Citation: 5A_147/2019 E. 3.1

3.1. Il giudice delle misure a tutela dell'unione coniugale stabilisce i contributi di mantenimento destinati ai figli (art. 176 cpv. 1 n. 1 CC) secondo le disposizioni sugli effetti della filiazione (art. 176 cpv. 3). Il mantenimento del figlio consiste nella cura, nell'educazione e in prestazioni pecuniarie (art. 276 cpv. 1 CC). Esso è dunque prestato in natura e sotto forma di contributo pecuniario; le due forme sono equivalenti. I genitori provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento del figlio (art. 276 cpv. 2 prima parte CC). Anche dopo la riformulazione dell'art. 276 cpv. 2 CC, entrata in vigore il 1° gennaio 2017, vale il principio che il genitore che non contribuisce in natura alla cura e all'educazione del figlio (o vi contribuisce in misura irrilevante) sopporta le prestazioni pecuniarie necessarie, mentre l'altro genitore vi contribuisce in natura. Per contro, se i genitori si suddividono la cura e l'educazione del figlio, debbono in linea di principio versare entrambi prestazioni pecuniarie, in proporzione inversa a quella nella quale provvedono alla cura del figlio in natura (sentenza 5A_727/2018 del 22 agosto 2019 consid. 4.3.2.1 con rinvii, in FamPra.ch 2019 pag. 1215). Il contributo di mantenimento deve essere commisurato ai bisogni del figlio, alla situazione sociale e alle possibilità dei genitori (art. 285 cpv. 1 prima parte CC). Esso serve anche a garantire la cura del figlio da parte dei genitori o di terzi (art. 285 cpv. 2 CC). Il contributo di mantenimento del figlio si suddivide in contributo alle spese dirette e in contributo alle spese derivanti dalla sua cura. Il contributo alle spese dirette comprende per l'essenziale un montante di base (alimentazione, vestiti e biancheria, cura personale e della salute ecc.), le spese di alloggio (partecipazione al canone di locazione; in caso di custodia alternata, con riferimento alle spese abitative di entrambi i genitori), i premi di cassa malati, le eventuali spese dirette legate alla cura del figlio da parte di terzi, e altre spese direttamente connesse con il figlio (sentenze 5A_743/2017 del 22 maggio 2019 consid. 5.2.3, in FamPra.ch 2019 pag. 1000; 5A_583/2018 del 18 gennaio 2019 consid. 5.1); idealmente, il giudice dovrebbe mettere a carico di un solo genitore le spese usualmente indivise (come i premi di cassa malati) e attribuirgli le prestazioni usualmente indivise (come gli assegni familiari; sentenza 5A_743/2017 cit. consid. 5.4.3). Il contributo per la cura del figlio corrisponde all'importo che manca al genitore per coprire il proprio fabbisogno, se tale ammanco è la conseguenza del fatto che in ragione della cura del figlio, egli non è in grado di mettere a profitto la propria capacità lavorativa (DTF 144 III 377 consid. 7.1.3; sentenza 5A_743/2017 cit. loc. cit.).