Citation: I 688/06 08.10.2007 E. 3

Nell'atto ricorsuale, l'insorgente solleva alcune censure di ordine formale che conviene esaminare in via preliminare. 3.1 Innanzitutto viene lamentata la mancata trasmissione, in sede amministrativa, dei "pareri medico legali, compresi quelli dell'INPS" di X.________ al quale l'UAI aveva chiesto di effettuare i necessari accertamenti. A seguito di tale omissione il ricorrente fa valere di non essere stato in grado di esprimersi convenientemente e con la necessaria cognizione di causa. 3.1.1 L'insorgente dimentica però che nell'ambito del potere cognitivo limitato che regge la procedura dinanzi a questa Corte (art. 105 cpv. 2 OG) la possibilità di allegare fatti nuovi o di fare valere nuovi mezzi di prova è molto limitata. In particolare, le parti non possono invocare davanti a questo Tribunale fatti nuovi che avrebbero potuto agevolmente - anche in virtù dell'obbligo loro incombente di collaborare all'istruzione della causa - già fare valere dinanzi alla giurisdizione inferiore. Simili allegazioni tardive non consentono di considerare viziati ai sensi dell'art. 105 cpv. 2 OG gli accertamenti dei primi giudici (DTF 121 II 97 consid. 1c pag. 100; SVR 2001 AHV no. 6 pag. 19 consid. 1b [H 297/99] con riferimenti). Orbene, è proprio quanto si avvera nel caso di specie. Infatti l'assicurato, che ha avuto in più occasioni modo di fare valere dinanzi ai giudici commissionali la sua posizione e quindi anche di contestare, se lo avesse ritenuto necessario, il mancato o comunque insufficiente accesso agli atti, non ha minimamente sollevato questa censura. Esso non può di conseguenza, alla luce dei principi suesposti, prevalersi di questo vizio in ultima istanza. 3.1.2 E ad ogni modo, si osserva in via abbondanziale, anche nella denegata ipotesi si volesse ammettere la possibilità per il ricorrente di fare valere, in ultima istanza, il mancato o insufficiente accesso agli atti in sede amministrativa, la valutazione non muterebbe perché un'eventuale violazione del diritto di essere sentito dedotto dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 132 V 387 consid. 3.1 pag. 388 seg.; 128 V 272 consid. 5b/bb pag. 278; 115 V 297 consid. 2e pag. 302 con riferimenti) finirebbe per essere sanata nel caso concreto. Da un rinvio degli atti all'amministrazione per garantire il diritto di essere sentito si può infatti - eccezionalmente (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa pag. 437; 126 I 72; 126 V 130 consid. 2b pag. 132 con riferimenti) - prescindere se il rinvio si esaurirebbe in un vuoto esercizio procedurale e ritarderebbe inutilmente la procedura, in contrasto con l'interesse della parte lesa ad ottenere un giudizio in tempi rapidi (DTF 132 V 387 consid. 5.1 pag. 390; 116 V 182 consid. 3d pag. 187). Orbene, questa Corte ha più volte osservato che se l'assicurato nella procedura precedente non ha formulato una richiesta di rinvio degli atti all'amministrazione a garanzia del suo diritto di essere sentito, ciò lascia concludere per un suo maggiore interesse a una rapida evasione della causa piuttosto che a un'esecuzione formalmente corretta della procedura ed osta pertanto all'annullamento dell'atto impugnato e al rinvio della causa all'amministrazione per rimediare al vizio (DTF 132 V 387 consid. 6.1 pag. 391; 119 V 208 consid. 6 pag. 218; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 618/04 del 20 settembre 2006, riassunta in RSAS 2007 pag. 61, consid. 9). È quanto si deve ritenere anche nel caso di specie. 3.2 Per le stesse ragioni addotte al consid. 3.1.1, non merita particolari disquisizioni nemmeno l'ulteriore censura, formulata per la prima volta in questa sede, secondo cui il diritto alla difesa del ricorrente sarebbe stato pregiudicato dal fatto che i pareri del servizio medico dell'UAI non sarebbero stati redatti in lingua italiana. A prescindere dall'ammissibilità di questa contestazione, si ricorda comunque al ricorrente che né la regolamentazione comunitaria, cui rinvia l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC [RS 0.142.112.681]), entrato in vigore il 1° giugno 2002 e applicabile in concreto, né la garanzia costituzionale del diritto di essere sentito conferiscono all'assicurato il diritto di ottenere la traduzione nella propria lingua degli atti redatti in una delle lingue di uno Stato membro che lo stesso non padroneggia o che conosce in maniera imperfetta. Né infine il principio dell'equivalenza delle lingue o il principio della lingua ufficiale vietano ai collaboratori di un'autorità federale di redigere delle comunicazioni interne in una delle lingue nazionali che non è la lingua ufficiale utilizzata concretamente nei rapporti con l'amministrato (DTF 131 V 35 segg.; 127 V 219 consid. 2b/bb pag. 227; 115 Ia 64 consid. 6b). 3.3 Irricevibile appare infine la nuova domanda giudiziale con la quale il ricorrente chiede alla Corte giudicante di ordinare la trasmissione degli atti eseguiti dall'INPS e degli altri accertamenti strumentali.