Citation: 1C_433/2018 E. 2.3

2.3. Il ricorrente incentra il gravame sull'assunto secondo cui nella zona residenziale R3 la distanza dai confini è di 4,0 m (art. 4 cpv. 1 lett. b NAPR), fatta eccezione per le costruzioni accessorie che possono sorgere a confine, essendo ammessa un'altezza massima di 3,0 m (art. 10 cpv. 3 e 4 NAPR). Ne deduce che oltre i 3,0 m di altezza, una costruzione accessoria dovrebbe rispettare un arretramento di 4,0 m e non potrebbe più essere edificata a confine. Rileva di non essersi opposto all'iniziale domanda di costruzione che prevedeva un'altezza della soletta di 3,05 m, mentre poi è stata autorizzata fino a 3,23 m. Egli, contravvenendo al suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confronta tuttavia con i differenti argomenti posti a fondamento dell'impugnato giudizio, che adempie le esigenze di motivazione poste a una sentenza dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 142 II 154 consid. 4.2 pag. 157), limitandosi ad asserire, in maniera del tutto generica e appellatoria, che, contrariamente alla tesi dei giudici cantonali, il manufatto litigioso determinerebbe un ingombro, perché superando i 3,0 m di altezza dovrebbe rispettare la distanza di 4,0 m dal confine prevista dalle NAPR. Non critica, in particolare, l'applicazione e l'interpretazione dell'art. 40 cpv. 1 LE riguardo al mancato riconoscimento al manufatto in contestazione della qualità di ingombro sui fronti sud e ovest ( sui criteri interpretativi vedi DTF 144 III 54 consid. 4.1.3.1 pag. 57), né tenta di dimostrare l'arbitrarietà degli argomenti addotti dalla Corte cantonale. Del resto, la criticata decisione non è insostenibile e quindi arbitraria neppure nel suo risultato.