Citation: 4C.369/2000 17.08.2001 E. 5

5.- La convenuta ritiene che le tesi sviluppate dall'autorità cantonale in merito al diritto dell'attore a percepire delle indennità per licenze siano contrarie al diritto federale. Essa sostiene innanzitutto che la Corte cantonale non aveva nessun bisogno di dipartirsi dalla soluzione prevista dall'art. 332 cpv. 1 CO, né vi era spazio alcuno in concreto per applicare il cosiddetto "Sonderleistungsprinzip", di cui ad ogni modo contesta la portata. a) La Corte cantonale ha in primo luogo rettamente stabilito che se il tenore letterale dell'art. 332 cpv. 1 CO esclude di principio qualsiasi compenso per le invenzioni del lavoratore nello svolgimento della sua attività lavorativa (le cosiddette "invenzioni di servizio"), è altrettanto vero che - trattandosi di una norma dispositiva (art. 361 e 362 CO "a contrario") - le parti possono convenire una particolare forma di retribuzione per questa sua attività sottoforma, ad esempio, di gratificazione oppure di partecipazione al risultato d'esercizio (art. 322a CO). Questa facoltà si iscrive nel più generale principio dell' autonomia contrattuale, per il quale le parti possono - nei limiti delle disposizioni imperative di legge - definire liberamente e in piena autonomia il contenuto dei contratti (art. 19 CO), anche quando questo consiste in prestazioni lavorative (Brunner/Bühler/Waeber, Commentaire du contrat du travail, 2a ed., Losanna 1996, n. 4 e 5 ad art. 332 CO, pag. 153; Rehbinder, Commentario bernese, n. 7-8 ad art. 332 CO; Wolfgang Portmann, Die Arbeitnehmererfindung, tesi, Zurigo 1986, pag. 76-78; Brühwiler, Kommentar zum Einzelarbeitsvertrag, 2a ed., Berna/Stoccarda/Vienna, n. 7 ad art. 332 CO). b) Nella fattispecie, la Corte cantonale ha accertato - in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 55 cpv. 1 lett. c OG) - sulla base di numerosi atti dell' incarto, ed in particolare di alcune fondamentali decisioni del Consiglio di amministrazione, che l'azienda aveva deciso di retribuire l'attore per le sue invenzioni brevettabili conferendogli, oltre all'usuale salario fisso con rimborso spese, una partecipazione percentuale all'utile netto e alla cifra d'affari della società. La terminologia usata in questi atti non lascia, a mente dei giudici cantonali, invero dubbi sul fatto che tale rimunerazione particolare dipendeva espressamente dall'attività inventiva dell'attore. Il fatto che poi parte di questi compensi retribuivano (nella misura di 1/3) l'attività dirigenziale di B.________ non muta la validità delle conclusioni a cui è giunta l' autorità inferiore: determinante è che la X.________ S.A. ha espressamente riconosciuto, per il tramite delle sue dichiarazioni di volontà e il suo ripetuto comportamento durante gli anni, di voler remunerare l'attore per le sue invenzioni, e questo in deroga al regime legale previsto all' art. 332 cpv. 1 CO. In simili circostanze è superfluo esaminare la controversa (perlomeno nel diritto svizzero) questione legata al principio della "Sonderleistung", per il quale, indipendentemente dalle prescrizioni contenute nel CO, al lavoratore che contribuisce con le sue invenzioni al benessere del datore di lavoro in misura straordinaria andrebbero riconosciute "ex-lege" delle indennità particolari: va ribadito che il Tribunale d'appello, pur esaminandolo, non ha per finire ritenuto decisivo questo argomento (cfr. consid. n. 3.3.1.2), giudicando che a prescindere dalla fondatezza di una simile tesi, dagli atti formanti l' incarto emerge in ogni caso con sufficiente chiarezza la volontà di remunerare in modo specifico l'attore per la sua attività inventiva. c) In conclusione, le censure ricorsuali su questo punto vanno dichiarate inammissibili, laddove criticano gli accertamenti di fatto ritenuti dalla Corte cantonale per il suo giudizio, o infondate, nella misura in cui pretendono che questa abbia violato il diritto federale interpretando il valore dispositivo dell'art. 332 cpv. 1 CO.