Citation: 4A_15/2023 E. 6.2

6.2. Una decisione arbitrale è incompatibile con l'ordine pubblico materiale (che è una componente dell'ordine pubblico tutelato dall'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP) quando viola principi fondamentali del diritto materiale in modo tale da non più essere conciliabile con l'ordine giuridico e il sistema dei valori determinanti. Fra questi principi vanno annoverati - in modo non esaustivo - in particolare la fedeltà contrattuale, il rispetto delle regole della buona fede, il divieto dell'abuso di diritto, la proibizione di misure discriminatorie o spogliatrici e la protezione di persone civilmente incapaci (DTF 132 III 389 consid. 2.2.1). Se non è agevole definire l'ordine pubblico materiale, inquadrando con precisione i suoi limiti, è per contro più facile escludere dal suo campo di applicazione taluni elementi. Non fanno in particolare parte dell'ordine pubblico materiale né l'insieme del processo di interpretazione di un contratto e le conseguenze logiche trattene in diritto né l'interpretazione fatta dal Tribunale arbitrale delle disposizioni statutarie di un organismo di diritto privato. Non vi è nemmeno incompatibilità con l'ordine pubblico materiale, nozione più ristretta rispetto all'arbitrio, quando le prove sono state malamente apprezzate o un accertamento di fatto è manifestamente sbagliato o una regola di diritto è stata chiaramente violata (DTF 144 III 120 consid. 5.1). Nella fattispecie occorre innanzi tutto rilevare che, contrariamente a quanto affermato nel ricorso, dal lodo non risulta che l'opponente abbia affermato che la "letter of lading" fosse un falso. Essa ha semplicemente indicato che tale documento era stato corretto quando è avvenuto il cambiamento di destinazione senza provvedere ad un adeguamento della datazione originale. La critica ricorsuale si fonda pertanto su una premessa errata ed è diretta contro l'apprezzamento dei documenti agli atti. È quindi del tutto inidonea a suffragare il motivo di impugnazione invocato.