Citation: 2C_619/2008 27.03.2009 E. 1.2

1.2.1 Secondo quanto addotto dinanzi alle istanze precedenti dal Comune ricorrente, che non sembra peraltro avvedersi dell'art. 83 lett. k LTF, nel merito la vertenza concernerebbe la revoca di una decisione di sussidiamento già adottata e definitiva. In virtù della prassi menzionata, in tal caso il ricorso sarebbe quindi di massima ammissibile anche se in origine non vi fosse stato alcun diritto all'ottenimento del contributo federale. 1.2.2 L'USTRA ha tuttavia sostenuto di aver semplicemente autorizzato l'inizio anticipato dei lavori e confermato la sussidiabilità del progetto, ma di non aver mai formalmente garantito la concessione di un sussidio. Se così fosse, la via del ricorso in materia di diritto pubblico sarebbe data unicamente qualora sussistesse un diritto al contributo. Il sussidio in questione è fondato sugli art. 25 e 26 della legge federale del 22 marzo 1985 concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata (LUMin; RS 725.116.2), sull'art. 50 LPAmb (RS 814.01; cfr. anche RU 1984 1134 e RU 2003 5203) e sull'ordinanza del 25 aprile 1990 sui contributi per i provvedimenti resi necessari dal traffico stradale giusta l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (RU 1990 695; di seguito: l'Ordinanza), abrogata dal 1° gennaio 2008 dall'ordinanza del 7 novembre 2007 concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata (OUMin; RS 725.116.21; cfr. art. 34 n. 3 e art. 36 OUMin). L'art. 25 LUMin non prevede una semplice facoltà, ma sancisce, in forma non potestativa, che la Confederazione accorda contributi per i provvedimenti di protezione ecologica che, secondo la legislazione sulla protezione dell'ambiente, devono essere presi lungo le strade o negli edifici. L'Ordinanza definiva poi in maniera più dettagliata quali misure venivano sussidiate (art. 2), indicava quali spese erano computabili (art. 4) e fissava le aliquote di contribuzione che, almeno per le altre strade, erano stabilite mediante percentuali ben determinate (art. 3 lett. c e Allegato all'Ordinanza; cfr. anche RU 1997 1587 e RU 2004 4623). Gli uffici dell'amministrazione federale godevano di una certa latitudine di giudizio nella misura in cui erano chiamati ad esaminare l'opportunità dei programmi pluriennali allestiti dai cantoni riguardo ai provvedimenti previsti (art. 5 cpv. 3) e fissavano i crediti per ogni cantone in funzione dell'utilità dei provvedimenti stessi (art. 6 cpv. 2). Queste valutazioni riguardavano tuttavia la programmazione degli interventi e la gestione delle risorse finanziarie a disposizione. Entro tali limiti, le norme applicabili indicavano in maniera tutto sommato precisa le condizioni per la concessione di sussidi. In proposito non v'era quindi particolare spazio per il potere discrezionale dell'autorità. Ne discende che nell'ambito in esame sussisteva con tutta probabilità un diritto a beneficiare di un sussidio federale. Il ricorso dovrebbe perciò risultare ammissibile anche se, come fatto valere dall'USTRA, nel merito la vertenza non riguardasse la revoca di una prestazione già accordata, bensì il rifiuto iniziale di concederla. Visto l'esito del gravame, in definitiva la questione può comunque rimanere aperta. 1.3 Dal profilo dell'ammissibilità dell'impugnativa può parimenti apparire dubbia la legittimazione a ricorrere del Comune di Paradiso. In effetti destinatari dei sussidi in materia di misure a tutela dell'ambiente rese necessarie dal traffico stradale sono di per sé i cantoni (cfr., in part., art. 1 e 10 cpv. 1 dell'Ordinanza). Il litigio non verte tuttavia sulla fondatezza materiale del diniego del contributo, bensì sulla legittimità della decisione di non entrare nemmeno nel merito della relativa richiesta. A prescindere da questo aspetto, il sussidio preteso si riferisce comunque ad un intervento viario su una strada comunale promosso e pagato dal Comune di Paradiso. Quest'ultimo è perciò direttamente toccato dal rifiuto del sussidio e persegue un proprio interesse finanziario degno di protezione (sentenza 2A.453/1996 del 18 agosto 1997 consid. 1d, non pubbl. in ZBl 100/1999 pag. 166; cfr. anche DTF 134 II 45 consid. 2.2.1; 131 II 58 consid. 1.3). Esso è quindi legittimato a ricorrere, ai sensi dell'art. 89 cpv. 1 LTF.