Citation: I 76/00 05.06.2000 E. 2

2.- Anche per quanto attiene all'applicazione della normativa citata alla fattispecie, questa Corte, dopo attento esame dell'incarto, può integralmente confermare le esaurienti considerazioni dei giudici cantonali. Essi hanno in effetti correttamente rilevato che successivamente al 31 agosto 1993 - e fino al momento decisivo della resa dell'atto querelato (consid. 1b) - le turbe alla spalla e al ginocchio destri di cui è portatore l'assicurato a seguito dell'infortunio del 1989 non sono state di gravità tale da cagionare un'incapacità lavorativa, rispettivamente di guadagno, idonea a determinare l'erogazione di una rendita, nemmeno di grado minimo. Queste conclusioni si sono fondate sulle risultanze istruttorie della citata antecedente procedura di graduazione dell'invalidità in ambito LAINF. In particolare, dai numerosi referti medici agli atti così come dalla perizia giudiziaria 12 dicembre 1996 del dott. S.________ emerge che anche se i disturbi alla spalla e al ginocchio destri non sono compatibili con una ripresa dell'attività di muratore, non impedirebbero comunque all'interessato di espletare in misura completa un mestiere leggero che non debba essere svolto al di sopra dell'orizzontale e che non richieda il sollevamento di pesi superiori ai 10 kg. Conformemente al raffronto dei redditi effettuato dal Tribunale cantonale, la perdita di guadagno che ne deriva si aggira attorno al 38 % e non attinge pertanto un tasso giustificante l'erogazione di una rendita. Da simili apprezzamenti, fondati su un accurato esame del caso, chiari nell'esposizione e motivati nelle conclusioni (RAMI 1991 U 133 pag. 311), non vi è ragione di scostarsi, quando altresì si rilevi come, richiamato il principio della coordinazione della valutazione del grado d'invalidità nei tre menzionati rami assicurativi (cfr. consid. 1a), non può essere censurato l'operato delle precedenti istanze laddove hanno ripreso la graduazione dell'incapacità effettuata in ambito LAINF.