Citation: 2C_713/2016 E. 2.1

2.1. Presentato l'iter legislativo che ha preceduto l'adozione delle modifiche legislative oggetto di contestazione, la ricorrente, osservato che la tassa di collegamento non è più, contrariamente alla prima versione adottata nel 1994, un tributo causale bensì un'imposta destinata a coprire i bisogni finanziari dello Stato (ricorso pag. 11), spiega perché a suo avviso la tassa non adempirebbe né i requisiti dell'imposta di attribuzione dei costi (le spese del trasporto pubblico ivi connesse non potendo essere imputate alla cerchia dei contribuenti assoggettati, i quali peraltro non ne traggono vantaggio alcuno; assenza di criteri oggettivi, sostenibili e ragionevoli nel definire la cerchia dei contribuenti, cfr. ricorso pag. 12 a 17) né quelli dell'imposta di orientamento (mancanza di un reale effetto incitativo; diretta contro i proprietari di fondi e non contro chi [gli utenti] si intende orientare; impossibilità di optare per un comportamento conforme allo scopo e agli obiettivi della legge, vista la qualità scarsa e insufficiente dei trasporti pubblici, considerazione quest'ultima applicabile anche ai visitatori e ai clienti dei centri commerciali e dei negozi, cfr. ricorso pag. 17 a 23).