Citation: 5A_764/2020 E. 4.4

4.4. A titolo abbondanziale, va comunque aggiunto: (a) che, a differenza di quanto pare ritenere l'insorgente nella sua impugnativa, l'art. 134 cpv. 1 n. 3 CO non ha nessun effetto sull'esigibilità di un credito, che continua a dipendere dagli accordi presi; (b) che, di per sé, detto disposto non osta quindi nemmeno alla richiesta di rimborso - formulata durante il matrimonio - di un debito che è giunto alla scadenza concordata tra le parti (DFT 141 III 49 consid. 5.2.1; DESCHENAUX/STEINAUER/BADDELEY, op. cit., n. 250c). Quello che l'art. 134 cpv. 1 n. 3 CO semmai garantisce è che il creditore possa decidere di non far valere subito la propria pretesa - venendo così incontro al debitore - senza dovere temere di doverla poi perdere, a causa del trascorrere del tempo. In presenza di uno dei motivi indicati dall'art. 134 cpv. 1 CO, la prescrizione non comincia infatti a decorrere o, se ha già cominciato a farlo, rimane sospesa; allo spirare del giorno in cui il motivo in questione viene meno, comincia invece il suo corso o, se lo aveva già cominciato, lo prosegue (art. 134 cpv. 2 CO; ROBERT K. DÄPPEN, Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 7a ed. 2020, n. 13 ad art. 134 CO).