Citation: 1C_28/2008 14.07.2008 E. 3

3.1 Secondo i ricorrenti, la Corte cantonale avrebbe dovuto dichiarare irricevibile, per abuso di diritto, il gravame dell'opponente, difettandogli un interesse legittimo a contestare la licenza edilizia, siccome in passato avrebbe ampliato la sua abitazione in misura ben maggiore rispetto a quanto da loro richiesto. 3.2 Il divieto dell'abuso di diritto, applicabile anche nel campo del diritto amministrativo, impedisce l'utilizzazione di un istituto giuridico per realizzare scopi ad esso del tutto estranei (DTF 134 I 65 consid. 5.1, 128 II 145 consid. 2.2; sentenza 1P.596/2000 del 15 giugno 2001, consid. 3b e riferimenti, apparsa in: RDAT II-2001, n. 20, pag. 82 segg.). Ora, in quanto proprietario confinante, l'opponente è toccato da un eventuale innalzamento eccessivo degli edifici dei ricorrenti ed ha quindi di principio un interesse a censurare la violazione di disposizioni concernenti l'altezza delle costruzioni, che sono destinate a proteggere anche i suoi interessi di vicino (cfr. DTF 133 II 249 consid. 1.3.3, 127 I 44 consid. 2c-d e rinvii). In tali circostanze, il semplice fatto ch'egli avrebbe a suo tempo ristrutturato in modo generoso la propria abitazione, sulla base peraltro di una normativa anteriore, non basta a permettere di ritenere che, opponendosi al progetto dei vicini, egli persegua fini manifestamente vessatori.