Citation: 1B_261/2019 E. 2.2

2.2. Ora, quando l'autorità precedente non esamina un ricorso nel merito, in concreto perché il ricorrente non ha addotto alcun pregiudizio irreparabile, l'oggetto del litigio può essere unicamente la questione dell'irricevibilità del gravame poiché, in caso di accoglimento del ricorso, il Tribunale federale le rinvierebbe la causa per l'esame di merito (DTF 144 II 184 consid. 1.1 pag. 187). Giova rilevare inoltre che oggetto d'impugnazione può essere soltanto la sentenza della CRP e non quella, sulla quale insiste il ricorrente, di rinvio della Corte delle assise correzionali. In effetti, in sostanza il ricorrente non critica la decisione della CRP né quella del presidente della Corte delle assise correzionali, ma, tardivamente, quella di rinvio, ch'egli non ha impugnato. Disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), egli non si confronta infatti con l'argomento principale posto a fondamento del giudizio della CRP, ossia che il DAC 208/2016, divenuto atto di accusa, è stato annullato con la decisione di rinvio, di per sé non impugnabile. Il ricorrente nemmeno tenta di dimostrare che dinanzi alla CRP avrebbe addotto l'asserito pregiudizio irreparabile, né tenta di spiegare perché non aveva impugnato tempestivamente la decisione di rinvio, adducendo l'esistenza del preteso danno irreparabile, a lui noto. Con la criticata decisione del 15 gennaio 2019, il presidente della Corte delle assise correzionali ha del resto semplicemente rilevato che il DAC 208/2016 era stato annullato con la decisione di rinvio, passata in giudicato. Il ricorrente non illustra perché questa conclusione sarebbe incostituzionale. Inoltre, contrariamente all'assunto ricorsuale, l'art. 93 cpv. 1 LTF dev'essere applicato in maniera restrittiva, ricordato che il suo scopo non è primariamente la tutela degli interessi delle parti, ma di evitare che il Tribunale federale debba occuparsi più volte della stessa procedura (DTF 139 IV 113 consid. 1).