Citation: 4A_95/2021 E. 8.3

8.3. La riserva dell'ordine pubblico si interpreta, quale clausola d'eccezione, in modo restrittivo, specialmente in materia di riconoscimento ed esecuzione di sentenze estere, dove la sua portata è più ristretta rispetto all'applicazione diretta del diritto straniero (effetto attenuato dell'ordine pubblico; DTF 116 II 625 consid. 4a pag. 630). Vi è una violazione dell'ordine pubblico quando il riconoscimento e l'esecuzione di una sentenza estera urta in maniera intollerabile la concezione svizzera della giustizia. Una sentenza estera può essere incompatibile con l'ordine giuridico svizzero non solo per il suo contenuto materiale, ma anche a causa della procedura da cui è scaturita (sentenze 4A_663/2018 del 27 maggio 2019 consid. 3.3.2; 4A_233/2010 del 28 luglio 2010 consid. 3.2.1). La critica ricorsuale, di natura appellatoria, si rivela inammissibile. Essa è infatti in larga misura apoditticamente basata su fatti non accertati dalla Corte cantonale (cfr. anche sopra consid. 3.2) e si limita in sostanza a ripetere gli argomenti confutati dall'autorità inferiore senza seriamente confrontarsi con i considerandi della sentenza impugnata. Contrariamente a quanto sembra ritenere il ricorrente, l'applicazione di una convenzione bilaterale non esonera una parte dal rispettare le regole di motivazione del CPC, né fa diventare la loro applicazione una violazione del divieto dell'eccesso di formalismo. Anche qualora si volesse prescindere da quanto appena osservato, giova ricordare che non ogni violazione di una norma imperativa del diritto svizzero costituisce una violazione dell'ordine pubblico e che persino dal profilo della CNY, sebbene questa convenzione - a differenza della CSB - menzioni esplicitamente la necessità di una clausola compromissoria inserita in un contratto firmato dalle parti, il mancato adempimento di tale requisito non costituisce sempre un motivo per rifiutare l'exequatur (cfr. PATOCCHI / JERMINI, op. cit., n. 169 ad art. 194 LDIP).