Citation: 4A_399/2021 E. 6.2

6.2. In tema di prescrizione il ricorrente rimprovera ai giudici cantonali di aver accertato i fatti in modo arbitrario. Il diritto italiano, afferma, conferirebbe un effetto interruttivo anche all'azione di merito introdotta davanti a un giudice incompetente (art. 2943 terzo comma CCit) e al riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere (art. 2944 CCit). L'effetto interruttivo della prescrizione, prosegue, costituirebbe un atto giuridico in senso stretto che non richiederebbe in chi lo compie, una specifica intenzione ricognitiva, occorrendo solo che esso contenga anche implicitamente la manifestazione della consapevolezza dell'esistenza del debito e riveli i caratteri della volontarietà. Per il ricorrente il riconoscimento di debito sottoscritto il 7 aprile 2006 avrebbe così interrotto la prescrizione. Anche prescindendo dalle conseguenze della mancata riassunzione del procedimento italiano e dall'interpretazione circa la proroga del termine di restituzione del prestito, vi sarebbero in definitiva elementi sufficienti agli atti per ritenere non intervenuta la prescrizione. La critica è infruttuosa. Nella fattispecie, infatti, il Tribunale federale è vincolato alla sua sentenza di rinvio (cfr. sopra, consid. 3.1.1), con cui ha stabilito che il processo in Italia non ha avuto effetto interruttivo. Non vi è dunque più spazio per ritornare su tale questione giuridica.