Citation: 7B_749/2023 E. 2.5

2.5. Il ricorrente, venendo meno al suo obbligo di motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF; cfr. consid. 1.4 supra), non si confronta con la citata giurisprudenza, rettamente applicata dalla Corte cantonale. Egli non contesta che la questione concernente l'ammissibilità delle prove assunte in ambito della procedura rogatoriale dovrà essere decisa definitivamente dal giudice di merito. Inoltre, egli non adduce né sostanzia circostanze concrete dalle quali si potrebbe evincere l'inutilizzabilità dei mezzi di prova in questione, che in ogni caso non risulta evidente (cfr. DTF 147 IV 475 consid. 2.7: "eindeutig"). Egli si limita invece a criticare un'asserita violazione del suo diritto al contraddittorio ex art. 148 CPP. Tale questione, relativa all'utilizzabilità delle prove in questione, dovrà essere decisa dal giudice di merito (cfr. consid. 2.3 supra). Ad ogni modo, si osserva che il ricorrente non contesta né si confronta (art. 42 cpv. 2 LTF) con l'accertamento nella sentenza impugnata secondo cui egli ha preso conoscenza delle rogatorie e formulato delle domande complementari. In queste circostanze, una violazione dell'art. 148 CPP non risulta in ogni caso evidente, motivo per cui, a questo stadio della procedura, una dichiarazione di inammissibilità o un'estromissione delle prove assunte in ambito della procedura rogatoriale non si giustifica.