Citation: 2C_791/2019 E. 3.1

3.1. Pronunciandosi sulla questione di sapere se, come sostenuto dal ricorrente, le modifiche apportate allo statuto della Fondazione nel corso della riunione del Consiglio di Fondazione tenutasi il 18 dicembre 2007, poi precisate e confermate con atto notarile nella seduta dell'11 aprile 2011, permettevano ora di considerarla conforme all'art. 335 CCS, i giudici cantonali hanno dapprima rievocate dette modifiche nonché rilevato che sempre nel corso della riunione dell'11 aprile 2011 era anche stato approvato (...) "la ratifica in globo delle cessioni ai fondatori, adottate il 18.12.2007 (...), di tutti gli attivi mobili (...) e passivi loro collegati, essendone esclusi i beni immobili e passivi loro collegati, nonché escluse le pretese cedute dallo studio A.________ a fine 1994 (...) ancor oggi di difficile incasso (...) " (sentenza impugnata consid. 2.1 pag. 8 seg.). Esaminando la contabilità della Fondazione dopo la modifica statutaria e la cessione degli attivi, la Camera di diritto tributario ha in primo luogo considerato che gli aspetti che avevano comportato il mancato riconoscimento della Fondazione erano tuttora presenti e determinanti. In primo luogo ha rilevato che erano stati ceduti solo le partecipazioni sociali e gli oggetti d'arte, archeologici e storici, mentre erano rimasti nel bilancio della Fondazione tutti i beni immobiliari e le "posizioni creditorie controverse", cioè quei crediti cedutile dallo studio legale dei fondatori. Inoltre fra gli attivi figurava anche un credito della Fondazione nei confronti dei fondatori ( "Debitoren Stifter"). Inizialmente pari a fr. 1'981'406.-- a fine 2007, ammontava a fr. 2'188'132.-- al 31 dicembre 2008, ciò che in buona parte traeva origine proprio dalla cessione degli attivi decisa nella riunione del dicembre 2007. In effetti, il valore netto degli attivi trasferiti dalla Fondazione ai fondatori era di fr. 1'090'724.74, somma corrispondente alla differenza tra il valore contabile degli attivi ceduti, cioè fr. 4'951'912.23, e quello dei debiti relativi, fr. 3'861'187.49. Siccome però il prezzo in questione non era stato soluto, l'importo era stato aggiunto ai debiti che i fondatori già avevano nei confronti della Fondazione. La Corte cantonale ha quindi considerato che le modifiche degli statuti adottate fine 2007 e i successivi adeguamenti del bilancio non avevano alcuna ripercussione sul riconoscimento fiscale della Fondazione, poiché gli aspetti problematici rilevati nel passato erano solo in minima parte stati risolti. La Fondazione continuava infatti ad essere utilizzata per gestire l'incasso di crediti problematici dello studio legale dei fondatori, ciò che come già spiegato nel passato non era conciliabile con l'art. 335 CCS. Al riguardo ha osservato che certe affermazioni dei contribuenti figuranti negli allegati di causa, segnatamente nella replica del 17 gennaio 2019, concernenti proprio questi crediti problematici e la loro asserita retrocessione ai fondatori, erano in manifesto contrasto con quanto risultava invece dalla deliberazione del Consiglio di Fondazione, approvata l'11 aprile 2011, che escludeva invece questa restituzione, come pure dai bilanci della Fondazione, che negli anni susseguenti hanno continuato a registrare, fra gli attivi la voce "Forderungen geg. säumige Debitoren (Streitfälle) " per 3 milioni di franchi e, fra i passivi, un accantonamento della stessa misura ( "Rückstellung für säumige Debitoren und allgemeine Risiken"). Senza tralasciare che i contribuenti si dichiaravano consapevoli del fatto che la cessione dei crediti dello studio legale costituiva "una delle attività più criticate come incompatibili con la fondazione". I giudici cantonali si sono poi chinati sugli importanti debiti che i fondatori avevano nei confronti della Fondazione, la quale utilizzava una quota importante del proprio patrimonio - circa due milioni di franchi - per finanziare i fondatori senza nessuna rimunerazione. Rilevato che i rapporti "debito - credito" tra la Fondazione e i fondatori erano sempre stati complessi, essi hanno rimarcato che, fino alla fine del 2007, i crediti vantati dai fondatori nei confronti della Fondazione erano predominanti, ciò che era già problematico, come peraltro già giudicato in una loro precedente sentenza del 24 ottobre 2007 in merito alle tassazioni dei periodi fiscali fino al 2004. Oltre a questi crediti dei fondatori, ammontanti a fine 2007 a fr. 2'442'683.--, la Fondazione vantava a sua volta crediti nei loro confronti, più esattamente verso lo studio legale dei fondatori, il cui ammontare corrispondeva all'incirca ai crediti dei fondatori. Al momento della modifica statutaria, con il trasferimento degli attivi mobiliari, debiti e crediti erano stati compensati. Sennonché allo stesso momento era nato un nuovo debito dei fondatori ([ "Debitoren Stifter"], conseguenza del mancato pagamento del prezzo di cessione degli attivi e passivi, come già accennato), di modo che la Fondazione, dopo la modifica statutaria, era passata da una situazione di debitrice verso i fondatori per fr. 121'093.-- alla condizione di creditrice di ben fr. 2'447'741.--. Ora non rientrava certamente tra gli scopi di una fondazione di famiglia ai sensi dell'art. 335 cpv. 1 CCS di concedere finanziamenti milionari ai propri fondatori. In seguito, il fatto che i fondatori si fossero fatti retrocedere dalla Fondazione parte dei beni che le avevano precedentemente attribuito dimostrava, secondo la Corte cantonale, che tra il patrimonio personale dei primi e quello della seconda vi era una certa osmosi, indubbiamente problematica nella prospettiva del riconoscimento della personalità giuridica della Fondazione, dato che un principio fondamentale del diritto della fondazione è che il fondatore si separi definitivamente del suo patrimonio, destinato a conseguire un fine particolare. La Corte cantonale non si è poi espressa sul finanziamento di fr. 247'090.-- concesso dalla Fondazione a una delle figlie dei fondatori, ritenuto trascurabile visto l'ammontare dei debiti della Fondazione nei confronti dei fondatori. Tutt'al più ha definito insolito il fatto che l'interessata, da quando aveva ottenuto il finanziamento, nel 2003, non aveva mai effettuato alcun ammortamento né pagato alcun interesse, allorché la loro capitalizzazione aveva portato il saldo del debito, alla fine del 2012, a fr. 372.031.--. Essa ha concluso osservando che niente le permetteva pertanto di scostarsi dalle conclusioni alle quali era giunta nella sentenza del 15 maggio 2017 e ha quindi respinto il ricorso sottopostole.