Citation: 2A.49/2006 21.02.2006 E. 1

1.1 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG e art. 4 LDDS; DTF 130 II 281 consid. 2.1 e riferimenti). 1.2 Conformemente all'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Il rifiuto del rinnovo del permesso di cui beneficiava la ricorrente, sposata con un cittadino svizzero dal 4 febbraio 2004, può quindi essere sottoposto al Tribunale federale mediante ricorso di diritto amministrativo (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG a contrario). Sapere se questo diritto sussista ancora o sia invece decaduto in virtù delle eccezioni o delle restrizioni che discendono dall'art. 7 cpv. 2 LDDS e dall'abuso di diritto è per contro un problema di merito e non di ammissibilità (DTF 128 II 145 consid. 1.1.2 e rinvii). 1.3 Il ricorso in esame è invece inammissibile nella misura in cui è chiesto l'annullamento della decisione di prime cure, visto l'effetto devolutivo legato al ricorso di diritto amministrativo (DTF 125 II 29 consid. 1c). 1.4 La ricorrente contesta la decisione del Consiglio di Stato riguardo alla questione della tardività del gravame da lei presentato dinanzi a questa autorità. Sennonché oggetto di disamina davanti al Tribunale federale è unicamente la sentenza emanata dalla Corte cantonale: su questo punto il ricorso sfugge pertanto ad un esame di merito. 1.5 La ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non avere sentito suo marito, ciò che avrebbe permesso di accertare che il suo non era un matrimonio fittizio. Essa non dimostra tuttavia perché i giudici cantonali, sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove (vedi al riguardo DTF 125 I 127 consid 6c/cc in fine, 417 consid. 7b; 124 I 208 consid. 4a; 122 V 157 consid. 1d) e visti gli argomenti esposti nel giudizio impugnato (cfr. sentenza cantonale consid. 1.4), qui condivisi e ai quali si rinvia, avrebbe disatteso la Costituzione nel ritenere l'audizione del consorte irrilevante. La critica va pertanto respinta. 1.6 Sempre con riferimento alla questione del matrimonio fittizio, la ricorrente contesta l'accertamento dei fatti nonché chiede che suo marito sia ora sentito al riguardo. Sennonché, tale aspetto non è stato posto a fondamento del giudizio da parte dei giudici cantonali. La censura va pertanto disattesa e la richiesta di audizione respinta, dato che per i motivi appena illustrati, non risulta necessaria.