Citation: 5P.180/2000 29.06.2000 E. C

C.- Con sentenza 24 marzo 2000 la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, adita dalle attrici, ha confermato la sentenza di primo grado. I Giudici cantonali hanno anzitutto rilevato che per stessa ammissione delle figlie il padre non aveva mai manifestato intenzioni suicide in quanto non aveva nessuna ragione per cercare la morte visto che viveva con poche disponibilità economiche ma era felice con la sua famiglia. Inoltre, rispetto alle circostanze inizialmente richiamate per fondare la responsabilità, in sede di appello le attrici hanno rimproverato agli agenti pubblici solo il fatto di avere omesso di allarmare immediatamente il medico specialista dopo i noti episodi. Tutti gli elementi emergenti dall'incarto non permettono di intravedere il rischio di una volontà suicida da parte del carcerato. Inoltre, dalla deposizione C.________ risulta che pochi istanti prima del suicidio, nel corso di una visita, il carcerato sembrava tranquillo e non mostrava nessun segno particolare né di agitazione né di altro particolare sentimento; a specifica domanda egli rispose che non aveva problemi e che non desiderava vedere un medico o un assistente sociale. Tale circostanza è rilevate perché dimostra che il defunto proprio prima del suo tragico gesto aveva ricevuto tutte le cure che ci si poteva aspettare dal personale del penitenziario.