Citation: 2C_73/2021 E. 5.3

5.3. Per quanto riguarda segnatamente i paesi membri dell'OCSE, in materia di diritto fiscale internazionale il principio degli accordi amichevoli (" accords amiables "; " Verständigungsvereinbarungen ") trae origine dall'art. 25 del Modello di convenzione OCSE sul reddito e la sostanza (" Modèle de Convention fiscale OCDE concernant le revenu et la fortune "; di seguito: MC OCSE). Tale norma prevede due tipi di accordi amichevoli: quelli conclusi in seguito a una procedura iniziata dal contribuente, fondati cioè su disposizioni convenzionali che riprendono l'art. 25 cpv. 1 e 2 MC OCSE (di seguito: accordi amichevoli particolari), e quelli stipulati su iniziativa degli Stati stessi, ispirati quindi al modello proposto dall'art. 25 cpv. 3 MC OCSE (per la dottrina in lingua tedesca " Generelle Verständigungsvereinbarungen " o " Konsultationsvere inbarungen "; di seguito: accordi amichevoli di portata generale). L'accordo amichevole CH-IT appartiene a questa seconda categoria, sulla quale sarà quindi maggiormente posto l'accento nel presente giudizio. Ai sensi dell'art. 25 cpv. 3 MC OCSE, le autorità competenti degli Stati contraenti si impegnano, mediante accordo amichevole, a risolvere le difficoltà o dissipare i dubbi che possono scaturire dall'interpretazione o dall'applicazione della Convenzione. Nell'ambito dei rapporti bilaterali tra Svizzera e Italia, la base legale per la stipulazione di un accordo amichevole è costituita dall'art. 26 cpv. 3 CDI CH-IT. Giusta tale norma, " le autorità competenti degli Stati contraenti faranno del loro meglio per risolvere per via di amichevole composizione le difficoltà o i dubbi inerenti all'interpretazione o all'applicazione della Convenzione [...] ".