Citation: 6B_194/2008 11.08.2008 E. 3

Rifusione delle spese di patrocinio Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale la retribuzione dell'avvocato deve stare in rapporto ragionevole con la prestazione fornita e con la responsabilità assunta dal libero professionista, tenendo conto della natura, dell'importanza, della complessità e delle difficoltà particolari, in fatto o in diritto, della vertenza, come pure della condizione economica del cliente e del valore litigioso. Non possono inoltre essere dimenticati il tempo dedicato dall'avvocato allo studio dell'incarto, quello destinato ai colloqui e alle udienze presso le autorità di ogni istanza e il risultato ottenuto (DTF 122 I 1 consid. 3a; 118 Ia 133 consid. 2b; 117 Ia 22 consid. 3a; 109 Ia 107 consid. 3b). Nell'applicazione della tariffa, segnatamente nella valutazione della prestazione del patrocinatore, le autorità cantonali fruiscono di un margine di discrezionalità assai vasto, in cui il Tribunale federale interferisce sotto il ristretto profilo dell'abuso o dell'eccesso del potere di apprezzamento (DTF 118 Ia 133 consid. 2b; 117 Ia 22 consid. 3a; 111 V 48 consid. 4a; 109 Ia 107 consid. 2c). 3.1 In relazione alle spese di patrocinio legale, la CRP ha precisato che, nello stabilire l'importo da risarcire, essa verifica la conformità della nota d'onorario ai criteri della Tariffa dell'Ordine degli avvocati (TOA) - abrogata con effetto al 1° gennaio 2008, ma comunque applicabile in concreto essendo tale tariffa ancora in vigore al momento dell'attività legale prestata - analogamente a quanto previsto dalla legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria, applicando dunque i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione e dal giudice dell'istruzione e dell'arresto. La Corte cantonale ha quindi indicato che il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione a fr. 250.-- orari per i casi più semplici (fr. 200.-- dal 1992 e fr. 220.-- dal 1996) senza stabilire un limite massimo. Per quanto attiene all'onorario risarcibile, la CRP riconosce onorari conformi a una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato e lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile a una specifica scelta del patrocinatore. Essa tiene conto della complessità e dell'importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell'esito del procedimento. In sostanza, nello stabilire l'onorario a tempo, la CRP prende quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, considerato un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso. Esposti questi principi, l'autorità cantonale si è quindi chinata sulle pretese di risarcimento del ricorrente: la rifusione della nota d'onorario dell'avv. C.________ pari a fr. 13'511.80 (di cui fr. 13'170.-- di onorario e fr. 341.80 di spese) nonché di quella dell'avv. D.________ per complessivi fr. 3'228.-- (fr. 2'850.-- di onorario, fr. 150.-- di spese e fr. 228.-- di IVA). 3.2 Per quanto attiene alla parcella dell'avv. D.________, basandosi sulle indicazioni da questi fornite, la CRP ha ritenuto che solo la metà delle ore fatturate concerneva l'incarto penale. In assenza di precisazioni temporali sull'inizio del mandato, secondo la Corte non era possibile concludere che l'attività svolta da questo legale fosse anteriore all'emanazione del decreto di abbandono, posto come l'avv. D.________ facesse riferimento all'elaborazione di un parere legale del 20 aprile 2006. Essendo tale parere posteriore al decreto di abbandono del 15 febbraio 2006, per la CRP l'intervento del legale non poteva essere considerato quale conseguenza del procedimento penale e ha quindi respinto le pretese di risarcimento relative a questa posta del danno. Su questo punto l'insorgente non formula alcuna censura. 3.3 L'avv. C.________ ha patrocinato A.A.________ dal 5 aprile 1993 sino al 30 settembre 1993. La parcella dell'avv. C.________ indicava esclusivamente un onorario di complessivi fr. 13'170.-- senza precisare se questo fosse stato calcolato a tempo e, in caso affermativo, secondo quale tariffa oraria. Invitato a fornire il dettaglio della sua nota professionale, il legale non ha potuto dar seguito a tale richiesta in ragione del tempo trascorso. Applicando una tariffa oraria di fr. 200.-- conformemente alla sua prassi nel 1993, la CRP ha dedotto un dispendio orario di 65 ore e 50 minuti, dispendio che ha definito sproporzionato alla fattispecie e non giustificato dalle effettive necessità istruttorie e di patrocinio. Secondo la Corte cantonale, malgrado i numerosi interrogatori, il procedimento penale non presentava particolari difficoltà né sotto il profilo giuridico né sotto il profilo fattuale. Procedendo a una ricostruzione sulla base degli atti, essa ha riconosciuto unicamente un dispendio di 35 ore a fr. 200.