Citation: 5C.261/2001 04.12.2001 E. 5

5.- Il convenuto afferma inoltre che, contrariamente a quanto indicato nella sentenza impugnata, per il contratto di compravendita degli oggetti litigiosi è stata scelta la forma scritta e che non sussisteva una volontà intesa a vendere. Al proposito va ribadito quanto già rilevato in precedenza, ossia che la giurisdizione per riforma è vincolata alla fattispecie contenuta nel giudizio impugnato: la maggior parte dei fatti esposti dal convenuto sono nuovi e non possono essere vagliati in questa sede. Inoltre, la censura è diretta - inammissibilmente - contro l'accertamento dei fatti dell'autorità cantonale. Il convenuto si fonda del resto in parte preponderante sulla volontà delle parti, segnatamente dell'amministratore F.________, che non "aveva la volontà di agire in tal senso", per in sostanza, sostenere che la società anonima non aveva la volontà di vendere, ma semmai l'attore quella di avvantaggiarsi scientemente a danno dei suoi creditori. Senonché, anche a questo proposito il convenuto dimentica che quanto le parti sapevano e volevano all'atto della conclusione contrattuale costituisce questione di fatto insindacabile in un ricorso per riforma (DTF 123 III 165 consid. 3a e rinvio, 107 II 226 consid. 4; Messmer/Imboden, Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivilsachen, n. 96 in fine con rinvii). La censura s'avvera quindi manifestamente irricevibile.