Citation: 6B_696/2008 23.10.2008 E. 3

L'insorgente sostiene poi di non aver mai autorizzato il deposito di materiale di scavo all'interno dell'area forestale e contesta di aver commesso quanto rimproveratogli in sede cantonale. Egli, in sostanza, critica l'accertamento dei fatti operato dal giudice. 3.1 In linea di principio, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF); può scostarsene solo se è stato svolto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF). La definizione di "manifestamente inesatto" corrisponde a quella di arbitrario (DTF 133 II 249 consid. 1.2.2) e configura dunque a sua volta una violazione di un diritto fondamentale (art. 9 Cost.; DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1). La corrispondente censura deve pertanto ossequiare i requisiti di motivazione posti dall'art. 106 cpv. 2 LTF. In applicazione di questa norma, il Tribunale federale esamina la pretesa violazione di diritti fondamentali soltanto se tale censura è stata espressamente invocata e motivata. Il ricorrente che lamenta una violazione del divieto d'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale, bensì deve dimostrare, attraverso un'argomentazione precisa, che la decisione impugnata si fonda su un apprezzamento delle prove manifestamente insostenibile (DTF 133 III 585 consid. 4.1; 130 I 258 consid. 1.3). 3.2 Anche su questo punto l'impugnativa in esame si palesa inammissibile. Il ricorrente, infatti, non pretende che l'accertamento dei fatti sarebbe manifestamente inesatto o che l'apprezzamento delle prove sarebbe arbitrario, né tantomeno si prevale esplicitamente della violazione dell'art. 9 Cost. Egli si limita a esporre semplicemente la propria versione dei fatti, senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata e senza nemmeno tentare di dimostrare l'arbitrarietà degli accertamenti effettuati dal Presidente della Pretura penale.