Citation: BGE 150 IV 10 E. 4.7.1

La Corte di appello ha constatato l'assenza agli atti di elementi che inducano a ritenere che l'insorgente avesse delle ragioni BGE 150 IV 10 S. 26 sufficienti per credere alla liceità del suo agire. Costituisce infatti un fatto notorio che non possano essere diffuse rappresentazioni di atti di cruda violenza e la dignità umana come pure l'integrità fisica, lese da tali atti, sono dei valori fondamentali non solo alle nostre latitudini, ma anche a livello globale. L'insorgente, continua l'autorità precedente, aveva piena consapevolezza della cruda violenza mostrata nei filmati condivisi. Essa ha inoltre osservato che la condivisione di questi filmati non era suscettibile di realizzare il proposito di opporsi alla violenza, opposizione impostagli dalla sua fede. Per la Corte di appello, una persona coscienziosa e di buon senso e contraria alla violenza mai avrebbe condiviso sul proprio profilo Facebook filmati di questa natura. Il ricorrente ha certamente realizzato che la condivisione di filmati di cruda violenza era contraria alle regole generalmente ammesse nella nostra società. I giudici precedenti hanno quindi negato la sussistenza di qualsiasi errore sull'illiceità, avendo l'insorgente agito con coscienza del carattere illecito dei propri atti.