Citation: 2C_926/2020 E. 7.4

7.4. Infine, stessa cosa vale per l'argomentazione, accompagnata da un lungo elenco di norme di vario genere, secondo cui il versamento delle prestazioni complementari dovrebbe esserle garantito dal fatto che percepisce l'AVS, e quindi nemmeno potrebbe esserle rimproverato nell'ottica dell'art. 24 allegato I ALC. Nell'ampia misura in cui solleva tale aspetto in relazione all'allontanamento dalla Svizzera, la critica esula infatti dall'oggetto del litigio e non va esaminata oltre (precedente consid. 1). Per quanto si riferisca alla procedura che ci occupa, occorre invece rammentare: (a) che l'art. 24 non ha come obiettivo la coordinazione dei regimi di sicurezza sociale (DTF 133 V 265 consid. 7.3.2 pag. 277 seg.); (b) che la questione del diritto alla percezione delle prestazioni complementari è stata oggetto di una procedura indipendente, in cui la ricorrente ha potuto far valere tutte le sue ragioni, risultando tuttavia soccombente davanti alle autorità preposte (al riguardo cfr. gli incarti 9C_576/2019 e 9C_287/2019); (c) che in tale ambito dette autorità hanno per altro anche chiarito che - nonostante si trovi di fatto ancora in Svizzera, perché non ha rispettato il termine impartitole dalla Sezione della popolazione per lasciare il nostro Paese - la stessa va oggi considerata come una persona residente all'estero (sentenza 9C_287/2019 del 28 maggio 2019 consid. 3), quindi non qualcuno che può vantare un diritto "a rimanere", come fatto valere anche nell'impugnativa che qui ci occupa, richiamandosi in particolare alla sua qualità di pensionata AVS; (d) che, per il resto, è possibile rinviare alla sentenza 2C_205/2017 del 12 giugno 2018, consid. 6, nella quale il Tribunale federale già si è trovato confrontato con critiche analoghe, anche nella forma (generici richiami a una serie di norme differenti, presentate in modo confuso).