Citation: 1B_635/2011 E. 2.2

2.2. La CRP ha ricordato che il PP ha abbandonato il procedimento penale avviato nei confronti del ricorrente e di altre persone, sostanzialmente per la prescrizione dell'azione penale e un'importante violazione del principio di celerità, e ha respinto, in quanto ammissibile, l'istanza di un'indennità giusta l'art. 429 CPP ritenendola un "venire contra factum proprium" costitutivo di un abuso di diritto. Ciò perché l'istante, il 5 agosto 2010, per il tramite del suo precedente patrocinatore, aveva rinunciato a far valere pretese di risarcimento qualora fosse stato emanato un decreto di abbandono. La Corte cantonale, con riferimento alla dottrina, ha rilevato che l'imputato può rinunciare a dette pretese. Richiamata la sua decisione del 29 marzo 2010, secondo la quale nel caso di emanazione di un nuovo atto di accusa il PP avrebbe dovuto tener conto dei casi ormai prescritti, ha accertato che con scritto del 29 agosto 2011 il precedente patrocinatore del ricorrente ha comunicato al suo nuovo legale: " A questo punto la Procuratrice, su mia insistenza, si è detta disponibile a non fare un ulteriore atto di accusa ma ad emettere un decreto di abbandono basato sulla violazione del principio di celerità, chiudendo quindi ad integrale soddisfazione del signor A.________ un caso che inizialmente sembrava dover portare ad una condanna particolarmente grave. Il signor A.________ (...) insisteva particolarmente affinché gli fossero risarciti i costi di patrocinio. La PP poneva invece come condizione che questi costi di patrocinio non fossero pretesi, invocando il fatto che i reati erano comunque stati commessi, anche se in quel momento erano in gran parte prescritti ". Il 5 agosto 2010 il ricorrente discusse la questione con il citato patrocinatore, rinunciando poi a chiedere il risarcimento per ingiusta carcerazione e, in un secondo tempo, delle spese di patrocinio. In seguito, lo stesso legale, con scritto di stessa data, richiamati i casi prescritti e il tempo trascorso, ha comunicato al PP che nell'ipotesi di un abbandono, il ricorrente e i coprevenuti avrebbero rinunciato a formulare istanze miranti all'ottenimento di un'indennità.