Citation: 6B_917/2018 E. 3.3.4

3.3.4. Il TPF ha ritenuto che il fascicolo fosse conforme al codice di rito, e contenesse sia gli atti giunti rogatorialmente dall'estero sia gli atti prodotti dalle parti in quanto formulati conformemente all'art. 110 CPP e di cui all'elenco atti del MPC e non invece di cui a prestazioni fatturate in note d'onorario da un difensore di altra parte. Quest'ultima precisazione si riferisce manifestamente agli e-mail di cui la ricorrente ha lamentato e lamenta ancora l'assenza nell'incarto e che, secondo quanto da lei avanzato nelle sue istanze probatorie, risulterebbero dalla nota d'onorario del precedente legale di B.________ (v. verbale principale dei dibattimenti pag. 8, incarto 130.920.013). Orbene, l'insorgente medesima indica trattarsi di una corrispondenza elettronica antecedente il rito abbreviato nei confronti dello stesso B.________, poi negato dalla Corte di merito. Sicché la loro eventuale assenza nell'incarto si giustifica già solo alla luce degli art. 362 cpv. 4 e 141 CPP (v. DTF 144 IV 189), come addotto dal MPC al dibattimento, a cui del resto la ricorrente fa esplicito riferimento nella replica. Peraltro non sostiene trattarsi di atti formulati conformemente all'art. 110 CPP né che il fascicolo debba contemplare anche quelli non rispettosi di tale norma. Non si confronta quindi con le motivazioni del TPF, spiegando perché sarebbero lesive del diritto, ma ribadisce la sua posizione e reitera semplicemente le proprie richieste avanzando le medesime argomentazioni presentate dinanzi all'istanza precedente in modo inammissibile (v. DTF 140 III 115 consid. 2). Ma v'è di più. La ricorrente rivendica la necessità di disporre di detta corrispondenza al fine di suffragare "l'assoluta inattendibilità di B.________". Disattende però che, come già sopra menzionato (v. supr a consid. 3.2.2), la sentenza impugnata non poggia in alcun modo sulle dichiarazioni di quest'ultimo, di modo che, sotto questo profilo, non dispone di un interesse giuridico concreto e attuale a sollevare tale censura. Analogo discorso vale per quanto concerne le intercettazioni telefoniche giunte rogatorialmente e per il resto si rinvia a quanto già esposto in merito all'integralità degli atti di inchiesta italiani (v. supra consid. 3.1.1).