Citation: 2C_44/2021 E. 4.2.2

4.2.2. Ora, gli insorgenti ritengono leso l'art. 26 Cost. "in rapporto ai redditi effettivamente percepiti", con conseguente erosione progressiva della loro sostanza su diverse annualità. L'argomentazione non può essere tuttavia condivisa. Di principio, il fatto che, durante un periodo limitato, il reddito a disposizione del contribuente non basti a far fronte ai suoi oneri fiscali senza intaccare la sostanza, non comporta infatti automaticamente una lesione dell'art. 26 in relazione con l'art. 36 cpv. 4 Cost. (essenza della proprietà; DTF 143 I 73 consid. 5.1 e 5.2; 106 Ia 342 consid. 6c; sentenze 2C_324/2017 del 28 luglio 2017 consid. 3.1 e 2C_277/2008 del 26 settembre 2008 consid. 4.1, con rinvio alla DTF 106 Ia 342 consid. 6c; ROCCO FILIPPINI, L'imposizione confiscatoria - Il divieto di un'imposizione confiscatoria non impedisce di intaccare direttamente la fonte dei redditi, in: Novità fiscali del Centro di competenze tributarie della SUPSI, n. 5/2017, pag. 153 segg.). In relazione alla detenzione del pacchetto azionario di una società, un'imposizione confiscatoria non è inoltre data nemmeno se: (a) il valore intrinseco delle azioni aumenta senza imposizione del suo rendimento, in ragione del fatto che i ricavi della società vengono tesaurizzati invece di essere distribuiti; (b) benché importante, il carico fiscale resta comunque al di sotto del rendimento medesimo. Quando il contribuente rinuncia volontariamente a un rendimento sufficiente per ragioni proprie (familiari, in relazione all'aspettativa di una realizzazione futura, ecc.), deve infatti anche assumersene le conseguenze sul piano fiscale, senza potersi richiamare all'art. 26 Cost. (DTF 143 I 73 consid. 5.2; sentenza 2C_837/2015 del 23 agosto 2016 consid. 4.1).