Citation: 6B_393/2019 E. 3

Dopo aver esaustivamente esposto gli elementi costitutivi del reato di diffamazione e le condizioni delle prove liberatorie, la CARP ha esaminato il messaggio di posta elettronica del 6 ottobre 2014 scritto dalla ricorrente, ritenendolo lesivo dell'onore degli accusatori privati. Ammessa a fornire le prove liberatorie, l'autorità cantonale ha poi ritenuto che l'insorgente ha fallito sia la prova della verità, in assenza di qualsiasi decisione di condanna, sia la prova della buona fede, gli elementi addotti a tal fine essendo tutti posteriori al momento in cui ha proferito le allegazioni incriminate. La CARP ha quindi confermato la condanna per titolo di diffamazione.