Citation: 2C_192/2020 E. 5.2.1

5.2.1. Come rammentato, le autorità italiane hanno inflitto allo stesso una pena, sospesa condizionalmente, di 1 anno e due mesi di reclusione e una multa di 3'000 euro per aver commesso i reati di offerta o messa in vendita illecita di sostanze stupefacenti ("del tipo cocaina") e resistenza a pubblico ufficiale (consistita nel divincolarsi e dimenarsi rispettivamente nel proferire ingiurie e intimidazioni verbali). Ora, in questo contesto va senz'altro concordato con la Corte cantonale che la sentenza in questione riguarda ambiti - in particolare, quello degli stupefacenti - in relazione ai quali la giurisprudenza è rigorosa (DTF 139 II 121 consid. 5.3; sentenza 2C_758/2019 del 14 aprile 2020 consid. 5.2.1). D'altra parte, proprio nell'ottica dell'art. 5 allegato I ALC, che impone di verificare l'esistenza - sulla base di circostanze concrete - di una minaccia attuale e sufficientemente grave per l'ordine e la sicurezza pubblici, non si può però non evidenziare una serie di aspetti che sono invece favorevoli al ricorrente 1, ovvero: (a) che la pena proferita dal Tribunale di X.________ (I) sanzionava l'offerta o messa in vendita di stupefacenti per un ammontare di 15,8 g, quindi per una quantità di droga che (anche nel caso fosse stata pura, ciò che non è qui noto) non raggiunge la soglia dei 18 g oltre la quale - in base al diritto interno - si possa parlare di un caso grave (art. 19 cpv. 2 della legge federale del 3 ottobre 1951 sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope [LStup; RS 812.121]; DTF 145 IV 312); (b) che, secondo il giudizio penale agli atti, pure le autorità italiane risultano avere confermato la fattispecie "dell'ipotesi lieve", sia in considerazione della quantità di stupefacente in discussione che delle modalità di detenzione della stessa; (c) che i fatti che hanno portato alla pronuncia della pena da parte del Tribunale di X.________ (I) risalgono al 2012 e vanno considerati come un caso isolato, siccome il ricorrente 1 non ha più occupato le autorità penali né in relazione alla detenzione o allo spaccio di stupefacenti, né per comportamenti simili a quelli tenuti con i carabinieri che lo hanno fermato il 12 settembre 2012 (sui diversi aspetti evocati nei punti a-c, cfr. a titolo di paragone: la sentenza 2C_758/2019 del 14 aprile 2020 consid. 5.2.1, nella quale si evidenzia anche il ruolo del trascorrere del tempo; le sentenze 2C_864/2018 del 18 febbraio 2019 consid. 5.4 e 2C_468/2016 dell'11 agosto 2016 consid. 6, relative a due casi in cui, contrariamente a quello in esame, l'art. 5 allegato I era rispettato, siccome la delinquenza in un dato ambito era ripetuta e non episodica e di rilievo circoscritto; la sentenza 2C_15/2009 del 17 giugno 2009 consid. 4.2 seg., che si riferisce a una fattispecie ben più grave per quantità di stupefacente in gioco, ma nel quale il rispetto dell'art. 5 allegato I ALC non è stato comunque ammesso, perché il compimento del reato era rimasto un evento unico, riconducibile a un errore di gioventù).