Citation: 8C_392/2023 E. A

A.a. Il 27 gennaio 2016, A.________, nata nel 1984, allora dipendente di B.________, a U.________, in qualità di collaboratrice al buffet con un grado di occupazione del 78 % e dunque assicurata d'obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali presso Axa Winterthur (ora: AXA Assicurazioni SA; di seguito "AXA"), è inciampata e ha riportato una frattura dislocata e pluriframmentaria del calcagno sinistro che è poi stata trattata chirurgicamente. Nel prosieguo, l'assicurata ha denunciato dei disturbi della sensibilità all'estremità inferiore sinistra, relativamente ai quali è stata posta la diagnosi di sindrome dolorosa regionale complessa (complex regional pain syndrome, CRPS) di tipo Il. L'istituto assicuratore ha assunto il caso e corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. A.b. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 2 dicembre 2021 AXA ha negato la propria responsabilità per la problematica psichica insorta due anni dopo l'infortunio, ha posto fine al versamento delle indennità giornaliere al 31 luglio 2018 e ha assegnato una rendita d'invalidità del 29 % a partire dal 1° agosto 2018 (con la quale sono state compensate le indennità giornaliere pagate dal 1° agosto 2018 al 31 gennaio 2020), nonché un'indennità per menomazione dell'integrità (IMI) del 40 %. In applicazione dell'art. 21 cpv. 1 lett. c LAINF, l'assicuratore ha inoltre assunto i costi legati a regolari visite di controllo da parte del medico di famiglia e dello specialista, come pure quelli generati dal test di neurostimolazione. A seguito dell'opposizione interposta dall'assicurata, AXA ha parzialmente modificato la sua prima decisione aumentando il grado dell'invalidità al 32 %.