Citation: I 24/03 13.07.2005 E. 6

Si tratta a questo punto di esaminare se, conformemente alla giurisprudenza suesposta, le valutazioni fornite dalla specialista incaricata dalla ricorrente siano atte a mettere in forse le conclusioni del consulente (esterno) dell'amministrazione. Orbene, in sede di risposta al ricorso di diritto amministrativo, l'amministrazione si è nuovamente rivolta al dott. D.________, cui ha chiesto di esprimere le proprie osservazioni in merito al rapporto specialistico prodotto dall'insorgente. Nella presa di posizione del 14 marzo 2003, il citato sanitario, ribadita la diagnosi precedente di ritardo mentale medio con disturbi della memoria operativa e tratti di personalità dipendente, ha replicato che l'entità della malattia era stata tenuta in debito conto e che i rilievi dei genitori e della dott.ssa Z.________ non contenevano fatti nuovi o non considerati nella perizia del 4 dicembre 2001. Egli ha ricordato che la paziente presentava essenzialmente dei limiti intellettivi e una struttura nevrotica organizzata in modo deficitaria, ma tuttavia non disorganizzata o disarmonica, senza nuclei psicotici o significative tendenze alla destrutturazione. Malgrado queste limitazioni e il decorso cronico, il dott. D.________ ha ritenuto esigibile un'attività lavorativa semplice, come ad esempio quella di ausiliaria, a condizione, evidentemente, che all'interessata non fossero richieste delle prestazioni inadeguate. Lo specialista ha poi comunque precisato di non essere a conoscenza se in epoca posteriore alla visita peritale eseguita nel periodo ottobre/novembre 2001 sia subentrato un peggioramento della sintomatologia. In ogni modo, ha concluso il dott. D.________, dagli esami specialistici non era emersa nessuna sintomatologia ansioso-depressiva clinicamente rilevante o comunque tale da compromettere il funzionamento sociale o lavorativo. Da queste conclusioni, non ulteriormente commentate dai genitori dell'insorgente, non sussiste motivo di dipartirsi, quando si ritenga che il referto peritale del dott. D.________, specialista riconosciuto in psichiatria e psicologia medica, è stato reso sulla base di indagini approfondite e complete, fra cui cinque visite di persona della peritanda, quattro esami spirometrici, un colloquio con entrambi i genitori ed un altro con il medico curante, dott.ssa Z.________. In sostanza, le affermazioni di quest'ultima nel rapporto del 30 dicembre 2002 non sono suscettibili, nella misura in cui si riferiscono all'epoca decisiva precedente la data del provvedimento in lite, di far dubitare della fondatezza dei risultati convincenti conseguiti dal dott. D.________. Né la dott.ssa Z.________ dimostra, nel rapporto in questione, un peggioramento della situazione valetudinaria intervenuto nel periodo decorso fra le indagini peritali del dott. D.________, esperite nell'ottobre/novembre 2001, e la decisione amministrativa del 13 maggio 2002.