Citation: 4A_154/2007 15.11.2007 E. 4

A mente dei ricorrenti questa decisione viola l'art. 29 cpv. 3 Cost., che garantisce a chi non dispone dei mezzi necessari il diritto alla gratuità della procedura e, se del caso, al gratuito patrocinio, qualora la sua causa non sembri priva di probabilità di successo. 4.1 I ricorrenti contestano in primo luogo l'accertamento secondo il quale essi avrebbero ceduto la proprietà del gruppo per 7 miliardi di lire; dagli atti di causa emergerebbe infatti chiaramente che non sono stati loro bensì il Tribunale di X.________ a effettuare la vendita e a incassarne il ricavo. Inoltre, sempre con riferimento alla loro situazione patrimoniale, i ricorrenti comunicano che per mantenersi stanno vendendo l'arredamento della casa di X.________, la quale è peraltro già stata oggetto di una pubblicazione finalizzata al pubblico incanto, previsto per il 20 giugno 2007. Per quel che concerne il loro reddito i ricorrenti rinviano agli argomenti già esposti con l'appello, ricordando che A.________ non raggiunge il minimo necessario per compilare la dichiarazione fiscale semplificata di cui al modello n. 730, mentre B.________, che ha prodotto copia del modello n. 730 allestito per il 2005, soffre di problemi di salute che compromettono la sua capacità di guadagno. 4.2 La critica ricorsuale non verte dunque sui principi che reggono l'applicazione del citato disposto costituzionale bensì sulle circostanze considerate dai giudici ticinesi nel quadro della valutazione dell'indigenza, che vengono corrette e completate in questa sede. Giovi allora ricordare che, in linea di massima, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti compiuto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Questo può venir rettificato o completato unicamente se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 (art. 105 cpv. 2 LTF) ed è solo in questa stessa misura che può venir censurato in sede di ricorso (art. 97 cpv. 1 prima parte LTF). Incombe alla parte che intende scostarsi dalla fattispecie contenuta nella sentenza impugnata addurre, con un'argomentazione circostanziata, il motivo che la induce a ritenere adempiute le condizioni di una delle eccezioni previste dall'art. 105 cpv. 2 LTF; occorre inoltre che l'eliminazione dell'asserito vizio possa influire in maniera determinante sull'esito della causa (art. 97 cpv. 1 seconda parte LTF), altrimenti non si può tener conto di una fattispecie diversa da quella esposta nella decisione impugnata. Infine, possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore (art. 99 cpv. 1 LTF). 4.3 L'allegato ricorsuale in esame disattende ampiamente questi principi. 4.3.1 Sollevati per la prima volta dinanzi al Tribunale federale, gli argomenti concernenti la vendita della casa di X.________ e del suo arredamento così come quelli relativi alla salute di B.________ si avverano d'acchito inammissibili siccome nuovi. I ricorrenti non tentano nemmeno di pretendere che la presentazione di tali elementi in questa sede sarebbe stata resa necessaria dal comportamento della Corte cantonale, la quale non li ha invitati a sostanziare la loro situazione patrimoniale prima di respingere l'istanza di assistenza giudiziaria. Una simile critica sarebbe comunque destinata all'insuccesso. 4.3.2 La Corte cantonale ha infatti rammentato in maniera pertinente che, secondo la giurisprudenza, spetta alla parte che domanda di beneficiare del diritto all'assistenza giudiziaria e al gratuito patrocinio sostanziare e dimostrare - spontaneamente - ch'essa non è in grado di affrontare le spese connesse alla causa senza pregiudicare il proprio sostentamento e quello della sua famiglia, pena la reiezione della sua domanda (DTF 128 I 225 consid. 2.5.1 pag. 232; 125 IV 161 consid. 4; 120 Ia 179 consid. 3a pag. 181seg.; cfr. anche la sentenza del 23 agosto 2006 nella causa 5P.246/2006 consid. 3). A tal scopo essa è tenuta ad indicare in modo completo - nella misura del possibile - sia i suoi redditi che la sua situazione patrimoniale (DTF 124 I 1 consid. 2a pag. 2). Solo qualora la parte richiedente abbia fornito informazioni che poteva in buona fede ritenere sufficienti, si può esigere dall'autorità statuente che - prima di negare l'indigenza - inviti l'interessata a completare le indicazioni sulla propria situazione finanziaria e patrimoniale (cfr. sentenza inedita del 9 aprile 2001 nella causa 2P.195/2000 consid. 4c). Ora, nella fattispecie in rassegna i ricorrenti non sostengono di aver spontaneamente fornito all'autorità delle informazioni in merito al loro patrimonio, che potevano in buona fede ritenere sufficienti ai fini della valutazione dell'asserita indigenza. Dalla sentenza impugnata emerge anzi che, patrocinati da un avvocato, essi non hanno speso una parola sulla loro sostanza, e ciò nonostante il giudizio di primo grado faccia stato di una situazione patrimoniale complessa, con vari trapassi di pacchetti azionari di società - di cui i ricorrenti erano azionisti e/o beneficiari economici - che detenevano negozi, fabbriche e altri immobili. 4.4 In queste circostanze, quand'anche l'accertamento dei giudici ticinesi in merito all'operazione finanziaria e al suo provento fosse sbagliato, come preteso nel gravame, l'esito del procedimento non verrebbe comunque a mutare. Non avendo i ricorrenti fornito alla Corte ticinese gli elementi per poter valutare la loro situazione patrimoniale, questa poteva infatti respingere la domanda di assistenza giudiziaria senza incorrere in una violazione dell'art. 29 cpv. 3 Cost.