Citation: 2C_609/2021 E. 5.3

5.3. Siccome la revoca dell'autorizzazione del ricorrente è fondata su norme di diritto pubblico cantonale, per rimettere in questione la sentenza impugnata egli avrebbe dovuto invocare un'applicazione arbitraria (oppure contraria ad altri diritti costituzionali) di tali norme, con delle critiche conformi alle accresciute esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (cfr. supra consid. 2.1). Sennonché, ciò non è in concreto avvenuto. Nell'impugnativa, infatti, l'insorgente si limita a discutere liberamente l'applicazione della LFid/TI al proprio caso, esponendo segnatamente che "una corretta trasposizione nel diritto svizzero" dei reati per i quali egli è stato condannato in Italia "avrebbe portato perlomeno a un ridimensionamento della pena" (ricorso, pag. 15). Il gravame non fa menzione alcuna di un'applicazione arbitraria o insostenibile del diritto cantonale pertinente e non spiega in che modo le norme di diritto cantonale sui requisiti per poter svolgere l'attività di fiduciario commercialista citate nell'impugnativa sarebbero state applicate in modo arbitrario dall'autorità precedente. In mancanza di una censura di applicazione arbitraria del diritto cantonale conforme alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF, ossia formulata in modo chiaro, circostanziato ed esaustivo, il Tribunale federale non può esaminare tale questione. Del resto, un'applicazione insostenibile delle summenzionate disposizioni di diritto cantonale da parte del Tribunale amministrativo non appare comunque in concreto manifesta.