Citation: 1C_219/2022 E. 2.6

2.6. Nella fattispecie, la procedura di ricorso contro il rilascio della licenza edilizia è retta dalla procedura amministrativa grigionese, e ciò vale di principio anche per la comunicazione della decisione (cfr. sentenza 1C_236/2016, citata, consid. 2.3). Il Tribunale federale esamina l'applicazione del diritto procedurale cantonale sotto il profilo ristretto dell'arbitrio (cfr. DTF 148 I 145 consid. 6.1; 145 I 108 consid. 4.4.1; sentenza 1C_236/2016, citata, consid. 2.3). La Corte cantonale ha richiamato in particolare l'art. 52 cpv. 1 LGA, secondo cui il ricorso deve essere inoltrato per iscritto al Tribunale amministrativo entro trenta giorni dalla comunicazione della decisione impugnata. Ha precisato che, secondo la citata giurisprudenza, la notificazione della decisione comunale doveva essere considerata avvenuta il settimo giorno dopo il tentativo di consegna infruttuoso da parte della posta. La Corte cantonale ha in concreto accertato che notificazione fittizia era avvenuta il 27 agosto 2021, sicché il termine di ricorso, iniziato a decorrere il 28 agosto 2021, era giunto a scadenza il 26 settembre 2021 (recte: 27 settembre 2021; cfr. art. 7 cpv. 2 LGA). La ricorrente contesta la finzione della notificazione, ritenendo in concreto determinante ai fini dell'art. 15 della Convenzione il termine di giacenza di trenta giorni dell'invio raccomandato presso l'ufficio postale italiano (cfr. 26 n. 1 delle condizioni generali di servizio per l'espletamento del servizio universale postale di Poste Italiane). Sostiene inoltre ch'ella non avrebbe potuto aspettarsi l'invio, siccome non avrebbe potuto prevedere che la società interessata presentasse una nuova domanda di costruzione dopo avere ritirato quella precedente. Come è stato esposto, l'art. 15 della Convenzione esige che il destinatario disponga di un periodo di tempo ragionevole per esercitare i suoi diritti, la cui determinazione è di competenza dello Stato richiedente. La disposizione non esclude di principio prassi diverse delle autorità degli Stati contraenti riguardo al computo dei termini in applicazione del diritto interno. Analogamente alla notifica in Svizzera, la notifica diretta a mezzo posta all'estero (art. 11 n. 1 della Convenzione) non impediva di principio alla ricorrente di agire tempestivamente, impugnando la decisione municipale entro la scadenza del termine di ricorso. L'invio poteva infatti essere ritirato presso l'ufficio postale italiano entro sette giorni dopo il tentativo di notifica infruttuoso e la ricorrente disponeva a partire da quel momento di un termine di trenta giorni per inoltrare il gravame alla Corte cantonale (art. 52 cpv. 1 LGA). Contrariamente alla sua opinione, ella poteva aspettarsi la notifica della decisione comunale, siccome aveva presentato un'opposizione al rilascio della licenza edilizia, di modo che la causa era pendente dinanzi all'autorità comunale. La ricorrente richiama il termine di giacenza più lungo valido in Italia per gli invii postali raccomandati. Tuttavia, anche nell'ambito di una notifica in Svizzera, quando un ricorrente ha chiesto alla posta di prolungare il periodo di giacenza dell'invio, segnatamente mediante un ordine di trattenuta della corrispondenza, si applica il principio della notificazione fittizia (DTF 141 II 429 consid. 3.1 e 3.3). Dovesse valere la tesi della ricorrente, quale destinataria all'estero, ella sarebbe favorita rispetto ad un destinatario residente sul territorio svizzero. Nelle esposte circostanze, la finzione della notificazione non le impediva di disporre di un periodo di tempo ragionevole per adire l'istanza di ricorso ed era quindi compatibile con l'art. 15 della Convenzione. Accertato che nella fattispecie la notificazione deve pertanto essere considerata avvenuta il 27 agosto 2021, la Corte cantonale ha rettamente ritenuto tardivo il ricorso presentato l'11 ottobre 2021. Rifiutandosi di entrare nel merito dello stesso, non ha quindi violato il diritto di essere sentito della ricorrente.