Citation: 8C_659/2017 E. 3

A titolo abbondanziale, mal si comprendono le altre critiche espresse dai ricorrenti. Infatti, l'aiuto diretto di sostegno al manitenimento a domicilio e per la rimozione di barriere architettoniche ammonta al massimo al 75% delle spese riconosciute e documentabili (art. 44 cpv. 4 della legge ticinese sull'assitenza e cura a domicilio; RL 6.4.5.5), partecipazione al sussidio effettivamente accordata. L'ammontare delle spese, come emergerebbe dalla decisione del Consiglio di Stato, deriva da ulteriori opere eseguite su espressa volontà dei ricorrenti, che non erano tese ad aumentare la mobilità degli interessati (come previsto dalla legge), ma finalizzate a compiere una miglioria dei servizi dell'abitazione (rimozione totale delle piastrelle, sistemazione delle pareti per la posa delle piastrelle a tutta altezza e altri interventi). In tutta logica, non si può pretendere che lavori di abbellimento, senza una reale necessità sull'accessibilità ai servizi, siano messi a carico della collettività (4/5 a carico dei Comuni e il rimanente quinto del Cantone; art. 44 cpv. 5 e 6 della legge sull'assistenza e cura a domicilio). Nella misura in cui i ricorrenti lamentano una carente informazione sia sui preventivi e sui sussidi o un'infelice modalità di esecuzione dei lavori, si tratta di aspetti che esulano dalla procedura di concessione dell'aiuto diretto, ma riguardano esclusivamente le relazioni giuridiche particolari fra i ricorrenti e le persone che hanno operato nell'esecuzione delle opere edili. Le critiche esulano in ogni caso dall'oggetto litigioso.