Citation: 5A_34/2013 E. 2.4

2.4. Nel presente caso va preliminarmente rilevato che la ricorrente non indica dove e quando avrebbe formulato precise ed adeguate offerte di prova, e nemmeno ella si appella all'eccezione dell'art. 99 cpv. 1 LTF. L'ammissibilità di questa sua censura appare pertanto dubbia. Comunque sia, in merito all'attuale situazione lavorativa ed economica dell'opponente la ricorrente formula ipotesi fattuali sprovviste di qualsivoglia riscontro e puramente speculative, e postula l'assunzione d'ufficio di prove che il Tribunale di appello avrebbe dovuto esperire spontaneamente avvalendosi di autorità assolutamente incompetenti (ad es. l'ambasciata). Sarebbe stato invece suo compito proporre mezzi di prova ben precisi e censurare in modo circostanziato la loro mancata assunzione, spiegando cosa ogni mezzo avrebbe potuto permettere di accertare, e anche come si sarebbe dovuto procedere nel presente caso. Definendo poi "scioccante e arbitrario" il modo di procedere del Tribunale di appello, che si è basato su statistiche relative alla situazione pensionistica in Colombia, ed opponendovi le proprie constatazioni personali sulla situazione economica della famiglia dell'ex marito, apparentemente nuove e dunque inammissibili (art. 99 cpv. 1 LTF), la ricorrente si limita ad una critica appellatoria dell'apprezzamento delle prove effettuato dai Giudici cantonali; ora, per lamentare con un'ammissibile censura la violazione dell'art. 9 Cost. (sulla nozione di arbitrio v. DTF 137 I 1 consid. 2.4) non è segnatamente sufficiente formulare una critica meramente appellatoria (DTF 136 II 489 consid. 2.8) e contestare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, nella quale l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella del Tribunale cantonale (DTF 134 II 349 consid. 3).