Citation: 1C_339/2022 E. 3.3

3.3. L'art. 1 cpv. 1 della Convenzione sullo statuto degli apolidi, del 28 settembre 1954 (RS 0.142.40) definisce come "apolide" la persona che nessuno Stato considera come suo cittadino nell'applicazione della sua legislazione. Secondo questa definizione, rientrano nella nozione di apolidi soltanto le persone che, sul piano formale, non possiedono alcuna nazionalità (apolidi de iure). Essa non concerne le persone che hanno formalmente una nazionalità, ma alle quali lo Stato di origine non accorda più la sua protezione o che rifiutano questa protezione (apolidi de facto) (DTF 147 II 421 consid. 5.1 e rinvii). Le autorità amministrative svizzere non riconoscono lo statuto di apolide ai sensi della Convenzione alle persone che perdono consapevolmente la loro cittadinanza o che non hanno fatto tutto quanto è ragionevolmente possibile per conservarla o per riottenerla (DTF 147 II 421 consid. 5.2; sentenza 2C_587/2021 del 16 febbraio 2022 consid. 5.2 e rinvii). Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale, l'art. 1 cpv. 1 della Convenzione sullo statuto degli apolidi deve essere interpretato nel senso che quali apolidi devono essere intese le persone che, senza intervento da parte loro, sono state private della loro cittadinanza e non hanno alcuna possibilità di recuperarla. Per contro, la Convenzione non è applicabile alle persone che abbandonano volontariamente la loro cittadinanza o rifiutano, senza valide ragioni, di recuperarla o di acquisirne una quando hanno la possibilità di farlo. Spetta pertanto agli interessati che hanno il diritto ad una cittadinanza avviare tutte le procedure utili per ottenere il rilascio della stessa e dei relativi documenti di identità (DTF 147 II 421 consid. 5.3; sentenza 2C_587/2021, citata, consid. 5.3 e rinvii).