Citation: 1B_467/2017 E. 1.6

1.6. Certo, di massima una decisione di rinvio, pur non ponendo fine al procedimento, è equiparata a una decisione finale immediatamente impugnabile dinanzi al Tribunale federale qualora non lasci alcun margine di apprezzamento all'autorità chiamata a (ri) pronunciarsi sul caso (DTF 140 V 321 consid. 3.2 pag. 325, 282 consid. 4.2 pag. 285). Nelle altre ipotesi, il rinvio costituisce una decisione incidentale e come tale impugnabile unicamente alle condizioni dell'art. 93 cpv. 1 LTF (DTF 139 V 99 consid. 1.3). Al contrario, per l'autorità alla quale gli atti sono rinviati la giurisprudenza ammette di regola sussistere un pregiudizio irreparabile, nella misura in cui la sentenza di rinvio, che non si limita a esigere un esame più approfondito di una questione, impone di emanare una decisione che considera contraria al diritto. Poiché la stessa non può impugnare le proprie decisioni, queste possono crescere in giudicato senza che l'autorità possa adire il Tribunale federale (DTF 140 V 282 consid. 4.2 pag. 286 e rinvii). Questa condizione non è manifestamente realizzata per il ricorrente, che non è un'autorità, come, nella causa da esso richiamata, lo era il Pubblico ministero, legittimato a ricorrere (sentenza 6B_592/2016 del 13 gennaio 2017 consid. 1.2, riassunto in: RtiD II-2017 n. 21 pag. 91). Del resto, nella fattispecie la Pretura penale, autorità alla quale è rinviata la causa, non potrebbe comunque impugnare la criticata decisione, mentre il Pubblico ministero non l'ha impugnata. Nulla impedisce per contro al ricorrente di impugnare se del caso la decisione che dovrà essere adottata dalla Pretura penale, motivo per cui egli non subisce alcun pregiudizio di natura giuridica. Il ricorrente misconosce che nell'ambito di procedimenti penali la nozione di pregiudizio irreparabile dev'essere interpretata restrittivamente, per evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della medesima causa (DTF 140 V 321 consid. 3.3 pag. 326; 139 IV 113 consid. 1 pag. 115; 134 IV 43 consid. 2.1 pag. 44). Il fatto di subire un procedimento penale, con i relativi inconvenienti, non costituisce infatti un pregiudizio irreparabile (DTF 133 IV 288 consid. 3.1 pag. 291), ricordato che neppure l'emanazione di un atto di accusa o il rinvio a giudizio possono essere impugnati immediatamente (DTF 133 IV 288 consid. 3.2 pag. 292, 139 consid. 4 pag. 141; sentenza 1B_318/2017 del 30 novembre 2017 consid. 3). Il ricorso è pertanto inammissibile, per cui non può essere esaminato nel merito.