Citation: 1B_468/2018 E. 2.1

2.1. La CRP, richiamando dottrina e giurisprudenza, ha rilevato che sospetti circa l'imparzialità di una persona possono derivare da espressioni verbali oppure scritte o da un determinato comportamento assunto nell'ambito della conduzione di un procedimento. Ha aggiunto che non sono quindi consentiti giudizi di valore, irrispettosi, oltraggiosi o offensivi che riguardano caratteristiche personali delle parti. Per contro, semplici espressioni maldestre non sono di regola sufficienti per fondare una parvenza di parzialità, sebbene a volte i limiti che ne contraddistinguono la natura possono anche sovrapporsi. Neppure espressioni scherzose, anche se fuori luogo o percepite in modo negativo dall'interessato, purché non sprezzanti, fondano un sospetto di parzialità. Ha ricordato che l'adozione di una decisione sfavorevole a una parte o il rifiuto di assumere un mezzo di prova non costituiscono motivo di prevenzione. Ha poi osservato che, di regola, neppure l'adozione di determinati provvedimenti procedurali, seppure dagli effetti contrari agli interessi dell'istante, non è sufficiente per fondare un dubbio oggettivo di prevenzione, anche qualora in seguito si rivelino errati. La ricorrente non contesta queste considerazioni.