Citation: 8C_381/2007 22.04.2008 E. 5

Nel caso esaminato dagli atti dell'incarto emerge che in data 11 luglio 2002 la lamiera che l'assicurato stava spostando con la gru, da lui manovrata manualmente, si è improvvisamente sganciata ed egli è stato repentinamente colpito alla parte sinistra del volto dal gancio che tratteneva la catena ed è caduto. L'incidente ha provocato un trauma bulbare e la lacerazione della palpebra. Trasportato all'Ospedale Z.________ da un collega, è stato sottoposto immediatamente ad un intervento di sutura palpebrale. In seguito alla diagnosi di lacerazione retinica traumatica in data 17 luglio 2002 D.________ è stato sottoposto a criocoagulazione transcongiuntivale. Durante il mese di ottobre era ancora presente uno stato infiammatorio, mentre nel mese di novembre secondo la dottoressa B.________, oftalmologa dell'INSAI, la situazione era passiva sia di miglioramento che di peggioramento. Durante il mese di maggio 2003 l'interessato ha quindi dovuto essere sottoposto ad un terzo intervento chirurgico per caduta della cataratta. Nell'ottobre 2003 è stata attestata un'infiammazione cronica, motivo per cui l'assicurato è stato inviato alla Clinica X._________ di S._________, che lo ha sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico, il quale non ha apportato miglioramenti. Anzi a partire da detto intervento (il quarto) l'interessato ha ripetutamente dichiarato di avere la sensazione che vi fosse un corpo estraneo nell'occhio. Neppure la quinta operazione, eseguita ancora a S.________ nell'aprile 2004, allo scopo di migliorare il visus (a quel momento pari allo 0.2), ha ottenuto i risultati sperati. Pure lo stato infiammatorio ha continuato a persistere. In data 16 novembre 2004 l'assicurato è stato quindi esaminato dal dottor H.________, presso l'ospedale L.________, il quale ha proposto a sua volta un intervento chirurgico consistente nella "Explantation des Expressimplants" (a suo tempo impiantato a S.________), essendo quest'ultimo la possibile causa della sensazione di corpo estraneo nell'occhio rispettivamente dei dolori cui faceva riferimento l'assicurato. In effetti esso si presentava quale "disloziertes Expressimplant, welches einerseits gegen aussen fast die Bindehaut perforiert, andererseits auf der Innenseite einen Endotheltouch verursacht". L'intervento è stato eseguito nel marzo 2005. In seguito si è verificato un nuovo distacco della retina. In data 6 ottobre 2005 il dottor P.________ dell'Ospedale Y.________ ha attestato una situazione stabile dell'occhio sinistro con visus 0.2 e una capacità lavorativa quale magazziniere, custode, oppure in attività che non implicano l'utilizzo di martelli (pneumatici), attrezzi molto rumorosi o rischiosi per l'integrità del bulbo. Malgrado la disponibilità del datore di lavoro, l'assicurato non ha ritenuto di essere in grado di riprendere a lavorare. Tenuto conto della sola problematica agli occhi, l'INSAI ha quindi dichiarato l'assicurato abile al lavoro al 100% nelle professioni suindicate. Immediatamente dopo l'infortunio l'interessato ha inoltre manifestato un dolore tipo parestesia fronto-occipitale sinistra, per cui è stato ripetutamente visitato anche da specialisti in neurologia e neurochirurgia. Il dolore è tuttavia persistito e peggiorato nel tempo, malgrado medicazione e infiltrazioni ed ha creato sensibilità al rumore. Dal mese di marzo 2005 l'assicurato risulta essere anche in cura psichiatrica, secondo il medico curante per motivi riconducibili all'infortunio, motivo per cui in data 25 luglio 2005 è stato esaminato per conto dell'INSAI dal dottor A.________, psichiatra, mentre dalla dottoressa Z.________, anch'essa psichiatra, su incarico della cassa malati C.________. Entrambi non hanno ammesso un nesso di causalità naturale con l'incidente.