Citation: 5A_634/2017 E. 3.1

3.1. Il Presidente della Camera di protezione ha accertato che nel caso concreto la figlia, sin dalla sua nascita, è stata presa a carico in modo preponderante dalla madre e ha pertanto ritenuto di poter partire dal presupposto che l'interesse della minore sia meglio tutelato permettendole di continuare a vivere con tale genitore e quindi di trasferirsi in Italia. Egli ha poi tenuto conto delle circostanze del caso specifico per verificare se tale soluzione sia effettivamente la migliore per il bene della minore, osservando che le critiche contro la capacità educativa della madre sono infondate, che il suo progetto di vita in Toscana appare solido (vi ha trovato un'attività lucrativa, vi ha vissuto per più di un decennio e compiuto i propri studi universitari, e vi ha diverse conoscenze), che data l'età della minore va accordata più importanza al suo legame con la persona che l'ha principalmente avuta in custodia che non al luogo della vita, che la lingua non ostacola l'inserimento della figlia in un nuovo percorso scolastico, che la minore non ha particolari bisogni di salute e che il padre è nelle condizioni di poter esercitare i diritti di visita nonostante la distanza considerata la sua flessibilità lavorativa quale dirigente d'azienda. Il parere della figlia, che nel corso delle sue audizioni ha espresso il desiderio di rimanere in Svizzera e non ha escluso la possibilità di vivere solo con il padre, va preso in considerazione con una certa cautela data l'età, il conflitto di lealtà ed il condizionamento della minore. Contrariamente a quanto richiesto dal padre, un nuovo ascolto della figlia è ingiustificato (le censure procedurali sollevate dal padre contro l'audizione della figlia sono infondate), privo di utilità pratica (la figlia ha già formulato il suo punto di vista sulla questione del trasferimento) e finanche lesivo dell'interesse della minore (ella ha espresso la volontà di non pronunciarsi più sul tema, avendo già esternato quanto le interessava dire). L'autorità inferiore è quindi giunta alla conclusione che il trasferimento in Italia con la madre sia la soluzione più conforme al bene della figlia e ha quindi confermato la decisione dell'autorità di protezione.