Citation: 6B_825/2014 E. 4.1

4.1. I ricorrenti rimproverano alle precedenti istanze di avere accertato in modo arbitrario e violando il principio "in dubio pro reo" ch'essi sono gli autori dei danneggiamenti perpetrati presso l'albergo C._________. Adducono che non esisterebbe alcuna prova o indizio concreto a loro carico, essendo stati condannati solo sulla scorta del comportamento processuale non collaborativo. Qualificano di mera speculazione la considerazione del Giudice della Pretura penale secondo cui "dal filmato della videosorveglianza dell'albergo C._________, mostrato in aula alla difesa, si riconoscono chiaramente sia A._________, sia B._________". Sostengono che il giudice non li avrebbe mai visti personalmente e che un confronto allo scopo di identificarli avrebbe dovuto essere eseguito con la loro partecipazione al dibattimento. Ritengono pure irrilevante la "generica somiglianza" riscontrata dalla perita e sostengono che il danneggiamento avrebbe potuto essere eseguito in un qualsiasi momento tra il 28 maggio 2009 (quando la direttrice dell'albergo ha visto per l'ultima volta la sala conferenze) e le ore 14.00 del 29 maggio 2009 (quando è stato scoperto il misfatto), trattandosi oltretutto di un esercizio pubblico assai frequentato. I ricorrenti considerano inoltre inattendibile il riconoscimento dell'imputata da parte della direttrice dell'albergo, in mancanza di confronti alternativi con altre possibili persone sospettate. Sostengono infine che quand'anche si dovesse ammettere che le immagini della videosorveglianza ritraggano effettivamente gli imputati, la loro colpevolezza non potrebbe essere provata, giacché il filmato li ritrae unicamente mentre entrano nell'esercizio pubblico e quando escono alcuni minuti più tardi: nulla si potrebbe quindi dedurre circa la loro responsabilità riguardo ai danni riscontrati nella sala conferenze.