Citation: 6B_841/2023 E. 3.2

3.2. La censura ricorsuale riguarda invero una violazione del diritto della ricorrente di essere sentita (art. 3 cpv. 2 lett. c e art. 107 cpv. 1 CPP, art. 29 cpv. 2 Cost.), che non è tuttavia da lei esplicitamente invocato. Questa garanzia non è comunque stata disattesa dalla Corte cantonale, siccome essa non ha rifiutato i documenti prodotti in appello, ma li ha acquisiti agli atti. Peraltro, come rilevato dal difensore della ricorrente in sede cantonale, una parte dei documenti era già compresa negli atti del procedimento penale. Premesso inoltre che la ricorrente non aveva presentato specifiche istanze probatorie con la dichiarazione di appello del 5 agosto 2021 (cfr. art. 399 cpv. 3 lett. c CPP), il contestato accertamento nella sentenza impugnata non ha comportato un pregiudizio processuale per la ricorrente. Ricordato che la Corte cantonale ha (implicitamente) ammesso e acquisito agli atti i documenti prodotti dalla ricorrente in appello, il fatto che non si sia esplicitamente pronunciata sulla pertinenza di ogni singolo documento prodotto non comporta una violazione del suo diritto di essere sentita. L'autorità giudicante è infatti tenuta ad esprimersi unicamente sulle circostanze significative, atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito, e non su ogni singola asserzione delle parti (cfr. DTF 147 IV 409 consid. 5.3.4; 146 IV 297 consid. 2.2.7).