Citation: 1C_10/2022 E. 1.5

1.5. Certo, nel campo edilizio e della pianificazione del territorio il Comune ticinese beneficia in linea di principio di un ampio margine di decisione e di apprezzamento, che la giurisprudenza fa rientrare nell'autonomia tutelabile (DTF 142 I 26 consid. 3.5 e rinvii). Così esso dispone di autonomia nell'allestimento del proprio piano regolatore, nell'adozione delle relative norme di attuazione e nella loro applicazione (DTF 143 I 272 consid. 2.3.2). Il ricorrente non richiama né adduce tuttavia quali norme comunali o cantonali con una portata propria sarebbero state disattese dalle istanze inferiori. Sapere se in altre materie esso disponga di autonomia e se questa sia stata disattesa è questione di merito, non di ammissibilità (DTF 136 I 404 consid. 1.1; 135 I 43 consid. 1.2). In concreto il ricorrente non fa valere che sarebbe obbligato a tollerare l'utilizzo di una licenza edilizia che, sulla base dell'art. 75b Cost. concernente le abitazioni secondarie, in relazione alla rispettiva norma transitoria dell'art. 197 n. 9 Cost., sarebbe addirittura nulla (DTF 140 II 378 consid. 1.2). Decisivo è infatti che in un ricorso fondato sull'autonomia comunale questa garanzia dev'essere notoriamente invocata in maniera sufficientemente motivata (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 143 II 120 consid. 7.1 pag. 133; 140 I 90 consid. 1.1; sentenza 1C_373/2016 del 7 novembre 2016 consid. 6; BERNHARD WALDMANN, in: Bundesgerichtsgesetz [BGG], 3a ed. 2018, n. 62 ad art. 89 e n. 407 a piè di pagina; FLORENCE AUBRY GIRARDIN, in: Commentaire de la LTF, 2a ed. 2014, n. 51 ad art. 89). Il ricorrente, patrocinato da un legale, non invoca né accenna a tale garanzia né fa valere una sua violazione (sull'inammissibilità di ricorsi di comuni ticinesi patrocinati da un legale, che non invocavano la loro autonomia, vedi sentenze 1C_351/2018 del 27 novembre 2018 consid. 1.4 e 1.5 e 1C_336/2018 del 31 agosto 2018 consid. 1.3 e 1.4 apparsa, in: RtiD I-2019 n. 23 pag. 126). In concreto il Comune ricorrente non fonda il ricorso sulla sua autonomia e neppure sulla violazione di norme edilizie o pianificatorie comunali o cantonali. Fa unicamente valere che l'applicazione di alcune norme della LASec fatta dalle istanze inferiori non convincerebbe appieno, adducendo soltanto un'asserita lesione del diritto federale, in sostanza degli art. 2 cpv. 2, 16 cpv. 1 lett. a e 25 cpv. 4 LASec. Esso neppure tenta tuttavia di dimostrare quale autonomia avrebbe nell'applicazione di tali norme (DTF 142 I 177 consid. 2). Ora, disattendendo nuovamente il suo diritto di motivazione (cfr. art. 42 LTF), il ricorrente neppure sostiene che la LASec, nella fattispecie in esame, gli conferirebbe un diritto a ricorrere, ritenuto che le abitazioni secondarie sono disciplinate direttamente dall'art. 75b Cost. relativo alle residenze secondarie e dalle sue disposizioni di attuazione, motivo per cui ai comuni in tale ambito non spetta di massima alcun margine decisionale e, pertanto, nessuna autonomia (sentenza 1C_68/2014 del 15 agosto 2014, consid. 2.1, non pubblicato nella DTF 140 II 378 consid. 2.1). Il Comune non può quindi avvalersi del diritto di ricorrere dell'art. 89 cpv. 2 lett. c LTF (DTF 140 I 90 consid. 1.1 e rinvii).