Citation: U 162/04 13.04.2006 E. 3.2

3.2.1 Per quel che concerne l'asserto per il quale la documentazione su cui si è fondato il Tribunale cantonale delle assicurazioni sarebbe lacunare, i primi giudici hanno già ricordato come, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove. Ora non può essere censurato il tribunale di primo grado nella misura in cui in ossequio alla precedente giurisprudenza ha ritenuto poter statuire sulla base della documentazione in atti, in particolare prendendo a base la perizia dei professori D.________ e R.________. In quanto si addebita all'autorità giudiziaria di prima istanza di aver ritenuto il parere di periti incaricati dalla Nazionale Svizzera Assicurazioni, sempre secondo la giurisprudenza, menzionata peraltro dalla ricorrente, per quanto attiene al valore probatorio di referti medici fatti allestire dall'amministrazione conformemente alle regole di procedura applicabili, giova soggiungere che se questi ultimi sono stati resi sulla base di accertamenti approfonditi e completi, in piena conoscenza dell'incarto e giungono a dei risultati convincenti, il giudice non vi si discosta se non in presenza di indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro fondatezza (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/ee). Se è vero che la valutazione anticipata delle prove non può costituire una violazione del diritto di essere sentiti, che non deve segnatamente vanificare la possibilità di far esaminare le prove offerte a sostegno di una sostenibile tesi fattuale di un assicurato sostenuta da importanti indizi (DTF 122 V 157 consid. 1d), non si vede in concreto come il giudizio cantonale possa essere criticabile da questo profilo. Né di rilievo è l'asserto per cui la perizia presa a base dai giudici di prime cure sarebbe stata resa senza che l'interessata fosse praticamente stata visitata, dal momento che il Tribunale federale delle assicurazioni ha in quest'ambito già avuto modo di rilevare che una perizia basata sui soli atti è senz'altro possibile se si dispone di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti personali (sentenze del 12 ottobre 2005 in re S., U 260/04, consid. 5, e del 31 agosto 2005 in re C., M 10/04, consid. 3.2.4; RAMI 1988 no. U 56 pag. 371 consid. 5b con riferimenti), tale principio dovendo valere ovviamente anche per qualsiasi altro atto medico. La circostanza poi che la perizia sarebbe discutibile poiché effettuata più di cinque anni dopo l'incidente non può chiaramente giustificare la richiesta di nuovi esami, dal momento che i medesimi, secondo questa logica, sarebbero ancora meno affidabili in quanto effettuati decorso un più lungo periodo di tempo dopo l'evento. Nemmeno è fondato l'asserto per cui la perizia sarebbe contraddittoria perché in essa da un lato si nota che la visita personale della paziente non sarebbe necessaria, mentre dall'altro lato si attribuisce importanza a quanto detto dalla paziente subito dopo l'incidente: infatti, le indicazioni iniziali di un assicurato, della cui importanza è già stato detto, non possono comunque per definizione essere sostituite da susseguenti dichiarazioni fatte in fase di accertamenti peritali; esse poi non escludono, ben al contrario, che si proceda poi alle necessarie indagini, se del caso, come pure è già stato detto, sulla base dei soli atti all'incarto. Con riferimento infine alle affermazioni più particolari dell'interessata circa l'avviso dei primi giudici secondo cui si poteva concludere all'assenza di danni organici alla colonna cervicale e lombare così come all'assenza di lesione cerebrale, la ricorrente non adduce elementi di giudizio che permettano di non fondarsi sui pareri dei sanitari presi a base dai giudici cantonali. 3.2.2 Le critiche rivolte dall'assicurata all'autorità giudiziaria cantonale per quel che attiene all'esame della causalità non sono fondate. Circa in particolare la considerazione che essa non avrebbe presentato sintomi significativi nei primi tempi, ma altri sintomi, altrettanto indicativi secondo lo specialista di psichiatria dott. C.________, non può che essere fatto riferimento alla giurisprudenza, dalla quale non si vede motivo di dipartirsi, che definisce in modo dettagliato quali siano i sintomi tipici che devono essere presenti perché si possa concludere per la fattispecie del trauma da colpo di frusta. Per quanto concerne poi segnatamente l'esame della causalità adeguata, i primi giudici hanno in corretta applicazione della giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni osservato che ci si trovava nell'evenienza concreta in presenza di un infortunio di grado medio per cui, in assenza di un fattore concomitante particolarmente incisivo o di più fattori concomitanti, una relazione di causalità adeguata tra infortunio e turbe di natura psichica lamentate doveva essere negata.