Citation: 4A_539/2021 E. 7.2.3

7.2.3. L'insorgente contesta l'accertamento della Corte cantonale secondo cui egli avrebbe letto l'estratto falsificato il 23 ottobre 2013, ossia il giorno della sua ricezione. A suo parere la Corte d'appello avrebbe dovuto accertare quando egli, al più presto, avrebbe potuto verificare l'estratto falsificato, e se quell'analisi gli avrebbe permesso di accertarne le irregolarità; egli non avrebbe mai comunicato o ammesso di aver ricevuto l'estratto falsificato già il 23 ottobre 2013 e l'opponente, gravata dall'onere della prova, avrebbe solo invocato la sua negligenza, senza dimostrare una lettura dell'estratto falsificato già quel giorno. La data di lettura dell'estratto contraffatto non sarebbe mai stata oggetto di discussione, né d'istruttoria davanti al Pretore: egli non doveva pertanto indicarla già in quella sede, e la precisazione sollevata davanti al Tribunale di appello sarebbe ammissibile; infine l'affermazione concernente la mancata lettura sarebbe comunque scaturita dalla decisione del primo giudice e nella procedura d'appello i fatti nuovi potevano essere addotti in virtù dell'art. 99 cpv. 1 LTF, applicato per analogia. Le critiche, appellatorie, non reggono. Intanto, l'adduzione di fatti nuovi in appello è regolata dall'art. 317 CPC e non dall'art. 99 LTF, che davanti all'istanza di appello non è applicabile, neppure per analogia. Il ricorrente, poi, non spiega cosa gli avrebbe impedito di allegare già davanti al Pretore le nuove circostanze da lui svelate in modo tardivo solo in appello (cfr. art. 317 cpv. 1 lett. b CPC), né formula una censura che soddisfa i requisiti di motivazione posti a una contestazione degli accertamenti della Corte cantonale.