Citation: 1B_560/2021 E. 2.3

2.3. La ricorrente osserva che il suo consulente agli investimenti ha precisato al PP che le obbligazioni in questione erano state in precedenza sottoscritte da singoli investitori che, per ragioni gestionali, le avevano poi "trasferite" nel fondo A.________ p.l.c., appositamente costituito e di cui essi avevano ricevuto nel portafoglio bancario le corrispondenti quote. Sottolinea che attualmente essa è proprietaria delle azioni litigiose, che non avrebbero sostanzialmente più alcun valore, visto che i fondi raccolti sarebbero stati sperperati dagli accusati. Osserva che la questione da dirimere sarebbe quella di sapere se il fatto che il fondo A.________ p.l.c. abbia acquistato le obbligazioni nel 2017, tramite un broker ufficiale ai sensi dell'art. 41 della legge sugli istituti finanziari del 15 giugno 2018 (RS 954.1, LIsFi) dai propri sottoscrittori, i quali li detenevano in precedenza a titolo personale, e non direttamente dalle due citate società emittenti, giustifichi il mancato riconoscimento della qualità di danneggiata. Sostiene che la decisione impugnata si fonderebbe sull'erroneo assunto secondo cui vittima di truffa potrebbe essere solo chi ha conferito direttamente il capitale al truffatore, e non invece anche chi ha acquistato il titolo di credito di seconda mano. Al riguardo accenna, in maniera del tutto generica, lesiva delle citate esigenze di motivazione (art. 42 LTF) e senza addurre d'aver sollevato tale questione dinanzi alla CRP, che tale approccio non si confronterebbe con la cosiddetta truffa in investimenti finanziari ("Anlagebetrug"), rilevando tuttavia semplicemente che non per forza vittima e truffatore si troverebbero a diretto contatto, potendo essere coinvolti i mercati e gli intermediari finanziari.