Citation: 4A_261/2023 E. 4.3.2

4.3.2. Il ricorrente assevera che, trattandosi di una somma da lui già versata ad C.________ SA, egli non poteva essere obbligato a pagare ancora un importo all'opponente, che egli avrebbe voluto "uscire a CHF 0.00" e che non sarebbe mai stato debitore dell'opponente. In esito a un'interpretazione storica e teleologica della nota clausola contrattuale la Corte cantonale avrebbe dovuto (a) concludere che egli aveva voluto tutti gli accordi per risolvere una situazione di stallo provocata dalla lite tra gli azionisti di C.________ SA, (b) riconoscere il suo doppio pagamento e (c) convincersi che egli non sarebbe mai divenuto debitore dell'opponente. A torto il ricorrente sostiene di non essere debitore dell'opponente, visto che, dopo aver interpretato la nota clausola 4i partendo dal tenore letterale e dal suo scopo, la Corte cantonale ha accertato un suo obbligo incondizionato di pagamento di fr. 43'221.05 in favore dell'opponente, e la facoltà del ricorrente, non appena effettuato detto versamento, di compensare quella somma con le richieste di acconto di G.________ SA per sue forniture e lavori nel "cantiere AdL". Nemmeno la tesi del doppio pagamento regge, giacché il versamento di fr. 43'221.05 all'opponente autorizzava il ricorrente a compensare / dedurre quella cifra con le pretese di G.________ SA verso di lui per la "fornitura di pietra o rubinetteria per il cantiere ddd", le quali erano opere diverse da quelle svolte da C.________ SA, per cui il ricorrente aveva versato degli acconti prima del giugno del 2015 (cfr. sopra, consid. A.b).