Citation: 1B_495/2017 E. 2.4

2.4. Al riguardo le ricorrenti spiegano che l'asserita violazione del diritto alla protezione del domicilio costituirebbe un danno irreparabile, poiché non potrebbe essere contestato e riparato da altre decisioni future. Insistendo su questa lesione, poiché entrambe dispongono dei medesimi locali, e facendo valere una violazione del principio della proporzionalità, sostengono che le carte, asseritamente sequestrate in maniera illecita, sarebbero inutilizzabili quali mezzi di prova (art. 141 CPP). Con questo assunto non dimostrano tuttavia che nel caso di specie si sarebbe in presenza di un'eccezione al principio secondo cui il semplice fatto che un mezzo di prova, la cui utilizzabilità è contestata dall'imputata nella procedura preliminare, rimanga negli atti dell'inchiesta non comporta di principio un pregiudizio irreparabile di natura giuridica. In effetti, tale censura può essere riproposta fino alla chiusura definitiva del procedimento, in particolare la questione della legalità dei mezzi di prova potendo essere sottoposta al giudice del merito (DTF 141 IV 284 consid. 2.2 pag. 287, 289 consid. 1.1-1.3). Le ricorrenti disattendono infatti che nella fattispecie, sulla base della legge o delle circostanze concrete, il presunto carattere illecito dei mezzi di prova assunti non risulta d'acchito per il fatto che al dire delle ricorrenti sarebbero potenzialmente coperti dal segreto di fabbrica o commerciale e riguarderebbero anche rapporti con terzi. Né esse dimostrano che si sarebbe in presenza di un interesse giuridicamente protetto particolarmente importante volto a far accertare immediatamente il carattere inutilizzabile delle prove assunte (DTF 141 IV 284 consid. 2.3 pag. 287, 289 consid. 1.3 pag. 292).