Citation: 1P.140/2003 25.03.2003 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 I 177 consid. 1, 128 II 46 consid. 2a, 127 III 41 consid. 2a). 1.1 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso di diritto pubblico, oltre la designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a) e l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di questo rimedio il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate. Il presente gravame non adempie queste esigenze, le critiche formulate contro la sentenza impugnata essendo di carattere appellatorio, e quindi inammissibili (cfr. DTF 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b, 122 I 70 consid. 1c, 119 Ia 197 consid. 1d). 1.2 Il ricorrente fa invero valere una pretesa violazione del principio "in dubio pro reo". Riferito, come è qui il caso, alla valutazione delle prove, il Tribunale federale esamina tuttavia l'eventuale violazione di questo principio dal ristretto profilo dell'arbitrio e può quindi intervenire unicamente qualora il giudice condanni l'imputato, nonostante che una valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implichi la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza. Il giudice non incorre per contro nell'arbitrio quando le sue conclusioni non corrispondano alla versione dell'istante e siano comunque sostenibili nel risultato (DTF 127 I 38 consid. 2a, 124 IV 86 consid. 2a, 120 Ia 31 consid. 2). Il ricorrente, che non si confronta con chiarezza e precisione con le motivazioni addotte dai Giudici cantonali, non dimostra per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero manifestamente insostenibili, si trovino in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondino su una svista manifesta o contraddicano in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 128 I 273 consid. 2.1, 127 I 38 consid. 2a e rispettivi rinvii). Né egli spiega, con una motivazione conforme all'art. 90 OG e alla giurisprudenza, perché la CCRP avrebbe in modo arbitrario ritenuto le censure ricorsuali sostanzialmente irricevibili (cfr. DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2). Limitandosi ad esporre, anche in questa sede, la propria versione dei fatti e isolando dal contesto singoli indizi, segnatamente il mancato ritrovamento del coltello, è quantomeno dubbio che il ricorrente fornisca un'argomentazione conforme alle citate esigenze. Il quesito non deve tuttavia essere esaminato ulteriormente, essendo il ricorso comunque infondato.