Citation: 1P.493/2003 08.10.2003 E. 2

La ricorrente rimprovera al Presidente della Pretura penale di essere incorso nell'arbitrio perché, sulla base della verifica del tachimetro eseguita il 12 marzo 2003 presso un centro diagnostico del Touring Club Svizzero (TCS), non avrebbe considerato che la velocità indicata dalla strumentazione di bordo era del tutto inattendibile. 2.1 Secondo la giurisprudenza l'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost., non è ravvisabile quando un'altra soluzione potrebbe entrare in considerazione o sarebbe addirittura preferibile, ma solo quando la decisione impugnata sia manifestamente insostenibile, in contraddizione manifesta con una norma o un principio giuridico indiscusso o chiaramente lesiva del sentimento di giustizia e dell'equità. Perché il Tribunale federale annulli una decisione per arbitrio non è d'altra parte sufficiente che la sua motivazione sia insostenibile, ma occorre piuttosto ch'essa sia arbitraria anche nel risultato (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). Un accertamento dei fatti o un apprezzamento delle prove è arbitrario solo quando il Giudice abbia manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa; oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, egli abbia fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1). 2.2 Il Giudice cantonale ha tenuto conto del controllo del tachimetro di cui l'automobilista ha prodotto i risultati dinanzi alla polizia cantonale. La ricorrente insiste anche in questa sede su tale documento, sottolineando come il tachimetro non indicasse, per nessuno dei valori presi in considerazione, la velocità effettiva. Rileva che questa era sempre superiore a quella indicata dalla strumentazione e che l'errore non era mai constante, né proporzionale all'aumento di velocità. Secondo la ricorrente, dalle misurazioni del TCS il Giudice cantonale avrebbe potuto dedurre unicamente l'assoluta inattendibilità del tachimetro, mentre non v'erano ragioni per ritenere che, al momento dell'infrazione e alla velocità accertata in quell'occasione, l'errore dello strumento sarebbe stato uguale a quello poi misurato. Emerge dall'esame eseguito dal TCS tredici giorni dopo l'infrazione che lo scarto tra la velocità effettiva e quella indicata dal tachimetro non è uguale per ogni valore considerato, né tale differenza è direttamente proporzionale all'aumento della velocità. Risulta tuttavia dalla verifica che la velocità reale è, in tutti i casi considerati, superiore all'indicazione della strumentazione di bordo e che l'ampiezza della discrepanza cresce con l'aumentare della velocità. Il Giudice cantonale poteva quindi, senza incorrere nell'arbitrio, fondarsi sui risultati della verifica tecnica, prodotta peraltro dalla ricorrente medesima, e ritenere le misurazioni del TCS affidabili per valutare l'infrazione litigiosa. Come si è visto, la polizia ha rilevato una velocità di 147 km/h e, dedotto il margine di tolleranza, l'ha stabilita in 132 km/h. Dall'esame eseguito dal TCS risulta che all'indicazione di 100 km/h sul tachimetro corrisponde una velocità effettiva di 112,6 km/h: quest'ultima è chiaramente inferiore rispetto a quella rilevata dalla polizia. Inoltre, sempre secondo le risultanze del controllo, all'indicazione di 120 km/h sul tachimetro corrisponde una velocità effettiva di 135,6 km/h, pure inferiore al rilevamento (prima della riduzione del margine di tolleranza). In queste condizioni, il Giudice cantonale poteva sostenibilmente concludere che, al momento dell'infrazione, la lancetta del tachimetro della VW Golf oltrepassasse in misura non irrilevante i 100 km/h, sicché la ricorrente avrebbe potuto e dovuto avvedersi del superamento del limite di velocità; l'aver considerato il superamento della velocità massima nella misura di 20 km/h, viste le accennate considerazioni, non è costitutivo di arbitrio.