Citation: 5P.87/2002 02.05.2002 E. F

F.- Il 21 febbraio 2002 E.C.________, G.C.________, M.C.________ e D.C.________ hanno inoltrato al Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico, fondato sul divieto dell'arbitrio, con cui postulano l'annullamento della decisione cantonale. Secondo i ricorrenti la procedura prevista dal CPC ticinese per l'eccezione di falso non è in concreto applicabile, perché agli atti non si trova il documento contraffatto, ma unicamente una sua fotocopia. Inoltre, poiché essi hanno affermato nella replica che il testamento era falso, il giudice di primo grado avrebbe semmai dovuto procedere d'ufficio in base alla procedura degli art. 216 segg. CPC ticinese. Del resto, i giudici cantonali dovevano attenersi a quanto indicato nella sentenza del Tribunale federale e limitarsi a stabilire a chi incombeva l'onere della prova. Infine, i ricorrenti contestano la capacità di testare della defunta e affermano che la Corte cantonale non doveva porre unilateralmente a loro carico la prova della sua incapacità di discernimento. Non è stata chiesta una risposta al ricorso.