Citation: 4C.121/2004 08.09.2004 E. 5

In definitiva, il Tribunale d'appello ha ammesso la violazione della clausola C3, a due riprese, e della clausola A7. Le violazioni contrattuali accertate non sono state tuttavia reputate idonee a giustificare la rescissione del contratto per motivi gravi. 5.1 Sull'esistenza di una "causa grave" il giudice è tenuto a decidere secondo il suo libero apprezzamento (cfr., per analogia, art. 337 cpv. 3 CO), applicando le regole del diritto e dell'equità (art. 4 CC). Per giurisprudenza invalsa, il Tribunale federale esamina con riserbo l'esercizio del potere d'apprezzamento da parte dell'ultima istanza cantonale. Esso interviene quando la decisione si scosta senza motivo dai principi stabiliti da dottrina e giurisprudenza in materia di libero apprezzamento o si fonda su fatti che nel caso particolare non avevano importanza alcuna oppure, al contrario, quando non si è tenuto conto di elementi che avrebbero dovuto essere presi in considerazione. Inoltre, il Tribunale federale sanziona le decisioni rese in virtù di un tale potere d'apprezzamento quando esse sfociano in un risultato manifestamente ingiusto o in un'iniquità scioccante (DTF 130 III 213 consid. 3.1 pag. 220 con rinvii). 5.2 In concreto, la valutazione complessiva delle circostanze non ha permesso ai giudici ticinesi di concludere per l'esistenza di una situazione di una gravità tale da non permettere ragionevolmente la continuazione dell'accordo sino alla normale scadenza prevista per il 31 dicembre 2004. Innanzitutto perché l'attrice non è attiva solamente nel settore delle macchine per la saldatura interna automatica, né è stato preteso che questo costituisse la sua fonte di reddito più importante, dalla quale dipendeva la sua sopravvivenza. Secondariamente, le due violazioni del divieto di cessione (clausola C3) non possono essere considerate gravi: la prima concerneva la concessione di un'estensione al Sudamerica della licenza per l'uso e il noleggio già concessa - con l'accordo dell'attrice - a K.________ per il Canada e gli Stati Uniti, che non ha causato un particolare pregiudizio all'attrice; la seconda riguardava invece la cessione dell'esclusiva, per il Canada, a Q.________, che era stata comunicata all'attrice, la quale non aveva sollevato obiezioni, adottando così un atteggiamento ambiguo. Nemmeno la violazione dell'obbligo d'informazione (clausola A7) è apparsa grave. Essa è risultata più che altro di natura formale, non essendo stato provato che il 25% del ricavo dai noleggi avesse già raggiunto la somma di Lit. 400'000'000, a partire dalla quale - stando a quanto emerso in istruttoria - le parti avevano pattuito che sarebbe scattato l'obbligo di pagamento. I giudici cantonali hanno poi evidenziato il fatto che le violazioni accertate non concernevano punti essenziali dell'accordo di collaborazione, quali le ordinazioni (clausola A1 e A6), i pagamenti (clausola A2), la prestazione di garanzie (clausola A3), l'obbligazione di reciproca esclusività (clausola A4) e l'obbligo di riservatezza e discrezione (clausole A5, C1 e C2). Infine, la Corte ha ritenuto di dover prendere in considerazione - a favore della convenuta - gli sforzi, anche economici, messi in atto per garantire la prosecuzione del contratto di collaborazione. 5.3 Nel ricorso l'attrice si duole a più riprese di un abuso del potere d'apprezzamento da parte del giudice del merito. Occorre tuttavia rilevare ch'essa confonde, manifestamente, il potere d'apprezzamento che spetta al giudice in virtù dell'art. 4 CC - e che, entro i limiti già descritti, può essere riesaminato nel quadro di un ricorso per riforma - e l'apprezzamento delle prove agli atti - che invece sfugge all'esame del Tribunale federale quale istanza di riforma (cfr. consid. 2.1). Gli argomenti addotti per criticare la valutazione dell'autorità ticinese si fondano infatti su fatti nuovi (siccome privi di riscontro nel giudizio impugnato) oppure in contrasto con quelli accertati in sede cantonale. Ora, nelle circostanze accertate ed esposte dal Tribunale d'appello - che vincolano il Tribunale federale nella giurisdizione per riforma (art. 63 cpv. 2 OG) - il giudizio sulla gravità delle violazioni contrattuali imputabili alla convenuta non appare scioccante né tantomeno manifestamente iniquo. In particolare tenuto conto del fatto che, a differenza del Pretore, il Tribunale d'appello ha negato - a causa dell'assenza dei dati necessari al giudizio, che avrebbero dovuto venir forniti all'attrice - la violazione di due clausole concernenti punti essenziali dell'accordo. Non va inoltre dimenticato che la rescissione del contratto costituisce l'eccezione (cfr. supra consid. 3.2). Considerati e ponderati i vari fattori di valutazione pertinentemente menzionati nella sentenza querelata, le tre violazioni contrattuali accertate, anche se non banali, non inducono ad escludere la possibilità di proseguire il contratto sino alla sua scadenza. La conclusione dei giudici ticinesi non viola pertanto l'art. 4 CC.