Citation: 4P.220/2006 20.02.2007 E. 7

Dinanzi al Tribunale federale, il ricorrente ripropone in sostanza gli argomenti già fatti valere in sede cantonale. 7.1 Sotto il profilo procedurale, egli si duole della violazione del diritto di essere giudicato da un tribunale competente, garantito dagli art. 29a e 30 Cost. A suo modo vedere, infatti, la designazione di persone prive di un'adeguata formazione giuridica alla carica di "giudice di pace" sarebbe in contrasto con le citate norme costituzionali, giusta le quali ogni cittadino ha il diritto di essere giudicato da un tribunale competente, indipendente ed imparziale. Dalla carenza di una formazione giuridica del giudice di pace discenderebbe poi inevitabilmente - secondo il ricorrente - la violazione del diritto di essere sentito, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., nella forma del diritto a una decisione "giuridicamente motivata". Ritiene inoltre di essere vittima di una "discriminazione sociale", lesiva dell'art. 8 cpv. 2 Cost. (garanzia dell'uguaglianza giuridica), a causa dell'art. 301 CPC/TI, che vieta a una parte di farsi patrocinare da un legale dinanzi al giudice di pace ma permette a un giurista di intervenire a tutela dei propri interessi. In questa critica confluisce anche quella relativa al pregiudizio cagionato dal divieto contenuto nell'art. 301 CPC/TI al cittadino indigente che, non potendo essere patrocinato dinanzi al giudice di pace, non può nemmeno beneficiare del gratuito patrocinio, garantito dall'art. 29 cpv. 3 Cost. e dall'art. 3 della Legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag; RLT 3.1.1.7). 7.2 Nel merito, il ricorrente rimprovera alla massima istanza cantonale di aver violato il divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) sia nell'accertamento dei fatti che nell'applicazione del diritto.