Citation: 4A_189/2014 E. A

I fratelli A.A.________, C.A.________ e D.A.________ hanno sottoscritto il 26 giugno 2003 un "contratto di conferma di mutuo" in cui si sono riconosciuti debitori solidali nei confronti di E.________ (alias F.________, nome che verrà utilizzato qui di seguito) di fr. 120'000.--, importo che fruttava un interesse annuo del 10 %. Il mutuante è caduto in uno stato di gravissima depressione e il suo tutore ha ceduto la pretesa a B.________, che ha invano chiesto con scritto 19 gennaio 2009 ai fratelli A.________ di rimborsare il mutuo e di pagare gli interessi scaduti di fr. 60'000.--. L'opposizione interposta al precetto esecutivo fatto notificare da B.________ a A.A.________è stata rigettata in via provvisoria dal Pretore del distretto di Bellinzona l'8 luglio 2009, decisione confermata il 7 settembre 2009 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello ticinese. Il 25 settembre 2012 il Pretore del distretto di Bellinzona ha respinto l'azione di disconoscimento del debito inoltrata da A.A.________. Il Giudice di primo grado non ha ritenuto "attendibili" le convenzioni 19 agosto 2003 e 5 novembre 2003 di cui si era prevalsa l'attrice. Il primo contratto, concluso tra la G.________ SA e F.________, contiene una clausola concernente la compravendita della metà delle azioni di una società italiana con una penale di fr. 200'000.--, il secondo indica quali parti i fratelli A.________ - che rinunciavano alla menzionata penale - e F.________ che abbandonava il suo credito di fr. 120'000.--. Il Pretore ha pure considerato che il Procuratore pubblico - a cui è stato trasmesso il caso dopo l'eccezione di falso sollevata dalla convenuta con la risposta - ha emanato il 25 maggio 2011 un decreto di abbandono, rilevando tuttavia che non è stato possibile emettere un preavviso concludente in relazione alle citate convenzioni.