Citation: BGE 149 V 185 E. 5.1

È pacifico che la figlia dell'opponente, apprendista in formazione che vive nella medesima economia domestica della madre, che percepisce una rendita per figli dall'AI (cfr. art. 35 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 25 cpv. 1 e 5 LAVS), non ha un proprio diritto alle prestazioni complementari ma deve essere considerata nel calcolo delle prestazioni complementari della madre, beneficiaria di una rendita d'invalidità e senza reddito da attività lavorativa. Per completezza si evidenzia che dagli atti emerge che il grado d'invalidità dell'opponente nel 2021 era del 62 % e che in considerazione del suo stato di salute non stava svolgendo alcuna attività lavorativa; un eventuale computo di un reddito nel senso dell'art. 14a OPC-AVS/AI non è pertanto da considerare. Incontestata è pure la necessità di eseguire un calcolo comune per determinare le prestazioni complementari dell'opponente. Le spese riconosciute e i redditi computabili della figlia vanno sommati a quelli della madre (cfr. art. 9 cpv. 2 LPC, peraltro non interessato dalla riforma del 2019). In effetti, la prestazione complementare è destinata a garantire il minimo esistenziale della famiglia di un assicurato solo nella misura in cui i singoli membri della famiglia non sono in grado di conseguire un reddito per coprire le spese necessarie al sostentamento.