Citation: 1C_68/2020 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha rilevato che il nucleo originario è essenzialmente caratterizzato da edifici affiancati lungo i percorsi pedonali e le piazze e che l'esigenza di rispettare "l'allineamento storico degli edifici circostanti" prescritta dall'art. 40 cpv. 5 NAPR è volta a conservare inalterata la trama del tessuto edilizio del vecchio nucleo. Ha quindi precisato che la citata nozione si traduce principalmente nell'obbligo di salvaguardare la disposizione degli edifici lungo l'area pubblica. Passando all'esame del progetto litigioso, la Corte cantonale ha, come visto, accertato che lo zoccolo del nuovo corpo C dista solo 3 m dall'edificio degli opponenti (sul fondo part. n. 42) e disattende quindi la distanza minima di 4 m verso edifici esistenti con aperture (art. 8 cpv. 2.4.1 lett. b NAPR). Ha in seguito esaminato se il progetto potesse beneficiare di una deroga alle distanze tra edifici in applicazione dell'art. 8 cpv. 2.4.2 NAPR, negandola, siccome l'aggiunta del corpo C non seguiva manifestamente alcun allineamento, sia in relazione con gli edifici circostanti sia per rapporto all'area pubblica. I giudici cantonali hanno infatti rilevato che la facciata est del corpo C, sovrastante lo zoccolo ( t), è arretrata di 1.50 m dal confine verso via Ai Turbìn e non si allinea quindi al fronte stradale del contiguo blocco B. Né essa si allinea alla facciata est del blocco A e dell'edificio sul fondo part. n. 45. Hanno altresì accertato che sul lato opposto (ovest), a confine con la Strécia Giovannino Guareschi, il blocco C non è posizionato lungo la linea retta della facciata ovest del blocco B, ma è arretrato di 70 cm. Hanno quindi concluso che l'ubicazione del corpo C non è in concreto dettata dalla scelta di rispettare un disegno urbanistico secondo gli allineamenti.