Citation: 6P.156/1999 25.03.2000 E. 2

2.-a) Dal 1° gennaio 1996 vige nel Cantone Ticino il nuovo codice di procedura penale del 19 dicembre 1994, che ha sostituito quello del 10 luglio 1941 (vCPP). Fondandosi sul diritto transitorio, la sentenza impugnata ha dichiarato applicabile il vCPP, nella versione anteriore ad una modifica entrata in vigore il 1° luglio 1988. La domanda è quindi stata trattata secondo gli art. 243 segg. sulla revisione e gli art. 232 segg. che ne reggono la procedura in forza del rinvio dell'art. 245 cpv. 2 vCPP. I giudici cantonali hanno rilevato che l'applicazione del vecchio diritto non arrecava pregiudizio agli istanti, sia perché i titoli di revisione invocati sono rimasti invariati, sia perché la procedura seguita è in sostanza analoga a quella prescritta dal nuovo diritto; tant'è che al pubblico dibattimento i ricorrenti "hanno per finire rinunciato a contestare la procedura seguita" (sentenza impugnata, pag. 5 consid. 1). I ricorrenti non contestano tale circostanza ma sostengono nondimeno, con un'argomentazione di difficile lettura, che i giudici cantonali avrebbero giudicato in modo sommario, alla stessa stregua di un giudice di merito, senza nemmeno procedere all'escussione di C.________; essi sarebbero così incorsi in un diniego di giustizia e nell'arbitrio e avrebbero violato il principio della legalità e della parità di trattamento nonché il diritto d'essere sentito. Difatti, a loro avviso, non era consentito fare uso dell'art. 232 cpv. 1 vCPP - introdotto solamente con la modifica del 1° luglio 1988 - che permette di motivare sommariamente le decisioni (atto di ricorso, pagg. 3-9). b) Come testé ricordato, i ricorrenti ammettono di avere rinunciato a contestare la procedura seguita dall'autorità cantonale (atto di ricorso, pag. 3): le censure formulate a questo proposito sono quindi nuove e, in virtù del principio della sussidiarietà relativa del ricorso di diritto pubblico sancito dall'art. 86 cpv. 1 OG, inammissibili (DTF 118 Ia 20 consid. 5a). Può rimanere indeciso se la rinuncia espressa al dibattimento copra anche il mancato interrogatorio di C.________, del quale i ricorrenti si dolgono a più riprese. Tali censure sono difatti infondate. È incontestato che l'assunzione di questa prova non era stata richiesta formalmente poiché i ricorrenti si erano limitati, con uno scritto del 14 novembre 1997, a ricordare all'autorità cantonale che, se avesse ritenuto di dover sentire C.________, sarebbe stato opportuno farlo rapidamente, tenuto conto delle sue condizioni di salute (sentenza impugnata, pag. 30 consid. 8; atto di ricorso, pag. 4). Inoltre, i ricorrenti non spiegano, con una motivazione che rispetti i requisiti dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, quale disposizione del diritto cantonale sarebbe stata manifestamente violata a questo proposito. Essi affermano al contrario che l'art. 245 cpv. 3 vCPP - norma che dà alla CCRP la possibilità di nominare un giudice relatore per esaminare i fatti e presentare un rapporto - non accenna alla facoltà di svolgere un'istruzione, la quale potrebbe semmai essere ordinata d'ufficio (atto di ricorso, pag. 4). c) Le modifiche del vCPP entrate in vigore il 1° gennaio 1993, che la sentenza impugnata menziona di passaggio commentando le disposizioni transitorie (pag. 5 consid. 1), sono ininfluenti, perché non hanno toccato le norme sui motivi e sulla procedura di revisione. L'art. 232 vCPP, nella versione vigente dal 1° luglio 1988, non riguarda affatto la fase istruttoria del processo: il capoverso 1 permetteva semplicemente alla Corte di cassazione e revisione penale di respingere con decisione sommariamente motivata i ricorsi (o le domande di revisione) manifestamente inammissibili o infondati, prima della notifica dell'atto alle parti interessate prescritta per gli "altri casi" dal capoverso 2. Come osserva a ragione il Ministero pubblico, è evidente che l'autorità cantonale non ha fatto uso di questa facoltà: al termine di una procedura ordinaria che i ricorrenti hanno rinunciato a contestare e durante la quale hanno avuto luogo notifiche, citazioni e dibattimento secondo l'art. 232 vCPP nella versione anteriore al 1° luglio 1988, essa ha respinto la domanda di revisione con una sentenza di trentaquattro pagine dattiloscritte. Gli stessi ricorrenti rimproverano d'altronde alla CCRP di avere statuito alla stregua di un giudice del merito; con ciò essi riconoscono che l'autorità cantonale, semmai, ha esaminato la domanda di revisione in modo più approfondito di quanto, a loro dire, avrebbe dovuto. d) Visto quanto precede, queste prime censure di carattere formale, nella misura in cui sono ammissibili, sono pertanto infondate. La procedura seguita, in particolare la mancata audizione di C.________ e la motivazione della sentenza, non violano in modo arbitrario il diritto cantonale e non ledono il diritto d'essere sentito. Il principio della parità di trattamento non è invocato in modo pertinente. Quello della legalità, menzionato a più riprese, non ha il rango di diritto costituzionale, tranne che in alcuni campi particolari, e la sua violazione non può essere motivo di ricorso di diritto pubblico se non in relazione con altri diritti o libertà costituzionali (DTF 123 I 1 consid. 2b, 118 1a 137 consid. 1c).