Citation: U 284/99 13.01.2000 E. 3

3.- Nell'evenienza concreta, la precedente autorità ricorsuale, fatte sostanzialmente proprie le conclusioni contenute nella perizia giudiziaria a cura del Zentrum für Medizinische Begutachtung (ZMB), allestita il 3 dicembre 1998 e completata il 1° aprile 1999, ha ammesso un grado d'invalidità del 50 %. L'assicuratrice ricorrente, reputando l'opponente pienamente abile al lavoro, contesta tanto l'esistenza di un nesso di causalità naturale ed adeguata quanto la circostanza che tale graduazione dell'invalidità sia corretta e, quindi, il riconoscimento del diritto ad una rendita. Ad un attento esame della fattispecie, questa Corte ritiene di non poter accogliere le conclusioni formulate dalla ricorrente, ma di dover prestare adesione al circostanziato giudizio querelato, la soluzione adottata dalla precedente istanza essendo fondata su una pertinente analisi della documentazione agli atti e sorretta da una motivazione coerente. a) I primi giudici hanno in effetti sottolineato a ragione che i medici dello ZMB avevano esplicitamente ammesso trovarsi i disturbi somatici e quelli psichici, consistenti in una persistente sindrome dolorifica somatoforme, con verosimiglianza preponderante in un nesso di causalità naturale con l'infortunio del 1° luglio 1992. Del resto, le diagnosi extra-infortunistiche risultavano praticamente prive di significato se raffrontate a quelle di carattere infortunistico. Classificato l'incidente occorso a K.________ nella categoria degli infortuni gravi, pure correttamente la precedente istanza ha ammesso l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra l'evento in questione ed i danni alla salute evidenziati dai periti giudiziari. b) Osservato come l'assicurato fosse professionalmente inattivo sin dal giorno in cui rimase vittima del noto incidente della circolazione, il Tribunale cantonale ha considerato lecito ritenere, in assenza di dati economici affidabili, che l'incapacità lucrativa si confondesse con quella lavorativa, determinando quindi il grado d'invalidità nella misura del 50 %. La ricorrente censura tale modo di giudicare avvertendo in sostanza che altri sanitari avevano attestato percentuali d'incapacità diverse da quella indicata nella perizia giudiziaria. Ora, è ben vero che i medici della Clinica di riabilitazione di Z.________ e quelli dell'Institut für Medizinische Begutachtung (IMB), nei rispettivi rapporti 7 marzo e 26 aprile 1996, non avevano riconosciuto carattere invalidante alla persistente sindrome dolorifica somatoforme ulteriormente diagnosticata dai periti. Tuttavia, come evidenziato correttamente dal Tribunale cantonale, il dott. T.________, specialista in psichiatria attivo presso l'IMB, aveva ritenuto superfluo procedere ad un'approfondita valutazione dello stato psichico dell'interessato ed aveva fatto affidamento al solo contenuto del rapporto d'uscita della Clinica di Z.________, documento dal quale non emergeva affatto che l'assicurato fosse stato periziato da uno specialista in psichiatria durante la degenza dal 31 gennaio al 14 febbraio 1996. Questa Corte non ravvisa quindi fondate ragioni suscettibili di sovvertire le conclusioni cui è giunta la prima istanza, ove altresì si osservi che, per costante giurisprudenza, in linea di massima e a prescindere da evenienze particolari non ricorrenti in concreto, il giudice non si scosta, senza motivi imperativi, dalle risultanze di una perizia medico-giudiziaria; compito del perito è quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche conoscenze e, quindi, fornire gli elementi riguardanti gli aspetti medici di una determinata fattispecie (DTF 122 V 161, 118 V 290 consid. 1b, 112 V 32 consid. 1a e riferimenti). In concreto, simili motivi non sono dati, per cui le censure dell'insorgente si ravvisano inconferenti. c) La suindicata valutazione si rivela a maggior ragione corretta se si nota che l'opponente, in questa sede, ha prodotto la copia di una proposta di decisione 29 settembre 1999, giusta la quale l'assicurazione per l'invalidità prevedeva di riconoscergli un grado d'invalidità dell'80 % con diritto di rendita intera dal 1° luglio 1993, del 50 % con diritto a mezza rendita dal 1° novembre 1996, e dell'80 % con diritto di rendita intera a contare dal 1° dicembre 1998. In effetti, occorre da un lato ritenere che l'assicurazione contro gli infortuni assume soltanto i danni trovantisi in un nesso causale adeguato con l'evento infortunistico, mentre l'assicurazione per l'invalidità non conosce invece tale limitazione in quanto, secondo la sua finalità, è tenuta a rispondere dell'invalidità indipendentemente dalla causa della stessa. Deve da un altro lato essere osservato che, alla luce della perizia giudiziaria del 3 dicembre 1998 e del suo complemento del 1° aprile 1999, le diagnosi extra-infortunistiche sono praticamente prive di significato se raffrontate a quelle di carattere infortunistico. Può quindi essere condivisa la valutazione operata dai primi giudici, concludente per un'invalidità imputabile nelle proporzioni del 50 % all'infortunio del 1° luglio 1992. d) Per quanto detto, non possono essere ritenute nemmeno le altre considerazioni assunte dall'insorgente, segnatamente quelle alludenti all'obbligo per l'assicurato di diminuire il danno, in particolare intraprendendo quanto possibile per mettere a profitto la sua restante idoneità lavorativa. e) Alla luce delle suesposte considerazioni, il querelato giudizio merita tutela per quanto concerne il diritto dell'opponente ad una rendita d'invalidità del 50 %, mentre devono essere disattese le domande ricorsuali formulate a questo proposito.