Citation: 1P.779/2005 20.03.2006 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 131 I 153 consid. 1, 131 II 364 consid. 1, 352 consid. 1). 1.1 La sentenza impugnata, che conferma il sequestro ordinato dal PP essenzialmente in applicazione dell'art. 161 CPP/TI, non pone fine alla procedura e costituisce una decisione incidentale, emanata dall'ultima istanza cantonale (cfr. art. 284 cpv. 1 lett. a CPP/TI in relazione con l'art. 86 cpv. 1 OG). In tal caso, non trattandosi di una decisione incidentale sulla competenza o su una domanda di ricusazione (art. 87 cpv. 1 OG), il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo se la decisione incidentale può causare un pregiudizio irreparabile (art. 87 cpv. 2 OG). Il Tribunale federale ha già ammesso che da una misura cautelare quale il sequestro, scaturisce un danno da considerarsi irreparabile per l'interessato, visto ch'egli viene privato della possibilità di disporre liberamente dei suoi beni per la durata del provvedimento (DTF 128 I 129 consid. 1, 126 I 97 consid. 1b pag. 101 e rispettivi riferimenti). 1.2 Il ricorrente precisa di impugnare la sentenza della CRP nella misura in cui conferma il sequestro dei suoi averi bancari, delle pigioni incassate e dei suoi fondi di Morcote. Quale proprietario di questi fondi e titolare delle relazioni bancarie oggetto del contestato provvedimento, il ricorrente è colpito nei suoi interessi giuridicamente protetti e pertanto legittimato secondo l'art. 88 OG a ricorrere. Nella misura in cui è fondato sulla violazione dei diritti costituzionali dei cittadini, il gravame, tempestivo (art. 89 cpv. 1 OG), è di principio ammissibile (art. 84 cpv. 1 lett. a OG). 1.3 Nella procedura di ricorso di diritto pubblico non si possono di principio invocare fatti o mezzi probatori nuovi, né possono essere fatte valere nuove allegazioni (DTF 129 I 49 consid. 3 e rinvii). In quanto non presentati già dinanzi alle autorità cantonali, i documenti prodotti dal ricorrente in questa sede e le argomentazioni che ne deduce sono pertanto inammissibili. 1.4 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso di diritto pubblico, oltre la designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a) e l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nel gravame, il ricorrente solleva soprattutto censure materiali relative a un'asserita errata applicazione dell'art. 59 CP, senza tuttavia metterle direttamente in relazione con la misura provvisionale del sequestro, fondato sul diritto cantonale (art. 161 CPP/TI). In particolare, sostiene che non sarebbero adempiuti i requisiti di una confisca a titolo di risarcimento compensatorio sulla base dell'art. 59 n. 2 CP, poiché le cartelle ipotecarie sarebbero reperibili da parte dell'autorità inquirente facendo capo a una procedura di assistenza giudiziaria internazionale. Il ricorrente ritiene inoltre che la Corte cantonale avrebbe tra l'altro disatteso l'art. 59 n. 1 cpv. 2 CP, negando la sua buona fede e omettendo di esprimersi sul requisito della "controprestazione adeguata" ch'egli adduce di avere fornito in corrispondenza delle cartelle ipotecarie. Così come formulate nel gravame, le critiche ricorsuali riguardano sostanzialmente una pretesa violazione del diritto penale federale (art. 59 CP) e sarebbero quindi di per sé proponibili unicamente nell'ambito di un ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 268 segg. PP, che in concreto non sarebbe comunque aperto, trattandosi di una misura provvisionale che non risolve in modo definitivo e vincolante una questione di diritto federale determinante per l'esito finale della causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 1c, 122 IV 365 consid. III/1a-c, 108 IV 154 consid. 1). La procedura in esame verte infatti unicamente su un provvedimento processuale di natura cautelare, quale è il sequestro (cfr. art. 161 CPP/TI), e non riguarda quindi ancora una confisca definitiva secondo l'art. 59 CP, i cui requisiti non devono quindi essere esaminati nel dettaglio in questa fase procedurale (cfr. art. 350 CPP/TI; sentenza 1P.467/1998 del 22 dicembre 1998, consid. 3 e 5, parzialmente pubblicata in: RDAT I-1999, n. 57, pag. 202 segg.). Nella misura in cui il ricorrente propone in questa sede, con il rimedio del ricorso di diritto pubblico, contestazioni relative a un'errata applicazione dell'art. 59 CP, il gravame è pertanto per la maggior parte inammissibile.