Citation: 7B_113/2025 E. 6

Nel suo ricorso, il ricorrente adduce a sostegno della sua domanda di restituzione del termine ricorsuale che si starebbe riprendendo da una "bruttissima influenza" e che pure il suo avvocato sarebbe "degente" fino al 20 febbraio 2025. La malattia può essere considerata come un impedimento non colpevole ai sensi dell'art. 50 cpv. 1 LTF e quindi consentire la restituzione di un termine se rende oggettivamente o soggettivamente impossibile al ricorrente o al suo rappresentante legale di agire per conto proprio o di incaricare un terzo di agire per conto suo entro il termine (DTF 119 II 86 consid. 2a; sentenza 7B_348/2024 del 3 giugno 2024 consid. 2.1). Per comprovare un tale impedimento, l'invio di certificati medici che attestano un'incapacità lavorativa completa non è sufficiente (cfr. sentenze 6B_210/2024 del 2 luglio 2024 consid. 2.4 e 6B_305/2024 del 25 aprile 2024 consid. 3.2 con i rispettivi rinvii). Il ricorrente allega al suo ricorso un certificato medico del 10 gennaio 2025, il quale si limita ad attestare una sua incapacità lavorativa fino a quella data, senza tuttavia indicare l'inizio dei suoi (non meglio specificati) "problemi di salute", e non produce alcuna prova a sostegno dell'asserita (e non meglio specificata) "degenza" del suo rappresentante legale. La richiesta di restituzione del termine ricorsuale va pertanto respinta.