Citation: 2C_143/2019 E. A

A.________, cittadino italiano, è arrivato nel nostro Paese a pochi mesi dalla nascita; dal 1994 è stato posto a beneficio di un permesso di domicilio. Preso atto delle condanne da lui subite, con decisione del 27 ottobre 2016 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino gli ha revocato il permesso di soggiorno di cui disponeva, intimandogli di lasciare la Svizzera al momento della scarcerazione. Tale provvedimento è stato confermato su ricorso; dapprima dal Governo ticinese (30 maggio 2018), quindi dal Tribunale amministrativo (19 dicembre 2018, notifica avvenuta il 3 gennaio 2019). Contro il giudizio di quest'ultimo, il 4 febbraio 2019 A.________ ha inoltrato un ricorso al Tribunale federale, chiedendone la riforma. Nel merito, fa valere un contrasto sia con l'accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) sia con la legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr; RS 142.20; dal 1° gennaio 2019, rinominata legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI]). Domanda inoltre che gli venga riconosciuta l'assistenza giudiziaria. Diritto: