Citation: 1P.602/2003 23.02.2004 E. 3

Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di essere incorsa nell'arbitrio e in un diniego di giustizia formale per avergli del tutto negato la rifusione di spese legali siccome non documentate. Ritiene che i giudici cantonali avrebbero invece dovuto fare uso del loro potere di apprezzamento e riconoscergli un importo equo, secondo i principi previsti dall'art. 42 cpv. 2 CO. Il ricorrente afferma che, vista la lunga durata del procedimento penale e il fatto che il suo precedente patrocinatore è deceduto nel 1983, non dispone ormai più delle note professionali che avrebbero potuto provare i costi legali sopportati. Sostiene inoltre di non essere obbligato a tenere una contabilità ed a conservare la relativa documentazione e che, in ogni caso, anche se avesse indicato il tempo effettivamente impiegato dai suoi patrocinatori per la difesa, ciò non sarebbe stato determinante, visto che occorrerebbe considerare il dispendio medio che un avvocato diligente avrebbe profuso secondo la normale esperienza nell'esecuzione di un mandato di complessità analoga. Sempre secondo il ricorrente, spettava per di più alla Corte cantonale, in virtù del principio inquisitorio, renderlo attento sulle conseguenze di tali carenze probatorie e invitarlo a fare il possibile per produrre la documentazione mancante.