Citation: 1P.124/2000 23.03.2000 E. 2

2.- Il ricorrente contesta che siano adempiuti i presupposti per la continuazione della sua carcerazione e ritiene fondata la richiesta di libertà provvisoria. a) Il carcere preventivo è compatibile con la libertà personale, garantita dall'art. 10 cpv. 2 Cost. , solo se si fonda su una base legale (art. 31 cpv. 1 e art. 36 cpv. 1 Cost. ; DTF 125 I 361 consid. 4a); questa è data in concreto dagli art. 95 segg. CPP/TI. Il Tribunale federale considera inoltre le garanzie minime contenute nell'art. 5 CEDU ai fini dell'interpretazione e dell'applicazione del diritto alla libertà personale, nella misura in cui esse contribuiscono a concretizzarlo (DTF 115 Ia 293 consid. 4, 114 Ia 283 consid. 3). La privazione della libertà dev'essere inoltre giustificata da un interesse pubblico e rispettare il principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 2 e 3 Cost. ; DTF 123 I 268 consid. 2c). b) La legittimità della detenzione preventiva va giudicata in base alle disposizioni del diritto cantonale (DTF 114 Ia 283 consid. 3). Giusta l'art. 31 cpv. 1 Cost. , il Tribunale federale rivede con libero potere l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale di livello legislativo e regolamentare; invece, le constatazioni di fatto dell'autorità cantonale sono rivedute soltanto dal profilo dell'arbitrio e l'esercizio del potere di apprezzamento, che le compete, è pure sindacato nel ristretto ambito dell'abuso o dell'eccesso di apprezzamento (DTF 123 I 31 consid. 3a, 268 consid. 2d, 117 Ia 74 consid. 1). c) L'arresto e la carcerazione di un imputato sono retti nel Cantone Ticino dagli art. 95 e segg. CPP/TI. Il Tribunale federale ha già avuto modo di rilevare che queste norme - che coincidono in sostanza con gli art. 33 e segg. del precedente codice di procedura penale ticinese del 10 luglio 1941, abrogato il 1° gennaio 1996 - devono essere interpretate ed applicate conformemente alla Costituzione; in effetti, anche se in presenza di indizi di colpevolezza gravi a carico dell'imputato, esigenza desumibile anche dall'art. 5 n. 1 lett. c CEDU, la detenzione preventiva può essere ordinata e mantenuta soltanto se è compatibile con la libertà personale e se è quindi sorretta, in particolare, da preminenti motivi di interesse pubblico (sentenza inedita del 16 novembre 1987 in re F., apparsa in RDAT 1988 n. 24 consid. 3). Ora, fra questi motivi possono essere menzionati i bisogni dell'istruttoria, i rischi di collusione e di inquinamento delle prove, il pericolo di recidiva o di reiterazione del reato e, infine, quello di fuga, quando vi sia ragione di dubitare che, malgrado la prestazione di garanzie e l'adozione di misure di controllo, il prevenuto si sottragga verosimilmente al processo o all' esecuzione della sentenza (DTF 115 Ia 293 consid. 5 e rinvii).