Citation: 4A_411/2019 E. 3

S'è detto che il Pretore ha respinto la contro pretesa di fr. 212'644.-- che la convenuta ha messo in compensazione con il credito dell'attore. Il Tribunale di appello, dopo una breve introduzione sulla prova di fatti negativi, ha stabilito che tutte le censure che la convenuta muove contro tale giudizio sono irricevibili in applicazione degli art. 310 e 311 CPC. D'un canto perché, sebbene il Pretore avesse analizzato singolarmente le diverse posizioni del danno che compongono detta pretesa, la convenuta si è confrontata soltanto con quattro di esse. Dall'altro perché in merito a queste quattro posizioni la convenuta ha proposto soltanto critiche generiche e non si è confrontata puntualmente con gli accertamenti del Pretore, che sono riassunti succintamente nella sentenza impugnata. La ricorrente dichiara di contestare "vigorosamente" tale rimprovero. Ma invece di motivare tale contestazione, con l'intento di dimostrare il buon fondamento delle proprie pretese di risarcimento, si addentra nell'esame di merito degli accertamenti di fatto compiuti dall'autorità cantonale, che considera errati e lesivi delle regole sulla valutazione delle prove. Anche queste censure non sono ammissibili, poiché la ricorrente non si cura per nulla della motivazione formale della sentenza e, soprattutto, non indica in quale parte dell'atto di appello avrebbe proposto le contestazioni che la Corte ticinese le rimprovera di avere omesso.