Citation: 4A_171/2015 E. 5.1

5.1. Nella sentenza 2P.35/2006 dell'11 gennaio 2007il Tribunale federale ha stabilito, dopo un esame approfondito di giurisprudenza e dottrina, che il credito fiscale nasce per legge quando si realizzano i fatti generatori dell'imposta; in materia d'imposte dirette quando sono adempiute le condizioni soggettive e oggettive dell'imposizione. Se tali circostanze si verificano, l'imposta è dovuta anche se il fisco è venuto a conoscenza degli elementi imponibili a seguito dell'errore dei consulenti del contribuente, che non ne possono essere resi responsabili (consid. 2.2). La Corte d'appello ha sintetizzato bene questi concetti dicendo che "quanto viene pagato da un contribuente a titolo di imposta non costituisce di per sé una posta del danno risarcibile a terzi, trattandosi di somme effettivamente dovute all'autorità fiscale" (consid. 16.3). La sentenza II CCA 12.1996.92 del 12 luglio 1996, consid. 1, menzionata nel ricorso, esprime il medesimo concetto. Essa aggiunge che la so luzione è diversa se l'aggravio fiscale è "conseguente ad un'errata rappresentazione della situazione economica del contribuente da parte del mandatario". Questa precisazione, della quale si prevalgono le ricorrenti, non inficia quanto detto in precedenza, poiché non ha pertinenza con il caso in esame; allude alla responsabilità del mandatario che dà al fisco informazioni errate in merito ai fattori imponibili del cliente, il quale, a causa di tale errore, paga imposte che di per sé non sarebbero dovute. I giudici ticinesi hanno pertanto applicato correttamente la nozione di danno del diritto federale.