Citation: 1C_291/2024 E. 3.1

3.1. L'istanza precedente ha rilevato che nel diritto ticinese non vi sono norme specifiche volte a prevenire immissioni d'ombra eccessive (sentenza 1P.134/1994 del 21 luglio 1994 consid. 2d, apparso in: RDAT I-1995 n. 20 pag. 40). Ha osservato poi che il Municipio ha accertato che l'avversato progetto edilizio rispetta le norme sulle altezze e sulle distanze dal confine, ritenendo quindi infondate le censure relative all'asserita perdita di insolazione, mentre il Consiglio di Stato ha ritenuto che la distanza tra edifici (in concreto oltre 10 m rispetto agli 8 m prescritti), esclude perdite d'illuminazione naturale tali da rendere insalubre l'abitazione dei ricorrenti. Ha ritenuto ch'essi non si sono confrontati con queste valutazioni, limitandosi a invocare in maniera generica e non circostanziata potenziali ripercussioni per la salubrità della loro abitazione e delle piante coltivate in giardino. Ha accertato che il progettato edificio B rispetta le norme sull'altezza e sulle distanze, mentre lo spazio che intercorre tra l'edificio A e la casa dei ricorrenti esclude d'acchito qualsiasi interferenza. Ha stabilito poi che dall'esame dei piani, dalla collocazione delle nuove edificazioni e dagli spazi tuttora liberi da costruzioni l'invocata perdita d'insolazione non trova alcun riscontro concreto. Ha quindi negato la presenza di un ombreggiamento straordinario tale da richiedere, eccezionalmente, una maggiorazione delle distanze prescritte dal piano regolatore.