Citation: 1A.269/1999 13.11.2000 E. 4

4.- Nel merito il ricorrente fa valere l'assenza di connessione tra il suo conto e i prospettati reati, nonché la violazione del principio di proporzionalità e dell' art. 63 AIMP. Nelle osservazioni al ricorso il MPC ha precisato che può sembrare verosimile che il conto del ricorrente abbia svolto unicamente funzione di supporto tecnico per le operazioni oggetto d'inchiesta in Italia: ha però ritenuto di non essere in grado, in base a un esame limitato all' utilità potenziale (cfr. DTF 122 II 367 consid. 2c, 112 Ib 576 consid. 14a pag. 604) di accertare la completa estraneità del conto a tali fatti, compito che, secondo la prassi del Tribunale federale, spetta all'Autorità inquirente estera. Ha sottolineato inoltre che i magistrati italiani hanno richiesto anche la documentazione dei conti della Q.________ e della W.________, come pure di eventuali altri conti di destinazione di determinate somme provenienti da questi conti. Il MPC ha rilevato pure che durante l'esecuzione della rogatoria è emerso che le operazioni in discussione, transitando dal conto Z.________ erano destinate al conto J.________ di A.________. Non trasmettendo la documentazione del conto del ricorrente verrebbe pertanto a mancare un anello della catena delle operazioni bancarie che interessano l'Autorità richiedente. a) Adducendo la sua estraneità ai prospettati reati, il ricorrente disattende che la concessione dell'assistenza non presuppone che l'interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nel procedimento aperto nello Stato richiedente. In effetti, l'assistenza dev'essere prestata anche per acclarare se il reato fondatamente sospettato sia effettivamente stato commesso, e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). È sufficiente che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga, eventualità che si verifica per il suo conto, sul quale sono transitate somme sospette, e ciò senza che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b; Zimmermann, op. cit. , n. 227). L'eventuale qualità di persona, fisica o giuridica, non implicata nell'inchiesta all'estero, non consente a priori di opporsi alle misure di assistenza, a maggior ragione dopo l'abrogazione dell'art. 10 cpv. 1 AIMP (cfr. DTF 121 II 241 consid. 3c in fine). Inoltre, contrariamente a quanto parrebbe sostenere il ricorrente, l'Autorità estera non deve provare la commissione dei prospettati reati ma soltanto esporre in modo sufficiente le circostanze e gli indizi sui quali fonda i propri sospetti, ciò che è avvenuto in concreto: spetterà poi al Giudice straniero del merito esaminare se l'accusa potrà esibire o no le prove degli asseriti reati (DTF 122 II 367 consid. 2c, 118 Ib 547 consid. 3a). Non compete infatti al Giudice dell'assistenza pronunciarsi sulla valutazione delle prove posta a fondamento della rogatoria (DTF 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88, 112 Ib 347 consid. 4). b) Limitandosi ad addurre la manifesta inutilità della documentazione in esame per il procedimento estero, il ricorrente misconosce che la questione di sapere se tali informazioni siano necessarie o utili deve essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle Autorità richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituire il proprio potere di apprezzamento a quello dell'Autorità estera che conduce le indagini. La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità, invocato dal ricorrente, nella limitata misura in cui può esser applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 121 II 241 consid. 3c, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Ciò non si verifica in concreto, visto che la documentazione litigiosa è atta a ricostruire il flusso delle somme sospette. Inoltre, l'Autorità italiana, contrariamente all'Autorità svizzera, dispone di tutte le risultanze processuali e può pertanto valutare compiutamente la posizione del ricorrente, accertandone, se del caso, l'estraneità ai fatti. c) Per di più, il ricorrente non può limitarsi, nel presente ricorso, a sostenere l'assoluta irrilevanza della documentazione bancaria per il procedimento estero adducendo semplicemente che il MPC, nella decisione impugnata, non ne avrebbe sufficientemente comprovato la rilevanza potenziale e la pertinenza. Questa critica è inammissibile. In effetti, come viene rilevato nella decisione impugnata, e come non è contestato dal ricorrente, quest'ultimo nel memoriale prodotto al MPC non ha indicato con precisione quali documenti, e perché, non avrebbero dovuto essere trasmessi allo Stato richiedente, sollecitando invece l'emanazione di un'ordinanza di trasmissione. Spetta infatti alle persone o società interessate dimostrare, in modo chiaro e preciso, perché i documenti e le informazioni da trasmettere non presenterebbero alcun interesse per il procedimento estero (DTF 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg. ): esse sono quindi tenute, pena la decadenza del loro diritto, di indicare all'Autorità di esecuzione quali documenti, e per quali motivi, non dovrebbero, secondo loro, essere trasmessi. Dal profilo della buona fede non sarebbe infatti ammissibile che il detentore di documenti sequestrati lasci che l'autorità di esecuzione proceda da sola alla cernita degli atti, senza parteciparvi, per rimproverarle in seguito, nell'ambito di un ricorso, d'aver violato il principio della proporzionalità (DTF 126 II 258 consid. 