Citation: 6B_22/2023 E. A

Con sentenza del 22 dicembre 2020, la Corte delle assise criminali ha riconosciuto A.A.________, cittadino italiano, autore colpevole di tentato omicidio intenzionale, commesso con dolo eventuale, per avere, l'11 aprile 2019, a X.________, presso l'abitazione coniugale, tentato di uccidere la moglie B.A.________. La Corte gli ha rimproverato di avere aggredito la moglie scaraventandola dapprima nella vasca da bagno, facendole battere la testa contro il rubinetto, rovesciandole poi in testa un secchio contenente acqua e candeggina e in seguito premendole con la mano aperta da tergo la nuca, spingendole il viso sul fondo della vasca (il cui tappo di scolo era chiuso). Successivamente egli ha raggiunto la moglie nel salotto, dove era riuscita a fuggire, l'ha afferrata con la mano destra al collo e l'ha scaraventata sul divano. Dopo che la vittima è riuscita a liberarsi dalla presa portandosi le due braccia davanti al collo per proteggerlo da ulteriori strette, l'imputato ha iniziato a colpirla con ripetuti pugni sul costato e uno sulla tempia sinistra, mordendole inoltre il labbro superiore. A causa del dolore, la moglie ha abbandonato la posizione protettiva al collo ed è caduta dal divano, là dove l'imputato l'ha subito afferrata al collo da tergo con il suo avambraccio destro, stringendolo e dicendole nel contempo: "adesso sì che ti ho preso bene ora non ti mollo più". La stretta ha provocato alla vittima l'annebbiamento della vista e la perdita dei sensi. Mentre la moglie si trovava a terra, l'imputato continuava a colpirla con calci su tutto il corpo, interrompendo il suo agire dopo essersi accorto che di lì a poco il loro figlio sarebbe rientrato a casa da scuola. L'imputato è inoltre stato riconosciuto autore colpevole di lesioni gravi, commesse a danno della moglie il 21 maggio 2012, lesioni semplici qualificate ripetute, inferte al coniuge specificatamente il 4 luglio 2015, il 13 novembre 2016, il 5 febbraio 2017, il 28 novembre 2017, nonché in date imprecisate nel periodo dal 22 dicembre 2013 al 10 aprile 2019. Egli è pure stato dichiarato autore colpevole di vie di fatto reiterate, commesse sempre nei confronti della moglie presso l'abitazione coniugale nel periodo dal 22 dicembre 2017 al giugno del 2018, e di minaccia ripetuta per atti avvenuti in circostanze analoghe nel periodo dal 22 dicembre 2013 al 10 aprile 2019. È parimenti stato dichiarato autore colpevole di ripetuta contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. La Corte delle assise criminali lo ha contestualmente prosciolto dalle accuse di esposizione a pericolo della vita altrui, di tentate lesioni gravi, di ripetute lesioni semplici qualificate, in parte tentate, di lesioni semplici qualificate, di vie di fatto reiterate, di ripetuta minaccia e di infrazione alla legge sulle armi riguardo ad ulteriori imputazioni contenute nell'atto di accusa. L'imputato è stato condannato alla pena detentiva di sei anni e sei mesi e al pagamento della multa di fr. 500.--. Nei suoi confronti è inoltre stato ordinato un trattamento stazionario ai sensi dell'art. 59 cpv. 3 CP e l'espulsione dal territorio svizzero per la durata di cinque anni.