Citation: 5P.388/2006 24.04.2007 E. 3

3.1 Per le ragioni appena ricordate (supra consid. 2.1), il Tribunale federale non può discostarsi dai fatti, siccome ritenuti dall'ultima istanza cantonale, nella misura in cui il ricorrente non lamenta espressamente il carattere arbitrario della loro constatazione (DTF 118 Ia 20 consid. 5a). Ciò sta a dire che non potrà essere tenuto conto delle precisazioni che il ricorrente propone nel proprio lungo e dettagliato capitolo "in fatto". 3.2 Non può essere del pari tenuto conto della sentenza 10 luglio 2006 della Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello del Cantone Ticino, che la Camera di esecuzione e fallimenti aveva estromesso perché prodotta dopo la chiusura dello scambio di allegati. A prescindere dalle considerazioni di opportunità proposte dal ricorrente, si tratta infatti di una nuova prova (supra, consid. 2.3). Inoltre, nella misura in cui l'argomentazione ricorsuale dovesse essere diretta contro l'agire dei giudici cantonali, la censura appare di primo acchito insufficientemente motivata, facendo difetto la menzione di un diritto costituzionale preteso violato. Abbondanzialmente, pur volendo ammettere che il ricorrente abbia voluto sottintendere una violazione del divieto d'arbitrio, sia ribadito che la Corte cantonale ha rifiutato di considerare il documento in questione non già per motivi legati alla sua pertinenza, bensì perché prodotto dopo la chiusura dello scambio di allegati, ultimo termine ammesso in virtù del diritto cantonale. Ora, tale conclusione avrebbe semmai dovuto venire refutata con una motivata censura di arbitraria applicazione del diritto cantonale; ma nel ricorso, di ciò non vi è traccia. Questa censura si appalesa dunque irricevibile. 3.3 Il Tribunale di appello ha intersecato alcuni passaggi delle osservazioni all'appello proposte in quella sede dal ricorrente. Il ricorrente, riesposte le ragioni che l'avevano spinto ad esprimersi in quei termini, chiede al Tribunale federale di annullare le intersecazioni previste, almeno nell'eventualità di un rinvio all'autorità cantonale. Anche qui, tuttavia, egli omette di indicare il proprio diritto costituzionale asseritamente leso dalle previste intersecazioni. Né egli discute e critica, siccome arbitraria, l'applicazione che i giudici d'appello hanno fatto dell'art. 68 cpv. 1 CPC/TI. La relativa censura è dunque inammissibile.