Citation: 5A_489/2013 E. 6.3

6.3. Per il resto, le obiezioni ricorsuali riguardano il peso da attribuirsi al fascio di indizi: maggiore, secondo il ricorrente, alle attestazioni di domicilio; maggiore invece, secondo il Tribunale di appello, ai documenti esposti a pag. 4 e 5 della decisione impugnata (supra consid. 2.1; v. anche supra consid. 6.1). Nell'ottica di un esame con piena cognizione, come quello del giudice del merito, non vi è ombra di dubbio che entrambe le posizioni appaiano sostenibili: così, le (concordanti) attestazioni di domicilio, anche in virtù del loro carattere ufficiale, non sono certamente sprovviste di peso. Tuttavia, anche le circostanze confermate dai documenti fiscali, dall'affiliazione alla cassa malati e dal contratto di locazione dell'appartamento di Y.________, di dimensioni tali da far propendere per una sua natura di abitazione primaria e non secondaria, oltretutto condivisa con la famiglia, non sono d'importanza trascurabile. Lo stesso vale per gli estratti della carta di credito, riferiti preponderantemente a spese nella regione lemanica; l'ipotesi del possesso di altre carte di credito, che l'opponente utilizzerebbe in Ticino, è infatti puramente speculativa. Anche il Tribunale di appello, in altre parole, non ha posto a fondamento della sentenza impugnata criteri privi di rilievo per la determinazione del domicilio di una persona, inteso come centro effettivo di vita (art. 23 CC; DTF 119 II 64 consid. 2b/bb; sentenze 5A_270/2012 del 24 settembre 2012 consid. 4.2.2 con rinvii; 5A_733/2012 del 16 novembre 2012 consid. 2.1 con rinvii). Ora, nell'ottica della cognizione del Tribunale federale, limitata all'arbitrio (supra consid. 1.3), non basta che l'apprezzamento delle prove proposto dal ricorrente sia sostenibile, o addirittura preferibile a quello dell'autorità precedente: per portare all'annullamento della sentenza impugnata, quest'ultimo dev'essere insostenibile. Nell'evenienza concreta, ciò non è, come detto, il caso.