Citation: 2C_53/2020 E. B

Questa decisione è stata confermata su ricorso dal Giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 22 novembre 2019. Egli ha osservato che, contrariamente a quanto affermato dall'insorgente, l'avviso di ritiro (relativo alla richiesta dell'anticipo delle spese inviata per raccomandata) andava considerato depositato nella cassetta delle lettere. Questi non aveva infatti fornito alcun elemento atto a confermare le sue affermazioni secondo cui gli invii destinati all'indirizzo da lui indicato quale recapito venivano smarriti e non consegnati; tali non andavano considerate le dichiarazioni di terzi da lui fornite, formulate in modo alquanto generico con frasi stereotipate. Il Giudice delegato ha poi aggiunto che, a prescindere da ciò, il Consiglio di Stato avrebbe comunque dovuto dichiarare l'impugnativa inammissibile, essendo stata inoltrata ben oltre il termine di 30 giorni dalla notifica della decisione litigiosa. Al riguardo ha precisato che avendo l'interessato omesso di informare l'autorità di prime cure (presso cui era pendente l'istanza di modifica del permesso di dimora) che si era trasferito, non si poteva rimproverare alla stessa di avere inviato la decisione del 7 giugno 2019 presso il recapito inizialmente indicato. L'invio raccomandato andava quindi considerato validamente notificato il 18 giugno 2019 (non essendo stato ritirato prima della scadenza del termine di giacenza di 7 giorni, cfr. art. 17 cpv. 4 LPAmm [RL/TI 165.100]), e il termine di ricorso (per effetto delle ferie giudiziarie, cfr. art. 16 cpv. 1 lett. b LPAmm) giunto a scadenza il 19 agosto 2019. Il gravame presentato l'11 settembre successivo era manifestamente tardivo e, di riflesso, inammissibile.