Citation: 1P.344/2003 14.08.2003 E. 2

Il ricorrente critica essenzialmente il rifiuto del Giudice cantonale di assumere le ulteriori, indicate, prove che avrebbero permesso di chiarire la dinamica dell'incidente e di confutare la versione dello scooterista, che sostiene di essersi fermato prima di immettersi nella rotonda e di non avervi scorto veicoli. 2.1 Il diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare all'assunzione stessa o perlomeno di potersi esprimere sui suoi risultati, nella misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 126 I 15 consid. 2a, 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 520 segg.). Tale diritto non impedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b). Nell'ambito di tale valutazione anticipata delle prove, segnatamente riguardo alla rinuncia a interrogare determinati testimoni, all'autorità compete un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene soltanto in caso d'arbitrio (DTF 124 I 208 consid. 4a, 115 Ia 8 consid. 3a, 97 consid. 5b pag. 101, 106 Ia 161 consid. 2b in fine; sentenza 1P.585/2001 del 9 novembre 2001, consid. 4, pubblicata in RDAT I−2002, n. 83, pag. 529 segg.). Al riguardo, la pretesa violazione del diritto di essere sentito, come l'accennata violazione del principio "in dubio pro reo", riferita in concreto alla valutazione delle prove, coincidono con la censura di arbitrio. Nell'ambito di un esame limitato all'arbitrio, il Tribunale federale annulla la decisione impugnata solo quand'è insostenibile non solo nella motivazione, bensì anche nel risultato (DTF 124 I 208 consid. 4a, cfr. pure DTF 125 II 129 consid. 5b, 124 II 166 consid. 2a, 122 I 253 consid. 6c e rinvii). 2.2 Il Giudice cantonale ha sostanzialmente negato l'assunzione di ulteriori prove volte a stabilire la dinamica dell'incidente e la posizione finale dei veicoli ritenendole non suscettibili d'influire sul giudizio, siccome gli atti di causa erano a suo dire sufficientemente chiari e completi. In sostanza, secondo il Giudice, i danni riportati dall'autovettura sullo spigolo anteriore sinistro, con la perdita di liquido di raffreddamento dal radiatore, e la posizione finale dei veicoli, indicata dallo stesso ricorrente in un disegno da lui prodotto, confermavano la versione resa dal motociclista: egli sarebbe stato investito dall'automobile, il cui conducente non aveva rispettato il suo diritto di precedenza, al momento di immettersi nella rotatoria. Senza di per sé incorrere nell'arbitrio, il Giudice cantonale poteva ritenere che il danno subito dall'automobile, per situazione e genere, nonché la posizione finale dei veicoli, considerata anche sulla base del disegno prodotto dall'automobilista, costituivano indizi a carico di quest'ultimo e avvaloravano la versione dello scooterista. Il rapporto di polizia su cui il Giudice cantonale si è essenzialmente fondato risulta tuttavia assai scarno e contiene unicamente le deposizioni dei due conducenti: l'automobilista sostiene di avere rallentato prima di immettersi nella rotatoria fino a quasi fermarsi e di non avere scorto alcun veicolo sopraggiungere da sinistra, mentre il motociclista afferma di essersi completamente fermato all'imbocco della rotonda e di non avervi visto l'automobile del ricorrente. Il passeggero posteriore dello scooter non è stato per contro interrogato dagli agenti. Emerge inoltre che sia il motociclista sia il suo accompagnatore hanno riportato ferite, il primo di una certa gravità, il secondo soltanto leggere, pur essendo stato scaraventato oltre il lato opposto della vettura, a seguito dell'urto. In tali circostanze, gli indizi a carico del ricorrente emergenti dagli atti, e sui quali il Giudice cantonale ha fondato la colpevolezza, non possono essere ritenuti tali da far ritenere d'acchito irrilevante l'assunzione di altre prove ancora disponibili, idonee a ulteriormente chiarire la fattispecie. Le versioni contrastanti rese dai due conducenti, valutate tenendo conto dell'estrema concisione del rapporto di polizia, della violenza dell'urto, visto che il passeggero del motociclo è stato sbalzato oltre la vettura, e del ferimento anche serio dei protagonisti a bordo dello scooter, imponevano un approfondimento delle circostanze della collisione, in particolare riguardo al comportamento del motociclista. In effetti, anche la condotta di quest'ultimo può essere determinante in un caso come il presente, ove il diritto di precedenza non era assoluto, essendo ogni conducente tenuto a rallentare prima di immettersi nella rotatoria (art. 41b cpv. 1 ONC; DTF 127 IV 220 consid. 3a pag. 225/226, 124 IV 81 consid. 2b; Andreas A. Roth, Kreisverkehr, in: Collezione Assista, Ginevra 1998, pag. 520). D'altra parte, la circostanza secondo cui lo scooterista si sarebbe fermato prima di immettersi nella rotatoria poteva essere confermata o negata dal suo passeggero, che però non è stato sentito. Perlomeno l'audizione di quest'ultimo poteva quindi essere idonea a influire sulla decisione impugnata, sicché, rifiutando di assumere ulteriori prove riguardo alla dinamica della collisione, ritenendole irrilevanti in base a un loro apprezzamento anticipato, il Giudice cantonale ha violato il divieto dell'arbitrio (cfr. DTF 129 I 8 consid. 2.1).