Citation: 5A_1079/2020 E. 5

Quando una lite diventa senza oggetto, il tribunale, udite le parti, dichiara il processo terminato e statuisce con motivazione sommaria sulle spese, tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite (art. 71 LTF in relazione con l'art. 72 PC). Il contestato decreto, che accoglie un'istanza di effetto sospensivo, costituisce una decisione incidentale che può essere immediatamente impugnata dinanzi al Tribunale federale unicamente se può causare un pregiudizio irreparabile, ossia un pregiudizio di natura giuridica che non può essere ulteriormente eliminato, perlomeno non completamente, nemmeno mediante l'emanazione di una decisione finale favorevole alla parte ricorrente (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF; l'ipotesi della lett. b non entra in linea di conto nel caso concreto; v. DTF 142 III 798 consid. 2.2; 141 III 80 consid. 1.2; sentenza 5A_30/2018 del 10 aprile 2018 consid. 4). Un danno economico o puramente fattuale non costituisce un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF (DTF 142 III 798 consid. 2.2; 141 III 80 consid. 1.2). Spetta alla parte ricorrente dimostrare che tale condizione sia adempiuta, fatti salvi i casi in cui essa risulta in modo evidente dalla decisione impugnata o dalla natura della causa (v. DTF 141 III 80 consid. 1.2; 138 III 46 consid. 1.2). Nella presente fattispecie l'esistenza di un danno irreparabile non è manifestamente riconoscibile e, quando si è chinata sull'ammissibilità del suo gravame ("In ordine"), la ricorrente non ha speso una parola in merito alla questione del danno irreparabile ai sensi della precitata norma. Nella motivazione del ricorso ("In fatto e in diritto") essa ha però affermato che "non può certo attendere infinitamente il pagamento del proprio credito, che ammonta ad oltre CHF 100'000.--, ritenuto che una ulteriore attesa, soprattutto in questi momenti di crisi, è suscettibile di causare alla parte ricorrente un notevole pregiudizio, ritenuto che anche la parte ricorrente deve far fronte ai pagamenti dei fornitori e dei partner contrattuali" e che "è notorio che, per una impresa come quella qui ricorrente (pur essendo solvibile), il fatto di non poter entrare in possesso della somma fatturata e per la quale ha svolto una notevole attività, è suscettibile di causare problemi di pagamento e [quindi, ndr] di immagine (...), anche in virtù delle asserite difficoltà finanziarie indicate dalla parte avversa stessa". Tale apodittica e superficiale argomentazione, fondata su mere ipotesi, è tuttavia del tutto inidonea a sostanziare l'esistenza di un pregiudizio irreparabile di natura giuridica. Se non fosse divenuto privo d'oggetto, il ricorso avrebbe quindi dovuto essere dichiarato inammissibile siccome rivolto contro una decisione non immediatamente impugnabile dinanzi al Tribunale federale. Le spese giudiziarie (ridotte in virtù dell'art. 66 cpv. 1 seconda frase LTF) e le ripetibili vanno pertanto poste a carico della ricorrente (art. 66 cpv. 1 prima frase e 68 cpv. 1 e 2 LTF). Per questi motivi, la Giudice presidente decreta: