Citation: 6B_767/2018 E. 4.2

4.2. Sulla commisurazione della pena in quanto tale, le censure risultano manifestamente infondate. Secondo la giurisprudenza le eventuali ripercussioni in materia di diritto degli stranieri, che la condanna penale potrebbe comportare, non costituiscono un fattore rilevante per la commisurazione della pena e neppure implicano un'accresciuta sensibilità alla sanzione (v. sentenza 6B_203/2010 del 27 maggio 2010 consid. 5.3.3). Quanto ai moventi e agli obiettivi perseguiti, che giusta l'art. 47 cpv. 2 CP concorrono alla determinazione della colpa, sono stati presi correttamente in considerazione dalla CARP. Le critiche ricorsuali al riguardo, si discostano in modo inammissibile dai fatti accertati (art. 105 cpv. 1 LTF), così laddove l'insorgente adduce di aver agito in buona fede, senza l'intento di voler migliorare la situazione propria o altrui. Per il resto, i giudici cantonali hanno rettamente valutato in senso attenuante sia il contesto di stress sia il fatto che si è trattato di un comportamento isolato, non dettato dalla volontà di arricchirsi personalmente, sia la rapida confessione della ricorrente sia infine la violazione del principio della celerità. Nella fattispecie, la commisurazione della pena non presta quindi il fianco a critiche di sorta.