Citation: 7B_658/2023 E. 1.3

1.3. In casu, il ricorrente non adduce alcunché a dimostrazione della sussistenza di un pregiudizio irreparabile. Il fatto che gli sia stata negata - come da lui sostenuto - la possibilità di consultare le prove registrate sulla chiavetta USB non comporta di principio un pregiudizio di natura giuridica, poiché gli è - stato - possibile rinnovare tale doglianza prima del termine del procedimento. Infatti, come risulta dalla sentenza impugnata (consid. 4, pag. 19), l'interessato, unitamente al proprio difensore, si è lamentato, al dibattimento d'appello, dell'impossibilità di visionare in carcere il contenuto della chiavetta USB con i dati estrapolati durante la sua visione reperti del 17 e 20 febbraio 2023. La Corte di appello e di revisione penale ha segnalato, nel giudizio del 30 marzo 2023, di non aver trovato nulla, nella chiavetta USB, che "avvalorasse la tesi difensiva del reclamante e che quanto lamentato in via pregiudiziale non scalfiva l'accertamento dei fatti" (cfr. sentenza impugnata, ibidem). L'imputato, che considera "inverosimile" una tale "affermazione" (ricorso, pag. 9 in fine), ha impugnato questa sentenza davanti al Tribunale federale (art. 78 segg. LTF; nel caso di una decisione sull'utilizzabilità delle prove, cfr. DTF 144 IV 90 consid. 1.1.3; 141 IV 284 consid. 2). Pertanto, non è per nulla manifesto l'adempimento dei presupposti dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF. Il ricorso risulta dunque inammissibile sotto questo aspetto.