Citation: 1C_219/2022 E. 2.4

2.4. Secondo l'art. 11 n. 1 della Convenzione, ogni Stato contraente ha la facoltà di far procedere direttamente a mezzo posta alle notifiche di documenti a persone che si trovino sul territorio di altri Stati contraenti. Riguardo all'uso di tale facoltà sul proprio territorio, la Svizzera ha dichiarato che se il destinatario è cittadino svizzero, cittadino di uno Stato terzo o apolide, il documento deve essere accompagnato da uno scritto da cui risulta che il destinatario può ottenere dall'autorità ivi designata informazioni sui suoi diritti e obblighi in relazione con la notificazione del documento. Lo scritto deve essere redatto in una lingua che il destinatario conosce o in una lingua ufficiale del luogo della notificazione (dichiarazione della Svizzera in merito all'art. 11 n. 2 della Convenzione, lett. f). L'Italia non ha per contro rilasciato dichiarazioni in merito a questa disposizione convenzionale. L'art. 15 della Convenzione prevede che, quando un documento viene trasmesso per notificazione sul territorio di un altro Stato contraente, il destinatario, nel caso in cui da tale notificazione decorra un termine che lo riguarda, deve disporre di un periodo di tempo ragionevole la cui determinazione è di competenza dello Stato richiedente, a partire dal momento della consegna del documento, per essere presente, rappresentato o per procedere ad ogni adempimento che si renda necessario a seconda del caso. Il rapporto esplicativo della Convenzione precisa che l'art. 15 è stato introdotto per realizzare un equilibrio tra le facilità in materia di notificazione di documenti accordate alle autorità amministrative degli Stati contraenti e la protezione dei diritti e degli interessi degli amministrati. La disposizione concerne esclusivamente i rapporti tra il destinatario del documento da notificare e l'autorità richiedente. Benché uno degli scopi principali della Convenzione sia quello di accelerare la procedura di notificazione all'estero, è inevitabile ch'essa sarà normalmente più lunga rispetto al caso in cui un documento deve essere notificato all'interno dello Stato che lo emana. I termini previsti dal diritto interno per le notificazioni possono di conseguenza, se il destinatario si trova all'estero, rivelarsi troppo brevi per permettergli di esercitare i suoi diritti. Al fine di evitare che delle notificazioni tardive possano causare dei pregiudizi gravi alle persone interessate, la norma prevede che il destinatario deve disporre di un periodo di tempo ragionevole, a partire dalla consegna del documento, per esercitare i suoi diritti. La disposizione non mira ad imporre agli Stati che, per il computo dei termini, seguono la teoria dell'emissione del documento o della sua consegna alla posta, l'obbligo di sostituirla con quella della ricezione da parte del destinatario. Spetta se del caso agli Stati che non conoscono la teoria della ricezione fissare un termine che permetta all'autorità richiesta di notificare in tempo utile il documento al destinatario ed a questi di disporre di un lasso di tempo sufficiente per agire. L'apprezzamento del carattere ragionevole del termine giusta l'art. 15 della Convenzione spetta all'autorità richiedente, che può essere adita dal destinatario del documento secondo i rimedi giuridici del diritto interno (cfr. rapporto esplicativo, pag. 12 n. 57).