Citation: 1C_81/2017 E. 2.1

2.1. In relazione alla criticata misurazione della velocità, la Corte cantonale ha ricordato, rettamente, che l'autorità amministrativa competente a ordinare la revoca della licenza di condurre deve di principio attenersi agli accertamenti di fatto contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato. L'accusato non può infatti attendere il procedimento amministrativo per presentare eventuali censure e mezzi di prova, ma è tenuto, secondo il principio della buona fede, a proporli di massima già nel quadro della procedura penale, nonché a esaurire, se del caso, i rimedi di diritto disponibili contro il giudizio penale (DTF 139 II 95 consid. 3.2 pag. 101 seg.; 137 I 363 consid. 2.3.2). La conformità della coesistenza delle suddette procedure prevista dalla LCStr con l'art. 4 n. 1 del Protocollo addizionale n. 7 alla CEDU e con il principio del "ne bis in idem" è stata confermata con sentenza del 4 ottobre 2016 nella causa Rivard contro Svizzera dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.