Citation: 2C_611/2017 E. 3

Lasciata indecisa la questione della proponibilità e della tempestività dell'istanza in questione e rammentato che i termini che non sono stati rispettati possono essere restituiti soltanto se la parte o il suo rappresentante può dimostrare di non averli potuti osservare a causa di un impedimento di cui non ha colpa (art. 15 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 [LPAmm; RL/TI 3.3.1.1]) e se la domanda di restituzione contro il lasso dei termini è presentata all'autorità competente entro 10 giorni dalla cessazione dell'impedimento (art. 15 cpv. 2), la Corte cantonale ha giudicato che le spiegazioni fornitele non dimostravano di certo l'esistenza di un incolpevole impedimento a rispettare il termine assegnato. In effetti, il certificato medico prodotto, attestante di un'inabilità lavorativa totale della madre, non provava tuttavia che ciò le aveva impedito di effettuare tempestivamente il bonifico richiesto rispettivamente di farlo fare a terzi. Al riguardo ha precisato che siccome il decreto concernente la richiesta di anticipo era stato notificato al loro (tuttora) patrocinatore, questi sapeva delle conseguenze derivanti da un mancato ossequio del termine assegnato per il pagamento, ragione per cui avrebbe potuto effettuare in loro vece il versamento in questione. Ora se il legale aveva omesso di trasmettere (per tempo) agli insorgenti la domanda di pagamento rispettivamente di provvedere in tempo utile al versamento, incombeva a questi sopportarne le conseguenze, tanto più che l'avvocato non aveva addotto di essere stato impedito, senza sua colpa, di agire in tempo utile per conto dei propri clienti.