Citation: 2P.135/2005 24.05.2005 E. 2

2.1 Giusta l'art. 88 OG, il diritto di ricorrere spetta ai cittadini e agli enti collettivi lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. La giurisprudenza riconosce in particolare alle corporazioni di diritto pubblico la legittimazione a ricorrere quando esse non intervengono quali titolari del pubblico potere, ma agiscono in virtù del diritto privato, segnatamente quando sono colpite da un atto d'imperio cantonale alla stessa stregua di un privato cittadino, quali proprietarie di beni appartenenti al patrimonio finanziario o al patrimonio amministrativo o sono lese nella loro sfera privata in modo analogo o identico a un privato (DTF 129 I 313 consid. 4; 127 III 55 consid. 2a e rispettivi rinvii). La legittimazione ricorsuale è pertanto in primo luogo determinata dalla natura dei rapporti che sono oggetto del contenzioso e non dallo statuto delle parti (DTF 123 III 454 consid. 2 e rinvii). 2.2 Il ricorrente adduce che oggetto di controversia è la determinazione della tassa d'uso di posteggi che sono riservati a funzionari e magistrati in base a specifico contratto, ossia di posteggi annessi, sì ad un bene amministrativo, ma non di uso comune e per i quali l'ente pubblico è libero di disporre entro i limiti di legge. Afferma quindi di essere toccato alla stessa stregua di un proprietario privato. 2.3 L'argomentazione ricorsuale è errata e non può essere seguita. In concreto è incontestato che le autorimesse in questione, in quanto accessorie ad edifici appartenenti al demanio pubblico del Cantone (art. 1 lett. f della legge ticinese sul demanio pubblico del 18 marzo 1986, LDP) e destinati all'adempimento di compiti pubblici (in concreto amministrazione della giustizia), appartengono al patrimonio amministrativo dello Stato. Va poi rilevato che il noleggio dei posteggi e il rispettivo compenso mensile dovuto sono questioni disciplinate dal diritto pubblico cantonale. Infatti, l'art. 74 cpv. 3 della legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995 (LORD), delega al Consiglio di Stato la competenza di stabilire mediante regolamento le norme per l'assegnazione dei posteggi e per il calcolo dei relativi compensi da dedurre dallo stipendio. Ciò che è stato fatto con l'adozione, il 15 ottobre 2003, di un nuovo regolamento concernente l'assegnazione e l'uso dei posteggi nell'Amministrazione cantonale. Il medesimo, determinato il proprio campo di applicazione (art. 1 Reg.), fissa in modo preciso ed esauriente, tra l'altro, le modalità e i criteri di assegnazione (art. 2 a 4 Reg.) nonché l'ammontare delle tasse dovute (art. 6 Reg.). Il Consiglio di Stato è pertanto legato al regolamento, sia per quanto concerne i criteri di attribuzione, sia riguardo all'ammontare dei canoni mensili richiesti che alla forma del contratto (di diritto amministrativo, per i dipendenti, cfr. art. 4 cpv. 2 Reg.) sottoscritto. I citati posteggi come i relativi atti giuridici non soggiacciono pertanto alle regole del diritto privato, bensì sono sottoposti al diritto pubblico: ne discende che il Consiglio di Stato non interviene alla stregua di un privato, bensì quale titolare del pubblico potere. Esso non è pertanto legittimato a ricorrere ai sensi dell'art. 88 OG.