Citation: 1B_362/2017 E. 3.4.3

3.4.3. La CRP, richiamata la prassi del Tribunale federale che ammette il rischio di recidiva anche in assenza di specifici precedenti antecedenti, ha ritenuto che i gravi atti imputati al ricorrente, con riferimento alla loro tipologia e alla costante scelta di persone vulnerabili quali vittime, alla sua personalità perlomeno complessa e al particolare rapporto ch'egli sa instaurare con i suoi pazienti, che va oltre il mero contesto professionale, permettono di concludere sull'esistenza di un pericolo di recidiva. In effetti, dagli atti e dall'atto di accusa risulta che il ricorrente si è documentato in internet visionando a più riprese video dal contenuto pornografico omosessuale, nei quali venivano ripresi terapisti (medici o infermieri) che si approcciavano ai loro pazienti con massaggi, per poi praticare atti sessuali. Ha poi scelto vittime particolarmente vulnerabili: una è affetta da problemi psichiatrici, una da grave sindrome di parkinson e da psicosi maniaco depressiva, una presenta tratti autistici riconoscibili, una è affetta da tetraplegia e un'altra da emiplegia a seguito di un ictus, vittima alla quale ha massaggiato la zona dell'inguine provocandole un'erezione, infilando le mani nei boxer di altre "massaggiando" loro i glutei e la zona dell'inguine e premendo la zona tra l'ano e i testicoli, senza fornire alcuna spiegazione coerente per tale agire.