Citation: 6B_66/2009 30.10.2009 E. 4

L'apertura di un procedimento penale implica che l'interessato abbia commesso un atto punibile. Se, dopo lo svolgimento dell'istruttoria, viene a mancare un sufficiente sospetto di reato, rispettivamente se il reato non è sufficientemente dimostrato (cfr. art. 82 LGP), così da non potere contare su una condanna al dibattimento, il giudice istruttore può prescindere di dare ulteriormente seguito alla denuncia e sospendere il procedimento. La valutazione del probabile esito del procedimento rientra nel corretto apprezzamento dell'autorità di istruzione. In questo contesto, vale il principio secondo cui in caso di dubbio va promossa l'accusa. Quale criterio di giudizio può essere ammesso che l'accusa vada promossa quando una condanna appaia più probabile di un proscioglimento. Ciò si fonda sull'argomento che quando la situazione probatoria non è chiara, il giudizio sugli addebiti mossi all'interessato non deve essere preso dalle autorità di accusa o di istruzione, bensì dai tribunali competenti per l'esame di merito. Nell'ambito della promozione dell'accusa, il principio "in dubio pro reo", riferito alla valutazione giudiziaria delle prove, non trova quindi applicazione. Il criterio secondo cui in caso di dubbio il procedimento non va sospeso, deve essere osservato anche nell'ambito della verifica giudiziaria di una decisione di sospensione (DTF 97 I 107 pag. 110 seg.; sentenza 6B_915/2008 del 6 aprile 2009 consid. 3.1 e rinvio).