Citation: 6B_993/2017 E. 4.5.1

4.5.1. Per stabilire se A.________ sapesse o dovesse quantomeno presumere l'origine criminale dei valori patrimoniali oggetto delle imputazioni di riciclaggio di denaro, il TPF ha ritenuto determinante esaminare il grado della sua consapevolezza quanto allo stato di decozione del gruppo J.________, tenuto conto che egli era un soggetto estraneo allo stesso, in seno al quale non ricopriva alcun ruolo formale o sostanziale che sia. A tal fine, si è chinato sulle diverse pronunce italiane e svizzere richiamate dalla pubblica accusa. L'autorità precedente ha innanzitutto mitigato la portata del decreto che dispone il giudizio del 5 aprile 2012 emanato dal Giudice per le indagini preliminari, trattandosi dell'impianto accusatorio nei confronti di A.________ relativo ai reati a monte, in merito ai quali i tribunali italiani non si sono ancora pronunciati. Quanto alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti resa il 5 aprile 2012 dal Giudice per l'udienza preliminare nei confronti di M.________ e di K.________, il TPF ha rilevato che i complessi fattuali costituenti i reati pregressi al riciclaggio di denaro sono stati valutati sotto il profilo oggettivo, senza che fosse invece affrontato in modo organico il tema della consapevolezza di A.________, che è stata semplicemente attestata nelle premesse accusatorie. Neppure nella sentenza yyy del 9 dicembre 2013, con cui il TPF si è pronunciato con rito abbreviato sulle responsabilità penali di K.________, vi è stata una verifica della consapevolezza di A.________ in punto allo stato di dissesto del gruppo J.________. Analogo discorso vale anche per il decreto d'accusa del 14 febbraio 2012 emanato nei confronti di I.________. Con riferimento infine alle ulteriori sentenze italiane invocate dal pubblico ministero, l'autorità precedente non vi ha reperito alcuna disamina sulla consapevolezza di A.________ in merito alla situazione involutiva del gruppo. Passando in seguito al vaglio le ulteriori risultanze predibattimentali e dibattimentali, il TPF non ha riscontrato elementi a sostegno della conoscenza, o comunque della presunzione, di A.________ relativa al fatto che il denaro pervenuto in Svizzera potesse essere frutto di negozi che avrebbero procrastinato l'emersione del dissesto del gruppo J.________, aumentandone l'indebitamento. Secondo l'autorità precedente, vi sono al contrario indizi di segno opposto rilevati proprio dalle autorità giudiziarie italiane, meglio in grado di valutare i contorni e la portata degli antefatti criminali commessi sul loro territorio. Trattasi segnatamente dell'operazione di investimento di A.________ in titoli obbligazionari di una società riconducibile al gruppo J.________ per un importo poco inferiore ai 20 milioni di dollari, titoli che egli ha acquistato nel corso del mese di luglio 2003 e poi rivenduto a cavallo fra la fine di novembre e l'inizio di dicembre 2003, nell'imminenza del tracollo del gruppo, per un prezzo inferiore a quello facciale. Riprendendo le considerazioni del Tribunale di Milano nel procedimento per aggiotaggio dei titoli J.________, il TPF ha osservato che difficilmente A.________ avrebbe investito una somma oltremodo importante in tali titoli, se veramente fosse stato consapevole delle reali condizioni economiche in cui già allora versava il gruppo. Ha poi aggiunto che il fatto di serbare i titoli per vari mesi, proprio nella fase finale dell'involuzione della situazione finanziaria di J.________, per poi rivenderli a prezzo scontato, di certo non depone per la consapevolezza dell'imputato quanto allo stato di dissesto del gruppo. Tenuto conto di tutto ciò, l'autorità precedente ha concluso che A.________ non sapesse e neppure dovesse presumere che i valori patrimoniali pervenutegli, di cui all'atto di accusa, potessero essere di origine criminale.