Citation: U 13/03 26.11.2003 E. 5.1

5.1.1 Confermando la giurisprudenza sviluppata nelle sentenze pubblicate in DTF 123 V 43 e RAMI 2001 no. U 435 pag. 332, questa Corte ha avuto modo di precisare, in una recente sentenza, il concetto di fattore esterno, definibile quale evento assimilabile ad infortunio, oggettivamente accertabile e percettibile, prendente origine esternamente al corpo ("ausserhalb des Körpers liegender, objektiv feststellbarer, sinnfälliger, unfallähnlicher Vorfall"; sentenza del 20 agosto 2003 in re H., U 17/03, destinata alla pubblicazione nella Raccolta Ufficiale). Facendo notare che l'esistenza di un evento assimilabile ad infortunio non può essere ritenuta in tutti quei casi in cui la persona assicurata riesce solo ad indicare in termini temporali la (prima) comparsa dei dolori oppure laddove la (prima) comparsa di dolori si accompagna semplicemente al compimento di un atto ordinario della vita che la persona assicurata è peraltro in grado di descrivere (consid. 4.2.1 e 4.2.2), il Tribunale federale delle assicurazioni ha subordinato il riconoscimento di un fattore esterno suscettibile di agire in maniera pregiudizievole sul corpo umano all'esistenza di un evento presentante un certo potenziale di pericolo accresciuto e quindi alla presenza di un'attività intrapresa nell'ambito di una tale situazione oppure di uno specifico atto ordinario della vita implicante una sollecitazione del corpo eccedente il quadro di quanto fisiologicamente normale e psicologicamente controllabile (consid. 4.2.2). Per il resto, questa Corte, conformemente a quanto da essa già statuito in precedenza, ha rammentato come l'intervento di un fattore esterno possa anche essere ammesso in caso di cambiamenti di posizione, che, secondo l'esperienza medico-infortunistica, sono sovente suscettibili di originare dei traumi sviluppantisi all'interno del corpo ("körpereigene Trauma", come ad es. il rialzarsi improvvisamente da posizione accovacciata, il movimento brusco e/o aggravato, oppure il cambiamento di posizione dovuto a influssi esterni incontrollabili: consid. 4.2.3). 5.1.2 Alla luce di questa più recente giurisprudenza, appare perlomeno dubbio che all'operazione - non inusuale, come ha avuto modo di precisare l'assicurata opponente - di estrazione e di strappo della biancheria dalla lavatrice possano essere riconosciuti i presupposti per ammettere la presenza di un fattore esterno nel senso suesposto. Tanto più che il Tribunale federale delle assicurazioni, nella citata sentenza del 20 agosto 2003 in re H., interpellato dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI) - parte ricorrente in quella vertenza - al fine di concretizzare il concetto, ha avuto modo di negarne l'esistenza in relazione ad alcuni casi scolastici elaborati dall'INSAI, paragonabili a quello oggetto del presente ricorso, riguardo ai quali esso Tribunale ha evidenziato la carenza di una situazione di pericolo accresciuto o comunque il mancato intervento di un fattore che rendesse incontrollabile l'esecuzione dell'atto ordinario della vita in questione (consid. 4.3: assicurato che, dopo numerose lussazioni alla spalla di carattere patologico, accusa nuovamente dolori alla spalla mentre, nell'ambito della sua attività professionale abituale, afferra con braccio teso un sacco del peso di 20 kg dalla piattaforma di carico; assicurato che lamenta la comparsa di un forte dolore alla schiena o alla spalla mentre, in posizione chinata, è occupato a sballare della merce da una scatola oppure mentre esegue un movimento ripetutamente intrapreso nell'ambito del proprio lavoro [scarico di una paletta]). 5.2 A prescindere da queste considerazioni, l'esistenza di una lesione corporale parificabile ai postumi d'infortunio deve comunque essere negata nel caso di specie (anche) per difetto di repentinità dell'azione lesiva. 5.2.1 Precisando che, per essere repentina, l'azione lesiva dev'essere unica, il Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di ricordare come, con l'enunciazione di tale condizione, il legislatore abbia inteso escludere dall'assicurazione infortuni quei danni alla salute ascrivibili a micro-traumi che si verificano ripetutamente nella vita di tutti i giorni e che finiscono per dare luogo a fenomeni di usura necessitanti la messa in atto di una cura (DTF 116 V 147 consid. 2c e 114 V 301 consid. 3c; RAMI 2001 no. U 437 pag. 344). 5.2.2 Ora, a ragione l'assicuratore ricorrente fa notare che D.________ lamentava dolori (soprattutto) alla spalla destra già da quando, nel mese di ottobre 1999, aveva iniziato a lavorare in lavanderia e aveva talvolta dovuto compiere l'operazione di estrazione, con strappo, della biancheria dal tamburo della lavatrice. Per il resto, si osserva che è stata l'assicurata stessa, in occasione della dichiarazione aggiuntiva del 10 novembre 2001, ad illustrare come in tali frangenti si fosse obbligati a dare degli strappi per poter togliere la biancheria e a precisare come sia stato in una di queste situazioni che essa avrebbe avvertito la fitta al braccio destro. 5.2.3 In tali condizioni, che peraltro spiegano perché l'interessata, nell'annuncio d'infortunio del 18 ottobre 2001 come pure di fronte all'ispettore B.________, non si sarebbe ricordata di un "evento traumatico preciso", si deve ritenere che la lesione della spalla è intervenuta in conseguenza delle plurime sollecitazioni alle quali l'articolazione è stata ripetutamente sottoposta e non di un avvenimento singolo e unico (cfr. a titolo comparativo sentenza citata del 20 agosto 2003 in re H., consid. 4.3, e sentenza dell'8 ottobre 2003 in re S., U 126/02, consid. 3.2).