Citation: 5A_739/2021 E. 4.1

4.1. Constatata l'assenza di accordo tra i comproprietari circa il modo della divisione, i Giudici cantonali hanno esaminato l'interesse prevalente all'attribuzione dell'alloggio coniugale giusta l'art. 205cpv. 2 CC. Essi hanno ritenuto pacifico che la ricorrente abitava la casa da più di 17 anni e che aveva già salvato la proprietà dalla realizzazione ai pubblici incanti sottoscrivendo da sola un debito ipotecario di fr. 2'000'000.--; hanno quindi osservato che "è possibile che ciò integri un interesse preponderante all'ottenimento dell'immobile", ma detto interesse non esonerava dall'indennizzare appieno l'altro comproprietario. Circa tale indennizzo, la Corte cantonale ha indicato che la ricorrente lo quantificava in fr. 638'750.-- "rilevando che dal valore peritale del fondo (fr. 3'450'000.--) va tolto non solo il debito ipotecario di fr. 2'000'000.--, ma anche una frazione del 5 % (fr. 172'500.--) per tenere conto di ogni spesa correlata (imposta sull'utile immobiliare, spese notarili e costi dell'incanto) ". L'autorità inferiore ha osservato che l'insorgente non spiegava però come essa pervenisse a una percentuale del 5 % e neanche perché essa considerasse l'imposta sull'utile immobiliare che, in caso di trasferimento tra coniugi, è differita. La Corte cantonale ha tuttavia rinunciato a quantificare in modo esatto il compenso, ritenendo che la ricorrente non avesse comunque abbastanza risorse per indennizzare il figlio (succeduto al padre nel procedimento) per acquisire la di lui quota di comproprietà. I Giudici cantonali hanno infatti constatato che la ricorrente non contestava le mancasse la liquidità necessaria per versare il compenso e non risultava nemmeno che essa disponesse di un reddito sufficiente per ottenere un aumento del debito ipotecario. I Giudici cantonali hanno inoltre scartato la possibilità che essa compensasse l'indennizzo con le proprie spettanze in liquidazione del regime dei beni: tali pretese (fossero anche opponibili al figlio in virtù dell'art. 169 cpv. 1 CO) erano contestate, "tanto nell'attuale procedura quanto nella parallela causa di divorzio"e rimanevano perciò "a livello di semplici aspettative". N é una compensazione era possibile con le varie spese immobiliari (per complessivi fr. 2'140'974.--) che l'insorgente pretendeva di avere assunto in misura superiore alla propria quota di comproprietà: dopo attenta verifica, le pretese comprovate non superavano infatti fr. 271'766.-- e non bastavano quindi per compensare l'indennizzo (e la situazione non sarebbe stata diversa aggiungendo gli interessi di mora del 5 %: nella più favorevole delle ipotesi, all'interessata sarebbero serviti ancora fr. 240'000.-- per ottenere la quota di comproprietà in virtù dell'art. 205 cpv. 2 CC). Dopo aver quindi escluso l'applicazione dell'art. 205 cpv. 2 CC, la Corte cantonale ha poi anche scartato le possibilità previste all'art. 651 cpv. 2 CC di una licitazione fra comproprietari (l'unica interessata ad acquisire l'intero fondo sarebbe infatti stata la ricorrente) e di una divisione della cosa in natura, e ha pertanto avvallato la conclusione del Pretore secondo cui in concreto entrava in linea di conto unicamente una vendita ai pubblici incanti.