Citation: 8C_428/2017 E. 2.5

2.5. Infine è da respingere anche la censura della ricorrente ai primi giudici di violazione del diritto federale per non avere considerato che l'età avanzata, seppure considerata fattore estraneo all'invalidità, potrebbe ostare alla realizzazione della capacità lavorativa residua sul mercato del lavoro equilibrato. In effetti, la giurisprudenza ha ammesso in maniera restrittiva che l'età, sebbene elemento estraneo all'invalidità, possa condurre, cumulata a circostanze personali e professionali, a rendere inesigibile - ricordato che il concetto di mercato equilibrato del lavoro è teorico e astratto - la ricerca di un nuovo impiego. Nel caso concreto non sono dati i presupposti per una tale eccezione giurisprudenziale, considerato che la ricorrente, attiva presso la ditta Deltacarb dal marzo 2008, aveva 52 anni al momento in cui il dott. C.________ nel rapporto del 16 marzo 2016 ha concluso per la persistenza di una capacità lavorativa residua per lavori sedentari al massimo del 50% (in merito al momento determinante in cui la questione della messa a profitto della capacità lavorativa (residua) di un assicurato in età avanzata viene esaminata cfr. DTF 138 V 457) ed è ad almeno 12 anni dall'età pensionabile AVS. La giurisprudenza menzionata dalla ricorrente non le giova perché riferita a situazioni differenti. A titolo esemplificativo nella sentenza I 401/01 del 4 aprile 2002 consid. 4b e 4c l'esigibilità era stata (eccezionalmente) negata a un assicurato di 64 anni a quasi un anno dall'età pensionabile, a cui era chiesto un alto livello di adattamento mentre nella sentenza I 462/02 del 26 maggio 2003 consid. 2.3 e 3.2 era stata negata a una parrucchiera di 63 anni dopo aver esercitato per 40 anni la propria professione (cfr. ugualmente sentenze 9C_286/2017 del 14 giugno 2017 consid. 4.2.2 e 8C_360/2010 del 30 novembre 2010 consid. 12.2). Neanche l'obiezione secondo cui anche i problemi fisici, la formazione scolastica, il tempo di lavoro ridotto sarebbero fonti di complicanze sorregge la ricorrente. A titolo abbondanziale, si rileva comunque che i fattori menzionati dalla ricorrente, benché non considerati in tale ambito, sono stati comunque vagliati dall'amministrazione allorquando, nella determinazione del reddito da invalido mediante dati statistici, ha effettuato la deduzione sociale massima del 25% (cfr a tale riguardo la DTF 126 V 75 consid. 3b pag. 76 seg. con riferimenti).