Citation: 5P.338/2001 05.11.2001 E. A

A.- F.F.________ (1960) e L.F.________ (1956) si sono sposati nel 1983 ed hanno avuto un figlio, N.F.________, il 25 dicembre 1986. Il marito era ed è tuttora dipendente della Posta. La moglie, impiegata di commercio che ha cessato il lavoro con la nascita del figlio, ha ripreso un'attività di ausiliaria a tempo parziale presso la Posta nel 1997. Nel 2000, essa ha conseguito un reddito medio mensile di fr. 847.--. Dal gennaio 2000 i coniugi vivono separati. Con istanza a tutela dell'unione coniugale del 15 febbraio 2001, F.F.________ ha chiesto l'affidamento del figlio alla madre con esercizio congiunto dell'autorità parentale e congruo diritto di visita, ha offerto un contributo mensile, compresi gli assegni familiari, di fr. 1960.-- per la moglie e di fr. 500.-- per il figlio fino al 30 giugno 2001 e di fr. 1'590.-- risp. 500.-- dal 1° luglio in avanti; ha inoltre chiesto lo scioglimento del regime dei beni. All'istanza si è opposta la moglie, chiedendo l'affidamento del figlio con l'autorità parentale, nonché un contributo alimentare complessivo di fr. 3'300.-- mensili oltre una provisio ad litem di fr. 5'000.--. Con decisione 5 aprile 2001 il Pretore di Bellinzona ha affidato la prole alla madre, riservato il diritto di visita al padre secondo accordi diretti con il figlio, ha condannato il marito a versare un contributo mensile di fr. 2'156.-- per la moglie e di fr. 917.-- per il figlio (compreso l'assegno) ed ha reietto la domanda di provisio ad litem.