Citation: 1P.638/2003 14.05.2004 E. 4

4.1 La ricorrente fa inoltre valere la violazione delle disposizioni della legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991 (LE) sul calcolo dell'indice di sfruttamento. Sostiene in particolare che, a meno di incorrere nell'arbitrio, la Corte cantonale avrebbe dovuto considerare quale superficie utile lorda anche la pensilina della stazione di servizio, poiché utilizzata per il lavoro. Secondo la ricorrente, anche il porticato, chiuso su tre lati, coperto e all'interno dei muri perimetrali, andrebbe computato sulla SUL, così come una parte della superficie destinata ai locali comuni, a suo dire eccessiva per undici appartamenti. 4.2 L'indice di sfruttamento è il rapporto tra la SUL degli edifici e la superficie edificabile del fondo (art. 37 cpv. 1 LE). Secondo l'art. 38 cpv. 1 prima frase LE, quale SUL si considera la somma della superficie dei piani sopra e sotto terra degli edifici, incluse le superfici dei muri e delle pareti nella loro sezione orizzontale. Non vengono computate tutte le superfici non utilizzate o non utilizzabili per l'abitazione o il lavoro come in particolare i locali comuni per lo svago nelle abitazioni plurifamiliari, i porticati aperti, le terrazze dei tetti coperte, ma non chiuse lateralmente, i balconi e le logge aperte che non servono come ballatoi (cfr. art. 38 cpv. 1 seconda frase LE). Secondo gli accertamenti della Corte cantonale, non censurati d'arbitrio dalla ricorrente, le terrazze coperte sono chiuse lateralmente, ma completamente aperte sul versante sud e non costituiscono quindi locali che possono essere destinati al soggiorno durevole delle persone. In tali circostanze, ritenuto il tenore della norma legale citata, la decisione di non computarli nella SUL appare tutt'altro che arbitraria. I Giudici cantonali hanno inoltre rilevato che nella seconda variante la ricorrente aveva rinunciato a realizzare un appartamento di circa 150 m2 di SUL, trasformando i vani in uno spazio ad uso comune, comprendente un porticato, un locale fitness, una sauna con doccia, una zona riposo, una sala giochi ed un WC. Non condividendo il sistema di valutazione utilizzato a titolo indicativo dal Consiglio di Stato, siccome finalizzato a stabilire il sussidio a favore della costruzione di alloggi a pigione moderata, hanno per finire ritenuto il porticato, di 77,50 m2, non computabile come SUL già per il fatto di essere aperto e la superficie complessiva dei vani, di poco superiore a 100 m2, non eccessiva in considerazione del livello superiore degli appartamenti e del limitato potere di apprezzamento conferito in quest'ambito dall'art. 38 cpv. 1 LE. Ora, premesso che il Tribunale federale non è un'autorità superiore di rilascio della licenza edilizia e si impone quindi un certo riserbo nella valutazione di questioni tecniche (DTF 115 Ib 131 consid. 3 pag. 135/136), non risulta che la superficie complessiva di tali spazi stia in un rapporto manifestamente sproporzionato rispetto alla SUL inizialmente prevista dal progetto (1'933,90 m2). Né è abusivo il criterio seguito dalla Corte cantonale, che ha tenuto conto dello standard elevato degli appartamenti, non posto in discussione dalla ricorrente. Che i locali comuni non siano stati previsti nel primo progetto e la volumetria dell'immobile sia rimasta sostanzialmente invariata non è per contro determinante al proposito. D'altra parte, considerato che, secondo il diritto cantonale, nella nozione di SUL rientra sostanzialmente la superficie degli spazi chiusi destinati all'abitazione o alle attività lavorative (cfr. art. 38 LE; Marco Lucchini, Compendio giuridico per l'edilizia, Lugano 1999, pag. 140 seg.), pure senza incorrere nell'arbitrio, la Corte cantonale poteva non computare la tettoia che copre i distributori di carburante, trattandosi - nonostante la funzione commerciale - di uno spazio aperto (cfr. Felix Huber, Die Ausnützungsziffer, tesi, Zurigo 1986, pag. 45 seg.). In tali circostanze, la Corte cantonale non ha quindi violato nemmeno l'art. 36 cpv. 5 NAPR, che permette per gli stabili adibiti unicamente a residenza primaria la concessione di un supplemento dello 0,1 all'indice di sfruttamento massimo ammesso. In modo oggettivamente sostenibile, la precedente istanza non ha in effetti ritenuto determinante la presenza della tettoia, visto ch'essa non era computata nel calcolo dell'indice di sfruttamento e non sottraeva quindi SUL alla destinazione di residenza primaria dello stabile.