Citation: 1E.16/2001 13.11.2001 E. 3

3.- Il ricorrente ritiene imprescindibile la presentazione dei piani di dettaglio sulla gestione e la sistemazione della "Buzza" da parte dell'espropriante, affinché, oltretutto, l'Assemblea patriziale li possa approvare unitamente ai progetti di convenzione frutto delle trattative da tempo avviate con la AlpTransit San Gottardo SA e lo Stato del Cantone Ticino. Va a questo proposito ricordato che, sin dal 1995, e indipendentemente dalla procedura di approvazione dei piani, le parti hanno condotto trattative per una soluzione bonale in merito alla sistemazione definitiva dell'area adibita a deposito; al riguardo vi era la disponibilità dell'AlpTransit San Gottardo SA a rinunciare eventualmente all'espropriazione formale dei fondi del Patriziato e a permettere una riutilizzazione del materiale depositato. Le trattative erano giunte a buon punto nel gennaio 2001, con l'allestimento delle bozze di due convenzioni regolanti, da un lato, l'occupazione temporanea in vista della realizzazione del deposito e il relativo indennizzo (cfr. allegato doc. B all'istanza dell'11 giugno 2001) e, dall'altro, la gestione e la sistemazione finale dell'area (cfr. allegato doc. C all'istanza); esse si sono poi arenate per l'insorgere del problema del riale Vallone. Quest'ultimo è un torrente che scorre sul confine meridionale dell'area prevista per il deposito di materiale, gettandosi in seguito nel fiume Brenno. In seguito alle alluvioni che hanno colpito Biasca nel 1993, il Comune ha previsto un intervento di protezione del riale consistente nel deviarne verso nord l'alveo, per far poi confluire le acque in una vasca di contenimento; parte delle opere verrebbero a trovarsi nell'area del deposito soggetta a espropriazione. Allo stato attuale, come ha rilevato la CFS nella decisione impugnata, i progetti comunali delle opere lungo il riale Vallone non sono ancora definitivi, e sussiste un'incertezza sia sull'esatta ubicazione, sia sull' estensione della vasca di contenimento. L'AlpTransit San Gottardo SA, preso atto dell'esistenza dei progetti comunali, ha elaborato due varianti che riguardano il comprensorio sud della "Buzza", a contatto con il citato riale: l'una, detta "integrata", ha come obiettivo quello di integrare il progetto di dettaglio del deposito di materiale con le opere di premunizione lungo il riale stesso, mentre l'altra, detta "indipendente", prevede il deposito come un' opera completamente indipendente dalla soluzione ventilata dal comune di Biasca per il riale. a) La CFS ha riconosciuto che il progetto di dettaglio richiesto all'espropriante dal DATEC nella decisione di approvazione dei piani non è ancora stato presentato. Nelle osservazioni del 27 settembre 2001 al Tribunale federale, l'espropriante segnala che il progetto di dettaglio è stato inoltrato solo il 14 agosto 2001 all'Ufficio federale dei trasporti, e ch'esso dovrà ancora seguire la procedura di approvazione formale ai sensi dell'art. 18i Lferr. La CFS ha tuttavia considerato la documentazione prodotta dall'espropriante (planimetrie, fotografie, eccetera) in ogni caso sufficiente per consentire la stima dei diritti espropriati anche dopo la concessione dell'anticipata immissione in possesso, qualora le parti non confermassero gli accordi ai quali, in pratica, sono pervenute (cfr. bozze delle convenzioni in atti). A questo proposito la CFS non si è accontentata della documentazione già prodotta dall'espropriante con l'istanza dell'11 giugno 2001 o in precedenza, ma ha preteso, durante il sopralluogo del 23 luglio 2001, l'edizione di ulteriore documentazione, e in particolare di piani che indicassero, in modo vincolante per l'espropriante, i limiti dell'area per la quale veniva chiesta l'immissione in possesso, tenuto conto delle nuove esigenze di coordinamento territoriale poste dalla problematica del riale Vallone. Questi piani sono stati prodotti dall'AlpTransit San Gottardo SA il 26 luglio 2001, e trasmessi alle parti in causa il 6 agosto successivo. Si tratta di quattro piani di lavoro - designati da 1 a 4 - riguardanti il progetto di deposito pubblicato nel 1995 (piano 1), la variante "indipendente" (piano 2), la variante "integrata" (piano 3), delle quali si è detto, nonché il progetto di deposito concordato nel 1999 con il Cantone Ticino e i Servizi federali, senza considerazione del progetto di sistemazione del riale Vallone (piano 4). In sede di sopralluogo davanti alla CFS, l'espropriante aveva inoltre acconsentito a ridurre la superficie oggetto dell'anticipata immissione in possesso nella misura indicata nei surriferiti piani, portati a conoscenza dell'espropriato. La richiesta di anticipata immissione in possesso è quindi stata provvisoriamente limitata all'area a nord della sezione n. 2 e a una striscia di una profondità di 50 ml a valle di detta sezione, escludendo per ora il comparto (potenzialmente) interessato dai lavori di sistemazione e correzione del riale Vallone. Per la CFS questo ridimensionamento della domanda, peraltro accettato dal Patriziato di Biasca, consente di superare, allo stadio attuale, l'ostacolo della mancanza del progetto di dettaglio. b) Le considerazioni della CFS resistono alle censure ricorsuali. Da una parte, l'espropriante ha prodotto, su richiesta della CFS, una dettagliata documentazione di complemento agli atti già presentati, e in particolare i quattro piani che espongono le varie soluzioni di sistemazione del deposito della "Buzza" e la loro relazione con i progetti comunali lungo il riale Vallone. Si tratta, a ben vedere, già di una sorta di pianificazione di dettaglio, in particolare riguardo ai piani n. 2 e 3, che prevedono le cosiddette varianti "integrata" e "indipendente". Ora, sulla scorta di questi piani - che, si ripete, escludono dalla domanda di anticipata immissione in possesso l'area interessata dalla regolamentazione del riale Vallone - è possibile già sin d'ora misurare la portata del progetto del deposito e l'aspetto della sua sistemazione definitiva (a cantiere ultimato), senza che sia poi compromessa la valutazione delle pretese espropriative (cfr. DTF 121 II 121, consid. 2). Inoltre il ridimensionamento della domanda di immissione anticipata in possesso formulata durante il sopralluogo dall'espropriante, e accettata dal Patriziato, permette di evitare potenziali conflitti con i progetti del Comune di Biasca per le opere di contenimento lungo il riale. La CFS non ha quindi violato il diritto federale concedendo l'anticipata immissione in possesso dell'area così circoscritta, dato che i requisiti alla base della domanda sono senz'altro soddisfatti. Il ricorso di diritto amministrativo deve pertanto essere respinto sia nella domanda principale sia in quella subordinata, che chiedeva di sospendere la concessione dell'anticipata immissione in possesso sino alla presentazione dei piani definitivi.