Citation: 6B_702/2020 E. 2.3

2.3. La procedura di appello è disciplinata dagli art. 403 segg. CPP. Quale rimedio giuridico primario contro le sentenze di primo grado, l'appello è concepito in linea di principio come una procedura orale e contraddittoria (DTF 143 IV 288 consid. 1.4.2). Secondo l'art. 405 cpv. 1 CPP, la procedura orale di appello è retta dalle disposizioni concernenti il dibattimento di primo grado (art. 339 segg. CPP). La procedura di ricorso prosegue il procedimento penale e riprende gli atti procedurali già esistenti. Si basa sulle prove assunte nel corso della procedura preliminare e della procedura dibattimentale di primo grado (art. 389 cpv. 1 CPP), purché siano state raccolte correttamente sotto il profilo processuale (art. 389 cpv. 2 CPP; sentenza 6B_973/2019 del 28 ottobre 2020 consid. 2.1, destinata alla pubblicazione). La procedura scritta di appello costituisce un'eccezione (sentenza 6B_973/2019 del 28 ottobre 2020 consid. 2.2.1, destinata alla pubblicazione) e soggiace a severe condizioni (DTF 139 IV 290 consid. 1.1). L'art. 406 CPP enumera in modo esaustivo i casi in cui l'istanza di appello può trattare l'appello in procedura scritta, con (cpv. 2) o senza il consenso delle parti (cpv. 1). Il consenso delle parti tuttavia non supplisce ai presupposti legali dell'art. 406 cpv. 2 CPP, ma si aggiunge ad essi (sentenza 6B_973/2019 del 28 ottobre 2020 consid. 2.2.3, destinata alla pubblicazione). L'art. 406 CPP è una disposizione potestativa. Essa non esime il tribunale d'appello dall'esaminare nel singolo caso se la rinuncia al pubblico dibattimento sia compatibile con l'art. 6 n. 1 CEDU. Nel procedimento penale l'imputato ha diritto a una pubblica udienza e alla pronuncia di una sentenza in conformità con l'art. 6 n. 1 CEDU. Questo diritto rientra nella garanzia globale di un processo equo (sentenza 6B_973/2019 del 28 ottobre 2020 consid. 2.3.1, destinata alla pubblicazione).