Citation: 2A.152/2006 22.03.2006 E. 2

2.1 Per prassi costante, una decisione d'irricevibilità emessa da un'autorità di ultima istanza cantonale, anche se fondata sul diritto procedurale cantonale, può essere impugnata con un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale laddove l'autorità, se avesse esaminato il merito del gravame, avrebbe dovuto applicare il diritto federale (DTF 127 II 264 consid. 1a; 124 II 499 consid. 1b; 123 II 231 consid. 2 e rispettivi rinvii). La vertenza avviata in sede cantonale si riferiva al mancato rinnovo del permesso di dimora del ricorrente, cioè un quesito disciplinato dal diritto federale. In linea di principio è quindi data la via del ricorso di diritto amministrativo. 2.2 In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso, salvo laddove un diritto all'ottenimento dello stesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; DTF 128 II 145 consid. 1.1.1). 2.3 In concreto, il ricorrente non può prevalersi di una disposizione particolare dell'ordinamento legislativo federale, da cui potrebbe derivargli un diritto al rilascio di un permesso di dimora. In particolare non può appellarsi su questo punto a nessuna disposizione della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS). Anche l'ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri (OLS), non contempla un simile diritto (DTF 115 Ib 1 consid. 1b e rinvio). La prassi ha inoltre escluso che dall'art. 9 Cost. (art. 4 vCost.) possa essere dedotto un diritto all'ottenimento dell'autorizzazione a soggiornare nel nostro Paese (DTF 126 II 377 consid. 4; 121 I 267 consid. 2 e rispettivi rinvii). Infine, egli non può nemmeno appellarsi all'art. 8 CEDU: in seguito al divorzio, la relazione che lo legava alla ex moglie non è più intatta (cfr. DTF 129 II 193 consid. 5.3.1; 120 Ib 257 1d) e il citato disposto è pertanto inapplicabile.