Citation: 2C_630/2016 E. 6.3

6.3. Oggetto di giudizio è la fondatezza di una decisione incidentale in materia di provvedimenti cautelari. Altrimenti detto, occorre determinare se la decisione del Giudice delegato che revoca l'effetto sospensivo al gravame esperito in sede cantonale poggia su di una base legale. Nel caso concreto la pronuncia contestata è stata emanata in virtù della legge ticinese sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm), segnatamente degli art. 71 e 37 LPAmm. Infatti, giusta l'art. 71 LPAmm " il ricorso (dinanzi al Consiglio di Stato o al Tribunale cantonale amministrativo) ha effetto sospensivo a meno che la legge o la decisione impugnata non dispongano altrimenti. In questo caso, con specifica istanza, il ricorrente può chiedere al presidente dell'autorità di ricorso o al giudice delegato la sospensione della decisione". Inoltre, l'art. 37 LPAmm prevede che " l'autorità amministrativa adotta, d'ufficio o su istanza di parte, le opportune misure provvisionali (cpv. 1). Per il Tribunale cantonale amministrativo la decisione è adottata dal presidente o dal giudice delegato (cpv. 2) [...]. Le decisioni provvisionali sono immediatamente esecutive. Esse sono suscettibili di ricorso se la vertenza è impugnabile nel merito (cpv. 4) ". Non si ravvede dunque come la decisione impugnata, che si fonda su queste disposizioni, sia sprovvista di base legale. In realtà, il quesito di sapere se è a giusto titolo che, sulla base della LPAmm, il Giudice delegato ha revocato l'effetto sospensivo al gravame sottopostogli non attiene all'art. 27 Cost., ma all'applicazione arbitraria del diritto cantonale, aspetto sul quale tuttavia il ricorrente non si esprime e che non va esaminato d'ufficio da questa Corte (cfr. consid. 2.5). Per quanto concerne le altre condizioni in virtù delle quali la libertà economica può essere limitata, segnatamente l'esigenza dell'interesse pubblico e la proporzionalità (vedasi art. 36 cpv. 2 e 3 Cost.), il ricorrente non accenna alla prima e non spetta al Tribunale federale vagliare d'ufficio la questione (cfr. consid. 2.5 in precedenza). Per quanto riguarda la seconda, la stessa si confonde con la lamentata violazione del principio della proporzionalità e verrà esaminata in tale ambito (cfr. consid. 11).