Citation: 6F_25/2018 E. 3.2

3.2. L'art. 123 cpv. 2 lett. b LTF consente di chiedere la revisione di una sentenza del Tribunale federale, in materia penale, se sono adempiute le condizioni di cui segnatamente all'art. 410 cpv. 1 lett. a CPP. Giusta questa norma, la revisione può essere domandata in presenza di nuovi fatti o nuovi mezzi di prova anteriori alla decisione e tali da comportare in particolare l'assoluzione oppure una punizione notevolmente più mite. Secondo la giurisprudenza, la revisione, per fatti o elementi di prova nuovi, di una sentenza del Tribunale federale resa in materia penale è possibile solo laddove, nel precedente procedimento, il Tribunale federale non soltanto abbia modificato la decisione che gli era deferita, ma ne abbia anche modificato l'accertamento dei fatti sulla base dell'art. 105 cpv. 2 LTF. Rimangono riservati i fatti determinanti relativi all'ammissibilità del ricorso, che dovevano essere delucidati d'ufficio. Negli altri casi, i fatti o gli elementi di prova nuovi devono essere addotti con una domanda di revisione dinanzi all'autorità cantonale (DTF 134 IV 48 consid. 1.3 segg.; sentenze 6F_8/2018 del 22 maggio 2018 consid. 3.2 e 6F_31/2016 del 14 dicembre 2017 consid. 1.3 e rinvii). Orbene, nella sentenza 6B_620/2017 del 6 novembre 2017, il Tribunale federale non ha riformato la decisione della CARP oggetto della precedente impugnativa e nemmeno ha rettificato o completato l'accertamento dei fatti alla base del giudizio cantonale. Del resto l'istante non pretende il contrario, riconoscendo che questo Tribunale ha "recepito al considerando 5 della sentenza quanto avrebbe accertato la CARP" e precisando che l'accertamento dei fatti effettuato in sede cantonale è stato ritenuto "insindacabile, in quanto non arbitrario". In tali circostanze, la domanda di revisione presentata in questa sede è inammissibile.