Citation: 2C_106/2018 E. 4.2.1

4.2.1. Quello della sussistenza dei requisiti per il riconoscimento di prestazioni valutabili in denaro ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LIP in relazione con l'art. 20 cpv. 1 OlPrev costituisce infatti il tema principale della procedura sin dal suo inizio, di modo che la ricorrente o chi la rappresentava avrebbe dovuto attirare l'attenzione sulle bolle doganali in questione rispettivamente produrle già in precedenza (art. 99 cpv. 1 LTF; sentenza 2C_876/2012 del 3 aprile 2014 consid. 2.3.2 con rinvii). Un agire in tal senso è nel contempo anche quanto veniva loro richiesto dall'art. 39 LIP (che prevede un espresso obbligo di fornire informazioni all'AFC e, in questo contesto, di presentare i propri libri contabili corredati da giustificativi e altri documenti), nonché dall'AFC medesima che, con lettera del 24 giugno 2008, si era (invano) rivolta alla rappresentante della ricorrente in questi termini: "Ci riferiamo alla verifica fiscale della società in oggetto del 18 giugno scorso. A completamento della stessa ci serve ancora tutta la documentazione a sostegno delle "prestazioni di terzi" pagate dal 2003 al 2005 alla D.________ di E.________, X.________, per un totale di fr. 356'053.-- e al signor F.C.________, Z.________, per fr. 118'935.-- (ev. copia dei contratti, elenchi dettagliati dei servizi resi con indicazione dei giorni in cui i servizi sono stati prestati e delle ore impiegate, ecc.). A nostro avviso in entrambi i casi le sole fatture da noi visionate non sono sufficienti a dimostrare che sono state eseguite effettivamente delle prestazioni da parte di queste due ditte, ritenuto per di più che entrambe non figurano nell'elenco delle aziende italiane e che le rispettive fatture sono sempre state pagate in contanti. Naturalmente, se le due ditte fossero state sciolte nel frattempo, voglia farci avere la pubblicazione relativa alla loro liquidazione. Attendiamo quanto richiesto entro 30 giorni."