Citation: 8C_631/2022 E. 5.5

5.5. A tale riguardo, il ricorrente sembra dimenticare che, in applicazione dell'abituale criterio della probabilità preponderante valido nel settore delle assicurazioni sociali, una prova è ritenuta dimostrata quando, secondo criteri oggettivi, vi sono motivi fondati per ritenere corretto un'adduzione di fatto a fronte di altre possibilità ragionevolmente ipotizzabili che però non entrano in considerazione in maniera decisiva (DTF 144 III 264 consid. 5.2). Il tribunale deve quindi seguire la situazione di fatto che, fra tutte le possibili dinamiche, sia la più probabile di tutte (DTF 126 V 353 consid. 5b con riferimenti). Nel caso concreto è del resto più probabile che, tutto ben ponderato, il centro delle relazioni personali del ricorrente fosse nel Cantone dei Grigioni, dove egli ha lavorato e vissuto per anni e percepiva prestazioni sociali che per legge impongono la residenza effettiva in Svizzera e non in Italia, Paese in cui sembra avere unicamente acquistato un'immobile. Del resto, il rifiuto del ricorrente di dichiarare alla Corte cantonale le tempistiche del suo asserito trasferimento in Italia è altresì indicativo. In questo senso, a fronte di una debita analisi delle prove, segnatamente dell'incarto relativo alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione in Svizzera, della documentazione bancaria e quella relativa alla locazione in Svizzera, la Corte cantonale ha valutato, in conformità con il diritto federale, che le circostanze addotte dal ricorrente non erano sufficienti per fondare una residenza abituale in Italia. Ne consegue che le critiche ricorsuali sono infondate sotto questo profilo. Non avendo accertato in maniera arbitraria la residenza del ricorrente in Svizzera, i giudici cantonali hanno quindi correttamente ritenuto tardivo il ricorso presentato (art. 39 cpv. 1 e 60 LPGA; cfr. sentenza di rinvio 8C_307/2021 del 25 agosto 2021 consid. 4).