Citation: 4P.304/2006 27.02.2007 E. 3

Prima di procedere nell'esame del ricorso appare utile rammentare che, allo scopo di evitare di rallentare la procedura e di aumentare invece l'efficacia della giurisdizione arbitrale, il legislatore ha deciso di limitare, rispetto a quanto previsto dal CIA, i motivi che permettono d'impugnare un lodo arbitrale in ambito internazionale (DTF 119 II 380 consid. 3c pag. 383); essi sono elencati esaustivamente dall'art. 190 cpv. 2 LDIP (DTF 127 III 279 consid. 1a). L'aspetto più importante è la mancata indicazione, fra i motivi d'impugnazione, dell'arbitrio. A prescindere dai motivi di ordine formale menzionati all'art. 190 cpv. 2 lett. a-d, il lodo può essere annullato solo se incompatibile con l'ordine pubblico (art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP). La nozione di ordine pubblico è più restrittiva di quella di arbitrio; in maniera generale, si può dire che la riserva dell'ordine pubblico interviene solo in presenza di situazioni che urtano in maniera scioccante i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico così come concepito in Svizzera (Bernard Corboz, op. cit., pag. 25 seg.). Questa precisazione s'impone perché, come si vedrà in seguito, nel suo scritto la ricorrente si richiama impropriamente ai motivi di ricorso appena citati e tenta inammissibilmente di ottenere il riesame del lodo criticato.