Citation: H 177/01 15.11.2002 E. 2.3

2.3.1 Il ricorrente chiede per la prima volta il richiamo della Banca X.________ di L.________ di tutti gli atti relativi alla concessione dei finanziamenti alla comunione ereditaria C.________ e alla S.________ SA. Per quanto concerne siffatta richiesta, va ricordato che quando il potere d'esame del Tribunale federale delle assicurazioni avviene, come nel caso di specie, nei limiti dell'art. 105 cpv. 2 OG, la possibilità di allegare fatti nuovi o di far valere nuovi mezzi di prova è molto ridotta. In particolare, sono ammissibili solo quei mezzi di prova che l'istanza inferiore avrebbe dovuto assumere d'ufficio e la cui omissione è costitutiva di violazione di norme procedurali essenziali (DTF 121 II 99 consid. 1c, 120 V 485 consid. 1b con riferimenti). A maggior ragione le parti non possono invocare davanti al Tribunale federale delle assicurazioni fatti nuovi, che sarebbero state in grado di presentare - o che incombeva loro di far valere, in virtù del dovere di collaborazione all'istruzione della causa - già davanti alla giurisdizione inferiore. Allegazioni tardive non permettono di qualificare siccome incompleti o inesatti giusta l'art. 105 cpv. 2 OG gli accertamenti di fatto operati dai primi giudici (DTF 121 II 100 consid. 1c, 102 Ib 127). Ora, nella risposta 25 ottobre 1999 al Tribunale cantonale, R.________ aveva chiesto l'assunzione di varie prove, ma non di quella di cui ora si prevale. Né l'interessato, e per esso il suo patrocinatore, avevano richiesto delucidazioni o formulato domande integrative all'indirizzo dell'istituto bancario dopo che quest'ultimo era stato richiesto dalla precedente istanza di rispondere ad alcune questioni concernenti la causa. Mediante scritto del 13 febbraio 2001 il patrocinatore del ricorrente si era infatti limitato a inferire conclusioni a suo favore dalla presa di posizione della Banca X.________ . È solo con il ricorso a questa Corte che l'interessato cerca ora di porre rimedio alla sua pregressa omissione, postulando, tardivamente, l'assunzione della prova. Se ne deve concludere che la richiesta non merita tutela giurisdizionale. 2.3.2 Con riferimento alla pretesa necessità di richiamare dall'Ufficio di esecuzione e fallimenti (UEF) di L.________ l'incarto completo relativo alle relazioni tra la società fallita e la cassa di compensazione dal 29 gennaio 1997 in avanti, giova qui ricordare che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di documentazione, ritenuto che è preciso dovere processuale delle parti indicare con esattezza - dopo aver proceduto come lo consente il diritto di consultazione dedotto dall'art. 8a cpv. 1 LEF (cfr. sull'estensione di siffatto diritto: Peter, Commento basilese, no. 15 all'art. 8a LEF) - i documenti atti a dimostrare i motivi di discolpa invocati a sostegno del loro corretto agire (cfr. sentenza del 23 luglio 2002 in re G., H 170/01, consid. 3.3). Le parti, a maggior ragione se patrocinate da un legale, devono così procedere in modo selettivo e mirato all'offerta e alla produzione dei mezzi di prova rilevanti per il giudizio, indicandone partitamente gli elementi che li individuano e caratterizzano nonché l'obiettivo probatorio perseguito con la richiesta. Scopo evidente di siffatto rigore formale è di consentire all'autorità giudicante di valutare la rilevanza di ogni mezzo di prova ritualmente offerto (cfr. sentenza citata del 23 luglio 2002 in re G., ibidem). L'asserita violazione del diritto di essere sentito non può pertanto essere fondata sul fatto che i primi giudici non abbiano dato seguito alla domanda generica di edizione dell'intero incarto dell'UEF di L.________ dal momento che il ricorrente non si è preoccupato, malgrado ciò rientrasse nelle sue possibilità, di procurarsi tale materiale probatorio e nemmeno ha indicato gli atti specifici - tra quelli presenti in incarti fallimentari di regola parecchio corposi e articolati - da assumere. Ne consegue che non sussiste in concreto alcuna violazione del diritto di essere sentito da parte della precedente istanza. 2.3.3 Superflua, ai fini del giudizio, risulterebbe inoltre l'acquisizione, dalla Cassa, della documentazione relativa alla situazione debitoria della S.________ SA al 29 settembre 1993 e al 29 gennaio 1997, ritenuto che l'ammontare del danno di fr. 285'042.35, corrispondente al totale dei contributi rimasti impagati durante il periodo intercorso tra l'entrata e l'uscita effettiva del ricorrente dal consiglio di amministrazione (cfr. DTF 126 V 61, 134, 123 V 172), è stato riconosciuto dal medesimo. Per quanto attiene al richiamo, dall'Autorità competente, della documentazione relativa ai sussidi spettanti alla S.________ SA, rispettivamente alla comunione ereditaria C.________ , in relazione al progetto "G.________ ", si osserva che la richiesta, concernente più che altro i rapporti interni, di natura privata, tra la comunione ereditaria e la fallita - la quale, in base al contratto di appalto agli atti, operava solo quale impresa generale di costruzione - , può restare inevasa dal momento che, per quanto si dirà ancora, essa risulterebbe comunque irrilevante ai fini del giudizio. Ad ogni modo, sia rilevato a titolo abbondanziale, se R.________ avesse voluto conoscere la situazione contabile riferita al sussidio federale per il progetto "G.________ " ritenendo che vi fossero o potessero esservi state commistioni finanziarie tra la comunione ereditaria C.________ e la fallita, egli avrebbe potuto e dovuto formulare, in occasione delle sue osservazioni del 13 febbraio 2001, precise domande integrative alla Banca X.________ . L'omissione in prima sede, imputabile ad imprevidenza del ricorrente, non può essere sanata davanti a questa Corte avuto riguardo al suo limitato potere di cognizione (cfr. Consid. 1.1). 2.3.4 In merito alla richiesta di audizione del contabile della S.________ SA, M.________ , nonché del revisore della fallita, P.________ , il ricorrente avrebbe dovuto indicare, in modo chiaro e preciso, già in sede cantonale su quali fatti i due testi si sarebbero dovuti esprimere. Ciò che non è stato. Ad ogni modo, i problemi di liquidità e le serie difficoltà finanziarie che da tempo attanagliavano la fallita erano noti a tutte le parti in causa, sicché le testimonianze richieste ad altro non avrebbero potuto portare se non alla conferma delle già note circostanze. 2.3.5 Con riferimento alla mancata disposizione di una perizia, il cui allestimento era già stato richiesto, in maniera del tutto generica, in sede cantonale, non è dato di sapere se il ricorrente intenda invocare una verifica di natura contabile riferita alla situazione patrimoniale e/o reddituale della fallita oppure un esame riguardante il progetto immobiliare denominato "G.________ " di cui agli atti risultano esservi già due rapporti, allestiti nel 1991 e nel 1994. L'insorgente non avendo esposto i fatti specifici che vorrebbe fossero accertati, non può dolersi del fatto che non si faccia capo ai lumi peritali. 2.4 Visto quanto precede, non sussiste motivo di accedere all'ulteriore assunzione probatoria richiesta con il gravame, ritenuto che effettivamente il materiale processuale agli atti già consentiva ai primi giudici di determinarsi in termini processualmente inoppugnabili e che la valutazione anticipata delle prove operata dalla Corte cantonale non ha in concreto prodotto alcuna violazione del diritto di essere sentito da parte di quest'ultima.