Citation: 2C_162/2008 07.07.2008 E. 5

Nel caso specifico controversa è la ripresa nell'utile imponibile di pagamenti effettuati per fr. 69'847.-- a C.________, per fr. 414'000.-- alla D.________SA e per fr. 236'600.-- a E.________. 5.1 I versamenti in favore di C.________ riguardano due fatture, l'una di DM 60'000.-- e l'altra di USD 12'000.--. Le fatture indicano che tali pretese si riferirebbero a prestazioni per consulenze diverse e per la realizzazione del progetto per la produzione di olio di soia a Dubai. 5.1.1 La ricorrente sostiene che C.________, suo amministratore delegato con diritto di firma individuale, ha fornito prestazioni di carattere professionale che vanno oltre i compiti di un amministratore. Egli avrebbe infatti curato i contatti con le controparti commerciali, soprattutto in loco, ed avrebbe collaborato nella ricerca dei finanziamenti necessari. 5.1.2 Considerato che C.________ ricopre un ruolo dirigenziale nella società ed è domiciliato all'estero, si impone particolare rigore nell'esaminare se la remunerazione versatagli sia giustificata dal profilo commerciale. A parte le due fatture allestite dall'amministratore stesso e le generiche indicazioni che vi figurano, agli atti non vi è tuttavia alcuna prova che supporti le allegazioni ricorsuali. In particolare non è documentata né l'esistenza di accordi contrattuali tra il beneficiario dei versamenti e la società né la natura e l'importanza dell'attività svolta a favore di quest'ultima. Come già rilevato dai giudici cantonali, non è del resto nemmeno dato di sapere quali siano la formazione e la professione di C.________ così come non è precisata la durata della sua permanenza a Dubai. La presunta implicita accettazione tra i costi deducibili delle spese vive occasionate dall'attività dell'amministratore è poi un fatto mai allegato in precedenza (cfr. art. 99 cpv. 1 LTF) e comunque da solo inadatto a dimostrare la fondatezza e l'entità degli onorari litigiosi. Del resto, nell'ambito della procedura cantonale, su questo punto l'insorgente aveva infine dichiarato di rimettersi al giudizio dell'autorità di ricorso. 5.1.3 Per quanto concerne le commissioni versate a C.________ la ricorrente non ha quindi ottemperato alle proprie incombenze probatorie. La ripresa deve pertanto essere confermata. 5.2 La D.________SA, con sede sociale a Montreux, ha ottenuto dalla ricorrente il pagamento di due fatture per complessivi USD 260'000.--, pretesi, secondo la causale delle fatture, quale commissione per il finanziamento della fabbrica per la produzione di olio a Dubai. Per lo stesso motivo a E.________, domiciliata a Torino, sono stati bonificati USD 140'000.--. 5.2.1 L'insorgente rileva che, nel quadro degli accertamenti esperiti durante la sospensione della procedura di ricorso cantonale, la Divisione delle contribuzioni ha in particolare sentito F.________, direttore della D.________SA. In tale occasione sarebbero state illustrate le modalità di finanziamento dell'operazione e i motivi del pagamento di commissioni. Secondo la ricorrente, le argomentazioni esposte avrebbero convinto l'autorità, tant'è che la stessa ha dichiarato di associarsi alle conclusioni della controparte. La Divisione delle contribuzioni sostiene invece che l'audizione ha permesso di suffragare l'esistenza di pagamenti alla D.________SA e a E.________, ma non di ritenerli giustificati. 5.2.2 Come già accennato (cfr. consid. 2.3), il ricorso alla Camera di diritto tributario ha effetto devolutivo (Thomas Meister, Rechtsmittelsystem der Steuerharmonisierung, Der Rechtsschutz nach StHG und DBG, tesi San Gallo 1994, pag. 161). Dopo il suo inoltro o quantomeno dopo la presentazione della relativa risposta di causa (cfr., ad esempio, l'art. 58 PA), l'oggetto del litigio soggiace pertanto alla competenza dell'istanza adita ed è sottratto al potere decisionale dell'autorità di tassazione (DTF 130 V 138 consid. 4.2; 127 V 228 consid. 2b/aa), che non può più riesaminare la propria pronuncia (Ulrich Cavelti in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer [DBG], 2a ed., Basilea 2008, n. 2 ad art. 140 LIFD). Di conseguenza, un'eventuale acquiescenza a posteriori può venir considerata come una proposta di accoglimento dell'impugnativa (Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, pag. 265), ma di per sé non esime l'autorità di ricorso dal verificare la fondatezza della stessa. Per di più, è evidente che se all'autorità di prima istanza non fosse preclusa la possibilità di rivedere una propria decisione, essa dovrebbe procedervi mediante un provvedimento di uguale natura. Nel caso specifico l'adesione dell'Ufficio di tassazione - che appariva invero estesa anche alla legittimità dei pagamenti, quantomeno da parte di una società vicina alla ricorrente - non si è per contro manifestata in una decisione formale. Inoltre il consenso riguardava in realtà solo taluni motivi dell'impugnativa, non le conclusioni in quanto tali, visto che l'autorità di prime cure aveva comunque confermato la richiesta di computare nell'utile imponibile anche i versamenti alla D.