Citation: 2P.88/2006 30.03.2007 E. 2.1

2.1.1 Con i propri ricorsi, l'insorgente si è aggravata contro due decisioni differenti: con il primo ha contestato la decisione di merito adottata dal Consiglio di Stato il 14 febbraio 2006 in applicazione dell'art. 14 LUni, mentre con il secondo ha impugnato la risoluzione con cui il 7 marzo seguente il Governo cantonale ha risposto alla domanda di riesame. Essa ha precisato di aver interposto prudenzialmente il secondo gravame in quanto non risulterebbe chiaro se l'istanza di riconsiderazione sia stata dichiarata irricevibile o se per contro il Consiglio di Stato sia entrato nel merito, nel qual caso la decisione del 7 marzo 2006 si sostituirebbe alla precedente. 2.1.2 Ora, è vero che la seconda risoluzione non presenta un dispositivo formale in cui l'autorità dichiari espressamente irricevibile la domanda di riesame. Sia la forma di questa risoluzione, dove non viene ripresa testualmente la clausola contestata, sia il suo succinto contenuto non permettono tuttavia di considerarla come una decisione con cui l'autorità è entrata in materia e ha nuovamente rigettato la formulazione alternativa proposta dalla ricorrente. Tale risposta non potrebbe in effetti sostituirsi alla pronuncia originaria. In realtà, benché con riguardo e cortesia verso l'insorgente abbia fornito alcune delucidazioni sui motivi alla base della decisione del 14 febbraio 2006, il Consiglio di Stato si è semplicemente rifiutato di riesaminare la stessa. Considerata in quest'ottica la pronuncia del 7 marzo 2006, il secondo ricorso dev'essere giudicato inammissibile. In effetti, se l'autorità reputa che le condizioni per procedere ad un riesame della decisione non sono adempiute e si rifiuta quindi di esprimersi nuovamente sulla vertenza, l'istante non dispone di nuove facoltà di ricorso quanto al merito e può semplicemente insorgere contro la ritenuta insussistenza dei requisiti per il riesame (DTF 109 Ib 246 consid. 4a; sentenza 1P.513/2004 del 14 luglio 2005, in: RtiD I-2006 n. 4, consid. 2.3). Nel caso specifico, il secondo ricorso non contiene tuttavia alcuna argomentazione che contesti il rifiuto governativo di ritornare sulla questione, ma solleva esclusivamente censure di merito. D'altronde la ricorrente stessa riconosce che, avverandosi l'ipotesi testé ammessa, il secondo ricorso sarebbe stato irricevibile. La decisione di non entrare in materia appare peraltro ineccepibile, in quanto l'istanza di riesame del 20 febbraio 2006 non era fondata sull'esistenza di uno dei motivi che permettono di esigere la riconsiderazione di una decisione (cfr. DTF 127 I 133 consid. 6; 124 II 1 consid. 3a; 120 Ib 42 consid. 32b; 113 Ia 146 consid. 3a; 109 Ib 246 consid. 4a), ma tendeva unicamente ad ottenere una pronuncia meglio rispondente ai desideri dell'insorgente. 2.1.3 Oltre all'inammissibilità del secondo ricorso, da quanto precede discende altresì che la decisione del 14 febbraio 2006 ha mantenuto carattere di atto impugnabile. La stessa è fondata sul diritto cantonale autonomo, anche se vengono evocati determinati disposti di diritto federale, e costituisce una decisione di ultima istanza cantonale (cfr. 2P.143/2001 del 19 febbraio 2002, consid. 1c [pubblicato in RDAT II-2002 n. 23, ma non in DTF 128 I 19]). L'insorgente è inoltre toccata nei suo interessi giuridicamente protetti dal provvedimento litigioso. Esperito tempestivamente e fondato sulla pretesa violazione di diritti costituzionali dei cittadini, il primo ricorso di diritto pubblico rispetta quindi di massima le condizioni di ammissibilità poste dagli art. 84 e segg. OG.