Citation: 5A_668/2016 E. 2.1.2

2.1.2. La partecipazione al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, tuttavia, non basta. La parte ricorrente deve essere particolarmente toccata dalla decisione impugnata e deve aver un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa (art. 76 cpv. 1 lett. b LTF). Un tale interesse consiste nell'utilità pratica che la parte ricorrente trarrebbe dall'accoglimento del ricorso: in tal caso, verrebbe a cadere quel pregiudizio economico, ideale, sostanziale o di altro genere causato dalla sentenza impugnata (DTF 138 III 537 consid. 1.2.2). L'interesse a ricorrere deve essere peraltro personale: salvo eccezioni qui non date, non è ammesso interporre un ricorso al Tribunale federale avvalendosi di interessi altrui (sentenze 5A_238/2015 del 16 aprile 2015 consid. 2; 5A_295/2015 del 29 giugno 2015 consid. 1.2.1; 5A_345/2015 del 3 giugno 2015 consid. 1.2.2; 5A_857/2010 del 12 gennaio 2011 consid. 1.3, con rimandi dottrinali). È in applicazione di questa giurisprudenza che è stata negata la legittimazione ricorsuale avanti al Tribunale federale ad una madre (sentenza 5A_345/2015 cit.), ad un coniuge (sentenza 5A_857/2010 cit.), ai genitori (sentenza 5A_295/2015 cit.) e a una figlia (sentenza 5A_238/2015 cit.) dell'interessato. 2.1.2.1. Nel caso che qui ci occupa, ricorrente è una fondazione di diritto del Liechtenstein. La sua principale censura verte sul mantenimento rispettivamente ripristino di misure volte a limitare l'agire della madre dell'interessata B.________ e la nomina di un (nuovo) curatore. Si tratta, a non dubitarne, di interessi della giovane, non della fondazione stessa. In quanto non interessi propri, essi non sono atti a conferire alla ricorrente una legittimazione ricorsuale. In questa prospettiva, è ininfluente che l'Autorità di protezione emanò in passato decisioni favorevoli alla ricorrente. 2.1.2.2. Secondo la ricorrente, pure il suo obbligo di vigilanza su una corretta utilizzazione del patrimonio che D.________ lasciò alla figlia B.________ è suscettibile di conferirle un "interesse giuridicamente protetto". Tale opinione non è condivisibile. In primo luogo, la ricorrente non spiega - come sarebbe stata sua precisa incombenza (art. 42 cpv. 2 LTF) - quale è il suo pregiudizio che verrebbe a cadere in caso di accoglimento del suo ricorso (supra consid. 2.1.2). Inoltre, la sua argomentazione appare contraddittoria: essa ha a suo tempo adito l'Autorità di protezione argomentando con le (presunte) esigenze della beneficiaria (allora) minorenne. Che oggi la ricorrente non condivida le più recenti decisioni prese dall'Autorità di protezione nulla muta al fatto che il procedimento in discussione sussiste nell'interesse della beneficiaria (supra consid. 2.1.2.1). Infine, il vero interesse che persegue la ricorrente consiste nel cercare di mantenere la più ampia autonomia nella gestione dei beni a suo tempo affidatile da D.________. Ma un tale interesse - la cui compatibilità con gli accertati interessi della beneficiaria appare, alla luce della complessa situazione ereditaria che la vede coinvolta e delle proposte formulate dall'allora curatore, assai dubbia - è al più personale, ma non degno di protezione: prendendo quale termine di paragone, per ipotesi, l'art. 450 cpv. 2 n. 3 CC (al quale non hanno fatto riferimento né la ricorrente né il Tribunale di appello, e che è comunque irrilevante per il ricorso in materia civile avanti al Tribunale federale), il soggettivo interesse paventato dalla ricorrente non ricade certo fra quelli che le norme sulla protezione dei minori intendono tutelare (sentenza 5A_112/2015 cit. consid. 2.5.1.3 con numerosi rimandi; v. pure, con riferimento al vecchio art. 420 CC, DTF 137 III 67 consid. 3.1). Insufficiente nella prospettiva dell'art. 450 cpv. 2 n. 3 CC, a maggior ragione l'interesse della ricorrente non soddisfa le esigenze dell'art. 76 cpv. 1 lett. b LTF. 2.1.2.3. Rimane da verificare se la ricorrente sollevi censure fondate sui suoi diritti formali di parte avanti all'autorità cantonale: sarebbe allora legittimata a ricorrere, a condizione che il mancato rispetto di tali suoi diritti assurga ad un diniego formale di giustizia. Inoltre, le censure ammissibili sotto questo profilo non possono condurre indirettamente a un esame di merito del giudizio impugnato, che la parte ricorrente non ha appunto diritto di esigere (sentenza 5A_857/2010 cit. consid. 1.3 con rinvii). Non appare che questo sia il caso - le invocazioni di una pretesa violazione del proprio diritto di essere sentita costituiscono in verità forzata ridiscussione dell'opinione dell'autorità inferiore - né la ricorrente pretende il contrario.