Citation: 1C_58/2009 24.11.2009 E. 3

3.1 I ricorrenti, nell'ambito della procedura espropriativa in esame, non fanno più valere né l'assenza di una sufficiente base legale né quella di un interesse pubblico all'urbanizzazione dei fondi attribuiti alla zona edificabile. Questi quesiti non devono quindi essere esaminati. Essi sostengono soltanto che l'accertamento dei fatti sarebbe incompleto, poiché, contrariamente a quanto stabilito nella decisione impugnata, la strada esistente sarebbe già carrozzabile; adducono inoltre che la soluzione proposta dal Comune sarebbe sproporzionata. 3.2 Come rilevato nella decisione impugnata, il piano generale di urbanizzazione traffico stabilisce in maniera vincolante quali opere viarie sono nell'interesse pubblico, ma non costituisce un titolo di espropriazione. Detto piano determina il tratto stradale litigioso. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto ch'esso doveva essere contestato al momento della sua adozione e che nella fattispecie non sono adempiute le condizioni per un suo esame in via pregiudiziale (al riguardo vedi DTF 123 II 337 consid. 3; sentenza 1A.200/2006 del 16 agosto 2007 consid. 3.2). I giudici cantonali hanno stabilito che semmai i ricorrenti avrebbero dovuto impugnarlo al momento della sua pubblicazione, non essendo decisiva la circostanza che, a loro, dire, non ne avrebbero percepito la portata riguardo al loro fondo. I ricorrenti neppure tentano di criticare questa peraltro corretta conclusione. Nella misura in cui contestano la validità e la necessità del tracciato della strada, le censure, tardive, sono quindi inammissibili. 3.3 I ricorrenti contestano l'accertata insufficiente urbanizzazione dei fondi interessati dalla strada. Al riguardo si limitano tuttavia ad addurre che il Comune e la Corte cantonale, che ha esperito un sopralluogo, avrebbero accertato in maniera inesatta che la strada esistente non può essere percorsa, o solo difficilmente, con autoveicoli privati. A loro dire, essa sarebbe percorribile anche in caso di pioggia, per cui non si potrebbe seriamente ritenerla un accesso insufficiente: sorgerebbero quindi notevoli dubbi circa la questione di sapere se il Tribunale amministrativo abbia accertato la fattispecie in maniera corretta. Ora, semplici dubbi circa un accertamento dei fatti non ne dimostra chiaramente l'arbitrarietà. La contestata necessità di asfaltare la nuova strada concerne poi un quesito che esula dall'oggetto del litigio, poiché il rivestimento stradale, come rilevato dagli stessi opponenti, non è ancora stato precisato nel progetto definitivo. 3.4 I ricorrenti adducono che la strada è considerata dalla stessa autorità come utilizzabile con autoveicoli, prova ne sia che è stato apposto un limite di peso di 1,5 t, come risulterebbe da una fotografia inerente al suo stato originario. L'accesso potrebbe essere percorso anche da automezzi pesanti, come dimostrato dalla circostanza che il proprietario della particella vvv.________, dopo averlo rinforzato lateralmente con blocchi di granito e riempito di terra, l'aveva utilizzato come pista di cantiere durante i lavori di costruzione della sua casa d'abitazione. 3.4.1 Con quest'argomentazione essi disattendono che, secondo la decisione impugnata, il piano di urbanizzazione prevede di migliorare la tratta litigiosa per renderla durevolmente accessibile ai veicoli. L'addotta circostanza della sua concreta utilizzazione non dimostra affatto che si sarebbe in presenza di una strada carrozzabile, il cui miglioramento non sarebbe proporzionale e necessario. Ciò a maggior ragione visto che, come precisato dai ricorrenti, detto adattamento era stato semplicemente concordato tra loro e il proprietario del fondo vvv.________ e soltanto per la durata dei lavori di costruzione, dovendo in seguito essere ripristinato lo stato originario: che il vicino non vi abbia poi compiutamente provveduto, non è quindi determinante. 3.4.2 I ricorrenti non contestano d'altra parte che, come accertato dai giudici cantonali anche in occasione del sopralluogo, l'accesso si configura soltanto come una pista in terra battuta, che dev'essere migliorata. Essi sostengono, del resto in maniera imprecisa, che la Corte cantonale avrebbe ritenuto la strada come non carrozzabile. Essa ha infatti stabilito che, lungo i circa 20 m di pista sul fondo dei ricorrenti, il transito con veicoli è possibile con fuoristrada, ma disagevole per autovetture comuni, rilevando inoltre che uno sbocco diretto dalla particella yyy.________ sulla strada comunale è impossibile a causa dell'assenza di uno spazio di manovra sufficiente. Secondo la decisione impugnabile è innegabile che l'attuale pista tra i castagni non corrisponde ai canoni di un accesso carrozzabile nella zona edilizia. I ricorrenti non criticano questa conclusione, convincente. Ora, quando, come nella fattispecie, la decisione impugnata si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 133 IV 119). 3.5 Riguardo all'asserita lesione del principio della proporzionalità, essi precisano di non addurre in primo luogo motivi personali o finanziari, ma importanti interessi pubblici, visto che il terreno oggetto della procedura espropriativa si trova in zona forestale. Orbene, come a ragione ritenuto dai giudici cantonali, le questioni inerenti alla protezione della foresta e alle costruzioni fuori della zona edificabile non devono essere esaminate nell'ambito della procedura espropriativa. 3.5.1 Questa conclusione, corretta, vale anche per il Tribunale federale, che non deve pregiudicare, esprimendosi prematuramente su questi temi, le altre procedure in corso. In effetti, al proposito, il ricorso concerne in sostanza solo questioni inerenti alla protezione della foresta, segnatamente delle due piante di castagno, quesiti che devono essere esaminati in primo luogo non nel quadro della procedura espropriativa, ma nell'ambito di quella tendente al rilascio del permesso di dissodamento. 3.5.2 I ricorrenti confondono e mischiano in maniera inammissibile le diverse e differenti procedure, limitandosi, senza neppure richiamare il principio di coordinazione (art. 25a LPT), a rilevare genericamente che, quand'anche la citata tesi fosse in principio corretta, nel contesto dell'esame della proporzionalità dovrebbero essere valutati tutti gli interessi contrapposti, per cui non si potrebbe vagliare unicamente l'espropriazione di 108 m2 del loro fondo, ma considerare se non sussista un'altra soluzione o variante nell'ambito della quale i contrapposti interessi in gioco siano trattati in maniera uguale. Aggiungono che sotto questo profilo la Corte cantonale, non avendo riconosciuto l'importanza degli interessi pubblici da loro addotti, avrebbe accertato in maniera insufficiente la fattispecie. Ora, l'interesse pubblico all'asserito mantenimento delle due piante di castagno sarà valutato nel quadro della procedura di dissodamento, nella quale potrà essere compiutamente esaminata anche l'alternativa formulata dal Comune di sostituirle con due piante più giovani, proposta già rifiutata dai ricorrenti. 3.6 Il generico accenno alle zone protette dell'art. 17 LPT e l'affermazione che diversi animali troverebbero rifugio in queste due piante, situate peraltro ai lati dell'accesso litigioso, non dimostrano affatto che si sarebbe in presenza di interessi pubblici prevalenti, segnatamente rispetto a quello dell'urbanizzazione (art. 19 LPT). La stessa conclusione vale per il generico accenno all'interesse privato dei ricorrenti al mantenimento del paesaggio boschivo sul loro fondo.