Citation: 2C_383/2018 E. 6.1

6.1. Anche in questo caso, proceduto a un apprezzamento delle prove e sottolineata una serie di incongruenze nelle dichiarazioni e nei fatti riscontrati, la Camera di diritto tributario ha confermato l'agire del fisco ticinese, constatando: che il 6 agosto 2014 la A.________, rappresentata da B.B.________, e la C.________ SA hanno sottoscritto un accordo in cui indicano che l'importo di fr. 17'038.29 dovuto dalla C.________ SA alla A.________ per amministrazione contabile veniva "compensato" quale acconto sulle fatture di lavori ancora da eseguire dalla C.________ SA per conto di B.B.________; che, nel seguito, B.B.________ ha rilevato che detta compensazione non aveva però potuto essere effettuata, perché la C.________ SA era fallita; che la versione fornita da B.B.________ era lacunosa e anche in contrasto con la documentazione che emerge dal dossier relativo alla tassazione di quest'ultima; che, durante l'udienza del 6 ottobre 2017, il fisco ha chiesto alla ricorrente come mai, se davvero vantava ancora un credito nei confronti della C.________ SA, non lo aveva insinuato nel fallimento della stessa, ottenendo come risposta che su tale punto sarebbe stata presa posizione più oltre; che, con scritto del 13 ottobre 2017, la A.________ ha prodotto copia di una "notifica di credito", inoltrata all'Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno il 30 gennaio 2015 - con riferimento a 40 fatture e per complessivi fr. 25'933.45 più interessi - rilevando che in tale importo era compreso il credito in discussione, che dunque non sarebbe mai stato compensato.