Citation: 4P.197/2002 24.01.2003 E. 4

Pur senza menzionare esplicitamente l'art. 9 Cost., la ricorrente dichiara di prevalersi della violazione del divieto dell'arbitrio. Per costante giurisprudenza, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Un giudizio cantonale viola il divieto dell'arbitrio sancito dall'art. 9 Cost., quando appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 128 I 177 consid. 2.1 pag. 182, 273 cpv. 2.1 pag. 275). Incombe alla parte che ricorre, l'onere di dimostrare - conformemente alle esigenze poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione arbitraria nel senso appena descritto. In particolare, qualora - come nel caso in esame - venga asserita l'applicazione arbitraria del diritto cantonale, non è sufficiente affermare che la sentenza querelata è arbitraria; occorre designare con precisione la norma del diritto cantonale che sarebbe stata applicata in maniera errata ed esporre nel dettaglio le ragioni che inducono a ritenere la pronunzia impugnata manifestamente insostenibile (DTF 128 I 273 cpv. 2.1 pag. 275 seg.). Nella procedura di ricorso di diritto pubblico non vige infatti il principio "iura novit curia": il Tribunale federale limita il proprio esame alle censure formulate conformemente alle suddette regole (DTF 110 Ia 1 consid. 2a).