Citation: 1C_358/2015 E. 4.3

4.3. Per di più, il ricorrente sostiene, a torto, che la Corte cantonale non avrebbe esaminato la pretesa presenza di circostanze eccezionali. I giudici cantonali hanno infatti stabilito che l'asserita assenza di un cantiere nella tratta da lui percorsa, come pure le condizioni stradali e meteorologiche favorevoli e lo scarso traffico non hanno comunque alcuna rilevanza di fronte all'entità dell'eccesso compiuto. Anche questi elementi avrebbero dovuto coerentemente indurre il ricorrente a perseverare per ottenere il riconoscimento dell'asserita irregolarità della segnaletica esposta e di conseguenza l'impunità negatagli dalla prima istanza di giudizio: nonostante la natura e l'importanza della sanzione, egli è rimasto passivo. I giudici cantonali hanno poi ritenuto che l'essere incorso in una infrazione grave a distanza di meno di cinque anni dalla scadenza della nota pregressa misura amministrativa inflittagli, in applicazione del sistema a cascata comporta che il contestato provvedimento di revoca deve in ogni modo essere della durata di almeno 12 mesi (art. 16c cpv. 2 lett. c LCstr). Hanno aggiunto, a ragione, che la serietà dell'infrazione commessa a distanza di meno di cinque anni dall'esecuzione di quella precedente, il grado di colpa imputabile al ricorrente, la sua reputazione quale conducente macchiata dalle tre citate iscrizioni e il fatto che si è limitato a invocare una necessità professionale di guidare veicoli a motore, senza comprovarla, giustifica senz'altro la criticata revoca di quindici mesi. Hanno ricordato ch'essa potrebbe essere ridotta a dodici mesi qualora il ricorrente dovesse frequentare una formazione complementare riconosciuta dall'autorità (art. 17 cpv. 1 seconda frase LCStr), rilevato che, contrariamente alla previgente prassi invocata a torto anche in questa sede dal ricorrente, la durata minima della revoca non può comunque essere ridotta (art. 16 cpv. 3 seconda frase LCStr).