Citation: 1B_444/2018 E. 2.4

2.4. La ricorrente sostiene che il procedimento penale aperto nel 2008, in relazione alla C.________SA, avrebbe comportato la condanna di tutti i proprietari e gestori esterni, che avevano utilizzato questa struttura per scopi illeciti, rimanendo quella di A.________ l'unica posizione non ancora decisa in quel procedimento. La ricorrente contesta l'approccio "equitativo", al suo dire contraddittorio, della CRP che condivide la tesi accusatoria del PP, ma dissequestra una parte degli averi litigiosi senza una qualsiasi motivazione sull'applicabilità del principio di equità e alcuna "giustificazione" di questa soluzione. Aggiunge che la criticata sentenza neppure è proporzionale o commisurata al danno reale che l'imputato potrebbe aver subito dalle lungaggini e dall'eccessiva durata del procedimento, la sentenza parendo quantificare tale pregiudizio nell'utile che l'imputato ha conseguito grazie all'autorizzazione concessagli dal pubblico Ministero d'investire personalmente parte degli averi sequestratigli. Questa soluzione, che di primo acchito potrebbe anche apparire come logica, tuttavia non lo sarebbe ritenuto che, in caso di condanna, le parti civili potrebbero essere private degli svariati milioni restituiti all'imputato. Ciò comporterebbe una loro richiesta di risarcimento nei confronti del Cantone, evenienza alla quale la CRP non avrebbe pensato. Poiché il sequestro si fonda su almeno due reati, esso dev'essere mantenuto integralmente.