Citation: 1P.552/2003 05.12.2003 E. 1

3.2 Il ricorrente insiste particolarmente anche in questa sede sull'inattendibilità del teste che aveva riconosciuto in lui la persona vista fuggire dal luogo del reato con un pacco in mano. Contrariamente all'opinione del ricorrente, la deposizione del teste non risulta contraddittoria, né la descrizione resa, secondo cui la persona avvistata era sicuramente un uomo, vestito di scuro, di corporatura robusta e di statura oltre la media (180-185 cm), contrasta manifestamente con la generica indicazione fornita dalla madre dell'accusato, che s'era limitata a indicarlo come alto e snello. D'altra parte, è determinante il fatto che il testimone non ha fornito alla polizia solo una vaga descrizione dell'interessato, ma lo ha chiaramente riconosciuto per corporatura, statura e abito quando gli è stato mostrato per un confronto. Nelle esposte condizioni, le Autorità cantonali non sono pertanto incorse nell'arbitrio considerando la testimonianza litigiosa quale indizio a carico dell'accusato. 3.3 La Corte cantonale ha inoltre rilevato che, criticando il primo Giudice per avere ritenuto inconsistente la giustificazione riguardo ai motivi per cui egli si trovava nelle vicinanze del luogo del furto, il ricorrente si limitava a ribadire la propria versione dei fatti e la propria valutazione delle prove. Egli non spiegava per contro per quali ragioni il primo Giudice sarebbe incorso nell'arbitrio nutrendo seri dubbi sull'attendibilità delle sue giustificazioni. Anche in questa sede il ricorrente ripropone la sua versione dei fatti senza spiegare, con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, perché la CCRP a torto avrebbe in sostanza dichiarato appellatorie le censure (DTF 121 I 1 consid. 5a/bb, 118 Ib 134 consid. 2; sentenza 1P.105/2001 del 28 maggio 2001, consid. 5a, parzialmente pubblicata in RDAT II-2001, n. 58, pag. 236). D'altra parte, le Autorità cantonali non hanno fondato la colpevolezza del ricorrente essenzialmente sull'inconsistenza delle sue giustificazioni, ma su una valutazione globale, spiegata e motivata, degli indizi esposti (cfr. consid. 3.1), che le generiche giustificazioni dell'accusato non mettono seriamente in discussione. 3.4 Contestando la precarietà della propria situazione finanziaria, il ricorrente si diffonde soprattutto sulla sentenza di primo grado, sottolineando che il suo contratto di lavoro sarebbe stato rescisso solo l'8 febbraio 2000 e che al momento dei fatti tale circostanza non poteva essergli nota. Ora, solo il giudizio della CCRP, quale ultima istanza cantonale, costituisce l'oggetto del presente litigio (art. 86 cpv. 1 OG), e il ricorrente vi si deve confrontare, spiegando come e perché nello stesso sia stata negata a torto una valutazione arbitraria delle prove da parte dell'istanza inferiore (DTF 125 I 492 consid. 1a/cc; sentenza 1P.105/2001 citata, consid. 4). Nella misura in cui non adempie queste esigenze di motivazione, il gravame è inammissibile. Comunque, la Corte cantonale ha sostanzialmente condiviso sul citato aspetto la tesi del ricorrente, riconoscendo che un suo prospettato licenziamento già prima del 25 gennaio 2000 non risultava dimostrato. Essa non ha tuttavia ammesso la precarietà della sua situazione finanziaria sulla base della rescissione del contratto di lavoro, ma l'ha fondata sulle risultanze del suo estratto conto bancario, che presentava il 24 gennaio 2000 un saldo di fr. 5,75, rispettivamente di fr. 1,35 il 29 gennaio 2000 nonostante un accredito di oltre fr. 4'300.-- il 25 gennaio 2000. Ritenere in tali circostanze che, a prescindere dalla possibilità del ricorrente di continuare a svolgere la sua professione, egli versava in condizioni economiche sfavorevoli, non è quindi manifestamente insostenibile.