Citation: 1B_186/2013 E. 4.2

4.2. Al proposito il ricorrente si limita ad addurre in maniera del tutto generica, che l'interrogatorio di 19 persone con precedenti penali nell'ambito della LStup non potrebbe essere sussidiario alla richiesta litigiosa, poiché negherebbero, come l'imputato medesimo, un loro coinvolgimento nei sospettati traffici. Con questa argomentazione il ricorrente disattende, come rettamente rilevato nelle osservazioni al ricorso dal GPC, che i richiesti dati retroattivi, oltre a non permettere di verificare il contenuto delle relative conversazioni o di eventuali sms scambiati, non identificano automaticamente, come parrebbe ritenere il ricorrente, gli acquirenti o i fornitori dell'imputato quale presunto spacciatore, ma soltanto le utenze telefoniche entrate in contatto con le sue (cfr. DTF 137 IV 340 consid. 5.2). Il rilievo del ricorrente, secondo cui i dati retroattivi potrebbero dimostrare un'eventuale frequenza di contatti tra dette persone e l'imputato, ma non comunque i sospettati traffici, non implica ch'egli, conformemente al principio di sussidiarietà (art. 273 cpv. 1 in relazione con l'art. 269 cpv. 1 lett. c CPP; DTF 139 IV 98 consid. 4.3), in primo luogo avrebbe potuto e dovuto interrogare direttamente queste persone sui loro legami con l'indagato. Il fatto d'aver se del caso contattato telefonicamente l'imputato non dimostra in maniera inoppugnabile, come implicitamente sembrerebbe ritenere il ricorrente, la loro qualità di acquirenti di sostanze stupefacenti. Contrariamente all'assunto ricorsuale, ricordato il diritto di eventuali indagati di non incolparsi, in effetti la postulata misura non appare più efficace del loro interrogatorio.