Citation: 5P.403/2006 16.01.2007 E. 8

Alla fine del proprio gravame la ricorrente invoca anche l'art. 9 Cost. L'argomentazione ricorsuale non soddisfa tuttavia i severi requisiti posti dall'OG ad una censura di arbitrio (supra, consid. 6). La ricorrente non contesta che la validità di un titolo cambiario dipenda da requisiti formali particolarmente rigidi e che un vaglia cambiario deve contenere la promessa incondizionata di pagare un determinato importo. Essa si limita a proporre una propria libera interpretazione del titolo per apoditticamente affermare che l'opponente avrebbe "imperativamente" assunto l'impegno di pagare la somma menzionatavi, senza però nemmeno tentare di dimostrare l'insostenibilità della tesi della Corte cantonale, secondo cui - come implicitamente risulta dal rinvio alla sentenza pubblicata in ZR (83) 1984, pag. 128 seg. - in assenza del pronome personale di prima persona la formulazione utilizzata indichi un ordine a un terzo e non una promessa di pagamento fatta in nome proprio. La ricorrente misconosce peraltro che il fatto che l'opponente avrebbe firmato il titolo è del tutto irrilevante ai fini del presente giudizio: il Tribunale federale ha infatti già avuto modo di indicare in una vertenza ticinese che un vaglia cambiario che reca l'espressione veuillez payer invece di je payerai senza designazione di un trattario è radicalmente nullo (DTF 111 III 33 consid. 3).