Citation: K 26/00 08.10.2002 E. 3

3.1 Secondo l'art. 26 cpv. 1 LAMI gli assicurati non devono ritrarre un guadagno dall'assicurazione. Il capoverso 3 precisa inoltre che se altri assicuratori che quelli indicati nel capoverso 2 (e meglio le casse malati) sono parimenti tenuti a prestazioni, le casse devono versare le proprie al massimo nella misura in cui, considerate le altre prestazioni, l'assicurato non ritrae un guadagno dall'assicurazione. L'art. 16 dell'Ordinanza III stabilisce poi che ogni prestazione che supera l'importo della copertura integrale della perdita di guadagno, delle spese della cura medica e dei medicamenti e delle altre spese causate dalla malattia a carico dell'assicurato e non coperte altrimenti dev'essere considerata come un guadagno di assicurazione. 3.2 Per costante giurisprudenza, la perdita di guadagno (che non coincide necessariamente con il guadagno assicurato, cfr. in proposito DTF 123 V 93 consid. 3b e 122 V 155 consid. 2; RAMI 1994 no. K 953 pag. 305 consid. 1; c) ai sensi della LAMI è stabilita in funzione del reddito che l'assicurato avrebbe realizzato se non fosse divenuto incapace al lavoro. Essa corrisponde, in altri termini, alla perdita di salario da lui subita durante il periodo di incapacità lavorativa (sentenza del 10 ottobre 1997 in re B., K 75/96; RAMI 1986 no. K 702 pag. 465; Eugster, Krankenversicherung, SBVR, cifra marg. 377; cfr. inoltre in materia di previdenza professionale il concetto di guadagno presumibilmente perso in caso di sovrassicurazione e meglio di reddito che sarebbe stato percepito senza l'invalidità, in DTF 123 V 93 consid. 3b, in cui si indica che è ammissibile far capo al reddito da valido dell'AI; vedi pure SZS 1999, pag. 139 segg.; I. Vetter-Schreiber, Überentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, in Neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge, S. Gallo 2000, pag. 129 segg.). In precedenza questa Corte aveva pure precisato che, di principio, la perdita di guadagno non va determinata secondo il reddito conseguito prima dell'inizio dell'incapacità lavorativa, ma in base al pregiudizio subito durante questa inabilità (RJAM 1981 no. 452 pag. 132 consid. 3, 1978 no. K 314 pag. 39). Nella sentenza pubblicata in RAMI 1986 no. K 688 pag. 369 consid. 3a il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre evidenziato che la LAMI non disciplina la questione relativa alle basi di reddito su cui fondare il calcolo dell'indennità di malattia. Perciò le casse malati sono autorizzate, in base all'art. 1 cpv. 2 LAMI, nei limiti dei principi generali e del diritto imperativo, a disciplinare la questione in maniera indipendente (cfr. pure RJAM 1982 no. 491 pag. 135 consid. 3a). In tale contesto è stato ribadito che l'indennità per perdita di guadagno è concepita quale prestazione di breve durata e quindi le basi di calcolo da considerare dovrebbero essere il più possibile attuali (RAMI 1986 no. K 688 pag. 370 consid. 3a; sentenza del 10 ottobre 1997 in re B., K 75/96).