Citation: 5A_624/2007 30.06.2008 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha negato che l'arbitro abbia violato l'art. 25 CA, perché non risulta che questi si sia avvalso della lettera 2 aprile 2003 che ha ricevuto dalla controparte e che non ha trasmesso al qui ricorrente. Essa ha inoltre indicato che l'opponente aveva già sostenuto nel suo memoriale di risposta di non essere tenuto al pagamento di un conguaglio per l'uso della casa paterna perché l'importo di fr. 350.-- mensili era dovuto unicamente fino alla divisione e che sapere se per "divisione" fosse intesa la transazione extragiudiziale del 27 ottobre 1995 o invece la firma del contratto di divisione immobiliare del 24 aprile 2001 - come ritiene il ricorrente - è una questione che nulla a che vedere con il diritto di essere sentito. Del resto, sempre a mente dei giudici cantonali, il ricorrente non poteva credere che il fratello fosse pacificamente d'accordo di versare un canone fino al 24 aprile 2001. 2.2 Il ricorrente ritiene violato l'art. 36 lett. d CA, perché la Corte cantonale avrebbe disatteso di riconoscere una violazione del principio del contraddittorio da parte dell'arbitro (art. 25 CA), il quale avrebbe fatto proprie allegazioni di fatto e tesi di diritto contenute in uno scritto che non era stato portato a sua conoscenza prima dell'emanazione del lodo. Egli afferma poi che la Corte cantonale sarebbe incorsa in una svista manifesta e si sarebbe posta in stridente contrasto con gli atti di causa, perché - fatta eccezione dallo scritto non comunicato - da quest'ultimi non sarebbe possibile dedurre che l'opponente aveva asserito che il suo obbligo di pagamento cessava il 27 ottobre 1995: nei suoi allegati l'opponente non avrebbe segnatamente mai contestato che la "divisione" fosse avvenuta il 24 aprile 2001. Del resto, secondo il ricorrente, la rilevanza del menzionato scritto è stata riconosciuta dalla stessa Corte cantonale, la quale ha indicato nella sentenza impugnata che tale lettera avrebbe dovuto essere contenuta nel fascicolo processuale. A prescindere da quanto precede, il ricorrente ritiene che in ogni caso la motivazione addotta dall'arbitro sarebbe del tutto nuova e avrebbe dovuto essere preannunciata alle parti. 2.3 In concreto la Corte cantonale si è fondata su due accertamenti di fatto. Il primo, qui incontestato, concerne la mancata menzione nel lodo della lettera del 2 aprile 2003. Con il secondo, l'autorità cantonale ha invece stabilito che l'opponente aveva già contestato l'obbligo di versare un canone per l'occupazione della casa paterna dopo il 27 ottobre 1995 nel suo memoriale di risposta. Occorre pertanto verificare se quest'ultimo accertamento è inesatto nel senso dell'art. 97 cpv. 1 LTF.