Citation: 1C_137/2007 23.01.2008 E. 3

3.1 I ricorrenti sostengono che la Corte cantonale avrebbe qualificato in modo arbitrario la particella n. 1082 quale "fondo aperto" e avrebbe quindi applicato a torto l'art. 38.4 cifra 3 lett. a NAPR, che consente di edificare a confine verso un simile fondo. Secondo i ricorrenti, in mancanza di una specifica regolamentazione della distanza dal confine verso un fondo non aperto nella zona NV2, sarebbe occorso applicare la norma generale dell'art. 9.2 NAPR. Riguardo alla distanza tra edifici, poiché l'edificio sulla particella n. 1082 risalirebbe all'inizio del Novecento, i ricorrenti sostengono che si applicherebbe l'art. 9.1.1 NAPR, secondo cui la distanza verso un edificio principale sorto prima dell'adozione del piano regolatore (19 agosto 1970) deve essere di almeno 6 m. 3.2 Nella sentenza 1P.598/1992 del 26 ottobre 1994, consid. 4d (apparsa in: RDAT I-1995, n. 25, pag. 51 segg.), questa Corte ha avuto modo di precisare che è arbitrario attribuire il carattere di "fondo aperto" ad ogni striscia di terreno priva di costruzioni, per stretta che sia, e in particolare ai giardini attigui a una costruzione. Questa decisione, che ha dato lo spunto al Tribunale cantonale amministrativo di precisare la propria giurisprudenza, è stata criticata dalla dottrina (cfr. Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, n. 1440, pag. 643). In concreto, non occorre tuttavia approfondire oltre se la Corte cantonale ha considerato a ragione la particella n. 1082 quale "fondo aperto". L'art. 38.4 cifra 3 NAPR prevede infatti che nella zona NV2 valgano le seguenti distanze: a confine o a 1,50 m verso un fondo aperto o un muro di edificio senza aperture (lett. a), 3 m verso un muro di edificio con finestre o aperture a semplice luce (lett. b), 4 m verso un muro di edificio con porte, finestre o altre aperture a prospetto (lett. c). Poiché questa disposizione disciplina le distanze dal confine e tra gli edifici specificatamente per la zona del nucleo di Vigana, la mancata applicazione delle norme generali sulle distanze sancite dall'art. 9 NAPR, tenendo conto delle particolarità edificatorie della zona del nucleo, non conduce a un risultato manifestamente insostenibile (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 131 I 217 consid. 2.1, 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178). La norma speciale non regola d'altra parte in modo diverso la fattispecie in cui un fondo dovesse essere qualificato come "non aperto", vietando esplicitamente l'edificazione a confine. Il progetto litigioso può pertanto sostenibilmente essere ritenuto conforme alla normativa comunale, siccome rispetta la distanza, in concreto determinante, di 4 m dagli edifici che sorgono sui fondi confinanti (art. 38.4 cifra 3 lett. c NAPR).