Citation: 5A_316/2020 E. 3

Il Tribunale di appello, richiamate e confermate per l'essenziale le considerazioni del Pretore aggiunto, ha ribadito che anche in presenza di una condotta riconoscibile esteriormente, la servitù deve essere sorretta da un accordo scritto tra le parti. In proposito, ha constatato che il qui ricorrente non aveva contestato la giurisprudenza e che, in fatto, di un accordo scritto non vi era traccia. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, l'accordo non poteva sorgere per atti concludenti, nemmeno in considerazione dei mezzi stanziati dal Cantone, nell'evenienza concret a, per i lavori di rinforzo del muro di sostegno stradale e per la copertura della vasca di contenimento sita sul suo fondo: a detta dei Giudici cantonali, un simile accordo deve essere tassativamente espresso, nella forma scritta dell'atto pubblico. In assenza di un tale accordo, non può essere data una proprietà della condotta diversa da quella del titolare del fondo in cui la condotta si trova, in virtù del principio dell'accessione (art. 667 cpv. 2 CC).