Citation: 6B_18/2023 E. 3.4

3.4. È incontestato che il ricorrente non ha utilizzato una piattaforma di trasmissione riconosciuta per inoltrare il suo reclamo né lo ha munito di una firma elettronica qualificata. Ha trasmesso il suo gravame il 1° agosto 2022 ad autorità che sapeva incompetenti, rispettivamente all'Ambasciata svizzera a Roma, poi inoltrato non prima del 2 agosto 2022, ultimo giorno del termine ricorsuale, ovvero quando non era più possibile ovviare all'irregolarità della trasmissione. L'insorgente del resto non censura il mancato invito a sanare i vizi del suo invio. Sostiene tuttavia che quello effettuato all'Ambasciata svizzera sarebbe valido, in quanto conforme alle normative in materia di trasmissione dati vigenti in Italia, paese in cui si trovano sia lui sia l'Ambasciata. A torto. Infatti, per i procedimenti penali retti dal CPP come in concreto, le esigenze legali svizzere relative alla trasmissione di ricorsi per via elettronica si applicano, come visto (v. supra consid. 3.3.3), anche in caso di invio a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera. La possibilità di consegnare un ricorso a tale rappresentanza non può essere utilizzata per eludere suddette esigenze. L'insorgente si prevale di non meglio definite leggi internazionali. Non si scorge tuttavia a cosa si riferisca né è illustrato nel gravame in urto alle esigenze di motivazione di cui agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. Infine, la sua nazionalità svizzera, di cui a suo parere non si sarebbe tenuto conto, nulla muta a quanto appena esposto. È quindi senza violare il diritto che l'autorità precedente non ha esaminato il rimedio giuridico del ricorrente nel merito e lo ha dichiarato inammissibile.