Citation: 6P.36/2000 05.07.2000 E. 5

5.- a) Giusta l'art. 270 cpv. 1 PP, in vigore dal 1° gennaio 1993 nella versione conforme alla LAV, la facoltà di ricorrere spetta, oltre che all'accusato e all'accusatore pubblico, anche al danneggiato se era già parte nella procedura e nella misura in cui la sentenza possa influenzare il giudizio in merito alle sue pretese civili. Poiché non incombe al danneggiato di fare le veci del Ministero pubblico e soddisfare la sua sete di vendetta (Corboz, Le pourvoi en nullité interjeté par le lésé, SJ 1995 pag. 143), la giurisprudenza si mostra restrittiva nell'ammettere l'esistenza di una legittimazione a proporre ricorso per cassazione. Il Tribunale federale entra nel merito solo se dal gravame risulti in modo sufficientemente preciso che sono adempiuti i presupposti dell'art. 270 cpv. 1 PP (DTF 125 IV 109, 124 IV 188 consid. 1b, 123 IV 184 consid. 1b; sulla genesi dell'art. 270 cpv. 1 PP: DTF 119 IV 339 consid. 1). Il danneggiato (sulla nozione di danneggiato: DTF 122 IV 139 consid. 1, 120 IV 44 consid. 4, 117 Ia 135 consid. 2a con rinvii alla dottrina) è peraltro legittimato a proporre ricorso per cassazione solo qualora siano adempiute le seguenti tre condizioni cumulative: egli deve aver qualità di parte nell'ambito del precedente procedimento cantonale, deve aver fatto valere, nel limite del possibile, le pretese civili dipendenti dal reato invocato e, infine, la decisione impugnata deve essere suscettibile di influire sul giudizio concernente tali pretese (DTF 125 IV 109 consid. 1b e rinvii). b) Nella fattispecie, è pacifico che la ricorrente era parte nella procedura cantonale, visto che con l'istanza di promozione dell'accusa ha provocato la decisione impugnata (DTF 123 IV 184 consid. 1b, 121 IV 207 consid. 1a, 120 IV 38 consid. 2b), e che non può esserle rimproverato di non aver ancora fatto valere in tale ambito le sue pretese civili, poiché il procedimento non era maturo per una tale richiesta (DTF 125 IV 109 consid. 1b e rinvii). Spetta tuttavia alla ricorrente, che non ha ancora presentato alcuna conclusione civile, di indicare nel proprio atto ricorsuale quali siano le pretese civili che intende fare valere e in che misura esse siano toccate dalla decisione attaccata (DTF 123 IV 254 consid. 1). Tale esigenza è manifestamente adempiuta nella fattispecie, poiché la ricorrente sviluppa nel suo gravame il danno e il torto morale che pretende far valere come parte civile nell'ambito del procedimento penale (atto di ricorso, pagg. 41-42). Il ricorso per cassazione è ammissibile contro le dichiarazioni di non doversi procedere, emesse in ultima istanza (art. 268 n. 2 PP; DTF 125 IV 109 consid. 1a; sulla nozione di dichiarazione di non doversi procedere: DTF 124 IV 262 consid. 1b, 123 IV 252 consid. 1 e 122 IV 45 consid. 1c) e può essere fondato unicamente sulla violazione del diritto federale (art. 269 PP). Nella fattispecie, la ricorrente critica l'applicazione del diritto federale compiuta dall'autorità cantonale, il gravame è pertanto ammissibile.