Citation: 2C_49/2023 E. A

A.a. Nel giugno 1999 A.________, cittadino kosovaro (1976) è entrato in Svizzera, ove ha chiesto l'asilo, assieme all'allora compagna (1975) e alla loro figlia (1997); nel 2000 vi è poi nato il secondogenito. A.________ ha beneficiato di un'ammissione provvisoria dal luglio 2001 al luglio 2013; ha poi ottenuto un permesso di dimora, regolarmente rinnovato, l'ultima volta fino al 1° luglio 2020. Nel 2014 A.________ si è separato dalla compagna e dai figli. A quel momento sono iniziati i suoi problemi di salute, di natura psichica, i quali si sono aggravati col passare del tempo fino a pregiudicargli lo svolgimento di qualsiasi attività dal maggio 2017. Nel frattempo, egli è stato condannato con decreto d'accusa del 14 ottobre 2015 ad una pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere di fr. 30.-- cadauna, sospesa condizionalmente per due anni, e a una multa di fr. 400.-- per il reato di falso allarme. Dal 1° gennaio 2021 A.________ percepisce una rendita di invalidità intera (100 %), la quale, esigua, è completata da prestazioni complementari. A.b. Il 29 gennaio 2019 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino ha informato A.________ della sua intenzione di rivalutare la sua situazione. Datagli la possibilità di determinarsi, ciò che l'interessato ha fatto il 6 febbraio successivo, detta autorità con decisione del 19 febbraio 2019 gli ha revocato l'autorizzazione di soggiorno di cui era titolare. Tale decisione è stata confermata dal Consiglio di Stato con risoluzione del 22 gennaio 2020 e poi dal Tribunale cantonale amministrativo con sentenza del 23 dicembre 2022. In sintesi, la Corte cantonale ha giudicato il provvedimento giustificato ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 lett. e LStrI (RS 142.20) vista la lunga dipendenza dell'insorgente dall'aiuto sociale, destinata a suo avviso a perdurare, e per la quale era stato ammonito. Il fatto poi che dal gennaio 2021 percepiva una rendita d'invalidità intera nulla modificava, dato che la stessa, esigua, era completata da prestazioni complemen-tari, equiparabili a suo avviso all'assistenza sociale. Dal profilo della proporzionalità un rientro in patria appariva inoltre esigibile sia con riferimento alla sua situazione economica che a quella affettiva e familiare. Infine, a conferma del fatto che il suo comportamento non era stato ineccepibile, ha richiamato, a titolo abbondanziale, la condanna penale subita nell'ottobre 2015.