Citation: M 6/04 14.07.2005 E. 3

3.1 La responsabilità di principio accertata dal Tribunale cantonale per le affezioni somatiche non è censurabile. 3.1.1 A prescindere dal fatto che la preesistenza delle alterazioni (congenite o degenerative) è sin dall'inizio stata chiaramente evidenziata e confermata pressoché unanimemente dai numerosi atti medici all'inserto (che non sono in particolare suscettibili di essere inficiati dalla dichiarazione 2 settembre 2004 del dott. I.________ allegata al ricorso, la quale, oltre a contrastare parzialmente con le tavole processuali per quanto concerne l'entità del restringimento del canale spinale, sembra peraltro addirittura relativizzare la gravità dello stato di salute riscontrato in occasione dei due consulti nell'agosto 1999 ["Inoltre, l'esame neurologico presso il Dr. F.________ di Locarno confermava la mia opinione di una irritazione radicolare C7 a sx peraltro non grave"]), giova ricordare all'assicurato che, per poter essere definita tale (preesistente), l'affezione può essere sorta prima dell'inizio del servizio ed essersi così manifestata (sotto forma di sintomi o dolori) oppure può essere stata altrimenti accertata da un medico. Non è per contro necessario che il danno alla salute sia stato anche percepito dall'assicurato (sintomi soggettivi). È sufficiente che sulla base dei segnali patologici accertati dal medico (sintomi oggettivi) si possa concludere per l'esistenza di un processo patologico connesso al danno alla salute in esame risalente a un periodo precedente il servizio. Se prima del servizio la malattia si trovava in uno stadio asintomatico, la preesistenza può essere nondimeno stabilita mediante accertamenti medici relativi al suo inizio (STFA 1958 pag. 83, 1955 pag. 155 segg.; Jürg Maeschi, Kommentar zum Bundesgesetz über die Militärversicherung [MVG], Berna 2000, no. 25 seg. all'art. 5 LAM, pag. 328). A proposito delle alterazioni degenerative delle articolazioni (quali coxartrosi, gonartrosi, spondilartrosi, discopatie ecc.), i dolori che si manifestano per la prima volta durante il servizio sono, secondo dottrina, almeno parzialmente riconducibili a un'affezione preesistente (Maeschi, op. cit., no. 28.3 all'art. 5 LAM; Christof Steger-Bruhin, Die Haftungsgrundsätze der Militärversicherung, tesi San Gallo 1996, pag. 167 seg.). 3.1.2 Ora, tali condizioni - suffragate dalla copiosa documentazione medica all'inserto nonché dalla giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni in materia che solo eccezionalmente riconosce un infortunio quale causa di un'ernia discale, quest'ultima inserendosi praticamente sempre in un contesto di alterazione dei dischi intervertebrali di origine degenerativa (RAMI 2000 no. U 378 pag. 190) - si realizzano anche nel caso di specie. 3.1.3 Per il resto si osserva che il fatto stesso che l'UFAM abbia ammesso in sede amministrativa un duraturo e - quantomeno alla data della decisione su opposizione querelata - non ancora eliminato aggravamento, riconducibile all'infortunio militare, della preesistente situazione e abbia così implicitamente escluso il raggiungimento dello status quo sine vel ante, rende, dal profilo dell'art. 5 LAM, del tutto superfluo l'allestimento di una perizia giudiziaria. 3.1.4 Prive di fondamento si appalesano quindi le critiche sollevate a tal proposito dal ricorrente, che estrapolando artatamente dal contesto in cui si trovano, ravvisa delle inesistenti contraddizioni nelle considerazioni della pronuncia cantonale. Così, in nessun caso il primo giudice si è contraddetto nella misura in cui avrebbe da un lato evidenziato l'esistenza di un canale spinale molto stretto, peraltro rilevato da (quasi) tutti i medici intervenuti, mentre dall'altro avrebbe constatato che l'assicurazione non sarebbe in grado di provare con certezza che le affezioni non siano state aggravate in seguito all'infortunio militare. Sostenendo il contrario, l'insorgente confonde due aspetti diversi fra loro. La prima affermazione concerne infatti il tema della preesistenza dell'affezione (art. 5 cpv. 2 lett. a LAM), mentre la seconda si riferisce a tutt'altro quesito: ossia a quello del suo aggravamento (art. 5 cpv. 2 lett. b e cpv. 3 LAM), che l'UFAM nemmeno pone in dubbio. Analogo discorso vale per la pretesa incoerenza in cui sarebbe incorsa l'autorità giudiziaria cantonale che avrebbe da un lato ritenuto non necessario un complemento istruttorio (consid. 2.6, pag. 11 della pronuncia impugnata) per poi, dall'altro, più in là nel giudizio (consid. 2.8 pag. 13 in fine), sostenere la necessità di una serie di accertamenti. Anche qui, l'insorgente sembra fraintendere il senso del giudizio cantonale, che in realtà da un lato ha considerato superfluo un simile complemento per stabilire l'origine e l'aggravamento dell'affezione (art. 5 LAM), mentre dall'altro ha semplicemente richiamato la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni relativa a tutt'altro tema, ossia a quello della riduzione della responsabilità della Confederazione (art. 64 LAM), per la qual questione l'amministrazione ha peraltro, come si vedrà (cfr. consid. 4.2 della presente sentenza), effettivamente esperito, con la valutazione 22 maggio 2001 della dott.ssa G.________, i necessari accertamenti. 3.1.5 Visto quanto precede, se ne conclude che a ragione il primo giudice poteva ritenere, con la necessaria certezza, che l'infortunio militare non era propriamente all'origine delle affezioni somatiche preesistenti lamentate dal ricorrente e che l'assicurazione militare era tenuta a rispondere per l'aggravamento, non ancora eliminato, di tali affezioni giusta l'art. 5 cpv. 3 LAM.