Citation: 4C.355/1997 08.03.2005 E. 9

9. Danno materiale A titolo di danno materiale A.________ adduce la perdita di salario patita durante i giorni in cui è stato incarcerato e i successivi due anni. 9.1 Nel periodo della detenzione preventiva egli dichiara di aver perso fr. 123'537.--. Per potersi pronunciare su questa pretesa è necessario determinare la situazione personale dell'attore prima e dopo l'arresto. 9.1.1 L'attore ha asseverato che il gruppo L.L.________ gli pagava un salario annuale lordo di fr. 268'400.-- (fr. 220'000.-- + 10% AVS e 12% PP). Quest'affermazione è confermata - limitatamente all'importo netto - dalla dichiarazione resa il 2 luglio 1987 da B.________ dinanzi al GI. Egli ha infatti riferito che per l'attività svolta dall'attore in forza del mandato di gestione ("proxy to manage L.L.________") era stato pattuito uno stipendio annuo di fr. 220'000.-- che gli veniva versato da F.F.________AG - un'altra società facente capo al gruppo L.L.________ - con la quale l'attore sostiene di aver stipulato un contratto di lavoro, anche se dalle tavole processuali risulta ch'egli lavorava presso la N.N.________SA quale direttore. Queste sono le uniche informazioni fornite dall'attore in merito alla sua attività ed alla sua remunerazione. Agli atti non vi è nessun contratto di lavoro, né tantomeno un certificato di salario suscettibile di attestare definitivamente sia l'asserita remunerazione che il pagamento dei vari contributi sociali. In simili circostanze non è possibile stabilire quali fossero, esattamente, le attività svolte dall'attore in virtù del mandato di gestione e l'oggetto dell'asserito contratto di lavoro, così come non è possibile avere un'idea della ripartizione della somma, ammessa anche da B.________, fra i singoli compiti affidatigli. 9.1.2 Ma vi è di più. Nella risposta di causa parte convenuta ha infatti evidenziato come al momento dell'arresto l'attore fosse senza lavoro, sicché la detenzione non può avergli causato una perdita di salario. Tale tesi trova riscontro, perlomeno parzialmente, nei documenti agli atti. Nella lettera redatta dall'avv. X.________ il 24 marzo 1987 l'attore veniva informato del licenziamento dalla sua funzione di direttore della N.N.________ nonché dell'estromissione dal Consiglio d'amministrazione della medesima società. L'avvenuta estromissione dal consiglio d'amministrazione della M.M.________AG - asserita da parte convenuta e contestata dall'attore - trova a prima vista conferma nell'estratto del registro di commercio del Canton Y.Y.Y.________ ma è contraddetta dall'accertamento in senso contrario della Corte delle assise criminali. Infine, l'affermazione dell'attore secondo cui egli avrebbe comunque mantenuto la sua posizione nei consigli d'amministrazione della N.N.________SA con sede in Inghilterra e di quella olandese non è suffragata da alcuna prova. L'unico indizio in tal senso è riscontrabile nel verbale redatto in occasione del rilascio di A.________, nel quale - oltre a comunicargli il divieto d'accesso (Hausverbot) a M.M.________AG, N.N.________SA, F.F.________AG e N.N.________UK - egli era stato in sostanza autorizzato a partecipare alle sedute del CdA della N.N.________UK e a prendere contatto con N.N.________Holland, in quanto amministratore unico di tale società. 9.1.3 Alla luce di quanto esposto, parte convenuta solleva a ragione la questione di sapere quali fossero le competenze rimaste all'attore e quale fosse il valore residuo della "proxy to manage L.L.________" al momento dell'arresto. In forza dell'art. 42 cpv. 1 CO spettava all'attore allegare e sostanziare questi elementi. Non l'ha fatto. Così come non ha fornito sufficienti elementi per procedere eventualmente alle stime previste dall'art. 42 cpv. 2 CO. Se ne deve concludere che l'attore non è riuscito a dimostrare l'esistenza di una perdita di salario durante l'incarcerazione. Donde la reiezione della petizione su questo punto. 