Citation: 2C_734/2020 E. 6.8.2

6.8.2. È vero che, interpretata in tal modo, la sentenza impugnata si rivela in contraddizione con la ratio legis degli art. 17 cpv. 6 LAEl e 6 cpv. 2 OEAC. Non vi può essere un rapporto equilibrato tra rischio e redditività dell'investimento se, di fronte a un rischio finanziario notevole, è concesso unicamente di ammortizzare l'investimento, senza tuttavia potere realizzare alcun guadagno. L'obiettivo a cui tende l'art. 17 cpv. 6 LAEl - incentivare gli investimenti (cfr. supra consid. 3.2) - può in effetti essere raggiunto solo se l'investitore, accanto ai rischi imprenditoriali, ha uguali chance di guadagno. Tra queste vi è la facoltà di commercializzare la capacità garantita e di trarne un guadagno. Premesse queste considerazioni, la mera circostanza che l'investitore realizza un profitto non può di per sé essere un motivo per ridurre la capacità garantita. Al riguardo va osservato che anche per quanto concerne le tariffe per l'utilizzazione della rete e dell'energia, un utile d'esercizio adeguato può essere annoverato tra i costi computabili; non sono invece ammessi guadagni ingiustificati, eccessivi (cfr. art. 15 cpv. 1 seconda frase e art. 16 cpv. 2 LAEl; art. 19 cpv. 2 e Allegato 1 OAEl; DTF 142 II 451 consid. 6; sentenza 2C_297/2019 del 28 maggio 2020 consid. 6.5.2). A fortiori un profitto adeguato dev'essere ammesso per i rischi legati ad investimenti in elettrodotti transfrontalieri. In effetti, il rischio imprenditoriale è verosimilmente più elevato per questo tipo di linee che per le altre, ragione per cui il gestore nazionale di rete, di regola, non le costruirà (cfr. supra consid. 3.2; art. 2 cpv. 1 lett. c OEAC, ove viene precisato che la concessione di un'eccezione implica che la società nazionale di rete non realizzerà la linea di interconnessione nell'ambito della sua normale attività di rete). Ne discende che più il rischio imprenditoriale è ingente, più le chance di guadagno devono essere importanti.