Citation: 5A_574/2018 E. 1

Nel quadro della procedura di pignoramento eseguita nei confronti di A.________ in 86 esecuzioni, con ricorso 31 marzo 2018 quest'ultima ha chiesto di accertare la nullità della decisione 16 marzo 2018 con cui l'Ufficio di esecuzione di Lugano (UE) ha invitato la banca B.________AG a versargli la somma di fr. 14'536.-- pignorata su un conto dell'escussa, nonché di accertare i dinieghi di giustizia da parte dell'UE per avere asseritamente omesso di statuire sulla sua istanza 29 novembre 2017 volta allo sblocco del suddetto conto, della sua istanza 26 dicembre 2017 intesa a constatare l'avvenuta perenzione dell'esecuzione xxx ai sensi dell'art. 121 LEF e della sua istanza 26 dicembre 2017 volta ad appurare la nullità del verbale di pignoramento dell'8 settembre 2017. Con sentenza 22 maggio 2018 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto tale ricorso nella misura in cui era ammissibile e non era divenuto privo d'oggetto. La Corte cantonale ha in particolare osservato che le istanze di accertamento di dinieghi di giustizia erano nel frattempo divenute senza oggetto, dato che con decisione 4 maggio 2018 l'UE aveva respinto le richieste di sbloccare il suddetto conto (ritenendo tardiva la censura fondata sull'art. 93 LEF) e di accertare la perenzione dell'esecuzione xxx (ricordando che il pignoramento ha potuto essere eseguito soltanto nel settembre 2017), e ha informato l'escussa del pignoramento complementare dei suoi conti posti sotto sequestro penale. Mediante ricorso 25 maggio 2018 l'escussa ha riproposto all'autorità di vigilanza il rimedio 31 marzo 2018 contro il provvedimento 16 marzo 2018 e ha anche impugnato la decisione 4 maggio 2018 ed il verbale di pignoramento 9 maggio 2018. Con sentenza 13 giugno 2018 l'autorità di vigilanza ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la decisione 16 marzo 2018 (dato che era già stato trattato con sentenza 22 maggio 2018) e ha respinto, nella misura in cui potesse dirsi sufficientemente motivato, il ricorso contro il provvedimento 4 maggio 2018 (considerando che l'UE poteva legittimamente statuire, anche in pendenza di ricorso, sulle domande in merito alle quali la ricorrente lamentava un diniego di giustizia) e contro il verbale di pignoramento 9 maggio 2018.