Citation: 4A_393/2015 E. 4.3

4.3. L'art. 82 cpv. 1 LEF prevede che il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata. Al fine di poter essere considerata un riconoscimento di debito, una scrittura privata dev'essere firmata dall'escusso - o da un suo rappresentante - e deve contenere la volontà di pagare al creditore procedente, senza condizioni o riserve, un importo di denaro determinato o facilmente determinabile in quel momento. Il riconoscimento di debito può anche essere dedotto da un insieme di documenti, se da essi risultano gli elementi necessari. Ciò significa che il documento firmato deve riferirsi, rispettivamente rinviare in modo chiaro e diretto agli scritti che menzionano l'ammontare del debito o permettono di quantificarlo (DTF 139 III 297 consid. 2.3.1; 136 III 627 consid. 2; 132 III 480 consid. 4.1). Ora, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, i documenti agli atti non costituiscono un riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF. Con la firma della tariffa allegata alla procura le opponenti hanno concesso al ricorrente ampie modalità per determinare il suo onorario, ma questo al momento della sottoscrizione non era né determinato né facilmente determinabile, atteso che esso dipendeva da molteplici fattori. Nemmeno firmando il contratto di divisione parziale, le opponenti hanno riconosciuto di dovere una specificata somma di denaro al ricorrente. Contrariamente a quanto da questi affermato, non lo soccorrono nemmeno la fattura da lui emessa - che manifestamente non può assurgere a riconoscimento di debito - né il fatto che le opponenti ne abbiano pagato la metà. Così stando le cose, appare superfluo esaminare le censure dirette contro le considerazioni procedurali della sentenza impugnata.