Citation: 2C_357/2019 E. B

Con decisione del 18 dicembre 2015, preso atto delle condanne subite fino ad allora da A.________, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino (di seguito: la Sezione della popolazione) ha revocato il permesso di dimora UE/AELS dell'interessato e, di riflesso, quello della moglie B.________, assegnando ai coniugi un termine per lasciare la Svizzera. Su ricorso, tale provvedimento è stato confermato sia dal Consiglio di Stato (20 giugno 2017) che dal Tribunale amministrativo (12 marzo 2019) del Cantone Ticino. I Giudici cantonali hanno ritenuto, in sostanza, che, alla luce dei suoi precedenti penali e del suo comportamento, A.________ rappresentava una minaccia effettiva e attuale per l'ordine pubblico svizzero, di modo che la revoca del suo permesso di dimora UE/AELS si rivelava conforme all'art. 5 Allegato I ALC. Riguardo a B.________, l'autorità precedente ha considerato che la sua autorizzazione di soggiorno le era stata concessa a titolo derivato, nell'ambito del ricongiungimento familiare con il marito. Non potendo l'interessata avvalersi in Svizzera della qualità di lavoratrice ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 Allegato I ALC e non disponendo di mezzi finanziari sufficienti per non dover ricorrere all'assistenza sociale durante il soggiorno (cfr. art. 24 cpv. 1 Allegato I ALC), la revoca del suo permesso di dimora UE/AELS, che dipendeva da quello del marito, era ugualmente giustificata. I Giudici ticinesi hanno infine constatato che il provvedimento contestato era conforme al principio di proporzionalità e non ledeva l'art. 8 CEDU.