Citation: 5P.147/2006 13.10.2006 E. 4

Il ricorrente rimprovera arbitrio al giudice cantonale in triplice prospettiva: per aver rifiutato di ordinare la perizia della sua capacità lavorativa nel settore industriale nell'ambito di un'attività di controllo e gestione di un magazzino, per aver stabilito l'entità del danno residuo fondandosi sui dati statistici relativi al Cantone Ticino piuttosto che a quelli su scala nazionale e perché né il reddito ipotetico nel nuovo mestiere ritenuto dalla Corte cantonale (fr. 4'250.-- mensili) né quello a suo tempo considerato dall'assicuratore (fr. 4'022.-- mensili) troverebbero riscontro nella tabella TA13 pubblicata dall'Ufficio federale di statistica nella rilevazione svizzera dei salari 2004. 4.1 Il ricorrente che intende rimproverare ai giudici cantonali di essere caduti nell'arbitrio non può limitarsi ad affermare semplicemente la presunta arbitrarietà della decisione impugnata: in particolare, egli non può accontentarsi di sottoporre la sentenza cantonale ad una semplice critica, come lo farebbe in una procedura di appello, nell'ambito della quale l'istanza ricorsuale esamina liberamente il diritto (DTF 128 I 295 consid. 7a pag. 312; 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12). Una sentenza è arbitraria non già quando un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bensì quando appaia manifestamente insostenibile, in evidente contrasto con la situazione di fatto, in aperta violazione di una norma o di un indiscusso principio di legge, o ancora in inconciliabile contraddizione con il sentimento della giustizia. Arbitrio è dato solamente quando un giudizio appaia insostenibile non unicamente per la motivazione, bensì anche per l'esito concreto (DTF 131 I 217 consid. 2.1 pag. 219; 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9; 128 I 273 consid. 2.1 pag. 275, con rinvii; 128 I 177 consid. 2.1 pag. 182; 127 I 54 consid. 2b pag. 56, con rinvii). 4.2 L'art. 8 CC concede - in virtù del diritto federale - nelle cause civili alla parte a cui incombe l'onere della prova il diritto all'assunzione delle prove da lei regolarmente offerte su fatti rilevanti. Ne segue che, vista l'assoluta sussidiarietà del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), nelle cause passibili, come quella all'esame (sopra, consid. 1.2), di un ricorso per riforma, una violazione del diritto alla prova dev'essere fatta valere con tale rimedio (DTF 108 Ia 293 consid. 4c). Tuttavia, quando l'autorità ha rifiutato - come nella fattispecie - l'assunzione di ulteriori prove in seguito ad un apprezzamento anticipato delle prove offerte, il ricorrente deve censurare tale apprezzamento con un ricorso di diritto pubblico per violazione dei suoi diritti costituzionali (DTF 114 II 290 consid. 2). Ora, va ricordato che per dimostrare arbitrio nell'apprezzamento anticipato di una prova offerta, come peraltro nella valutazione di prove assunte, non basta che il ricorrente sostituisca l'apprezzamento delle prove della Corte con il proprio; egli deve altresì allegare e provare che l'accertamento dei fatti ritenuto dal tribunale non poggi su argomenti obbiettivi. La perentoria affermazione del ricorrente, secondo cui il certificato medico 3 gennaio 2006 avrebbe dimostrato la sua totale incapacità lavorativa, non va oltre la mera riproposta delle proprie opinioni, senza riferimento ad argomenti obbiettivi a sostegno. Lo stesso vale quando il ricorrente critica la Corte cantonale per aver implicitamente tacciato il certificato medico 3 gennaio 2006 di compiacente sulla base di deduzioni senza riscontro agli atti: ad essere puramente apodittica è la critica del ricorrente, non le cosiddette "deduzioni" della Corte cantonale, al contrario sostenute da una precisa e dettagliatamente citata giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni. Pertanto, la censura di arbitrio mossa al Tribunale cantonale delle assicurazioni per aver respinto la richiesta di perizia proposta dal ricorrente si appalesa - nella misura in cui non si rivela già irricevibile perché avrebbe dovuto essere proposta in un ricorso per riforma - inammissibile perché insufficientemente motivata ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 lit. b OG. Il ricorrente nemmeno pretende che l'autorità cantonale sia incorsa in un apprezzamento anticipato arbitrario delle prove per aver ritenuto sufficiente il referto 18 febbraio 2005 del medico specialista agli atti, e quindi l'ulteriore prova offerta inutile. 