Citation: 4A_49/2022 E. 4.2

4.2. I ricorrenti rimproverano ai giudici cantonali di non aver debitamente considerato i principi stabiliti dal Tribunale federale nella DTF 143 III 506. Riconoscono che il loro caso non sia analogo a quello trattato in quella decisione, poiché in concreto l'opponente ha chiesto in procedura ordinaria l'iscrizione di un diritto di abitazione nel registro fondiario ed essi hanno presentato un'azione riconvenzionale di accertamento negativo con contestuale domanda di espulsione dall'appartamento, il cui tema di fondo sarebbe stato l'accertamento rispettivamente della nullità e della decadenza della convenzione, che avrebbe comportato "l'inesistenza e/la decadenza di entrambe le pretese di cui al punto n. 1 e n. 2 dell'accordo". Per i ricorrenti, nondimeno, la Corte cantonale avrebbe dovuto dichiarare irricevibile solo la domanda di espulsione, da trattare in procedura semplificata, e decidere l'azione di accertamento negativo sulla base di tutti i fatti, giacché la loro azione riconvenzionale andava amministrata in procedura ordinaria. Nemmeno gioverebbe la DTF 142 III 690 invocata dalla Corte cantonale, poiché la domanda dell'opponente riguarderebbe l'iscrizione d'un diritto di abitazione vitalizio e non concernerebbe la "protezione della disdetta". Gli art. 224 cpv. 1 e 243 cpv. 1 CPC, poi, non sarebbero di ostacolo a una causa riconvenzionale di accertamento negativo, come stabilito dal Tribunale federale nella DTF 143 III 506 consid. 4.3.1-4.4, alla quale il Pretore aggiunto si sarebbe conformato nella causa SE.2016.84. Del resto, il principio della buona fede avrebbe richiesto che fosse quest'ultimo ad attirare l'attenzione delle parti sull'esistenza di un eventuale "problema procedurale" e non al Tribunale di appello di sanzionarle a posteriori. I ricorrenti fanno pure valere che la convenzione non sarebbe un contratto di locazione e non stabilirebbe un diritto di abitazione obbligazionario. Scopo dichiarato della convenzione firmata davanti al Procuratore pubblico, soggiungono, sarebbe stato quello di concludere le procedure penali in corso e quell'accordo non sarebbe stato di natura civile, altrimenti si sarebbe perfezionato davanti a un'autorità incompetente. Gli atti illeciti dell'opponente, impuniti, e la convenzione avrebbero avuto effetti devastanti sulle posizioni civili dei ricorrenti; per questo l'eccezione di lesione per sproporzione da essi sollevata sarebbe fondata. I ricorrenti contestano altresì che l'impegno finanziario di fr. 90'000.-- al punto 1 dell'accordo non sarebbe stato oggetto di particolari discussioni.