Citation: 2C_613/2023 E. 5.1

5.1. La ricorrente considera in primo luogo che i presupposti per il riconoscimento di un motivo di revoca giusta l'art. 62 cpv. 1 LStrI non sarebbero dati. Sostiene infatti che, se fossero stati giudicati in Svizzera, i reati da lei commessi in Italia avrebbero portato alla pronuncia di una pena detentiva inferiore a un anno e, per questa ragione, una condanna di lunga durata ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI, necessaria per negarle il rinnovo del permesso anche sulla base del diritto interno, farebbe difetto (art. 35 cpv. 4 in relazione con l'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI; sentenze 2C_164/2021 del 29 luglio 2021 consid. 3.1; 2C_481/2020 del 7 luglio 2020 consid. 3.1). Così argomentando, si discosta tuttavia sia dal testo dell'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI, che prevede una condanna di lunga durata senza fare ulteriori distinzioni o ipotesi, sia dalla giurisprudenza in materia, secondo la quale una pena privativa della libertà è di lunga durata se è stata pronunciata per più di un anno, a prescindere dal fatto che sia stata sospesa o che vada o sia stata espiata (DTF 135 II 377 consid. 4.2; sentenza 2C_23/2021 del 4 novembre 2021 consid. 3.2), ciò che è manifestamente il caso anche nella fattispecie (precedente consid. B, con riferimento alla condanna subita il 28 novembre 2017 a Padova).