Citation: 1C_486/2017 E. 3.2

3.2. Dagli atti di causa risulta che il ricorrente era stato informato del fatto che producendo la patente italiana non doveva sottoporsi ad alcun esame; in caso di inoltro di quella brasiliana occorreva invece effettuare una corsa di controllo, non ripetibile, comportante in caso di esito negativo il divieto di fare uso della patente straniera in Svizzera. Egli di per sé non contesta l'argomento secondo cui la corsa di controllo non può essere ripetuta (art. 29 cpv. 3 OAC). Né tenta di confutare la tesi dei giudici cantonali per la quale al conducente che non supera una corsa di controllo fa difetto la capacità di condurre, per cui la o le relative licenze gli devono essere revocate e, in rispetto della sovranità dello Stato estero, rettamente non "revocate, ma vietarne il loro uso a tempo indeterminato per motivi di sicurezza in Svizzera (art. 29 cpv. 2 lett. a e art. 45 cpv. 1 AOC; sentenza 1C_556/2016 del 14 giugno 2017 consid. 4.3). La Corte cantonale, richiamando prassi e dottrina con le quali il ricorrente non si confronta, ha infatti osservato che, in seguito al mancato esito favorevole di una corsa di controllo, il divieto di utilizzare una patente estera, logicamente, deve di regola estendersi a tutte quelle conseguite all'estero di cui il conducente dispone, allo scopo di allontanare dalla circolazione, per ragioni di sicurezza, quelli che non hanno comprovato la necessaria capacità di condurre. Non è pertanto per nulla arbitraria la conclusione di negare, dopo la pronuncia di un divieto d'uso di una patente estera in seguito al mancato superamento della corsa di controllo, la ripetizione di quest'ultima. Al ricorrente rimane nondimeno aperta la possibilità di chiedere una licenza per allievo conducente (art. 29 cpv. 2 lett. a secondo periodo AOV).