Citation: 5P.218/2003 01.10.2003 E. 3

3.1 Nel caso di specie, il richiamo della ricorrente del divieto d'arbitrio nell'ambito dell'apprezzamento delle prove appare manifestamente infondato. Il Tribunale di appello, infatti, non ha assunto alcuna prova, né aveva necessità di farlo: esso ha infatti deciso semplicemente applicando allo stato di fatto allegato dalla ricorrente l'art. 22 LEF, ovvero soppesando se l'omessa verifica della carente legittimazione della persona che aveva proceduto al ritiro dell'opposizione potesse e dovesse essere considerata quale caso di nullità assoluta dei passi esecutivi intrapresi successivamente, rispondendo a tale quesito in termini negativi. Ne discende che la ricorrente doveva semmai censurare l'arbitraria applicazione del diritto esecutivo. L'indicazione errata della censura sottoposta a giudizio deve pertanto condurre all'inammissibilità del ricorso.