Citation: 5P.381/2004 23.03.2005 E. 5

5.1 Dopo aver premesso che, quando si tratta di chiarire determinate circostanze in relazione alle obbligazioni di cui è stata chiesta l'esecuzione, il contraddittorio è eccezionalmente ammissibile prima dell'emanazione del decreto esecutivo, il Pretore ha reputato opportuno sentire i qui ricorrenti per segnatamente appurare se essi avevano ripristinato le canne fumarie a regola d'arte. 5.2 I ricorrenti lamentano che il Pretore non avrebbe potuto indire un contraddittorio e sostengono che così facendo egli avrebbe arbitrariamente adottato un modo di procedere diverso da quello previsto dalla legge. 5.3 Nella fattispecie può restare indecisa la questione di sapere se il Pretore poteva o no indire un contraddittorio. Il principio della buona fede - a cui devono pure attenersi i privati (art. 5 cpv. 3 Cost.) - e il divieto dell'abuso di diritto impongono che una parte segnali un vizio - esistente o presunto - di procedura in un momento in cui vi sia ancora la possibilità di rimediarvi, vietandole di attendere passivamente l'esito del procedimento allo scopo di prevalersi della pretesa irregolarità - in caso di soccombenza - innanzi all'autorità di ricorso (sentenza 4P.258/2003 del 25 marzo 2004 consid. 3.3; cfr. anche DTF 119 Ia 221 consid. 5a). Nel loro ricorso di diritto pubblico i ricorrenti non affermano, né dal verbale d'udienza del 22 luglio 2004 risulta che essi si siano opposti al contraddittorio, durante il quale hanno invece ampiamente discusso l'istanza di controparte, producendo pure un riassunto scritto di 5 pagine. Ne segue che questa censura - contraria alla buona fede - dev'essere respinta.