Citation: 6B_782/2017 E. 4.2

4.2. Quanto all'addotta violazione del diritto a una decisione motivata (v. sul tema DTF 142 II 154 consid. 4.2), il ricorso si rivela infondato. L'autorità precedente ha infatti spiegato che nel reclamo inoltratole l'insorgente non ha contestato le conclusioni della prima Corte in merito alla ritenuta sua assenza ingiustificata al dibattimento, ragione per cui non si è chinata sulla questione. Giustamente la ricorrente non pretende che la CRP, limitando il suo esame ai soli punti sollevati con il reclamo (v. in proposito sentenza 6B_120/2016 del 20 giugno 2016 consid. 3.1), abbia violato gli art. 385 cpv. 1 e 396 cpv. 1 CPP, esplicitamente richiamati nella sentenza impugnata. Sostiene invece che essa sia incorsa nell'arbitrio, perché in realtà lei avrebbe giustificato la propria assenza al dibattimento. Sennonché, a sostegno di questa censura, l'insorgente riporta il testo della sua istanza di nuovo giudizio inoltrata alla Corte delle assise criminali, ma non indica dove nel suo reclamo alla CRP avrebbe contestato la decisione con cui le veniva imputato un comportamento abusivo e contrario alla buona fede. Al proposito si può ricordare che non spetta al Tribunale federale cercare negli atti di causa i riferimenti a sostegno di una censura (DTF 133 IV 286 consid. 6.2). Orbene, i giudici cantonali non hanno ritenuto che a non essere motivata fosse l'istanza di nuovo giudizio, ma solo che il rimedio giuridico introdotto contro il suo rifiuto né illustrava perché il comportamento assunto dall'imputata scusava la sua assenza al dibattimento né si confrontava con le motivazioni alla base del rifiuto di un nuovo giudizio. Non avendo sollevato la questione nei termini e nelle forme previste dal CPP, la CRP non ha commesso alcun diniego di giustizia non trattando la questione e neppure ha disatteso le disposizioni convenzionali invocate nel ricorso.