Citation: 6B_43/2022 E. 14.3

14.3. Limitandosi ad addurre che le spese peritali e quelle di traduzione non sarebbero documentate, il ricorrente non si confronta con la distinta delle fatture allegata alla comunicazione di chiusura dell'istruzione penale. Non spiega specificatamente per quali motivi determinate spese sarebbero ingiustificate. Da tale distinta risulta che le spese procedurali si riferiscono al periodo dal 19 settembre 2008 al 27 gennaio 2015 e stanno quindi in un rapporto di causalità con gli atti d'inchiesta provocati dall'apertura del procedimento penale, avviato inizialmente contro ignoti e condotto in seguito parallelamente nei confronti di entrambi gli imputati. Premesso che il ricorrente non sostanzia al riguardo un eccesso o un abuso del potere di apprezzamento della Corte cantonale, risulta che la quota parte addebitatagli equivale a quella addossata al coimputato e corrisponde ad ½ dell'importo complessivo. In tali circostanze, non è seriamente ravvisabile un eccesso o un abuso del potere di apprezzamento nella ripartizione litigiosa. Quanto ai costi di traduzione, il ricorrente disattende che l'ing. F.________, di lingua madre francese, è stato nominato per le sue competenze specialistiche. Le sue conoscenze linguistiche risultavano dal curriculum vitae agli atti ed erano quindi note alle parti (cfr. decreto di nomina del perito, del 29 agosto 2008). Poiché la lingua del procedimento penale dinanzi alle autorità penali cantonali era l'italiano (art. 67 CPP; art. 8 LOG), il fatto che il perito non la comprendesse ha comportato la necessità di tradurre i relativi atti procedurali. I corrispondenti costi di traduzione rientrano parimenti nelle spese giudiziarie (cfr. sentenza 8C_1/2020 del 15 ottobre 2020 consid. 5.2). Nella misura in cui è ammissibile, la censura è pertanto infondata.