Citation: 5D_43/2007 03.10.2007 E. 3

Con sentenza 4 aprile 2007 la I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto un appello inoltrato da Matteo Cheda e dalla Consumedia Sagl. La Corte cantonale ha dapprima indicato che il Pretore fruisce di un notevole potere di apprezzamento nella fissazione e ripartizione delle spese e delle ripetibili, che può unicamente essere censurato per eccesso o abuso. Fra i giusti motivi addotti dal Pretore per procedere ad una ripartizione equitativa degli oneri processuali, essa ha unicamente condiviso quello secondo cui con il loro comportamento i convenuti avevano indotto l'istante a piatire. I giudici cantonali hanno rilevato che i convenuti, sebbene contestino che il titolo originario dell'articolo fosse "Carrozzeria disonesta", non spiegano perché quel titolo fosse stato inserito nel sommario del numero di marzo 2004 né illustrano perché un articolo con un siffatto titolo non si trovava in quel numero. Inoltre, nel pezzo effettivamente pubblicato nel numero di maggio 2004 non venivano riportate diverse accuse espresse e date per scontate nel fax del 19 febbraio 2004 quali "il tempo eccessivo occorso per la riparazione", il costo "elevato" della vettura di sostituzione, la scheggiatura del finestrino causata dalla carrozzeria e "la mancata esposizione delle fatture o dei bollettini di consegna dei pezzi di ricambio". Alla luce di queste circostanze, la Corte cantonale ha reputato che il Pretore non ha abusato della sua latitudine di apprezzamento, ritenendo che alla luce del fax del 19 febbraio 2004 e dell'imminente pubblicazione del servizio giornalistico, la reazione dell'istante di procedere giudizialmente fosse - almeno parzialmente - legittima e quindi una ripartizione che deroga al principio della soccombenza giustificata.