Citation: 6B_91/2014 E. 4.1

4.1. In virtù del principio dell'esaurimento delle istanze ricorsuali cantonali sgorgante dall'art. 80 LTF, di regola il Tribunale federale vaglia solo quelle censure di natura costituzionale che, potendolo essere, sono state sottoposte all'esame dell'autorità cantonale di ultima istanza. Secondo la giurisprudenza, è tuttavia possibile formulare tali censure per la prima volta in sede federale, ove l'autorità cantonale di ultima istanza disponeva di un pieno potere d'esame in fatto e in diritto e purché il comportamento del ricorrente non appaia contrario al principio della buona fede, che gli impone di sollevare censure sullo svolgimento del procedimento non appena possibile, vietandogli di prevalersi di un argomento giuridico essenziale solo nell'ambito di un ricorso al Tribunale federale contro una sentenza a lui sfavorevole (DTF 133 III 638 consid. 2 pag. 640, v. anche sentenza 6B_547/2012 del 26 marzo 2013 consid. 3.1). Benché nella motivazione dell'appello non si scorgano censure connesse al principio dell'immutabilità dell'atto d'accusa , la CARP, dotata di pieno potere d'esame in fatto e in diritto (v. art. 398 cpv. 2 CPP), ha esaminato motu proprio la condanna dell'insorgente anche sotto il profilo dell'art. 350 cpv. 1 CPP. Poiché l'oggetto del ricorso in materia penale è costituito dalla sentenza dell'autorità cantonale di ultima istanza (v. art. 80 LTF), il ricorrente, senza contravvenire al principio della buona fede, può pertanto dolersi della violazione del principio accusatorio da parte della CARP.