Citation: 6B_1379/2019 E. 9.3

9.3. La censura non adempie le esigenze di motivazione dell'art. 42 cpv. 2 LTF ed è pertanto inammissibile. La ricorrente non si confronta puntualmente con i considerandi 14 segg. della sentenza impugnata e non sostanzia una violazione degli art. 429 segg. CPP. Non considera l'esposta giurisprudenza, ma si limita ad esporre un suo metodo di calcolo basato su criteri matematici, da lei ritenuto più corretto per determinare la proporzione del proscioglimento e adattare in funzione dello stesso l'ammontare dell'indennità. Si fonda inoltre sul presupposto, errato, secondo cui sarebbe stata prosciolta completamente dal capo d'imputazione n. 1.8 del decreto di accusa (cfr. consid. 3) e disattende che l'appello è stato accolto soltanto in misura esigua. Contrariamente all'opinione della ricorrente, la CARP ha motivato in modo sufficiente il suo giudizio su questi aspetti, spiegando per quali ragioni, alla luce del limitato grado di accoglimento dell'appello e del ridotto dispendio supplementare in relazione con l'imputazione n. 1.6 oggetto di proscioglimento, si giustificava di assegnarle un indennizzo complessivo di fr. 1'300.-- per le spese legali della sede cantonale. I fatti perseguiti sono in effetti tra di loro strettamente connessi e, ad eccezione di quelli relativi all'imputazione n. 1.6, sono sostanzialmente corrispondenti sia per quanto concerne l'accusa di entrata illegale, oggetto di condanna, sia per quella di soggiorno illegale, dalla quale è stata prosciolta. La stessa conclusione vale laddove la ricorrente ribadisce genericamente la richiesta di importo simbolico di fr. 1.-- a titolo di riparazione del torto morale.