Citation: 2P.304/2002 09.04.2003 E. 3

Il ricorrente si dilunga anche in questa sede sulle varie fasi che hanno caratterizzato la vertenza penale tra il suo cliente B.________ e i fratelli C.________. Afferma di avere in passato agito sul piano giudiziario nei confronti dell'avv. D.________ e dell'allora Procuratore pubblico E.________, poiché aveva constatato che quest'ultimi si erano resi protagonisti di una serie di irregolarità nell'ambito di quel procedimento, ed in particolare della sottrazione dall'incarto dei verbali di interrogatorio di due testimoni. Afferma che a causa di queste sue iniziative sono stati adottati contro di lui dei provvedimenti disciplinari, che la competente autorità di ricorso cantonale ha poi provveduto a confermare basandosi su di un accertamento del tutto errato dei fatti rilevanti. Spiega di avere reagito a questo genere di situazione, denunciando presso l'autorità penale e quella di sorveglianza sulla magistratura, sia i membri del Consiglio di disciplina dell'ordine degli avvocati sia i giudici cantonali che si erano occupati in sede di ricorso delle sue vertenze disciplinari, allo scopo di ottenere dei giudizi di condanna nei loro confronti e poter quindi chiedere la revisione dei procedimenti disciplinari subìti. Aggiunge che è in tale contesto che devono essere inseriti gli avvenimenti che sono stati posti alla base della sanzione litigiosa. Contesta poi che il semplice fatto di rivolgersi alla stampa e a dei politici per denunciare il malfunzionamento della giustizia ticinese e per esprimere delle opinioni personali in proposito possa giustificare l'adozione di sanzioni nei suoi confronti. In questo senso fa valere la violazione della sua libertà di espressione, invocando l'art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del 4 novembre 1950 (CEDU; RS 0.101), la cui portata, secondo costante giurisprudenza, non va però oltre il diritto alla libertà di opinione già garantito dalla Costituzione federale all'art. 16 cpv. 2 (cfr. DTF 108 Ia 316 consid. 2a riferito ancora alla vecchia Costituzione del 29 maggio 1874, ma tuttora valido anche sotto il nuovo ordinamento costituzionale, in vigore dal 1° gennaio 2000).