Citation: 4C.93/2000 25.07.2000 E. 4

4.- Al Tribunale d'appello viene inoltre rimproverata la violazione degli art. 82 e 120 CO per non aver accolto le eccezioni d'inadempimento e compensazione - opponibili anche al cessionario di un credito in forza dell' art. 169 cpv. 2 CO - nonché dell'art. 839 cpv. 3 CC per aver ordinato l'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale dell'artigiano a garanzia di un credito compensato. a) Ritenuto che il pagamento della mercede di appalto stava in un rapporto di dipendenza con il versamento del saldo del prezzo del diritto di compera da parte della Rialba S.A. e che quest'ultima non ha ossequiato i suoi obblighi contrattuali, la Corte cantonale avrebbe dovuto, secondo la convenuta, accogliere l'eccezione d'inadempimento ex art. 82 CO. Sennonché quest'argomentazione contrasta con la fattispecie posta a fondamento della sentenza impugnata. Come già esposto, i giudici ticinesi hanno infatti accertato che secondo la vera e concorde volontà delle parti l'ultima parte della mercede d'appalto sarebbe divenuta esigibile con l'approvazione della liquidazione finale. Ora, ciò che le parti hanno voluto e dichiarato al momento della conclusione del contratto, attiene ai fatti che come tali non possono di principio essere riveduti dal Tribunale federale nell'ambito di un ricorso per riforma (DTF 123 III 129 consid. 3c, 121 III 118 consid. 4b/aa con rinvii). La censura si rivela inoltre inammissibile laddove fondata su fatti che non risultano dalla sentenza impugnata, segnatamente sul precontratto 9 aprile 1994 (art. 63 cpv. 2 OG; DTF 122 III 73 consid. 6b/bb pag. 80, 118 II 12 consid. 3b). b) In subordine la convenuta soggiunge che il diritto di rifiutare la mercede deriverebbe anche dalla "connessione economica" esistente "tra le pretese del signor Alfredo Riva, rispettivamente delle Officine Riva S.A. da lui amministrate e quelle del signor Guidotti Umberto quale amministratore dell'appellante". Anche questo argomento, oltre a poggiare su fatti che l'autorità non ha accertato, risulta infondato. Nella DTF 84 II 149 il Tribunale federale ha stabilito che l'eccezione dell'art. 82 CO riguarda esclusivamente l'adempimento di contratti bilaterali: essa presuppone dunque che le prestazioni reciproche siano state promesse nel medesimo accordo e siano legate in modo tale che l'una risulti essere la controprestazione dell'altra. In concreto tale requisito non è, manifestamente, realizzato perché la convenuta, chiamata in causa per il pagamento della mercede dovuta in esecuzione del contratto d'appalto, eccepisce l'inadempimento di un contratto di compravendita del quale non è nemmeno parte. Del resto, anche secondo Weber (Berner Kommentar, n. 27 e 28 ad art. 82 CO) richiamato nell'allegato ricorsuale - e che peraltro menziona l'appena citata sentenza - può esservi connessione economica solo se intercorrono rapporti d'affari bilaterali e stretti fra le medesime parti. c) La convenuta adduce infine l'estinzione del suo debito per compensazione (art. 120 CO) e ricorda, tra i presupposti di questo istituto, la reciprocità delle prestazioni. Essa pare scordare che reciprocità significa in primo luogo identità fra debitore e creditore: l'art. 120 cpv. 1 CO permette la compensazione quando due persone sono nel contempo debitrici e creditrici l'una dei confronti dell'altra. Nel caso di specie questa condizione non è adempiuta atteso che - come già detto - le parti al contratto d'appalto non sono le medesime che hanno stipulato il diritto di compera. Ciò significa che l'eccezione di compensazione risultava infondata prima ancora della cessione all'attrice del credito dell'appaltatore. Ne discende che il giudizio cantonale non viola nemmeno gli art. 120 cpv. 1 e 169 cpv. 2 CO. Di conseguenza anche l'iscrizione dell'ipoteca legale definitiva risulta avvenuta in conformità con l'art. 839 cpv. 3CC.