Citation: 4C.272/2002 14.03.2003 E. 5

Nel ricorso viene invocata anche la violazione dell'art. 8 CC, giusta il quale chi vuol dedurre un diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova. Applicata al caso in esame, questa norma implica - secondo la convenuta - la reiezione della tesi dell'inseparabilità della clausola dalla parte originaria, siccome non dimostrata. In particolare, la convenuta rimprovera ai giudici ticinesi di aver "data per provata" l'inseparabilità della clausola a causa dell'assenza di elementi di fatto suscettibili di indicare il motivo oggettivo all'origine della pattuizione. La censura è manifestamente infondata. L'art. 8 CC disciplina la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di prove (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg.). Contrariamente a quanto asserisce la convenuta, in concreto la Corte ticinese non si è trovata in una situazione d'incertezza, che ha risolto a favore della parte gravata dall'onere probatorio. Come già esposto, la decisione circa il carattere strettamente personale della clausola di proroga di foro poggia sull'interpretazione della stessa tenuto conto delle circostanze in cui è stata stipulata, non sulla mancanza di prove a sostegno della tesi contraria.