Citation: 7B_1357/2024 E. 3.4.2

3.4.2. La ricorrente, sempre sotto il profilo della violazione del principio della celerità, citando in maniera generica la giurisprudenza secondo la quale in caso di sequestro col tempo l'istruttoria deve rafforzarne i presupposti (DTF 122 IV 91 consid. 4; sentenza 7B_366/2023 del 14 febbraio 2024 consid. 3.2.1 e rinvii), fa valere che nella prima sentenza della Corte dei reclami penali del 26 novembre 2020, a lei favorevole, si faceva riferimento non solo all'obbligo di motivare l'ordine di sequestro, ma anche a quello di confrontarsi con le argomentazioni della difesa degli imputati, confronto che dal 2020 ad oggi non sarebbe ancora avvenuto, motivo per cui, in concreto, non si giustificherebbe più il mantenimento del sequestro. Ora, contrariamente a quanto asserisce la ricorrente, nella sentenza del 10 giugno 2021 (cfr. lett. A.k supra) - con la quale la Corte cantonale ha respinto, per quanto ricevibile, il gravame presentato dalla stessa contro il decreto di sequestro del 10 febbraio 2021 -, i magistrati hanno tenuto conto delle spiegazioni di B.________ rese nel corso del procedimento penale in merito alla non rilevanza penale - come da lui sostenuto - della costruzione societaria descritta dal Ministero pubblico. Hanno ritenuto che dagli atti dell'incarto risultavano circostanze che fondavano indizi sufficienti dei reati ipotizzati nei confronti di B.________ (cfr. sentenza impugnata, pp. 10 segg.). La ricorrente non allega - né tanto meno dimostra - che la Corte cantonale, riferendosi nella sentenza impugnata a quanto deciso precedentemente, abbia accertato i fatti in modo arbitrario o violato il diritto (cfr. art. 97 cpv. 1 LTF). Il fatto che dalla sentenza del 10 giugno 2021 in poi non siano stati esperiti "atti istruttori di rilievo" non giustifica di per sé il dissequestro, come già detto (cfr. consid. 3.4.1 supra).