Citation: 5A_634/2017 E. 3.2.1

3.2.1. Egli sostiene innanzitutto che l'autorità inferiore avrebbe commesso un accertamento manifestamente errato dei fatti in quanto, per determinare il modello attuale di partecipazione alla cura della figlia, si sarebbe unicamente riferito all'assetto contenuto nella convenzione in merito alla cura, al mantenimento e alle relazioni personali sottoscritta tra i genitori il 22 novembre 2010 dopo la nascita della bambina (convenzione che prevedeva che, in caso di scioglimento della comunione domestica, la figlia sarebbe stata affidata alla madre, mentre al padre sarebbero stati riconosciuti dei diritti di visita). Quel contratto sarebbe tuttavia ormai superato e non rifletterebbe la situazione esistente al momento della separazione di fatto tra i genitori, quando essi si occupavano in modo paritario della minore. Il Presidente della Camera di protezione ha tuttavia già spiegato al ricorrente che il modello di presa a carico della figlia finora applicato non è stato dedotto dall'assetto previsto in caso di separazione nella convenzione del 22 novembre 2010, bensì desunto dalla ripartizione tradizionale dei compiti messa in atto dai genitori già durante la convivenza, con un padre professionalmente attivo a tempo pieno e una madre senza attività lucrativa (salvo occasionalmente) e dedita alla cura della prole. L'autorità inferiore ha poi rimproverato al padre di non aver apportato elementi concreti (segnatamente riguardanti la conciliazione fra la sua attività professionale a tempo pieno e l'asserita presa a carico paritaria della figlia) che permettano di confutare che la cura della figlia sia stata preponderantemente un'incombenza materna sin dalla sua nascita. Ora, nemmeno nel ricorso all'esame il ricorrente fornisce indicazioni concrete in proposito. Egli si limita segnatamente ad osservare che quale direttore d'azienda può beneficiare di orari di lavoro flessibili, che il fatto che la madre abbia lavorato solo saltuariamente non permette di concludere che si sia occupata in modo principale della figlia e che quest'ultima in ogni modo "frequentava a tempo pieno, doposcuola e varie vacanze incluse, la scuola D.________", nonché a riportare alcuni passaggi del rapporto 10 giugno 2016 dell'Ufficio dell'aiuto e della protezione di Y.________. Le sue generiche ed appellatorie considerazioni sono però del tutto insufficienti a dimostrare che l'accertamento effettuato in sede cantonale circa il modello di partecipazione alla cura della figlia finora applicato sia arbitrario. Nella misura in cui è ammissibile, la censura è infondata.