Citation: 2P.95/2004 27.05.2005 E. 6

6.1 Secondo i ricorrenti, la vera ed unica utilità del nuovo tratto stradale è quella di ampliare le possibilità edificatorie del comprensorio asservito alla strada. Orbene, anche se per denegata ipotesi si ammetta che un vantaggio particolare derivi ai loro fondi, il medesimo è sicuramente, e di molto, inferiore a quello di cui invece beneficiano le particelle servite dal nuovo tratto stradale, le quali prima dell'edificazione della nuova strada non avevano alcun accesso stradale. Includere le loro proprietà tra quelle soggette a contributo equivarrebbe pertanto a misconoscere completamente la situazione preesistente e lederebbe il principio della parità di trattamento in quanto situazioni ben diverse sarebbero state poste sullo stesso piano, ossia proprietari già al beneficio di un accesso stradale, e peraltro già pagato, e quelli senza alcun accesso. Al riguardo rilevano che la correzione adottata dal Tribunale cantonale riconosce implicitamente detta disparità, ma in maniera incompatibile con il citato principio della parità di trattamento il quale, a loro avviso, avrebbe invece imposto di non assoggettarli all'obbligo contributivo. 6.2 Il principio della parità di trattamento (art. 8 Cost.) e la protezione dall'arbitrio (art. 9 Cost.) sono strettamente legati. Una decisione è arbitraria quando non si fonda su motivi seri e oggettivi o appare priva di senso o di scopo. Essa disattende il principio della parità di trattamento quando, tra casi simili, fa delle distinzioni che nessun fatto importante giustifica oppure sottopone ad un regime identico situazioni che presentano tra di loro delle differenze rilevanti e di natura tale da rendere necessario un trattamento diverso. Le situazioni paragonate non devono necessariamente essere identiche sotto ogni aspetto, ma la loro similitudine va stabilita per quel che riguarda i fatti pertinenti per la decisione da prendere (DTF 129 I 1 consid. 3; 127 I 185 consid. 5 e rispettivi rinvii). 6.3 Come appena esposto (cfr. consid. 5) è senza arbitrio che i ricorrenti sono stati inclusi tra i proprietari chiamati a versare i contributi contestati. Dalla decisione litigiosa emerge che la Corte cantonale, vagliando la questione della quota a carico dei contribuenti, ha dapprima rammentato che giusta l'art. 8 LCM la stessa è suddivisa in funzione del vantaggio particolare (cpv. 1), tenuto conto della superficie dei fondi e, per i terreni edificabili, del diverso indice di sfruttamento (cpv. 2), con l'aggiunta di fattori di correzione qualora speciali circostanze lo giustificherebbero (cpv. 3). Ha poi precisato che siccome la ripartizione implicava un apprezzamento tecnico ed oggettivo di molteplici circostanze, erano ammessi criteri di calcolo schematici fondati su elementi consacrati dall'esperienza e di facile applicazione e comprensione, consistenti nell'adoperare percentuali d'incremento teoriche o predeterminate, riservati l'accertamento e la verifica del singolo caso concreto. In proposito ha osservato che dato che l'ente pubblico gode di un ampio margine di apprezzamento, essa s'imponeva riserbo e moderazione nell'ambito del riesame dei singoli contributi, limitandosi a verificare che i criteri adottati rispettassero i principi della proporzionalità e dell'equivalenza. Nel caso specifico, dopo aver dettagliatamente esposto nei considerandi del proprio giudizio, ai quali si rimanda (cfr. sentenza cantonale pag. 6, consid. 3.2), il modo di calcolo utilizzato dall'autorità comunale, il Tribunale di espropriazione ha constatato che il medesimo appariva meditato e consono alle circostanze: era infatti fondato su criteri di riparto concreti quali la superficie utilizzabile, gli indici di sfruttamento e l'effettiva situazione di ogni fondo, grazie ai quali era stata attuata una corretta ed equa distinzione, rispetto alla funzionalità dell'opera, tra le particelle incluse nel perimetro, assicurando condizioni di parità a tutti i contribuenti. Esaminando poi separatamente l'uso fatto dei diversi criteri, ha osservato che il fattore d'interesse 1.0 era stato applicato ai fondi che prima non erano urbanizzati, mentre per i terreni restanti il fattore decresceva fino ad arrivare a 0.70; i relativi correttivi erano in rapporto con le possibilità d'accesso preesistenti. Per quanto concerne i terreni dei qui ricorrenti, la Corte cantonale ha osservato che nei loro confronti era stato applicato il correttivo massimo dello 0.70, sostanzialmente parti ad una riduzione del 30%. Ha considerato tuttavia che il fatto che la strada fosse a fondo cieco giustificava distinzioni più marcate, non tanto nell'ottica della situazione preesistente, quanto piuttosto in funzione della lunghezza della strada stessa e della percorrenza effettiva per raggiungere i fondi inclusi nel comprensorio. Rilevato che l'accesso ai fondi n. 298 e 722 implicava solamente l'uso del primo tratto stradale, una riduzione del fattore d'interesse del 25% appariva di conseguenza adeguata. I criteri della distanza e del rumore non legittimavano invece alcun ritocco, dato che i parametri applicati tenevano ampiamente conto dei singoli dettagli e delle qualità intrinseche dei terreni. 