Citation: 4C.15/2000 17.04.2000 E. 3

3.- A mente del convenuto la decisione impugnata risulta in contrasto con varie norme del diritto federale. Dato il tenore dell'impugnativa appare necessario formulare alcune considerazioni di carattere formale prima di chinarsi sulle singole censure ivi sollevate. a) Giusta l'art. 55 cpv. 1 lett. c OG l'atto ricorsuale deve menzionare le norme di diritto federale violate dalla decisione impugnata e in che consiste la lesione. Esso non deve per contro criticare accertamenti di fatto né addurre fatti nuovi, né proporre eccezioni, contestazioni e mezzi di prova nuovi, così come non può prevalersi della violazione del diritto cantonale. Chiamato a statuire quale istanza di riforma il Tribunale federale fonda infatti il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima istanza cantonale (DTF 120 II 97 consid. 2b, 119 II 84 consid. 3), a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove, che debbano essere rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o che si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG. Tutte queste critiche relative ai fatti devono comunque essere debitamente specificate e indicare gli atti cui si riferiscono (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG; DTF 115 II 484 consid. 2a); in caso contrario, gli argomenti sono considerati nuovi e quindi inammissibili (art. 55 cpv. 1 lett. c OG). b) Discende da questi principi l'inammissibilità del ricorso per riforma nella misura in cui si riferisce a circostanze di fatto diverse da quelle contenute nella sentenza impugnata, senza che venga allegata né tantomeno dimostrata una delle summenzionate eccezioni. Ciò vale innanzitutto per la contestazione relativa all'intenzione del convenuto di ritirarsi dagli affari; oltre a non indicare con precisione i punti delle memorie citate che contraddirebbero l'accertamento della Corte cantonale il convenuto nemmeno spiega quale sarebbe l'incidenza di tale circostanza sull'esito del giudizio. Pure inammissibile risulta la censura rivolta contro l'accertamento concernente il momento in cui l'attore ha preso conoscenza del divieto di concorrenza a carico del convenuto. c) A nulla giova, infine, il ripetuto richiamo del convenuto all'art. 43 cpv. 4 OG. Tale norma assimila l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto alla violazione del diritto federale prevista dall'art. 43 cpv. 1 OG, ciò che induce il convenuto a ritenere di poter criticare, sulla scorta di questo disposto, la valutazione delle prove. A torto. L'apprezzamento giuridico di un fatto altro non è, infatti, che la sua qualificazione giuridica (Sussunzione). In sostanza, dunque, il capoverso 4 non aggiunge nulla a quanto già stabilito all'art. 43 cpv. 1 OG (DTF del 16 novembre 1993 consid. 3b pubblicato in: SJ 1995 pag. 794; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 5 ad art. 43 OG, pag. 178).