Citation: 1E.7/2002 06.03.2003 E. 2

2.1 I ricorrenti ritengono insufficiente l'indennità di fr. 5'000.-- riconosciuta dalla CFS per l'imposizione della servitù di passo. Sostengono che pedoni e ciclisti transiteranno su tutta la lunghezza della facciata nord dell'edificio, a meno di 2 m di distanza dallo stesso, causandone quindi una diminuzione del valore. Ritengono quindi giustificata un'indennità complessiva di fr. 35'000.-- composta segnatamente di fr. 200.-- il m2 per i 74 m2 oggetto della servitù e di fr. 20'000.-- per la perdita di valore dell'immobile. 2.2 La costituzione di una servitù di passo, come è qui il caso, costituisce di principio un'espropriazione parziale, sicché l'indennità si determina in applicazione dell'art. 19 lett. b LEspr e corrisponde alla differenza fra il valore venale del fondo libero dalla servitù e il valore venale del fondo gravato (DTF 122 II 246 consid. 4, 121 II 436 consid. 8a pag. 445, 114 Ib 321 consid. 3, 111 Ib 288 consid. 1). Accanto a tale diminuzione di valore va poi preso in considerazione l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti dall'espropriato, in quanto possano essere previsti, nel corso ordinario delle cose, come una conseguenza dell'espropriazione (art. 19 lett. c LEspr; DTF 121 II 436 consid. 8a). 2.3 La CFS ha stabilito in fr. 500.-- il valore venale al m2 determinante per l'esproprio definitivo e totale dei fondi nella zona in cui è ubicata la particella n. zzz; ha poi ritenuto che la servitù in discussione, limitata a una striscia di terreno di 40 m per 1,80 m, aveva un'incidenza minima sul valore del fondo, il cui normale utilizzo non veniva pregiudicato, trattandosi di un passo pedonale e ciclabile. La CFS ha quindi fissato in fr. 50.-- il m2 il minor valore della superficie gravata e in fr. 5'000.-- a corpo l'indennità a favore degli espropriati. I ricorrenti non contestano l'ammontare del valore del fondo accertato dalla CFS, ma ritengono insufficiente la diminuzione di valore concretamente riconosciuta. Ora, nella fattispecie, non risulta che l'aggravio pregiudichi l'utilizzazione della particella, segnatamente la possibilità di accedervi mediante la rampa e di fare ulteriormente uso di quest'ultima nell'ambito dello svolgimento dell'attività della Y.________ SA. D'altra parte, la servitù è limitata a un diritto di passo pedonale e ciclabile e ha per oggetto una striscia di terreno di larghezza ridotta, situata ai margini del fondo, lungo il suo confine: essa non pregiudica la particella dal profilo delle possibilità edificatorie, ma interessa solo un suo settore già utilizzato anche commercialmente quale accesso, senza ostacolare l'uso dell'immobile esistente. Del resto, nella fissazione dell'indennità occorre anche considerare che l'intervento dell'ente espropriante ha comportato una sistemazione e un allargamento di circa 0,5 m della salita d'accesso, ciò che costituisce un aspetto favorevole per la situazione della particella (art. 22 cpv. 1 LEspr; DTF 94 I 286 consid. 3; Heinz Hess/Heinrich Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, Berna 1986, vol. I, n. 2 segg. all'art. 22 LEspr). Nelle esposte circostanze risulta quindi che i disagi subiti dai proprietari a seguito dell'aggravio sono, tutto sommato, assai ridotti, sicché il minor valore del fondo in conseguenza della servitù, fissato dalla CFS a corpo in fr. 5'000.--, non viola il diritto federale. L'importo prospettato a questo proposito dai ricorrenti, di complessivi fr. 35'000.--, si avvicina al valore venale pieno della superficie gravata e risulta, in considerazione di quanto esposto, manifestamente inadeguato.