Citation: 2C_399/2018 E. 5.5

5.5. Non essendo realizzate le condizioni formali del riconoscimento esatte dall'art. 3 Ordinanza CDS 22.11.2012, non occorre nemmeno più analizzare le sue ulteriori condizioni materiali stabilite dal successivo art. 4 cpv. 1 o ricorrere all'applicazione della presunzione di equivalenza per le qualifiche professionali di Stati UE/AELS disciplinata dal capoverso 2 della citata norma e all'imposizione di eventuali misure di compensazione. In effetti, siccome tutto il sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali si fonda sulla premessa che il titolo di cui la ricorrente sta chiedendo il riconoscimento nello Stato di accoglienza le consente già di svolgere la professione regolamentata nello Stato d'origine, se ella non dispone di tale autorizzazione nello Stato d'origine, la stessa le può venir rifiutata anche nello Stato di accoglienza, e ciò anche se la formazione fosse equivalente. In altri termini, l'equivalenza della formazione può essere esaminata unicamente dopo aver appurato che la professione in questione è regolamentata nel paese d'origine e che là l'interessata è autorizzata a svolgerla (FRÉDÉRIC BERTHOUD, Die Anerkennung von Berufsqualifikationen zwischen der Schweiz und der EU, in: Bilaterale Verträge I & II Schweiz-EU, 2007, pag. 265 n. 53 segg.). Per le medesime ragioni, in questo contesto, non possono quindi nemmeno venir prese in considerazione tutte le argomentazioni invocate dalla ricorrente a titolo di tesi giuridica subordinata e volte a dimostrare che, nella sostanza, la qualifica ottenuta al NESCOT le conferirebbe crediti, conoscenze e capacità equivalenti a quelli scaturenti da un master in osteopatia rilasciato dalla Haute Ecole de Santé di Friborgo. Le stesse potranno semmai rivelarsi utili nel contesto di un riconoscimento accademico.