Citation: 4C.232/2002 15.01.2003 E. 3

Nella seconda parte del suo scritto l'attrice censura l'interpretazione del fax inviato il 6 ottobre 1995. 3.1 Non essendo possibile accertare la reale e concorde volontà delle parti al momento dell'assunzione dell'impegno di cui al fax datato 6 ottobre 1995, l'autorità cantonale ha interpretato il documento secondo il principio dell'affidamento, ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta (DTF 127 III 444 consid. 1b; 126 III 59 consid. 5b, 375 consid. 2e/aa pag. 380). A tal proposito giovi precisare che il principio dell'affidamento permette d'imputare a una parte il senso oggettivo della sua dichiarazione o del suo comportamento, anche se questo non corrisponde alla sua intima volontà (DTF 127 III 279 consid. 2c/ee pag. 287). L'interpretazione del contratto giusta il principio dell'affidamento è una questione concernente l'applicazione del diritto, che può essere esaminata liberamente nella giurisdizione per riforma (DTF 127 III 248 consid. 3a pag. 253; 126 III 25 consid. 3c, 59 consid. 5a, 375 consid. 2e/aa; 125 III 305 consid. 2b). Onde statuire su tale questione di diritto il giudice deve comunque fondarsi sul contenuto della manifestazione di volontà e sulle circostanze del caso concreto, che attengono ai fatti (DTF 126 III 375 consid. 2e/aa; 124 III 363 consid. 5a). 3.2 In concreto, secondo l'attrice, la Corte cantonale avrebbe innanzitutto dovuto comprendere che il fax era una promessa di pagamento a favore dell'appaltatrice generale. 3.2.1 La tesi secondo la quale beneficiaria dell'impegno sarebbe l'appaltatrice e non la convenuta è stata recisamente scartata dai giudici ticinesi. Innanzitutto per motivi di ordine procedurale: contrariamente a quanto prescritto dall'art. 78 CPC/TI essa non è stata, infatti, formulata nella fase di scambio degli allegati bensì nell'allegato conclusivo. In secondo luogo essa trova conferma solamente nella deposizione dell'allora vicepresidente della società ed estensore dello scritto, le cui dichiarazioni vanno valutate con estrema prudenza, essendo egli cugino dell'amministratore unico dell'attrice. Orbene, nella misura in cui critica queste considerazioni l'attrice propone, ancora una volta, degli argomenti irricevibili. La portata attribuita dalla Corte cantonale alle parole del teste attiene infatti all'apprezzamento probatorio, che non può essere ridiscusso in questa sede. Inammissibile risulta pure la critica rivolta contro le considerazioni di ordine procedurale, trattandosi - contrariamente a quanto asserito nel ricorso - di una questione regolata dal diritto processuale cantonale (cfr. Vogel, Grundriss des Zivilprozessrechts, 6a ed., Berna 1999, n. 56 pag. 267; sulla natura e lo scopo del principio dell'eventualità cfr. anche Angelo Olgiati, Le norme generali per il procedimento civile nel Canton Ticino, Zurigo 2000, pag. 105 segg.), la cui applicazione non può essere censurata mediante ricorso per riforma. 3.2.2 Sia come sia, l'interpretazione del documento merita di essere confermata. Considerata la precaria situazione finanziaria in cui versava l'appaltatrice generale e tenuto conto del fatto che l'attrice aveva già provveduto a pagare delle fatture emesse dalla convenuta, quest'ultima poteva senz'altro in buona fede ritenere di essere la beneficiaria dell'impegno assunto dall'attrice il 6 ottobre 1995, tanto più che - come pertinentemente evidenziato dai giudici ticinesi - tale documento è stato indirizzato solamente a lei; l'appaltatrice non l'ha ricevuto, nemmeno in copia. 3.3 Anche ammettendo che l'impegno fosse destinato alla convenuta, l'attrice nega ch'esso possa venire interpretato quale garanzia astratta ai sensi dell'art. 111 CO e ne ribadisce la natura accessoria. A torto. Come rettamente osservato dalla Corte cantonale - ai cui considerandi si può rinviare in virtù dell'art. 36a cpv. 3 OG - il fatto che l'impegno del 6 ottobre 1995 sia stato assunto da una società notoriamente attiva internazionalmente nell'ambito di un rapporto internazionale, che la garanzia è stata prestata al creditore, incondizionatamente e limitatamente a due fatture, che il pagamento sarebbe stato eseguito nei giorni successivi senza che fosse necessaria una richiesta e infine l'indiscusso interesse dell'attrice nel buon esito dell'intera operazione, sono tutti indizi che depongono a sostegno di una garanzia ex art. 111 CO. Gli elementi - pochi - addotti dall'attrice a sostegno della sua censura non possono essere tenuti in considerazione siccome privi di riscontro o in contrasto con quanto accertato nel giudizio impugnato. Ciò vale, in particolare, laddove ripropone la tesi per cui il pagamento sarebbe stato condizionato alla fornitura del materiale da parte della convenuta, tesi respinta dal primo giudice e non più riesaminata dal Tribunale d'appello. Irrilevante è poi la questione di sapere se l'appaltatrice appartenesse o no al gruppo dell'attrice, dato - in ogni caso - l'indiscutibile interesse personale di quest'ultima nella corretta esecuzione dell'opera. 3.4 L'interpretazione del contenuto del fax inviato il 6 ottobre 1995 dall'attrice alla convenuta risulta pertanto conforme al diritto federale.