Citation: C 104/01 25.07.2001 E. 2

2.- Nei considerandi dell'impugnato giudizio, cui si rinvia, è stato debitamente ricordato che ai sensi dell'art. 95 LADI la Cassa è tenuta ad esigere la restituzione delle prestazioni assicurative cui il beneficiario non aveva diritto (cpv. 1) e che il rimborso delle stesse può essere condonato, a domanda, in tutto o in parte, se la riscossione delle prestazioni è avvenuta in buona fede e se, cumulativamente, la loro restituzione cagionerebbe all'interessato un grave rigore (cpv. 2). Pure esattamente i giudici di prime cure hanno indicato le norme legali ed i principi di giurisprudenza applicabili sia per quanto concerne la nozione della buona fede vigente nell'ambito di una domanda di condono (DLA 1998 no. 14 pag. 73 consid. 4a; SVR 1998 ALV no. 14 pag. 41 consid. 3 e sentenze ivi citate) sia per quel che attiene all'esistenza di un onere troppo grave per l'assicurato (art. 95 LADI in relazione agli art. 47 cpv. 1 LAVS e art. 79 cpv. 1bis OAVS e art. 2 segg. LPC; cfr. inoltre al riguardo DTF 126 V 48). Infine, essi hanno correttamente ricordato che, a norma dell'art. 96 LADI, i beneficiari delle prestazioni, i loro rappresentanti legali e i datori di lavoro devono fornire alle casse e alle autorità competenti della Confederazione e dei Cantoni ogni utile informazione e presentare i documenti necessari (cpv. 1). Fintanto che riscuote prestazioni, l'assicurato deve annunciare spontaneamente alla cassa tutto quanto è importante per l'esercizio del diritto alle prestazioni o per il calcolo delle medesime (cpv. 2).