Citation: 9C_594/2023 E. 5.2

5.2. Il CdA di una società anonima ha attribuzioni intrasmissibili e inalienabili, tra cui figura il preciso dovere di vigilare affinché i contributi paritetici vengano regolarmente conteggiati e versati (art. 716a cpv. 1 n. 5 CO, cfr. sulle atrribuzioni inalienabili previste all'art. 716a cpv. 1 CO la sentenza 9C_360/2012 del 17 settembre 2012 consid. 4.2). La ricorrente quale membro del CdA aveva dunque tali obblighi quale organo. È possibile però sfuggire a una responsabilità nel senso dell'art. 52 LAVS in presenza di motivi di discolpa, rispettivamente di giustificazione (sul tema cfr. DTF 132 III 523 consid. 4.6, 121 V 243 consid. 4b con riferimenti, segnatamente DTF 128 V 189 consid. 2b e 108 V 183 consid. 1b). Nel caso concreto la ricorrente con le sue argomentazioni non fornisce alcun motivo idoneo a discolparla, rispettivamente a giustificarla, o che permetta di affermare che il Tribunale cantonale abbia ritenuto a torto che la Cassa, che ha constatato la violazione delle prescrizioni relative ai contributi, non fosse legittimata a considerare che la ricorrente avesse agito intenzionalmente o, perlomeno, per negligenza grave. In particolare la pretesa incompetenza materiale e la mancata conoscenza degli accessi bancari di E.________ AG non consentono di esonerare la ricorrente dalla negligenza grave per non aver pagato, rispettivamente controllato che venissero versati i contributi paritetici per gli anni 2020 e 2021. A nulla giova la giustificazione che il marito sia deceduto dopo lunga malattia il 30 agosto 2022 e la ricorrente si sarebbe occupata di lui e del figlio minorenne durante un anno con la conseguenza che l'attività professionale non sarebbe stata seguita con la debita attenzione. A parte la contraddizione evidente tra l'affermare dapprima che non si sarebbe mai occupata delle questioni della società - segnatamente del pagamento dei contributi paritetici, per il quale non avrebbe nemmeno avuto le necessarie competenze -e successivamente sostenere che l'aver curato il marito malato durante un anno l'avrebbe distolta dalla sua attività professionale, quanto affermato non è motivo giustificativo o di discolpa nel senso della giurisprudenza.