Citation: 5A_700/2019 E. 4.4

4.4. Il ricorrente invoca poi una lesione del suo diritto di essere sentito per avere il Tribunale di appello omesso di trattare la sua censura contro la decisione del Pretore, che in violazione dell'art. 286 cpv. 2 CC si sarebbe rifiutato di constatare una modifica rilevante e duratura delle circostanze a ragione del suo primo periodo di disoccupazione, protrattosi per più di quattro mesi e dunque rilevante ai sensi della giurisprudenza. Il diritto di essere sentito del ricorrente (per una definizione recente con riferimento a una motivazione sufficiente v. DTF 142 II 154 consid. 4.2; 139 IV 179 consid. 2.2) non è leso. Il Tribunale di appello ha addotto due spiegazioni a sostegno della decisione pretorile: in primo luogo, ha richiamato ancora una volta l'impossibilità di procedere a un confronto delle situazioni anteriori e attuali delle parti, mentre in secondo luogo e abbondanzialmente, ha rimproverato al ricorrente di non aver spiegato per quale ragione dovrebbe valere per lui un periodo di attesa in disoccupazione di soli due mesi e non di quattro. Ora, il ricorrente non si confronta del tutto con la seconda motivazione appena riassunta, foss'anche soltanto per criticarla siccome errata in fatto. Egli disattende in tal modo il suo obbligo di discutere tutte le motivazioni alternative richiamate dall'autorità precedente (DTF 142 III 364 consid. 2.4 con rinvii; sentenza 4A_25/2020 del 29 giugno 2020 consid. 3.2), ciò che conduce all'inammissibilità della sua censura.