Citation: B 79/04 02.05.2006 E. 1

Oggetto della lite è il punto di sapere se il ricorrente possa essere messo al beneficio di una rendita d'invalidità della previdenza professionale della Fondazione collettiva LPP Vaudoise Assicurazioni. 1.1 Nei considerandi del querelato giudizio i primi giudici hanno correttamente ricordato il disciplinamento applicabile alla fattispecie. L'autorità giudiziaria cantonale ha in particolare rammentato che, affinché il precedente istituto previdenziale sia tenuto a versare la prestazione d'invalidità, l'incapacità di lavoro deve essersi manifestata in un'epoca in cui l'assicurato era affiliato presso quell'istituto e che deve inoltre sussistere tra detta incapacità e l'invalidità uno stretto nesso materiale e temporale. A questo riguardo ha precisato che vi è connessione materiale se il danno alla salute all'origine dell'invalidità è essenzialmente lo stesso che si è già manifestato durante l'affiliazione al precedente istituto di previdenza e che ha causato l'incapacità di lavoro e vi è connessione temporale se l'assicurato, dopo l'insorgenza dell'inabilità lavorativa, non è ridivenuto abile al lavoro per lungo tempo, tale connessione essendo interrotta se, durante un certo periodo, l'assicurato è nuovamente abile al lavoro, ritenuto comunque che un breve periodo di remissione non basta per interrompere il rapporto di connessione temporale. A questa esposizione può essere fatto riferimento. 1.2 Alla pronunzia di primo grado può essere prestata adesione pure nella misura in cui i giudici cantonali, in applicazione del ricordato disciplinamento, hanno considerato essere l'incapacità di lavoro che ha determinato la susseguente invalidità insorta prima dell'inizio dell'attività lavorativa presso la C.________ SA affiliata alla Fondazione LPP Vaudoise Assicurazioni e non esservi stata in seguito interruzione di rilievo dell'inabilità. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha innanzitutto rilevato come la copertura assicurativa presso la suddetta Fondazione avesse preso inizio il 22 novembre 1999 per quel che concerne la previdenza obbligatoria, rispettivamente il 1° dicembre seguente per quel che attiene alla previdenza più estesa. Orbene, osservano a ragione i primi giudici, dalla documentazione medica all'incarto poteva essere dedotto con sufficiente certezza essere le cefalee di cui è portatore M.________ dopo l'incidente persistite in misura più o meno costante; per quel che riguarda le turbe psichiche essi hanno rettamente ritenuto essersi esse sviluppate progressivamente ma in ogni caso prima del novembre 1999. Indubbio era poi il nesso materiale, esse turbe essendo le stesse che hanno determinato la totale incapacità lavorativa all'inizio del dicembre 1999 e la susseguente invalidità. Incontestabile era pure l'esistenza di una relazione temporale, dal momento che l'incapacità di lavoro insorta, come detto, prima dell'inizio dell'attività presso la C.________ SA non poteva essere stata interrotta dal brevissimo periodo di attività alle dipendenze di questa ditta, dal 22 novembre al 9 dicembre 1999. In sostanza è lecito ritenere che con l'aggravarsi delle turbe dopo l'infortunio si sia manifestata un'incapacità lavorativa di rilievo al più tardi dopo la cessazione dell'occupazione presso le FFS il 17 ottobre 1999 o comunque durante il periodo di incarcerazione, dal 28 ottobre al 17 novembre 1999, periodo in cui l'interessato ha lamentato diverse crisi di cefalea per le quali i medicamenti somministratigli non apportavano alcun sollievo. Vero è che gli organi dell'AI hanno assegnato all'interessato una rendita d'invalidità dal 1° dicembre 2000, il che significa che essi hanno considerato essersi un'incapacità lavorativa di rilievo manifestatasi solo nel dicembre 1999, inizio del periodo di attesa di un anno secondo la regolamentazione vigente in ambito LAI. Orbene, si può ammettere essersi l'amministrazione dell'AI semplicemente fondata, senza più ampio esame, sulle dichiarazioni dell'istante che ha nel formulario di richiesta di prestazioni dichiarato un'incapacità lavorativa dal dicembre 1999; a prescindere dal sapere de la decisione debba essere considerata manifestamente errata al punto da non vincolare gli organi della previdenza professionale, deve essere osservato che essa decisione non risulta essere stata notificata a quegli organi, per cui la medesima non è vincolante già per questo motivo (cfr. consid. 2, inedito nella Raccolta ufficiale, di DTF 130 V 501 e sentenza non ancora pubblicata 9 dicembre 2005 in re N., I 66/05). Il ricorrente censura il giudizio cantonale, addebitando essenzialmente ai primi giudici di aver disatteso la pronunzia dell'INSAI denegante la sussistenza di un nesso di causalità tra l'infortunio e i disturbi lamentati susseguentemente all'incidente: ora l'esistenza di una relazione di causalità, di rilievo ai fini del riconoscimento di prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni, è irrilevante trattandosi di esaminare il diritto a prestazioni previdenziali. Decisivo in quest'ambito è l'esistenza di turbe, indipendentemente dalla loro causa, determinanti un'incapacità lavorativa tale da generare un'invalidità e che, come è stato detto, via sia fra incapacità lavorativa e invalidità una connessione materiale e temporale. Aperta in questa sede può pertanto restare la questione di sapere se, come sostiene il ricorrente, la decisione dell'INSAI fosse manifestamente erronea e, se del caso, meritevole di riconsiderazione.