Citation: 1C_885/2013 E. 2.2

2.2. Secondo la giurisprudenza sviluppata sulla base degli art. 5 LEspr e 684 CC, il pagamento di un'indennità espropriativa per la soppressione dei diritti di difesa del vicino contro immissioni foniche provenienti dal traffico stradale, ferroviario o aereo presuppone, cumulativamente che tali immissioni siano imprevedibili, tocchino il proprietario in modo del tutto particolare (principio della specialità) e risultino gravi (DTF 136 II 263 consid. 7; 130 II 394 consid. 7.1 pag. 402). Il Tribunale federale ha stabilito che il 1° gennaio 1961 è la data determinante per la prevedibilità delle immissioni foniche del traffico aereo nel bacino degli aeroporti nazionali svizzeri. Ha ritenuto che a partire da tale data era prevedibile per chiunque un forte aumento del traffico aereo civile e di conseguenza un incremento corrispondente del rumore dei velivoli nei dintorni degli aeroporti (DTF 136 II 263 consid. 7.1 e rinvii). Ha adottato questa giurisprudenza con riferimento agli aeroporti di Ginevra e di Zurigo (cfr. DTF 121 II 317 consid. 6b-c; 123 II 481 consid. 7b) e in particolare ha rilevato che a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, segnatamente nel periodo dai dieci ai quindici anni successivi, il traffico aereo commerciale presso gli aeroporti nazionali si è fortemente sviluppato e nello stesso tempo sono iniziati gli sforzi delle autorità e dei cittadini per lottare contro il rumore legato all'aumento dei movimenti aerei. Sulla scorta di questa evoluzione si poteva ritenere che in quel periodo tutti i cittadini in Svizzera, e non soltanto gli specialisti dell'aviazione o gli abitanti vicini agli aeroporti nazionali, erano a conoscenza dell'accresciuto carico fonico attorno agli impianti (DTF 123 II 481 consid. 7b; 121 II 317 consid. 6b/aa). Il Tribunale federale ha quindi fissato la data determinante per la prevedibilità delle immissioni foniche al 1° gennaio 1961, vale a dire quindici anni dopo la fine del 1945, stabilendola quale regola e richiamando al riguardo esplicitamente l'art. 1 cpv. 2 CC (DTF 121 II 317 consid. 6b/bb). Ha in seguito precisato che questa regola generale deve essere applicata in tutte le procedure di espropriazione dei diritti di vicinato in relazione con l'esercizio degli aeroporti nazionali. Si tratta di una soluzione rigorosa che non deve essere adattata in ogni singolo caso, alla quale non si può derogare in funzione delle caratteristiche concrete della località o di circostanze soggettive, quali per esempio la conoscenza che i proprietari colpiti avevano circa l'evoluzione dei disagi provocati dal traffico aereo (DTF 136 II 263 consid. 7.1; 131 II 137 consid. 2.3).