Citation: 2P.71/2004 10.01.2005 E. 4

4.1 La presente causa si riferisce in primo luogo alla pretesa prescrizione di parte dei contributi posti a carico del ricorrente. Esaminando tale questione, il Tribunale di espropriazione ha osservato che sebbene la LALIA, a differenza della legge ticinese sui contributi di miglioria, del 24 aprile 1990 (LCM; cfr. art. 16), non contemplasse alcuna norma circa la prescrizione o la perenzione del diritto d'imposizione, ciò non configurava una lacuna. Il contributo per la costruzione di opere di canalizzazione e depurazione delle acque era percepito infatti non in funzione di un intervento specifico quale potrebbe essere un singolo tratto di canalizzazione, bensì indistintamente per tutte le opere indicate nel piano generale di smaltimento delle acque poiché solo nel loro complesso esse avvantaggiavano il contribuente. Secondo i giudici cantonali, tenuto conto del protrarsi nel tempo dei lavori, non era immaginabile assegnare al Comune un margine preciso per procedere all'imposizione. Un simile provvedimento, sfornito di base logica e giuridica, mancava di un qualsiasi punto di riferimento che potesse assurgere a base insindacabile e soprattutto paritaria per la decorrenza di un termine. Inoltre, qualora si adottasse il criterio della data di esecuzione di un singolo intervento, dando la preferenza all'uno o all'altro di essi, andrebbero disattesi i principi cardinali del sistema di calcolo dei contributi, ciò in aperta violazione della LALIA medesima, la quale testualmente all'art. 96 cpv. 6 sanciva l'inapplicabilità della LCM. I giudici cantonali hanno poi osservato che non erano d'aiuto i disposti sull'esigibilità del contributo o sulla prescrizione delle singole rate (art. 106 cpv. 1 e 108 LALIA) poiché, oltre ad esulare dall'istituto giuridico del diritto d'imposizione, essi disciplinavano soltanto la fase procedurale d'incasso di un contributo già definitivamente accertato e cresciuto in giudicato, presupposti in concreto manifestamente non adempiuti. Allo stesso modo hanno considerato che la riscossione di contributi provvisori a tappe successive e a seconda dell'esecuzione e della messa in funzione degli impianti era una semplice facoltà di competenza del Municipio e sfuggiva pertanto al loro esame. Infine, richiamandosi all'art. 133 cpv. 4 LALIA (in virtù del quale un Comune può a determinate condizioni imporre retroattivamente contributi per opere o parte di opere eseguite dopo il 31 dicembre 1968) la Corte cantonale ha osservato che sebbene tra gli anni 1978 e 1984 fossero già stati riscossi contributi di costruzione per una tratta delle canalizzazioni (zona Nava-Visano-Cremignone), tale circostanza era stata debitamente considerata poiché gli importi pagati erano stati dedotti nella procedura in oggetto. 4.2 A parere del ricorrente negare la prescrizione configurerebbe arbitrio. Rileva che le pretese di diritto pubblico possono essere sottoposte alla prescrizione, quale principio generale di diritto, anche in assenza di una base legale. In simili circostanze, il giudice si attiene alla disciplina che il diritto pubblico ha stabilito per casi analoghi. In concreto dovrebbe pertanto in particolare trovare applicazione la LCM, la quale prevede un termine di due anni. In ogni caso, il termine di prescrizione dovrebbe essere determinato in conformità ai principi generali, ossia in analogia a quelli stabiliti dal diritto privato per l'istituto della prescrizione, cioè un termine di 5, rispettivamente 10 anni. Anche se riconosce che la LALIA non contiene nessuna disposizione in proposito, il ricorrente considera tuttavia che non se ne può dedurre che lo Stato possa aspettare decenni prima di far valere le proprie pretese. A suo avviso, tale modo di procedere disattenderebbe il principio della sicurezza del diritto e condurrebbe a risultati insostenibili. Rimprovera poi alla Corte cantonale di tutelare il comportamento abusivo e contrario al principio della buona fede del Comune. Al riguardo osserva che la costruzione della rete locale delle fognature è iniziata negli anni 70 ed è sempre stata