Citation: 1P.504/2004 26.10.2004 E. 3

3.1 Il ricorrente sostiene che una perizia avrebbe permesso di accertare l'utilizzo scorretto dell'apparecchio laser da parte dell'agente di polizia, che avrebbe misurato contemporaneamente la velocità di due autovetture. Lamenta una mancata visione dei protocolli di taratura dell'apparecchio e sostiene che l'infrazione non sarebbe sufficientemente dimostrata, siccome né egli medesimo né il suo veicolo sarebbero visibili sulle fotografie. 3.2 Il ricorrente non spiega tuttavia, con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e alla giurisprudenza, perché l'istanza precedente, rinunciando ad assumere una perizia, siccome ritenuta irrilevante sulla base di un suo apprezzamento anticipato, sarebbe incorsa nell'arbitrio (cfr., sull'apprezzamento anticipato delle prove, DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a). Né egli si confronta puntualmente con l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove contenute nella sentenza impugnata, indicando per quali motivi le considerazioni addotte dal Pretore sarebbero contrarie al diritto, in particolare perché sarebbero manifestamente insostenibili e quindi arbitrarie. In tale misura, il gravame deve essere dichiarato inammissibile per carenza di motivazione. 3.3 Ciò posto, laddove critica le modalità di utilizzazione dell'apparecchio laser da parte della polizia, il ricorrente si limita a sostenere che sarebbero state controllate contemporaneamente due vetture, tant'è che sulle fotografie figurerebbero altri veicoli nell'obiettivo dello strumento di misurazione. Né sarebbe accertato il corretto funzionamento dello stesso sulla base di verbali di misurazione, che non gli sarebbero peraltro nemmeno stati sottoposti. Egli disattende tuttavia che, come ha rettamente rilevato la precedente istanza, dalle fotografie risulta che il reticolo dell'apparecchio laser è stato puntato esclusivamente sulla sua vettura, in circolazione sulla corsia di sorpasso, e che lo strumento risulta essere stato verificato dall'autorità federale conformemente alle direttive dipartimentali. Come visto, il ricorrente non si esprime su queste considerazioni, né tanto meno dimostra l'arbitrarietà delle stesse. D'altra parte, il gravame appare infondato anche laddove il ricorrente accenna genericamente a una pretesa assenza di qualsiasi prova a suo carico, sostenendo che né egli né il suo veicolo sarebbero visibili sulle fotografie. Ora, premesso che il ricorrente è stato individuato dalla polizia, che lo ha fermato dopo l'infrazione, egli ha ammesso nella risposta all'intimazione di contravvenzione, dell'11 novembre 2003, di essere stato alla guida di questa automobile, la quale risulta anche chiaramente individuabile dalle fotografie.