--/ora per complessivi fr. 7'000.--. A questo importo ha poi aggiunto fr. 165.80 per spese, non ammettendo tuttavia la somma di fr. 176.-- inerenti le spese per fotocopie in quanto non giustificate. Gli interessi sono stati fissati al 5 % e riconosciuti a partire dal 29 dicembre 2006, data dell'inoltro dell'istanza di indennità. 3.3.1 Il ricorrente contesta questo modo di operare. In sostanza, egli sostiene che la CRP avrebbe dovuto fondare il suo giudizio esclusivamente sulla parcella prodotta e non procedere a una ricostituzione ipotetica e deduttiva dell'attività svolta dal legale. L'impossibilità di fornire il dettaglio della nota professionale è da attribuire al protrarsi della procedura penale, non imputabile al ricorrente, di conseguenza ciò non poteva essere considerato a suo detrimento. Motivata in modo estremamente sommario, la censura, al limite dell'ammissibilità, si palesa infondata. Secondo la costante giurisprudenza cantonale - su cui il ricorrente non si esprime - l'onere della prova incombe all'istante. Sebbene la responsabilità dello Stato sia di natura causale, egli deve fondare la sua richiesta di risarcimento su fatti precisi e documentarla (cfr. consid. 2). L'argomentazione del ricorrente implica un'inversione dell'onere della prova ogni qualvolta che, senza colpa, l'istante non sia in grado di documentare le sue pretese conformemente alle esigenze del diritto cantonale. Questo manifestamente non è il senso della regola in questione. Difatti, come già rilevato dalla CRP, il termine perentorio di un anno previsto dal diritto cantonale (cfr. art. 320 CPP/TI) ha precisamente lo scopo di permettere all'istante di raccogliere la documentazione e gli elementi necessari alla corretta quantificazione delle sue pretese (Niccolò Salvioni, Codice di procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 320 CPP pag. 508). Ne consegue che il diritto cantonale non prevede alcun correttivo al principio dell'onere della prova dell'istante. In simili circostante, non è arbitrario ritenere che la pretesa dell'insorgente al risarcimento integrale di questa fattura non fosse sufficientemente documentata e che fosse pertanto necessario stabilire in modo più preciso l'ampiezza del danno da risarcire. La doglianza è infondata e va quindi respinta. 3.3.2 L'insorgente contesta poi la remunerazione oraria ritenuta dalla Corte cantonale. Egli indica diverse decisioni del Consiglio di moderazione in cui è stata applicata una tariffa oraria di fr. 300.-- fino a fr. 350.--. Orbene, il fatto che la giurisprudenza del Consiglio di moderazione abbia già riconosciuto importi orari maggiori in pratiche penali non particolarmente complesse non basta di per sé a fare ritenere arbitraria la tariffa di fr. 200.-- all'ora stabilita dalla CRP. L'arbitrio non è infatti ravvisabile nella possibilità che anche un'altra soluzione sembri eventualmente sostenibile o addirittura preferibile, occorrendo invece che la soluzione scelta dall'ultima istanza cantonale sia manifestamente insostenibile (cfr. DTF 133 III 462 consid. 4.4.1; 132 I 13 consid. 5.1; 131 I 217 consid. 2.1). A titolo indicativo, la rimunerazione oraria fissata dalla CRP è superiore alla tariffa minima di fr. 180.-- all'ora considerata dal Tribunale federale quale base per l'indennizzo del difensore d'ufficio (DTF 132 I 201 consid. 8). Orientativamente, essa corrisponde all'importo orario di fr. 200.-- recentemente confermato dal Tribunale federale per quanto concerne la procedura in materia di assicurazioni sociali (DTF 131 V 153 consid. 7) nonché all'indennità oraria minima di fr. 200.-- prevista sia dal regolamento sulle ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale penale federale, del 26 settembre 2006 (RS 173.711.31) sia dal regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale, dell'11 dicembre 2006 (RS 173.320.2). Stabilendo una tariffa oraria di fr. 200.-- per prestazioni fornite nel 1993, la CRP non ha quindi abusato del proprio potere d'apprezzamento. 