Citation: 8C_736/2022 E. 7.2

7.2. Nel seguito, dopo aver evocato principi giurisprudenziali e dottrinali riguardanti il principio della sussidiarietà, oltre che esposto le linee guida COSAS valide dal 1° gennaio 2021, il Tribunale cantonale si è soffermato sulle condizioni della riconsiderazione ai sensi dell'art. 53 LPGA, applicabile nella fattispecie in virtù del rinvio del diritto cantonale pertinente. A questo punto, siccome non partecipando alle visite peritali richieste ripetutamente dall'UAI la ricorrente aveva impedito di determinare il proprio diritto ad una rendita d'invalidità, prioritario rispetto alle prestazioni assistenziali di cui ciò malgrado aveva deliberatamente continuato a chiedere il rinnovo, i giudici ticinesi hanno ritenuto che il suo atteggiamento era contrario al principio della sussidiarietà e al suo obbligo di ridurre il danno. A mente della Corte cantonale, i motivi di natura psichiatrica addotti dalla ricorrente (per la prima volta nel ricorso) non erano sufficienti per giustificare la mancata partecipazione all'accertamento. Da un lato, essa aveva già proceduto in modo analogo in passato chiedendo l'annullamento o il rinvio della visita peritale producendo certificati medici, la Corte cantonale avendo poi stabilito che non vi erano ragioni mediche giustificanti il rinvio. Dall'altro, agli atti non vi era nessun certificato medico relativo al periodo della visita del 16 maggio 2022, se non quello del 30 giugno 2021 della Dr.ssa med. B.________ (specialista FMH in psichiatria e psicoterapia), medico curante, il quale tuttavia non conteneva elementi medici oggettivi atti a far credere che la ricorrente non sarebbe stata in grado di sopportare una visita peritale nel mese di maggio 2022. La riconsiderazione da parte dell'USSI delle decisioni del 15 dicembre 2021 e del 3 gennaio 2022, che ha comportato il rifiuto delle prestazioni assistenziali da gennaio a maggio 2022, era dunque giustificata, e per le stesse ragioni andava tutelata la decisione su reclamo del 16 agosto 2022 con cui sono state rifiutate quelle del mese di giugno 2022. La Corte ticinese ha inoltre ritenuto che l'art. 23 Las/TI non era d'ausilio alla ricorrente. Poggiandosi su precedenti giurisprudenziali federali e cantonali, i giudici ticinesi hanno affermato che "un comportamento abusivo può giustificare la soppressione o il rifiuto dell'assistenza sociale, come pure che anche in relazione al diritto all'aiuto in situazioni di bisogno ex art. 12 Cost. vale il principio di sussidiarietà". Essi hanno poi menzionato che tali possibilità erano del resto previste sia dall'art. 9a cpv. 1 lett. c Reg.Las, sia al punto F.3 delle linee guide COSAS. I giudici ticinesi hanno infine precisato che l'intenzione - manifestata dalla ricorrente nel mese di settembre 2022 - di partecipare ad una perizia dell'AI non permetteva di giungere ad un esito differente, indicando che qualora la ricorrente vi avesse presenziato l'USSI avrebbe dovuto determinare il suo diritto alle prestazioni assistenziali.