Citation: 4A_232/2009 30.11.2009 E. 7

Fra i rimproveri mossi alla Corte cantonale vi è pure quello di non aver esaminato la domanda dei ricorrenti tendente alla consegna dei margini (commissioni) lucrati dalla banca sulle operazioni di cambio irregolari eseguite tra il 1992 e il 1998, pari a fr. 337'400.--, in applicazione delle norme sulla gestione d'affari senza mandato. Anche a questo riguardo essi fanno valere la violazione del diritto di essere sentito (art. 29 Cost.), quella del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) e, da ultimo, quella dell'art. 398 CO "per quanto attiene alla quantificazione del danno". 7.1 In effetti la motivazione del giudizio impugnato su questa pretesa è assai sommaria. La Corte cantonale si è limitata a osservare - di transenna e nel quadro dell'esame della pretesa di rimborso delle spese di perizia - che lo stesso perito di parte aveva già escluso di poterla considerare quale danno e l'aveva poi abbandonata nel suo calcolo. Forse per questo motivo non l'ha poi trattata più approfonditamente. 7.2 Sta di fatto che, come indicato nel gravame, i ricorrenti hanno esplicitamente domandato il versamento di questa somma sia nella petizione che nelle conclusioni di causa. Da questi atti, così come dalla sentenza impugnata, risulta tuttavia ch'essa veniva menzionata fra le componenti del danno vantato dai ricorrenti in relazione all'esecuzione irregolare delle operazioni su divise, non invece quale richiesta di consegna dell'utile in applicazione delle regole della gestione d'affari senza mandato, che non è stata mai evocata, né i ricorrenti pretendono il contrario in questa sede. Ora, in ingresso al considerando dedicato alla determinazione del danno, i giudici ticinesi hanno pertinentemente ricordato che il danno si definisce - nel senso giuridico del termine e pertanto applicabile anche quando la richiesta si fonda su una gestione d'affare senza mandato - come una diminuzione involontaria del patrimonio netto del danneggiato; corrisponde alla differenza fra lo stato attuale del suo patrimonio e quello presumibile se l'evento dannoso non si fosse prodotto (DTF 133 III 462 consid. 4.4.2 pag. 471 con rinvii). Alla luce di questa definizione, la decisione dei giudici cantonali di non tenere in considerazione l'importo asseritamente guadagnato dalla banca con le operazioni irregolari, che peraltro non hanno cagionato un danno ai ricorrenti, è perfettamente conforme al diritto federale. 7.3 In assenza di una corrispondente domanda, la Corte cantonale non ha effettuato nessun accertamento in merito all'utile realizzato dalla banca (margini, commissioni) mediante le operazioni eseguite senza l'autorizzazione dei ricorrenti né tantomeno si è pronunciata su di un eventuale obbligo di consegna dello stesso. Formulata per la prima volta dinanzi al Tribunale federale e fondata su fatti privi di riscontro nel giudizio criticato questa conclusione si avvera pertanto inammissibile (art. 99 cpv. 2 e 3 LTF).