Citation: 4P.290/2001 26.03.2002 E. 4

4.- A prescindere da quanto appena esposto, la ricorrente è comunque dell'avviso che la lavoratrice non può pretendere di essere remunerata per le ore di lavoro straordinario effettuate. a) Contrariamente a quanto ritenuto nel giudizio impugnato essa era infatti un'impiegata di rango superiore, tenuta a fornire uno sforzo supplementare, sottoforma di ore straordinarie, senza avere, di principio, diritto ad una retribuzione particolare. La ricorrente censura, dunque, l'accertamento secondo il quale la lavoratrice non disponeva di un potere decisionale su affari importanti, accertamento che - unito agli altri indizi raccolti - ha indotto i giudici ticinesi ad escludere ch'essa esercitasse un ufficio direttivo elevato ai sensi dell'art. 3 lett. d LL. aa) Secondo la ricorrente, una corretta valutazione delle prove avrebbe permesso alla Corte cantonale di capire che, anche se formalmente esclusa dal Consiglio d'amministrazione, la dipendente era di fatto un organo della società poiché partecipava regolarmente alle sedute del Consiglio d'amministrazione, prendeva la parola, discuteva tutti i temi relativi alla cooperativa e decideva assieme agli amministratori i passi da compiere. La Corte ticinese avrebbe in particolare mal compreso la deposizione del teste Poggiati, il quale - contrariamente a quanto da lei ritenuto - non si è limitato a confermare il potere decisionale della lavoratrice prima dell'assunzione bensì anche dopo. Sennonché la Corte cantonale non ha dato alle parole del teste Poggiati la portata asseverata nel gravame. Essa ha ben considerato il fatto ch'egli ha attestato il ruolo decisionale svolto dalla dipendente nella fase iniziale del progetto A.________. Tale situazione è però venuta a mutare dopo la conclusione del contratto di lavoro; dalle tavole processuali è infatti emerso che dopo l' assunzione la lavoratrice partecipava ad alcune - ma non tutte - riunioni dell'amministrazioni, con la possibilità di formulare proposte, ma senza alcun potere decisionale, prova ne sia il fatto che non le veniva nemmeno messa a disposizione la documentazione concernente situazione finanziaria della società. In queste circostanze, la Corte ha relativizzato la tesi apparentemente opposta di Poggiati, tanto più ch'egli sembra essersi limitato a ribadire quanto precedentemente affermato. Gli argomenti proposti dalla ricorrente contro queste considerazioni non ossequiano i requisiti esposti al considerando 2b; in particolare essa non dimostra l'esistenza di prove in grado di contrastare, indiscutibilmente, l'accertamento dei giudici ticinesi, che, pertanto, resiste alla critica di arbitrio. bb) Per il resto, nella misura in cui contesta la valutazione dell'insieme delle circostanze accertate e la conclusione dei giudici circa la natura della funzione svolta dalla lavoratrice, la ricorrente sembra confondere l'apprezzamento delle prove con l'apprezzamento giuridico dei fatti (sussunzione) - ovverosia la loro qualificazione giuridica - formulando così una censura improponibile nel ricorso di diritto pubblico, siccome concernente l'applicazione del diritto. b) Lo stesso vale per la tesi ricorsuale secondo cui l'esecuzione delle ore di lavoro straordinario sarebbe una forma di adempimento degli obblighi dei soci di una cooperativa (art. 866 CO) e, di conseguenza, gratuita. Anche in questo caso si tratta di una questione di diritto che non può essere ridiscussa in questa sede. c) Giovi infine osservare che, contrariamente a quanto asserito nel gravame, la dipendente ha manifestato in maniera sufficientemente chiara la volontà di vedere remunerato il lavoro straordinario; essa ha infatti esplicitamente chiesto di essere pagata per il lavoro svolto. Non avendo la ricorrente dimostrato l'esistenza di un accordo in senso contrario, la decisione cantonale appare sostenibile anche su questo punto. La questione di sapere se, aspettando la fine del rapporto di lavoro per avanzare le sue pretese, la dipendente abbia commesso un abuso di diritto ai sensi dell' art. 2 cpv. 2 CC attiene invece al diritto e non può pertanto venir riesaminata nel quadro del presente rimedio