4.3 Il ricorrente critica poi il fatto che la Corte cantonale abbia basato la propria stima del reddito che egli potrà perseguire da invalido su dati statistici regionali invece che nazionali. Ammette che il TFA aveva giudicato tale modo di procedere siccome non censurabile, ma ritiene che ciò sia avvenuto soltanto perché in quelle decisioni, le regioni considerate erano ben più importanti e significative del Cantone Ticino. Ne conclude che la Corte cantonale si sarebbe scostata a torto dalla regola secondo la quale devono fare stato i dati statistici nazionali, poi corretti in base alla differenza fra i redditi ticinesi e la media nazionale. Procedendo altrimenti, la Corte cantonale sarebbe caduta nell'arbitrio. In linea di principio il metodo con cui dev'essere determinata la perdita di guadagno in seguito ad un danno alla salute ed in particolare le regole sviluppate dalla giurisprudenza nell'ambito del raffronto fra redditi attengono al diritto (v. con riferimento all'assicurazione per l'invalidità la sentenza I 618/06 del 28 settembre 2006, destinata alla pubblicazione, consid. 3.3, in cui viene specificamente fatto riferimento all'uso della rilevazione svizzera dei salari). In concreto non occorre tuttavia decidere se il ricorrente avrebbe dovuto proporre la propria critica con un ricorso per riforma (sopra, consid. 1.2), atteso che la censura si rivela in ogni caso inammissibile. Infatti, il ricorrente si limita ad opporre a quella del Tribunale cantonale delle assicurazioni la propria visione di come si potrebbe altrimenti procedere. Ora, quand'anche si volesse ritenere ammissibile in questa sede e valida quella sua proposta, ciò non basta certamente per dichiarare arbitraria la divergente soluzione dettagliatamente spiegata ed infine ritenuta nella sentenza impugnata, tanto più che il ricorrente omette di confrontarsi con gli argomenti della Corte cantonale, limitandosi a constatare che il proprio calcolo gli sarebbe più favorevole. Così motivata, la censura si rivela essere, oltre che insufficientemente motivata, del tutto appellatoria. 4.4 Da ultimo, il ricorrente pare pure criticare l'ammontare del reddito ipotetico di fr. 4'250.-- mensili ritenuto dall'autorità cantonale nel nuovo mestiere, che come il reddito inizialmente considerato dall'opponente non risulterebbe dalla tabella TA 13 pubblicata dall'Ufficio federale di statistica nella rilevazione svizzera dei salari 2004. La censura appare irricevibile per almeno due ragioni. In quanto si riferisce, quale termine di confronto, ai dati a suo tempo utilizzati dall'assicuratore, essa si fonda su elementi di fatto non ritenuti nella sentenza impugnata - e senza che venga allegato che l'autorità cantonale sarebbe, non accertandoli, caduta nell'arbitrio -, ciò che è irrito (irricevibilità di nuovi argomenti in fatto ed in diritto nell'ambito del ricorso di diritto pubblico, DTF 128 I 354 consid. 6c pag. 357); né il ricorrente fa valere alcuna delle eccezioni applicabili a questo principio. Poi, essa appare insufficientemente motivata, nella misura in cui il ricorrente non espone, con la precisione richiesta, quali verifiche egli abbia intrapreso per accertare il salario determinante (con puntuale rinvio alla documentazione agli atti), a quali risultati egli sia pervenuto, ed in cosa i suoi risultati si discostino da quelli della Corte cantonale rispettivamente dell'assicuratore. Limitandosi ad affermare apoditticamente che tanto i dati del Tribunale delle assicurazioni quanto quelli dell'opponente non trovano riscontro alcuno nella tabella TA13, la motivazione della sua censura non soddisfa le esigenze poste dall'art. 90 cpv. 1 lit. b OG.