Citation: 2A.231/2002 28.05.2002 E. 2

2.1 Il ricorrente afferma di aver prodotto tutta la documentazione attestante che egli si è adoperato personalmente e con l'ausilio di un legale al fine di ottenere il rinnovo del proprio passaporto. Rimprovera alla Corte cantonale di non averne tenuto debitamente conto e di fargli sopportare le conseguenze derivanti dalla lentezza della burocrazia italiana. Adduce poi che negandogli anche il rinnovo del permesso di dimora, oltre a rifiutargli il rilascio di un permesso di domicilio, la Corte cantonale avrebbe violato il principio della proporzionalità e sarebbe incorsa nell'arbitrio, poiché non avrebbe tenuto conto del fatto che risiedeva in Svizzera da sette anni. 2.2 La critica è inconferente. Anzitutto occorre rilevare che, come emerge chiaramente dalla sentenza impugnata, i giudici cantonali hanno esaminato la vertenza sia sotto il profilo del rinnovo del permesso di dimora sia sotto quello del rilascio di un permesso di domicilio. In proposito, essi hanno osservato, richiamando gli art. 3 cpv. 1 LDDS e 5 dell'ordinanza di esecuzione della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, del 1° marzo 1949 (ODDS), che sia il rinnovo sia la concessione di entrambe le autorizzazioni di soggiorno in esame erano subordinati alla presentazione di un valido documento nazionale. Il ricorrente non contesta la fondatezza di tale esigenza. Orbene, come accertato nel giudizio querelato (cfr. art. 105 cpv. 2 OG), il passaporto del ricorrente è scaduto dal 1° novembre 1999 e da allora, non è stato più rinnovato. Le giustificazioni addotte al riguardo dall'interessato, ossia la ben nota lentezza della burocrazia italiana, non possono essere accettate né condivise. In effetti quand'anche si volesse ammettere che il rinnovo di un passaporto italiano richieda del tempo, non si può però pretendere, come il ricorrente, che si debba aspettare più di due anni e mezzo per ottenerlo, senza poi alcun risultato. In effetti - e il ricorrente non fornisce la prova del contrario - il documento in questione non è ancora stato rinnovato. Constatata la mancanza di un valido documento nazionale e ciò senza che siano state fornite spiegazioni plausibili, è a giusta ragione che i giudici cantonali hanno negato sia il rilascio di un permesso di domicilio sia il rinnovo del permesso di dimora. 2.3 Per i motivi esposti, la sentenza impugnata si rivela giustificata: il ricorso, infondato, dev'essere respinto e il giudizio querelato confermato. 2.4 Per il resto, si può rinviare ai pertinenti considerandi della sentenza contestata (art. 36a cpv. 3 OG).