Citation: 4A_447/2021 E. 4.2.1

4.2.1. Secondo la Corte cantonale la notifica della partenza dalla Svizzera annunciata dalla lavoratrice a fine maggio 2020 aveva comportato la decadenza del suo permesso di domicilio C e a quel momento un licenziamento con effetto immediato dell'impiegata sarebbe stato di per sé legittimo. L'interessata, essa ha proseguito, aveva tuttavia proposto al datore di lavoro d'inoltrare un'istanza per l'ottenimento del permesso per frontalieri G e il rifiuto di quest'ultimo, per compiacere non meglio precisate autorità cantonali o federali "sensibili" alla "tematica dell'eventuale assunzione di personale non residente in Svizzera", non era giustificato. Del resto, il datore di lavoro ha verso un lavoratore straniero l'obbligo di assolvere tutte le pratiche amministrative necessarie per assicurare la continuità dei rapporti contrattuali, e, se egli non osserva tale dovere e licenzia con effetto immediato un lavoratore, il provvedimento è da ritenersi ingiustificato (PHILIPPE CARRUZZO, Le contrat individuel de travail, 2009, n. 18 ad art. 320 CO). Stante l'esistenza tra le parti di un valido contratto e a fronte della richiesta della lavoratrice, assente dal lavoro per malattia, di presentare un'istanza per ottenere un permesso per frontalieri e di continuare la sua attività in virtù di una simile autorizzazione, la convenuta avrebbe dovuto dar seguito a quella domanda, che con ogni evidenza sarebbe stata accolta.