Citation: 1A.282/2003 18.11.2004 E. 3

3.1 I ricorrenti fanno valere che sarebbe violato il principio della proporzionalità, il MPC avendo deciso di trasmettere in blocco i documenti litigiosi, senza esaminarne l'utilità potenziale. 3.2 L'assunto non regge. Il MPC non ha infatti ordinato la trasmissione in modo acritico e indeterminato dei documenti, lasciandone in maniera inammissibile la cernita agli inquirenti esteri (DTF 130 II 14 consid. 4.3, 122 II 367 consid. 2c, 115 Ib 186 consid. 4, 112 Ib 576 consid. 14a pag. 604). Questo compito spetta infatti all'autorità svizzera d'esecuzione che, in assenza di un eventuale consenso dei ricorrenti all'esecuzione semplificata (art. 80c AIMP), deve allestire un elenco preciso degli atti da trasmettere, impartendo agli interessati, affinché possano esercitare il loro diritto di essere sentiti e adempiere al loro dovere di cooperazione, un termine per addurre riguardo a ogni singolo documento gli argomenti che secondo loro si opporrebbero alla consegna, emanando in seguito una decisione di chiusura accuratamente motivata (DTF 130 II 14 consid. 4.3 e 4.4, 126 II 258 consid. 9b/aa pag. 262; cfr. anche DTF 127 II 151 consid. 4c/aa; Zimmermann, op. cit., n. 479-1, 479-2). 3.3 Il MPC ha ritenuto che nella documentazione sequestrata emergono nomi di persone, di fatti e di situazioni descritte nella rogatoria e nei complementi, che potranno fornire ulteriori precisazioni agli inquirenti esteri, in particolare riguardo alle modalità dei pagamenti e degli acquisti di partecipazioni ad altre società da parte della X.________ Lda. Inoltre, come rettamente rilevato dal MPC, dal verbale d'interrogatorio di D.________ si evincono indicazioni su possibili beneficiari economici della società, segnatamente riguardo all'eventuale partecipazione di N.________ alla stessa; anche l'altra testimone riferisce di P._______, indicato nella rogatoria e dirigente della O.________ Spa, società di cui N.________ è presidente. Queste informazioni sono manifestamente rilevanti e utili per l'inchiesta estera. Certo, i ricorrenti rilevano che dai documenti sequestrati non risulterebbe alcun elemento concernente l'aggiudicazione della H.________ all'offerta G.________, a loro dire poiché l'operazione avvenne un anno e mezzo prima della costituzione della X.________ Lda. Nella fattispecie è nondimeno manifesto che esiste una relazione diretta e oggettiva tra i documenti litigiosi e i sospettati reati per i quali si indaga (cfr. DTF 129 II 462 consid. 5.3 pag. 468); la loro trasmissione all'autorità rogante è giustificata: essa, contrariamente all'autorità svizzera, dispone di tutte le risultanze processuali e può quindi valutare compiutamente, come peraltro espressamente richiesto, se l'ipotesi accusatoria è fondata o meno, accertando, se del caso, come implicitamente sostenuto dai ricorrenti, l'estraneità delle persone e società coinvolte nell'inchiesta ai prospettati reati. L'assunto ricorsuale, secondo cui l'aggiudicazione dell'offerta H.________ alla G.________ è avvenuta prima della costituzione della X.________ Lda, non è d'altra parte decisivo, ritenuto che l'autorità richiedente intende far luce, in particolare, sulla cessione delle quote della G.________ alla X.________ Lda. 3.4 La questione di sapere se le informazioni sulle causali di determinati versamenti litigiosi siano necessarie o utili dev'essere lasciata infatti, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituire il proprio potere di apprezzamento a quello dell'autorità estera che conduce le indagini. La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se l'invocato principio della proporzionalità, nella limitata misura in cui può essere applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 121 II 241 consid.3c, 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). D'altra parte, l'esame dell'idoneità dei mezzi di prova è circoscritto a un giudizio "prima facie" e d'apparenza: per il resto la valutazione definitiva del materiale probatorio è riservata al giudice estero del merito (DTF 118 Ib 547 consid. 3a in fine pag. 552, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88, 112 Ib 576 consid. 14a pag. 605). Contrariamente alla tesi dei ricorrenti, l'utilità e la rilevanza potenziale dei documenti litigiosi per il procedimento estero non possono pertanto manifestamente essere escluse (DTF 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a e b). 3.5 Infine, accennando all'asserita inutilità dei documenti in esame per il procedimento penale estero, i ricorrenti disattendono che, contrariamente all'obbligo che incombeva loro secondo la costante, pubblicata giurisprudenza (DTF 130 II 14 consid. 4.3, 126 II 258 consid. 9b e c, 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.), essi non hanno indicato dinanzi all'autorità di esecuzione quali singoli documenti e perché sarebbero sicuramente irrilevanti per il procedimento penale estero. Nel ricorso in esame essi si limitano poi ad addurre, tardivamente e in maniera generica e indeterminata, l'inutilità dei documenti, rilevando semplicemente che, essendo avvenuto il primo atto in relazione alla X.________ Lda il 24 marzo 2000, la documentazione successiva a quella data sarebbe inutile. Anche per questo motivo il ricorso dev'essere respinto.