Citation: I 1018/06 16.01.2008 E. A

A.a P.________, nato nel 1956, già attivo in qualità di manovale, in data 23 novembre 2000 è rimasto vittima di un infortunio professionale a seguito del quale ha riportato una frattura bimalleolare alla caviglia sinistra lussata. L'infortunio è stato assunto dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI) che ha corrisposto le prestazioni di legge. A seguito dell'intervento di asportazione del materiale di osteosintesi, effettuato nel gennaio 2002, è subentrata un'infezione con conseguente lesione eczematosa. L'assicurato ha pure accusato una grave gonalgia mediale al ginocchio sinistro. Mediante decisione su opposizione 18 giugno 2001, cresciuta in giudicato, l'INSAI ha negato la propria responsabilità con riferimento alla gonartrosi per carenza del necessario rapporto di causalità naturale con l'evento infortunistico del novembre 2000. Riguardo alle affezioni ortopediche assicurate, ritenendo l'assicurato pienamente abile nella sua attività di manovale, l'assicuratore infortuni ha soppresso ogni prestazione a partire dal 30 settembre 2002 e ha rifiutato l'erogazione di una rendita d'invalidità come pure di un'indennità per menomazione dell'integrità (decisione su opposizione del 18 marzo 2003, confermata il 9 marzo 2005 anche in seguito al giudizio di rinvio 19 novembre 2004 del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino). Per quel che concerne la lesione eczematosa nella zona della cicatrice sulla caviglia sinistra, dopo averla inizialmente ritenuta irrilevante ai fini di una ulteriore (in)capacità lavorativa e avere ribadito la piena capacità lavorativa dell'assicurato a partire dal 30 settembre 2002, l'INSAI, esperiti ulteriori accertamenti, ha prolungato fino al 7 maggio 2004 (data di dimissione dalla Clinica X.________) il diritto all'indennità giornaliera (decisione dell'8 ottobre 2004). Tuttavia, evidenziando l'esistenza di un sovraindennizzo, l'assicuratore infortuni ha comunicato di non potere versare le indennità per il periodo 20 novembre 2002 - 7 maggio 2004. A.b Il 21 giugno 2001 il ricorrente ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti. Con decisione del 23 aprile 2004, esperiti gli accertamenti del caso e accertata la possibilità di svolgere pienamente un'attività leggera, l'Ufficio AI del Cantone Ticino (UAI) ha riconosciuto il diritto a una rendita intera d'invalidità con effetto dal 1° novembre 2001 al 31 dicembre 2002, negandolo per contro, per difetto di invalidità di grado pensionabile (35%), per il periodo successivo. Per il resto, ha pure rifiutato il diritto a provvedimenti professionali per "mancanza di volontà" dell'assicurato di svolgere una prova presso il Centro per la formazione professionale e sociale Y.________. Statuendo su opposizione e preso atto delle conclusioni di una perizia ortopedica commissionata al dott. C.________, che aveva concluso per una capacità lavorativa totale dell'assicurato in attività leggere, prevalentemente ma non prettamente sedentarie, con possibilità di cambiamento libero della posizione delle gambe sotto il piano di lavoro, senza necessità di azionamento di pedali con la gamba sinistra, senza esposizione a cambiamenti repentini e frequenti della temperatura o del grado di umidità dell'ambiente e senza esposizione diretta a sorgenti di aria condizionata, l'Ufficio AI ha stabilito un grado d'invalidità del 37% (sulla base di un reddito da valido di fr. 56'427.- e di un reddito da invalido di fr. 35'589.-) e confermato di conseguenza il rifiuto di una rendita dopo il 31 dicembre 2002 (decisione su opposizione del 18 novembre 2005).