Citation: 4C.268/2003 04.02.2004 E. 2

2.1 Il convenuto ritiene in sostanza che la Corte cantonale abbia violato l'art. 17 CO. Secondo questa disposizione, in presenza di un riconoscimento di debito, il creditore può senz'altro farvi affidamento e la sola produzione di questo documento basta, di regola, a fondare la sua pretesa, restando che al debitore incombe l'onere di sostanziare la causa dell'obbligazione, qualora essa non venga citata nell'atto, e, in ogni caso, di provare che il riconoscimento poggia su di una causa inesistente, nulla o perenta (Kramer/Schmidlin, Commentario Bernese, n. 23 e segg. ad art. 17 CO; DTF 105 II 183 consid. 4a). 2.2 Respingendo le argomentazioni del convenuto, i giudici ticinesi hanno concluso, dopo un'analisi delle risultanze di causa, che egli non ha per nulla adempiuto all'onere della prova a suo carico, non essendovi in concreto ragioni di credere che il credito vantato dall'attore sia riconducibile alle perdite da questi subite, in qualità di azionista, nel fallimento della società immobiliare D.________ SA. Al contrario, l'istruttoria ha permesso di dimostrare che il convenuto ha assunto il debito di fr. 150'000.-- nei confronti dell'attore a titolo personale (v. sentenza impugnata, consid. 8, pagg. 4 in basso e 5 in alto). Su questo punto, il convenuto mette inammissibilmente in discussione l'apprezzamento delle prove operato dai giudici cantonali, misconoscendo che tale valutazione è vincolante per il Tribunale federale e non può essere criticata nell'ambito di un ricorso per riforma (art. 63 cpv. 2 OG). Al Tribunale d'appello non può quindi venir rimproverata una violazione del diritto federale per aver ammesso la validità dei riconoscimenti di debito ai sensi dell'art. 17 CO nel caso in esame. Anche questa censura risulta infondata.