Citation: 8G.94/2003 17.10.2003 E. 2

2.1 Giusta l'art. 346 cpv. 1 prima frase CP, l'autorità competente per il procedimento e il giudizio di un reato è quella del luogo in cui esso è stato compiuto; se l'agente ha compiuto il reato in più luoghi o se l'evento si è verificato in più luoghi, sono competenti le autorità del luogo in cui fu aperta la prima istruzione. Secondo l'art. 7 cpv. 1 CP, un crimine o un delitto si reputa commesso tanto nel luogo in cui l'agente lo compie, quanto in quello in cui si verifica l'evento. Questa disposizione è però applicabile soltanto ove l'autore abbia compiuto il reato all'estero; solo in questo caso l'evento verificatosi in Svizzera può giustificare, in caso di contestazione, il foro del luogo dell'evento. L'art. 7 CP non può essere, per reati commessi interamente in Svizzera, di soccorso per determinare il foro competente ai sensi dell'art. 346 CP (DTF 120 IV 146 consid. 2a). 2.2 Premesso come le opere architettoniche siano considerate protette dall'art. 2 cpv. 2 lett. d ed e, e cpv. 4 LDA (v. DTF 120 II 65), è pacifico che i fatti come descritti negli esposti delle due procure cantonali cadono sotto la LDA. Le disposizioni penali che entrano in discussione nella fattispecie sono quelle dell'utilizzazione dell'opera sotto designazione falsa (art. 67 cpv. 1 lett. a LDA) e di modifica dell' opera medesima (lett. c). Dal momento che la LDA non contiene una disposizione espressa sul foro penale competente - salvo affermare al suo art. 73 cpv. 1 che la competenza spetta ai cantoni -, si applicano i principi generali enunciati negli art. 346-351 CP (Troller, Précis du droit suisse des biens immatériels, Basilea-Ginevra-Monaco 2001, § 68 n. 2, pag. 390).