Citation: 6B_1490/2022 E. 4.5.3

4.5.3. A norma dell'art. 2 cpv. 3 LRD, l'assoggettamento alla LRD presuppone inoltre che l'intermediario finanziario agisca "a titolo professionale". Ciò è il caso, in particolare, se durante un anno civile realizza un ricavo lordo superiore a fr. 20'000.-- (v. supra consid. 4.1). La circolare 2011/1 FINMA Attività di intermediario finanziario ai sensi della LRD del 20 ottobre 2010 (< www.finma.ch > sotto documentazione/circolari, consultato il 19 giugno 2024) precisa che il ricavo lordo è costituito da tutte le entrate generate da attività assoggettate alla LRD (n. 143). Ai fini della valutazione del criterio di cui all'art. 7 cpv. 1 lett. a OAIF, in caso di attività commerciale (v. art. 2 cpv. 3 lett. c LRD e art. 5 OAIF, rispettivamente art. 5 ORD) è determinante l'utile lordo e non il ricavo lordo (art. 10 OAIFM, rispettivamente art. 10 ORD). 4.5.3.1. Richiamando la sentenza di prima istanza, la Corte di appello ha ritenuto adempiuta questa condizione, posto come il ricorrente abbia ottenuto un utile lordo di euro 10'000.-- dalla vendita di oro a G.________ e un ricavo di euro 15'000.-- dall'operazione I.________, importi che sommati superano la soglia di fr. 20'000.-- di cui all'art. 7 cpv. 1 lett. a OAIF. 4.5.3.2. Il ricorrente sostiene che sia l'autorità di appello sia quella di primo grado sarebbero incorse in una violazione del diritto considerando il guadagno dall'operazione I.________ per determinare il raggiungimento del valore soglia stabilito dall'art. 7 OAIF. Infatti tale guadagno risulterebbe da un'attività non soggetta ad autorizzazione, ovvero dalla vendita di diamanti e orologi, e come tale dovrebbe essere scorporato da eventuali altri guadagni provenienti da attività soggette ad autorizzazione. 4.5.3.3. Nell'ottica di stabilire se vi sia stata un'attività "a titolo professionale", è indiscutibile la pertinenza dell'utile lordo di euro 10'000.-- connesso alla vendita di oro a G.________ (art. 2 cpv. 3 lett. c LRD, art. 5 cpv. 1, art. 7 cpv. 1 lett. a nonché art. 10 OAIF). A questo importo, la Corte di appello ha aggiunto il guadagno realizzato dal ricorrente dall'operazione I.________. Orbene, gli accertamenti al riguardo effettuati dall'autorità di prima istanza, a cui la sentenza impugnata rinvia, si fondano sulle dichiarazioni dibattimentali dello stesso insorgente. Dal relativo verbale, menzionato nel passaggio topico del giudizio di primo grado, risulta che questi ha sì affermato di aver guadagnato euro 15'000.-- da I.________, ma ha ricondotto tale guadagno alla vendita all'interessato di orologi e gioielli (interrogatorio dell'imputato del 20 maggio 2021, atto SK 168.731.064 seg.). Trattasi quindi di un guadagno, come rettamente evidenziato nel gravame, derivante da un'attività non soggetta ad autorizzazione e dunque non suscettibile di essere preso in considerazione per valutare il raggiungimento del valore soglia di cui all'art. 7 cpv. 1 lett. a OAIF. Sicché, il guadagno del ricorrente si limita a quello relativo alla vendita di oro pari a euro 10'000.--, inferiore dunque al valore soglia per ritenere la natura professionale dell'attività di intermediario finanziario. La conclusione contraria della Corte di appello viola pertanto il diritto federale.