Citation: 6B_1012/2015 E. 10.2

10.2. Le censure ricorsuali si esauriscono in una propria interpretazione dei verbali d'interrogatorio delle testimoni, insufficiente per motivare una violazione del divieto dell'arbitrio conformemente alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. Il ricorrente non si confronta in particolare con il considerando n. 57 della sentenza impugnata, in cui la CARP si è espressa in modo articolato su queste deposizioni ed ha puntualmente spiegato perché erano affidabili e corroboravano la tesi secondo cui la violenza fisica si è accompagnata da una violenza verbale con chiare connotazioni di carattere sessuale, sconfessando la tesi ricorsuale. Per motivare l'arbitrio non basta infatti rilevare che le testimoni non hanno riferito specificatamente di una violenza carnale, prospettando la possibilità teorica che la colluttazione avrebbe anche potuto essere successiva ad un rapporto sessuale. Occorre, come visto, dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 138 I 49 consid. 7.1 e rinvii; 129 I 8 consid. 2.1). Criticando genericamente il verbale dell'interrogatorio in via rogatoriale di O.________, il ricorrente disattende poi che la testimone è stata in seguito sentita anche dinanzi al magistrato inquirente in presenza delle parti, sede in cui ha confermato integralmente la descrizione dei fatti fornita in precedenza (cfr. sentenza impugnata pagg. 88 e 91). D'altra parte, contrariamente a quanto presuppone la tesi ricorsuale, la CARP non ha stabilito che il ricorrente si era acquattato in camera da letto per attendere la vittima al fine di violentarla, ma ha accertato ch'egli era già coricato a letto quando l'accusatrice lo ha raggiunto in camera e, appena sentitola arrivare, ha agito senza premeditazione, preso da un irrefrenabile impulso di rabbia e rancore. Nella misura in cui si scosta dai fatti accertati senza dimostrarne l'arbitrio, il gravame è di conseguenza inammissibile.