Citation: 2C_380/2015 E. 5.5.2

5.5.2. D'altra parte, un rientro in Perù del ricorrente comporterebbe pesanti conseguenze anche per il mantenimento delle relazioni con la moglie, in Svizzera dal 1991, e con i figli, nati e cresciuti nel nostro Paese. La coniuge - con la quale, in assenza di concrete prove contrarie, il rapporto dev'essere considerato intatto - e i figli hanno infatti tutti la cittadinanza elvetica ed hanno quindi un interesse più che evidente a continuare a risiedere in Svizzera. Riguardo al prospettato trasferimento in Perù del secondogenito, nato nel 1999 e ancora minorenne, le considerazioni della Corte cantonale sono inoltre prive di fondamento. Il fatto che il ragazzo abbia raggiunto un'età che non impone più una cura assidua come quella dovuta a un bambino, espressamente evocato a sostegno della conclusione secondo cui può seguire il padre, non ha in effetti nessuna attinenza con la questione dell'esigibilità o meno della sua partenza dalla Svizzera. L'età adolescenziale, oltre che la nazionalità elvetica del figlio, porta semmai alla conclusione opposta (sentenza 2C_897/2011 del 13 maggio 2012 consid. 4.4.3 e contrario); ciò vale poi a maggior ragione, se si considera che il giudizio impugnato si limita a rilevare che egli "è cresciuto in una famiglia con genitori di lingua madre spagnola e non è pertanto escluso che conosca tale idioma" e non contiene di conseguenza nessun tipo di accertamento in merito alla conoscenza della lingua parlata nel Paese in cui questo ragazzo dovrebbe stabilirsi.