Citation: BGE 150 IV 481 E. 2.2

Secondo l'art. 90 cpv. 3 LCStr, entrato in vigore il 1° gennaio 2013, è punito con una pena detentiva da uno a quattro anni chiunque, violando intenzionalmente norme elementari della circolazione, corre il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di velocità, l'effettuazione di sorpassi temerari o la partecipazione a gare non autorizzate con veicoli a motore. Il cpv. 4 della disposizione, nella versione in vigore fino al 30 settembre 2023, prevedeva che il cpv. 3 era in ogni caso applicabile se la velocità massima consentita è superata di almeno 40 km/h dove la velocità massima consentita è di 30 km/h (lett. a); di almeno 50 km/h dove la velocità massima consentita è di 50 km/h (lett. b); di almeno 60 km/h dove la velocità massima consentita è di 80 km/h (lett. c); di almeno 80 km/h dove la velocità massima consentita è più di 80 km/h (lett. d). Queste disposizioni sono state adottate dal legislatore federale nel contesto del programma d'intervento della Confederazione volto ad aumentare la sicurezza sulle strade ("Via sicura"), ispirandosi in particolare al progetto dell'iniziativa popolare "Protezione contro i conducenti spericolati" (cfr. Messaggio del 9 maggio 2012 concernente l'iniziativa popolare [...], FF 2012 4831; DTF 142 IV 137 consid. 7.1 e 7.3). Dando seguito a diversi interventi parlamentari, nel 2017 il Consiglio federale ha valutato l'efficacia delle misure del programma di sicurezza stradale "Via sicura", ravvisando la necessità di attuare alcuni correttivi specifici, segnatamente per quanto concerne le disposizioni in materia di guida spericolata. Il Consiglio federale ha preso atto degli interventi parlamentari che avevano chiesto di lasciare ai giudici un maggiore potere discrezionale per tenere conto delle circostanze concrete nei casi di eccessi di velocità, di abolire la pena detentiva minima e di ridurre la durata minima della revoca della licenza di condurre (Messaggio del 17 novembre 2021 concernente la modifica della LCStr, FF 2021 3026 12 seg.). Il Governo BGE 150 IV 481 S. 484 ha quindi proposto di modificare i cpv. 3 e 4 dell'art. 90 LCStr, nel senso di rinunciare alla pena detentiva minima di un anno, prevedendo unicamente una pena detentiva massima di quattro anni, lasciando ai giudici investiti della causa l'apprezzamento della fattispecie oggettiva e soggettiva nel singolo caso. La proposta di modifica non prevedeva più un'applicazione automatica dell'art. 90 cpv. 3 LCStr nei casi degli eccessi di velocità menzionati dal cpv. 4 della disposizione (FF 2021 3017 8, 64 seg.). Nel corso dei dibattiti parlamentari, il legislatore ha preso atto dell'intenzione manifestata dalla Fondazione RoadCross Svizzera, che persegue in particolare gli scopi di prevenzione degli incidenti e delle lesioni causate dal traffico stradale nonché la promozione della sicurezza della circolazione stradale, di promuovere un referendum contro la prevista modifica legislativa. Per evitarlo, le Camere federali hanno adottato una soluzione di compromesso, mantenendo la pena detentiva minima di un anno dell'art. 90 cpv. 3 LCStr, ma introducendo nel contempo delle eccezioni, disciplinate ai cpv. 3bis e 3ter della disposizione (cfr. Consiglio Nazionale seduta del 13 settembre 2022, relatori Piller Carrard e Bregy, BU 2022 CN 1383-1384; Consiglio degli Stati seduta del 28 novembre 2022, relatore Burkart, BU 2022 CS 1059-1060). Da un canto, secondo l'art. 90 cpv. 3bis LCStr, in caso di infrazione secondo il cpv. 3, la pena detentiva minima di un anno può essere ridotta in presenza di una circostanza attenuante secondo l'art. 48 CP, in particolare se l'autore ha agito per motivi onorevoli. D'altro canto, l'art. 90 cpv. 3ter LCStr prevede che, in caso di infrazione secondo il cpv. 3, la pena può essere una pena detentiva sino a quattro anni o una pena pecuniaria se nei dieci anni precedenti l'atto l'autore non ha subito alcuna condanna per crimini o delitti commessi nella circolazione stradale e che hanno cagionato un serio pericolo per la sicurezza altrui o il ferimento o la morte di terzi. Al cpv. 4 della disposizione è altresì precisato che, nel caso dei menzionati superamenti della velocità massima consentita, l'inosservanza dei limiti di velocità è considerata grave. Queste disposizioni sono entrate in vigore il 1° ottobre 2023 (RU 2023 453). Dai materiali legislativi risulta che, adottando il cpv. 3ter dell'art. 90 LCStr, il legislatore ha inteso istituire un quadro penale autonomo per gli autori primari (non recidivi) concedendo un margine di apprezzamento al giudice, che in tali casi non è più vincolato ad una pena detentiva minima di un anno (cfr. Consiglio Nazionale seduta del 1° marzo 2023, relatrice Piller Carrard, BU 2023 CN 72; BGE 150 IV 481 S. 485 Consiglio degli Stati seduta del 28 novembre 2022, relatore Burkart, BU 2022 CS 1060). L'art. 90 cpv. 3ter LCStr introduce in sostanza, per il caso di un autore primario, una circostanza attenuante specifica fondata sulla mancanza di recidiva (JEANNERET/KUHN/MIZEL/RISKE, Code suisse de la circulation routière commenté, 5aed. 2024, n.