Citation: H 407/99 28.11.2000 E. 5

5.- I primi giudici e S.________ muovono dalla convinzione che è stato raggiunto il grado della verosimiglianza preponderante nell'accertamento del fatto che il Consolato di G.________, rispettivamente B.________ quale rappresentante del Consolato, abbiano dato all'interessato, nel periodo tra il 1955 e il 1965, informazioni erronee sulla possibilità di aderire all'assicurazione facoltativa AVS/AI, dimostratesi causali nella non affiliazione. a) Come già rilevato in precedenza (cfr. consid. 4a), il principio della buona fede tutela la legittima fiducia dell'amministrato nei confronti dell'autorità amministrativa quando, assolte determinate condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa autorità. Oggetto della disputa giudiziale è sapere se S.________ abbia dimostrato che le prospettate dichiarazioni consolari gli siano state effettivamente formulate. b) Il grado di prova richiesto è quello della verosimiglianza preponderante, secondo cui, nell'ambito delle assicurazioni sociali, si deve ammettere un fatto come provato quando il giusdicente è convinto della sua esistenza. Se la legge non prevede un grado di prova più elevato, è sufficiente, come nel caso di specie, quello della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità di un determinato fatto non soddisfa per contro le esigenze della prova. Il giudice deve seguire quella rappresentazione fattuale che ritiene essere la più verosimile tra i vari scenari possibili (DTF 125 V 195 consid. 2, 121 V 47 consid. 2a, 208 consid. 6b, 119 V 9 consid. 3c/aa). c) Va in primo luogo rilevato che la documentazione versata agli atti da S.________, sulla quale fonda l'eliminazione della lacuna contributiva, è incentrata solo su dichiarazioni di parte. Egli ha sviluppato unicamente considerazioni soggettive e generiche, prive di riscontri probatori affidabili e riferite all'oggetto del contendere, inidonee a sostenere la sua tesi fondata sull'informazione errata fornitagli dal Consolato di G.________. L'opponente poggia infatti il diritto alla sanatoria della sua lacuna contributiva su dichiarazioni di solidarietà rilasciate da persone, peraltro in massima parte nemmeno residenti nel circondario territoriale sottoposto al Consolato di G.________, che sostengono di aver subito lo stesso trattamento di informazione carente. Esse attestano sia di aver chiesto informazioni verbali sulla facoltà di affiliarsi all'AVS - ricevendo risposta negativa - sia di non aver mai direttamente ricevuto ragguaglio alcuno dall'autorità competente. I soli quattro casi riferiti al Consolato di G.________ sono quelli dei fratelli di S.________ e di W.________. O.________ ha il 22 ottobre 1998 affermato di essersi recata personalmente nel 1961 al Consolato, dove le avrebbero detto, a proposito dell'assicurazione facoltativa degli svizzeri all'estero, che per lei, quale donna senza attività lavorativa, nonerapossibileaderire. S.________hail12ottobreprecedentesostenutodiaveraderitoall'assicurazionemedesimasolamentenel1967perché purtroppo sarebbe stato informato male negli anni 50 da parte dei rappresentanti consolari di G.________. S.________, dal lato suo, ha il 17 ottobre 1998 dichiarato che le lacune contributive del padre, dei fratelli e delle sorelle erano state causate da malinformazioni ricevute dagli impiegati consolari a G.________. W.________ infine ha il 19 ottobre 1998 esposto di aver abitato a S.________ dal 1947 al 1954 e di non essere mai stato in tale periodo informato dal Consolato di G.________ sulle possibilità di aderire all'AVS. d) I primi giudici hanno ritenuto in sostanza sufficienti alcune dichiarazioni apodittiche rese nell'ottobre 1998 dai tre fratelli S.________ e da W.________ su fatti intervenuti trenta/quarant'anni prima per concludere che tra il 1955 e il 1965 il Consolato di G.________ aveva dato informazioni verbali erronee a S.________ sulla possibilità di aderire all'assicurazione AVS. Questa Corte non condivide tale avviso. Gli elementi probatori portati da S.________ si riducono a mere affermazioni incontrollabili, rese a distanza di decenni e tali da non consentire riscontri oggettivi. Di contro vi è il fatto, inconfutabile contrariamente a quanto sostiene S.________ nella risposta al gravame, che presso il Consolato di G.________ erano iscritti nel 1956 all'assicurazione AVS 376 persone e l'anno successivo 380 persone, cui sono però nel 1957 da aggiungere 74 nuove iscrizioni a seguito della novella legislativa. Inoltre, dal rapporto ispettivo 28 maggio 1958 emerge che il Consolato di G.________ era ben al corrente dei suoi doveri di gestione e di informazione in tema di assicurazione facoltativa, sivvero che non risultano censure di qualsivoglia natura. Alla stessa conclusione si giunge nei successivi rapporti ispettivi del 28 novembre 1961 e del 10 giugno 1967. Non vi è quindi motivo per ritenere che il Consolato di G.________ non si sia correttamente determinato nei confronti di chi, come afferma S.________, chiedeva lumi sull'assicurazione AVS. Il grado di prova richiesto essendo quello della verosimiglianza preponderante, ne consegue che i fatti come emergono dagli atti sopra richiamati sono più convincenti di quattro dichiarazioni rilasciate a distanza di decenni, tre delle quali redatte da fratelli dell'interessato e la quarta già di per sé ininfluente. e) Va pure evidenziato che l'opponente è ben lungi dall'essere credibile quando sostiene di aver creduto acriticamente a tale B.________ - commerciante svizzero asseritamente autorizzato ad agire quale persona di fiducia del Consolato - quando solo si ponga mente alla circostanza che egli aveva pure delle frequentazioni regolari con il Consolato di G.________, dove si recava per incombenze militari (tassa militare e congedi) e per il rinnovo della validità del passaporto e dove avrebbe potuto attingere informazioni di prima mano anche in materia assicurativa. A nulla sussidia poi asserire che occorrano 4-5 ore d'auto per raggiungere G.________ da S.________, atteso che l'indicazione temporale poteva essere giustificata nel primo dopoguerra, ma non nei periodi qui entranti in linea di conto. Occorre inoltre rilevare che il fratello minore dell'interessato già nel 1963 si era affiliato facoltativamente all'AVS, mentre è solo nel gennaio 1965 che S.________ - dopo aver conosciuto la futura moglie - si era rivolto direttamente al Consolato, e non più ad B.________, non per chiedere lumi, ma per ricevere il formulario per l'iscrizione. Dal 1° febbraio 1965 egli iniziò a versare i contributi all'AVS. Nulla impediva all'opponente di richiedere a questo momento tutte le informazioni necessarie alla comprensione dei suoi diritti. Si fosse attivato in questo senso, avrebbe potuto richiedere se del caso, ossia se vi fossero stati errori da parte dei responsabili del Consolato, le indicazioni necessarie alla tutela dei suoi diritti. Non si può per contro attendere 33 anni per sostenere fatti non più controllabili. Va poi ricordato che non può essere seguita l'affermazione secondo cui i cittadini svizzeri residenti nella giurisdizione del Consolato di G.________ non fossero a conoscenza della procedura applicabile per l'iscrizione all'assicurazione facoltativa, atteso che, per costante giurisprudenza, nessuno può prevalersi dell'ignoranza della legge (DTF 124 V 220 consid. 2b/aa, 113 V 88 con riferimenti). Ne consegue che il ricorso deve essere accolto, in quanto S.________ non ha dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante che l'autorità competente sia intervenuta in modo erroneo a suo danno, in violazione del principio della buona fede.