Citation: 6S.608/1999 25.03.2000 E. 3

3.- I ricorrenti affermano che l'art. 397 CP è stato violato anche perché l'autorità cantonale, invece di limitarsi ad autorizzare la revisione, si è sostituita al giudice di merito e ha valutato gli indizi nonché confermato un giudizio di colpevolezza in base a elementi da ritenersi ancora validi nonostante le smentite di C.________. Benché formulata in modo assai stringato, questa censura riguarda in sostanza il carattere rilevante di un fatto o di un mezzo di prova nuovo. Si tratta di una problematica retta dal diritto federale e proponibile, di conseguenza, con ricorso per cassazione. a) In una sentenza del 28 settembre 1990, pubblicata in DTF 116 IV 353, il Tribunale federale spiega che il processo di revisione si suddivide in due momenti: con il giudizio autorizzativo ("iudicium rescindens") va preliminarmente deciso se debba essere accordata la revisione sulla base di fatti o prove nuovi e rilevanti, suscettibili di condurre a una sentenza più favorevole; nel giudizio di merito ("iudicium rescissorium") va in seguito stabilito se la prima sentenza debba effettivamente essere modificata (DTF 116 IV 353 consid. 4b). Nel Cantone Ticino questo sdoppiamento della procedura di revisione era codificato all'art. 246 cpv. 1 vCPP, il quale prevedeva che, in caso di accoglimento della domanda, la causa era rinviata alle assise competenti secondo l'atto di accusa; l'art. 248 vCPP precisava che il processo di merito poteva svolgersi senza rinvio soltanto in caso di decesso del condannato a favore del quale era stata domandata la revisione. I ricorrenti sostengono pertanto a ragione la necessità di distinguere, in forza dell'art. 397 CP, tra decisione autorizzativa e giudizio di merito. L'autorità cantonale non ha tuttavia disatteso questo principio. b) Il fatto o il mezzo di prova nuovi sono rilevanti ai sensi dell'art. 397 CP se idonei a far vacillare gli accertamenti di fatto sui quali si è fondata la condanna e se lo stato di fatto così modificato rende possibile un giudizio sensibilmente più favorevole (DTF 122 IV 66 consid. 2a e rinvii). Nella sentenza di cui sopra, il Tribunale federale ha soggiunto che, per decidere sulla rilevanza, vanno esaminati due aspetti: il primo concerne le condizioni alle quali può ritenersi che il fatto nuovo sia provato o che il nuovo mezzo di prova esista; il secondo riguarda la valutazione del grado di possibilità di una modifica della sfera dei fatti necessario affinché la revisione possa essere ammessa (DTF 116 IV 353 consid. 4c). A proposito del primo aspetto, il Tribunale federale ha osservato - modificando in parte e precisando la giurisprudenza precedente (DTF 92 IV 177 consid. 2) - che il diritto federale non impone al giudice della revisione di emanare una decisione definitiva sulla questione della prova: sia in considerazione delle due fasi testé citate del processo di revisione, sia perché esigere una prova del fatto nuovo tale da escludere ogni dubbio fondato ostacolerebbe l'eventuale dimostrazione che una modifica della sentenza di condanna sia possibile (DTF 116 IV 353 consid. 4d/e). Quanto al secondo aspetto, il Tribunale federale lo ha precisato tenendo conto dell'inevitabile conflitto d'interessi, insito in ogni giudizio autorizzativo, tra giustizia sostanziale e sicurezza del diritto. La portata di quest'ultimo elemento sarebbe sminuita in modo eccessivo se la revisione a favore del condannato fosse accordata già qualora una sentenza più favorevole non apparisse impossibile o non fosse da escludere. L'aggettivo "possibile" va pertanto interpretato in modo qualificato, ossia la prospettata modifica dello stato di fatto sul quale si fonda la sentenza di condanna deve apparire certa, estremamente probabile o probabile (DTF 116 IV 353 consid. 5a). c) Nella sentenza impugnata la rilevanza della ritrattazione di C.________ è stata negata con due ordini di argomenti. In primo luogo è stato accertato che la nuova versione dei fatti posta a fondamento della domanda di revisione non è attendibile; in secondo luogo è stata scartata l'ipotesi di un giudizio diverso dato che la ritrattazione non riguarda gli altri indizi che continuano a gravare sui ricorrenti. La CCRP ha negato l'attendibilità della ritrattazione litigiosa perché D.