Citation: 7B_167/2023 E. 4.4

4.4. In concreto, il ricorrente non dimostra di essere stato leso direttamente dagli atti incriminati. Non sostiene che al momento di tali atti egli era titolare dei beni giuridici che sarebbero stati danneggiati dai prospettati reati. Il ricorrente deriva la sua qualità di danneggiato ai sensi dell'art. 115 cpv. 1 CPP e quindi di parte al procedimento penale dalla sua posizione di investitore nonché di contraente nei "Silent Partnership Agreements" con la C.________ SA, sostenendo che egli sarebbe l'unico danneggiato dalle operazioni eseguite dal denunciato e quindi l'unico possibile accusatore privato, vista l'impossibilità per la C.________ SA, per la D.________ SA, per il trusteee per il fondo di investimento di costituirsi accusatori privati. L'argomentazione ricorsuale, che sostanzialmente non si confronta con le motivazioni esposte nella sentenza impugnata (art. 42 cpv. 2 LTF), misconosce la portata dell'esposta giurisprudenza relativa ai truste rettamente applicata dalla Corte cantonale nel caso in esame. In particolare, il ricorrente non contesta il fatto che i "Silent Partnership Agreements" conclusi il 19 dicembre 2014 con la C.________ SA sono stati trasferiti, lo stesso giorno, alla F.________ Sagl in qualità di trustee del trust denominato "E.________". Egli non adduce di aver rivestito la funzione di trustee del trust in questione e di essere quindi abilitato a ricorrere in tale veste (cfr. sentenze 6B_306/2019 del 22 maggio 2019 consid. 3.2; 1B_1051/2018 del 19 dicembre 2018 consid. 1.2.2), né contesta il fatto che i citati "Silent Partnership Agreements" erano stati trasferiti al trust ben prima del momento in cui sarebbe stato compiuto il reato di amministrazione infedele da parte del denunciato. Il ricorrente non contesta inoltre che il denaro versato alla C.________ SA il 23 dicembre 2014 proveniva dalla D.________ SA. Nella misura in cui egli deduce la sua posizione di danneggiato dalla sua qualità di azionista e avente diritto economico e dalla liquidazione della citata società, egli non si confronta con le argomentazioni della CRP relative al carattere abusivo della liquidazione in questione, motivo per cui il ricorso risulta su questo punto inammissibile (art. 42 cpv. 2 LTF; cfr. supra consid. 3.4). Negando al ricorrente la qualità di accusatore privato nel procedimento penale, la Corte cantonale non ha quindi violato il diritto federale. Il semplice accenno del ricorrente alla violazione del divieto del formalismo eccessivo (art. 29 cpv. 1 Cost.) non soddisfa le severe esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF, motivo per cui la censura sfugge a un esame di merito (v. sulla nozione di formalismo eccessivo: DTF 145 I 201 consid. 4.2.1; 142 IV 299 consid. 1.3.2; 142 I 10 consid. 2.4.2).