Citation: 5A_399/2021 E. 5.3.3

5.3.3. Dagli atti emerge da un lato che l'opponente si è sempre limitato ad affermare genericamente che i due contratti erano stati sottoscritti nel febbraio 2017 quando in realtà, in assenza di prove documentali che potessero aiutare a risalire alla data della firma, gli sarebbe stato perlomeno possibile portare la prova del versamento della somma mutuata che, secondo l'art. 1 dei contratti, doveva aver luogo entro tre giorni dalla firma. D'altro lato il ricorrente non ha mai ammesso che l'impegno fosse stato sottoscritto nel febbraio 2017; ha asserito a più riprese che le parti avevano deliberatamente omesso la menzione della data della firma per evitare che intervenisse la scadenza, ciò che in effetti non dice ancora nulla sulla data effettiva della firma ma, contrariamente a quanto stabilito nella sentenza impugnata, non può essere considerato a priori come un'ammissione implicita della data della firma affermata dal creditore procedente, poiché indica perlomeno che la volontà delle parti rispetto alla scadenza non era chiara. In queste circostanze, ritenuto che la volontà dell'escusso di pagare non risultava né direttamente dai contratti prodotti, né implicitamente da altre prove documentali, quali ad esempio la prova del versamento della somma mutuata, non spettava al giudice del rigetto, bensì all'occorrenza al giudice del merito, ricostruire la data della firma per stabilire l'esigibilità del credito (v. supra consid. 3.1 e 3.2; in questo senso, sentenza 5A_595/2021 del 14 gennaio 2022 consid. 6.2.1). Peraltro, in concreto, la tesi (supportata anche dall'opponente) che si fonda sulla regola processuale secondo cui la mancata contestazione di un fatto sia da equiparare alla sua ammissione non può essere seguita poiché da un lato tale regola non può trovare automaticamente applicazione nella procedura di rigetto dell'opposizione (sentenza 5A_845/2009 cit. consid. 5.2; STAEHELIN, op. cit., n. 55 ad art. 84 LEF) e, d'altro lato, un eventuale onere del debitore di motivare la contestazione dipenderebbe comunque dal grado di motivazione dell'allegazione del creditore (sentenza 5A_740/2018 del 1° aprile 2019 consid. 6.1.3, non pubblicato in DTF 145 III 160), che in concreto era tutt'altro che elevato, essendosi quest'ultimo limitato all'affermazione generica secondo cui i contratti sarebbero stati firmati "nel febbraio 2017". È quindi a torto che il Tribunale cantonale ha considerato arbitrario l'accertamento compiuto dal Pretore: rimproverare al debitore di "non [aver] contestato la data di sottoscrizione indicata nell'istanza, bensì la stessa pattuizione di una scadenza" e considerare così dimostrata con prova piena una data che non figurava sul titolo del rigetto né su documenti annessi costituisce un rovesciamento dell'onere probatorio incompatibile con il diritto federale ed in particolare con la natura della procedura in oggetto. Può così restare indeciso se con il suo ragionamento il Tribunale d'appello sia incorso nell'arbitrio (anche perché l'ammissibilità della relativa censura alla luce dei requisiti dell'art. 106 cpv. 2 LTF appare dubbia), poiché l'accertamento dei fatti operato nella sentenza impugnata si è basato su un'applicazione errata del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e su questo aspetto la motivazione del ricorrente soddisfa le esigenze meno severe dell'art. 42 cpv. 2 LTF. Su questo punto, il ricorso si rivela quindi fondato.