Citation: 1C_552/2022 E. 3.3

3.3. Ora, se è vero che secondo l'art. 962 cpv. 1 CC spetta all'ente pubblico far menzionare nel registro fondiario la restrizione di diritto pubblico di cui ha gravato il fondo, è altrettanto vero che non compete di massima in primo luogo all'autorità comunale decidere autonomamente quali specifici e singoli appartamenti destinare ad abitazione primaria, scelta che anche sulla base della LE 1984/87 e della licenza edilizia non è riservata al Comune. I giudici cantonali hanno infatti sottolineato, rettamente, che il Comune non era in particolare tenuto a decidere esso medesimo quali appartamenti destinare ad abitazione primaria. La scelta di come ripartirli in maniera opportuna all'interno del complesso residenziale doveva essere operata dalla costruttrice, rispettivamente da parte dei precedenti e, ora, degli attuali condomini. Ciò poiché la garanzia della proprietà (art. 26 Cost.) e il principio della proporzionalità osterebbero al fatto che l'autorità edilizia comunale decidesse essa medesima quali sarebbero gli appartamenti ch'essa riterrebbe più adatti da destinare ad abitazione primaria. I ricorrenti non dimostrano perché questa soluzione sarebbe insostenibile e quindi arbitraria. Essa, tranne in caso di inadempienza da parte dei proprietari, sarebbe infatti difficilmente giustificabile.