Citation: 4A_439/2009 09.03.2010 E. 7

A mente dei ricorrenti, i giudici cantonali avrebbero in ogni caso dovuto trattare separatamente le singole pretese da loro avanzate in relazione ai giorni di vacanza, di riposo e di festa non goduti e per le ore di lavoro straordinario. Così facendo hanno violato le regole sulla ripartizione della prova, disciplinate dall'art. 8 CC e, nel caso in esame, anche dal contratto collettivo. Toccava infatti all'opponente, in applicazione del CCNL 98, registrare l'orario di lavoro effettivo e i giorni di riposo; in assenza di un simile controllo avrebbe dovuto essere riconosciuta valenza probatoria al conteggio dei ricorrenti. 7.1 L'art. 8 CC regola, per tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale, la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di ogni prova (DTF 134 III 224 consid. 5 pag. 231 seg; 130 III 321 consid. 3.1 pag. 323). Questa norma non disciplina per contro l'apprezzamento probatorio, ovvero non prescrive al giudice quali prove assumere né come valutare le risultanze dell'istruttoria (DTF 122 III 219 consid. 3c pag. 223). Quando, sulla base dell'apprezzamento delle prove, il giudice raggiunge il convincimento della veridicità del fatto allegato, la questione della ripartizione dell'onore della prova non si pone più e la censura fondata sulla violazione dell'art. 8 CC diviene senza oggetto (DTF 134 II 235 consid. 4.3.4 pag. 241; 130 III 591 consid. 5.4 pag. 601seg). Questi principi valgono anche qualora si debba giudicare sull'esecuzione di ore di lavoro straordinario e sulla loro compensazione con giorni di riposo, festivi e di vacanza (DTF 128 III 271 consid. 2b/aa pag. 277). 7.2 In concreto, come già ripetuto, sulla scorta delle risultanze istruttore la Corte cantonale ha stabilito che i ricorrenti potevano compensare con tempo libero le ore di lavoro prestate durante i giorni di riposo, festivi e di vacanza, senza dover fornire lavoro straordinario. Il Tribunale d'appello si è basato in particolare sul fatto che la precedente gerente riusciva a far fronte al carico di lavoro dell'albergo da sola - mentre i ricorrenti erano in due e non risulta vi sia stato un aumento rispetto a prima - e sulla possibilità loro concessa di ovviare a un eccessivo carico di lavoro mediante l'assunzione di personale supplementare. Questi accertamenti, unitamente a quello - non adeguatamente contestato - secondo cui i ricorrenti non avevano segnalato la necessità di svolgere lavoro straordinario né di assumere nuovo personale, fanno apparire sostenibile la valutazione probatoria dei giudici ticinesi. La conclusione per cui, in concreto, le circostanze non esigevano un tempo di lavoro superiore a quello convenuto (cfr. art. 321c cpv. 1 CO), merita di essere condivisa. 7.3 Per il resto, non si vede per quale motivo - né i gravami forniscono alcuna indicazione a questo riguardo - la Corte cantonale avrebbe violato il diritto federale omettendo di vagliare separatamente le pretese avanzate in relazione ai giorni di riposo, festivi e di vacanza. L'art. 15 n. 1 CCNL 98 definisce l'orario di lavoro medio settimanale - massimo in 42 ore con 5 settimane di vacanze, rispettivamente in 41 ore con 4 settimane di vacanze - e al n. 5 stabilisce che gli straordinari (ovvero le ore di lavoro che superano la durata media della settimana lavorativa concordata) devono di principio essere compensati con tempo libero di pari durata entro un tempo ragionevole. Il CCNL non differenzia dunque il lavoro prestato durante i giorni di riposo, da quello prestato durante giorni festivi rispettivamente di vacanza. 7.4 Da ultimo si osserva che, in assenza di un saldo di ore di lavoro straordinario, gli argomenti relativi alla loro quantificazione cadono nel vuoto.