Citation: 4A_669/2020 E. 5

La Corte cantonale ha tutelato il licenziamento del ricorrente non solo perché aveva contribuito a generare un cattivo il clima di lavoro tra lui e diversi suoi colleghi, ma anche a causa di sue manchevolezze e violazioni contrattuali e a tutela della personalità degli altri dipendenti dell'opponente e dei suoi clienti. A suo avviso l'opponente poteva rimproverargli una violazione del suo obbligo di fedeltà e di diligenza, perché egli aveva tenuto a più riprese comportamenti "sopra le righe"e irrispettosi verso colleghi, superiori e clienti, e si era immischiato in aspetti che esulavano dalle attività per le quali era stato assunto. L'opponente aveva già accennato a quegli aspetti nella risposta di causa e i testi avevano confermato quelle critiche, corroborate pure dalle deposizioni degli amministratori (cfr. sentenza impugnata, pag. 4-7, consid. 6.1). I giudici cantonali hanno altresì accertato che il ricorrente era stato oggetto di richiami e che l'opponente l'aveva invitato a non intromettersi in questioni che esulavano dalle sue competenze. Prima del suo licenziamento, il ricorrente aveva avuto un "dialogo amichevole e costruttivo" con C.________, che però non aveva permesso di riportare il giusto clima di lavoro, accettabile per l'amministratore e per tutti i colleghi. La deposizione di C.________, che confermava tale circostanza ed era corroborata anche dallo scambio di scritti del 23 ottobre 2017 tra lui e il ricorrente e dalla deposizione di E.________, era dunque da reputare veritiera. Il datore di lavoro aveva quindi fatto il possibile, vista anche la breve durata del rapporto contrattuale inferiore a cinque mesi, per rimediare al conflitto, talché la disdetta non poteva dirsi abusiva (cfr. sentenza impugnata, pag. 7, consid. 6.2).