Citation: 1C_124/2024 E. 3.2

3.2. Al riguardo essi non indicano tuttavia nessuna norma del diritto cantonale, in particolare della legge ticinese sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100), che avrebbe imposto d'adottare tali provvedimenti. La Giudice delegata ha rilevato infatti che secondo l'art. 72 LPAmm, l'autorità di ricorso può, immediatamente o dopo aver richiamato gli atti, respingere con breve motivazione i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati. Ha poi ricordato che secondo la costante, notoria prassi del Tribunale cantonale amministrativo, un ricorso proposto dal municipio in proprio nome è irricevibile, ritenuto ch'esso è unicamente l'organo esecutivo del comune, con il quale non si identifica, ma lo rappresenta soltanto davanti all'autorità giudiziaria; legittimato a ricorrere e detentore della qualità per agire in giudizio è infatti esclusivamente il comune (sentenza 1P.77/1999 del 5 marzo 1999, apparsa in: RDAT II-1999 n. 48 pag. 166 e rinvii; decisione del Tribunale cantonale amministrativo n. 52.2017.163 del 14 marzo 2017). Ha aggiunto che, recependo la giurisprudenza del Tribunale federale, la Corte cantonale all'epoca aveva abbandonato la prassi opposta, favorevole all'ente pubblico, ma contraria alla legge. Ha richiamato anche la circolare dell'aprile 2000, attraverso la quale la Sezione degli enti locali ha reso attenti i municipi circa il cambiamento di giurisprudenza a livello cantonale. Ne ha concluso che l'applicazione di tale invalsa prassi, notoria e conforme alla legislazione cantonale, non costituisce un eccesso di formalismo (cfr. DTF 142 IV 299 consid. 1.2.2, 1.3.1-1.3.5; 138 I 49 consid. 8.3.2).