Citation: I 1018/06 16.01.2008 E. 5

5.1 Nella misura in cui contesta la valutazione dell'incapacità lavorativa operata dal primo giudice, il quale, facendo uso del suo potere di apprezzamento delle prove, ha attribuito pieno valore probatorio alle conclusioni 17 ottobre 2005 del dott. C.________ e ha concluso per una piena capacità lavorativa in attività leggere rispettose dei limiti evidenziati dal perito, l'insorgente censura un giudizio su una questione di fatto che, in quanto tale, vincola di massima questo Tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398 seg.). 5.2 Orbene, questa decisione di considerare l'assicurato pienamente abile al lavoro in attività sostitutive leggere non lede alcuna norma di diritto federale, né risulta da un accertamento manifestamente errato dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove. Essa deriva piuttosto dall'attenta analisi operata dal dott. C.________, il quale, in piena conoscenza dell'anamnesi e tenuto conto dei dati soggettivi dell'assicurato, ha reso una valutazione specialistica approfondita, motivata e convincente. Il fatto che il primo giudice abbia effettivamente frainteso il senso della dichiarazione 2 dicembre 2005 del dott. T.________ non cambia nulla ai fini del presente giudizio. L'attestazione del medico curante - peraltro resa in un momento posteriore alla decisione su opposizione in lite, che delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220; 121 V 362 consid. 1b pag. 366) - non si confronta infatti in alcun modo con la perizia del dott. C.________ e - come (implicitamente) rilevato dal Servizio medico dell'AI, al quale detta attestazione era stata sottoposta per presa di posizione - non è sufficientemente motivata. In particolare, pur facendo stato di una situazione diagnostica analoga a quella riscontrata dal dott. C.________, essa non spiega minimamente le ragioni che giustificherebbero il riconoscimento di una capacità lavorativa residua del 30-35% circa. Di conseguenza, la considerazione del primo giudice, che ha ritenuto non essere le contrarie valutazioni mediche prodotte dall'assicurato atte a mettere in dubbio le conclusioni del dott. C.________, non è censurabile e tanto meno manifestamente errata (più in generale, sul valore probatorio attribuito ai rapporti dei medici curanti cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; cfr. pure sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 407/03 del 15 settembre 2003, consid. 4.3). 5.3 In tali condizioni, come già pertinentemente osservato in sede cantonale, appare superfluo ordinare ulteriori accertamenti, dagli stessi non potendosi attendere con ogni verosimiglianza nuovi elementi probatori di rilievo - in aggiunta a quelli che sono già stati messi in evidenza dagli specialisti intervenuti - suscettibili di modificare l'esito del presente apprezzamento (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 464 consid. 4a pag. 469 e riferimenti). 5.4 Quanto alle pretese difficoltà di immaginarsi una concreta attività che risponda alle esigenze poste dal dott. C.________, è sufficiente il rilievo che è il ricorrente stesso ad averle create con i suoi ripetuti rifiuti di sottoporsi a un accertamento professionale presso il Centro per la formazione professionale e sociale Y.________ (v. ad esempio rapporto 3 dicembre 2003 del consulente in integrazione professionale). 5.5 Per quel che concerne infine il calcolo dell'invalidità, e più precisamente la determinazione del reddito da invalido, basta il rinvio alle considerazioni del Tribunale cantonale (art. 36a cpv. 3 OG), che ha già chiaramente esposto come, in virtù della più recente giurisprudenza federale in materia (cfr. SVR 2007 UV no. 17 pag. 56), questo reddito risulterebbe in realtà superiore a quello stabilito dall'amministrazione e ridurrebbe di conseguenza il grado d'invalidità che non raggiungerebbe così in nessun modo il minimo legale del 40%. L'affermazione del ricorrente, secondo cui basterebbe un leggero ritocco verso il basso del reddito da invalido, rispettivamente un leggero adeguamento verso l'alto del reddito da valido ritenuto dall'autorità cantonale, non merita qualsivoglia considerazione. Il ricorso va pertanto respinto.