Citation: 1B_406/2018 E. 2.3

2.3. In tale ambito il ricorrente adduce a torto che la CRP non avrebbe esaminato il rispetto del principio della proporzionalità. Essa ha infatti ritenuto, rettamente, come non si possa esaminare questo quesito finché si ignori il contenuto della cassetta di sicurezza. Al riguardo il ricorrente si limita a osservare, invero in maniera poco comprensibile, che l'apertura della cassetta comporterebbe la vanificazione di qualsiasi esito del ricorso presentato al Tribunale federale. Ciò non è comunque ravvisabile, visto che nulla gli impedisce se del caso di impugnare la futura decisione del PP dinanzi alla CRP e semmai davanti al Tribunale federale. Né adduce un pregiudizio di natura giuridica riguardo all'apertura della cassetta di sicurezza. In concreto, considerato che la CRP ha correttamente invitato il PP a esprimersi rapidamente al proposito, con riferimento alla lesione del principio di celerità, non si giustifica di derogare eccezionalmente alla condizione dell'art. 93 cpv. 1 LTF (cfr. in particolare in merito a decisioni di sospensione, DTF 138 III 190 consid. 6 pag. 191 seg.; 136 II 370 consid. 1.4 e 1.5 pag. 373 seg.; in ambito penale una violazione del principio di celerità può condurre a una riduzione della pena, talvolta a un'esenzione dalla pena e solo in ultima ratio, nei casi estremi, a un abbandono del procedimento, DTF 143 IV 373 consid. 1.4.1 pag. 377).