Citation: H 270/03 28.06.2004 E. 3

Nel proprio gravame, P.________ contesta il giudizio cantonale, oltre che per ragioni di merito, anche per motivi d'ordine formale, invocando gravi violazioni dei "principi procedurali amministrativi riferiti all'eccesso di formalismo, al diritto di essere sentito e al rifiuto di potere esaminare gli atti", come pure "la violazione sia dei principi costituzionali riferiti alla legalità e a quelli riferiti alla parità di trattamento e alla proporzionalità". La ricorrente - o meglio il suo rappresentante - si dilunga in una serie di citazioni del tutto avulse dai fatti di cui intende avvalersi. Per quanto possibile si cercherà di seguire le censure formali nella successione in cui sono state presentate. 3.1 L'insorgente rimprovera ai primi giudici di avere agito con formalismo eccessivo e in particolare di avere avallato la scelta della Cassa di richiedere il risarcimento danni in applicazione dell'art. 52 LAVS alla sua sola persona senza considerare il comitato dell'Associazione L.________ siccome composto anche di altri membri. 3.1.1 Il formalismo eccessivo è una forma particolare di diniego di giustizia; esso è ravvisabile nell'ipotesi in cui sono per una determinata procedura predisposte delle regole rigorose, senza che simile rigore sia materialmente giustificato. La giurisprudenza ha certo sempre affermato che le regole di procedura sono necessarie nell'istituzione delle vie di diritto ai fini di assicurare un decorso della procedura conformemente al principio della parità di trattamento, nonché per garantire l'applicazione del diritto materiale. Tutte le esigenze formali non sono quindi in contrasto con l'art. 29 cpv. 1 Cost.: vi è formalismo eccessivo solo qualora la rigorosa applicazione delle regole di procedura non è giustificata da nessun interesse degno di essere tutelato, diventa un fine a sé stante e impedisce o complica in modo insostenibile la realizzazione del diritto materiale (DTF 128 II 142 consid. 2a, 127 I 34 consid. 2a/bb; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 125 I 170 consid. 3a, 118 V 315 consid. 4 e sentenza ivi citata). 3.1.2 Orbene, le argomentazioni speciose della ricorrente non possono essere seguite. Infatti dalla documentazione agli atti risulta che la Cassa ha chiesto, in via solidale, sia a P.________ che a S.________ il risarcimento danni per il mancato pagamento dei contributi sociali. Per quanto invece riferito a E.________, l'amministrazione ha ritenuto di liberarlo dall'onere risarcitorio, richiamandosi alla sua ampia facoltà di decidere - nel caso di solidarietà fra più debitori - se convenire tutti i debitori o soltanto uno o alcuni di essi (DTF 129 V 302 consid. 3.1; SVR 2003 AHV no. 5 pag. 13 consid. 4.2). La Cassa ha optato per il risarcimento danni a carico della ricorrente e del presidente S.________, liberando E.________ sulla base delle pregresse dimissioni valutate siccome liberatorie. Siffatta valutazione non è più sindacabile ad opera né del Tribunale cantonale delle assicurazioni né di questa Corte, ritenuto che nessun'altra autorità può sostituirsi alla Cassa ed agire al suo posto e che l'amministrazione non si deve preoccupare dei rapporti interni tra corresponsabili (DTF 108 V 195 s. consid. 3; confermata in DTF 109 V 93 consid. 10 e 119 V 87 consid. 5a). 3.1.3 In tali condizioni non si può di certo sostenere che le precedenti istanze sarebbero incorse in formalismo eccessivo. L'atteggiamento manifestato dimostra peraltro che la ricorrente non ha letto con la necessaria attenzione la decisione della Cassa, dalla quale risulta che pure S.________ è stato chiamato a rispondere, in solido, con l'interessata. Ancora in occasione della replica del 21 dicembre 2003 essa continua in termini invero discutibili ad affermare d'essere stata l'unica persona cui sarebbe stato richiesto il risarcimento danni, senza volersi avvedere che la decisione risarcitoria emessa dalla Cassa nei confronti di S.________, essendo cresciuta in giudicato perché rimasta inimpugnata, è già divenuta esigibile. 3.2 P.