Citation: 6B_839/2020 E. 3.1

3.1. Il ricorrente sostiene che sulla base dei referti e pareri agli atti non sarebbe possibile ritenere che la misura terapeutica stazionaria abbia ancora probabilità di efficacia. La CRP però, considerando necessaria una nuova perizia per determinare la definitiva assenza di prospettive di successo, avrebbe fondato le sue conclusioni su una perizia non aggiornata, omettendo di considerare le constatazioni recenti dei curanti, della Direzione dell'istituto e della Commissione per l'esame dei condannati pericolosi. Tale modo di procedere configurerebbe un manifesto arbitrio nella determinazione dei fatti rilevanti, ovvero le prospettive di successo della misura, e di riflesso una violazione degli art. 56 cpv. 6 e 62c CP, che subordinano il mantenimento della misura all'esistenza di dette prospettive, nonché dell'art. 62d cpv. CP, che impone una decisione basata sui rapporti raccolti e non su quelli non raccolti, ma che potevano esserlo. A mente dell'insorgente il rinvio della CRP a una futura perizia comporterebbe pure una violazione del principio di celerità, rispettivamente una ritardata, se non denegata giustizia, servendosi dell'omissione di assumere una nuova perizia da parte delle autorità preposte, non indispensabile secondo le norme legali applicabili, per differire una decisione dovuta all'interessato, privato della propria libertà, aggravandone la situazione.