Citation: 6B_993/2015 E. 1.2.2

1.2.2. I ricorrenti non si esprimono sulla loro legittimazione ricorsuale ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF. Essi non spiegano con riferimento alla fattispecie concreta quali pretese intendono fare valere e in quale misura la decisione impugnata può avere influenza sul loro giudizio. Richiamano l'art. 89 LTF, adducendo di avere partecipato al procedimento penale in veste di accusatori privati, di essere particolarmente toccati dalla sentenza impugnata e di avere un interesse all'annullamento della stessa. Disattendono tuttavia che l'art. 89 cpv. 1 LTF disciplina la legittimazione a ricorrere in materia di diritto pubblico (cfr. art. 82 segg. LTF), mentre in concreto, trattandosi di un ricorso in materia penale, è applicabile l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF. In virtù dell'esposta giurisprudenza, sarebbe quindi spettato ai ricorrenti sostanziare il pregiudizio che avrebbero subito e le pretese di risarcimento del danno o di riparazione del torto morale giusta l'art. 49 cpv. 1 CO che intenderebbero avanzare. Al proposito deve infatti essere rilevato che non tutte le offese lievi della reputazione professionale, economica o sociale di una persona giustificano una riparazione. Il riconoscimento di un'indennità a titolo di riparazione morale fondata sull'art. 49 cpv. 1 CO presuppone che la lesione alla personalità sia oggettivamente di una certa gravità e sia soggettivamente percepita dal danneggiato come sufficientemente grave da fare apparire legittimo che una persona, in simili circostanze, si rivolga al giudice per ottenere un risarcimento (cfr. sentenza 6B_185/2013 del 22 gennaio 2014 consid. 2.2 e rinvii).