Citation: 1C_42/2025 E. 2.2

2.2. La CRP ha rilevato che la rinuncia può essere revocata fintanto che l'UFG non abbia autorizzato la consegna (art. 54 cpv. 2 AIMP; RS 351.1) e che il ricorso contro l'autorizzazione alla consegna è possibile allorquando l'estradando invoca l'assenza del suo consenso, segnatamente in caso di errore, esaminando se l'UFG avesse o meno violato il principio della buona fede. Ha accertato che durante l'interrogatorio del 26 novembre 2024 il ricorrente ha chiaramente rinunciato alla procedura formale di estradizione e che, il giorno successivo, l'UFG ne ha formalmente autorizzato la consegna alle autorità estere. In seguito alla sostituzione del suo patrocinatore, il ricorrente, il 27 novembre 2024, ha revocato il suo consenso. Secondo la CRP, la circostanza che l'interrogatorio si è svolto in presenza di un interprete di lingua tedesca, come richiesto dal ricorrente, lingua con la quale egli ha più dimestichezza, non è decisiva, visto che dal verbale d'interrogatorio non emerge nessun problema di comprensione linguistica per il ricorrente. Ha poi ritenuto che l'autorizzazione alla consegna, avvenuta il giorno dopo l'interrogatorio, è conforme all'obbligo di celerità dell'art. 17a cpv. 1 AIMP, secondo cui l'autorità competente tratta le domande con celerità e decide senza indugio.