Citation: H 115/00 08.03.2001 E. 4

4.- a) C.________ ha evidenziato, nel suo ricorso a questa Corte, che in occasione dell'istanza di concessione della moratoria concordataria del giugno 1996 icreditori privilegiati, tra cui la Cassa, erano coperti, giusta la LEF a quel tempo vigente. Sostiene pertanto che la Cassa il 23 dicembre 1997, dal profilo formale, non poteva avviare l'azione contro gli amministratori, ritenuto che la S.________ SA è fallita solo il 20 aprile 1998. b) Per la giurisprudenza, la cassa ha conoscenza del pregiudizio nel momento in cui, facendo uso dell'attenzione da essa esigibile, accerta che la situazione di fatto più non permette l'esazione dei contributi e consente di fondare l'azione di risarcimento (DTF 121 III 388 consid. 3b, 119 V 92 consid. 3, 118 V 195 consid. 3a con riferimenti). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha già stabilito che, in caso di fallimento del datore di lavoro, il momento della conoscenza del danno non è da situare solo quando alla cassa è noto lo stato di ripartizione (art. 261 LEF) - o ancora più tardi al momento della ricezione dell'attestato di carenza di beni (art. 265 LEF) - ma in linea di principio già quando l'inventario e la graduatoria consentono di determinare se il credito insinuato rimarrà anche solo parzialmente scoperto (DTF 121 III 388 consid. 3b con riferimenti). Inoltre ha avuto modo di evidenziare che per la conoscenza del danno è sufficiente l'ipotesi di una perdita anche solo parziale, ritenuto che - ove il concordato proposto dal debitore non sia stato omologato dal giudice per carenza dei presupposti - la cassa deve sollecitamente attivarsi, esaminando gli atti del concordato (DTF 121 V242 consid. 3c/bb). c) Dalla documentazione agli atti risulta che con decreto 10 luglio 1996 fu concessa la prima moratoria concordataria alla S.________ SA, revocata il 5 dicembre 1996. La seconda moratoria, questa volta per concordato con abbandono dell'attivo, venne accordata il 6 marzo 1997 ein seguito prorogata fino al 6 marzo 1998. Orbene, la citata giurisprudenza prevede che la cassa deve attivarsi quando può raggiungere il convincimento che la situazione di fatto sia già tale da farle ritenere che subirà un pregiudizio patrimoniale, anche se non ancora quantificabile in termini precisi e definitivi. In concreto la Cassa ha per certo avuto ragionevoli dubbi sulla possibilità che il credito di fr. 577'892. 85, insinuato nuovamente il 24 marzo 1997, venisse tacitato. Infatti, avendo pure partecipato alla prima moratoria concordataria, già sapeva che il 21 novembre 1996 la vendita ai pubblici incanti dell'immobile sito aR.________, valutato in oltre 4 milioni di franchi, aveva determinato la sua aggiudicazione alla creditrice dell'ipoteca di primo rango per l'importo di 1 milione di franchi, con conseguente perdita di substrato finanziario tale da far richiedere la revoca della prima moratoria concordataria. Inoltre, essa era a conoscenza della grave situazione sia patrimoniale che debitoria della S.________ SA, ancor prima che si materializzasse l'ingente perdita sulla vendita del fondo di R.________. Ad una cassa operante nel settore dell'edilizia non poteva sfuggire, per scienza propria, la precarietà della situazione finanziaria di taluni debitori della fallita, attivi nel campo immobiliare ed esposti per importi ingenti. Dubbi che peraltro aveva espresso lo stesso commissario del concordato della S.________ SA in occasione della presentazione ai creditori della situazione patrimoniale della società in moratoria (relazione del 22 dicembre 1997). Ma neppure va dimenticato che la Cassa si era già dovuta attivare ben prima, sia pure per importi minori. Infatti, con atti 11 aprile 1996 e 21 maggio 1997 essa aveva inoltrato una denuncia penale contro P.________ e F.________ per omesso versamento dei contributi alle assicurazioni sociali. Non si può pertanto rimproverare alla Cassa di aver precorso i tempi. Essa ha infatti operato con la necessaria diligenza entro il termine di perenzione di un anno dell'art. 82 OAVS, atteso che il 5 dicembre 1996 (revoca della prima moratoria concordataria) le era noto che il credito insinuato sarebbe rimasto scoperto, anche solo parzialmente, perché il 21 novembre 1996 la vendita ai pubblici incanti del fondo di R.________, valutato in oltre 4milioni di franchi, era stato aggiudicato per un solo milione, con conseguente certezza che vi sarebbe stata comunque per l'amministrazione una grave perdita. Ne consegue che le decisioni amministrative del 18 novembre 1997, rese entro il termine di un anno che nel caso di specie aveva preso inizio il 5 dicembre 1996, sono tempestive. d) Contro le decisioni della Cassa sono state formulate le opposizioni ai sensi dell'art. 81 cpv. 2 OAVS da F.________ (1° dicembre 1997), da C.________ (1° dicembre 1997) e da P.________ (16 dicembre 1997). Se la cassa di compensazione conferma la sua decisione di risarcimento dei danni, essa deve promuovere, con istanza scritta, sotto pena di perenzione, un'azione davanti all'autorità di ricorso del Cantone in cui il datore di lavoro è domiciliato, entro trenta giorni da che ha avuto conoscenza dell'opposizione (art. 81 cpv. 3 prima frase OAVS). Nella fattispecie risulta in tutta evidenza che le tre petizioni 23 dicembre 1997 della Cassa sono state insinuate nei termini di legge.