Citation: 5A_696/2015 E. 2.2.2

2.2.2. Il Tribunale di appello, dal canto suo, ha sposato la tesi pretorile. Esso ha ritenuto irrilevante accertare quando il figlio D.________ abbia saputo che il ricorrente non era suo padre, e non decisivo il fatto che il figlio chiamasse il ricorrente con il nome di battesimo. Ha poi ritenuto inverosimile l'asserzione del ricorrente - contestata dalla moglie - di aver avuto rapporti intimi con lei ancora dopo la separazione, ed accertato che il ricorrente era a conoscenza del rapporto che ella aveva con un altro uomo. Se si aggiunge che la moglie non solo non risulta avergli fatto credere di essere il padre di C.________, ma anzi non gli aveva nemmeno chiesto alcun contributo di mantenimento, il Tribunale di appello ha concluso che nei cinque anni successivi alla nascita del ragazzo, il ricorrente avesse avuto ragioni sufficientemente serie per mettere in dubbio la propria paternità; conseguentemente, ha negato l'esistenza di gravi motivi suscettibili di giustificare la sua inazione. Per quanto concerne la paternità di D.________, il Tribunale di appello ha ribadito le considerazioni fatte a proposito del figlio C.________ (l'insufficiente verosimiglianza di rapporti intimi del ricorrente con la moglie dopo la loro separazione; la mancata richiesta di contributi per il mantenimento dei figli; l'assenza di rassicurazioni da parte della moglie in merito alla paternità del ricorrente). Inoltre, il ricorrente era al corrente che nei tempi sospetti la moglie aveva una relazione apparentemente non fugace con una determinata persona in Italia. Di conseguenza, anche per D.________ il Tribunale di appello ha escluso l'esistenza di gravi motivi suscettibili di giustificare l'inoltro tardivo dell'azione di disconoscimento di paternità. Abbondanzialmente - quand'anche ci si volesse fondare sul presupposto che il 30 dicembre 2010 il ricorrente fosse ancora in tempo per attivarsi - i Giudici cantonali hanno sottolineato come la sua scelta di indirizzarsi alla Commissione tutoria regionale 3 invece che al giudice civile sia stata una sua opzione deliberata e come egli abbia poi atteso altri quattro mesi per intentare causa di disconoscimento. Infine, i Giudici cantonali hanno escluso l'esistenza di un motivo grave, connesso con chiari interessi preponderanti del presunto padre, che possa giustificare un disconoscimento tardivo nonostante i requisiti dell'art. 256c cpv. 3 CC non sussistano (rinviando alla sentenza 5A_240/2011 del 6 luglio 2011 consid. 7.1) : il Tribunale di appello ha preso atto che il ricorrente non ha contestato l'interesse dei figli a non trovarsi senza la figura del padre (sia pure putativo) che li ha seguiti fin da piccoli e senza mantenimento, e ha considerato non provato l'assunto del ricorrente, secondo il quale la moglie gli avrebbe sottaciuto l'esclusa paternità allo scopo di lasciar scadere i termini per l'azione di disconoscimento ed esigere poi da lui nella causa di divorzio dei contributi alimentari in favore di C.________ e D.________.