Citation: 1C_309/2023 E. 5.1

5.1. Il ricorso è parimenti inammissibile laddove i ricorrenti criticano in maniera generale i considerandi della sentenza impugnata (consid. 3.1 - 3.2) relativi all'edificazione di terrapieni e al computo dell'altezza dei parapetti. Essi esprimono infatti semplicemente un'opinione diversa da quella della Corte cantonale sull'interpretazione dell'art. 11 NAPR. Non sostanziano d'arbitrio la valutazione eseguita dalla precedente istanza, secondo cui, nel caso in cui i terrapieni sono sorretti, come in concreto, da muri di contenimento, l'altezza massima di 1.50 m non si applica, rientrando inoltre l'altezza dei muri di sostegno nei limiti imposti dall'art. 11 cpv. 2 NAPR per le opere di contenimento. Limitandosi infatti a sostenere che la conclusione a cui è giunta l'istanza precedente sarebbe " palesemente contraria al chiaro scopo della norma ", e che la facilitazione di cui all'art. 11 cpv. 2 NAPR sarebbe limitata alle recinzioni e non ai parapetti, i ricorrenti non fanno valere e ancor meno dimostrano che si sarebbe in presenza di una valutazione addirittura insostenibile e quindi arbitraria. Nelle loro argomentazioni i ricorrenti non contestano gli specifici termini d'applicazione dell'art. 11 cpv. 1 e 2 NAPR, sulla base del quale la Corte cantonale ha tutelato la decisione municipale di rilascio della licenza edilizia. Insistendo essenzialmente nella loro interpretazione, secondo cui lo scopo dell'art. 11 cpv. 1 NAPR sarebbe quello di limitare al massimo le sistemazioni del terreno, ammettendo terrapieni non più alti di 1.50 m e solo se indispensabili per il ripristino di altimetrie coordinate con i fondi contigui, mentre in quello perseguito dall'art. 11 cpv. 2 NAPR sarebbero esclusi i parapetti, i ricorrenti propongono argomentazioni meramente appellatorie, che non sostanziano minimamente l'arbitrarietà della decisione impugnata, peraltro condivisibile.