Citation: H 411/01 05.03.2003 E. 3

In via preliminare va quindi esaminato se la Cassa ha fatto valere tempestivamente il suo diritto al risarcimento danni giusta l'art. 52 LAVS. 3.1 Per l'art. 82 cpv. 1 OAVS il diritto di richiedere il risarcimento di un danno si prescrive quando la cassa di compensazione non lo fa valere mediante una decisione entro un anno dal momento in cui ha avuto conoscenza dello stesso. Questo termine, contrariamente alla lettera del disposto, è di perenzione, la quale, come tale, deve essere accertata d'ufficio (DTF 128 V 12 consid. 5a, 17 consid. 2a, 126 V 451 consid. 2a, 121 III 388 consid. 3b e sentenze ivi citate). 3.2 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, i primi giudici hanno già correttamente rilevato quali siano i principi di giurisprudenza riferiti alla perenzione e in particolare al momento della conoscenza del danno. Essi hanno inoltre ricordato che, eccezionalmente e in presenza di circostanze particolari, la parte danneggiata può acquisire la conoscenza necessaria già prima del deposito della graduatoria (cfr. DTF 121 V 242). Tuttavia, nel caso di un fallimento ordinario, come nella fattispecie, la conoscenza del danno avviene in linea di principio con il deposito della graduatoria e la pubblicazione dell'inventario (cfr. DTF 126 V 444 consid. 3a e riferimenti). 3.3 Ora, dalla documentazione agli atti non emergono elementi che comprovano la conoscenza del danno da parte della Cassa prima della comunicazione 20 gennaio 1999 dell'Ufficio esecuzioni e fallimenti di C.________, poi confermata il 14 aprile 1999 con la segnalazione che a partire dal 20 aprile sarebbe stata depositata la graduatoria. Né d'altronde il ricorrente fa valere argomenti tali da far ritenere che la conoscenza della Cassa risalga a più di un anno prima della decisione 24 febbraio 1999 nei suoi confronti. Ne consegue che la pretesa di risarcimento danni è tempestiva.