Citation: 4A_344/2007 11.03.2008 E. 2

Nella prima parte del suo allegato la ricorrente assevera in sostanza che alla fattispecie in esame sarebbero applicabili le CGA dell'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera secondo la LCA, e quindi l'art. 12 n. 9, giusta il quale la copertura assicurativa come pure il diritto alle prestazioni cessano quando si estingue il diritto alle prestazioni di disoccupazione. 2.1 La diversa conclusione cui sono giunti i giudici cantonali è - secondo la ricorrente - il risultato di una valutazione del materiale probatorio agli atti che comporta "un abuso di diritto", siccome basata unicamente sulla proposta di assicurazione sottoscritta dall'opponente il 30 settembre 2004, che conteneva informazioni contraddittorie. La Corte ticinese avrebbe dovuto dare maggior importanza al tenore della polizza assicurativa inviata all'opponente - e da questi non contestata - che indicava "PC" e non "PI". La ricorrente sostiene infatti che, contrariamente a quanto stabilito nella sentenza impugnata, la "volontà concordante e reciproca delle parti" era quella di "assoggettare lo stipulante d'assicurazione alle stesse condizioni di quelle del contratto collettivo di cui beneficiava con il suo datore di lavoro ma in qualità di membro individuale, e non quella di fargli firmare una nuova copertura assicurativa presso un nuovo assicuratore [la X.________SA]". 2.2 Così come formulata la censura suscita delle perplessità in punto alla sua motivazione. La ricorrente non indica infatti quali sarebbero le norme giuridiche violate dall'autorità giudiziaria cantonale; essa mescola argomenti concernenti l'apprezzamento delle prove, l'accertamento dei fatti e l'applicazione del diritto, come se il Tribunale federale fosse un'autorità superiore di appello incaricata di rivedere liberamente il fatto e il diritto, ciò che invece non è. 2.3 Nella misura in cui intende ridiscutere l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti che ne consegue, giova allora rammentare che, di principio, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti dell'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF); può scostarsene solo se esso è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 (art. 105 cpv. 2 LTF). I fatti accertati sono "manifestamente inesatti" quando l'istanza inferiore è incorsa nell'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost. (cfr. DTF 133 III 393 consid. 7.1 pag. 398). Per giurisprudenza invalsa, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata; il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 132 III 209 consid. 2.1 con rinvii). Per quanto concerne più in particolare l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti, il giudice - il quale in questo ambito dispone di un ampio margine di apprezzamento - incorre nell'arbitrio se misconosce manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette senza valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure se ammette o nega un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1). Incombe alla parte che propone una fattispecie diversa da quella contenuta nella sentenza impugnata il compito di esporre in maniera circostanziata il motivo che la induce a ritenere adempiute le condizioni di una delle eccezioni previste dall'art. 105 cpv. 2 LTF (art. 97 cpv. 1 LTF). Occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 seconda parte LTF), altrimenti non si può tener conto di una fattispecie diversa da quella esposta nella decisione impugnata. 2.4 Gli argomenti che la ricorrente adduce per negare l'avvenuto passaggio dell'opponente nell'assicurazione individuale non soddisfano i requisiti appena esposti. Di certo la ricorrente non può dirsi estranea alla proposta di assicurazione sottoscritta dall'opponente il 30 settembre 2004. Si tratta infatti di un formulario allestito dalla "Società d'assicurazioni, membri del gruppo X.________" fra cui figura anche la ricorrente, chiaramente evidenziata. E poco importa che le CGA dell'assicurazione individuale prodotte in causa indichino la X.