Citation: 5P.106/2001 28.06.2001 E. 1

bb) Il danno, secondo i giudici cantonali, consiste nelle spese che la controparte, quale creditore pignorante, deve sostenere per impugnare, in un processo di contestazione della graduatoria, la partecipazione della ricorrente allo stesso gruppo di esecuzione: siccome quest' ultima può beneficiare della realizzazione dei beni già pignorati dalla controparte solo grazie al sequestro e al foro esecutivo che ne deriva, ben si deve ammettere che le spese per la contestazione del diritto della ricorrente a partecipare al pignoramento e, quindi per contestare la legittimità del sequestro, vanno garantite nell'ambito del sequestro. La giurisprudenza da tempo ammette che spese inerenti a una procedura giudiziaria possono essere considerate - senza arbitrio - parte del danno da garantire (DTF 113 II 94 consid. 10c, 93 I 278 consid. 5; cfr. anche Stoffel, op. cit. , n. 9 all'art. 273 LEF). La legge stessa indica però che il danno di cui all'art. 273 cpv. 1 LEF può dare origine a una garanzia solo se sta in rapporto di causalità con il sequestro (Stoffel, op. cit. , n. 10 all'art. 273 LEF). Nella fattispecie i giudici cantonali, senza cadere nell'arbitrio, ossia senza incorrere in un giudizio manifestamente insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 125 I 166 consid. 2a) ben potevano ammettere che le spese a carico della controparte per la contestazione del sequestro e la susseguente partecipazione della ricorrente al pignoramento della somma già assegnata alla stessa controparte nel procedimento penale a titolo di risarcimento compensatorio sono in rapporto di causalità con il sequestro e costituiscono una parte essenziale del danno che la controparte subisce nel caso in cui il sequestro stesso dovesse rivelarsi infondato.