Citation: 2P.269/2005 27.09.2005 E. 2

2.1 Per costante giurisprudenza, la legittimazione a ricorrere giusta l'art. 88 OG spetta al Comune solo eccezionalmente, allorquando è colpito da un atto d'imperio in condizioni di parità con altri soggetti oppure quando è leso nella propria autonomia, quale detentore del pubblico potere (DTF 125 I 173 consid. 1b; 121 I 218 consid. 2a e rispettivi rinvii). Nella seconda ipotesi, il Comune può invocare anche la violazione del divieto dell'arbitrio o di quei diritti di parte riconosciutigli dell'ordinamento cantonale o sgorganti dalla Costituzione stessa, non però a titolo indipendente, ma solo in stretta connessione con la violazione della sua autonomia (DTF 113 Ia 332 consid. 1b; cfr. pure DTF 121 I 218 consid. 4a). Il nuovo art. 189 cpv. 1 lett. b Cost. nulla modifica a questa prassi (cfr. Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. I, Berna 2000, n. 2018 segg.). 2.2 Nella fattispecie concreta, l'atto ricorsuale disattende i requisiti di motivazione dettati dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (sul cosiddetto principio dell'allegazione, cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c) ed è quindi irricevibile. Il Comune ricorrente infatti non fa valere che la sentenza querelata lederebbe la propria autonomia. Esso si limita a censurare la violazione di diversi principi costituzionali, senza però minimamente rendere plausibile che nel contesto in esame fruirebbe di un'autonomia tutelabile. Orbene, ciò non soddisfa i doveri di motivazione che incombono alla parte insorgente nell'ambito del ricorso di diritto pubblico. In effetti, il Comune ricorrente non solo deve sostanziare la sua autonomia, ma anche chiarire come e perché l'atto impugnato costituisce una sua violazione (DTF 114 Ia 316 consid. 1b). Premesse queste considerazioni il presente gravame dev'essere dichiarato inammissibile. 2.3 Se si volesse da ciò prescindere, va osservato che, per i motivi esposti di seguito, il gravame andrebbe comunque respinto. Come già spiegato dal Tribunale federale, i Comuni ticinesi non dispongono di alcuna autonomia nella definizione del domicilio (cfr. DTF 111 Ia 251 consid. 3). Non ravvisandosi alcuna autonomia comunale nell'oggetto del contendere, un'eventuale violazione della medesima risulterebbe quindi esclusa d'acchito e non occorrerebbe pertanto derimere il merito della controversia.