Citation: 6B_799/2010 20.12.2010 E. 2

2.1 La ricorrente critica la riduzione delle spese di patrocinio, riconosciute dalla CRP limitatamente a fr. 8'878.85 rispetto ai fr. 23'261.40 esposti dal patrocinatore. Ritiene troppo vago e restrittivo il criterio della Corte cantonale di prendere come riferimento, per stabilire l'onorario, il tempo impiegato da un "avvocato sperimentato nel diritto penale". Secondo la ricorrente, che richiama al riguardo il suo diritto di scegliere liberamente il proprio difensore di fiducia, la gravità delle accuse prospettate e il suo stato di ansia per il rischio di essere condannata si prestavano a giustificare interventi da parte del legale che, con il senno di poi, potevano anche essere ritenuti non necessari dalla CRP. Considerate segnatamente la complessità e l'importanza della causa, la ricorrente ritiene arbitrario il mancato riconoscimento di una rimunerazione oraria di fr. 300.--, importo che sarebbe oltretutto inferiore a quello di regola richiesto da avvocati sperimentati nel diritto penale. 2.2 Premesso che il diritto dell'accusato di farsi assistere da un difensore di propria scelta è in particolare garantito dall'art. 32 cpv. 2 seconda frase Cost. e non dall'art. 29 Cost. invocato dalla ricorrente, la causa in esame non verte sul rispetto di questa garanzia, ma su una domanda di indennità giusta l'art. 317 segg. CPP/TI, segnatamente sull'ammontare delle spese di patrocinio che lo Stato è tenuto a rifondere in tale contesto. Non risulta in ogni modo che la ricorrente sia stata privata della facoltà di scegliere liberamente il proprio difensore e che sia stata così disattesa la garanzia citata. Richiamando, quale parametro per valutare l'onorario a tempo, l'intervento di "un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso", la CRP ha in realtà riassunto ed esplicitato con altre parole la propria prassi fondata sulla previgente Tariffa dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino e sull'attuale art. 15a cpv. 2 della legge ticinese sull'avvocatura, del 16 settembre 2002, secondo cui, per la determinazione dell'onorario, l'avvocato ha riguardo alla complessità e all'importanza del caso, al valore e all'estensione della pratica, alla sua competenza professionale e alla sua responsabilità, al tempo e alla diligenza impiegati, alla situazione personale e patrimoniale delle parti, all'esito conseguito e alla sua prevedibilità. La CRP ha quindi precisato di riconoscere, in virtù di questa normativa, onorari conformi a una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato e lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile a una specifica scelta del patrocinatore. Ora, questa giurisprudenza non è di per sé in contrasto con quella del Tribunale federale, secondo cui la retribuzione dell'avvocato deve stare in rapporto ragionevole con la prestazione fornita e con la responsabilità assunta dal libero professionista, tenendo conto della natura, dell'importanza, della complessità e delle difficoltà particolari, in fatto o in diritto, della vertenza, del tempo dedicatovi, del risultato ottenuto come pure della condizione economica del cliente e del valore litigioso (DTF 122 I 1 e segg.; 118 Ia 133 consid. 2b; 117 Ia 22 consid. 3a; 109 Ia 107 consid. 3b). Inoltre, in questo campo, il Tribunale federale interviene solo sotto il ristretto profilo dell'abuso o dell'eccesso del potere di apprezzamento nella valutazione della prestazione del patrocinatore poiché le autorità cantonali fruiscono al riguardo di un margine di discrezionalità assai vasto (DTF 118 Ia 133 consid. 2b; 117 Ia 22 consid. 3a; 111 V 48 consid. 4a; 109 Ia 107 consid. 2c). Nelle esposte circostanze, non può di certo essere rimproverato alla CRP di essere incorsa nell'arbitrio, per non essersi semplicemente basata sulle prestazioni effettive esposte dal patrocinatore della ricorrente, valutando invece il dispendio medio che un avvocato diligente avrebbe profuso, secondo la normale esperienza, nell'esecuzione di un mandato analogo. La ricorrente disattende poi che l'art. 319a cpv. 2 CPP/TI prevede esplicitamente che la rifusione delle spese di patrocinio è limitata a quelle necessarie e proporzionate. 2.3 Quanto alla rimunerazione oraria di fr. 250.-- applicata dalla CRP, il Tribunale federale ha già avuto modo di confermare l'ammissibilità di tale importo anche in casi di una certa complessità (cfr. sentenza 1P.147/2006 del 13 aprile 2007 consid. 3.3 e riferimenti). A titolo orientativo, essa è infatti superiore all'onorario minimo di fr. 200.-- all'ora previsto dal regolamento sulle ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale penale federale, del 26 settembre 2006 (RS 173.711.31). Il fatto che anche l'importo di fr. 300.-- all'ora prospettato dalla ricorrente potrebbe di massima essere sostenibile, non basta di per sé a fare ritenere arbitraria la tariffa di fr. 250.-- orari stabilita dalla CRP. Per il rimanente, la ricorrente non si confronta con le singole operazioni considerate dalla precedente istanza, né sul dispendio orario concretamente ritenuto per ognuna di esse, spiegando con una motivazione puntuale, conforme agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, per quali ragioni le valutazioni effettuate dalla CRP, che ha complessivamente riconosciuto un dispendio di 31 ore e 20 minuti, sarebbero manifestamente insostenibili.