Citation: 1B_333/2016 E. 4.1

4.1. La Corte cantonale si è poi espressa sulla nomina del difensore d'ufficio a mente dell'art. 132 cpv. 1 CPP. Ha dapprima respinto la tesi ricorsuale secondo cui nel caso di specie non si sarebbe in presenza di un caso di difesa obbligatoria giusta gli art. 130 lett. b e d, 131 cpv. 1, 132 cpv. 1 lett. a cifra 1 e 133 cpv. 1 CPP. Ha poi ricordato che sul tema della difesa obbligatoria a favore della ricorrente il Tribunale federale si è già compiutamente espresso nella sentenza 1B_699/2012 del 30 aprile 2013 (in: RtiD II-2013 n. 46 pag. 245). Nella stessa è stato stabilito che la criticata imposizione di un difensore d'ufficio alla ricorrente, di professione avvocata, che nell'ambito del procedimento penale aperto nei suoi confronti rischia di subire una pena detentiva superiore a un anno oppure una misura privativa della libertà, dopo ch'ella non aveva designato un legale di fiducia, non violava il diritto di difendersi da sola; ciò poiché la contestata nomina, in considerazione dei numerosi ricorsi inoltrati davanti alle autorità cantonali e federali, in gran parte inammissibili o comunque infondati nel merito, era giustificata anche dall'obbligo di assistenza imposto alle autorità, rilevato che i termini sconvenienti frequentemente utilizzati nei suoi gravami erano indicativi di una sua insufficiente obiettività e distanza (consid. 3.3). La CRP ha rilevato che queste considerazioni, con le quali la ricorrente non si era confrontata, sono state riprese in una sua successiva decisione del 28 dicembre 2015, non impugnata. Ne ha concluso che gli stessi argomenti valgono a maggior ragione nel caso in discussione, dopo che con atto di accusa del 28 agosto 2015 l'insorgente è stata deferita davanti alla Corte delle assise criminali, che giudica tra l'altro pene detentive superiore a due anni, nel quadro delle quali il Procuratore pubblico deve sostenere personalmente l'accusa al dibattimento (art. 337 cpv. 3 e 326 cpv. 1 lett. h CPP). In tal caso, in ossequio al principio della parità delle armi, l'accusata dev'essere difesa obbligatoriamente (art. 130 lett. d CPP). Hanno spiegato, richiamando la pertinente giurisprudenza, perché la nomina litigiosa non lede l'art. 6 n. 3 lett. c CEDU, né sminuisce i diritti di difesa della ricorrente, ricordando che di regola la necessaria imparzialità del difensore fa difetto all'imputato che si difende da sé.