Citation: 1B_2/2023 E. 2.5

2.5. La tesi ricorsuale, secondo cui il 24 ottobre 2022 non sarebbe stata adottata alcuna decisione di sospensione del procedimento ai sensi dell'art. 329 cpv. 2 CPP e pertanto si sarebbe in presenza di un pregiudizio irreparabile non regge. Come si evince dal verbale del dibattimento, nell'ambito dello stesso il Presidente della Corte aveva fatto notare al difensore del ricorrente che la censura, che al suo dire avrebbe potuto essere sollevata prima, relativa all'asserita violazione del principio accusatorio, se accolta, non avrebbe comportato la chiusura del procedimento penale con una sentenza di merito, visto che si sarebbe dovuto chiedere al PP di sanarla. Ha quindi avvisato le parti che la Corte doveva preliminarmente decidere, qualora fosse necessario assumere un aggiornamento peritale, se l'incarto fosse sempre ancora maturo per una decisione di merito. Il Presidente ha quindi sospeso il pubblico dibattimento e la Corte si è ritirata per deliberare sulla questione, precisando che alle parti sarebbe stato comunicato per iscritto se l'incarto era maturo per la decisione di merito. Con scritto del 26 ottobre 2022, il Presidente, per la Corte, ha comunicato alle parti ch'era stato fatto ordine al PP di completare l'istanza e di ordinare un complemento peritale. Il verbale del dibattimento è stato sottoscritto, in nome della Corte, dal Presidente e dalla cancelliera. Con la citata "dichiarazione giudici a latere" del 2 novembre 2022, è stato confermato che queste decisioni sono state adottate dalla Corte. Nella misura in cui il ricorrente si diffonde sul fatto che il dibattimento sarebbe stato interrotto ma non sospeso, e che al suo dire non sarebbe comunque stato sospeso il procedimento penale conformemente all'art. 329 cpv. 2 CPP, le censure sono inammissibili. In effetti, come accertato dalla CRP, egli non ha impugnato la decisione di sospensione, ma soltanto le modalità con le quali la stessa è stata comunicata, ciò che non implica alcun pregiudizio irreparabile, visto del resto che tali decisioni potevano essere riproposte nell'ambito del successivo dibattimento. Per di più, come rettamente ritenuto dalla CRP, una decisione di sospensione giusta l'art. 329 cpv. 2 CPP non comporta comunque alcun pregiudizio irreparabile per il ricorrente, motivo per cui le sue digressioni al riguardo sono in ogni caso ininfluenti. Mal si comprende comunque perché, secondo l'ipotesi del ricorrente, che non poggia su alcun indizio o fatto comprovato o reso per lo meno verosimile, il 24 ottobre 2022 il collegio giudicante non avrebbe adottato una decisione di sospensione, o come indicato nella "dichiarazione giudici a latere", di interruzione. Il ritiro in Camera di Consiglio e la decisione di fare assumere un complemento peritale comportava non solo l'interruzione del dibattimento, ma anche la sospensione del procedimento. La circostanza che al dire del ricorrente il verbale del dibattimento sarebbe stato comunicato, dopo la sua stesura, non prima del 2 novembre 2022 e quindi successivamente all'inoltro del reclamo non è quindi decisiva. È quindi a ragione che la CRP ha negato che le criticate decisioni comporterebbero un pregiudizio irreparabile.