Citation: I 321/00 21.08.2001 E. 2

2.- a) Nel caso di specie, per stabilire l'incapacità lavorativa del ricorrente dovuta ai disturbi di coronaropatia e stato dopo ricostruzione della cuffia rotatoria della spalla destra, l'autorità di ricorso cantonale si è fondata in sostanza sulla relazione sanitaria redatta il 19 febbraio 1998 dal prof. N._________, primario dell'Ospedale X._________, su una nota completiva 11 maggio 1998 dello stesso medico, nonché su un referto peritale allestito il 22 dicembre 1997 dal dott. G._________, specialista in reumatologia. Ha invece considerato che il parere del cardiologo dott. M._________, medico curante dell'assicurato, il quale si era espresso segnatamente in un rapporto del 18 novembre 1996 e in sede d'impugnativa a livello cantonale in data 20 dicembre 1999, non era decisivo in quanto non indicava quali specifiche limitazioni l'interessato incontrerebbe nell'esercizio della sua professione d'impresario costruttore. Nemmeno risultavano convincenti, a mente della Corte cantonale, le certificazioni del dott. T._________, specialista presso il Centro Y._________, le quali attestavano, secondo una determinazione del 15 giugno 1998, un grado d'incapacità del 50 % almeno, né infine quelle di altri sanitari già espressisi in precedenza. L'interpretazione di questi atti fatta dal giudice cantonale e posta a base della sua valutazione dell'incapacità di lavoro non può essere condivisa e deve pertanto essere disattesa. È innanzitutto opportuno rilevare che il prof. N._________, nel referto del 19 febbraio 1998, aveva dichiarato causare l'affezione cardiaca che affliggeva l'assicurato un'incapacità del 40 %. Egli aveva soggiunto che, sommata questa inabilità con incapacità dovuta all'affezione della spalla destra, valutata dal dott. G._________ al 10 %, si doveva considerare essere C._________ portatore di un'incapacità lavorativa totale del 50 %. Ulteriormente, su richiesta dell'amministrazione, la quale invitava il prof. N._________ ad esprimersi in merito ad una nota del sanitario dell'UAI del 24 aprile 1998, nota che tuttavia non è rassegnata agli atti dell'inserto, il predetto medico ha dichiarato, l'11 maggio 1998, che le limitazioni imputabili all'apparato locomotorio (10 %) potevano essere comprese in quelle riconducibili alle turbe cardiache (40 %). Ora, questo punto di vista, decisivo in concreto, non è stato chiarito dal precedente giudice, il quale si è limitato a rilevare come il dott. G._________ non avesse menzionato alcuna controindicazione per quanto riguardava il possibile svolgimento di lavori amministrativi e direzionali nella ditta del ricorrente. b) Le conclusioni della Corte cantonale non possono essere tutelate nemmeno per quanto attiene alla valutazione dell'invalidità, segnatamente ove si osservi che essa non ha, pur avendo optato per il metodo ordinario del raffronto dei redditi e descritto ampiamente i meccanismi dello stesso, effettuato un simile confronto. Nel ricorso di diritto amministrativo l'insorgente contesta poi l'impossibilità di raffrontare le mansioni esercitate prima e dopo la sopravvenienza del danno alla salute (metodo straordinario di determinazione dell'invalidità) per cessazione definitiva dell'attività indipendente sin dal novembre 1995. A suo avviso, il lavoro svolto è rimasto in realtà il medesimo, essendo però rilevato che aveva dovuto subentrare il proprio figlio nella conduzione della ditta a causa del precario suo stato di salute e in seguito alla propria riduzione del rendimento. Da un altro lato, risultava utopico considerare che egli potesse, come proposto dal prof. N._________, impiegare la sua residua capacità lavorativa eseguendo durante 4 a 5 ore al giorno mansioni amministrative e dirigenziali per la propria ditta. In effetti, afferma l'insorgente, i lavori d'ufficio sono da sempre stati svolti dalla moglie e sono di entità limitata, viste le dimensioni della ditta. Di conseguenza, spazio per altro lavoro non vi sarebbe, in quanto non esistente nell'impresa. Ritenuta corretta l'applicazione del metodo del raffronto dei redditi, il giudice cantonale non ha tenuto conto delle suindicate censure, già invocate dal ricorrente in sede di prima istanza. Detti elementi avrebbero dovuto permettere di decidere, innanzitutto, se effettivamente tale metodo fosse quello da adottare in concreto o se invece si giustificasse, come sostenuto dall'insorgente, di far capo a quello straordinario. Dopodiché si doveva determinare, in base ad accertamenti di natura medica ed economica attendibili, raffrontando o i redditi ipotetici di C._________ o le mansioni da lui esercitate prima e dopo il manifestarsi del danno alla salute, il grado d'invalidità ed il conseguente diritto ad una rendita, nonché la data a partire dalla quale simile diritto doveva essere riconosciuto.