9b e c). Il ricorrente sostiene che la contestata trasmissione sarebbe inutile poiché, come si evincerebbe dalla decisione impugnata, il MPC ha già acquisito la documentazione comprovante che i fondi oggetto della rogatoria sono transitati sul suo conto e ch'essi vennero poi bonificati sul conto di A.________; ciò varrebbe anche per l'Autorità richiedente, alla quale è stato trasmesso il memoriale allestito dal procuratore del conto litigioso. Durante l'interrogatorio del 30 ottobre 1998 da parte del Procuratore generale della Confederazione, F.________ ha inoltre dichiarato che il ricorrente aveva detto che "l'operazione finanziaria era stata fatta dal conto Z.________ fiduciariamente in favore di un certo signor B.________ del gruppo X.________". Il ricorrente disattende che, conformemente a quanto disposto dalla CEAG e dall'art. 63 cpv. 1 AIMP, la Svizzera deve trasmettere i mezzi di prova utili per il procedimento estero e non può limitarsi a comunicare solo le conclusioni ch'essa può trarre dai documenti sequestrati: ciò poiché la valutazione del materiale probatorio spetta alle Autorità dello Stato richiedente. È del resto manifesto che i documenti bancari costituiscono prove utili al fine di dimostrare che il denaro è transitato sul conto litigioso per approdare su quello di un indagato. d) Il ricorrente sostiene poi che sarebbe inutile trasmettere la documentazione posteriore alle operazioni sospette, risalenti alla fine del 1991; insinua che il MPC, ordinando anche la trasmissione dei documenti degli anni 1992-1996, non avrebbe proceduto alla cernita degli atti sequestrati. La critica è priva di ogni fondamento. Dalla decisione impugnata si evince chiaramente che il MPC ha esaminato tale documentazione, elencando poi espressamente i documenti e i formulari da trasmettere, tra cui figurano gli estratti conto e i giustificativi dal 23 settembre 1991 al 23 giugno 1996. Questo modo di agire, contrariamente all'assunto ricorsuale, non è lesivo del principio della proporzionalità. Quando le Autorità estere chiedono informazioni su conti bancari in procedimenti per reati patrimoniali o corruttivi, esse necessitano di tutti i documenti. Ciò perché debbono poter individuare il titolare giuridico ed economico del conto e sapere a quali persone sia pervenuto l'eventuale provento del reato (DTF 124 II 180 consid. 3c inedito, 121 II 241 consid. 3c; Zimmermann, op. cit. , n. 478 pag. 370). Certo, il ricorrente sostiene che il suo conto sarebbe servito essenzialmente da supporto per il trasferimento di denaro da conti presso la OTB, ora BUC, verso il conto J.________ di A.________; il suo conto sarebbe pertanto stato utilizzato quale mero supporto tecnico per il transito di denaro da un conto all'altro, nei mesi di ottobre-dicembre 1991. Ora, come rettamente rilevato dal MPC nelle osservazioni al ricorso, l'Autorità estera ha espressamente chiesto di sequestrare eventuali conti di destinazione: di conseguenza, per poter individuare compiutamente tali conti, l'Autorità inquirente deve poter prendere conoscenza della documentazione relativa anche a quelli di passaggio e poter accertare, se del caso, che non vi sia stato un ritorno del transito di denaro. Visto inoltre che l'Autorità estera chiede informazioni su una precisa relazione bancaria, riguardo a determinati versamenti, non si è neppure in presenza, come sostenuto a torto dal ricorrente, di una ricerca indiscriminata di prove ("fishing expedition"; v. DTF 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a pag. 243, 118 Ib 547 consid. 3a). Ne segue che la trasmissione integrale dei documenti bancari è giustificata poiché idonea a far progredire l'inchiesta estera e perché può altresì evitare l'inoltro di un'eventuale domanda complementare (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a, c-d). Certo, non è escluso, come rilevato dal MPC, che il conto del ricorrente sia semplicemente servito, anche a sua insaputa, da tramite per un versamento di provenienza illecita. Il ricorrente potrà comunque dimostrare, dinanzi alle Autorità italiane, che detto trasferimento di denaro ha un fondamento legittimo ed estraneo ai prospettati reati. Ne segue che la conclusione subordinata contenuta nel ricorso, nel senso di trasmettere solo gli estratti conto e i giustificativi del 1991, non può essere accolta.