Citation: 1C_39/2022 E. 2.3

2.3. I giudici cantonali hanno osservato che durante la procedura ricorsuale e nell'ambito del sopralluogo la ricorrente ha presentato una modifica al progetto inoltrato il 9 novembre 2020, asserendo ch'esso potrebbe essere approvato con l'imposizione di disposizioni accessorie ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 LPTC. Secondo questa norma, se difetti di contenuto o formali del progetto di costruzione possono essere eliminati senza particolari difficoltà, oppure se si impongono disposizioni per la creazione o il mantenimento dello stato legale, alla licenza vanno associate adeguate disposizioni accessorie (oneri, condizioni, scadenze). La Corte cantonale ha rilevato che la proposta modifica prevede un innalzamento del tetto di 52 cm, allo scopo di rispettare la pendenza minima di 25 gradi per la zona villaggio imposta dall'art. 18 cpv. 2 LE. Ha stabilito che non si tratta di una modifica di poco conto, visto che occorrerebbe rielaborare i piani del tetto e che, verosimilmente, sarebbe necessario il rilascio di un permesso di costruzione eccezionale, poiché non parrebbe essere rispettata l'altezza massima al colmo del tetto. Ne ha concluso che la domanda non può essere sanata con l'imposizione di disposizioni accessorie, motivo per cui dev'essere presentata una nuova domanda di costruzione. Ritenuta l'indiscussa inosservanza della pendenza del tetto, ha quindi confermato il diniego municipale litigioso. Al riguardo la ricorrente si limita a osservare, in maniera del tutto generica, che contrariamente a quanto accertato dai giudici cantonali l'innalzamento del tetto di 52 cm, costituirebbe una modifica di poco conto, che potrebbe essere approvata mediante l'adozione di disposizioni accessorie ai sensi dell'art. 90 LE. La ricorrente, che non si confronta del tutto con lo scopo e la portata di questa norma, non spiega minimamente perché la stessa sarebbe stata applicata in maniera addirittura insostenibile e quindi arbitraria, né dimostra che le citate, ulteriori motivazioni addotte dai giudici cantonali lederebbero le menzionate norme cantonali e comunali. La censura è quindi inammissibile per carenza di motivazione.