Citation: 5A_1017/2019 E. 5.2.2

5.2.2. Lo stesso dicasi a proposito degli argomenti che il ricorrente adduce a sostegno della propria opinione che l'impegno da lui assunto sia da qualificare quale fideiussione. La discussione su come l'autorità precedente abbia applicato il principio dell'affidamento, sul senso del contratto, sulle sottigliezze nell'applicazione dei criteri di distinzione fra fideiussione e garanzia indipendente travalica ampiamente la cognizione del giudice del rigetto. Peraltro, pur non potendosi certo escludere che, in esito ad un eventuale futuro procedimento di merito avanti un giudice con pieno potere di cognizione, l'impegno che il ricorrente (e i suoi condebitori solidali) si è assunto nel quadro del presente contrarius actus possa effettivamente essere considerato una fideiussione, non impedisce che in questa sede, nei limiti - in particolare probatori - della procedura sommaria, debba essere giudicato diversamente. È questa la ragione per cui il giudizio del giudice del rigetto non è vestito di effetto di cosa giudicata relativamente all'esistenza del credito affermato (DTF 136 III 583 consid. 2.3 con rinvii; 136 III 566 consid. 3.3; FABIENNE HOHL, Procédure civile, vol. I, 2a ed. 2016, n. 2363 pag. 392; ANDRÉ SCHMIDT, in Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 5 ad art. 79 LEF; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, 1984, § 18 n. 24). Ciò premesso, e pur tenuto conto del fatto che il debitore può limitarsi a rendere verosimili le proprie eccezioni ( supra consid. 3.3), gli argomenti ritenuti dalla Corte cantonale a favore della tesi dell'impegno indipendente - e pertanto non viziato da nullità - assunto dal ricorrente sono più convincenti di quelli addotti dal ricorrente: l'interesse di quest'ultimo a recuperare la proprietà del proprio fondo, e di liberarsi dei diritti di compera concessi all'opponente nonché dei vari impegni contrattuali assunti in vista dell'edificazione prospettata, non necessita di molte spiegazioni, ed è comunque del tutto indipendente dall'interesse dell'opponente ad ottenere il discusso versamento. Negando la nullità dell'impegno dovuta a vizio di forma, la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello non ha pertanto violato il diritto federale. La censura si rivela infondata.