Citation: 9C_1070/2008 20.08.2009 E. 7

7.1 Per costante giurisprudenza, gli accertamenti dell'autorità precedente in merito al danno alla salute, alla capacità lavorativa dell'assicurato e all'esigibilità di un'attività professionale - nella misura in cui quest'ultimo giudizio non si fonda sull'esperienza generale della vita - costituiscono questioni di fatto che possono essere riesaminate dal Tribunale federale solo in maniera molto ristretta (v. consid. 2.3; DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398). Analogamente, in una procedura di revisione rimane una questione di fatto la problematica a sapere se la capacità o l'incapacità lavorativa si sia modificata in maniera determinante in un dato periodo (sentenze 9C_413/2008 del 14 novembre 2008 consid. 1.3, 9C_270/2008 del 12 agosto 2008 consid. 2.2 e I 865/06 del 12 ottobre 2007 consid. 4 con riferimenti). 7.2 La ricorrente sembra ignorare che la perizia del dott. L.________, di sette pagine effettive, basata su un colloquio e un esame psichiatrico di due ore, oltre che sull'esame degli atti, contiene una diffusa anamnesi (famigliare, sociale e lavorativa nonché clinica), i dati soggettivi dell'assicurata, le constatazioni obiettive, la diagnosi e la prognosi come pure le conseguenze sulla capacità lavorativa e sulla capacità di integrazione. Oltre a ciò, la perizia si confronta con le osservazioni del dott. T.________. A torto, dunque, la ricorrente ritiene che un solo colloquio sarebbe stato insufficiente, anche perché, contrariamente a quanto sembra sostenere, la prassi non prescrive in maniera generale limiti di durata. Il dispendio temporale dipende dal tipo di domande poste e dalla psicopatologia esaminata (sentenza I 1094/06 del 14 novembre 2007 consid. 3.1.1 in RSAS 2008 pag. 393). 7.3 Nemmeno soccorre alla tesi della ricorrente il giudizio del Tribunale amministrativo federale C-2693/2007 del 5 dicembre 2008 a cui essa si richiama. In quella circostanza la perizia su cui si era fondata l'amministrazione non era stata ritenuta sufficiente perché aveva proposto constatazioni succinte, poco indicative e non pertinenti. Solo in quel particolare contesto era così apparso insufficiente un solo colloquio. 7.4 Per il resto, alla ricorrente, che si limita ad opporre un'inammissibile critica di natura appellatoria all'accertamento compiuto dai giudici di prime cure e a confrontare l'opinione del perito con quella del proprio medico curante, senza peraltro spiegare in che misura la prima sarebbe non solo errata, ma addirittura manifestamente inesatta, va ricordato che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un'opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall'amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (cfr. ad esempio sentenza 9C_482/2008 del 18 maggio 2008 consid. 3.3 con riferimenti). 7.5 In tali condizioni, il giudice di prime cure poteva pertanto accertare senza arbitrio che la capacità lavorativa dell'assicurata non era mutata e negare l'esistenza di un motivo di revisione della rendita d'invalidità.