Citation: 2C_623/2009 30.09.2009 E. 3

3.1 Giusta l'art. 83 lett. c n. 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti i permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto (DTF 133 I 185 consid. 2.3; 131 II 339 consid. 1). 3.2 Secondo l'art. 42 cpv. 1 LStr (RS 142.20), il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora se coabitano. L'art. 40 LStr prevede una deroga all'esigenza della coabitazione se possono essere invocati motivi gravi che giustificano il mantenimento di residenze separate e se la comunità familiare continua a sussistere. Nel caso concreto il ricorrente non convive più con la moglie dal mese di giugno 2008 e la comunità familiare non è stata mantenuta. Egli non può pertanto pretendere alla proroga del permesso di dimora in virtù dell'art. 42 cpv. 1 LStr. 3.3 Conformemente all'art. 50 cpv. 1 LStr, dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunità familiare, il diritto del coniuge al rilascio e alla proroga del permesso di dimora in virtù dell'art. 42 LStr sussiste se l'unione coniugale è durata almeno 3 anni e l'integrazione è avvenuta con successo (lett. a) o se gravi motivi personali rendono necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera (lett. b). Il ricorrente afferma di essere bene integrato e facendo valere che la convivenza con la moglie è durata 2 anni e 8 mesi, rispettivamente 2 anni 10 mesi (se si considera che è arrivato in Svizzera nell'agosto 2005 e che si è sposato nell'ottobre 2005), domanda che il termine di tre anni previsto dalla legge non sia interpretato in maniera troppo restrittiva. Sostiene poi che un suo ritorno in Brasile gli porrebbe delle grosse difficoltà di reinserimento. Senonché niente di quanto addotto in concreto permette di derogare al termine triennale previsto dll'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr oppure di considerare realizzati i "gravi motivi personali" di cui all'art. 50 cpv. 1 lett. b LSttr (cfr. anche Messaggio dell'8 marzo 2002 relativo alla legge federale sugli stranieri in: FF 2002 3327 segg., n.1.3.7.6 pag. 3370 seg.). Nemmeno in virtù di questa norma il ricorrente può quindi affermare di avere il diritto alla proroga del suo permesso di dimora. 3.4 Il ricorrente infine non pretende, a ragione, di adempiere i requisiti affinché possa invocare l'art. 8 CEDU (cfr. in proposito DTF 130 II 281 consid. 3.1; 129 II 193 nsid. 5.3.1, 215 consid. 4.1). 3.5 Da quanto precede discende che il ricorrente non può vantare un diritto a soggiornare in Svizzera né in virtù della legislazione interna né in base ad un accordo internazionale. Il gravame è quindi inammissibile quale ricorso in materia di diritto pubblico (art. 83 lett. c n. 2 LTF).