Citation: 9C_331/2015 E. 6.3.3

6.3.3. Secondo l'esperienza generale della vita non è verosimile che un datore di lavoro assuma un lavoratore invalido per numerosi anni, corrispondendogli un salario praticamente nella norma (A.________ ha percepito da ultimo un salario di fr. 4'886.90 mensili), ma senza ricevere una contro-prestazione equivalente, se non in maniera molto limitata. Se questo dovesse essere il caso spetta a chi può trarne un vantaggio dimostrare che si trattava di un salario sociale (art. 8 CC), in casu la Fondazione Basilese. Di regola, si deve ritenere che il salario percepito corrisponda al lavoro fornito, le condizioni per ammettere un salario sociale essendo molto rigorose (DTF 141 V 351 consid. 4.2 pag. 353 con riferimenti). Ora, nella fattispecie, il controvalore del lavoro prestato dall'interessato sembra piuttosto corrispondere al salario percepito. L'interessato ha assunto per molti anni compiti subalterni e d'aiuto, semplici nella loro esecuzione. Questo non significa che questi compiti non giustificassero il salario percepito. Nel caso contrario non si comprenderebbe per quale motivo il datore di lavoro, e prima ancora suo padre, abbiano corrisposto dal 1989 un salario pressoché nella norma. L'interessato ha peraltro presentato una rendita AI solo nell'ottobre 2009. D'altro canto, la diagnosi formulata di ritardo mentale che è all'origine dell'incapacità lavorativa era presente già da alcuni anni e un peggioramento del suo stato di salute non è stato attestato da nessun medico. La patologia di cui è affetto l'interessato non gli ha tuttavia impedito di lavorare, almeno fino al 2009, senza grandi limitazioni nel suo rendimento. In queste circostanze, non si può stabilire a quale data risale l'incapacità lavorativa che ha portato all'invalidità, in particolare se questa è anteriore all'affiliazione dell'interessato alla Fondazione Basilese. Il giudizio del Tribunale cantonale si fonda su un accertamento manifestamente incompleto dei fatti e va annullato.