Citation: 4A_543/2020 E. B

B.a. Ottenuta l'autorizzazione ad agire, il 15 maggio 2017 A.________ ha convenuto in giudizio B.________ davanti alla Pretura del distretto di Lugano, chiedendone la condanna al pagamento in suo favore di euro 2'102'150.--, oltre interessi. Con risposta dell'8 settembre 2017 il convenuto ha proposto il rigetto dell'azione. Statuendo il 2 luglio 2019, il Pretore ha respinto la petizione. Dopo aver constatato che in base a un'interpretazione soggettiva non vi era tra le parti alcun consenso effettivo sul significato del documento del 27 aprile 2016, in esito a un'interpretazione oggettiva il Pretore ha stabilito che l'attore non poteva in buona fede pensare che quel documento rappresentasse per il convenuto un impegno d'acquisto. B.b. Con appello del 9 settembre 2019 A.________ ha postulato, in riforma della sentenza del Pretore, l'accoglimento della petizione. Il 18 ottobre 2019 B.________ ha proposto il rigetto dell'appello. Statuendo il 14 settembre 2020 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto il gravame, in quanto ammissibile. La Corte cantonale ha rilevato che in base a un'interpretazione oggettiva delle volontà delle parti non era possibile derivare un accordo di compravendita delle azioni di C.________ AS, poiché a un'offerta di vendita dell'attore era seguita la dichiarazione del convenuto, che non costituiva un'accettazione esplicita e alla quale non poteva essere attribuito il senso di un'accettazione. Con quel documento, ha soggiunto la Corte cantonale, il convenuto ha in sostanza spiegato all'attore che entro il 30 aprile 2016 gli avrebbe confermato l'acquisto definitivo delle prime due tranches di titoli ed entro il 30 maggio 2016 quello delle restanti. In merito ai fatti precedenti la firma del documento del 27 aprile 2016, secondo il Tribunale d'appello, A.________ avrebbe cercato con insistenza di convincere B.________ a concludere un affare di grosse dimensioni. Costui aveva sì mostrato interesse e chiesto dati e informazioni sul prodotto a lui sottoposto dall'attore, ma non avrebbe mai accondisceso a vincolarsi a un acquisto dei titoli. I giudici cantonali hanno condiviso la conclusione del Pretore secondo cui tra uomini d'affari esperti quali erano le parti, una compravendita di quel tipo non si sarebbe probabilmente conclusa solo con un documento simile a quello firmato il 27 aprile 2016 da B.________: due parentesi e due date su un foglio contenente due elenchi, oltre alla firma del convenuto e a una data (sbagliata), non potevano apparire quale volontà di acquistare azioni per euro 9'768'700.--. Inoltre il comportamento del convenuto prima del 27 aprile 2016 mal si conciliava con la formalizzazione di un acquisto di azioni con quel documento. Infine, il riferimento "al nostro accordo di ieri"evocato dall'attore in una sua e-mail del 28 aprile 2016 non significava ancora che un contratto fosse effettivamente intervenuto, men che meno con il contenuto e nelle forme pretese dall'attore, il quale in una e-mail del 4 maggio 2016 aveva espresso al convenuto il suo dispiacere, ribadendogli la possibilità di acquistare delle azioni a prezzi interessanti.