Citation: 2A.628/2006 27.03.2007 E. 4.1

La ricorrente non può neanche appellarsi all'art. 8 CEDU, che garantisce il rispetto della vita privata e familiare. Affinché tale norma sia applicabile occorre, secondo la prassi, che tra lo straniero che domanda un permesso di dimora e la persona della sua famiglia che beneficia del diritto di risiedere in Svizzera esista una relazione stretta, intatta ed effettivamente vissuta (DTF 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II 377 consid. 1b e riferimenti). Dal momento che, come osservato in precedenza, tali presupposti non sono in concreto adempiuti, la ricorrente non può quindi invocare detto disposto. 4.2 Nemmeno la Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (RS 0.107) le è di sostegno, dato che dalla medesima non scaturisce alcun diritto al rilascio del permesso richiesto (DTF 126 II 377 consid. 5). 4.3 Infine, nella misura in cui la ricorrente chiede che lei e il figlio siano ammessi provvisoriamente in Svizzera ai sensi dell'art. 14a LDDS, il ricorso sfugge ad esame di merito in virtù dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 5 OG.