Citation: 9C_231/2018 E. 3.3

3.3. Questa censura ricorsuale si avvera fondata. In effetti, con decisione dell'8 agosto 2016, alla quale è stato peraltro allegato il conteggio del 4 agosto 2016, confermata su opposizione del 10 ottobre 2016, non è stata soltanto chiesta la restituzione delle prestazioni indebitamente versate dopo il 1° maggio 2011, da cui l'importo di fr. 4'504.-, ma è stata anche riconsiderata con effetto dal 1° maggio 2011 la prestazione riconosciuta all'interessata con decisione del 15 dicembre 2014. È vero che la decisione dell'8 agosto 2016 non menziona esplicitamente le disposizioni legali relative alla riconsiderazione (in particolare l'art. 53 cpv. 2 LPGA). Tuttavia, nel caso concreto, la CSC ha ricalcolato dettagliatamente la prestazione dovuta alla luce dei nuovi parametri, cioè lo stato civile. La tesi del Tribunale amministrativo federale secondo la quale la rendita AVS era stata ricalcolata con decisione su opposizione del 13 maggio 2016 solo con effetto dal 1° marzo 2016, giustificando in tal modo una restituzione solo a partire da questa data, si rivela pertanto inconsistente. Per completezza va ricordato che l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) possono statuire simultaneamente sulla riconsiderazione delle prestazioni indebitamente versate e sulla loro restituzione (sentenze 9C_564/2009 del 22 gennaio 2010 consid. 5.3 e 8C_527/2010 del 1° novembre 2010 consid. 3.2; vedi anche UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 3a edizione, 2015, n. 9 ad art. 25 LPGA). Si deve pertanto ritenere che il modo di procedere della CSC non è contrario al diritto federale.