Citation: 1A.20/2002 04.07.2002 E. 5

La ricorrente censura infine d'arbitrio la sentenza impugnata riguardo al giudizio sul rimborso delle spese di patrocinio. Ritiene insostenibile la retribuzione oraria di fr. 200.-- e la riduzione a 11 ore delle prestazioni calcolate dalla Corte cantonale. Sostiene che in concreto occorreva riferirsi a una tariffa oraria di fr. 250.-- e rimunerare le prestazioni effettivamente svolte dal legale, le quali hanno comportato un dispendio complessivo di 20 ore. 5.1 Secondo l'art. 3 cpv. 4 LAV le prestazioni dei consultori e l'aiuto immediato da parte di terzi sono gratuiti, i consultori assumendosi inoltre altre spese, quali le spese di medici, di avvocati e processuali per quanto la situazione personale della vittima lo giustifichi. Secondo la giurisprudenza, la LAV assume una funzione sussidiaria rispetto all'assistenza giudiziaria: quando alla vittima venga concessa l'assistenza giudiziaria un intervento dello Stato sulla base dell'art. 3 cpv. 4 LAV non è quindi più giustificato. Per contro, qualora la vittima non ottenga l'assistenza giudiziaria secondo il diritto cantonale, l'autorità competente deve esaminare se la sua situazione personale, segnatamente la sua capacità finanziaria, giustifichi il risarcimento delle spese legali. Nelle esposte circostanze, l'eventuale diniego dell'assistenza giudiziaria non dispensa quindi dal verificare se siano realizzate le condizioni poste dalla LAV. Può tuttavia essere rifiutata l'assunzione di costi connessi a interventi manifestamente inutili (DTF 122 II 211 consid. 4b pag. 218, 121 II 209 consid. 3b e riferimenti). 5.2 Le autorità cantonali hanno ritenuto che la situazione personale della ricorrente giustificava di principio l'assunzione delle spese di patrocinio. Tale circostanza non è mai stata seriamente posta in dubbio e non è qui in discussione, litigiosa essendo unicamente la questione dell'ammontare dei costi legali a carico dello Stato sulla base dell'art. 3 cpv. 4 LAV. Al proposito, la Corte cantonale ha ritenuto eccessiva la richiesta di rifusione dell'intero onorario esposto dal patrocinatore della ricorrente e corrispondente a 20 ore lavorative, argomentando che, per la stesura dell'istanza del 22 ottobre 1998, di 2 pagine, e del complemento del 20 giugno 2000, di 4 pagine, un avvocato diligente non avrebbe impiegato più di 3 ore, mentre per i colloqui e la redazione delle lettere potevano essere riconosciute solo 8 ore, per un totale quindi di 11 ore; la Corte cantonale, scostandosi dall'opinione del Dipartimento, ha poi ritenuto che non si giustificava di applicare per analogia una tariffa oraria di fr. 140.-- valida in materia di gratuito patrocinio, bensì un importo di fr. 200.-- all'ora, secondo la tariffa dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino, del 7 dicembre 1984 (TOA). La valutazione della prestazione del patrocinatore, trattandosi perlopiù di una questione di apprezzamento e di applicazione di tariffe cantonali, spetta principalmente all'autorità cantonale; il Tribunale federale interviene quindi unicamente quando essa ha abusato del suo potere d'apprezzamento (DTF 118 Ia 133 consid. 2b; sentenza 2P.44/1997 del 10 giugno 1997 consid. 5b, pubblicata in RDAT I-1998, n. 11, pag. 38 segg.). Per fissare la retribuzione oraria la Corte cantonale si è riferita alla TOA la quale indica come principi generali la complessità e l'importanza del caso, il valore e l'estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell'avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle parti nonché l'esito conseguito e la sua prevedibilità (cfr. art. 8 TOA). L'art. 10 cpv. 1 TOA prevede, per il calcolo dell'onorario secondo il dispendio di tempo, una tariffa oraria minima di fr. 150.--. La giurisprudenza del Consiglio di moderazione riconosce una retribuzione di fr. 200.-- all'ora nei casi semplici, di fr. 220.-- fino a un massimo di fr. 250.-- nei casi più complessi, mentre la Camera dei ricorsi penali, nell'ambito di procedimenti d'indennità a favore dell'accusato prosciolto (art. 137 segg. CPP/TI), prevede una tariffa oraria minima di fr. 200.-- e massima di fr. 250.--, nei casi di particolare complessità (Rep 1998, n. 126, pag. 381). Nelle esposte condizioni, tenuto conto della relativa semplicità dal profilo giuridico delle operazioni interessate dal mandato, la retribuzione oraria di fr. 200.-- stabilita dai precedenti giudici rientra nei limiti della prassi cantonale e non appare abusiva. Quanto alla determinazione del tempo necessario alla trattazione della pratica, il Tribunale cantonale delle assicurazioni poteva in linea di principio fondarsi sul dispendio medio che un avvocato diligente avrebbe profuso secondo la normale esperienza in un mandato di complessità analoga (Rep 1998, n. 126, pag. 381). Ora, pur tenendo conto del fatto che la fattispecie appariva delicata dal profilo umano e che le prestazioni sono state svolte sull'arco di oltre un anno e mezzo, la Corte cantonale non ha ecceduto nel suo potere d'apprezzamento riconoscendo il rimborso di 11 ore lavorative. D'altra parte, nell'istanza del 22 ottobre 1998 il patrocinatore della ricorrente non aveva esplicitamente chiesto l'assunzione da parte del consultorio delle spese di patrocinio ai sensi dell'art. 3 cpv. 4 LAV: la loro presa a carico non poteva quindi apparire d'acchito manifesta, ciò che imponeva al patrocinatore di limitarsi a compiere gli atti necessari alla tutela degli interessi della vittima. Valutata complessivamente, la rimunerazione stabilita dai giudici cantonali risulta del resto in un rapporto ragionevole con le difficoltà giuridiche della causa e con il risultato conseguito (cfr. DTF 117 Ia 22 consid. 4b; sentenza 1A.169/2001 del 7 febbraio 2002, consid. 3; cfr. pure l'art. 8 TOA).