Citation: 1C_4/2018 E. 5.2

5.2. L'autorizzazione a prelevare acqua da corsi d'acqua a deflusso permanente eccedendo l'uso comune (art. 29 lett. a LPAc) può essere rilasciata se sono soddisfatte le esigenze di cui agli art. 31 a 35 LPAc (art. 30 lett. a LPAc). L'art. 31 cpv. 1 LPAc presuppone il rispetto di un deflusso residuale minimo, che viene definito in modo dipendente dalla portata Q347. Quest'ultima costituisce la portata, determinata su un periodo di dieci anni, che è raggiunta o superata in media durante 347 giorni all'anno e non è sensibilmente influenzata né da sbarramenti, né da prelievi, né da apporti d'acqua (art. 4 lett. h LPAc). L'art. 31 cpv. 1 LPAc stabilisce per i corsi d'acqua con una minore portata deflussi residuali minimi percentualmente superiori rispetto a quelli per i corsi d'acqua con una portata elevata (DTF 140 II 262 consid. 5.2). Giusta l'art. 31 cpv. 2 LPAc, i deflussi residuali calcolati secondo il cpv. 1 devono essere aumentati in modo che risultino adempiute determinate esigenze, in particolare di conservazione dei biotopi e delle biocenosi rari (lett. c) e di garanzia della libera migrazione dei pesci (lett. d). In una fase ulteriore i deflussi residuali minimi devono essere aumentati ai sensi dell'art. 33 LPAc nella misura risultante dalla ponderazione degli interessi a favore o contro l'entità del prelievo d'acqua previsto (DTF 140 II 262 consid. 5.2 e riferimenti; sentenza 1C_526/2015, citata, consid. 4 non pubblicato in DTF 142 II 517).