Citation: 5P.49/2005 22.08.2005 E. 5

5.1 Da quanto precede discende che le censure ricorsuali non fanno apparire arbitraria la conclusione della Corte cantonale, secondo cui l'opponente ha apportato la prova dell'uso pubblico da tempo immemorabile della contesa stradina e che quindi questa è una cosa di dominio pubblico (Heinz Rey, Commento basilese, n. 26 ad art. 664 CC, Arthur Meier-Hayoz, Commento bernese, n. 113 seg. ad art. 664 CC). È vero, come sostenuto dai ricorrenti, che un uso pubblico della stradicciola non significa ancora necessariamente che questa sia di proprietà dell'ente pubblico (DTF 94 I 569 consid. 2a pag. 575). Il diritto cantonale grigione riconosce del resto espressamente all'art. 119 cpv. 1 LLIC la possibilità che delle strade siano - comprovatamente - di proprietà privata. 5.2 Come già osservato, la Corte cantonale ha interpretato il diritto cantonale - senza essere contraddetta dai ricorrenti - nel senso che per la contesa stradicciola sussiste una presunzione di proprietà in favore del Comune politico del luogo di situazione. In altre parole, spetta al privato provare la sua proprietà, se tale prova fallisce la particella in questione dev'essere considerata di proprietà del Comune politico sul cui territorio si trova. Nella fattispecie i ricorrenti nemmeno sostengono in modo esplicito di aver fornito la prova della loro proprietà sulla contesa stradina. Nel ricorso in esame, essi si limitano ad affermare che negli anni 1978-1980 sarebbe stato allestito un cosiddetto "piano Blitz", consistente in un rilievo fotogrammetrico riportato su un piano catastale, e che in tale occasione il conteso tratto della stradicciola sarebbe stato incluso in una particella di loro proprietà. Tuttavia una siffatta argomentazione meramente appellatoria, che nemmeno spiega gli effetti giuridici del piano Blitz, non basta per far risultare arbitraria la sentenza impugnata (supra consid. 4 in fine), che ha negato che i ricorrenti abbiano portato "precise e complete controprove formali" atte a distruggere la presunzione di proprietà a favore dell'opponente.