Citation: 5A_148/2025 E. 1

Nella procedura di esecuzione promossa da B.________ nei confronti di A.________ per l'incasso di fr. 70'000.-- oltre interessi, il 24 maggio 2024 l'Ufficio di esecuzione (UE) di Mendrisio ha pignorato l'unità di proprietà per piani n. 15947 di 62 / 1000 della particella n. 670 RFD di Z.________, di proprietà dell'escussa. Il 16 dicembre 2024 l'UE ha comunicato all'escussa la domanda di realizzazione presentata dal creditore procedente, precisando che il saldo dell'esecuzione era di fr. 83'940.30. Con ricorso 27 dicembre 2024 l'escussa ha affermato che l'esecuzione sarebbe il risultato di un'attività criminale dell'escutente e ha chiesto di sospendere (o annullare) tale esecuzione fino alla conclusione della procedura penale da lei avviata (anche) contro il creditore procedente per falsità in documenti (art. 251 CP) e furto di opere d'arte (art. 139 CP). Mediante sentenza 24 gennaio 2025 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha dichiarato irricevibile tale ricorso. L'autorità di vigilanza ha osservato che né lei né l'UE erano competenti per verificare la validità del credito posto in esecuzione, essendo una questione di competenza dell'autorità giudiziaria civile (art. 83 cpv. 2, 85 e 85a LEF) rispettivamente delle autorità penali per gli aspetti penali, e che la ricorrente non aveva del resto nemmeno dimostrato di aver presentato una denuncia penale formalmente valida.