Citation: 2A.479/2004 14.09.2004 E. 3

Rimane da appurare se il gravame possa essere trattato come ricorso di diritto pubblico. 3.1 Poiché il ricorrente non ha un diritto ad ottenere un permesso di soggiorno (cfr. consid. 2), egli non è toccato dalla decisione querelata nei suoi interessi giuridicamente protetti, per cui difetta della legittimazione a proporre un ricorso di diritto pubblico (art. 88 OG; cfr. DTF 126 I 81 consid. 2 a 6 in merito all'art. 9 della nuova Costituzione federale del 18 aprile 1999 nonché DTF 123 I 25 consid. 1 e 122 I 267 consid. 1a riguardo all'art. 4 vCost.). Ne discende che le asserite violazioni del divieto dell'arbitrio e dei principi della parità di trattamento e della proporzionalità formulate nell'impugnativa come anche il censurato accertamento dei fatti sono inammissibili. Il ricorrente può nondimeno far valere con detto rimedio che sono stati disattesi diritti di parte, riconosciutigli dall'ordinamento cantonale o sgorganti direttamente da norme costituzionali, la cui violazione costituisce un diniego di giustizia formale (DTF 122 I 267 consid. 1b e richiami). 3.2 Il ricorrente censura la violazione del suo diritto di essere sentito. Al proposito, egli non fa valere la lesione di norme cantonali di procedura, bensì invoca unicamente la disattenzione dei diritti sgorganti dall'art. 29 cpv. 2 Cost.: il Tribunale federale si limita pertanto a vagliare, liberamente, se il giudizio contestato leda le garanzie procedurali minime dedotte dal citato disposto costituzionale (DTF 128 II 13 consid. 3a e riferimenti). 3.3 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avergli rifiutato a torto, malgrado sua esplicita richiesta, la facoltà di replicare alle osservazioni presentate dalle precedenti autorità cantonali, di cui ha potuto solo prendere conoscenza. Innanzitutto va rammentato che il diritto di essere sentito non conferisce la facoltà generale e incondizionata di presentare una replica; detta facoltà è garantita solo qualora la risposta contenga fatti nuovi e rilevanti (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa; 121 I 225 consid. 2a). Orbene, come emerge dalla sentenza querelata, i giudici cantonali hanno ritenuto che le citate osservazioni non apportavano elementi di rilievo ai fini del giudizio. In altre parole, essi hanno considerato che le stesse non erano determinanti per il giudizio, ritenendo sufficienti al proposito gli ulteriori documenti versati agli atti. I citati documenti non si riferivano pertanto, contrariamente all'assunto del ricorrente, a fatti nuovi e rilevanti. Va poi aggiunto che in ogni caso incombeva al ricorrente di dimostrare la necessità di presentare un atto di replica. Orbene, nella sua richiesta del 14 giugno 2004, il ricorrente nulla adduce al riguardo, segnatamente sull'elemento decisivo per il giudizio, ossia l'eventuale riconciliazione tra i coniugi e la ripresa della vita comune. Al riguardo la censura è pertanto infondata.