Citation: 6B_1151/2013 E. 4.2

4.2. Ciò che l'autore o un interessato sapeva, voleva o ha preso in considerazione sono questioni di fatto (DTF 130 IV 58 consid. 8.5 e rinvii) che vincolano di principio questa Corte, tranne quando i fatti sono stati accertati in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto (cfr. art. 105 LTF). Contrariamente al parere del ricorrente, quanto egli e il suo collega in servizio presso la centrale di comando al momento dell'incidente ricordavano circa un'eventuale chiamata al macchinista concerne la loro conoscenza dello svolgimento degli eventi e costituisce quindi una questione di fatto, che il Tribunale federale può esaminare solo sotto il profilo ristretto dell'arbitrio. L'argomentazione ricorsuale si appalesa quindi appellatoria e non deve essere esaminata oltre. Il ricorrente disattende inoltre che la CARP ha pure accertato che le sue dichiarazioni riguardo al rispetto della procedura prevista dalle istruzioni non sono state costanti. In particolare ha rilevato che durante l'inchiesta il ricorrente non ha mai preteso di avere avvisato o tentato di avvisare il macchinista del treno, che dinanzi al Procuratore pubblico ha inizialmente dichiarato di non avere visto che il simbolo degli scambi lampeggiava e di non rammentare se le disposizioni precedenti l'incidente prevedessero che, prima di procedere alla manovra AWU (consistente nell'intervento sul computer per eliminare il segnale di allarme), si doveva chiamare il macchinista o qualcuno in zona per verificare la situazione. Per quali ragioni, tenuto conto anche di tali accertamenti, la conclusione della Corte cantonale, secondo cui egli non ha applicato la procedura prevista per i casi di lampeggio dei segnali degli scambi, sarebbe manifestamente insostenibile, il ricorrente non spiega con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. Quanto alle dichiarazioni del macchinista e del collega operatore presso la "Leitstelle", il fatto che non abbiano esplicitamente negato la pretesa chiamata via radio da parte del ricorrente non inficia di per sé d'arbitrio le considerazioni della Corte cantonale, che ha accertato come entrambi i testimoni hanno chiaramente riferito soltanto delle chiamate del macchinista alla centrale. D'altra parte, contrariamente a quanto sembra ritenere il ricorrente, la Corte cantonale non ha fondato l'accertamento del mancato avviso al macchinista del treno solo sulla base della prassi instauratasi in tal senso presso la "Leitstelle", ma su una valutazione complessiva delle circostanze concrete, segnatamente sull'incostanza delle dichiarazioni del ricorrente e sulle deposizioni dei suddetti testimoni. Ha comunque ritenuto in modo scevro d'arbitrio che l'esistenza di tale prassi confortava in sostanza il criticato accertamento.