Citation: 5C.62/2003 18.12.2003 E. 4

Giusta l'art. 125 cpv. 1 CC, se non si può ragionevolmente pretendere che un coniuge provveda da sé al proprio mantenimento, inclusa un'adeguata previdenza per la vecchiaia, l'altro coniuge gli deve un adeguato contributo di mantenimento. Tale norma realizza due principi: da un lato, quello del "taglio netto" (clean break), secondo cui ciascun coniuge deve, nella misura del possibile, acquisire la sua indipendenza economica e provvedere da sé ai suoi bisogni e, dall'altro, quello della solidarietà, in virtù del quale i coniugi devono sopportare in comune le conseguenze della ripartizione dei compiti scelta in pendenza di matrimonio (art. 163 CC) (DTF 129 III 7 consid. 3.1, 127 III 136 consid. 2a). 4.1 I giudici cantonali hanno rilevato che il contributo alimentare è in linea di principio limitato nel tempo, tranne nei casi in cui il coniuge che ne beneficia non possa più recuperare la sua indipendenza economica. Per quanto riguarda la convenuta, essi hanno indicato che ella non dispone di alcuna previdenza professionale e, vista la sua età, non è in grado di costituirsene una. Anche nel febbraio 2012, a 64 anni compiuti, la convenuta percepirà unicamente una rendita AVS di fr. 1'714.--, motivo per cui il suo minimo vitale resterà scoperto di fr. 350.--, atteso che anche l'indennità di libero passaggio, che le sarà versata sul suo conto, non potrà verosimilmente rendere più di fr. 40.-- mensili. Per contro, dopo il suo pensionamento, l'attore disporrà di entrate complessive di circa fr. 3'450.--, composte delle rendite AVS e SUVA. Poiché il suo fabbisogno mensile ammonta a circa fr. 2'600.--, egli potrà agevolmente versare all'ex moglie un contributo alimentare di fr. 350.--, atteso che a quel momento tutti i suoi figli saranno maggiorenni.