Citation: 5A_983/2013 E. 1

che, a fondamento del giudizio di inammissibilità qui impugnato, l'autorità inferiore ha considerato che nel caso concreto non era proponibile né un ricorso contro il provvedimento comunale del 15 aprile 2013, non potendo quest'ultimo essere qualificato quale decisione impugnabile, né un ricorso per denegata o ritardata giustizia, non essendo ravvisabile in base a quale disposto di legge il ricorrente possa costringere l'ente pubblico ad agire per ottenere l'intavolazione a registro fondiario della corte quale fondo a sé stante di proprietà comunale; che nel (seppur prolisso) rimedio all'esame il ricorrente non si confronta compiutamente con tale argomentazione, ma si limita ad affermare in modo apodittico che il suo ricorso del 13 maggio 2013 non era diretto contro il provvedimento comunale del 15 aprile 2013, ma soltanto contro l'inattività dell'ente pubblico - "in contrasto con i diritti costituzionali e le normative federali e cantonali in materia di misurazione e terminazione" - il quale "è tenuto ad agire proprio perché riconosciuto come proprietario " della corte; che pertanto il gravame, se non fosse divenuto privo d'oggetto, avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile per insufficiente motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF; DTF 134 II 244 consid. 2.1); che le spese giudiziarie vanno pertanto poste a carico del ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF); che non si assegnano ripetibili; per questi motivi, il Giudice unico decreta: