Citation: 1C_91/2019 E. 1.1

1.1. Il ricorso in materia di diritti politici (art. 82 lett. c LTF), tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e diretto contro una decisione dell'autorità cantonale di ultima istanza (art. 88 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 LTF in relazione all'art. 166a della legge ticinese sull'esercizio dei diritti politici del 7 ottobre 1998, LEDP), è di massima ammissibile. In effetti, in applicazione dell'art. 88 cpv. 2 LTF, il Cantone Ticino non ha esteso anche agli atti del Parlamento e del Governo l'obbligo di prevedere un rimedio giuridico al Tribunale cantonale amministrativo contro gli atti delle autorità che possono violare i diritti politici dei cittadini in materia cantonale, ma soltanto a quelli delle elezioni e votazioni comunali (art. 163 cpv. 1 LEDP; vedi al riguardo il messaggio governativo n. 5994 del 13 novembre 2007 concernente la legge sulla revisione della giurisdizione amministrativa, pag. 12 seg., e il relativo rapporto parziale 2 del 19 novembre 2008, pag. 28 seg.; cfr. DTF 143 I 426 consid. 3.3 pag. 433; sentenza 1C_651/2017 del 9 marzo 2018 consid. 2.2, in: RtiD II-2018 n. 3 pag. 23). Come ancora si vedrà, non si è del resto in presenza di per sé di un litigio vertente su una decisione governativa in materia di catalogo elettorale cantonale e comunale, nel quadro del quale sarebbe dato il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (art. 161 cpv. 2 LEDP). La legittimazione della ricorrente è pacifica.