Citation: 5A_143/2008 17.09.2008 E. C

Con ricorso in materia civile del 3 marzo 2008 A.________, dopo aver chiesto l'emanazione di misure cautelari, postula la riforma della sentenza di appello nel senso che la petizione sia accolta e che le spese processuali e le ripetibili siano poste a carico dell'opponente. Il ricorrente lamenta una violazione dell'art. 288 LEF, "il carattere incompleto dello stato di fatto su elementi determinanti" e un accertamento dei fatti manifestamente inesatto. Afferma segnatamente che il valore del fondo è superiore al prezzo di vendita, perché sarebbe notorio che le banche non concedono prestiti ipotecari per l'intero valore. Sostiene poi che in materia di imposta sull'utile immobiliare l'autorità fiscale è sempre vincolata al valore di alienazione indicato dalle parti, motivo per cui da tale tassazione non può essere dedotto che il valore rogato corrisponda al valore venale. Asserisce che anche l'agire doloso richiesto dall'art. 288 LEF è in concreto dato, segnatamente perché il fallito, pur trovandosi in una situazione economica difficile, si era spossessato di un immobile ad un prezzo inferiore al suo valore. Termina il proprio ricorso indicando che pure il presupposto della connivenza del terzo beneficiato è in concreto adempiuto. Con decreto 18 marzo 2008 il Presidente della Corte adita ha accolto la domanda di misure cautelari, confermando il mantenimento dell'annotazione della restrizione della facoltà di disporre sulla particella alienata con la contestata compravendita. Non è stata chiesta una risposta al ricorso. Diritto: