Citation: 5A.27/2004 27.01.2005 E. 3

Secondo l'art. 41 LCit., con il consenso dell'autorità del Cantone d'origine, l'Ufficio federale può, entro il termine di cinque anni, annullare la naturalizzazione o la reintegrazione conseguita con dichiarazioni false o in seguito all'occultamento di fatti essenziali. Fino al 31 gennaio 2003, invece dell'Ufficio federale tale norma menzionava il Dipartimento federale di giustizia e polizia (cfr. legge federale del 22 marzo 2002 concernente l'adeguamento di disposizioni organizzative del diritto federale). 3.1 La decisione impugnata rileva che - giusta l'art. 14 cpv. 1 dell'Ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Org-DFGP, RS 172.213.1) - dal 1° gennaio 2000 l'Ufficio federale degli stranieri è autorizzato a sbrigare autonomamente gli affari concernenti la cittadinanza svizzera e che le decisioni di tale Ufficio sono impugnabili con ricorso amministrativo al Dipartimento federale di giustizia e polizia. Quest'ultimo ha pure indicato che con la legge federale concernente l'adeguamento di disposizioni organizzative del diritto federale le norme della LCit. sono state formalmente adeguate alle - precedenti - regole speciali. 3.2 Il ricorrente sostiene che in concreto non sono dati i presupposti formali per annullare la sua naturalizzazione agevolata, poiché il Dipartimento federale di giustizia e polizia non ha emanato la propria decisione nel termine di 5 anni previsto dall'art. 41 LCit. Egli richiama l'art. 57 LCit., secondo cui l'acquisto e la perdita della cittadinanza sono retti dal diritto vigente nel momento in cui è avvenuto il fatto determinante e ritiene che il fatto determinante inteso da tale norma sia la dichiarazione del 25 novembre 1996, con cui i coniugi confermavano la stabilità e l'attualità del loro legame. Afferma che nel 1996 l'art. 41 LCit. non menzionava alcun Ufficio federale, ma prevedeva che la decisione di annullamento della naturalizzazione spettava al Dipartimento federale di giustizia e polizia. Per tale motivo, il ricorrente ritiene irrilevante, con riferimento al rispetto del termine quinquennale, la decisione dell'Ufficio federale degli stranieri, il quale non avrebbe nemmeno potuto istruire e statuire la procedura in proprio nome. Di nessun peso sarebbe poi l'art. 14 Org-DFGP, citato nella decisione impugnata, atteso che tale norma è unicamente entrata in vigore il 1° gennaio 2000. Nemmeno la legge sull'organizzazione del Governo e dell'amministrazione (LOGA, RS 172.010), entrata in vigore unicamente nel 1997, potrebbe giustificare la competenza dell'Ufficio.