Citation: 6B_991/2008 09.04.2009 E. 2.2

2.2.1 La CCRP ha dapprima rilevato come il ricorrente avesse ammesso di avere personalmente sottoscritto i certificati medici, i rapporti di dimissione e le richieste di prolungo indicati dall'accusa. Tali documenti fornivano la parvenza di correttezza delle fatture poi emesse. Con la firma apposta in calce ai documenti, nei confronti di terzi l'insorgente attestava la correttezza del contenuto e si assumeva la responsabilità, insieme ai medici assistenti che di volta in volta li sottoscrivevano, della fedefacenza del testo. A ciò il ricorrente obbietta che quanto a lui rimproverato, nell'ambito della truffa alle casse malati, non presenta quell'intesità richiesta dalla legge e dalla giurisprudenza per ritenere una contribuzione causale all'infrazione. I documenti da lui sottoscritti non hanno in alcun modo contribuito alla realizzazione della truffa da parte del dr. med. B.________: anche senza il contributo dell'insorgente gli eventi si sarebbero svolti nello stesso modo dal momento che le casse malati avrebbero pagato in ogni caso, effettuando i pagamenti sulla base delle fatture a loro indirizzate. 2.2.2 Pur ammettendo che, come sostiene il ricorrente, i documenti da lui sottoscritti non siano serviti ad allestire le fatture indirizzate alle casse malati e da queste poi onorate, egli ha comunque fornito un contributo alla truffa compiuta da B.________. In effetti, ha firmato richieste di prolungo inoltrate al medico di fiducia delle casse malati e certificati medici di uscita inviati direttamente agli assicuratori malattia. Come giustamente rilevato dal primo giudice, si tratta di documenti capaci di generare e rafforzare nelle casse malati la convinzione che una loro prestazione era dovuta. Quanto poi ai rapporti di dimissioni destinati ai medici curanti, si tratta di scritti che andavano a formare la cartella medica dei pazienti e capaci di dissipare eventuali sospetti delle casse malati, perché tali da giustificare le prestazioni e le fatture in caso di controlli. Seppur non decisivi per stabilire le fatture destinate alle casse malati, gli atti sottoscritti dal ricorrente sono andati a formare quell'edificio di menzogne architettato dall'autore principale della truffa. Con la firma che apponeva in calce ai documenti dunque il ricorrente ha contribuito alla realizzazione dell'infrazione. A ragione pertanto la CCRP ha ritenuto dati i presupposti oggettivi della complicità in truffa.