Citation: 6B_221/2010 25.01.2011 E. 1

2.3 Ora, l'eccezione dell'art. 55 n. 1 CAS invocata dal ricorrente non entra qui in considerazione dal momento che i fatti sono avvenuti in parte anche in Italia, in particolare per quanto concerne gli atti di corruzione. Sotto questo profilo è infatti determinante il complesso dei fatti tra di loro strettamente legati, indipendentemente dalla loro qualifica giuridica o dal bene giuridico protetto (cfr. sentenza della CGCE del 28 settembre 2006 nella causa C-150/05 Jean Leon Van Straaten, citata in: LAURENT MOREILLON, La coopération judiciaire pénale dans l'Espace Schengen, in: Aspects pénaux des Accords bilatéraux Suisse / Union européenne, 2008, pag. 515). La precedente istanza ha quindi esaminato a ragione se fossero dati "medesimi fatti" giusta l'art. 54 CAS. Premesso che le fattispecie oggetto delle procedure appaiono di principio diverse, dal momento che il procedimento in Italia riguarda il reato di corruzione mentre quello in Svizzera concerne il reato di riciclaggio di denaro, la questione di sapere quali siano in concreto i singoli fatti posti alla base dei rispettivi procedimenti concerne il loro accertamento. Il ricorrente non censura tuttavia d'arbitrio gli accertamenti della precedente istanza, spiegando, con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF, perché e in quale misura essi sarebbero chiaramente in contrasto con gli atti e manifestamente insostenibili (cfr. sulle esigenze di motivazione, DTF 136 I 49 consid. 1.4.1 e rinvii). L'accertamento della precedente istanza, secondo cui i fatti giudicati in Italia comprendono le dazioni di denaro destinate a C.________ versate sul conto yyy presso la banca F.________ di Lugano, è quindi vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Rientra del resto nel reato di corruzione ai sensi dell'art. 319 del Codice penale italiano, oltre all'accettazione della promessa di denaro, anche la ricezione dello stesso da parte del corrotto (cfr. CRESPI/ STELLA/ZUCCALÀ, Commentario breve al codice penale, complemento giurisprudenziale, 7a ed. 2004, pag. 1189 seg.). Peraltro, qualora si volesse seguire la tesi che sembra prospettare il ricorrente, secondo la quale i versamenti sul conto yyy dovrebbero essere oggetto anche del procedimento penale aperto in Svizzera, egli non spiega per quali ragioni questi fatti realizzerebbero contestualmente gli estremi del reato di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis CP. In tali circostanze, la censura sollevata non permette di concludere che la Corte penale del TPF ha in concreto violato il principio "ne bis in idem" e l'art. 54 CAS.