Citation: 5A_476/2020 E. 6.2

6.2. La Corte cantonale ha accertato che il Consiglio di Stato ha respinto con decisione del 22 maggio 2007 il ricorso presentato dagli opponenti contro la licenza edilizia rilasciata il 28 febbraio 2007 dal Municipio di X.________. Ha rilevato ch'essi hanno comunicato con lettera dell'8 giugno 2007 alla ricorrente che non avrebbero impugnato la decisione governativa dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo. La Corte cantonale ha altresì accertato che la ricorrente ha iniziato i lavori di costruzione nel 2008 e che gli opponenti hanno lamentato l'insufficiente distanza delle nuove aperture a confine con il loro fondo la prima volta il 13 novembre 2008, durante un'udienza in Pretura. Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF e sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). La tesi della ricorrente, secondo cui gli opponenti avrebbero rinunciato, finanche formalmente, a contestare l'insufficiente distanza delle nuove finestre non poggia su accertamenti univoci e vincolanti agli atti. Il fatto ch'essi le abbiano comunicato l'8 giugno 2007 che non avrebbero impugnato la decisione governativa dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo non costituisce di per sé una simile rinuncia, ove si consideri che sulla questione del rispetto delle distanze minime per l'apertura delle nuove finestre sussisteva ancora la giurisdizione civile. È pertanto in modo scevro d'arbitrio che la Corte cantonale ha ritenuto il comportamento, semmai poco chiaro, degli opponenti nell'ambito della procedura edilizia, insufficiente per ammettere ch'essi avevano rinunciato per atti espliciti o concludenti a fare valere il mancato rispetto delle distanze minime da confine per le nuove aperture.