Citation: 2P.157/2005 09.05.2006 E. 4

4.1 Il ricorrente B.________ (l'unico ad essere legittimato ad agire nel merito, cfr. consid. 2.3) censura un'applicazione arbitraria dell'art. 23 lett. b Llav in quanto il Consiglio di Stato ne avrebbe stravolto il senso letterale e il significato. In primo luogo fa valere che sebbene la norma preveda che una deroga può essere concessa solo per determinati giorni festivi particolari, ossia solo se è data una situazione particolare prevista dalla norma o una contingenza che, per genere o finalità, si accomuna ad una di quelle ivi elencate, nel caso concreto le deroghe contestate sarebbero state accordate in maniera generale. Rimprovera poi al Governo ticinese di averle arbitrariamente definite ammissibili, anche se riferite all'apertura di tutti i commerci su tutto il territorio cantonale poiché, a suo avviso, non portavano comunque ad una generalizzazione, nell'arco dell'intero anno, delle aperture dei negozi durante i giorni festivi: questo criterio, infatti, non corrisponderebbe manifestamente a quanto previsto dalla legge. Critica anche la circostanza che le deroghe siano state accordate per i commerci di ogni genere, allorché l'art. 23 lett. b Llav parla chiaramente di "determinati negozi". Infine, afferma che i motivi di politica economica cantonale addotti dall'autorità per autorizzare le aperture straordinarie contestate non sono contemplati nella legge e che vi è stato un arbitrario cambiamento della prassi finora vigente. 4.2 Da parte sua il Consiglio di Stato, rilevato che l'art. 23 lett. b Llav non definisce esaustivamente i giorni festivi durante i quali un'apertura straordinaria può essere autorizzata e che, quindi, quest'ultima può avere luogo anche i giorni oggetti di disamina, ha considerato che la citata norma non pone limiti specifici riguardo ai negozi per i quali può essere autorizzata un'apertura straordinaria ma lascia invero un ampio margine di manovra all'autorità per decidere in proposito. Nel caso specifico dopo avere considerato che le deroghe non portavano ancora ad una generalizzazione, nell'arco dell'intero anno, delle aperture dei negozi durante i giorni festivi nonché richiamato ragioni di politica economica, il Governo ticinese ha autorizzato le aperture straordinarie contestate. 4.3 Per costante giurisprudenza, l'arbitrio non può essere ravvisato nel semplice fatto che un'altra soluzione, diversa da quella adottata dall'autorità cantonale, sia immaginabile o addirittura preferibile. Il Tribunale federale si scosta dalla soluzione scelta dall'ultima istanza cantonale soltanto se appare manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, se viola in modo evidente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o se contrasta in modo intollerabile con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128 I 177 consid. 2.1 e rispettivi rinvii). 4.4 La legge ticinese sul lavoro, dell'11 novembre 1968 (Llav), disciplina agli art. 17 a 25 gli orari di apertura dei negozi. Secondo queste norme, i negozi, gli spacci e talune altre aziende devono di principio rimanere chiusi nelle domeniche e nei giorni festivi considerati ufficiali dalla legislazione cantonale (art. 20 cpv. 1 Llav; cfr. anche art. 1 del decreto legislativo del 10 luglio 1932 concernente i giorni festivi nel Cantone). Possono rimanere aperti solo i negozi di fiorai, le pasticcerie, le edicole di giornali, gli spacci di tabacchi e le stazioni di vendita di carburante (art. 20 cpv. 2 Llav). Le norme citate disciplinano inoltre gli orari di chiusura di tali commerci ed aziende (art. 21 Llav). Questi disposti, che non liberano il datore di lavoro dall'osservanza della legislazione federale e cantonale circa la durata del lavoro e del riposo dei lavoratori (art. 19 Llav), prevedono delle deroghe che possono essere decise dal Consiglio di Stato (art. 22 Llav) oppure dal Dipartimento competente (art. 23 Llav), seguendo una specifica procedura (art. 24 Llav). Più precisamente, giusta l'art. 23 lett. b Llav, il Dipartimento competente, in deroga a quanto stabilito dagli art. 20 e 21 può autorizzare l'apertura di determinati negozi in occasione di determinati giorni festivi particolari, manifestazioni, sagre, ecc. oppure durante le feste di fine e di principio d'anno, di Pasqua, Pentecoste e Ferragosto. 