Citation: 6B_354/2024 E. 4.6

4.6. Alla luce di questa conclusione, non occorre vagliare gli ulteriori elementi che, secondo la CARP, concorrerebbero a "cementare" l'accertamento dell'accettazione della realizzazione del rischio da parte del ricorrente. Peraltro, egli si limita al riguardo ad esporre in modo appellatorio la sua interpretazione dei fatti, ma non sostanzia d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF gli accertamenti e le valutazioni della Corte cantonale. Né giova al ricorrente prevalersi della sentenza 6B_1250/2013 del 24 aprile 2015 e in particolare della perizia ivi richiamata. La fattispecie oggetto di quel procedimento penale era infatti in parte diversa, giacché la vittima aveva sempre potuto, incessantemente ed efficacemente, proteggersi la testa con entrambe le braccia, senza riportare ferite di rilievo (sentenza 6B_1250/2013, citata, consid. 1.4.2 e 3.2). In concreto, considerate le modalità con cui i correi hanno agito, tirando numerosi colpi congiuntamente con violenza e facendo pure uso dello skateboard, le possibilità per la vittima di difendersi e di reagire erano limitate. Nel caso in esame, la perizia medico legale attesta inoltre che i colpi inferti al capo della vittima erano idonei a causare gravi traumi cranici e lesioni potenzialmente letali.