Citation: 5A_916/2020 E. 7.2

7.2. I n relazione alla pretesa incompatibilità con l'ordine pubblico procedurale svizzero, la Corte cantonale ha considerato che la ricorrente aveva potuto esprimersi sia nella procedura sfociata nella decisione 27 settembre 2018 che ha esteso a lei il processo riguardante il marito, sia in quella sfociata nella successiva decisione 8 ottobre 2019 che l'ha condannata al pagamento delle spese processuali alle opponenti, poi fissate in GBP 8'000'000.-- nella decisione 17 ottobre 2019. I Giudici cantonali hanno anche osservato che la ricorrente avrebbe potuto appellare sia la decisione 27 settembre 2018 che la decisione 8 ottobre 2019, mentre il fatto che nella decisione 17 ottobre 2019 fosse stata esplicitamente esclusa la possibilità di appello non la privava della possibilità di chiedere nel termine di 21 giorni la corrispondente autorizzazione all'autorità di seconda istanza (ciò che la ricorrente non aveva tuttavia fatto). Secondo la Corte cantonale, alla ricorrente era quindi stata concessa la possibilità di esercitare i suoi diritti fondamentali di procedura. Quanto all'asserita incompatibilità con l'ordine pubblico materiale svizzero, la Corte cantonale ha osservato che in concreto nulla permetteva di ritenere che la decisione con cui la ricorrente era stata condannata al pagamento delle spese processuali per aver finanziato la difesa del marito violerebbe "i principi fondamentali dell'indipendenza giuridica dell'individuo, dell'autonomia contrattuale, della libertà economica, della responsabilità civile e del divieto di discriminazione dei coniugi": la condanna, accanto al marito, di quelle spese non era infatti dovuta al fatto che le fosse stato rimproverato un atto illecito o che avesse agito in qualità di mera finanziatrice o di mero coniuge, ma piuttosto al fatto che ella avesse provveduto al finanziamento processuale del marito (per oltre GBP 13'000'000.--) non in maniera disinteressata, ma per salvaguardare interessi familiari propri, essendo stato accertato che aveva contribuito a dissipare o occultare importanti attivi, illeciti, ricevuti in precedenza dal marito, rendendo così più difficile l'esecuzione della sentenza nei confronti di quest'ultimo. Per la Corte cantonale, la soluzione adottata dal giudice inglese, che ha posto le spese processuali anche a carico di un terzo, non era oltretutto estranea al diritto svizzero, ritenuto che varie disposizioni permettono di caricare le spese processuali anche alle parti accessorie (art. 106 cpv. 3 CPC) o persino a terzi (art. 108 CPC), rispettivamente di tenere conto del fatto che una parte non ha agito in buona fede (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC).