Citation: 2A.228/2000 09.08.2000 E. C

C.- Con decisione del 17 febbraio 2000, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha rifiutato a A.________ il permesso di dimora, adducendo che le condizioni imposte con la decisione governativa del 15 dicembre 1998 non erano più adempiute a seguito delle condanne subite nel frattempo. Gli ha quindi ordinato di lasciare il territorio cantonale entro il 15 marzo 2000, termine poi prorogato dapprima al 31 maggio 2000, quindi al 31 luglio 2000. Adito da A.________ il 29 febbraio 2000, il Consiglio di Stato ne ha respinto il gravame il 29 marzo 2000. Ha dapprima osservato che il caso specifico concerneva solo il mancato rilascio del permesso di dimora annuale e non un'espulsione o un rimpatrio, quest'ultimo tema essendo stato infatti oggetto della propria risoluzione del 15 dicembre 1998, cresciuta in giudicato. In sostanza ha rimproverato all'interessato di aver continuato a delinquere, interessando i servizi di polizia e giudiziari, e quindi di non aver onorato le condizioni impostegli e da lui accettate, benché fosse perfettamente conscio delle conseguenze del mancato rispetto degli impegni assunti. Segnatamente, l'autorità ha richiamato le condanne a pene detentive da lui subite e sancite da quattro decreti d'accusa, del 15 marzo 1999 per contravvenzione alla legislazione federale sugli stupefacenti (fatti avvenuti il 20 e il 22 settembre 1998), del 5 agosto 1999 per ripetuto furto, ricettazione e contravvenzione alla legislazione federale sugli stupefacenti (fatti avvenuti tra il 2 e il 30 luglio 1999), del 6 ottobre 1999 per furto consumato e tentato nonché ripetuta contravvenzione alla legislazione federale sugli stupefacenti (fatti avvenuti tra la fine di agosto e il 24 settembre 1999) e del 7 dicembre 1999 per ripetuto danneggiamento, violazione o minaccia contro le autorità e ubriachezza molesta (fatti avvenuti il 24 novembre 1999). Il Governo ticinese ha quindi concluso per la conformità della decisione impugnata all'art. 4 LDDS, siccome legittima, adeguata alle circostanze e ossequiosa del principio della proporzionalità.