Citation: 1C_56/2007 04.03.2008 E. 4

4.1 La Corte cantonale ha osservato che la Sezione forestale avrebbe anche potuto rifiutarsi di dar seguito alla domanda di riesame dopo che, per quanto accertato in maniera vincolante e incontestata, la situazione dei luoghi era rimasta immutata e che la ricorrente non aveva invocato fatti o prove che essa stessa o i suoi predecessori in diritto non avessero potuto addurre in precedenza (cfr. DTF 127 I 133 consid. 6 e riferimenti). A tal proposito occorre precisare che, in tali circostanze, la questione della natura parzialmente forestale del fondo, stabilita in ambito pianificatorio, in realtà né avrebbe potuto né dovuto essere rimessa in discussione dall'autorità forestale. Ciò in particolare se si ricorda che la giurisprudenza pone esigenze severe al rimedio del riesame, segnatamente in materia forestale, ove in considerazione dell'importanza degli interessi pubblici che la legislazione forestale mira a salvaguardare occorre garantire la sicurezza dei rapporti giuridici anche riguardo ai provvedimenti di conservazione e di manutenzione del bosco (cfr. sentenze 1A.136/2006 del 6 dicembre 2007, consid. 3.1, 1A.116/1998 del 3 settembre 1998, consid. 2a, apparsa in RDAF 1999 I pag. 245; cfr. in generale, sull'istituto del riesame, DTF 127 I 133 consid. 6, 120 Ib 42 consid. 2b; sentenza 1P.513/2004 del 14 luglio 2005, consid. 2.1 e 3.3, apparsa in RtiD I-2006 n. 4, pag. 11 segg.). 4.2 In ogni modo, anche prescindendo da queste considerazioni, l'autorità amministrativa non avrebbe nemmeno potuto rettificare, sotto forma di revoca parziale, la decisione governativa cantonale del 20 maggio 1998 (v. Blaise Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., Basilea/Francoforte 1991, n. 1274, che ricorda come la modifica o la soppressione d'ufficio, su domanda di riesame, di una decisione originariamente viziata configuri una revoca). 4.2.1 In assenza, come si avvera nel caso di specie, di una norma specifica che regoli la questione, secondo i principi generali del diritto amministrativo costantemente applicati dal Tribunale federale, la revocabilità di un atto amministrativo dipende dall'esito del confronto di due antitetici interessi pubblici: quello dell'attuazione del diritto e quello della sicurezza giuridica. Il secondo prevale sul primo e impedisce quindi la revoca se l'atto amministrativo in questione ha creato diritti soggettivi a favore del destinatario, se è stato preceduto da una procedura di accertamento e di opposizione destinata a esaminare e a soppesare gli opposti interessi in gioco, oppure se l'interessato ha già fatto uso della facoltà conferitagli, in particolare, trattandosi di un permesso di costruzione, se ha in buona fede iniziato i lavori o investito somme ragguardevoli in vista degli stessi. Tuttavia, il Tribunale federale ha precisato che il postulato della sicurezza giuridica può prevalere in determinate circostanze particolari, anche laddove solo una o nemmeno una delle tre ipotesi menzionate è realizzata (DTF 103 Ib 241 consid. 3b; cfr. pure DTF 121 II 273 consid. 1a; Annette Guckelberger, Der Widerruf von Verfügungen im schweizerischen Verwaltungsrecht, in: ZBl 108/2007, pag. 300 seg.).