Citation: 6P.98/2006 20.10.2006 E. 5

5. Ricorso di diritto pubblico di B.________ (6P.107/2006) 5.1 Il ricorrente denuncia come arbitrario anzitutto l'accertamento secondo cui G.C.________ ha toccato il cavo in questione e che quindi l'elettrocuzione sia stata condizione necessaria per l'annegamento. Solo il teste L.________, parente della vittima e in chiaro contrasto con altre due testimonianze, ha affermato che G.C.________ è caduto in acqua dopo aver toccato il cavo. Il ricorrente sostiene che così facendo l'autorità cantonale avrebbe ammesso un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa violando pure il principio "in dubio pro reo". Se infatti i testi O.________ e P.________ confermano esplicitamente di non aver visto G.C.________ toccare il cavo al momento di entrare in acqua, non potendo però escludere che ciò sia accaduto quando non stavano guardando, i testi Q.________ e R.________ confermerebbero con sicurezza che ciò non è stato il caso. Il segno di elettrocuzione alla mano era, secondo la dichiarazione peritale, sì fresco ma poteva anche risalire a diverse ore prima. L'insorgente conclude dunque che l'elettrocuzione può essere avvenuta prima e indipendentemente dall'annegamento (ricorso pag. 9 e seg.). 5.2 Per quanto riguarda queste critiche, presenti anche nel ricorso di diritto pubblico di A.________ e già lì giudicate infondate nella misura della loro ammissibilità, si rinvia a quanto esposto sopra al consid. 4.2, aggiungendo però che, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, i testi Q.________ e R.________ non hanno categoricamente escluso che la vittima possa avere toccato il cavo prima di annegare, visto che Q.________, nella sua vaga descrizione dei fatti, semplicemente non accenna alla questione (v. verbale d'interrogatorio 24 giugno 2001, doc. 8.5) mentre R.________ pur affermando di non avere visto la vittima toccare il cavo, ha aggiunto: "probabilmente, se appunto ha toccato questo cavo, lo ha fatto prima che io lo potessi vedere" (verbale d'interrogatorio 6 luglio 2001, doc. 8.6, pag. 2). Anche quest'ultima critica, per altro appellatoria, cade dunque nel vuoto. 5.3 In secondo luogo il ricorrente sostiene che in aperto contrasto con gli atti nonché in violazione del principio "in dubio pro reo" l'autorità cantonale ha ritenuto che la vittima è rimasta stordita in seguito a una scossa elettrica e la stessa è stata condizione "sine qua non" dell'annegamento. Tale accertamento è definito arbitrario in quanto il medico legale stesso ha rilevato che si tratta di morte accidentale e che verosimilmente, ma sarebbe una semplice ipotesi, G.C.________ dopo essersi aggrappato al cavo elettrico è rimasto spaventato. Il medico legale non ha quindi affermato con certezza che ne sia stata la condizione necessaria, confermando quindi in modo manifesto che il decesso può essere stato occasionato da altre cause quali, a titolo esemplificativo, stupefacenti e medicamenti (ricorso pag. 10). 5.4 Per quanto riguarda la valutazione dei referti autoptici è sufficiente anche qui rinviare alle motivazioni già esposte sopra in merito al ricorso di A.________ (v. consid. 4.2), precisando altresì che le tracce di derivati dalla cannabis (35 ng/ml) effettivamente rilevate nell'ambito dell'esame tossicologico del sangue della vittima (v. doc. 8.26) sono state ritenute ininfluenti da parte dell'autorità cantonale, visto che gli esami patologici ne hanno fatto semplice menzione e che il successivo esame compiuto dall'Istituto universitario di medicina legale dell'Università di Losanna le ha addirittura ignorate (v. doc. 2.1). La patologa ha altresì concluso, pur avendo rilevato tracce di un antidepressore triciclico nelle urine (amitriptilina), che "le analisi chimico-tossicologiche non hanno mostrato nulla di rilevante sul piano prettamente medico-legale" (doc. 2.1). A fronte di risultanze peritali così chiare, non vi era ragione per il giudice del merito di ritenere che la presenza di mere tracce di tali sostanze nel sangue della vittima potesse entrare in linea di conto come causa del decesso. Trattandosi della valutazione della forza probatoria di una perizia, il giudice è infatti di regola vincolato dalle conclusioni peritali, e può scostarsene solamente in presenza di motivi validi (DTF 118 Ia 144 consid. 1c; 101 IV 129 consid. 3a), pacificamente inesistenti nella fattispecie. 5.5 In terzo luogo il ricorrente sostiene che l'autorità cantonale ha confuso il suo ruolo di garante con quello della X.________ SA, sua datrice di lavoro. Dagli atti emergerebbe infatti che B.________ aveva sì una formazione di elettricista, ma era in ogni caso un semplice operaio, ultimo nella scala gerarchica e chiaramente subordinato alle indicazioni, in tutti i campi, elettrico compreso, dei suoi superiori. Sarebbe quindi arbitrario affermare che gli atti istruttori risultano univoci sul fatto che il ricorrente dall'inizio degli anni Ottanta sino al suo pensionamento fosse il solo e unico diretto responsabile dell'intera impiantistica elettrica della X.________ SA. Vero sarebbe invece che la predetta ditta lo aveva designato, alla fine del 1996, quale gruista, avvalendosi di lui quale elettricista solo su espresso ordine e nei limiti dello stesso. Alla fine del 1996, al contrario del proprio datore di lavoro e dell'esercente A.