Citation: 2C_301/2022 E. C

Con sentenza del 16 marzo 2022 la Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto il gravame sottopostole il 6 gennaio 2022 da A.________ contro le decisioni su reclamo dell'8 dicembre 2021. In primo luogo la Corte ticinese ha: a) ricordato quando e a quali condizioni le spese sopportate da un contribuente per il mantenimento dei figli potevano (artt. 33 cpv. 1 lett. c LIFD e 32 cpv. 1 lett. c LT) o no (artt. 34 lett. a LIFD e 33 lett. a LT) essere ammesse in deduzione nonché illustrato cosa s'intendeva per "alimenti", quale forma questi potevano rivestire, come venivano stabiliti nonché tassati; b) rammentato l'onere della prova accresciuto a carico del contribuente trattandosi di rapporti internazionali; c) rilevato che la figlia e la di lei madre erano giunte in Svizzera il 10 agosto 2020 nonché descritto il contenuto dell'accordo sottoscritto tra il contribuente e la madre della figlia il 15 gennaio 2020 (versamento di 660'000 Bath annui per i bisogni quotidiani della bambina, che includevano anche 180'000 Bath per l'affitto dell'appartamento, ma non invece le spese di frequentazione della scuola, di malattia e per il dentista e, in aggiunta, 210'000 Bath annui per i fabbisogni personali della madre); d) constatato che la madre della bambina, come attestato dagli estratti conto trasmessi, era la beneficiaria dei versamenti effettuati dal contribuente; e, infine, e) esposto la prassi riguardo alla deducibilità di alimenti che non erano stati stabiliti d'ufficio o dal giudice, ma convenuti per contratto rispettivamente mediante una convenzione non omologata dal giudice o dall'autorità di protezione. Indi, la Camera di diritto tributario ha osservato che dal tenore dell'accordo in questione non era possibile determinare chi - della madre o della figlia - aveva beneficiato dei pagamenti effettuati dal contribuente né tantomeno in che misura. Nemmeno i motivi di versamento figuranti negli estratti conti allegati dall'interessato ( "Lebenshaltung", " Present" "Donation" e "Remittance")erano d'aiuto al riguardo. La circostanza poi che i versamenti documentati fossero proseguiti mensilmente fino al 30 dicembre 2020, cioè anche dopo il trasferimento delle interessate in Svizzera, suscitava domande. Per quanto riguarda poi le spese scolastiche sostenute dal contribuente, i giudici ticinesi hanno osservato che le fatture e i bollettini di versamento prodotti si riferivano al 2019, non invece al 2020, e non erano pertanto idonei a dimostrare che le spese affrontate dalla bambina erano le medesime, né che l'insorgente aveva versato alimenti a tale fine. Infine, nella misura in cui su alcuni estratti conti era indicato quale motivo di versamento "Present" rispettivamente "Remittance and Donation", i corrispondenti importi, per complessivi fr. 7'760.--, non potevano essere posti in deduzione dal reddito. Infatti, non costituendo delle spese deducibili ai sensi della legislazione tributaria, le donazioni di genitore al proprio figlio non potevano essere dedotte dal reddito imponibile quali "alimenti". A titolo abbondanziale hanno osservato per finire che l'insorgente aveva dapprima chiesto la deduzione di fr. 20'360.--, allorché nel calcolo allegato al gravame il totale di quanto versato a titolo di "alimenti" ammontava a fr. 34'090.--. Ciò che, ancora una volta, faceva dubitare della reale destinazione dei versamenti effettuati. La Camera di diritto tributario ne ha quindi concluso che il contribuente non aveva comprovato di avere versato degli alimenti per la propria figlia, contravvenendo all'onere probatorio a suo carico. Il gravame andava pertanto respinto.