Citation: 4A_477/2008 19.05.2009 E. 3.1

3.1.1 Giusta l'art. 378 CO, l'appaltatore ha diritto al pagamento del lavoro già fatto e al rimborso delle spese non comprese nella mercede se il compimento dell'opera è divenuto impossibile per caso fortuito sopraggiunto al committente. 3.1.2 L'art. 378 CO trova applicazione quando, dopo la conclusione del contratto, la prestazione pattuita è divenuta oggettivamente impossibile (PETER GAUCH, Der Werkvetrag, 4° ed., 1996, n. 719, 723; FRANÇOIS CHAIX, in: Commentaire romand, Code des obligations, 2003, n. 6 ad art. 378 CO; ZINDEL/PULVER, in: Basler Kommentar, 2007, n. 11 ad art. 378 CO; PASCAL PICHONNAZ, Impossibilité et exorbitance, 1997, n. 1185; Alfred Koller, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 3° ed. 2009, § 54 n. 183; PETER LEHMANN, in: Honsell [Hrsg.], Kurzkommentar OR, 2008, n. 3 ad art. 378 CO). L'ostacolo che rende oggettivamente impossibile l'esecuzione della prestazione può consistere sia in un fatto naturale, sia in un fatto giuridico, in quest'ultima ipotesi tipicamente in un provvedimento della pubblica autorità (factum principis; cfr. WOLFGANG WIEGAND, Basler Kommentar, 4° ed., 2007, n. 9 ad art. 97 CO; FRANCESCO GALGANO, Il contratto, Padova 2007, pag. 88), per esempio - come nel caso di specie - in un divieto edilizio (GAUCH, op. cit., n. 725; CHAIX, op. cit., n. 7 ad art. 378 CO; ZINDEL/PULVER, op. cit., n. 14 ad art. 378 CO; PICHONNAZ, op. cit., n. 1185; PIERRE TERCIER, Les contrats spéciaux, 4° ed., 2009, n. 4844). L'impossibilità non deve inoltre essere temporanea bensì definitiva; in altre parole l'ostacolo che impedisce l'esecuzione della prestazione non può più essere eliminato rispettivamente non è possibile prevedere in quale momento tale eventualità potrebbe realizzarsi (VON TUHR/ESCHER, Allgemeiner Teil des schweizerischen Obligationenrechts, vol. II, 3° ed., 1974, pag. 96 seg.; PICHONNAZ, op. cit., n. 696 segg.; WIEGAND, op. cit., n. 16 ad art. 97 CO; cfr. anche DTF 45 II 192 consid. 2). 3.1.3 Incombe all'appaltatore che esige la remunerazione del lavoro già eseguito in forza dell'art. 378 CO - in concreto quindi alla ricorrente - provare l'esistenza di un ostacolo che gli impedisce oggettivamente e definitivamente di fornire la prestazione concordata (art. 8 CC; cfr. ZINDEL/PULVER, op. cit., n. 24 ad art. 378 CO). 3.2 Nel caso di specie, il Tribunale d'appello è giunto alla conclusione che non si può, al momento, affermare che la continuazione dei lavori sia divenuta definitivamente impossibile, giacché il Tribunale cantonale amministrativo non si è ancora espresso sul ricorso inoltrato dagli opponenti contro il rifiuto della licenza edilizia in sanatoria. A ciò la ricorrente obietta che la fine della procedura pendente dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo non è prevedibile, dato ch'essa è sospesa da parecchi anni. Non avendo gli opponenti ormai più alcun interesse a sbloccare la sospensione, visto che la costruzione da loro auspicata non verrà verosimilmente mai autorizzata, questa situazione potrebbe procrastinarsi in eterno, ciò che oltre a ledere l'art. 378 CO, configura un abuso di diritto. Queste argomentazioni sono irricevibili, perché si fondano su fatti che non risultano dalla sentenza impugnata, la quale non contiene alcun accertamento in merito alle cause della sospensione della procedura amministrativa. I giudici ticinesi non avevano d'altronde motivo di approfondire questo aspetto, dal momento che l'attrice non se ne era prevalsa; anzi, come essa medesima riconosce, in sede di appello sosteneva addirittura la tesi contraria: asseriva che l'impossibilità di proseguire i lavori non era definitiva. 3.3 La mancanza di un impedimento definitivo alla prestazione della ricorrente rende inoltre superfluo esaminare se il crollo del timpano costituisce un caso fortuito sopraggiunto al committente ai sensi dell'art. 378 CO.