Citation: 4A_539/2021 E. 7.1.1

7.1.1. La responsabilità ai sensi dell'art. 97 cpv. 1 CO, che si fonda sul rapporto giuridico tra le parti, è soggetta a quattro condizioni: violazione del contratto, danno, rapporto di causalità (naturale e adeguato) tra la violazione contrattuale e il danno, e colpa. Occorre anzitutto che il cliente violi i suoi obblighi contrattuali (prima condizione). Ciò avviene, ad es., se il cliente o le persone ausiliarie il cui comportamento è a lui imputabile (art. 101 CO) hanno in qualche modo contribuito al danno, inducendo la banca a eseguire il trasferimento indebito o contribuendo all'aggravamento del danno (DTF 146 III 387 consid. 6.2 pag. 398, con rinvio). Secondo la giurisprudenza, il cliente contribuisce ad aggravare il danno della banca, in particolare non contestando gli scritti irregolari o infondati di cui avrebbe potuto o dovuto accorgersi, consultando gli estratti conto a lui inviati, o non ritirando o non controllando la sua corrispondenza lasciata in giacenza in banca oppure ancora non sorvegliando il suo gestore indipendente (DTF 146 III 121 consid. 5.1 pag. 135, con rinvii). Il danno (seconda condizione) subìto dalla banca corrisponde per legge all'importo che la banca deve pagare - una seconda volta -, a causa del versamento a un non creditore, al cliente in seguito al bonifico che ha effettuato senza mandato di quest'ultimo (DTF 146 III 387 consid. 5.1 pag. 397 e consid. 6.2 pag. 398 con rimandi). La violazione degli obblighi contrattuali da parte del cliente deve causare il danno o aggravarlo (terza condizione). Infine, la colpa (quarta condizione) è presunta se i primi tre requisti sono adempiuti (DTF 146 III 121 consid. 5.1 pag. 135).