Citation: 5A_136/2021 E. 2.3.1

2.3.1. Sono revocabili ai sensi dell'art. 288 cpv. 1 LEF tutti gli atti che il debitore ha compiuto nei cinque anni precedenti il pignoramento o la dichiarazione di fallimento con l'intenzione, riconoscibile dall'altra parte, di recar pregiudizio ai suoi creditori o di favorirne alcuni a detrimento di altri. L'art. 288 cpv. 1 LEF esige in particolare che siano soddisfatte le seguenti condizioni: l'esistenza di un pregiudizio per uno o più creditori, l'intenzione del debitore di causare tale pregiudizio (dolo) e la possibilità per il beneficiario dell'atto di riconoscere questa intenzione (riconoscibilità del dolo; DTF 137 III 268 consid. 4; 136 III 247 consid. 3; sentenze 5A_171/2021 del 24 agosto 2021 consid. 4.2.1; 5A_767/2019 del 26 febbraio 2020 consid. 4.1.2, in SJ 2020 I pag. 477). Per quanto riguarda quest'ultima condizione, il terzo beneficiario deve aver avuto conoscenza del dolo del debitore o aver potuto o dovuto prevedere, utilizzando l'attenzione richiesta dalle circostanze, che l'operazione in questione avrebbe avuto quale conseguenza naturale di portare pregiudizio agli altri creditori o di favorirlo a detrimento di questi ultimi (DTF 135 III 276 consid. 8.1 con rinvii; sentenza 5A_171/2021 del 24 agosto 2021 consid. 4.2.1).