Citation: 9C_616/2017 E. 5.3

5.3. Dagli accertamenti del Tribunale cantonale emerge che la medesima operazione eseguita a Vienna era possibile anche all'ospedale universitario di Zurigo. In particolare, il Tribunale cantonale ha interpellato pendente causa il prof. dott. H.________, che si è determinato sui quesiti giudiziari e di parte con scritto dell'8 giugno 2017. Lo specialista ha inequivocabilmente riferito che l'operazione svolta dal prof. dott. F.________ in Austria era possibile anche all'ospedale universitario di Zurigo (cfr. risposta prof. dott. H.________ al quesito n. 1 posto dal Tribunale cantonale). Il prof. dott. H.________ ha pure esplicitamente confermato di aver valutato e discusso dell'opzione di "Cross-Face-Nerventransplantaten" sia nel 2009 che nuovamente in modo dettagliato nel 2011 (cfr. sempre risposta prof. dott. H.________ al quesito n. 1 posto dal Tribunale cantonale). Inoltre egli ha evidenziato come il concetto di trattamento proposto non si distanziava concettualmente dall'operazione di Vienna: eventuali sfumature non avrebbero causato impatti significanti sul risultato del trattamento (cfr. risposta prof. dott. H.________ al quesito n. 2 posto dal Tribunale cantonale). Rilevante è che lo specialista ha concluso come relativamente all'invasività, alla pericolosità e al decorso di guarigione non vi fossero da prevedere differenze significanti (cfr. risposta prof. dott. H.________ al quesito n. 2 posto dal Tribunale cantonale). Il prof. dott. I.________, specialista FMH in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, a cui il ricorrente si è rivolto per un ulteriore parere, ha confermato le avvenute discussioni tra il ricorrente e il prof. dott. H.________, segnatamente che i due avevano discusso "più o meno dello stesso intervento" (cfr. suo rapporto del 5 agosto 2015). I medici di fiducia della Mutuel, dott. J.________, specialista in medicina interna, e dott. K.________, specialista in chirurgia, interpellati pendente causa, hanno sostanzialmente condiviso quanto esposto dal prof. dott. H.________. In effetti nella loro presa di posizione del 22 giugno 2017 hanno espressamente confermato la possibilità di eseguire anche all'ospedale universitario di Zurigo quanto effettuato a Vienna nel giugno 2015, come pure la presenza di altre varianti possibili. In conclusione, gli accertamenti del Tribunale cantonale permettono di stabilire che il prof dott. H.________ ha più volte discusso in modo dettagliato le varie opzioni di cura per migliorare la situazione al viso, che vi erano altre modalità e che in ogni modo anche l'intervento effettuato a Vienna era eseguibile all'ospedale universitario di Zurigo. Non vi sono motivi che permettono di inficiare tale realtà dei fatti accertata dalla Corte cantonale sulla base di quanto espressamente dichiarato dal prof. dott. H.________ e sostanzialmente confermato dal prof. dott. I.________ e dai medici di fiducia della Mutuel. Il fatto che il prof. dott. F.________ sia ritenuto uno specialista d'alta competenza con esperienza in merito, come pure che il ricorrente si sia rivolto a lui su consiglio del prof. dott. H.________ per una seconda opinione oppure direttamente per suo conto, è inconferente ai fini della vertenza giudiziaria. Non vi è lacuna nell'offerta di cura in Svizzera. Si rileva altresì che il prof. dott. H.________ è stato chiaro anche nelle conclusioni, secondo cui il trattamento all'ospedale di Zurigo non avrebbe implicato sostanziali maggiori rischi essenziali rispetto a quelli dell'operazione effettuata all'estero, in casu a Vienna (cfr. risposta prof. dott. H.________ al quesito n. 2 della Mutuel).