Citation: 2C_493/2008 28.07.2008 E. 4

4.1 L'insorgente invoca pure il Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e la Serbia, del 16 febbraio 1888 (RS 0.142.118.181). È vero che simili accordi internazionali trovano applicazione agli stranieri che, analogamente all'insorgente, beneficiano di per sé di un permesso di domicilio (DTF 132 II 65 consid. 2.3). Tuttavia la rettifica di decisioni irregolari sin dalla loro emanazione per motivi riconducibili al destinatario, come nel caso dell'art. 9 cpv. 4 lett. a LDDS, produce di regola effetti ex tunc. La situazione in esame va pertanto considerata come se il ricorrente non avesse mai ricevuto il permesso di domicilio e non rientrasse quindi tra le persone che possono prevalersi del citato trattato (sentenza 2A.420/2006 del 29 novembre 2006, consid. 2.3). 4.2 Da ultimo il ricorrente ravvisa una disparità di trattamento per rapporto ad altri due cittadini stranieri autorizzati a rimanere in Svizzera benché separati dai coniugi con permesso di domicilio già prima dei cinque anni di matrimonio. Sennonché il diritto costituzionale all'uguaglianza giuridica (art. 8 Cost.) non può fondare un diritto all'ottenimento di un permesso di soggiorno. Il rilascio di un'autorizzazione nelle circostanze evocate rientra inoltre nel potere d'apprezzamento delle autorità cantonali, per cui un eventuale diniego non può essere sottoposto all'esame del Tribunale federale (DTF 128 II 145 consid. 3.5). Infine, già la descrizione fornita nell'atto ricorsuale e la lettura della sentenza cantonale indicatavi rivelano che la situazione dell'insorgente si differenzia in misura rilevante dai casi assunti a paragone. Lo stesso vale ovviamente anche per le altre decisioni menzionate, relative a persone colpite da condanne penali. Tali situazioni non permettono quindi di dimostrare un'inammissibile disparità di trattamento (cfr. DTF 131 I 394 consid. 4.2, 1 consid. 4.2).