Citation: H 407/99 28.11.2000 E. 4

4.- Per l'art. 7 cpv. 1 OAF, in relazione con l'art. 2 cpv. 1 LAVS, i cittadini svizzeri all'estero possono presentare la dichiarazione di partecipazione all'assicurazione facoltativa per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità il più tardi un anno dopo il compimento dei 50 anni. Giova inoltre ricordare che le rendite ordinarie di vecchiaia sono assegnate in forma di rendite complete agli assicurati il cui periodo di contribuzione è completo (art. 29 cpv. 2 lett. a LAVS). Ricevono invece rendite parziali gli assicurati che hanno contribuito per un periodo incompleto (art. 29 cpv. 2 lett. b LAVS), ritenuto che la rendita parziale corrisponde a una frazione della rendita completa (art. 38 cpv. 1 LAVS). Per il calcolo della frazione è determinante il rapporto arrotondato tra il numero degli anni interi di contribuzione dell'assicurato e quello degli assicurati della sua classe d'età, come pure delle modificazioni apportate ai tassi di contribuzione (art. 38 cpv. 2 LAVS). Secondo l'art. 29bis cpv. 1 in relazione con l'art. 29ter cpv. 1 LAVS, il periodo di contribuzione è completo se, tra il 1° gennaio dell'anno susseguente a quello in cui l'assicurato ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l'insorgere del diritto alla rendita, egli ha pagato gli oneri sociali per lo stesso numero di anni degli assicurati della sua classe d'età. a) Con il ricorso di diritto amministrativo l'UFAS sostiene che non può essere riconosciuta a S.________ una rendita completa, calcolata sulla base di un periodo assicurativo senza lacuna contributiva, in quanto i fatti allegati dall'interessato non presentano i presupposti necessari per l'applicazione del principio della buona fede. Ora in materia di diritto amministrativo il principio della buona fede tutela la legittima fiducia dell'amministrato nei confronti dell'autorità amministrativa quando, assolte determinate condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa autorità. Secondo la giurisprudenza di regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidente nell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate). b) Nel ricorso rivolto contro la decisione amministrativa riferita alla rendita d'invalidità S.________ ha asseverato che quando nel 1948 venne istituita l'assicurazione AVS egli aveva 14 anni e già allora a suo padre sarebbe stato sconsigliato da parte del Consolato svizzero di G.________ di aderire all'assicurazione medesima. Ha poi aggiunto di aver sempre lavorato nella ditta dei suoi genitori, entrambi cittadini svizzeri all'estero. Anch'egli si sarebbe interessato nel seguito, assieme al fratello maggiore e alle due sorelle, per l'AVS/AI, ma ancora qualche anno più tardi venne data sempre la stessa risposta dissuasiva dai collaboratori del Consolato. S.________ ha successivamente modificato la sua tesi fattuale, sostituendo al Consolato tale B.________ - indicato quale persona di fiducia del Consolato per gli svizzeri residenti a S.________ - e asserendo di essersi sempre fidato delle informazioni di quest'ultimo. Egli ha precisato in sostanza di non aver mai interpellato direttamente il Consolato di G.________ sulla questione topica dell'assicurazione facoltativa, ma di aver attinto informazioni solo da B.________ perché negli anni 50 e 60 - ancora senza autostrade - ci volevano almeno 4-5 ore per andare con l'auto a G.________ e il viaggio in treno era ancora più lungo. L'interessato ha comunque ammesso che ogni due anni aveva dei contatti regolari con il Consolato per affari militari (tassa militare e congedo) e per i prolungamenti della durata del passaporto.