Citation: I 544/01 11.06.2002 E. 4

4.- Questo Tribunale non vede motivo per scostarsi dalla valutazione della precedente istanza. Potendo prescindere dalle disquisizioni in merito alle limitazioni nella precedente attività, per la determinazione delle quali i primi giudici si sono basati sulle conclusioni dell'UAI, più favorevoli per l'insorgente, il giudizio relativo alla residua abilità lavorativa di R.________ in occupazioni leggere, confacenti allo stato di salute e alle attitudini del richiedente, merita piena tutela. Oltre a trovare unanime conferma negli approfonditi accertamenti compiuti dal collegio peritale presieduto dal prof. T.________ come pure nelle considerazioni del servizio medico dell'UAI, che si sono confrontati in maniera circostanziata con le valutazioni e le obiezioni sollevate dai curanti dell'assicurato, la pronunzia querelata non è seriamente messa in discussione dalle censure ricorsuali, le quali, in sostanza, ribadiscono l'impossibilità per l'assicurato di svolgere un lavoro fisicamente faticoso - dimenticando che la circostanza può ormai essere considerata priva di rilievo, in quanto riconosciuta - e si soffermano per il resto sulla pretesa concludenza dei rapporti del dott. C.________ e del dott. M.________. Sennonché, condividendo l'analisi dei primi giudici, questi attestati non sono tali da giustificare una diversa interpretazione della fattispecie. Il rapporto del dott. M.________ è infatti totalmente silente sulla questione dell'esigibilità per l'assicurato di svolgere attività sostitutive leggere, mentre il referto del dott. C.________, oltre a fare riferimento a una situazione almeno in parte posteriore alla data della decisione amministrativa impugnata, e quindi esulante dal potere cognitivo del giudice (DTF 116 V 248 consid. 1a), e a non specificare in quali occupazioni l'interessato presenterebbe un'incapacità lavorativa del 60 %, appare poco attendibile alla luce delle marcate esagerazioni ravvisate, senza mezzi termini, dalla dott. E.________, consulente dell'UAI, la quale ha evidenziato un (netto) contrasto tra i reperti oggettivi risultanti dagli esami specialistici effettuati e le valutazioni del medico curante. Per quanto esposto, se ne deve concludere che le argomentazioni ricorsuali, fondate su accertamenti medici perlomeno incompleti, non sono tali da inficiare le convincenti e logiche valutazioni poste a fondamento del giudizio impugnato (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; VSI 2000 pag. 108 consid. 3a).