Citation: 4A_67/2023 E. 4.2.1

4.2.1. 4.2.1.1. A parere del ricorrente i biasimi a lui mossi il 27 luglio 2017 dal datore di lavoro sarebbero stati motivati solo da mere negligenze e non lui, ma la cliente, avrebbe causato l'inosservanza delle normative vigenti. La Corte cantonale, però, ha accertato che la disdetta era fondata sulla sua reazione del 7 dicembre 2017 e sul suo mancato adeguamento alle norme antiriciclaggio. Egli, infatti, aveva trattato con leggerezza la tematica "AML" in relazione a più rapporti contrattuali, non solo a quello con xxx, tanto da avere dei contrasti con i colleghi del settore legale; inoltre, aveva usato dei formulari "A" firmati in bianco dalla cliente, benché ciò fosse vietato e la loro compilazione, necessaria per legittimare le transazioni sul conto; infine, aveva omesso di raccogliere i necessari giustificativi per molte transazioni, tanto che la banca aveva registrato 38 allerte ("AML Hits") in relazione al conto xxx. A quest'ultimo riguardo il ricorrente fa valere che la mancata evasione di quegli allarmi sarebbe riconducibile dalla volontà della cliente. L'interessato, però, non pretende di aver cercato di rimediarvi, né di aver contattato un suo superiore per risolvere il problema. Non sorprende, dunque, che il 24 ottobre 2017 l'opponente abbia ordinato una volta per tutte la chiusura di quella relazione. Che dopo il 27 luglio 2017 egli non abbia più fatto uso di formulari "A" in bianco, è possibile. Quel comportamento, ancorché risalente al 2013 o al 2014, era però emerso solo dalle indagini esperite tra il 2016 e il 2017 dalla banca, la quale non lo aveva tollerato, poiché vietato e incompatibile con le norme antiriciclaggio riferite all'obbligo di documentare l'attività transazionale sul conto in caso di modifiche di comportamento dell'ordinante. Ciò premesso e richiamate le deposizioni dei responsabili del settore compliancee della revisione interna e quella del superiore diretto dell'attore, la Corte di appello ha accertato che la banca era rimasta insoddisfatta delle risposte da lui fornite, e che perciò l'aveva ammonito. In circostanze del genere ben poteva la Corte cantonale reputare grave la condotta per cui egli era stato biasimato formalmente nel luglio del 2017 e condividere l'assunto del Pretore secondo cui egli, visti quel colloquio e quell'ammonimento, doveva essere conscio che ulteriori carenze nella gestione della relazione xxx avrebbero avuto delle conseguenze sul suo rapporto di impiego. 4.2.1.2. Secondo il ricorrente, il suo superiore si sarebbe deciso per il licenziamento immediato solo a causa della sua reazione inappropriata del 7 dicembre 2017 e non per il mancato rispetto delle regole procedurali, bancarie o "AML". La tesi non convince. Infatti, a prescindere dal fatto che il suo superiore non poteva decidere autonomamente di licenziarlo e che le sue affermazioni al riguardo non sono così decisive, la Corte cantonale ha accertato che i motivi del licenziamento erano anche altri, ossia l'inosservanza delle norme procedurali, specie quelle antiriciclaggio (cfr. sopra, consid. 4.1). Quanto all'ammonimento del 2015, è vero che anche per la Corte di appello esso non esplicitava chiaramente le conseguenze d'una recidiva. L'autorità precedente, tuttavia, ha aggiunto che la disdetta immediata non si fondava solo su quell'episodio, ma anche sullo sfogo violento del 7 dicembre 2017 e su inosservanze di norme procedurali. 4.2.1.3. L'insorgente argomenta che la Corte di appello avrebbe ritenuto i suoi comportamenti non gravi e che, dopo l'ammonimento del luglio del 2017, egli si sarebbe conformato alle richieste della banca. Simile critica è appellatoria, non rispetta i requisiti di forma previsti dall'art. 106 LTF e si avvera inammissibile (cfr. sopra, consid. 2). Sia come sia, l'interessato non nega che la banca abbia deciso la chiusura della relazione xxx, poiché permaneva "eccessivamente problematica", né contesta che quel rapporto contrattuale, di cui era responsabile, sia stato chiuso solo un mese dopo l'analogo ordine a lui impartito. Indarno, infine, egli afferma che non vi sarebbe stata alcuna collusione tra lui e la cliente: le affermazioni di C.________, che ha riferito di non avere rilevato segnali di collusione, non bastano a inficiare quelle del direttore generale E.________, del responsabile del settore "America Latina" D.________ e dal Chief Risk Officer F.________, il quale ha dichiarato che nella corrispondenza elettronica il ricorrente suggeriva alla cliente i modi per evitare i controlli del settore compliance o le risposte da fornirgli, svalutando l'operato di tale servizio.