Citation: 5A_233/2017 E. 2

La ricorrente non contesta l'istituzione di una curatela di rappresentanza per il figlio nell'ambito della procedura volta alla modifica dell'autorità parentale, ma ritiene di essere stata privata del diritto di proporre un candidato alla funzione di curatore conformemente all'art. 401 cpv. 2 CC. Tale disposto di legge prevede che, nella designazione del curatore, l'autorità di protezione tiene conto, per quanto possibile, dei desideri dei congiunti o di altre persone vicine all'interessato. La questione a sapere se l'art. 401 cpv. 2 CC si applichi per analogia alla nomina di un curatore di rappresentanza del figlio ai sensi dell'art. 314a bis CC (in materia di protezione del figlio non vi è infatti un esplicito rinvio all'art. 401 CC; sul tema v. anche sentenze 5A_868/2015 del 18 marzo 2016 consid. 1.2; 5A_869/2015 del 18 marzo 2016 consid. 2) può essere lasciata aperta, poiché nel caso concreto la ricorrente non può in ogni modo lamentare una violazione di tale norma. Dalla fattispecie accertata nel giudizio impugnato risulta infatti che il suo desiderio di affidare il patrocinio del figlio all'avv. D.________, anche se espresso mediante incarico diretto del suddetto legale, è stato preso in considerazione dall'Autorità regionale di protezione 1 nell'ambito della designazione del curatore di rappresentanza ai sensi dell'art. 314a bis CC (v. supra consid. 1.2 in fine). Dopo essersi vista respingere la candidatura di tale avvocato, la ricorrente non può ottenere la possibilità di proporre il nominativo di un altro legale appigliandosi alla circostanza secondo cui ella ha soltanto incaricato l'avv. D.________ di patrocinare il figlio, ma non lo ha formalmente proposto quale curatore di rappresentanza. Con scritto 11 maggio 2016 l'avvocato da lei incaricato aveva del resto chiesto all'autorità di protezione una formale decisione rispetto alla propria nomina quale curatore di C.________.