Citation: 4A_65/2009 17.02.2010 E. 3

Nella fattispecie, la controversia verte unicamente sulla questione dell'esistenza del nesso di causalità naturale fra la collisione e il danno alla salute patito dal ricorrente, che ha condotto alla sua totale incapacità lavorativa. 3.1 In prima istanza, l'esistenza del nesso causale naturale tra l'incidente del 29 novembre 1999 e i problemi di salute del qui ricorrente è stata ammessa senza esitazioni. Secondo gli accertamenti del perito giudiziario, infatti, - si legge nella sentenza del 31 ottobre 2007, al consid. 9.1 - "la collisione del 29 novembre 1999 ha funto da elemento scatenante per i danni alla salute dell'attore che, a partire da quello stesso giorno, hanno comportato la sua inabilità lavorativa. Il trauma cranico e la distorsione cervicale causati dall'incidente hanno, in poco tempo (3 mesi), condotto [...] allo sviluppo di una mialgia [...]. In altre parole, senza tale evento, i danni non sarebbero subentrati, perlomeno nei tempi concreti in cui si sono verificati". L'esperto ha inoltre accertato che "tale nesso sussiste tutt'oggi". 3.2 Il Tribunale d'appello ha deciso diversamente. Disattesa la richiesta dell'Assicurazione di riconoscere effetto vincolante alla sentenza emanata il 5 settembre 2001 dal Tribunale federale delle assicurazioni, che aveva concluso per l'assenza di un nesso di causalità naturale fra l'infortunio e i problemi di salute del ricorrente a contare dal 14 marzo 2000, i giudici della massima Corte ticinese hanno concesso a quest'ultimo la possibilità di "tentare di provare il contrario nella causa civile di risarcimento". Essi sono comunque poi giunti alla conclusione che la perizia giudiziaria non ha dimostrato "l'esistenza di un nesso di causalità naturale tra l'incidente e gli attuali problemi di salute dell'attore oltre il 14 marzo 2000", indi per cui hanno deciso "a sfavore di quest'ultimo, pacificamente gravato dall'onere della prova (art. 8 CC)".