Citation: 9C_360/2008 23.04.2009 E. 6

6.1 Con il ricorso S.________ contesta i dati reddituali posti a fondamento della pronuncia impugnata. In particolare, chiede che il reddito base da invalido sia fissato in fr. 40'202.-, anziché in fr. 55'240.56, come invece stabilito dai primi giudici per l'anno 2000. Fa valere che il riconoscimento di questo importo base (fr. 40'202.-) si imporrebbe in virtù del principio della buona fede, e più in particolare per il fatto che esso corrisponde al dato inizialmente accertato dall'amministrazione nel 2004. Queste considerazioni e gli ingiustificati ritardi di cui si sarebbe resa responsabile l'amministrazione durante l'iter decisionale osterebbero, a mente dell'insorgente, all'applicazione delle nuove regole giurisprudenziali concernenti la determinazione dell'invalidità e prescriventi l'utilizzo della tabella TA1 ISS relativa ai salari nazionali conseguibili nel settore privato. Per il resto, ritiene che il reddito da valido quale asfaltatore debba essere quantificato in fr. 62'478.-, come avrebbe (inizialmente) stabilito l'amministrazione, o quantomeno in fr. 58'214.-, ma in ogni caso non in fr. 55'806.72. Non contestata è per contro la deduzione del 20% riconosciuta dai primi giudici sul reddito ipotetico da invalido per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso (DTF 126 V 75). 6.2 Le regole legali e giurisprudenziali relative al modo di effettuare il confronto dei redditi, comprese quelle riguardanti l'applicazione dei dati statistici dell'ISS, sono questioni di diritto. In questa ottica, la determinazione dei due redditi di confronto costituisce una questione di diritto se si fonda sull'esperienza generale della vita; rappresenta per contro un accertamento di fatto nella misura in cui si fonda su un apprezzamento concreto delle prove. Stabilire se si applicano i salari statistici dell'ISS, quale tabella utilizzare all'interno dell'ISS, rispettivamente se si impongono delle deduzioni in ragione di circostanze particolari (legate all'handicap della persona o ad altri fattori) sono questioni di diritto. Per contro, l'applicazione delle cifre riportate nelle tabelle determinanti dell'ISS è un accertamento di fatto (DTF 132 V 393 consid. 3.2 e 3.3 pag. 398 seg.). 6.3 Per quanto precede, la determinazione dei redditi da valido e da invalido operata dall'istanza precedente sulla base degli atti all'inserto è un accertamento di fatto. Orbene, questo accertamento non lede alcuna norma di diritto federale, né risulta da un accertamento manifestamente errato o incompleto dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove. 6.3.1 Innanzitutto si osserva che a giusta ragione il Tribunale amministrativo federale, per la valutazione del reddito ipotetico da invalido si è scostato dai dati che erano stati ritenuti dall'amministrazione nel 2004 e ancora nel gennaio 2006 sulla base dei valori salariali regionali, non più utilizzabili secondo la più recente giurisprudenza federale (cfr. SVR 2007 UV n. 17 pag. 56 [U 75/03]). Vanamente il ricorrente si appella alla tutela della buona fede per invocare un'applicazione della prassi precedente. Egli sembra infatti dimenticare che le decisioni fissanti il reddito da invalido sulla base dei valori regionali sono state annullate nel corso della procedura ordinaria di impugnazione e che pertanto già solo per questo motivo ben difficilmente potevano configurare una valida base di affidamento. Sulla censura del lungo tempo trascorso, va inoltre rilevato come il ricorrente abbia (parzialmente a ragione) contribuito a dilazionare la soluzione della vertenza con continue richieste di complementi istruttori nonché con reiterati invii di attestazioni mediche necessitanti ulteriori approfondimenti. Infine, per potere invocare la tutela della buna fede, l'assicurato, facendo affidamento sull'informazione ricevuta, deve poi avere preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (DTF 131 II 636 consid. 6.1; 129 I 170 consid. 4.1 con riferimenti). Ora, simili disposizioni non sono né invocate né tanto meno sostanziate. 6.3.2 Quanto al reddito da valido, è vero che l'amministrazione lo ha determinato in fr. 62'478.-, ma ciò con riferimento all'anno 2004. Ora, essendo per il raffronto dei redditi determinanti le circostanze esistenti al momento dell'inizio del diritto alla rendita e dovendo i redditi da valido e da invalido essere rilevati sulla medesima base temporale DTF 129 V 222), giustamente il Tribunale amministrativo federale ha contrapposto al guadagno da invalido di fr. 55'240.56, determinato sulla base della tabella TA1 ISS per l'anno 2000, il reddito da valido per lo stesso anno. Il fatto che i primi giudici siano partiti ai fini di questo calcolo dal reddito dichiarato dall'ultimo datore di lavoro nel 1999 (fr. 4'636.66 mensili) e lo abbiano indicizzato all'evoluzione dei salari, non presta il fianco a censura alcuna. Va infatti rammentato al ricorrente che, per giurisprudenza, il reddito senza invalidità dev'essere determinato il più concretamente possibile e di regola sulla base dell'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224). E comunque, anche volendo, per ipotesi, partire dal reddito da valido indicato dal ricorrente per l'anno 2000 (fr. 58'214.-), il risultato non cambierebbe nella sostanza poiché il grado di invalidità non supererebbe, per arrotondamento (DTF 130 V 121), il 54%.