Citation: 4A_227/2021 E. 4.2

4.2. La ricorrente ritiene che il Pretore non avrebbe dovuto emanare una decisione sulle misure cautelari prima di avere deciso la sua istanza del 9 ottobre 2020. Essa invoca il divieto dell'arbitrio e afferma che la buona fede le imponeva di sollevare subito i suoi dubbi circa l'ammissibilità delle domande cautelari, questione che avrebbe dovuto essere immediatamente esaminata. Sostiene che, nonostante "una definizione infelice nel petito delle istanze", il Tribunale di appello ha recepito, come avrebbe pure dovuto farlo il Pretore, che la sua intenzione era quella di ottenere una sospensione del procedimento in base all'art. 126 CPC, di cui sarebbero stati dati tutti i presupposti, e che tale richiesta avrebbe dovuto essere evasa con una decisione formale appellabile e "non con una disposizione ordinatoria". Termina il suo ricorso ribadendo di avere subito una grave violazione del suo diritto di essere sentita, segnatamente perché non ha potuto esprimersi sul merito della domanda cautelare.