Citation: 2A.250/2005 13.09.2005 E. 4

4.1 Quanto al divieto di discriminazione - sancito dall'art. 8 cpv. 2 Cost. in relazione, tra l'altro, al modo di vita - giova ribadire che compete in primo luogo al legislatore stabilire in che misura vada concessa un'autorizzazione di soggiorno per partner stranieri nell'ambito di coppie del medesimo sesso (DTF 126 II 425 consid. 5c/cc). Al riguardo, regole specifiche sono contenute nelle modifiche introdotte dalla legge federale del 18 giugno 2004 sull'unione domestica registrata di coppie omosessuali (LUD; FF 2004 pag. 2755 segg.), approvata in votazione popolare il 5 giugno 2005 e la cui entrata in vigore è di principio prevista per il 1° gennaio 2007 (cfr. www.dfgp.admin.ch, rubrica: temi/coppie omosessuali). In effetti, la nuova regolamentazione sancisce il diritto per il partner straniero di un cittadino svizzero, nell'ambito di una relazione registrata, di ottenere un permesso di dimora o di domicilio alle stesse condizioni stabilite per i coniugi (art. 7 cpv. 3 e 17 cpv. 3 nLDDS, in: FF 2004 pag. 2766; Messaggio concernente la LUD, del 29 novembre 2002, in: FF 2003 pag. 1165 segg., in part. pag. 1203 seg. e 1224). 4.2 L'attribuzione di un cosiddetto effetto anticipato positivo al nuovo regime legislativo è, in quanto tale, contraria al principio di legalità (DTF 125 II 278 consid. 3c; sentenza 2A.567/1999 del 3 aprile 2000, in: RDAF 2000 II pag. 307, consid. 6b; Ulrich Häfelin/Georg Müller, Grundriss des allgemeinen Verwaltungsrechts, 4a ed., Zurigo 2002, n. 347 segg.). Inoltre, nel caso specifico la relazione sentimentale non presenta per nulla le caratteristiche di intensità connesse invece all'unione domestica registrata, considerati gli effetti personali e patrimoniali che ne derivano (Pascal Pichonnaz, Le partenariat enregistré: sa nature et ses effets, in: ZSR 2004 pag. 389 segg., in part. pag. 408-428). I ricorrenti non hanno del resto manifestato l'intenzione di voler procedere alla registrazione della loro relazione, al momento in cui ciò sarà possibile. Non vi sono dunque le premesse per trattare detta relazione, nell'ottica della polizia degli stranieri, in maniera analoga ad un legame matrimoniale. Di conseguenza, e già per questo motivo, non si giustifica quindi nemmeno di tener conto della nuova regolamentazione e delle esigenze poste dall'art. 8 cpv. 2 Cost. nell'ambito dell'applicazione del diritto vigente, ovvero limitando il potere d'apprezzamento conferito dall'art. 4 LDDS mediante un'interpretazione estensiva degli art. 13 Cost. e 8 CEDU (cfr. Yvo Hangartner, Bemerkungen [ad DTF 126 II 425], in: AJP 3/2001 pag. 361 segg., in part. pag. 363; Gremper, op. cit., n. 12.73).