Citation: 2A.540/2002 13.11.2002 E. 3

Il ricorrente rimprovera ai giudici ticinesi di avergli negato arbitrariamente il beneficio dell'assistenza (art. 30 della legge di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, LPAmm) al motivo che, come rilevato nella sentenza querelata, il suo gravame era destinato all'insuccesso sin dall'inizio. A parere del ricorrente, se ciò fosse stato effettivamente il caso, i giudici cantonali non avrebbero ordinato un doppio scambio di allegati scritti in virtù dell'art. 49 LPAmm, ma avrebbero immediatamente evaso la causa conformemente a quanto previsto dall'art. 48 LPAmm. La tesi è inconferente. In effetti lo scambio di allegati serve a tutelare i diritti di parte (permettendo ad esempio al ricorrente di esprimersi su eventuali nuove allegazioni) nonché a permettere all'autorità di precisare l'oggetto del contendere (cfr. Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1 all'art. 49); lo stesso non ha invece niente a che vedere con la fondatezza del gravame. In altre parole, il fatto di ordinare uno scambio di allegati non preclude all'autorità la facoltà di dichiarare poi l'inammissibilità del ricorso.