Citation: 4C.83/2005 06.06.2005 E. 4

Sennonché tale tesi si scontra con quanto accertato nella sentenza impugnata. 4.1 In questa si legge che il 29 ottobre 2001 il locatore C.________ aveva effettivamente ricevuto un mazzo di chiavi, ma solo per accedere all'impianto di riscaldamento e impedire il verificarsi di danni durante la chiusura dell'esercizio pubblico; l'Ufficio esecuzioni gli aveva esplicitamente vietato di eseguire ogni altro intervento. A sconfessare l'affermazione secondo cui l'immobile sarebbe stato a libera disposizione dei locatori già alla fine di ottobre, vi è inoltre la procedura di sfratto da questi avviata nel gennaio 2002, che ha dato luogo al decreto di sfratto 8 marzo 2002. Ne discende che i locatori avrebbero potuto rientrare in possesso dell'immobile al più presto nel marzo 2002. 4.2 Ciononostante, a differenza del primo giudice, la massima istanza cantonale ha ritenuto di non poter imputare ai locatori un reddito locativo già dal 16 marzo 2002. A prescindere dalla possibilità di far depositare altrove i beni mobili presenti nella villa ancora oggetto di varie procedure esecutive e giudiziarie - la madre della convenuta ne rivendicava la proprietà mentre i locatori vantavano un diritto di ritenzione - i giudici del Tribunale d'appello hanno infatti rilevato come dall'istruttoria sia emerso che l'esercizio pubblico, chiuso da oltre sei mesi, si trovava in uno stato di sporcizia e degrado incompatibili con l'uso cui era destinato, sicché, prima di poter essere riaperto, esigeva in ogni caso svariati interventi di ripristino, già solo dal profilo del rispetto delle norme igieniche. Considerate la necessità dei lavori di pulizia e di ripristino, durati circa un mese, e le procedure esecutive e giudiziarie pendenti in merito all'inventario dell'esercizio pubblico (per finire venduto all'asta pubblica il 6 giugno 2002), i giudici hanno concluso che una rilocazione dell'immobile prima del giugno 2002 non sarebbe stata oggettivamente possibile. 4.3 Da quanto appena esposto si evince che la decisione sul momento in cui l'immobile poteva oggettivamente essere rilocato è il risultato dell'apprezzamento probatorio e in quanto tale vincola il Tribunale federale nella giurisdizione per riforma (cfr. quanto esposto al consid. 1). Nella misura in cui, per inficiare la predetta decisione, la convenuta espone circostanze di fatto diverse da quelle riportate nella pronunzia impugnata, in particolare quella per cui i locatori avrebbero potuto disporre dell'ente locato sin dalla fine del mese di ottobre 2001, il suo gravame dev'essere dichiarato inammissibile.