Citation: 5A_268/2018 E. 1

Per quanto concerne la mancata produzione della procura autenticata, la ricorrente ritiene che l'ingiunzione a rilasciarla sarebbe "arbitraria ed ingiusta ed incostituzionale" e rimprovera alla Corte cantonale una violazione degli art. 9 e 29 cpv. 2 Cost. e dell'art. 6 CEDU per non aver tenuto conto della documentazione medica inoltrata in data 19 febbraio 2018, che a suo dire dimostrava l'impedimento suo e della sua rappresentante di agire in tempo utile, nonché di una procura 16 ottobre 2017 "agli atti" con la quale ella avrebbe "già fugato ogni dubbio [...] in ordine alle procure a [sua] figlia". Con la sua argomentazione apodittica ed appellatoria l'insorgente omette però di spiegare, conformemente alle rigorose esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF, in che modo l'autorità di vigilanza avrebbe leso le predette norme costituzionali e convenzionali. Dato che l'argomento dell'autorità inferiore fondato sul difetto del potere di rappresentanza della firmataria del gravame non è stato smentito, non occorre esaminare anche le censure rivolte contro l'altro argomento abbondanziale, ma indipendente, di inammissibilità del ricorso cantonale basato, segnatamente, sulla carenza di motivazione. Quando la decisione impugnata è fondata su più motivazioni indipendenti, alternative o sussidiarie, tutte di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, basta infatti che una di esse resista alle critiche ricorsuali (DTF 138 III 728 consid. 3.4; 138 I 97 consid. 4.1.4).