Citation: 2C_668/2016 E. 7.2

7.2. La questione di sapere se si è in presenza di una retroattività in senso improprio (i presupposti di una retroattività propria non essendo realizzati in concreto, vedasi in proposito DTF 126 V 134 consid. 4a pag. 135; 125 I 182 consid. 2b/cc pag. 186; 119 Ia 154 consid. 4b pag. 160, 254 consid. 3b pag. 258), ovvero l'applicazione del nuovo diritto a situazioni che hanno avuto origine sotto la pregressa normativa, ma perdurano ancora dopo la modifica legislativa e quindi solo per il periodo posteriore alla sua entrata in vigore, la quale è di massima ammissibile nel quadro di leggi cantonali, se non va ad intaccare diritti acquisiti (DTF 126 V 134 consid. 4a pag. 135; 122 II 113 consid. 3b/dd pag. 124; sentenza 2P.349/2005 del 14 agosto 2006 consid. 2.2, in: RtiD I-2007 n. 4 pag. 15) può rimanere indecisa, dato che anche se ciò fosse il caso la censura, per i motivi esposti di seguito, andrebbe in ogni caso respinta. Come rileva il Consiglio di Stato, il numero dei posteggi necessari da realizzare sui fondi privati (eccettuati quelli al servizio dell'abitazione) viene determinato dal Regolamento cantonale posteggi privati (art. 51 a 62 RLst), il quale ha abrogato e rese inapplicabili tutte le norme comunali di applicazione del piano regolatore relative alla quantificazione del numero dei posteggi privati, salvo eventuali disposizioni più restrittive (art. 43 cpv. 2 LST). Osserva che un Comune non può stabilire un fabbisogno maggiore rispetto a quello definito, in maniera restrittiva, in applicazione di detto regolamento (vedasi art. 42 e 43 LST nonché art. 51 a 62 RLst), il quale determina il numero dei posteggi necessari (che sono tanto il numero minimo di posteggi di cui occorre disporre quanto quello massimo, cfr. art. 52 cpv. 3 RLst) riducendo il fabbisogno massimo di riferimento (art. 53 a 56a RLst) in funzione, tra l'altro, della qualità del servizio di trasporto pubblico (art. 59 e 60 RLst; vedasi anche gli art. 61 e 61a RLst). In questo caso è possibile, a determinate condizioni, applicare valori ancora più restrittivi (art. 60 cpv. 4 RLst). Il contributo sostituivo comunale può essere chiesto invece per i posteggi mancanti rispetto al numero di quelli necessari in base al Regolamento posteggi privati (riservate norme comunali ancora più restrittive, cfr. art. 43 cpv. 2 LST). Conclude osservando che in nessun caso un Comune può stabilire un fabbisogno maggiore rispetto a quello definito in applicazione del Regolamento posteggi privati e richiedere il versamento di contributi sostitutivi per la differenza. Visto quanto precede, anche su questo punto il ricorso, infondato, va respinto.