Citation: 4A_348/2015 E. 3.1

3.1. La Corte cantonale ha premesso che, giusta la giurisprudenza sviluppata in applicazione dell'art. 84 CO, se un debito è stato contratto in valuta estera, il creditore è tenuto a chiedere la condanna del debitore in tale valuta e che la facoltà di scegliere in virtù del secondo capoverso della predetta norma di saldare il debito nella moneta del luogo di pagamento spetta unicamente al debitore. Procedendo a un'interpretazione oggettiva del contratto di lavoro, l'autorità inferiore ha però negato che in concreto il contratto prevedesse uno stipendio in valuta estera, indicando che secondo il principio dell'affidamento il riferimento all'euro e un tasso di cambio fisso contenuti nel contratto costituiscono una modalità per determinare l'entità del salario in franchi svizzeri, atteso inoltre che i conteggi sono stati allestiti in franchi svizzeri.