Citation: 6B_1295/2016 E. 2.3

2.3. Il ricorrente ritiene che la CARP sia incorsa nell'arbitrio laddove ha stabilito che le somme incassate dall'accusatore privato sarebbero state da questi corrisposte sul "conto clienti" o "conto di passaggio" prima di essere trasferite alla ditta. Contrariamente a quanto ritenuto nella sentenza impugnata, il conto precitato non sarebbe un conto intestato al venditore, bensì una voce contabile, denominata "passante" o "privato", del bilancio della società. Rileva che uno dei motivi per il licenziamento dell'accusatore privato fosse la scorretta gestione dei conti vendita in cui venivano registrate le fatture non nominative e che nella lettera di notifica della disdetta del rapporto di lavoro la società, dopo le necessarie verifiche, avrebbe lamentato il mancato incasso dei "conto privato", ricordandogli l'obbligo di deposito presso la cassa aziendale delle somme ricevute a contanti. Per l'insorgente sarebbe pacifico che l'accusatore privato avesse inizialmente l'intenzione di appropriarsi indebitamente di importi di spettanza della datrice di lavoro, tenuto peraltro conto che in un primo tempo egli non avrebbe ammesso il loro avvenuto incasso. La dichiarazione diffamatoria sarebbe successiva alla notifica del licenziamento, di conseguenza in occasione dell'incontro con D.________ il ricorrente aveva in perfetta buona fede buoni motivi per ritenere che l'accusatore privato trattenesse ingiustificatamente somme di denaro incassate dai clienti della società.