Citation: 1C_207/2024 E. 5.3

5.3. Ha sottolineato inoltre che il Comune ha indicato che la ricorrente Manuela Tommasi, avrebbe lamentato semmai l'assenza dei proponenti sulle candidature litigiose: l'Ufficio elettorale le avrebbe risposto, rettamente, che questo requisito non è previsto dallo Statuto comunale. Quale condizione formale, lo Statuto comunale impone infatti alle candidature (solamente) la forma scritta. Come il Comune, anche i giudici cantonali hanno ritenuto che mal si comprende perché in tale ambito si dovrebbe applicare per analogia il previgente art. 19d cpv. 1 LDPC, norma che impone per ogni proposta di candidatura la firma di cinque aventi diritto di voto domiciliati nel circondario elettorale. Ciò a maggior ragione visto che questa norma concerne peraltro l'elezione tacita dei membri dei tribunali regionali, ossia una fattispecie differente. Al riguardo l'istanza precedente ha accennato anche alla modifica, entrata in vigore il 1° gennaio 2024, delle relative disposizioni della LDPC, nonché del tenore del nuovo art. 19a cpv. 2 LDPC, secondo il quale, per le elezioni comunali alle urne è prevista una procedura di annuncio se per queste il comune ha introdotto il voto elettronico, ciò che non si verifica per il Comune in questione. Mal si comprende perché questo semplice, peraltro corretto accenno alla nuova normativa dovrebbe comportare l'annullamento della decisione impugnata, come sostenuto a torto dai ricorrenti. L'istanza precedente ne ha concluso che non va tanto applicata analogamente la LDPC, ma che occorre piuttosto rispettare l'evidente volontà del Comune di non imporre altro requisito formale che la forma scritta delle candidature, trattandosi quindi di un silenzio qualificato e non di una lacuna colmabile mediante un'applicazione analoga della LCD. Ha stabilito che l'Ufficio elettorale ha quindi ammesso rettamente le relative candidature presentate per iscritto ed entro il termine previsto.