Citation: 4A_673/2015 E. 4

La ricorrente sostiene poi che l'autorità inferiore sarebbe pure caduta nell'arbitrio, rispettivamente avrebbe violato l'art. 29 cpv. 3 Cost. per non averle concesso l'assistenza giudiziaria. Afferma che il suo reclamo avrebbe avuto discrete possibilità di successo e che l'assenza di una perizia sull'esistenza del difetto e sul nesso di causalità non giustificava una diversa conclusione. Sostiene infine che "l 'apogeo dell'arbitrarietà (art. 9 Cost.) è stato raggiunto con la condanna della ricorrente alla rifusione di CHF 500.-- " alla convenuta per ripetibili. Asserendo che il reclamo avesse delle possibilità di esito favorevole, la ricorrente non solo formula una critica appellatoria, ma pare ancora una volta dimenticare che, non avendo impugnato la relativa decisione ordinatoria del Pretore, non era più possibile ottenere l'allestimento della perizia necessaria ad accertare con una verosimiglianza preponderante l'esistenza dei presupposti (difetto e causalità per il danno) indispensabili per l'accoglimento dell'azione. Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, visto che il legale della reclamante non doveva più compiere alcun atto dopo la richiesta di gratuito patrocinio, la Corte cantonale poteva decidere quest'ultima con la pronunzia sul merito (sentenza 2D_3/2011 del 20 aprile 2011 consid. 2.4). Infine, ricordato che la Corte cantonale aveva respinto il reclamo e la convenuta aveva proposto la reiezione del rimedio di diritto innanzi all'ultima istanza cantonale, la decisione di considerare la ricorrente soccombente non solo non appare insostenibile, ma risulta essere del tutto corretta.