Citation: 4A_157/2024 E. 4

Giusta l'art. 393 lett. e CPC il lodo può essere impugnato se è arbitrario nel suo esito perché si fonda su accertamenti di fatto palesemente in contrasto con gli atti o su una manifesta violazione del diritto o dell'equità. La nozione di arbitrio di questa norma corrisponde sostanzialmente a quella sviluppata dalla giurisprudenza con riferimento all'art. 9 Cost. (sentenza 4A_81/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 2; DTF 131 I 45 consid. 3.4). Una decisione non è pertanto arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, ma il giudizio attaccato dev'essere, anche nel suo risultato, manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 144 I 170 consid. 7.3; 141 III 564 consid. 4.1, con rinvii). In concreto la ricorrente, illustrando con riferimento all'indennità di trasferta la situazione finanziaria di tre operai, pare dimenticare che il Tribunale federale non può completare la fattispecie risultante dal lodo. Anche quando lamenta un accertamento arbitrario dei fatti perché gli importi della forchetta delle indennità di trasferta indicata dal lodo non è stata attualizzata all'adeguamento operato dai partner sociali nel 2014, essa misconosce che il contrasto con gli atti deve essere rilevante per l'esito della sentenza, rendendola - come previsto esplicitamente dalla norma legale - arbitraria nel suo esito. Ciò non è manifestamente il caso nella fattispecie, poiché tutte le indennità previste dal CCL pavimentazioni stradali sono aumentate di fr. 2.--, accrescendo quindi in tale misura il divario fra quella massima prevista dal menzionato CCL e quella forfettaria corrisposta dalla ricorrente. Per il resto la ricorrente si limita, scordando che una decisione non è arbitraria già quando un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, ad illustrare i vantaggi che (secondo lei) le pratiche contestate dalla Commissione paritetica apporterebbero ai suoi dipendenti, criticando in modo meramente appellatorio le considerazioni dell'arbitro unico, secondo cui queste invece non risulterebbero, per un lavoratore ragionevole, più vantaggiose rispetto a quanto disposto dal CCL pavimentazioni stradali.