Citation: 5A_29/2023 E. 1.4

1.4. L'atto ricorsuale al Tribunale federale deve contenere le conclusioni (art. 42 cpv. 1 LTF). In ragione della natura riformatoria del ricorso in materia civile (art. 107 cpv. 2 LTF), la parte ricorrente non può limitarsi a chiedere l'annullamento della decisione impugnata o il rinvio della causa all'istanza cantonale per nuova decisione, ma deve in linea di principio formulare una conclusione sul merito della vertenza (DTF 137 II 313 consid. 1.3; 136 V 131 consid. 1.2; 134 III 379 consid. 1.3). Le conclusioni che hanno per oggetto una somma di denaro devono inoltre essere cifrate (DTF 143 III 111 consid. 1.2; 134 III 235 consid. 2). La mancata ottemperanza a tali esigenze conduce all'inammissibilità del rimedio. Un'eccezione si impone tuttavia in virtù del principio della buona fede e del divieto del formalismo eccessivo nei casi in cui una conclusione riformatoria (cifrata) è facilmente riconoscibile nella motivazione del ricorso oppure qualora il Tribunale federale, se accogliesse il ricorso, non potrebbe comunque statuire nel merito, ma dovrebbe rinviare la causa all'autorità cantonale (DTF 137 II 313 consid. 1.3; 136 V 131 consid. 1.2; 134 III 379 consid. 1.3) segnatamente per un complemento d'istruzione (DTF 133 III 489 consid. 3.1). In concreto, la ricorrente si limita a chiedere al Tribunale federale di annullare la sentenza cantonale e di rinviare l'incarto all'autorità precedente affinché, esperita l'istruttoria, pronunci una nuova decisione o rinvii a sua volta l'incarto all'autorità di prima istanza per il completamento dell'istruttoria e la relativa decisione. Ella non formula alcuna conclusione riformatoria. Nella misura in cui tuttavia pretenda che un complemento d'istruzione sarebbe necessario sia per decidere in merito agli aspetti finanziari, sia per l'attribuzione della custodia esclusiva delle figlie, le sue richieste possono di principio essere considerate ammissibili poiché il Tribunale federale, qualora dovesse ritenere fondato il gravame, non potrebbe statuire esso stesso nel merito del litigio.