Citation: 4C.369/2000 17.08.2001 E. 4

4.- In ingresso al suo gravame la convenuta sostiene che la Corte cantonale avrebbe leso il diritto federale nella misura in cui ha accolto l'azione di accertamento, riconoscendo all'attrice il diritto di percepire un' indennità per licenze per il periodo 1978-1996. A mente della convenuta tale azione andava invece dichiarata inammissibile; essa osserva che le pretese oggetto della domanda di accertamento, formulata nel 1978, sono infatti divenute esigibili nella loro integralità durante il procedimento, al più tardi con la scadenza dell'anno 1996. Nulla muta l'impossibilità, secondo il CPC/TI, di trasformare l' azione di accertamento in azione condannatoria pendente causa; già in sede di petizione, l'attore avrebbe potuto (e dovuto) proporre un'azione condannatoria per gli anni a venire, basandosi sui dati contabili della X.________ S.A. degli anni 1976-77 e riservandosi semmai un adeguamento degli importi chiesti a dipendenza delle risultanze peritali, così come ha effettivamente fatto per le pretese relative alle indennità per licenze dell'anno 1977 (vedi punto n. 1.3 della petizione). a) L'esistenza di un'interesse legittimo all'azione di accertamento è un presupposto processuale che il giudice esamina d'ufficio in qualsiasi stadio della procedura; ravvisandone la mancanza, deve respingere la petizione senza entrare nel merito (DTF 123 III 49 consid. 1a; 116 II 196; 97 II 371 consid. 2). Le condizioni di ammissibilità di questo genere di azione sono state a più riprese precisate: presupposto indispensabile è l'esistenza di un interesse legittimo della parte attrice a vedere chiarito sollecitamente un rapporto giuridico controverso. L'interesse è ritenuto dato quando risulti un'insicurezza in punto ad un rapporto giuridico, quando tale incertezza giuridica costituisce per l'attore una minaccia suscettibile di inconvenienti se non viene eliminata oppure ancora quando l'azione di accertamento appaia il mezzo appropriato per eliminare questa insicurezza. L'interesse giuridico deve risultare concreto ed attuale, e non solo potenziale; può trattarsi anche di un interesse di fatto - ad esempio di natura puramente economica - a condizione però che sia essenziale e degno di protezione (DTF 120 II 20 consid. 2a; 114 II 253 consid. 2a). La giurisprudenza ha stabilito in modo relativamente ampio i limiti di una domanda di accertamento, ammettendo, ad esempio, anche la constatazione di fatti appartenenti al passato; l'ammissibilità di un'azione di accertamento non dipende infatti dall'applicazione di criteri formali ma bensì dall'interesse dell'attore ad ottenere l'accertamento richiesto (DTF 120 II 20 consid. 2a). Va comunque rilevato che l'azione di accertamento è sussidiaria, essendo ammissibile unicamente quando la constatazione positiva o negativa di un diritto o di un rapporto giuridico (a seconda delle domande formulate) sia l' unico mezzo processuale a disposizione per la tutela di questo diritto o rapporto giuridico; non si giustifica invece quando è possibile far valere questo diritto con un' azione condannatoria o di ripristino (sulla natura, le condizioni e l'ammissibilità di questa azione si vedano in particolare: Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 3a ed., Zurigo 1979, § 24, pagg. 207-211; Vogel, Grundriss des Zivilprozessrechts, 5a ed., Berna 1997, § 34 II, pag. 185-187, Bodmer, Die allgemeine Feststellungsklage im schweizerischen Privatrecht, tesi, Basilea 1984, in particolare sul rapporto tra azione di accertamento e azione condannatoria le pag. da 97 a 107, Cocchi-Trezzini, CPC-TI massimato e commentato, ad art. 71, n. 1-9, pag. 207-210, Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, art. 40 n. 2, art. 43 n. 1.3.2.8).