Citation: 4P.213/2004 18.01.2005 E. 6

La tesi per cui la responsabilità dell'opponente sarebbe stata innescata già all'inizio del 1996, poggia invero su altri argomenti. 6.1 Secondo le ricorrenti, a prescindere dal momento in cui è avvenuta la consegna del rapporto di revisione, l'opponente, vista la sua posizione in seno alla società, conosceva - o avrebbe dovuto conoscere, qualora avesse fatto prova della dovuta diligenza - la situazione finanziaria della società sin dall'inizio del 1996. È stato infatti "accertato e provato" che l'opponente era la persona incaricata dell'allestimento dei bilanci del gruppo F.________, ch'egli era regolarmente in ufficio, che disponeva dei requisiti per operare come revisore della società e conosceva i disposti legali che regolano gli obblighi degli amministratori e le loro responsabilità, in particolare per quanto concerne l'art. 725 CO. Non solo. Dato che il compito di preparare i bilanci relativi all'esercizio 1995 spettava all'opponente e che è stato proprio il ritardo nel loro allestimento che ha reso impossibile la consegna del rapporto di revisione entro i termini legali, la decisione di negare la sua responsabilità lede gravemente il principio giuridico sancito dall'art. 725 CO, potendo allora un amministratore semplicemente ritardare l'allestimento dei bilanci per poi parare la sua responsabilità dimissionando prima di consegnarli ai revisori. Una simile soluzione sarebbe in contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e di equità. 6.2 L'opponente propone di dichiarare inammissibili anche queste censure siccome formulate per la prima volta dinanzi al Tribunale federale. 6.2.1 L'osservazione è pertinente. Contrariamente a quanto asserito nel gravame, le circostanze di fatto evocate dalle ricorrenti non risultano né accertate né provate nella pronunzia impugnata e questo perché - come rilevato dall'opponente - non sono state fatte valere dinanzi all'autorità cantonale. Né le ricorrenti affermano il contrario. Posto che la responsabilità dell'opponente è stata basata unicamente sul fatto ch'egli aveva preso conoscenza del rapporto di revisione all'inizio del 1996 (cfr. appello punto 8 pag. 7), i giudici ticinesi non hanno effettuato accertamenti specifici in merito alla funzione da lui svolta in seno all'azienda né tantomeno in merito ad una sua eventuale responsabilità nel ritardo nella consegna dei documenti necessari all'allestimento del rapporto di revisione. A ragione. Trattandosi di un procedimento retto dal principio attitatorio, incombeva alle parti allegare i fatti dai quali derivavano le loro pretese (da mihi facta, dabo tibi ius; cfr. art. 85 CPC/TI). 6.2.2 Ora, nel quadro del ricorso di diritto pubblico la presentazione di nuove allegazioni, fatti o prove, che non sono stati sottoposti all'autorità cantonale, è di principio vietata. La giurisprudenza ammette eccezionalmente l'adduzione di nuovi argomenti di fatto (e di diritto) nei seguenti casi: qualora si tratti di circostanze la cui rilevanza è emersa per la prima volta nella motivazione della decisione impugnata; qualora si tratti di un aspetto il cui esame si imponeva e del quale l'autorità cantonale avrebbe manifestamente dovuto tenere conto oppure qualora si tratti di argomenti che hanno acquisito importanza solo nel quadro dell'assunzione di prove giusta l'art. 95 OG (cfr. DTF 128 I 354 consid. 6c). In concreto, le ricorrenti non si prevalgono di una delle eccezioni appena menzionate. 6.3 Ne discende che, presentati per la prima volta dinanzi al Tribunale federale, senza che siano dati i presupposti per derogare, eccezionalmente, al divieto di nova vigente nel ricorso di diritto pubblico, gli argomenti sollevati nel gravame ed esposti al consid. 6.1 non possono essere tenuti in considerazione.