Citation: 6B_500/2022 E. 2.5

2.5. Alla luce degli esposti principi, risulta quindi che il ricorrente non era autorizzato a revocare personalmente il mandato attribuito dallo Stato al patrocinatore d'ufficio. Né il legale nominato poteva di principio rifiutarsi di continuare a svolgere il suo compito invocando semplicemente il fatto di essere stato esonerato dall'interessato. La Corte cantonale ha infatti rettamente rilevato che il mandato non era stato formalmente revocato dall'autorità. La CRP ha peraltro trasmesso il reclamo del ricorrente alla patrocinatrice d'ufficio, partendo quindi, perlomeno implicitamente, sul presupposto ch'egli continuava a non essere in grado di condurre personalmente la propria causa. Nel giudizio impugnato, ha infatti rilevato che il disturbo della personalità diagnosticato al ricorrente perdurava ed era connesso con la possibile attuazione di reati suscettibili di mettere in pericolo la vita e l'integrità di terze persone. Ora, tali disturbi psichiatrici e la loro relazione con la misura terapeutica stazionaria in corso di esecuzione avevano indotto il GPC a nominare al ricorrente un patrocinatore d'ufficio nell'ambito della procedura in questione. La Corte cantonale non ha per contro esaminato se erano dati motivi che impedivano uno svolgimento efficace del mandato, segnatamente se il rapporto di fiducia tra il ricorrente e la legale si era incrinato al punto tale da imporre una sostituzione della patrocinatrice d'ufficio. La CRP ha negato la designazione di un patrocinatore d'ufficio per il procedimento di reclamo adducendo che la causa appariva priva di probabilità di successo. Tuttavia, la condizione secondo cui la causa non deve sembrare priva di possibilità di esito favorevole riguarda essenzialmente la concessione dell'assistenza giudiziaria (cfr. art. 3 cpv. 3 LAG), non il patrocinio d'ufficio, per il quale è determinante la tutela degli interessi della parte che non è manifestamente in grado di condurre la propria causa (cfr. art. 7 LAG). Inoltre, il criterio della probabilità di successo o meno del gravame non poteva essere considerato decisivo nella fattispecie, giacché il reclamo presentato personalmente dal ricorrente non conteneva censure motivate (cfr. art. 393 cpv. 2 CPP) concernenti il merito della misura terapeutica litigiosa. Con il gravame dinanzi alla CRP, il ricorrente aveva infatti essenzialmente chiesto solo la nomina di un altro patrocinatore. In tali circostanze, sarebbe spettato alla Corte cantonale esaminare se occorreva confermare per il procedimento di reclamo la patrocinatrice d'ufficio che aveva già seguito la procedura dinanzi al GPC o se esistevano validi motivi che ne imponevano la sostituzione. Omettendo di procedere in tal senso, la Corte cantonale ha manifestamente violato gli art. 7 e 10 LAG, incorrendo quindi nell'arbitrio.