Citation: 5A_871/2012 E. 4.5

4.5. L'esito dell'esame delle predette censure conduce ad un nuovo calcolo della liquidazione del regime matrimoniale. Gli acquisti dell'ex moglie non denotano nessun aumento, come giustamente stabilito dalla Corte cantonale (v. supra consid. 2). Gli acquisti dell'ex marito, composti unicamente del credito nei confronti dell'ex moglie derivante da atto illecito, denotano un aumento di fr. 50'000.-- più interessi al 5 % dal 9 aprile 2000. La metà di tale aumento, che spetta all'ex moglie, ammonta quindi a fr. 25'000.-- più interessi al 5 % dal 9 aprile 2000 (art. 215 cpv. 1 CC). Il ricorrente chiede di togliere il blocco al suo conto presso la banca C.________, decretato in via cautelare dal Pretore il 9 agosto 2006. Tale richiesta è giustificata, ma non può avvenire se non previa compensazione del credito dell'ex moglie da partecipazione all'aumento con il debito della stessa nei confronti dell'ex marito derivante da atto illecito (non ancora saldato) che ammonta, come già più volte detto, a fr. 50'000.-- più interessi al 5 % dal 9 aprile 2000. Nel giudizio impugnato la Corte cantonale ha del resto osservato che l'ex moglie si è sempre dichiarata disposta a compensare tale debito "con il credito che le sarebbe spettato nell'ambito della liquidazione dei rapporti patrimoniali al momento del divorzio". In tali condizioni appare quindi superfluo esaminare la censura mediante la quale il ricorrente si oppone alla compensazione delle due pretese e pretende che, nel dispositivo, l'ex moglie venga formalmente condannata al pagamento della somma prelevata in modo illecito. In definitiva, a titolo di liquidazione del regime dei beni l'ex moglie va perciò condannata a versare all'ex marito fr. 25'000.-- più interessi al 5 % dal 9 aprile 2000 (v. Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, 2a ed. 2009, n. 1343).