Citation: 1P.590/2003 10.11.2003 E. 2

Con l'istanza di complemento d'inchiesta del 13 giugno 2003 il ricorrente chiedeva l'assunzione per rogatoria di ulteriori mezzi di prova, segnatamente l'audizione di testimoni nonché il sequestro di documentazione e di tabulati telefonici: l'assunzione di queste prove avrebbe potuto condurre a un decreto d'abbandono, senza la necessità del dibattimento. Il ricorrente fonda quindi, in sostanza, un pregiudizio irreparabile sulla mancata possibilità di un suo proscioglimento prima del processo. 2.1 Come si è visto, un prolungamento della durata della causa e gli inconvenienti connessi allo svolgimento del processo non comportano un pregiudizio irreparabile di natura giuridica, sicché le censure ricorsuali non possono essere accolte (cfr. DTF 101 Ia 161). Il ricorrente potrà far valere i suoi diritti - segnatamente quelli relativi ai diritti di parte e di difesa garantiti dal diritto cantonale e federale (art. 29, 30 e 32 Cost.) e dall'6 CEDU riguardo a un equo processo, alla parità delle armi e alla possibilità di difendersi, come pure il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) - nel processo penale e, se del caso, nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico contro la decisione cantonale di ultima istanza. Anche l'assunzione delle ulteriori prove può essere eventualmente chiesta dinanzi alla Corte del merito (cfr. art. 227, 228 CPP/TI). 2.2 Il ricorrente rileva invero che l'assunzione della maggior parte dei mezzi probatori presupporrebbe una procedura di assistenza giudiziaria all'estero. Inoltre, taluni documenti potrebbero anche non più essere reperibili in futuro, mentre un teste potrebbe non più essere in grado di deporre per la sua anzianità. Il ricorrente rileva inoltre che l'entrata in vigore in Italia, il 1° gennaio 2004, del decreto legislativo 30 giugno 2003 in materia di protezione dei dati personali, comporterà per l'operatore telefonico italiano un obbligo di conservazione dei dati relativi al traffico telefonico limitato a trenta mesi. Non è dimostrata tuttavia dal ricorrente, né resa verosimile, la sussistenza di un concreto pericolo di perdita dei mezzi probatori: il fatto che la loro assunzione potrebbe in sede dibattimentale risultare difficoltosa non è decisivo e non fonda di per sé un pregiudizio irreparabile. D'altra parte, limitandosi ad accennare all'entrata in vigore del citato decreto legislativo italiano, il ricorrente non sostiene ch'esso esplicherebbe un effetto retroattivo sui tabulati telefonici da lui richiesti, riferiti al periodo 2000-2001, o ne imporrebbe imperativamente la distruzione. In tali circostanze, il ricorrente potrà, se del caso, fare valere successivamente un'asserita violazione del suo diritto di essere sentito o dei suoi diritti di difesa nell'ambito di un eventuale ricorso di diritto pubblico (art. 87 cpv. 3 OG; DTF 101 Ia 161, 99 Ia 437 consid. 1; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 343 seg.; cfr. anche DTF 118 II 369 consid. 1).