Citation: 1C_245/2018 E. 2.2

2.2. I ricorrenti si limitano ad addurre, peraltro in maniera generica, che la concessione della deroga litigiosa per l'allungamento delle terrazze che invadono l'area inedificabile di 90 cm per la casa A e 50 cm per l'altra, non precluderebbe la sicurezza viaria né interessi pubblici o privati e che i balconi si integrerebbero bene sotto il profilo paesaggistico ed estetico. L'assunto non è decisivo. In effetti, i ricorrenti, disattendendo il loro obbligo di motivazione (art. 42 LTF), neppure tentano di dimostrare l'infondatezza dell'argomento principale posto a fondamento dell'impugnato giudizio, peraltro convincente, condivisibile, evidente e coerente, secondo cui per fruire convenientemente delle due abitazioni non è indispensabile estenderne i balconi. Questa conclusione, che adempie le esigenze di motivazione poste a una sentenza (DTF 144 III 145 consid. 2 pag. 146; 142 II 154 consid. 4.2 pag. 157), non lede il diritto di essere sentiti dei ricorrenti; non è inoltre per nulla arbitraria, né lo è il suo risultato. In effetti, come osservato dai ricorrenti, senza la deroga si è semplicemente in presenza di terrazze con diverse dimensioni e forme, al loro dire non ideali sotto il profilo estetico, soluzione peraltro parzialmente rimediabile adeguando il balcone della casa C. Il diniego della deroga non lede pertanto il principio di proporzionalità (DTF 144 I 126 consid. 8.3 pag. 144) né l'autonomia comunale, la Corte cantonale non avendo ecceduto il suo potere di apprezzamento (DTF 144 I 193 consid. 7.4.1 pag. 201; 143 I 272 consid. 2.3.2 pag. 278). Né l'accenno a una prassi comunale di concessione di deroghe in casi analoghi, peraltro non meglio precisati, potrebbe fondare nel caso di specie, eccezionalmente, un diritto all'uguaglianza di trattamento nell'illegalità (DTF 132 II 485 consid. 8.6 pag. 510). Secondo la costante prassi, il principio della legalità dell'attività amministrativa prevale infatti su quello della parità di trattamento. I ricorrenti, e l'autorità comunale, disattendono infatti che scopo precipuo di una deroga non è manifestamente di consentire la realizzazione di soluzioni ideali o la realizzazione di opere di mera comodità (sentenza 1C_614/2017 del 28 maggio 2018 consid. 4.1).