Citation: 6B_1248/2022 E. 7.2

7.2. L'art. 158 n. 1 cpv. 1 CP prevede che chiunque, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Secondo l'art. 158 n. 1 cpv. 3 CP, nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2023, il giudice può pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto. La fattispecie di amministrazione infedele giusta l'art. 158 n. 1 CP consiste nella violazione di obblighi specifici che incombono all'autore sia nella sua posizione generale di gestore, sia con riferimento a determinati negozi giuridici a tutela del mandante, rispettivamente del padrone d'azienda. Gli obblighi corrispondenti risultano dal rispettivo rapporto di base (DTF 142 IV 346 consid. 3.2 e riferimenti). Le basi legali sono segnatamente costituite dalle disposizioni legali e contrattuali, ma anche da statuti, regolamenti o deliberazioni dell'assemblea generale, come pure dallo scopo della società o dagli usi specifici nel settore in discussione. Dalla caratteristica della società anonima di perseguire un profitto deriva in particolare un obbligo per tutti gli organi che si occupano della gestione di salvaguardarne e promuoverne gli interessi economici (sentenza 6B_203/2022 del 10 maggio 2023 consid. 8.2.2 e rinvii).