Citation: 5P.181/2002 01.07.2002 E. 3

3.- Le ricorrenti rimproverano alle autorità cantonali di essere incorse nell'arbitrio per aver fondato il proprio giudizio sulle valutazioni del teste dott. S.________ invece che sui fatti da questi riferiti. Esse sostengono inoltre che dall'interrogatorio formale delle resistenti emergono evidenti contraddizioni, tali da mettere seriamente in dubbio la capacità di discernimento - e quindi la capacità processuale - della madre. a) Nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove il giudice cantonale del merito dispone di un ampio margine di apprezzamento (DTF 120 Ia 31 consid. 4b; 118 Ia 28 consid. 1b). Il Tribunale federale annulla la sentenza emanata da quest'ultimo solo qualora egli abbia abusato di tale potere, pronunciando una decisione che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesiva di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità. È segnatamente arbitraria una sentenza in cui la valutazione delle prove si fonda unilateralmente solo su alcune di queste ad esclusione di tutte le altre (DTF 120 Ia 31 consid. 4b), oppure che respinge un' azione per mancanza di prove allorquando l'esistenza di un fatto da provare risulta chiaramente dalle allegazioni e dal comportamento delle parti (DTF 113 Ia 435 consid. 4) oppure qualora gli accertamenti di fatto sono manifestamente sbagliati (DTF 121 I 113 consid. 3a). Una decisione non è invece arbitraria per il solo fatto che un'altra soluzione sembrerebbe ammissibile o addirittura preferibile rispetto a quella contestata (DTF 125 II 10 consid. 3a). Per richiamarsi con successo all'arbitrio, il ricorrente non può dunque accontentarsi di contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto: egli deve esporre chiaramente le ragioni che portano a ritenere manifestamente insostenibile la conclusione raggiunta nella decisione impugnata (DTF 127 I 54 consid. 2b; 126 I 168 consid. 3a; 125 I 166 consid. 2a; 125 II 10 consid. 3a). b) L'art. 16 CC definisce capace di discernimento qualunque persona che non sia privata della facoltà di agire ragionevolmente per effetto della sua età infantile o di infermità o debolezza mentale, di ebbrezza o stato consimile (art. 16 CC). Per consolidata giurisprudenza e dottrina, la nozione di capacità di discernimento racchiude due elementi distinti: da un lato, una componente intellettuale, ovvero la capacità di valutare il senso, l'opportunità e gli effetti di un atto determinato, dall'altro, una componente volitiva, legata al carattere stesso della persona, consistente nella facoltà di agire in funzione di questa comprensione ragionevole e di saper opporre un'efficace resistenza ad eventuali influenze esterne (DTF 124 III 5 consid. 1a; 117 II 231 consid. 2a; Eugen Bucher, Commentario bernese, n. 44 e segg. ad art. 16 CC). La capacità di discernimento è di natura relativa: essa va valutata nel singolo caso, in relazione ad un atto determinato, avuto riguardo alla sua natura e alla sua importanza, e non invece in modo astratto (DTF 118 Ia 236 consid. 2b; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 4a ed., Berna 2001, n. 76 e segg. , pagg. 24-25). Una persona le cui facoltà mentali siano generalmente ridotte può pertanto assolvere senza problemi le sue incombenze quotidiane e manifestare una sufficiente capacità di discernimento negli atti relativi; per operazioni più complesse, si potrà invece negare che disponga della necessaria capacità di discernimento (DTF 117 II 231 consid. 2a pag. 232). Nelle persone adulte la capacità di discernimento è generalmente data, e a chi contesta questa presunzione incombe l'onere di dimostrarne l'inesistenza (DTF 118 Ia 236 consid. 2b). Questa prova non è soggetta a esigenze particolari; basta un elevato livello di verosimiglianza, tale da escludere qualsiasi serio dubbio (DTF 117 II 231 consid. 