Citation: I 387/04 29.04.2005 E. 1

Nei considerandi dell'impugnata pronuncia, cui si rinvia, i primi giudici hanno già esposto le regole che secondo il diritto svizzero - per principio applicabile nel caso di specie anche in seguito all'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), l'Accordo avendo lasciata immutata la competenza degli stati contraenti di definire i propri sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC in relazione con l'art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC e la sua Sezione A) - disciplinano la procedura di domanda di revisione della rendita. Pure correttamente i primi giudici hanno poi precisato che l'amministrazione, con la messa in atto degli accertamenti medici disposti successivamente all'inoltro della richiesta del 23 giugno 2003, in realtà era entrata nel merito della medesima (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI; DTF 109 V 114 consid. 2b; cfr. anche DTF 117 V 198 consid. 3a). L'autorità commissionale ha così esteso l'esame giudiziario anche alla questione concernente il preteso diritto dell'insorgente a una rendita intera di invalidità. L'operato dei primi giudici sfugge ad ogni critica, in quanto conforme alla giurisprudenza (cfr. sentenza del 6 febbraio 2003 in re C., I 712/02, consid. 1.2). In sede di ultima istanza, la lite verte quindi sul tema di sapere se il ricorrente presenti o meno un'invalidità giustificante una rendita intera in luogo di quella mezza erogatagli sin dal 1986.