Citation: 1P.147/2006 13.04.2007 E. 3.4

3.4.1 Il ricorrente critica poi, ritenendola arbitraria, la riduzione del dispendio di tempo eseguita dalla CRP. Sostiene che il riconoscimento di sole 35 ore rispetto alle 61 ¾ esposte non terrebbe sufficientemente conto della complessità del procedimento e delle operazioni concretamente effettuate, ove solo si consideri che il processo sarebbe durato ben tre giorni. La massiccia decurtazione sarebbe del tutto ingiustificata anche perché misconoscerebbe l'adeguatezza dell'intervento difensivo e il risultato ottenuto, equivalendo in sostanza a considerare superflua l'assistenza del difensore. 3.4.2 Per l'anno 2000 la Corte cantonale ha riconosciuto un dispendio di 9 ore rispetto alle 14,5 esposte, riducendo da 8,5 a 3 ore il tempo indicato per i colloqui e le conferenze telefoniche con il cliente. Il ricorrente non si confronta puntualmente con questa specifica decurtazione spiegando per quali motivi essa sarebbe arbitraria, segnatamente per quali ragioni un avvocato diligente avrebbe mediamente profuso, secondo la normale esperienza, per un mandato di complessità analoga, un dispendio simile in colloqui con il proprio assistito. La critica non deve quindi essere ulteriormente esaminata. 3.4.3 Per il periodo successivo, fino alla conclusione del processo, la CRP ha rimunerato complessivamente 24 ore rispetto alle 47 ¼ indicate dal patrocinatore. Nondimeno, secondo il giudizio del presidente della Corte delle Assise correzionali, il dibattimento si è svolto sull'arco di tre giorni ed è durato complessivamente circa 22 ore: ciò risulta essere stato rettamente esposto dal patrocinatore del ricorrente nella sua specifica delle prestazioni. Rimunerare in tali circostanze, per il periodo 2001/2002 fino alla conclusione del giudizio di primo grado, unicamente 24 ore complessive, equivale in sostanza a riconoscere soltanto il dispendio profuso al pubblico dibattimento, senza tenere minimamente conto del tempo necessario alla sua preparazione, ciò che conduce a un risultato manifestamente insostenibile e pertanto arbitrario. D'altra parte, su questo punto la sentenza impugnata risulta pure insufficientemente motivata, poiché si limita a ridurre in modo generico il tempo indicato ma non si confronta concretamente con le prestazioni esposte nel dettaglio dall'avvocato. È tuttavia senza incorrere nell'arbitrio che i giudici cantonali non hanno considerato i costi relativi al parere del prof. Trechsel, ritenuto che la sussunzione giuridica spettava innanzitutto al patrocinatore nel contesto del mandato di difesa, non essendo peraltro in discussione questioni giuridiche particolari. Del resto, il ricorrente non fa specificatamente valere, conformemente all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (cfr. DTF 130 I 26 consid. 2.1, 258 consid. 1.3 e rispettivi), che lo stralcio di questa posta dell'onorario sarebbe di per sé manifestamente abusivo. 3.4.4 Il ricorrente critica il fatto che, riguardo alle prestazioni relative alla procedura ricorsuale, la CRP ha ritenuto sufficienti le ripetibili di fr. 3'000.-- assegnate dalla Corte di cassazione e di revisione penale. Sostiene che tale indennizzo non coprirebbe interamente l'impegno profuso in un procedimento particolare come quello in questione. Premesso che, come rileva il ricorrente medesimo, nella fase ricorsuale l'attività da rimunerare è consistita essenzialmente nella preparazione e nella stesura delle osservazioni al ricorso del Procuratore pubblico, l'importo in esame corrisponderebbe a 12 ore lavorative rimunerate a fr. 250.-- orari. Considerati i limitati atti procedurali necessari in questa fase e il fatto che il patrocinatore del ricorrente già conosceva in modo approfondito l'incarto, la CRP non ha abusato del proprio potere d'apprezzamento rifiutandosi di riconoscere un'indennità eccedente le ripetibili (cfr. sentenza 1P.571/2002 del 30 gennaio 2003, consid. 3.3). 3.4.5 Il ricorrente ritiene arbitrario anche l'ammontare delle ripetibili per la redazione dell'istanza di indennità, stabilito dalla Corte cantonale in fr. 1'500.--. Considerato che tale importo è stato fissato tenendo in particolare conto del grado di soccombenza dell'istante, a seguito dell'accoglimento perlomeno parziale del gravame in esame e del conseguente annullamento del giudizio impugnato, la CRP dovrà nuovamente statuire anche su questo punto. L'esame della censura è quindi prematuro in questa sede.