Citation: 4C.272/2002 14.03.2003 E. 4

In assenza di elementi di fatto suscettibili di indicare la reale volontà delle parti all'epoca della pattuizione della proroga di foro, la Corte cantonale ha proceduto ad un interpretazione normativa della clausola litigiosa, secondo il principio dell'affidamento (cfr. DTF 128 III 265 consid. 3a). L'interpretazione di un contratto giusta il principio dell'affidamento è una questione concernente l'applicazione del diritto, che può essere esaminata liberamente nella giurisdizione per riforma (DTF 127 III 248 consid. 3a pag. 253 con rinvii). In questo ambito, non vanno considerati solamente il testo e il contesto delle dichiarazioni, bensì anche le circostanze che hanno preceduto o accompagnato la stipulazione del contratto (DTF 128 III 265 consid. 3a con rinvii). Qualora si debba valutare il carattere inseparabile di una convenzione di proroga di foro, occorre in particolare tenere conto degli interessi che hanno spinto le parti originarie ad includere una simile clausola nel contratto (Yves Donzallaz, Commentaire de la loi fédérale sur les fors en matière civile, Berna 2001, n. 81 a pag. 311). 4.1 In concreto, dal fatto che il foro prorogato corrispondeva al luogo dove la società slovena C.________ ha la sua sede, i giudici ticinesi hanno dedotto ch'esso era stato concordato nell'esclusivo interesse di questa, poiché ciò le avrebbe permesso di procedere contro la ditta svizzera B.________ evitando il foro all'estero. Anche se pertinenti, gli argomenti addotti dalla convenuta contro quest'ipotesi, vale a dire l'asserito minor costo di una procedura giudiziaria in Slovenia e la reperibilità immediata della documentazione relativa alla progettazione - allestita da una società di Lubiana - non hanno mutato il convincimento della Corte. Questi elementi sono stati infatti sconfessati e resi inconferenti dalla stessa convenuta, la quale nel contratto d'appalto da lei sottoscritto con la ditta slovena - che ha dato origine al subappalto fra quest'ultima e l'attrice - ha prorogato il foro per eventuali contestazioni a Vienna, invece che a Lubiana. 4.2 La convenuta censura questa interpretazione. Le argomentazioni da lei proposte non inducono tuttavia a ritenere il ragionamento della Corte ticinese incoerente o malfondato. L'interesse che la società slovena C.________ portava all'inclusione della nota clausola nel contratto di fornitura è manifesto. L'impresa svizzera non ne traeva per contro alcun vantaggio, visto che avrebbe dovuto in ogni caso convenire l'impresa slovena C.________ di Lubiana. Né può essere definita contraria al diritto federale la decisione di tener conto del tenore della clausola di proroga di foro contenuta nella pattuizione sottoscritta dalla convenuta. Non va scordato che tale accordo è intervenuto nel quadro del medesimo affare: la convenuta era infatti l'impresa generale incaricata della realizzazione del progetto. Anche se giuridicamente distinto, il contratto d'appalto da lei stipulato con la società slovena C.________ è all'origine di quello poi trasferito. Non si può quindi affermare - come fa la convenuta - che fra i due negozi non vi fosse alcuna relazione. In queste circostanze, il fatto ch'essa, nel contratto che la concerneva direttamente, abbia prorogato il foro a Vienna depone effettivamente a sfavore della rilevanza degli elementi addotti a sostegno del foro di Lubiana. 4.3 Ritenuta la pertinenza dei criteri d'interpretazione adottati dalla Corte cantonale e la congruenza delle sue considerazioni, la conclusione secondo la quale la proroga di foro a Lubiana riguardava unicamente gli interessi personali della C.________ ed era quindi inseparabile dalla sua persona merita di essere confermata. Su questo punto il ricorso per riforma deve pertanto essere respinto. 4.4 Ciò comporta, automaticamente, la reiezione della censura relativa alla violazione dell'art. 5 LDIP. Dato che la convenzione di proroga di foro non ha seguito le sorti del contratto assunto, la convenuta non può infatti prevalersi della natura esclusiva del foro prorogato.