Citation: 2C_59/2024 E. 4.5

4.5. Va infine rilevato che ad una revoca non osta nella fattispecie l'art. 63 cpv. 3 LStr, in vigore dal 1° ottobre 2016, che prevede che il permesso di domicilio non può essere revocato per il solo motivo che è stato commesso un reato per il quale il giudice penale ha già pronunciato una pena o una misura, ma ha rinunciato all'espulsione. Primariamente, giacché per le condanne comminate per fatti anteriori al 1° ottobre 2016 (precedente consid. A.b) la norma non trova applicazione (DTF 146 II 1 consid. 2.1.2, 333 consid. 5.1; sentenza 2C_159/2023 del 6 febbraio 2024 consid. 4.1). In secondo luogo, perché le ultime quattro condanne, che si riferiscono a più reati commessi dopo questa data (precedente consid. A.b.) non ricadono sotto l'art. 66a del codice penale (CP; RS 311.0), in vigore dal 1° ottobre 2016 e relativo all'espulsione obbligatoria (sentenza 2C_657/2020 del 16 marzo 2021 consid. 2). Benché ripetuti reati compiuti in ambito di circolazione stradale possano dar luogo ad un'espulsione facoltativa a tenore dell'art. l'art. 66a bis CP (sentenza 6B_607/2018 del 10 ottobre 2018), pure in vigore dal 1° ottobre 2016, dalla sentenza impugnata, con riferimento segnatamente dalla sentenza della Corte delle assise correzionali del 21 febbraio 2018, non risulta che l'autorità penale abbia mai contemplato la possibilità di pronunciare un'espulsione facoltativa in ragione delle infrazioni commesse dopo tale data, prima di rinunciarvi sulla base di una ponderazione degli interessi in gioco (sentenza 2C_277/2023 del 1° marzo 2024, consid. 3.1). Per gli ulteriori reati, le condanne sono state pronunciate mediante un decreto d'accusa, che non può prevedere un'espulsione (art. 352 cpv. 2 del codice di procedura penale [CPP; RS 312.0] e contrario), sicché possono entrare in linea di conto per la revoca del permesso (sentenze 2C_628/2019 del 18 novembre 2019 consid. 7; 2C_358/2019 del 18 novembre 2019 consid. 3.4; 2C_945/2019 del 15 gennaio 2020 consid. 2.2.1). Pertanto, in relazione all'apprezzamento complessivo del comportamento penalmente rilevante tenuto dal ricorrente durante il soggiorno in Svizzera, l'art. 63 cpv. 3 LStr, non si applica. Una sua applicazione non viene del resto pretesa nemmeno dall'insorgente.