Citation: 4A_25/2025 E. 3.1.3

3.1.3. In concreto è pacifico che la conduttrice aveva la facoltà di sublocare i locali che non usava. Ciò che le viene, a ragione, rimproverato è di averlo fatto senza rispettare le condizioni pattuite, atteso che l'importo incassato superava quanto concordato. Invero la ricorrente sostiene che le sublocazioni sarebbero state autorizzate perché l'amministratore unico della precedente proprietaria ne sarebbe stato al corrente e avrebbe confermato che sussisteva la possibilità di adeguare l'accordo del dicembre 2020. Sennonché, così facendo, essa si prevale di fatti non accertati dalla Corte cantonale, senza formulare alcuna censura conforme ai requisti che permettono al Tribunale federale di scostarsi dalla fattispecie riportata nella sentenza impugnata (v. sopra, consid. 2). Non soccorre la ricorrente nemmeno affermare di avere esercitato, almeno di fatto, l'opzione contenuta nel contratto, atteso che l'importo incassato supera il massimo previsto. Infine, non è ravvisabile né spiegato nel ricorso perché violerebbe il diritto federale equiparare sublocazioni, abusive nel senso dell'art. 262 cpv. 2 lett. b CO e non conformi agli accordi, al caso in cui il locatore rifiuta legittimamente il suo consenso alla sublocazione e quindi riconoscere una violazione dell'obbligo di diligenza del conduttore ai sensi dell'art. 257f cpv. 3 CO.