Citation: 5A_305/2010 27.12.2010 E. 4

4.1 Per determinare il reddito che poteva scaturire dalla sostanza residua, la Corte cantonale si è basata su una perizia allestita nella causa di divorzio. I Giudici di appello hanno infatti ritenuto che in una procedura fondata sulla verosimiglianza non si giustifica trascurare gli accertamenti specialistici agli atti, nonostante la contestazione delle risultanze peritali da parte del qui ricorrente. Essi hanno ricordato che il Pretore aveva ammesso il richiamo dell'incarto di appello, e di aver respinto la richiesta di nullità rispettivamente annullamento della perizia formulata dal qui ricorrente. 4.2 Il ricorrente ritiene che procedendo in tal modo la Corte cantonale avrebbe violato il suo diritto di essere sentito, perché non si sarebbe confrontata con le sue contestazioni della perizia e sarebbe incorsa in un apprezzamento arbitrario delle prove, perché si sarebbe fondata su una relazione addirittura nulla. Il ricorrente motiva quest'ultima asserzione, affermando che il perito si sarebbe basato su contratti d'affitto datati e fatti non attendibili, che questi, invocando criteri di riservatezza, non avrebbe risposto ad alcuni quesiti posti in sede di delucidazione e che avrebbe assunto informazioni senza il permesso del giudice delegato e senza contraddittorio. Riferendosi agli appartamenti sfitti, il ricorrente assevera che tale circostanza non dipende dalla sua "cattiva volontà", ma dalle carenze dell'immobile in questione. Non si potrebbe inoltre pretendere che egli, anziano e malato, traslochi. Sostiene infine che la decisione sarebbe pure arbitraria, perché non gli darebbe "un qualsivoglia tempo di adattamento per il ripristino della capacità lucrativa". 4.3 La censura attinente ad una pretesa violazione del diritto di essere sentito si appalesa infondata, atteso che nemmeno il ricorrente afferma che i motivi della decisione incidentale con cui era stata respinta la sua istanza di nullità non gli siano stati comunicati. Le rimostranze del ricorrente concernono inoltre più che altro le modalità con cui è stata allestita la perizia, ma egli non dimostra che l'apprezzamento del contenuto di tale prova da parte della Corte cantonale nella presente procedura limitata alla verosimiglianza sia addirittura arbitrario. Il ricorrente si prevale poi inammissibilmente di fatti non risultanti dalla sentenza impugnata, quando attribuisce la responsabilità della mancata occupazione degli appartamenti all'immobile in questione e motiva la pretesa impossibilità di traslocare con il suo stato fisico. Per il resto occorre ricordare che oggetto della presente vertenza è una domanda di riduzione del contributo alimentare in cui spetta al ricorrente provare di non avere la capacità economica per corrispondere il contributo fissato in precedenza. Ora, in base agli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata - di cui il ricorrente non è riuscito a dimostrare l'arbitrarietà - emerge che egli, sfruttando i suoi beni patrimoniali, può versare la quasi integralità del precedente contributo e non appare insostenibile ritenere che, al più tardi con la donazione al figlio di primo letto dell'immobile locativo che ha provocato la diminuzione del reddito posta a fondamento della domanda di riduzione, il ricorrente avrebbe dovuto attivarsi per dare in locazione la sostanza residua al fine di compensare la perdita generata dal predetto negozio giuridico.