Citation: 2A.332/2004 22.11.2004 E. 4

4.1 La ricorrente fa valere che l'art. 4 par. 3 Allegato 7 dell'Accordo sui trasporti terrestri impone all'autorità di rilascio di prendere una decisione entro quattro mesi dalla data di presentazione della domanda. Dato che l'autorità federale non ha rispettato questo termine e le avrebbe per di più permesso, adottando comportamenti concreti ed inequivocabili (assicurazioni telefoniche, trasmissione del preavviso favorevole rilasciato il 23 dicembre 2002 dalle competenti autorità italiane), di continuare la propria attività, l'autorizzazione sarebbe da ritenersi tacitamente rinnovata. Al riguardo chiede l'applicazione analogica dell'art. 4 par. 2 Allegato 7 dell'Accordo, secondo cui se le autorità consultate nella procedura di autorizzazione non si esprimono entro un termine di due mesi, la loro mancata risposta vale come consenso. A parere della ricorrente, già per il principio della buona fede, il Dipartimento avrebbe potuto unicamente revocare l'autorizzazione e non pronunciare il suo mancato rinnovo, essendo lo stesso, per atti concludenti, già stato concesso. 4.2 Questa argomentazione non può essere condivisa. Come rileva il Dipartimento nella propria risposta, il termine previsto all'art. 4 par. 3 Allegato 7 dell'Accordo è un semplice termine d'ordine, il cui mancato rispetto non può aver come conseguenza un rinnovo tacito, come suggerito dalla ricorrente. In proposito va osservato che la normativa determinante non contiene nulla da cui si potrebbe dedurre che un'autorizzazione possa essere rinnovata oppure rilasciata tacitamente. Al contrario è lecito pensare che se fosse stata auspicata, una simile soluzione sarebbe stata espressamente regolamentata, alla stregua di ciò che è stato fatto (per l'accordo delle autorità consultate) all'art. 4 par. 2 Allegato 7 dell'Accordo. Il "principio del silenzio-assenso", così come definito dalla ricorrente, è stato espressamente previsto unicamente per una delle fasi della procedura di autorizzazione. Orbene non è dato a vedere - e nemmeno la ricorrente sviluppa pertinenti argomenti al riguardo - perché, in assenza di qualsiasi disposto legale, lo stesso dovrebbe valere anche per la decisione di merito. 4.3 Rimane da appurare se la ricorrente - appellandosi al principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 e 9 Cost.; cfr. DTF 129 II 160 consid. 4.1, 361 consid. 7.1 e rispettivi rinvii) - possa sostenere che l'autorizzazione sia stata rinnovata tacitamente per atti concludenti. La risposta non può che essere negativa. È vero che, come emerge dagli atti di causa, la ricorrente ha potuto continuare a svolgere la propria attività durante l'istruttoria delle sue richieste di rinnovo. Da tale circostanza non può comunque essere dedotto il rinnovo tacito dell'autorizzazione di cui fruiva. Al contrario le spiegazioni datele dall'autorità federale riguardo alla durata della procedura e riportate nel ricorso (sovraccarico di lavoro dell'Ufficio federale dei trasporti) come anche quelle illustrate dal Dipartimento nelle proprie osservazioni (attesa dell'esito del procedimento penale avviato nei confronti del titolare dell'impresa per infrazioni, tra l'altro, all'ORL1) dimostrano invece che la pratica relativa alle istanze di rinnovo era sempre in istruttoria. La circostanza poi che la ricorrente abbia a più riprese ripresentato nel corso del 2003 una domanda di rinnovo dimostra, se ciò fosse necessario, che essa stessa non ha mai pensato che l'autorizzazione era stata tacitamente rinnovata. Su questi aspetti il ricorso, infondato, dev'essere respinto.