Citation: 1B_23/2018 E. 2.5

2.5. La ricorrente sostiene che la CARP avrebbe interpretato in maniera errata il ritiro della "revocatoria" concernente suoi beni, che non si riferirebbe esclusivamente all'importo litigioso e non concernerebbe il contratto di cessione, ma la convenzione matrimoniale. Al suo dire, un attestato di carenza beni provvisorio rilasciato nei confronti del marito non potrebbe inoltre giustificare un sequestro dei suoi beni. Il ritiro della sua azione liberatoria nemmeno potrebbe essere interpretato come incertezza sulla titolarità della somma litigiosa, poiché sarebbe stato dettato da questioni legate ai costi della procedura. Con questi accenni la ricorrente non dimostra, come le incombeva, che la CARP avrebbe valutato le prove e accertato i fatti in maniera manifestamente inesatta (art. 97 cpv. 1 in relazione con l'art. 105 cpv. 1 e 2 LTF; DTF 142 II 355 consid. 6 pag. 358; 136 I 304 consid. 2.4 pag. 313).