Citation: 5A_492/2009 24.09.2009 E. 1

1.1 La decisione impugnata, riguardante il conferimento dell'effetto sospensivo a un appello contro una decisione cautelare, è una decisione incidentale notificata separatamente, che non concerne la competenza o una domanda di ricusazione, unicamente suscettiva di un ricorso al Tribunale federale se può causare un pregiudizio irreparabile (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF). Un tale pregiudizio dev'essere di natura giuridica e quindi non deve poter essere ulteriormente eliminato, perlomeno non completamente, nemmeno mediante l'emanazione di una decisione finale favorevole al ricorrente (DTF 134 III 188 consid. 2.1, con rinvii). In concreto il pregiudizio di natura giuridica appare dato. In base alle allegazioni ricorsuali la decisione impugnata non lascerebbe al ricorrente il suo minimo vitale per la durata della procedura di appello. A tale proposito è opportuno ricordare che qualora dovesse essere avviata una procedura di esecuzione forzata per l'incasso dei contributi di mantenimento, l'escusso non potrebbe pretendere dall'Ufficiale di esecuzione che il suo minimo vitale ai sensi dell'art. 93 LEF non venga intaccato (DTF 135 III 66 consid. 3; 123 III 332 consid. 2). Inoltre, in caso di mancato pagamento degli alimenti fissati giudizialmente, il ricorrente rischierebbe di incorrere in una procedura penale per trascuranza degli obblighi di mantenimento (art. 217 CP). Ora, anche una decisione finale favorevole al ricorrente, che confermerebbe il giudizio pretorile, non riuscirebbe a completamente ovviare a tali pregiudizi. 1.2 Una decisione incidentale come quella in discussione può essere impugnata sia con un ricorso in materia civile sia, qualora i presupposti di quest'ultimo non siano dati, con un ricorso sussidiario in materia costituzionale. Occorre innanzi tutto rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto nell'atto di ricorso, le cause concernenti i contributi per il mantenimento dei figli sono di natura pecuniaria (DTF 116 II 493). Ne segue che pure la presente procedura è di natura pecuniaria. Ora, giusta l'art. 51 cpv. 1 lett. c LTF in caso di ricorso contro decisioni pregiudiziali e incidentali, il valore litigioso è determinato dalle conclusioni che sono controverse dinanzi all'autorità competente nel merito. Trattandosi di contributi alimentari fissati per una durata incerta (art. 51 cpv. 4 LTF), il valore di lite previsto dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF appare dato, motivo per cui è aperta la via del ricorso in materia civile e il ricorso sussidiario in materia costituzionale si rivela di primo acchito inammissibile.