Citation: 4P.24/2005 27.06.2005 E. A

Il 15 marzo 1999 A.A.________ - figlia e unica erede di B.A.________, deceduto il 17 settembre 1995 a S.________(IT) - ha adito la Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud onde ottenere, a convalida di un sequestro, la condanna di M.N.________ - anch'essa cittadina italiana domiciliata in Italia, come i A.________ - al pagamento di fr. 425'132.--, oltre interessi, e il rigetto definitivo dell'opposizione. In sede di conclusioni ha poi aumentato la propria pretesa a fr. 462'002.45. La vertenza trae origine da alcuni versamenti che B.A.________ avrebbe effettuato tra il 1992 e il 1995 a favore di M.N.________, cui era legato sentimentalmente, su due conti presso il banca L.________ di Chiasso: il primo, yyy, intestato a lei stessa e il secondo, xxx, al di lei figlio N.N.________. B.A.________ avrebbe direttamente accreditato sul conto yyy complessivi fr. 425'132.-- (FF 866'666.-- il 26 giugno 1992, US$ 38'823.52 il 24 settembre 1992, US$ 74'252.83 il 7 ottobre 1992, NLG 56'929.78 il 18 novembre 1993 e US$ 5'000.-- il 4 agosto 1995) e versato sul conto xxx fr. 36'870.45 (NLG 7'000.-- e FF 60'000.-- il 31 marzo 1995), che N.N.________ ha provveduto a trasferire sul conto yyy nel giugno 1995, poco prima della sua morte. Asserendo la nullità delle predette donazioni per vizio di forma (cfr. art. 782 CCIt.), A.A.________ ha preteso la restituzione delle somme trasferite, ai sensi dell'art. 2033 CCIt. M.N.________ si è opposta alla petizione sia per motivi d'ordine, eccependo l'incompetenza territoriale del giudice svizzero, che di merito, ribadendo quanto da lei già addotto in sede di opposizione al sequestro, ovvero che gli accrediti in questione non emanavano da B.A.________ né si lasciavano ricondurre a finalità donative. Sia come sia, anche ammettendo la tesi della donazione, questa sarebbe soggetta al diritto svizzero e pertanto valida. Tale risultato non verrebbe a mutare in applicazione del diritto italiano, perché allora i versamenti andrebbero qualificati come donazione indiretta ai sensi dell'art. 809 CCIt., di per sé non sottomessa ad alcuna forma. Con sentenza 10 dicembre 2003 il Pretore ha accolto l'eccezione di incompetenza territoriale e respinto la petizione.