Citation: 1B_288/2007 30.09.2008 E. 4

4.1 Infine, richiamando sempre in maniera generica il principio della proporzionalità, l'istanza precedente parrebbe misconoscere che in casi complessi non è eccezionale che i tribunali debbano consacrare settimane di lavoro a spulciare voluminosi incarti (cfr. sentenza 1B_104/2008 del 16 settembre 2008 consid. 3 e 4.5). Nelle osservazioni al ricorso, la I CRP si limita a ribadire che la procedura di cernita, da essa stessa scelta, avrebbe impegnato per centinaia di ore i giudici e il cancelliere italofono. Aggiunge che nella sua composizione italofona essa dispone di risorse limitate, per cui reputa d'aver perfettamente ossequiato detta procedura e la citata sentenza del Tribunale federale. Ora, l'accenno a un'asserita carenza di personale non può implicare la disattenzione di basilari regole di procedura. Per di più, la cernita e l'eventuale anonimizzazione potevano essere effettuate anche da parte dei giudici non italofoni, che del resto hanno partecipato all'emanazione del criticato giudizio di merito redatto in italiano: i magistrati federali conoscono infatti, per lo meno in maniera passiva, le lingue nazionali (cfr. per l'assistenza internazionale in materia penale le sentenze 1A.275/2003 del 27 gennaio 2004 consid. 2.2 e 1A.37/2001 del 12 luglio 2001 consid. 3b). 4.2 Ne segue che l'istanza precedente doveva procedere nel modo già indicato nella sentenza 1B_47/2007, ricordato anche che le parti hanno rinunciato alla procedura in contraddittorio. Le menzionate particolarità della fattispecie escludono infatti di massima che gli opponenti possano prevalersi della tutela del segreto professionale, per cui un'eventuale anonimizzazione potrebbe limitarsi a determinati documenti: rientra comunque nel potere di apprezzamento della I CRP esprimersi al riguardo. Per i citati motivi, nel caso di specie l'interesse pubblico a un efficace perseguimento delle sospettate gravi infrazioni prevale sulla tutela del segreto professionale. Gli interessi dei clienti sono d'altra parte sufficientemente tutelati dal citato divieto imposto alla ricorrente di utilizzare gli atti litigiosi per altri scopi.