Citation: 7B_167/2023 E. 3.2

3.2. Il diritto d'essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) si riferisce principalmente all'accertamento dei fatti. Il diritto delle parti d'essere interpellate su questioni giuridiche è riconosciuto solo in misura limitata, ossia quando l'autorità interessata intende fondarsi su norme giuridiche la cui presa in considerazione non poteva essere ragionevolmente prevista dalle stesse, quando la situazione giuridica si è modificata o quando sussiste un potere di apprezzamento particolarmente ampio. Il diritto d'essere sentito non si riferisce di massima al prospettato giudizio. L'autorità non è quindi tenuta a sottoporre in anticipo alle parti il ragionamento ch'essa intende porre a fondamento della sua decisione affinché presentino osservazioni al riguardo. Ciò nondimeno, quando essa intenda fondare il proprio giudizio su una norma o un motivo giuridico non invocato nella procedura anteriore e della quale nessuna parte si è prevalsa della sua rilevanza e non poteva aspettarsene la pertinenza, il diritto di essere sentito esige che all'interessato venga concessa la facoltà di esprimersi nel merito (DTF 145 I 167 consid. 4.1; 145 IV 99 consid. 3.1; sentenza 1C_648/2021 del 15 settembre 2022 consid. 3.2).