Citation: 9C_1070/2008 20.08.2009 E. 5

Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni ha negato un motivo di revisione, atto ad aumentare la rendita AI, fondando il suo giudizio essenzialmente sulla perizia psichiatrica del dott. L.________, alla quale ha poi aderito anche il dott. K.________ del Servizio medico regionale dell'AI (SMR; sul valore probatorio di questi rapporti interni del SMR cfr. sentenze I 143/07 del 14 settembre 2007 consid. 3.3, e I 514/06 del 25 maggio 2007 consid. 2.2.1, in SVR 2008 IV n. 15 pag. 43). Lo specialista ha messo in evidenza l'esistenza di una sindrome depressiva recidivante a cui si accompagnava una sintomatologia algica reumatologica. Confrontandosi con il parere dello psichiatra curante dott. T.________, il quale aveva fatto stato di una situazione peggiorata, il perito non ha rilevato sostanziali modifiche. Pur dando atto della persistenza di un quadro ipotimico, il dott. L.________ ha riscontrato la presenza nella paziente di margini funzionali residui, di una buona propensione al lavoro, di adeguate capacità intellettive e di facoltà cognitive conservate che deponevano, almeno parzialmente, per una preservata possibilità di attivazione. In tali circostanze ha consigliato il mantenimento di una presa a carico psichiatrica, che avrebbe permesso di reinfonderle fiducia nei propri mezzi e di meglio accettare la patologia somatica. Il dott. L.________ ha rilevato l'impossibilità di un recupero della piena capacità lavorativa e così ha concluso per un'inabilità stabile al 50%. La Corte cantonale, dopo aver ricordato la differenza, a livello probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. sentenze 9C_114/2007 del 20 luglio 2007 consid. 3.2.3 e I 701/05 del 5 febbraio 2007 consid. 2), non ha condiviso il parere del dott. T.________ di ritenere l'assicurata - nei confronti della quale quest'ultimo aveva espresso una prognosi sfavorevole in considerazione del decorso cronico manifestatosi negli ultimi 12 anni e dell'impossibilità di una reintegrazione nel mondo del lavoro, dovuta non solo allo stato di salute, ma anche all'età dell'assicurata e al fatto che essa non aveva più un ambiente di lavoro - inabile al lavoro in maniera totale. Secondo il primo giudice, le conclusioni del dott. T.________ per un verso non comprovavano oggettivamente un peggioramento valetudinario e per l'altro erano sorrette da argomenti per i quali l'AI non sarebbe stata chiamata in ogni caso a rispondere (perdita del posto di lavoro, età e difficoltà al collocamento). Il giudice del merito ha pure disatteso le valutazioni espresse dal dott. S.________ (internista e pertanto nemmeno specialista nella disciplina in esame), al quale ha rimproverato, in presenza di una diagnosi identica a quella posta nell'ottobre 2004, di non aver spiegato le ragioni che l'avrebbero portato ad esprimere un'incapacità lavorativa del 100%.