Citation: 2A.717/2004 22.12.2004 E. 3

3.1 La nozione di svista presuppone che il giudice abbia omesso di considerare un determinato documento versato agli atti oppure che l'abbia letto o ricopiato erroneamente, scostandosi per inavvertenza dal suo tenore esatto. L'inavvertenza implica un errore grossolano, evidente (DTF 122 II 17 consid. 3; 115 II 399 consid. 2a; Jean-François Poudret/ Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, Vol. V, Berna 1992, n. 5.4 ad art. 136). Per converso, il concetto di svista non concerne né la valutazione delle prove, né l'apprezzamento giuridico dei fatti. Non vi è dunque svista quando il giudice non ritiene concludente un determinato mezzo di prova o se gli attribuisce una portata diversa da quella assegnatagli da una parte (DTF 122 II 17 consid. 3; 96 I 279 consid. 3; Rolando Forni, Svista manifesta, fatti nuovi e prove nuove nella procedura di revisione davanti al Tribunale federale, in: Festschrift Max Guldener, Zurigo 1973, pag. 83 e segg., in part. pag. 91 e seg.). I fatti che il giudice non ha inavvertitamente preso in conto devono inoltre essere rilevanti, ossia suscettibili di sovvertire l'esito del giudizio di merito in favore dell'istante (DTF 122 II 17 consid. 3; 96 I 279 consid. 3; Rolando Forni, op. cit., pag. 94).