Citation: 5A_821/2012 E. 2.3.1

2.3.1. A suo dire la Corte cantonale avrebbe accertato i fatti in modo manifestamente inesatto, poiché lo scritto 10 giugno 2010 non conterrebbe alcuna condizione sospensiva. Ammette che tale condizione è prevista nel contratto 12 maggio 2006, contratto che però "nulla ha a che fare con il puro riconoscimento di debito". I Giudici cantonali hanno interpretato lo scritto 10 giugno 2010 secondo il principio dell'affidamento, vale a dire come il destinatario poteva e doveva in buona fede capire la dichiarazione di volontà nella situazione concreta (DTF 136 III 186 consid. 3.2.1 con rinvio). L'interpretazione secondo il principio dell'affidamento è una questione di diritto (e non di fatto) che può essere esaminata con libera cognizione dal Tribunale federale (DTF 136 III 186 consid. 3.2.1). La ricorrente pare dimenticare che lo scritto 10 giugno 2010 si colloca, manifestamente, nell'ambito del contratto di subappalto 12 maggio 2006. Mediante tale contratto le parti hanno deciso di subordinare il pagamento delle fatture alla condizione che il committente saldi per primo il relativo pagamento nei confronti della subappaltante. Ora, né dal tenore dello scritto 10 giugno 2010 né da altre circostanze la creditrice procedente poteva ragionevolmente considerare che l'escussa (subappaltante) avesse rinunciato alla (peraltro chiara) condizione sospensiva stipulata nel contratto di subappalto o che, per altro motivo, tale condizione fosse venuta a cadere. Il fatto che il 28 febbraio 2011 l'escussa abbia pagato nei confronti della creditrice procedente una fattura di fr. 156'008.40, importo anch'esso riconosciuto nello scritto 10 giugno 2010 (e corrispondente all'ultima quota della mercede forfettaria; v. supra consid. in fatto A.a), ancora non significa - come ritiene a torto la ricorrente - che il riconoscimento di debito fosse da ritenere incondizionato, ma può tutt'al più voler dire che per tale fattura la condizione fosse adempiuta. La censura si appalesa perciò infondata.