Citation: 2C_126/2016 E. 3

Il ricorrente non rimette in discussione la sentenza impugnata riguardo al fatto che non può dedurre un diritto al rinnovo del permesso di dimora dall'art. 30 cpv. 1 lett. b LStr (deroghe alle condizioni di ammissione per i casi personali particolarmente gravi) né dall'art. 43 cpv. 1 LStr (non coabitando più con la consorte) come anche non può pretendere al rilascio di un permesso di domicilio secondo i combinati art. 43 cpv. 2 e 49 LStr (l'unione coniugale essendo durata di fatto meno di cinque anni e non sussistendovi motivi per derogare all'esigenza della coabitazione) né, infine, che non sono dati gravi motivi personali ai sensi dell'art. 50 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LStr né dell'art. 31 cpv. 1 OASA (RS 142.201) per ottenere il rinnovo della propria autorizzazione di soggiorno. In merito a questi aspetti, che non occorre più di conseguenza riesaminare in questa sede, ci si limita a rinviare ai pertinenti considerandi del giudizio contestato (cfr. sentenza impugnata consid. 12 pag. 17 seg., consid. 4 pag. 7 seg., consid. 5.5 pag. 8 seg. e 10.2 a 10.4 pag. 16).