Citation: 9C_62/2007 26.09.2007 E. 5

5.1 Secondo l'art. 37 LPGA, la parte può farsi rappresentare, se non deve agire personalmente, o farsi patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo escluda (cpv. 1). L'assicuratore può esigere che il rappresentante giustifichi i suoi poteri con una procura scritta (cpv. 2). 5.2 Giusta l'art. 52 cpv. 1 prima frase LPGA, le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate. Facendo uso della delega concessagli dall'art. 81 LPGA, il Consiglio federale ha emanato agli art. 10-12 OPGA delle disposizioni di dettaglio riguardanti forma e contenuto della procedura di opposizione. Per l'art. 10 cpv. 1 OPGA l'opposizione deve contenere una conclusione e una motivazione. L'opposizione scritta deve portare la firma dell'opponente o del suo patrocinatore (art. 10 cpv. 4 prima frase OPGA). Se l'opposizione non soddisfa i requisiti di cui al capoverso 1 o se manca la firma, l'assicuratore assegna un congruo termine per rimediarvi, con la comminatoria che in caso contrario non si entrerà nel merito (art. 10 cpv. 5 OPGA; sentenza I 898/06 del 23 luglio 2007, consid. 3.1 con riferimento). 5.3 Il tenore dell'art. 10 cpv. 5 OPGA coincide, fatti salvi due adattamenti redazionali, con la disposizione - determinante per il ricorso di prima istanza - dell'art. 61 lett. b seconda frase LPGA, che a sua volta corrisponde all'abrogato disposto dell'art. 85 cpv. 2 lett. b seconda frase LAVS (applicabile in ambito AI in forza del rinvio operato dal vecchio art. 69 LAI, anch'esso in vigore fino al 31 dicembre 2002). Dall'interpretazione dell'abrogato art. 85 cpv. 2 lett. b LAVS questa Corte ha dedotto che nella procedura di ricorso di prima istanza come anche nella procedura di opposizione, l'assegnazione di un termine supplementare per rimediare a un atto di impugnazione difettoso - come può essere ritenuta l'opposizione formulata da un patrocinatore che non giustifichi il proprio potere di rappresentanza - deve sempre essere accordata, fatti salvi i casi manifestamente abusivi (sentenza citata I 898/06, consid. 3.2 con riferimenti). 5.4 Per l'art. 40 cpv. 3 LPGA, il termine stabilito dall'assicuratore può essere prorogato, purché sussistano motivi sufficienti, se la parte ne fa richiesta prima della scadenza. La norma riprende il contenuto dell'art. 22 cpv. 2 PA e fino all'entrata in vigore della LPGA era considerata un principio generale del diritto (Meyer-Blaser, Allgemeine Rechtsgrundsätze und ATSG, in: Schaffhauser/Schlauri, Sozialversicherungsrechtstagung 2002, San Gallo 2002, pag. 147). 5.5 Nella recente sentenza citata I 898/06, questo Tribunale ha avuto modo di affermare che il termine supplementare dell'art. 10 cpv. 5 OPGA per rimediare a un vizio dell'opposizione è un termine stabilito da un'autorità e, in quanto tale, è per principio prorogabile (consid. 3.4; Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, no. 9 all'art. 40; del medesimo autore, Auswirkungen des ATSG - Erste Erfahrungen, in: Schaffhauser/Kieser, Praktische Anwendungsfragen des ATSG, San Gallo 2004, pag. 19 seg.; Kölz/Bosshart/Röhl, Kommentar zum Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons Zürich, 2a ed., Zurigo 1999, § 12 no. 8; Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea/Francoforte sul Meno 1990, pag. 311). La concessione di una proroga presuppone tuttavia motivi sufficienti. La prassi amministrativa è a tal riguardo generosa e considera motivo sufficiente un sovraccarico di lavoro, un'assenza oppure l'impossibilità di entrare in relazione con la parte patrocinata (Kieser, ATSG-Kommentar, no. 9 all'art. 40; Kölz/Bosshart/Röhl, op. cit., § 12 no. 9). Questa prassi contrasta in un certo qual modo con l'obbligo di celerità della procedura. Nondimeno, sia l'approvazione di domande di proroga del termine formulate dal patrocinatore, sia lo svolgimento rapido della procedura sono nell'interesse della persona assicurata, motivo per cui l'assicuratore deve di principio concedere un breve termine supplementare se intende respingere una domanda di proroga del termine (Kieser, ATSG-Kommentar, no. 9 all'art. 40; Kölz/Bosshart/Röhl, op. cit., § 12 no. 10; Rhinow/Krähenmann, op. cit., pag. 311). Lo stesso principio vale per la procedura di opposizione come pure per quella di ricorso di prima istanza (sentenza citata, consid. 3.4). 5.6 A proposito dell'abrogato art. 85 cpv. 2 lett. b LAVS, la prassi di questa Corte, che mantiene tutta la sua validità anche sotto l'imperio del nuovo ordinamento, ha stabilito che il termine di adeguamento per rimediare a un vizio formale dev'essere prorogato unicamente se la richiesta, formulata tempestivamente, appare motivata, vale a dire soltanto in presenza di circostanze idonee, secondo l'esperienza generale della vita, a ostacolare l'adozione tempestiva del necessario atto processuale (RCC 1986 pag. 447 con riferimenti; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 230/02 del 22 ottobre 2002, consid. 4.2). 5.7 Nel caso di specie si osserva che la domanda di proroga (dell'11 settembre 2006) del termine di 30 giorni per presentare le procure, correttamente assegnato il 4 settembre precedente (contrariamente a quanto sembra sostenere parte della dottrina [v. Kieser, ATSG-Kommentar, no. 10 all'art. 37 LPGA; Kölz/Bosshart/Röhl, op. cit., § 22 no. 17], il termine per rimediare al vizio formale non doveva essere assegnato anche alle parti patrocinate: cfr. sentenza inedita del Tribunale federale delle assicurazioni H 176/92 del 21 gennaio 1993, consid. 4), è sì stata formulata tempestivamente prima della scadenza dello stesso, ma, come rileva pertinentemente l'Ufficio ricorrente, non era minimamente motivata dall'istante-opponente e nemmeno era giustificata dalla presenza di circostanze atte, secondo l'esperienza generale della vita, a ostacolare la produzione delle chieste procure, la terapista avendo espressamente affermato nell'ambito della stessa richiesta che "non avrei alcun problema a produrre le relative procure [...]". In assenza delle necessarie condizioni, la mancata concessione di una proroga del termine e la mancata comunicazione di tale rifiuto prima della resa delle decisioni su opposizione non potevano essere censurate (cfr. per analogia la sentenza citata I 230/02, in cui il rifiuto di proroga del termine era stato comunicato contestualmente alla decisione di irricevibilità). Né d'altronde - fatto questo peraltro incontestato - il vizio formale avrebbe potuto essere sanato dalla trasmissione successiva delle procure in sede ricorsuale cantonale (cfr. sentenza inedita del Tribunale federale delle assicurazioni I 237/95 del 30 agosto 1995, consid. 2). Ne discende che le pronunzie di irricevibilità erano corrette. Avendo statuito diversamente, il giudice cantonale ha operato una valutazione contraria al diritto federale.