Citation: 6B_874/2021 E. 7

Secondo l'insorgente, la sentenza impugnata violerebbe pure l'art. 8 cpv. 2 Cost. La sua condanna, per un fatto a suo dire non commesso, metterebbe in pericolo il suo titolo di soggiorno in Svizzera e lo esporrebbe quindi a una sorta di pena complementare da cui sarebbe esente un cittadino svizzero nella medesima situazione. La censura appare pretestuosa e manifestamente infondata. Il reato per il quale è stato riconosciuto colpevole, nel rispetto del diritto (v. supra consid. 6.5), non comporta l'espulsione dell'insorgente né sulla base dell'art. 66a CP né su quella dell'art. 66abis CP, la CARP non avendo fatto uso della facoltà accordatale da quest'ultima norma. Orbene, secondo gli art. 62 cpv. 2 e 63 cpv. 3 LStrI, non è possibile revocare un permesso per il solo motivo che è stato commesso un reato per il quale il giudice penale ha già pronunciato una pena o una misura ma ha rinunciato all'espulsione. Non v'è dunque motivo di attardarsi oltre su questo punto.