Citation: 2C_754/2016 E. 5.3.1

5.3.1. Censurando sempre un'ingiustificata disparità di trattamento nonché la disattenzione dei principi costituzionali dell'imposizione fiscale garantiti dall'art. 127 cpv. 2 Cost. (generalità e uniformità dell'imposizione ed imposizione secondo la capacità contributiva) nonché quelli dell'interesse pubblico e della proporzionalità (art. 5 cpv. 2 e 36 cpv. 3 Cost.), la ricorrente sostiene in seguito che non è mai stata fornita una benché minima giustificazione del perché i proprietari di fondi sui quali vi sono 50 o più posteggi dovrebbero essere chiamati, quale gruppo di persone, a contribuire in maniera accresciuta e speciale al finanziamento dei trasporti pubblici di cui tutti i cittadini beneficiano però in egual misura. E ancora meno sarebbe stata suffragata l'esistenza di un qualsiasi legame tra la proprietà di un fondo sul quale vi è un determinato numero di stalli veicolari (50 o più) e l'insorgere delle spese legate all'esercizio dell'offerta di trasporto pubblico, dato che questi proprietari non traggono alcun vantaggio o beneficio dal finanziamento del trasporto pubblico, alla differenza di proprietari fondiari che posseggono un numero limitato di posteggi ma che nel contempo si trovano nei pressi di una fermata di bus o di altri mezzi di trasporti pubblici. Allo stesso modo nulla giustificherebbe di escludere dall'assoggettamento i fondi sui quali vi sono meno di 50 posteggi. Fa poi valere che la soglia di 50 posteggi, determinante per far scattare l'assoggettamento fiscale (art. 35b LTPub), sarebbe del tutto arbitraria e porterebbe ad una distribuzione della curva dell'onere contributivo manifestamente insostenibile - siccome passando da 49 a 50 posteggi l'onere contributivo passerebbe da fr. 0.-- a fr. 53'550.-- nel caso in cui i posteggi siano destinati al personale durante sei giorni alla settimana (art. 35e cpv. 5 LTPub), senza tralasciare che detta soglia (di 50 posteggi) non avrebbe alcun legame con le spese del trasporto pubblico che l'imposta querelata si prefigge di finanziare. Infine, osserva che la possibilità di ribaltare il tributo contestato sugli utenti - oltre a non mutare la situazione giuridica in essere - è più che dubbia, considerate le difficoltà ivi legate; per i dipendenti si può unicamente procedere ad un aumento - già contestato - del canone di locazione e per la clientela occorre adottare, quando è attuabile, un sistema di controllo (barriere, casse di pagamento, ecc.) oneroso.