Citation: 6B_978/2018 E. 11.2

11.2. La Corte cantonale ha accertato che il mobilio originariamente presente al ristorante F.________, già oggetto di un danno d'acqua a seguito dell'allagamento del 25/26 giugno 2009, era stato depositato presso il ristorante E.________ per evitare ulteriori danni. Ha altresì constatato che il perito aveva ritenuto ancora riparabile l'arredo, ma che il ricorrente aveva a più riprese rifiutato un accordo sul restauro dei mobili. La CARP ha pure accertato che, dopo la chiusura nel giugno 2007 e la conseguente perdita di interesse assicurativo, il ristorante E.________ non era più stato oggetto di allagamenti. Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. In modo sostenibile, la Corte cantonale ha quindi ritenuto che il verificarsi di due allagamenti a E.________, immediatamente successivi (il 17 e il 18 luglio 2009), proprio nel momento in cui vi erano depositati i mobili litigiosi, dopo che per due anni il riale non aveva più causato problemi, costituiva un ulteriore indizio dell'agire truffaldino degli imputati. Ciò, in particolare, ove si consideri che anche in seguito, dopo che l'edificio di E.________ aveva di nuovo perso interesse sotto il profilo assicurativo, esso non ha più subito allagamenti. Contrariamente alla tesi del ricorrente, la CARP non ha al riguardo omesso di indicare il movente degli allagamenti del 17 e del 18 luglio 2009, ma lo ha ravvisato a ragione nell'obiettivo di ottenere dall'assicurazione il riconoscimento del danno totale per il mobilio, che fino a quel momento era ancora riparabile.