Citation: 2A.41/2002 18.09.2002 E. 5

5.1 Il ricorrente sostiene innanzitutto che in base alla legislazione attualmente in vigore in Italia, la CONSOB potrebbe essere tenuta a trasmettere le informazioni ricevute dalla Svizzera al Ministero del tesoro italiano, con conseguente, concreta possibilità che quest'ultimo le utilizzi per degli scopi che non coincidono con l'oggetto della richiesta di assistenza amministrativa, disattendendo in questo modo i principi di specialità e di confidenzialità ancorati all'art. 38 cpv. 2 LBVM. A questo proposito osserva come già in passato il Tribunale federale abbia negato all'Italia assistenza amministrativa in ambito borsistico non ritenendo sufficientemente garantito il rispetto di questi dettami. Aggiunge poi che le assicurazioni fornite in diverse occasioni dal Presidente della CONSOB alla Commissione federale delle banche in merito all'osservanza dei principi appena menzionati sono tra loro contraddittorie e non appaiono confortate dalle disposizioni legali italiane applicabili. 5.2 Come sopra esposto (cfr. consid. 3), in materia di assistenza amministrativa vige il principio di confidenzialità, in base al quale deve essere garantita un'adeguata protezione dei dati trasferiti all'autorità richiedente (art. 38 cpv. 2 lett. b LBVM). Esso costituisce un particolare aspetto del principio di specialità, il quale verrebbe in pratica svuotato della sua sostanza, qualora le informazioni e i documenti trasmessi dalla Commissione federale delle banche fossero immediatamente e integralmente accessibili al pubblico o anche solo ai rappresentanti di altre autorità oltre a quella a cui è stata accordata assistenza (Boll. CFB 40 2000 116 consid. 3b). La tutela della confidenzialità delle informazioni trasmesse non è tuttavia assoluta, ma soggiace ad alcune deroghe. Le stesse sono regolate dall'art. 38 cpv. 2 lett. c LBVM (cfr. Hans-Peter Schaad, Kommentar zum schweizerischen Kapitalmarktrecht, Basilea 1999, ad art. 38 LBVM, n. 93), giusta il quale l'autorità richiedente può trasmettere le informazioni ricevute per via rogatoriale dalla Svizzera ad altri organismi a loro volta attivi nel contesto della sorveglianza sui mercati finanziari oppure ad autorità penali, a patto comunque che in quest'ultima evenienza non vengano eluse le norme che disciplinano l'assistenza giudiziaria in tale materia. In ogni caso la legge obbliga la Commissione federale delle banche a non perdere il controllo delle informazioni rilasciate (cosiddetto principio della "lunga mano"; "Prinzip der langen Hand"; DTF 125 II 65 consid. 9). La Commissione federale delle banche può pretendere dall'autorità estera, che questa le assicuri esplicitamente di non trasmettere ad altri le informazioni ricevute, senza il suo preventivo consenso (DTF 125 II 65 consid. 9b/bb). Le garanzie fornite dall'autorità richiedente devono essere tali da assicurare l'effettivo rispetto del principio di specialità e di confidenzialità. A tale proposito è sufficiente che quest'ultima si sia impegnata a far uso di tutti i mezzi a sua disposizione per opporsi ad un'eventuale divulgazione intempestiva delle informazioni ottenute per via rogatoriale, sempre che sia effettivamente in grado, in virtù delle disposizioni di diritto interno, di garantire il rispetto di questo principio; in caso contrario la Commissione federale delle banche è tenuta a rifiutare la propria collaborazione (DTF 125 II 450 consid. 3b e c con riferimenti). Inoltre, va ancora detto che è esclusa la trasmissione di informazioni a terzi da parte di qualsiasi secondo destinatario delle medesime (DTF 126 II 126 consid. 6c/aa all'inizio con vari riferimenti). Ciò implica necessariamente che anche quest'ultimo sia a sua volta vincolato al segreto d'ufficio o al segreto professionale, alla stessa stregua del primo destinatario delle informazioni (DTF 126 II 126 consid. 6c/aa in fine, Boll. CFB 41 2000 79 consid. 7c in fine con rinvii). 5.3 Con uno scambio di lettere avvenuto tra il 4 e il 9 marzo 1999, la Commissione federale delle banche e la CONSOB hanno stretto un patto di collaborazione ("memorandum of understanding") in materia di assistenza amministrativa borsistica. Nel suo scritto del 9 marzo 2000 al proprio omologo elvetico, il Presidente della CONSOB puntualizzava che, in base a quanto previsto dall'art. 4 comma 10 TUF, le informazioni in possesso di questa autorità erano di principio coperte dal segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Un'eccezione a questa regola sussisteva tuttavia nei confronti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica (in seguito detto semplicemente Ministro del tesoro).