Citation: 2A.127/2007 11.10.2007 E. 8

Visto quanto precede, è di per sé superfluo esprimersi sugli ulteriori rimproveri mossi a A.________SA. Giova comunque rilevare che anche a questo riguardo la pronuncia della CFB non appare a prima vista destituita di fondamento, mentre le critiche ricorsuali risultano generiche e per nulla convincenti. 8.1 In particolare, per quanto attiene alla distribuzione illecita di quote di un fondo di investimento, la A.________SA non contesta che la E.________Ltd, società incorporata nelle Isole Vergini Britanniche, debba essere considerata come un fondo di investimento non autorizzato ai sensi del diritto svizzero (su tale nozione e sul regime applicabile, cfr. sentenza 2A.281/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 1.1, 3.2, 4.2 e 7.2). Né nega di aver acquistato azioni al portatore senza valore nominale di questa società, e quindi di aver distribuito quote del fondo, per almeno 34 suoi clienti, senza peraltro agire sulla base di un contratto di gestione patrimoniale che avrebbe permesso di prescindere dall'obbligo autorizzativo (cfr. Circolare CFB 03/1 del 28 maggio 2003: appello al pubblico ai sensi della legislazione sui fondi di investimento, n. 16; cfr. anche sentenza 2A.281/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 4.3.4). Infine l'insorgente non solleva obiezioni nemmeno riguardo al fatto che beneficiari economici di E.________Ltd, i cui attivi secondo l'incaricata dell'inchiesta ammontano a circa 4,6 milioni di euro, sono essa stessa, rispettivamente i suoi organi. L'interessata si limita per contro ad affermare che la questione della distribuzione di quote di un fondo ha perso di attualità poiché i clienti che hanno fatto capo a E.________Ltd sono stati integralmente rimborsati. Ora, anche se ciò fosse effettivamente avvenuto, questa argomentazione nulla muterebbe riguardo al carattere illegale dell'avvenuta distribuzione di quote di fondi non autorizzati. Per di più, dal confronto tra la lista dei clienti che hanno investito in E.________Ltd e le dichiarazioni scritte di coloro che riconoscono di non più vantare pretese, emerge che per nove posizioni non è stata rilasciata alcuna attestazione. V'è pertanto da ritenere che non tutti i clienti siano stati rimborsati. 8.2 La tesi ricorsuale è analoga anche in merito alla violazione della legge sulle borse. In effetti la CFB ha ravvisato l'esercizio senza autorizzazione dell'attività di commerciante di valori mobiliari sotto due aspetti: in primo luogo, per il fatto che A.________SA, mediante delle "trading authority", ha impartito ordini di borsa direttamente almeno ad un broker (J.________S.p.A.), agendo in proprio nome, ma per conto anche di 21 suoi clienti (art. 3 cpv. 5 lett. a dell'ordinanza del 2 dicembre 1996 sulle borse e il commercio di valori mobiliari [OBVM; RS 954.11]) e, in secondo luogo, perché, anche in questo caso per più di 20 clienti, ha custodito a titolo fiduciario presso di essa le quote parti fisiche del fondo E.________Ltd, da considerare quali valori mobiliari (art. 3 cpv. 5 lett. b OBVM). Nell'impugnativa, la ricorrente rileva semplicemente che questi rimproveri sono superati dall'avvenuta restituzione degli investimenti in E.________Ltd e dall'interruzione dell'operatività con J.________S.p.A. a seguito della liquidazione coatta amministrativa di quest'ultima decisa dalla Commissione Nazionale (italiana) per le Società e la Borsa (Consob). Indipendentemente dalla loro fondatezza, gli argomenti addotti non entrano nemmeno su questo punto nel merito della violazione addebitata e non portano quindi certo ad escludere che A.________SA abbia agito, perlomeno per un certo periodo, come commerciante di valori mobiliari.