Citation: 2C_550/2023 E. 4.2

4.2. Insorgendo davanti al Tribunale federale, il ricorrente non contesta l'esistenza di un motivo di revoca in base al diritto interno, che è del resto data. Secondo la giurisprudenza relativa all'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI, una pena privativa della libertà è infatti di lunga durata e permette la revoca del permesso di dimora se è stata pronunciata per più di un anno, a prescindere dal fatto che sia stata sospesa o che vada o sia stata espiata (DTF 135 II 377 consid. 4.2; sentenza 2C_366/2023 del 16 gennaio 2024 consid. 6.1), ciò che è il caso anche per la condanna del 12 gennaio 2017 (pena di 2 anni di reclusione, sospesa nella misura di 1 anno, 8 mesi e 10 giorni; precedente consid. B.a). Diversamente da quanto sostenuto nell'impugnativa e in base ai fatti che risultano dal giudizio querelato, che vincolano il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), va però rilevato che il Tribunale amministrativo ticinese ha a ragione ammesso anche le condizioni per limitare i diritti garantiti dall'accordo sulla libera circolazione delle persone e il rispetto del principio della proporzionalità.