Citation: 1B_188/2013 E. 3.1

3.1. II ricorrente adduce poi un'asserita errata applicazione degli art. 196, 197 e 263 CPP ed in particolare di quest'ultima norma, secondo cui a determinate condizioni all'imputato o a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova (cpv. 1 lett. a). Al riguardo, egli disattende che nei confronti di terzi non imputati il richiesto provvedimento coercitivo, come sottolineato dalla dottrina da lui richiamata, dev'essere adottato con particolare riserbo e che, sebbene gli indizi non debbano necessariamente essere diretti contro il terzo in questione, essi devono nondimeno sussistere ( JONAS WEBER, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2011, n. 15 ad art. 197). Ora, come accertato in maniera vincolante per il Tribunale federale, la CRP ha stabilito che la documentazione non è nemmeno indirettamente connessa ai reati ipotizzati a carico del ricorrente. In siffatte condizioni, il criticato rifiuto non lede il diritto federale, per il quale i provvedimenti coercitivi che incidono sui diritti fondamentali di chi non è imputato vanno adottati con particolare cautela (art. 197 cpv. 2 CPP). Del resto, scopo della richiesta litigiosa non è tanto il fatto di assicurare prove (art. 196 lett. a CPP) e di mettere in discussione le azioni o omissioni che hanno portato al verificarsi dell'inquinamento, unica fattispecie oggetto del procedimento penale, bensì, come rettamente rilevato dalla CRP e sottolineato dal ricorrente, di criticare le modalità di esecuzione della perizia e la sua valutazione.