Citation: 4A_232/2009 30.11.2009 E. B

Asserendo di aver autorizzato solo una parte di queste operazioni, il 20 giugno 2002 i titolari del conto hanno adito direttamente il Tribunale d'appello del Cantone Ticino postulando la condanna dell'istituto bancario al risarcimento del danno causato dalle operazioni eseguite senza il loro consenso, pari a fr. 1'278'120.--, oltre interessi. In sede di conclusioni questo importo è stato ridotto a fr. 1'132'098.-- e così precisato: fr. 417'939.-- per le perdite risultanti dalle operazioni a termine e opzioni su divise non ordinate né approvate dai clienti; fr. 4'845.-- quale maggior interesse debitore sopportato dai clienti per operazioni di trapasso non ordinate né autorizzate dai clienti; fr. 22'902.-- a titolo di addebiti per interessi passivi e commissioni cagionati da operazioni non ordinate né approvate dai clienti; fr. 298'986.-- quale perdita patrimoniale accertata dal perito di parte per il 1995; fr. 337'426.-- per margini indebitamente lucrati dalla banca sulle operazioni contestate; fr. 50'000.-- per le spese di allestimento della perizia di parte. La banca ha negato ogni responsabilità: d'un canto, perché essa non era stata incaricata della gestione del conto e, dall'altro, perché tutte le operazioni erano avvenute dietro precise istruzioni dei clienti, i quali peraltro seguivano costantemente l'andamento degli investimenti e conoscevano quindi la situazione. Con sentenza del 20 marzo 2009 la II Camera civile del Tribunale d'appello ha integralmente disatteso le pretese avanzate da A.________ e B.________. In sintesi, pur ammettendo che buona parte delle operazioni contestate era effettivamente avvenuta all'insaputa dei clienti, come da loro affermato, sulla scorta delle risultanze istruttorie la Corte cantonale è giunta alla conclusione che le operazioni irregolari non hanno comunque cagionato loro un danno, donde la reiezione della petizione.