Citation: 2A.747/2006 10.07.2007 E. D

Considerata la premessa situazione, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha rifiutato, il 19 maggio 2006, di rinnovare il permesso di dimora di A.A.________ e gli ha fissato un termine con scadenza al 31 luglio 2006 per lasciare il Cantone. A suo avviso, lo scopo per il quale l'autorizzazione era stata concessa era venuto meno in seguito all'avvenuta cessazione, il 1° marzo 2005, dalla vita in comune e, in mancanza di una riconciliazione, il matrimonio esisteva oramai solo sulla carta. Detta decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato, il 29 agosto 2006, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo il 27 ottobre successivo. Constatato che la separazione durava da un anno e mezzo, la Corte cantonale ha considerato che vi erano sufficienti elementi per dimostrare che i coniugi avevano da tempo organizzato autonomamente la loro vita e che il loro matrimonio esisteva solo sulla carta. Ha poi rimproverato a A.A.________ di avere disatteso il suo dovere d'informazione sancito dall'art. 3 cpv. 2 LDDS, sottacendo in diverse occasioni alle competenti autorità che viveva separato dalla moglie. In seguito ha osservato che i motivi all'origine della separazione potevano essere presi in considerazione solo se la stessa era di breve durata, ciò che non era il caso nella fattispecie, e che la ripresa della vita comune, intervenuta tre giorni prima dell'inoltro del gravame, era stata escogitata per meri motivi di causa. In queste condizioni, né il fatto che i coniugi avessero mantenuto buoni rapporti né la circostanza che non sarebbe stata avviata una procedura di separazione legale o di divorzio erano, a suo avviso, rilevanti. Infine ha ritenuto che il rifiuto del rinnovo rispettava il principio della proporzionalità e che l'insorgente non poteva appellarsi all'art. 8 CEDU.