Citation: 7B.183/2006 30.10.2006 E. 1

In virtù dell'art. 19 cpv. 1 LEF la decisione dell'autorità superiore di vigilanza può essere deferita al Tribunale federale entro dieci giorni dalla notificazione per violazione del diritto federale o dei trattati conclusi dalla Confederazione, come pure per eccesso o abuso nell'apprezzamento. Nell'ambito di un ricorso fondato sulla predetta norma il Tribunale federale pone a fondamento della propria decisione i fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale, salvo che siano state violate disposizioni federali in materia di prove e riservate la rettificazione d'ufficio degli accertamenti manifestamente dovuti a una svista o la loro completazione su punti puramente accessori (art. 63 cpv. 2 e 64 cpv. 2 OG, applicabili per analogia in virtù del rinvio contenuto nell'art. 81 OG). Il ricorrente non può per contro prevalersi di una violazione di diritti costituzionali e segnatamente di una valutazione arbitraria delle prove (DTF 122 III 34 consid. 1; 111 III 77 consid. 3). Nella fattispecie il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile nella misura in cui la ricorrente contesta la trattenuta effettuata il 26 aprile 2006 dalla sua datrice di lavoro: il ricorso dell'art. 19 cpv. 1 LEF permette di attaccare la decisione dell'autorità di vigilanza sui provvedimenti di un ufficio di esecuzione o fallimenti, ma non anche l'operato del proprio datore di lavoro. Se la ricorrente ritiene di non aver ricevuto il salario che le spettava, deve adire il giudice civile. Altrettanto inammissibile si rivela la prudenziale contestazione della "tempestività dei pignoramenti di reddito", atteso che sapere quando in concreto scade l'anno da cui è stato effettuato il primo pignoramento è una questione di fatto attinente alla valutazione delle prove, che dev'essere censurata con ricorso di diritto pubblico per apprezzamento arbitrario delle prove (DTF 120 III 114 consid. 3).