Citation: 2C_333/2008 20.05.2008 E. 1

2.2 Sulla questione del diritto ad ottenere il sussidio litigioso e, di conseguenza, sull'applicabilità alla fattispecie dell'art. 83 lett. k LTF la ricorrente non sviluppa un'argomentazione giuridica, ma si limita ad addurre che se un richiedente soddisfa le condizioni alle quali il sussidio è stato accordato ad altri, allora anche lui vi ha diritto. L'affermazione è priva di qualsiasi pertinenza. La presente vertenza è retta - e le parti non lo contestano - dalla previgente legge federale sulla radiotelevisione del 21 giugno 1991 (vLRTV). L'art. 17 cpv. 2 della medesima sanciva che "le emittenti locali e regionali possono ottenere eccezionalmente un'aliquota dei proventi delle tasse di ricezione se nella rispettiva zona destinataria non esistono risorse finanziare sufficienti e se i loro programmi hanno un interesse pubblico particolare". Come rilevato dall'autorità precedente, che si fonda sulla giurisprudenza (GAAC 67.26 consid. 1.1), i sussidi federali contemplati dal citato disposto sono delle sovvenzioni concesse con piena libertà di apprezzamento e per le quali non vi è alcun diritto: ne discende che in virtù dell'art. 83 lett. k LTF la via del ricorso in materia di diritto pubblico è di conseguenza esclusa. 2.3 Al riguardo si può aggiungere che questa clausola d'esclusione è sostanzialmente identica a quella che era prevista dall'art. 99 cpv. 1 lett. h della pregressa legge federale del 16 dicembre 1943 sull'organizzazione giudiziaria (OG; cfr. RU 1969 pag. 784 segg.) in relazione al ricorso di diritto amministrativo. Orbene già all'epoca era stato giudicato che quest'ultimo rimedio di diritto non era dato contro decisioni fondate sull'art. 17 cpv. 2 vLRTV (GAAC 67.26 consid. 1.1). 2.4 Anche se la ricorrente ammette che la decisione dell'UFCOM riguarda stricto sensu la concessione di un sussidio, essa afferma tuttavia che la decisione ora impugnata assumerebbe le sembianze di una revoca. Ci si può chiedere allora se, da questo profilo, sia aperta la via del ricorso in materia di diritto pubblico. Infatti va ricordato che, vigente l'abrogata legge federale sull'organizzazione giudiziaria, laddove la controversia concerneva non il rilascio o il diniego, ma la restituzione di sussidi già percepiti, il rimedio ordinario era ammissibile indipendentemente dall'esistenza di un diritto all'ottenimento del contributo. L'art. 101 lett. d OG ammetteva infatti il ricorso contro la revoca di decisioni attributive di vantaggi ai sensi, tra l'altro, dell'art. 99 cpv. 1 lett. h OG. Per quanto concerne la nuova legge questa Corte ha già avuto modo di spiegare (cfr. sentenza 2C_266/2007 del 21 gennaio 2008, consid. 1.1. con rinvii) che, sebbene la stessa non preveda in maniera esplicita una norma analoga all'art. 101 lett. d OG, nel caso di un ordine di restituzione l'ammissibilità del ricorso si fonda sul legittimo affidamento riposto nel fatto che, una volta concesso, il contributo rimane di principio acquisito, ammesso che vengano adempiute le condizioni stipulate all'atto della concessione, senza alcuna ingerenza ulteriore nella posizione giuridica conferita. Sennonché nel caso concreto, per i pertinenti motivi esposti nel giudizio querelato, qui condivisi e ai quali ci si limita a rinviare (cfr. decisione contestata pag. 8 consid. 5), non si è confrontati con una decisione di revoca, motivo per cui anche da questo profilo il ricorso è irricevibile.