Citation: 2D_71/2008 09.03.2009 E. 3

3.1 L'art. 29a Cost. sancisce che, salvo casi eccezionali, nelle controversie giuridiche ognuno ha diritto al giudizio da parte di un'autorità giudiziaria. Questa garanzia è concretizzata dall'art. 86 cpv. 2 e 3 LTF (sentenza 2C_64/2007 del 29 marzo 2007 consid. 3.1, in Pra 2007 n. 134 pag. 920) e la sua attuazione soggiace anch'essa al termine transitorio di due anni previsto dall'art. 130 cpv. 3 LTF per l'adeguamento delle disposizioni cantonali di procedura e di organizzazione giudiziaria. Quanto già rilevato a proposito dell'ammissibilità del gravame in relazione all'art. 86 cpv. 2 LTF (cfr. consid. 1.2) vale pertanto, nel merito, anche per l'art. 29a Cost. Ciò significa che la violazione di detta norma costituzionale può venir censurata soltanto se la decisione cantonale di ultima istanza è stata pronunciata dopo il 1° gennaio 2009 (sentenza 2C_373/2008 del 7 gennaio 2009 consid. 1.2; cfr. anche DTF 134 II 318 consid. 4.4; sentenza 2C_271/2008 del 27 novembre 2008 consid. 3.2.3). Considerato che nella fattispecie la pronuncia impugnata risale al mese di giugno del 2008, il ricorrente non può di conseguenza trarre alcuna prerogativa dall'art. 29a Cost. 3.2 Nei casi in cui l'art. 29a Cost. non è (ancora) applicabile, l'obbligo di istituire un'autorità giudiziaria può comunque derivare dall'art. 6 n. 1 CEDU. Tale disposto garantisce infatti ad ogni persona il diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine sia della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.