Citation: 4P.158/2005 09.01.2006 E. 4

Nell'allegato sottoposto all'attenzione del Tribunale federale la ricorrente ripropone innanzitutto la tesi secondo cui il dipendente non potrebbe in nessun caso più nulla pretendere, avendo egli già percepito la tredicesima mensilità pro rata temporis nonostante non vi avesse diritto, dato che il contratto collettivo di categoria concede il diritto alla tredicesima mensilità solo a partire dal sesto mese di lavoro. Decidendo in senso contrario la Corte cantonale sarebbe incorsa nell'arbitrio nell'accertamento dei fatti, nella valutazione delle prove e nell'applicazione dell'art. 322 CO. La censura è manifestamente priva di fondamento. È vero che il contratto sottoscritto il 1° luglio 2003 - versato agli atti sub doc. 2.1 - rinviava al contratto collettivo di lavoro negli autotrasporti. Tale rinvio, come ben rilevato dall'opponente nella risposta al ricorso, riguardava tuttavia solamente i punti non disciplinati nel contratto individuale. Ora, la questione della tredicesima, contrariamente a quanto ritenuto nella sentenza impugnata, è stata esplicitamente regolata nell'accordo sottoscritto dalle parti, che prevedeva - in deroga al contratto collettivo, ma a favore del lavoratore e quindi ammissibilmente (art. 357 cpv. 2 ultima frase CO) - un salario mensile di "fr. 4'099.-- + tredicesima", senza alcuna limitazione temporale. Ne discende che, anche se per una ragione diversa da quella da loro ritenuta, la conclusione dei giudici cantonali, per cui il diritto del dipendente alla tredicesima non può più venir rimesso in discussione, appare non solo sostenibile ma anche corretta.