Citation: 4A_331/2020 E. 5.3

5.3. Giusta l'art. 393 lett. e CPC il lodo può essere impugnato se è arbitrario nel suo esito perché si fonda su una manifesta violazione del diritto o dell'equità. La nozione di arbitrio di questa norma corrisponde sostanzialmente a quella sviluppata dalla giurisprudenza con riferimento all'art. 9 Cost. (sentenza 4A_81/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 2; DTF 131 I 45 consid. 3.4). Una decisione non è pertanto arbitraria per il solo motivo che un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, ma il giudizio attaccato dev'essere, anche nel suo risultato, manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione effettiva, fondato su una svista manifesta oppure in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 144 I 170 consid. 7.3; 141 III 564 consid. 4.1, con rinvii). In concreto il ricorrente si limita in sostanza a proporre una propria libera interpretazione del CCL, peraltro pure basata su intenzioni delle parti ritenute inspiegabilmente evidenti, e pare dimenticare che, adito con un ricorso fondato sull'art. 393 lett. e CPC, il Tribunale federale non rivede liberamente il lodo, ma questo può unicamente essere annullato se risulta arbitrario nel suo esito. Giova rilevare che l'argomento avanzato più volte dal ricorrente e concernente la conoscenza dell'esistenza dell'art. 25 cpv. 3 CNM è del tutto inidoneo per far apparire il lodo arbitrario. Tale consapevolezza può benissimo deporre a favore dell'interpretazione effettuata dal Collegio arbitrale, secondo cui, se le parti avessero voluto escludere l'applicazione di tale disposto, lo avrebbero fatto mediante un'esplicita deroga. Non si vede poi nemmeno come l'applicazione di una norma del CNM potrebbe portare a una manifesta violazione dell'equità. Del tutto inconferente risulta infine il richiamo all'art. 357 cpv. 2 CO, già per il motivo che questa norma concerne il rapporto fra un CCL e un contratto di lavoro individuale. La censura, di mera natura appellatoria, si rivela pertanto inammissibile (v. sopra, consid. 1.2).