Citation: 1C_351/2018 E. 3.1

3.1. Nel merito il ricorrente osserva che la Città di Locarno aveva chiesto di modificare il perimetro del PUC in corrispondenza della zona lavorativa di Riazzino nell'ipotesi di una futura trasformazione di alcuni terreni agricoli in una nuova zona lavorativa, al suo dire quale naturale estensione della zona industriale esistente. Al riguardo si limita a trascrivere il relativo passaggio del rapporto di maggioranza n. 6648 R1 del 13 novembre 2014 della Commissione speciale pianificazione del territorio e ricordare gli antefatti che hanno portato all'adozione della citata proposta del Comune ricorrente. In detto documento è sottolineata la posizione dichiaratamente contraria di Gordola alla destinazione ipotizzata da Locarno, l'entrata in vigore il 1° maggio 2014 della revisione parziale della LPT del 15 giugno 2012 il cui nuovo art. 15 stabilisce tra l'altro che le zone edificabili sovradimensionate devono essere ridotte e l'art. 38a LPT, che disciplina il regime transitorio della modifica e prevede che i Cantoni adattano i propri piani direttori ai requisiti di cui agli art. 8 e 8a cpv. 1 LPT entro cinque anni dall'entrata in vigore della modifica (cpv. 1; su questo tema vedi sentenza 1C_345/2018 del 5 novembre 2018). Sempre nel messaggio si richiama poi un parere giuridico, pure ripreso dal ricorrente, e uno scritto del Dipartimento del territorio dai quali risulta chiaramente che sotto il profilo giuridico la richiesta di Locarno non era attuabile, visto che non si poteva ritenere che il comparto litigioso rientrasse nella nozione di territorio edificato in larga misura e che con tutta evidenza esso non poteva essere considerato come incluso in una tale zona, essendo per di più inserito in una zona per l'avvicendamento colturale SAC. La Commissione, adducendo che sotto il profilo formale la modifica del perimetro del Piano non presupporrebbe una modifica sostanziale del progetto e non ne decreterebbe di fatto il richiesto cambiamento di zona, visto che i terreni rimarrebbero in quella agricola come superfici SAC, ha ritenuto nondimeno corretto lasciare alla libera iniziativa del Comune, ritenuta difficile e dall'esito per nulla scontato, la trattativa per il futuro di questi terreni, accettando quindi la proposta di Locarno (pag. 8 seg. del messaggio di maggioranza). Il ricorrente si limita in sostanza a riproporre questa motivazione, invero scarna e poco sostanziata sotto il profilo giuridico, senza confrontarsi con le motivazioni poste a fondamento del giudizio impugnato, disattendendo in tale modo il suo obbligo di motivazione, a esso noto (art. 42 LTF; DTF 143 I 377 consid. 1.2 pag. 380; sentenza 1C_209/2011 consid. 3, citata).