Citation: 2D_46/2007 02.11.2007 E. 3

3.1 Nella decisione impugnata, la Corte cantonale ha ritenuto il termine decennale di cui all'art. 159 vLT un termine di prescrizione a tutti gli effetti. Essa ha quindi considerato applicabile per analogia anche alle imposte di successione le regole sulla sospensione, l'interruzione e la prescrizione assoluta previste dall'art. 158 cpv. 2-4 vLT per l'imposta cantonale diretta. Come l'autorità di tassazione, ne ha pertanto dedotto che la prescrizione assoluta interverrà solo a fine 2007 e che il termine relativo non ha mai iniziato a decorrere perché gli eredi non hanno mai avuto domicilio o dimora fiscali in Svizzera. Le ricorrenti sostengono per contro che l'art. 159 vLT sia stato interpretato ed applicato in modo arbitrario. A loro giudizio, il testo della norma sarebbe chiaro e preciso per cui già il solo fatto di procedere ad un'interpretazione della stessa sarebbe del tutto insostenibile. L'interpretazione contrasterebbe poi con il senso letterale del disposto legale e non considererebbe che il legislatore cantonale, con la nuova legge del 1994, ha voluto unificare, sotto il profilo della prescrizione assoluta, l'imposizione ordinaria e quella delle successioni. Esso avrebbe quindi riconosciuto che in precedenza il regime non era univoco. 3.2 Chiamato a rivedere l'interpretazione di una norma sotto l'angolo ristretto dell'arbitrio, il Tribunale federale si distanzia dalla soluzione adottata dall'autorità cantonale di ultima istanza soltanto se appare manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, adottata senza motivi oggettivi e in violazione di un diritto certo. Per contro, se l'applicazione della legge tutelata dall'istanza precedente non si rivela irragionevole oppure manifestamente contraria al senso e allo scopo della norma o della legge in esame, quest'interpretazione viene confermata anche se un'altra soluzione è immaginabile o addirittura preferibile (DTF 132 I 175 consid. 1.2, 13 consid. 5.1; 131 I 467 consid. 3.1, 217 consid. 2.1). 3.3 Secondo la giurisprudenza, una disposizione legale si interpreta in primo luogo secondo il suo testo (interpretazione letterale). Se questo non è del tutto chiaro e lascia spazio a diverse interpretazioni, la vera portata della norma va ricercata in base ai lavori preparatori (interpretazione storica), al senso e allo spirito della regola, ovvero all'interesse che tutela (interpretazione teleologica), o ancora in funzione della sua relazione con altre disposizioni legali (interpretazione sistematica; DTF 133 V 314 consid. 4.1; 132 III 226 consid. 3.3.5; 131 II 710 consid. 4.1, 562 consid. 3.5, 361 consid. 4.2). Per quanto concerne l'interpretazione di norme legali sui termini ed in particolare la questione di sapere se gli stessi costituiscano termini di prescrizione oppure di perenzione, va precisato che la distinzione non può essere operata solo sulla base della terminologia usata nella legge, soprattutto se quest'ultima non è recente (DTF 112 V 6 consid. 4c). La regolamentazione applicabile deve per contro essere esaminata più nel dettaglio. I termini di cui la legge esclude espressamente o in modo implicito l'interruzione sono dei termini di perenzione (DTF 125 V 262 consid. 5a), i quali di principio non possono essere sospesi, interrotti o prolungati (Häfelin/Müller/Uhlmann, Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 795). Disposizioni che fissano un lasso di tempo per far valere una pretesa o iniziare una procedura hanno pure per oggetto piuttosto dei termini di perenzione che non di prescrizione (sentenza 2P.299/2002 del 3 novembre 2003, in: RDAF 2004 II 384, consid. 3.2; sentenza 2P.4/2007 del 23 agosto 2007, consid. 5.2; Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea e Francoforte 1990, n. 34 B VII).