Citation: 2A.520/2006 08.11.2006 E. 2

2.1 Il ricorrente, con gli stessi argomenti che quelli già sviluppati in sede cantonale, contesta in primo luogo la legalità della nomina, da parte del Consiglio di Stato, del Pretore quale Giudice straordinario delle misure coercitive. A suo avviso, tale modo di procedere disattenderebbe sia la legislazione federale determinante, segnatamente l'art. 1 delle disposizioni finali della LDDS relative alla modifica legislativa del 18 marzo 1994 concernente le misure coercitive in materia di stranieri (LMC), sia quella cantonale, più particolarmente l'art. 70 della legge organica giudiziaria allora in vigore (LOG). Afferma poi che in mancanza di una valida autorità giudiziaria ai sensi della legge federale, la sua istanza di scarcerazione non sarebbe stata decisa regolarmente, ciò che porterebbe alla violazione dell'art. 13c cpv. 4 LDDS. 2.2 La critica non può essere condivisa. Come ben rilevato nel giudizio contestato, i cui pertinenti considerandi vanno qui condivisi e ai quali si rinvia (cfr. sentenza impugnata pag. 6 segg.), anche se l'art. 1 delle disposizioni finali della LDDS è stato introdotto con il chiaro scopo di costringere i Cantoni ad adeguare entro breve termine i loro ordinamenti processuali alle mutate esigenze poste dalla legislazione federale in materia di misure coercitive concernenti gli stranieri, detta norma non impedisce tuttavia ai Cantoni di ricorrere, laddove si dovessero verificare delle situazioni straordinarie la cui risoluzione necessiti l'adozione di provvedimenti d'urgenza, alla legislazione d'emergenza in attesa che il legislatore adotti le soluzioni adatte alle circostanze del caso. Ammettere il contrario, come rilevato dai giudici ticinesi, conferirebbe alla citata norma una portata che non possiede nonché porrebbe in pericolo l'applicazione del diritto materiale in un campo delicato quale quello in questione. Nella presente fattispecie - come constatato dalla Corte ticinese - la designazione litigiosa è avvenuta per colmare temporaneamente il vuoto di competenza creatosi in seguito alla propria sentenza del 29 maggio 2006 e in attesa che il Gran Consiglio adottasse le necessarie modifiche della legge cantonale di applicazione alla legge federale concernente le misure coercitive in materia di diritto degli stranieri (LALMC). Entro questi limiti ben definiti il provvedimento querelato appare pertanto conforme alla legislazione federale. Allo stesso modo la designazione di un magistrato straordinario da parte del Governo cantonale rispetta la normativa cantonale e non viola segnatamente l'art. 70 LOG, quando, come spiegato dettagliatamente nel giudizio querelato ai cui pertinenti considerandi si rinvia (cfr. pag. 6 segg. del medesimo), si verificano condizioni speciali, come è il caso in concreto. Al riguardo va poi ricordato che questo modo di procedere è già stato tutelato da questa Corte (sentenze P.541/1986 del 19 novembre 1986 e 1P.549/2000 del 3 ottobre 2000 pubblicate in Rep 1988 pag. 316 e RDAT 2001 I n. 9 pag. 33): orbene in concreto non è dato da vedere nulla che permetterebbe di giungere ad una conclusione diversa. 2.3 Visto quanto precede anche la censurata violazione dell'art. 13c cpv. 4 LDDS risulta priva di pertinenza.