Citation: 4A_237/2024 E. 5.4.2

5.4.2. Riguardo alla natura delle norme della LAFE (di diritto privato o pubblico), non si misconosce che tale legge, applicabile in casi di acquisti di immobili (art. 655 CC), si fonda pure sull'art. 122 Cost. concernente il diritto civile. Contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, però, le norme che disciplinano il sistema di autorizzazione (art. 2 LAFE) rilevano dal diritto pubblico e amministrativo (cfr. Bodevin, op. cit., n. 366; FF 1981 III 580 n. 5). Si rammenti altresì che l'autorità amministrativa può adeguare le condizioni alla base dell'obbligo di gestione (ordinando una correzione delle condizioni di locazione), e revocare l'onere di gestione alberghiera senza perdita della proprietà, ad es. qualora il nuovo contratto limitasse unilateralmente e massicciamente i diritti dei condomini rispetto alla situazione iniziale (art. 14 cpv. 4 LAFE e 11 cpv. 4 OAFE; DTF 132 II 171 consid. 2.1; 130 II 290 consid. 2.6-2.8; Bodevin, op. cit., n. 395). Perciò, laddove ha concluso che l'inserimento della stipulazione del contratto di locazione tra le condizioni irrinunciabili per il rilascio dell'autorizzazione per l'acquisto di fondi da parte di persone residenti all'estero non consenta di derogare ai principi fondamentali del diritto privato e di concludere che il contratto possa perdurare a prescindere dalla volontà dei contraenti, la sentenza impugnata resiste alla critica.