Citation: 1P.495/2006 16.02.2007 E. 3

3.1 I ricorrenti ritengono che la circostanza secondo cui la licenza edilizia è stata confermata dalla Corte cantonale sulla base di una motivazione in parte diversa da quella del Consiglio di Stato giustificava l'esperimento di un sopralluogo alla presenza delle parti e doveva essere considerata ai fini dell'accollamento della tassa di giustizia. 3.2 Il diritto di essere sentito non conferisce tuttavia di principio a una parte né la facoltà di esprimersi sull'apprezzamento giuridico dei fatti né, in generale, di pronunciarsi preventivamente sull'argomentazione giuridica prospettata dall'autorità (DTF 132 II 485 consid. 3.2). Una simile esigenza deve essere ossequiata solo quando l'autorità prevede di fondare la propria decisione su una norma o su un motivo giuridico non evocato nella procedura anteriore e di cui nessuna delle parti si è prevalsa o poteva concretamente supporre la pertinenza (DTF 125 V 368 consid. 4a e rinvii). Ora, nel caso in esame, le basi legali su cui la Corte cantonale ha fondato il suo giudizio erano già in discussione nel procedimento ricorsuale dinanzi al Governo e le parti hanno avuto più volte la possibilità di pronunciarsi sulle disposizioni applicabili e sulla loro interpretazione (DTF 132 II 485 consid. 3.4 e rinvio). Nella misura in cui adempie le esigenze di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, la critica deve pertanto essere disattesa. 3.3 Manifestamente infondata appare infine anche l'accennata contestazione della tassa di giustizia, posta dalla Corte cantonale a carico dei ricorrenti nella misura di fr. 1'000.--. Premesso ch'essi non fanno esplicitamente valere l'applicazione arbitraria dell'art. 28 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, che disciplina questa materia, la decisione di condannarli al pagamento della tassa di giustizia non è certo manifestamente insostenibile ove si consideri la loro totale soccombenza.