Citation: 4A_617/2019 E. 6.1

6.1. La Corte cantonale ha osservato che l'art. 415 CO "mira in realtà a sanzionare una situazione eccezionale, ovvero una grave violazione dell'obbligo di fedeltà sancito dall'art. 412 cpv. 2 CO". Essa ha stabilito che la convenuta, che ne aveva l'onere, non ha fornito la prova dell'esistenza di un doppio mandato (la circostanza non è più litigiosa davanti al Tribunale federale). Quanto al fatto che l'attore avesse "assecondato la richiesta rivoltagli dall'acquirente di negoziare un prezzo minore di quanto previsto nel diritto di compera di cui al doc. 3", l'autorità cantonale ha costatato che la convenuta non aveva stabilito "un prezzo minimo da spuntare"e che non è stato preteso né provato che l'attore fosse stato a conoscenza che la famiglia D.________ sarebbe probabilmente stata disposta a pagare un prezzo maggiore. La Corte ticinese ha concluso dicendo che l'istruttoria ha confermato che l'attore "si è adoperato, nel limite del possibile, per aumentare il prezzo di fr. 70'000'000.- (...) e poi di fr. 80'000'000.- (...) inizialmente offerto dal cliente (...), il tutto nell'ambito di una trattativa assai complessa e delicata, nella quale ha dovuto dar prova di notevoli doti di equilibrismo, per fare sì che il cliente allora reperito, uno dei pochissimi interessati e soprattutto in grado di sborsare somme del genere, non avesse nel frattempo a rinunciare all'acquisto".