Citation: 1A.162/2001 13.03.2002 E. 3

La Corte cantonale ha in sostanza ritenuto adempiuta un'espropriazione materiale siccome i fondi litigiosi erano posti, alla data determinante, del 22 maggio 1985, entro il territorio già edificato in larga misura. 3.1 La nozione di terreni già edificati in larga misura ai sensi dell'art. 15 lett. a LPT, e dell'art. 36 cpv. 3 LPT, comprende essenzialmente il comprensorio edificato ristretto e singole particelle inedificate al suo interno. La situazione dei fondi deve essere considerata nel suo complesso e in rapporto con quella delle particelle vicine. Il carattere di insediamento è rilevabile innanzitutto dalla vicinanza delle abitazioni e dalle infrastrutture presenti ritenuto però che superfici periferiche, pur se già interessate da una certa attività edilizia, e aree inedificate con un'importanza autonoma rispetto al territorio circostante non costituiscono comparti già edificati in larga misura. Le singole particelle inedificate all'interno del comprensorio edificato sono per lo più quelle direttamente confinanti con la zona edificata, in genere già urbanizzate e di superficie relativamente ridotta. La loro utilizzazione è prevalentemente connotata dall'edificazione circostante: partecipano alla qualità dell'insediamento e sono connesse alle costruzioni esistenti in modo tale che unicamente una loro attribuzione alla zona edificabile risulterebbe fondata. Superfici libere più estese all'interno del comprensorio edificato servono per contro all'interruzione degli insediamenti, al miglioramento della qualità abitativa mediante aree verdi e alla creazione di spazi per il tempo libero: esse non presentano connessione con le costruzioni circostanti, ma hanno una funzione indipendente (DTF 121 II 417 consid. 5a; cfr. inoltre, sulla nozione di territorio già edificato in larga misura, DTF 122 II 326 consid. 6c/aa, 455 consid. 6a). 3.2 Il Comune ricorrente contesta la conclusione della Corte cantonale e non riconosce al comprensorio dei due fondi il carattere di comparto già edificato in larga misura. Rileva in particolare che i fondi sono liberi da costruzioni, inseriti in un'ampia area omogenea inedificata e in pendio, compresa tra la parte bassa del nucleo da un lato, la strada cantonale e via Borsari Welti dall'altro. Inoltre, a valle del comparto, oltre le due strade, la zona residenziale R2 e la zona agricola avrebbero un carattere e una destinazione diversi da quella del soprastante nucleo: la zona di protezione del paesaggio ove sono state incluse le particelle litigiose presenterebbe quindi caratteristiche e funzioni indipendenti, distinte da quelle dei comparti edificabili circostanti. La Corte cantonale ha accertato, in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG), che le particelle erano ubicate direttamente a valle delle costruzioni formanti il perimetro esterno del nucleo di Porza, densamente edificato e completato alla sua estremità dal palazzo municipale e da un ulteriore edificio destinato ad abitazione. Essendo poi, nella parte inferiore, delimitati dalla strada cantonale e da una strada comunale di quartiere (via Borsari Welti), i fondi litigiosi costituivano, secondo i giudici cantonali, un "cuneo", insinuantesi tra il nucleo e le due strade; anche a valle di quest'ultime il territorio era del resto già edificato, e il piano regolatore approvato il 22 maggio 1985 lo ha assegnato alla zona residenziale R2; solo una striscia di terreno a nord-est della particella n. xxx, pure sottostante al nucleo di Porza e parimenti attribuita alla zona PA, era inedificata. Le successive particelle n. 207 e 209, pure a monte di via Borsari Welti, erano già edificate e il nuovo piano regolatore del 1995 le ha direttamente incluse nella zona edificabile. Questi accertamenti non sono manifestamente inesatti - essi risultano anzi conformi agli atti - né sono stati eseguiti violando norme essenziali di procedura (art. 105 cpv. 2 OG). Ciò porta a concludere che il comparto in cui sono inserite le particelle in discussione era già edificato in larga misura alla data determinante. Certo, i fondi litigiosi non costituiscono un terreno isolato, inedificato, all'interno del nucleo di Porza; tuttavia, essi sono racchiusi tra le già citate strade e gli edifici formanti il perimetro del nucleo, confinando direttamente, a monte, con particelle edificate mentre a valle sono separati rispetto alla zona residenziale R2 solo dalle strade. Quest'ultimo comprensorio era caratterizzato, anche nella parte lungo via Borsari Welti, già nel 1985 da una certa edificazione, pur se senza soluzione di continuità e in misura meno densa rispetto alla zona del nucleo tradizionale: l'area attorno al centro del paese non appariva quindi libera da costruzioni. In tali circostanze, le particelle litigiose non erano periferiche, né assumevano una funzione indipendente rispetto al territorio circostante, ma erano connesse agli insediamenti abitativi immediatamente vicini. La Corte cantonale non ha di conseguenza violato il diritto federale ritenendo il comprensorio nel quale sono ubicate le due particelle già edificato in larga misura alla data determinante.