Citation: 6B_660/2015 E. 3.2

3.2. In realtà, la CARP non ha dato un peso decisivo alla rinuncia del Procuratore pubblico a contestare il proscioglimento dell'imputato dall'accusa di falsità in documenti. Ha infatti rilevato che, quand'anche fosse ammessa l'ipotesi accusatoria di una retrodatazione della lettera, si sarebbe trattato solamente di una semplice bugia scritta, del tutto inidonea ad esercitare una pressione coercitiva sul ricorrente. Tant'è che questi non ha dato prova di trovarsi soggetto a minaccia di grave danno, attivandosi anzi per contrapporsi alle azioni dell'imputato e, più che a tutelarsi da intenti estorsivi, messo in atto tutti i provvedimenti finalizzati all'avanzamento del cantiere. Il ricorrente non si confronta con queste considerazioni, spiegando con una motivazione conforme alle esposte esigenze perché violerebbero il diritto. La censura è quindi inammissibile.