Citation: 6P.93/2001 10.01.2002 E. 8

8.- a) Il ricorrente sostiene che il suo agire non adempie i criteri dell'art. 112 CP e pretende la derubricazione della dichiarazione di colpevolezza per assassinio a omicidio intenzionale. b) L'omicidio intenzionale (art. 111 CP) deve essere qualificato come assassinio (art. 112 CP) se l'agente ha agito con particolare mancanza di scrupoli, segnatamente con movente, scopo o modalità particolarmente perversi. In altre parole l'assassinio è un caso aggravato di omicidio intenzionale che si contraddistingue per il carattere particolarmente riprensibile dell'atto illecito (FF 1985 II 912-913, DTF 127 IV 10 consid. 1; Bernard Corboz, Les principales infractions, Vol. I, Berna, 1997, ad art. 112 CP, n. 1-23). La nozione di "particolare mancanza di scrupoli" corrisponde alla nozione di "particolare perversità" dell' art. 112 CP previgente (FF 1985 II 912; Gunther Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil I, Berna 1995, 5a ed., n. 17, pag. 26). Per caratterizzare "la particolare mancanza di scrupoli", l'art. 112 CP evoca l'ipotesi di movente, scopo o modalità particolarmente perversi; tale lista è esemplificativa (FF 1985 II 912; Stratenwerth, op. cit. , n. 20, pag. 27). La casistica è varia. Il movente dell'agente è particolarmente odioso allorquando egli uccide contro rimunerazione o per derubare la sua vittima (DTF 118 IV 122 consid. 1b, 115 IV 187 consid. 2 e 3); lo scopo è particolarmente odioso quando l'agente elimina un testimone sgradito o una persona che si interpone alla commissione di un reato; il modo di agire è specialmente odioso se l'agente dimostra una certa crudeltà o gode nel vedere soffrire la sua vittima (v. anche Corboz, op. cit. , ad art. 112, n. 8-19 e gli esempi citati; nonché Stefan Disch, L' homicide intentionnel, Tesi, Losanna 1999, pagg. 313-322). Riferendosi più precisamente al caso specifico, conviene ribadire che, in linea di principio, l'uccisione di una persona a scopo di rapina costituisce un tipico caso di assassinio, essendo irrilevante che il rapinatore abbia ucciso prima, durante o subito dopo la fase dell'appropriazione del bottino, senza una ragione particolare oppure per timore di una reazione (effettiva o presunta) della vittima (DTF 115 IV 187). c) Per potere dire se l'atto, esaminato sotto ogni angolo, conferisce al suo agente i tratti caratteristici dell'assassino, bisogna procedere a una valutazione globale. Le circostanze rilevanti sono solo le circostanze dell' atto, quelle cioè direttamente connesse con la sua commissione.