Citation: 6B_917/2018 E. 4.3.1

4.3.1. Dopo aver illustrato l'assetto confiscatorio dell'ordinamento italiano e ricordato che, secondo le sentenze italiane passate in giudicato relative alla cosca F.________, solo una minima parte delle cospicue disponibilità di denaro generate dall'importante narcotraffico ha potuto essere confiscato, il TPF ha accertato un nesso di pertinenzialità tra, da un lato, il traffico di stupefacenti e il connesso illecito guadagno e, dall'altro, i valori patrimoniali pervenuti sul conto ddd e anch'essi sgorganti da dette attività illecite a cui era dedita la cosca F.________ e i suoi componenti. In virtù di questo nesso, sarebbero aperti alle autorità italiane tutti gli istituti ablativi, tra cui quelli degli art. 240 e 416 bis del Codice penale italiano (CP/I), oltre alle misure di prevenzione patrimoniali previste dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo italiano del 6 settembre 2011, n. 159 (d.l. 159/2011). Anche l'istituto ablativo di cui all'art. 12 sexies del decreto legge n. 306 dell'8 giugno 1992, convertito nella legge n. 356 dell'8 luglio 1992 (d.l. 306/1992), entrerebbe in linea di conto. Il TPF ha quindi ritenuto che, alla luce del pertinente ordinamento, sussisteva e sussiste una pretesa confiscatoria dell'Italia sui valori patrimoniali giunti sul conto ddd, per l'attuazione della quale la Svizzera concederebbe la necessaria assistenza giudiziaria.