Citation: H 265/00 20.03.2003 E. 4

4.1 Va ora accertato se si realizza la responsabilità giusta l'art. 52 LAVS di A.________ nella sua qualità di membro e segretario del consiglio d'amministrazione della C.________ SA dal 1988 al luglio 1997. Egli argomenta nel suo gravame di non aver mai svolto la funzione di membro di detto consiglio, ritenuto che l'amministrazione e la gestione della società erano compiti esclusivi di D.________ e di F.________ , come risulta dal fatto che tutti i documenti e gli atti della C.________ SA portano la firma di questi ultimi. Il ricorrente sostiene in particolare che, essendo da anni residente all'estero, non ha avuto né potere di iniziativa né di ingerenza nella gestione della società. Conclude asserendo che la tesi della Cassa, secondo cui egli avrebbe dovuto esercitare un controllo sulle persone incaricate del versamento dei contributi paritetici ex art. 716a CO, non è sostenibile, perché a lui non competeva in alcun modo né la determinazione dei salari, né quella dei contributi sociali. 4.2 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già correttamente ricordato che i presupposti a fondamento dell'obbligo di risarcimento ai sensi dell'art. 52 LAVS sono, oltre all'esistenza di un danno, la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici da parte del datore di lavoro e l'intenzionalità o la negligenza grave di quest'ultimo. In sostanza, l'obbligo di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro - nella cui nozione sono compresi pure gli organi di una società anonima - è un compito prescritto dal diritto pubblico. A questo riguardo il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte rilevato che il venir meno a detto compito costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a e sentenze ivi citate). 4.3 A.________ sembra misconoscere la portata dell'art. 52 LAVS. In sostanza, è dell'avviso che costituisca esimente il fatto di non aver mai influito e nemmeno partecipato attivamente alla gestione della ditta. Questa opinione non può essere condivisa. Si tratta in tutta evidenza di circostanze che non sono di rilievo, dal momento che, accettando a partire dal 1988 il mandato di membro del consiglio d'amministrazione, egli si era assunto anche tutti gli oneri che da tale funzione derivano. Al proposito va ricordato al ricorrente che gli incombeva, quale membro del consiglio d'amministrazione di una società anonima, di controllare personalmente che venissero pagati regolarmente i contributi alla Cassa, peraltro già prelevati dai salari dei dipendenti in conformità all'art. 51 LAVS. Egli non può liberarsi da questa responsabilità - tanto più se si considera la sua formazione professionale - semplicemente sostenendo, come in concreto, di non aver mai svolto la sua funzione lasciando a D.________ e a F.________ la gestione effettiva della società. L'interessato, attivo professionalmente quale direttore di una fiduciaria, nella consapevolezza di non poter partecipare in modo determinante alla formazione della volontà della società ed essendo oltretutto residente all'estero, avrebbe dovuto o limitare i rischi (ad esempio uscendo dal consiglio d'amministrazione) o assumersi le competenze di controllo e di vigilanza connesse alla carica accettata, ritenuto che qualsivoglia delega non l'avrebbe potuto esimere dagli obblighi imposti dalle legge ad un membro di tale consiglio (DTF 114 V 223 seg. consid. 4a, 108 V 203 consid. 3b). Certo è che il ricorrente avrebbe dovuto, quale organo della società, prestare maggiore attenzione all'operato di coloro che la gestivano; segnatamente era suo preciso dovere vigilare affinché i contributi sociali venissero regolarmente versati. Nulla infatti impediva all'interessato di dimettersi da membro del consiglio d'amministrazione della C.________ SA ben prima del luglio 1997, ritenuto che per sua stessa ammissione aveva lasciato la Svizzera da anni, evitando in tal modo di trovarsi nell'impossibilità di effettivamente controllare l'operato di coloro che gestivano la fallita. In sostanza, il disinteresse mostrato da A.________ ne determina la responsabilità ex art. 52 LAVS. In altri termini, egli ha omesso di compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze riconducibili alla funzione di membro del consiglio d'amministrazione di una società anonima, tanto più che - per stessa ammissione dell'interessato - la C.________ SA faceva parte del "Gruppo Y.________", in cui già le altre società avevano avuto seri problemi finanziari. Non possono quindi essere elevati ad esimente gli argomenti sostenuti nel ricorso, ritenuto che la posizione formale dell'interessato, nonché la sua professione, gli imponeva di verificare che i contributi sociali venissero pagati. Siffatta omissione costituisce una grave violazione del suo dovere di diligenza. 4.4 In esito alle suesposte considerazioni, il ricorso si appalesa infondato. Ne consegue che A.________ dovrà risarcire, in solido con E.________ , il danno subito dalla Cassa, relativamente ai contributi di diritto federale.