Citation: H 299/99 11.01.2002 E. 5

5.- a) Nel merito, controversa è la decisione 20 settembre 1993 della Cassa con la quale si chiedeva alla ditta ricorrente, mediante una tassazione d'ufficio, il pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali sulle differenze relative alle spese di viaggio e trasferte, rilevate dagli ispettori dell'amministrazione per il 1988-1992. b)Il salario determinante ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS comprende ogni retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. Sono da ritenere salario determinante, per definizione, tutte le entrate del salariato economicamente in relazione con il rapporto di lavoro, irrilevante essendo che il rapporto persista o che esso sia stato sciolto e che le prestazioni siano corrisposte in virtù di un'obbligazione oppure a titolo volontario. Devono quindi essere considerate come reddito di un'attività sottoposta a imposizione contributiva non soltanto le retribuzioni versate direttamente per un lavoro svolto, bensì, per principio, anche tutte le indennità o le prestazioni aventi una relazione qualsiasi con il rapporto lavorativo, nella misura in cui esse non sono esonerate dall'imposizione giusta una esplicita disposizione legale (DTF 124 V 101 consid. 2, 123 V 6 consid. 1, 243 consid. 2a e la giurisprudenza ivi citata). Secondo l'art. 7 OAVS il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario determinante. c) Nell'evenienza concreta la documentazione in atti permette di rilevare quanto segue: - nei rapporti di revisione 26 novembre 1984 (per il periodo di controllo maggio 1980-dicembre 1983) e 9 gennaio 1989 (per il periodo 1984-1987), l'ispettore G.________ non aveva formulato alcuna osservazione concernente l'importo riconosciuto dalla ricorrente ai lavoratori collocati per spese di "trasferta e vitto" senza che vi fossero i giustificativi, benché egli avesse sottoscritto d'aver esaminato il bilancio e il conto economico, i conti salari personali, il libro cassa e i documenti giustificativi, le dichiarazioni salariali e il rapporto INSAI nonché i conteggi paga; nella sua relazione relativa al periodo maggio 1980-dicembre 1983 il revisore aveva accertato solo una differenza di fr. 742. - per mancata notifica del salario versato ad una lavoratrice; in occasione della seconda revisione, eseguita nel mese di dicembre 1988, egli aveva rilevato una differenza per mancati salari notificati di fr. 8818. -; - la revisione del 1993, riferita al periodo 1988-1992, effettuata dapprima da G.________ e in seguito anche dall'economista della Cassa R.________, aveva per contro accertato una differenza di salari pari all'importo di fr. 1'464'144. -, che la ricorrente non avrebbe notificato perché aveva ritenuto costituissero spese per trasferta e vitto dei lavoratori collocati; - la Cassa ha precisato di non aver mai riscontrato irregolarità nelle due precedenti revisioni eseguite presso l'insorgente, così come non ne aveva trovato l'autorità fiscale, che aveva accettato i dati sottoposti dalla ditta contribuente; è in sostanza solo in seguito ad un articolo di denuncia apparso su un quotidiano domenicale ticinese che l'amministrazione aveva proceduto ad un controllo più approfondito; - all'udienza del 7 ottobre 1998, nell'ambito del complemento di istruttoria ordinato da questa Corte, la Cassa ha specificato che le nuove istruzioni pubblicate in VSI 1998 pag. 65 seg. erano una semplice completazione, rispettivamente precisazione del bollettino AVS no. 164 del 24 aprile 1989 e che quindi le due disposizioni non erano in contrapposizione e nemmeno costituivano una modifica di una prassi esistente; l'amministrazione ha poi precisato che in occasione di un incontro delle casse cantonali AVS era sorto il problema del computo delle spese per il personale interinale e siccome fino ad un importo di fr. 200'000. - di massa salariale le revisioni contabili erano demandate all'INSAI, si era reso necessario definire una prassi di revisione unitaria fra i due enti; la Cassa ha inoltre indicato che la prassi seguita era sempre stata quella conforme a tutte le direttive e alla giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni; - il 14 ottobre 1998 la Corte cantonale aveva chiesto all'UFAS di precisare quali fossero i motivi del comunicato apparso in VSI 1998 pag. 65 seg. relativo alla questione del rimborso spese per ditte di lavoro interinale, se le nuove disposizioni costituissero una modifica della prassi esistente e, in caso affermativo, quale fosse quella in vigore prima del citato comunicato e, infine, quale fosse la prassi adottata nei diversi Cantoni; - il 17 novembre 1998 l'autorità federale di vigilanza rispondeva di aver pubblicato il comunicato in questione a causa del mancato rispetto nella prassi delle disposizioni sul rimborso delle spese; asseriva altresì che quanto esposto sulle indennità non immediatamente correlate all'esercizio di una professione faceva riferimento alla revisione generale del diritto relativo alle spese generali di persone esercitanti un'attività lucrativa dipendente entrata in vigore il 1° gennaio 1997; l'UFAS evidenziava poi che il citato bollettino (no. 47 del 9 dicembre 1997) non intendeva modificare la prassi, ma semplicemente ricordarla agli organi d'esecuzione affinché vi fosse un'applicazione del diritto unitaria ed uniforme; - l'ispettore G.