Citation: 2P.222/2005 13.06.2006 E. 3

Per quanto concerne l'applicazione del diritto cantonale, segnatamente dell'art. 70 LSan, va rammentato che oggetto di disamina è il modo in cui va menzionato il titolo di professore, cioè sapere se il ricorrente possa anteporlo al titolo di dottore in medicina e al nome. 3.1 In primo luogo si può rilevare che sebbene i giudici ticinesi si siano chinati in particolare sull'incarico di professore a contratto esplicato dal ricorrente durante l'anno accademico 2004/2005, ciò non implica ancora che essi abbiano tralasciato determinati suoi argomenti. In altre parole anche se per motivi di chiarezza si sono pronunciati su di un incarico specifico, la sentenza querelata ha ciononostante una portata generale. Occorre poi osservare che in proposito il ricorrente nulla fa valere che permetterebbe di giungere alla conclusione che nell'ambito di altre attività d'insegnamento la sua situazione sarebbe diversa, ciò che giustificherebbe una valutazione più favorevole nei suoi confronti. Infatti, il ricorrente afferma che il suo incarico come professore a contratto presso l'Università degli Studi di Ferrara è stato rinnovato per l'anno accademico 2005/2006, senza addurre però che vi siano stati dei cambiamenti rispetto all'anno precedente. Allo stesso modo le attività d'insegnamento esplicate presso l'Università degli Studi di Parma e quella di Milano - Bicocca non si differenziano da quella svolta nel 2004/2005 all'Università degli Studi di Ferrara. Egli si richiama poi all'attività assunta presso l'Università di Oradea, in Romania, quale "Visiting Professor". Anche se non ha fornito informazioni più precise al riguardo, nulla permette di pensare che tale attività sia diversa dalle altre. Lo stesso dicasi, infine, per il ruolo di coordinatore di un corso postgrado di formazione specialistica svolto sulla base di una convenzione con la Scuola di specializzazione in psichiatria dell'Università degli Studi dell'Insubria, Como e Varese. 3.2 Per quanto concerno lo statuto di professore a contratto, occorre precisare che il titolare di un simile incarico non assume la responsabilità primaria e globale di un insegnamento universitario. Si tratta in effetti di un insegnamento complementare, limitato sia nel tempo da un contratto a durata determinata (anche se rinnovabile) sia per quanto concerne le ore d'insegnamento impartite. È pertanto senza arbitrio che la Corte cantonale è giunta alla conclusione che questa funzione si distingue nettamente da quella di professore ordinario o straordinario in una facoltà di medicina universitaria svizzera, il cui insegnamento si situa ad un livello superiore. Inoltre non è per nulla sprezzante considerare che lo statuto di professore a contratto presenta delle analogie con quello di libero docente o d'incaricato di corsi, i quali in Svizzera non hanno il rango di professore. Infine, il ricorrente non fornisce alcun elemento atto ad invalidare la tesi secondo cui in Svizzera la menzione di "Prof. dr. med.", anteposta al nome dell'interessato, è riservata ai professori. È quindi ancora una volta senz'arbitrio che il Tribunale amministrativo ha constatato che vi era il rischio per il pubblico di essere indotto in errore nel caso in cui il ricorrente fosse autorizzato a chiamarsi "Prof. dr. med. A.________", allorché l'incarico di professore a contratto non è analogo a quello di un professore di medicina in Svizzera. Infine, non va trascurato il fatto che il ricorrente si rivolge al pubblico e ad una clientela svizzeri.