Citation: 1C_203/2018 E. 2.3

2.3. La ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione, nemmeno in questa sede si confronta con questi argomenti e con le conclusioni della perizia, dalla cui semplice lettura risulta l'infondatezza della sua censura. Nella stessa, posta a fondamento del giudizio impugnato, si rileva infatti che dal punto di vista geologico i fondi in esame sono caratterizzati " da roccia affiorante o subaffiorante, in genere anfiboliti appartenenti alla Zona tettonica d'Ivrea, ricoperta da un esiguo strato di materiale sciolto (detrito di versante e/o depositi morenici) ". Si parla dell'ammasso roccioso, delle parti rocciose e si indica che la roccia affiora chiaramente sui mappali interessati dal progetto. Si menziona che il progetto prevede la formazione di uno " scavo di importanti dimensioni eseguito prevalentemente in roccia ", che imporrà un suo consolidamento sistematico nella fase esecutiva: se ne desume che prima dell'inizio dei lavori sarà necessario eseguire indagini più approfondite per garantire la stabilità dello scavo, concludendo che questa prima fase di indagini conferma la fattibilità del progetto. Da questa perizia risulta che il progetto edilizio, previsto in un'area pacificamente rocciosa, può essere realizzato (sulla responsabilità del proprietario di fondi ai sensi dell'art. 679 CC cfr. DTF 143 III 242).