Citation: 2C_762/2020 E. 2.4

2.4. Ora, dai fatti che emergono dalla sentenza impugnata, risulta che il ricorrete sarebbe stato invano cercato parecchie volte al suo domicilio di Z.________, non però che egli abbia soggiornato all'estero per un periodo continuato più lungo di sei mesi. Anche nel caso avesse spostato il proprio centro degli interessi in Italia, una decadenza potrebbe essere quindi ammessa soltanto se - nel contempo - risultava che, benché disponesse di un appartamento nel nostro Paese, egli vi facesse ritorno solo per brevi periodi, prima della scadenza di detto termine, per ragioni turistiche, familiari o d'affari. In base agli accertamenti svolti in sede cantonale ciò non sembra tuttavia essere il caso. In occasione della visita nell'appartamento di Z.________, la polizia ha infatti rinvenuto anche una quantità consistente di indumenti e del cibo, che paiono costituire un'indicazione del fatto che - benché in alternanza ad altri luoghi - l'abitazione in questione era comunque utilizzata. Pure il consumo di energia riscontrata nell'appartamento di Z.________ non sembra inoltre tale da far presupporre un uso tanto limitato, pari solo al tempo necessario per evitare il trascorrere del termine di sei mesi previsto dall'art. 61 cpv. 2 LStrI. D'altra parte, ritenuto che le autorizzazioni UE/AELS non hanno carattere costitutivo, bensì dichiarativo (DTF 136 II 329 consid. 2.2; 134 IV 57 consid. 4), e che ciò significa che, quando le condizioni previste dall'accordo sulla libera circolazione delle persone per la concessione di una determinata autorizzazione UE/AELS sono date, una persona ha diritto al permesso, anche un esame della situazione precedente al rinnovo del permesso, quando il ricorrente risiedeva a Y.________, pare superflua.