Citation: 2A.128/2002 21.01.2003 E. 4.2

4.2.1 Innanzitutto va detto che, come esposto in precedenza (cfr. consid. 3), le cause che legittimano la costituzione di una garanzia fiscale in materia di imposta federale diretta sono disciplinate in modo esaustivo dall'art. 169 LIFD e consistono, alternativamente, nel fatto che il debitore di un credito fiscale non ha domicilio in Svizzera oppure nel fatto che i diritti del fisco risultano pregiudicati. Nella fattispecie in esame emerge dagli atti che il ricorrente non dispone più di un domicilio fiscale nel nostro paese dal 30 giugno 1998. Ciò costituisce un motivo sufficiente per esigere da quest'ultimo la costituzione di una garanzia d'imposta, senza che si renda necessario valutare se i diritti del fisco siano concretamente minacciati. In effetti, in questi casi la garanzia trae la sua ragione d'essere dalla circostanza che i crediti fiscali non sono normalmente perseguibili in via esecutiva all'estero (Ferdinand Fessler in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 10 ad art. 169 LIFD). 4.2.2 Per la costituzione di una garanzia d'imposta ai sensi dell'art. 169 LIFD è inoltre necessario che vi sia una credito fiscale da assicurare. Secondo dottrina e giurisprudenza, oggetto di una richiesta di garanzia può essere anche un debito fiscale semplicemente presunto in base a constatazioni provvisorie e ad un esame ancora sommario degli elementi soggettivi e oggettivi dell'obbligazione tributaria, come pure delle questioni riferite all'assoggettamento fiscale (DTF 108 Ib 459 consid. 3 con riferimenti; cfr. Claudio Allidi, La costituzione della garanzia e le altre forme di garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in: Marco Bernasconi/Andrea Pedroli [a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Agno 1999, pag. 303). A mente dell'autorità fiscale la richiesta di garanzia litigiosa trova la propria giustificazione in un recupero d'imposta per il periodo dal 1° maggio 1993 al 30giugno 1998 fondato su elementi emersi nel corso del procedimento penale aperto in Ticino contro il ricorrente nell'estate del 2000 per il reato di corruzione attiva nei confronti di B.________ e dagli atti del Ministero pubblico della Confederazione relativi a delle domande di assistenza giudiziaria penale presentate dalla Procura della Repubblica di Z.________ (IT) in quel periodo; elementi che essa non conosceva e che il ricorrente (rispettivamente il suo rappresentante) non aveva mai dichiarato in precedenza. Dal canto suo l'insorgente sostiene che nel caso concreto non siano dati i presupposti previsti dall'art. 151 LIFD per procedere nei suoi confronti ad un ricupero d'imposta per il periodo 1993-1998. Come già accennato sopra, afferma infatti che non vi sarebbero fatti o prove già esistenti al momento della tassazione intervenuta con la transazione del 16 aprile 1999 - ma venuti a conoscenza dell'autorità fiscale soltanto successivamente - tali da giustificare l'avvio di un simile procedimento. Contesta pertanto che il fisco elvetico possa ancora vantare verso di lui un credito d'imposta per i suddetti anni. Sennonché, come già esposto in precedenza (cfr. consid. 3), nell'ambito di un ricorso rivolto contro una richiesta di garanzie possono essere sollevate soltanto censure riferite all'assenza delle condizioni che legittimano la costituzione della garanzia stessa o alla relativa procedura. Si tratta in sostanza degli aspetti disciplinati in modo esaustivo dall'art. 169 LIFD, per quanto riguarda i crediti fiscali della Confederazione (cfr. Allidi, op. cit., pag. 301). Ora, l'eccezione sollevata dal ricorrente, relativa al mancato adempimento nel caso concreto delle condizioni previste dall'art. 151 LIFD, tocca una questione che va al di là della problematica qui in discussione, in quanto concerne più che altro l'accertamento definitivo dell'obbligazione tributaria, il cui esame dovrà avvenire di massima nel contesto della procedura per il ricupero d'imposta che il fisco ticinese ha dichiarato di voler avviare nei confronti della ricorrente. È pertanto perlomeno dubbio che una simile eccezione sia proponibile nell'ambito del presente procedimento. In ogni caso, se da un lato è senz'altro vero che, come affermato dall'insorgente, la sua tassazione per il periodo in questione era già stata definita in via transattiva con la citata convenzione del 16 aprile 1999 tenendo conto di quanto emerso dall'esame di alcuni documenti allegati ad una commissione rogatoriale proveniente dall'Olanda, dall'altro lato occorre comunque considerare che, secondo quanto risulta dalla copiosa documentazione che l'autorità fiscale ha potuto raccogliere compulsando gli incarti relativi ai procedimenti penali avviati nei confronti di A.