Citation: 1P.25/2006 11.04.2006 E. 4

4.1 Il ricorrente lamenta un apprezzamento arbitrario delle prove. Critica essenzialmente il fatto che il giudice cantonale si sia fondato sulla segnalazione di un agente di polizia e abbia ritenuto affidabile la deposizione di C.A.________, omettendo d'altra parte di prendere in considerazione la dichiarazione 10 agosto 2005 della detentrice della vettura. 4.2 Come visto, il presidente della Pretura penale non ha però fondato la colpevolezza del ricorrente sul fatto ch'egli sarebbe stato riconosciuto dall'agente di polizia e non ha quindi attribuito alla segnalazione di quest'ultimo un peso decisivo. Tale segnalazione era in effetti rilevante essenzialmente riguardo alla presenza di una persona di sesso maschile alla guida della vettura, ciò che risulta in particolare dall'avviso di contravvenzione 25 febbraio 2004 e dal rapporto di contravvenzione 16 marzo 2004 dell'agente. L'accertamento secondo cui il conducente era un uomo non è quindi in contrasto con gli atti o manifestamente insostenibile, come è del resto stato riconosciuto dallo stesso ricorrente nelle osservazioni del 16 agosto 2005 dinanzi alla precedente istanza per addurre l'estraneità ai fatti di sua madre. Limitandosi a sostenere che la deposizione di C.A.________ sarebbe inaffidabile, siccome quale fratello di B.A.________ dovrebbe essere considerato potenziale conducente e pertanto possibile autore dell'infrazione, il ricorrente non sostanzia l'arbitrio da parte del giudice cantonale nell'apprezzamento di questa prova. L'arbitrio è infatti ravvisabile solo quando sia stato manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o sia stato omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa, oppure quando, sulla base degli elementi disponibili, siano state fatte delle deduzioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1 e rinvii). Queste condizioni non risultano realizzate in concreto: la generica dichiarazione scritta 10 agosto 2005 della detentrice del veicolo circa l'esistenza di altri imprecisati parenti, che avrebbero utilizzato la sua vettura in circostanze non specificate, non è idonea a sminuire la rilevanza della chiara deposizione di C.A.________, che ha dichiarato di possedere due sue vetture e di non avere mai guidato quella della sorella, che viene utilizzata solo da lei e dal nipote ricorrente. Senza incorrere nell'arbitrio né violare il principio "in dubio pro reo" il giudice cantonale poteva quindi ritenere che l'infrazione fosse imputabile al ricorrente. 4.3 Alla luce di queste considerazioni, il giudizio impugnato non viola nemmeno la garanzia di un giudice indipendente e imparziale (art. 30 cpv. 1 Cost.), ritenuto che il ricorrente non adduce sospetti oggettivi di prevenzione del giudice cantonale, limitandosi a fondare una pretesa parzialità di questo magistrato sulla base del diniego di assumere le prove richieste e su asseriti accertamenti errati. Come risulta dai considerandi esposti, il presidente della Pretura penale non è però incorso in errori procedurali, che peraltro solo eccezionalmente potrebbero fondare un motivo di ricusa, segnatamente quando fossero particolarmente grossolani e ripetuti (DTF 116 Ia 14 consid. 5b pag. 20 e rinvii). Né la precedente istanza era tenuta a indicare la possibilità di impugnare il suo giudizio con un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale: l'obbligo per l'autorità cantonale di indicare i rimedi giuridici previsto dall'art. 251 cpv. 2 PP concerne infatti essenzialmente il ricorso per cassazione alla Corte di cassazione del Tribunale federale (art. 268 segg. PP; DTF 119 IV 330 consid. 1c; ZBJV 137/2001, pag. 160; Karl Spühler, Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, pag. 135, n. 435/436). L'assenza di indicazioni riguardo al rimedio del ricorso di diritto pubblico non è d'altra parte stata di pregiudizio per il ricorrente, che ha tempestivamente impugnato in questa sede con il gravame corretto la decisione cantonale.