Citation: 5P.378/2006 02.03.2007 E. 5

Il ricorrente sostiene, fondandosi su una sentenza del Tribunale federale del 26 ottobre 1999, riprodotta in Rep. 1999 pag. 70 segg., che munendo della comminatoria dell'art. 292 CP l'ordine di produrre la documentazione chiesta dall'opponente, il Pretore avrebbe interpretato in modo arbitrario gli articoli 210 e 213 CPC ticinese. 5.1 Effettivamente nella sentenza citata dal ricorrente il Tribunale federale ha indicato che il diritto processuale ticinese non prevede nei confronti della parte inadempiente la possibilità di accompagnare una domanda di edizione di documenti con una comminatoria ai sensi dell'art. 292 CP, poiché il tenore e la posizione sistematica dell'art. 210 CPC ticinese portano a concludere che - diversamente dall'edizione da terzi (art. 213 CPC ticinese) - la sola conseguenza in cui incorre la parte che non esegue l'ordine di edizione è quella di lasciarsi opporre il fatto che si trattava di provare, tenuto per vero a causa del suo comportamento (sentenza 4P.163/1999 del 26 ottobre 1999 consid. 3b, riprodotto in Rep. 1999 pag. 73). 5.2 Tale sentenza non giova tuttavia al ricorrente, atteso che fra le parti è pendente un'azione di separazione e torna quindi applicabile l'art. 170 CC. Con riferimento a tale norma, il Tribunale federale ha infatti già avuto modo di specificare che qualora un coniuge non soddisfi il suo obbligo di informazione, il giudice adito con una domanda di esecuzione del diritto d'informazione può far capo non solo alle misure coercitive previste dal diritto di procedura cantonale, ma anche alla comminatoria penale di cui all'art. 292 CP (DTF 118 II 27 consid. 3a; Hausheer/Reusser/Geiser, Commento bernese, n. 25 ad art. 170 CC; Ivo Schwander, Commento basilese, n. 21 ad art. 170 CC). Alla luce di tale giurisprudenza pubblicata - che non viene peraltro in alcun modo criticata nel gravame -, la sentenza citata dal ricorrente concernente unicamente l'applicazione del diritto processuale cantonale si rivela del tutto ininfluente ai fini del presente giudizio, poiché la possibilità di accompagnare l'ordine di edizione nei confronti del marito con la minaccia di sanzioni penali sgorga nella fattispecie direttamente dall'art. 170 CC. Ne segue che, con la sua decisione, il Pretore non ha violato l'art. 9 Cost.