Citation: 8C_260/2018 E. 6.2

6.2. La giurisprudenza ha confermato che l'esercizio dell'avvocatura parallelamente al ruolo di giudice (o di cancelliere redattore) non è in quanto tale contrario ai principi di indipendenza e imparzialità del giudice: infatti si deve presumere che la persona interessata sappia distinguere i ruoli delle due funzioni (DTF 133 I 1 consid. 6.4.2 pag. 7; 124 I 121 consid. 3b pag. 124). È per contro dall'esame delle circostanze del caso concreto, che può apparire una violazione dell'indipendenza e dell'imparzialità del giudice: il Tribunale federale ha stabilito che un avvocato non può svolgere le funzioni di giudice, se ha un mandato ancora aperto con una parte o a causa dei molteplici mandati ne deriva una sorta di rapporto continuato (DTF 116 Ia 485 consid. 3b pag. 489). Parimenti, il Tribunale federale ha giudicato incompatibile, che un avvocato svolga il ruolo di giudice per una procedura analoga di cui è stato patrocinatore, potendo essere molto probabilmente condizionato sulla decisione da adottare (DTF 128 V 82 consid. 2 pag. 84 segg.; 124 I 121 consid. 3 pag. 123 segg.). Un mandato concluso non esclude invece a priopri l'assunzione del ruolo di giudice (DTF 116 Ia 485 consid. 3b pag. 489). Analogamente lo stesso vale nello svolgimento della carica di giudice per una persona che era avvocato di un'associazione di inquilini e che patrocinava alcuni conduttori dinanzi al tribunale (DTF 124 I 121 consid. 3a in fine). È opportuno ad ogni modo sottolineare che la casuistica nell'ambito delle decisioni in materia di ricusazione riveste un carattere puramente indicativo. Infatti, la ricusazione è essenzialmente legata alle circostanze concrete del singolo caso: decisiva rimane la ponderazione di tutti gli elementi in gioco (sentenza 1B_55/2015 del 17 agosto 2015 consid. 4.5 con riferimento).