Citation: 5C.231/2002 09.07.2003 E. 3

La distinzione fra le contestazioni civili e quelle fondate sul diritto pubblico viene effettuata sulla base dell'oggetto della lite (DTF 120 II 412 consid. 1b pag. 414, 101 II 366 consid. 2a). La giurisprudenza opera tale distinzione di caso in caso, con l'ausilio di diverse teorie, i cui criteri fondamentali non si escludono vicendevolmente e che vengono utilizzate a dipendenza della loro pertinenza per la singola fattispecie (DTF 128 III 250 consid. 2a pag. 253, che illustra le diverse teorie). 3.1 Per costante giurisprudenza, l'urbanizzazione delle zone edificabili compete all'ente pubblico (cfr. per il diritto in vigore dal 1° aprile 1996 DTF 127 I 49 consid. 3a e per quello previgente DTF 119 Ib 124 consid. 4a/cc pag. 135 in fine). Il fatto che i proprietari possano avere diritto ad urbanizzare essi stessi i propri fondi non modifica il principio secondo cui l'urbanizzazione è un compito pubblico (André Jomini, Commentaire de la loi fédérale sur l'aménagement du territoire, Zurigo 1999, n. 63 ad art. 19 LPT). Per quanto riguarda poi specificatamente i contributi finanziari dei proprietari fondiari alle opere di urbanizzazione, l'art. 19 cpv. 2 secondo periodo LPT precisa che essi sono disciplinati dal diritto cantonale (cfr. sulla competenza del legislatore cantonale anche DTF 112 Ib 235 consid. 2e pag. 240). 3.2 Con riferimento al Cantone dei Grigioni giova osservare che i suoi Comuni fruiscono di un'ampia autonomia in materia edilizia e pianificatoria (DTF 128 I 3 consid. 2b pag. 8 con rinvii). L'art. 4 cpv. 1 della legge sulla pianificazione territoriale del Canton Grigione (LPT grigionese) prevede infatti che la pianificazione locale è compito dei Comuni, i quali devono almeno emanare, oltre al piano generale delle strutture, una legge edilizia e il piano delle zone (art. 18 LPT grigionese). Giusta l'art. 38 LPT grigionese, i Comuni possono pure procedere a una pianificazione di quartiere, che serve, secondo le necessità, ad urbanizzare una parte del territorio comunale e a strutturare la sua edificazione (cpv. 1); essi stabiliscono a norma di legge come ordinare, eseguire e finanziare la pianificazione di quartiere nonché l'urbanizzazione e stabiliscono i relativi diritti e doveri (cpv. 2). La legge edilizia del Comune di Silvaplana indica che nelle zone edificabili, non ancora o solo parzialmente edificate, vengono di regola unicamente autorizzate nuove costruzioni se sussiste un piano di quartiere approvato (art. 49 n. 1). Il Comune di Silvaplana si è pure dotato di una specifica legge sul piano di quartiere (Quartierplangesetz) del 30 marzo 1976, la quale prevede segnatamente che la costruzione e la ripartizione delle spese di opere e impianti comuni avvengono in virtù del piano di quartiere (art. 3 n. 3 e art. 39 n. 1). In concreto, nel dicembre 1985, l'esecutivo comunale, fondandosi sulle predette due leggi comunali, ha emanato un piano di quartiere che ha imposto alle parti di provvedere all'urbanizzazione particolare dei loro fondi e di sopportarne i costi, in base alla chiave di ripartizione indicatavi. Pure le licenze edilizie erano subordinate al rispetto del piano di quartiere. Ora, la domanda di pagamento degli attori concerne, in base ai vincolanti accertamenti della Corte cantonale (art. 63 cpv. 2 OG), le opere realizzate in seguito a tale piano di quartiere, il quale manifestamente non attiene al diritto civile federale. La determinazione dell'importo che il singolo proprietario deve corrispondere per la realizzazione delle opere comuni previste dal piano di quartiere è infatti retta dal diritto pubblico comunale. Ciò è del resto del tutto conforme a quanto prescritto dalla legislazione federale (art. 19 cpv. 2 LPT), che, come sopra osservato, demanda ai Cantoni la disciplina dei contributi pecuniari dovuti dai proprietari fondiari per le opere di urbanizzazione. Non viola pertanto il diritto federale la conclusione della Corte di appello, secondo cui la domanda di condannare la convenuta al pagamento di una partecipazione ai costi delle opere di urbanizzazione non sottostà alla giurisdizione civile.