Citation: 4C.304/2001 22.01.2002 E. 4

4.- Oltre all'interpretazione del contratto, l'attrice rimprovera ai giudici ticinesi di non aver tenuto nella debita considerazione l'atteggiamento assunto dal convenuto, il quale mai ha reagito agli scritti con cui la nuova proprietaria indicava le modalità di pagamento. Tale silenzio poteva, in buona fede, da lei venire interpretato quale conferma del contenuto dei citati documenti. Questa conclusione appare tanto più giustificata se si tiene conto del fatto ch'essa è subentrata in un rapporto contrattuale venuto in essere fra altre parti. a) Il Tribunale d'appello ha esaminato questi argomenti dal profilo dell'art. 6 CO, che regola la conclusione di un contratto mediante accettazione tacita. Gli scritti dell'attrice, volti ad ottenere il versamento anticipato del canone di locazione mensile, configurano secondo i giudici ticinesi una proposta contrattuale, che il convenuto non ha sicuramente inteso accettare tacitamente, dato ch'essa comportava un chiaro peggioramento della sua posizione e che il rapporto di locazione fra le nuove parti era recente e non ancora consolidato. b) Ritenuto che l'interpretazione del contratto di locazione quo ai termini di pagamento della pigione asseverata dall'attrice non può venire condivisa, non è possibile affermare ch'essa, con lo scritto del 19 dicembre 2000, ha semplicemente ribadito le modalità di versamento delle rate. Come rettamente stabilito nella decisione impugnata, con le sue lettere l'attrice ha formulato una vera e propria offerta (cfr. Higi, op. cit. , n. 22 ad art. 257c CO) che per essere vincolante necessita dell'accordo della controparte. Giusta l'art. 1 cpv. 2 CO la volontà di stipulare un contratto può essere manifestata espressamente o tacitamente. Una manifestazione di volontà tacita può tuttavia essere ammessa solo in presenza di un atteggiamento assolutamente inequivocabile; di principio, al semplice silenzio non può dunque essere attribuito il valore di un'accettazione (DTF 123 III 53 consid. 5a pag. 59; Gauch/Schluep/ Schmid/Rey, Schweizerisches Obligationenrecht Allgemeiner Teil, vol. I, 7a ed. Zurigo 1998, n. 451). Fa eccezione l'eventualità contemplata dall'art. 6 CO, esaminata dalla Corte cantonale. Giusta questa norma, qualora la natura particolare del negozio o le circostanze non implichino un'accettazione espressa, il contratto si considera concluso se entro un congruo termine la proposta non è respinta. Nella fattispecie in esame - nonostante il fatto che l'accordo relativo alle modalità di versamento delle pigioni non necessita di una forma particolare - i presupposti per ammettere tale eccezione non sono dati (sui criteri di valutazione cfr. Gauch/Schluep/Schmid/Rey, op. cit. , n. 453 segg.). Come rettamente rilevato nella sentenza impugnata, la proposta dell'attrice configurava un peggioramento della situazione del conduttore, ciò che depone chiaramente a sfavore di un'accettazione tacita da parte di quest'ultimo (Gauch/Schluep/Schmid/Rey, op. cit. , n. 456). Per il resto, è vero che il rapporto fra le parti qui in causa era di origine assai recente e non è emerso dagli atti che il conduttore abbia mai consentito, prima, eventualmente con atti concludenti, al versamento anticipato della pigione né che il tema fosse già stato oggetto di una seria discussione, tale da permettere all'attrice, in buona fede, di confidare nel consenso della controparte. Anche su questo punto il giudizio cantonale si avvera dunque conforme al diritto federale. c) Nulla muta il richiamo alla prassi cantonale secondo la quale eventuali modifiche in punto ai termini di pagamento devono essere segnalate entro 30 giorni, così come previsto dall'art. 257d CO. Nel caso in esame si è infatti già detto che, contestando l'obbligo di pagamento anticipato, il conduttore non ha fatto valere una modifica del contratto.