Citation: 1A.99/2000 01.02.2001 E. 3

3.- Il ricorrente fa valere che la contestata misura di assistenza, costitutiva di un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove, violerebbe il principio della proporzionalità, tanto più ch'egli ha già fornito un'ampia confessione in merito ai fatti rimproveratigli. a) L'assunto non regge. Come rilevato dal ricorrente, l'Autorità estera ha avuto conoscenza della sua relazione bancaria litigiosa in seguito all'esecuzione di un' altra rogatoria, concernente il coindagato C.________. Dalla richiesta italiana risulta che quest'ultimo ha riferito che, nell'ambito del sistema di false fatturazioni creato tra la sua società e quelle del ricorrente, questi gli aveva prospettato la possibilità di stornargli le somme extracontabili anche all'estero; per tale motivo C.________ ha acceso il conto YYY presso la PKB di Lugano, sul quale il ricorrente fece poi versare la somma di ITL 250 milioni proveniente da fondi non contabilizzati. Secondo l'Autorità estera, tali risultanze smentirebbero la ricostruzione dei fatti fornita dal ricorrente, che ha in sostanza celato l'esistenza del conto in discussione sul quale è accertato che avvenivano operazioni riconducibili ad atti illeciti commessi in Italia, e che si presume sia stato utilizzato per effettuare i pagamenti illeciti oggetto d'indagini. Il ricorrente non contesta questa tesi, limitandosi ad asserire che, se ha mentito riguardo all'esistenza di conti esteri a lui intestati, lo ha fatto per proteggersi dalle conseguenze fiscali del suo agire; la contestata rogatoria potrebbe quindi porlo in gravi difficoltà davanti alle autorità fiscali. Visto che i reati motivanti la concessione dell'assistenza sono di diritto comune (corruzione e concussione), cadono nel vuoto i timori esposti dal ricorrente, poiché, in applicazione del principio della specialità (al riguardo v. DTF 126 II 316 consid. 2a e b), in nessun caso le informazioni ottenute dalla Svizzera in esecuzione della domanda di assistenza potranno essere utilizzate dallo Stato richiedente nell'ambito di un procedimento fiscale (DTF 124 II 184 consid. 5 e 6). b) Il ricorrente rileva poi che la Procura di Milano, confrontando le sue deposizioni con quelle di C.________, gli contesta una falsa dichiarazione in merito alla provenienza dei fondi depositati sul conto YYY: sostiene che questi dubbi sarebbero solo un mezzo per giustificare la rogatoria, che rappresenterebbe un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove (al riguardo v. DTF 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73, 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a pag. 243, 118 Ib 547 consid. 3a). La censura è priva di ogni fondamento, visto che l'Autorità estera chiede informazioni su un preciso conto intestato a un indagato, che sarebbe servito per effettuare operazioni illecite. Contrariamente a quanto parrebbe sostenere il ricorrente, non incombe inoltre all'Autorità svizzera di fare o di far eseguire indagini sulla credibilità di testimoni o sull'attendibilità e sull'esattezza delle dichiarazioni di testi o di imputati, segnatamente di quelle di C.________ e del ricorrente (cfr. DTF 112 Ib 347 consid. 4 pag. 350). Trattandosi di una questione relativa alla valutazione delle prove, come quella concernente la questione di sapere se il ricorrente abbia o no mentito riguardo all'esistenza di conti esteri a lui intestati, spetterà alle Autorità italiane risolverla (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88). c) L'utilità e la rilevanza potenziale della documentazione litigiosa per il procedimento estero è chiaramente data (DTF 122 II 367 consid. 2c, 121 II 241 consid. 3a e b; Zimmermann, op. cit. , n. 478, in particolare pag. 370). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità, nella limitata misura in cui può esser applicato in procedure rette dalla CEAG (DTF 113 Ib 157 consid. 5a pag. 165, 112 Ib 576 consid. 13d pag. 603), sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b, 121 II 241 consid. 3a). Ciò non si verifica in concreto. d) Inoltre, i documenti che l'Autorità svizzera non deve trasmettere sono solo quelli che con sicurezza non sono rilevanti per il procedimento penale estero e per la fattispecie descritta nella rogatoria (art. 63 cpv. 1 AIMP; DTF 122 II 367 consid. 2c e d). Al riguardo, spetta alle persone o società interessate dimostrare, in modo chiaro e preciso, perché i documenti e le informazioni da trasmettere non presenterebbero alcun interesse per il procedimento estero. Ora, il ricorrente non ha indicato né davanti al Procuratore pubblico né davanti alla CRP quali documenti non dovrebbero essere trasmessi. La critica è quindi tardiva; per di più, nemmeno nel presente ricorso egli indica quali documenti, e perché, non dovrebbero essere trasmessi (DTF 126 II 258 consid. 9c in fine, 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.).