Citation: 5A_680/2016 E. 3.2

3.2. Invocando l'art. 38 cpv. 3 LEF, il ricorrente pretende che " l'errore dell'ufficiale nell'allestire il precetto esecutivo non può che condurre all'accertamento della nullità del precetto errato e di tutti gli atti che da tale errore sono conseguiti ". La sua perentoria affermazione, tuttavia, non appare atta a controbattere i precisi argomenti addotti dalla Corte cantonale, ovvero che la scelta fra pagamento e prestazione di garanzia non ricade fra quelle che incombono all'UE, con la conseguenza che l'art. 38 cpv. 3 LEF non trova del tutto applicazione. Senza pregio è altresì l'ipotesi ricorsuale, secondo la quale il tempo trascorso e gli ulteriori passi della procedura esecutiva intrapresi nel frattempo non sono fatti rilevanti nell'ottica dell'invocata nullità. Se il ricorrente, accortosi dell'errore prima della scadenza del termine d'impugnazione del precetto esecutivo, avesse ricorso tempestivamente sulla base dell'art. 17 LEF, oggi la questione della pretesa nullità dello stesso non si porrebbe affatto: semplicemente, esso sarebbe stato semmai annullato (e non: constatato nullo) dall'autorità di vigilanza nell'ambito del rimedio ordinario contro l'agire dell'UE. In quanto ammissibile, la censura è dunque infondata.