Citation: BGE 150 IV 169 E. 5.2.1

pag. 14, allegato al comunicato stampa della SECO del 15 maggio 2020, www.seco.admin.ch sotto la SECO/Comunicati stampa [consultato il 24 novembre 2023] [in seguito: SECO, Prüfkonzept 00.05]). Se il modulo era compilato in modo completoe formalmente corretto, la banca concedeva il credito (CHRIST/KELLER/SIMIC, op. cit., n. 18). Una volta ricevuto l'accordo di credito sottoscritto dal richiedente e inviatolo all'ufficio centrale designato dalle organizzazioni che concedono fideiussioni, il "credito COVID-19" era considerato automaticamente garantito. Lo stesso valeva se la banca aveva liberato il corrispondente importo del credito al richiedente (art. 3 cpv. 3 OFis-COVID-19; v. pure AFF, Spiegazioni, op. cit., pag. 4). Anche i "crediti COVID-19 Plus" soggiacevano a una procedura agevolata, in cui però le banche, oltre a verificare la completezza delle dichiarazioni e informazioni esatte nell'accordo di credito, eseguivano un esame del credito secondo la prassi del settore (art. 4 cpv. 1 lett. b OFis-COVID-19), ossia un esame della solvibilità del richiedente (affidabilità e capacità creditizie) nonché una valutazione di eventuali garanzie (SECO, Prüfkonzept 00.08, op. cit., n.