Citation: 2A.41/2007 27.08.2007 E. 5

La censura centrale del gravame, imperniata sull'acquisizione originaria attuatasi con la procedura di raggruppamento terreni, è infondata. 5.1 Come emerge dagli atti di causa, i ricorrenti possedevano originariamente le particelle ccc, lll e ddd acquistate nel 1965, di una superficie totale di 3'465 m2. Nella procedura di raggruppamento terreni i tre mappali sono stati riuniti nella particella fff. Con il nuovo riparto i ricorrenti hanno però ricevuto, su ricorso, anche le particelle ggg e hhh, per una superficie complessiva di 24'991 m2. Lo squilibrio tra il terreno posseduto prima e dopo il raggruppamento è palese. Invano i ricorrenti tentano di giustificarlo asserendo che il conguaglio in denaro fu di soli fr. 108.40. In effetti, come accertato nel giudizio impugnato, prima del raggruppamento dei terreni, essi avevano voluto acquistare le particelle ggg e hhh e, a tal fine, avevano pagato in anticipo diverse migliaia di franchi ai proprietari precedenti; non era tuttavia stato possibile iscrivere il trapasso di proprietà nel registro fondiario poiché mancava l'autorizzazione per le persone all'estero. Detta circostanza - ammessa nella sostanza anche davanti a questa Corte - è assai singolare. L'impressione - perché è difficile ricostruire con precisione quanto accaduto durante la citata procedura di raggruppamento terreni - è che si rimediò attraverso la menzionata procedura di raggruppamento all'impossibilità di attuare l'acquisto per negozio civile. I dubbi della Commissione cantonale di ricorso sulla regolarità di una simile operazione sono di conseguenza più che fondati. 5.2 È vero che, come sostenuto dai ricorrenti, il nuovo riparto dei fondi consecutivo alla procedura di raggruppamento terreni ha comportato un'acquisizione originaria della proprietà (Paul-Henri Steinauer, Les droits réels, Berna 2002, 3a ed., vol. II, n. 1585; Hermann Laim, Commentario basilese, 3a ed., vol. II, n. 43 all'art. 656 CC). Ciò significa, tra l'altro, che i proprietari perdono le proprietà dei fondi primitivi per acquisirne una nuova (Adelio Scolari, Diritto amministrativo, Parte speciale, Bellinzona 1993, n. 778), ma non porta al decadimento dell'onere litigioso. I rapporti con la procedura di autorizzazione per persone all'estero sono retti, attualmente, dall'art. 7 lett. e LAFE, il quale esenta le acquisizioni di fondi a titolo d'indennità in natura attuate nell'ambito di un raggruppamento di terreni. Il messaggio del 16 settembre 1981 concernente la LAFE spiega al riguardo che la disposizione è stata ripresa dall'ordinanza del 21 dicembre 1973 sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, il cui art. 12a cpv. 3 lett. b, introdotto con una modifica dell'11 febbraio 1976, esentava dall'obbligo dell'autorizzazione lo scambio di fondi in caso di raggruppamento di terreni o di ricomposizione particellare (FF 1981 562; RU 1976 607). In precedenza, anche se non esistevano disposti analoghi, una circolare del 14 marzo 1974 dell'Ufficio federale del registro fondiario stabiliva nondimeno che l'acquisizione nell'ambito di un raggruppamento di terreni era equiparata all'acquisto di fondi (ZBGR 55/1974 pag. 116 n. 1.2). 5.3 Dagli atti della procedura di raggruppamento dei terreni del Comune di Bedretto, evocati in parte nella decisione impugnata, emerge una contraddizione tra la decisione dell'autorità ricorsuale di prima istanza, secondo cui la normativa sulla vendita di fondi a persone all'estero non era applicabile, a condizione tuttavia che non si fossero verificati abusi e che le nuove assegnazioni equivalessero pressappoco alle interessenze originarie, e il parere cantonale espresso per iscritto il 15 maggio 1974 dalla Sezione cantonale delle bonifiche fondiarie e del catasto all'attenzione del Presidente di detta autorità. Ciò non è tuttavia di rilievo in quanto, contrariamente all'opinione dei ricorrenti, le restrizioni inerenti all'acquisto da parte di persone all'estero, segnatamente gli oneri, non decadono con il nuovo riparto dei fondi, nemmeno laddove vigesse un regime di esenzione. La ragione della dispensa dall'autorizzazione sta nella natura del raggruppamento dei terreni. Dal momento che, come esposto, esso assegna fondi equivalenti in sostituzione di quelli originari, per i quali l'autorizzazione o era già stata rilasciata o non era stata necessaria, non si giustifica di assoggettare i proprietari all'estero a una nuova procedura autorizzativa. A condizione, evidentemente, che i possedimenti del vecchio e del nuovo riparto siano equivalenti (il concetto era enunciato in modo esplicito all'art. 12a cpv. 3 lett. b dell'ordinanza del 21 dicembre 1973 sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, nella versione dell'11 febbraio 1976; RU 1976 607). Il corollario inevitabile di questa esenzione è però il mantenimento dei vincoli anteriori: il raggruppamento terreni non può vanificare gli scopi perseguiti dalle disposizioni sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero e fare sì che il cittadino straniero al beneficio di un'autorizzazione di acquisto gravata da un onere si ritrovi, con il nuovo riparto consecutivo al raggruppamento, proprietario di un fondo sostanzialmente uguale, ma libero da ogni vincolo. 5.4 Gli effetti delle decisioni emanate dalle autorità preposte all'applicazione della LAFE o, in precedenza, della Lex von Moos prescindono pertanto dal cambiamento dell'assetto fondiario dovuto al raggruppamento terreni. Anche da questo profilo la decisione querelata, che ha confermato la validità dell'onere impartito l'8 gennaio 1965, rispetta quindi il diritto federale.