Citation: 1C_466/2021 E. 7.4

7.4. Sempre in tale ambito, il ricorrente rimprovera ai giudici cantonali di celarsi dietro il semplice tenore del dispositivo di quella risoluzione, che formalmente aveva abrogato il piano regolatore del 1975. Al suo dire essi avrebbero dovuto procedere a un esame della "reale" volontà del Consiglio di Stato. Ciò poiché, sebbene formalmente il mantenimento della precedente pianificazione non trova invero alcun riscontro nella citata decisione governativa, al suo dire ciò non corrisponderebbe comunque all'asserito reale significato della stessa e alle presunte intenzioni del Governo. Sarebbe stato in effetti "implicito" che non si sarebbe potuto procedere alla contestata cancellazione della zona litigiosa. Ora, sulla base di queste ipotesi e della pretesa incertezza sulla portata del dispositivo, il ricorrente avrebbe dovuto a maggior ragione impugnare la risoluzione governativa del 2005. Per di più, insistendo sulla supposizione di una pretesa "volontà" del Consiglio di Stato di non aver voluto declassare la zona in questione, ipotesi che si discosta dal chiaro dispositivo della citata risoluzione governativa, il ricorrente non dimostra perché la tesi contraria della Corte cantonale, secondo cui le ragioni che hanno condotto a quella scelta non sono decisive poiché attualmente la piazza d'armi non trova menzione né nelle relative schede né nella scheda V11 del piano direttore, dovrebbe essere addirittura insostenibile e quindi arbitraria.