Citation: 4D_63/2016 E. 3.2

3.2. I ricorrenti sostengono poi che sia il Pretore che la Corte di appello avrebbero accertato in modo arbitrario i fatti, perché la convenuta non avrebbe mai loro fatturato l'IVA svizzera o quella italiana. Affermano che la venditrice non avrebbe, nonostante le ripetute richieste di poter ricevere la documentazione fiscale, prodotto alcunché e si troverebbe quindi indebitamente arricchita, qualora le venisse riconosciuto un importo per l'IVA. Ora, per formulare un'ammissibile censura contro le constatazioni contenute nella sentenza impugnata non basta - come invece fatto dai ricorrenti - semplicemente affermare il contrario di quanto accertato dall'autorità inferiore, sostenendo apoditticamente e senza alcun riferimento agli atti, di aver contestato le fatture - definendole redatte "a meri fini di causa" - su cui questa si è basata. I ricorrenti omettono anche di indicare in quale occasione essi avrebbero chiesto la produzione della documentazione fiscale. Ne segue che pure l'argomentazione secondo cui l'opponente sarebbe indebitamente arricchita si rivela inammissibile, essendo fondata su fatti che non risultano dalla fattispecie accertata dall'autorità cantonale senza che siano dati i presupposti che permettono al Tribunale federale di scostarsene.