Citation: 5A_689/2008 11.02.2009 E. 1

1.1 Le decisioni in materia di misure cautelari ai sensi dell'art. 137 CC emanate dall'ultima istanza cantonale in una procedura di divorzio sono in linea di principio suscettive di un ricorso in materia civile ai sensi dell'art. 72 cpv. 1 LTF (sentenza 5A_449/2008 del 15 settembre 2008 consid. 1, non pubblicato nella DTF 134 III 581). 1.2 La presente causa in cui è unicamente controverso il contributo di mantenimento dovuto alla moglie è di carattere pecuniario. La decisione impugnata indica che il valore di lite è superiore a fr. 30'000.--, valutazione che può senz'altro essere condivisa. Infatti, poiché la durata delle misure cautelari è incerta, per stabilire il valore di lite è determinante l'importo annuo delle prestazioni moltiplicato per 20 (art. 51 cpv. 4 LTF): atteso che la differenza fra quanto riconosciuto nel giudizio di prima istanza e quanto offerto dal marito in appello ammonta a fr. 374.-- mensili, il valore di lite minimo previsto dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF risulta ampiamente superato. Ne segue che il tempestivo ricorso in materia civile è in linea di principio ammissibile. 1.3 Trattandosi di una decisione in materia di misure cautelari, il ricorrente può unicamente far valere la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). In applicazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina la pretesa violazione di diritti costituzionali solo se tale censura è stata espressamente invocata e motivata dal ricorrente. Come già sotto l'egida dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, le cui esigenze restano determinanti per le censure sottoposte al principio dell'allegazione secondo l'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 133 III 638 consid. 2 pag. 639; Messaggio del 28 febbraio 2001 concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale, FF 2001 pag. 3764, n. 4.1.4.5 pag. 3900), il ricorrente che lamenta una violazione del divieto d'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale (DTF 133 III 585 consid. 4.1 pag. 589; 130 I 258 consid. 1.3 pag. 262), bensì deve dimostrare, attraverso un'argomentazione precisa, che la decisione impugnata si fonda su un'applicazione della legge od un apprezzamento delle prove manifestamente insostenibile (DTF 133 III 638 [n. 87] consid. 2 pag. 639; 133 IV 286 consid. 1.4). Non basta, in particolare, che il ricorrente affermi l'arbitrarietà della decisione impugnata adducendo considerazioni generiche (DTF 133 III 589 consid. 2 pag. 591 seg.; 125 I 492 consid. 1b). Il mancato rispetto di queste esigenze di motivazione conduce all'inammissibilità della censura (DTF 133 III 589 consid. 2 pag. 591 seg.). Nel campo di applicazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF sono pure in principio inammissibili nuove allegazioni di fatto e di diritto (DTF 133 III 638 consid. 2).