Citation: 1C_765/2021 E. 4.3

4.3. Certo, la tesi ricorsuale, secondo cui gli accordi sottoscritti tra le parti non contenevano una "esplicita" autorizzazione in bianco per procedere, ulteriormente, alle contestate modifiche delle opere realizzate nel 2006 a confine (garage e deposito), introducendovi segnatamente contenuti abitativi, facoltà non espressamente riservata, può essere comprensibile e non è priva di ogni pertinenza. Il ricorrente non dimostra tuttavia che la soluzione contraria adottata dai giudici cantonali sulla base degli esposti motivi, sebbene discutibile, sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitraria. In effetti, la conclusione della Corte cantonale, secondo cui si è in presenza di una costruzione principale ad uso abitativo fin dalla sua realizzazione nel 2006, è corretta. L'assunto ricorsuale, secondo cui l'avancorpo ovest, trovandosi nella fascia di confine, non potrebbe essere modificato senza il consenso del vicino, sia ch'esso venga qualificato come edificio principale o accessorio, non s'impone. Ciò anche per il fatto che non viene ampliato il corpo di fabbrica già presente sul confine, né viene aggravato l'onere assunto all'epoca dal ricorrente. D'altra parte la Corte cantonale ha ritenuto, a ragione, che le aperture basculanti (tipo "velux") previste nella falda del tetto si trovano a una distanza dal confine ben maggiore da quella minima prescritta, accertamento non contestato dal ricorrente.