Citation: 5P.100/2000 17.07.2000 E. 5

5.- a) Nella sua prima audizione innanzi al Procuratore pubblico del 7 dicembre 1992 nella procedura penale avviata nei confronti di M.Z.________, M.G.________, nata M.R._______, ha dichiarato quanto segue: "Nella camera 309 c'erano la paziente, la nipote [R.T.________] che conoscevo di vista poiché veniva in ospedale a trovare la E.V.________ e un uomo che ho supposto dovesse essere un avvocato o un notaio (lui comunque non si è presentato a me come tale ma può darsi che sia stata la C.M.________ a dirmi che nella camera c'era un avvocato o un notaio). Senza che nessuno mi chiedesse nulla, la nipote mi ha detto di firmare là dove mi indicava lei sui fogli ed io, senza chiedere nulla e in buona fede, ho firmato. (....) D.[domanda] mentre lei firmava la C.M.________ era presente in camera ? R.[risposta] mi sembra di no, poiché ricordo che lei è uscita ed io sono entrata. Posso quindi escludere che potesse essere presente nello stesso momento in cui io ero in camera a firmare. (...) D. La E.V.________ l'ha sentita affermare di persona che aveva letto il testamento e che quanto scritto corrispondeva alle disposizioni di sua ultima volontà ? R. no, poiché non ha proferito parola ed ho supposto in buona fede che tutto fosse già sistemato fra di loro di comune accordo. (...) D. il notaio o qualcun altro le ha chiesto i documenti di legittimazione ? R. no e ne sono certissima.. " Il 13 gennaio 1993 in occasione di un confronto con il notaio M.Z.________ innanzi al Procuratore pubblico, M.G.________ ha in particolare dichiarato quanto segue: "Il verbalizzante mi ha riletto il mio verbale steso davanti al PP il 7.12.1992 e lo riconfermo integralmente senza avere nulla da aggiungere o da modificare . (...) D. Lei riconferma in particolare che la E.V.________ non ha proferito parola durante la sua presenza nella camera? R. Sì, lo riconfermo: la E.V.________ non ha assolutamente parlato. (...) Sono rimasta in camera solo due minuti per la firma. D. Nella camera 309 al momento in cui lei firmava era presente anche la C.M.________ ? R. No, poiché ricordo che quando io sono entrata lei usciva: perlomeno ricordo con esattezza che ci siamo incrociate. Nella stanza quando io firmavo erano presenti la paziente, la nipote, io e quello che pensavo dovesse essere il notaio. (....) D. Lei ha sentito ora cosa asserisce l'avvocato M.Z.________ relativamente a quanto sarebbe avvenuto, secondo la sua versione, nella camera 309: cosa ha da dire al riguardo? R. Io riconfermo la mia versione e tra l'altro sono sicura di non essere andata a prendere nessun documento né di averlo esibito a qualcuno in quella camera poiché se avessi dovuto andare a prenderlo, dato che non l'avevo con me e che lo spogliatoio del personale è ubicato in un'altra ala dell'ospedale, mi ricorderei se avessi dovuto effettuare questo tragitto che avrebbe comportato almeno 5 minuti. " Dopo questa audizione, il Procuratore pubblico ha informato M.G.________ che il notaio M.Z.________ aveva sporto denuncia nei suoi confronti per falsa testimonianza. Nel verbale del 12 marzo 1993 steso durante un ulteriore confronto si legge quanto segue: "M.G._______ Confermo integralmente quanto ho già dichiarato nei miei precedenti verbali e non ho nulla da aggiungere o da modificare. (...) La teste M.G._______ chiede al verbalizzante di ripeterle i suoi dati personali menzionati nel testamento del 10 gennaio 1991. Dopo averli sentiti esibisce la sua carta d'identità (fotocopia agli atti rilasciata il 19.11 1991) facendo notare che sui documenti italiani figura sempre il cognome da nubile e quindi se l'avesse effettivamente esibita al notaio M.Z.________, avrebbe dovuto scrivere M.R._______ e non M.G.________ come invece c'è nel testamento. A domanda degli astanti precisa che anche nel documento d'identità precedente a questo figurava M.R._______ così come anche sulla patente di guida (fotocopia agli atti).. " b) Il 2 dicembre 1992 in occasione della sua prima audizione innanzi al Procuratore pubblico nell'ambito della procedura penale avviata nei confronti del notaio M.Z.________, C.M.________ ha in particolare dichiarato quanto segue: "Nella camera vi era la E.V.________ a letto, un avvocato di cui non conosco il nome e che vedevo per la prima volta (forse la R.T.________ mi disse anche il nome ma sinceramente non lo ricordo più) e la R.T.________. Il mio compito è stato unicamente quello di apporre la mia firma su un foglio dove c'erano degli scritti (non ricordo se a mano o a macchina però riconfermo che è quello esibitomi dal verbalizzante e composto di 7 pagine). Siccome nessun dei presenti ha proferito parola e mi ha dato spiegazioni io, per discrezione, non ho né chiesto spiegazioni sul mio ruolo di testimone né tantomeno ho letto il contenuto dei fogli che firmavo. (....) Mentre firmavo in camera era rimasta anche la R.T.