Citation: 1C_308/2019 E. 1.2

1.2. Il ricorrente, tenuto a dimostrare la sua legittimazione a ricorrere (sentenze 1C_351/2018 del 27 novembre 2018 consid. 1.4 e 1C_336/2018 del 31 agosto 2018 consid. 1.3, in: RtiD I-2019 n. 23 pag. 126), la fonda rettamente sull'art. 89 cpv. 2 lett. c LTF, secondo cui i Comuni sono legittimati a insorgere se fanno valere la violazione di garanzie loro conferite dalla Costituzione federale o da quella cantonale. È questo il caso per la garanzia della loro autonomia, sancita dagli art. 50 cpv. 1 Cost. e 16 cpv. 2 Cost./TI. Il Comune fruisce di autonomia tutelabile in quelle materie che la legislazione cantonale non regola esaurientemente, ma lascia completamente o in parte al relativo ordinamento comunale, conferendogli una notevole libertà di decisione (DTF 143 I 272 consid. 2.3.2 pag. 278; 143 II 120 consid. 7.2 pag. 133 seg.). Il Comune ticinese beneficia in linea di principio nel campo edilizio e della pianificazione del territorio di un ampio margine di decisione e di apprezzamento, che la giurisprudenza fa rientrare nell'autonomia tutelabile, in particolare nell'allestimento del proprio piano regolatore, nell'adozione delle relative norme di attuazione, nonché nella loro applicazione (DTF 142 I 26 consid. 3.5 e rinvii pag. 31). In un ricorso fondato sull'autonomia comunale, questa garanzia dev'essere invocata in maniera sufficientemente motivata (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 143 II 120 consid. 7.1 pag. 133; sentenza 1C_351/2018, citata, consid. 1.5). Il Comune può fare valere che un'autorità cantonale avrebbe abusato del proprio potere di esame o che avrebbe interpretato e applicato erroneamente le norme rientranti nel quadro della sua autonomia. In relazione alla sua autonomia il Comune può invocare anche altri diritti costituzionali, segnatamente, come nella fattispecie, la protezione dall'arbitrio e la tutela della buona fede (art. 9 Cost.), nonché i principi dell'attività dello Stato ai sensi dell'art. 5 Cost. (DTF 144 I 193 consid. 7.4.1 pag. 201 e rinvii).