Citation: 5C.259/2003 15.06.2004 E. 4

Sostenendo che la Corte cantonale avrebbe violato la regola detta dell' insolito, l'attrice solleva un'altra censura trattata dalla citata sentenza del 6 giugno 2002 (consid. 3-3.3), senza però minimamente riferirvisi. In virtù del principio invocato, l'adesione data alle condizioni generali di contratto non vale per quelle clausole inusuali sulle quali l'attenzione della parte più debole o meno sperimentata negli affari non è stata specificatamente attirata. Nell'ambito di CGA tale principio può trovare applicazione se la copertura assicurativa risultante dalla denominazione dell'assicurazione o dalla pubblicità viene ridotta in modo così notevole da non più coprire i rischi più comuni, o se il senso e la portata di una disposizione si rivelano oscuri a causa di una formulazione complicata, o, ancora, se in seguito al luogo in cui è piazzata all'interno delle CGA la clausola appaia per l'assicurato sorprendente ed inaspettata (sentenza 5C.53/2002 consid. 3.1 con rinvii). Ora - come già indicato nell'appena menzionata sentenza - l'art. 203.5 non è solo situato nel capitolo delle CGA che elenca i rischi non assicurati, ma a chi lo legge in buona fede non può sfuggire che i danni risultanti dall'utilizzo del veicolo su un percorso di gara sono esclusi dalla copertura assicurativa. Non è nemmeno ravvisabile il motivo per cui l'attrice non poteva attendersi un'esclusione della copertura assicurativa nel caso in cui il veicolo circoli su un circuito automobilistico, atteso segnatamente che tale esclusione - limitata ad un comportamento non usuale e del tutto evitabile - non modifica affatto in modo sostanziale la natura del contratto. Ne segue che pure questa censura si rivela manifestamente infondata.