Citation: 5C.204/2000 27.10.2000 E. C

C.- Il 14 agosto 2000 i condomini soccombenti hanno inoltrato al Tribunale federale un ricorso per riforma con cui chiedono di annullare la sentenza dei giudici di appello e di confermare quella di primo grado. Narrati i fatti, rilevano che l'impugnato giudizio viola l'art. 8 CC e l'art. 712e CC. Quest'ultima norma non è in concreto applicabile già per il fatto che essi hanno inoltrato un' azione tendente all'ottenimento dell'iscrizione definitiva della PPP e non un'azione di rettifica delle quote. Pure priva di fondamento appare l'eccezione secondo cui per la modifica dei millesimi sarebbe necessario anche l'intervento dei creditori pignoratizi: non vi è pregiudizio di quest'ultimi, poiché le PPP non subiscono riduzioni di superficie. Con riferimento alla mancata indicazione dei criteri di valutazione iniziali, giova rilevare che l'obiezione venne proposta dal convenuto, ossia da colui che solo sapeva quali fossero questi criteri: orbene toccava a lui indicarli e non agli attori. Vi è pertanto stata un'inversione dell'onere della prova e quindi una violazione dell' art. 8 CC. Inoltre, con la valutazione proposta, gli attori hanno aggiunto, a quelli iniziali, altri criteri, che rispondono meglio alla situazione attuale. Infine, i piani aggiornati fanno parte della richiesta di nuova intavolazione e non hanno nulla a che vedere con l'art. 712e CC: i giudici cantonali sono quindi dipartiti da una concezione erronea del diritto applicabile. Non è stata chiesta una risposta al ricorso.