Citation: U 347/98 10.10.2001 E. 1

1.- a) In ordine, l'insorgente contesta in primo luogo la composizione del Tribunale cantonale delle assicurazioni, adducendo che tale Corte avrebbe dovuto statuire collegialmente. Il ricorso di diritto amministrativo può essere esperito per violazione del diritto federale, nozione che comprende anche il diritto costituzionale federale ed i principi generali di diritto quali quelli della parità di trattamento e della proporzionalità. Ne deriva che questo ricorso assume il ruolo del ricorso di diritto pubblico per quel che concerne la violazione dei diritti costituzionali commessa da un'autorità cantonale nelle materie sottoposte al controllo del Tribunale federale delle assicurazioni quale giudice amministrativo (DTF 121 V 288 consid. 3 e sentenze ivi citate). Ritenuta la sussidiarità assoluta del ricorso di diritto pubblico, il ricorso di diritto amministrativo si sostituisce pertanto a quest'ultimo nella sua funzione di protezione dei diritti costituzionali dei cittadini (DTF 118 Ib 62 consid. 1b, 132 consid. 1a, 112 Ia 358 consid. 4a, 110 Ib 257, 110 V 363 consid. 1c, 108 Ib 73 consid. 1a, 104 Ib 120-121; Auer, La juridiction constitutionnelle en Suisse, pag. 122 no. 212; Grisel, Traité de droit administratif, tomo II, pag. 908-909; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 92 segg. e 235). b) Il diritto delle parti ad una composizione regolare del tribunale discende direttamente dall'art. 30 cpv. 1 Cost. (e in precedenza dall'art. 58 cpv. 1 vCost.), tale principio imponendo esigenze di base alla procedura cantonale (DTF 124 I 261 consid. 4a, 118 Ia 285 consid. 3d, 117 Ia 325 consid. 2, 115 V 260 consid. 2a con riferimenti). Secondo la giurisprudenza, dev'essere annullato d'ufficio un giudizio reso a torto da un giudice unico in una vertenza in cui giusta l'ordinamento cantonale è competente il tribunale (sentenza inedita 6 luglio 1994 in re F., I 56/94). c) L'art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale ticinese delle assicurazioni dispone, concretizzando quanto stabilito dall'art. 26 lett. c cpv. 2 LOG, che i membri del Tribunale possono decidere nella composizione di un giudice unico le cause che non pongono questioni di principio o che non sono di rilevante importanza. Con la riforma legislativa conferente all'autorità giudiziaria la possibilità di statuire nella composizione di un giudice unico il legislatore cantonale ticinese intendeva, prendendo a base il criterio delle cause che non pongono questioni di principio o che non sono di rilevante importanza, accelerare la definizione delle pratiche. Avuto riguardo allo scopo della riforma, esso ha lasciato ad ogni singola camera del Tribunale di appello la competenza di definire più precisamente i criteri da rispettare. Nel Messaggio del 17 febbraio 1998 concernente l'introduzione della possibilità, per le Camere della Sezione di diritto pubblico del Tribunale di appello, di decidere nella composizione di un solo giudice, il Consiglio di Stato ha in particolare rilevato che la proposta con la quale si persegue lo scopo di disporre di una delega facoltativa della competenza a decidere a favore di un solo giudice permette quale obiettivo principale di migliorare sensibilmente le condizioni in cui ha luogo il giudizio collegiale nei casi che realmente meritano di essere esaminati e dibattuti dall'intera Camera, sgravata a questo punto dall'obbligo di giudicare nella composizione completa anche le liti ritenute meno importanti. Infatti, solo alcune decisioni, complesse o di principio, giustificano una deliberazione in Camera di consiglio, rispettivamente non tutte le decisioni meritano approvazione collegiale, fosse anche solo per via di circolazione. È stato inoltre rilevato che non tutte le Camere della Sezione di diritto pubblico faranno largo uso della decisione a giudice unico, in quanto tale soluzione sarà soprattutto praticata nelle Camere con entrate molto elevate quali il Tribunale cantonale delle assicurazioni e il Tribunale cantonale amministrativo. Il Consiglio di Stato ticinese ha precisato rendersi conto che la delega facoltativa della competenza a decidere a favore di un solo giudice poteva apparire relativamente ampia, ma l'ha ritenuta necessaria, segnatamente nei casi di routine o di scarsa rilevanza. Il legislativo ticinese ha approvato la norma sulla questione oggetto del presente esame nel tenore proposto nel Rapporto della Commissione della legislazione sul messaggio 17 aprile 1998. Riferitasi a quanto esposto dall'Esecutivo cantonale, la Commissione si era sostanzialmente limitata, determinandosi su modifiche puntuali del disegno di legge, a esprimere il parere secondo cui meritava di essere stralciata, in quanto inutile e ridondante, la seconda parte della frase del cpv. 2 dell'art. 26quater LOG, in cui si era inizialmente riservata la facoltà per ogni giudice di chiedere che la sentenza venisse emessa dalle Camere nella loro composizione completa, parere ritenuto nel testo finale. Vero è che la Commissione della legislazione ha nel summenzionato rapporto indicato essere il sistema della delega facoltativa comunque riservata ad una ristretta cerchia di casi di scarsa rilevanza. Orbene, in questa asserzione non può essere