Citation: 2C_495/2008 16.04.2009 E. 4

4.1 Per il ricorrente, inoltre, la decisione di subordinare la concessione del sussidio al fatto che i rustici siano convenientemente accessibili e risultino situati ad una distanza massima di 15 minuti a piedi dall'ultimo punto stradale raggiungibile con normali mezzi di trasporto su strada (esclusi i fuoristrada) non sarebbe motivata da alcuna ragione oggettiva e instaurerebbe ugualmente una ingiustificata disparità di trattamento per rapporto ai rustici raggiungibili mediante treno o funivia. Favorendo in maniera ingiustificata l'utilizzo del traffico automobilistico, questa limitazione vanificherebbe oltre a ciò gli sforzi messi in atto (a livello politico) per incentivare l'uso dei mezzi pubblici. 4.2 Occorre in primo luogo premettere che l'accesso ai beni dello Stato è per sua natura limitato e osta di conseguenza a un'applicazione rigorosa della parità di trattamento (cfr. per analogia DTF 130 I 26 consid. 6.3.3.2 con riferimenti). Per sua definizione, infatti, prefiggendosi di sostenere una determinata categoria di destinatari, il sussidio entra in un certo conflitto con detto principio. A meno che non intenda promuovere un sistema di sussidiamento a innaffiatoio, in quanto tale inefficace, il legislatore (o l'amministrazione) deve necessariamente operare una scelta tra i possibili beneficiari. Una certa disparità di trattamento è così immanente al sistema dei sussidi. Per effettuare le proprie scelte, il legislatore (o l'amministrazione, se del caso) deve tenere conto, da un lato, dei limiti imposti dallo stato delle finanze pubbliche e dall'altro del quadro definito dall'obiettivo perseguito (Gilg Störi, Verhaltenssteuerung durch Subventionen, 1992, pag. 95 seg.; Gérard Hertig, Les aides des cantons aux particuliers, in RDAF 1985, pag. 1 segg., pag. 14 segg.). Va poi considerato che la scelta dei mezzi che consentono di raggiungere l'obiettivo prefisso è largamente improntata a criteri d'opportunità e dipende spesso da circostanze locali: ne consegue che il Tribunale federale, chiamato a verificare questa scelta quale giudice costituzionale, deve imporsi un certo riserbo poiché esso non può interferire nella larga libertà d'azione di cui i Cantoni dispongono e non deve sostituire il proprio apprezzamento a quello del legislatore cantonale (cfr. per analogia DTF 114 Ia 395 consid. 7c con riferimenti). Di questo particolare riserbo il Tribunale federale deve fare prova anche nel presente contesto. 4.3 Come ricordato dal Consiglio di Stato in risposta al ricorso, la Commissione speciale per la pianificazione del territorio aveva proceduto all'audizione dei responsabili dei principali enti turistici locali interessati dalle misure di sostegno in esame. Da queste audizioni è emerso che uno degli elementi decisivi per rendere maggiormente attrattivi i rustici e incrementare così il turismo di soggiorno (art. 1 cpv. 3 del decreto) è il fatto di potere facilmente raggiungere il rustico con l'auto. Dalle stesse è infatti risultato che l'occupazione di alcuni rustici precedentemente sussidiati senza i limiti di accessibilità introdotti dal Gran Consiglio con l'impugnato atto normativo non avrebbe funzionato bene proprio a causa della loro ubicazione troppo discosta. È quindi stata evidenziata la difficoltà pratica di fare salire in teleferica una famiglia con i bagagli di una settimana. In sede di discussione plenaria, il relatore ha infine accennato al fatto che i rustici devono essere agevolmente raggiungibili anche dalle squadre di pulizia chiamate ad effettuare gli interventi necessari alla loro rilocazione. 4.4 Ora, tenuto conto dello scopo perseguito dall'atto normativo impugnato e dell'esigenza di apportare i necessari correttivi al sistema di sussidiamento precedente che non ha permesso di ottimizzare l'utilizzo delle risorse finanziarie a disposizione, che nel frattempo sono per giunta state ridotte (da un credito di 6 milioni di franchi, in realtà ampiamente rimasto inutilizzato, nel quinquennio precedente si è passati a un credito di 2 milioni per un periodo di 4 anni [v. rapporto commissionale del 10 gennaio 2008 sul messaggio n. 5874 del Consiglio di Stato]), la decisione del Gran Consiglio di limitare il sostegno finanziario a quei rustici che adempiono le esposte condizioni dell'art. 5 cpv. 2 del decreto appare sostenibile e sorretta da ragioni oggettive. Sostenibile (benché criticabile dal profilo della politica ambientale e dei trasporti pubblici) appare la scelta operata dal legislatore cantonale anche alla luce di quelle che sembrano essere le abitudini della popolazione svizzera (che rappresenta la parte più consistente dei turisti che affittano i rustici) in materia di mobilità, così come emergono dai rilevamenti dell'Ufficio federale di statistica. Da tali dati risulta infatti che circa i due terzi dei viaggi con pernottamenti in Svizzera sono effettuati in automobile (cfr. La mobilité en Suisse, Résultats du microrecensement 2005 sur le comportement de la population en matière de transports, 2007, pag. 77). In tali circostanze, il Tribunale federale non può sostituire il proprio apprezzamento a quello del Parlamento ticinese e correggere una decisione che cerca, in maniera sostenibile, di ottimizzare l'utilizzo delle limitate risorse a disposizione. Né esso può altrimenti disquisire sull'opportunità (politica) della scelta effettuata dal Gran Consiglio. Per rispondere alle implicite e legittime preoccupazioni di carattere ambientale, si osserva comunque che la norma contestata non esclude di per sé l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, potendo ovviamente beneficiare del sussidio ad esempio anche i rustici situati a una distanza massima di 15 minuti a piedi dall'ultimo punto stradale raggiungibile con l'autopostale.