Citation: 2A.327/2002 30.09.2002 E. 1

1.1 Giusta i combinati art. 97 cpv. 1 OG e 5 della legge federale sulla procedura amministrativa, del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021), il ricorso di diritto amministrativo è aperto contro le decisioni che si fondano - o che avrebbero dovuto fondarsi - sul diritto pubblico federale, a condizione che esse emanino da una delle autorità indicate all'art. 98 OG e che non sia realizzata alcuna delle eccezioni indicate agli art. 99 a 102 OG. L'art. 5 cpv. 2 PA precisa poi che le decisioni incidentali ai sensi dell'art. 45 PA, segnatamente, come in concreto, il rifiuto dell'assistenza giudiziaria (art. 45 cpv. 2 lett. h PA versione tede- sca e francese; la versione italiana parla di gratuito patrocinio, ma fa riferi- mento all'art. 65 PA, in cui è compresa pure l'assistenza giudiziaria), sono pure considerate decisioni suscettibili di essere impugnate mediante ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, se possono provocare un pregiudizio irreparabile al ricorrente, ovvero se questi ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica immediata della decisione (DTF 127 II 132 consid. 2a con riferimenti). Nondimeno, in virtù dell'art. 101 lett. a OG (e contrario), affinché il ricorso di diritto amministrativo presentato contro una decisione incidentale sia ammissibile, è necessario che tale rimedio sia esperibile contro la decisione finale. 1.2 Nel caso concreto, il ricorrente ha impugnato la pronuncia con cui la Commissione federale di ricorso in materia di responsabilità dello Stato si è rifiutata di concedergli il beneficio dell'assistenza giudiziaria: si tratta pertanto di una decisione incidentale (art. 45 cpv. 2 lett. h PA). La stessa provoca all'interessato la necessità di dover versare un anticipo a titolo di garanzia per le spese giudiziarie presunte, impedendogli altresì di fruire del gratuito patrocinio. Orbene, per prassi costante, simili inconvenienti possono causare un danno irreparabile (cfr. DTF 111 Ia 276 consid. 2b; 125 I 161 consid. 1 con riferimenti). Inoltre, la decisione finale, con cui la suddetta commissione statuirà su ricorso in merito alla domanda di risarcimento dei danni formulata dall'insorgente in base alla legge federale sulla responsabilità della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali, del 14 marzo 1958 (LResp; RS 170.32) può essere, di principio, oggetto di un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10 cpv. 1 LResp; DTF 126 II 145 consid. 1b/aa). Considerato che anche le ulteriori condizioni per l'ammissibilità del gravame sono soddisfatte, quest'ultimo risulta dunque in linea di principio ammissibile. 1.3 Giusta l'art. 110 cpv. 4 OG, un ulteriore scambio di scritti ha luogo solo eccezionalmente. Un simile modo di procedere è necessario laddove nella risposta al ricorso, vengono fatte valere circostanze nuove e rilevanti sulle quali il ricorrente non ha potuto esprimersi in precedenza (cfr. DTF 118 Ia 305 consid. 1c; Fritz Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., Berna 1983, pag. 194). Gli argomenti sollevati dal Dipartimento federale delle finanze nelle sue osservazioni coincidono in gran parte con quelli già utilizzati dalla Commissione federale di ricorso in materia di responsabilità dello Stato per motivare la decisione litigiosa; nella misura in cui costituiscono invece delle nuove allegazioni non appaiono determinanti per il presente giudizio. Ne discende che, in simili circostanze, non sussistevano le condizioni per procedere davanti al Tribunale federale ad un secondo scambio di scritti tra le parti: sono pertanto inammissibili gli argomenti di replica contenuti nell'allegato di osservazioni che il ricorrente ha inoltrato dinanzi a questa Corte il 30 luglio 2002 per controbattere alla presa di posizione del suddetto dipartimento. A prescindere da ciò, si deve comunque dire che mediante questo suo scritto il ricorrente non ha apportato alcun elemento nuovo di rilievo, suscettibile di influire sull'esito della presente vertenza. 1.4 Prima di entrare nel merito delle doglianze sollevate dal ricorrente, occorre ancora osservare che, a norma dell'art. 108 cpv. 2 OG, il ricorso di diritto amministrativo deve contenere, tra l'altro, le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova. In merito alla motivazione del gravame va detto che, a differenza di quanto avviene per il ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non pone delle esigenze troppo severe. È sufficiente che dall'allegato ricorsuale emerga perché e in quale misura la decisione impugnata è contestata. Non è necessario che la motivazione sia ineccepibile: la medesima deve però perlomeno rife- rirsi all'oggetto del litigio, pena l'inammissibilità del gravame (DTF 118 Ib 134 consid. 2 e rinvii; André Grisel, Traité de droit administratif, Neuchâtel 1984, pag. 915; Gygi, op. cit., pag. 197). Nel caso concreto, l'atto di ricorso, redatto da un avvocato, non adempie manifestamente i requisiti minimi di motivazione appena esposti laddove lo stesso fa riferimento in maniera alquanto generica e confusa alla pretesa violazione degli art. 1, 2 e 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del 4 novembre 1950 (CEDU; RS 0.101). Non si vede infatti in che modo la decisione impugnata possa concernere il diritto alla vita e il diritto al rispetto della vita privata e familiare sanciti dalle predette disposizioni convenzionali, né d'altronde il ricor- rente ha fornito la benché minima spiegazione in proposito. Di conseguenza, su questo punto, l'impugnativa è inammissibile.