Citation: 5A_887/2014 E. 2.1

2.1. Come rettamente ricorda il Tribunale di appello, riguardo ai beni da pignorare la LEF prevede un preciso ordine gerarchico: in prima battuta vanno pignorati i beni mobili; in seconda battuta quelli immobili, a condizione che quelli mobili non siano sufficienti; infine, i beni sequestrati, i beni che a detta del debitore appartengono a terzi ed i beni rivendicati da terzi (art. 95 cpv. 1, 2 e 3 LEF; DTF 117 III 61 consid. 2; 134 III 122 consid. 4.1). Prima dei beni rivendicati da terzi può essere pignorata la parte dei diritti del debitore in una comunione, ma solo in mancanza di altri beni sufficienti, redditi compresi (art. 3 del regolamento del Tribunale federale del 17 gennaio 1923 concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione [RDC; RS 281.41]; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 5a ed. 2012, n. 927; Jaeger/Walder/Kull, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 5a ed. 2006, n. 20 ad art. 95 LEF). L'ufficiale può scostarsi da questo ordine se le circostanze lo giustificano oppure se creditore e debitore si accordano per chiederlo (art. 95 cpv. 4 bis LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9a ed. 2013, § 22 n. 40 segg.). La soluzione prospettata dall'ufficiale deve comunque tutelare a sufficienza gli interessi del creditore (art. 95 cpv. 5 LEF), che prevalgono su quelli del debitore (Jaeger/Walder/Kull, op. cit., n. 24 ad art. 95 LEF).