Citation: H 1/07 06.03.2008 E. 6

La ricorrente è inoltre dell'avviso che la Cassa, con la decisione 23 dicembre 2002, per avere operato un'improvvisa modifica della propria prassi con effetto retroattivo avrebbe violato il principio della buona fede. La questione deve essere vagliata solo per quanto concerne F.________, D.________ e M.________, la cui qualità di dipendenti della società insorgente è stata confermata anche da questa Corte (consid. 5.2). 6.1 Il principio della buona fede, sancito dall'art. 9 Cost., tutela la legittima fiducia dell'amministrato nei confronti dell'autorità amministrativa e gli permette in particolare di esigere che l'amministrazione rispetti le promesse fatte ed eviti di contraddirsi. Così, un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a concedere a un amministrato un vantaggio contrario alla legge se, ossequiate determinate condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa autorità (DTF 131 II 627 consid. 6.1 pag. 636; 129 I 161 consid. 4.1 pag. 170; 126 II 377 consid. 3a pag. 387 con riferimenti). La tutela della buona fede non presuppone tuttavia sempre l'esistenza di un'informazione o di una decisione sbagliate. Il diritto alla tutela della buona fede può così anche essere invocato con successo in presenza, semplicemente, di rassicurazioni o di un comportamento dell'amministrazione suscettivi di fare nascere nell'amministrato determinate aspettative (DTF 111 Ib 124 consid. 4; cfr. pure RAMI 1999 no. KV 97 pag. 525 consid. 4b). Dal principio della buona fede è infatti dedotto il divieto dell'abuso di diritto e del comportamento contraddittorio (vedi fra altre sentenza 2A.261/2001 del 29 ottobre 2001, consid. 2d/aa). 6.2 Dagli atti emerge che la Cassa aveva già effettuato vari controlli salariali presso la ricorrente, in particolare nell'autunno 1994 (per il periodo 1° gennaio 1990 - 31 dicembre 1993), senza tuttavia riscontrare errori o differenze, e nell'ottobre 1998 (per il periodo 1° gennaio 1994 - 31 dicembre 1997), nella quale occasione l'amministrazione aveva effettuato una ripresa per un importo complessivo di fr. 35'517.-- riferito a provvigioni di vendita di due collaboratori (B.________e K.________). Va pure evidenziato che la Cassa in occasione del controllo del 1998 non aveva operato alcuna ripresa per provvigioni né per C.________ né per V.________, già collaboratori della S._________ dal 1991 per le regioni di loro competenza (B.________, rispettivamente L.________), esattamente come lo sarebbero poi divenuti D.________ a partire dal 1998, M.________ dal 2000 e F.________ dal 2001. Orbene, in occasione dei controlli, gli ispettori intervenuti mai avevano reso attenta o quantomeno comunicato alla ricorrente che l'amministrazione intendeva cambiare la prassi in uso, ormai da quasi un decennio, per quanto riferito al rapporto contrattuale tra la S._________ e i collaboratori che da sempre considerava lavoratori indipendenti dal profilo delle assicurazioni sociali e che per giunta svolgevano altre attività lavorative nei cantoni dove risedevano. È solo a margine della contestata decisione del 23 dicembre 2002 che la ricorrente è venuta per la prima volta a conoscenza del cambiamento di prassi dell'amministrazione provvedendo in seguito cautelativamente - in attesa della decisione giudiziaria definitiva - ad iscrivere i suoi collaboratori come salariati a decorrere dal 1° gennaio 2003. In considerazione di quanto sopra alla ricorrente va riconosciuta la tutela della buona fede per il periodo fino al dicembre 2002.