Citation: 4A_539/2021 E. 6.1.1

6.1.1. La Corte cantonale ha confermato una negligenza dell'attore per non essersi accorto e per non aver denunciato all'istituto di credito l'irregolarità dell'estratto del 23 ottobre 2013. L'interessato poteva facilmente verificare il documento a lui inviato per posta elettronica, visto che il suo computer poteva ingrandirlo e che l'incongruità si trovava sulla parte iniziale dello stesso. La modifica delle cifre, poi, scaturiva pure dalle incongruenze con le altre cifre, dalle evidenti differenze del carattere utilizzato e dall'uso del grassetto. Diversamente da quanto sostenuto dall'attore (esperto di investimenti borsistici e attività bancarie), la liquidità andava verificata, anche se - come da lui asserito - il totale degli averi corrispondeva alle sue aspettative. In verità, la liquidità equivaleva a oltre un terzo del portafoglio, era riportata nella prima parte dell'estratto ed era fondamentale per valutare eventuali, ulteriori investimenti da operare in borsa. La superficialità con cui l'attore aveva trattato quell'estratto costituiva una violazione del suo dovere di diligenza: se egli avesse rilevato le incongruenze e se avesse informato di ciò la banca, quest'ultima avrebbe potuto risalire alla contraffazione e attuare misure atte a evitare almeno gli ultimi due versamenti. Infine, l'obiezione dell'appellante, secondo cui nulla permetterebbe di concludere che lui avesse ricevuto e letto l'estratto del 23 ottobre 2013 prima dell'esecuzione dell'ordine del 24 ottobre 2013, era nuova (art. 317 CPC) e in contraddizione con quanto da lui sostenuto fino a quel punto.