Citation: 4P.303/1999 21.03.2000 E. 3.-

a) Orbene, l'art. 6 CEDU garantisce, per le controversie a carattere civile, l'accesso ai tribunali, mentre l'art. 58 vCost. sancisce il diritto ad un giudice costituzionale. Contrariamente a quanto pare ritenere il ricorrente, però, nessuna di queste norme impone che una vertenza sia esaminata in tutti i casi da più istanze giu- diziarie (DTF 117 Ia 378 consid. 4b e 382, cfr. anche 126 II 71 consid. 3 non pubblicato). L'art. 6 CEDU si limita piuttosto a garantire l'accesso agli eventuali tribunali superiori - abbiano essi un potere di cognizione libero o limitato - conformemente alle relative norme sulla compe- tenza e a condizione che i presupposti legali siano adem- piuti ( Villiger, Handbuch der EMRK, 2aed., Zurigo 1999, pag. 273; Peukert, Verfahrensgarantien und Zivilprozess, in: Rabels Zeitschrift für ausländisches und internationa- les Privatrecht, 1999, pag. 608). Con riferimento alla fattispecie in rassegna ciò significa che, ai fini del giudizio sull'asserita violazio- ne delle norme convenzionali e costituzionali, occorre sta- bilire se la Corte cantonale ha applicato in maniera arbi- traria i disposti sulla competenza previsti dal diritto processuale cantonale. b) La procedura per le controversie in materia di locazione di locali d'abitazione e commerciali è regolata dagli art. 404-415 CPC/TI. Giusta l'art. 404 cpv. 1 CPC/TI il ricorso contro la decisione dell'autorità di concilia- zione va proposto, con istanza scritta, al pretore del luo- go di situazione della cosa locata. A dipendenza del valore di causa la decisione del pretore può poi essere impugnata con un ricorso per cassazione oppure, come in concreto, con un appello (art. 307 segg. CPC/TI). Il ricorrente non sostiene che l'azione da lui in- tentata in materia di locazione sia stata trattata in ma- niera sbagliata, in contrasto con la procedura prevista dalla legge o da autorità incompetenti. Dalla motivazione impugnata non emerge alcun motivo a sostegno dell'asserita interpretazione arbitraria delle già citate norme proces- suali - né, comunque, di altre - da parte della Corte can- tonale. Inoltre, il ricorrente non sostanzia conformemente alle esigenze di legge (art. 90 cpv. 1 lett. b OG) nemmeno la tesi secondo la quale i giudici del Tribunale d'appello avrebbero violato il diritto processuale cantonale pronun- ciandosi sul merito della vertenza, segnatamente sulla pro- trazione della locazione. c) A questo proposito giovi rilevare come, nella misura in cui - riferendosi fra l'altro impropriamente alla DTF 99 Ia 322 consid. 4a - il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di essere venuta meno alla garanzia del doppio grado di giurisdizione per aver statuito sul merito della controversia, egli confonde il giudizio sul litigio con quello su singole domande o argomentazioni. Dinanzi all'autorità di primo grado egli aveva chiesto la protrazione del rapporto di locazione per quat- tro anni. Dichiarata inefficace la disdetta del locatore, il Pretore non ha - evidentemente - avuto bisogno di esami- nare e decidere la domanda di protrazione, dato che in que- ste circostanze il contratto di locazione continuava ad esplicare i suoi effetti. Contrariamente a quanto pare ri- tenere il ricorrente - che però non sostanzia la sua tesi - dall'art. 4 vCost. non si può dedurre un principio secondo il quale ogni istanza adita è obbligata a chinarsi non solo sul merito del litigio, bensì su ogni singola domanda ri- spettivamente ogni singola argomentazione addotta dalle parti. I giudici non sono tenuti a trattare le questioni che, stando alla loro valutazione della fattispecie, risul- tano irrilevanti ai fini del giudizio. Se poi l'autorità di primo grado tralascia l'esame di un punto a causa di una valutazione giuridica erronea del caso, il suo errore può essere corretto proprio mediante l'impugnazione della deci- sione dinanzi all'autorità superiore d'appello, la quale, riesaminata liberamente la vertenza nei fatti e nel dirit- to, emana un nuovo giudizio. In concreto, la causa avviata dal ricorrente è sta- ta giudicata da due istanze giudiziarie nel quadro di un procedimento conforme alle norme di legge, ciò che esclude una violazione della garanzia del doppio grado di giurisdi- zione. Nulla muta, infine, il riferimento alla tesi di Anastasi (Il sistema dei mezzi d'impugnazione del codice di procedura civile ticinese, 1981, pag. 51 e in particolare nota a piè di pagina n. 6); né questa citazione né, d'altro canto, l'argomentazione ricorsuale permettono infatti di capire per quale ragione la Camera civile del Tribunale d'appello avrebbe violato l'art. 4 vCost. statuendo sulla protrazione della locazione.