Citation: 5A_948/2017 E. 3.3

3.3. Il ricorrente non può essere seguito laddove contesta che la figlia abbia costituito una nuova dimora abituale nel Principato di Monaco già il 25 agosto 2017: la residenza può infatti diventare abituale anche subito dopo il trasferimento in un nuovo luogo se - come in concreto - è destinata a essere durevole ed a sostituire il precedente centro della vita e degli interessi e se il trasferimento avviene con il genitore cui il minore è affidato (sentenza 5A_293/2016 dell'8 agosto 2016 consid. 3.1 con rinvii). Al ricorrente non soccorre nemmeno invocare una violazione dell'art. 13 CPC (disciplinante il foro per l'emanazione di provvedimenti cautelari), già per il fatto che il caso all'esame presenta un aspetto internazionale, per cui la competenza per territorio, come già spiegato (v. supra consid. 2.2), è retta dagli art. 5 segg. della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori. Il 25 agosto 2017, data in cui la minore è stata trasferita all'estero, l'autorizzazione rilasciata dall'autorità di primo grado era esecutiva, poiché ad un eventuale reclamo contro tale decisione era stato tolto l'effetto sospensivo (v. art. 450c CC) e l'istanza di restituzione di quest'ultimo, seppur presentata rapidamente, a quel momento non era ancora nemmeno pendente. Il trasferimento non può quindi essere considerato illecito ai sensi dell'art. 7 della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori. Con la costituzione della residenza abituale della minore in un altro Stato contraente ed in assenza di un trasferimento illecito, la competenza delle autorità svizzere è però venuta meno in virtù dell'art. 5 par. 2 della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori (DTF 143 III 193 consid. 2-3; sentenza 5A_520/2017 / 5A_782/2017 del 22 gennaio 2018 consid. 2.4). Atteso che la perdita di competenza vale in linea di principio anche per un tribunale adito con un rimedio giuridico e a fortiori per un tribunale che - come in concreto - al momento del trasferimento del minore non era nemmeno ancora adito con un rimedio giuridico (DTF 143 III 193 consid. 2), è a ragione che l'autorità inferiore, incompetente, non ha statuito né sul reclamo né, preliminarmente, sulla domanda di restituzione dell'effetto sospensivo in via cautelare e supercautelare. Contrariamente a quanto pretende il ricorrente, l'istanza precedente non è quindi incorsa nell'arbitrio. La giurisprudenza ha inoltre già avuto modo di stabilire che il giudizio di inammissibilità per incompetenza territoriale come quello qui impugnato non lede né la garanzia della via giudiziaria né il diritto ad un ricorso effettivo (DTF 143 III 193 consid. 5-6; sentenza 5A_520/2017 / 5A_782/2017 del 22 gennaio 2018 consid. 2.4).