Citation: 5A_510/2024 E. 3.1

3.1. L'ordine di sottoporsi a una perizia costituisce un'ingerenza nella libertà personale (art. 10 cpv. 2 Cost.) ed è quindi ammissibile a condizione di fondarsi su una base legale, essere giustificato da un interesse pubblico o dalla protezione di diritti fondamentali altrui e proporzionato allo scopo; l'essenza della libertà personale deve essere in ogni caso preservata (art. 36 Cost.; sentenza 5A_211/2014 citata consid. 3). Secondo l'art. 388 cpv. 1 CC, le misure ufficiali di protezione degli adulti salvaguardano il benessere delle persone bisognose di aiuto e ne assicurano la protezione. L'art. 446 CC prevede che quando apre un procedimento, l'autorità di protezione degli adulti esamina d'ufficio i fatti (cpv. 1), raccoglie le informazioni occorrenti e assume le prove necessarie (cpv. 2 prima frase), può incaricare degli accertamenti una persona o un servizio idonei (cvp. 2 seconda frase) e, se necessario, ordina che uno specialista effettui una perizia (cpv. 2 terza frase). L'esame dell'interesse pubblico, che è ravvisabile nel mandato di protezione delle persone bisognose ancorato nella legge e nei principi procedurali vincolanti (sentenza 5A_211/2014 citata consid. 3.1 con i rinvii), è strettamente legato alla ponderazione globale degli interessi che va operata nell'ambito dell'analisi della proporzionalità (v. per analogia DTF 130 I 16 consid. 5). Affinché l'ordine di effettuare una perizia rispetti il principio della proporzionalità, occorre che una misura di protezione dell'adulto sia effettivamente prospettabile (sentenza 5A_211/2014 citata consid. 3.2.3). Così, prima di ordinare la perizia, l'autorità deve accertare l'esistenza di elementi che possano far pensare che esista un reale bisogno di protezione suscettibile di giustificare una misura di protezione; considerazioni di carattere generale non supportate da elementi concreti (ad esempio, la semplice apparenza di turbe psichiche) non sono sufficienti (sentenza 5A_211/2014 citata consid. 3.3; v. PHILIPPE MEIER, Droit de la protection de l'adulte, Articles 360-456 CC, 2a ed. 2022, pag. 109). D'altra parte, il Messaggio del Consiglio federale del 28 giugno 2006 concernente la modifica del Codice civile svizzero (Protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione) sottolinea che l'autorità deve ordinare che un esperto effettui una perizia se " non dispone delle conoscenze necessarie per trattare un caso " e che " [s]ituazioni di questo tipo si presentano in particolare nei casi di [...] limitazione della capacità d'agire a causa di una turba psichica o di una disabilità ment ale" (FF 2006 6466 ad art. 446 D-CC). In questi casi, a meno che uno dei membri del collegio giudicante disponga delle conoscenze necessarie, l'autorità è tenuta a rivolgersi a un esperto esterno (v. DTF 140 III 97 consid. 4.2). Quando la capacità di discernimento dell'interessato è dubbia, il ricorso a una perizia specialistica è pertanto di principio necessario (DTF 140 III 97 consid. 4.2; sentenze 5A_211/2016 del 19 maggio 2016 consid. 3.2 e 5A_617/2014 del 1° dicembre 2014 consid. 4.3 con i rinvii; sul contenuto della perizia v. sentenza 5A_912/2014 del 27 marzo 2015 consid. 3.2.2). Il ricovero in istituto per effettuare una perizia psichiatrica va predisposto solo se questa non può essere eseguita ambulatorialmente (art. 449 cpv. 1 CC).