Citation: 4A_569/2014 E. 2

Nella fattispecie, supponendo che il ricorrente ottenga le misure cautelari in accoglimento delle sue conclusioni, gli verrebbe assegnato un termine secondo l'art. 263 CPC per presentare una petizione, senza di che le misure decaderebbero. Più tardi, non appena la petizione sarebbe decisa con una sentenza cresciuta in giudicato, le misure cautelari decaderebbero secondo l'art. 268 cpv. 2 CPC, a meno che il tribunale non decida in modo diverso. Gli effetti delle misure sarebbero dunque, se del caso, limitati alla durata del processo a iniziare. L'esigenza di un pregiudizio irreparabile, prevista dall'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF, non riguarda solo il ricorso contro una decisione che concede misure cautelari, ma anche il ricorso diretto contro una decisione che le rifiuta (sentenze 4A_40/2014 del 7 marzo 2014, consid. 5; 4A_9/2013 del 18 giugno 2013, consid. 5; 4A_478/2011 del 30 novembre 2011, consid. 1.1, SJ 2012 I 468). Essa si applica dunque nel caso di specie. Nel suo atto rivolto al Tribunale federale il ricorrente non ha esposto perché, dal rifiuto di emanare le misure cautelari richieste, egli si troverebbe presumibilmente minacciato da un pregiudizio irreparabile di natura giuridica; il ricorso risulta quindi inammissibile giusta l'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF.