Citation: 1C_490/2022 E. 2.2

2.2. La natura forestale delle superfici boschive circostanti il fondo dedotto in edificazione è stata accertata dalla Corte cantonale e non è di per sé contestata in questa sede. La precedente istanza ha in particolare rilevato che tali superfici sono inserite nella zona forestale e che il manufatto esistente sul fondo lambisce l'area boschiva presente a sud e ad est, e non rispetta né la distanza minima di 10 m dal limite del bosco né quella di 6 m, eccezionalmente ammissibile in via di deroga. Questi accertamenti non sono criticati specificatamente dal ricorrente e sono conformi ai piani della domanda di costruzione. Essi sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). In tali circostanze, poiché la natura forestale delle superfici limitrofe e la situazione del limite del bosco sono stati accertati e dati per acquisiti, la Corte cantonale non era tenuta ad assumere ulteriori prove, segnatamente il prospettato sopralluogo, allo scopo di chiarire lo stato della vegetazione e la situazione locale. Il diritto di essere sentito non impedisce infatti ad un'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste e rinunciare ad assumerle se le ritiene superflue siccome non potrebbero condurla a modificare la sua decisione (DTF 144 II 427 consid. 3.1.3 pag. 435; 141 I 60 consid. 3.3). D'altra parte, la Corte cantonale non ha ignorato le osservazioni del 20 gennaio 2020 della Sezione forestale, richiamandole anzi esplicitamente nel proprio giudizio (cfr. sentenza impugnata, pag. 11). Tali osservazioni vertono tuttavia sulla possibilità di concedere una deroga al rispetto della distanza minima dal bosco. Si tratta al riguardo di una questione che non concerne l'accertamento dei fatti, ma l'applicazione del diritto. Al riguardo, la Corte cantonale ha esposto nella sua sentenza i motivi per cui il prospettato intervento edilizio non era conforme al diritto applicabile e implicava il diniego della licenza edilizia.