Citation: 2C_180/2019 E. 4

Con l'impugnativa, la ricorrente contesta le argomentazioni - alternativamente - fornite per respingere l'istanza di restituzione dei termini. Ritenendole entrambe infondate chiede quindi che l'incarto sia rinviato alla Corte cantonale, affinché si pronunci nel merito. A torto, tuttavia. Come già più volte indicato dal Tribunale federale, in casi in cui la richiesta di anticipo spese viene inviata direttamente al patrocinatore, che poi la gira al cliente, spetta infatti al legale assicurarsi che il pagamento sia effettivamente avvenuto in tempo (non basta rendere attenti sulla necessità di pagare) e se tale verifica viene omessa, il diniego di un comportamento incolpevole non lede il divieto di arbitrio. Proprio così è però anche nella fattispecie che ci occupa. Dal giudizio impugnato risulta in effetti che la domanda di anticipo è stata inviata alla patrocinatrice della ricorrente e, non avendo quest'ultima verificato l'avvenuto pagamento entro il termine, la Corte cantonale poteva quindi - senza arbitrio - considerare che la condizione dell'incolpevolezza richiesta dall'art. 15 cpv. 1 LPamm/TI non fosse rispettata (sentenza 2C_530/2016 del 14 giugno 2016 consid. 2, con riferimento all'art. 148 CPC, che ammette la restituzione in assenza di colpa o in presenza di colpa in lieve misura, e sulla base del quale è stato confermato il diniego della restituzione del termine in un caso analogo; sentenza 2C_645/2008 del 24 giugno 2009 consid. 2.3.2, con riferimento all'applicazione dell'art. 12 cpv. 2 VRG/ZH, che esclude la restituzione del termine nel caso di una negligenza grossolana, e applicando il quale è stato confermato il diniego della restituzione del termine sempre in un caso analogo).