Citation: 2C_261/2022 E. 4.2.3

4.2.3. A titolo di paragone si può osservare che la medesima esigenza di un interesse degno di protezione (indispensabile affinché venga ammessa la legittimazione a ricorrere ai sensi dell'art. 20 cpv. 2 lett. a LAFE) esiste anche nella procedura d'autorizzazione concernente l'acquisto di aziende e/o fondi agricoli disciplinata dalla legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale (LDFR; RS 211.412.11). In tale ambito questa Corte, dopo avere precisato che anche se la cerchia delle persone legittimate a ricorrere giusta l'art. 83 cpv. 3 LDFR era limitata, ciononostante doveva comunque essere soddisfatta l'esigenza dell'interesse pratico degno di protezione per potere ricorrere, ha quindi giudicato che il venditore (precedente proprietario) non era legittimato ad impugnare - mancandogli un interesse degno di protezione - l'autorizzazione di acquisto, quando il contratto di compravendita era stato approvato dall'autorità competente senza essere stato modificato. Allo stesso modo mancava un interesse degno di protezione quando il venditore adduceva di essere stato tratto in inganno alla conclusione del contratto; in tale caso dovevano essere adite le vie civili (sentenza 2C_752/2022 del 16 maggio 2023 e numerosi riferimenti, tra cui DTF 139 II 233 consid. 5.2.2 e sentenza 2C_200/2022 del 25 ottobre 2022 consid. 1.4). Anche un interesse generale alla corretta applicazione della legge non era sufficiente per ammettere un interesse degno di protezione a ricorrere, siccome era un compito che incombeva all'autorità di vigilanza (sentenza 2C_752/2022, citata, consid. 5.4.2 e rinvii).