Citation: 1E.23/2005 16.05.2006 E. 2

Limitandosi essenzialmente a sostenere che la decisione impugnata sarebbe lesiva del diritto federale, in particolare poiché il progetto violerebbe "interessi pubblici degni di protezione", il ricorrente non censura una specifica violazione di norme del diritto federale, né fa valere un accertamento incompleto o inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti, sicché il gravame risulta in gran parte inammissibile. Il libero esame delle lesioni del diritto federale, che compete al Tribunale federale nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, non esime infatti il ricorrente dall'obbligo di presentare una compiuta, chiara e precisa motivazione, con riferimento alle tesi contenute nell'atto impugnato (cfr. art. 108 cpv. 2 OG; DTF 130 I 312 consid. 1.3.1, 125 II 230 consid. 1c; sentenza 1E.10/2001 del 26 novembre 2001, consid. 3a e riferimenti, pubblicata in: RDAT I-2002, n. 65, pag. 434 segg.). Chi formula un ricorso di diritto amministrativo deve pertanto esporre argomentazioni specifiche fondate sui motivi di ricorso proponibili con questo rimedio (art. 104 OG) e riferite ai considerandi contenuti nel giudizio impugnato (cfr. Peter Karlen, in: Geiser/Münch, editori, Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea 1998, n. 3.75 segg., pag. 114 segg.). Il ricorrente postula in particolare l'immediata esecuzione dei previsti interventi di moderazione del traffico e la massima riduzione possibile, nonché la precisazione del periodo durante il quale il traffico di cantiere utilizzerà la rete viaria esistente. Auspica inoltre che l'onere imposto all'impresa ferroviaria di ridurre la larghezza dei viadotti venga confermato nell'ambito del progetto esecutivo e chiede che una collina antirumore sia mantenuta anche dopo la messa in esercizio dell'opera. Al proposito il ricorrente non fa tuttavia valere alcuna violazione del diritto federale, ma adduce soltanto argomentazioni generiche che potrebbero semmai riguardare un'eventuale inadeguatezza della decisione impugnata, che, come visto, non può però essere esaminata nell'ambito del rimedio esperito (art. 104 lett. c OG). Né il gravame può essere esaminato nel merito laddove il ricorrente sostiene genericamente che il suo interesse a spostare la fabbricazione e lo stoccaggio dei conci in un altro luogo sarebbe prevalente rispetto a quello di mantenerlo nel cantiere di Camorino. Premesso che, neppure su questo punto, il ricorrente invoca esplicitamente una violazione di norme federali né fa valere manchevolezze negli accertamenti di fatto, il Tribunale federale, che nell'ambito di una procedura di ricorso contro l'approvazione dei piani non è un'istanza superiore di pianificazione né un'autorità di vigilanza in materia ambientale, non è tenuto a valutare se la soluzione scelta dall'impresa ferroviaria e approvata dal DATEC sia la migliore tra le alternative possibili. In quanto vi sia stata una corretta ponderazione degli interessi toccati e i vantaggi di un'altra soluzione non siano manifesti, non spetta perciò a questa Corte confrontare nel dettaglio possibili ubicazioni alternative e stabilire quale di esse sia la migliore (DTF 125 II 643 consid. 4a, 124 II 146 consid. 3c; sentenza 1E.10/2001, citata, consid. 1d).