Citation: 6B_707/2016 E. 4.8

4.8. Vano è infine il richiamo ricorsuale alla già citata (v. supra consid. 4.4) sentenza 6S.6/2007 del 19 febbraio 2007 con cui l'insorgente reclama un adeguamento al rialzo delle tariffe di mercato al fine di tener conto del rischio connesso alla messa a disposizione di camere a persone clandestine, ritenendo arbitraria la sua mancata applicazione da parte della CARP. In questa sentenza, pur negando la possibilità di prendere in considerazione le pigioni abusive del mercato nero, il Tribunale federale ha indicato che, per determinare se una pigione è usuraia, il giudice deve riferirsi alle pigioni in uso nella medesima località o quartiere che può aumentare per tener conto dei rischi incorsi dal locatore, segnatamente del rischio di condanna per infrazione alla LStr (sentenza citata consid. 3.1.3). In una sentenza ulteriore, il Tribunale federale ha stabilito che non vi è una sproporzione manifesta tra le prestazioni ove il prezzo di mercato è maggiorato del 20 % al massimo nei settori regolamentati rispettivamente del 35 % al massimo in quelli non regolamentati, mentre oltre questi limiti l'aumento dev'essere considerato usuraio. Ha contestualmente ritenuto che il criterio dei rischi incorsi, evocato nella sentenza 6S.6/2007, è già sufficientemente compreso nelle percentuali di aumento testé menzionate (sentenza 6B_27/2009 del 29 settembre 2009 consid. 1.5, in SJ 2010 I pag. 105) e non può dunque giustificare ulteriori maggiorazioni. Conformemente a questa giurisprudenza, la CARP ha negato un qualsiasi aumento supplementare del prezzo usuale delle camere sulla base del rischio corso dal locatore, ritenendolo già adeguatamente incluso nella soglia del + 35 %. Non si scorge di conseguenza alcuna violazione del diritto su questo punto.