Citation: U 10/04 22.08.2005 E. 4

4.1 Il Tribunale cantonale, per escludere l'esistenza di un nesso causale naturale tra caduta e decesso, si è fondato sull'autopsia eseguita dal dott. L.________, medico legale cantonale, e sulle precisazioni - escludenti l'origine infortunistica della morte, anche solo nel senso di una concausa - da lui rese durante la sua audizione in sede giudiziaria. La Corte cantonale ha per contro negato pieno valore probatorio al rapporto del dott. C.________, quest'ultimo avendo basato, in merito a questioni essenziali, il suo giudizio su semplici ipotesi non confermate dalla realtà dei fatti. Realtà dei fatti che il perito di parte avrebbe peraltro potuto agevolmente verificare esaminando ad es. il materiale istologico raccolto in sede di autopsia che ha segnatamente permesso di escludere la presenza di un edema cerebrale, per contro invocato, insieme ad altri fattori, dal dott. C.________ a sostegno della sua tesi del decesso per infortunio. Secondo il Tribunale di prime cure, infine, l'esito del giudizio non sarebbe stato diverso nemmeno se si fosse ammesso l'intervento di un malore in seguito alla scivolata dalla scala, in tale evenienza non essendo comunque dati gli estremi per considerare l'evento - nelle concrete circostanze e nel caso di un operaio abituato a lavorare sui cantieri - quale avvenimento terrificante atto a causare un trauma psichico e quindi la morte. 4.2 Per parte loro, i ricorrenti ritengono lacunoso l'accertamento dei fatti operato dai primi giudici. Essi rimproverano così segnatamente alla Corte cantonale di non avere disposto, dopo l'assunzione quale teste del dott. L.________, l'audizione del dott. C.________, perito di parte, il quale non avrebbe avuto la possibilità di confrontarsi con le osservazioni del medico legale cantonale. A ciò si aggiunge che non sarebbe stata accertata la probabile rottura del muscolo di un braccio, che farebbe pensare al tentativo di salvarsi una volta perso l'equilibrio. Pur sostenendo di non contestare la causa del decesso così come accertata dal medico legale, gli insorgenti rilevano inoltre che il dott. L.________ avrebbe omesso di stabilirne l'istante. Il che non consentirebbe di escludere che il disturbo del ritmo cardiaco, probabilmente fatale all'assicurato, sia sopraggiunto nel lasso di tempo immediatamente successivo alla caduta dalla scala e sia stato determinato dalla forte emozione ad essa associata. In simili condizioni sarebbe impossibile provare l'esistenza dell'infortunio ("probatio diabolica"). I ricorrenti osservano infine che la presa di coscienza dell'eventualità della morte durante la caduta e quindi l'emozione provata a causa della stessa andrebbero qualificate al pari di un avvenimento terrificante, paragonabile ad infortunio.