Citation: 2C_1006/2017 E. 5.2

5.2. Dagli atti risulta che il 10 agosto 2016 il padre della ricorrente ha annunciato la presenza di ungulati attorno ai propri vigneti ai mappali vvv e xxx di W.________ e Y.________ e richiesto un intervento, che ha denominato "richiesta permesso campicoltura". Con una e-mail dell'11 agosto 2016, il funzionario cantonale competente lo ha informato di aver effettuato un sopralluogo "sommario" avendo "percorso il perimetro del vigneto"e di aver potuto constatare la presenza di "un punto d'accesso visibilmente utilizzato dalla selvaggina", senza tuttavia rilevare "danni particolari alla produzione viticola (uva ancora senza colorazione) e nemmeno alla cotica erbosa". Contestualmente, il funzionario ha invitato l'interessato a voler sistemare il punto d'accesso in questione per impedire l'entrata degli ungulati ed a voler contattare celermente l'ufficio competente in caso di danni in futuro. L'ha altresì informato del fatto che nel vigneto confinante era già stato appostato un cacciatore incaricato di abbattere (anche) i capi viziosi che fossero penetrati nel suo vigneto e che pertanto ragioni di sicurezza non permettevano di consentire l'appostamento di un altro cacciatore su una superficie così ridotta. Ora, dal profilo procedurale, la "richiesta di intervento" del padre della ricorrente va qualificata come richiesta (negata, con la comunicazione dell'11 agosto 2016) di autorizzazione per l'adozione di misure di autodifesa ai sensi dell'art. 61 RLCC (denominata anche "permesso di guardiacampicoltura") e non come una domanda di risarcimento del danno, come invece erroneamente ritenuto dall'UCP e confermato dalle successive istanze cantonali. Successivamente, con varie e-mail inviate tra l'11 e il 17 agosto 2016, il padre della ricorrente ha poi sollevato diverse rimostranze riguardo al modo di procedere adottato dall'UCP, ha continuato a "richiedere un intervento"e ha annunciato che i danni nel vigneto continuavano. Nel frattempo, ha incaricato una ditta di procedere alla sistemazione della parte piegata della recinzione. Tale riparazione è avvenuta il 16 agosto 2016, come emerge chiaramente dalla relativa fattura agli atti. La decisione impugnata, che è partita dal presupposto che i lavori siano stati effettuati genericamente "nel periodo intercorso dal 16 agosto al 31 agosto 2016", contiene quindi su questo punto un accertamento manifestamente inesatto, che va rettificato di conseguenza, accogliendo la corrispondente censura sollevata dalla ricorrente (art. 105 cpv. 2 LTF). In seguito, con una e-mail del 24 ottobre 2016, la ricorrente ha trasmesso all'UCP le quattro perizie del 1°, 22 e 23 settembre e del 3 ottobre 2016, nonché la copia del foglio di calcolo del reddito imponibile. Tale e-mail, che contiene la documentazione intesa a comprovare l'adempimento di tutte le condizioni per il risarcimento (art. 65a RLCC), deve essere qualificata come domanda di risarcimento ai sensi dell'art. 66 RLCC, per un importo totale di fr. 76'000.--. Essa è stata respinta con la decisione governativa del 14 marzo 2017, che ha poi dato luogo alla presente procedura. Va aggiunto infine che il 27 settembre 2016, al padre della ricorrente è stata concessa l'autorizzazione di guardiacampicoltura per alcuni giorni.