Citation: 5A_166/2020 E. 3.2.1

3.2.1. La ricorrente lamenta poi di aver "comunque allegato ed evidenziato" i pagamenti che il marito avrebbe omesso di effettuare nel 2014 nonché gli incrementi del debito di lui a luglio 2018 e a tutt'oggi. Dissente dalla valutazione data dal Tribunale di appello alle sue critiche, che considera "errata ed eccessiva", non potendosi obbligare parte convenuta, nel quadro della procedura di tutela giurisdizionale nei casi manifesti, a provare fin dall'inizio le circostanze che invalidano la pretesa attorea; pertanto, ponendo a carico della qui ricorrente l'onere della prova ai sensi dell'art. 8 CC, la Corte cantonale sarebbe incorsa in un'ulteriore violazione dell'art. 257 CPC. E si oppone poi al rimprovero mossole dai Giudici cantonali di aver eccepito pretese compensatorie in modo sostanzialmente generico, sbrigativo, indifferenziato, poco strutturato e financo confuso, rammentando di aver già lamentato in appello l'eccessivo rigore probatorio richiesto dal Pretore aggiunto. Peraltro, rileva che il qui opponente non avrebbe fornito "alcuna dimostrazione talmente qualitativa da escludere il debito di Fr. 2'096'308.45 [...]": posto che i rapporti di dare e avere fra le parti andranno liquidati nella procedura di divorzio - e sottintendendo che gli stessi sono pertanto ancora in divenire, dato che le parti sono a tutt'oggi sposate - il credito compensatorio vantato dalla ricorrente non poteva essere escluso, sicché l'istanza andava dichiarata irricevibile.