Citation: 5C.68/2001 10.04.2001 E. 2

2.- a) Investito di un ricorso per riforma, il Tribunale federale giudica sulla scorta dei fatti accertati dall'ultima istanza cantonale, eccetto il caso di violazione di norme federali in materia di prove o di svista manifesta. L'attrice, anziché attenersi ai fatti accertati nel giudizio impugnato, adduce nuove circostanze e rimette in discussione valutazioni delle prove eseguite dai giudici cantonali, senza peraltro sostenere che ricorrono gli estremi di cui all'art. 63 cpv. 2 OG. Tale modo di procedere è inammissibile in un ricorso per riforma e dovrebbe semmai fare l'oggetto di un ricorso di diritto pubblico. I giudici cantonali, sulla scorta delle emergenze processuali, hanno infatti stabilito che la condotta è stata posata con l'accordo dell'attrice, che in compenso e su richiesta di quest'ultima la controparte ha posato a sue spese una doppia braga per l'allacciamento e che per cinque anni la proprietaria gravata ha tollerato senza obiezioni la situazione. Sulla correttezza e sul fondamento di tali accertamenti non vi è spazio per discutere nell'ambito della giurisdizione per riforma, di guisa che il Tribunale federale deve attenersi agli stessi. b) È ben vero che la ricorrente lamenta una violazione dell'art. 8 CC, e quindi una delle possibilità che l' art. 63 cpv. 2 OG le offre. L'art. 8 CC garantisce - tra l'altro - alla parte che è tenuta a provare una determinata circostanza, la possibilità fondata sul diritto federale di fornire le prove rilevanti atte a stabilire i fatti, sempre che la richiesta sia proposta nelle forme e secondo i contenuti previsti dal diritto processuale cantonale (DTF 114 II 289, consid. 2a). Il disposto in narrativa é quindi violato in particolare se il giudice ammette come provate mere allegazioni di fatto di una parte, che sono contestate dalla controparte, oppure se egli rifiuta l'assunzione di prove su fatti rilevanti. Per contro l'art. 8 CC non trova applicazione quando l'apprezzamento delle prove convince il giudice sull'esistenza di determinati fatti, poiché la questione dell'onere della prova diviene allora senza oggetto (DTF 119 II 114 consid. 4c con rinvii). Chiamato a statuire quale istanza di riforma il Tribunale federale non può rivedere questo apprezzamento delle prove, che compete al giudice del merito (DTF 119 II 114 consid. 4c con rinvio, 117 II 609 consid. 3c). Dopo tutto l'art. 8 CC non esclude né l'apprezzamento anticipato delle prove né la prova indiziaria (DTF 117 II 387 consid. 2e, 115 II 305, 114 II 289 consid. 2). Un'assunzione di prove limitata non viola quindi l'art. 8 CC se il giudice a quello stadio e sulla base delle prove acquisite giunge al convincimento dell'esistenza o dell'inesistenza di un determinato stato di fatto. In questa evenienza può semmai realizzarsi una violazione dell'art. 9 Cost. per arbitrio nella valutazione delle prove o nell'applicazione del diritto cantonale, ovvero per la violazione del diritto di essere sentiti. Si tratta però di censure che devono essere proposte con un ricorso di diritto pubblico e non nell'ambito di un ricorso per riforma. c) Orbene, in concreto i giudici cantonali hanno valutato tutti gli elementi probatori dell'incarto e sono giunti alle conclusioni di cui si è detto, di guisa che la loro decisione attiene alla valutazione delle prove e non all'onere della prova. La pretesa violazione dell'art. 8 CC deve pertanto essere respinta.