Citation: 4A_113/2020 E. 3.3.2

3.3.2. In concreto, giova innanzi tutto rilevare che, in base agli accertamenti della sentenza impugnata, la sottoscrizione della cessione con il relativo addendum è avvenuta durante la causa, incoata dalla ricorrente contro l'ex marito per l'incasso delle spese legali, in cui ella era patrocinata dallo studio legale di cui uno dei due opponenti è contitolare. Non è dato a sapere se il patrocinio era stato assunto direttamente dal predetto opponente. La questione è però ininfluente ai fini del presente giudizio, atteso che la giurisprudenza ha sviluppato con riferimento ai conflitti d'interesse una visione unitaria, che non distingue fra i singoli avvocati di uno studio legale (sentenza 4A_243/2020 del 5 novembre 2020 consid. 4.2.3 destinato alla pubblicazione in DTF 147 X xxx; DTF 145 IV 218 consid. 2.2; 140 III 221 consid. 4.3.2; 139 III 433 consid. 2.1.5). Tale visione uniforme giustifica pure di fare nella fattispecie astrazione dal fatto che l'altro opponente, che pure aveva assistito la ricorrente nella causa di divorzio, non opera all'interno dello studio legale che l'ha patrocinata nella causa per l'incasso delle spese legali. Legando la predetta cessione all'impegno della ricorrente di pagare per questa un corrispettivo pari alle pretese di patrocinio per la procedura di divorzio e le relative spese di recupero, è stata creata una nuova pretesa con un riconoscimento del debito scritto per un importo pari a quello che gli opponenti ritengono loro dovuto per l'attività svolta in relazione alla procedura di divorzio, ma indipendente dalla loro pretesa per tale mandato. Ora, un avvocato può garantirsi senza incorrere in un conflitto d'interessi nel senso dell'art. 12 lett. c LLCA il pagamento dei propri onorari, ma deve procedere in maniera appropriata (sentenza 2P.318/2006 / 2A.733/2006 del 27 luglio 2007 consid. 11.2). Il descritto modo di agire adottato in concreto non soddisfa tuttavia tale esigenza. La fiducia che il pubblico può riporre in un avvocato richiede che questi, qualora intenda assicurarsi le proprie pretese, lo faccia in modo trasparente e facilmente riconoscibile da parte del cliente. La nullità del negozio giuridico concluso in un conflitto d'interessi non è esplicitamente prevista dalla legge, ma deriva dal senso e dallo scopo dell'art. 12 lett. c LLCA, che impone all'avvocato una particolare fedeltà nell'esecuzione dell'affare affidatogli (WALTER FELLMANN, in Kommentar zum Anwaltsgesetz, 2aed., 2011, n. 84 ad art. 12 LLCA). Ne segue che la censura si rivela fondata.