Citation: 2F_22/2022 E. 3.1

3.1. Dopo aver preso conoscenza dell'avviso di tracciamento degli invii della posta figurante agli atti (della causa 2C_186/2022), da cui risulta che il decreto del 30 marzo 2022 è stato notificato il 31 marzo 2022 presso il suo studio legale, l'avvocato degli istanti ha dichiarato al Tribunale federale di rinunciare espressamente ad appellarsi all'art. 49 LTF e sollecita ora una restituzione del termine per versare l'anticipo delle spese, invocando la libertà della lingua garantita dall'art. 18 Cost. Al riguardo adduce che a causa delle sue manifeste carenze linguistiche e di quelle del suo personale (in italiano), non è stato capito il contenuto del sopramenzionato decreto, cioè che vi veniva fissato un termine con una comminatoria d'inammissibilità legata allo stesso. Aggiunge poi che il primo decreto del 28 febbraio 2022, oltre ad essere stato ricevuto solo il 14 marzo 2022, conteneva un termine inusualmente breve, scadente al 16 marzo 2022, in dispregio di quanto previsto dall'art. 62 LTF. In queste condizioni considera che il primo termine validamente assegnato sarebbe quello scadente il 25 aprile 2022 (decreto del 30 marzo 2022) ragione per cui i suoi patrocinati avrebbero diritto ad ottenere un secondo termine per versare l'anticipo, peraltro già fornito il 30 maggio 2022.