Citation: 8C_321/2024 E. 5.1.2

5.1.2. Inoltre, il Dr. med. E.________ aveva esaurientemente spiegato le ragioni per le quali non si potesse neppure ritenere che l'evento infortunistico avesse comportato la rottura totale di una già parzialmente lesionata vite S1 a sinistra. Egli aveva infatti rilevato che "anche volendo ritenere plausibile l'esistenza di una lesione parziale della vite metallica S1 sinistra ai tempi del trauma [...], le cause meccaniche che determinarono questa frattura parziale indubbiamente avrebbero continuato a perpetrarsi in un processo demolitivo sul materiale compromesso, continuando a produrre effetti lesivi rivelandosi all'uopo fattori predisponenti la successiva rottura completa del mezzo di osteosintesi, escludendo il trauma assiale non diretto al rachide lombare e di natura moderata avvenuto il 23.03.2022 da alcuna componente causativa secondo il principio della verosimiglianza preponderante". Neppure decisiva risultava la circostanza, sollevata dal Dr. med. D.________, che prima dell'evento traumatico il paziente non lamentava disturbi tant'è vero che egli era in grado di continuare a guidare il camion. Al di là del fatto che, come illustrato dai medici dell'assicuratore, l'insorgente lamentasse dolori lombari già nei mesi precedenti l'incidente (avendo lo stesso Dr. med. D.________, nel referto del 13 dicembre 2022 concernente il consulto ambulatoriale del 2 dicembre 2022, indicato che "da un anno a questa parte ha lamentato dolori lombari ingravescenti che sono divenuti invalidanti"), non emergevano dubbi, neppure lievi, a proposito della fondatezza della valutazione dei Dr. med. C.________ e Dr. med. E.________, posto che la regola del post hoc ergo propter hoc non aveva valenza scientifica. La Corte ticinese ha infine ricordato che, per giurisprudenza, il fatto per un perito di non aver esaminato personalmente la persona assicurata non è atto a ridurre il valore probatorio dei suoi rapporti, nella misura in cui egli disponeva di un dossier medico e radiologico completo, come era indubbiamente il caso nella fattispecie. Di conseguenza, secondo il grado dello verosimiglianza preponderante, era dimostrato che i disturbi al rachide lombare del ricorrente, al più tardi al 12 ottobre 2022, non costituivano più una conseguenza naturale, nemmeno parziale dell'evento infortunistico.