Citation: 4C.260/2003 06.02.2004 E. 1

Giovi ribadire, ad ogni buon conto, quanto già esposto nel quadro del parallelo ricorso di diritto pubblico. I giudici ticinesi non si sono chinati sulla questione del momento determinante per stabilire il danno perché, contrariamente a quanto asserito dall'attore, non vi era litigio su questo punto. Il Pretore aveva infatti esplicitamente dichiarato di ritenere determinante la data della sua sentenza. A ragione. Secondo la giurisprudenza il danno deve infatti venire calcolato in maniera concreta sino al giorno della sentenza emanata dall'istanza cantonale dinanzi alla quale possono essere addotti fatti nuovi (DTF 99 II 214 consid. 3b pag. 216). Nel Cantone Ticino questa istanza è il Pretore, essendo in sede di appello esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI). In realtà, pur dichiarando di voler censurare la decisione sul momento determinante per il calcolo del danno, l'attore sembra piuttosto voler criticare, ancora una volta, il rifiuto di annettere agli atti la documentazione da lui prodotta nel quadro della decisione sull'istanza volta all'assunzione suppletoria di prove. Trattandosi di una questione concernente la procedura cantonale, essa non può venir esaminata nel quadro del presente rimedio. 6.2.2 Analoghe considerazioni vanno formulate con riguardo alle censure rivolte contro la decisione sul grado d'invalidità ammesso nella sentenza impugnata. Contrariamente a quanto asserito dall'attore non v'è motivo di ritenere che i giudici cantonali abbiano fatto capo ad una nozione giuridica del danno connesso all'invalidità diversa da quella ammessa dalla dottrina e dalla giurisprudenza (cfr. Bussy/Rusconi, op. cit. n. 2.2 lett. c ad art. 62 LCStr). La Corte cantonale ha infatti ben distinto fra il grado d'invalidità medico teorica dell'attore - che il perito giudiziario aveva stimato nel 40% - e quello riferito all'incapacità al lavoro quale impiegato d'ufficio - attività da lui svolta in precedenza - che il perito giudiziario ha fissato nel 50%. In realtà, l'argomentazione ricorsuale non verte tanto sulla questione giuridica quanto sulla decisione di non scostarsi dalle risultanze peritali a favore del grado d'invalidità riconosciuto dal datore di lavoro. 6.3 Venendo ora all'esame dettagliato delle posizioni di danno oggetto del ricorso per riforma si può osservare ciò che segue. 6.3.1 Perdita di guadagno Una volta deciso di tener conto del grado d'incapacità lavorativa del 50%, accertato dal perito giudiziario, i giudici ticinesi hanno - a ragione - evidenziato la necessità di correggere il giudizio relativo alla perdita di guadagno. A tal scopo la Corte cantonale si è riferita al calcolo effettuato in questo senso dalla convenuta nel suo appello, siccome basato sui dati forniti dallo stesso attore, il quale non lo ha contestato. L'attore non critica la decisione di riferirsi al calcolo proposto dalla controparte né tantomeno asserisce che questo sarebbe stato allestito in contrasto con i principi riconosciuti da dottrina e giurisprudenza (sulle modalità di calcolo della perdita di guadagno cfr. 129 III 135 consid. 2.3). Egli si limita a riproporre i conteggi presentati in sede di conclusioni e a chiedere all'autorità cantonale di tenere conto delle percentuali d'invalidità riconosciutegli dal datore di lavoro. Argomenti che, per le ragioni già esposte ai considerandi precedenti, si avverano inammissibili. 6.3.2 Perdita della pensione Lo stesso vale per la critica rivolta contro il calcolo della perdita della pensione. L'attore non contesta il metodo di calcolo adottato dai giudici ticinesi bensì la loro decisione di riferirsi al grado di invalidità del 50% invece che del 60%, rispettivamente 100%. 6.3.3 Perdita su gratifiche di anzianità La richiesta dell'attore volta alla concessione di fr. 17'418.55 a questo titolo è stata respinta siccome non comprovata. Nonostante l'invocazione della violazione del diritto federale, e in particolare dell'art. 8 CC, il ricorso verte ancora una volta - inammissibilmente - sulla decisione di non ammettere la documentazione offerta dall'attore mediante l'istanza di assunzione suppletoria di prove. 6.3.4 Perdita di guadagno da attività viticola Gli argomenti che l'attore propone a questo proposito sono gli stessi già sollevati nel quadro della censura contro il giudizio sulla perdita di guadagno da attività principale e risultano inammissibili per gli stessi motivi. 6.3.5 Costi complementari non assunti dalla cassa malati per il futuro La richiesta formulata dall'attore a questo titolo è stata respinta siccome non comprovata. Nella misura in cui ridiscute l'apprezzamento delle prove contenuto nel giudizio impugnato l'attore formula una censura inammissibile. 6.3.6 Spese di patrocinio nella pratica penale e spese legali preprocessuali La decisione pretorile di non considerare queste posizioni siccome abbandonate in sede di conclusioni è stata confermata anche dalla massima istanza ticinese. Fondata sull'applicazione del diritto processuale cantonale questa decisione non può venire ridiscussa nel quadro del ricorso per riforma. 6.4 In conclusione, le critiche mosse dall'attore al calcolo del danno si avverano perlopiù inammissibili. Nella misura in cui ammissibili esse vanno respinte siccome infondate.