Citation: 4A_34/2007 26.07.2007 E. 4

Nella seconda parte della sua decisione, il Tribunale d'appello ha respinto gli argomenti con i quali la ricorrente asseriva che l'opponente non aveva diritto alla remunerazione percentuale perché la sua attività dopo il 31 luglio 2002 non si fondava più sul contratto del 10 giugno 2002. I giudici cantonali hanno ricordato che questo contratto - come anche l'atto della prima proroga - permetteva espressamente la possibilità di rinnovo, senza prescrivere forme particolari, e hanno constatato che le parti non avevano affatto previsto che la continuazione della collaborazione avrebbe comportato la decadenza del premio concordato inizialmente. Il mandato era pertanto proseguito tacitamente, per atti concludenti, alle medesime condizioni: lo confermano le fatturazioni, che sono proseguite conformemente al contratto, e le allegazioni fatte in causa dalla stessa ricorrente. Nel gravame la ricorrente ammette che l'attore aveva continuato a trattare con le banche dopo il 31 luglio 2002, ma ribadisce che le condizioni erano mutate, perché l'attività era limitata alla ricerca di nuovi finanziamenti. Il prolungamento tacito del contratto era del resto "contrario agli intendimenti circa la forma scritta che i contraenti si erano riservati" per cui la sentenza cantonale violerebbe l'art. 16 cpv. 1 CO. La ricorrente definisce poi manifestamente errati gli accertamenti concernenti la fatturazione successiva al 31 luglio 2002, poiché l'esposizione di onorari a tariffa oraria proverebbe proprio la rinuncia al premio da parte dell'opponente. 4.1 Anche queste argomentazioni, come quelle esaminate al considerando precedente, sono volte essenzialmente contro i fatti, contro l'apprezzamento delle prove, che la ricorrente discute in modo appellatorio, commentando diffusamente gli atti istruttori, senza premurarsi di motivare in modo puntuale e sostanziare l'arbitrio (cfr. quanto esposto al consid. 3.3). 4.2 Su questi temi le censure ricorsuali toccano il diritto solo nella misura in cui sono volte contro l'ammissione da parte del Tribunale d'appello della protrazione per atti concludenti, dopo il 31 luglio 2002, del contratto 10 giugno 2002. 4.2.1 Il mandato non soggiace a forme particolari, per cui può essere pattuito (o modificato) anche tacitamente (art. 1 cpv. 2 CO). Nel caso in rassegna la ricerca di una manifestazione di volontà di questa natura è avvenuta correttamente per mezzo dell'interpretazione oggettiva: la Corte cantonale ha ricercato come doveva essere inteso in buona fede il comportamento delle parti, tenuto conto delle circostanze concrete. In altre parole, l'autorità ticinese ha applicato il diritto federale, che può essere rivisto in questa procedura, sulla base tuttavia, come già detto, dei fatti accertati nel giudizio impugnato (art. 105 cpv. 1 LTF), in particolare delle circostanze che hanno preceduto o accompagnato la manifestazione delle volontà (cfr. quanto esposto al consid. 3.1; DTF 133 III 61 consid. 2.2.1 con rinvii). 4.2.2 La manifestazione di volontà tacita va ammessa con cautela, in presenza di comportamenti univoci, la cui interpretazione non può ragionevolmente suscitare dubbi; per questo, di regola, un atteggiamento puramente passivo non è sufficiente (DTF 123 III 53 consid. 5a pag. 59, 113 II 522 consid. 5c pag. 527). In concreto, i giudici ticinesi hanno rilevato, tra l'altro, che nelle conclusioni di prima istanza e ancora in sede di appello la ricorrente aveva dichiarato, riferendosi a un suo scritto del 18 ottobre 2002, che a quel momento riteneva che la Erfolgsprämie andasse commisurata al miglior risultato ottenuto per rispetto alla nota proposta della banca D.________. In sostanza, secondo gli accertamenti non contestati del giudizio cantonale, la ricorrente ha quindi riconosciuto che il 18 ottobre 2002, ossia due mesi e mezzo dopo la scadenza contrattuale pattuita per scritto, anch'ella pensava ancora che l'opponente avrebbe ricevuto una Erfolgsprämie (pur contestandone la modalità di calcolo). Questa circostanza, già di per sé univoca, è rafforzata dal contratto scritto iniziale, che prevedeva espressamente la possibilità del rinnovo svincolato da forme particolari, nonché dall'accertamento di fatto concernente l'assenza di patti che modificassero le condizioni della remunerazione. 4.3 Ne viene che, ammettendo la continuazione tacita del mandato alle medesime condizioni, il Tribunale d'appello ha applicato correttamente il diritto federale, segnatamente l'art. 18 cpv. 1 CO con le regole giurisprudenziali sull'interpretazione dei contratti (cfr. quanto esposto al consid. 3.1). Quanto all'art. 16 cpv. 1 CO, invocato nel gravame, basta constatare che le asserzioni secondo le quali le parti avrebbero inteso sottoporre i loro accordi all'esigenza della forma scritta non trovano nessun riscontro negli accertamenti della sentenza cantonale.