Citation: I 222/04 05.09.2006 E. 5

Il ricorrente, già meccanico tessile, ha beneficiato di provvedimenti d'integrazione professionale dell'AI che gli hanno permesso di conseguire nel luglio 2002 un attestato di capacità professionale quale sarto da donna. Incaricati dall'amministrazione di esprimere il proprio parere, sia il dott. M._______, specialista in reumatologia, sia il prof. R._______, primario di neurochirurgia all'Ospedale X.________, hanno, rispettivamente il 12 giugno e l'8 ottobre 2002, affermato che l'assicurato era da reputare completamente abile al lavoro nella sua nuova occupazione. Dopo attento esame della documentazione sanitaria ammissibile (cfr. consid. 3), il Tribunale federale delle assicurazioni non vede motivo alcuno per scostarsi da questa valutazione. Ne discende che perlomeno fino alla data decisiva della decisione amministrativa in lite del 5 giugno 2003, la quale per la costante giurisprudenza delimita il potere cognitivo del giudice (DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate), l'interessato, che a quell'epoca, secondo gli atti in concreto ritenibili, (ancora) non lamentava disturbi psichici oggettivabili - disturbi eventualmente insorti posteriormente alla data di emanazione del provvedimento su opposizione litigioso - e la cui obesità, per le ragioni esposte nel querelato giudizio cantonale, non poteva essere invocata come affezione invalidante, doveva essere considerato, dal profilo medico, abile in misura totale di esercitare la sua nuova professione di sarto da donna.