Citation: 1E.16/2001 13.11.2001 E. 2

2.- a) Le Ferrovie federali svizzere e le imprese ferroviarie concessionarie possono esercitare il diritto di espropriazione conformemente alla legislazione federale (art. 3 cpv. 1 Lferr), la procedura di espropriazione essendo applicabile soltanto se, come in concreto, sono falliti i tentativi di acquisire i diritti necessari a trattative private o mediante ricomposizione particellare (art. 3 cpv. 2 Lferr). Secondo l'art. 76 cpv. 1 LEspr, l'espropriante può chiedere, in ogni momento, d'essere autorizzato a prendere possesso del diritto o a esercitarlo già prima del pagamento dell'indennità, purché provi che l'impresa sarebbe altrimenti esposta a notevoli pregiudizi (cfr. Heinz Hess/ Heinrich Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, Berna 1986, vol I, n. 6 ad art. 76 LEspr). Il Presidente della Commissione federale di stima - o, nel caso dell'art. 76 cpv. 2 seconda frase LEspr. , la Commissione medesima - decide sull'istanza di anticipata immissione in possesso al più presto nella procedura di conciliazione (art. 76 cpv. 2 prima frase LEspr). L'art. 76 cpv. 4 LEspr dispone che l'autorizzazione deve essere data, sempre che la presa di possesso non impedisca di esaminare una domanda d'indennità oppure che questo esame possa essere reso possibile da taluni provvedimenti, quali fotografie, schizzi o altro. Fintanto che non sia stata presa una decisione definitiva sulle opposizioni alle espropriazioni e le domande secondo gli art. 7 a 10 LEspr, l'autorizzazione deve essere data soltanto nella misura in cui non abbiano a sorgere danni irreparabili qualora esse venissero successivamente ammesse. Secondo l'art. 18k cpv. 3 Lferr, nell'ambito dell'applicazione di questa legge, si presume che, senza l'immissione in possesso anticipata, l'espropriante subirebbe un significativo pregiudizio. b) Nell'istanza di anticipata immissione in possesso l'AlpTransit San Gottardo SA ha sottolineato l'urgenza di entrare in possesso delle menzionate particelle del Patriziato, rilevando che la realizzazione del deposito di materiale alla "Buzza" non può essere ulteriormente procrastinata, un ritardo nei lavori essendo di pregiudizio finanziario e tecnico per l'intero progetto della galleria di base del San Gottardo. Secondo l'ente espropriante i lavori preparatori quali l'approntamento dell'area di cantiere, la costruzione degli allacciamenti e l'installazione degli impianti di trasporto del materiale (nastri, torri di sostegno, eccetera) devono iniziare al più presto, dato che l' area deve essere predisposta per accogliere il materiale di scavo già verso la metà del 2002. Il ricorrente contesta l'urgenza dell'anticipata immissione in possesso, osservando che, secondo indicazioni raccolte, il deposito vero e proprio del materiale dovrebbe iniziare solo nell'autunno 2002. Questa generica affermazione non è però tale da sovvertire la presunzione legale dell'art. 18k cpv. 3 Lferr, tenuto conto dei circostanziati motivi indicati dall'espropriante nell'istanza e ribaditi nelle sue osservazioni al ricorso. Se l'arrivo del materiale di scavo alla "Buzza" è previsto solo per i mesi di settembre-ottobre 2002, i lavori preparatori del cantiere richiedono tuttavia parecchi mesi, nei quali dovranno essere approntati, montati e collaudati tutti i sistemi di trasporto del materiale (nastri trasportatori, torri di sostegno, vie di accesso, eccetera). Né è escluso che la messa in esercizio della fresa meccanica a Bodio - con escavazione di materiale - possa avvenire in anticipo, restringendo quindi ulteriormente i tempi per l'esecuzione dei lavori preparatori sul sito della "Buzza". In punto all'urgenza fatta valere dall'espropriante, le censure ricorsuali vanno quindi respinte.