Citation: H 182/00 08.02.2002 E. 3

3.- Il ricorrente muove in sostanza solo censure formali in ordine alla tardività della petizione e alla perenzione dell'azione di risarcimento danni. Contesta innanzi tutto il modo in cui è stato notificato l'atto 28 luglio 1998. Egli è dell'avviso che detto scritto non sia stata una semplice lettera - contrariamente all'opinione del Tribunale cantonale -, ma una decisione formale, in quanto conteneva tutti gli elementi necessari per essere considerata tale, motivo per cui doveva essere notificata per invio raccomandato e indicare espressamente i rimedi di diritto. a) Ora, dalla documentazione agli atti risulta che il 28 luglio 1998 la Cassa ha spedito a V.________ una lettera, per invio semplice, con la quale lo avvertiva che vantava un credito nei confronti della fallita V.________SA per contributi paritetici rimasti impagati per il periodo dal 1993 al 1996, che stava esaminando la possibilità d'avviare un'azione di risarcimento secondo l'art. 52 LAVS nei confronti degli ex amministratori e lo invitava a voler provvedere al pagamento di fr. 96'644. 75 entro 30 giorni, ritenuto che in caso contrario avrebbe promosso l'azione in questione. Non risulta che l'interessato si sia determinato a seguito di tale scritto. È infatti solo a ricezione della decisione 4 settembre 1998 che il ricorrente si è opposto il 6 ottobre successivo, dopo aver chiesto alla Cassa di conoscere il dettaglio dei contributi scoperti. Orbene, la lettera 28 luglio 1998 - che a mente del ricorrente assumerebbe la connotazione di una decisione amministrativa formale - è per contro un evidente atto informale con il quale l'amministrazione rendeva attento V.________, nella sua qualità di ex organo della fallita V.________SA non avesse provveduto al pagamento dei contributi sociali scoperti entro 30 giorni, si sarebbe riservata il diritto di procedere nel senso dell'art. 52 LAVS nei confronti degli amministratori della fallita. La lettera in questione - contrariamente alle argomentazioni prolisse e inconsistenti del ricorrente - costituisce in tutta evidenza un semplice invito di pagamento e non una decisione formale: l'invio per lettera semplice, la formulazione discorsiva "la invitiamo a voler provvedere al pagamento" e la mancanza dell'indicazione dei rimedi di diritto non consentono infatti altra conclusione se non quella di un mero atto interlocutorio. Non occorreva pertanto che si desse notifica con le formalità richieste in caso di intimazione di decisioni formali amministrative conformemente all'art. 81 cpv. 1 OAVS. Il destinatario dell'invito ha peraltro correttamente inteso lo scritto in tal senso, rimanendo inattivo, a differenza di quanto è poi capitato a ricezione della decisione 4 settembre 1998, inviata per raccomandata e con l'indicazione dei rimedi di diritto. b) Ne consegue che la lettera 28 luglio 1998 della Cassa non costituisce decisione ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 OAVS: non si realizza pertanto l'ipotesi di perenzione di cui alla richiesta principale del ricorrente.