Citation: 4A_623/2023 E. 4

La ricorrente dinanzi al Tribunale federale rimprovera alla Camera di esecuzione e fallimenti un accertamento arbitrario dei fatti (art. 9 Cost.) e un'applicazione della suddetta prassi contraria al diritto federale (art. 82 LEF, art. 8 CC, art. 320 lett. a CPC e art. 8 Cost.), in particolare per non aver operato alcuna distinzione tra i casi di mancata esecuzione (dal profilo quantitativo) e quelli di cattiva esecuzione del contratto (dal profilo qualitativo). Con una tale distinzione, a suo dire, si sarebbe dovuto concludere che non incombeva a lei dimostrare - in virtù dell'art. 82 CO - di aver eseguito la propria prestazione, bensì all'escussa - in virtù dell'art. 82 cpv. 2 LEF - rendere verosimile la cattiva esecuzione del contratto da parte della creditrice. Le censure di violazione dell'art. 320 lett. a CPC e dell'art. 8 Cost. vanno d'acchito dichiarate inammissibili poiché manifestamente insufficienti dal profilo dei rispettivi requisiti di motivazione (art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF) : se la prima è priva di una qualsivoglia motivazione, per la seconda non si capisce perché "[n]on avendo dato peso alla differenza fra mancata esecuzione e cattiva esecuzione di un'obbligazione contrattuale ", i Giudici cantonali avrebbero disatteso la disposizione costituzionale invocata.