Citation: 4C.260/2003 06.02.2004 E. 3

Prima di chinarsi sulle numerose censure ricorsuali appare opportuno formulare alcune considerazioni preliminari di carattere generale. 3.1 Si rileva anzitutto la sostanziale coincidenza della motivazione del ricorso per riforma con quella del parallelo ricorso di diritto pubblico. Il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che, in simili casi, i due rimedi non sono inammissibili già per il motivo che il loro contenuto è pressoché identico; esso può tuttavia unicamente entrare nel merito dei gravami se, nonostante la commistione delle censure sollevate, la motivazione dei ricorsi appare sufficientemente chiara ed adempie i requisiti legali (DTF 118 IV 293 consid. 2a con rinvii). 3.2 Nel quadro del presente giudizio il Tribunale federale non esaminerà pertanto gli argomenti rivolti contro l'applicazione del diritto processuale cantonale, contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove. Giovi rammentare che il ricorso per riforma è ammissibile per violazione del diritto federale (art. 43 cpv. 1 OG). Con tale rimedio non possono, per contro, essere invocate la violazione di un diritto costituzionale (art. 43 cpv. 1 OG) o la violazione del diritto cantonale (art. 55 cpv. 1 lett. c OG). Inoltre, nella giurisdizione di riforma, il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale, a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove (ad esempio l'art. 8 CC), debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG, ovverosia mediante fatti allegati da una parte in sede cantonale in modo conforme alle norme sulla procedura, ma ritenuti a torto dall'autorità cantonale come irrilevanti o da essa negletti a causa dell'errata comprensione del diritto federale (DTF 127 III 248 consid. 2c con rinvii). Tutte queste critiche e gli atti cui si riferiscono devono essere debitamente specificati (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG). Fatte salve queste eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorità cantonale sono improponibili, così come non si può far riferimento a circostanze non accertate nel giudizio impugnato, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF citato). Questi principi sono applicabili anche alla risposta (art. 59 cpv. 3 OG). 3.3 In concreto l'attore si prevale invero a più riprese della violazione di disposizioni federali in materia di prove, segnatamente degli art. 8 CC e 86 LCStr. Come verrà meglio spiegato nei relativi considerandi, il richiamo a queste norme risulta tuttavia, ogni volta, privo di pertinenza. Si rileva in particolare che, contrariamente a quanto pare ritenere l'attore, nessuna di queste due norme prescrive al giudice come valutare le risultanze dell'istruttoria. L'art. 8 CC regola, per tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale, la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di ogni prova. Tale disposto conferisce alla parte cui incombe l'onere della prova il diritto di dimostrare l'esattezza delle proprie allegazioni, a patto che i fatti allegati siano giuridicamente rilevanti e che le prove siano state proposte conformemente alle esigenze procedurali poste dal diritto cantonale, per quanto riguarda forma e contenuto (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii). L'art. 8 CC non disciplina per contro l'apprezzamento probatorio; esso, in altri termini, non esclude né l'apprezzamento anticipato delle prove né la prova indiziaria, né tantomeno un'istruzione probatoria limitata ad alcune prove, nella misura in cui essa basta a convincere il giudice della fondatezza di un'allegazione (DTF citato; 127 III 519 consid. 2a con rinvii). Dal canto suo l'art. 86 LCStr concede al giudice la facoltà di apprezzare i fatti senza essere vincolato dalle disposizioni della procedura cantonale concernenti le prove; ciò significa, ad esempio, ch'egli non è vincolato dalle norme che limitano la forza probatoria di certe deposizioni o, al contrario, accordano valore prioritario a determinati mezzi di prova (Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, 3a ed., n. 2.1 ad art. 86 LCStr; Brehm, La responsabilité civile automobile, Berna 1999, n. 330 pag. 132 seg.). Questo disposto non comporta, per contro, la possibilità di derogare all'art. 63 cpv. 2 OG; adito quale istanza di riforma il Tribunale federale rimane vincolato all'accertamento dei fatti eseguito in sede cantonale, anche qualora si pronunci su di una controversia in ambito di circolazione stradale (Bussy/ Rusconi, n. 3.4.1 ad art. 86 LCStr).