Citation: 4A_291/2023 E. 5

La decisione con cui una parte viene astretta al pagamento di un anticipo delle spese giudiziarie non è finale, ma costituisce una decisione incidentale nel senso dell'art. 93 cpv. 1 LTF (norma applicabile in virtù del rinvio contenuto nell'art. 117 LTF), unicamente suscettiva di un ricorso in materia civile se può causare un danno irreparabile di natura giuridica (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF) e cioè un pregiudizio che non può essere eliminato (completamente) con una successiva decisione finale favorevole al ricorrente (DTF 148 IV 155 consid. 1.1; 147 III 159 consid. 4.1, con rinvii). In materia di anticipo spese un tale pregiudizio di natura giuridica sussiste unicamente se la parte non dispone della somma che deve versare e non adempie le condizioni per ottenere l'assistenza giudiziaria; spetta al ricorrente dimostrare la sua incapacità finanziaria (DTF 142 III 798 consid. 2.3.4). In concreto la ricorrente si limita ad affermare di essere al beneficio di una rendita AVS con prestazioni complementari e che la pur minima spesa "che esula dal piccolo budget" la metterebbe in serie difficoltà. L'ammissibilità del ricorso dal profilo dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF appare quindi dubbia. La questione non merita tuttavia maggiore disamina, il ricorso rivelandosi - come si spiegherà - inammissibile per la sua carente motivazione.