Citation: 2C_976/2017 E. 6.2.2

6.2.2. Ora, da un lato, quella del 3 giugno 2015 è l'unica condanna penale subita dal ricorrente; d'altro lato, occorre sottolineare che detta pronuncia concerne atti particolarmente riprovevoli, compiuti sull'arco di anni all'interno delle mura domestiche e contro l'integrità sessuale della propria figlia ancora fanciulla. Anche nel caso dell'insorgente, la questione della recidiva va quindi esaminata con grande rigore e, date le circostanze, la conclusione delle autorità cantonali, secondo cui un rischio in tal senso non può per nulla essere escluso, va infine condivisa. Dagli accertamenti che risultano dal giudizio impugnato, che vincolano anche il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; precedente consid. 2.2 seg.), emerge infatti che la perizia psichiatrica del 22 ottobre 2014 indicava che, nonostante il tempo trascorso dagli atti (2005-2009), vi era ancora un rischio di recidiva medio; nel contempo, un rischio di recidiva è stato confermato anche successivamente, ovvero il 19 ottobre 2016, quando il Giudice dei provvedimenti coercitivi ha concesso al ricorrente la libertà condizionale ma, proprio per "contenere" un pericolo in tal senso, ha subordinato tale concessione a delle condizioni restrittive ben precise.