Citation: 7B_1097/2024 E. 3.2

3.2. Per quanto attiene al pericolo di fuga, la Corte cantonale ha accertato che il ricorrente è cittadino italiano, celibe, pensionato e al beneficio della rendita AVS (fr. 1'150.-- mensili) dal mese di agosto 2024. Ha ritenuto che egli attualmente non ha debiti e non ha procedure esecutive in corso. Ha accertato che il ricorrente risiede in Ticino dal 1996, con domicilio a X.________ dal 2005, dove vive solo e dove non sembra avere particolari legami affettivi e sociali. Secondo la Corte cantonale, dagli atti risulta che il ricorrente non ha parenti in Svizzera e che egli da diversi anni, a seguito dei fatti emersi a suo carico, non ha più contatti con i figli nati nel 1996 e nel 1997. In Italia vivono un fratello maggiore residente a Y.________, la madre (ricoverata in una casa per anziani) e un nipote, familiari con i quali il ricorrente sostiene di non avere più alcun contatto da una decina d'anni. La Corte cantonale ha ritenuto che con il giudizio di primo grado è stata comminata nei confronti del ricorrente una pena detentiva di 24 mesi da espiare, nonché l'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di cinque anni. Secondo la Corte cantonale, la situazione personale del ricorrente da quel momento è radicalmente mutata. Se fino a quel momento egli poteva sperare in una condanna per i reati da lui commessi ad una pena non superiore ai 20 mesi, sospesa condizionatamente e senza espulsione dalla Svizzera, come richiesto dal suo difensore, ora i motivi a sostegno del concreto pericolo di fuga si sono accentuati vista la durata della pena senza condizionale comminata e l'espulsione decretata nei suoi confronti. A mente della Corte cantonale, il ricorrente potrebbe, senza particolari problemi di carattere pratico e finanziario (in quanto la rendita AVS gli verrebbe accreditata anche all'estero, ciò che gli permetterebbe di far fronte alle sue necessità economiche), decidere di lasciare la Svizzera autonomamente prima dell'inizio dell'esecuzione della pena, attendendo all'estero l'esito della procedura di appello, e questo anche indipendentemente dai legami con i suoi familiari o dal loro aiuto. In merito all'intenzione ribadita dal ricorrente di non aver alcun interesse né capacità organizzativa a lasciare la Svizzera prima che la procedura di appello sia terminata, la Corte cantonale ha ritenuto da un lato considerevolmente intaccata la sua credibilità, dall'altro lato ha considerato che tali affermazioni non sarebbero in ogni modo sufficienti a escludere il pericolo di fuga poiché, data la situazione nel suo insieme, i numerosi motivi (segnatamente la condanna pronunciata nei suoi confronti) prevalgono largamente sulle sue supposte e reali intenzioni. La Corte cantonale ha pertanto confermato l'esistenza di un pericolo di fuga in capo al ricorrente.