Citation: 4D_5/2025 E. 5

Con un tale rimedio di diritto può solo essere censurata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF), ragione per cui nel gravame, pena la sua inammissibilità, occorre indicare i diritti costituzionali ritenuti violati e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa riferita alla sentenza impugnata, in cosa consista la pretesa violazione (art. 106 cpv. 2 LTF richiamato dall'art. 117 LTF; DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 136 I 65 consid. 1.3.1; 134 II 244 consid. 2.2). In concreto la motivazione del ricorso, peraltro in larga parte avulsa dai considerandi della sentenza impugnata, non soddisfa i predetti requisiti. Nella misura in cui contesta la durata per la quale è stato stipulato il contratto di locazione, la ricorrente si limita infatti ad inammissibilmente opporre la sua opinione a quella della Corte cantonale (DTF 148 II 121 consid. 6.5). Essa tralascia poi di spiegare perché sarebbe arbitrario ritenere che i lamentati difetti esulino dalla procedura prevista per la contestazione di pigioni indicizzate e nemmeno sostiene di avere presentato all'autorità inferiore una censura di violazione dell'art. 269 CO conforme ai requisiti di motivazione del CPC. Infine, quando invoca la violazione del suo diritto di essere sentita, essa omette pure di indicare sia in quali occasioni non avrebbe potuto esprimersi o apportare i suoi mezzi di prova sia dove avrebbe sollevato nel suo reclamo alla Corte cantonale censure concernenti il regolamento emanato dalla locatrice.