Citation: 4A_561/2013 E. 4.3

4.3. L'ultima critica ai fatti riguarda l'ammontare della sostanza coniugale determinato dal Tribunale di appello per calcolare l'onorario supplementare secondo l'art. 14 cpv. 2 TOA. La Corte cantonale ha ricordato che nel 1999 il Pretore di Lugano aveva accertato che C.A.________ era amministratore della società panamense D.________ Inc. e beneficiario economico delle relazioni bancarie della società, valutate in fr. 7'954'554.40, e che nella causa di divorzio egli non era riuscito a provare che i soldi non gli appartenessero. Anche la ricorrente - hanno proseguito i giudici ticinesi - aveva sempre manifestato la convinzione che il marito fosse il beneficiario economico dei conti della D.________ Inc., sia nell'ambito della causa di stato, ciò che le aveva garantito contributi alimentari consistenti, sia dopo la morte del marito, quando aveva notificato nella procedura di beneficio d'inventario una pretesa di liquidazione del regime matrimoniale che considerava anche tali averi; fatto quest'ultimo che, a mente della Corte cantonale, contraddice la posizione assunta dalla convenuta in questa causa. La ricorrente insorge contro il computo degli averi della D.________ Inc. nella sostanza coniugale. Rimprovera al Tribunale di appello di essersi basato sugli accertamenti di verosimiglianza effettuati dal Pretore di Lugano nell'ambito delle procedure cautelari, afferma che non è stato possibile accertare l'ammontare degli averi in questione e taccia d'arbitrio l'argomentazione con la quale l'autorità cantonale ha giudicato contraddittorio il suo comportamento. La ricorrente, tuttavia, non si premura affatto di dimostrare l'arbitrio; agli accertamenti in parte autonomi, in parte ripresi dalle decisioni del Pretore di Lugano, ma che la Corte cantonale ha comunque fatto suoi, contrappone liberamente la propria valutazione dei fatti, riportando ampi stralci della sentenza impugnata e passaggi di testimonianze, come se si trovasse in istanza di appello. L'asserita arbitrarietà del rimprovero di aver avuto un comportamento contraddittorio non sarebbe comunque suscettibile di modificare l'esito della causa, poiché tocca soltanto una considerazione conclusiva e secondaria dell'articolata motivazione della sentenza impugnata.