Citation: 1C_519/2015 E. 2.2

2.2. Ora, il fatto che un altro PP, quasi due anni dopo la definizione dell'accordo litigioso, sulla base delle risultanze di un complemento rogatoriale dell'11 marzo 2015 che evidenzia una relazione oggettiva tra le società ricorrenti e i reati perseguiti all'estero abbia deciso di trasmettere tutta la documentazione sequestrata, rappresenta soltanto una nuova differente valutazione dell'utilità potenziale dei documenti da trasmettere: le ricorrenti al proposito non dimostrano, ciò che è decisivo, che la CRP si sarebbe scostata dalla costante prassi. Del resto, insistendo su una pretesa tutela di terzi non coinvolti nel procedimento estero (vedi al riguardo l'art. 10 cpv. 1 AIMP, RS 351.1, abrogato nel 1996), le ricorrenti disattendono che, secondo il diritto in vigore, tale qualità non osta alla concessione dell'assistenza (sentenze 1C_512/2010 dell'11 novembre 2010 consid. 2.2 e 1A.62/2006 del 27 giugno 2006 consid. 5.1; DTF 122 II 367 consid. 1e pag. 370) : esse parrebbero disattendere che l'invocato accordo non potrebbe scardinare la prassi vigente in materia di assistenza giudiziaria, rettamente applicata dall'istanza precedente. Non si è quindi in presenza di una violazione di elementari principi procedurali (art. 84 cpv. 2 LTF), ma semplicemente di un diverso apprezzamento probatorio, ciò che non fa assumere alla vertenza la qualità di un caso particolarmente importante.