Citation: 1C_39/2022 E. 2.1

2.1. La Corte cantonale ha rilevato che al momento dell'adozione del diniego municipale del 24 marzo 2021, relativo alla domanda di costruzione del 9 novembre 2020, era già in vigore la regola dell'art. 91 cpv. 2 della legge del 6 dicembre 2004 sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 801.100), secondo cui le licenze edilizie si estinguono qualora i lavori di costruzione non siano stati avviati entro due anni a decorrere dal passaggio in giudicato della licenza edilizia o qualora il progetto di costruzione non sia stato ultimato entro tre anni dall'inizio dei lavori; l'autorità competente per l'autorizzazione può, su richiesta motivata, prolungare questi termini in maniera adeguata comunicando la proroga anche a eventuali opponenti. Ha rilevato che questa modifica è entrata in vigore il 1° aprile 2019. Ha lasciato aperto il quesito di sapere se per la licenza edilizia rilasciata nel 2014 e per i lavori connessi dovrebbe essere applicata la vecchia versione della citata norma, poiché anch'essa e la relativa giurisprudenza prevedevano termini per l'inizio e la conclusione dei lavori, termini parimenti scaduti. Per l'inizio dei lavori essi erano di un anno a decorrere dalla data d'inizio ammissibile, rispettivamente, per la conclusione, di due dall'inizio dei lavori. L'istanza precedente ha poi osservato che dopo il rilascio della licenza edilizia del 2014 la ricorrente ha chiesto una proroga per terminare i lavori, protrazione accordata fino al 31 ottobre 2017. Ha accertato che i lavori non sono stati tuttavia ultimati. Ne ha concluso che la licenza edilizia del 2014 è quindi scaduta. Ha poi stabilito che il fermo lavori disposto il 19 settembre 2020 dal Municipio è avvenuto dopo l'estinzione della licenza edilizia, motivo per cui questa circostanza non ha impedito alla ricorrente di portare a termine i lavori. I giudici cantonali hanno stabilito che, pertanto, la domanda di costruzione del 9 novembre 2020 dev'essere considerata come una domanda a posteriori. Ne hanno dedotto che il Comune poteva deciderla riguardo all'intero progetto di costruzione, incluso il richiesto ampliamento, con pieno potere discrezionale, senza essere vincolato dalla precedente decisione, visto che la ricorrente non può appellarsi a nessuna approvazione pregressa della costruzione litigiosa.