Citation: 4C.115/2005 02.09.2005 E. 3

L'attrice sostiene in primo luogo che la causa dovrebbe venire rinviata all'autorità cantonale affinché completi gli accertamenti di fatto in forza dell'art. 64 OG. Ribadisce in sostanza la censura già proposta nel quadro del ricorso di diritto pubblico, secondo cui la Corte cantonale avrebbe erroneamente omesso di "chiarire quale fosse il testo accettato dalle parti e quindi il contratto venuto in essere fra loro". Il completamento dei fatti in tal senso sarebbe indispensabile perché, avendo le parti pattuito che i bollettini dei lavori a regia andavano sottoposti al committente per eventuale contestazione, solo in tale modo è possibile stabilire la "ripartizione dell'onere della prova, in deroga a quanto previsto dagli art. 8 e 374 CO". Si tratta di un'argomentazione infondata. Contrariamente a quanto asseverato dall'attrice, la Corte cantonale ha accertato tutti i fatti rilevanti per il giudizio. Ha in particolare stabilito che le parti hanno pattuito una mercede secondo il valore del lavoro nel senso dell'art. 374 CO, sottintendendo con ciò ch'esse erano vincolate da un contratto d'appalto. Come già rilevato nell'ambito del parallelo ricorso di diritto pubblico essa ha pure accertato in fatto - e quindi in modo vincolante per il Tribunale federale (cfr. quanto già esposto al consid. 2) - che gli invii dei bollettini a scadenze mensili non sono "avvenuti per una verifica delle ore di lavoro e del materiale esposto (...) ma più che altro per ottenere il pagamento delle opere (cfr. doc. A)". L'autorità cantonale ha inoltre osservato, riferendosi alla perizia giudiziaria, che la verifica in questione era comunque "assolutamente impossibile (perizia pag. 4), specialmente se doveva avvenire a distanza di settimane o mesi dall'esecuzione dei lavori (perizia pag. 13), a maggior ragione per il convenuto, funzionario di una compagnia di assicurazioni, oltretutto presente sul cantiere all'incirca solo una volta alla settimana".