Citation: 5A_829/2021 E. 3

L'atto ricorsuale al Tribunale federale deve contenere i motivi (art. 42 cpv. 1 LTF). Nei motivi il ricorrente deve spiegare, confrontandosi con i considerandi della sentenza impugnata (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 140 III 86 consid. 2; 134 II 244 consid. 2.1), perché quest'ultima leda il diritto (art. 42 cpv. 2 LTF). Per le violazioni di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale le esigenze di motivazione sono più severe: il ricorrente deve indicare i diritti ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla sentenza impugnata, in cosa consista la violazione (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 134 II 244 consid. 2.2). Nel gravame all'esame, i ricorrenti espongono la loro versione dei fatti e rimproverano alla Corte cantonale di non aver preso in considerazione il fatto che l'autorità di protezione non li avrebbe sentiti "prima di una decisione così importante come il mandato peritale" e nemmeno il fatto che, a ogni convocazione del Servizio medico-psicologico, essi si sarebbero "presentati personalmente e [...] giustificato i motivi per cui a quel momento riteneva[n]o essere inopportuno vedi impossibile procedere con la perizia". Tale generica argomentazione non soddisfa però le esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF: omettendo di confrontarsi con la sentenza di ultima istanza cantonale, i ricorrenti non spiegano perché il loro reclamo 1°/2 settembre 2021 avrebbe dovuto essere considerato sufficientemente motivato e quindi ricevibile. L'argomentazione ricorsuale non potrebbe peraltro essere perfezionata attraverso un eventuale allegato complementare che i ricorrenti si riservano di inoltrare al Tribunale federale, poiché, fatti salvi casi determinati qui non realizzati (v. art. 43 LTF), dopo lo scadere del termine di ricorso non è permesso completare la motivazione (v. DTF 134 II 244 consid. 2.4).