Citation: 4A_168/2009 30.09.2009 E. 3

Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente chiede che il giudizio cantonale sia riformato nel senso dell'accoglimento integrale della domanda di petizione di fr. 49'496.80, dei quali il Tribunale di appello ha riconosciuto fr. 8'579.20. Nella motivazione pone tuttavia in discussione soltanto la pretesa di fr. 34'648.-- per la retribuzione di 976 ore di lavoro straordinario. L'esame è pertanto limitato a questo tema. 3.1 II Tribunale di appello, sovvertendo su questo punto la decisione del Pretore, ha stabilito preliminarmente che il rapporto di lavoro in rassegna soggiace al contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della ristorazione, di obbligatorietà generale (CCNL 98). Riferendosi a dottrina e giurisprudenza ha in seguito posto a raffronto questa normativa con la regolamentazione legale concernente il lavoro straordinario. In primo luogo ha ricordato che giusta l'art. 321c CO tocca al dipendente dimostrare di aver prestato del lavoro straordinario; qualora lo abbia prestato di sua iniziativa è tenuto anche a dimostrare di averne informato tempestivamente il datore di lavoro. Per la quantificazione del lavoro straordinario, ha soggiunto la Corte ticinese, il giudice può ricorrere all'art. 42 cpv. 2 CO, ma il dipendente deve nondimeno allegare e provare, nella misura del possibile, tutte le circostanze utili per l'apprezzamento. Quanto alla portata dell'art. 21 n. 3 CCNL 98 i giudici ticinesi hanno osservato che, sebbene il controllo delle ore del dipendente assuma "valenza probatoria" qualora manchino registrazioni del datore di lavoro, esso non può consistere nella semplice allegazione in causa del numero complessivo di ore straordinarie eseguite, priva di altri elementi atti a rendere verosimile la pretesa. 3.2 Passando all'esame della fattispecie concreta, la Corte cantonale ha innanzitutto accertato che la ricorrente non ha segnalato situazioni che imponevano l'effettuazione di lavoro straordinario, nonostante la disponibilità del datore di lavoro a inviare personale supplementare in caso di bisogno; ne ha dedotto che "le pretese dell'attrice devono essere respinte, dovendosi ritenere l'accettazione senza riserva del salario che le è stato versato mensilmente quale rinuncia al versamento di un'indennità per ore supplementari". Sia come sia, hanno proseguito i giudici ticinesi "a titolo abbondanziale", la ricorrente non ha fornito la prova dell'esecuzione di ore supplementari. Essa si è infatti limitata a presentare il proprio calcolo nella petizione, al quale ha poi fatto riferimento nel seguito della procedura di prima e seconda istanza, senza indicare "il supporto probatorio del proprio controllo" né provare la sua presenza giornaliera ininterrotta, presenza che tra l'altro - ha concluso l'autorità cantonale - è stata relativizzata dal teste C.________. Donde la reiezione della pretesa riferita all'esecuzione delle ore di lavoro straordinario.