Citation: 1P.415/2005 17.01.2006 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 131 I 153 consid. 1; 131 II 364 consid. 1, 353 consid. 1). 1.1 Presentato tempestivamente contro una decisione finale resa da un'autorità di ultima istanza cantonale, il ricorso di diritto pubblico, con cui viene eccepita la pretesa violazione di diritti costituzionali dei cittadini, è di massima ammissibile giusta gli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 89 OG, come pure in virtù dell'art. 34 cpv. 3 della legge federale sulla pianificazione del territorio, del 22 giugno 1979 [LPT; RS 700]). In quanto proprietario dell'impianto oggetto della domanda di costruzione in sanatoria, il ricorrente è toccato nei suoi interessi giuridicamente protetti dal giudizio impugnato ed è quindi legittimato a ricorrere ai sensi dell'art. 88 OG. 1.2 Secondo l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, specificando in cosa consista la violazione. Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non applica quindi d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate dall'insorgente e solo se le stesse sono sufficientemente sostanziate (DTF 130 I 26 consid. 2.1; 129 III 626 consid. 4; 129 I 185 consid. 1.6, 113 consid. 2.1). In concreto, riferendosi al principio della forza derogatoria del diritto federale sancito dall'art. 49 cpv. 1 Cost. (che, dal 1° gennaio 2000, ha di fatto ripreso l'invocato art. 2 Disp. trans. vCost.), il ricorrente rileva semplicemente che il provvedimento litigioso violerebbe le più recenti normative costituzionali e legislative in materia di energia, nonché di protezione dell'ambiente e del paesaggio. Tale generico accenno non soddisfa certamente le esposte esigenze di motivazione, per cui il gravame risulta, su questo punto, inammissibile. Per il resto, per quanto l'insorgente non esponga invero le proprie argomentazioni in maniera del tutto chiara e precisa - come è richiesto soprattutto in relazione alla censura d'arbitrio (cfr. DTF 128 I 295 consid. 7a; 125 I 492 consid. 1b; 117 Ia 10 consid. 4b) - il quesito della ricevibilità del gravame può comunque rimanere indeciso, in quanto lo stesso risulta in ogni caso infondato nel merito.