Citation: 4D_45/2013 E. 5

Nel merito l'attore rimprovera all'autorità cantonale di avere applicato arbitrariamente l'art. 17 CO, omettendo appunto di considerare l'eccezione d'inesecuzione ch'egli aveva formulato in prima e seconda istanza e che la controparte non aveva contestato. Anche questa censura è infondata. L'attore ha ragione laddove afferma che la DTF 131 III 268 stabilisce che nel contesto dell'art. 17 CO il debitore può di principio prevalersi di tutte le obiezioni ed eccezioni atte a invalidare la causa del debito, quindi anche dell'eccezione di inesecuzione del contratto (consid. 3.2). È vero anche che la sentenza cantonale non menziona quest'ultimo mezzo di difesa. I giudici ticinesi non avevano però nessuna necessità di soffermarsi su tale aspetto, dal momento che, come detto, l'attore eccepiva l'inesecuzione del "mandato allargato", non del contratto fiduciario posto a fondamento del credito. In altre parole, il richiamo giurisprudenziale contestato è incompleto, ma non ha avuto nessun influsso sul giudizio. L'attore non propone altre censure in merito; non contesta il rimprovero di non essersi confrontato con le argomentazioni del Pretore, né adduce arbitrio nell'apprezzamento delle prove.