Citation: 8F_2/2017 E. 2.3

2.3. L'istante con la sua domanda in realtà tenta impropriamente di procedere - ancora una volta - a un libero riesame del suo caso, cercando di concludere per l'erroneità delle conclusioni di allora. Ci si può chiedere altresì se la domanda sia tempestiva alla luce della circostanza che il prurito di cui soffre è noto. È quindi in occasione della prima procedura dinanzi all'INSAI che gli incombeva l'onere di dimostrare le sue pretese o per lo meno di provare le conclusioni dell'assicuratore da lui ritenute erronee. Sia come sia, anche gli scritti del Dr. med. B.________ non sono atti a dimostrare ora un nesso causale con l'infortunio del 1987. Il medico si limita infatti ad affermare che il disturbo è sorto in quell'occasione, aspetto non ancora sufficiente per concludere all'esistenza di un nesso causale (DTF 119 V 335 consid. 2b/bb pag. 341; cfr. anche sentenza 8C_16/2014 del 3 novembre 2014 consid. 4.2 con riferimento). In definitiva, anche lo specialista a cui l'istante si è affidato consiglia di approfondire ancora la situazione medica dell'assicurato. Tali fatti non solo non sono rilevanti, ma non sono nemmeno nuovi. Nella misura in cui l'istante oltretutto avanza l'ipotesi di una nuova malattia emersa ora, essa sfuggirebbe in ogni caso a un'eventuale revisione, dal momento che sarebbe posteriore alla sentenza (cfr. consid. 1.2). Del resto, come si è già detto, per l'erogazione di prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni non è sufficiente che l'interessato lamenti un disturbo, ancorché duraturo (come nel caso in esame), ma occorre ancora che vi sia un nesso di causalità con l'evento infortunistico, circostanza che una volta di più nel caso concreto fa difetto.