Citation: 1P.199/2005 20.10.2005 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 131 II 137 consid. 1, 58 consid. 1). 1.1 Presentato tempestivamente contro una decisione finale di ultima istanza cantonale e fondato essenzialmente su una pretesa violazione dei diritti costituzionali dei cittadini, il ricorso di diritto pubblico è di massima ammissibile secondo gli art. 84 cpv. 1 lett. a, 86 cpv. 1 e 89 cpv. 1 OG, come pure in virtù dell'art. 34 cpv. 3 della legge federale sulla pianificazione del territorio, del 22 giugno 1979 (LPT; RS 700). 1.2 In ambito edilizio, il vicino è legittimato a interporre ricorso di diritto pubblico ai sensi dell'art. 88 OG solamente se invoca la violazione di disposizioni destinate a proteggere non soltanto l'interesse pubblico, ma anche quello proprio dei vicini e se rientra nell'ambito di protezione di dette norme, risultando toccato dai pretesi effetti illeciti della costruzione litigiosa (DTF 119 Ia 362 consid. 1b; 118 Ia 232 consid. 1a). L'insorgente contesta l'accertamento operato dal Tribunale cantonale in merito all'esistenza di un'autorizzazione edilizia per l'uso ai fini commerciali dello spazio coperto da una tettoia sul fondo contiguo. Oltre al richiamo alla prossimità dei sedimi, egli non illustra invero i presupposti fattuali da cui deriverebbe la sua legittimazione (cfr. DTF 125 I 173 consid. 1b), né si appella a particolari disposizioni atte a tutelarlo, salvo accennare agli art. 22 cpv. 1 LPT e 4 del regolamento di applicazione del 9 dicembre 1992 della legge edilizia ticinese (RLE). Questi disposti - così come l'art. 1 della stessa legge edilizia, del 13 marzo 1991 (LE) - sanciscono, in generale, l'obbligo di subordinare ad un permesso dell'autorità le costruzioni e le trasformazioni, compresi i cambiamenti di destinazione, di edifici o impianti. Di principio simile obbligo appare funzionale anche agli interessi dei vicini, che, nell'ambito della relativa procedura, hanno facoltà di opporsi alla concessione della licenza edilizia (art. 8 LE); ciò vale in particolare laddove, come in concreto, essi potrebbero censurare la violazione di norme concernenti ad esempio l'indice di sfruttamento, le distanze o le immissioni (cfr. DTF 127 I 44 consid. 2d; 117 Ia 18 consid. 3b). La questione può comunque rimanere indecisa, senza ulteriori approfondimenti, considerato che il ricorso va in ogni caso respinto nel merito.