Citation: 1B_271/2018 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha poi esaminato anche un nuovo assunto del ricorrente, secondo cui nel 2002 il fratello di C.________, E.________, unico superstite della famiglia, sarebbe stato designato come intestatario del conto, i cui averi sarebbero probabilmente stati accreditati su una nuova relazione bancaria a lui intestata. Questi avrebbe designato il ricorrente, suo figlioccio, quale erede universale. La CRP ha stabilito che giusta l'art. 121 cpv. 1 CPP soltanto i congiunti ai sensi dell'art. 110 cpv. 1 CP del danneggiato avrebbero la legittimazione attiva, ma non gli eredi istituiti o che non sono congiunti (DTF 140 IV 162). Ne ha concluso che, qualora gli asseriti reati fossero stati commessi a danno di E.________, quand'era ancora in vita, il ricorrente, erede in qualità di figlioccio ma non di congiunto, ne sarebbe comunque stato leso solo indirettamente. Anche nell'ipotesi in cui il primo fosse stato l'avente diritto economico di una società, il ricorrente, quale suo erede, non sarebbe quindi danneggiato direttamente dagli asseriti reati. Il ricorrente non si confronta minimamente con queste differenziate argomentazioni, né con la giurisprudenza e la dottrina poste a loro fondamento. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine pag. 368; 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100).