Citation: 1P.253/2004 20.04.2005 E. 1

Premesso che l'introduzione dell'istanza di intervento non conferisce il diritto all'apertura di un procedimento di vigilanza (art. 196a LOC), il Consiglio di Stato si è pronunciato sull'istanza di intervento con la decisione dell'11 novembre 2003, dopo che gli atti gli sono stati trasmessi per competenza con la decisione del 23 giugno 2003 della Corte cantonale. Dal canto suo, quest'ultima ha statuito sul ricorso dell'istante contro la risoluzione governativa con la sentenza impugnata, del 5 marzo 2004. Non risulta, né il ricorrente lo sostiene esplicitamente, che tali scadenze non siano ragionevoli o che non risultino giustificate dalla natura della procedura e dall'insieme delle circostanze (DTF 130 I 312 consid. 5.1-5.2 e rinvii). Accennando a una pretesa denegata giustizia e fondando sulla stessa un suo legittimo interesse a impugnare la decisione dell'autorità di vigilanza dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, il ricorrente critica in realtà la mancata adozione di misure più incisive e concrete nei confronti del Municipio di Porza. Tuttavia, un diniego o ritardo di giustizia non è ravvisabile quando una decisione, fosse pure illegale o irregolare, sia stata comunque presa (DTF 105 III 107 consid. 5a) e, d'altra parte, il fatto che l'autorità di vigilanza non abbia dato seguito all'istanza di intervento nel senso auspicato dall'istante non comporta di per sé una modifica a suo danno della situazione giuridica preesistente all'istanza stessa (DTF 111 Ia 280 consid. 2). Come visto, una simile evenienza non è invero seriamente prospettata nemmeno dal ricorrente.