Citation: 5P.185/2006 19.10.2006 E. 5.2

Si può tuttavia ancora osservare che il ricorso di diritto pubblico avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile anche in applicazione dell'art. 87 OG. Giusta la predetta norma il ricorso di diritto pubblico è ammissibile contro decisioni pregiudiziali e incidentali, che non concernono la competenza o domande di ricusa (cpv. 1), se tali decisioni possono cagionare un pregiudizio irreparabile (cpv. 2); se il ricorso di diritto pubblico di cui al capoverso 2 non è ammissibile, le decisioni pregiudiziali e incidentali interessate possono essere impugnate soltanto mediante ricorso contro la decisione finale (cpv. 3). Il danno irreparabile dev'essere di natura giuridica, ossia uno svantaggio che nemmeno una decisione finale favorevole al ricorrente eliminerebbe interamente: un prolungamento della durata della causa o un aumento dei suoi costi sono pregiudizi di mero fatto e non giuridici (DTF 131 I 57 consid. 1; 127 I 92 consid. 1c, con rinvii). Per costante giurisprudenza è considerata finale la decisione che mette fine alla procedura sia con un giudizio di merito sia per motivi di procedura. Incidentale si rivela invece quella decisione che, emanata nel corso della procedura, non rappresenta altro che un passo verso la decisione finale. Nella fattispecie la sentenza impugnata, che si limita a respingere due eccezioni, costituisce una semplice tappa verso la decisione finale. Essa non cagiona un danno irreparabile al ricorrente, poiché per accogliere l'azione dell'opponente la reiezione delle predette eccezioni non è sufficiente, ma devono essere adempiuti ulteriori presupposti, che dovranno essere esaminati dalle autorità cantonali. Sussiste quindi la possibilità per il ricorrente, qualora la lite dovesse terminare in modo a lui sfavorevole, di riproporre le proprie critiche con un ricorso diretto contro la decisione finale (art. 87 cpv. 3 OG). Il fatto di dover attendere la fine della causa costituisce un prolungamento della procedura che, giusta la summenzionata giurisprudenza, raffigura un mero pregiudizio di fatto, insufficiente per giustificare l'ammissibilità di un ricorso di diritto pubblico.