Citation: 2C_151/2023 E. 6.1

6.1. Qualora un motivo di revoca - rispettivamente di mancato rilascio - del permesso di dimora sia dato e la misura sia conforme all'art. 5 Allegato I ALC, questa si giustifica soltanto se è anche compatibile con il principio della proporzionalità (DTF 135 II 377 consid. 4.3; sentenza 2C_550/2023 del 29 agosto 2024 consid. 3.3). Nell'esercizio del loro potere discrezionale, le autorità devono tenere conto degli interessi pubblici e della situazione personale dello straniero, considerando la gravità di quanto gli viene rimproverato, la durata del suo soggiorno in Svizzera, il suo grado d'integrazione e il pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero se la misura fosse confermata (DTF 135 II 377 consid. 4.3; sentenza 2C_364/2023 del 12 luglio 2024 consid. 7.1). Nel caso in cui il provvedimento abbia ripercussioni sulla vita privata e/o familiare ai sensi dell'art. 8 CEDU, la misura dev'essere esaminata anche nell'ottica di questa norma (DTF 139 I 31 consid. 2.3.3). Giusta l'art. 8 par. 1 CEDU, ogni persona ha diritto al rispetto della vita privata e familiare. Di per sé, questa norma non conferisce un diritto di soggiorno in Svizzera (DTF 149 I 72 consid. 2.1.1). A seconda delle circostanze, tuttavia, una persona straniera può prevalersene per opporsi a una misura che comporterebbe una limitazione sproporzionata dei diritti in discussione e, in quest'ottica, l'art. 8 par. 2 CEDU può quindi anche fondare il riconoscimento di un diritto a rimanere in Svizzera (DTF 144 I 266 consid. 3.3; sentenze 2C_658/2023 del 4 novembre 2024 consid. 4.1; 2C_448/2024 del 3 ottobre 2024 consid. 6.1). Di regola, è possibile prevalersi del diritto alla garanzia della vita privata solo dopo un soggiorno legale in Svizzera di circa dieci anni oppure, anche prima di tale periodo, in caso di integrazione particolarmente riuscita. Il diritto al rispetto della vita familiare concerne invece i rapporti tra i membri del nucleo familiare, costituito dai coniugi e dai figli non ancora maggiorenni che vivono insieme (DTF 144 II 1 consid. 6.1; sentenza 2C_448/2024 del 3 ottobre 2024 consid. 6.1.1). Al contempo, va rilevato che una persona straniera può richiamarsi al diritto alla vita familiare garantita dall'art. 8 CEDU per vivere in Svizzera con un membro della sua famiglia - nel senso sopra indicato - solo se quest'ultimo è di nazionalità svizzera o dispone di un permesso di domicilio rispettivamente di un diritto certo a un'autorizzazione di soggiorno e non ci si può attendere che la vita familiare sia vissuta all'estero (DTF 146 I 185 consid. 6.1; 137 I 247 consid. 4.1.2; sentenza 2C_448/2024 del 3 ottobre 2024 consid. 6.1.1).