Citation: U 259/02 08.07.2003 E. 2.1

2.1.1 Circa la pretesa parzialità del dott. S.________, medico fiduciario della Alpina, occorre rammentare al ricorrente che, secondo costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209). Le perizie ordinate in adempimento di questo compito non possono essere considerate di parte (DTF 123 V 175 e 122 V 157). Né il solo fatto che un libero professionista, quale è il dott. S.________, venga eventualmente interpellato con regolarità ad esprimere valutazioni specialistiche per conto di un assicuratore, è di per sé sufficiente per dubitare della sua obiettività e imparzialità (RAMI 1999 no. U 332 pag. 193). Fondandosi sulle chiare e complete valutazioni compiute dall'esperto (peraltro esterno all'amministrazione), cui era stato affidato di compiere gli accertamenti, l'assicuratore infortuni, prima, e la Corte cantonale, poi, hanno pertanto agito conformemente alla normativa e ai principi giurisprudenziali in materia (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/bb). 2.1.2 Parimenti, perlomeno per quel che attiene alle valutazioni di natura prettamente psichiatrica di sua competenza, non possono essere invalidate le conclusioni - complete e convincenti - della dott.ssa G.________ per il semplice fatto che essa sanitaria si sarebbe rivolta al dott. S.________, che ne aveva proposto il consulto specialistico, in termini amichevoli. Tanto più che il ricorrente, venendo meno agli obblighi impostigli dal principio della buona fede (consid. 1/2 non pubblicato in DTF 123 V 331; cfr. pure DTF 126 III 254), mai in precedenza ha sollevato l'argomento. 2.2 Quanto alla grossolanità e superficialità nella descrizione e valutazione dei fatti rimproverata al dott. S.________ - ritenuto reo di avere indicato con il nome sbagliato il chirurgo che aveva effettuato l'operazione al naso, oltre ad avere riferito di una ferita alla mano sinistra anziché destra ed avere riportato che l'assicurato non avrebbe subito, in occasione del ricovero, accusato dolori (anche) nella zona lombare - l'insorgente si appella ad argomentazioni del tutto irrilevanti ai fini del giudizio e certamente non suscettibili, di per sé, di inficiare il valore probatorio delle conclusioni del dott. S.________. Così, a prescindere dal fatto che è comunque lo stesso medico della , Clinica X.________ dott. K.________, ad avere riferito, nel certificato medico iniziale del 22 settembre 1999, di "ferite alla mano sinistra", mentre, per il resto, un disturbo alla colonna lombare è effettivamente stato certificato per la prima volta - dalla data dell'incidente - solo il 2 settembre 1999, le circostanze invocate dal ricorrente sono prive di ogni interesse. Il nesso di causalità tra l'evento del 23 agosto 1999 e i disturbi lombari - che, contrariamente a quanto riferito dall'assicurato nei confronti dell'assicuratore opponente, erano peraltro già preesistenti nell'anamnesi del paziente - è infatti stato negato non tanto perché la contusione lombare è stata accertata il 2 settembre piuttosto che il 23 agosto 1999, bensì perché le indagini radiologiche non hanno oggettivato delle lesioni strutturali di carattere post-traumatico (cfr. RAMI 2000 no. U 363 pag. 45) e perché, sulla scorta di tali constatazioni, la dottrina medica dominante, ripresa dalla giurisprudenza di questa Corte, è concorde nel ritenere in tali casi che il genere di trauma subito dall'assicurato cessa di produrre i propri effetti generalmente sei mesi dopo l'intervento dell'infortunio (sentenza del 9 luglio 2001 in re S., U 483/00, consid. 4c, e sentenze ivi citate). 2.3 Nella misura in cui rimprovera all'assicuratore opponente di non avere disposto accertamenti ulteriori nonostante il dott. S.________ avesse osservato in data 14 febbraio 2001 che "Si può discutere [...] l'eventuale gravità/entità dell'evento stesso per esaminare il nesso di causalità adeguata approfondimento che rimane di competenza amministrativa", l'insorgente sembra quindi misconoscere che sulla questione, giuridica, della causalità adeguata è comunque l'amministrazione, rispettivamente il giudice - e non il medico - a doversi pronunciare (cfr. sentenza del 12 febbraio 2003 in re S., U 170/02, consid. 2.2). 2.4 Infine, per quanto concerne la problematica cervicale, il ricorrente, contravvenendo all'obbligo di motivazione incombentegli giusta i combinati disposti di cui agli art. 108 cpv. 2 e 132 OG (cfr. DTF 118 Ib 134 consid. 2 e rinvii), omette di esporre i motivi per i quali si imporrebbe l'allestimento di una perizia giudiziaria, né tanto meno precisa in che misura e perché le conclusioni mediche poste a fondamento della pronuncia impugnata in relazione a questo tema sarebbero sbagliate. L'interessato si limita infatti ad insistere che in occasione dell'incidente, dopo avere picchiato la testa, avrebbe perso conoscenza per ben 20 minuti, ignorando tuttavia che l'autorità giudiziaria cantonale ha esaminato la situazione anche sotto l'aspetto del presunto trauma cranio cerebrale, e non solo dal profilo del trauma cervicale, e ha negato l'esistenza del necessario nesso di causalità principalmente per il fatto che l'assicurato non avrebbe presentato il quadro clinico tipico generalmente riconosciuto in quest'ambito (DTF 117 V 360 consid. 4b). E comunque, anche a tal proposito si osserva che la valutazione di sindrome ansioso-depressiva attestata dal dott. B.________ è stata chiaramente contraddetta dalla specialista in psichiatria dott.ssa G.________, la quale, al termine di una doppia consultazione, ha avuto modo di negare l'esistenza di una patologia depressiva. Per il resto, i disturbi di memoria, concentrazione e insonnia lamentati ed attestati segnatamente dal dott. R.________ni - al quale B.________ era in precedenza riuscito a carpire un certificato di incapacità lavorativa in relazione ad un infortunio che l'assicurato, per sua stessa ammissione, aveva semplicemente simulato - sono stati minimizzati dall'esame neuropsicologico effettuato presso il Centro Z.________, dal quale è risultata una valutazione giudicata normale.