finanziata con mezzi pubblici, senza che mai fosse manifestata l'intenzione di procedere all'imposizione. Sarebbe quindi del tutto arbitrario esigere ora, più di 23 anni dopo che i primi lavori siano stati ultimati, il pagamento di contributi, la cui esattezza e fondatezza non potrebbe più essere controllata. Censura sia il fatto che il Comune non ha prelevato regolarmente contributi, come invece lo imporrebbe la legge, sia il fatto che quando si è reso conto - dopo 23 anni - che aveva l'obbligo di prelevare contributi, esso ha tenuto conto di tutti i lavori effettuati e non solo delle opere in corso o appena finite. Lamenta una cattiva gestione finanziaria, la quale non potrebbe andare a discapito dei cittadini ed afferma che incomberebbe al Comune sopportare le conseguenze derivanti dalla sua negligenza, in particolare dal fatto di non avere mai intrapreso nulla per interrompere la prescrizione. Sostiene poi che le autorità cantonali non potrebbero appellarsi all'art. 133 cpv. 4 LALIA per negare l'applicazione della prescrizione, trattandosi di una norma intertemporale che disciplinerebbe l'applicazione retroattiva della legge e che nulla avrebbe a vedere con la prescrizione. 4.3 Per prassi costante, l'arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione, diversa da quella adottata dall'autorità cantonale, sia immaginabile o addirittura preferibile. Il Tribunale federale si scosta da quella scelta dalle istanze cantonali soltanto se la stessa appare manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, se viola in modo evidente una norma o un principio giuridico incontestato o se contrasta in modo intollerabile con il sentimento di giustizia ed equità. Il Tribunale federale annulla il giudizio impugnato quando lo stesso risulta insostenibile non solo nella motivazione, ma anche nel risultato (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 173 consid. 3.1; 128 I 273 consid. 2.1 e rispettivi rinvii). Ciò non è il caso nella fattispecie concreta. 4.4 La conclusione - illustrata in precedenza - alla quale è giunto il Tribunale di espropriazione non può infatti essere ritenuta destituita di fondamento e, quindi, arbitraria. Come esposto nel giudizio querelato, sebbene la LALIA disciplini la prescrizione delle singole rate di contributo (art. 108) e del diritto per il Comune di chiedere l'iscrizione della propria ipoteca legale a garanzia del pagamento (art. 107 cpv. 4), essa non prevede invece un termine entro il quale i costi sostenuti dal Comune per le spese di urbanizzazione eseguite dovrebbero essere compensati mediante contributi, rispettivamente non regolamenta fino a che momento può essere fatto risalire l'indennizzo. Ciò a differenza della LCM, la quale invece prevede espressamente la perenzione del diritto d'imposizione, se il prospetto dei contributi non è pubblicato entro due anni dalla messa in esercizio dell'opera (art. 16). Come rilevato a giusto titolo dai giudici cantonali, la LALIA medesima esclude espressamente l'applicazione della LCM al prelievo di contributi di costruzione (art. 96 cpv. 6) - benché questi abbiano ugualmente delle caratteristiche inerenti ai contributi di miglioria - e, quindi, del termine di perenzione di due anni ivi fissato. Tale esclusione è confortata dai materiali legislativi relativi all'adozione della LALIA, da cui risulta in particolare che se in un primo tempo è stato proposto di applicare la LCM (nella versione in vigore all'epoca, il cui tenore corrisponde comunque per quanto qui interessa a quello attuale) ai contributi di costruzione per opere di canalizzazione (cfr. Messaggio del 22 maggio 1974 del Consiglio di Stato al Gran Consiglio concernente il disegno di legge di applicazione della legge federale contro l'inquinamento delle acque dell'8 ottobre 1971 e delle relative ordinanze di esecuzione, punto X), la proposta, ampiamente dibattuta, è stata poi definitivamente respinta (cfr. Rapporto del 13 marzo 1975 della Commissione speciale per la nuova legge di applicazione della legge federale sulla protezione delle acque dell'8 ottobre 1971 e le relative ordinanze di