Citation: 2C_50/2019 E. 5.2

5.2. La scelta delle misure disciplinari da adottare spetta in primo luogo all'autorità di sorveglianza. Il Tribunale federale si impone riserbo laddove è in discussione la determinazione della sanzione disciplinare. Esso interviene soltanto quando la sanzione sconfina nell'eccesso o nell'abuso del potere di apprezzamento ed appaia quindi chiaramente sproporzionata e addirittura arbitraria (sentenza 2C_507/2019, citata, consid. 6.3 e rinvii). In concreto, la multa inflitta al ricorrente (fr. 800.--) si situa al limite inferiore dell'art. 17 cpv. 1 lett. c LLCA. In questa sede egli si limita a richiamare la durata della sua attività professionale e l'assenza di precedenti disciplinari. Non si confronta tuttavia puntualmente, con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF, con il considerando n. 4.2 della sentenza impugnata, in cui la Corte cantonale ha ritenuto che la violazione della regola professionale era di una certa gravità e ch'egli non aveva dimostrato alcun ravvedimento, tenendo anzi, durante la procedura, un comportamento non appropriato alla sua funzione, in particolare per i toni da lui utilizzati. I giudici cantonali hanno altresì valutato in modo sfavorevole per il ricorrente il fatto ch'egli persisteva nel non riconsegnare la chiavetta USB alla cliente. In tali condizioni, la generica argomentazione del ricorrente non permette di ritenere manifestamente sproporzionata o addirittura arbitraria la sanzione inflittagli, come visto situata al margine inferiore del quadro legale. L'assenza di precedenti disciplinari del ricorrente non basta di per sé a giustificare un semplice ammonimento, facendo astrazione dalle circostanze del caso concreto.