Citation: 6B_489/2007 26.11.2007 E. A

Nella seconda metà del mese di luglio 2001, al rientro da un periodo di vacanza trascorso con la madre a Z.________, B.A.________ - all'epoca un bambino di cinque anni - ha manifestato un comportamento che è parso al padre D.________ e alla sua compagna E.________ anomalo, toccando a più riprese i genitali dei due. In occasione di uno di questi episodi, interrogato da E.________ sui motivi del suo agire, B.A.________ le ha risposto che così faceva pure lo zio materno C.________, ciò che ha poi ripetuto la sera stessa anche al padre. Rivoltosi per un consulto al dott. F.________, questi ha prospettato a D.________ tre possibilità per risolvere il problema: lasciar correre, procedere immediatamente con una denuncia oppure avvertire la madre affinché impedisse al piccolo di incontrare lo zio materno. Optando per quest'ultima alternativa, il giorno successivo, ossia il 28 luglio 2001, D.________ ha incontrato la moglie G.________ - dalla quale viveva separato da qualche tempo e a cui inizialmente era stata affidata la custodia dei figli A.A.________ e B.A.________ - e chiesto che tenesse C.________ lontano dai bambini. G.________ non ha creduto alla colpevolezza del fratello, tant'è che anche in seguito ha continuato ad affidare i figli a C.________ quando si assentava da casa.