Citation: 6B_343/2007 10.04.2008 E. 3

Le società ricorrenti si prevalgono anzitutto della violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) nella forma del diritto a una decisione motivata. Rimproverano al GIAR di non essersi espresso sulle censure sollevate nel loro reclamo, in urto non solo con il diritto di essere sentito, ma pure con l'art. 29a Cost. nella misura in cui il Tribunale federale sarà la prima e unica autorità a esprimersi nel merito. 3.1 Il diritto di essere sentito sancito all'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende pure il diritto di ottenere una decisione motivata. Quest'ultimo impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione. L'autorità non deve tuttavia pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile, ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte a influire sulla decisione di merito (DTF 133 I 270 consid. 3.1; 129 I 232 consid. 3.2 pag. 236; 126 I 97 consid. 2b). 3.2 In concreto, la censura sollevata nel gravame non ha pregio. Il GIAR infatti ha motivato la sua decisione spiegando i motivi che lo hanno spinto a dichiarare il reclamo delle ricorrenti privo di oggetto. Egli ha constatato che i fatti per cui le ricorrenti chiedevano il riconoscimento della qualità di parti civili non erano oggetto dell'inchiesta condotta dal Procuratore pubblico, né per quanto riguarda le ipotesi di reati patrimoniali di cui agli art. 138 e 158 CP né per quanto attiene alle presunte infrazioni fallimentari prospettate nel reclamo. In queste circostanze, poiché non è compito del GIAR imporre al titolare dell'inchiesta la precisazione, la completazione o l'estensione della promozione dell'accusa per fatti su cui si fondavano le ricorrenti, si è reso superfluo l'esame delle ulteriori critiche contenute nel reclamo. Su questo punto, il ricorso va pertanto disatteso.