Citation: 2C_864/2018 E. 6.3

6.3. Sempre a proposito della coniuge, va per altro anche rilevato che quest'ultima ha sposato il ricorrente quando oramai già gli erano stati indirizzati ben quattro ammonimenti e non poteva quindi ignorare il rischio, vista anche la persistenza del marito nel compiere atti illeciti alla guida, che la loro vita matrimoniale dovesse essere vissuta altrove. Nel contempo, che sussistendo motivi di ordine e di sicurezza pubblici atti a giustificare la revoca/il mancato rinnovo del permesso di dimora all'insorgente, non appare nemmeno eccessivo pretendere che, qualora volesse continuare a vivere insieme al coniuge, sposti anche lei la propria residenza poco oltre la frontiera, ciò che le permetterà pure di restare ancorata alla realtà ticinese. Di conseguenza, ritenuto che può essere nella fattispecie preteso che i rapporti familiari siano vissuti all'estero, la decisione impugnata non viola neanche il diritto alla vita familiare garantito dall'art. 8 CEDU e dall'art. 13 Cost. (DTF 137 I 247 consid. 4.1.2 pag. 249 seg., sentenze 2C_387/2017 del 29 maggio 2018 consid. 6.6 e 2C_993/2015 del 17 marzo 2016 consid. 6.3).