Citation: 5A_879/2017 E. 4.2

4.2. È vero che la massa, dopo averla ceduta in applicazione dell'art. 260 LEF, perde il diritto di disporre della pretesa. Ma ciò non dipende da una ipotetica perdita di titolarità (che, come detto, non avviene), bensì dall'avvenuta delega delle facoltà processuali al o ai creditori cessionari. A torto il ricorrente insiste nel voler applicare alla cessione dell'art. 260 LEF i principi propri della cessione secondo gli art. 164 segg. CO. Conseguenza di tale sbaglio è anche la sua errata opinione, secondo la quale la mera esistenza di un cessionario precedente renderebbe impensabile una seconda cessione senza lesione dei diritti acquisiti del primo: oggetto della cessione secondo l'art. 260 LEF è unicamente il diritto di far valere in giudizio una determinata pretesa in luogo e vece della massa fallimentare, e il legislatore ha voluto che ciò potesse avvenire a favore di più creditori cessionari. Diversa potrebbe essere la questione se la cessione ex art. 260 LEF dovesse effettivamente riguardare la titolarità della pretesa - ma non è il caso.