Citation: 2P.345/2005 11.05.2006 E. 1

2.2 Considerato che respinge il gravame interposto dalla ricorrente contro le decisioni di tassazione emanate nei suoi confronti, il giudizio impugnato riguarda personalmente la ricorrente stessa. Sotto questo aspetto essa potrebbe quindi risultare di per sé legittimata ad aggravarsi contro la pronuncia della Corte cantonale. Il riconoscimento della potestà ricorsuale, ai sensi dell'art. 88 OG, presuppone tuttavia che l'interessata sia lesa dall'atto contestato. Quest'ultimo deve quindi causarle un pregiudizio personale e diretto, ciò che è il caso, in altri termini, se l'accoglimento del gravame ha per lei un'utilità pratica di natura materiale o ideale (DTF 114 Ia 93 consid. 1a; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 229; Ulrich Zimmerli/Walter Kälin/Regina Kiener, Grundlagen des öffentlichen Verfahrensrechts, Berna 2004, pag. 199; cfr. anche sentenza P.1460/1979 dell'11 febbraio 1982, in: StR 37/1982 pag. 270, consid. 1). Ora, la precedente istanza ha ritenuto il prestito all'amministratore unico quale distribuzione anticipata del dividendo di liquidazione, ossia quale costituzione di una cosiddetta riserva negativa (Norberto Bernardoni/Giorgio Duchini, La fiscalità dell'azienda, Agno 1998, pag. 432), con la conseguenza che il corrispondente importo non è stato considerato ai fini della determinazione del capitale imponibile. Da questa tesi non deriva alcuno svantaggio diretto per la ricorrente che anzi, opponendovisi, vorrebbe in sostanza venir tassata sulla base di un capitale imponibile sensibilmente più elevato di quello preso in conto dalle autorità cantonali. L'insorgente non è quindi lesa nei suoi interessi personali dalla decisione impugnata e non è pertanto legittimata a ricorrere. Del resto, è solo il dispositivo di una sentenza ad acquisire forza di cosa giudicata, per cui la legittimazione non può venir tratta dalla semplice contestazione di alcuni punti della relativa motivazione (DTF 123 III 16 consid. 2a; 121 III 474 consid. 4a; Fritz Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., Berna 1983, pag. 323; cfr. anche sentenza 4C.332/2003 del 7 maggio 2004, consid. 1.2, non pubbl. in DTF 130 III 620). La questione di sapere se A.________ abbia ricevuto una prestazione valutabile in denaro non va invero chiarita in questa sede, bensì, se del caso, nell'ambito dei procedimenti sulle sue tassazioni personali. Il ricorso di diritto pubblico contro l'imposizione fiscale della ricorrente risulta perciò inammissibile.