Citation: 2C_448/2024 E. 4.4.3

4.4.3. Nella fattispecie, ciò non è tuttavia avvenuto. Dagli accertamenti svolti dalla Corte cantonale, che vincolano anche il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; precedente consid. 2.2 seg.) risulta infatti chiaramente: (a) che l'insorgente ha presentato la richiesta di mantenimento del permesso di domicilio il 6 dicembre 2021; (b) che a quel momento un soggiorno di sei mesi in Italia, quale elemento di fatto ("séjour effectif à l'étranger"; "tatsächliche Aufenthalt im Ausland") che fa subentrare - ex lege - la decadenza del permesso di domicilio si era già avverato, perché l'arresto del ricorrente per opera delle autorità inquirenti italiane risaliva al 3 giugno precedente (precedente consid. B.a). D'altra parte, egli non dimostra nemmeno che la presentazione della domanda, in un momento in cui la decadenza era di per sé già intervenuta, non dipendesse da una sua colpa o fosse dovuta a circostanze straordinarie, come si potrebbe eventualmente prospettare con riferimento alla giurisprudenza relativa all'art. 9 cpv. 3 dell'abrogata legge federale sul domicilio e la dimora degli stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS; sentenze 2A.514/2003 del 5 novembre 2003 consid. 3.2; 2A.308/2001 del 15 novembre 2001 consid. 3 seg.; HUNZIKER, op. cit., n. 43 ad art. 61 LStrI; ZÜND/BRUNNER, op. cit., n. 10.16; JEANNERAT/MAHON, op. cit., n. 23 ad art. 61 LStrI). In effetti, l'argomentazione che adduce l'insorgente non mira a dimostrare di non avere potuto agire tempestivamente (ciò che non appare del resto verosimile, perché egli ha avuto sei mesi per manifestare le proprie intenzioni), bensì a torto ad applicare alla constatazione di un semplice fatto - il trascorrere di un lasso di tempo di sei mesi fuori dalla Svizzera, che è accertato - principi di carattere essenzialmente procedurale, come quelli validi in materia di calcolo dei termini in presenza di giorni festivi.