Citation: 5C.170/2000 23.11.2000 E. C

C.- Il 31 luglio 2000 A.________ e B.________ sono insorte al Tribunale federale con un ricorso per riforma, con cui postulano l'annullamento della sentenza cantonale e la sua riforma nel senso che la petizione è respinta. Esse sostengono che la Corte cantonale ha violato l'art. 684 CC. Indicano innanzi tutto che la loro casa si trova nel mezzo del nucleo, a oltre 1200 m di altitudine, e nel raggio di 40 m dallo stabile dell'attrice vi sono una ventina di comignoli, posti alla medesima distanza o a distanze inferiori a quella fra il loro comignolo e il predetto edificio. Alla luce di queste circostanze e della valutazione dei reciproci interessi, il fumo proveniente dall'edificio delle convenute non può essere considerato un'emissione eccessiva. Notisi che l'attrice ha contestato i comignoli ancora prima della loro creazione e che i giudici d'appello sembrano pretendere la prova dalle convenute che l'inconveniente si verifichi anche in altre abitazioni del villaggio, quando il perito ha accertato questo fenomeno. Infine, anche se si volesse ritenere che vi sia un'emissione molesta, il divieto assoluto è contrario al principio della proporzionalità: per risolvere un piccolo problema dell'attrice si crea un grave pregiudizio alle convenute. Con risposta 27 ottobre 2000 C.________ si oppone all'accoglimento del ricorso. Essa osserva che l'attuale situazione, a camini accesi, sporca le finestre e i locali, impregna di fuliggine la facciata di legno, impedisce di stendere abiti all'esterno e di dormire con le finestre aperte, nonché di arieggiare la casa. I danni, lapalissiani, dimostrano la molestia delle immissioni. D'altra parte, il perito non è stato in grado di proporre validi rimedi alla situazione; ciò che dimostra quanto il divieto assoluto di far uso dei camini sia legittimo.