Citation: 1C_144/2019 E. 10.5

10.5. I ricorrenti misconoscono che nella DTF 140 I 381 il Tribunale federale ha stabilito che l'inchiesta mascherata preventiva di cui al previgente art. 22 LPol/GE, la quale costituisce un'ingerenza grave, rispetta l'esigenza della densità normativa, ritenuto che presuppone la sussistenza di indizi concreti che potrebbe venir commesso un reato e che la misura sia giustificata, come previsto dalla norma ticinese, dalla gravità o dalla particolarità dello stesso: in quella sentenza si sottolineava la scelta politica del Consiglio di Stato, della maggioranza del Gran Consiglio e dei cittadini, che non avevano lanciato alcun referendum contro la legge, di non elaborare una lista dei reati entranti in considerazione. Il Tribunale federale ha ritenuto che la densità normativa dell'art. 22 LPol/GE non era criticabile per il fatto che non era previsto alcun catalogo di reati, sebbene l'art. 286 cpv. 2 CPP limiti l'inchiesta mascherata a determinati reati indicati nel rispettivo catalogo. Ha aggiunto che il fatto che tale misura è riservata ai crimini e delitti gravi o particolari è sufficiente per rispettare il principio della legalità (consid. 4.4.3; il nuovo art. 58 cpv. 1 lett. a LPol/GE rinvia invece ai crimini o delitti previsti all'art. 286 cpv. 2 CPP). La norma ginevrina ossequiava pure la regola dell'idoneità e, prevedendo le condizioni della gravità o della particolarità, rispettava anche la regola della necessità (consid. 4.5.3). I ricorrenti, disattendendo il loro obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confrontano con questa giurisprudenza, decisiva. La norma ginevrina non è stata infatti annullata per tali motivi, ma perché non prevedeva la necessaria autorizzazione di un giudice, né la comunicazione a posteriori dello svolgimento di un'inchiesta mascherata (consid. 4.5.3 in fine), garanzie previste dalla norma ticinese in esame. Certo, potrebbe essere auspicabile, che i Cantoni armonizzino le loro norme legislative in materia di indagini preventive di polizia, ritenuto che nella pratica siffatte misure non si limitano notoriamente soltanto al territorio cantonale (TIEFENTHAL, Kantonales Polizeirecht der Schweiz, n. 24 e segg. pag. 408 segg.). Al riguardo giova osservare che determinati Cantoni prevedono semplicemente un rinvio all'art. 286 cpv. 2 CPP e quindi al catalogo dei reati ivi menzionati (p. es. art. 58 cpv. 1 lett. a LPol/GE; § 32e cpv. 2 lett. a PolG/ZH; art. 52octies cpv. 1 lett. a PG/SG; § 33b cpv. 1 lett. a PolG/BS; art. 21a cpv. 1 lett. c LPol/GR; art. 33c cpv. 1 lett. a PolG/FR; art. 44 cpv. 1 lett. a PolG/VS e art. 114 cpv. 1 lett. a PolG/BE), mentre altri si limitano a indicare la gravità o la particolarità del reato che potrebbe essere commesso, senza limitarne l'applicazione concreta a una determinata cerchia o tipologia di reati (p. es. art. 74 cpv. 1 lett. b LPol/JU; § 10a cpv. 1 lett. b PolG/ZG; art. 71 cpv. 1 lett. b LPol/NE e art. 48 cpv. 1 n. 2 PolG/NW). Anche in questi ultimi casi la misura in esame potrebbe quindi essere applicata a reati non contemplati nel catalogo dell'art. 286 cpv. 2 CPP e, quindi, in maniera addirittura più ampia che la criticata norma ticinese. Siffatte estensioni non sono di per sé criticate (TIEFENTHAL, Kantonales Polizeirecht der Schweiz, n. 25-27 pag. 409 seg., in particolare n. 29 pag. 411). A livello federale, l'inchiesta mascherata preventiva è esclusa, visto che per disporla deve sussistere il sospetto che sia stato commesso un reato rientrante nel relativo catalogo (art. 286 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 CPP), l'adozione di misure preventive non rientrando nei compiti delle autorità penali. Certo, nel messaggio del 21 dicembre 2005 del Consiglio federale concernente l'unificazione del diritto processuale penale, richiamato dai ricorrenti, si precisa che le condizioni previste dalla legge federale del 20 giugno 2003 sull'inchiesta mascherata (LFIM; RS 312.8), abrogata con l'entrata in vigore del CPP, per l'inchiesta mascherata prima di un procedimento penale sono identiche a quelle che devono essere riunite per l'apertura di quest'ultimo (FF 2006 pag. 1159). Potrebbero quindi sorgere problemi di coordinazione qualora un'inchiesta mascherata preventiva di polizia si fonderebbe su indizi concreti di un crimine o di un delitto, non previsto nel catalogo dell'art. 286 cpv. 2 CPP. Queste divergenze, non impongono tuttavia di scostarsi dalle conclusioni della DTF 140 I 381, né i ricorrenti lo pretendono.