Citation: 1C_593/2014 E. 4.2

4.2. Come visto, la Corte cantonale ha accertato che la Comunione ereditaria era consapevole dell'illiceità degli interventi effettuati sui suoi mappali, per cui non ha agito in buona fede quando ha continuato a eseguirli. Ora, il Comune rettamente ha offerto la possibilità alla Comunione ereditaria di esprimersi al proposito, invitandola, allo scopo di poter verificare se l'ordine di ripristino fosse necessario e proporzionale, a presentare entro 60 giorni una domanda di costruzione in sanatoria (cfr. sentenza 1A.17/2004 del 19 maggio 2004 consid. 2.2.5). L'interessata, assistita da un legale, ha lasciato scadere infruttuoso il termine utile, non assolvendo quindi, come previsto dall'art. 94 cpv. 3 LPTC, i suoi incombenti. Chiaramente, per l'opponente non sussisteva alcun obbligo di dar seguito a tale invito, potendo rinunciare, vista la manifesta illegalità delle opere eseguite, ad avvalersi di questa facoltà. Non spetta pertanto al ricorrente sopportare la scelta difensiva deliberatamente adottata dall'opponente. Certo, contro il criticato ordine di ripristino, il 18 marzo 2014 la Comunione ereditaria è insorta dinanzi alla Corte cantonale. Essa non fa tuttavia valere d'aver chiesto e ottenuto l'effetto sospensivo al gravame (cfr. art. 53 della legge grigione del 31 agosto 2006 sulla giustizia amministrativa). L'irrita presentazione anticipata del "preavviso" del 7 luglio 2014 dell'Ufficio per lo sviluppo territoriale dei Grigioni, non muta tale esito. Nulla impedisce tuttavia al Comune di esaminare, qualora lo ritenesse nondimeno giustificato, la domanda in sanatoria, tardiva. La sentenza impugnata dev'essere in ogni modo annullata.