Citation: U 319/02 02.09.2003 E. 2

2.1 L'istanza precedente, preso atto delle divergenze di opinioni espresse dal dentista di fiducia dell'INSAI - il quale aveva ravvisato sulle radiografie una grave radiotrasparenza periapicale asseritamente riconducibile a un decorso patologico (granuloma o ciste), che, con o senza infortunio, avrebbe comunque reso inevitabile l'estrazione del dente in questione - e dal dott. A.________ - per il quale la menzionata radiotrasparenza altro non era che una cavità residua della resezione apicale effettuata nel 1993 e seguita dall'applicazione, nel 1998, della corona definitiva, con conseguente buona stabilizzazione del dente - giustamente ha ritenuto necessario disporre una perizia giudiziaria alfine di chiarire l'eziologia del danno. 2.2 Ricevute le radiografie relative alla situazione negli anni 1994-1999, ma non quella presa in data 10 aprile 2000 in occasione dell'infortunio del 7 aprile 2000 e misteriosamente scomparsa in sede cantonale, il perito incaricato, dott. B.________, dopo avere premesso che quest'ultima, insieme alle altre, sarebbe dovuta servire "per stabilire se la radiotrasparenza periapicale è dovuta ad un decorso patologico (granuloma o ciste?) come sostiene il Dr. M.________ oppure se si tratta di una cavità residua di una resezione apicale, come sostiene il Dr. A.________" ed avere precisato che nel primo caso il rapporto causale tra il danno dentario e l'infortunio del 7 aprile 2000 sarebbe "semplicemente possibile poiché il dente già destinato all'estrazione avrebbe potuto facilitare, a causa della notevole mancanza di osso radicolare, la mobilità di tipo 2 lamentata in seguito all'infortunio", mentre nel secondo caso la relazione "dovrebbe invece tendere verso il probabile poiché il dente sarebbe potuto durare ancora", con referto del 30 aprile 2002 ha osservato che questa valutazione sarebbe dovuta piuttosto rientrare nel campo di competenza di uno specialista in chirurgia orale e non in quello suo di specialista in ricostruzioni e ha di conseguenza invitato la Corte cantonale a procedere in tal senso. Concetto, questo, ribadito anche il 18 settembre 2002 in occasione dell'audizione disposta dal giudice delegato, al termine della quale il dott. B.________ - dopo avere inizialmente risposto che, in presenza di qualche cosa di patologico, non riteneva che il colpo subito dall'assicurata nel 2000 potesse avere provocato con probabilità preponderante il danno alla salute - alla domanda del dott. A.________, che gli chiedeva se sulla radiografia del 1999 potesse affermare con certezza che si trattava di un granuloma e non del resto della cavità cistica del 1993, ha fatto notare di essere specialista in ricostruzioni e non in chirurgia orale, riconoscendo implicitamente la propria incompetenza ad esprimersi sulla questione di fondo. 2.3 Evidenziando, da un lato, l'inconcludenza del referto peritale e, dall'altro, la gravità dell'urto ricevuto come pure la resistenza alle sollecitazioni ordinarie (masticazione) dopo la posa definitiva della corona nel 1998 e l'aggravamento della mobilità del dente lamentata in seguito all'incidente dell'aprile 2000, il Tribunale cantonale, indipendentemente dalla preesistenza di uno stato patologico a livello dell'incisivo interessato, ha ritenuto di non potere ritenere completamente estraneo all'infortunio del 7 aprile 2000 il pregiudizio riscontrato al dente n. 12, il primo essendo da considerarsi quale fattore perlomeno concausale per lo sviluppo del secondo.