Citation: 1A.100/2004 09.03.2005 E. 1

4.2 Non si è d'altra parte in presenza dell'asserita ricerca indiscriminata di prove ("fishing expedition"), ritenuto che tra la richiesta misura d'assistenza e l'oggetto del procedimento penale estero sussiste una relazione sufficiente (DTF 129 II 462 consid. 5.3, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c). La circostanza sulla quale insiste il ricorrente, che l'esistenza del suo conto non sia stata indicata nella rogatoria, ma soltanto da una testimone è ininfluente, visto che l'autorità estera ha espressamente chiesto di individuare tutti i conti oggetto di accrediti o addebiti dal conto società D.________ di Panama L'agire del Ministero pubblico è pertanto corretto, ricordato che tale modo di procedere può evitare la presentazione di un'eventuale richiesta complementare (DTF 121 II 241 consid. 3). 4.3 Il ricorrente adduce infine che nella fattispecie non sarebbe stata operata alcuna cernita dei documenti da trasmettere. La censura è manifestamente infondata. Certo, la parte richiesta non può trasmettere in blocco tutti gli atti di una relazione bancaria, in modo acritico e indeterminato, e lasciarne la cernita all'autorità estera (DTF 127 II 151 consid. 4c/aa, 122 II 369 consid. 2c, 115 Ib 186 consid. 4). Nella fattispecie è tuttavia manifesto che tale cernita ha avuto luogo. Dalla decisione di chiusura risulta infatti, che il procuratore pubblico, dopo aver esaminato la documentazione bancaria raccolta per valutarne la pertinenza ai fini del procedimento estero, ne ha restituito una parte ai diretti interessati. D'altra parte, il ricorrente non fa valere che il procuratore pubblico non gli avrebbe concesso la facoltà, concreta ed effettiva, di poter partecipare alla necessaria cernita, affinché potesse adempiere al suo dovere di cooperazione (DTF 130 II 14 consid. 4.3 e 4.4, 126 II 258 consid. 9b/aa pag. 262) o che un eventuale vizio in tale ambito avrebbe potuto essere sanato dinanzi alla Corte cantonale. 4.4 Per di più, accennando all'asserita inutilità degli atti litigiosi per il procedimento penale estero, il ricorrente disattende che, contrariamente all'obbligo che gli incombeva secondo la costante pubblicata giurisprudenza (DTF 126 II 258 consid. 9b e c, 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.), egli non ha del tutto indicato dinanzi all'autorità di esecuzione quali singoli atti e perché sarebbero sicuramente irrilevanti per lo stesso. La critica, tardiva, è quindi inammissibile.