Citation: 5A_290/2016 E. 3.2

3.2. In questa sede, la ricorrente critica il fatto che la Corte cantonale abbia liquidato la censura limitandosi a rilevare che la giurisprudenza attribuisce un'importanza secondaria ai pareri contrari della dottrina. Si limita al riguardo a richiamare l'art. 1 cpv. 3 CC ed a ribadire che, secondo diversi autori, l'attribuzione di un legato implica il riconoscimento a favore del legatario dell'aumento di valore dal giorno del decesso a quello della divisione. Sostiene che, se si considera questa opinione dottrinale, la sentenza pubblicata in DTF 103 II 88 non si attaglierebbe al caso in esame. Con questa argomentazione generica, la ricorrente non si confronta puntualmente con tutti i motivi esposti al considerando n. 7 della sentenza impugnata, in cui la Corte cantonale ha pure spiegato per quali ragioni la censura ricorsuale era infondata. Oggetto della presente impugnativa è peraltro la sentenza dell'ultima istanza cantonale, di cui la ricorrente non lamenta una carente motivazione. Non fa in particolare valere una violazione della garanzia del suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost.; DTF 138 IV 81 consid. 2.2; 136 I 229 consid. 5.2), che non è disattesa per il fatto che l'autorità giudicante non si è espressa su ogni opinione dottrinale richiamata dalla ricorrente o abbia eventualmente riportato un determinato parere in un senso diverso da quello inteso dal suo autore (DTF 126 I 97 consid. 2). Poiché su questi aspetti la ricorrente non si confronta con le considerazioni contenute nel giudizio impugnato con una motivazione conforme alle esigenze poste dagli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, il gravame non deve essere vagliato oltre (cfr., su queste esigenze, DTF 140 III 86 consid. 2; 134 II 244 consid. 2.1 e 2.2 e rispettivi rinvii).