Citation: I 414/05 18.12.2006 E. 3

3.1 Nell'evenienza concreta, i primi giudici si sono principalmente fondati sulla dettagliata perizia 24 aprile 2003 del dott. F.________, specialista FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica, il quale, incaricato dall'UAI, posta la diagnosi di condropatia femoro-patellare destra, ha concluso per un'incapacità lavorativa totale del ricorrente nella precedente professione di parchettista, a partire dal mese di aprile 2001, ma per una piena abilità in attività sostitutive confacenti che non comportassero dei lavori in posizione inginocchiata per più di 5-10 minuti ogni ora. Tale valutazione è stata confermata dal Servizio medico dell'UAI (cfr. pareri 27 aprile e 18 giugno 2003 del dott. L.________ e 21 gennaio 2005 del dott. U.________). 3.2 Esaminati gli atti, pure il Tribunale federale delle assicurazioni condivide questa valutazione peritale, alla quale la Commissione di ricorso a ragione ha attribuito pieno valore probatorio, atteso che la perizia in oggetto, motivata, completa e convincente, soddisfa tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza in materia (cfr. consid. 2.4). A nulla giova, in tale contesto, il ripetuto richiamo dell'insorgente alle affermazioni medico-legali del dott. I.________, le stesse non contenendo elementi tali da seriamente porre in dubbio le conclusioni della perizia del dott. F.________ - specialista esterno all'amministrazione - che in concreto prevalgono sull'opinione divergente del medico di parte. 3.3 Questa Corte non può tuttavia aderire alla tesi dei giudici commissionali, secondo cui ai rapporti allestiti dal dott. I.________ non potrebbe a priori venir riconosciuto il necessario valore probatorio richiesto per vagliare la vertenza, poiché, da una parte, detto sanitario non disporrebbe delle indispensabili buone conoscenze del diritto svizzero delle assicurazioni sociali e poiché, dall'altra, le basi di valutazione all'estero sarebbero spesso diverse da quelle conosciute in Svizzera. Non va infatti dimenticato che nell'ambito della determinazione dell'invalidità, che secondo la legislazione sociale svizzera è un concetto economico e non medico, il compito del medico consiste esclusivamente nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro. Contrariamente a quanto sembrano ritenere i primi giudici, il corretto adempimento di tale compito non presuppone necessariamente specifiche conoscenze giuridiche. In particolare, non si vede per quale ragione i criteri, prettamente medici, di valutazione dell'incapacità lavorativa in una concreta attività professionale debbano divergere a dipendenza che essi siano formulati da un medico italiano oppure svizzero. Sia infine ancora aggiunto che, secondo la giurisprudenza, per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova, non è determinante l'origine del mezzo di prova (DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; Hans-Jakob Mosimann, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in Aktuelles im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 2001, pag. 266).