Citation: 5P.339/2001 12.03.2002 E. B

B.- Il 10 febbraio 2000 M.________ ha adito l'arbitro C.________ per chiedere la condanna di A.B.________ (erede di B.B.________, deceduta nel gennaio 1999) al pagamento delle note professionali riguardanti la gestione della curatela, le prestazioni legali, il rimborso di ripetibili e il risarcimento danni e torto morale per un'infondata denuncia penale. Il convenuto ha preliminarmente contestato la competenza dell'arbitro, sollevando una serie di eccezioni: il patto arbitrale non è valido poiché sprovvisto della firma della parte attrice, inoltre un siffatto accordo tra assistente e assistita doveva essere preceduto dalla designazione di un curatore e approvato dall'autorità tutoria e dall'autorità cantonale di vigilanza sulle tutele e sulle curatele. L'accordo vincolerebbe poi unicamente M.________, poiché prima dell'avvio dell'arbitrato avrebbe dovuto essere effettuata la procedura di verifica della fatturazione e infine il patto arbitrale non si estende anche all'attività di assistente o a pretese di risarcimento danni. Con lodo del 5 gennaio 2001 l'arbitro unico ha respinto le eccezioni concernenti la validità del patto arbitrale, riconoscendo nel contempo che esso non comprendeva l'attività dell'attore quale assistente legale e la pretesa di risarcimento danni.