Citation: 6B_122/2021 E. 5.3

5.3. L'insorgente rileva come la denunciante avrebbe cominciato a essere molestata da qualcuno in possesso di una sua fotografia in topless, quando ancora il suo profilo era pubblico. Non sarebbe tuttavia minimamente provato che la sua foto in topless sarebbe stata in possesso unicamente di E.________ e neppure che si tratterebbe della medesima fotografia data a quest'ultimo, peraltro mai rinvenuta nei supporti elettronici dell'uomo o dell'insorgente. La CARP avrebbe stabilito che il possessore della fotografia in topless sia anche la persona sospettata dei fotomontaggi pornografici. Sennonché, l'insorgente rileva che questi non sarebbero stati elaborati a partire dalla foto in topless. La Corte cantonale avrebbe pertanto arbitrariamente desunto dall'eventuale possesso di E.________ della fotografia in topless un elemento sufficiente per ritenere che la stessa ricorrente ne fosse entrata in possesso e per dedurne la sua responsabilità per tutti gli atti commessi via social network. L'ammissione possibilistica di E.________ di avere a suo tempo ricevuto la fotografia in topless della denunciante non sarebbe in ogni caso né sufficiente né determinante per ritenere lui e a fortiori l'insorgente gli effettivi mittenti delle pubblicazioni nei social network. Del resto, nel decreto di abbandono emanato nei confronti di E.________, il pubblico ministero avrebbe ammesso l'impossibilità di accertare l'autore e l'indirizzo IP degli invii oggetto della prima denuncia. Non sarebbe peraltro stata effettuata alcuna verifica volta a escludere che altre persone potessero avercela con la denunciante ed essere gli autori delle molestie da questa subite. La condanna dell'insorgente per tutti gli episodi sui social network sarebbe stata pronunciata in assenza di qualsiasi prova oggettiva, viziata viepiù dall'accertamento, anch'esso privo di riscontro probatorio, che tutti i messaggi e le pubblicazioni fossero riconducibili a un unico autore, identificato senza motivi nella ricorrente. Con riferimento alle ordinazioni di merci, l'insorgente si duole di una carente motivazione della sentenza impugnata e della violazione dell'art. 10 cpv. 2 CPP. La CARP non avrebbe riportato in modo chiaro ed esplicito gli accertamenti, dal profilo tecnico e oggettivo, circa la riconducibilità delle ordinazioni oggetto di accusa, omettendo altresì di esporre e analizzare gli argomenti e i mezzi di prova della difesa. Nella valutazione degli indizi, sarebbe inoltre incorsa in un errore manifesto, ritenendo che l'app di D.________ sarebbe stata cancellata nell'iPad in uso alla ricorrente, laddove invece sarebbe stata solo disinstallata, di modo che eventuali dati sarebbero stati recuperabili e, se disponibili, recuperati dagli inquirenti. Pertanto, in assenza di un riscontro riferito all'ordinazione del 2 febbraio 2018, non sussisterebbe la prova regina che permetterebbe di imputare all'insorgente quell'ordinazione. Secondo la ricorrente, la CARP avrebbe anche valutato in modo arbitrario il rapporto della polizia sull'analisi degli apparecchi in dotazione alla coppia, analisi da cui non sarebbe emerso proprio nulla. A ciò aggiungasi che la ricorrente si sarebbe sempre dichiarata estranea ai fatti. Non risulterebbe peraltro che la denunciante le abbia mai dato ragioni per nutrire della gelosia o del risentimento, né che l'insorgente si fosse attivata per ottenere informazioni sul recapito delle persone destinatarie delle varie ordinazioni. Tali elementi sarebbero stati ignorati dalla CARP, che si sarebbe limitata a rilevare il periodo psicologicamente non facile in cui si sarebbe trovata la ricorrente all'epoca dei fatti. Sennonché, in assenza di riscontri su eventuali sentimenti ostili nutriti verso la denunciante, tale periodo non avrebbe alcuna rilevanza "per l'accertamento della sua responsabilità quale autrice mossa da un plausibile movente". L'insorgente avrebbe inoltre fornito la prova di essersi trovata in una città vietnamita il giorno in cui sarebbe stata trasmessa l'ordinazione del calendario recapitato ad G.________. La CARP tuttavia la riterrebbe responsabile anche di questo invio, basandosi non su riscontri concreti di senso contrario, bensì su considerazioni di carattere generico e teorico, omettendo viepiù di considerare la deposizione di E.________. Avrebbe così valutato in modo arbitrario le prove ed escluso un ragionevole dubbio in favore dell'insorgente. La ricorrente rileva poi che il procedimento contro E.________ sarebbe stato promosso a suo tempo a causa delle allusioni dei post alle abitudini sessuali della denunciante a lui note, ipotesi d'inchiesta che non avrebbe trovato conferma, ciò che avrebbe condotto al decreto di abbandono. Orbene, se tale elemento è stato ritenuto improprio a procedere contro di lui, a maggior ragione dovrebbe essere del tutto inconferente per condannare l'insorgente, considerando inoltre l'assenza di motivi per ritenere che la vicenda del sesso orale fosse nota solo ad E.________.