Citation: 2A.627/2003 16.01.2004 E. 2

2.1 Il ricorso di diritto amministrativo è, in linea di principio, ammissibile contro la revoca del permesso di dimora (art. 101 lett. d OG). Sennonché, anche se non fossero state revocate, le autorizzazioni di soggiorno di cui beneficiavano la ricorrente e i figli sono oramai scadute dal 7 novembre 2003, ossia prima dell'inoltro del ricorso: essi non hanno quindi un interesse pratico e attuale a ricorrere (art. 103 lett. a OG; DTF 128 II 145 consid. 1.2.1; 118 Ib 356 consid. 1a; 111 Ib 56 consid. 2). In proposito, il gravame è quindi irricevibile. Rimane da vagliare se tale rimedio sia ammissibile se si considera che il giudizio impugnato non solo concerne la revoca dei permessi di dimora ma si riferisce anche al rifiuto di rinnovare le precedenti autorizzazioni. 2.2 Conformemente all'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Il rifiuto del rinnovo del permesso di cui beneficiava la ricorrente, sposata con un cittadino svizzero dal 27 gennaio 2001, può quindi essere sottoposto al Tribunale federale mediante ricorso di diritto amministrativo (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG a contrario). Sapere se questo diritto sussista ancora (cfr. art. 7 cpv. 1 seconda frase e cpv. 2 LDDS) è un problema di merito, non di ammissibilità (DTF 128 II 145 consid. 1.1.2 e numerosi rinvii). 2.3 Il ricorso in esame è invece inammissibile nella misura in cui è chiesto l'annullamento della decisione governativa, visto l'effetto devolutivo legato al ricorso di diritto amministrativo (DTF 125 II 29 consid. 1c).