Citation: 4C.21/2007 26.06.2007 E. 3

La nullità per vizio di forma (cfr. art. 243 cpv. 2 CO) della clausola concernente la promessa di donazione inserita nel contratto di comodato stipulato fra le parti il 3 ottobre 1991 è pacifica. Controversa è piuttosto la questione di sapere se il convenuto possa richiamarsi a tale nullità per sottrarsi all'impegno assunto al punto 6 del menzionato contratto. 3.1 Sia la dottrina che la giurisprudenza reputano necessario porre dei limiti alla nullità dei contratti per vizio di forma, di per sé assoluta (su questo tema cfr. sentenza del 28 ottobre 2003 nella causa 4C.175/2003 consid. 3.2 con rinvii giurisprudenziali e riferimenti dottrinali, pubblicata in ZBGR 86/2005 pag. 129 segg.; sentenza del 16 novembre 2001 nella causa 4C.225/2001, consid. 2a pubblicata in SJ 2002 I pag. 405 segg.; Gauch/Schluep/Schmid/Rey, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 8a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, vol. I, n. 547-562). La dottrina maggioritaria è dell'avviso che l'invalidità di un negozio giuridico per vizio di forma sia di un genere particolare e che pertanto essa non dovrebbe, d'un canto, venir esaminata d'ufficio, e, dall'altro, dovrebbe poter venir sanata mediante l'adempimento del contratto. (cfr. sentenze citate). Il Tribunale federale procede alla limitazione della nullità per vizio di forma attraverso l'art. 2 cpv. 2 CC. Il richiamo al vizio di forma è segnatamente privo di effetto quando risulta in contrasto con la buona fede e configura un manifesto abuso di diritto. La questione di sapere se una parte abusi dei suoi diritti invocando la nullità di un contratto per vizio di forma dev'essere decisa sulla base di tutte le circostanze del caso concreto, tenuto conto del comportamento tenuto dalle parti in occasione della stipulazione del contratto e successivamente. Può così accadere che il volontario adempimento - completo o nella sua parte essenziale - del negozio giuridico con la consapevolezza del vizio di forma rimedi a tale difetto. Il richiamo abusivo al vizio di forma non solo esclude il diritto di chiedere la restituzione delle prestazioni già fornite ma dà anche luogo a una pretesa tendente all'esecuzione completa delle obbligazioni assunte contrattualmente (cfr. esempi menzionati nella sentenza pubblicata in ZBGR 86/2005). 3.2 In concreto, la Corte cantonale ha negato di poter ravvedere nel richiamo del convenuto al vizio di forma un abuso di diritto per il motivo che il contratto non era stato adempiuto. Anche ammettendo che con la convenzione del 3 ottobre 1991 le parti abbiano effettivamente inteso regolare temporaneamente la situazione relativa all'utilizzo del garage da parte dell'attore, in attesa che il convenuto proponesse una valida alternativa, i giudici ticinesi hanno infatti rilevato come, in ogni caso, la donazione non sia mai stata effettuata, sicché non si può parlare di avvenuto adempimento, nemmeno parziale. 3.3 L'attore contesta questa decisione. Innanzitutto egli rimprovera alla Corte cantonale di non aver valutato nella sua interezza la convenzione sottoscritta il 3 ottobre 1991 e di aver estrapolato la promessa di donazione dal suo contesto, senza tenere in nessun conto il fatto che, in vista della donazione, la controparte aveva assunto determinati obblighi quasi interamente ossequiati nel momento in cui si è prevalso del vizio di forma. In particolare, a suo modo di vedere, andrebbe considerato il fatto che il convenuto aveva potuto acquistare i fondi a un prezzo vantaggioso proprio a causa dell'impegno di cedere successivamente il garage; inoltre, conformemente a quanto pattuito nella convenzione del 3 ottobre 1991, il convenuto aveva concesso in uso gratuito il garage per il periodo pattuito, di sette anni, dopodiché ha formulato delle proposte alternative, anche se tardivamente rispetto a quanto stabilito al punto 5 dell'accordo. Tale comportamento dimostra - secondo l'attore - che il convenuto era perfettamente consapevole della portata degli obblighi assunti, come peraltro ha esplicitamente ammesso nei confronti dell'avv. notaio D.________, incaricato dall'attore dell'allestimento dell'atto di donazione e sentito in causa quale teste. La decisione della Corte cantonale di negare, in simili circostanze, il carattere manifestamente abusivo del richiamo del convenuto al vizio di forma sarebbe lesiva dell'art. 2 cpv. 2 CC.