Citation: 6B_869/2013 E. 5.2

5.2. Come visto, giusta l'art. 173 n. 2 CP, il colpevole non incorre in alcuna pena se prova di avere detto o divulgato cose vere oppure prova di avere avuto seri motivi di considerarle vere in buona fede. L'imputato deve quindi dimostrare di avere compiuto gli atti che si potevano pretendere da lui per controllare la veridicità di quanto affermato. Deve, in altre parole, provare che ha creduto alla veridicità delle sue allegazioni, dopo avere fatto coscienziosamente tutto quanto ci si poteva attendere da lui per assicurarsi della loro esattezza. Una particolare prudenza è inoltre richiesta a chi dà larga diffusione alle proprie affermazioni mediante un mezzo di comunicazione di massa (DTF 128 IV 53 consid. 2a; 124 IV 149 consid. 3b). L'autore non può fidarsi ciecamente delle dichiarazioni di un terzo. Per determinare se l'imputato aveva seri motivi di considerare in buona fede come vere le sue allegazioni, occorre fondarsi esclusivamente sugli elementi di cui aveva conoscenza al momento in cui le ha proferite. Mezzi di prova scoperti successivamente o fatti posteriori non possono per contro essere presi in considerazione (DTF 124 IV 149 consid. 3b).