Citation: 1P.549/2000 03.10.2000 E. 5

5.- Il ricorrente sostiene invero che un magistrato straordinario così designato, scelto tra gli avvocati che esercitano la libera professione, attività ch'egli continua a svolgere, non offrirebbe per nulla la garanzia che il principio della imparzialità sia rispettato. Egli non indica però in base a quali più dettagliate e pertinenti circostanze il Procuratore straordinario prescelto non offrirebbe simile garanzia. a) Innanzitutto, il fatto che quest'ultimo è stato designato con risoluzione governativa non è sufficiente a fondare il sospetto di dipendenza e di parzialità (DTF 122 IV 8 consid. 2b pag. 13 seg. ; sentenza dell'8 agosto 1994 in re S., pubblicata parzialmente in RDAT I-1995, n. 45 pag. 109 e segg. , in particolare consid. 3b pag. 112; sentenza del 21 maggio 1997 della Commissione europea dei diritti dell'uomo in re L'Ocelot SA c. Svizzera, pubblicata parzialmente in GAAC 1998 n. 99 pag. 924 e segg.). Quanto alla professione di avvocato e alla funzione di notaio, che il Procuratore pubblico straordinario continua a svolgere accanto alla mansione ufficiale assegnatagli, non si tratta di un fattore contrario al precetto dell'indipendenza e dell'imparzialità, o idoneo a comprometterle: le critiche che il ricorrente solleva al riguardo sono generiche e contrastano peraltro con la consolidata prassi per cui giudici supplenti o membri di autorità giudicanti sono spesso scelti all'interno della libera professione, tra avvocati che continuano a esercitarla (DTF 124 I 121 consid. 3a pag. 123 seg. ; Robert Hauser/Erhard Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, Basilea, 4a ed. 1999, § 23 n. 5a, pag. 83). Quanto al clamore mediatico suscitato dalla vicenda, esso è estraneo alla persona chiamata a istruirla, né si vede come il prescelto Procuratore pubblico straordinario sia sottoposto a pressioni e condizionamenti - comunque inammissibili sempre - cui sfuggano i magistrati ordinari. L'accresciuto interesse da parte dei mezzi pubblici di informazione e del pubblico non basta a fondare un dubbio di parzialità, ammissibile soltanto se suffragato da circostanze particolari, atte a dimostrare l'influsso della campagna mediatica sul magistrato (DTF 116 Ia 14 consid. 7b; Karl Spühler, Gefährdung der richterlichen Unabhängigkeit und Unparteilichkeit durch die Massenmedien, in: SJZ 86/1990 pag. 349 segg. ; Franz Zeller, Zwischen Vorverurteilung und Justizkritik: verfassungsrechtliche Aspekte von Medienberichten über hängige Gerichtsverfahren, tesi, Berna 1998, pag. 111 segg. ; sul comportamento della stampa cfr. anche DTF 116 IV 31 consid. 5a e b). b) I tribunali d'eccezione sono vietati (art. 30 cpv. 1 seconda frase Cost. , art. 6 n. 1 CEDU, art. 10 cpv. 1 seconda frase Cost. /TI), i processi non devono venire istituiti "ad hoc" o "ad personam", né i giudici essere designati in modo arbitrario (Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, Berna 2000, vol. II, n. 1230 pag. 589). Nel presente caso, contrariamente all'opinione del ricorrente, che cita i suesposti autori, non si è dinanzi a un tribunale d'eccezione nel senso bandito dalle norme costituzionali e convenzionali. Il magistrato straordinario è stato designato sì per una determinata procedura e per un singolo e preciso caso: però sulla base di una norma prevista dall'ordinamento pubblico giudiziario ticinese, non al di fuori della legge (DTF 117 Ia 378 consid. 4b, 113 Ia 412 consid. 5a). Lo scopo del divieto dei tribunali d'eccezione, discendente dalla garanzia del giudice previsto dalla legge e nominato in modo conforme alle sue regole, è di evitare che, per motivi extragiudiziari, venga costituito un tribunale "ad hoc", nell' aspettativa di un determinato giudizio (vedi Peter Bischofberger, Die Verfahrensgarantien der Europäischen Konvention zum Schutze der Menschenrechte und Grundfreiheiten (Art. 5 und 6) in ihrer Einwirkung auf das schweizerische Strafprozessrecht, tesi Zurigo 1972, pag. 81 in alto; vedi pure Villiger, op. cit. , n. 414 pag. 261/262). Non è, questo, il caso realizzato nella fattispecie, né il ricorrente pretende che lo sia.