Citation: 1C_265/2008 02.12.2008 E. 1

1.1 Presentato tempestivamente contro una decisione finale dell'ultima istanza cantonale, che ha sostanzialmente confermato l'approvazione del progetto stradale comunale, il ricorso in materia di diritto pubblico è di massima ammissibile sotto il profilo degli art. 82 lett. a, 86 cpv. 1 lett. d, 90 e 100 cpv. 1 LTF. 1.2 Secondo l'art. 89 cpv. 1 LTF ha diritto di interporre ricorso in materia di diritto pubblico chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore (lett. a), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata (lett. b) e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa (lett. c). La ricorrente si limita a richiamare questa disposizione, fondando la sua legittimazione essenzialmente sulla circostanza di essere destinataria della decisione impugnata. Tuttavia, il solo fatto di essere stata parte nella procedura cantonale, conferisce semmai la legittimazione a fare valere la violazione di diritti di parte (DTF 133 II 249 consid. 1.3.2 e 1.3.3, 129 II 337 consid. 1.3 pag. 341 e rinvii). Per essere abilitata a contestare il merito della causa, la ricorrente deve piuttosto avere con l'oggetto del litigio un rapporto stretto, particolare e degno di protezione. Certo, essa è proprietaria di un fondo confinante con la zona edificabile di interesse comunale, situato nelle immediate vicinanze della strada progettata. La sola vicinanza con l'oggetto del litigio non basta però a conferirle la legittimazione a ricorrere contro l'approvazione del progetto, spettandole altresì dimostrare che l'esito della causa potrebbe influire sulla sua situazione di fatto o di diritto, in modo tale da poter riconoscere ch'essa è toccata in un interesse personale chiaramente distinto dall'interesse generale degli altri abitanti del Comune (DTF 133 II 249 consid. 1.3, 133 II 400 consid. 2.2). Nella misura in cui la ricorrente invoca norme emanate nell'interesse generale, segnatamente in materia di protezione del paesaggio e di tutela degli alberi protetti, senza alcuna influenza sulla sua situazione di vicina, la legittimazione ricorsuale non può esserle riconosciuta. 1.3 Il ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 LTF) può essere presentato per violazione del diritto, conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF. Secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, il ricorso deve essere motivato in modo sufficiente. Il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure sollevate; esso non è tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se quest'ultime non sono presentate nella sede federale (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1). Inoltre, quando è invocata la violazione di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale, le esigenze di motivazione sono accresciute. A norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina infatti queste censure soltanto se siano motivate in modo chiaro e preciso, conformemente alla prassi precedentemente in vigore in materia di ricorso di diritto pubblico (cfr. DTF 134 II 244 consid. 2.2, 133 II 249 consid. 1.4.2, 133 III 393 consid. 6, 638 consid. 2). È questo in particolare il caso laddove la ricorrente lamenta la violazione di norme di attuazione del piano regolatore comunale (NAPR) senza addurre un contrasto con il diritto federale in materia di pianificazione del territorio o di protezione dell'ambiente. Trattandosi dell'applicazione di normative comunali o cantonali, la loro eventuale lesione è infatti esaminata dal Tribunale federale sotto il profilo ristretto dell'arbitrio (DTF 133 II 249 consid. 1.2.1, 133 I 201 consid. 1), sicché spettava alla ricorrente dimostrare per quali ragioni la decisione impugnata sarebbe in concreto manifestamente insostenibile, in contraddizione manifesta con una norma o con un principio giuridico indiscusso o chiaramente lesiva del sentimento di giustizia e dell'equità (DTF 131 I 217 consid. 2.1, 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). Nella misura in cui si limita a presentare critiche di carattere appellatorio ed a ribadire le argomentazioni addotte dinanzi alla precedente istanza, il gravame non adempie le citate esigenze di motivazione ed è quindi inammissibile.