Citation: 4A_560/2014 E. 3.1

3.1. Il primo punto controverso riguarda la pratica del cliente C.________, per la quale la convenuta il 7 maggio 2010 ha versato all'attrice un'indennità di Euro 180'000.--. Sulle cifre vi è una certa confusione. Il Pretore ha stabilito che questo cliente "è disposto a versare" Euro 125'000.--, importo che va quindi accreditato alla convenuta. La Corte d'appello, premesso che l'importo al quale si è riferito il Pretore è in realtà di Euro 124'016.40 (non 125'000.--) ha accertato a sua volta sulla base di testimonianze che l'attrice, dopo il ricevimento dell'indennità assicurativa, ha incassato dal cliente Euro 120'000.-- e che "un secondo pagamento di EUR 120'000.-- era bloccato presso un avvocato italiano in seguito ad una lettera dell'avvocato di A.________SA". Ne ha dedotto anch'essa che la somma di Euro 180'000.-- andava restituita all'assicuratore. La ricorrente obietta che C.________ le ha pagato solo Euro 125'000.-- il 30 giugno 2010, mentre il secondo pagamento di Euro 124'016.40 non le è mai pervenuto. Il credito da stornare all'assicuratore sarebbe pertanto di soli Euro 125'000.--, non 180'000.--. La ricorrente afferma che l'autorità cantonale ha travisato palesemente il senso e la portata delle deposizioni agli atti, dalle quali risulterebbe in modo incontrovertibile che vi fu un solo pagamento di Euro 125'000.--, commettendo arbitrio e violando gli art. 8 CC, 157 CPC e 9 Cost.