Citation: U 13/06 24.01.2007 E. 3

Al giudizio di prime cure può essere prestata adesione pure per quel che concerne l'applicazione della disciplina in questione fatta dai giudici di prime cure. 3.1 Per quel che concerne l'operazione chirurgica all'orecchio destro, i primi giudici hanno sulla base della documentazione medica agli atti osservato non poter ulteriori provvedimenti terapeutici consentire miglioramenti sensibili. Per quel che riguarda in particolare l'aspetto otologico, sussisteva una lieve ipoacusia destra non invalidante che poteva se del caso giustificare, sempre secondo i medici interrogati, un intervento chirurgico a livello della catena ossea dell'orecchio destro. Comunque dalle indicazioni dei sanitari si poteva evincere che l'interessata stessa non voleva al momento sottoporsi all'operazione, essendo nel frattempo subentrato un adattamento al disturbo. Ad ogni buon conto, come mettono in evidenza i giudici cantonali, nella decisione del 21 gennaio 2004 la Zurigo aveva dichiarato la sua disponibilità ad assumersi, a titolo di ricaduta, i costi afferenti all'intervento operatorio in discussione, per cui la richiesta di riconoscimento del diritto all'esecuzione del medesimo in ogni tempo presentata in sede di ricorso di diritto amministrativo non è meritevole di più ampio esame. 3.2 Riguardo alla richiesta di un'indennità giornaliera, l'autorità giudiziaria cantonale, dopo aver innanzitutto ricordato che l'interessata aveva percepito simili prestazioni dal 2 al 27 febbraio 1998, del 100%, e dal 28 febbraio al 19 giugno 1998, del 50%, e considerato quindi la richiesta priva di oggetto per il periodo precedente il 20 giugno 1998, ha asserito essere perento il diritto di richiedere le prestazioni in questione scadute prima del mese di febbraio 1999, la domanda intesa al versamento di indennità arretrate essendo stata presentata per la prima volta il 20 febbraio 2004. Questa Corte condivide l'avviso dei giudici di prime cure, precisando comunque che l'assicurata ha beneficiato di indennità giornaliere del 70% pure dal 20 giugno al 23 agosto 1998, per cui la domanda era da considerarsi, recte, priva di oggetto per il periodo antecedente il 24 agosto 1998. Dando seguito alla richiesta dell'insorgente, la quale faceva valere di avere un rendimento ridotto malgrado il fatto che essa lavorava con un pensum completo, i giudici di prima istanza si sono rivolti al perito giudiziario dott. F.________ ai fini di accertare se sussistesse un diritto a indennità. Orbene, questi ha affermato presentare l'esaminata un deficit della memoria di lavoro e difficoltà psicoaffettive tali da spiegare una diminuzione di rendimento nell'attività svolta, diminuzione commisurabile nella misura del 30%. Ritenuto l'avviso del perito il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha riconosciuto il diritto ad indennità giornaliere corrispondenti ad un'incapacità del 30% per il periodo dal 1° febbraio 1999 al 31 ottobre 2003, indennità queste da corrispondere ai datori di lavoro dell'insorgente. Come considerato dai giudici di prima istanza, non possono essere condivise le conclusioni per le quali l'interessata avrebbe diritto a indennità del 50%. In effetti, contrariamente a quanto sostenuto dall'assicurata, all'avviso del perito giudiziario deve, come esposto nella pronunzia querelata, essere riconosciuto valore probante. Giova poi osservare che se può essere compreso aver il datore di lavoro, ritenute le circostanze del caso di specie, corrisposto un salario completo ad una lavoratrice avente un rendimento del 70%, difficilmente si potrebbe ammettere aver lo stesso datore retribuito l'assicurata in misura completa quand'anche il suo rendimento sarebbe stato di soltanto il 50%. 3.3 Per quel che attiene al diritto a rendita, valgono le stesse considerazioni di cui al considerando che precede, in sostanza primi giudici e ricorrente riprendendo gli stessi argomenti esposti per quel che attiene al tema delle indennità giornaliere. Al giudizio impugnato che riconosce all'insorgente una rendita del 30% a far tempo dal 1° novembre 2003 non può quindi che essere data adesione. 3.4 Quanto poi al quesito dell'indennità per menomazione dell'integrità, i primi giudici, sempre prendendo a base il parere del dott. F.________, hanno considerato essere le turbe neuropsicologiche di cui è portatrice l'assicurata da moderate a medie, il che corrispondeva a una menomazione situata tra il 20% e il 50%, e non configurare dal canto suo l'ipoacusia lamentata una menomazione giustificante indennità da questo profilo. Il giudizio cantonale che, in correzione della decisione amministrativa assegnante un'indennità del 20%, attribuisce all'interessata un'indennità del 35%, non è quindi censurabile. Né le censure ricorsuali per le quali i disturbi neuropsicologici sarebbero di gravità media e il danno all'orecchio non sarebbe riconducibile alla sola ipoacusia consentono di inficiare la pronuncia di prime cure, le medesime non essendo suffragate da dati oggettivi.