Citation: 5A_470/2018 E. 1

Nella procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 28 giugno 2013 da B.________ nei confronti della moglie A.________, con decisione 2 novembre 2016 il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna ha, tra l'altro, regolato il diritto di visita tra il padre ed i due figli C.________ e D.________ (dispositivo n. 4). A.________ ha impugnato tale decisione pretorile mediante appello 14 novembre 2016. Con sentenza 27 aprile 2018 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha osservato che il Pretore non era in realtà più competente per statuire a protezione dell'unione coniugale per il periodo posteriore al 20 luglio 2015, data in cui B.________ aveva promosso azione di divorzio davanti al medesimo giudice, mentre che per il lasso di tempo precedente la litispendenza la regolamentazione del diritto di visita era ormai senza interesse (v. DTF 138 III 646 consid. 3.3.2; 137 III 614 consid. 3.2.2; 129 III 60 consid. 2). Tuttavia, tenendo conto del fatto che un annullamento della decisione ed un rinvio al Pretore per statuire in sede cautelare come giudice del divorzio avrebbe offeso il principio della celerità e che alle parti non era derivato alcun pregiudizio poiché la procedura per l'emanazione di provvedimenti cautelari nel quadro di un divorzio ricalca quella che governa l'emanazione di misure a tutela dell'unione coniugale (v. art. 276 cpv. 1 CPC [RS 272]), la Corte cantonale ha eccezionalmente esaminato la decisione impugnata alla stregua di un decreto cautelare nella causa di divorzio e, in parziale accoglimento dell'appello, ha segnatamente riformato l'assetto del diritto di visita (dispositivo n. 1a).