Citation: 1C_410/2016 E. 3.1

3.1. Nella decisione impugnata si ricorda che le norme federali sulla protezione dell'equilibrio ecologico sono preminenti rispetto al diritto cantonale, poiché in tale ambito la Confederazione gode di una competenza globale, seppure non esclusiva (art. 74 cpv. 1 Cost. e 65 della legge federale sulla protezione dell'ambiente del 7 ottobre 1983, LPAmb; RS 814.01 relativo alla portata del diritto cantonale in tale ambito). Si rileva che in materia d'inquinamento fonico i Cantoni hanno in particolare la possibilità di emanare prescrizioni sul rumore che non proviene da un impianto ai sensi dell'art. 7 cpv. 7 LPAmb, pur dovendo rispettare il quadro sancito in materia di limitazione delle emissioni degli art. 11 cpv. 2 e 12 LPAmb. La Corte cantonale ha precisato che nel Cantone Ticino, l'applicazione della LPAmb e dell'Ordinanza contro l'inquinamento fonico del 15 dicembre 1986 (OIF; RS 814.41) è disciplinata dal Regolamento di applicazione dell'OIF del 17 maggio 2005, che attribuisce al municipio la competenza di adottare, se del caso mediante ordinanza, i provvedimenti idonei a evitare o limitare, tra l'altro, i rumori molesti causati da apparecchi e macchine mobili e da lavori edili (art. 5 cpv. 2 lett. a) e ha rilevato che l'art. 4 cpv. 1 e 2 della citata ordinanza municipale vieta qualsiasi azione suscettibile di disturbare la quiete e la tranquillità notturne, riguardo tra l'altro all'esecuzione di lavori rumorosi di qualsiasi genere segnatamente tra le ore 19.00 e le 08.00. Il relativo art. 8 cpv. 2 stabilisce inoltre che l'esecuzione di lavori edili con macchinari e utensili rumorosi è permessa nei giorni feriali a partire dalle ore 08.00 e che il Municipio può concedere deroghe in casi motivati. Ha ribadito che, sotto il profilo della tutela dall'inquinamento fonico, questa ordinanza ha una portata propria unicamente nella misura in cui disciplina il rumore non direttamente connesso all'esercizio di impianti secondo l'art. 7 cpv. 7 LPAmb, fra i quali rientra lo stabilimento industriale della ricorrente che ingloba gli edifici, impianti e macchinari siti sui citati fondi e le loro diverse utilizzazioni, fatto non contestato dalla ricorrente. Ha quindi concluso che i limiti d'orario previsti dall'ordinanza municipale sono inapplicabili alle diverse attività esercitate dalla ricorrente su questi fondi, tra le quali rientra anche il carico del materiale inerte e del calcestruzzo destinato alla vendita, e che l'obbligo di rispettare precise fasce orarie non deriva dall'ordinanza municipale, bensì dalla licenza edilizia in variante del 1° dicembre 2009 relativa alla sostituzione e alla traslazione dell'impianto di betonaggio.