Citation: 1B_362/2017 E. 3.5

3.5. Giova osservare che se la seria messa in pericolo della sicurezza altrui per la minaccia di crimini o gravi delitti può di massima riferirsi a tutti i tipi di beni giuridici protetti, essa concerne nondimeno in primo luogo i reati contro l'integrità fisica e sessuale. Più gravi sono i reati e seria è la minaccia della sicurezza altrui, meno elevate devono essere le esigenze poste all'adempimento del rischio di recidiva, ritenuto nel contempo che questo motivo di carcerazione dev'essere applicato in modo restrittivo, per cui per ammetterlo è necessaria, ma di massima pure sufficiente, una prognosi negativa, vale a dire sfavorevole (DTF 143 IV 9 con numerosi rinvii). Il ricorrente non spiega perché nella fattispecie, come stabilito dalla Corte cantonale, non si potrebbe ritenere una prognosi negativa e ch'egli non continuerebbe a minacciare ancora seriamente la sicurezza altrui, in particolare riguardo alla frequenza e alla tipologia dei reati perseguiti, rilevato che il bene giuridico protetto è l'integrità sessuale delle potenziali vittime. Come accertato nella decisione impugnata in maniera vincolante per il Tribunale federale (art. 97 cpv. 1 in relazione con l'art. 105 cpv. 1 e 2 LTF), si tratta di persone vulnerabili e bisognose di protezione, oltre che di pazienti del ricorrente, per cui ricordata la sua professione e il modo in cui egli l'ha esercitata è difficilmente concepibile che non verrà nuovamente a trovarsi in situazioni di contatti fisici con persone vulnerabili.