Citation: 1C_552/2022 E. 3.4

3.4. Certo, i ricorrenti fanno valere che la menzione litigiosa, così come formulata sul fondo base, sarebbe impraticabile e inattuabile, motivo per cui sarebbe ingiusta e incomprensibile. Ciò poiché una decisione di tale portata richiede l'unanimità dei condomini i quali, in base a quanto statuito dalla Corte cantonale, dovrebbero riunirsi per decidere su quali singole PPP "travasare" i vincoli di abitazione primaria. Visto che al loro dire tutti gli appartamenti sarebbero stati acquistati a un valore equivalente a quello di una residenza secondaria, nessuno sarebbe disposto ad auto-penalizzarsi, destinando spontaneamente il proprio appartamento ad abitazione primaria. Ribaltare dopo 33 anni questo onere sui singoli proprietari sarebbe sproporzionato, ingiusto, non suffragato da una base legale e quindi arbitrario. Ora, la base legale è data dalla citata legislazione comunale e dalla licenza edilizia, non contestate dagli interessati. La circostanza che, all'epoca, il promotore e i dante causa, in maniera negligente, non hanno scelto e indicato quali unità di PPP fossero soggette al vincolo litigioso, non è imputabile al Comune. D'altra parte, se è vero che, attualmente, la messa in opera della designazione di quali appartamenti destinare ad abitazioni primarie sarà tutt'altro che semplice, essa non è comunque addirittura irrealizzabile. L'interesse pubblico all'applicazione della legge e al rispetto del principio della parità di trattamento prevalgono sulle difficoltà e gli inconvenienti di ordine pratico addotti dai ricorrenti, imputabili del resto alla citata società edile e, come si vedrà, alla negligenza degli acquirenti, anche allo scopo di non premiare l'inosservanza delle leggi, svantaggiando coloro che le rispettano.