Citation: 7B_367/2024 E. 1.4.3

1.4.3. Risulta perciò da quanto esposto dalla ricorrente che tra i documenti cartacei e i dati informatici di cui è stata ordinata la levata dei sigilli vi siano mezzi di prova rilevanti che permettano di chiarire la fattispecie, come da essa stessa indicato. Pertanto, non si comprende, e la ricorrente non dimostra, quali prove - oltre a quelle di cui essa dispone già a seguito della levata dei sigilli - in relazione alle funzioni delle differenti società e alle attività delle persone coinvolte potrebbero trovarsi sul cloud Dropbox dei tre PC fissi (PEN001, PEN003 e PEN005) rinvenuti in loco e sulle e-mail ritrovate sul PC fisso PEN004, tali da definirsi "fondamentali" per l'inchiesta, né tanto meno in che modo, senza la disponibilità di queste "prove", l'autorità inquirente sarebbe costretta ad abbandonare il procedimento contro le opponenti, come da lei sostenuto. La ricorrente non si confronta in modo specifico con l'indicazione della Corte dei reclami penali secondo la quale "l'AFC dispon[e] di sufficienti indizi di reato per fondare i propri sospetti circa le infrazioni descritte e che la documentazione cartacea e i dati contenuti nei supporti informatici delle opponenti posti sotto sigillo present[a]no un'utilità potenziale per il prosieguo dell'inchiesta" (decisione impugnata, pag. 10, consid. 4.3). Alla vista di quanto precede, la ricorrente non può in buona fede giustificare la propria richiesta di levata dei sigilli dei dati contenuti nei supporti informatici PEN001 e PEN003-PEN005 delle opponenti, nell'ambito della presente procedura, asserendo che l'assenza della documentazione presente sul cloud Dropbox "potrebbe potenzialmente comportare per l'autorità d'inchiesta la chiusura della procedura contro B.________ Sagl ed C.________ Ltd."