Citation: 1C_535/2022 E. 5.1

5.1. Ad ogni modo, a prescindere dalla questione di sapere se i precedenti pontili siano stati edificati legalmente o meno, rispettivamente se quelli ricostruiti rispettino o meno il requisito dell'identità, la Corte cantonale ha in concreto negato il rilascio di un'autorizzazione eccezionale siccome l'intervento edilizio era incompatibile con le importanti esigenze della pianificazione territoriale giusta l'art. 24c cpv. 5 LPT. Questa disposizione presuppone, analogamente all'art. 24 lett. b LPT, una ponderazione degli interessi (sentenza 1C_43/2015 del 6 novembre 2015 consid. 7.3 e rinvii; RUDOLF MUGGLI, in: Praxiskommentar RPG: Bauen ausserhalb der Bauzone, 2017, n. 44 e 46 all'art. 24c LPT). Al riguardo, il diritto pianificatorio prevede che devono essere protette le basi naturali della vita, come il suolo, l'aria, l'acqua, il bosco e il paesaggio (art. 1 cpv. 2 lett. a LPT). Secondo l'art. 3 cpv. 2 LPT, il paesaggio deve essere rispettato; in particolare occorre tenere libere le rive dei laghi e dei fiumi ed agevolarne il pubblico accesso e percorso (lett. c), nonché conservare i siti naturali e gli spazi ricreativi (lett. d). I laghi e le loro rive devono di principio essere attribuiti a una zona protetta (art. 17 cpv. 1 lett. a LPT) o tutelati mediante altre misure adatte (art. 17 cpv. 2 LPT). L'art. 18 cpv. 1bis LPN prevede inoltre che devono essere segnatamente protette le zone ripuali. Da quanto esposto risulta quindi che le superfici e le rive dei laghi devono di principio essere mantenute libere da costruzioni (sentenza 1C_43/2015, citata, consid. 7.5; sentenza 1C_634/2013 del 10 marzo 2014 consid. 5.4, in: URP 2014 pag. 663). Come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, lo scopo delle citate disposizioni non è soltanto quello di evitare che le rive dei laghi e dei fiumi vengano ulteriormente edificate, ma anche quello di riportarle nel corso del tempo al loro stato naturale (sentenze 1A.251/2003 del 2 giugno 2004 consid. 3.2, in: ZBl 106/2005 pag. 380; 1A.12/1991 del 21 gennaio 1993 consid. 4d). In tal senso, il piano direttore cantonale prevede che sia garantita e potenziata la pubblica fruizione delle rive, in particolare mediante il recupero delle aree demaniali e la realizzazione di passeggiate e sentieri a lago. Prevede altresì che sia garantito il riordino e un maggiore coordinamento delle infrastrutture a lago, segnatamente attraverso la pianificazione di porti collettivi e la conseguente rimozione di singoli attracchi privati in contrasto con gli obiettivi ambientali (cfr. scheda P7, laghi e rive lacustri, pag. 5 n. 2.2 e 2.3, pag. 7 n. 3.2).