Citation: I 321/02 08.10.2003 E. A

P.________, nata nel 1950, aveva esercitato negli anni 1968-1969 e dal 1974 al 1994 attività lucrativa in Svizzera. Dal 1° febbraio 1992 e fino al 15 dicembre 1994 era stata impiegata quale aiuto infermiera alla Casa di cura X.________. A contare dal 1° maggio 1993, oltre ad occuparsi delle faccende domestiche, aveva svolto questo lavoro a tempo parziale nella misura di 25.20 ore settimanali. In seguito al rientro in Italia, l'interessata ha, in data 6 giugno 1997, presentato all'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI) una domanda volta all'ottenimento di una rendita d'invalidità, a dipendenza di un'inabilità addebitabile segnatamente a poliartrosi. L'UAI, esperiti gli accertamenti medici ed economico-professionali, dopo aver disposto in particolare l'allestimento di una perizia medica (del 16 luglio 1999) presso il Centro medico Y.________ (Medizinisches Zentrum Z.________, in seguito: MZR), ha con decisione del 17 maggio 2000 respinto la richiesta di prestazioni assicurative per carenza di invalidità di grado pensionabile. Avendo proceduto alla valutazione dell'invalidità secondo il metodo misto, applicabile alle persone che esercitano un'attività lucrativa a tempo parziale e che accudiscono pure ai lavori domestici, ha ritenuto che l'assicurata sarebbe stata in grado di esplicare attività leggere in proporzioni tali da poter conseguire un reddito non invalidante, il grado d'invalidità essendo stato stabilito nella misura del 43 %.