Citation: 2C_164/2021 E. 4.2

4.2. Preso atto di tale condanna, ha quindi condiviso l'opinione della Sezione della popolazione e del Consiglio di Stato ticinese, che avevano negato il rilascio del permesso richiesto. Dopo avere riferito delle circostanze nelle quali è stato commesso il reato che ha portato alla condanna citata, ha infatti concluso che detto rifiuto rispettava sia l'art. 5 allegato I ALC che il principio della proporzionalità, osservando: che, pur considerando che i fatti risalgono al 2003, i motivi all'origine del compimento del reato e la modalità nella quale lo stesso è stato compiuto portano a concludere che il pericolo di una recidiva non può essere escluso neppure oggi; che non si può infatti ritenere che le autorità inferiori si siano lasciate condurre da ragionamenti di carattere puramente preventivo, poiché alla base del gesto compiuto dall'insorgente vi erano motivi oggettivamente inconsistenti, che potrebbero ripresentarsi in futuro in relazione a rapporti con altre persone; che le circostanze in cui è stato commesso il reato, oltre a mettere in evidenza l'instabilità emozionale del ricorrente, danno conto di reazioni totalmente inadatte, così come del concreto rischio che le medesime possono comportare per l'incolumità di terzi; che il ricorrente risiede in provincia di Y.________ (I) e il mancato rilascio del permesso lo colpisce solo in ambito professionale; che, prima di formulare la richiesta in oggetto, egli non ha mai lavorato nel nostro Paese e non è per altro dato di vedere come lo stesso non possa procacciarsi un nuovo lavoro in Italia, dove è stato attivo fino alla presentazione della domanda di un permesso per confinanti.