Citation: 1P.659/2000 12.02.2001 E. 3

3.- a) Perché a una persona indigente sia riconosciuto il gratuito patrocinio occorre, sulla base dell' art. 29 cpv. 3 Cost. , che i suoi interessi siano colpiti in misura importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo fattuale e da quello giuridico, da rendere necessaria l'assistenza di un avvocato (DTF 125 I 161 consid. 3b, 125 V 32 consid. 4b, 122 I 49 consid. 2c/bb, concernenti l'art. 4 vCost. ; Müller, op. cit. , pag. 549). In concreto questa necessità non è mai stata seriamente posta in dubbio in sede cantonale e può quindi essere ammessa. Del resto, il Procuratore pubblico ha presentato un atto d'accusa nei confronti del ricorrente: secondo l'art. 49 cpv. 2 CPP/TI la presentazione di quest'atto comporta per l'accusato l'esigenza di essere assistito da un difensore. b) aa) Nella fattispecie il GIAR ha invero rifiutato il gratuito patrocinio fondandosi essenzialmente sul fatto che il ricorrente, dopo il dissequestro da parte del Procuratore pubblico, disponeva della somma complessiva di fr. 33'868, 70 quale scioglimento del conto di libero passaggio. Il Giudice cantonale, rilevato come l'accusato si era spossessato del denaro dopo la decisione del 21 marzo 2000 per rifondere presunti debiti contratti con i propri famigliari, ha ritenuto che l'esistenza di questi debiti, indicati per la prima volta in quella sede, destava perplessità. Secondo il GIAR, l'accusato non aveva inoltre affermato, né dimostrato, di essere stato obbligato a estinguerli sollecitamente; egli aveva quindi anteposto gli interessi dei propri parenti a quelli legati al procedimento penale per cui l'indigenza, non dimostrata, era dovuta a una sua scelta. bb) Per stabilire lo stato di bisogno occorre prendere in considerazione l'intera situazione dell'istante, determinanti non essendo unicamente il suo reddito, bensì anche i suoi rapporti patrimoniali (DTF 124 I 1 consid. 2a, 120 Ia 179 consid. 3a). Qualora l'istante disponga di sostanza mobiliare occorre che la destini anche alla difesa dei suoi interessi, a meno che tale patrimonio non costituisca una riserva di soccorso per coprire i bisogni futuri della persona indigente (sentenza inedita del 6 maggio 1994 nella causa T., consid. 2c e rinvii; Piermarco Zen- Ruffinen, Assistance judiciaire et administrative: les règles minima imposées par l'article 4 de la Constitution fédérale, in: JdT 137/1989 I pag. 39; Christian Favre, L'assistance judiciaire gratuite en droit suisse, tesi, Losanna 1989, pag. 52). Certo, al momento della presentazione della domanda, il ricorrente non conseguiva alcun reddito. Tuttavia, quanto alla sostanza, allora sotto sequestro e costituita dalla liquidazione della Cassa pensione, nell'istanza di ammissione al gratuito patrocinio del 20 marzo 2000 l'istante si era limitato a sostenere che essa era esigua e comunque non destinata al pagamento dei costi legali, bensì ad altri scopi. Il Giudice cantonale ha tuttavia appurato che la somma liberata nelle mani delle mani dell'accusato ammontava complessivamente a fr. 33'868, 70; nella decisione del 21 marzo 2000 l'ha quindi ritenuta sufficiente per il sostentamento e il pagamento dell'onorario dell'avvocato. Ora, in tali circostanze, tenuto conto in particolare dell'entità della somma ricevuta e del contenuto del giudizio reso sulla scorta della prima istanza, il Giudice cantonale poteva pretendere, senza incorrere nell'arbitrio né violare la Costituzione, che l'accusato privilegiasse in seguito le esigenze imposte dalla sua difesa rispetto al rimborso di asseriti debiti nei confronti della madre e del fratello, destinando quindi una parte di quell'importo al pagamento dell'onorario del difensore. In effetti, pur considerando la necessità di una certa riserva di soccorso, tenuto altresì conto del fatto che i pretesi obblighi contrattuali appaiono insufficientemente documentati (riguardo in particolare alla loro scadenza), la consistenza del capitale versato al ricorrente nella fattispecie poteva permettergli di far fronte agli impegni verso il suo legale. cc) Né il GIAR ha applicato arbitrariamente l'art. 52 CPP/TI non avvalendosi della facoltà di esperire ulteriori indagini sulla situazione economica del ricorrente, segnatamente statuendo sull'istanza di ammissione al gratuito patrocinio del 20 marzo 2000 prima di ricevere il certificato municipale. In effetti, a prescindere dal fatto che il giudizio del 21 marzo 2000 non era stato impugnato per cui la censura sarebbe ora tardiva, il ricorrente, cui spettava innanzitutto dimostrare la propria indigenza (DTF 120 Ia 179 consid. 3a), non ha allegato tale atto nemmeno alla domanda del 21 luglio 2000. D'altra parte, il Giudice cantonale, nei giudizi, si è comunque fondato essenzialmente sulle allegazioni del ricorrente contenute nelle istanze di ammissione al gratuito patrocinio. Certo, il certificato municipale avrebbe potuto confermare la situazione esposta nelle istanze, in particolare per quanto concerne la mancanza di reddito; tuttavia il GIAR, senza incorrere nell' arbitrio né violare l'art. 29 cpv. 3 Cost. , ha ritenuto che il versamento al ricorrente dell'importo di fr. 33'868, 70 comportava, nelle circostanze suesposte, il rifiuto del gratuito patrocinio.