Citation: 6B_47/2014 E. 2.3

2.3. Il ricorrente critica la Corte cantonale per non avere preso in considerazione né la deposizione di D.________, barista presso un locale notturno in cui si prostituiva B.________, né le fotografie agli atti, che non attesterebbero l'esistenza di un rapporto di dipendenza e di sfruttamento della vittima da parte dell'imputato. Facendo genericamente riferimento a tali elementi, il ricorrente non rende però seriamente verosimile ch'essi sarebbero determinanti per l'esito del procedimento e potrebbero modificare il giudizio finale (cfr. art. 97 cpv. 1 LTF). Non spiega in particolare, per quali ragioni le accennate risultanze potrebbero sovvertire gli accertamenti e le valutazioni eseguite dalla CARP, fondate prevalentemente sulle dichiarazioni della vittima, ritenute attendibili siccome lineari, univoche e confortate riguardo a determinati episodi dalle deposizioni dell'altra accusatrice privata. Il ricorrente non si confronta con il complesso degli elementi considerati dai giudici cantonali e non sostanzia al riguardo arbitrio alcuno. Egli rimprovera inoltre alla precedente istanza di averlo condannato per il reato di tratta di esseri umani ai danni di E.________ fondandosi solo sul fatto ch'ella aveva dichiarato di essersi "rassegnata" a lavorare nel mondo della prostituzione. Lamenta al riguardo l'assenza di approfondimenti sulla situazione economica della donna in Bulgaria e sulla sua asserita assenza di consenso a prostituirsi. In realtà, la CARP non ha negato il consenso di E.________ ad esercitare la prostituzione solo perché aveva riferito di essersi rassegnata a svolgere questa attività. Ha altresì accertato ch'essa aveva in Bulgaria un figlio portatore di grossi handicap, al quale con la sua attività poteva inviare qualche soldo. Il ricorrente non si confronta con questo accertamento, censurandolo d'arbitrio con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. D'altra parte, la CARP ha rettamente applicato la giurisprudenza del Tribunale federale, secondo cui, in presenza di condizioni sociali ed economiche difficili nei paesi di origine, segnatamente nell'Europa dell'Est, l'eventuale consenso puramente formale delle interessate a prostituirsi non può essere considerato effettivo (cfr. DTF 129 IV 81 consid. 3.1; 128 IV 117 consid. 4b-c e 5c). Per quali ragioni, tenuto conto di tale giurisprudenza che interpreta in modo restrittivo la nozione del consenso, sarebbero occorsi ulteriori approfondimenti sulla situazione di E.________, il ricorrente non spiega. Nelle esposte circostanze, non sono quindi nemmeno ravvisabili motivi per ritenere che la Corte cantonale ha violato il principio "in dubio pro reo", pure invocato dal ricorrente. Nell'ambito della valutazione delle prove nella procedura dinanzi al Tribunale federale, il principio non assume infatti una portata che travalica quella del divieto dell'arbitrio (DTF 127 I 38 consid. 2a).