Citation: 6B_242/2009 06.08.2009 E. 1

Il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 385 CP. La Corte delle assise criminali, che lo ha condannato in prima istanza, non ha preso conoscenza della decisione dell'allora Consiglio di vigilanza relativa al calcolo del terzo residuo da scontare. Secondo l'insorgente questo documento è dunque un mezzo di prova nuovo giusta l'art. 385 CP. Poiché suddetta Corte, al momento di commisurare la pena del ricorrente per i reati commessi durante il periodo di prova, ha voluto tener conto delle conseguenze negative del ricollocamento a seguito di recidiva penale, l'errore che ha commesso nel determinare il terzo residuo delle precedenti pene è tale da giustificare una domanda di revisione. Infatti, la Corte delle assise criminali ha ritenuto che il terzo residuo di pena da scontare a seguito del ricollocamento fosse di tre anni e due mesi, laddove in realtà era di cinque anni, quattro mesi e venti giorni come risulta dalla decisione dell'allora Consiglio di vigilanza. La differenza è tale da permettere di pensare che la corte di prima istanza avrebbe potuto decidere diversamente qualora avesse avuto in mano la precitata decisione, infliggendo per i reati giudicati il 25 maggio 2005 una pena meno severa.