Citation: 2A.114/2005 17.06.2005 E. 3

Il ricorrente si richiama al principio della proporzionalità e sostiene che la misura oggetto della decisione querelata è eccessiva. Considerate la sua attiva collaborazione e le disposizioni prese, un semplice ammonimento sarebbe stato sufficiente. A torto. I fatti rimproverati al ricorrente sono gravi. Per la buona reputazione della piazza finanziaria svizzera è di primaria importanza che le società svizzere non svolgano delle attività bancarie senza la dovuta autorizzazione, soprattutto a favore d'istituti bancari stranieri. Questa regola s'impone tanto più nei confronti di una persona come il qui ricorrente la cui attività professionale consiste nel creare e gestire società finanziarie per i suoi clienti. Dal profilo del principio della proporzionalità occorre rilevare che il nucleo essenziale dell'attività del ricorrente non è toccato dalla decisione impugnata. Infine, e contrariamente a quanto sostenuto, il divieto che lo colpisce non è di durata illimitata. Se le buone intenzioni manifestate si concretizzeranno durante un certo lasso di tempo, niente si oppone a che egli possa reintegrare il consiglio di amministrazione di una banca, fornendo la garanzia di un'attività irreprensibile.