Citation: 4A_131/2022 E. 6.3.4

6.3.4. La Corte cantonale ha altresì accertato che il ricorrente voleva essere consigliato dalla banca sugli investimenti da effettuare, ed aveva dato la sua disponibilità ad eseguire investimenti speculativi, vale a dire con un profilo aggressivo, come risulta dal contratto di consulenza agli investimenti agli atti. Ha quindi concluso ch'egli aveva la volontà di investire i suoi averi e non di lasciarli inattivi sul suo conto. Richiamando la perizia giudiziaria, la Corte cantonale ha pure accertato che il ricorrente aveva effettuato ulteriori investimenti oltre a quelli oggetto della causa in esame. Il ricorrente non si confronta in modo specifico con questi accertamenti e non li sostanzia d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). La tesi dell'ipotesi passiva da lui prospettata non poggia per contro su accertamenti vincolanti agli atti. Con le sue argomentazioni, egli non dimostra, con un grado di verosimiglianza preponderante, che non avrebbe effettuato un investimento alternativo se la consulenza fosse stata corretta. In tali circostanze, sarebbe quindi spettato al ricorrente allegare e sostanziare l'eventuale danno tenendo conto del suo interesse all'esecuzione corretta del contratto, segnatamente prendendo in considerazione e confrontandosi concretamente con possibili investimenti alternativi (cfr. DTF 144 III 155 consid. 2.2.2; sentenza 4A_539/2014, citata, consid. 3.5 e 3.7). Ciò non è in concreto avvenuto, sicché la reiezione della pretesa di risarcimento non presta il fianco a critiche. La motivazione del giudizio impugnato è al riguardo rispettosa delle esigenze del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), siccome espone le ragioni per cui i giudici cantonali hanno ritenuto che l'ipotesi passiva non entrava in considerazione nella fattispecie.