Citation: 2C_457/2007 07.02.2008 E. 5

In virtù delle considerazioni che precedono, la ponderazione degli interessi effettuata dalla Corte cantonale non risulta pertanto contraria né al diritto federale né all'art. 8 CEDU. La pronuncia di un'espulsione a tempo indeterminato anziché di durata limitata, come chiesto in via subordinata nel ricorso, non appare a sua volta sproporzionata e rientra nei limiti della latitudine di giudizio di cui dispongono le autorità cantonali di ricorso (cfr. sentenza 2A.659/2005 del 5 aprile 2006, in: RtiD II-2006 n. 28, consid. 6.1; sentenza 2A.749/2004 del 28 aprile 2005, consid. 4.3.3). Giova peraltro rilevare che la nuova legge sugli stranieri prevede a sua volta la possibilità di revocare il permesso di domicilio a cittadini stranieri condannati ad una pena detentiva di lunga durata, anche se i medesimi soggiornano in Svizzera da tanti anni (cfr. i combinati art. 63 cpv. 2 e 62 lett. b LStr). Nessun vantaggio può infine venir dedotto dall'invocato Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e la Serbia del 16 febbraio 1888 (RS 0.142.118.181), il cui art. 4 ammette del resto espressamente che i cittadini di uno Stato contraente domiciliati nell'altro Stato possano venir "rimandati" in seguito ad una sentenza ed in applicazione delle leggi (sulla portata di simili trattati, cfr. DTF 132 II 65 consid. 2.3, con riferimenti).