Citation: 1P.116/2005 11.03.2005 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 65 consid. 1, 306 consid. 1.1). 1.2 Il ricorso di diritto pubblico, tempestivo (art. 89 cpv. 1 OG), è interposto contro una decisione emanata dall'ultima istanza cantonale: esso adempie quindi il requisito dell'esaurimento delle istanze cantonali (cfr. art. 284 CPP/TI) ed è, di massima, ricevibile dal profilo degli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 87 OG. La legittimazione del ricorrente, direttamente toccato dalla contestata misura coercitiva, è manifesta (art. 88 OG). 1.3 Salvo eccezioni qui non realizzate, il ricorso di diritto pubblico ha natura puramente cassatoria: le conclusioni ricorsuali che vanno oltre questo fine, segnatamente i postulati giudizi di accertamento, sono pertanto inammissibili (DTF 127 II 1 consid. 2c, 126 I 213 consid. 1c, 125 I 104 consid. 1b, 124 I 327 consid. 4a e b con numerosi rinvii a decisioni di accertamento). 1.4 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG, l'atto di ricorso, oltre alla designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a), come pure l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere, pena l'inammissibilità, un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 130 I 26 consid. 2.1, 129 I 113 consid. 2.1, 185 consid. 1.6). 1.4.1 Nella misura in cui il ricorrente critica genericamente, con considerazioni di carattere appellatorio, la decisione impugnata, come se il Tribunale federale fosse abilitato a ricercare la migliore interpretazione e applicazione del diritto cantonale, il gravame non adempie le citate esigenze di motivazione ed è pertanto inammissibile. In effetti, segnatamente per sostenere l'arbitrio (su questa nozione vedi DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43), non è sufficiente contrapporre il proprio parere a quello espresso dalla precedente autorità. Inoltre, secondo costante giurisprudenza, il Tribunale federale annulla la decisione impugnata quando essa sia insostenibile e quindi arbitraria non solo nella motivazione, bensì anche nel risultato (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 177 consid. 2.1). Ciò non si verifica nella fattispecie. 1.4.2 Il ricorrente solleva eccezioni generiche relative al procedimento e alle modalità della perquisizione, del sequestro e del suo interrogatorio. Queste censure, che esulano dall'oggetto del litigio, sono inammissibili. Lo sarebbero inoltre per carenza di motivazione (art. 90 OG), visto ch'egli non si confronta del tutto con le puntuali argomentazioni poste a fondamento del giudizio impugnato, segnatamente l'accertata tardività di tali censure e il mancato rispetto del principio della buona fede processuale, visto che all'epoca era patrocinato da un difensore di fiducia. 1.5 Il carcere preventivo e le sue misure sostitutive, come in concreto la consegna di documenti rispettivamente il deposito di una cauzione (cfr. al riguardo DTF 130 I 234 consid. 2.2), sono compatibili con la libertà personale, garantita dall'art. 10 cpv. 2 Cost., solo se si fondano su una base legale (art. 31 cpv. 1 e art. 36 cpv. 1 Cost.; DTF 128 I 184 consid. 2.1, 125 I 361 consid. 4a): questa, peraltro non contestata, è data in concreto dagli art. 95 e 96 CPP/TI. La loro legittimità va esaminata innanzitutto in base alle disposizioni del diritto cantonale (DTF 114 Ia 281 consid. 3); per l'interpretazione e l'applicazione del diritto alla libertà personale il Tribunale federale considera inoltre le garanzie minime contenute nell'art. 5 CEDU, in quanto esse contribuiscano a concretarlo (DTF 115 Ia 293 consid. 4, 114 Ia 281 consid. 3). Queste misure devono essere giustificate da preminenti motivi di interesse pubblico. Fra questi possono essere menzionati i bisogni dell'istruttoria, i rischi di collusione e di inquinamento delle prove, il pericolo di recidiva o di reiterazione del reato e, infine, quello di fuga, quando vi sia ragione di dubitare che, malgrado la prestazione di garanzie e l'adozione di misure di controllo, il prevenuto si sottragga verosimilmente al processo o all'esecuzione della sentenza (art. 36 cpv. 2 Cost. e 95 cpv. 1 CPP/TI; DTF 115 Ia 293 consid. 5 e rinvii). Infine, esse devono rispettare il principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 3 Cost.; DTF 123 I 268 consid. 2c). 1.6 In relazione all'art. 36 cpv. 1 Cost., il Tribunale federale rivede con libero potere l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale di livello legislativo e regolamentare; invece, le constatazioni di fatto dell'autorità cantonale sono esaminate soltanto dal profilo dell'arbitrio e l'esercizio del potere di apprezzamento, che le compete, è sindacato nel ristretto ambito dell'abuso o dell'eccesso di apprezzamento (DTF 128 I 184 consid. 2.1, 123 I 31 consid. 3a).