Citation: 4C.356/2005 21.03.2006 E. 5

L'art. 6 cpv. 1 LForo stabilisce che la domanda riconvenzionale può essere sottoposta al giudice presso cui è pendente quella principale, se le due sono materialmente connesse. 5.1 Sui principi che reggono l'applicazione dell'art. 6 cpv. 1 LForo, già indicati dal Tribunale federale nella DTF 129 III 230 consid. 3 (poi ribaditi nella DTF 130 III 607 consid. 5, seppur riferita all'art. 6 n. 3 CL) e chiaramente esposti dall'autorità cantonale al consid. 4 della sentenza impugnata - cui si può rinviare in forza dell'art. 36a cpv. 3 OG -, non v'è controversia. 5.2 L'attore sostiene che in concreto le condizioni per poter applicare l'art. 6 cpv. 1 LForo non sarebbero riunite. In particolare nega l'esistenza di una connessione materiale fra le due cause: la domanda principale si basa infatti sulla qualità di proprietario iscritto a registro fondiario - in precedenza mai contestata - mentre quella di rendiconto formulata in via riconvenzionale trae origine dal rapporto avvocato-cliente, ormai conclusosi da anni. Trattandosi di due fattispecie ben distinte, fondate su circostanze diverse, nulla impedisce - secondo l'attore - di trattarle separatamente, tanto più che per statuire sulla riconvenzione occorre accertare elementi di fatto diversi da quelli necessari al giudizio sulla domanda principale. 5.3 La tesi ricorsuale non può essere condivisa. La Corte ticinese non ha infatti ammesso l'esistenza di una connessione materiale con riferimento all'azione di rendiconto nella sua globalità - per il solo fatto che fra le parti vi era "una complessa situazione economica" - bensì unicamente per quanto riguarda la somma di DM 1'300'000.--, che il convenuto pretende di avere consegnato all'attore per l'acquisto della proprietà immobiliare controversa. Limitatamente a tale somma la connessione materiale è innegabile: a prescindere dalla causa giuridica addotta per giustificare la loro pretesa, ambedue le parti rivendicano in sostanza la proprietà del fondo in questione. D'un canto v'è l'attore, che si richiama al diritto reale attestato dalla corrispondente iscrizione nel registro fondiario; dall'altro il convenuto, che asserisce di aver finanziato l'acquisto della particella con mezzi propri, spiegando di non aver potuto agire personalmente siccome cittadino straniero. Contrariamente a quanto ritenuto dall'attore, questo basta per ammettere che le due azioni si fondano sul "medesimo complesso di fatti" ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 LForo (DTF 130 III 607 consid. 5) e che è opportuno deciderle insieme, onde evitare la pronunzia di due giudizi contraddittori (DTF 129 III 232 consid. 3). 5.4 Nell'allegato sottoposto all'esame del Tribunale federale i giudici d'appello vengono inoltre rimproverati per non aver tenuto nella debita considerazione il fatto che la particella era stata acquistata ad un prezzo ben diverso da quello indicato dal convenuto e che quest'ultimo avrebbe potuto acquisire la proprietà dell'immobile tramite la moglie, cittadina svizzera. A mente dell'attore, queste circostanze dimostrerebbero la pretestuosità della tesi della "proprietà economica" avanzata dalla controparte. Sennonché tali argomenti, oltre a riferirsi - inammissibilmente (art. 55 cpv. 1 lett. c e art. 63 cpv. 2 OG; DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140) - a fatti privi di riscontro nella pronunzia criticata, non riguardano i presupposti per l'applicazione dell'art. 6 cpv. 1 LForo bensì il merito della controversia, dato che vertono già sulla fondatezza delle affermazioni del convenuto. Essi non influiscono pertanto sull'esito del presente giudizio.