Citation: 6B_500/2022 E. 2.4

2.4. L'art. 7 LAG prevede che il patrocinio d'ufficio è ordinato quando una parte non designa un patrocinatore pur non essendo manifestamente in grado di condurre la propria causa. Conformemente all'art. 8 cpv. 1 LAG, l'onorario e le spese di patrocinio sono garantiti dallo Stato secondo la tariffa fissata dal Consiglio di Stato. Secondo l'art. 10 LAG, l'autorità competente a concedere l'assistenza giudiziaria e a designare il patrocinatore d'ufficio è quella del merito. La difesa d'ufficio si caratterizza con il mandato che lo Stato conferisce a un avvocato a favore dell'imputato (DTF 141 IV 344 consid. 4.2 pag. 347). Con la sua designazione, tra l'avvocato e lo Stato si instaura un particolare rapporto di diritto pubblico, nell'ambito del quale il primo è chiamato a svolgere un compito di interesse pubblico, a cui non può di regola sottrarsi (cfr. art. 12 lett. g della legge federale del 23 giugno 2000 sulla libera circolazione degli avvocati [LLCA; RS 935.61]; messaggio del Consiglio di Stato, citato, pag. 9). Il secondo gli garantisce un'adeguata retribuzione stabilita sulla base di norme di legge (cfr. art. 8 LAG; DTF 141 IV 344 consid. 4.2 pag. 347). Il mandato riveste carattere obbligatorio per l'avvocato e il cliente d'ufficio. Questi non può opporsi alla designazione di un patrocinatore d'ufficio se è realizzato il principio della necessità di un simile patrocinio (DTF 131 I 217 consid. 2.4 pag. 220). Nemmeno l'avvocato è autorizzato a rifiutare il mandato, tranne in casi eccezionali. Egli non è abilitato a mettere fine al mandato in modo unilaterale e neppure d'intesa con il suo cliente d'ufficio (DTF 141 IV 187 consid. 1.1; 131 I 217 consid. 2.4 pag. 220).