Citation: 4A_497/2010 17.11.2010 E. 5

Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente rimprovera ai giudici d'appello di aver sostituito gli apprezzamenti che incombevano loro con quelli della psicoterapeuta, ribadisce che dal punto di vista oggettivo l'attrice soffriva di malattie o disturbi psichici già al momento della firma della proposta d'assicurazione e afferma che nel quadro della valutazione del criterio soggettivo non va considerata soltanto la risposta errata alla domanda n. 9 ma anche quelle date alle domande n. 8, 12 e 14, che dovevano indurre l'assicurata a capire la rilevanza - e quindi a non sottacere - sia delle visite settimanali presso la psicoterapeuta sia di quelle ginecologiche e ospedaliere nonché di una gastrite della quale aveva sofferto. La ricorrente concede che, secondo quanto riferito dalla psicoterapeuta, l'assicurata non era allora a conoscenza delle cause della sua sofferenza; ciò non significa però che non fosse consapevole di tale sofferenza, tanto da avere deciso spontaneamente di rivolgersi a uno specialista per rimediarvi. In definitiva, conclude la ricorrente, le autorità giudiziarie di prima e seconda istanza hanno applicato erroneamente gli art. 4 e 6 vLCA nonché l'art. 2 CC e "qualificato in modo errato il concetto di buona fede, appoggiandosi alla sola dichiarazione della psicoterapeuta curante, senza tenere in considerazione tutti gli elementi emersi dall'istruttoria".