Citation: 1B_299/2016 E. 1

Certo, quando il ricorrente si prevale in sostanza di un diritto d'accesso agli atti fondato sull'art. 101 CPP, una siffatta ipotesi può permettere di ritenere la sussistenza di un pregiudizio irreparabile, qualora siano realizzate le due condizioni richieste dall'art. 93 cpv. 1 lett. a e b LTF (DTF 137 IV 172 consid. 2 pag. 174; sentenza 1B_24/2014 del 25 giugno 2014 consid. 1.3). In concreto il ricorrente, contrariamente al suo obbligo di motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF; DTF 142 V 26 consid. 1.2; 138 III 46 consid. 1.2 pag. 47), non si esprime del tutto su questa questione, decisiva. In effetti, nell'ambito di procedimenti penali la nozione di pregiudizio irreparabile dev'essere interpretata restrittivamente: occorre infatti che si tratti di un pregiudizio di natura giuridica (DTF 141 IV 284 consid. 2.2 pag. 287; 139 IV 113 consid. 1), ciò che spetta al ricorrente dimostrare (DTF 141 IV 284 consid. 2.2 pag. 287). Un pregiudizio è irreparabile quando è suscettibile di provocare un danno di natura giuridica, che nemmeno una decisione favorevole nel merito permetterebbe dl eliminare completamente, segnatamente con il giudizio finale: semplici pregiudizi di fatto, come il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo non rappresentano di massima pregiudizi di tale genere (DTF 141 III 80 consid. 1.2). Visto l'esito del gravame, il quesito non dev'essere comunque esaminato oltre.