Citation: 1C_169/2020 E. 2.6.1

2.6.1. I ricorrenti ritengono arbitrario e sproporzionato il rinvio delle elezioni alla data del 18 aprile 2021. Sostengono che il Governo avrebbe potuto semplicemente sospendere le elezioni, fissando una nuova data non appena possibile, per esempio nei mesi di maggio o di giugno 2020 oppure nel mese di ottobre 2020, come avvenuto per il nuovo Comune di Verzasca. Accennano inoltre alla facoltà di fare capo al voto per corrispondenza, che già era stato utilizzato da una parte degli elettori, come pure alla possibilità di organizzare le operazioni di voto e di spoglio delle schede rispettando le raccomandazioni sanitarie. Con le loro argomentazioni, i ricorrenti contestano in sostanza la proporzionalità del provvedimento governativo. Di principio, la proporzionalità di una misura è data quand'essa è idonea e necessaria a raggiungere lo scopo prefisso e sussiste un rapporto ragionevole tra questo scopo e i mezzi impiegati, rispettivamente gli interessi compromessi (DTF 144 I 281 consid. 5.3.1 pag. 294 e rinvii). Trattandosi nella fattispecie della propagazione di una malattia trasmissibile, la valutazione dell'idoneità e della necessità di una misura presuppone di massima conoscenze specialistiche oggettive. Una pandemia costituisce un rischio che, al momento in cui si realizza, non consente di eseguire previsioni sicure riguardo alla gravità delle conseguenze per il periodo futuro. A dipendenza della fase di propagazione dell'epidemia, possono quindi risultare valutazioni diverse. L'esame della proporzionalità in una fase iniziale, in cui si tratta di rallentare la diffusione del virus mediante una limitazione importante dei contatti tra le persone al fine di evitare il collasso del sistema sanitario statale e i numerosi decessi, può rivelarsi differente dall'esame svolto in una fase successiva (ANDREAS ZÜND/CHRISTOPH ERRASS, Pandemie-Justiz-Menschenrechte, in: RDS 2020, numero speciale, pag. 69 segg., pag. 85 seg.; cfr. DTF 131 II 670 consid. 2.3 pag. 675 seg.).