Citation: 6B_261/2023 E. 2.4

2.4. Il ricorrente rimprovera alla CARP un eccesso, rispettivamente un abuso del proprio potere d'apprezzamento e la violazione del diritto a una decisione motivata. Sostiene che essa non avrebbe indicato in modo chiaro e dettagliato il ragionamento e "l'effettiva ponderazione" che l'hanno condotta a ritenere, per l'infrazione aggravata alla LStup, una pena ipotetica di base di 3 anni e 9 mesi / 4 anni, superiore a quella ritenuta dai primi giudici sulla scorta della "giurisprudenza vigente in materia". Lo stesso dicasi in relazione alla pena destinata a sanzionare la ripetuta infrazione alla LStup. La Corte cantonale avrebbe inoltre completamente omesso di confrontarsi con le molteplici sentenze, richiamate dalla difesa, relative a infrazioni alla LStup ben più gravi punite con pene più miti. L'insorgente si duole pure della mancata ponderazione dei fattori legati all'autore, e ritiene che la CARP sia incorsa nell'arbitrio rifiutando di accordare un effetto attenuante alle circostanze personali, sulla base di una visione unilaterale e contraria alla realtà, trascurando gli argomenti difensivi sollevati in appello. Secondo il ricorrente, la sua precedente condanna sarebbe irrilevante ai fini della commisurazione della pena, non trattandosi di un precedente specifico ed essendo ormai datata. Non sarebbe poi corretto ritenere che non abbia fornito una collaborazione ampia ed esemplare visto che, grazie alle sue dichiarazioni, gli inquirenti avrebbero potuto ricostruire la compravendita di stupefacenti a persone a loro non ancora note. Egli avrebbe dato un contributo essenziale sui quantitativi di stupefacente, risultati sempre più elevati rispetto a quelli indicati dagli acquirenti. Incorrerebbe pertanto nell'arbitrio la CARP, imputandogli un comportamento reticente e delle dichiarazioni altalenanti. Sarebbe poi priva di qualsiasi fondamento la ritenuta assenza di presa di coscienza dell'errore commesso, soprattutto alla luce delle dichiarazioni rese in occasione del dibattimento. Considerato poi che l'insorgente, che non avrebbe precedenti specifici, si sarebbe immediatamente inserito nel mondo del lavoro, la sua prognosi futura sarebbe "assolutamente favorevole", non essendovi alcun dubbio sulle sue prospettive di recupero. La pena inflittagli, palesemente "eccessiva e ingiusta", non terrebbe conto della particolare sensibilità alla pena del ricorrente e dell'effetto che avrà sul suo futuro.