Citation: 1C_207/2024 E. 4.2

4.2. I ricorrenti, sostenendo che poiché lo Statuto comunale non prevede, praticamente, disposizioni procedurali specifiche che disciplinano l'elezione del Municipio, la LDPC sarebbe obbligatoriamente applicabile in ogni caso, non si confrontano con le citate argomentazioni della Corte cantonale, condivisibili vista l'ampia autonomia che spetta ai comuni grigionesi in tale ambito e l'interpretazione storica da essa operata. Ciò a maggior ragione trattandosi nella fattispecie di elezioni che hanno avuto luogo in un Comune con un numero contenuto di aventi diritto di voto (77 su un totale di 155) e nell'ambito dell'Assemblea comunale, dove essi possono esercitare un controllo immediato su determinate modalità delle votazioni o elezioni. D'altra parte, la Corte cantonale, che ha compiutamente motivato la propria sentenza (DTF 149 V 156 consid. 6.1), ha stabilito, rettamente, che prima di applicare indiscriminatamente la LDPC a ogni questione non disciplinata espressamente dal diritto comunale occorre esaminare in primo tempo se si è o meno in presenza di un silenzio qualificato, a dipendenza dell'importanza della pretesa lacuna che occorrerebbe o sarebbe semplicemente desiderabile colmare, ricordato, rettamente, che il diritto cantonale concede ai comuni grigionesi il più ampio margine di manovra possibile (art. 3 cpv. 1 secondo periodo LCom; sentenza 1C_396/2019 dell'8 novembre 2019 consid. 1.5) e ch'essi disciplinano autonomamente la procedura di votazione e di elezione nel quadro del diritto sovraordinato, ricordato che la LDPC trova applicazione solo in via sussidiaria (art. 17 LCom) e comunque meramente per analogia (art. 1 cpv. 3 LDPC). Come visto, la semplice assenza di regole comunali, seppur desiderabili, non implica che, come a torto asserito dai ricorrenti, tali lacune debbano imperativamente e necessariamente essere colmate, questione che sarà esaminata in seguito riguardo alle singole asserite lacune. L'impreciso e generico accenno ricorsuale addotto a titolo meramente abbondanziale di un preteso cambiamento giurisprudenziale della Corte cantonale non è per nulla dimostrato ed è quindi inammissibile.