Citation: 4A_463/2021 E. C

Con ricorso in materia civile del 14 settembre 2021 A.________ postula, previo conferimento dell'effetto sospensivo al gravame, l'annullamento della sentenza di appello e in sua riforma la conferma di quanto deciso dal Pretore. In via subordinata chiede il rinvio dell'incarto alla Corte cantonale per nuova decisione. Narrati e completati i fatti, il ricorrente lamenta una violazione dell'art. 55 cpv. 1 CPC, perché è stata constatata contestualmente alla conclusione del contratto di compravendita la stipula di un accordo fra di lui e il padre a favore della sorella. Lagnandosi di un apprezzamento arbitrario delle prove, assevera che la Corte cantonale avrebbe a torto ritenuto la testimonianza del notaio D.________, che non era da lui stato svincolato dal segreto professionale, una sorta di prova regina senza considerare che si tratterebbe - come anche esposto nelle osservazioni all'appello che sono state totalmente ignorate in violazione dell'art. 29 cpv. 2 Cost. - di un mezzo di prova illecito (art. 152 cpv. 2 CPC). Ritiene pure arbitrario considerare la dichiarazione scritta di C.________, relativizza l'e-mail concernente il rinnovo dell'ipoteca e nega che la pigione corrispondesse ai costi. Contesta che il prezzo di acquisto non fosse congruo e produce la sentenza 18 agosto 2014 con cui la CARP ha revocato il sequestro penale e si lamenta di quelle che definisce essere delle speculazioni sulla sua situazione finanziaria. Sostiene che la Corte cantonale avrebbe violato gli art. 1, 2 cpv. 1 e 18 CO perché, fondandosi su un accertamento dei fatti rettificato in base alle predette censure, non sarebbe possibile desumere che sussista una volontà concorde sulla conclusione di un contratto a favore di terzi, nel senso che egli si sarebbe impegnato con il padre a vendere l'appartamento alla sorella quando questa ne avrebbe fatto richiesta, concedendole nel frattempo la facoltà di abitarvi con una pigione di favore. Afferma di non avere concluso un diritto di compera con il padre, negozio giuridico che avrebbe peraltro necessitato la forma dell'atto pubblico, e osserva che il contratto di locazione prevedeva una durata minima di soli due anni. La disdetta non potrebbe nemmeno essere considerata abusiva, non costituendo una ripicca per la richiesta di trasferimento di proprietà. In via subordinata fa valere che, per l'eventualità in cui fosse invece constatata l'esistenza di una volontà concorde per quanto attiene alla conclusione di un contratto a favore di terzi, le pattuizioni non sarebbero state valide perché, oltre al mancato rispetto della forma dell'atto pubblico, non è stato definito il prezzo di vendita dell'appartamento né la durata massima del diritto di compera a favore della sorella. Infine, nella misura in cui esclude la possibilità di disdire il contratto di locazione, il contestato accordo violerebbe pure l'art. 27 cpv. 2 CC. Con osservazioni 20 settembre 2021 la Corte cantonale si rimette al prudente giudizio del Tribunale federale, indicando che per quanto riguarda il prezzo degli appartamenti non sussiste alcuna contraddizione fra la sentenza qui impugnata e quella emanata dalla CARP il 18 agosto 2014. Con risposta 27 ottobre 2021 B.________ si oppone al conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso e propone in via principale che il ricorso sia dichiarato irricevibile in ragione della sua motivazione appellatoria e in via subordinata che sia respinto. Con decreto presidenziale del 16 novembre 2021 è stata respinta la richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso. Le parti hanno proceduto spontaneamente a un secondo scambio di scritti con replica 11 novembre 2021 e duplica 29 novembre 2021. Diritto: