Citation: 9C_569/2020 E. 2.2

2.2. Nei considerandi della sentenza impugnata, la Corte cantonale ha già esposto in maniera dettagliata le norme di diritto e i principi giurisprudenziali applicabili all'assunzione dei costi per i trattamenti effettuati all'estero secondo il diritto interno (art. 34 cpv. 1 e 2 LAMal e art. 36 OAMal), come pure in ambito di diritto europeo. Come ampiamente menzionato dal Tribunale cantonale, la fattispecie presenta degli elementi di carattere transfrontaliero in quanto la ricorrente domiciliata in Svizzera ha beneficiato di un trattamento in Germania, ovvero uno dei Paesi membri dell'Unione europea. Essa rientra pertanto nel campo di applicazione dell'allegato II dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (RS 0.142.112.681; ALC) che rinvia ai vari regolamenti (cfr. art. 8 e art. 15 ALC), segnatamente per quel che concerne il caso in rassegna il Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (RS 0.831.109.268.1; di seguito Regolamento (CE) n. 883/2004) e il Regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (RS. 0.831.109.268.11) applicabili per la Svizzera dal 1° aprile 2012 (sul tema cfr. DTF 146 V 152 consid. 4.1 con riferimenti). A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione.