Citation: 4A_227/2021 E. 3.3

3.3. Giusta l'art. 311 CPC all'appellante spetta motivare il suo appello e cioè dimostrare il carattere erroneo delle considerazioni attaccate (DTF 138 III 374 consid. 4.3.1). Ora, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale, ritenendo che l'affermazione secondo cui il Pretore si sarebbe sostituito a una parte e avrebbe emanato una decisione sorprendente non soddisfa le esigenze della predetta norma, ma costituisce una mera opinione. Questa appare del resto enigmatica, poiché il giudice di primo grado ha semplicemente deciso, nei limiti delle conclusioni proposte, la domanda cautelare. Non occorre quindi esaminare ulteriormente quanto esposto nel ricorso con riferimento all'assenza di un esplicito avvertimento nel decreto con cui il Pretore aveva fissato il termine per le osservazioni, questione su cui la Corte cantonale si era per altro unicamente espressa in una motivazione abbondanziale. Nemmeno l'affermazione secondo cui l'opponente avrebbe dovuto intraprendere un'altra via (quella della tutela giurisdizionale nei casi manifesti) assurge a una sufficiente censura, mancando un confronto con la motivazione del giudizio di primo grado che ha ritenuto dati i presupposti che permettono di emanare una misura di esecuzione anticipata provvisoria con effetto definitivo. Infine, la ricorrente non nega di non essersi espressa innanzi al Pretore sui requisti dell'eccezionalità e dell'urgenza della domanda cautelare, ma omette di spiegare perché la Corte cantonale avrebbe violato il diritto ritenendo che essa non poteva farlo per la prima volta in sede di appello. Ne segue che la critica ricorsuale si rivela infondata.