Citation: 4A_5/2023 E. 4.3.1

4.3.1. Il Tribunale federale esamina le censure concernenti la competenza del tribunale arbitrale secondo l'art. 190 cpv. 2 lett. b LDIP, incluse le questioni pregiudiziali, liberamente dal profilo del diritto. Ciò vale anche con riferimento al senso di certe parole usate nei contratti fra le parti (cfr. DTF 149 III 131 consid. 6.4.1; 146 III 142 consid. 3.4.1; 144 III 559 consid. 4.1). Non controlla per contro gli accertamenti di fatto contenuti nel lodo, poiché è vincolato dalla fattispecie constatata dal tribunale arbitrale che non può né completare né rettificare (art. 77 cpv. 2 combinato con gli art. 97 e 105 cpv. 2 LTF). Solo se vengono formulate delle censure ammissibili dal profilo dell'art. 190 cpv. 2 LDIP o possono eccezionalmente essere considerati dei nova, il Tribunale federale può rivedere gli accertamenti di fatto (DTF 144 III 559 consid. 4.1; 142 III 239 consid. 3.1). Nel diritto svizzero la questione di sapere se le parti hanno concluso un accordo è sottoposta al principio della priorità della volontà soggettiva sulla volontà oggettiva (DTF 144 III 93 consid. 5.2.1; 123 III 35 consid. 2b). La determinazione della reale volontà delle parti costituisce un accertamento di fatto. Se il giudice non riesce a determinare la volontà reale e comune delle parti - per mancanza di prove o perché quest'ultime non sono concludenti - o se constata che una parte non ha capito la volontà espressa dall'altra quando è stato concluso il contratto, egli deve ricorrere all'interpretazione normativa (o oggettiva) e cioè stabilire la volontà oggettiva delle parti, determinando il senso che, secondo le regole della buona fede, ognuna di esse poteva ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell'altra. Si tratta di un'interpretazione basata sul principio dell'affidamento, che è una questione di diritto che il Tribunale federale esamina liberamente (DTF 144 III 93 consid. 5.2.3). L'adozione di nuove regole di competenza - quali un'elezione di foro - per un rapporto di diritto basato sulla stessa causa materiale implica solitamente l'annullamento delle regole - quali una clausola compromissoria - stabilite anteriormente, se le parti non hanno espresso una diversa volontà (DTF 121 III 495 consid. 5a; sentenza 4A_244/2012 del 17 gennaio 2013 consid. 4.5).