Citation: 1C_591/2023 E. 4.4

4.4. In effetti, i giudici cantonali hanno accertato, in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; DTF 149 II 337 consid. 2.3; 148 I 160 consid. 3), che prima dell'approvazione dell'art. 29 cpv. 8 NAPR non vi era alcuna restrizione per le piante messe a dimora all'interno dei fondi a valle delle tratte panoramiche, concludendo che quelle esistenti e qui in esame sono state messe a dimora in maniera formalmente e materialmente legittima, non essendo a quell'epoca soggette ad una procedura di rilascio del permesso edilizio, rispettivamente non ostandovi alcuna norma di diritto materiale. Tenuto conto che le domande di costruzione in sanatoria vanno giudicate, di principio, sulla base del diritto in vigore al momento della realizzazione, a meno che quello posteriore risulti più favorevole (DTF 123 II 248 consid. 3a/bb; sentenza 1C_179/2013 del 15 agosto 2013 consid. 1.2), e che nella fattispecie la situazione non si è modificata in modo rilevante, rispettivamente le dimensioni delle piante esistenti sono rimaste sostanzialmente analoghe, la conclusione della Corte cantonale, secon-do cui le piante sono in linea di principio protette nella loro situazione di fatto, finché non muoiono o vengono tagliate (cfr. art. 66 della legge ticinese sullo sviluppo territoriale, del 21 giugno 2011; LST; RL 701.100) non appare manifestamente insostenibile. Circostanza che neppure il ricorrente invoca. In tali condizioni, anche i generici accenni del ricorrente, relativi ad una pretesa retroattività in senso improprio, riferita a circostanze che avrebbero avuto origine sotto il regime precedente ma che perdurerebbero ancora dopo la modifica legislativa, appaiono quindi privi di pregio (cfr. DTF 144 I 81 consid. 4.1 e 4.2). D'altro canto, il principio della protezione della situazione acquisita, che la giurisprudenza ha dedotto dalla garanzia della proprietà (art. 26 Cost.) e dal principio della non retroattività delle leggi, consente di mantenere costruzioni e impianti edificati secondo un diritto abrogato o modificato, ma non più conformi alle norme della zona in cui si trovano, unicamente se essi conservano la loro identità (DTF 113 Ia 119 consid. 2a; sentenze 1C_347/2021 del 6 settembre 2022 consid. 4.1 e 1P.451/2003 del 15 marzo 2004 consid. 2.2, in: RtiD II-2004 n. 41 pag. 148 segg.). Principio che si applica solo quando l'opera o la sua utilizzazione erano, come in concreto, conformi al vecchio diritto (DTF 117 Ib 243 consid. 3c; 113 Ia 119 consid. 2a; sentenza 1P.233/2000 del 29 giugno 2000 consid. 3, parzialmente pubblicata in RDAT I-2001, n. 51, pag. 215 segg.; KONRAD ZIMMERMANN, Die Besitzstandsgarantie im öffentlichen Recht, 2023, n. 21 pag. 17, n. 57 seg. pag. 43).