Citation: 1C_13/2014 E. 2.4

2.4. Le censure manifestamente non reggono. I giudici cantonali hanno infatti rettamente stabilito che i predetti argomenti addotti dal ricorrente, in particolare l'assenza di precedenti e la necessità professionale di condurre, non consentono di ridurre la durata minima della revoca ai sensi dell'art. 16 cpv. 3 LCStr ultima frase. Il ricorrente, contrariamente al suo obbligo di motivazione, non si confronta con i motivi posti a fondamento del giudizio impugnato e si limita in larga misura ad addurre critiche meramente appellatorie e quindi inammissibili (art. 42 LTF). Egli parrebbe in effetti disconoscere che la criticata decisione si fonda sulla nuova prassi, compiutamente illustrata nel giudizio impugnato, secondo la quale la durata minima della revoca della licenza di condurre non può essere ridotta, neppure in presenza della necessità professionale di condurre un veicolo, argomento sul quale è imperniato il ricorso: le circostanze del singolo caso ai sensi dell'art. 16 cpv. 3 LCStr, sulle quali egli insiste, rilevato comunque che un sorpasso di ciclomotori ad alta velocità comporta sempre un certo rischio, possono essere infatti considerate solo fino alla durata minima della revoca (art. 16 cpv. 3 secondo periodo LCStr; DTF 135 II 334 consid. 2.2 con numerosi rinvii). Questa regola vale addirittura per autisti professionali (DTF 134 II 39 consid. 3 pag. 43; 132 II 234 consid. 2.3 pag. 236; sentenze 1C_170/2013 del 17 maggio 2013 consid. 3.2 e 3.3, 1C_287/2012 del 12 luglio 2013 consid. 2.4 e 1C_83/2008 del 16 ottobre 2008 consid. 2; 6A.38/2006 del 7 settembre 2006 consid. 3, in Jdt 2006 I 412).