Citation: 1C_346/2008 20.02.2009 E. 8

8.1 Il ricorrente fa valere una violazione degli art. 19 cpv. 1 e 22 cpv. 2 lett. b LPT, sostenendo che l'accesso veicolare all'autorimessa sotterranea prevista all'altezza dello stabile A sarebbe insufficiente, siccome, a meno di invadere l'area privata, la strada di quartiere non permetterebbe l'incrocio di due autovetture. Egli lamenta in sostanza un'insufficiente larghezza del campo stradale e l'assenza di piazzole di scambio lungo la particella n. 1337, adducendo che il problema potrebbe essere risolto spostando l'entrata dell'autorimessa sul lato opposto del fondo, in prossimità dello stabile C, così da evitare che per accedervi le vetture debbano percorrere tutta la lunghezza della proprietà. 8.2 Le caratteristiche della strada di quartiere erano già oggetto del piano di quartiere, sicché eventuali contestazioni al riguardo avrebbero dovuto essere sollevate nell'ambito di quella procedura. Il Tribunale amministrativo cantonale si è peraltro occupato della questione in sede di ricorso contro l'approvazione del piano stesso (cfr. sentenza del 29 settembre 1998 nella causa 387/98, consid. 5). Come visto, il ricorrente non adduce che in concreto sarebbero realizzati i presupposti riconosciuti dalla giurisprudenza per ammettere eccezionalmente un esame a titolo pregiudiziale del piano stesso (cfr. consid. 5). Certo, nella fase di attuazione del progetto stradale non sarebbero stati realizzati né il marciapiede né alcune delle piazzole di scambio previsti. Tuttavia, il ricorrente fonda l'insufficienza dell'urbanizzazione essenzialmente sulla pretesa difficoltà per i veicoli di incrociarsi lungo la particella dedotta in edificazione, aspetto che poteva essere censurato in sede di adozione del piano di quartiere, ritenuto che la larghezza della carreggiata e l'assenza di piazzole sul tratto adiacente tale particella risultavano chiaramente dagli atti pianificatori. Il tracciato litigioso è inoltre stato ripreso nella revisione dell'ordinamento di base del 2003/2004, segnatamente nel piano generale di urbanizzazione, sicché le contestazioni riguardanti la strada di quartiere nell'ottica dell'urbanizzazione del comparto sono qui in ogni caso tardive. Improponibili sono pertanto anche le censure relative all'accertamento manifestamente inesatto dei fatti. 8.3 Invocando principalmente l'art. 19 cpv. 1 LPT, il ricorrente disattende inoltre che il diritto federale regola solo in modo generale il requisito dell'accesso sufficiente, spettando al diritto cantonale e comunale disciplinare le esigenze di dettaglio delle vie di accesso secondo la loro funzione (DTF 123 II 337 consid. 5b, 117 Ib 308 consid. 4a). Egli non fa valere, con una motivazione conforme all'art. 42 cpv. 2 LTF, la violazione di norme specifiche sulle caratteristiche degli accessi alle autorimesse e sul numero di posteggi (cfr. art. 25 seg. della legge edilizia comunale). D'altra parte, con il ricorso in materia di diritto pubblico si può invocare unicamente la violazione del diritto (art. 95 LTF), nel quale rientrano l'eccesso e l'abuso del potere d'apprezzamento, ma non l'adeguatezza della decisione impugnata (cfr. MARKUS SCHOTT in: Basler Kommentar BGG, n. 34 all'art. 95). Non spetta quindi al Tribunale federale stabilire se l'eventuale ubicazione dell'entrata dell'autorimessa sul lato ovest sia tecnicamente preferibile rispetto a quella prevista dal progetto sul lato est.