Citation: 6P.28/2007 03.07.2007 E. 4

4. Ricorso di diritto pubblico (6P.28/2007) 4.1 Giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, oltre la designazione della decisione impugnata, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione. Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo se sono sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali. Critiche di natura meramente appellatoria sono inammissibili (DTF 130 I 258 consid. 1.3; 129 I 113 consid. 2.1; 125 I 71 consid. 1c). Il ricorrente non può quindi limitarsi a formulare censure generiche o a rinviare agli atti cantonali (DTF 125 I 492 consid. 1b). 4.2 Il ricorrente lamenta anzitutto arbitrio nell'accertamento dei fatti. Egli rimprovera all'ultima istanza cantonale di aver ritenuto, fondandosi su estrapolazioni delle dichiarazioni rilasciate dinanzi alla polizia e al Procuratore pubblico, che l'accusato avrebbe ammesso di aver saputo che le talee prodotte dalla D.________SA erano destinate a uso stupefacente (ricorso pag. 17 e segg.). 4.2.1 Presentata la medesima censura dinanzi alla CCRP contro il giudizio di primo grado, questa autorità l'ha respinta. Essa ha in particolare osservato che "comunque sia, senza incorrere nell'arbitrio il presidente della Corte poteva desumere la consapevolezza di lui circa l'illecita attività della B.________SA dagli altri indizi raccolti, in particolare dal fatto che al momento di assumere la carica di presidente del consiglio di amministrazione della B.________SA l'imputato sapeva dei problemi giudiziari incontrati da E.________, del clima esasperato per il moltiplicarsi dei negozi di canapa nel Ticino e della portata dei contratti stipulati dalla B.________SA con la D.________SA e con la C.________SA" (sentenza impugnata pag. 9). 4.2.2 Dai considerandi della contrastata decisione risulta che la CCRP ha ritenuto che questa critica fosse irrilevante ai fini del procedimento, di modo che il ricorrente non ha nessun interesse a sollevare la censura di arbitrio su questo punto. Sapere se dagli indizi raccolti si potesse concludere per l'esistenza di un dolo eventuale è una questione di diritto federale e, come tale, sarà esaminata nell'ambito del ricorso per cassazione (v. consid. 5.3.3.2.2). Per il resto, l'insorgente non critica gli altri accertamenti di fatto. In particolare, egli non mette in discussione che il contratto di licenza stipulato dalla B.________SA con la D.________SA prevedeva la produzione di canapa con semi ad alto tenore di THC elaborati da F.________ né che l'accordo firmato dal ricorrente, unitamente all'avv. G.________, con la C.________SA - in base al quale la B.________SA si impegnava a fornire consulenza per la produzione di olio eterico dietro versamento di fr. 600'000.-- in poco meno di dieci mesi - denotava un investimento inspiegabile per rapporto all'esigua possibilità di smercio del prodotto. Non contesta neppure di essere stato a conoscenza dei guai giudiziari occorsi a E.________, il cui negozio di canapa era stato chiuso, e, ciò nonostante, divenuto presidente della B.________SA, di aver mantenuto con lui contatti regolari, fino a chiedergli denaro per studi medici sulla canapa, e neppure di sapere infine che sia E.________ sia F.________ - ai quali di fatto faceva capo la B.________SA - erano consumatori di stupefacenti (sentenza impugnata pag. 8). Il ricorrente, per finire, non controverte, perlomeno non in modo sufficientemente motivato, che E.________, F.________, B.________SA, D.________SA e C.________SA erano implicati in un traffico di stupefacenti, rispettivamente che la canapa ottenuta dalla produzione e dalla collaborazione di queste diverse società era, almeno in parte, destinata al mercato degli stupefacenti nel quale è stata smerciata. 4.3 Il ricorrente si duole inoltre della violazione del diritto di essere sentito, il verbale di polizia del 22 maggio 2003 non essendo stato messo a disposizione dell'accusato (ricorso pag. 23). Ora, dinanzi alla CCRP, egli non si è prevalso di tale lesione, ma si è limitato a rimproverare al primo giudice di essersi fondato sui suoi interrogatori di polizia, benché egli li abbia chiariti davanti al Procuratore pubblico e nel corso del dibattimento. Presentata per la prima volta con il gravame qui in esame la censura è inammissibile per il mancato esaurimento delle istanze cantonali (v. art. 86 cpv. 1 OG). Comunque sia, e come rettamente osservato dall'ultima autorità cantonale sulla base del verbale dibattimentale (v. sentenza impugnata pag. 9), in aula l'insorgente non si è opposto alla lettura del verbale di polizia del 22 maggio 2003. Si deve pertanto desumere che egli abbia rinunciato a prevalersi del suo diritto. L'insorgente lamenta poi di non essere stato messo a conoscenza dell'esistenza di un verbale del processo in violazione del diritto di essere sentito. Egli disattende però che l'art. 255 del codice di procedura penale ticinese prevede espressamente la tenuta di un verbale del dibattimento. L'autorità cantonale non era dunque tenuta di informare il ricorrente, viepiù patrocinato da un avvocato, dell'esistenza di quest'atto processuale. 4.4 Da quanto sopra discende che il ricorso di diritto pubblico va respinto nella misura della sua ammissibilità. Le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG).