Citation: 8C_651/2024 E. 5.4.5

5.4.5. 5.4.5.1. A mente dei giudici ticinesi, neppure si poteva sostenere che la cura medica dipendente dall'evento infortunistico fosse stata eccezionalmente lunga. A parte la degenza iniziale presso l'Unità operativa di chirurgia maxillo-facciale dell'Ospedale C.________ di V.________ e il soggiorno dal 14 al 17 novembre 2017 presso la Casa di cura F.________ di V.________, le cure prestate al ricorrente si erano tutte svolte su base ambulatoriale e erano consistite essenzialmente in accertamenti diagnostici (clinici e strumentali), in visite ambulatoriali di controllo (specialistiche e non), nell'assunzione di farmaci analgesici/antinfiammatori, antiepilettici e antidepressivi, così come nell'esecuzione di fisioterapia e di psicoterapia. Tali provvedimenti, ai sensi della giurisprudenza, non facevano parte della cura medica secondo il criterio in questione. Inoltre, nulla mutava la circostanza pretesa nel ricorso secondo cui la cura medica era a tutt'oggi ancora necessaria, posto che secondo la giurisprudenza non è decisivo l'aspetto temporale in quanto tale, bensì la natura e l'intensità della cura medica e se ci si deve attendere un miglioramento dello stato di salute. 5.4.5.2. Il ricorrente ritiene invece che le cure non sarebbero terminate il 17 novembre 2017, essendosi egli sottoposto a tre anni di distanza dall'infortunio ad una cura sperimentale comportante delle punture all'interno della bocca in prossimità del danno subito (trigemino). Ad oggi non vi sarebbe stata una cura risolutiva, con persistenza di dolori cronici. Inoltre, andrebbe considerata anche la mancanza del trattamento psichiatrico o psicoterapeutico idoneo, constatata dei periti del ZMB. 5.4.5.3. Come rettamente ricordato dai giudici ticinesi, le cure ambulatoriali e l'assunzione di farmaci antidolorifici non assurgono a un trattamento medico ai sensi dell'esame del criterio giurisprudenziale in questione (sentenze 8C_507/2010 del 18 ottobre 2010 consid. 5.3.4; 8C_327/2008 del 16 febbraio 2009 consid. 4.2). Nulla muta al riguardo l'assenza di una cura risolutiva a distanza di anni dall'infortunio, non essendo l'aspetto temporale l'unico elemento decisivo. Come a giusto titolo evidenziato nella sentenza impugnata, per costante giurisprudenza occorre tenere conto anche della natura e dell'intensità del trattamento, nonché se ci si può attendere ad un miglioramento dello stato di salute (cfr. DTF 148 V 138 consid. 5.2.1; in questa sentenza, tale criterio è stato ammesso in ragione del ricovero in ospedale per sette mesi dopo l'infortunio e dell'intensità degli interventi subiti, descritti al suo consid. 5.2.2, al quale si rinvia). Inoltre, per le ragioni già esposte in precedenza, il mancato trattamento psichiatrico - qui evocato senza peraltro spiegarne la pertinenza - è irrilevante. La censura è pertanto infondata.