Citation: 5A_363/2020 E. 2.3.2

2.3.2. Per contro, non appare manifesto l'adempimento del presupposto dell'art. 76 cpv. 1 lett. b LTF, e meglio di un interesse personale degno di protezione all'annullamento o alla modifica della sentenza impugnata. Nel gravame, la ricorrente fa essenzialmente valere un interesse sentimentale legato alla volontà della defunta madre del minore, che l'avrebbe designata quale esecutrice testamentaria. Invocando sostanzialmente un interesse al rispetto delle disposizioni di ultima volontà della madre, volte in particolare a tutelare gli interessi patrimoniali del figlio, la ricorrente non fa valere un proprio interesse personale, ma semmai quello di terzi. Né è sufficiente a fondare un suo interesse personale il generico accenno ad un imprecisato conseguente "interesse anche pecuniario legato all'esercizio di tale ruolo". Premesso che la sua qualità di esecutrice testamentaria nella procedura successoria e il suo compenso a tale titolo non rientrano nell'oggetto del presente litigio, la ricorrente non sostanzia un suo vantaggio direttamente derivante dall'accoglimento del gravame (sentenza 5A_729/2015 del 17 giugno 2016 consid. 2.2.4). L'interesse pecuniario da lei accennato, legato alla rimunerazione del prospettato mandato di curatrice, non rientra fra gli scopi che la misura in quanto tale intende perseguire; indiretto, un tale interesse non basta a conferirle la legittimazione ricorsuale in questa sede. Né è in concreto pertinente la sentenza 5A_391/2016 del 4 ottobre 2016, richiamata dalla ricorrente, che riguarda un caso di parziale dimissione del curatore dalle sue funzioni in applicazione dell'art. 423 cpv. 1 CC. Nel ricorso, la ricorrente sostiene che le autorità cantonali avrebbero dovuto tenere conto della volontà della madre del minore, che sarebbe stata espressa nel testamento, di designarla quale co-curatrice del figlio. Richiama al riguardo l'art. 401 cpv. 2 CC secondo cui, nella designazione del curatore, l'autorità di protezione tiene conto, per quanto possibile, dei desideri dei congiunti o di altre persone vicine all'interessato. Tali desideri possono essere contenuti in un testamento (RUTH E. REUSSER, in: Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch I, 6a ed. 2018, n. 17 all'art. 401 CC). Secondo la giurisprudenza, dall'art. 401 cpv. 2 CC la ricorrente quale possibile persona vicina alla madre e all'interessato non può tuttavia trarre un proprio interesse personale degno di protezione (sentenze 5A_558/2020, citata, consid. 3.2; 5A_729/2015, citata, consid. 2.2.3). La formulazione di proposte o di eventuali contestazioni secondo l'art. 401 cpv. 2 CC riguardo alla nomina del curatore serve essenzialmente all'interesse pubblico al buon funzionamento della curatela, rispettivamente all'interesse individuale della persona bisognosa di protezione di ottenere la designazione di un curatore adeguato (sentenza 5A_729/2015, citata, consid. 2.2.3). In tali circostanze, invocando la volontà espressa dalla madre del minore nelle disposizioni testamentarie, la ricorrente non si prevale di un suo interesse personale, bensì di quello di terzi (cfr. sentenza 5A_787/2015 del 3 marzo 2016 consid. 1.2.2).