Citation: 4A_15/2023 E. 3.2.1

3.2.1. Un arbitro deve, alla stregua di un giudice statale, presentare sufficienti garanzie di indipendenza e imparzialità. Il mancato rispetto di tale regola conduce a una nomina irregolare nel senso dell'art. 190 cpv. 2 lett. a LDIP. Per stabilire se un arbitro offra tali garanzie occorre riferirsi ai principi costituzionali sviluppati per i tribunali statali, senza però dimenticare le specificità dell'arbitrato, soprattutto nell'ambito dell'arbitrato internazionale (DTF 142 III 521 consid. 3.1.1 pag. 536, con rinvii). La garanzia di un giudice indipendente e imparziale sgorgante dall'art. 30 cpv. 1 Cost. permette di chiedere la ricusa di un giudice la cui situazione o il comportamento sono di natura tale da far sorgere dubbi sulla sua imparzialità. Essa ha per scopo di evitare che circostanze estranee alla causa possano influenzare a favore o a scapito di una parte il giudizio. La garanzia in discussione è violata quando in base ad un esame oggettivo sussistano circostanze concrete idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità. Le impressioni soggettive di una parte non sono però decisive. Occorre che, secondo un apprezzamento oggettivo, le circostanze creino l'apparenza oggettiva della prevenzione e facciano temere un'attività parziale (DTF 142 III 521 consid. 3.1.1 pag. 536). L'imparzialità soggettiva - che viene presunta fino a prova del contrario - garantisce che la controversia sia giudicata indipendentemente dalla persona. L'imparzialità oggettiva tende invece ad evitare la partecipazione dello stesso magistrato a diversi titoli nella medesima causa e a garantire l'indipendenza del giudice nei confronti di tutte le parti (DTF 142 III 521 consid. 3.1.1 pag. 536).