Citation: 5P.49/2005 22.08.2005 E. 3

3.1 La Corte cantonale ha richiamato l'art. 664 CC e ha indicato che giusta l'art. 119 LICC le acque, le strade, le piazze, che comprovatamente non sono di proprietà privata, sono destinate all'uso pubblico (cpv. 1) e che esse si considerano proprietà del comune politico sul cui territorio si trovano, salvo le strade appartenenti allo Stato (cpv. 2). Sempre in base al diritto cantonale, ognuno può usare liberamente le cose destinate all'uso pubblico nei limiti delle norme vigenti (art. 120 cpv. 1 LICC) e fintanto che queste cose servono a tale uso non si possono acquistare su di esse diritti particolari di godimento di fronte all'ente pubblico, se non in virtù di concessioni; l'occupazione e la prescrizione acquisitiva sono escluse (art. 120 cpv. 2 LICC). I giudici cantonali hanno reputato che l'art. 119 cpv. 2 LICC contiene, con riferimento alla proprietà della contesa particella stradale, una presunzione a favore del Comune politico e che nella fattispecie, visto l'uso pubblico da tempo immemorabile di tale fondo, sono pure dati i presupposti per applicare tale presunzione. 3.2 I ricorrenti non invocano la garanzia della proprietà (art. 26 Cost.), né contestano la sentenza impugnata laddove questa indica che giusta il diritto cantonale sussiste per il caso in esame una presunzione in favore della proprietà del Comune politico. Essi sostengono però che la Corte cantonale sia caduta nell'arbitrio ritenendo date le premesse per poter applicare tale presunzione, atteso che in concreto non sarebbe segnatamente stato dimostrato l'uso pubblico della cosa.