Citation: 4A_76/2007 07.11.2007 E. 4

In breve, la controversia verte sulla pretesa di risarcimento danni avanzata dagli eredi di A.A.________ nei confronti di E.________ - amministratore unico della F.________SA, di cui A.A.________ possedeva nove azioni - per il motivo che il 31 gennaio 1991 egli ha autorizzato H.________ a procedere alla vendita della PPP sulla quale A.A.________ - in quanto proprietario delle nove azioni - disponeva di un "diritto d'uso esclusivo", senza verificare che quest'ultimo avesse consentito a tale operazione né, successivamente, ch'egli avesse effettivamente ricevuto il ricavo della vendita. Nella sentenza impugnata, prima ancora di chinarsi sui presupposti della responsabilità dell'amministratore unico ex art. 754 cpv. 1 vCO, i giudici cantonali hanno esaminato e negato la legittimazione attiva degli eredi di A.A.________, richiamandosi alla giurisprudenza secondo cui i creditori sociali e gli azionisti che si ritengono lesi per gli atti di un organo della società possono agire a titolo individuale contro gli amministratori solo per chiedere la riparazione di un danno diretto, ovvero del pregiudizio che hanno subito personalmente, indipendentemente dal danno della società. Non avendo gli eredi di A.A.________ subito un danno diretto - hanno stabilito i giudici ticinesi - essi non possono procedere nei confronti di E.________. Qualora infatti, come da loro sostenuto, A.A.________ non avesse conferito alcun mandato a H.________ - o comunque non lo avesse abilitato a prendere in consegna il provento della vendita per suo conto - il prelevamento da parte di H.________ dal conto della società sarebbe avvenuto senza valido motivo; in altre parole, la presa in consegna dei soldi da parte di H.________ non avrebbe effetto liberatorio per la società. In questo caso gli eredi di A.A.________ avrebbero tuttora un credito nei confronti della società. Danneggiata direttamente sarebbe dunque solo la società, ma non gli eredi, il cui credito verso di essa sarebbe ancora esistente, senza che vi siano elementi per ritenere, né è stato mai sostenuto, che la società non sarebbe in grado di farvi fronte. Gli eredi di A.A.________ - hanno proseguito i giudici ticinesi - potrebbero semmai essere danneggiati perché, a dipendenza del prelevamento dai conti societari senza l'esistenza di un corrispettivo, il valore della loro partecipazione azionaria potrebbe risultare diminuito. Trattandosi però di un danno indiretto essi non sarebbero legittimati a chiederne la rifusione a sé ma piuttosto a chiederne il rimborso alla società medesima (755 vCO).