Citation: 4C.168/2003 17.10.2003 E. 4

Il contenuto di un contratto viene determinato in primo luogo mediante l'interpretazione soggettiva, ovvero sulla base della vera e concorde volontà dei contraenti (art. 18 cpv. 1 CO). 4.1 L'interpretazione soggettiva poggia sull'apprezzamento delle prove e pertanto, a meno che non siano dati i presupposti delle eccezioni di cui agli art. 63 cpv. 2 e 64 OG - in concreto nemmeno evocati - sfugge all'esame del Tribunale federale chiamato a statuire su un ricorso per riforma (DTF 129 III 118 consid. 2.5 pag. 122, 126 III 25 consid. 3c, 375 consid. 2e/aa). Ne discende, come rettamente eccepito dalla parte convenuta, l'inammissibilità di tutti gli argomenti con i quali l'attore contesta gli accertamenti del Tribunale d'appello concernenti tale volontà, opponendovi la propria valutazione di atti e testimonianze (art. 43 cpv. 3 e 55 cpv. 1 lett. c OG). 4.2 La chiarezza apparente del testo di un contratto non ne esclude l'interpretazione, qualora altre circostanze facciano dubitare ch'esso restituisca con esattezza il senso dell'accordo (DTF 129 III 118 consid. 2.5 pag. 122, 127 III 444 consid. 1b). Nel caso specifico lo scopo perseguito dal piano sociale e il precetto d'uguaglianza - aspetti ben evidenziati nella sentenza impugnata, sui quali si tornerà anche in seguito - mostrano che il testo dell'art. 4 PS non basta per definire la cerchia dei beneficiari dell'indennità di licenziamento. È pertanto infondata la censura di violazione dell'art. 18 cpv. 1 CO, che l'attore propone implicitamente laddove asserisce che i giudici cantonali non avrebbero dovuto interpretare la clausola litigiosa.