Citation: 1C_466/2021 E. 7.5

7.5. L'assunto secondo cui il Comune avrebbe fatto affidamento sulla propria, citata interpretazione, e su non meglio precisate conferme in vista dell'acquisto dell'intero comparto in esame, non dimostra che si sarebbe in presenza di una violazione dei principi della buona fede e dell'affidamento (art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost.; sui necessari presupposti, assenti nella fattispecie, vedi DTF 148 II 233 consid. 5.5.1; 147 IV 73 consid. 4.1.2; 146 I 105 consid. 5.1.1). In concreto non è infatti per nulla dimostrato che le autorità competenti avrebbero fornito al ricorrente, all'epoca, una qualsiasi assicurazione vincolante a sostegno della sua supposizione. Anzi, dalla citata decisione governativa del 5 febbraio 2020 risulta proprio la tesi contraria. D'altra parte decisivo è il fatto che il ricorrente non ha impugnato la risoluzione governativa del 28 giugno 2005. La circostanza che al suo dire la variante di piano regolatore avrebbe potuto essere finalizzata soltanto dopo la decisione della Confederazione relativa all'abbandono della piazza d'armi e l'acquisto, nel 2017, di quell'area da parte del Comune non è decisiva, la stessa essendo posteriore all'entrata in vigore dell'art. 38a cpv. 1 LPT. Le critiche ricorsuali, in parte di natura appellatoria, non dimostrano che le differenti argomentazioni poste a fondamento della decisione impugnata sarebbero addirittura arbitrarie, né ch'essa lo sarebbe nel risultato, a maggior ragione visto che sono conformi alla legislazione federale.