Citation: 1A.222/2004 31.03.2005 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 388 consid. 1, 306 consid. 1.1). 1.1 Il ricorrente presenta un ricorso di diritto amministrativo e un ricorso di diritto pubblico dai contenuti praticamente identici. Per la natura sussidiaria del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), occorre innanzitutto esaminare se siano date le condizioni per l'ammissibilità del ricorso di diritto amministrativo (DTF 129 I 337 consid. 1.1 e rinvii). Secondo gli art. 97 e 98 lett. g OG, combinati con l'art. 5 PA, la via del ricorso di diritto amministrativo è aperta contro le decisioni delle autorità cantonali d'ultima istanza fondate sul diritto federale - o che avrebbero dovuto esserlo - sempre che non sia realizzata alcuna delle eccezioni previste agli art. 99 a 102 OG o nella legislazione speciale (DTF 129 I 337 consid. 1.1 e rinvii). Il ricorso di diritto amministrativo è pure ammissibile contro le decisioni cantonali fondate nel medesimo tempo sul diritto federale e su quello cantonale, in quanto sia in discussione la violazione di norme di diritto federale direttamente applicabili (DTF 128 I 46 consid. 1b/aa, 128 II 56 consid. 1a/aa e rinvii). In concreto, i gravami sono diretti contro una decisione dell'ultima istanza cantonale che conferma la decisione della Divisione dell'ambiente di porre a carico del ricorrente le spese per lo sgombero di veicoli inservibili e rottami depositati, esternamente, sui fondi già citati. La Corte cantonale ha reso il suo giudizio fondandosi in prevalenza sull'art. 34 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 (LPamm), per il quale l'Autorità amministrativa esegue le proprie decisioni (cpv. 1), e l'esecuzione forzata avviene segnatamente mediante esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato (cpv. 3, lett. b). La Divisione dell'ambiente e il Dipartimento del territorio hanno tuttavia fondato l'ordine di sgombero, l'esecuzione sostitutiva e l'obbligo di rifusione allo Stato dei relativi costi essenzialmente sulla base della legge federale sulla protezione delle acque, del 24 gennaio 1991 (LPAc; RS 814.20), la rimozione delle carcasse essendo stata dettata soprattutto da ragioni di protezione dell'ambiente e delle acque. In particolare, l'art. 54 LPAc prevede esplicitamente che i costi di prevenzione e di riparazione dei danni siano accollati a chi li ha causati (cfr. anche l'analogo art. 59 LPAmb). La Corte cantonale ha del resto fondato la propria competenza sulla legge cantonale del 2 aprile 1975 di applicazione della previgente legge federale contro l'inquinamento delle acque, dell'8 ottobre 1971 (cfr. art. 124 lett. f), che all'art. 3 riprende in sostanza il principio dell'imposizione delle spese alla persona che ha causato l'evento dannoso o pericoloso. In tale ambito, il diritto cantonale non ha una portata autonoma rispetto all'art. 54 LPAc, direttamente applicabile, sicché in concreto è data solo la via del ricorso di diritto amministrativo (cfr. sentenza 1A.248/2002 del 17 marzo 2003, consid. 1.1, indicata in URP 2003, pag. 371 segg.). 1.2 Il ricorrente, che è stato obbligato a rifondere allo Stato le spese per l'esecuzione sostitutiva dello sgombero, ha un interesse degno di protezione all'annullamento della decisione impugnata ed è quindi legittimato a ricorrere (art. 103 lett. a OG). 1.3 Con il ricorso di diritto amministrativo si può far valere la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG). L'accertamento dei fatti vincola il Tribunale federale se l'istanza inferiore, come nel caso, è un'autorità giudiziaria e i fatti non risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure siano stati accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG; DTF 125 II 369 consid. 2d). Nell'ambito di questo rimedio possono essere giudicate anche le censure relative alla violazione di diritti costituzionali, che pure rientrano nella nozione di diritto federale ai sensi dell'art. 104 lett. a OG (DTF 126 II 300 consid. 1b, 121 II 39 consid. 2d/bb e rispettivi rinvii). 1.4 Nel ricorso di diritto amministrativo il ricorrente è comunque tenuto a presentare una chiara e precisa motivazione, con riferimento alla fattispecie cui si riferisce l'atto impugnato e alle tesi in esso contenute (cfr. art. 108 cpv. 2 OG; DTF 130 I 312 consid. 1.3.1 e riferimenti). Nell'ambito di questa procedura il ricorrente non è però più abilitato a rimettere in discussione l'ordine di sgombero originario, su cui sono basate le decisioni dell'esecuzione sostitutiva e di rifusione dei costi allo Stato. Né egli può in questa sede validamente contestare ulteriori precedenti decisioni definitive e cresciute in giudicato (art. 101 lett. c OG; DTF 119 Ib 492 consid. 3c/bb). Nella misura in cui il ricorrente critichi l'ordine di sgombero, insistendo segnatamente sulla pretesa utilizzabilità di taluni materiali come pezzi di ricambio, sul fatto che l'ubicazione della sua attività sarebbe conforme al piano regolatore e che non avrebbe mai causato inquinamenti, il ricorso è pertanto inammissibile. Né il gravame può essere esaminato nel merito laddove il ricorrente invochi genericamente una pretesa violazione di diritti costituzionali senza confrontarsi con l'oggetto del litigio, segnatamente con le argomentazioni esposte nel giudizio impugnato.