Citation: 1P.393/2002 13.03.2003 E. 2

Il ricorrente fa innanzitutto valere un'applicazione arbitraria dell'art. 288 lett. a CPP/TI, secondo cui il ricorso per cassazione è ammesso per errata applicazione del diritto, e dell'art. 295 cpv. 2 CPP/TI, secondo cui la CCRP non è vincolata dalle motivazioni delle parti. Lamenta inoltre una violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), la Corte cantonale non avendo esaminato la censura di mancata realizzazione della truffa. 2.1 La CCRP ha dichiarato inammissibile la censura di violazione del diritto federale, segnatamente dell'art. 146 cpv. 1 CP, poiché basata su premesse infondate. In realtà, il ricorrente si appoggiava al presupposto, non ammesso dai Giudici, che ben prima del 10 marzo 1999 la vittima avesse sufficienti motivi per diffidare dell'accusato e quindi per non consegnargli l'importo di fr. 40'000.--. La Corte cantonale ha comunque pure soggiunto che, sulla base dei fatti accertati, la fattispecie costituiva un caso scolastico di truffa. 2.2 Le censure sollevate in proposito nel gravame dinanzi alla CCRP e parzialmente citate nel presente ricorso, tendevano innanzitutto a contestare gli accertamenti del primo Giudice riguardo alla causa e alle ragioni del versamento, isolando dal contesto l'episodio della consegna del denaro all'accusato da parte della vittima. I criticati aspetti fattuali, e le ulteriori circostanze ritenute determinanti, sono però stati esaminati approfonditamente dal primo Giudice e ulteriormente vagliati dalla CCRP entro i limiti del suo potere d'esame (cfr., sulla cognizione della CCRP, la sentenza 1P.105/2001 del 28 maggio 2001, consid. 2a/bb e 4, pubblicata in RDAT II-2001 n. 58 pag. 227 segg.). Al proposito la Corte cantonale ha in particolare rilevato che il primo Giudice, in difetto di elementi più concludenti, quali una comunicazione della banca che smascherasse l'imputato, a ragione non aveva conferito valore determinante al fatto che le precedenti operazioni immobiliari non erano state tempestivamente concluse, tanto più che per un immobile le trattative apparivano ancora aperte. Le affermazioni del ricorrente sulla sua disponibilità di ingenti importi da investire, rese evidenti e rafforzate da atti scritti, risultavano in effetti credibili agli occhi della vittima, tanto da trattenerla da ulteriori verifiche sulla situazione finanziaria dell'accusato e sulle sue possibilità d'accesso a importanti crediti bancari. Secondo la CCRP il Presidente della Corte di merito non aveva quindi abusato del potere di apprezzamento accertando che, alla consegna della somma di fr. 40'000.--, la parte civile fosse sempre realmente convinta di trattare con una persona che poteva concretamente aiutarla nell'operazione immobiliare nonostante il mancato rispetto da parte dell'imputato di precedenti pattuizioni. In tali circostanze, visto il limitato potere d'esame della CCRP sulle questioni di fatto, la Corte cantonale poteva, senza incorrere nell'arbitrio, né violare il diritto di essere sentito, anche non esaminare ulteriormente l'applicazione dell'art. 146 CP, e in particolare il requisito dell'inganno astuto, visto che il ricorrente ne contestava la realizzazione con argomentazioni che riguardavano e rimettevano in discussione i fatti accertati dal primo giudice e confermati dalla CCRP (cfr., sulla nozione di arbitrio, consid. 3.1 e rinvii). 2.3 Né la CCRP ha violato gli art. 32 cpv. 3 Cost., 2 cpv. 1 del Protocollo n. 7 alla CEDU, e 14 cpv. 5 del Patto ONU II, riguardanti il diritto dell'imputato di fare esaminare il giudizio penale da un tribunale superiore. L'esercizio del diritto e le condizioni per avvalersene sono in effetti di principio stabiliti dal diritto interno e cantonale, cui è lasciato un ampio margine d'apprezzamento nella scelta del rimedio (DTF 128 I 237 consid. 3 e rinvii); a questo proposito, il Tribunale federale ha già avuto modo di statuire che la CCRP ticinese è un tribunale di seconda istanza ai sensi delle citate disposizioni, sebbene il ricorso per cassazione preveda un esame dei fatti e delle prove limitato all'arbitrio (DTF 124 I 92 consid. 2).