Citation: 6B_767/2018 E. 4.1

4.1. Giusta l'art. 52 CP, l'autorità competente prescinde segnatamente dalla punizione se la colpa e le conseguenze del fatto sono di lieve entità (v. al riguardo DTF 135 IV 130; 139 IV 220). Nella fattispecie la CARP ha considerato che non vi era spazio per prescindere dalla pena secondo questa norma, perché né la colpa della ricorrente né le conseguenze del suo agire risultano trascurabili. Falsificando i certificati fiscali, infatti, l'insorgente mirava a procurare alla società, che di fatto dirigeva, un vantaggio economico di non poco conto, evitandole di essere esclusa da gare di appalto a cui aveva partecipato. L'insorgente non si confronta con questa argomentazione e nemmeno spiega perché sia la sua colpa sia le conseguenze del reato dovrebbero invece essere considerate di lieve entità. La sua motivazione in parte si pone inammissibilmente in urto con i fatti accertati (come quando ribadisce di non aver agito con l'intento di migliorare la situazione della ditta) e in parte si fonda su considerazioni generali (come il fatto che qualsiasi società confrontata con una situazione simile a quella di B.________SA non sarebbe riuscita a far fronte, nei normali termini di scadenza, agli importi richiesti con decisioni di tassazione relative a tre anni), considerazioni che non relativizzano né la colpa della ricorrente né le conseguenze del reato. Nonostante l'esistenza di attenuanti, la CARP non ha ritenuto che la colpa della ricorrente fosse di poca importanza al punto da rendere una punizione priva di senso giusta l'art. 52 CP. Rielencare in questa sede le attenuanti non basta a sostanziare una violazione del diritto federale. Peraltro, se questi elementi possono incidere sull'entità della colpa, l'insorgente non adduce alcuna ragione per dimostrare che le conseguenze del fatto siano in realtà anch'esse di lieve entità, ulteriore presupposto per l'impunità secondo l'art. 52 CP. Non si giustifica quindi attardarsi oltre sulla questione.