Citation: 2C_571/2023 E. 2

Al pari del Consiglio di Stato, il Tribunale amministrativo ticinese ha confermato la correttezza dell'agire della Sezione della popolazione. Esposto il quadro legale di riferimento, ha infatti constatato che il diniego dell'autorizzazione richiesta rispettava: (a) l'accordo sulla libera circolazione delle persone, che ammette una limitazione dei diritti da esso riconosciuti, tra i quali quello ad un permesso per frontalieri UE/AELS (art. 3 in relazione con l'art. 7 allegato I ALC), in presenza di una minaccia effettiva e sufficientemente grave dell'ordine pubblico (art. 5 allegato I ALC); (b) il diritto interno, che permette di non rinnovare quindi anche di non rilasciare un permesso per frontalieri ai sensi dell'art. 35 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) se è dato un motivo di revoca (art. 35 cpv. 4 in relazione con l'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI); (c) il principio di proporzionalità (giudizio impugnato, consid. 2-4).