Citation: 1P.571/2002 30.01.2003 E. 4

Il ricorrente impugna anche l'indennità stabilita dalla CRP per la perdita di guadagno da lui subita in seguito al procedimento penale e contesta la conclusione dei Giudici cantonali secondo cui, pur avendo il procedimento penale provocato un deterioramento della sua salute, non sarebbe dimostrata la privazione permanente di ogni possibilità di guadagno. Secondo il ricorrente, che si appoggia ai certificati medici agli atti, il procedimento penale sarebbe l'unica causa della sua durevole incapacità al guadagno; egli ritiene quindi giustificato un indennizzo corrispondente al 25% del salario per il periodo dal 9 novembre 1999 (data dell'arresto) al 27 ottobre 2006 (data in cui beneficerà della rendita AVS). Contrariamente all'opinione del ricorrente, i Giudici cantonali non hanno fondato il giudizio solo sullo scritto del 7 giugno 2001 del dott. C.________, ma su una valutazione globale, spiegata e motivata, degli atti disponibili, che attestavano, tra l'altro, precedenti seri problemi psichici a carico dell'istante. In particolare, la Corte cantonale si è basata anche sulla risposta dell'11 novembre 1999 del citato medico ai quesiti del PP e sulla decisione dell'8 luglio 1999 dell'Ufficio AI con la quale era già stato riconosciuto all'istante un grado d'invalidità del 75%. Senza incorrere nell'arbitrio, la CRP ha quindi ritenuto non realizzato un aumento dell'incapacità al guadagno conseguente all'avvio della procedura penale, l'onere probatorio spettando peraltro innanzitutto al ricorrente (cfr. DTF 113 IV 93 consid. 3e e rinvio), e ha limitato l'indennizzo a questo titolo alla durata complessiva, di sedici mesi, del procedimento penale. Né gli scritti del 29 marzo 2001 del dott. B.________ e del 23 aprile 2001 del dott. C.________, su cui insiste particolarmente il ricorrente in questa sede, impongono di scostarsi dalle citate conclusioni: essi non contengono infatti concrete indicazioni sul preteso aumento del grado d'invalidità e sull'incapacità al guadagno del ricorrente, limitandosi semmai a illustrarne lo stato di salute, segnatamente dal profilo psicologico. D'altra parte, la CRP ha pure rilevato che, quand'anche si volesse ritenere l'istante divenuto totalmente invalido in seguito all'apertura del procedimento penale, egli avrebbe potuto ottenere dallo Stato unicamente il risarcimento della parte di danno non eventualmente coperta dalle assicurazioni sociali, dovendosi inoltre tenere conto delle eventuali prestazioni d'invalidità spettanti al ricorrente sulla base della previdenza professionale. La Corte cantonale ha però rilevato che l'istante non aveva fornito alcuna indicazione su tali aspetti, né il ricorrente contesta queste ulteriori argomentazioni: sicché sul quesito relativo alla perdita di guadagno non occorrerebbe entrare nel merito in applicazione dell'art. 90 OG. In effetti, quando il giudizio impugnato si fonda su due motivazioni indipendenti, entrambe devono essere impugnate con il rimedio appropriato. Se il ricorrente ne censura una soltanto, come è qui il caso, il giudizio - trattandosi di una semplice contestazione sui motivi - rimane fondato nel suo risultato sulla base dell'argomentazione non contestata (DTF 121 IV 94 consid. 1b e riferimenti).