Citation: 1C_405/2010 22.12.2010 E. 4

4.1 I ricorrenti rimproverano alla precedente istanza di essere incorsa nell'arbitrio, per avere ritenuto che qualsiasi apertura che dovesse eventualmente ancora risultare necessaria in sede di collaudo per conformare la stalla alle esigenze di sicurezza in materia di polizia del fuoco, non inciderebbe sul calcolo delle distanze dalla zona edificabile. Ciò perché si tratterebbe soltanto di un'uscita di sicurezza, destinata ad essere utilizzata esclusivamente in caso di emergenza. Sostengono che la realizzazione di nuove aperture avrebbe un'influenza sulla distanza minima secondo le raccomandazioni FAT e implicherebbe quantomeno ulteriori accertamenti. Le prospettate aperture sarebbero inoltre in contraddizione con la sentenza del 14 marzo 2007, in cui la stessa Corte cantonale aveva imposto la soppressione delle tre porte previste nella facciata est, e l'esame della loro necessità non potrebbe essere rinviato al collaudo, che non costituirebbe la procedura idonea a risolvere simili quesiti. 4.2 Si può effettivamente concordare con i ricorrenti che la considerazione della Corte cantonale sulle nuove aperture è quantomeno discutibile. Ciò ove solo si consideri che nel precedente giudizio la stessa Corte aveva imposto la soppressione delle tre porte previste nella facciata est, siccome il semplice obbligo di mantenerle chiuse, stabilito inizialmente dal Dipartimento del territorio, non assicurava ch'esse non fossero temporaneamente od occasionalmente aperte e non era perciò sufficiente per garantire nell'ambito dell'utilizzazione della stalla il rispetto della distanza minima secondo le raccomandazioni FAT. La questione non deve tuttavia essere qui approfondita, poiché, per quanto poco pertinente, la considerazione litigiosa è stata addotta dalla Corte cantonale a titolo meramente abbondanziale e di per sé non costituisce un'autorizzazione a realizzare ulteriori aperture. Così come rilasciata, ossia alle condizioni supplementari imposte con la sentenza del 14 marzo 2007, la licenza edilizia non contempla infatti aperture nella facciata est e, nella presente procedura, la Corte cantonale era unicamente tenuta a statuire sulla revoca della licenza effettivamente rilasciata e non su eventuali modifiche del progetto approvato. La questione di nuove aperture esula quindi dal tema del litigio e non deve pertanto essere esaminata oltre in questa sede: essa dovrà se del caso essere oggetto di una nuova procedura edilizia in variante.