Citation: 5A_96/2022 E. 5.5

5.5. Il ricorrente ritiene che gli argomenti sui quali la Corte cantonale si è fondata non giustifichino l'eccezione dell'art. 13 cpv. 1 lett. b CArap. Per ciò che concerne la passività rimproveratagli dalla Corte cantonale, egli osserva che era stata la madre a privare i figli dai contatti con il padre e che, in assenza di un assetto chiaro, egli aveva preferito "a malincuore rinunciare a venirli a trovare, onde evitare di esporre i figli a sceneggiate e di esporre sé stesso a problemi e malintesi con le autorità svizzere"; a ciò si aggiungevano le limitazioni dovute alla pandemia da coronavirus e l'interpretazione che si sarebbe potuta fare di tali visite quale accettazione tacita della nuova situazione. A suo dire, dedurre dal proprio atteggiamento "prudente, rispettoso e fiducioso della giustizia" un disinteresse nei confronti dei figli costituirebbe "un giudizio ingiustificatamente lapidario, duro e severo" e "una corretta interpretazione ed applicazione della CArap stride e si urta con simili conclusioni". Egli afferma poi che le sue difficoltà economiche non possono rappresentare un ostacolo al ritorno, e che, come aveva già esposto in sede cantonale, è disposto a ritirare le azioni penali intraprese contro la madre in caso di rientro. Il padre ritiene ancora che in concreto non appare che il collocamento dei figli presso di lui non corrisponda manifestamente al loro interesse (v. art. 5 lett. a LF-RMA), come pure che la madre (la quale non ha nessun legame con la Svizzera se non il lavoro) non possa prendersi cura dei figli in Italia (v. art. 5 lett. b LF-RMA) come aveva sempre fatto, non essendoci motivi per i quali non possa farvi rientro. Egli sottolinea anche che l'attribuzione della custodia esclusiva dei figli alla madre non appare indubitabile al punto da poter ammettere un'eccezione al ritorno ai sensi dell'art. 13 cpv. 1 lett. b CArap; a dire di lui, sulla scorta delle tavole processuali, non emerge alcun elemento oggettivo per escludere la sua capacità genitoriale e la sua idoneità ad ottenere la custodia dei figli.