Citation: 9C_718/2023 E. 3.3

3.3. Contestando la tardività del ricorso, l'insorgente si lamenta del fatto che si dia per certo "ciò che non può essere certo, cioè la notifica per posta plus" aggiungendo che "atti che inficiano sulla vita personale dei cittadini e sottoposti a rimedi giuridici, quindi con termini perentori, debbano essere notificati, almeno con raccomandata, con controfirma certa e riconoscibile". Sennonché, tale argomentazione non considera che, per giurisprudenza costante, gli invii per posta A Plus sono permessi anche in ambito fiscale (sentenze 9C_681/2022 del 25 gennaio 2023; 2C_1021/2018 del 26 luglio 2019 consid. 4.1) e che davanti a un simile invio una consegna erronea non è da presumere, ma può essere ammessa soltanto se, in base a tutte le circostanze, risulta plausibile (DTF 142 III 599 consid. 2.4.1; sentenza 2C_170/2022 del 21 dicembre 2022 consid. 5.2; 8C_400/2019 del 13 gennaio 2020 consid. 4.2). Proprio simili circostanze non sono qui però date, perché il giudizio della Corte cantonale non contiene nessuna indicazione in tal senso e il ricorrente non fa nemmeno valere - dimostrando l'arbitrio - che l'istanza precedente avrebbe svolto al riguardo degli accertamenti manifestamente inesatti, omettendo di considerare elementi di fatto decisivi (art. 105 cpv. 1 LTF; precedente consid. 1.4). Di conseguenza, dev'essere confermata anche la tardività del ricorso del 30 novembre 2022 contro la decisione su reclamo del 18 gennaio precedente.