Citation: H 404/00 23.08.2002 E. 4

4.1 Il ricorrente contesta le conclusioni del primo giudice nella misura in cui lo ha ritenuto amministratore di fatto della T.________ SA e, di conseguenza, responsabile del danno cagionato alla Cassa a seguito del mancato pagamento dei contributi sociali. Rileva d'esser stato solo un azionista minoritario - detentore di 13 azioni sulle complessive 50 - e senza alcun potere decisionale, non avendo mai partecipato "effettivamente e attivamente alla gestione degli affari societari". A comprova di tale circostanza precisa che le registrazioni contabili e il conteggio delle paghe sarebbero stati di competenza di F.________, indicato quale responsabile della gestione contabile della società sino al giorno del suo decesso. Sostiene quindi che dalla convenzione 24 marzo 1994 tra T.________ SA, X.________ SA e V.________ risulterebbe unicamente la sua posizione di locatore in relazione ai vani occupati dalla T.________ SA. 4.2 Secondo giurisprudenza, sono considerati organi di una persona giuridica in primo luogo le persone iscritte come tali a registro di commercio, quali il consiglio di amministrazione (rispettivamente l'amministratore unico) e gli organi di controllo. A determinate condizioni possono assumere la qualità di organo anche il direttore, il procuratore ex art. 458 CO o l'amministratore di fatto (DTF 119 II 255, 117 II 441 consid. 2b, 571 consid. 3 e riferimenti; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant que parties à une procédure de réparation d'un dommage selon l'art. 52 LAVS, in RCC 1991 pag. 402 seg.). Decisivo per la qualifica di organo d'una società per persone che non fanno parte - formalmente - del consiglio di amministrazione è la circostanza che esse esercitino effettivamente la funzione medesima, prendendo decisioni che competono agli organi formali o assumendo la gestione della ditta ed influenzandone così in modo determinante la formazione della volontà (DTF 114 V 79 consid. 3; Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, Schweizerisches Aktienrecht, Berna 1996, § 37, n. 17). Nell'ambito di azioni di responsabilità sono infatti di rilievo le mansioni concretamente svolte da una persona in seno alla società. Diversamente, la persona interessata dovrebbe essere considerata responsabile anche per i danni di cui, per difetto di competenza, non avrebbe potuto impedire il verificarsi (DTF 111 V 178 consid. 5a). 4.3 Gli argomenti addotti dal ricorrente - secondo cui l'unico responsabile dei mancati pagamenti contributivi sarebbe stato l'amministratore unico B.________, essendo egli il solo a detenere la facoltà di controllo sulla società - sono in contrasto con la documentazione agli atti. Dalle tavole processuali risulta infatti che l'interessato esercitava una funzione dirigenziale tipica di un organo di una persona giuridica e che in realtà è sempre stato in grado di dirigere ed influenzare le sorti della società, malgrado fosse, a suo dire, semplice azionista di minoranza. In questo contesto è da interpretare la dichiarazione di V.________ in occasione dell'assemblea generale degli azionisti del 25 marzo 1996, nel corso della quale, alla domanda dell'azionista K.________ (detentore di 12 azioni sulle 50 complessive) che chiedeva se fosse normale licenziare C.________ - indicato come "persona produttiva" - per assumere due nuovi tecnici - ritenuti "improduttivi" -, lo stesso insorgente - nella sua qualità di controllore di più società, segnatamente di azionista maggioritario della E.________ SA, di amministratore unico della W.________ SA, già R.________ SA, apparentemente di sua "proprietà", nonché di azionista della F.________ SA - delineò i dettagli economici dell'operazione, precisando che i due nuovi tecnici sarebbero stati rifatturati ad un'altra società, sgravando così la T.________ SA dall'imposizione di costi supplementari. Tale convincimento non viene affatto sovvertito dalla lettura della convenzione 24 marzo 1994 tra T.________ SA, X.________ SA e V.________. Checché il ricorrente ne voglia dedurre, egli non può essere considerato quale semplice locatore dei vani della T.________ SA. L'insieme delle circostanze, segnatamente la configurazione dei rapporti societari esistenti, induce infatti a ritenere che egli agisse in qualità di dominus nella gestione delle operazioni delle menzionate società - conclusione, che peraltro trova conferma nelle dichiarazioni rilasciate dalla moglie H.________, in sede penale, dalle quali è emerso come la stessa curasse, almeno in parte, gli aspetti contabili sotto le direttive del marito. Alla luce di queste considerazioni, si deve concludere che il ricorrente, partecipando attivamente alla gestione della T.________ SA e delle altre società vicine, era in grado di determinarne in modo rilevante la volontà. Egli deve pertanto essere ritenuto responsabile del danno subito dalla Cassa, che dovrà ora essere risarcito.