Citation: 1P.198/2001 22.08.2001 E. B

B.- Con decisione del 12 febbraio 2001, il Giudice delegato per le contravvenzioni ha respinto il ricorso. Egli ha anzitutto ricordato come, in linea di principio, gli accertamenti di un poliziotto non fruiscano, di per sé, di alcuna presunzione di verità e fedefacenza, ma vadano esaminati, quali elementi probatori, con libero apprezzamento, tenendo conto delle ulteriori risultanze fattuali, nonché delle argomentazioni sollevate dal multato. Secondo il Giudice cantonale, gli accertamenti dell'agente resistono alle critiche. La contraddizione del rapporto di contravvenzione del 15 aprile 2000 riguardo all'esatta ubicazione del luogo in cui è avvenuta la contravvenzione sarebbe da ricondurre unicamente ad una svista, l'agente denunciante avendo poi saputo indicare con precisione, fornendo anche una documentazione fotografica e una planimetria, il luogo di stazionamento del veicolo. La dichiarazione della testimone, prodotta ben oltre tre mesi dall'inoltro del ricorso e quindi in violazione del principio della buona fede processuale, non escluderebbe comunque che il multato, occupato quel giorno con l'esecuzione di un trasloco, abbia lasciato il suo veicolo anche in un luogo con divieto di fermata.