Citation: 1C_439/2014 E. 2.4

2.4. La ricorrente fa poi riferimento alla "volontà politica" dell'autorità comunale, che avrebbe sempre inteso mantenere sul proprio territorio, e quindi anche nel comprensorio del piano particolareggiato del Gran Hotel (PP1), la più ampia libertà in materia di residenze secondarie. Si tratta tuttavia di argomentazioni appellatorie, che fanno astrazione dall'entrata in vigore delle disposizioni costituzionali concernenti la limitazione delle abitazioni secondarie (art. 75b e art. 197 n. 9 Cost.; DTF 139 II 243). Spettava piuttosto alla ricorrente confrontarsi con il considerando n. 5 del giudizio impugnato, in cui la Corte cantonale ha esposto in modo articolato l'applicabilità della nuova normativa alla fattispecie, spiegando perché tali considerazioni violerebbero il diritto. Il gravame è parimenti inammissibile laddove la ricorrente solleva dubbi riguardo alla possibilità per la Corte cantonale di negare la licenza edilizia sulla base di motivi concernenti la limitazione delle abitazioni secondarie, non sollevati dagli opponenti. Disattende infatti che la censura di violazione dell'art. 75b Cost. è stata espressamente sollevata dagli opponenti sia dinanzi al Consiglio di Stato sia dinanzi alla Corte cantonale medesima, la quale era peraltro tenuta ad applicare d'ufficio il diritto (cfr. art. 18 cpv. 1 della previgente legge di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966; BORGHI/CORTI, Compendio di procedura amministrativa ticinese, 1997, pag. 90).