Citation: 9C_594/2023 E. 4.2.2

4.2.2. Nel caso in rassegna la Cassa ha dapprima diffidato (dal 4 marzo 2020) e successivamente precettato (dal 25 gennaio 2021) E.________ AG per i contributi paritetici non soluti. Considerato il fallimento della società decretato in via sommaria nel 2021, la Cassa ha insinuato allora all'Ufficio fallimenti di F.________ un credito in 2a classe di complessivi fr. 211'289.45 per i contributi paritetici non soluti, segnatamente fr. 142'469.75 per il 2020, fr. 41'680.- per il 2021 e fr. 27'139.70 per contributi paritetici riconducibili a salari non percepiti. Il 9 giugno 2022 e il 26 ottobre 2022 l'Ufficio fallimenti ha risposto alla richiesta di informazioni della Cassa - la quale aveva richiesto l'aggiornamento dell'insinuazione del suo credito e le reali possibilità d'incasso - che non erano previsti dividendi per i creditori di 2a classe. Dagli accertamenti dell'autorità giudiziaria precedente emerge poi che la Cassa, constatato di avere subito un danno nel senso dell'art. 52 LAVS, si è allora rivolta alla ricorrente, quale membro del CdA con diritto di firma collettiva a due dal 18 giugno 2010 fino al fallimento della società decretato nel 2021. Non vi è dunque stata alcuna violazione del principio di sussidiarietà ad opera della Cassa che, dapprima, ha agito nei confronti della società, iniziando altresì la procedura esecutiva per recuperare il credito e, solo in seguito, ha inoltrato un'azione di risarcimento nel senso dell'art. 52 LAVS contro la ricorrente quale organo societario responsabile (cfr. 9C_115/2021 del 16 dicembre 2021, consid. 3.1 con riferimento). In effetti, non appena i contributi non possono più essere riscossi in via ordinaria secondo gli art. 14 segg. LAVS, come nel caso della dichiarazione di fallimento del datore di lavoro (sul tema cfr. DTF 141 V 487 consid. 2.2 con riferimenti), la Cassa è legittimata a procedere contro i singoli organi del datore di lavoro.