Citation: C 241/04 09.05.2006 E. 7

La censura sollevata dall'assicurato dev'essere respinta. In effetti, per motivi di praticabilità ed economicità all'obbligo di informare di cui all'art. 27 cpv. 1 LPGA non può essere riconosciuta l'estensione pretesa dall'interessato, anche tenuto conto delle attuali possibilità di accedere ad ogni tipo di informazione di cui praticamente ogni persona con formazione superiore dispone, ad esempio tramite internet. In effetti è del tutto ammissibile - anche alla luce del principio della buona fede applicabile non solo allo Stato nei confronti del cittadino ma anche viceversa (Ulrich Häfelin/Georg Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., pag. 113) - che quest'ultimo, in caso di dubbio circa i suoi eventuali diritti futuri, consulti internet oppure si rivolga ad una cassa disoccupazione di sua scelta per ottenere i relativi opuscoli, alfine di accertare quali siano concretamente i presupposti per ottenere indennità dall'assicurazione disoccupazione. Ciò deve valere soprattutto in un caso non del tutto lineare quale quello del ricorrente, che ha alternato periodi di studio, lavoro e servizio militare e che è ed era senz'altro al corrente, come egli stesso ha ammesso, delle difficoltà per i giovani, malgrado la laurea, di trovare un posto di lavoro. Visto quanto sopra, prima di partire per l'estero, l'assicurato avrebbe dovuto sincerarsi personalmente sui presupposti di un eventuale diritto ad indennità di disoccupazione in caso di formazione rispettivamente perfezionamento professionale. Anche su questo punto il ricorso di diritto amministrativo risulta pertanto infondato.