Citation: K 26/00 08.10.2002 E. 4

4.1 In concreto dagli atti emerge che, per dirimere la vertenza, in sede cantonale non è stato fatto riferimento ad alcuna disposizione della Cassa malati CMEL, bensì in generale alla giurisprudenza. In questa sede non è stato possibile appurare se esistevano disposizioni generali applicabili al contratto d'assicurazione d'indennità giornaliera per perdita di guadagno concluso dall'assicurato. Né la ricorrente né l'intimato sono stati infatti in grado di trasmettere la documentazione richiesta. Al caso esaminato si applicano quindi i principi sviluppati dalla giurisprudenza federale succitata (cfr. sentenza del 10 ottobre 1997 in re B. consid. 2, K 75/96, pubblicata in RDAT 1998 I n. 82 pag. 322). 4.2 La Cassa malati ricorrente ha in particolare posto alla base del calcolo del sovrindennizzo per il 1994 e il 1995 una perdita di guadagno annua pari a fr. 55'206.25. Questo importo corrisponde al 100% dell'indennità giornaliera assicurata di fr. 121.- per 365 giorni. Il reddito ipotetico conseguibile dall'opponente - e non contestato - nel 1993, anno in cui è subentrata l'inabilità lavorativa, ammontava però a soli fr. 50'634.- (pari a fr. 22.40 all'ora). Secondo gli adeguamenti minimi previsti nel contratto collettivo nel 1994 il salario sarebbe stato pari a fr. 52'024.40 e nel 1995 a fr. 53'155.40. Il Tribunale cantonale ha dal canto suo riconosciuto il diritto all'adeguamento della perdita di guadagno riconosciuta dalla Cassa, tenendo conto di un valore ponderato tra gli adeguamenti minimi previsti dal contratto collettivo valido per il settore dell'edilizia e gli importi medi indicati dal datore di lavoro. 4.3 Già si è detto che le indennità versate in caso di malattia non devono superare la reale perdita di guadagno che ha dovuto sopportare l'assicurato. In concreto, come accennato, il guadagno perso, senza considerare gli assegni familiari, ammontava, nel 1993, anno in cui l'assicurato è divenuto inabile al lavoro (cfr. consid. 3b), a fr. 50'634.-. L'importo considerato dalla Cassa malati a questo titolo, per il calcolo della sovrassicurazione nel 1994 e 1995, supera quindi di gran lunga la perdita di guadagno effettiva subita nel 1993, e tenendo conto perlomeno degli adeguamenti minimi previsti nel contratto collettivo, anche quella del 1994 (fr. 52'024.40) e del 1995 (fr. 53'155.40). 4.4 Per quanto concerne un adeguamento superiore rispetto a quello previsto dal contratto collettivo, va preliminarmente rilevato che potrebbe eventualmente entrare in linea di conto nella misura massima della quota ponderata stabilita dalla Corte cantonale. L'intimato non ha infatti censurato il fatto che il Tribunale di prima istanza non ha ammesso, quale guadagno perso, i redditi più elevati indicati dal datore di lavoro. Del resto, seppur riferiti ad un salario medio percepito da un operaio di capacità pari a quelle dell'opponente, questi redditi non appaiono plausibili in particolar modo per quel che concerne lo squilibrio tra l'aumento salariale mensile, pari a circa fr. 700.-, introdotto nel 1994, e quello di neppure fr. 1'000.-- annui nel 1995 (cfr. in proposito SZS 1999, pag. 139 segg.; Vetter-Schreiber, op. cit., pag. 139-140). Orbene, dagli atti emerge che nel 1994 il reddito ponderato stabilito dai giudici cantonali coincide con l'importo considerato dalla Cassa malati. Nessun adeguamento può quindi essere effettuato in tal caso. Anche per il 1995, facendo particolare riferimento alla giurisprudenza sulla sovrassicurazione in materia di previdenza professionale - la LAMI non prevedendo alcunché in tal senso (cfr. in proposito la nuova legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000, LPGA, non ancora entrata in vigore, art. 63 segg.; cfr. pure sul concetto di coordinamento concettuale, U. Kieser, Die Koordination von BVG-Leistungen mit den übrigen Sozialversicherungsleistungen, in Neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge, S. Gallo 2000, pag. 88-90) - si deduce che il diritto ad un adeguamento non risulta dato. Secondo l' art. 24 cpv. 5 OPP2 esso viene infatti ammesso solo in caso di modifica importante della situazione, che secondo la giurisprudenza dev'essere pari al 10% (DTF 123 V 201 consid. 5d). Questa quota non è in concreto raggiunta, né nel caso dei valori ponderati né considerando solo gli adeguamenti minimi. 4.5 Da ultimo occorre pure evidenziare che, anche non tenendo conto della citata giurisprudenza in materia di LPP, su questo punto l'impugnato giudizio non potrebbe essere confermato, anche per il fatto che pure i salari ponderati posti alla base del giudizio cantonale non appaiono sostenibili, risultando infatti un aumento di fr. 5'000.- nel primo anno, dal 1993 al 1994, e di circa fr. 1'000.- nell'anno seguente (cfr. Vetter-Schreiber, op. cit., pag. 139-140).