Citation: 6B_370/2007 12.03.2008 E. 5

Pur riconoscendo numerosi fattori a suo favore, il ricorrente sostiene che né la Corte delle assise criminali né la CCRP avrebbero dato il giusto peso alle diverse circostanze attenuanti ritenute. In particolare, il principio della risocializzazione del reo e gli effetti che la pena avrà sulla sua vita sono stati sottovalutati. Ponderati correttamente tutti gli elementi a favore di A.________ e considerato pure il suo proscioglimento da due imputazioni contenute nell'atto d'accusa, la pena detentiva di 12 anni concretamente irrogatagli si palesa eccessivamente severa, in particolare se confrontata con la richiesta di 13 anni di pena detentiva formulata dalla pubblica accusa. L'insorgente inoltre si duole del mancato riconoscimento in sede cantonale del suo ravvedimento; l'ammissione delle sue colpe e la sua richiesta di essere posto in anticipata espiazione della pena sarebbero stati dei chiari segnali in questa direzione che le autorità cantonali non hanno colto. Egli lamenta pure una violazione dell'obbligo di motivazione sancito all'art. 50 CP. A mente del ricorrente, la sentenza avrebbe dovuto indicare quale sarebbe stata la pena inflitta senza l'applicazione delle circostanze attenuanti riconosciutegli. Non sarebbe dato di sapere da quale base di calcolo si sia sviluppato il ragionamento delle Corti; queste non avrebbero minimamente spiegato in che modo sono pervenute a quantificare la pena finalmente irrogata al condannato. La motivazione della sentenza non permetterebbe infatti di comprendere in particolare che peso è stato dato dai giudici alle circostanze di attenuazione della pena e che influenza hanno concretamente avuto sull'entità della pena finale. 5.1 A favore di A.________ sono stati ritenuti l'incensuratezza, il basso compenso pattuito per il trasporto della cocaina, la situazione familiare, le difficoltà finanziarie che l'hanno spinto a delinquere, il fatto di non aver disdegnato lavori pesanti e di essersi saputo riciclare in altre attività quando problemi di salute gli hanno impedito di lavorare come muratore. È stato poi tenuto conto che parte della droga, circa una trentina di chili, non è finita sul mercato ma sequestrata dalla polizia. Pur considerando a suo favore la richiesta di essere posto in esecuzione anticipata della pena nonché le ammissioni fatte al dibattimento di aver saputo da subito che la merce da trasportare era cocaina, non gli è stata concessa quella riduzione di pena che sarebbe stata accordata in caso di piena collaborazione, avendo l'accusato rifiutato di fare anche soltanto un nome. Infine, non gli è stata riconosciuta alcuna attenuante per pentimento in quanto il ricorrente non ha mai dato segni di ravvedimento. Confermando la commisurazione della pena effettuata dalla Corte, la CCRP ha rilevato che i primi giudici non hanno fatto prova di magnanimità nel condannare A.________ a una pena detentiva di 12 anni nonostante i numerosi elementi ritenuti a suo favore. Sennonché egli non poteva comunque aspettarsi clemenza, visti il suo elevato grado di colpa, la facilità dimostrata nel delinquere ripetutamente e pesantemente nonché il comportamento omertoso assunto nel rifiutare completa collaborazione. 5.2 Contrariamente a quanto preteso nel gravame, i giudici cantonali non hanno ignorato le ammissioni del ricorrente fatte al dibattimento, fattore questo che è stato invece ritenuto a suo favore. Tuttavia, malgrado tali ammissioni, A.________ non ha espresso alcun pentimento, in particolare riconoscendo di aver sbagliato. Pertanto, e nonostante la sua richiesta di essere posto in anticipata esecuzione di pena, le Corti cantonali potevano senza abusare del loro potere d'apprezzamento rifiutare di riconoscere all'accusato l'attenuante del pentimento. 5.3 Nel commisurare la pena, la Corte di merito ha inoltre considerato quale fattore di maggior sensibilità alla sanzione la situazione familiare del ricorrente, padre di tre figli di cui uno in tenera età. Essa ha pure valutato il principio della risocializzazione del reo, affermando comunque che, dopo l'espiazione di una pena di pur lunga durata, A.________ - oggi non ancora quarantenne - potrà ancora rifarsi una vita. A questo proposito, il ricorrente assevera che questi due aspetti avrebbero dovuto condurre i giudici a pronunciare una pena meno severa, non essendo obbligati a infliggere una pena commisurata alla colpa dell'autore. Orbene, come già esposto, la colpa resta il criterio determinante per commisurare la pena, gli altri elementi permettendo unicamente di effettuare correzioni marginali (v. consid. 2.2). 5.4 Nella fattispecie, in ossequio a quanto sancito all'art. 50 CP, le autorità cantonali hanno esaurientemente esposto tutte le circostanze pertinenti per la commisurazione della pena, sia a favore che a sfavore del condannato. Certo, a fronte della richiesta di pena formulata dalla pubblica accusa e del proscioglimento da due capi d'imputazione, la pena detentiva di 12 anni inflitta al ricorrente parrebbe non tener in debita considerazione tutti gli elementi ritenuti a suo favore. Tuttavia, come già rettamente osservato dalla CCRP, la Corte giudicante non è vincolata dalla richiesta di pena della pubblica accusa. E non le incombe neppure, contrariamente a quanto preteso dall'insorgente, di motivare perché se ne discosta, l'art. 50 CP imponendo al giudice unicamente di esporre le circostanze rilevanti per la commisurazione della pena e non di giustificare la pena in funzione di quanto richiesto dalla pubblica accusa. Diversamente da quanto preteso nel gravame, il giudice non è tenuto a esprimere in cifre o percentuali il peso che accorda a ogni elemento ritenuto, è sufficiente che la sua motivazione permetta di discernere quali fattori ha preso in considerazione per commisurare la pena e se sono stati valutati in senso attenuante o aggravante. Nella fattispecie, la motivazione della sentenza impugnata adempie queste esigenze. La censura di violazione dell'art. 50 CP si rivela pertanto infondata.