Citation: 1C_88/2008 06.10.2008 E. 3

3.1 La Corte cantonale ha rilevato che secondo l'art. 65 NAPR ogni nuova costruzione dev'essere dotata di un numero di posteggi adeguato al fabbisogno indotto dalla relativa destinazione, dimensionati secondo le norme VSS 640, 603a, 640, 605a UPPS: quando la formazione di posteggi risulta oggettivamente impossibile, il Municipio impone ai proprietari un contributo sostitutivo di fr. 5'000.-- per ogni posteggio mancante. I giudici cantonali hanno stabilito che le due previste abitazioni richiedono la formazione di quattro posteggi. Il progetto in esame prevede di far capo a una piccola caverna scavata nella roccia, nella quale sono già ubicati due posti auto appartenenti alla casa dei vicini opponenti. A causa della mancanza di spazio, il progetto prevede di installare due impianti meccanici per accatastare le auto a due a due (cosiddetto sistema Varioparker). 3.1.1 La Corte cantonale ha ricordato che il Municipio ha rilasciato la licenza subordinandola al pagamento di un contributo sostitutivo di fr. 5'000.-- per il posteggio che, considerate le dimensioni ridotte della caverna, sarebbe mancante. Il Consiglio di Stato ha da parte sua annullato la licenza, ritenendo che l'impianto per accatastare i veicoli disattenderebbe le norme VSS, poiché comporta manovre di spostamento dei veicoli sul campo stradale. La Corte cantonale ha condiviso quest'ultima opinione. Essa ha infatti ritenuto che, prescindendo dalla questione dell'ammissibilità degli impianti litigiosi sotto il profilo delle norme VSS, è innegabile ch'essi non possono essere considerati conformi a dette prescrizioni, nella misura in cui, durante la manovra di estrazione del veicolo collocato sul piano rialzato, quello posto sul piano inferiore è costretto a stazionare temporaneamente sul campo stradale. 3.1.2 D'altra parte, hanno aggiunto i giudici cantonali, non è per nulla dimostrato che la realizzazione effettiva dei posti auto mancati sia oggettivamente impossibile, ovvero non ragionevolmente esigibile, mediante l'ampliamento della caverna. Essi hanno infatti ritenuto che è disponibile lo spazio necessario per realizzare almeno altri due posti e che i prevedibili costi, di circa fr. 30'000.-- per posto auto, non sono eccessivi, ancor meno se comparati ai costi preventivati per la costruzione delle due case (circa 1.85 mio) e alla situazione dei luoghi immediatamente circostanti, caratterizzata dalla mancanza di spazi pubblici utilizzabili per lo stazionamento di veicoli. 3.2 In quest'ambito il ricorrente fa valere, invero con una motivazione difficilmente comprensibile, che la sentenza impugnata confermerebbe l'annullamento della licenza edilizia con un argomento, quello dei posteggi, che al suo dire nulla avrebbe a che fare con l'oggetto del permesso di costruzione concernente l'edificazione di una casa monofamiliare. Questa censura è manifestamente infondata. Il ricorrente aggiunge poi che le paventate manovre di spostamento dei veicoli sul campo stradale non sarebbero di più ampio respiro rispetto a quelle necessarie per un posteggio, ubicato a circa 100 metri di distanza, munito di una porta garage automatica, che in attesa dell'apertura impone la fermata sulla strada. Egli sostiene inoltre che non si sarebbe in presenza di un sistema di posteggio dipendente, come al suo dire parrebbe dalla sentenza impugnata, bensì di un sistema di posteggio indipendente, per cui un veicolo può parcheggiare praticamente senza influenzare le possibilità di posteggio dell'altro. Qualora la licenza edilizia contemplasse il sistema di posteggio dipendente, aggiunge il ricorrente, spetterebbe al Municipio, in applicazione del principio di proporzionalità, imporre con la licenza il sistema di posteggio indipendente. Rileva poi semplicemente che "stupisce" il fatto che la Corte cantonale non abbia esaminato la questione di sapere quanto tempo richiederebbe la citata manovra. Ora, limitandosi ad opporre il proprio punto di vista agli argomenti e agli accertamenti posti a fondamento del giudizio impugnato, per di più in maniera oltre che generica meramente appellatoria, il ricorrente non dimostra affatto ch'essi sarebbero addirittura insostenibili e quindi arbitrari. 3.3 Il ricorrente, richiamando i divieti d'eccesso di formalismo rispettivamente dell'abuso del potere di apprezzamento, adduce che non si potrebbe negare la licenza edilizia per un progetto di fr. 1.85 milioni a causa della mancata esecuzione di un posteggio. Anche questo accenno, peraltro impreciso poiché il posteggio può essere realizzato, non dimostra l'arbitrarietà del criticato giudizio. Il ricorrente sostiene infatti a torto, che la Corte cantonale, rovesciando arbitrariamente l'onere della prova, gli imporrebbe di dimostrare che l'ampliamento della caverna sarebbe oggettivamente impossibile, ossia ragionevolmente inesigibile. Al riguardo egli si limita ad addurre che si pretenderebbe da lui la produzione di una costosa perizia geologica, per poi verosimilmente non concedere la richiesta licenza per altri motivi. Egli ammette comunque, che tecnicamente la costruzione dei posteggi sotterranei è possibile. Rileva però che i costi indicati dalla Corte cantonale per motivi tecnici potrebbero facilmente aumentare e che i vicini dovrebbero rinunciare, per il periodo di costruzione, al loro posteggio, motivo per cui o si opporrebbero o chiederebbero un'indennità esorbitante. Evenienze quest'ultime che sarebbero state ignorate dai giudici cantonali. Con questi semplici accenni, fondati su presupposti meramente soggettivi, il ricorrente non dimostra per nulla l'arbitrarietà della contestata decisione. 3.4 Il ricorrente per finire nemmeno contesta l'accertamento secondo cui nei luoghi immediatamente circostanti la progettata costruzione mancano spazi pubblici per stazionare veicoli. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 133 IV 119).