Citation: 2C_711/2007 26.02.2008 E. 2

2.1 Il ricorrente ha esperito un ricorso sussidiario in materia costituzionale. Sennonché tale rimedio è inammissibile se è aperta la via del ricorso in materia di diritto pubblico (art. 113 LTF). Occorre pertanto verificare se ciò sia il caso in concreto. 2.2 Conformemente all'art. 83 lett. c n. 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti i permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto. Esso è invece proponibile contro decisioni che constatano la decadenza di permessi di dimora o di domicilio che non ricadano sotto la predetta eccezione e che esplicherebbero ancora loro effetti se non fosse stata constatata la loro decadenza. Nel caso concreto oggetto della decisione di decadenza è un permesso di domicilio, il quale era di durata illimitata (cfr. art. 6 cpv. 1 LDDS, applicabile in casu, cfr. consid. 3). Il presente gravame va pertanto trattato quale ricorso in materia di diritto pubblico. Inoltrato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF), da una persona legittimata ad agire (art. 89 cpv. 1 LTF) esso è, in linea di principio, ammissibile. 2.3 Visto quanto precede, la questione di sapere se l'impugnativa sia ricevibile anche dal profilo dell'art. 8 CEDU (sui relativi requisiti, cfr. DTF 130 II 281 consid. 3.1; 129 II 193 consid. 5.3.1, 215 consid. 4.1), a cui il ricorrente fa pure riferimento, può restare indecisa, potendo questa Corte entrare nel merito della medesima già in virtù dei motivi che precedono.