Citation: 5A_798/2019 E. 2.3

2.3. Il Tribunale di appello ha in primo luogo rammentato che l'ammontare della pretesa di B.________ garantita dal sequestro è quello indicato nella decisione 6 giugno 2019 della stessa Camera di esecuzione e fallimenti, senza influsso alcuno della sentenza 22 maggio 2019 del Tribunale federale che ha negato a B.________ la qualità di danneggiato e accusatore privato nel processo penale. La Corte cantonale ha ricordato che al momento della propria decisione, il credito vantato dal creditore procedente e garantito dal sequestro in questione ammonterebbe a circa fr. 2,2 milioni, interessi compresi. A questo importo, ha ritenuto doversi aggiungere " oltre fr. 278'000.-- " già pignorati a favore dei creditori del gruppo n. 2 in data 6 aprile 2018 con verbale 9 maggio 2018 - verbale che vale quale attestato provvisorio di carenza beni. Con riferimento a quest'ultimo importo, la Corte cantonale ha negato l'applicabilità dell'art. 115 cpv. 3 LEF, i conti presso C.________ AG e D.________ SA non costituendo beni scoperti dopo il pignoramento, e ha anche negato la pretesa decadenza delle esecuzioni per cambio di domicilio, tale trasferimento essendo senza effetto alcuno se avvenuto dopo l'avviso di pignoramento, come semmai nel caso concreto (art. 53 LEF). Comunque, nemmeno in quel caso la prosecuzione dell'esecuzione sarebbe nulla. La censura secondo la quale il preteso cambio di domicilio della ricorrente avrebbe fatto cadere le esecuzioni in questione sarebbe tardiva e in contraddizione con quanto ammesso dalla ricorrente nel suo ricorso contro il verbale di pignoramento. La ricorrente obietta che i fondi depositati presso le due banche sarebbero sufficienti per garantire l'importo oggetto del sequestro, ciò che peraltro i Giudici cantonali avrebbero ammesso. Il rifiuto dell'Ufficio di esecuzione di liberare il saldo disponibile violerebbe i " precetti della correttezza e della buona fede, violazione dell'art. 97 cpv. 2 LEF a parte ". A prescindere dal fatto che il testo del giudizio impugnato non permette di leggervi un'ammissione del Tribunale di appello che gli averi cumulati depositati presso le due banche sarebbero sufficienti, considerazioni tanto generiche non valgono ammissibili censure di violazione di diritti costituzionali, peraltro nemmeno indicati con precisione. La ricorrente, comunque, nemmeno accenna all'abuso di diritto ( supra consid. 2 in fine).