Citation: 5A_871/2012 E. 4.2

4.2. Il ricorrente contesta inoltre l'inclusione nel calcolo relativo alla liquidazione del regime dei beni della posizione di fr. 274'494.-- relativa alla sua polizza di libero passaggio, che apparterrebbe invece a suo dire al secondo pilastro. Lamenta una violazione arbitraria del principio attitatorio (art. 78 CPC/TI) ed un apprezzamento arbitrario delle prove da parte della Corte cantonale, la quale avrebbe "ritenuto, senza che vi fosse alcuna allegazione di parte o prova in atti, (...) che la polizza di libero passaggio (...) sia da sussumere sotto il terzo pilastro A e quindi suscettibile di essere presa in considerazione come acquisto del marito". L'insorgente sostiene che il Tribunale d'appello avrebbe inoltre violato in modo arbitrario il principio dispositivo (art. 86 CPC/TI) per averlo condannato a spartire quanto da lui ricevuto a fronte della polizza di libero passaggio pur non avendo l'ex moglie mai avanzato pretese su questo provento nel quadro della liquidazione del regime dei beni (ma soltanto nel quadro della pretesa ex art. 124 CC). Per non essersi potuto esprimere in merito a tale questione, l'insorgente si duole anche di una violazione del suo diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost. e 6 n. 1 CEDU). Il diritto procedurale cantonale stabilisce se incombe alle parti oppure al giudice di allegare i fatti e fornire i mezzi di prova (v. DTF 108 II 337 consid. 2d; Fabienne Hohl, Procédure civile I, 2001, n. 737 seg.). Nella procedura civile ticinese il giudizio sulla liquidazione del regime dei beni è soggetto al principio attitatorio (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 5 ad art. 78 CPC/TI, n. 1 ad art. 419b CPC/TI ). In virtù di tale principio, spetta alle parti - non al giudice - il compito di allegare e provare i fatti sui quali fondano le loro pretese (art. 78 CPC/TI; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 5 ad art. 78 CPC/TI, n. 1 ad art. 419b CPC/TI). In un procedimento retto dal principio attitatorio il giudice, che applica il diritto d'ufficio (v. art. 87 cpv. 1 CPC/TI), può modificare il fondamento giuridico di una pretesa, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti, ma soltanto entro i limiti dei fatti allegati e provati (DTF 115 II 464 consid. 1; sentenza 5A_561/2011 del 19 marzo 2012 consid. 12.1, non pubblicato in DTF 138 III 289; Cocchi/Trezzini, op. cit., nota a pié di pagina 324 ad art. 87 CPC/TI; Fabienne Hohl, Procédure civile I, op. cit., n. 877 e 881). Nella presente fattispecie, a giustificazione della sua pretesa di equa indennità nel senso dell'art. 124 CC l'ex moglie aveva (tra l'altro) addotto il fatto che l'ex marito aveva ricevuto una prestazione pari a fr. 291'994.-- da una polizza di libero passaggio. Per il Tribunale di appello tale assicurazione "costituisce invece una previdenza individuale vincolata ("pilastro 3a"), che esula dagli art. 122 segg. CC e va liquidata nel quadro dello scioglimento del regime dei beni", e ha attribuito il relativo capitale (fr. 274'494.-- al netto delle imposte) agli acquisti dell'ex marito. Come appena indicato, nell'ambito del giudizio sulla liquidazione del regime dei beni, retto dal principio attitatorio, l'obbligo della Corte cantonale di applicare il diritto d'ufficio era tuttavia limitato ai soli fatti allegati e provati. Ora, come rettamente esposto dal ricorrente - e peraltro non contestato dall'opponente - nessuna delle parti in causa aveva addotto (nemmeno a titolo sussidiario) il fatto che la prestazione ricevuta dall'ex marito in virtù della polizza di libero passaggio provenisse dalla sua previdenza individuale vincolata, né peraltro fornito i relativi mezzi di prova. I Giudici cantonali si sono perciò sostituiti all'onere allegatorio e probatorio spettante alle parti e hanno violato in modo manifestamente insostenibile l'art. 78 CPC/TI. Anche sotto questo profilo il gravame merita dunque accoglimento. L'importo di fr. 274'494.-- non può perciò essere preso in considerazione nella liquidazione del regime matrimoniale quale acquisto dell'ex marito. Accertata una violazione arbitraria del principio attitatorio, diviene superfluo attardarsi pure sulla pretesa lesione del divieto dell'arbitrio nella valutazione delle prove, sull'asserita violazione arbitraria del principio dispositivo e sulla pretesa lesione del diritto di essere sentito.