Citation: H 57/04 20.04.2006 E. 8

Nel caso in esame dalla documentazione agli atti emerge, come indicato dal Tribunale di prime cure, che mensilmente ad alcuni dipendenti venivano rimborsate da un lato le spese effettive, e meglio quelle elencate nella lista "nota spese", rispettivamente "nota spese con carta di credito", corredate dei rispettivi documenti giustificativi, dall'altro a taluni dipendenti veniva versato anche un importo forfettario (ad esempio per il dipendente G.________ nel 1999 fr. 750.- mensili). Le spese effettuate tramite le carte di credito aziendali, non inserite nella nota spese, venivano da una parte qualificate come anticipi e dedotte dallo stipendio, mentre dall'altra alcune di esse venivano rimborsate tramite un forfait, superiore o inferiore ai costi attestati nell'estratto della carta di credito. Concretamente dall'inserto si evince ad esempio che nel mese di aprile 2001 al dipendente B.________ sono state rimborsate solo le spese effettive, di cui in tal caso facevano presumibilmente parte - agli atti non è stata prodotta copia della nota spese - anche quelle a cui aveva fatto fronte con la carta di credito. Pure al dipendente M.________ durante il mese di maggio 2001 sono state rimborsate le spese effettive, elencate nella "nota spese con carta di credito", non tuttavia l'intero importo deducibile dall'estratto della carta visa. Presumibilmente in tal caso alcune spese erano effettivamente di natura privata. Al dipendente W.________ è pure stato rimborsato l'importo riportato nella nota spese, a cui ha allegato i relativi giustificativi. A fronte di un importo di fr. 150.- deducibile dall'estratto della carta di credito e probabilmente riconducibile all'attività lavorativa da lui svolta, l'assicurato ha ricevuto un forfait pari a fr. 600.-. In tal caso si può senz'altro ammettere che in parte il forfait versato non corrispondeva alle spese effettive e che pertanto una ripresa risulta giustificata, tuttavia solo parzialmente, non totalmente come effettuato dalla Cassa. Per quanto riguarda infine il dipendente G.________, durante il mese di febbraio 2001 risulta una nota delle spese effettivamente rimborsate ed altresì un estratto della carta di credito per spese molto probabilmente riconducibili alla professione svolta, che come abitualmente, sono state dapprima dedotte dal salario quali anticipi e poi riversate in forma di forfait. In tal caso l'ammontare è inferiore, anche se solo minimamente, all'importo totale delle spese sostenute con la carta di credito. In simili circostanze una ripresa appare fuori luogo. Analoga per lo stesso dipendente la situazione nel mese di novembre 2001. Dagli atti dell'incarto non emerge invece in alcun modo, contrariamente a quanto asserito dalla ricorrente, che le società interessate, tramite il signor L.________ oppure durante la procedura di revisione, avrebbero dichiarato che i pagamenti effettuati dai dipendenti con le carte di credito aziendali venivano rimborsate soltanto se giustificate, mentre in caso contrario venivano ritenute di natura privata. In effetti dai rapporti relativi ai controlli effettuati dalla Cassa non emerge alcunché in tal senso, mentre l'amministrazione si riferisce ad un'ipotetica telefonata di cui non vi è traccia agli atti. In simili circostanze non è per nulla provato che i pagamenti effettuati con la carta di credito aziendale fossero in realtà spese effettuate unicamente a titolo privato dal dipendente, ma al contrario, come indicato dalla Corte cantonale, è probabile che configurino, almeno in parte, spese rimborsabili effettuate nell'ambito dello svolgimento dell'attività lavorativa e quindi non sottoposte - perlomeno parzialmente - a ripresa. Correttamente, quindi, la Corte cantonale ha ordinato ulteriori accertamenti, essendo la documentazione agli atti insufficiente. Visto quanto sopra non si può in alcun modo affermare che il giudizio impugnato poggi su un accertamento manifestamente errato dei fatti, oppure si riveli arbitrario, rispettivamente che la Corte cantonale abbia ecceduto o abusato del proprio potere di apprezzamento. Su questo punto il giudizio impugnato va pertanto confermato.