Citation: 4C.421/2004 28.04.2005 E. D

La II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino si è dunque nuovamente chinata sulla vertenza, giungendo alla medesima conclusione: il 17 dicembre 2002 l'appello dell'attrice è stato integral-mente respinto. Questa pronunzia è stata annullata dal Tribunale federale il 20 agosto 2003. Come i giudici ticinesi, anche il Tribunale federale ha qualificato la relazione venuta in essere fra le parti come un mandato, retto dagli art. 394 segg. CO, in virtù del quale il mandatario è, di regola, tenuto ad eseguire personalmente l'incarico assegnatogli, a meno che la sostituzione di un terzo non sia consentita, imposta dalle circostanze oppure ammessa dall'uso del settore in cui si situa il mandato (art. 398 cpv. 3 CO). È stato poi evidenziato come nel caso in rassegna la convenuta avesse sostenuto che sia le condizioni generali dell'associazione svizzera degli spedizionieri sia l'uso vigente nel settore delle spedizioni ammettevano il ricorso a una terza ditta per le pratiche di sdoganamento. Nella misura in cui l'autorità cantonale ha dato per scontata la facoltà del mandatario di farsi sostituire, senza chiarire questi aspetti, essa ha violato l'art. 398 cpv. 3 CO. Per questo motivo il Tribunale federale l'ha invitata a completare gli accertamenti, dando nel contempo delle direttive. Qualora si fosse giunti alla conclusione che la possibilità di sostituzione sussisteva, il mandatario - ovvero la convenuta - avrebbe potuto essere tenuto responsabile soltanto della diligenza nella scelta e nell'istruzione del terzo (art. 399 cpv. 2 CO) e di conseguenza, la petizione avrebbe potuto essere respinta senza altri approfondimenti perché il Tribunale federale aveva già esaminato in modo definitivo - respingendole e dichiarandole irricevibili - le censure mosse dall'attrice contro la mancata prova da parte sua della violazione dell'obbligo di diligenza. Nell'ipotesi contraria, invece, il mandatario avrebbe affidato indebitamente la trattazione dell'affare a un terzo, del cui operato sarebbe quindi responsabile come se fosse il suo (art. 399 cpv. 1 CO); se questa eventualità si fosse presentata, l'autorità cantonale avrebbe dovuto completare i propri accertamenti sul danno e sul nesso causale.