Citation: 1C_207/2024 E. 7.2

7.2. Ora, i ricorrenti non fanno valere, se non in maniera del tutto generica adducendo semplicemente di non ritenere l'esito delle elezioni come cristallino, che si sarebbe in presenza di tali gravi vizi. Né essi cercano di spiegare il loro assunto secondo cui gli asseriti vizi avrebbero avuto ripercussioni importanti sulla libera formazione della volontà degli aventi diritto di voto, asserite irregolarità che peraltro non hanno censurato immediatamente, ma in larga misura solo al momento in cui hanno saputo dell'esito, a loro sfavorevole, delle elezioni. D'altra parte essi non adducono che la criticata composizione degli Uffici elettorali avrebbe comportato delle irregolarità importanti riguardo alla validità delle schede di voto e al loro conteggio e che, pertanto avrebbero avuto un'influenza rilevante sull'esito delle elezioni. Per di più essi neppure sostengono che si sarebbe in presenza di una esigua differenza di voto tra i candidati eletti e la loro mancata elezione. In effetti, dal verbale dell'Assemblea comunale del 15 settembre 2023 risulta che alla stessa erano presenti 83 persone, delle quali 77 aventi diritto di voto su un totale di 155, ossia il 49.68%. Per l'elezione del Sindaco è stata eletta al primo turno Dorothea Rigonalli con 53 voti, mentre il ricorrente Sergio Daldini, non eletto, ne ha ricevuti soltanto 21; non vi erano schede nulle e solo tre schede bianche. Per l'elezione dei quattro municipali sono stati eletti al primo turno Agnese Aspari Pellanda (58 voti), Luca Albertini (53 voti), Andrea Marghitola (53 voti) e Rosilde Gadola (42 voti); non vi erano né schede nulle o bianche. I ricorrenti Giorgio Spadini e Sergio Daldini, non eletti, hanno ricevuto 29 rispettivamente 21 voti. L'ampiezza della differenza dei voti è quindi netta, non si è inoltre in presenza di vizi gravi e la loro importanza nel quadro complessivo delle elezioni litigiose non è decisiva (DTF 147 I 305 consid. 5.1; 145 I 5 consid. 4.2; 141 I 221 consid. 3.3). Giova sottolineare infine che, in sostanza, non si è d'altra parte in presenza di vizi, ma di un'interpretazione differente dell'applicazione a titolo sussidiario e per analogia della normativa cantonale ad asserite, inesistenti lacune della legislazione comunale, che non implicano di per sé una violazione del diritto di voto. Non essendo ravvisabile alcun influsso dei pretesi vizi sull'esito delle contestate elezioni, l'annullamento delle stesse non può entrare in linea di conto.