Citation: 2C_789/2013 E. 2.2

2.2. La ricorrente si appella poi all'art. 8 CEDU. Come ricordato dalla Corte cantonale (cfr. sentenza impugnata consid. 4.1 pag. 5), le relazioni familiari protette dall'art. 8 CEDU sono, per consolidata prassi, anzitutto quelle tra coniugi e quelle tra genitori e figli minorenni, che vivono in comunione domestica (cfr. DTF 127 II 60 consid. 1d/aa pag. 65). Trattandosi di persone che non fanno più parte del nucleo familiare vero e proprio e con le quali non vi è (più), di regola, una comunione domestica, vi è una relazione familiare protetta quando lo straniero che domanda un permesso di soggiorno si trova nei confronti del familiare che risiede in Svizzera in un rapporto così stretto che si deve parlare di un vero e proprio rapporto di dipendenza, come ad esempio in caso di handicap fisico o psichico oppure in caso di grave malattia (DTF 137 I 154 consid. 3.4.2 pag. 159; 129 II 11 consid. 2 pag. 13; 120 Ib 257 consid. 1/e pag. 261 seg.). Nel caso concreto la ricorrente si limita ad addurre che il figlio necessita del suo aiuto per la crescita dei nipotini, rispettivamente che la sua presenza aiuta la figlia ad affrontare le difficoltà della vita e che rifiutarle l'autorizzazione richiesta lederebbe il principio della proporzionalità. Sennonché ella non dimostra né fa valere in maniera sostenibile (art. 42 LTF) l'esistenza di un rapporto di dipendenza così come richiesto dalla giurisprudenza. Anche da questo profilo il ricorso sfugge pertanto ad un esame di merito.