Citation: 4P.258/2003 25.03.2004 E. B

Il 21 luglio 1998, con una petizione proposta direttamente in appello, F.________ SA ha chiesto la condanna in solido degli eredi di A.A.________ al pagamento di fr. 523'736.15 oltre interessi. La società ha in particolare rimproverato al suo ex direttore e membro del consiglio d'amministrazione una responsabilità contrattuale e per atto illecito, segnatamente per aver speculato a termine sullo zinco senza autorizzazione, incassando personalmente i relativi guadagni nel 1988 e 1989, nonché per aver chiesto aiuto alla società nel 1990, quando si manifestò la perdita, senza informarla degli utili precedentemente percepiti. La somma pretesa corrisponde al controvalore dei due assegni incas-sati nel 1988 e 1989 (fr. 475'000.--) aumentato degli interessi di mora del 5%, capitalizzati al 31 ottobre 1990 (fr. 40'572.91), e del 9.5%, pure capitalizzati, fino al 31 dicembre 1990 (fr. 8'163.24), ritenuto che sull'importo così ottenuto è stato applicato, trimestralmente, un tasso dell'8%. Gli eredi di A.A.________ si sono opposti alla petizione asserendo in primo luogo che il consiglio d'amministrazione era sicuramente a co-noscenza delle operazioni speculative effettuate nel 1988 e 1989, peraltro analoghe ad altre già autorizzate in precedenti occasioni. Essi hanno poi negato che A.A.________ abbia incassato gli assegni in questione, a loro dire contabilizzati dalla società. Infine, hanno eccepito la prescrizione delle pretese vantate dalla società. Pur escludendo il diritto di F.________ SA alla rifusione dei due assegni, essi hanno da ultimo precisato che per gli interessi avrebbe semmai fatto stato il tasso legale del 5%. Con sentenza del 28 ottobre 2003 la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha parzialmente accolto la petizione e condannato in solido B.A.________, C.A.________, D.A.________ ed E.A.________ al pagamento di fr. 475'000.-- oltre interessi al 5% dal 28 novembre 1988 su fr. 300'000.-- e dal 29 giugno 1989 su fr. 175'000.--. La Corte cantonale ha evidenziato la conferma, in sede d'istruttoria, sia dell'avvenuto incasso dei due assegni da parte di A.A.________ che della mancata contabilizzazione dei relativi importi a favore della società. In simili circostanze l'autorità ticinese ha reputato di dover in ogni caso obbligare A.A.________ al rimborso degli utili conseguiti con le operazioni speculative, indipendentemente dalla questione di sapere se egli avesse agito a nome e per conto della società, a titolo personale o per conto del consiglio d'amministrazione. La condanna di A.A.________, e per esso dei suoi eredi - hanno aggiunto i giudici - appare inoltre giustificata perché, con il suo comportamento, egli ha gravemente violato l'obbligo di fedeltà (accresciuto) che gli incombeva in virtù della carica dirigenziale da lui rivestita in seno alla società. Respinta l'eccezione di prescrizione, l'autorità ticinese ha infine accolto l'obiezione concernente il tasso d'interesse, riconosciuto solamente nella misura del tasso legale del 5%.