Citation: 2C_887/2016 E. 6.3

6.3. Nella fattispecie, non giova infine il richiamo - per altro solo di sfuggita e pertanto senza addurre una motivazione sufficiente (art. 106 cpv. 2 LTF; precedente consid. 2.1) - alla garanzia della vita privata e familiare di cui all'art. 8 CEDU. La ricorrente, celibe e senza figli, si riferisce all'art. 8 CEDU in relazione ai rapporti con la famiglia, ovvero coi genitori col fratello e la sorella. Uno straniero può tuttavia prevalersi del diritto alla vita familiare garantito dall'art. 8 CEDU solo in presenza di uno stato di dipendenza particolare tra lui e i membri della famiglia che risiedono in Svizzera, che nella fattispecie non è stato né sostenuto né provato (sentenza 2C_986/2014 del 25 febbraio 2015 consid. 7.2 con ulteriori rinvii). Per il resto occorre ribadire che l'esame della proporzionalità previsto da questa norma non si discosta da quello richiesto dall'art. 96 LStr e quindi sottolineare che il diritto alla vita privata garantito dall'art. 8 CEDU può essere limitato, proprio in ragione di gravi condanne quale quella pronunciata con giudizio del 25 marzo 2014 della Corte delle assise criminali.