Citation: H 218/01 13.05.2003 E. 5

5.1 Dalla documentazione agli atti emerge che in data 27 aprile 1995 la T.________ SA aveva dichiarato, nei confronti della Cassa, che le cartelle orarie giornaliere, quindicinali e mensili relative all'anno 1994 non erano state conservate. Dallo scritto 29 dicembre 1995, indirizzato alla Cassa pubblica cantonale di disoccupazione, risulta invece che la datrice di lavoro disponeva dei rapporti giornalieri e dei fogli di salario, perlomeno relativi ai mesi di febbraio e maggio 1994, durante i quali la ditta aveva beneficiato di indennità per intemperie. Nella lettera 23 aprile 1996 la datrice di lavoro aveva poi nuovamente affermato di disporre delle schede salariali del 1994, non tuttavia delle giornaliere, disponendo unicamente di un formulario mensile trasmesso alla Cassa disoccupazione in data 29 dicembre 1995. Infine l'intimata, durante la procedura di ricorso cantonale, ha trasmesso la documentazione contabile concernente il 1994, senza tuttavia allegare alcun documento giustificativo. 5.2 Alla luce di quanto precede emerge che la datrice di lavoro si è espressa in maniera confusa e talvolta contraddittoria: da un lato essa ha infatti sostenuto di non disporre delle giornaliere e praticamente di nessun documento contabile relativo al 1994, mentre dall'altro ha trasmesso i rapporti giornalieri alla Cassa pubblica di disoccupazione, da cui risultano le ore svolte giornalmente dai dipendenti per un intero mese nei diversi cantieri. Malgrado tale comportamento, questa Corte ritiene provata, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360 consid. 5b), alla luce della documentazione agli atti, l'esistenza, almeno parziale, di documentazione salariale concreta. In effetti sulla base di questi documenti la Cassa pubblica di disoccupazione ha potuto pretendere la restituzione di un importo fondato su elementi conformi alla realtà e non solo estrapolati in maniera fittizia. In tali condizioni appare quindi giustificata la richiesta della datrice di lavoro all'autorità cantonale, nonostante la precedente dichiarazione del 27 aprile 1995 ed il ritardo nella trasmissione di documenti contabili, di fondare la ripresa salariale su dati effettivi. 5.3 Altra questione è invece quella di stabilire se la contabilità allestita in base a questi dati, verosimilmente incompleti (alla Cassa pubblica di disoccupazione sono stati infatti trasmessi solo i documenti relativi ai mesi di febbraio e maggio 1994), va considerata fedefacente. A mente di questa Corte un attento esame delle dichiarazioni della T.________ SA così come delle conclusioni del rapporto di revisione della Cassa non poteva non far sorgere perlomeno il dubbio che la contabilità del 1994 fosse solo parzialmente conforme alla realtà. Come già evidenziato, la datrice di lavoro si è infatti espressa più volte in maniera contraddittoria a proposito dell'esistenza o meno di documenti salariali giustificativi. Inoltre agli atti risultano essere stati prodotti unicamente i rapporti giornalieri relativi a febbraio e maggio 1994, trasmessi a suo tempo alla Cassa pubblica di disoccupazione. Alla documentazione contabile trasmessa pendente causa di ricorso cantonale non è stato infatti allegato alcun documento giustificativo. Ma vi è di più. Dal rapporto di revisione della Cassa emerge che nel quadriennio 1990-1994, in particolare negli anni 1991-1993, era stata accertata l'esistenza di una doppia documentazione e, meglio, da un lato vi erano dati ufficiali dichiarati alla Cassa, composti di conteggi salariali elaborati con il computer e, dall'altro, documenti reali, in cui i dipendenti annotavano per l'intero mese il numero di ore, giorni e nome del cantiere ecc. e da cui derivavano quindi gli effettivi salari, evidentemente più elevati, di quelli trasmessi alla Cassa. In proposito già solo un esame superficiale dei documenti contabili del 1994 permette di rilevare che essi rispecchiano, da un punto di vista formale, la documentazione cosiddetta ufficiale, in quanto la T.________ SA non ha allegato, a fondamento della propria contabilità, alcun giustificativo, come ad esempio rapporti giornalieri compilati dai singoli lavoratori. Tenuto conto del comportamento scorretto tenuto negli anni precedenti dalla T.________ SA non è quindi dato di sapere se esista anche nel 1994 una doppia documentazione. In simili condizioni la Corte cantonale non poteva senz'altro statuire in base al principio della valutazione anticipata delle prove, essendo necessario procedere ad ulteriori accertamenti, e, meglio, perlomeno all'audizione del commercialista che si era occupato, a mente della datrice di lavoro, di allestire la contabilità della T.________ SA nel 1994, per verificare in base a quali dati aveva proceduto. In tali circostanze sarebbe stato pure opportuno estendere la perizia contabile esperita in sede penale anche all'anno 1994, così come chiesto dalla Cassa, ritenuto che il perito già si era approfonditamente occupato dell'esame della contabilità degli anni precedenti. Malgrado al Ministero pubblico sia stata sottoposta la richiesta sia dalla Cassa che dal Tribunale cantonale, sfuggono i motivi per cui ciò non è avvenuto. 5.4 Alla luce di quanto precede si deve concludere che l'accertamento dei fatti da parte delle Corte cantonale è stato effettuato in violazione di norme essenziali di procedura, non essendo state assunte prove rilevanti ai fini del giudizio e quindi in violazione del diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. Il ricorso di diritto amministrativo va pertanto accolto e la pronunzia impugnata annullata nella misura in cui ordina un complemento istruttorio da parte dell'amministrazione, mentre l'incarto viene rinviato alla Corte cantonale affinché proceda a verificare, tramite l'assunzione quale teste del commercialista che ha allestito la contabilità nel 1994, il richiamo agli atti dei documenti giustificativi e, se necessario, l'erezione di una perizia contabile, se è ammissibile, per procedere ad una eventuale ripresa salariale, far capo alla documentazione contabile trasmessa dalla datrice di lavoro oppure se dev'essere confermata la ripresa fittizia effettuata dalla Cassa.