Citation: 4C.284/2002 18.03.2003 E. 2

Prima di chinarsi sulle censure ricorsuali appare utile esporre le circostanze in cui l'attore è stato assunto, così come accertate nella sentenza impugnata. 2.1 Dal 1978 al 28 febbraio 1999 l'attore ha lavorato presso l'Ospedale Z.________ quale infermiere diplomato. Nel mese di giugno 1998 egli ha presentato una richiesta di assunzione all'Ospedale Y.________, allo scopo di ridurre il tragitto necessario per recarsi al lavoro, avendo nel frattempo trasferito il suo domicilio. Ricevuta la conferma dell'assunzione a partire dal 1° marzo 1999, il 27 novembre 1998 l'attore ha disdetto il rapporto di lavoro con l'Ospedale Z.________ con effetto al 28 febbraio 1999. Il 1° marzo 1999 egli ha regolarmente iniziato la sua attività presso l'istituto Y.________. Considerati i problemi di salute conosciuti dall'attore nel mese di maggio 1999, il periodo di prova di tre mesi è stato prolungato per un tempo equivalente alla sua assenza, conformemente a quanto previsto dall'art. 6 cpv. 2 ROC. Infine, il 18 giugno 1999, ancora durante il periodo di prova, l'Ospedale Y.________ gli ha notificato la disdetta del contratto di lavoro con effetto al 5 luglio 1999. 2.2 L'attore contesta la validità di questa disdetta. A suo modo di vedere, l'assegnazione di nuovo periodo di prova in applicazione dell'art. 6 ROC viola infatti l'art. 335b CO, in quanto entrambi gli ospedali in cui ha lavorato facevano capo all'Ente Opedaliero Cantonale (EOC). 2.3 Respinta la tesi per cui l'art. 6 ROC sarebbe in contrasto con il diritto federale, la Corte cantonale ha rilevato che questo disposto, contempla sia l'eventualità in cui l'attività presso un istituto dell'EOC venga iniziata ex novo che quella del trasferimento da un Istituto all'altro. A prescindere dalla questione di sapere se, in concreto, si è in presenza di un nuovo contratto o di un trasferimento, l'attore era dunque, in ogni caso, sottoposto ad un periodo di prova di tre mesi. I giudici ticinesi hanno pure respinto l'argomentazione attorea secondo la quale sarebbero ravvisabili gli estremi dei cosiddetti "contratti a catena", con i quali viene prolungata abusivamente la durata del periodo di prova. Nel caso in rassegna, infatti, il periodo di prova non è stato prolungato per mezzo della conclusione di successivi contratti di lavoro, bensì è sorto in applicazione dell'art. 6 ROC.