Citation: 1S.15/2004 14.01.2005 E. 3

3.1 Il ricorrente contesta la sussistenza di un rischio di collusione 3.1.1 I rischi di collusione e di inquinamento delle prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato, generalmente si tratta di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni, già sentiti o ancora da sentire, o i correi e i complici non arrestati, messi in atto per nascondere la verità; dall'altro, di impedire interventi fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora acquisiti, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. Le possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da parte del prevenuto devono essere valutate sulla base di elementi concreti, l'esistenza di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente e in maniera astratta (DTF 123 I 31 consid. 3c, 117 Ia 257 consid. 4c). L'autorità deve quindi indicare, per lo meno nelle grandi linee, pur con riserva per operazioni che devono rimanere segrete, quali atti istruttori devono ancora essere eseguiti e in che misura la messa in libertà del detenuto ne pregiudicherebbe l'esecuzione (cfr. DTF 123 I 31 consid. 2b, 116 Ia 149 consid. 5). 3.1.2 La Corte dei reclami penali si è pronunciata al riguardo, rinviando, in tale ambito, ai suoi precedenti giudizi del 3, del 23 settembre e dell'8 ottobre 2004. In libertà, il ricorrente potrebbe dare istruzioni o tentare di comunicare informazioni utili ad altre persone coinvolte nell'inchiesta, ciò che risulterebbe, tra l'altro, dalla corrispondenza tra l'imputato e la moglie, come rilevato nella richiamata sentenza del 23 settembre 2004 (consid. 5.2), dove è inoltre indicata la necessità di non pregiudicare l'esecuzione di rogatorie presentata all'Italia. Ora, il ricorrente non si esprime al riguardo. D'altra parte, nelle osservazioni, il MPC ha precisato che in materia di violazione della LStup vi sono nuove circostanze concernenti il ricorrente, che devono ancora essere chiarite sulla base di dichiarazioni del coimputato C.________ riguardo a ripetuti acquisti e vendite di cocaina; vi sono poi diverse persone che devono ancora essere sentite. Il riferimento ricorsuale alla messa in libertà provvisoria di un altro indagato e la censura, non meglio precisata, di un'asserita disparità di trattamento, non comporta il decadimento del pericolo di collusione. La tesi della Corte dei reclami penali sull'esistenza di questo pericolo può pertanto essere condivisa. Certo, riguardo all'asserito comportamento omertoso e reticente del ricorrente, rilevato sia dal MPC sia dall'istanza precedente, occorre rilevare che nell'ambito di un procedimento penale, avvalendosi del suo diritto di non rispondere, l'imputato ha la facoltà di tacere senza dover subire pregiudizi (DTF 130 I 126 consid. 2 con rinvii e riferimenti alla dottrina, 121 II 257 consid. 4a). Indipendentemente dall'attitudine del ricorrente durante l'inchiesta, indagini supplementari appaiono ancora necessarie per definire l'agire dell'organizzazione e il ruolo che il ricorrente avrebbe svolto al suo interno. 3.2 La Corte dei reclami penali ritiene fondato il pericolo di fuga. 3.2.1 I reati rimproverati al ricorrente sono gravi e, se dovessero trovare conferma, comporterebbero una pena privativa della libertà pesante sia per il genere sia per la durata. La Corte dei reclami penali ha considerato che il ricorrente, sposato e padre di tre figli in età prescolastica, vive da una decina d'anni in Svizzera, dove gestisce una sala gioco. Egli si reca tuttavia ogni anno in Italia, a T.________, suo paese d'origine, dove ha vissuto fino all'età di diciannove anni, dove vivono i suoi genitori, due fratelli e una sorella e dove possiede un appartamento. L'istanza precedente ha inoltre stabilito che l'organizzazione criminale, di cui il ricorrente è accusato di far parte (la N'drangheta calabrese), è effettivamente in grado, come affermato dal MPC, di garantire ai propri componenti periodi di latitanza relativamente lunghi, per cui l'adozione di misure sostitutive meno restrittive della libertà non permetterebbe di escludere il pericolo di fuga. 3.2.2 Secondo la giurisprudenza, il pericolo di fuga non può essere valutato unicamente fondandosi sulla gravità del reato, anche se, tenuto conto dell'insieme delle circostanze, la prospettiva di una pena privativa della libertà personale di lunga durata consente spesso di presumerne l'esistenza (cfr. l'art. 44 cifra 1 PP; cfr., sull'influsso della durata della pena presumibile, DTF 128 I 149 consid. 2.2, 126 I 172 consid. 5a). L'esistenza di questo pericolo dev'essere esaminata tenendo conto di un insieme di criteri, quali il carattere dell'interessato, la sua moralità, le sue risorse, i legami con lo Stato dove è perseguito, come pure i suoi contatti con l'estero (cfr. DTF 125 I 60 consid. 3a e rinvii, 123 I 31 consid. 3d). 3.2.3 Certo, ritenuti i legami che il ricorrente intrattiene con la Svizzera il pericolo di fuga non è particolarmente manifesto. Il ricorrente propone invero il versamento della somma di fr. 20'000.-- a titolo di cauzione, senza tuttavia fornire indicazioni che permetterebbero di valutare se tale importo sarebbe sufficientemente elevato per dissuaderlo dalla fuga. Egli disattende inoltre che, di massima, la scarcerazione non entra in linea di conto finché sussiste, come nella fattispecie, un pericolo di collusione. È comunque palese che, nel rispetto del principio della proporzionalità, il MPC è tenuto a far avanzare celermente l'inchiesta, riducendo in tal modo il pericolo di collusione. 3.3 Infine, neppure l'accenno ricorsuale all'asserita violazione dei principi della celerità e della proporzionalità, ricordato che l'inchiesta dura da oltre cinque mesi, implica l'accoglimento del ricorso. In effetti, nella procedura del controllo giudiziario della privazione della libertà, la censura di violazione del principio della celerità dev'essere esaminata solo in quanto il ritardo sia idoneo a mettere in discussione la legalità della carcerazione preventiva e a comportare la messa in libertà (DTF 128 I 149 consid. 2.2), estremi non realizzati nella fattispecie.