Citation: 9C_912/2009 08.07.2010 E. 3

3.1 Il giudizio impugnato ha correttamente esposto le disposizioni di legge applicabili a partire dal 1° gennaio 2005 per impedire indebiti profitti dell'assicurato o dei suoi superstiti in caso di concorso di prestazioni (art. 34a cpv. 1 LPP [in vigore dal 1° gennaio 2003] in relazione con l'art. 24 OPP 2). A questa esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione, non senza però ricordare che per l'art. 24 cpv. 1 OPP 2 l'istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d'invalidità nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 % del guadagno presumibilmente perso dall'assicurato, mentre secondo l'art. 24 cpv. 2 seconda frase OPP 2 per stabilire l'esistenza di una situazione di sovrindennizzo sono considerati redditi conteggiabili non soltanto il reddito proveniente dall'esercizio di una attività lucrativa, ma anche - contrariamente alla giurisprudenza resa sotto l'imperio del disposto in vigore fino al 31 dicembre 2004 (v. DTF 123 V 88 consid. 4 pag. 94) - il reddito o il reddito sostitutivo che può presumibilmente essere ancora realizzato dall'assicurato (cfr. pure sentenza 9C_673/2007 del 9 ottobre 2008 consid. 2.1, riassunta in RSAS 2009 pag. 144). 3.2 All'art. 22 del suo regolamento, l'opponente ha fissato - legittimamente (art. 6 e 49 cpv. 2 LPP; SVR 2000 BVG n. 6 pag. 31 [B 56/98]) e in maniera maggiormente favorevole per i suoi assicurati - il limite di sovrindennizzo delle prestazioni d'invalidità o per superstiti al 100 % del salario annuo lordo, aumentato da eventuali assegni per figli, che l'assicurato avrebbe realizzato se fosse rimasto in attività.