________SA quale assicuratore, trattandosi di un'altra delle assicurazioni affiliate al medesimo gruppo, per la quale valgono pertanto le medesime CGA. Rilevante è il fatto che, contrariamente a quanto preteso nel gravame, la proposta di assicurazione sottoscritta dall'opponente il 30 settembre 2004 non soffre di alcuna contraddizione. In essa viene chiaramente indicato che l'opponente, presto "disoccupato", chiedeva il "trasferimento dall'assicurazione collettiva all'individuale" e, più in particolare, all'assicurazione complementare secondo LCA "PI indennità giornaliera per malattia" di fr. 100.--, per una durata massima di 730 giorni e con un periodo di attesa di 30 giorni, dietro pagamento di un premio mensile di fr. 186.--. Queste indicazioni trovano riscontro nella polizza di assicurazione rilasciata all'opponente per il periodo dal 01.09.2004 al 31.12.2004, eccezion fatta per l'indicazione "PC" al posto di "PI", manifestamente frutto di un'inavvertenza della ricorrente. Se, infatti, come da lei richiesto, ci si basa al comportamento tenuto dalle parti dopo la stipulazione del contratto per stabilire la loro "vera e concorde volontà" (cfr. DTF 129 III 675 consid. 2.3 pag. 680), non si può non osservare come la ricorrente stessa, nella lettera indirizzata all'opponente il 30 maggio 2006 - riferendosi alla malattia all'origine dell'attuale vertenza - abbia fatto presente all'opponente che l'"art. 8 n. 2 delle CGA dell'assicurazione individuale per un'indennità giornaliera PI" gli imponeva di avvisare la cassa della malattia entro 15 giorni dal verificarsi dell'incapacità lavorativa. Ma non solo. Nella già citata lettera del 18 settembre 2006, quando ha comunicato all'opponente che avrebbe interrotto il versamento dell'indennità giornaliera, la ricorrente non ha accennato in alcun modo alle CGA dell'assicurazione collettiva. È solo in un secondo tempo che ha addotto anche questo argomento per giustificare il suo rifiuto di fornire ulteriori prestazioni. In queste circostanze, la decisione dei giudici cantonali di ammettere l'avvenuto passaggio nell'assicurazione individuale, con relative CGA, resiste alla critica. 2.5 Si può comunque ancora osservare che le stesse CGA dell'assicurazione collettiva invocate dalla ricorrente prevedono, all'art. 13 (intitolato "uscita e fine del contratto collettivo") - il cui tenore corrisponde a quello dell'art. 71 cpv. 1 LAMal, applicabile anche alle assicurazioni private in virtù del rinvio contenuto nell'art. 100 cpv. 2 LCA - che, se cessa di appartenere alla cerchia degli assicurati, ogni persona abile al lavoro e residente in Svizzera ha il diritto di mantenere la sua copertura assicurativa a titolo individuale (cfr. art. 13 n. 1). L'assicurato deve fare valere il suo diritto al passaggio entro 30 giorni dall'uscita dal contratto collettivo (cfr. art. 13 n. 2). Come risulta da quanto esposto al punto precedente, l'opponente ha esercitato questo suo diritto. Preso atto della disdetta del suo contratto di lavoro con effetto al 31 ottobre 2004 - e, di conseguenza, della sua uscita dalla cerchia degli assicurati mediante contratto collettivo - il 30 settembre 2004 egli ha chiesto il trasferimento dall'assicurazione collettiva all'assicurazione individuale. E lo ha ottenuto, come risulta dalla polizza versata agli atti. 2.6 Ne discende che la ricorrente non può prevalersi delle CGA dell'assicurazione collettiva per rifiutare il versamento dell'indennità giornaliera dopo il 1° novembre 2006, essendo l'opponente uscito dalla cerchia degli assicurati mediante contratto collettivo a far tempo dal 1° settembre 2004. Né essa può richiamarsi alle CGA dell'assicurazione individuale, nelle quali - come indicato nella sentenza impugnata - l'estinzione del diritto alle prestazioni di disoccupazione non è menzionata fra le circostanze che conducono alla fine della copertura assicurativa e del diritto alle prestazioni (cfr. art. 6 n. 4 CGA dell'assicurazione individuale).