Citation: 1P.346/1999 08.11.2000 E. 3.-

Occorre quindi esaminare se la criticata misu- ra pianificatoria è giustificata da un interesse pubblico preponderante e se è conforme al principio della proporzio- nalità, ritenuto che, come visto (cfr. consid. 2), il ri- corrente non fa valere l'assenza di una base legale suffi- ciente. a) I piani di utilizzazione, istituiti per garan- tire un'utilizzazione funzionale del suolo e un'abitabilità razionale del territorio, compito costituzionale che spetta ai Cantoni in virtù dell'art. 75 cpv. 1 Cost. (che riprende essenzialmente il previgente art. 22quater vCost., cfr. FF 1997 I 230), devono delimitare in primo luogo le zone edi- ficabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, giusta l'art. 15 cpv. 1 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già edificati in larga misura (lett. a; al riguardo cfr. DTF 119 Ib 138 con- sid. 5b, 117 Ia 434 consid. 3e e rinvii) e quelli prevedi- bilmente necessari all'edificazione e urbanizzati entro quindici anni (lett. b). Di massima, un terreno che adempie queste esigenze deve essere attribuito alla zona edificabi- le, salvo che, dopo una ponderazione globale degli interes- si che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a salvaguardare (cfr. in particolare gli art. 1 e 3 LPT), debbano essere inclusi, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (DTF 118 Ia 151 consid. 4 e rinvii). Un terreno mantenuto o attribuito al territorio fuori della zona edificabile deve essere inclu- so, di massima, nella zona agricola ai sensi dell'art. 16 LPT quando è idoneo all'utilizzazione agricola o all'orti- coltura (lett. a) o quando è compreso nei terreni che, nell'interesse generale, devono essere utilizzati dall' agricoltura (lett. b; cfr. anche l'art. 3 cpv. 2 lett. a LPT). Riguardo alle zone agricole, il 1° settembre 2000, è entrato in vigore un nuovo art. 16 LPT (RU 2000 2042), di diverso tenore, che amplia la nozione di utilizzazione agricola (cfr. FF 1996 III 467 segg.; Marco Lucchini, Com- pendio giuridico per l'edilizia, Lugano 1999, pag. 282 seg.). Le procedure ricorsuali pendenti sono portate a ter- mine secondo il diritto previgente, nella misura in cui il nuovo diritto non sia più favorevole al richiedente; ciò che non è il caso in concreto (cfr. art. 52 cpv. 2 OPT, [RS 700.1]; RU 2000 2064). b) Secondo l'art. 15 lett. a LPT le zone edifica- bili comprendono i terreni idonei all'edificazione già edi- ficati in larga misura. Per la giurisprudenza, tale area include essenzialmente il territorio urbanizzato ristretto, oltre eventualmente a singole particelle inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificata, in genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (DTF 122 II 326 consid. 6c/aa, 455 consid. 6a, 121 II 417 consid. 5a e rinvii). Certo, il ricorrente sostiene che i suoi fondi avrebbero una chiara vocazione all'edificabili- tà, la loro ubicazione essendo tra l'altro pregevole e il nucleo di "Morchino" già edificato. La Corte cantonale ha tuttavia accertato che, salvo gli edifici che compongono tale nucleo, l'area ove sono situati i fondi risulta libera da costruzioni. Premesso che il ricorrente non censura l'eventuale arbitrarietà di questo accertamento, si può in concreto prescindere dall'esaminare se, e in che misura, il complesso colonico di "Morchino", quale eventuale costru- zione di carattere agricolo, debba essere considerato nella valutazione del comprensorio largamente edificato (cfr. DTF 116 Ia 197 consid. 2b e rinvio). Dagli atti risulta infatti che il territorio litigioso, delimitato dalla strada canto- nale, da un'ampia superficie boschiva e dalla zona edifica- bile del Comune vicino, e che - secondo lo stesso ricorren- te - misura poco più di 10'000 m2, è sostanzialmente inedi- ficato e costituisce un'area verde legata al nucleo di "Morchino" che assume un'importanza e una funzione indipen- denti rispetto al territorio circostante (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. b e art. 3 cpv. 3 lett. e LPT; DTF 121 II 417 con- sid. 5a). Essa non risulta pertanto edificata in larga mi- sura ai sensi dell'art. 15 lett. a LPT. c) Il