Citation: 4A_16/2010 06.04.2010 E. 5.1

5.1.1 Come rilevato nella decisione criticata, fino al 1° gennaio 2008 la reiscrizione di un ente giuridico cancellato non era disciplinata nell'Ordinanza sul Registro di Commercio. Secondo la dottrina e la giurisprudenza allora vigenti, in caso di scoperta - dopo la radiazione - di nuovi attivi rispettivamente di nuove obbligazioni di cui s'ignorava l'esistenza al momento della liquidazione, la società poteva eccezionalmente venir reiscritta nel registro di commercio su richiesta dei membri del consiglio d'amministrazione, dei liquidatori, degli azionisti e dei creditori della società radiata. Ulteriore condizione per la reiscrizione era l'esistenza di un interesse degno di protezione, che veniva riconosciuto qualora l'obiettivo perseguito potesse essere raggiunto solo mediante la reiscrizione della società. La reiscrizione era infatti considerata un rimedio di natura sussidiaria (DTF 132 III 731 consid. 3.2 con rinvii giurisprudenziali; FRANÇOIS RAYROUX, in Commentaire Romand - Code des Obligations II, n. 7 ad art. 746 CO; CHRISTOPH STÄUBLI, in Basler Kommentar - Obligationenrecht II, n. 6 ad art. 746 CO; BÜRGI/ NORDMANN-ZIMMERMANN, Zürcher Kommentar, n. 9-12 ad art. 746 CO). Per quanto d'interesse nella fattispecie in rassegna, il liquidatore della società anonima poteva chiederne la reiscrizione solo se in grado di rendere verosimile l'esistenza di nuovi attivi e l'interesse (degno di protezione) della società radiata alla reiscrizione (DTF 78 I 451 pag. 455). 5.1.2 L'introduzione dell'art. 164 ORC non ha apportato modifiche sostanziali a questi principi. Le novità principali sono l'elencazione esaustiva dei motivi che possono giustificare la reiscrizione dell'ente giuridico cancellato e l'attribuzione al giudice civile della competenza a statuire sulla domanda di reiscrizione (MICHAEL GWESSELIANI, Praxiskommentar zur Handelsregisterverordnung, 2008, n. 576-577 ad art. 164 ORC). Per il resto, rimane valida la regola secondo la quale, per accedere alla richiesta di reiscrizione formulata dal liquidatore, è necessario che sia reso verosimile - oltre all'esistenza di una delle circostanze menzionate nell'art. 164 cpv. 1 ORC - un interesse "degno di protezione" alla reiscrizione, vale a dire di un interesse che può essere salvaguardato solamente mediante la reiscrizione della società anonima nel registro di commercio. La natura sussidiaria della reiscrizione della società radiata trova la sua spiegazione nella funzione informativa del registro di commercio. L'iscrizione nel registro di commercio crea in effetti l'apparenza dell'esistenza della società, mentre la sua cancellazione induce a presumere che la liquidazione è terminata e che la società ha cessato di esistere (cfr. art. 746 CO). Ai fini di limitare il rischio di confusione nelle relazioni commerciali, la possibilità della reiscrizione ha un senso nei casi - e deve pertanto essere limitata ad essi, ora elencati all'art. 164 cpv. 1 ORC - in cui essa appare indispensabile per portare a termine la liquidazione della società (cfr. anche GUILLAUME VIANIN, L'inscription au registre de commerce et ses effets, Friborgo 2000, pag. 242-244). 5.2 In concreto, la ricorrente afferma di aver chiesto la radiazione della società per errore, ma non indica quale sarebbe l'errore commesso, in particolare non pretende che le sarebbe sfuggita l'esistenza di attivi della società che dovrebbero venir ancora liquidati. La reiscrizione mira esclusivamente a permettere la prosecuzione della causa pendente dinanzi al Tribunale d'appello, concernente la concessione del diritto di passo necessario a favore di un fondo che non appartiene più alla società radiata sin dal 2003. In siffatte circostanze, questa causa - come rettamente osservato dalla Corte ticinese - non presenta più alcun interesse per la società, dato che non può influire sulla sua situazione patrimoniale. 5.3 La ricorrente ravvede un interesse della società radiata a proseguire il suddetto procedimento perché, processualmente, la radiazione ha gli stessi effetti della desistenza di cui all'art. 353 cpv. 2 CPC/TI, indi per cui essa sarà obbligata a rifondere alla controparte spese e ripetibili, per un totale di almeno fr. 21'350.--. La Corte cantonale non ha tenuto in considerazione questo argomento, siccome presentato inammissibilmente per la prima volta in sede di appello (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI). Dinanzi al Tribunale federale, la ricorrente non contesta di aver presentato l'argomento per la prima volta con l'appello. Contesta piuttosto l'applicabilità dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC/TI, poiché non si tratta, a suo modo di vedere, di "nuovi fatti, prove ed eccezioni" ai sensi di questa norma, bensì soltanto di logiche deduzioni che emergono dagli atti, e "la logica è soltanto diritto". Questa tesi non può essere condivisa. L'adduzione di un interesse economico della società alla radiazione è un argomento di fatto, quale che sia il suo fondamento. L'applicazione del diritto processuale contenuta nella sentenza impugnata è pertanto del tutto sostenibile. 5.4 Da quanto qui esposto discende che, in definitiva, la domanda di reiscrizione della società è stata formulata nel solo interesse della ricorrente. La reiscrizione della società radiata permetterebbe infatti di agevolare la posizione processuale della ricorrente - nuova proprietaria del fondo a favore del quale viene chiesto il diritto di passo - nella causa pendente dinanzi al Tribunale d'appello: essa potrebbe segnatamente evitare di dover chiedere alla controparte il consenso al suo subingresso nella causa pendente (art. 110 cpv. 2 CPC/TI), rispettivamente di introdurne una nuova a nome proprio. La reiscrizione le permetterebbe inoltre, quale liquidatrice della società radiata, di evitare di affrontare le conseguenze della richiesta di cancellazione della società dal registro di commercio presentata - stando a quanto da lei asserito - per errore: essa non sarebbe chiamata a rispondere né verso gli azionisti della società radiata per il (mancato) recupero delle spese e delle ripetibili della causa di passo necessario né verso i propri azionisti per le spese di una nuova causa. Sennonché, nessuna di queste due circostanze configura un interesse degno di protezione ai sensi dell'art. 164 cpv. 2 ORC.