Citation: 2C_112/2018 E. 2.3

2.3. Come risulta dal sito internet della Posta svizzera (cfr. www.post.ch/it/privato/ricezione/rilasciare-autorizzazioni/procura-privata), per la consegna a terzi degli invii con avviso di ritiro, come sarebbe avvenuto in concreto secondo le dichiarazioni del ricorrente, è richiesta una procura nel caso in cui il cognome della persona che ritira non coincida con quello riportato nell'indirizzo nonché la presentazione dell'invito di ritiro recapitato in precedenza. Ora, il ricorrente non pretende né prova che vi siano state delle disfunzioni nel servizio postale, ossia che l'ufficio postale di X.________ avrebbe dato l'invio raccomandato ad un terzo senza chiedere la presentazione dell'invito di ritiro rispettivamente di una procura né fa valere di avere sporto denuncia per falsificazione di firma e/o usurpazione di identità. Ne discende che se effettivamente non è stato l'allora rappresentante del ricorrente a ritirare l'invio raccomandato indirizzatogli né una persona facente parte della sua sfera d'influenza (cerchia familiare o ausiliario), chi l'ha ritirato doveva essere in possesso dell'invito di ritiro nonché avere una procura, se il suo cognome non coincideva con quello riportato nell'indirizzo. Premesse queste considerazioni si deve partire dal presupposto che la sentenza cantonale inviata per raccomandata è stata ritirata da una persona legittimata a farlo - e del cui agire risponde pertanto il ricorrente (DTF 114 Ib 67 consid. 2 e 3 pag. 69 e seg.) - e che è stata validamente notificata il 20 ottobre 2017. Il termine di ricorso ha pertanto iniziato a decorrere il giorno successivo (art. 44 cpv. 1 LTF), ossia il 21 ottobre 2017, ed è giunto a scadenza il 19 novembre 2017, cioè una domenica. Conformemente all'art. 45 cpv. 1 LTF, il termine ricorsuale è quindi scaduto il primo giorno feriale seguente, cioè il 20 novembre 2017. Il presente gravame spedito il 1° febbraio 2018 è quindi manifestamente tardivo e sfugge pertanto a ogni esame di merito.