4.5 Come appena illustrato, l'art. 23 lett. b Llav prevede che, per determinanti negozi in occasione di determinati giorni festivi, possono essere autorizzate delle aperture straordinarie. In altre parole l'eccezione all'obbligo di chiusura previsto nella legge cantonale (art. 20 cpv. 1 LLav) appare precisamente delimitata sia per quanto concerne i negozi che possono beneficiarne sia per quanto concerne gli eventi che possono darvi luogo. Trattandosi, come appena esposto, di eccezioni, ne discende che l'autorità chiamata ad autorizzare le aperture straordinarie deve procedere ad una valutazione dettagliata e precisa della situazione, valutazione dalla quale devono emergere i motivi per i quali si può acconsentire alla richiesta di deroga. Questo carattere di eccezionalità viene peraltro confermato nel Messaggio concernente il disegno di una nuova legge sugli orari di apertura dei negozi e legge di applicazione della legge federale sul lavoro, del 4 febbraio 1998, segnatamente nel commento all'art. 9 lett. b del progetto di legge (relativo alle deroghe concesse dal Dipartimento). Anche se detto Messaggio si riferisce ad una legge non entrata in vigore, esso è utilizzabile in concreto quale materiale interpretativo in quanto - come ivi spiegato - l'art. 9 lett. b citato riprende le disposizioni di cui all'art. 23 lett. b Llav. Al riguardo il Messaggio precisa che lo spirito di questa disposizione è quello di offrire la possibilità a determinati negozi di beneficiare di deroghe agli orari normali di apertura in occasione di avvenimenti particolari. Viene quindi messo in risalto che si tratta di negozi o commerci specifici e di avvenimenti o eventi particolari. In queste condizioni, se al limite si può ancora considerare che l'apertura dei negozi durante quattro giorni festivi su quindici adempie le esigenze poste dalla legge, per contro un'apertura straordinaria accordata ai commerci di ogni genere su tutto il territorio cantonale senz'altra giustificazione che l'interesse dei commercianti, appare manifestamente eccessiva nonché sproporzionata e, quindi, inficiata d'arbitrio. Il Consiglio di Stato non può - appellandosi a non meglio specificate ragioni di politica economica - estendere la portata di un norma oltre il suo preciso contenuto. Non va poi dimenticato che uno degli scopi principali della legge cantonale in esame è di preservare la quiete festiva. Se si è dell'opinione che detta quiete non necessita più della medesima protezione e che quindi possono essere autorizzate ulteriori aperture straordinarie, allora incombe al legislatore cantonale procedere alle necessarie modifiche legislative, ad esempio sopprimendo oppure diminuendo i giorni festivi durante i quali i commerci, di principio, rimangono chiusi. E' invece escluso che la normativa venga elusa mediante un'estensione immoderata delle deroghe le quali, proprio perché sono delle deroghe, devono rimanere eccezionali e limitate a casi particolari sia riguardo ai negozi che agli eventi che possono beneficiarne (cfr. DTF 125 I 431 consid. 4e/bb). Infine, si può ancora osservare che, in concreto, non è di alcun rilievo il fatto che i giorni festivi in questione non siano dei giorni parificati alla domenica e, quindi, non soggiacciono al divieto di lavoro domenicale sancito dall'art. 18 cpv. 1 LL, dato che scopo della legge cantonale è la protezione della quiete pubblica, di cui fa parte il riposo festivo, e non quella del personale di vendita. Anche su questo punto il ricorso si rivela pertanto fondato. Per i motivi testé esposti, il gravame dev'essere accolto e la decisione impugnata annullata; è di conseguenza superfluo esaminare le ulteriori censure sollevate nell'atto ricorsuale.