Citation: 2C_843/2008 15.12.2008 E. 3

Il diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e, dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa tuttavia che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (DTF 130 II 530 consid. 4.3; 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b). Nel caso concreto l'autorità inferiore, riprodotti i testi legali applicabili ed esposto sia quanto addebitato al ricorrente sia quanto intrapreso dalle autorità e dopo avere valutato tutti gli elementi del caso, è giunta alla conclusione che il provvedimento litigioso risultava legale e adeguato. Nel gravame il ricorrente non sostiene di non essersi potuto rendere conto della portata del giudizio impugnato: già per questo motivo, la censura desunta dall'asserita carenza di motivazione del giudizio impugnato va respinta.