Citation: 4A_465/2007 18.03.2008 E. 3

Contro questa decisione la ricorrente propone alcune censure formali che è opportuno trattare preliminarmente. 3.1 In primo luogo adduce la nullità - definita "inutilità assoluta" - della sentenza cantonale per il motivo ch'essa ha respinto l'appello datato 11 marzo 2005 (concernente le misure cautelari) e non quello dell'11 agosto 2006. Effettivamente il dispositivo n. 1 del giudizio impugnato menziona l'appello dell'11 marzo 2005. Ma si tratta manifestamente di una svista di battitura, come fa notare anche la Presidente della II Camera civile del Tribunale d'appello nelle osservazioni del 7 dicembre 2007. L'unica procedura ancora pendente è infatti quella concernente l'appello dell'11 agosto 2006, così come emerge inequivocabilmente dalla motivazione della sentenza. L'appello dell'11 marzo 2005, citato per errore nel dispositivo, si riferiva alla procedura cautelare sfociata nella sentenza del 4 aprile 2006 della II Camera civile del Tribunale d'appello. 3.2 La ricorrente si duole poi della lesione del diritto di essere sentito; evoca l'art. 29 cpv. 2 Cost. ed "eccepisce la carenza assoluta di motivazione" sulla questione "status solvenza-insolvenza". La critica è manifestamente infondata. La pronunzia impugnata adempie palesemente i requisiti posti dall'art. 29 cpv. 2 Cost., norma che istituisce peraltro una garanzia minima e sussidiaria rispetto agli ordinamenti cantonali. I giudici ticinesi hanno infatti indicato abbondantemente i motivi che stanno alla base della reiezione dell'appello e la ricorrente è stata indubbiamente posta nella condizione di capirne la portata e di proporre i rimedi adeguati con conoscenza di causa (cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3 con rinvii). In particolare, il tema specifico dell'insolvenza della banca escussa, al quale si allude nel ricorso, è stato espressamente trattato al consid. 11.2.