Citation: 4A_248/2013 E. 4

Nel caso in esame è a giusto titolo pacifico che la madre dei ricorrenti e l'opponente erano legati da un mandato. Ora, nella sua qualità di mandatario, il medico è responsabile verso il paziente della fedele e diligente cura degli affari affidatigli (art. 398 cpv. 2 CO), laddove " gli affari affidatigli " non consistono nella guarigione, trattandosi di un risultato che egli non è in grado di garantire, bensì nella prestazione di cure in maniera conforme alle regole dell'arte medica tendenti alla guarigione (DTF 133 III 121 consid. 3.1, 120 III 248 consid. 2c). Per regole dell'arte medica si intendono quelle regole della scienza medica riconosciute ed applicate in maniera generale dal corpo medico. Sapere se il medico ha violato il proprio obbligo di diligenza è una questione di diritto. Stabilire se esiste una regola dell'arte medica comunemente ammessa (che il convenuto avrebbe violato) e come si è svolto l'intervento attiene invece all'accertamento dei fatti. Spetta al leso dimostrare la violazione delle regole dell'arte medica (DTF 133 III 121 consid. 3.1 pag. 124).