Citation: 9C_451/2023 E. 4.3

4.3. L'autorità giudiziaria precedente non merita tutela, quando nega l'applicazione dell'art. 17 LPGA per assenza della prova di una modifica significativa delle condizioni che hanno giustificato il riconoscimento della rendita d'invalidità intera dal 1° ottobre 2016, riferendo in particolare la mancanza di prova di un intervenuto oggettivo miglioramento dello stato di salute. Il Tribunale amministrativo federale ha censurato la stabilizzazione delle risorse fisiche in quanto, a suo dire, supportata solo dal comportamento dell'assicurato durante l'esame peritale e dalla descrizione della giornata tipo. Tale critica, oltre che essere formulata in modo apodittico, non considera nemmeno che i periti hanno determinato la stabilizzazione delle risorse fisiche dopo aver visionato tutta la documentazione radiologica agli atti, in considerazione di quanto affermato dall'assicurato e ritenuti altresì gli esiti dell'esame personale effettuato durante la visita peritale. I periti del SAM hanno rispettato l'iter e la struttura di una perizia pluridisciplinare, ovvero hanno vagliato tutta la documentazione, eseguito la visita specialistica in cui sono state anche raccolte le dichiarazioni dell'assicurato, risposto alle domande peritali poste e poi tutti assieme hanno proceduto a una valutazione globale interdisciplinare consensuale. La perizia pluridisciplinare del SAM adempie tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza sul tema del valore probatorio di una perizia (cfr. DTF 134 V 231 consid. 5.1 e 125 V 351 consid. 3, in particolare sulle perizie affidate dagli organi AI ai medici specializzati esterni cfr. DTF 137 V 210). Il Tribunale amministrativo federale si limita per lo più a riferire le diagnosi poste dai medici curanti, con l'accento sulla patologia degenerativa di cui soffre l'assicurato. Non è la patologia dell'assicurato oggetto di divergenza, ma la stabilizzazione delle risorse fisiche che per i periti si traduce in una capacità lavorativa in attività adeguate nella misura del 100%, riservate le limitazioni stabilite. La perizia è univoca su tale aspetto, ovvero che il miglioramento consiste nel fatto che la stabilizzazione delle risorse fisiche permette di determinare l'esigibilità lavorativa in attività che considerano i limiti funzionali descritti precisamente dal perito reumatologo dott. C.________. Non si può negare tale miglioramento, adducendo che già nella "perizia" reumatologica del 4 luglio 2016 del dott. D.________ all'attenzione della Cassa malati Helsana apparirebbero delle limitazioni sovrapponibili a quelle della perizia del dott. C.________ del 15 febbraio 2021. Le due situazioni non sono paragonabili in quanto, come si evince peraltro pure dagli accertamenti del Tribunale amministrativo federale nella sentenza impugnata, il dott. D.________, nel suo rapporto riferito alla visita di controllo del 4 luglio 2016, aveva esplicitamente specificato che una valutazione dell'esigibilità in attività adeguate era prematura perché lo stato del paziente non era consolidato, con la conseguenza che i raffronti pretesi dal Tribunale amministrativo federale non sono fattibili. L'autorità giudiziaria precedente incorre anche in una contraddizione quando, dapprima, critica il perito dott. C.________ per non avere effettuato esami sulle capacità funzionali residue, per poi affermare subito dopo che le limitazioni funzionali accertate nel consulto del perito dott. C.________ del 15 febbraio 2021 sarebbero sovrapponibili a quelle del dott. D.________ del luglio 2016. L'esame delle ripercussioni funzionali, approvate infine dai periti, figura al punto C a pag. 57 del rapporto peritale del 3 marzo 2021. Il Tribunale amministrativo federale ha inoltre affermato che l'apprezzamento del dott. C.________ del 15 febbraio 2021, secondo cui vi sarebbe stato "probabilmente un miglioramento delle condizioni cliniche del ricorrente, nel senso di una ritrovata capacità al lavoro del 100% in un'attività confacente allo stato di salute" (cfr. sentenza impugnata, consid. 10.2, pag. 16), non sarebbe convincente già perché l'avverbio "probabilmente", senza ulteriori precisazioni, non adempirebbe di per sé il criterio della probabilità preponderante richiesto in materia. La situazione si presenta però in modo differente. L'avverbio è riferito alla data del miglioramento e non al miglioramento stesso. Il dott. C.________ era intento a rispondere alla precisa domanda postagli, ovvero "quando è presumibilmente subentrato il cambiamento?" (cfr. consulto reumatologico, pag. 23). Rilevante anche poi che la stessa è stata determinata sulla base degli accertamenti radiologici effettuati il 12 novembre 2019 nella visita ortopedica specialistica. Nelle risposte di cui alla valutazione consensuale si evidenzia che i tre periti sono concordi per far risalire il cambiamento reumatologico (al più tardi) dal mese di novembre 2019, senza tra l'altro l'impiego di tale avverbio (perizia, pag. 60).