Citation: 6B_711/2023 E. 3.3

3.3. Il ricorrente, patrocinato da un avvocato dinanzi alle istanze cantonali, lamenta genericamente in questa sede una violazione dei suoi diritti di difesa, una mancata presa in considerazione di imprecisate prove e una prevenzione della Corte cantonale. Non si confronta tuttavia specificatamente con determinati atti del procedimento penale e non spiega con una motivazione conforme alle esposte esigenze in che consiste la violazione. Non sostanzia le specifiche prove di cui avrebbe chiesto l'assunzione e che sarebbero state respinte dai giudici cantonali. Risulta anzi che le sue istanze probatorie sono state evase dalla Corte cantonale e che nella procedura dibattimentale il ricorrente non ha sollevato contestazioni di natura formale. Laddove lamenta genericamente "una mancata ostensione delle prove alla difesa" segnatamente "un mancato deposito delle intercettazioni telefoniche", che gli avrebbe impedito di "valutare se fosse stata intercettata qualche prova a discarico" (ricorso pag. 12), egli non considera di avere avuto accesso agli atti del procedimento penale. Nella misura in cui contesta il modo di procedere delle autorità, contro cui non ha però sollevato contestazioni né nella procedura preliminare, né in quelle dinanzi al tribunale di primo grado e dinanzi alla Corte cantonale, le censure ora sollevate dal ricorrente contraddicono il suo precedente comportamento e violano quindi il principio della buona fede. Al riguardo, gli atti eseguiti dal difensore nel procedimento penale devono essere ascritti al ricorrente (DTF 143 IV 397 consid. 3.4.2 pag. 406). Quanto all'asserito mancato interrogatorio di Q.________, il ricorrente si è espresso sul messaggio di posta elettronica in questione nell'ambito dell'interrogatorio del 22 giugno 2021 (AI 223), al quale era pure presente il suo difensore. In quella circostanza, egli ha preso atto che, alla luce del contenuto di tale messaggio, l'interrogatorio di Q.________, previsto il giorno successivo, sarebbe stato annullato. Non risulta, né il ricorrente lo sostiene, ch'egli si sia opposto alla rinuncia ad eseguire l'interrogatorio. La censura relativa al mancato interrogatorio in contraddittorio di Q.________, sollevata per la prima volta dinanzi al Tribunale federale, viola il principio della buona fede e quello dell'esaurimento delle istanze cantonali (art. 80 cpv. 1 LTF; sentenza 6B_1087/2023 del 22 maggio 2024 consid. 2). Essa è pertanto inammissibile. Addebitando poi in modo generale ai giudici cantonali una mancanza di imparzialità, il ricorrente non fa poi valere, né tantomeno sostanzia, l'esistenza di determinati motivi di ricusazione ai sensi dell'art. 56 CPP.