Citation: 2C_550/2023 E. 5.3

5.3. In parallelo, è vero che anche una parte dei reati per i quali il ricorrente è stato sanzionato nel 2017 non è più così recente, perché risalgono al 2012. Altrettanto vero è però che la condanna da lui subita il 12 gennaio 2017 riguarda atti commessi su un arco di tempo di parecchi anni (2012-2017), in modo sistematico e professionale, e concerne importi molto ingenti, sia per quanto attiene alle fatture per operazioni inesistenti che all'evasione fiscale che ne è derivata (in senso conforme, cfr. la sentenza 2C_606/2023 del 2 maggio 2024, consid. 5.4, relativa a un caso in cui le somme in discussione, benché importanti, erano per altro decisamente più basse rispetto a quelle riscontrate in questa sede). In considerazione delle circostanze indicate (in particolare, cfr. la durata dell'attività illecita e la "consistenza economica" dei reati commessi), era quindi pure lecito che la Corte cantonale affrontasse la questione del rischio di recidiva con grande cautela, dando all'aspetto del tempo trascorso - che è solo uno tra i differenti elementi da considerare (precedente consid. 3.2) - un rilievo minore. In effetti, se si può concordare sul fatto che non è lecito chiedere un rischio di recidiva nullo, va detto che nel caso in esame il rigore dei Giudici ticinesi appare comunque giustificato (in senso conforme, cfr. sempre la sentenza 2C_606/2023 del 2 maggio 2024, consid. 5.4, nella quale l'insorgente era per altro stato condannato una sola volta e non due).