Citation: 2C_935/2022 E. 3

I ricorrenti sostengono che sarebbe di importanza fondamentale (cfr. art. 84a LTF) la questione della "validità" del Protocollo del 23 febbraio 2015 (RU 2016 2769) di modifica alla Convenzione del 9 marzo 1976 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (CDI CH-IT; RS 0.672.945.41). A mente degli insorgenti, dal momento che la Repubblica Italiana non avrebbe rispettato gli impegni presi contestualmente al Protocollo in questione (in particolare la rimozione della Svizzera dalla "black list" fiscale italiana), la Confederazione Svizzera dovrebbe "sospendere il Protocollo fino a quando l'Italia non garantirà l'esecuzione dei suoi obblighi" (ricorso, pag. 3). L'ammissibilità di principio della domanda raggruppata del 23 novembre 2018 sotto l'angolo dell'art. 27 CDI CH-IT e della lett. e bis del Protocollo aggiuntivo alla CDI CH-IT (nella versione modificata il 23 febbraio 2015), nonché, di riflesso, la validità del suddetto Protocollo, sono già state esaminate nel dettaglio dal Tribunale federale nella sentenza di principio 2C_73/2021 del 27 dicembre 2021. La questione della buona fede dello Stato richiedente è stata trattata al consid. 7 della sentenza in parola e i ricorrenti non sollevano una questione nuova in quest'ottica. La problematica non costituisce dunque una questione specifica che si pone per la prima volta e richiede in maniera impellente un chiarimento, ma essa rappresenta unicamente un caso di applicazione della giurisprudenza, sulla quale non occorre quindi ritornare sotto l'angolo dell'art. 84a LTF.