Citation: 1P.111/2004 24.09.2004 E. 2

2.1 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere ritenuto boschiva tutta la superficie della particella n. ZZZ; sostiene che nella risoluzione governativa di accertamento del carattere forestale, del 25 giugno 1997, il limite del bosco sul fondo litigioso sarebbe stato arretrato, rispetto alla strada, fino al limite fissato per la particella contigua lato "Arbostora". Egli ritiene quindi giustificato l'inserimento della parte non più boschiva del suo fondo nella zona edificabile R2, analogamente a quanto stabilito per le particelle confinanti. 2.2 Premesso che l'accertamento dei fatti è esaminato dal Tribunale federale sotto il ristretto profilo dell'arbitrio (DTF 129 I 337 consid. 4.1 e rinvio), risulta dal piano catastale annesso all'invocata risoluzione governativa che il limite del bosco è stato fissato in corrispondenza del lato del fondo a confine con la strada cantonale: l'accertamento del TPT secondo cui all'intera particella era stato attribuito un carattere forestale non contrasta quindi manifestamente con gli atti, ma è anzi conforme agli stessi. D'altra parte, anche i comparti non edificati dei fondi vicini risultano essere attribuiti all'area forestale, sicché non è certo ravvisabile in concreto una disparità di trattamento, il principio dell'uguaglianza giuridica (art. 8 Cost.) rivestendo peraltro una portata necessariamente limitata in ambito pianificatorio (DTF 121 I 245 consid. 6e/bb e rinvii, 117 Ia 434 consid. 3e). Il ricorrente ripropone per il resto le critiche contro il vincolo di posteggio pubblico, adottato dal Comune, ma non approvato dal Consiglio di Stato. Ora, la Corte cantonale per questa ragione le ha ritenute prive di oggetto e non le ha quindi esaminate. A prescindere dal fatto che, in questa sede, il ricorrente non sostiene esplicitamente che i giudici cantonali avrebbero violato il divieto dell'arbitrio rifiutandosi di entrare nel merito delle censure (cfr. DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2), sulla questione dei posteggi l'autorità cantonale non ha statuito definitivamente, ma ha imposto al Comune di elaborare una variante del piano regolatore finalizzata ad approfondire la problematica, esaminandone il fabbisogno e l'ubicazione. Sul trattamento pianificatorio del fondo litigioso compete quindi al Comune ancora un certo potere di apprezzamento. Questa situazione non permette di ritenere, a questo stadio della procedura, che la contestata destinazione AP-EP per la costruzione di un posteggio sarà in seguito confermata. La decisione di imporre al Comune una variante, di natura incidentale, non provoca per il ricorrente un pregiudizio irreparabile di natura giuridica (art. 87 cpv. 2 OG), sicché le critiche da lui sollevate in merito al vincolo di posteggio appaiono oggi premature e non devono pertanto essere ulteriormente esaminate (cfr. per il caso contrario in cui il Comune non ha più nessun potere d'apprezzamento, la sentenza 1P.550/2000 del 15 febbraio 2001, consid. 1c, pubblicata in RDAT II-2001, n. 63, pag. 252 segg.).