Citation: U 152/05 06.12.2005 E. 4

Dal momento che la perizia del Servizio X.________, con riferimento al parere del dott. N.________, ha convincentemente escluso la presenza di deficit neurologici tali da motivare un'incapacità lavorativa, controversa rimane in concreto - come evidenzia lo stesso ricorrente - unicamente la questione legata alle conseguenze di natura ortopedica. 4.1 Secondo giurisprudenza, nella misura in cui un simile provvedimento si rivela necessario, l'amministrazione deve, durante la procedura amministrativa, affidare una perizia a un medico indipendente. Per quanto attiene al valore probatorio di siffatte perizie, se esse sono redatte da specialisti riconosciuti, sulla base di accertamenti approfonditi e completi, in piena conoscenza dell'incarto e giungono a dei risultati convincenti, il giudice non vi si discosta se non in presenza di indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro fondatezza (DTF 125 V 353 consid. 3b/bb, 122 V 161 consid. 1c; cfr. pure per es. sentenza del 9 aprile 2002 in re L., I 379/01, consid. 3b). A tal proposito occorre rilevare che una perizia di parte non ha di principio lo stesso rango di una perizia fatta allestire da un tribunale o dall'amministrazione conformemente alle regole di procedura applicabili. Giusta i principi giurisprudenziali in materia di valutazione delle prove, al giudice spetta tuttavia esaminare se la medesima sia suscettibile di mettere in forse, su punti litigiosi importanti, l'opinione e le conclusioni del perito incaricato dal tribunale o dall'amministrazione (DTF 125 V 354 consid. 3c). In presenza di opinioni mediche contrastanti, il giudice deve valutare il materiale probatorio nel suo insieme e indicare le ragioni per le quali si fonda su una tesi piuttosto che su un'altra. L'elemento decisivo per apprezzare il valore probatorio di un atto medico non è in linea di massima né la sua provenienza, né la sua denominazione quale perizia o rapporto, bensì solamente il suo contenuto. Determinante, per il conferimento del pieno valore probatorio a un rapporto medico, è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio circostanziato, che il rapporto si sia fondato su esami completi, che abbia parimenti considerato le censure espresse dall'esaminando, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'anamnesi, che la descrizione del contesto medico sia chiara e le conclusioni del perito ben motivate (DTF 125 V 352 consid. 3a con riferimenti; VSI 2001 pag. 108 consid. 3a). 4.2 Nel caso di specie, l'INSAI, dapprima, e la Corte cantonale, in seguito, hanno principalmente posto l'accento sulle conclusioni (di natura ortopedica) della perizia del Servizio X.________ per confermare la legittimità della decisione di sopprimere ogni ulteriore prestazione assicurativa (oggetto della presente procedura) a partire dal 27 agosto 2001. Dopo dettagliata analisi degli atti all'inserto, il Tribunale federale delle assicurazioni non condivide tale operato in quanto ritiene le conclusioni del referto del Servizio X.________ contrastare con le dichiarazioni del dott. U.________, alle quali i dott.es B.________ e I.________ hanno peraltro rinviato a motivazione del proprio giudizio. Va così osservato che pur avendo il dott. U.________, in occasione del suo rapporto 2 dicembre 2003, riferito di una guarigione ineccepibile delle varie fratture e pur avendo dichiarato che "oggi non si giustifica più un'incapacità lavorativa di peso", detto sanitario aveva nondimeno rilevato la presenza di una problematica muscolotendinea e di una deambulazione non ancora sciolta come pure di dolori lombosacrali di carattere muscolotendineo, per i quali erano da prevedersi delle misure fisiochinesiterapiche ambulatoriali, e soprattutto aveva concluso che "Come ceramista - vasaio l'A. [assicurato, ndr] potrebbe, con il sostegno di misure fisioterapiche, raggiungere rapidamente una capacità lavorativa del 100%". Come giustamente sottolinea il ricorrente, una simile conclusione non poteva che essere interpretata nel seguente modo. Primo, che al momento della visita da parte del dott. U.________, avvenuta il 18 novembre 2003, P.________ non era (ancora) pienamente abile al lavoro nella sua attività di ceramista-vasaio. Secondo, che una totale capacità lavorativa, pur potendo essere rapidamente raggiunta, dipendeva comunque dalla messa in atto di misure fisioterapiche, le quali, in quanto tali, erano pertanto da considerare tali da migliorare sensibilmente la situazione dell'assicurato. Ora, nella misura in cui gli estensori del rapporto Servizio X.________ - sulla base di tali dichiarazioni - hanno concluso per l'inesistenza, già dall'estate 2001, di misure atte a portare un notevole miglioramento della situazione post-infortunistica, gli stessi hanno reso una valutazione immotivata (non avendo essi minimamente spiegato perché si sono di fatto distanziati dalla conclusione del dott. U.________) e contraddittoria (essendo giunti ad altra conclusione rispetto al dott. U.________, al cui referto i dott.es B.________ e I.________ si sono peraltro richiamati), sulla quale l'INSAI, dapprima, e l'autorità giudiziaria cantonale, in seguito, non potevano fare affidamento ai fini del proprio giudizio. Né, alla luce delle dichiarazioni del dott. U.________ (come pure, quantomeno indirettamente, del dott. N.________, il quale, nel suo referto del 12 novembre 2003, si era detto stupito che l'INSAI, nonostante la gravità del trauma subito, avesse sospeso così presto le sue prestazioni), le precedenti istanze potevano senz'altro ritenere l'assicurato pienamente abile al lavoro nella sua professione abituale a partire dal 27 agosto 2001. D'altra parte, però, nemmeno la valutazione del curante dott. H.________, specialista FMH in chirurgia ortopedica, convince, ritenuto che egli ancora a fine ottobre 2003, in manifesto contrasto con le indicazioni all'inserto, attestava una piena incapacità lavorativa (a proposito del valore probatorio attribuito ai rapporti medici di un medico curante, anche se specialista cfr. la sentenza del 7 dicembre 2001 in re M., U 202/01, consid. 2b/bb). 4.3 In tali circostanze, l'assicuratore infortuni e il primo giudice non potevano prescindere dall'assumere ulteriori prove e dal chiedere quantomeno delucidazioni a chiarimento delle contraddittorie valutazioni. Avendo al contrario ritenuto che gli accertamenti compiuti permettessero di giungere alla convinzione che i fatti così ricostruiti presentassero una verosimiglianza preponderante e che altri provvedimenti probatori non avrebbero più potuto modificare l'esito della valutazione, essi hanno operato un ingiustificato apprezzamento anticipato delle prove e sono incorsi in una violazione del diritto di essere sentito ancorato all'art. 29 cpv. 2 Cost. (Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 4.4 In esito alle suesposte considerazioni, la pronuncia impugnata dev'essere annullata e la causa rinviata al Tribunale di prime cure affinché, previo complemento istruttorio (limitatamente alla situazione ortopedica), si determini nuovamente sul diritto di P.________ alle prestazioni oggetto della presente procedura dopo il 26 agosto 2001 (DTF 125 V 414 consid. 1a, 119 Ib 36 consid. 1b e i riferimenti citati).