Citation: 5P.17/2007 01.05.2007 E. 4

4.1 La Corte cantonale, dopo aver ricordato che fra le parti è pendente in Spagna una causa tendente alla revisione o alla modifica della liquidazione del regime dei beni matrimoniali prevista dalla sentenza di divorzio, ha ritenuto irricevibili, perché avrebbero dovuto essere proposte al Giudice estero, le lamentele concernenti l'agire dell'opponente, che ha ottenuto una decisione di edizione di documenti. Essa ha pure negato che l'opponente tenti di procurarsi tramite la rogatoria prove che non avrebbe potuto ottenere in un processo in Svizzera, atteso che in materia di liquidazione del regime dei beni matrimoniali sussiste, in base al diritto svizzero del divorzio, un diritto d'informazione analogo a quello codificato nell'art. 170 CC. Infine, a mente dei giudici cantonali, nemmeno il fatto che in precedenza siano state rifiutate richieste analoghe dell'opponente permette di ritenere che la Convenzione venga utilizzata in modo abusivo. 4.2 Il ricorrente ritiene invece che la commissione rogatoria violi il divieto dell'abuso di diritto, perché con essa verrebbero chiesti atti istruttori "non conformi alle disposizioni della legislazione svizzera", atteso che il divorzio fra i coniugi è già stato pronunciato nel 2003 e che l'opponente avrebbe sottaciuto al momento dell'inventario in Spagna l'esistenza di conti bancari a Lugano. L'opponente agirebbe inoltre in modo pretestuoso tentando di ora ottenere ciò che i Tribunali svizzeri e spagnoli le avevano in precedenza rifiutato più volte. 4.3 Occorre innanzi tutto rilevare che la critica è in larga misura inammissibile, perché appellatoria e fondata su fatti non accertati nella sentenza impugnata - segnatamente attinenti alla procedura di divorzio spagnola - senza che venga dimostrato con un'argomentazione conforme alle esigenze di motivazione di cui all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG che l'autorità cantonale avrebbe eseguito accertamenti incompleti o inesatti (DTF 118 Ia 20 consid. 5a). Inoltre, come già rilevato dalla Corte d'appello, nemmeno l'asserzione secondo cui l'opponente avrebbe già invano presentato richieste d'informazione è idonea a sostanziare un abuso di diritto. Infine, il ricorrente pare completamente misconoscere la portata dell'art. 170 cpv. 2 CC, risp. del diritto d'informazione fra coniugi sgorgante direttamente dal diritto del divorzio prima dell'entrata in vigore di tale articolo di legge (DTF 117 II 218 consid. 6a pag. 228), laddove afferma che l'opponente intende ottenere informazioni che non avrebbe potuto ricevere in virtù del diritto svizzero. Ne segue che pure questa censura si rivela, nella ridotta misura in cui risulta ammissibile, infondata.