Citation: 2C_386/2023 E. C

Agendo per sé e per le sue compartecipi C.________ e D.________ SA, con atto del 3 febbraio 2020 la A.________ SA ha impugnato la citata risoluzione governativa davanti al Tribunale amministrativo ticinese, chiedendo il riconoscimento dell'indennizzo. In tale scritto, essa sosteneva infatti che il Cantone era a conoscenza degli interventi eseguiti nel 2013 e nel 2015, perché le licenze edilizie erano state approvate dalle autorità cantonali competenti e questi interventi non concernevano semplici lavori di manutenzione. Contestava inoltre che l'atto di concessione sottoscritto dalle parti prevedesse un termine entro il quale notificare le pretese risarcitorie. Considerato che contro la risoluzione governativa non era possibile interporre ricorso, ma che il Tribunale cantonale amministrativo era comunque competente per dirimere la vertenza in base all'art. 92 lett. a della legge ticinese del 24 settembre 2013 sulla procedura amministrativa (LPAmm/TI; RL/TI 165.100), quest'ultimo ha trattato il gravame quale petizione. Nel suo giudizio del 2 giugno 2023, la Corte cantonale ha constatato che la A.________ SA era legittimata in causa quale concessionaria ma che, siccome non erano parti nel rapporto di concessione, lo stesso non poteva dirsi per le compartecipi, la cui legittimazione attiva andava negata. Entrata in materia sulla petizione della A.________ SA, l'ha quindi respinta.