Citation: 2C_1006/2017 E. 5.3.4

5.3.4. In queste circostanze, in definitiva, l'UCP avrebbe dovuto esperire un nuovo sopralluogo volto a constatare se la ricorrente aveva effettivamente sistemato la recinzione in maniera adeguata, come l'Ufficio stesso le aveva intimato, nel qual caso sarebbe stato possibile accordarle un risarcimento per la parte dei danni realizzatisi dopo l'adozione delle efficaci misure di prevenzione. La ricorrente, invece, pur avendo seguito le indicazioni intimatele dal funzionario cantonale nella e-mail dell'11 agosto 2016, non ha avuto alcun modo di ottenere accertamenti supplementari; ha formulato obiezioni e osservazioni ma, in merito alla riparazione della recinzione, non ha ottenuto alcun riscontro, né immediatamente né più tardi dinanzi alle varie istanze di ricorso. In queste circostanze, ritenuto anche che il verbale dell'11 agosto 2016 constatava l'assenza di danni nel vigneto, era arbitrario partire dal presupposto che tutto il danno si fosse verificato prima della sistemazione della recinzione o, d'altra parte, dare per scontato che la riparazione della rete non costituisse un'adeguata misura di prevenzione. In sostanza, prima di imputare alla ricorrente di aver omesso di adottare tutte le misure che si potevano oggettivamente esigere da lei per cercare di contenere il danno subito nei suoi vigneti, e negarle conseguentemente il risarcimento (peraltro accordatole in passato), salvo poi accordarle l'autorizzazione per l'autodifesa (che, come visto, presuppone l'esistenza di una recinzione adeguata), occorreva garantirle un effettivo ed esteso diritto di essere sentita, tra l'altro nel contesto di un sopralluogo.