Citation: 4A_398/2023 E. 2.2

2.2. Il ricorrente rimprovera al Pretore di non aver correttamente amministrato le prove, di non averle valutate in applicazione della "massima ufficiale" (art. 247 CPC) e di non aver concluso che il lavoratore avrebbe portato la prova delle ore di lavoro eseguite in cantiere in misura di 8,30/9 al giorno e della durata delle trasferte. Egli biasima la Corte di appello di non aver rilevato la violazione ad opera del Pretore degli art. 55, 56, 58, 168 seg., 243 seg. e 247 CPC e fa valere che il perito avrebbe indicato che le ore nette di lavoro in cantiere (senza trasferta e senza pausa pranzo) sarebbero state in media 8.7 al giorno. Orbene, nella misura in cui riguardano il verdetto pretorile, le predette censure sono inammissibili, poiché non sono rivolte contro una decisione di un'autorità cantonale di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF). Laddove, invece, rimprovera alla Corte cantonale di non aver stabilito una violazione degli art. 55, 56, 58, 168 seg., 243 seg. e 247 CPC e si riferisce a puntuali rilievi peritali, il rimedio è infruttuoso, poiché il ricorrente non pretende, con un preciso riferimento agli atti, di avere già fatto valere innanzi all'istanza precedente nei modi e nelle forme previste dalla procedura tali doglianze, le quali sono così improponibili dinanzi a questa Corte.