Citation: 2C_75/2018 E. 4.1

4.1. Il citato art. 26 LIFD - nella versione applicabile alla fattispecie, riportata nel considerando 2.2 del giudizio impugnato - è concretizzato rispettivamente completato dall'ordinanza del 10 febbraio 1993 sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un'attività lucrativa dipendente ai fini dell'imposta federale diretta (ordinanza sulle spese professionali; RS 642.118.1; sentenza 2C_21/2013 del 5 luglio 2013 consid. 4.1). Tale atto indica che è possibile dedurre le spese necessarie al conseguimento del reddito e in rapporto di causalità diretta con lo stesso (art. 1 cpv. 1), mentre non possono essere dedotte le spese prese a carico dal datore di lavoro o da terzi, le spese private causate dalla posizione professionale del contribuente (spese private dette di rappresentanza), nonché quelle per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia (art. 34 lett. a LIFD) (art. 1 cpv. 2). Nel contempo, in relazione alle altre spese professionali, la medesima ordinanza precisa tra l'altro che il Dipartimento federale delle finanze fissa le deduzioni forfetarie (art. 3), e che quando, in luogo di una deduzione forfetaria, il contribuente fa valere spese più elevate, spetta a quest'ultimo giustificare la totalità delle spese effettive e la loro necessità professionale (art. 4; in parallelo, cfr. le sentenze 2C_440/2009 dell'8 gennaio 2010 consid. 5 e 2C_266/2008 del 16 dicembre 2008 consid. 5.5, nelle quali il Tribunale federale ha espressamente indicato che, in relazione alla medesima categoria di spese professionali, la deduzione del forfait e di spese effettive non è permessa).