Citation: 5A_399/2021 E. 5.3.2

5.3.2. Ora, in concreto il creditore ha prodotto come titolo di rigetto due contratti identici, in cui le parti hanno fissato il momento dell'adempimento dell'obbligazione di restituzione, dovendosi così escludere la possibilità per il creditore procedente di invocare l'applicazione dell'art. 75 CO (v. supra consid. 3.3), ma dai quali l'esigibilità del pagamento posto in esecuzione non è immediatamente deducibile (art. 82 cpv. 1 LEF). In effetti, da un lato nessuno dei due contratti contiene un'indicazione rispetto alla data della loro sottoscrizione e, d'altro lato, agli atti non vi è nessun altro elemento concreto, tanto meno di natura documentale, suscettibile di farla risalire al mese di febbraio del 2017. Con queste premesse, occorre chiedersi se i Giudici cantonali potessero legittimamente considerare questa data come un fatto comprovato dal creditore e partire quindi dal presupposto che quest'ultimo fosse in possesso di un titolo esecutivo che consentiva di ribaltare sul debitore l'onere di rendere verosimile l'inesistenza del riconoscimento di debito (VEUILLET, op. cit., n. 103 ad art. 82 LEF; DOMINIK VOCK, in Kurzkommentar Schuldbetreibungs- und Konkursgesetz, 2a ed. 2014, n. 16 ad art. 82 LEF), posto che il creditore - contrariamente al debitore che volesse invocare delle eccezioni liberatorie (art. 82 cpv. 2 LEF) - non è autorizzato ad avvalersi dell'alleggerimento dell'onere probatorio limitato alla verosimiglianza, ma deve portare la prova piena dell'esistenza del titolo esecutivo di rigetto (DTF 144 III 552 consid. 4.1.4; STAEHELIN, op. cit., n. 89a ad art. 82 LEF) e deve farlo per mezzo di documenti ("par titre": cfr. sentenza 5A_693/2022 del 6 marzo 2023 consid. 3.4).