Citation: 4A_248/2013 E. 4.3

4.3. In concreto giova innanzi tutto ricordare che la presunzione di fatto a cui accennano i ricorrenti si riferiva esplicitamente alle iniezioni periarticolari e intrarticolari (DTF 120 II 248 consid. 2 pag. 251; v. anche DTF 133 III 121 consid. 3.1 con rinvio) e non poteva essere trasposta ad ogni altro tipo di intervento medico. Per il resto occorre aggiungere che riproponendo le loro ipotesi sulle cause che hanno portato al distacco della testina e alla sua caduta fuori dal campo operatorio, i ricorrenti si limitano ad inammissibilmente formulare una critica appellatoria dell'apprezzamento delle prove effettuato dalla Corte cantonale, senza nemmeno tentare di dimostrare che questo sia addirittura insostenibile. Essi paiono segnatamente dimenticare che le istanze cantonali si sono basate sulle risultanze della perizia e che da questa non emerge alcuna regola dell'arte medica che il convenuto avrebbe violato. I ricorrenti paiono dedurre una violazione dell'obbligo di diligenza dal solo fatto che la biglia sita all'estremità della protesi di prova si è staccata e sia finita in un luogo difficilmente raggiungibile. Sennonché la semplice esistenza di tale incidente occorso durante l'intervento non basta per dimostrare, con delle congetture, che il convenuto non abbia soddisfatto i suoi obblighi, così come la perdita di un processo non permette ancora di dedurre manchevolezze dell'avvocato che ha patrocinato la parte soccombente (DTF 133 III 121 consid. 3.4). Da quanto precede discende che l'argomentazione ricorsuale si rivela, nella misura in cui è ammissibile, infondata. Poiché non risulta alcuna violazione dell'obbligo di diligenza non occorre dilungarsi sull'esistenza dei rimanenti presupposti (danno, nesso causale e colpa) che devono essere soddisfatti per riconoscere un risarcimento per inadempienza contrattuale.