Citation: 2C_630/2016 E. 10.1

10.1. Il ricorrente afferma in seguito che la decisione contestata è inficiata d'arbitrio sia per quanto concerne l'accertamento dei fatti che la valutazione delle prove. Sarebbe infatti in modo arbitrario che non è stato considerato che lo scambio di persone non è avvenuto ad opera sua bensì ad opera o perlomeno con il concorso delle altre sei persone presenti nel blocco operatorio, le quali per di più avrebbero dimenticato di segnalargli il nome della paziente realmente sotto i ferri. Che arbitrariamente gli si rimprovera di avere stilato un rapporto operatorio e un rapporto di uscita non corrispondenti alla realtà, omettendo di tenere conto del fatto che ha immediatamente informato in modo corretto e veritiero il personale dirigente della clinica, con il quale è stato poi deciso di procrastinare il tempo di informazione della paziente, anche tramite la redazione di un rapporto operatorio edulcorato. Che arbitrariamente non sarebbe stato preso in considerazione che all'incontro avvenuto con la paziente il 20 novembre 2014 era presente uno dei dirigenti della clinica, che non ha criticato la decisione di tardare con la comunicazione della verità per più di tre mesi, ma ha anche rivendicato la responsabilità di simile scelta. Che arbitrariamente gli si rimprovera di avere redatto un rapporto d'uscita errato, allorché trattasi di una sorte di creazione automatica eseguita dal personale assistente riprendendo le informazioni contenute in documenti precedenti. Che arbitrariamente si sostiene che avrebbe ordinato alle persone presenti in sala operatoria e alla direzione della clinica di tacere, allorché risulterebbe chiaramente dalle testimonianze di queste persone che ciò non è stato il caso. Che arbitrariamente non è stato considerato che la decisione d'informare tardivamente la paziente è stata concordata con l'insieme del personale e dei dirigenti della clinica. Infine, che la valutazione arbitraria delle prove sfocia in un risultato scioccante, dato che una sanzione gravissima come quella oggetto di disamina si basa su di un semplice primo esame sommario, il quale a sua volta si fonda solo su degli indizi che non conducono a nessuna certezza, bensì fanno sorgere dei dubbi, rispettivamente non permettono di andare oltre ad un'eventualità che egli possa essere ritenuto non degno di fiducia e sprovvisto della necessaria buona reputazione.