Citation: 1A.20/2000 11.02.2000 E. 2

2.- La decisione dedotta in giudizio emana dal Gran Consiglio del Cantone Ticino e riguarda una vertenza concernente la procedura di adozione e di approvazione del piano generale di una strada cantonale. a) L'art. 98a OG fa obbligo ai Cantoni di istituire Autorità giudiziarie di ultima istanza cantonale, in quanto le decisioni di queste ultime siano direttamente impugnabili con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale. Quest'ultima evenienza si avvera in concreto (art. 97 cpv. 1, 98 lett. g OG). A partire dal 15 febbraio 1997 (vedi n. 1 cpv. 1 delle disposizioni finali della novella legislativa introducente l'art. 98a OG), l'art. 98a OG si applica direttamente: questa norma comporta quindi la competenza di un'Autorità giudiziaria cantonale quando pure manchino disposizioni cantonali in merito (DTF 123 II 231 consid. 7) o, come in concreto, la norma transitoria ne faccia astrazione. La vertenza doveva pertanto essere sottoposta, quale ultima istanza cantonale destinata a dirimerla, a un Tribunale nel Cantone: secondo l'art. 13 della legge cantonale sulle strade del 23 marzo 1983, nel tenore modificato il 6 febbraio 1995 e valido dal 15 marzo successivo, i piani generali seguono la procedura prevista per i piani di utilizzazione cantonale, esaminati in ultima istanza ricorsuale dal Tribunale della pianificazione del territorio (art. 49 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990). In tali circostanze, il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale interposto contro la decisione del Parlamento è inammissibile per mancato esaurimento delle istanze cantonali giusta l' art. 98a OG (DTF 123 II 231 consid. 7 pag. 237). Il presente ricorso non può quindi essere esaminato nel merito, non essendo stato utilizzato il rimedio giuridico dato e imposto dall'art. 98a cpv. 1 OG, e questa norma essendo già direttamente applicabile quando il Parlamento si è pronunciato. In tali circostanze l'incarto viene inviato all'Autorità giudiziaria cantonale verosimilmente competente in ultima istanza e cioè al Tribunale della pianificazione del territorio, perché si pronunci sulla vertenza (vedi DTF 123 II 231 consid. 8c). Si rileva a questo riguardo che, con la trasmissione dell'incarto alla Corte cantonale, il presente giudizio di irricevibilità non ha come conseguenza di rendere direttamente esecutiva la decisione impugnata presa dal Gran Consiglio (DTF 123 II 231 consid. 8d pag. 240). b) La decisione del Gran Consiglio non indica le possibilità di ricorso. Il principio stabilito all'art. 107 cpv. 3 OG nell'ambito della giurisdizione amministrativa, secondo cui l'inesatta indicazione dei rimedi giuridici non può cagionare alle parti alcun pregiudizio, ha una portata generale: quando il diritto cantonale lo prevede espressamente (cfr. l'art. 26 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966), l'Autorità giudicante ha il dovere di istruire gli interessati sui mezzi legali e, se questa istruzione è errata o incompleta, il ricorrente ha per regola il diritto di prevalersene secondo il principio della buona fede, a meno che l'inesattezza dell'indicazione gli fosse conosciuta o, comunque, facilmente riconoscibile in ragione di elementi non solo oggettivi ma anche soggettivi (DTF 123 II 231 consid. 8b, 121 II 72 consid. 2a/b, 117 Ia 297 consid. 2, 421 consid. 2a; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 5 all'art. 26, pag. 133). Quest'ultimo stato di cose non deve ritenersi verificato in concreto, ritenute le particolarità della fattispecie, ove la competenza del Gran Consiglio a decidere quale ultima istanza cantonale poteva essere dedotta da una norma transitoria (l'art. 56a cpv. 1 della citata legge cantonale sulle strade) suscettibile di fuorviante interpretazione. Dato questo esito, poiché la vertenza sarà in ogni caso decisa da un'Autorità giudiziaria cantonale, è superfluo esaminare il caso anche dal profilo dell'art. 6 n. 1 CEDU.