Citation: U 311/99 31.07.2001 E. 1

d) Ora, la prassi ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata (nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00, e 30 giugno 2000 in re B., I 411/98). Le considerazioni dell'istanza cantonale concernenti la retribuzione conseguibile dal ricorrente nell'esercizio di lavori leggeri confacenti si rivelano pertanto insostenibili. e) A parere dell'autorità di primo grado, il ricorrente poteva comunque maggiormente valorizzare la sua capacità lucrativa continuando a lavorare presso l'esercizio pubblico che lo aveva assunto come cameriere a far tempo dal 1° marzo 1997. Essa ha considerato che trattavasi di un'attività tutto sommato confacente alle condizioni di salute dell'interessato e nella quale egli presentava, a mente del perito giudiziario, un grado di capacità lavorativa del 66,6%. Mettendo a frutto appieno questa residua abilità, era secondo il giudice ticinese ipotizzabile che il ricorrente potesse realizzare un reddito annuo pari a fr. 31'200.-. Questa tesi non convince. f) Per determinare il reddito ancora esigibile dal ricorrente, l'INSAI ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso alcune aziende ticinesi. Dai medesimi è emerso in particolare che nelle attività leggere che l'interessato, secondo il perito, sarebbe in grado di esercitare nella misura dell'80% i dipendenti di tali ditte percepivano, nel 1998, un reddito annuo medio pari a fr. 37'474.-. Deducendo dallo stesso il 20%, viste le ridotte capacità del ricorrente, si ottiene l'importo di fr. 29'979.-. Questa somma non sembra sfavorire il ricorrente alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazioni semplici e ripetitive nel settore privato ammontava nell'anno in questione, dopo deduzione del 20%, a fr. 42'919.- (fr. 4'268.- : 40 x 41,9 x 12 x 80%) - quando si consideri come, ai sensi della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.