Citation: 6A.82/2002 22.01.2003 E. 6

L'insorgente ritiene infine che la sentenza impugnata viola il principio dell'esigenza della motivazione della pena in caso di concorsi di reati ex art. 68 CP. Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, l'art. 68 CP è applicabile per analogia per determinare la durata della revoca di una licenza di condurre (DTF 120 Ib 54 consid. 2a; 116 Ib 151 consid. 3c). Qualora sussistano più infrazioni suscettibili di dare luogo ad una revoca della licenza di condurre, l'autorità amministrativa è tenuta, in analogia all'art. 68 n. 1 CP, a pronunciare la revoca per l'infrazione più grave aumentandola in misura adeguata. Dalla ponderazione di tutti gli elementi determinanti (art. 33 cpv. 2 OAC) risulta un unico provvedimento (globale), che non deve necessariamente indicare la durata della revoca per ogni singola infrazione (DTF 122 II 180 consid. 5b; 116 Ib 151 consid. 3c). In concreto non è ben dato di vedere in che misura la Corte cantonale avrebbe leso la disposizione invocata; certo, valutando tutti gli elementi determinanti per la pena (v. in particolare i consid. 5.3 e 7 della sentenza impugnata) i giudici cantonali non hanno indicato i gradi di incidenza dei singoli reati, ma, come si evince dalla giurisprudenza testé citata, non erano nemmeno tenuti a farlo. Né si può affermare che i giudici ticinesi abbiano omesso di considerare le attenuanti a favore del ricorrente, quale ad esempio il tempo trascorso tra la commissione dei reati e l'emanazione del provvedimento di revoca della patente, oggetto di un'ampia trattazione al consid. 5.2 della sentenza cantonale. Infine, per quanto attiene alla commisurazione vera e propria della pena, occorre ricordare l'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone l'autorità amministrativa (DTF 123 II 63 consid. 3c/bb).