Citation: 5A_529/2016 E. 4.2

4.2. La lagnanza è infondata. L'eccezione al principio di inammissibilità di nova in sede di reclamo (art. 326 cpv. 1 CPC) che prevede l'art. 278 cpv. 3 seconda frase LEF è intimamente connessa con le peculiarità della procedura di opposizione al sequestro: essa vuole permettere al debitore (e a terzi toccati dal sequestro) - che per ovvie ragioni non hanno preso parte alla procedura di concessione del sequestro (art. 272 e 274 LEF) - di presentare le proprie obiezioni, e al giudice del sequestro (rispettivamente all'autorità di reclamo, v. art. 278 cpv. 1 e 3 LEF) di decidere in base allo stato di fatto esistente al momento del suo giudizio, sì da evitare la pronuncia di un sequestro quando vi si oppongano le circostanze (DTF 140 III 466 consid. 4.2.3). Queste peculiarità non sono date nella procedura di rigetto dell'opposizione, alla quale il debitore partecipa fin dal primo momento, e per la quale anzi egli crea le premesse, con l'inoltro della sua opposizione al precetto esecutivo (art. 74 cpv. 1 LEF). Il mero fatto che pure la procedura di rigetto dell'opposizione si svolga in procedura sommaria non giustifica pertanto che sia fatta eccezione al principio dell'art. 326 cpv. 1 CPC mediante applicazione per analogia dell'art. 278 cpv. 3 seconda frase LEF. A ragione, dunque, il Tribunale di appello ha rifiutato l'acquisizione agli atti dei documenti presentati dal ricorrente. La censura è infondata.