Citation: 1C_142/2013 E. 2.5

2.5. Il ricorrente non rende verosimile che anche in futuro il Comune non intenderebbe decidere in modo conforme alla legge, prassi di cui, secondo i giudici cantonali, non è dimostrata l'esistenza. Il ricorrente non contesta questa conclusione. Per di più, egli parrebbe disattendere che in ogni caso il Tribunale federale non sarebbe vincolato da una prassi cantonale in contrasto con il diritto federale, dato che ne deve garantire la corretta applicazione (DTF 122 II 446 consid. 4a in fine pag. 452; sentenze 2C_409/2012 del 19 febbraio 2013 consid. 2.2, in RtiD II-2013 n. 15t pag. 640 e 1C_403/2008 del 23 ottobre 2008 consid. 3.3 e 3.4, in RtiD I-2009 n. 49 ). Del resto, l'eventuale possibilità che nel quadro di altre vertenze, che peraltro il Tribunale federale sulla base degli accenni ricorsuali non può comparare compiutamente, altri proprietari non siano stati coinvolti in procedure di ripristino, non significa, come appena visto, che il ricorrente abbia un diritto all'uguaglianza di trattamento nell'illegalità, poiché, datene le condizioni, il principio di legalità prevale su quello della parità di trattamento. C on l'accenno a un'asserita disparità di trattamento e alla pretesa uguaglianza di trattamento nell'illegalità, il ricorrente misconosce infatti che la giurisprudenza in materia di pianificazione del territorio impone il ripristino di opere realizzate illegalmente fuori della zona edificabile, ricordato che in tale ambito, come rettamente ritenuto sia dal Consiglio di Stato sia dalla Corte cantonale, l'interesse pubblico al rispristino della situazione conforme al diritto prevale di massima sui meri interessi finanziari e pratici degli interessati (DTF 136 II 359 consid. 6 e rinvii; 132 II 21 consid. 6 e 8).