Citation: 1A.95/2003 04.07.2003 E. 2

2.1 Il ricorrente, sostiene d'essere stato all'oscuro delle manovre messe in atto dagli altri indagati attivi in Italia e aggiunge che tanto lui quanto la A.________ sarebbero piuttosto loro vittime. Rimprovera alla CRP di avere ritenuto a torto la citata società implicata nei fatti oggetto della rogatoria e ne deduce, implicitamente, la sua estraneità al procedimento estero e, pertanto, l'inutilità della documentazione litigiosa ai fini del procedimento stesso. Premesso che il ricorrente non è legittimato a far valere diritti di terzi, e che in tale misura il ricorso è inammissibile (DTF 128 II 211 consid. 2.3, 126 II 258 consid. 2d, 125 II 356 consid. 3b/aa pag. 362), l'assunto è infondato, visto che nella richiesta del 14 dicembre 2000 l'Autorità estera indicava il ruolo svolto dalla società. Il ricorrente nega quindi a torto la sussistenza di una relazione diretta e oggettiva tra il suo conto e la procedura penale estera. Inoltre, adducendo, implicitamente, la sua asserita qualità di persona non implicata nel procedimento estero secondo l'abrogato art. 10 AIMP, egli disattende che vi è coinvolto quale indagato. Non spetta inoltre al Giudice svizzero dell' estradizione, o, in genere, dell'assistenza, ma al Giudice estero del merito pronunciarsi sulla colpevolezza della persona perseguita (DTF 122 II 373 consid. 1c e rinvii, 112 Ib 215 consid. 5b pag. 220). Nell'ambito della procedura di assistenza non dev'essere d'altra parte provata la commissione del prospettato reato: in concreto essa è comunque resa verosimile e spetterà all'Autorità italiana, se del caso, completare e verificare le circostanze (cfr. DTF 116 IV 218 consid. 3a in fine e 3b in fine). 2.2 Contrariamente all'assunto ricorsuale, l'utilità e la rilevanza potenziale della documentazione litigiosa per il procedimento estero non possono manifestamente essere escluse (DTF 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a e b). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità, nella limitata misura in cui può essere applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 113 Ib 157 consid. 5d pag. 165, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Ciò non si verifica in concreto. La trasmissione della documentazione di un conto facente capo a un indagato è giustificata e idonea a far progredire le indagini, se del caso anche allo scopo di permettere all'Autorità estera di poter verificare l'asserita estraneità del ricorrente ai reati; l'utilità potenziale di queste informazioni è data (DTF 126 II 258 consid. 9c, 122 II 367 consid. 2c).