Citation: 1B_528/2019 E. 2.1

2.1. La CRP ha rilevato che, contro un decreto di abbandono, sono legittimate a ricorrere le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto (art. 322 cpv. 2 in relazione con l'art. 382 cpv. 1 CPP), ciò che implica che l'interessato sia personalmente e direttamente leso e che abbia un interesse pratico e attuale alla disamina del rimedio esperito (DTF 144 IV 81 consid. 2.3.1). Si è poi espressa sulla qualità di parte del danneggiato, ossia della persona i cui diritti sono stati direttamente lesi dal reato (art. 115 cpv. 1 CPP), nonché di vittima ai sensi dell'art. 116 CPP, ossia il danneggiato che a causa del reato è stato direttamente leso nella sua integrità fisica o psichica (cpv. 1) : a determinate condizioni, alla vittima sono assimilabili i suoi congiunti, segnatamente il coniuge e i figli (cpv. 2). Se questi ultimi fanno valere pretese civili, essi godono degli stessi diritti della vittima (art. 117 cpv. 3 e art. 122 cpv. 2 CPP). Ha osservato che, secondo la giurisprudenza, essi devono nondimeno far valere pretese civili proprie (sentenza 1B_380/2017 del 22 dicembre 2017 consid. 3). La Corte cantonale ha poi ricordato che chi, come i congiunti, subentra per legge nei diritti del danneggiato, è legittimato ad agire soltanto civilmente e dispone unicamente dei diritti processuali che concernono direttamente l'attuazione dell'azione civile (art. 121 cpv. 2 CPP; sulla portata dell'art. 121 cpv. 1 CPP vedi DTF 142 IV 82 consid. 3.2 e 3.3). Ha poi rilevato che, nell'ambito di un procedimento penale, la giurisprudenza e la dottrina precisano che il giudizio su pretese civili fatte valere in via adesiva presuppone che l'azione civile non sia pendente o passata in giudicato presso un altro foro, richiamando al riguardo anche l'art. 119 cpv. 2 lett. b CPP, secondo cui il danneggiato può far valere in via adesiva pretese di diritto privato desunte dal reato, ossia un'azione civile. Ne ha concluso che, allo scopo di evitare l'emanazione di sentenze contraddittorie, la litispendenza comporta che l'oggetto di causa tra le medesime parti non può essere reso pendente presso un altro foro (al riguardo vedi sentenza 6B_1194/2018 del 6 agosto 2019 consid. 4.3, destinata a pubblicazione; GORAN MAZZUCCHELLI/ MARIO POSTIZZI, Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2aed., n. 14 ad art. 119). La Corte cantonale ha accertato che dagli atti di causa non risulta alcuna esplicita e univoca dichiarazione di J.________ di costituirsi accusatore privato. Dopo il suo decesso, la moglie e i figli hanno comunicato al PP " di accettare l'eredità e di proseguire al posto del defunto marito e padre i procedimenti penali da lui avviati ". Ha ritenuto inoltre che il PP non ha chiarito la questione di sapere se nella fattispecie l'ipotesi di reato fosse di lesioni colpose o di lesioni colpose gravi: quest'ultima qualifica avrebbe comportato infatti il riconoscimento della qualità di vittima ai sensi dell'art. 116 cpv. 1 CPP di J.________ e, di riflesso, la qualità di congiunti dei ricorrenti. La CRP ha poi osservato che, nella procedura di reclamo, i ricorrenti hanno spiegato di aver fatto valere davanti alla Pretura delle pretese quali congiunti. Ne ha dedotto che presso un altro foro è quindi pendente la loro azione civile, motivo per cui essi non sono legittimati a impugnare il decreto litigioso. Ha aggiunto che si giungerebbe alla medesima conclusione anche nell'ipotesi in cui si volesse riconoscere la qualità di vittima ad J.________ in applicazione dell'art. 116 CPP e, di riflesso, ai ricorrenti quali congiunti, visto ch'essi avrebbero dovuto addurre pretese civili proprie. Ha stabilito infatti ch'essi non ne hanno fatto valere nella sede penale, ma soltanto dinanzi alla Pretura, quali congiunti. Ha ritenuto infine che, in ogni caso, anche nell'ipotesi in cui avessero fatto valere pretese civili, l'intervenuta litispendenza presso la Pretura avrebbe implicato l'impossibilità di esercitare nel procedimento penale, negando quindi la loro qualità di parte.