Citation: 4C.351/2005 28.02.2006 E. 4

La sentenza di rinvio del Tribunale federale del 28 maggio 2004 non si era chinata sugli altri temi litigiosi poiché, come detto, la Corte cantonale non li aveva affrontati nel suo primo giudizio. Fra questi vi è quello concernente l'eccezione di litispendenza dedotta dall'art. 21 CL. Questa norma, al cpv. 1, stabilisce che, qualora dinanzi a giudici di Stati contraenti differenti siano state proposte dalle stesse parti domande aventi il medesimo titolo, il giudice successivamente adito sospende d'ufficio il processo finché sia stata accertata la competenza del primo giudice; il cpv. 2 precisa che, se la competenza di quest'ultimo è accertata, il giudice successivamente adito dichiara la propria incompetenza a favore del primo. 4.1 In concreto, davanti all'autorità ticinese l'attrice ha eccepito che il Commissaire à l'exécution du plan de cession di E.________ SA ha già avviato contro di lei, prima della causa ticinese, una procedura giudiziaria presso il Tribunal de commerce de Nevers, nell'ambito della quale la convenuta è stata chiamata "in garanzia". I giudici ticinesi, posta l'identità delle parti, hanno considerato che le due azioni non poggiano sul medesimo titolo: in quella francese l'attrice, e per riflesso la convenuta, sono state convenute in causa per soutien abusif, ovvero atto illecito, per avere mantenuto in vita E.________ SA e continuato a concederle crediti importanti, allorquando la situazione era già disperata, contribuendo così ad aumentare i passivi e a danneggiare gli altri creditori. Nel procedimento ticinese, invece, la convenuta rimprovera all'attrice di aver violato il contratto del 30 giugno 1994 (doc. G) disdicendo i crediti concessi a C.________ SA. In definitiva, per la Corte cantonale le due fattispecie che stanno all'origine delle due cause, seppur parzialmente uguali, si differenziano sostanzialmente nella parte essenziale (im Kern). 4.2 Nell'allegato ricorsuale l'attrice ripropone gli argomenti già esposti in sede cantonale e asserisce che la procedura francese, così come l'azione riconvenzionale ticinese, mira "a definire l'eventuale responsabilità della A.________ SA nell'avvenuto deposito del bilancio effettuato dalla E.________ SA, in relazione alla disdetta di un credito di esercizio". Più avanti precisa che in entrambe le procedure le domande di risarcimento derivano dalla violazione del contratto del 30 giugno 1994 e che il danno fatto valere corrisponde al totale dei passivi di C.________ SA. 4.3 Ora, mediante un'interpretazione autonoma piuttosto estesa, che non coincide necessariamente con quella valida per il diritto interno, il Tribunale federale ha chiarito la nozione di titolo dell'art. 21 CL nella DTF 123 III 414 consid. 5 (ripresa nella sentenza inedita del 25 gennaio 2001 nella causa 4C.207/2000 consid. 6), partendo dalla prassi della Corte di giustizia delle comunità europee. Questa Corte non interpreta in modo restrittivo la norma convenzionale, bensì concentra la sua attenzione sul punto centrale delle procedure (Kernpunkttheorie) e considera che due domande hanno il medesimo titolo se hanno fondamento e oggetto identici, laddove per fondamento si intendono fattispecie e base legale, mentre per oggetto lo scopo dell'azione. Nella sostanza l'art. 21 CL mira ad evitare l'emanazione di sentenze esecutive contraddittorie da parte degli stati contraenti, il cui riconoscimento sarebbe peraltro impedito dall'art. 27 n. 3 CL. Per raggiungere questo scopo occorre applicare la disposizione a tutte le procedure nelle quali un conflitto simile appaia possibile (cfr. sentenze citate con riferimenti dottrinali). 4.4 Tenuto conto del principio appena esposto, la decisione pronunciata dall'autorità cantonale nel caso in rassegna appare corretta. L'azione riconvenzionale proposta dinanzi ad essa è retta dal diritto svizzero e si fonda sul contratto del 30 giugno 1994: la convenuta sostiene infatti che l'attrice lo avrebbe violato disdicendo i crediti concessi a E.________ SA, venendo così meno all'impegno comune di finanziamento di tale società. Il processo pendente a Nevers, secondo gli accertamenti vincolanti della sentenza impugnata, si fonda invece sull'atto illecito del diritto francese: all'attrice viene segnatamente rimproverato di aver continuato a concedere crediti a E.________ SA, malgrado che la sua situazione finanziaria fosse già compromessa. È evidente che le due cause presentano fattispecie, basi legali e scopi differenti, per taluni versi addirittura inconciliabili, come ben rileva la convenuta e ammette la stessa attrice. In effetti - a prescindere dalla cronologia, che non traspare dalla sentenza impugnata - nel Ticino l'attrice è chiamata in causa per aver disdetto i crediti concessi a E.________ SA, provocando in questo modo il deposito del bilancio, mentre in Francia le si rimprovera il contrario, ossia di aver mantenuto in vita questa società troppo a lungo. Che vi sia analogia tra il modo di calcolare il danno che la convenuta fa valere nel processo ticinese e quello che i creditori di E.________ SA pretendono di aver subito nella causa francese nulla muta alla natura fondamentalmente diversa delle due azioni.