Citation: 2C_569/2015 E. 4.5

4.5. Nel medesimo contesto, al ricorrente non giova d'altra parte il rinvio all'art. 8 CEDU. Il richiamo alla tutela della vita privata e familiare garantito dall'art. 8 cifra 1 CEDU presuppone in effetti l'esistenza di un grado d'integrazione particolarmente elevato, il quale manifestamente non sussiste, oltre all'esistenza di strette relazioni tra lui e i suoi familiari (DTF 135 I 143 consid. 1.3.1 pag. 145; 130 II 281 consid. 3.1 pag. 285 e rinvii). Ora, per quanto concerne la prima figlia, ormai maggiorenne, dovrebbe trattarsi di qualificata dipendenza, che in concreto non è nemmeno addotto (sentenza 2C_468/2016 dell'11 agosto 2016 consid. 7.2 e richiami). Con riferimento al figlio nato dal secondo matrimonio, di cui non ha la custodia e verso il quale fruisce unicamente di un normale diritto di visita, il ricorrente non ha documentato in modo concreto ed effettivo né il sostegno finanziario che afferma fornirgli né l'intensità dei rapporti intrattenuti. Lo stesso dicasi per quanto concerne le relazioni affettive ed economiche che intratterrebbe con l'ultimogenita e la di lei madre, che non sono state dovutamente documentate. Ma quand'anche gli elementi necessari per validamente richiamarsi all'art. 8 cifra 1 CEDU fossero per ipotesi dati, occorre ricordare che i diritti in esso garantiti non sono assoluti e che, così come previsto dall'art. 8 cifra 2 CEDU, potrebbero nella fattispecie comunque venire validamente limitati, in ragione della grave condanna subita (sentenza 2C_650/2010 del 10 febbraio 2011 consid. 4.1 e 4.2 con numerosi rinvii alla giurisprudenza in materia).