Citation: 1B_337/2018 E. 2.3

2.3. A titolo abbondanziale si può nondimeno rilevare che la CRP visto il lasso di tempo trascorso ha ritenuto chiaramente insufficiente e incompatibile con il principio di celerità (art. 5 cpv. 1 CPP) la motivazione posta a fondamento dell'ordine di sequestro, osservando che spetta al ministero pubblico organizzarsi in modo da poter rispettare questo principio. Ha accertato che nella contestata decisione il PP, limitandosi a menzionare i reati oggetto della promozione dell'accusa avvenuta nel 2009, non ha ancora indicato, quasi dieci anni dopo la disposizione del criticato sequestro, sufficienti indizi riferiti ai reati imputati, in particolare la sospettata provenienza illecita degli importanti averi sequestrati, dichiarati dal ricorrente in diverse centinaia di milioni, la sussunzione dei fatti ai prospettati reati e gli indizi di colpevolezza. Ha considerato ch'essa, quale autorità di reclamo non può esprimersi come autorità di prima istanza, né deve ricercare nell'incarto eventuali elementi attestanti le condizioni per mantenere o annullare il contestato provvedimento coercitivo. Accertata la lesione del principio di celerità, ha quindi invitato il PP a pronunciarsi sull'istanza di dissequestro del 21 gennaio 2015 " nel corso delle prossime settimane, non potendosi ulteriormente procrastinare una decisione ". Ha aggiunto che qualora ciò non avverrà o non avverrà secondo i principi da essa enunciati, potrà entrare in considerazione il dissequestro degli averi.