Citation: 9C_753/2008 26.10.2009 E. 3

3.1 L'assicurato censura il fatto che l'amministrazione e la giurisdizione cantonale non hanno affidato la perizia a uno specialista in chirurgia, ma si sono accontentati delle conclusioni del Servizio X.________. Rimprovera al giudice di prime cure di avere ritenuto maggiormente attendibile la perizia del Servizio X.________ rispetto ai pareri medico-specialistici del dott. B._________, capo servizio di neurochirurgia all'Ospedale Y.________, e dell'Istituto P.________. Egli ravvisa una valutazione errata e arbitraria dei fatti e delle prove offerte. 3.2 Nella misura in cui contesta la valutazione dell'incapacità lavorativa operata dal primo giudice, il quale facendo uso del proprio potere d'apprezzamento delle prove, ha ritenuto maggiormente attendibili le conclusioni del Servizio X.________ e ha concluso per una piena capacità lavorativa in attività adeguate e leggere, rispettose delle limitazioni indicate dal perito, l'insorgente censura un giudizio su una questione di fatto che, in quanto tale, vincola per principio questo Tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398 seg.). 3.3 Orbene, questa conclusione non lede alcuna norma di diritto federale, né risulta da un accertamento manifestamente errato o incompleto dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove. Il giudice cantonale, nel fare proprie le conclusioni dell'UAI, ha tra l'altro accertato che la valutazione dei periti del Servizio X.________, dettagliata e approfondita, non è stata (validamente) smentita da altri certificati specialistici attestanti un peggioramento della situazione valetudinaria tra la data della perizia del Servizio X.________ e la resa della decisione amministrativa, che delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 129 V 1 consid. 1.2 pag. 4). In particolare, per quanto concerne i referti del dott. B._________, l'autorità giudiziaria di prima istanza ha osservato che il medico, dopo avere, nel certificato del 28 aprile 2006, dichiarato di attendersi un significativo miglioramento dello stato lombalgico poiché la risonanza magnetica del 27 aprile 2006 aveva messo in evidenza uno stato postoperatorio perfettamente nella norma, non spiega i motivi né della mancata ripresa lavorativa, nonostante il miglioramento dell'insufficienza segmentaria del paziente, né della necessità di una perizia neutra. Inoltre, riguardo al ricovero presso l'Istituto P.________ e ai relativi referti, la Corte cantonale ha rettamente osservato che essi sono posteriori alla decisione dell'UAI e che pertanto esulano dal potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali, il quale esamina la legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui la decisione impugnata è stata resa (DTF 121 V 362 consid. 1b pag. 366 e sentenze ivi citate; per contro, nulla impedisce all'assicurato di fare valere questi fatti e di invocare, in separata sede, un eventuale peggioramento della situazione dopo la data della decisione amministrativa). Senza arbitrio, il primo giudice poteva ugualmente ritenere non censurabile il fatto che il Servizio X.________ avesse fatto capo a una perizia reumatologica a cura del dott. C.______ per la valutazione delle patologie vertebrali del ricorrente. Questa conclusione è del resto avvalorata dal fatto che il dott. B._________ aveva evidenziato in data 28 aprile 2006 uno stato postoperatorio perfettamente nella norma. Sempre senza arbitrio, l'istanza precedente poteva procedere a un apprezzamento anticipato delle prove e rinunciare ai complementi istruttori chiesti dal ricorrente (DTF 131 I 153 consid. 3 pag. 157). 3.4 L'insorgente fa pure notare di non disporre di una formazione specifica, salvo la licenza della scuola media italiana. Di conseguenza, non condivide le conclusioni tratte dalla consulente in integrazione professionale dell'UAI, secondo cui egli avrebbe acquisito e approfondito, durante il suo percorso lavorativo, delle conoscenze professionali in differenti settori. Dal profilo del reinserimento professionale ritiene impensabile chiedere ad una persona di 58 anni, senza qualifiche, di rientrare nel mondo lavorativo. 3.5 Sulla base del rapporto della consulente in integrazione professionale e tenuto conto delle indicazioni mediche, la Corte cantonale non ha individuato impedimenti al reinserimento professionale, considerando quali attività adeguate quelle professioni legate al settore dell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e di controllo, oppure al campo dei servizi, attività che non comportano aggravi fisici, con possibilità di cambiare frequentemente posizione. Tale accertamento dei fatti non può dirsi manifestamente errato (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398) ed è anzi conforme alla giurisprudenza in materia (cfr. sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008, in RtiD II-2008 pag. 274, consid. 4.3 con riferimenti). Riguardo all'esigibilità e alla possibilità per l'assicurato di cercare un nuovo impiego su un mercato equilibrato del lavoro, va ricordato che al momento determinante della decisione amministrativa in lite, l'opponente aveva 57 anni. Dal profilo dell'età, le condizioni per ammettere una incapacità di lavoro e di guadagno per mancanza di possibilità reale di sfruttarne la residua capacità non erano pertanto realizzate (v. sentenza citata 9C_13/2007 consid. 4.3; cfr. pure sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 359/06 del 22 giugno 2007 consid. 4.2 e I 304/06 del 22 gennaio 2007 consid. 4.2 con i rispettivi riferimenti). A ciò si aggiunge che, per quanto esposto dall'amministrazione in merito alle concrete attività suscettibili di entrare in linea di considerazione, pur dovendo riconoscere una difficoltosa collocabilità dell'assicurato dovuta soprattutto al fattore età, al medesimo si presentava - nel momento determinante della decisione su opposizione in lite - un ventaglio relativamente ampio di professioni possibili (e peraltro anche sufficientemente specificate) che non richiedevano necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 463/00 del 28 ottobre 2003 consid. 3.3).