Citation: 2C_266/2007 21.01.2008 E. 4

Di per sé i ricorrenti non contestano, o perlomeno non in modo sufficientemente puntuale, l'adempimento dei presupposti per applicare al caso di specie le norme testé richiamate. 4.1 D'altronde è manifesto che l'abitazione ha perso lo scopo per cui, meno di vent'anni or sono, erano stati erogati i sussidi per la sua costruzione, ovvero soddisfare i bisogni abitativi dei gestori dell'azienda agricola. Gli insorgenti continuano infatti ad utilizzarla in proprio, nonostante abbiano completamente abbandonato l'attività agricola. L'immobile è per di più abitato con una certa regolarità solo da A.________, segretaria comunale a Bosco Gurin, mentre il marito ed i figli vi soggiornano, se del caso, unicamente durante i week-end e le vacanze. Nel corso della settimana essi risiedono infatti a Tenero affinché i figli possano raggiungere più facilmente le scuole che frequentano e B.________ la Scuola agraria cantonale di Mezzana, dove insegna. 4.2 A ragione i giudici cantonali hanno inoltre ritenuto che il cambiamento di destinazione è avvenuto senza autorizzazione preliminare del Cantone. Agli atti non v'è infatti traccia di istanze in tal senso inoltrate prima di cedere in affitto le restanti infrastrutture ed i terreni dell'azienda. Del resto, nemmeno i ricorrenti pretendono il contrario. In virtù dell'art. 37 cpv. 4 OMSt, i contributi federali dovrebbero quindi essere interamente restituiti. Non è tuttavia necessario stabilire se, come paventato dall'autorità precedente, questa regola dovrebbe comportare conseguenze finanziarie più gravose di quelle confermate nel giudizio impugnato, in particolare il rimborso di fr. 285'612.-- (contributo complessivo per la casa, ossia il 31,3 % di fr. 912'500.--) anziché di fr. 194'702.-- (contributo pro rata temporis; cfr. consid. 7; cfr. anche Yves Donzallaz, Traité de droit agraire suisse: droit public et droit privé, tomo 1, Berna 2004, n. 1490). In effetti, a differenza del pregesso regime in materia di contribuzioni pubbliche (cfr. art. 114 cpv. 2 OG), la legge sul Tribunale federale non prevede comunque più la possibilità di una reformatio in peius (sentenza 2A.736/2006 del 18 settembre 2007, consid. 5.5; Ulrich Meyer, in: Niggli/Uebersax/Wiprächtiger [a cura di], op. cit., n. 4 seg. ad art. 107; Nicolas von Werdt, in: Seiler/von Werdt/Güngerich [a cura di], Bundesgerichtsgesetz [BGG], Berna 2007, n. 3 ad art. 107). 4.3 Infine non appare contrario al diritto federale negare l'esistenza di gravi motivi che avrebbero potuto giustificare la concessione di una deroga all'interdizione di modificare la destinazione. Significativo è già di per sé il fatto che i motivi elencati all'art. 36 OMSt si riferiscono sostanzialmente a mutamenti relativi ai fondi in quanto tali e alla loro qualifica giuridica e non a circostanze riconducibili alla situazione dei loro proprietari o dei loro fruitori. Certo, l'enumerazione di cui all'art. 36 OMSt è solo indicativa ed è vero che l'abbandono dell'attività agricola da parte del ricorrente è dovuta a ragioni di salute, indipendenti dalla sua volontà (cfr., analogamente, sentenza 2A.553/2002 del 22 agosto 2003, consid. 3). Tuttavia va considerato che, lasciata l'attività agricola, non era indispensabile mantenere l'uso dell'abitazione e privarne così l'azienda, per la quale era comunque stato trovato un nuovo gestore. Poco importa che, non avendo famiglia, quest'ultimo non necessitasse di una dimora costruita per accogliere cinque persone. Decisiva appare piuttosto, indipendentemente dall'esistenza di altre possibilità di alloggio a Bosco Gurin per una famiglia con tre figli, l'assenza di bisogno oggettivo per i ricorrenti, per i quali non è imprescindibile disporre di un'abitazione spaziosa in tale località. In effetti, come già rilevato, solo la moglie vi dimora costantemente. Inoltre i legami sociali ed affettivi possono essere mantenuti anche risiedendo altrove. 4.4 In virtù di quanto precede, non solo non sono ravvisabili gravi motivi per ammettere una deroga ai sensi degli art. 102 cpv. 3 LAgr e 36 OMSt, ma ovviamente nemmeno è arbitrario ritenere che si sia verificato un cambiamento di destinazione per motivi ingiustificati, giusta l'art. 41 cpv. 1 lett. d LCAgr. Dal profilo delle norme sin qui esaminate risulta quindi fondato pretendere che, se intendono continuare ad usufruire dell'abitazione in modo indipendente dall'azienda agricola, ammesso che ciò sia lecito dal profilo pianificatorio, i ricorrenti devono restituire in misura di principio integrale i contributi federali e cantonali ricevuti per la sua realizzazione.