Citation: H 444/00 25.06.2002 E. 4

4.- Nel caso di specie - premesso che semplici indiscrezioni e informazioni sulle presunte difficoltà finanziarie della ditta apparse sulla stampa non permettevano ancora di fondare e motivare l'istanza giudiziaria e che la circostanza che il 13 aprile e il 22 luglio 1997 la Cassa avesse concesso all'interessata dilazioni di pagamento non consentiva ancora di affermarne l'insolvibilità con conseguente conoscenza del danno -, la Corte cantonale non ha ritenuto di dover acquisire le prove testimoniali più volte richieste dal ricorrente e procedere all'edizione dalla Cassa di tutta la documentazione relativa alla ditta e al richiamo dell'incarto dell'Ufficio fallimenti. Per i primi giudici il momento della conoscenza del danno coincideva con la pubblicazione del decreto di sospensione della procedura fallimentare per mancanza di attivi sul Foglio ufficiale svizzero di commercio del ........ A questa opinione non può essere data adesione. a) Ritenuto che la giurisprudenza esposta al consid. 3a e b non esclude, in presenza di circostanze particolari, la possibilità per l'amministrazione di avere conoscenza del danno anche in una fase precedente, i primi giudici non avrebbero dovuto prescindere dall'audizione del teste Rivera, ispettore della Cassa, che era stata richiesta e che "prima facie" era tale da apparire rilevante per determinare gli aspetti temporali della conoscenza del danno. Il ricorrente aveva ripetutamente sostenuto che il citato funzionario lo avrebbe interpellato prima dell'emanazione del decreto di sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivi e si era informato della situazione della ditta presso l'Ufficio fallimenti subito dopo la dichiarazione del suo fallimento, ma prima della fine di febbraio 1998. b) Il ricorrente evidenzia altresì che nel febbraio 1998 era noto all'Ufficio fallimenti di L.________ che la liquidazione fallimentare sarebbe stata sospesa per mancanza di attivi, perché anche l'avvocato P.________, patrocinatore di un altro creditore, già in data 12 febbraio 1998 aveva ottenuto tale informazione da un funzionario di detto Ufficio. Avendo l'ispettore R.________ ottenuto dall'Ufficio fallimenti il numero telefonico privato del ricorrente, quest'ultimo conclude che anche il funzionario in questione sarebbe potuto venire a conoscenza del fatto che la liquidazione si sarebbe conclusa con la sospensione giusta l'art. 230 LEF. c) Orbene, l'accertamento della perenzione ruota attorno ad un orizzonte temporale di pochi giorni che non può essere risolto sulla base dei soli mezzi di prova disponibili e riconducibili unicamente alla pubblicazione della sospensione della procedura ex art. 230 LEF sul Foglio ufficiale del ........ È di palmare evidenza che occorre accedere alle audizioni testimoniali prospettate, per poter accertare in termini processualmente affidabili se nel febbraio 1998 la Cassa ha avuto o poteva avere, facendo uso della diligenza richiesta dalle circostanze, conoscenza del danno. Le carenze istruttorie evidenziate sono lesive del diritto di essere sentito dedotto dall'art. 29 cpv. 2 Cost. invocato dal ricorrente, che conferisce all'amministrato, prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di esprimersi, di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, di prendere visione dell'incarto, di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a; cfr. , riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost. , la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Infatti, nel caso in esame, dai soli atti ufficiali è impossibile accertare, con il grado di verosimiglianza richiesto nel diritto delle assicurazioni sociali, quando la Cassa sia venuta realmente a conoscenza del danno subito. S'impone pertanto un complemento istruttorio da parte della precedente istanza di giudizio, che dovrà disporre le audizioni testimoniali sopra indicate, come pure l'acquisizione degli ulteriori mezzi di prova la cui rilevanza dovesse emergere successivamente. d) Per quanto invece attiene alla richiesta d'edizione dell'intero incarto della fallita ditta da parte della Cassa, nonché di tutta la documentazione depositata presso l'Ufficio fallimenti di L.________, va rilevato che, in linea di principio, questa Corte non ammette una richiesta in termini generici di edizione di documentazione, atteso che è preciso dovere dell'interessato indicare con esattezza, potendosi da lui esigere che proceda in modo selettivo e mirato all'offerta e produzione dei mezzi di prova rilevanti per il giudizio e non incombendo ai giudici cantonali il compito di supplire ad eventuali carenze in tal senso (cfr. sentenza del 5 novembre 2001 in re F. consid. 4c, H 153/01). Nel caso di specie occorre tuttavia rilevare che la Corte cantonale - dopo l'intimazione della risposta di causa alle parti con la concessione della facoltà di presentare entro 10 giorni eventuali altri mezzi di prova - ha proceduto alla stesura del giudizio, senza aver preventivamente dichiarato chiusa l'istruttoria. Questo modo di operare ha indotto gli interessati a ritenere che avrebbero ancora potuto specificare quali documenti intendessero richiedere per sostenere la loro tesi. Ne consegue che l'insorgente dovrà poter indicare con esattezza quali documenti intende richiedere alla Cassa. Per quanto riguarda l'edizione dell'intero incarto fallimentare, va ricordato al ricorrente che in linea di principio deve produrre direttamente tutti i documenti rilevanti, che può ottenere in estratto dall'Ufficio fallimenti in conformità dell'art. 8a cpv. 1 LEF.