Citation: U 285/98 11.06.2001 E. 2

2.- a) Nell'evenienza concreta dalla documentazione medica, e in particolare dalle risultanze della visita medica di chiusura eseguita dal dott. S._________, medico di circondario dell'INSAI, il 29 novembre 1996, emerge che l'assicurato, in seguito all'infortunio subito nel 1995, è limitato nella sua capacità d'esercitare l'attività professionale precedente nella misura del 33,4%, mentre la capacità non è limitata in occupazioni sostitutive compatibili con lo stato di salute. Queste valutazioni - le quali tengono conto del fatto che l'assicurato ha volontariamente rinunciato a sottoporsi ad un intervento chirurgico idoneo a migliorare la sua situazione - non sono sostanzialmente contestate in sede federale, né questa Corte vede validi motivi per scostarsene (cfr. sull'attendibilità dei rapporti medici interni all'amministrazione e sulla facoltà per il giudice di basare la sua pronunzia su tali rapporti, DTF 122 V 161 in fine; v. pure GAAC 2000 n. 138 pag. 1341 segg.). b) Esaminando le ripercussioni economiche di simile inabilità, il primo giudice, prevalendosi della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, ha dapprima rilevato che l'assicurato, in occupazioni compatibili con il suo stato di salute, avrebbe potuto realizzare, in teoria, un reddito non già di fr. 43'000.-, come stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato, ma bensì di soli fr. 35'000.-, importo questo corrispondente negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg. c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato, a condizione naturalmente che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato,