Citation: 5C.289/2001 18.02.2002 E. 3

3.- a) I giudici cantonali hanno stabilito che dagli atti non risulta che il diritto di passo sia rimasto inutilizzato a partire dal momento in cui l'impresa di costruzione del convenuto si è insediata sul fondo dominante. Del resto una servitù non decade qualora essa non venga esercitata. Inoltre, il fatto che il fondo dominante dispone di due accessi non permette di concludere per un'esigua utilità della servitù: una situazione analoga già si verificava al momento della sua costituzione. Ancora meno si può affermare che l'onere a carico del fondo serviente sia aumentato, poiché l'uso della servitù è diminuito dagli anni sessanta, il fondo dominante è stato più volte frazionato e il diritto di passo grava oramai unicamente una particella con una superficie di m2 878 rispetto agli originari m2 4551. b) L'attrice ritiene invece che la servitù ha perso ogni interesse per il fondo dominante, poiché esso dispone di due accessi, di cui uno, che sfocia comodamente e direttamente sulla pubblica via, e l'altro, disagevole e oggetto della servitù, che si immette unicamente su una stradina secondaria. Inoltre, sempre secondo l'attrice, l'attività svolta dalla ditta del proprietario del fondo dominante non ha alcuna relazione con lo scopo originario della servitù, legato all'attività di una masseria, che doveva beneficiare di un accesso ai campi adiacenti. Infine vi è pure una sproporzione tra la ridotta utilità della servitù per l'attore, non titolare di una fattoria, rispetto all'aggravio causato all'attrice, che vedrebbe transitare i mezzi pesanti della controparte sul suo fondo. c) Giusta l'art. 736 CC quando una servitù abbia perduto ogni interesse per il fondo dominante, il proprietario del fondo serviente ne può chiedere la cancellazione (cpv. 1); se pel fondo dominante vi è ancora un interesse, ma di lieve importanza in confronto alla gravità dell'onere, la servitù può essere riscattata o ridotta mediante indennità (cpv. 2). L'interesse per il fondo dominante si definisce con quello del suo proprietario a esercitare la servitù conformemente al suo oggetto e al suo contenuto. Occorre inoltre tenere conto del principio dell'identità della servitù, in base al quale essa non può essere mantenuta per uno scopo diverso a quello per cui è stata costituita (DTF 121 III 52 consid. 2 con rinvii). In concreto la critica ricorsuale si rivela già di primo acchito in larga misura inammissibile, poiché l'attrice si fonda su una fattispecie non risultante dalla sentenza impugnata, affermando ad esempio che il diritto di passo era unicamente esercitato in relazione all'attività agricola di una masseria. Per il resto essa pare dimenticare che - in base ai vincolanti accertamenti di fatto della sentenza impugnata - già al momento della sua costituzione l'allora fondo dominante disponeva di due accessi. Si può inoltre rilevare che la possibilità di intendere un diritto di passo con carro come un diritto di passo con veicoli a motore è ammessa da dottrina e giurisprudenza (cfr. sentenza inedita del 27 aprile 1992 in re T. c. M. [causa 5C.22/1992]; Liver, Commento zurighese, n. 168 all'art. 730 CC e n. 33 all'art. 737 CC; Piotet, Traité de droit privé suisse, vol. V/3, pag. 67). Nemmeno la DTF 117 II 536 soccorre l'attrice, poiché contrariamente al caso in esame, in cui pochi anni dopo la costituzione della servitù sul fondo dominante si è insediata l'impresa di costruzione del nuovo proprietario, dalla fattispecie posta a fondamento di tale sentenza risulta che la servitù era stata utilizzata per decenni a fini agricoli. Una violazione del principio dell' identità della servitù non è pertanto ravvisabile. Infine, l'attrice non può nemmeno essere seguita laddove rimprovera ai giudici cantonali di aver a torto negato - a causa della sensibile diminuzione dell'uso del passo dagli anni sessanta - un aggravio dell'onere. Da un lato essa si basa inammissibilmente su fatti non accertati nella sentenza impugnata e, dall'altro, essa dimentica di aver sostenuto, per negare l'esistenza di un interesse al mantenimento della servitù, che l'impresa del convenuto ha utilizzato e potrebbe servirsi di tale disagevole accesso unicamente in situazioni di emergenza o di rara necessità.