Citation: 1B_329/2016 E. 1.4

1.4. La Corte cantonale ha osservato che la ricorrente, riprendendo alcuni stralci della decisione dell'11 maggio 2016, fa valere che la professionalità del PP sarebbe stata messa in forte discussione. In quel giudizio la Corte cantonale aveva rilevato che non risultava che le fotografie prodotte dalla reclamante fossero state sottoposte al perito giudiziario per una presa di posizione e che questi ne avesse tenuto conto. Ritenuto che suo figlio nei mesi precedenti era stato percosso in carcere da altri detenuti, ha stabilito che non si poteva trascurare l'eventualità ch'esso fosse stato picchiato anche il giorno del suo decesso. Ha ricordato poi che secondo la giurisprudenza, eventuali errori commessi da un magistrato nel corso del procedimento, censurabili nell'ambito dei rimedi di diritto, non costituiscono di massima, tranne errori particolarmente gravi e ripetuti, un motivo di ricusazione, né fondano un sospetto di parzialità. Ha osservato che il fatto che un PP o un giudice, finanche sbagliando, abbia deciso a sfavore della parte che lo ricusa, non costituisce di per sé un motivo di ricusazione. Ha ritenuto che nella fattispecie il PP ha certo commesso determinati errori, indiscutibilmente non secondari né insignificanti, che hanno comportato l'annullamento dei decreti di non luogo a non procedere: ha tuttavia osservato che secondo la prassi invalsa, l'istituto della ricusazione non consente alle parti di contestare il modo in cui è condotta l'istruzione e di rimettere in discussione le decisioni prese da chi dirige il procedimento. Ha aggiunto che neppure l'asserita incompetenza di un PP costituisce un motivo per ricusarlo.