________SA e a E.________. Chiamata ad applicare il diritto d'ufficio, la Camera di diritto tributario era pertanto tenuta a valutare la questione della giustificazione commerciale di tali versamenti, che costituisce una questione di diritto (sentenza 2A.523/1997 del 29 gennaio 1999, in: ASA 68 pag. 449, consid. 4a) e rimaneva in ogni caso litigiosa, indipendentemente dalle argomentazioni fatte valere dalle parti. A giusta ragione essa è quindi entrata nel merito anche su questo punto. 5.2.3 Al riguardo, risulta che il G.________ di Lugano ha prestato garanzie ad una banca degli Emirati Arabi Uniti per l'importo di USD 7'000'000.-- a copertura del credito concesso alla H.________, l'entità giuridica costituita dalla ricorrente e da una società di investimenti di Dubai per la realizzazione dell'impianto per l'estrazione di olio di soia. Ulteriori garanzie per USD 2'250'000.-- sono poi state fornite direttamente alla H.________. Secondo la dichiarazione scritta del direttore della D.________SA ed il verbale di audizione del medesimo, nonché in base alle allegazioni ricorsuali, la D.________SA si sarebbe occupata di reperire presso terzi i capitali necessari per garantire a sua volta l'impegno del G.________. È per tale collaborazione che avrebbe pattuito la remunerazione litigiosa, in parte versatale direttamente ed in parte fatturata da E.________, persona da essa introdotta nell'operazione. 5.2.4 Ora, queste indicazioni illustrano in maniera alquanto generica l'asserita attività svolta dalla D.________SA e da E.________ a favore della ricorrente. In particolare, non chiariscono quali beni, per tipo ed entità, abbiano funto da garanzia, né precisano quali persone fisiche o giuridiche si siano concretamente portate garanti. Del resto, al di là delle affermazioni del direttore della D.________SA, già non è documentato che le garanzie prestate dal G.________ sono state controgarantite esclusivamente da beni riconducibili ad investitori reperiti dalla stessa D.________SA. Inoltre non sono nemmeno stati specificati i criteri di calcolo delle commissioni che, ammontando a USD 400'000.-- su presunte garanzie per USD 9'250'000.--, corrisponderebbero al 4,32 %. Agli atti non è segnatamente stata versata alcuna prova documentale degli accordi contrattuali intercorsi tra il G.________ e le sue controparti, ovvero i garanti direttamente, la D.________SA o la stessa ricorrente. Non vi sono neppure attestazioni bancarie che illustrino in modo circostanziato le garanzie finanziarie ricevute a tutela dell'impegno verso la banca medio-orientale così come non v'è traccia della convenzione tra la ricorrente e la D.________SA, da cui dovrebbe tra l'altro risultare il metodo di calcolo delle provvigioni litigiose. Considerati gli importi in gioco e la pratica bancaria è del tutto inverosimile che, come sostenuto in sede cantonale, non siano stati stipulati accordi scritti e che i rapporti tra il G.________, la D.________SA e E.________ fossero fondati soltanto sulla reciproca fiducia (cfr. sentenza 2A.237/2000 del 6 settembre 2000, in: RDAT I-2001 n. 18t, consid. 4b/aa). 5.2.5 In queste circostanze, si deve ritenere che lo svolgimento complessivo dell'operazione di finanziamento non è stato documentato in maniera sufficientemente precisa per poter valutare se i versamenti effettuati dalla ricorrente appaiano giustificati dal profilo commerciale. Secondo la prassi (cfr. consid. 4.4), a tale scopo occorrevano infatti prove più eloquenti riguardo alle prestazioni fornite dalle controparti. Le addotte difficoltà della ricorrente a procurarsi documentazione riservata di natura bancaria riferita anche a terze persone non possono attenuare le sue incombenze probatorie. La ripresa delle spese in contestazione va quindi confermata, e ciò non solo per l'importo pagato a E.________, domiciliata all'estero, ma anche per il versamento a favore della D.________SA, senza che sia peraltro necessario dimostrare in maniera diretta che gli effettivi beneficiari sono persone in qualche modo vicine alla ricorrente (cfr. sentenza 2A.237/2000 del 6 settembre 2000, in: RDAT I-2001 n. 18t, consid. 4b/bb). 5.2.6 Visto quanto precede, non occorre esaminare la fondatezza e le conseguenze derivanti dall'ulteriore questione evocata e comunque già lasciata aperta nel giudizio impugnato, ovvero la pretesa incongruenza tra la deduzione dei costi per il finanziamento dell'impianto industriale a Dubai, richiesta dalla ricorrente, e la mancata esposizione a bilancio della partecipazione azionaria nella società creata a tale scopo.