Citation: I 311/02 28.08.2002 E. 2

2.1 I primi giudici, dopo aver constatato la convergenza sul piano diagnostico tra medici italiani e svizzeri, rilevano invece come questi divergano nella valutazione dell'incidenza delle affezioni riscontrate sulla capacità di lavoro. Se per i medici italiani vi sarebbe un'incapacità del 50% in rapporto all'occupazione di bracciante agricolo svolta nell'ultimo periodo, per la consulente medica dell'Ufficio AI il ricorrente sarebbe abile al lavoro nell'attività sin qui esercitata in misura tale da escludere il diritto a prestazioni, vale a dire in misura superiore alla metà. La Commissione di ricorso ha aderito alle conclusioni della dott.ssa E.________, osservando come le stesse non siano minimamente messe in discussione dalle certificazioni mediche prodotte dall'interessato, in quanto sprovviste di riscontri obiettivi. 2.2 Nemmeno l'ulteriore documentazione prodotta con il ricorso in esame consente una diversa conclusione. Il dott. L.________, altro consulente medico dell'Ufficio AI, ha riesaminato l'intero incarto, concludendo che se al ricorrente potrebbe essere riconosciuta un'incapacità lavorativa parziale e, meglio, del 50% come bracciante agricolo, essendo consigliabile evitare sforzi eccessivi, egli sarebbe nondimeno completamente abile al lavoro in attività sostitutive medio-leggere. Queste constatazioni sono suffragate da un'attenta e convincente disamina dei reperti obiettivi: l'ipertensione è tenuta sotto controllo farmacologicamente e il circolo arterioso risulta ben compensato; l'ipertrofia ventricolare è la logica conseguenza di una prolungata ipertensione, ma non influisce sulla capacità lavorativa; la broncopatia è da tempo stata curata e la funzione polmonare, stante un deficit ventilatorio di grado lieve, corrisponde sostanzialmente all'età; anche l'artrosi è compatibile con il normale processo d'invecchiamento e le limitazioni funzionali che provoca sono lievi. Queste considerazioni fanno sì, secondo il dott. L.________, che la valutazione espressa dal medico del Patronato INAC, per il quale l'invalidità sarebbe addirittura dell'80%, è assolutamente insostenibile.