Citation: 4A_253/2014 E. 3.2

3.2. Il ricorrente solleva la censura dell'irregolare designazione dell'arbitro unico (art. 393 lett. a CPC), rispettivamente quella dell'incompetenza dell'istanza arbitrale (art. 393 lett. b CPC). Egli ritiene, segnatamente, che l'arbitro unico non aveva alcun titolo per esprimersi sull'istanza 7 gennaio 2014, poiché il rapporto giuridico tra quest'ultimo e le parti era "venuto a cadere con la notifica del lodo 6 febbraio 2012, ed era in ogni caso definitivamente cessato una volta spirati i termini di impugnazione di 30 giorni contro il lodo finale". Afferma poi a titolo abbondanziale e in via subordinata di non riconoscere la competenza arbitrale, indicando di contestare "la validità, da un profilo formale, della clausola arbitrale contenuta nel contratto di società semplice".