Citation: 2A.467/2006 27.02.2007 E. 3

3.1 Il Dipartimento ha osservato che, per quanto atteneva al ritiro del riconoscimento, la questione dell'effetto sospensivo non si poneva: conformemente alla prassi e alla dottrina, era infatti escluso attribuire effetto sospensivo ad un ricorso introdotto contro una decisione negativa, la quale si limita a respingere una domanda tendente alla modifica dello status quo giuridico, la sospensione degli effetti di tale decisione, salvo in caso di ammissione della richiesta, non avendo alcun senso. Nelle proprie osservazioni ha poi precisato che, conformemente alla cifra 28 delle direttive sui sussidi, dal 2004 l'UFG era incaricato, ogni cinque anni, di verificare che gli istituti da esso riconosciuti adempivano alle condizioni per la concessione del riconoscimento. In altre parole, i sussidi federali erano versati per un lasso di tempo limitato e solo se le condizioni di attribuzione degli stessi fossero regolarmente verificate. Ne derivava, secondo il Dipartimento, che quando l'autorità competente constatava che detti presupposti non erano più adempiuti e non riconosceva più lo statuto d'istituto avente diritto ai sussidi, si era allora in presenza di una decisione di carattere negativo, la quale si oppone, per sua stessa natura, all'ottenimento dell'effetto sospensivo. 3.2 Da parte sua il ricorrente adduce che la decisione 3 febbraio 1998 che riconosce la "Casa Primavera" quale istituto avente diritto ai sussidi ai sensi della LPPM e che, quindi, gli conferisce il diritto di chiedere ed ottenere i medesimi, ha una durata illimitata; è invece il sussidio vero e proprio ad essere deciso ogni anno, sulla base della richiesta presentata dall'istituto tramite l'apposito formulario. Di conseguenza, il giudizio 24 maggio 2006, che ritira il riconoscimento, annulla questo diritto, modifica lo status quo giuridico e costituisce pertanto una decisione di natura positiva. Al riguardo precisa che il contestato ritiro non è stato deciso perché non erano più soddisfatte le condizioni poste per la concessione dei sussidi, ma perché non vi era più un rapporto di fiducia tra le parti. Si tratta pertanto di un provvedimento di natura sanzionatoria, cioè di una misura il cui scopo è di sanzionare una violazione della legge con il ritiro di vantaggi amministrativi precedentemente conferiti. La decisione incidentale contestata è quindi viziata da un ragionamento giuridico errato e viola l'art. 55 PA. 3.3 Giusta l'art. 5 cpv. 1 LPPM, la Confederazione concede sussidi d'esercizio per speciali misure educative prese da istituti pubblici e privati di utilità pubblica che accolgono determinate categorie di fanciulli, adolescenti e giovani adulti. Secondo l'art. 6 LPPM incombe al Consiglio federale stabilire le condizioni per il pagamento dei sussidi, conformemente all'art. 3 (cpv. 1), ed esso può subordinare la concessione dei sussidi ad altre condizioni o vincolarla ad oneri (cpv. 2). Da parte sua l'OPPM elenca sia le condizioni alle quali vengono accordati i sussidi d'esercizio (art. 3), sia i costi che danno diritto ai medesimi (art. 4) nonché ne precisa l'ammontare e le condizioni (art. 5). Prevede poi che incombe all'UFG prendere le necessarie decisioni per il riconoscimento del diritto ai sussidi e per l'assegnazione e il versamento degli stessi (art. 9a) nonché sancisce che i sussidi d'esercizio vengono accordati soltanto alle case di educazione riconosciute come sussidiabili (art. 10 cpv. 1). Al riguardo specifica che il diritto ai sussidi d'esercizio inizia, in linea di massima, con il mese del riconoscimento e termina con la chiusura della casa di educazione o la revoca del riconoscimento (art. 10 cpv. 2). Sancisce inoltre che la decisione di riconoscimento dev'essere adeguata quando le circostanze si sono modificate sostanzialmente (art. 10 cpv. 6 prima frase), che il riconoscimento è revocato se le condizioni per la concessione dei sussidi non sono più adempiute o se, malgrado un avvertimento, le condizioni e gli oneri non sono osservati (art. 10 cpv. 6 seconda frase) ed, infine, che esso può essere ritirato qualora il beneficiario dei sussidi li abbia ottenuti affermando cose false o occultando fatti (art. 10 cpv. 6 terza frase).