Citation: I 459/03 02.11.2004 E. 5

Sulla rendita d'invalidità. 5.1 Il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare a più riprese che la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità coincide di massima con quella ritenuta in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In ambedue i campi costituisce la limitazione, addebitabile ad un danno alla salute assicurato, della capacità di guadagno permanente o di lunga durata sul mercato del lavoro equilibrato entrante in linea di conto per l'assicurato. L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di principio a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso d'invalidità (DTF 126 V 288, 119 V 470 consid. 2b, 116 V 249 consid. 1b con riferimenti). Ai sensi della giurisprudenza, gli organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (VSI 1998 pag. 174 consid. 4a). 5.2 Questa Corte ha pure rilevato che di principio il reddito da invalido va determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b). Decisiva per il raffronto dei redditi ipotetici è la situazione esistente al momento dell'inizio del diritto alla rendita. Tale determinazione deve avvenire sulla medesima base temporale e deve tenere conto di eventuali modifiche rilevanti ai fini del diritto alla rendita subentrate prima dell'emanazione della decisione (DTF 128 V 174 consid. 4a; cfr. pure sentenza del 15 aprile 2003 in re M., I 1/03, consid. 5.3). Nell'ambito della stessa giurisprudenza è stato inoltre precisato che per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità, tipo di permesso di dimora, grado di occupazione, ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, è possibile operare una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc). Tuttavia, tale deduzione non è automatica, bensì viene concessa solo quando nel singolo caso vi sono concreti elementi che impongono una siffatta correzione. 5.3 Alla luce della suesposta giurisprudenza, i salari entranti in linea di considerazione nel caso di specie devono essere quelli riferiti all'anno 2000 dal momento che fino a tale anno il ricorrente ha beneficiato di indennità giornaliere che hanno differito la nascita del diritto alla rendita a norma dell'art. 29 cpv. 3 LAI (sempre nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2002). 5.4 Per atto del 23 maggio 2001, cresciuto in giudicato, l'INSAI ha riconosciuto a S.________ un'incapacità lucrativa del 35% con effetto dal 1° settembre 2000 riferendosi ad un salario realizzabile senza le conseguenze degli infortuni di fr. 60'000.- all'anno e ad un guadagno annuo da invalido (quale venditore di dischi) di fr. 39'000.-. 5.5 Stando ai dati all'inserto, ai quali si richiamano le stesse parti e dai quali non sussiste alcun motivo per scostarsi, si osserva che in realtà il salario che S.________ avrebbe potuto percepire, senza invalidità, in qualità di costruttore stradale per l'anno 2000 può essere stabilito in fr. 60'450.- (fr. 4'650.- x 13 mensilità), ai quali vanno aggiunte, come riconosciuto dall'autorità commissionale, le indennità per pasti pari a fr. 3'600.-, per un importo complessivo di fr. 64'050.-. In tali condizioni, pur volendo, nell'ipotesi maggiormente favorevole per l'interessato e da lui postulata, partire da un reddito (base) da invalido di fr. 39'000.- annui, corrispondenti a quanto il ricorrente avrebbe potuto percepire nel 2000 per un'attività a tempo pieno presso la S.________ SA e a quanto ritenuto dall'INSAI ai fini della propria decisione, il grado di invalidità si attesterebbe, dopo arrotondamento (cfr. DTF 130 V 121), al 39%. Tasso insufficiente per ottenere un quarto di rendita AI. Come giustamente rilevato dai primi giudici, nessuna deduzione - e tanto meno nella misura del 25% auspicata dall'insorgente - potrebbe per contro essere applicata al guadagno da invalido così ottenuto, siffatta deduzione non essendo automatica, ma venendo concessa solo quando nella specifica situazione sono ravvisabili concreti elementi che ne impongono una correzione. Tale non è però l'evenienza nel caso di specie, ritenuto che le patologie di cui soffre il ricorrente - periartropatia omero-scapolare funzionale dopo lussazioni recidivanti della spalla destra - gli consentono di svolgere pienamente attività leggere e/o semisedentarie e che la sua giovane età lo favorisce nella messa a frutto di tutte le sue risorse e capacità lavorative. Senza dimenticare che egli, oltre ad abitare vicino al confine italo-svizzero (più precisamente a L.________), e a potere così fare agevolmente capo al mercato del lavoro non solo ticinese ma anche italiano, ha in passato pure conseguito l'attestato professionale di installatore e manutentore di impianti elettrici.