Citation: 4A_739/2012 E. 3.2

3.2. L'attore si prevale pertanto erroneamente dell'art. 324 cpv. 1 CO, che riguarda la mora del datore di lavoro. La circostanza, tuttavia, non gli nuoce, poiché il Tribunale federale esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale (art. 106 cpv. 1 LTF), sia pure tenendo conto dell'onere di allegazione e motivazione del ricorrente (art. 42 cpv. 1 e 2 LTF). In sostanza l'esito della causa dipende dall'esistenza o meno della dispensa dall'obbligo di lavorare. La sentenza impugnata non ha preso in considerazione, sotto questo profilo, l'accordo del 30 marzo 2006, benché l'attore se ne fosse prevalso con l'appello; ha menzionato l'atto solo nel riassunto dei fatti, ricordando di avere stabilito nella sentenza del 1° dicembre 2008 che tale atto non costituisse disdetta del contratto. Un fatto addotto ma non esaminato dall'autorità cantonale è nuovo nel senso dell'art. 99 cpv. 1 LTF e l'argomentazione giuridica che si fonda su di esso è inammissibile; sarebbe tutt'al più censurabile - formalmente - il mancato esame (sentenza 4A_166/2009 del 29 giugno 2009, consid. 5). Hanno la medesima sorte gli argomenti che l'attore trae dalla gravità delle accuse mossegli dalla convenuta per giustificare il licenziamento, poiché tali fatti non sono stati addotti in appello e sono anch'essi nuovi. Inammissibile è infine l'accenno all'asserita assenza di contestazioni dei fatti da parte della convenuta, dal momento che l'attore non si confronta per nulla con la motivazione del giudizio impugnato a tale riguardo.