Citation: 4C.150/2001 01.11.2001 E. 5

5.- Ne discende che la X.________ S.A. non può far valere alcuna pretesa nei confronti della Banca Z.________ con riferimento alla somma di fr. 181'836. 20. a) Questa circostanza era già stata rilevata nella sentenza emanata il 2 giugno 1998 dalla CEF, laddove si legge che "tale importo non è di pertinenza della massa fallimentare, in quanto realizzatosi prima della dichiarazione di fallimento della X.________ S.A." (sentenza citata, consid. 3, pag. 6 seg.). Esso concerne infatti le pigioni maturate tra il luglio 1991 e il febbraio 1994, mentre il fallimento è stato dichiarato il 13 dicembre 1994. b) È stato l'UEF di Riviera, competente per l'esecuzione in via di realizzazione del pegno, a versare le pigioni alla Banca H.________ nonostante il blocco chiesto dalla Y.________. Poco importa che ciò sia avvenuto per il tramite della Fiduciaria Q.________ S.A., incaricata dell'amministrazione dell'immobile, dato ch'essa agiva sotto la responsabilità dell'UEF di Riviera (art. 94 cpv. 2 RFF). Spettava dunque all'UEF di Riviera promuovere l'azione civile contro la banca, ritenuto che per il recupero dei pagamenti eseguiti a torto gli uffici di esecuzione e fallimenti non possono esercitare l'imperio del quale fruiscono in ambito esecutivo, bensì devono ricorrere all'istituto dell'arricchimento indebito (DTF 61 III 36 e, per la massa fallimentare, 123 III 335). La via da seguire era stata peraltro già indicata dalla CEF. Essa ha infatti stabilito che il recupero dell' importo di fr. 181'836. 20 avrebbe dovuto venire effettuato dall'UEF di Riviera sotto la cui giurisdizione sono state eseguite le procedure esecutive in via di realizzazione del pegno. L'ufficio avrebbe poi dovuto chiudere tale esecuzioni, allestire i conti in conformità con l'art. 157 LEF e versare l'eventuale eccedenza all'UEF di Locarno, che curava la liquidazione del fallimento (sentenza citata, consid. 3 a pag. 7). Contrariamente a quanto asserito dal convenuto, secondo il quale la CEF avrebbe solamente rilevato la propria incompetenza, all'UEF di Riviera era stato esplicitamente ordinato di agire davanti al giudice civile per il recupero dell'importo di fr. 181'836. 20 (cfr. sentenza citata, punto 4 del dispositivo, con il rinvio al consid. 3). Da nessuna parte sta scritto ch'esso dovesse agire come rappresentante della massa fallimentare X.________ S.A.. c) A dire il vero anche gli uffici di esecuzione e fallimenti, in quanto organi statali, sono sprovvisti di legittimazione propria (Jäger/Walder/Kull/Kottmann, op. cit. , n. 4 ad art. 2; Favre, Droit des poursuites, 3a ed., Friborgo 1974, pag. 34; cfr. anche Ammon/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6a ed., 1997, n. 10 a pag. 15). Titolare della pretesa di restituzione poteva pertanto essere soltanto lo Stato del Cantone Ticino, che ha operato attraverso l'UEF di Riviera. Sia la sentenza di primo grado che la petizione accennano d'altro canto ad una parallela azione in responsabilità promossa dallo Stato contro la Fiduciaria Q.________ S.A.; in questo senso va precisata anche la più volte citata sentenza dell'autorità di vigilanza.