Citation: 5A_699/2014 E. 6.2

6.2. Il ricorrente considera che, invece di applicare l'art. 242 CPC, la fattispecie avrebbe dovuto essere esaminata da parte di un giudice di prima istanza nell'ambito di una procedura di esecuzione a norma degli art. 335 segg. CPC, procedura che controparte avrebbe dovuto avviare per mettere in esecuzione l'accordo del 18 luglio 2012 e che avrebbe permesso di verificare l'esecutività dell'accordo transattivo. Non si vede però per quale motivo l'opponente avrebbe dovuto presentare una domanda di esecuzione dell'accordo del 18 luglio 2012, anche perché a lamentarsi della mancata esecuzione dello stesso è semmai il ricorrente. Egli sembra in realtà confondere l'esecuzione dell'accordo del 18 luglio 2012 con l'esecuzione della sentenza di divorzio (nella decisione qui impugnata, il Tribunale di appello aveva infatti ammesso che la scelta dell'opponente di introdurre un'istanza di tutela giurisdizionale nei casi manifesti per far eseguire la sentenza di divorzio, invece di una procedura di esecuzione ai sensi degli art. 335 segg. CPC, fosse opinabile). La critica appare pertanto manifestamente infondata.