________, egli non avrebbe quindi più avuto alcun ruolo di garante. Il ricorrente sottolinea inoltre di non essere stato presente quando K.________ e A.________ hanno tentato di riallacciare il vaglio al nuovo quadro elettrico installato da K.________, ma solo quando, qualche giorno dopo, K.________ (con il consenso di A.________) ha allacciato il vaglio a un altro quadro elettrico che si trovava nel frantoio dall'altra parte del fiume (ricorso pag. 11 e seg.). 5.6 Per quanto riguarda il ruolo di garante la gran parte delle critiche del ricorrente concernono la valutazione giuridica in quanto tale del suo ruolo e non gli accertamenti di fatto su cui tale valutazione si fonda, per cui esse sono inammissibili in ambito di ricorso di diritto pubblico. L'autorità cantonale ha del resto accertato, sulla base di diverse deposizioni testimoniali fra cui addirittura una del ricorrente stesso (v. sentenza impugnata pag. 17), che egli ha continuato anche dopo il luglio 1997 ad occuparsi degli impianti elettrici della X.________ SA e che non risulta che egli sia stato sollevato da ogni responsabilità pregressa. Il fatto che B.________ non fosse presente quando K.________ e A.________ hanno tentato di riallacciare il vaglio al nuovo quadro elettrico non è infine sufficiente per sostanziare una critica di arbitrio, visto che B.________ era comunque presente al successivo allacciamento nella costruzione situata dall'altra parte del fiume, confermando in tal modo il suo ruolo di riferimento in questioni di elettricità della X.________ SA. K.________ si è del resto ricordato della sua presenza in quell'occasione proprio in quanto "elettricista della X.________ SA" (v. sentenza di primo grado pag. 7 e seg.). Gli accertamenti in proposito dell'autorità cantonale non sono pertanto arbitrari. 5.7 Il ricorrente sostiene inoltre che l'autorità cantonale avrebbe ritenuto in modo arbitrario che l'impianto non fosse stato reso innocuo, visto che nulla lascia presumere che al momento in cui la baracca è stata affidata a A.________ le valvole non fossero abbassate e quindi la corrente disinserita (ricorso pag. 12). 5.8 L'argomentazione del ricorrente è insostenibile. È pacifico infatti, né è mai stato contestato da parte della difesa, che l'impianto non fosse stato reso definitivamente innocuo e fosse in tensione il 23 giugno 2001 (v. anche sentenza di primo grado pag. 6). Il ricorrente stesso ha del resto ammesso di non essersi mai più occupato dello stesso dopo la sua installazione (v. interrogatorio 31 maggio 2002 di B.________, doc. 5.2, pag. 2). Come il ricorrente possa ora pretendere in questa sede che l'impianto fosse stato reso innocuo al momento in cui la baracca è stata affidata a A.________ è inspiegabile, visto che ovviamente non basta abbassare le valvole ad un impianto per renderlo definitivamente innocuo, come dimostra purtroppo l'esito tragico della vicenda. L'argomento, totalmente infondato oltre che appellatorio, non merita dunque ulteriore disamina. 5.9 Da ultimo il ricorrente sostiene che l'autorità cantonale ha erroneamente ritenuto che l'intervento di K.________ non abbia interrotto il nesso di causalità naturale, poiché quell'intervento è stato manifestamente tale da annullare qualsiasi nesso di causalità tra la presunta negligenza di B.________ e l'incidente: K.________ ha creato un nuovo impianto, per cui solo il suo comportamento costituisce condizione necessaria per l'incidente (ricorso pag. 12 e segg.). 5.9.1 La censura è di per sé ricevibile in ambito di ricorso di diritto pubblico, perché non riguarda un'eventuale interruzione del nesso di causalità adeguata, la quale andrebbe fatta valere mediante ricorso per cassazione, ma la persistenza stessa della causalità naturale fra l'installazione di B.________ e l'evento. 5.9.2 Per quanto riguarda l'intervento di K.________, l'autorità cantonale rileva dapprima come nei confronti di quest'ultimo il Procuratore pubblico abbia emanato un decreto di abbandono. Nel 1997 A.________ aveva chiesto l'intervento di K.________ per installare un contatore e, poco tempo dopo, per collegare un vaglio situato dall'altra parte del ponte. La prima volta K.________ ha sostituito il quadro elettrico per far spazio al contatore e ha staccato il cavo incriminato, lasciandolo arrotolato a terra. La seconda egli ha collegato il cavo al nuovo quadro elettrico, ma i fusibili si fulminavano, per cui visto che il cavo non serviva allo scopo, K.________ l'ha lasciato nella situazione esistente prima dei suoi interventi, e meglio allacciato al quadro elettrico, con le valvole abbassate (sentenza di primo grado pag. 7). 5.9.3 Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, K.________ non ha dunque creato un nuovo impianto, che come tale avrebbe sostituito quello installato da B.________ eliminando dunque qualsiasi possibile nesso causale, ma ha lasciato in sostanza le cose come stavano prima del suo intervento, in particolare lasciando nella sua originale posizione il cavo "incriminato". Anche su questo punto il ricorso va pertanto disatteso. 5.10 Riassumendo il ricorso di diritto pubblico di B.________ va respinto nella misura della sua ammissibilità. Le spese sono a carico del ricorrente soccombente (art. 156 cpv. 1 OG).