Citation: 6B_122/2021 E. 5.4.2

5.4.2. Con riferimento a quello che il ricorso definisce quale accertamento tecnico oggettivo, la motivazione della sentenza impugnata appare assai concisa, non riportando quanto riferito dal perito di parte. Ciò non implica tuttavia necessariamente una violazione dell'art. 10 cpv. 2 CPP né dell'obbligo di motivazione. Il mezzo probatorio deve infatti apparire rilevante ai fini del giudizio. Orbene, la ricorrente ritiene che le prove offerte e raccolte si riferivano alla "non certezza dell'esistenza di una password " del suo collegamento Internet. Sennonché la CARP ha accertato che tale password esisteva, fondandosi sia su quanto attestato dall'operatore dell'insorgente sia sulle dichiarazioni dello stesso E.________. Il perito di parte, dal canto suo, non ha preteso il contrario, pronunciandosi unicamente sulla possibilità per un informatico di scoprire una password, rispettivamente sulla possibilità che delle reti wi-fi siano sprovviste di password, rilievi privi però di pertinenza nel caso concreto. La CARP ha anche aggiunto che, se si volesse per ipotesi ammettere che la rete wi-fi non fosse stata protetta da password, non è ragionevolmente immaginabile che qualcuno si sia collocato nelle vicinanze della rete wi-fi della ricorrente per procedere all'ordinazione di prodotti destinati a mettere in cattiva luce la denunciante. In relazione all'ordinazione effettuata il 2 febbraio 2018, alle ore 17.25, dall'indirizzo IP intestato all'insorgente, la CARP ha inoltre osservato che quest'ultima, invitata due settimane e mezzo più tardi a indicare dove si trovasse in quel momento, ha dichiarato di essere stata al lavoro. Ciò si è poi rivelato errato, avendo ella dato la disdetta con effetto immediato il 1° febbraio 2018, al termine del primo giorno di lavoro, circostanza che secondo la CARP rende poco comprensibile un'amnesia e poco probabile una confusione. Proprio il 2 febbraio 2018 la ricorrente ha inoltre cancellato la cronologia di Safari.