Citation: 4P.114/2004 13.09.2004 E. 4

Anzitutto il ricorrente si duole, sotto il profilo formale, di un difetto di motivazione del lodo arbitrale, lesivo a suo dire dell'art. 189 LDIP e dell'art. 29 cpv. 2 Cost. La censura è inammissibile. L'art. 189 cpv. 2 LDIP, giusta il quale il lodo arbitrale va motivato, ha carattere dispositivo. L'art. 190 cpv. 2 LDIP, nel quale vengono indicati i motivi d'impugnazione, non contempla fra di essi la mancanza di motivazione. Il diritto ad una decisione motivata non può venire dedotto neppure dall'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP (il cui tenore nelle versioni italiana e tedesca appare impreciso). Infine, l'assenza di motivazione non è incompatibile con l'ordine pubblico ai sensi dell'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP (su questi aspetti cfr. DTF 130 III 125 consid. 2.2 e 116 II 373).