Citation: BGE 150 IV 10 E. 4.1.5

Le rappresentazioni devono infine essere prive di qualsiasi valore culturale o scientifico degno di protezione. Questa condizione è volta a garantire il rispetto dei diritti fondamentali, tra cui in particolare la libertà d'opinione e d'informazione (art. 16 Cost.), la libertà della scienza (art. 20 Cost.) o ancora la libertà artistica (art. 21 Cost.) (DUPUIS ET AL., op. cit., n. 10 ad art. 135 CP; ROS, op. cit., n. 63 ad art. 135 CP; GERNY, op. cit., pag. 128). Rivestono un valore culturale le rappresentazioni che, senza glorificare né minimizzare la violenza, sono volte a illustrare, in modo da prevenire, le conseguenze della violenza individuale o collettiva e a suscitare o rafforzare il senso critico dell'osservatore. Per disporre di un valore scientifico, invece, le rappresentazioni della violenza devono essere indispensabili all'insegnamento o alla ricerca (FF 1985 II 938 n. 214.9; sentenza 6B_954/2019 del 20 maggio 2020 consid. 1.4.3). Il termine culturale dev'essere inteso nel suo senso più ampio (BARRELET/WERLY, op. cit., n. 1299 pag. 394; TRECHSEL/MONA, op. cit., n. 11 ad art. 135 CP; SCHULTZ, op. cit., pag. 414; GERNY, op. cit., pag. 129; HURTADO POZO, op. cit., n. 720). Hanno dunque un valore degno di protezione in particolare le rappresentazioni di natura artistica, storica o documentaristica che si confrontano in modo critico con il fenomeno della violenza (DONATSCH, Strafrecht III, op. cit., pag. 92; lo stesso, Kommentar, op. cit., n. 6 ad art. 135 CP; RIEDO/LOGNOWICZ, op. cit., n. 36; ROS, op. cit., n. 65 ad art. 135 CP; v. pure DTF 131 IV 64 consid. 10.1.3). Non sono per contro degne di protezione le rappresentazioni che costituiscono un'apologia di atti di cruda violenza, che li banalizzano o che sono destinate unicamente al divertimento o all'intrattenimento (DUPUIS ET AL., op. cit., n. 11 ad art. 135 CP), come pure le rappresentazioni della violenza fine a sé stessa, che si limitano a mostrare la cruda violenza, senza affrontarne il significato e le conseguenze o indurre l'osservatore a farlo (DONATSCH, Strafrecht III, op. cit., pagg. 92 seg.; RIKLIN, op. cit., pag. 424).