Citation: 4C.231/2003 26.11.2003 E. 1

Come rettamente esposto nella pronunzia impugnata, la responsabilità della convenuta va esaminata sulla base delle norme che regolano il mandato (art. 394 segg. CO), avendo essa assunto una funzione analoga a quella di un avvocato (cfr. Tercier, Les contrats spéciaux, 3a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, n. 4907, 4912 e 4919). Giusta l'art. 398 cpv. 2 CO il mandatario è responsabile verso il mandante della fedele e diligente esecuzione degli affari affidatigli (sull'obbligo di diligenza dell'avvocato cfr. DTF 127 III 357 consid. 1, 117 II 563 consid. 2 pag. 566 seg.). Con riferimento alle conseguenze dell'inosservanza del termine per promuovere un'azione, la giurisprudenza ammette la responsabilità dell'avvocato solo nel caso in cui sia dimostrato che la causa sarebbe stata vinta qualora l'atto procedurale tardivamente eseguito fosse stato tempestivo (DTF 87 II 364 consid. 2 pag. 372 segg.). In concreto tale eventualità è realizzata. Se la convenuta avesse tempestivamente contestato la disdetta, adducendo che il datore di lavoro aveva erroneamente applicato il termine di 15 giorni in luogo del termine ordinario di 3 mesi, il ricorso sarebbe infatti stato accolto.