Citation: 6B_449/2014 E. 2.4

2.4. In questa sede, il ricorrente ribadisce il parere del proprio medico psichiatra, che ha ravvisato un nesso causale tra il procedimento penale e la sua affezione psichica. Rimprovera ai giudici cantonali di essere incorsi nell'arbitrio per avere omesso di accertare quale sarebbe stato il preteso disturbo di natura psichica che lo avrebbe afflitto già prima dell'avvio del procedimento penale. Sostiene al riguardo che non potrebbe essere attribuito valore diagnostico alla semplice nozione di "pesante depressione" da lui utilizzata dinanzi al magistrato inquirente. Il ricorrente adduce inoltre che non sarebbe stato accertato con il necessario rigore scientifico che la successiva patologia costituirebbe una ricaduta o una recrudescenza della prima. Ora, la Corte cantonale ha accertato in modo conforme agli atti che, secondo quanto dichiarato dal ricorrente al magistrato inquirente, all'inizio del 2006, prima dell'avvio del procedimento penale, egli ha sofferto di una pesante depressione che ha comportato l'arresto dell'attività professionale per almeno quattro mesi ed ha richiesto l'assunzione costante di psicofarmaci. Il ricorrente si limita a sminuire l'importanza di questo problema di salute, adducendo che si sarebbe in realtà trattato di un semplice stato ansioso reattivo a precedenti disturbi cardiaci: in tal modo non sostanzia tuttavia l'arbitrio del suddetto accertamento con una motivazione conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. Considerato che il ricorrente ha espressamente riferito di una "pesante depressione", quindi di un esaurimento di una certa gravità, che ha reso necessario il ricorso a cure mediche e gli ha cagionato un periodo di incapacità lavorativa prolungato, la conclusione della precedente istanza, secondo cui l'affezione psichica era preesistente all'avvio del procedimento penale e si era manifestata già allora in forma acuta, non è inficiata d'arbitrio. Quanto al termine "depressione", esso è corrente nell'ambito psichiatrico, riveste un significato chiaro ed è stato utilizzato anche nel certificato del 30 agosto 2011 del dott. I.________. A ragione la Corte cantonale ha poi rilevato che, sia in questo certificato, sia nel rapporto dell'8 ottobre 2012, il medico ha fondato in modo determinante l'esistenza di un nesso causale tra il procedimento penale e la patologia psichica del ricorrente sul presupposto, manifestamente errato, dell'assenza di precedenti disturbi simili. Partendo da una premessa di fatto inesatta, la tesi del dott. I.________ risulta d'acchito inconferente, sicché, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, ai citati documenti medici non può essere attribuita la qualifica di "uniche valutazioni di carattere scientifico in atti".