Citation: 6B_838/2018 E. 5.3.1

5.3.1. Con riferimento alla pratica di D3.________, il TPF ha accertato che il 22 gennaio 2013 quest'ultimo ha inoltrato una domanda per il rilascio di un permesso di dimora, accludendovi un contratto di locazione e un contratto di lavoro tutti della stessa data, e indicando sempre il 22 gennaio 2013 come data di entrata in Svizzera. Il contratto di locazione, redatto su di un modello in uso negli uffici del ricorrente, verteva sull'utilizzo di una stanza e diritto d'uso soggiorno presso l'appartamento di B.________ a c.________, la cui pigione pattuita è stata corrisposta dall'aprile al dicembre 2013, nonché a febbraio, aprile e novembre 2014. Il contratto di lavoro è stato sottoscritto dall'insorgente, all'epoca amministratore unico di N.________ SA, che ha firmato anche il formulario di richiesta del permesso. A D3.________ sono effettivamente stati effettuati dei versamenti a titolo di stipendi. L'autorità precedente ha rilevato che, secondo le dichiarazioni di B.________, era necessario che D3.________ disponesse di un posto di lavoro per ottenere il permesso B e acquistare l'immobile di b.________, dichiarazioni che hanno trovato riscontro nei contatti delineatisi nel periodo immediatamente precedente e posteriore alla domanda di permesso. Per il TPF, il ricorrente era cosciente della necessità di presentare suddetta documentazione, ancorché non rispondente alla realtà, per permettere a D3.________ di ottenere il permesso di dimora onde poi acquisire il citato immobile. Tale documentazione era dunque solo di facciata, priva di fondamento nella realtà dei fatti. I dati falsamente attestati erano oggettivamente rilevanti per l'ottenimento del permesso, perché se l'Ufficio della migrazione fosse stato a conoscenza della reale situazione, non avrebbe rilasciato il permesso a D3.________. Il TPF ha dunque ritenuto realizzato il reato di cui all'art. 118 LStr (I) anche per questo complesso di fatti.