Citation: 1B_542/2019 E. 2.3

2.3. La tesi non regge. La Corte cantonale parrebbe confondere in effetti la questione dell'impugnabilità di determinate decisioni con un rimedio di diritto con la facoltà di presentare senza indugio in qualsiasi momento, quando la parte ha conoscenza di un motivo di ricusazione, la relativa istanza. La tempestività di una domanda di ricusa non è infatti connessa all'impugnabilità di una decisione, né ai relativi termini di ricorso. Il fatto che l'esame dell'atto d'accusa, l'adozione del decreto con il quale il Pretore ha rinviato la causa al PG e l'emanazione del nuovo atto di accusa non sfocino in decisioni impugnabili è quindi ininfluente per ciò che attiene alla tempestività della domanda di ricusa. Il ricorrente sottolinea, a ragione, che l'EOC era a conoscenza dei motivi posti a fondamento dell'istanza già mesi prima del suo inoltro. Sottolinea parimenti che all'EOC era noto da mesi che, in applicazione degli art. 330 e segg. CPP, il Pretore stava inequivocabilmente preparando l'indizione del dibattimento sulla base del criticato nuovo atto di accusa del 23 aprile 2018, segnatamente con l'assegnazione del termine per le istanze probatorie del 31 agosto 2018 e le relative proroghe, con il decreto sulle prove del 29 novembre 2018, con le citazioni a comparire al dibattimento del 17 dicembre 2018 e le numerose susseguenti decisioni di rinvio. Per l'EOC, patrocinato da legali, era in effetti palese che chi dirige il procedimento adotta le disposizioni necessarie per il dibattimento soltanto dopo aver deciso l'entrata nel merito dell'accusa (art. 330 cpv. 1 CPP).