Citation: 8C_424/2009 22.02.2010 E. A

In data 10 gennaio 2005, S.________, nata nel 1969, all'epoca dei fatti alle dipendenze della ditta X.________ SA in qualità di operaia a tempo pieno e della ditta Y.________ SA quale addetta alle pulizie a tempo parziale (15 ore settimanali), e in quanto tale assicurata d'obbligo contro gli infortuni presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), è rimasta coinvolta in un incidente della circolazione a seguito del quale ha riportato in particolare una contusione cervicale e toracica. L'INSAI ha assunto il caso e corrisposto le prestazioni di legge. S.________ ha ripreso l'attività secondaria presso la Y.________ SA il 5 aprile 2005 e l'attività principale presso la X.________ SA al 100% il 15 aprile successivo. Dopo avere, il 14 marzo 2006, dichiarato voler chiudere il caso, misura cui l'assicurata si è opposta trasmettendo, in data 17 aprile 2007, il rapporto medico di un esperto consultato privatamente e chiedendo il riconoscimento di ulteriori prestazioni, con decisione del 17 settembre 2007, confermata il 9 giugno 2008 anche in seguito all'opposizione dell'interessata, l'INSAI, preso atto delle conclusioni espresse dal proprio medico di circondario e dalla Divisione medica di Lucerna, ha negato ogni ulteriore obbligo contributivo a dipendenza dell'infortunio in oggetto ritenendo non sussistere il necessario nesso di causalità con i disturbi ancora accusati. In ogni caso, anche qualora si avesse voluto, per ipotesi, ammettere l'esistenza di un rapporto causale naturale, avrebbe comunque fatto difetto il nesso di causalità adeguata con l'evento in parola.