Citation: 6B_1384/2019 E. 3.2

3.2. La CARP ha ritenuto che quand'anche si volesse dare per accertato che l'imputato avesse proferito l'espressione incriminata, il reato di coazione non sarebbe comunque adempiuto, siccome la vittima non ha avuto alcuna reazione alle suddette parole. La Corte cantonale ha infatti accertato, sulla base delle dichiarazioni di un'assistente di cura e di un'infermiera, attive presso la casa per anziani, che l'interessata non ha reagito alle dichiarazioni dell'imputato, siccome affetta da problemi di udito e dalla malattia di Alzheimer. Ha altresì rilevato che la figlia della vittima, assidua nelle visite alla madre, ha dichiarato che quest'ultima non le aveva riferito alcunché al riguardo. Il ricorrente non si confronta con questi accertamenti con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF e non fa quindi valere arbitrio alcuno. Riconosce anzi che B.________ era affetta da problemi di udito e da Alzheimer. L'accertamento della CARP secondo cui l'interessata non ha manifestato alcuna reazione alla frase pronunciata dall'imputato, è pertanto conforme agli atti e vincolante per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). La precedente istanza non ha quindi accertato lo stato di agitazione che, secondo quanto descritto nel decreto di accusa, l'imputato avrebbe provocato nella vittima. È pertanto senza incorrere nell'arbitrio che i giudici cantonali hanno concluso come quest'ultima, rimasta senza reagire, non abbia considerato l'espressione pronunciata quale minaccia di grave danno. In tali circostanze, poiché l'interessata non è stata pregiudicata nella sua libertà di agire dalla pretesa affermazione coercitiva dell'imputato, la Corte cantonale ha negato a ragione l'adempimento del reato di coazione (cfr. DTF 141 IV 437 consid. 3.2.1 pag. 440).