Citation: 2A.69/2006 31.08.2006 E. 4

4.1 Secondo un consolidato principio giurisprudenziale, le eccezioni all'assoggettamento all'IVA devono essere interpretate in maniera restrittiva, già perché sono di per sé contrarie al sistema di un'imposta generale sui consumi (DTF 124 II 193 consid. 5e, 372 consid. 6a; sentenza 2A.334/2003 del 30 aprile 2004, in: RDAF 2005 II pag. 165, consid. 4.1). Inoltre le operazioni escluse ai sensi dell'art. 14 OIVA non danno diritto alla deduzione dell'imposta precedente (art. 13 OIVA), che grava così sul consumo finale. Onde evitare che l'onere fiscale latente e l'effetto cumulativo comportino in definitiva un'imposizione più gravosa rispetto a quella che si avrebbe senza esclusione dell'operazione, occorre quindi che le esclusioni si situino di principio unicamente a livello del consumatore finale (DTF 124 II 193 consid. 5e; sentenza 2A.558/1997 del 3 marzo 1999, in: ASA 69 pag. 658, consid. 6a; sentenza 2A.599/2004 del 7 giugno 2005, riass. in: RF 60/2005 pag. 889, consid. 3.2). 4.2 In questo senso, confermando la prassi dell'autorità fiscale, il Tribunale federale ha già avuto occasione di precisare che per cure mediche nell'ambito della medicina umana vanno intesi la diagnosi ed il trattamento di malattie, di lesioni o di altri disturbi della salute, così come l'esercizio di attività utili alla prevenzione di malattie. Solo i trattamenti e le cure dispensate direttamente al paziente, che in questo campo è il consumatore finale, sono esclusi dall'imposta. Sono per contro imponibili le cifre d'affari derivanti da forniture di beni o prestazioni di servizi effettuate prima di tale stadio (DTF 124 II 193 consid. 7a/aa, 372 consid. 8a; sentenza 2A.25/2000 del 26 luglio 2001, in: RDAF 2002 II pag. 26, consid. 2b/bb; sentenza 2A.527/1998 del 3 agosto 2000, consid. 8b; cfr. anche, attualmente, l'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza relativa alla LIVA, del 29 marzo 2000 [OLIVA; RS 641.201]). Le medesime esigenze valgono in particolare anche per i laboratori d'analisi regolarmente autorizzati: la loro attività non soggiace all'IVA soltanto nella misura in cui concerne prestazioni direttamente connesse a cure mediche (sentenza 2A.527/1998 del 3 agosto 2000, consid. 7a). Ciò è segnatamente il caso, secondo l'Amministrazione federale delle contribuzioni, se le prestazioni di laboratorio sono effettuate per conto, ossia su mandato, di medici, ospedali o altri centri di cure mediche (cfr. l'opuscolo informativo n. 610.507-24 concernente le cure mediche nell'ambito della medicina umana [incl. medicina dentaria], le cure ospedaliere e le cure corporali [incl. i parrucchieri], n. 5.4 a pag. 29). 4.3 L'applicazione dei suddetti principi al caso concreto non può che portare a condividere il giudizio impugnato e quindi la ripresa d'imposta effettuata dall'Amministrazione federale delle contribuzioni. 4.3.1 Il ruolo della ricorrente consiste in effetti nel determinare il gruppo sanguigno e nell'accertare l'assenza di malattie infettive nel sangue dei donatori onde permetterne l'utilizzo successivo nell'ambito di trattamenti medici o ospedalieri. La sua attività non può essere dunque considerata quale fornitura di sangue (art. 14 n. 4 OIVA), perché sono semmai i centri trasfusionali della Croce Rossa, per conto dei quali essa opera, a gestire la raccolta, lo stoccaggio e la distribuzione delle dosi sanguigne. Eseguendo i controlli sulle donazioni, l'insorgente non presta inoltre direttamente delle cure mediche a degli ammalati né effettua un intervento strettamente legato ad un simile trattamento (art. 14 n. 2 e 3 OIVA). In tale ambito, essa non agisce infatti per conto di un medico o di un altro operatore sanitario, coadiuvandolo, mediante l'analisi del sangue, nella diagnosi e nella terapia di eventuali disturbi della salute di cui potrebbe soffrire un ben determinato paziente. I suoi esami, pur di natura medico-sanitaria, non si rivolgono dunque in maniera diretta al consumatore finale, ma si situano in una fase anteriore della catena dei consumi. 4.3.2 Certo, le analisi effettuate dalla ricorrente hanno sicuramente un'importanza fondamentale dal profilo della sanità pubblica e sono indispensabili per poter successivamente effettuare delle trasfusioni su numerosi pazienti e curare parecchie patologie. Questi aspetti non sono tuttavia decisivi ai fini dell'esclusione dall'imposta, poiché non mutano il carattere preliminare dell'operazione. Di conseguenza, su questo punto all'autorità inferiore non può venir rimproverato un accertamento lacunoso dei fatti, come invece pretende l'insorgente (cfr. art. 105 cpv. 2 OG). Infondate sono pure le considerazioni ricorsuali incentrate sul carattere benefico della Croce Rossa e sull'adozione di tariffe per le analisi in linea con quelle usualmente praticate nonché tese a garantire semplicemente la copertura dei costi. È infatti indubbio che l'insorgente sia una persona giuridica distinta ed indipendente dai centri trasfusionali e che esegua le analisi ematiche sulla base di un mandato ed a titolo professionale in cambio di una remunerazione. Pertanto essa adempie senz'altro i presupposti soggettivi dell'assogettamento previsti dall'art. 17 OIVA, il quale non esige per contro che l'attività sia praticata con finalità lucrative (cfr. sentenza 2A.502/2004 del 28 aprile 2005, consid. 5). Alla ricorrente non giova infine nemmeno l'argomento secondo cui il donatore è informato qualora gli esami rivelano l'esistenza di determinate malattie. Scopo essenziale dei suoi controlli non è infatti la diagnosi di queste affezioni, che costituisce semmai una conseguenza indiretta, bensì l'accertamento dell'idoneità del sangue per un utilizzo ulteriore. Anche in quest'ottica la sua attività non può quindi essere interpretata, secondo i restrittivi criteri applicabili, quale operazione strettamente legata alla cura medica di un paziente, ciò che il donatore di sangue, al momento del prelievo, peraltro non rappresenta. 4.3.3 L'imponibilità delle prestazioni oggetto della ripresa fiscale risulta quindi conforme al diritto federale. Per il resto, la ricorrente non sostiene più che non era tenuta a conoscere l'obbligo tributario né contesta l'ammontare supplementare d'imposta richiestole.