Citation: 2P.300/2000 13.02.2001 E. 1

bb) L'art. 9 LMI prescrive che le restrizioni per il libero accesso al mercato, in particolare nel settore degli appalti pubblici, devono rivestire la forma di decisioni impugnabili (cpv. 1); il diritto cantonale deve prevedere perlomeno un rimedio giuridico presso un'istanza di ricorso indipendente dall'amministrazione: le decisioni di quest'ultima sono definitive, fatta salva la possibilità di introdurre un ricorso di diritto pubblico davanti al Tribunale federale (cpv. 2). Qualora il rimedio di diritto cantonale o il ricorso di diritto pubblico si dovesse rivelare fondato ed è già stato concluso un contratto con l'offerente prescelto dal committente, allora l'istanza ricorsuale cantonale o il Tribunale federale si limitano ad accertare in che misura la decisione impugnata viola il diritto federale (cpv. 3). La legge federale sul mercato interno è in vigore dal 1° luglio 1996. Tuttavia, per le norme concernenti i rimedi giuridici esperibili in materia di appalti pubblici (art. 9 cpv. da 1 a 3 e art. 5 LMI), l'entrata in vigore è stata posticipata al 1° luglio 1998. Il legislatore federale ha quindi assegnato ai Cantoni e ai Comuni, come pure agli altri enti preposti all'esecuzione di compiti pubblici, un termine di due anni, a far tempo dal 1° luglio 1996, per emanare le dovute disposizioni organizzative (art. 11 cpv. 1 LMI). b) Per quanto attiene al caso concreto, va innanzitutto rilevato che la procedura di concorso ha preso avvio, mediante la pubblicazione del bando, il 4 luglio 2000, allorquando da tempo era già entrato in vigore l'art. 9 cpv. da 1 a 3 LMI ed era trascorso il citato termine di due anni per adeguare la legislazione cantonale alle regole di procedura previste da detta disposizione. La ricorrente avrebbe pertanto dovuto fruire a livello cantonale della possibilità di adire un'istanza di ricorso indipendente dall'amministrazione per censurare la pretesa illegalità della querelata decisione, tanto più che, come già precisato da codesta Corte, una simile facoltà deve essere garantita anche nei casi - come quello in esame - in cui tanto l'insorgente quanto le altre ditte offerenti e il committente hanno la loro sede nel medesimo Cantone, per cui la fattispecie non presenta nessuna connotazione intercantonale (DTF 125 I 406 consid 2d). Ciò non è però stato il caso nella fattispecie concreta, visto che, come già rilevato in precedenza (cfr. consid. 2a/aa), la legislazione ticinese in materia di appalti pubblici applicabile al caso concreto considera definitive le risoluzioni di aggiudicazione pronunciate dal Consiglio di Stato, privando in questo modo i concorrenti dei diritti procedurali derivanti loro dall' art. 9 cpv. 2LMI.