Citation: 2P.10/2002 17.06.2002 E. 2

2.1 La ricorrente afferma innanzitutto che, subito dopo aver ricevuto nel luglio del 2001 lo scritto con il quale le veniva comunicata l'accettazione della sua candidatura con riserva di un ulteriore esame medico, ella ha preso contatto con il Medico cantonale, il quale, attraverso suo padre, la informava del fatto che la sua acuità visiva era da considerare entro i limiti e, per questo motivo, non costituiva un ostacolo alla sua ammissione definitiva alla scuola di polizia. Aggiunge quindi che, alla luce di questa informazione, ella ha in buona fede ritenuto di adempiere i requisiti fisici previsti dal bando di concorso e di poter così accedere alla scuola in questione. Nella prospettiva di iniziare questa nuova attività ha dunque provveduto a disdire il contratto di lavoro che a quel tempo la legava alla ditta X.________ S.A. di Balerna. Rimprovera dunque alle autorità cantonali di avere avuto un comportamento contraddittorio nei suoi confronti. Sostiene che, viste le assicurazioni che le erano state rilasciate dal Medico cantonale in quell'occasione, la decisione di escluderla dalla scuola di polizia violerebbe il principio dell'affidamento. 2.2 L'art. 9 Cost. istituisce un diritto fondamentale del singolo cittadino ad essere trattato secondo il principio della buona fede dagli organi dello Stato (cfr. Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 485 e segg.). In materia di diritto amministrativo, tale principio tutela l'amministrato nei confronti dell'autorità quando, assolte determinate condizioni, il medesimo abbia agito conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni di quest'ultima. Per prassi, un'informazione, anche se erronea, è vincolante quando, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di determinate persone, proviene dall'autorità competente a rilasciarla (o perlomeno da un'autorità che il cittadino poteva ragionevolmente ritenere tale), il destinatario non poteva riconoscerne l'inesattezza e - sempre che nel frattempo l'ordinamento legale non sia cambiato - se questi fidandosi dell'informazione ricevuta ha preso delle disposizioni che non può più modificare senza subire un pregiudizio (DTF 125 I 267 consid. 4c , 122 II 113 consid. 3b/cc, 121 II 473 consid. 2c e riferimenti). 2.3 Nel caso concreto, non emerge dalle prove agli atti che, come asserito nel gravame, il Medico cantonale abbia fornito alla ricorrente, e per essa a suo padre, delle assicurazioni in merito al fatto che il suo difetto visivo non era tale da compromettere la sua ammissione alla scuola di polizia. La questione di sapere se questi si sia effettivamente espresso su tale argomento e in quali termini può comunque restare aperta in questa sede, in quanto non appare determinante per l'esito della vertenza. Occorre in effetti considerare che per l'insorgente, così come per ogni altro candidato, doveva essere del tutto chiaro che, per quanto attiene ai requisiti fisici, l'ammissione alla scuola di polizia dipendeva essenzialmente dall'esito degli esami che sarebbero stati condotti dal medico di fiducia della Polizia cantonale. Ciò era stato precisato una prima volta nel bando di concorso laddove veniva detto che "il Cantone rispettivamente i Municipi possono riservarsi il diritto per un'eventuale visita medica di controllo dei/delle candidati/e da parte di un loro medico di fiducia". Inoltre, nel "Questionario sullo stato di salute", che la ricorrente ha dovuto compilare e allegare alla sua candidatura, veniva ancor più esplicitamente sottolineato che la conferma dell'assunzione sarebbe stata "subordinata ad una visita medica di controllo da parte di un medico fiduciario, designato dallo stato o dal comune". Ora, è vero che, come emerge dalle osservazioni al gravame presentate dal Dipartimento delle istituzioni, in data 14 marzo 2001 il Medico cantonale aggiunto ha preso contatto con il dott. B.________ per ottenere maggiori ragguagli in merito allo stato di salute dell'insorgente e che, in seguito alle informazioni ricevute, egli ha espresso un parere favorevole in merito all'ammissione di quest'ultima al concorso; è però altresì vero che il 17 luglio 2001 il Comando della polizia cantonale ha inviato a A.________ una copia della risoluzione 11 luglio 2001 del Consiglio di Stato ticinese che formalizzava la sua assunzione a partire dal 1° gennaio 2002 quale aspirante gendarme e che in quest'ultimo atto veniva però formulata a chiare lettere una riserva per quanto attiene alla sua ammissione definitiva, a seconda dell'esito della visita medica alla quale ella doveva ancora sottoporsi e al relativo parere del Medico cantonale. Per il che, viste le circostanze, la ricorrente non era legittimata a considerare la risoluzione in parola alla stregua di una decisione di assunzione definitiva, né poteva in buona fede ritenere che le assicurazioni (a suo dire) rilasciatele dal Medico cantonale - allorquando il medico di fiducia della polizia non aveva ancora avuto modo di visitarla e di esprimere il proprio parere in proposito - bastassero da sole a rimuovere la suddetta riserva formulata dal governo cantonale. Oltretutto, l'esito per taluni versi incerto del primo controllo oculistico condotto dal dott. B.________ avrebbe dovuto rendere attenta la ricorrente del fatto che la questione relativa alla misurazione della sua acuità visiva sarebbe stata verosimilmente al centro di ulteriori e più approfondite verifiche mediche e che pertanto sarebbe stato necessario attendere anche il risultato della visita del dott. C.________ prima di sapere con sicurezza se ella adempiva effettivamente tutte le condizioni poste dal bando. Alla luce di quanto precede, non può pertanto essere condivisa la tesi dell'insorgente, secondo cui, nel caso concreto, le autorità cantonali avrebbero disatteso il principio della buona fede, per aver adottato nei suoi confronti un comportamento contraddittorio.