Citation: 4C.26/2005 27.06.2005 E. B

Di diverso avviso la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, la quale, nella sentenza 17 dicembre 2004, ha respinto l'eccezione d'incompetenza territoriale. La Corte cantonale si è quindi chinata sul merito della controversia e ha concluso per la reiezione della petizione. L'attrice non è stata infatti in grado di provare che i due primi accrediti sul conto yyy - quello del 26 giugno 1992 (FF 866'666.--) e quello del 24 settembre 1992 (US$ 38'823.52) - effettuati da terze persone, fossero da ricondurre a suo padre. Per quanto concerne i due versamenti operati direttamente da B.A.________ il 7 ottobre 1992 (US$ 74'252.83) e il 18 novembre 1993 (NLG 56'929.78), i giudici ticinesi hanno confermato il giudizio operato dal segretario assessore nell'ambito dell'opposizione al sequestro, secondo cui la convenuta ha provato che il denaro proveniva dai suoi conti presso la banca K.________(IT). Infine, è stato constatato che l'importo di US$ 5'000.-- accreditato il 4 agosto 1995 era un semplice trapasso dal conto della convenuta. Le pretese dell'attrice sono state disattese anche in punto ai due versamenti effettuati da B.A.________ sul conto xxx il 31 marzo 1995 (NLG 7'000.-- e FF 60'000.--). Anche volendo ravvedere in quest'operazione una liberalità, come asserito dall'attrice, essa sarebbe in ogni caso valida. Non solo qualora dovesse tornare applicabile il diritto svizzero - come sostenuto dalla convenuta - ma anche in base al diritto italiano, trattandosi effettivamente di una donazione indiretta, la quale se pure è sottoposta alle norme di carattere sostanziale che regolano le donazioni, non sottostà invece alle norme riguardanti la forma di queste.