Citation: 1P.324/2004 30.06.2005 E. 2

2.1 In relazione all'inchiesta il ricorrente denuncia una violazione del diritto d'essere sentito, un diniego di giustizia formale e la violazione dei diritti della difesa giusta gli art. 29 cpv. 2 e 32 cpv. 2 Cost. nonché 6 CEDU. Circa l'ammissibilità di tali censure il ricorrente premette che la CCRP le ha ritenute irricevibili perché non sollevate in precedenza, accertamento che egli contesta. Ritenuto che detta Corte è comunque entrata nel loro merito, ritenendole però materialmente infondate, le stesse sarebbero ammissibili in sede di ricorso di diritto pubblico. 2.2 A torto. La CCRP ha effettivamente considerato, ma solo a titolo abbondanziale, che i diritti della difesa e il principio della parità delle armi non sono stati materialmente lesi, poiché con la formulazione dell'opposizione al decreto d'accusa il prevenuto è riammesso a far valere tutti i suoi mezzi di difesa davanti a un giudice indipendente, imparziale e munito di pieno potere cognitivo. Indipendentemente da ciò la Corte cantonale ha ritenuto le censure di per sé irricevibili, perché le pretese irregolarità avrebbero dovuto essere eccepite "non appena possibile" a mente dell'art. 288 lett. b CPP/TI. A proposito tuttavia sia il verbale del dibattimento sia la sentenza del primo giudice sono silenti. Il fatto che l'ultima autorità cantonale abbia comunque ritenuto, a titolo abbondanziale, infondate tali censure non sopperisce all'omissione. Spettava quindi al ricorrente dimostrare, conformemente all'art. 90 cpv. 1 OG, pure perché la CCRP avrebbe in modo arbitrario ritenuto irricevibili le censure, in particolare per quale ragione detta Corte avrebbe applicato l'art. 288 lett. b CPP/TI in modo manifestamente insostenibile (v. DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2).