Citation: 5C.289/2001 18.02.2002 E. 2

2.- a) La sentenza impugnata indica che l'iscrizione a registro fondiario della servitù litigiosa quale "passo con carro" è chiara e completa. Dagli atti non risulta poi alcuna limitazione particolare nell'esercizio della servitù. Infatti il titolo d'acquisto e l'istanza di iscrizione si limitano a definire la menzionata servitù come un "diritto di passo pedonale e con carro" e nemmeno la deposizione del teste A.________ - assente tutto il giorno per motivi di lavoro - è sufficiente per desumere che essa fosse stata utilizzata per molto tempo, pacificamente e in buona fede unicamente da un contadino per farvi passare le mucche ed escludere il suo esercizio per altri scopi e in altri modi, segnatamente connessi alla casa di abitazione costruita sul fondo dominante. Infine, anche qualora il diritto di passo fosse in origine destinato al solo transito agricolo, esso potrebbe, viste l'evoluzione dei tempi e la riduzione delle zone agricole, essere utilizzato per altri fini. b) L'attrice fa innanzi tutto valere una violazione dell'art. 8 CC, poiché i giudici cantonali sono dipartiti da un grado di prova troppo elevato, richiedendo una certezza assoluta che ignora le difficoltà probatorie in cui essa si trovava nel ricostruire lo scopo originario di una servitù iscritta a registro fondiario quasi 50 anni fa. Essa era inoltre chiamata a dimostrare un fatto negativo, e cioè che il passaggio litigioso non veniva utilizzato a fini diversi di quelli agricoli. L'assunto dei giudici cantonali, secondo cui la servitù dev'essere intesa come un diritto di passo con veicoli a motore per ogni genere di usi, non è fondato su alcuna prova oggettiva. Infine la Corte cantonale è pure incorsa in una svista manifesta non considerando la testimonianza V.________ e i documenti attestanti la destinazione rurale del fondo dominante. c) Giusta l'art. 63 cpv. 2 OG il Tribunale federale pone a fondamento della sua sentenza i fatti così come sono stati accertati dall'ultima istanza cantonale, salvo che siano state violate disposizioni federali in materia di prove e riservata la rettificazione d'ufficio degli accertamenti dovuti manifestamente a una svista. Il ricorso per riforma non deve criticare accertamenti di fatto, né addurre fatti nuovi, né proporre eccezioni, contestazioni e mezzi di prova nuovi, né prevalersi della violazione del diritto cantonale (art. 55 cpv. 1 lett. cOG). Con la propria censura, peraltro analogamente proposta nel parallelo ricorso di diritto pubblico, l'attrice critica in realtà - inammissibilmente - l'apprezzamento delle prove effettuato dai giudici cantonali. Essa ripropone infatti una propria - soggettiva - lettura dei risultati dell'istruttoria, tacendo, ad esempio, che il teste A.________, dopo aver deposto che la servitù era stata utilizzata da un contadino per farvi passare le mucche, ha relativizzato tale dichiarazione con il fatto di essere stato assente durante la giornata per motivi di lavoro e che il teste R.________ ha testimoniato che durante gli anni sessanta il passo litigioso è stato utilizzato dall'impresa edile situata sul fondo dominante con una frequenza maggiore a quella dei decenni successivi. Altrettanto inammissibile appare la censura concernente una svista manifesta: l'attrice non indica infatti dove la teste V.________ avrebbe dichiarato che il passaggio in questione era stato per lungo tempo unicamente utilizzato a fini agricoli (art. 55 cpv. 1 lett. d OG) né è ravvisabile come tale circostanza potesse risultare dalla planimetria o dall'estratto del registro fondiario. Anche il fatto che le conclusioni tratte dalla Corte cantonale in merito alla presenza di due accessi al fondo dominante non coincidono con quelle dell'attrice non può essere considerato una svista manifesta, poiché questa, per costante giurisprudenza, presuppone che il giudice non abbia preso in considerazione un determinato documento dell'incartamento, o l'abbia mal letto scostandosi, per inavvertenza, dal suo tenore esatto, in particolare da quello letterale (DTF 115 II 399 consid. 2a, 109 II 159 consid. 2b).