Citation: 2P.10/2002 17.06.2002 E. 3

3.1 La ricorrente rimprovera poi al Consiglio di Stato ticinese di avere violato il suo diritto di essere sentita per non avere proceduto, come da lei richiesto, a sentire quali testi il Medico cantonale aggiunto dott. Lazzaro, il suo oftalmologo di fiducia dott. B.________ e l'agente di polizia E.________. Sostiene che queste persone avrebbero potuto confermare le assicurazioni che le erano state fornite in merito alla sua ammissione alla scuola si polizia. A questo proposito censura innanzitutto la violazione dell'art. 29 cpv. 2 Cost. L'insorgente invoca pure l'art. 6 n. 3 lett. d della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del 4 novembre 1950 (CEDU; RS 0.101). Tale norma non appare però direttamente applicabile alla fattispecie in esame, dal momento che essa si riferisce ai diritti processuali delle persone accusate di un reato e che nel caso di specie la ricorrente non si trova affatto in una simile situazione. Al di là di questo, va comunque detto che, per quanto attiene al diritto di interrogare i testimoni, l'art. 6 n. 3 lett. d CEDU non offre alle parti delle garanzie più estese di quelle che possono essere dedotte dalla Costituzione federale (DTF 124 I 274 consid. 5b, 114 Ia 179). Per questa ragione, ci si può limitare ad esaminare in questa sede la predetta censura unicamente dal profilo delle garanzie che scaturiscono dall'art. 29 cpv. 2 Cost. 3.2 Secondo costante prassi, il diritto di essere sentiti comprende varie facoltà tra cui quella di fornire delle prove, di partecipare alla loro assunzione, di prenderne conoscenza e di determinarsi in proposito. Benché dunque l'autorità sia tenuta, di massima, ad assumere le prove offertele tempestivamente e nelle forme prescritte dal diritto processuale (DTF 119 Ib 492 consid. 5b/bb e riferimenti), la stessa può rinunciarvi qualora abbia raggiunto il proprio convincimento già sulla base degli elementi in suo possesso o ritenga, procedendo in maniera non arbitraria ad un apprezzamento anticipato delle prove, che queste non porterebbero comunque nuovi chiarimenti (DTF 122 V 157 consid. 1d, 119 Ib 492 consid. 5b/bb e rinvii). Se intende rifiutare le prove offerte, l'autorità deve di principio spiegare i motivi per cui esse risultano inidonee o superflue (sentenza del Tribunale federale del 21 dicembre 1992 nella causa 1P.414/1992 pubblicata parzialmente in: ZBl 94/1993 pag. 316, consid. 2). 3.3 Nel caso concreto non può dirsi che il Consiglio di Stato ticinese abbia leso il diritto di essere sentito della ricorrente per non avere assunto le citate testimonianze. Pur avendo tralasciato di pronunciarsi espressamente sulla richiesta d'assunzione delle prove formulata dalla ricorrente, il governo cantonale ha implicitamente negato la necessità di dar seguito a tale offerta in base ad un apprezzamento anticipato delle medesime. In effetti, esso ha sostanzialmente ritenuto - senza arbitrio - che la questione di sapere se il Medico cantonale avesse effettivamente fornito delle assicurazioni alla ricorrente in merito alla sua ammissione alla scuola di polizia non fosse determinante per l'esito della vertenza dal momento che, in ogni caso, l'esplicita riserva formulata dal Consiglio di Stato nella sua risoluzione dell'11 luglio 2001 era tale da escludere qualsiasi equivoco in merito al fatto che l'assunzione definitiva dei candidati che avevano superato gli esami d'ammissione sarebbe dipesa dall'esito della successiva visita medica da parte del medico di fiducia della Polizia cantonale e dal relativo rapporto del Medico cantonale. In simili circostanze è senza incorrere nella violazione dei diritti di parte della ricorrente che l'esecutivo cantonale ha tralasciato di accertare una circostanza che, come visto sopra (consid. 2.3), non sarebbe comunque stata sufficiente da sola a far sì che questa potesse ritenere di essere stata ammessa definitivamente alla scuola di polizia.