Citation: 1D_2/2024 E. 3.6

3.6. Per di più, visto che il 24 aprile 2013 l'Ufficio aveva reiterato l'invito al ricorrente di produrre gli aggiornamenti richiesti, spettava semmai a quest'ultimo, ritenuto che anche i privati devono agire secondo il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), contestare senza indugio, esprimendosi su tale richiesta, l'agire dell'autorità. Rendendosi irreperibile, egli non può criticare anni dopo l'emanazione di tale invito, con il quale l'autorità mostrava, visti i nuovi eventi, di non voler dare seguito alla sua richiesta di far proseguire la domanda, ritenendo tale agire inutile e votato all'insuccesso. Il comportamento del ricorrente che, disattenendo il suo obbligo di collaborazione, non ha sollevato alcuna obiezione per anni ma si è reso, intenzionalmente, irreperibile per anni, abbandonando il Cantone Ticino e disinteressandosi della procedura da lui avviata, non è quindi degno di protezione. Non si è d'altra parte in presenza di un accertamento addirittura insostenibile e quindi arbitrario dei fatti. Sulla base del principio della buona fede e del divieto dell'abuso del diritto, anche i privati devono agire secondo il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.; DTF 137 V 394 consid. 7.1). Per tale motivo, sotto pena di perenzione, essi devono sollevare le loro obiezioni procedurali senza indugio il prima possibile, cioè alla prima occasione utile dopo essere venuti a conoscenza di un difetto. È infatti contrario alla buona fede farle valere solo in una fase successiva del procedimento o addirittura solo in una procedura susseguente, quando l'obiezione avrebbe potuto essere accertata e fatta valere anche prima. Chi partecipa e avvia una procedura, senza far valere un vizio procedurale alla prima occasione ma, come in concreto, soltanto qualora l'esito della stessa gli è sfavorevole o egli si renda conto che l'istruzione della causa non segue il corso desiderato, di regola perde il diritto di invocare successivamente l'asserita violazione procedurale (DTF 143 V 66 consid. 4.3; 143 IV 397 consid. 3.4.2 in fine; cfr. anche DTF 149 IV 259 consid. 2.4.1).