Citation: 8C_421/2020 E. 4.2

4.2. La ricorrente contesta innanzitutto l'arbitrio nell'applicazione per analogia dell'art. 25 cpv. 2 LPGA alla fattispecie. A suo dire l'art. 36 Laps/TI sarebbe una disposizione speciale di esclusiva applicazione, secondo cui il diritto alla restituzione sarebbe già prescritto. In seguito, la ricorrente contesta l'adempimento degli elementi soggettivi ed oggettivi del reato di truffa secondo l'art. 146 CP, nonché la sua inapplicabilità in quanto norma meno favorevole all'autore, riferendosi in particolar modo all'art. 148a CP e all'applicazione dell'art. 2 CP. Non ci sarebbe stato alcun inganno astuto poiché, a suo dire, secondo la giurisprudenza, un formulario d'informazione standardizzato non riveste il carattere di un invito esplicito a chiarire la propria situazione patrimoniale e, nell'ipotesi contraria, la violazione dell'obbligo legale di comunicare ogni modifica risulterebbe punibile soltanto con le disposizioni penali speciali relative alle leggi sulle assicurazioni sociali. La ricorrente non avrebbe inoltre agito intenzionalmente poiché indotta in errore dal padre, ignorando l'esito della compravendita e non avendo a disposizione alcun documento attestante la proprietà. L'autodenuncia, avvenuta non appena in possesso di tali documenti, escluderebbe l'intenzione di truffare la Cassa. Sulla base di queste circostanze, incolpare la ricorrente del reato di truffa sarebbe lesivo delle garanzie di tutela di accertare i fatti in modo completo e oltre ogni ragionevole dubbio, nonché del principio di innocenza.