Citation: 1A.153/2006 29.10.2007 E. 4

4.1 Le ricorrenti invocano poi tre decisioni emanate nell'ambito di rogatorie presentate dalla Procura milanese ad altri Stati. Rilevano che gli Stati Uniti avrebbero bloccato, a causa di carenze formali, l'esecuzione di una domanda di assistenza, ordinando la restituzione ai rispetttivi proprietari dei documenti sequestrati presso il domicilio dell'imputato E.________ e presso la K.________ Ltd. Ciò poiché il Pubblico ministero italiano incaricato dell'inchiesta avrebbe violato le prescrizioni inerenti alle perquisizioni contenute nei protocolli formulati dalle autorità statunitensi. Anche le autorità irlandesi avrebbero sospeso, per carenze formali e procedurali, l'esecuzione di una rogatoria italiana presentata dallo stesso magistrato: tali questioni dovrebbero essere esaminate nel quadro di un'udienza. Pure una rogatoria indirizzata alle autorità di Hong Kong sarebbe stata bloccata sulla base di decisioni del 28 giugno, 23 luglio e 3 agosto 2007. Dette autorità avrebbero chiesto al Procuratore milanese una presa di posizione scritta, che dovrebbe essere esaminata durante il mese di novembre. 4.2 Ora, da quanto esposto dalle stesse ricorrenti, risulta che per lo meno le due ultime citate rogatorie non sono state rifiutate definitivamente, per cui, già per questo motivo, la portata delle decisioni estere, interlocutorie, non è decisiva. Nemmeno spetta al giudice svizzero dell'assistenza esaminare le modalità di esecuzione di rogatorie esperite in altri Paesi; modalità peraltro già oggetto di giudizio da parte delle competenti autorità straniere. Del resto, la Svizzera non deve né può pronunciarsi sulla fondatezza di eventuali scorrettezze compiute dal magistrato italiano nell'ambito dell'esecuzione di rogatorie presentate ad altri Stati. Le ricorrenti, come già rilevato, non sono peraltro legittimate a far valere l'asserita violazione di diritti di terzi, segnatamente dell'imputato E.________. La richiesta ricorsuale di riesaminare la descrizione dei fatti contenuta nel complemento litigioso, che al loro dire sarebbe praticamente identica a quella posta a fondamento delle rogatorie presentate ai tre Paesi appena citati, non può quindi essere accolta. Il complemento in esame è sufficientemente esaustivo e preciso, tenuto anche conto del fatto ch'esso non dev'essere esaminato separatamente, ma nel suo contesto globale, visto che si inserisce in una procedura articolata e ramificata, oggetto di numerose domande integrative. I reati rimproverati ad E.________ sono enunciati in maniera sufficientemente precisa: la circostanza che una parte di essi siano prescritti non dimostra d'altra parte, contrariamente all'implicito assunto ricorsuale, che le ipotesi accusatorie sarebbero infondate. 4.3 Con la loro argomentazione le ricorrenti disattendono che l'autorità estera non deve provare, come da loro sostenuto, la commissione dei prospettati reati, ma soltanto esporre in modo sufficiente le circostanze e gli indizi sui quali fonda i propri sospetti. Spetterà al giudice straniero del merito esaminare se l'accusa potrà esibire o no le prove dei prospettati reati (DTF 122 II 367 consid. 2c). Né l'autorità estera deve produrre i mezzi di prova sui quali fonda la richiesta (v. art. 14 CEAG e 28 AIMP), essendo sufficiente che ne renda verosimile, come ha fatto in concreto, l'esistenza (DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 122 in alto; sentenza 1A.183/1995 del 13 ottobre 1995 consid. 2d; Zimmermann, op. cit., n. 165 pag. 172 e n. 412 in fine, pag. 451). Il Tribunale federale è quindi vincolato dall'esposto dei fatti, né lacunoso né contraddittorio, contenuto nel complemento in esame e illustrato anche nelle precedenti domande (DTF 126 II 495 consid. 5e/aa pag. 501; 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a).