Citation: BGE 150 IV 10 E. 4.1.4

Gli atti di cruda violenza raffigurati devono inoltre offendere gravemente la dignità umana (schwere Verletzung der elementaren Würde des Menschen; grave atteinte à la dignité humaine). Tale esigenza, assente nel disegno di legge, è stata introdotta in occasione del dibattito parlamentare, al fine di delimitare con maggiore precisione il genere di violenza oggetto delle rappresentazioni punibili giusta l'art. 135 CP (CALMES, op. cit., pag. 116; CASSANI, op. cit., pag. 444). Sussistono divergenze dottrinali su quale sia la dignità umana che dev'essere offesa. Alcuni autori ritengono sia quella delle persone oggetto delle rappresentazioni, carnefici come vittime (SCHULTZ, op. cit., pag. 414; RIKLIN, op. cit., pag. 421). Per altri, invece, è quella dell'osservatore (TRECHSEL/MONA, op. cit., n. 8 ad art. 135 CP). Per altri autori ancora, la dignità umana menzionata dall'art. 135 CP è piuttosto un concetto astratto da intendersi quale dignità dell'umanità intera, del genere umano (CASSANI, op. cit., pag. 445; BARRELET/ WERLY, Droit de la communication, 2a ed. 2011, n. 1299 pag. 394; MARKUS KERN, Kommunikationsgrundrechte als Gefahrenvorgaben, 2012, pagg. 180 seg.). NIGGLI, infine, sostiene che l'art. 135 CP si riferisca impropriamente alla nozione di dignità umana, perché le rappresentazioni di atti di cruda violenza offendono di fatto il rispetto per la vita e la nostra fondamentale avversione verso comportamenti violenti e crudeli nei confronti della vita (MARCEL ALEXANDER NIGGLI, Rassendiskriminierung, Ein Kommentar zu Art. 261bis StGB und Art. 171c MStG, 2a ed. 2007, n. 405 e 407). In modo quasi unanime la dottrina ritiene che, laddove gli atti di violenza siano crudi e mostrati con insistenza, sia sempre data anche la grave offesa alla dignità umana e che pertanto questa esigenza legale non abbia alcuna portata pratica (SCHULTZ, op. cit., pag. 414; DONATSCH, Strafrecht III, op. cit., pag. 92; lo stesso, Kommentar, op. cit., n. 5 ad art. 135 CP; DUPUIS ET AL., op. cit., n. 9 ad art. 135 CP; HURTADO POZO, op. cit., n. 719; RIEDO/LOGNOWICZ, op. cit., n. 39 ad art. 135 CP; contra: BUNDI, op. cit., n. 73), traducendo in realtà la volontà del legislatore di limitare la punibilità alle sole rappresentazioni abominevoli prive di qualsiasi giustificazione (BARRELET/ WERLY, op. cit., n. 1299 pag. 394; GERNY, op. cit., pag. 135), BGE 150 IV 10 S. 17 espressioni insopportabili di un disprezzo estremo per la vita o la sofferenza degli esseri umani o degli animali(CORBOZ,op. cit., n. 4 ad art. 135 CP;ROS,op. cit., n. 46 ad art. 135 CP).