Citation: 1C_46/2007 14.09.2007 E. 2

2.1 Quando, come in concreto, la ricorrente invoca la violazione di diritti costituzionali, a norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina le censure soltanto se siano state esplicitamente sollevate e motivate in modo chiaro e preciso, conformemente alla prassi in vigore in materia di ricorso di diritto pubblico (cfr. DTF 133 III 393 consid. 6; sentenza 1C_64/2007 del 2 luglio 2007, consid. 3 e riferimenti). Il Tribunale federale statuisce di principio sulla base dei fatti accertati dall'autorità precedente (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF), riservati i casi previsti dall'art. 105 cpv. 2 LTF. Questa disposizione gli conferisce la possibilità di rettificare o completare d'ufficio l'accertamento dei fatti della decisione impugnata nella misura in cui lacune o errori dovessero apparire d'acchito come manifesti. I ricorrenti possono quindi contestare l'accertamento dei fatti determinanti per il giudizio solo se siano stati stabiliti in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in maniera manifestamente inesatta (art. 97 cpv. 1 LTF), vale a dire arbitraria, ciò che essi devono dimostrare con una motivazione conforme alle esigenze poste dagli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF. Inoltre, l'esistenza di fatti accertati in modo inesatto o lesivo del diritto non è di per sé una condizione sufficiente per condurre all'annullamento o alla modificazione della decisione impugnata, occorrendo pure che sia suscettibile di avere un'influenza determinante sull'esito del procedimento (cfr. art. 97 cpv. 1 in fine LTF). I ricorrenti devono quindi rendere verosimile che la decisione finale sarebbe stata diversa se i fatti fossero stati accertati conformemente al diritto (cfr. sentenza 1C_64/2007 citata, consid. 5.1 e riferimenti). 2.2 Il gravame in esame ha natura essenzialmente appellatoria e non adempie, per la maggior parte, le citate esigenze di motivazione. In effetti, laddove la ricorrente invoca l'applicazione arbitraria del diritto cantonale, in particolare dell'art. 11 lett. c LEspr/TI, le spettava dimostrare per quali ragioni la decisione impugnata sarebbe manifestamente insostenibile, in contraddizione manifesta con una norma invocata o con un principio giuridico indiscusso o chiaramente lesiva del sentimento di giustizia e dell'equità (DTF 131 I 217 consid. 2.1, 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). La ricorrente si limita per contro, in sostanza, ad addurre una sua diversa opinione rispetto alle considerazioni, invero accurate e pertinenti, contenute nel giudizio impugnato. Insiste per lo più sul calo delle vendite della farmacia, presentando dati contabili che attesterebbero una diminuzione della cifra d'affari, soprattutto a partire dall'inizio dei lavori di sistemazione stradale nel febbraio 2004. Sostiene di non avere una spiegazione ragionevole al riguardo, segnatamente se si considera che le condizioni del mercato, con il miglioramento del turismo e l'aumento dei pernottamenti nella regione del Lago Maggiore e Valli, sarebbero ora favorevoli. Ritiene quindi che la diminuzione degli incassi della farmacia possa essere riconducibile solo all'intervento espropriativo, che avrebbe comportato un peggioramento della possibilità di parcheggio per i clienti. 2.3 Ora, la Corte cantonale ha accertato che già l'autorizzazione del 4 aprile 1985, segnatamente la planimetria annessa alla stessa, indicava che i due posteggi al servizio della farmacia dovevano essere delimitati sull'area privata, parallelamente alla facciata dell'immobile. Ha poi rilevato che l'espropriazione della striscia di 20 m2 a confine con la strada cantonale non ha privato la particella dei due posteggi laterali secondo le modalità autorizzate nel 1985: i parcheggi tuttora esistenti permettono infatti di ospitare due veicoli e l'unica differenza rispetto alla situazione precedente è costituita dalla distanza ridotta ora al minimo tra gli stalli di posteggio e le vetrine della farmacia. I giudici cantonali hanno altresì rilevato che a una distanza di 35 m dalla farmacia, sul fondo part. n. 214 di Vira Gambarogno, sorge un posteggio pubblico utilizzabile anche dai suoi clienti. Premesso che, come visto, con le sue argomentazioni ricorsuali la ricorrente non sostanzia l'arbitrarietà di questi accertamenti né spiega per quali ragioni essi sarebbero avvenuti in violazione del diritto, risulta che lo stato di fatto stabilito nella decisione impugnata e posto a fondamento della stessa è del tutto conforme agli atti e pertanto vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; cfr. DTF 130 III 136 consid. 1.4). In tali circostanze, poiché le possibilità di parcheggio per due veicoli non risultano essere state pregiudicate dall'esproprio litigioso, è senza eccedere o abusare del proprio potere d'apprezzamento che la Corte cantonale ha escluso che la pretesa diminuzione delle vendite lamentata dalla farmacia fosse riconducibile all'intervento espropriativo (cfr. Pierre Moor, Droit administratif, vol. III, Berna 1992, pag. 419). Il semplice fatto che le manovre di stazionamento sarebbero ora meno agevoli, per la maggiore vicinanza dei posteggi alla facciata dell'edificio, non basta di per sé, secondo l'andamento normale delle cose e l'esperienza generale della vita, a giustificare la diminuzione degli incassi riscontrati dalla farmacia. Negando alla ricorrente un'indennità per le minori vendite, siccome non è dato in concreto un rapporto di causalità con l'intervento espropriativo, i giudici cantonali non hanno quindi nemmeno applicato in modo arbitrario l'art. 11 lett. c LEspr/TI, che prevede l'indennizzo di tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato, in quanto siano prevedibili, nel corso ordinario delle cose, come conseguenza dell'espropriazione. Visto l'esito della causa, essi potevano inoltre, sulla base di un apprezzamento anticipato dell'irrilevanza della prova richiesta, senza violare il diritto di essere sentito della ricorrente, rifiutarsi di assumere una perizia contabile concernente gli incassi della farmacia (cfr., sull'apprezzamento anticipato delle prove, DTF 130 II 425 consid. 2.1, 125 I 127 consid. 6c/cc, 417 consid. 7b, 124 I 208 consid. 4a e rinvii).