Citation: 4A_194/2019 E. 3.2

3.2. Giusta l'art. 30 cpv. 1 Cost. nelle cause giudiziarie ognuno ha diritto d'essere giudicato da un tribunale fondato sulla legge, competente nel merito, indipendente e imparziale. I tribunali d'eccezione sono vietati. Tale regolamentazione ha lo scopo di evitare che tribunali siano costituiti unicamente per giudicare un caso specifico. Non deve nemmeno essere possibile influenzare la giurisprudenza nel singolo caso tramite una scelta mirata dei giudici che fanno parte del collegio giudicante. Ogni composizione di quest'ultimo, che non può essere giustificata da motivi oggettivi, viola la garanzia del giudice naturale nel senso dell'art. 30 cpv. 1 Cost. (DTF 144 I 37 consid. 2.1). Si presuppone l'esistenza di un motivo oggettivo, se la composizioneè fondat a su motivi ragionevoli, che tendono a una adeguata e tempestiva evasione della causa. Motivi oggettivi sono compatibili con motivazioni personali, che risiedono nella persona del giudice. Non sono invece leciti motivi che non nascono dalla preoccupazione di assicurare un corretto svolgimento del procedimento, ma che mirano ad istituire in modo manipolativo un determinato collegio giudicante al fine di raggiungere in un caso specifico il risultato desiderato. Il diritto costituzionale ad essere giudicato da un tribunale regolarmente costituito non esclude un certo apprezzamento sia per quanto concerne la composizione del collegio sia nella scelta di far capo a giudici supplenti. Il collegio va tuttavia formato, quando sempre è possibile, sulla base di criteri oggettivi (DTF 144 I 37 consid. 2.1; 137 I 340 consid. 2.2.1). Il diritto costituzionale in discussione include il diritto di conoscere i giudici che hanno partecipato all'emanazione della decisione, informazione che può risultare dal rubrum di quest'ultima (sentenza 6B_671/2018 del 15 ottobre 2019 consid. 1.5.2).