Citation: 1E.21/1999 27.08.2001 E. 1

Questo modo di procedere è stato assimilato dalla CFS nella decisione ora impugnata ad una decisione parziale mediante la quale la procedura di stima e quella sull'indennità sono state rimandate fin dopo il compimento dell' opera, secondo quanto previsto dall'art. 57 LEspr. Tale modo di procedere è ammissibile unicamente con il consenso preventivo delle parti, che in concreto risulta deducibile, sempre a mente della CFS, dal fatto che sia l'espropriato sia l'espropriante hanno accettato il giudizio del 30 gennaio 1967. In tale evenienza, le parti avevano dunque la possibilità di chiedere la ripresa della procedura senza rispettare i termini fatali dell'art. 41 cpv. 2 LEspr. La CFS ha quindi concluso che le pretese dell'espropriata non erano perente. b) L'ente espropriante ha contestato le argomentazioni della CFS. Ha ritenuto che con il giudizio del 30 gennaio 1967 la CFS, formalmente, non aveva sospeso la procedura ai sensi dell'art. 57 LEspr, bensì aveva rinviato il dante causa dell'espropriata ad una successiva procedura espropriativa per i danni derivanti dall'esercizio dell'autostrada, che avrebbero dovuto essere fatti valere rispettando i termini di perenzione dell'art. 41 cpv. 2 LEspr. D'altro canto, il consenso alla sospensione della procedura giusta l'art. 57 LEspr non poteva nemmeno essere dedotto dalla mancata impugnazione della decisione del 30 gennaio 1967 da parte degli interessati. Essendo acquisite agli atti le documentazioni statistiche del traffico autostradale tra il 1975 e il 1992, in corrispondenza della proprietà dell'espropriata, la perenzione semestrale dei suoi diritti risultava pertanto inconfutabile. c) Le considerazioni dell'espropriante non possono essere seguite, mentre vanno confermate in questa sede le argomentazioni esposte dalla CFS al consid. 3a e b del giudizio impugnato. La CFS ha rettamente rilevato che nel precedente giudizio della CFS del 30 gennaio 1967 le richieste dell' espropriata a titolo di inconvenienti derivanti dall'esercizio dell'opera non sono state respinte, ma sono state considerate "premature", ritenuta l'assenza a quel tempo di dati a sostegno delle stesse, dato che l'autostrada era appena stata aperta al traffico e le conseguenze delle immissioni atmosferiche e foniche non erano ancora note. La CFS aveva quindi rimandato a data posteriore l'esame delle pretese, la relativa procedura di stima e quella sull'indennità, ossia a dopo il compimento dell'opera, secondo quanto previsto dall'art. 57 LEspr. È ben vero che, come sostiene l'ente espropriante, le parti non hanno mai dato il loro espresso consenso a tale modo di procedere. Tale consenso può tuttavia essere dedotto, perlomeno implicitamente, dal fatto che, come giustamente rilevato dalla CFS nella decisione qui impugnata, né l'espropriata né l'ente espropriante hanno contestato davanti alle istanze ricorsuali la decisione della CFS. Il Tribunale federale si è già espresso in due fattispecie analoghe alla presente su tale modo di procedere (DTF 71 I 296 e segg. e 485 e segg.). Pur criticando il mancato rilascio da parte del Presidente della Commissione federale di stima di una chiara ordinanza relativa alla formale sospensione o al formale rimando della procedura fin dopo il compimento dell'opera ai sensi dell'art. 57 LEspr (cfr. in particolare DTF 71 I 296 consid. 3 pag. 304 in alto), il Tribunale federale non ha tuttavia ravvisato alcuna violazione del diritto, ritenuto che le parti hanno implicitamente accettato, non impugnandolo, il giudizio della CFS. Anche nella presente fattispecie, dunque, malgrado il richiamo all'art. 41 LEspr contenuto nella decisione della CFS del 30 gennaio 1967, dalla sospensione della procedura di stima ai sensi dell'art. 57 LEspr deriva il diritto dell'espropriante e dell'espropriata di chiedere la ripresa della procedura (art. 66 LEspr) senza che debbano più essere rispettati i termini fatali dell'art. 41 cpv. 2 LEspr, ritenuto che le specifiche pretese a titolo di risarcimento per le immissioni derivanti alla loro proprietà dalla messa in esercizio dell'opera autostradale erano state correttamente e tempestivamente annunciate, entro i 30 giorni di cui all'art. 30 cpv. 1 LEspr, dal dante causa dell'espropriata (DTF 88 I 190 consid. 4 pag. 197, 71 I 296 consid. 3 e 4, 485 consid. 5 pag. 496 e 497; Hess/Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, Berna 1986, volume I, n. 7 ad art. 57). Nel caso in cui le pretese vengano annunciate entro i termini di cui all'art. 30 cpv. 1 LEspr, ma il loro esame sia stato rimandato fin dopo il compimento dell'opera, l' applicazione dell'art. 41 è dunque esclusa (DTF 71 I 296 consid. 1 pag. 300 e 301). Di conseguenza, a ragione la CFS ha respinto l'eccezione di perenzione sollevata dall'espropriante. d) Visto quanto precede, la questione di sapere se l'interpretazione della CFS, espressa a titolo abbondanziale al consid. 3c del giudizio impugnato, riguardo agli effetti esplicati dalla decisione del Tribunale federale pubblicata in DTF 123 II 560 e segg. sulla notifica di pretese giusta l'art. 41 LEspr, è corretta, può rimanere indecisa.