Citation: 5A_680/2016 E. 2.2

2.2. Per i motivi già esposti (supra consid. 2), il Tribunale di appello non ha considerato il ricorrente senza colpa. Quanto quest'ultimo eccepisce in proposito è inconsistente. La buona fede in diritto amministrativo non è stata invocata in sede cantonale; l'argomento è pertanto nuovo e, di conseguenza, inammissibile (art. 99 cpv. 1 LTF). Peraltro, esso è pure inadeguatamente motivato: il ricorrente non può limitarsi a ribadirne il concetto astratto, senza concretizzarlo sulla base delle circostanze concrete. Certo l'errore commesso dall'UE è manifesto: nondimeno, non costituisce motivazione sufficiente affermare semplicemente che egli non aveva motivo di ritenere che l'UE potesse commettere un tale errore. Un errore può sempre prodursi: questa è proprio la ragione per la quale spetta al destinatario di una decisione verificarne l'esattezza durante il termine di ricorso, non da ultimo al fine di acquisire semmai conoscenza di fattori di giudizio a lui ancora ignoti (DTF 73 III 114 pag. 117 seg.: ad esempio l'esistenza di ulteriori beni da far pignorare; v. pure la dottrina menzionata dal Tribunale di appello, consid. 1.1 in fine). Liberando le parti dai rispettivi obblighi di verifica delle decisioni che le concernono, l'opinione ricorsuale si rivela incompatibile con la giurisprudenza e dottrina menzionate. Per la medesima ragione non convince neppure l'obiezione ricorsuale secondo la quale il legislatore ha rinunciato ad ogni verifica da parte dell'escusso, poiché altrimenti avrebbe imposto all'UE la notifica all'escusso non solo del precetto esecutivo, bensì anche della domanda di esecuzione. Si tratta, in realtà, di un'ipotesi assolutamente speculativa, non confortata da alcuna dottrina o giurisprudenza: essa è anzi in aperto contrasto con la DTF 73 III 114 menzionata sopra. Quanto all'autore che cita il ricorrente (FRANCIS NORDMANN, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 2 aed. 2010, n. 11 ad art. 33 LEF), va rilevato che l'estratto riproposto non solo non sostiene l'opinione ricorsuale, bensì - letto nel contesto - la contraddice. In quanto ammissibili, le censure ricorsuali sono infondate.