Citation: 2C_538/2016 E. 3.2

3.2. Passato all'esame della fattispecie, la Corte cantonale ha quindi considerato che la decisione pronunciata dal fisco ticinese il 9 marzo 2015 - sulla base dell'art. 58 LIP, dopo che l'Amministrazione federale delle contribuzioni si era espressa a titolo provvisionale in merito - sia corretta e vada confermata. Da un lato, ha infatti osservato che i contribuenti non hanno annunciato essi stessi il reddito colpito dall'imposta preventiva rispettivamente la sostanza da cui proviene, siccome l'e-mail del 5 febbraio 2013, con la quale notificavano al fisco il dividendo in questione, dopo avere omesso di denunciarlo nell'elenco titoli della dichiarazione d'imposta, è successivo alla scoperta ed alla segnalazione da parte del fisco della loro omissione e non può più essere considerato un annuncio spontaneo. D'altro lato ha rilevato che, quand'anche fosse possibile considerare l'e-mail del 5 febbraio 2013 come annuncio spontaneo, e l'art. 23 LIP non fosse applicabile, occorre concludere che con l'invio di questo messaggio gli insorgenti non hanno rispettato l'art. 29 cpv. 1 LIP, che indica come il diritto al rimborso vada fatto valere "con istanza scritta", motivo per cui esso dev'essere considerato estinto.