Citation: I 359/06 22.06.2007 E. 5

Fatte queste premesse, resta da quantificare il grado d'invalidità del ricorrente. 5.1 Fissando al 1° giugno 2002 l'eventuale inizio del diritto a una rendita, dato questo incontestato, il primo giudice ha constatato che il reddito aziendale tassato nel biennio 2001/2002 ammontava a fr. 46'800.-. Per parte sua l'assicurato, facendo valere che il suo reddito era in costante ascesa, lo ha quantificato in fr. 60'000.- prima di adattarlo a fr. 64'589.- sulla base dei valori di cui all'ISS (edizione 2004, tabella TA1, salario mensile lordo [valore centrale] usuale in Ticino nel settore privato, livello di esigenze 3, cifra 45 costruzioni). 5.2 Ora, indipendentemente dalla proponibilità dei valori invocati (sui criteri da seguire per determinare il reddito senza invalidità cfr. segnatamente DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224), il grado d'invalidità non raggiungerebbe comunque il tasso minimo pensionabile del 40%, e questo nemmeno se si volesse applicare sul reddito da invalido la deduzione massima consentita del 25% per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso, quali l'età avanzata e le limitazioni riscontrate a livello medico (crisi vertiginose legate alla sindrome di Ménière e controindicazioni a livello ortopedico; DTF 126 V 75 consid. 3b pag. 76). Per quanto concerne la determinazione di quest'ultimo reddito, in difetto di indicazioni economiche effettive - ipotesi che si avvera in concreto, il ricorrente non potendosi in alcun caso prevalere del reddito effettivamente conseguito nell'attività di pittore dopo l'insorgenza del danno alla salute poiché egli, in difformità con l'obbligo di ridurre il danno, non sfrutta in maniera ragionevolmente esigibile la sua piena capacità lavorativa residua in attività confacenti -, esso va infatti determinato alla luce dei salari lordi standardizzati (tabelle A, valore mediano) riportati nell'ISS (DTF 129 V 472 consid. 4.2.1 pag. 476 con riferimento), e più precisamente di quelli risultanti dalla sua tabella TA1, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 75/03 del 12 ottobre 2006, pubblicata in RSAS 2007 pag. 64). Orbene, se anche si volesse, per ipotesi, considerare quale reddito senza invalidità per l'anno 2002 l'importo di fr. 60'000.- e per l'anno 2004 quello di fr. 64'589.-, a questi valori andrebbero contrapposti i redditi da invalido di fr. 42'656.05 per il 2002 (pari al 75% di: fr. 4'557.- mensili [ISS 2002, pag. 43, valore totale, livello di esigenze 4] x 12 mesi x 41.7 [orario settimanale usuale nel settore: La Vie économique, 3-2007, pag. 90, tabella B9.2] : 40 ore), rispettivamente di fr. 42'943.68 (pari al 75% di: fr. 4'588 [ISS 2004, pag. 53] x 12 x 41.6 : 40) per il 2004. A tal proposito va precisato che l'utilizzo dei valori totali si giustifica senz'altro nel caso di specie perché il ricorrente, per quanto già visto in precedenza (consid. 4.2), dispone di un ampio ventaglio di attività ragionevolmente esigibili e confacenti al suo stato di salute. Visto quanto precede, si ricaverebbe un tasso d'invalidità arrotondato (DTF 130 V 121) del 29% per il 2002 e del 34% per il 2004. Tasso d'invalidità che, anche dopo adeguamento (1.1% per il reddito da valido, 1% per quello da invalido [La Vie économique, 3-2007, pag. 91, tabella 10.2]) dei due redditi di riferimento all'evoluzione salariale per l'anno in questione, non potrebbe raggiungere il minimo pensionabile nemmeno nel 2005 e neppure, si osserva in via abbondanziale, se venisse determinato sulla base del reddito da invalido (39'780.-, ossia: fr. 4'250.- [valore totale] x 12 x 41.6 : 40 x 75 : 100) desumibile dai dati salariali prodotti dal ricorrente e concernenti il salario lordo mensile nel settore privato nel Cantone Ticino. 5.3 In esito alle suesposte considerazioni, la pronuncia impugnata dev'essere confermata, al ricorrente non potendo essere riconosciuta alcuna rendita d'invalidità.