Citation: 5A_45/2017 E. 4.3

4.3. I ricorrenti rimproverano all'autorità inferiore una violazione dell'art. 674 CC e degli art. 9, 26 e 36 Cost. per avere ritenuto che l'art. 7 n. 7 lett. c delle norme di attuazione del piano particolareggiato del nucleo di Y.________ obblighi il vicino a tollerare una sporgenza anche senza una servitù (e quindi senza un'indennità). Sostengono che tale norma non possa esentare il proprietario che vuole far sporgere il proprio tetto sul fondo altrui dal procurarsi il necessario diritto reale limitato mediante contratto o sentenza del giudice. Come visto, una restrizione di diritto pubblico alla proprietà fondiaria prevista dal diritto comunale (art. 702 CC) deve soddisfare determinate condizioni (v. supra consid. 4.1). Affermando che il diritto ad un'opera sporgente sul fondo altrui possa unicamente fondarsi su un contratto di servitù (art. 674 cpv. 1 CC) oppure su una sentenza del giudice che accorda tale diritto reale (art. 674 cpv. 3 CC), i ricorrenti sembrano sostenere che l'art. 7 n. 7 lett. c delle norme di attuazione del piano particolareggiato del nucleo di Y.________ violi il principio della preminenza del diritto federale (art. 49 cpv. 1 Cost.). La censura è tuttavia priva di sufficiente motivazione, gli insorgenti limitandosi infatti laconicamente ed astrattamente ad affermare che "circa la lesione del diritto federale si rinvia a quanto detto in relazione con le aperture". Sia peraltro aggiunto che secondo il Commentario bernese il diritto ad un'opera sporgente sul fondo altrui può anche fondarsi direttamente sulla legge, segnatamente su una disposizione del diritto cantonale delle costruzioni, ed in tal caso alla sporgenza non è applicabile l'art. 674 CC (HANS LEEMANN, Berner Kommentar, 2a ed. 1920, n. 27 ad art. 674 CC). Anche se i ricorrenti accennano ad una violazione dell'art. 36 Cost., nemmeno le altre condizioni poste ad una restrizione di diritto pubblico comunale alla proprietà fondiaria (base legale, interesse pubblico e proporzionalità) sono concretamente discusse. La censura, insufficientemente motivata sotto il profilo dell'art. 106 cpv. 2 LTF, si appalesa pertanto inammissibile.