Citation: 6B_167/2020 E. 1.2

1.2. Secondo l'art. 81 cpv. 1 LTF, ha diritto di interporre ricorso in materia penale chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a) e ha un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (lett. b), segnatamente l'accusatore privato, se la decisione può influire sul giudizio delle sue pretese civili (n. 5). Costituiscono simili pretese quelle fondate sul diritto civile e che devono ordinariamente essere dedotte dinanzi ai tribunali civili. Si tratta principalmente delle pretese di risarcimento del danno e di riparazione del torto morale giusta gli art. 41 segg. CO (DTF 141 IV 1 consid. 1.1). Spetta di principio al ricorrente, in virtù dell'art. 42 cpv. 2 LTF, addurre i fatti a sostegno della sua legittimazione (DTF 138 IV 86 consid. 3). Quando, come in concreto, la causa è stata oggetto di un procedimento di merito, l'accusatore privato deve avere esplicitamente fatto valere le pretese civili desunte dal reato (DTF 137 IV 246 consid. 1.3.1; sentenza 6B_708/2019 del 12 novembre 2019 consid. 2.1 con rinvii). Deve in altre parole essere intervenuto nel procedimento penale non solo con l'azione penale (art. 119 cpv. 2 lett. a CPP), ma anche con quella civile (art. 119 cpv. 2 lett. b CPP; v. sentenze 6B_1202/2019 del 9 luglio 2020 consid. 1.1 non pubblicato in DTF 146 IV 211; 6B_1239/2019 del 20 febbraio 2020 consid. 2.1). Qualora non fosse giuridicamente e ragionevolmente possibile presentare le pretese civili nell'ambito del procedimento penale, il ricorrente è tenuto a spiegare quali pretese intenda fare valere, in che misura la decisione impugnata influisca sul loro giudizio e per quali motivi non gli sarebbe stato possibile agire nel procedimento penale (sentenza citata 6B_708/2019 consid. 2.1). La giurisprudenza è restrittiva al riguardo e il Tribunale federale entra nel merito di un ricorso solo quando dalla sua motivazione risulta in modo sufficientemente preciso che le esposte condizioni sono adempiute (v. sentenza 6B_287/2019 del 19 maggio 2020 consid. 2.1 con rinvio alla DTF 127 IV 185 consid. 1a). Indipendentemente dalla legittimazione dell'accusatore privato a contestare il merito della vertenza, la giurisprudenza gli riconosce la possibilità di censurare la violazione di garanzie procedurali che il diritto gli conferisce quale parte, nella misura in cui tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale. In questa evenienza, l'interesse giuridicamente protetto all'annullamento della decisione impugnata richiesto dall'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF non si fonda su aspetti di merito, bensì sul diritto di partecipare alla procedura (DTF 138 IV 78 consid. 1.3). Il diritto di invocare le garanzie procedurali non permette tuttavia di rimettere in discussione, nemmeno indirettamente, il giudizio di merito (DTF 146 IV 76 consid. 2).