Citation: 6B_1010/2016 E. 5

Posti questi fatti, segnatamente il ferimento da tergo mentre la moglie si stava allontanando, la CARP ha ritenuto che si è trattato di un accoltellamento volontario. Infatti, dopo aver detto alla donna che l'avrebbe ammazzata, l'ha colpita intenzionalmente in una zona che è sede di organi vitali con un'arma potenzialmente atta a infliggere una lesione letale. Il colpo vibrato non può dunque essere inteso se non come la concretizzazione della minaccia di morte appena proferita, dopo che aveva già percosso la moglie in un accesso di aggressività. Questa concretizzazione, ossia il colpo sferrato con un coltello dotato di una lama affilata di ben 20 cm in una zona in cui un colpo di quel genere ha notoriamente natura potenzialmente letale, dimostra come la minaccia di morte formulata poco prima corrispondesse all'intenzione di chi l'ha proferita. Secondo la CARP si è trattato di un'intenzione maturata sull'onda di una furente frustrazione e che è stata subito abbandonata per la manifestazione di dolore della vittima. Il ricorrente ha colpito la moglie una volta sola, malgrado nulla gli impedisse di inferire ulteriori colpi. Avendo quindi rinunciato a perfezionare l'omicidio in piena autonomia, senza condizionamenti esterni, l'autorità cantonale ha riconosciuto sussistere una desistenza spontanea giusta l'art. 23 cpv. 1 CP.