Citation: 6P.36/2000 05.07.2000 E. B

B.- Il 6 giugno 1993 veniva accettato in votazione popolare il referendum contro i crediti per la costruzione di tradizionali forni a griglia per lo smaltimento dei rifiuti, campagna referendaria sostenuta, tra l'altro, dal settimanale "Il Mattino della domenica" e finanziata dalla Thermoselect. Il 20 maggio 1994 il Cantone Ticino apriva quale committente un concorso per la fornitura di un impianto di termodistruzione dei rifiuti solidi urbani. Oltre alla Thermoselect diverse altre ditte erano in lizza per l'appalto. Le offerte furono esaminate da un gruppo di lavoro, il quale, nel suo rapporto del febbraio 1995, qualificava come valide tre candidature: quella della Compagnie Générale de Chauffe (CGC), della Smogless e della stessa Thermoselect. Sempre secondo tale rapporto, a prestazioni ambientali simili, appariva consigliabile di continuare la procedura di attribuzione della concessione alla ditta Smogless, la quale rispetto a Thermoselect, offriva una tecnologia più sperimentata e collaudata. Una certa cautela era difatti necessaria poiché si trattava di un servizio di interesse pubblico. Si inasprì allora una dura controversia che opponeva il quotidiano "La Regione", da un lato, e, dall'altro, il settimanale "Il Mattino della Domenica" nonché il quotidiano "L'Altra notizia", quest'ultimi diretti, rispettivamente, da Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli, entrambi noti esponenti della Lega dei ticinesi. Tale polemica - collegata inoltre a presunti finanziamenti che le ditte partecipanti al concorso avrebbero versato o tentato di versare a rappresentanti politici - si accentuò ulteriormente quando il Consiglio di Stato, rinnovato nel frattempo e nel quale era entrato a fare parte un esponente della Lega, optava per l'impianto di smaltimento dei rifiuti proposto dalla Thermoselect.