Citation: 5A_788/2018 E. 3.3

3.3. Con la sua critica, il ricorrente contesta l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove effettuati dall'istanza precedente in relazione al finanziamento dell'immobile, temi che il Tribunale federale può però riesaminare unicamente nei ristretti limiti del divieto dell'arbitrio (supra consid. 1.3). L'argomentazione ricorsuale, fondata unicamente su mere affermazioni apodittiche dell'insorgente, non basta però a sostanziare una violazione dell'art. 9 Cost., norma peraltro nemmeno menzionata dal ricorrente. La sentenza 5A_352/2011 del 17 febbraio 2012 consid. 5.2.4 (DTF 138 III 150), richiamata dal ricorrente, non può pertanto essere applicata, dato che concerne il caso, qui appunto non dimostrato, in cui l'acquisto di un bene immobile è stato finanziato con beni propri (e la costituzione di un mutuo ipotecario). Nemmeno per quanto concerne il valore venale dell'immobile l'insorgente riesce a dimostrare l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nell'apprezzamento delle prove. Egli si limita infatti a formulare generiche contestazioni nei confronti delle risultanze peritali, dimenticando che il giudice, pur apprezzando liberamente una perizia, non può scostarsene a piacimento, ma soltanto quando circostanze o indizi chiari e importanti ne minano seriamente la credibilità (v. DTF 142 IV 49 consid. 2.1.3 con rinvio). Nella (ridotta) misura in cui è ammissibile, la censura va quindi ritenuta infondata.