Citation: 5P.339/2001 12.03.2002 E. 6

6.- Il ricorrente invoca pure un abuso di diritto della controparte, che si è prevalsa dell'asserita mancanza di una firma mesi dopo la morte della madre e dopo aver goduto dell'applicazione del contratto. La disgiunzione fra clausola arbitrale e accordo sugli onorari appare poi contraria al diritto. Del resto, pure il Tribunale federale ha costatato nel suo giudizio del 12 marzo 1996 la validità dell'accordo e della clausola arbitrale. In concreto, occorre dapprima precisare che questa sentenza concerneva gli onorari del ricorrente per l'attività ufficiale di assistente legale e che essa non si è in alcun modo pronunciata sulla validità del patto di arbitrato. Manifestamente infondata appare poi la censura di abuso di diritto, atteso che la controparte ha eccepito fin dalle prime fasi dell'arbitrato l'incompetenza dell'arbitro. Né può essere seguito il ricorrente laddove intravede un abuso di diritto per il fatto che la controparte "ha goduto dell' applicazione del contratto". Da un lato non sussiste una interdipendenza fra la convenzione sugli onorari e la clausola d'arbitrato tale da fare apparire abusivo il richiamarsi alla prima senza accettare la seconda (cfr. DTF 112 II 107 consid. 3c pag. 112). Del resto non èravvisabile - né il ricorrente lo spiega conformemente alle esigenze di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - per quale ragione l'autorità cantonale non poteva, adita con un ricorso per nullità inerente alla competenza dell'arbitro, limitarsi a controllare la validità del patto d'arbitrato, senza estendere il proprio esame anche alla convenzione sull'onorario, che peraltro è stata definita dal Tribunale federale nella sentenza del 12 marzo 1996 come estremamente rimunerativa.