Citation: 1C_529/2010 16.12.2010 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha ricordato che, in seguito a una revisione della legge sulle strade del 23 marzo 1983 (Lstr), entrata in vigore il 1° gennaio 2007, lo strumento per pianificare e realizzare le strade cantonali è il progetto stradale (art. 10 cpv. 1). Con questa revisione è stata abbandonata la procedura di approvazione dei progetti stradali in due fasi (procedura completa di piano generale, seguita da una seconda relativa al progetto definitivo), sostituendola con quella del solo progetto stradale. Ha rilevato che, secondo la norma transitoria dell'art. 56 Lstr, la nuova procedura è applicabile anche in presenza di piani generali approvati: in questa ipotesi, nell'ambito del progetto stradale, non sono ammesse opposizioni al principio dell'espropriazione o su oggetti già decisi con l'approvazione di piani generali pubblicati dopo la modifica legislativa in vigore dal 15 marzo 1995. È poi stato accertato che il criticato progetto, approvato il 16 dicembre 2002 dal Gran Consiglio, riprende in sostanza il piano generale, il cui interesse pubblico è dato e non è peraltro contestato dalla ricorrente. Questa fa piuttosto valere le ripercussioni negative sulla sua attività commerciale, censurando in sostanza la proporzionalità dei provvedimenti litigiosi. 2.2 I giudici cantonali hanno confermato la tesi governativa, secondo cui l'allargamento del campo stradale, che comporta l'espropriazione contestata, era già previsto nella stessa entità e in modo chiaro e comprensibile a livello del piano generale, approvato nel 2002 e non impugnato dalla ricorrente. Hanno quindi stabilito che l'opposizione era irricevibile in applicazione dell'art. 56 Lstr. Ciò vale anche per la realizzazione di una corsia supplementare, comportante l'impossibilità di raggiungere la stazione di servizio provenendo da sud e di immettersi, uscendo dalla stessa, sulla corsia in direzione nord.