Citation: 1S.3/2006 02.03.2006 E. 1

1.1 Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. a della legge sul Tribunale penale federale, del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71), fino all'entrata in vigore della revisione totale dell'OG, le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili mediante ricorso al Tribunale federale, entro 30 giorni dalla notifica, per violazione del diritto federale; la procedura è retta dagli art. 214-216, 218 e 219 PP, applicabili per analogia (cfr. DTF 130 I 234 consid. 2.1, 130 II 306 consid. 1.2). 1.2 La decisione con la quale la Corte dei reclami penali conferma il mantenimento della detenzione preventiva, ordinata per i bisogni di una procedura penale condotta dal MPC, costituisce una misura coercitiva impugnabile dinanzi alla I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale (art. 2 cpv. 1 cifra 4 del regolamento del Tribunale federale, secondo la modifica del 23 marzo 2004). Il ricorso, tempestivo, diretto contro il mantenimento della detenzione preventiva, è quindi ammissibile (DTF 131 I 52 consid. 1.2.2, 130 II 306 consid. 1.2.2). 1.3 Il ricorrente contesta in primo luogo le indennità di fr. 3'000.--, rispettivamente di fr. 2'500.--, assegnate nei giudizi del 17 giugno e del 22 dicembre 2005 al suo difensore d'ufficio dalla Corte dei reclami penali, che ha ritenuto eccessivo il dispendio temporale indicato dal legale nelle note spese di fr. 12'878.10, rispettivamente di fr. 9'841.55. Queste censure, come già indicato nella sentenza dell'11 ottobre 2005, sono inammissibili. In effetti, il ricorso contro decisioni della Corte dei reclami penali è dato unicamente contro misure coercitive secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. a LTPF. Ora, la questione dell'ammontare dell'indennità dell'avvocato d'ufficio non costituisce manifestamente una misura coercitiva, per cui questo quesito, sul quale si diffonde il ricorrente, non può essere esaminato nel merito (DTF 131 I 52 consid. 1.2.3 pag. 55 e rinvii; sentenze 1S.3/2004 del 13 agosto 2004 consid. 2.3, 1S.1/2005 del 27 gennaio 2005 consid. 2.1 e 1S.31/2005 del 6 febbraio 2006 consid. 5.2, destinata a pubblicazione; cfr. anche sentenza 6S.15/2005 del 12 maggio 2005). 1.4 Nella decisione impugnata la Corte dei reclami penali ha dichiarato irricevibile la domanda di ricusa del giudice istruttore federale, formulata a titolo subordinato dal ricorrente, perché da una discussione telefonica del 24 novembre 2005 con il magistrato ricusato sarebbe emersa l'esistenza di contatti informali tra quest'ultimo e il MPC, nell'ambito dei quali, in assenza del ricorrente, avrebbero disquisito il merito della procedura. La Corte dei reclami penali ha ritenuto che l'istanza di ricusa, presentata formalmente in data 28 novembre 2005, ossia posteriormente alla decisione di rifiuto della scarcerazione del giudice istruttore, del 25 novembre precedente, era irricevibile. 1.4.1 Questa tesi è infondata. In effetti, dagli atti di causa risulta che il ricorrente ha immediatamente criticato l'asserito agire del magistrato, prima con una lettera del 24 novembre 2005 e poi con l'istanza formale del 28 novembre successivo. La decisione di rifiuto della scarcerazione, del 25 novembre 2005, gli è stata intimata, come non contestato dalle parti, il 1° dicembre 2005. La sua istanza era quindi, e manifestamente, tempestiva. Per di più, nella risposta del 28 novembre 2005 allo scritto del 24 novembre precedente, il giudice istruttore, sostenendo ch'essa sarebbe priva di fondamento, essendo verosimilmente frutto di personali supposizioni dovute a un'eventuale incomprensione linguistica, neppure ha accennato all'emanazione, già avvenuta, della sua decisione. 1.4.2 Questa conclusione non comporta tuttavia l'accoglimento del ricorso. La Corte dei reclami penali ha infatti ritenuto, a titolo abbondanziale, che le critiche del reclamante costituiscono mere affermazioni di parte prive di ogni riscontro oggettivo, ragione per cui la domanda di ricusa avrebbe dovuto essere respinta. Al riguardo il ricorrente si limita a sostenere d'aver rilevato, nella sua replica dinanzi alla Corte dei reclami penali, che il giudice istruttore e il MPC non avrebbero contestato la criticata discussione bilaterale. L'assunto è privo di consistenza. Nelle osservazioni del 13 dicembre 2005, il magistrato interessato ha in effetti espressamente rilevato che le argomentazioni sulla ricusa "riposano unicamente su illazioni prive di riscontro oggettivo". La motivazione abbondanziale del giudizio impugnato regge quindi alle critiche.