Citation: 2C_261/2022 E. 5.1

5.1. Dopo avere esposto la fattispecie e le richieste della sua istanza del 16 giugno 2021, il ricorrente adduce che la qualità di parte gli sarebbe stata negata partendo dal presupposto errato che agiva "unicamente per mettere in discussione una donazione risalente ormai a quasi una decina d'anni fa"e che "aveva peraltro adito la via amministrativa anche per considerazioni di risparmio economico". Tale motivazione, tendenziosa, sarebbe però orientata a favorire la donataria, omettendo di considerare che essa avrebbe ingannato sia il donatario che l'autorità. Osserva poi che l'accertamento della nullità della donazione sarebbe solo uno dei mezzi a disposizione per adempiere il mandato conferitogli dal donatario, ovvero riottenere la proprietà del fondo donato. Per quanto concerne poi la circostanza che il donatario non avrebbe mai contestato la decisione di accertamento di non assoggettamento all'autorizzazione, considera che sarebbe manifestamente inesatto e gratuito rinfacciare al donatario le sue dichiarazioni in proposito, allorché non sarebbe stata spesa una parola sulle menzogne e gli inganni della donataria. Infine, riguardo al fatto che avrebbe adito la via amministrativa anche per considerazioni economiche, rileva che arbitrariamente non si sarebbe tenuto conto dell'assenza di liquidità agli atti della successione come anche del fatto che tale scelta tenderebbe a tutelare gli interessi, degni di protezione, degli eredi, evitando loro di subire svantaggi di natura economica (imposta di donazione).