Citation: 4A_405/2013 E. 4.2

4.2. Dopo un'introduzione teorica sulla distinzione tra fatti e diritto nella determinazione del danno e sulla necessità di stabilire la portata dei documenti mediante interpretazione secondo il principio dell'affidamento, l'attrice spiega che il documento M129, che espone "dati distorti rispetto alla realtà" ma non è formalmente falso, costituisce manifestazione esplicita e vincolante della volontà della banca secondo l'art. 1 CO e riconoscimento di debito nel senso dell'art. 82 LEF. Oltre ad avere violato queste norme, prosegue l'attrice, la sentenza cantonale ha "misconosciuto il concetto di documento così come risultante dalla definizione data dall'art. 110 cpv. 4 CP". In tale contesto la Corte cantonale avrebbe anche accertato i fatti in modo manifestamente errato (art. 97 e 105 LTF), non avendo considerato le testimonianze secondo le quali il documento M129 è stato utilizzato per l'attuazione dello scudo fiscalee ha quindi avuto delle conseguenze giuridiche come vuole l'art. 110 cpv. 4 CP. L'attrice aggiunge che al mandato di gestione patrimoniale si sovrapponeva un contratto di deposito, in forza del quale la banca aveva l'obbligo d'informare il cliente, di rendergli conto. La dichiarazione M129 equivarrebbe appunto a un rendiconto, nel quale il cliente poteva riporre affidamento. Sotto questo profilo la valutazione errata della prova violerebbe pertanto gli art. 2 e 8 CC, 400 segg. CO e 9 Cost. nonché la DTF 102 IV 191, secondo la quale attestazioni bancarie del genere "sono proprie a provare i fatti che enunciano ". L'attrice ripete argomentazioni analoghe a proposito del documento 12; asserisce in particolare ch'esso è vincolante per la convenuta poiché è stato firmato dal direttore e dal vicedirettore, i quali "hanno a tutti gli effetti accertato e riconosciuto un saldo e comunicato una differenza di conto alla cliente ".