Citation: 1C_75/2019 E. 4.1

4.1. Nel merito, la Corte cantonale ha osservato che giusta l'art. 43 cpv. 1 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE), il Municipio ordina la demolizione o la rettifica delle opere in contrasto con la legge, tranne il caso in cui le differenze siano minime e senza importanza per l'interesse pubblico. Ha ricordato che il principio della legalità e quello dell'uguaglianza esigono che le costruzioni realizzate senza autorizzazione e che sono in contrasto col diritto materiale, devono essere rettificate o demolite, poiché altrimenti sarebbe premiata l'inosservanza della legge, ciò che vale a maggior ragione fuori della zona edificabile; in caso contrario sarebbe infatti vanificato il principio basilare della separazione del territorio edificato da quello inedificato (al riguardo vedi sentenza 1C_276/2016 del 2 giugno 2017 consid. 3). I giudici cantonali hanno accertato che l'ordine di demolizione concerne tutte le costruzioni esistenti sul fondo in esame, quelle censite a registro fondiario nonché quelle presenti, ma non censite, poiché realizzate senza permesso più recentemente. Ne hanno dedotto che le strutture da eliminare sono sufficientemente identificate/identificabili, essendo inoltre state indicate dal Comune nel suo gravame, che ha prodotto un'immagine aerea del fondo, evidenziandole. Hanno aggiunto che tali manufatti sono riconoscibili anche negativamente, nella misura in cui dall'ordine è escluso soltanto ciò che è coperto dall'autorizzazione rilasciata nel 2000, ossia la recinzione. Ne hanno concluso che per queste strutture l'ordine di ripristino è corretto, poiché la sussistenza di una violazione materiale è già stata accertata mediante la loro precedente decisione passata in giudicato; laddove non lo fosse, hanno ritenuto che l'illegalità materiale è comunque manifesta, motivo per cui non vi è ragione di avviare una (nuova) procedura di rilascio di una licenza in sanatoria, poiché tali opere non potrebbero in ogni modo essere autorizzate a posteriori. Ciò varrebbe in particolare per il magazzino sostitutivo realizzato nonostante gli ordini di sospensione dei lavori, senza peraltro eliminare i manufatti ch'esso avrebbe dovuto sostituire e che il ricorrente si era impegnato a smantellare. Hanno poi specificato compiutamente, per ogni opera realizzata, perché, viste le gravi e ripetute violazioni materiali, esse non potevano essere auto-rizzate a posteriori.