Citation: 6B_1150/2013 E. 5.5

5.5. Nel caso di omissione, la questione della causalità non si presenta allo stesso modo del caso di commissione. Occorre procedere per ipotesi e chiedersi se il compimento dell'atto omesso avrebbe, secondo l'andamento ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, permesso di evitare la sopravvenienza del risultato che si è prodotto. Per l'esame delle conseguenze dell'atto supposto, occorre applicare le nozioni generali della causalità naturale e della causalità adeguata (DTF 134 IV 255 consid. 4.4.1; cfr., su queste nozioni, DTF 138 IV 57 consid. 4.1.3). La causalità adeguata viene meno, il concatenamento dei fatti perdendo in tal modo la sua rilevanza giuridica, allorché un'altra causa concomitante, quale ad esempio una forza naturale, l'atteggiamento della vittima o quello di un terzo, costituisca una circostanza del tutto eccezionale o appaia così straordinaria che non poteva essere prevista. L'imprevedibilità dell'atto concomitante non è però sufficiente per interrompere il nesso di causalità adeguata: occorre ancora che questo atto rivesta un'importanza tale da imporsi come la causa più probabile ed immediata dell'evento considerato, relegando in secondo piano tutti gli altri fattori che hanno contribuito a provocarlo, segnatamente il comportamento dell'agente (DTF 134 IV 255 consid. 4.4.2 e rinvii). In concreto, la Corte cantonale ha accertato che, a seguito delle lamentele del Consorzio M.________, il 6 dicembre 2004 ha avuto luogo presso il cantiere di Bodio un'ispezione del materiale rotabile da parte di due rappresentanti della ditta I.________ GmbH e di un rappresentante della azienda fornitrice delle molle coniche in gomma. Il ricorrente omette di considerare questo accertamento e non spiega conformemente alle citate esigenze di motivazione, per quali motivi la decisione della CARP di riconoscere il rapporto di causalità violerebbe il diritto anche tenendo conto di questo ulteriore accertamento. L'incidente in questione è infatti avvenuto il 21 gennaio 2005, dopo detta ispezione, che ha permesso ai rappresentanti del ricorrente di constatare direttamente i difetti del materiale rotabile. Nemmeno dopo tale sopralluogo il committente è stato espressamente avvisato della pericolosità legata all'utilizzo dei vagoni, laddove, in caso di avvertimento formale, la continuazione del loro esercizio sarebbe essenzialmente avvenuta a proprio rischio e pericolo. Trattandosi della causalità ipotetica, si può pertanto ritenere che se, quantomeno dopo l'accertata ispezione, il Consorzio M.________ fosse stato avvertito dei pericoli, avrebbe con alta verosimiglianza sospeso l'utilizzo dei convogli. L'intervento del ricorrente avrebbe conseguentemente, secondo l'andamento ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, permesso di evitare l'incidente. Il nesso causale naturale ed adeguato tra l'omissione e l'evento è in tali circostanze dato.