Citation: 6B_787/2015 E. 2

Assodata e incontestata la qualifica di lesioni semplici intenzionali del pugno tirato all'accusatore privato, la CARP ha determinato cosa fosse avvenuto la sera dei fatti sulla scorta delle dichiarazioni delle 4 persone sentite in merito ed esaminato se l'insorgente si trovasse in una situazione di legittima difesa. Ha innanzitutto accertato che quella sera il ricorrente e l'amico C.________ avevano già tentato almeno una volta di scavalcare le transenne ed erano stati richiamati all'ordine, non essendo loro consentito di accedere a quella zona. Ciò posto e considerato che il sedime accessibile al pubblico era delimitato in maniera chiara e inequivocabile, essa ne ha desunto che l'insorgente fosse cosciente di trovarsi in una zona proibita. Egli non poteva poi non capire che chi lo stava rincorrendo, chiedendogli cosa facesse in quel posto, altri non era che una persona dell'organizzazione della festa, che lo incalzava perché non aveva rispettato il divieto di accedere a quella parte del sedime. La CARP si è poi chinata sulla questione di sapere se il ricorrente fosse stato oggetto di un'ingiusta aggressione ad opera dell'accusatore privato. Ha rilevato che quest'ultimo è sempre stato lineare nell'affermare che non appena raggiunto l'insorgente, e senza aver fatto nulla per fargli temere un attacco, questi gli ha sferrato improvvisamente un pugno. Tale versione è confermata da quella resa dal teste D.________, co-organizzatore della serata, che ha riferito una reazione violenta del ricorrente a un approccio dell'accusatore privato avvenuto senza contatto fisico, che niente lasciava presumere potesse trascendere in un attacco all'integrità fisica. Per i giudici precedenti le dichiarazioni del teste C.________ non sono suscettibili di scalfire tale accertamento. Non lo hanno infatti ritenuto credibile ove ha affermato di aver visto l'accusatore privato prendere il ricorrente per il bavero, strattonarlo a destra e a manca e alzare il braccio. Oltre ad aver parlato con l'insorgente più di una volta su quanto accaduto quella sera, egli è un suo amico di lunga data e con lui ha oltrepassato la transenna, ciò che impone una valutazione molto prudente della testimonianza. Peraltro, a mente dell'autorità cantonale, essa palesa delle sensibili contraddizioni sia interne sia rispetto a quanto riferito dall'imputato, dall'accusatore privato e dal teste D.________, nonché delle falle che ne indeboliscono la valenza. Quanto alle dichiarazioni del ricorrente, per la CARP contengono esagerazioni e contraddizioni. Inoltre non si spiega come egli sia riuscito a sferrare un pugno, tanto forte da rompere una mascella, nonostante la traiettoria del suo braccio sia stata ostacolata da quello sinistro dell'accusatore privato che, secondo l'insorgente, lo teneva per il bavero. Ciò ne mina la plausibilità. La Corte cantonale ha quindi concluso che in sostanza i fatti si sono svolti come descritti dall'accusatore privato e dal teste D.________. L'insorgente ha sferrato un violento pugno all'accusatore privato, senza trovarsi in una situazione di legittima difesa ai sensi dell'art. 15 rispettivamente 16 CP, in quanto da parte della vittima non vi è stata alcuna aggressione fisica e alcun atto che potesse far pensare a un attacco imminente all'integrità fisica del ricorrente.