Citation: 1C_601/2015 E. 2.2

2.2. Il ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non dimostra affatto che la tesi del TPF violerebbe il diritto federale e internazionale, per cui la censura è inammissibile. Si può nondimeno osservare che l'istanza precedente ha rilevato, rettamente, che il MAE è applicabile unicamente agli Stati membri dell'Unione europea e pertanto non alla Svizzera. Ininfluente è quindi anche l'accenno del ricorrente secondo cui una segnalazione nel Sistema di Informazione Schengen equivale a un MAE (cfr. art. 9 n. 2 della decisione quadro del Consiglio dell'Unione Europea, del 13 giugno 2002, relativa al MAE; sul MAE vedi ROBERT ZIMMERMANN, La coopération internationale en matière pénale, 4aed. 2014, n. 63, 65 e 67 pag. 51 segg. e n. 70 pag. 59 seg.; FEDERICO ROMOLI, Il mandato d'arresto europeo, in: Procedura penale (a cura di Alfredo Gaito), Vicenza, 2015, p. 1499 segg., in particolare pag. 1501). Certo, in linea di principio tra loro gli Stati membri dell'Unione Europea non possono più rifiutare la consegna dei propri cittadini, a meno che assumano la competenza per l'azione penale nei confronti del ricercato: il MAE si fonda infatti sul principio che i cittadini dell'UE sono responsabili dei loro atti dinanzi ai giudici nazionali in tutta l'Unione europea.