Citation: 2C_272/2022 E. 5.4

5.4. Ora è indubbio che il compimento di atti come quelli alla base della condanna pronunciata il 17 aprile 2014 e sopra illustrati, commessi per parte di loro su lunghi periodi, a meri fini di lucro e interrotti unicamente a seguito dell'intervento delle autorità, sanzionati con una pena pesante (2 anni e 6 mesi, di cui 15 mesi sospesi con un periodo di prova di 5 anni), aggravata dall'autorità di ricorso penale, inducono un interesse pubblico rilevante all'allontanamento di chi li commette, anche quando questa persona, come nella fattispecie concreta, soggiorna da lungo tempo nel nostro Paese (DTF 139 I 145 consid. 2.4, 16 consid. 2.21; sentenza 2C_545/2022 del 7 febbraio 2023 consid. 6.2 e rispettivi rinvii, anche alla dottrina e alla giurisprudenza della CEDU), ciò che vale non soltanto nell'ottica dell'art. 96 LStrI ma anche dell'art. 8 CEDU (DTF 139 I 31 consid. 2.3.2; sentenza 2C_545/2022 già citata consid. 6.2 e richiami). Rammentato poi che la Sezione della popolazione ha atteso che la procedura di revoca dell'asilo e disconoscimento dello statuto di rifugiato iniziata dalla Segreteria di Stato della migrazione SEM giungesse al suo termine prima di avviare quella concernente la revoca del permesso di domicilio, questi atti non possono nemmeno ancora dirsi lontani nel tempo.