Citation: 1C_91/2019 E. 3.4

3.4. Il Governo, non presentando osservazioni al gravame, non contesta la tesi ricorsuale, secondo cui la ricorrente era iscritta nel catalogo elettorale già il 25 gennaio 2019, quindi prima della scadenza del termine per depositare le candidature. Nella decisione impugnata esso parrebbe ritenere del resto che la mancata iscrizione nel citato registro non dovrebbe avvenire entro quel termine, il vizio potendo al suo dire essere sanato entro quello ulteriore di tre giorni dell'art. 62 cpv. 1 lett. b LEDP, volto a sostituire candidati stralciati d'ufficio siccome ineleggibili. In effetti, nella risoluzione impugnata, con riferimento alla proposta per il Gran Consiglio, esso ha accertato che fino al 28 gennaio 2019 il nominativo della ricorrente non risultava iscritto in alcun catalogo elettorale, ma ch'ella vi figurava il giorno seguente, ossia entro il termine da esso fissato, motivo per cui la mancata iscrizione sarebbe stata sanata. Ritenuto che questa questione non è litigiosa, il Tribunale federale non deve esprimersi al riguardo. Il Governo ha pertanto annullato, poiché errata, la sua decisione anteriore del 30 gennaio 2019, confermando quindi la candidatura della ricorrente per il Gran Consiglio. Ora, se il Governo riteneva che la mancata iscrizione poteva essere sanata entro il termine di tre giorni, si sarebbe in presenza di una violazione del principio della buona fede, essendo manifesto che in tali circostanze anche il vizio relativo alla candidatura per il Consiglio di Stato avrebbe potuto essere sanato (sulla differenza tra "semplici" vizi formali sanabili entro il termine di tre giorni dell'art. 62 cpv. 2 LEDP ed errori più gravi non sanabili, cfr. sentenza 1P.208/2003 del 14 luglio 2003 consid. 2, in: RtiD I-2004 n. 2 pag. 5).