Citation: 5A_844/2012 E. 2.2.1

2.2.1. Al ricorrente che si prevale di un diniego di giustizia formale (art. 29 cpv. 1 Cost.; DTF 135 I 6 consid. 2.1; 134 I 229 consid. 2.3) è riconosciuto un interesse giusta l'art. 76 cpv. 1 lett. b LTF a ricorrere contro la decisione cantonale di non entrata in materia (già in sentenza 5A_173/2012 del 13 marzo 2012 consid. 1.1). La presente censura può pertanto essere esaminata nel merito. Giusta l'art. 43 LPamm, hanno qualità per interporre ricorso persone o enti pubblici lesi direttamente nei loro legittimi interessi dalla decisione impugnata. Il ricorrente deve prevalersi di un interesse personale, immediato ed attuale all'annullamento o alla modifica della decisione contestata (RDAT 2001 I n. 27 consid. 2.1 con rinvii). Per costante giurisprudenza, siffatto interesse non sussiste più allorquando la misura del ricovero a fini di assistenza è stata revocata rispettivamente le misure di costrizione sono state interrotte, come rettamente esposto dall'autorità inferiore. Un interesse solo virtuale può eccezionalmente bastare, quando il comportamento asseritamente lesivo del diritto possa riproporsi in qualsiasi momento ed un suo tempestivo esame giudiziario si riveli praticamente impossibile (DTF 136 III 497 consid. 1.1 e 2.1; sentenza 5A_290/2013 del 3 giugno 2013 consid. 1.1). Tutto ciò è peraltro già stato spiegato al ricorrente (v. sentenza 5A_173/2012 del 13 marzo 2012 consid. 3.2.1 e 3.2.2). Ora, dal gravame all'esame non emergono elementi che dimostrino un interesse virtuale a che la fattispecie fosse riesaminata dall'autorità cantonale nonostante la cessazione delle misure adottate (ricovero coatto, misure di costrizione). Il ricorrente nemmeno sostiene di aver fatto valere dinanzi all'autorità inferiore il rischio di essere nuovamente oggetto in futuro, in circostanze analoghe, di un simile trattamento (v. sentenza 5A_173/2012 del 13 marzo 2012 consid. 3.2.2). Il ricorrente, inoltre, non si confronta a sufficienza con la motivazione del-l'autorità inferiore che gli ricorda che per il postulato accertamento dell'asserito carattere illecito dei provvedimenti adottati nei suoi confronti può fare capo all'azione in responsabilità di cui al vecchio art. 429a CC (in vigore fino al 31 dicembre 2012, ora art. 454 CC; DTF 136 III 497 consid. 2.1; sentenza 5A_290/2013 del 3 giugno 2013 consid. 1.2), e segnatamente non fa valere che le sue pretese non possano essere soddisfatte mediante tale azione. La censura di diniego formale di giustizia è pertanto infondata.