Citation: 9C_338/2019 E. 6

Dagli accertamenti del Tribunale amministrativo federale emerge, in maniera vincolante per il Tribunale federale (cfr. consid. 1 e consid. 5.2), che l'opponente era impiegata dal 1988 alla Clinica B.________ di Locarno quale assistente di cura, dapprima a tempo pieno, dal 1999 con la nascita della figlia a tempo parziale. Dal 2015, senza il danno alla salute, vi era l'intenzione, incontestata, di una ripresa al 100%. Per tale attività essa percepiva un reddito che non costituiva un salario sociale. La Corte federale di prima istanza, confermando l'operato dell'amministrazione, ha in seguito accertato che durante la procedura di revisione l'opponente era incapace al lavoro al 50% nell'attività abituale di assistente di cura (intesa come riduzione del tempo di lavoro) e al 25% in un'attività leggera e adeguata, rispettosa delle sue limitazioni funzionali (intesa come riduzione di rendimento). In merito all'attività abituale, il Tribunale amministrativo federale ha successivamente constatato che pur essendo confacente allo stato di salute era innegabile che l'attività di assistente di cura non permetteva all'opponente di sfruttare in maniera completa la capacità lavorativa residua, dal momento che secondo gli accertamenti medici essa poteva svolgere un'attività leggera nella misura del 75%. Dai riscontri del Tribunale amministrativo federale emerge pertanto che, pur restando esigibile l'attività di assistente di cura, è tuttavia in un'attività sostitutiva leggera e rispettosa delle limitazioni funzionali che l'assicurata potrebbe mettere maggiormente a frutto la sua residua capacità lavorativa. Ora, vista questa capacità lavorativa ancora esigibile in attività sostitutive anche da un punto di vista medico, si deve ritenere che, i presupposti giurisprudenziali cumulativi idonei a giustificare il reddito da valido secondo la situazione salariale concreta non sono realizzati e dunque che il reddito da invalida dell'opponente deve essere calcolato sulla base dei dati statistici. Il Tribunale amministrativo federale non può essere seguito quando tenta di legittimare comunque l'applicazione del salario concretamente percepito. Non è difatti condivisibile il rinvio alla sentenza I 605/01 dell'8 luglio 2002 consid. 3.4, adducendo trattarsi di un caso analogo in cui l'alta Corte federale aveva ritenuto inesigibile un cambio di professione di un'assicurata cinquantenne in grado di esercitare la sua abituale professione d'infermiera, praticata da vent'anni, solo nella misura del 50%, mentre in attività leggere essa era abile dal profilo medico al 100%. In quel caso, il Tribunale federale aveva infatti accertato che da un punto di vista valetudinario non era ragionevole esigere un cambio di professione. Nel caso concreto, contrariamente a quanto sostenuto dal Tribunale amministrativo federale, non vi sono controindicazioni mediche a un cambio di professione. Se è vero che nella perizia del 22 aprile 2009, posta a fondamento del riconoscimento del diritto alla rendita d'invalidità e allorquando A.________ lavorava a tempo parziale, i periti le avevano consigliato di mantenere l'impiego attuale, tale precisazione difetta però nella perizia pluridisciplinare del 17 dicembre 2014, alla base della revisione qui in esame. Nella menzionata perizia e negli atti valetudinari all'incarto manca qualsiasi riferimento a un eventuale impedimento nel cambio di professione, che si giustifica per contro per il principio dell'obbligo di ridurre il danno - questione di diritto che in quanto tale può essere riesaminata liberamente dal Tribunale federale in considerazione degli accertamenti - di principio vincolanti - compiuti dalla Corte cantonale (cfr. sul tema sentenza 9C_439/2012 del 1° ottobre 2012 consid. 5.1). Visto quanto evidenziato, non sono nemmeno condivisibili le conclusioni sull'esigibilità lavorativa tratte dalla Corte federale di prima istanza, secondo cui a fronte di una, a suo dire, trascurabile differenza fra i redditi conseguibili in un'attività adeguata rispetto a quella concretamente esercitata, un cambio di professione non parrebbe esigibile. In violazione del diritto federale, il Tribunale amministrativo federale ha fondato il suo giudizio sul salario concreto quale reddito da invalido, non utilizzando però tutta la capacità lavorativa residua (cfr. DTF 135 V 297 consid. 5.2 pag. 301).