Citation: 7B.162/2006 25.09.2006 E. 5

5.1 A sostegno della propria domanda principale, il ricorrente afferma che giusta l'art. 95 cpv. 4bis LEF l'Ufficiale può scostarsi dall'ordine del pignoramento previsto dalla legge non solo quando sussista una richiesta comune del debitore e del creditore in tal senso, ma pure qualora le circostanze lo giustifichino. Secondo il ricorrente l'azione giudiziaria con cui contesta il credito posto in esecuzione e la sede all'estero della creditrice, in un paese dove se non impossibile, il recupero di quanto versato sarebbe "estremamente arduo", giustificherebbero di sostituire il pignoramento del reddito con quello di un fondo. Afferma che rinviando alla mancata concessione di una sospensione della procedura esecutiva da parte del presidente della Camera adita con un ricorso contro il giudizio sull'azione ex art. 85a LEF, sia l'Ufficiale che l'autorità di vigilanza avrebbero omesso di far uso del loro potere di apprezzamento. 5.2 L'autorità di vigilanza ha ricordato che l'ordine indicato dall'art. 95 cpv. 1 LEF, in virtù del quale devono essere dapprima pignorati i beni mobili, è pure stato stabilito nell'interesse del creditore affinché i beni più facilmente realizzabili siano pignorati prima degli altri. Essa ha inoltre rilevato che il fondo del ricorrente, con un valore di stima ufficiale di fr. 256'263.--, è gravato da oneri ipotecari di fr. 395'000.--. 5.3 Occorre innanzi tutto rilevare che, come risulta dal precedente considerando e contrariamente a quanto affermato nel ricorso, l'autorità di vigilanza non si è limitata a constatare che la creditrice non aveva chiesto di modificare l'ordine del pignoramento, ma aveva pure menzionato i motivi per cui non si giustifica derogare all'ordine legale. Il ricorrente sembra inoltre misconoscere che lo strumento offerto dalla LEF per evitare a un debitore conseguenze dannose da un'esecuzione ingiustificata è quello della sospensione dell'esecuzione da parte dell'autorità giudiziaria, qualora questa ritenga che l'azione di cui all'art. 85a LEF sia verosimilmente fondata (art. 85a cpv. 2 LEF). Infine, contrariamente a quanto sembra sottintendere l'escusso, la LEF non permette di trattare nell'ambito di un pignoramento un creditore domiciliato all'estero in modo diverso da un creditore con la propria sede in Svizzera. Così stando le cose, non è possibile rimproverare all'autorità di vigilanza un abuso nell'apprezzamento per non aver derogato all'ordine di pignoramento legale e la censura si appalesa manifestamente infondata.