Citation: 2A.401/2001 20.12.2001 E. 4

4.- a) Conformemente alla prassi relativa all'art. 7 LDDS, vi è abuso di diritto allorquando il coniuge straniero si appella ad un matrimonio che esiste solo formalmente con l'unico intento di ottenere un'autorizzazione di soggiorno, scopo che non è protetto dal citato disposto (DTF 121 II 97 consid. 4a e richiami). L'esistenza di un eventuale abuso va valutata secondo le circostanze della fattispecie, dato che solo l'abuso manifesto può essere preso in considerazione. b) La ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non aver esaminato se fossero adempite tutte le eccezioni di cui all'art. 7 LDDS o meglio se esisteva un motivo di espulsione, se si trattava di un matrimonio fittizio, circostanze comunque non date in concreto, prima di vagliare il caso sotto il profilo dell'abuso di diritto. La critica è inconferente. In effetti, oltre al fatto che le citate eccezioni previste dall'art. 7 LDDS non sono cumulative, vi può essere abuso di diritto anche qualora il matrimonio non sia stato contratto allo scopo di aggirare le prescrizioni in materia di polizia degli stranieri (cfr. DTF 121 II 97 consid. 3b) oppure in assenza di un motivo di espulsione. c) I fatti accertati dal Tribunale cantonale amministrativo sono vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG). Nella fattispecie è incontestato che la convivenza matrimoniale, con un'interruzione di sei mesi, è durata all'incirca sette mesi e che dalla fine del mese di luglio 1999 i coniugi A.________ - i motivi che hanno condotto a questa separazione non essendo determinanti - non convivono più. Da allora essi non si sono riconciliati, non hanno cioè mai ripreso la vita in comune. Al riguardo va osservato che dagli atti di causa non emerge nessun elemento che permetta di pensare che una tale riconciliazione sia prevista o voluta. La separazione appare dunque definitiva, non essendo stata manifestata la volontà - al di là del semplice parlato - di mantenere una vera unione coniugale. In proposito va rilevato che le spiegazioni fornite dalla ricorrente per giustificare la durata della separazione della coppia, oltre a riferirsi ad eventi (malattia e problemi finanziari del marito) che esistevano già prima del matrimonio e di cui era a conoscenza, non permettono di giungere ad una diversa conclusione, ma rafforzano piuttosto i dubbi esistenti sulla ripresa di comunione domestica. In queste condizioni, va ammesso che, da lungo tempo, la ricorrente e suo marito non hanno più la volontà di creare o di ricreare una vera comunione coniugale. La situazione dei coniugi A.________ non è quindi conforme allo scopo perseguito dall'art. 7 cpv. 1 LDDS. Richiamandosi ad un matrimonio che, da più di due anni, esiste solo dal lato formale, la ricorrente commette pertanto un abuso di diritto (DTF 121 II 97 consid. 4 e rinvii). Confermando il rifiuto del rinnovo del permesso di dimora, il Tribunale cantonale amministrativo non ha quindi disatteso il diritto federale. d) In assenza di una vera unione coniugale, la ricorrente non può inoltre prevalersi di una vita famigliare intatta e vissuta ai sensi dell'art. 8 CEDU. Di conseguenza, essa non può nemmeno pretendere al rilascio di un'autorizzazione di soggiorno in base a questo disposto. e) Per il resto, si può rinviare ai pertinenti considerandi della decisione querelata (art. 36a cpv. 3 OG).