Citation: 5A_29/2020 E. 3.2

3.2. Diversamente da quanto deciso dal Tribunale regionale, secondo il Tribunale cantonale i fatti su cui è fondata l' actio negatoria non sono in concreto incontestati o immediatamente comprovabili. I Giudici cantonali hanno infatti evidenziato che le allegazioni proposte dagli opponenti nelle loro osservazioni 13 giugno 2017 all'istanza, secondo cui le ricorrenti (prima di formulare l'opposizione ai lavori mediante uno scritto 24 aprile 2017 del loro patrocinatore) avrebbero dato il loro consenso oralmente o comunque per atto concludente (in particolare per essere state coinvolte nell'estate 2015 nell'allestimento dei primi piani e schizzi, e per aver ricevuto un biglietto di cui al doc. 12 e un email 22 marzo 2017 di cui al doc. 15), non sono state contestate singolarmente e dettagliatamente in sede di replica dalle ricorrenti e dovevano pertanto essere ritenute dimostrate. Per il Tribunale cantonale, poi, nemmeno la situazione giuridica è chiara. Dopo aver osservato che alla fattispecie sono applicabili gli art. 646 segg. CC e che mediante la produzione di un email 22 marzo 2017 indirizzato a B.________ gli opponenti hanno dimostrato il consenso almeno tacito di una delle ricorrenti all'esecuzione dei lavori (prova che in realtà non era necessaria, dato che, come appena detto, la circostanza non era stata contestata dalle ricorrenti), il Tribunale cantonale ha spiegato che andrebbe quindi deciso se tali lavori sono utili ai sensi dell'art. 647d CC (richiedenti la maggioranza di tutti i comproprietari che rappresentano in pari tempo la maggior parte della cosa) oppure diretti all'abbellimento e alla comodità ai sensi dell'art. 647e CC (richiedenti il consenso di tutti i comproprietari), questione che implica però l'esercizio del potere d'apprezzamento e che non può essere risolta in una procedura a tutela giurisdizionale nei casi manifesti.