Citation: 1P.531/2006 08.11.2006 E. 3

3.1 Di regola, un'iniziativa popolare cantonale non deve contenere nulla che contrasti con il diritto superiore, sia esso cantonale, federale o internazionale. L'autorità chiamata a esaminare la validità materiale di un'iniziativa deve tuttavia interpretarne i termini nel senso più favorevole agli iniziativisti; quando, applicando i metodi interpretativi riconosciuti, il testo di un'iniziativa si presti a un'interpretazione conforme al diritto superiore, essa dev'essere dichiarata valida e sottoposta al voto popolare. L'interpretazione conforme deve permettere di evitare, in quanto possibile, le dichiarazioni di nullità (DTF 128 I 190 consid. 4, 125 I 227 consid. 4a, 121 I 334 consid. 4; sentenza 1p.150/2003, citata, consid. 7.1 e 7.6; Etienne Grisel, Initiative et référendum populaires, 3a ed., Berna 2004, n. 697 segg.; Yvo Hangartner/Andreas Kley, Die demokratischen Rechte in Bund und Kantonen der Schweizerischen Eidgenossenschaft, Zurigo 2000, n. 2117 e segg. pag. 838 seg.). 3.2 Il rapporto di maggioranza, fatto proprio dal Parlamento, si fonda come già rilevato, sulla perizia del prof. Grisel. Nella stessa si ricorda che il 7 luglio 2005 il Comune di Giubiasco ha rilasciato all'ACR la licenza edilizia per costruire un impianto cantonale di termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani e assimilabili. Contro il permesso di costruzione alcuni cittadini e associazioni hanno adito il Consiglio di Stato, che ha respinto i ricorsi: le cause sono quindi state sottoposte al giudizio del Tribunale cantonale amministrativo (nel frattempo la sentenza emanata il 30 giugno 2006 dalla Corte cantonale è stata impugnata dinanzi al Tribunale federale: cause 1A.198/2006, 1P.602/2006 e 1A.200/2006). Nella perizia si rileva poi che, in applicazione dell'art. 31 LPAmb, il 1° luglio 1998 è stato adottato il Piano di gestione dei rifiuti del Cantone Ticino (RL 9.2.1.2.3), mentre il 22 giugno 2004 il Gran Consiglio ha adottato il piano cantonale di utilizzazione per l'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Giubiasco. L'iniziativa è stata depositata quando la progettazione dell'impianto era già in una fase avanzata, aveva comportato importanti spese e i sussidi federali accordati erano stati subordinati alla condizione che la costruzione iniziasse prima del 1° novembre 2006 (v. l'art. 62 cpv. 2bis lett. d LPAc). 3.3 Dopo aver illustrato le particolarità della legislazione federale in materia di smaltimento dei rifiuti, la perizia esamina i problemi posti dall'iniziativa, segnatamente riguardo al suo oggetto, all'eventuale esistenza di un abuso di diritto da parte dei suoi autori, all'attuabilità della domanda e al rispetto del principio dell'unità della forma e del diritto superiore. 3.3.1 L'oggetto dell'iniziativa, impedendo la costruzione di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, contravviene, a dire del perito, non soltanto al progetto concreto di costruzione di un siffatto impianto a Giubiasco, ma pure alla pianificazione messa in atto dalle autorità ticinesi con il piano adottato il 1° luglio 1998 e quello del 22 giugno 2004. Egli ha quindi ritenuto che l'iniziativa, tendente a una modifica parziale della Costituzione, comporta una lesione, implicita ma diretta, delle decisioni adottate al livello inferiore: precisa nondimeno che questa circostanza non ne implica la nullità.