Citation: 2C_438/2023 E. 6.2

6.2. Seppur arrivato in Svizzera il 6 settembre 2009, l'insorgente non può prevalersi di un soggiorno di lunga durata. Dalla data della decisione di revoca, ossia il 14 dicembre 2018, la sua presenza sul suolo elvetico è, in effetti, meramente tollerata, in attesa di un giudizio definitivo sul diritto al rinnovo del permesso di dimora UE/AELS litigioso. Di conseguenza, la condizione dei dieci anni di residenza legale richiesta dalla giurisprudenza per ammettere un soggiorno di lunga durata non è adempita nel caso concreto (DTF 149 I 207 consid. 5.3.3; 149 I 72 consid. 2.1.2; 144 I 266 consid. 3.9; sentenze 2C_769/2022 del 19 ottobre 2023 consid. 6.5; 2C_217/2023 del 17 maggio 2023 consid. 5.2.2). Il ricorrente non può nemmeno vantare un'integrazione particolarmente riuscita. Se è vero che ha lavorato con continuità durante il suo soggiorno in Svizzera, raggiungendo anche una certa stabilità finanziaria, tuttavia pesa a suo carico il fatto che proprio in ambito professionale egli ha commesso il reato più grave, vale a dire la truffa nei confronti di una società in stretti rapporti con il suo datore di lavoro. Allo stesso modo, l'aver ottenuto l'attestato di capacità quale impiegato in logistica con una buona nota e il fatto di svolgere l'attività di pompiere volontario, pur essendo degli elementi positivi, sono però ampiamente controbilanciati dai reati commessi in maniera assidua e durante un lungo periodo di tempo, peraltro anche dopo aver ricevuto due ammonimenti da parte delle autorità migratorie. Inoltre, è a torto che l'insorgente invoca il diritto al rispetto della vita familiare (art. 8 CEDU). Tale diritto concerne innanzitutto i rapporti tra i membri del nucleo familiare, formato dai coniugi e dai figli non ancora maggiorenni che vivono insieme (DTF 144 II 1 consid. 6.1; 143 I 21 consid. 5.1; sentenza 2C_448/2024 del 3 ottobre 2024 consid. 6.1.1). Al di fuori di questo contesto, una relazione può rientrare sotto l'art. 8 CEDU dal profilo della vita familiare solo se tra la persona straniera e un familiare esiste un rapporto di dipendenza particolare (DTF 144 II 1 consid. 6.1). Poiché dall'accertamento svolto in sede cantonale emerge che il ricorrente è maggiorenne, celibe e senza figli, e in assenza di un rapporto di dipendenza particolare, il mancato rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno non lede, nel caso di specie, il diritto al rispetto della vita familiare ai sensi dell'art. 8 CEDU.