Citation: I 233/00 18.10.2000 E. 2

2.- a) Va subito precisato, in primo luogo, che l'amministrazione ha versato agli atti tutti i documenti in suo possesso, quindi anche tutti gli atti medico-sanitari italiani, in particolare la relazione medica dell'INPS 28 ottobre 1996, di cui il ricorrente chiede l'edizione. b) Vuole inoltre essere rilevato che gli atti dell'incarto appaiono completi e consentono quindi di decidere senza dover far luogo a complementi d'indagine. Contrariamente all'opinione del ricorrente, la perizia del prof. T.________ non può essere scartata semplicemente adducendo che si tratta di un referto di parte. Infatti, anche facendo astrazione dalla circostanza che la perizia stessa è stata richiesta dall'Ufficio AI a seguito della pronunzia 10 marzo 1998 della Commissione di ricorso, non si può fare a meno di notare che la legge attribuisce all'amministrazione il compito di istruire le domande di rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A tale scopo possono essere domandati rapporti e informazioni, ordinate perizie, eseguiti sopralluoghi e consultati specialisti dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'ufficio AI agisce quale organo amministrativo preposto all'attuazione della legge, sicché le perizie ordinate in adempimento di questo compito non possono essere considerate di parte (vedasi pure DTF 123 V 175 e 122 V 157). c) Né ha maggior pregio l'argomento del ricorrente, secondo cui non sarebbe mai stato edotto della possibilità di produrre la relazione di un medico di sua fiducia. Basti ricordare che ogni decisione dell'Ufficio AI è stata preceduta da un progetto di decisione, che assegnava all'interessato un termine di trenta giorni, di cui peraltro ha fatto uso, per presentare eventuali osservazioni, allegando i documenti di prova in suo possesso, quindi, se lo avesse voluto, anche la relazione di un medico di sua fiducia. Nulla impediva inoltre al ricorrente di esibire con il gravame tutta la documentazione che riteneva opportuna per suffragare le proprie argomentazioni. Il foglio informativo relativo al rimedio giuridico esperibile, allegato alla pronunzia impugnata, attira infatti espressamente l'attenzione dell'insorgente sulla facoltà di inoltrare con il ricorso anche i mezzi di prova in suo possesso. d) In simili condizioni, non vi è motivo di ordinare nuovi esami medici, segnatamente di attribuire un ulteriore termine al ricorrente per produrre una relazione allestita da un medico di sua fiducia: l'incarto, come già si è detto (consid. 2b), contiene infatti tutti gli elementi utili per la decisione.