Citation: 4P.258/2003 25.03.2004 E. 4

Da ultimo, i ricorrenti ribadiscono anche dinanzi al Tribunale federale che gli importi controversi sarebbero già stati riversati alla società. 4.1 Accertato che A.A.________ ha personalmente incassato gli utili derivanti dalle due operazioni speculative eseguite senza l'autorizzazione (e ad insaputa) dell'opponente, il Tribunale d'appello si è chi-nato sulla questione di sapere se tali importi siano stati consegnati alla società, rispettivamente ai membri del consiglio d'amministrazione, come asserito dai ricorrenti. La Corte cantonale ha escluso tale even-tualità, avendo R.________ e T.________ riferito che quelle somme rispettivamente quei movimenti non risultavano né dai bilanci né dalla contabilità della società. In queste circostanze, il fatto che quest'ultima non sia stata in grado di versare agli atti la contabilità di quegli anni, a suo dire trattenuta o celata da A.A.________, non è stato ritenuto decisivo. Né è stato provato - per i giudici ticinesi - che tali importi sarebbero stati riversati ai membri del consiglio d'amministrazione; quest'ipotesi è stata infatti implicitamente smentita da P.________ e Q.________ e le dichiarazioni in senso contrario di V.________ sono risultate troppo vaghe per poter prevalere. Sia come sia - ha terminato il Tribunale d'appello - proprio il comportamento dei membri del consiglio d'amministrazione una volta appresa l'esistenza di quei guadagni permette di concludere che queste somme non sono state ridistribuite. 4.2 La critica ricorsuale verte in particolare sulla decisione della Corte cantonale di non ritenere determinante, ai fini del giudizio, la mancata produzione, da parte dell'opponente, della documentazione richiesta nella domanda di edizione documenti. Secondo i ricorrenti la società avrebbe dovuto venir obbligata a sottoporsi al giuramento di edizione. Essi rimproverano ai giudici ticinesi di non aver tratto le debite conse-guenze da tale omissione, in contrasto con quanto previsto dall'art. 210 CPC/TI: qualora l'avessero fatto, avrebbero dovuto ammettere per vero il fatto non provato, ovverosia l'avvenuto versamento degli importi controversi alla società. 4.3 Questi argomenti si scontrano con le tavole processuali. Da que-ste si evince infatti che, contrariamente a quanto asserito nel gravame, l'opponente ha dato seguito alla domanda di edizione documenti, per-lomeno nella misura del suo possibile. Nel verbale dell'udienza per incombenti svoltasi il 18 settembre 2002 si può ad esempio leggere che in tale frangente la società "ha presentato ulteriore documentazione a seguito dell'edizione documenti rivoltale e ha dichiarato di non averne trovato altri attinenti alla fattispecie litigiosa". Non risulta che i ricorrenti abbiano reagito in alcun modo a questa affermazione - segnatamente contestandola o pretendendo il deferimento della società al giuramento d'edizione - né durante la citata udienza né successivamente. Né essi sostengono il contrario. Infine, come rilevato dall'opponente nella sua risposta, a favore della sua buona fede circa l'assenza, fra i suoi atti, della contabilità relativa alle operazioni controverse si può considerare anche il fatto che lei stessa aveva domandato alle autorità preposte all'inchiesta penale avviata nei confronti di U.________ e al fallimento della G.________ SA l'edizione dei documenti concernenti le medesime operazioni. In queste circostanze, la decisione di concedere forza probatoria alle dichiarazioni del direttore della società e di tenere conto della determi-nazione mostrata dai membri del consiglio d'amministrazione per ottenere la condanna di A.A.________ sia dal profilo penale che da quello civile, ponendo in secondo piano la mancata produzione della contabilità di quegli anni, non può essere definita manifestamente insostenibile.