Citation: 1C_43/2017 E. 5.2

5.2. Per determinarne esattamente il contenuto e la portata di un dispositivo occorre sovente fondarsi sui considerandi del giudizio (DTF 121 III 474 consid. 4a pag. 478; 116 II 738 consid. 2a pag. 743 seg.). Nella sentenza incidentale del 25 agosto 2014, la Corte cantonale, oltre a confermare il diniego della licenza edilizia in sanatoria per il muro in questione, ha chiaramente imposto al Comune di ordinarne la demolizione, precisando che il ripristino era vincolante (cfr. sentenza del 25 agosto 2014 consid. 3a/bb pag. 16 e consid. 5 pag. 21). In quella sede, i giudici cantonali si sono quindi espressi sia sull'illegalità del manufatto sia sulla necessità di rimuoverlo, rilevando che il ricorrente aveva inizialmente accettato le condizioni stabilite nella licenza edilizia e che, ponendo l'autorità di fronte al fatto compiuto, doveva attendersi che la stessa attribuisse maggiore importanza al ripristino della situazione legale piuttosto che agli inconvenienti a lui derivanti. In tali circostanze, l'obbligo di demolizione era pertanto già contenuto nel precedente giudizio della Corte cantonale ed in seguito è semplicemente stato confermato sia dall'Autorità edilizia comunale, che al riguardo era vincolata alla decisione di rinvio, sia dalla Corte cantonale medesima nella sentenza finale del 15 dicembre 2016. Di conseguenza, allo scopo di contestare il provvedimento del ripristino, sarebbe spettato al ricorrente impugnare in questa sede anche la sentenza del 25 agosto 2014, spiegando puntualmente, con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni i considerandi contenuti in quel giudizio violerebbero il diritto (cfr. sentenza 1C_442/2015 del 22 gennaio 2016 consid. 1.2 e rinvii).