Citation: 4C.178/2006 27.11.2006 E. 6

Lo stesso vale per le critiche concernenti la validità della cessione intervenuta fra i due istituti bancari, che l'attore formula sia in riferimento alla prima motivazione della sentenza impugnata, per negare il carattere strumentale e preparatorio dei primi due petita, sia in riferimento alla seconda, per sostanziare l'esistenza di un interesse sufficiente agli accertamenti richiesti. 6.1 L'attore evidenzia come dall'istruttoria sia emerso che il conto xxx continua a presentare un saldo negativo sul quale sono decorsi gli interessi. Questo dimostrerebbe, a suo modo di vedere, il carattere fittizio della cessione e avrebbe quale conseguenza che la convenuta sarebbe rimasta titolare del presunto credito nei suoi confronti. Donde l'interesse all'accertamento dell'inesistenza del rapporto giuridico; solo in questo modo, infatti, si porrebbe fine alla situazione di insicurezza. 6.2 Sennonché la Corte ticinese ha ben spiegato di non poter tenere in considerazione la tesi della cessione fittizia siccome sollevata irritualmente per la prima volta in sede di conclusioni (cfr. art. 78 CPC/TI) e la decisione dei giudici cantonali a questo riguardo resiste alla censura di arbitrio, come esposto nel quadro del parallelo ricorso di diritto pubblico, al consid. 4. Ciò significa che nemmeno il Tribunale federale può esaminare la validità della cessione. 6.3 Questo tema andrà trattato nell'ambito della causa nei confronti della cessionaria. Come ben evidenziato dai giudici ticinesi, a seguito della cessione la convenuta/cedente non vanta ormai più alcun credito nei confronti dell'attore. Ne discende il carattere manifestamente pretestuoso del rimprovero che quest'ultimo muove al Tribunale d'appello per aver tutelato l'abuso di diritto imputabile alla banca che vuole prevalersi della cessione "fittizia"; la convenuta non avanza in effetti alcuna pretesa sulla scorta di tale cessione.