Citation: 2C_720/2014 E. 5.2.2

5.2.2. Riguardo all'importanza del requisito relativo allo svolgimento del periodo di pratica occorre altresì considerare quanto segue. Tra le numerose revisioni cui è stata sottoposta la vLFid nel corso degli anni, una risalente al 1998 proponeva tra l'altro di introdurre all'art. 8 cpv. 1 lett. e l'espressione "di regola" in riferimento all'obbligo di aver assolto un periodo di pratica di due anni. Con tale correttivo, la revisione avrebbe inteso mitigare il suddetto obbligo al fine di "disporre di una norma più flessibile, che permett[esse] di tenere maggiormente conto di casi specifici nei quali il richiedente appare già particolarmente qualificato". Veniva altresì proposta l'abolizione del requisito dello svolgimento della pratica in Svizzera, ritenuto troppo restrittivo alla luce degli sviluppi della professione (Messaggio n. 4727 del 4 marzo 1998 concernente la revisione della Legge sull'esercizio delle professioni di fiduciario del 18 giugno 1984, ad art. 8, nonché Mauro Mini, La legge sull'esercizio delle professioni di fiduciario, Lugano/Basilea, 2002, pag. 78 seg.). Per una serie di ragioni qui non rilevanti, tale revisione è rimasta bloccata per diversi anni. In seguito, il progetto poi sfociato nell'attuale LFid ne ha ripreso i principali aspetti, tra i quali non figura tuttavia la proposta di mitigare le esigenze relative al periodo di pratica. Il legislatore si è pertanto attenuto alla tradizionale formulazione, confermando così la volontà di non rendere più duttili i requisiti di accesso alla professione di fiduciario in relazione all'esigenza dell'esperienza professionale, quanto meno nei casi in cui il richiedente acceda per la prima volta alla professione senza aver precedentemente esercitato tale attività in un altro Cantone (ciò che esclude quindi l'applicazione della LMI; cfr. infra, consid. 7).