Citation: 2A.594/2006 09.11.2007 E. 7

7.1 In base alle considerazioni che precedono, il ricorso, nella misura in cui è ammissibile e non privo d'oggetto (cfr. consid. 1.3 e 1.4), deve quindi essere parzialmente accolto. Esso va infatti respinto per quanto attiene alla richiesta formulata dall'insorgente, ovvero la deduzione integrale dell'imposta precedente, ma comporta d'altra parte l'annullamento di quella che la Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni ha definito una reformatio in peius, nel senso che anche i versamenti dei diritti di gioco operati prima della costituzione formale dell'associazione sono esclusi dall'imposta. Queste conclusioni si traducono nell'annullamento della decisione della CRC e nella conferma di quella emanata su reclamo dall'AFC. 7.2 Di principio, quando nessuna delle parti vince interamente la causa, le spese processuali vanno ripartite tra di esse (art. 156 cpv. 3 OG). Agli atti non figurano indicazioni circa le conseguenze pecuniarie concrete che sarebbero derivate dall'accoglimento delle richieste ricorsuali, rispettivamente dalla tutela integrale del giudizio impugnato. Va comunque considerato che l'unica pretesa avanzata dall'insorgente e sulla quale è incentrata l'argomentazione del gravame risulta del tutto infondata. Il ricorrente avrebbe infatti voluto attribuire ai diritti di gioco un trattamento fiscale assai diverso da quello effettivamente riconosciuto. Per contro, l'autorità precedente ha sostanzialmente condiviso la pronuncia di prima istanza, qui confermata, distanziandosene solo in riferimento ad un intervallo temporale decisamente breve per rapporto alla durata complessiva del periodo fiscale oggetto della vertenza. Il ricorrente non ha peraltro contestato esplicitamente la qualifica giuridica dei diritti di gioco all'origine della rilevata ed annullata reformatio in peius. Nel complesso, la conferma della decisione su reclamo appare dunque un risultato assai più vicino alla posizione della CRC che non a quella del ricorrente. In queste circostanze, appare giustificato porre le spese processuali esclusivamente a carico di quest'ultimo, con una tassa di giustizia di importo comunque relativamente contenuto (art. 156 cpv. 1 e 3, 153 e 153a OG), e non assegnargli alcuna indennità a titolo di ripetibili (cfr. art. 159 cpv. 1 e 3 OG), che, secondo norma, non è attribuita nemmeno alle autorità vincenti (art. 159 cpv. 2 OG). Le spese giudiziarie in relazione alla procedura dinanzi all'allora Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni dovranno infine essere oggetto di un nuovo giudizio, ora di competenza del Tribunale amministrativo federale (cfr. sentenza 2A.369/2005 del 24 agosto 2007, consid. 8). Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: