Citation: 1A.253/2000 09.10.2000 E. 2

2.- Il ricorrente parrebbe sostenere l'inammissibilità di principio della presentazione di domande complementari; rileva inoltre che l'8 agosto 2000 la Procura di Bari ha concluso le indagini preliminari, per cui i complementi litigiosi sarebbero irricevibili. Fa valere altresì che l'espletamento di molteplici istruttorie penali concernenti lo stesso reato e la stessa persona violerebbe i diritti minimi della difesa. a) Nel quadro dell'assistenza giudiziaria non è raro che l'Autorità richiedente, man mano che avanzano le indagini, scopra fatti nuovi che giustificano l'inoltro di richieste che completano la rogatoria iniziale. Queste domande complementari sono trattate separatamente, alla stregua di nuove richieste d'assistenza: le decisioni rese in tale ambito e relative all'ammissibilità e all'esecuzione della domanda principale non possono più essere rimesse in discussione nelle procedure riguardanti le richieste integrative (DTF 117 Ib 330 consid. 4; Zimmermann, op. cit. , n. 166 pag. 124; cfr. anche l'art. 79 cpv. 3 e l'art. 28 cpv. 6 AIMP). Ne segue che i complementi rogatoriali sono, di massima, ammissibili, né il ricorrente fa valere, oltre ai motivi riguardanti l'ammissibilità dei complementi litigiosi che verranno esaminati di seguito, perché non lo sarebbero. b) Riguardo all'accenno di violazione dei diritti minimi della difesa, l'art. 2 lett. a AIMP stabilisce che la domanda estera è irricevibile se vi è motivo di credere che il procedimento estero non corrisponda ai principi procedurali della CEDU o del Patto internazionale del 16 dicembre 1966 sui diritti civili e politici. L'implicito accenno d'inosservanza di questa norma è infondato già per il fatto che il ricorrente non rende verosimile l'esistenza di una seria e grave violazione dei diritti dell'uomo nella vicina penisola, suscettibile di toccarlo concretamente (DTF 125 II 356 consid. 8a pag. 364, 123 II 161 consid. 6a, 153 consid. 5c). Per di più, il richiamato avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari dell'8 agosto 2000, che vale anche quale informazione di garanzia secondo l'art. 369 CPP italiano, precisa ch'egli ha, tra l'altro, la facoltà di far nominare, se del caso, un difensore d'ufficio, di prendere visione degli atti, di presentare memorie e di chiedere il compimento di atti d'indagine. Non è pertanto ravvisabile alcuna violazione dei diritti della difesa.