Citation: 5A_1014/2018 E. 5.1

5.1. Con riferimento all'azione riconvenzionale volta a ottenere, in applicazione analogica dell'art. 674 cpv. 3 CC, il diritto di mantenere il tetto a falde pure nella misura in cui eccedesse l'altezza massima prevista dalla servitù, la ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere applicato " le norme di diritto materiale sul litisconsorzio necessario " in modo errato. Afferma di aver chiesto l'applicazione dell'art. 674 cpv. 3 CC soltanto per analogia e di non aver infatti voluto iscrivere a registro fondiario un diritto reale limitato, " bensì [...] imporre alla parte attrice di tollerare la violazione della servitù ", per cui non occorrerebbe il concorso di tutti i comproprietari in virtù dell'art. 648 cpv. 2 CC. A suo dire, l'obbligo di litisconsorzio necessario sarebbe in ogni modo " insostenibile ", " ritenuto come l'appello è manifestamente in favore dell'insieme dei comproprietari, anche in caso di indennità in favore della controparte ", dato che " crea [...] l'opportunità di evitare l'ordine di demolizione". La censura è al limite della temerarietà. È infatti la ricorrente stessa ad aver chiesto un'applicazione analogica al caso concreto dell'art. 674 cpv. 3 CC, relativo alla costituzione di un diritto reale di sporgenza: ella non può pertanto rimproverare alla Corte cantonale di avere trattato la sua azione riconvenzionale come volta all'ottenimento di un diritto reale limitato e, con ciò, applicato l'art. 648 cpv. 2 CC e la prassi contenuta in DTF 108 II 35.