Citation: 5A_562/2019 E. 2.2

2.2. Il Presidente della Camera di protezione ha dapprima spiegato di poter unicamente trattare la richiesta volta a revocare la privazione del diritto di determinare il luogo di dimora del minore e a farlo rientrare a casa dai genitori, mentre la domanda di revocare il collocamento coattivo a scopo di cura e assistenza è di competenza della Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica (la cui procedura si è peraltro già conclusa con un decreto di stralcio) e le critiche contro l'operato asseritamente negligente dell'Autorità regionale di protezione 7 sede di Capriasca non giustificano l'avvio di un procedimento presso l'ispettorato (autorità di vigilanza). Il Giudice cantonale ha poi ritenuto che la conferma, da parte dell'autorità di protezione, del ritiro del diritto di determinare il luogo di dimora del figlio ai genitori rispetti i presupposti dell'art. 310 cpv. 1 CC e sia adeguata per tutelare il bene del minore. Dai vari pareri espressi dai professionisti che si occupano del figlio emerge infatti l'esigenza di continuare e di portare a termine il percorso terapeutico in comunità: un rientro a casa del minore sarebbe prematuro e rischioso, anche alla luce dell'attitudine dei genitori di negazione delle fragilità emotive e psichiche del figlio (fragilità che sembrano esistere indipendentemente dall'abuso di sostanze).