Citation: 6B_916/2021 E. 3.4

3.4. Con riguardo alla sua situazione familiare, a mente del ricorrente l'autorità cantonale avrebbe valutato in modo arbitrario le dichiarazioni rilasciate sia dalla moglie sia dal figlio. La censura non necessita di un esame di merito perché, anche se fosse fondata, sarebbe ininfluente sull'esito della causa (v. art. 97 cpv. 1 LTF). I legami familiari hanno una rilevanza per determinare se il ricorrente possa invocare il diritto al rispetto della vita familiare. Poiché il figlio del ricorrente è ormai maggiorenne, la loro relazione non rientra più tra quelle tutelate dall'art. 8 n. 1 CEDU (v. supra consid. 2.2). Appare dunque irrilevante stabilire se intrattengano un rapporto stretto ed effettivo e di conseguenza superfluo pronunciarsi sulla valutazione delle dichiarazioni del figlio in merito. Quanto alla moglie, l'esistenza di un reale e vissuto legame coniugale è incontestata. Come già ricordato però (v. supra consid. 2.2) non vi è ingerenza nella vita familiare se è ragionevolmente possibile attendersi dalle persone interessate che realizzino la loro vita familiare all'estero. Determinare se ciò sia il caso tuttavia non dipende dai loro desideri o aspirazioni, bensì da una valutazione oggettiva della loro situazione personale e dell'insieme delle circostanze della fattispecie (DTF 122 II 1 consid. 2). Non è quindi necessario stabilire se la CARP abbia commesso arbitrio ritenendo che la moglie ha lasciato intendere che seguirebbe l'insorgente se dovesse tornare in Portogallo. Sapere se, sulla base degli elementi oggettivi, l'espulsione costituirebbe un caso di rigore è una questione di diritto su cui si tornerà nel seguito (v. infra consid. 4.1).