Citation: 2A.520/2000 23.03.2001 E. 4

4.- a) Il ricorrente lamenta altre irregolarità sul piano procedurale. Sostiene in particolare che, contrariamente a quanto disposto dall'art. 55 cpv. 3 OF, la decisione litigiosa non è stata preceduta dalla formale apertura di un'inchiesta amministrativa nei suoi confronti. Afferma che in questo modo sarebbero stati disattesi i suoi diritti di parte, garantiti dall'art. 9 Cost. e dall'art. 6 CEDU. Aggiunge poi che le persone che hanno pronunciato il suo licenziamento erano prevenute verso di lui, in quanto avevano già risolto di prendere una simile decisione ancor prima di conoscere la sua opinione in proposito. Sostiene quindi che le stesse avrebbero dovuto ricusarsi, in virtù di quanto previsto dall'art. 10 cpv. 1 lett. d PA. b) Dette censure appaiono prive di fondamento e, in quanto tali, devono essere integralmente respinte. aa) Avantutto occorre rammentare che, per prassi, il motivo generale di ricusa previsto dalla citata disposizione è adempiuto quando sussistono elementi che danno adito a dei sospetti per quanto riguarda l'imparzialità dell' autorità chiamata a decidere. A questo proposito va però detto che la semplice affermazione di parzialità basata sui sentimenti soggettivi di una parte non è sufficiente a fondare un dubbio legittimo in tal senso, dovendo la diffidenza nei confronti dell'autorità risultare oggettivamente da circostanze accertate o basarsi su fondati motivi atti a risvegliare il sospetto di partigianeria (DTF 111 Ia 259 consid. 3a, 97 I 91). bb) Il Tribunale federale ha già avuto occasione di sottolineare che, per quanto attiene alle misure amministrative previste dall'art. 55 OF - diversamente dai casi in materia disciplinare (art. 32 OF combinato con l'art. 30 RF 2) -, la legge non prevede l'apertura formale di un procedimento, né stabilisce delle particolari regole di procedura (sentenza non pubblicata del 31 agosto 1994 in re P. consid. 2b/aa). L'art. 55 cpv. 3 OF dispone unicamente che la modifica o lo scioglimento del rapporto d'impiego possono essere pronunciati "previa inchiesta e audizione del funzionario". Queste condizioni sono soddisfatte se prima di pronunciare il provvedimento l'autorità eleggente garantisce al funzionario interessato il diritto di essere sentito secondo le modalità previste dalla legge federale sulla procedura amministrativa (art. 86 RF 2; DTF 118 Ib 172 consid. 3 non pubblicato). Nel momento in cui detto organismo informa il dipendente dell'eventualità che nei suoi confronti vengano adottate delle misure amministrative ai sensi dell'art. 55 OF, esso - a differenza dalle istanze giudiziarie di ricorso che potrebbero essere chiamate in seguito a pronunciarsi sulla questione - non assume una posizione completamente neutrale e imparziale. L'autorità di prime cure deve da un lato assicurare al funzionario interessato un equo trattamento sul piano procedurale, e dall'altro tutelare il corretto funzionamento della pubblica amministrazione (cfr. DTF 108 Ib 419 consid. 2b). Il che la pone sovente a dover tutelare interessi contrapposti. In simili circostanze è inevitabile che quando l'autorità eleggente comunica al funzionario le ragioni che potrebbero determinare il suo licenziamento, dandogli nel contempo modo di determinarsi sulle medesime, la stessa si sia già fatta un'idea, perlomeno di massima, circa la soluzione da adottare; in questo fatto la giurisprudenza non ravvisa però un motivo oggettivo di parzialità. Il Tribunale federale, giudicando altri casi che presentavano un'analoga contrapposizione d'interessi, si è sempre rifiutato di ammettere che ciò costituisse un motivo di ricusa per l'autorità amministrativa di prime cure (cfr. DTF 105 Ib 126 consid. 3). Diversa è invece la situazione laddove esistono degli elementi oggettivi per ritenere che l'autorità o il funzionario chiamati a decidere o ad istruire il procedimento abbiano un interesse personale all'esito della vertenza oppure si siano fatti guidare nel loro agire da ragioni che nulla hanno a che vedere con la problematica in discussione (sentenza non pubblicata del 31 agosto 1994 in re P. consid. 2b/aa). c) Nel caso di specie, il 22 marzo 1999 la Direzione del gruppo Rete postale e vendita ha debitamente informato per scritto il ricorrente che nei suoi confronti era stato aperto un procedimento ai sensi dell'art. 55 OF per motivi gravi, indicando inoltre chiaramente quali fossero le ragioni che l'avevano indotta ad annunciargli la prospettiva di un licenziamento amministrativo. Si deve poi aggiungere che all'interessato è stata data facoltà di esprimersi al riguardo, cosa di cui questi ha fatto prontamente uso con lo scritto del 9 aprile 1999. Da questo punto di vista non si può dunque affermare che il diritto di essere sentito dell'insorgente sia stato nell'occasione disatteso, dal momento che egli ha avuto modo di determinarsi sul problema con piena cognizione di causa. Inoltre, in linea con la prassi sopra esposta, il semplice fatto che la Direzione del gruppo Rete postale e vendita fosse orientata a pronunciare il licenziamento dell'insorgente ancor prima di prendere conoscenza delle sue osservazioni in proposito, non permette ancora di affermare che i membri della stessa si trovavano in una situazione tale da doversi ricusare in virtù di quanto sancito dall'art. 10 cpv. 1 lett. d PA. D'altra parte va detto che il ricorrente non è mai stato in grado di addurre prove oggettive in grado di dimostrare che detto organo direttivo abbia proceduto nei suoi confronti per motivi di inimicizia personale o sulla base di motivi del tutto pretestuosi ed estranei alla natura della vertenza, né tantomeno una simile circostanza può essere desunta dalle risultanze degli atti. Per il che, visto tutto quanto precede, non può essere riscontrata nessuna irregolarità formale nel procedimento che ha portato al suo licenziamento e che i diritti di parte di quest'ultimo sono stati di massima rispettati. Da questo punto di vista devono quindi pure essere disattesi gli argomenti sollevati dall'insorgente in merito alla pretesa violazione delle garanzie procedurali scaturenti dall'art. 6 CEDU. In effetti, indipendentemente dalla questione di sapere se detta norma convenzionale sia applicabile o no alla presente vertenza in materia di scioglimento del rapporto di servizio di un pubblico funzionario, va detto che essa non conferisce all'insorgente maggiori diritti di quelli che già gli derivano dall'ordinamento interno, i quali, come sopra esposto, non risultano essere stati lesi nel caso concreto.