Citation: 6B_814/2008 16.04.2009 E. 3

La ricorrente lamenta un apprezzamento arbitrario delle prove. 3.1 A mente dell'insorgente, sarebbe arbitrario ritenere attendibili le sue dichiarazioni ai medici della Clinica D.________ perché la vittima si trovava in una situazione psichica compromessa dalla forte sintomatologia da stress, era imbottita di farmaci e in stato di deperimento alimentare. Le dichiarazioni fatte in questo contesto non potrebbero essere paragonabili a quelle rilasciate in ambito istituzionale in momenti di maggiore stabilità psicologica, come invece fa l'autorità cantonale. Il riferimento alle dichiarazioni della ricorrente rilasciate ai medici della Clinica D.________ non appare arbitrario. Anzi, si tratta di un elemento di rilievo per determinare se il racconto dei fatti della vittima è lineare e costante. Da quanto riportato dai medici di suddetta clinica non risulta che la ricorrente fosse imbottita di medicamenti, al contrario essi osservano come fosse stata poco collaborativa soprattutto in riferimento all'assunzione di farmaci (incarto cantonale n. 105 pag. 4). Non si vede poi come lo stato di deperimento alimentare possa aver influito sull'attendibilità delle sue affermazioni. Come giustamente già rilevato dalla CRP, è legittimo fondarsi anche sulle dichiarazioni della vittima ai medici della clinica in cui è stata ricoverata, in quanto si tratta di esternazioni in ambito privato e terapeutico in un contesto meno imbarazzante rispetto ad audizioni in un quadro istituzionale. Si osserva, di transenna, come sia stata la stessa vittima a fornire all'autorità inquirente i rapporti dei medici della Clinica D.________. 3.2 Lo stato di shock in cui si trovava, continua la ricorrente, le ha fatto percepire gli atti compiuti su di lei come un'unica violenza tanto da non riuscire a fare la distinzione tra le dita e il membro dell'accusato né a distinguere se si fosse difesa strenuamente o meno. La CRP avrebbe quindi commesso arbitrio nel sostenere che la versione della vittima non è suffragata da elementi oggettivi basandosi sull'indicazione "paziente virgo". Infatti, il dolore e lo spavento della ricorrente erano tali da indurla addirittura a pensare che fosse stata penetrata con il pene dell'accusato. Arbitraria sarebbe inoltre l'affermazione della CRP secondo cui la versione della vittima sarebbe contraddetta dagli accertamenti oggettivi e medici agli atti. In realtà, la versione della vittima è stata confermata dal medico e dalla perita, ed è inconfutabilmente compatibile sia con la sua situazione personale, sia con le ferite constatate. La CRP ha ritenuto che la versione dei fatti fornita dalla vittima è contraddetta dagli accertamenti oggettivi e medici agli atti come già rilevato dal Procuratore pubblico nella sua decisione di abbandono. Malgrado elementi oggettivi - quali l'assenza di riscontri con il test del DNA e l'indicazione "paziente virgo" del rapporto medico dell'Ospedale E.________ - escludano che ci sia stata penetrazione, la vittima ha richiesto la contraccezione d'emergenza (pillola del giorno dopo). L'autorità cantonale ha quindi concluso che la vittima aveva una percezione non corrispondente alla realtà di quanto successo. Ora non si scorge come l'argomentazione dell'autorità cantonale e la sua conclusione possano essere non solo opinabili, ma addirittura insostenibili. D'altronde, la stessa ricorrente ammette di essersi trovata in uno stato psichico tale da non più permetterle di percepire quanto accaduto. Certo la dr. F.________ ha definito credibili le dichiarazioni della vittima, ma questa valutazione teneva conto della sofferenza espressa dalla ricorrente e della struttura del racconto, ma non degli elementi oggettivi emersi durante l'inchiesta. La stessa psichiatra ha descritto come poco spiegabile il ricordo della vittima della supposta penetrazione che appare come limpido e vivido in un momento di notevole confusione e al buio. Diversamente da quanto affermato nel gravame, il rapporto medico-legale non conferma integralmente il racconto della vittima, in particolare in merito ai segni rilevati sul collo lo specialista rileva che sono maggiormente compatibili con suzioni piuttosto che con costrizioni manuali. Il dr. G.________ ha inoltre affermato che le lesioni riscontrate nella vittima sono compatibili, oltre che con il racconto della ricorrente (tranne per la penetrazione e il morso "lì in basso"), anche con quello dell'accusato. Per il resto, la decisione di abbandono a cui la CRP rinvia, illustra dettagliatamente la mancanza di riscontri oggettivi del racconto della vittima su cui però il ricorso tace. La censura risulta pertanto infondata.