Citation: 2P.171/2001 31.10.2001 E. 1

1.- a) Il ricorso di diritto pubblico, presentato tempestivamente contro una decisione cantonale di ultima istanza (art. 208 cpv. 1 della legge organica comunale del Cantone Ticino, del 10 marzo 1987 [LOC] e art. 60 cpv. 1 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 [LPAmm]), fondato su una pretesa violazione dei diritti costituzionali dei cittadini è, di principio, ricevibile in conformità agli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 87 OG. b) Secondo l'art. 88 OG, il diritto di presentare un ricorso di diritto pubblico spetta ai privati che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Il cittadino è quindi legittimato a proporre tale rimedio soltanto se l'incostituzionalità di cui egli si prevale lo lede nei suoi interessi personali e giuridicamente protetti: un pregiudizio di mero fatto, segnatamente di natura materiale o finanziaria, è insufficiente (DTF 126 I 81 consid. 3b; RDAT 1997 II n. 16 pag. 47 consid. 1b e relativi rinvii). Il divieto generale d'arbitrio non conferisce, di per sé, la legittimazione ai sensi dell' art. 88 OG (DTF 126 I 81 consid. 3 - 6 e riferimenti). Il caso in esame non concerne il diritto allo stipendio, che è pacifico, bensì unicamente le modalità di pagamento del medesimo. Ci si può pertanto chiedere se la ricorrente disponga di un interesse giuridicamente protetto all'esame di tutte le censure sollevate. Il quesito non merita tuttavia maggiore approfondimento, siccome l'impugnativa, nella misura in cui è ammissibile, va respinta. c) D'altro canto non occorre determinarsi sull'ammissibilità dell'istanza - peraltro tardiva - della ricorrente, con cui segnalava errori di scrittura nel proprio gravame, senza esservi stata autorizzata. Le correzioni presentate non sono in effetti determinanti per la comprensione dell'impugnativa. Neppure, e malgrado i toni talvolta eccessivamente esuberanti utilizzati dalla ricorrente, non si giustifica, per motivi di economia processuale, di rinviarle il gravame con l'invito a rifarlo, come richiesto dal Municipio di X.________. d) Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso deve contenere, oltre la designazione del decreto o della decisione impugnati, le conclusioni del ricorrente (lett. a) e l'esposizione concisa dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nelle proprie conclusioni la ricorrente non chiede esplicitamente l'annullamento dell'atto impugnato. Nondimeno, conformemente alla prassi del Tribunale federale, tale mancanza non conduce all'inammissibilità dell'impugnativa laddove, come nel caso specifico, tale conclusione scaturisce con sufficiente chiarezza dalla motivazione del gravame (RDAT 1997 I n. 7 pag. 11 consid. 1c e rinvii). D'altro canto, nella misura in cui la ricorrente chiede più o altro dell'annullamento della decisione impugnata, il gravame è inammissibile in virtù della natura cassatoria del rimedio, a cui in concreto non va derogato (DTF 127 I 1 consid. 2c, 126 I 213 consid. 1c e rispettivi richiami). Infine, ove l'insorgente abbia inteso chiedere l'annullamento o che sia dichiarata la nullità di norme cantonali, la memoria ricorsuale è pure irricevibile, siccome il termine per l'impugnazione diretta dei testi normativi è stato largamente superato (art. 89 cpv. 1 OG). Ciò non osta tuttavia ad un controllo accessorio della costituzionalità dei disposti richiamati alla luce del caso di applicazione, sfociato in una decisione concreta (DTF 124 I 289 consid. 2; RDAT 2001 I n. 45 pag. 175 consid. 2b e relativi rinvii). Dal profilo dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG il Tribunale federale statuisce solo sulle censure addotte nel ricorso e alla condizione che siano sufficientemente circostanziate; le critiche di carattere appellatorio sono inammissibili (sul cosiddetto principio dell'allegazione v. DTF 117 Ia 393 consid. 1c). Nella misura in cui non adempie tali esigenze, l'impugnativa sfugge a un esame di merito.