Citation: 4F_21/2022 E. 3

In virtù dell'art. 50 LTF se, per un motivo diverso dalla notificazione viziata, una parte o il suo patrocinatore sono stati impediti senza loro colpa di agire nel termine stabilito, quest'ultimo è restituito in quanto, entro 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento, la parte ne faccia domanda motivata e compia l'atto omesso (cpv. 1). La restituzione del termine può essere accordata anche dopo la notificazione della sentenza; in tal caso la sentenza è annullata (cpv. 2). In concreto, pur menzionando anche la revisione, la motivazione della presente domanda è interamente incentrata sull'art. 50 LTF, ragione per cui essa viene unicamente trattata quale istanza di restituzione del termine. Questa si rivela tuttavia tardiva. Infatti, come chiaramente emerge dal testo legale, il termine di 30 giorni comincia a decorrere dalla cessazione dell'impedimento e non, come ritiene l'istante, dalla notifica della sentenza di inammissibilità. Alla luce della chiara avvertenza contenuta nel decreto 20 settembre 2022 sulle conseguenze del mancato rispetto del termine assegnato, non è nemmeno di soccorso all'istante aver creduto che il ritardo nel procedere all'incombenza processuale potesse rimanere privo di effetti. In queste circostanze non occorre esaminare se la non meglio specificata malattia posta a fondamento dell'istanza avesse raggiunto una gravità tale da poter essere considerata un impedimento ad agire nel senso dell'art. 50 cpv. 1 LTF (v. sul tema DTF 119 II 86 consid. 2a).