Citation: 2C_84/2015 E. 5.3

5.3. La censurata modifica non contiene alcuna disposizione che disciplini la questione del diritto intertemporale mediante una norma transitoria ed è stata applicata immediatamente dalle autorità cantonali, secondo quelle che per altro erano anche le intenzioni del gruppo di lavoro incaricato di proporre una revisione parziale dei meccanismi perequativi. Nel suo rapporto, pure tale gremio aveva in effetti deciso di rinunciare a proporre una revisione generale del sistema di perequazione intercomunale a condizione che la modifica dell'art. 14 RLPI fosse approvata in tempi brevi "in modo tale che la stessa [potesse] entrare in funzione già con il prossimo calcolo della ripresa (sul contributo del 2013) ". Ora, tenendo conto del fatto che, come detto, la procedura determinante per stabilire l'esistenza di un'eventuale retroattività è quella nella quale la Sezione enti locali analizza il risultato di esercizio dei Comuni nell'intento di determinare un'eventuale ripresa del contributo di livellamento, un'applicazione retroattiva della revisione dell'art. 14 cpv. 1 lett. b) RLPI si sarebbe semmai verificata solo nel caso in cui l'autorità competente fosse stata chiamata a riesaminare, in funzione del nuovo limite massimo di ammortamento inferiore a quello precedente, decisioni di ripresa del contributo di livellamento cresciute in giudicato, ad esempio aumentando l'importo della ripresa già richiesto a determinati Comuni (per analogia, cfr. la già citata DTF 104 Ib 205 consid. 6 pag. 219 seg.). Ritenuto però che la Sezione degli enti locali è stata chiamata ad evadere (e nel caso concreto ha evaso) le pratiche relative ai contributi di livellamento per l'anno 2013 solo nel gennaio 2015, allorquando la modifica dell'art. 14 RLPI era già entrata in vigore, un caso di riesame non è evidentemente dato. A differenza di quanto sostenuto nell'impugnativa, la fattispecie non concerne quindi un problema di retroattività propria, e dev'essere in definitiva affrontata esattamente come indicato nella risposta al ricorso: applicando cioè, fin dalla prima procedura di ripresa successiva all'entrata in vigore della normativa impugnata, i parametri previsti dal nuovo diritto (HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., n. 310; PIERRE TSCHANNEN/ULRICH ZIMMERLI/MARKUS MÜLLER, 4a ed. 2014, § 24 n. 8 seg. e 20; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2011, n. 403; DTF 139 II 263 consid. 6 pag. 267 seg.). Come già rilevato, a tale soluzione non osta d'altra parte nemmeno che la questione giuridica su cui occorre esprimersi impone di tenere conto di elementi di fatto antecedenti al momento della sua applicazione (precedente consid. 5.1 e le referenze citate).