Citation: 4A_61/2020 E. 4.2

4.2. Gli argomenti che la ricorrente propone in merito al prodotto isolante Butyl Flexe agli "Altri difetti" sono prettamente appellatori, privi di critiche ammissibili. In un successivo capitolo intitolato "Le perizie"essa ravvisa arbitrio nel fatto che l'autorità cantonale - come il Pretore - avrebbe fondato il proprio giudizio prevalentemente sulla perizia privata e sulla perizia giudiziaria di merito, piuttosto che sulla perizia a futura memoria a lei più favorevole. Se quest'ultima non prevalesse, conclude la ricorrente, l'istituto della prova a futura memoria previsto dagli art. 247 e segg. CPC/TI non avrebbe avuto senso. La critica, con la quale la ricorrente sembra quindi censurare l'applicazione arbitraria del diritto cantonale, è infondata. Anzitutto la Corte di appello non ha fondato il proprio giudizio sulla perizia di parte e ha osservato che nemmeno il Pretore lo aveva fatto. Quanto alla prova a futura memoria, l'art. 449 cpv. 2 CPC/TI, ancora applicabile alla procedura di prima istanza, stabiliva ch'essa "non pregiudica l'ammissibilità e rilevanza dei singoli mezzi di prova né impedisce la loro riassunzione o completazione nella procedura di merito". In altre parole, per il diritto ticinese di allora la perizia a futura memoria e quella assunta nella procedura di merito si equivalevano ed erano suscettibili di essere apprezzate liberamente dal giudice; i due mezzi di prova differivano soltanto per lo scopo diverso che perseguivano (cfr. COCCHI/TREZZINI, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, 2000, art. 449 n. 1). La Corte ticinese non ha pertanto applicato arbitrariamente il vecchio diritto processuale ticinese.