Citation: 9C_578/2021 E. 5.3.2

5.3.2. Dagli accertamenti del Tribunale cantonale si evince però altro, segnatamente che il ricorrente, pur non figurando tra i dipendenti né tra gli organi formali della società, svolgeva un ruolo fondamentale all'interno della stessa. In qualità di direttore della C.________ SA egli ha esercitato una posizione dirigenziale, come pure specificatamente è stato la persona di riferimento in relazione allo stato contributivo della società, si è occupato in prima persona delle questioni relative agli oneri sociali - questo già dal 2017, nell'anno di costituzione della SA - ma anche che si è esposto come persona di riferimento esclusivo della SA dinnanzi ad altre autorità. A nulla giova al ricorrente cercare di provare il contrario, principalmente riferendosi all'episodio della delega del 13 ottobre 2017, più precisamente sminuendone la rilevanza in quanto non vi sarebbe fisicamente la procura generale menzionata nel documento. Si rammenta che grazie a tale delega - su carta intestata della società - il ricorrente, sulla base di una menzionata procura generale attribuitagli direttamente dall'allora amministratrice unica B.________, ha potuto incaricare qualcuno di ritirare presso la Cassa la documentazione contributiva della C.________ SA, dossier che è stato effettivamente consegnato. Anche se appare assurdo ora contestare persino l'esistenza fisica della procura generale qualificandola di "fantomatica", il fatto che non figuri fisicamente nell'incarto non è idoneo a sminuire il valore della precedente ammissione di averla ricevuta e allegata alla delega. La conclusione della Corte cantonale, secondo cui il ricorrente si occupava in primo luogo delle questioni contributive, ciò che include che era anche a conoscenza sia degli obblighi legali in materia di contributi AVS che in particolare della situazione debitoria in cui versava la C.________ SA già dal 2017, merita tutela. Non sorregge il ricorrente cercare di minimizzare quanto sopra menzionato, affermando che si trattava di incombenze che rientrano tra i compiti usuali di una segretaria e che non bastano certo per qualificar le quali attività confacenti a un organo di fatto. Da notare anche che il ricorrente è stato l'unico interlocutore della società nelle questioni relative al fallimento, cercando di fare il possibile per evitarlo, mostrando così ancora una volta sia la sua conoscenza della situazione debitoria della società, come pure il suo impegno per l'andamento della stessa, in concreto allestendo un piano per il pagamento degli arretrati. Il ricorrente ha pertanto assunto sotto la sua responsabilità una competenza duratura per determinare decisioni che trascendono il quadro degli affari quotidiani e che influiscono pertanto sul risultato e nel caso concreto anche sull'esistenza stessa della società, dimostrando così la sua funzione di organo di fatto. La Corte cantonale poteva dunque senza arbitrio riferirsi agli esiti della valutazione globale dei fatti operata dalla Cassa. Le censure del ricorrente non sono idonee a sovvertire tali accertamenti, rispettivamente le conclusioni tratte da essi. Quale organo di fatto è a giusta ragione che la Cassa ha proceduto nei suoi confronti.