Citation: 5A_887/2013 E. 3.2

3.2. Secondo la ricorrente la Corte cantonale sarebbe incorsa nell'arbitrio. Afferma che, alla luce "della reale situazione di fatto (grave alcolemia del padre, continuità del consumo di bevande alcoliche, assenza di presa a carico da parte di professionisti) e del reale bisogno di protezione di due bambini di 2 e 4 anni", la predetta valutazione del Tribunale d'appello violerebbe "il diritto di una madre di invocare l'art. 274 cpv. 2 CCS, e di farne verificare l'applicazione in sede di ricorso". Secondo l'art. 117 CPC ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a ) e la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett. b). La giurisprudenza sviluppata in merito alla nozione di assenza di probabilità di successo nell'ambito dell'art. 29 cpv. 3 Cost. va tenuta in considerazione per interpretare l'art. 117 lett. b CPC. Secondo tale giurisprudenza, p riva di probabilità di successo è una domanda le cui prospettive di successo sono nettamente inferiori a quelle di insuccesso, e che di conseguenza non possono essere definite serie. Se le prospettive di successo e di insuccesso si equivalgono, oppure le prime sono soltanto lievemente inferiori alle seconde, la domanda non può dirsi priva di probabilità di successo. Decisivo è sapere se una parte che dispone dei mezzi finanziari necessari affronterebbe un processo: chi non è disposto ad affrontare a proprie spese un processo non deve poterlo fare soltanto perché la procedura è gratuita. L'esistenza di sufficienti probabilità di successo va giudicata sommariamente in base alle condizioni al momento dell'introduzione della richiesta (DTF 138 III 217 consid. 2.2 con rinvii). Atteso che in concreto la ricorrente censura soltanto una violazione dell'art. 9 Cost., la decisione del Tribunale d'appello di negarle il gratuito patrocinio può unicamente essere esaminata sotto il profilo dell'arbitrio (art. 106 cpv. 2 LTF; supra consid. 1.3; v. sentenza 5A_858/2012 del 4 febbraio 2013 consid. 3.3.1). Ora, nella misura in cui sia sufficientemente motivata - la ricorrente si limita infatti in sostanza ad affermare che fosse suo diritto presentare appello per tutelare l'incolumità dei propri figli, ma non spiega perché il requisito della probabilità di esito favorevole di tale rimedio sarebbe stato adempiuto (al proposito v. sentenza 5D_158/2013 del 24 settembre 2013 consid. 3 con rinvii) - la censura di violazione dell'art. 9 Cost. va respinta per i motivi che seguono. Dalla lettura della sentenza cantonale emerge che, con il suo appello, la ricorrente si è lamentata del fatto che il Pretore aggiunto avrebbe trascurato la lunga dipendenza alcolica del padre e sottovalutato la necessità di una sua totale astinenza. La ricorrente non ha però contestato l'accertamento del Giudice di prime cure secondo il quale nei due mesi precedenti il già citato incontro con i figli, durante il quale il padre ha consumato birra, non vi era stato alcun abuso di alcool da parte di quest'ultimo ed ella non ha nemmeno preteso che tale episodio avesse avuto ripercussioni sui figli. L'appello, in altre parole, non conteneva alcun solido argomento per dimostrare che - contrariamente a quanto ritenuto dal Pretore aggiunto - si giustificasse l'istituzione immediata, già in via provvisionale, di una sorveglianza del diritto di visita che il padre può esercitare una mezza giornata alla settimana. Nelle circostanze appena descritte non si può perciò affermare che fosse manifestamente insostenibile ritenere che le prospettive di successo dell'appello apparivano nettamente inferiori a quelle di insuccesso. Il diniego del gratuito patrocinio da parte della Corte cantonale non risulta quindi arbitrario.