Citation: 1B_9/2014 E. 3.3

3.3. Il ricorrente non si confronta del tutto con queste considerazioni. Egli, fondandosi, in maniera difficilmente comprensibile, per alcuni fondi sui valori di stima ritenuti dal citato Ufficio e per altri su quelli dei periti di parte aggiungendovi i valori patrimoniali depositati sui conti correnti, indica un valore complessivo di beni sequestrati di fr. 3'964'016.--. Il TPF ha per contro ritenuto che la valutazione dell'Ufficio ammonta a complessivi fr. 7'010'000.--, quella delle perizie di parte a fr. 8'128'150.--, ossia a una differenza nominale di fr. 1'118'150.--. L'istanza precedente ha esaminato compiutamente anche le perizie di parte prodotte dal ricorrente commissionate a vari architetti. Ha poi confrontato per ogni particella il valore ritenuto dall'Ufficio con quello calcolato dagli architetti incaricati dal ricorrente. Ha accertato che i criteri di valutazione utilizzati dai differenti periti sono sostanzialmente gli stessi, mentre sono decisamente diversi i parametri applicati per la determinazione dei valori, indicandone dettagliatamente le differenze. Ha rilevato che sebbene le perizie siano state allestite seguendo criteri piuttosto simili, l'Ufficio ha applicato parametri più prudenti sia rispetto al valore reale sia riguardo al calcolo del valore di reddito dei vari immobili. Ammessa la serietà e la fondatezza delle perizie prodotte dal ricorrente, ha considerato nondimeno più attendibili, per due motivi, i parametri prudenziali utilizzati dall'Ufficio di stima: da una parte, perché la realizzazione dei fondi sequestrati nell'ambito di un'asta pubblica potrebbe difficilmente aver luogo al loro valore effettivo, ossia a quello ottenibile nel quadro di una libera contrattazione tra privati, e dall'altra, perché per quattro fondi non sarebbe possibile, nelle due ipotesi, ottenerne il pieno valore. Ciò poiché questi ultimi sono stati adibiti per lungo tempo a ritrovi pubblici legati al mondo della prostituzione, per cui un loro possibile utilizzo per altre attività deve tener conto di ingenti spese di trasformazione e di ristrutturazione. L'accenno di critica a questo apprezzamento, fondato su motivi seri e oggettivi, non ne dimostra affatto l'insostenibilità e, quindi, l'arbitrarietà (DTF 138 I 49 consid. 7.1 e rinvii). Del resto, dando la preferenza tra due metodi di calcolo ritenuti entrambi attendibili e attuali, a quello fondato su parametri più prudenziali, il TPF non ha leso il principio di proporzionalità, visto che ha altresì ricordato che in caso di plusvalenza nella realizzazione forzata dei fondi sequestrati, la stessa spetterà al ricorrente.