Citation: 2A.496/2001 16.08.2002 E. 2

Come appena esposto, la decisione impugnata risulta fondata materialmente su norme di diritto federale, la cui esecuzione è però stata devoluta ai Cantoni (cfr. gli art. 25 LCP e 15 OCP in materia di caccia e pesca, nonché gli art. 33 e 36 LPDA in materia di protezione degli animali). Gli art. 10 LCP e 6 LPDA, che costituiscono le basi legali del giudizio litigioso, prevedono l'obbligo dei Cantoni di sottoporre ad autorizzazione la tenuta in cattività o la custodia professionale di animali selvatici. Il Cantone Ticino ha emanato in questo settore delle disposizioni legali, e segnatamente la legge cantonale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, del 11 dicembre 1990 (LCC) e il relativo regolamento di applicazione del 4 agosto 1993 (RALCC), nonché la legge cantonale di applicazione della legge federale sulla protezione degli animali, del 10 febbraio 1987 (LALPDA) pure corredata dal regolamento del 30 giugno 1987 (RLALPDA). Questi atti normativi designano in particolare le autorità competenti al rilascio delle suddette autorizzazioni previste dal diritto federale. Il ricorso di diritto amministrativo è ammissibile per violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere d'apprezzamento (art. 104 lett. a OG). Nell'ambito di questo rimedio il Tribunale federale può pertanto esaminare il diritto cantonale - anche se esso esegue o attua quello federale - solamente dal profilo di un'eventuale violazione dei diritti costituzionali dei cittadini. In tale evenienza il ricorso di diritto amministrativo assume la funzione di ricorso di diritto pubblico, per cui il Tribunale federale rivede, sotto l'angolo dell'arbitrio, anche l'applicazione delle norme di procedura cantonali (DTF 124 V 90 consid. 3, 125 II 1 consid. 2a, 120 Ib 224 consid. 2a). Quale organo della giustizia amministrativa, esso esamina poi d'ufficio l'applicazione del diritto federale (art. 114 cpv. 1 OG), senza essere vincolato dai considerandi della decisione impugnata o dai motivi invocati dalle parti. L'insorgente può inoltre censurare l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 104 lett. b OG). Considerato comunque che nel caso concreto la decisione impugnata emana da un'autorità giudiziaria, l'accertamento dei fatti da essa operato vincola il Tribunale federale, salvo che questi risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG).