Citation: 6B_1055/2019 E. 4.2.3

4.2.3. Con riguardo alle pretese connesse con il sequestro dei suoi beni, il ricorrente le ha sollevate per la prima volta l'11 luglio 2019, dopo la conclusione dello scambio di scritti del procedimento ripreso a seguito del rinvio pronunciato da questo Tribunale con la sentenza 6B_949/2014 del 6 marzo 2017. Trattasi di una pretesa mai fatta valere prima e del resto lo stesso insorgente precisa essere formulata "in aggiunta" a quanto in precedenza richiesto. Nelle sue istanze dell'aprile 2014 nell'ambito del primo procedimento di appello, in occasione del quale egli non contesta essere stato interpellato conformemente all'art. 429 cpv. 2 CPP, non aveva avanzato pretese di sorta connesse ai vari sequestri. Se ne deve dedurre che all'epoca vi aveva rinunciato e tale rinuncia è definitiva (v. sentenza 6B_632/2017 del 22 febbraio 2018 consid. 2.3; YVAN JEANNERET, L'indemnisation du prévenu poursuivi à tort... ou à raison, in Le tort moral en question, Journée de la responsabilité civile 2012, pag. 132; THOMAS DOMEISEN, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2 aed. 2014, n. 10 prima degli art. 416-436 CPP). E questo indipendentemente dalla portata conferita dalla CARP alla sua memoria scritta del 14 gennaio 2019. Non può essere seguito l'insorgente laddove afferma che, in assenza di decisioni di dissequestro, non avrebbe potuto chiedere e quantificare il relativo danno. Niente gli ha infatti impedito di notificare, nel suo scritto dell'11 luglio 2019, pretese a titolo di interesse compensatorio sull'importo ancora sotto sequestro. Per quanto concerne poi quelle relative a beni nel frattempo dissequestrati, non sono quantificate, ma solo quantificabili. Abbondanzialmente aggiungasi che, come pertinentemente rilevato dalla CARP nelle sue osservazioni al gravame, il rinvio sancito con la citata sentenza 6B_949/2014 non ha comportato l'avvio di un procedimento d'appello completamente nuovo. In seguito al rinvio il procedimento dinanzi all'istanza precedente è infatti ripristinato limitatamente a quanto necessario per tener conto delle considerazioni vincolanti del Tribunale federale (DTF 143 IV 214 consid. 5.2.1). In un eventuale successivo ricorso contro la nuova decisione cantonale, le parti non possono formulare delle conclusioni che oltrepassano quelle presentate nel loro precedente ricorso al Tribunale federale (sentenza 6B_440/2013 del 27 agosto 2013 consid. 1.1 con rinvii). Nel suo primo ricorso in materia penale (incarto 6B_949/2014), dopo aver postulato il suo completo proscioglimento, l'insorgente ha domandato il rinvio degli atti alla CARP perché si pronunciasse "nuovamente in merito alla domanda di risarcimento" da lui presentata e decretasse "la decadenza di tutti i sequestri". Se è vero che in questa sede non aveva quantificato le proprie pretese, in virtù dell'art. 99 cpv. 2 LTF non avrebbe potuto chiedere altri o più ampi indennizzi rispetto a quanto fatto in quella cantonale (DTF 136 V 362 consid. 3.4.2). A fortiori non può farlo in occasione del suo secondo ricorso in materia penale, anche se il tema degli indennizzi non è stato oggetto della precedente sentenza di questo Tribunale. In simili circostanze, il rifiuto della CARP di entrare nel merito della pretesa di indennizzo per i sequestri, rivelatisi ingiustificati, non costituisce un diniego di giustizia né lede in altro modo il diritto.