Citation: 1A.107/2003 30.10.2003 E. A

Con atto pubblico del 29 novembre 1979 il Patriziato di Biasca ha costituito un diritto di superficie per sé stante e permanente sul suo fondo n. XXX di Biasca a favore di A.________ e B.________ per edificarvi e mantenervi uno stallone comunitario a scopo agricolo. Ottenuta la licenza edilizia, essi hanno costruito una stalla con fienile, caseificio e locale contadino. Nel 1998 A.________, senza chiedere né ottenere una licenza edilizia, ha costruito sull'adiacente particella n. YYY, sempre di proprietà del Patriziato, sita fuori della zona edificabile, in un comparto soggetto a pericoli naturali, un edificio a due piani, di 10 per 6 m e con un volume di circa 400 m3. Il manufatto, ubicato vicino alla stalla, comprende, al piano terra, un locale per la lavorazione del latte, una cella frigorifera, una cantina, un WC e un locale attrezzi, e al piano superiore due locali, un servizio igienico e una cucina. Il Municipio di Biasca ha ordinato a A.________, con la comminatoria dell'art. 292 CP, di sospendere i lavori e di presentare la domanda di costruzione; poiché l'interessato non ha reagito, il Procuratore pubblico del Cantone Ticino, con decreto di accusa del 22 giugno 1998, lo ha riconosciuto colpevole di disobbedienza a decisione dell'autorità. Con decisione del 23 luglio 1998 il Municipio ha inflitto a A.________ una multa di fr. 5'000.-- per contravvenzione alla legge edilizia cantonale. L'interessato ha impugnato la decisione municipale dinanzi al Consiglio di Stato del Cantone Ticino.