Citation: 1P.606/2000 05.12.2000 E. 2

2.- Il ricorrente rimprovera al Giudice cantonale una violazione del diritto di essere sentito perché, senza spiegarne le ragioni, avrebbe ritenuto determinante la velocità di punta accertata dalla polizia nonostante egli avesse contestato la validità della misurazione. Il diritto di essere sentito, regolato ora esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e che già scaturiva dall' art. 4 vCost. , impone, di massima, all'autorità di prendere in considerazione e di esaminare le censure sollevate e, come rileva rettamente il ricorrente, di motivare le decisioni (DTF 123 I 31 consid. 2c). Per giurisprudenza costante una motivazione è sufficiente quando l'autorità menzioni, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro, così che l'interessato possa rendersi conto della portata del giudizio e valutare la possibilità di impugnarlo (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa in fine, 124 II 146 consid. 2a, 123 I 31 consid. 2c, 121 I 54 consid. 2c e rinvii). La censura sollevata dal ricorrente, secondo cui il suo diritto di essere sentito sarebbe stato violato, è infondata. Il Giudice cantonale, nella decisione impugnata (consid. 3, pag. 6), ha considerato ininfluente il fatto che l'agente aveva disinserito l'apparecchio radar in prossimità della rotonda, prima di fermare l'automobilista: in effetti, quest'ultimo non è stato sanzionato perché circolava a una precisa velocità, bensì perché essa risultava eccessiva e pericolosa. Il Giudice cantonale ha pertanto riconosciuto che la misurazione contestata non era conforme alle istruzioni del Dipartimento federale di giustizia e polizia concernenti i controlli della velocità nella circolazione stradale, del 15 dicembre 1994, essendo la lunghezza del tratto di misurazione insufficiente; in realtà, qualora la misurazione fosse stata conforme a quelle istruzioni, sarebbe scattata la revoca obbligatoria della licenza di condurre (DTF 124 II 259 consid. 2b, 475 consid. 2a, 123 II 106 consid. 2c). Il Giudice cantonale ha ritenuto la lunghezza del tratto di misurazione irrilevante e non necessitevole di verifica, visto che la velocità del ricorrente, considerate tutte le circostanze, risultava comunque eccessiva. La motivazione della decisione impugnata è chiaramente sufficiente; del resto, il ricorrente si è reso conto della portata del giudizio impugnato, avendolo puntualmente contestato. Né il diritto di essere sentito del ricorrente è stato violato perché il Giudice cantonale non ha interrogato, in qualità di testimone, il passeggero che accompagnava il ricorrente. Tale diritto non impedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è convinta che esse non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 126 II 71 consid. 4b/aa non pubblicato, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b). Ora, il Giudice cantonale ha tenuto conto della dichiarazione scritta del testimone, secondo cui il conducente avrebbe sempre tenuto una velocità normale, ma l'ha ritenuta irrilevante, considerando determinanti le constatazioni della polizia e gli ulteriori indizi e presumendo che il passeggero prestasse minore attenzione alla strada rispetto all'agente. A prescindere dall'opinabilità di tale presunzione, il Giudice cantonale ha comunque semplicemente rinunciato a fare confermare verbalmente il contenuto dello scritto rilasciato dal testimone, considerando, sulla scorta di un'analisi globale e oggettiva delle prove, irrilevanti le sue dichiarazioni.