Citation: 6B_80/2010 19.04.2010 E. 2

2.1 Conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso in materia penale al Tribunale federale può essere presentato per violazione del diritto, nel quale rientra pure il diritto costituzionale (DTF 133 I 201 consid. 1). Secondo l'art. 42 cpv. 2 LTF, nel ricorso occorre spiegare per quali ragioni l'atto impugnato viola il diritto. I ricorrenti devono quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nella decisione impugnata, spiegando per quali motivi tale giudizio viola il diritto (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Le esigenze di motivazione sono inoltre accresciute laddove, come in concreto, i ricorrenti lamentano la violazione di garanzie di rango costituzionale. A norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina infatti tali censure soltanto se siano motivate in modo chiaro e preciso, conformemente alla prassi precedentemente in vigore in materia di ricorso di diritto pubblico (cfr. DTF 134 I 83 consid. 3.2; 134 II 244 consid. 2.2; DTF 133 IV 286 consid. 1.4). In questa misura, argomentazioni vaghe o meramente appellatorie e semplici rinvii agli atti cantonali non sono quindi ammissibili (DTF 134 I 83 consid. 3.2; 129 I 113 consid. 2.1). Quando inoltre, come nella fattispecie, l'ultima autorità cantonale dichiara un gravame inammissibile per ragioni formali e non procede all'esame di merito, i ricorrenti devono addurre perché essa avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali e si sarebbe quindi a torto rifiutata di procedere all'esame di merito (DTF 133 IV 119 consid. 6; 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2). Censure che si limitano a riproporre le argomentazioni di merito addotte in sede cantonale sono quindi inammissibili. 2.2 Ora, l'atto di ricorso in esame disattende in misura significativa le esposte esigenze di motivazione ed è in gran parte inammissibile. I ricorrenti invocano numerose norme, prevalentemente di natura costituzionale, ma non si confrontano puntualmente con le considerazioni contenute nella sentenza della CRP, unico oggetto del litigio, spiegando con chiarezza e precisione perché violerebbero il diritto. D'altra parte, la Corte cantonale ha dichiarato il gravame irricevibile, siccome non adempiva minimamente alle condizioni formali dell'art. 216 CPP/TI e non è quindi entrata nel merito dello stesso. Le censure dei ricorrenti che riprendono, in gran parte testualmente, le argomentazioni di merito presentate dinanzi alla precedente istanza sono quindi inammissibili. L'oggetto del litigio è infatti circoscritto alla questione di sapere se la Corte cantonale abbia applicato in modo arbitrario la citata disposizione cantonale e si sia rifiutata a torto di esaminare il gravame nel merito. Né sono ammissibili in questa sede i rimproveri riguardanti pretese irregolarità del PP durante l'istruzione formale, segnatamente nella notificazione della decisione di chiusura e nelle modalità di consentire alle parti l'accesso agli atti: i ricorrenti non censurano, con una motivazione conforme alle citate esigenze, una pretesa violazione del loro diritto di essere sentiti per il fatto che la CRP non avrebbe esaminato le censure da loro sollevate al riguardo e, d'altra parte, la loro patrocinatrice ha potuto visionare l'incarto completo e ha potuto presentare tempestivamente il gravame alla CRP in nome e per conto di entrambe le parti civili.