Citation: 5A_846/2024 E. 5.1

5.1. In materia di rapimento internazionale di minori, gli obblighi imposti agli Stati contraenti dall'art. 8 CEDU devono essere segnatamente interpretati alla luce della CArap. Determinante è sapere se sia stato raggiunto il giusto equilibrio tra gli interessi in gioco - del minore, dei genitori e dell'ordine pubblico - nel margine di apprezzamento di cui godono gli Stati in tale ambito, tenendo presente tuttavia che l'interesse del minore è prioritario. L'interesse del minore contiene un duplice aspetto. Esso impone infatti, da un lato, di mantenere i legami del minore con la sua famiglia (tranne nei casi in cui la famiglia si sia dimostrata particolarmente inadatta) e, d'altro lato, di garantire lo sviluppo del minore in un ambiente sano, per cui un genitore non può avere il diritto, in virtù dell'art. 8 CEDU, di far adottare misure che danneggerebbero la sua salute (v. sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo Thompson contro Russia del 30 marzo 2021, n. 36048/17 § 47-48 e 50; Vladimir Ushakov contro Russia del 18 giugno 2019, n. 15122/17 § 77-78 e 80; sentenza 5A_643/2020 dell'11 settembre 2020 consid. 6 con rinvii). Nel quadro di una domanda di ritorno di un minore fondata sulla CArap, il concetto di interesse superiore del minore deve essere valutato alla luce delle eccezioni previste da tale convenzione, segnatamente dell'esistenza di un "grave rischio" nel senso dell'art. 13 cpv. 1 lett. b CArap. Questo compito spetta in prima istanza alle autorità nazionali dello Stato richiesto, che hanno, tra l'altro, il vantaggio di avere contatti diretti con le parti interessate. Nell'adempimento del loro compito, i tribunali nazionali godono di un margine di apprezzamento che, tuttavia, rimane soggetto al controllo europeo in virtù del quale la Corte europea dei diritti dell'uomo verifica se questi ultimi, nell'applicare e interpretare le disposizioni della CArap, abbiano assicurato le garanzie della CEDU, in particolare quelle dell'art. 8 CEDU (v. sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo Thompson contro Russia del 30 marzo 2021, n. 36048/17 § 51; Vladimir Ushakov contro Russia del 18 giugno 2019, n. 15122/17 § 81; sentenza 5A_643/2020 citata consid. 6 con rinvii).