Citation: 6B_66/2009 30.10.2009 E. 3

3.1 La Corte cantonale ha rilevato che il comportamento di B.________ avrebbe di per sé adempiuto gli estremi del reato di lesioni colpose (art. 125 CP), commesso per omissione (art. 11 CP). Ha ravvisato nella mancata recinzione del pascolo in modo conforme alle raccomandazioni SPIA una negligenza del proprietario dei cavalli. Ha inoltre ritenuto che se il recinto fosse stato costruito correttamente, con alta probabilità i cavalli non sarebbero fuggiti e la bambina non sarebbe stata ferita. La precedente istanza ha nondimeno concluso che tale omissione era relegata in secondo piano per il fatto che il padre della vittima aveva commesso una grave imprudenza precedendo i cavalli nel ricondurli nel recinto, tanto più che aveva con sé la figlia. 3.2 La ricorrente contesta l'interruzione del nesso di causalità rilevata dalla Corte cantonale. Sostiene che il comportamento del padre non sarebbe stato oggettivamente imprevedibile, né costituirebbe, in un contesto rurale, una circostanza straordinaria il fatto ch'egli sia stato accompagnato dalla figlia. Richiama al riguardo un rapporto del 9 gennaio 2008 dell'Istituto nazionale svizzero di allevamento equino di Avenches, secondo cui, in mancanza della possibilità di un intervento a breve termine da parte del detentore dei cavalli, della polizia o di eventuali persone pratiche in materia, sarebbe ragionevole attendersi da una persona responsabile che in una situazione simile intervenga in modo autonomo. Che il comportamento effettivamente adottato dal genitore non sia stato opportuno e professionale, non rappresenterebbe poi una circostanza eccezionale, non essendo egli esperto di cavalli ed avendo agito al fine di prestare aiuto. La ricorrente rimprovera infine alla precedente istanza di avere in particolare manifestamente disatteso l'art. 82 della legge sulla giustizia penale del Cantone dei Grigioni, dell'8 giugno 1958 (LGP), confermando una sospensione del procedimento non giustificata da motivi oggettivi: una valutazione complessiva delle prove permetterebbe infatti di nutrire quanto meno dubbi tali da non potere escludere una condanna del proprietario dei cavalli.