Citation: 1P.451/2002 27.11.2002 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 I 177 consid. 1, 128 II 46 consid. 2a, 127 III 41 consid. 2a). 1.1 La sentenza impugnata, che annulla la decisione dipartimentale per incompetenza dell'autorità amministrativa a perseguire le infrazioni litigiose e rinvia gli atti al Ministero pubblico, non pone fine alla lite, ma ne rappresenta solo una fase intermedia. Essa è tuttavia impugnabile direttamente con un ricorso di diritto pubblico, questo rimedio essendo secondo l'art. 87 OG ammissibile contro le decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza (cfr. DTF 126 I 203 consid. 1, 124 I 255 consid. 1b/bb). 1.2 Il ricorso di diritto pubblico ha, tranne eccezioni che non si verificano in concreto, natura meramente cassatoria (DTF 127 II 1 consid. 2c, 126 III 534 consid. 1c e rinvio). In quanto il ricorrente chiede di dichiarare nulla la decisione dipartimentale, non oggetto della presente impugnativa, il suo gravame è quindi inammissibile (DTF 125 I 492 consid. 1a/bb, 104 consid. 1b e rinvii). 1.3 La sentenza impugnata poggia sostanzialmente sull'art. 44 LCC che, richiamando l'art. 17 LCP, regola la competenza e la procedura in materia di delitti e contravvenzioni secondo la legge sulla caccia, il cui perseguimento spetta principalmente ai Cantoni (cfr. art. 21 cpv. 1 LCP). Il ricorrente non fa valere una violazione delle disposizioni penali federali, proponibile con un ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 268 e segg. PP, ma lamenta pretese violazioni di diritti costituzionali nell'ambito della procedura cantonale. Tali censure attengono al ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 269 cpv. 2 e 273 cpv. 1 lett. b PP; DTF 127 I 38 consid. 2, 120 Ia 31 consid. 2b pag. 36, 120 IV 113 consid. 1a, 119 IV 17 consid. 1, 118 IV 88 consid. 2b; Robert Hauser/Erhard Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5a ed., Basilea 2002, pag. 505 segg.). 1.4 Secondo l'art. 88 OG il diritto di ricorrere spetta ai privati o agli enti collettivi che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Per giurisprudenza il Tribunale federale esamina le censure sollevate unicamente se il ricorrente ha un interesse pratico e attuale alla loro disamina, rispettivamente all'annullamento del giudizio impugnato (DTF 127 III 429 consid. 1b, 41 consid. 2b e rinvii). Quest'esigenza assicura che il Tribunale federale statuisca, nell'interesse dell'economia processuale, su questioni concrete e non soltanto teoriche (DTF 125 I 394 consid. 4a). Il ricorrente, nel gravame presentato dinanzi alla precedente istanza, aveva tra l'altro contestato la competenza dell'Autorità amministrativa, perlomeno riguardo ai delitti dell'art. 17 LCP, e aveva per finire chiesto di dichiarare nulla, in via subordinata di annullare, la decisione del Dipartimento. In questa sede egli afferma di condividere le motivazioni della sentenza impugnata e il rinvio degli atti al Ministero pubblico, ritenuto Autorità competente. Critica tuttavia il dispositivo della sentenza e sostiene che il Giudice cantonale avrebbe dovuto dichiarare nulla la decisione dipartimentale, e non semplicemente annullarla. Il ricorrente ha potuto tempestivamente impugnare nell'ambito della procedura ricorsuale cantonale la decisione sulla multa, facendo tra l'altro anche valere l'incompetenza dell'Autorità amministrativa. La competenza dell'Autorità penale, ai quali gli atti sono stati inviati, non è del resto contestata, né è litigiosa in questa sede, di modo che l'annullamento della decisione dipartimentale è stato di per sé sufficiente a tutelare gli interessi sollevati dal ricorrente (cfr. DTF 122 I 97 consid. 3a/aa). La questione a sapere se il Giudice cantonale avesse dovuto dichiarare nulla la prima decisione, anziché annullarla, riveste quindi, nelle esposte circostanze, carattere teorico e non va pertanto esaminata ulteriormente. In queste condizioni, occorre solo esaminare se la sentenza impugnata, negando al ricorrente un'indennità per ripetibili, ha violato la Costituzione.