Citation: U 371/01 17.10.2002 E. 2.3

2.3.1 Le argomentazioni dell'INSAI non sono convincenti e non possono pertanto rimettere in forse l'esito del giudizio impugnato. Va innanzitutto rilevato che nel suo gravame l'Istituto ricorrente non fa capo minimamente alla perizia giudiziaria stilata dai sanitari della Clinica Z.________ in data 15 gennaio 2001, né accenna al parere del dott. M.________, espressosi a più riprese, segnatamente in un referto dell'11 agosto 2001. Inoltre, occorre notare che nel rapporto d'uscita della Clinica X.________ del 24 febbraio 1999 veniva prescritta della fisioterapia; data la persistenza di limitazioni della mobilità e di disturbi della concentrazione e smemoratezza, la paziente rimaneva inabile al lavoro nella misura del 100 %, malgrado si auspicasse a quel tempo una ripresa lavorativa come insegnante. Anche secondo rapporti dell'Ospedale Y.________ (del 28 maggio e 17 giugno 1999) lo scompenso psichico era avvenuto a seguito dell'incidente stradale con conseguente trauma distorsivo a livello della colonna cervicale. Infine, pure un esame neuropsicologico effettuato presso la Clinica H.________ (rapporto del 4 giugno 1999) aveva evidenziato disturbi della concentrazione e della memoria nonché eccessiva affaticabilità. 2.3.2 Dato quanto precede, a ragione i giudici di prime cure hanno considerato che la valutazione dell'adeguatezza del legame causale andava eseguita conformemente alla giurisprudenza in materia di trauma d'accelerazione della colonna cervicale (DTF 117 V 359 segg. e 123 V 99 consid. 2a). Pure a ragione essi hanno ammesso, per i motivi esposti nel querelato giudizio, essere soddisfatti con sufficiente intensità i tre criteri della persistenza dei dolori, della durata della cura medica, nonché del grado e della durata dell'incapacità lavorativa. È vero che, secondo la giurisprudenza, la durata dell'incapacità lavorativa è ininfluente se i disturbi psichici sono apparsi subito dopo l'infortunio. In effetti, nel caso di colui che a distanza di pochi mesi dall'infortunio presenta uno stato psichico depressivo non può essere asserito che la lamentata affezione psichica si sia sviluppata progressivamente e corrisponda al risultato di un'incapacità lavorativa per motivi organici prolungatasi nel tempo (sentenza dell'11 gennaio 2001 in re D., U 208/00). Tuttavia, determinante nella presente evenienza dev'essere ritenuto essenzialmente il grado dell'incapacità lavorativa, il quale sin dall'inizio è stato valutato nella misura del 100 % nella professione di insegnante (cfr. RAMI 1998 no. U 307 pag. 450 consid. 3b). Ne deriva che il giudizio impugnato merita conferma.