Citation: 1P.341/2005 11.11.2005 E. 7

Il ricorrente critica infine anche l'interpretazione da parte della Corte cantonale dell'art. 90 del regolamento edilizio comunale, sostenendo in particolare che la decisione impugnata non sarebbe al proposito sufficientemente motivata. 7.1 Il diritto di essere sentito è sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., che istituisce una garanzia minima e sussidiaria rispetto agli ordinamenti cantonali e che impone di massima all'autorità di motivare il proprio giudizio. La motivazione è sufficiente quando l'interessato possa afferrare la portata della decisione e impugnarla con cognizione di causa. L'autorità deve quindi perlomeno succintamente esporre le argomentazioni su cui si è fondata; non occorre invece che esamini espressamente ogni allegazione sollevata, potendosi limitare ai punti rilevanti per il giudizio (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b e rinvii). 7.2 È indubbio che il giudizio impugnato adempie questi requisiti. I giudici cantonali hanno in effetti spiegato che l'art. 90 del regolamento edilizio è inapplicabile alla fattispecie perché disciplina soltanto manufatti che sporgono dalle facciate sull'area pubblica a una certa altezza, non quelli appoggiati al suolo come è il caso in concreto. Questa motivazione, semplice e chiara, è stata perfettamente afferrata dal ricorrente, che dichiara espressamente di ritenerla condivisibile per quanto riferita ai cpv. 1 e 2 dell'art. 90 del regolamento edilizio. 7.3 Nel merito le critiche riguardano quindi unicamente l'art. 90 cpv. 3 e 4 del regolamento. Non è però necessario esaminare nel dettaglio il lungo esposto di ricorso, che ha perlopiù carattere appellatorio e disattende pertanto l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. In effetti, se gli art. 19 cpv. 2.3 e 2.4 NAPR, interpretati come visto senza arbitrio, portano al rifiuto della licenza edilizia litigiosa, non può di per sé essere insostenibile ritenere che le disposizioni regolamentarie riguardino soltanto altri tipi di manufatti, segnatamente quelli che non sono appoggiati al suolo. Tanto più che, come osserva correttamente l'opponente, il regolamento edilizio risale al 16 dicembre 1963, mentre le norme di attuazione del piano regolatore sono del 21 marzo 1984 e la versione attuale degli art. 19 cpv. 2.3 e 2.4 NAPR è stata modificata con effetto al 7 dicembre 1993.