Citation: 5C.113/2000 09.11.2000 E. 4

4.- a) Il convenuto contesta poi che il contratto di compravendita con diritto di ricupera delle opere d'arte fosse simulato. È esatto che egli ha stipulato il negozio giuridico con D.________ con l'intenzione di aiutarlo nel suo bisogno di liquidità e che per tale motivo ha contratto in proprio un prestito con una banca. Egli ha però voluto limitare il rischio e per questo motivo ha esatto che D.________ gli alienasse effettivamente i beni da lui posseduti, conferendogli tuttavia un diritto di ricupera, per dargli modo di riacquistare le opere d'arte vendute qualora ne avesse avuto la possibilità. Un siffatto patto di ricupera è una pattuizione del tutto lecita, che può essere utilizzata per ottenere una garanzia reale e la stipulazione è efficace quando il prezzo convenuto è stato effettivamente pagato. Inoltre, il fatto che la maggior parte delle opere vendute sono state recuperate dal venditore dimostra che sia la vendita sia il patto di ricupera erano seriamente voluti dalle parti. Infatti, nell'ipotesi di un mutuo garantito da pegno, non vi sarebbe stata una restituzione parziale degli oggetti. b) Giusta la giurisprudenza sviluppata in applicazione dell'art. 18 CO vi è simulazione quando le parti concordano che le loro reciproche dichiarazioni non esplicano effetti giuridici corrispondenti alla loro volontà, sia perché hanno inteso creare l'apparenza di un negozio giuridico sia perché intendono celarne un altro (DTF 112 II 337 consid. 4a e riferimenti; 97 II 201 consid. 5 e rinvii). aa) La stipula di una simulazione non è sottoposta ad alcuna forma e può essere dedotta da atti concludenti (DTF 112 II 337 consid. 4b). La prova di una simulazione, che incombe a chi se ne prevale, deve essere rigorosa: affermazioni generiche o mere supposizioni non sono sufficienti (DTF 112 II 337 consid. 4a). La volontà interna delle parti al momento in cui venne concluso il contratto e gli atti, le parole e gli atteggiamenti con cui esse si sono espresse concernono l'accertamento dei fatti, che vincola il Tribunale federale nella giurisdizione per riforma in virtù dell'art. 63 cpv. 2 OG. Per contro, la qualifica giuridica di tali fatti accertati nella sentenza impugnata, segnatamente lo stabilire - in base ai principi dell'art. 1 CO - se le parti hanno sufficientemente manifestato la loro intenzione di simulare, e la verifica della nozione di simulazione utilizzata dall'autorità cantonale concernono l'applicazione del diritto (DTF 97 II 201 consid. 5 e rinvii). Qualora la concorde volontà delle parti di simulare non abbia potuto essere accertata in quanto tale, ma solamente dedotta dai fatti della causa, si è in presenza di un'interpretazione giuridica che può essere rivista dal Tribunale federale quale giurisdizione per riforma (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, n. 4.4.5. all'art. 63 OG). bb) In virtù della giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 86 II 221 consid. 4 con rinvii), dalla conclusione di un contratto il cui testo prevede un trasferimento della proprietà per garantire una pretesa dell'acquirente, non può essere dedotto che le parti, in base alla loro reale volontà, intendevano unicamente costituire un pegno. Infatti lo scopo economico consistente nell'utilizzare cose mobili o immobili per garantire la pretesa di un finanziatore non può unicamente essere raggiunto con la costituzione di un pegno, ma anche con un trasferimento fiduciario o una vendita combinata con un diritto di ricupera (cosiddetto contratto di compravendita a scopo di garanzia). Un negozio giuridico denominato contratto di compravendita concluso a titolo di garanzia è da considerare una vendita seriamente pattuita se la volontà concorde delle parti non è solo volta a procurare la proprietà delle cose vendute al finanziatore, ma pure al pagamento del prezzo di acquisto e che la situazione così creata rimanga, riservato l'esercizio del diritto di ricupera, immutata. In queste circostanze si può affermare che gli effetti giuridici che caratterizzano un contratto di compravendita (art. 184 CO) sono realmente voluti, anche se i motivi che hanno portato alla stipulazione risiedono nel procurare all'acquirente una garanzia per il denaro messo a disposizione del venditore. Come rileva Cavin, il fatto che la compravendita con diritto di ricupera abbia perduto l'importanza che aveva in passato non la fa diventare illecita (Traité de droit privé suisse, vol. VII/1, pag. 150). c) In concreto, la Corte cantonale non ha accertato la volontà, in quanto tale, delle parti di simulare un contratto di compravendita combinato con un diritto di ricupera per in realtà nascondere la conclusione di un mutuo garantito da pegno. I Giudici cantonali hanno dedotto tale volontà dal fatto - incontestato - che il motivo per cui è stato stipulato il contratto consisteva nel procurare una garanzia al convenuto per il denaro che questi ha messo a disposizione di D.________. Ora, come sopra osservato, ciò non basta per concludere nella qui pacifica circostanza di un effettivo pagamento del prezzo di vendita che si è in presenza di un contratto di compravendita e di un trapasso di proprietà simulati. Nella fattispecie in esame non vi sono elementi che permettono di ritenere che gli stipulanti non abbiano voluto trasferire la proprietà delle opere d'arte litigiose, anche se ciò è unicamente avvenuto a scopo di garanzia.