Citation: 2A.689/2006 05.04.2007 E. 4

Dalle dichiarazioni rilasciate alla polizia cantonale sia dalla ricorrente l'8 marzo 2006 e riportate nel giudizio cantonale, sia dal marito il 6 marzo precedente emerge che in seguito all'apparizione dei primi dissensi nei mesi di aprile/maggio 2004, i coniugi A.________ hanno deciso di fare vita separata, pur rimanendo sotto lo stesso tetto: dormivano separati, dato che avevano due camere da letto, e, se capitava, mangiavano assieme, vedendosi comunque di rado siccome la ricorrente lavorava a turni irregolari. Essi hanno altresì mantenuto un rapporto di amicizia e rispetto. Nel mese di marzo 2005 gli interessati hanno poi, di comune accordo, deciso di divorziare. Orbene, riguardo a queste dichiarazioni, da cui discende che ognuno dei consorti aveva, dalla primavera del 2004, organizzato autonomamente la propria vita, la ricorrente non dimostra né fornisce la prova che vi sarebbe stata all'epoca la volontà, da parte di entrambi, di una ripresa della vita comune. In effetti ella non ha presentato alcun elemento concreto atto a dimostrare che in quel periodo vi sia stato un effettivo e reale ravvicinamento tra i coniugi. È quindi chiaro che, a partire dai mesi di aprile/maggio 2004, non sussisteva più né una vera e propria relazione sentimentale tra gli interessati né la volontà di entrambi, al di là del semplice parlato, di una ripresa della vita comune. Di conseguenza, è dunque senza incorrere nella violazione del diritto federale che la Corte ticinese è giunta alla conclusione sia che la separazione della coppia è intervenuta prima della scadenza del termine quinquennale fissato dalla legge per poter pretendere al rilascio di un permesso di domicilio e, di riflesso, per la ricorrente, per potere vivere definitivamente separata dal consorte, sia che l'interessata, abusando dei diritti derivanti dall'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, si richiamava a un matrimonio esistente soltanto sulla carta al solo scopo di potere fruire dell'autorizzazione a soggiornare in Svizzera (sulla nozione di abuso di diritto, cfr. DTF 130 II 113 consid. 4.2; 128 II 145 consid. 2.2; 127 II 49 consid. 5a).