Citation: 1A.210/2001 21.03.2002 E. 3

Il ricorrente fa valere che il sequestro dovrebbe essere revocato, lo Stato richiedente non avendo adempiuto le esigenze poste dal Tribunale federale, in particolare non avendo fornito giustificazioni valide per il mantenimento della misura. Nella sentenza del 3 gennaio 2001 il Tribunale federale aveva rilevato che il chiarimento dell'utilizzazione delittuosa dei beni sequestrati non dev'essere eseguito, di massima, dall'Autorità svizzera dell'assistenza, ma deve avvenire nel quadro di un procedimento giudiziario nello Stato richiedente, ove eventuali persone danneggiate, o che vantano diritti sugli oggetti litigiosi, possano far valere la loro buona fede. Ciò non deve avvenire necessariamente nell'ambito del procedimento penale principale ma, se del caso, al termine di una procedura indipendente di confisca o mediante un decreto di abbandono. Aveva aggiunto che le Autorità di esecuzione dovevano invitare lo Stato richiedente a produrre, entro un termine ragionevole, una decisione di confisca e a indicare concretamente se gli sviluppi dell'inchiesta estera giustificano il mantenimento del sequestro ritenuto che, in caso contrario, doveva essere ordinato il dissequestro (consid. 5b). 3.1 Risulta dalla decisione impugnata e dall'incarto che le Autorità belghe, con scritti del 30 agosto e del 7 settembre 2001, hanno precisato che il procedimento si trova nella fase conclusiva, che l'inchiesta è stata chiusa dal Giudice istruttore e che il Procuratore del Re ha chiesto il rinvio dinanzi al tribunale correzionale di 17 incolpati, il Procuratore stesso impegnandosi a ottenere un giudizio in prima istanza entro il mese di giugno 2002. Il magistrato ha ancora precisato che la "X.________ collection" ha svolto un ruolo importante nell'ambito delle operazioni di riciclaggio e sottolineato che il mantenimento del sequestro è indispensabile; ha pure precisato che, secondo la procedura belga, una richiesta di confisca può essere presentata solo nel corso del dibattimento, ma si è impegnato formalmente ad agire in tal senso e ha insistito sulla necessità di mantenere il sequestro. 3.2 Secondo la sentenza 3 gennaio 2001 del Tribunale federale, lo Stato estero doveva indicare se gli sviluppi dell'inchiesta giustificassero il mantenimento della misura. Ora, il 30 agosto 2001 il Procuratore pubblico belga ha concretamente fornito queste indicazioni: ha rilevato di avere chiesto il rinvio degli incolpati davanti al tribunale correzionale, segnatamente per operazioni di riciclaggio in cui la collezione litigiosa ha avuto un ruolo importante e ha precisato che di questa sarà chiesta la confisca. L'immediato dissequestro postulato dal ricorrente non appare quindi giustificato visto che nel frattempo l'inchiesta si è conclusa, che è stato chiesto il rinvio a giudizio degli incolpati e che è stato prospettato un giudizio di confisca di prima istanza entro il mese di giugno 2002. 3.3 Nelle osservazioni al ricorso l'UFG rileva d'aver nuovamente interpellato le Autorità belghe e ch'esse, mediante scritto del 10 gennaio 2002, hanno ribadito che il sequestro della collana è essenziale ai fini della complessa inchiesta. Esprimendosi al riguardo, il ricorrente riafferma che contro di lui, quale asserito proprietario del bene litigioso, non è stato aperto in Belgio alcun procedimento per riciclaggio, né è stata avviata alcuna procedura di confisca, sicché la collezione dev'essere dissequestrata. In sostanza il ricorrente contesta una relazione diretta tra la collana e i reati. Questa valutazione delle prove non dev'essere tuttavia, di massima, esaminata dal giudice svizzero dell'assistenza: le Autorità belghe, e in particolare il Giudice estero del merito, contrariamente alle Autorità svizzere, dispongono infatti di tutte le risultanze processuali e possono quindi valutare compiutamente l'utilizzazione effettiva della collezione nei sospettati reati. Neppure l'accenno alla restituzione di cui all'art. 12 cpv. 1 del Secondo protocollo addizionale alla CEAG muta l'esito del gravame, già per il fatto ch'esso è stato firmato il 15 febbraio 2002 ma non è ancora stato ratificato dalla Svizzera.