Citation: 5A_238/2025 E. 3.2

3.2. Nel rimedio all'esame il ricorrente lamenta la violazione della LEF e degli art. 29 Cost. e 8 CEDU. Ribadisce di trovarsi in uno stato di indigenza e di potersi dedicare soltanto a "piccole mansioni occasionali non qualificate per conoscenti anziani, percependo compensi informali in contanti per un totale di CHF 2.400 mensili", attività che "non è mai stata formalizzata con fatture o registri contabili" per cui "l'onere della prova" imposto sarebbe "impossibile". A suo dire la stima di fr. 4'000.--, basata su parametri di mercato inapplicabili "poiché presuppone un lavoro full-time specializzato", sarebbe quindi sproporzionata e lesiva dei suoi diritti di difesa e intaccherebbe il suo minimo vitale con il "rischio di perdita dell'alloggio e accesso a beni primari". Le conclusioni e le censure di merito proposte dal ricorrente in questa sede sono manifestamente irricevibili. In effetti quando, come in concreto, l'autorità precedente non esamina un ricorso nel merito, oggetto di disamina dinanzi al Tribunale federale può essere unicamente la questione dell'inammissibilità e avverso un tale giudizio sono possibili soltanto conclusioni tendenti all'annullamento e al rinvio dell'incarto all'istanza cantonale, poiché, in caso di accoglimento del ricorso, il Tribunale federale non potrebbe statuire nel merito (v. DTF 144 II 184 consid. 1.1 con rinvii). Con l'argomentazione posta a fondamento del giudizio cantonale di inammissibilità (v. supra consid. 1.2) il ricorrente invece non si confronta minimamente ed egli non spiega perché il suo rimedio ex art. 17 LEF avrebbe dovuto essere considerato ricevibile. Il ricorso in materia civile non soddisfa pertanto le esigenze di motivazione previste dall'art. 42 cpv. 2 LTF e ancor meno quelle accresciute dell'art. 106 cpv. 2 LTF.