Citation: U 349/01 08.05.2003 E. 4

4.1 Con il gravame la Vaudoise censura in primo luogo il fatto che per il calcolo del guadagno assicurato sia stato tenuto conto, oltre che dell'evoluzione reale dei salari e del rincaro, anche della tredicesima mensilità. La critica è fondata. In effetti, malgrado la tredicesima faccia parte del salario determinante ai sensi della LAVS (RAMI 1989 no. U 81 pag. 382), il diritto di percepire questa prestazione sarebbe sorto, alla luce della documentazione versata agli atti, solo dopo l'infortunio. Al riguardo dalle disposizioni applicabili al contratto di lavoro nel 1993 e a partire dal 1998 risulta che l'assicurata avrebbe avuto diritto alla tredicesima mensilità unicamente dopo la scadenza del primo anno di lavoro. Poiché al momento dell'infortunio il rapporto di lavoro concluso con il Ristorante D.________ il 22 aprile 1993 era stato disdetto il 7 agosto 1993 per il 10 agosto dello stesso anno, al momento dell'infortunio l'interessata non aveva ancora maturato alcun diritto alla tredicesima. Della modifica del rapporto di lavoro che sarebbe entrata in vigore solo nell'aprile 1994, se, tra l'altro, esso rapporto non fosse stato disdetto, non si può quindi tenere conto per il calcolo del guadagno assicurato (si veda ad esempio nel caso di assegni familiari sorti dopo l'infortunio: DTF 127 V 165). 4.2 Nel gravame la Vaudoise sostiene pure che il salario percepito dall'assicurata nel 1993 dall'ultimo datore di lavoro è stato convertito per errore in guadagno annuo, poiché l'interessata avrebbe lavorato a tempo determinato. Secondo la giurisprudenza, per stabilire se il salario va convertito in salario annuo ai sensi dell'art. 22 cpv. 4 seconda frase OAINF è decisiva la durata normale dell'attività che può essere stabilita in funzione della precedente o futura evoluzione dei rapporti di lavoro (DTF 118 V 301 consid. 2b; sentenza del 9 novembre 2000 in re M. consid. 2b, U 209/99; RAMI 1997 no. U 280 pag. 277 consid. 1). In caso di assicurati con attività irregolare di regola il reddito non viene convertito, bensì si computa il reddito effettivamente conseguito l'anno precedente l'infortunio. La conversione avviene se al momento dell'incidente vi era una chiara intenzione, che va dimostrata alla luce di azioni compiute già prima dell'incidente, di svolgere attività lavorativa durante tutto l'anno (sentenza del 9 novembre 2000 in re M. consid. 2b, U 209/99). 4.3 Su questo punto il parere dell'assicuratore infortuni non può essere condiviso. Dalla documentazione agli atti risulta provato, con il grado di verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali (cfr. DTF 126 V 360 consid. 5b, 125 V 195 consid. 2 e riferimenti), che l'assicurata - malgrado abbia cambiato spesso datore di lavoro, per motivi non noti - intendeva svolgere attività lucrativa a tempo indeterminato. In effetti dai documenti raccolti dalla Vaudoise emerge che S.________, grazie ad un permesso di lavoro quale frontaliera, ha lavorato in Svizzera dal 1990 presso quattro distinti datori di lavoro. Dal tenore degli atti si può inoltre dedurre che l'interessata ha sottoscritto contratti a tempo indeterminato, avendo sciolto i rapporti di lavoro tramite disdetta. Anche per quel che concerne poi l'ultimo rapporto di lavoro concluso con il Ristorante D.________ non vi è alcuna limitazione temporale, ma unicamente l'indicazione di un periodo di prova di tre mesi. Nei confronti dell'assicuratore infortuni l'interessata ha pure dichiarato di non essersi iscritta alla disoccupazione, dopo la conclusione del rapporto di lavoro con l'ultimo datore di lavoro, in quanto intendeva trovare immediatamente una nuova attività.