Citation: 2C_116/2014 E. 12.2.2

12.2.2. I ricorrenti individuano nella fissazione di un fattore di addossamento uniforme uguale per tutto il Cantone (per il 2014 fissato in 0.77 cts./kWh) una violazione dell'art. 8, 9 e 127 Cost., siccome detto sistema non tiene conto dell'effettiva estensione della rete e delle caratteristiche geo-politiche dei comprensori in cui gli stessi si trovano. Riferendosi alla situazione nel Comune di Stabio, denunciano in particolare il fatto che i "consumatori devono pagare una tassa d'uso di quattro volte superiore, senza che ciò corrisponda all'effettiva estensione della rete da loro utilizzata ed essendo in una situazione geografica completamente differente da quella dei consumatori che vivono in Comuni discosti e poco popolati". Così argomentando, e in particolare ascrivendo l'uso del suolo pubblico direttamente ai consumatori, essi non considerano tuttavia che un conto è la riscossione presso il gestore di rete della tassa prevista dall'art. 14 cpv. 1 LA-LAEl, quale controprestazione per la concessione dell'uso speciale del suolo pubblico agli stessi, altro conto è quello del suo ribaltamento sui consumatori di energia elettrica (DTF 138 II 70 consid. 6.2 seg.). Sempre argomentando in tal senso, essi non si confrontano inoltre con la situazione particolare in cui sono, ovvero col fatto che il comprensorio servito dalle Aziende Municipalizzate di Stabio coincide con il territorio del Comune medesimo, mentre nella maggioranza dei casi i comprensori che sono chiamati a servire i singoli gestori di rete sono costituiti da territori assai più vasti e variegati, sia dal punto di vista della grandezza degli insediamenti che vi si trovano che da quello delle caratteristiche territoriali, e che anche in relazione ai consumatori serviti in questi comprensori l'autorità cantonale doveva individuare una soluzione percorribile (al riguardo, cfr. l'allegato al RLA-LAEl in cui sono indicati i comprensori in cui è suddiviso il territorio ticinese ed i gestori di rete che li servono). Già solo preso atto del fatto che gli insorgenti formulano le proprie critiche di natura costituzionale senza tenere conto di tali importanti aspetti, le stesse non possono quindi essere seguite. D'altra parte, queste critiche, ed in particolare anche quella con cui i ricorrenti si richiamano al principio dell'equivalenza per denunciare lo squilibrio tra quanto "utilizzato" dai consumatori finali e quanto da loro versato in base al sistema di addossamento uniforme e quindi l'arbitrio, danno di fatto anche per acquisito ciò che acquisito non è: ovvero che l'importo dovuto dal consumatore finale di energia elettrica debba per forza dipendere dall'estensione della rete di cui dispone il gestore che lo fornisce, mentre il vantaggio tratto dai consumatori finali è in definitiva la stessa facoltà di essere approvvigionati di energia, possibile certo solo in presenza di una rete di distribuzione, ma che non dipende direttamente dalla superficie di suolo pubblico utilizzata dal gestore.