Citation: 6B_388/2009 22.10.2009 E. 2

2.1 Il ricorrente sostiene che la Corte cantonale e il PP avrebbero accertato ed apprezzato in modo arbitrario i fatti, qualificando come "infelici e sfavorevoli" le condizioni di navigazione al momento in cui si è verificato l'incidente. Rileva che quella sera era tipicamente estiva, limpida e serena, e che il lago era calmo. A suo dire, sarebbe manifestamente insostenibile considerare il buio serale come una condizione sfavorevole alla navigazione per dedurre che B.________ non avrebbe dovuto attendersi che una persona si trovasse sulla prua di un'imbarcazione. 2.2 In realtà, la Corte cantonale ha rettamente accertato che al momento della collisione, il cielo era sereno, il lago calmo e la visibilità buona (cfr. sentenza impugnata, pag. 15). In modo del tutto conforme agli atti, la CRP ha nondimeno rilevato che, anche in una situazione ordinaria, di notte è comunque difficile scorgere le altre imbarcazioni, a causa della debole intensità delle luci di bordo e della presenza di luci sulla riva che possono creare disorientamento e confusione. Tale constatazione è fondata sulle dichiarazioni del perito e sulla deposizione del teste D.________, caposervizio della navigazione. È quindi senza incorrere nell'arbitrio che, riferendosi alla minore visibilità di notte, la precedente istanza ha considerato difficile la navigazione notturna, ritenendo per questa ragione essenzialmente giustificata la qualifica di circostanze "infelici e sfavorevoli" addotta dal PP. La rilevanza del comportamento della vittima in una tale situazione concerne per contro il quesito del nesso di causalità adeguata, esaminato ai considerandi seguenti. Si tratta, al riguardo, di una questione di diritto che questa Corte valuta liberamente (DTF 134 IV 255 consid. 4.4.2 e rinvii).