Citation: 4A_257/2016 E. 7.1

7.1. Come già il Pretore, anche la Corte cantonale ha ritenuto che il contratto di locazione era stato ratificato dalla convenuta. Infatti questa aveva ammesso in causa che, dopo aver ricevuto dalla locatrice una prima lettera raccomandata datata 12 febbraio 2013, non si era opposta all'intenzione di un certo Luca di sublocare alcune camere della villetta a delle prostitute e che non aveva contestato la sottoscrizione del contratto in proprio nome. Agli atti vi sono inoltre, in risposta alla menzionata lettera raccomandata, pure due e-mail in cui veniva riconosciuta l'avvenuta locazione, confermato il pagamento della pigione e preavvisato l'invio della cauzione tramite D.________. I Giudici d'appello non hanno ritenuto provato che i messaggi elettronici non provenissero dalla convenuta e hanno aggiunto che, anche qualora la tesi di un'usurpazione d'identità fosse stata dimostrata, essa avrebbe dovuto tempestivamente informare la controparte di non ritenersi vincolata da quanto espressovi, atteso che il suo socio gerente aveva riconosciuto di essere venuto a conoscenza di tale comunicazione qualche giorno più tardi. Essi hanno inoltre considerato emblematico il fatto che, dopo aver ricevuto la citata raccomandata, la convenuta aveva corrisposto senza riserve la prima pigione e non credibile l'affermazione secondo cui il pagamento sarebbe avvenuto per evitare che la locatrice adisse le vie legali, facendole così correre il rischio di perdere importanti affari con delle banche. L'autorità inferiore ha anche reputato significativo che il 27 febbraio 2013 C.________ abbia incontrato la controparte allo scopo di modificare la durata del contratto rispettivamente prevedere la possibilità di una sublocazione senza aver preteso che il contratto non fosse vincolante.