Citation: 5A_340/2015 E. 2.2

2.2. Il Tribunale di appello ha constatato che l'opponente ha trasmesso al rappresentante in Italia della ricorrente in data 17 giugno 2014 copia della comunicazione della domanda di realizzazione e dell'avviso d'incanto, previsto per il successivo 24 giugno (supra consid. in fatto A.c). Inoltre, il Tribunale di appello ha anche accertato che il rappresentante della ricorrente si è rivolto all'UE il giorno successivo per raccogliere informazioni e, più avanti, ha verificato l'avvenuto pagamento dell'importo in esecuzione mediante bonifico bancario. I Giudici cantonali ne hanno dedotto che, a differenza della fattispecie alla base della giurisprudenza più recente (DTF 136 III 571), l'esecuzione non si è svolta interamente all'insaputa della ricorrente. Essi hanno pertanto negato l'esistenza di un vizio talmente grave da causare la nullità dell'intera procedura. Né può essere chiesto l'annullamento della procedura a distanza di quasi sei mesi dal momento in cui la ricorrente è venuta a conoscenza della procedura esecutiva: il termine di impugnazione di un atto esecutivo avanti all'autorità di vigilanza è infatti di 10 giorni dal momento in cui l'insorgente è venuto a conoscenza dell'atto medesimo (art. 17 cpv. 2 LEF). I Giudici cantonali hanno persino ipotizzato l'abusività del ricorso (cantonale), posto che la ricorrente sembrava ad un certo punto addirittura intenzionata a saldare il debito.