Citation: 4A_379/2020 E. 6.2

6.2. Nella fattispecie non è possibile dedurre dai fatti accertati dalla Corte cantonale in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF) circostanze particolari che, in virtù della giurisprudenza appena menzionata, permettano di ammettere il carattere abusivo delle pretese avanzate dall'opponente contro la ricorrente. Quest'ultima pare derivare una malafede dell'opponente dal grande importo rivendicato. L'importo preteso di fr. 13'986.-- per un periodo di circa due anni e mezzo, tuttavia, non configura una circostanza speciale suscettibile di giustificare un abuso di diritto da parte dell'opponente nel richiedere il rimborso delle spese. Giova rammentare, poi, che in concreto l'interessata aveva sensibilizzato la datrice di lavoro sin dall'inizio del rapporto di impiego sul rimborso delle spese di trasferta. Durante il colloquio d'assunzione, in effetti, ella aveva chiesto ragguagli in proposito alla sua datrice di lavoro, che aveva negato indennità chilometriche (cfr. deposizioni di D.________ e dell'opponente, verbale di udienza del 20 giugno 2018, pag. 2 e 4). L'opponente ha quindi chiesto ulteriori informazioni in forma scritta nell'agosto del 2016 (cfr. sopra, consid. A.b.), sempre senza successo. È altresì pacifico che l'indennità di trasferta menzionata nei conteggi di salario costituiva un indennizzo per il tempo di trasferta, ma non copriva i costi delle trasferte (cfr. sentenza impugnata, pag. 8 consid. 5.2). Ciò posto, la sentenza 4A_184/2018 del 28 febbraio 2019 e quella della Corte cantonale del 4 novembre 1999 (inc. 12.1999.167) richiamate dalla ricorrente nel suo gravame non appaiono in concreto pertinenti. La prima, del resto, riguardava la remunerazione di ore supplementari, non spese di trasferte mai rimborsate e comunque già discusse tra le parti prima del licenziamento, mentre la seconda concerneva il rimborso forfettario di spese di trasferta, estraneo alla fattispecie. In concreto, infine, i giudici cantonali hanno accertato che la datrice di lavoro non aveva nemmeno versato all'opponente il corrispettivo del costo dell'abbonamento periodico per l'uso di mezzi pubblici (cfr. sentenza impugnata, pag. 8 consid. 5.2). In simili condizioni, la datrice di lavoro poteva aspettarsi una richiesta di rimborso delle spese di trasferta da parte della sua (ex) dipendente, alla quale la ricorrente, al momento dell'assunzione, aveva chiesto se era munita di un veicolo privato per gli spostamenti (cfr. sentenza impugnata, pag. 8 consid. 5.2) e forniva mensilmente i piani di lavoro, da cui si potevano desumere gli spostamenti necessari. Quanto alla DTF 91 II 372, il Tribunale federale ha rammentato che dalla pubblicazione di quella sentenza, la giurisprudenza del Tribunale federale sull'abuso di diritto nell'ambito di un rapporto di lavoro si è evoluta in modo importante, e che un abuso di diritto esige la presenza di circostanze particolari (cfr. sopra, consid. 6.1), che in concreto - come detto - non appaiono riunite. Anche in proposito, pertanto, la sentenza impugnata resiste alla critica e il ricorso dev'essere respinto.