Citation: 1A.11/2004 07.09.2004 E. 3

3.1 Secondo i ricorrenti, la domanda di assistenza sarebbe lacunosa e contraddittoria. A sostegno della loro tesi adducono che le ritrattazioni di I.________ si riferirebbero esclusivamente a un'altra strage, per cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale di L.________ sarebbe incompetente a perseguire gli asseriti reati. Ora, l'autorità richiesta non deve, di massima, esaminare la competenza procedurale dell'autorità richiedente, poiché ciò implicherebbe, in effetti, un esame completo del diritto di procedura estero (DTF 116 Ib 89 consid. 2c/aa, 114 Ib 254 consid. 5, 113 Ib 157 consid. 3 e 4). Inoltre, le ritrattazioni si riferiscono a un'altra strage, ciò che non comporta manifestamente l'assenza di competenza dell'autorità richiedente. Né, contrariamente all'assunto ricorsuale, il fatto che I.________ ha ritrattato, peraltro solo in maniera parziale, le sue dichiarazioni implica la perdita di un interesse concreto e attuale all'esecuzione della rogatoria: l'assunzione dei richiesti mezzi di prova potrà infatti confermare, o smentire, l'ipotesi accusatoria ed è quindi manifestamente utile per far progredire le indagini italiane. 3.2 Contrariamente all'accenno ricorsuale, la domanda estera adempie le esigenze formali degli art. 14 CEAG e 28 AIMP, in quanto tali disposizioni esigono ch'essa indichi il suo oggetto e il motivo, come pure la qualificazione giuridica dei reati e presenti un breve esposto dei fatti essenziali, al fine di permettere alla parte richiesta di esaminare se non sussista una fattispecie per la quale l'assistenza dovrebbe essere negata (DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). Queste norme non implicano per la parte richiedente l'obbligo di provare la commissione del reato, ma solo quello di esporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali fonda i propri sospetti, per permettere alla parte richiesta di distinguere la domanda da un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove. L'assunto ricorsuale secondo cui si sarebbe in presenza di una siffatta ricerca (v. al riguardo DTF 129 II 97 consid. 3.1, 125 II 65 consid. 6b/ aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a pag. 243, 118 Ib 547 consid. 3a) è manifestamente infondato, ritenuto che l'autorità estera ha chiesto di trasmetterle informazioni concernenti precisi accrediti direttamente collegati con l'inchiesta estera, indicandone gli importi, il momento della loro esecuzione, il destinatario e i presumibili autori. 3.3 Dalla domanda estera si evince che gli indagati sono sospettati d'avere collocato un ordigno esplosivo in un cestino dei rifiuti metallico, provocandone l'esplosione che comportò la morte di otto persone e il ferimento di oltre cento. I.________, che in precedenza aveva svolto il ruolo di "collaboratore di giustizia", aveva formulato rilevanti dichiarazioni accusatorie nei confronti di uno specifico indagato e di altri inquisiti anche in procedimenti relativi a stragi compiute pure in un'altra città. Dal 1998 egli ha cessato di collaborare con le autorità giudiziarie e dal 2002 ha ritrattato parte delle proprie dichiarazioni, confermando l'alibi fornito da detto indagato con riferimento a un'altra strage. Le indagini hanno permesso di formulare l'accusa di favoreggiamento sia nei confronti di I.________, che avrebbe agevolato la posizione processuale di questo indagato e di altre persone, a fronte della corresponsione di rilevanti somme di denaro. I.________ avrebbe poi fornito ammissioni parziali, ma significative, e chiamato in causa il ricorrente. 3.4 I ricorrenti, limitandosi ad addurre che l'esposto dei fatti non permetterebbe di capire se il loro coinvolgimento sia suffragato da indizi oggettivi o sia il frutto di una tesi accusatoria fondata su mere supposizioni, disconoscono sia che l'autorità richiedente non deve, come si è visto, provare la commissione del prospettato reato, sia che il giudice svizzero dell'assistenza non deve esaminare il quesito della colpevolezza o procedere a una valutazione del (contestato) mezzo di prova (DTF 122 II 367 consid. 2c, 118 Ib 111 consid. 5b pag. 122 in alto, 547 consid. 3a, 107 Ib 264 consid. 3a). Nella fattispecie la commissione del reato è resa verosimile e i ricorrenti non contestano i fatti posti a fondamento della rogatoria. 3.5 Spetterà all'autorità italiana verificare l'attendibilità delle dichiarazioni litigiose, in parte poi ritrattate. Compete infatti al giudice straniero del merito, dinanzi al quale il ricorrente potrà avvalersi compiutamente dei suoi diritti di difesa, esaminare se l'accusa potrà esibire o no le prove dell'asserito reato (DTF 122 II 367 consid. 2c), atteso che non emergono elementi atti a far ritenere che la rogatoria sia addirittura abusiva (cfr. DTF 122 II 134 consid. 7b). In effetti non spetta all'autorità di esecuzione né al giudice svizzero dell'assistenza, nel quadro di una valutazione sommaria e «prima facie» dei mezzi di prova, di eseguire o far eseguire indagini sulla credibilità di testimoni o di indagati per quanto concerne l'attendibilità di loro dichiarazioni o, in generale, di altri mezzi di prova (DTF 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88, 112 Ib 347 consid. 4; cfr. anche DTF 122 II 373 consid. 1c pag. 376). Trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove, spetterà alle autorità italiane risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 118 Ib 547 consid. 3a in fine pag. 552). 3.6 Il ricorrente sostiene che non sussisterebbe alcuna connessione tra i suoi conti e l'inchiesta italiana. A torto. È infatti manifesto che, trattandosi di relazioni intestate a un indagato si è in presenza di una relazione diretta e oggettiva tra il procedimento penale estero e le relazioni bancarie litigiose. La stessa conclusione vale per i conti della ricorrente, usati per effettuare transazioni sospette. La ricorrente misconosce che neppure l'eventuale qualità di persona fisica o giuridica non implicata nell'inchiesta all'estero consente a priori di opporsi alle misure di assistenza. Basta, infatti, che sussista una relazione diretta e oggettiva tra la persona o la società e il reato per il quale si indaga; ora, questa eventualità si verifica in concreto e ciò senza che siano necessarie una sua implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine; cfr. Zimmermann, op. cit., n. 227). La consegna delle informazioni litigiose è giustificata e idonea a far progredire le indagini: la sua utilità potenziale è chiaramente data (DTF 126 II 258 consid. 9c). Del resto, nemmeno nel gravame in esame, i ricorrenti spiegano perché i versamenti litigiosi sarebbero del tutto estranei all'inchiesta italiana. Per di più, l'assistenza dev'essere accordata non soltanto per raccogliere ulteriori prove a carico del presunto autore del reato, ma anche per acclarare, come nella fattispecie, se i reati fondatamente sospettati siano effettivamente stati commessi (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552).