Citation: 5A_752/2014 E. 2.4.4

2.4.4. Peraltro, nonostante la ricorrente si sforzi di dimostrare il contrario citando estratti giurisprudenziali e dottrinali avulsi dal contesto e, di conseguenza, fraintendibili (è ciò il caso per la citazione di Caterina Silvestri, La tutela del credito contrattuale nell'Unione europea, 2011, pag. 198), anche la dottrina italiana è, de lege lata, quasi unanime nel considerare non suscettibile di riconoscimento ed esecuzione all'estero il decreto ingiuntivo dichiarato immediatamente esecutivo sulla base dell'art. 642 CPC italiano. 2.4.4.1. Già vi sarebbe da chiedersi, preliminarmente - quantunque le parti non sollevino la questione -, se il decreto ingiuntivo italiano possa considerarsi semplice misura superprovvisionale, relativamente alla quale la dottrina lamenta l'impossibilità di riconoscimento all'estero (supra consid. 2.4.3.1); autorevoli autori gli attribuiscono piuttosto natura condannatoria (in tal senso v. fra i tanti Edoardo Garbagnati, Il procedimento d'ingiunzione, 2a ed. 2012, pag. 31 segg.), ciò che sminuirebbe di parecchio la pertinenza della critica dottrinale discussa, ed inoltre potrebbe dare origine ad ulteriori difficoltà in vista di un exequatur estero (segnatamente in caso di pronuncia da parte di un tribunale non necessariamente competente nel merito, v. art. 31 CLug; v. in merito e in extenso Walter/Domej, op. cit., pag. 567-572). 2.4.4.2. Indipendentemente da ciò, impedisce il riconoscimento e l'esecuzione il "fatto che non si è, per definizione, attuato o almeno profilato virtualmente possibile un previo contraddittorio con il debitore ingiunto" (Claudio Consolo, La tutela sommaria e la Convenzione di Bruxelles: la "circolazione" comunitaria dei provvedimenti cautelari e dei decreti ingiuntivi, in Rivista di diritto internazionale privato e processuale 1991 pag. 624, v. anche pag. 626 seg.; v. anche Caterina Silvestri, La disapplicazione dell'art. 633, ultimo comma, c.p.c., a fronte del diritto comunitario, in Il foro italiano 1998 I pag. 2705 n. 2). Le rare opinioni dottrinali maggiormente possibiliste invocate dalla ricorrente non mettono in dubbio il tenore dell'attuale giurisprudenza, limitandosi a proposte di reinterpretazione fondate almeno in parte sul nuovo Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20 dicembre 2012 pag. 1; detto pure Regolamento Bruxelles I bis; Elena Zucconi Galli Fonseca, La provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, in Rivista trimestrale di diritto e procedura civile 2009 pag. 209; Marco Farina, Per una prima lettura del regolamento "Bruxelles I bis": il nuovo regime in tema di esecutività delle sentenze straniere, 2013, <http://aldricus.com/2013/01/13/farina-exequatur/>, consultato il 22 luglio 2015).