esecuzione, punto 14; cfr. anche il Messaggio del 13 giugno 1984 concernente una nuova legge sui contributi di miglioria, Sommario punto 1.1, ove viene espressamente ribadito che la LALIA disciplina il prelevamento dei contributi in modo autonomo ed esaustivo, l'applicazione della LCM essendo espressamente esclusa). Ne discende che l'opinione della Corte cantonale secondo cui il termine previsto dalla LCM non può applicarsi alla presente fattispecie non appare manifestamente insostenibile e va quindi condivisa. La costruzione e la messa in funzione degli impianti comunali di canalizzazione e di depurazione delle acque è un'opera che si estende su di un periodo di tempo molto lungo (rispettivamente che non è mai totalmente ultimata). È quindi del tutto sostenibile ritenere che le regole che ne disciplinano il finanziamento (attuato in parte mediante i contributi dei proprietari interessati) siano differenti da quelle applicabili alla riscossione di contributi di miglioria esatti per la realizzazione di una singola opera pubblica, portata a termine entro scadenze prevedibili, quale ad esempio una strada o un marciapiede. Anche se, come addotto dal ricorrente, è certamente possibile prelevare i contributi di costruzione dovuti dai proprietari per un singolo tratto delle canalizzazioni, rispettivamente per il comprensorio corrispondente, al fine di potere immediatamente coprire le spese prodottesi, ciò non vuol ancor dire che viene di conseguenza esclusa la facoltà per l'ente pubblico - come invece ritenuto nel giudizio querelato - di procedere alla ripartizione, secondo una chiave determinata, della spesa complessiva derivante dall'insieme della rete delle fognature su tutti i proprietari inclusi nel piano generale di smaltimento delle acque (cfr. Werner Spring/Rudolf Stüdeli, Die Finanzierung kommunaler Abwasseranlagen: Grundlagen, Empfehlungen, Erläuterungen, Zurigo-Berna 1985, pag. 36). In concreto il ricorrente non dimostra, perlomeno non conformemente a quanto richiesto dall'art. 90 OG, in che e perché la normativa cantonale determinante impedirebbe di procedere all'esazione in tal modo, rispettivamente imporrebbe di prelevare separatamente i contributi dovuti per ogni singolo tratto delle canalizzazioni. Ne deriva che la soluzione (che corrisponde peraltro al tenore della normativa cantonale) sostenuta dalla Corte cantonale, secondo cui i contributi per la costruzione di opere di canalizzazione e depurazione delle acque sono percepiti globalmente per tutte le opere indicate nel piano generale di smaltimento delle acque, poiché solo nel loro complesso esse avvantaggiano il contribuente, e che quindi non è applicabile al loro prelievo un termine di prescrizione che inizierebbe a decorrere dal compimento di ogni singolo tratto delle canalizzazioni, appare fondata su motivi oggettivi e resiste pertanto alla censura d'arbitrio. Al riguardo va osservato che la LALIA autorizza i comuni ad imporre retroattivamente contributi per opere o parte di opere eseguite dopo il 31 dicembre 1968 sulla base di un progetto generale delle canalizzazioni approvato dall'autorità competente, sempreché non abbiano già provveduto all'imposizione (cfr. art. 133 cpv. 4). È quindi stato comunque posto un limite temporale alla retroattività del sistema di prelievo di contributi disciplinato dalla legge. La questione di sapere fino a che momento un comune, dopo l'entrata in vigore della legge cantonale, può aspettare prima di prelevare i contributi provvisori o definitivi per coprire le proprie spese legate alla rete delle fognature può rimanere irrisolta. In concreto, premesso che - come già rilevato in precedenza - oggetto di giudizio non sono tasse di allacciamento bensì oneri preferenziali, occorre precisare che, dal profilo della prescrizione, vi è una differenza tra gli stessi e ciò sebbene, in via di principio, entrambi siano concepiti come dei tributi unici. La tassa d'allacciamento è la controprestazione unica del proprietario del fondo per il diritto che egli ottiene di utilizzare le relative infrastrutture ed è dovuta non appena è stato effettuato il raccordo ed è possibile usufruire dell'impianto. In altre parole, il comune non può aspettare indefinitamente prima di riscuoterla, la medesima essendo sottoposta alla regola generale della prescrizione, rispettivamente al divieto di retroattività riguardo all'introduzione posteriore dell'obbligo contributivo (sentenza inedita 2P.45/2003 del 28 agosto 2003 consid. 