Citation: 5A_878/2018 E. 3.3.1

3.3.1. Egli ribadisce innanzitutto che il matrimonio non avrebbe concretamente influenzato la situazione finanziaria dell'opponente e non avrebbe compromesso l'indipendenza economica di ques'ultima. A suo dire, " sia in costanza di matrimonio (supplenze nel primo anno, attività nel campo dell'arredamento, produzione artistica [...]) che dopo la separazione " ella avrebbe esercitato " un'attività lavorativa, avviata e quindi estesa progressivamente nei modi e gradi indicati e risultanti dagli atti, attività facente capo ad una formazione professionale e ad un'attività già precedente al suo matrimonio ". Considera insomma che il matrimonio " non ha avuto incidenza alcuna sulla situazione professionale della moglie ". Il ricorrente fonda la sua argomentazione su circostanze non contenute nell'impugnato giudizio (dal quale emerge unicamente che, durante la vita in comune, l'opponente si è dedicata alla cura della figlia e al governo della casa e che ha ripreso un'attività lucrativa a tempo parziale soltanto nel febbraio 2009), senza nemmeno abbozzare una censura di arbitrio nell'accertamento dei fatti e nell'apprezzamento delle prove (v. supra consid. 1.3). La censura risulta quindi inammissibile.