Citation: 4A_492/2019 E. 4

Giusta l'art. 183 cpv. 2 CPC ai periti si applicano i motivi di ricusazione per chi opera in seno a un'autorità giudiziaria. Un perito può quindi essere ricusato nei casi elencati nell'art. 47 cpv. 1 CPC, in particolare quando ha un interesse personale nella causa (lett. a) o quando "per altri motivi" potrebbe avere una prevenzione nella causa (lett. f). Ricordato che l'art. 29 cpv. 1 Cost., applicabile ai periti giudiziari, assicura in materia di indipendenza e imparzialità la medesima protezione dell'art. 30 cpv. 1 Cost. (sentenza 4A_352/2017 del 31 gennaio 2018 consid. 4.1), i predetti disposti del CPC vanno concretizzati alla luce dei principi sviluppati in applicazione di quest'ultima norma (DTF 140 III 221 consid. 4.2). Le parti possono quindi esigere la ricusazione di un perito la cui situazione o comportamento sono di natura tale da far nascere dubbi sulla sua imparzialità. Le garanzie in discussione tendono a evitare che delle circostanze esterne alla causa possano influenzare la decisione in favore o a detrimento di una parte. Esse non impongono unicamente la ricusa qualora sia accertata un'effettiva prevenzione, poiché una predisposizione interna del perito può difficilmente essere provata. Le impressioni soggettive di una parte non sono però decisive. Occorre che, secondo un apprezzamento oggettivo, le circostanze creino l'apparenza oggettiva della prevenzione e facciano temere un'attività parziale (DTF 139 III 433 consid. 2.1.2; 137 I 227 consid. 2.1; 136 III 605 consid. 3.2.1). La parte che ha conoscenza di un motivo di ricusa deve prevalersene al più presto, pena la perenzione del suo diritto (DTF 138 I 1 consid. 2.2).