Citation: B 72/02 12.12.2005 E. A

P.________, nata nel 1948, è stata unita in matrimonio con O.________ (nato nel 1942) dal 24 maggio 1974 al 2 dicembre 1993 (crescita in giudicato della sentenza di divorzio). Secondo la convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio, omologata nel giudizio pretorile, l'ex marito era tra l'altro tenuto a versare alla ex moglie, a titolo di contributo alimentare, fr. 2'000.- mensili dal "1.3.1993 sino al 1996" e fr. 1'800.- mensili dal "1.9.1996 sino al 2000". Inoltre, se a tale momento l'interessata si fosse trovata "in situazione tale da non poter mantenere il tenore di vita datole dall'indennità versatale dal marito", essa avrebbe potuto chiedere al Pretore la proroga dell'assetto a quel momento riconosciuto sino ad un periodo massimo di cinque anni (2005), comprovandone i motivi. O.________ è deceduto il 9 agosto 2001. In data 22 agosto 2001 P.________ si è rivolta alla Cassa pensioni della Confederazione (CPC), cui era stato affiliato il defunto ex marito, chiedendo l'erogazione di una rendita vedovile. Rilevando come la sentenza di divorzio non stabilisse il diritto ad alimenti a vita, la Cassa ha respinto la richiesta di prestazioni.