Citation: 1A.62/2006 27.06.2006 E. 3

3.1 Il ricorrente, richiamando la DTF 130 II 14, sostiene in primo luogo che il MPC non avrebbe effettuato la preannunciata cernita dei documenti che intendeva trasmettere, poiché la documentazione (1 classificatore) non è troppo voluminosa. Agendo in tal modo, l'autorità federale avrebbe violato sia la prassi vigente in materia sia il diritto di essere sentito. La critica, speciosa e imprecisa, non regge. 3.2 Secondo la giurisprudenza, l'autorità di esecuzione, dopo aver concesso al detentore la possibilità di addurre i motivi che si opporrebbero alla trasmissione di determinati atti e la facoltà di partecipare alla necessaria cernita, ha l'obbligo di motivare accuratamente la decisione di chiusura (DTF 130 II 14 consid. 4.4 pag. 18; sulle esigenze di motivazione v. DTF 126 I 15 consid. 2a/aa in fine, 97 consid. 2b, 124 II 146 consid. 2a). La cernita della documentazione non spetta quindi esclusivamente all'autorità di esecuzione. Essa non potrebbe infatti ordinare in modo acritico e indeterminato la trasmissione dei documenti, delegandone in maniera inammissibile agli inquirenti esteri la cernita (DTF 130 II 14 consid. 4.3, 127 II 151 consid. 4c/aa pag. 155, 122 II 367 consid. 2c, 112 Ib 576 consid. 14a pag. 604). Questo compito spetta infatti all'autorità svizzera d'esecuzione che, in assenza di un eventuale consenso dei ricorrenti all'esecuzione semplificata (art. 80c AIMP) prima di emanare una decisione di chiusura, come rilevato accuratamente motivata, deve allestire un elenco preciso degli atti da trasmettere, impartendo agli interessati, affinché possano esercitare in maniera concreta ed effettiva il loro diritto di essere sentiti e adempiere al loro dovere di cooperazione, un termine per addurre riguardo a ogni singolo documento gli argomenti che secondo loro si opporrebbero alla consegna. La cernita deve aver luogo anche qualora l'interessato rinunci ad esprimersi (DTF 130 II 14 consid. 4.3 e 4.4, 126 II 258 consid. 9b/aa pag. 262; cfr. anche DTF 127 II 151 consid. 4c/aa; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 479-1, 479-2). 3.3 È vero che l'obbligo di procedere alla cernita non può dipendere dal volume dei documenti sequestrati. Il ricorrente disattende tuttavia che il MPC non ha rinunciato a effettuarla, ma l'ha eseguita senza il concorso delle parti. Certo, mal si comprende perché esso non ha spiegato compiutamente le ragioni di tale sua opinabile scelta. Queste emergono nondimeno dall'iter procedurale. Dopo che il MPC aveva acquisito la documentazione bancaria litigiosa il legale del ricorrente, con memoriale del 5 ottobre 2005, gli ha trasmesso, a giustificazione degli accrediti litigiosi avvenuti sulla sua relazione, documenti contrattuali che dimostrerebbero l'inutilità degli atti sequestrati per il procedimento estero e ha dichiarato la disponibilità del cliente ad essere sentito. Il MPC, con lettera del 2 novembre 2005, ha rilevato che avrebbe contattato il legale al fine di "fissare le modalità del triage della documentazione bancaria, triage che avrà luogo verosimilmente in presenza dell'autorità rogante". Il 7 novembre successivo il legale ha precisato di attendere la convocazione per la cernita, sottolineando nondimeno di opporsi al fatto ch'essa avvenga alla presenza delle autorità estere: ciò per evitare che informazioni ottenute in tale ambito siano divulgate sulla stampa estera prima della chiusura della procedura di assistenza. Il 1° dicembre seguente, il MPC, ricordato che nel quadro dell'udienza preliminare nel procedimento penale estero tutti gli atti del procuratore italiano, e quindi anche il complemento del 21 luglio 2005, dovevano essere presentati al giudice, affinché le persone toccate dal procedimento potessero prenderne atto, ha osservato che doveva ancora esaminare la documentazione trasmessagli dal legale per decidere il proseguo della procedura. Il patrocinatore, allegando articoli di stampa su fatti oggetto delle inchieste estere, ha ribadito l'opposizione alla presenza di magistrati esteri alla cernita.