Citation: 4A_13/2020 E. 1

che in accoglimento della petizione della B.________SA il Pretore del distretto di Lugano ha condannato, con giudizio del 2 luglio 2018, A.________, precluso secondo l'art. 223 cpv. 2 CPC, a pagare all'attrice fr. 6'480.--; che la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto il reclamo di A.________ con sentenza 9 dicembre 2019; che giusta la pronunzia cantonale il Pretore non ha violato il diritto di essere sentito di A.________ notificandogli, come previsto dall'art. 138 cpv. 1 CPC, unicamente con invii raccomandati (non ritirati dal destinatario) le ordinanze contenenti i termini per produrre le sue osservazioni; che tale modalità di notifica era peraltro nota al convenuto, avendo egli ricevuto per lettera raccomandata sia la citazione all'udienza di conciliazione sia l'ordinanza di aggiornamento della medesima; che inoltre, proseguono i Giudici cantonali, le contestazioni formulate da A.________ nella fase preprocessuale e in sede di conciliazione sono irrilevanti per quanto concerne l'applicazione del meccanismo della preclusione dell'art. 223 cpv. 2 CPC e la susseguente emanazione della sentenza senza aver proceduto a un'istruzione probatoria; che con ricorso 10 gennaio 2020 al Tribunale federale A.________ chiede la restituzione del termine per presentare la risposta alla petizione; che non è stato ordinato uno scambio di scritti; che il valore di lite non raggiunge quello di fr. 30'000.-- previsto dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF per un ricorso in materia civile, ragione per cui la sentenza impugnata è unicamente suscettiva di un ricorso sussidiario in materia costituzionale; che con questo rimedio può solo essere censurata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF), ragione per cui nel gravame, pena la sua inammissibilità, occorre indicare i diritti costituzionali ritenuti violati e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa riferita alla sentenza impugnata, in cosa consista la pretesa violazione (art. 106 cpv. 2 LTF richiamato dall'art. 117 LTF; DTF 136 I 65 consid. 1.3.1; 134 II 244 consid. 2.2); che nella fattispecie il gravame non soddisfa i predetti requisiti di motivazione, mancando un confronto con la sentenza impugnata, il ricorrente limitandosi semplicemente ad affermare di non aver ricevuto gli invii raccomandati, ipotizzando errori dell'ufficio postale a cui avrebbe potuto essere rimediato con la spedizione di lettere tramite posta B, a ribadire di aver in precedenza contestato la fattura di cui è stato chiesto l'incasso e a rilevare sia l'assenza di prove a sostegno del credito sia una pretesa prevenzione del giudice di primo grado; che da quanto precede discende che il ricorso, manifestamente non motivato in modo sufficiente, si rivela inammissibile e va deciso dalla Presidente della Corte adita nella procedura semplificata (combinati art. 117 e 108 cpv. 1 lett. b LTF); che le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF);