Citation: 2C_827/2020 E. 2.1

2.1. Con il ricorso in materia di diritto pubblico può in particolare essere censurata la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF), che comprende anche i diritti costituzionali dei cittadini (DTF 136 II 101 consid. 3; 134 IV 36 consid. 1.4.1; 134 III 379 consid. 1.2). Salvo che per i casi citati espressamente dall'art. 95 LTF, che qui non si realizzano, con questo rimedio non può invece essere criticata la violazione del diritto cantonale (anche quando, come nel caso concreto, questo esegue o attua quello federale), ma può tutt'al più esserne denunciata un'applicazione che viola il diritto federale, in particolare perché è arbitraria (art. 9 Cost.) o contraria ad altri diritti costituzionali (DTF 142 II 369 consid. 2.1; 140 III 385 consid. 2.3). Di principio, il Tribunale federale applica il diritto d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF), senza essere vincolato né agli argomenti fatti valere nel ricorso né ai considerandi sviluppati dall'istanza precedente. Nondimeno, tenuto conto dell'onere di allegazione e motivazione posto dalla legge (art. 42 cpv. 1 e 2 LTF), il Tribunale federale si confronta di regola solo con le censure sollevate. Nell'atto di ricorso occorre pertanto spiegare in modo conciso in cosa consiste la lesione del diritto e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 I 99 consid. 1.7.1). Esigenze più severe valgono poi in relazione alla violazione di diritti fondamentali; simili critiche vengono in effetti trattate unicamente se sono state motivate in modo chiaro, circostanziato ed esaustivo (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 143 I 1 consid. 1.4; 142 III 364 consid. 2.4; 141 I 36 consid. 1.3; sentenza 2C_455/2020 del 2 dicembre 2020 consid. 2, non pubblicato in DTF 147 I 173).