Citation: I 691/05 24.11.2006 E. 4

4.1 Contrariamente a quanto pretende l'UAI ricorrente, stabilendo, nei limiti posti dalla giurisprudenza in materia, che la prova rappresentata dalla perizia del dott. C.________ non poteva ritenersi decisiva ai fini del giudizio, i giudici commissionali non si sono semplicemente sostituiti al giudizio del medico, bensì hanno fatto - correttamente per quanto si dirà di seguito - uso del loro libero potere di apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA). 4.2 È vero che il Tribunale federale delle assicurazioni, in costante prassi, riconosce di principio pieno valore probatorio ai referti affidati dagli organi dell'amministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente se questi fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo aver preso conoscenza dell'incarto, e giungono a risultati concludenti. Tuttavia, questo assunto vale solo nella misura in cui non vi siano indizi concreti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (VSI 2001 pag. 109 consid. 3b/bb e pag. 110 consid. 3c). Ora, proprio a proposito dell'attendibilità delle conclusioni della perizia del dott. C.________, anche questa Corte non nasconde le sue perplessità. Non può infatti passare inosservato il fatto che l'assicurata, che era stata dichiarata inabile al lavoro nell'attività precedente e abile in misura limitata (70%) in attività sostitutive leggere dal medico di fiducia dell'AI nel gennaio 2002 sulla scorta di un quadro diagnostico e clinico assai meno complesso di quello attestato successivamente - e comunque al più tardi al momento della decisione su opposizione in lite -, sia in seguito stata dichiarata dal dott. C.________ pienamente abile al lavoro in attività sostitutive leggere e addirittura abile al 70% nella precedente professione, certamente non leggera, di collaboratrice domestica. Queste conclusioni non convincono, quantomeno perché non spiegano e motivano il differente apprezzamento da parte del perito che era stato chiamato dall'amministrazione a rendere una valutazione specialistica proprio perché alcuni disturbi lamentati dall'assicurata non risultavano più essere "coperti" dall'esame clinico 29 gennaio 2002 del dott. L.________ (v. annotazione 11 agosto 2004 del dott. U.________). La perizia reumatologica del dott. C.________ non risultando convincente nelle sue conclusioni, giustamente i primi giudici non potevano prenderla a fondamento per la loro valutazione sulla capacità lavorativa residua dell'interessata nell'attività precedente o in altre confacenti allo stato di salute. Con queste premesse e in mancanza di indicazioni mediche affidabili, essi potevano di conseguenza chiedere l'allestimento di un nuovo esame, che, per quanto indicato in data 13 aprile 2005 dal dott. S.________ in risposta a una specifica questione del legale dell'assicurata, potrà tuttavia ben essere di natura reumatologica, anziché ortopedica come invece disposto nel giudizio commissionale. 4.3 Quanto alla necessità, evidenziata dalla pronuncia impugnata, di un esame pluridisciplinare anche a livello neurologico, psichiatrico e oncologico, occorre distinguere. 4.3.1 Essendo l'amministrazione chiamata a rendere una nuova decisione sulla richiesta di prestazioni dell'assicurata e dovendo essa di conseguenza esprimersi sullo stato di fatto (medico, ma non solo) che si realizzerà fino alla data del nuovo provvedimento, appare sin d'ora opportuno e necessario estendere l'oggetto degli accertamenti anche all'aspetto neurologico e psichiatrico. Per l'aspetto neurologico, il dott. S.________, dopo avere peraltro accertato una netta riduzione del riflesso achilleo e della sensibilità posturale, ha infatti rilevato che i disturbi associabili a una polineuropatia distale agli arti inferiori - disturbo principale lamentato dall'interessata - richiederebbero l'allestimento di una simile perizia. La compatibilità dei disturbi accusati con una polineuropatia sensitiva agli arti inferiori era del resto già stata precedentemente evidenziata dalla divisione di neurologia dell'Ospedale X.________. Contrariamente a quanto espresso dal dott. U.________, un tale esame non servirebbe unicamente per rispondere ad eventuali quesiti di natura terapeutica ma avrebbe il compito di valutare e chiarire se e in quale misura la sospetta polineuropatia influisca sulla capacità lavorativa dell'assicurata. Dal profilo psichiatrico, per contro, l'approfondimento si giustifica in quanto l'esame dello stesso dott. S.________ - dopo che in precedenza già il curante dott. F.________ in data 11 dicembre 2003, in maniera a dir vero per nulla circostanziata, aveva attestato un aggravamento psicofisico - avrebbe permesso di riscontrare "evidenti disturbi di ordine psicologico che hanno fatto seguito al trattamento oncologico". Questi ultimi sono stati fatti risalire all'esperienza della perdita della madre in età infantile (sempre per carcinoma mammario) e soprattutto al trauma dell'amputazione mammaria da lei stessa subito e solo parzialmente compensato dalla ricostruzione successiva. La paziente presenterebbe, sempre stando al dott. S.________, evidenti segni di una difficoltà di coping, vale a dire di difficoltà nell'affrontare la malattia oncologica e i trattamenti oncologici. Queste valutazioni (di ordine neurologico e psichiatrico) dovranno essere chiarite e se del caso confermate da specialisti del settore, i quali saranno in particolare chiamati a esprimersi sulle conseguenze inabilitanti dei loro accertamenti. Ne consegue che (anche) in questa misura il giudizio commissionale merita di essere sostanzialmente confermato. 4.3.2 La pronuncia impugnata non può per contro trovare adesione nella misura in cui ha pure ordinato un complemento istruttorio di natura oncologica. Questo Tribunale, al pari dell'amministrazione, osserva infatti che, a distanza di sette anni dall'intervento di mastectomia radicale, non esistono reperti negativi o segni di ripresa della malattia. Del resto, l'inutilità, quantomeno allo stato attuale, di una perizia oncologica è indirettamente confermata dallo stesso dott. S.________, specialista nel settore, il quale, dopo avere rilevato l'assenza di linfadenopatie patologiche e di indizi di recidiva neoplastica, ha espressamente riconosciuto l'impossibilità di quantificare la capacità lavorativa residua della paziente dal profilo oncologico. 4.4 Stante quanto precede, il ricorso dell'UAI si dimostra solo in minima parte - limitatamente alla necessità di predisporre una perizia oncologica - fondato. Il giudizio impugnato dev'essere in questo senso modificato nel senso che l'amministrazione dovrà ordinare una perizia plurisiciplinare (reumatologica, neurologica e psichiatrica) prima di potersi esprimersi nuovamente sul diritto a prestazioni di P.________.