Citation: 1P.297/2006 19.04.2007 E. 3

3.1 I ricorrenti non criticano di per sé la rimunerazione di fr. 250.-- all'ora per le prestazioni eseguite a partire dal 2001, rispettivamente di fr. 220.-- per quelle precedenti, stabilita dalla CRP sulla base della prassi del Consiglio di moderazione. Contestano per contro la riduzione dell'onorario esposto sia dal loro precedente patrocinatore sia dall'attuale, sostenendo che sarebbe arbitrario riconoscere un dispendio orario di sole due ore e quaranta minuti per le prestazioni del primo e stralciare una parte di quelle eseguite dal secondo. 3.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale la retribuzione dell'avvocato deve stare in rapporto ragionevole con la prestazione fornita e la responsabilità del libero professionista, tenuto conto della natura, dell'importanza, della complessità e delle difficoltà particolari, in fatto o in diritto, della vertenza, come pure della condizione economica del cliente e del valore litigioso. Non possono inoltre essere dimenticati il tempo dedicato dall'avvocato allo studio dell'incarto, quello destinato ai colloqui e alle udienze presso le autorità di ogni istanza, e il risultato ottenuto (DTF 122 I 1 e segg., 118 Ia 133 consid. 2b, 117 Ia 22 consid. 3a, 109 Ia 107 consid. 3b). Nell'applicazione della tariffa, segnatamente nella valutazione della prestazione del patrocinatore, le autorità cantonali fruiscono di un margine di discrezionalità assai vasto, in cui il Tribunale federale interferisce sotto il ristretto profilo dell'abuso o dell'eccesso del potere di apprezzamento (DTF 118 Ia 133 consid. 2b, 117 Ia 22 consid. 3a, 111 V 48 consid. 4a, 109 Ia 107 consid. 2c). 3.3 A fronte di una domanda quantificata dagli istanti in complessivi fr. 4'300.--, la CRP ha riconosciuto per le prestazioni eseguite dal primo patrocinatore un dispendio di due ore e quaranta minuti, rimunerate in fr. 220.-- all'ora. Al proposito ha rilevato che i ricorrenti si erano limitati a produrre la richiesta di acconto dell'avv. Gornati e le relative ricevute di pagamento, senza specificare le operazioni concretamente eseguite. Ha nondimeno accertato che, sulla base degli atti, il difensore aveva unicamente steso un'istanza di complemento d'inchiesta e formulato l'opposizione ai decreti d'accusa, ammettendo per tali prestazioni un dispendio di quaranta minuti, ai quali andava aggiunto il tempo presumibilmente necessario per i colloqui con i clienti e lo studio dell'incarto, stimato complessivamente in due ore, oltre alle spese e all'IVA. In questa sede i ricorrenti ribadiscono sostanzialmente i rispettivi versamenti di fr. 2'150.-- ciascuno a favore dell'avv. Gornati, rilevando che questi avrebbe nel frattempo cessato l'attività e sostenendo che nella valutazione dell'onorario occorrerebbe comunque considerare la natura specialistica della fattispecie e la durata di tale patrocinio (dall'aprile del 1997 all'agosto del 2001). Tuttavia, l'ammontare degli importi versati al primo patrocinatore a titolo di acconto e il periodo del mandato non sono di per sé decisivi, essendo piuttosto rilevanti le concrete operazioni svolte dal difensore. Al proposito, i ricorrenti non fanno valere che gli accertamenti della CRP riguardo all'attività effettivamente eseguita dal primo patrocinatore sarebbero in chiaro contrasto con gli atti e pertanto manifestamente insostenibili (cfr., sulla nozione di arbitrio nell'accertamento dei fatti, DTF 129 I 8 consid. 2.1). Né essi dimostrano, tenuto conto del fatto che il primo patrocinio si è limitato alla fase dell'inchiesta, che secondo la normale esperienza si sarebbero imposti, da parte di un avvocato diligente in un mandato di complessità analoga, interventi maggiori rispetto a quelli riconosciuti dalla CRP. In tali circostanze, considerate le limitate operazioni eseguite sull'arco del primo mandato, il dispendio complessivo riconosciuto dalla CRP tiene conto in modo sostenibile anche dello studio degli atti e non appare chiaramente abusivo.