Citation: 1P.589/1999 31.10.2000 E. 4

4.-a) La CRP ha determinato il risarcimento per il torto morale subito dal ricorrente partendo da un importo forfetario di fr. 100. -- al giorno: per 172 giorni di carcere preventivo gli ha quindi riconosciuto, complessivamente, fr. 17'000. --. Essa ha rilevato che, secondo l'art. 317 CPP/TI, la determinazione dell'ammontare dell'indennità è lasciata al potere d'apprezzamento del giudice e dev'essere stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità conformemente all'art. 49 CO. Ha aggiunto che occorre tener conto delle circostanze della fattispecie, in particolare del pregiudizio all'integrità fisica e psichica o alla reputazione del ricorrente, se accusato di un crimine particolarmente grave o infamante e se un gran numero di persone ne è venuta a conoscenza; anche la sua situazione familiare e professionale va considerata. La Corte cantonale ha precisato che l'ammontare dell'indennità dev'essere fissato tenendo conto di un elemento oggettivo e di uno soggettivo; il primo si fonda sulla natura stessa del danno subito dall'accusato e sulle conseguenze ch'esso può avere normalmente per una persona posta nella stessa situazione e nelle stesse circostanze; il secondo elemento, soggettivo, permette in determinati casi, tenendo conto della personalità dell'istante, di correggere il risultato ottenuto applicando fattori oggettivi. La CRP ha poi ricordato che, come criterio orientativo, essa riconosce in genere un importo forfetario di fr. 100. -- per ogni giornata di detenzione, prassi confermata dal Tribunale federale. In concreto i giudici cantonali hanno rilevato che, per le motivazioni del tutto generiche e prive dei necessari riscontri documentali sulla persona dell'istante e sulle ripercussioni nell'ambito familiare, lavorativo e sociale, non vi erano elementi specifici di valutazione, sicché la determinazione dell'indennità poteva essere unicamente basata sulla durata della detenzione, pur considerando tutte le conseguenze fisiche e psichiche da essa comportate, come pure la gravità delle accuse formulate contro il ricorrente. Hanno stabilito che l'indennità di fr. 17'000. -- teneva conto anche della sofferenza subita dall'istante, che non ha documentato particolari conseguenze fisiche o psichiche derivate dalla detenzione preventiva. b) Nel presente gravame il ricorrente non dimostra che il menzionato accertamento dei fatti da parte della Corte cantonale sarebbe arbitrario. Certo, in questa sede, il ricorrente sostiene di avere subito, a causa del periodo di carcerazione e del conseguente licenziamento da parte del suo datore di lavoro, gravi conseguenze fisiche e psichiche. Inoltre le condizioni detentive presso le carceri pretoriali sarebbero state particolarmente dure. Tuttavia, nella domanda di indennità per ingiusta carcerazione del 17 novembre 1992 egli si era limitato a sostenere la gravità del reato imputatogli, il fatto che viveva in un piccolo villaggio ove il pregiudizio morale sarebbe destinato a perdurare e ad accennare alla circostanza che le accuse rivoltegli avevano influito sulla sua personalità e sul suo equilibrio. Ne segue che i nuovi argomenti, non proposti dinanzi alla CRP ma addotti dal ricorrente solo nel presente ricorso, fondato sull'asserita violazione dell'art. 4 vCost. , sono inammissibili. Nella procedura di ricorso di diritto pubblico, tranne eccezioni che non si verificano in concreto, non si possono infatti addurre fatti nuovi, far valere nuove censure o produrre nuovi documenti (DTF 118 Ia 20 consid. 5a; cfr. anche DTF 126 I 95 consid. 4b; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 369 e seg. ; Karl Spühler, Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, pag. 53 e seg. , n. 107, 109 e 110). In effetti la motivazione della decisione impugnata non ha affatto fornito l'occasione per far valere gli invocati fatti nuovi, circostanze addotte tardivamente dal ricorrente. D'altra parte, la CRP non ha nemmeno proceduto a una nuova qualificazione giuridica della fattispecie che avrebbe potuto imporre, a determinate condizioni, che l'istante avesse avuto, conformemente al suo diritto di essere sentito, la facoltà di esprimersi al riguardo (DTF 126 I 19, 125 II 265 consid. 4d/cc pag. 277). c) È vero che l'indennità per torto morale deve essere fissata in funzione della gravità della lesione della personalità, tenendo conto di tutte le circostanze di fatto, segnatamente del pregiudizio all'integrità fisica e psichica, della reputazione di colui che si pretende leso, nonché della sua situazione familiare e professionale (DTF 113 Ib 155 consid. 3b, 113 IV 93 consid. 3a, 112 Ia 458 consid. 5b/aa, cfr. anche DTF 125 III 269 consid. 2a; Gérard Piquerez, op. cit. , n. 4025 pag. 849 e seg. ). Il ricorrente non dimostra tuttavia che il criterio utilizzato dalla CRP, di fissare l'indennità per torto morale in fr. 100. -- per ogni giorno di detenzione fondandosi su criteri oggettivi visto che non erano stati fatti valere particolari elementi soggettivi, sia addirittura insostenibile e quindi arbitrario. In effetti, esso si fonda, come ribadito nella sentenza impugnata, su criteri adottati dalla prassi cantonale e federale in questa materia. Del resto, il ricorrente si limita ad addurre, in modo del tutto generale, che l'indennità globale di fr. 17'000. --, viste le "ovvie sofferenze provocate dalla carcerazione subita e dall'ingiustificata accusa" non costituirebbe un'equa indennità. Questa argomentazione non adempie le esigenze di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG ed è quindi inammissibile (DTF 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b). Con il menzionato accenno il ricorrente non dimostra affatto la sussistenza di indizi sufficientemente concreti di lesioni particolarmente gravi della personalità causate dai detti eventi, né essi sono ravvisabili in concreto. d) Secondo la giurisprudenza cantonale e federale un'indennità giornaliera di fr. 100. --, importo forfetario riconosciuto anche dalla CRP, appare giustificato. Occorre fondarsi infatti sulla finzione che ogni danneggiato ha subito le stesse sensazioni: in concreto, come si è visto, il ricorrente non ha dimostrato la sussistenza di circostanze particolari, né esse sono ravvisabili, che permetterebbero di scostarsi - eccezionalmente - da questo importo (cfr. Max Sidler, Die Genugtuung und ihre Bemessung, in: Schaden- Haftung-Versicherung, Handbücher für die Anwaltspraxis, edito da Peter Münch e Thomas Geiser, Basilea, Ginevra e Monaco 1999, Vol. V, § 10, n. 10.78, pag. 483; Hütte/ Ducksch, Die Genugtuung: eine tabellarische Uebersicht über Gerichtsentscheide aus den Jahren 1984-1999, 3a ed., 1999, I/102 segg. , in particolare I/108, n. 10.5.3. in fine). La sofferenza per la gravità dell'accusa, e finché non è sopraggiunta l'assoluzione o il proscioglimento dall'accusa, nonché il disagio anche psichico connesso alla detenzione, sono infatti considerati, come precisato dalla giurisprudenza, nel citato importo.