________ successivamente a tale data, i mezzi finanziari di cui eglidisponeva sono risultati in un secondo tempo assai superiori a quelli che erano stati presi in considerazione per la definizione della suddetto accordo. Inparticolare va rilevato che, pur essendo già da tempo al corrente dell'elevato tenore di vita dell'insorgente, è stato verosimilmente soltanto dopo l'esame della documentazione raccolta dalle autorità penali con l'inchiesta condotta nel "caso A.________/B.________" e delle informazioni fornite dalla Procura della Repubblica di Z.________ (IT), che il fisco ha potuto prendere conoscenza, tra le altre cose, del fatto che A.________ aveva proceduto nel settembre del 1998, con contratto sottoscritto a Lugano, all'acquisto di un lussuoso yacht del valore di circa 9,3 miliardi di lire e che nel corso della seconda metà degli anni '90 egli aveva effettuato una serie di importanti investimenti immobiliari in Italia per un importo complessivo stimato addirittura a 5 miliardi di lire, utilizzando molto probabilmente gli ingenti mezzi finanziari accumulati durante il suo soggiorno in Ticino. Èinoltre sempre grazie alle informazioni acquisite attraverso le suddette indagini penali, che l'autorità fiscale è venuta a conoscenza del fatto che gli averi del ricorrente e dei suoi più stretti familiari depositati presso istituti di credito in Svizzera ammontavano a quel tempo all'incirca a 12 milioni di franchi e che quindi essi erano nettamente superiori alla sostanza che era stata presa in considerazione per definire l'accordo transattivo del 16 aprile 1999. Diconseguenza, a prescindere dalla questione di sapere se siano effettivamente date o meno nel caso di specie le condizioni previste dal diritto federale per procedere ad un ricupero d'imposta, si deve considerare che già sulla base dei pochi ma significativi elementi appena menzionati sussistono indizi a sufficienza per ritenere del tutto credibile la tesi delle autorità, secondo cui durante il periodo della sua permanenza in Ticino il ricorrente si sia reso autore di un'evasione fiscale ben più ampia di quella che era stata accertata in un primo tempo nell'ambito della procedura speciale avviata nel novembre del 1994. Stante tutto quanto precede, appaiono dati gli estremi per ritenere verosimile l'esistenza di un credito fiscale della Confederazione nei confronti di A.________. 4.2.3 Per quanto riguarda poi l'ammontare della garanzia, va detto che l'Ufficio esazione e condoni del Cantone Ticino ha commisurato la propria richiesta nei confronti del ricorrente in fr. 1'125'000.--, senza per il vero fornire particolari spiegazioni su come sia giunto a stabilire tale somma. Con le sue osservazioni al ricorso la Divisione delle contribuzioni ha precisato che detto importo è stato fissato tenendo conto degli importati elementi di reddito emersi in sede penale, ma si è a sua volta astenuta dal produrre un conteggio in merito all'ammontare presumibile del credito di imposta da garantire. Ora, da un esame degli atti sembrerebbe che gli importi non dichiarati al fisco, benché difficilmente stimabili, siano effettivamente considerevoli. Di conseguenza, se si tiene conto del fatto che la domanda di garanzie dovrebbe coprire, oltre che al credito d'imposta, anche eventuali multe, spese e interessi di mora, nel caso concreto l'ammontare della stessa non può essere ritenuto manifestamente eccessivo. 4.2.4 Da ultimo il ricorrente asserisce che nella misura in cui il provvedimento litigioso si riferisce al medesimo periodo fiscale già al centro dell'accordo concluso con il fisco il 16 aprile 1999, vi sarebbe una violazione del principio "nebis in idem", giusta il quale nessuno può essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso Stato per un'infrazione per la quale è già stato scagionato o condannato a seguito di una sentenza definitiva conforme alla legge ed alla procedura penale di tale Stato (DTF 122 I 257 consid. 3 con riferimenti). Si deve tuttavia considerare che questa censura si riferisce ad una problematica che esula dall'oggetto del presente procedimento dal momento che essa concerne essenzialmente la questione relativa all'emanazione di un'eventuale sanzione, il cui esame deve avvenire di massima nel contesto della procedura contravvenzionale che il fisco sembra essere intenzionato ad avviare nei confronti del ricorrente parallelamente alla procedura per il recupero d'imposta. Diconseguenza, la doglianza risulta inammissibile dovendosi qui unicamente valutare, così come già sottolineato in precedenza (cfr. consid. 4.2.2), gli aspetti direttamente connessi con la legittimità della garanzia litigiosa.