Citation: 1C_75/2019 E. 4.2

4.2. Al riguardo il ricorrente si limita a criticare in maniera generica l'accertamento dei fatti posto a fondamento dell'impugnato giudizio, insistendo sugli antefatti procedurali inerenti alle domande di costruzione, in parte non approvate o ritirate. L'accenno al fatto che non sarebbe prevista alcuna clausola volta alla rimozione dei manufatti amovibili, asseritamente non specificatamente indicati nell'ordine di demolizione, tra i quali un cancello, è ininfluente, ritenuto che al di fuori della zona edificabile il deposito, peraltro non autorizzato, di macchinari e manufatti che non hanno, come quelli in esame, alcuna relazione con la destinazione della zona è notoriamente vietato; chi pone l'autorità di fronte al fatto compiuto deve quindi aspettarsi che, di fronte agli inconvenienti derivanti all'interessato da un ordine di demolizione, prevalga il ripristino di una situazione conforme al diritto, ciò che non viola il principio di proporzionalità (DTF 132 II 21 consid. 6.4 pag. 39 seg.). Il ricorrente sostiene d'altra parte che la decisione impugnata sarebbe lesiva del suo diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) poiché carente nella motivazione relativa all'accertamento dei fatti. La stessa adempie infatti chiaramente le esigenze poste all'invocata garanzia (DTF 142 IV 245 consid. 4.3; 141 IV 249 consid. 1.3.1). Per di più, nella misura in cui il ricorrente adduce un accertamento incompleto dei fatti rilevanti, egli parrebbe disattendere che non ha impugnato la precedente sentenza del 12 novembre 2014. Nella stessa è stato infatti ritenuto che i fatti rilevanti non erano controversi. Al riguardo, giova rilevare che l'art. 5 cpv. 3 Cost. impone ai partecipanti a un processo di agire secondo il principio della buona fede, regola applicabile segnatamente anche ai diritti procedurali delle parti. Ne segue che una parte che si accorge o, adottando la necessaria diligenza, dovrebbe accorgersi che una regola di procedura sarebbe al suo dire stata violata a suo scapito, non può lasciar seguire il corso della procedura senza reagire, per esempio, allo scopo di riservarsi la possibilità d'invocare in un secondo tempo, come nella fattispecie, un motivo di censura quando il giudizio successivo gli sia sfavorevole. Siffatte misure dilatorie sono inammissibili (DTF 143 IV 397 consid. 3.4.2 pag. 406). Né il ricorrente si confronta con le opere da demolire dettagliatamente indicate nella contestata sentenza, ragione per cui l'accertamento dei fatti, corretto e per nulla arbitrario, è vincolante per il Tribunale federale. In siffatte circostanze, la Corte cantonale, sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove non arbitrario, poteva rinunciare a esperire il sopralluogo chiesto dal ricorrente (DTF 141 I 60 consid. 3.3 pag. 64), senza violare il suo diritto di essere sentito (DTF 143 V 71 consid. 4.1 pag. 72).