Citation: 1A.103/2002 22.01.2003 E. 3

Il ricorrente ravvisa una violazione del diritto di essere sentito perché il Consiglio di Stato prima, e il Tribunale amministrativo poi, non hanno assunto i mezzi di prova da lui proposti. Omettendo di eseguire un sopralluogo, di procedere all'audizione di testi e di richiamare dalle autorità gli incarti concernenti casi dove sarebbero state ordinate, al posto della demolizione di opere abusive, sanzioni pecuniarie, la Corte cantonale avrebbe leso il diritto di essere sentito, commesso una disparità di trattamento ed emanato una decisione carente di motivazione. 3.1 Per costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito costituisce una garanzia di natura formale, la cui violazione comporta l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito: questa censura dev'essere pertanto esaminata in primo luogo (DTF 120 Ib 379 consid. 3b, 119 Ia 136 consid. 2b). Natura e limiti del diritto di essere sentito sono determinati innanzitutto dalle disposizioni cantonali di procedura. Indipendentemente da ciò, l'autorità cantonale deve rispettare le garanzie minime dedotte direttamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e, in precedenza, dall'art. 4 vCost. (DTF 126 I 7 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa, 125 I 257 consid. 3a, 119 Ia 136 consid. 2c). Il ricorrente fa valere anche la violazione dell'art. 18 della legge cantonale di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 (LPamm), che disciplina l'accertamento della fattispecie da parte dell'autorità amministrativa, e dell'art. 19 LPamm, concernente le prove. 3.2 Nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove la Corte cantonale dispone di un ampio potere di apprezzamento. Per motivarne l'arbitrarietà non basta criticare semplicemente la decisione impugnata, né contrapporle una versione propria, per quanto, se del caso, sostenibile o addirittura preferibile. Occorre piuttosto dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove criticati sarebbero manifestamente insostenibili, si trovino in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondino su una svista manifesta o contraddicano in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 125 II 10 consid. 3a, 122 I 61 consid. 3a). Secondo costante giurisprudenza, il Tribunale federale annulla la decisione impugnata quando essa sia insostenibile non solo nella motivazione, bensì anche nel risultato (DTF 125 II 129 consid. 5b, 124 I 208 consid. 4a). 3.3 Gli accenni del ricorrente non dimostrano un'applicazione arbitraria delle invocate norme cantonali, né la sentenza impugnata, su questo punto, contrariamente all'assunto ricorsuale, è carente di motivazione. Il Tribunale cantonale amministrativo ha ritenuto che le fattezze e le dimensioni dell'opera litigiosa emergevano con sufficiente chiarezza dai piani e dalla relazione tecnica allegati alla domanda di costruzione e che le fotografie agli atti rendevano superfluo un sopralluogo. I Giudici cantonali hanno poi spiegato perché si poteva prescindere dall'assunzione delle prove testimoniali proposte, dal momento ch'esse apparivano, per gli esposti motivi, irrilevanti ai fini del giudizio. I Giudici cantonali hanno quindi concluso, sulla base di un motivato apprezzamento anticipato delle prove, che, in applicazione dell'art. 18 LPamm, il ricorso poteva essere esaminato sulla base degli atti, senza ulteriore istruttoria. Il ricorrente non dimostra che i motivi posti a fondamento del menzionato apprezzamento anticipato delle prove (al riguardo vedi DTF 124 I 208 consid. 4a, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b e rinvii, 119 Ib 492 consid. 5b/bb; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1b all'art. 18 e n. 5 all'art. 19), con i quali non si confronta, sarebbero arbitrari. In tale ambito all'autorità competente spetta un vasto margine di apprezzamento e il Tribunale federale interviene soltanto in caso di arbitrio, mentre la censura di violazione del diritto di essere sentito coincide con la critica di apprezzamento arbitrario delle prove (DTF 124 I 208 consid. 4a, 115 Ia 8 consid. 3a, 97 consid. 5b pag. 101, 106 Ia 161 consid. 2b in fine). Né il diritto di essere sentito è stato disatteso per il fatto che il ricorrente non è stato udito oralmente: rilevato ch'egli non invoca nessuna norma specifica del diritto cantonale che sancirebbe tale facoltà, egli disattende che le esigenze minime dedotte dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e, precedentemente, dall'art. 4 vCost.), non implicano, di massima, il diritto di esprimersi oralmente dinanzi all'autorità chiamata a statuire, né egli sostiene il contrario (cfr. DTF 125 I 209 consid. 9b pag. 219, 122 II 4 64 consid. 4c, 108 Ia 188 consid. 2a; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 524 seg.). 3.4 Sempre riguardo alla contestata valutazione anticipata delle prove, censura sulla quale è incentrato il gravame, il ricorrente sostiene di non aver ampliato né modificato la costruzione. Egli non dimostra tuttavia che la Corte cantonale avrebbe accertato i fatti decisivi in maniera manifestamente insostenibile e quindi arbitraria. In effetti, il ricorrente si limita ad addurre che la costruzione dei parapetti sopra la soletta scongiurerebbe una situazione di pericolo e permetterebbe unicamente di salvaguardare la sua integrità fisica e quella dei familiari: l'edificazione delle strutture esterne non dovrebbe essere quindi vista in funzione della zona, ma dal profilo "dell'interesse pubblico alla salvaguardia della salute". La censura, attinente alla negata autorizzazione eccezionale, doveva, se del caso, essere presentata contro il diniego del permesso edilizio ed è pertanto, oltre che meramente appellatoria, tardiva e quindi inammissibile. Il mancato sopralluogo, in tale ambito, non lede il diritto di essere sentito del ricorrente. 3.5 Il ricorrente fa valere inoltre che il sopralluogo e l'audizione dei testi avrebbero dimostrato che la costruzione risponde a un bisogno oggettivamente fondato. Anche questa critica, attinente all'applicazione dell'art. 24 cpv. 2 vLPT, concerne l'applicazione del diritto federale e la sua interpretazione da parte della Corte cantonale e doveva essere sollevata, semmai, nell'ambito di un ricorso contro il mancato rilascio dell'autorizzazione eccezionale. I Giudici cantonali avevano ritenuto la cantina litigiosa non indispensabile per la continuazione dell'utilizzazione attuale della residenza secondaria, stabilendo ch'essa era contraria anche al nuovo diritto. Senza incorrere nell'arbitrio la Corte cantonale poteva pertanto negare il sopralluogo richiesto, non decisivo ai fini del menzionato quesito.