Citation: 5A_523/2015 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale ha pure incluso nel fabbisogno minimo della moglie una rata per spese legali di fr. 500.-- per 37 mesi, giustificata dal fatto che ella ha unicamente chiesto la copertura del proprio fabbisogno minimo e non può quindi finanziare tali spese in altro modo. L'importo totale di fr. 18'500.-- corrisponde alla somma dei costi del processo di primo grado ( che " può ritenersi costare all'istante circa fr. 12'500.-- complessivi ", divisi in fr. 10'500.-- di spese di patrocinio e fr. 2'000.-- di spese processuali) e del processo di secondo grado (fr. 6'000.--, divisi in fr. 3'000.-- di spese di patrocinio, fr. 750.-- di spese processuali e fr. 2'250.-- di ripetibili ridotte dovute al marito). Il ricorrente sostiene che i Giudici cantonali avrebbero determinato le spese legali della moglie in modo arbitrario. A suo dire, il calcolo dei costi del processo di primo grado sarebbe stato effettuato in modo approssimativo ed includerebbe un importo sproporzionato per le prestazioni del legale dell'opponente relative alla preparazione ed alla tenuta dell'arringa finale. Considera inoltre che le spese processuali e le ripetibili che la moglie è stata condannata a corrispondere in prima ed in seconda istanza non avrebbero dovuto essere incluse per non contraddire " le disposizioni di legge che regolano gli effetti della soccombenza ". L'insorgente si limita a sostenere che "l'approccio approssimativo" dei Giudici cantonali "ha determinato una definizione inevitabilmente arbitraria dei costi del processo di primo grado ", ma non spiega - conformemente alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF - in che modo tale agire sarebbe manifestamente insostenibile e ciò anche nel suo risultato. La stima effettuata dalla Corte cantonale concerne del resto solo i costi per la preparazione e la tenuta dell'arringa finale della moglie. A tal riguardo il ricorrente omette di tenere conto del fatto che, nel calcolo delle spese di patrocinio del legale di controparte per la procedura di prima istanza, i Giudici cantonali hanno inserito, oltre ad un importo corrispondente a 26 ore di lavoro alla tariffa di fr. 280.-- l'ora (IVA esclusa), anche un montante per il rimborso di spese di fr. 1'377.-- (IVA esclusa), per cui l'importo relativo alla preparazione ed alla tenuta dell'arringa finale si traduce tutt'al più in quattro ore di lavoro del legale e non in "ben 8 ore", come fatto valere nel ricorso. Infine, nemmeno nell'inserimento, nel calcolo delle spese legali, delle spese processuali e delle ripetibili messe a carico dell'opponente è ravvisabile arbitrio (v. sentenza 5P.43/2001 del 15 marzo 2001 consid. 2, con rinvio a VERENA BRÄM, in Zürcher Kommentar, 3a ed. 1998, n. 136 ad art. 159 CC). Le argomentazioni ricorsuali non riescono pertanto a dimostrare che la Corte cantonale sia incorsa in una violazione dell'art. 9 Cost. Nella misura in cui è ammissibile, la censura va respinta.