Citation: 5P.360/2000 18.01.2001 E. 3

3.- a) La Corte cantonale ha posto a carico delle parti in ragione di metà ciascuna sia la tassa di giustizia di fr. 5000.-- del processo di prima istanza che gli oneri processuali di seconda istanza di fr. 2550.--. In entrambe le sedi ha compensato le ripetibili. I giudici cantonali hanno motivato la propria decisione con il fatto che l'attrice ha vinto la causa sul divieto di tenere animali e sul divieto di sosta e di parcheggio (limitatamente alla particella n. XXX, avendo essa rinunciato alla domanda per quanto concerne la particella n. ZZZ), ma ha perso sulle altre richieste e segnatamente anche su quella inerente a un risarcimento danni, ritirata dopo aver presentato l'appello. Riferendosi a quest'ultima domanda, il ricorrente aveva chiesto, visto il suo elevato valore, ripetibili per almeno fr. 24'500.--. A tal proposito la sentenza impugnata rileva che la questione inerente al risarcimento danni non gli ha richiesto particolare impegno sia innanzi al Pretore (due pagine nell'allegato conclusionale) che in sede di appello (tre righe). Per tale motivo non si giustifica una valutazione delle ripetibili sulla base dell'ingente valore di tale domanda. b) Secondo il ricorrente la sentenza cantonale è arbitraria e contraria agli art. 77, 148 e 151 CPC ticinese. L'art. 148 CPC ticinese permette di derogare al principio della rifusione delle spese e delle ripetibili in base al grado della soccombenza (cpv. 1) unicamente in situazioni eccezionali in cui ricorrono giusti motivi (cpv. 2), ciò che non si avvera nella fattispecie. Già solamente con riguardo al numero di domande inoltrate, la controparte risulta maggiormente soccombente, avendo essa pure inizialmente chiesto il rispetto del divieto di parcheggio sulla particella n. ZZZ. Con riguardo al valore di lite la situazione si presenta in modo ancora più sfavorevole per la controparte che lo aveva indicato nella petizione tra fr. 1'600'000.-- e 1'800'000.--. Il ricorrente, dal canto suo, era invece propenso a considerarlo indeterminato, ma almeno pari all'indennità quotidiana richiesta. Nella procedura di appello la controparte ha rinunciato a tale risarcimento, che nel frattempo aveva raggiunto fr. 489'300.--, cagionando in questo modo l'importo di fr. 24'500.-- per ripetibili. Inoltre l'accoglimento della domanda attorea riguardante la servitù concernente il divieto di costruzione e soprelevazione avrebbe avuto conseguenze economiche gravose per il ricorrente, mentre le altre due servitù appaiono oggettivamente meno importanti e non incidono sul suo patrimonio. Infine, sempre secondo il ricorrente, si deve ritenere che la domanda concernente il divieto di soprelevazione abbia un valore almeno pari alle altre due servitù litigiose, motivo per cui la controparte sarebbe integralmente soccombente per almeno fr. 489'300.--, importo risultante dalla domanda di risarcimento. Il fatto che egli abbia saputo essere conciso non è un giusto motivo ai sensi dell' art. 148 cpv. 2 CPC ticinese per derogare al principio della reciproca soccombenza. Tale fatto avrebbe tutt'al più potuto costituire un motivo per ridurre, ma non per negare le ripetibili. c) Giusta l'art. 9 della Tariffa dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino (TOA) - non citato dal ricorrente ma applicabile quale parametro indicativo per la determinazione delle ripetibili (art. 150 CPC ticinese; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, n. 18 all'art. 150 CPC) - l'onorario si aggira per le cause con un valore di lite tra fr. 200'000.-- e fr. 500'000.-- tra il 5-8% di tale valore. Tuttavia l'art. 11 TOA prevede, fra l'altro, che nei casi di valore elevato, ma che hanno richiesto un impegno limitato, l'onorario è fissato tenuto conto anche del dispendio orario (art. 10 TOA). La sentenza impugnata ha palesemente alluso a tale regolamentazione, quando ha rilevato che la domanda di risarcimento non ha richiesto al ricorrente particolare impegno. Ora, in concreto il ricorrente omette di formulare a tale riguardo una censura conforme ai requisiti di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e idonea a dimostrare l'arbitrio della decisione cantonale. Egli si limita infatti a lapidariamente rilevare che concisione e capacità di sintesi non sono giusti motivi ai sensi dell'art. 148 cpv. 2 CPC ticinese, che permettono di derogare, nell'ambito dell'assegnazione di ripetibili, al principio della soccombenza. Occorre per il resto rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, non è per niente evidente che le domande inerenti al divieto di parcheggio e al divieto di tenere animali abbiano al massimo un valore pari a quello del divieto di soprelevazione. Con un'argomentazione in larga misura appellatoria, il ricorrente tenta di sminuire il valore delle servitù in cui è risultato soccombente, descrivendole quali oggettivamente di esiguo valore, dimenticando che nel proprio ricorso per riforma egli indica che il divieto di parcheggio lo obbliga a dover demolire una parte della villa e a costruire un'ulteriore autorimessa. Non è pertanto palese che il valore di lite - che non è mai stato accertato e di cui il ricorrente non pretende averne chiesto l'accertamento - concernente la servitù di divieto di costruzione e soprelevazione raggiunga almeno quello inerente alle altre due servitù. In queste circostanze non è possibile affermare che la Corte cantonale sia addirittura caduta nell'arbitrio, ossia ha emanato una decisione insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesiva di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione con il senso di giustizia ed equità (DTF 125 I 166 consid. 2a; 124 V 137 consid. 2b, 120 Ia 369 consid. 3a, 119 Ia 28 consid. 3 e rinvii), quando, facendo uso dell'ampio potere di apprezzamento conferitole dall'art. 148 CPC ticinese, ha compensato le ripetibili dell'intera lite, tenendo pure conto del fatto che le spese ripetibili relative alla domanda di risarcimento avrebbero dovuto essere fortemente ridotte. Giova aggiungere che il ricorrente non dimostra in che modo il suddividere le spese processuali risp. compensare le ripetibili sia nel risultato insostenibile e in contraddizione con il senso di giustizia ed equità, se si tiene conto del fatto che la decisione impugnata si è occupata di un implacabile litigio protrattosi per anni fra vicini, risultati vicendevolmente soccombenti. Infine, la semplice citazione degli art. 77 e 151 CPC ticinese non basta per sostanziare ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG una critica di arbitrio alla Corte cantonale.