Citation: 6B_870/2013 E. 4.5

4.5. Nelle esposte circostanze, non si può quindi ritenere che i fatti in discussione chiaramente non sono punibili. Un esame dell'eventuale adempimento delle condizioni dell'art. 173 n. 2 e 3 CP, disposizione semplicemente richiamata nella sentenza impugnata, è prematuro in questa sede. In virtù del principio "in dubio pro duriore", che esige in caso di dubbio la continuazione della procedura, gli atti devono quindi essere rinviati all'istanza cantonale, affinché il procedimento penale sia proseguito. Ciò anche con riferimento alla prospettata infrazione alla LCSl, ritenuto che l'eventuale carattere inutilmente lesivo delle affermazioni litigiose può essere di rilievo sotto il profilo degli art. 23 e 3 cpv. 1 lett. a LCSl. Occorre altresì rilevare che si sarebbe giustificato di congiungere questo procedimento con quelli oggetto della sentenza 6B_869 e 6B_871/2013 del 27 febbraio 2014, ritenuto che i reati concernono lo stesso imputato e riguardano fattispecie strettamente connesse (cfr. art. 29 cpv. lett. a 1 CPP). In simili casi, il principio dell'unità della procedura costituisce infatti la regola e in concreto non sono seriamente ravvisabili motivi sostanziali, in particolare legati all'imperativo di celerità, per derogarvi (cfr. art. 30 CPP; DTF 138 IV 214 consid. 3.2). Nel prosieguo del procedimento penale, i reati dovranno quindi essere perseguiti congiuntamente.