Citation: 4A_85/2019 E. 5.1

5.1. La sentenza d'appello ha accertato che la prova della mala fede non è stata fornita, poiché "non hanno trovato nessun riscontro agli atti" le allegazioni del convenuto secondo cui gli attori non avrebbero fatto nulla per trovare degli acquirenti sostitutivi nel luogo di situazione dell'immobile e proporre le azioni della società e il credito correntista a un prezzo uguale o superiore a quello pattuito tra di loro. D'un canto, hanno stabilito i giudici ticinesi, l'acquirente sostitutivo è una società con sede a Paradiso. Dall'altro, il prezzo dei due contratti teneva conto, oltre che del valore degli immobili, del valore delle azioni e degli attivi e passivi e del saldo della relazione bancaria (il conto corrente). A mente dell'autorità cantonale, secondo il normale andamento delle cose questi valori erano soggetti a variazioni, per cui è verosimile che nel caso concreto fossero diminuiti; ciò vale in particolare per il saldo del conto corrente, risultato inferiore a causa delle normali spese di gestione che comporta una società immobiliare. Dall'istruttoria non è d'altronde emerso che al momento della vendita sostitutiva tali valori potessero essere superiori o uguali a quelli stabiliti in occasione della prima vendita. Infine, la Corte ticinese ha ritenuto "poco plausibile" che i venditori avessero incassato volutamente un prezzo inferiore assumendosi il rischio e gli oneri di un'azione di risarcimento.