Citation: 4A_343/2008 05.05.2009 E. 4

Venendo al merito della sentenza, il ricorrente ravvede una violazione del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) nella decisione dei giudici cantonali di porre a suo carico il danno nella misura del 75 %. Innanzitutto perché l'affermazione secondo cui lo studio d'architettura D.________ avrebbe insistito e imposto il proprio punto di vista anche qualora fosse stato formalmente avvisato dei rischi insiti nel suo progetto poggia su di una presunzione priva di fondamento. Inoltre, secondo il ricorrente, una simile ripartizione del danno sarebbe in manifesto contrasto con l'accertamento secondo il quale, oltre ad aver violato il loro obbligo di diligenza eseguendo le opere seppur consapevoli dei problemi che si sarebbero verificati, le opponenti hanno fornito opere difettose, e ciò a prescindere dal concetto del progettista. 4.1 Limitandosi ad asserire genericamente che la considerazione del Tribunale d'appello sarebbe una mera presunzione, il ricorrente disattende i requisiti di motivazione posti alla censura di arbitrio, descritti al consid. 2.1. La questione non necessita di essere ulteriormente dibattuta, dato che l'argomentazione ricorsuale è comunque destinata all'insuccesso. 4.2 Giovi rammentare che l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata; il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 134 I 263 consid. 3.1; 132 III 209 consid. 2.1). Per quanto concerne più in particolare la valutazione delle prove e l'accertamento dei fatti, il giudice - il quale in questo ambito dispone di un ampio margine di apprezzamento - incorre nell'arbitrio se misconosce manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette senza valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure se ammette o nega un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1). 4.3 Ora, contrariamente a quanto asseverato dal ricorrente, l'affermazione del Tribunale d'appello secondo cui il progettista avrebbe imposto il proprio punto di vista anche qualora fosse stato formalmente avvisato poggia su varie deposizioni testimoniali, dalle quali è emerso che nonostante le proposte di modifiche delle opponenti, lo studio D.________ ha sempre insistito per il rispetto delle sue indicazioni. Il ricorrente non nega che il suo ausiliario abbia regolarmente rifiutato le modifiche proposte dalle opponenti né tantomeno critica la valutazione delle deposizioni testimoniali effettuata dall'autorità cantonale. In queste circostanze, la decisione della Corte ticinese di ritenere che anche in caso di formale avvertimento il progettista non avrebbe modificato il proprio atteggiamento, è sostenibile; il comportamento ipotetico di una persona viene in effetti determinato sulla base di quanto noto. A prescindere dalla questione della sua ammissibilità sotto il profilo della motivazione, la censura relativa alla violazione dell'art. 9 Cost. è dunque priva di fondamento. 4.4 Per il resto, nella misura in cui si aggrava contro la ripartizione delle rispettive responsabilità nell'insorgere del danno, a suo modo di vedere arbitraria, il ricorrente propone argomenti che attengono all'applicazione del diritto e vanno pertanto esaminati in tale contesto.