Citation: 4A_520/2008 20.07.2009 E. 6

Da ultimo, i ricorrenti contestano anche l'ammontare della somma posta a loro carico a titolo di risarcimento danni. Ancora una volta la censura si rivela infondata, nella misura in cui può essere considerata ammissibile. 6.1 Per determinare l'importo dei costi risarcibili per i lavori di progettazione - divenuti inutili a seguito dell'inadempienza contrattuale dei ricorrenti - la Corte cantonale si è riferita alla perizia giudiziaria. Lo stesso vale per quello relativo alla consulenza prestata dal commercialista: sulla base delle risultanze istruttorie i giudici hanno reputato che le prestazioni eseguite giustificano l'attribuzione di un importo mediano fra il minimo e il massimo indicato dal perito. 6.2 Ora, come rammentato al consid. 3.2, il giudizio sull'ammontare del danno riguarda l'accertamento dei fatti, che può venir censurato per i motivi e secondo le modalità descritte ai consid. 2.2. e 4.2.1. Nell'allegato ricorsuale non viene spiegato per quale ragione la decisione dei giudici ticinesi, di fissare il danno sulla base delle perizie giudiziarie, sarebbe arbitraria. I ricorrenti non hanno più fortuna laddove rimproverano alla Corte cantonale di aver effettuato un apprezzamento errato riconoscendo alle prestazioni del commercialista un valore medio tra quello minimo e quello massimo indicati dal perito giudiziario. Di certo non basta, per sostanziare l'arbitrio, limitarsi ad affermare apoditticamente che questo calcolo sarebbe manifestamente sbagliato e che le prestazioni del commercialista italiano giustificavano l'applicazione dell'aliquota minima.