Citation: 4A_637/2014 E. 1

Con atto pubblico del 20 maggio 2009 C.________ ha concesso un diritto di compera cedibile su un fondo di sua proprietà a Lugano a D.________ e A.________. Quest'ultimi hanno concluso il 27 ottobre 2009 con B.________ un accordo, nella semplice forma scritta, denominato " promessa di cessione di diritto di compera " in cui hanno stabilito che, del prezzo complessivo di fr. 2'550'000.--, fr. 100'000.-- sono da pagare " a titolo di acconto sul prezzo già versato dai cedenti alla proprietaria in ragione di fr. 50'000.-- (cinquantamila) e, per i rimanenti fr. 50'000.-- (cinquantamila) quale importo che i cedenti avrebbero dovuto versare alla proprietaria entro il 30 settembre 2009". Le parti hanno pure indicato di darsi atto " che tale importo viene versato a titolo di anticipo, rispettivamente quale pena di recesso convenzionale in caso di mancata sottoscrizione dell'atto di cessione di diritto di compera ". Esse si erano inderogabilmente impegnate a firmare il relativo rogito entro 5 giorni dal momento in cui gli inquilini avrebbero liberato l'immobile e in ogni caso prima del 30 aprile 2010 (scadenza effettiva del diritto di compera originario). L'acquisizione del diritto di compera era inoltre subordinata a quattro condizioni: assenza di contratti di locazione ancora in vigore (1), presentazione delle certificazioni di conformità degli impianti elettrici e idrosanitari alle norme vigenti (2) e delle ricevute del pagamento delle fatture del gas e dell'elettricità (3) e infine l'avvenuto pagamento dei premi assicurativi per l'immobile per gli anni 2008-2009 (4). Il 4 dicembre 2009, dopo aver versato il 29 ottobre 2009 fr. 100'000.-- sul conto di D.________ e A.________, B.________ ha comunicato loro di non più essere interessato ad acquisire il diritto di compera e ha invano domandato la restituzione del predetto importo.