Citation: 2C_753/2021 E. 5.2

5.2. Riguardo alle prime due critiche, la ricorrente si riferisce innanzitutto al codice di procedura civile federale del 19 dicembre 2008 (CPC; RS 272; art. 154, 226, 228, 231, 232 e 233 CPC), qui applicabile in virtù del rimando contenuto all'art. 65 della legge grigionese del 31 agosto 2006 sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). Come riconosciuto anche nell'impugnativa, si tratta tuttavia di articoli che trovano applicazione a titolo sussidiario e che in quanto tali rientrano pertanto tra le norme del cosiddetto diritto cantonale suppletorio, di cui è possibile lamentare solo un'applicazione lesiva del diritto federale e, in particolare, del divieto d'arbitrio o di altri diritti costituzionali (precedente consid. 2.1; DTF 143 I 321 consid. 6.1). Una simile violazione non è però sostanziata rispettivamente dimostrata per nessuna delle norme richiamate di modo che anche la critica relativa alla loro lesione dev'essere respinta. In effetti, sia i riferimenti al divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.) che quelli al diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.), contenuti nel ricorso in relazione alle norme del CPC, sono sempre e solo generici e manca pertanto una motivazione qualificata, richiesta dall'art. 106 cpv. 2 LTF (precedente consid. 2.1; DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4).