Citation: 4A_465/2019 E. 3.3

3.3. Le censure riguardanti la pretesa in capitale e quella per interessi di mora possono essere raggruppate, poiché, sebbene la ricorrente le esponga in due capitoli distinti, sono pressoché identiche. A suo parere la sentenza impugnata procede da apprezzamenti delle prove erronei, perché nessun atto di causa "lascia intendere" che lei fosse stata d'accordo con la trattenuta dei soldi da parte del notaio. Proprio il documento HH menzionato nella decisione, oltre alle sue diverse richieste di pagamento e alle esecuzioni promosse, dimostrereb be il contrario. La sentenza sarebbe inoltre "arbitraria laddove considera che con il versamento del saldo al notaio gli attori abbiano adempiuto il contratto" e che la decisione di liberare il deposito non competeva loro bensì al notaio. Le prove agli atti attesterebbero infatti che furono gli attori stessi a chiedere espressamente, persino a ordinare al notaio di non liberare i soldi, ciò che costituisce "violazione contrattuale da ascrivere a loro e che ha quale conseguenza anche l'obbligo di pagare gli interessi moratori...". La ricorrente evidenzia anche una contraddizione che sussisterebbe tra il riconoscimento del suo diritto di farsi riversare il deposito e la reiezione della domanda riconvenzionale.