Citation: 1P.606/2000 05.12.2000 E. 5

5.- Secondo il ricorrente il Giudice cantonale, ritenendo lineari e privi di incrinature i rapporti di polizia, e privilegiandoli rispetto alla dichiarazione del passeggero, avrebbe accertato arbitrariamente i fatti e ecceduto nel potere di apprezzamento. Nel rapporto di contravvenzione del 17 giugno 1999 l'agente ha succintamente descritto i fatti contestati, dichiarando che il conducente circolava a una velocità eccessiva e pericolosa e che la velocità di punta rilevata era di 133 km/h, là dove vige una limitazione generale a 80 km/h. Nel successivo rapporto del 30 luglio 1999, prendendo posizione sulle affermazioni del ricorrente, l'agente ha precisato che questo, uscito dall'autostrada, si è immesso sulla strada cantonale in direzione del Monte Ceneri, "dove in accelerazione si trovava a circolare a forte velocità". La polizia provvedeva quindi alla misurazione della velocità dalla tratta "statua San Carlo" fino all'altezza della prima rotatoria, rilevando - su uno spazio invero insufficiente - una velocità di punta di 133 km/h. Secondo l'agente, al momento del fermo, il conducente ha firmato il protocollo Multagraph senza contestare la velocità registrata. Nel rapporto di esecuzione del 28 ottobre 1999 l'agente ha poi specificato che, al momento del fatto, la pattuglia si trovava sulla strada cantonale che da Rivera conduce al Monte Ceneri; all'altezza degli svincoli autostradali essa ha notato una vettura in uscita dall'autostrada che si immetteva a forte velocità sulla cantonale, precedendola di circa 150 m. La pattuglia l'ha quindi inseguita effettuando la misurazione lungo il tratto citato. Infine, nel rapporto di esecuzione del 22 gennaio 2000, l'agente ha osservato che la distanza tra l'uscita autostradale di Rivera e la rotatoria posta alla sommità della strada del Monte Ceneri è di 1390 m e che la potenza della vettura del ricorrente (178 CV) permetteva di raggiungere la velocità di 133 km/h. Contrariamente all'opinione del ricorrente, i citati rapporti di polizia non risultano discordanti, né essi aggravano cronologicamente la sua posizione. Del resto, il ricorrente rileva una contraddizione nel solo fatto che, secondo i primi due rapporti, l'uscita dall'autostrada sarebbe stata regolare ed egli avrebbe accelerato unicamente sulla strada cantonale, mentre secondo il terzo e quarto rapporto la velocità sarebbe stata eccessiva già all'uscita dell'autostrada. Ora, a prescindere dal fatto che dai predetti rapporti non è possibile trarre la conclusione del ricorrente, perlomeno nei termini da lui esposti, la circostanza secondo cui la sua velocità sarebbe eventualmente stata eccessiva già all'uscita dell'autostrada è irrilevante. Determinante è in effetti il fatto che, secondo le concordi dichiarazioni dell'agente contenute nei rapporti, la velocità dell'automobilista è stata eccessiva lungo il tratto di strada cantonale del Monte Ceneri, prima della rotonda provvisoria. Il Giudice cantonale ha pertanto ritenuto, senza incorrere nell'arbitrio, affidabili le dichiarazioni dell'agente; rettamente egli ha inoltre considerato che i dettagli aggiunti nei rapporti costituivano precisazioni in risposta alle domande formulate dal Giudice stesso. D'altra parte, la descrizione dei fatti nel rapporto di contravvenzione del 17 giugno 1999 era succinta: poiché l'automobilista l'ha contestata, l'agente l'ha specificata con il rapporto di contro-osservazioni del 30 luglio 1999. Certo, può essere discutibile l'opinione secondo cui il passeggero prestasse minore attenzione alla strada rispetto all'agente, mancando elementi suscettibili di far trarre questa deduzione. È altresì accertato che la misurazione della velocità, eseguita su un tratto insufficiente, non è conforme alle citate istruzioni del Dipartimento federale di giustizia e polizia (cfr. André Bussy/Baptiste Rusconi, Code suisse de la circulation routière, 3a ed., Losanna 1996, pag. 325, n. 3.9.2.2.1). Questa circostanza non limita tuttavia il giudice nel libero apprezzamento delle prove: nell'ambito di tale esame egli può comunque giungere, sulla base di considerazioni oggettive, alla conclusione che l'automobilista è circolato a una velocità eccessiva (DTF 102 IV 271 seg. ; cfr. anche 108 IV 112 consid. 1b pag. 116, 112 IV 43 consid. 1a pag. 46, 121 IV 64 consid. 3; sentenza inedita del 24 marzo 1994 nella causa M.O., consid. 2a/bb). Il Giudice cantonale, senza violare la Costituzione, non ha rilevato contraddizioni nei rapporti di polizia, considerandoli quindi affidabili nonostante la dichiarazione rilasciata dal passeggero. Del resto, il ricorrente ha firmato il protocollo Multagraph indicante una velocità di punta di 133 km/h, riconoscendo quindi in un primo tempo, perlomeno implicitamente, che la sua velocità era eccessiva: anche in questa sede tale circostanza non viene contestata. Il Giudice cantonale ha inoltre ritenuto che il tornante dello svincolo autostradale poteva essere percorso a una velocità di 50-60 km/h; la distanza di 1390 m tra esso e la sommità del Monte Ceneri, nonché le caratteristiche della vettura del ricorrente, rendevano d'altra parte possibile la velocità accertata dalla polizia, pur se misurata lungo un tratto insufficiente dal profilo delle citate istruzioni. Queste argomentazioni non sono arbitrarie, né lo è il risultato della decisione contestata. Valutando l'intero materiale probatorio il Giudice cantonale poteva quindi, senza incorrere nell'arbitrio, né violare l'art. 11 LPContr e il principio "in dubio pro reo", ritenere che al ricorrente fossero imputabili i fatti che hanno condotto al giudizio impugnato. Nemmeno si può ritenere che il Giudice cantonale abbia applicato in modo arbitrario l'art. 12 LPContr perché non si sarebbe avvalso di completare ulteriormente l' istruttoria d'ufficio. Come si è visto, la valutazione oggettiva delle prove complessive da lui compiuta, in particolare il fatto ch'egli ha ritenuto affidabili i rapporti di polizia privilegiandoli, in un caso come il concreto, rispetto alla dichiarazione del passeggero, non risulta manifestamente insostenibile. Il Giudice poteva pertanto non nutrire rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'automobilista, e considerare di conseguenza ulteriori misure istruttorie non necessarie.