Citation: 5A_489/2013 E. 5.1

5.1. Nel merito, il ricorrente ritiene in primo luogo che l'opponente abbia commesso un manifesto abuso di diritto (e pure una violazione del divieto d'arbitrio), tardando ad eccepire l'irregolarità del foro esecutivo. Rammenta, in fatto, che l'opponente, dopo aver sollevato pretestuosa opposizione, aveva ritenuto opportuno disertare, senza alcun buon motivo, l'udienza di contraddittorio fissata in Pretura, privandosi in tal modo della possibilità di sollevare obiezioni circa la fondatezza e la legittimità della procedura esecutiva; obiezioni che non solleverà nemmeno alla ricezione della convocazione per procedere al pignoramento (9 gennaio 2013), bensì soltanto ben cinque mesi dopo la ricezione dell'avviso di pignoramento (13 novembre 2012), nel quadro del suo ricorso al Tribunale di appello. Considerata la formazione giuridica completa d'avvocato di cui gode l'opponente, il ricorrente ritiene inspiegabile che quest'ultimo non abbia eccepito la nullità se non in sede di ricorso, a meno che non si ammetta che egli abbia agito in tal modo in manifesta malafede, nel preciso disegno di far perdere tempo e denaro al creditore procedente. La fondatezza di quest'ultima ipotesi appare suffragata, sempre a detta del ricorrente, dalla ricca corrispondenza con la quale l'opponente ha promesso di pagare il dovuto, arrivando addirittura ad affermare di aver effettuato il relativo bonifico bancario.