Citation: 6B_917/2018 E. 4.2.2

4.2.2. Secondo la ricorrente, l'accertamento sull'origine criminosa dei valori patrimoniali presenti sul conto ddd e l'esclusione della loro riconduzione economica a D3.________ sarebbero "frutto di diversi arbitri". Rileva che il TPF avrebbe costruito la sua motivazione su stralci di sentenze italiane relative alla cosca F.________, a cui però il marito D3.________ non sarebbe appartenuto. L'autorità precedente avrebbe considerato l'attività della P.________ S.a.s riconducibile alla citata cosca, ciò che però sarebbe smentito proprio dalle sentenze di condanna di D1.________ e D2.________ per la loro appartenenza alla stessa, rese sulla base, tra l'altro, delle intercettazioni ambientali che avrebbero dovuto essere acquisite anche in questo procedimento. La partecipazione di D1.________ al capitale sociale della predetta società, peraltro senza ruoli gestionali, non sarebbe idonea a fondare la presunzione di un controllo dell'attività da parte dell'organizzazione criminale a cui apparteneva. L'assenza di prove circa l'origine criminosa del denaro del conto ddd risulterebbe inoltre dalle mere supposizioni formulate dal TPF, tra cui quella per cui le modalità dell'alimentazione del conto sarebbero incompatibili con un'attività lecita. L'insorgente sostiene infatti che il marito si sarebbe sottratto integralmente all'imposizione dello Stato italiano e osserva che il rapido spostamento di capitali in contanti sarebbe stata un'attività precipua della piazza finanziaria del Cantone Ticino negli anni '70, '80 e '90. Il TPF si riferirebbe inoltre al solo autolavaggio, dimenticando l'attività della X.________ S.a.s. L'autorità precedente non avrebbe esperito alcun accertamento su D3.________. Essa riterrebbe altresì che il conto ddd fosse sotto il controllo dei fratelli D.________ e ciò senza alcuna prova né motivazione, e quindi in modo arbitrario. Nulla potrebbe infatti essere dedotto dalla procura che I.________, moglie di D2.________, disponeva su tale conto, non potendo essere considerata un tutt'uno con il marito e non essendo mai stata condannata. Secondo la ricorrente, la fumosità e l'inconsistenza del ragionamento del TPF raggiungerebbero il loro parossismo laddove quest'ultimo includerebbe nell'attività illecita della cosca 'ndranghetosa F.________ pure l'autolavaggio gestito da D3.________, dimostrando così di ignorare la provenienza dei fondi in parola a causa dell'assenza di istruzione in merito, ciò che costituirebbe una violazione dell'art. 6 CPP. L'autorità precedente sembrerebbe ritenere che, quand'anche i fondi provenissero dall'autolavaggio, vi sarebbe comunque un'origine criminosa indiretta riconducibile all'organizzazione criminale. L'insorgente rileva tuttavia che, nella denegata ipotesi che la cosca avesse avuto il controllo sull'attività economica lecita dell'autolavaggio, i valori patrimoniali che ne deriverebbero non sarebbero confiscabili, perché la presunzione dell'art. 72 CP non potrebbe essere applicata per qualificare come criminosa l'origine del denaro. Errerebbe quindi il TPF nel richiamarsi alla confiscabilità estesa dell'art. 12sexies del d.l. 306/1992.