Citation: 6B_1007/2017 E. 2.1.3

2.1.3. La ricorrente non si confronta puntualmente con l'insieme degli elementi presi in considerazione dalla Corte cantonale. Non spiega in particolare, con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni gli esposti accertamenti e le relative valutazioni sarebbero manifestamente insostenibili, in chiaro contrasto con gli atti, fondati su una svista manifesta o in urtante contraddizione con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 142 II 355 consid. 6; 134 I 140 consid. 5.4; 132 III 209 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1). La ricorrente riconosce invero di avere compreso già in occasione del primo incontro con la terapista, il 5 dicembre 2006, che costei era intenzionata a commettere una scorrettezza. Adduce di non avere però pensato di essere coinvolta in un reato e di non essersi ricordata di quella circostanza quando, oltre due anni dopo, ha ricevuto le due fatture incriminate. Con questa argomentazione la ricorrente espone semplicemente una sua diversa interpretazione delle circostanze, volta a sminuire la propria responsabilità. Non si confronta tuttavia puntualmente con la valutazione complessiva eseguita dalla Corte cantonale, dimostrandone la manifesta insostenibilità. Disattende in particolare che, secondo gli accertamenti vincolanti contenuti nel giudizio impugnato (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF), quando ha ricevuto le fatture era convinta di avere già pagato tutti i trattamenti e che le spiegazioni fornitele telefonicamente dalla terapista non erano state chiare. Trascura inoltre che la diversa copertura assicurativa del marito le era nota e che, per l'entità delle prestazioni indicate, il lasso temporale cui erano riferite e l'ammontare complessivo fatturato, il loro contenuto non poteva che apparirle come chiaramente inverosimile.