Citation: 6P.18/2000 28.09.2000 E. 3

3.- a) I ricorrenti contestano il dispositivo n° 5 della sentenza del 21/22 giugno 1999 nonché il decreto del 16 dicembre 1999 della CPTC nella misura in cui vengono confiscati i beni a nome della ditta Y.________ SA in fallimento per un ammontare di USD 56'732.-- depositati sul conto n° XXX presso la Banca del Gottardo di Bellinzona e vengono ordinati la chiusura di tale conto nonché il trasferimento del saldo all'Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni a copertura dei costi di procedura. Nella loro qualità di cessionari della massa, essi si prevalgono della violazione del diritto di essere sentito di quest'ultima. b) Ai sensi dell'art. 89 cpv. 1 OG, il termine per interporre ricorso di diritto pubblico è di trenta giorni dalla pubblicazione o comunicazione della decisione o del decreto impugnati. I ricorrenti agiscono in qualità di creditori/cessionari dei diritti della massa. Essi sostengono di aver preso conoscenza della decisione, già cresciuta in giudicato, di confiscare i beni di Y.________ SA solamente il 22 dicembre 1999, ossia il giorno in cui l'Ufficio esecuzione e fallimenti di Roveredo (qui di seguito: UEF) aveva comunicato loro nello stesso tempo la sentenza di merito e il decreto di esecuzione, nonché la cessione dei diritti della massa. Il Tribunale cantonale dei Grigioni non ha saputo precisare a quale data fossero state effettivamente comunicate le decisioni impugnate. È tuttavia accertato e non contestato che la sentenza del 21/22 giugno 1999 non è stata notificata nelle forme ufficiali all'UEF. Tale Ufficio appare sulla lista dei destinatari del decreto del 16 dicembre 1999. Né dagli atti né dalle osservazioni del Tribunale cantonale risultano ulteriori ragguagli al proposito. Sono quindi verosimili le affermazioni dei ricorrenti secondo le quali la sentenza del 21/22 giugno 1999 è stata allegata al decreto del 16 dicembre 1999. La data determinante in questa sede per la ricezione delle decisioni impugnate è però il 21 dicembre 1999, ossia il giorno stesso in cui l'Ufficio è venuto a conoscenza delle decisioni litigiose e non il giorno in cui i ricorrenti le hanno ricevute poiché quest'ultimi agiscono come cessionari dei diritti della massa. Ne discende che i gravami di diritto pubblico sono tempestivi. c) I ricorrenti agiscono in qualità di cessionari dei diritti della massa. Si pone quindi la questione della loro legittimazione, ossia se con la cessione la massa ha trasferito ai suoi creditori anche la facoltà di ricorrere per la pretesa violazione del suo diritto di essere sentito. È accertato che la ditta Y.________ SA era titolare del conto litigioso, alla quale dopo il fallimento è subentrata la massa fallimentare (art. 197 LEF). Con scritti del 21 dicembre 1999 e del 20 gennaio 2000, l'UEF, richiamando l'art. 260 LEF, ha ceduto ai creditori A.________, B.________ e C.________ le pretese concernenti tale conto. La validità di tale cessione non è contestata. La cessione ai sensi dell'art. 260 LEF è un'istituzione sui generis che si apparenta alla cessione (art. 164 e segg. CO) e al contratto di mandato (art. 394 e segg. CO). In altre parole, si tratta di un mandato procedurale, grazie al quale i creditori cessionari acquisiscono il diritto di fare valere le pretese della massa contro terzi a loro nome e a loro rischio e pericolo (Prozessführungsrecht; mandat procédural) (DTF 113 III 135 consid. 3a, 111 II 83, 109 III 27 consid. 1a; Carl Jaeger, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs: erläutert für den praktischen Gebrauch, 4a ed., in collaborazione con Hans Ulrich Walder, Thomas M. Kull e Martin Kottmann, Zurigo, 1997/99, ad art. 260 LEF, n° 9, pagg. 494-496; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3a ed., 1993, pag. 347). La peculiarità di tale cessione consiste nel fatto che i creditori cessionari corrono in prima linea il rischio di far valere tale pretese e quindi, in caso di esito positivo, soddisfano integralmente il loro credito; solo un eventuale eccedente dovrà essere riversato all'amministrazione fallimentare (DTF 113 III 20 consid. 