Citation: 1C_676/2013 E. 3.3

3.3. Secondo l'art. 43 cpv. 1 LE, il Municipio ordina la demolizione o la rettifica delle opere eseguite in contrasto con la legge, i regolamenti edilizi o i piani regolatori, tranne il caso in cui le differenze siano minime e senza importanza per l'interesse pubblico. L'art. 46 RLE prevede che le violazioni formali della legge sono sanate mediante licenza posteriore, riservata la procedura di contravvenzione. La Corte cantonale ha riconosciuto che di regola l'accertamento dell'esistenza e dei limiti della violazione deve essere esperito nell'ambito di una procedura edilizia in sanatoria. Ha nondimeno rilevato che, in virtù dei principi dell'economia processuale e del divieto del formalismo eccessivo, si può prescindere da tale procedura quando la violazione materiale è già stata precedentemente acclarata, quando il proprietario si rifiuta di dare seguito all'ordine di presentare una domanda di costruzione in sanatoria, oppure quando il contrasto insanabile con il diritto materiale è palese. In concreto, la Corte cantonale ha spiegato puntualmente per quali ragioni l'incremento della SUL, determinata dagli spazi formati con la chiusura della terrazza mediante le vetrate, comportava un superamento dell'indice di sfruttamento massimo. Ciò in base sia alle disposizioni pianificatorie comunali attualmente in vigore sia a quelle vigenti al momento della relativa realizzazione. La Corte cantonale non ha quindi ravvisato semplicemente una violazione formale della legge, ma ha esposto i motivi per cui l'intervento edilizio comportava una violazione materiale delle norme edilizie applicabili e non poteva quindi essere autorizzato. Ha peraltro rilevato che i proprietari non avevano mai manifestato l'intenzione di avviare una procedura edilizia in sanatoria, nonostante l'ordine in tal senso già precedentemente impartito dal Municipio perlomeno ad uno di loro. I ricorrenti insistono semplicemente sul mancato svolgimento di una procedura edilizia in sanatoria, ma non si confrontano con la violazione del diritto materiale concretamente accertata dalla Corte cantonale. Adducono al riguardo argomentazioni di natura appellatoria, addebitando abusi edilizi anche ad altri condomini e sollevando dubbi generici circa l'esattezza della scheda del registro degli indici prodotta dal Municipio. Non mettono tuttavia seriamente in discussione gli accertamenti dei giudici cantonali, che hanno in particolare rilevato un sorpasso dell'indice di sfruttamento già al momento dell'approvazione del progetto di costruzione dell'immobile, la cui superficie superava di 4.80 m2 quella massima ammessa. Né tantomeno ne sostanziano l'arbitrio con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. In tali circostanze, il semplice fatto che il contrasto con le norme edilizie non sia stato preliminarmente accertato nell'ambito di una procedura edilizia in sanatoria, non conduce di per sé a un risultato arbitrario. A maggior ragione, ove si consideri che nonostante l'ingiunzione del Municipio nei confronti di un comproprietario, i ricorrenti non hanno dato avvio a tale procedura.