Citation: 6B_620/2017 E. 3.2

3.2. Al momento dell'entrata in vigore della LUSI/TI e della scadenza del periodo di tre mesi di cui all'art. 26b LUSI/TI, la LPSU non era ancora stata promulgata. Sotto il profilo prettamente temporale, la LUSI/TI costituisce quindi il diritto anteriore alla LPSU per quanto concerne la protezione della denominazione e le corrispondenti sanzioni penali e risulta di conseguenza il diritto applicabile secondo l'art. 76 LPSU per gli otto anni seguenti l'entrata in vigore della LPSU. Non si può tuttavia negare che le modifiche apportate alla LUSI/TI si inseriscono nel solco della LPSU. Del resto, già nella sentenza 2C_297/2014 del 9 febbraio 2016 consid. 4.2 non pubblicato in DTF 142 I 16, il Tribunale federale aveva rilevato una stretta relazione funzionale tra la LUSI/TI e la LPSU e l'esplicita volontà del legislatore ticinese di modificare la LUSI/TI in previsione dell'entrata in vigore della LPSU al fine di rafforzare la protezione delle denominazioni universitarie a livello cantonale e ovviare così al proliferare delle "offerte sedicenti universitarie di varia natura" in Ticino. Il legislatore cantonale ha così fatto propri gli obiettivi perseguiti in materia di denominazioni a livello federale (DTF 142 I 16 consid. 8.3). Va precisato che anche prima della citata modifica della LUSI/TI l'utilizzo dei termini università, istituto universitarioe simili non era libero nel Cantone Ticino, ma subordinato all'autorizzazione del Consiglio di Stato che decideva in merito una volta sentito l'Organo di accreditamento della Conferenza universitaria svizzera (v. vecchio art. 14 cpv. 2 LUSI/TI in vigore dal 1° settembre 2002 al 28 febbraio 2014; BU 2002, 247). Non può dunque essere seguito il ricorrente laddove implicitamente pretende che durante il periodo transitorio previsto dalla LPSU gli istituti non accreditati possano far uso a piacere delle denominazioni protette, l'art. 76 LPSU richiamando esplicitamente il diritto anteriore e non lasciando invece la piena libertà di utilizzarle. Ciò posto, la regolamentazione ticinese non elude quella federale. Infatti durante il periodo transitorio di otto anni stabilito dalla LPSU, non è precluso qualsiasi utilizzo delle denominazioni protette a scuole non accreditate, ma è loro possibile richiedere e ottenere un'autorizzazione provvisoria al loro uso. A tal fine, è sufficiente che abbiano inoltrato una domanda di accreditamento e che la competente autorità sia entrata in materia (v. art. 14 cpv. 6 LUSI/TI). Il diritto ticinese incentiva quindi le scuole che intendono fregiarsi di una delle denominazioni protette ad avviare senza indugio una procedura di accreditamento e a non speculare sull'ampio periodo transitorio della LPSU differendo senza ragione di intraprendere le necessarie pratiche volte all'accreditamento. Sotto questo profilo il diritto cantonale, oltre a perseguire il medesimo scopo, non fa che rafforzare il diritto federale e non ne contraddice il senso né lo spirito. D'altra parte, lo stesso ricorrente sostiene che il periodo di otto anni sarebbe concepito proprio per avviare e ultimare la procedura di accreditamento istituzionale. Non si scorge dunque in che modo subordinare l'autorizzazione (provvisoria) all'uso delle denominazioni protette all'inoltro di una domanda di accreditamento possa eludere il diritto federale in un periodo previsto per l'appunto allo scopo. A torto l'insorgente afferma che l'autorizzazione provvisoria si sarebbe rivelata una "formalità inattuabile in particolare al momento in cui è stato avviato il procedimento penale" nei suoi confronti, le nuove direttive per l'accreditamento LPSU (RS 414.205.3) essendo entrate in vigore solo il 1° luglio 2015. Tale assunto parte dall'errata convinzione che l'art. 26b cpv. 2 LUSI/TI disciplini il diritto applicabile alle procedure di accreditamento pendenti. La norma concerne invece le procedure pendenti tendenti a ottenere l'autorizzazione alla denominazione universitaria. Ciò già si evince dalla semplice lettura della norma nel suo complesso, compreso il cpv. 1. Del resto, non compete al Cantone stabilire né le condizioni di accreditamento né la procedura applicabile (v. al riguardo art. 27 segg. LPSU) e ancor meno emanare disposizioni di diritto transitorio in merito (v. in proposito art. 72 segg. LPSU). La censura di violazione della preminenza del diritto federale risulta quindi infondata.