Citation: 4A_669/2020 E. 6.2

6.2. Per il ricorrente gli accertamenti operati dai giudici di appello fondati sulle dichiarazioni dei testi F.________, D.________, G.________ e H.________ sarebbero arbitrari, poiché essi non avrebbero vissuto di persona i fatti da loro narrati, non avrebbero partecipato ai litigi o sarebbero parti interessate, in quanto assunti in qualità di direttori. Le deposizioni di E.________ e di C.________, invece, non avrebbero alcuna forza probatoria e le loro dichiarazioni sarebbero inventate: la violazione dell'obbligo di fedeltà e di diligenza e quella di direttive del datore di lavoro non sarebbero dunque state comprovate. F.________, è vero, ha confermato di non aver assistito alla lite tra il ricorrente e D.________. Il fatto da lei narrato, però, era vero, poiché confermato dalla diretta interessata, la quale ha dichiarato di avere avuto "un paio di scontri" con il ricorrente (cfr. verbale di interrogatorio del 9 luglio 2019, pag. 2). G.________, poi, non era un collaboratore dell'opponente, bensì un dirigente di I.________ SA, una cliente dell'opponente, e a lui il ricorrente aveva tra l'altro chiesto quanto guadagnasse (cfr. verbale di interrogatorio del 10 settembre 2019, pag. 3). Non si è trattato di questioni o di conflitti all'interno dell'azienda, bensì d'una richiesta di informazione impropria, che esulava chiaramente dai compiti a lui affidati di responsabile amministrativo/ contabile (cfr. doc. B), tanto da suscitare lo stupore della persona richiesta: così agendo, egli ha disatteso il dovere di attenersi alle mansioni specifiche a lui affidate per contratto (cfr. art. 321a cpv. 1 e 321d cpv. 2 CO). Quanto alle deposizioni degli organi dell'opponente, non si misconosce che esse siano da apprezzare con cautela; tuttavia, anche una deposizione di una parte può avere rilevanza probatoria (cfr. DTF 143 III 297 consid. 9.3.2), specie se è corroborata da altre prove (PETER HAFNER, in: Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, 3aed. 2017, n. 8 ad art. 191 CPC). In concreto H.________, contabile e direttrice e responsabile del settore fiscale dell'opponente, ha riferito di aver assistito personalmente a screzi tra il ricorrente e dei colleghi e che costui aveva avuto con taluni di essi scontri più intensi ai quali lei non aveva assistito di persona, ma di cui lei aveva discusso con quest'ultimo e con i colleghi coinvolti; ha confermato "vari scontri" con D.________, la quale - già si è detto - ha ammesso di averne avuto un paio con il ricorrente; e ha ricordato che costui, "con un linguaggio piuttosto colorito", aveva reputato quest'ultima inidonea per la funzione da lei assunta. E.________ ha confermato liti del ricorrente con altri dipendenti della struttura e anche con clienti dell'opponente, soggiungendo di averlo esortato a limitarsi al suo settore della contabilità e di non invadere altri settori non di sua competenza (cfr. verbale di interrogatorio del 17 dicembre 2019, pag. 2). Tali deposizioni sono compatibili con quelle di taluni testi, in particolare laddove riferiscono di attitudini del ricorrente contrarie agli interessi dell'azienda per aver assunto un comportamento biasimevole verso una collaboratrice di una cliente e invaso settori non di sua pertinenza, fino a cercare di raccogliere informazioni sui redditi di impiegati di clienti. Simili comportamenti configurano delle violazioni del dovere di diligenza e fedeltà verso il datore di lavoro. In estremi del genere gli accertamenti dei giudici di appello non appaiono arbitrari e il loro giudizio resiste alla critica.