6.4 Come già osservato dal Tribunale federale la determinazione della quota di spesa a carico dei proprietari dipende da elementi di varia natura, che trovano la loro legittimità in motivi d'ordine non solo giuridico, ma anche tecnico, pianificatorio e pragmatico, per l'apprezzamento dei quali l'autorità locale è certo più indicata e preparata. In quest'ottica il Tribunale di espropriazione non può imporre ad un comune determinati criteri di computo piuttosto che altri (RDAT 1995 II 46 consid. 5c), ma deve tener conto dell'ampio margine di autonomia di cui lo stesso gode in questo ambito (art. 7 LCM; RDAT 1997 I n. 43 consid. 4 con rinvii) e verificare che il sistema d'imposizione scelto sia conforme alla costituzione e alla legge nonché sia stato correttamente applicato ad un complesso di fatti accertati a loro volta in maniera irreprensibile. 6.5 Nella fattispecie, la Corte cantonale ha rilevato che il fattore interesse 0.1 era stato applicato ai fondi non urbanizzati prima dell'intervento, mentre per gli altri terreni decresceva fino ad arrivare a 0.70. Questa differenziazione basata sul fatto che per determinate proprietà l'accesso preesistente è stato migliorato (fattore 0.7) allorché per altre è stato costruito a nuovo (fattore 1.0) è molto contenuta, ma comunque ammissibile. I giudici cantonali hanno poi osservato che il fatto che la strada fosse a fondo cieco giustificava distinzioni più marcate, segnatamente in funzione della lunghezza della strada e della percorrenza effettiva per raggiungere i fondi. In base a questi elementi hanno deciso un'ulteriore riduzione del fattore interesse di circa 25%. Sennonché detta riduzione, per i motivi esposti di seguito, non tiene sufficientemente conto delle particolarità dei diversi fondi inclusi nel comprensorio e risulta pertanto insufficiente e arbitraria. In primo luogo va osservato che, come addotto nel gravame, dal profilo della necessità d'uso e della percorrenza effettiva dell'opera, i ricorrenti adoperano unicamente i primi 100 m della strada, su di una lunghezza totale di 280 m. In altre parole essi usano soltanto il 35% della medesima. Va poi ricordato che la strada è stata costruita a fondo cieco in seguito alla rinuncia da parte delle autorità comunali a creare una giunzione tra le strade PR N. 13 e N. 15. Dette autorità non hanno mai accennato, nel corso dell'attuale procedimento, all'eventualità che la giunzione venisse realizzata in futuro; è quindi del tutto verosimile che i ricorrenti, come da loro affermato, non utilizzeranno mai il nuovo tratto stradale. Infine, da un esame degli atti di causa, segnatamente della "relazione tecnica/tabelle" allestita dalle autorità comunali nell'agosto 2000, emerge che i proprietari dei fondi più distanti, i quali prima non fruivano di un accesso e che ora beneficiano di tutta la strada, pagano un contributo pari a circa fr. 11.-- al mq, allorché i proprietari dei fondi situati all'inizio della strada o dei fondi ai quali si accede utilizzando solo la strada preesistente, come i qui ricorrenti, versano un contributo pari a circa fr. 9.-- al mq. Orbene tenuto conto dell'uso della strada, una distinzione più marcata doveva essere effettuata. Infine, non va trascurata l'incidenza quasi irrilevante della riduzione accordata in sede cantonale sull'ammontare totale del contributo richiesto. Premesse queste considerazioni, la riduzione soprammenzionata risulta insufficiente e scioccante, nella misura in cui non tiene conto in modo adeguato delle particolarità delle fattispecie e sottopone ad un regime identico situazioni che presentano tra di loro delle differenze rilevanti e di natura tale (lunghezza effettiva del tratto stradale percorso; insufficiente differenziazione dell'ammontare dei contributi corrisposti dai differenti proprietari) da rendere necessario un trattamento diverso. Il giudizio impugnato viola pertanto il principio della parità di trattamento ed è quindi inficiato d'arbitrio.