Citation: I 808/06 28.11.2007 E. 5

5.1 Nel caso di specie, l'insorgente censura sostanzialmente il calcolo dell'invalidità effettuato dai primi giudici e fa in particolare valere che questi ultimi, scostandosi, senza validi motivi, dai redditi di riferimento stabiliti nella decisione LAINF, avrebbero reso un giudizio errato e incomprensibile nel suo risultato. Pacifica appare per contro la limitazione del 20% in attività sostitutive leggere riconosciuta dall'istanza precedente. 5.2 Ora, a prescindere dal fatto che l'autorità commissionale si sia, a torto o meno, distanziata dal reddito senza invalidità accertato dall'assicuratore infortuni, l'esito del giudizio non muta, il ricorso essendo comunque, per i motivi che verranno esposti in seguito, da considerarsi infondato. Infatti anche se si intendesse partire dal reddito da valido di fr. 55'315.- annui ritenuto dall'assicuratore infortuni e si ammettesse, per ipotesi, che l'istanza precedente, scostandosi dall'accertamento dell'INSAI, avrebbe violato una regola (giurisprudenziale) relativa alla determinazione dei redditi (DTF 132 V 393 consid. 3.3 pag. 399), l'insorgente non raggiungerebbe comunque in nessun caso la soglia necessaria per pretendere il diritto a una mezza rendita. 5.3 Il ricorrente fa in particolare valere che (anche) per determinare il reddito da invalido ci si debba innanzitutto fondare sul dato acquisito dall'assicuratore infortuni - stabilito dall'INSAI sulla base della documentazione raccolta presso diversi posti di lavoro (DPL) -, e che da esso debba poi essere dedotta una quota del 25% per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso. Sennonché, oltre a ignorare che la documentazione su cui si è fondata l'INSAI non sembra del tutto conforme alle esigenze poste dalla più recente giurisprudenza in materia (DTF 129 V 472; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 75/03 del 12 ottobre 2006, consid. 6.2, riassunta in RSAS 2007 pag. 64), il ricorrente misconosce che, a differenza di quanto avviene per la determinazione del reddito da invalido sulla base dei valori statistici risultanti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS), edita dall'Ufficio federale di statistica (DTF 126 V 75), non è possibile operare deduzioni dai valori ottenuti sulla base del materiale DPL (DTF 129 V 472 consid. 4.2.1 - 4.2.3 pag. 475 segg.). 5.4 Ma vi è di più. Pur volendo partire dai redditi di riferimento utilizzati dall'INSAI ed applicare al reddito da invalido una (unica) deduzione del 20% in considerazione delle limitazioni (anche) extrainfortunistiche riconosciute dai primi giudici - e non più contestate dalle parti -, il tasso d'invalidità corrisponderebbe esattamente a quello accertato dall'autorità commissionale, al reddito da valido di fr. 55'315.- contrapponendosi in tale ipotesi il guadagno da invalido di fr. 32'989.60 (ossia: l'80% di fr. 41'237.-). Si osservi infine in via abbondanziale che nulla di diverso scaturirebbe nemmeno se al reddito da valido di fr. 55'315.- si opponesse il reddito da invalido generosamente stabilito dai primi giudici in fr. 31'345.80 (ossia: fr. 52'243.- ./. 25% [DTF 126 V 75] ./. 20% [limitazione della capacità lavorativa in attività sostitutive leggere]), il grado d'invalidità raggiungendo in tal caso il 43%. 5.5 Visto quanto precede, si deve ritenere che il giudizio commissionale non ha violato il diritto federale né è stato reso sulla base di un accertamento dei fatti manifestamente inesatto. In tali circostanze, la pronuncia impugnata dev'essere confermata.