Citation: 5A_139/2024 E. 8

Per costante giurisprudenza, la decisione circa l'effetto sospensivo è una decisione in materia di misure cautelari ai sensi dell'art. 98 LTF, per cui la parte ricorrente può invocare unicamente una violazione di diritti costituzionali (DTF 137 III 475 consid. 2; 134 II 192 consid. 1.5). Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina la violazione di questi diritti soltanto se tale censura è stata sollevata e motivata. Ciò significa che, nei motivi del gravame, la parte ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato i diritti costituzionali ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla decisione impugnata, in cosa consista la pretesa violazione (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4). Nel gravame all'esame, la ricorrente lamenta la violazione degli art. 9, 10, 11, 13, 29 e 30 Cost. A suo dire, per quanto è dato di capire, l'autorità inferiore avrebbe commesso un diniego di giustizia e un formalismo eccessivo ignorando, nell'esame dell'art. 315 cpv. 5 CPC, sia gli argomenti di appello che non figuravano sotto il capitolo concernente l'effetto sospensivo sia le prove a dimostrazione del fatto che il padre - che sarebbe, tra le altre cose, violento, collerico, delinquente, bugiardo e tossicodipendente - non sarebbe idoneo a esercitare un diritto di visita. Inoltre, secondo la ricorrente, l'autorità inferiore si sarebbe contraddetta e avrebbe commesso abusi d'ufficio e favoritismi. Il ricorso è tuttavia di difficile comprensione, confuso e superficiale, e non contiene pertanto una motivazione conforme alle rigorose esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Esso si fonda inoltre su fatti non accertati nel decreto impugnato, senza che la ricorrente censuri una violazione del divieto dell'arbitrio in tale ambito (DTF 133 III 393 consid. 7.1; 133 III 585 consid. 4.1), o su fatti nuovi, senza che la ricorrente dimostri l'adempimento della condizione dell'art. 99 cpv. 1 LTF.