Citation: 1C_489/2021 E. 5.4

5.4. In seguito, con commissione rogatoria complementare del 12 dicembre 2020, la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Milano ha chiesto al MPC l'autorizzazione di estendere l'utilizzazione della documentazione bancaria già trasmessa anche al prospettato reato di bancarotta fraudolenta ai danni di E.________ S.p.A. Tali sospetti sarebbero emersi successivamente al complemento rogatoriale del 24 febbraio 2014. La Procura estera ha quindi aperto il procedimento penale n. 4523/2015 per il reato di bancarotta fraudolenta, emanando un avviso di conclusione delle indagini preliminari il 30 novembre 2020. Ha poi semplicemente rilevato il suo interesse a mantenere il sequestro del conto litigioso, asserendo che gli averi depositativi rappresenterebbero profitti di attività distrattive e/o dissipatorie, che potrebbero essere confiscati nel quadro di tale procedimento ch'essa si accingeva ad avviare. Il conto litigioso sarebbe infatti stato illecitamente utilizzato per prestare garanzie a favore di terze società senza alcuna contropartita per E.________ S.p.A., nonché per erogare un finanziamento di EUR 1'018'347.04 a favore di una controllante al solo scopo di soddisfare creditori di quest'ultima. Ritiene quindi che il saldo del conto spetti a E.________ S.p.A. Ora, sebbene il nuovo procedimento n. 4523/2015 sarebbe stato aperto nel 2015, esso non è accennato nella sentenza di condanna del 2018. Nel complemento del 9 dicembre 2020 la Procura estera si limita poi a sostenere che si accingerebbe ad avviarlo, motivo per cui la fondatezza e la durata del sequestro non sono chiari. In effetti, già nel complemento rogatoriale del 24 febbraio 2014 la Procura estera, riferendosi alla procedura fallimentare, indicava il bonifico in data 21 marzo 2013 di EUR 2'100'000 avvenuto sul conto litigioso. Il fallimento di E.________ S.p.A. è inoltre stato dichiarato già il 9 gennaio 2015.