Citation: U 133/02 04.07.2003 E. 2

2.1 In primo luogo va osservato che giustamente la Corte cantonale ha ritenuto non sufficientemente attendibili le conclusioni del perito giudiziario dott. C.________, al quale i primi giudici avevano inizialmente affidato il compito di rendere una valutazione specialistica. Emerge infatti dagli atti all'inserto che il sanitario in questione, pur definendo ineccepibile la valutazione del dott. S.________, medico di fiducia della Basilese - secondo cui, in assenza di segni tipici (ematomi, lesioni della muscolatura o legamentari visibili) in grado di comprovare la natura traumatica dell'ernia, dev'essere escluso ogni obbligo prestativo da parte dell'assicuratore LAINF -, e pur rilevando l'assenza nel rapporto operatorio del 21 maggio 1999 di qualsiasi indicazione nel senso della presenza di simili segni - silenzio da ricondurre, a suo parere, ad una carente conoscenza, da parte del chirurgo, dei criteri medico-giuridici - è pervenuto a riconoscere, in contrasto con le tavole processuali e sulla base di considerazioni non scientifiche, l'esistenza del nesso di causalità naturale tra l'infortunio e il danno alla salute in ragione del fatto che il chirurgo intervenuto, dott. B.________, avrebbe incoraggiato M.________ ad impugnare la decisione della Basilese. A causa dell'atteggiamento dell'insorgente che, a più riprese, ha rifiutato di sottoporsi ad ulteriori esami e ha così impedito l'esecuzione dei necessari accertamenti, il Tribunale cantonale non ha potuto quindi nemmeno trarre (valide) conclusioni dalla perizia affidata al prof. U.________, già primario della Clinica Z.________. I giudici cantonali hanno ciò nondimeno potuto interpellare il dott. B.________, il quale ha espressamente dato atto di non avere trovato, durante l'intervento chirurgico del 21 maggio 1999, alcun ematoma, soffusione o segno di rottura. 2.2 Già solo alla luce di questi fatti come pure in applicazione del principio generale di procedura secondo il quale colui che pretende una prestazione assicurativa deve cooperare alla determinazione degli elementi di fatto rilevanti ai fini della verifica della legittimità della sua richiesta ed è tenuto a fornire, nella misura di quanto è ragionevolmente esigibile, le prove necessarie secondo la natura della lite e dei fatti invocati, con il rischio di dover altrimenti sopportare le conseguenze dell'assenza di prove (DTF 125 V 195 consid. 2, 117 V 264 consid. 3b e sentenze ivi citate), questa Corte non può che condividere l'operato dei giudici di prime cure, i quali hanno giustamente ritenuto non essere dato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante richiesto, il nesso di causalità naturale tra il danno alla salute invocato e l'infortunio del 17 maggio 1999, negando, di conseguenza, ogni obbligo prestativo a carico dell'assicuratore contro gli infortuni.