Citation: 6B_217/2013 E. 4

Sia il MPC sia le accusatrici private rimproverano al TPF il mancato riconoscimento della forma aggravata del riciclaggio di denaro, tanto nella variante specifica del mestiere quanto nella sua variante generica, e quindi di essere incorso nella violazione dell'art. 305 bis n. 2 CP. Di fronte alla pacifica realizzazione di una grossa cifra d'affari, i giudici precedenti avrebbero negato l'aggravante del mestiere, ritenendo a torto che l'imputato non avrebbe ottenuto un guadagno dal riciclaggio come tale. Per le parti ricorrenti, l'imputato avrebbe esercitato l'attività di riciclatore alla stregua di una professione, compiendo molteplici atti vanificatori nell'arco di numerosi anni, ricorrendo a vari intermediari finanziari e a diversi strumenti di riciclaggio, riuscendo così a preservare e a incrementare il provento del crimine a monte. A mente loro, quand'anche non si volesse ritenere il mestiere, si dovrebbe comunque riconoscere l'aggravante generica, essendo la fattispecie in esame di una gravità comparabile ai casi elencati dalle lett. a-c dell'art. 305 bis n. 2 CP. Il TPF avrebbe adottato un'interpretazione talmente restrittiva di questa norma da configurare un abuso del potere d'apprezzamento. Richiamandosi alla sentenza 6B_1013/2010 del 17 maggio 2011 di questo Tribunale, in cui è stato ammesso un caso grave nella variante generica, le parti ricorrenti sostengono che il comportamento qui in giudizio denoterebbe un'attività delittuosa di un'intensità ben maggiore. La violazione dell'art. 305 bis n. 2 CP avrebbe implicato anche quella dell'art. 97 CP, perché il mancato riconoscimento del caso grave avrebbe condotto il TPF a ritenere prescritti la maggior parte degli atti di riciclaggio.