Citation: 5A_305/2010 27.12.2010 E. 3

3.1 Secondo il Pretore, donando al figlio un immobile locativo sito a Ligornetto, il qui ricorrente ha modificato in modo irrevocabile, duraturo e rilevante il proprio reddito, seppure con un'operazione che denota l'intenzione di sottrarre sostanza alle conseguenze economiche risultanti dallo scioglimento del matrimonio. Esaminando l'appello della qui opponente, la Corte cantonale ha dapprima ritenuto che non sono dati i presupposti per scostarsi dalla disciplina prevista dall'art. 163 CC ed applicare - come invece proposto dall'appellante - l'art. 129 CC. Ha poi lasciato aperta la questione a sapere se il qui ricorrente abbia donato il menzionato immobile di Ligornetto per pregiudicare le spettanze dell'ex coniuge, perché dall'istruttoria condotta in appello nella causa principale risulta che egli occupa da solo una casa a Castel San Pietro e che dei 18 appartamenti di uno stabile di Chiasso, di cui ha mantenuto l'usufrutto, solo 14 sono locati. I Giudici cantonali hanno quindi ritenuto che si possa da lui esigere il trasferimento in uno degli appartamenti sfitti, che già occupava nei primi anni di separazione, dando in locazione gli altri tre appartamenti vuoti e l'abitazione attualmente occupata. Essi hanno poi aggiunto - con riferimento alla pretesa violazione del principio dispositivo sollevata dal qui ricorrente - che la qui opponente, contestando integralmente la riduzione dei redditi fatta valere dall'ex coniuge, ha "disposto" dei suoi diritti e che in ogni caso sapere se possa essere ragionevolmente imputato un reddito ipotetico alle parti è una questione di diritto. 3.2 Il ricorrente sostiene che l'opponente non avrebbe in alcun modo contestato "l'accertamento del Pretore, secondo cui il computo di un reddito ipotetico all'istante era escluso" o affermato che egli potrebbe conseguire un reddito più elevato. Per questo motivo ritiene che, esaminando le sue potenzialità di reddito, i giudici cantonali avrebbero disatteso - in modo arbitrario - la massima dispositiva e il principio attitatorio. La Corte cantonale sarebbe pure caduta nell'arbitrio e avrebbe violato il suo diritto di essere sentito, quando ha indicato che egli avrebbe avuto la possibilità di esprimersi sulla questione del reddito ipotetico che può essere conseguito dalla sua sostanza. 3.3 Giova innanzi tutto rilevare che l'opponente si era opposta in sede pretorile a una riduzione del proprio contributo alimentare e ha appellato la decisione del giudice di primo grado. Ne segue che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, non vi è manifestamente stata alcuna violazione del principio dispositivo, atteso che - come rilevato dalla Corte cantonale - l'opponente ha disposto - rivendicandolo - del suo diritto a un contributo alimentare. Infatti, il principio dispositivo impedisce ad un'autorità giudiziaria di statuire se non viene adita dalle parti o di dare più o altro di quanto è stato chiesto (cfr. MAX GULDENER, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 1979, 3a ed., pag. 148), eventualità che non si verificano in concreto. Il ricorrente - che insiste citando le osservazioni della controparte al proprio appello - pare pure dimenticare l'appello dell'opponente quando afferma che questa non avrebbe mai sostenuto che gli si potesse imputare un reddito ipotetico: l'opponente, nel suo rimedio cantonale, si era infatti lamentata che non fosse stato computato alcun reddito ipotetico a carico dell'ex marito (appello pag. 6). Se tale doglianza soddisfi i requisiti di motivazione per un appello previsti dal diritto processuale cantonale è una questione che, in assenza di una qualsiasi argomentazione ricorsuale conforme ai requisiti di motivazione posti dall'art. 106 cpv. 2 LTF, non dev'essere esaminata in concreto (v. sulle esigenze di motivazione di un ricorso soggetto alle limitazioni dell'art. 98 LTF, supra consid. 2). Altrettanto infondata risulta l'argomentazione ricorsuale attinente ad una violazione del diritto di essere sentito: il ricorrente medesimo indica che il Pretore aveva esaminato la possibilità - negandola - di imputargli un reddito ipotetico e, come appena osservato, l'opponente si era lamentata della mancata considerazione di un tale reddito con il suo appello. Non si tratta quindi - come afferma invece il ricorrente - di una questione inaspettata sulla quale la Corte di appello avrebbe dovuto espressamente dargli l'opportunità di pronunciarsi: il ricorrente aveva la possibilità, segnatamente nelle osservazioni all'appello avversario, di esprimersi sulla questione innanzi all'ultima istanza cantonale e quest'ultima poteva esaminare liberamente le prove agli atti.