Citation: U 419/00 28.10.2002 E. 3

3.1 S.________ fa valere che nella ditta in cui era impiegata sino alla data dell'infortunio garantiva una presenza sul posto di lavoro di 40 ore settimanali, quindi pari a quella di una dipendente a tempo pieno. In base agli accordi presi con il datore di lavoro, compensava tuttavia il 20 % del tempo di presenza con ferie supplementari ("Frau S.________ arbeitete zwar jeweils während 5 Tagen 40 Stunden, war aber dennoch nur 80 % angestellt. D.h. dass sie ihre 20 % in zusätzlichen Ferien bezog."). Ne deduce che l'attività svolta richiedeva comunque una capacità lavorativa del 100 %, per cui non sarebbe stata in grado di esercitarla in seguito ai postumi dell'evento assicurato. Soggiunge che non traspare dagli atti e neppure sarebbe stato affermato dalla Zurigo che dopo l'infortunio avrebbe esercitato la nuova attività all'80 % soltanto. A sostegno delle proprie censure si avvale della prassi di questa Corte, secondo la quale non esclude il riconoscimento di un'invalidità il fatto che un assicurato occupato a tempo parziale sia ancora in grado, dopo l'infortunio, di lavorare nella stessa misura e con la stessa retribuzione ad esso antecedenti. 3.2 Nella sentenza invocata dalla ricorrente, pubblicata in DTF 119 V 475 segg., il Tribunale federale delle assicurazioni aveva giudicato in tal senso vagliando la questione del diritto ad una rendita d'invalidità. In quel caso si trattava in particolare di determinare il grado d'invalidità, giusta l'art. 18 LAINF, paragonando il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire dopo l'insorgenza dell'invalidità, e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività esigibile da lui in condizioni equilibrate del mercato del lavoro, con quello che avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (cpv. 2). Ben diversa è invece la situazione qualora l'assicurato faccia valere un diritto a indennità giornaliere. Ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAINF, ha diritto all'indennità giornaliera l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito di infortunio. In caso di stato di salute labile, il grado d'incapacità lavorativa non si valuta, durante un lasso di tempo limitato, secondo le conseguenze manifestatesi in un'attività sostitutiva, esigibile in virtù dell'obbligo generale di ridurre il danno, bensì in base a quelle accertate nella professione iniziale (RAMI 2000 no. U 366 pag. 92 consid. 4). Ritenuto lo scopo dell'assicurazione di un'indennità giornaliera, che consiste nella copertura della perdita di guadagno in caso d'infortunio o di malattia, l'apprezzamento della capacità lavorativa riferito alla precedente professione deve costituire la regola (RAMI 1987 no. U 27 pag. 394 consid. 2b). 3.3 Nel caso in esame, l'incidente della circolazione stradale è avvenuto il 16 novembre 1991 e le sue conseguenze si sono protratte per lungo tempo, durante il quale l'assicurata ha continuato a lamentare dolori alla nuca, cefalee e vertigini. Dal 24 novembre al 12 dicembre 1997 è stata inoltre totalmente inabile al lavoro per aver soggiornato alla Clinica X.________. In tali circostanze non può essere affermato che ci si trovasse, tra il 15 giugno 1994 e la data della decisione in lite (13 novembre 1998), in una fase di patologia stabile, in cui si sarebbe potuto porre il tema di sapere se fosse ragionevolmente esigibile dall'assicurata utilizzare la residua capacità di lavoro in un altro settore. Ritenuto che durante il predetto periodo S.________ ha presentato una capacità lavorativa dell'80 % (referto del prof. L.________ del 9 ottobre 1998) e che, prima di rimanere vittima dell'infortunio occorsole il 16 novembre 1991, era stata pure occupata nella misura dell'80 %, l'esistenza di un'inabilità lavorativa indennizzabile è stata correttamente negata dalla precedente istanza. 3.4 Deriva dalle suesposte considerazioni che, ad eccezione del periodo ammesso dalla Corte cantonale, il diritto a indennità giornaliere è stato a ragione rifiutato. Il ricorso deve essere pertanto disatteso, senza che occorra ordinare l'allestimento di ulteriori indagini peritali e senza che si possa tener conto, nella presente evenienza, della perizia di parte prodotta il 22 agosto 2001, stilata dal prof. L.________ in data 1° giugno 2001, né quella completiva 16 novembre 2001. Merita quindi conferma il giudizio impugnato.