Citation: 6B_917/2018 E. 3.2

3.2. L'insorgente lamenta poi un accertamento arbitrario, perché incompleto, dei fatti e una violazione del diritto di essere sentito, nella forma del diritto a una decisione motivata. La sentenza impugnata non menzionerebbe puntualmente le censure sollevate in sede di dibattimento, le richieste di assunzione di prove e le relative decisioni. Non sarebbe così dato di sapere in che misura le contestazioni difensive sarebbero state considerate dall'autorità precedente e neppure come siano stati interpretati i contenuti dei vari verbali non espressamente citati. La ricorrente avrebbe in particolare domandato l'estromissione di dodici verbali d'interrogatorio, svoltisi a sua insaputa, e la loro ripetizione. Il TPF non avrebbe menzionato né di quali verbali si trattasse né l'istanza volta alla loro ripetizione. Non avrebbe inoltre indicato se detti verbali siano stati utilizzati come prova per il giudizio emanato e ancor meno le ragioni per cui le prove non siano state ripetute. Secondo l'insorgente, riservarsi di valutare la portata di una prova in camera di consiglio, come in concreto fatto dal TPF, permetterebbe ai giudici di fondare comunque il loro giudizio sul materiale acquisito. Ritiene peraltro che tali prove sarebbero state determinanti, perché in caso contrario il MPC non le avrebbe raccolte. I giudici precedenti non solo nulla indicherebbero sulla valenza probatoria delle prove contestate, ma neppure spenderebbero una parola sull'unico documento della difesa ammesso come prova.