Citation: 1C_487/2016 E. 3.2

3.2. Giusta l'art. 97 cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. Il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Può rettificare o completare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario, o in violazione di diritti processuali rilevanti (cfr. art. 105 cpv. 2 LTF; DTF 133 II 249 consid. 1.2.2). Spetta al ricorrente indicare in modo chiaro e preciso, conformemente alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni l'accertamento dei fatti da parte della Corte cantonale è arbitrario (DTF 136 I 184 consid. 1.2; 133 II 248 consid. 1.4.3; 133 IV 286 consid. 6.2). In concreto, la ricorrente cerca di sminuire la rilevanza delle dichiarazioni rilasciate nell'interrogatorio del 28 aprile 2015 dinanzi alla polizia, alla presenza anche della sua patrocinatrice. Si limita ad addurre un suo errore di valutazione ed a rilevare di avere in seguito corretto, nei suoi allegati scritti, il dato relativo al suo consumo giornaliero. Lamenta inoltre un "interrogatorio aggressivo" da parte della polizia. Con questa argomentazione, la ricorrente rimette genericamente in discussione le sue dichiarazioni in sede di interrogatorio davanti alla polizia, ma non dimostra, con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, che i giudici cantonali avrebbero accertato in modo arbitrario i fatti. Non rende seriamente ravvisabile una pressione inammissibile nella conduzione dell'interrogatorio, in particolare ove si consideri che la dichiarazione relativa al consumo è stata rilasciata alla presenza anche della sua patrocinatrice, ed è di massima compatibile con il quantitativo di stupefacente rinvenuto presso il suo domicilio e le ragioni che stanno alla base dell'inchiesta di polizia. In tali circostanze, non vi sono quindi ragioni oggettive per ritenere non credibile tale ammissione (cfr. HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6aed., 2005, § 54 n. 4). L'accertamento della Corte cantonale, secondo cui la ricorrente ha riconosciuto un consumo quotidiano di canapa da almeno 40 anni quantificabile in circa 1 grammo al giorno è quindi conforme al verbale d'interrogatorio ed è vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF).