Citation: 1C_249/2019 E. 2.6

2.6. Per nulla convincente al riguardo è la tesi ricorsuale, comunque tardiva poiché sollevata solo nell'ambito della procedura amministrativa, secondo cui si sarebbe concentrata dapprima soltanto sul superamento della velocità: al suo dire, la descrizione della stessa sarebbe stata imprecisa, motivo per cui si sarebbe potuto trattare di un cosiddetto delitto da pirata della strada ("Raserdelikt") ai sensi dell'art. 93 cpv. 3 LCstr. In siffatte circostanze è manifesto ch'ella avrebbe avuto un interesse evidente ad addurre senza indugio la sua asserita estraneità alla guida già all'inizio del procedimento penale. In tale ambito ella accenna all'art. 6 della legge sulle multe disciplinari del 24 giugno 1970 (RS 741.03), secondo cui se l'autore dell'infrazione è sconosciuto, la multa è inflitta al detentore del veicolo riportato sulla licenza di circolazione (al riguardo vedi DTF 144 I 242). Aggiunge che poteva pertanto scegliere di non indicare nel procedimento penale la sua pretesa estraneità alla guida del veicolo litigioso, di accettare il decreto di accusa e di pagare la multa e le spese: ciò perché al suo dire il collaboratore non avrebbe pagato tale importo. Vi avrebbe inoltre rinunciato per evitare gli inconvenienti del procedimento penale e i relativi costi legali: ella deve assumere le conseguenze di questa sua strategia difensiva, deliberatamente scelta.