Citation: 5A_562/2018 E. 5.2.2

5.2.2. Ora, posto il riserbo di cui fa prova il Tribunale federale quando è chiamato a riesaminare una decisione del giudice inferiore fondata sul suo apprezzamento (art. 4 CC; DTF 142 III 617 consid. 3.2.5; 141 III 97 consid. 11.2; 138 III 443 consid. 2.1.3; 138 III 669 consid. 3.1), non si può dire che si sia alla presenza di un abuso del potere di apprezzamento del Tribunale di appello. Certo, il ricorrente elenca tutta una serie di fattori che a suo dire sono atti a dimostrare la gravità oggettiva della lesione subita. Ma è, la sua, una critica meramente appellatoria, insufficiente per dimostrare l'insostenibilità del divergente giudizio dei Giudici cantonali. Peraltro, anche ammessa la sofferenza soggettiva del ricorrente, l'offesa non può essere oggettivamente definita particolarmente grave: il rischio di venire eventualmente chiamato a rispondere pubblicamente degli affari poco chiari di un cliente fa, in una certa misura, parte del mestiere dell'avvocato. Va inoltre considerato, pure a valere quale criterio contro una gravità oggettiva della lesione della personalità subita, che - come giustamente ritenuto dal Pretore - tutta la vicenda si è risolta in termini relativamente brevi, con una decisione di non luogo a procedere, che peraltro gli opponenti hanno debitamente resa pubblica. In punto alla richiesta di risarcimento del torto morale, nei limiti in cui le censure siano ammissibili poiché non appellatorie, il ricorso si appalesa pertanto infondato.