Citation: 1C_567/2008 17.04.2009 E. 3

3.1 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere rilevato nella fattispecie un'infrazione grave ai sensi dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr fondandosi esclusivamente sull'entità del superamento di velocità, senza tenere conto delle circostanze concrete, suscettibili di influire sulla gravità della colpa e della minaccia per la sicurezza della circolazione. Sostiene che, dopo l'entrata in vigore delle attuali disposizioni sulla revoca della licenza di condurre, il Tribunale federale avrebbe inteso rivedere la precedente giurisprudenza in materia di eccessi di velocità. 3.2 Giusta l'art. 16 cpv. 2 LCStr, le infrazioni delle prescrizioni sulla circolazione stradale, per le quali non è applicabile la procedura prevista dalla legge federale del 24 giugno 1970 sulle multe disciplinari, comportano la revoca della licenza di condurre o della licenza per allievo conducente, oppure l'ammonimento del conducente. Conformemente all'art. 16c cpv. 2 lett. a LCStr, dopo un'infrazione grave la licenza per allievo conducente o la licenza di condurre è revocata per almeno tre mesi. Commette un'infrazione grave ai sensi dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr chi, violando gravemente le norme della circolazione, cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo. Le circostanze quali la gravità della colpa, il pericolo per la circolazione o la reputazione del conducente devono essere prese in considerazione per fissare la durata della revoca, ma con riferimento all'art. 16 cpv. 3 LCStr la durata minima prevista dalla legge non può essere ridotta. Nell'ambito degli eccessi di velocità, la giurisprudenza è stata portata a stabilire delle regole precise al fine di garantire la parità di trattamento tra conducenti. Così, il caso è oggettivamente grave, vale a dire a prescindere dalle circostanze concrete, quando il superamento della velocità autorizzata è di 25 km/h o più all'interno delle località, di 30 km/h o più all'esterno delle località o sulle semiautostrade e di 35 km/h o più sulle autostrade (DTF 124 II 259 consid. 2b). L'infrazione è per contro di media gravità quando il superamento della velocità consentita va, rispettivamente, da 21 fino a 24 km/h (DTF 126 II 196 consid. 2a), da 26 fino a 29 km/h e da 31 fino a 34 km/h (DTF 128 II 131 consid. 2a). Gli eccessi di velocità inferiori a questi valori, e che non possono essere sanzionati mediante multe disciplinari, devono comportare almeno un ammonimento in considerazione della messa in pericolo astratta accresciuta alla quale vengono esposti gli altri utenti della strada (cfr. art. 16 cpv. 2 LCStr; sentenza 6A.52/2005 del 2 dicembre 2005, consid. 2.2.3 e rinvii). Questa giurisprudenza, confermata anche dopo la revisione del diritto sulla circolazione stradale entrata in vigore il 1° gennaio 2005 (sentenza 1C_83/2008 del 16 ottobre 2008, consid. 2), non dispensa tuttavia l'autorità da qualsiasi esame delle circostanze del caso concreto. Da un canto, l'importanza della messa in pericolo e quella della colpa devono essere prese in considerazione al fine di stabilire quale debba essere la durata della revoca (cfr. art. 16 cpv. 3 LCStr). Dall'altro, occorre esaminare se delle circostanze particolari non giustifichino comunque di considerare il caso come di minore gravità, ciò che può segnatamente realizzarsi quando il conducente aveva seri motivi per ritenere che non si trovava ancora, o non si trovava più, nella zona di limitazione della velocità (DTF 126 II 196 consid. 2a, 124 II 97 consid. 2c; cfr. sentenze 1C_328/2008 del 25 novembre 2008, consid. 2.5 e 6B.264/2007 del 19 settembre 2007, consid. 3.1, citata dal ricorrente). 3.3 Nella fattispecie, il ricorrente, circolando su una semiautostrada, ha superato di 32 km/h il limite di velocità autorizzato. Tale superamento costituisce oggettivamente un caso grave ai sensi dell'art. 16c cpv. 1 lett. a LCStr ed implica necessariamente la revoca della licenza di condurre per una durata di tre mesi. Egli non invoca circostanze particolari che dovrebbero essere prese in considerazione sulla base dell'esposta giurisprudenza. D'altra parte, le condizioni stradali e meteorologiche favorevoli, nonché lo scarso traffico in senso opposto al momento dell'infrazione non rientrano nelle circostanze che permetterebbero eccezionalmente di ammettere una gravità media e di scostarsi quindi dalla durata minima legale della revoca applicabile nella fattispecie. Contrariamente a quanto sembra ritenere il ricorrente, come già visto, la giurisprudenza del Tribunale federale in materia di eccessi di velocità è stata più volte confermata anche sotto l'egida delle disposizioni entrate in vigore il 1° gennaio 2005. Essa comporta un certo schematismo, indispensabile tuttavia per assicurare la parità di trattamento tra i conducenti in un campo in cui le infrazioni sono commesse in massa (DTF 132 II 234 consid. 3; sentenza 1C_83/2008, citata, consid. 2.6).