Citation: 6B_923/2014 E. 2.4

2.4. La CARP ha rilevato che nella sua dichiarazione di appello, tra le conclusioni prese in via subordinata, l'opponente 2 ha postulato la reiezione delle pretese degli accusatori privati formulate in violazione dell'art. 84 CO. Al dibattimento però, nell'arringa finale, ha lasciato cadere al momento delle conclusioni qualsiasi eccezione o richiesta fondata sulla citata norma, di modo che, considerata la natura dispositiva dell'art. 84 CO, la Corte cantonale non ha ritenuto doversi chinare sulla questione per gli accusatori privati che hanno avanzato pretese anche o solo in franchi svizzeri. Al riguardo l'opponente 2 contesta che abbia perso il diritto di prevalersi della facoltà concessa al debitore dall'art. 84 cpv. 2 CO per non aver ribadito l'eccezione fondata su tale norma nella sua arringa in sede di appello con cui ha comunque chiesto la reiezione di tutte le pretese civili. La CARP avrebbe violato il principio di buon senso secondo cui "chi vuole di più vuole anche meno", nonché il principio iura novit curia. Il tribunale d'appello può esaminare per estenso la sentenza in tutti i punti impugnati (art. 398 cpv. 2 CPP) e gode pertanto di un libero potere d'esame in fatto e in diritto, senza essere vincolato dalle motivazioni delle parti (art. 391 cpv. 1 lett. a CPP) e quindi applicando d'ufficio il diritto. Contrariamente all'opinione dell'opponente 2, la CARP non ha disatteso il principio iura novit curia. Come testé esposto, il debitore ha la scelta di effettuare il pagamento nella moneta in cui è espresso il debito o in franchi svizzeri. Orbene, consapevole del problema posto dall'applicazione dell'art. 84 CO, per averlo richiamato nella sua dichiarazione di appello, non prevalendosi più della norma in occasione delle sue conclusioni dibattimentali, l'opponente 2 ha, quanto meno per atti concludenti, espresso la volontà di saldare un eventuale debito in franchi svizzeri, ciò che configura una scelta ai sensi della già citata disposizione. È in questo senso che va manifestamente inteso il riferimento della CARP al carattere dispositivo dell'art. 84 CO ed è pertanto a ragione che essa ha stabilito il risarcimento spettante all'accusatrice privata in franchi svizzeri. La Corte cantonale non ha dunque negato la facoltà del debitore di scegliere la moneta di pagamento, ma ha implicitamente ritenuto che tale scelta fosse già stata fatta. Non è poi possibile ammettere che il debitore possa tornare sulla sua decisione ove risulti in seguito soccombente, perché sarebbe in contrasto con la buona fede processuale (v. mutatis mutandis sentenza 4A_218/2010 del 6 ottobre 2010 consid. 5.4). A titolo meramente abbondanziale, rilevasi che questa conclusione s'impone con maggior forza alla luce del parallelo ricorso in materia penale interposto dall'opponente 2, procedimento nel quale la qui ricorrente figura quale parte, che non fa menzione alcuna dell'art. 84 CO. Chiede sì l'annullamento dei risarcimenti riconosciuti agli accusatori privati, ma quale conseguenza del postulato suo integrale proscioglimento, rispettivamente in forza dell'art. 126 cpv. 3 CPP.