Citation: 1P.483/1999 21.03.2000 E. 3.-

Anche la critica, secondo cui l'autorità comu- nale avrebbe commesso un eccesso di formalismo per non ave- re considerato la lettera del 4 dicembre 1998 come un'oppo- sizione formale alla domanda di costruzione, censura solle- vata per la prima volta nel ricorso di diritto pubblico, è inammissibile: essa sarebbe comunque infondata nel merito. a) Commette un eccesso di formalismo, costitutivo di un diniego formale di giustizia, l'autorità che applica una regola di procedura con rigidità esagerata, ponendo esigenze eccessive, non giustificate da alcun interesse de- gno di protezione, sì da dare alla regola procedurale un fine in sé, complicando in maniera inammissibile la realiz- zazione del diritto materiale o ostacolando in modo inam- missibile l'accesso ai tribunali. L'eccesso di formalismo vietato dall'art. 4 vCost., e ora dall'art. 29 cpv. 1 Cost., può risiedere sia nella regola di comportamento im- posta dal diritto cantonale all'interessato, sia nella san- zione che vi è collegata (DTF 125 I 166 consid. 3, 121 I 177 consid. 2b/aa e rinvii; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3aed., Berna 1999, pag. 500 segg.). Tutta- via, non ogni applicazione rigorosa e severa di norme can- tonali o comunali costituisce un formalismo eccessivo, ma soltanto una esagerata rigidità, che non abbia un'intrin- seca giustificazione e sfoci nell'impedimento della realiz- zazione del diritto materiale ( Spühler, op. cit., pag. 129 n. 408 seg.). Il divieto del formalismo eccessivo, in quan- to sanzioni un comportamento riprovevole dell'autorità nei rapporti con gli amministrati, persegue gli stessi scopi del principio della buona fede, desumibile dall'art. 4 vCost. e ora dall'art. 9 Cost.; il Tribunale federale esa- mina liberamente questa censura (DTF 121 I 177 consid. 2b/aa). L'accenno ricorsuale, in tale ambito, a una viola- zione del diritto di essere sentiti non ha portata propria (DTF 119 Ia 4 consid. 2a). b) Lo scritto del 4 dicembre 1998 della ricorrente non ossequia palesemente le esigenze formali poste dalla legislazione edilizia comunale a un'opposizione. Esso è stato presentato in un momento in cui la domanda di costru- zione ancora non era stata inoltrata. Non contiene conte- stazioni precise da riferire al progetto stesso, limitando- si a criticare, in maniera generale, il sistema di smalti- mento delle acque nel Comune e invitandolo ad adottare al- tre soluzioni. La ricorrente chiedeva semplicemente al Co- mune di sospendere l'eventuale esame di una domanda di co- struzione e di rinunciare alla relativa pubblicazione, come pure di convocare le parti per un ulteriore colloquio. A queste richieste il Comune ha risposto con lettera del 16 dicembre 1998. Nella stessa ha richiamato, ancorché in ter- mini succinti ma univoci, sia l'inoltro di una domanda di costruzione conformemente a quanto previsto dalla legge edilizia da parte della Corporazione Intercomunale, sia l' esigenza del rispetto delle prescrizioni vigenti in tale materia. Il Comune ha ritenuto superfluo l'auspicato collo- quio, visto che la ricorrente aveva potuto esprimere più volte le sue opinioni. Ne segue che la ricorrente, poiché la domanda di costruzione è stata pubblicata dall'11 dicembre 1998 al 9 gennaio 1999, avrebbe ancora potuto e dovuto adeguarsi a quanto stabilito dalla legge edilizia, presentando un'oppo- sizione motivata secondo l'art. 103 LE. In tali circostan- ze, il fatto di non aver interpretato le "riserve" generali come un'opposizione formale a un progetto di costruzione non ancora pubblicato non costituisce un formalismo ecces- sivo (cfr. DTF 119 Ia 13 consid. 4; cfr. anche Marco Luc - chini, Compendio giuridico per l'edilizia, Lugano 1999, che ritiene inammissibile un'"opposizione cautelativa", pag. 59). Il fatto che la lettera del 4 dicembre 1998 sia stata inoltrata dall'ing. Albertini, intervenuto più volte diret- tamente nella causa quale rappresentante della ricorrente, e non dal legale di quest'ultima, non è decisivo; del re- sto, fin dall'epoca del primo ricorso - sfociato poi nella decisione 13 febbraio 1998 del Tribunale amministrativo, concernente il mancato inoltro da parte della ricorrente di un'opposizione al primo progetto dell'impianto in discus- sione (v. PTA 1998 n. 50) - essa era assistita dal suo le- gale, al quale la Corporazione Intercomunale, con lettere del 3 novembre e 2 dicembre 1998, aveva precisato di voler pubblicare la domanda. Tanto il legale della ricorrente, a cui il rappre- sentante della Corporazione comunicò l'intenzione di adire la procedura formale sin dal 3 novembre 1998, quanto l'ing. Albertini, che tenne i contatti con il Comune di Mesocco, sapevano o perlomeno dovevano sapere che dal momento del deposito di una domanda di costruzione - deposito indicato dal Comune nella lettera del 16 dicembre 1998 - scattano i termini per presentare opposizione.