Citation: 5A_668/2016 E. A

A.a. B.________, nata nel 1998, è figlia di C.________ e di D.________. Quest'ultimo viveva separato dalla moglie E.________, con la quale aveva avuto una figlia, F.________. Nell'ottobre 1998, D.________ aveva istituito la fondazione A.________, con sede a Vaduz (Liechtenstein), di cui era unico beneficiario fin che in vita; al suo decesso, B.________ diveniva l'unica beneficiaria di tutti i beni compresi nella fondazione, di cui doveva entrare in possesso al compimento del trentesimo anno d'età. Fino a quel momento, il regolamento della fondazione prevedeva il versamento di una rendita annua di fr. 60'000.-- a C.________, con l'onere di provvedere al mantenimento di B.________. Con testamento del maggio 2008, D.________ aveva istituito erede universale la prima figlia, F.________; la legittima di B.________ doveva essere soddisfatta in primo luogo mediante l'assegnazione di una sua proprietà immobiliare a X.________ (Provincia di Siena). D.________ è deceduto a Y.________ nel 2008. A.b. La fondazione A.________ e la madre di B.________, C.________, sono in lite dal dicembre 2009. Essenzialmente, la fondazione accusava la madre di mettere in pericolo gli interessi patrimoniali della figlia, ed aveva chiesto, fra l'altro, l'istituzione di una curatela di rappresentanza in favore di B.________. A quella funzione venne designato in data 22 dicembre 2010 l'avv. G.________. Costui, in un suo primo rapporto datato 19 dicembre 2011, aveva preconizzato, quale unica soluzione percorribile per la divisione della successione di D.________ nella salvaguardia degli interessi di B.________, lo scioglimento - a condizioni ben determinate - della fondazione A.________, con attribuzione degli attivi alla minore e la designazione di curatori per la gestione del patrimonio. Altre controversie scaturite dalla situazione avevano spinto il curatore avv. G.________ a chiedere la cessazione del proprio incarico, "nell'impossibilità di raggiungere un accordo per la divisione ereditaria, stante la posizione assunta dalla fondazione A.________". Nel frattempo, C.________ aveva inoltrato alcune istanze volte a permetterle di espletare alcune determinate pratiche, e soprattutto a ottenere la revoca del divieto 7 gennaio 2010 di compiere atti eccedenti l'amministrazione ordinaria dei beni della figlia. In data 17 giugno 2015 l'Autorità regionale di protezione 3 sede di Lugano ha dato seguito alla richiesta di C.________, annullando il divieto fatto a lei di compiere atti eccedenti l'amministrazione ordinaria dei beni di B.________, e ha revocato la curatela ad hocesercitata dall'avv. G.________.