Citation: 6B_196/2008 16.05.2008 E. 3

Il ricorrente lamenta poi la violazione del diritto di essere sentito. Nel suo ricorso davanti al Presidente della Pretura penale, egli rilevava l'esistenza di due testimoni che potevano confermare come l'apparecchio radar fosse stato posizionato in un luogo diverso da quello indicato dagli agenti di polizia. Orbene, il giudice non ha ritenuto opportuno ordinare l'audizione di tali testi né chiedere la produzione di una loro dichiarazione scritta. A mente dell'insorgente, sarebbe così stato limitato senza motivo il suo diritto di far amministrare delle prove. Anche su questo punto l'impugnativa è volta all'insuccesso. Il diritto di essere sentito, che comprende il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare all'assunzione stessa o perlomeno di potersi esprimere sui suoi risultati, nella misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa; 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2), non esime la difesa dall'attivarsi personalmente per far uso di tali facoltà (v. DTF 131 V 35 consid. 3.3; 133 I 49 consid. 3.1; 131 II 169 consid. 2.2.3). Va inoltre ricordato che tale diritto non impedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 124 I 208 consid. 4a; 122 II 464 consid. 4a; 120 Ib 224 consid. 2b). In concreto, non risulta che il ricorrente - che peraltro ha dimostrato di essere in grado di difendersi adeguatamente pur non assistito da un avvocato in sede cantonale - abbia richiesto formalmente l'assunzione delle prove di cui adesso lamenta la mancata amministrazione, ne ha semmai segnalato unicamente l'esistenza. In queste circostanze, il giudice poteva, senza con ciò violare il diritto di essere sentito del ricorrente, rinunciare ad amministrare tale prova procedendo a una valutazione anticipata della stessa. Tale valutazione poteva essere impugnata invocando l'arbitrio, cosa che il ricorrente non fa, limitandosi a lamentare una generica violazione del diritto di essere sentito. Non occorre quindi vagliare oltre questa censura.