5.3, pubblicata in: ZBL 2004 pag. 263). Per quanto concerne i contributi di costruzione, la situazione è alquanto diversa dato che, a seconda della soluzione legislativa scelta, gli stessi possono essere esatti prima che il fondo sia edificato ed allacciato, eventualmente ancora prima della costruzione dell'impianto pubblico di canalizzazione e di depurazione delle acque oppure soltanto molto tempo dopo la costruzione e la messa in funzione del medesimo. Orbene, quando, come in concreto, l'obbligo contributivo poggia su di un finanziamento globale della rete delle fognature, considerata come un'opera unica, molto tempo può passare tra la costruzione e la messa in funzione dei singoli tratti di canalizzazione dell'impianto e il momento in cui i contributi dovuti da ogni proprietario sono fissati. Se la riscossione dei contributi non è effettuata in più tappe, cronologicamente vicine nel tempo, è quindi possibile che i contributi richiesti inglobano anche costi che sono dovuti da molto tempo e contro i quali non può essere fatta valere la prescrizione. Tale modo di procedere non implica nemmeno - contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente - un'inammissibile limitazione della sicurezza del diritto. In effetti i proprietari sanno che i comuni, dall'entrata in vigore della LALIA, sono obbligati per legge a prelevare contributi al fine di finanziare (fino ad una determinata quota) i loro impianti di evacuazione e di depurazione delle acque di rifiuto. Essi non possono quindi pretendere ignorare che un giorno o l'altro saranno chiamati a versare i citati contributi per indennizzare i costi sostenuti dall'ente pubblico. Premesse queste considerazioni e per i motivi illustrati in precedenza, non è inficiata d'arbitrio l'opinione della Corte cantonale, secondo cui l'esazione di contributi per le spese sostenute (la maggior parte negli ultimi venti anni) per i lavori inerenti alla rete comunale delle fognature non viene sottoposta a prescrizione. Su quest'argomento il ricorso, infondato, va respinto. 4.5 Visto quanto precede gli argomenti formulati dal ricorrente nel proprio gravame sulla durata del termine di prescrizione applicabile (2, 5, al massimo 10 anni), sul momento in cui avrebbe incominciato a decorrere nonché sulla mancata interruzione della sua decorrenza da parte del Comune appaiono di conseguenza privi di pertinenza e vanno pertanto respinti. 4.6 Secondo il ricorrente, se si condivide l'opinione della Corte cantonale secondo cui i lavori concernenti la rete comunale delle fognature vanno considerati nel loro complesso trattandosi di un'opera unica, in tal caso i contributi non potrebbero allora essere esatti prima che detta opera sia ultimata. Egli intravede quindi una contraddizione interna - che configura arbitrio - nel fatto di sostenere, da un lato, che la prescrizione dell'obbligo contributivo non inizia a decorrere già dal compimento di ogni singolo tratto delle canalizzazioni e, dall'altro, di permettere al Comune di prelevare già ora dei contributi per lavori che verranno portati a termine non prima del 2010-15. La critica è inconferente. Al riguardo ci si può limitare a ricordare che la LALIA prevede espressamente la facoltà di prelevare contributi per lavori non ancora iniziati, rispettivamente per opere non ancora ultimate, sulla base del costo preventivo dell'opera (cfr. art. 99 cpv. 1 prima frase LALIA). La questione di sapere se eventuali limiti temporali debbono essere osservati anche in questa evenienza non va ulteriormente approfondita, dato che nel gravame non viene addotto (art. 90 OG) che il ricorrente sia già stato chiamato, in modo arbitrario o in violazione della legge, a versare contributi per spese di urbanizzazione future.