Citation: 4C.12/2005 25.01.2005 E. 3

Adita dalla soccombente, il 25 novembre 2004 la II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha riformato la pronunzia pretorile, accogliendo integralmente la petizione. Due sono le ragioni che hanno indotto la Corte cantonale ad ammettere l'esistenza di una relazione contrattuale fra le parti. La prima è di ordine procedurale e si fonda sul fatto che negli allegati introduttivi di causa il convenuto non ha contestato che la firma apposta per accettazione fosse la sua; tale circostanza è stata eccepita per la prima volta in occasione dell'udienza preliminare e dunque tardivamente (cfr. art. 78 CPC/TI). Di conseguenza la soluzione proceduralmente corretta era quella di ritenere che la firma emanava direttamente dal convenuto, senza prendere in considerazione le dichiarazioni contraddittorie dei vari testi a questo proposito, l'assunzione di prove essendo limitata ai fatti contestati (art. 184 cpv. 2 CPC/TI). Ma anche ammettendo che la firma non fosse quella del convenuto bensì quella del dr. B.________ - hanno proseguito i giudici ticinesi nella seconda parte della loro pronunzia - l'esito della causa non sarebbe diverso. L'istruttoria ha infatti permesso di accertare che la conferma d'ordine era pervenuta alla ditta presso la quale lavorava il convenuto; che questi aveva permesso al dr. B.________ di utilizzare le infrastrutture di tale ditta, fra cui il fax da cui è stata trasmessa la conferma d'ordine firmata; che tale documento conteneva l'indicazione esplicita per cui "salvo diverse istruzioni scritte ed approvate dalla X.________ s.a.s. [...] trascorsi 6 giorni dalla data d'invio [l'ordine] si intende integralmente accettato alle condizioni particolari in essa specificate e alle condizioni generali di vendita ed uso già sottoscritte dall'acquirente per presa di conoscenza e accettazione". In simili circostanze, l'istituto giuridico della lettera di conferma essendo conosciuto nei rapporti commerciali sia in Svizzera che in Italia, i giudici cantonali hanno stabilito che - a prescindere dalla sua eventuale accettazione - la mancata contestazione della conferma d'ordine entro il predetto termine comportava l'accettazione del suo contenuto, in particolare del fatto che "la commissione [era stata] conferita alla X.________ s.a.s. da A.________". Nulla muta, ha infine concluso la Corte ticinese, il fatto che l'attrice avesse inizialmente accordato al convenuto una commissione di mediazione, il diritto svizzero conoscendo l'istituto della mediazione per interposizione.