Citation: 1P.853/2006 07.03.2007 E. 2

2.1 I ricorrenti sostengono che la CRP avrebbe a torto ammesso l'esistenza di sufficienti indizi di reato a carico degli accusati. Le rimproverano in particolare di avere, in contrasto con gli atti, considerato A.A.________ gestore della società e di avere, pure a torto, negato sin dall'inizio la volontà degli accusati di adempiere agli obblighi di pagamento dell'IVA. Ritengono che eventuali reati di natura fiscale sarebbero comunque prescritti e che le infrazioni alla LAVS e alla LPP sarebbero semmai state commesse dopo le dimissioni di A.________ dal consiglio di amministrazione. 2.2 Premesso che la questione della prescrizione attiene al diritto penale federale e non è pertanto proponibile nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 84 OG), i ricorrenti si limitano in sostanza ad esporre la loro interpretazione dei fatti senza dimostrare che questa debba assolutamente prevalere e che il giudizio impugnato sarebbe manifestamente insostenibile. Essi disattendono d'altra parte che il sequestro costituisce una misura provvisionale, da prendere rapidamente, destinata a permettere l'esecuzione della confisca, che potrebbe essere pronunciata dal giudice di merito in applicazione degli art. 69 segg. CP (cfr. art. 59 vCP). Il provvedimento presuppone l'esistenza a carico del possessore del bene patrimoniale o di un terzo di un sufficiente sospetto di reato, concreto e oggettivamente fondato, mentre non spetta all'autorità del sequestro risolvere questioni giuridiche complesse, pronunciare misure definitive e determinare i diritti di terzi sui beni colpiti (DTF 124 IV 313 consid. 4, 122 IV 91 consid. 4, 120 IV 365 consid. 1c, 103 Ia 8 consid. 1c). Poiché non incombe al Tribunale federale anticipare l'esame di merito mediante un'esauriente ponderazione delle circostanze a carico o a discolpa di A.A.________ e intraprendere una valutazione completa dell'attendibilità dei vari mezzi probatori, nella procedura del sequestro non occorre esaminare compiutamente le concrete operazioni svolte da questi quale organo della società e le circostanze temporali del mancato pagamento dei contributi assicurativi e previdenziali. In questa fase procedurale è infatti sufficiente l'accertamento che, nel periodo cui si riferiscono le indagini, l'accusato è stato dapprima membro e direttore e successivamente amministratore unico della società interessata, partecipando in tali qualità alla direzione della stessa e alle decisioni importanti che la riguardavano. In queste circostanze, nemmeno è quindi rilevante ch'egli non condivida le dichiarazioni rese dall'altro accusato, sulla base delle quali la Corte cantonale ha tra l'altro ammesso una possibile infrazione della LIVA. Allo stadio attuale è infatti sufficiente che i giudici cantonali potevano sostenibilmente riconoscere l'esistenza di indizi di reato anche sulla base di tali dichiarazioni, la questione potendo per il resto essere ulteriormente approfondita nel seguito del procedimento. 2.3 Laddove contestano l'esistenza di indizi riguardo al reato di bancarotta fraudolenta, i ricorrenti contrappongono nuovamente la loro versione dei fatti (che corrisponde a quella dell'accusato) a quella ritenuta dalla Corte cantonale, confrontandosi peraltro unicamente con la dichiarazione dell'altro accusato, ma non con le ulteriori argomentazioni contenute al proposito nel giudizio impugnato, fondato anche su altre testimonianze. Parimenti non conformi alle esigenze di motivazione poste sia dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG sia dalla giurisprudenza, e pertanto inammissibili, sono pure le censure riferite alle accuse di diminuzione dell'attivo in danno dei creditori e di cattiva gestione. I ricorrenti ripropongono in effetti sostanzialmente le critiche presentate dinanzi alla CRP, senza tuttavia confrontarsi con il rimprovero relativo alla manifesta divergenza tra l'inventario esposto a bilancio e la sua valutazione peritale.