Citation: 1A.182/2003 26.03.2004 E. 3

3.1 La ricorrente fa valere inoltre che, in assenza di sufficienti indizi di reato, non sarebbero adempiuti i requisiti, più severi, vigenti in materia di truffa in materia fiscale. Aggiunge che non sarebbero adempiute nemmeno le condizioni dell'accusa di bancarotta fraudolenta, reato indicato nella rogatoria. L'assunto non dev'essere esaminato oltre, ritenuto ch'esso non sarebbe comunque decisivo: in effetti, la ricorrente disattende che l'assistenza giudiziaria può essere concessa quando è richiesta per la repressione di più reati e uno di essi sia punibile secondo il diritto svizzero (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc pag. 188, 129 II 462 consid. 4.6 in fine, 129 II 462 consid. 4.6). 3.2 La ricorrente sostiene che, riguardo a questi due ultimi reati, l'ipotesi accusatoria dell'autorità estera si fonderebbe unicamente su una valutazione effettuata da un intermediario finanziario, il quale avrebbe semplicemente stabilito l'esistenza di un sospetto, comunicandolo all'Ufficio di comunicazione a norma dell'art. 9 della legge federale relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro nel settore finanziario, del 10 ottobre 1997 (RS 955.0). Gli indizi ritenuti da intermediari finanziari svizzeri si fonderebbero tuttavia, a dire della ricorrente, soltanto sulle disavventure finanziarie di B.B.________, oggetto di pubblicazioni giornalistiche, per cui le accuse formulate nella rogatoria non reggerebbero. L'assunto non è decisivo, la (contestata) valutazione delle prove spettando in primo luogo al giudice estero del merito, non a quello svizzero dell'assistenza (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244), così come la risposta al quesito di sapere se l'accusa potrà esibire o no le prove degli asseriti reati (DTF 122 II 367 consid. 2c). 3.3 La ricorrente, adducendo l'impunibilità manifesta secondo il diritto italiano dei fatti esposti nella rogatoria, sostiene che il procedimento penale estero presenterebbe altre gravi deficienze secondo l'art. 2 lett. d AIMP. La censura non regge. Aderendo alla Convenzione, la Svizzera ha fatto uso delle facoltà previste dagli art. 5 n. 1 lett. a e 23 n. 1 CEAG e ha sottoposto all'esigenza della doppia incriminazione l'esecuzione di commissioni rogatorie che, come quella in esame, implicano coercizione. L'AIMP, entrata in vigore dopo la Convenzione, ha attenuato questa esigenza, imponendo al giudice dell'assistenza di verificare, di regola, solo se l'atto perseguito all'estero, effettuata la dovuta trasposizione, denoti gli elementi obiettivi di una fattispecie punibile secondo il diritto svizzero (art. 64 cpv. 1 AIMP; DTF 124 II 184 consid. 4b e 4b/cc, 112 Ib 576 consid. 11a pag. 591). Inoltre, le persone giuridiche non sono legittimate a prevalersi della violazione dell'art. 2 AIMP (DTF 126 II 258 consid. 2d, 125 II 356 consid. 3b). 3.4 Infine, la ricorrente sostiene che i documenti di cui è ordinata la trasmissione sarebbero inutili per il procedimento estero. In tale ambito essa si limita tuttavia a rilevare, in maniera generale e con riferimento a determinati fascicoli, che la rogatoria non indicherebbe gli elementi secondo cui le società e le pratiche interessate sarebbero in relazione con gli asseriti reati. Queste critiche, non sollevate dinanzi all'autorità di esecuzione, sono tardive e quindi inammissibili. La ricorrente, come stabilito nella decisione impugnata e da essa non contestato, non ha in effetti fatto uso della facoltà concessagli dal MPC di esprimersi al riguardo. Contrariamente all'obbligo che le incombeva secondo la costante, pubblicata giurisprudenza (DTF 126 II 258 consid. 9b e c, 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.), la ricorrente non ha indicato dinanzi all'autorità di esecuzione sia quali singoli documenti sia perché sarebbero sicuramente irrilevanti per il procedimento penale estero. Anche per questo motivo il ricorso, in quanto ammissibile, dev'essere respinto. L'utilità e la rilevanza potenziale per il procedimento estero degli atti litigiosi, concernenti le citate persone inquisite, coinvolte nelle sospettate transazioni, non possono del resto manifestamente essere escluse (DTF 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a e b) e la connessione tra le fattispecie oggetto di indagini e questi documenti è data (DTF 129 II 462 consid. 5.3 pag. 468).