Citation: 6B_674/2017 E. 4.5

4.5. In materia penale l'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF dev'essere applicato in maniera restrittiva, ricordato che il suo scopo non è primariamente la tutela degli interessi delle parti, ma di evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima procedura (DTF 139 IV 113 consid. 1). Ogni complemento d'istruzione comporta necessariamente dei costi e un prolungamento del procedimento. Tuttavia, perché siano adempiuti i presupposti di detta norma è necessario che la procedura probatoria ancora da condurre, per la sua durata e i suoi costi, si scosti significativamente dai comuni procedimenti. Ciò può essere il caso, a determinate condizioni, ove occorra procedere all'interrogatorio di un gran numero di testi, all'esperimento di più perizie o ancora all'invio di commissioni rogatorie in paesi lontani (v. sentenza 2C_517/2015 del 30 marzo 2016 consid. 4.3.2, relativa a una causa non penale). In concreto, non si è in presenza di alcuna di queste ipotesi, gli atti istruttori che il magistrato inquirente deve ancora compiere non adempiono manifestamente i requisiti di detta norma, essendo essenzialmente limitati al richiamo di uno o più incarti pendenti dinanzi alle autorità cantonali. Rilevasi peraltro che, nel contesto dell'art. 93 LTF, altri procedimenti distinti o paralleli a quello in cui è emanata la decisione impugnata non sono determinanti. È quindi vanamente che i ricorrenti adducono un'eventuale dilatazione dei tempi delle procedure civili. In simili circostanze, il proposito di evitare una procedura probatoria, se del caso defatigante, non prevale sul carattere imperativo del perseguimento penale (v. art. 7-8 CPP) e il principio della verità materiale (art. 6 CPP). La via del ricorso immediato al Tribunale federale non è dunque aperta.