Citation: 1B_277/2015 E. 4.3

4.3. Partendo da una propria descrizione dei fatti, la ricorrente sostiene che in concreto non sarebbero realizzati i reati di appropriazione semplice, truffa, riciclaggio di denaro e falsità in documenti. Come esposto, non spetta tuttavia al giudice del sequestro eseguire a questo stadio della procedura una valutazione completa di tutte le questioni di fatto e di diritto: tale esame compete infatti al giudice di merito. È per contro determinante (e sufficiente) l'esistenza di sufficienti indizi di reato a carico degli imputati. Al riguardo, la Corte cantonale ha rilevato che, contrariamente a quanto sostenuto anche in questa sede dalla ricorrente, esistono tutt'ora dubbi, attestati da una perizia, sull'autenticità del testamento. Ha inoltre considerato sospetti l'ottenimento da parte degli imputati dell'atto di notorietà fondato sullo stesso testamento e il suo utilizzo per prelevare dalle banche i beni del defunto. La ricorrente non censura d'arbitrio gli accertamenti su cui si è fondata la CRP. Nemmeno si confronta poi con le operazioni bancarie concretamente eseguite, con i diversi trasferimenti di ingenti valori patrimoniali e con il fatto che non è stata tutt'ora chiarita la destinazione di un importo rilevante. In queste circostanze, non vi sono quindi serie ragioni oggettive per scostarsi dalla conclusione della Corte cantonale, che ha ammesso sufficienti indizi di reato a carico degli imputati, sospettati di avere agito, anche commettendo atti in Svizzera, per sottrarre i beni della successione ereditaria.