Citation: 2C_700/2016 E. 5.2

5.2. La ricorrente intravede in seguito una disattenzione del principio della parità di trattamento nel fatto che i posti auto al servizio di abitazioni sono esclusi dall'assoggettamento (art. 35b cpv. 2 LTPub) allorché, a suo avviso, generano lo stesso numero di movimenti dei posteggi situati sul luogo di lavoro (si pensi ai genitori che accompagnano i figli a scuola proprio nelle ore di punta). La censura, non meglio sostanziata, non adempie le esigenze di motivazione poste dai combinati art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF e sfugge pertanto ad un esame di merito. Ma quand'anche si volesse da ciò prescindere la stessa andrebbe comunque respinta. In effetti, come spiegato dal Consiglio di Stato nella propria risposta (pag. 26 punto b) cc), questi posteggi sono stati esclusi dall'imposizione perché oltre alla circostanza che la saturazione della rete viaria nelle ore di punta non può essere oggettivamente ricondotta ai medesimi, il fatto di possedere un posteggio sotto casa non implica necessariamente che il medesimo generi traffico (siccome può essere lasciato vuoto, l'automobile può rimanervi sempre ferma o essere utilizzata solo di rado), allorché i posteggi destinati ai dipendenti o alla clientela per forza di cose generano traffico. Inoltre, i proprietari di posteggi al servizio di abitazioni non possono cambiare il loro comportamento salvo a rinunciare totalmente all'automobile, diversamente dai proprietari di aziende i quali possono, grazie ad un'offerta dei trasporti pubblici incrementata, ridurre i posti auto per indirizzare i dipendenti e la clientela verso forme di trasporto più sostenibili (il trasporto pubblico, la mobilità ciclabile e pedonale, l'utilizzo degli impianti Park & Ride, il "carsharing", ecc.). Queste spiegazioni fanno apparire del tutto accettabile la differenziazione attuata, la quale non dà pertanto luogo ad una disparità di trattamento. La ricorrente considera che l'esenzione dei posteggi per i visitatori di strutture sociosanitarie (art. 6 lett. c) nonché di quelli riservati ai veicoli di servizio, fornitori, carico e scarico, esposizione e deposito (art. 4 lett. b) disciplinata nel RTColl non poggia su di una base legale sufficiente non potendo essere qualificate di prescrizioni di dettaglio (art. 35s LTPub). Anche questa censura, non meglio sostanziata, non soddisfa le esigenze di motivazione poste dai combinati art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTFed è inammissibile. Al riguardo ci si limita a puntualizzare che queste categorie di posteggi all'evidenza non rientrano nella problematica oggetto di disamina, ossia quella della saturazione della rete viaria all'ora di punta, ragione per cui trattarne nel regolamento di applicazione non porta a disattendere l'esigenza della base legale. Per quanto poi la ricorrente critichi il fatto che non si considera il traffico generato dai 60'000 frontalieri che lavorano in Ticino, la critica, non meglio motivata, sfugge ad un esame di merito (art. 42 cpv. 2 LTF).