Citation: 7B_167/2023 E. 4.2.1

4.2.1. La CRP, richiamando la giurisprudenza e la dottrina, ha ricordato che il danneggiato è la persona i cui diritti sono stati direttamente, personalmente e attualmente lesi dal reato invocato (art. 115 cpv. 1 CPP). Ha precisato che l'aspetto centrale è la lesione diretta degli interessi giuridicamente protetti dell'interessato, essendo irrilevante secondo la giurisprudenza l'esistenza di un pregiudizio ai sensi del diritto civile. Ha rilevato che nei reati contro il patrimonio è leso, di regola, il titolare (persona fisica o giuridica) dei beni giuridici tutelati, ovvero il proprietario dei valori patrimoniali. Ha aggiunto che gli azionisti, l'avente diritto economico, l'amministratore e i creditori di una società a danno della quale è stato commesso il reato non sono lesi direttamente. Ha rilevato che se il reato è commesso a pregiudizio del patrimonio di una persona giuridica, soltanto essa subisce un danno e può dunque essere ammessa quale danneggiata. Ha precisato che la qualità per agire dell'avente diritto economico di una società è eccezionalmente ammessa quando la società è stata sciolta, riservato l'abuso di diritto. La CRP ha inoltre richiamato la giurisprudenza, la dottrina e i principi applicabili ai trust. Ha rilevato che il trust non ha personalità giuridica e dunque non ha qualità di parte in giudizio. Ha aggiunto che i beni del trust sono di proprietà del trustee, anche se essi costituiscono un patrimonio distinto dagli averi del trustee, riservata l'ipotesi di un sham trust. Ha rilevato che il trustee deve essere reputato leso nel caso di reati interessanti gli averi conferiti al trust. Ha precisato che, nel caso in cui il trusteeè implicato nei reati concernenti il patrimonio attribuito al trust, si possano considerare danneggiati i beneficiari medesimi del trust.