Citation: 1C_14/2022 E. 4.2

4.2. I ricorrenti, disattendendo il loro obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confrontano con queste argomentazioni, peraltro corrette. In effetti, richiamando l'inserimento del comprensorio nell'inventario IFP e la circostanza che il piano regolatore comunale protegge la zona sotto il profilo paesaggistico, si limitano ad asserire, in maniera appellatoria e quindi inammissibile, che tale comprensorio avrebbe dovuto essere inserito automaticamente nel PUC-PEIP, disattendendo che gli strumenti pianificatori da loro invocati perseguono scopi diversi da quelli posti a fondamento del PUC-PEIP. D'altra parte essi misconoscono che il principio dell'affidamento decade qualora, come nella fattispecie, nel frattempo l'ordinamento giuridico è stato modificato (DTF 148 II 233 consid. 5.5.1 in fine). Nell'ambito dei piani di utilizzazione, la garanzia della proprietà (art. 26 cpv. 1 Cost.), alla quale essi accennano, non osta a una modifica della situazione giuridica, ricordato ch'essa non conferisce alcun diritto ai proprietari che i loro terreni rimangano permanentemente inseriti in una determinata zona, visto che la proprietà non è garantita in maniera illimitata, ma soltanto, nell'interesse pubblico, entro i limiti tracciati dall'ordinamento giuridico (DTF 144 II 367 consid. 3.2; 146 I 70 consid. 6.1; PETER HÄNNI, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, 7a ed. 2022, pag. 120). D'altra parte essi non sostengono che le autorità competenti avrebbero fornito loro una qualsiasi assicurazione vincolante al riguardo (sui principi della buona fede e dell'affidamento vedi art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost., e sui necessari presupposti DTF 148 II 233 consid. 5.5.1; 146 I 105 consid. 5.1.1; 147 IV 73 consid. 4.1.2). Giova ricordare infine che il Tribunale federale s'impone un certo riservo nella misura in cui si tratta di valutare specifiche particolarità locali, meglio conosciute dalle autorità locali (DTF 147 II 465 consid. 4.3.2).