Citation: 1A.213/2004 26.09.2005 E. 3

3.1 Riguardo all'esistenza di una relazione diretta e oggettiva tra i sospettati reati e il conto litigioso, la CRP rileva che lo stesso è stato espressamente indicato nella rogatoria e che dalle indagini italiane risultano legami tra il ricorrente e persone e società coinvolte nelle indagini. Da quanto esposto risulta chiaramente una relazione diretta e oggettiva tra i documenti litigiosi e i sospettati reati per i quali si indaga (cfr. DTF 129 II 462 consid. 5.3 pag. 468, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73). La consegna di tali documenti permetterà all'Autorità richiedente di poter ricostruire compiutamente i flussi di denaro tra le diverse relazioni oggetto d'indagine (DTF 122 II 367 consid. 2). La contestata trasmissione è quindi giustificata. L'utilità potenziale di queste informazioni è chiaramente data (DTF 126 II 258 consid. 9c, 122 II 367 consid. 2c). L'assunto del ricorrente, indagato nel procedimento estero, secondo cui il suo conto non avrebbe nulla a che vedere con il procedimento oggetto della rogatoria, non può essere condiviso. Egli disattende inoltre che l'Autorità estera non ha limitato la propria domanda ai fatti concernenti il ricorrente: essa ha piuttosto sottolineato l'importanza delle richieste informazioni per delineare il quadro complessivo dei sospettati reati e per permettere di ricostruire compiutamente l'articolato e complesso meccanismo di operazioni finanziarie poste in essere dagli indagati per occultare la ricostituzione dei flussi di denaro e di pervenire quindi alla completa identificazione delle persone e delle società coinvolte, nonché degli importi delittuosi trasferiti all'estero. La criticata trasmissione è idonea a raggiungere tale scopo. 3.2 Il ricorrente sostiene che l'esame della documentazione del conto dimostrerebbe la manifesta estraneità della sua relazione bancaria ai fatti oggetti d'inchiesta, ritenuto ch'essa è stata alimentata soltanto al momento della sua apertura con due versamenti, mentre le uscite sarebbero avvenute, in gran parte, verso altri suoi conti o relazioni intestate alla moglie. Riguardo ai versamenti in contante che l'hanno alimentato, egli si limita a sostenere che la sua estraneità ai fatti oggetto d'indagine sarebbe manifesta sia per l'ammontare sia per la data, visto che gli asseriti reati sarebbero avvenuti fino al 2001 e che la quota degli illeciti profitti a lui spettante, secondo l'esposizione dei fatti di rogatoria, avrebbe dovuto essere molto più importante rispetto ai versamenti intervenuti sul suo conto. Con questi semplici accenni egli non dimostra tuttavia, come rettamente ritenuto dalla CRP, che i documenti litigiosi non sarebbero potenzialmente utili per l'inchiesta italiana (v. sull'obbligo di indicare dinanzi all'autorità di esecuzione quali singoli atti e perché sarebbero sicuramente irrilevanti per il procedimento estero DTF 126 II 258 consid. 9b e c, 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.). 3.3 Non si è d'altra parte in presenza dell'asserita ricerca indiscriminata di prove ("fishing expedition"), ritenuto che tra la richiesta misura d'assistenza e l'oggetto del procedimento penale estero sussiste una relazione sufficiente (DTF 129 II 462 consid. 5.3, 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c). La circostanza sulla quale insiste il ricorrente, della sua asserita estraneità ai fatti oggetto d'inchiesta, è, come si è visto, ininfluente.