Citation: H 316/03 02.05.2005 E. 3

In concreto, la Corte cantonale ha condannato il ricorrente - nella sua qualità di ex membro del consiglio di amministrazione ed ex direttore della fallita P.________ SA - al risarcimento di fr. 335'047.05, pari agli oneri sociali rimasti impagati per il periodo 1996/97, in particolare per aver omesso, pur essendo a conoscenza della situazione della società almeno dal luglio 1996, di informarsi con regolarità sull'andamento finanziario dell'azienda, contravvenendo in tal modo agli obblighi di diligenza richiesti ad un organo di una società anonima. 3.1 L'insorgente contesta il giudizio cantonale sia dal profilo formale che da quello materiale. Eccepisce, in primo luogo, una violazione del suo diritto di essere sentito rimproverando, in sostanza, ai primi giudici di aver rifiutato l'assunzione del teste B.________ e di non aver sospeso la procedura in attesa della conclusione del procedimento penale. 3.2 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Se però gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 3.3 Ora, in merito all'audizione del teste B.________, contabile di G._________, si rileva che non occorre prevalersi della sua testimonianza per accertare un elemento ch'egli ha già espresso in termini chiari e incontrovertibili con scritto 9 maggio 2003. B.________ in tale atto nulla apporta di nuovo riguardo a quanto sempre sostenuto dal ricorrente, ossia che quest'ultimo si era informato presso la Cassa per sapere come tutelarsi - per non incorrere in una eventuale responsabilità insita nella funzione di organo formale di una società anonima - prima di accettare d'entrare nel consiglio di amministrazione della P.________ SA. La testimonianza di B.________ non potrebbe precisare niente di più di quanto egli ha scritto, atteso che non ha assistito personalmente alla conversazione dell'insorgente con i funzionari dell'amministrazione, ma riporta solo quanto riferitogli dal suo datore di lavoro. Si tratta quindi di una esposizione senza alcuna efficacia probatoria sul contenuto di un colloquio telefonico svoltosi tra l'insorgente e i funzionari della Cassa. L'apprezzamento anticipato delle prove, come operato dai primi giudici con il rifiuto di accedere alla testimonianza richiesta, appare giustificato, fondandosi su fatti già desumibili dalla documentazione agli atti. Non esiste spazio alcuno per censure riferite a pretese violazioni del diritto di essere sentito. Non va infatti dimenticato che dalla testimonianza dei due funzionari dell'amministrazione (I.________ e D.________), espressamente richiesta da questa Corte nella sentenza di rinvio del 5 marzo 2003, emerge che gli stessi non ricordano di aver incontrato o comunicato con il ricorrente nell'ambito della loro attività professionale, pur non potendo tuttavia escluderlo. Con l'audizione dei testi citati il ricorrente, benché abbia avuto la possibilità di confrontarsi con gli stessi, non è riuscito a provare - come lo impone l'onere probatorio giusta l'art. 8 CC, secondo cui chi vuol dedurre un diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve dimostrarlo - di aver ricevuto una risposta nel senso da lui intesa, ossia che non vi sarebbe responsabilità ai sensi dell'art. 52 LAVS se un organo formale di una società anonima ottiene una dichiarazione dagli altri membri del consiglio di amministrazione. Per tutelarsi correttamente da qualsivoglia rischio il ricorrente - tanto più che era già stato coinvolto in una simile situazione nel 1993 - avrebbe dovuto chiederne conferma a persona cognita del diritto o più semplicemente avrebbe potuto e dovuto confermare con lettera raccomandata al funzionario con cui aveva parlato, esplicitando il senso da lui inteso. Ne consegue che la mancata audizione di B.________ non lede il diritto di essere sentito dell'insorgente. 3.4 Per quanto concerne la sospensione in attesa dell'esito del procedimento penale, richiesta per non "rovinare finanziariamente una persona che ha solo cercato di salvare 70 posti di lavoro", in occasione della sentenza 5 marzo 2003 questa Corte già aveva indicato che in linea di principio non occorreva sospendere la procedura giusta l'art. 52 LAVS in attesa delle conclusioni della vertenza penale, visto che i parametri di valutazione sono diversi nei due ambiti del diritto. Il ricorrente ravvisa una violazione del diritto di essere sentito per il fatto che senza giudizio penale - che accerti l'agire fraudolento di altre persone, che avrebbero falsificato documenti sociali e sottratto fondi, nascondendogli la reale situazione economica della P.________ SA - non può dimostrare che il dissesto finanziario della società è riconducibile al preteso agire truffaldino di E.________ e C.________. Al riguardo si rileva che non occorre attendere il giudizio penale per definire le responsabilità secondo l'art. 52 LAVS: quand'anche i prelievi indebiti, predisposti da E.________ e firmati anche da C.________, fossero stati effettuati all'insaputa del ricorrente, quest'ultimo ha comunque omesso in tutta evidenza di attuare gli accorgimenti e le verifiche richiesti a un organo formale di una società anonima. Un controllo costante dei flussi finanziari, tale da consentire di subito evidenziare prelevamenti ingenti e sospetti, è stato tralasciato. Certo, l'interessato si sentiva protetto dalla dichiarazione 10 ottobre 1995 di C.________ e E.________, che lo esoneravano da qualsiasi responsabilità giuridica, finanziaria e amministrativa, in particolar modo per l'eventuale mancato pagamento degli oneri sociali. Egli non si è tuttavia avveduto della portata solo interna di siffatta liberatoria. Il ricorrente censura altresì che il rifiuto della Corte cantonale di sospendere la procedura non sarebbe (sufficientemente) motivato. Orbene, se è vero che i primi giudici si limitano al richiamo di un considerando della sentenza di rinvio di questa Corte, senza evidenziare gli elementi fattuali che ne possono essere sottesi, da siffatta carenza non deriva comunque nel caso di specie qualsivoglia pregiudizio all'interessato, che ha dimostrato di essere in grado di far valere i propri diritti in sede ricorsuale, asseverando in sostanza di essere stato vittima di prelevamenti truffaldini. Di conseguenza, anche in merito alla mancata sospensione della procedura amministrativa in attesa dell'esito della vertenza penale non sussiste alcuna violazione del diritto di essere sentito dell'insorgente.