Citation: 4A_303/2020 E. 11

Non essendo la disdetta abusiva, la Corte cantonale non ha esaminato il diritto all'indennità secondo l'art. 336a CO chiesta dall'attrice. Per la medesima ragione non occorre occuparsene in questa sede. I giudici ticinesi non hanno esaminato neppure le pretese di risarcimento del danno materiale e morale che l'attrice giustificava con il comportamento del datore di lavoro successivo alla disdetta, "non avendo l'appellante sostanziato né dimostrato come e perché la controparte le abbia indebitamente causato un danno e una grave sofferenza morale". L'autorità cantonale ha inoltre giudicato irricevibili per motivazione insufficiente le censure d'appello volte contro il riconoscimento da parte del Pretore aggiunto del diritto alla retribuzione di un solo articolo scritto dall'attrice dopo la ricezione della disdetta. Le critiche che la ricorrente volge contro questa parte del giudizio impugnato sono inammissibili. Anzitutto poiché non si confrontano con i rimproveri riguardanti l'insufficienza delle allegazioni e delle motivazioni d'appello (cfr. consid. 9); poi perché, oltre che appellatorie, sono fondate su fatti che non risultano dalla sentenza impugnata.