Citation: 2C_552/2013 E. 3

Il Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo ha, in primo luogo, respinto la richiesta di udire la compagna del ricorrente, osservando che tale mezzo di prova non era suscettibile di apportare ulteriori elementi determinanti ai fini del giudizio, tanto più che una sua dichiarazione scritta figurava già agli atti. Richiamati poi i disposti di diritto cantonale che disciplinano la restituzione in intero contro il lasso dei termini, egli ha rilevato che, di fronte alle dichiarazioni dell'insorgente secondo le quali non aveva trovato nella cassetta delle lettere l'invito di ritiro, l'autorità dipartimentale aveva dimostrato che la lettera raccomandata era ben stata inviata all'indirizzo indicato dal medesimo e che il relativo avviso di ritiro era stato regolarmente depositato nella cassetta delle lettere il lunedì 23 luglio 2012, ciò che era stato confermato dalle spiegazioni del responsabile della distribuzione dell'ufficio postale locale. In queste condizioni la dichiarazione scritta della compagna dell'insorgente, incaricata di svuotare la buca delle lettere, secondo cui non vi avrebbe trovato l'invito di ritiro, non era atta a sovvertire quanto precede, tanto più che il ricorrente stesso non aveva escluso che detto avviso fosse finito tra i volantini pubblicitari. Infine ha aggiunto che il ricorrente, il quale si era rivolto il 6 marzo 2012 alla Sezione della popolazione per ottenere l'aggiornamento di alcuni dati sul permesso di dimora, avrebbe dovuto farsi parte diligente ed informarsi sulla sorte della sua domanda, tanto più che già a inizio febbraio, su richiesta dell'autorità, aveva fornito ulteriori delucidazioni nonché tenuto conto del fatto che la scadenza del permesso era ormai prossima. Il Tribunale cantonale amministrativo è quindi giunto alla conclusione che il Governo ticinese aveva, a ragione, negato la restituzione in intero contro il lasso dei termini e ne ha tutelato la decisione, in quanto a suo avviso immune da violazione del diritto.