Citation: 1P.25/2003 24.02.2003 E. 2

2.1 La CRP ha rilevato che i prevenuti vengono assegnati al penitenziario nella sezione denominata carcere giudiziario cantonale e che, di regola, sono separati dai detenuti in espiazione di pena (art. 4 lett. a della legge ticinese sull'esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza per gli adulti, del 2 luglio 1974, art. 104 cpv. 2 CPP/TI). Essa ha poi aggiunto che i detenuti beneficiano dei diritti fondamentali, inclusa, nella sua essenza, la libertà personale; eventuali restrizioni delle condizioni detentive, ordinate dal magistrato inquirente (art. 40 del regolamento sull'esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza per gli adulti, del 23 novembre 1978), devono avere una base legale e rispettare il principio della proporzionalità. La CRP ha in seguito richiamato l'art. 104 cpv. 3 CPP/TI, secondo cui l'arrestato è sottoposto unicamente alle restrizioni della libertà che sono indispensabili per assicurare lo scopo dell'arresto e per mantenere la disciplina nelle carceri, e rilevato che i detenuti non possono essere limitati nella loro libertà individuale oltre le esigenze dettate dal fine dell'istruttoria e dall'ordine del penitenziario. La Corte cantonale ha infine accertato che il ricorrente è stato trasferito in una struttura carceraria pienamente conforme alle esigenze minime di detenzione; ha precisato che, in ossequio all'art. 40 cpv. 3 del citato regolamento, il ricorrente è ospitato in una cella individuale e ch'egli usufruisce di quasi tutti i diritti generalmente riconosciuti alle persone in detenzione preventiva: segnatamente, egli beneficia dell'ora d'aria giornaliera, può ricevere le visite del suo legale e avere colloqui telefonici con la madre. 2.2 Il carcere preventivo è compatibile con la libertà personale, garantita dall'art. 10 cpv. 2 Cost., solo se si fonda su una base legale (art. 31 cpv. 1 e art. 36 cpv. 1 Cost.; DTF 125 I 361 consid. 4a); questa è data in concreto dagli art. 95 segg. CPP/TI. La legittimità della detenzione preventiva va giudicata in base alle disposizioni del diritto cantonale (DTF 114 Ia 283 consid. 3). Giusta l'art. 31 cpv. 1 Cost., il Tribunale federale rivede con libero potere l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale di livello legislativo e regolamentare; invece, le constatazioni di fatto dell'autorità cantonale sono rivedute soltanto dal profilo dell'arbitrio e l'esercizio del potere di apprezzamento, che le compete, è pure sindacato nel ristretto ambito dell'abuso o dell'eccesso di apprezzamento (DTF 123 I 31 consid. 3a, 268 consid. 2d, 117 Ia 74 consid. 1).