Citation: 5A_381/2015 E. 4.3

4.3. In terzo luogo, la ricorrente afferma che con la banca depositaria è venuto in essere un vero contratto in favore di terzi, ovvero dei figli, causa donandi, con conseguente applicabilità dell'art. 112 cpv. 2 CO. Parlerebbero in tal senso la denominazione delle rubriche, la chiara intenzione del padre, infine la consuetudine nella prassi bancaria. Anche con riferimento a queste censure vanno tuttavia ribadite le medesime obiezioni mosse alle censure già trattate: decidere se, in presenza di una relazione bancaria di univoca titolarità (quella del de cuius), si possa o si debba eccezionalmente ammettere la conclusione di un contratto perfetto in favore di terzi, è certamente compito che esula dalla competenza dell'UF. La censura è, ancora una volta, inconferente.