Citation: 4C.33/2003 20.08.2003 E. 5

In coda al suo allegato l'attrice invoca infine la violazione delle norme sul mandato. A suo dire, la tesi del Tribunale d'appello, fondata sull'art. 399 CO, regge soltanto nell'ipotesi che siano applicabili le condizioni generali degli spedizionieri (CG), in particolare l'art. 27, giusta il quale lo spedizioniere è autorizzato a farsi sostituire da terzi. Non essen do dette condizioni generali applicabili e non emergendo dagli atti nessuna autorizzazione di delega specifica, la convenuta - sostiene l'attrice - è responsabile per l'operato della ditta Z.________ in forza dell'art. 399 cpv. 2 CO, come se avesse agito lei medesima. Questi argomenti si avverano parzialmente fondati. 5.1 Il mandato si basa per sua natura sulla fiducia reciproca e sulla persona dei contraenti. A norma dell'art. 398 cpv. 3 CO il mandatario è tenuto ad eseguire personalmente l'incarico affidatogli, a meno che la sostituzione di un terzo non sia consentita, imposta dalle circostanze oppure ammessa dall'uso specifico del settore in cui si situa il mandato. In concreto, nessuna di queste eventualità sembra essersi verificata. Da quanto accertato nella sentenza impugnata, l'attrice ha incaricato la convenuta dell'esecuzione di una singola e ben definita operazione doganale. Non risulta ch'essa abbia acconsentito all'assunzione di un terzo per il disbrigo delle pratiche doganali, né tantomeno che abbia autorizzato il trasferimento del denaro anticipato all'intermediario. Né vi sono elementi concreti in merito alle circostanze o all'uso. La precisa delimitazione della prestazione (lo sdoganamento) così come la sua natura particolare improntata alla fiducia (la consegna di una cospicua somma di denaro per il pagamento dell'IVA) lasciano comunque supporre che dell'esecuzione dovesse di principio occuparsi personalmente la convenuta. 5.2 In altre parole, contrariamente a quanto ritenuto nella sentenza impugnata, sulla base delle sole norme sul mandato non si può ammettere - senza ulteriori approfondimenti - la possibilità della convenuta di incaricare delle pratiche di sdoganamento una terza ditta. La conclusione sarebbe diversa se le relazioni tra le parti fossero rette anche dalle Condizioni generali dell'Associazione svizzera degli spedizionieri oppure qualora si dovesse ammettere che un simile modo d'agire corrisponde a quanto regolarmente in uso nel settore delle spedizioni internazionali. L'art. 27 CG concede in effetti allo spedizioniere la facoltà di organizzare il trasporto secondo il suo libero apprezzamento, permettendogli in particolare di far capo a submandatari quali vettori, magazzinieri, assicuratori oppure banche. L'attrice nega la possibilità di richiamarsi alle norme convenzionali nella fattispecie concreta, mentre la convenuta, nella risposta inol trata al Tribunale federale, ne ribadisce l'applicabilità e dichiara, in ogni caso, che un simile modo di procedere corrisponde alla prassi corrente nel settore delle spedizioni internazionali. La Corte cantonale ha lasciato indecisa la questione dell'applicabilità delle citate condizioni generali e non si è chinata sugli usi e i costumi tipici del ramo; nel contempo essa ha però dato per scontata la facoltà del mandatario di farsi sostituire. Sennonché un simile assunto, se prescinde dalle predette condizioni generali e dall'uso, lede l'art. 398 cpv. 3 CO, per il che la sentenza impugnata dev'essere annullata. Dato ch'essa non contiene gli elementi di fatto necessari per un giudizio finale la causa va nuovamente rinviata all'autorità cantonale (art. 64 OG).