Citation: I 480/99 28.01.2000 E. 2

2.- a) Al ricorrente è stata assegnata una rendita intera d'invalidità a contare dal 1° febbraio 1988, poiché era inabile al lavoro in misura completa dal febbraio dell'anno precedente a causa della recidiva di ernia del disco lombare, manifestatasi a livello L4/L5, dopo che era già stato operato a livello L5/S1 nel 1980. Alla data di decorrenza della prestazione, nel febbraio del 1988, egli non era ancora stato sottoposto al secondo intervento chirurgico, che veniva effettuato soltanto nel corso del successivo mese di agosto. Non v'è quindi dubbio che a quell'epoca l'assicurato fosse completamente inabile al lavoro e che lo sarebbe stato ancora quanto meno per un periodo prolungato, a seguito del secondo intervento chirurgico, della necessaria convalescenza e riabilitazione. b) In occasione della seconda procedura di revisione della rendita, promossa dall'Ufficio AI dopo il rimpatrio dell'assicurato, il prof. T.________ e il suo collegio di specialisti avevano ritenuto ormai stabilizzata l'evoluzione del danno alla salute e valutato la capacità lavorativa dell'interessato quale pittore/gessino nella misura del 30%, ma del 50% in attività sostitutive adeguate e compatibili. La loro valutazione non divergeva peraltro sostanzialmente da quella dei medici dell'INPS di L.________, che il 24 marzo 1992 stabilivano il grado d'invalidità del ricorrente per qualsiasi attività nella misura del 50%. L'incapacità di guadagno che ne era risultata si aggirava, sulla scorta dei dati forniti dall'esperto del mercato del lavoro, attorno al 69%. Il dott. S.________, consulente medico dell'Ufficio AI, proponeva pertanto il mantenimento della rendita intera, malgrado l'indubbio miglioramento della capacità lavorativa rispetto al febbraio del 1988, poiché la perdita di guadagno era ancora superiore, seppur di poco, ai due terzi. c) Nell'ambito del controverso terzo procedimento di revisione i medici dell'INPS hanno confermato il grado d'invalidità del 50%. Il prof. T.________ e i suoi consiliari, nuovamente sollecitati ad esprimersi dall'Ufficio AI sull'evoluzione dello stato di salute dell'assicurato, costatavano nel maggio del 1997, sulla base delle risultanze degli esami clinici, un miglioramento delle condizioni e valutavano positivamente l'evolversi dell'incapacità lavorativa dal 1993 al 1997, ritenendo ormai l'interessato abile al lavoro al 45% quale gessino/pittore e al 65% in attività sostitutive adeguate e compatibili. Di diverso avviso era il dott. R.________, il quale nella perizia prodotta dal ricorrente in sede di opposizione al progetto di decisione considerava il paziente inabile al lavoro nella misura del 100%. Nuovamente interpellati e invitati a determinarsi su queste conclusioni, il prof. T.________ e il suo collegio si confermavano pienamente nella loro valutazione. In particolare, il prof. R.________, specialista in neuropsichiatria e neurofisiopatologia, rilevava l'esistenza di una contraddizione tra le conclusioni tratte dal Servizio di neurologia di T._____, su cui tra l'altro si fondava la valutazione del dott. R.________, e i loro riscontri obiettivi. d) Il Tribunale federale delle assicurazioni non può quindi che condividere le conclusioni dei giudici di primo grado, che hanno fatto proprio il parere del collegio peritale diretto dal prof. T.________ e dei consulenti medici dell'Ufficio AI, fondato su accertamenti obiettivi, da cui possono derivare utili e persuasivi elementi di giudizio. La pronunzia commissionale di tutelare il provvedimento con cui l'amministrazione ha sostituito dal 1° maggio 1998 la rendita intera con una mezza rendita deve pertanto essere confermata. e) Con il presente gravame - sia notato di transenna - il ricorrente non produce elementi di giudizio nuovi, limitandosi in sostanza ad appellarsi alla valutazione del dott. R.________, che per quanto si è visto non può comunque essere ritenuta.