Citation: 4A_507/2021 E. 5

A detta della ricorrente le parti avrebbero in ogni caso convenuto validamente una proroga a favore del tribunale di Bülach (dove lei ha sede) e tale patto sarebbe prevalente rispetto a quello previsto all'art. 33 delle CG SPEDLOGSWISS. Affinché vi sia una valida proroga di foro, soggiunge, sarebbe sufficiente la " halbe Schriftlichkeit", secondo cui non sarebbe necessario un documento firmato e basterebbe una prova scritta come ad es. un'e-mail. Dagli scambi di posta elettronica agli atti emergerebbe che l'opponente e i suoi collaboratori avrebbero letto le e-mail, che essi avrebbero preso conoscenza del foro prorogato di Bülach o che essi avrebbero almeno potuto leggere quella clausola, che l'opponente, una società commerciale, non si sarebbe opposta al foro di Bülach per quanto riguarda i due contratti di spedizione e che essa avrebbe così tacitamente accettato la proroga di foro. Dall'opponente, aggiunge, non si poteva esigere un'esplicita accettazione della proroga di foro per e-mail, perché essa non avrebbe accettato in modo esplicito nemmeno il prezzo offerto dalla ricorrente per i due ordini di spedizione, né i dati di volo; piuttosto essa avrebbe manifestato il suo consenso rimanendo in silenzio e continuando la corrispondenza. La ricorrente fa quindi valere che per ammettere la validità di una proroga di foro non si pongono esigenze accresciute alla sua conoscenza da parte dei contraenti. Il Tribunale federale ammette la validità di una proroga di foro chiaramente formulata nelle condizioni generali di contratto senza un'esplicita opposizione, a condizione che le condizioni generali di contratto siano state rese accessibili. Per la ricorrente, insomma, negli affari commerciali sarebbe sufficiente una proroga di foro espressa in modo chiaro e inequivocabile alla fine di un testo o a lato di una fattura consegnati al destinatario. L'autorità precedente si sarebbe a torto ispirata alla "typografische Rechtsprechung" del Tribunale federale, sviluppata a favore di parti deboli e inesperte in un contratto, che non ha più motivo di essere dopo l'adozione dell'art. 17 CPC. L'interpretazione dei giudici di appello viola così il diritto federale, poiché in concreto l'indicazione del foro eletto dalla ricorrente sarebbe stata ben visibile sulle e-mail, sui bollettini di consegna e sulle fatture. Visto che non sarebbe necessaria alcuna enfasi della proroga di foro e che nei rapporti commerciali i documenti dovrebbero essere letti in modo completo e con diligenza, l'opponente avrebbe dovuto opporre il suo dissenso alla proroga di foro, che però essa non ha manifestato. Perciò la proroga di foro sarebbe valida. In ogni caso, epiloga la ricorrente, l'opponente sapeva proprio in base ai suoi formulari e a quelli di altri spedizionieri (ad es. D.________) che sarebbero rilevanti anche i testi riportati al termine dei documenti e sotto l'indicazione del mittente, ancorché scritti in caratteri minuscoli e senza alcuna enfasi. In definitiva nelle proprie fatture e Credit Note l'opponente stessa si sarebbe servita di rinvii alle proprie condizioni generali, scritti in piccolo e non evidenziati, per integrarle nei contratti. La consapevolezza della propria prassi andrebbe perciò imputata all'opponente e permetterebbe di desumere una sua conoscenza della proroga di foro voluta dalla ricorrente. Sotto questo profilo, la sua opposizione alla proroga in favore del foro di Bülach sarebbe addirittura contraddittoria.