Citation: U 236/01 13.06.2003 E. 2

A norma dell'art. 18 cpv. 2 LAINF, è considerato invalido chi è presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per un periodo rilevante. Il grado di invalidità viene determinato paragonando il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire, dopo l'insorgenza dell'invalidità, e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di una attività esigibile da lui in condizioni equilibrate del mercato del lavoro, con quello che avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido. Pur essendo determinanti i dati economici, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso), al fine di graduare l'invalidità, deve poter disporre dei necessari documenti, rassegnati da medici o eventualmente da altri specialisti. Il compito del sanitario consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato sia incapace al lavoro. Così la documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 134 consid. 2,114 V 314 consid. 3c, 105 V 158 consid. 1). Giusta l'art. 19 cpv. 1 LAINF il diritto alla rendita nasce qualora dalla continuazione della cura medica non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato e siano conclusi eventuali provvedimenti d'integrazione dell'AI. Il diritto alla cura medica ed alle indennità giornaliere cessa con la nascita del diritto alla rendita.