Citation: 4P.208/2000 28.02.2001 E. 6

6.- Per concludere la ricorrente si diffonde sull' arbitrarietà del giudizio cantonale riguardante spese e indennità per ripetibili. Accenna preliminarmente all'assenza di motivazione a questo proposito, senza tuttavia dedurne una violazione dei suoi diritti costituzionali. a) Pur definendo "sostenibile" l'ammontare complessivo di tassa e spese giudiziarie (fr. 20'450.--), la ricorrente ne critica la mancata ripartizione da parte del Tribunale d'appello, che avrebbe applicato in modo arbitrario l'art. 148 CPC/TI. Questo disposto stabilisce che la parte soccombente deve rimborsare all'altra le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (cpv. 1) e, in caso di soccombenza reciproca o se concorrono altri giusti motivi, dà la facoltà al giudice di ripartire parzialmente o per intero queste posizioni (cpv. 2). A sostegno della sua tesi la ricorrente adduce la soccombenza di alcuni convenuti nelle questioni d'ordine concernenti il litisconsorzio facoltativo e la competenza per territorio, la dimissione dalla lite di Lodovico Sacchetti, nonché la parziale soccombenza di merito della Vasa Sagl, la quale avrebbe perso almeno in parte la causa poiché la violazione del marchio è stata ammessa nel suo principio e la società condannata a pagare fr. 2'712. 50. Questi argomenti sono manifestamente infondati. L'art. 148 cpv. 1 e 2 CPC/TI esprime il principio secondo il quale nel processo civile le spese giudiziarie debbono essere pagate dalle parti in proporzione alla loro soccombenza (Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, Zurigo 1979, pag. 406; Vogel, Grundriss des Zivilprozessrechts, 6a ed. Berna 1999, pag. 297 n. 24; Habscheid, Droit judiciaire privé suisse, Ginevra 1981, pag. 296). Per stabilire quale parte sia soccombente occorre riferirsi alle domande di causa (DTF 119 Ia 1 consid. 6b). Nelle azioni di carattere pecuniario, in assenza di disposizioni procedurali cantonali contrarie (che comunque la ricorrente non menziona) non è pertanto arbitrario stabilire la misura della soccombenza raffrontando domande e dispositivi di condanna, senza tenere conto dei motivi d'ordine e di merito che sorreggono questi ultimi. Con petizione del 29 novembre 1996 l'attrice aveva chiesto che i quattro convenuti fossero condannati a pagarle, in solido, fr. 1'201'398.--; la domanda era stata ridotta a fr. 860'398.-- con le conclusioni. I convenuti avevano chiesto di respingere le domande. L'azione è stata respinta interamente nei confronti di tre di loro; solo la Vasa Sagl è stata condannata a pagare alla ricorrente fr. 2'712. 50. Ora, questa somma rappresenta lo 0,32% della domanda conclusiva e lo 0,22% della domanda iniziale; non è sicuramente insostenibile trascurare simile percentuale di riuscita nei confronti di un solo convenuto su tre e definire "pressoché integrale soccombenza" quella subita dalla ricorrente, come ha fatto l'autorità cantonale. b) Secondo la ricorrente la Corte cantonale avrebbe applicato in modo arbitrario anche l'art. 150 CPC/TI. Questa norma dice che le "ripetibili" sono le spese indispensabili causate dal processo, con un'adeguata indennità per gli onorari di patrocinio; precisa che quest'ultima va fissata entro il limite dalla tariffa dell'Ordine degli avvocati, tenendo conto della natura e del valore della lite e delle prestazioni indispensabili del patrocinatore. La ricorrente riconosce che, per giurisprudenza invalsa, il giudice fruisce di un ampio potere di apprezzamento e che se i limiti tariffali sono rispettati, l'indennità assegnata è censurabile solo per abuso o eccesso di tale facoltà. Esegue poi diversi calcoli per tentare di dimostrare che le percentuali applicate sarebbero eccessive, se riferite alla domanda formulata con le conclusioni, e che l'impegno effettivo dei patrocinatori dei convenuti sarebbe stato esiguo; specialmente quello di Lodovico Sacchetti, che a suo dire sarebbe stato estromesso dalla lite. Anche queste critiche non reggono. L'art. 9 della tariffa dell'ordine degli avvocati ticinesi del 7 dicembre 1984 fissa le percentuali entro le quali va stabilito l' onorario normale per le cause di valore determinato o determinabile e rinvia alle regole della procedura civile per il calcolo di questo valore. Per l'art. 5 cpv. 1 CPC/TI - che la ricorrente omette di considerare - se l'oggetto della lite è valutabile in denaro, il valore della causa è determinato dalla domanda. La prassi ticinese vuole che la domanda iniziale sia sempre determinante per la fissazione di spese e ripetibili, a prescindere dalle modifiche che possono intervenire nel corso della procedura (Cocchi/ Trezzini, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, art. 5 note 1,3 e 5). Per valori compresi fra fr. 500'000.-- e 1'500'000.-- l'art. 9 della tariffa prevede onorari dal 4 al 7%. L'indennità di fr. 48'000.-- assegnata a Lodovico Sacchetti costituisce il 3,99% di fr. 1'201'398.--. Questo convenuto non è affatto stato "dimesso dalla lite" come preteso dall'insorgente: egli ha partecipato invece come gli altri a tutte le fasi del processo e solo la sentenza finale ha respinto in ordine l'azione rivolta contro di lui. L'indennità di fr. 53'000.-- attribuita complessivamente agli altri 3 convenuti, patrocinati dal medesimo avvocato, rappresenta il 4,41% del valore di causa iniziale. Sostenere, in simili circostanze, che i giudici cantonali hanno fatto uso in modo arbitrario del loro potere di apprezzamento rasenta la temerarietà.