Citation: 5D_73/2008 13.02.2009 E. 2

2.1 Fra le condizioni di ammissibilità di un ricorso al Tribunale federale vi è quella della formulazione di adeguate conclusioni (art. 42 cpv. 1 LTF). I rimedi del nuovo diritto sono di principio rimedi a carattere riformatorio: ciò vale non solo per il ricorso in materia civile (art. 107 cpv. 2 LTF), bensì anche per il ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 117 e 107 cpv. 2 LTF combinati) - diversamente da quanto avveniva per il ricorso di diritto pubblico dell'OG (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1; sentenza 4D_48/2007 del 13 novembre 2007 consid. 1.1). La giurisprudenza ha avuto modo di rammentare che per il ricorso ordinario in materia civile, come già era il caso per il ricorso per riforma ed il ricorso LEF sotto l'egida dell'OG (art. 55 cpv. 1 lett. b rispettivamente 79 cpv. 1), le conclusioni (riformatorie) che riguardano la prestazione di una somma di denaro devono tassativamente essere cifrate (DTF 134 III 235 consid. 2); non vi è ragione di non formulare la medesima esigenza per il ricorso sussidiario in materia costituzionale. Eccezionalmente, per entrambi i ricorsi basta una conclusione cassatoria (domanda di annullamento della decisione impugnata, rispettivamente di rinvio della causa all'autorità inferiore per nuovo giudizio) qualora il Tribunale federale, dovesse accogliere il ricorso, non sarebbe comunque in grado di statuire nel merito per mancanza di accertamenti fattuali sufficienti, ma dovrebbe invece comunque rinviare la causa per nuovi accertamenti (DTF 134 III 379 consid. 1.3; 133 III 489 consid. 3.1). 2.2 Nel caso di specie, è pacifico che il ricorrente si limita a chiedere l'annullamento della sentenza querelata ed il rinvio degli atti alla I Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino per nuova decisione. Si deve pertanto esaminare se tale conclusione sia, alla luce delle censure sollevate, sufficiente. Ciò sarebbe il caso se, nell'eventualità che una delle censure sollevate nel ricorso dovesse rivelarsi fondata, il Tribunale federale non sarebbe comunque in grado di riformare la sentenza impugnata per lacunoso accertamento dei fatti. A tal fine, vanno esaminate le censure sollevate. Dopo discussione degli aspetti formali, il ricorso propone una lunga introduzione. Vi vengono esposti i fatti di causa, senza la formulazione di censure. 2.2.1 Segue un capitolo dedicato alle opere d'arte. Il ricorrente vi espone una doppia censura: da un lato, contesta che le opere d'arte ricevute dai convenuti, stimate ad un valore di fr. 69'000.-- per il qui ricorrente e a fr. 127'700.-- per la sorella E.A.________, facciano parte dell'asse ereditario; dall'altro, dovendosi ammettere la loro appartenenza all'asse ereditario, l'attore qui opponente avrebbe comunque ottenuto fr. 89'575.-- in eccesso. Come ben si vede, il ricorrente sarebbe stato in grado di formulare conclusioni riformatorie cifrate per entrambe le eventualità, indicando in particolare con precisione di quanto il suo (contestato) obbligo pecuniario nei confronti del fratello avrebbe dovuto essere ridotto per rapporto a quanto stabilito dal Tribunale di appello. Parimenti, il Tribunale federale sarebbe senz'altro stato in grado di riformare corrispondentemente la sentenza impugnata. 2.2.2 Un secondo tema ricorsuale riguarda la vendita dei pacchetti azionari delle tre aziende familiari (F.________SA, G.________SA e H.________SA). Non è il caso di entrare nei dettagli della censura ricorsuale, invero di non facile comprensione; basterà ritenere che il ricorrente considera che le tre ditte avrebbero dovuto essere valutate globalmente, siccome formanti un complesso aziendale unico, e non separatamente, come invece fatto dal Pretore ed avallato dal Tribunale di appello. Relativamente al loro valore, fondamentale per stabilire se esse siano state vendute al ricorrente a prezzo di favore o meno, egli discute - in termini peraltro manifestamente appellatori - la perizia giudiziaria, senza peraltro postulare l'assunzione di nuove prove, e giunge alla conclusione che egli nulla deve per questo titolo all'attore. Ciò significa che il Tribunale federale, fosse stato chiamato a decidere in termini riformatori, accogliendo le censure del ricorrente avrebbe ridotto il suo obbligo di reintegra deducendo l'importo di stima delle aziende familiari. Anche qui, pertanto, il Tribunale federale sarebbe senz'altro stato in grado di riformare la sentenza impugnata. 2.2.3 In terzo ed ultimo luogo, il ricorrente contesta la stima degli immobili alla particella xxx del Comune di Bellinzona, viziata secondo lui dal fatto che non sarebbero stati tenuti in considerazione investimenti per un totale di fr. 1'177'420.05 (ma la tabella che propone menziona un importo di fr. 1'168'320.05, senza spiegazioni circa la differenza). Secondo il ricorrente, l'importo di fr. 1'168'320.05 avrebbe dovuto essere detratto dalla stima. Anche qui il Tribunale federale, invitato a decidere nel merito, avrebbe senz'altro potuto farlo, semplicemente detraendo l'importo asseritamente in eccesso. 2.3 Ne discende, in conclusione, che non si realizza qui il caso eccezionale di ammissibilità di un ricorso in materia civile (rispettivamente ricorso sussidiario in materia costituzionale) sprovvisto di conclusioni riformatorie. La loro mancanza, al contrario, porta inesorabilmente all'inammissibilità del gravame. Si noterà, a titolo puramente abbondanziale, che il ricorso sarebbe stato inammissibile anche a ragione dell'insufficiente motivazione ai sensi dell'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, posto come tutte le censure sollevate siano motivate in termini meramente appellatori.