Citation: 4C.147/2006 07.07.2006 E. 1

Sulla qualifica giuridica della relazione venuta in essere fra le parti non v'è contestazione: si tratta di un contratto d'appalto (art. 363 segg. CO). Controverso è per contro il contenuto di tale contratto, ovvero la questione di sapere se le parti avessero pattuito una revisione totale oppure parziale. Il convenuto ricorda che l'8 febbraio 2002 egli aveva sottoposto all'attrice un'offerta dettagliata nella quale si diceva pronto ad eseguire la revisione totale del motore per il prezzo di fr. 29'149.90. L'attrice non l'aveva accettata. L'11 febbraio seguente ha dato invece conferma "di quanto stabilito con il nostro signor C.________ in merito alla revisione totale del motore in oggetto" e indicando che il prezzo era stabilito in fr. 20'000.--. Con riferimento a questa missiva il convenuto spiega che C.________ aveva ridotto il prezzo, riservandosi di indicare lui i lavori da eseguire, così come confermato anche dal teste D.________. Sia come sia, a mente del convenuto la riduzione del 30% implicava necessariamente un intervento più limitato di quello prospettato nell'offerta dell'8 febbraio 2002, vale a dire la sola sostituzione dei pezzi strettamente necessari. La conclusione in senso contrario della Corte ticinese sarebbe lesiva del diritto federale. 1.1 Innanzitutto va precisato che non possono essere tenute in alcuna considerazione le allegazioni circa l'intervento di C.________, in quanto prive di ogni riscontro nel giudizio impugnato (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 130 III 102 consid. 2.2 pag. 106, 136 consid. 1.4 pag. 140; 129 III 618 consid. 3). L'esame dell'applicazione del diritto federale può avvenire unicamente sulla base della fattispecie accertata dai giudici del Tribunale d'appello (art. 55 cpv. 1 lett. c e 63 cpv. 2 OG; DTF citati). 1.2 Giusta l'art. 1 CO il contratto è perfetto quando i contraenti hanno manifestato - espressamente o tacitamente - concordemente la loro reciproca volontà. Qualora le parti abbiano manifestato in maniera concorde la loro reciproca volontà e ciascuna parte abbia compreso la vera volontà dell'altra, si ammette l'esistenza di un consenso effettivo circa il contenuto del contratto. Qualora invece le parti si siano espresse in maniera concorde, ma non abbiano attribuito il medesimo significato alle rispettive manifestazioni di volontà, vi è un dissenso nascosto. In questo caso la stipulazione di un contratto viene - ciononostante - ammessa quando il principio dell'affidamento permette di tutelare una parte nella sua comprensione della dichiarazione di volontà dell'altra, ovvero quando il significato da lei attribuito alla manifestazione di volontà dell'altra corrisponde al senso che ogni contraente avrebbe potuto e dovuto ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta. Le stesse considerazioni valgono quando ci si trova confrontati con un comportamento che, nella situazione concreta, permette a una parte di concludere in buona fede per l'esistenza di una volontà di contrarre dell'altra. Il principio dell'affidamento permette dunque d'imputare a una parte il senso oggettivo della sua dichiarazione o del suo comportamento, anche se questo non corrisponde alla sua intima volontà (DTF 130 III 417 consid. 3.2 pag. 424 con rinvii). Va detto che un comportamento puramente passivo non può essere interpretato in maniera generale come un'espressione della volontà di stipulare un accordo e in particolare come accettazione di un'offerta. Fa eccezione il caso in cui la parte silente possa o debba essere consapevole del fatto che nelle circostanze specifiche - a lei note o riconoscibili - il suo comportamento vale quale manifestazione di volontà in tal senso (Ernst A. Kramer in: Berner Kommentar, n. 12 ad art. 1 CO; Bruno Schmidlin in: Berner Kommentar, n. 16 ad art. 6 CO; Pierre Engel, traité des obligations en droit suisse, 2a ed. pag, 130 segg.). 1.3 Tornando al caso concreto, si osserva che nello scritto dell'11 febbraio 2002 l'attrice aveva chiaramente dato il suo consenso ad una revisione totale per un prezzo di fr. 20'000.--, precisando che il prezzo accordato era inteso per tutti i lavori indicati nell'offerta. In queste circostanze, se il convenuto non era disposto ad eseguire tutti i lavori elencati nell'offerta dell'8 febbraio per il prezzo auspicato dall'attrice, egli avrebbe dovuto comunicarglielo esplicitamente, visto che dal tenore del suo scritto appariva chiaro il senso ch'essa attribuiva all'accordo. In assenza di una simile - esplicita - comunicazione, l'attrice poteva in buona fede ritenere che il convenuto avesse acconsentito ad eseguire la revisione totale, così come indicata nello scritto dell'8 febbraio 2002, per un prezzo di fr. 20'000.--. 1.4 In conclusione, la decisione secondo la quale, effettuando semplicemente una revisione parziale, il convenuto non ha ossequiato gli impegni assunti contrattualmente risulta conforme al diritto federale e merita pertanto di essere confermata.