Citation: I 199/03 12.11.2003 E. 3

3.1 Secondo l'art. 34 cpv. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 1997, le persone coniugate, che immediatamente prima del manifestarsi dell'incapacità al lavoro esercitavano un'attività lucrativa, hanno diritto a una rendita completiva per il coniuge, purché a quest'ultimo non spetti una rendita di vecchiaia o d'invalidità. La rendita completiva viene però assegnata soltanto se l'altro coniuge presenta almeno un anno intero di contribuzione (lett. a), oppure se egli ha il domicilio e la residenza abituale in Svizzera (lett. b). A proposito del concetto di incapacità lavorativa questa Corte ha già ripetutamente stabilito, rinviando a quanto indicato espressamente nel messaggio 5 marzo 1990 del Consiglio federale in relazione alla decima revisione dell'AVS, che lo stesso va interpretato ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (SVR 2001 IV no. 36 pag. 109 consid. 1c). Giusta tale norma il diritto alla rendita secondo l'art. 28 nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, inabile al lavoro per almeno il 40% in media, fermo restando che per gli assicurati non domiciliati né dimoranti abitualmente in Svizzera, il diritto alla rendita giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI insorge(va) soltanto al momento in cui essi siano (fossero) stati, per un anno, incapaci al lavoro per almeno il 50% in media (DTF 121 V 269 segg. consid. 5 e 6). Decisivo risulta perciò, ai fini dell'applicazione dell'art. 34 cpv. 1 LAI, l'inizio del predetto termine di carenza di un anno. 3.2 Giusta il vecchio art. 34 cpv. 1 LAI, in vigore fino al 31 dicembre 1996, il presupposto dello svolgimento di attività lavorativa immediatamente precedente al manifestarsi dell'invalidità non era per contro previsto.