Citation: 2C_471/2009 23.07.2010 E. 4

A parere della ricorrente, anche se la trisomia 21 non figura nel catalogo OIC, il quale secondo lei ha unicamente carattere enumerativo, la stessa è comunque palesemente un'infermità congenita ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 OIC, poiché è presente dalla nascita e comporta per lei una manifesta e incontestata infermità, senz'altro migliorabile mediante provvedimenti sanitari. Ne deduce quindi che, contrariamente all'assunto dei giudici cantonali, la logopedia richiesta doveva essere riconosciuta quale provvedimento sanitario ai sensi dell'art. 13 LAI, rispettivamente dell'art. 12 LAI. 4.1 Nei considerandi del giudizio contestato, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già esposto le norme applicabili nel caso in esame (nel loro tenore vigente precedentemente all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della 5a revisione dell'AI). Per l'art. 13 cpv. 1 LAI in particolare gli assicurati, fino al compimento dei 20 anni, hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità congenite. Contrariamente a quanto previsto all'art. 12 LAI, il diritto a tali misure esiste indipendentemente dalla possibilità di una futura reintegrazione professionale. La norma persegue infatti lo scopo di sopprimere o ridurre il danno alla salute intervenuto in seguito all'esistenza di un'infermità congenita (DTF 115 V 202 consid. 4e/cc pag. 205). Secondo l'art. 3 cpv. 2 LPGA sono considerate infermità congenite le malattie presenti a nascita avvenuta (cfr. pure l'art. 1 cpv.1 prima frase dell'ordinanza del 9 dicembre 1985 sulle infermità congenite, OIC; RS 831.232.21). Secondo l'art. 13 cpv. 2 LAI, il Consiglio federale designa le infermità per le quali sono concessi tali provvedimenti. Esso può escludere le prestazioni, se l'infermità è di poca importanza. Per l'art. 1 cpv. 1 seconda frase OIC (a cui rinvia l'art. 3 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione per l'invalidità, OAI; RS 831.201) la sola predisposizione a una malattia non è considerata infermità congenita. Il momento in cui l'infermità è accertata non ha importanza. Per il capoverso 2 prima frase le infermità congenite sono enumerate nell'elenco in allegato. Sennonché come già giudicato a più riprese dal Tribunale federale (DTF 131 V 9 consid. 4.1 pag. 21 e numerosi riferimenti) e ricordato a giusto titolo dal Tribunale cantonale delle assicurazioni nell'impugnata pronuncia (cfr. sentenza cantonale consid. 2.2 - 2.5, 5 segg.), la trisomia 21 non figura nell'elenco delle infermità congenite dell'OIC poiché l'irregolarità cromosomica alla base non è curabile. In effetti, le affezioni che non sono suscettibili di essere trattate nel loro insieme mediante l'applicazione di un trattamento scientificamente riconosciuto - come la trisomia 21 - non sono suscettibili di figurare in quanto tale nell'elenco delle infermità congenite. Ne discende che l'art. 13 LAI non trova quindi applicazione. E niente nell'argomentazione addotta dalla ricorrente permette di sovvertire questa giurisprudenza, segnatamente no la semplice affermazione che la trisomia sia presente dalla nascita oppure che l'elenco allegato all'OIC sia solo enumerativo (su questi due aspetti, cfr. per analogia sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 257/93 del 22 febbraio 1994, consid. 2a e b). Come evidenziato dalla Corte cantonale, sebbene il vizio cardiaco di cui è portatrice la ricorrente, sintomo della trisomia 21, sia stato riconosciuto quale infermità congenita (cfr. decisione 9 novembre 2004 dell'Ufficio AI relativa all'infermità congenita n. 313 dell'allegato OIC, malformazioni congenite del cuore e dei vasi), niente permette di ritenere - e l'interessata neanche argomenta in tal senso - che il suo disturbo d'eloquio (per il quale sono stati richiesti i provvedimenti litigiosi) ne sia una sintomatologia secondaria (sui requisti da adempiere affinché in tal caso si applichi l'art. 13 LAI, cfr. sentenza 9C_674/2009 del 26 febbraio 2010 consid. 2.2). È quindi escluso che la terapia richiesta possa essere inserita tra i provvedimenti sanitari necessari alla cura del problema cardiaco. Su questo aspetto il ricorso si rivela infondato e, come tale, va respinto. 4.2 Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAI (cfr. pure art. 2 cpv. 1 OAI) l'assicurato ha diritto ai provvedimenti sanitari destinati non alla cura vera e propria del male, ma direttamente all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità di guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di tale capacità. Di regola, si intendono come cura vera e propria del male la guarigione o il miglioramento di un fenomeno patologico labile. Secondo la giurisprudenza, l'assicurazione per l'invalidità prende di principio a suo carico solo quelle misure sanitarie che mirano direttamente ad eliminare o a correggere degli stati patologici stabili, o perlomeno relativamente stabili, e delle perdite di funzione, se tali provvedimenti permettono di prevedere un successo durevole e importante ai sensi del precitato art. 12 cpv. 1 LAI (DTF 131 V 9 consid. 4.2 pag. 21 e rinvii giurisprudenziali e dottrinali). Per quanto riguarda gli assicurati minorenni che non svolgono attività lucrativa, per consolidata prassi - purché si possa prevedere il necessario successo integrativo - i provvedimenti sanitari loro dispensati possono essere diretti in modo prevalente all'integrazione professionale ed essere così assunti, nonostante il carattere ancora momentaneamente labile dell'affezione, dall'assicurazione per l'invalidità, se, senza queste misure si otterrebbe una guarigione incompiuta o sussisterebbe un difetto stabile, difficilmente correggibile, pregiudicante la formazione professionale o/e la capacità di guadagno (DTF 131 V 9 consid. 4.2 in fine pag. 21 con riferimenti). Sennonché, come già giudicato dal Tribunale federale e ricordato dal Tribunale cantonale delle assicurazioni (cfr. sentenza impugnata consid. 2.5 pag. 7), nei casi di trisomia 21 l'art. 12 LAI non trova applicazione poiché i problemi di linguaggio, susseguenti alla stessa, non sono dei postumi di un'infermità congenita, di una malattia o di un infortunio. Su questo aspetto nulla negli argomenti avanzati dalla ricorrente permette di rimettere in discussione l'accennata giurisprudenza. Anche in proposito il ricorso, infondato, dev'essere respinto.