Citation: 1B_223/2010 15.07.2010 E. 1

1.3 Secondo l'art. 93 cpv. 1 LTF, contro le decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente, che non rientrano nella fattispecie dell'art. 92 LTF, il ricorso è ammissibile soltanto se possono causare un pregiudizio irreparabile (lett. a) o se l'accoglimento del gravame comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (lett. b). 1.3.1 L'adempimento della condizione dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF in materia penale dev'essere interpretato restrittivamente. In questo campo, detta norma riprende la regola dell'art. 87 cpv. 2 OG (DTF 134 IV 43 consid. 2.1; 133 IV 288 consid. 3.1-3.3), fondata su motivi di economia processuale e tendente a evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima procedura (DTF 133 IV 139 consid. 4). Secondo la citata giurisprudenza, un pregiudizio è irreparabile quando è suscettibile di provocare un danno di natura giuridica, che nemmeno una decisione favorevole nel merito permetterebbe di eliminare completamente, segnatamente con il giudizio finale: semplici pregiudizi di fatto, come il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo, nocumenti peraltro non invocati dalla ricorrente, non rappresentano un siffatto danno (DTF 131 I 57 consid. 1 pag. 59). 1.3.2 Sempre sotto il profilo del pregiudizio irreparabile, la ricorrente ricorda che la CRP ha annullato le citazioni al dibattimento e che nuove citazioni non potevano essere spiccate prima dell'intervento, il 4 giugno 2010, della prescrizione. Ne deduce che la prescrizione costituirebbe un pregiudizio irreparabile per la parte civile. 1.3.3 L'assunto non regge. La ricorrente rileva infatti che la sentenza della Pretura penale, a lei favorevole, potrebbe essere annullata da una decisione contraria della CCRP, verosimilmente adita dal condannato per contestare la validità delle citazioni. Poiché non è dato di sapere se la CCRP le riterrà valide, nell'attesa il Tribunale federale dovrebbe sospendere la presente procedura, ritenuto che l'emanazione di un siffatto giudizio potrebbe rendere privo di oggetto il ricorso in esame, potendo essere impugnato quello della CCRP. Anche quest'argomentazione dimostra di non essere in presenza di un pregiudizio irreparabile concreto e attuale. In effetti, la ricorrente disattende che la Pretura ha pronunciato una decisione di condanna, che non comporta nei suoi confronti alcun pregiudizio. Un eventuale giudizio della CCRP a lei sfavorevole, impregiudicato il quesito della sua legittimazione, potrà essere oggetto d'impugnazione. Il Tribunale federale deve di principio esprimersi solo una volta sul procedimento penale, pronunciandosi di regola unicamente sulla decisione dell'autorità cantonale di ultima istanza. Per di più, come indicato anche nella decisione del Giudice della Pretura penale, il condannato può ricorrere contro la dichiarazione di contumacia e ha la facoltà di chiedere un nuovo giudizio entro il termine di sei mesi dall'emanazione della sentenza: in tal caso il giudice invia nuove citazioni (art. 277 cpv. 3 e 4 CPP/TI). In siffatte condizioni non spetta al Tribunale federale esprimersi su mere ipotesi o su questioni teoriche. Compete d'altra parte in primo luogo alle competenti autorità cantonali stabilire se la pronunzia di un giudizio contumaciale di condanna possa o no estinguere la prescrizione (art. 97 cpv. 3 CP; cfr. DTF 135 IV 196 consid. 2.2). Ne segue che la decisione incidentale non può essere esaminata nel merito, ritenuto ch'essa potrà essere impugnata, se del caso e in quanto influisca sul contenuto della stessa, mediante ricorso contro la decisione finale (art. 93 cpv. 3 LTF). 1.3.4 La ricorrente a ragione non accenna all'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF, che riprende la disciplina prevista dal previgente art. 50 cpv. 1 OG: il Tribunale federale esamina liberamente l'adempimento di questi presupposti (DTF 134 II 142 consid. 1.2.3; 133 II 409 consid. 1.2). In ambito penale questa norma dev'essere interpretata in maniera ancora più restrittiva, poiché altrimenti occorrerebbe riconoscere l'ammissibilità di ricorsi diretti, come in concreto, contro le diverse decisioni prese nel corso della procedura, (DTF 133 IV 288 consid. 3.2; sentenza 6B_782/2008 del 12 maggio 2009 consid. 1.4, in Pra 2009 n. 115 pag. 787). Nel caso in esame, le istanze cantonali non si sono ancora pronunciate definitivamente sul quesito della prescrizione, un eventuale accoglimento del ricorso non porrebbe fine al procedimento, ritenuto che la sentenza contumaciale di condanna può essere ancora oggetto di impugnazione o di spurgo, e nemmeno la ricorrente sostiene che l'accoglimento del ricorso permetterebbe di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa. Anzi, insistendo sulla completezza dell'istruttoria pre-dibattimentale e sul fatto che l'accusato avrebbe potuto prepararsi in brevissimo tempo al dibattimento, ella nega implicitamente l'adempimento di queste condizioni, per cui il ricorso è inammissibile anche sotto questo aspetto (DTF 133 IV 288 consid. 3.3; 133 III 629 consid. 2.4.2 pag. 634 in alto; sentenza 4A_51/2008 del 28 marzo 2008 consid. 3 inerente al rifiuto dell'eccezione di prescrizione). La decisione impugnata, che non ha statuito a titolo definitivo sulla questione della prescrizione, non pregiudica l'esito finale della causa, in quanto la ricorrente potrà far valere i suoi diritti nel processo penale di merito e, se del caso, in un ricorso contro la decisione cantonale di ultima istanza (sentenza 6P.157/2004 dell'11 gennaio 2005 consid. 4, in RDAT 2005 I n. 12 pag. 50).