Citation: 2A.747/2006 10.07.2007 E. 2

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità di un rimedio di diritto, senza essere vincolato dalle opinioni espresse dalle parti (DTF 131 II 58 consid. 1 e richiami). 2.1 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso, salvo laddove un diritto all'ottenimento dello stesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; DTF 130 II 281 consid. 2.1 e riferimenti). 2.2 Conformemente all'art. 17 cpv. 2 LDDS, lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di domicilio ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora fintanto che vive con il coniuge. In concreto, il ricorrente è sposato dal dicembre del 1986 e la moglie, con la quale attualmente convive, è titolare di un permesso di domicilio in Svizzera dal 23 febbraio 2000. A queste condizioni si deve ammettere che è aperta la via del ricorso di diritto amministrativo contro la decisione con cui gli è stato negato il rinnovo del permesso di dimora. Sapere poi se le condizioni per rifiutare il rinnovo in questione siano effettivamente adempiute costituisce una questione di merito e non di ammissibilità dell'impugnativa. 2.3 Visto quanto precede, la questione di sapere se il gravame sia ammissibile anche dal profilo dell'art. 8 CEDU (sui relativi requisiti, cfr. DTF 130 II 281 consid. 3.1; 129 II 193 consid. 5.3.1, 215 consid. 4.1), a cui il ricorrente fa pure riferimento, può rimanere indecisa, potendo questa Corte entrare nel merito del medesimo già in virtù dei motivi che precedono.