Citation: U 296/99 03.01.2000 E. B

B.- L'interessato è insorto contro tale pronunzia con ricorso al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino. Criticate la residua capacità lavorativa e di guadagno ammesse dall'amministrazione, l'insorgente ha postulato l'erogazione di una rendita pari ad un'invalidità del 30 %. Ha pure lamentato di accusare, di tanto in tanto, momenti di capogiri e annebbiamenti visivi, conseguenze dovute a suo avviso all'anestesia praticata nel contesto dell'intervento chirurgico 13 febbraio 1996 a dipendenza della rottura della cuffia dei rotatori a destra. Tali disturbi, soggiungeva, avrebbero potuto avverarsi particolarmente pericolosi nel salire le scale di cantiere e guidando autoveicoli. Con giudizio del 29 luglio 1999 la Corte cantonale ha respinto il gravame. Osservato come l'assicurato non avesse contestato il tasso dell'indennità per menomazione dell'integrità fisica fissato dall'amministrazione al 10 %, l'autorità giudiziaria di prime cure ha ritenuto che l'INSAI aveva correttamente valutato il grado d'invalidità dell'insorgente e quindi riconosciuto a ragione il diritto ad una rendita del 20 %. Detto apprezzamento si rivelava in effetti essere conforme alle risultanze della perizia giudiziaria allestita su ordine del Tribunale dal dott. M._______ in data 11 maggio 1999, con riserva tuttavia della circostanza che il perito, partendo da indicazioni inesatte fornite dall'interessato per quanto atteneva al proprio impiego del tempo di lavoro in ufficio e sui cantieri, aveva ammesso un'incapacità lavorativa del 30 %. Non poteva invece essere preso in considerazione il pregiudizio che l'insorgente pure faceva valere per non essere più stato in grado di eseguire determinati lavori domestici. Infine, la prementovata istanza ha constatato che l'INSAI non aveva affatto affrontato la questione concernente l'eziologia dei disturbi neurologici di capogiri e annebbiamenti visivi, i quali, a detta dell'assicurato, sarebbero apparsi dopo l'operazione del 13 febbraio 1996. Ricordato che la responsabilità dell'Istituto assicuratore avrebbe potuto essere ammessa soltanto qualora fosse esistito un nesso di causalità naturale ed adeguata con il succitato intervento, il Tribunale ha ordinato la retrocessione degli atti di causa all'INSAI affinché provvedesse a far luce su detto tema e rendesse un nuovo provvedimento al riguardo (secondo capoverso del punto 1 del dispositivo).