Citation: 1P.519/2001 01.11.2001 E. 6

6.- Anche il principio della proporzionalità è rispettato: esso esige che le restrizioni della proprietà siano idonee a raggiungere lo scopo desiderato e che un rapporto ragionevole sussista tra lo scopo perseguito e i mezzi utilizzati (DTF 124 I 107 consid. 4c/aa pag. 115 e rinvii; sentenza inedita del 4 ottobre 1994 in re Comune di Manno, consid. 2b, apparsa parzialmente in RDAT I-1995, n. 31, pag. 77 segg.). Al riguardo, il semplice interesse economico del proprietario, volto a una migliore utilizzazione dei fondi, o al libero godimento della sua proprietà, deve cedere di fronte all'interesse generale, inteso a realizzare un uso del suolo razionale e ordinato, nel rispetto e nella promozione degli scopi e dei principi pianificatori (DTF 119 Ia 362 consid. 5 e rinvii, 104 Ia 120 consid. 3, 103 Ia 250 consid. 2c; DFGP/UPT, Commento della legge federale sulla pianificazione del territorio, 1981, Introduzione, n. 41 lett. c). Non si può negare che il provvedimento litigioso, volto ad assicurare il futuro ampliamento della sede scolastica sul fondo n. XXX, che ospita una casa di abitazione, colpisce particolarmente le ricorrenti. Il TPT ha però rilevato che la limitazione del vincolo al solo mappale n. YYY non sarebbe sufficiente per consentire un ampliamento della scuola materna e aggiunto che l'estensione del provvedimento a tre particelle è determinata dal rispetto dei parametri minimi "ORL", che non potrebbero essere ridotti senza porre a repentaglio il corretto dimensionamento dell' opera. Infine il TPT ha osservato che la morfologia del fondo n. YYY (lungo e stretto), non lascia alternative all' ampliamento della sede scolastica se non sui fondi limitrofi, ed in particolare su quello delle ricorrenti. Queste considerazioni, conformi agli atti, fanno ritenere l'interesse pubblico prevalente su quello privato, e non lesiva del principio della proporzionalità la sentenza impugnata (cfr. RDAT II-2000, n. 75, pagg. 281-282).