________. Posso escludere che mentre firmavo e durante tutta la mia permanenza in camera vi era presente la collega M.G.________ o che sia entrata posteriormente. (....) A.d.r. Escludo che mentre ero in camera e firmavo i documenti la E.V.________ ha proferito parola e ricordo che era distesa nel letto con la schiena leggermente rialzata. (...) Prima di quell'incontro del 10 gennaio 1991 l'avvocato che c'era in camera io non l'avevo mai visto e nemmeno oggi ricordo che fisionomia abbia poiché il nostro incontro è stato per quei pochi attimi della firma.. " In occasione di un confronto con il notaio M.Z.________ avvenuto il 13 gennaio 1993 innanzi al Procuratore pubblico, C.M.________ ha dichiarato quanto segue: "D. Lei riconferma che all'interno della camera 309 prima, durante e dopo la firma sua come testimone, il notaio e la E.V.________ abbiano proferito parola? R. Non ricordo che qualcuno abbia parlato, né da parte del notaio né da parte della E.V.________. Malgrado i miei sforzi non riesco a ricordare esattamente i particolari di quella mia presenza nella stanza per la firma del testamento. D. Lei si ricorda di aver sentito quanto scritto a pagina 6 del testamento di cui ha fatto da testimone e che nuovamente rileggo in questa sede? R. Non ricordo assolutamente di aver sentito quanto contenuto nello scritto che il verbalizzante mi ha appena letto. D. Si ricorda se la E.V.________ abbia dichiarato in sua presenza di aver letto il testamento e che ciò corrispondeva alle sue ultime volontà? R. Non ricordo assolutamente che l'abbia fatto. D. Nel verbale PP 2.12.1992 lei però ha detto che "... nessuno dei presenti ha proferito parola e mi ha dato spiegazioni. ..". Come mai ora non ricorda più? R. Posso assicurare che quanto ho dichiarato il 2 dicembre 1992 corrispondeva ai miei ricordi al momento di quella verbalizzazione. Oggi mi sento molto più agitata e non ho dormito questa notte pensando alla convocazione odierna. (...) D. Signora C.M.________, Lei ora ha sentito dalla viva voce del notaio M.Z.________ cosa, secondo la sua versione, sarebbe avvenuto quel giorno; in primo luogo riconosce il notaio M.Z.________ e che cosa ha da dire su quanto da lui affermato? R. Non ricordo la sua fisionomia e non ricordo nemmeno se la persona che mi sta di fronte fosse quella presente nella camera 309 il 10 gennaio 1991. Per quanto riguarda i fatti io non ricordo oggi e potrebbe essere vero quello che dice l'avvocato M.Z.________. Dando questa risposta non mi sento agitata ma tranquilla.. " Il Procuratore pubblico ha poi informato C.M.________ che il notaio M.Z.________ aveva sporto una denuncia nei suoi confronti per falsa testimonianza. Il 12 marzo 1993 in un verbale di un ulteriore confronto innanzi al Procuratore pubblico C.M.________ ha dichiarato segnatamente quanto segue: "Ripensando in questi tempi a quell'episodio, dopo essere stata interrogata in presenza dell'avv. M.Z.________, mi sembra di ricordare che la E.V.________ abbia detto un sì a proposito del testamento quando l'avv. M.Z.________ le ha chiesto qualche cosa. Non ricordo niente di più. Non ricordo più se ero io da sola come testimone in quel momento.. " c) Dalle deposizioni citate risulta che nel loro primo e unico interrogatorio effettuato dal Procuratore pubblico senza la presenza del notaio M.Z.________ e del suo patrocinatore, M.G.________ e C.M.________ si sono chiaramente e in modo concordante ricordate di essere state introdotte separatamente nella stanza d'ospedale, in cui erano presenti la testatrice, R.T.________ e un avvocato/notaio, di essere rimaste nella camera unicamente qualche minuto per firmare l'atto e che la testatrice non ha detto una parola. M.G.________ ha sempre fermamente mantenuto tale versione nei confronti avvenuti con il notaio M.Z.________. Anche dopo che quest'ultimo ha inoltrato una denuncia per falsa testimonianza. Per contro C.M.________, in occasione del confronto del 13 gennaio 1993, ha deposto di non ricordarsi che la testatrice abbia fatto una qualsiasi dichiarazione, in particolare che essa abbia detto di aver letto il testamento e che esso conteneva le sue ultime volontà. La teste C.M.________ ha nondimeno assicurato che le sue precedenti dichiarazioni corrispondevano ai ricordi che essa aveva a quel momento. Solo dopo la denuncia per falsa testimonianza sporta dal notaio M.Z.