Citation: 9C_355/2018 E. 3.2

3.2. Dall'abbondante giurisprudenza citata dal Tribunale cantonale vanno evidenziati i principi giurisprudenziali seguenti. Di regola è considerato datore di lavoro colui che versa il salario determinante. Questo non significa tuttavia che si debba considerare datore di lavoro chi, pur effettuando i conteggi e pagando i contributi, versa il salario per conto terzi. L'art. 12 LAVS stabilisce unicamente che, in caso di dubbio, cioè se non è chiaro chi sia il reale datore di lavoro, bisogna prendere in considerazione chi versa il salario. Quando la persona che versa il salario non è la stessa di quella che impiega i salariati, il datore di lavoro ai sensi della LAVS è colui che occupa effettivamente i lavoratori e non il terzo che versa il salario. In altre parole, in queste circostanze, non è la destinazione del versamento (indirizzo del prelievo, rispettivamente del pagamento) che è determinante ma piuttosto a favore di chi l'attività dipendente è esercitata (sentenza 9C_824/2008 del 6 marzo 2009 consid. 6.1 con i riferimenti). Conformemente ai principi sovraesposti, il Tribunale federale in una vecchia sentenza (sentenza H 218/56 del 14 gennaio 1957, in RCC 1957 pag. 220) ha deciso che, in presenza di un'economia domestica dove il personale domestico ha sottoscritto un contratto di lavoro con la società con diritto di firma della moglie, per stabilire chi è il datore di lavoro è decisivo sapere per chi veniva effettivamente svolta l'attività, in altre parole per chi il personale era al servizio e chi esercitava l'autorità domestica (nella fattispecie il marito). Non era invece determinante chi versava il salario, fermo restando che nella fattispecie il salario era versato personalmente dal marito ma con le risorse messe a disposizione dalla società della moglie.