Citation: 6B_743/2021 E. 3.3

3.3. Il ricorrente sostiene che, poiché B.________ ha scritto l'11 gennaio 2014 di avere letto soltanto quel giorno l'e-mail del 10 novembre 2013, con cui l'imputato le aveva chiesto un aiuto finanziario, la telefonata del 21 novembre 2013 non sarebbe in realtà mai avvenuta e nessun accordo tra le parti sarebbe stato concluso. Certo, se si considera il tenore del biglietto dell'11 gennaio 2014, in cui B.________ sembra riferirsi per la prima volta al messaggio del 10 novembre 2013, l'esistenza e il contenuto della suddetta telefonata appaiono dubbi. Tuttavia, la Corte cantonale ha fondato il suo giudizio su una valutazione globale ed approfondita dell'insieme degli elementi disponibili, spiegando in modo articolato perché ha ritenuto credibile la versione dell'imputato. La CARP ha segnatamente tenuto conto del resoconto di tale telefonata redatto dall'imputato, dell'SMS da lui inviato alla segretaria relativo all'aiuto finanziario concesso dalla cliente, delle annotazioni circostanziate di ogni singolo prelievo effettuato, di un ulteriore scritto del 4 luglio 2014 dell'imputato ad B.________ e di una nota sul cellulare dell'imputato, del 2 novembre 2014. La CARP ha altresì rilevato che l'imputato non ha toccato la quota di pertinenza di C.________, rimasta depositata sul conto clienti e in seguito versata agli eredi. Ha inoltre preso in considerazione un e-mail del 12 agosto 2015, inviato dall'imputato ad B.________, ed ha ritenuto che la versione dell'imputato era pure confortata dal fatto che la cliente non aveva mai preteso che le fosse finalmente versato il provento della compravendita. Il ricorrente non si confronta con l'insieme degli elementi considerati e valutati dalla CARP e non sostanzia quindi d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF la conclusione dei giudici cantonali, che hanno ritenuto credibile la versione dell'imputato e veritieri sia il resoconto della telefonata del 21 novembre 2013 sia il contenuto dell'SMS inviato alla segretaria lo stesso giorno, dopo la conversazione telefonica. L'argomentazione ricorsuale si fonda in sostanza soltanto sul contenuto del biglietto dell'11 gennaio 2014 della cliente, che contrasterebbe con l'esistenza della telefonata. Il ricorrente parte inoltre a torto dal presupposto che tale conversazione non sarebbe avvenuta per dedurre che il contenuto del messaggio inviato alla segretaria sarebbe falso.