Citation: 5A_676/2014 E. 4.1

4.1. La modifica o la soppressione del contributo di mantenimento del figlio, fissato in una sentenza di divorzio, è retta dall'art. 286 cpv. 2 CC, applicabile su rinvio dell'art. 134 cpv. 2 CC. Tale modifica presuppone che intervengano fatti nuovi, importanti e duraturi, tali da esigere una regolamentazione diversa dell'obbligo contributivo. La procedura di modifica non ha infatti lo scopo di correggere la sentenza di divorzio, ma di adattarla alle nuove circostanze. Il momento determinante per apprezzare se siano intervenute nuove circostanze è la data di inoltro dell'istanza di modifica (DTF 137 III 604 consid. 4.1.1 con rinvii). Per decidere se si è in presenza di una situazione che si è modificata in modo notevole e duraturo ci si deve fondare sugli accertamenti di fatto e sul pronostico effettuati nella sentenza di divorzio, da un lato, e sulle circostanze attuali e future prevedibili, dall'altro. Una fattispecie futura incerta e ipotetica non costituisce una causa di modifica del contributo. Possono per contro essere tenuti in considerazione elementi concreti relativi ad un prossimo cambiamento delle circostanze, in modo da evitare, per quanto possibile, una nuova ulteriore procedura di modifica (DTF 120 II 285 consid. 4b; sentenze 5A_186/2012 del 28 giugno 2012 consid. 5.2.2; 5A_487/2010 del 3 marzo 2011 consid. 2.1.1; 5A_352/2010 del 29 ottobre 2010 consid. 5.2, in FamPra.ch 2011 pag. 230). Non ogni fatto nuovo, quand'anche importante e duraturo, ha quale conseguenza automatica una modifica del contributo. Una siffatta modifica entra in considerazione unicamente se l'onere di mantenimento diventa squilibrato fra i genitori, alla luce delle circostanze prese in considerazione nel precedente giudizio, in particolare se l'onere contributivo diventa eccessivamente pesante per il genitore debitore di condizione modesta. Il giudice non può dunque limitarsi a constatare una modifica della situazione di uno dei genitori, bensì deve procedere ad una ponderazione degli interessi del figlio da un lato e di ogni genitore dall'altro tale da permettergli di apprezzare correttamente la necessità di modificare il contributo di mantenimento nel caso concreto. Accertate tali condizioni, il giudice deve ricalcolare il contributo, attualizzando tutti i criteri di calcolo adottati nel precedente giudizio (DTF 137 III 604 consid. 4.1.1 e 4.1.2 con rinvio).