Citation: 1P.510/2004 19.11.2004 E. 2

2.1 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso, oltre alla designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a), come pure l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo se sono sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43, 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b, 122 I 70 consid. 1c, 119 Ia 197 consid. 1d). 2.2 In particolare, ove critichi una violazione delle disposizioni cantonali relative al sorteggio e alla ricusa degli assessori-giurati (art. 48 segg. della legge organica giudiziaria civile e penale, del 24 novembre 1910 [LOG]), il ricorrente deve spiegare, con un'argomentazione precisa, per quali ragioni la decisione impugnata non solo sarebbe discutibile o errata, ma addirittura insostenibile e quindi arbitraria (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 129 I 8 consid. 2.1 e rinvii): in effetti, in un ricorso di diritto pubblico per violazione di norme sulla composizione di un tribunale, questa Corte rivede l'interpretazione e l'applicazione delle disposizioni cantonali sotto il ristretto profilo dell'arbitrio ed esamina liberamente solo se l'interpretazione non arbitraria di tali disposizioni sia conforme alle esigenze poste dalla normativa costituzionale, segnatamente dagli art. 30 Cost. e 6 CEDU (DTF 126 I 68 consid. 3b e rinvii). In quanto non adempiano le citate esigenze di motivazione, le censure contenute nel ricorso sono inammissibili: ciò è il caso, in modo particolare, quando esse sono una testuale riproduzione degli argomenti sollevati dinanzi alla CRP. Inoltre, laddove il ricorrente fa valere isolatamente una violazione del principio della proporzionalità, la censura si confonde con il divieto dell'arbitrio, senza avere portata propria (DTF 123 I 1 consid. 10, 117 Ia 27 consid. 7a; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 69).