Citation: 6B_791/2024 E. 4

Secondo l'art. 205 cpv. 1 CPP, chi è oggetto di una citazione emessa da un'autorità deve darvi seguito (art. 205 cpv. 1 CPP). La norma sancisce un obbligo generale di comparire in capo alle persone citate. L'art. 205 cpv. 2 CPP impone a chi è impedito di dar seguito a una citazione di comunicarlo senza indugio all'autorità citante, motivando e per quanto possibile provando l'impedimento. Secondo la giurisprudenza, l'assenza è validamente giustificata non solo in caso di forza maggiore, vale a dire in presenza di un'impossibilità oggettiva di comparire, bensì anche in caso di un'impossibilità soggettiva connessa a circostanze personali o a un errore (DTF 150 IV 225 consid. 4.2.5). Una citazione può essere revocata per gravi motivi. La revoca ha effetto soltanto dal momento in cui è stata notificata al citato (art. 205 cpv. 3 CPP). Chi dirige il procedimento decide definitivamente sulle istanze di rinvio pervenute prima dell'inizio del dibattimento (art. 331 cpv. 5 unitamente all'art. 405 cpv. 1 CPP). In assenza di una decisione in tal senso l'interessato non può dunque persuadersi sua sponte di un rinvio (sentenza 6B_365/2018 del 5 luglio 2018 consid. 2.1). Giusta l'art. 407 cpv. 1 lett. a CPP, che disciplina le conseguenze dell'inosservanza definita in termini generali dall'art. 93 CPP, l'appello è considerato ritirato se l'appellante ingiustificatamente non compare all'udienza, né vi si fa rappresentare. La mancata comparizione non è ingiustificata se l'appellante non è stato regolarmente citato al dibattimento o se fornisce un valido motivo per la sua assenza (DTF 150 IV 225 consid. 4.2.1 e 4.2.3).