9.2 Asserendo di non aver potuto trovare un nuovo lavoro a causa del perdurare della procedura penale nei suoi confronti, l'attore pretende inoltre la rifusione della perdita di guadagno patita durante i due anni successivi al suo rilascio (18 settembre 1987-18 settembre 1989), quantificata in fr. 479'438.--, pari a fr. 268'400.-- x 2 ./. fr. 56'562.50, ch'egli sostiene di aver ricevuto dalla cassa disoccupazione durante questo periodo. Anche questa pretesa è destinata all'insuccesso: in primo luogo non risulta dagli atti che l'attore abbia cercato lavoro durante due anni (9.2.1), secondariamente non è possibile stabilire l'ammontare del salario che avrebbe potuto percepire, in particolare dall'unica impresa che ha esplicitamente dichiarato di non assumerlo a causa del procedimento penale in corso (9.2.2). 9.2.1 In sede di risposta parte convenuta assevera che l'attore si sarebbe rivolto all'ufficio del lavoro per ottenere un'indennità di disoccupazione solamente diverso tempo dopo aver ottenuto la libertà provvisoria, sicché non può in nessun caso pretendere un risarcimento per l'intero periodo evocato in petizione. Effettivamente, non è dato di sapere a quando risalga l'inizio delle ricerche dell'attore per un nuovo lavoro. Il primo formulario versato agli atti relativo alla "prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro", da consegnare alla cassa disoccupazione, si riferisce all'ultima settimana di aprile 1988, ovvero più di sei mesi dopo il suo rilascio. Dall'unico conteggio della cassa disoccupazione di Y.Y.Y.________ prodotto dall'attore, datato 5 settembre 1989 - poco prima ch'egli riprendesse a lavorare - emerge inoltre che nell'agosto 1989 egli ha percepito 13 indennità, per fr. 226.25 al giorno, e che in totale ha avuto diritto a 250 indennità (il cui importo non viene tuttavia menzionato), ciò che corrisponde a circa un anno. 9.2.2 L'attore non può poi essere seguito laddove propone di calcolare la perdita di salario sulla base della cifra complessiva di fr. 268'400.--, siccome non dimostrata. Quand'anche si volesse ammettere la somma riconosciuta da B.________, di fr. 220'000.--, non si sa infatti come questo importo venisse ripartito fra le sue numerose - e non meglio precisate (direttore N.N.________SA, amministratore unico di N.N.________Holland, ecc.) - funzioni in seno al gruppo L.L.________. Come già detto, agli atti non v'è né contratto di lavoro né certificato di salario. Egli non può fondare la sua pretesa nemmeno sulla lettera inviatagli dall'impresa H.H.________, l'impresa che l'avrebbe assunto nel settembre 1988 qualora non vi fosse stato il procedimento penale. In questo documento non viene indicato lo stipendio ch'essa sarebbe stata disposta a versargli. Infine, a nulla giova la produzione del certificato di salario allestito dalla I.I.________SA, presso la quale l'attore dichiara di aver lavorato a far tempo dal settembre 1989. Il documento versato agli atti, e che attesta un salario lordo annuale di fr. 104'648.--, concerne infatti lo stipendio conseguito nel 1995, sicché non se ne può trarre alcuna conclusione in merito al guadagno ipotetico che A.________ avrebbe potuto realizzare tra il settembre 1987 e il settembre 1989. Anche in questo caso, come già per il rimborso del salario asseritamente non percepito durante la detenzione, l'attore non solo non ha dimostrato la sua pretesa, ma non ha nemmeno fornito sufficienti elementi per poter applicare l'art. 42 cpv. 2 CO. 9.3 In conclusione, la domanda dell'attore volta al risarcimento del danno materiale sofferto a causa della detenzione e del procedimento penale, basata sull'art. 317 CPP/TI, deve venir integralmente respinta.