Citation: 6P.182/2004 02.05.2005 E. 3

3. Ricorso per cassazione (6S.475/2004) 3.1 Il ricorso per cassazione può essere fondato unicamente sulla violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). La Corte di cassazione penale del Tribunale federale è vincolata dagli accertamenti di fatto dell'autorità cantonale (art. 277bis cpv. 1 seconda proposizione PP). Il ricorrente deve esporre in modo conciso quali sono le norme di diritto federale violate dalla decisione impugnata e in cosa consiste la violazione. Non deve criticare accertamenti di fatto né addurre fatti nuovi né proporre eccezioni, impugnazioni e mezzi di prova nuovi né prevalersi della violazione del diritto cantonale (art. 273 cpv. 1 lett. b PP). 3.2 Il ricorrente denuncia dapprima una violazione dell'art. 292 CP. 3.2.1 Si rende colpevole del reato di disobbedienza a decisioni dell'autorità giusta l'art. 292 CP, chiunque non ottempera a una decisione a lui intimata da una autorità competente o da un funzionario competente sotto comminatoria della pena prevista nel presente articolo. Il contenuto dell'ingiunzione deve essere descritto in modo preciso (DTF 127 IV 119 consid. 2a). La decisione va interpretata conformemente alle regole della buona fede (DTF 105 IV 278 consid. 2a pag. 283), muovendo comunque dal suo tenore letterale. È punibile solo chi agisce intenzionalmente, ossia conoscendo l'ingiunzione e le conseguenze penali di un'inottemperanza (DTF 119 IV 238 consid. 2). 3.2.2 L'autorità cantonale ha insindacabilmente accertato (art. 277bis cpv. 1 seconda proposizione PP) che il ricorrente non ha mai effettuato la rettifica del muro regolarmente ordinata sotto comminatoria di pena dalla magistratura civile. Il ricorrente eccepisce però che tale ordine non contemplava l'obbligo di conservare il manufatto in quanto tale, ma piuttosto quello di dare luogo alle opportune rettifiche ed agli occorrenti rinforzi per eliminare ogni potenziale rischio di crollo, per cui, avendo compiuto tutti gli atti occorrenti per l'integrale abbattimento del muro, poteva in buona fede ritenere di avere adottato una soluzione compatibile con quanto ordinato in sede civile e la cui effettiva concretizzazione è stata abusivamente ostacolata dalla controparte. L'argomentazione ricorsuale è da respingere. L'ordine della magistratura civile era chiaro e non lasciava spazio alle interpretazioni proposte dal ricorrente, il quale era semplicemente tenuto ad eseguire la rettifica del muro come più precisamente definito nella perizia giudiziaria dell'arch. N.________. Di eventualità della demolizione non c'è traccia nella decisione in questione. Di fronte ad un ordine così preciso, circostanziato ed inequivocabile, il ricorrente non poteva in buona fede ritenere che esso potesse integrare anche l'ipotesi della demolizione. Scegliendo di percorrere quest'ultima via egli ha deliberatamente scelto di adottare soluzioni oggettivamente discrepanti da quelle definite in sede civile, come tali inabili a soddisfare l'ordine dell'autorità. Ciò a prescindere dal comportamento processuale tenuto dalla controparte, sul quale, contrariamente a quanto postulato nel gravame, non occorre qui chinarsi. Un eventuale abuso di diritto di quest'ultima non avrebbe infatti influenza sulla condanna in esame visto che la demolizione del muro, contro la quale A.D.________ si è persistentemente opposto, costituisce comunque un aliud rispetto a quanto ordinato dal magistrato civile. Considerando perfezionati i requisiti dell'art. 292 CP la CCRP non ha dunque violato il diritto federale. Su questo punto il ricorso va respinto.