Citation: 6B_1490/2022 E. 5.2

5.2. La Corte di appello, richiamando e facendo propria la motivazione del giudizio di primo grado, ha considerato che il ricorrente ha agito "a titolo professionale". Infatti, ha ritenuto il suo guadagno superiore alla soglia di cui all'art. 7 cpv. 1 lett. a OAIF, sommando l'utile di euro 10'000.-- della vendita di oro a G.________ e il ricavo di euro 15'000.-- dall'operazione I.________. Come già precedentemente esposto, tuttavia, il ricavo dall'operazione I.________ non può essere preso in considerazione, non risultando da un'attività di intermediazione finanziaria ai sensi della LRD (v. supra consid. 4.5.3.3). Poiché l'utile ottenuto dall'operazione di compravendita di oro è inferiore al valore soglia stabilito dalla regolamentazione in materia di riciclaggio di denaro, non è possibile ritenere che il ricorrente abbia agito "a titolo professionale", ciò che lo esclude dalla cerchia dei possibili autori del reato di carente diligenza in operazioni finanziarie giusta l'art. 305ter cpv. 1 CP. La sua condanna per questo titolo di reato viola pertanto il diritto e dev'essere annullata già solo per questa ragione, senza che sia necessario vagliare le ulteriori censure ricorsuali relative all'aspetto soggettivo della carente diligenza in operazioni finanziarie.