Citation: 1A.210/2001 21.03.2002 E. 2

2.1 Il ricorrente rileva che contro di lui, quale proprietario del bene sequestrato, non è ancora stata prospettata l'apertura di una procedura di confisca e aggiunge che la circostanza che l'Autorità richiedente lo sospetti di riciclaggio, definendolo "escroc notoire", confermerebbe il timore che la confisca avvenga senza coinvolgerlo nella procedura e senza udirlo. Secondo il ricorrente, infine, la questione decisiva sarebbe di sapere se il sequestro possa essere mantenuto senza che la sua colpevolezza sia indicata concretamente. 2.2 L'assunto non regge. Come già rilevato nella sentenza del Tribunale federale del 3 gennaio 2001 (consid. 3c e d) e nella decisione impugnata, l'asserita estraneità del ricorrente ai prospettati reati non è decisiva, visto che la concessione dell'assistenza non presuppone che l'interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nel procedimento penale estero: basta in effetti una relazione diretta e oggettiva tra il bene sequestrato e i reati per i quali si indaga e non è necessaria un'implicazione dell'interessato nell'operazione criminosa (DTF 120 Ib 252 consid. 5a e b). Ora, in concreto, come è stato rilevato anche dall'UFG nelle osservazioni al ricorso, le Autorità inquirenti estere hanno continuamente ribadito la connessione tra l'inchiesta e la collezione litigiosa. In quanto sostiene l'assenza di risultanze concrete che dimostrino l'uso della "X.________ collection" per i reati di riciclaggio, il ricorrente disattende che l'esame delle prove poste a fondamento della richiesta e l'esame della colpevolezza, spettano al giudice estero del merito (sentenza del 3 gennaio 2001, consid. 3b).