Citation: 4P.46/2003 06.06.2003 E. 4

Giusta l'art. 137 CPC/TI la restituzione in intero per inosservanza di un termine è concessa se l'istante o il suo patrocinatore dimostra di essere stato impedito di agire, di comparire o di chiedere un rinvio perché, senza sua colpa, ignorava la scadenza del termine oppure perché la notificazione è avvenuta così tardi da renderne impossibile l'osservanza (lett. a), oppure ancora perché l'impedimento di compiere in tempo utile l'atto processuale era dovuto a un fatto grave, che non poteva essere evitato (lett. b). 4.1 Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente ribadisce di essersi trovata nell'impossibilità di provvedere tempestivamente al versamento dell'anticipo a causa di assenze dovute a motivi straordinari. Sia come sia, aggiunge la ricorrente, nello scritto inviato il 22 novembre 2002 dal precedente legale - mediante posta semplice e alla sede della Z.________ AG invece che a quella della X.________ AG - le conseguenze di un eventuale pagamento tardivo non erano state poste in evidenza, così che la collaboratrice che ha preso atto di tale documento, poco cognita della procedura civile ticinese, non ne ha compreso la portata. Nella misura in cui, in simili circostanze, la Corte cantonale ha deciso di respingere l'istanza di restituzione del termine, essa ha applicato l'art. 137 CPC/TI in maniera arbitraria. Secondo la ricorrente i giudici cantonali avrebbero inoltre trascurato il fatto che nei cantoni più prossimi alla sua sede il versamento dell'anticipo non costituisce un presupposto per l'esame del gravame oppure, qualora tale sia il caso, la comminatoria dello stralcio interviene solamente con il richiamo di pagamento. Essa non poteva dunque, in buona fede, aspettarsi che sarebbe stata richiesta dal tribunale di fornire le necessarie anticipazioni. Infine, anche qualora si volesse ammettere una sua seppur lieve colpa, la ricorrente è dell'avviso che le conseguenze del minimo ritardo di pagamento - e in particolare la perdita totale della possibilità di far valere le sue ragioni di diritto - sono del tutto sproporzionate. 4.2 L'argomentazione ricorsuale è manifestamente infondata. La ricorrente misconosce il significato e la portata dell'istituto della restituzione in intero. 4.2.1 L'art. 137 CPC/TI mitiga la sanzione della preclusione quando alla parte preclusa non è imputabile alcuna negligenza (cfr. Lorenzo Anastasi, Il sistema dei mezzi d'impugnazione nel Codice di procedura civile ticinese, Zurigo 1981, pag. 251). Questa disposizione corrisponde in sostanza all'art. 35 OG, giusta il quale la restituzione per l'inosservanza di un termine può essere accordata solo quando il richiedente o il suo difensore è stato impedito senza sua colpa di agire entro il termine fissato (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, n. 2 ad art. 35 OG pag. 239 segg.). Gli argomenti sollevati dalla ricorrente in merito alla lievità della colpa sono dunque irrilevanti. Nella misura in cui evoca la questione della proporzionalità della sanzione, la ricorrente dimentica inoltre che l'istituto della restituzione in intero è un rimedio di carattere straordinario, che incide profondamente sulla sicurezza del diritto e sul regolare svolgimento del processo, ragione per cui occorre valutare l'adempimento dei suoi requisiti con rigore e seguendo criteri restrittivi (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, n. 2 ad art. 35 OG pag. 239 segg.). Come ben rileva la Corte ticinese nella sentenza impugnata, lo scopo della restituzione in intero dei termini non è quello di sopperire ad eventuali negligenze della parte istante rispettivamente dei suoi rappresentanti o ausiliari. 4.2.2 Per costante giurisprudenza, vi è impedimento senza colpa solo quando il richiedente o il suo difensore non erano oggettivamente in grado d'osservare il termine fissato sia per causa di forza maggiore sia a seguito di un errore scusabile, quest'ultimo verificandosi ad esempio in caso di una grave malattia contratta improvvisamente poco prima dello spirare del termine, nella misura in cui né il ricorrente né il suo patrocinatore potevano agire o incaricare un rappresentate (DTF 119 II 87 consid. 2a; a questo riguardo cfr. anche la casistica in Poudret, op. cit., n. 2.7 ad art. 35 OG pag. 246 segg.). Nella fattispecie in esame, la Corte cantonale ha stabilito - e la ricorrente non lo contesta - che l'ordinanza concernente il termine per il versamento dell'anticipo è entrata nella sfera di conoscenza del precedente patrocinatore della ricorrente al più tardi il 22 novembre 2002, prova ne sia il fatto che in tale giorno egli l'ha trasmessa alla sua cliente. A partire da quel momento la ricorrente era dunque in grado, perlomeno per il tramite del suo precedente patrocinatore - che non ha invocato alcun impedimento - di procedere al versamento dell' anticipo richiesto (Poudret, op. cit., n. 2.4 ad art. 35 OG pag. 241). Così stando le cose, tutti gli elementi addotti a sostegno della domanda di restituzione del termine - ribaditi anche dinanzi al Tribunale federale - non giovano in alcun modo alla ricorrente. Avendo inoltrato appello dinanzi alle autorità giudiziarie del Cantone Ticino - donde l'irrilevanza degli argomenti relativi alle norme procedurali vigenti negli altri cantoni - essa avrebbe infatti potuto e dovuto organizzarsi in modo da poter fornire tempestivamente - direttamente o per il tramite del proprio legale - le necessarie anticipazioni.