Citation: 2C_1053/2017 E. 3.1

3.1. Nel contestato giudizio, esso ha innanzitutto constatato l'assenza di un'integrazione avvenuta con successo (art. 50 cpv. 1 lett. a LStr). Richiamati gli art. 4 LStr, 77 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa del 24 ottobre 2007 (OASA; RS 142.201) e 4 dell'ordinanza sull'integrazione degli stranieri del 24 ottobre 2007 (OIntS; RS 142.205), ha in proposito rilevato: che nei tre anni durante i quali ha vissuto in comunione domestica con il marito, la ricorrente non ha svolto nessuna attività lucrativa, ma che questo aspetto va relativizzato, poiché occorre tenere conto del fatto che, quando è giunta nel nostro Paese, aveva un figlio di tre mesi cui ba dare, un anno e cinque mesi più tardi è nato un secondo figlio e al sostentamento della famiglia provvedeva il consorte; che all'insorgente non può inoltre essere rimproverato il fatto che la sua famiglia abbia beneficiato di assegni famigliari integrativi e di prima infanzia, siccome si tratta di misure di politica familiare che non ricadono sotto il concetto di aiuto sociale; che, intervenuta la separazione, bisogna pure dare atto alla ricorrente degli sforzi intrapresi per procacciarsi un'attività lucrativa, visto che già il 1° aprile 2015 aveva trovato un lavoro quale ausiliaria di pulizie presso D.________, il 1° giugno successivo ha cominciato a lavorare presso E.________ e, dal novembre 2016, lavora in parallelo come domestica presso un privato; che l'integrazione professionale dell'insorgente non ha tuttavia nulla di eccezionale, in quanto tutte le attività svolte finora non le hanno permesso di evitare di percepire 90 indennità giornaliere da fr. 57.10 ciascuna (sulla base di un guadagno assicurato di fr. 1'549.--) e di dovere di recente fare capo all'assistenza pubblica (accumulando un debito che nell'agosto 2017 si attestava a fr. 15'020.65), di modo che la stessa adempie anche il motivo di revoca del permesso di dimora previsto all'art. 62 cpv. 1 lett. e LStr; che se, da una parte, l'insorgente ha osservato davanti al Tribunale amministrativo di avere la prospettiva di incrementare il numero di ore per poter rendersi economicamente autonoma, dall'altra, tale ipotesi era stata manifestata già nel settembre 2015; che, tenuto conto del peggioramento delle sue condizioni finanziarie, la prognosi affinché la ricorrente possa evitare di continuare a dipendere dall'aiuto sociale si rivela negativa e che, siccome non è in grado di conseguire un reddito che permetta di coprire i suoi consumi, non si può pertanto ritenere che l'insorgente si sia integrata con successo in Svizzera, come prevede la giurisprudenza federale.