Citation: 2A.549/2006 19.10.2006 E. 3

Rimane da esaminare se l'impugnativa sia ammissibile con riferimento al rifiuto di rinnovare il permesso di dimora. 3.1 In concreto, il ricorrente non può prevalersi di una disposizione particolare dell'ordinamento legislativo federale, da cui potrebbe derivargli un diritto al rilascio di un permesso di dimora (cfr. art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; DTF 128 II 145 consid. 1.1.1). In particolare non può appellarsi - e a ragione non lo fa - all'art. 7 cpv. 1 LDDS (RS 142.20), secondo cui il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. In effetti, il suo matrimonio è stato sciolto per divorzio il 19 maggio 2006, motivo per cui non beneficia più dei diritti scaturenti dal citato disposto. 3.2 Il ricorrente invoca l'art. 8 CEDU (RS 0.101), cioè il diritto al rispetto della vita privata e familiare ivi garantito, il quale consente ad un cittadino straniero, a determinate condizioni, di opporsi all'eventuale separazione dalla famiglia e di ottenere un permesso di dimora. In concreto è dubbio - come peraltro già rilevato dai giudici cantonali - che nel caso specifico siano adempiute le condizioni esatte dalla prassi affinché questo disposto convenzionale si applichi (sulle menzionate condizioni, cfr. DTF 130 II 281 consid. 3; 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II 377 consid. 3b/aa). Il quesito può tuttavia rimanere indeciso in quanto, per i motivi esposti di seguito, il ricorso si rivela infondato e va respinto nel merito.