Citation: K 30/99 06.11.2001 E. 8

8.- Nel merito, per quanto attiene al rifiuto di riesaminare la correttezza dei dati statistici, il ricorrente, benché affermi di non opporsi alla validità in sé del metodo statistico, sostiene che lo stesso non terrebbe conto della duplice natura (generica e specialistica) delle prestazioni da lui effettuate. a) Ora, dagli accertamenti di fatto esperiti in sede arbitrale - cui questa Corte è di principio vincolata ai sensi dell'art. 105 cpv. 2 OG (cfr. consid. 1) - emerge che l'insorgente è classificato nel gruppo 50 (medicina generale con radiologia) e che dalle statistiche del Concordato delle casse malati svizzere riferite al 1993 e ai 137 medici operanti in Ticino censiti in tale gruppo, con 119'627 pazienti e un incasso globale di fr. 44'567'661. -, risulta un costo medio per paziente di fr. 372. 56. La soglia dell'indice 150 si situa a fr. 558. 83. Quanto al dott. B.________, nel medesimo anno con 615 pazienti e un incasso di fr. 349'306. -, ha fatto registrare un costo medio per paziente di fr. 567. 98, cifra che corrisponde ad un indice di 152 ed è pertanto inequivocabilmente superiore all'indicato limite. b) Orbene, per i motivi già ampiamente esposti nel giudizio querelato - che questa Corte può far propri - nella specie non vi è ragione per mettere in discussione la correttezza delle medie statistiche applicate dalle Casse, rilevato come l'interessato si sia limitato ad una generica contestazione delle stesse omettendo di revocarne in dubbio la bontà con elementi probanti o almeno concreti indizi. Stante poi l'esistenza di sufficiente materiale di paragone, correttamente l'istanza arbitrale ha negato la necessità di esperire una perizia analitica e applicato il metodo statistico (sentenza 18 novembre 1992 in re H., K 11/92; cfr. anche RAMI 1987 n. K 749 pag. 349 consid. 4 e contrario). La legittimità di quest'ultimo non può del resto che essere confermata, dovendosi altresì ribadire che il risultato elevato ottenuto da un medico, in applicazione di tale metodo, non costituisce soltanto un indizio, bensì un mezzo di prova di polipragmasia (cfr. RAMI 1988 n. K 761 pag. 92; cfr. anche DTF 119 V 453 consid. 4). Quanto all'indice 150, fissato in concreto quale soglia di antieconomicità e riconosciuto dalla prassi cantonale, può ancora essere ritenuto compatibile con la giurisprudenza di questa Corte e rientrante nell'ambito del potere d'apprezzamento dell'istanza arbitrale, ove peraltro si ricordi che lo stesso si basa su un accordo elaborato tra fornitori di prestazioni e assicuratori e permette di tenere conto delle imperfezioni e delle insufficienze del metodo statistico come anche delle peculiarità del caso particolare (cfr. RAMI 1999 n. K 994 pag. 322 consid. 4 e 5; sentenza 29 ottobre 1993 in re S., K 101/92). Ne discende che a ragione il Tribunale cantonale, rilevato il non indifferente superamento, da parte dell'insorgente, della media di categoria, ne ha ammesso la violazione del precetto dell'economicità del trattamento, ricordando pertinentemente che anche nell'ambito dell'art. 23 LAMI non occorre la prova piena, bensì soltanto quella secondo il criterio della probabilità preponderante, caratteristico del settore delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2, 119 V 9 consid. 3c/aa). c) A simili conclusioni non può mutare la tesi del dott. B.________ per il quale i costi elevati sarebbero da ricondurre al fatto di avere molti pazienti che necessitano cure ortopediche, circostanza questa che giustificherebbe di scindere la sua attività e di prendere in conto separatamente le prestazioni generiche e quelle specialistiche ai fini di allestire due medie distinte. Innanzitutto, l'auspicata separazione secondo il tipo di trattamento offerto non è proponibile quando si consideri che la classificazione per gruppi alla base delle statistiche del Concordato è operata secondo la formazione specialistica FMH e non secondo l'oggetto puntuale delle prestazioni. Ma a prescindere da ciò, va rilevato che anche nell'ipotesi in cui si volessero estrapolare i dati riferiti alle prestazioni di natura ortopedica la censura di polipragmasia sarebbe ancora più evidente. Infatti, dai dati statistici riferiti ai 12 medici censiti in Ticino nel gruppo 14/64 (chirurgia ortopedica) per il 1993, con 8354 pazienti e un incasso globale di fr. 1'843'538. -, emerge un costo medio per paziente di fr. 220. 68 e la soglia dell'indice 150 passerebbe pertanto da fr. 558. 83 dei medici generalisti a fr. 331. 02. d) Quanto infine alla commisurazione dell'importo da restituire, accertato un superamento della soglia dell'indice 150 di due punti, i primi giudici hanno comunque apportato una riduzione del 25 % sulla pretesa attorea di fr. 5623. 83, fissandola a fr. 4200. - in considerazione dell'età media più elevata dei pazienti del ricorrente (49, 7 anni) per raffronto a quella degli altri medici facenti parte del gruppo 50 (43, 6 anni). Siffatta decurtazione, che la pronunzia arbitrale ha peraltro espressamente riservato alle particolarità del caso di specie, rientra nel potere di apprezzamento di cui gode la prima istanza e non può pertanto essere censurata (sentenza 18 ottobre 1999 in re K., K 152/98). Pure pertinentemente il giudizio querelato ha escluso l'esistenza nella fattispecie di ulteriori "circostanze particolari" che potessero giustificare la differenza di costo o un'eventuale ulteriore riduzione dell'ammontare da rimettere. Ne consegue la reiezione del gravame.