Citation: 2C_733/2014 E. 5.2

5.2. Chiamato ad esprimersi su un caso di revoca del permesso di domicilio pronunciato nei confronti di una persona che aveva subito molteplici condanne per reati di minore entità, il Tribunale federale ha di recente esposto la giurisprudenza in materia e quindi ricordato che (sentenza 2C_699/2014 del 1° dicembre 2014 consid. 3.3) : Nella DTF 137 II 297, le condizioni per una revoca in base all'art. 63 cpv. 1 lett. b LStr sono state negate nel caso concernente una persona condannata per 16 volte nell'arco di un periodo di 10 anni per reati contro il patrimonio e infrazioni alle norme che regolano il soggiorno degli stranieri, dopo avere osservato che i primi erano relativamente lontani nel tempo e che, con la concessione del permesso poi revocato, le seconde non potevano più essere considerate. Nella sentenza 2C_273/2010 del 6 ottobre 2010, le condizioni per una revoca in base all'art. 63 cpv. 1 lett. b LStr sono state negate ed il dossier è stato rinviato all'istanza precedente per nuovi accertamenti, nel caso concernente una persona oggetto di isolate condanne penali, di esecuzioni per un importo di circa fr. 200'000.-- così come di attestati di carenza beni per un importo di circa fr. 100'000.--, siccome la stessa aveva fatto valere sforzi per rimediare alla propria situazione finanziaria. Nella sentenza 2C_310/2011 del 17 novembre 2011, le condizioni per una revoca in base all'art. 63 cpv. 1 lett. b LStr sono state ammesse nel caso concernente una persona oggetto di condanne continue nell'arco di un periodo di 10 anni (in particolare, per furto e gravi infrazioni alle norme della circolazione stradale) e che aveva accumulato debiti legati ad obblighi di diritto pubblico per importi rilevanti (imposte, tasse di giustizia, premi della cassa malattia), considerando che la stessa aveva dato prova di un sistematico disprezzo dei limiti e degli obblighi posti dalla legge. Nella sentenza 2C_160/2013 del 15 novembre 2013, le condizioni per una revoca in base all'art. 63 cpv. 1 lett. b LStr sono state ammesse nel caso concernente una persona che non si era resa colpevole di gravi reati, ma che era stata sanzionata per lesioni semplici già da minorenne, aveva continuato a delinquere con regolarità anche da adulto (lesioni semplici, vie di fatto, infrazioni alle norme della circolazione) ed aveva inoltre ignorato gli ammonimenti che le erano stati indirizzati dalle autorità, dando così prova di non volere o di non essere in grado di rispettare l'ordinamento giuridico elvetico e di non sapere fornire garanzie in tal senso nemmeno per il futuro. Proprio con la sentenza 2C_699/2014 del 1° dicembre 2014, nella quale si trova il riassunto della giurisprudenza appena esposto, il Tribunale federale ha quindi tutelato una revoca pronunciata nei confronti di una persona condannata 18 volte tra il 1996 e il 2012 (prevalentemente per reati in materia di circolazione stradale e in materia di esecuzione e fallimento) a pene privative della libertà per un totale di 116 giorni, a pene pecuniarie pari a 50 aliquote di fr. 50.-- ciascuna e a 20 aliquote di fr. 60.-- ciascuna nonché a multe per un importo totale di fr. 4'180.-- e nel contempo oggetto di esecuzioni per fr. 595'325.65 rispettivamente di attestati di carenza beni per fr. 296'681.40. Seppur segnalando di avere a che fare con un caso limite, il Tribunale federale ha in effetti nuovamente concluso che, tenuto conto del sistematico disprezzo dei limiti e degli obblighi posti dalla legge, il motivo di revoca di cui all'art. 63 cpv. 1 lett. b LStr dovesse essere ammesso.