Citation: 4A_261/2022 E. 5.2

5.2. La ricorrente assevera che le tre mensilità pretese dall'opponente sulla base del certificato di salario del 2017 non sarebbero legittime, poiché a lui spettava unicamente un acconto sulla cifra effettivamente dovuta e conteggiata una volta conclusosi l'esercizio annuale. Ora, che la cifra d'affari sia utile per calcolare il salario del lavoratore, è possibile. In concreto, però, la Corte ticinese ha reputato congrua la stima delle pretese salariali dell'opponente basata sul certificato di salario del 2017, poiché non vi erano altri dati "affidabili" per quantificarle e il datore di lavoro non aveva spiegato perché il noto conteggio (doc. 9) "ossequiava quanto previsto dall'art. 16 del contratto di lavoro, con particolare riferimento al capoverso 2 il quale prevede che in caso di scioglimento del contratto l'impiegato ha diritto alle provvigioni d'acquisizione per gli affari conclusi e non ancora provigionati o incassati alla fine del rapporto di lavoro" (cfr. sentenza impugnata, consid. 6). L'interessata afferma che il conteggio in parola (doc. 9) sarebbe conforme al contratto e che il suo direttore ne avrebbe confermato in modo preciso e lineare la correttezza. Simili critiche, invero appellatorie e come tali inidonee a sostanziare un arbitrio nella valutazione delle prove operata dalla Corte cantonale (DTF 148 I 127 consid. 4.3 pag. 135; 147 V 35 consid. 4.2; 140 III 264 consid. 2.3), non convincono. Intanto, le dichiarazioni di C.________ configurano delle affermazioni di parte, reputate dalla Corte cantonale "un'opinione del teste" (cfr. sentenza impugnata, pag. 13 consid. 14). Secondariamente, esse non sono corroborate da altre prove (cfr. sul valore probatorio di una dichiarazione di parte: DTF 143 III 297 consid. 9.3.2 pag. 332; sentenza 5A_56/2018 del 6 marzo 2018 consid. 4.2.2). Anzi, come rilevato dalla Corte cantonale, la ricorrente non ha prodotto i documenti a lei richiesti dal giudice, né ha spiegato come ha calcolato le cifre del suo conteggio (doc. 9; cfr. sentenza impugnata, pag. 9 consid. 7), in particolare le provvigioni di acquisizione per affari conclusi ma non ancora incassati (cfr. art. 16 capoverso 2 del contratto), che hanno una trattazione contrattuale diversa da quella per le provvigioni ricorrenti (cfr. art. 16 capoverso 3 del contratto).