Citation: 5A_562/2018 E. 4.2.3

4.2.3. Ci si può tuttavia esimere dall'adottare in questa sede una posizione definitiva, poiché un elemento preciso fa dire che vi è comunque stata illecita violazione della personalità: la menzione del nome e del cognome del ricorrente. In ragione delle ovvie ripercussioni che un articolo sulla situazione penale di una persona può avere sulla sua sfera privata e sul suo onore, la cronaca giudiziaria penale avviene di principio, segnatamente a tutela della presunzione d'innocenza, in forma anonimizzata (DTF 129 III 529 consid. 3.2; sentenza 5A_658/2014 del 6 maggio 2015 consid. 5.5); le circostanze concrete del caso particolare possono autorizzare eccezioni, soprattutto nei confronti di persone di una certa notorietà (DTF 126 III 305 consid. 4b/aa). Sospetti di reato penale vanno esposti in modo che siano chiaramente riconoscibili come tali; inoltre, quanto più elevata appare la probabilità che essi si rileveranno infondati, rispettivamente quanto più grave appare la possibile lesione qualora essi si rivelassero infondati, tanto più appare opportuno rinunciare a una loro pubblicazione (DTF 126 III 305 consid. 4b/aa). Ora, già il Tribunale di appello, in proposito, si spinge oltre la prudente posizione assunta per il resto, riconoscendo espressamente che i fatti riferiti non permettevano di ritenere il ricorrente un importante pericolo per il pubblico. Che sussistesse un interesse generale all'informazione dell'apertura di un procedimento penale accessorio nei confronti del patrocinatore del W.________, come ha ritenuto il Tribunale di appello, è sostenibile; non, invece, dedurre da questa premessa che fosse opportuno svelarne l'identità. L'esplicita menzione del suo nome non risponde pertanto ad un concreto pubblico interesse, ancor meno considerato l'evidente pericolo di un possibile conseguente danno all'immagine di un libero professioni sta. Manifestamente infondato, e già confutato dal Tribunale di appello, è l'argomento del primo giudice fondato su un in realtà inesistente pericolo di confusione con un quasi omonimo legale. Parimenti ardita appare poi l'apodittica affermazione secondo la quale non sarebbe stato arduo scoprire a quel momento chi fosse il patrocinatore del W.________, vista l'eco suscitata dall'inchiesta principale: certo il lettore particolarmente interessato avrebbe potuto risalire al nome del ricorrente, ma avrebbe già dovuto prendersi la briga di cercare e ritrovare articoli di giornale precedenti - impegno che non si vede assunto dal lettore medio. Inoltre, come giustamente rileva il ricorrente, la Corte cantonale si contraddice nella misura in cui nel medesimo considerando rileva la " mancanza di elementi probatori che facessero apparire la sua identità come notoria ".