Citation: 1A.131/2006 05.09.2006 E. 3

3.1 Il ricorrente rileva che il reato addebitatogli dalle autorità rumene concerne un furto per complessivi 1'050'000 lei, i quali, secondo la valuta ufficiale allora in vigore in Romania, corrisponderebbero a meno di fr. 60.--. Rileva che, non essendo dimostrata una sua volontà di appropriarsi di un valore patrimoniale superiore, si tratterebbe nel diritto svizzero di un reato di poca entità giusta l'art. 172ter n. 1 CP, punibile soltanto con l'arresto o con la multa. Poiché la durata massima dell'arresto è di tre mesi (art. 39 cpv. 1 CP), il ricorrente sostiene che l'estradizione violerebbe in concreto l'art. 2 n. 1 CEEStr, che presuppone una pena privativa della libertà massima di almeno un anno secondo le leggi della parte richiedente e della parte richiesta. Il ricorrente ritiene che la domanda andrebbe comunque respinta in applicazione dell'art. 4 AIMP, siccome il caso sarebbe irrilevante e non giustificherebbe l'attuazione della procedura estradizionale. 3.2 Secondo l'art. 2 n. 1 seconda frase CEEStr, quando la condanna a una pena è stata pronunciata sul territorio della parte richiedente, la sanzione presa deve essere di almeno quattro mesi. È pacifico che questa condizione è adempiuta in concreto. Il ricorrente contesta tuttavia che, secondo il diritto svizzero, i fatti in discussione sarebbero punibili con la detenzione. Ora, risulta dagli atti della domanda che il ricorrente è stato condannato per avere, presso il mercato di Ivanesti, nella provincia di Vaslui, sottratto dalla tasca di una persona anziana, in quel momento disattenta, la somma complessiva di 1'050'000 lei, costituita da banconote di 100'000 e 50'000 lei. Si tratta, secondo le incontestate risultanze di causa, di un importo pari a una cifra inferiore a fr. 60.--. Invero, come rettamente rilevato dalle parti, la giurisprudenza del Tribunale federale riconosce di principio nel caso di un importo inferiore a fr. 300.-- l'esistenza di un elemento patrimoniale di poco valore ai sensi dell'art. 172ter n. 1 CP (DTF 121 IV 261 consid. 2d). Tuttavia, determinante per l'applicazione di questa disposizione non è il risultato conseguito, bensì l'intenzione dell'autore, che deve mirare sin dall'inizio soltanto ad un bene patrimoniale di poco valore (DTF 122 IV 156 consid. 2a, 123 IV 113 consid. 3f). Al proposito, in una sentenza pubblicata in DTF 123 IV 197, il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che quando l'autore sottrae un portamonete dalla tasca di una persona anziana, con difficoltà motorie, intenta a salire su un tram, può entrare in considerazione un bottino superiore a fr. 300.-- e che, in assenza di indizi contrari, va pure ammessa l'esistenza del corrispondente dolo eventuale. Il Tribunale federale ha quindi negato in quel caso un reato di poca entità giusta l'art. 172ter n. 1 CP (DTF 123 IV 197 consid. 2c). Premesso che in concreto non è manifesto che la somma sottratta dal ricorrente possa essere considerata, nella situazione economica vigente in Romania, come "un elemento patrimoniale di poco valore", l'esposto dei fatti oggetto della domanda e gli atti allegati a suo sostegno non consentono di ritenere che la volontà del ricorrente fosse sin dall'inizio diretta unicamente all'appropriazione del solo importo effettivamente sottratto. In simili circostanze, nel diritto penale svizzero la fattispecie non rivestirebbe il carattere di una semplice contravvenzione secondo l'art. 172ter n. 1 CP (in relazione con gli art. 101 e 39 CP), ma costituirebbe un furto giusta l'art. 139 CP: a ragione l'UFG ha quindi ritenuto adempiuto il requisito posto dall'art. 2 n. 1 CEEStr. 3.3 Questa norma convenzionale già tiene conto del principio della proporzionalità, nella misura in cui, come si è visto, non impone l'estradizione quando i fatti in esame ricadono sotto disposizioni penali dello Stato richiedente e di quello richiesto che prevedono una pena massima privativa della libertà personale inferiore a un anno. Per questa ragione, e in considerazione del primato del diritto internazionale (DTF 122 II 485), non v'è spazio per discutere ulteriormente di un eventuale "caso bagatella" e per rifiutare l'estradizione in applicazione dell'art. 4 AIMP (cfr. sentenze 1A.58/2006 del 12 aprile 2006, consid. 7 e 1A.247/2004 del 25 novembre 2004, consid. 2.2). Ne è al proposito pertinente il richiamo del ricorrente all'adesione della Romania alla Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, dell'8 novembre 1990 (RS 0.311.53), il cui art. 18 n. 1 lett. c prevede per la parte richiesta la facoltà di rifiutare la cooperazione internazionale, se ritiene che l'importanza del caso non giustifichi il compimento della misura domandata. Tale Convenzione, che completa la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (DTF 123 II 134 consid. 5b/aa), persegue lo scopo di privare i criminali dei proventi di reato (cfr. il preambolo; Zimmermann, op. cit., n. 25) e non disciplina esplicitamente le procedure estradizionali.