Citation: 2C_1006/2017 E. 4

Il presente caso ha per oggetto una richiesta di risarcimento che ammon ta a fr. 76'000.--. Si tratta pertanto di danni tutt'altro che insignificanti (art. 35 cpv. 2 lett. a LCC). Il Tribunale cantonale amministrativo ha tuttavia confermato la decisione governativa che negava il loro risarcimento poiché ha considerato che le incursioni di animali selvatici nei vigneti della ricorrente fossero state favorite dallo stato manifestamente precario delle loro recinzioni, in particolare di quella posta sul lato ovest in direzione di Z.________. Essa presentava infatti una piegatura verso il basso, che è stata documentata in occasione di un sopralluogo effettuato l'11 agosto 2016 da un funzionario dell'UCP sul perimetro del vigneto, a seguito di una richiesta di intervento ricevuta dal padre della ricorrente. I giudici cantonali hanno ammesso che, con tutta verosimiglianza, lo stato della recinzione era dovuto ad un costante passaggio della fauna selvatica e quindi alla mancata adozione delle misure di prevenzione che avrebbero ragionevolmente potuto essere prese dal danneggiato per impedire efficacemente le incursioni degli animali. Alla luce di tale omissione, e ritenendo nel contempo che in quelle circostanze il diniego dell'autorizzazione per abbattere la selvaggina fosse da ritenersi giustificato (cfr. supra consid. B), la precedente istanza ha giudicato che il rifiuto del risarcimento pronunciato dal Governo fosse proporzionato e andasse quindi confermato. La ricorrente per contro ritiene che il modo di procedere delle autorità cantonali, avallato dalla sentenza impugnata, configuri una violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), si fondi su di un accertamento inesatto dei fatti (art. 97 LTF) e violi il principio della buona fede nonché il divieto d'arbitrio (art. 9 Cost.).