Citation: 4A_97/2021 E. A

A.a. Il 6 novembre 2014 A.________, cittadina italiana con domicilio in Svizzera, ha aperto un conto di base in franchi svizzeri presso la sede luganese della banca C.________ SA. La cliente ha spiegato a D.________, consulente della banca, che il conto avrebbe dovuto essere a breve oggetto di un bonifico di circa 1 milione di euro. Su richiesta del notaio E.________, che aveva detto o comunque lasciato intendere di essere stato incaricato dell'esecuzione del versamento di quella somma, il 3 dicembre 2014 D.________ ha comunicato allo stesso gli IBAN delle rubriche in franchi svizzeri rispettivamente in euro del conto intestato a A.________. A.b. II 5 gennaio 2015 la banca C.________ SA ha ricevuto un bonifico in favore di A.________ per un importo di euro 994'673.56 in provenienza dalla figlia della titolare del conto e lo ha accreditato - come indicato nell'ordine di bonifico, munito di relativo IBAN - sulla rubrica in euro; l'avviso di accredito a A.________ è stato allestito il 26 gennaio successivo. II 9 gennaio 2015 il notaio E.________ ha telefonato in banca per sapere se e quando era stato effettuato il bonifico ed è stato informato da D.________ che esso era stato ricevuto il 5 gennaio 2015 ed era stato accreditato con valuta 6 gennaio 2015. Nel pomeriggio del 15 gennaio 2015 - dopo che in mattinata la Banca Nazionale Svizzera aveva comunicato l'abbandono della soglia minima di cambio di 1 euro per fr. 1.20, in vigore dal 6 settembre 2011, portando da subito a un cambio tra le due valute di circa 1:1 - il notaio E.________ ha telefonato di nuovo alla banca, chiedendo di verificare se la somma bonificata in euro fosse stata convertita in franchi svizzeri. A.c. A seguito del ricevimento, il 19 gennaio 2015, di due invii denominati "attestazione bancaria per scopo fiscale al 31 dicembre 2014", che certificavano per la fine del 2014 l'esistenza di due rubriche con saldo pari a zero (una in franchi svizzeri, una in euro), il 23 gennaio 2015 A.________ ha manifestato alla banca la sua sorpresa, in quanto non aveva mai voluto aprire un conto in euro. Indicando di non avere nemmeno mai ricevuto comunicazione dell'apertura del conto corrente in euro da parte della banca C.________ SA ne ha quindi chiesto la chiusura, pretendendo successivamente anche il risarcimento del danno subito, pari alla differenza fra il tasso di cambio in vigore il 6 gennaio 2015 e quello in vigore il 17 aprile 2015, quando la somma bonificata in euro è stata cambiata in franchi svizzeri.