Citation: 1C_76/2022 E. 6.3

6.3. Con le loro argomentazioni ricorsuali, le ricorrenti si limitano ad invocare il fatto che il Municipio abbia tollerato l'eccessiva altezza del manufatto e non sia intervenuto in precedenza per renderle attente dell'abuso. Non sostanziano tuttavia l'esistenza di un'assicurazione vincolante rilasciata dall'Esecutivo comunale relativa alla possibilità di innalzare il muro sul lato sud fino all'altezza attuale. Le autorizzazioni del 6 luglio 2007 e del 7 aprile 2008 concernevano i muri sul confine est (lungo via Parallela), rispettivamente su quello ovest (lungo via al Ramon), oltre a un tratto limitato a circa 3 m sul confine sud in corrispondenza dell'angolo sud-ovest. Contrariamente all'opinione delle ricorrenti, tali autorizzazioni non comprendevano un permesso implicito di sopraelevare il muro su tutta la lunghezza del confine sud. In tali circostanze, non è quindi realizzato un caso di tutela del principio della buona fede ai sensi dell'esposta giurisprudenza. Peraltro, secondo la giurisprudenza, eventuali assicurazioni fornite soltanto al proprietario del fondo dedotto in edificazione non possono essere opposte a terzi che intendono contestare il rilascio della licenza edilizia. Il committente dell'opera deve infatti sapere che una costruzione è soggetta a pubblicazione e non può in buona fede ritenere che un'informazione dell'autorità comporti una decisione anticipata sulla procedura di opposizione o di ricorso. Se la legge prevede delle possibilità formali di partecipazione o di ricorso per la protezione dei terzi, segnatamente dei vicini, eventuali assicurazioni che sarebbero fornite dall'autorità fuori dalle procedure prescritte e che escluderebbero tale protezione giuridica, sono inefficaci (DTF 117 Ia 285 consid. 3e; sentenza 1C_6/2009 del 24 agosto 2009 consid. 3.2 in: SJ 2010 I 19).