Citation: 2A.75/2004 10.11.2004 E. 1

1.1 Laddove è rivolta contro gli aspetti della sentenza pronunciata dal Tribunale federale il 7 luglio 1999 relativi al ricorso di diritto amministrativo, l'istanza di revisione è di per sé ammissibile (art. 147 cpv. 3 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta [LIFD; RS 642.11]). Al riguardo non occorre che i motivi di revisione posti dagli art. 136 e 137 OG siano adempiuti, ma basta che il richiedente lo pretenda e che siano soddisfatti i requisiti formali minimi previsti dagli art. 140 e 141 OG (DTF 96 I 279 consid. 1; Elisabeth Escher, Revision und Erläuterung, in: Thomas Geiser/Peter Münch [a cura di], Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea e Francoforte 1998, pag. 249 segg., n. 8.28, nota 60, con riferimenti). La conclusione dell'Amministrazione federale delle contribuzioni, che postula l'irricevibilità del rimedio in ragione dell'insussistenza dei presupposti di cui all'art. 137 lett. b OG, non può pertanto essere condivisa. 1.2 Ammesso che i richiedenti abbiano effettivamente appreso del testamento dopo il decesso del de cujus, l'istanza di revisione, interposta praticamente a tre mesi da quel momento, sarebbe quasi certamente tempestiva: l'art. 141 cpv. 1 OG prescrive infatti un termine di novanta giorni dalla scoperta del motivo di revisione. In virtù della regola prevista dall'art. 32 cpv. 4 lett. a OG, non dovrebbe poi essere di rilievo il fatto che la missiva sia stata diretta all'autorità di tassazione, anziché al Tribunale federale. Per contro, è perlomeno assai dubbio che siano adempiute le rigorose condizioni di motivazione prescritte dall'art. 140 OG, secondo cui la domanda di revisione deve specificare il motivo invocato e giustificare che è fatto valere in tempo utile, indicando inoltre la modificazione della sentenza e la restituzione che sono chieste (Elisabeth Escher, op. cit., n. 8.28). Queste questioni possono ad ogni modo rimanere indecise, poiché, nel caso specifico, risultano prive di portata pratica. Non occorre infine pronunciarsi nemmeno sull'ammissibilità dei documenti prodotti dagli istanti in un secondo tempo, che peraltro non apportano alcuna novità ulteriore.