Citation: 6B_371/2018 E. 4

Gli art. 11 cpv. 1, 13 e 14 Cost., l'art. 8 CEDU e l'art. 10 della Convenzione sui diritti del fanciullo (CDF; RS 0.107), invocati nel ricorso, non ostano alla pronuncia dell'espulsione. L'espulsione è prevista dalla legge (art. 66a CP) e persegue un interesse pubblico, ovvero la tutela dell'ordine pubblico e la prevenzione di ulteriori infrazioni penali (v. sentenza 6B_506/2017 del 14 febbraio 2018 consid. 2.5). La misura pronunciata in concreto mira in particolare a evitare la commissione di ulteriori reati da parte del ricorrente, per il quale è stata formulata una prognosi negativa. Dalla ponderazione degli interessi testé effettuata, essa risulta pure proporzionata rispettivamente necessaria in una società democratica, sicché le ingerenze nei diritti fondamentali costituzionali e convenzionali evocate nel gravame sono ammissibili e rispettose dell'art. 36 Cost. come pure dell'art. 8 n. 2 CEDU. Per quanto concerne più in particolare l'art. 10 CDF, il ricorrente sembra disattendere che trattasi di una norma di carattere essenzialmente programmatico (DTF 135 I 153 consid. 2.2.2 pag. 157; v. pure sentenza 2C_993/2015 del 17 marzo 2016 consid. 6.2). Peraltro, gli interessi dei figli dell'insorgente sono già stati presi in considerazione al momento di esaminare la proporzionalità dell'espulsione e si è visto che possono sia rimanere in Svizzera, da dove è comunque loro possibile intrattenere delle relazioni con l'insorgente mediante i moderni mezzi di comunicazione, sia seguire senza particolari difficoltà il padre insieme alla madre all'estero (v. supra consid. 3.3). L'espulsione pronunciata non disattende quindi le disposizioni costituzionali e convenzionali invocate.