Citation: 5A_868/2015 E. 1.2

1.2. In concreto, l'interesse degno di protezione - giuridico o di fatto - della ricorrente all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata non appare manifesto, soprattutto se si considera che ella non contesta oramai più l'idoneità del curatore nominato dall'Autorità regionale di protezione 1 per rappresentare il figlio nell'ambito della causa di accertamento della paternità e delle relative conseguenze (segnatamente in ordine alla salvaguardia del diritto al mantenimento) che lo oppone al padre, ma si limita a censurare il fatto che la Vicepresidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello, in violazione degli art. 401 cpv. 2 e 403 CC, non abbia accolto la sua proposta di nominare l'avv. F.________. L'art. 401 cpv. 2 CC prevede che, nella designazione del curatore, l'autorità di protezione tiene conto, per quanto possibile, dei desideri dei congiunti o di altre persone vicine all'interessato. Ora, anche ammettendo, come pretende la ricorrente, che questa norma possa applicarsi per analogia alla nomina di un curatore di rappresentanza del figlio nel senso dell'art. 308 cpv. 2 CC (e non solo alla nomina di un tutore, per il rinvio operato dall'art. 327c cpv. 2 CC), va evidenziato che le persone vicine all'interessato non possono comunque trarre dall'art. 401 cpv. 2 CC un diritto a che il loro desiderio sia esaudito e quindi un proprio interesse giuridicamente protetto (RUTH E. REUSSER, in Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch, vol. I, 5a ed. 2014, n. 19 e 30 ad art. 401 CC, con rinvii alla giurisprudenza emanata sotto il vecchio diritto; v. anche FF 2006 6439 ad art. 401 CC). Rimane riservato il caso in cui le persone vicine all'interessato censurino il fatto che il diritto di proposta sia stato loro negato (REUSSER, op. cit., n. 30 ad art. 401 CC), ciò del quale l'insorgente in ogni modo non si lamenta. In tali condizioni, spettava quindi alla ricorrente dimostrare il proprio interesse degno di protezione alla nomina, quale curatrice di rappresentanza del figlio, della persona da lei proposta, malgrado l'idoneità della persona scelta dall'autorità di protezione. L'insorgente si limita invece a rilevare l'adempimento della condizione esatta dall'art. 76 cpv. 1 lett. a LTF, senza minimamente esprimersi riguardo al presupposto previsto dalla lett. b.