3.3.3 Contestata è inoltre la valutazione della Corte cantonale circa la semplicità sotto il profilo fattuale e giuridico del procedimento penale. Il ricorrente sostiene che in realtà la fattispecie ha comportato «un difficile approccio sia nei confronti del patrocinato che delle problematiche esecutive legate ai titoli di reato ipotizzati a suo carico» (ricorso pag. 9). Sennonché, sulla base di questa sola affermazione, assai generica e non sostenuta da alcun concreto elemento, non è possibile infirmare la valutazione della CRP per violazione del divieto dell'arbitrio. L'insorgente adduce inoltre che, promossa su iniziativa del Cantone Nidwaldo, l'inchiesta presentava aspetti intercantonali. Orbene, contrariamente a quanto sostenuto nell'impugnativa, il semplice fatto che il procedimento a carico del ricorrente abbia preso avvio in un altro cantone non consente ancora di concludere che l'inchiesta comportava delle importanti implicazioni intercantonali con conseguenti difficoltà causate dalle diverse procedure penali applicabili. Del resto, lo stesso insorgente non menziona nessun atto o intervento effettuato dal suo legale di allora nel Cantone Nidwaldo. Questa circostanza non permette pertanto di concludere per l'esistenza di una causa particolarmente complessa. 3.3.4 A mente del ricorrente, l'impegno del suo patrocinatore doveva essere qualificato di importante anche in ragione delle difficoltà inerenti i rapporti intrattenuti dal precedente legale con l'insorgente conto tenuto del suo precario stato di salute e delle particolari condizioni personali. Ora, non si scorge a quale "precedente legale" il gravame faccia riferimento né quali siano state in concreto le molteplici difficoltà a cui allude. Su questo punto, il ricorrente contrappone semplicemente il proprio punto di vista a quello dell'autorità cantonale, senza riuscire a sostanziare arbitrio di sorta. 3.3.5 Censurata è pure la valutazione relativa al dispendio orario effettuata dalla CRP. Atteso che i verbali di interrogatorio non riportano gli orari di fine interrogatorio e data la mancanza di ulteriori elementi oggettivi, l'autorità cantonale non poteva limitarsi a una ricostruzione unilaterale e ipotetica delle operazioni necessarie e del dispendio attribuibile alle stesse senza disporre del confronto critico del dettaglio della nota professionale. Il giudizio impugnato riduce così l'importo richiesto in modo generico sulla base di un apprezzamento privo di riscontri oggettivi. Il ricorrente sottolinea la necessità e l'importanza dell'intervento del suo legale nel procedimento penale come pure i risultati ottenuti. Ancora una volta la doglianza è volta all'insuccesso. Richiamandosi alla dottrina, la CRP ha infatti ricordato che, in assenza del dettaglio della nota professionale, le spese di patrocinio possono essere rifuse unicamente per quanto ricostruibili dagli atti (sentenza impugnata consid. 2.2.2 pag. 6 e rinvio a Niccolò Salvioni, op. cit., ad art. 317 pag. 506). È precisamente in questo modo che l'autorità cantonale, non senza rilevarne la difficoltà, ha proceduto alla determinazione del tempo necessario alla preparazione agli interrogatori, della durata dei colloqui, del tempo richiesto per gli scritti nonché della durata degli interrogatori (sentenza impugnata consid. 2.2.2 pag. 7). Il ricorrente non si confronta affatto con le puntuali argomentazioni e accurate valutazioni della Corte cantonale, non si pronuncia sulle diverse operazioni considerate né sul dispendio orario concretamente ritenuto per ognuna di esse, in particolare egli non dimostra perché il giudizio contestato sarebbe arbitrario nel suo risultato. Va poi rammentato che, secondo i principi sviluppati nella sua giurisprudenza e applicati anche nella fattispecie, per determinare il tempo necessario alla trattazione di una pratica, la CRP non si basa sull'impiego temporale effettivo nel caso concreto, bensì sul dispendio medio che un avvocato diligente avrebbe profuso, secondo la normale esperienza, nell'esecuzione di un mandato di complessità analoga (sentenza impugnata consid. 2.2.2 pag. 6; cfr. pure Rep. 1998, n. 126, pag. 381). L'insorgente sostiene certo la necessità dell'intervento del suo legale e ne evidenzia pure l'efficacia, tuttavia non sostanzia arbitrio nella valutazione della Corte cantonale limitandosi nuovamente a esternare il proprio punto di vista contrapponendolo a quello della decisione contrastata. 3.3.6 Sempre in relazione alle spese di patrocinio, il ricorrente contesta infine il calcolo degli interessi moratori. Questi dovrebbero decorrere dalla data della crescita in giudicato del decreto di abbandono e non dalla prima interpellazione documentata agli atti - in concreto l'inoltro dell'istanza di indennità giusta l'art. 317 CPP/TI - come stabilito nel giudizio impugnato. Nello stabilire gli interessi moratori, la corte cantonale ha applicato l'art. 102 CO a titolo di diritto cantonale suppletivo. Il gravame indica unicamente che, secondo la stessa prassi della CRP, gli interessi decorrono dalla data della crescita in giudicato del decreto di abbandono. In mancanza di qualsiasi indicazione precisa e riferimento concreto relativi alla suddetta prassi, su questo punto il ricorso non può che essere dichiarato inammissibile per carenza di motivazione.