Citation: 1P.25/2003 24.02.2003 E. 4.1

Il ricorrente fa valere di aver criticato, nel gravame alla CRP, la natura indeterminata delle contestate misure, non definita nella durata. Ricordato che oggetto del litigioso può essere soltanto la decisione della CRP, quest'ultima ha stabilito che, dal profilo della proporzionalità e determinatezza (temporale), un continuo e prolungato forte isolamento del ricorrente potrà apparire giustificato unicamente in quanto, entro un tempo ragionevole, un concreto pericolo di collusione con il detenuto B.________ dovesse risultare ulteriormente fondato. In tale ottica essa ha rilevato che il magistrato inquirente dovrà nuovamente sollecitare, in particolare, l'evasione di una rogatoria presentata all'Italia: egli dovrà altresì, in caso di ulteriore e durevole sussistenza di un pericolo di collusione, considerare la possibilità di chiedere all'autorità amministrativa l'attuazione di misure alternative, che tengano adeguatamente conto dei contrapposti interessi. 4.2 Dall'incarto cantonale risulta che il Ministero pubblico ha rilevato come B.________ e il ricorrente facciano parte e abbiano operato per la stessa organizzazione criminale di narcotraffici su scala internazionale; nella decisione del 24 luglio 2002 il GIAR non ha tuttavia ritenuto sufficientemente concreti gli elementi della prospettata collusione: ciò, invero, anche con riguardo a un'ulteriore permanenza del ricorrente nelle carceri pretoriali. Nelle osservazioni presentate alla CRP il Procuratore pubblico ha ribadito i sospetti sui quali fonda la tesi secondo cui il ricorrente e B.________ farebbero parte della stessa organizzazione criminale; ha rilevato inoltre, e tale argomento riveste una certa importanza (cfr. DTF 117 Ia 257 consid. 4c), che per la seconda volta il ricorrente sarebbe riuscito a organizzare, dal carcere, un ingente traffico di stupefacenti, dimostrando di avere le capacità e i mezzi per mantenere i contatti con l'organizzazione criminale esterna. Nella risposta al ricorso di diritto pubblico egli non ha tuttavia precisato se dagli ulteriori sviluppi dell'inchiesta risultino concreti indizi o sospetti di un serio rischio di collusione. 4.3 Secondo la CRP il ricorrente, in accordo con il suo difensore e a dipendenza delle esigenze istruttorie, potrà richiedere in ogni tempo di essere trasferito in una struttura carceraria della Svizzera interna, ove, come rilevato dal Procuratore generale nella risposta al ricorso, egli ha legami con una figlia che vi risiede, il trasferimento in un altro Cantone non potendo essere imposto al detenuto in carcere preventivo. La Corte cantonale ha rilevato che la citata proposta, più volte avanzata dal magistrato inquirente, è stata rifiutata, con argomentazioni invero difficili da seguire. Il ricorrente non si esprime al riguardo. 4.4 L'esercizio dei diritti costituzionali del detenuto non può essere limitato oltre quanto é necessario per gli scopi della detenzione e il normale funzionamento del penitenziario (DTF 124 I 203 consid. 2b). Nell'ambito delle criticate misure il PP dispone di un margine di apprezzamento che, per il momento, non ha ancora ecceduto. Il principio della proporzionalità, invocato dal ricorrente, già desumibile dall'art. 4 vCost. (DTF 124 I 40 consid. 3e e rinvii) e ora sancito esplicitamente dall'art. 36 cpv. 3 Cost., impone che le restrizioni dei diritti fondamentali siano proporzionate allo scopo, vale a dire che non si ordini una misura restrittiva determinata, quando provvedimenti più lievi siano possibili e adeguati (Piquerez, op. cit., pag. 511 n. 2403). Le generiche censure ricorsuali non dimostrano che la sentenza impugnata sia addirittura insostenibile e quindi arbitraria, non solo nella motivazione ma anche nel risultato (DTF 128 I 177 consid. 2.1, 125 II 10 consid. 3a, 129 consid. 5b). La CRP, come si è visto (consid. 4.1) ha rettamente ritenuto che il contestato regime non può, visti il lungo tempo trascorso e l'avanzamento delle indagini, essere prolungato, senza l'adozione di misure alternative e senza riscontri concreti e oggettivi di un serio pericolo di collusione. In tali circostanze, e con la riserva degli ulteriori accertamenti da effettuarsi senza indugio da parte del Ministero pubblico, la sentenza impugnata non appare per il momento criticabile nel suo risultato.