Citation: 1C_287/2007 17.03.2008 E. 4

4.1 Richiamando il principio della buona fede, i ricorrenti chiedono di essere tutelati nella fiducia che avrebbero riposto nell'avvenuta approvazione della norma comunale. Sostengono che il Governo sarebbe incorso in un comportamento contraddittorio, opponendo loro la mancata approvazione della disposizione solamente in sede di ricorso contro le licenze edilizie. Sottolineano che pure il Comune riteneva valido l'art. 15 cpv. 2 NAPR e che, preavvisando favorevolmente le domande di costruzione, anche il Dipartimento del territorio ha rafforzato la loro convinzione che la norma fosse stata approvata. 4.2 Il principio della buona fede, sancito dall'art. 9 Cost., tutela innanzitutto la fiducia riposta dal cittadino in un'assicurazione ricevuta dall'autorità nell'ambito di una situazione concreta (DTF 131 II 627 consid. 6.1 pag. 636, 130 I 26 consid. 8.1 pag. 60 e rispettivi rinvii). I ricorrenti non invocano la tutela dell'affidamento sulla base di assicurazioni rilasciate loro dall'autorità, ma lamentano essenzialmente un preteso comportamento contraddittorio del Consiglio di Stato. Annullando le licenze edilizie rilasciate dal Municipio, il Consiglio di Stato ha tuttavia semplicemente rilevato la mancata approvazione della disposizione pianificatoria sulla scorta della sua precedente risoluzione del 2 novembre 2000. Il Governo non è quindi incorso in alcuna contraddizione, ma ha sostanzialmente ribadito, nel caso specifico, l'inapplicabilità della norma. Per quanto ammissibile, anche questa censura è pertanto infondata.