Citation: 1C_197/2011 E. 3.6

3.6. Riguardo alla pretesa violazione dei principi della sicurezza del diritto e della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), il ricorrente si limita semplicemente a rilevare che sarebbe difficile capire i motivi che hanno indotto il Governo e il Parlamento cantonale a modificare nell'arco di pochi mesi la politica aggregativa proposta dapprima con il messaggio n. 6273 del 30 settembre 2009 concernente la modifica della LPI e, in seguito, con quello n. 6363 del 25 maggio 2010 sulla criticata revisione della LASC e della LPI. Sostiene soltanto che ci si potrebbe chiedere se gli invocati principi non siano stati lesi. L'accenno di critica è inammissibile per carenza di motivazione (art. 42 LTF). Del resto, nella risposta al ricorso, non contestata nella replica, il Consiglio di Stato ha compiutamente spiegato i motivi di tale scelta. È stato precisato, tra l'altro, che la prima proposta di emendamento dell'art. 2 LPI aveva suscitato ampie reazioni, in particolare di alcuni Comuni del Bellinzonese forti beneficiari del contributo di livellamento, tra i quali figura il Comune ricorrente. Il Governo ha quindi indetto una nuova consultazione, coinvolgendo segnatamente i Municipi dei Comuni ticinesi: la nuova proposta di modifica dell'art. 2 LPI è stata quindi formulata dopo aver tenuto conto delle opposizioni espresse dai Comuni. In siffatte circostanze non si può chiaramente ravvisare l'asserita violazione del principio della buona fede.