Citation: 2C_399/2018 E. 5.2.5

5.2.5. Visto quanto precede, ne discende che, contrariamente a quanto stabilito nella decisione impugnata, la ricorrente beneficia di un diploma inglese che non è frutto del riconoscimento di un titolo privato italiano (riconoscimento del riconoscimento), bensì costituisce una qualifica professionale emessa da un'autorità competente dello Stato di formazione ai sensi degli art. 13 paragrafo 1 lett. a combinato con l'art. 3 paragrafo 1 lett. d Direttiva 2005/36/CE (sebbene questa definizione sia più ampia di quella di cui all'art. 3 cpv. 2 lett. a Ordinanza CDS 22.11.2012 [che parla di autorità statale competente], è essa, in virtù dell'art. 2 cpv. 1 Ordinanza CDS 22.11.2012 e come peraltro già spiegato da questa Corte, che dev'essere ritenuta, vedasi sentenza 2C_662/2018 e 2C_663/2018 del 25 febbraio 2019 consid. 3.3.2), autorità che nel caso concreto ha offerto una formazione attraverso un proprio istituto italiano affiliato, sfociante in due diplomi (emessi peraltro negli stessi giorni, il 30 giugno 2016 quello del NESCOT e il 1° luglio 2016 quello dell'ICOM).