Citation: 4C.308/2006 07.02.2007 E. 5

Come anticipato, l'attore critica la determinazione della data d'inizio di decorrenza degli interessi fissata dai giudici ticinesi, 12 marzo 1997, frutto - a suo modo di vedere - di un accertamento derivante da una svista manifesta. Se avesse letto correttamente il suo memoriale conclusivo - prosegue l'attore - la Corte cantonale avrebbe fatto iniziare l'obbligo di pagamento degli interessi il 24 ottobre 1990, data della costituzione in mora dei debitori. 5.1 La possibilità di rettificare un accertamento derivante da una svista manifesta, prevista dall'art. 63 cpv. 2 OG, rappresenta uno dei casi eccezionali nei quali il Tribunale federale, chiamato a pronunciarsi su un ricorso per riforma, può modificare la fattispecie accertata nella sentenza impugnata (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). 5.2 Secondo la giurisprudenza, una svista manifesta ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 OG si verifica qualora l'autorità cantonale abbia ignorato, mal letto, ricopiato in modo inesatto o incompleto un documento prodotto agli atti come mezzo di prova. Per essere valida, la censura di svista manifesta esige l'indicazione esatta sia dell'accertamento criticato che del passo dell'atto che lo contraddice (art. 55 cpv. 1 lett. d OG; DTF 115 II 399 consid. 2a). 5.3 In concreto l'attore sostanzia in maniera adeguata la propria censura, giacché critica esplicitamente l'accertamento secondo cui "relativamente agli interessi i convenuti hanno già corrisposto fr. 48'125.-- per quanto maturato dal 28 ottobre 1990 all'11 marzo 1997" e indica chiaramente l'atto che lo contraddice, vale a dire le pagine 8 e 18 del suo memoriale conclusivo. A mente dell'attore, la Corte ticinese sarebbe incorsa in una svista manifesta laddove, dopo aver ammesso che gli interessi andavano calcolati a partire dalla prima interpellazione del creditore, risalente al 24 ottobre 1990, ha considerato che l'11 marzo 1997 i convenuti avevano già versato fr. 48'125.-- a questo titolo, indi per cui ha fatto decorrere l'obbligo di pagamento degli interessi su fr, 65'838.-- dal 12 marzo 1997. L'attore spiega che l'importo di fr. 48'125.-- corrispondeva esclusivamente agli interessi maturati dal 28 ottobre 1990 all'11 marzo 1997 sulla somma di fr. 150'000.--, versatagli dai convenuti nel 1997. La conclusione diversa dei giudici ticinesi si basa su di una lettura erronea del suo allegato conclusivo. In effetti l'affermazione dei giudici ticinesi risulta contraddetta dai documenti da loro stessi richiamati nella decisione impugnata, segnatamente il memoriale conclusivo di parte attrice (in particolare la pagina 18) e il verbale di udienza del 27 marzo 2001 (e meglio la lettera 11 marzo 1997 ad esso annessa). A pagina 18 del proprio allegato l'attore ha dato atto "della parziale acquiescenza dei convenuti, che con la duplica di causa hanno riconosciuto di dover versare l'importo di fr. 150'000.-- oltre interessi al 5% dal 28.10.1990 [...], importo che hanno poi versato [...], unitamente a fr. 48'125.-- per interessi dal 28.10.1990 all'11.3.1997". Il verbale dell'udienza svoltasi il 27 marzo 2001 riferisce, dal canto suo, che in tale occasione parte convenuta aveva prodotto una lettera, datata 11 marzo 1997, attestante che all'arch. A.________ erano stati versati complessivi fr. 198'725.--, così composti: "fr. 150'000.-- capitale della somma riconosciuta; fr. 48'125.-- interessi al 5% dal 24 ottobre 1990 [...] a oggi (11 marzo 1997) e fr. 600.-- spese di PE". Il tenore di questo scritto è stato peraltro ripreso anche a pagina 8 delle conclusioni di causa dell'attore. 5.4 Dalla lettura di questi atti si evince in maniera inequivocabile che l'importo di fr. 48'125.-- si riferiva esclusivamente agli interessi sulla somma di fr. 150'000.--; nella misura in cui è giunta a una conclusione diversa, la Corte cantonale è manifestamente incorsa in una svista. Come asserito dall'attore, i convenuti non hanno infatti ancora versato alcunché a titolo di interessi sulla somma di fr. 65'838.--, posta a loro carico nella sentenza impugnata.