Citation: I 808/06 28.11.2007 E. A

G._________, cittadino italiano residente in Italia, nato nel 1945, ha lavorato in Svizzera dal 1972 al 2000 solvendo regolari contributi all'AVS/AI. A metà febbraio 2000, in seguito a una caduta, l'interessato ha riportato una lussazione della spalla destra e una frattura del tubercolo maggiore. Il caso è stato assunto dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), il quale, a dipendenza delle sole conseguenze infortunistiche, ha riconosciuto, con effetto dal 1° dicembre 2003, una rendita d'invalidità per un grado d'incapacità al guadagno del 26%. Ritenendo, quantomeno a partire dal 12 agosto 2003 (data della visita di chiusura da parte del dott. C.________, medico di circondario), l'interessato in grado di svolgere un'attività leggera a tempo pieno, l'istituto assicuratore ha posto a fondamento della sua valutazione un reddito da valido di fr. 55'315.- e un reddito da invalido di fr. 41'237.- (decisione del 24 novembre 2003 e decisione su opposizione del 14 gennaio 2004). In data 20 aprile 2001 G._________ ha presentato una domanda volta al conseguimento di una rendita AI svizzera. Esperiti i necessari accertamenti, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI) ha erogato una rendita intera dell'assicurazione per l'invalidità per il periodo di tempo dal 1° febbraio 2001 al 30 novembre 2003. Per il periodo successivo, per contro, ha negato ogni prestazione per il motivo che l'assicurato - quantomeno a partire dalla data di visita da parte del dott. C.________ - doveva essere ritenuto pienamente abile al lavoro in attività leggere/sedentarie come quella di venditore in stazione di servizio, ecc. (decisione del 16 dicembre 2004 e decisione su opposizione del 26 settembre 2005).