Citation: 1C_572/2023 E. 2

Il ricorso si incentra e si esaurisce sostanzialmente sulla questione riferita al computo della SUL disponibile sul fondo qqq, in relazione ai pregressi trasferimenti di quantità edificatorie, tra cui quelli effettuati a suo beneficio nel 2002 (+ 117 m2 di SUL dal confinante fondo ttt), nel 2005 (+ 80 m2 di SUL dal fondo www) e nel 2006 (+ 32 m2 di SUL dal fondo xxx), e quello a favore del mappale yyy (- 259 m2 di SUL) avvenuto nel 2003. I ricorrenti lamentano, in termini generali, che la Corte cantonale non avrebbe trattato i singoli trasferimenti alla stessa stregua. Osservano inoltre di aver ottenuto delle rassicurazioni dal Dicastero Sviluppo territoriale, Divisione Edilizia privata, riferite al quantitativo di SUL residua disponibile sul mappale qqq. Criticano anche che la giurisprudenza richiamata nella sentenza impugnata non troverebbe applicazione in concreto, poiché posteriore ai contestati trasferimenti di indici, i quali non avrebbero peraltro comportato alcun effettivo aumento della potenziale edificabilità del fondo, bensì una complessiva riduzione di 30 m2 di SUL. La Corte cantonale ha dapprima rilevato che il fondo qqq ha una superficie di 726 m2, dei quali circa 623 m2 assegnati alla zona residenziale R2, disciplinata dall'art. 27 delle norme di attuazione del piano regolatore (NAPR), e circa 103 m2 alla zona residenziale R2a, regolata dall'art. 28 NAPR. Le due zone presentano analoghi parametri edificatori, salvo per quanto attiene l'indice di sfruttamento, pari a 0.25 per la zona R2 e a 0.40 per la zona R2a. I giudici cantonali, premesso che la conformità al diritto dei trasferimenti di indice va verificata contestualmente alla procedura di rilascio dell'autorizzazione a costruire, e passato in rassegna i singoli trasferimenti, hanno concluso che la porzione di terreno del mappale qqq attribuita alla zona R2 non dispone di una SUL sufficiente per poter realizzare il controverso progetto edilizio.