Citation: 1C_200/2022 E. 2.4

2.4. Al riguardo i ricorrenti sostengono che i giudici cantonali avrebbero interpretato in maniera restrittiva gli art. 27 cpv. 2 LST e 36 cpv. 3 RLst. L'assunto chiaramente non regge. I giudici cantonali hanno proceduto a un'interpretazione chiara e lineare delle citate norme, suffragata dai citati lavori preparatori e dalle finalità perseguite dall'avviso. Il limite dell'interpretazione è costituito dal senso letterale chiaro e univoco della norma, in concreto in particolare dall'art. 36 cpv. 3 RLst e dai lavori preparatori. Per delineare la portata della norma occorre infatti procedere tenendo conto del suo testo (interpretazione letterale), dei lavori preparatori (interpretazione storica), dello scopo perseguito dal legislatore (interpretazione teleologica), nonché della relazione con altri disposti (interpretazione sistematica; DTF 147 I 241 consid. 5.7.1; 147 IV 297 consid. 2.3.1). Come ancora si vedrà, riguardo all'interpretazione delle norme in esame la sentenza impugnata è compiutamente motivata, visto che si esprime su tutti i punti decisivi (DTF 147 IV 409 consid. 5.3.4; 145 IV 407 consid. 3.4.1 in fine pag. 423). Giova rilevare inoltre che anche la nuova normativa, seppure non applicabile in concreto, milita a favore dell'interpretazione posta a fondamento della decisione impugnata, che non è insostenibile e quindi arbitraria, nemmeno il suo risultato (DTF 147 II 454 consid. 4.4).