Citation: 6B_816/2019 E. 1.2

1.2. Il ricorso per denegata o ritardata giustizia non è un tipo di rimedio a sé stante. Occorre al riguardo fondarsi sul campo del diritto in cui rientrerebbe la decisione che viene negata o ritardata indebitamente. Giusta l'art. 78 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale giudica i ricorsi pronunciati contro le decisioni pronunciate in materia penale. Questa nozione si estende a tutte le decisioni fondate sul diritto penale materiale o procedurale (DTF 134 IV 36 consid. 1.1). Il preteso diniego di giustizia concerne in concreto il passaggio in giudicato ed eventualmente l'esecuzione della sentenza della CARP del 29 gennaio 2019 e rientra quindi nel campo del diritto penale. Il gravame soggiace di conseguenza alle regole del ricorso in materia penale ai sensi dell'art. 78 segg. LTF, in particolare per quanto riguarda le esigenze di motivazione (cfr. sentenza 1B_170/2017 del 9 giugno 2017 consid. 1.1 e rinvii). Spetta quindi alla ricorrente spiegare in modo chiaro e puntuale, con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni la decisione o l'inattività contestata potrebbe essere contraria al diritto, rispettivamente alle garanzie costituzionali (DTF 143 V 19 consid. 2.3; 142 III 364 consid. 2.4), segnatamente perché violerebbe il principio di celerità (DTF 143 IV 175 consid. 2.3). L'art. 94 LTF prevede esplicitamente che il ricorso per denegata o ritardata giustizia non è diretto contro un qualsiasi diniego o ritardo a statuire, ma soltanto contro quello che concerne la pronuncia di una decisione che sarebbe impugnabile direttamente al Tribunale federale (cfr. sentenza 5A_393/2012 del 13 agosto 2012 consid. 1.2 e rinvio). Occorre al riguardo che l'interessato abbia esercitato un diritto procedurale che implichi l'emanazione di una decisione da parte dell'autorità adita (BERNARD CORBOZ, in: Commentaire de la LTF, 2aed. 2014, n. 11 all'art. 94).