Citation: 4A_253/2020 E. 6

I ricorrenti dedicano l'ultima parte del loro ricorso ai "runtime" e alla verifica contabile della politica commerciale dell'opponente, questioni che la maggioranza del collegio arbitrale ha ritenuto transatte tramite il contratto stipulato nel 2012, affermando che tale conclusione sarebbe arbitraria, segnatamente perché il contratto in questione non avrebbe potuto liquidare inadempienze successive alla sua stipula e che in base alle conclusioni di un perito sono state riscontrate delle incongruenze relative alla voce "runtime". Non sarebbe quindi unicamente stato violato l'ordine pubblico, ma pure il loro diritto di essere sentiti. La censura non soddisfa i requisiti di motivazione posti a un ricorso contro una sentenza arbitrale e si rivela pertanto inammissibile (sopra consid. 3). Da un lato, con essa i ricorrenti omettono di spiegare con un minimo di chiarezza le ragioni per cui reputano violato il loro diritto di essere sentiti. Per il resto, l'argomentazione ricorsuale si esaurisce in una critica appellatoria del lodo, il quale aveva peraltro esplicitamente negato che i fatti oggetto di controversia fossero posteriori alla transazione.