Citation: 5P.402/2004 24.03.2005 E. 5

Giusta l'art. 148 CPC ticinese il giudice condanna la parte soccombente a rimborsare all'altra parte le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (cpv. 1); se vi è soccombenza reciproca o concorrono altri giusti motivi, il giudice può ripartire parzialmente o per intero fra le parti, le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (cpv. 2). Tale norma codifica il principio generale secondo cui la parte vittoriosa non sopporta spese e ha diritto alla rifusione di ripetibili (cfr. Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 13 ad art. 148 CPC ticinese) In concreto è pacifico che il ricorso per cassazione è stato integralmente accolto. La ricorrente, confrontata con la decisione con cui il Pretore aveva respinto la sua azione per carenza di giurisdizione civile, non poteva far altro, considerato il valore di lite di fr. 2'050.--, che impugnare tale decisione con un ricorso per cassazione al Tribunale di appello. In tale rimedio ella - regolarmente patrocinata - non aveva solo chiesto nei motivi il rinvio della causa al Pretore per nuovo giudizio, ma aveva altresì formulato la censura (assenza di una decisione dell'autorità amministrativa) su cui l'autorità cantonale si è fondata per annullare la decisione pretorile. Ne segue che i motivi che hanno portato all'annullamento della decisione del giudice di prime cure sono del tutto inidonei a giustificare la mancata attribuzione di ripetibili e negare così la rifusione di quelle spese indispensabili causate dal processo e un'adeguata indennità per gli onorari di patrocinio (art. 150 CPC ticinese). Non sono neppure ravvisabili le particolarità del caso, nemmeno specificate nella decisione impugnata, che avrebbero permesso all'autorità cantonale di prescindere dall'attribuire ripetibili. Ne segue che la decisione impugnata è il risultato di un'applicazione arbitraria l'art. 148 CPC ticinese. Il ricorso di diritto pubblico si rivela pertanto fondato e va accolto.