Citation: 5P.435/2006 23.03.2007 E. 3

La ricorrente non impugna unicamente la decisione finale del 13 settembre 2006, ma pure una decisione incidentale con cui il presidente dell'autorità cantonale aveva rifiutato di assumere una prova. Questo modo di procedere è ammissibile. Infatti - giusta l'art. 87 cpv. 3 OG - una decisione incidentale notificata separatamente dal merito, che non riguarda la competenza o domande di ricusa e che non è già stata impugnata, può essere attaccata con il ricorso diretto contro la decisione finale. 3.1 Il presidente della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino aveva respinto, con decisione del 24 ottobre 2005, la richiesta di assunzione di prove del 19 ottobre 2005 presentata dalla ricorrente, perché l'art. 322 lett. a CPC ticinese da questa invocato concede al giudice di appello unicamente la facoltà di ordinare perizie ed ispezioni, di riassumere testi già uditi o di ordinare l'interrogatorio formale delle parti, ma non rappresenta il mezzo idoneo per produrre nuovi documenti, né per introdurre in causa fatti nuovi. 3.2 Secondo la ricorrente, il rifiuto dell'assunzione supplettoria della prova (copia di una richiesta di revocazione) proposta costituisce un diniego di giustizia. Tale decisione incidentale sarebbe poi arbitraria, perché i giudici cantonali, rifiutando di versare agli atti un documento reputato decisivo, avrebbero interpretato in modo troppo restrittivo l'art. 322 CPC ticinese. La ricorrente ritiene inoltre inammissibile far dipendere la possibilità di versare agli atti un documento che sarebbe rilevante per l'applicazione dell'art. 27 CL da una norma di procedura cantonale, atteso segnatamente che queste variano da un Cantone all'altro. 3.3 La critica, in larghissima misura appellatoria, rivolta contro tale decisione si rivela infondata nella minima parte in cui risulta ammissibile. La ricorrente nemmeno pretende - a giusta ragione - che l'art. 27 CL contenga delle regole di procedura che permettono di produrre in qualsiasi momento dei documenti e pare misconoscere che in Svizzera la procedura civile è attualmente ancora regolata dalle leggi processuali cantonali. Essa non tenta nemmeno di dimostrare che l'interpretazione data dal giudice cantonale alla norma del CPC da essa invocata per ottenere l'assunzione di una nuova prova sia insostenibile, perché sarebbe ad esempio in contrasto con il tenore di tale articolo o con la giurisprudenza cantonale che lo applica. Del tutto irrilevante appare poi l'asserzione secondo cui sarebbe stato possibile presentare una domanda di restituzione in intero: da un lato la ricorrente neppure pretende di aver inoltrato una siffatta domanda e, dall'altro, essa nemmeno pretende che in concreto sarebbero state date le condizioni per accoglierla.