Citation: I 550/00 18.04.2002 E. 2

2.- a) In concreto il ricorrente rimprovera al giudice cantonale di aver accertato i fatti rilevanti in maniera incompleta, per non aver tenuto in debito conto gli atti medici da lui prodotti, da cui emerge chiaramente la necessità di far esperire una perizia giudiziaria neurologica e psichiatrica, essendo i referti ordinati dall'UAI al riguardo insufficienti. b) Dal tenore del giudizio impugnato emerge che la Corte di prima istanza, per stabilire il grado di incapacità lavorativa dell'interessato, si è fondata sulla perizia specialistica esperita presso la Clinica X.________ il 10 aprile 1996, su quella pluridisciplinare redatta dal centro di accertamento medico MEDAS il 27 gennaio 1999, come pure sui certificati del medico curante, dott. F.________, del 5 marzo e 7 aprile 1998. Il giudice cantonale ha invece ritenuto che i rapporti del dott. R.________, specialista in medicina interna, del 3 maggio 1999 all'attenzione della Cassa malati Cammid, della dott. ssa C.________, psichiatra, del 22 ottobre 1999 e del Servizio di neurologia dell'Ospedale Y.________ di L.________ del 1° marzo 1999 non fossero atti a mettere in discussione le conclusioni peritali né a dimostrare l'esistenza di un'incapacità lavorativa totale. c) Secondo la giurisprudenza, quanto alla valenza probante d'un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il referto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Decisivo quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine dello stesso, né la denominazione quale perizia o referto (DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c). In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia o altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa, con i riferimenti ivi citati, e pag. 110 consid. 3c). In relazione alle attestazioni del medico curante, questa Corte ha già avuto l'occasione di rilevare che il giudice, secondo la generale esperienza della vita, può ritenere che, in dubbio, alla luce del rapporto di fiducia esistente col paziente, questi attesta a suo favore (VSI 2001 pag. 109 consid. 3b/cc e sentenze ivi citate). d) Nel caso in esame, questa Corte non può condividere interamente l'avviso del primo giudice. Al riguardo va evidenziato che la perizia esperita presso la clinica di D.________ ha posto la diagnosi di sintomi aspecifici di allergia ai solventi, ritenendo il paziente interamente abile al lavoro in attività senza contatto con questi materiali. Da parte sua la MEDAS, in occasione della seconda domanda di provvedimenti integrativi, dopo aver sottoposto l'interessato nel corso dei mesi di settembre e ottobre 1998 ad esame pluridisciplinare approfondito, di natura reumatologica, neurologica, psichiatrica e allergologica, ha accertato dolori tensivi cronici alla testa, sintomi allergici nei confronti di stimoli olfattivi, distonia vegetativa e iperosmia, fissando al 100 % il grado di capacità lavorativa in ogni occupazione in cui non vi sarebbe stato contatto con sostanze che scatenano il mal di testa, in particolare fumo, odori, polveri. e) Secondo questa Corte, le perizie summenzionate vanno senz'altro considerate probanti secondo la citata giurisprudenza federale, fondandosi le stesse su uno studio approfondito ed esami concreti ed essendo esse motivate (a proposito dell'indipendenza e imparzialità della MEDAS si veda DTF 123 V 175 segg.): ciò deve valere fino al settembre/ottobre 1998, periodo dei singoli esami peritali esperiti dai medici incaricati dalla MEDAS. Per tale epoca non risultano del resto attestati medici atti a mettere in discussione i referti peritali (si confrontino anche i rapporti medici convergenti del dott. F.________ del 5 marzo e 7 aprile 1998).