Citation: 4A_495/2018 E. 3.2

3.2. La ricorrente contesta l'interpretazione delle CGA effettuata dalla Corte cantonale e afferma che la clausola di esclusione non è chiara. Sostiene di avere in buona fede potuto comprenderla nel senso che essa si limita " ai danni alle opere di competenza (realizzate) dallo stipulante " senza concernere le opere frutto del lavoro di terzi. Tale interpretazione sarebbe pure confermata da una disposizione delle CGA che si riferisce al caso in cui lo stipulante è un imprenditore generale. Poiché le incombevano unicamente le opere da capomastro, il parquet danneggiato " non costituisce manifestamente un oggetto lavorato " di sua competenza. Anche la sua protezione, soggiunge la ricorrente, spettava al parchettista rispettivamente al gessatore e ribadisce di avere ricoperto i tassellati (interamente realizzati da terzi) con delle stuoie quale semplice atto di cortesia. Afferma inoltre che la motivazione abbondanziale della sentenza impugnata sarebbe contraria alle risultanze istruttorie e che l'opponente non aveva peraltro nemmeno provato l'esistenza di un vincolo contrattuale con il committente per quanto riguarda la posa delle stuoie.