Citation: 7B_8/2023 E. 4.5.2

4.5.2. Premesso che la ricorrente non censura puntualmente una violazione del suo diritto d'essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost.) per quanto concerne il respingimento delle sue richieste probatorie presentate in sede cantonale, la citata garanzia non impediva comunque alla Corte cantonale di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste e di rinunciare ad assumerle, se era convinta che esse non potevano condurla a modificare il suo giudizio. Nell'ambito di questa valutazione, le spettava un vasto margine di apprezzamento (v. consid. 4.3.4 supra). La ricorrente si limita a criticare l'incompletezza dell'inchiesta svolta, senza tuttavia censurare l'arbitrio nell'apprezzamento anticipato delle prove svolto dalla Corte cantonale. La Corte cantonale ha ritenuto che nessuna delle prove indicate dalla ricorrente sarebbe in grado di mutare l'esito del procedimento. In particolare, nemmeno una perizia giudiziaria potrebbe mutare tale esito, ritenuto che, nell'impossibilità di eseguire l'autopsia, non potrebbero essere determinate le cause del decesso della paziente, né tale perizia sarebbe atta ad accertare se altre cure, rispettivamente un eventuale ricovero della paziente, ne avrebbero impedito il decesso. In concreto, la ricorrente a ragione non contesta la necessità di eseguire un'autopsia per determinare la causa del decesso della paziente. Ella non mette inoltre in discussione che l'autopsia della paziente, non eseguita nel caso di specie, non possa essere recuperata. Nella misura in cui la ricorrente sostiene che la perizia giudiziaria non necessiterebbe lo svolgimento di un'autopsia, il ricorso risulta infondato. La ricorrente non si confronta infatti con la valutazione del medico legale, secondo cui in assenza di un'autopsia non sarebbe possibile esprimersi sulla causa del decesso e quindi determinare se e quali ulteriori cure avrebbero potuto procrastinarlo. Anche la ricorrente riconosce che una perizia giudiziaria, nel caso concreto, permetterebbe unicamente di fare delle "ipotesi" riguardo alle cause del decesso della paziente. Lo stesso perito di parte, il dott. K.________, dal canto suo, ha riconosciuto che nella cartella clinica della paziente deceduta non fosse indicata la causa del decesso né che siano stati eseguiti accertamenti necroscopici per indagarla. Il perito di parte non sostiene, in concreto, che nonostante l'assenza di un'autopsia sarebbe possibile determinare con chiarezza la causa del decesso della paziente. Egli stesso, contrariamente a quanto sembra suggerire la ricorrente, formula delle mere ipotesi al riguardo (cfr. parere del 4 dicembre 2017 pag. 6, parere del 12 ottobre 2018 pag. 6: "complicanze cardio-circolatorie" o "insufficienza respiratoria acuta"). Mal si comprende quindi come, in assenza di un accertamento chiaro relativo alla causa del decesso, il perito di parte possa sostenere la sussistenza di un "ruolo concausale" del comportamento "non certo diligente" di chi aveva in cura la paziente con il suo decesso. Infatti, in assenza di un chiaro accertamento concernente la causa del decesso della paziente non è possibile stabilire con il necessario grado di verosimiglianza un nesso causale tra un'eventuale comportamento negligente dell'opponente 2 e il decesso della paziente (cfr. sentenza 7B_153/2022 del 20 luglio 2023 consid. 3.7.4). Premesso che i pareri dei consulenti di parte devo essere considerati alla stregua di allegazioni di parte, sottoposte alla libera valutazione delle prove, e che in concreto il dott. K.________ muove delle critiche all'operato del personale curante della paziente, senza tuttavia addurre la causa del decesso della paziente né indicare quali cure avrebbero permesso di procrastinarlo, la ricorrente non adduce serie ragioni oggettive che avrebbero imposto alla Corte cantonale di scostarsi dai pareri della dr. med. F.________ e del dr. med. G.________ (cfr. DTF 141 IV 369 consid. 6.1 seg.; sentenze 1B_496/2022 del 2 novembre 2022 consid. 6.3; 6B_1012/2015 del 25 ottobre 2016 consid. 11.1.3). Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio conformemente all'art. 106 cpv. 2 LTF e risultano pertanto vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Nemmeno il documento prodotto in questa sede dalla ricorrente, a prescindere da un esame della sua ammissibilità sotto il profilo dell'art. 99 cpv. 1 LTF, risulta idoneo a metterli in dubbio. Non sono quindi seriamente addotti motivi oggettivi per ritenere che l'assunzione delle prove richieste potrebbe modificare l'esito del giudizio. La Corte cantonale poteva quindi ritenere, senza arbitrio, che l'assunzione delle ulteriori prove richieste dalla ricorrente, segnatamente una perizia giudiziaria, fosse superflua al fine di determinare la causa del decesso della paziente.