Citation: 1C_55/2023 E. 5.2

5.2. Il principio della proporzionalità esige che il provvedimento sia idoneo e necessario a raggiungere lo scopo prefisso e che sussista un rapporto ragionevole tra questo scopo e i mezzi impiegati, rispettivamente gli interessi compromessi (art. 36 cpv. 3 Cost.; DTF 148 I 160 consid. 7.10; 148 II 392 consid. 8.2.1-8.2.4), condizioni adempiute nel caso in esame. Certo, l'ordinata demolizione comporterà oneri ingenti, non meglio precisati dalla ricorrente ma, come ritenuto dal Tribunale cantonale amministrativo, essi non permettono di rinunciare al ripristino e di sostituirlo con una sanzione pecuniaria. In effetti, sebbene anche la proprietaria che ha eretto un'opera abusiva in mala fede possa invocare il principio della proporzionalità, in un tal caso, nella ponderazione dei contrapposti interessi, l'autorità, per motivi di principio, quali la tutela della parità di trattamento e il rispetto delle norme edilizie, può attribuire all'interesse del ripristino della situazione conforme al diritto un peso accresciuto e trascurare o considerare solo parzialmente i pregiudizi e gli svantaggi derivanti all'interessata dall'ordine di demolizione (DTF 132 II 21 consid. 6.4; 123 II 248 consid. 4a). Il principio della legalità e quello dell'uguaglianza esigono infatti che le costruzioni, come quella litigiosa, realizzate senza autorizzazione e che sono in contrasto col diritto materiale, devono essere rettificate o demolite, poiché altrimenti sarebbe premiata l'inosservanza della legge: chi pone l'autorità di fronte al fatto compiuto deve quindi aspettarsi che, di fronte agli inconvenienti che gli derivano da un ordine di demolizione, prevalga il ripristino di una situazione conforme al diritto, ciò che non viola il principio di proporzionalità (DTF 132 II 21 consid. 6.4; sentenze 1C_376/2021 dell'11 aprile 2023 consid. 3.4 e 1C_619/2014 del 24 febbraio 2015 consid. 4, in: RtiD II-2015 n. 14 pag. 53). L'accenno ricorsuale agli svantaggi non indifferenti derivanti dal provvedimento di ripristino, segnatamente i costi per la demolizione dell'opera abusiva, nonché non meglio precisati inconvenienti di natura pratica che ne deriverebbero, non violano il principio di proporzionalità. Il criticato provvedimento è infatti sorretto da un evidente e prevalente interesse pubblico. La ricorrente disattende inoltre che la garanzia di cui all'art. 26 cpv. 1 Cost. non tutela la proprietà in maniera illimitata, ma soltanto nei limiti fissati nell'interesse pubblico dall'ordinamento giuridico, segnatamente in concreto quelli pianificatori ed edilizi stabiliti dalle norme di attuazione del piano regolatore e dalla LCFo, da essa palesemente disattesi (DTF 146 I 70 consid. 6.1; 145 I 156 consid. 4.1; 145 II 140 consid. 4.1).