Citation: 1C_152/2023 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha rilevato che il PPCB costituisce un piano con un grado di precisione elevato, che persegue lo scopo di tutelare e di valorizzare la collina di Biogno e la relativa chiesa. Esso definisce nel dettaglio le aree non edificabili, finalizzate a salvaguardare la visibilità e la prospettiva della chiesa, nonché i perimetri di edificazione, suddivisi in comparti, in cui devono essere compresi i volumi costruibili. La Corte cantonale ha inoltre accertato che il PPCB presenta un alto grado di attuazione, giacché la maggioranza dei 14 comparti edificabili è stata nel frattempo costruita, rimanendo ora essenzialmente da edificare solo i comparti (IV, V, VI e VII) che interessano i fondi della ricorrente. I giudici cantonali hanno rilevato che l'alto grado di precisione e di realizzazione del PPCB depongono per il mantenimento della sua validità. Hanno tuttavia considerato che il periodo di durata del piano, confermato nel 1993 nell'ambito della revisione generale del piano regolatore, raggiungeva già 24 anni al momento della presentazione della domanda di costruzione (9 maggio 2017) e oltrepassava quindi significativamente l'orizzonte pianificatorio quindicennale della zona edificabile. Ciò imponeva di verificare la necessità di una revisione o di un adattamento della pianificazione. La precedente istanza ha altresì rilevato che, alla lunga durata del piano, si aggiungeva la circostanza che il complesso ecclesiastico costituito dalla chiesa, dal cimitero e dalla via crucis era censito nell'ISOS dal 2005. Ha constatato che l'inventario inseriva la maggior parte dei fondi della ricorrente nell'intorno circoscritto I con obiettivo di salvaguardia "a" e con la raccomandazione, in particolare, di istituire un divieto di edificazione. Questa circostanza, successiva all'approvazione del PPCB, era di rilievo e doveva essere presa in considerazione, concorrendo a giustificare il riesame della pianificazione. La Corte cantonale ha pure tenuto conto del possibile sovradimensionamento della zona edificabile e del conseguente obbligo di ridurla. Ha quindi concluso che una licenza edilizia non poteva essere rilasciata prima di riesaminare la pianificazione: spettava poi al Comune valutare nell'ambito della seconda fase le conseguenze del riesame, segnatamente con riferimento ai fondi della ricorrente.