Citation: 2C_749/2016 E. 5.2

5.2. La ricorrente intravede in seguito una disattenzione del principio della parità di trattamento nel fatto che la legge assoggetta al contributo alcune tipologie di posteggio, mentre ne esenta altre. Segnatamente vengono esentati i posti auto destinati esclusivamente al servizio di abitazioni (art. 35b cpv. 2 in fine LTPub) nonché, giusta l'art. 6 RTColl, quelli legati ad attività alberghiere e di ristorazione, ad attività di svago e culturali, i luoghi di culto, i visitatori di strutture sociosanitarie, i posteggi pubblici ivi definiti, i posteggi di interscambio (Park & Ride) e quelli di attestamento definiti dal piano direttore. Ora, a parere della ricorrente, non si ravvisano motivi per operare questa differenziazione, siccome detti posteggi non sono in una relazione diversa con le spese derivanti dal trasporto pubblico né generano meno traffico motorizzato privato. Anzi, la scheda R8 del Piano direttore cantonale considera esplicitamente come "grande generatore di traffico" tra l'altro le attrezzature di svago intensive o i cinema multisala - invece esentati - perché generano maggiori influssi di traffico motorizzato. Per questi motivi ritiene che la definizione della tipologia di posteggi assoggettati è totalmente arbitraria e configura una palese ed insanabile violazione del principio dell'uniformità dell'imposizione. Come spiegato dal Consiglio di Stato nella propria risposta (pag. 27 punto b) cc), i posteggi al servizio dell'abitazione (art. 35b cpv. 2 in fine LTPub) sono stati esclusi dall'imposizione perché oltre alla circostanza che la saturazione della rete viaria nelle ore di punta non può essere oggettivamente ricondotta ai medesimi, il fatto di possedere un posteggio sotto casa non implica necessariamente che il medesimo generi traffico (siccome può essere lasciato vuoto, l'automobile può rimanervi sempre ferma o essere utilizzata solo di rado), allorché i posteggi destinati ai dipendenti o alla clientela per forza di cose generano traffico. Inoltre, i proprietari di posteggi al servizio di abitazioni non possono cambiare il loro comportamento salvo a rinunciare totalmente all'automobile, diversamente dai proprietari di aziende i quali possono, grazie ad un'offerta dei trasporti pubblici incrementata, ridurre i posti auto per indirizzare i dipendenti e la clientela verso forme di trasporto più sostenibili (il trasporto pubblico, la mobilità ciclabile e pedonale, l'utilizzo degli impianti Park & Ride, il "carsharing", ecc.). Per quanto riguarda invece l'esenzione dei posteggi legati alle attività alberghiere e di ristorazione, ai luoghi di culto, alle attività di svago e culturali e quelli dei visitatori delle strutture sociosanitarie, il Consiglio di Stato osserva (risposta del 4 ottobre 2016 pag. 45 ad 22) che la stessa si giustifica perché il loro apporto alla situazione di saturazione nei punti sensibili della rete viaria nelle ore di punta appare marginale. Quanto ai posteggi pubblici gli stessi svolgono una funzione strategica per la gestione della mobilità e sono specificatamente previsti nel piano regolatore, dopo un'attenta quantificazione del fabbisogno e della loro coerenza con la politica di stazionamento e la sopportabilità della rete viaria circostante. Senza dimenticare che l'esenzione si limita ai posti auto non riservati o concessi in abbonamenti a chi si sposta sistematicamente (pendolari). Infine, i posteggi di interscambio (Park & Ride) e di attestamento sono esentati perché direttamente al servizio di forme di mobilità più sostenibili e, quindi, volti alla riduzione del traffico veicolare. Queste spiegazioni fanno apparire del tutto accettabile la differenziazione attuata, fondata su criteri sostenibili, dato che come appena illustrato le diverse categorie di posteggi esentati non fanno parte nella problematica della saturazione della rete viaria all'ora di punta. Non vi è pertanto disparità di trattamento.