Citation: 4P.290/2001 26.03.2002 E. 5

5.- Scartate le tesi addotte a sostegno della gratuità delle prestazioni fornite, la Corte cantonale ha quindi riconosciuto alla lavoratrice il diritto alla retribuzione del lavoro straordinario. a) Premesso che, in applicazione delle norme del CCL, l'onere di dimostrare l'erroneità dei dati presentati dalla lavoratrice incombeva semmai alla ricorrente, i giudici hanno osservato che, in assenza dei noti conteggi, essi avrebbero comunque dovuto quantificare il numero di ore da retribuire, in via equitativa giusta l'art. 42 cpv. 2 CO, con un risultato che - a loro modo di vedere - sarebbe stato analogo. In queste circostanze hanno quindi deciso di riferirsi al numero di ore notificato dalla dipendente nel documento riassuntivo, rettificando solamente un errore di calcolo segnalato dalla ricorrente, che li ha portati ad ammettere la remunerazione di 1125. 5 ore, pari a fr. 35'171. 85. b) La ricorrente contesta l'ammontare della pretesa avanzata in causa, non avendo la dipendente dimostrato il numero di ore prestate. Ai conteggi da lei presentati non può infatti essere attribuita forza probatoria: quelli precedenti l'aprile 1997 non sono mai stati messi a disposizione dell'amministrazione, mentre quelli successivi sono allestiti in maniera assai sommaria; non è inoltre possibile tener conto del conteggio riassuntivo (doc. H), impreciso e parzialmente sbagliato. aa) Ancora una volta gli argomenti che la ricorrente adduce contro la decisione impugnata si avverano in gran parte inammissibili siccome rivolti contro l'applicazione del diritto: essa censura infatti sia l'applicabilità delle disposizioni del contratto collettivo in materia di onere probatorio che i presupposti per l'applicazione dell'art. 42 cpv. 2CO. bb) Per quanto concerne, più in particolare, il calcolo delle ore di lavoro straordinario per il periodo precedente l'aprile 1997, la ricorrente non dimostra per quale motivo l'accertamento dei giudici, secondo i quali tale documentazione era accessibile all'amministrazione, dovrebbe essere considerato arbitrario. Con riferimento alla forza probatoria del documento riassuntivo, giova rammentare ch'esso non è così rilevante come vorrebbe far credere la ricorrente; i giudici ticinesi hanno infatti precisato che, anche senza questo conteggio, essi avrebbero raggiunto un risultato analogo effettuando una stima delle ore straordinarie giusta l'art. 42 cpv. 2 CO. La critica concernente l'errore di calcolo contenuto nel citato documento dev'essere dichiarata invece inammissibile perché presentata per la prima volta dinanzi al Tribunale federale. Salvo eccezioni non realizzate in concreto, nel quadro di un ricorso di diritto pubblico è inammissibile la presentazione di nuove allegazioni, fatti o prove che non sono stati sottoposti all'autorità cantonale (DTF 118 III 37 consid. 2a). Inammissibile, per lo stesso motivo, appare infine anche la richiesta di dedurre gli oneri sociali dall'importo calcolato. c) Anche su questo punto, dunque, la decisione impugnata resiste alla censura dell'arbitrio.