Citation: I 279/00 25.10.2000 E. 2

2.- a) I giudici di prima istanza si sono distanziati dalla valutazione dell'incapacità lavorativa inizialmente espressa dal consulente medico dell'Ufficio AI, dott. R.________, per il quale non vi era alcuna limitazione della capacità lavorativa. Essi hanno invece fatto proprie le conclusioni della dott. ssa E.________, secondo la quale le affezioni del ricorrente, portatore al momento della decisione qui impugnata, di angina vasospastica, di ipertonia, di discopatia L3-S1 con dolori alla colonna lombare, di broncopneumopatia ostruttiva cronica, di fibrosi dei corpi cavernosi dopo priapismo e di note ansioso-depressive, ne limitavano la capacità lavorativa non solo in attività pesanti quali quella di coltivatore diretto nella misura del 70 % sin dall'ottobre del 1992, ma anche, seppur in misura limitata del 10 %, in occupazioni più leggere (lavori leggeri in fabbrica, custode, portiere, aiuto-magazziniere, archivista). Dal 15 agosto 1998 poi, secondo la dott. ssa E.________, l'incapacità lavorativa era salita dal punto di vista medico-teorico al 50 % anche in attività leggere. Questa Corte condivide su questo punto il giudizio di primo grado, che aderisce alle conclusioni della dott. ssa E.________ sull'incapacità lavorativa a partire dal 1992 e sulla sua evoluzione dall'agosto del 1998. Questa valutazione, anche se espressa sulla base degli atti, appare coscienziosa ed equilibrata e trova supporto nell'ampia documentazione medica raccolta dall'Ufficio AI per il tramite dell'INPS o direttamente prodotta dall'interessato. b) Quanto all'incidenza della parziale incapacità lavorativa in attività leggere sulla capacità di guadagno, i giudici di primo grado si sono fondati sul rapporto del servizio dell'amministrazione preposto alla valutazione del grado d'invalidità. Secondo questo servizio, nel 1992, raffrontando il reddito medio di un lavoratore agricolo con il 90 % di quello conseguibile in attività sostitutive, ridotto di un quinto per tener conto delle difficoltà d'inserimento dovute all'età e all'handicap fisico, la perdita di guadagno si sarebbe cifrata attorno al 35 %. Ci si potrebbe interrogare certo sulla ponderazione del 20 %, se sufficiente o meno in considerazione dell'età del ricorrente, che nel 1992 era comunque appena poco più che cinquantenne, della polipatologia di cui è portatore e dell'attività svolta (operaio in Svizzera, agricoltore in Italia; sull'intero problema cfr. DTF 126 V 75), come pure sui due termini di paragone, ma appare da tutto principio chiaro che la variazione non sarebbe significativa al punto da giustificare un grado d'invalidità del 50 % sin dall'ottobre del 1992. c) Diverso è il discorso a decorrere dal 1998. Infatti, come si è visto, dalla metà di agosto di quell'anno, l'incapacità lavorativa deve essere stabilita nella misura del 50 % anche per attività leggere. Orbene, il raffronto dei redditi effettuato dall'apposito servizio dell'Ufficio AI conclude per una perdita di guadagno del 64 % ca., vicina quindi al limite dei due terzi che dà diritto alla rendita intera. Questa Corte non può tuttavia condividere incondizionatamente tale valutazione, poiché essa è stata operata utilizzando i medesimi termini di paragone del 1992 senza aggiornarli. I dati da ritenere ai fini del raffronto devono invece essere quelli dell'agosto 1998. La riduzione del reddito da invalido per difficoltà d'inserimento deve inoltre essere ponderata con riferimento a quell'anno, quando l'interessato non era poco più che cinquantenne, ma ormai prossimo alla sessantina. D'altra parte, un unico termine di raffronto quale reddito da invalido è, in un caso come il presente, che nel 1998 si situava in una zona critica al limite inferiore della rendita intera, insufficiente per consentire un tranquillante giudizio. Appare quindi opportuno annullare il giudizio commissionale e la decisione impugnata e retrocedere gli atti all'Ufficio AI perché effettui ulteriori accertamenti, segnatamente di natura economica, e si pronunci in seguito di nuovo sul grado d'invalidità e sul diritto alla rendita a decorrere dall'agosto del 1998.