Citation: 1C_522/2020 E. 2.2

2.2. La ricorrente adduce, a torto, che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante visto l'ammontare degli averi sequestrati (circa 10 mio USD) e poiché il suo ex marito era un alto dirigente del Gruppo F.________ (sentenza 1C_292/2020 del 16 giugno 2020 consid. 2.5). Sostiene che si tratterrebbe di chiarire la portata dell'art. 74a cpv. 4 AIMP (RS 351.1), ossia quando beni sequestrati a scopo di confisca, trattandosi di una personaestranea al reato, le cui pretese non sono garantite dallo Stato richiedente, e che renda verosimile di aver acquisito in buona fede diritti su tali beni in Svizzera, possano essere trattenuti in Svizzera. Asserisce che la CRP avrebbe disatteso la preminenza dell'art. 12 del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica federativa del Brasile concluso il 12 maggio 2004 (RS 0.351.919.81), che si limita a richiedere l'esistenza di "pretese" avanzate da terzi in buona fede, e non di "diritti", come previsto dall'art. 74a AIMP. L'assunto non regge, ritenuto che la CRP ha esaminato tale questione considerando le due normative. Ha ritenuto infatti che, come ammesso dalla ricorrente, la convenzione di divorzio del 2012 non menziona l'esistenza del conto litigioso e che il fatto ch'ella l'avrebbe inserito nel 2016 in una dichiarazione d'imposta destinata al fisco brasiliano non è decisivo, ritenuto che anche il formulario A della relazione in esame indica l'ex marito quale avente diritto economico e non è stato modificato neppure dopo il 2016. Ha ritenuto poi che gli affidavit redatti dal legale brasiliano della ricorrente e da un avvocato fiscalista brasiliano non hanno valore dirimente: ciò sarebbe ulteriormente confermato dal fatto che il 30 giugno 2020 la ricorrente avrebbe inoltrato dinanzi a un tribunale brasiliano un'istanza volta all'attribuzione in suo favore delle parti della citata società. Anche nell'ipotesi di un esito positivo di tale richiesta, alla ricorrente, a conoscenza del sequestro e dell'origine illecita dei beni litigiosi, farebbe difetto la necessaria buona fede prevista dalla normativa elvetica ed estera. Limitandosi a ribadire le menzionate obiezioni di merito, la ricorrente non dimostra che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante. Non si pongono infatti questioni di principio, trattandosi di una contestazione inerente alla criticata valutazione di mezzi di prova.