Citation: 5A_902/2015 E. 2.2

2.2. Il Tribunale di appello ha confermato l'adozione della curatela di rappresentanza con amministrazione dei beni in favore di B.________, in vece di una misura meno incisiva. Premesso che l'adeguamento delle misure in essere richiesto dal nuovo diritto di protezione dell'adulto (art. 14 cpv. 2 tit. fin. CC) avrebbe dovuto condurre alla mutazione del ripristino dell'autorità parentale (vecchio art. 385 cpv. 3 CC) in essere in una curatela generale (art. 398 CC), esso ha ritenuto la misura adottata dall'Autorità di protezione sufficiente, ma anche necessaria. Ha in particolare considerato che B.________ ha effettivamente difficoltà nel gestire il proprio patrimonio ed i propri redditi, difficoltà alle quali non può supplire la madre A.________. Ella, infatti, è a sua volta sottoposta a curatela di rappresentanza con amministrazione dei propri beni: nella risoluzione 12 febbraio 2015 che ha adeguato la curatela volontaria sino a quel momento in essere, rimasta inoppugnata e cresciuta in giudicato, l'Autorità di protezione ha constatato che la madre "appare al momento in uno stato di debolezza che comporta difficoltà di gestione del proprio patrimonio, dei propri redditi nonché della burocrazia in generale [...]". Incapace di provvedere ai propri affari, la madre è stata considerata evidentemente incapace di provvedere a quelli della figlia. Il Tribunale di appello ha peraltro considerato la curatela di rappresentanza con amministrazione dei beni rispettosa dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, nessun'altra misur a meno incisiva essendo a disposizione. Esso ha infine sottolineato che la misura adottata non toglie alla madre - della quale è espressamente riconosciuta l'adeguata attenzione che porta alla figlia - la facoltà di occuparsi di tutte le questioni legate alle esigenze personali di quotidianità che esulano dalle limitate mansioni amministrative e gestionali affidate al curatore.