________ - colui che secondo le nuove dichiarazioni di C.________ sarebbe l'assassino - è deceduto il 29 dicembre 1987 senza mai avere ammesso la sua partecipazione al crimine; perché B.________, che fu condannato come assassino, non solo non aveva ritrattato, benché fosse stato sollecitato da Geuer a farlo, ma aveva mantenuto la versione dei fatti fornita durante l'inchiesta e al dibattimento - senza peraltro confermare altre parti delle dichiarazioni di C.________ - e aveva smentito l'esistenza di un complotto ai danni dei ricorrenti; perché la ritrattazione di C.________, nella quale si legge che la sera del 20 agosto 1971 egli partì con la propria automobile dall'abitazione di Geuer insieme con D.________ e A.________, è perfino in contraddizione con le deposizioni di Wilhelm Geuer, il quale aveva invece dichiarato agli inquirenti che A.________ e C.________, entrambi presenti a casa sua, partirono da soli a una decina di minuti d'intervallo l'uno dall'altro; e, infine, perché C.________ aveva già rilasciato agli inquirenti diverse versioni dei fatti e aveva ritrattato soltanto nel 1992, benché D.________ fosse morto nel 1987. Tra gli elementi a carico dei condannati, considerati dalla Corte delle assise criminali, la sentenza impugnata ha ricordato: la confessione di B.________; gli stretti rapporti che intercorrevano tra Wilhelm Geuer e Gisela Kemperdick, rispettivamente tra costoro ed A.________; la quantità e la natura dei contratti stipulati da A.________ con Geuer e Kemperdick; la liberazione fittizia di C.________ da un debito di fr. 188'000. -- verso A.________; la cupidigia dimostrata dagli istanti anche in altri frangenti, segnatamente in occasione di una macchinazione ai danni di E.________; le menzogne di Geuer concernenti i suoi rapporti patrimoniali con A.________ e il possesso delle cartelle ipotecarie; i propri rapporti con C.________, quelli tra C.________ e A.________, nonché il potere suo e di Kemperdick di disporre di fatto della villa di A.________; la personalità di Geuer e di Kemperdick. Questi elementi erano stati definiti "prove principali" nella sentenza emanata il 30 gennaio 1976 dal Tribunale federale su ricorso di diritto pubblico. Altri elementi erano stati considerati come "prove abbondanziali": le menzogne di Geuer riguardanti il suo alibi e la ricevuta di un tassista; la vettura di Geuer posteggiata sul luogo del crimine; le menzogne di Kemperdick sull'alibi di Geuer; il tentativo di Kemperdick di fare convalidare da altri testimoni le menzogne di Geuer; infine una serie di circostanze in relazione con il mancato assassinio a Freudenstadt (sentenza impugnata, pag. 23 e segg. ). d) In sostanza, la CCRP ha analizzato se il fatto nuovo, ossia l'estraneità dei ricorrenti al crimine che risultava dalla ritrattazione di C.________, fosse provato e se la modifica dello stato di fatto considerato nella sentenza di condanna fosse probabile. Il carattere fondato o meno delle considerazioni che l'hanno spinta a rispondere negativamente a tali quesiti sfugge alla cognizione del Tribunale federale adito con ricorso per cassazione, in quanto concerne l'apprezzamento delle prove (DTF 122 IV 66 consid. 2a, 116 IV 353 consid. 2b). In definitiva il giudizio autorizzativo è stato negativo perché, dagli accertamenti vincolanti riassunti sopra, emergono forti dubbi sull'attendibilità di C.________, vale a dire sulla prova del fatto nuovo, e perché la sussistenza di altri indizi rende assai improbabile la modifica dello stato di fatto accertato dai primi giudici (in particolare, sentenza impugnata, pag. 30 consid. 8). In altre parole l'autorità cantonale ha stabilito che i "nova" proposti dai ricorrenti non sono rilevanti nel senso precisato dalla giurisprudenza e per questo motivo ha respinto la domanda di revisione. Essa ha pertanto applicato correttamente i presupposti dell'art. 397 CP.