Citation: 2C_506/2017 E. 3.3

3.3. La ricorrente censura in seguito la violazione del principio della proporzionalità di cui all'art. 96 LStr, siccome il rifiuto di rinnovarle il permesso di dimora UE/AELS le precluderebbe la possibilità di portare a termine la propria formazione universitaria. A torto. Come ben rilevato dal Tribunale cantonale amministrativo un trasferimento della ricorrente in Italia non è per niente improponibile, anzi risulta perfettamente esigibile. In primo luogo si rileva che risiede in Svizzera dall'agosto 2014 (dove la sua presenza è solo tollerata dall'agosto 2016 in attesa di una decisione definitiva sul rinnovo del suo permesso di dimora) quindi da pochi anni. Va poi osservato che la cultura e lo stile di vita della vicina Penisola le sono noti, avendovi vissuto con la madre e le sorelle, tuttora lì domiciliate, prima di venire in Svizzera all'età di 23 anni e non si discostano del resto in maniera sostanziale da quelli del nostro Paese. Infine, contrariamente a quanto addotto, un suo rientro in Italia non dovrebbe nuocere ai suoi studi dato che, come emerge dalla sentenza cantonale, dovrebbe averli già terminati siccome doveva sostenere la tesi di Bachelor nel mese di febbraio 2017. Ma quand'anche ciò non fosse il caso, un trasloco nella fascia di confine le permetterebbe comunque di continuare la formazione iniziata in Svizzera.