Citation: 1P.128/2002 09.04.2002 E. 3

Perché a una persona indigente sia riconosciuto il gratuito patrocinio occorre, sulla base dell'art. 29 cpv. 3 Cost., che i suoi interessi siano colpiti in misura importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo fattuale e da quello giuridico, da rendere necessaria l'assistenza di un avvocato (DTF 127 I 202 consid. 3b; cfr. pure DTF 122 I 49 consid. 2c/bb, concernente l'art. 4 vCost.; Müller, op. cit., pag. 549). In concreto, pur ritenendo relativamente semplice il procedimento, il GIAR non ha rifiutato il gratuito patrocinio per questo aspetto. La necessità per la ricorrente di essere assistita da un avvocato non risulta quindi essere stata seriamente posta in dubbio in sede cantonale e può, di conseguenza, essere qui ammessa. 3.1 Il GIAR si è fondato sulla tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo. Ha accertato che le entrate mensili dell'istante ammontavano a circa fr. 2'580.--, riconoscendole uscite per complessivi fr. 2'070.--, costituite dall'importo base di fr. 1'100.--, dal canone di locazione di fr. 580.--, dal premio della cassa malati de fr. 285.-- e dal premio dell'assicurazione sulla vita di fr. 105.--. Ha quindi ritenuto l'accusata in grado di sopperire alle spese della sua difesa. 3.2 Una persona è indigente quando non sia in grado di affrontare i costi della procedura senza dovere utilizzare i mezzi necessari per soddisfare il suo minimo vitale e quello della sua famiglia (DTF 127 I 202 consid. 3b e rinvii). Per stabilire lo stato di bisogno occorre prendere in considerazione l'intera situazione dell'istante, e cioè non solo il suo reddito, ma anche i suoi rapporti patrimoniali (DTF 124 I 1 consid. 2a, 120 Ia 179 consid. 3a). Secondo la giurisprudenza, in quest'ambito non è tuttavia determinante l'applicazione schematica del minimo di esistenza secondo il diritto esecutivo: occorre piuttosto tenere obiettivamente conto delle circostanze individuali, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato anche quando il reddito dell'istante ecceda l'importo assolutamente necessario per vivere (DTF 124 I 1 consid. 2a, 108 Ia 108 consid. 5b, 106 Ia 82 consid. 3; Rusca/Salmina/Verda, Commento del codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 9 all'art. 52). In effetti, diversamente dall'ambito esecutivo, nel procedimento penale non sono decisivi gli interessi dei creditori, bensì l'interesse dell'accusato di poter seguire la procedura senza dovere limitare eccessivamente le sue esigenze di vita. L'assistenza giudiziaria ha pertanto anche lo scopo di impedire che l'istante si indebiti ulteriormente o non adempia a obblighi importanti per pagarsi una difesa oggettivamente necessaria (cfr. Alfred Bühler, Die Prozessarmut, in: Gerichtskosten, Parteikosten, Prozesskaution, unentgeltliche Prozessführung, Berna 2001, pag. 157 e 177). Il preavviso favorevole rilasciato dal Municipio nel certificato municipale per l'ammissione all'assistenza giudiziaria non era vincolante (cfr. Rusca/Salmina/ Verda, op. cit., n. 8 all'art. 52), per cui il GIAR non era tenuto ad ammettere indistintamente tutte le poste debitorie elencate dalla ricorrente. Inoltre, l'ultima rata dell'onorario del dentista scadeva il 28 febbraio 2002, appena un mese dopo l'emanazione della decisione. Infine, l'esercizio della professione della ricorrente (segretaria), segnatamente la distanza tra il suo domicilio (Bellinzona) e il posto di lavoro (Camorino) non imponevano necessariamente l'uso dell'automobile (DTF 117 III 20 consid. 2, 108 III 60, 65). Il GIAR poteva invero appoggiarsi ai principi atti a determinare il minimo di esistenza secondo il diritto esecutivo; egli doveva tuttavia tenere sufficientemente conto anche della situazione dell'istante e degli interessi in discussione. La decisione impugnata si fonda invece essenzialmente su un'applicazione schematica del minimo esistenziale secondo gli art. 92 seg. LEF e non considera, senza che peraltro ne siano addotte le ragioni, gli ulteriori elementi risultanti dagli atti, riguardo alla situazione personale dell'istante. Ora, l'eccedenza accertata dal GIAR è tutto sommato modica; inoltre, non sono ravvisabili valori patrimoniali nella disponibilità della ricorrente e l'ammontare documentato dei debiti da lei contratti è, rispetto al reddito, assai elevato. Né risulta che i prestiti in questione siano serviti al finanziamento di beni di lusso o chiaramente superflui (cfr. Alfred Bühler, op. cit., pag. 176 segg.). La situazione debitoria complessiva emergente dagli atti potrebbe quindi molto verosimilmente comportare la necessità per la ricorrente di contrarre nuovi prestiti o di venir meno agli obblighi di rimborso attuali, qualora essa dovesse assumersi le spese della sua difesa. L'esame e la presa in considerazione di questi aspetti giustificava quindi, nelle concrete circostanze, di accordare alla ricorrente l'assistenza giudiziaria gratuita. Ne consegue che il GIAR, ritenendo non realizzato il requisito dell'indigenza e negando all'istante il beneficio del gratuito patrocinio, ha violato l'art. 29 cpv. 3 Cost.