Citation: 2C_67/2024 E. 4.2

4.2. Nel seguito, la Corte cantonale ha osservato che l'autorizzazione richiesta non poteva essere concessa neppure sulla base del principio dell'affidamento, richiamato dal ricorrente in ragione del fatto che - con lettera dell'8 ottobre 2019 - l'autorità di vigilanza gli aveva comunicato per errore che i titoli in suo possesso erano sufficienti. In quel contesto, l'istanza inferiore ha infatti indicato: che per potersi riferire validamente a tale principio devono essere rispettate cinque condizioni cumulative e non devono esserci interessi preponderanti che si oppongono al richiamo; che simili interessi sono dati anche nella fattispecie, perché l'interesse pubblico che sottende all'adempimento delle condizioni previste dalla LFdi/TI è preponderante rispetto all'interesse privato dell'insorgente ad esercitare la professione anche senza i titoli di studio necessari; inoltre, il rilascio del permesso richiesto, senza che ne siano date le condizioni previste dalla legge, violerebbe il principio della parità di trattamento nei confronti di persone nella stessa situazione, alle quali è stata o deve essere negata l'autorizzazione; che, qualora ritenga di avere subito un pregiudizio per avere fatto affidamento sulle errate informazioni ricevute dall'autorità, il ricorrente potrà eventualmente chiedere un risarcimento allo Stato.