Citation: 2C_916/2022 E. 4.2

4.2. Ancora a torto però, perché l'art. 11 dell'accordo citato, subordina il diritto al rinnovo del permesso di dimora all'esistenza di un soggiorno "regolare e ininterrotto" in Svizzera della durata di cinque anni, cioè a una condizione che fa in concreto difetto. Sempre a un soggiorno "regolare e ininterrotto" di almeno cinque anni è inoltre subordinato anche il rilascio di un permesso di domicilio (sentenza 2A.231/2002 del 28 maggio 2002 consid. 1.1.4, in cui la portata della dichiarazione del 23 aprile 1983 è lasciata aperta; messaggio dell'8 marzo 2002 relativo alla legge federale sugli stranieri, FF 2002 3327, cifra. 1.3.6.3). A differenza di quanto sostenuto nell'impugnativa, un soggiorno "regolare e ininterrotto" è infatti dato soltanto quando si è in presenza di un permesso di dimora valido (sentenze 2A.105/2001 del 26 giugno 2001 consid. 3c; 2A.73/1999 del 26 aprile 1999 consid. 1a; 2A.79/1998 del 22 giugno 1998 consid. 1a.bb), ovvero di una condizione avveratasi qui nemmeno per la durata di un anno: perché la ricorrente ha ottenuto un permesso di dimora UE/AELS nel mese di maggio 2014 e lo stesso le è stato revocato con decisione del 27 febbraio 2015 (giudizio impugnato, consid. 4.1.2), di modo che da quel momento la sua permanenza in Svizzera è stata unicamente tollerata. Dapprima, fino alla pronuncia della sentenza 2C_204/2017, in relazione alla revoca appena menzionata. Di seguito, in conseguenza del diniego del rilascio di un permesso di dimora per l'esercizio di un'attività lucrativa indipendente, fino alla pronuncia della sentenza 2C_871/2020 del 2 dicembre 2020 (precedenti consid. A e B dei fatti).