Citation: 8C_231/2009 24.11.2009 E. 3

Nel merito, la ricorrente contesta l'accertato rapporto di dipendenza tra L.________ e la X.________ SA, con conseguente obbligo di pagare per l'interessato il premio per infortuni professionali e non professionali per il 2006. Anche questa censura è infondata. Come già rilevato dal primo giudice, per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, la giurisprudenza ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro e non sopporta il rischio economico a carico del datore di lavoro. Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente o dipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (DTF 123 V 161 consid. 1 pag. 163; 122 V 169 consid. 3a pag. 171, 281 consid. 2a; 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). In concreto, la conclusione del primo giudice, che - per quanto concerne il lavoro svolto da L.________ per la società insorgente nel 2006 - ha ritenuto prevalenti gli aspetti di un'attività dipendente rispetto a quelli di natura indipendente, può essere confermata. Gli scarsi argomenti che la ricorrente oppone a questa conclusione non portano ad un risultato diverso. Nel gravame essa non fa valere elementi suscettibili di dimostrare che la valutazione della Corte cantonale sarebbe contraria al diritto o comunque manifestamente inesatta. Privo di pertinenza è in particolare il richiamo della ditta all'art. 327 cpv. 2 CO. Il giudice di prime cure ha infatti rilevato che a norma di tale disposto gli utensili e il materiale per l'esecuzione del lavoro possono essere messi a disposizione appunto anche dal lavoratore. Ne consegue pertanto che, visti gli art. 1a cpv. 1 LAINF e 1 OAINF, a ragione l'INSAI ha chiesto il pagamento dei premi assicurativi in oggetto all'insorgente.