Citation: 5A_739/2021 E. 4.2.3

4.2.3. 4.2.3.1. La Corte cantonale ha poi esaminato le pretese in relazione a tre garanzie personali che la ricorrente ha dovuto fornire per accendere il nuovo mutuo ipotecario di fr. 2'000'000.--. In merito alla pretesa della ricorrente denominata "garanzia mutuo F.________ - G.________ prestito (fr. 200'000.--) ", la Corte cantonale ha ritenuto che al limite l'interessata avrebbe potuto chiedere che il marito - o il figlio - trasferisse alla banca in garanzia la metà dell'importo, ma non che tale somma le fosse versata direttamente, visto che le due prestazioni non erano della stessa specie e non potevano essere compensate. Lo stesso valeva per la compensazione con il capitale di fr. 800'000.-- ("garanzia per mutuo da H.________ ancora bloccato") che la ricorrente aveva ricevuto dalla madre e costituito in pegno come garanzia del nuovo credito ipotecario con la banca. Quanto alla garanzia di fr. 20'000.-- che la ricorrente sosteneva essere stata chiesta dalla banca per il "rilascio finale del prestito fatto da G.________ [...]", la Corte cantonale ha osservato che l'allegazione era "a dir poco oscura" e sorretta da una documentazione insufficiente. 4.2.3.2. La ricorrente sostiene che suo marito non avrebbe mai pagato le fatture alle varie istituzioni malgrado gli ordini delle autorità, che - proprio perché l'ordine dato al marito di pagare tutte le spese ordinarie e straordinarie della casa (contenuto nel decreto supercautelare del 2 giugno 2008) non specificava di versare tali spese nelle mani della moglie - la stessa non aveva potuto procedere in via esecutiva e che solo "in circostanze normali con un marito che obbedisce agli ordini" essa avrebbe potuto chiedere a quest'ultimo, rispettivamente al figlio, di trasferire le garanzie direttamente alla banca; la richiesta di pagare direttamente a lei sarebbe quindi volta a mettere i soldi a disposizione della banca e non a fini personali. L'insorgente ribadisce poi che sua madre le avrebbe prestato la garanzia per il mutuo, come si evincerebbe in particolare da una convenzione 7 ottobre 2013, e che quindi l'identità delle prestazioni sarebbe chiara. Tale prestito oneroso sarebbe pure documentato. Anche in questo caso le argomentazioni della ricorrente si fondano su circostanze che non risultano dal giudizio impugnato senza pretendere che l'accertamento dei fatti operato dall'autorità inferiore sia stato svolto in maniera incostituzionale. Ciò avviene ad esempio quando la ricorrente si prevale della convenzione 7 ottobre 2013. Per di più, l'insorgente non si confronta con la sentenza cantonale laddove, con riferimento all'importo di fr. 200'000.--, spiega che le prestazioni non sono della stessa specie e non possono quindi essere compensate. Per quanto concerne la garanzia di fr. 20'000.--, la ricorrente si limita a rinviare al documento intitolato "conferma di pagamento", il quale sarebbe, a suo dire, "completamente esaustivo", anche qui senza confrontarsi con la sentenza impugnata laddove essa ritiene la sua pretesa non chiara. Le sue censure risultano motivate in modo manifestamente insufficiente e non possono essere esaminate nel merito.