Citation: 9C_238/2017 E. 5.2.2

5.2.2. La tesi della ricorrente si fonda su un errore: non sono qui litigiosi i contributi personali dovuti da B.C.________ alla B.________ SA ma il pagamento alla Cassa dei contributi della B.________ SA, nella sua qualità di datore di lavoro. Soltanto dopo la dichiarazione di fallimento della B.________ SA, avvenuta il 12 maggio 2014, con la conseguente impossibilità di seguire la procedura ordinaria per recuperare i contributi paritetici, si può ritenere che il danno della Cassa è insorto e che questa ha avuto la possibilità di rivolgersi alle persone responsabili per il loro pagamento ai sensi dell'art. 52 LAVS. Ora, a quella data il beneficio d'inventario era già stato redatto e accettato con dichiarazione del 31 luglio 2012. La ricorrente non può quindi avvalersi del fatto che la richiesta della Cassa non figura nell'inventario (la lettera del 6 giugno 2011 è ininfluente al riguardo), mentre la Cassa non ha alcuna colpa per avere formulato la sua richiesta risarcitoria dopo l'accettazione dell'inventario. Va ancora aggiunto, come accertato dal Tribunale cantonale e non contestato dalla ricorrente, che l'erede si trova comunque arricchita dall'eredità (cfr. art. 590 cpv. 2 CC), in quanto gli attivi registrati nell'inventario restano superiori ai passivi, anche dopo la decurtazione dell'importo richiesto dalla Cassa.