Citation: 5A_699/2014 E. 7.2

7.2. Il ricorrente, sollecitato con ordinanza 8 luglio 2014 del Tribunale di appello a comunicare se la sua impugnativa avesse ancora interesse concreto e attuale, afferma che il suo nuovo legale aveva segnalato, il 16 luglio 2014, di "necessitare altro tempo per verificare con la necessaria tranquillità quali fossero i presupposti e le conseguenze del ritiro dell'appello"; il Tribunale di appello avrebbe ignorato tale scritto e in tal modo violato il suo diritto di essere sentito. Ciò non corrisponde a quanto constatato dal Tribunale di appello, a detta del quale il ricorrente, nel proprio scritto 16 luglio 2014, aveva dichiarato che l'appello manteneva per lui un interesse, chiedendo la sospensione della procedura, ciò a cui l'opponente si era opposta. La divergente esposizione ricorsuale dei fatti non è sostenuta da una censura di arbitrio nell'accertamento dei fatti debitamente motivata (supra consid. 3.2); essa non può pertanto essere presa in considerazione. È pertanto accertato che il ricorrente ha potuto esprimersi sul prospettato stralcio della procedura di appello, ma che il Tribunale di appello gli ha semplicemente dato torto. Peraltro, nemmeno il ricorrente pretende di aver chiesto la concessione di un congruo lasso di tempo per esprimersi; si è limitato a chiedere di sospendere la procedura di appello. La presente censura di violazione del proprio diritto di essere sentito è di conseguenza non solo infondata, nella misura in cui è ammissibile, bensì al limite del temerario.