Citation: 6P.122/2006 12.08.2007 E. 5

5. Ricorso per cassazione (6S.265/2006) 5.1 La legittimazione a ricorrere per cassazione è regolata in modo esaustivo dalla legge. Giusta l'art. 270 lett. e PP, la vittima di un reato può ricorrere per cassazione se era già parte nella procedura, nella misura in cui la decisione concerna le sue pretese civili o possa influenzare il giudizio in merito a queste ultime (n. 1) oppure se fa valere una violazione dei diritti che le sono attribuiti dalla LAV (n. 2). La via del ricorso per cassazione è quindi preclusa al semplice danneggiato, seppur costituitosi parte civile (DTF 129 IV 206 consid. 1; 128 IV 92 consid. 4a, 39 consid. 3b/bb pag. 43). 5.2 Come già esposto nei considerandi che precedono (v. consid. 4.2.1), A.________ può essere considerato una vittima ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 LAV. Nel suo gravame, egli non si duole della violazione dei diritti che gli sono attribuiti dalla LAV - legge che peraltro non menziona nemmeno - per cui la sua legittimazione ricorsuale dev'essere vagliata unicamente alla luce dell'art. 270 lett. e n. 1 PP. Questa disposizione richiama esplicitamente l'art. 8 cpv. 1 lett. c LAV le cui condizioni sono già state discusse nel quadro dell'esame della legittimazione a proporre ricorso di diritto pubblico (v. consid. 4.2.2). Dal momento che l'insorgente non dispone di alcuna pretesa civile nei confronti degli agenti implicati, il suo gravame risulta integralmente inammissibile.