Citation: 5A_918/2015 E. 4.2

4.2. Il richiamo dell'art. 9 Cost. non è pertinente in questo contesto, giacché il diritto di essere giudicato entro un termine ragionevole è sancito dall'art. 29 cpv. 1 Cost. Secondo la giurisprudenza, l'esame della durata del procedimento sotto il profilo di questa disposizione non è soggetta a regole rigide, ma deve essere valutata in ogni singolo caso sulla base delle circostanze concrete. L'obbligo di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole impone all'autorità competente di statuire entro un termine che risulti essere giustificato dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze del caso. Devono in particolare essere considerati la portata e le difficoltà della causa, il modo con il quale è stata trattata dall'autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura (DTF 135 I 265 consid. 4.4; 130 IV 54 consid. 3.3.3; 130 I 269 consid. 3.1, 312 consid. 5.1 e 5.2). Spetta inoltre all'interessato agire affinché l'autorità si pronunci entro un termine ragionevole, sia sollecitandola a proseguire la procedura sia, se del caso, presentando un ricorso per ritardata giustizia (DTF 130 I 312 consid. 5.2 pag. 332). Quando l'autorità ha statuito, la parte in causa perde di principio l'interesse giuridico a fare constatare un eventuale ritardo a decidere (cfr. sentenza 4A_271/2015 del 29 settembre 2015 consid. 4, non pubblicato in DTF 142 I 93; sentenza 2C_1014/2013 del 22 agosto 2014 consid. 7.1, non pubblicato in DTF 140 I 271).