Citation: 1C_2/2014 E. 2.3

2.3. I ricorrenti postulano il versamento di un'indennità per la perdita di reddito richiamando la succitata DTF 113 Ib 39, riportata pure da RAPHAËL EGGS ( Les "autres préjudices" de l'expropriation, 2013, pag. 357 seg.). Sostengono che la fattispecie in esame sarebbe analoga, siccome riguarderebbe un'azienda di famiglia e, come in quel caso, l'esproprio litigioso comporterebbe anche una perdita di reddito a seguito della cessazione della loro attività professionale. La citata sentenza riguarda l'indennità per l'espropriazione di un albergo in cui, conformemente all'esposta giurisprudenza, al proprietario espropriato, oltre all'indennità corrispondente al valore venale, quale elemento soggettivo è stata riconosciuta anche un'indennità per inconvenienze volta a compensare la perdita di reddito a causa dell'espropriazione della sua azienda, gestita da anni con la moglie (cfr. anche la sentenza 1E.16/1998, citata, consid. 2c). In concreto, i ricorrenti non sono però proprietari del campeggio e dei relativi impianti, riguardo ai quali non rivestono la qualità di espropriati. Titolare del diritto di superficie oggetto dell'espropriazione è infatti unicamente G.________ SA, che figura quindi quale parte espropriata nella procedura. In quanto azionisti e dipendenti della società, i ricorrenti sono danneggiati soltanto indirettamente, o di riflesso, dall'esproprio del diritto di superficie, che colpisce in modo diretto solo la titolare dello stesso. Non sono pertanto abilitati a fare valere autonomamente eventuali indennità dell'espropriata fondate sull'art. 19 lett. c LEspr (cfr. HEINZ HESS/HEINRICH WEIBEL, Das Enteignungsrecht des Bundes, vol. I, 1986, pag. 307, n. 197). I ricorrenti sostengono che, nella perizia del 22 giugno 2007 del Circondario cantonale di stima 7, i loro stipendi sarebbero stati compresi nei costi di esercizio ed avrebbero condotto a una diminuzione del valore del diritto di superficie indennizzato alla G.________ SA. Premesso ch'essi non sono abilitati a contestare pretese d'indennità di spettanza della società espropriata, che non ha adito il Tribunale federale, essi non si confrontano conformemente agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF con il calcolo eseguito dalla CFS, e confermato dal TAF, relativo all'indennità per l'esproprio del diritto di superficie. La CFS non ha infatti semplicemente ripreso il contenuto della perizia richiamata dai ricorrenti, ma ha eseguito una propria valutazione, riconoscendo, per finire, per l'espropriazione di questo diritto un'indennità superiore all'importo stimato nella citata perizia. La censura è quindi inammissibile e non deve essere esaminata oltre.