Citation: 4A_515/2022 E. 4.3

4.3. La ricorrente censura essenzialmente un accertamento manifestamente inesatto dei fatti. La questione da lei sollevata concerne però piuttosto l'applicazione delle disposizioni del CPC, di cui non sostanzia puntualmente la violazione. Risulta nella fattispecie che, con le sue conclusioni d'appello, la ricorrente ha chiesto di dedurre dal danno risarcibile un importo di fr. 63'084.74 versato all'opponente da parte dell'ing. C.________. La ricorrente ha esplicitamente limitato a tale preciso importo la deduzione fatta valere in appello, presentando al riguardo una conclusione specifica, vincolante per il giudice. Al proposito, non è decisivo il fatto che nella procedura dinanzi al Pretore essa abbia chiesto la deduzione di un importo maggiore, essendo come visto determinanti le conclusioni dell'allegato di appello, ove è stata chiaramente definita la somma di cui è stata postulata la deduzione. La Corte cantonale non ha quindi violato il principio dispositivo limitando la deduzione all'importo di fr. 63'084.74 fatto valere in appello. Peraltro, sia dinanzi al primo giudice sia in sede di appello l'opponente aveva chiesto il risarcimento integrale del danno, e non lo aveva limitato in modo proporzionale al grado di responsabilità del 60 %, su cui si basa il calcolo dell'importo di fr. 63'084.74 da parte della ricorrente. Non risulta in tali circostanze che la percentuale del risarcimento fosse data per acquisita da entrambe le parti in causa. Nella misura in cui è ammissibile, la censura deve pertanto essere respinta.