Citation: 1C_23/2023 E. 2.1

2.1. La Corte cantonale ha osservato che le pergole sono costituite da un'impalcatura formata da una doppia serie di elementi verticali (pali, lastre di granito, ecc.), infissi nel terreno a intervalli regolari, le cui estremità superiori sono collegate fra loro da elementi orizzontali (sbarre, fili, ecc.), disposti a reticolo al fine di permettere alle piante che vi si arrampicano (vite, gelsomino, ecc.) di svilupparsi orizzontalmente. Ha ricordato che le pergole sono considerate costruzioni soggette a licenza edilizia (art. 6 cpv.1 cifra 3 del regolamento del 9 dicembre 1992 di applicazione della legge edilizia, RLE; RL 705.110), motivo per cui devono rispettare i parametri edificatori applicabili nella zona di situazione. Ciò poiché non avrebbe senso assoggettare questo genere di opere all'obbligo della licenza edilizia se non soggiacessero alle regole solitamente applicabili alle costruzioni. Ha ritenuto che sotto il profilo delle distanze e delle altezze, le pergole determinano infatti ingombri chiaramente percepibili, analoghi a quelli delle tettoie aperte sui lati. Non servendo né all'abitazione né al lavoro, sono escluse dal computo della superficie utile lorda (SUL) e, quindi, dall'indice di sfruttamento (i.s.). Sotto il profilo dell'i.o (cfr. al riguardo l'art. 38 cpv. 3 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991; LE, RL 705.100), i giudici cantonali hanno per contro ritenuto, richiamando la prassi cantonale, che è invece computabile la superficie effettivamente occupata dalla proiezione sulla superficie del fondo della loro struttura orizzontale, a prescindere dalla vegetazione che le ricopre.