Citation: 4A_107/2019 E. 5

Appurato che la ricorrente non può essere seguita quando ritiene che la disdetta immediata fosse legittimata da violazioni contrattuali, giova chinarsi sulla natura delle pretese fatte valere dall'opponente. A tal proposito i Giudici d'appello hanno respinto, citando gli allegati presentati in prima istanza, la censura con cui questa aveva affermato di avere chiesto l'adempimento del contratto da parte della convenuta e non semplicemente il risarcimento del danno. Essi hanno pure aggiunto che, qualora avesse voluto pretendere le mercedi in adempimento del contratto, l'attrice avrebbe dovuto allegare di avere già eseguito la sua prestazione oppure di averla invano regolarmente offerta. Nella risposta l'opponente ribadisce, citando altri stralci dei suoi allegati, di non avere solo chiesto un risarcimento dei danni, ma anche l'adempimento del contratto e di non aver eseguito le sue prestazioni perché la ricorrente glielo aveva impedito. Sennonché tali argomentazioni appellatorie, con cui l'opponente nemmeno tenta di dimostrare che l'accertamento della Corte cantonale concernente il contenuto degli allegati sia arbitrario, si rivelano inammissibili. È poi necessario osservare che, contrariamente a quanto ritiene la ricorrente, il fatto che l'opponente abbia vanamente proposto in appello la predetta censura non ha per conseguenza che la Corte cantonale avrebbe dovuto respingere integralmente la petizione, pena una violazione degli art. 55 CPC e 8 CC. La presente sentenza sarà fondata sulla constatazione del giudizio impugnato secondo cui è stato unicamente chiesto un risarcimento dei danni in seguito all'ingiustificata disdetta immediata del rapporto contrattuale.