Citation: 8C_178/2008 05.03.2009 E. 6

6.1 In concreto, dagli atti emerge che in data 4 luglio 2003, mentre stava svolgendo dei lavori su un carretto presso il proprio domicilio, G.________ è inciampato e, cadendo all'indietro, ha battuto la spalla destra. Il medico del pronto soccorso dell'Ospedale Y.________, che lo ha visitato il giorno stesso, ha posto la diagnosi di distorsione Tossy I e sospetta frattura della scapola destra, risulta stringato e di non facile lettura. L'assicurato ha ripreso l'attività lavorativa il 14 agosto 2003. 6.2 In occasione della procedura amministrativa atta ad accertare gli estremi della ricaduta, l'assicurato ha dichiarato all'INSAI che i dolori erano migliorati, ma non completamente, e che dopo la vendemmia del 2005, malgrado la fisioterapia, erano peggiorati costantemente fino a disturbarlo anche di notte. Per questi motivi egli si è sottoposto a cicli di fisioterapia su consiglio del medico curante, dott. K.________, che purtroppo non hanno apportato alcun miglioramento. Nell'ottobre 2006 è quindi stato visitato dal dott. P.________, reumatologo, il quale ha accertato dolori a livello dell'interlinea gleno-omerale anteriore e posteriore, ma nessuna patologia della cuffia. Il paziente è stato poi inviato dal dott. F.________, specialista in ortopedia e chirurgia ortopedica, secondo cui l'instabilità (della gleno-omerale) era "probabilmente congenita" e "si è scompensata probabilmente in seguito all'inf. considerato il fatto che alla MRI non si è evidenziato nessuna lesione del labbro gleno-omerale". Il dott. F.________ ha inoltre consigliato di consultare uno specialista della spalla, tra i quali il prof. R.________ presso la Clinica universitaria Z.________. Interpellato dall'INSAI in seguito all'opposizione dell'assicurato alla decisione di non ammettere la ricaduta, il medico di circondario, dott. D.________, specialista in reumatologia, senza aver visitato il paziente, ha diagnosticato "instabilità spalla destra con segni RMN di tendinite bicipitale al solco omerale in assenza di altro tipo di lesione compresa la cuffia e il labbro glenoidale che appaiono integri", negando l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e disturbi. L'assicurato si è quindi rivolto agli specialisti della spalla della Clinica universitaria Z.________, come suggerito dal dott. F.________, i quali in data 9 luglio 2007 hanno diagnosticato una "posttraumatische positionale hintere Instabilität", evidenziando "palpatorisch hintere positionale Instabilität mit Subluxation nach posterior". Dal canto suo, il dott. E.________, specialista in ortopedia, consultato al riguardo dall'INSAI, ha dichiarato che anche alla luce degli esami radiologici esperiti presso la Clinica Z.________ poteva essere esclusa una lesione traumatica del labbro dorsale soggiungendo che "es ist somit unwahrscheinlich, dass Herr G.________ sich damals die rechte Schulter so verletzt hat, dass es - erst mit längerem Verzug - nunmehr zu hinteren Luxationen oder Subluxationen der Schulter gekommen ist". Interpellati dal Tribunale cantonale delle assicurazioni, gli specialisti della Clinica universitaria hanno ribadito la precedente diagnosi, adducendo che la spalla prima dell'incidente era completamente sana, che la metà di questo tipo di instabilità (posteriore) era causata da infortunio, che non vi erano malattie che potrebbero averla causata e che neppure vi era in concreto una componente volontaria. I medici hanno inoltre precisato che "die posteriore Instabilität ist eine klinische Diagnose, welche häufig ohne ein morphologisches Korrelat in der Bildgebung oder dem intraoperativen Befund besteht......In einer, in unserer Klinik durchgeführten Untersuchung......wurden in den intraoperativen Befunden von 26 posterioren Schulterinstabilitäten in 50% der Fälle ein normales hinteres Labrum gefunden......Die Pathologie entzieht sich oft der MR-tomographischen Untersuchung". Il dott. E.________, nuovamente consultato dall'assicuratore infortuni, non ha ritenuto convincenti le risposte degli esperti, i cui rapporti non permetterebbero di riconoscere l'esistenza di un nesso di causalità naturale tra l'instabilità posteriore della spalla destra e l'evento assicurato. In particolare, secondo lo specialista le pubblicazioni prodotte giustificherebbero solo in parte le tesi addotte. Inoltre, l'infortunio sarebbe inidoneo a causare l'affezione diagnosticata e nulla sarebbe stato detto sul tempo trascorso tra l'incidente e la prima lussazione (tre anni).