Citation: 8C_289/2018 E. 4.2

4.2. Il ricorrente, posto che è mancino, critica innanzitutto il salario di fr. 439'000.- accertato dal Tribunale delle assicurazioni, desunto dalla procedura in ambito AI, mentre lo stesso al momento dell'infortunio era di fr. 15'600.- mensili per poi passare a fr. 6'700.- al momento della presentazione del ricorso. A torto, la Corte cantonale avrebbe altresì concluso, senza accertamenti, che il ricorrente sia il proprietario della società datrice di lavoro. Il ricorrente rileva che svolge soltanto le mansioni di direttore d'azienda, come riferito dalla Corte cantonale, ma rinviando alla testimonianza di F.________ e alle proprie dichiarazioni del 6 giugno 2012 e del 6 novembre 2015, osserva che una parte del lavoro era svolto in fabbrica. Il rapporto SMR è oltremodo generico. Egli richiama anche lo scritto del 29 agosto 2017 di SA G.________, il quale conferma che sono state assunte persone in sostituzione dell'attività del ricorrente. Il Tribunale delle assicurazioni impone al ricorrente una modalità schematistica che non trova ragione di essere applicata. In maniera impropria la Corte cantonale avrebbe poi evocato l'obbligo di ridurre il danno siccome, visto che almeno la metà del tempo la passava in fabbrica, la quale necessitava una grande funzionalità. Giova ricordare che il concetto d'invalidità è riferito ad un mercato del lavoro equilibrato, nozione quest'ultima teorica e astratta implicante (DTF 134 V 64 consid. 4.2.1 S. 70 seg.), da una parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall'altra, l'esistenza di un mercato strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di lavoro diversificati. Secondo questi criteri si dovrà di volta in volta stabilire se l'invalido possa mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire un reddito tale da escludere il diritto ad una rendita. In particolare, l'esistenza di una simile opportunità dovrà essere negata qualora le attività esigibili dall'interessato lo siano in una forma talmente esigua da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale o siano reperibili solo in misura molto ridotta cosicché le possibilità occupazionali appaiono sin dall'inizio escluse o perlomeno non realistiche (DTF 110 V 273 consid. 4b pag. 276; sentenza U 295/03 del 16 ottobre 2006 consid. 5.4).