Citation: K 43/98 25.02.2000 E. 4

4.- a) La Cassa malati ricorrente non contesta che gli operatori del consorzio di aiuto domiciliare - di formazione aiuto familiare - che si erano occupati di C.________ fossero in grado, ai sensi dell'art. 51 OAMal, di soddisfare le aspettative che si ponevano nel quadro delle cure di cui la paziente necessitava. Trattandosi di prestazioni fornite nel 1996, ribadisce tuttavia che l'eventuale suo obbligo di copertura dovrebbe venir esaminato alla luce della Convenzione tariffale tra ATAD e FTCM del 1990, dal momento che la medesima, in virtù dell'art. 104 cpv. 1 LAMal, era rimasta applicabile nel periodo transitorio, dopo l'entrata in vigore della LAMal e prima dell'approvazione, nel gennaio 1997, della nuova Convenzione SPITEX tra i servizi di assistenza e di cura a domicilio, affiliati all'ATAD, e la FTAM. Ora, considerato come per tale regolamentazione solo i trattamenti a domicilio dispensati da infermieri diplomati fossero a carico delle Casse e che nel caso di specie tale condizione non era adempiuta, le fatture dell'opponente non potevano essere onorate. Questa tesi non può essere condivisa. b) Pertinentemente la precedente istanza ha già rilevato che la limitazione dell'assunzione delle cure SPITEX unicamente a quelle fornite da infermieri diplomati istituita dalla citata disposizione convenzionale è contraria all'ordinamento federale. Come detto, la LAMal ha in effetti previsto, dalla sua entrata in vigore, la copertura a titolo obbligatorio delle cure a domicilio ai sensi dell'art. 7 OPre, se effettuate, alternativamente, da infermieri o da organizzazioni di cure e d'aiuto a domicilio, ritenuto come per il personale impiegato da queste ultime è necessaria - ma anche sufficiente - una formazione corrispondente al mandato di prestazione (art. 51 OAMal; cfr. anche Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, pag. 66). Ciò premesso, la discussa restrizione convenzionale non può essere invocata richiamandosi all'art. 104 cpv. 1 LAMal. La ricorrente misconosce infatti la portata di questo disposto che è quella di mantenere transitoriamente in vigore le previgenti convenzioni tariffali nella misura in cui tuttavia esse adempiano alla funzione primaria conferita loro dalla legge, quale è quella di fungere da strumento per la determinazione della rimunerazione nell'assicurazione malattia obbligatoria e non invece quella di interferire nella regolamentazione del diritto alle prestazioni (cfr. gli art. 43 segg. LAMal; cfr. anche Maurer, op. cit. , pag. 78 seg). Riferendosi alla disposizione transitoria in oggetto, nel suo Messaggio concernente la revisione dell'assicurazione malattia del 6 novembre 1991 il Consiglio federale ha in effetti precisato che il motivo per cui le convenzioni tariffali esistenti non dovevano essere abrogate per legge risiedeva nella costatazione che la nuova disciplina legale non apportava modificazioni fondamentali nei rapporti tra fornitori di prestazioni e assicuratori (FF 1992 I pag. 184; cfr. anche pag. 143 e 148). Ora, laddove invece una convenzione previgente esuli dalla materia tariffale propriamente detta e contenga una regolamentazione di natura materiale, non è evidentemente pertinente richiamarsi all'art. 104 cpv. 1 LAMal per prolungarne la validità, specie quando, come in concreto, ne discenderebbe un'inammissibile restrizione delle prestazioni legali. Al proposito, la pronunzia querelata ha rettamente considerato come l'applicazione della norma convenzionale in discussione condurrebbe di fatto a posticipare di un anno l'entrata in vigore di prestazioni dell'assicurazione obbligatoria - quelle di cure SPITEX - definite indispensabili e urgenti dal legislatore e alle quali gli assicurati hanno quindi diritto, in virtù della legge e conformemente ai requisiti posti dalla medesima, sin dal 1° gennaio 1996 (cfr. Messaggio, op. cit. , pag. 102 seg. e 122 seg. ). Si rilevi come la stessa risulti peraltro inconciliabile anche con la libertà di scelta dell'assicurato, al quale la LAMal, in materia di cure a domicilio, conferisce la facoltà di ricorrere ai servizi di un'infermiere o a quelli di un'organizzazione di cure specifica (art. 41 LAMal, 51 OAMal, 7 cpv. 1 OPre; cfr. anche Maurer, op. cit. , pag. 66 e 72).