Citation: 5C.306/2006 01.04.2008 E. 3

3.1 Richiamando due sentenze pronunciate da questo Tribunale federale in altrettanti incarti relativi alla convenuta (DTF 124 III 382 e 436), il Pretore prima ed il Tribunale di appello poi hanno ammesso la competenza per territorio delle autorità giudiziarie svizzere, luogo di domicilio del contraente dell'assicurazione giusta l'art. 8 n. 2 Convenzione di Lugano (RS 0.275.11; CL). I giudici cantonali hanno in particolare ribadito che l'emissione di polizze assicurative da parte della convenuta rientrerebbe senz'altro nella nozione di "materia civile e commerciale" ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 CL, atteso che la convenuta, ciò facendo, non esplicherebbe atti di sovranità. La clausola di proroga del foro presente nel contratto in oggetto, da esaminarsi in base alla Convenzione di Lugano sebbene pattuita anteriormente all'entrata in vigore della citata convenzione (art. 54 cpv. 1 CL), sarebbe poi priva d'efficacia essenzialmente poiché pattuita non posteriormente al sorgere della controversia, in urto con quanto stabilito all'art. 12 n. 1 CL. 3.2 La convenuta riconosce che la propria eccezione d'incompetenza ratione loci "è stata respinta a mezzo di una pedissequa ripresa della giurisprudenza di codesta alta Corte, e meglio sulla sola base delle DTF 124 III 382 e 124 III 436". Propone tuttavia, per vari motivi che si tratteranno qui di seguito, un cambiamento di giurisprudenza. 3.3 Il Tribunale federale si è effettivamente occupato dettagliatamente della posizione giuridica della convenuta nelle due sentenze citate nel ricorso. Esaurienti per i criteri esaminati e per il dettaglio della loro trattazione, non si fa conto, qui, di riproporle per esteso. Basterà un loro riassunto, con contestuale rinvio al rispettivo considerando. 3.3.1 Questo Tribunale federale ha rilevato in quelle sentenze che il concetto di "materia civile e commerciale" giusta l'art. 1 cpv. 1 CL, interpretato - come da costante giurisprudenza dalla Corte di Lussemburgo in applicazione dell'art. 1 cpv. 1 della parallela Convenzione di Bruxelles (DTF 124 III 382 consid. 6c; 436 consid. 2c) - in maniera autonoma e svincolata dalle legislazioni statali pertoccate (DTF 124 III 382 consid. 6d; 436 consid. 2c), mira ad escludere dal campo di applicazione della Convenzione di Lugano unicamente quei rapporti giuridici che vedono coinvolta quale parte un'autorità pubblica che abbia esercitato il proprio pubblico potere; qualora la medesima autorità abbia agito invece secondo regole non dissimili da quelle vigenti fra persone private, i negozi giuridici da essa conclusi ricadono sotto la Convenzione di Lugano (DTF 124 III 382 consid. 6d e 6e; 436 consid. 3a). Ora, i contratti assicurativi conclusi dalla convenuta sono assolutamente paragonabili ai contratti che potrebbe concludere un assicuratore privato (DTF 124 III 382 consid. 6f; 436 consid. 3b), né paiono espressione di un rapporto di subordinazione di una parte rispetto a quell'altra (DTF 124 III 436 consid. 3b); ad essi si applica pertanto la Convenzione di Lugano. Non osta a ciò che la polizza assicurativa sia stata conclusa prima dell'entrata in vigore della medesima Convenzione, determinante essendo unicamente il fatto che quest'ultima sia entrata in vigore prima della litispendenza della causa (art. 54 cpv. 1 CL; DTF 124 III 436 consid. 4a). 3.3.2 Con specifico riferimento all'interrogativo circa la validità della clausola contrattuale di proroga del foro, dopo aver ricordato che in virtù della CL un assicuratore può essere convenuto in causa avanti ai giudici del domicilio dell'assicurato (art. 8 cpv. 1 n. 2 CL) e che a tale competenza può essere derogato unicamente in base ad una convenzione posteriore al sorgere della controversia (art. 12 n. 1 CL), in difetto di che la convenzione non è valida (art. 17 n. 3 CL; DTF 124 III 436 consid. 4), questo Tribunale federale si è chinato sulla portata dell'art. 54 cpv. 1 CL. Attingendo alla giurisprudenza della Corte di Lussemburgo relativa all'identico art. 54 cpv. 1 Convenzione di Bruxelles, vi si è esplicitamente conformato, escludendone espressamente un'interpretazione restrittiva fondata sul rispetto della fiducia delle parti nella validità della proroga (DTF 124 III 436 consid. 4a). Esso ha infine ribadito che una deroga alle norme del Titolo II sezione 3 della CL è possibile unicamente con riferimento a rischi ben determinati del trasporto aereo o marittimo, senza riguardo all'effettivo bisogno di protezione dell'assicurato (art. 12 n. 5 e 12bis combin. CL; DTF 124 III 436 consid. 4b).