Citation: 5A_37/2016 E. 5.1

5.1. L'accordo 20 settembre 2006 fra O.________ e B.________ è un contratto di cessione delle ragioni ereditarie giusta l'art. 635 CC. Qualora concluso fra due coeredi, è valido nella forma scritta (art. 635 cpv. 1 CC), ha come conseguenza una devoluzione parziale soggettiva dell'eredità (art. 602 cpv. 1 CC) ed ha effetto reale e non solo obbligatorio; il coerede cedente, infine, cessa di far parte della comunione ereditaria (DTF 102 Ib 321 consid. 4; SCHAUFELBERGER/KELLER LÜSCHER, in Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch, vol. II, 5a ed. 2015, n. 12 ad art. 635 CC). Oggetto della cessione è la partecipazione (e la quota parte, v. PAUL PIOTET, Droit successoral, Traité de droit privé suisse, vol. IV, 1975, § 86.I pag. 599) nella comunione ereditaria dell'erede cedente, non un bene determinato (SCHAUFELBERGER/KELLER LÜSCHER, op. cit., n. 11 ad art. 635 CC) : ogni erede ha infatti per principio uguali diritti sui singoli beni componenti la massa ereditaria (combinati art. 607 cpv. 1 e 610 cpv. 1 CC), e di conseguenza non potrebbe comunque alienare un diritto individualizzato. Per contro, la quota parte può essere ceduta anche solo parzialmente (PIOTET, op. cit., § 86.III.C pag. 607). Infine, si noterà che nulla impedisce a un legatario di cedere la propria pretesa nei confronti del debitore del legato - e ciò, anche prima dell'apertura della successione, sotto forma di cessione di un credito futuro eventuale (PIOTET, op. cit., § 86.II pag. 599; in altre parole, il legatario beneficia di una più ampia capacità di disporre della propria pretesa di quanto sia il caso per l'erede). La conclusione di un contratto di cessione delle ragioni ereditarie, la sua validità, la sua interpretazione nonché la sua eventuale impugnazione per vizi della volontà sono rette dalle disposizioni generali del CO, segnatamente gli art. 1 segg., 18 segg. e 23 segg. CO (SCHAUFELBERGER/KELLER LÜSCHER, op. cit., n. 5 ad art. 635 CC).