Citation: 4A_491/2020 E. 6.2

6.2. Nella DTF 141 III 433 consid. 2.6 il Tribunale federale ha specificato che una perizia privata non costituisce un mezzo di prova, ma un'allegazione di parte - spesso particolarmente sostanziata - che richiede pertanto, per dover essere provata, una corrispondente contestazione. Se adeguamente contestata essa può poi eventualmente provare una circostanza con degli indizi dimostrati da prove. In concreto la Corte cantonale non ha ignorato la predetta giurisprudenza, peraltro esplicitamente citata nella sentenza impugnata, e ha partitamente indicato le ragioni per cui il referto del dott. C.________, ritenuto dettagliato, non era stato validamente contestato. Essa ha segnatamente rimproverato all'attrice di aver omesso di prendere posizione sul "dosaggio estremamente basso" della terapia antidepressiva e sul suo comportamento "energico, vigile, pronto, interessato a documentare minuziosamente le ingiustizie" (che avrebbe subito sul posto di lavoro) riscontrati dal predetto medico. Ora, nel ricorso in esame la ricorrente non contesta tale rilievi, ma si limita ad apoditticamente affermare che il referto in discussione sarebbe stato oggetto di contestazione specifica e, soprattutto, ignora completamente che la Corte cantonale ha pure ravvisato una conferma dell'abilità lavorativa nella decisione emanata dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità. Ne segue che la censura va disattesa.