Citation: 1C_293/2009 27.08.2009 E. 2

2.1 Il ricorrente definisce inaccettabile la durata della revoca della licenza di condurre, contestandone la proporzionalità, visto che la durata di 16 mesi supera di quattro mesi il minimo legale. 2.2 La Corte cantonale ha ricordato ch'egli aveva commesso una grave infrazione alle norme del traffico nel 2006 (eccesso di velocità), per la quale gli è stata revocata la patente per tre mesi in applicazione dell'art. 16c LCStr. Il 2 ottobre 2008 egli ha nuovamente circolato a velocità eccessiva e, per di più, guidato in stato di ebrietà. Essa ha valutato questi avvenimenti sotto il profilo del nuovo diritto e del sistema a cascata ch'esso ha istituito, precisando che si è in presenza di una revoca a scopo di ammonimento, nel cui ambito essa statuisce con pieno potere di cognizione. I giudici cantonali, in applicazione della giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 132 II 234 consid. 3), hanno stabilito che il ricorrente, ciò che egli non contesta, ha commesso un'infrazione grave ai sensi dell'art. 16c lett. a e lett. b LCStr. Riguardo alla durata della revoca, hanno considerato che la recidiva a breve termine dev'essere punita con maggior severità di una nuova infrazione commessa al limite del cosiddetto periodo di prova. Hanno poi sottolineato che la guida in stato di ebrietà comporta un rischio (anche solo astratto) per la sicurezza della circolazione, che cresce esponenzialmente con l'aumentare del tasso di alcolemia presente nell'organismo del conducente, per cui occorre considerare anche il grado di ubriachezza dell'interessato e, in caso di recidiva specifica, il tempo trascorso dalla scadenza della precedente misura disposta per il medesimo delitto. Hanno ritenuto che in concreto l'alto tasso alcolemico (1.20 - 1.53 0/00) del ricorrente è di gran lunga superiore alla soglia della cosiddetta "concentrazione qualificata" sancita dalla legge. Hanno aggiunto che l'infrazione è stata commessa in concorso con un altro reato di pari importanza e a distanza di neppure due anni dalla scadenza di un precedente provvedimento, reputando poi non decisiva la circostanza che il superamento, dedotto il margine di tolleranza, di 31 km/h del limite di velocità autorizzato, è di un solo km/h, ritenendo quindi giustificata la revoca di 16 mesi. 2.3 Secondo l'art. 16 cpv. 3 primo periodo LCStr, per stabilire la durata della revoca della licenza di condurre devono essere considerate le circostanze del singolo caso, segnatamene il pericolo per la circolazione, la colpa, la reputazione del conducente del veicolo a motore come anche la necessità professionale di condurlo. La durata minima della revoca non può tuttavia essere ridotta (art. 16 cpv. 3 secondo periodo LCStr). La licenza di condurre dev'essere revocata per almeno dodici mesi se nei cinque anni precedenti la licenza è stata revocata una volta per infrazione grave o due volte a causa di infrazioni medio gravi (art. 16c cpv. 2 lett. c LCStr). 2.3.1 Il ricorrente non critica la durata minima della revoca di 12 mesi, limitandosi ad asserire che la sua alcolemia non dovrebbe essere considerata come particolarmente grave e a rilevare che il superamento di 30 km/h è stato sorpassato soltanto di 1 km/h. Egli neppure tenta di dimostrare, con una motivazione che soddisfi le esigenze dell'art. 42 LTF, perchè gli argomenti posti a fondamento del giudizio impugnato e la soluzione adottata dai giudici cantonali, conforme alla prassi, lederebbero il diritto federale.