Citation: 9C_43/2023 E. 5.3

5.3. Dagli accertamenti del Tribunale cantonale emerge che il ricorrente ha assunto la carica di membro del Consiglio d'amministrazione della D.________ SA con diritto di firma individuale dal 2017 fino al fallimento decretato l'8 luglio 2020. Con l'assunzione di tale mandato egli era tenuto a una serie di doveri intrasmissibili e inalienabili (cfr. art. 716a cpv. 1 cifra 5 CO), tra cui anche quello di provvedere al pagamento dei contributi relativi alle assicurazioni sociali, come pure di vigilare sulle persone incaricate della gestione. Dalle constatazioni dell'autorità giudiziaria precedente emerge che l'insorgente era l'azionista e l'organo societario che si occupava materialmente, tra l'altro, della contabilità (cfr. dichiarazione del ricorrente nel verbale d'interrogatorio all'Ufficio fallimenti di Locarno il 14 luglio 2020), incluso quanto in relazione con il pagamento degli oneri sociali. Egli era pure consapevole che la società non era in regola con il pagamento degli stessi: agli atti figurano suoi scritti - con la dicitura Ufficio Contabilità della SA - con cui si era premurato di chiedere alla Cassa una proroga di pagamento per l'acconto di giugno 2018, rispettivamente nel febbraio 2019 vi era stata una sua richiesta alla Cassa di pagamento rateale del conguaglio 2018. La misura della diligenza richiesta in materia di gestione è quella esigibile da un datore di lavoro della stessa categoria di quella a cui appartiene il ricorrente (sul tema cfr. DTF 112 V 159 consid. 4). Si rileva altresì che in precedenza il ricorrente era stato un socio fondatore della E.________ SA - con funzione di amministratore unico con firma individuale - ovvero la società antecedente a quella di cui alla presente vertenza; non si tratta dunque di una persona sprovveduta in ambito societario. Il ricorrente non può evitare, rispettivamente attenuare, la propria responsabilità adducendo di non avere avuto alcun influsso sugli scoperti dei pagamenti dei contributi paritetici, i quali sarebbero stati di competenza degli azionisti C.________ e B.________. In qualità di membro del Consiglio d'Amministrazione con diritto di firma individuale di una SA doveva vigilare personalmente a che i contributi paritetici venissero effettivamente pagati alla Cassa (art. 716a cpv. 1 cifra 5 CO) nonostante le modalità di ripartizione interna (sul tema cfr. sentenza 9C_137/2022 del 14 luglio 2022 consid. 6.2 con riferimenti). In questo contesto il ricorrente nemmeno può essere esonerato dalla sua responsabilità per il motivo che C.________ e B.________ avevano dichiarato il 30 aprile 2019 alla Cassa di assumersi l'impegno di estinguere il debito dei contributi paritetici per l'anno 2018, come pure di liberarlo integralmente da ogni pretesa futura, sempre relativamente ai contributi paritetici dovuti dalla D.________ SA. Tali accordi potranno eventualmente essere di rilevanza nel rapporto interno di regresso tra i singoli responsabili, ma sono ininfluenti nel rapporto esterno con la Cassa (sul tema cfr. DTF 119 V 86 consid. 5a). In quest'ottica, anche le rassicurazioni ricevute dagli azionisti C.________ e B.________ non soccorrono il ricorrente, in quanto non sono motivi giustificativi o di discolpa nel senso della giurisprudenza (cfr. consid. 5.1). Fidarsi senza verificare che alle parole seguono i fatti è comunque un comportamento negligente (sul tema cfr. sentenza 9C_906/2017 del 21 giugno 2018 consid. 4 con riferimenti). Il ricorrente non merita tutela nel suo tentativo di giustificarsi, anche in considerazione delle difficoltà legate alla pandemia Covid alla base della temporanea limitazione di liquidità per il ritmo lavorativo non normale dell'impresa, tanto più che la legislazione legata alla pandemia considerava aiuti finanziari possibili in determinate circostanze.