Citation: 4A_181/2023 E. 4.2

4.2. Secondo la Corte di appello la pretesa fatta valere dal Comune per dei pagamenti volontari - ma erronei - eseguiti in base a un contratto si prescriveva nel termine di un anno (art. 67 cpv. 1 vCO) ed era in concreto prescritta, poiché l'ente pubblico sapeva del suo diritto di ripetizione dall'11 luglio 2013 e dal 21 febbraio 2014, e gli atti interruttivi da lui attivati dal 17 dicembre 2015 in poi non gli erano di soccorso. A prescindere dal fatto che si trattava di circostanze addotte solo con le conclusioni o con la risposta all'appello, la tesi dell'ente pubblico secondo cui egli avrebbe avuto contezza delle sue pretese solo dopo l'emissione del decreto di abbandono, non era credibile: il Comune, infatti, era accusatore privato nel procedimento penale avviato contro l'ex sindaco e sapeva delle note perizie almeno dal 28 gennaio 2014, quando il Procuratore pubblico aveva informato il suo patrocinatore di una richiesta di proroga del termine per l'allestimento della seconda perizia presentata da un esperto. In merito a un'applicazione del termine di prescrizione più lungo (7 anni) stabilito dal diritto penale (art. 60 cpv. 2 CO), la Corte di appello ha in particolare rimproverato al Comune d'aver solo invocato il contenuto degli art. 26, 146, 158, 312 e 314 CP e la relativa giurisprudenza, senza recare valide prove sulla sussistenza di quei reati e in particolare del fatto che l'ex sindaco avesse agito intenzionalmente e che la convenuta, tramite un suo organo, avesse compiuto a quell'epoca altri reati penali (art. 146 o 158 CP) o fosse complice dell'ex sindaco.