Citation: U 281/03 20.10.2004 E. 5

5.1 Dagli atti emerge che il dott. S.________, dopo l'incidente della circolazione del 3 maggio 1997, aveva diagnosticato una sindrome cervico-cefalica traumatica, per cui l'interessato si era sottoposto a sedute di fisioterapia. Dalle radiografie eseguite allora non era tuttavia risultata alcuna lesione ossea. A proposito della persistenza nel tempo di tali disturbi, l'assicurato, in data 28 maggio 2001, ha inoltre dichiarato all'INSAI di aver sempre sofferto, dopo l'incidente, di dolori alla cervicale. Informazioni dello stesso tenore sono state fornite sia al dott. L.________, specialista in neurochirurgia, che al prof. R.________. Al riguardo dalla cartella clinica trasmessa dal dott. S.________ alla Corte cantonale emerge che effettivamente il ricorrente ha manifestato regolarmente l'esistenza di dolori cervicali a far tempo dall'infortunio, e più precisamente il 6 agosto e 17 novembre 1997 nonché il 4 febbraio, 19 maggio, 6 ottobre e 9 dicembre 1998. I disturbi si sono poi ripresentati, tuttavia dopo oltre un anno e mezzo, il 2 agosto 2000 e, nuovamente dopo oltre un anno, l'8 ottobre 2001, e da allora regolarmente, il 25 gennaio, 29 aprile e 18 ottobre 2002. La risonanza magnetica eseguita nel novembre 2001, per verificarne l'origine, ha permesso di accertare l'esistenza di una discopatia degenerativa a livello C5/C6 con presenza di un'erniazione paramediana sinistra che indentava all'ingresso del neuroforame la radice di C6 sinistra nonché uno sfioramento del midollo all'origine della stessa radice. In sede centrale il disco dimostrava segni di modica protrusione deformando lo spazio aracnoidale anteriore. 5.2 Dalla documentazione medica summenzionata parrebbe di primo acchito giustificato dedurre, contrariamente a quanto sostenuto dal dott. K.________, medico di circondario dell'INSAI, l'esistenza della cosiddetta sintomatologia "ponte", che secondo il prof. R.________ permetterebbe di ammettere un nesso di causalità naturale tra incidente e dolori cervicali. È infatti provato che l'assicurato, a partire dall'incidente, ha regolarmente indicato al proprio medico curante l'esistenza della problematica in esame e che quest'ultimo lo ha sottoposto alle cure del caso. Al riguardo va precisato che il fatto che la notifica dei dolori non sia avvenuta in occasione di ogni visita medica, non può comportare da solo, come ritenuto dal Tribunale cantonale, la negazione dell'esistenza di tale sintomatologia: concludere in tal senso appare eccessivamente formale. In effetti, a mente di questa Corte non risulta in alcun modo dalle dichiarazioni del prof. R.________ che, per essere riconosciuta quale "sintomatologia ponte" tra infortunio e ricaduta, la presenza dei disturbi doveva essere ininterrotta. Dalle affermazioni dello specialista si deduce per contro che i sintomi devono essersi presentati perlomeno con una certa regolarità. Infatti egli ha espressamente affermato che il problema centrale era quello di stabilire se nel periodo dall'agosto 1997 al febbraio 2002 l'assicurato avesse presentato, eventualmente in forma attenuata, sintomi e/o segni compatibili con disturbi residui nel segmento cervicale. Considerato poi che il ricorrente soffriva di diversi altri disturbi persistenti, anche importanti, non riguardanti l'infortunio, e che egli ha subito alcuni interventi chirurgici, è senz'altro verosimile che in alcuni momenti altre malattie fossero per il paziente del tutto prioritarie. 