Citation: 5A_916/2020 E. 7.3.1

7.3.1. A suo dire, dal profilo procedurale, la decisione inglese 17 ottobre 2019 contrasterebbe in modo intollerabile con l'istituto della regiudicata (art. 6 n. 1 CEDU) : dalla precedente decisione 8 ottobre 2019 (con la quale il giudice inglese aveva riconosciuto che era possibile esigere dalla ricorrente il pagamento delle spese processuali) risulterebbe infatti che le opponenti avevano già tentato, senza riuscirci, di inserirla quale parte nel processo principale contro il marito, sfociato nelle decisioni 22 dicembre 2017 e 28 febbraio 2018, decisioni che su questo punto avrebbero quindi avuto un effetto di cosa giudicata materiale. Secondo la ricorrente, la decisione inglese sarebbe inoltre incompatibile con il suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost. e 6 n. 1 CEDU) per il fatto che non ha potuto partecipare al processo principale contro il marito, in cui era stato fissato l'ammontare delle spese processuali e la loro ripartizione, ma vi è stata coinvolta soltanto in seguito. 7.3.1.1. La censura fondata sulla regiudicata è proposta per la prima volta dinanzi al Tribunale federale. Come già spiegato, ciò non soddisfa il principio dell'esaurimento materiale delle vie di ricorso cantonali (v. supra consid. 6.2). Dalla sentenza qui impugnata non risulta inoltre che, nella decisione 8 ottobre 2019, il giudice inglese avesse stabilito che la richiesta di coinvolgere la ricorrente nel procedimento principale contro il marito fosse già stata respinta: la censura risulta pertanto inammissibile anche per il motivo che la ricorrente si fonda su una circostanza non accertata in sede cantonale, senza nemmeno pretendere che in concreto sarebbero realizzati i presupposti che permettono al Tribunale federale di scostarsi dalla fattispecie accertata dall'autorità inferiore (v. art. 97 cpv. 1 e 99 cpv. 1 LTF; v. supra consid. 3.2). 7.3.1.2. Quanto all'incompatibilità con il diritto di essere sentita, dagli accertamenti del Tribunale d'appello emerge che, se anche la ricorrente non aveva partecipato alla procedura contro il marito, ella aveva avuto la possibilità di far valere le sue ragioni nella procedura ulteriore, riguardante proprio l'estensione a lei del processo e la sua condanna al pagamento delle spese processuali. L'affermazione puramente apodittica secondo cui ella non avrebbe più potuto esprimersi sull'ammontare delle spese processuali e sulla loro ripartizione non è idonea a dimostrare che la Corte cantonale avrebbe protetto una violazione del suo diritto di essere sentita tanto grave da doversi applicare la riserva dell'ordine pubblico (v. sentenza 5A_697/2020 citata consid. 6.4.3.2, non pubblicato in DTF 147 III 491). Nella misura in cui è ammissibile, la censura va ritenuta infondata.