Citation: 4P.271/2004 16.03.2005 E. 9

Come anticipato, pur ammettendo il mancato rispetto delle condizioni di garanzia da parte del ricorrente, il giudice di primo grado ha reputato giustificata la condanna dell'opponente, perché essa avrebbe venduto un veicolo difettoso. Di diverso avviso la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello, la quale ha ritenuto manifestamente insostenibile la valutazione della fattispecie operata dall'autorità inferiore e ha escluso l'esistenza di un difetto iniziale. Contrariamente a quanto addotto nel gravame, la Corte cantonale non è incorsa nell'arbitrio. Secondo l'autorità giudiziaria di prima istanza la mancata sostituzione della cinghia prima della vendita configurava un difetto giusta l'art. 197 segg. CO, nel senso che diminuiva sensibilmente il valore dell'oggetto nonché l'attitudine all'uso cui era destinato. Sennonché, come rilevato dall'istanza superiore, non risulta che il ricorrente abbia provato l'una e/o l'altra di queste circostanze. Nulla è stato detto circa il valore del veicolo con una cinghia nuova o con una cinghia di 71'000 km; né tantomeno è stato dimostrato che la mancata sostituzione della cinghia pregiudicasse l'idoneità all'uso dell'auto. Che tale non fosse il caso trova conferma nel fatto che, prima di rompersi, essa ha percorso ancora 36'000 km. Giovi rammentare che nel commercio di autovetture d'occasione - ovverosia, di regola, già usate - l'acquirente è tenuto a sopportare l'usura normale del veicolo (Luis Maissen, op. cit., pag. 42 seg.; Kurt Reinking/ Christoph Eggert, op. cit., n. 1249 pag. 845); l'esistenza di un difetto - tale da ingenerare la responsabilità del venditore - può dunque essere ammessa solo se l'anomalia riscontrata eccede l'usura normale (Giger in: Berner Kommentar n. 81 ad art. 197 CO). In concreto, come già detto, il ricorrente non ha provato che al momento della compravendita la cinghia presentasse un'usura eccessiva, tale da pregiudicare il corretto funzionamento del veicolo (la circostanza che il veicolo abbia percorso ancora 36'000 km depone semmai a favore del contrario). Contrariamente a quanto da lui asserito - e ammesso dal giudice di primo grado - il solo fatto che dal dicembre 2000 Opel Suisse SA ne raccomandi la sostituzione a 60'000 km (invece che a 120'000), indipendentemente dal suo stato, non significa che, a partire da tale chilometraggio, la cinghia sia da ritenersi difettosa nel senso sopra descritto. Come rettamente evidenziato dall'opponente sia dinanzi all'autorità cantonale che nelle osservazioni al ricorso di diritto pubblico, se la riduzione del periodo di utilizzazione della cinghia si fosse imposta per garantire il corretto funzionamento del veicolo o fosse stata dettata da importanti motivi di sicurezza (come ritenuto dal primo giudice) Opel Suisse SA avrebbe ingiunto ai suoi concessionari di avvertire il più rapidamente possibile i proprietari delle auto interessate, onde procedere al più presto alla sostituzione del pezzo difettoso. Nell'evenienza in esame invece, come confermato dal caporeparto del garage Y.________ SA di Lugano (concessionario A per la Opel nel Sottoceneri), sentito quale testimone, la necessità di cambiare la cinghia sarebbe semplicemente stata comunicata ai clienti "alla prossima manutenzione". Nella fattispecie però ciò non ha potuto avvenire, dato che l'auto non è più stata presentata per un controllo né presso l'opponente né presso un'altra officina riconosciuta dal fabbricante. Alla luce di quanto appena esposto, poco importa - contrariamente a quanto ritenuto dal ricorrente - che la cinghia non venga controllata nel corso dei servizi di manutenzione ordinari.