Citation: 5A_384/2015 E. 2.1

2.1. Nelle questioni inerenti al diritto di famiglia vige il principio inquisitorio: il giudice esamina d'ufficio i fatti (art. 296 cpv. 1 CPC). Questo principio si giustifica per il preminente interesse pubblico all'accertamento della verità materiale in questo ambito, tanto evidente da non necessitare motivazione specifica (sentenza 5A_745/2014 cit. consid. 2.3 e 2.4, in FamPra.ch 2015 pag. 738). A corollario, in questioni di stato le parti ed i terzi sono tenuti a collaborare agli esami necessari all'accertamento della filiazione, sempre che non comportino rischi per la salute (art. 296 cpv. 2 prima frase CPC). La legge precisa altresì che le disposizioni sui diritti delle parti e dei terzi di rifiutare la collaborazione non sono applicabili in questo ambito (art. 296 cpv. 2 seconda frase CPC). L'ordine alla parte convenuta di un processo in accertamento della paternità di sottoporsi ad una perizia sul DNA è dunque di principio perfettamente conforme al diritto federale.