Citation: 6B_1228/2022 E. 4.3

4.3. Invocando un errore sull'illiceità il ricorrente si scosta, quantomeno parzialmente, dai fatti accertati dalla Corte cantonale, che come visto sono vincolanti per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). La Corte cantonale non ha esplicitamente accertato che il notaio aveva assicurato al ricorrente la conformità legale dell'operazione legata alle modalità di costituzione della B.________ SA. Ha per contro accertato che l'idea di costituire una società facendo capo a un prestito da parte del ricorrente (o di terze persone) era riconducibile a una decisione comune del ricorrente medesimo e del notaio. Ciò, in particolare, dopo che il ricorrente aveva comunicato al notaio, su richiesta di quest'ultimo, che non disponeva di una società già esistente che potesse fungere da "mantello giuridico". Inoltre, un errore sull'illiceità non è dato già quando l'autore ritiene erroneamente che il suo comportamento non sia punibile, ma soltanto quand'egli non sa né può sapere che tale comportamento è illegale (DTF 141 IV 336 consid. 2.4.3; 138 IV 13 consid. 8.2). Ora, come è stato esposto, il ricorrente aveva consapevolezza del fatto che quanto da lui dichiarato e sottoscritto riguardo alla liberazione del capitale azionario e alla sua messa a disposizione della società non corrispondeva alla verità. Nella sua professione di fiduciario, l'importanza della copertura del capitale azionario della società anonima doveva essergli nota (cfr. art. 725a CO, art. 725 vCO), sicché egli poteva sapere che la falsa attestazione di tale circostanza in un atto pubblico steso dinanzi ad un pubblico ufficiale costituiva un comportamento illecito.