Citation: 4A_430/2009 09.12.2009 E. 3

La ricorrente lamenta la non applicazione a suo favore del "principio dell'affidamento", ancorato nella giurisprudenza cantonale: a suo dire, dal momento che il convenuto ha mosso contestazioni solo in sede giudiziaria, ha versato acconti pari ai tre quarti della totalità della pretesa e ha persino ammesso che i ritardi nei pagamenti erano imputabili a problemi di liquidità, la Corte cantonale avrebbe dovuto riconoscere "l'incondizionata accettazione" di tutte le pretese. 3.1 La ricorrente ripropone semplicemente la propria versione dei fatti in modo appellatorio, senza dimostrare la manifesta inesattezza del giudizio impugnato. Non prende nemmeno in considerazione gli elementi che sono stati determinanti per i giudici cantonali, i quali hanno valutato l'assenza di contestazioni delle fatturazioni da parte del convenuto alla luce della "situazione concreta, caratterizzata da una gestione informale delle pendenze - dovuta ai buoni rapporti interpersonali in essere tra il convenuto e il defunto C.________, allora responsabile dell'attrice"; tant'è che anch'essa non aveva "formalmente sollecitato il pagamento delle fatture prima del decesso di C.________". 3.2 Nella misura in cui le censure sono volte contro l'accertamento dei fatti, esse sono pertanto inammissibili per motivazione carente. E se la situazione di fatto concreta è quella evidenziata nella sentenza impugnata, la conclusione dei giudici cantonali, secondo cui l'assenza di contestazione delle fatture non vale ammissione della pretesa dell'appaltatrice, rispetta il diritto federale (cfr. DTF 112 II 500 consid. 3a, pag. 502, citata con pertinenza dal convenuto nella risposta al ricorso).