Citation: 4P.28/2005 27.06.2005 E. 5

La ricorrente critica in primo luogo l'accertamento secondo il quale la decisione di procedere al trasferimento dei beni prima della morte di B.A.________ è stata presa da quest'ultimo. Sarebbe infatti arbitrario, nonché lesivo dell'art. 228 CPC/TI, riconoscere valenza probatoria alla dichiarazione resa in tal senso da N.N.________ e M.N.________ in sede d'interrogatorio penale. Ammettendo per certo questo fatto, non addotto dall'opponente nei modi e nei tempi prescritti dal diritto procedurale ticinese né comprovato, la Corte ticinese avrebbe legittimato un'operazione contraria al sistema legale di riferimento. La ricorrente conclude dichiarando che si giungerebbe al medesimo risultato svolgendo il ragionamento in forza dell'art. 29 cpv. 2 Cost., che garantisce il diritto ad una motivazione confortata da riscontri probatori. 5.1 La censura concernente la violazione dell'art. 29 cpv. 2 Cost. si avvera d'acchito inammissibile per carente motivazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG). Si può comunque osservare che il diritto di ottenere una decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), non è stato violato. Se è vero che impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, esso l'autorizza ad occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (DTF 126 I 97 consid. 2b). Una motivazione può dunque essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 129 I 232 consid. 3.2 con rinvii). Questi requisiti sono senz'altro adempiuti nel caso in rassegna; la motivazione della sentenza impugnata è lineare e coerente e ha permesso alla ricorrente di comprenderne la portata, prova ne sia il fatto che la critica in tutti i suoi punti. Dal tenore dell'impugnativa si evince comunque che la ricorrente non intende dolersi di una motivazione insufficiente quanto di una motivazione sbagliata, questione che rientra nella censura di arbitrio. 5.2 La ricorrente non ha miglior fortuna laddove si prevale della violazione del diritto processuale cantonale, segnatamente dell'art. 78 CPC/TI (che prescrive alle parti di presentare i loro argomenti nella fase delle allegazioni) e dell'art. 321 CPC/TI (che esclude la facoltà di presentare nuovi fatti in sede d'appello). 5.2.1 Essa rimprovera ai giudici cantonali di aver fondato il loro giudizio su circostanze che l'opponente avrebbe menzionato per la prima volta in sede di conclusioni, rispettivamente in sede d'appello. L'opponente avrebbe infatti sollevato la tesi della donazione modale, non soggetta all'obbligo di forma notarile, per la prima volta con le conclusioni. Prima di allora aveva argomentato che le liberalità costituivano l'esecuzione anticipata di un legato, individuato nella lettera 9 aprile 1994. 5.2.2 La censura è pretestuosa. In virtù del principio iura novit curia, sancito in Ticino dall'art. 87 CPC/TI, il giudice non è vincolato dalle motivazioni giuridiche, talvolta erronee, prospettate in causa dalle parti ed è tenuto ad applicare d'ufficio il diritto (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 87 CPC/TI). Poco importa, quindi, quale sia stata la qualificazione giuridica proposta inizialmente dall'opponente, posto come, in ogni caso, essa abbia sempre asseverato la gratuità dell'operazione di accredito sul suo conto e la volontà del padre della ricorrente di beneficarla. 5.3 La ricorrente rileva inoltre come il fatto decisivo che B.A.________ avrebbe acconsentito ad un trasferimento anticipato di quanto depositato sul conto xxx non sarebbe mai stato esplicitamente asseverato dall'opponente durante lo scambio degli allegati dinanzi al primo giudice. In effetti, tale accertamento poggia sull'apprezzamento delle prove effettuato dalla massima istanza cantonale e va ricondotto ad una dichiarazione in tal senso rilasciata da N.N.________ nel quadro di un procedimento penale. A questo proposito la ricorrente rimprovera alla Corte ticinese una duplice violazione del divieto dell'arbitrio: nell'applicazione del diritto processuale e nell'apprezzamento delle prove. 5.3.1 Essa si prevale della violazione dell'art. 228 CPC/TI, giusta il quale i discendenti di una parte non possono esser sentiti come testimoni. Invano. Non risulta infatti che la Corte ticinese abbia trattato N.N.________ alla stessa stregua di un regolare teste in ambito civile. Come osservato dall'opponente nell'allegato di risposta, la dichiarazione di N.N.________, così come quella di M.N.________, era contenuta nell'incarto penale richiamato giusta l'art. 215 CPC/TI. Il fatto ch'egli e la madre non potessero essere sentiti come testi non priva di ogni valore le loro asserzioni, delle quali i giudici cantonali potevano tenere conto nel quadro dell'apprezzamento delle prove. 5.3.2 Secondo la ricorrente, l'affermazione di N.N.________ sarebbe inoltre sconfessata dagli atti, nei quali si troverebbero indicazioni contrarie, suscettibili di dimostrare che il contesto in cui si è svolto il trasferimento degli averi depositati sul conto xxx era ben diverso da quello da lui descritto. Dalla lettera 9 aprile 1994 emerge infatti chiara la volontà di B.A.________ di beneficare l'opponente solo dopo il decesso, mentre non vi è alcun indizio a favore dell'asserita decisione di anticipare gli effetti del trasferimento, prova ne sia anche il fatto che B.A.________ non risulta essersi recato presso l'istituto bancario nel periodo determinante. La ricorrente sottolinea infine lo stato di salute precario in cui versava il padre in quel momento. Contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, queste circostanze non inducono a ritenere manifestamente insostenibile l'accertamento operato dalla Corte cantonale secondo cui è stato B.A.________ a suggerire a N.N.________ di trasferire i soldi nel giugno 1995. Il fatto che nell'aprile 1994 egli avesse espresso la volontà di procedere in tal senso solo dopo la sua morte non esclude che più tardi egli abbia modificato le sue intenzioni, né si vede per quale motivo avrebbe dovuto comunicare personalmente questo mutamento alla banca, visto che il conto xxx era intestato a N.N.________. Per quanto concerne infine il suo stato di salute, l'opponente rileva come lo stesso teste citato dalla ricorrente abbia dichiarato che in quel periodo, vale a dire nel giugno 1995, egli era in buone condizioni. 5.3.3 La decisione dei giudici cantonali di dar credito alla dichiarazione di N.N.________ può anche apparire discutibile, ma non insostenibile se si considera il fatto che la volontà di B.A.________ di attribuire all'opponente i beni presenti sul conto xxx è assodata. Nemmeno la ricorrente l'ha mai messa in discussione. Dinanzi al Tribunale federale essa osserva che anticipando il trasferimento N.N.________ avrebbe privato suo padre della possibilità di revocare le precedenti disposizioni. Non sostiene, però, che prima della sua morte B.A.________ avrebbe espresso il desiderio di ritornare sulla sua decisione e di riappropriarsi di quegli averi. Ne discende che la tesi per cui trasferendoli sul conto yyy N.N.________ ha dato seguito alla volontà del padre della ricorrente è sostenibile.