Citation: 5A_977/2021 E. 2.2

2.2. Nel caso concreto, la Corte cantonale ha osservato che in sede di appello la moglie aveva ammesso di non avere quantificato nel suo memoriale di risposta la sua pretesa in liquidazione del regime matrimoniale " né in conformità con l'art. 84 cpv. 2 CPC né indicando un valore minimo provvisorio secondo l'art. 85 cpv. 1 CPC ". Formulata all'inizio della procedura di divorzio, quando ancora difettavano gli elementi necessari per quantificarla, la conclusione volta a ottenere " la metà dell'importo relativo al valore di beni immobili e liquidità, come da risultanze delle perizie " era comunque ammissibile in virtù dell'art. 85 cpv. 1 CPC, ma la moglie avrebbe dovuto precisarla non appena possibile, conformemente all'art. 85 cpv. 2 CPC. I Giudici cantonali hanno invece constatato che ella, alla ricezione dell'ultima perizia sul valore degli acquisti del marito, non aveva reagito e che il suo memoriale conclusivo, il quale in effetti conteneva una proposta di giudizio cifrata, era stato estromesso dall'incarto siccome tardivo. Secondo la Corte cantonale, nemmeno dalla motivazione del memoriale di risposta, preso in considerazione in virtù dell'art. 234 cpv. 1 CPC, si poteva desumere quanto la moglie desiderasse ottenere. È vero che ella aveva indicato che " (o) ltre ai cospicui redditi conseguiti da parte istante (...), occorre tenere in doverosa considerazione anche l'esistenza di un cospicuo patrimonio da quest'ultimo costituito in costanza di matrimonio comprendente, come da sua stessa allegazione (cfr. doc. 7 allegato di osservazioni inc. n. SO.2011.401 della Pretura di Bellinzona), beni immobiliari e liquidità per un totale complessivo apparente di fr. 3'090'501.--. Poiché, a seguito dello scioglimento del regime matrimoniale, la metà di tale patrimonio spetterà alla sig. C.________, risulta assolutamente indispensabile procedere a dettagliate perizie che possano comprovare l'effettivo valore dei beni immobili e delle azioni, obbligazioni e partecipazioni azionarie detenute da parte dell'istante, così da fugare ogni possibile dubbio o contestazione al riguardo", ma l'indicazione dell'importo di fr. 3'090'501.-- era volta a giustificare la richiesta di perizie per accertare "l'effettivo valore" degli immobili e delle liquidità. Quanto la moglie chiedeva era pertanto la metà del valore effettivo del "cospicuo patrimonio" del marito, da accertare peritalmente, e non la metà del valore "apparente" indicato dal marito nella procedura a tutela dell'unione coniugale. Per i Giudici cantonali, la moglie non poteva insomma pretendere di aver chiesto il versamento della metà di fr. 3'090'501.--, già per il fatto che di tale quantificazione essa medesima dubitava, al punto da sollecitare l'assunzione di perizie. Secondo la Corte cantonale, il Pretore aggiunto poteva quindi, senza cadere nel formalismo eccessivo, ritenere inammissibile la pretesa della moglie in liquidazione del regime dei beni siccome non debitamente quantificata.