Citation: 2C_471/2009 23.07.2010 E. B

Adito dai genitori della bambina il 2 aprile 2008, il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino ha confermato il diniego con sentenza del 26 marzo 2009. Respinta la censura di difetto di motivazione della decisione di prima istanza, ha osservato innanzitutto che l'art. 13 LAI non trovava applicazione, la trisomia 21 non figurando nell'elenco dell'ordinanza del 9 dicembre 1985 sulle infermità congenite (OIC; RS 831.232.21). Ha poi rilevato che i disturbi di linguaggio non erano una sintomatologia secondaria del vizio cardiaco, riconosciuto quale infermità congenita, motivo per cui la logopedia non andava assunta quale provvedimento sanitario per la cura del medesimo. Ha in seguito negato che la terapia fosse da includere nelle misure integrative di cui all'art. 12 LAI, in quanto i disturbi d'eloquio, susseguenti alla trisomia 21, non erano dovuti ad infermità congenita, malattia o infortunio. Analizzando poi il trattamento chiesto, è giunto alla conclusione che si trattava di provvedimenti di natura pedagogico-terapeutica ai sensi dell'art. 19 vLAI combinato con gli (ora abrogati) art. 8 cpv. 4 lett. e e 10 cpv. 1 e 2 lett. a dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201). Sennonché, in seguito agli intervenuti cambiamenti legislativi questo tipo di provvedimento era diventato di competenza esclusiva dei Cantoni dal 1° gennaio 2008, motivo per cui la domanda andava presentata all'Ufficio delle scuole comunali secondo le nuove disposizioni cantonali in vigore da tale data.