Citation: 1P.423/1999 17.05.2000 E. 3

3.-a) Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere constatato arbitrariamente i fatti e applicato arbitrariamente l'art. 60 LOrd. Essa avrebbe in effetti omesso di accertare la responsabilità esclusiva del medico cantonale per la situazione di disagio all'interno del suo ufficio e licenziato il ricorrente, vittima della turbativa, anziché il funzionario che l'ha causata. Secondo il ricorrente il suo licenziamento sarebbe arbitrario, poiché consacrerebbe un risultato insostenibile, in urto manifesto con il senso di giustizia e di equità: l'art. 60 LOrd conterrebbe infatti il principio secondo cui, qualora fossero dimostrati episodi qualificabili di "mobbing" o "bossing" da parte di un funzionario verso un altro, il licenziamento di uno di loro, per essere giustificato, deve riguardare quello all'origine dell'incompatibilità ambientale e non la vittima. b) L'ordinamento cantonale dei dipendenti pubblici del Cantone Ticino attua, in tema di durata del rapporto di lavoro, il sistema della nomina a tempo indeterminato con facoltà per il datore di lavoro di disdire il rapporto d'impiego in ogni tempo, prevalendosi di giustificati motivi (v., riguardo alla prassi cantonale, RDAT II-1998, n. 3 pag. 5). L'art. 60 LOrd prevede che l'autorità di nomina può sciogliere per giustificati motivi il rapporto di impiego facendo precorrere alla decisione di scioglimento un adeguato periodo di disdetta. Il cpv. 3 dell'art. 60 LOrd elenca i motivi di disdetta considerati giustificati; rientra in questi motivi "qualsiasi circostanza, soggettiva o oggettiva, data la quale non si può pretendere in buona fede che l'autorità di nomina possa continuare il rapporto di impiego, nella stessa funzione o in un'altra funzione adeguata e disponibile nell'ambito dei posti vacanti". Con questo sistema il Cantone ha dichiarato di voler garantire all'amministrazione statale una forma di rapporto d'impiego più moderno e meno complesso, dal profilo amministrativo, del precedente; in particolare, ha inteso conferire all'autorità di nomina la facoltà di poter intervenire, disdicendo il rapporto d'impiego, qualora il dipendente non fosse più in grado di assolvere il proprio compito o si instaurasse una situazione incompatibile con il buon funzionamento del servizio (Messaggio del Consiglio di Stato concernente la nuova legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 12 agosto 1994, pag. 6 e 23; cfr. anche il parere di Guido Corti, Inadempimento dei doveri di servizio: sanzioni disciplinari e provvedimenti amministrativi, in RDAT II-1995, pag. 275 segg. ).