Citation: I 588/99 02.03.2000 E. 2

2.- a) Secondo i giudici di primo grado, le condizioni di salute dell'assicurato al momento della decisione impu- gnata, vale a dire del provvedimento di soppressione della prestazione del 1° luglio 1998, apparivano chiaramente mi- gliorate rispetto all'epoca in cui gli era stata assegnata una mezza rendita (in sostituzione della rendita intera precedentemente erogatagli), il 27 maggio 1988. Questa va- lutazione trova riscontro negli atti, segnatamente nell'ap- prezzamento dei medici dell'INPS, che attestano un tasso d'invalidità del 45%, osservando che il paziente è idoneo a svolgere attività diverse da quella esercitata prima del- l'invalidità, segnatamente quelle indicate dai diversi con- sulenti medici interpellati dall'Ufficio AI, che si sono dimostrati concordi nell'affermare che l'incapacità lavora- tiva dell'assicurato, alla luce dei reperti obiettivi ri- scontrati dai sanitari italiani, non supera il 20% in atti- vità leggere o sedentarie. Non v'è quindi motivo di sco- starsi dalla valutazione fatta propria dai giudici di primo grado. La decisione impugnata sfugge peraltro a critiche fon- date anche laddove aderisce alla determinazione della per- dita di guadagno eseguita dall'esperto del mercato del la- voro, il quale ha in modo convincente esposto come il ri- corrente, qualora esercitasse un'attività leggera, compati- bile con il suo stato di salute nella misura medicalmente esigibile, subirebbe una perdita di guadagno inferiore al 50%, quindi insufficiente per continuare a dargli diritto all'erogazione di una prestazione dell'AI, segnatamente di