Citation: 4C.49/2007 28.08.2007 E. 5

Nel ricorso viene innanzitutto censurata la decisione dei giudici cantonali di addebitare al convenuto solamente il 30% della responsabilità del danno patito dall'attore, a causa del suo stato di salute precedente l'operazione (predisposizione costituzionale). L'attore spiega che la malformazione di cui era affetto non gli ha mai impedito di svolgere la sua attività a tempo pieno, sicché l'attuale situazione d'invalidità può e deve essere ricondotta unicamente agli interventi chirurgici a cui lo ha sottoposto il convenuto, il quale è tenuto a rispondere integralmente del danno cagionato. 5.1 Sulla nozione di "predisposizione costituzionale" non v'è litigio. Si tratta di uno stato patologico del danneggiato anteriore all'evento dannoso che ha contribuito all'insorgere del danno o ad aggravarlo (DTF 131 III 12 consid. 4; Roland Brehm in: Berner Kommentar, 3a ed., Berna 2006, n. 54 ad art. 44 CO; Franz Werro, La responsabilité civile, Berna 2005, n. 1196 seg. a pag. 305; Vincent Brulhart, L'influence de la prédisposition constitutionnelle sur l'obligation de réparation du responsable, in: La fixation de l'indemnité, Franz Werro editore, Berna 2004, pag. 89-107, in particolare pag. 90-93). La predisposizione costituzionale può dunque avere effetti diversi, che si ripercuotono sull'applicazione del diritto (DTF 131 III 12 consid. 4; 113 II 86 consid. 3b pag. 93; Roland Brehm, op. cit., n. 55 e 57a segg. ad art. 44 CO). 5.1.1 Qualora si possa affermare - con certezza o con grande verosimiglianza - che il danno si sarebbe prodotto anche senza l'evento dannoso, a causa della predisposizione costituzionale del danneggiato, essa configura una causa concomitante fortuita dell'insorgere del danno. Ritenuto che il responsabile può essere chiamato a rispondere solamente del danno da lui effettivamente cagionato, la predisposizione costituzionale verrà allora tenuta in considerazione già nella fase della determinazione del danno (art. 42 CO; DTF citati; Roland Brehm, op. cit., n. 55 e 57b ad art. 44 CO; Franz Werro, op. cit., n. 1198 combinato con n. 185 seg.; Vincent Brulhart, op. cit., pag. 94 seg.). 5.1.2 Qualora invece si debba ritenere - con certezza o con grande verosimiglianza - che senza l'evento dannoso il pregiudizio non si sarebbe verificato, nonostante la predisposizione costituzionale del danneggiato, allora il responsabile viene chiamato a rispondere dell'intero danno. Si potrà eventualmente tenere conto della predisposizione costituzionale nel quadro della fissazione del risarcimento (art. 44 CO; DTF citati; Roland Brehm, op. cit., n. 55 e 57e-58a ad art. 44 CO; Franz Werro, op. cit., n. 1199; Vincent Brulhart, op. cit., pag. 94 seg.). 5.2 Nel caso in esame la valutazione degli effetti della predisposizione costituzionale dell'attore sul danno da lui patito ha fatto l'oggetto di una perizia giudiziaria. 5.2.1 Stando a quanto riportato nel giudizio impugnato, il perito ha accertato che attualmente l'attore soffre soprattutto di dolori cronici in prossimità dell'arto inferiore destro lungo la cicatrice e lungo lo spigolo tibiale anteriore, di un'insicurezza nella deambulazione, di disturbi di sensibilità in prossimità della cicatrice, di dolori cronici in prossimità dell'anca destra e di dolori cronici sublombari alla schiena, ciò che lo ha indotto a formulare la diagnosi di dolori cronici al ginocchio destro, all'arto inferiore destro e alla schiena. Nonostante abbia affermato che i dolori al ginocchio e all'arto inferiore erano sorti con gli interventi chirurgici effettuati dal convenuto, mentre i dolori alla schiena - che pure si irradiavano nella gamba - erano solo in parte successivi agli stessi, il perito ha rilevato che la situazione dell'attore era in buona parte già compromessa prima degli interventi in parola: il paziente, oltre ad avere una gamba più corta dell'altra e a presentare un valgo nella gamba, era in effetti già afflitto da dolori cronici alla schiena - ritenuti in massima parte preesistenti - e presentava nel contempo un malallineamento nell'articolazione del ginocchio e della patella, una lesione dorsomediale e dorsolaterale al menisco nonché un complesso sbilanciamento muscolare ed altre alterazioni degenerative dell'estremità inferiore. Ciò ha portato il perito a concludere, da una parte, che con i suoi interventi chirurgici il convenuto ha in definitiva corretto parte del malallineamento dell'arto, accentuato il malorientamento dell'articolazione del ginocchio e provocato le complicazioni postoperatorie alla tibia; dall'altra che l'attore, viste le gravi affezioni preesistenti, avrebbe potuto con una grande verosimiglianza, quantificabile nella misura del 60-80%, sviluppare anche senza quelle operazioni i dolori femoropatellari e femorotibiali rispettivamente i disturbi di cui oggi soffre. 