Citation: 6B_1196/2020 E. 4.3

4.3. Nel Cantone Ticino, la legge sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici del 24 ottobre 1988 (LResp/TI; RL 166.100), regola la responsabilità degli enti pubblici per il danno cagionato a terzi con atti od omissioni commessi dai loro agenti (art. 3 lett. a LResp/TI). Essa si applica anche ai membri degli organi giudiziari del Cantone (art. 1 cpv. 1 lett. a LResp/TI). Di principio, l'ente pubblico risponde del danno cagionato illecitamente a terzi da un agente pubblico nell'esercizio delle sue funzioni, senza riguardo alla colpa dell'agente (art. 4 cpv. 1 LResp/TI) e il danneggiato non ha alcuna azione contro l'agente pubblico (art. 4 cpv. 3 LResp/TI). In concreto, eventuali pretese di risarcimento nei confronti della persona denunciata in relazione all'esercizio della sua funzione di Procuratore pubblico sono quindi rette dal diritto pubblico cantonale, che come visto esclude un'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'agente pubblico. Il ricorrente non dispone per conseguenza di pretese civili ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF e difetta pertanto della legittimazione per contestare nel merito la sentenza con cui la CRP conferma il decreto di non luogo a procedere (v. sentenza 6B_920/2020 del 25 settembre 2020 con rinvii). In questa sede, può unicamente censurare la violazione dei suoi diritti di parte al procedimento. Nel gravame, l'insorgente formula una serie di critiche sul merito della vertenza, chiosando numerosi passaggi della sentenza della CRP con propri commenti e obiezioni tesi a dimostrarne il carattere lesivo del diritto. Invoca invero anche una violazione del diritto di essere sentito, riferita tuttavia all'accertamento dei fatti e all'assunzione di prove, in particolare al mancato interrogatorio del Procuratore pubblico denunciato. Trattasi di un aspetto strettamente connesso al giudizio di merito che egli non è legittimato a contestare in questa sede.