Citation: 2C_734/2020 E. 4.1

4.1. Come emerge dalla sentenza contestata, il Tribunale amministrativo federale ha osservato in primo luogo che la ElCom, la quale fruiva di un ampio potere di apprezzamento, aveva chiaramente indicato alla ricorrente (nella sua decisione del 16 aprile 2009) che la capacità garantita nel regime di eccezione le veniva concessa solo per un periodo di cinque anni e che allo scadere di tale periodo la stessa sarebbe stata rivalutata, dopo un esame più approfondito della situazione della rete, ciò che, a suo parere, era del tutto legittimo (cfr. sentenza impugnata consid. 3.2.3 pag. 13 e seg.). Esso ha poi risposto per l'affermativa alla questione di sapere se la capacità garantita potesse essere modificata, tanto più che anche tale parte era stata concessa solo per un periodo di cinque anni (cfr. sentenza impugnata consid. 3.3. pag. 14 segg.). Valutando in seguito se erano date circostanze che giustificavano la modifica del regime di eccezione, il Tribunale amministrativo federale, sulla base delle analisi della Swissgrid SA e di quanto emergeva dal verbale dell'udienza d'istruzione del 10 settembre 2019 da lui predisposta, è giunto alla conclusione che rispetto alla situazione vigente nel 2009 le circostanze si erano notevolmente modificate, segnatamente dopo l'introduzione in Italia dei cosiddetti "Special Days" (i quali avevano avuto come effetto di ridurre notevolmente l'energia importata dalla Svizzera in Italia), di modo che, in determinati periodi dell'anno, la capacità disponibile per il resto del mercato era pari a zero. Siccome dette fluttuazioni a breve termine non erano state prese in considerazione nella decisione del 16 aprile 2009, era a giusto titolo che la ElCom aveva ritenuto che la situazione di rete era mutata. In queste circostanze la perizia tecnica richiesta dalla ricorrente su tale quesito non risultava indispensabile e andava pertanto negata (cfr. sentenza impugnata consid. 4 pagg. 16 segg.). Con riferimento al mantenimento o meno della simmetria dei due regimi di eccezione concessi (sul lato svizzero e sul lato italiano della ML Mendrisio-Cagno), il Tribunale amministrativo federale ha indi osservato che né da un punto vista legale né da un punto di vista tecnico e/o operativo risultava necessario (cfr. sentenza impugnata consid. 5.3 - 5.4.3 pagg. 23 a 27). Ciononostante, vista la necessità di adattare gli accordi in essere con le competenti autorità italiane, appariva adeguato concedere a Swissgrid SA un termine di sei mesi - invece dei due mesi previsti nella decisione dell'11 dicembre 2014 - per attuare le nuove formule (cfr. sentenza impugnata consid. 5.4.4 pagg. 27 e seg. e cifra 1 del dispositivo). Con riferimento a queste ultime e ai nuovi parametri tecnici ivi contenuti (quoziente VEE, parametro NTC [d-2], ecc.), contestati dalla ricorrente, il Tribunale amministrativo federale ha osservato che le nuove formule tenevano conto sia dei parametri a lungo termine sia di quelli a breve termine, di modo che apparivano plausibili. Ora, non gli spettava sostituire il suo giudizio a quello tecnico dell'autorità inferiore ed esprimersi sui criticati parametrici tecnici laddove non trasparivano errori manifesti (cfr. sentenza impugnata consid. 6.1 pagg. 28 segg.). Non andava poi tralasciato che, per quanto riguardo la parte operativa, Swissgrid SA, società nazionale di rete, disponeva di tutte le conoscenze tecniche necessarie per attuare le nuove formule, una volta ottenuta la cooperazione delle competenti autorità italiane (cfr. sentenza impugnata consid. 6.2 pagg. 30 seg.). Il Tribunale amministrativo federale ha altresì giudicato che la ridefinizione della capacità non disattendeva la garanzia della proprietà né pretesi diritti acquisiti della ricorrente dato che, come già osservato, la capacità oggetto del regime di eccezione di cui alla decisione dell'11 dicembre 2014 era da intendersi come garantita al 100 % solo i primi cinque anni e che la ElCom si era dichiarata disposta a prorogare la durata del regime di eccezione litigioso (cfr. sentenza impugnata consid. 7 pagg. 31 seg.). Ha tuttavia sottolineato che la ElCom non poteva ridefinire le formule utilizzate per calcolare la capacità oggetto dell'eccezione ed applicarle senza statuire contemporaneamente sull'eventuale proroga della durata del regime di eccezione, salvo porre in pericolo gli investimenti consentiti dalla ricorrente. Occorrendole a tale fine i documenti che soltanto quest'ultima poteva fornirle e anche se la stessa aveva disatteso il proprio dovere di collaborazione (non fornendo i mezzi probatori richiesti), malgrado questo la ElCom doveva invitarla a produrre i documenti necessari, mentre la ricorrente era esortata a collaborare. L'incarto è stato quindi rinviato alla ElCom per nuova istruttoria e nuova decisione su questo punto (cfr. sentenza impugnata consid. 8 pagg. 32 segg. e supra consid. 1.2.3).