Citation: 2C_378/2013 E. 5.5

5.5. A torto non considerata nell'apprezzamento complessivo che la Corte cantonale era chiamata a compiere per valutare la minaccia da lui costituita (precedente consid. 3.2), tale sostanziale svolta nel comportamento del ricorrente trova inoltre conferma nella decisione presa il 1° dicembre 2011 dai Giudici del Tribunale penale cantonale di comminargli una pena sospesa, nonostante fossero confrontati con una fattispecie che ricadeva sotto l'art. 42 cpv. 2 CP. Se infatti è vero che la condanna ad una pena sospesa non presuppone il sussistere di una prognosi positiva, ma solo l'assenza di una prognosi negativa, e che - considerata l'incertezza legata ad una simile prognosi - la sospensione costituisce dunque la regola (42 cpv. 1 CP; DTF 134 IV 1 consid. 4.2.2 pag. 5 seg.; sentenze 2C_845/2012 del 13 febbraio 2013 consid. 4.3.3 e 2C_4/2011 del 15 dicembre 2011 consid. 3.4.2), ciò non vale invece quando si sia confrontati - come nel caso in esame - con un imputato che ha commesso nuovi reati nei cinque anni successivi alla sua condanna ad una pena detentiva superiore a sei mesi (art. 42 cpv. 2 CP). In una tale costellazione, l'assenza di una prognosi negativa non è infatti sufficiente; occorre bensì che il timore di un comportamento recidivo, che si basa sull'infrazione nuovamente perpetrata, sia compensato da circostanze particolarmente favorevoli, che secondo giurisprudenza risultano date se l'infrazione da giudicare non ha rapporto alcuno con le infrazioni commesse in precedenza rispettivamente quando - per l'appunto - le condizioni di vita del condannato si sono modificate in maniera particolarmente positiva e sussiste pertanto un'aspettativa concreta e fondata che egli si sia emendato (DTF 134 IV 1 consid. 4.2.3 pag. 6 seg.; sentenza 6B_160/2012 del 5 aprile 2013 consid. 4.2).