Citation: 5A_846/2024 E. 4.2.1

4.2.1. Secondo l'art. 13 cpv. 1 lett. a (seconda parte) CArap, l'autorità giudiziaria o amministrativa dello Stato richiesto non è tenuta ad ordinare il ritorno del minore qualora la persona, l'istituzione o l'ente che vi si oppone accerti che la persona, l'istituzione o l'ente che aveva cura del minore aveva acconsentito o ha assentito a posteriori a questo trasferimento o mancato ritorno. 4.2.1.1. Nel caso concreto, i Giudici cantonali hanno indicato che l'autorizzazione concessa dal padre a "viaggiare ovunque all'estero nel periodo 13.01.2023-13.01.2026" non poteva essere intesa quale consenso al trasferimento definitivo del figlio in Svizzera. Secondo i Giudici cantonali non vi era nemmeno stata un'autorizzazione a posteriori da parte dei tribunali rumeni. Essi hanno osservato che la Corte di appello di Bucarest, la quale con decisione 5 luglio 2024 aveva confermato l'affidamento del figlio alla madre, non risultava infatti a conoscenza del trasferimento del minore in Svizzera: il giudizio non conteneva alcun riferimento alla sua attuale situazione abitativa, ma si basava sulla circostanza secondo cui sia il figlio sia la madre risiedevano in Romania, anche perché "se così non fosse, l'autorità estera non avrebbe di certo ampliato le relazioni padre e figlio nella misura di incontri regolari infrasettimanali con la possibilità del padre di prendere il minore dall'alloggio della madre e l'obbligo di riportarlo indietro". Secondo i Giudici cantonali, un'autorizzazione a posteriori non poteva nemmeno fondarsi sulla decisione 11 settembre 2024 con la quale l'autorità rumena aveva negato la propria competenza a statuire sull'iscrizione del minore presso una scuola svizzera per l'anno 2024/2025: in questo caso il tribunale rumeno non sembrava infatti conoscere, o comunque non aveva tenuto in considerazione, il fatto che era pendente una procedura di ritorno del minore giusta la CArap e che, in caso di trasferimento illecito, le autorità rumene mantenevano la competenza in applicazione dell'art. 7 cpv. 1 lett. b della Convenzione dell'Aia del 19 ottobre 1996 sulla protezione dei minori (RS 0.211.231.011). 4.2.1.2. Nel ricorso all'esame, la ricorrente non pretende (più) che l'opponente avrebbe acconsentito al trasferimento né che, attraverso la decisione 11 settembre 2024, il tribunale rumeno avrebbe autorizzato a posteriori il trasferimento. La ricorrente pare invece riaffermare che una tale autorizzazione a posteriori emergerebbe dalla decisione 5 luglio 2024 della Corte di appello di Bucarest, poiché a suo dire tale autorità avrebbe confermato l'affidamento del minore alla madre e ampliato i diritti di visita del padre ben consapevole che il minore era in Svizzera, circostanza che risulterebbe da un verbale 21 giugno 2024 di tale autorità (allegato al ricorso in materia civile quale doc. C). La ricorrente rimprovera ai Giudici cantonali un accertamento dei fatti arbitrario e lesivo della massima inquisitoria illimitata per non aver determinato tale circostanza, che "era di estrema rilevanza per [...] l'esistenza di un motivo di eccezione". 4.2.1.3. L'argomento secondo cui la Corte di appello di Bucarest sarebbe stata al corrente del trasferimento del minore all'estero si fonda su un documento (doc. C) che non è stato sottoposto all'autorità inferiore, senza che la ricorrente nemmeno pretenda che la condizione dell'art. 99 cpv. 1 LTF per produrre un mezzo di prova nuovo dinanzi al Tribunale federale sarebbe in concreto adempiuta (v. supra consid. 1.3 in fine). Ella inoltre dimentica di confrontarsi con il ragionamento della Corte cantonale secondo cui tale consapevolezza non emergeva dal contenuto della decisione rumena di appello del 5 luglio 2024 e sarebbe stata inconciliabile con la fissazione, in tale decisione, di diritti di visita tra padre e figlio infrasettimanali. La ricorrente non riesce pertanto a dimostrare che ci si trovi nel caso in cui lo Stato di provenienza del minore rende, posteriormente al suo trasferimento (o al suo mancato ritorno), una decisione in cui acconsente a che il minore rimanga in Svizzera con il genitore rapitore (cfr. sentenze 5A_355/2023 del 13 luglio 2023 consid. 3.4; 5A_558/2016 del 13 settembre 2016 consid. 6.3.2 e 6.3.3; v. anche BUCHER, op. cit., pag. 162 seg. n. 469 in fine) e che sia pertanto realizzata l'eccezione dell'art. 13 cpv. 1 lett. a (seconda parte) CArap.