Citation: C 142/02 27.01.2004 E. 6

Alla luce di quanto sopra esposto, l'art. 5 cpv. 2 del Regolamento sulle supplenze dei docenti, in particolare il concetto di indennità di vacanza, quale concetto giuridico indeterminato, dev'essere interpretato, in via pregiudiziale, in quanto non chiaro, alfine di stabilire se le indennità erogate ai docenti supplenti nel Cantone Ticino comprendano 5 oppure 16 settimane di vacanza e, meglio, anche le vacanze estive. 6.1 La legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera. Se il testo di un disposto legale sia chiaro e non è pertanto necessario far capo ad altri metodi d'interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso letterale soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, dev'essere ricercato quale sia la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (DTF 129 II 118 consid. 3.1, 356 consid. 3.3, 129 V 103 consid. 3.2, 263 consid. 5.1, 284 consid. 4.2 e riferimenti). 6.2 Sulla base dei suddetti principi, l'interpretazione proposta dal capo dell'Ufficio stipendi, ripresa dal Tribunale di prime cure, non può essere condivisa da questa Corte, poiché non conforme alla portata ed al senso della norma. Dagli atti emerge in particolare che in un primo scritto trasmesso all'attenzione della Cassa il responsabile dell'Ufficio stipendi si è limitato ad ipotizzare l'interpretazione secondo cui le indennità di vacanza menzionate nel regolamento non comprenderebbero le vacanze estive, mentre in una seconda lettera egli ha affermato il fatto con certezza, precisando addirittura quali settimane di vacanza sarebbero incluse e quali no, senza tuttavia apportare prova alcuna in tal senso, tramite lavori preparatori o materiali. Considerata tuttavia la situazione dei docenti nominati e incaricati, evidenziata al considerando precedente, i quali dispongono del salario per 12 mesi l'anno e quindi anche durante i mesi estivi, rispettivamente il fatto che il regolamento abrogato assegnava ai supplenti indennità di vacanze comprendenti anche quelle estive - come detto, il salario era infatti fissato in base a quello dei docenti nominati -, se il Dipartimento dell'istruzione e della cultura avesse effettivamente voluto assegnare, tramite la revisione del regolamento, unicamente indennità per vacanze ridotte e, meglio, non comprensive delle vacanze estive, lo avrebbe senz'altro specificato nel nuovo regolamento, invece di limitarsi ad indicare genericamente che le indennità per vacanze erano comprese nella remunerazione. In effetti, alla luce della situazione dei docenti nominati e incaricati, della situazione preesistente e della formulazione del nuovo regolamento, un qualsiasi terzo in buona fede poteva e doveva unicamente dedurre che, da quel punto di vista, nulla era cambiato in seguito alla revisione del regolamento e che le indennità di vacanza comprendevano anche le vacanze estive. Neppure il motivo secondo cui il regolamento è stato modificato ai fini di un risparmio giustifica le conclusioni cui è giunta la Corte cantonale. Infatti, in tale ipotesi il risparmio ottenuto sarebbe di gran lunga inferiore in quanto il salario, dedotte le indennità per sole 5 settimane di vacanza, risulterebbe evidentemente più elevato. In simili circostanze è per contro verosimile che il Dipartimento dell'istruzione e della cultura abbia voluto risparmiare altrimenti - come ha del resto indicato il capoufficio -, modificando la modalità di fissazione del salario, in modo tale da non dover tener conto di ogni variazione salariale della categoria corrispondente del docente nominato o incaricato. Alla luce di quanto sopra esposto, il solo fatto che siano stati introdotti degli importi forfettari non permette affatto di dedurre che le indennità di vacanza non siano comprensive anche delle vacanze estive. Ciò deve inoltre valere a maggior ragione per il fatto che il legislatore ha precisato espressamente nella legge che le indennità di vacanze erano comprese nel salario, senza introdurre alcuna limitazione. Infine, non è stato addotto alcun motivo valido a giustificazione di un diverso trattamento dei docenti nominati e incaricati rispetto ai supplenti; l'unica differenza sostanziale - a mente di questa Corte per nulla rilevante ai fini di un diverso trattamento - essendo il fatto che i secondi lavorano "pro rata temporis" rispetto alle altre categorie e quindi percepiscono un salario e indennità per vacanze solo in misura parziale. 6.3 Dato quanto precede, si deve ritenere conforme alla portata e al senso della norma l'intepretazione proposta dal seco e dall'amministrazione, secondo cui le indennità di vacanza dei supplenti previste all'art. 5 cpv. 2 del relativo regolamento comprendono anche le vacanze estive. In simili condizioni il ricorso di diritto amministrativo dev'essere accolto e il giudizio impugnato annullato. Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: