Citation: 4D_73/2021 E. 5.3.1

5.3.1. Il ricorrente rimprovera alla Corte di appello una denegata giustizia per non aver esaminato la sua censura secondo cui il Pretore avrebbe arbitrariamente considerato che l'opponente aveva notificato la superficie agricola utile alla Sezione dell'agricoltura, fondandosi sui dati del registro fondiario. La Corte cantonale avrebbe dato in sostanza per acquisito che l'opponente si sarebbe basato su quanto riportato al pubblico catasto. Con l'appello il ricorrente avrebbe evidenziato che nulla agli atti indicherebbe che il venditore si sarebbe basato sui dati del registro fondiario per notificare la superficie agricola utile, né l'interessato l'aveva mai preteso. Gli accertamenti della Corte cantonale secondo cui l'opponente aveva notificato la superficie agricola utile dei noti fondi alla Sezione dell'agricoltura in base a quanto riportato nel registro fondiario e non aveva agito con dolo, non sono arbitrari per le ragioni che seguono. 5.3.1.1. Per prima cosa il ricorrente non spiega in modo convincente quali elementi di fatto o quali prove la Corte cantonale avrebbe ignorato nell'operare tali accertamenti. Non si misconosce che spetti al gestore notificare la superficie agricola utile tramite una autocertificazione con l'indicazione dell'uso effettivo del suolo, che questi non possa fidarsi e riferirsi in modo acritico ai dati del registro fondiario, e che i contributi o i vantaggi patrimoniali percepiti a torto siano da restituire indipendentemente dall'applicazione delle disposizioni penali. Simili censure, tuttavia, si esauriscono in considerazioni generali che non impongono di concludere che in concreto l'opponente, che si è fondato - come da lui sostenuto - sui dati del registro fondiario (cfr. petizione, pag. 5, punto 4), avrebbe consapevolmente e intenzionalmente inserito dei dati errati nel formulario da lui trasmesso alla Sezione dell'agricoltura. 5.3.1.2. Che la superficie agricola utile (definita all'art. 14 dell'Ordinanza sulla terminologia agricola, OTerm; RS 910.91) possa differire e non dipendere necessariamente da quanto risulta a registro fondiario, è possibile. Con il suo gravame, tuttavia, il ricorrente non spiega in modo chiaro quale differenza vi sarebbe stata in concreto tra la descrizione dei fondi compravenduti negli estratti del registro fondiario allegati alla perizia dell'esperto dell'Unione dei contadini ticinesi e quella prevista secondo l'OTerm. Certo, nel 2015 la Sezione dell'agricoltura ha ridotto la superficie agricola utile di quattro fondi per circa 14'000 m² e la rettifica concerneva anche il fondo n. 243 RFD di X.________, descritto a registro fondiario quale "prato-boscato". In concreto, tuttavia, l'insorgente non indica quali prove agli atti permettano di imputare all'opponente, nel periodo precedente alla compravendita immobiliare del 27 ottobre 2011, una sua chiara consapevolezza dell'inidoneità totale (o anche solo parziale) a contare quale superficie agricola utile di quel terreno descritto siccome "prato-boscato" a registro fondiario. A maggior ragione ove, secondo l'art. 14 lett. a, b e f OTerm quale superficie agricola utile valgono non solo la superficie coltiva, quella permanentemente inerbita o con colture perenni, ma anche quella con siepi e boschetti campestri che non fa parte della foresta conformemente alla legge del 4 ottobre 1991 sulle foreste. 5.3.1.3. Non giova neanche soffermarsi sul caso ipotizzato dal ricorrente in cui il gestore nutre dubbi sull'estensione della superficie agricola utile e ne deve domandare una verifica, dato che in concreto non si ravvisano estremi del genere. Il ricorrente stesso, in ultima analisi, aveva chiesto una verifica della superficie agricola utile nell'ambito di una procedura di ampliamento della stessa (cfr. sentenza impugnata, pag. 8 consid. 8.1 con rimando a risposta, pag. 2 e 5) e non per accertare l'estensione effettiva di quella da lui già notificata. Da ultimo, invano il ricorrente domanda di completare d'ufficio i fatti, nel senso che il "formulario rilevamento superficie" sarebbe un'autocertificazione che dimostrerebbe inequivocabilmente che il gestore non potrebbe fare esclusivamente affidamento, né avvalersi della presunzione di veridicità dei dati iscritti al registro fondiario, poiché lui stesso dovrebbe confermare la correttezza dell'estensione e dell'uso della superficie agricola utile. La richiesta è in effetti inammissibile, visto che l'interessato non dimostra, con precisi rinvii agli atti della causa, di aver già presentato tali fatti alle istanze inferiori, rispettando le regole della procedura (cfr. sopra, consid. 3.2).