Citation: 6B_234/2017 E. 7.2

7.2. La ricorrente rimprovera ai precedenti giudici di avere liquidato in poche righe la questione dell'inesistenza di un inganno astuto, che sarebbe stato messo in atto dall'imputato. Disattende tuttavia che il considerando della sentenza impugnata da lei richiamato (consid. n. 61, pag. 63) espone un'argomentazione abbondanziale, riferita al caso in cui si volesse ritenere l'ipotesi (considerata tuttavia errata dalla CARP) che l'atto di pegno non sarebbe stato validamente approvato dagli organi della Banca E.________. Come visto, nella motivazione principale del suo giudizio, la Corte cantonale ha in realtà ritenuto valido l'atto di pegno costituito a garanzia del credito, spiegandone puntualmente le ragioni. Ha inoltre fondamentalmente negato il reato di truffa già per la mancanza di un danno al patrimonio della ricorrente. Nella misura in cui misconosce il contenuto e la portata del giudizio impugnato, la censura ricorsuale non sostanzia una violazione del diritto con una motivazione conforme alle esposte esigenze e si rivela pertanto inammissibile.