Citation: 6B_135/2023 E. 11

Con riferimento alle pene inflittegli, l'insorgente ne postula una massiccia riduzione. Ritiene che la pena pecuniaria e la multa pronunciate siano "del tutto sproporzionate" tenuto conto sia del suo proscioglimento dall'accusa di ripetuta falsità in documenti sia della particolarità della fattispecie, "in particolare delle condizioni di lavoro", nonché della sua "situazione di indigenza". Con tale argomentazione il ricorrente non spiega perché la commisurazione della sua pena violerebbe il diritto (art. 42 cpv. 2 LTF), chiedendo semplicemente di ridurne l'entità. Si impone quindi di rammentare che, nell'ambito della commisurazione della pena, il giudice dispone di un ampio potere di apprezzamento. Il Tribunale federale interviene solo quando il giudice cantonale cade nell'eccesso o nell'abuso del potere di apprezzamento, ossia laddove la pena esca dal quadro edittale, sia valutata in base a elementi estranei all'art. 47 CP, oppure appaia eccessivamente severa o clemente (DTF 144 IV 313 consid. 1.2 e rinvii). Nella fattispecie non è contestato che la pena sia stata commisurata alla ritenuta colpa del ricorrente, definita complessivamente di media gravità, valutando tutti gli elementi pertinenti afferenti le circostanze oggettive e soggettive del reato e le circostanze personali legate all'autore, conformemente a quanto disposto dall'art. 47 CP. Non si scorge perché il proscioglimento dell'insorgente dall'accusa di ripetuta falsità in documenti dovrebbe condurre a una riduzione della pena, nella misura in cui la sua colpa è stata determinata unicamente in base alla condanna per ripetuta appropriazione indebita. Neppure si comprendono le ragioni per cui la CARP avrebbe dovuto tenere conto di non meglio specificate "condizioni di lavoro", ciò che il ricorrente si astiene dallo spiegare. La pena irrogata si situa peraltro nell'ampio quadro edittale (art. 138 n. 1 cpv. 3 unitamente all'art. 34 CP) e l'importo dell'aliquota giornaliera è stato fissato tenendo conto dell'attuale situazione personale ed economica dell'insorgente. Non è minimamente stata accertata una sua "situazione di indigenza", né è dimostrata nell'impugnativa. Infine, egli nemmeno pretende che non siano date in concreto le condizioni poste dall'art. 42 cpv. 4 CP per pronunciare, oltre alla pena pecuniaria condizionalmente sospesa, una multa. In sostanza l'insorgente non dimostra che i giudici cantonali abbiano commisurato la pena eccedendo o abusando del loro potere d'apprezzamento. La sua censura deve pertanto essere respinta nella misura della sua ammissibilità.