Citation: 5A_470/2015 E. 2.3.1

2.3.1. A suo dire, le particelle n. 483 e 432 sarebbero funzionalmente connesse. Pertanto, il fatto che l'opponente non abbia convenuto in causa tutti gli altri comproprietari del fondo n. 432 avrebbe dovuto comportare la reiezione dell'azione di scioglimento della comproprietà sia con riferimento a quest'ultima particella sia con riferimento alla n. 483. La soluzione di vendere un solo fondo non corrisponderebbe né alle conclusioni di parte attrice né a quelle di parte convenuta: il Tribunale d'appello avrebbe pertanto leso la massima dispositiva dell'art. 58 cpv. 1 CPC per avere "aggiudicato una prestazione extra petita". La ricorrente lamenta pure una violazione del diritto di essere sentiti. L'argomentazione della lesione della massima dispositiva si fonda su una circostanza, ovvero la connessione funzionale tra i due fondi in discussione, che non emerge dalla contestata sentenza. La ricorrente sostiene di poter allegare tale fatto nuovo in virtù dell'art. 99 cpv. 1 LTF. Non si tratta tuttavia di una circostanza resa pertinente per la prima volta dal giudizio impugnato, bensì di un fatto che l'insorgente era già in misura di allegare in sede di appello quando ha preteso la reiezione integrale della petizione per carenza di legittimazione passiva e la cui pertinenza era prevedibile. La norma dell'art. 99 cpv. 1 LTF non intende permettere ad una parte di addurre nuovi fatti o nuovi mezzi di prova per sanare in tal modo la propria negligenza (DTF 136 III 123 consid. 4.4.3). Integralmente fondata su un fatto nuovo irricevibile in questa sede, la censura non può essere esaminata nel merito. La critica di violazione del diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.) non soddisfa invece le esigenze di motivazione previste dall'art. 106 cpv. 2 LTF e risulta di primo acchito inammissibile.