Citation: 1C_434/2017 E. 4.3

4.3. L'UFT nella decisione di approvazione dei piani ha rilevato che le FFS avevano eseguito correttamente il picchettamento prima della pubblicazione del progetto. Riprendendo le argomentazioni dell'UFT, il TAF ha rilevato che per ragioni di sicurezza, segnatamente per il rischio di collisioni con la linea dell'alta tensione, il picchettamento del nuovo elettrodotto non poteva essere eseguito con i classici pali in legno che ne avrebbero mostrato le altezze effettive. Ha quindi accertato che in base agli atti del progetto, in particolare dal rapporto tecnico e di sicurezza, il concetto di picchettamento prevedeva nella fattispecie che il centro dei pali del nuovo elettrodotto era concretizzato mediante un picchetto con la testa colorata in rosso, nonché un paletto munito del numero del sostegno e dell'indicazione dell'altezza del palo. Il TAF ha inoltre ritenuto che la portata del progetto risultava pure dagli atti della domanda di approvazione dei piani, in particolare dalla tabella riassuntiva con il numero dei pali e la misura della loro altezza fuori terra, nonché dalle varie planimetrie indicanti le caratteristiche del nuovo elettrodotto e le modifiche rispetto alla linea esistente. I precedenti giudici hanno per di più rilevato che la ricorrente aveva puntualmente contestato la posizione, l'altezza e l'ubicazione degli impianti nei pressi della chiesa. La ricorrente non si confronta in modo specifico con queste considerazioni, spiegando con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF per quali ragioni violerebbero il diritto federale (art. 95 lett. a LTF). Non fa in particolare valere una violazione dell'art. 4 lett. b OPAPIF, che per i supporti delle linee a grande portata e di alta tensione non prevede l'indicazione mediante profili. D'altra parte, il Tribunale federale dà prova di un preciso riserbo in presenza di questioni tecniche riguardo alle quali l'autorità amministrativa specialistica dispone di principio di conoscenze dettagliate (DTF 125 II 643 consid. 4a; 115 Ib 131 consid. pag. 135 seg.). Le concrete modalità del picchettamento, mediante la posa di un picchetto con la testa verniciata in rosso e di un paletto indicante il numero del sostegno e la sua altezza, sono state ritenute conformi dall'UFT quale autorità specialistica in materia di approvazione dei piani ferroviari. L'Ufficio federale ha giustificato questa modalità sulla base di motivi di sicurezza, ritenuto che la presenza delle linee elettriche impedisce la posa di pali in legno di altezza corrispondente ai nuovi tralicci. Considerata la specificità dell'impianto litigioso, costituito da un elettrodotto che per le sue caratteristiche diverge quindi da un edificio ordinario, nonché la necessità di garantire la sicurezza dell'esercizio ferroviario, la spiegazione appare convincente. Ne segue che non è ravvisabile una violazione del diritto federale, segnatamente un eccesso o un abuso del potere di apprezzamento da parte del TAF, che ha confermato la decisione dell'UFT. D'altra parte, le dimensioni dei nuovi pali e le caratteristiche dell'impianto progettato risultano dagli atti della domanda di approvazione dei piani. Nella fattispecie, il picchettamento ha in ogni caso adempiuto la sua funzione pubblicistica, giacché la ricorrente ha potuto presentare opposizione alla domanda e, nell'ambito della procedura dinanzi all'autorità federale, ha quindi avuto la possibilità di esaminare il progetto e di eventualmente verificare la sua discordanza con le indicazioni sul terreno (cfr. DTF 115 Ia 21 consid. 3a e b; sentenza 1C_280/2017 del 12 ottobre 2017 consid. 3.3.2).