Citation: 4P.248/2004 08.02.2005 E. 1

2.1 Il ricorrente dichiara a più riprese di volersi prevalere della violazione del divieto dell'arbitrio nell'applicazione del diritto federale, segnatamente dell'art. 8 CC. Sennonché la sua censura si scontra con il principio della sussidiarietà assoluta del ricorso per diritto pubblico, sancito dall'art. 84 cpv. 2 OG. In virtù di questa norma il ricorso di diritto pubblico è infatti ammissibile solamente se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta al tribunale o a un'altra autorità federale mediante azione o altro rimedio. Ora, l'applicazione arbitraria del diritto federale implica a fortiori una violazione di questo e deve pertanto essere fatta valere nell'ambito di un ricorso per riforma, allorquando tale rimedio giuridico - come nel caso in esame, trattandosi di una causa civile con un valore litigioso superiore a fr. 8'000.-- (art. 46 OG) - è proponibile (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, n. 1.6.3 ad art. 43 OG, pag. 140). Nella misura in cui verte sull'applicazione dell'art. 8 CC il ricorso di diritto pubblico deve pertanto venir dichiarato inammissibile. 2.2 In coda al gravame il ricorrente si duole della carente motivazione della decisione impugnata. Formulata in maniera generica, questa censura non ossequia i requisiti di motivazione posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG sicché risulta d'acchito inammissibile. Sia come sia, quand'anche si volesse ammettere che il ricorrente abbia inteso prevalersi della violazione del diritto di essere sentito nella forma del diritto ad una decisione motivata (art. 29 cpv. 2 Cost.), egli non avrebbe miglior fortuna. L'autorità giudiziaria non deve infatti pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile, ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (DTF 126 I 97 consid. 2b). Una motivazione può in particolare essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 129 I 232 consid. 3.2 con rinvii). Tale è il caso in esame, la Corte ticinese avendo chiaramente spiegato le ragioni che l'hanno portata a concludere che il ricorrente non ha fornito la prova dell'estinzione del debito, prova ne sia anche il fatto ch'esse vengono criticate nel presente gravame.