Citation: H 3/07 20.11.2007 E. 6

6.1 Nei considerandi dell'impugnata pronuncia il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già esaurientemente ricordato le disposizioni e i principi giurisprudenziali applicabili alla presente vertenza, per cui vi si può fare riferimento e prestare adesione (art. 36a cpv. 3 seconda frase OG). È quindi sufficiente rammentare che dall'istante in cui il credito per contributi è stato accertato tempestivamente mediante una decisione formale (art. 16 cpv. 1 LAVS), la perenzione del diritto di fissare i contributi non può più intervenire. Altra questione è quella, qui litigiosa, della perenzione per l'incasso del credito contributivo (art. 16 cpv. 2 LAVS). Ora, per l'art. 16 cpv. 2 prima fase LAVS, nel tenore applicabile in concreto, in vigore dal 1° gennaio 1997 (v. lett. b cpv. 2 Disposizione finale della 10a revisione AVS), il credito per contributi, fissato in una decisione notificata conformemente al cpv. 1, si estingue cinque anni dopo la fine dell'anno civile in cui la decisione è passata in giudicato. Contrariamente al testo letterale della norma, si tratta di un termine di perenzione e non di prescrizione (DTF 117 V 208 consid. 3b pag. 210; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse er survivants [LAVS], no. 2 all'art. 16 LAVS). 6.2 Dalla documentazione agli atti risulta che la ricorrente con ricorso 29 gennaio 1996 aveva contestato la tassazione d'ufficio ritenendola "iniqua, in particolare per quanto riguarda gli ultimi mesi del 1993 e l'intero anno del 1994". Tale vertenza è stata risolta dal giudizio cantonale del 21 maggio 2001 con il quale i primi giudici - dopo un'approfondita valutazione dei dati contabili, compresi quelli della perizia giudiziaria fatta allestire dal Ministero pubblico del Cantone Ticino - hanno concluso che la ripresa, per la determinazione degli oneri sociali, doveva effettuarsi su una massa salariale di fr. 795'660.80 per gli anni 1990-1993; per il resto essi hanno rinviato l'incarto alla Cassa affinché determinasse la massa salariale per il 1994. L'amministrazione cantonale ha in seguito impugnato questo giudizio solo con riferimento all'anno 1994. Per contro, per quanto riguarda il periodo topico dal 1990 al 1993, la pronuncia 21 maggio 2001 non è stata impugnata ed è cresciuta in giudicato. 6.3 Come pertinentemente osservato dall'istanza precedente, alle cui considerazioni può essere senz'altro rinviato, con il giudizio del 21 maggio 2001 i giudici cantonali, in virtù del loro potere di riesaminare d'ufficio i fatti determinanti (DTF 127 V 228 consid. 2b/aa pag. 232; cfr. pure art. 85 cpv. 2 lett. c LAVS, abrogato in seguito all'entrata in vigore della LPGA), dopo avere verificato il calcolo relativo al periodo 1990-1994, hanno sottoposto ad attento esame l'intera decisione del 13 dicembre 1995. Avendo confermato i calcoli per gli anni 1990-1993 e avendo fissato nel dispositivo l'importo della massa salariale su cui la ricorrente avrebbe dovuto pagare i contributi sociali, essi hanno sostituito con il proprio giudizio la decisione amministrativa (v. DTF 130 V 138 consid. 4.2 pag. 142 seg.). 6.4 Nulla muta a tal giudizio il fatto che, nel suo atto ricorsuale del 29 gennaio 1996, la ricorrente si sarebbe aggravata "in particolare" per la ripresa degli ultimi mesi del 1993 e dell'anno 1994. A prescindere dall'irrilevanza, per quanto esposto in precedenza, di questa circostanza, si osserva che comunque, contrariamente a quanto pretende la ricorrente, il termine "in particolare" non può essere inteso in senso esclusivo. Avendo così i primi giudici ritenuto che l'impugnativa portava in particolare, e dunque non solo, sull'ammontare dei contributi degli ultimi mesi del 1993 e di tutto il 1994, essi non hanno commesso un accertamento manifestamente errato dei fatti né si sono tantomeno resi responsabili di una violazione del diritto federale. Gli stessi potevano pertanto rettamente concludere che i parametri per il computo dei contributi sono stati fissati il 21 maggio 2001 sulla base di una massa salariale stabilita in fr. 795'660.80. 6.5 Nulla di diverso in favore della tesi ricorsuale può infine essere inferito dai richiamati passaggi delle precedenti sentenze della Corte giudicante (v. consid. 5), non fosse altro perché lo stesso Tribunale ha anche chiaramente ricordato in quelle occasioni come il giudizio del 21 maggio 2001 abbia (solo) parzialmente accolto il gravame, "accertando per gli anni dal 1990 al 1993 una massa salariale di fr. 795'660.80 e rinviando gli atti alla Cassa per quanto riguardava il 1994" (v. H 315/03 sub A.b). 6.6 In tali condizioni, il dies a quo del termine di perenzione cadendo il 21 maggio 2001, la Cassa doveva provvedere al calcolo e alla riscossione dei contributi AVS dovuti dalla società ricorrente entro il 31 dicembre 2006, ossia entro i cinque anni dalla fine dell'anno civile in cui la decisione è cresciuta in giudicato (art. 16 cpv. 2 LAVS). 6.7 Con decisione del 27 aprile 2006 e successivo precetto esecutivo del ... (v. a tal proposito le Direttive UFAS sulla riscossione delle rendite, cifra 4033), l'amministrazione cantonale - sia pure in prossimità del termine di perenzione, ancorché ragioni di opportunità ne avrebbero consigliato una più sollecita attivazione - ha chiesto il pagamento di complessivi fr. 163'453.20 (di cui fr. 107'527.90 per contributi sociali e fr. 55'925.30 per interessi di mora) sulla base della massa salariale stabilita dai giudici cantonali nel pronunciato del 21 maggio 2001. 6.8 Stante quanto precede, la pretesa della Cassa volta all'incasso del credito per contributi non è perenta.