Citation: 5A_816/2020 E. 4.2

4.2. Per il resto, il ricorso, rivolto contro una decisione finale (art. 90 LTF), sarebbe in linea di principio ammissibile. L'atto ricorsuale al Tribunale federale deve tuttavia contenere i motivi (art. 42 cpv. 1 LTF). Nei motivi la parte ricorrente deve spiegare, confrontandosi con i considerandi della sentenza impugnata (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 140 III 86 consid. 2; 134 II 244 consid. 2.1), perché quest'ultima leda il diritto (art. 42 cpv. 2 LTF). Per le violazioni di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale le esigenze di motivazione sono più severe: la parte ricorrente deve indicare i diritti ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla sentenza impugnata, in cosa consista la violazione (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4; 134 II 244 consid. 2.2). Nel caso concreto, il ricorrente contesta (unicamente) la decisione di non concedergli diritti di visita. Egli afferma che i rapporti con il figlio sarebbero sempre stati ottimi, che essi si sarebbero interrotti solo "perché doveva essere appurato se fosse[...] o meno figli[o] [suo]", che la volontà del figlio di non riprendere i contatti sarebbe in realtà stata condizionata dalla madre, che l'azione di disconoscimento di paternità era tardiva ma "non era campata in aria", e che la ripresa dei diritti di visita corrisponderebbe al bene del figlio. Il ricorrente ripropone quindi in larga misura le censure già sottoposte all'autorità inferiore. Il suo rimedio, però, si esaurisce in un'apodittica e generica contestazione di quanto stabilito dai Giudici cantonali e manifestamente non soddisfa le esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF.