Citation: 2C_843/2008 15.12.2008 E. 2

Il ricorrente sostiene che una proroga di sei mesi della carcerazione, decisa unicamente al fine di permettere all'autorità di espletare pratiche burocratiche, viola in modo troppo incisivo la propria libertà ed è quindi lesiva del principio della proporzionalità. A suo avviso una proroga di tre mesi, eventualmente rinnovabile, sarebbe stata sufficiente. Rimprovera poi all'autorità inferiore di avere disatteso il suo diritto di ottenere un giudizio motivato, in quanto si è limitata ad affermare che il provvedimento litigioso ossequiava il principio della proporzionalità senza però spiegare perché era stata decisa direttamente una proroga di sei mesi e non per un periodo più breve.