ricorrente ritiene adempiuto anche il requi- sito dell'art. 15 lett. b LPT, secondo cui le zone edifi- cabili comprendono i terreni idonei all'edificazione ad es- sa prevedibilmente necessari e urbanizzati entro quindici anni. Certo, egli osserva che la contenibilità del nuovo piano regolatore non si scosterebbe sostanzialmente da quella del piano previgente. Non censura tuttavia un'even- tuale accertamento arbitrario dei fatti, segnatamente dei parametri demografici alla base del provvedimento pianifi- catorio litigioso, da parte della Corte cantonale, né tale circostanza è ravvisabile nella fattispecie. I Giudici can- tonali hanno infatti stabilito che la popolazione del Comu- ne di Paradiso è passata da 3'261 abitanti nel 1980 a 3'372 nel 1990, aumentando quindi del 3,4 %. Alla fine del 1994 il numero di abitanti ha raggiunto 3'585 unità. Sulla base di questa evoluzione demografica, il TPT ha quindi ritenuto improbabile l'esaurimento della contenibilità del piano re- golatore, commisurato a un totale di 11'200 unità insedia- tive, di cui 5'250 destinate agli abitanti. La conclusione della Corte cantonale, secondo cui, anche in considerazione dell'interesse generale a impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste (DTF 117 Ia 434 consid. 3e), i fondi appartenenti al ricorrente non risultano prevedibil- mente necessari all'edificazione ai sensi dell'art. 15 lett. b LPT, non presta pertanto il fianco a critiche. D'altra parte, il fatto che, come sostiene il ricorrente, i fondi in questione sarebbero urbanizzati non è determinan- te. Tale circostanza non gli conferisce infatti un diritto alla loro attribuzione alla zona edificabile (DTF 123 II 481 consid. 5c, 122 II 326 consid. 6a, 455 consid. 4a, 117 Ia 434 consid. 3g). d) Né appare determinante la circostanza, addotta dal ricorrente, secondo cui le particelle non si prestereb- bero a un'attività agricola moderna, che necessiterebbe di ampi spazi e di apposite macchine. La zona agricola non comprende infatti unicamente i terreni idonei all'agricol- tura, ma anche quelli che, nell'interesse generale, devono essere da essa utilizzati (cfr. art. 16 cpv. 1 lett. b LPT); ciò può anche essere il caso, come nella fattispecie, di fondi declivi, non strettamente idonei alla coltivazione (cfr. DTF 115 Ia 231 consid. 4, 113 Ia 32 consid. 3b/ee; sentenza del 12 dicembre 1995 nella causa M.-M., consid. 7c, pubblicata in ZBl 98/1997, pag. 266 segg.; Walter Hal - ler/Peter Karlen, Raumplanungs-, Bau- und Umweltrecht, Vol. I, 3aed., Zurigo 1999, n. 267). Né giova al ricorrente il fatto che il territorio in questione non sia designato come idoneo all'agricoltura dal piano direttore cantonale. In effetti, secondo la giu- risprudenza, divergenze dal piano direttore sono possibili, segnatamente quando siano oggettivamente giustificate, di secondaria importanza, e quando, secondo le circostanze, una previa formale modificazione del piano direttore non appaia ragionevole (DTF 119 Ia 362 consid. 4a e rinvii). In concreto la Corte cantonale ha tenuto conto delle partico- larità del caso, segnatamente della pregevole situazione dei fondi e del fatto che essi costituivano parte integran- te di un antico podere agricolo. In queste circostanze essa poteva ritenere che la loro attribuzione alla zona agricola soddisfacesse le esigenze pianificatorie (cfr. art. 1 e 3 LPT) e che una modificazione del piano direttore non appa- risse proporzionata. I Giudici cantonali potevano quindi, senza cadere nell'arbitrio, considerare come oggettivamente giustificata la divergenza tra il piano regolatore e il piano direttore (DTF 119 Ia 362 consid. 4c, pag. 370 seg.). e) La mancata attribuzione dei fondi litigiosi al- la zona edificabile risponde di conseguenza a un sufficien- te interesse pubblico, prevalente su quello del ricorrente a edificarli. Tale misura pianificatoria rispetta inoltre il principio della proporzionalità, ritenuto che le criti- cate limitazioni della proprietà sono idonee a raggiungere lo scopo desiderato e che sussiste un rapporto ragionevole tra lo scopo perseguito e i mezzi utilizzati (DTF 125 I 209 consid. 10d/aa, 441 consid. 3b e rinvii).