Citation: 6B_374/2009 26.10.2009 E. 3

Appurata l'assenza della necessaria - secondo il diritto cantonale dei Grigioni - autorizzazione per il ripopolamento ittico, la I. Camera penale ha ritenuto che l'iniziativa dei passeggeri dei voli incriminati fosse di carattere privato-turistico. L'atterraggio in montagna al di fuori delle ufficiali aree previste a questo scopo necessitava dunque un'autorizzazione del DATEC conformemente all'art. 8 cpv. 5 LNA. Poiché tale autorizzazione non è stata richiesta né rilasciata, il ricorrente si è reso colpevole di violazione dell'art. 8 cpv. 3 LNA unitamente all'art. 54 cpv. 1 OSIA. 3.1 A mente dell'insorgente, le conclusioni a cui giunge l'autorità cantonale sono incomprensibili ed esulano da quanto impone l'art. 8 LNA unitamente all'art. 54 OSIA. Sostiene di non capire per quale ragione non poteva supporre che i suoi passeggeri fossero autorizzati a immettere i pesci nel lago e abilitati a compiere lavori di pulizia, oppure ancora che il responsabile regionale del soccorso alpino adempisse alle sue regolari ispezioni. L'insorgente pretende che, viste le circostanze concrete del caso, egli poteva in buona fede escludere che i voli in questione fossero di natura turistica e quindi ritenere che non fosse necessario richiedere un'autorizzazione per atterrare al lago Y.________. Il 5 agosto 2005 egli ha infatti imbarcato dei sacchi d'acqua contenenti dei pesci, inoltre i suoi passeggeri, tra i quali figurava pure il capo-regione del soccorso alpino, portavano seco degli attrezzi. Il ricorrente poteva quindi ragionevolmente escludere che lo scopo dei voli fosse turistico e non era tenuto a chiedere se fosse stata rilasciata un'autorizzazione per il ripopolamento ittico. 3.2 Il ricorrente non contesta la conclusione dell'autorità cantonale per cui i voli del 5 agosto 2005 erano dei voli di turismo ai sensi dell'art. 8 cpv. 3 LNA, ma si prevale implicitamente di un errore sui fatti, segnatamente di un errore sul carattere dei voli in esame. Giusta l'art. 8 cpv. 3 LNA, gli atterraggi in montagna, in voli di addestramento o di turismo, possono aver luogo sulle aree di atterraggio designate dal DATEC, d'intesa con il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e le autorità cantonali competenti. L'art. 54 cpv. 1 OSIA precisa che il DATEC d'intesa con il DDPS e le autorità cantonali competenti designa le aree di atterraggio situate a un'altitudine superiore ai 1100 metri, impiegate a scopo di istruzione, d'esercizio o di sport o per il trasporto di persone a scopi turistici. Per motivi importanti, delle eccezioni di breve durata alle prescrizioni dell'art. 8 cpv. 3 LNA possono essere concesse dal DATEC, d'intesa con le autorità cantonale e comunale competenti (art. 8 cpv. 5 LNA). Secondo l'art. 13 CP (rispettivamente l'art. 19 vCP) - applicabile in virtù del rinvio dell'art. 95 cpv. 1 LNA unitamente all'art. 2 DPA (RS 313.0) - chiunque agisce per effetto di una supposizione erronea delle circostanze di fatto è giudicato secondo questa supposizione, se gli è favorevole. Se avesse potuto evitare l'errore usando le debite precauzioni, è punibile per negligenza qualora la legge reprima l'atto come reato colposo (art. 13 cpv. 2 CP rispettivamente art. 19 cpv. 2 vCP). L'art. 91 n. 1 LNA reprime le contravvenzioni alla LNA commesse intenzionalmente o per negligenza. 3.2.1 Anche se indirettamente, la I. Camera penale ha ritenuto che il presunto errore del ricorrente fosse evitabile. In effetti, ha rilevato che, nel caso fosse stato presente anche il guardapesca tra i passeggeri dei voli in esame, l'insorgente avrebbe potuto inferire che gli autori del ripopolamento ittico disponessero delle necessarie autorizzazioni dell'Ufficio cantonale per la caccia e la pesca. Sennonché il 5 agosto 2005 il guardapesca non figurava tra i passeggeri dell'elicottero. In sua assenza egli non poteva dunque ammettere che il ripopolamento e gli atterraggi fuori dalle specifiche aree di atterraggio in montagna fossero permessi, avrebbe dovuto anzi sincerarsi dell'esistenza delle debite autorizzazioni. Che tra i passeggeri dei voli v'era il responsabile del soccorso alpino nulla muta. Questi infatti ha solo approfittato di un posto libero nell'elicottero per l'ispezione della zona. 3.2.2 Gli argomenti dell'autorità cantonale non prestano il fianco a critiche. Lo stesso ricorrente non pretende né spiega perché su questo punto la decisione violerebbe il diritto. Sicché non v'è ragione si attardarsi oltre sulla questione.