Citation: 1A.134/2004 07.04.2005 E. 2

2.1 Il ricorrente sostiene che la Corte cantonale, rinunciando ad esperire un sopralluogo, avrebbe accertato in modo carente i fatti, omettendo di considerare che i monti di Mornera sarebbero discosti e non raggiungibili con le autovetture e, in particolare, che non sarebbero serviti dalla rete elettrica pubblica né allacciati ad altre fonti energetiche principali. Rileva che il riscaldamento dei rustici sarebbe quindi garantito unicamente da camini e stufe a legna, sicché l'edificazione di una legnaia vicino all'abitazione sarebbe dettata da esigenze pratiche ed oggettive, che giustificherebbero di riconoscere il requisito dell'ubicazione vincolata. 2.2 Il Tribunale cantonale amministrativo ha accertato sulla base degli atti, segnatamente fondandosi sulle fotografie e sui piani allegati alla domanda di costruzione, che l'opera edificata sul fondo del ricorrente è costituita da due pilastri e da una soletta in beton con una superficie di 12,48 m2 (2,40 m per 5,20 m), rivestita con un selciato in pietra naturale. Essa è destinata al deposito di legna nei pressi del rustico, comunque in diversa ubicazione, ed è ora pure utilizzabile quale terrazza. Questi accertamenti, non contestati dal ricorrente, non risultano manifestamente inesatti o incompleti, ma sono anzi conformi alle risultanze degli atti. Non assunti violando norme essenziali di procedura, essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG). Il ricorrente insiste soprattutto sull'impossibilità di raggiungere il proprio rustico con l'autovettura, sull'assenza di fonti energetiche alternative e sulla conseguente necessità di riscaldarlo mediante legna da ardere. Alla realizzazione del requisito dell'ubicazione vincolata (art. 24 lett. a LPT) la giurisprudenza pone tuttavia presupposti severi, esigendo segnatamente che sia necessario costruire l'edificio o l'impianto in quel preciso luogo e nelle dimensioni progettate per motivi tecnici o inerenti al suo esercizio o per la natura del terreno; il vincolo può anche essere negativo, imposto cioè dall'esclusione di ogni altra ubicazione, ma motivi puramente finanziari, personali o di comodità non sono sufficienti (DTF 129 II 63 consid. 3.1, 124 II 252 consid. 4a). Premesso che il ricorrente non sostiene né dimostra che sarebbe stata autorizzata un'utilizzazione del rustico quale residenza secondaria, i bisogni di riscaldamento dello stesso e il limitato periodo di occupazione dell'edificio principale non impongono dal profilo oggettivo la necessità di costruire fuori della zona edificabile, in quella specifica ubicazione, un nuovo manufatto di simile formato e proprietà edilizie per depositarvi quantitativi rilevanti di legna e servire quale terrazza. Del resto, il ricorrente non sostiene che la legnaia preesistente, di capienza decisamente più contenuta rispetto a quella litigiosa, non consentisse di per sé il deposito di un quantitativo sufficiente di legna. Negando in tali circostanze il requisito dell'ubicazione vincolata, la Corte cantonale non ha quindi violato l'art. 24 LPT. Né essa ha abusato del proprio potere di apprezzamento ritenendo superfluo un sopralluogo e rinunciando quindi ad eseguirlo. Il diritto di essere sentito, peraltro non esplicitamente invocato dal ricorrente, non impedisce in effetti all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che esse non potrebbero condurla a modificare il suo giudizio (DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a). Per le stesse ragioni, l'esperimento di un sopralluogo non si giustifica quindi nemmeno in questa sede (art. 95 OG; DTF 123 II 248 consid. 2a, 122 II 274 consid. 1d). Considerato che la costruzione litigiosa già difetta del requisito dell'ubicazione vincolata, non occorre esaminare se essa sia anche in contrasto con interessi preponderanti (art. 24 lett. b LPT).