Citation: 1C_615/2023 E. 3.3

3.3. Con questi generici accenni, di natura meramente appellatoria e quindi di per sé inammissibili (DTF 148 IV 205 consid. 2.6), il ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 e 106 LTF), non si confronta con gli accertamenti fattuali ritenuti dalla Corte cantonale, in particolare la circostanza che la terrazza si trova ai margini della zona del nucleo. Né egli si confronta con le specificità del caso in esame, segnatamente il fatto che i contestati interventi non sono visibili dalla sua abitazione, che i lavori interessano le parti interne della terrazza e che non accrescono in misura sostanziale il suo utilizzo provocando quindi un aumento percettibile delle immissioni, come richiesto dalla giurisprudenza. Egli non dimostra l'arbitrarietà di questi accertamenti, né che la valutazione di queste prove sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitraria. Anche la conclusione dei giudici cantonali, secondo cui nelle descritte circostanze non è ravvisabile quale vantaggio pratico egli trarrebbe dall'annullamento delle licenze litigiose non è arbitraria, ma condivisibile (DTF 141 II 50 consid. 2.1). Le immissioni invocate, peraltro in maniera del tutto generica, dal ricorrente devono toccarlo in effetti, sulla base di criteri quantitativi e qualitativi, con sicurezza o perlomeno con una probabilità concreta ed elevata e non solo a livello di mere congetture (DTF 140 II 214 consid. 2.3; sentenza 1C_67/2022 del 9 gennaio 2023 consid. 3.1). Inoltre, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e decisive per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine; 138 I 97 consid. 4.1.4).