Citation: 1C_91/2019 E. 3.6

3.6. In maniera contraddittoria e incoerente il Consiglio di Stato non ha infatti annullato la sua prima risoluzione anche nella misura in cui, per lo stesso motivo, rivelatosi poi errato, aveva stralciato a torto la candidatura della ricorrente per il Governo. Su questo punto la decisione impugnata, fondata su un errato e carente accertamento dei fatti, sarebbe annullabile già sulla base dell'art. 112 LTF. Al riguardo, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto in effetti, invero in maniera difficilmente comprensibile, che il reclamo sarebbe divenuto privo d'oggetto poiché, dando seguito alla sua erronea risoluzione del 30 gennaio 2019, la "Lega Verde" aveva sostituito la candidatura della ricorrente. Correttamente, accertato ch'ella era iscritta nel catalogo elettorale e che pertanto la sua candidatura era valida fin dall'inizio, o che comunque tale vizio era stato tempestivamente sanato, doveva invero confermarne la sua candidatura anche per il Consiglio di Stato e ritenere di riflesso superflua o priva di oggetto semmai quella sostitutiva. L'interesse della ricorrente all'accoglimento del reclamo anche su questo punto era pertanto evidente. Il motivo che ha imposto la conferma della candidatura della ricorrente per il Parlamento doveva comportare infatti anche la conferma di quella per il Governo: traendo due conclusioni del tutto differenti fondate sul medesimo apprezzamento di una prova (iscrizione nel catalogo elettorale), la decisione impugnata risulta insostenibile e quindi arbitraria non solo nella motivazione, ma anche nel risultato (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2 pag. 287; 144 IV 136 consid. 5.8 pag. 143). Il Governo ha considerato in effetti l'iscrizione quale mezzo di prova decisivo per la candidatura al Parlamento, ma non per quella analoga al Governo, senza che alcun motivo ragionevole e obiettivo giustificasse questa differenza riguardo alla situazione di fatto iniziale, l'errata imposizione di presentare se del caso una candidatura sostitutiva essendo irrilevante: la critica distinzione non si imponeva e pertanto ciò che era simile doveva essere trattato in maniera identica (DTF 141 I 235 consid. 7.1 pag. 23 seg.). Essa è inoltre lesiva del diritto di voto attivo della ricorrente e, poiché contraddittoria, anche della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.; DTF 144 IV 189 consid. 5.1 pag. 192). Nulla impediva del resto al Governo di accertare i fatti d'ufficio, informandosi direttamente presso il Comune di Lugano o chiedendo alla ricorrente di produrre le relative prove, sull'iscrizione o meno nel catalogo elettorale, che dev'essere costantemente aggiornato fino al quinto giorno prima di ogni votazione o elezione, quello degli Svizzeri all'estero essendo tenuto dai Comuni in forma elettronica (art. 8 cpv. 1 e art. 8a LEDP; i Comuni allestiscono un unico catalogo elettorale federale, cantonale e comunale, art. 2 cpv. 1 del regolamento di applicazione del 18 novembre 1998 alla LEDP).