Citation: 9C_1033/2008 15.01.2010 E. A

D.________, nato nel 1955, di professione piastrellista, a seguito di un infortunio occorsogli nel 1999, ha beneficiato di una rendita intera di invalidità dal 1° novembre 2000 al 31 maggio 2001 e di una mezza rendita dal 1° giugno 2001 al 31 marzo 2002 (decisioni del 12 settembre 2002, cresciute incontestate in giudicato). Dopo avere presentato una nuova domanda il 30 agosto 2004, l'Ufficio AI del Cantone Ticino (UAI) gli ha assegnato un quarto di rendita dal 1° novembre 2003 al 31 gennaio 2004, una rendita intera dal 1° febbraio 2004 al 31 marzo 2005 e tre quarti di rendita a partire dal 1° aprile 2005 (decisione del 14 novembre 2005, anch'essa cresciuta incontestata in giudicato). Preso atto dei dolori al ginocchio destro in presenza di condropatia rotulea e degenerazione meniscale, di una sindrome lombovertebrale cronica recidivante su turbe statiche e degenerative nonché di una periartropatia della spalla destra su turbe degenerative e rottura parziale del tendine del muscolo sottoscapolare, l'amministrazione ha infatti ritenuto l'assicurato totalmente inabile al lavoro dal mese di ottobre 2003 nella sua professione abituale di piastrellista e in altre attività pesanti, ma abile nella misura del 50% da inizio gennaio 2005 in attività che non richiedessero il sollevamento di pesi oltre i 10 kg, il mantenimento di una posizione fissa eretta e/o seduta, l'esecuzione di lavori in posizione inginocchiata, lo spostamento su lunghi tragitti o su terreni accidentati, la salita e la discesa frequenti di scale, il lavoro su scale a pioli e il lavoro frequente con le braccia sopra l'orizzontale. Tale valutazione si fondava essenzialmente sul parere reso il 15 febbraio 2005 dal dott. A.________, specialista in medicina interna, del servizio medico regionale dell'AI (SMR) dopo lettura degli atti e dei rapporti dei medici curanti. Per il resto, l'assegnazione dei tre quarti di rendita, per un grado d'invalidità del 60%, era stato calcolato sulla base di un reddito da valido di fr. 53'950.- e un reddito base da invalido di fr. 52'919.-, ridotto del 19%, rispettivamente del 50%, per tenere conto delle particolarità personali del caso e della ridotta capacità lavorativa residua. In seguito alla procedura di revisione avviata nel maggio 2006, l'UAI ha soppresso la rendita spettante all'assicurato, ritenendo intervenuto, a partire dal mese di giugno 2006, un miglioramento dello stato di salute e della capacità lavorativa dell'interessato che veniva quantificata al 75% in attività confacenti al suo stato di salute e che portava a ritenere un tasso d'invalidità del 36% calcolato sulla base di un reddito da valido di fr. 54'490.- e un reddito da invalido di fr. 35'132.- (decisione del 5 luglio 2007). Tale valutazione si fondava essenzialmente sul parere del dott. B.________, specialista in medicina interna e reumatologia, poi condiviso dal dott. A.________ del SMR. Già in data 17 giugno 2005 il dott. B.________, rivolgendosi al curante dell'assicurato, dott. S.________, medico generalista, dopo avere posto la diagnosi di probabile disturbo di percezione ed elaborazione del dolore, periartropatia omeroscapolare tendinotica ddp, dolori aspecifici alle mani, sindrome cervico- e lombospondilogena cronica nonché di sindrome femoropatellare cronica, era giunto a tale conclusione. Tale valutazione era quindi stata confermata nel suo rapporto del 12 giugno 2006 all'indirizzo dell'UAI, in cui, dopo avere giudicato stazionario lo stato di salute e avere rinviato al suo precedente referto del 17 giugno 2005, lo specialista aveva precisato che l'assicurato doveva essere ritenuto in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento ridotto al massimo del 25%, un'attività leggera o mediamente pesante, che permettesse di variare le posizioni, nella quale non si dovesse rimanere a lungo in ginocchio, che evitasse movimenti ripetitivi di flessione/estensione delle ginocchia e movimenti ripetitivi di flessione/estensione o rotazione del tronco come pure movimenti ripetitivi con le spalle particolarmente sopra l'orizzontale e che permettesse il rispetto delle regole di ergonomia della schiena.