Citation: 5D_142/2017 E. 2.1

2.1. Il Tribunale di appello, dopo aver preliminarmente ricordato le nozioni di capacità di stare in lite e di rappresentanza processuale e la loro verifica d'ufficio, ha richiamato l'art. 132 cpv. 1 CPC, che conferisce al giudice la facoltà di impartire un termine al rappresentante per sanare vizi della procura; tale facoltà sussisterebbe anche qualora vi fossero dubbi sul contenuto, l'estensione, l'autenticità o l'effettivo conferimento della procura. Il Tribunale di appello ha constatato che C.________ SA ha fatto spiccare un precetto esecutivo nei confronti del ricorrente fondandosi su una procura del 2006. Questa procura era stata effettivamente firmata da un solo membro della creditrice procedente e indicava quale titolo di credito una fattura 27 agosto 2004 e non le cinque sentenze alla base del precetto esecutivo. Ha tuttavia constatato che il precetto esecutivo, non nullo e non impugnato avanti all'autorità di vigilanza, permane valido. La legittimazione dell'avv. Susin per l'inoltro dell'istanza di rigetto dell'opposizione si fonda per contro sulla procura conferitagli da C.________ SA il 5 dicembre 2016, quest'ultima autorizzata a subdelegare la rappresentanza al legale in virtù della procura conferitale dalla B.________ SA nel 2006. Le circostanze del caso specifico portano a interpretare l'intervento processuale dell'avv. Susin siccome avvenuto per conto della B.________ SA in subdelega di C.________ SA. Con specifico riferimento alla propria decisione di impartire un termine alla B.________ SA al fine di attualizzare la procura - decisione fondata sull'art. 132 cpv. 1 CPC -, i Giudici cantonali, rammentati i presupposti di legge, hanno sottolineato la natura abbondanziale della loro richiesta, posto che già la prima procura appariva invero sufficientemente chiara e che nulla permetteva di ritenere che l'opponente avesse prodotto volutamente una procura formalmente carente; hanno in seguito confutato di aver favorito l'opponente, conferendole un termine per sanare i vizi formali della citata procura; hanno infine ribadito che già le procure anteriori non apparivano d'acchito carenti, ragione per cui l'avv. Susin poteva confidare nella loro sufficienza o, comunque, che in caso contrario gli sarebbe stato concesso un termine per sanare eventuali difetti. Essi hanno da ultimo discusso la portata della giurisprudenza cantonale addotta dal ricorrente a suffragio del proprio gravame, chiarito che l'art. 132 cpv. 1 CPC deroga all'art. 326 cpv. 1 CPC (divieto dei nova), e respinto la censura secondo la quale la lettera accompagnatoria della procura 26 giugno 2017, non firmata dal legale medesimo, fosse nulla, e nulla pertanto pure la procura.