________ lamenta pure una violazione del diritto di essere sentito, perché, a suo dire, "malgrado l'istruttoria sia durata ben 16 mesi", non vi sarebbe stata l'audizione delle parti in contraddittorio e neppure l'audizione, in qualità di testi, degli altri due componenti del comitato o dei rappresentanti delle associazioni coinvolte. Fa quindi valere che "d'imperio" le sarebbe stato impedito di "esaminare alcuni documenti, a lei noti e non", che le avrebbero permesso di "suffragare le sue argomentazioni già a livello di ricorso in prima istanza". Quali prove indica l'assunzione dell'incarto completo e di testi. 3.2.1 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Se però gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 3.2.2 La ricorrente chiede per la prima volta sia il richiamo "dell'incarto completo" sia l'audizione di "testi". Per quanto concerne le richieste formulate per la prima volta dinanzi a questa Corte, va ricordato che quando il potere d'esame del Tribunale federale delle assicurazioni avviene, come nel caso di specie, nei limiti dell'art. 105 cpv. 2 OG, la possibilità di allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova è molto ridotta. In particolare sono ammissibili solo quei mezzi di prova che l'istanza inferiore avrebbe dovuto assumere d'ufficio e la cui omissione è costitutiva di violazione di norme procedurali essenziali (DTF 121 II 99 consid. 1c, 120 V 485 consid. 1b con riferimenti). A maggior ragione le parti non possono invocare davanti al Tribunale federale delle assicurazioni fatti nuovi, che sarebbero stati in grado di presentare - o che incombeva loro di far valere, in virtù del dovere di collaborazione all'istruzione della causa - già davanti alla giurisdizione inferiore. Allegazioni tardive non permettono di qualificare siccome incompleti o inesatti giusta l'art. 105 cpv. 2 OG gli accertamenti di fatto operati dai primi giudici (DTF 121 II 100 consid. 1c, 102 Ib 127). 3.2.3 Ora, dall'inserto risulta che con risposta 3 giugno 2002 P.________ aveva preannunciato la produzione, a tempo debito, di testimonianze e dichiarazioni a sostegno delle sue affermazioni. Il 4 aprile e il 3 giugno 2003 la Corte cantonale le ha quindi trasmesso per conoscenza gli scritti della Cassa con i relativi allegati, richiamati agli atti dal Tribunale, senza tuttavia suscitare una qualsivoglia presa di posizione da parte dell'interessata, benché le fosse stata data più volte, nel corso dell'istruttoria durata 16 mesi, la possibilità di esprimersi. Né risulta dalle tavole processuali che l'insorgente abbia in seguito comunicato ai primi giudici quali fossero i testi di cui voleva prevalersi per scagionarsi dall'accusa di comportamento gravemente negligente e quali i fatti su cui tali testi si sarebbero dovuti esprimere. Per il resto, come le doveva essere noto dal momento che aveva chiesto ed ottenuto una proroga per prendere visione della documentazione allegata alla petizione, l'incarto completo era a sua disposizione presso il Tribunale cantonale delle assicurazioni. È solo con il ricorso a questa Corte che l'interessata cerca ora di porre rimedio alle sue pregresse omissioni, postulando tardivamente l'assunzione di determinate prove. Se ne deve concludere che la richiesta non merita tutela giurisdizionale. 3.2.4 Inoltre giova qui ricordare che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di documentazione, ritenuto che è preciso dovere processuale di ogni parte indicare con esattezza i documenti atti a dimostrare il fondamento delle tesi formulate. La ricorrente doveva, quale membro di direzione con funzione di cassiera dell'Associazione L.________, procedere dal profilo processuale in modo selettivo e mirato all'offerta e alla produzione dei mezzi rilevanti per il giudizio, indicandone partitamente gli elementi che li individuano e caratterizzano nonché l'obiettivo probatorio perseguito con la richiesta. Scopo evidente di siffatto rigore formale è di consentire all'autorità giudicante di valutare la rilevanza di ogni mezzo di prova ritualmente offerto. 3.2.5 Ne consegue che non sussiste in concreto alcuna violazione del diritto di essere sentito da parte della precedente istanza.