Citation: 2C_173/2019 E. 5.2.2

5.2.2. Ora, nell'ambito della valutazione da effettuare dal profilo della norma convenzionale, il Tribunale amministrativo federale ha certo più che a ragione sottolineato che, nonostante sia stato oggetto di una sola condanna, l'insorgente si è macchiato di reati che non vanno per niente banalizzati. Inoltre, nemmeno vi sono dubbi sul fatto che motivi di ordine e sicurezza pubblici atti a giustificare una limitazione della libera circolazione delle persone possono sussistere anche nel caso del compimento di reati di carattere patrimoniale, come quelli in relazione ai quali egli è stato condannato nel 2016 (ricettazione qualificata e ripetuta falsità in documenti commessi con dolo eventuale tra luglio e ottobre 2013, cfr. descrizione contenuta nel precedente consid. A; DTF 134 II 25 consid. 4.3.1. pag. 29; sentenze 2C_702/2016 del 30 gennaio 2017 consid. 4.1.2; 2C_108/2016 del 7 settembre 2016 consid. 3.1; 2C_993/2015 del 17 marzo 2016 consid. 5.3.3; 2C_200/2013 del 16 luglio 2013 consid. 5.4 e 2C_110/2012 del 26 aprile 2012, consid. 3.3.1). Nell'ottica di un esame teso ad accertare se l'insorgente costituisse ancora una minaccia attuale, effettiva e sufficientemente grave rispettivamente se vi sia un concreto rischio di recidiva che permetta e giustifichi una limitazione della libera circolazione delle persone (precedente consid. 3.2), i Giudici di prima istanza non potevano però non considerare che dal compimento delle azioni delittuose di cui il ricorrente si è reso colpevole la sua situazione professionale e il suo atteggiamento sono mutati. Dopo avere proceduto - tra il luglio e l'ottobre 2013, nella forma del dolo eventuale ed in relazione al mestiere a quel tempo svolto - alla compravendita di ventotto autovetture provenienti da reati contro il patrimonio, unitamente all'allestimento fraudolento della relativa documentazione, egli ha infatti cambiato attivitàe non risulta inoltre più essersi macchiato di nessun altro reato.