Citation: 6B_8/2007 12.12.2007 E. 4

Nelle 48 pagine di ricorso - consacrate principalmente a censurare asserite violazioni di garanzie procedurali nelle fasi predibattimentale e dibattimentale - si stenta a trovare una compiuta motivazione giuridica conforme alle esigenze suesposte. A mente della ricorrente, dichiarando il suo ricorso inammissibile e non entrando nel merito delle censure sollevate, la CCRP avrebbe commesso un diniego di giustizia, fatto prova di un formalismo eccessivo, violato i principi della legalità e della buona fede e sarebbe incorsa in arbitrio. Solo quest'ultima critica risulta però sufficientemente motivata, ancorché al limite dell'ammissibilità. 4.1 La sentenza del giudice di prime cure è stata emanata e comunicata oralmente nei suoi dispositivi il 14 dicembre 2006, intimata il 22 dicembre 2006 e notificata il 27 dicembre 2006. La CCRP ha giudicato tardiva la dichiarazione di ricorso inoltrata il 29 dicembre 2006 in quanto formulata oltre il termine di cinque giorni dalla comunicazione orale dei dispositivi previsto all'art. 276 cpv. 2 del codice di procedura penale del Cantone Ticino (CCP/TI; RL 3.3.3.1). 4.2 Per l'insorgente l'art. 276 cpv. 2 CPP/TI dev'essere interpretato "cum grano salis". Sostiene che, nel caso in cui una parte al procedimento non fosse presente alla lettura del dispositivo, il termine per presentare la dichiarazione di ricorso comincerebbe a decorrere solo a partire dalla notifica scritta della sentenza. A torto. Giusta l'art. 276 CPP/TI, conclusa la discussione, il giudice emana la sentenza che è immediatamente comunicata verbalmente nei dispositivi e con esposizione dei motivi essenziali all'accusato, alla parte civile ed al Procuratore pubblico (cpv. 1); il giudice avverte le parti del diritto di presentare per il suo tramite dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere, pure entro il termine di cinque giorni, la motivazione della sentenza (cpv. 2). Già alla semplice lettura della norma risulta che il termine decorre a partire dalla comunicazione orale della decisione. Ciò emerge ancor più chiaramente dall'art. 289 cpv. 1 CPP/TI per cui la dichiarazione di ricorso dev'essere presentata per scritto nel termine di cinque giorni dalla comunicazione orale dei dispositivi. Senza considerare poi che tale regola risulta essere ormai l'oggetto di una costante giurisprudenza cantonale. In queste circostanze, non resta spazio per ammettere una diversa interpretazione delle norme come auspicato dalla ricorrente che, tra l'altro, si limita a contrapporre il proprio personale punto di vista senza tuttavia sostanziare arbitrio di sorta. Di transenna si rileva inoltre che, contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, il principio della legalità è stato rispettato. Come visto, la decisione della CCRP poggia su una chiara disposizione legale. Nella fattispecie, manifestata la loro volontà di abbandonare l'aula, il Presidente della Pretura penale ha avvertito l'accusata e la sua patrocinatrice che il dibattimento sarebbe nondimeno proseguito. Sapevano di conseguenza che il giudice avrebbe statuito. Pertanto, e come già rettamente osservato dalla CCRP, spettava alla qui ricorrente, viepiù assistita da un difensore, informarsi sollecitamente sull'esito del processo, ciò che le avrebbe permesso di inoltrare tempestivamente la dichiarazione di ricorso. Pretendere il contrario non è serio. Come non è serio rimproverare alla CCRP di aver commesso un diniego di giustizia, laddove il mancato esame del ricorso è da imputare al non rispetto dei presupposti formali di ammissibilità del gravame. 4.3 A nulla giova, infine, il richiamo della ricorrente agli art. 112 cpv. 2 e 100 LTF (nel gravame si fa erroneamente riferimento agli art. 105 e 94 LTF, fondandosi manifestamente sul disegno di legge). Per quel che riguarda l'art. 100 LTF, esso tratta esclusivamente un aspetto afferente la procedura di ricorso dinanzi al Tribunale federale. Non si tratta di una norma che trova applicazione anche nella procedura cantonale di ricorso, né, tanto meno, che serve da parametro per l'interpretazione di disposizioni cantonali di procedura. Quanto poi all'art. 112 LTF, esso disciplina la notificazione delle decisioni impugnabili mediante ricorso al Tribunale federale, ma non quelle dei tribunali chiamati a statuire in prima istanza oppugnabili con ricorso alle autorità cantonali. Da queste due disposizioni, l'insorgente non può perciò dedurre alcunché a sostegno della sua tesi. Anche su questo punto il suo gravame si rivela infondato.