Citation: 4A_227/2015 E. 5

L'art. 98 LTF prevede che contro le decisioni in materia di misure cautelari la parte ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali. La regola riguarda tutte le decisioni emanate nella procedura di misure cautelari (Bernard Corboz, in Commentaire de la LTF, 2aed., 2014, n. 9a ad art. 98 LTF), comprese, per esempio, quelle relative alla competenza del tribunale adito (DTF 138 III 555 consid. 1 pag. 556/557). In aggiunta, l'esigenza di una garanzia destinata ad assicurare una pretesa litigiosa è per sua stessa natura una misura cautelare (DTF 134 II 349 consid. 3 pag. 351, relativa a una garanzia in materia d'imposta). Il Tribunale federale esamina le violazioni dei diritti costituzionali soltanto se la parte ricorrente propone e motiva tali censure (art. 106 cpv. 2 LTF). Critiche vaghe e appellatorie non sono ammissibili; la parte ricorrente deve indicare in modo chiaro i diritti che sono stati violati e spiegare in cosa consista la violazione (DTF 136 I 229 consid. 4.2; 134 II 244 consid. 2.2). Nella fattispecie la ricorrente non si ritiene lesa nei suoi diritti costituzionali. Spiegando perché le misure pronunciate con decisione 3 dicembre 2014, con le loro ulteriori modifiche, rischiano di cagionarle un danno e di rivelarsi ingiustificate, lamenta un'applicazione erronea dell'art. 264 cpv. 1 CPC. Espone segnatamente che il marchio X.________ dell'opponente gode della protezione legale solo nei paesi dov'è registrato e che gli altri paesi si estendono su continenti interi. Espone anche che opera principalmente acquistando merce negli Stati Uniti d'America e rivendendola fuori dal territorio svizzero, senza importarla in questo territorio. Contesta che detto marchio sia confondibile con quelli da lei usati. Queste censure sono inadatte a evidenziare la violazione di un diritto costituzionale; in modo particolare, non possono evidenziare un'applicazione arbitraria dell'art. 264 cpv. 1 CPC e quindi contraria all'art. 9 Cost. Il ricorso risulta inammissibile per mancanza di una motivazione adeguata.