Citation: 4C.165/2002 27.09.2002 E. 1

Tra il 1991 e il 1992 la società italiana A.________ S.p.A. ha acquistato una macchina per la trafilatura di rame e alluminio dalla ditta irlandese C.________ Ltd. Del trasporto della macchina dalla Germania all'Italia si è occupata la casa di spedizione B.________ AG - con sede a Chiasso. Il 10 giugno 1992 la A.________ S.p.A. ha anticipato all'impresa di spedizioni la somma di Lit. 150'700'000, corrispondenti all'IVA d'importazione chiesta dalle dogane italiane. Questa ha a sua volta riversato tale somma alla ditta italiana D.________ S.r.l., da lei incaricata del disbrigo delle pratiche doganali in Italia. Posto che il trasporto della merce ha comportato varie complicazioni - avendo l'intermediaria presentato le casse sbagliate alla dogana - il 25 giugno 1992, prima che il macchinario giungesse a destinazione, la A.________ S.p.A. ha comunicato alla C.________ Ltd. la rescissione del contratto di compravendita per decorrenza dei termini di consegna. Essa ha quindi preteso la restituzione dell'importo già pagato per l'IVA. Sennonché la Circoscrizione doganale di Varese ha rifiutato di dar seguito a tale richiesta, mancando alla A.________ S.p.A. la legittimazione documentale per il rimborso di una prestazione eseguita dall'assicuratrice garante. È infatti emerso che, contrariamente a quanto pattuito, la D.________ S.r.l. non aveva provveduto a pagare l'IVA alle autorità doganali italiane, le quali si erano quindi rivalse sulla garante E.________ S.p.A.