Citation: 2C_491/2020 E. 2.1

2.1. Con riferimento alla decisione incidentale del 27 febbraio 2020, il ricorrente censura un'applicazione incostituzionale dell'art. 47 cpv. 3 LPAmm (RL/TI 165.100). Detta norma prevede che l'autorità di ricorso può esigere, tra l'altro, dal ricorrente non domiciliato in Ticino un adeguato anticipo a titolo di garanzia per le spese processuali presunte e gli assegna un congruo termine per il pagamento, non sospeso dalle ferie, con la comminatoria dell'irricevibilità del ricorso. Ora, secondo il ricorrente, avergli assegnato soltanto poco più di due settimane, allorché generalmente quale congruo termine è accordato un termine di trenta giorni, per versare un importo corrispondente alla metà del proprio stipendio, peraltro nel vivo di una gravissima pandemia e senza tenere conto degli effetti negativi ivi connessi (lockdown in arrivo, limitazione dell'accesso ai servizi, di cui quelli bancari, ecc.) disattenderebbe il principio della proporzionalità oltre ad essere in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità. In aggiunta, il ricorrente si duole della disattenzione della garanzia della via giudiziaria (art. 29a Cost.). Richiamati i criteri fissati all'art. 47 cpv. 1 LPAmm per determinare l'ammontare delle spese processuali (cioè ampiezza e difficoltà della causa; modo di condotta processuale; situazione finanziaria delle parti), afferma che nel proprio caso non si è tenuto conto del fatto che la causa non presentava difficoltà (il suo gravame in sede cantonale era incentrato su una censura), né del fatto che il proprio allegato non era all'evidenza temerario né, infine, sono state considerate le difficoltà economiche che il COVID-19 ha causato, la propria situazione finanziaria o il fatto che era nell'impossibilità di chiedere l'ammissione all'assistenza giudiziaria.