Citation: 8C_392/2023 E. 5.2

5.2. La Corte cantonale ha ritenuto un reddito da valido di fr. 44'666.70, determinato dall'opponente sulla base del salario minimo stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro per il settore alberghiero (CCNL) in vigore dal 1° aprile 2018. Tale importo era rimasto incontestato dalla ricorrente e risultava inoltre verosimile che, senza l'infortunio, esso sarebbe rimasto invariato. I giudici ticinesi hanno inoltre confermato il reddito da invalido quantificato dall'amministrazione in fr. 30'211.37 facendo capo alla Rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS) del 2018 (tabella TA_1_tirage_skill_level, ramo economico totale, livello di competenze 4 [recte: 1], donne [fr. 54'681.21]) e applicando una deduzione del 35 % relativa alla parziale capacità lavorativa, poi del 15 % quale riduzione sociale. Siccome il reddito da valido corrispondeva al salario minimo previsto dal CCNL di categoria, non vi era spazio, secondo la giurisprudenza, per una riduzione a titolo di parallelismo dei redditi (comunque applicabile soltanto per la parte eccedente la soglia determinante del 5 %). Il Tribunale cantonale, in merito alla pretesa scarsa plausibilità della RSS per le persone con disabilità, si è poi attenuto alla giurisprudenza secondo cui non poteva essere applicata una riduzione generalizzata al valore centrale o mediano della RSS, punto di partenza, di principio, per calcolare il reddito da invalido secondo i dati statistici. Inoltre, la prolungata assenza dal lavoro della ricorrente non giustificava una decurtazione, così come le carenti conoscenze linguistiche e l'assenza di formazione e di esperienza in taluni ambiti di attività (già considerate nel livello di competenze 1 della RSS), nonché il fatto di essere titolari di un permesso di dimora (categoria B).