Citation: 5A_564/2016 E. 4.3.2

4.3.2. Il Tribunale di appello ha evidentemente considerato che la parte escutente ha formulato un'istanza di rigetto dell'opposizione generica. Certo non lo ha affermato esplicitamente, ma lo si evince, senza possibilità di dubbio, dal discorso che esso sviluppa: non avrebbero senso, altrimenti, le spiegazioni che esso dà circa la presunzione dell'oggetto dell'opposizione, circa il tenore generico del giudizio (consid. 6.2.a della sentenza impugnata) e con riferimento alle opzioni a disposizione del giudice del rigetto - accogliere l'istanza, rigettando l'opposizione, oppure respingerla (consid. 6.2.b della sentenza impugnata). Quanto la ricorrente adduce al fine di sostanziare la presunta specificità del petitum - secondo lei, volto unicamente a contestare l'importo oggetto dell'opposizione - non convince. A ben guardare, la questione concerne la reale volontà della parte escutente al momento di chiedere il rigetto dell'opposizione della ricorrente. Essa è pertanto di natura fattuale (supra consid. 4.2 in fine), come rileva peraltro a ragione l'opponente. La ricorrente non può limitarsi a formulare ipotesi divergenti, bensì avrebbe dovuto dimostrare l'arbitrarietà dell'accertamento operato dai Giudici cantonali. Nel merito, peraltro, non è lesivo del principio dell'affidamento considerare che l'opponente abbia inteso, con il proprio generico petitum, chiedere il rigetto dell'opposizione sia per il credito sia per il diritto di pegno. I sofismi interpretativi che la ricorrente propone a sostegno della propria tesi non possono nascondere che in verità, il tenore letterale del petitum in questione non contiene alcuna limitazione esplicita della sua portata. Una tale limitazione dovrebbe semmai essere spiegata con un silenzio qualificato dell'istanza. Ora, tale ipotesi difetta di consistenza già per il fatto che, come ha spiegato il Tribunale di appello con rinvii dottrinali, e con esplicita rinuncia di discussione da parte della ricorrente, tanto l'istanza di rigetto generica quanto la pronuncia generica di rigetto dell'opposizione vanno interpretate, nel dubbio, siccome riferite al credito e al pegno: spetterebbe allora semmai alla parte escutente precisare che essa chiede il rigetto unicamente riguardo uno dei due aspetti citati. Va da sé che tale ipotesi non ha senso alcuno, a meno che non vi dia adito un'opposizione del debitore escusso. Questa considerazione pone in evidenza il nesso che sussiste fra l'opposizione che formula il debitore e l'istanza di rigetto dell'opposizione che presenta il creditore escutente: quest'ultimo atto va letto nella prospettiva della dichiarazione di opposizione. Ma come noto, l'opposizione non deve essere motivata (art. 75 cpv. 1 prima frase LEF). Risponde pertanto a logica che anche l'istanza di rigetto dell'opposizione debba concernere, se non è espressamente detto il contrario, credito e diritto di pegno. Nel presente caso, la ricorrente non risulta aver motivato la propria opposizione. È di conseguenza pretestuoso pretendere che l'opponente abbia, contro ogni proprio interesse e senza ragione alcuna, volutamente limitato la portata della propria istanza di rigetto.