Citation: 2C_1059/2017 E. C

Con decisione dell'11 maggio 2011, l'autorità di tassazione ha respinto il reclamo. Premesso che nel 2006 la società aveva acquistato quote del proprio capitale nella misura complessiva del 37 %, ha infatti indicato che, oltre ai pertinenti articoli della legislazione tributaria, andavano applicate "le norme del codice delle obbligazioni che regolano l'acquisto di azioni proprie da parte di società di capitali". Riconosciuto che, in relazione al riacquisto di propri diritti di partecipazione da parte della Sagl, il codice delle obbligazioni in vigore al momento della cessione non prevedeva norme particolari, ha quindi aggiunto che era "anche vero che le disposizioni legali del CO relative alle Sagl fanno riferimento alle disposizioni relative alle società anonime", ragione per la quale si giustificava l'applicazione dell'art. 659 CO. In parallelo, preso atto del limite del 20 % previsto per le azioni nominative, ha ritenuto che l'eccedenza di liquidazione corrispondesse al 17 % dell'utile complessivo. Per quanto attiene alla contestazione formulata in via subordinata, circa il calcolo dell'utile, il fisco ha infine osservato che, "proprio per il principio di parità di trattamento con casi simili realizzati attraverso società svizzere", l'inclusione nel calcolo della quota del socio domiciliato in Germania era giustificata e escluso che le disposizioni sulle Sagl, in vigore dal 2008, fossero applicabili.