Citation: 4A_218/2010 06.10.2010 E. 5

Venendo al danno da risarcire all'opponente, l'unica censura sollevata nel ricorso riguarda l'applicazione dell'art. 84 CO. 5.1 Giusta l'art. 84 cpv. 1 CO i debiti pecuniari devono essere pagati con mezzi legali di pagamento della moneta in cui è stato contratto il debito. Se il debito è stato contratto in una valuta estera, il creditore può dunque unicamente far valere una pretesa formulata in tale valuta (DTF 134 III 151 consid. 2.2 pag. 154) e il tribunale adito ha unicamente la facoltà di riconoscere il suo credito in quella stessa valuta (DTF citata consid. 2.4 pag. 155; sentenza 4A_230/2008 del 27 marzo 2009 consid. 5.3.1, in RtiD 2010 I pag. 764). In forza dell'art. 84 cpv. 2 CO, salvo pattuizione contraria il debitore ha invece la possibilità di scegliere se saldare il debito nella moneta in cui è stato contratto il debito oppure nella moneta del Paese nel luogo di pagamento (Alternativermächtigung; DTF citata consid. 2.2 pag. 154 con rinvii). 5.2 La controversia in esame trae spunto da un contratto di compravendita di lamiere il cui prezzo era stato fissato in US$. In sede giudiziaria l'opponente, pur indicando tutti gli importi anche nella valuta originaria, ha tuttavia postulato la condanna della ricorrente al pagamento del danno in franchi svizzeri. Posto che prima dell'appello il problema dell'applicazione dell'art. 84 CO non era mai stato sollevato, il 12 gennaio 2010 il vice presidente della II Camera civile ha invitato le parti a prendere posizione su questo tema. L'opponente ha reagito sostenendo l'inapplicabilità della norma all'attuale causa, siccome volta al risarcimento del danno derivante dal mancato adempimento del contratto e non al pagamento del prezzo. La ricorrente, pur rilevando l'esistenza del problema, ha dichiarato di rinunciare a prevalersi della norma citata. In queste circostanze, i giudici cantonali hanno ritenuto di non dover approfondire la questione. 5.3 Nell'allegato sottoposto al vaglio del Tribunale federale la ricorrente si chiede ora se il Tribunale d'appello non avrebbe comunque dovuto determinarsi sull'applicazione dell'art. 84 CO in virtù del principio iura novit curia e reputa necessario un giudizio a questo riguardo "al fine di mettere chiarezza sull'applicazione dell'art. 84 CO nelle cause condannatorie di natura risarcitoria". A mente dell'opponente, sempre convinta dell'inapplicabilità dell'art. 84 CO alla fattispecie in esame, la richiesta della ricorrente è in contrasto con la buona fede processuale e non può pertanto essere tutelata. 5.4 L'opinione dell'opponente merita di essere condivisa con la seguente precisazione. Nello scritto indirizzato alla Corte d'appello la ricorrente, consapevole del problema posto dall'applicazione dell'art. 84 CO, che le avrebbe permesso di domandare la reiezione della pretesa avversa siccome formulata in franchi svizzeri, non ha dichiarato di rimettersi al giudizio del tribunale cantonale, chiamato ad applicare d'ufficio il diritto federale in virtù dell'art. 87 CPC/TI, bensì ha esplicitamente rinunciato a prevalersi dell'art. 84 CO "per una questione di buona fede processuale, non avendo mai sollevato la questione in precedenza, nonché di economia processuale, trattandosi di una procedura di prima istanza assai complessa e durata alcuni anni". Così facendo, la ricorrente ha espresso la volontà di saldare un eventuale debito in franchi svizzeri, ciò che configura una scelta ai sensi dell'art. 84 CO; essa non può ora tornare sulla sua decisione perché per finire è risultata soccombente. Come osservato dall'opponente, un simile comportamento sarebbe del resto in contrasto con la buona fede processuale e quindi non tutelabile. Nelle circostanze appena descritte, la decisione della Corte ticinese di non esaminare oltre la questione dell'applicazione dell'art. 84 CO e di condannare la ricorrente al pagamento in franchi svizzeri può essere confermata.