Citation: 8C_329/2024 E. 4.2

4.2. Le tesi ricorsuali non possono convincere. La nuova argomentazione giuridica afferente alla considerazione dei due eventi infortunistici per l'adeguatezza del nesso causale riposa in effetti su una giurisprudenza che non è applicabile alla presente fattispecie. La sentenza U 39/04 del 26 aprile 2006 è innanzitutto riferita ai casi in cui un assicurato è stato ripetutamente vittima di un trauma di tipo "colpo di frusta" o di un trauma analogo. Al contempo, essa spiega che la ripetizione di un infortunio nell'esame della causalità adeguata incide nella valutazione dei singoli criteri, senza affermare che ciò influenzi la qualifica della gravità dei singoli eventi traumatici (cfr. il consid. 3.3.2 della citata sentenza U 39/04: "Der hinreichend nachgewiesenen, durch einen früheren versicherten Unfall verursachten dauerhaften Vorschädigung der HWS kann diesfalls im Rahmen der Beurteilung der einzelnen Kriterien - beispielsweise der besonderen Art der Verletzung, des Grades und der Dauer der Arbeitsunfähigkeit oder der Dauer der ärztlichen Behandlung - Rechnung getragen werden"). Nella sentenza U 42/86 del 22 dicembre 1989, parzialmente pubblicata (consid. 7 a 9) in RAMI 1990 U 101 pag. 210, l'infortunio è stato qualificato "nella categoria degli eventi di grado medio", l'assicurato essendo "rimasto vittima [...] di un incidente della circolazione che gli procurò la frattura aperta al terzo medio della tibia sinistra nonché una ferita lacera con interessamento della cavità articolare del ginocchio sinistro" (cfr. lett. A e consid. 10 della citata sentenza U 42/86). Ora, il caso in esame non concerne né l'una né l'altra situazione e la qualifica nella categoria di infortuni leggeri o insignificanti, effettuata dall'istanza inferiore, è del resto condivisibile. Quanto alle sporadiche e insufficienti critiche in merito contenute nel ricorso, ci si può limitare a rinviare a quanto correttamente esposto nella sentenza impugnata, al suo consid. 2.6 (art. 109 cpv 3 LTF). Di conseguenza, non si rivela necessario chinarsi sugli argomenti sviluppati a proposito del nesso di causalità naturale - e, di riflesso, sulla relativa censura di violazione del diritto di essere sentito per la mancata valutazione di tale aspetto da parte del Tribunale cantonale - posto che l'adeguatezza va negata a priori. Non si ravvede infine neppure una disparità di trattamento nella mancata applicazione dei criteri giurisprudenziali per un caso di infortuni leggeri o insignificanti, contrariamente a quanto avanzato dal ricorrente sostenendo che le conseguenze fisiche e psichiche di una "semplice caduta" possono essere le medesime che nel caso di un infortunio di media gravità. La censura, oltre a confondersi con il merito, non permette ad ogni modo di considerare un cambiamento della prassi (cfr. al riguardo DTF 147 IV 274 consid. 1.4; 145 III 303 consid. 4.1.2; 145 I 227 consid. 4; sentenza 8C_392/2023 del 21 dicembre 2023 consid. 7.3).