Citation: 1P.668/1998 29.05.2000 E. 5

5.- I ricorrenti lamentano inoltre una lesione del principio della compensazione reale per quanto concerne il riordino dei fondi n. 343 e 360 VS, che, unitamente a parte della particella n. 357 VS occupata dal sedime della strada comunale, sono stati riuniti per formare la nuova particella n. 41 RT. Ritengono la decisione lesiva del principio della parità di trattamento e costitutiva di un diniego di giustizia. a) I ricorrenti non possono considerare unicamente la situazione di alcune particelle della partita n. 37 (in particolare le particelle n. 343 e 360 VS). Per giudicare se vi sia violazione dei principi del raggruppamento occorre confrontare globalmente, e non già in modo puntuale considerando soltanto singoli fondi, la situazione esistente prima del nuovo riparto con quella creatasi alla fine della procedura di raggruppamento, le situazioni intermedie essendo irrilevanti. In questa ottica i consorziati hanno diritto di ricevere, di massima, terreni equivalenti sia dal punto di vista qualitativo sia da quello quantitativo, ma non necessariamente gli stessi terreni. Se si tien conto di tutti i fondi appartenuti al padre dei ricorrenti, e non si considerano solo alcune particelle, come proposto da loro, rispettivamente la loro sola situazione, la decisione impugnata non presta il fianco a critiche. b) Prima del raggruppamento dei terreni la partita n. 37 del padre dei ricorrenti era composta di 8414 m2 di terreni, per un valore totale di fr. 123'011. 60, escluso il valore dei fabbricati. Di questa superficie 2022 m2, per un valore di fr. 119'895. --, erano siti in zona edificabile secondo il piano regolatore comunale. Dopo le deduzioni collettive del 7.5%, del 3%, rispettivamente dell'1%, a dipendenza delle zone di situazione dei fondi (art. 21 LRPT), la superficie dei terreni del padre dei ricorrenti, oggetto di ridistribuzione, ammontava a 8098 m2 pari a fr. 113'894. 45, di cui 1870. 35 m2, per un valore di fr. 110'902. 85, siti in zona edificabile. Alla fine del raggruppamento la predetta partita comprendeva una superficie complessiva di 8901 m2 per un valore di assegnazione di fr. 113'396. 40, di cui 1873 m2 in zona edificabile, stimati in fr. 109'340. --. Risulta pertanto che il raggruppamento ha globalmente incrementato la partita n. 37 di 803 m2, corrispondenti al 9.91% della superficie totale netta dei terreni inizialmente posseduti. Il valore dei fondi dopo il nuovo riparto è per contro lievemente diminuito da fr. 113'894. 45 a fr. 113'396. 40, ciò che corrisponde a una riduzione dello 0.44%. Per quanto riguarda i terreni siti in zona edificabile, questi hanno subito un aumento di superficie dello 0.14%, per una diminuzione del valore di stima di fr. 1'562. 85 pari all'1. 4%. La conformità della maggiore attribuzione in superficie - rispetto alla situazione precedente del padre, che in questa sede non ha presentato alcun ricorso - al principio della compensazione reale non è stata posta in discussione dai ricorrenti. Essi si limitano a contestare la diminuzione della superficie dei fondi n. 343 e 360 VS. Del resto l'aumento della superficie, che rimane entro limiti accettabili, considerata la natura della procedura di riordino fondiario, è chiaramente conforme ai principi costituzionali. Dalle cifre sopra esposte risulta che le lievi riduzioni del valore di stima complessivo dei fondi del padre dei ricorrenti, rispettivamente dei ricorrenti stessi, non contrastano con il principio della compensazione reale. Rettamente compensata con un conguaglio in denaro, come in concreto, una simile riduzione del valore dei terreni conferiti nel raggruppamento dei terreni rientra senza dubbio nei limiti concessi alle autorità cantonali per tali procedure e non contrasta con i principi della compensazione reale. Inoltre, il nuovo riparto ha decisamente migliorato la configurazione dei fondi, in particolare per quanto riguarda le particelle n. 343 e 360 VS, riunite nell'unica particella n. 41 RT. Tale operazione consente un migliore sfruttamento edilizio, in particolare grazie all'annessione e all'attribuzione ai ricorrenti del sedime in precedenza