Citation: 2C_493/2008 28.07.2008 E. 3

3.1 In virtù dell'art. 9 cpv. 4 lett. a LDDS, il permesso di domicilio può essere revocato quando lo straniero l'abbia ottenuto dando indicazioni false o tacendo scientemente fatti d'importanza essenziale. Lo straniero è peraltro tenuto ad informare esattamente l'autorità di tutte le circostanze che hanno importanza decisiva per la concessione del permesso (art. 3 cpv. 2 LDDS) e non è liberato da tale obbligo nemmeno nel caso in cui gli organi preposti, dando prova della necessaria diligenza, avrebbero potuto accertare essi stessi i fatti determinanti. Importanti non sono soltanto i fatti su cui l'interessato è espressamente interrogato, ma anche quelli di cui deve conoscere la rilevanza ai fini della decisione. Tra questi figura senz'altro l'intenzione di por fine ad una relazione coniugale (sentenza 2A.346/2004 del 10 dicembre 2004, in: Pra 2005 n. 100 pag. 716, consid. 2.2; sentenza 2A.511/2001 del 10 giugno 2002, in: Pra 2002 pag. 874, consid. 3.2). 3.2 Secondo i vincolanti ed incontestati accertamenti della Corte cantonale (art. 105 cpv. 1 LTF), i coniugi A.________ hanno costituito domicili separati dopo soli due anni e mezzo di matrimonio e dopo due anni dall'arrivo in Svizzera del marito. La relazione coniugale era peraltro entrata in crisi già in precedenza. Ciononostante, prima del divorzio, pronunciato dopo sei anni di matrimonio, il ricorrente non ha mai notificato alle autorità di polizia degli stranieri la separazione dalla moglie. Anzi, in vari formulari, tra cui quello per il rilascio del permesso di domicilio, nonché nel corso dell'audizione svolta prima di concedergli tale autorizzazione, egli ha indicato espressamente di vivere in comunione domestica. Durante l'interrogatorio esperito dopo la segnalazione del cambiamento dello stato civile, ha poi ammesso di aver dichiarato il falso e di averlo fatto in maniera deliberata, consapevole che altrimenti non avrebbe ottenuto il permesso di domicilio. 3.3 In queste circostanze, l'adempimento del motivo di revoca dell'art. 9 cpv. 4 lett. a LDDS non può che essere confermato. Diversamente da quanto sostenuto nel gravame, non è peraltro decisivo stabilire se la moglie abbia tempestivamente comunicato il proprio cambiamento d'indirizzo oppure se l'Ufficio regionale degli stranieri sia stato messo al corrente di tale circostanza dalle autorità comunali preposte al controllo degli abitanti. In effetti, anche se eventuali segnalazioni di questo genere fossero state trascurate, l'omissione intenzionale del ricorrente, durante svariati anni, nel fornire egli stesso informazioni essenziali per il rilascio del permesso rimarrebbe comunque un comportamento suscettibile di determinare la revoca del permesso stesso. Al di là della sussistenza di un motivo di revoca, per adottare tale provvedimento occorre poi ponderare le particolari circostanze di ogni singolo caso. Nella fattispecie, il ricorrente risiede da soli sei anni in Svizzera, dove è giunto già trentenne, e non vi ha legami familiari, segnatamente dei figli. Il rientro in patria è quindi senz'altro esigibile. Di conseguenza, la misura non lede il principio di proporzionalità.