Citation: 4A_171/2015 E. B

A quel tempo vigeva la convenzione tra la Svizzera e i Paesi Bassi intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia di imposte sul reddito e sulla sostanza del 12 novembre 1951 (ora sostituita dalla convenzione del 26 febbraio 2010 - RS 0.672.963.61). In forza dell'art. 4 cpv. 6 del protocollo finale di quella convenzione, se vi erano stabili d'esercizio in entrambi gli Stati, nella ripartizione del reddito era di regola concessa "un'anticipazione dal 10 al 20 per cento alla sede dell'azienda in cui è accentrata una parte essenziale della direzione". Il 22 marzo 2002 D.________SA e E.________ hanno chiesto all'autorità fiscale olandese che per le tassazioni 1998 e 1999 della B.________B.V. la predetta "anticipazione" fosse ridotta al 5 %, invece del 10 % applicato in precedenza. La decisione negativa è stata impugnata con reclamo del 21 giugno 2002 da D.________SA e E.________ Poco dopo, il 26 luglio 2002, il fisco olandese ha avviato un'indagine sui redditi degli anni 1997-2001 intesa in particolare ad appurare l'esistenza effettiva di un'organizzazione stabile commerciale e d'impresa in Svizzera e a verificare la mancata esposizione degli interessi su un mutuo concesso dalla B.________B.V. a una società del gruppo, la tailandese F.________Ltd. Le autorità olandesi propendevano per non riconoscere lo stabilimento d'impresa ticinese, con la conseguente imposizione in Olanda dell'intero reddito, e per la ripresa degli interessi sul mutuo, ciò che avrebbe comportato il pagamento d'imposte per Euro 3'632'158.--. Di fronte a tale prospettiva la B.________B.V. ha fatto ricorso a due nuovi consulenti, tramite i quali, il 14 marzo 2006, ha stipulato un accordo transattivo con l'autorità fiscale olandese che ha fissato una "anticipazione" del 14 % per gli anni 1998-2001 e la ripresa degli interessi della società tailandese al tasso del 2.5 % dal 2000 al 2004.