Citation: 6B_217/2013 E. 3

Il MPC lamenta la violazione dell'art. 305 bis CP, nella misura in cui il TPF avrebbe negato l'idoneità vanificatoria di alcuni atti di riciclaggio. Ritiene che già la semplice apertura di conti bancari in vista di accogliere denaro di origine criminale costituirebbe un atto autonomo di riciclaggio di denaro. Del resto, l'autorità inquirente dell'antefatto avrebbe avuto non poche difficoltà nel reperire la documentazione dei conti, a causa anche della loro apertura all'estero rispetto al domicilio dell'imputato. A mente del MPC, pure i trasferimenti tra conti cifrati in Svizzera, di cui ai capi d'accusa I.1.3.5, I.1.3.6 e I.1.3.19, adempirebbero gli estremi del riciclaggio di denaro. A questo proposito, oltre a violare l'art. 80 cpv. 2 CPP, per non aver preso in considerazione l'ultimo dei citati capi d'accusa, il TPF sarebbe incorso nell'arbitrio, avendo considerato che le imputazioni censurassero l'utilizzo di cifrature, laddove invece l'accusa verterebbe in realtà sui trasferimenti da conto cifrato a conto cifrato. Infine, per il MPC, anche la costituzione di una società di comodo, in specie di una fondazione con sede a Vaduz, dev'essere considerata un atto di riciclaggio, contrariamente a quanto ritenuto, senza una motivazione specifica in urto all'art. 80 cpv. 2 CPP, dal TPF.