Citation: 4C.177/2004 19.01.2005 E. 5

Nella prima parte del gravame, al capitolo 1, i ricorrenti invocano l'art. 8 CC, che l'autorità cantonale avrebbe violato rifiutando la prova su fatti rilevanti. Vengono in particolare censurate due ordinanze sulle prove - la prima del 29 novembre 1996 e la seconda del 14 gennaio 1997 - concernenti le domande rogatoriali da sottoporre a C.________ rispettivamente a F.________ e G.________, nell'ambito delle quali il giudice delegato avrebbe a torto modificato e in parte stralciato i quesiti proposti dalla parte attrice. Sia le contro-domande n. 26 e 27 destinate al teste C.________ che le domande n. 24, 26, 27 e 28 da sottoporre ai testi F.________ e G.________ sono state infatti riformulate, mentre la n. 25 e la n. 29 - sempre per quest'ultimi due testi - sono state stralciate. 5.1 La critica contro le due ordinanze è ricevibile. Il ricorso volto contro la decisione finale si estende infatti anche a quelle incidentali sulle prove che l'hanno preceduta (art. 48 cpv. 3 OG). 5.2 Come rettamente asserito dai ricorrenti, l'art. 8 CC conferisce alla parte cui incombe l'onere della prova il diritto di dimostrare l'esattezza delle proprie allegazioni, a patto che i fatti allegati siano giuridicamente rilevanti e che le prove siano state proposte conformemente alle esigenze procedurali poste dal diritto cantonale, per quanto riguarda forma e contenuto (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii). Trattandosi di una questione di diritto federale, la censura è pertanto di per sé ammissibile (art. 43 cpv. 1 OG). 5.3 I ricorrenti rimproverano all'autorità ticinese di aver modificato rispettivamente stralciato le domande e contro-domande suscettibili di provare, d'un canto, che le numerose azioni giudiziali ed arbitrali avviate dalla società Y.________ e dai suoi azionisti contro C.________ (così come il suo allontanamento dalle funzioni di responsabile del gruppo) andavano ricondotte, fra l'altro, a divergenze sorte tra gli azionisti (in particolare le famiglie F.________ e G.________) e lo stesso C.________ con riferimento all'operazione che aveva coinvolto lo sceicco; la rilevanza di tali procedure sarebbe stata riconosciuta dalla Corte cantonale in un'ordinanza dell'11 agosto 1994. Le menzionate domande e contro-domande avrebbero inoltre permesso di dimostrare che anche altre operazioni effettuate da C.________ con l'opponente o con la sua filiale di Nassau avevano suscitato contestazioni, per cui veniva a mancare la buona fede della banca, considerata determinante dai giudici cantonali. Da ultimo, parte attrice intendeva chiarire il contesto nel quale F.________ e G.________ avevano sottoscritto delle garanzie a favore della banca, in modo da poter valutare se le deposizioni da loro rese ulteriormente fossero attendibili. 5.4 Ora, all'udienza del 24 ottobre 1996, che aveva appunto per oggetto la discussione sull'opposizione presentata dall'opponente alle domande e contro-domande rogatoriali, la parte attrice si era limitata a poche allegazioni: aveva asseverato che le domande no. 24 e 25 per F.________ e G.________ intendevano chiarire i rapporti tra C.________ e la banca, mentre la domanda n. 29 mirava a definire i motivi per i quali i citati testi avevano sottoscritto una garanzia. Per il resto l'attore aveva dichiarato di mantenere domande e contro-domande senza spiegarne la rilevanza e senza motivare in altro modo la propria posizione. Nella misura in cui vertono su quest'ultimi quesiti le critiche si avverano pertanto d'acchito inammissibili, siccome proposte per la prima volta con il ricorso per riforma: esse si scontrano contro il divieto, sancito dall'art. 55 cpv. 1 lett. c OG, di portare allegazioni nuove davanti al Tribunale federale (DTF 107 II 222 consid. I/3 in fine). Può nondimeno essere osservato - abbondanzialmente - che la formulazione abbreviata proposta dal giudice delegato, in sostituzione delle contro-domande n. 26 e 27 per il teste C.________ e delle domande n. 24, 26, 27 e 28 per i testi F.________ e G.________, permetteva di spiegare a sufficienza i rapporti esistenti tra l'allontanamento di C.________ dal gruppo società Y.________, i fatti all'origine di questa causa e altre eventuali procedure giudiziarie civili o penali sorte tra di loro. Il diritto alla prova non risulta dunque disatteso. 5.5 È possibile che le domande n. 24 e 25 per i testi F.________ e G.________ potessero chiarire le relazioni d'affari e gli eventuali litigi sorti tra C.________ e l'opponente e smentire quindi il rapporto di "completa fiducia" ch'essa sosteneva d'intrattenere. Nella sentenza impugnata la Corte cantonale si è però riferita alla fiducia della quale godeva C.________ presso l'opponente - e della buona fede di quest'ultima - soltanto nell'ambito della motivazione sussidiaria, che ipotizzava l'assenza di una procura valida. La qualità di tali rapporti d'affari è invece stata del tutto ininfluente per la motivazione principale, nell'ambito della quale i giudici ticinesi hanno accertato che durante l'incontro del 24 settembre 1986 C.________ aveva ricevuto la procura per gestire i conti dello sceicco. Se ne deve concludere che la prova che i ricorrenti affermano essere stata negata non verteva su fatti determinanti ai fini del giudizio. Infine, quanto allo stralcio della domanda n. 29, anch'essa destinata ai testi F.________ e G.________, i ricorrenti non prendono posizione sulle ragioni che hanno indotto il giudice ad eliminarla. Essi si limitano a sostenere che l'accertamento del contesto nel quale furono firmate le garanzie avrebbe permesso di valutare l'attendibilità delle "deposizioni rese ulteriormente" dai due testimoni, delle quali però nulla dicono e nulla si sa. 5.6 Da tutto quanto esposto discende che la censura concernente la violazione dell'art. 8 CC si rivela infondata in quanto ammissibile.