Citation: 9C_606/2019 E. 4

Con giudizio del 7 gennaio 2015 il Tribunale amministrativo federale aveva annullato la decisione del 18 febbraio 2013 dell'UAIE e gli aveva rinviato la causa affinché potesse procedere a un nuovo calcolo del grado d'invalidità e rendere una nuova decisione.In quel giudizio il Tribunale amministrativo federale aveva prospettato all'UAIE due possibilità per il calcolo del raffronto dei redditi, ovvero far capo ai dati del mercato del lavoro italiano o a quello svizzero.Con il giudizio del 2 luglio 2019 il Tribunale amministrativo federale ha quindi avallato la scelta dell'amministrazione di fondarsi sul mercato del lavoro italiano per determinare il grado d'invalidità, in considerazione soprattutto del fatto che l'assicurato svolgeva in Italia un'attività a tempo pieno, mettendo interamente a frutto la propria capacità lavorativa residua. Basandosi sugli accertamenti dell'UAIE, i primi giudici hanno ritenuto un reddito da invalido di Euro 29'724 per il 2013, in considerazione del salario percepito quale custode/portinaio in Italia, attività svolta da quasi 20 anni. Peraltro questo importo nemmeno costituisce un salario sociale secondo gli standard italiani. Per il reddito da valido il Tribunale amministrativo federale ha accertato la correttezza del valore ritenuto dall'amministrazione riferendosi ai dati statistici italiani per l'attività di falegname, ovvero un reddito lordo mensile aggiornato al 2013 di Euro 2'055.85. La Corte federale ha dunque ritenutocome l'assicurato non subiva più alcuna perdita economica in seguito alla sua invaliditàe che pertanto il diritto alla mezza rendita d'invalidità andava soppresso con effetto dal 1° aprile 2013.