5.3 Malgrado ciò, il nesso di causalità naturale non può essere ammesso in questa sede per altri motivi. Un attento esame degli atti medici induce infatti a ritenere che la fattispecie non è stata investigata in maniera completa. Di conseguenza questa Corte non dispone di documentazione sanitaria sufficiente per statuire. Come emerge dalle cartelle cliniche agli atti, i dolori cervicali, anche se presenti con una certa regolarità sull'arco di cinque anni, risultano essere assenti, in questo lasso di tempo, durante due periodi particolarmente prolungati rispettivamente di un anno e mezzo (dal 1998 al 2000) e, in seguito, di un anno (dal 2000 al 2001). La rilevanza, da un punto di vista medico, di tali periodi privi di sintomi, ai fini del riconoscimento o meno della sintomatologia "ponte" e, quindi, del nesso di causalità naturale, non è tuttavia stata chiarita, avendo omesso la Corte cantonale di sottoporre al prof. R.________, per presa di posizione, le risultanze degli accertamenti da lui suggeriti, eseguiti presso i medici curanti. I referti dello specialista sono quindi privi di una conclusione motivata, necessaria in concreto, essendo stata accertata una fattispecie diversa da quelle da lui ipotizzate; segnatamente ci si è trovati confrontati non soltanto con sintomi frequenti oppure con assenza di sintomi, bensì con presenza di sintomi accompagnati da lunghi periodi asintomatici. Pure non sufficientemente approfondita appare in questo contesto la questione circa la localizzazione dei dolori che risultano dapprima a destra e in seguito, dal 2000, a sinistra, in particolare la rilevanza di questo spostamento. In proposito il prof. R.________ ha da un lato precisato che, poiché l'urto ha riguardato la mascella destra, era del tutto plausibile che i dolori si fossero manifestati sulla parte sinistra, mentre dall'altro ha ammesso il nesso di causalità naturale con i dolori cervicali a destra manifestatisi immediatamente dopo l'incidente. Secondo questa Corte le citate dichiarazioni non sono tuttavia chiare e appaiono contraddittorie. Esse vanno pertanto motivate in quanto risulta difficile dedurre che in concreto ci si trovi confrontati con il medesimo disturbo, rispettivamente con un'affezione derivante dal medesimo infortunio. Non va dimenticato, poi, che il dott. M.________, specialista in ortopedia e incaricato dall'INSAI di prendere posizione sulla questione, il quale ha tra l'altro redatto due rapporti particolarmente dettagliati e approfonditi, ha dichiarato, pronunciandosi in merito al rapporto del prof. R.________, che un incidente del tipo di quello in esame non era atto a causare un'ernia del disco (recte discopatia degenerativa) come quella risultante dalla risonanza magnetica eseguita nel 2001, opinione che contrasta chiaramente con il parere di quest'ultimo specialista, secondo cui un nesso potrebbe appunto esistere in caso di sintomi "ponte". Infine, come sostiene l'assicurato, il dott. S.________ e la dott.ssa B.________, che hanno attestato un nesso di causalità tra incidente e dolori cervicali, senza tuttavia addurre motivazione alcuna, non sono stati interpellati ai fini di chiarire i motivi su cui si fondava la loro opinione. Dev'essere poi ancora evidenziato che, secondo il dott. M.________, i danni alla salute accertati tramite la risonanza magnetica non spiegherebbero tutti i disturbi di cui soffre l'interessato. Di conseguenza vi potrebbe essere, nel caso concreto, una componente di natura psichica, come suggerito dal prof. R.________ e dagli specialisti del Centro X.________. Neppure tale problematica è stata concretamente approfondita. 5.4 In conclusione la documentazione medica agli atti risulta a tratti poco chiara, incompleta e non sufficientemente motivata. Essa non permette quindi di statuire sull'esistenza o meno di un nesso di causalità naturale tra incidente e ricaduta. Ne consegue che il giudizio impugnato viola il diritto federale in particolare per quanto riguarda l'accertamento dei fatti. Il ricorso di diritto amministrativo va pertanto accolto nel senso che l'incarto viene rinviato alla Corte cantonale affinché, tenuto conto di quanto esposto al considerando precedente, faccia esperire una perizia specialistica e statuisca nuovamente.