Citation: 1P.170/2002 06.06.2002 E. 2

I ricorrenti accennano a un arbitrario accertamento dei fatti e a un'arbitraria valutazione delle prove ma non spiegano, con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e alla giurisprudenza, per quali ragioni i fatti posti a fondamento del giudizio impugnato sarebbero manifestamente errati (DTF 127 I 38 consid. 3c, 125 I 1 consid. 2b/aa, 71 consid. 1c, 492 consid. 1b). Tale censura, la cui motivazione si confonde invero con quella d'arbitrio nell'applicazione della legge, è quindi inammissibile. D'altra parte, i fatti determinanti risultano con chiarezza dai documenti prodotti dagli stessi ricorrenti dinanzi alla precedente istanza, che non li ha quindi accertati arbitrariamente. Né è pertinente il richiamo alla garanzia della proprietà (art. 26 Cost.), il Governo essendosi limitato a rilevare che l'atto contestato dinanzi a lui non costituiva una decisione impugnabile e che la controversia, di natura civile, sfuggiva al suo esame. In tali circostanze, contrariamente all'opinione dei ricorrenti, non essendo data una restrizione della loro proprietà, segnatamente della facoltà di utilizzare i rispettivi fondi, né essendo loro definitivamente preclusa la possibilità di ottenere la retrocessione della particella, la contestata decisione d'inammissibilità non incide nella sfera di protezione della garanzia costituzionale (cfr., riguardo al previgente art. 22ter vCost., DTF 121 I 117 consid. 3b, 119 Ia 362 consid. 3a; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 600 segg.).