Citation: 4A_159/2008 07.08.2008 E. 5

In secondo luogo il ricorrente sostiene che la Corte cantonale avrebbe violato gli art. 1 e 363 segg. CO anche nell'ambito della determinazione dell'ammontare della mercede; vi aggiunge l'art. 8 CC che, a suo dire, costituisce "uno standard minimo federale per l'apprezzamento di una prova, che mai può essere arbitrario". Egli sostiene che le opponenti non avrebbero fatto fronte all'onere di giustificare le loro pretese e, riferendosi alla DTF 113 Il 513, che i giudici ticinesi avrebbero dovuto esercitare il loro libero apprezzamento in materia di prove tenendo conto sia della perizia giudiziaria sia del fatto che "un asserito contestato riconoscimento dei rapporti a regia" non impedisce al committente di contestare la mercede dovuta. 5.1 L'argomentazione ricorsuale misconosce la portata della norma richiamata. L'art. 8 CC regola, tra l'altro, l'onere della prova, nel senso che definisce quale parte debba sopportare le conseguenze qualora un fatto non sia provato. La questione non si pone più se, come nel caso in esame, il giudice accerta un fatto per mezzo dell'apprezzamento delle prove: contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, l'art. 8 CC non prescrive affatto come il giudice cantonale debba apprezzare le prove e accertare i fatti (DTF 130 III 591 consid. 5.4 pag. 601 seg. con rinvii). Nulla muta il richiamo alla DTF 113 II 513. In questa sentenza non viene detto nulla di diverso quanto alla portata dell'art. 8 CC. Vi si legge effettivamente che in forza degli art. 373 cpv. 2 e 374 CO - e non dell'art. 8 CC - il giudice deve fare uso del suo prudente criterio (DTF citata consid. 5b pag. 521). Ma in quell'occasione il Tribunale federale - che poteva apprezzare liberamente le prove perché statuiva su azione diretta - aveva esaminato il diritto dell'appaltatore di aumentare i prezzi unitari a dipendenza di circostanze straordinarie (cfr. art. 373 cpv. 2 CO), non doveva stabilire la mercede dovuta per opere supplementari eseguite a regia. 5.2 Detto questo, si deve constatare che ancora una volta il ricorrente muove censure solo appellatorie contro i fatti e si confronta a malapena con le motivazioni della sentenza impugnata: egli invoca genericamente la perizia giudiziaria senza nemmeno considerare le ragioni per le quali i giudici ticinesi se ne sono scostati (il carattere teorico della verifica eseguita dal perito), e agli accertamenti concernenti le verifiche puntuali della direzione dei lavori, suffragati da deposizioni testimoniali precise, oppone una contestazione altrettanto generica, scevra da qualsiasi riferimento agli atti istruttori. 5.3 Ne viene che i fatti accertati dalla Corte cantonale non possono essere rivisti e che il diritto federale, tenuto conto di tali fatti, è stato applicato correttamente. Avendo le parti pattuito che le quantità esposte nel preventivo erano "approssimative" e che i prezzi unitari erano da applicare "alle quantità effettivamente eseguite", la mercede è stata infatti determinata secondo il valore del lavoro, così come vuole l'art. 374 CO.