Citation: 2A.717/2004 22.12.2004 E. 4

4.1 In un primo punto del proprio allegato, l'istante contesta gli accertamenti su presunte ingiuste limitazioni dei diritti della difesa. A questo proposito, nel ricorso di diritto amministrativo egli ha criticato in maniera intelligibile soltanto il fatto che non gli sarebbe stato permesso di fotocopiare gli atti. Secondo questa Corte, dall'incarto non risultava tuttavia né che egli avesse espressamente formulato richieste in tal senso né, tantomeno, che tale facoltà gli fosse stata negata. Questa conclusione sarebbe errata, secondo l'istante, perché in sede cantonale avrebbe chiesto non solo di poter consultare, ma anche di poter prendere con sé gli atti; una simile richiesta comprenderebbe implicitamente, secondo la regola in maiora minus, anche quella di fare delle fotocopie. Ora, una tale tesi non permette certo di ravvisare gli estremi di una svista, già perché un'omissione palese non può con ogni evidenza venir dedotta da una richiesta dichiaratamente implicita. Quest'ultima appare peraltro distinta ed invero non sottintesa nelle domande che l'istante avrebbe espressamente formulato. 4.2 In secondo luogo, l'interessato contesta che nella notifica dell'apertura del procedimento disciplinare e nella decisione di prima istanza gli fosse stato rimproverato il mancato invio dell'elenco dettagliato delle prestazioni fatturate. All'interpretazione di questi atti ritenuta nel giudizio dedotto in revisione, egli contrappone il proprio punto di vista, pretendendo che a tali documenti vada attribuito un significato diverso. Le critiche concernono dunque esclusivamente la valutazione delle prove a cui è pervenuto il Tribunale federale. Come osservato, simili censure esulano tuttavia chiaramente dal contesto del rimedio proposto. Nemmeno laddove ribadisce di aver fornito la distinta delle prestazioni, l'istante invoca realmente un motivo di revisione. Egli non sostiene infatti che il Tribunale federale abbia ignorato qualche documento o che l'abbia mal letto per una grossolana disattenzione. Egli non può peraltro rimproverare a questa Corte di non aver tenuto conto dei mezzi di prova prodotti per la prima volta con il ricorso di diritto amministrativo: la revisione non può infatti servire a sanare dei precedenti errori processuali delle parti (Elisabeth Escher, op. cit., n. 8.17). 4.3 L'istante censura infine le conclusioni relative alla data della revoca del mandato da parte del cliente. Pure su questo aspetto egli non pretende comunque che il Tribunale federale abbia omesso di considerare determinati atti, prodotti in maniera adeguata e tempestiva. Nuovamente, egli mette invece in dubbio l'apprezzamento giuridico e fattuale del medesimo complesso di elementi probatori su cui si è basata questa Corte. Anche da questo profilo, egli misconosce dunque la portata della nozione di svista e l'eccezionalità dei presupposti che permettono una revisione. Del resto, non è dato di vedere - né l'interessato minimamente indica - in che misura la cessazione del mandato alcune settimane dopo il momento accertato nel giudizio dedotto in revisione permetterebbe di sovvertirne l'esito.