Citation: 4P.241/2005 02.05.2006 E. 4

L'ammissibilità del ricorso di diritto pubblico si rivela comunque problematica, sotto il profilo della motivazione, anche laddove vengono sollevati temi di per sé proponibili nel quadro di tale rimedio. 4.1 Va qui rammentato che con il ricorso di diritto pubblico non viene proseguita la procedura cantonale; tale rimedio giuridico, straordinario, configura una procedura giudiziaria indipendente, destinata esclusivamente a controllare la costituzionalità degli atti cantonali (DTF 117 Ia 393 consid. 1c pag. 395). In questo ambito il Tribunale federale non procede pertanto d'ufficio alla verifica della costituzionalità dell'atto impugnato sotto tutti gli aspetti possibili bensì vaglia solo le censure che sono state sollevate in modo chiaro e dettagliato nell'allegato ricorsuale, così come prescritto dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, giusta il quale il ricorso di diritto pubblico deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando altresì in che consista tale violazione (cosiddetto Rügeprinzip; DTF 130 I 26 consid. 2.1 pag. 31 con rinvii). 4.2 Nella fattispecie, in ingresso al proprio allegato la ricorrente dichiara di volersi prevalere degli art. 8 e 9 Cost. Nessuno degli argomenti da lei sollevati riguarda tuttavia l'art. 8 Cost. (Uguaglianza giuridica). Il rimprovero mosso al Tribunale d'appello di aver omesso "di entrare in materia su fatti e mezzi di prova debitamente assunti in sede di istruttoria cantonale", ad esempio, non è altro che una critica all'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti, definiti in ogni caso arbitrari (art. 9 Cost.); mentre il diritto di ottenere una decisione motivata non è deducibile dall'art. 8 Cost. bensì deriva dal diritto di essere sentito, che è esplicitamente sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 130 II 530 consid. 4.3 pag. 540).