Citation: 4P.184/2004 15.09.2004 E. 5

La ricorrente lamenta inoltre l'applicazione arbitraria del diritto processuale e segnatamente dell'art. 203 cpv. 1 CPC/TI, cui rinvia l'art. 117 CPCT/TI, giusta il quale la parte che produce un documento non redatto in lingua italiana è tenuta, su richiesta del giudice o della controparte, a unirvi la traduzione. Il Tribunale d'appello ha evaso questa censura rilevando innanzitutto come all'udienza del 17 marzo 2003 - quando sono stati prodotti i documenti in tedesco - la ricorrente non abbia sollevato alcuna obiezione. Essa ha evocato questo tema nello scritto 26 maggio 2003, con cui ha chiesto la riattivazione del procedimento. Al dibattimento finale non ha tuttavia ribadito la richiesta di traduzione e si è espressa nel merito, prendendo posizione anche su documenti redatti in tedesco. In queste circostanze - hanno concluso i giudici ticinesi - la segretaria assessora, cognita della lingua tedesca, poteva ritenere che sarebbe stato un formalismo eccessivo imporre alla convenuta di tradurre la voluminosa documentazione. Nella decisione della Corte cantonale non è ravvisabile alcun arbitrio (sulla nozione di arbitrio, in particolare nell'applicazione del diritto cantonale, cfr. DTF 128 I 273 consid. 2.1 con rinvii). Dalle tavole processuali si evince infatti che, contrariamente a quanto asserito nell'allegato ricorsuale, al dibattimento finale la ricorrente - nel riassunto scritto delle sue argomentazioni - pur evidenziando il problema della lingua non ha mantenuto la richiesta, formulata nella lettera 26 maggio 2003, volta alla presentazione della documentazione debitamente tradotta. Anche lo scritto del 26 maggio appare comunque ambiguo su questo punto: in esso la ricorrente non specificava, infatti, i documenti di cui auspicava la traduzione e domandava, in ogni caso, la convocazione al dibattimento finale. Ora, il principio della buona fede - applicabile anche in materia procedurale, come ricordato dai giudici ticinesi - obbliga la parte che constata un (asserito) vizio di procedura a segnalarlo immediatamente, in un momento ove sia ancora possibile rimediarvi, e le vieta di attendere l'esito della causa, allo scopo di prevalersene - se del caso - successivamente dinanzi all'autorità di ricorso (DTF 119 Ia 221 consid. 5a pag. 228 seg.). Alla luce di quanto appena esposto, la censura concernente la violazione degli art. 8 e 9 Cost. a causa della mancata assegnazione alla controparte di un termine per produrre la traduzione dei documenti di lingua tedesca si avvera manifestamente infondata.