Citation: 6B_373/2016 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha accertato, sulla base dei filmati agli atti relativi all'azione di gioco incriminata, che A.________ (numero xxx), mentre nel terzo di difesa dell'Hockey Club D.________ era inseguito dall'avversario E.________ (numero yyy), ha visto provenire dalla sua sinistra un secondo avversario, ovvero B.________ (numero zzz). A.________, dopo che B.________ era ampiamente entrato nel suo campo visivo e nell'imminenza della collisione tra i due, incalzato da E.________ con il pomo del bastone ha volto il capo e lo sguardo verso destra, in direzione opposta a B.________, e subito dopo gli ha sferrato un violento colpo con l'avambraccio sinistro colpendolo alla testa mentre quest'ultimo stava leggermente chinandosi. La Corte cantonale ha accertato che A.________ ha assestato il colpo in direzione di B.________ muovendo il proprio avambraccio, che si trovava già all'altezza del petto dell'avversario, rapidamente e con forza verso l'alto, colpendo il giocatore nella zona fronte-temporale destra del capo mentre questi si muoveva lievemente verso il basso protendendosi verso di lui. Questi accertamenti non sono censurati d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF e sono quindi vincolanti per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF). La descrizione della dinamica di gioco esposta dalla CARP corrisponde invero a quanto risulta dai filmati, visionati da questa Corte. Il ricorrente sostiene di avere alzato l'avambraccio per respingere un contrasto da parte degli avversari. Adduce che l'arto non avrebbe mai superato l'altezza della propria ascella, ciò che porterebbe a ritenere ch'egli avrebbe tutt'al più considerato di colpire la spalla o il petto dell'avversario, ma non la testa. Contesta che, prima di essere alzato, l'avambraccio si trovasse all'altezza del petto dell'avversario, situandosi per contro in corrispondenza del suo ventre. Il ricorrente ribadisce poi che l'accusatore privato si sarebbe chinato in avanti in modo evidente e rilevante verso di lui nel punto dell'impatto. Tuttavia, la Corte cantonale ha accertato, in modo conforme alle immagini video, che negli istanti precedenti il colpo, il ricorrente ha intravisto sopraggiungere l'accusatore privato, che era pienamente entrato nel suo campo visivo, ed ha avuto un lasso di tempo e una prospettiva sufficienti per focalizzarne la postura, bene rilevando nell'imminenza dell'impatto l'altezza della testa. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, lo spostamento della testa da parte dell'accusatore privato, immediatamente prima dell'impatto, non è stato né rilevante né significativo, ma limitato a pochi centimetri sostanzialmente ininfluenti sulla destinazione del colpo di A.________, che sarebbe in ogni caso andato a segno interessando la testa dell'avversario. È quindi in modo scevro d'arbitrio e di conseguenza vincolante per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF), che la precedente istanza ha ritenuto che il ricorrente era cosciente che la sua percossa avrebbe interessato la testa di B.________. La CARP ha inoltre rettamente accertato che il ricorrente ha consapevolmente distolto lo sguardo dall'avversario un attimo prima di sferrargli con forza il colpo alla testa. Ha quindi ritenuto, a ragione, ch'egli si fosse fatto carico delle conseguenze di un colpo inferto alla cieca, giacché ha ignorato deliberatamente che l'avversario potesse anche abbassare leggermente il capo ed ha di conseguenza agito in una situazione non controllabile, in cui non era più possibile evitare che si realizzasse il rischio di una grave lesione della vittima. D'altra parte, richiamando l'art. 540 lett. b del Regolamento ufficiale di gioco della Federazione internazionale di hockey su ghiaccio, la CARP ha rettamente ravvisato una violazione grave dei doveri di diligenza del ricorrente. Questa disposizione prevede che "un giocatore che con una carica alla testa o alla zona del collo ferisca un avversario dovrà essere punito con una penalità di partita". Certo, nella decisione del 27 settembre 2007, sotto l'aspetto disciplinare, il giudice unico della Lega nazionale svizzera di hockey su ghiaccio ha ravvisato a carico del ricorrente una semplice negligenza. Tuttavia, la citata norma non mira unicamente a disciplinare lo svolgimento della partita, ma contribuisce alla prevenzione degli incidenti e alla sicurezza dei giocatori. Essa riveste una portata rilevante sotto il profilo della protezione dei giocatori da eventuali ferimenti, sanzionando categoricamente le cariche all'altezza della testa, che possono rivelarsi estremamente pericolose per l'integrità fisica e devono pertanto essere evitate. Questa circostanza era certamente nota a un giocatore di hockey professionista, sperimentato come il ricorrente. Alla luce di quanto esposto, considerata in particolare la grave violazione del dovere di diligenza commessa in concreto dal ricorrente e l'alta probabilità, a lui nota, della realizzazione del rischio di ferimento, si può ragionevolmente concludere ch'egli, quale giocatore professionista, sapeva di potere ferire l'avversario e ciononostante ha preso in considerazione il ferimento, accettandolo. I giudici cantonali hanno quindi ritenuto a ragione ch'egli avesse agito con dolo eventuale.