Citation: 1C_4/2018 E. 4.5.2

4.5.2. Questa conclusione vale analogamente per l'edificio della centrale, che pure costituisce una parte essenziale dell'impianto. Le sue dimensioni non sono trascurabili, così come non appare di secondaria importanza la questione di un suo eventuale completo interramento, che ne modificherebbe in misura significativa l'inserimento nel paesaggio. L'onere imposto dal Governo di interrare la centrale o di rielaborarla ed adeguarla alle caratteristiche costruttive degli edifici situati nelle immediate vicinanze qualora un suo interramento dovesse rivelarsi sproporzionato, appare poi generico e comporta un riesame completo dell'edificio progettato secondo i piani della domanda di approvazione. L'adempimento di questo onere implica una nuova progettazione per chiarire come devono essere eliminate le carenze riscontrate, al fine di tutelare la centralina dai pericoli naturali e garantire un migliore inserimento paesaggistico. Il principio della coordinazione giusta l'art. 25a LPT esige che un progetto di costruzione sia esaminato in una procedura unitaria di autorizzazione. Un procedimento successivo è ammissibile soltanto su aspetti secondari del progetto, quali per esempio la scelta dei colori e dei materiali della costruzione, e nella misura in cui non ne risultino nuovi effetti o modifiche rilevanti (cfr. sentenza 1C_615/2017 del 12 ottobre 2018 consid. 2.5). In concreto, le modifiche progettuali richieste potrebbero essere importanti e comportare la necessità di una rielaborazione concettuale dei piani. Il risultato finale e gli effetti della nuova progettazione non sono ancora chiari. In tali condizioni, non si tratta quindi di difetti minori che possono essere corretti facilmente senza particolari cambiamenti. L'onere imposto alla concessionaria di riprogettare la centralina nell'ambito di una procedura successiva viola pertanto il diritto federale (cfr. sentenza 1C_615/2017, citata, consid. 2.6).