Citation: 6B_1010/2017 E. 4.4

4.4. Nella fattispecie, la Corte penale del TPF ha riconosciuto l'indennità a titolo di riparazione morale in applicazione dell'art. 431 cpv. 2 CPP per la privazione della libertà eccedente la sanzione inflittagli. In un simile caso, la carcerazione è formalmente lecita, ma la sua durata è eccessiva e pertanto sproporzionata (DTF 142 IV 389 consid. 5; SCHMID/JOSITSCH, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, 3aed., 2018, n. 4 all'art. 431; DONATSCH/HANSJAKOB/ LIEBER, Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, 2aed., 2014, n. 4 all'art. 431). Il ricorrente ha tuttavia fatto esplicitamente valere (anche) una pretesa d'indennità fondata sull'art. 431 cpv. 1 CPP, relativa alle condizioni di carcerazione illegali, accertate con la sentenza dell'8 ottobre 2004 della Corte dei reclami penali del TPF. La precedente istanza non si è pronunciata in modo specifico su questo aspetto, ma si è limitata ad indicare genericamente di averne tenuto conto nell'ambito dell'aumento dell'indennità giornaliera per la carcerazione preventiva in eccesso. Tale aumento è stato fissato in un importo complessivo di fr. 13'700.--, considerando globalmente, oltre alle condizioni di carcerazione illegali, anche il periodo di 1'345 giorni in cui il ricorrente è stato sottoposto alle misure sostitutive della detenzione preventiva, nonché la durata del procedimento penale. In tali circostanze, la motivazione della decisione impugnata non permette al ricorrente di capire in che misura ha ottenuto una riparazione per il provvedimento coercitivo illegale, rispettivamente per le ulteriori restrizioni della libertà personale, e di contestare conseguentemente in modo specifico e con cognizione di causa tali aspetti dinanzi al Tribunale federale (cfr. DTF 142 IV 245 consid. 4.3 in fine). Sotto questo profilo, la decisione impugnata non è quindi sufficientemente motivata e viola il diritto di essere sentito del ricorrente. Questa garanzia ha natura formale, sicché la sua lesione comporta l'annullamento del giudizio sulla riparazione del torto morale, indipendentemente dalla sua eventuale fondatezza nel merito (DTF 137 I 195 consid. 2.2). La fissazione dell'ammontare di questa riparazione costituisce una decisione secondo equità, fondata di principio sull'apprezzamento e sulla ponderazione delle concrete circostanze del caso. Essa deve essere determinata in funzione della gravità della lesione della personalità, tenendo conto di tutte le circostanze di fatto, segnatamente del pregiudizio all'integrità fisica e psichica (DTF 143 IV 339 consid. 3.1; 137 III 303 consid. 2.2.2; 130 III 699 consid. 5.1). Spetterà alla Corte penale del TPF nel seguito della procedura statuire nuovamente al riguardo, motivando adeguatamente la decisione sull'indennità per torto morale.