Citation: 8C_607/2022 E. 4

Nella premessa del suo ricorso, il ricorrente afferma che l'INSAI avrebbe riconosciuto il nesso causale tra l'infortunio e i disturbi visivi fino ad almeno il 17 novembre 2014. A suo dire, pure la Corte ticinese lo "aveva a sua volta implicitamente riconosciuto per ben due volte", riferendosi alle due sentenze cantonali di rinvio (v. punto A.b). La rimostranza del ricorrente non può convincere. Essa manca di pertinenza in quanto poggia su un'errata comprensione delle decisioni dell'assicuratore e della Corte cantonale. Il 13 novembre 2017 l'INSAI ha informato il ricorrente che le prestazioni consecutive alla distorsione e distrazione del collo sarebbero state interrotte dal 17 novembre 2014, data a partire dalla quale egli era ritenuto completamente abile al lavoro, indicando tuttavia che "ulteriori accertamenti" erano necessari. Con decisione formale del 13 gennaio 2015, che riprendeva tali considerazioni, poi confermata su opposizione il 31 gennaio 2017, è stata esplicitamente negata l'esistenza del nesso causale tra i disturbi visivi e l'infortunio in questione. Non è quindi credibile sostenere che, in aggiunta ai rinvii per fare esperire una perizia amministrativa che si esprimesse proprio sul nesso causale, tali circostanze siano sufficienti - come avanzato nel ricorso - per concludere che la sentenza sia errata.