Citation: 5C.279/1999 22.02.2000 E. C

C.- Con sentenza 8 novembre 1999 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, adita da C.________ e B.________, ha riformato il decreto cautelare nel senso che la Banca Z.________ di Lugano è invitata a disporre un blocco cautelativo sugli averi di A.________, a lei intestati personalmente o a lei facenti capo come beneficiaria economica su conti cifrati o intestati a terzi per la somma di fr. 847'060. --, oltre interessi. Agli appellanti è stato nel contempo fissato un termine di 30 giorni per promuovere l'azione di merito innanzi al foro competente, pena la caducità del provvedimento cautelare. I giudici cantonali hanno rilevato che in virtù dell'art. 10 LDIP il giudice svizzero può, qualora le misure previste dagli art. 551-554 CC non sembrano - come in concreto - idonee, adottare altri provvedimenti cautelari fondati sul diritto cantonale di procedura. Nella fattispecie l'istanza cautelare non è unicamente finalizzata a garantire pretese - obbligatorie - derivanti da un'azione di riduzione o collazione, ma tende pure alla conservazione di beni che altrimenti verrebbero distratti dalla successione a pregiudizio degli aventi diritto e di cui gli istanti intendono dimostrare l'appartenenza alla successione. In queste circostanze, poiché il blocco è stato chiesto dagli istanti che intendono far accertare giudizialmente il proprio diritto reale sul conto o sul deposito, un provvedimento cautelare è ammissibile. Inoltre, visto che i titoli, emessi da due istituti di credito e prelevati dal deposito della defunta, sono giunti a scadenza nel 1997 e poiché in virtù del principio della surrogazione reale sono considerati beni successori anche i beni sostitutivi, acquistati in luogo e vece di quelli della successione, la richiesta di bloccare una somma di denaro appare lecita.