Citation: B 27/01 15.10.2003 E. 3

Oggetto del contendere è la questione di sapere se a ragione l'autorità giudiziaria cantonale si sia dichiarata incompetente a statuire sulla petizione di S._________ e, pronunciandosi in via abbondanziale sul merito, abbia comunque ritenuto prescritta la pretesa avanzata dallo stesso. 3.1 L'assicurato, facendo notare che il credito non poteva considerarsi esigibile dal momento che egli non aveva ancora raggiunto l'età pensionabile né aveva altrimenti maturato il diritto al versamento in contanti, contesta che la pretesa possa essersi prescritta nei termini indicati dalla Corte cantonale. Per il resto, il ricorrente fa valere una violazione, da parte della Fondazione opponente, delle norme legislative in materia di libero passaggio che obbliga gli istituti di previdenza ad annunciare ad un ufficio centrale le pretese non ancora fatte valere dalle persone che ne hanno diritto. 3.2 L'UFAS, richiamandosi alle disposizioni regolamentari e legali applicabili, rileva che l'assicurato non adempiva le condizioni per ottenere un pagamento in contanti della prestazione in parola. Esso osserva pertanto che l'istituto di previdenza avrebbe dovuto, in seguito all'uscita di S._________ dalla ditta B.________, costituire in suo favore un diritto di credito per prestazioni future. Facendo notare che la prescrizione di un simile credito non entra in considerazione prima che l'assicurato possa fare valere i propri diritti - l'interessato rischiando altrimenti di perderli prima ancora di poterli esercitare -, l'Ufficio ricorrente ritiene che il Tribunale cantonale avrebbe dovuto entrare nel merito della petizione e domanda alla Corte giudicante di annullare la pronuncia di primo grado che ha accolto l'eccezione di prescrizione opposta dalla Fondazione oponente. 3.3 La Fondazione Patria, associandosi alle conclusioni dei primi giudici, ribadisce per parte sua che i fatti sui quali si fonda il diritto alla prestazione di libero passaggio si sarebbero realizzati interamente prima dell'entrata in vigore della LPP e fa notare che essa prestazione si sarebbe comunque prescritta nel luglio 1991. Alla tesi ricorsuale oppone l'incompatibilità della stessa con l'obbligo legale vigente in ambito contrattuale - che impone alle parti di conservare (solo) 10 anni i libri di commercio, la corrispondenza d'affari e i documenti contabili - come pure la constatazione che altrimenti i termini di prescrizione si dilaterebbero in misura indefinibile.