Citation: 4C.42/2007 28.08.2007 E. 5

Nella parte del suo allegato dedicata al ricorso per riforma, l'attore assevera che la sentenza impugnata viola "gli art. 472, 474, 475 e 481 CO in relazione con l'art. 309 lett. e [recte: cpv. 2 lett. e] CPC, combinato con l'art. 169 cpv. 1 lett. g [recte: art. 165 cpv. 2 lett. g] CPC, e l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC. Per il principio della forza derogatoria del diritto federale (art. 49 Cost.) la legislazione cantonale deve essere interpretata conformemente al diritto federale. Il ricorrente ha chiesto esattamente che sui suoi conti-deposito venissero ripristinati gli averi prima che la Banca, senza il suo consenso, se ne servisse". 5.1 L'impugnativa risulta d'acchito inammissibile in quanto rivolta contro l'applicazione del diritto processuale cantonale (cfr. art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252). Di principio ricevibile è per contro la censura concernente la violazione del principio della forza derogatoria del diritto federale, sancito dall'art. 49 Cost. (DTF 116 II 215 consid. 2b; cfr. anche sentenza del 13 novembre 2003 nella causa 4C.195/2003, pubblicata in: SJ I pag. 262, consid. 2.1) 5.2 L'attore rimprovera in sostanza alla Corte cantonale di non aver tenuto nella debita considerazione che la sua azione - fondata sulle regole del deposito (art. 472 segg. CO) - tendeva alla restituzione della cosa depositata, ovvero al ripristino degli importi di fr. 92'997.85 e di fr. 150'000.-- sui suoi conti, come espressamente chiesto nel petitum di causa. Si tratta di una critica pretestuosa. A prescindere dal fatto che l'appello è stato respinto per ragioni di ordine procedurale e che la pretesa dell'attore non è stata esaminata nel merito, vale la pena di rilevare che dinanzi alle autorità cantonali l'attore non ha fatto prova di cotanta chiarezza. Il tenore del petitum di appello non corrisponde affatto a quello addotto dinanzi al Tribunale federale. In sede di appello, giovi ripeterlo, l'attore ha preteso la condanna della banca "a versare ... gli importi necessari affinché sul conto nominativo zzz venga ristabilito l'importo liquido di fr. 92'997.85 mentre sul conto cifrato kkk l'importo liquido di fr. 150'000.--, oltre interessi al 5% dal 2 marzo 2000". Non solo non ha indicato l'ammontare della cifra pretesa, ma ha pure chiesto al Tribunale d'appello di "accertare, di ufficio, al momento del giudizio, il quantum". In queste circostanze, non vi è nessuno spazio per rimproverare alla Corte cantonale di non aver attribuito alla domanda dell'attore la giusta portata, sotto il profilo del diritto federale. Su questo punto il ricorso per riforma risulta quindi manifestamente infondato. 5.3 Altrettanto infondata si avvera la censura concernente la violazione del principio della forza derogatoria del diritto federale, sancito dall'art. 49 Cost. Essa può venir intesa solamente come rivolta contro l'esigenza di indicare in maniera precisa l'importo preteso nell'atto di appello, in applicazione dell'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC/TI. Ma ancora in una recente sentenza il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'obbligo imposto dal diritto cantonale di cifrare le conclusioni d'appello non ostacola l'applicazione del diritto federale (sentenza del 13 novembre 2003 nella causa 4C.195/2003, pubblicata in: SJ I pag. 262, consid. 2.4).