Citation: 1C_446/2015 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha rilevato che la richiesta di revoca era fondata sul presupposto che il fondo dedotto in edificazione (part. www) era ubicato fuori della zona edificabile. Ha tuttavia evidenziato che la situazione pianificatoria era nel frattempo cambiata, giacché con la variante di piano regolatore approvata dal Consiglio di Stato il 18 marzo 2015, il terreno è stato nuovamente inserito in una zona edificabile. Esso risulta attualmente attribuito alla zona residenziale estensiva di completazione, disciplinata dall'art. 49a delle norme di attuazione del piano regolatore, secondo cui "sono ammesse riattazioni, trasformazioni ed ampliamenti nonché nuove costruzioni, queste ultime a condizione che si possano realizzare nel rispetto di tutte le prescrizioni delle presenti norme". Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio, tantomeno con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, e sono pertanto vincolanti per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). La Corte cantonale ha conseguentemente ritenuto che, nella misura in cui la licenza edilizia non fosse già decaduta per mancato utilizzo con riferimento alla costruzione della piscina, non v'era ragione di revocarla dal momento che il fondo era nuovamente attribuito alla zona edificabile. Ha inoltre negato un interesse della ricorrente alla revoca, giacché i muri di sostegno effettivamente eseguiti non trovano legittimazione nella licenza edilizia del 17 ottobre 2008, ma semmai nell'autorizzazione che verrà rilasciata al termine della procedura in sanatoria, oggetto della parallela sentenza della Corte cantonale emanata lo stesso giorno (27 luglio 2015). La precedente istanza ha infatti accertato che B.________ non si era attenuto al permesso ricevuto, ma aveva realizzato muri di sostegno più lunghi rispetto a quelli autorizzati e parzialmente o totalmente sovrapposti, anziché accostati al cordolo preesistente.