Citation: 7B.253/2002 20.12.2002 E. 4

Con un ricorso fondato sull'art. 19 cpv. 1 LEF, la decisione dell'autorità cantonale di vigilanza può essere deferita al Tribunale federale per violazione del diritto federale o dei trattati conclusi dalla Confederazione, come pure per eccesso o abuso nel potere di apprezzamento. Nell'esame di un siffatto rimedio il Tribunale federale, tranne eccezioni che in concreto non ricorrono, pone a fondamento della sua sentenza i fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale (combinati art. 81 e 63 cpv. 2 OG). Nella misura in cui il ricorrente si prevale di fatti che non risultano dalla decisione impugnata, quali ad esempio l'affermazione secondo cui regna un'incertezza giuridica che ha impedito di portare a termine l'opera di frazionamento, il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile. Per il resto occorre rilevare che il ricorrente misconosce che, nell'ambito di una procedura di realizzazione forzata, il pagamento di un prezzo esorbitante non permette alla competente autorità di rifiutare all'aggiudicatario l'autorizzazione per l'acquisto (art. 63 cpv. 2 LDFR). È tuttavia esatto che la compera di fondi agricoli soggiace in linea di principio ad autorizzazione e che giusta l'art. 64 cpv. 1 lett. g LDFR sussiste un'eccezione al principio della coltivazione diretta nel caso in cui il creditore che detiene un diritto di pegno sull'azienda o sul fondo acquista quest'ultimi nell'ambito di una procedura di realizzazione forzata. Sennonché tale circostanza, espressamente prevista dalla legge, non giustifica un rinvio dell'incanto fino al giorno in cui forse il fondo da realizzare non sarà più assoggettato alla LDFR. Il debitore pare poi dimenticare di già aver affermato nel ricorso all'autorità di vigilanza del 18 luglio 2002 che l'evasione del suo rimedio al Consiglio di Stato del 26 marzo 2001 colla conseguente approvazione del piano regolatore era "prevista per il prossimo mese di agosto" e che la decisione del governo cantonale può essere impugnata innanzi al Tribunale della pianificazione del territorio. In queste circostanze la presente impugnativa è destinata all'insuccesso, atteso che il ricorrente non invoca alcuna disposizione che permette di differire l'incanto e non essendo ravvisabile un abuso del potere di apprezzamento dell'autorità di vigilanza nell'invitare l'Ufficio a proseguire nei suoi incombenti in una procedura in cui la domanda di realizzazione risale a più di sette anni fa e che è stata oggetto di solleciti.