Citation: 5A_292/2010 12.01.2011 E. 3

3.1 Riferendosi al fabbisogno del ricorrente, la Corte cantonale ha indicato che questi aveva esposto nel suo memoriale conclusivo innanzi al Pretore, prevalendosi di una decisione 1° luglio 2003 dell'Ufficio di esecuzione di Lugano, un importo base mensile del minimo esistenziale di fr. 1'125.--, corrispondente a quello di un genitore a cui è affidato un figlio con una deduzione del 10 % per il minor costo della vita in Italia. I Giudici cantonali hanno però ritenuto che, come già osservato dal Pretore, "nulla è dato a sapere" sul momento in cui il figlio, divenuto maggiorenne nel luglio 2006, sia andato ad abitare con il padre, atteso che quest'ultimo, nel suo interrogatorio formale del 29 agosto 2007, si sarebbe limitato a dichiarare che il figlio abita con lui. Per questo motivo hanno riconosciuto al ricorrente unicamente l'importo base del minimo esistenziale per una persona sola, sempre ridotto del 10 % perché tale decurtazione non era contestata, e cioè fr. 990.--. Vista l'inconsistenza delle risultanze probatorie attinenti ai tempi di convivenza, i Giudici cantonali non hanno nemmeno incluso nel fabbisogno l'importo di fr. 450.--, invece a suo tempo riconosciuto dall'Ufficio di esecuzione, che il ricorrente fa valere per il mantenimento del figlio, divenuto maggiorenne nel corso della procedura di prima istanza. 3.2 Il ricorrente ritiene arbitrario imputargli un importo base del minimo esistenziale di soli fr. 1'100.--, decurtato del 10 % perché residente in Italia. Afferma che dai giustificativi nell'incarto dell'Ufficio di esecuzione risulterebbe che il figlio coabitava e coabita con lui, che tale circostanza sarebbe stata confermata sotto giuramento e non messa in dubbio dalla controparte. Inoltre, nemmeno la riduzione del 10 % sarebbe in concreto giustificata, visto il costo della vita nella zona di confine in cui abita. Sempre a mente del ricorrente, il fatto che il figlio abbia raggiunto la maggiore età sarebbe irrilevante, determinante sarebbe invece la data d'inoltro della domanda di riduzione e l'onere di mantenimento sopportato per anni. Egli ritiene quindi che il suo fabbisogno debba pure contenere una posta di fr. 450.-- a questo titolo. 3.3 Giova innanzi tutto rilevare che il ricorrente non si confronta in alcun modo con la constatazione della Corte cantonale secondo cui la riduzione del 10 % per la residenza all'estero era incontestata. Limitandosi ad affermare che tale riduzione non sarebbe giustificata, il ricorrente non formula alcuna censura che soddisfa le esigenze di motivazione per un'ammissibile critica degli accertamenti dell'autorità cantonale (supra, consid. 2). Anche la rimanente esposizione ricorsuale risulta insufficientemente motivata. Il ricorrente si limita infatti a sostenere di aver abitato e di abitare con il figlio divenuto maggiorenne, senza minimamente prendere posizione sull'argomentazione della Corte cantonale, secondo cui egli non avrebbe allegato e dimostrato nella causa in esame il momento in cui tale convivenza sarebbe iniziata, né spiega perché sarebbe addirittura insostenibile non riprendere acriticamente, in una procedura di modifica della sentenza di divorzio, una decisione di un Ufficio di esecuzione. Del resto il ricorrente nemmeno indica da quali documenti nell'incarto dell'Ufficio di esecuzione emergerebbero i tempi dell'asserita convivenza. Inconsistente si rivela poi la lamentela concernente la mancata considerazione dell'importo di fr. 450.-- per il mantenimento del figlio oramai maggiorenne. Il ricorrente nemmeno afferma di avere in concreto un siffatto obbligo di mantenimento e per il resto dimentica che la Corte cantonale ha considerato, senza cadere nell'arbitrio, che egli non ha provato che il figlio vivesse già con lui quando era ancora minorenne.