Citation: U 37/05 12.10.2005 E. 4

Nel caso di specie, da un attento esame dell'incarto e alla luce della giurisprudenza menzionata, la valutazione operata dai primi giudici non può essere condivisa. 4.1 A prescindere dal fatto che, come evidenzia la prassi di questa Corte in materia (DTF 117 V 360 consid. 4b), anche uno stato depressivo ricollegabile ad un infortunio del tipo "colpo di frusta" configura un disturbo tipico rientrante nel normale quadro clinico di una simile lesione, in concreto si osserva che non sono stati rilevati i disturbi a livello della nuca o del rachide cervicale (cfr. consid. 2.2) che dovrebbero manifestarsi, secondo la scienza medica, entro 72 ore dall'evento infortunistico. Infatti, dalla documentazione agli atti risulta che: - il 10 novembre 2002, dopo i primi soccorsi all'Ospedale X.________, l'assicurato è stato ricoverato all'Ospedale Z.________ per frattura del tubercolo maggiore dell'omero destro, poco dislocata, frattura del capitello radiale destro, poco dislocata, infrazione del radio distale sinistro e trauma distorsivo del rachide cervicale; il 12 novembre 2002 è stato dimesso in buone condizioni generali, - il 2 dicembre 2002 il dott. F.________ ha chiesto all'INSAI di poter effettuare ulteriori indagini a livello della colonna cervicale a causa di persistente cervicalgia con brachialgie a sinistra, a volte tipo scossa, e disparestesie residue, - il 3 dicembre 2002 - in occasione della verbalizzazione della "denuncia-querela" formulata presso la Regione Carabinieri L.________ - l'interessato ha asserito di essere caduto per terra dopo aver fatto un volo di un paio di metri, procurandosi le note lesioni; immediatamente dopo l'accaduto sarebbe stato trasportato presso l'Ospedale X.________ con l'ambulanza e poi trasferito all'Ospedale L.________, - il 18 dicembre 2002 il dott. N.________ - dopo aver sottoposto l'assicurato all'esame RM e RX in due proiezioni della colonna cervicale - ha accertato la presenza di discopatie con spondilosi e piccole ernie, senza segni di mielopatie o radicolopatie, rilevando l'assenza di fratture ed ematomi, - alla visita medica del 22 gennaio 2003, effettuata dal dott. K.________ dell'Ospedale L.________, l'assicurato presentava sempre un dolore a livello della spalla, in parte fino alle dita, nonché all'omero prossimale; secondo il medico, la funzione mostrava un'elevazione fino a 90 gradi laterale anteriore, con Nacken- e Schürzengriff incompleti; a livello del gomito sussisteva buona mobilità, con dolenzia in situazioni estreme; quanto al polso sinistro, non vi era nessun problema, - secondo il rapporto INSAI del 4 febbraio 2003, allestito in occasione di una "visita di cortesia" sulla base delle dichiarazioni dell'interessato, quest'ultimo, dopo l'incidente, sarebbe rimasto, senza esagerare, un'ora e mezza per terra, al freddo, in attesa dell'autolettiga, con le macchine che passavano senza che nessuno si fermasse; sul posto l'infortunato avrebbe avuto conati di vomito, nausea e forte mal di testa; l'assicurato - illustra il rapporto - non crede di essere svenuto; attualmente non si troverebbe in buone condizioni, soffrendo di un forte e costante dolore che dalla cervicale sale agli occhi ed alla fronte; la mobilità della spalla sarebbe molto ridotta; mancherebbe inoltre di forza nel braccio; avrebbe dolori su tutto il braccio e nella regione del gomito; le dita della mano alla sera sarebbero gonfie e mancherebbero di sensibilità, con una sensazione di formicolio; l'interessato sostiene di essere anche molto scosso nel morale e dimagrito; non vedrebbe alcun miglioramento e si abbatterebbe facilmente anche se tenterebbe nonostante tutto di reagire; conclude asserendo di non riuscire a concentrarsi per il mal di testa e al collo, - il 2 aprile 2003 il dott. T.________ della Ars Ortopedica di G.