Citation: 6B_1070/2009 22.03.2010 E. 2

2.1 Conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso in materia penale al Tribunale federale può essere presentato per violazione del diritto. Secondo l'art. 42 cpv. 2 LTF, nel ricorso occorre spiegare per quali ragioni l'atto impugnato viola il diritto. Il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure sollevate; esso non è tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se quest'ultime non sono presentate nella sede federale (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Le esigenze di motivazione sono inoltre accresciute laddove il ricorrente lamenta l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, dato che ciò equivale a sostenere che i fatti sono stati accertati in violazione dell'art. 9 Cost. e del diritto federale (DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1). Trattandosi di garanzie di rango costituzionale, il Tribunale federale esamina infatti le relative censure soltanto se siano motivate in modo chiaro e preciso (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 133 IV 286 consid. 1.4; 133 II 249 consid. 1.4.2). In questa misura, argomentazioni vaghe o meramente appellatorie e semplici rinvii agli atti cantonali non sono quindi ammissibili (DTF 134 I 83 consid. 3.2; 129 I 113 consid. 2.1). 2.2 I ricorrenti non sostanziano arbitrio alcuno ove rimproverano genericamente alla CRP di avere ritenuto essenzialmente, sulla base delle dichiarazioni del conducente dell'autobus, che la vittima era rivolta in direzione della parte opposta della carreggiata, verso l'ufficio postale, e non aveva manifestato l'intenzione di attraversare il passaggio pedonale. Essi non spiegano perché l'accertamento sarebbe manifestamente insostenibile, in chiaro contrasto con gli atti o fondato su una svista manifesta (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 135 V 2 consid. 1.3 134 I 140 consid. 5.4 e rinvii; 129 I 8 consid. 2.1). I ricorrenti non adducono d'altra parte per quali motivi il conducente dell'autobus non possa essere creduto, segnatamente ove si consideri che non ha fornito versioni contraddittorie. Essi si limitano in sostanza a mettere in dubbio le dichiarazioni del conducente per il solo fatto che nessuno ha assistito all'incidente: ciò non basta tuttavia a dimostrare l'arbitrio. Né può essere entrato nel merito dei generici rimproveri riguardanti il mancato sequestro delle registrazioni di una videocamera, che sarebbe stata puntata sul passaggio pedonale, o il mancato richiamo dei tabulati telefonici relativi al cellulare dell'autista: si tratta al riguardo di argomenti nuovi, non sollevati dinanzi alla Corte cantonale, e pertanto inammissibili in questa sede (cfr. art. 99 cpv. 1 LTF). Per di più, la parte civile non ha formalmente chiesto un complemento d'inchiesta entro il termine del deposito degli atti (cfr. art. 196 CPP/TI).