Citation: 6B_30/2009 14.04.2009 E. 2

Nella fattispecie, i ricorrenti chiedono la promozione dell'accusa per reati di falsità in atti (art. 251, 252, 256 e 257 CP), contro il patrimonio (art. 146 CP) e per violazione della legge cantonale sulle misurazioni ufficiali. Si tratta manifestamente di infrazioni che non fondano la qualità di vittima ai sensi della LAV. Essi sostengono tuttavia di essere legittimati a ricorrere in virtù della loro veste di querelanti e di accusatori privati. A torto. I reati lamentati non sono perseguibili a querela di parte, bensì d'ufficio. Inoltre, secondo l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 6 LTF, il querelante può ricorrere in materia penale per quanto trattasi del diritto di querela come tale. Orbene, i ricorrenti contestano nel merito la decisione della CRP e non eventuali irregolarità relative al diritto di querela e alle sue condizioni (v. DTF 128 IV 37). Essi non possono nemmeno definirsi accusatori privati ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 4 LTF, posto come il codice di procedura penale ticinese del 19 dicembre 1994 non preveda questa istituzione (v. sentenza 6S.125/2005 del 18 maggio 2005, in RtiD II-2005 n. 35 pag. 181 segg.). I ricorrenti sono quindi dei semplici denuncianti e, in questa veste, le uniche censure che possono formulare davanti al Tribunale federale attengono alla violazione dei loro diritti di parte.