Citation: 5A_22/2013 E. 2.4.1

2.4.1. La dottrina sostiene che la "pretesa patrimoniale" secondo l'art. 177 cpv. 1 LDIP deve essere intesa in un'accezione ampia: scegliendo tale criterio per definire l'arbitrabilità, il legislatore aveva inteso garantire l'accesso più ampio possibile all'arbitrato internazionale (DTF 118 II 353 consid. 3a; Kaufmann-Kohler/Rigozzi, Arbitrage international, Droit et pratique à la lumière de la LDIP, 2a ed. 2010, n. 203; Mabillard/Briner, in Basler Kommentar, Internationales Privatrecht, 3a ed. 2013, n. 11 ad art. 177 LDIP). Oltre a pretese pecuniarie in senso stretto, giurisprudenza e dottrina hanno col tempo riconosciuto in questo preciso contesto una natura patrimoniale non solo a pretese che, in termini generici, hanno un valore economico o venale, ma persino a pretese che, seppur sprovviste di un proprio valore intrinseco, appaiono strettamente connesse con un rapporto giuridico patrimoniale. Nei casi limite, decisivo è stabilire se prevalga l'interesse economico o quello ideale della parte attrice, con la conseguenza che devono essere riconosciute come arbitrabili anche pretese di natura ideale, se la tutela giudiziaria richiesta ha conseguenze economiche e la componente economica del litigio prevale (Mabillard/Briner, op. cit., n. 10 ad art. 177 LDIP con rinvii).