Citation: 6B_1012/2015 E. 11.1.3

11.1.3. La Corte cantonale si è d'altra parte confrontata con i pareri dei consulenti, spiegando perché non li ha ritenuti concludenti. Ha dato atto che non erano stati riscontrati segni inequivocabili di morsi, rilevando nondimeno che le escoriazioni e le ecchimosi sul viso, l'escoriazione dietro il padiglione auricolare destro e quella dietro all'orecchio sinistro, le escoriazioni sul petto, le lesioni alle braccia, alle gambe e sui glutei erano evidenti prove di violenza. Ha quindi addotto le ragioni per cui le lesioni accertate sul corpo della vittima potevano essere considerate chiare ferite da costrizione, frutto dei tentativi del ricorrente di immobilizzare la vittima per vincerne la resistenza e potere procedere alla penetrazione vaginale dopo avere tentato invano quella anale (cfr. sentenza impugnata consid. 61). La CARP ha inoltre spiegato i motivi per cui, tenuto conto della lubrificazione fisiologica, della mancanza di resistenza fisica della vittima, come pure del fatto che la zona anale è stata coperta e protetta con le mani, si poteva ben giustificare l'assenza di lesioni nella zona genitale ed anale (cfr. sentenza impugnata consid. 63). Come già detto, il ricorrente non sostanzia l'arbitrio delle considerazioni esposte ai considerandi 59 segg. della sentenza impugnata. Critica invero il fatto che la CARP non ha dato grande credito ai pareri dei consulenti di parte, per il fatto ch'essi hanno definito "aspecifiche ed atipiche" le lesioni riscontrate, senza precisare cosa è per contro specifico e tipico. Rileva che anche il perito giudiziario avrebbe parlato di "aspecificità" riguardo a determinate lesioni, ma che a questi è per contro stato dato credito. Secondo il ricorrente, la CARP non disporrebbe delle competenze mediche per giudicare l'attendibilità degli esperti, sicché sarebbe a suo dire necessaria un'ulteriore perizia medico specialistica. Ora, il referto del perito giudiziario è dettagliato e si esprime specificatamente sulle singole lesioni rilevate nelle diverse parti del corpo, dando atto di una compatibilità dei riscontri con una congiunzione carnale violenta (cfr. sentenza impugnata, consid. 38). Premesso che i pareri dei consulenti di parte devono essere considerati alla stregua di allegazioni di parte, sottoposte alla libera valutazione delle prove, e che in concreto essi definiscono in modo generico come aspecifiche ed atipiche le lesioni accertate, il ricorrente non adduce serie ragioni oggettive che imporrebbero di scostarsi dalla perizia giudiziaria e dalle risultanze dell'interrogatorio del suo estensore (cfr. DTF 141 IV 369 consid. 6.1 e 6.2). Il ricorrente sostiene che l'assenza di lesioni nella zona genitale dell'accusatrice privata sarebbe inspiegabile, ove si consideri che secondo quanto da lei stessa dichiarato avrebbe ceduto unicamente dopo essere stata penetrata in modo violento e contro la sua volontà. La Corte cantonale ha tuttavia accertato, sulla scorta delle dichiarazioni costanti dell'interessata e pertanto conformemente agli atti, che per i dolori subiti a seguito delle percosse ad un certo punto ella ha smesso di tenere le gambe chiuse, allentando la resistenza e consentendogli di penetrarla. Ha quindi accertato che la vittima ha smesso di opporre resistenza fisica e l'ha lasciato continuare nella speranza ch'egli smettesse di picchiarla e terminasse l'abuso al più presto. L'argomentazione ricorsuale si scosta da questi accertamenti, che non sono censurati d'arbitrio con una motivazione conforme alle esposte esigenze e sono pertanto vincolanti per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF).