Citation: I 535/05 07.12.2006 E. 4

Alla pronunzia di primo grado deve essere prestata adesione pure nella misura in cui ha fatto una corretta applicazione della ricordata disciplina nell'evenienza concreta. 4.1 Pertinentemente, i giudici di prime cure, al pari dell'amministrazione, potevano infatti attribuire pieno valore probatorio alle valutazioni, complete, motivate e convincenti, del dott. C.________, il quale, al termine di approfonditi esami, è giunto ad escludere una anche solo parziale incapacità lavorativa del ricorrente in attività sostitutive leggere semisedentarie come pure un peggioramento della situazione valetudinaria dell'interessato. Tale valutazione non è validamente messa in discussione da altra documentazione medico-specialistica in atti. In particolare, non è suscettibile di infirmare queste conclusioni il certificato 21 ottobre 2003 della dott.ssa B.________, medico chirurgo, la quale, pur avendo fatto stato di un simile peggioramento, non si è minimamente espressa sulle eventuali conseguenze inabilitanti delle limitazioni riscontrate. Limitazioni che peraltro, come ad esempio le parestesie al tallone, non hanno potuto essere confermate dal dott. C.________ in occasione del suo secondo esame del 23 gennaio 2004 ("i riflessi achillei sono vivi e simmetrici"). Né è atta a modificare queste conclusioni la scarna dichiarazione 11 aprile 2005 del dott. R.________, specialista in ortopedia e traumatologia, che si è limitato a consigliare, seppur con urgenza, l'esecuzione di una risonanza magnetica e di un esame EMG comparativo per valutare l'eventuale cronicizzazione del danno. 4.2 Contrariamente a quanto fa valere il ricorrente, la seconda perizia del dott. C.________ non è la fotocopia della prima da lui resa in data 29 aprile 2002. Anche in occasione del secondo esame del 23 gennaio 2004 il perito ha infatti proceduto a un accurato esame clinico del paziente e ha predisposto indagini complementari. Dal momento che non ha potuto rilevare modifiche degne di nota, egli nemmeno poteva giungere a un risultato diverso da quello precedente. 4.3 Pure a torto l'insorgente rimprovera ai primi giudici di non avere tenuto conto del tentativo, poi fallito, di riqualifica professionale studiato "su misura" per lui e messo in atto nel lasso di tempo intercorso tra le due perizie, nel rispetto delle indicazioni del dott. C.________. A tal proposito è sufficiente la constatazione che il perito, a conoscenza della riformazione professionale, non ha ravvisato, dal profilo medico, limitazioni di sorta (nemmeno) per la nuova attività, descritta ergonomicamente idonea allo stato di salute dell'assicurato. 4.4 Né tale giudizio poteva altrimenti essere messo in discussione dal rapporto di chiusura 21 aprile 2004 del consulente in integrazione professionale, dalla cui valutazione l'amministrazione si è giustamente distanziata. Stravolgendo il senso delle conclusioni del dott. C.________, il consulente aveva infatti dedotto dalla documentazione medica limitazioni funzionali tali da rendere comprensibile il fallimento della riformazione avviata e tali da praticamente escludere l'esistenza di un'attività concreta sufficientemente presente sul mercato del lavoro equilibrato alla quale l'assicurato potesse adattarsi. Orbene, oltre a dovere ribadire che spetta unicamente agli organi medici esprimersi sull'(in)abilità lavorativa dell'assicurato, il consulente professionale potendo unicamente valutare, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.), giova rammentare che il mercato del lavoro accessibile ai lavoratori non qualificati, come è il caso in concreto, pur essendo in buona parte limitato a lavori di manodopera o ad altre attività fisiche (RCC 1989 pag. 331 consid. 4e), offre comunque non poche possibilità anche a chi non è più in grado di svolgere attività pesanti ritenuto che nell'industria e nell'artigianato le attività pesanti vengono sempre più spesso eseguite tramite macchine, con conseguente aumento di attività di controllo e sorveglianza (sentenza del 25 febbraio 2003 in re P., U 329/01, consid. 4.5 con riferimenti). Sulla scorta di queste considerazioni come pure alla luce dello stato diagnostico evidenziato dagli atti medici all'inserto, la conclusione del consulente in integrazione non poteva certamente essere condivisa. A ciò si aggiunge del resto, in via abbondanziale, l'osservazione che inizialmente le parti avevano convenuto un tentativo di riqualifica del ricorrente in altra attività, più precisamente in qualità di gestore del nuovo magazzino automatizzato presso la ditta P.________ SA. Tentativo che solo i ritardi accumulati nella ristrutturazione del magazzino non avrebbero permesso di mettere in atto. 4.5 In tali condizioni, a ragione - e senza necessità di complementi istruttori medico-specialistici - l'insorgente poteva essere ritenuto totalmente abile al lavoro in attività sostitutive leggere, conformemente a quanto indicato dal dott. C.________.