Citation: 5C.119/2001 16.07.2001 E. 3

3.- L'insorgente contesta che le condizioni per decretare un'interdizione ai sensi dell'art. 369 cpv. 1 CC (o dell'art. 370 CC) siano realizzate in specie. Pur se ammette l'esistenza del presupposto soggettivo dell'abuso di bevande alcoliche, egli nega di essere incapace di provvedere ai propri interessi, di aver bisogno durevolmente di protezione o assistenza e, infine di mettere in pericolo la sicurezza altrui. a) Giusta l'art. 369 cpv. 1 CC deve essere provvista di un tutore ogni persona maggiorenne che per causa di infermità o debolezza di mente non può provvedere ai propri interessi, richiede durevole protezione o assistenza o mette in pericolo l'altrui sicurezza. Un qualsiasi stato mentale anormale od alterato non basta per giustificare un' interdizione; è necessario che questo stato implichi un bisogno di protezione particolare (Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 4a ed., Berna 2001, n. 123-126, pag. 39; Schnyder/Murer, Commentario Bernese, 3a ed., n. 94 ad art. 369 CC e riferimenti ivi citati). La determinazione dello stato patologico e delle sue ripercussioni sulla capacità di riflettere, intendere e agire di un individuo appartiene alla constatazione dei fatti (Schnyder/ Murer, op. cit. , n. 93 ad art. 369 CC). Al contrario, sapere se lo stato mentale accertato clinicamente cada sotto la nozione di infermità o debolezza mentale ai sensi dell'art. 369 cpv. 1 CC, oppure se i suoi effetti comportano un bisogno di protezione o assistenza particolare, costituisce una questione di diritto che il Tribunale federale rivede liberamente (DTF 81 II 263; 82 II 274 consid. 2 p. 279; Schnyder/Murer, ibidem). Tuttavia, dal momento che la nozione di bisogno particolare dipende in parte dall'apprezzamento dell'autorità cantonale (Schnyder/Murer, op. cit. , n. 103 e 159 e segg. ad art. 369 CC nonché n. 225 ad art. 373 CC e la giurisprudenza ivi citata), alla giurisdizione per riforma si impone un certo riserbo; essa non interverrà se non nel caso in cui i giudici cantonali abbiano omesso degli elementi determinanti per il giudizio oppure - al contrario - qualora abbiano ritenuto delle circostanze senza pertinenza (ad es. la protezione di interessi non essenziali; DTF 118 II 50 consid. 4; 119 II 197 consid. 2). b) Secondo gli accertamenti della Corte cantonale, che si basano sulla relazione peritale allestita conformemente all'art. 374 cpv. 2 CC e che vincolano il Tribunale federale nella giurisdizione per riforma (art. 63 cpv. 2 OG), il ricorrente è affetto da alcolismo cronico con una sindrome psico-organica caratterizzata da deficit neuropsicologici e delle funzioni cognitive nonché da grave compromissione fisica, che determina una limitazione della sua volontà. Il perito ha rilevato che tale sindrome inficia in maniera grave le funzioni cognitive superiori (capacità critica, coscienza della malattia, consequenzialità degli atti) a tal punto che l'interessato va considerato affetto da infermità e debolezza di mente; dalla relazione si evince inoltre che - per quanto concerne il decorso clinico - il ricorrente ha già intrapreso in passato varie cure di disintossicazione, risultate però vane per la sua propensione a ricominciare a bere. Dal profilo prettamente fisico infine, l'interdicendo risulta un cardiopatico grave, affetto da cirrosi epatica etilica e da gastrite cronica emorragica; questi ultimi danni sono stati giudicati irreversibili dai medici curanti e dal perito. c) Ora, sulla base di queste constatazioni e tenuto conto del suo potere di apprezzamento, il Tribunale d' appello poteva senz'altro considerare, senza ledere il diritto federale, che lo stato di infermità e debolezza mentale del ricorrente richiede protezione e assistenza particolare, sufficienti in ogni caso per decretare un'interdizione ai sensi dell'art. 369 cpv. 1 CC. Le condizioni richieste da questo disposto sono infatti realizzate: da un lato l'abuso prolungato e massiccio di sostanze alcoliche ha provocato disturbi psicologici tali da assurgere a infermità e debolezza, dall'altro, questo stato mentale (ma anche quello fisico, molto precario) richiedono cura, assistenza e protezione costanti. Certo, come riconosciuto dai giudici cantonali è possibile che, malgrado le condizioni psico-fisiche sopra descritte, l'interessato sia pur sempre in grado di gestire i suoi affari in maniera tale da non cadere nel bisogno; egli non costituisce d'altronde una minaccia per gli altri, o per se stesso, nel senso che non saprebbe agire con violenza contro terzi o infliggerla a lui stesso con atti di autolesionismo. Ne resta non di meno che la sua qualità di vita è fortemente alterata, fattore del quale egli è tuttavia a malapena cosciente: il perito ha potuto concludere che le lesioni irreversibili prodotte al suo fisico dall'etilismo mettono in serio pericolo la sua vita e che se si potesse rendere conto di ciò il ricorrente cercherebbe di non deteriorare ulteriormente la sua situazione. Egli manifesta però indifferenza, se non assoluta incoscienza del suo stato: in simili evenienze l'insorgente va tutelato innanzitutto verso se stesso (cfr. Riemer, Grundriss des Vormundschaftsrechts, 2a ed., Berna 1997, n. 13, pag. 48), per cui è a giusto titolo che il perito e i giudici cantonali hanno ritenuto l'esistenza di un bisogno di protezione durevole e particolare. In quanto fondata su questo presupposto di durevole protezione e assistenza, la decisione cantonale è corretta e non viola il diritto federale.