________ e dopo essere stata interrogata in presenza del predetto notaio e del suo patrocinatore, essa ha infine dichiarato che le sembrava di ricordare un sì a proposito di un testamento quando il notaio aveva chiesto qualcosa alla disponente. d) Come già osservato, le prime dichiarazioni delle infermiere M.G._______ e C.M.________, rilasciate in un momento in cui i ricordi erano sicuramente più freschi e prima che esse fossero messe sotto pressione, erano perfettamente chiare e concordanti. Del resto, esse sono le uniche due persone sentite sulle circostanze che hanno accompagnato la rogazione dell'atto non interessate dall'esito della lite. Ne segue che le esitazioni di una di esse, intervenute dopo essere stata confrontata al notaio M.Z.________ assistito da un altro avvocato e dopo essere oggetto di una denuncia per falsa testimonianza, non permettono all'autorità cantonale, senza incorrere in arbitrio, di considerare le deposizioni delle due testimoni dell'atto pubblico come inidonee per determinare l'inesattezza dello stesso. In effetto, la partecipazione dei testimoni nella rogazione di un testamento pubblico ha per scopo di garantire che il testo dell'atto corrisponda alla volontà del testatore (DTF 118 II 273 consid. 5a). Se come nella fattispecie, la testatrice ha letto e firmato l'atto senza che i testimoni fossero presenti, la dichiarazione effettuata innanzi al pubblico ufficiale, con cui essa conferma loro di aver letto l'atto e che questo contiene le sue disposizioni di ultima volontà (art. 501 cpv. 1 CC), è ancora più essenziale per garantire che il tenore del testamento corrisponda realmente alla volontà della disponente. Poiché dalle deposizioni chiare e concordanti delle due infermiere risulta che - contrariamente a quanto indicato nell'atto notarile - la testatrice non ha dichiarato quanto prescritto dall'art. 501 cpv. 1 CC e poiché le testimoni sono state chiamate separatamente per apporre la propria firma sul rogito, le loro testimonianze potevano unicamente essere scartate sulla base di elementi solidi. Ciò che, come si dirà qui di seguito, non è in concreto avvenuto. e) R.T.________ è la consorte dell'erede universale istituito con il testamento litigioso: la sua testimonianza, a prescindere dall'ammissibilità di una siffatta deposizione dal profilo dell'art. 228 CPC ticinese, deve quindi essere valutata con prudenza. Essa ha dichiarato di essere rimasta fuori dalla camera della testatrice mentre le due testimoni prestavano il loro ufficio. Tale teste non ha pertanto potuto constatare alcunché sul rispetto delle esigenze poste dall'art. 501 cpv. 1 CC. Lo stesso vale per l'avv. X.________, legale dei beneficati, che pure ha dichiarato di aver atteso fuori dalla camera della testatrice. Unicamente il notaio M.Z.________ ha dichiarato di aver chiesto alla testatrice di confermare alle due testimoni di aver letto le precedenti pagine dell'atto e che queste contenevano le sue ultime volontà, al che la testatrice avrebbe detto a viva voce che si trattava del suo testamento e che essa lo aveva letto prima che entrassero le testimoni. Tuttavia la sola deposizione del notaio M.Z.________ non permetteva ai giudici cantonali, senza cadere nell'arbitrio, di negare che il ricorrente avesse apportato la prova del mancato rispetto delle esigenze formali poste dall'art. 501 cpv. 1 CC. In effetto, il notaio rischiava una condanna penale per falsità in documenti e il ritiro della patente notarile, se egli avesse smentito le constatazioni menzionate nell'atto pubblico. Inoltre le sue dichiarazioni contrastano con il contenuto dello stesso testamento pubblico del 10 gennaio 1991, in cui ha indicato - alla fine - di aver letto tale atto a chiara ed intelligibile voce alla continua presenza della testatrice e delle due testimoni. Infine, alla pagina 6 dell'atto pubblico i dati personali di C.M.________ sono seguiti da una riga vuota e quelli di M.G.________ da due righe vuote. Ora, tale modo di procedere - per altro in contrasto con l'art. 49 cpv. 3 delle legge ticinese sul notariato, secondo cui gli atti scritti a mano non devono avere alcun vacuo che non sia lineato - sembra indicare che i dati personali dei testimoni siano stati aggiunti a posteriori. Tale circostanza discredita ancora maggiormente la deposizione del notaio e fa nel contempo apparire ancora più plausibile la deposizione delle infermiere riferita alla mancata produzione di documenti di identità. f) In conclusione, da quanto precede discende che i giudici cantonali hanno valutato le prove agli atti in modo insostenibile e quindi arbitrario, ritenendo che il ricorrente non sia riuscito a provare il mancato adempimento delle esigenze formali di cui all'art. 501 cpv. 1 CC.