Citation: 2P.53/2006 17.08.2006 E. 5

5.1 In riferimento all'imposta cantonale per l'anno fiscale 1995, la sentenza impugnata costituisce una decisione di ultima istanza cantonale contro cui a livello federale non era ancora dato alcun rimedio giuridico all'infuori del ricorso di diritto pubblico. Per il periodo fiscale menzionato, tale rimedio è pertanto di massima ammissibile sotto il profilo degli art. 84 e 86 cpv. 1 OG. La ricorrente dispone inoltre pacificamente della potestà ricorsuale ai sensi dell'art. 88 OG. 5.2 Secondo l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, specificando in cosa consista la violazione. Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non verifica quindi d'ufficio la costituzionalità del provvedimento contestato, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate dall'insorgente e solo se le stesse sono supportate da un'esauriente motivazione giuridica, sono esposte in modo chiaro e, per quanto possibile, sono documentate (DTF 130 I 258 consid. 1.3, 26 consid. 2.1; 129 I 185 consid. 1.6, 113 consid. 2.1). In particolare, quando si prevale di una violazione del divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.), il ricorrente non può limitarsi a criticare la decisione impugnata in maniera appellatoria, come nel contesto di un ricorso di diritto amministrativo. Egli deve per contro illustrare in maniera precisa e dettagliata quali norme o principi giuridici l'autorità cantonale avrebbe violato in modo addirittura manifestamente insostenibile e perciò arbitrario (DTF 128 I 295 consid. 7a; 125 I 492 consid. 1b; 117 Ia 10 consid. 4b). Sotto questo profilo il gravame, generico e confuso, risulta chiaramente inammissibile. 5.3 Il principio dell'allegazione di cui all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG vale anche per i ricorsi in materia di doppia imposizione, pur imponendo in tale ambito esigenze per certi versi meno rigorose (DTF 114 Ia 317 consid. 2b; sentenza 2P.59/2004 del 30 agosto 2004, consid. 1.3). Nemmeno nella misura in cui l'atto di ricorso va trattato in questo senso la relativa motivazione può comunque venir considerata sufficiente. Dalla stessa non emerge infatti in che modo e perché il Canton Ticino, quale cantone di sede della ricorrente, avrebbe contravvenuto ai principi in tema di doppia imposizione o travalicato i limiti della propria sovranità fiscale ritenendo la retrocessione nell'esercizio 1995 degli asseriti onorari per attività amministrative come una spesa non giustificata dal profilo dell'uso commerciale (cfr. consid. 3.2). La questione di sapere se la ripresa fiscale possa risultare rilevante ai fini della revisione della tassazione della ricorrente per il periodo fiscale 1993 non va d'altro canto decisa in questa sede. È infatti anche per chiarire questo aspetto che gli atti sono stati rinviati all'Ufficio di tassazione delle persone giuridiche.