Citation: 1A.98/2001 28.08.2001 E. 1

un simile provvedimento non dà luogo ad indennità (DTF 125 II 431 consid. 3b, 122 II 326 consid. 6a, 121 II 417 consid. 4b, 119 Ib 124 consid. 2d, 118 Ib 38 consid. 2d). Eccezionalmente, il Tribunale federale può tuttavia scostarsi dal principio della non indennizzabilità: intanto, un risarcimento spetta al proprietario qualora, di regola cumulativamente, il suo terreno sia edificabile o almeno dotato delle infrastrutture di urbanizzazione primaria, sia compreso nel perimetro di un piano generale delle canalizzazioni conforme alla legislazione e il proprietario abbia già sopportato rilevanti spese per l'urbanizzazione e l'edificazione del terreno stesso. Inoltre, anche considerazioni attinenti alla protezione della buona fede possono assumere importanza tale da far ritenere che il fondo dovesse essere incluso in una zona edificabile (DTF 125 II 431 consid. 4a); da ultimo, questa esigenza può sussistere se il fondo è sito nel comprensorio già largamente edificato (art. 15 lett. a LPT) e se ne impone l'utilizzazione come terreno prevedibilmente necessario all'edificazione in un avvenire prossimo (DTF 121 II 417 consid. 4b e rinvii). b) La particella n. XXX di Giornico era, secondo i vincolanti accertamenti delle autorità cantonali, all'epoca determinante (1992) provvista delle primarie infrastrutture di urbanizzazione, disponendo di un sufficiente accesso e di canalizzazioni eseguite ancor prima della sua inclusione nel perimetro del piano generale delle canalizzazioni. Era inoltre inserita in un comprensorio già largamente costruito: ai due lati della stalla/deposito esistente sul fondo e lungo tutto il piede della collina sulla quale si erge la Chiesa di W.________ sorgono infatti numerose abitazioni. D'altra parte il vincolo derivante dall'inclusione della particella nella zona NV non è riconducibile all'esigenza generale di limitare la contenibilità del piano in ossequio ai precetti degli art. 1 cpv. 1 e 15 lett. b LPT, bensì è stato imposto nell'interesse della protezione paesaggistica del monumento e della sottostante collina. Il fatto stesso che a pochi anni dall'approvazione della variante NV il Comune ha elaborato una nuova variante per l'attribuzione della particella alla zona residenziale R2 depone inoltre a favore di un'edificabilità di fatto e di diritto del fondo. c) Esso tuttavia non è, come sostiene sostanzialmente la ricorrente, diventato inedificabile con il piano regolatore approvato nel 1992. Come si è visto, secondo quanto la ricorrente medesima riconosce, l'art. 27 delle norme di attuazione permette nella zona NV interventi edilizi. Il Tribunale amministrativo cantonale ha ritenuto che l'inserimento della particella nella zona nucleo del villaggio a partire dal 1° settembre 1992, pur comportando una limitazione delle sue capacità edificatorie, non configurava gli estremi di un'espropriazione materiale passibile di indennità. Questa tesi merita di essere tutelata. È indubbio che il fondo n. XXX è stato attributo a una zona edificabile del piano regolatore a tutti gli effetti, anche se regolata da prescrizioni particolari (Flückiger, Commentario LPT, Zurigo 1999, n. 3 ad art. 15 LPT). Si è visto che l'art. 27 NAPR, riguardante la zona NV, consentiva non solo la riattazione, la trasformazione e la ricostruzione di edifici esistenti, con piccoli ampliamenti della loro volumetria nei limiti di un opportuno inserimenti dal profilo estetico-architettonico, ma anche la possibilità di erigere nuove costruzioni a condizione di completare il tessuto urbanistico del nucleo. A ragione i giudici cantonali hanno considerato che una simile disciplina edilizia non comprometteva l'uso del fondo in modo tale da privare la proprietaria delle facoltà essenziali connesse con il diritto di proprietà, dal momento che lasciava la possibilità - nella peggiore delle ipotesi - di procedere a una riattazione e a un ampliamento del rustico situato sul lato nordovest del terreno, come era d'altronde intenzione originaria della ricorrente (cfr. progetto del 1984). Per quanto attiene alla seconda facoltà contemplata all'art. 27 delle norme di attuazione, vale a dire la realizzazione di un nuovo edificio a completamento del tessuto edilizio del nucleo, non risulta dagli atti che la ricorrente abbia chiesto una simile autorizzazione, inoltrando, ad esempio, una domanda di costruzione. In ogni caso, come ha rilevato anche la Corte cantonale, visto il successivo completo inserimento del fondo nella zona R2 (avvenuto nel 2000), la contestata limitazione ha avuto durata contenuta. Ma vi è di più: le prescrizioni dell'art. 27 delle norme di attuazione non differiscono sostanzialmente da quelle vigenti al momento dell'acquisto del fondo da parte della ricorrente nel 1985, del cui contenuto ella era perfettamente a conoscenza non fosse altro per le esplicite riserve figuranti sugli atti notarili. Già nel 1980, con l'allestimento del perimetro cantonale di protezione del comprensorio monumentale di Giornico e l'istituzione delle relative zone di pianificazione, la stalla era stata attribuita alla zona di protezione 3 ("zona verde"), che avrebbe permesso al massimo una sua riattazione con limitato ampliamento, mentre la parte restante del terreno - inclusa nella zona di protezione più intensiva (la zona di protezione 1 o "zona rossa") - risultava del tutto inedificabile stante il divieto di nuove costruzioni atte a modificare la situazione esistente. In altre parole, sin dall'acquisto, la ricorrente non ha mai avuto, nel particolare contesto territoriale in cui era situato il fondo e considerate le prescrizioni già emanate dal Cantone per proteggere la zona monumentale di Giornico, garanzia alcuna che la situazione pianificatoria del fondo potesse evolvere verso una sua completa edificabilità. Infine, nemmeno si può ritenere che il provvedimento pianificatorio litigioso abbia comportato un sacrificio particolare a danno della ricorrente, risultando manifestamente iniquo e contrario ai principi costituzionali della parità di trattamento e dell'uguaglianza. La particella n. XXX non è infatti l'unica ad essere stata inserita nella zona NV; al contrario, nel comprensorio, abbastanza vasto, del piano di protezione cantonale numerosi fondi sono stati oggetto di misure restrittive anche più drastiche (cfr. RDAT 1998 II n. 34, pag. 120).