Citation: 9C_657/2009 03.05.2010 E. 5

5.1 Il ricorrente rileva innanzitutto, in via alternativa, che o le pretese sarebbero prescritte oppure l'azione in responsabilità sarebbe stata avviata prematuramente. Vista l'esiguità degli importi di cui agli attestati di carenza beni del 2 giugno 2005 rispetto agli averi patrimoniali del gruppo, l'insorgente contesta che in quel momento fossero date le premesse per avviare le pratiche di risarcimento a carico degli organi. A suo avviso, o lo stato di insolvenza doveva già essere noto nel 1991 per le difficoltà di pagamento dei premi AVS, nel qual caso le pretese risarcitorie sarebbero da tempo prescritte, oppure si dovrebbe attendere che lo stato di insolvenza della società nei confronti della Cassa di compensazione sia stabilito in modo inconfutabile in sede di fallimento, ciò che non sarebbe ancora il caso. 5.2 Sennonché con queste considerazioni il ricorrente dimostra di misconoscere la costante prassi del Tribunale federale (delle assicurazioni) in materia, peraltro debitamente illustrata dalla Corte cantonale nella pronuncia impugnata. 5.2.1 Per giurisprudenza, il danno ai sensi dell'art. 52 LAVS subentra nel momento in cui si deve ritenere che i contributi dovuti non potranno più essere recuperati, per motivi giuridici o di fatto (DTF 129 V 193 consid. 2.2 pag. 195; 126 V 443 consid. 3a pag. 444 con riferimenti). Ciò si avvera nell'ipotesi di fallimento in ragione dell'impossibilità per la cassa di riscuotere i contributi secondo la procedura ordinaria. In questa evenienza, il danno subito dalla cassa è presunto intervenire il giorno del fallimento stesso; il giorno dell'insorgenza del danno segna quello dell'insorgenza del credito risarcitorio (DTF 123 V 12 consid. 5c pag. 16). In caso di esecuzione in via di pignoramento, il danno insorge per contro con il rilascio di un attestato di carenza di beni (DTF 113 V 256 consid. 3c pag. 257 seg.). 5.2.2 Per quanto concerne la conoscenza del danno, che fa scattare il termine biennale di prescrizione (art. 52 cpv. 3 LAVS), in caso di esecuzione in via di pignoramento essa interviene con la notifica di un attestato di carenza di beni definitivo (DTF 113 V 256 consid. 3c in fine pag. 258). Nel caso di fallimento o di concordato con abbandono dell'attivo, il creditore acquisisce invece normalmente conoscenza del danno con il deposito della graduatoria (DTF 129 V 193 consid. 2.3 pag. 195 con riferimenti). Se in quel momento l'entità del danno non può essere determinata né con esattezza né con sufficiente approssimazione, data l'incertezza sul dividendo, la decisione di risarcimento deve essere formulata in modo tale che il responsabile sia tenuto al risarcimento della totalità dell'importo sottratto alla cassa contro cessione di un eventuale dividendo (DTF 113 V 180). 5.3 In tali condizioni, il fatto che la Corte cantonale abbia fatto risalire il momento dell'insorgenza e della conoscenza del danno alla notifica degli attestati di carenza di beni del 2 giugno 2005, ritenendo di conseguenza tempestive le decisioni risarcitorie emesse il 23 maggio 2007, non è minimamente censurabile. Checché ne dica l'insorgente, il rilascio di detti attestati stava a significare che tutti i beni del debitore sottoposti all'esecuzione forzata non bastavano per tacitare il creditore (v. Luca Guidicelli/Elisa Bianchi, LEF annotata, 2003, pag. 154). 5.4 Per il resto, né il fatto che la società si trovi ancora in fase di liquidazione né l'incertezza a proposito del danno finale ostano al riconoscimento del credito fatto valere dalla Cassa. Questa Corte ha infatti già avuto modo di spiegare che corrisponde meglio agli obiettivi del diritto risarcitorio e al senso di equità fare sopportare all'autore del danno, anziché al danneggiato, l'incertezza sul dividendo finale (DTF 123 V 180 consid. 3b pag. 184). 5.5 Impropriamente il ricorrente si richiama infine al principio posto in DTF 116 V 72 per sostenere la propria tesi. In quella occasione il Tribunale federale delle assicurazioni aveva stabilito che un pronostico emesso dall'amministrazione del fallimento sulla base di una valutazione provvisoria e di un'aspettativa di dividendo fortemente compromessa per i creditori di seconda classe non fonda sufficiente conoscenza del danno. Ora, a una lettura più attenta della sentenza si comprende subito che questo principio era stato posto per non anticipare il momento della conoscenza del danno e quindi per non obbligare la cassa a procedere a titolo preventivo prima del deposito della graduatoria. Ciò non significa però per converso che la Cassa non sia legittimata a procedere prima di questo momento, come risulta chiaramente dalla stessa sentenza citata - a torto - dal ricorrente (DTF 116 V 72 consid. 3c in fine pag. 78 seg.).