Citation: H 82/05 30.01.2007 E. 6

6.1 Riguardo alla multa d'ordine, la F.________ SA è dell'avviso di non aver violato alcuna norma e che pertanto la multa dev'essere annullata. Infatti, la richiesta di informazioni da parte della Cassa in merito a un accantonamento generico per prestazioni di terzi sarebbe giunta alla ricorrente dopo la presentazione dell'opposizione contro la decisione di tassazione d'ufficio, con la quale la società ha provato come l'importo dell'accantonamento di fr. 30'000.- non era riferito a L.________, contrariamente a quanto figurava nella ripresa salariale. Precisa di aver risposto in data 5 e 14 maggio 2004, sulla base della documentazione di cui disponeva al momento della richiesta, atteso altresì che non aveva ancora la fattura e che l'amministrazione non aveva ancora emanato la decisione su opposizione. 6.2 Nei considerandi dell'impugnata pronuncia i primi giudici hanno già correttamente esposto le norme applicabili in materia e le conseguenze di una violazione di tali obblighi. A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione non senza tuttavia ribadire che per l'art. 91 cpv. 1 prima frase LAVS, chiunque viola le prescrizioni d'ordine o di controllo, senza che l'infrazione sia punibile secondo gli art. 87 e 88, è punito dalla cassa di compensazione, previo ammonimento, con una multa d'ordine fino a 1000 franchi. 6.3 Dalla documentazione agli atti risulta che a seguito della richiesta 23 aprile 2004 della Cassa, la ricorrente con lettera 5 maggio 2004 rispondeva che lo stanziamento di fr. 30'000.- corrispondeva a 200 ore prestate da un consulente esterno e che al momento non era ancora in grado di produrre alcun giustificativo poiché non le era ancora pervenuto il conteggio. Risulta pure che il 10 maggio 2004 la Cassa assegnava un termine fino al 17 maggio per indicare le generalità complete del consulente che avrebbe collaborato con la società. Con lettera 14 maggio 2004 la ricorrente ribadiva di non essere ancora in grado di fornire alcuna comunicazione in merito al beneficiario. Nella decisione su opposizione del 24 maggio 2004 la Cassa aveva poi ingiunto alla ricorrente di fornirle, senza ulteriori indugi, il nominativo del consulente cui sarebbero stati versati fr. 30'000.-, con l'avvertenza che in caso di inadempienza sarebbe stata emanata una multa d'ordine. In sede ricorsuale, il 23 giugno 2004, la F.________ SA aveva successivamente risposto che si trattava di accantonamento prudenziale di prestazioni di terzi indipendenti. Il 26 luglio 2004, l'amministrazione ha infine emanato un provvedimento di multa di fr. 300.- nei confronti della ricorrente per omesse informazioni quo al beneficiario di fr. 30'000.-. Il 25 agosto 2004 la ricorrente, opponendosi al predetto provvedimento, ha ribadito che l'accantonamento di fr. 30'000.- riguardava prestazioni di terzi, per le quali la ditta non aveva ancora ricevuto una fattura né tanto meno erogato pagamento alcuno. Ha inoltre precisato che si trattava di un accantonamento per prestazioni già svolte da un'azienda a favore della F.________ SA e che al momento in cui avrebbe ricevuto la fattura o effettuato tutto o in parte il pagamento all'azienda interessata dell'importo accantonato, sarebbe stata sua premura assicurarsi che non vi erano le premesse per un'imposizione della controprestazione da lei erogata o accreditata (al momento della ricezione della fattura) all'AVS. In caso affermativo avrebbe proceduto a notificare e versare il dovuto. Mediante decisione su opposizione 13 settembre 2004 la Cassa ha confermato il provvedimento di multa in quanto la ricorrente aveva fornito affermazioni contraddittorie. Secondo l'amministrazione, appariva inoltre evidente che il salario era stato accreditato al lavoratore (di cui la ditta non voleva però fornire il nome) che aveva svolto la sua prestazione nel 2002, per stessa ammissione dell'insorgente. Nell'atto di impugnazione contro tale decisione, la F.________ SA ha mantenuto la sua tesi, asseverando che l'accantonamento non costituiva un accredito di salario né la registrazione contabile rappresentava la nascita di un diritto ad una controprestazione salariale di un proprio dipendente. Ribadiva pure che non appena avrebbe ricevuto la fattura per le prestazioni in questione, avrebbe effettuato quanto dovuto proceduralmente. 6.4 Ora, avuto riguardo ai diversi e coerenti richiami della Cassa nei confronti della ricorrente, con le comminatorie di rito in caso di mancato ossequio, l'affermazione ricorsuale di data 13 ottobre 2004, secondo cui, non appena ricevuta la fattura per le prestazioni in parola, la ditta avrebbe provveduto a notificare e versare il dovuto all'amministrazione, appare a questa Corte invero poco sostenibile. Infatti, a distanza di quasi due anni (dal 2002 all'ottobre 2004) non è per nulla verosimile che una ditta o una singola persona non abbia ancora richiesto il pagamento per prestazioni effettuate a favore della ricorrente. In sostanza, con la sua inazione, la ricorrente ha impedito alla Cassa di disporre delle informazioni necessarie per potersi determinare. Sia come sia, a prescindere dall'invio materiale della fattura ad opera dell'operatore esterno, era preciso obbligo procedurale della F.________ SA indicare le coordinate per risalire all'esecutore materiale delle prestazioni ancorché esterno alla ricorrente. Ne consegue la reiezione del gravame su questo punto.