Citation: 1C_249/2019 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale ha nondimeno esaminato le critiche ricorsuali inerenti a un preteso accertamento arbitrario dei fatti, al dire della ricorrente constatati in maniera inesatta: ciò poiché la fotografia scattata dal radar non permette di identificare il conducente e il veicolo, a lei intestato, sarebbe stato utilizzato anche da altri collaboratori della ditta, né vi sarebbero prove o indizi concreti e indubbi ch'ella avrebbe guidato personalmente il suo veicolo, ma soltanto supposizioni e ipotesi. La ricorrente ha addotto che il giorno dell'infrazione alla guida vi sarebbe stato un suo collaboratore, versando poi agli atti, in data 26 aprile 2017, la patente di guida di quest'ultimo, deceduto il 15 settembre 2016. Il Governo, ammesso che le fotografie non permettono di determinare con certezza il conducente, ha osservato ch'esse consentono nondimeno di escludere ch'egli portasse dei baffi, come parrebbe essere il caso dell'indicato collaboratore. Ha poi rilevato la tardività con la quale è stata sollevata questa tesi e il fatto che la ricorrente non aveva documentato in alcun modo la propria presenza in un altro luogo il giorno dell'infrazione, né aveva spiegato perché il suo collaboratore avrebbe dovuto trovarsi in Svizzera. Ella ha inoltre pagato la multa presso l'Ufficio postale di Cassarate, ciò che indicherebbe un suo rapporto particolare con il Ticino. La ricorrente si limita ad asserire che questi accertamenti non costituirebbero prove irrefutabili che avrebbe commesso personalmente l'infrazione litigiosa, non contestata nella sede penale.