Citation: 9C_43/2023 E. 5.4

5.4. Contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, alla Corte cantonale non possono nemmeno essere rimproverate violazioni del diritto di essere sentito (art. 29 Cost.), segnatamente per la mancata audizione di C.________ e B.________ volta a provare le loro rassicurazioni. Il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) comprende il diritto dell'interessato di offrire prove pertinenti e di ottenerne l'assunzione (cfr. DTF 140 I 99 consid. 3.4 e 130 II 425 consid. 2.1), ma tale garanzia costituzionale non impedisce all'autorità di rinunciare a svolgere atti d'istruzione se, fondandosi su un apprezzamento coscienzioso delle prove (DTF 125 V 351 consid. 3a), è convinta che i fatti siano stati provati secondo il grado della verosimiglianza preponderante e nessun provvedimento probatorio supplementare possa modificare un tale apprezzamento. La violazione del diritto di essere sentito in relazione all'amministrazione delle prove è una questione che non ha una portata propria rispetto al motivo dell'apprezzamento anticipato delle prove (cfr. DTF 144 II 427 consid. 3.1.3; 136 I 229 consid. 5.3) e si fonde con il diritto materiale. Ora, nella fattispecie, i giudici di prime cure, hanno rinunciato a procedere all'audizione di C.________ e B.________ in quanto hanno ritenuto sufficienti gli elementi all'incarto per appurare la responsabilità del ricorrente nel senso dell'art. 52 LAVS, ritenuto tra l'altro che la rilevanza delle due audizioni atteneva al loro rapporto interno e non al rapporto esterno con la Cassa. La Corte cantonale poteva dunque, senza arbitrio, prescindere da accertamenti aggiuntivi superflui.