Citation: 6B_96/2020 E. 3.3

3.3. Nella misura in cui l'insorgente si avvale di un suo stato di angustia che si manifesterebbe quando avrebbe a che fare con la polizia, egli si scosta in modo inammissibile dai fatti accertati dalla CRP (art. 105 cpv. 1 LTF), senza dimostrarne l'arbitrarietà (art 97 cpv. 1 e art. 105 cpv. 2 LTF). Non pretende in alcun modo aver comprovato una sua incapacità psichica di confrontarsi con la polizia, non è dunque possibile tenerne conto in questa sede. Per il resto, ribadisce la gravità dei reati prospettati nella denuncia, ma non illustra quali difficoltà in fatto o in diritto avrebbe presentato la fattispecie. È vero che non risulta aver avuto accesso agli atti prima del suo interrogatorio. Si rammenta tuttavia che l'imputato, patrocinato o meno, non può prevalersi di alcun diritto di consultare gli atti del procedimento penale antecedentemente al suo primo interrogatorio da parte della polizia (art. 101 cpv. 1 CPP; DTF 137 IV 172 consid. 2.3). Peraltro, proprio in occasione di tale interrogatorio, il ricorrente si è avvalso della facoltà di non rispondere, impegnandosi comunque a fornire all'autorità gli originali dei contratti oggetto della procedura. Subito dopo la loro trasmissione, il procedimento è stato abbandonato, senza ulteriori atti istruttori. Non si scorge poi, e l'impugnativa è silente al riguardo, quali eventuali ripercussioni sulla vita personale o professionale dell'insorgente avrebbe potuto avere tale procedimento, la cui durata è stata tutto sommato limitata, tenuto conto che, nonostante la sua dichiarata disponibilità a chiarire i fatti, egli ha procrastinato la sua audizione, rifiutato di rispondere alle domande postegli dalla polizia e ritardato l'invio dei contratti, come emerge dalla sentenza impugnata. Rilevasi ancora che l'esistenza di una seconda denuncia non influisce sulle difficoltà che la fattispecie oggetto del decreto di abbandono poteva comportare e d'altronde neppure è preteso nel ricorso. Nelle concrete circostanze, il ricorso a un avvocato non costituiva pertanto un esercizio adeguato dei diritti procedurali e il rifiuto della CRP di accordare un'indennità per le spese legali non viola di conseguenza l'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP.