Citation: 2C_730/2016 E. 6.2

6.2. La ricorrente intravede in seguito un'ulteriore disattenzione del principio dell'uguaglianza dell'imposizione nel fatto che i posti auto al servizio di abitazioni sono esclusi dall'assoggettamento (art. 35b cpv. 2 LTPub) così come quelli destinati esclusivamente alle attività alberghiere e di ristorazione, attività di svago, luoghi di culto, ecc. (art. 35d LTPub e 6 RTColl). La censura, non meglio sostanziata, non adempie le esigenze di motivazione poste dai combinati art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF e sfugge pertanto ad un esame di merito. Ma quand'anche si volesse da ciò prescindere la stessa andrebbe comunque respinta. In effetti, come spiegato dal Consiglio di Stato nella propria risposta (pag. 27 punto b) cc) per quanto concerne i posteggi al servizio dell'abitazione, gli stessi sono stati esclusi dall'imposizione perché oltre alla circostanza che la saturazione della rete viaria nelle ore di punta non può essere oggettivamente ricondotta ai medesimi, il fatto di possedere un posteggio sotto casa non implica necessariamente che il medesimo generi traffico (siccome può essere lasciato vuoto, l'automobile può rimanervi sempre ferma o essere utilizzata solo di rado), allorché i posteggi destinati ai dipendenti o alla clientela per forza di cose generano traffico. Inoltre, i proprietari di posteggi al servizio di abitazioni non possono cambiare il loro comportamento salvo a rinunciare totalmente all'automobile, diversamente dai proprietari di aziende i quali possono, grazie ad un'offerta dei trasporti pubblici incrementata, ridurre i posti auto per indirizzare i dipendenti e la clientela verso forme di trasporto più sostenibili (il trasporto pubblico, la mobilità ciclabile e pedonale, l'utilizzo degli impianti Park & Ride, il "carsharing", ecc.). Per quanto riguarda invece i parcheggi destinati ad attività alberghiere e di ristorazione, dei luoghi di culto, ecc., il Consiglio di Stato osserva che la loro esenzione è dovuta al fatto che il loro apporto alla situazione di saturazione nei punti sensibili della rete viaria nelle ore di punta è marginale, ragione per cui tassarli non condurrebbe a risultati apprezzabili. Queste spiegazioni, che la ricorrente non rimette in discussione limitandosi a ribadire sommariamente quanto affermato nel proprio gravame (replica del 23 novembre 2016 pag. 4), fanno apparire del tutto accettabile la differenziazione attuata, la quale non dà pertanto luogo ad una disparità di trattamento.