Citation: 4A_324/2017 E. 3.2

3.2. La prima parte dell'art. 6 cpv. 2 lett. d LPD sottopone la trasmissione dei dati all'estero a tre condizioni e cioè (1) un interesse pubblico (2) preponderante e (3) una comunicazione indispensabile per tutelarlo (sentenza 4A_390/2017 del 23 novembre 2017 consid. 4.2). Premesso che la ricorrente non contesta le constatazioni della Corte cantonale sull'assenza di una legislazione che assicura una protezione adeguata, nella fattispecie occorre innanzi tutto osservare che essa travisa in parte i considerandi della sentenza impugnata. L'autorità inferiore non ha infatti ristretto alle banche sistemiche la possibilità di prevalersi di un interesse pubblico preponderante, ma si è limitata a correttamente rilevare - visto che i dati diffusi sul sito internet della banca non vanno considerati notori (cfr. DTF 143 IV 380 consid. 1.1.1- 1.15) - che questa non ha fornito alcun elemento che consentirebbe di apprezzare la sua rilevanza per la piazza finanziaria svizzera. La ricorrente pare poi misconoscere che le spetta provare che la mancata trasmissione dei dati avrebbe per conseguenza un'intensificazione della controversia con gli Stati Uniti e costituirebbe per questo motivo una minaccia per la piazza finanziaria e la reputazione della Svizzera (sentenza 4A_390/2017 del 23 novembre 2017 consid. 4.2.3 cpv. 4). A tal fine manifestamente non basta, come invece in concreto fatto, semplicemente allegare che l'U.S. DoJ ha confermato quanto previsto dal Programma. Inoltre, giusta la giurisprudenza, il fatto che le banche siano autorizzate dal Consiglio federale a partecipare al Programma non significa che esse debbano sistematicamente comunicare i dati concernenti terzi anche in assenza di una minaccia dell'interesse pubblico della Svizzera; per essere lecita la trasmissione deve invece rilevarsi indispensabile per salvaguardare quest'ultimo (sentenza 4A_390/2017 del 23 novembre 2017 consid. 4.2.3 cpv. 3 con rinvio). Giova del resto ricordare che un interesse privato della banca alla sua sopravvivenza non assurge a un interesse pubblico nel senso della norma in discussione (sentenza 4A_390/2017 del 23 novembre 2017 consid. 4.2.1). Infine, nemmeno la ricorrente sostiene che l'avviso dell'incaricato federale della protezione dei dati fosse vincolante per la Corte cantonale. Ne segue che quest'ultima non ha violato il diritto federale ritenendo che in concreto la trasmissione dei dati non sia giustificata da un interesse pubblico.