Citation: 5A_367/2019 E. 3.1

3.1. La Camera di esecuzione e fallimenti ha avallato la decisione dell'UE. Ha ricordato che, giusta la riserva dell'art. 44 LEF, la realizzazione di un bene confiscato in virtù di leggi d'ordine penale o fiscale oppure della legge sulla restituzione degli averi di provenienza illecita non avviene secondo le prescrizioni della LEF, ma secondo le disposizioni delle relative leggi federali o cantonali. La riserva vale pure per i sequestri penali eseguiti a garanzia di una futura confisca o restituzione ai danneggiati. In tal caso, ricorda la Camera, la confisca, la restituzione all'avente diritto, l'utilizzo a copertura delle spese o il dissequestro del bene sono stabiliti nella decisione che pone fine al procedimento (penale, art. 267 cpv. 3 CPP; salvo che il motivo del sequestro venga meno o se è incontestato che il bene sequestrato venne sottratto all'avente diritto, art. 267 cpv. 1 e 2 CPP). La realizzazione forzata di un tale bene, fondata sulla LEF, è fino a quel momento esclusa, salvo autorizzazione dell'autorità penale competente: per l'art. 44 LEF, la sorte del bene è disciplinata dal diritto penale, ed incombe all'autorità penale decidere sulla sua confisca, restituzione e sequestro. Tali decisioni dell'autorità penale sono impugnabili con il reclamo del diritto penale (art. 393 segg. CPP). Nel caso concreto, il sequestro penale ordinato il 20 ottobre 2014 sussisteva anche a garanzia di una futura confisca: non manifestamente nulla, tale decisione vincolerebbe pertanto gli organi esecutivi, anche perché la successiva sentenza penale della Corte delle assise criminali del 18 luglio 2018 non era ancora cresciuta integralmente in giudicato.