Citation: 2C_398/2016 E. 3.1

3.1. In primo luogo il Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo ha rammentato che, in virtù dell'art. 11 cpv. 1 LALPS, il Consiglio di Stato, quale autorità di ricorso, era legittimato ad esigere in materia di diritto degli stranieri il versamento di un anticipo delle spese procedurali, con la comminatoria che il mancato versamento dell'importo preteso entro il termine fissato comportava l'inammissibilità del rimedio. Nel caso concreto la somma chiesta era stata versata tardivamente, motivo per cui a ragione il gravame esperito il 28 gennaio 2016 era stato dichiarato irricevibile. Al riguardo ha osservato che il fatto che l'insorgente avesse percepito il salario solo dopo la scadenza del termine concessogli nulla mutava, poiché questi non aveva chiesto il beneficio dell'assistenza giudiziaria né una proroga del termine in questione. Richiamando poi la prassi del Tribunale federale, ha definito infondate le censure di violazione del divieto del formalismo eccessivo e del principio della proporzionalità sollevate dall'insorgente. Infatti, ai sensi della citata giurisprudenza, non costituiva formalismo eccessivo dichiarare un ricorso inammissibile quando, conformemente al diritto processuale applicabile, la sua ammissibilità dipendeva dal versamento di un anticipo delle spese entro un termine preciso sempre che, come nel caso concreto, la parte interessata fosse stata informata in modo appropriato dell'importo da versare, del termine concesso per procedervi e delle conseguenze che derivavano dal mancato rispetto del medesimo.