Citation: 5A_562/2024 E. 4

Secondo l'art. 76 cpv. 1 LTF, ha diritto di interporre ricorso in materia civile chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a) ed è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa (lett. b). Nella misura in cui non siano immediatamente ravvisabili, spetta alla parte ricorrente dimostrare che i presupposti per riconoscere la sua legittimazione ricorsuale siano adempiuti (DTF 138 III 537 consid. 1.2; 135 III 46 consid. 4). In concreto, la ricorrente afferma di essere " stata privata della possibilità di usufruire della custodia alternata di entrambi i genitori contro la sua volontà " e di avere quindi " un interesse concreto e diretto nella lite ". Ella ammette di non aver " partecipato in prima persona al contenzioso ", ma sostiene che " per suo conto, apparentemente, è stata chiamata a prendere posizione [...] la curatrice E.________ ". Ha partecipato al procedimento anteriore ai sensi dell'art. 76 cpv. 1 lett. a prima parte LTF colui che ha presentato delle conclusioni (sentenze 5A_668/2022 del 16 marzo 2023 consid. 1.2.1; 5A_796/2019 del 18 marzo 2020 consid. 4.1). Nella presente fattispecie, soltanto i genitori e la curatrice educativa nominata in favore della figlia hanno introdotto delle proposte di giudizio dinanzi alla Camera di protezione del Tribunale d'appello del Cantone Ticino. Contrariamente a quanto pare affermare la ricorrente, ella non può valersi delle conclusioni della curatrice educativa (peraltro tendenti alla reiezione del reclamo del padre) : dalla sentenza impugnata non risulta infatti che tra i compiti della curatrice figurasse anche quello di rappresentare la minore nella presente causa (v. art. 314a bis CC) e la ricorrente in ogni caso non lo pretende. Alla minore difetta così il requisito della partecipazione al procedimento dinanzi all'autorità inferiore (v. sentenze 5A_1049/2020 del 28 maggio 2021 consid. 1.2.1 a contrario; 5A_939/2012 dell'8 marzo 2013 consid. 1.2.2). Nemmeno il requisito dell'art. 76 cpv. 1 lett. a seconda parte LTF è in concreto soddisfatto: la ricorrente non lamenta infatti di essere stata privata della possibilità di partecipare al procedimento cantonale (v. sentenza 5A_939/2012 citata consid. 1.2.2). Ella, segnatamente, non rimprovera all'autorità inferiore la mancata nomina di un curatore di rappresentanza in suo favore (sia peraltro precisato che, in assenza di una base legale nella LTF, il Tribunale federale non può designare esso stesso un tale curatore; v. sentenze 5A_178/2024 del 20 agosto 2024 [destinata alla pubblicazione] consid. 1.2; 5A_103/2018 e 5A_111/2018 del 6 novembre 2018 consid. 1.4). Alla luce di tali circostanze, occorre concludere che la ricorrente non abbia saputo dimostrare di essere legittimata a ricorrere al Tribunale federale. Ciò rende superfluo esaminare se la minore, di 11 anni, abbia la capacità di discernimento per procedere in modo autonomo (art. 19c cpv. 1 CC; v. sentenze 5A_91/2023 del 6 aprile 2023 consid. 6.3; 5A_123/2020 del 7 ottobre 2020 consid. 1.1; 5A_796/2019 citata consid. 2.1) e se il suo patrocinatore abbia agito in modo indipendente, segnatamente da eventuali direttive da parte del padre (come sembrerebbe talvolta emergere da alcuni passaggi del ricorso: "il patrocinatore del padre ha inviato, a richiesta dello scrivente legale, il 19.08.24 la documentazione essenziale per la stesura del presente ricorso. Gli ha inoltre messo a disposizione per orientamento il suo ricorso di data 29.08.24"; "si è avuto modo di prendere già visione del ricorso del padre, le cui conclusioni e motivazioni [...] sono condivisibili"; "la Camera di protezione ha emanato la propria decisione senza considerare pienamente i diritti costituzionali della minore e del padre"). Ne segue che anche il ricorso in materia civile va dichiarato inammissibile.