Citation: 1C_353/2015 E. 2.4

2.4. Infatti, la tesi ricorsuale, speciosa, non regge. Nella fattispecie, in Italia è stato pronunciato un divieto di condurre come presupposto dall'art. 16c bis cpv. 1 lett. a LCStr, sanzione scontata dal ricorrente. Il suo assunto che tale decisione sarebbe "estinta e invalida" non l'esimeva dal farne accertare la pretesa nullità. Ciò vale a maggior ragione ricordato ch'egli, ciò nonostante, ha scientemente compilato e sottoscritto l'apposito "modulo di comunicazione dati del conducente", predisposto dalla polizia italiana, che gli ha inflitto una multa di Euro 500.--, da lui pagata. In concreto egli non contesta l'adempimento dell'infrazione rimproveratagli. È poi stato accertato che il Prefetto di Como nei suoi confronti ha disposto un'inibizione alla guida sul territorio italiano per un periodo di 30 giorni, decisione passata in giudicato, poiché non impugnata dal ricorrente. In siffatte circostanze, le condizioni dell'art. 16c bis LCStr sono adempiute, visto che questa norma esige semplicemente che sia "stato pronunciato un divieto di condurre", requisito manifestamente adempiuto in concreto (cpv. 1 lett. a; cfr. DTF 141 II 220 consid. 3.3.1 e 3.3.2). Non spetta alle autorità svizzere pronunciarsi su una pretesa nullità di tale decisione, alla quale il ricorrente ha volontariamente e scientemente dato seguito.