Citation: 4A_341/2018 E. 3.2

3.2. Giusta l'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP un lodo emanato nella giurisdizione internazionale può essere annullato se è stato violato il principio della parità di trattamento delle parti. Con questo motivo di ricorso viene garantito il rispetto della regola di procedura imperativa prevista dall'art. 182 cpv. 3 LDIP (DTF 119 II 386 consid. 1b). In virtù di tale principio il Tribunale arbitrale deve trattare le parti in modo simile in tutti gli stadi della procedura (DTF 133 III 139 consid. 6.1). La nozione di procedura va interpretata in modo restrittivo, il campo di applicazione della garanzia in discussione essendo limitato alla fase dell'istruzione, comprese le discussioni, ma non include lo stadio della deliberazione del Tribunale arbitrale (BERGER/KELLERHALS, International and domestic arbitration in Switzerland, 3aed. 2015, n. 1130). Assimilare a una violazione della parità di trattamento delle parti la circostanza che il tribunale arbitrale non avrebbe tenuto conto, per inavvertenza o per qualsiasi altro motivo, di una regola di diritto pertinente invocata da una parte o di un fatto pertinente da essa allegato, equivarrebbe a introdurre per via giurisprudenziale la censura di arbitrio (v. sulla nozione di arbitrio DTF 141 III 564 consid. 4.1), quando il legislatore federale non ha invece voluto che una sentenza in materia di arbitrato internazionale possa essere annullata per questo motivo (DTF 127 III 576 consid. 2b). Il principio della parità di trattamento non è pertanto toccato dall'apprezzamento delle prove e dall'applicazione del diritto in un lodo, nemmeno qualora essi dovessero rivelarsi arbitrari (sentenza 4A_360/2011 del 31 gennaio 2012 consid. 4.1). Con la predetta argomentazione, accompagnata da numerosi riferimenti alla dottrina e alla giurisprudenza italiane, la ricorrente si limita a inammissibilmente criticare l'applicazione del diritto estero e l'apprezzamento delle prove effettuati dal Tribunale arbitrale. In tal modo,essa fraintende il contenuto della garanzia procedurale della parità di trattamento e del motivo di ricorso invocato. La censura va pertanto disattesa.