Citation: 2C_87/2021 E. 3.2

3.2. Esposto il quadro legale di riferimento, e rammentato con pertinenza che il notaio che esercita l'attività forense è sottoposto sia agli obblighi professionali previsti dal diritto cantonale che a quelli contenuti nella legge federale sulla libera circolazione degli avvocati (sentenze 2C_427/209 del 25 marzo 2010 consid. 2.3 e 2C_26/2009 del 18 giugno 2009 consid. 3.2), i Giudici ticinesi hanno quindi concluso che il precetto sancito dall'art. 12 lett. c LLCA era stato leso anche nel caso che ci occupa. In proposito, hanno infatti rilevato: che è ben vero che, a differenza di quanto constatato nella precedente fattispecie esaminata, il ricorrente non rappresenta la D.________ SA ai fini dell'incasso del credito nei confronti di B.________, bensì un organo della società che aveva promosso l'esecuzione, nell'ambito di una procedura penale; che è però altrettanto vero che le due procedure sono correlate e anche in quella penale, promossa (tra gli altri) da B.________ dopo che la D.________ SA gli aveva fatto recapitare tre precetti esecutivi, assume rilievo la questione della fondatezza o meno del credito posto in esecuzione dalla citata società rispettivamente del carattere abusivo dell'esecuzione stessa; che pure in ambito penale - come già in relazione al procedimento esecutivo - non si può quindi escludere che, per svolgere al meglio il mandato confidatogli, l'insorgente possa far capo, magari solo inconsapevolmente, a informazioni sulla situazione personale, professionale e patrimoniale dell'asserito debitore (e potenziale vittima) B.________, il quale sin dal 2014 - quando l'avv. A.________ era ancora suo notaio e persona di fiducia - ha svolto per la D.________ SA attività di amministrazione e/o consulenza anche di natura contabile (per il tramite della F.________ SA, come noto anche all'avv. A.________, poiché il contratto successorio che aveva stilato per B.________ conteneva pure un riferimento a quest'ultima società); che, di fronte all'ampiezza delle conoscenze acquisite nell'ambito dell'attività di notaio a favore di B.________ - i cui interessi sono contrapposti a quelli di E.________ - e dello stretto rapporto di fiducia instauratosi nel corso dei lunghi anni di relazioni professionali e private, non si può quindi escludere la possibilità che - anche nel contesto della procedura penale - l'insorgente utilizzi, magari solo inconsapevolmente, informazioni apprese svolgendo il precedente incarico (nel cui ambito, ancora nell'ottobre 2017, aveva prestato consiglio); che da quanto indicato discende che l'insorgente avrebbe dovuto verificare con più attenzione l'opportunità di assumere la difesa di E.________, per poi concludere che il fatto di patrocinarlo in un procedimento penale avviato (anche) su denuncia di B.________, suo ex cliente, lo avrebbe posto di fronte ad un concreto rischio di conflitto d'interessi.