Citation: 5A_299/2007 30.11.2007 E. 4

Occorre innanzi tutto esaminare le censure rivolte contro l'accertamento dei fatti dell'autorità cantonale. A tal proposito è utile ricordare che chi intende invocare che i fatti sono stati constatati in modo manifestamente inesatto (art. 97 cpv. 1 LTF), e cioè che il loro accertamento è arbitrario nel senso dell'art. 9 Cost. (DTF 133 II 249 consid. 1.4.3 pag. 254 seg.), deve sollevare e motivare tale censura (art. 106 cpv. 2 LTF). Nell'ambito della valutazione delle prove il Tribunale federale riconosce inoltre un ampio potere discrezionale al giudice cantonale e non sostituisce il suo apprezzamento a quello di tale giudice, ma interviene solo se l'apprezzamento delle prove contenuto nella sentenza impugnata è manifestamente insostenibile o chiaramente in contrasto con la situazione di fatto, ovvero qualora riposi su valutazioni palesemente incompatibili con il sentimento di giustizia o basate su punti di vista del tutto ininfluenti: il giudice cantonale deve non aver capito il senso e la portata di un mezzo di prova, aver omesso senza una ragione seria di tenere conto di un mezzo di prova importante idoneo a modificare la decisione o aver effettuato delle deduzioni insostenibili sulla base degli elementi raccolti (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 120 Ia 31 consid. 4b pag. 40). 4.1 Quando affermano che "non è vero .... che la particella n. ooo è stata ricavata dal frazionamento dell'originaria particella n. www" e sostengono che essa è invece stata creata nel 1971 con il frazionamento della particella n. sss, i ricorrenti paiono non aver capito la sentenza impugnata. Questa non è infatti per niente in contraddizione con quanto sostenuto nell'impugnativa, ma ha semplicemente spiegato che l'ultimo mappale menzionato era fino al 1966 parte della particella n. www. 4.2 Con riferimento all'argomentazione ricorsuale con cui vengono criticate sia la diminuzione della superficie libera della particella n. sss, sia le "piene indennità" ai sensi dell'art. 694 cpv. 1 CC calcolate dal perito e riprese nella sentenza impugnata, è d'uopo ricordare che se l'autorità cantonale ritiene la perizia concludente e ne fa proprio il risultato, il Tribunale federale accoglie una censura di apprezzamento arbitrario unicamente se il perito non ha risposto ai quesiti postigli, se le sue conclusioni sono contraddittorie o se in altro modo la perizia è affetta da vizi talmente evidenti e riconoscibili che anche senza conoscenze specifiche il giudice non poteva ignorarli. La Corte cantonale non è del resto tenuta a controllare, mediante pubblicazioni specializzate, l'esattezza scientifica delle affermazioni del perito, come non spetta al Tribunale federale esaminare se tutte le asserzioni peritali sono esenti da arbitrio: il suo compito si limita piuttosto a esaminare se l'autorità cantonale poteva aderire, senza incorrere nell'arbitrio, alle conclusioni della perizia (sentenza 5P.457/2000 del 20 aprile 2001 consid. 4). In concreto, i ricorrenti si limitano a formulare una critica appellatoria della perizia, contrapponendo al metodo utilizzato e spiegato dal perito i criteri che essi ritengono corretti per giungere al riconoscimento di indennità equitative per i comproprietari della particella n. qqq di fr. 750.-- rispettivamente di fr. 1500.--. In tal modo essi sostituiscono unicamente il loro apprezzamento a quello del perito, senza però dimostrare che la perizia sia affetta da quei vizi che permettono l'accoglimento di una censura d'arbitrio. Altrettanto dicasi per quanto attiene alla riduzione della superficie libera che la particella n. sss subirebbe nell'eventualità che la stradina situatavi venga continuata fino al confine con il mappale n. ooo, questione su cui i ricorrenti si limitano semplicemente a fornire altre cifre rispetto a quelle riprese dalla Corte cantonale sulla base della perizia. 4.3 Da quanto precede discende che le critiche rivolte contro gli accertamenti di fatto della Corte cantonale si rivelano inammissibili. Il Tribunale federale esaminerà quindi sulla base delle constatazioni di fatto contenute nella sentenza impugnata se - come affermato dai ricorrenti - siano in concreto dati i presupposti per derogare al criterio dello stato preesistente ed applicare quello del minor danno.