Citation: 4A_329/2014 E. 6

Pur reputando irricevibili in virtù dell'art. 311 CPC, vista la loro carente motivazione, la maggior parte delle argomentazioni esposte nell'appello, la Corte cantonale ha aggiunto che la Pretora a ragione non ha riconosciuto l'esistenza di un nuovo contratto di locazione a partire dal 1° maggio 2010 che la qui ricorrente pretende essere sorto fra di lei e i proprietari dello stabile. I Giudici cantonali hanno rilevato che tale documento, pur indicando tre inquilini - e cioè l'opponente, l'avvocato allora contitolare dello studio legale e la qui ricorrente -, è stato unicamente firmato da quest'ultima; inoltre anche il locatore aveva confermato il mancato perfezionamento del contratto. Essi hanno poi pure indicato che le allegazioni dell'appellante confermano che i dissapori da lei descritti e sorti con il suo ex associato e la qui opponente hanno impedito la conclusione di un nuovo contratto. Nella fattispecie la ricorrente assevera lungamente di essere la titolare di un contratto di locazione con i proprietari dello stabile a partire dal 2010, lamenta che la conclusione contraria costituirebbe un " arbitrio materiale e formale " e una violazione del diritto di essere sentito ex art. 29 cpv. 2 Cost., ma non formula alcuna censura che soddisfa i requisiti di motivazione previsti dall'art. 106 cpv. 2 LTF. Da un lato, ella pare ignorare che la Corte cantonale non si è limitata a dichiarare inammissibile il suo appello e, dall'altro, nemmeno tenta di far apparire insostenibili le summenzionate considerazioni sul mancato perfezionamento di un contratto di locazione con i proprietari dell'ente locato, non essendo a tal fine sufficiente rimproverare all'autorità di appello di avallare " ciecamente la posizione della Pretora ". Non è di soccorso alla ricorrente nemmeno l'arzigogolo al termine dell'impugnativa con cui ella suggerisce che l'opponente avrebbe rinunciato alla sua qualità di conduttrice principale.