Citation: 6B_916/2021 E. 4.1

4.1. L'insorgente è sposato con una connazionale dal 1996 ed è padre di un figlio nato nel 2000 in Portogallo. Quest'ultimo ha già raggiunto la maggiore età e conseguentemente il ricorrente non può prevalersi dell'art. 8 CEDU per evitare una separazione dal figlio, in assenza di rapporto di dipendenza che oltrepassa il normale legame familiare tra padre e figlio (v. DTF 147 I 268 consid. 1.2.3). La moglie, con cui intrattiene una relazione effettiva, è titolare di un diritto di presenza durevole in Svizzera. Entrambi hanno la cittadinanza portoghese. La loro nazionalità comune costituisce un indizio di rilievo per ritenere che possano condurre la loro vita familiare all'estero. In tal senso si osserva inoltre che entrambi hanno vissuto in Portogallo sino all'età adulta, giungendo in Svizzera all'età di 38 anni la moglie e di 33 (come lavoratore stagionale), rispettivamente di 37 anni il ricorrente. Conoscono quindi la lingua, la cultura e le dinamiche sociali del loro Paese d'origine, avendovi trascorso la maggior parte della loro vita. La moglie si trova in Ticino da poco più di 10 anni. Nulla indica tuttavia che vi sia radicata a tal punto da renderle praticamente impossibile una partenza e una vita altrove. Al riguardo, nel gravame, si evidenzia la volontà della moglie di non abbandonare il figlio ancora agli studi, temendo che non li porti a termine, e di non rinunciare "alla realtà di riferimento degli ultimi anni", potendo contare su "una consolidata posizione lavorativa". Trattasi di fattori che non rendono certo facile un suo rientro in Portogallo, ma nemmeno troppo arduo. Da un lato il figlio, oltre a essere maggiorenne, potrebbe continuare i suoi studi superiori anche in Portogallo, Paese in cui ha comunque vissuto fino all'età di 10 anni. Dall'altro lato, nulla indica che la moglie non possa trovare e svolgere un'attività lucrativa in Patria, né il contrario è preteso nell'impugnativa. Del resto, la CARP ha accertato che la situazione finanziaria della coppia in Portogallo non era problematica, lavorando entrambi e riuscendo ad acquistare un terreno e costruirvi una casa. In Portogallo vivono la madre, un fratello e due sorelle del ricorrente, nonché la famiglia della moglie, se con i primi i rapporti non sono buoni, con la seconda invece lo sono. In Patria quindi dispongono di un luogo (di proprietà) in cui vivere e di una rete sociale. Ne segue che un'eventuale partenza della coppia (o dell'intera famiglia) dalla Svizzera non porrebbe difficoltà insormontabili, potendo ragionevolmente realizzare la loro vita familiare in Portogallo, precisato che il fatto, peraltro non preteso, che le condizioni di vita siano eventualmente migliori in Svizzera rispetto al Paese d'origine non costituisce un ostacolo a una vita familiare all'estero. Sicché l'espulsione non può essere considerata un'ingerenza di una certa portata nel diritto alla vita familiare dell'insorgente.