Citation: 1A.197/2005 16.10.2006 E. 2

2.1 La ricorrente rileva dapprima che parallelamente alla rogatoria in esame è stata inoltrata un'altra richiesta, che concerne in sostanza gli stessi fatti, presentata dal Ministero pubblico germanico di Mannheim allo scopo di accertate eventuali infrazioni avvenute sul territorio tedesco. Precisa che gli imputati svizzeri (B.________, C.________ e D.________), per poter giungere a una soluzione positiva della vertenza in Germania, non si sono opposti alla rogatoria di quel Paese. Aggiunge che questi imputati confidano sul fatto che in virtù del principio del "ne bis in idem" non vi sia spazio per una loro condanna in territorio tedesco. Ciò poiché l'Autorità germanica ritiene, al dire della ricorrente contrariamente alla realtà, che tutti i negozi giuridici posti in essere per il tramite delle società tedesche sono fittizi e dunque non vi sia mai stato un concreto trasporto di merce dal punto franco di Chiasso in Germania e da colà in Italia. Sempre secondo la ricorrente, gli accertamenti effettuati sul territorio italiano avrebbero invece comprovato sia l'effettivo trasferimento della merce sia che le varie operazioni si riconducevano a ragioni d'ordine fiscale nel solo interesse delle società italiane. 2.2 Ora, la ricorrente non è manifestamente legittimata a far valere interessi di terzi, segnatamente degli imputati svizzeri, e a inoltrare un ricorso nel solo interesse della legge (DTF 126 II 258 consid. 2d pag. 260 e rinvii). D'altra parte il criticato accertamento dei fatti posto a fondamento della domanda germanica esula dall'oggetto del litigio e non dev'essere esaminato oltre. L'esposto dei fatti della rogatoria italiana è quindi vincolante per il Tribunale federale (DTF 126 II 495 consid. 5e/aa pag. 501).