Citation: 1C_349/2016 E. 5.1

5.1. Nella contestata decisione il Consiglio di Stato osserva che secondo il ricorrente le frasi soppresse e modificate non sarebbero né diffamatorie né lesive dell'onore, ma al contrario, ritenuto che per il Governo e la maggioranza del Parlamento l'iniziativa sarebbe insostenibile sotto il profilo finanziario, sarebbe giustificato affermare che si sarebbe di fronte a una menzogna e a un'affermazione falsa. L'Esecutivo cantonale ricorda che la giurisprudenza ha indicato le regole che l'autorità deve rispettare nell'informazione al pubblico, impedendo all'autorità di fornire informazioni errate o incomplete (DTF 138 I 61 consid. 8.6 pag. 92 seg.). Rileva che dopo un'attenta analisi esso è giunto al convincimento che le espressioni oggetto dell'adeguamento (" sono costretti a mentire", "offrono le stesse garanzie fasulle", "raccontandoci bugie" e, infine, "una bugia grande come una casa") sono lesive dell'onore e diffamatorie nella misura in cui attribuiscono direttamente all'autorità l'intenzione di alterare i fatti. Ha ritenuto che gli imposti cambiamenti non ne modificano il senso, ma mirano piuttosto a riportare il dibattito pubblico, in vista della votazione, entro toni che tutelano meglio un'informazione oggettiva e corretta agli aventi diritto di voto da parte degli interessati.