Citation: 5D_131/2019 E. 2.2.1

2.2.1. Il diritto di essere sentito ancorato nell'art. 29 cpv. 2 Cost. assicura alle parti la facoltà di esprimersi prima che sia presa una decisione che le tocca nella loro situazione giuridica e comprende il diritto di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di partecipare alla loro assunzione o perlomeno di potersi esprimere sui risultati in quanto possano influire sul giudizio che dovrà essere preso (DTF 142 II 218 consid. 2.3; 142 I 86 consid. 2.2). Di massima, dal diritto di essere sentito non deriva la facoltà per le parti di esprimersi preventivamente sull'argomentazione giuridica prospettata dall'autorità (DTF 132 II 485 consid. 3.2 e 3.4). Soltanto quando l'autorità prevede di fondare la sua decisione su una norma o un motivo giuridico non evocato nella procedura anteriore e di cui nessuna delle parti si è prevalsa e poteva presupporne la pertinenza, il diritto di essere sentito esige che sia data loro la possibilità di esprimersi al riguardo (DTF 131 V 9 consid. 5.4.1; sentenze 2C_12/2017 del 23 marzo 2018 consid. 3.2.1, non pubblicato in DTF 144 IV 136; 6B_1368/2016 del 15 novembre 2017 consid. 2.1, non pubblicato in DTF 143 IV 469). In concreto è vero che nell'ordinanza 26 aprile 2019 la Corte cantonale ha ritenuto che il reclamo pareva destinato all'insuccesso per il motivo che il contratto di mandato a prima vista non costitutiva un riconoscimento di debito, mentre il Giudice di pace supplente ha negato il rigetto provvisorio dell'opposizione per il motivo che il credito non era esigibile. La ricorrente non può tuttavia seriamente pretendere che non poteva presupporre la pertinenza della motivazione, fondata sull'art. 82 cpv. 1 LEF, adottata dalla Corte cantonale. In ogni modo, gli elementi che ella sostiene avrebbe potuto addurre se le fosse stata data la possibilità di essere sentita (essenzialmente il fatto che, in assenza di fatturazione ai clienti, la remunerazione da lei chiesta è stata calcolata sulla base del tariffario dell'associazione) figuravano già nel suo reclamo (pag. 17). La censura risulta quindi infondata.