Citation: 1B_2/2023 E. 2.2.2

2.2.2. La CRP ha poi negato che la comunicazione del Presidente del 26 ottobre 2022 comporterebbe un pregiudizio irreparabile. Ha accertato infatti che la decisione di sospensione del dibattimento, non impugnata dal ricorrente, è stata adottata dalla Corte e non soltanto dal suo Presidente, come risulta chiaramente dal verbale del dibattimento. A quest'ultimo hanno partecipato anche il ricorrente e il suo difensore, i quali sono stati informati della decisione di sospensione, nonché del fatto che la Corte si sarebbe ritirata in Camera di consiglio per deliberare sulla questione di sapere se l'incarto era maturo per la decisione di merito e ch'essa avrebbe comunicato poi alle parti "per scritto" l'esito di tale verifica. La CRP ha stabilito che sarebbe difficile credere, come sostenuto senza prove dal ricorrente, che la Corte, dopo aver sospeso il dibattimento e dichiarato pubblicamente di volersi riunire in Camera di consiglio, non lo avrebbe fatto, lasciando che il Presidente decidesse da solo la citata questione. Ha ritenuto inoltre che la "dichiarazione giudici a latere" del 2 novembre 2022, sottoscritta dal Presidente, dai due giudici a latere e dalla cancelliera, prodotta agli atti nell'ambito della procedura di reclamo, attesta che " quanto indicato nella comunicazione del Presidente alle parti di cui doc. TPC 26 è il frutto di quanto discusso e deciso dall'intera Corte durante la Camera di consiglio tenutasi il 24 ottobre 2022 a partire dalle ore 16.10, e meglio dopo l'interruzione dell'udienza pubblica ". Ha quindi ritenuto priva di fondamento anche l'eccezione di nullità, poiché il criticato scritto sarebbe stato adottato solo dal Presidente e, quindi, da un'autorità incompetente, siccome incompleta.