Citation: 1A.198/2006 16.08.2007 E. 7

7.1 I ricorrenti sostengono che il calore prodotto dalla combustione non sarebbe sufficientemente sfruttato, in particolare poiché la licenza edilizia prevede unicamente la condizione di predisporre l'impianto in modo da permettere un eventuale futuro utilizzo del calore residuo. Ritengono inoltre che il calore disperso possa ripercuotersi negativamente sul microclima e sulla concentrazione di ozono. 7.2 L'art. 38 cpv. 1 lett. a OTR impone che l'esercente sistemi e gestisca l'impianto d'incenerimento di rifiuti urbani in modo che venga sfruttato il calore prodotto dalla combustione. La Corte cantonale ha al riguardo accertato che l'energia termica prodotta dal termovalorizzatore viene parzialmente utilizzata internamente per il preriscaldamento dei gas all'entrata del sistema di denitrificazione e per la produzione di energia elettrica, con un rendimento del 23,9 %. Pur auspicando un maggiore sfruttamento mediante la produzione e la distribuzione di calore, la precedente istanza ha nondimeno rilevato che le indagini esperite attestavano nel comparto di Camorino, Giubiasco e S. Antonino la mancanza di sufficienti grandi utilizzatori di calore in continuo sotto forma di vapore o di acqua calda, mentre gli investimenti necessari per la realizzazione di una rete di distribuzione sarebbero economicamente insostenibili. I ricorrenti non dimostrano che tali accertamenti sarebbero manifestamente inesatti o incompleti o fondati su violazioni di norme essenziali di procedura (cfr. art. 105 cpv. 2 OG). Insistendo genericamente solo sul mancato recupero del calore residuo, i ricorrenti disattendono che sotto il profilo dell'art. 38 cpv. 1 lett. a OTR occorre considerare nel complesso le modalità di sfruttamento del calore attuate, sicché in concreto deve essere tenuto conto del fatto che il calore prodotto dalla combustione viene comunque parzialmente trasformato in energia elettrica, con un rendimento ritenuto molto buono dall'Ufficio federale dell'ambiente. Certo, uno sfruttamento maggiore potrebbe essere conseguito con l'aggiunta di un sistema di teleriscaldamento, il quale presuppone però di massima che l'impianto sia ubicato all'interno di un comprensorio insediativo (DTF 127 II 238 consid. 4a; sentenza 1A.17/2000 del 17 agosto 2000 concernente l'impianto di incenerimento dei rifiuti Tridel di Losanna, consid. 7c). Non è questo il caso nella fattispecie, ove l'ubicazione, stabilita come visto a livello di piano di utilizzazione, è discosta dagli insediamenti urbani e non permette quindi allo stadio attuale un maggiore sfruttamento sotto forma di un sistema di riscaldamento a distanza come avviene presso altri impianti in una situazione diversa. Quanto alla dispersione dell'energia termica, la Corte cantonale ha accertato che l'aria calda raggiungerà una temperatura massima di 40°C e sarà espulsa dal condensatore con un getto verticale a 18 m di altezza, disperdendosi verso l'alto senza effetti al suolo. Questi accertamenti non sono contestati dai ricorrenti e non risultano manifestamente inesatti o incompleti (art. 105 cpv. 2 OG).