Citation: 6B_1146/2018 E. 4.8

4.8. Il ricorrente rimprovera alla CARP di avere ammesso in modo arbitrario la possibilità che la vittima sia svenuta a seguito dei colpi ricevuti. Rileva che una perdita di coscienza non sarebbe in realtà stata dimostrata, per cui non sarebbe provato che la vittima fosse priva di sensi nel momento in cui egli l'ha colpita con un calcio. Secondo il ricorrente, nemmeno il correo avrebbe dichiarato che la vittima era incosciente. Nella perizia, il medico legale ha rilevato che l'assenza sulla vittima di importanti lesioni da difesa, in particolare se paragonate all'entità delle lesioni alla testa, appare coerente con una sua perdita di coscienza al momento dell'aggressione. Dal canto suo, la testimone ha dichiarato che la vittima era immobile, tanto che ad un certo punto ha persino creduto che fosse morta. Diversamente da quanto asserisce il ricorrente, il correo ha d'altra parte ammesso che la vittima "era di sicuro non cosciente, visto che non si muoveva" (cfr. verbale d'interrogatorio del 20 marzo 2017, pag. 4, AI 48). In ogni caso, contrariamente a quanto sembra ritenere il ricorrente, la CARP non ha accertato che la vittima ha di sicuro perso i sensi, ma soltanto che tale circostanza appare verosimile. In modo conforme agli atti, e pertanto vincolante per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF), la Corte cantonale ha rettamente accertato che, a prescindere dalla questione di sapere se vi sia stata una perdita di conoscenza o meno, la vittima non si difendeva e giaceva a terra completamente inerme. Il ricorrente solleva la censura ricorsuale scostandosi dai fatti accertati senza sostanziarli d'arbitrio alcuno, sicché essa è inammissibile.