Citation: 1P.608/1999 25.09.2000 E. 1

1.- Il ricorrente critica soprattutto l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove su cui si basa il giudizio impugnato, definendoli arbitrari. Queste censure sono proponibili nel ricorso di diritto pubblico, mentre non lo sarebbero nel ricorso per cassazione ai sensi dell' art. 268 e segg. PP, che il ricorrente ha formalmente presentato, ma sul quale non ha poi insistito, rinunciando a presentarne la motivazione (cfr. art. 269 cpv. 2 e 273 cpv. 1 lett. b PP; DTF 120 Ia 31 consid. 2b pag. 36, 120 IV 113 consid. 1a, 119 IV 17 consid. 1, 118 IV 88 consid. 2b). Pure attraverso la via del ricorso di diritto pubblico, e non attraverso la via del ricorso per cassazione, devono essere fatte valere le censure riguardanti una pretesa violazione diretta dei diritti garantiti dalla CEDU, e che sono di rango costituzionale (DTF 120 Ia 31 consid. 2b in fine e rinvii, 119 IV 107 consid. 1a, 114 Ia 377). Il ricorso di diritto pubblico è quindi, da questo profilo, ammissibile. Anche la censura di violazione di diritti procedurali (violazione del principio della buona fede e del divieto del formalismo eccessivo), per avere la Corte di merito deciso pure sulla base delle dichiarazioni rese dal teste Del Tredici, è ammissibile. Gli altri requisiti di ammissibilità non danno adito a dubbi (art. 84 cpv. 1 lett. a, 87 e 89 OG). La legittimazione del ricorrente è pacifica (art. 88 OG).