Citation: 2A.178/2001 20.04.2001 E. 2

2.- a) Il ricorrente censura la revoca del proprio permesso di dimora. Siccome detta autorizzazione è scaduta dal mese di maggio 2000, ossia già prima dell'inoltro del presente gravame, egli non ha più oramai un interesse pratico e attuale (cfr. DTF 122 II 411 consid. 1e e rinvii) all'annullamento della revoca e non è quindi legittimato a ricorrere ai sensi dell'art. 103 lett. a OG. Su questo punto, il gravame è pertanto inammissibile. Egli contesta pure il proprio allontanamento dal Cantone Ticino: sennonché, contro quest'ultimo provvedimento, il ricorso di diritto amministrativo non è dato (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 4 OG). b) La Corte cantonale ha d'altra parte confermato il rifiuto del rinnovo del permesso di dimora. Il ricorrente, sposato con una cittadina svizzera, ha, in linea di principio, diritto al citato rinnovo in virtù dell'art. 7 cpv. 1 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, del 26 marzo 1931 (LDDS; RS 142. 20), combinato con gli art. 4 LDDS e 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG (cfr. DTF 126 II 265 consid. 1 e rinvii): in proposito l'impugnativa è quindi ricevibile. Va tuttavia rilevato che su questo punto il ricorso adempie a malapena le esigenza di motivazione di cui all'art. 108 cpv. 2 OG (cfr. DTF 118 Ib 134 consid. 2 e rinvii) ed è ai limiti dell'ammissibilità.