Citation: K 106/05 17.11.2006 E. 3

Tutto ben ponderato, questo Tribunale ritiene di potere condividere la valutazione espressa dai giudici di prime cure. Insieme alla precedente istanza, sulla base degli atti all'inserto si può infatti concludere che la ricorrente non necessitava di un trattamento ospedaliero o di provvedimenti riabilitativi stazionari ai sensi degli art. 25 cpv. 2 lett. d-e LAMal. 3.1 A prescindere dalla qualifica esatta del trattamento in questione quale cura riabilitativa o cura di convalescenza, è sufficiente constatare come facesse difetto nell'evenienza concreta la necessità di ospedalizzazione (consid. 2.2), indispensabile per il riconoscimento di una riabilitazione medica stazionaria (cfr. ad es. anche la sentenza del 17 giugno 2002 in re H., K 112/01, consid. 2). 3.2 Dopo avere ripercorso l'anamnesi ed avere tra le altre cose, sulla base dei valori a disposizione, messo convincentemente in dubbio l'attendibilità della diagnosi di asma bronchiale posta dai sanitari intervenuti in precedenza, il dott. F.________ (peraltro esterno all'amministrazione) ha in particolare rilevato come l'abbandono del consumo di sigarette (quantificato dall'interessata stessa, in occasione della visita del 13 maggio 2004, in almeno un mezzo pacchetto dopo essere stato in precedenza di 1-2 pacchetti al giorno) rappresentasse la misura terapeutica maggiormente efficace e come ad ogni modo il necessario trattamento avrebbe potuto effettuarsi anche a domicilio, se del caso con l'ausilio del servizio Spitex per un competente controllo della cura. Se proprio un trattamento stazionario doveva entrare in linea di considerazione, questo avrebbe dovuto avvenire - in considerazione di un disturbo di conversione e di personalità istrionica risultante dagli atti - in una struttura psichiatrica (referto 26 maggio 2004 del dott. F.________). 3.3 A ciò si aggiunge che per analoghe considerazioni riportate sempre nel rapporto del predetto specialista e tenuto conto della specifica patologia polmonare di cui era affetta l'interessata (broncopatia cronico-ostruttiva enfisematosa), le cure dispensate presso la C.________ non avrebbero sortito alcun effetto positivo oggettivamente riscontrabile ("Die gelieferten Daten der Klinik X.________ zeigen keinerlei Besserung des Zustandes der Patientin während der zum Teil mehrmonatigen Aufenthalten"). Addirittura, il dott. F.________ ha affermato che soggiorni di cura in quota non sarebbero di alcun beneficio comprovato ("Höhenaufenthalte bringen der Patientin für ihre Lungenkrankheit nachgewiesenermassen nichts"). In queste circostanze, anche l'utilità e l'efficacia del ricovero risultavano fortemente compromesse. 3.4 A nulla serve per contro il richiamo ricorsuale alle dichiarazioni rese il 28 febbraio 2005 dal dott. Q.________, capo del servizio di pneumologia presso l'Ospedale Z.________, che ha riferito di conoscere e avere in cura l'assicurata fin dagli inizi degli anni '90. Se è pur vero che in tale occasione lo specialista in parola ha affermato che un trattamento riabilitativo interdisciplinare stazionario rappresentava, a suo modo di vedere, "la soluzione migliore nel contesto dei complessi problemi di salute della signora R.________", esprimendo per il resto, tenuto conto delle precedenti esperienze, dubbi a proposito delle possibilità di successo di un trattamento ambulatoriale, ciò non toglie che l'attendibilità di queste conclusioni appare ampiamente relativizzata dalle valutazioni espresse in sede amministrativa, allorché lo stesso sanitario in data 18 giugno 2004, prendendo posizione sulle conclusioni del dott. F.________, dopo avere osservato come la paziente avesse tratto dai periodi di "riabilitazione" a Davos soprattutto un beneficio psicologico marcato, ebbe modo di accettare, dal profilo prettamente sanitario, le grosse riserve rilevate dall'esperto incaricato dalla Concordia e da quest'ultima utilizzate per negare il ricovero presso la Clinica X.________. Senza dimenticare che lo stesso dott. Q.________ aveva ammesso in quella sede la possibilità di rivedere l'approccio globale della paziente, anche se non a breve termine, e si era ripromesso di cercare delle soluzioni alternative per il futuro. 3.5 Per il resto, si osserva che anche la più recente presa di posizione del dott. Q.________ del 28 febbraio 2005 getta comunque delle non indifferenti ombre sull'efficacia delle cure proposte. Lo specialista ha infatti riconosciuto che tenendo unicamente conto degli esami funzionali respiratori non si sarebbe ottenuto nessun miglioramento sebbene si sia riscontrato, anche se non in maniera costante, una riduzione del fabbisogno di farmaci, una riduzione del fabbisogno di ossigeno e un miglioramento nella risposta soggettiva allo sforzo e un miglioramento delle condizioni generali. 3.6 Quanto al fatto che l'insorgente avrebbe nel frattempo abbandonato l'abitudine di consumo nicotinico, esso non modifica l'esito del giudizio. D'altra parte non va dimenticato che la decisione impugnata si è fondata, quantomeno su questo punto, anche su dichiarazioni rese dall'assicurata stessa (v. perizia 26 maggio 2004 del dott. F.________ a proposito del consumo di almeno mezzo pacchetto di sigarette al giorno). 3.7 Stante quanto precede, si può concludere che i primi giudici hanno correttamente fatto uso del loro potere di apprezzamento accordando pieno valore probatorio al rapporto, convincente, del dott. F.________ e scartandosi dai pareri dei medici curanti (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc con riferimenti). Ne discende che il ricorso è infondato. Pertanto, il giudizio impugnato merita piena conferma. Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: