Citation: 2D_122/2008 31.10.2008 E. 4

4.1 Rimane da appurare se il ricorso sussidiario in materia costituzionale sia ricevibile. Giusta l'art. 115 lett. b LTF può proporre questo rimedio di diritto chi ha un interesse legittimo all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata. In concreto la ricorrente non può prevalersi di una situazione giuridica tutelata dalla legge (su questa nozione, cfr. DTF 133 I 185) che le concederebbe un diritto al rilascio di un'autorizzazione di soggiorno: come già spiegato da questa Corte, il divieto generale dell'arbitrio sgorgante dall'art. 9 Cost. non conferisce, di per sé, un interesse legittimo ai sensi dell'art. 115 lett. b LTF quando, come in concreto, viene censurata un'errata applicazione del diritto (cfr. DTF 133 I 185 consid. 6.1 e 6.3). In altre parole, le censure riferite alla pretesa violazione del principio della parità di trattamento e del divieto dell'arbitrio, rispettivamente all'applicazione inficiata d'arbitrio di determinate norme, sono inammissibili. 4.2 Malgrado l'assenza di una legittimazione ricorsuale nel merito, la ricorrente può nondimeno far valere la disattenzione dei suoi diritti di parte, la cui violazione costituisce un diniego di giustizia formale (DTF 133 I 185 consid. 6.2). Ella non può però contestare, anche in modo indiretto, il merito della causa, non può riferirsi cioè a quesiti indissociabili dal medesimo quali, segnatamente, il dovere per l'autorità di motivare sufficientemente la propria decisione o di prendere in considerazione gli argomenti giuridici sollevati dall'insorgente (cfr. DTF 126 I 81 consid. 3c e 7). In concreto l'interessata rimprovera al Consiglio di Stato sia un difetto di motivazione sia di non avere applicato nei suoi confronti gli art. 28 e 30 cpv. 1 lett. b LStr. Orbene, tale problematica è legata al merito della vertenza e sfugge pertanto ad un esame di merito. Anche il ricorso sussidiario in materia costituzionale è quindi inammissibile.