Citation: 5A_340/2015 E. 2.1

2.1. Un precetto esecutivo che viene notificato in via edittale senza che siano dati i presupposti per procedere in tal modo non può essere considerato nullo, ma dev'essere impugnato entro il termine previsto dall'art. 17 cpv. 2 LEF, che inizia a decorrere dalla conoscenza della notifica edittale. Se, come accade di regola, la procedura continua prima che tale termine sia scaduto o abbia addirittura iniziato a decorrere, il debitore può attaccare anche gli atti successivi facendo valere che la notifica edittale del precetto esecutivo era avvenuta a torto ed impedire così che tali atti crescano in giudicato (DTF 136 III 571 consid. 6.1; 75 III 81 consid. 2; 98 III 57 consid. 2). Nulla è per contro la decisione inficiata da un vizio particolarmente grave, manifesto o almeno facilmente riconoscibile, a condizione che la sicurezza del diritto non venga seriamente messa in pericolo (DTF 136 III 571 consid. 6.2; 129 I 361 consid. 2.1 con rinvii). Si è in presenza di un vizio particolarmente grave, con conseguenza di nullità, nel caso di una sentenza contumaciale emanata in seguito ad un'inammissibile convocazione edittale e senza che il convenuto fosse a conoscenza del processo e abbia potuto parteciparvi (DTF 136 III 571 consid. 6.2; 129 I 361 consid. 2.2; v. anche DTF 102 III 133 consid. 3). È equiparabile ad un'inammissibile convocazione edittale l'avvio di una procedura esecutiva mediante pubblicazione del precetto esecutivo benché il recapito del debitore escusso fosse facilmente reperibile; se la procedura giunge a conclusione all'insaputa di lui, impedendogli in tal modo di difendersi, la medesima è da considerarsi nulla (DTF 136 III 571 consid. 6.3; sulle condizioni della notifica di un precetto esecutivo mediante pubblicazione v. DTF 136 III 571 consid. 5; 112 III 6).