Citation: 5A_296/2009 08.06.2009 E. 2

Il ricorrente non ritiene applicabile la CArap, perché i presupposti dell'art. 12 cpv. 1 della Convenzione non sarebbero adempiuti, atteso che l'opponente ha fatto rientrare in Austria il figlio con uno stratagemma. Considera inoltre "opportuno interrogarsi" se il fatto che l'opponente aveva acconsentito alla permanenza di C.________ in Ticino dall'ottobre 2006 al marzo 2008 non costituisca un motivo per non ordinare il ritorno nel senso dell'art. 13 cpv. 1 CArap. Ora, il ricorrente sembra dimenticare che quando egli, dopo le vacanze estive, ha disatteso le richieste dell'ex moglie e non ha fatto rientrare il figlio, C.________ viveva nuovamente da oltre 4 mesi in Austria - dove era stato scolarizzato - che la madre, esclusiva detentrice dell'autorità parentale, esercitava tale diritto. Ne segue che la Convenzione dell'Aia in discussione è nella fattispecie applicabile (art. 1 lett. a e art. 3 CArap). Appare infatti del tutto irrilevante che la - in concreto incontestata - dimora abituale in Austria del minore prima del suo mancato ritorno sarebbe la conseguenza di uno stratagemma messo in atto dall'opponente, atteso che nemmeno un trasferimento illecito del minore esclude, da solo, la costituzione di una dimora abituale (DTF 125 III 301 consid. 2bb). In queste circostanze risulta pure ininfluente, con riferimento all'art. 13 cpv. 1 CArap, il fatto che la permanenza in Ticino del figlio dall'autunno 2006 alla primavera 2008 fosse avvenuta con il consenso della madre.