Citation: 1C_457/2021 E. 5.2

5.2. Il nuovo art. 30 cpv. 1 lett. b OCit non è tuttavia applicabile alla fattispecie, essendo come visto determinante il diritto previgente (cfr. consid. 3.2). In concreto, la revoca della cittadinanza deve quindi essere esaminata unicamente sotto il profilo dell'art. 48 vLCit, che presuppone (esclusivamente) una condotta di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera. Questa disposizione, formulata in modo relativamente aperto, lascia all'autorità amministrativa un ampio margine di apprezzamento (cfr. JÜRG MARCEL TIEFENTHAL, Ausbürgerung terroristischer Kämpfer, in: AJP 1/2017, pag. 82). Riguardo ai fatti per i quali è stato condannato dal TPF, il ricorrente si limita ad esporre genericamente la sua versione, rimettendo in discussione la sentenza di condanna penale e tentando di sminuirne la gravità. Già si è detto che tali fatti, ripresi dal TAF nel giudizio impugnato, sono stati ammessi e riconosciuti dal ricorrente al dibattimento penale: in questa sede egli si scosta dagli stessi, ma non sostanzia una violazione del diritto con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. Il ricorrente nega inoltre la gravità del reato richiamando l'entità della pena inflittagli. L'infrazione all'art. 2 della legge federale che vieta i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché le organizzazioni associate, del 12 dicembre 2014, per la quale il ricorrente è stato condannato, costituisce nondimeno un crimine (cfr. art. 2 cpv. 1 della stessa in relazione con l'art. 10 cpv. 2 CP). La Corte penale del TPF ha del resto ritenuto grave la sua colpa, trattandosi di fattispecie ripetute e protrattesi nel tempo.