Citation: 4A_189/2016 E. 2.3.1

2.3.1. Secondo la giurisprudenza decisioni viziate sono nulle, se il vizio che le inficia è particolarmente grave, se è manifesto o almeno facilmente riconoscibile e se la sicurezza del diritto non viene seriamente messa in pericolo. Quali motivi di nullità entrano in primo luogo in linea di conto l'incompetenza funzionale o per materia dell'autorità o gravi errori procedurali. La nullità di una decisione dev'essere considerata d'ufficio da ogni autorità che applica il diritto (DTF 138 II 501 consid. 3.1, con rinvii). L'art. 744 cpv. 2 CO prevede che nel caso di scioglimento seguito da liquidazione l'importo delle obbligazioni non ancora scadute o litigiose della società anonima sarà depositato in giudizio (PETER BÖCKLI, Schweizer Aktienrecht, 4aed. 2009, pag. 2349 n. 64; FRANÇOIS RAYROUX, in Commentaire Romand, Code des obligations II, 2008, n. 1 ad art. 744 CO; CHRISTOPH STÄUBLI, in Basler Kommentar, Obligationenrecht II, 4aed. 2012, n. 4 ad art. 744 CO), salvo che non sia data ai creditori un'equivalente garanzia o che la ripartizione del patrimonio sociale non sia differita fino all'adempimento delle obbligazioni medesime. A tale questione si applica la procedura sommaria (art. 250 lett. c n. 12 CPC). Giusta l'art. 38 cpv. 1 LEF l'esecuzione ha per scopo di ottenere il pagamento di denaro o la prestazione di garanzie. La procedura dell'esecuzione forzata per ottenere la prestazione di garanzie è la medesima di quella dell'esecuzione che ha per fine il pagamento di denaro, ad eccezione del fatto che essa si prosegue sempre in via di pignoramento (art. 43 cpv. 3 LEF) e che il provento ottenuto dalla realizzazione dei beni pignorati non può essere distribuito al creditore procedente, ma dev'essere depositato presso uno stabilimento di deposito nel senso dell'art. 24 LEF (DTF 129 III 193 consid. 2.2; 110 III 1 consid. 2b).