Citation: 1C_29/2023 E. 4.4

4.4. I ricorrenti non si confrontano puntualmente con queste considerazioni e non contestano in modo specifico il diniego del nesso di causalità. Richiamano essenzialmente l'investimento per l'acquisto del terreno nel 2003, adducendo ch'esso considererebbe l'esistente urbanizzazione del fondo. Sostengono inoltre di avere eseguito l'investimento fondandosi sulle decisioni governative del 2002/2003. Premesso che con le decisioni del 9 luglio 2002 e del 6 maggio 2003 il Consiglio di Stato non ha approvato l'inserimento del fondo nella zona edificabile proposta dal Comune, i ricorrenti disattendono che, secondo la giurisprudenza, il prezzo di acquisto del terreno non rientra nelle spese per l'urbanizzazione e l'edificazione del terreno (DTF 119 Ib 124 consid. 4a/aa; sentenza 1C_70/2008 del 22 giugno 2009 consid. 6.2.2). Certo, nella misura in cui le spese di urbanizzazione sono state sostenute dal venditore e si sono manifestate sul prezzo della compravendita, il compratore può appellarsi all'eventuale affidamento fatto dal suo predecessore in diritto (DTF 125 II 431 consid. 5b pag. 435; sentenza 1C_70/2008, citata, consid. 6.2.2). In concreto, la Corte cantonale ha accertato che i serbatoi per lo stoccaggio e la distribuzione degli idrocarburi esistevano dalla seconda metà degli anni '60 e sono stati demoliti nel corso della prima metà del 2000 in seguito alla cessazione dell'attività delle imprese allora proprietarie dei fondi. Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio e sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF). Gli invocati investimenti e i relativi costi eseguiti in passato per l'urbanizzazione del fondo sono riconducibili alle precedenti attività legate al deposito e al commercio di carburanti e non sono quindi in relazione con l'impossibilità di edificare il fondo a seguito della sua mancata attribuzione alla zona edificabile alla data determinante del luglio 2002. A ragione la Corte cantonale ha negato l'esistenza di un nesso causale tra le spese addotte, relative all'urbanizzazione originaria, e il provvedimento suscettibile di costituire un'espropriazione materiale (cfr. sentenza 1C_70/2008, citata, consid. 6.2.1 con riferimento alla sentenza 1A.72/2003 del 4 novembre 2003 consid. 4.2.3). I ricorrenti non sostanziano per contro specificatamente l'esistenza di spese rilevanti in connessione con un'eventuale riedificazione del fondo sulla quale avrebbe fatto affidamento. Quanto ai costi del binario di raccordo, i ricorrenti non censurano d'arbitrio gli accertamenti della Corte cantonale secondo cui la spesa è successiva alla data determinante ed è stata sostenuta da un'altra proprietaria. Pure gli accennati costi per la bonifica del terreno sono invocati dai ricorrenti nel contesto dell'investimento complessivo per l'acquisto del fondo eseguito dopo la data determinante. In tali circostanze, la Corte cantonale non ha quindi nemmeno violato il divieto dell'arbitrio e il diritto di essere sentiti dei ricorrenti per non avere ordinato, ritenendola superflua, una perizia volta a determinare il valore delle opere eseguite in passato per l'urbanizzazione del fondo. Alla luce di quanto esposto, non risulta perciò realizzata una delle condizioni, che devono essere adempiute cumulativamente, per riconoscere in via eccezionale un caso di espropriazione materiale. Non occorre pertanto esaminare se, come sostengono i ricorrenti, il fondo era sufficientemente urbanizzato e validamente compreso nel PGC.