Citation: 4A_53/2014 E. 1

che per quanto riguarda il bonus, il Tribunale di appello ha premesso che l'attore fonda la sua pretesa su un accordo scritto che prevedeva il pagamento di un "premio globale dell'8%" se "l'utile netto annuo" superava fr. 500'000.--; che per verificare l'adempimento di tale requisito esso ha ritenuto determinante, riferendosi all'art. 322a CO, il "conto annuale" allestito dal consiglio di amministrazione, dichiarato conforme alle disposizioni legali e agli statuti dall'ufficio di revisione e approvato dall'assemblea generale, mentre il "conto annuale per scopi interni", del quale si prevale l'attore, non è stato approvato dall'assemblea, non è stato dichiarato corretto sotto il profilo contabile e legale dai revisori e fornisce "una visione solo parziale e oltretutto non lineare della situazione aziendale"; che a "titolo abbondanziale" i giudici ticinesi hanno inoltre osservato come la regolamentazione della ditta non contemplasse il versamento di un premio ai "singoli responsabili di area", dei quali nessuno lo ha in effetti percepito, ma andasse attribuito globalmente alle varie "aree operative"e che pertanto, fosse anche maturato il diritto, "bisognerebbe ancora stabilire la chiave di riparto"; che l'atto di ricorso non considera affatto quest'ultima argomentazione subordinata ed è perciò inammissibile anche sul tema del bonus, poiché, quando una decisione è fondata su due motivazioni alternative e indipendenti, il ricorrente deve confrontarsi con l'una e l'altra, sotto pena appunto d'inammissibilità, e il ricorso può essere accolto soltanto se sono fondate le critiche volte contro entrambe (DTF 138 I 97 consid. 4.1.4; 138 III 728 consid. 3.4; 133 IV 119 consid. 6.3 con rinvii.); che le spese giudiziarie vanno caricate al ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF; cfr. anche art. 65 cpv. 4 lett. c LTF), il quale verserà un'indennità per ripetibili all'opponente (art. 68 cpv. 1 LTF); per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: