Citation: 4A_181/2023 E. C

Con appello del 19 ottobre 2022 la convenuta ha chiesto, in riforma del giudizio del Pretore, di respingere la petizione e di accogliere la sua domanda riconvenzionale. L'attore ne ha proposto il rigetto con risposta del 30 dicembre 2022. Statuendo il 22 febbraio 2023 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino, in parziale accoglimento del rimedio, ha riformato il giudizio del Pretore respingendo la petizione e ha in sostanza accolto la domanda riconvenzionale, rivedendo di conseguenza le spese giudiziarie di prima istanza. Secondo la Corte cantonale la pretesa fatta valere dall'attrice per dei pagamenti volontari - ma erronei - eseguiti conformemente a un contratto di appalto era retta dalle norme sull'indebito arricchimento e si prescriveva nel termine di un anno (art. 67 cpv. 1 vCO); in concreto, il Comune sapeva del suo diritto di ripetizione dall'11 luglio 2013 e dal 21 febbraio 2014, e gli atti interruttivi attivati dall'ente pubblico nel dicembre del 2015 non avevano validamente interrotto la prescrizione. Riguardo ai lavori di rifacimento della pavimentazione, l'ente pubblico non aveva provato il minor valore dell'opera difettosa. Infine, in merito alla pretesa riconvenzionale il Comune aveva dichiarato di sospendere il pagamento delle fatture della convenuta fino al termine d'una procedura penale e ciò aveva interrotto la decorrenza della prescrizione; infine, quelle fatture non erano state validamente contestate, onde l'accoglimento della domanda riconvenzionale.