3). Nella fattispecie, i ricorrenti si sostituiscono alla massa, ne riprendono gli obblighi e i diritti al giorno della cessione, e, nella misura in cui fanno valere la pretesa violazione del diritto di essere sentita della massa, sono legittimati a ricorrere in questa sede. Contestando a titolo precauzionale la decisione di confisca prima della cessione, la massa ha dimostrato inoltre di non aver rinunciato a dolersi della violazione del suo diritto costituzionale. Il Tribunale cantonale ha messo in dubbio la legittimazione di C.________, poiché quest'ultimo non figurerebbe tra i creditori della ditta Y.________ SA. Risulta dall'incarto che C.________, autore di una notifica tardiva prevista all'art. 251 LEF, è stato autorizzato dall'UEF a valersi provvisoriamente delle pretese della massa. La validità di siffatta autorizzazione era nondimeno subordinata all'accettazione della nuova graduatoria, il cui termine per il deposito era stato fissato al 1° febbraio 2000. Non è dato di sapere cosa sia accaduto in seguito. Tuttavia, in questa sede, l'autorizzazione provvisoria è sufficiente per ammettere la legittimazione ricorsuale dell'interessato quale creditore cessionario. d) Resta ancora da determinare se i ricorrenti siano lesi nei loro interessi giuridicamente protetti (art. 88 OG; DTF 126 I 81 consid. 3b, 123 I 41 consid. 5b, 122 I 44 consid. 2b e rinvii; per i ricorsi di terzi, DTF 114 Ia 93 consid. 1b, 107 Ia 175 consid. II/6b/aa). Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con libero potere di esame se tali condizioni sono adempiute (DTF 126 I 81 consid. 1, 125 III 461 consid. 2 e rinvii). In due decisioni rimaste isolate, il Tribunale federale ha negato la legittimazione ricorsuale al terzo rivendicante nell'ambito di una misura di confisca ai sensi dell'art. 59 CP. In linea di principio, egli non sarebbe leso nei propri interessi giuridici ai sensi dell'art. 88 OG. L'eccezione della cosa giudicata riferita a una sentenza penale non pronunciata nei suoi confronti non è opponibile al terzo rivendicante, il quale conserva la possibilità di fare valere i propri diritti di natura privata nell' ambito di un procedimento separato conformemente all'art. 59 n° 1 cpv. 4 CP; gli mancherebbe, quindi, un interesse giuridico sufficiente per interporre un gravame di diritto pubblico contro una decisione penale di confisca (sentenza inedita della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 7 luglio 1993 in re Usmann contro Cantone Ticino consid. 3a [6P. 45/1993] e del 22 dicembre 1998 in re X. contro Cantone Ticino, pubblicata in RDTA 1999 I 57 202 consid. 3f). Siffatta interpretazione deve essere precisata alla luce delle particolarità del caso in esame. Lo scopo dell' art. 59 n° 1 cpv. 4 CP è di fornire solo ai terzi rivendicanti, la cui identità o il cui domicilio sono sconosciuti al giudice competente per ordinare la confisca, un mezzo per fare valere le loro eventuali pretese civili una volta pronunciata quest'ultima (Schmid, Einziehung, Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Kommentar, Band I, ad art. 59 n° 163; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 1997, 2a ed., ad art. 59 n° 18; FF III 1993, pag. 302). La procedura separata di pubblicazione e contestazione prevista dalla disposizione testé citata non priva quindi di legittimazione il terzo rivendicante che agisce contro la sentenza di merito quando, come nella fattispecie, la sua identità e le sue pretese sono conosciute e si prevale di una violazione del suo diritto di essere sentito. Una soluzione diversa sarebbe contraria, non solo alla ratio legis dell'art. 59 n° 1 cpv. 4 CP, ma anche al principio dell'economia della procedura, soprattutto quando, come nella fattispecie, il giudice competente per la confisca debba pronunciarsi anche su altre pretese civili. Ora, nel caso in esame è accertato che l'identità della massa era nota al Tribunale cantonale o, perlomeno, avrebbe dovuto esserlo. Risulta quindi che i ricorrenti, sempre nella loro qualità di creditori cessionari, possiedono un interesse giuridico sufficiente ai sensi dell'art. 88 OG. I gravami sono pertanto ammissibili.