Citation: 4A_494/2014 E. 2

La ricorrente lamenta degli errori nella procedura di prima istanza e una violazione dell'art. 8 CC che giustificherebbero l'annullamento della sentenza di appello con il rinvio della causa per nuova decisione, dopo l'assunzione agli atti del contratto scritto di cessione. Afferma che la convenuta aveva chiesto l'edizione di tale contratto, ragione per cui il Pretore non avrebbe potuto statuire sull'eccezione prima di emanare un'ordinanza sulle prove e convocare le parti all'udienza di dibattimento ex art. 228 CPC. La censura si appalesa astrusa e pretestuosa. La ricorrente fa completa astrazione del fatto che essa avrebbe potuto produrre l'atto di cessione - di cui assevera l'esistenza - con la replica, atteso che le parti convenute e la denunciata in lite avevano sollevato con la risposta l'eccezione di carenza di legittimazione attiva segnatamente per l'assenza di tale documento. Essa non afferma poi nemmeno di averlo voluto esibire all'udienza d'istruttoria del 5 novembre 2012. Pretendere adesso, dopo aver deliberatamente rinunciato a presentare tale contratto, che questo venga assunto in accoglimento di una domanda di edizione della controparte, costituisce un comportamento abusivo e contraddittorio (venire contra factum proprium) che non merita maggiore disamina.