Citation: 4A_4/2010 10.03.2010 E. B

Con lodo del 16 novembre 2009 il Tribunale arbitrale dello Sport (TAS) ha accolto l'appello di B.________, annullato la decisione del Giudice unico e condannato A.________ a pagare al club uruguaiano US$ 630'000, oltre interessi. Sulla base delle regole della FIFA e, a titolo sussidiario, del diritto svizzero, il TAS ha in sostanza considerato che B.________ aveva subordinato il proprio consenso all'annullamento del contratto di trasferimento del giocatore brasiliano a una condizione - il pagamento di US$ 150'000 in aggiunta all'importo di US$ 315'000 già versato dal club messicano - che non è stata accettata tacitamente da A.________. Il TAS ha infatti escluso, nella fattispecie in esame, di poter qualificare il silenzio di A.________ quale tacita accettazione ai sensi dell'art. 6 CO, prevalendo piuttosto il principio generale della dottrina svizzera secondo cui "qui ne dit mot ne consent pas" (François Dessemontet, in Commentaire romand, Code des Obligations I, 2003, pag. 41 n. 1 ad art. 6 CO). Nemmeno un'accettazione per atti concludenti entra in linea di conto. Nell'atto impugnato il TAS ha esposto le ragioni per le quali le circostanze invocate da A.________ - quali la disdetta del contratto di lavoro che legava il club messicano al calciatore brasiliano, la richiesta d'invio del CIT formulata dall'Associazione di football uruguaiana, la conclusione di un nuovo contratto fra B.________ e detto calciatore, il successivo trasferimento di quest'ultimo in un club argentino - non costituiscono elementi suscettibili di dimostrare l'estinzione mediante novazione (art. 116 CO) delle obbligazioni assunte nel contratto di trasferimento del calciatore brasiliano sottoscritto il 24 giugno 2005. Donde la condanna di A.________ all'adempimento di tali obbligazioni, segnatamente al pagamento delle restanti rate della somma di trasferimento oltre interessi.