzione nell'ambito delle procedure di rilascio di permessi di soggiorno. Anzi, da questi atti risulta tutt'al più come il ricorrente sottolinei essenzialmente, al fine di scampare ad accuse di corruzione o di estorsione, di non aver mai esercitato particolari pressioni sui funzionari nell'ambito delle suddette procedure, né di aver mai versato bustarelle, e neppure di aver promesso o proposto a D.________ di procurargli il permesso "a pagamento", le somme richieste a D.________ costituivano i suoi onorari e non erano in nessun caso destinati a pagare chicchessia (v. osservazioni e precisazioni al verbale di interrogatorio del 24 agosto 2000, pag. 4 e 6; idem al verbale d'interrogatorio del 29 agosto 2000, pag. 1 e seg.; idem al verbale del 1° settembre 2000, pag. 2). In questo contesto il ricorrente ripeteva pure di non aver mai detto a C.________ di essere in grado d'influenzare in nessun modo una pratica o un ricorso all'interno dell'amministrazione. A mente dell'insorgente, C.________ era convinto che, per ottenere qualcosa, era sufficiente avere amicizie altolocate, quand'anche era solito dire ai suoi clienti - per giustificare i suoi onorari - che per far progredire una pratica era necessario pagare qualcuno. A questo proposito il ricorrente aggiungeva che, allorquando D.________ gli ha riferito che C.________ gli domandava dei soldi per ungere qualcuno, egli gli abbia risposto che in realtà, per ottenere il permesso, bastava adempiere le condizioni di rilascio, ragion per cui D.________ gli conferì l'incarico di seguire le pratiche fino ad allora trattate da C.________ (v. osservazioni e precisazioni al verbale di interrogatorio del 29 agosto 2000, pag. 1 e seg, idem al verbale di interrogatorio del 1° settembre 2000, pag. 1 e seg., idem al verbale di interrogatorio del 22 settembre 2000, pag. 1). Ne consegue che l'accertamento contestato non appare arbitrario nel suo risultato. In definitiva, il ricorrente non riesce a sostanziare arbitrio di sorta nell'accertamento relativo alla sua consapevolezza dell'innocenza di D.________, C.________ e, di riflesso, dei diversi funzionari, in relazione ad atti di corruzione attiva e passiva loro addebitati negli scritti anonimi. 4.3 Da ultimo, l'insorgente sostiene che non esiste un solo teste o documento che dimostri la sua consapevolezza di accusare un innocente. Privo di ogni motivazione in relazione segnatamente al principio della presunzione d'innocenza, peraltro nemmeno citato, la censura si rivela d'acchito inammissibile. 4.4 Da quanto precede risulta che, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso di diritto pubblico di A.A.________ dev'essere respinto. La domanda di assistenza giudiziaria non può trovare accoglimento, essendo il gravame sin dall'inizio privo di esito favorevole (art. 152 cpv. 1 OG). Le spese seguono quindi la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). Si tiene tuttavia conto della situazione economica del ricorrente fissando una tassa di giustizia ridotta (art. 153a OG).