Citation: 5A_119/2016 E. 5.3

5.3. Alla posizione del Tribunale di appello, secondo la quale la risposta alla domanda se si sia in presenza di un atto di illecita violenza non deve implicare la soluzione di problemi di diritto legati ad un eventuale rapporto giuridico esistente fra le parti di cui sia necessario procedere all'interpretazione (supra consid. 2), i ricorrenti controbattono in primo luogo che sarebbe arbitrario limitare l'esercizio dell'azione possessoria ai casi in cui vi sia stato un illecito al di fuori di un rapporto contrattuale. Ammesso e non concesso che gli estemporanei richiami all'arbitrio nella valutazione del diritto materiale possano costituire censura sufficientemente motivata nella prospettiva dei combinati art. 117 e art. 106 cpv. 2 LTF, l'obiezione ricorsuale si fonda su un manifesto fraintendimento: con il passaggio censurato, i Giudici cantonali non hanno evidentemente voluto escludere la possibilità di avvalersi dell'azione possessoria in contesti retti da contratti, ma soltanto quei casi in cui l'illiceità può essere determinata soltanto sulla base di un esame approfondito del contratto in oggetto, come peraltro unanimemente riconosciuto in giurisprudenza e dottrina (v. DTF 135 III 633 consid. 3.1; sentenza 5A_98/2010 del 7 maggio 2010 consid. 4.1.2; STARK/ LINDENMANN, op. cit., n. 92 seg. prima degli artt. 926-929 CC; ERNST, op. cit., n. 22 prima degli artt. 926-929 CC). Essa è pertanto manifestamente infondata.