Citation: 1C_501/2019 E. 3.2

3.2. Come visto, l'assunto che questa rinuncia sarebbe confermata dalla mancata iscrizione della relativa servitù a registro fondiario, è priva di fondamento. Anche il rilievo secondo cui i Consorzi non avrebbero mai corrisposto alla ricorrente le indennità stabilite nella sentenza del 12 febbraio 1979 è ininfluente, ritenuto che le indennità dovevano essere versate a chi era proprietario del fondo nel 1979. Neppure il generico accenno al fatto che per raggiungere la vasca di ritenzione i Consorzi avrebbero finora preferito transitare su una pista sita sul fondo n. 1050 di Morbio Inferiore è decisivo. Certo, come rettamente ritenuto dalla Corte cantonale, sebbene mal si comprende perché i Consorzi nel 2016 hanno inoltrato un'istanza volta a espropriare i medesimi diritti e le medesime opere già ottenute giudizialmente 40 anni or sono e eseguite da oltre tre decenni, tale circostanza non dimostra una rinuncia esplicita o concludente al diritto di passo litigioso e l'estinzione della relativa servitù (cfr. DTF 127 III 440 consid. 2a e rinvii). Anzi, proprio l'inoltro della stessa dimostra l'interesse tuttora attuale dei Consorzi a utilizzare queste opere. La Corte cantonale ha inoltre accertato che la canalizzazione consortile è stata posata da oltre tre decenni e che l'edificio della ricorrente è allacciato a questo collettore delle acque luride, fattispecie che, pertanto, dev'esserle nota. Nell'impugnata sentenza si accerta poi che il diritto di passo è stato allestito e che, nel contempo, è stato posato anche un cancello tra la strada comunale e l'imbocco della pista d'accesso sul fondo della ricorrente, conformemente agli accordi presi tra le parti nella sede espropriativa. Ora, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Esso può scostarsene solo se tale accertamento è stato eseguito in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto, ovvero arbitrario (DTF 142 II 355 consid. 6 pag. 358). Con il citato accenno la ricorrente non dimostra che gli accertamenti appena menzionati sarebbero addirittura insostenibili e quindi arbitrari (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2 pag. 287; 144 I 113 consid. 7.1 pag. 124).