Citation: 1C_376/2021 E. 2.3

2.3. Con questi accenni, che disattendono le esigenze di motivazione imposte dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 147 IV 73 consid. 4.1.2), essa non dimostra che l'accertamento dei fatti sarebbe stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (art. 97 cpv. 1 LTF; DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2), o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF. Per motivare l'arbitrio non basta infatti criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole, come in concreto, un'interpretazione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 148 II 121 consid. 5.2; 143 IV 241 consid. 2.3.1). Dagli accertamenti della Corte cantonale risulta che C.________ ha presentato una domanda di licenza edilizia il 18 maggio 2001, e che solo nel corso del 2006 egli ha locato i fondi yyy e zzz; la pretesa durata di oltre 30 anni non è quindi dimostrata (su questa tematica vedi DTF 147 II 309 consid. 4.1 e rinvii). Del resto il Municipio ha negato le licenze edilizie a posteriori con decisioni del 29 settembre 2016, confermate dalla Corte cantonale con sentenza del 25 febbraio 2019, non impugnata e passata quindi in giudicato. Considerato che C.________ prima e la ricorrente poi hanno avviato le loro attività senza i necessari permessi di costruzione e che hanno disatteso i vari ordini di sospensione, la loro assenza di buona fede non può seriamente essere contestata.