Citation: 4C.170/2003 16.02.2004 E. B

Con petizione del 2 dicembre 1997, promossa direttamente in appello, D.A.________ e B.A.________, al quale la sorella F.A.________ aveva nel frattempo ceduto le proprie ragioni ereditarie, hanno chiesto la condanna di C.A.________ al pagamento di fr. 1'168'872.--, in subordine di fr. 825'000.-- oppure fr. 740'000.--, corrispondenti al valore delle 35 azioni. Gli attori hanno in sostanza affermato che la cennata convenzione conteneva un vero e proprio contratto di compravendita. Dal canto suo, il convenuto ha obiettato che l'atto era solo un contratto-quadro, nell'ambito del quale la vendita dei titoli costituiva una semplice ipotesi, tutt'al più un'opzione a suo favore; in ogni caso le somme pretese andavano ridotte. Nel corso della procedura anche D.A.________ ha ceduto a B.A.________ la sua partecipazione nella successione. In sede di conclusioni B.A.________ ha ridotto la sua domanda a fr. 870'750.-- mentre C.A.________ ha offerto, qualora la sua obiezione principale non fosse accolta, un importo di fr. 63'635.--, subordinatamente di fr. 290'192.--. Scostandosi dalle tesi di entrambe le parti, la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha stabilito che l'atto litigioso configura "una promessa di concludere un futuro contratto di compravendita, ovvero un precontratto di compravendita". Nella sentenza emanata il 9 maggio 2003, in parziale accoglimento della petizione, la Corte cantonale ha pertanto condannato C.A.________ a pagare al fratello B.A.________ fr. 781'857.20, oltre interessi al 5% dal 16 giugno 1997, dietro consegna delle 35 azioni, libere da ogni impegno.