Citation: 2P.28/2007 08.10.2007 E. 3

Conformemente all'art. 10 cpv. 1 LCM, su cui è fondato il tributo litigioso, un contributo posteriore è dovuto quando, nel termine di 10 anni dalla pubblicazione del prospetto dei contributi, la possibilità di utilizzazione di un fondo viene aumentata per una modificazione del diritto applicabile, come l'inclusione di un fondo nel territorio edificabile o l'abbandono di una restrizione di piano regolatore. 3.1 A parere dei giudici cantonali la citata norma, la quale garantisce il principio della parità di trattamento, permette di percepire un contributo posteriore non solo in presenza di una modifica legislativa o pianificatoria, come indica il testo, ma anche qualora si concretizzasse una plusvalenza rilevante che al momento della pubblicazione del prospetto era inafferrabile o non ben definita. Nel caso concreto hanno ricordato che nel 1996 la particella yyy era già inserita nella zona edificabile R4 del piano regolatore, ma era in posizione arretrata per rispetto a via X.________, alla quale era allacciata solo per il tramite di due servitù di passo veicolare (di cui una sul fondo zzz) iscritte nel registro fondiario. All'epoca un'edificazione non poteva essere esclusa, ma nemmeno era prevedibile in un futuro prossimo, tant'è che la proprietaria non aveva progetti concreti e negava di avere qualsiasi interesse per la nuova strada. L'esistenza della servitù di passo veicolare sulla particella zzz non era poi parsa determinante, perché il diritto era esercitato su di una superficie prativa e poteva comunque essere soppresso, consensualmente o su richiesta del proprietario gravato, qualora fosse divenuto inutile. Ora, secondo la Corte cantonale, la situazione era sostanzialmente mutata: l'accesso avveniva ancora utilizzando la servitù sulla particella zzz, ma mediante una strada asfaltata definitiva, per cui si poteva escludere che tale servitù venisse soppressa. Con la costruzione degli stabili e dell'accesso la particella yyy aveva pertanto acquistato valore e beneficiato di un vantaggio particolare, alla pari degli altri fondi inclusi nel perimetro contributivo, motivo per cui il principio della parità di trattamento imponeva di prelevare un contributo posteriore. Il Tribunale di espropriazione ha poi proceduto al calcolo concreto del contributo litigioso; esso non è tuttavia contestato dinanzi a questa Corte e non occorre pertanto esaminare ulteriormente tale questione. 3.2 Invocando l'art. 9 Cost. e poi gli art. 5, 8, 26 e 29 Cost. nonché gli art. 7, 8, 10 e 51 Cost./TI - disposti questi ultimi la cui pretesa violazione non assume però in concreto portata propria e si confonde con quella dell'art. 9 Cost. - la ricorrente sostiene che la Corte cantonale ha applicato in modo arbitrario l'art. 10 LCM. Tale norma consente infatti di prelevare un contributo posteriore soltanto quando vi è una modifica del diritto applicabile, circostanza che, nel suo caso, non si è affatto verificata. Per quanto concerne poi gli argomenti tratti dalla parità di trattamento, aggiunge che quand'anche rispondano a teorici criteri di giustizia distributiva, essi si scontrano però con il tenore letterale della norma e contraddicono la sentenza precedente del medesimo Tribunale. Secondo la ricorrente il giudizio ora querelato, inficiato d'arbitrio, disattende quindi l'art. 9 Cost.