Citation: 5A_677/2020 E. 2.1

2.1. Secondo la Corte cantonale, la buona fede processuale (art. 52 CPC [RS 272]) imponeva alla ricorrente di eccepire già all'udienza del 25 giugno 2020 l'asserita mancata comprensione dei termini dell'accordo cautelare per ragioni linguistiche. La censura di violazione del diritto di essere sentita era quindi tardiva e come tale inammissibile. Per i Giudici cantonali, la censura era comunque infondata. La ricorrente non poteva infatti seriamente pretendere di non aver capito i termini dell'accordo concluso in presenza del suo precedente patrocinatore. Da un lato perché non era verosimile che quest'ultimo non possedesse sufficienti conoscenze della lingua inglese: egli aveva infatti gestito precedenti udienze di lunga durata senza che la ricorrente lamentasse di non aver da lui ottenuto le spiegazioni necessarie e inoltre l'intervento di un interprete in occasione di altre tre udienze successive non era stato disposto per insufficienti cognizioni di inglese del legale, ma per agevolare quest'ultimo che aveva espresso difficoltà nel dovere contemporaneamente seguire le udienze e spiegarle/tradurle alla cliente. D'altro lato perché in un allegato di replica presentato al Giudice di prime cure l'8 giugno 2020, il patrocinatore aveva ammesso che, se la sua cliente non comprendeva " perfettamente il linguaggio giuridico ", ella però conosceva " adeguatamente la lingua italiana ".