Citation: 5A_383/2008 08.01.2010 E. 4.1

4.1.1 Con riferimento alla prima censura ricorsuale, va detto che l'affermazione del Tribunale di appello, secondo la quale l'omesso accertamento di fattori determinanti per la fissazione del principio e dell'importo di un obbligo alimentare a carico di uno dei coniugi violi l'obbligo di motivazione che incombe sul giudice di prima sede, appare più che discutibile. Le pecche riscontrate nella sentenza di prima sede non riguardano l'esposizione dei motivi e non sono dunque di natura meramente formale; esse sono di natura sostanziale e configurano una violazione del diritto federale, nella misura in cui quest'ultimo impone al giudice la presa in considerazione di determinati fattori - e dunque, preliminarmente, il loro accertamento in fatto. 4.1.2 D'altro canto, la censura sollevata in proposito dal ricorrente (peraltro in modo irrito, supra consid. 1.4) è motivata in modo evanescente. Egli afferma che "la sentenza di secondo esame pecca così dello stesso peccato di prima istanza". Ora, alla lettura della sua censura appare chiaro che egli si associa alla conclusione dei Giudici di appello, secondo i quali la sentenza di prima sede sarebbe viziata da una violazione dell'obbligo di motivazione; di conseguenza, affermando che la sentenza d'appello soffre della medesima pecca, la sua censura non può essere letta altrimenti se non nel senso di rimproverare anche all'istanza suprema una carenza di motivazione. Visto quanto esposto al consid. 3 della sentenza impugnata, l'argomento non regge. Semmai, il ricorrente avrebbe dovuto eccepire che la conclusione dei Giudici di appello fosse arbitraria, nel senso che arbitrario sarebbe stato, da parte loro, affermare che egli non avesse eccepito nell'allegato di appello l'insufficiente motivazione della sentenza di primo grado. Per quanto attentamente si legga il ricorso su questo punto, non vi è tuttavia traccia alcuna di una censura di arbitrio fondata sull'art. 9 Cost. Considerato il severo obbligo di motivazione relativo a censure fondate sui diritti fondamentali (art. 106 cpv. 2 LTF; supra consid. 2.3), la critica ricorsuale si rivela manifestamente inconferente.