Citation: 5P.460/2002 27.02.2003 E. C

B.A.________ ha adito, il 7 settembre 2001, il Tribunale di appello del Cantone Ticino, chiedendo che il giudizio di primo grado venisse riformato nel senso di negare ogni contributo alla moglie, e dunque di stralciare la relativa trattenuta di salario. Con sentenza 30 ottobre 2002, in parziale accoglimento dell'appello del marito, il Tribunale cantonale ha ridotto, con effetto 1° marzo 2002, a fr. 909,10 mensili il contributo di mantenimento attribuito alla coniuge. Il Tribunale di appello, dopo aver lungamente disquisito sulla validità della convenzione 24 agosto 2000 e concluso in proposito che la medesima non può essere ritenuta vincolante - ciò che nemmeno le parti pretendono -, è passato ad esaminare le componenti finanziarie dell'assetto provvisionale stabilito dal primo giudice e criticato dall'appellante. Ha ritenuto, essenzialmente, al di sopra di ogni critica l'accertamento del Pretore secondo il quale gli introiti mensili del marito ammontino a fr. 6'823.--, eventuali riduzioni potendo semmai essere fatte valere quale motivo di adattamento secondo l'art. 179 cpv. 1 CC. Ha parimenti confermato le altre cifre poste dal Pretore alla base della sua decisione (spese di trasporto della moglie ed oneri d'imposta, cassa malati del marito), salvo considerare la totalità dell'onere ipotecario quale posta del fabbisogno minimo della moglie. Il secondo tema oggetto dell'appello, ed approfonditamente discusso dall'ultima istanza cantonale, riguarda gli oneri ipotecari dell'abitazione familiare. I giudici di appello, rammentata la costante giurisprudenza in virtù della quale eccessive spese di alloggio di una delle parti disattendono il principio del trattamento paritario dei coniugi, e dunque non possono essere integralmente considerate nel calcolo del minimo vitale, e fatto poi presente che l'atteggiamento del marito su quale destino dare all'abitazione familiare era stato a lungo ambiguo, hanno nondimeno concluso che l'onere d'alloggio della moglie era eccessivo. Come da lei medesima proposto, le hanno concesso un periodo transitorio di sei mesi per locare o vendere lo stabile. Facendo decorrere predetto termine "dal momento in cui la moglie ha conosciuto con sufficiente chiarezza la posizione del coniuge", hanno operato una riduzione del contributo mensile dovuto dal marito a partire dal 1° marzo 2002. Il problema è, tuttavia, che la sentenza impugnata portando la data del 30 ottobre 2002, il termine di sei mesi impartito alla moglie è scaduto nel passato, così come la riduzione dei contributi a lei dovuti dal marito sono stati ridotti con effetto retroattivo.