Citation: 5A_33/2020 E. 2.1

2.1. I Giudici cantonali hanno innanzitutto esaminato la censura ricorsuale secondo cui lo scritto 11 giugno 2019 avrebbe dovuto essere trattato quale istanza di revisione della sentenza 11 aprile 2019 dell'autorità di vigilanza ai sensi dell'art. 26 lett. a della legge ticinese del 27 aprile 1992 sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR; RL 280.220], osservando che in ogni modo la domanda di revisione sarebbe stata tardiva (v. art. 28 cpv. 1 LPR) e pure infondata: le circostanze invocate dalla ricorrente per ottenere una rettifica del calcolo del minimo vitale del debitore non sarebbero fatti rilevanti che la Camera avrebbe omesso per inavvertenza (come l'asserita falsità del contratto di locazione dell'escusso, la pretesa nullità dell'aumento del canone di locazione o l'asserita esistenza di un conto di risparmio del debitore) oppure non risulterebbero dagli atti (come il fatto che tre dei quattro figli dell'escusso sarebbero maggiorenni ed eserciterebbero un'attività lavorativa).