Citation: 2C_447/2021 E. 6.4

6.4. Proprio alla luce del quadro descritto e della situazione accertata, dev'essere però scartato anche il rimprovero mosso nel gravame ai Giudici ticinesi di avere avallato "un formalismo eccessivo, sproporzionato, ingiusto e arbitrario". In effetti, si può senz'altro concordare con la ricorrente sul fatto che, rispetto alle opere per le quali gli atti di gara permettono il subappalto, quelle relative alla regolazione del traffico sono meno rilevanti e che la loro limitata - per non dire marginale - importanza può essere inoltre dedotta da aspetti puramente quantitativi (al riguardo, cfr. la tabella di cui al doc. I dell'incarto cantonale). Ciò nonostante, va osservato che il rispetto del principio della proporzionalità, alla base del divieto del formalismo eccessivo di cui all'art. 29 cpv. 1 Cost., era in casu già garantito dalla possibilità - che sarebbe spettato all'insorgente utilizzare, ma che essa non ha infine sfruttato - di chiedere una deroga ai contenuti della posizione 226.110 CPN 102 direttamente al committente (precedente consid. 3.2 con riferimento agli accertamenti che risultano dalla querelata sentenza e che non sono contestati). Pure in quest'ottica - e, in particolare, proprio alla luce di questa possibilità, che la ricorrente non ha utilizzato - un mancato intervento correttivo nei confronti dell'ente appaltante da parte dei Giudici ticinesi non è quindi censurabile, poiché l'arbitro richiesto non è nuovamente dato (precedente consid. 6.2 e riferimenti alla giurisprudenza).