Citation: 4A_245/2023 E. 2.3

2.3. In concreto giova innanzi tutto rilevare che, contrariamente a quanto pare ritenere il ricorrente, il motivo di ricorso invocato non permette di validamente lamentarsi della qualità del lodo, ragione per cui egli inutilmente lo taccia di raffazzonato e arbitrario. Non sussiste poi alcun elemento che permetta di ritenere che l'arbitro unico non abbia esaminato e trattato i problemi rilevanti sottopostigli. Questi si è in particolare esplicitamente occupato della questione di sapere a chi potevano essere attribuite le firme apposte sul contratto di compravendita e sull'ordine di bonifico, seppure non giungendo alla conclusione auspicata dal ricorrente. Ritenendola insufficiente, l'arbitro ha pure recepito la spiegazione profetica proposta nelle conclusioni sul motivo per cui l'opponente avrebbe falsificato già al momento dell'acquisto la firma del mandante. La lamentela concernente l'apprezzamento della denuncia penale esula poi dal motivo di ricorso invocato ed è diretta contro la correttezza del lodo, questione che non può essere rivista dal Tribunale federale adito con un ricorso in materia di arbitrato internazionale (sentenze 4A_15/2023 del 14 novembre 2023 consid. 4.2; 4A_98/2018 del 17 gennaio 2019 consid. 5.2, con rinvii). Ne segue che le censure concernenti la motivazione principale del lodo (secondo cui l'acquisto delle azioni della C.________ AG non può essere imputato all'opponente) si rivelano infruttuose. Così stando le cose, non occorre esaminare le doglianze dirette contro la motivazione abbondanziale del lodo attinente alla bontà dell'investimento (cfr. DTF 147 III 586 consid. 5.2.1 pag. 596 seg.).