Citation: 1C_8/2021 E. 3.4

3.4. La Corte cantonale ha ritenuto poi, rettamente, che spetta comunque semmai all'ente pubblico, congiuntamente ai proprietari privati, nel contesto di una pianificazione che risponda a bisogni oggettivi, provvedere se del caso alla realizzazione di tali infrastrutture, e non ai singoli individui sulla base di loro scelte personali e soggettive. Ha aggiunto, pure a ragione, che anche gli interessi privati del Patriziato, che quale proprietario dovrebbe mantenere l'opera litigiosa alla quale non ha mai dato il suo consenso, si oppongono al contestato progetto. Anche il rilievo ricorsuale alla pretesa, ma non dimostrata esistenza di una precedente fontana, comunque andata distrutta nel 2001, non è decisivo. Come rettamente ritenuto dai giudici cantonali, da un'opera completamente distrutta non può infatti essere dedotta alcuna tutela delle situazioni acquisite fuori della zona edificabile giusta l'art. 24c LPT. Queste conclusioni sono corrette: non spetta infatti ai singoli decidere a loro piacimento dove installare impianti fuori della zona edificabile. Giova aggiungere che la demolizione di opere abusive al di fuori della zona edificabile serve all'attuazione del principio fondamentale della pianificazione territoriale della separazione tra l'area edificabile e quella inedificabile (al riguardo vedi sentenza 1C_469/2019 del 28 aprile 2021 consid. 5.5 destinata a pubblicazione). Le generiche critiche del ricorrente mosse all'amministrazione patriziale per non aver asseritamente collaborato con lui e di non aver sottoposto all'assemblea patriziale la sua domanda di concedergli un diritto di superficie della durata di 50 anni, esulano chiaramente dall'oggetto del litigio, limitato all'applicazione dell'art. 24 LPT e della LFo: Inoltre, come rettamente stabilito dai giudici cantonali, tali questioni interne al patriziato sono ininfluenti sull'esito del gravame.