Citation: 4A_181/2023 E. 4.3.2

4.3.2. Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale un'errata applicazione dell'art. 311 CPC, poiché la sovra fatturazione delle opere eseguite sarebbe stata accertata da due perizie giudiziarie, perché l'opponente avrebbe agito astutamente, grazie anche alla committenza (che non avrebbe verificato le fatture visto il rapporto personale tra ex sindaco e opponente), e in modo consapevole e - quale mandatario - avrebbe avuto un ruolo di garante e dovrebbe perciò rifondere l'ammontare dell'infedeltà di complessivi fr. 408'794.30, e perché l'ex sindaco avrebbe commesso un abuso di autorità. Simili censure non reggono. Il ricorrente, infatti, non si confronta con il giudizio impugnato laddove gli rimprovera di non aver dimostrato l'esistenza degli asseriti reati commessi dall'ex sindaco o da un organo dell'opponente, salvo richiamare una testimonianza, reputata però inadeguata dai giudici ticinesi. Altrimenti, invano egli allude al ruolo di garante dell'opponente quale mandataria, circostanza non accertata in concreto. E laddove accenna al comportamento astuto dell'opponente grazie anche alla committenza, che non avrebbe verificato le fatture visto il rapporto personale tra sindaco e opponente, e all'abuso di autorità commesso dall'ex sindaco, formula delle critiche appellatorie inidonee a evidenziare un arbitrio nell'accertamento dei fatti operato dalla Corte cantonale.