Citation: 1C_4/2018 E. 4.8

4.8. Le ricorrenti lamentano una violazione del principio della coordinazione siccome il Governo ha rinviato a una procedura successiva anche le modalità di gestione delle piene e degli spurghi, la determinazione delle misure volte a garantire il bilancio in materiale detritico del corso d'acqua nonché l'elaborazione di un concetto per lo smaltimento del materiale di scavo e dei rifiuti edili prodotti. La Corte cantonale non si è pronunciata su tali questioni. Poiché la causa le è rinviata per un nuovo giudizio, le spetterà statuire al riguardo nel seguito della procedura. Giova in particolare rilevare che le operazioni di spurgo e di evacuazione delle piene, così come le misure destinate a riequilibrare il bilancio del materiale detritico concernono il diritto federale (cfr. art. 40 e 43a LPAc), che la Corte cantonale è di principio tenuta ad applicare d'ufficio (cfr. art. 110 LTF). Le modalità di spurgo toccano diversi interessi, quali quelli della protezione delle acque, quelli della natura e del paesaggio e quelli della pesca (DTF 125 II 591 consid. 5a-c). La problematica del bilancio in materiale detritico presenta analogie con quella dei deflussi discontinui (cfr. art. 39a LPAc) e concerne i provvedimenti destinati a preservare gli habitat della flora e della fauna indigene dagli effetti pregiudizievoli arrecati al corso d'acqua dall'impianto idroelettrico in discussione (cfr. art. 42a OPAc; Rapporto del 12 agosto 2008 della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati, in: FF 2008 7033, pag. 7052). Pure questi aspetti concernono quindi la compatibilità ambientale del progetto. Stante il rinvio alla Corte cantonale, è d'uopo, per motivi di economia procedurale, chinarsi di seguito sulle censure sollevate quo ai deflussi residuali.