Citation: 5C.68/2001 10.04.2001 E. 3

3.- Le censure ricorsuali si riferiscono in ampia misura ai fatti ricordati e sono quindi irricevibili. L'attrice sostiene inoltre che la Corte cantonale, riconoscendo alla controparte un diritto di condotta necessario, ha giudicato "ultra petita", perché tale domanda non era stata formulata nell'ambito della procedura. In realtà, le competenze e la procedura per il riconoscimento di una servitù necessaria sono disciplinate dal diritto cantonale (A. Meyer-Hayoz, Commentario bernese, n. 58 ad art. 691 CC) e non possono essere contestate nell' ambito di un ricorso per riforma, che solo permette di censurare la violazione del diritto federale (art. 43 cpv. 1 OG). La censura rivolta ai giudici cantonali di aver deciso "ultra petita", attinente al diritto processuale cantonale, non può come tale essere proposta in questa sede (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 111 II 358, consid. 1). Ma pur nell' ipotesi che tale censura fosse ammissibile e fondata, non permetterebbe ancora di ammettere il ricorso, dato che il giudizio impugnato ha denegato lo spostamento della condotta così come chiesto dall'attrice anche perché nel suo comportamento sarebbe ravvisabile un abuso di diritto. E le argomentazioni ricorsuali contro quest'ultima motivazione s'avverano - per le considerazioni che seguono - irricevibili e ad ogni buon conto infondate.