Citation: 1C_630/2017 E. 3.2

3.2. Anche in questo contesto la ricorrente, insistendo in maniera ripetitiva sugli antefatti della decisione dell'11 gennaio 2010, si limita a criticare le modalità secondo le quali sarebbe stata avviata e condotta la procedura volta all'adozione della nuova variante di piano regolatore. Queste censure esulano dall'oggetto del litigio, ritenuto ch'ella neppure sostiene che il Comune, dopo aver rettamente informato la popolazione (art. 26 LST), avrebbe già adottato e pubblicato la variante (art. 27 LST), ch'ella l'avrebbe già impugnata dinanzi al Governo (art. 28 LST) e che quest'ultimo l'avrebbe approvata (art. 29 LST), unica decisione che potrebbe essere oggetto di ricorso alla Corte cantonale (art. 30 LST). La ricorrente, non spiega perché la decisione impugnata disattenderebbe la citata chiara regolamentazione, da lei neppure menzionata. Censurando nel merito direttamente dinanzi alla Corte cantonale la volontà del Comune di istituire un nuovo vincolo pianificatorio, peraltro non ancora adottato, ella disattende che tali critiche sono premature. Le ipotesi, illazioni e congetture da lei addotte riguardo all'adozione della nuova variante del piano regolatore, ossia che la nuova zona di pianificazione non sarebbe nell'interesse del Comune, ma di non meglio precisati investitori privati, che rappresenterebbe un progetto irrealizzabile e finanziariamente non sopportabile e che verrebbe attuata senza la partecipazione della popolazione e l'avallo di tutti i membri del Municipio, non possono essere esaminate in questa sede, come nemmeno le critiche sugli antefatti anteriori relativi alla sentenza dell'11 gennaio 2010, che esulano dall'oggetto del litigio in esame. Le pretese violazioni degli art. 15, 18 e 21 LPT e di determinate garanzie della CEDU sono quindi prive di consistenza, ritenuto che non è stato esaurito il corso delle istanze cantonali. Insistendo sul fatto che il Dipartimento del territorio, da lei ritenuto quale autorità di vigilanza, non avrebbe adempiuto a tale compito, ella parrebbe peraltro disattendere ch'esso deve procedere a una verifica d'ordine generale del piano o della variante sottopostagli dal Municipio, esprimendosi sulla sua conformità con la pianificazione direttrice, la legislazione federale e cantonale e sul coordinamento con le pianificazioni dei Comuni vicini (art. 25 cpv. 2 e 3 LST).