Citation: 1C_10/2022 E. 1.4

1.4. Qualora, come nel caso in esame, non sia evidente di primo acchito, la legittimazione dev'essere di massima dimostrata dal ricorrente (art. 42 cpv. 1 e 2 LTF; DTF 145 I 121 consid. 1; 142 V 395 consid. 3.1; 133 II 400 consid. 2). Al proposito quest'ultimo, assistito da un legale, si limita a rilevare d'essere il destinatario della decisione impugnata e d'aver partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore (art. 89 cpv. 1 lett. a LTF). Ciò non è decisivo. Il ricorrente disattende infatti che secondo l'art. 89 cpv. 2 lett. c LTF, norma ch'esso non invoca, i Comuni sono notoriamente legittimati a ricorrere di massima soltanto se fanno valere la violazione di garanzie loro conferite dalla Costituzione cantonale o da quella federale. È questo segnatamente il caso per la garanzia della loro autonomia, sancita dagli art. 50 cpv. 1 Cost. e 16 cpv. 2 Cost./TI (sull'autonomia comunale vedi DTF 146 II 367 consid. 3.1.4; 145 I 52 consid. 3.1 e 3.6; 143 II 120 consid. 7.2 pag. 133). Ora, il ricorrente non invoca del tutto né tanto meno adduce una violazione della sua autonomia, limitandosi a precisare in maniera generica che nell'inoltrare il ricorso in esame esso non è mosso da alcun tipo di accanimento verso i suoi amministrati, ma che ritiene nondimeno importante fare chiarezza sull'applicazione di una norma pianificatoria recente che, dato il suo particolare substrato edilizio, sarebbe molto impattante per il suo territorio. Ciò varrebbe a maggior ragione nella fattispecie, ritenuto che l'applicazione di alcune norme della LASec fatta dalle istanze inferiori non convincerebbe appieno.