Citation: 6B_343/2007 10.04.2008 E. 2

Con la decisione impugnata il GIAR ha dichiarato privo d'oggetto il reclamo a lui presentato dalle qui ricorrenti. Egli ha ritenuto che esse chiedevano il riconoscimento della qualità di parti civili per ipotesi di reato non contemplate, né in fatto né in diritto, dal Procuratore pubblico nell'istruttoria formale da lui avviata. Questi ha avviato l'inchiesta unicamente per accertare l'eventuale commissione di reati a danno dei clienti investitori delle società ricorrenti, non ha per contro contemplato neppure a titolo concorrente o alternativo ipotesi di reato a danno delle stesse, ciò vale sia per l'ipotesi di truffa che per quella dei reati di cui agli art. 138 e 158 CP. Le ricorrenti, considerando che le ipotesi di reato di appropriazione indebita e amministrazione infedele dovrebbero riguardare atti commessi nei loro confronti, chiedevano in realtà il riconoscimento della qualità di parti civili per ipotesi di reato (in fatto e in diritto) non comprese dall'istruzione formale condotta dal magistrato inquirente, né dalle informazioni preliminari, e quindi neppure prospettate o contestate agli accusati/indagati. Orbene, la determinazione delle ipotesi di reato (in fatto e in diritto) oggetto del perseguimento penale è di competenza del Procuratore pubblico e il reclamo al GIAR ex art. 280 CPP/TI non è dato per ottenere precisazione, completazione o estensione della promozione dell'accusa (né delle informazioni preliminari). Il GIAR ha quindi concluso che il chiarimento che si impone di fronte ai due diversi modi d'intendere il complesso di fatti su cui si fonda il procedimento deve in primo luogo avvenire direttamente tra il magistrato inquirente e le ricorrenti mediante formale denuncia o formale richiesta di estensione dell'accusa, seguite - se del caso - dal profilo formale da un decreto di non luogo a procedere o dalla promozione dell'accusa per i fatti di cui le ricorrenti potrebbero essere delle danneggiate dirette, ma non attraverso un reclamo volto a ottenere il riconoscimento di parte civile per ipotesi di fatto e di diritto che il titolare dell'inchiesta non ritiene essere oggetto dell'istruttoria da lui condotta. Questo vale sia per le ipotesi di reato di cui agli art. 138 e 158 CP che per quelle di reati fallimentari prospettati nel reclamo.