Citation: 1C_504/2021 E. 2.1

2.1. Riguardo alla sussistenza di un caso particolarmente importante il ricorrente adduce una violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost. e 80b AIMP) poiché il MP non gli avrebbe concesso la possibilità di controllare la metodologia di estrazione e il corretto filtraggio dei dati informatici. Egli non avrebbe quindi potuto, di fatto, verificare compiutamente la consegna di documentazione eventualmente non pertinente per l'inchiesta estera. Invoca il diritto di poter stabilire con certezza la correttezza delle modalità di assunzione di un mezzo di prova, asserendo che determinate prove assunte dal MP, per il tramite della Polizia giudiziaria Sezione analisi tracce informatiche, potrebbero anche non essere considerate valide secondo il diritto svizzero in applicazione dell'art. 141 CPP. Il ricorrente, adducendo che una corretta analisi informatica forense avrebbe dovuto garantire la "riproducibilità" della prova mediante la realizzazione di un clone che avrebbe potuto essere verificato da un esperto da lui incaricato, si limita a contestare la metodologia di estrapolazione dei dati. Ora, come accertato nella decisione impugnata, la cernita dei dati informatici è avvenuta mediante una ricerca con parole chiave corrispondenti ai nomi indicati nella rogatoria. La circostanza che siano state assunte informazioni concernenti la moglie del ricorrente, che come ritenuto dalla CRP avrebbe potuto fungere da prestanome nell'attività di riciclaggio rimproverata al marito, indagato nel procedimento estero, non viola la prassi inerente al principio dell'utilità potenziale. Ininfluente al riguardo è il fatto che la cernita avrebbe compreso non solo il cognome, ma anche il nome del ricorrente, senza utilizzare ulteriori filtri di ricerca, ciò che non adempie gli estremi di un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove. Del resto anche il patrocinatore del ricorrente ha partecipato all'udienza di levata dei sigilli dinanzi al Giudice dei provvedimenti coercitivi ticinese, accettando che per l'analisi della documentazione informatica sarebbero state utilizzate determinate parole chiave e un limite temporale e che, in seguito, i dati relativi sarebbero stati cancellati; la circostanza che al riguardo il ricorrente non avrebbe inteso la cancellazione della copia di partenza dei dati da estrapolare, interpretando in altro modo detta "cancellazione", non impone un intervento del Tribunale federale. Non si tratta in effetti di un caso di principio ma, in sostanza, di una contestazione della criticata valutazione dell'utilità potenziale di determinati documenti. L'assunto del ricorrente secondo cui, vista la voluminosità degli stessi, egli non avrebbe potuto procedere per giorni e giorni alla loro analisi e cernita chiedendo se del caso determinate espunzioni e la non trasmissione all'Italia, non dimostra una violazione del suo diritto di essere sentito.