Citation: 7B.46/2006 18.04.2006 E. 5

5.1 Un semplice interveniente - come si rivela essere in concreto il ricorrente - ad un incanto di un fondo non ha la facoltà di impugnare le condizioni di vendita; egli non acquista un siffatto diritto nemmeno se si aggiudica l'immobile (DTF 34 I 857 consid. 2; 60 III 31 consid. 2). Le censure ricorsuali attinenti ai preparativi dell'incanto e segnatamente dirette contro le poste incluse nel piede d'asta si rivelano pertanto inammissibili. Non essendo un creditore, il ricorrente non è nemmeno legittimato ad impugnare lo stato di riparto, atteso che con questo l'Ufficio si limita, in sostanza, a distribuire il ricavo della realizzazione ai creditori (art. 112 RFF). 5.2 Il ricorrente afferma tuttavia pure che gli importi menzionati nelle condizioni di pagamento per l'imposta sull'utile immobiliare e per le spese dell'Ufficio costituivano unicamente degli anticipi. Con questa asserzione egli non censura le condizioni d'asta, ma chiede che queste vengano rispettate nel significato da lui loro attribuito. Occorre pertanto esaminare se l'interpretazione ricorsuale è giustificata, e in caso di risposta affermativa, se l'Ufficio si è attenuto a quanto indicato nelle proprie condizioni d'incanto cresciute in giudicato e se esso doveva, prima di passare alla ripartizione del prodotto della realizzazione fra i creditori, restituire all'aggiudicatario quanto non utilizzato per le poste per le quali aveva richiesto un anticipo. Specificando esplicitamente nelle condizioni di pagamento che nel prezzo di aggiudicazione erano inclusi fr. 6'400.-- per l'imposta sull'utile immobiliare e fr. 6'300.-- per le spese dell'Ufficio, i potenziali acquirenti dovevano in buona fede intendere che all'aggiudicatario del fondo venivano messi a carico tali poste per gli importi massimi indicati, che dovevano essere anticipati. Di conseguenza, gli importi chiesti per la predetta imposta e per le spese dell'Ufficio devono essere ritenuti vincolati e possono unicamente essere utilizzati per pagare tali costi. 5.2.1 Da quanto precede discende che se - come il ricorrente sostiene sia avvenuto in concreto - non dovesse essere dovuta alcuna tassa sull'utile immobiliare, l'importo anticipato per tale tassa dev'essere restituito all'aggiudicatario prima di procedere all'allestimento dello stato di riparto. La sentenza impugnata non contiene tuttavia alcuna constatazione da cui risulti se nella fattispecie una siffatta imposta sia sorta o no. Il Tribunale federale non può quindi statuire direttamente sulla richiesta di restituzione, ma deve rinviare la causa all'autorità di vigilanza per completazione degli accertamenti di fatto e nuova decisione. 5.2.2 Per contro, il ricorrente non contesta l'esistenza di spese dell'Ufficio di fr. 6'300.--. Egli ritiene però che esse non debbano essere saldate con quanto da lui anticipato, ma debbano essere - prevalentemente - pagate con il provento dell'amministrazione coatta. Così facendo, egli critica però inammissibilmente le condizioni d'incanto (supra consid. 5.1), che invece ponevano a suo carico tali spese.