Citation: 1C_446/2019 E. 1.3

1.3. La decisione impugnata, che estromette un allegato dall'incarto, non costituisce una decisione finale che concluderebbe la procedura pianificatoria ed edilizia, ma una decisione incidentale ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 LTF. Secondo la costante giurisprudenza, il ricorso contro una siffatta decisione è ammissibile soltanto se può causare un pregiudizio irreparabile (lett. a) o se l'accoglimento del gravame comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (lett. b). Deve trattarsi, in linea di principio, di un pregiudizio di natura giuridica (DTF 135 II 30 consid. 1.3.4 pag. 35), ricordato che il semplice prolungamento della procedura o l'aumento dei costi collegati alla causa di regola non bastano a fondare un tale pregiudizio (DTF 140 V 321 consid. 3.3 pag. 326). L'adempimento dei citati requisiti dev'essere di principio dimostrato dai ricorrenti, a meno che non sia manifesto (art. 42 LTF; DTF 141 IV 284 consid. 2.3 pag. 287; 289 consid. 1.3 pag. 292; 134 III 426 consid. 1.2 in fine). Ora, disattendendo il loro obbligo di motivazione, e limitandosi in sostanza ad addurre implicitamente una violazione del loro diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.; al riguardo vedi DTF 145 I 73 consid. 7.2.2.1 pag. 103), essi non si esprimono del tutto su questa questione, decisiva, motivo per cui il ricorso dev'essere dichiarato inammissibile. Datene le condizioni, i ricorrenti potranno impugnare questa decisione incidentale mediante ricorso contro quella finale (art. 93 cpv. 3 LTF).