Citation: 8C_564/2022 E. 4.3.1

4.3.1. In primo luogo, il Dr. med. C.________ non avrebbe preso in considerazione e analizzato i documenti medici necessari. Egli avrebbe infatti indicato che "per quanto riguarda l'evento del settembre 1995,... nel dossier corrente della Suva non sono disponibili documenti risalenti a immediatamente dopo l'infortunio", considerando così solo la documentazione a partire dal 2010, ovvero dalla lettera del 2 aprile 2010 del Dr. med. H.________ (specialista FMH in medicina interna generale). Tuttavia, grazie all'intervento dell'INSAI su richiesta del Dr. med. E.________, nel 2015 sarebbero state rinvenute tre TAC cerebrali eseguite subito dopo l'infortunio in questione (il 29 e 30 settembre 1995, nonché il 9 ottobre 1995, eseguite presso l'Ospedale I.________). Esse avrebbero evidenziato la presenza di contusive emorragiche in sede frontale e parasagittale sinistra e la frattura della base cranica in sede parieto-occipitale. Queste TAC sarebbero citate dallo stesso medico nei suoi rapporti del 24 gennaio 2014 e 26 giugno 2015, come pure nella perizia del Prof. Dott. B.________ del 14 novembre 2011, in quella del Dr. med. J.________ (specialista FMH in neurologia) del 30 marzo 2016 e anche nel precedente giudizio cantonale del 12 giugno 2019. Al riguardo, il ricorrente dubita che le TAC menzionate si trovino ancora nell'incarto dell'INSAI. Esse andavano analizzate dal perito al fine di potersi pronunciare sul nesso causale tra le cefalee e l'infortunio di settembre 1995. Ciò sarebbe stato necessario già solo per confrontarsi con le conclusioni del Dr. med. E.________ e Dr. med. G.________. A dire del ricorrente, si potrebbe dubitare che il perito amministrativo abbia letto attentamente gli atti dell'INSAI e le valutazioni neurologiche degli specialisti appena citati, vista l'assenza di una sua richiesta di farsi trasmettere le TAC in questione. La mancanza sarebbe grave e metterebbe in dubbio la pertinenza della perizia.