Citation: 5A_723/2014 E. 3.1

3.1. Secondo la ricorrente, il Tribunale d'appello avrebbe accertato i fatti in modo manifestamente inesatto per avere ritenuto che il Pretore si sia assicurato che ella avesse firmato l'accordo del 7 settembre 2011 dopo matura riflessione ai sensi dell'abrogato art. 140 cpv. 2 CC. La ricorrente rileva che formalmente ciò non risulta dal verbale di udienza e che, considerato anche il suo atteggiamento impulsivo durante l'udienza (ha spontaneamente depositato le chiavi dell'abitazione di X.________ sul tavolo del Giudice di prime cure), il Pretore non poteva ignorare che ella necessitava "di almeno alcuni giorni, per esaminare e far proprie le conseguenze dell'accordo". L'insorgente si limita tuttavia ad esporre la propria opinione, senza nemmeno tentare di dimostrare che la valutazione contenuta nel giudizio impugnato sia arbitraria. Ella omette del tutto di considerare che l'autorità inferiore ha appurato che il testo della transazione è stato discusso ed elaborato nel corso dell'udienza in un ambiente disteso ed è poi stato sottoscritto dagli ex coniugi con i rispettivi patrocinatori. Disattende inoltre che i Giudici cantonali hanno accertato che le parti al termine dell'udienza hanno espressamente chiesto al Pretore di "passare indilatamente a sentenza". Trascura pure il fatto che, secondo quanto stabilito dall'autorità inferiore, il Giudice di prima istanza aveva ancora constatato in coda all'udienza, discutendo con le parti, come l'accordo fosse a piena soddisfazione di tutti. Con questi accertamenti - che confutavano il rimprovero mosso al Pretore di non essersi assicurato che la conclusione della transazione fosse avvenuta dopo una matura riflessione - la ricorrente non si confronta minimamente. La censura risulta pertanto inammissibile per difetto di una moti vazione che soddisfi le esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF.