Citation: 5A_422/2014 E. 7.2

7.2. In diritto, la ricorrente si accontenta poi di formulare ipotesi, ad esempio relativamente alla portata che avrebbe a suo dire il vecchio art. 410 CC, senza menzionare dottrina o giurisprudenza a sostegno della propria opinione. Peraltro, tali ipotesi si basano, ancora una volta, su un assunto fattuale non dimostrato: qualora fosse vero che altri patrocinatori prima di lei sono stati retribuiti dall'Autorità di protezione - ipotesi che la ricorrente nemmeno afferma di aver sottoposto al Tribunale di appello -, sarebbe stata sua precisa incombenza dimostrare che ciò sia avvenuto in identiche condizioni - in particolare, che pure detti patrocinatori, come anche lei, non fossero stati precedentemente designati dall'Autorità di protezione (art. 449a CC) e che ai mandanti non fosse stato concesso il beneficio del gratuito patrocinio (v. art. 10 della legge ticinese del 15 marzo 2011 sull'assistenza giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio [LAG; RL 3.1.1.7]). Le censure di violazione del divieto dell'arbitrio e di lesione del diritto di essere sentito si appalesano poi confuse ed insufficientemente motivate. Infine, e soprattutto, la ricorrente non si confronta per nulla con l'argomento principe della motivazione della decisione impugnata: quello secondo il quale l'Autorità di protezione non sarebbe competente poiché i mandanti non erano stati posti a suo tempo a beneficio del gratuito patrocinio, dal quale il Tribunale di appello ha dedotto che la mancata adozione di una decisione da parte dell'Autorità di protezione non configurerebbe diniego di giustizia.