Citation: 4P.16/2004 02.06.2004 E. 3

L'argomento appena esposto può forse venir messo in relazione con la dichiarazione di rinuncia a prevalersi dell'eccezione di prescrizione sottoscritta dall'opponente il 25 marzo 1993 (doc. QQ), che il ricorrente ha introdotto unitamente alle osservazioni all'appello e che la Corte cantonale ha rifiutato di acquisire agli atti in applicazione dell'art. 321 lett. b CPC/TI, giusta il quale la produzione di nuovi documenti in sede di appello è esclusa. La Corte ne ha pure negato l'acquisizione d'ufficio, lo scopo dell'art. 322 CPC/TI non essendo quello di supplire alle negligenze delle parti nel loro dovere di proporre le prove secondo le modalità stabilite dal codice di rito. Secondo il ricorrente la decisione dei giudici ticinesi a questo riguardo viola il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. nonché dagli art. 83 cpv. 1 e 84 CPC/TI (diritti della controparte e contraddittorio). A torto. In quanto basata sulla tesi, già disattesa, della presentazione da parte dell'opponente di una nuova eccezione in sede di appello, la censura non ha infatti nessuna possibilità di esito favorevole. Come spiegato nel considerando precedente, nella risposta alla petizione l'opponente ha espresso in maniera inequivocabile la volontà di ottenere la reiezione integrale della petizione, prevalendosi fra l'altro dell'eccezione di prescrizione. Dal canto suo, con la replica, il ricorrente ha chiesto di respingere l'eccezione rilevando che il termine di prescrizione iniziava a decorrere solamente una volta adempiute tutte le obbligazioni contemplate dal contratto e non dopo ogni singola prestazione. Ciò significa che negli allegati introduttivi il tema della lite è stato fissato chiaramente, sicché ciascuna parte doveva addurre i mezzi di prova di cui disponeva a quel momento (art. 78 cpv. 2 seconda frase CPC/TI). Posto che la rinuncia alla prescrizione porta la data del 25 marzo 1993, il ricorrente ne era in possesso già quando ha introdotto la petizione, il 27 aprile 1993, né egli ha mai sostenuto il contrario. In simili circostanze non v'è spazio per poter ammettere una violazione del diritto di essere sentito nella forma del diritto di richiedere l'assunzione di prove. Tale facoltà presuppone infatti che i mezzi di prova di cui è stata chiesta l'assunzione siano stati presentati nelle forme e nei modi prescritti dalla legge cantonale (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa con rinvii). Ciò che in concreto non è avvenuto. La decisione del Tribunale d'appello di rifiutare l'acquisizione di tale documento non configura pertanto una violazione del diritto di essere sentito e resiste alla critica di arbitrio.