Citation: 2P.72/2005 01.07.2005 E. 1

1.1 Il giudizio impugnato è una decisione finale resa da un'autorità cantonale di ultima istanza in materia di valutazioni scolastiche (cfr. i combinati disposti degli art. 96 cpv. 3 della legge ticinese della scuola, del 1° febbraio 1990, e 22 della legge sulle scuole medie superiori, del 26 maggio 1982). L'insorgente è di principio toccato nei suoi interessi giuridicamente protetti, e pertanto legittimato ad aggravarsi mediante ricorso di diritto pubblico, dal momento che il litigio concerne la sua mancata promozione (DTF 108 Ia 22 consid. 2; 105 Ia 318 consid. 3b; sentenza 2P.61/1997 del 26 maggio 1997, in: RDAT II-1997 n. 16 consid. 1b). È però dubbio che egli disponga della potestà ricorsuale già nella misura in cui chiede l'assegnazione di una nota superiore di solo mezzo punto nel progetto interdisciplinare. In tale evenienza, non raggiungerebbe infatti gli 80 punti che garantiscono - con al massimo tre insufficienze, tante quante ne ha raccolte - l'ottenimento dell'attestato di maturità (art. 51 del regolamento della Scuola cantonale di commercio, del 30 agosto 2000 [RSCC]). Ne conseguirebbe per contro soltanto 79, punteggio che lascia un ampio margine di apprezzamento al consiglio di classe per concedere o rifiutare il diploma in virtù del cosiddetto provvedimento eccezionale (art. 52 RSCC). Con ogni probabilità, in questa ipotesi egli non potrebbe perciò vantare alcun diritto all'ottenimento del certificato di maturità e non potrebbe quindi prevalersi di un interesse giuridicamente protetto ai sensi dell'art. 88 OG (sentenze 2P.91/2001 del 19 settembre 2001, consid. 1b/bb e 2P.204/2000 del 10 novembre 2000, consid. 2c e 2d, con relativi rinvii). Riguardo all'invocata violazione dei diritti di parte, la legittimazione sarebbe ciononostante data, nella misura in cui tali censure si riferiscono ad aspetti che possono essere esaminati senza affrontare il merito della causa (DTF 129 I 217 consid. 1.4; 126 II 377 consid. 8e; 118 Ia 232 consid. 1a). Per le ragioni esposte nel seguito, la questione può ad ogni buon conto rimanere indecisa, senza bisogno di ulteriori approfondimenti. Con la riserva di cui si è testé detto, il ricorso in esame, interposto in tempo utile e fondato sulla pretesa violazione di diritti costituzionali del cittadino, è di massima ammissibile dal profilo degli art. 84 segg. OG. 1.2 Dato che, salvo eccezioni in concreto non realizzate, il rimedio esperito ha natura meramente cassatoria, il gravame è comunque irricevibile nella misura in cui il ricorrente chiede più o altro del semplice annullamento della decisione impugnata (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1; 127 II 1 consid. 2c). 1.3 In virtù dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione, oltre che dei fatti essenziali, anche dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, specificando in cosa consista la violazione. Nell'ambito del ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non applica quindi d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate dall'insorgente e solo se le stesse sono sufficientemente sostanziate (DTF 130 I 26 consid. 2.1; 129 III 626 consid. 4; 129 I 185 consid. 1.6, 113 consid. 2.1). È anche alla luce di questi principi che deve essere esaminata l'ammissibilità dell'impugnativa.