Citation: 6B_536/2014 E. 2.4

2.4. Nella fattispecie il TPF ha stilato, oltre al verbale del procedimento (v. incarto pag. 39.910.001 segg.) e ai verbali di interrogatorio dibattimentale dell'imputato, dei testimoni e della persona informata sui fatti (incarto pag. 39.930.001 segg.), anche un verbale principale dei dibattimenti (incarto pag. 39.920.001 segg.), in cui descrive lo svolgimento delle udienze dibattimentali. In relazione alla fase della discussione (v. art. 346 CPP), il TPF si è limitato a riportare le conclusioni formulate dalle parti in esito ai rispettivi interventi e l'avvenuto esercizio del diritto a una seconda arringa (incarto pag. 39.920.007 segg.). Il verbale principale dei dibattimenti si conclude con l'elenco degli allegati prodotti dalle parti, tra cui la requisitoria scritta del MPC, l'arringa dell'accusatrice privata e le conclusioni dell'arringa difensiva (incarto pag. 39.920.013). Quest'ultimo allegato (incarto pag. 39.925.110 segg.) indica, seppur concisamente, le ragioni a sostegno delle conclusioni difensive. Ci si può chiedere se ciò non sia sufficiente sotto il profilo dell'obbligo di verbalizzazione, ove si consideri che il TPF ha effettuato una registrazione sonora del dibattimento, come rilevato in tutte le osservazioni sul gravame e come risulta dal verbale medesimo (incarto pag. 39.920.002). Certo, a ragione il ricorrente eccepisce nella replica che la registrazione sonora non può sostituire la verbalizzazione scritta (v. art. 76 cpv. 4 primo periodo CPP; messaggio concernente l'unificazione del diritto processuale penale del 21 dicembre 2005, FF 2006 1063). Sia come sia, la questione non necessita ulteriore disamina. Infatti, trattandosi dell'arringa difensiva, in concreto il rispetto dell'obbligo di verbalizzare va valutato non tanto alla luce del diritto dell'insorgente di consultare l'incarto, quanto piuttosto di quello a una decisione motivata (al riguardo v. DTF 139 IV 179 consid. 2.2). Su questo tema il gravame non rispetta però le esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (sulle stesse v. DTF 139 I 229 consid. 2.2) : il ricorrente non espone in particolare quali elementi rilevanti per la decisione abbia sollevato con l'arringa, non riportati nel verbale, che il TPF avrebbe negletto di esaminare e su cui avrebbe dovuto pronunciarsi. La natura formale del diritto di essere sentito (v. DTF 137 I 197 consid. 2.2), invocata nella replica, non esime la parte ricorrente dal motivare compiutamente le sue critiche, soprattutto qualora la pretesa violazione non si riferisca al diritto di esprimersi prima dell'emanazione di una decisione o a quello di consultare l'incarto. La censura, ispirata a un formalismo sostanzialmente fine a sé stesso, risulta quindi inammissibile (v. mutatis mutandis sentenze 6B_461/2012 del 6 maggio 2013 consid. 2.4; 6B_383/2011 del 20 gennaio 2012 consid. 2.2; 8C_979/2010 del 9 maggio 2011 consid. 4.5). A titolo abbondanziale, rilevasi che il caso in esame si distingue da quello di cui alla sentenza 6B_492/2012 del 22 febbraio 2013, in cui il Tribunale federale ha concluso circa l'inutilizzabilità delle dichiarazioni dibattimentali dell'imputato a causa dell'inosservanza dei presupposti di validità del verbale d'interrogatorio, non essendo stato dato da leggere, né presentato per controllo e neppure firmato (sentenza citata consid. 1.4 e 1.5). Si distingue altresì dalla DTF 124 V 389, in cui l'allora Tribunale federale delle Assicurazioni, chiamato a pronunciarsi in seconda istanza, con un ampio potere cognitivo, ha annullato la decisione impugnata a causa dell'assenza totale di un qualsiasi verbale.