Citation: 8C_353/2024 E. 6.1.1

6.1.1. Per quanto concerne gli elementi fattuali del caso in esame, il TAF ha accertato che la ricorrente aveva dapprima precisato che una parte minoritaria della propria attività commerciale comportava il prestito di personale sotto forma di lavoro a regia, oltre al fatto che ogni anno aveva comunicato l'entità di tale attività (numero di collaboratori coinvolti e somma totale delle ore prestate) alle competenti autorità di sorveglianza sul mercato del lavoro secondo gli art. 18 LC e 46 e segg. OC sia per la succursale di W.________, sia per quella di V.________. In un secondo momento, e più precisamente in fase di opposizione alla decisione dell'11 novembre 2020 e poi anche nel ricorso dinanzi all'autorità inferiore, essa aveva per contro negato in maniera categorica di ricorrere allo strumento del prestito di personale, dichiarando di concludere con i propri clienti esclusivamente contratti di prestazione quali l'appalto ed il mandato. Ciononostante, dagli atti all'incarto risultava che la ricorrente beneficiava di un'autorizzazione cantonale e federale per esercitare la fornitura di personale a prestito in Svizzera e all'estero da parte di entrambe le succursali di W.________ e V.________, e che quest'ultime avevano fatto largamente uso di tale possibilità prestando negli anni ai clienti un numero importante di dipendenti (nel 2018 e 2019 raggiungendo quasi la quota del 50% del personale impiegato per un totale che sfiorava le 200'000 ore annue). La ricorrente non poteva in particolare essere seguita laddove sosteneva di avere richiesto l'autorizzazione di fornire personale a prestito unicamente per poter partecipare alle gare di appalti pubblici, senza in concreto averne mai fatto uso, avendo al contrario notificato ogni anno cifre importanti per entrambe le sue succursali. Simili affermazioni apparivano unicamente formulate a scopi processuali risultando contrarie a quanto era emerso dall'istruttoria. Pertanto, come correttamente rilevato dall'opponente, e come in un primo momento confermato dalla ricorrente stessa, essa andava considerata quale società attiva nell'ambito della consulenza e dello sviluppo informatico che, nell'esecuzione della propria attività commerciale, ricorreva almeno parzialmente al prestito di personale. Siffatta conclusione appariva ancor più verosimile anche alla luce del fatto che la ricorrente, per sua stessa ammissione, aveva in sostanza ripreso l'attività della C.________ SA di V.________ e W.________, per cui il Tribunale amministrativo federale aveva già constatato l'obbligo di assoggettamento all'INSAI in virtù dell'art. 66 cpv. 1 LAINF.