Citation: 9C_916/2009 30.08.2010 E. 7

7.1 A proposito della capacità lavorativa residua di Z._________, il dottor P.________, reumatologo, ha ritenuto l'assicurato abile al lavoro a tempo pieno in un'attività leggera con una limitazione del rendimento del 10-20 % (per l'inserimento di pause), mentre, come detto, la dottoressa C.________ e il dottor B._________ non hanno rilevato limitazioni da un punto di vista psichico. Alla luce di questi dati sono state ritenute ancora esigibili dal consulente in integrazione attività semplici, leggere e poco qualificate, segnatamente nel settore industriale. La realizzazione della capacità lavorativa residua sul mercato del lavoro equilibrato è stata considerata, inoltre, ammissibile, malgrado l'assicurato avesse compiuto sessant'anni (sentenza 9C_918/2008 del 28 maggio 2009 consid. 4.2.1 e 4.2.2). Tale conclusione, in quanto conforme al diritto federale, va confermata. Al riguardo va rilevato che sebbene l'età avanzata venga considerata un fattore estraneo all'invalidità, la giurisprudenza riconosce che essa, insieme ad altri fattori di carattere personale o professionale, può ostare alla realizzazione della capacità lavorativa residua sul mercato del lavoro equilibrato per mancanza di richiesta di tale forza lavoro (sentenza citata 9C_918/2008 consid. 4.2.2, anche DTF 132 V 393 consid. 3.2). In che misura l'età influisca sulla possibilità di realizzare la capacità lavorativa residua non si valuta alla luce di un principio generale, bensì tenuto conto delle esigenze delle attività di riferimento (sentenza citata 9C_918/2008 consid. 4.2.2 con riferimenti). In concreto, secondo l'orientatore professionale, l'assicurato può svolgere un'ampia gamma di attività, segnatamente in aziende con compiti di produzione, confezione, imballaggio, assemblaggio, controllo dello stoccaggio e spedizione, quale autista/fattorino, nella vendita, quale ricezionista, o ausiliario in ufficio, anche grazie alle competenze dimostrate durante l'attività commerciale svolta dal 2001 al 2003. La sua capacità lavorativa risulta inoltre ridotta solo nella misura in cui deve introdurre delle pause che riducono il rendimento del 10/20 % (si confrontino pure sentenze I 304/06 del 22 gennaio 2007 consid. 4.1 e 4.2, in cui la capacità lavorativa di un assicurato sessantenne con limitazioni psichiche e fisiche e una riduzione del 30 % è stata considerata realizzabile, e I 376/05 del 5 agosto 2005 consid. 4.2). Inoltre la sua situazione non è certo paragonabile a quelle descritte nelle sentenze SVR 2009 IV n. 35 pag. 97 (9C_437/2008 del 19 marzo 2009), I 392/02 del 23 ottobre 2003, e I 401/01 del 4 aprile 2002 consid. 4c, in cui è stata ammessa l'impossibilità di realizzare economicamente la capacità lavorativa residua. Infine va evidenziato che il calcolo del reddito da invalido (e quindi del grado di invalidità) eseguito dalla Corte cantonale è conforme al diritto federale. I primi giudici hanno infatti correttamente ridotto del 9.66 % (procedimento omesso dall'amministrazione) il reddito base da invalido per tenere conto del fatto che il guadagno (senza invalidità) effettivamente conseguito era considerevolmente inferiore, di circa il 15 %, alla media usuale nel settore (DTF 135 V 297; 134 V 322 consid. 4 pag. 325). Inoltre hanno apportato una riduzione del 20 % su questo importo base per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso (DTF 126 V 75). Del resto il calcolo alternativo proposto dal ricorrente appare confuso, di difficile comprensione e pertanto la censura risulta insufficientemente motivata. 7.2 Neppure la riduzione del 20 % apportata dall'amministrazione e confermata dal Tribunale di prime cure appare censurabile, essendo sufficientemente motivata e non manifestamente insostenibile. La misura della riduzione costituisce infatti una questione di apprezzamento, che esula dal potere d'esame del Tribunale federale, eccezion fatta per il caso in cui il ricorrente adduce che il Tribunale cantonale avrebbe esercitato abusivamente il proprio potere di apprezzamento e quindi violato il diritto federale tramite un eccesso o un difetto nell'esercizio di tale potere (RSAS 2009 pag. 136 [9C_382/2007 consid. 4.1] e sentenza 9C_721/2008 del 14 ottobre 2008 consid. 1.3.2). In concreto ciò non è avvenuto essendosi l'assicurato limitato ad asserire che la Corte cantonale e l'amministrazione avrebbero dovuto riconoscere la riduzione massima. Del resto pur considerando la riduzione massima l'assicurato non avrebbe raggiunto il grado minimo previsto del 40 %. Ne consegue che pure la richiesta subordinata di concedere all'assicurato una rendita di invalidità del 40 % dev'essere respinta.