Citation: 2C_182/2013 E. 6.2.1

6.2.1. Lo spunto per l'allestimento del servizio in questione - nel quale viene ripercorsa la storia dell'uso industriale dell'amianto, delle sue vittime in Italia e nel mondo, così come del ruolo passato ed attuale delle società Eternit - è stato come detto preso dal processo a quel momento in corso a Torino, nel quale il ricorrente era uno degli imputati. Come rilevato nel giudizio impugnato, il servizio aveva un taglio specifico, poiché intendeva affrontare il tema in questione nell'ottica delle vittime dell'amianto stesse. Tale taglio, che fa senz'altro leva sulle emozioni e che conferisce un carattere drammaturgico all'intero contributo, non ha tuttavia impedito ciò che è determinante, ovvero un'informazione appropriata dei telespettatori (DTF 131 II 253 consid. 3.2 pag. 259 seg. con ulteriori rinvii). Così come correttamente rilevato dall'istanza inferiore, la particolare impostazione del servizio è stata in effetti indicata in maniera chiara, trasparente e per nulla tendenziosa durante l'introduzione in studio, che è parte integrante della trasmissione (sentenza 2A.614/2003 dell'8 marzo 2005 consid. 4.2.1) e che - almeno per quanto riguarda la responsabilità penale del ricorrente, il cui accertamento era in atto a Torino - ha pure attirato l'attenzione sul fatto che la difesa avrebbe parlato alla fine di quel mese, che le udienze non erano ancora terminate e che un verdetto definitivo non era stato ancora emesso: sottolineando in tal modo ab initio che la vicenda narrata era controversa e la verità presentata, nell'ottica delle vittime, non aveva affatto un carattere assoluto. Sempre come pertinentemente rilevato dall'Autorità indipendente di ricorso e come ancora verrà indicato più oltre, la prospettiva adottata non ha inoltre impedito che la trasmissione - per molti versi provocatoria e polemica, ma non già solo per questo censurabile (precedente consid. 4.3; sentenza 2A.283/2006 del 5 dicembre 2006 consid. 2.3) - desse comunque spazio ad altri punti di vista, tra cui quello del ricorrente, e mettesse parallelamente in evidenza il fatto che, in relazione ai decessi e ai danni causati dall'uso dell'amianto per scopi industriali, le responsabilità potessero essere molteplici e quindi da ricercare a più livelli. Come già osservato, il discorso svolto dai giornalisti della RSI nel filmato andato in onda l'8 settembre 2011 non si limita infatti alla questione dei reati imputati all'insorgente nel processo di Torino, ma è assai più ampio e mira a ripercorrere la storia dell'uso industriale dell'amianto, così come quella del riconoscimento dei suoi effetti nocivi rispettivamente letali nel corso degli anni: non solo da parte degli industriali che lo utilizzavano, di cui (almeno per quanto riguarda la Svizzera) vengono descritte le ambigue strategie, ma anche delle autorità politiche e giudiziarie, chiamate ad applicare norme sulla prescrizione differenti da Paese a Paese, nonché di quelle sindacali, sanitarie e di prevenzione degli infortuni quali la SUVA, sul cui ruolo in relazione all'attività svolta negli stabilimenti Eternit di Niederurnen (GL) il filmato si occupa a più riprese.