Citation: 6B_1500/2021 E. 10.2

10.2. Le spese per le perizie giudiziarie costituiscono disborsi che rientrano nelle spese procedurali (art. 422 cpv. 2 lett. c CPP). Il ricorrente si limita al riguardo ad addurre genericamente ch'esse non sarebbero state documentate, ma non si confronta con la distinta delle fatture allegata alla comunicazione di chiusura dell'istruzione penale. Non spiega specificatamente per quali motivi determinate spese sarebbero ingiustificate. Laddove adduce che la perizia si sarebbe rivelata inutile e che i suoi costi sarebbero dipesi da accertamenti lacunosi che avrebbero dovuto essere completati, il ricorrente non precisa quali atti procedurali sarebbero stati inutili o avrebbero dovuto essere ripetuti o corretti. Egli sembra piuttosto riferirsi nuovamente al fatto che non è stata ravvisata una sua colpevolezza di natura penale e che il procedimento penale nei suoi confronti si è concluso con un decreto di abbandono. Le eventuali spese procedurali causate dal Cantone con atti procedurali inutili o viziati e che, giusta l'art. 426 cpv. 3 lett. a CPP, non devono essere accollati all'imputato, si riferiscono tuttavia ad atti che risultavano oggettivamente tali già in anticipo. Si tratta di atti i cui costi non sarebbero più in un rapporto di causalità adeguata con il reato. È per esempio il caso di errori materiali o procedurali dell'autorità corretti nella procedura di ricorso o della ripetizione di atti procedurali inficiati da violazioni formali (cfr. sentenza 6B_1255/2016 del 24 maggio 2017 consid. 1.3 e riferimenti). Le generiche contestazioni sollevate dal ricorrente, vertenti sull'assenza di una sua responsabilità penale, non permettono di ritenere realizzati simili estremi. Quanto alle spese di traduzione connesse alla perizia, il ricorrente disattende che l'ing. F.________, di lingua madre francese, è stato nominato per le sue conoscenze specialistiche. Le sue competenze linguistiche risultavano dal curriculum vitae agli atti ed erano quindi note alle parti (cfr. decreto di nomina del perito, del 29 agosto 2008). Poiché la lingua del procedimento penale dinanzi alle autorità penali cantonali era l'italiano (art. 67 CPP; art. 8 LOG), il fatto che il perito non la comprendesse ha comportato la necessità di tradurre i relativi atti procedurali. I corrispondenti costi di traduzione rientrano parimenti nelle spese giudiziarie (cfr. sentenza 8C_1/2020 del 15 ottobre 2020 consid. 5.2). Nella misura in cui è ammissibile, la censura è pertanto infondata.