Citation: 4A_495/2018 E. 3.3.1

3.3.1. Giusta l'art. 33 LCA l'assicuratore risponde di tutti gli avvenimenti che presentino i caratteri del rischio contro le conseguenze del quale l'assicurazione fu conchiusa, a meno che il contratto non escluda dall'assicurazione singoli avvenimenti in modo preciso, non equivoco. Le disposizioni di un contratto d'assicurazione e le condizioni generali esplicitamente incorporatevi, vanno interpretate in base ai principi che reggono l'interpretazione dei contratti (DTF 135 III 410 consid. 3.2). In presenza di un litigio concernente una clausola contrattuale il giudice deve dapprima ricercare la reale e comune intenzione delle parti senza fermarsi alle espressioni o denominazioni inesatte di cui hanno potuto far uso per errore o per nascondere la vera natura della convenzione (art. 18 cpv. 1 CO). La ricerca della volontà reale delle parti è chiamata interpretazione soggettiva (DTF 131 III 606 consid. 4.1). Determinare cosa sapeva e voleva un contraente nel momento della stipula costituisce una questione di fatto che vincola il Tribunale federale conformemente all'art. 105 cpv. 1 LTF (DTF 132 III 268 consid. 2.3.2). Se il giudice non riesce a determinare la volontà reale e comune delle parti - per mancanza di prove o perché quest'ultime non sono concludenti - o se constata che una parte non ha capito la volontà espressa dall'altra quando è stato concluso il contratto, egli deve ricorrere all'interpretazione normativa (o oggettiva) e cioè stabilire la volontà oggettiva delle parti, determinando il senso che, secondo le regole della buona fede, ognuna di esse poteva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell'altra. Si tratta di un'interpretazione basata sul principio dell'affidamento, che è una questione di diritto che il Tribunale federale esamina liberamente (DTF 144 III 93 consid. 5.2.3).