Citation: 4A_29/2008 27.02.2008 E. 6

I ricorrenti si dolgono della violazione dell'art. 29 cpv. 3 Cost., che garantisce a chi non dispone dei mezzi necessari il diritto alla gratuità della procedura e, se del caso, al gratuito patrocinio qualora la sua causa non sembra priva di possibilità di successo. 6.1 Con il ricorso in materia civile può essere fatta valere la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF), che include anche i diritti costituzionali dei cittadini. Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali soltanto se il ricorrente ha sollevato e debitamente motivato tale censura; il campo di applicazione di questa norma corrisponde a quello del precedente ricorso di diritto pubblico per violazione dei diritti costituzionali e valgono i medesimi requisiti di motivazione (DTF 133 III 638 consid. 2). Ne discende che l'allegato ricorsuale deve indicare chiaramente i diritti costituzionali che si pretendono violati, precisando altresì in che consista tale violazione (DTF 133 III 393 consid. 6). Il gravame in rassegna soddisfa queste esigenze. 6.2 La critica ricorsuale verte sulla decisione dei giudici cantonali di negare una possibilità di successo alla domanda di riparazione del torto morale avanzata dai figli della vittima dell'incidente stradale. A mente dei ricorrenti - come deciso per le procedure avviate dal padre e dalla madre - l'esistenza delle condizioni necessarie al riconoscimento del torto morale ex art. 49 CO potrà essere verificata solo dopo l'assunzione dei mezzi di prova indicati dal Tribunale d'appello nelle sentenze di merito. Contrariamente a quanto asseverato nella sentenza impugnata, il fatto che all'epoca dell'incidente essi non fossero ancora nati non esclude il loro diritto alla riparazione del torto morale: come il figlio nato dopo la morte del padre, anche il figlio nato dopo che il genitore ha subito gravi lesioni corporali ha diritto al risarcimento del cosiddetto danno morale futuro. 6.3 La censura è solo apparentemente pertinente. 6.3.1 Secondo un'ormai consolidata giurisprudenza i figli della vittima di lesioni corporali possono effettivamente, a determinate condizioni, pretendere il versamento di un'indennità a titolo di riparazione del torto morale giusta l'art. 49 CO (cfr. DTF 125 III 412 consid. 2 pag. 415 segg.), anche quando all'epoca in cui tali lesioni si sono verificate essi erano in tenera età (DTF 117 II 50 consid. 3b pag. 56 segg. con rinvii), rispettivamente non erano ancora nati (DTF 72 II 165 consid. 9 pag. 170 seg.; DTF 123 III 280 consid. 5 non pubblicato). 6.3.2 Sennonché, nel caso in rassegna, contrariamente a quanto tentano di far credere i ricorrenti nel gravame, la possibilità di esito favorevole della loro causa non è stata esclusa per il motivo che all'epoca dell'incidente essi non erano ancora nati, bensì "perché neppure erano stati concepiti". Non si tratta di un dettaglio irrilevante. 6.3.3 L'applicazione dell'art. 49 CO presuppone infatti una lesione della personalità. Ora, come rettamente già rilevato dal pretore nel giudizio di merito, dal punto di vista giuridico la personalità - e quindi il godimento dei diritti civili (cfr. art. 11 CC) - comincia con la nascita (art. 31 cpv. 1 CC) rispettivamente, a condizione che l'infante nasca vivo, con il concepimento (art. 31 cpv. 2 CC). Nella fattispecie in esame, all'epoca del sinistro, avvenuto il 12 novembre 1995, nessuno dei tre ricorrenti era stato ancora concepito: A.A.________ è nata il 3 agosto 1996, C.A.________ il 22 novembre 1999 e B.A.________ il 28 marzo 2001. In altre parole, quando il padre ha avuto l'incidente nessuno dei ricorrenti esisteva sotto il profilo giuridico e, di conseguenza, nessuno di loro è stato leso nella sua personalità, ciò che esclude l'applicabilità dell'art. 49 CO. 6.3.4 Discende da tutto quanto esposto che la decisione dei giudici ticinesi di negare ai ricorrenti l'assistenza giudiziaria e il gratuito patrocinio per il motivo che la loro causa pare votata all'insuccesso non viola l'art. 29 cpv. 3 Cost.