Citation: 4A_595/2013 E. 4.2

4.2. Quest'argomentazione è piuttosto confusa e tocca solo marginalmente la motivazione dei giudici ticinesi. È manifestamente infondata laddove la ricorrente sostiene che il riconoscimento di debito poggia su di una causa inesistente. I giudici cantonali hanno infatti stabilito che la ricorrente ha offerto di assumere, assunto, riconosciuto e pagato in parte il debito originario della D.________ SA verso la C.________ AG relativo alla restituzione della mercede d'appalto percepita in eccesso e che la creditrice ha accettato tanto l'assunzione del debito quanto il primo pagamento. Questa conclusione, fondata su accertamenti di fatto vincolanti, non confonde assunzione e riconoscimento di debito e non viola nessuna delle disposizioni di diritto elencate nel ricorso, in particolare l'art. 17 CO. La ricorrente accenna indistintamente agli art. 175 e 176 CO dimenticando che la prima disposizione regge l'assunzione di debito interna, la seconda quella esterna. L'argomento - errato - secondo cui l'assunzione di debito non potrebbe avvenire senza controprestazione e l'ipotesi di una promessa di donazione - che si verificherebbe proprio in caso di promessa di assunzione gratuita (cfr. RUDOLF TSCHÄNI, Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 5aed. 2011, n. 5 ad art. 175 CO; THOMAS PROBST, Commentaire romand, 2aed. 2012, n. 3 ad art. 175 CO) - riguardano i rapporti interni tra assuntore e debitore precedente, che non sono in discussione in questa causa. Il litigio verte invece sull'assunzione di debito esterna contratta dalla A.________ Sagl (assuntrice) con la C.________ AG (creditrice). Il negozio non è retto nemmeno dall'art. 176 CO. La Corte cantonale ha stabilito che le due società hanno pattuito un'assunzione cumulativa di debito, istituto che non è definito dal CO ( RUDOLF TSCHÄNI, op. cit., n. 2 ad art. 176 CO). La ricorrente non contesta e non prende in considerazione tale qualificazione.