Citation: 2A.67/2006 07.06.2006 E. 5

La ricorrente censura in primo luogo la mancata restituzione dei cani dati in custodia alla SPAB. Sennonché ella non fa valere né sono dati da vedere nell'inserto di causa i motivi che porterebbero a non condividere su questo punto il giudizio impugnato. Va poi osservato che l'argomentazione sviluppata dal Tribunale federale nella sua sentenza del 6 aprile 2005, relativa al fatto che i cani non potevano essere restituiti alla ricorrente, è tuttora valida e va qui condivisa (cfr. causa 2A.591/2004 del 6 aprile 2005, consid. 4.2). Occorre inoltre rilevare che dagli atti di causa non emerge nulla che permetterebbe di giungere ad una conclusione diversa sulla constatata inaffidabilità della ricorrente riguardo alla questione dell'allontanamento dei cani dal territorio del Comune di Osogna. Al riguardo l'interessata si richiama ad uno scritto delle autorità comunali datato 27 settembre 2004, ove le stesse si dichiarano disposte a restituirle i cani in cambio dell'impegno a non più portarli sul territorio comunale. Sennonché detto scritto dev'essere piazzato nel contesto delle discussioni tenutesi all'epoca, tese a trovare una soluzione bonale tra le parti, la quale tuttavia non è stata raggiunta proprio perché la ricorrente non si è mai chiaramente assunta l'impegno di allontanare i cani dal territorio del Comune di Osogna. In queste condizioni è quindi anche a giusto titolo che la Corte cantonale ha considerato che le spese di pensione dei cani presso la SPAB andavano poste a carico della ricorrente dal 10 febbraio 2004, rammentato che è da allora (e ancora oggi) che l'interessata chiede la loro restituzione e si oppone a che la SPAB possa disporne.