Citation: 6B_304/2019 E. 2.3.5

2.3.5. Dinanzi alla Corte cantonale, la ricorrente era validamente rappresentata dal proprio difensore d'ufficio, con studio legale in Svizzera. La facoltà del patrocinatore di assisterla nel procedimento di appello e di ricevere le comunicazioni dell'autorità era incontestata. Del resto, la ricorrente gli ha in seguito conferito il mandato, poi revocato, di adire il Tribunale federale contro il giudizio contestato. La sentenza del 29 gennaio 2019 della CARP è quindi stata notificata validamente al patrocinatore della ricorrente, che ha ritirato l'invio raccomandato il 31 gennaio 2019. Il termine di ricorso al Tribunale federale è pertanto iniziato a decorrere il giorno successivo ed è giunto a scadenza il 4 marzo 2019 (cfr. art. 44 cpv. 1 in relazione con l'art. 45 cpv. 1 LTF). La ricorrente, alla quale la sentenza della Corte cantonale è pure stata intimata personalmente lo stesso giorno (30 gennaio 2019), ha presentato il ricorso in materia penale l'11 marzo 2019, precisando di essere entrata in possesso della sentenza cantonale il 7 febbraio 2019. Tuttavia, come è stato esposto, in concreto è determinante la notificazione avvenuta validamente al suo patrocinatore. Il fatto che la ricorrente abbia preso personalmente possesso del giudizio soltanto successivamente ed abbia ritirato l'invio raccomandato l'ultimo giorno del termine di giacenza presso la posta non è decisivo. Alla luce dell'art. 87 cpv. 3 CPP, di carattere imperativo, questa seconda notificazione non è infatti vincolante. In caso contrario, ciò potrebbe comportare un'incertezza sulla decorrenza dei termini di ricorso e contrasterebbe con le esigenze di sicurezza del diritto e di economia procedurale alla base della norma. La ricorrente, avvocato iscritta nel Registro cantonale, avrebbe dovuto impugnare la sentenza della Corte cantonale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione al proprio patrocinatore. Il gravame inviato prudenzialmente dal legale il 4 marzo 2019 non può essere considerato in questa sede, giacché egli non era più autorizzato a rappresentare la ricorrente, che gli aveva revocato il mandato di patrocinio il 1° marzo 2019. Interpellata al riguardo dal Tribunale federale, la ricorrente ha confermato tale revoca ed ha comunicato che l'atto di ricorso del patrocinatore era da "cestinare" e che doveva essere preso in considerazione soltanto quello da lei redatto personalmente. Nelle esposte circostanze, il ricorso in materia penale presentato dalla ricorrente l'11 marzo 2019 è pertanto tardivo (cfr. art. 48 cpv. 1 LTF).