Citation: 1B_197/2022 E. 2.4

2.4. Riguardo all'esigenza del pericolo di recidiva (art. 221 cpv. 1 lett. c CPP) la CRP, richiamata la prassi del Tribunale federale, ha rilevato che il GPC l'ha ammesso con riferimento ai precedenti penali del ricorrente e alle chiare indicazioni peritali emergenti dal pregresso procedimento penale, ma anche dall'ulteriore documentazione medica agli atti relativa a quello in esame, nonché in relazione alla sua precaria e attuale situazione personale e psicofisica. La CRP ha richiamato la condanna del ricorrente dell'8 ottobre 2018 della Corte di appello e di revisione penale alla pena detentiva di 3 anni e 3 mesi per tentato omicidio intenzionale, guida in stato di inettitudine e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti per fatti commessi il 24 febbraio 2017 ai danni di un conoscente. Si sottolinea che sulla base delle perizie psichiatriche esperite in quel procedimento, l'obbligo imposto al ricorrente di seguire un trattamento ambulatoriale da eseguirsi in sede di esecuzione della pena è poi stato annullato dal GPC per mancanza di prospettive di successo, poiché il ricorrente non rispettava più i regolari incontri fissati dal Servizio psico-sociale, ritenendoli " inutili ". La CRP ha ritenuto che il comportamento aggressivo dimostrato dal ricorrente e i suoi problemi psicofisici emersi dopo l'arresto dimostrano una pericolosa tendenza negativa di aggravamento dei suoi comportamenti, che sfociano in una prognosi particolarmente negativa. Ha poi stabilito che, allo stadio attuale, il pericolo di recidiva non può essere ridotto o soppresso mediante l'adozione di misure sostitutive in luogo della carcerazione preventiva.