Citation: 7B_8/2023 E. 1.4.2

1.4.2. In concreto, la ricorrente è la figlia della paziente deceduta e, in quanto tale, congiunta ai sensi dell'art. 116 cpv. 2 CPP. Essa ha partecipato in qualità di accusatrice privata alla procedura dinanzi all'autorità cantonale. Sostiene di aver subito un danno a seguito della morte della madre, consistente nel minor apporto nella comunione domestica precedentemente garantito dalle rendite di vecchiaia della madre convivente, per la spartizione di vitto e alloggio, per un totale di fr. 21'600.--. Fa inoltre valere pretese di riparazione del torto morale per decesso di un congiunto convivente, corrispondenti ad almeno fr. 80'000.--, per un danno totale complessivo di almeno fr. 100'000.--, oltre al danno ideale e materiale. Dai fatti accertati nella sentenza impugnata risulta che la madre della ricorrente il 13 ottobre 2016 è stata ricoverata presso la casa per anziani D.________ a X.________ e che l'opponente 2 era il suo medico curante dal 1° novembre 2016. Da tale accertamento tuttavia non risulta chiaramente se l'opponente 2 sia intervenuto in qualità di medico privato o in qualità di collaboratore della casa per anziani in questione. Pertanto, non vi sono elementi sufficienti per poter ritenere che le eventuali pretese di risarcimento della ricorrente nei confronti dell'opponente 2 siano soggette al diritto pubblico, segnatamente alla legge ticinese sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici del 24 ottobre 1988 (LResp/TI; RL 166.100; cfr. sentenze 6B_796/2021 del 25 agosto 2021; 6B_606/2021 del 15 giugno 2021; 1B_528/2019 del 31 dicembre 2019 consid. 2.3.1). In concreto, la questione della legittimazione ricorsuale della ricorrente giusta l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF può tuttavia restare indecisa, visto l'esito del ricorso.