Citation: 5A_666/2012 E. 4.2.1

4.2.1. Egli lamenta la violazione dell'art. 8 CC, sostenendo che incombeva all'opponente dimostrare che la data indicata nel testamento olografo era inesatta e che la determinazione dei dati temporali era necessaria. L'art. 8 CC definisce la ripartizione dell'onere probatorio, in particolare pone le conseguenze dell'assenza di prova di un fatto a carico della parte che ne porta l'onere (DTF 130 III 321 consid. 3.1). Esso non disciplina invece l'apprezzamento delle prove, non prescrive al giudice né quali prove assumere, né come valutarle (DTF 122 III 219 consid. 3c). In concreto, l'inesattezza della data del testamento olografo, l'incapacità di disporre della testatrice a partire dal 15 luglio 2003 e l'impossibilità di determinare i dati temporali in altro modo sono state, in definitiva, accertate dall'autorità inferiore sulla base delle risultanze istruttorie. In tali circostanze la questione dell'onere della prova diviene senza oggetto (DTF 132 III 626 consid. 3.4 con rinvio; 130 III 591 consid. 5.4). L'argomentazione ricorsuale va pertanto respinta, il richiamo all'art. 8 CC essendo inconferente. Entra unicamente in linea di conto la possibilità di lamentarsi di un apprezzamento delle prove e di un accertamento dei fatti manifestamente inesatto, e cioè arbitrario.