Citation: 2C_950/2018 E. 3.2.2

3.2.2. Secondo l'art. 34 cpv. 1 LD, la persona soggetta all'obbligo di dichiarazione può rettificare o ritirare la dichiarazione doganale accettata, fintanto che la merce è presentata in dogana e l'ufficio doganale non ha constatato l'inesattezza delle indicazioni contenute nella dichiarazione doganale o nei documenti di scorta (lett. a); oppure non ha ordinato la visita della merce (lett. b). L'art. 34 cpv. 2 LD prevede che, per la merce che non è più sotto la custodia dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD), il Consiglio federale può prevedere un breve termine per rettificare la dichiarazione doganale accettata (cfr. art. 87 dell'ordinanza sulle dogane, del 1° novembre 2006 [OD; RS 631.01]). Giusta l'art. 34 cpv. 3 LD, entro 30 giorni dal momento in cui la merce non è più sotto la custodia dell'AFD, la persona soggetta all'obbligo di dichiarazione può presentare all'Ufficio doganale una domanda di modifica dell'imposizione; essa deve presentare in pari tempo una dichiarazione doganale rettificata. Il termine, proporzionalmente breve, di 30 giorni è volto ad assicurare l'identità della merce, dovendo essere garantito che nel frattempo essa non sia stata modificata (cfr. art. 34 cpv. 4 lett. b LD). Esigendo una reazione rapida, il legislatore ha inteso contrastare possibili abusi (DTF 142 II 433 consid. 3.2.7). La questione di sapere se vi sia stata una dichiarazione doganale erronea deve essere chiarita mediante l'avvio di una procedura di rettifica. La procedura di ricorso secondo l'art. 116 LD è ammissibile solo dopo l'emanazione di una decisione sulla domanda di rettifica (DTF 142 II 433 consid. 3.2.9, 3.4.1 e 3.4.2).