Citation: 2C_424/2024 E. 5.3.2

5.3.2. Una violazione del divieto del formalismo eccessivo non è data nemmeno dalla richiesta di produrre un atto facilmente consultabile d'ufficio dall'istanza giudiziaria. Infatti, se è vero - come sostiene il ricorrente - che la Corte cantonale avrebbe potuto agevolmente avere accesso al bando di concorso seguendo l'indicazione contenuta nell'impugnativa, è anche vero che l'azione richiesta al ricorrente con lettera del 13 giugno 2024 - con lo scopo di identificare esattamente l'atto querelato, attraverso la sua produzione davanti alla Corte cantonale - era altrettanto semplice e non costituiva quindi nemmeno un adempimento che complica in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o ostacola in maniera inammissibile l'accesso ai tribunali (precedente consid. 5.2). D'altra parte, l'azione cui era tenuto l'insorgente era prevista dalla legislazione cantonale, ovvero dall'art. 70 LPamm/TI, che richiede la produzione della decisione impugnata con il ricorso, e dall'art. 12 cpv. 1 LPAmm/TI, che richiede l'assegnazione di un termine per rimediare alla mancanza, nel caso l'atto impugnato non sia stato prodotto. Si tratta, come detto, di norme che codificano un modo di procedere su cui il Tribunale federale si è già espresso e che ha giudicato conforme al divieto del formalismo eccessivo sancito dall'art. 29 cpv. 1 Cost. (sentenza 2C_1047/2022 dell'11 aprile 2023 consid. 6.3.2).