Citation: 2C_926/2021 E. A

A.________, cittadino serbo-kosovaro entrato in Svizzera il 2 luglio 1999 ha ottenuto, il 5 luglio 2004, un permesso di domicilio. Durante il suo soggiorno nel nostro Paese egli ha interessato a più riprese le autorità giudiziarie penali (tra il 2005 e il 2016 sette volte) ed è stato ammonito a due riprese (nel 2007 e nel 2014) dal Dipartimento competente. Preso atto delle condanne subite, segnatamente quella con cui, il 20 settembre 2016, la Corte delle assise criminali l'ha condannato alla pena detentiva di 7 anni, oltre ad una multa di fr. 100.--, per omicidio intenzionale (dolo eventuale) e contravvenzione alla LStup (RS 812.121), la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino gli ha revocato, il 3 luglio 2018, il permesso di domicilio e gli ha intimato di lasciare la Svizzera al momento della sua scarcerazione. Questo provvedimento è stato confermato su ricorso dal Consiglio di Stato il 22 gennaio 2019. L'impugnativa inoltrata al Tribunale cantonale amministrativo contro quest'ultimo giudizio è stata dichiarata inammissibile con sentenza del 21 marzo 2019 (mancato versamento dell'anticipo chiesto per le presunte spese processuali) e l'istanza di restituzione in intero contro il lasso dei termini presentata da A.________ il 29 marzo successivo è stata respinta, in quanto ricevibile, dalla Corte cantonale il 3 aprile 2019.