Citation: 4A_93/2013 E. 3

L'opponente afferma che le parti hanno rinunciato all'impugnazione del lodo, perché i contratti che hanno stipulato contengono una clausola arbitrale secondo cui tutti i litigi derivanti o connessi con tali contratti sono esclusivamente sottoposti al Tribunale Arbitrale dello Sport a Losanna e giudicati definitivamente in conformità al Codice dell'arbitrato in materia di sport. Inoltre, secondo l'art. R59 di tale codice, la sentenza notificata dalla cancelleria del TAS decide definitivamente il litigio e non è suscettibile di alcun ricorso nella misura in cui le parti non hanno né il domicilio, la dimora abituale o una stabile organizzazione in Svizzera e hanno espressamente rinunciato all'impugnabilità della decisione arbitrale nel patto di arbitrato o in un successivo accordo scritto, in particolare all'inizio della procedura. Per questo motivo, richiamando l'art. 192 cpv. 1 LDIP, l'opponente ritiene che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile. Giova innanzi tutto rilevare che nella fattispecie il rinvio all'art. R59 cpv. 4 del Codice dell'arbitrato dello sport si rivela inconferente, poiché tale norma concerne la procedura di appello. L'art. R46 cpv. 2 di tale codice, che si riferisce invece alla procedura ordinaria, ha tuttavia il medesimo contenuto. Sennonché tali disposizioni, come già indicato nella DTF 133 III 235 consid. 4.4.1, si limitano a parafrasare l'art. 192 cpv. 1 LDIP e non ostacolano il deposito di un ricorso in assenza di un accordo scritto che esclude tale possibilità. Per il resto è sufficiente ricordare che semplicemente menzionare nel patto di arbitrato che i litigi saranno decisi in modo definitivo non costituisce una valida rinuncia all'impugnabilità del lodo (sentenza 4P.99/1993 del 15 novembre 1993 consid. 2, pure citata nella DTF 131 III 173 consid. 4.2.1). Il ricorso si rivela pertanto in linea di principio ammissibile.