Citation: 1C_287/2014 E. 4.2

4.2. Nella risposta il Consiglio di Stato contesta che la criticata separazione sarebbe regolata dall'art. 10 LASC che non rinvia all'art. 9 di detta legge, per cui potrebbe fondarsi soltanto sul suo art. 8 cpv. 1, norma che si applicherebbe indipendentemente dall'esistenza o meno di preavvisi comunali favorevoli. Al suo dire, il decreto legislativo si fonderebbe sull'art. 3 lett. a e b LASC e sancirebbe una vera e propria aggregazione con costituzione di un nuovo Comune, partendo da più Comuni e da parti di territorio di due Comuni. Non si sarebbe pertanto in presenza di una vera e propria procedura di (semplice) separazione di frazioni o parti del territorio comunale (ai sensi degli art. 3 lett. c e 10 LASC) per costituirle in un Comune a sé stante o per aggregarle a un altro Comune già esistente. Applicabili sarebbero le fattispecie dell'art. 3 lett. a e b LASC, come risulterebbe dall'art. 4 cpv. 1 LASC, secondo cui l'istanza per l'avvio della procedura di aggregazione ai sensi dell'art. 3 lett. a e b va presentata al Consiglio di Stato, deve proporre uno scenario di aggregazione e indicare i Comuni coinvolti. Per questo motivo sarebbe applicabile anche l'art. 9 LASC. Il Gran Consiglio avrebbe quindi in realtà decretato un'aggregazione coatta del territorio in Valle di Lavertezzo in applicazione degli art. 2 cpv. 2, 8 e 9 lett. b LASC e non una semplice separazione di tale territorio da quel Comune ai sensi dell'art. 10 LASC. Riconosce tuttavia che sia il messaggio governativo sia il rapporto commissionale si richiamano nondimeno a quest'ultima norma. Ammette che, come rettamente eccepito dal ricorrente, l'art. 10 LASC non dichiara applicabile anche l'art. 9 LASC. Sostiene tuttavia che la "diversa e più completa argomentazione" fornita con la risposta non nuocerebbe al ricorrente, poiché avrebbe la facoltà di esprimersi al riguardo in replica.