Citation: 2P.270/2000 26.01.2001 E. B

B.- Il 4 agosto 2000 il Procuratore pubblico straordinario ha esteso l'accusa nei confronti del giudice Verda ai reati di corruzione passiva, istigazione a violazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento ed ha disposto l' arresto del magistrato. Riunitosi il 9 agosto successivo, il Consiglio della magistratura ha preso atto di questi nuovi eventi, decidendo di attendere gli sviluppi dell'indagine prima di adottare ulteriori provvedimenti sul piano disciplinare. Dopo avere acquisito agli atti i documenti relativi all'inchiesta penale trasmessigli dal Procuratore pubblico straordinario, il 22 agosto 2000 detto Consiglio ha comunicato al giudice Verda che, alla luce di quanto emergeva da tale documentazione, era da prevedersi l'adozione nei suoi confronti di un provvedimento disciplinare. Il magistrato è quindi stato invitato a prendere posizione in proposito. Mediante due scritti del 15 e del 29 settembre 2000, quest'ultimo ha potuto determinarsi sulla questione, contestando la conformità del procedimento in atto con l'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del 4 novembre 1950 (CEDU; RS 0.101), nonché chiedendo, in via principale, la sospensione dello stesso sino all'emanazione della sentenza penale e, in via subordinata, l'assunzione da parte del Consiglio della magistratura di ulteriori prove. Nel frattempo, il 24 agosto 2000 il giudice Verda era stato posto in stato di libertà provvisoria e il 12 settembre il Consiglio della magistratura aveva deciso di affiancare al provvedimento cautelare della sospensione dalla carica quello della privazione integrale dell'onorario a far tempo dal 1° settembre 2000, così come previsto dall'art. 84 cpv. 2 LOG.