Citation: 1P.496/2002 22.11.2002 E. 1

3.2 Certo, al riguardo il ricorrente sostiene che, in seguito alla decisione di sostituire il proprio legale, tra il Consorzio e il Tribunale di espropriazione vi sarebbe stata un'"intesa" per procedere alla pubblicazione della domanda di costruzione; per tale motivo sarebbe stata rifiutata la domanda di prorogare, per alcuni mesi, il termine dell'udienza, affinché egli potesse consultare gli atti e trovare un altro legale. La critica non regge. La Corte cantonale ha stabilito che l'istante aveva potuto accedere a tutti gli atti contenuti nell'incarto del Tribunale di espropriazione e ha rilevato altresì che l'espropriato, o il suo rappresentante, poteva compulsare i documenti in occasione del dibattimento al quale ha rifiutato di partecipare dopo averne ottenuto l'aggiornamento mesi prima. Il ricorrente, precisato di concordare perfettamente con quest'ultima affermazione, aggiunge invero che non essendo cogniti delle leggi, essi non avrebbero avuto tempo sufficiente, a loro dire da uno a tre mesi, per esaminare gli atti di causa e nominare un nuovo legale. L'assunto è infondato visto che, come stabilito dal Tribunale amministrativo, senza che il ricorrente contesti tale accertamento o ne dimostri l'arbitrarietà (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 128 I 177 consid. 2.1, 127 I 54 consid. 2b, 60 consid. 5a pag. 70), egli ha avuto accesso agli atti e ha rinunciato a esaminarli nuovamente il giorno dell'udienza. Si rileva, d'altra parte, che quest'ultima era stata fissata con un mese di anticipo e che è stato il ricorrente stesso a revocare il mandato del suo legale pochi giorni prima dell'udienza; anzi, l'udienza medesima era in realtà stata indetta per il 28 novembre 2001, il ricorrente avendo poi chiesto e ottenuto il rinvio; in siffatte circostanze egli disponeva del tempo necessario per esaminare gli atti di causa. 3.3 D'altra parte, come già rilevato (v. consid. 2.3) i provvedimenti processuali non fondano di massima un valido motivo di ricusazione, eventuali errori dei magistrati dovendo essere censurati seguendo il normale iter ricorsuale. In effetti le critiche dell'espropriato non concernono tanto l'agire del magistrato quanto la circostanza che la domanda di costruzione è stata presentata dal Consorzio e non dai proprietari dei fondi. Ora, siffatte censure potevano essere addotte nell'ambito della procedura di opposizione prevista dall'art. 8 della legge edilizia cantonale, come indicato nell'avviso di pubblicazione della domanda, prodotto dal ricorrente con scritto del 20 agosto 2002. 3.4 Il ricorrente accenna infine alla circostanza che il 25 giugno 2002 la Presidente del Tribunale di espropriazione avrebbe osteggiato e maltrattato verbalmente il suo rappresentante. Limitandosi a questo generico e non meglio precisato accenno, egli non dimostra tuttavia, con una motivazione conforme a quanto richiesto dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, che il magistrato avrebbe assunto atteggiamenti tali da pregiudicarne l'imparzialità.