Citation: 2A.332/2004 22.11.2004 E. 7

7.1 La ricorrente asserisce che quanto addebitatole è stato sanzionato con una multa di fr. 5'000.--, laddove l'art. 21 ORL1 prevede sanzioni (arresto o multa) che possono essere ben più pesanti. Ciò denota, a suo avviso, che oggettivamente e soggettivamente le infrazioni si situano ai gradini più bassi della scala della gravità. Il mancato rinnovo dei diritti di trasporto risulta quindi sproporzionato. La censura è infondata. Come osservato a giusto titolo dal Dipartimento nelle proprie osservazioni, non vi è gerarchia tra l'arresto e la multa. Giusta l'art. 101 CP si reputano contravvenzioni i reati cui viene comminato l'arresto o la multa o soltanto la multa. Il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle sue condizioni personali (art. 63 CP). Conformemente all'art. 106 CP, salvo che la legge disponga espressamente in altro modo, il massimo della multa è di fr. 5'000.--. Ne deriva che, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, una multa di fr. 5'000.-- , cioè l'importo massimo previsto dalla legge, dimostra che le infrazioni commesse sono gravi. Va aggiunto, come rilevato peraltro dall'autorità federale, che se la multa dovesse essere commutata in arresto (art. 49 cpv. 3 CP), essa supererebbe ampiamente la durata massima della pena dell'arresto, fissata a tre mesi (art. 49 cpv. 3, terza frase CP). Infine, come constatato dal Dipartimento, il titolare della ricorrente non può nemmeno invocare la negligenza nella commissione delle infrazioni imputategli, dato che ha dovuto fornire la prova della sua capacità professionale per ottenere la licenza di trasporto e che doveva pertanto essere cognito delle disposizioni legali determinanti. 7.2 La ricorrente sostiene poi che non rinnovarle l'autorizzazione litigiosa e quindi cagionarle un enorme danno economico, valutabile in una perdita annua dell'ordine del milione di franchi, perché al proprio titolare sono state inflitte nel 2001 e nel 2003 due multe di, rispettivamente, fr. 1'600.-- e fr. 5'000.-- è così sproporzionato da risultare manifestamente arbitrario. La censura è inconferente. Come appena illustrato le infrazioni addebitate al titolare della ricorrente sono gravi. Va poi rammentato che costui era stato debitamente avvisato nel marzo 2001, quando gli è stata inflitta la prima multa di fr. 1'600.-- per analoghe infrazioni, che vi era il rischio che in caso di recidiva non potesse più fruire dei diritti di trasporto di cui disponeva. Allorché era pendente la procedura di rinnovo, sono state commesse nuove e analoghe infrazioni, per di più in tempi ravvicinati. Considerato il comportamento assunto, la gravità delle infrazioni commesse nonché tenuto conto del fatto che la ricorrente ha comunque potuto proseguire la propria attività fino all'emanazione della decisione ora contestata e rinviato per quanto concerne gli argomenti di natura finanziaria alle pertinenti osservazioni sviluppate dal Dipartimento, la decisione resiste ad ogni considerazione sulla sua proporzionalità e, di conseguenza, non risulta nemmeno inficiata d'arbitrio. 7.3 La ricorrente adduce infine che il Dipartimento avrebbe subito pressioni da parte di politici ticinesi intervenuti, secondo lei, a difesa degli interessi di un'impresa di trasporto all'epoca sua concorrente. Visto che, come esposto nei considerandi che precedono, la decisione impugnata si rivela fondata, non occorre soffermarsi su simili affermazioni, destituite di pertinenza ai fini del presente giudizio.