Citation: 1P.190/2003 30.06.2003 E. 3

La ricorrente lamenta anche la mancata assunzione, da parte dei Giudici cantonali, delle prove proposte, quali il sopralluogo, l'audizione del sindaco di Pura e del geologo comunale, il richiamo di atti riguardanti l'alluvione del 1997 e una denuncia penale presentata da lei stessa per inondazione e franamento (art. 227 CP). Il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di partecipare alla loro assunzione o perlomeno di potersi esprimere sui risultati, in quanto possano influire sul giudizio (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa e rinvii). Tale diritto non impedisce tuttavia all'Autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che esse non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b). I Giudici cantonali hanno motivato la rinuncia alle prove indicate dalla ricorrente, in applicazione dell'art. 18 cpv. 1 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, con il fatto ch'esse non avrebbero fornito ulteriori elementi rilevanti per il giudizio. Questo modo di procedere non è arbitrario: in effetti, i mezzi probatori addotti dalla ricorrente erano volti essenzialmente a precisare le cause dell'evento dannoso e a stabilirne i responsabili. La Corte cantonale non ha tuttavia ritenuto tali aspetti determinanti nella presente procedura, decisiva essendo la persistente situazione di pericolo sul fondo della ricorrente, che l'ordine municipale mirava innanzitutto a eliminare. Visti quindi i quesiti in discussione, i Giudici cantonali potevano statuire sulla base della documentazione dell'incarto, che già conteneva accertamenti sui luoghi e sulla permanente instabilità del pendio.