Citation: 4A_21/2017 E. 3.3

3.3. Nella prima parte del ricorso la ricorrente si propone di smentire quella che ritiene essere la tesi dell'autorità cantonale, ovvero che la comunicazione dell'11 marzo 2010 sarebbe un atto di esecuzione del contratto di consulenza fiscale stipulato tra lei e l'opponente. Rimprovera al Tribunale di appello di avere interpretato in modo arbitrario il contenuto della comunicazione e di non avere nemmeno accertato se l'opponente l'avesse effettivamente ricevuta; accertamento senza il quale non si poteva a suo parere concludere per l'esistenza di una consulenza fiscale ad opera della banca. La ricorrente afferma anche che la Corte d'appello non avrebbe spiegato per quale motivo l'opponente, alla quale il furto dei dati sarebbe stato comunicato mediante il suddetto scritto, non avrebbe potuto aderire per tempo allo scudo fiscale italiano.