Citation: 5A_493/2023 E. 2.1

2.1. Nell'impugnata sentenza, l'autorità di vigilanza ha rilevato che lo scritto 19 gennaio 2023 costituiva un mero rifiuto dell'UE di tornare su una sua decisione precedente e che pertanto, conformemente alla giurisprudenza (v. DTF 142 III 643 consid. 3.2 con rinvii), non era un provvedimento impugnabile nel senso dell'art. 17 cpv. 1 LEF e non faceva correre un nuovo termine di ricorso. Secondo l'autorità di vigilanza, determinante per la tempestività del ricorso era invece la prima risposta del 15 dicembre 2022 dell'UE che accludeva tutti gli atti esecutivi emessi nei confronti dell'escusso (decreto di sequestro, verbale di sequestro, precetto esecutivo, verbale di pignoramento e comunicazione della domanda di realizzazione) e la cui ricezione era attestata nello scritto 28 dicembre 2022 del ricorrente: secondo la giurisprudenza (v. DTF 132 I 249 consid. 6; sentenza 5A_374/2022 del 29 giugno 2022 consid. 4.1), infatti, l'atto esecutivo di cui il destinatario o il suo rappresentante ha avuto conoscenza è efficace a prescindere da eventuali violazioni formali delle regole sulla notifica. Siccome il ricorrente era venuto a conoscenza degli atti esecutivi al più tardi il 28 dicembre 2022, l'autorità di vigilanza ne ha concluso che il ricorso 2 febbraio 2023 non era stato inoltrato entro il termine di dieci giorni dell'art. 17 cpv. 2 LEF. L'autorità di vigilanza ha aggiunto che una nuova notifica degli stessi atti esecutivi non avrebbe del resto alcuna utilità pratica (ne risulterebbero anzi solo spese e ritardi supplementari; v. DTF 132 I 249 consid. 7), per cui ha ritenuto che il ricorso 2 febbraio 2023 era anche privo di oggetto.