Citation: 5D_142/2017 E. 4.2

4.2. Il ricorrente ritiene poi che nel caso di specie, spiegando in dettaglio alla parte opponente come doveva essere redatta la procura, il Tribunale di appello abbia oltrepassato le proprie competenze, favorito la parte avversa e, assumendo un comportamento parziale, leso il proprio diritto a un tribunale imparziale giusta gli art. 6 CEDU e 30 Cost. Ci si può legittimamente domandare se la censura sia ammissibile. Dalla sentenza impugnata non emerge che il ricorrente abbia sollevato in appello la presente censura nell'ottica di una violazione del suo diritto a un tribunale indipendente e imparziale. Inoltre, egli non discute veramente le motivazioni dei Giudici di appello: in particolare, non contesta che in casu sia stata sanata una carenza soltanto formale, le procure essendo nella sostanza chiare. Comunque sia, pure questa censura appare di primo acchito manifestamente infondata. Carenze formali sono suscettibili di essere sanate, previa assegnazione di un termine a tal fine, perché esse non costituiscono l'essenza del procedimento giudiziario - ciò che apparentemente non vuole accettare il ricorrente. Per la medesima ragione, non è arbitrario ritenere che il giudice non violi il proprio dovere di imparzialità informando la parte in fallo e spiegandole cosa essa debba intraprendere per ovviare alla carenza lamentata. Infine, mal si vede quale efficacia avrebbe un termine suppletivo per sanare una carenza formale, se il giudice non fosse autorizzato a dire alla parte in cosa risieda la carenza rilevata e come essa debba venire sanata. Si pensi al rinvio dell'atto per emendamento: come potrebbe sapere l'estensore se il proprio allegato sia stato considerato prolisso, oppure se esso debba essere emendato da passaggi sconvenienti, oppure semplicemente firmato? Manifestamente infondata, la censura dev'essere respinta nella misura della sua ammissibilità.