Citation: 6B_217/2013 E. 5.2

5.2. Il reato di falsità in documenti ai sensi dell'art. 251 CP è oggetto di abbondante giurisprudenza a cui per brevità si rinvia (v. DTF 138 IV 130 consid. 2.1 e 2.2, 209 consid. 5.3 con rinvii; sulla natura di documento del formulario A v. sentenza 6B_844/2011 del 18 giugno 2012 consid. 2.2, in SJ 2013 I pag. 114 con rinvii). Basti qui ricordare che per uso di un documento falso giusta l'art. 251 n. 1 cpv. 3 CP s'intende il suo impiego nelle relazioni giuridiche. Il documento dev'essere presentato alla persona destinata per il suo tramite a essere ingannata. È sufficiente che giunga nella sua sfera d'influenza, che le sia reso accessibile, ad esempio anche solo dandogliene lettura. Non è necessario che il destinatario ne prenda effettivamente conoscenza, ma basta che abbia la possibilità di farlo. Costituisce uso di un documento ai sensi dell'art. 251 CP segnatamente la sua presentazione, la sua pubblicazione, la sua consegna (v. DTF 120 IV 122 consid. 5c/cc pag. 131; Markus Boog, in Basler Kommentar, Strafrecht, vol. II, 3a ed. 2013, n. 163 ad art. 251 CP; Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, 3a ed. 2013, n. 89 ad art. 251 CP). Il MPC asserisce che l'imputato avrebbe fatto uso del formulario A, dal contenuto inveritiero, in primo luogo per accendere il conto bancario intestato alla fondazione. Esso sarebbe stato aperto dopo la ricezione dei documenti di base e del suddetto formulario, completati e sottoscritti dagli organi della fondazione. Sennonché, né sostiene che l'imputato fosse organo di quest'ultima né che sia stato lui ad aver trasmesso o reso comunque accessibile all'istituto bancario il formulario. Il MPC non accenna ad alcun atto dell'incarto da cui risulterebbe che l'uso del documento in parola fosse riconducibile proprio all'imputato. In simili circostanze il proscioglimento contestato non viola il diritto.