Citation: 1F_21/2017 E. 2.2

2.2. I mezzi di prova dell'art. 123 cpv. 2 lett. a LTF non concernono fatti nuovi ai sensi del previgente art. 137 OG, ma fatti vecchi anteriori alla sentenza, scoperti in seguito. La novità si riferisce quindi alla scoperta, non al fatto medesimo (DTF 143 III 272 consid. 2.1 e 2.2 pag. 275 che indica le cinque condizioni necessarie per ammettere un motivo di revisione). L'istante disattende che di massima il fatto è ammissibile, purché il richiedente non l'abbia potuto addurre nell'ambito della procedura precedente. Secondo la giurisprudenza ciò implica ch'egli, o il suo patrocinatore, abbiano fatto prova di tutta la diligenza esigibile: ciò non si verifica quando la scoperta del ritrovato mezzo di prova è il frutto di ricerche, che avrebbero potuto e dovuto essere effettuate nella procedura precedente. Giova sottolineare che si può ammettere soltanto con ritegno l'impossibilità per una parte di addurre un determinato fatto nel quadro della procedura anteriore, poiché il motivo di revisione fondato su nova improprie non deve servire a rimediare a errori e omissioni dell'istante nella conduzione della procedura (DTF 143 V 105 consid. 2.3 pag. 107; 143 III 272 consid. 2.2 pag. 275 seg.; 134 III 699 consid. 2.2 pag. 671; sentenze 4A_763/2011 del 30 aprile 2012 consid. 3.1 e 4A_144/2010 del 28 settembre 2010 consid. 2.3; PIERRE FERRARI, in: Commentaire de la LTF, 2aed., n. 18 ad art. 123). Certo l'istante rileva che avrebbe scoperto con sicurezza (al riguardo vedi DTF 143 V 105 consid. 2.4 pag. 108) solo in data 9 ottobre 2015 grazie al citato rapporto di confronto che il Municipio e le istanze cantonali avrebbero fondato erroneamente l'ordine di ripristino sulla base di un limite boschivo superato, dando ella medesima per acquisito che quello antistante il terrapieno corrispondesse a quello accertato nel 1993. Riguardo alla scoperta di tale fatto, si limita tuttavia a rilevare il citato intervento di suo marito. Ella non spiega tuttavia perché non avrebbe potuto effettuare tali chiarimenti nell'ambito della precedente procedura, ritenuto che tale fatto era oggetto della decisione governativa del 21 giugno 2000. Contrariamente all'assunto ricorsuale, nell'ambito della procedura edilizia la questione della distanza del bosco era decisiva, motivo per cui, adottando la dovuta diligenza, ella avrebbe potuto effettuare o far eseguire già all'epoca, tempestivamente, le relative ricerche. Per di più, tale fatto esulava dall'oggetto della sentenza 1C_215/2014 della quale è chiesta la revisione. Nella stessa, circoscritta alla legalità dell'ordine di demolizione e non alla questione della violazione del diritto materiale, accertata in maniera definitiva, quest'ultima non poteva più essere rimessa in discussione (consid. 3.2).