Citation: 2C_570/2022 E. C

Preso atto del fatto che A.________ non aveva trasmesso le schede salariali richiestegli, sostenendo di avere cambiato ruolo all'interno della C.________ SA e di esserne diventato amministratore unico, con un compenso annuale "una tantum" ed un bonus, il 4 ottobre 2018 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino ha incaricato l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro di accertare se l'interessato e la ditta che lo impiegava svolgevano o meno una reale attività su territorio ticinese, verificando l'esistenza delle strutture necessarie all'attività stessa. Constatato che ciò non era il caso, con decisione del 23 aprile 2019 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino ha di conseguenza deciso di revocare a A.________ il permesso di dimora di cui disponeva fissandogli un termine per lasciare la Svizzera, in quanto lo stesso non poteva (più) essere considerato un lavoratore ai sensi dell'accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681). A titolo meramente abbondanziale, ha inoltre osservato che A.________ aveva subito diverse condanne penali ed era oberato dai debiti, come certificato dalle esecuzioni in corso e dagli attestati di carenza beni a suo carico. Su ricorso, l'agire della Sezione della popolazione è stato tutelato sia dal Consiglio di Stato (9 settembre 2020) che dal Tribunale amministrativo ticinese, espressosi in merito con sentenza del 9 giugno 2022. Nonostante davanti ai Giudici ticinesi A.________ avesse notificato che, a partire dal 1° gennaio 2020, aveva intrapreso un nuovo lavoro presso la D.________ SA, X.________, anch'essi hanno infatti rilevato che l'agire delle autorità migratorie andava tutelato e che ogni ulteriore richiesta andava formulata a queste ultime.