Citation: 6F_11/2010 17.08.2010 E. 4

In relazione alla sentenza 6B_394/2010 dell'8 giugno 2010, l'istante sostiene innanzi tutto che il Tribunale federale avrebbe dovuto entrare nel merito del suo ricorso. Contrariamente a quanto ritenuto nella sentenza, egli avrebbe infatti chiaramente esposto perché l'atto impugnato violava il diritto. Il Tribunale federale avrebbe potuto pronunciarsi sulla validità delle ferie giudiziarie secondo la LTF nell'ambito della procedura cantonale. Peraltro, continua l'istante, poiché le denunce presentate concernevano reati perseguibili d'ufficio, le spese di procedura avrebbero dovuto essere sostenute dal Cantone Ticino e non poste a carico del denunciante. Egli infine afferma che la sua domanda di assistenza giudiziaria sia stata a torto respinta. Implicitamente l'istante si prevale del motivo di revisione di cui all'art. 121 lett. d LTF. 4.1 La revisione di una sentenza del Tribunale federale può essere domandata se il Tribunale, per svista, non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano dagli atti (art. 121 lett. d LTF). La svista ai sensi dell'art. 121 lett. d LTF presuppone che il Tribunale federale non abbia preso in considerazione un elemento acquisito all'incarto o abbia letto in modo scorretto un documento, scartandosi per inavvertenza dal suo tenore esatto; essa deve in ogni caso riferirsi al contenuto del fatto stesso e alla sua percezione da parte del Tribunale e non alla sua valutazione giuridica (v. DTF 122 II 17 consid. 3). 4.2 Poiché nel suo ricorso del 5 maggio 2010 ha indicato censurare l'irrecevibilità pronunciata dalla CRP, la conseguente non entrata nel merito del suo ricorso cantonale e le spese poste a suo carico, l'istante sostiene di aver chiaramente dimostrato di aver fatto valere una violazione del diritto in relazione ai punti menzionati. 4.3 Ora, nella sentenza 6B_394/2010 dell'8 giugno 2010 qui impugnata, il Tribunale federale non ha mancato di rilevare i punti della sentenza della CRP contestati con il ricorso. Esso ha infatti ritenuto che "l'insorgente contesta sia la dichiarazione di irricevibilità che le spese giudiziarie poste a suo carico dalla CRP" (sentenza impugnata consid. 6). Dopo aver rammentato le esigenze di motivazione poste dalla LTF in relazione segnatamente alle censure di violazione di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale, la sentenza impugnata ritiene che "l'insorgente non fa valere alcuna violazione del diritto in quanto tale. Sostiene semplicemente che le autorità cantonali avrebbero dovuto attirare la sua attenzione sul fatto che la sospensione dei termini disciplinata all'art. 46 LTF non trovava applicazione nella procedura penale ticinese. In relazione alla tassa giudiziaria e alle spese poste a suo carico, egli non spende una parola. Non spiegando in alcun modo come e in che misura la sentenza della CRP violi il diritto, il gravame in esame sfugge a un esame di merito" (sentenza impugnata consid. 6). Risulta chiaramente che non vi è stata alcuna svista da parte del Tribunale federale, posto come indicare quali punti della decisione cantonale sono impugnati non basta per sostanziare una violazione del diritto. L'istante tenta manifestamente di ridiscutere liberamente le considerazioni del Tribunale federale e di contestare le sue valutazioni. Sennonché il rimedio della revisione non è dato per questo. A titolo abbondanziale, si precisa comunque che il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF) purché il ricorrente abbia sollevato e motivato le sue censure (art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF). Il mancato rispetto dell'obbligo di motivazione non permette di esaminare nel merito i ricorsi (art. 108 LTF). Nello specifico, affinché il Tribunale federale potesse entrare nel merito del ricorso del 5 maggio 2010, l'istante - allora ricorrente - avrebbe dovuto spiegare le ragioni per cui riteneva che, nonostante avessero fatto riferimento unicamente a disposizioni di procedura cantonale, le autorità cantonali avrebbero avuto l'obbligo di attirare la sua attenzione sul fatto che l'art. 46 LTF non trovava applicazione nell'ambito della procedura ticinese. Quanto poi alle spese della procedura cantonale, egli avrebbe dovuto indicare i motivi per cui, a suo avviso, le autorità cantonali avrebbero violato il diritto ponendole a suo carico sulla base della disposizione cantonale chiaramente indicata nella decisione, in altri termini avrebbe quanto meno dovuto lamentare e sostanziare l'arbitrio nell'interpretazione e applicazione del diritto cantonale. Si rileva di transenna che il semplice fatto che i reati denunciati siano perseguibili d'ufficio non dispensa di regola il denunciante dal sostenere le spese delle procedure che intraprende. 4.4 Per quanto concerne infine la domanda di assistenza giudiziaria, il Tribunale federale l'aveva respinta "visto che le conclusioni ricorsuali apparivano d'acchito prive di possibilità di successo" (sentenza impugnata consid. 7). Su questo punto, l'istante non si avvale, nemmeno implicitamente, di alcun motivo di revisione, limitandosi ad affermare che la sua domanda di assistenza giudiziaria sia stata a torto respinta. La revisione non è un rimedio a disposizione per modificare a proprio piacimento le sentenze del Tribunale federale, né per lamentarsi genericamente delle stesse.