Citation: 1B_261/2019 E. 2.1

2.1. La CRP ha rilevato che, secondo l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP, si può interporre reclamo contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali dei tribunali di primo grado, eccettuate le decisioni ordinatorie. Ha aggiunto che giusta l'art. 65 CPP, le disposizioni ordinatorie del giudice possono essere impugnate soltanto insieme con la decisione finale (cpv. 1); quelle prese prima del dibattimento da chi dirige il procedimento in un'autorità giudicante collegiale possono, d'ufficio o su domanda, essere modificate o annullate dal collegio (cpv. 2). Ha precisato che, secondo la giurisprudenza, le decisioni ordinatorie, ossia quelle che concernono l'avanzamento e lo svolgimento del procedimento penale senza concluderlo, possono nondimeno essere impugnate con reclamo qualora comportino un pregiudizio irreparabile, nozione quest'ultima che, riguardo al citato art. 393 cpv. 1 lett. b CPP, è identica a quella dell'art. 93 cpv. 1 lett. a CPP (DTF 140 IV 202 consid. 2.1 pag. 204 e rinvii). Ha osservato, rettamente, che, secondo la prassi, una decisione di sospensione e di rinvio per complemento d'istruzione emanata dal tribunale di primo grado in applicazione dell'art. 329 cpv. 2 CPP è una decisione ordinatoria, motivo per cui contro di essa è dato il reclamo soltanto in presenza di un pregiudizio irreparabile (DTF 143 IV 175 consid. 2.2 pag. 177), da dimostrare dall'interessato (DTF 141 IV 284 consid. 2.3 pag. 287). Accertato che il ricorrente non ha fatto valere alcun pregiudizio irreparabile, né un tale nocumento era ravvisabile, ha stabilito che la contestata decisione di rinvio, ordinatoria, e quella del presidente della Corte delle assise correzionali non sono impugnabili.