Citation: P 52/00 09.05.2001 E. 3

3.- a) Nel ricorso di diritto amministrativo l'insorgente contesta il giudizio cantonale sollevando genericamente due censure. Da un lato argomenta che le precedenti istanze avrebbero dovuto, prima di procedere al calcolo suscettibile di determinare l'eventuale diritto a prestazione complementare, valutare e computare l'apporto economico da lei fornito, a titolo di assistenza tra parenti, al figlio che aveva rilevato l'azienda agricola. In particolare sarebbe stata sottovalutata la circostanza che l'atto di divisione della massa ereditaria venne concluso nel 1991, ossia in un periodo di recessione in cui la disoccupazione imperversava in Ticino. In simile situazione risulterebbe palese che madre e familiari si fossero adoperati in favore di un figlio al fine di permettergli di ritirare l'azienda agricola. Da un altro lato, la ricorrente contesta essere applicabile in concreto l'art. 17 cpv. 1 LPC (recte: art. 17 cpv. 1 OPC), segnatamente che per la valutazione della sostanza computabile siano determinanti le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone Ticino. Ritiene in effetti che al momento dello scioglimento della comunione ereditaria i terreni in questione erano da considerare ubicati in zona rurale e che la valutazione degli immobili risaliva al 1991, mentre la controversa decisione era stata emanata nel 1999, dopo essere subentrato un considerevole deprezzamento dei valori dei mappali. b) Il Tribunale federale delle assicurazioni non può tutelare le suesposte censure. Per quanto attiene alla questione riguardante l'assistenza tra i parenti, questa Corte ha avuto modo di giudicare che risulta dalla manifesta e vincolante volontà del legislatore come nel calcolo operato per determinare il diritto ad una prestazione complementare non possano essere dedotti gli aiuti forniti dal richiedente a favore di un figlio sulla base dell'obbligo d'assistenza tra i parenti secondo l'art. 328 CCS (RCC 1989 pag. 352 consid. 2). Su questo punto, infondato, il ricorso va pertanto disatteso. Per quel che riguarda la contestata valutazione della sostanza, la ricorrente non indica minimamente per quale motivo l'art. 17 cpv. 1 OPC non dovrebbe trovare applicazione in concreto, né espone in che misura il valore della sostanza avrebbe dovuto essere determinato diversamente (cfr. al riguardo DTF 120 V 187 consid. 4f; Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplement 2000, pag. 105). Ora, in virtù della giurisprudenza e della dottrina, appartiene in primo luogo alla persona richiedente di fornire le prove suscettibili di fondare il proprio diritto (DTF 121 V 208 consid. 6a; VSI 1995 pag. 177 consid. 3b). Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare - ove ciò fosse ragionevolmente esigibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). Non avendo l'insorgente sostanziato il proprio assunto con alcun argomento convincente, anche da questo profilo il gravame non può essere accolto. c) Deriva dalle suesposte considerazioni che il ricorso risulta manifestamente infondato e deve essere respinto, mentre meritano tutela il giudizio cantonale e la decisione da esso protetta.