Citation: 4C.373/1999 19.06.2000 E. 6

6.- La convenuta critica la sentenza cantonale laddove conclude che l'obbligo di restituzione del mandatario sussiste indipendentemente dal fatto che i beni affidatigli siano divenuti di sua proprietà, oppure siano rimasti solo in suo possesso. Senza menzionare disposizioni di diritto federale, ma richiamando ancora una volta le affermazioni dei testimoni, sostiene che i soldi anticipati erano entrati nel suo patrimonio e potevano essere gestiti a suo piacimento. a) Il Tribunale di appello ha accertato che l'attrice ha anticipato, in varie tappe, fr. 4'102'870.20 destinati al pagamento dei dazi e dell'ICA in relazione con l'attività di importazione svolta dalla convenuta; ha stabilito che tale somma è successivamente rimasta sui conti bancari della convenuta dal 1988 al 1991, sino all'allestimento dei conteggi finali da parte dell'AFD. Si tratta indubbiamente di somme di denaro che il mandatario (trasportatore o vetturiere) ha ricevuto in forza del mandato e che, nella misura in cui non sono state usate per lo scopo previsto, sottostanno all'obbligo di restituzione secondo l'art. 400 cpv. 1 CO. La convenuta ammette questa conseguenza, tant'è vero che ha restituito il maggior anticipo; si contraddice quindi quando afferma che l'obbligo di restituzione è decaduto perché i soldi sono divenuti parte integrante del suo patrimonio. Comunque sia, il Tribunale d'appello ha osservato a ragione che la circostanza è irrilevante in concreto (Fellmann, Berner Kommentar, art. 400 CO n. 143 e 144). b) Unica questione che occorre ancora risolvere è se tale obbligo copra anche i frutti che la convenuta ha ricavato dai capitali affidatigli dall'attrice. Ebbene, il mandatario è tenuto a restituire non solo ciò che gli ha dato il mandante, ma anche tutto quanto ha ricevuto da terzi nell'esecuzione del mandato (Fellmann, op. cit., art. 400 CO n. 115; Weber, Basler Kommentar, art. 400, n. 12). Il criterio di giudizio fondamentale è che il mandatario - eccettuata la rimunerazione se pattuita - non deve arricchirsi, né subire pregiudizi in seguito all'esecuzione dell'incarico : deve restituire tutti i beni che hanno una connessione interna con il mandato e può trattenere soltanto quelli per i quali la relazione è occasionale (Fellmann, op. cit. art. 400 CO, n. 127; Tercier, Les contrats spéciaux, ed. 1995, n. 4054). L'obbligo di restituzione si estende pertanto sia a quanto il mandatario ha ricevuto come risultato diretto dell'esecuzione del contratto, sia ai vantaggi indiretti quali ribassi, provvigioni, perfino tangenti e frutti (Tercier, op. cit. n. 4056; Fellmann, op. cit. art. 400 CO, n. 127 e 128). Nella misura in cui la Corte cantonale ha condannato la convenuta a restituire i frutti prodotti dagli anticipi versati dall'attrice, valutati dal perito in franchi 658'932.75, ha applicato correttamente le regole sopra esposte derivanti dal diritto federale; la relazione di questo beneficio con l'esecuzione del mandato, anche se indiretta, è infatti stretta ed evidente.