Citation: 1A.327/2000 14.06.2001 E. 3

3.- Nel merito la ricorrente, che richiama oltre alla rogatoria l'ordine di arresto e la richiesta di estradizione presentata dalla Procura di Bari nei confronti di X.________, contesta, in maniera del tutto generica, l' adempimento del requisito della doppia punibilità. Sostiene che X.________ non sarebbe accusato né di traffico di armi e stupefacenti, né di estorsioni, né di riciclaggio; l'imputazione mossagli sarebbe quella d'associazione di tipo mafioso secondo l'art. 416bis CP italiano, e di contrabbando, ma, partecipando all'associazione, egli non sarebbe coinvolto in fatti di armi, droga e estorsioni. Secondo la ricorrente il MPC non avrebbe quindi potuto ritenere adempiuto il requisito della doppia punibilità richiamando la legge federale sul materiale bellico (RS 514. 51), i reati di riciclaggio (art. 305bis CP), di organizzazione criminale (art. 260ter CP), e la legge sugli stupefacenti (art. 19 LStup). Su questo punto il ricorso è identico a quello inoltrato da X.________ (causa 1A.326/2000), patrocinato dal medesimo legale. Ricordato che la ricorrente non è legittimata a far valere diritti di terzi, segnatamente quelli dell'indagato X.________, essa si limita, in sostanza, a sostenere che X.________ non avrebbe commesso personalmente i prospettati reati. La censura non è decisiva, come ha già stabilito il Tribunale federale nella sentenza del 20 aprile 2001 - nota al patrocinatore della ricorrente, cui, per brevità, si rinvia - con la quale è stato respinto un ricorso di diritto amministrativo presentato da X.________ contro la richiesta di estradizione (causa 1A.328/2000). In quella sentenza è stato ritenuto che il requisito della doppia punibilità è adempiuto riguardo all'art. 260ter CP. Ora, l'assistenza dev'essere concessa quando sia richiesta per la repressione di più reati e uno di essi sia punibile secondo il diritto svizzero (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc, 110 Ib 173 consid. 5b in fine).