Citation: 4A_577/2022 E. 4.3

4.3. Secondo il ricorrente la Corte cantonale non avrebbe nemmeno considerato adeguatamente la prova della sottoscrizione "digitale" dei contratti di ingaggio con tre giocatori, né il fatto che l'emergenza connessa con il suo forzato esilio estero sarebbe nata poco prima della sottoscrizione del noto accordo del 30 novembre 2016. Già si è detto che la censura riguardante l'inizio del suo esilio è improponibile (cfr. sopra, consid. 4.2.2). Incombeva poi al ricorrente l'onere di provare l'autenticità della firma della rappresentante dell'opponente: invano, pertanto, egli rimprovera alla società di essere stata passiva in sede penale e civile, dopo aver appreso che il Procuratore pubblico non aveva rintracciato C.________. Di fronte alla contestazione dell'autenticità del documento contenuta nella risposta e al possibile mantenimento della stessa con la duplica, con la replica il ricorrente avrebbe dovuto spiegare in modo dettagliato perché C.________ sarebbe stata al corrente di quel "gentlemen's agreement" e l'avrebbe sottoscritto con la modalità "taglia, copia e incolla", offrendo tutti i mezzi di prova necessari per suffragare le proprie allegazioni. L'opponente non doveva quindi esigere la prosecuzione della procedura penale, poiché aveva contestato con una motivazione sufficiente l'autenticità della firma nella causa civile (art. 178 CPC). Per il resto, l'esistenza di contratti con giocatori firmati con un lavoro di "taglia, copia e incolla" non basta ancora a provare l'autenticità della firma sul noto accordo di C.________, quale valida rappresentante dell'opponente, che le parti non hanno citato a testimoniare. In assenza di altri riscontri oggettivi, di comunicazioni e/o di atti societari legati al contratto del 30 novembre 2016, ben potevano i giudici ticinesi rimproverare al ricorrente, cui incombeva l'onere della prova, di non aver dimostrato l'autenticità del documento, dopo che l'opponente aveva motivato sufficientemente la contestazione al riguardo (cfr. sopra, consid. 4.1.2), e respingere in ordine l'azione per difetto di competenza territoriale, non potendo essi considerare il noto accordo, contenente una proroga in favore del foro di Lugano, di cui non era provata l'autenticità (cfr. ANNETTE DOLGE, in: Basler Kommentar Zivilprozessordnung, 3a ed. 2017, n. 4 ad art. 178 CPC).