Citation: H 321/01 30.04.2002 E. 3

3.- Nel caso di specie, la ricorrente non contesta che il gravame avverso la decisione querelata, recapitata all'indirizzo di Z.________, sia stato inoltrato posteriormente alla scadenza del termine di trenta giorni dalla sua trasmissione a tale indirizzo. L'insorgente fa invece valere di non aver potuto agire prima, in quanto venuta a conoscenza con ritardo - tramite il marito - dell'atto in oggetto. Orbene, in virtù della suesposta giurisprudenza, le giustificazioni addotte non sono di pregio. Come rettamente rilevato dalla precedente istanza, agli atti figurano diversi elementi che fanno concludere per la validità della notificazione dell'atto querelato. In primo luogo emerge la dichiarazione di partecipazione all'assicurazione facoltativa AVS/AI per gli svizzeri residenti all'estero relativa alla ricorrente. Tale documento, certificato in data 10 dicembre 1997 dal Consolato generale svizzero di Milano, indica chiaramente quale domicilio la località di Z.________, dove è stato recapitato l'atto della Cassa. A ciò si aggiunge che la domestica di Casa R.________, raggiunta telefonicamente da una collaboratrice del Consolato in seguito alla trasmissione del certificato di assicurazione avvenuta in data 30 giugno 1998, non ha minimamente accennato al fatto che R.________ non abitasse più a tale indirizzo, limitandosi a rispondere che "la moglie è in laboratorio, dove lavora con i ragazzi". Infine, vi è da rilevare come tutte le precedenti comunicazioni della Cassa non siano mai state ritornate al mittente per difetto di trasmissione. Per quanto precede, si deve ritenere che la decisione 11 gennaio 2001 della Cassa è stata validamente notificata ed era già cresciuta in giudicato al momento in cui R.________ ha inoltrato l'atto di ricorso. Avendo dovuto - a seguito della summenzionata dichiarazione di partecipazione all'assicurazione facoltativa e delle comunicazioni, epistolari e telefoniche, intercorse - aspettarsi con una certa verosimiglianza un'intimazione dalla Cassa di compensazione ed organizzarsi di conseguenza per la tutela dei propri interessi - a maggior ragione essendosi assentata in maniera definitiva, e non solo momentanea, dal recapito ufficiale (cfr. sentenza del 27 luglio 1992 in re K., U 86/91, parzialmente pubblicata in DTF 118 V 190 seg.) -, l'interessata deve ora assumersi le conseguenze della tardiva reazione (cfr. per analogia DTF 116 Ia 92 consid. 2a concernente l'obbligo delle parti a un processo, dedotto dal principio della buona fede, di comunicare un cambiamento d'indirizzo all'autorità competente e di fare in modo che gli atti giudiziari possano essere loro notificati). Né la ricorrente può invocare, a giustificazione del suo operato, di aver annunciato all'amministrazione interessata di risiedere a B.________, circostanza, questa, sollevata per la prima volta in questa sede, per nulla resa verosimile e comunque in contrasto con gli atti.