Citation: 2C_967/2020 E. 10.2

10.2. Con una prima critica riferita al requisito della necessità (art. 2 cifra 1 LOCCL), le ricorrenti tornano sull'art. 36 del contratto collettivo di lavoro (precedente consid. 7). In effetti, considerano che già il fatto che l'entrata in vigore del contratto sia stata subordinata all'estensione della sua obbligatorietà generale permetta di escludere che i suoi firmatari possano essere sottoposti a qualsivoglia pregiudizio, che giustifichi un intervento dello Stato (ricorso, p.to 6.2; replica, p.to 6.1). Se lo ritenevano così importante per la categoria - osservano in sostanza le insorgenti - non si capisce infatti perché non lo abbiano posto in vigore subito, per lo meno per le parti che lo hanno voluto e concluso. Già perché fa confusione tra la necessità della conclusione di un contratto collettivo e quella della sua estensione, la censura è tuttavia infondata. Come osservato nei precedenti considerandi 7.5 e 9.3, con riferimenti a giurisprudenza e dottrina, il conferimento del carattere obbligatorio ai sensi della LOCCL è pensato per quelle fattispecie nelle quali, senza tale passo, il contratto collettivo risulti inattuabile, e ciò può essere il caso fin dalla sottoscrizione del contratto medesimo.