Citation: 6B_647/2017 E. 2.6

2.6. Giusta l'art. 212 cpv. 3 CPP, la durata della carcerazione preventiva o di sicurezza non può superare quella della pena detentiva presumibile (DTF 139 IV 270 consid. 3.1). Qualora sia già stata pronunciata una decisione giudiziaria di prima istanza con la commisurazione della pena, essa costituisce un indizio importante sulla durata presumibile della sanzione (sentenza 6B_73/2017, citata, consid. 4.1 e riferimenti). La Corte di primo grado ha condannato il ricorrente alla pena detentiva di 30 mesi, ridotta dalla CARP a 25 mesi. Quest'ultima pena non è contestata dal ricorrente che in sede di appello aveva prospettato una pena detentiva massima di 24 mesi. Come visto, nelle osservazioni del 3 luglio 2017 al Tribunale federale il ricorrente aderisce in sostanza alla presa di posizione della Corte cantonale, secondo cui, tenendo conto della pena detentiva rimanente relativa alla precedente condanna, l'espiazione sarebbe terminata il 22 giugno 2017. Dinanzi alla precedente istanza, la carcerazione cui era sottoposto il ricorrente era quindi ancora proporzionata alla durata della presumibile pena detentiva alla quale egli avrebbe potuto essere condannato. Alla luce di quanto esposto risulta quindi che la privazione della libertà del ricorrente era coperta da un valido titolo giuridico di carcerazione del diritto processuale penale, quando il 20 aprile 2017 la Corte cantonale ha statuito sull'appello. In concreto la censura ricorsuale, secondo cui la misura del trattamento stazionario non potrebbe essere ordinata dopo che l'imputato ha interamente espiato la pena detentiva, concerne quindi una questione teorica, che non deve pertanto essere vagliata in questa sede.