Citation: C 44/00 31.07.2003 E. 3

3.1 In una recente sentenza dell'11 giugno 2001 in re D., C 276/99, il Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di affermare che il comportamento di un assicurato che accetta la decisione del datore di lavoro di rinunciare alla continuazione del contratto di lavoro fino al termine pattuito - nella fattispecie evocata si trattava di un amministratore generale di una società sportiva che, pur avendo sottoscritto con detta società una convenzione per la durata di tre anni e mezzo con una retribuzione annua di fr. 144'000.-, aveva accettato di concludere i rapporti già al termine del primo anno, percependo in cambio un'indennità di fr. 40'000.- - è suscettibile di cadere nel campo d'applicazione dell'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI e dell'art. 44 cpv. 1 lett. a o b OADI. In quella vertenza, tuttavia, la questione non ha potuto essere risolta definitivamente e la causa ha dovuto essere rinviata all'amministrazione per accertamenti completivi in quanto mancavano agli atti gli elementi necessari per pronunciarsi sull'esistenza o meno di un simile comportamento colposo. 3.2 Dalla predetta sentenza deve dedursi che l'accettazione di una proposta di cessazione prematura dell'attività dietro compenso finanziario non costituisce di per sé un comportamento colposo, la sussistenza di una tale colpa essendo subordinata all'adempimento dei requisiti posti dall'art. 44 cpv. 1 lett. a o b OADI. Ora, è pacifico che nell'evenienza concreta B.________ non ha fornito al datore di lavoro, con il suo agire, un motivo di disdetta del rapporto di lavoro, il certificato di lavoro rilasciato da X.________ SA in data 14 luglio 1999 dando espressamente atto che le prestazioni e il comportamento dell'interessato sono sempre stati soddisfacenti. Né si può, per il resto, ritenere che la disoccupazione fosse altrimenti imputabile all'assicurato. Infatti, come giustamente rilevato nella pronuncia impugnata, se l'interessato, rimasto vittima di una misura di ristrutturazione senza possibilità di ricollocamento interno, non avesse "accettato" la proposta di anticipare la cessazione del rapporto d'impiego al 30 giugno 1999, non solo avrebbe comunque perso il posto di lavoro, ma avrebbe pure dovuto rinunciare all'indennità di buonuscita. Senza dimenticare che, così agendo, si sarebbe trovato, in età ancora più avanzata, e quindi, come insegna l'esperienza, con minori possibilità di reinserimento professionale, alla ricerca di una nuova attività lavorativa. A ragione pertanto il giudice di prime cure ha concluso che, in queste condizioni, non si poteva ragionevolmente esigere da B.________ di conservare il vecchio impiego. 3.3 Va infine notato che se l'Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro (dal 1° luglio 1999: Segretariato di Stato dell'economia [seco]) il 15 maggio 1998 ha prolato, contra legem (DTF 126 V 390: in quella sede il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che, essendo la direttiva in questione sistematicamente applicata dall'amministrazione, il principio dell'uguaglianza di trattamento nell'illegalità deve prevalere su quello della legalità dell'attività amministrativa), una direttiva in base alla quale, prescindendo dalla loro qualifica sotto il profilo dell'AVS, le indennità di partenza, accordate facoltativamente ma non aventi carattere di prestazioni previdenziali, non vengono prese in considerazione e non influenzano in alcun modo né l'inizio né l'ammontare delle indennità di disoccupazione (cfr. pure Prassi ML/AD 99/2 foglio 2/1), ciò non deve permettere all'amministrazione, inadempiuti i menzionati requisiti di cui all'art. 44 cpv. 1 OADI, di recuperare almeno in parte, tramite l'istituto della sospensione, quanto concesso in virtù della menzionata direttiva.