occupato dalla strada comunale, che divideva i due fondi e costituiva un ostacolo per una loro razionale utilizzazione. La censurata perdita di parte del terreno della particella n. 360 VS, ceduta per consentire la formazione di un'altra particella (n. 362 RT), è ampiamente compensata dai vantaggi globali derivanti dalla procedura di raggruppamento. Né, del resto, i ricorrenti asseriscono che la riduzione della superficie della particella n. 41 RT, così come scaturita dalla decisione impugnata, sia di impedimento per un'utilizzazione migliore e più razionale della loro proprietà da un profilo edilizio. c) In ogni modo, anche procedendo, come vorrebbero i ricorrenti, al confronto tra le sole due particelle n. 343 e 360 VS e la nuova particella n. 41 RT, la decisione reggerebbe comunque alle critiche ricorsuali. Infatti, i due fondi citati avevano prima del raggruppamento una superficie di complessivi 1478 m2, ridotta a 1271 m2 con l'assegnazione, nella medesima zona, della nuova particella n. 41 RT. Considerando la deduzione per le opere collettive del 7.5%, pari a 94 m2, la diminuzione di superficie corrisponderebbe all'8. 16% della superficie iniziale. I fondi n. 343 e 360 VS, senza i fabbricati che ivi sorgono, prima del raggruppamento erano stimati in fr. 81'445. -- (fr. 75'336. 60 dopo deduzione del 7.5%), mentre la nuova particella n. 41 RT ha un valore di fr. 67'990. --. Il minor valore di 6'108. 40 equivale al 9.75%. In tali circostanze, in considerazione sia del terreno sacrificato, comunque compensato con altro terreno in altri luoghi, sia dei vantaggi che la nuova ridistribuzione dei fondi ha in concreto portato ai ricorrenti, il risultato ottenuto dall'autorità cantonale non è arbitrario: il Tribunale federale ha del resto già deciso, proprio in una contestazione ticinese, che in determinate circostanze e a determinate condizioni una diminuzione del terreno pari all'11. 1% non lede i principi costituzionali (cfr. decisione inedita del Tribunale federale del 23 dicembre 1991 in re M., consid. 4c). d) Anche le censure di violazione del principio della parità di trattamento tra consorziati e di diniego di giustizia per non avere le autorità cantonali esaurito tutti i mezzi tecnici a loro disposizione sono infondate. I ricorrenti asseriscono che le particelle n. 344 e 345 VS sarebbero state considerevolmente ampliate, avvantaggiando maggiormente A.B.________ e B.B.________, ai quali è stata attribuita la nuova particella n. 362 RT, rispetto ai ricorrenti, i quali hanno ceduto parte del loro fondo n. 360 VS. Essi dimenticano tuttavia che la soluzione adottata dalla Commissione I e confermata dalla Commissione II è peraltro la conseguenza dei desideri, espressi dal loro stesso padre, di rinunciare alla maggiore attribuzione del mappale n. 41 RT, per riottenere il fondo n. 70 RT. Ciò ha pure permesso di creare una particella che potesse essere assegnata a A.B.________ e B.B.________, i quali, secondo la proposta di nuovo riparto, avrebbero dovuto cedere tutti i loro fondi (particelle n. 378 e 388 VS) da loro conferiti nel raggruppamento dei terreni, di complessivi 608 m2, senza compensazione in natura, ma unicamente con un conguaglio in denaro in loro favore di fr. 16'391. 05. L'operazione eseguita ha inoltre consentito di eliminare in particolare le due particelle di esigue dimensioni (n. 344 e 345 VS), alle quali il padre dei ricorrenti era disposto a rinunciare, non sfruttabili razionalmente, mentre la creazione della nuova particella n. 362 RT risponde ai criteri di un corretto riordino fondiario. La decisione impugnata regge dunque alle critiche ricorsuali. Per quanto riguarda la censura di diniego di giustizia, i ricorrenti non hanno specificato, come la prassi del Tribunale federale esige (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 122 I 70 consid. 1c), quali sarebbero le possibili soluzioni alternative che la Commissione non avrebbe posto in atto, violando così l'art. 4 vCost. (sentenza del Tribunale federale del 29 maggio 1992 in re B., pubblicata in RDAT 1993 I n. 67 pag. 173, consid. 3b). La relativa censura deve di conseguenza essere dichiarata inammissibile.