Citation: 4A_607/2021 E. 4.2.1

4.2.1. La ricorrente critica tali accertamenti e fa valere di aver versato volontariamente e in ritardo fr. 20'000.-- per interrompere "la diffusione sul web di materiale diffamatorio, come ha confermato il signor F.________". La Corte di appello ha però escluso che quei pagamenti fossero "semplici atti unilaterali" effettuati "su base volontaria", giacché l'interessata aveva pagato fr. 20'000.-- proprio il 5 giugno 2012, ossia il giorno successivo alla ricezione della controproposta dell'opponente, come da lui preteso (e attestato dalle schede contabili agli atti), e perché essa aveva in seguito versato altre due somme di denaro all'opponente (cfr. sentenza impugnata, pag. 7-8 consid. 7.2). Non si misconosce che F.________, amministratore della ricorrente, abbia affermato che quei pagamenti servivano a far cessare la diffusione in internet di contenuti diffamatori. Le sue dichiarazioni - di parte (cfr. art. 159 CPC) - non hanno tuttavia trovato conferma in altre risultanze probatorie, anzi, M.G.________, offerto quale teste dalla ricorrente per provare gli asseriti illeciti dell'opponente, ha riferito di non essere a conoscenza di filmati o articoli offensivi, smentendo la tesi della ricorrente (cfr. sentenza impugnata, pag. 9 consid. 8.2). Si aggiunga che la ricorrente aveva sborsato fr. 20'000.-- il 5 giugno 2012 e fr. 10'000.-- il 27 luglio 2012, ossia ben prima dell'apparizione in rete dei commenti negativi contenuti nelle e-mail di settembre e ottobre del 2012 (cfr. doc. 13). Ciò posto, gli accertamenti dei giudici cantonali non appaiono insostenibili e la critica ricorsuale, appellatoria, va disattesa.