Citation: 2C_302/2014 E. 3.3

3.3. Il ricorrente può però far valere la disattenzione dei suoi diritti di parte, la cui violazione costituisce un diniego di giustizia formale (DTF 133 I 185 consid. 6.2 pag. 198). Egli lamenta in primo luogo il fatto di non essere mai stato sentito personalmente. A torto. L'interessato dimentica infatti che il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. - come già ricordatogli dalla Corte ticinese - non comprende di principio quello di comparire personalmente e di esprimersi oralmente dinanzi all'autorità giudicante (DTF 134 I 140 consid. 5.3 pag. 148 con rinvio; 130 II 425 consid. 2.1 pag. 428; 125 I 209 consid. 9b pag. 219). Ora l'insorgente ha avuto ampia possibilità di esprimersi per iscritto dinanzi alle autorità cantonali. La critica, inconferente va pertanto respinta. Infine, egli si duole di un diniego di giustizia in quanto l'autorità di prime cure si sarebbe rifiutata di trasmettere i suoi scritti, da considerare quali ricorsi, al Consiglio di Stato per evasione e competenza. La censura è inammissibile già per il fatto che le accresciute esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (applicabile in virtù dell'art. 117 LTF) non sono all'evidenza soddisfatte in concreto, limitandosi il ricorrente ad esporre il proprio punto di vista, senza però spiegare né dimostrare in che e perché sarebbero state disattese le garanzie procedurali formali.