Citation: 4A_399/2021 E. 5.3

5.3. Relativamente alla nullità dell'atto di costituzione di pegno secondo il diritto italiano, il ricorrente rimprovera ai giudici ticinesi di aver deciso in modo arbitrario (art. 9 Cost.). Eccepisce che essi non si sarebbero espressi sulla questione loro sottoposta dal Tribunale federale e che non avrebbero valutato secondo il diritto italiano le conseguenze dell'eventuale nullità dell'atto di costituzione di pegno (invocata da controparte) sulla proroga dei termini contenuta nel medesimo accordo. A suo parere, ammessa la nullità dell'atto di pegno, la Corte cantonale avrebbe dovuto verificare l'applicazione dell'art. 1419 CCit (concernente la nullità parziale) e concludere che la proroga delle scadenze non dipendeva dal patto relativo alla garanzia. Nella fattispecie la Corte cantonale si è concentrata sulle contestazioni di natura formale e sulle critiche sostanziali fatte valere dall'opponente contro la validità dell'atto di costituzione di pegno. Essa non si è chinata sulle conseguenze secondo il diritto italiano di una nullità parziale dell'atto di pegno sulla proroga dei termini ivi contenuta, ma ha stabilito che davanti a lei il ricorrente s'era limitato a negare la prescrizione della pretesa senza esprimersi minimamente sulle argomentazioni addotte dall'opponente a sostegno della nullità dell'atto di pegno. Riguardo a tale motivazione il gravame è silente: il ricorrente non pretende di aver contestato con le osservazioni all'appello le varie critiche dell'opponente fondate sul diritto italiano e rivolte alla validità dell'atto di costituzione di pegno; non asserisce neppure di aver già fatto valere davanti all'autorità di appello - come doveva (cfr. sopra, consid. 3.1.2) - che una nullità parziale secondo l'art. 1419 CCit (invocato per la prima volta davanti al Tribunale federale) dell'atto di costituzione di pegno non avrebbe scalfito la validità dell'accordo sulla proroga delle scadenze. Di fronte alle numerose censure sulla validità dell'atto di pegno fondate sul diritto italiano formulate nell'appello, sulle quali il qui ricorrente non ha obiettato alcunché nella risposta all'appello e che i giudici ticinesi hanno giudicato siccome non speciose, l'applicazione del diritto italiano da parte di costoro non risulta ancora arbitraria, talché la loro conclusione, secondo cui la situazione non era chiara sotto il profilo giuridico (cfr. sopra, consid. 4 e 5.1), resiste alla critica e il ricorso deve pertanto essere respinto.