Citation: I 18/01 17.08.2001 E. 5

5.- Occorre pertanto esaminare se all'intervenuto incremento dell'abilità lavorativa corrisponda anche una modifica della capacità di guadagno, tale da giustificare la sostituzione della rendita intera con una mezza pensione d'invalidità. Per verificare la questione è necessario procedere a un confronto dei redditi determinanti. a) In una recente sentenza, questo Tribunale ha rilevato che di principio il reddito da invalido va determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friborgo 1995, pag. 215). Nell'ambito della stessa giurisprudenza è stato precisato che per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione, ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, è possibile operare una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc). Tuttavia, tale deduzione non è automatica, bensì viene concessa solo quando nel singolo caso vi sono concreti elementi che impongono una siffatta correzione. In questo giudizio, il giudice non si scosterà senza motivo dalla valutazione dell'amministrazione (DTF 126 V 80 consid. 5 b/dd e 6). b) Il Servizio amministrativo responsabile per il confronto dei redditi ha considerato quale guadagno da valido quello indicato dal datore di lavoro nell'apposito questionario e quale salario da invalido quello corrispondente all'attività sostitutiva meno remunerata risultante dalle statistiche ufficiali, giungendo a stabilire una perdita di guadagno oscillante tra il 64,72% e il 55,31%. I primi giudici, dal canto loro, pur rivedendo le modalità di calcolo applicate dal servizio dell'UAI e adeguando i dati all'evoluzione dei salari nel settore specifico, ne hanno sostanzialmente confermato il risultato. Dal nuovo raffronto dei redditi è scaturita un'incapacità di guadagno del 55,36%. c) Il ricorrente censura il giudizio querelato nella misura in cui esso si fonda su un reddito da valido che procede dalla mera indicizzazione dell'ultimo salario conseguito dall'assicurato prima di divenire inabile al lavoro. Da parte sua, al posto del reddito di fr. 4'599. 40 fissato dai primi giudici, l'interessato propone un guadagno mensile di fr. 4'746. 65 (13a mensilità inclusa), calcolato sulla base degli adeguamenti salariali stabiliti dal contratto collettivo di lavoro nel settore dell'edilizia e del genio civile per il periodo tra il 1994 e il 1999. L'insorgente critica inoltre la determinazione del salario da invalido che, a mente sua, sarebbe di molto inferiore a quello ritenuto dai primi giudici in fr. 1'620. 80 mensili e dovrebbe essere stabilito in fr. 1'273.-, determinando così un grado d'invalidità del 73,18%.