Citation: 4A_3/2016 E. 3.2

3.2. Preso atto del fatto che l'unica pretesa ancora litigiosa sorta in franchi svizzeri e correttamente fatta valere in quella valuta era quella che riguardava la perdita delle retrocessioni per clienti apportati (per complessivi fr. 282'300.--), ha d'altro canto rilevato che il suo rigetto da parte del Pretore era corretto e andava confermato. Al riguardo ha infatti spiegato che: a) davanti al Pretore l'attore aveva preteso il risarcimento della perdita di guadagno da lui subita durante cinque anni (mancate retrocessioni per i clienti da lui amministrati quale gestore esterno, persi dopo che la convenuta aveva scritto loro comunicando di non riconoscerlo più quale valido gestore esterno); b) con un'inammissibile mutazione dell'azione (art. 317 cpv. 2 CPC), in sede di appello si è però limitato a chiedere l'adempimento dell'accordo e meglio il pagamento delle retrocessioni maturate in precedenza, per il terzo e quarto trimestre 2000 e per il primo trimestre 2001; c) in ogni caso, a fronte della chiara contestazione della convenuta secondo cui le pretese azionate non erano state provate nel loro ammontare, l'attore non ha dimostrato a quanto sarebbero ammontate le retrocessioni maturate nel periodo in questione, siccome non ha offerto nessuna prova sul tema: omettendo di chiedere alla controparte, che sino ad allora non aveva spontaneamente prodotto i documenti rilevanti alla loro quantificazione, di versarli agli atti, e rinunciando nel contempo a sottoporre la questione al perito giudiziario; d) infine, non è possibile condividere nemmeno la tesi, formulata irritualmente solo in appello (art. 317 cpv. 1 CPC), in base alla quale le somme corrisposte per il secondo trimestre 2000, da lui qui rivendicate anche per i 3 trimestri successivi, fossero dovute almeno in quella misura anche per quei periodi.