Citation: I 535/05 07.12.2006 E. 5

Pure a ragione, il giudizio commissionale ha evidenziato l'impossibilità di riconoscere al ricorrente il diritto a una rendita d'invalidità dal momento che il tasso d'incapacità al guadagno, generosamente stabilito dall'amministrazione nella misura del 35% dopo deduzione massima del 25% dal reddito da invalido - giustamente determinato sulla base dell'ISS (v. consid. 3) - per tenere conto delle particolarità personali e professionali del caso (DTF 126 V 75 segg.), non raggiungeva il minimo legale del 40%. Nulla osta a tale determinazione il fatto che i giudici commissionali abbiano ammesso il ricorrente a un nuovo tentativo di riformazione professionale, atteso che in quest'ambito si tratterà unicamente di stabilire le concrete possibilità di impiego professionale, nelle quali fare sfruttare al meglio l'accertata piena capacità lucrativa in attività leggere, allo scopo di trovare al ricorrente la forma più vantaggiosa di reinserimento nel processo lavorativo (v. sentenza del 9 luglio 2002 in re S., I 161/01, consid. 2c; sulla possibilità, più in generale, di procedere direttamente alla valutazione dell'invalidità prima di attendere l'esito di un provvedimento d'integrazione professionale cfr. inoltre la sentenza del 7 marzo 2003 in re P., I 503/01, consid. 3.2).