Citation: 6B_1389/2021 E. 4.2.3

4.2.3. Come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, nel reclamo la ricorrente ha accennato solo all'ipotesi di truffa, segnatamente per quanto concerne l'esistenza di un comportamento ingannevole da parte dei denunciati. Il reclamo non contiene per contro alcuna motivazione riguardante il reato di amministrazione infedele. Certo, il decreto di non luogo a procedere è incentrato sull'assenza degli elementi costitutivi di truffa. Tuttavia, la ricorrente non ha censurato dinanzi alla Corte cantonale che la decisione del pubblico ministero violava il suo diritto di essere sentita per difetto di motivazione in merito alla fattispecie di amministrazione infedele. Né la ricorrente si è confrontata nel reclamo con gli elementi costitutivi di detto reato, spiegando per quali ragioni potevano essere realizzati nel caso in esame. Come visto, l'art. 385 cpv. 1 lett. b CPP impone che i motivi a sostegno di una diversa decisione siano sostanziati dalla reclamante sia sotto il profilo dei fatti sia sotto quello del diritto. Spettava quindi alla ricorrente, patrocinata da un legale, motivare adeguatamente il reclamo anche per quanto concerne il diritto, sostanziando un'eventuale violazione del suo diritto di essere sentita, rispettivamente spiegando i motivi per cui nella fattispecie entrava in considerazione anche il reato di amministrazione infedele. Ravvisando una carente motivazione del reclamo riguardo a quest'ultima fattispecie, la Corte cantonale non ha quindi violato gli art. 385 cpv. 1 e 396 cpv. 1 CPP. Né essa è incorsa in un eccesso di formalismo.