Citation: 2P.281/1999 26.04.2000 E. 2

2.-a) Il Comune beneficia di un'autonomia tutelabile in quelle materie che la legislazione cantonale non regola in modo esaustivo, ma lascia in tutto o in parte all'ordinamento del Comune, conferendogli un'ampia libertà decisionale (DTF 124 I 223 consid. 2b e riferimenti; cfr. art. 50 della nuova Costituzione federale, Cost. ). In proposito, poco importa che la materia in cui l'Ente pubblico interessato pretende di essere autonomo sia regolata dal diritto federale, cantonale o comunale (DTF 122 I 285 consid. 4b, 120 Ia 203 consid. 2a e rinvii). Per quanto attiene al tema litigioso, va rilevato che i Comuni grigionesi esercitano nei limiti della loro competenza legale la sovranità su tutte le persone e le cose che si trovano sul loro territorio; ai Comuni spetta il diritto, sempre nei limiti della legislazione federale e cantonale, di evadere i propri affari sulla base di ordinamenti autonomi; inoltre assolvono i compiti pubblici che essi stessi si attribuiscono o che vengono loro assegnati, ed amministrano il loro patrimonio (cfr. art. 40 della Costituzione del Cantone dei Grigioni, del 2 ottobre 1892 [Cost. /GR] e art. 1 - 3 della legge sui comuni del Cantone dei Grigioni, del 28 aprile 1974 [LC/GR]). È pacifico che le strade comunali facciano parte del patrimonio comunale (cfr. art. 4 lett. c della legge stradale del Cantone dei Grigioni, del 10 marzo 1985 [LSC/GR], e art. 27 lett. a LC/GR). Tra i compiti comunali figura anche, sotto riserva della competenza della Confederazione e del Cantone, la costruzione e la manutenzione di opere pubbliche (art. 4 lett. d LC/GR, art. 8 segg. della legge stradale del Comune di Poschiavo, del 27 maggio 1962). Lo sgombero della neve rientra, quale misura atta a garantire la prontezza d'esercizio di una strada, tra i provvedimenti di manutenzione ai sensi dell'art. 49 LSC/GR, senza che nel diritto cantonale esistano norme intese a riservare tale compito al Cantone, per quanto attiene alle strade comunali. Ne discende che, nell'ambito litigioso, il Comune grigionese dispone di un'ampia autonomia ai sensi della prassi summenzionata. Invero, occorrerebbe ancora chiedersi se l'art. 10 cpv. 1 dell'ordinanza grigionese di attuazione della legge federale sulla circolazione stradale, del 27 settembre 1977 (OLCS/GR) non limiti o escluda l'autonomia comunale nell' ambito appena descritto, come assumono i resistenti nelle proprie osservazioni. Per quanto qui d'interesse, questa norma garantisce al detentore di un veicolo a motore il diritto di pretendere per il proprio bisogno il libero accesso alla sua abitazione su una strada comunale chiusa alla circolazione automobilistica se lo permettono le caratteristiche tecniche della strada. Sennonché, appare dubbio che tale disposto, pur essendo applicabile in concreto, sia inteso specificamente a limitare la facoltà del Comune di disciplinare le modalitàd'eserciziodeldemaniocomunale, comelamanutenzionestradale:piuttosto, essosembravoltosoloagarantireilprincipiodell'accessoallapropria abitazione, a tutela di eminenti interessi privati. Il quesito non merita però ulteriore approfondimento, poiché il gravame, come si vedrà in seguito, risulta comunque infondato, nella misura in cui è ammissibile. b) Prevalendosi della sua autonomia, un Comune può esigere, tra l'altro, che le autorità cantonali di ricorso osservino i limiti formali posti dalla legge e che applichino il diritto materiale determinante in conformità alla Costituzione federale. In tal senso, il Comune può invocare anche la violazione dell'art. 4 vCost. e dei diritti da esso dedotti, nella misura in cui le relative censure, come in concreto, sono in stretta connessione con la propria autonomia (DTF 121 I 218 consid. 4a, 120 Ia 95 consid. 2; RDAT 1998 II n. 31 pag. 111 consid. 3b e richiami): per quanto attiene alla pretesa violazione del diritto costituzionale di essere sentito, il Tribunale federale vaglia con piena cognizione se i principi minimi sanciti da tale precetto siano stati lesi (DTF 125 I 257 consid. 3a e numerosi rinvii). Le altre censure, invece, si confondono con quella dell'arbitrio, sia per quanto riguarda l'interpretazione e l'applicazione del diritto cantonale di grado inferiore a quello costituzionale, sia relativamente all'apprezzamento delle prove e alla constatazione dei fatti rilevanti (DTF 122 I 279 consid. 8c, 120 Ia 203 consid. 2a e rinvii). Lo stesso dicasi per l'asserita lesione del principio della proporzionalità: come esposta, la censura non ha portata propria (DTF 102 Ia 69 consid. 2; cfr. anche DTF 117 Ia 27 consid. 7a; RDAT 1995 II n. 53 pag. 139 consid. 3a e riferimenti). Richiamando gli art. 40 e 41bis Cost. /GR, il ricorrente fa inoltre valere che l'autonomia riconosciutagli è fondata su norme di grado costituzionale, deducendovi il vincolo per il Tribunale federale di esaminare liberamente la decisione impugnata. È vero che questo Tribunale vaglia con piena cognizione le censure relative all'interpretazione e all'applicazione del diritto costituzionale (cantonale). Questa constatazione non dispensa però l'insorgente dall'indicare in modo chiaro e preciso i motivi per i quali la garanzia costituzionale da lui addotta sarebbe stata lesa (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; cfr. DTF 114 Ia 317 consid. 2b; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 366/367). Questo principio vale anche qualora sia censurata una violazione dell' autonomia comunale (cfr. DTF 114 Ia 80 consid. 1b, 315 consid. 1b; RDAT 1998 II n. 31 pag. 111 consid. 3b/aa; Kälin, op. cit. , pag. 189 seg. ). Dato che il ricorso, su questo punto, non adempie tali requisiti, la censura sfugge ad un esame di merito.