Citation: 8C_7/2023 E. A

A.a. Il 30 aprile 2014, A.________, nato nel 1969, allora attivo quale operaio e assicurato contro gli infortuni presso l'INSAI, è caduto mentre lavorava in cantiere procurandosi una frattura distale dell'osso metacarpale della mano destra. L'assicuratore infortuni ha riconosciuto la propria responsabilità e corrisposto le prestazioni di legge (cura medica più indennità giornaliera) fino al 1° aprile 2018, data a partire dalla quale non vi era più da attendersi un miglioramento dello stato di salute dell'assicurato. Con decisione del 16 marzo 2018, rimasta incontestata, l'INSAI ha negato il diritto a una rendita d'invalidità a A.________, riconoscendogli un'indennità per menomazione dell'integrità (IMI) del 6 % pari a fr. 7'560.-. A.b. L'istituto assicuratore ha in seguito accettato di prendere a carico delle terapie volte a migliorare la gestione del dolore. In occasione della visita di circondario del 12 giugno 2020, il Dr. med. B.________ (specialista FMH in chirurgia della mano) ha considerato che nonostante i tentativi di terapia intensiva le condizioni di salute non sarebbero più migliorate, tanto che si poteva considerare raggiunto lo stato finale. Con decisione del 12 gennaio 2021, confermata su opposizione il 12 marzo 2021, l'INSAI ha negato all'assicurato il diritto a una rendita d'invalidità e un aumento dell'IMI già assegnata in precedenza. Nella decisione su opposizione, l'assicuratore infortuni ha inoltre respinto la richiesta di A.________ di riaprire e sospendere la procedura in attesa della pendente perizia pluridisciplinare ordinata dall'assicurazione invalidità.