Citation: 6B_446/2016 E. 2.5

2.5. Nel giudizio impugnato, la Corte cantonale ha ritenuto una mera affermazione di parte, non minimamente sostanziata, la tesi del ricorrente secondo cui vi sarebbero stati disguidi postali imputabili alla centrale di distribuzione per il territorio di X.________. Ha inoltre rilevato ch'egli non aveva mai contestato di avere ricevuto il 3 novembre 2015 l'avviso di ritiro della raccomandata nella casella. Tuttavia, il ricorrente non ha ammesso di avere trovato tale avviso nella sua casella o bucalettere e, d'altra parte, insistendo sul fatto di avere ricevuto il decreto di accusa soltanto il 14 novembre 2015, egli ha perlomeno implicitamente negato di avere avuto conoscenza del precedente invio. Dinanzi alla CRP, il ricorrente ha poi sostenuto che l'Ufficio postale di X.________ sarebbe stato chiuso (senza invero precisarne la data), che i servizi postali sarebbero stati dapprima svolti provvisoriamente dall'Ufficio postale di Z.________ e in seguito trasferiti presso una farmacia situata in un centro commerciale di X.________. Ha addotto che tali cambiamenti avrebbero già comportato disfunzioni nel servizio di distribuzione: produce al riguardo una lettera di reclamazione da lui inviata alla posta il 26 ottobre 2015, ossia nel periodo immediatamente precedente l'invio qui in discussione. Il giudizio impugnato non contiene minimamente accertamenti e considerazioni su questi aspetti. D'altra parte, risulta che l'invio raccomandato, indirizzato dal Ministero pubblico al domicilio del ricorrente, è stato rispedito dalla posta ad una casella postale di Y.________. I motivi di questa diversa destinazione non sono chiari, né sono stati chiariti dai giudici cantonali, non essendo in particolare stato accertato se il ricorrente sia titolare della casella postale, se egli abbia impartito un eventuale ordine di rispedizione oppure se il recapito in quel luogo sia riconducibile ad uno sbaglio della posta. Allo stadio attuale, in mancanza di chiarimenti su questi aspetti, non è quindi possibile escludere che si siano verosimilmente verificati degli errori da parte del servizio di distribuzione postale al momento della notificazione. Gli atti devono quindi essere ritornati alla Corte cantonale, perché esegua ulteriori accertamenti e si pronunci in seguito nuovamente sulla tempestività dell'opposizione.