Citation: 4C.33/2003 20.08.2003 E. 6

La rilevanza delle Condizioni generali dell'Associazione svizzera degli spedizionieri non può rimanere indecisa, così come non può essere lasciata aperta la questione di sapere se - come sostiene la convenuta - nel settore dei trasporti internazionali sia usuale affidarsi a degli intermediari locali per il disbrigo delle pratiche di sdoganamento. I giudici cantonali dovranno pertanto chinarsi su questi due temi e stabilire se, in concreto, alla convenuta può venir riconosciuto il diritto di avvalersi dell'intervento di un altro agente per il disbrigo delle pratiche doganali italiane e per il pagamento dell'IVA. L'esito della causa dipenderà, in definitiva, dalla risposta che i giudici cantonali daranno a questa domanda. 6.1 In caso di risposta affermativa, il mandatario potrebbe essere tenuto responsabile soltanto della debita diligenza nella scelta e nell' istruzione del terzo, e ciò sia in applicazione dell'art. 399 cpv. 2 CO che dell'art. 27 CG. Questi aspetti sono già oggetto della sentenza impugnata sicché il Tribunale federale può anticiparne l'esame. Premesso che l'onere della prova incombeva all'attrice, l'autorità cantonale ha stabilito che dagli atti non emerge alcun elemento atto a sostanziare la tesi della violazione di tali obblighi; la convenuta ha piuttosto reso verosimile il contrario, ossia l'affidabilità e la competenza dimostrata sino a quel momento dalla ditta italiana. Dinanzi al Tribunale federale l'attrice obietta che sarebbe toccato alla convenuta dimostrare di aver verificato la validità dell'intermediario e mette in dubbio gli accertamenti contenuti nella sentenza impugnata. A torto. Non v'è infatti lesione del diritto federale nel porre a carico del mandante l'onere di dimostrare la violazione del contratto nell'ambito della responsabilità secondo l'art. 399 cpv. 2 CO, segnatamente la diligenza nella scelta del sostituto; il primo argomento ricorsuale è pertanto infondato. Per il resto, le censure dell'attrice sono irricevibili siccome rivolte contro gli accertamenti di fatto (art. 43 cpv. 3 e 55 cpv. 1 lett. c OG). Giovi infine rammentare che il diritto federale non prescrive come il giudice cantonale debba apprezzare le prove, nemmeno l'art. 8 CC, che peraltro non viene invocato esplicitamente (DTF 127 III 248 consid. 3a). Ne discende che, qualora i giudici cantonali dovessero giungere alla conclusione che la convenuta poteva fare ricorso al terzo in forza delle Condizioni generali dell'Associazione svizzera degli spedizionieri oppure dell'uso vigente nel settore, la petizione andrebbe definitivamente respinta. 6.2 Nell'ipotesi contraria, invece, la convenuta, consegnando ad un intermediario la somma di denaro anticipata dall'attrice per il pagamento dell'IVA, avrebbe violato i propri obblighi contrattuali. Le conseguenze sarebbero allora rette dall'art. 399 cpv. 1 CO, giusta il quale il mandatario che indebitamente commette la trattazione dell'affare ad un terzo è responsabile dell'operato di questi come se fosse il suo. Come già esposto, l'importo di Lit. 150'700'000 è andato perso perché la convenuta lo ha rimesso alla ditta Z.________, la quale, contrariamente a quanto concordato, ha omesso di riversarlo alle dogane. Se ne dovrebbe poter trarre la conclusione che tale somma sarebbe stata recuperabile qualora la convenuta avesse provveduto direttamente al pagamento. Se così fosse, la petizione andrebbe accolta. Sennonché, nella sentenza impugnata non è possibile trovare accertamenti di fatto precisi a questo proposito. Trattandosi di aspetti determinanti concernenti il danno ed il nesso causale, il Tribunale federale non può supplirvi in forza dell'art. 64 cpv. 2 OG; la completazione spetta all'autorità cantonale in applicazione del cpv. 1 della medesima norma.