Citation: 1P.756/2006 23.01.2007 E. 1

1.2 Il Tribunale federale esamina d'ufficio l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 132 I 140 consid. 1.1). 1.3 Fondato sulla pretesa violazione del diritto edilizio cantonale e di procedura, presentato in tempo utile dal proprietario del fondo oggetto del contestato provvedimento e diretto contro una decisione emanata da un'autorità di ultima istanza cantonale, il rimedio esperito è per principio ammissibile sotto il profilo degli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86, 88 e 89 OG. 1.4 La ricevibilità del ricorso appare per contro problematica rispetto ai requisiti posti dall'art. 87 OG, norma sulla quale il ricorrente non si esprime. 1.4.1 Secondo detta norma, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile contro le decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente dal merito soltanto se le stesse riguardano la competenza o le domande di ricusazione (cpv. 1), rispettivamente se possono cagionare un pregiudizio irreparabile (cpv. 2). Se non adempiono questi presupposti, le decisioni pregiudiziali o incidentali possono essere impugnate soltanto mediante ricorso contro la decisione finale (cpv. 3). Per costante giurisprudenza, una decisione è finale se pone termine alla lite, fatte salve eventuali possibilità d'impugnazione ad autorità di giudizio superiori; poco importa che la decisione sia fondata su ragioni di merito oppure su motivi procedurali. Sono per contro incidentali le decisioni che riguardano soltanto una fase del procedimento, assumendo una funzione strumentale rispetto alla pronuncia destinata a concludere la vertenza; pure queste decisioni possono avere indifferentemente per oggetto una questione formale o materiale, giudicata anteriormente alla decisione finale (DTF 129 I 313 consid. 3.2, 129 III 107 consid. 1.2.1, 128 I 215 consid. 2). Un pregiudizio è poi irreparabile, nel senso dell'art. 87 OG, quando è suscettibile di provocare un danno che una decisione favorevole nel merito non permetterebbe di eliminare completamente. Tale danno deve inoltre essere di carattere giuridico. Il prolungamento della procedura o un suo conseguente maggior costo non rappresentano un danno di natura irreparabile, poiché non si tratta di pregiudizi di natura giuridica (DTF 131 I 57 consid. 1, 127 I 92 consid. 1c, 123 I 325 consid. 3c; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 341 segg.). 1.4.2 In concreto, la Corte cantonale ha confermato la decisione del Municipio del 17 ottobre 2005, con la quale è stata ordinata la sospensione dei lavori e imposto al ricorrente di presentare una domanda di costruzione a posteriori. Ora, il contestato ordine di inoltrare una domanda di costruzione in sanatoria non risolve di per sé il quesito determinante cui è connesso, ovvero quello della compatibilità o meno del previsto prolungamento della tettoia per rapporto ai disposti pianificatori applicabili. Tale ordine implica unicamente l'esigenza di dare avvio a una procedura formale che, con la collaborazione del proprietario, permetta di verificare compiutamente proprio gli aspetti di legittimità materiale dell'intervento litigioso avversato dai vicini, che si risolverà nel rilascio o nel diniego della licenza edilizia (sentenza 1P.206/1992 del 27 novembre 1992, apparsa in RDAT I-1994 n. 58, consid. 2c; Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, n. 1265). Nelle sue osservazioni al gravame il Comune rileva, rettamente, che si è in presenza di una decisione incidentale e non finale. Esso sottolinea inoltre la possibilità di concedere a determinate condizioni deroghe alle distanze dal confine, che devono tuttavia essere chieste dal proprietario; circostanza non realizzata nel caso in esame. 1.4.3 Come questo Tribunale ha già avuto modo di statuire, il gravame è quindi diretto contro una sentenza che concerne una decisione comunale di natura interlocutoria. Un simile giudizio, riferito ad un aspetto parziale che non pone fine alla controversia, non costituisce una decisione finale ai sensi dell'art. 87 OG, né appare suscettibile di cagionare un pregiudizio irreparabile di natura giuridica (sentenze 1P.717/2004 del 12 agosto 2005 apparsa in RtiD I-2006 n. 34; 1A.72/2000 del 30 novembre 2000, consid. 3b/bb-cc). Contro un'eventuale decisione dell'ultima istanza cantonale, che dovesse negare definitivamente la licenza edilizia o comunque risultare sfavorevole al ricorrente, egli potrà se del caso riproporre le odierne censure nell'ambito di un nuovo ricorso al Tribunale federale. Questa conclusione si giustifica anche in considerazione delle finalità dell'art. 87 OG, che è stato adottato per esigenze di economia processuale e che mira ad evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima procedura, dovendosi piuttosto esprimere con un'unica decisione sul complesso della vertenza (DTF 128 I 177 consid. 1.1, 123 I 325 consid. 3b, 122 I 39 consid. 1a/aa, 117 Ia 251 consid. 1b). Ciò permette altresì alle parti di comprendere la portata e gli effetti del procedimento nella sua globalità, prima di decidere se presentare un ricorso di diritto pubblico. La possibilità di impugnare ogni decisione parziale relativa ad una questione di merito, mediante un ricorso di diritto pubblico separato, implicherebbe un aumento dei gravami, che disattenderebbe sia il principio di economia processuale sia l'interesse stesso delle parti (DTF 123 I 325 consid. 3b, 117 Ia 88 consid. 3b).