Citation: 4C.120/2004 14.06.2004 E. 4

Vi è abbandono del lavoro, ai sensi dell'art. 337d CO, allorquando il lavoratore lascia il proprio posto in modo repentino senza alcuna valida giustificazione. L'applicazione di tale norma presuppone un rifiuto cosciente, intenzionale e definitivo del lavoratore di entrare in servizio o di continuare l'esecuzione del lavoro affidatogli (DTF 112 II 41 consid. 2 pag. 49). 4.1 In concreto, a mente della convenuta, dalle tavole processuali emerge la "chiara, inequivocabile, lapidaria" manifestazione di volontà del lavoratore non già di limitarsi a godere le vacanze accumulate bensì di rifiutarsi in ogni caso di tornare al lavoro, da cui l'indicazione di "Arbeitsverweigerung" quale motivo di licenziamento immediato. 4.2 La Corte cantonale non ha attribuito alle dichiarazioni dell'attore il medesimo significato. Per i giudici ticinesi la comunicazione secondo la quale egli non si sarebbe più ripresentato al lavoro, non esprimeva la decisione di non riprendere (mai) più l'attività bensì si riferiva al fatto che il tempo delle vacanze esauriva, secondo lui, il periodo di lavoro che ancora gli restava sino al termine contrattuale. La decisione cantonale è il risultato di un'interpretazione della dichiarazione di volontà dell'attore secondo il principio dell'affidamento (interpretazione oggettiva). I giudici hanno infatti determinato il senso che la convenuta poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle sue affermazioni nella situazione concreta. L'interpretazione di una manifestazione di volontà giusta il principio dell'affidamento è una questione concernente l'applicazione del diritto, che può essere esaminata liberamente nella giurisdizione per riforma (DTF 129 III 118 consid. 2.5 pag. 122 seg. con rinvii). Onde statuire su tale questione di diritto occorre comunque fondarsi sul contenuto della manifestazione di volontà e sulle circostanze del caso, che attengono ai fatti (DTF citato) e come tali sfuggono all'esame del Tribunale federale nel quadro della giurisdizione di riforma (cfr. supra consid. 2.1). Nella sentenza impugnata è stato accertato che al 3 novembre 2001 - quando ha espresso l'intenzione di prendere le sue vacanze e di non ripresentarsi al lavoro - l'attore aveva accumulato 21.5 giorni di vacanza, non aveva potuto usufruire del suo fondamentale diritto al riposo da diversi mesi e non avrebbe neanche potuto farlo completamente in seguito perché non rimanevano giorni a sufficienza prima del termine del rapporto di lavoro. In simili circostanze, l'interpretazione della dichiarazione dell'attore nel senso esposto nel giudizio cantonale piuttosto che nel senso di un repentino ed ingiustificato rifiuto definitivo di fornire le sue prestazioni, ai sensi dell'art. 337d CO, appare corretta. 4.3 Ne discende che l'assenza dell'attore dal posto di lavoro il 5 novembre 2001 non poteva dar luogo ad un licenziamento in tronco per abbandono ingiustificato dell'impiego (art. 337d CO).