Citation: 8C_381/2007 22.04.2008 E. 7

7.1 Da ultimo per quanto riguarda il nesso di causalità naturale tra disturbi psichici e infortunio, va rilevato che l'assicurato è in cura psichiatrica dal marzo 2005, anche per la necessità di un sostegno in vista dell'ennesimo intervento chirurgico. Il medico curante, professor O.________, psichiatra, ha in particolare diagnosticato una complessa problematica psicopatologica e sociale in relazione diretta con l'incidente. Pendente causa di ricorso presso il Tribunale cantonale lo specialista ha precisato che l'assicurato soffre di una grave sindrome mista ansioso-depressiva posttraumatica, aggravata da disadattamento e fobie, disturbi psicosomatici e complicazioni somatopsichiche, mettendosi a disposizione in caso di necessità per la stesura di una perizia. Il rapporto del curante, succinto e non motivato, non è senz'altro sufficiente a rendere verosimile l'esistenza di nesso di causalità naturale tra incidente e disturbi psichici e non può pertanto essere considerato. 7.2 Il dottor A.________ dal canto suo ha diagnosticato un'elaborazione di sintomi fisici per ragioni psicologiche (F68.0), precisando che "il decorso è stato inizialmente favorevole" e indicando un "peggioramento sintomatologico soggettivo dopo un successivo intervento all'occhio. A suo dire "con grande probabilità, a livello psichiatrico, si tratta di una condizione in cui i sintomi fisici originariamente dovuti all'incidente in questione, vengono esagerati e prolungati per lo stato psicologico del soggetto, insoddisfatto per i risultati del trattamento e degli interventi operatori, preoccupato per le possibilità di un nuovo intervento (per intanto non programmato) e per la possibilità che i disturbi si prolunghino. Esistono dei segni che postulano per un aggravamento dei sintomi". Esaminato alla luce delle circostanze del caso concreto, e meglio delle gravi conseguenze provocate dall'infortunio all'occhio sinistro, il rapporto del dottor A.________ non può senz'altro essere considerato convincente. In effetti dagli atti emerge che non si può parlare unicamente di peggioramento sintomatologico soggettivo, bensì di interventi che non hanno di certo comportato grandi benefici all'assicurato, bensì problemi ulteriori. Pure i dolori alla testa non appaiono soggettivi, sono comparsi subito dopo l'incidente e risultano localizzati esattamente sopra e lateralmente all'occhio sinistro. Essi sono stati altresì esaminati ripetutamente da specialisti in neurologia e neurochirurgia, i quali hanno messo i disturbi in relazione con l'infortunio e non hanno mai negato un'origine neurologica dei dolori in favore di una causa psichiatrica. In simili condizioni non appare corretto affermare che i sintomi sono stati esagerati e prolungati, perlomeno non prima di aver approfondito la questione neurologica. Per questi motivi il rapporto, che risulta succinto nell'anamnesi e incompleto, non può essere posto alla base del presente giudizio, quale prova della mancanza di nesso causale naturale tra disturbi psichici e infortunio. 7.3 La dottoressa Z.________, infine, ha diagnosticato una reazione mista ansioso-depressiva (ICD 10, F 43.22) ed elaborazione di sintomi fisici per ragioni psicologiche (ICD 10, F 68.0), concordando in parte con la diagnosi del dottor O.________ e parzialmente con quella del dottor A.________. A proposito del nesso di causalità naturale dei disturbi psichici con l'infortunio il perito ha dapprima affermato che "la sintomatologia psichiatrica accusata è insorta conseguente all'infortunio e ... più che l'infortunio stesso la sintomatologia psichica sia insorta concomitantemente alle cure effettuate e ai numerosi interventi chirurgici eseguiti a volte non coronati con il successo sperato" precisando in seguito di ritenere che "al momento attuale non sussista più un nesso causale certo fra la malattia psichica lamentata e l'infortunio. La mia impressione che lo stato depressivo ansioso che si è generato dopo l'infortunio, sia attualmente sostenuto più da un aspetto rivendicativo" e aggiunto "in altre parole il periziando soffre del trattamento considerato inadeguato della sua affezione traumatica e soprattutto non si sente sufficientemente riconosciuto per quelli che sono i sintomi residui accusati (come per esempio la cefalea o le sensazioni di anestesia in zona fronto-temporale sinistra)". La perizia riconosce quindi da un lato un nesso di causalità naturale tra disturbi psichici e - soprattutto - i numerosi interventi chirurgici, tuttavia conclude dall'altro che l'aspetto rivendicativo intervenuto in seguito va considerato prevalente. Al riguardo va tuttavia rilevato che i trattamenti non sono stati considerati parzialmente inadeguati soltanto dall'assicurato ma lo erano concretamente. Inoltre a ragione egli ha ritenuto che le sue rivendicazioni non fossero state riconosciute per quanto concerne i disturbi al capo. In effetti l'INSAI ha erroneamente omesso di approfondire questa questione che l'assicurato ha fatto valere sin dall'inizio. Alla luce di questi fatti la motivazione della psichiatra circa le cause dei disturbi psichici non appare convincente; di conseguenza neppure questo rapporto peritale va considerato ai fini del giudizio. In simili condizioni la perizia pluridisciplinare che verrà ordinata dall'INSAI dovrà esaminare anche l'eziologia dei disturbi psichici e le eventuali conseguenze sulla capacità lavorativa.