Citation: 4C.42/2007 28.08.2007 E. C

La pronunzia pretorile è stata tempestivamente impugnata dinanzi alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. Come già dinanzi al Pretore, anche in sede d'appello A.________ ha espresso la volontà di veder "ristabiliti" gli importi di fr. 92'997.85 sul conto nominativo zzz e di fr. 150'000.-- sul conto cifrato kkk, precisando che il ripristino dei predetti importi avrebbe dovuto avvenire in termini di liquidità, mediante la vendita degli investimenti effettuati. Ha quindi concluso affermando che sarebbe stato compito del Tribunale d'appello "accertare, di ufficio, al momento del giudizio, il quantum". I giudici della massima istanza ticinese hanno ritenuto questa domanda incompatibile con l'esigenza di precisione posta dall'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC/TI. Con sentenza del 22 dicembre 2006 hanno pertanto dichiarato l'appello nullo in applicazione dell'art. 309 cpv. 5 CPC/TI. A prescindere dalla sua irricevibilità, hanno aggiunto i magistrati, l'appello avrebbe in ogni caso dovuto essere respinto anche nel merito visto che "l'attore non ha assolutamente provato qual era il danno da lui subito al momento della sentenza, il 25 novembre 2005, rispettivamente del dibattimento finale, il 4 marzo 2005, agli atti essendo stato versato dalla convenuta solo il conteggio al 21 febbraio 2005".