Citation: 1P.520/2004 11.11.2004 E. 2

2.1 La legittimazione a interporre un ricorso di diritto pubblico si definisce unicamente sulla base dell'art. 88 OG, senza riguardo alla circostanza che la ricorrente avesse, in sede cantonale, qualità di parte (DTF 125 I 253 consid. 1b, 118 Ia 112 consid. 2a). L'art. 88 OG attribuisce il diritto di ricorrere ai privati o agli enti collettivi lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Nel caso di una decisione concreta tale legittimazione spetta unicamente a chi è toccato nei suoi interessi giuridicamente tutelati, vale a dire, di regola, in quegli interessi privati di cui il diritto costituzionale assicura la protezione (DTF 129 I 217 consid. 1). Questa norma esclude l'azione popolare a tutela dell'interesse generale; il ricorso di diritto pubblico non è infatti destinato a salvaguardare né interessi meramente fattuali né quelli pubblici di portata generale (DTF 130 I 82 consid. 1.3, 121 I 267 consid. 2, 120 Ib 27 consid. 3a, 118 Ia 46 consid. 3a). Né il semplice richiamo al divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) conferisce, di per sé, la legittimazione a presentare un ricorso di diritto pubblico (DTF 126 I 81, 129 I 217 consid. 1.3). Ora, Ia ricorrente non fa valere nessuna lesione dei suoi interessi giuridicamente protetti, ma si prevale unicamente dell'interesse pubblico. Per quanto concerne le censure riguardanti il merito della decisione impugnata, il ricorso di diritto pubblico si rivela pertanto inammissibile. 2.2 Certo, per prassi costante, la legittimazione di un'associazione sussiste, oltre al caso, pacifico, in cui essa è direttamente colpita dalla decisione impugnata, se la potestà ricorsuale a tutela dei diritti invocati compete ai singoli membri, se la maggioranza o gran parte di essi sono toccati dall'atto impugnato e se gli statuti le affidano la difesa degli interessi comuni, presupposti il cui adempimento non è addotto dalla ricorrente (DTF 130 I 82 consid. 1.3, 129 I 113 consid. 1.6, 125 I 71 consid. 1b/aa). L'associazione non è tuttavia legittimata, come nella fattispecie, a far valere l'asserita tutela di interessi pubblici (DTF 130 I 82 consid. 1.3). 2.3 Indipendentemente dalla carenza di legittimazione nel merito, la ricorrente può tuttavia censurare la violazione delle garanzie procedurali che il diritto cantonale o l'invocato art. 29 Cost. le conferiscono quale parte, sempreché tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale. Essa può pertanto far valere, ad esempio, che il ricorso non sarebbe stato esaminato a torto nel merito, che non sarebbe stata sentita o che le sarebbe stata negata la possibilità di consultare gli atti (DTF 129 I 217 consid. 1.4, 128 I 218 consid. 1.1, 122 I 267 consid. 1b, 119 Ib 305 consid. 3). In tal caso, l'interesse giuridicamente protetto secondo l'art. 88 OG non si fonda su aspetti di merito, bensì sul diritto della ricorrente di partecipare alla procedura cantonale. Il diritto di invocare le garanzie procedurali non permette tuttavia alla ricorrente di rimettere in discussione, nemmeno indirettamente, il giudizio di merito; il ricorso di diritto pubblico non può quindi riguardare questioni strettamente connesse con il merito della vertenza, quali in particolare il rifiuto di assumere una prova in base alla sua irrilevanza o al suo apprezzamento anticipato o l'obbligo dell'autorità di motivare sufficientemente la decisione (DTF 120 Ia 227 consid. 1, 119 Ib 305 consid. 3, 117 Ia 90 consid. 4a). Il giudizio su tali quesiti, segnatamente in concreto l'asserita carenza di motivazione della decisione impugnata, in particolare riguardo al quesito della mancata messa sotto protezione della villa litigiosa, non può infatti essere distinto da quello sul merito, che tuttavia la ricorrente non è legittimata a impugnare: ciò vale anche per la questione, sulla quale è incentrato il gravame, di sapere se la demolizione della villa abbia o no un effetto deturpante sul quartiere (DTF 129 I 217 consid. 1.4 con numerosi rinvii).