Citation: 1C_660/2023 E. 3.4

3.4. La Corte cantonale ha considerato che, nel caso qui in esame, il ricorrente ha comprensibilmente fondato la propria domanda di riesame dinanzi al Consiglio di Stato su quella sentenza. Ha tuttavia sottolineato espressamente che quella decisione non era volta a indurre una modifica della prassi da parte dell'autorità di nomina. Ha ritenuto infatti, rettamente, che, diversamente dai due citati casi decisi nel 2006, il giudizio del 2019 non affronta il quesito di sapere se la mancata concessione dell'aumento sia retta, e giustificata, dagli art. 10 e 11 cpv. 1 vLStip. Ciò poiché nel 2019 essa, trattando un caso concreto nella sua specificità, si è limitata a constatare che l'attribuzione di due classi inferiori non comportava il blocco degli aumenti annuali. Ha poi sottolineato che con le due sentenze del 2006 essa ha invece stabilito un principio chiaro, secondo cui, in sintesi, basta che il nuovo stipendio sia maggiore di quello che si otterrebbe concedendo un aumento all'interno della classe di partenza. Ha precisato che tale principio non è stato sovvertito. Secondo i giudici cantonali, sia la giurisprudenza del 2006 sia la più recente decisione portano alla conclusione che il dipendente non va penalizzato con un blocco degli aumenti in caso di avanzamento. Nella prima ipotesi, tuttavia, si considera lo scatto nella classe di partenza, mentre nella seconda, quello nella classe superiore.