Citation: 2D_51/2017 E. 4.3

4.3. Nella fattispecie, può rimanere indecisa la questione di sapere se i figli della ricorrente possono - per quanto concerne la tutela della vita privata - effettivamente appellarsi all'art. 8 cifra 1 CEDU. In effetti, quand'anche gli elementi necessari per validamente richiamarsi a questa norma convenzionale fossero per ipotesi dati, occorre ricordare che i diritti in esso garantiti non sono assoluti e che possono essere validamente limitati conformemente all'art. 8 cifra 2 CEDU, in particolare quando detta limitazione ossequia il principio della proporzionalità. In tal caso l'esame dal profilo dell'art. 8 cifra 2 CEDU si confonde con quello richiesto dall'art. 96 LStr ed impone una ponderazione dei contrapposti interessi, nell'ambito della quale viene preso in considerazione segnatamente l'età alla quale lo straniero è giunto in Svizzera, la durata del suo soggiorno nel nostro Paese, le sue relazioni sociali, familiari e professionali in Svizzera, il suo grado d'integrazione e le conseguenze di un rinvio (sentenza 2C_401/2012 del 18 settembre 2012 consid. 4.1 e rinvii). Il figlio della ricorrente, diventato maggiorenne nel corso della procedura cantonale, risiede stabilmente nel nostro Paese dall'età di un anno. Tale aspetto, di rilievo, deve tuttavia essere relativizzato in considerazione del fatto che egli è ospite da diversi anni di una struttura che si occupa di reinserire gli adolescenti nel tessuto sociale a causa delle sua difficoltà d'integrazione, che non lavora, avendo svolto unicamente uno stage probatorio di una durata inferiore ad un anno, la cui remunerazione non gli ha tuttavia permesso di provvedere alle proprie necessità e che, nonostante la sua giovane età, ha anche avuto modo di interessare le autorità giudiziarie penali (cfr. sentenza cantonale consid. 4.3 pag. 9). In queste condizioni e rammentato che la politica d'immigrazione restrittiva praticata dalle autorità costituisce una misura legittima ai sensi dell'art. 8 cifra 2 CEDU che permette di limitare il diritto alla vita privata e familiare (DTF 137 I 284 consid. 2.1 pag. 287 seg. con rinvii), ne discende che per quanto lo concerne anche dal profilo della proporzionalità la sentenza impugnata merita tutela. Per quanto riguarda invece sua sorella, ci si limita a ricordare che, di principio, i minorenni seguono le sorti del genitore che ne ha la custodia (DTF 139 II 393 consid. 5.1 pag. 402; sentenza 2C_641/2017 del 31 agosto 2017 consid. 3.3 e rinvii).