Citation: 4A_25/2025 E. 3.1.1

3.1.1. La Corte cantonale ha premesso che la conduttrice non aveva esercitato il diritto di opzione previsto dal punto 12 dell'accordo del dicembre 2020 e che le considerazioni pretorili sulla corretta interpretazione di tale clausola contrattuale non erano più controverse. Il giudice di prime cure aveva a tal proposito seguito la tesi della locatrice, secondo cui l'importo di fr. 25'000.-- fissato nel contratto costituiva l'importo massimo delle entrate che la conduttrice poteva trarre dalla sublocazione, consentendole un guadagno di fr. 1'000.-- ed evitare così che questa lucrasse in modo sproporzionato, come era invece avvenuto in passato. Con il termine "margine," utilizzato nella clausola in discussione con riferimento all'opzione, era poi inteso il canone di sublocazione massimo. I Giudici di appello hanno quindi considerato dati i presupposti dell'art. 257f cpv. 3 CO. Essi hanno innanzi tutto ritenuto che l'incasso di fr. 40'800.-- per canoni di sublocazione, importo peraltro superiore al "margine" massimo di fr. 36'000.-- previsto nel diritto di opzione e che aveva comportato un profitto di fr. 16'800.--, è abusivo nel senso dell'art. 262 cpv. 2 lett. b CO e costituisce una manifesta violazione contrattuale.