Citation: 1C_346/2008 20.02.2009 E. 6

6.1 Il ricorrente critica, fondandosi sul parere di esperti, le caratteristiche architettoniche del progetto, sostenendo che non si integrerebbe nel paesaggio. Richiama al riguardo in particolare i principi pianificatori sanciti dall'art. 3 cpv. 2 lett. b LPT, oltre agli art. 73 cpv. 1 LPTC, 19 cpv. 1 della legge edilizia comunale e 17 cpv. 1 del regolamento del piano di quartiere. 6.2 L'art. 3 cpv. 2 lett. b LPT prescrive che il paesaggio deve essere rispettato, occorrendo in particolare integrarvi gli insediamenti, gli edifici e gli impianti. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPTC, insediamenti, costruzioni e impianti devono essere costruiti e inseriti nell'ambiente e nel paesaggio secondo le regole dell'arte di costruire, in modo tale da creare un buon effetto generale. L'art. 19 cpv. 1 della legge edilizia prevede che gli edifici e gli impianti devono essere architettonicamente ben strutturati e inseriti nelle caratteristiche locali e nel paesaggio, mentre l'art. 17 cpv. 1 del regolamento del piano di quartiere esige, per le nuove costruzioni nella zona residenziale R3 all'interno del perimetro del piano di quartiere, una forma semplice e chiara. 6.3 L'art. 3 LPT rientra nelle disposizioni del diritto federale, la cui violazione può di principio essere fatta valere con il ricorso in materia di diritto pubblico (art. 95 lett. a LTF). La norma disciplina tuttavia i principi pianificatori e non le esigenze della licenza edilizia. Inoltre, gli obiettivi e gli scopi pianificatori della LPT non costituiscono disposizioni che fanno dipendere determinate conseguenze giuridiche dall'esistenza di condizioni fattuali, trattandosi piuttosto di prescrizioni rivolte verso un fine, che devono essere considerate dalle autorità incaricate della pianificazione e che stabiliscono in particolare la misura dell'interesse pubblico da rispettare. Costituiscono quindi criteri di decisione e obiettivi da perseguire, che non hanno valore assoluto ma che devono essere valutati nell'ambito di una ponderazione globale degli interessi (DTF 117 Ia 302 consid. 4b). In questa misura, è quindi perlomeno dubbio che l'art. 3 LPT possa essere censurato a titolo indipendente nell'ambito di una procedura edilizia, come è qui il caso (cfr. sentenza 1C_145/2008 del 3 luglio 2008, consid. 2.1). La questione non deve comunque essere ulteriormente approfondita poiché, come sarà esposto nel considerando seguente, il progetto rispetta le esigenze di natura estetica. In quest'ambito, il Tribunale federale si impone peraltro un preciso riserbo, trattandosi di situazioni locali meglio conosciute e valutate dalle autorità locali e di un campo in cui le stesse dispongono di un ampio margine di apprezzamento che deve essere rispettato (cfr. DTF 129 I 337 consid. 4.1; sentenza 1P.678/2004 del 21 giugno 2005, consid. 4, in: ZBl 107/2006 pag. 430 segg.). 6.4 La Corte cantonale, che ha eseguito un sopralluogo, ha rilevato che la particella dedotta in edificazione non poteva essere considerata in una posizione dominante rispetto al resto dell'area del piano di quartiere e in particolare rispetto agli insediamenti sulla vicina collina. Ha accertato che le costruzioni nel comparto sono caratterizzate da una molteplicità di stili, volumi, forme del tetto e materiali. Nelle immediate vicinanze e fino sulla collina della Motta, si alternano un gruppo di case di tipo moderno in sasso con grandi aperture in vetro dalle forme diverse, tradizionali case familiari, chalet e costruzioni che, per corposità, colori, mura massicce, finestre e decorazioni tendono ad imitare lo stile engadinese. Sul fondo vicino part. n. 1374 sorgono inoltre due edifici simili a quelli oggetto della domanda di costruzione, mentre sulla particella adiacente si erge una costruzione più moderna, dalla facciata in sasso. Pure le tipologie dei balconi delle abitazioni ubicate nel perimetro sono molteplici e diverse. La Corte cantonale, rilevato che i parametri edificatori erano rispettati, ha ritenuto che, per struttura e materiali utilizzati, il progetto non collideva con il paesaggio circostante, riprendendo in sostanza lo stile massiccio e decorativo dei due edifici sulla particella n. 1374. Come questi due edifici e altri tre sulla collina, anche i tre stabili progettati sono riuniti, formando un gruppo di costruzioni dalle caratteristiche analoghe. Gli accertamenti esposti sono conformi alla situazione effettiva e risultano pure dalla documentazione fotografica agli atti. Il ricorrente medesimo non li mette essenzialmente in dubbio, limitandosi in sostanza ad esporre il proprio apprezzamento sulla base del parere espresso dai suoi periti. In considerazione delle constatazioni puntuali eseguite dalla Corte cantonale e tenuto conto del fatto ch'essa ha eseguito un sopralluogo, gli spettava per contro di presentare elementi concreti che confutassero chiaramente l'apprezzamento dell'autorità cantonale (cfr. sentenza 1C_18/2008, citata, consid. 5.2). Comunque, premesso che le citate norme di diritto cantonale e comunale in materia estetica sono essenzialmente indeterminate e nell'applicarle spetta al Comune un proprio spazio di valutazione che l'Autorità cantonale di ricorso è tenuta a rispettare (cfr. DTF 115 Ia 114 consid. 3d), il criticato apprezzamento sotto il profilo dell'integrazione del progetto nel paesaggio non appare abusivo né manifestamente insostenibile. Le costruzioni progettate presentano infatti una struttura tutto sommato semplice e tradizionale, che non si scosta in maniera determinante dalle caratteristiche di altri edifici nelle vicinanze, in particolare da quelli che sorgono sulla particella n. 1374. L'edificazione nel comparto è d'altra parte variegata; le costruzioni che sorgono nei dintorni sono di tipologie diverse e talvolta parimenti massicce o riunite in gruppi di due o tre case dalle caratteristiche simili. In queste circostanze, la decisione di ritenere il progetto litigioso inserito nel paesaggio locale è fondata su ragioni oggettive e sostenibili e non disattende in modo arbitrario gli art. 73 cpv. 1 LPTC, 19 cpv. 1 della legge edilizia e 17 cpv. 1 del regolamento del piano di quartiere. Senza incorrere nell'arbitrio né violare il diritto di essere sentito del ricorrente, la Corte cantonale, che ha addotto una motivazione completa sull'aspetto dell'inserimento paesaggistico del progetto, poteva quindi rinunciare ad ordinare, siccome superflua, la perizia giudiziaria da lui richiesta al riguardo (cfr., sull'apprezzamento anticipato delle prove, DTF 130 II 425 consid. 2.1, 125 I 127 consid. 6c/cc, 417 consid. 7b).