Citation: 4P.270/2004 17.05.2005 E. B

Il 9 gennaio 2002 Y.________ S.r.l. ha adito la Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città onde ottenere la condanna dell'impresa ticinese al versamento del saldo delle sue fatture, pari a fr. 2'189'409.50 (ovvero Lit. 2'736'761'822 al cambio di 0.80 fr./1'000 Lit.), oltre interessi. Eccepita, in primo luogo, l'incompetenza territoriale del giudice adito, X.________ SA ha avversato la petizione adducendo l'insostenibilità delle ore fatturate e la cattiva esecuzione dei lavori, peraltro tempestivamente notificata. Nell'ipotesi dell'accoglimento delle pretese avanzate dalla ditta italiana, la società locarnese ne ha chiesto la compensazione con il danno da lei subito a causa dell'esecuzione difettosa dei lavori sui cantieri di Ansbach e Karlsruhe. Infine, in sede di conclusioni ha aggiunto alla richiesta di reiezione dell'azione una domanda riconvenzionale tendente alla condanna della controparte al pagamento della somma eccedente l'importo compensato fino a concorrenza della propria pretesa risarcitoria e, in via ancora più subordinata, la condanna al versamento di fr. 990'777.60. Una volta respinta, preliminarmente, l'eccezione d'incompetenza, con sentenza 13 agosto 2003 il Pretore ha accolto la petizione limitatamente a fr. 858'757.15, oltre interessi. In primo luogo il giudice ha dichiarato irricevibile la domanda riconvenzionale, siccome tardiva. Rilevato il carattere internazionale della vertenza, sulla scorta dell'art. 117 LDIP egli ha poi stabilito l'applicabilità del diritto italiano alla fattispecie, non avendo le parti operato una scelta di diritto ai sensi dell'art. 116 LDIP. Il Pretore ha quindi esaminato singolarmente le nove fatture presentate dalla ditta italiana, giungendo alla conclusione ch'esse andavano soddisfatte per Lit. 1'073'446'442, pari a fr. 858'757.15. Infine - premesso che giusta l'art. 1667 CCIt gli asseriti difetti avrebbero dovuto venir notificati entro 60 giorni dalla scoperta e non, come in concreto, a più di un anno dalla fine dei lavori - ha respinto la pretesa compensatoria avanzata dall'impresa ticinese, non essendovi alcuna prova in merito all'ammontare del danno.