Citation: 2C_209/2023 E. 8.3

8.3. Nel proprio giudizio la Corte cantonale è giunta alla conclusione che la ricorrente non disponeva dei mezzi finanziari sufficienti per poter ottenere il rinnovo del permesso di dimora UE/AELS dato che, negli anni recenti, aveva beneficiato in più occasioni delle prestazioni complementari e non aveva provato che la sua situazione economica era migliorata. Dai fatti accertati dal Tribunale cantonale amministrativo, vincolanti per questa Corte (art. 105 cpv. 1 LTF), emerge che la ricorrente ha beneficiato delle prestazioni complementari in maniera intermittente nel corso degli anni. Più precisamente ella le ha percepite dal 1° marzo 2019 al 18 febbraio 2020, quando vi ha rinunciato per la prima volta. Successivamente ne ha nuovamente usufruito fino a ottobre 2021, quando vi ha ancora una volta rinunciato. Sebbene la Corte cantonale non abbia verificato se, negli anni successivi, ossia il 2022 e il 2023, l'interessata se ne era ancora avvalso - niente al proposito figura infatti nella sentenza impugnata - nel caso di specie (art. 105 cpv. 2 LTF) la ricorrente stessa ha ammesso di aver beneficiato per gli anni in questione di prestazioni complementari. Il versamento delle stesse è stato in effetti confermato dai documenti che ella ha allegato alla sua domanda di assistenza giudiziaria, più precisamente dalle attestazioni allestite dall'IAS, Istituto delle assicurazioni sociali. Premesse queste considerazioni e ricordato che la ricorrente durante gli anni ha ricevuto una somma ingente a titolo di aiuto sociale (cioè più di fr. 100'000.--), ha a carico dei debiti di notevole entità (64 attestati di carenza beni per un ammontare complessivo di fr. 64'356.90), ha ugualmente beneficiato a più riprese e beneficia tuttora delle prestazioni complementari (da marzo 2019 a febbraio 2020, poi successivamente fino a ottobre 2021 e di nuovo sia nel 2022 che nel 2023) e che non ha fornito la prova di un miglioramento della situazione finanziaria, ne discende che in concreto vi è un rischio effettivo che ella continuerà a percepire le prestazioni complementari per assicurare il proprio sostentamento nel prossimo futuro, pesando così indebitamente sulle finanze pubbliche (sentenza 2C_926/2020 dell'8 dicembre 2020 consid. 7.2).