Citation: 6B_252/2009 29.05.2009 E. 1

A mente del ricorrente, annullando la sentenza di primo grado censurandola di arbitrio, la stessa CCRP sarebbe incorsa in arbitrio. 1.1 Nell'ambito dell'accertamento dei fatti e della valutazione delle prove la CCRP dispone di un potere analogo a quello del Tribunale federale chiamato a statuire su un ricorso per violazione del divieto dell'arbitrio (v. art. 288 del codice di procedura penale del 19 dicembre 1994; CPP/TI; RL 3.3.3.1). Secondo costante giurisprudenza, adito con un ricorso fondato sull'art. 9 Cost. e avente per oggetto la decisione di un'autorità di ultima istanza che pure fruiva di una cognizione ristretta, il Tribunale federale non si limita ad esaminare dal punto di vista dell'arbitrio se l'autorità di ricorso lo abbia commesso; in altri termini, non vi è la cosiddetta duplice limitazione del potere di esame (Willkür im Quadrat). Il Tribunale federale esamina liberamente la questione di sapere se l'autorità cantonale ha a torto ammesso - rispettivamente negato - una violazione del divieto dell'arbitrio (DTF 125 I 492 consid. 1a/cc; 116 III 70 consid. 2b). 1.2 Nella contrastata sentenza, la CCRP ha ritenuto che la ricostruzione dei fatti avvenuti l'8 giugno 2003 da parte del primo giudice fosse scevra di arbitrio, reggendo anzi anche a un libero esame. Sulla scorta delle dichiarazioni dei testi D.________ (un'amica di B.________) e E.________ (un giovane pure presente alla festa e che aveva assistito alla lite), il primo giudice ha accertato che A.________ si trovava a pochi metri dalla lite quando questa scoppiò. A questo proposito l'opponente sostiene che le deposizioni dei precitati testi non collidono, entrambi avendo dichiarato che stavano parlando con lui nel momento in cui la discussione tra B.________ e il suo aggressore è degenerata. Di conseguenza, uno di loro o entrambi mentono. L'apparente incongruenza tra le due deposizioni è stata però chiarita dalla CCRP. Su questo punto il Tribunale federale può quindi rimandare ai pertinenti considerandi della decisione dell'ultima istanza cantonale (art. 109 cpv. 3 LTF; sentenza impugnata consid. 6 pag. 7 seg.). L'opponente ritiene inoltre che le dichiarazioni dei testi D.________ e E.________ sono risultate confuse, imprecise e variate nel tempo su alcuni elementi determinanti, rinviando per i dettagli alle pagine del suo ricorso per cassazione cantonale. Orbene, dinanzi al Tribunale federale, le motivazioni devono essere contenute nell'atto di ricorso o nella risposta. Un rinvio agli atti cantonali non è sufficiente sotto il profilo dell'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF. Non spetta infatti al Tribunale federale completare lo scritto sottoposto al suo esame andando a consultare le impugnative presentate in sede cantonale (v. DTF 133 II 396 consid. 3.2). Ne consegue che, nella misura in cui l'opponente rimanda alle argomentazioni sviluppate davanti alla CCRP, tali argomentazioni non possono essere prese in considerazione da questo Tribunale. 1.3 Dall'accertamento che A.________ si trovasse a pochi metri dalla lite quando questa scoppiò, la CCRP ha tuttavia negato che si potesse dedurre che egli non potesse non essersi accorto di quanto successo, ossia del pestaggio. In concreto, per l'ultima autorità cantonale, numerosi elementi tratti dalle dichiarazioni agli atti, segnatamente quella di D.________, depongono per il contrario. Secondo quanto affermato dalla ragazza, una volta messisi in disparte, lei e A.________ si sono messi a parlare, tra loro e i contendenti vi erano diverse persone in piedi che ostacolavano la vista ed era buio. In seguito A.________ si è allontanato tanto che la ragazza non lo ha più visto. Sicché, continua la CCRP, la conclusione del primo giudice per cui A.________ non può non aver visto il pestaggio, in altri termini il momento in cui B.________ è stato preso a pugni quando era già a terra, è arbitraria perché non suffragata da alcun elemento e in aperto contrasto con le risultanze istruttorie. 1.4 A mente del ricorrente, la conclusione del giudice di prima istanza poggia non solo sul principio dell'ordinario andamento delle cose e dell'esperienza generale di vita, ma anche sulle risultanze di cui al procedimento penale. E.________ ha affermato che all'esterno del capannone vi era un gruppo di persone, quantificato da D.________ in 10/15. Non si trattava quindi di una folla tale da impedire, se del caso, la visuale di quanto stava accadendo. Nonostante le condizioni del momento (buio, persone frapposte), sia E.________ che D.________, presenti sul luogo, hanno seguito la scena del pestaggio perché naturalmente attirati dalla stessa. Un pestaggio attira forzatamente l'attenzione dei presenti. E.________ inoltre ha affermato di non aver discusso dell'episodio con C.________ e A.________ se non quando gli hanno detto che erano stati chiamati dalla Polizia a cui non avevano detto niente, nel senso che non avevano detto che a litigare e aggredirsi con B.________ era stato C.________. Per il ricorrente, l'unica spiegazione delle precitate affermazioni è che A.________, non solo fosse presente al momento dei fatti, ma li abbia pure visti. Anche la teste D.________ ha riferito di aver incontrato, qualche giorno dopo l'accaduto, A.________ che le avrebbe domandato come stava il suo amico, ovvero B.________. Secondo il ricorrente, A.________ conosceva il fatto perché ne era stato testimone oculare.