Citation: 6B_965/2015 E. 3.3.3

3.3.3. In concreto, l'insorgente non pretende di aver postulato l'interrogatorio dell'agente di polizia scontrandosi con un rifiuto ingiustificato delle autorità penali. Adduce invero di non averlo fatto perché si aspettava di trovare l'interessato in aula al dibattimento, per cui non sarebbe possibile concludere che egli abbia rinunciato a esercitare i suoi diritti. L'obiezione non ha alcun pregio, anche volendo ammettere che fosse portato a presumere la presenza di detto agente al dibattimento. Del resto nemmeno si vede bene su quali basi egli abbia potuto ipotizzare tale presenza, ricordato che giusta l'art. 331 cpv. 1 CPP chi dirige il procedimento comunica alle parti quali prove dovranno essere assunte e che agli atti non sussiste la comunicazione dell'interrogatorio dell'agente al dibattimento. Dal relativo verbale non risulta che, notata la sua mancata convocazione, egli abbia formulato un'istanza probatoria volta alla sua audizione. Richiamandosi a una sentenza cantonale (sentenza della CARP 17.2011.70 del 16 gennaio 2012 ), che imporrebbe alle autorità penali di procedere all'interrogatorio dell'estensore di un rapporto scritto tutte le volte che ciò sia necessario, invano poi il ricorrente ritiene che in concreto la CARP avrebbe contraddetto la propria giurisprudenza. Precisato che nemmeno implicitamente adduce una violazione delle norme di procedura del CPP, l'insorgente, oltre a non dimostrare che la citata giurisprudenza cantonale enunci un principio chiaro e indiscusso, neppure pretende che nella fattispecie sarebbero adempiute le condizioni per la sua applicazione. La citata decisione non sancisce infatti un obbligo sistematico e incondizionato, come parrebbe intendere il ricorrente.