Citation: 2A.208/2001 12.10.2001 E. D

D.- Con sentenza del 13 marzo 2001 il Tribunale amministrativo del Cantone Ticino ha respinto il gravame esperito da A.A.________ contro la decisione governativa e gli ha fissato un termine con scadenza al 30 aprile 2001 per lasciare il territorio cantonale. La Corte ticinese ha rilevato che poiché i coniugi A.________ vivevano separati da più di tre anni, era venuto a mancare il motivo per il quale il permesso di dimora era stato accordato. Al riguardo ha osservato che l'affermazione dell'insorgente secondo cui era tornato a vivere con la propria famiglia appariva costruita con meri fini processuali e non poteva pertanto essere tutelata. Richiamando poi le condanne penali subite, il fatto che costui aveva lasciato cadere la propria famiglia a carico dell'assistenza pubblica, le procedure esecutive per oltre fr. 400'000.-- nonché i dodici attestati di carenza di beni per complessivi fr. 25'949. 70, i giudici cantonali ne hanno dedotto l'incapacità dell'interessato ad adattarsi alle regoli sociali e all'ordinamento giuridico del nostro paese. Sono quindi giunti alla conclusione che l'interesse di A.A.________ a vivere in Svizzera con la propria famiglia non appariva preponderante rispetto alla necessità per le autorità di tutelare convenientemente l' ordine pubblico, allontanandolo. A loro avviso, la decisione querelata appariva pertanto legittima, adeguata alle circostanze e rispettosa del principio della proporzionalità, ciò anche dal profilo dell'art. 8 CEDU.