Citation: 4A_259/2015 E. 3.2

3.2. Il diritto di essere sentito, garantito dagli art. 182 cpv. 3 e 190 cpv. 2 lett. d LDIP ha, in linea di principio, il medesimo contenuto del diritto costituzionale previsto dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 130 III 35 consid. 5; 128 III 234 consid. 4b; 127 III 576 consid. 2c). La giurisprudenza ne ha dedotto che ogni parte ha il diritto di esprimersi sui fatti essenziali per il giudizio, di presentare la sua argomentazione giuridica, di proporre i suoi mezzi di prova sui fatti pertinenti e di partecipare alle udienze del tribunale arbitrale (DTF 133 III 139 consid. 6.1). Sebbene il diritto di essere sentito non imponga al tribunale arbitrale di motivare una sentenza emanata nella giurisdizione internazionale, questo ha tuttavia il dovere di esaminare e trattare i problemi pertinenti. Tale dovere è violato quando per inavvertenza o malinteso, il tribunale arbitrale non considera allegati, argomenti e prove presentati da una delle parti e importanti per il lodo (DTF 133 III 235 consid. 5.2). Nella fattispecie la critica ricorsuale si rivela infondata. La ricorrente riconosce di aver ricevuto il referto II, quando le è stata concessa la facoltà, con decreto 24 ottobre 2014, d'inoltrare delle osservazioni sulle risultanze istruttorie e sul merito della vertenza e nemmeno afferma che il suo allegato conclusivo sia stato ignorato. Il fatto che il tribunale arbitrale abbia ritenuto irricevibili le sue obiezioni, con le relative tabelle, concernenti le cifre contenute nel complemento peritale, esula dal motivo di ricorso invocato, atteso che tali obiezioni attengono alla correttezza materiale della perizia e riguardano quindi la valutazione delle prove (cfr. DTF 141 IV 369 consid. 6.1, con rinvii). Ciò emerge peraltro pure dal testo del lodo in cui il tribunale arbitrale ha espressamente indicato che sarebbe giunto a una conclusione diversa nell'ipotesi, in concreto non realizzatasi, in cui la perizia avesse avuto carenze tali da non poter essere utilizzata quale prova. Tale concezione corrisponde peraltro alla giurisprudenza del Tribunale federale secondo cui il giudice può unicamente scostarsi dalle risultanze peritali se sussistono validi motivi (DTF 141 IV 369 consid. 6.1, con rinvii).