Citation: 4A_335/2022 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale ha ritenuto che gli istanti avevano reso verosimile la loro qualità di azionisti, possedendo 50 azioni ricevute dal padre e producendo una scrittura privata del 25 gennaio 2016 in cui questi non si era limitato a specificare di avere consegnato alla figlia B.B.________ i menzionati titoli, ma aveva pure scritto la seguente frase: " ti ricordo poi che solo 25 azioni sono tue perché le altre 25 sono di C.B.________. Come ti ho detto solo quando C.B.________ aprirà una sua cassetta gli devi consegnare le sue azioni perché sono sue di diritto ". Ha disatteso la contestazione della convenuta, perché priva di motivazione, concernente l'autenticità della firma su tale documento, aggiungendo che la versione della donazione è stata confermata da un legale. Ha poi reputato che l'enunciazione nel patto parasociale, la dichiarazione fiscale del 2017 e il testamento pubblico del 22 febbraio 2020 di D.B.________, nonché le indicazioni riportate fra il dicembre 2016 e il dicembre 2019 nel libro degli azionisti non bastano per ritenere la versione degli istanti non verosimile. Infatti D.B.________ non si era curato del fatto che i dati riportati nel libro degli azionisti al momento della costituzione della società fossero errati e che egli nella dichiarazione fiscale del 2013 aveva erroneamente indicato, come pure pacificamente riconosciuto anche dalla convenuta, di essere proprietario di tutte le 100 azioni. Nulla modificano - soggiunge la Corte cantonale - i documenti prodotti nella procedura di appello riferiti a un procedimento (penale) italiano, atteso che questi nemmeno menzionavano esplicitamente la convenuta ed erano stati redatti da un legale, che non aveva ricevuto puntuali informazioni né effettuato opportuni approfondimenti. Altrettanto inconferente sarebbe la richiesta di restituzione delle 50 azioni formulata dal legale paterno, atteso che essa pare essere stata unicamente emessa per procedere alla loro conversione in azioni nominative.