Citation: 1C_208/2010 28.04.2010 E. 2

2.1 Riguardo alla presenza di un caso particolarmente importante, la ricorrente sostiene che l'istanza precedente parrebbe essersi scostata dalla giurisprudenza del Tribunale federale in materia di truffa fiscale. Al riguardo essa si limita tuttavia a rilevare che nella criticata sentenza si accenna al fatto che, secondo l'art. 50 n. 1 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985, in materia di imposte indirette la distinzione fra evasione e frode fiscale non costituirebbe più una discriminante di rilievo in materia di assistenza giudiziaria internazionale. Certo, la questione potrebbe costituire un caso particolarmente importante (sentenza 1C_163/2010 del 13 aprile 2010 consid. 2.2.2). In concreto, tuttavia, la ricorrente non si esprime oltre sulla questione, né si confronta con la dottrina ivi citata, né spiega quale influsso avrebbe esplicato detta norma sul caso di specie. In effetti, l'istanza precedente ha stabilito che in concreto si è in presenza di macchinazioni fraudolente, che rientrano nel reato di truffa ai sensi dell'art. 146 CP, lasciando aperta la questione di sapere se siano adempiuti gli estremi di una truffa in materia fiscale. Anche i generici dubbi addotti dalla ricorrente circa il rispetto del principio della specialità non dimostrano che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante. Del resto, il ricorso si esaurisce in una critica all'asserita lacunosità della rogatoria e all'asserito mancato rispetto del requisito della doppia punibilità. Su questi punti, la criticata decisione non si scosta dalla giurisprudenza costante (DTF 133 IV 131 consid. 3; DTF 1C_454/2009 del 9 dicembre 2009 consid. 1.1).