Citation: 4A_331/2020 E. A

La B.________ ha stipulato con i sindacati C.________ e A.________ un contratto collettivo di lavoro per l'edilizia principale del Cantone Ticino (in seguito CCL/TI), valevole dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2022, con cui è fra l'altro stata istituita all'art. 6 una Commissione paritetica cantonale dell'edilizia e del genio civile, alla quale i rimanenti articoli si riferiscono indicandola semplicemente con la sigla "CPC". L'art. 20 di tale CCL, che reca il titolo "calendari di lavoro", ha il seguente tenore: "1 Calendari sezionali. Entro il 15 dicembre, la CPC emanerà i calendari sezionali, valevoli per l'anno successivo. I calendari di lavoro sezionali dovranno prevedere, possibilmente, quale durata massima giornaliera del lavoro 9 ore. 2 Calendari aziendali. Ogni impresa o consorzio può allestire un calendario aziendale da inviare per esame ed approvazione alla CPC entro il 31 gennaio tenendo conto di quanto segue: a. per i calendari di lavoro che contemplano le ore flessibili, la durata settimanale del lavoro può raggiungere un massimo di 46.5 ore; b. per i cantieri al di sopra dei 1000 m s/m, la durata massima del lavoro è fissata a 47.5 ore settimanali; c. la possibilità di recuperare al massimo due "ponti" a scelta dell'impresa. Eventuali ulteriori "ponti" potranno essere compensati con ore flessibili o con giorni di vacanza. 3 Il mancato invio di un calendario di lavoro comporta implicitamente l'accettazione del calendario base (senza il recupero ponti e senza ore flessibili)." L'art. 1 del CCL/TI indica che esso completa il Contratto Nazionale Mantello per l'edilizia principale (in seguito CNM) al quale il Consiglio federale ha conferito obbligatorietà generale e il cui art. 25 cpv. 3 ha il seguente tenore: "Scostamenti: in caso di penuria di lavoro, condizioni meteorologiche sfavorevoli o guasti tecnici, l'impresa può modificare a posteriori il calendario di lavoro per l'intera impresa o per singole parti (cantieri), purché rispetti il cpv. 2 e il numero massimo di ore annuali. Nell'ambito di tali adeguamenti, l'impresa può scendere sotto il limite minimo e superare il limite massimo delle ore settimanali fino ad un tetto di 48 ore. L'aumento delle ore di lavoro settimanali deve presentare obbligatoriamente un nesso con l'evento che in precedenza ha condotto a una riduzione delle ore di lavoro. È possibile adeguare ripetutamente il calendario di lavoro."