Citation: U 17/01 27.08.2001 E. 4

4.- Da un'attenta lettura degli atti si evince che la contestazione del ricorrente si appalesa giustificata. a) Occorre innanzitutto rilevare come il fatto stesso che l'autorità cantonale - a fronte delle censure mosse dallo specialista incaricato dall'insorgente - abbia disposto una perizia giudiziaria, stia ad indicare che l'accertamento dei fatti da parte dell'assicuratore infortuni non fosse del tutto concludente, avendo altrimenti il giudice potuto fondare il proprio giudizio sulle valutazioni del medico interno dell'amministrazione, qualora esse si fossero rivelate chiare e convincenti (DTF 125 V 353 consid. 3b/ee e riferimenti). Va inoltre ricordato che la decisione di ordinare una perizia giudiziaria è stata adottata dal giudice di prime cure in seguito alla presa di posizione da parte del dott. Z.________, il quale, evidenziando i limiti della procedura d'indagine condotta dal medico circondariale dell'INSAI e sottolineando come gli esami esperiti non permettessero di mettere in rilievo i reali disturbi accusati dall'interessato e provocati da una importante lesione muscolare, ne aveva veementemente criticato il fondamento, facendo notare come in questo modo risultasse impossibile una definizione della reale situazione valetudinaria, rendendo di conseguenza poco attendibile pure ogni ulteriore valutazione. b) Ma la conferma della necessità di acclarare la situazione dal profilo medico e quindi di disporre una perizia giudiziaria che definisse la reale situazione medica emerge dalle risultanze della stessa. Va infatti notato come il perito giudiziario, nell'ambito del proprio esame, abbia effettuato una nuova risonanza magnetica e, posta la diagnosi di myositis ossificans posttraumatica nella zona anteromediale della coscia sinistra, abbia espressamente rilevato che la patologia riscontrata non poteva essere evinta dagli accertamenti dell'INSAI, intrapresi in maniera non ottimale. c) Da quanto precede si deve ritenere che l'interessato, per tutelare al meglio i propri diritti (DTF 115 V 63 consid. 5d), era di fatto obbligato a provocare nuove indagini, maggiormente approfondite, che permettessero di documentare e rendere oggettivabili i disturbi da lui realmente percepiti - e fatti effettivamente correlare dal perito giudiziario alla diagnosi da lui riscontrata -, ma di fatto negati dall'amministrazione, che ancora in sede di decisione su opposizione riteneva che "dal lato oggettivo, l'opponente non presenta alcuna lesione posttraumatica di significato clinico" e che la lieve irregolarità del tendine riscontrata non poteva causare alcun disturbo. Ne consegue pertanto che il rapporto 23 dicembre 1998, nonché il complemento 14 aprile 1999 del dott. Z.________ devono essere ritenuti perlomeno necessari ai fini di un convincente accertamento dei fatti medici ai sensi della citata giurisprudenza (consid. 2). Per gli esiti del presente giudizio non può invece costituire motivo di rilievo il fatto che il perito giudiziario, a posteriori - dopo avere cioé disposto le opportune ricerche -, sia giunto alle medesime conclusioni dell'INSAI in merito alla sopravvenuta stabilizzazione dello stato valetudinario e alla capacità lavorativa dell'assicurato. d) Inconferente risulta infine l'invocazione da parte dell'INSAI della giurisprudenza resa da questa Corte nella sentenza inedita del 24 novembre 1999, in re S., U 105/99, e riprodotta per sommi capi dall'amministrazione in sede di risposta, atteso come, mentre in quella occasione il Tribunale federale delle assicurazioni aveva respinto la domanda di rimborso delle spese di una perizia di parte che l'assicurato aveva prodotto ancora prima che l'assicuratore infortuni disponesse i necessari esami medici, diversamente, nel caso qui in esame, l'interessato ha commissionato il rapporto specialistico dopo che l'amministrazione aveva già esperito diversi accertamenti e aveva pure già preannunciato la propria decisione.