Citation: 6B_254/2016 E. 8.3

8.3. Nel gravame, il ricorrente non rende minimamente verosimile la violazione di tali garanzie. Non spiega infatti puntualmente su quali aspetti le autorità penali avrebbero dato per acquisita la sua colpevolezza, imponendogli di dimostrare la sua innocenza. Né pretende che la Corte cantonale lo avrebbe condannato sulla base di una valutazione manifestamente insostenibile e pertanto arbitraria delle prove. Piuttosto, lamenta il fatto che nell'ambito della commisurazione della pena la CARP gli ha rimproverato di non potersi avvalere di "una buona collaborazione con gli inquirenti", di non avere preso "coscienza degli illeciti commessi"e di avere dimostrato una "preoccupante irriducibilità". Così formulata, la censura esula però dal campo di applicazione dell'invocata garanzia e si rivela pertanto inammissibile. In ogni caso, nell'ambito della commisurazione della pena, la Corte cantonale ha rettamente tenuto conto degli elementi riguardanti la personalità dell'autore, in cui rientrano, oltre alle sue condizioni personali ed alla sua vita anteriore, anche il suo comportamento dopo i fatti incriminati e durante il procedimento penale (cfr. art. 47 cpv. 1 CP; DTF 141 IV 61 consid. 6.1.1 e rinvii). Al riguardo, può pure entrare in considerazione un'eventuale (mancata) presa di coscienza da parte dell'imputato del carattere riprensibile dei suoi atti (cfr. sentenza 6B_866/2010 del 19 luglio 2011 consid. 3.1 e 3.2, in: JdT 2011 I 381 segg.).