Citation: 5A_807/2013 E. 2.3.1

2.3.1. Né la CArap né la LF-RMA contengono una definizione della nozione di "dimora abituale". Secondo la giurisprudenza, tale nozione deve essere interpretata in modo autonomo, e corrisponde al criterio di collegamento utilizzato dalla convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni (RS 0.211.231.01) nonché da altre convenzioni dell'Aia (sentenza 5A_164/2013 del 18 aprile 2013 consid. 3; v. anche Lucie Mazenauer, Internationale Kindesentführungen und Rückführungen - Eine Analyse im Lichte des Kindeswohls, 2012, n. 12). Determinante è il centro effettivo della vita del minore e delle sue relazioni (DTF 129 III 288 consid. 4.1; 117 II 334 consid. 4a; 110 II 119 consid. 3). Tale luogo può risultare tanto dalla durata di fatto della dimora e dai legami che ne derivano, quanto dalla durata prevista della dimora e dall'integrazione che ci si attende. Un soggiorno di sei mesi crea - in linea di principio - una dimora abituale, ma la dimora può anche divenire abituale subito dopo il cambiamento del luogo di soggiorno se è destinata ad essere duratura e a sostituire il precedente centro della vita e delle relazioni (Jörg Pirrung, in Kommentar zum Bürgerlichen Gesetzbuch mit Einführungsgesetz und Nebengesetzen EGBGB/IPR, Vorbem C-H zu Art. 19 EGBGB, [Internationales Kindschaftsrecht 2], 2009, n. D35 pag. 234 seg.). La dimora abituale si definisce in base ad elementi percepibili dall'esterno e va definita per ciascuno singolarmente; la dimora abituale di un figlio coincide tuttavia di norma con il centro della vita di un genitore almeno. Trattandosi di un neonato o di un bambino piccolo, sono decisive quali indizi della sua dimora abituale le sue relazioni familiari con il genitore cui egli è affidato (DTF 129 III 288 consid. 4.1; sentenze 5A_504/2013 del 5 agosto 2013 consid. 2.3.1; 5A_650/2009 dell'11 novembre 2009 consid. 5.2, in SJ 2010 I pag. 193: Lucie Mazenauer, op. cit., n. 13-14). Dagli accertamenti effettuati dall'istanza inferiore risulta che la minore (nata il 3 gennaio 2011) ha risieduto nel Regno Unito dal 3 maggio al 15 novembre 2011, quindi per oltre sei mesi. Il fatto che all'inizio lei e la madre abbiano soggiornato per un breve tempo in un albergo è irrilevante, così come il fatto che in due occasioni siano partite all'estero per vacanze (v. sentenza 5A_427/2009 del 27 luglio 2009 consid. 3.2 in fine con rinvio, in FamPra.ch 2009 pag. 1088). Il Tribunale d'appello ha del resto appurato che la documentazione agli atti (biglietti, messaggi di posta elettronica, annuncio di nascita della bambina) dimostra chiaramente che la madre ha acquistato la casa a X.________ per viverci con la figlia ed il compagno: ciò significa che - a prescindere dalla durata di fatto del soggiorno a X.________ - la nuova dimora era destinata ad essere duratura e a sostituire il precedente centro della vita e delle relazioni. Sulla base di questi elementi la Corte cantonale poteva quindi considerare, senza violare il diritto convenzionale, che quando la minore è partita il 15 novembre 2011 per gli Stati Uniti la sua dimora abituale si situasse a X.________ (Regno Unito). La ricorrente sostiene in sostanza che non vi sarebbero gli elementi per affermare che la sua residenza abituale, e di riflesso anche quella della minore, si situasse nel Regno Unito. A suo dire, infatti, al momento in cui è partita per gli Stati Uniti con la figlia "non c'era ancora stata alcuna integrazione nel tessuto sociale inglese" (in Inghilterra ella non avrebbe avuto né lavoro, né relazioni personali, né legami di tipo fiscale, amministrativo o assicurativo), anche perché non avrebbe mai avuto l'intenzione di stabilirsi durevolmente nel Regno Unito, ma "voleva rientrare a breve in Florida, località che, assieme a Y.________, costituiva il centro dei suoi interessi". L'argomentazione si fonda apoditticamente su una fattispecie che non risulta dalla sentenza impugnata, senza che l'insorgente denunci l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nell'apprezzamento delle prove effettuati dall'autorità inferiore. La censura si appalesa pertanto inammissibile. È determinante la dimora abituale del minore immediatamente prima del suo trasferimento o del suo mancato ritorno (art. 3 cpv. 1 lett. a CArap; Raselli/Hausammann/Möckli/Urwyler, Ausländische Kinder sowie andere Angehörige, in Ausländerrecht, 2a ed. 2009, n. 16.153). In concreto il ritorno della minore nel Regno Unito era previsto, dopo una vacanza di circa due mesi negli Stati Uniti, a gennaio 2012. A tale momento la dimora abituale della figlia si situava ancora nel Regno Unito: data la natura del soggiorno negli Stati Uniti, non si può infatti affermare che il centro effettivo della sua vita e delle sue relazioni si fosse spostato in questo Paese (né la ricorrente del resto lo pretende).