________, dopo aver evidenziato le note patologie, ha precisato trattarsi di un caso piuttosto complesso con caduta importante, anche se le fratture non sembravano così rilevanti e invalidanti; il medico ha consigliato un eventuale consulto neurologico, ritenendo che i disturbi maggiori fossero dovuti probabilmente al trauma distorsivo-contusivo della colonna cervicale, in virtù anche del persistere dei dolori per parecchi mesi dopo un trauma della colonna cervicale anche in presenza di RM negativa, - il rapporto 8 aprile 2003 dell'INSAI, riferito ad un'ulteriore "visita di cortesia", accerta, in sostanza, le medesime affezioni già riscontrate il 4 febbraio precedente, - il 16 maggio 2003 il dott. R.________, chirurgo ortopedico dell'INSAI, preso atto delle patologie dell'assicurato e in considerazione della dinamica dell'evento infortunistico, ha chiesto di sottoporre l'interessato a una valutazione specialistica neurologica alla ricerca di un'eventuale lesione del plesso cervicale, rispettivamente cervico-brachiale, e a un periodo di riabilitazione a N.________, comprensivo di un sostegno, essendo il paziente toccato nel proprio orgoglio; il sanitario ha concluso asserendo che in considerazione del quadro clinico complessivo (compreso quello psichico) e vista la posizione del paziente nell'ambito della ditta, questi sarebbe in grado di ricavarsi una propria nicchia di lavoro con un rendimento stimato nell'ordine di grandezza del 10-15%, - l'assicurato non si è presentato alla Clinica O.________ a causa di uno stato emotivamente labile e ansioso e perché si sentiva molto depresso e al limite delle lacrime, - il 7 agosto 2003 il dott. F.________, psichiatra e psicoterapeuta, ha diagnosticato un disturbo organico della personalità; tale diagnosi andava però accertata mediante investigazione neuropsicologica approfondita; lo specialista ha concluso asserendo di non ritenere che la patologia del paziente avesse delle uniche ragioni di tipo psico-emotivo, ma che alla sua patologia soggiaceva un vero e proprio squilibrio di tipo neuropsicologico a carattere post-traumatico, - il 9 settembre 2003 l'interessato è stato visitato dal dott. P.________, neurologo all'Ospedale B.________, il quale non esclude che in occasione dell'infortunio, il paziente abbia riportato una distorsione del rachide cervicale (elemento comunque difficile da ritenere con certezza, assenti i classici parametri di un whip lash); dopo aver evidenziato che il paziente, che potrebbe presentare in effetti una particolare e predisponente struttura della personalità, soffre di una psicopatologia post-traumatica (nel senso che è apparsa e si è scompensata dopo l'infortunio del 10 novembre 2002), caratterizzata prevalentemente da uno stato ansioso e da elementi psicotici, il medico conclude asserendo che gli sembra possibile che la personalità fragile dell'interessato si sia frammentata al momento dell'incidente e che attualmente sussiste una problematica essenzialmente di tipo angoscioso-psicotico (e solo di riflesso di natura depressiva), - la risonanza magnetica cerebrale del 13 ottobre 2003 evidenzia reperti MRI cerebrali nei limiti di norma senza evidenti lesioni di tipo emorragico, ischemico o di sospetta origine tumorale, sia nella fossa posteriore che a livello sopra tentoriale, ritenuta la qualità subottimale delle immagini a causa dei movimenti del paziente, - nella dichiarazione 15 gennaio 2004 lo psichiatra dott. F.________ è dell'avviso che l'assicurato sia affetto da una sintomatologia ansiosa depressiva, di verosimile coincidenza con l'incidente subito, ritenendo che per la sintomatologia e la fenomenologia clinica, conseguenti e in relazione all'incidente del 10 novembre 2002, il paziente dovrà sottoporsi, presto o tardi, ad un'investigazione neuropsicologica approfondita, - il 9 febbraio 2004, infine, il dott. S.