Citation: 2A.163/2005 22.03.2005 E. 2

2.1 I fatti accertati dal Tribunale amministrativo i quali - per quanto concerne gli elementi determinanti ai fini del giudizio, non sono manifestamente inesatti o incompleti - sono vincolanti per questa Corte (art. 105 cpv. 2 OG). Le critiche rivolte all'accertamento di alcuni punti, che comunque sono irrilevanti in concreto, vanno quindi disattese. Nella fattispecie emerge dalla sentenza querelata - ciò che peraltro il ricorrente non contesta - che dal 1° luglio 2004 i coniugi A.________ vivono separati, ognuno organizzando autonomamente la propria vita. Orbene, riguardo a questa constatazione, il ricorrente non dimostra né fornisce la prova che vi sia la possibilità o perlomeno la volontà di entrambi i coniugi di una ripresa della vita comune. In effetti, egli non ha presentato alcun elemento concreto che provi che vi sia un effettivo e reale ravvicinamento tra i consorti come anche non ha dato alcuna indicazione su cosa e quanto avrebbe intrapreso per concretizzare la sua pretesa speranza di riconciliarsi con sua moglie. In queste condizioni, non vi è nessun elemento agli atti che permette di ritenere che la separazione sia provvisoria, il ricorrente limitandosi a far menzione della sua intenzione di riprendere la vita coniugale interrotta. È quindi chiaro che non sussiste più né una vera e propria relazione sentimentale tra gli interessati né la volontà di entrambi i coniugi - al di là del semplice parlato - di una ripresa della vita comune. Di conseguenza, è dunque senza incorrere nella violazione del diritto federale che la Corte ticinese è giunta alla conclusione che il ricorrente, abusando dei diritti che gli derivano dall'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, si richiamava ad un matrimonio esistente soltanto sulla carta al solo scopo di potere fruire dell'autorizzazione a soggiornare in Svizzera (sulla nozione di abuso di diritto, cfr. DTF 128 II 145 consid. 2.2; 127 II 49 consid. 5a; 123 II 49 consid. 4 e 5; 121 II 97 consid. 2 e 4). 2.2 In queste circostanze, il fatto che il ricorrente sia stato costretto dalla consorte a lasciare il domicilio coniugale oppure la circostanza che egli si sia integrato ed abbia un lavoro non sono di rilievo ai fini del giudizio. 2.3 Visto quanto precede, è quindi a ragione che la corte cantonale ha considerato che non era più adempiuta una condizione imposta all'atto di concessione del permesso di dimora del cui ricorrente: la revoca di detto permesso - per i pertinenti motivi esposti nella sentenza impugnata che vengono qui interamente condivisi - non disattende pertanto l'art. 9 cpv. 2 lett. b LDDS ed è rispettosa del principio della proporzionalità. Il Tribunale federale non può invece - nel senso di un controllo dell'adeguatezza (opportunità, cfr. DTF 116 Ib 353 consid. 2b) della revoca contestata - sostituire il proprio potere d'apprezzamento a quello di cui dispone la competente autorità cantonale (cfr. DTF 125 II 521 consid. 2a, 105 consid. 2a e rispettivi riferimenti). 2.4 Per quanto riguarda la figlia B.A.________, si deve considerare che ella era stata autorizzata a risiedere in Svizzera al solo scopo di poter stare vicino al padre. Con la revoca del permesso di dimora di quest'ultimo vengono pertanto a cadere le condizioni affinché ella possa continuare a soggiornare nel nostro Paese. Anche da questo punto di vista la decisione impugnata, ai cui pertinenti considerandi si rinvia, non presta dunque il fianco a nessuna critica.