Citation: 2C_577/2012 E. 3.2

3.2. In primo luogo afferma che l'opinione della Corte cantonale secondo cui egli sarebbe incorso in un errore nel non impugnare la tassazione in materia di utili immobiliari lederebbe il diritto alla protezione della sua buona fede, nel senso cioè di essere tutelato appunto perché ha dovuto per legge fare capo ad un notaio delle cui malversazioni è poi stato vittima. Ritiene poi che il suo preteso errore è controbilanciato da quello commesso dall'autorità fiscale a cui era notorio che egli era stato vittima delle malversazioni del notaio e alla quale doveva essere altrettanto palese che l'utile da lui dichiarato era solo di natura contabile e non reale. Osservando poi che né lui né il suo avvocato sono esperti di diritto fiscale, il ricorrente si dilunga sulle loro scelte processuali (la richiesta di condono dell'imposta che appariva più prudente, in base al diritto fiscale a loro noto a quel momento, che l'impugnazione della tassazione in materia di utili immobiliari, a loro avviso rischiosa siccome nulla permetteva allora di prevedere che sarebbe stata emanata una decisione simile a quella resa il 12 settembre 2011 dalla Camera di diritto tributario) ed intravede il grave motivo di cui all'art. 192 cpv. 5 LT nel fatto di avere avuto fiducia in un sistema notarile che si è rivelato fallace e per lui altamente dannoso. Dichiarando di essere cosciente che la presente sede non è idonea per affrontare una simile tematica il ricorrente, nondimeno, considera che la sua situazione urta il più comune senso di giustizia ed adduce che per decidere se si è in presenza di un "motivo grave" ai sensi dell'art. 192 cpv. 5 LT, non ci si può limitare ad un giudizio asettico, ma si deve obbligatoriamente tenere conto del contesto in cui è nata la richiesta di applicare la norma in questione. Domanda pertanto, sebbene consapevole della debolezza dei propri argomenti, un atto di giustizia.