Citation: 1C_616/2020 E. 3.1

3.1. Sempre su un piano procedurale, i ricorrenti criticano il fatto che la Corte cantonale non ha tenuto un'udienza di discussione, per sviluppare, nel quadro del contraddittorio, le loro censure. Sia secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che di quella del Tribunale federale vi sono circostanze in cui è possibile rinunciare all'udienza pubblica richiesta, qualora gli estremi per non dar seguito alla domanda d'indirla siano dati, segnatamente quando in gioco siano solo questioni di fatto e di diritto che possono essere risolte sulla base degli atti e delle allegazioni delle parti. Al riguardo giova rilevare che la critica ricorsuale di violazione dell'art. 6 CEDU è solo abbozzata, come lo era del resto la richiesta di indire un'udienza, ragione per cui il rispetto delle esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF è dubbio. Sia come che sia l'asserita lesione non è a ogni modo data. Giusta l'art. 6 cpv. 1 CEDU e la relativa giurisprudenza, durante una procedura che abbia per oggetto diritti di carattere civile, tra i quali possono rientrare anche atti amministrativi qualora incidano in maniera decisiva su diritti di natura privata (DTF 147 I 219 consid. 2.2.1 e 2.3.1; 144 I 340 consid. 3.3.4), deve avere luogo almeno una pubblica udienza davanti a un tribunale con piena cognizione, sia in merito ai fatti che al diritto e con facoltà di assumere prove (sentenza della Corte EDU in re Gautrin contro Francia del 20 maggio 1998, n. 38/1997/822/1025-1028 § 43). A determinate condizioni, è tuttavia possibile rinunciare a un'udienza pubblica. Secondo la giurisprudenza, ciò è il caso quando la fattispecie non ha rilevanza pubblica, le circostanze di fatto non sono litigiose, si pongono solo questioni giuridiche che non sono complesse o la convocazione di un'udienza pubblica allungherebbe la procedura in maniera eccessiva (DTF 136 I 279 consid. 1; sentenze 1C_461/2017 del 27 giugno 2018 consid. 3.4 non pubblicato in DTF 144 I 170 e 2C_364/2020 del 30 ottobre 2020 consid. 6.3 e 6.4; MARK E. VILLIGER, Handbuch der Europäischen Menschenrechtskonvention [EMRK], 3aed. 2020, n. 516).