Citation: 5A_27/2007 05.06.2007 E. 2

2.1 Dopo aver stabilito che una transazione giudiziale come quella su cui si fonda la procedente costituisce in linea di principio un valido titolo di rigetto dell'opposizione nel senso dell'art. 80 LEF, la sentenza impugnata indica che l'escusso non ha sollevato una delle eccezioni previste dall'art. 81 cpv. 1 LEF, ma si è limitato a contestare la validità del titolo di rigetto dell'opposizione, che ritiene superato da un successivo accordo dei coniugi sul medesimo tema. I giudici cantonali hanno rilevato che anche qualora una convergenza dei coniugi per un diverso calcolo del contributo alimentare dovesse essere verosimile, ciò non sarebbe sufficiente - in ragione della natura formale della procedura di rigetto dell'opposizione - per ritenere che dal 1° aprile 2004 la convenzione giudiziale non costituirebbe più un titolo di rigetto definitivo dell'opposizione. Sempre a mente dei giudici cantonali, nemmeno le iniziative dell'escusso tendenti ad una nuova fissazione della pensione alimentare hanno portato ad un secondo accordo formale che ha sostituito o abrogato la precedente convenzione stipulata fra le parti. 2.2 Secondo il ricorrente, invece, dai documenti prodotti (uno scambio di lettere con l'attuale e il precedente patrocinatore della moglie) risulterebbe che le parti hanno raggiunto un accordo secondo cui la transazione del 2000 sarebbe valida unicamente fino al 30 marzo 2004. 2.3 Giusta l'art. 80 LEF il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell'opposizione, se il credito è fondato su una sentenza esecutiva (cpv. 1) e le transazioni giudiziali sono parificate alle sentenze esecutive (cpv. 2 lett. a). L'opposizione viene rigettata in via definitiva a meno che l'escusso provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine di pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto (art. 81 cpv. 1 LEF). 2.3.1 Occorre innanzi tutto rilevare che dal testo della transazione giudiziale non risulta alcuna limitazione sulla validità temporale dell'obbligo alimentare. Poiché, come già osservato, l'art. 80 cpv. 2 LEF parifica una transazione giudiziale ad una sentenza, l'escusso non dispone nella procedura di rigetto definitivo dell'opposizione di obiezioni più estese rispetto a quelle che avrebbe se il titolo in base al quale viene chiesto il rigetto fosse una sentenza (sentenza 5P.206/1994 del 24 agosto 1994 consid. 3a). Ora, al giudice del rigetto dell'opposizione non compete verificare la validità di una transazione giudiziale, come non gli appartiene sindacare sulla legalità di una sentenza (Max Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 3a ed., Zurigo 1979, pag. 399). L'escusso, che è dell'avviso che una transazione giudiziale non sia più valida, deve far constatare giudizialmente tale circostanza (cfr. Guldener, loc. cit.). Il ricorrente avrebbe quindi dovuto sottoporre al giudice delle misure di protezione dell'unione coniugale rispettivamente del divorzio i conteggi - riportati alla fine del suo gravame - che dimostrerebbero l'arbitrarietà della situazione creatasi dopo la percezione della rendita AVS da parte dell'opponente e chiedere una modifica dell'obbligo alimentare. Non bisogna del resto dimenticare che, per costante giurisprudenza, non spetta al giudice del rigetto dell'opposizione, ma a quello del merito, statuire su delicate questioni di diritto materiale (DTF 124 III 501 consid. 3a; 115 III 97 consid. 4b pag. 100; 113 III 6 consid. 1b, 82 consid. 2c). Ne segue che nella misura in cui il ricorrente mette in dubbio la validità della transazione per il periodo dopo il 30 marzo 2004 e contesta che essa possa costituire un titolo di rigetto definitivo dell'opposizione, il ricorso si rivela infondato. 2.3.2 Così stando le cose, i giudici cantonali avrebbero potuto respingere l'istanza di rigetto dell'opposizione se l'escusso avesse provato con documenti che il debito è stato estinto dopo la sentenza, rispettivamente dopo la transazione giudiziale (art. 81 cpv. 1 LEF). Pure una remissione del debito costituisce una forma di estinzione e una convenzione scritta con cui le parti stipulano una riduzione del contributo alimentare può costituire un parziale condono del debito rilevante nella procedura di rigetto dell'opposizione (cfr. Daniel Staehelin, Commento basilese, n. 16 ad art. 81 LEF). Sennonché nemmeno il ricorrente afferma che sia stato concluso un siffatto accordo o che egli abbia dimostrato con documenti che la moglie lo avrebbe in altro modo - parzialmente - esonerato dal pagamento degli alimenti.