Citation: 2C_766/2017 E. 2.1

2.1. Il ricorrente censura un accertamento arbitrario dei fatti. Osservando che sulla questione della durata della convivenza la sua versione e quella della consorte non coincidono, rimprovera all'autorità precedente di avere dato più peso alle affermazioni della moglie, per dedurne poi che la comunione domestica è cessata nell'estate del 2013, allorché agli atti figurano diversi elementi - non considerati - che inficiano dette dichiarazioni e supportano invece le proprie asserzioni, ossia che la separazione è avvenuta a fine maggio 2016. In particolare sarebbe stato negletto il fatto che la moglie ha disdetto il contratto di locazione a Y.________ e ha annunciato la sua partenza definitiva da questo Comune solo nel maggio 2016 e non già 2013; che nel 2013 ella non l'ha mandato via dall'appartamento di Y.________, benché le fosse intestato e, infine, che malgrado l'asserita rottura definitiva del rapporto coniugale, non ha avviato alcuna procedura di separazione giudiziale rispettivamente di divorzio nel 2013. In queste condizioni è quindi a torto che l'autorità precedente non ha applicato nei suoi confronti l'art. 42 cpv. 1 LStr, il quale prevede che i coniugi stranieri di cittadini svizzeri hanno diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora se coabitano con loro.