Citation: 5A_572/2021 E. 4.2.2

4.2.2. Il pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF deve essere di natura giuridica, e cioè non deve poter essere eliminato, perlomeno non completamente, con una futura decisione favorevole alla parte ricorrente. Non costituisce per contro un danno irreparabile di natura giuridica un mero inconveniente fattuale quale un allungamento della procedura o un aumento dei suoi costi (DTF 141 III 395 consid. 2.5 con rinvii). L'esistenza di tale condizione va verificata con riferimento alla decisione di primo grado e non riguardo a quella di inammissibilità resa dall'autorità di ricorso. In particolare, se la questione decisa dal giudice di primo grado può essere sollevata in un ricorso contro la decisione finale non sussiste un pregiudizio irreparabile. Ciò è di regola il caso in materia di decisioni sull'assunzione delle prove nel processo principale poiché, con un ricorso contro la decisione finale, è normalmente possibile ottenere l'assunzione delle prove scartate a torto o l'esclusione dall'incarto delle prove ammesse a torto (DTF 141 III 80 consid. 1.2 con rinvii). In casi eccezionali, come quando ad esempio il mezzo di prova rifiutato rischia di andare perso o una parte è costretta a produrre documenti contenenti dei segreti d'affari o di terzi, senza che il tribunale abbia preso misure idonee a proteggerli, può invece sussistere un pregiudizio irreparabile (sentenza 4A_425/2014 dell'11 settembre 2014 consid. 1.3.2 con rinvii). Nel caso concreto, l'adempimento della condizione prevista all'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF non appare con evidenza dalla sentenza impugnata e non è insita nella natura medesima della vertenza. Spettava quindi alla ricorrente spiegare perché la decisione incidentale sarebbe atta a causare un danno irreparabile di natura giuridica (v. DTF 138 III 46 consid. 1.2 con rinvii). Nel rimedio all'esame ella afferma che, con decisione supercautelare 28 agosto 2020 e decisione cautelare 21 settembre 2020 emanate in pendenza di divorzio, il Pretore del Distretto di Lugano avrebbe affidato la figlia D.________ al padre, ciò che avrebbe "comportato un incommensurabile ed indelebile pregiudizio psicofisico alle interessate". A suo dire, l'ordinanza pretorile 25 gennaio 2021 di annullamento dell'audizione della psicologa l'avrebbe "privat[a] della possibilità di dimostrare come e in quale misura le esternazioni di D.________ [in sede cautelare; ndr] corrispondessero effettivamente alla reale volontà della minore o fossero frutto [...] di un disegno preconfezionato ad hoc dal padre, al fine di ottenere l'affido esclusivo della figlia". Ora, a parte il fatto che l'asserito danno fatto valere nel rimedio nemmeno sembra provenire dall'ordinanza pretorile 25 gennaio 2021 (ma semmai dalla procedura cautelare che ha portato alla modifica della custodia sulla figlia), la ricorrente non considera che potrebbe ottenere l'assunzione della prova eventualmente rifiutata a torto dal Pretore con un ricorso diretto contro la decisione finale. Ella non riesce pertanto a sostanziare l'esistenza di un pregiudizio irreparabile di natura giuridica. Da quanto precede discende che anche il ricorso in materia civile, rivolto contro una decisione che non risulta immediatamente impugnabile dinanzi al Tribunale federale, è inammissibile.