Citation: 5A_363/2020 E. 2.4

2.4. La ricorrente lamenta il fatto che l'ARP 3 non l'abbia sentita né abbia valutato la sua idoneità a svolgere il ruolo di curatrice che la defunta madre avrebbe voluto assegnarle in base alle disposizioni testamentarie. Critica altresì la mancata acquisizione agli atti di una copia del testamento. Con queste argomentazioni, la ricorrente accenna essenzialmente a una violazione del suo diritto di essere sentita. Sembrerebbe quindi invocare un diritto che le è proprio e tale da fondare di per sé un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata (cfr. art. 76 cpv. 1 lett. b LTF; sentenza 5A_459/2016 del 21 settembre 2016 consid. 1.2.2). Indipendentemente dalla legittimazione ricorsuale nel merito, la ricorrente è certo abilitata a censurare la violazione di garanzie procedurali che il diritto le conferisce quale parte nella procedura e la cui disattenzione equivale ad un diniego di giustizia formale (cfr. DTF 146 IV 76 consid. 2; 141 IV 1 consid. 1.1 e rinvii). Questa facoltà di invocare i diritti di parte non le permette tuttavia di rimettere indirettamente in discussione il giudizio di merito (DTF 141 IV 1 consid. 1.1; 138 IV 248 consid. 2; sentenze 5A_459/2016, citata, consid. 1.2.2; 5A_729/2015, citata, consid. 2.3). Nella fattispecie, la Corte cantonale ha esaminato l'idoneità della ricorrente a svolgere i compiti di curatrice ed è giunta alla conclusione ch'ella non poteva essere designata a tale funzione a causa di un conflitto di interessi. Lamentando il fatto di non essere stata sentita dall'autorità di protezione, la ricorrente non solleva censure di natura formale il cui esame potrebbe essere distinto dalla valutazione di merito, ma mira a fare rivedere il giudizio di inidoneità alla nomina quale curatrice. Difettandole come visto la legittimazione, non è però abilitata a rimettere in discussione la decisione di merito.