Citation: 5A_367/2019 E. 5.2

5.2. Bisogna riconoscere che il giudizio qui impugnato rimane assai vago in proposito. La Camera di esecuzione e fallimenti, invero, non si esprime a proposito della nullità della decisione poi revocata dall'UE, preferendo adottare una formula ambigua: "il sequestro penale deciso dalla CRP, tuttora valido, impedisce la realizzazione secondo le regole della LEF (art. 44) " - formula che pare orientarsi a quella che si rinviene in una giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 135 III 28 consid. 3.2). In tale sentenza esso ha affermato che le misure di blocco a registro fondiario ordinate dal giudice civile così come il sequestro ordinato dal giudice penale in vista della confisca di un bene rientrano fra quelle suscettibili di paralizzare la realizzazione dell'immobile. Lo ha affermato nel contesto di un ricorso formato da una creditrice contro la sospensione della procedura di realizzazione del pegno immobiliare. In quel contesto, era sufficiente, per il Tribunale federale, statuire sulla correttezza della decisione di sospensione, posto che il ricorso era stato tempestivamente introdotto. Esso non aveva dunque necessità alcuna di pronunciarsi su un'eventuale nullità della messa all'incanto dell'immobile. Nel presente caso, per contro, anche in ragione dell'assenza di un'impugnativa contro la fissazione dell'incanto, la questione della nullità di tale atto esecutivo in pendenza di un sequestro penale a garanzia di una futura confisca non può rimanere senza risposta.