Citation: 1P.613/2005 03.04.2006 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 131 I 153 consid. 1; 131 II 571 consid. 1, 364 consid. 1). 1.1 Presentato tempestivamente contro una decisione finale resa da un'autorità di ultima istanza cantonale, il ricorso di diritto pubblico, con cui viene eccepita la pretesa violazione di diritti costituzionali dei cittadini, è di massima ammissibile giusta gli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 89 OG, come pure in virtù dell'art. 34 cpv. 3 della legge federale sulla pianificazione del territorio, del 22 giugno 1979 [LPT; RS 700]). 1.2 Nella misura in cui sostiene che il progetto litigioso travalica i limiti degli interventi ammissibili nel nucleo di Mezzovico, la ricorrente si richiama ad una norma pianificatoria che disciplina l'ampliamento e la volumetria delle costruzioni. Sotto questo profilo, pur essendo proprietaria di un edificio non situato di fronte, ma contiguo, dev'esserle di principio riconosciuta la legittimazione ricorsuale ai sensi dell'art. 88 OG. Essa censura infatti la violazione di una disposizione destinata a proteggere non soltanto l'interesse pubblico, ma anche quello proprio dei vicini e rientra di massima nell'ambito di protezione di questa norma, essendo toccata dai pretesi effetti illeciti del controverso ampliamento (DTF 127 I 44 consid. 2c-d; 119 Ia 362 consid. 1b; 118 Ia 232 consid. 1a, 112 consid. 1b). D'altro canto, laddove considera arbitrario il tempo trascorso tra la notifica al Municipio dell'avviso cantonale e il rilascio della licenza edilizia, l'insorgente si appella ad un disposto procedurale la cui disattenzione è suscettibile di nuocere, in primo luogo, all'istante in licenza (Adelio Scolari, Commentario LALPT, LE, LAC, Bellinzona 1996, n. 818). È tuttavia vero che, conseguentemente a tale attesa, ella è stata privata della facoltà di censurare, in sede di opposizione, il prospettato intervento dal profilo della nuova regolamentazione comunale adottata nel frattempo. In quest'ottica, la norma invocata potrebbe perciò apparire funzionale anche ai suoi interessi. La ricorrente è inoltre legittimata a prevalersi dell'asserita violazione del suo diritto di essere sentita e meglio della carente motivazione del giudizio impugnato, poiché, su questo punto, lamenta in sostanza la violazione dei suoi diritti di parte dinanzi alla precedente istanza (DTF 129 II 297 consid. 2.3; 129 I 337 consid. 1.3). 1.3 Secondo l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, specificando in cosa consista la violazione. Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non applica quindi d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate dall'insorgente e solo se le stesse sono sufficientemente sostanziate (DTF 130 I 26 consid. 2.1; 129 III 626 consid. 4; 129 I 185 consid. 1.6, 113 consid. 2.1). Anche in funzione di questi presupposti dev'essere esaminata l'ammissibilità dell'impugnativa. 1.4 Considerato che gli atti di causa, ed in particolare i piani e le fotografie allegati alla domanda di costruzione, sono sufficienti a chiarire la situazione fattuale da cui trae origine la vertenza, l'esperimento di un sopralluogo, chiesto dalla ricorrente, non appare necessario né si giustifica (art. 95 OG; DTF 123 II 248 consid. 2a; 122 II 274 consid. 1d). Nemmeno l'apprezzamento anticipato operato dalla precedente istanza, che pure ha rinunciato ad assumere tale prova, risulta di conseguenza censurabile (DTF 124 I 208 consid. 4a; 122 II 464 consid. 4a).