2b; Bucher, op. cit. , n. 125 e segg. ad art 16 CC; Deschenaux/Steinauer, op. cit. , n. 94, pag. 29). La prova deve però riferirsi ad un preciso momento, e non in generale. Si ammette che questa prova è data, ad esempio, nel caso di un malato mentale notorio o di bambini di età molto giovane (Jacques-Michel Grossen, Les personnes physiques, in Traité de droit privé suisse, tome II, 2, pag. 38); in tali casi rimane tuttavia la possibilità di recare la controprova, ossia di dimostrare che l'interessato, malgrado un'incapacità generale di discernimento in ragione della sua età o del suo stato di salute, ha nondimeno agito in un momento di lucidità (DTF 124 III 5 consid. 1b e riferimenti; Bucher, op. cit. , n. 127 ad art. 16 CC). Secondo la giurisprudenza e la dottrina citata (cfr. DTF 117 II 231 consid. 2b "in fine"), l'inversione dell'onere della prova entra in linea di conto solo in casi manifestamente gravi, ossia quando dalle constatazioni di medici o anche di profani emerge che la persona interessata soffriva, nel momento in questione, di una malattia mentale così grave che la sua capacità di discernimento sembra d'acchito assente o in ogni caso molto poco verosimile. c) Il dott. S.________, medico generalista, ha dichiarato di seguire come paziente L.G.________ già dal 1990, e di averla visitata da quella data tra le 12 e le 20 volte l'anno. Nella sua deposizione ha descritto con precisione le patologie di cui ha sofferto o soffre tuttora la paziente, le cure nel frattempo effettuate eimedicamenti che le sono stati somministrati, descrivendone anche gli effetti secondari; per quanto attiene al suo stato mentale, ha potuto constatare che la paziente "... è sempre orientata, viene agli appuntamenti, ciò che mi racconta in studio sembra logico e mi pone domande precise", e che malgrado l'età piuttosto avanzata (81 anni), non ha mai pensato di doverla sottoporre a indagini per accertare una sua eventuale demenza senile. A suo avviso, malgrado le patologie di cui soffre e le cure che segue, la capacità di intendere e volere della paziente è comunque intatta. Ora, dalla deposizione del dott. S.________, non risulta che le patologie di cui soffre la resistente siano tali da alterare le sue facoltà mentali al punto da comprometterne la capacità di discernimento in relazione al litigio che la oppone alle figlie B.R.________ e E.R.________. Certo, il medico stesso ammette che la somministrazione di alcuni farmaci può provocare delle fasi di sonnolenza e di ridotta capacità di reazione; questo non significa però che la paziente sia ridotta in uno stato di incapacità di discernimento duraturo o generale: come detto, la capacità di discernimento è di natura relativa e va valutata nel singolo caso, in relazione ad un atto determinato, avuto riguardo alla sua natura e alla sua importanza, e non in modo astratto. La causa introdotta in Pretura per chiedere l'iscrizione di L.G.________ come proprietaria esclusiva del terreno non appare particolarmente complessa; nessun elemento dell'incarto lascia inoltre trasparire che l'interessata sia stata colpita da turbe particolarmente gravi nei momenti decisivi di questa causa (petizione, udienza, ...). Al contrario, il Pretore ha potuto constatare di persona, durante l'interrogatorio formale, come l'interessata si sia determinata con lucidità e chiarezza sulle domande sottopostele e abbia dato risposte sensate. In realtà, gli elementi di prova apportati in concreto dalle ricorrenti (età avanzata; alcune contraddizioni in sede di interrogatorio formale; una presunta sudditanza psicologica della madre rispetto alla figlia R.I.________) non raggiungono il grado di verosimiglianza richiesto per inficiare la presunzione della capacità di discernimento; la Corte cantonale ha d'altronde osservato che anche alcune contraddizioni e discrepanze tra le versioni fornite dalle due resistenti e la deposizione del medico curante riguardano questioni di secondaria importanza e non mutano l'esito del giudizio. Ne scende che le valutazioni del Tribunale d'appello in merito alla capacità di discernimento di L.G.________ non sono arbitrarie.