Citation: 6A.82/2002 22.01.2003 E. 3

Il ricorrente si duole in seguito del fatto che il TRAM gli avrebbe ingiustamente imputato le lungaggini e i ritardi dei procedimenti a suo carico. Questa censura trova - è vero - un parziale riscontro nella sentenza impugnata che, limitatamente a questo aspetto, è imprecisa (v. pag. 8 in alto). L'insorgente non può infatti essere tenuto responsabile del tempo relativamente lungo trascorso tra l'incidente dell'agosto del 1996 e l'emanazione del giudizio penale di primo grado nel 2000; a tale proposito, va senz'altro ribadito che l'imputato avrebbe dovuto essere giudicato più rapidamente per questa infrazione. E' però corretto affermare che in seguito il ricorrente ha ripetutamente quanto vanamente impugnato sia la sentenza penale, sia la decisione di revoca della licenza di condurre. Giova tuttavia osservare che, a prescindere dalla responsabilità della durata del procedimento, decisivo per il giudizio è risultato il fatto che il conducente interessato non si è comportato correttamente dopo la prima infrazione, essendo incorso nel 1999 in un altro incidente della circolazione che, seppur dall'esito meno drammatico, costituisce pur sempre - secondo i vincolanti accertamenti eseguiti in sede penale - una grave infrazione alle norme della circolazione stradale (collisione al rientro da un sorpasso). A giusto titolo le autorità ricorsuali ticinesi hanno quindi considerato che malgrado il tempo relativamente lungo trascorso tra i fatti all'origine del provvedimento di revoca e l'emanazione formale dello stesso (5 anni per la prima infrazione e oltre due per la seconda), non poteva essere formulata una prognosi favorevole per il ricorrente, dato che questi è incorso nello spazio di soli 3 anni in due incidenti della circolazione nel medesimo tratto di strada. In simili circostanze il provvedimento di revoca della licenza di condurre manteneva tutte le sue ragioni di essere anche dopo cinque anni dal primo incidente.