Citation: 1P.580/2002 14.04.2003 E. 4

Il ricorrente critica, ritenendola arbitraria, la riduzione della nota d'onorario di fr. 4519.20 esposta dal patrocinatore. La CRP ha verificato la conformità della nota alla Tariffa dell'ordine degli avvocati del Cantone Ticino, del 7 dicembre 1984, riconoscendo, visto che la stesura dell'istanza non presentava difficoltà particolari e che il legale aveva seguito fin dall'inizio il procedimento penale, un dispendio orario di tre ore secondo una tariffa oraria di fr. 250.-- nonché fr. 100.- per le spese; vi ha aggiunto l'IVA e ha arrotondato l'importo a fr. 915.--. 4.1 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale la retribuzione dell'avvocato deve stare in rapporto ragionevole con la prestazione fornita e la responsabilità del libero professionista, in considerazione della natura, dell'importanza, della complessità e delle difficoltà particolari, in fatto o in diritto, della vertenza, come pure della condizione economica del cliente e del valore litigioso, suscettibile di influire sulla responsabilità del mandatario. Non possono inoltre essere dimenticati il tempo dedicato dall'avvocato allo studio dell'incarto, quello destinato ai colloqui e alle udienze presso le Autorità di ogni istanza, e il risultato ottenuto (DTF 122 Ia 2 e segg., 118 Ia 133 consid. 2b, 117 Ia 22 consid. 3a, 109 Ia 107 consid. 3b). Nell'applicazione della tariffa, segnatamente nella valutazione della prestazione del patrocinatore, le Autorità cantonali fruiscono di un margine di discrezionalità assai vasto, in cui il Tribunale federale interferisce sotto il ristretto profilo dell'abuso o dell'eccesso del potere di apprezzamento (DTF 118 Ia 133 consid. 2b, 117 Ia 22 consid. 3a, 111 V 48 consid. 4a, 109 Ia 107 consid. 2c). 4.2 Tali estremi non si realizzano in concreto: la Corte cantonale poteva, senza incorrere nell'arbitrio, considerare eccessivamente alto il dispendio di tempo indicato nella nota professionale. Al proposito il ricorrente si limita a rilevare che l'importo riconosciuto sarebbe mortificante: anche su questo punto egli non si confronta tuttavia con i motivi posti a fondamento della decisione impugnata, né li contesta. La Corte cantonale ha ritenuto che il caso non presentava, sia dal profilo fattuale che giuridico, particolari difficoltà e che il legale conosceva perfettamente la vicenda, come pure la situazione personale e finanziaria dell'istante, avendolo assistito fin dall'inizio del procedimento penale. Al legale spettava di tenere conto di una certa proporzionalità nell'esecuzione del mandato (cfr. Hauser/Schweri, op. cit., pag. 534 seg. n. 5) sicché, a questo proposito, il tempo riconosciuto dalla Corte cantonale, valutato globalmente, risulta non arbitrariamente calcolato. Esso tiene sufficientemente conto delle esigenze di un'adeguata difesa e risulta in un rapporto ragionevole con il procedimento che non presentava particolari difficoltà. Adducendo semplicemente che la CRP in un'altra causa, di cui non è specificata la fattispecie, avrebbe riconosciuto spese legali per fr. 2'500.--, il ricorrente non dimostra affatto una violazione del principio della parità di trattamento, perché casi simili sarebbero stati trattati, arbitrariamente, in maniera differente (DTF 125 I 166 consid. 2a e rinvii). A prescindere dal fatto che la censura non adempie i requisiti dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e sarebbe quindi inammissibile, l'onorario fissato dalla CRP risulta senz'altro adeguato alla causa e rientra nei limiti del potere d'apprezzamento che spetta in quest'ambito all'Autorità cantonale, e ciò a maggior ragione ove si consideri il contenuto della domanda d'indennizzo e il risultato conseguito. 4.3 Il ricorrente accenna a una lesione del diritto di essere sentito perché la Corte cantonale non gli avrebbe offerto la possibilità di specificare la nota professionale. La critica non regge. Innanzitutto la nota presentata alla CRP è dettagliata; d'altra parte il ricorrente neppure sostiene d'aver formulato una siffatta richiesta, né fa valere di essere stato impedito di esprimersi compiutamente per scritto; inoltre, egli non indica alcuna norma di legge che imporrebbe il postulato modo di procedere. Visto ch'egli non invoca nessuna norma del diritto cantonale, che disciplina in primo luogo la portata del diritto di essere sentito (DTF 125 I 417 consid. 7a pag. 430), valgono le esigenze minime dedotte dall'art. 29 cpv. 2 Cost., le quali non implicano, di massima, il diritto, implicitamente richiamato dal ricorrente, di esprimersi oralmente dinanzi all'autorità chiamata a statuire (DTF 125 I 209 consid. 9b pag. 219, 122 II 464 consid. 4c, 108 Ia 188 consid. 2a). Questa regola si applica, in particolare, per il difensore d'ufficio nell'ambito della procedura di tassazione della nota d'onorario (causa 1P.564/2000, sentenza dell'11 dicembre 2000, consid. 3b, causa 1P.340/1999, sentenza del 27 agosto 1999, consid. 1b; Karl Spühler, Zur verfassungsmässigen Stellung des amtlichen Verteidigers, in: Giurisdizione costituzionale e Giurisdizione amministrativa, Raccolta di studi pubblicati sotto l'egida della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale svizzero, Zurigo 1992, pag. 251 segg., in particolare pag. 260).