Citation: 4P.106/2002 18.10.2002 E. 2

Il gravame verte, in sostanza, sulla determinazione dell'onorario dell'architetto e concerne, in particolare, l'importo da prendere in considerazione quale base di calcolo. 2.1 Posta l'applicabilità dell'art. 8 Norma SIA 102, il Pretore ha stabilito che, di regola, si tiene conto del costo effettivo dell'opera realizzata, conforme alla liquidazione e dedotti i ribassi e sconti contrattuali usuali ed effettivamente concessi. Gli onorari, le spese e i costi per le attrezzature speciali dell'architetto e degli specialisti e consulenti partecipanti alla progettazione e all'esecuzione non rientrano tra i costi determinanti per l'onorario. Qualora si sia verificato un sorpasso del preventivo a causa di una violazione contrattuale dell'architetto, l'onorario di quest'ultimo, da calcolare sul costo totale dell'opera, va adeguatamente ridotto. In concreto, riferendosi a quanto indicato dal perito giudiziario, il giudice ha fissato in fr. 1'355'526.20 il costo della costruzione. Nel quadro del calcolo dell'onorario spettante all'architetto egli ha poi sottratto da tale importo fr. 52'000.--, pari al maggior costo provocato dal getto in contemporanea delle facciate, opera verosimilmente decisa dall'architetto senza consultare il committente. La somma di riferimento per il calcolo dell'onorario è pertanto, secondo il Pretore, di fr. 1'303'526.--. 2.2 Di diverso avviso la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, la quale - aderendo alle tesi dell'architetto - ha deciso che il getto in contemporanea dei rivestimenti non può comportare una diminuzione dell'importo determinante per il calcolo dell'onorario, e ciò per due ragioni: se è infatti vero che in sede di risposta il committente aveva lamentato questa circostanza di fatto, in sede conclusionale egli non l'ha più riproposta, di modo che il primo giudice non era più autorizzato a prenderla in considerazione; ad ogni buon conto, in sede d'interrogatorio formale l'architetto ha ben precisato che l'operazione era stata a suo tempo concordata con l'impresa, l'ingegnere e il committente, così che l'aumento dei costi derivatone non costituisce nemmeno una violazione contrattuale.