Citation: 5A_470/2015 E. 2.1

2.1. L'art. 650 CC prevede che ogni comproprietario ha il diritto di chiedere la cessazione della comproprietà, a meno che ciò non sia escluso dal negozio giuridico, dalla suddivisione in proprietà per piani o dal fine a cui la cosa è durevolmente destinata (cpv. 1) e a meno che la richiesta non sia intempestiva (cpv. 3). Il diritto di esigere lo scioglimento della comproprietà esiste anche tra coniugi (DTF 98 II 341 consid. 4; v. anche DTF 138 III 150 consid. 5.1.1; 119 II 197 consid. 2), riservata la norma a protezione dell'abitazione coniugale (art. 169 CC; DTF 119 II 197 consid. 2). L'art. 651 cpv. 2 CC stabilisce che, quando i comproprietari non si accordino circa il modo della divisione, il giudice ordina la divisione della cosa in natura, ed ove questa non si possa fare senza notevole diminuzione del valore, ne ordina la licitazione fra i comproprietari od ai pubblici incanti. Se un bene è in comproprietà tra coniugi, l'art. 651 cpv. 2 CC è completato dall'art. 205 cpv. 2 CC (DTF 119 II 197 consid. 2), secondo cui il coniuge che provi d'avere un interesse preponderante può, oltre alle altre misure legali, chiedere che tale bene gli sia attribuito per intero contro compenso all'altro coniuge.