Citation: 2C_180/2018 E. 6.5

6.5. Nel contempo, un'assimilazione a una pensione non si impone nemmeno da un'interpretazione dell'art. 19 par. 1 CDI CH-I, secondo cui le remunerazioni, comprese le pensioni, pagate da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale, oppure ancora da una persona giuridica o da un ente autonomo di diritto pubblico di detto Stato, sia direttamente sia mediante prelevamento da un fondo speciale, a una persona fisica che ha la nazionalità di detto Stato a titolo di servizi resi presentemente o precedentemente, sono imponibili soltanto nello Stato contraente da dove provengono dette remunerazioni. Non lo esige infatti: (a) né il senso comune, poiché con il termine pensione si intende piuttosto una rendita permanente o temporanea che lo Stato o gli istituti di previdenza corrispondono ai lavoratori oppure ai loro familiari o ad altri aventi diritto, in relazione a un pregresso periodo di servizio o di attività lavorativa, per lo più in occasione del collocamento a riposo per raggiunti limiti di età, o anche a seguito di eventi che abbiano determinato la morte o uno stato di grave menomazione fisica o psichica ( www.treccani.it); (b) né il contesto in cui è inserito l'art. 19 CDI CH-I, da cui risulta semmai che, contrariamente a quanto vale per l'art. 18 CDI CH-I, l'art. 19 CDI CH-I non contiene nemmeno l'aggiunta "altre remunerazioni analoghe"; né lo scopo del trattato medesimo, che è quello di lottare contro la doppia imposizione (sentenza 2C_753/2014 del 27 novembre 2015 consid. 3.3.1 in fine).