Citation: 6B_1128/2014 E. 2

Giusta l'art. 81 cpv. 1 LTF, è legittimato a proporre un ricorso in materia penale chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità precedente o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a) e dispone di un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (lett. b), segnatamente l'accusatore privato, se la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili (n. 5), ovvero pretese basate sul diritto civile (DTF 138 IV 86 consid. 3 pag. 87). Spetta di principio alla parte ricorrente dimostrare, conformemente alle esigenze dell'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, l'adempimento delle condizioni poste alla legittimazione ricorsuale (DTF 138 IV 86 consid. 3). Nel giustificare la legittimazione ricorsuale, l'insorgente si limita ad affermare che la decisione impugnata può influire sulle sue pretese civili. Non illustra minimamente quali pretese intenderebbe far valere, non fornisce indicazioni di sorta sulla natura e sull'entità di un eventuale danno cagionato dai reati oggetto di abbandono del procedimento. Trattandosi di infrazione alla LCSl, violazione del segreto di fabbrica o commerciale e soppressioni di documento, un eventuale danno non è deducibile direttamente e senza ambiguità: alla ricorrente incombeva dunque indicare, per ogni reato prospettato, in cosa consistesse il suo danno (v. sentenza 6B_914/2013 del 27 febbraio 2014 consid. 1.2). In mancanza di una motivazione sufficiente sulle pretese civili che intenderebbe far valere, all'insorgente non può essere riconosciuta la legittimazione per contestare nel merito la sentenza della CRP. Le sue censure di violazione del diritto di essere sentito e di arbitrio, afferenti la mancata assunzione delle prove richieste in sede cantonale, sono dunque inammissibili, perché indissociabili dal merito della vertenza.