Citation: 5A_384/2015 E. 1.2

1.2. L'ammissibilità del rimedio del ricorso in materia civile contro la decisione impugnata, in quanto decisione incidentale notificata separatamente ma non concernente la competenza né la ricusa, è retta dall'art. 93 cpv. 1 LTF. Secondo questo disposto, esclusa di primo acchito la possibilità che l'accoglimento del ricorso conduca immediatamente ad una decisione finale (art. 93 cpv. 1 lett. b LTF; sentenza 5A_745/2014 cit. consid. 1.2.1), un ricorso è possibile solamente se la decisione è suscettibile di causare un pregiudizio irreparabile (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF). Non è in linea di principio il caso per decisioni in materia di prove (sentenze 5A_745/2014 cit. consid. 1.2.2; 4A_269/2011 del 10 novembre 2011 consid. 1.3), a meno che esse siano assortite - come nella presente fattispecie - dalla minaccia di sanzioni penali giusta l'art. 292 CP (sentenza 5A_548/2012 del 28 settembre 2012 consid. 2.3 con rinvii) oppure impongano un'ingerenza nella salute e quindi nella personalità (art. 28 CC), la cui avvenuta violazione non potrà più essere riparata (sentenza 5A_745/2014 cit. consid. 1.2.3 con rinvii, proprio con riferimento ad un perizia sul DNA). Nella prospettiva dell'art. 93 LTF, il gravame appare pertanto ammissibile.