Citation: 4A_355/2018 E. 6.1

6.1. Dopo il fallimento della società anonima, l'azione di responsabilità spetta in primo luogo alla massa dei creditori, che l'esercita tramite l'amministrazione del fallimento. Il singolo creditore, che non riesce a incassare il proprio credito a causa dell'insolvenza della società, subisce un danno indiretto, che è il riflesso del pregiudizio arrecato alla società (cfr. DTF 141 III 112 consid. 5.2.2 pag. 117). Egli può promuovere l'azione di responsabilità solo se l'amministrazione fallimentare rinuncia all'azione sociale. Tuttavia, che lo faccia grazie alla facoltà concessagli direttamente dall'art. 757 cpv. 1 e 2 CO oppure quale cessionario secondo l'art. 260 LEF, egli non diviene titolare della pretesa di risarcimento, che continua ad appartenere alla massa fallimentare; il creditore cessionario agisce in nome proprio, a suo rischio e pericolo al posto della massa, ma oggetto dell'azione rimane il danno subito dalla società fallita, non il suo pregiudizio individuale (DTF 132 III 342 consid. 2.2 e 2.3.3; sentenze 4A_597/2016 del 22 gennaio 2018 consid. 3.1; 5A_879/2017 del 13 dicembre 2017 consid. 3 e 4.2; 4A_384/2016 del 1° febbraio 2017 consid. 2.1.2).