Citation: 1P.272/2000 19.05.2000 E. 3

3.- Secondo l'art. 88 OG il diritto di ricorrere spetta ai privati o agli enti collettivi che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Per costante giurisprudenza, il denunciante, la parte lesa o la parte civile che non hanno qualità di vittima ai sensi della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati del 4 ottobre 1991 (LAV) non sono, di massima, legittimati a ricorrere contro una decisione di non luogo a procedere o di abbandono, né contro un giudizio assolutorio: la pretesa punitiva spetta in effetti unicamente allo Stato ed essi non possono quindi prevalersi di un interesse giuridico ai sensi dell'art. 88 OG (DTF 125 I 253 consid. 1b e rinvii). Indipendentemente dalla carenza di legittimazione nel merito, il leso o il denunciante può tuttavia censurare la violazione delle garanzie procedurali che il diritto cantonale o gli art. 29 seg. Cost. e 6 CEDU gli conferiscono quale parte, sempreché tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale. Può pertanto far valere, per esempio, che il rimedio di diritto non sarebbe stato esaminato a torto nel merito, ch'egli non sarebbe stato sentito, che gli sarebbe stata negata la possibilità di offrire mezzi di prova o di consultare gli atti o che non gli sarebbe stata riconosciuta, a torto, la qualità di danneggiato (DTF 122 I 267 consid. 1b, 121 IV 317 consid. 3b, 120 Ia 220 consid. 2a). Il ricorrente non fa tuttavia valere in modo conforme alla legge queste censure, non desumibili peraltro dal gravame. Né egli sostiene di avere la qualità di vittima ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 LAV, ossia di essere stato direttamente leso nell'integrità fisica, sessuale o psichica. Infine, nemmeno censura un' eventuale violazione dei suoi diritti procedurali in quanto parte nel procedimento penale. Il ricorso deve quindi essere dichiarato inammissibile.