________ aveva in occasione dell'audizione testimoniale del 15 dicembre 1998 asserito che i controlli nelle ditte avvenivano in una giornata e consistevano in un confronto fra la distinta dei salari e le schede personali dei lavoratori; precisava che in concreto, con la revisione del 1993, si era accorto che vi erano delle posizioni dubbie in merito alle spese, facendone accenno alla responsabile della D.________ SA; il revisore, nel prosieguo della sua testimonianza, ha poi indicato di essere dovuto ritornare per controllare la contabilità generale della ricorrente, specificando che se non avesse constatato alcuna irregolarità, non avrebbe indetto un'ulteriore giornata di verifica; egli ha sostenuto di aver riscontrato solo con la revisione del 1993 il problema delle spese, mentre in quelle precedenti dai sondaggi effettuati non aveva trovato alcuna irregolarità; ha pure affermato di aver esaminato i bilanci e i conti economici anche nelle precedenti revisioni, senza ricordare di aver visto la contabilità generale; il revisore ha poi annotato che nell'ambito delle prime due revisioni aveva constatato che nelle schede personali dei dipendenti oltre al salario vi era pure una posta riguardante le spese versate per vitto e trasferte, ma in quelle occasioni non aveva riscontrato delle irregolarità; egli comunque non aveva ritenuto opportuno chiedere alla responsabile della D.________ SA di comprovargli tali spese, ritenuto che non andò nei dettagli e che non chiese di indicargli a che titolo tali spese furono versate, anche perché nemmeno l'INSAI aveva rilevato alcun problema; il teste ha concluso che nelle revisioni da lui effettuate non aveva potuto accertare se l'importo delle spese veniva calcolato sulla base oraria, in quanto nella scheda del dipendente figurava un importo globale, tuttavia supponeva che tali spese venissero effettivamente versate su base oraria; rispondendo a domanda del patrocinatore della ricorrente, il revisore precisò infine che non gli era balzato agli occhi che il rimborso spese rappresentava circa il 30% della massa salariale, pur avendo avuto a disposizione i bilanci ed il conto economico; - il rapporto tra le spese per il personale, indicate come "spese di viaggio e trasferte" nella decisione amministrativa impugnata, e i salari per il personale interno e per quello collocato per gli anni dal 1980 al 1992 si connota nei termini numerici seguenti: Anno totale % calcolato sul totale 1980 stipendi 167'850.- spese personale 34'642.20 20.63 1981 stipendi 300'095.- spese personale 49'135.30 16.37 1982 stipendi 395'249.- spese personale 44'097.45 11.15 1983 stipendi 430'105.- spese personale 58'787.60 13.66 1984 stipendi 661'268.- spese personale 134'382.80 20.32 1985 stipendi 824'483.- spese personale 197'844.35 23.99 1986 stipendi 770'674.- spese personale 210'059.95 27.25 1987 stipendi 976'651.- spese personale 291'014.05 29.79 1988 stipendi 1'135'032.45 spese personale 299'149.20 26.35 1989 stipendi 1'264'203.45 spese personale 342'227.35 27.07 1990 stipendi 1'187'940.90 spese personale 305'853.50 25.74 1991 stipendi 1'125'259.25 spese personale 281'134.80 24.98 1992 stipendi 1'157'179.95 spese personale 282'966.65 24.45 d) La disciplina del rimborso spese a salariati di ditte di lavoro interinale è stata oggetto di vari interventi in via di circolare da parte dell'UFAS: - dal bollettino AVS no. 164 del 24 aprile 1989, destinato alle casse di compensazione, risulta alla cifra marginale 377 che tali spese vanno computate, in linea di principio, per il loro ammontare effettivo, ritenuto che se la prova rigorosa non è possibile, l'amministrazione dovrà far capo ad una valutazione per apprezzamento sulla base dei dati del singolo caso; sono pertanto possibili detrazioni forfetarie a titolo di rimborso spese per ogni salariato di ditte di lavoro interinale, benché si debba ammettere che siffatta valutazione non potrà mai corrispondere alla realtà della situazione; l'autorità di vigilanza ha in tale circostanza reso noto alle casse che era indispensabile operare accertamenti a scandaglio in occasione degli abituali controlli e che la stessa prassi valeva anche per l'INSAI; - dal bollettino no. 47 alle casse del 9 dicembre 1997 si deduce, alla cifra 3, che in sostanza continuano a valere, per quanto è di rilievo nel caso in esame, i principi espressi alla cifra marginale 377 sopra riportata; - con lettera 17 novembre 1998 il capo della sezione contributi della divisione AVS/IPG/PC ha, su richiesta, reso noto al giudice delegato cantonale che il comunicato pubblicato sul citato bollettino no. 47 non intendeva modificare la prassi, ma piuttosto farla presente agli organi d'esecuzione nell'interesse di un'applicazione del diritto unitaria ed uniforme; - con ulteriore scritto 12 febbraio 1999, lo stesso caposezione ha rilevato come si fosse coscienti del fatto che calcolare le spese generali nel caso di persone ingaggiate da imprese di lavoro temporaneo era un compito particolarmente difficile; tuttavia, proprio alla luce della complessità dei rapporti non poteva incombere all'UFAS fissare importi forfettari per tali spese; nel migliore dei casi lo potevano fare le casse di compensazione nell'ambito ristretto di cui alla cifra 3 del bollettino no. 47 del 9 dicembre 1997: e cioè sempre solo per lavoratore o gruppo professionale con un impegno lavorativo standardizzato; il funzionario dell'UFAS concluse che non si prendevano in considerazione soluzioni globali per tutto il personale della ditta di lavoro interinale.