Citation: 2C_392/2007 05.05.2008 E. 1

2.2 La ricorrente si prevale della violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF). Anche se applica il diritto d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF) il Tribunale federale, tenuto conto dell'esigenza di motivazione posta dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, esamina in linea di principio solo le censure adeguatamente sollevate. Esso fonda invece il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti eseguito dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF), riservati i casi previsti dall'art. 105 cpv. 2 LTF. Questa disposizione gli conferisce la possibilità di rettificare o completare d'ufficio l'accertamento dei fatti della decisione impugnata nella misura in cui lacune o errori dovessero apparire d'acchito come manifesti. La ricorrente può quindi contestare l'accertamento dei fatti determinanti per il giudizio solo se siano stati stabiliti in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in maniera manifestamente inesatta, vale a dire arbitraria, ciò che deve dimostrare con una motivazione conforme alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF, analogamente alla prassi in vigore in materia di ricorso di diritto pubblico (DTF 133 II 249 consid. 1.4.2 e 1.4.3). Inoltre, l'esistenza di fatti accertati in modo inesatto o lesivo del diritto non è di per sé una condizione sufficiente per condurre all'annullamento o alla modifica della decisione contestata, occorrendo pure che sia suscettibile di avere un'influenza determinante sull'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 133 III 462 consid. 2.4).