Citation: 4A_451/2024 E. 5.2.2

5.2.2. L'insorgente oppone che, in base alla risposta del 22 marzo 2024 dell'URC, il suo azionista avrebbe potuto ritenere che il ripristino della situazione legale della società fosse una procedura ordinaria e non una secondo l'art. 939 CO. L'asserzione, apodittica, non è supportata da alcuna prova, nemmeno dalle comunicazioni dell'URC che nulla aveva riferito sul tipo di liquidazione. Invano, poi, la ricorrente si duole dell'omessa menzione dell'interesse del suo azionista al ripristino della società nella segnalazione al giudice da parte di tale ufficio, perché egli gli aveva chiesto solo ragguagli su come nominare un amministratore e perché egli doveva annunciare direttamente alla Pretura il suo proposito, dopo che l'autorità l'aveva esortato ad agire in quel modo. In simili condizioni, la ricorrente non può appellarsi con successo al principio della buona fede per un'informazione non data o incompleta, siccome ella e il suo azionista unico, rimasti passivi più di un mese, sono venuti meno a quei doveri di diligenza minimi che, se osservati, avrebbero permesso loro di ripristinare la società (cfr. sopra, consid. 5.1.2). L'interessata non può neppure appellarsi al principio della proporzionalità, giacché in definitiva la condotta dell'URC e quella del giudice resistono alla critica, come concluso dall'istanza precedente senza violare il diritto.