Citation: 7B.111/2006 18.07.2006 E. 5

Il ricorrente ritiene che le lettere dei proprietari dei fondi confinanti a quello da realizzare costituiscano delle insinuazioni, che devono eventualmente essere menzionate nell'elenco oneri, e che esse sollevino problemi che necessitavano approfondimenti. Sempre secondo il ricorrente il significato da dare alla lettura di tali lettere prima dell'asta non apparirebbe chiaro, mentre chi si presenta ad un pubblico incanto avrebbe diritto di essere a conoscenza di tutte le questioni giuridicamente ed economicamente rilevanti per poter formulare eventuali offerte con cognizione di causa. Inoltre, la censura concernente la carente formulazione della "diffida per l'insinuazione oneri" non era diretta contro tale atto, ma doveva essere letta alla luce della - pretesa - violazione degli art. 29 cpv. 3 e 123 cpv. 2 RFF e della non chiara portata giuridica delle predette insinuazioni: non sarebbe segnatamente possibile capire se le servitù sono da considerarsi caduche in seguito alla loro tardiva insinuazione. A causa di tali incertezze il ricorrente afferma di non aver voluto formulare offerte superiori a fr. 40'000.--. Con la sua argomentazione il ricorrente pare misconoscere che l'elenco degli oneri stabilisce per l'esecuzione in corso gli oneri - e quindi anche le servitù - che gravano il fondo da realizzare e che vengono trasmessi con l'aggiudicazione (Häusermann/Stöckli/Feuz, Commento basilese, n. 1 ad 140 LEF). Atteso che l'elenco degli oneri non menzionava il diritto di passo a favore dei fondi vicini di cui alle lettere 18 agosto 2004, la particella veniva manifestamente realizzata senza un tale aggravio. Giova inoltre rilevare che, in base ai vincolanti accertamenti dell'autorità di vigilanza, in concreto era in discussione un accesso necessario: ora non spetta all'amministrazione del fallimento, ma al giudice civile stabilire se sono dati i presupposti previsti dall'art. 694 CC per riconoscere una tale servitù. Contrariamente a quanto affermato nel ricorso la situazione era pertanto chiara e non è ravvisabile alcun motivo, né il ricorrente menziona una norma legale che avrebbe nella concreta fattispecie permesso all'Ufficiale di sospendere l'incanto. Si può infine a titolo abbondanziale osservare che sarebbe semmai spettato ai proprietari dei fondi confinanti contestare l'agire dell'Ufficiale, se con gli scritti 18 agosto 2004 avessero inteso proporre delle insinuazioni che avrebbero dovuto essere iscritte nell'elenco degli oneri. Il ricorrente, quale semplice interessato all'acquisto del fondo da realizzare all'incanto, non era manifestamente leso dalla mancata iscrizione e non era quindi legittimato a lamentarsi di tale circostanza: infatti, unicamente coloro che sono toccati nei loro interessi degni di protezione sono legittimati ad interporre un ricorso all'autorità di vigilanza (DTF 130 III 400 consid. 2 con rinvio; 129 III 595 consid. 3.2).