Citation: 5A_132/2023 E. 4.2

4.2. Nel rimedio all'esame, la ricorrente adduce che " l'accertamento della conclusione di un accordo tacito tra le parti atto a sopprimere il contributo alimentare fissato nell'accordo giudiziale " sarebbe arbitrario e contrario " al diritto federale applicabile in materia ". Sostiene in sintesi che il ragionamento operato dalla Corte cantonale violerebbe l'art. 179 CC e la sicurezza del diritto poiché, alla luce delle circostanze concrete, sarebbe errato ammettere senza riserva che il suo silenzio prolungato andasse interpretato come una rinuncia al credito. Da un lato spiega che il suo atteggiamento passivo era esclusivamente dettato dalla volontà di non turbare il delicato contesto familiare della separazione, dalla sua preoccupazione di occuparsi " [del]la crescita delle due figlie e non [del]la questione dei soldi " e dall'impossibilità di dialogare con il coniuge, " incontestabili circostanze " che - se debitamente considerate - avrebbero a suo avviso permesso ai Giudici cantonali di " accertare il reale motivo del [suo] silenzio " e impedito loro di interpretare questo suo silenzio di otto anni come una chiara volontà di rinunciare al contributo. D'altro lato sottolinea che la transazione giudiziaria non menzionava gli elementi di reddito e del fabbisogno della moglie, né prevedeva un suo obbligo di notificare al marito un ipotetico nuovo impiego e nemmeno, infine, sanciva una modifica automatica in caso di nuove entrate della stessa, per cui non era possibile ritenere che il contributo fosse stato determinato unicamente in funzione della sua inattività professionale all'epoca della transazione giudiziale o che l'inizio di una nuova attività professionale giustificasse, da solo, una soppressione del contributo (ma tutt'al più, precisa la ricorrente, un suo adeguamento alle nuove circostanze). Lamenta poi che le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata riguardo al suo silenzio prolungato svuoterebbero il concetto della prescrizione e contesta che far valere delle pretese non ancora prescritte e del tutto legittime possa costituire un abuso di diritto o un atto in altro modo contrario alle regole della buona fede. Censura infine una violazione dell'art. 8 CC poiché i Giudici cantonali avrebbero ammesso l'esistenza di un accordo di soppressione del contributo sebbene il marito, a cui incombeva il relativo onere, non fosse riuscito a provarla.