Citation: 5A_399/2021 E. 3.2

3.2. La procedura di rigetto dell'opposizione è una procedura documentale ("Urkundenprozess") il cui scopo non è di accertare l'esistenza del credito posto in esecuzione, bensì l'esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice accerta unicamente la forza probante del titolo prodotto dal creditore procedente, la sua natura formale, e attribuisce allo stesso forza esecutiva se l'escusso non rende immediatamente verosimili le eccezioni liberatorie. L'escusso può avvalersi di ogni argomento di diritto civile - eccezioni o obiezioni - atto a invalidare il riconoscimento di debito. Non deve portare la prova piena dei suoi mezzi liberatori, ma li deve rendere verosimili, in linea di principio mediante documenti (art. 254 cpv. 1 CPC; DTF 145 III 20 consid. 4.1.2; sentenza 5A_532/2019 del 4 maggio 2020 consid. 2.4). Il giudice del rigetto può prendere in considerazione solo gli elementi intrinseci al titolo, ad esclusione degli elementi estrinseci che esulano dal suo potere di cognizione (DTF 145 III 20 consid. 4.3.3; sentenza 5A_121/2021 del 6 aprile 2022 consid. 2.1.2). Se il riconoscimento di debito emerge da semplici atti concludenti, il rigetto provvisorio deve essere rifiutato poiché la volontà di pagare dell'escusso deve risultare direttamente dai documenti prodotti; in caso contrario, spetta al giudice del merito determinarla (sentenza 5A_39/2023 del 24 febbraio 2023 consid. 5.2.4). Al giudice del rigetto dell'opposizione non compete statuire su questioni delicate di diritto sostanziale o per la cui soluzione il potere di apprezzamento riveste un ruolo importante (STÉPHANE ABBET, in La mainlevée de l'opposition, 2a ed. 2022, n. 106 ad art. 84 LEF, con rinvio a DTF 140 III 180 consid. 5.2.1; v. anche DTF 136 III 624 consid. 4.2.3; 124 III 501 consid. 3a; sentenze 5A_984/2017 del 5 settembre 2018 consid. 2; 5A_467/2015 del 25 agosto 2016 consid. 3.3 con rinvio, in SJ 2016 I pag. 481 e RtiD 2017 I pag. 733).