Citation: 4D_38/2020 E. 4.2

4.2. Il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) richiede che prima della propria decisione l'autorità senta effettivamente la parte ed esamini e consideri i suoi argomenti (DTF 134 I 83 consid. 4.1). La giurisprudenza ha dedotto da tale garanzia il diritto ad ottenere una decisione motivata. Il destinatario della decisione e ogni interessato deve poterla comprendere e impugnare con cognizione di causa e l'istanza di ricorso eventualmente adita deve potere esercitare pienamente il suo controllo. Per soddisfare tale esigenza è sufficiente che l'autorità menzioni almeno brevemente i motivi che l'hanno portata alla sua decisione. Questa non ha per contro l'obbligo di esporre e discutere tutti i fatti, mezzi di prova e censure invocati dalle parti. L'essenziale è che la decisione indichi chiaramente i fatti che sono stati accertati e le deduzioni che ne sono state tratte (DTF 142 II 154 consid. 4.2, con rinvii). In concreto la critica ricorsuale appare appena abbozzata e si rivela quindi in larga misura inammissibile, non bastando, per formulare un'ammissibile censura, semplicemente riprodurre una parte dell'appello. Per il resto essa si rivela infondata. La Corte cantonale ha infatti spiegato in maniera chiara di ritenere che la committente non aveva né allegato né provato la tempestiva notifica dei difetti. Sapere se così facendo, segnatamente alla luce delle citate deposizioni, essa sia incorsa in arbitrio esula dalla garanzia invocata e sarà esaminato nel prossimo considerando.