Citation: 5A_577/2023 E. 1

Nell'esecuzione promossa dal Comune di X.________ nei confronti di A.________, l'11 luglio 2023 l'Ufficio di esecuzione di Locarno ha stabilito in fr. 2'810.-- mensili la parte dell'escusso al minimo esistenziale comune della sua famiglia (coperta dalla sua rendita AI a concorrenza di fr. 2'716.-- mensili) e ha pignorato la rendita previdenziale di fr. 1'821.-- mensili percepita dall'escusso presso l'istituto B.________ limitatamente a fr. 1'727.-- mensili. Con sentenza 24 luglio 2023 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha dichiarato inammissibile, per carenza di motivazione, il ricorso inoltrato dall'escusso avverso tale provvedimento. La Corte cantonale ha osservato che il ricorrente non aveva esposto alcun motivo per cui l'UE avrebbe violato la legge o sarebbe incorso in un errore di apprezzamento (v. art. 17 cpv. 1 LEF), ma si era limitato a sollevare questioni di merito attinenti a sue pretese conseguenze finanziarie e personali che sfuggivano al potere di cognizione dell'autorità di vigilanza. La Corte cantonale ha inoltre spiegato all'escusso che l'asserito accordo raggiunto con l'escutente di pagamento del debito (di attuali fr. 92'392.30) mediante rate mensili di fr. 100.-- non precludeva l'efficacia del pignoramento (salvo ritiro dell'esecuzione da parte del creditore) e che le rate versate potevano essere considerate quali acconti di pagamento nella discussa esecuzione.