Citation: 6B_111/2022 E. 2.3.2

2.3.2. Del resto, il ricorrente riconosce l'identità dei suddetti fatti, riguardo ai quali la prima Corte ha pronunciato un giudizio di condanna e, nel contempo, di proscioglimento per le rispettive fattispecie degli art. 224 e 225 CP. Adduce nondimeno che, per quanto formalmente errato, il dispositivo relativo al (parziale) proscioglimento non avrebbe "vita propria", essendo strettamente legato a quello di condanna. Tuttavia, analogamente al caso di un abbandono parziale passato in giudicato, il proscioglimento parziale non può in concreto essere ritenuto semplicemente inesistente. Quand'anche esso sia stato pronunciato a torto, il passaggio in giudicato a seguito della sua mancata impugnazione (cfr. art. 402 CPP) comporta un effetto preclusivo che impedisce una condanna successiva per gli stessi fatti (sentenze 6B_74/2020 del 24 settembre 2020 consid. 2.4; 6B_56/2020 del 16 giugno 2020 consid. 1.5.1). Poco importa al riguardo che nella dichiarazione di appello, postulando il proscioglimento dall'accusa di uso delittuoso di materie esplosive, l'imputato abbia chiesto di essere condannato, per taluni punti dell'atto di accusa, solo per il reato di uso colposo di materie esplosive. Il principio "ne bis in idem" costituisce infatti un impedimento al procedimento penale che deve essere considerato d'ufficio in ogni stadio della procedura (DTF 144 IV 362 consid. 1.3.2 e riferimenti e 1.4.4). Nelle esposte circostanze, la decisione della Corte cantonale di abbandonare (parzialmente) il procedimento penale poiché, per gli stessi fatti, il tribunale di primo grado aveva pronunciato un'assoluzione passata in giudicato, siccome incontestata, non viola il suddetto principio.