Citation: 2C_101/2025 E. 3.1

3.1. Dopo aver spiegato perché la ricorrente non poteva più fruire del permesso di dimora UE/AELS concessole nell'ambito del ricongiungimento familiare (da tempo non viveva con i propri genitori) la Corte cantonale ha ugualmente esposto in dettaglio perché non poteva pretendere al rilascio di alcun altro tipo di autorizzazione di soggiorno. Ella infatti non aveva diritto ad un permesso di dimora per esercitare un'attività lavorativa (art. 6 Allegato I ALC) dato che non aveva mai avuto - e ancora meno comprovato di avere - un impiego e non fruiva di conseguenza dello statuto di lavoratrice. Non avendo poi diritto alle indennità di disoccupazione, non poteva prevalersi dell'Accordo sulla libera circolazione per cercarsi un lavoro, non avendo prospettive lavorative entro un termine ragionevole. Di seguito non poteva aspettarsi ad un permesso di dimora UE/AELS senza attività lucrativa (art. 24 Allegato I ALC) non disponendo di mezzi finanziari sufficienti. In aggiunta non poteva prevalersi del diritto di rimanere (artt. 7 lett. c ALC e 4 Allegato I ALC) poiché non aveva maturato il diritto alla pensione rispettivamente non aveva dimostrato di essere una lavoratrice colpita da inabilità permanente di lavoro. Dal profilo del diritto interno i Giudici ticinesi hanno considerato che siccome era stato disatteso il motivo per il quale il permesso di dimora UE/AELS era stato concesso (ricongiungimento familiare) era dato il motivo di revoca di cui all'art. 62 cpv. 1 lett. d LStrI. L'insorgente non poteva altresì aspettarsi al rilascio di un permesso di dimora ai sensi dell'art. 30 LStrI non essendo date nel suo caso le condizioni per ammettere l'esistenza di un caso di rigore. Infine nessun diritto di soggiorno poteva essere dedotto dall'art. 8 CEDU e il principio della proporzionalità risultava ossequiato.