Citation: 6B_916/2021 E. 3.3

3.3. Con riferimento alla sua integrazione professionale, il ricorrente si duole della mancata presa in considerazione di tutta la sua vicenda medica. Dalla relativa documentazione risulterebbe che la perdita del lavoro e le successive difficoltà di trovarne un altro siano state un dramma per lui, tanto da provocare un aggravamento dell'alcolismo e un'esasperazione della sindrome depressiva già latente. Alla base della travagliata situazione professionale vi sarebbero comprovati problemi di salute direttamente correlati alla perdita del lavoro, elemento fondante del suo sistema di valori, e non una mancanza di volontà, come implicitamente suggerito dai giudici precedenti. Gli anni di "inattività" non sarebbero stati una scelta e la CARP incorrerebbe nell'arbitrio ritenendo che egli non sia intenzionato a lavorare. Nel valutare poi la sua integrazione linguistica, l'autorità precedente non avrebbe tenuto conto del suo grado di istruzione e delle sue scarse risorse intellettuali. Essa si fonderebbe sul rapporto Labor Transfer, che però sarebbe datato, e sul ricorso a un interprete in occasione del dibattimento di primo e secondo grado, dimenticando che l'insorgente avrebbe sostenuto tutti i verbali di interrogatorio e i colloqui con il perito senza l'ausilio di un interprete. In realtà sia nel contesto professionale, sia in quello medico e sia in quello penale, eccezion fatta per i dibattimenti, le sue conoscenze linguistiche gli avrebbero sempre permesso di far fronte alle necessità imposte dalle circostanze. Sotto il profilo della sua integrazione in Svizzera, oltre a relativizzare impropriamente la durata del soggiorno, la CARP non avrebbe tenuto conto della presenza di una solida rete familiare, dell'assenza di debiti o di percezione di prestazioni assistenziali. Nei dieci anni trascorsi in Ticino l'insorgente si sarebbe costituito una piccola realtà domestica.