Citation: I 702/03 28.05.2004 E. 1

Nei considerandi dell'impugnata pronuncia, cui si rinvia, i primi giudici hanno già esposto le norme legali disciplinanti la materia, rammentando in particolare i presupposti che secondo il diritto svizzero - applicabile nel caso di specie anche in seguito all'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681; cfr. DTF 128 V 320 consid. 1e e 322 consid. 1f; cfr. pure sentenza del 6 aprile 2004 in re L., I 69/04, consid. 1.1) - devono essere adempiuti per potere conferire il diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidità. Così, dopo avere dichiarato inapplicabile la nuova legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000 per il fatto che il giudice delle assicurazioni sociali non può tenere conto di modifiche di legge subentrate successivamente al momento determinante della decisione amministrativa in lite (DTF 129 V 4 consid. 1.2 e i riferimenti ivi citati; per le stesse ragioni nemmeno applicabile ratione temporis - e comunque irrilevante ai fini del presente giudizio - è la modifica legislativa LAI e OAI del 21 marzo 2003, rispettivamente del 21 maggio 2003 [4a revisione], entrata in vigore il 1° gennaio 2004) ed avere definito i limiti temporali - compresi tra il 31 agosto 2000 (art. 48 cpv. 2 LAI, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2002) e il 5 dicembre 2002 (DTF 121 V 366 consid. 1b) - del potere cognitivo del giudice nel caso di specie, l'autorità commissionale ha esposto il concetto di invalidità (art. 4 cpv. 1 LAI, nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 2002), i presupposti e l'estensione del diritto alla rendita (art. 36 cpv. 1, 28 cpv. 1 [nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2003] e 29 cpv. 1 LAI [nella versione determinante in vigore fino al 31 dicembre 2002]), il metodo generale di confronto dei redditi per la determinazione del grado d'invalidità di assicurati esercitanti un'attività lucrativa (art. 28 cpv. 2 LAI, sempre nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 2002; cfr. pure DTF 128 V 30 consid. 1), nonché i compiti del medico nell'ambito di questa determinazione (DTF 125 V 352 consid. 3a con riferimento). A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione, non senza tuttavia ribadire che fino al 31 dicembre 2000 il richiedente doveva pure soddisfare il requisito assicurativo, ossia doveva essere assicurato, all'insorgenza dell'invalidità, presso l'AVS/AI svizzera (art. 6 cpv. 1 LAI, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2000) oppure ai sensi di una Convenzione bilaterale in materia di sicurezza sociale conclusa fra la Svizzera e il paese d'origine. Giova infine ricordare che l'entrata in vigore dell'ALC ha reso possibile - per motivi di parità di trattamento - il versamento di rendite per un grado di invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, anche ad assicurati comunitari che non sono domiciliati e che non dimorano abitualmente in Svizzera (cfr. art. 28 cpv. 1ter LAI in relazione con i combinati disposti di cui agli art. 80a LAI e 3 del Regolamento [CEE] n. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1 cpv. 1 dell'Allegato II ALC; cfr. pure sentenza del 5 febbraio 2004 in re S., H 37/03, ; cfr. pure la sentenza del 17 giugno 2003 in re D., I 78/03).