Citation: 6B_216/2009 20.03.2009 E. 2

L'impugnativa in esame accenna al reato di truffa, alla negligenza, al "pericolo di lesioni colpose" e di lesioni personali, a un'"associazione a delinquere" nonché alla violazione del segreto d'ufficio. Il ricorrente non si prevale del suo diritto di querela; non adduce né pretende di essere stato leso nella sua integrità fisica, psichica o sessuale dai reati che egli ha denunciato, sicché non può essere considerato una vittima LAV (v. art. 1 cpv. 1 LAV; RS 312.5). Egli è quindi un semplice denunciante e in quanto tale non è legittimato a contestare nel merito la decisione con cui è stata respinta la sua istanza di promozione dell'accusa (v. supra consid. 1.2). Il ricorrente non lamenta alcuna violazione dei suoi diritti di parte. Nella misura in cui l'insorgente postula la condanna di coloro che hanno commesso i reati, il gravame si palesa inammissibile per l'assenza di legittimazione ricorsuale dell'insorgente. Anche le conclusioni volte all'assegnazione del procedimento ad altro Procuratore pubblico e all'annullamento della tassa di giustizia e delle spese risultano inammissibili, in quanto prive di qualsiasi motivazione al riguardo (v. supra consid. 1.1).