Citation: 1P.341/2005 11.11.2005 E. 3

La Corte cantonale ha considerato che il manufatto controverso non è una costruzione accessoria, perché serve all'esercizio di un'attività commerciale; non è nemmeno una costruzione mobiliare, a causa del suo carattere stabile; costituisce invece un ampliamento orizzontale degli edifici ai quali è addossato. Da questa constatazione i giudici cantonali hanno tratto la conclusione principale secondo cui questi edifici sono assoggettati alle regole dell'intervento conservativo limitato retto dall'art. 19 cpv. 2.3 delle norme di attuazione del piano regolatore di Lugano, del 21 marzo 1984 (NAPR). Questa disposizione, rinviando in particolare all'obbligo di mantenere le facciate sancito dall'art. 19 cpv. 2.2 NAPR, esclude a priori qualsiasi ampliamento che ne alteri la fisionomia. In quest'ambito d'intervento non può entrare in considerazione neppure l'art. 19 cpv. 2.4 NAPR, che conferisce al Municipio, tra l'altro, la facoltà di concedere una deroga all'obbligo di mantenere il perimetro della costruzione preesistente, laddove la caratteristica ambientale non lo richieda; ampliamenti eccezionali del genere potrebbero infatti essere autorizzati "soltanto nella misura in cui interessano il resto dell'edificio". In subordine i giudici cantonali hanno aggiunto che l'autorizzazione non potrebbe essere rilasciata nemmeno se l'art. 19 cpv. 2.4 NAPR fosse applicabile all'intervento sulla facciata litigiosa, perché "non si può ragionevolmente sostenere che le caratteristiche ambientali, vale a dire l'insieme degli edifici che fanno da corona a piazza della Riforma, non esigano il mantenimento del perimetro delle costruzioni esistenti". La sentenza rileva poi che queste conclusioni sono confermate indirettamente anche dall'art. 19 cpv. 4 NAPR, che impone il mantenimento degli spazi liberi sulle proprietà private, ciò che deve valere a maggior ragione per strade e piazze "che contribuiscono a definire l'aspetto caratteristico del nucleo tradizionale". I giudici cantonali hanno infine ritenuto inapplicabile sia l'art. 90 del regolamento edilizio della Città di Lugano, del 16 dicembre 1963, che disciplina soltanto la costruzione di manufatti che sporgono sull'area pubblica ad una certa altezza, sia l'art. 19 cpv. 8 NAPR, il quale stabilisce alcune regole di natura estetica segnatamente per facciate, portici e muri perimetrali.