ravvisata l'intenzione di volersi scostare dalle chiare linee direttrici, come formulate dal Consiglio di Stato. Prescindendo dal fatto che l'affermazione è riferita all'insieme delle sezioni di diritto pubblico del Tribunale d'appello e non specificatamente al Tribunale cantonale delle assicurazioni, non se ne capirebbe bene la portata dal momento che la Commissione ha dato piena adesione al testo presentato dall'esecutivo, il quale verteva a snellire la procedura presso esse sezioni e segnatamente presso il Tribunale delle assicurazioni. La medesima, intesa nel suo senso letterale, apparirebbe tantomeno spiegabile quando si ricordi che con l'unica sostanziale modifica proposta, quella di sopprimere il surricordato passaggio del capoverso 2 dell'art. 26quater LOG, la Commissione ha, nei confronti della versione del Consiglio di Stato, accresciuto il potere del giudice delegato di optare per una decisione monocratica. Da un profilo più generale infine, non si vede bene, quantomeno per il Tribunale cantonale delle assicurazioni, che principalmente necessitava di misure di alleggerimento, quale sarebbe il senso della riforma legislativa, avuto riguardo al fatto che nel suo precedente tenore l'art. 2 cpv. 1 della legge di procedura già consentiva a detta autorità di statuire con giudice unico limitatamente alle cause di minor rilievo. Nell'ambito della presente lite il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino è stato invitato da questa Corte a determinarsi sull'interpretazione data all'art. 2 cpv. 1 della legge di procedura in discussione, in particolare circa i criteri applicati per decidere quando una causa non ponga questioni di principio e quando essa non sia di rilevante importanza. Nella sua determinazione del 25 giugno 2001 la Corte cantonale ha essenzialmente esposto di ritenere, nell'ottica degli intenti del legislatore, non porre questioni di principio o di rilevante importanza le cause nelle quali il tema giuridico è già risolto da consolidata giurisprudenza federale, quelle che non presentano particolari difficoltà nell'apprezzamento delle prove (ad esempio allorché i fatti sono stati chiariti in modo convincente dopo una perizia medica) o quelle nelle quali il valore di causa è estremamente ridotto. Emerge da quanto suesposto che i criteri indicati dal Tribunale delle Assicurazioni del Cantone Ticino nella sua risposta del 25 giugno 2001 sono conformi all'intenzione del legislatore cantonale. Ne deriva essenzialmente che l'importanza di una procedura va riferita all'aspetto giuridico o istruttorio della medesima, mentre tale importanza non può dipendere dal valore della causa né dall'interesse che la causa soggettivamente rappresenta per la parte. Giova rilevare di transenna, per quanto attiene ai criteri adottati, che essi corrispondono in larga misura a quelli predisposti dalla, non più vigente, ODCR, per la quale, all'art. 22 cpv. 2, solo i ricorsi che sollevavano questioni difficili di fatto o d'apprezzamento o questioni di diritto non elucidate venivano sottoposti alla competenza di un collegio di tre giudici. Dalle considerazioni che precedono si deduce poi che i criteri posti dalla novella legislativa si applicano indistintamente a tutte le materie rientranti nell'ambito di competenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni, ragione per cui alle sentenze con le quali il Tribunale federale delle assicurazioni ha da questo profilo discriminato certe materie o, meglio, certe tematiche nei confronti di altre non deve essere fatto riferimento. d) Alla luce di quanto suesposto non può essere affermato che l'autorità giudiziaria cantonale, statuendo con giudizio 29 ottobre 1998 ed esprimendosi dopo essere stata invitata da questa Corte a determinarsi sul tema in discussione, abbia dato all'art. 2 cpv. 1 della legge di procedura in parola un'interpretazione non conforme all'art. 30 cpv. 1 Cost. e all'art. 6 CEDU. In particolare non è sostenibile che in tale disposto di procedura cantonale, il quale non espone specifici criteri suscettibili di stabilire quali siano le cause di non rilevante importanza, difetti la base legale delegante al giudice unico la competenza per determinarli. Né può essere affermato che detta norma sia lesiva del principio della parità di trattamento in quanto disciplinerebbe in modo discriminante la procedura praticata dal Tribunale cantonale delle assicurazioni rispetto alla soluzione adottata per quel che riguarda le altre sezioni di diritto pubblico del Tribunale d'appello. Ne deriva che dev'essere disattesa anche la censura secondo la quale la norma in discussione sarebbe, nel suo tenore medesimo, viziata da arbitrio. e) In concreto, dal momento che si trattava di calcolare il guadagno assicurato e di valutare l'invalidità sulla base della giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, il caso poteva pertanto essere evaso da un giudice unico; né la causa presentava particolari difficoltà nell'apprezzamento delle prove. Non si giustificava quindi un giudizio reso da una Camera di tre giudici. Discende da quanto precede che su questo punto il ricorso dev'essere respinto, il giudizio impugnato non essendo viziato da un'arbitraria interpretazione e applicazione del diritto processuale cantonale.