Citation: 4P.16/2004 02.06.2004 E. 2

Il ricorso di diritto pubblico verte principalmente sull'eccezione di prescrizione sollevata dall'opponente, che la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha accolto. 2.1 Il ricorrente rimprovera ai giudici ticinesi l'applicazione arbitraria dell'art. 321 lett. b CPC/TI, giusta il quale in sede di appello è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti, prove o eccezioni. Egli rileva infatti come, dinanzi al Pretore, l'opponente avesse sollevato l'eccezione di prescrizione limitatamente alle prestazioni contrattuali d'appalto (allestimento dei piani). L'estensione dell'eccezione di prescrizione a tutta l'opera svolta sarebbe avvenuta solo in sede di appello, in contrasto con quanto prescritto dal citato disposto. Esaminando ciononostante tale novità la Corte cantonale sarebbe incorsa nell'arbitrio. 2.1.1 Dato il tenore dell'argomentazione ricorsuale appare innanzitutto utile ricordare che nel procedimento civile ticinese il tema della lite è fissato e limitato dalle domande ed eccezioni formulate dalle parti nella petizione e risposta, rispettivamente replica e duplica. In altre parole, le parti forniscono il substrato fattuale della controversia, mentre spetta al giudice il compito di applicare il diritto (art. 78 e art. 87 CPC/TI; cfr. Angelo Olgiati, Le norme generali per il procedimento civile nel Canton Ticino, Zurigo 2000, § 10.V. pag. 116 segg.). In concreto, nella risposta 21 settembre 1993 l'opponente B.________ ha postulato l'integrale reiezione della petizione introdotta il 27 aprile precedente. A sostegno della sua domanda egli ha fra l'altro invocato l'"eccezione di prescrizione, almeno per quanto attiene alle prestazioni contrattuali di appalto (allestimento dei piani)." L'eccezione, sempre limitatamente alle prestazioni d'appalto, è stata ribadita anche in sede di duplica e all'udienza preliminare. Il ricorrente ha replicato rilevando che il contratto stipulato - pur comprendendo prestazioni per le quali erano applicabili le norme sul contratto d'appalto (allestimento dei piani) e altre prestazioni per le quali erano applicabili le norme sul mandato (direzione lavori) - era e rimaneva uno solo, ragione per cui il termine per la prescrizione aveva iniziato a decorrere solamente una volta adempiute tutte le obbligazioni ivi contemplate e non dopo ogni singola prestazione. L'argomentazione del ricorrente ha trovato eco nel decreto 4 settembre 1995. Pur senza dichiararlo esplicitamente, il giudice ha ritenuto che l'eccezione di prescrizione non poteva essere limitata ad una parte delle prestazioni pattuite contrattualmente, bensì andava riferita all'intero accordo. Il Pretore ha infatti ben evidenziato sia la volontà delle parti di concludere un unico contratto per prestazioni di natura diversa sia il richiamo al regolamento 103 SIA ed. 1984, giusta il quale - analogamente a quanto previsto dall'art. 371 cpv. 2 CO - le pretese derivanti da difetti della costruzione si prescrivono nel termine di cinque anni, calcolati dal momento del collaudo dell'opera. Reputando di poter far coincidere il collaudo con il primo utilizzo del campo sportivo, avvenuto nel 1990, egli ha respinto l'eccezione di prescrizione sollevata dall'opponente. 2.1.2 Dagli atti di causa si evince dunque che - contrariamente a quanto asserito nell'impugnativa - la cosiddetta "estensione dell'eccezione di prescrizione" non va ricondotta al comportamento processuale dell'opponente in sede di appello ma è il risultato dell'applicazione del diritto federale da parte del giudice di primo grado. Il richiamo all'art. 321 lett. b CPC/TI risulta pertanto privo di ogni pertinenza. Dinanzi al Tribunale d'appello l'opponente ha infatti contestato la decisione pretorile concentrandosi in particolare sull'inizio della decorrenza del termine di prescrizione, senza più distinguere le prestazioni tipiche del contratto d'appalto da quelle del contratto di mandato. Ciò non significa ch'egli ha esteso la propria eccezione, bensì che ha accettato la decisione del Pretore in merito alla portata dell'eccezione. Lo stesso vale per il ricorrente, che nelle osservazioni all'appello non ha criticato la pronunzia pretorile su questo punto. Per questo motivo la massima istanza ticinese non si è nemmeno più chinata sulla portata da attribuire all'eccezione sollevata limitatamente ad una parte delle prestazioni contrattuali. Il Tribunale d'appello ha per contro corretto il giudizio di primo grado in punto al momento determinante per l'inizio della decorrenza del termine, precisando come, in presenza di più persone legate al committente con contratti separati l'uno dall'altro, il termine di prescrizione per le loro prestazioni non decorra dalla consegna della totalità dell'opera stessa bensì dalla consegna di ogni singola parte (cfr. DTF 115 II 456 consid. 2 e 4). I giudici ticinesi hanno infine stabilito che in concreto il termine di prescrizione ha iniziato a decorrere con la consegna dell'ultima prestazione promessa dall'ingegnere - vale a dire la direzione dei lavori di sottostruttura eseguiti dalla E.________ S.A. - che la Corte cantonale ha reputato avvenuta all'inizio del mese di ottobre 1987, subito dopo la verifica della liquidazione finale presentata da questa ditta. Donde l'accoglimento dell'eccezione di prescrizione. 2.1.3 In conclusione, la censura concernente l'applicazione arbitraria dell'art. 321 lett. b CPC/TI si avvera manifestamente infondata. 2.2 Ciò comporta la reiezione del gravame anche laddove viene asseverato che la limitazione dell'eccezione alle prestazioni contrattuali d'appalto sottintendeva l'ammissione che per l'attività di direzione dei lavori non v'era prescrizione e che la diversa decisione del Tribunale d'appello sarebbe il frutto di un errato e arbitrario apprezzamento della portata dell'ammissione dell'opponente. Come detto, infatti, il tema della limitazione dell'eccezione non è più stato riproposto dinanzi all'autorità d'appello.