Citation: 9C_679/2009 03.05.2010 E. 8

Nell'ambito della procedura di ricorso che lo concerne, P.________ ha prodotto un documento di lavoro interno dell'équipe finanziaria del Ministero pubblico del Cantone Ticino, intitolato «Riassunto dati "trattenute ai dipendenti"», che il suo patrocinatore avrebbe ottenuto nell'ambito del procedimento penale in corso, segnatamente per il reato di appropriazione indebita di trattenute salariali (art. 159 CP; cfr. ad esempio la decisione su reclamo 29 gennaio 2008 del Giudice dell'istruzione e dell'arresto contro l'ordine di perquisizione e di sequestro disposto dal Procuratore incaricato dell'inchiesta nei confronti della P.________ SA), e nel quale figura, in relazione a V.________ SA (apparentemente: T.________ SA), un importo di fr. 61'636.- nello spazio riservato a «Cassa compensazione SSIC - AVS». Preso atto di questa documentazione, G.________ ha proposto di sospendere la procedura. Una sospensione della procedura davanti al giudice delle assicurazioni sociali in attesa dell'esito di una procedura parallela può giustificarsi per motivi di economia processuale (cfr. art. 6 PC in combinazione con l'art. 71 LTF), segnatamente per evitare la ripetizione di provvedimenti istruttori. Parimenti può ammettersi la sospensione se un giudizio penale dovesse permettere di statuire su una questione decisiva per gli esiti della causa entro un termine ragionevole. La sospensione del processo comporta tuttavia il rischio di ritardare inutilmente la procedura, motivo per cui è ammessa soltanto in via eccezionale tenuto conto dell'esigenza di celerità posta dall'art. 29 cpv. 1 Cost. (DTF 130 V 90 consid. 5 seg. pag. 94 seg. con riferimenti). Il giudice adito dispone di un certo margine di apprezzamento nel ponderare gli interessi delle parti, fermo restando però che nei casi limite l'esigenza di cerelerità prevale sugli altri interessi (cfr. DTF 119 II 386 consid. 1b pag. 388; RSAS 2007 pag. 73 consid. 4.1 [B 143/05]). Nel caso di specie, la richiesta di sospensione diviene priva di oggetto con l'emanazione del giudizio, ma era comunque destinata ad insuccesso. Va infatti ricordato che i parametri di valutazione della responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS sono diversi da quelli applicati dal giudice penale. A ciò si aggiunge che, oltre a non emanare da un accertamento definitivo dell'autorità penale, il documento lascia spazio a diverse possibili interpretazioni poiché - per quanto previsto dall'art. 159 CP, il cui campo di applicazione non coincide con quello dell'art. 52 LAVS (J. Hurtado Pozo, Droit pénal, Partie spéciale, 3a ed. 2009, pag. 454 seg.; Christian Favre/ Marc Pellet/ Patrick Stoudmann, Code pénal annoté, 2007, n. 1.1 ad art. 159) - sembrerebbe considerare le sole trattenute applicate sui salari dei dipendenti. Per il resto non sono fatti valere né tanto meno sono comprovati pagamenti a riduzione del danno (risultante dagli atti) originariamente reclamato dalla Cassa e nulla permette allo stato attuale (a distanza di 10 mesi dalla pronuncia impugnata) di sapere, anche solo approssimativamente, entro quali termini verrà emesso un giudizio penale (definitivo). In tali circostanze, le condizioni per eccezionalmente ammettere la sospensione della procedura non sono date. Ciò non preclude comunque all'insorgente la possibilità di introdurre una istanza di revisione qualora la procedura penale dovesse apportare elementi decisivi che permettano di scostarsi da quanto deciso nella presente procedura di assicurazioni sociali (cfr. per analogia RCC 1991 pag. 381 consid. 3b).