Citation: 1A.291/2003 05.10.2004 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 130 II 321 consid. 1, 306 consid. 1.1). 1.2 Italia e Svizzera sono parti contraenti della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (CEAG; RS 0.351.1) e dell'Accordo che la completa, concluso il 10 settembre 1998 ed entrato in vigore il 15 luglio 2003 (RS 0.351.945.41). La legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1) e l'ordinanza del 24 febbraio 1982 (OAIMP; RS 351.11) sono applicabili alle questioni che la prevalente Convenzione internazionale non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza di quello convenzionale (art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 124 II 180 consid. 1a, 123 II 134 consid. 1a), fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595 consid. 7c). 1.3 Secondo la norma speciale dell'art. 25 cpv. 6 AIMP, il Tribunale federale non è vincolato dalle censure e dalle conclusioni delle parti; esso esamina liberamente se i presupposti per la concessione dell'assistenza sono adempiuti e in quale misura questa debba esser prestata (DTF 123 II 134 consid. 1d, 118 Ib 269 consid. 2e). Non è tuttavia tenuto, come lo sarebbe un'autorità di vigilanza, a verificare la conformità delle decisioni impugnate con l'insieme delle norme applicabili (DTF 123 II 134 consid. 1d, 119 Ib 56 consid. 1d). Quando, come in concreto, la decisione impugnata emana da un'autorità giudiziaria, il Tribunale federale è vincolato all'accertamento dei fatti, qualora non risultino manifestamente inesatti o incompleti oppure accertati violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG; DTF 123 II 134 consid. 1e e rinvii). Le conclusioni che vanno oltre la richiesta di annullamento della decisione impugnata sono, di massima, ammissibili (art. 25 cpv. 6 AIMP; DTF 122 II 373 consid. 1c e rinvii). 1.4 Interposto tempestivamente contro una decisione di trasmissione di documenti acquisiti in esecuzione di una domanda di assistenza, resa dall'autorità cantonale di ultima istanza, il ricorso di diritto amministrativo è ricevibile dal profilo dell'art. 80f cpv. 1 in relazione con l'art. 25 cpv. 1 AIMP. 1.5 Il ricorrente, tenuto ad addurre i fatti a sostegno della sua legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), la fonda adducendo semplicemente che la decisione impugnata concerne una relazione bancaria di cui è titolare. Ciò vale, tuttavia, soltanto riguardo alla trasmissione degli atti del suo conto (art. 80h AIMP e 9a lett. a OAIMP). Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria la legittimazione a ricorrere è riconosciuta infatti solo al titolare di un conto bancario di cui siano chieste informazioni o alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1, 128 II 211 consid. 2.3, 126 II 258 consid. 2d). La persona contro cui è diretto il procedimento penale all'estero può ricorrere alle medesime condizioni (art. 21 cpv. 3 AIMP). 1.5.1 Secondo la prassi del Tribunale federale, il titolare del conto oggetto della domanda di assistenza giudiziaria è, in via eccezionale, legittimato a impugnare la trasmissione di verbali d'audizione di testimoni soltanto nella misura in cui le informazioni contenute possano essere equiparate a una trasmissione di documenti concernenti il conto e il titolare sarebbe stato, in tal caso, legittimato a impugnarne la trasmissione. Quest'eccezione a un'applicazione rigida della prassi inerente la legittimazione è stata ammessa solo, a titolo eccezionale, nell'ipotesi in cui la trasmissione di verbali abbia quale conseguenza di svuotare di ogni senso, e di eludere, le norme sulla protezione giuridica (DTF 124 II 180 consid. 2; cfr. in senso critico Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 311, che propone peraltro di abbandonare quest'eccezione). Per contro, un terzo non è, di massima, legittimato a contestare la consegna di un verbale di audizione allo stato richiedente, neppure quando le informazioni contenutevi lo tocchino personalmente (DTF 130 II 162 consid. 1.1, 126 II 258 consid. 2d/bb, 122 II 130 consid. 2b). Ora, il ricorrente, nemmeno sostiene che si sarebbe in presenza della citata eccezione, peraltro non richiamata, né ciò è ravvisabile nella fattispecie. 1.5.2 Ne segue ch'egli non è legittimato ad opporsi alla contestata trasmissione del verbale d'audizione e, quindi, a criticare le modalità dell'interrogatorio e un'asserita consegna prematura di tale atto all'Italia, il ricorso presentato nel solo interesse della legge o di un terzo essendo irricevibile (DTF 126 II 258 consid. 2d pag. 260). Certo, un siffatto modo di procedere sarebbe inammissibile, ritenuto che la presenza di partecipanti al processo estero non può avere come conseguenza che fatti inerenti alla sfera segreta siano portati a loro conoscenza, segnatamente per il tramite di una consegna prematura di un verbale d'audizione, prima che l'autorità competente abbia deciso sulla concessione e la portata dell'assistenza (art. 65a cpv. 3 AIMP). L'autorità svizzera di esecuzione deve infatti adoperarsi per evitare questo rischio, adottando le misure necessarie atte a impedire un'utilizzazione anticipata e prematura delle informazioni nell'ambito del procedimento estero (DTF 128 II 211 consid. 2.1, 127 II 198 consid. 2b pag. 204). Del resto, l'asserito vizio avrebbe nondimeno potuto essere sanato, visto che nella fattispecie, come si vedrà, tutte le condizioni per accordare l'assistenza sono adempiute (sulle conseguenze di una trasmissione non corretta v. DTF 129 II 544 consid. 3.6, 127 II 198 consid. 2b pag. 204, 125 II 238 consid. 6a pag. 248; Zimmermann, op. cit., n. 170, pag. 178). Inoltre, come rilevato nella decisione impugnata, l'art. IX dell'Accordo precisa che i rappresentanti delle autorità straniere che partecipano al procedimento non possono utilizzare nello stato richiedente, per indagini o come mezzi di prova, le informazioni inerenti a una sfera protetta da segreto portate a loro conoscenza, prima che l'autorità competente abbia deciso definitivamente sulla concessione e l'estensione dell'assistenza.