Citation: 1C_215/2014 E. A

Il 6 dicembre 1995 il Municipio di X.________ ha rilasciato a D.A.________ il permesso, in via di notifica, per innalzare di m 1.50 la parte alta del fondo xxx, ubicato sulle pendici di un monte in zona edificabile R2 e confinante con particelle appartenenti a B.________ e C.________. L'intervento non prevedeva la costruzione di muri di sostegno lungo il confine est o verso valle. L'11 marzo 1996 l'istante ha chiesto il permesso per edificare un'abitazione sul terreno così sistemato, nonché un'autorimessa. Il terrapieno autorizzato nel 1995 avrebbe dovuto formare una scarpata, sorretta lateralmente da un muro alto m 1.50 sito a una distanza di m 6.00 dal limite del bosco. La licenza edilizia, rimasta incontestata, è stata rilasciata il 21 giugno 1996, dopo la reiezione dell'opposizione sollevata da B.________. L'11 settembre 1997 l'istante ha notificato al Comune che verso valle il terrapieno non sarebbe stato sorretto dal muro approvato, ma da una scarpata in terra armata con maggiore inclinazione. La notifica non è stata comunicata ai vicini, né è stata approvata. Il 9 settembre 1998 il Comune ha constatato l'esecuzione di un terrapieno manifestamente più esteso di quello autorizzato e la formazione di una scarpata ripidissima. La domanda di costruzione in sanatoria è stata accolta dal Municipio, ma annullata il 13 gennaio 1999 dal Consiglio di Stato. Con giudizio non impugnato del 23 dicembre 2003, il Tribunale cantonale amministrativo ha segnatamente stabilito che il terrapieno non poteva essere posto al beneficio di un permesso in sanatoria, poiché violava manifestamente la distanza dal bosco. Dopo vicissitudini procedurali che qui non interessano, il 26 gennaio 2012 il Municipio ha intimato a A.A.________, divenuta nel frattempo proprietaria unica del fondo, l'ordine di demolizione parziale del terrapieno realizzato abusivamente; decisione confermata il 14 novembre 2012 dal Consiglio di Stato. Adito dall'interessata, con giudizio del 3 marzo 2014 il Tribunale cantonale amministrativo ne ha accolto il ricorso riguardo a determinate censure, mentre lo ha in sostanza respinto riguardo all'ordine di demolizione.