Citation: 6B_26/2007 31.05.2007 E. 4

Il ricorrente censura, in subordine, la violazione della libertà economica. A suo dire, le disposizioni che limitano la facoltà di denominare il suo vino con le indicazioni in esame sarebbero lesive di tale libertà. 4.1 Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, la violazione di diritti costituzionali è esaminata dal Tribunale federale soltanto se sollevata e motivata. Materialmente questo obbligo coincide con quello contenuto nel vecchio art. 90 OG; la relativa giurisprudenza rimane quindi perfettamente pertinente. Giusta la stessa, il ricorrente è chiamato a formulare le proprie censure in termini chiari e dettagliati. Egli deve spiegare in cosa consista la violazione e in quale misura i propri diritti costituzionali siano stati lesi (DTF 129 I 113 consid. 2.1 e rinvii; 185 consid. 1.6). 4.2 Su questo punto, il ricorso di A.________ non soddisfa le esigenze di motivazione. Egli si limita a rivendicare la lesione della libertà economica, senza spiegarne le ragioni. Le prescrizioni relative alle denominazioni e alle categorie dei vini sono contenute in ordinanze federali, emanate in applicazione di leggi federali, segnatamente la legge federale sulle derrate alimentari e la legge federale sull'agricoltura. Per essere fondata, la censura sollevata dal ricorrente avrebbe dovuto rendere verosimile l'avvenuto superamento della delega legislativa a opera delle ordinanze di esecuzione ricordate (cfr. sul problema DTF 131 V 9 consid. 3, punto 4; 121 III 97, consid. 2c). Cosa che il ricorrente non fa. In ogni caso, le norme invocate dall'autorità cantonale per sanzionare la contravvenzione commessa dal ricorrente sono parte dell'ordinamento giuridico federale e sanzionate da una disposizione di una legge federale, l'art. 48 LDerr, come tale sottratta all'esame di costituzionalità.