Citation: 6B_409/2022 E. 6.3

6.3. Il ricorrente mette genericamente in dubbio l'affidabilità delle riprese filmate e delle constatazioni degli agenti di polizia, lamentando la mancanza di una perizia tecnica, che avrebbe "forse" potuto dimostrare meglio il mancato rispetto della precedenza durante il cambio di corsia. Con simile argomentazione, non si confronta puntualmente con gli accertamenti esposti e non li sostanzia quindi d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Disattende inoltre ch'egli non ha presentato istanze probatorie dinanzi alla Corte cantonale e che non risulta ch'egli abbia precedentemente lamentato l'assenza di una perizia. Laddove sostiene che l'auto civetta della polizia non avrebbe dovuto né frenare né rallentare, egli non considera che, secondo quanto accertato dalla CARP in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), egli si è immesso nella corsia davanti all'auto civetta sfruttando lo spazio ch'essa manteneva quale distanza di sicurezza dal veicolo antistante. Inoltre, gli accertamenti esposti, in particolare per quanto concerne l'avvenuto sorpasso a destra di tre veicoli con manovre di uscita e di rientro non sono censurati d'arbitrio né seriamente messi in discussione dal ricorrente. Lamentando il fatto che le autorità penali avrebbero suddiviso l'infrazione in diversi episodi, il ricorrente non censura d'arbitrio i fatti accertati e non considera che la CARP ha pronunciato un'unica condanna per grave infrazione alla LCStr riferita al comportamento incriminato nel suo complesso. Quanto al principio della "lex mitior", accennando in modo generico alle "recenti modifiche legislative" che avrebbero "reso assai meno stringente" il divieto di sorpasso a destra, il ricorrente parrebbe riferirsi all'art. 36 cpv. 5 dell'ordinanza sulle norme della circolazione stradale, del 13 novembre 1962 (ONC; RS 741.11), nel tenore in vigore a partire dal 1° gennaio 2021. Il nuovo diritto ammette in modo più esteso il cosiddetto superamento a destra. Contestualmente, il nuovo n. 314.3 dell'allegato 1 dell'ordinanza concernente le multe disciplinari, del 16 gennaio 2019 (OMD; RS 314.11), parimenti introdotto con effetto a partire dal 1° gennaio 2021, consente ora di punire con una multa di fr. 250.-- il sorpasso a destra con manovre di uscita e di rientro su autostrade e semiautostrade a più corsie. Il Tribunale federale ha tuttavia avuto modo di precisare che, come è esplicitamente previsto dall'attuale art. 36 cpv. 5 ONC, un simile sorpasso rimane vietato e, nonostante la possibilità della multa disciplinare in caso di una contravvenzione, occorre pronunciare una condanna per grave infrazione alle norme della circolazione giusta l'art. 90 cpv. 2 LCStr ove siano adempiuti i relativi presupposti. Il sorpasso a destra continua quindi ad essere punibile a tale titolo se crea una messa in pericolo astratta accresciuta (DTF 148 IV 374 consid. 2.3). Nel caso di un procedimento amministrativo relativo a una revoca della licenza di condurre, il Tribunale federale ha ritenuto che una simile messa in pericolo comportava l'esistenza di circostanze aggravanti. Ha nondimeno precisato che una sanzione disciplinare secondo il n. 314.3 dell'allegato 1 OMD in caso di sorpasso a destra con manovre di uscita e di rientro su autostrade entra in considerazione soltanto in via eccezionale. Tenuto conto dei rischi di un simile comportamento, questa disposizione deve essere interpretata restrittivamente e applicata con riserbo (sentenza 1C_626/2021 del 3 novembre 2022 consid. 5.4.3 e 5.5.2, destinata a pubblicazione). In concreto, sulla base dei fatti accertati, la Corte cantonale ha rettamente riconosciuto che il comportamento del ricorrente aveva comportato una messa in pericolo astratta accresciuta degli utenti della circolazione. Come visto, egli ha superato non soltanto una, bensì tre autovetture, ed ha omesso di dare la precedenza sia durante un cambiamento di corsia eseguito prima del sorpasso, sia successivamente allo stesso, al momento della manovra di rientro. Ha in seguito pure circolato a una distanza insufficiente dal motociclista che lo precedeva e ciò lungo un tratto autostradale di estensione ragguardevole, esponendo il motociclista a un rischio specifico rilevante. Non v'è quindi dubbio che, tenuto conto dell'insieme di queste circostanze, il ricorrente, violando gravemente le norme della circolazione, ha cagionato un serio pericolo per la sicurezza degli utenti della circolazione. Nella fattispecie, il nuovo diritto non è pertanto più favorevole di quello previgente, sicché il principio della "lex mitior" non trova qui applicazione.