Citation: 1C_64/2021 E. 2.4

2.4. L'istanza precedente ha rilevato che spetta ai Comuni il compito di designare, all'interno dei paesaggi secondo l'art. 39 cpv. 2 OPT, i rustici meritevoli di conservazione, ricordando che per rustici s'intendono quegli edifici che per origine, forma, struttura e materiali appartengono all'edilizia rurale tradizionale (art. 29 prima frase del previgente regolamento della legge cantonale di applicazione della legge federale sulla pianificazione del territorio; RLALPT; BU 1991, pag. 48; regolamentazione ripresa agli art. 70 cpv. 2 e 3 dell'attuale legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 [LST; RL 701.100] rispettivamente dall'art. 85 cpv. 4 del relativo regolamento del 20 dicembre 2011; Rlst; RL 701.101; sul tema vedi MARCO LUCCHINI, Rustici tra legislazione federale e realtà cantonale, in: Marco Lucchini/Fulvio Campello [curatori], Il diritto edilizio, 2016, pag. 27 segg.). La competenza comunale non è venuta meno con l'adozione del PUC-PEIP. L'inventario degli edifici situati fuori delle zone edificabili (IEFZE) viene allestito, adottato e approvato seguendo la procedura di variante del piano regolatore (art. 41 cpv. 2, 75 cpv. 3 LALPT, ora art. 33 cpv. 2 e 70 cpv. 3 LST). Lo stato degli edifici, unitamente a quello del territorio che sta loro intorno, costituiscono infatti elementi decisivi per la definizione dei paesaggi da proteggere. Gli edifici sono suddivisi negli inventari IEFZE secondo le seguenti categorie: "1. Edifici meritevoli di conservazione a) Edifici rustici finora prevalentemente utilizzati a scopo agricolo, per i quali è ammessa la ricostruzione (cambiamento di destinazione); b) edifici rustici diroccati, che fanno parte di un nucleo meritevole di conservazione, per i quali è ammessa la ricostruzione (cambiamento di destinazione); un nucleo meritevole di conservazione - che legittima la ricostruzione di edifici diroccati posti nello stesso - è costituito da un assieme di edifici che rappresentano degli elementi emergenti del paesaggio e formano una struttura edilizia unica, una trama architettonicamente valida e di pregio, e hanno caratteristiche particolari per le loro peculiarità paesaggistico-ambientali; c) edifici rustici particolari con una destinazione specifica (oggetti culturali) che vanno mantenuti (cappelle, mulini, grotti, forni del pane, torchi, nevere, lavatoi ecc.) nell'interesse generale di salvaguardare il contenuto, la tipicità e l'importanza storica della costruzione; d) edifici rustici ancora utilizzati (o utilizzabili) a scopo agricolo, sia nelle superfici per l'avvicendamento colturale che negli altri terreni inclusi nella zona agricola del piano regolatore, che devono mantenere la loro destinazione attuale.