5.2.2 Preso atto del referto peritale, la Corte ticinese ha ritenuto di dover tener conto della predisposizione costituzionale nell'ambito della determinazione del danno ex art. 42 CO. E visto il grado di verosimiglianza indicato dal perito (60-80%) ha ritenuto equo limitare al 30% la parte del danno ascrivibile al convenuto. 5.3 L'attore sostiene invece che la predisposizione costituzionale non ha avuto alcun influsso sull'insorgere del danno. Contrariamente a quanto stabilito nella sentenza impugnata, senza gli interventi chirurgici eseguiti dal convenuto egli avrebbe senz'altro potuto continuare a lavorare a tempo pieno, perlomeno sino al 65° anno di età. La Corte cantonale avrebbe infatti omesso di tenere nella debita considerazione il fatto che le patologie degenerative al ginocchio sano, che hanno indotto il perito ad affermare che il danno si sarebbe in ogni caso verificato, sono state da questi riscontrate nel 2004, ovvero quando l'attore aveva già 66 anni; nessuna prova agli atti attesta l'esistenza di simili patologie prima di questo momento. Donde l'impossibilità di decurtare del 70% il danno, perlomeno sino al 65° anno di età. Una riduzione del risarcimento giusta l'art. 44 CO sarebbe invece esclusa dalla dottrina e giurisprudenza più recenti. 5.4 Come rettamente rilevato dal convenuto nella risposta al ricorso, si tratta di critiche improponibili nel quadro dell'attuale rimedio, siccome rivolte interamente contro l'apprezzamento della prova peritale e il conseguente accertamento dei fatti (cfr. quanto esposto al consid. 3). In quanto fondata su di una fattispecie diversa da quella accertata in maniera vincolante nella sentenza impugnata, la censura concernente l'applicazione dell'art. 44 CO risulta invece inconferente. 5.5 Contrariamente a quanto asserito dall'attore, tenuto conto delle risultanze peritali, la decisione dei giudici cantonali di considerare la predisposizione costituzionale dell'attore quale causa concomitante dell'insorgere del danno, di cui tenere conto nell'ambito della determinazione del pregiudizio (art. 42 CO), appare conforme al diritto federale (cfr. quanto esposto al consid. 5.1.1). 5.6 Anche la decisione di limitare al 30% la porzione di danno imputabile al convenuto resiste alla critica, giacché il giudizio sulla ripartizione della responsabilità in presenza di più cause del danno è lasciato al "prudente criterio del giudice" (cfr. DTF 113 II 86 consid. 1c pag. 90; Roland Brehm, op. cit., n. 57d ad art. 44 CO). 5.6.1 Per giurisprudenza invalsa il Tribunale federale esamina con riserva l'esercizio del potere d'apprezzamento (art. 4 CC) da parte dell'ultima istanza cantonale. Esso interviene, segnatamente, quando la decisione si scosta senza motivo dai principi stabiliti da dottrina e giurisprudenza in materia di libero apprezzamento e si fonda su fatti che nel caso particolare non avevano importanza alcuna, oppure, al contrario, quando non si è tenuto conto di elementi che avrebbero dovuto essere presi in considerazione. Il Tribunale federale sanziona inoltre le decisioni rese in virtù di un tale potere d'apprezzamento quando esse sfociano in un risultato manifestamente ingiusto o in un'iniquità scioccante (DTF 132 III 109 consid. 2 pag. 111 seg., 131 III 26 consid. 12.2.2). 5.6.2 In concreto, la conclusione dei giudici ticinesi poggia sul grado di verosimiglianza indicato dal perito, per il quale i dolori che affliggono attualmente l'attore si sarebbero verificati anche senza gli interventi chirurgici, con una verosimiglianza tra il 60 e l'80%. Come già detto, l'attore tenta di relativizzare la valutazione del perito evidenziando come questi lo abbia visitato nel 2004, quando egli aveva già 66 anni, di modo che non si può affermare che i suoi problemi di salute sarebbero sorti già prima del 65° anno di età. L'osservazione dell'attore non è di per sé priva di pertinenza. La questione di sapere quando - senza gli interventi chirurgici - si sarebbero manifestati i suoi problemi di salute potrebbe effettivamente influire sulla misura della responsabilità ascrivibile al convenuto. Sennonché, come rilevato anche dall'attore stesso, il perito "non ha indicato un orizzonte temporale entro il quale le affezioni degenerative avrebbero comportato l'insorgenza di un'incapacità lavorativa e di guadagno". In assenza di indicazioni a questo riguardo, la decisione dei giudici ticinesi di imputare equitativamente al convenuto una responsabilità per il danno del 30% non può dirsi manifestamente iniqua. 5.7 Da tutto quanto esposto discende che la decisione dei giudici cantonali di ascrivere al convenuto solamente il 30% del danno patito dall'attore può essere confermata.