Citation: BGE 150 IV 10 E. 4.1

Giusta l'art. 135 cpv. 1 CP, si rende colpevole di rappresentazione di atti di cruda violenza chiunque fabbrica, importa, tiene in deposito, mette in circolazione, propaganda, espone, offre, mostra, lascia o rende accessibili registrazioni sonore o visive, immagini o altri oggetti o rappresentazioni che, senza avere alcun valore culturale o scientifico degno di protezione, mostrano con insistenza atti di cruda violenza verso esseri umani o animali e pertanto offendono gravemente la dignità umana. Il reato sanziona le raffigurazioni della violenza nelle sue forme estreme, ossia della brutalità nell'accezione stretta del termine (Messaggio del 26 giugno 1985 concernente la modificazione del Codice penale e del Codice penale militare [reati contro la vita e l'integrità della persona, il buon costume e la famiglia], FF 1985 II 937 n. 214.9). Da un lato, la norma è intesa essenzialmente a tutela dei giovani e degli adulti, evitando che siano confrontati, senza volerlo, con rappresentazioni di questa natura. Dall'altro lato, è volta a scongiurare l'effetto corruttivo delle rappresentazioni della violenza, suscettibili di incrementare nell'osservatore la propensione ad agire con violenza o ad accettare con indifferenza gli atti di violenza altrui (sentenza 6B_149/2019 dell'11 dicembre 2019 consid. 1.3.2; v. pure DTF 131 IV 16 consid. 1.2). La rappresentazione di atti di cruda violenza giusta l'art. 135 CP si configura pertanto come un reato di esposizione a pericolo astratto (FF 1985 II 939 n. 214.9). BGE 150 IV 10 S. 14