Citation: H 5/02 31.01.2003 E. 5

Nel merito, si tratta ora di esaminare se V.________, amministratrice unica della fallita dal 16 gennaio 1998 al 9 aprile 1999, sia da considerare responsabile giusta l'art. 52 LAVS per il mancato pagamento dei contributi sociali. 5.1 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già correttamente rilevato come il datore di lavoro sia tenuto al pagamento regolare dei contributi sociali e come, in caso di mancato pagamento dei medesimi per intenzionalità o per negligenza grave, possano essere chiamati a rispondere del danno, a titolo sussidiario, gli organi della società anonima, precisando quali siano le norme legali e i principi di giurisprudenza applicabili in concreto. Ai sensi della giurisprudenza si deve ammettere negligenza grave del datore di lavoro quando questi abbia trascurato di fare quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole posta nella stessa situazione. La misura della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di lavoro della stessa categoria di quella cui appartiene l'interessato (DTF 112 V 159 consid. 4 e sentenze ivi citate). Occorre però esaminare se speciali circostanze legittimassero il datore di lavoro a non versare i contributi o potessero scusarlo dal procedervi (DTF 108 V 186 consid. 1b e 193 consid. 2b; cfr. pure DTF 121 V 244 consid. 4b). L'obbligo del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi prova motivi di giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b). 5.2 Gli argomenti addotti da V.________, in particolare il fatto che la sua era solo una carica meramente formale, di copertura e svuotata di ogni concreto potere di intervento sulla conduzione della T.________ SA, visto che sarebbe stato L.________ ad avere in mano le redini della società e a deciderne l'andamento sfruttando a tale scopo l'ingenuità e la totale inesperienza della giovane ricorrente, non concretizzano qualsivoglia motivo di giustificazione o di discolpa nel senso della giurisprudenza. Va ricordato all'insorgente che, accettando a partire dal gennaio 1998 il mandato di amministratrice unica di una società anonima, essa si è assunta anche tutti gli oneri che tale funzione comporta, tra i quali vi è pure quello di versare con regolarità i contributi sociali, peraltro già prelevati dai salari dei dipendenti in conformità dell'art. 51 LAVS. 5.3 La ricorrente ha dimostrato di non avere corretta nozione dell'azione di responsabilità ex art. 52 LAVS, ritenuto che in sostanza si limita a sviluppare argomentazioni speciose, del tutto ininfluenti in questa sede, misconoscendo la natura dell'istituto in esame e adducendo allegazioni che, se del caso, potrebbero essere di rilievo tutt'al più in un'eventuale disputa penale. V.________ incentra la sua argomentazione sul ruolo dominante di L.________ - sivvero che quest'ultimo per convincerla ad accettare la carica di amministratrice unica le avrebbe sempre presentato questa possibilità come un'irripetibile occasione per accedere a posizioni dirigenziali nella T.________ SA - come pure sul fatto di averlo reso attento delle complicanze in caso di mancato pagamento dei contributi e di aver inoltre confidato nelle sue promesse, secondo cui avrebbe immesso 300 milioni di lire italiane derivanti dalla vendita di un suo bene immobile in Italia, nonché su quelle di C.________, azionista nella misura del 20%, che a suo dire pure avrebbe immesso nella società nuovi capitali per un valore di mezzo miliardo di lire italiane, senza però preoccuparsi se al puro parlato seguissero anche i fatti. Essa non spende parola alcuna sulla possibilità che comunque aveva quale amministratrice unica con firma individuale, se solo avesse voluto, di ordinare, anche contro la volontà di L.________, il pagamento dei contributi sociali. Invece di ricorrere ai lumi del contabile/revisore della società per accertare la situazione reddituale e di sostanza della T.________ SA, V.________ si era per contro limitata, nel novembre 1998 e febbraio 1999, ad opporsi ai precetti esecutivi fatti intimare dalla Cassa, aggravando in tal modo la situazione debitoria nei confronti dell'amministrazione. La ricorrente non si era preoccupata di accertare se il mancato pagamento di importi, che sapeva essere dovuti, fosse riconducibile ad illiquidità temporanea o a difficoltà strutturali. Orbene, il fatto di essere stata estranea alla formazione della volontà della società o di essere stata eventualmente tratta in inganno da L.________ e C.________ con promesse mai mantenute, non costituisce motivo sufficiente per esimere l'amministratrice unica dagli obblighi di diligenza e vigilanza, cui era comunque chiamata a fare fronte istituzionalmente nella sua qualità di organo formale. Neppure l'asserita sua giovane età e la completa inesperienza sono idonee a giustificare nei confronti della Cassa il comportamento di totale inattività della ricorrente. L'ignoranza della legge non costituisce infatti esimente, ritenuto altresì che l'interessata aveva accettato il mandato quale amministratrice unica nella prospettiva di una carriera professionale interessante, con aspettative future e possibilità di guadagno. Eventuali assicurazioni che le fossero state date da L.________ o da altri sono inidonee a giustificare le omissioni nel versamento dei contributi sociali. Diversa potrebbe essere per contro la loro incidenza nei rapporti di diritto civile e negli aspetti penali, questioni entrambe sottratte al potere di cognizione di questa Corte. In sostanza l'inattività di V.________ (durata dal gennaio 1998 fino all'aprile 1999, quando finalmente decise di licenziare L.________ e di recarsi dal Pretore per depositare i bilanci aziendali), che ha omesso di compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze oggettive riconducibili alla funzione di amministratrice unica della T.________ SA, ne determina la responsabilità ex art. 52 LAVS. Nel caso di specie, non è inoltre accertato - e nemmeno la ricorrente lo sostiene - che la scelta di differire il pagamento dei contributi paritetici fosse obiettivamente indispensabile per la sopravvivenza della ditta e neppure emerge che il datore di lavoro potesse oggettivamente presumere di soddisfare entro breve termine - nel senso di pochi mesi e non di anni - la Cassa riguardo a ogni suo credito (DTF 116 II 541 consid. 5a, 108 V 188; RCC 1992 pag. 261 consid. 4b), ritenuto che la T.________ SA nel periodo entrante in linea di conto era sempre stata in mora con il pagamento dei contributi sociali ed era stata diffidata a partire dall'agosto 1998. Si ricorda infine alla ricorrente che l'organo societario, a maggior ragione l'amministratore unico, deve prestare particolare attenzione nel caso in cui egli sia a conoscenza del fatto che la ditta sta attraversando una crisi finanziaria, atteso come egli debba dare prova di tutta la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali e come non sia sufficiente l'ossequio della diligenza quam in suis (DTF 122 III 198 consid. 3a e riferimenti ivi citati), essendo gli obblighi di vigilanza e di diligenza di un amministratore unico da connotare con particolare rigore (DTF 112 V 3 consid. 2b). In conclusione e alla luce di quanto sopra esposto si deve dedurre che V.________ va ritenuta responsabile del danno subito dalla Cassa in seguito al mancato pagamento dei contributi sociali da parte della T.________ SA. Essa dovrà quindi rimborsare l'importo - non contestato - relativo agli oneri di diritto federale di cui si tratta.