Citation: 5C.198/2002 27.02.2003 E. 4.2

4.2. In virtù del diritto federale, fino a quando la sentenza di divorzio non è cresciuta in giudicato, la competenza del giudice a emanare misure cautelari per la durata del processo continua a sussistere. Anche qualora il principio del divorzio non sia oggetto della procedura di ricorso cantonale, ma questa si limita alle conseguenze accessorie, il giudice dei provvedimenti provvisionali può statuire sulle prestazioni alimentari (DTF 120 II 1 consid. 2b con rinvii). In concreto giova osservare che l'attore aveva avviato una siffatta procedura cautelare, che ha - dopo la decisione di stralcio del Pretore a seguito del ritiro dell'istanza da parte dell'attore medesimo - appellato per quanto attiene alle spese processuali e alle ripetibili. Occorre poi rilevare che - tenuto conto delle ferie giudiziarie (art. 34 cpv. 1 lett. c OG) - la sentenza del 14 dicembre 1998, con cui la Corte cantonale ha deciso la causa di divorzio, è cresciuta in giudicato all'inizio del mese di febbraio 1999. Per questo motivo appare già di primo acchito escluso far risalire gli effetti della sentenza qui impugnata al periodo antecedente tale data, atteso che la richiesta di emanare misure cautelari per la durata del processo di divorzio non può essere formulata con un'azione fondata sull'art. 153 vCC, la quale tende invece alla modifica della sentenza di divorzio. A partire dal mese di febbraio 1999 nulla impediva all'attore d'inoltrare una siffatta azione, tanto più che - in base alle affermazioni contenute nel gravame - egli aveva già "raccolto gli elementi per dimostrare l'esistenza del concubinato qualificato" il 13 luglio 1998. La causa è invece stata incoata solo il 1° aprile 1999. In queste circostanze, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale, facendo iniziare, in applicazione della citata prassi, gli effetti del proprio giudizio al momento della presentazione della domanda, senza anticiparli ai due mesi lasciati inutilmente trascorrere dall'attore.