Citation: 7B.199/2004 19.11.2004 E. 3

Giusta l'art. 154 cpv. 1 LEF, il creditore può chiedere la realizzazione di un pegno immobiliare non prima di sei mesi né più tardi di due anni dalla notificazione del precetto esecutivo. Se è stata fatta opposizione, i termini rimangono sospesi tra il giorno in cui fu promossa l'azione e quello della sua definitiva definizione giudiziale. Tale norma è stata adattata, nella revisione della LEF, al modificato tenore dell'art. 88 cpv. 2 LEF, del quale contiene la medesima regolamentazione inerente alla sospensione dei termini (DTF 124 III 79 consid. 2). Se vengono notificati precetti esecutivi a più persone (in concreto debitore e terzi proprietari del pegno), il termine rimane sospeso per la durata di tutte le procedure di rigetto dell'opposizione (Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, n. 57 ad art. 88 LEF e n. 7 segg. ad art. 154 LEF). Con la perenzione dell'esecuzione viene infatti sanzionata l'inattività del creditore, motivo per cui fintanto che questi non può agire i termini rimangono sospesi (DTF 106 III 51 consid. 3). Qualora non sussista un ricorso cantonale provvisto di effetto sospensivo, la procedura di rigetto dell'opposizione sospende il termine per chiedere la realizzazione unicamente fino alla notifica della decisione che rigetta l'opposizione (DTF 126 III 479 consid. 2a con rinvio). Nel Cantone Ticino la legge cantonale di applicazione della LEF prevede che le impugnazioni in materia di procedura sommaria in tema di esecuzione e fallimenti non sospendono l'esecuzione del giudizio, salvo che il presidente della Camera adita non disponga diversamente (art. 22 cpv. 3). Nella fattispecie, dalla decisione impugnata risulta che la creditrice ha chiesto il 16 giugno 2004 la fissazione di un nuovo incanto. Atteso che per la domanda di realizzazione, come del resto per le altre domande formulate dal creditore, non è obbligatorio servirsi dei formulari allestiti dalla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale (art. 3 cpv. 1 Rform), tale richiesta potrebbe valere quale rinnovo della domanda di realizzazione. La sentenza cantonale indica altresì che i precetti esecutivi sono stati notificati ai ricorrenti il 22 dicembre 2001 e che le istanze di rigetto dell'opposizione contro i terzi proprietari del pegno sono state inoltrate il 18 settembre 2002 e decise il 14 novembre 2002. Essa è invece silente sia sulle date di notifica di tali decisioni, sia sul momento in cui è stata avviata la procedura di rigetto dell'opposizione nei confronti del debitore, che ha ritirato la sua opposizione il 5 settembre 2002. Così stando le cose, il Tribunale federale non può, in assenza delle necessarie constatazioni di fatto, verificare se, tenendo conto della durata delle procedure di rigetto dell'opposizione, lo scritto del 16 giugno 2004 possa essere considerato una domanda di realizzazione inoltrata nei termini fissati dall'art. 154 cpv. 1 LEF. In queste circostanze la causa dev'essere ritornata all'autorità di vigilanza affinché completi gli accertamenti di fatto (combinati art. 81 e 64 cpv. 1 OG).