Citation: 4A_427/2020 E. 2

Con sentenza 23 luglio 2020 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha accolto l'appello inoltrato da B.________ e, in riforma del giudizio di primo grado, ha integralmente respinto la petizione. Ha però posto l'appellata al beneficio dell'assistenza giudiziaria. Dopo aver rilevato che agli atti non vi era alcuna documentazione relativa ai rapporti contrattuali fra le parti, la Corte cantonale ha rimproverato al Pretore di aver ritenuto l'esistenza di un contratto di compravendita valutaria senza appurare l'esistenza di tutti gli elementi rilevanti, che non sono nemmeno stati esaustivamente descritti dall'attrice. Ha in particolare ritenuto "nebulose" le circostanze che avrebbero condotto l'attrice, residente in Svizzera, a disporre di euro 1'300'000 e il partner contrattuale, cittadino italiano residente in Lombardia, a possedere in contanti fr. 1'690'000.-- per fare uno scambio brevi manu nel bar di un centro commerciale ticinese. Ha poi, in ragione del mancato concomitante versamento dell'intero importo asseritamente convenuto in franchi svizzeri, considerato inverosimile che l'attrice, di professione di fiduciaria finanziaria, avesse consegnato la predetta somma di euro senza pretendere una ricevuta. Ha pure rilevato che dall'istruttoria non risultano "una serie di elementi convergenti che consentano di riconoscere il buon fondamento dell'azione": dalle deposizioni agli atti emergono infatti unicamente l'incontro nel bar del centro commerciale e la preparazione il giorno prima di una borsa con una non precisata somma di euro, perché non contata in presenza del testimone. Nemmeno il comportamento dell'attrice - soggiungono i Giudici d'appello - può essere ignorato: questa aveva atteso anni prima di reagire all'inadempienza contrattuale e quanto preteso nella sede civile diverge da quanto aveva dichiarato (od è stato accertato) nell'ambito del procedimento penale svoltosi in Italia nei confronti del figlio per il tentativo di incasso del credito. Infine, conclude la Corte cantonale, il Pretore aveva pure omesso di considerare che il decesso del marito aveva reso difficile alla convenuta di difendersi, poiché questa non era segnatamente a conoscenza delle relazioni e degli accordi fra le parti dell'asserito contratto.