Citation: 1A.119/2006 12.10.2006 E. 2

2.1 Il Tribunale cantonale amministrativo ha rilevato che la ricorrente fonda la sua pretesa legittimazione in primo luogo sulla sua qualità di proprietaria di un impianto analogo, ubicato a una distanza di circa 600 m da quello progettato, e quindi quale utente del tratto di strada che serve per accedere sia al suo fondo sia a quelli degli opponenti. La Corte cantonale ha ritenuto che l'insorgente non può vantare, in tale ambito, un rapporto più stretto e intenso di quello che intercorre con tutti gli altri utenti di questa strada, aperta alla circolazione pubblica, che non serve unicamente da accesso all'impianto della ricorrente, ma che è utilizzata da una cerchia assai ampia di utenti diretti ai numerosi stabilimenti presenti nella specifica zona industriale o provenienti da essi o anche solo in transito verso Bioggio: la perizia di impatto sull'ambiente, allegata alla domanda di costruzione, valuta in 1'300 l'attuale numero di movimenti veicolari. I giudici cantonali ne hanno concluso che la situazione della ricorrente non è quindi sostanzialmente diversa da quella di qualsiasi altro cittadino, in particolare quale utente della citata strada. Hanno sottolineato che è per contro evidente come l'insignificante aumento del traffico veicolare, segnatamente l'aumento di 69 movimenti al giorno, non è atto a comportare un qualsivoglia pregiudizio alla fluidità della circolazione. 2.2 In tale ambito, nel quadro del ricorso di diritto pubblico, la ricorrente adduce, in maniera del tutto generica, che i dati posti a fondamento dell'impugnato giudizio sarebbero del tutto inattendibili, per cui si sarebbe in presenza di un accertamento inesatto rispettivamente incompleto dei fatti rilevanti. Al riguardo essa si limita tuttavia a sostenere che, considerata la capacità del progettato impianto, si raggiungerebbe un movimento di 187 autocarri al giorno. Ora, con questa mera affermazione, non suffragata da dati tecnici al riguardo, la ricorrente non dimostra affatto che i fatti rilevanti sarebbero stati accertati in maniera arbitraria o che sarebbero manifestamente inesatti o incompleti. Essi sono pertanto vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG). 2.3 La ricorrente, senza dimostrare tuttavia che anche in tale ambito i fatti sarebbero stati accertati in maniera lesiva dell'art. 105 cpv. 2 OG, sostiene semplicemente che, sebbene su via Industria siano stati eseguiti interventi che permettono di far fronte alle esigenze attuali del traffico, e che questa strada potrà se del caso essere nuovamente adattata in futuro, detti interventi non permetterebbero di sopportare l'aumento del traffico pesante riconducibile all'esercizio del contestato nuovo impianto. Ora, i vicini sono legittimati a censurare come insufficiente l'accesso stradale del fondo del vicino soltanto qualora sia nel contempo pregiudicato il proprio accesso (DTF 115 Ib 347 consid. 1c/bb). Le disposizioni sull'aumento del traffico e sulla sua sicurezza, implicitamente richiamate dalla ricorrente, non rivestono per contro una funzione di tutela dei diritti dei vicini (sentenze 1A.93/2005 e 1P.251/2005 del 23 agosto 2005 consid. 1.4 e 1P.360/2003 del 4 novembre 2003 consid. 1.1.2). Per di più, la ricorrente non indica, se non in maniera del tutto generica, quali pregiudizi concreti le deriverebbero dal criticato impianto. Ora, non essendo direttamente vicina del progettato impianto, che dista circa 600 m ed è situato nella zona industriale, non è manifestamente sufficiente invocare non meglio precisate emissioni per adempiere alle condizioni dell'art. 103 lett. a OG (DTF 125 II 10 consid. 3a; sentenze 1A.46/1998 del 9 novembre 1998 consid. 3, dove la legittimazione è stata negata a un proprietario distante 220 m da un impianto di betonaggio e 1A.77/2000 del 7 febbraio 2001 dove è stata negata a un proprietario che distava 400 m da una cava di ghiaia). Spetta in effetti al ricorrente indicare e rendere verosimile d'essere particolarmente toccato dagli asseriti effetti prodotti dall'impianto litigioso. Ne segue che a ragione la Corte cantonale le ha negato la legittimazione a ricorrere quale utente della strada litigiosa. 2.4 Del resto, le censure di un asserito accertamento arbitrario dei fatti sono irricevibili ai sensi dell'art. 108 cpv. 2 OG, mancando di motivazione sufficiente (DTF 123 II 359 consid. 6b/bb, 118 Ib 134 consid. 2 e rinvii). Il libero esame delle lamentate lesioni del diritto federale, che compete al Tribunale federale nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, non libera la ricorrente, tanto più se assistita da un avvocato (cfr. DTF 109 Ia 217 consid. 2b), dall'obbligo di presentare una compiuta, chiara e precisa motivazione, con riferimento alle opinioni espresse dall'Autorità cantonale di ultima istanza. La ricorrente non può segnatamente limitarsi a opporre alle argomentazioni contenute nell'atto impugnato la sua versione, senza spiegare su quali punti esse sarebbero contrarie al diritto (Peter Karlen, in: Geiser/Münch, editori, Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea 1998, n. 3.75 e segg., pag. 114 segg.).