________, medico dell'INSAI, preso atto della documentazione sanitaria agli atti, reputa che l'apparato locomotore dell'assicurato non presenta esiti infortunistici oggettivabili, atteso che gli esami non hanno evidenziato nessun deficit neurologico; per il medico non esistono i presupposti per il riconoscimento di una trauma del tipo "colpo di frusta"; del resto la MRI cerebrale sarebbe nella norma e la successiva ipotesi dello psichiatra dott. F.________ di sospetto disturbo organico di personalità risulterebbe infondata e inverosimile, mentre un'affezione psichiatrica reattiva sarebbe stata ravvisata in modo chiaro anche dal dott. P.________. 4.2 Ora, emerge in termini incontrovertibili che non vi sono i presupposti per concludere che vi siano lesioni al rachide cervicale del tipo "colpo di frusta" conseguenti all'infortunio, mancando agli atti l'attestazione medica o altro elemento idoneo a sostanziare che l'assicurato abbia manifestato i disturbi tipici che connotano siffatta affezione nello spazio temporale di 72 ore al massimo dall'evento infortunistico, così come richiesto dalla giurisprudenza. Risulta per contro come l'interessato abbia mutato in corso di procedura la versione sulle circostanze dell'incidente: infatti, in occasione della verbalizzazione avvenuta il 3 dicembre 2002, ossia a oltre tre settimane dai fatti, presso i carabinieri di L.________, il qui resistente aveva asserito che immediatamente dopo l'accaduto sarebbe stato trasportato all'Ospedale X.________ con l'ambulanza, mentre all'ispettore dell'INSAI nel febbraio 2003 aveva dato una versione totalmente diversa, asseverando di essere rimasto un'ora e mezza per terra, al freddo, con le macchine che passavano senza che nessuno si fermasse. Quest'ultima affermazione non è credibile, ove solo si pensi al comune dato d'esperienza secondo cui il ricordo di un fatto tende ad affievolirsi con il trascorrere del tempo, ritenuto altresì che la dichiarazione resa ai carabinieri di L.________ ha avuto luogo 23 giorni dopo il noto accadimento e non può pertanto essere riconducibile all'agitazione connessa allo stress del momento. La dichiarazione di segno contrario espressa il 4 febbraio 2003 - a poco meno di tre mesi dall'incidente e due mesi dopo quella verbalizzata dai carabinieri - non può essere seguita perché più lontana nel tempo e quindi nel ricordo, oltre che per il rischio che possa essere stata influenzata, volutamente o inconsciamente, da fattori esterni. Nemmeno risulta che l'assicurato abbia denunciato nel corso della sua degenza presso l'Ospedale L.________ (dal 10 al 12 novembre 2002) la sintomatalogia del "colpo di frusta" e che i medici curanti se ne siano accorti: infatti, l'attestazione rilasciata dal dott. B.________ non accenna per nulla a tali affezioni, ma si limita a indicare le cure per le patologie traumatiche. Nulla emerge di quanto poi dirà l'assicurato il 4 febbraio 2003 all'ispettore dell'INSAI, ossia che sul luogo dell'incidente, il 10 novembre 2002, avrebbe avuto conati di vomito, nausea e forte mal di testa. È solo il 2 dicembre 2002, quasi tre settimane dopo l'evento, che per la prima volta il dott. I._______ ritiene opportuno effettuare ulteriori indagini a livello della colonna cervicale a causa della persistente cervicalgia e solo il 10 febbraio 2003, in occasione di un "rapporto intermedio" all'INSAI, che egli annuncia cervicalgie ridotte ma con cefalea dopo minimi sforzi e diminuzione della concentrazione. Come già si è detto e come emerge dalle varie indagini svolte, sia dal profilo radiologico che da quello clinico non sono state oggettivate lesioni di carattere post-traumatico riconducibili al colpo di frusta. 4.3 Ne consegue che lo stato valetudinario dell'assicurato non è riconducibile a lesioni al rachide cervicale conseguenti a infortunio del tipo "colpo di frusta". Il ricorso dell'INSAI merita pertanto di essere tutelato.