Citation: 4A_499/2020 E. 4.1

4.1. Il Tribunale di appello ha esaminato l'autenticità dei documenti di cessione delle azioni con la firma delconvenuto, di cui l'attrice ha prodotto una copia, e ha giudicato corretta la decisione del Pretore di ammetterla. A suo avviso l'ordine impartito all'attrice di produrre gli originali non vincolava il Pretore nell'emanazione della decisione di merito. Il giudice di prima istanza, in virtù del suo potere di apprezzamento, poteva e doveva considerare tutte le circostanze concrete, fra cui l'esito della sua richiesta secondo l'art. 180 CPC, il comportamento e le eventuali giustificazioni della parte che non vi ha ottemperato e la forza delle contestazioni della controparte. L'argomento del convenuto fondato sul prezzo irrisorio delle azioni, da lui proposto solo in sede istruttoria e nelle conclusioni, e quello riguardante l'asserita irrazionalità della cessione, sollevato - come da lui stesso ammesso - solo in sede di interrogatorio e nemmeno risultante dalla decisione impugnata, erano tardivi. E in ogni caso le due tesi non erano convincenti, perché il prezzo concordato e la cessione delle azioni non erano inusuali a fronte del vincolo coniugale tra le parti e del fatto che D.________ SA era una società "dormiente" senza reale attività. La modifica dello scopo e della ragione sociale era da ricondurre alla volontà del padre dell'attrice, E.________, di cedere a lei e al fratello F.________ diverse proprietà per piani diun complesso immobiliarea Mendrisio, tramite una società controllata da entrambi. L'attrice aveva spiegato tali fatti nella replica e nel suo interrogatorio del 25 febbraio 2019 (pag. 3), e il convenuto li aveva in sostanza confermati in uno scritto del 10 ottobre 2007 (doc. F). Quanto alla corresponsione effettiva del prezzo, il contratto stesso dell'8 gennaio 2008 (doc. E, punto 2b) dava atto che la firma del venditore valeva quale quietanza per il pagamento dei fr. 48.--. Il Tribunale di appello ha altresì evidenziato la debolezza della dichiarazione del convenuto di non ricordare di aver firmato i documenti e di non averli mai visti e l'ha biasimato di non aver spiegato perché il "margine di manovra" dell'attrice, in virtù della sua funzione di organo, avrebbe favorito una presunta falsificazione dei noti documenti. Non risultava, poi, che prima dell'insorgere della vertenza (provocata dallo smarrimento del certificato azionario n. 1), l'attrice avesse mai riconosciuto quale azionista il convenuto. Una questione, questa, che aveva se mai assunto rilevanza solo da quando i rapporti fra le parti si erano guastati al punto da separarsi. Neanche in sede di appello il convenuto aveva addotto elementi concreti a comprova di una falsificazione della sua firma o dei documenti stessi, né egli aveva speso una parola sul libro dei soci o sulla documentazione bancaria di C.________ SA, in cui l'attrice e F.________ figuravano rispettivamente quali azionisti e aventi diritto economico della società. In definitiva la mancata produzione degli originali da parte dell'attrice non permetteva ancora di negare un valore probatorio ai documenti prodotti in copia, dipendendo ciò piuttosto dai motivi addotti a sostegno della mancata produzione degli stessi dalla parte richiesta, la quale aveva tentato senza successo di reperire i documenti originali, anche presso delle autorità.