Citation: 1P.158/2005 13.07.2005 E. 3

3.1 La ricorrente sostiene che, essendosi trasferita con i figli in Italia, il Pretore non sarebbe competente a statuire sulla regolamentazione delle relazioni personali. Critica inoltre le decisioni da lui prese in via cautelare, in particolare il provvedimento del 2 dicembre 2004 relativo all'esercizio del diritto di visita del padre nel periodo delle vacanze di Natale. 3.2 Tuttavia, come rilevato dalla Corte cantonale, i provvedimenti procedurali, pur con effetti contrari agli interessi dell'istante, non sono di principio idonei a fondare il dubbio oggettivo della prevenzione e parzialità del magistrato nei suoi confronti (DTF 117 Ia 324 consid. 2). Rientra infatti nelle funzioni del magistrato decidere questioni controverse e delicate e i provvedimenti presi nell'ambito del normale svolgimento del suo ufficio non permettono da sé soli di concludere per una sua parzialità, nemmeno quand'essi si rivelino poi errati. Eventuali sbagli possono e devono essere contestati seguendo il normale corso d'impugnazione (DTF 116 Ia 14 consid. 5b pag. 20, 113 Ia 407 consid. 2; cfr. sentenza 1P.39/2000 del 4 aprile 2000, consid. 3b, pubblicata in RDAT II-2000, n. 62, pag. 235 segg.). Unicamente errori particolarmente grossolani e ripetuti, tali da essere considerati come violazioni gravi dei doveri del magistrato, possono, se del caso, giustificare un sospetto oggettivo di prevenzione. Al giudice della ricusa non compete però di esaminare la conduzione del processo come se fosse un'istanza di appello: è in effetti a questa autorità che spetta innanzitutto correggere eventuali errori (DTF 116 Ia 135 consid. 3a e rinvio). 3.3 Premesso che violazioni importanti e ripetute dei doveri del Pretore non sono addotte dalla ricorrente né risultano in concreto seriamente ravvisabili, eventuali errori nell'ambito dei provvedimenti cautelari presi dal magistrato devono di principio essere impugnati attraverso le vie ricorsuali ordinarie (cfr. art. 382 CPC/TI). In particolare, come rilevato dalla Corte cantonale, riguardo al decreto del 2 dicembre 2004 adottato dal Pretore senza contraddittorio, la ricorrente avrebbe potuto chiederne la modifica o la revoca presentando le sue contestazioni al proposito (art. 379 cpv. 2 CPC/TI). D'altra parte, il magistrato non ha finora statuito sull'istanza per l'adozione di misure a protezione dell'unione coniugale introdotta dalla ricorrente, sicché la pretesa incompetenza del Pretore a disciplinare le relazioni personali, di per sé non riguardante la presente procedura di ricusazione, potrà eventualmente ancora essere oggetto di impugnativa (art. 419 CPC/TI in relazione con l'art. 370 CPC/TI). Contrariamente all'opinione della ricorrente, che ritiene incompetente il Pretore sulla base della LDIP e della Convenzione dell'Aia concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni, non spetta quindi al Tribunale federale statuire in prima istanza su tale questione nell'ambito del presente ricorso di diritto pubblico per la violazione della garanzia di un giudice indipendente e imparziale (cfr. art. 30 Cost. in relazione con gli art. 84 cpv. 1 lett. a e 86 cpv. 1 OG). 3.4 Ove la ricorrente accenna al fatto che i giudici cantonali avrebbero negato, senza tuttavia verificarla, una particolare ostilità personale del Pretore nei suoi confronti, essa si limita a rilevare di avere indicato nell'istanza di ricusa un testimone che poteva essere sentito. Premesso che la ricorrente non fa valere l'arbitrio nell'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti, non risulta tuttavia ch'essa abbia in seguito, segnatamente durante l'udienza del 26 gennaio 2005 dinanzi alla I Camera civile, formalmente chiesto l'assunzione di specifiche prove (art. 30 cpv. 3 CPC/TI in relazione con gli art. 361 segg. CPC/TI). Del resto, la precedente istanza ha puntualmente addotto le ragioni per cui, sulla scorta delle censure sollevate dall'istante, ha ritenuto la domanda di ricusa basata sull'eventuale esistenza di "gravi ragioni" ai sensi dell'art. 27 lett. b CPC/TI e non su una grave inimicizia del Pretore nei confronti delle parti (art. 27 lett. a CPC/TI; cfr. sentenza impugnata, consid. 1). Ritenuto che la ricorrente non si confronta con tali argomentazioni, la critica non deve essere esaminata ulteriormente (art. 90 cpv. 1 lett. b OG). 3.5 La criticata assegnazione di ripetibili alla controparte nel giudizio impugnato, invero soltanto accennata dalla ricorrente, è messa in relazione da quest'ultima con la pretesa infondatezza del provvedimento cautelare del 2 dicembre 2004. La ricorrente non si riferisce tuttavia alla reiezione della sua istanza di ricusazione e quindi alla sua soccombenza dinanzi alla Corte cantonale. Né considera il fatto che la controparte aveva presentato delle osservazioni scritte sull'istanza, partecipando altresì all'udienza del 26 gennaio 2005. Nemmeno è del resto censurata un'applicazione arbitraria dell'art. 148 cpv. 1 CPC/TI, secondo cui il giudice condanna la parte soccombente a rimborsare all'altra parte le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili, sicché, anche su questo punto, il gravame si rivela inammissibile (art. 90 cpv. 1 lett. b OG).