Citation: 2A.527/2003 20.07.2004 E. 3

3.1 Il diritto del coniuge straniero di un cittadino svizzero al rilascio del permesso di dimora si estingue qualora sorga un motivo d'espulsione (art. 7 cpv. 1, 3° periodo LDDS). Secondo l'art. 10 cpv. 1 LDDS, uno straniero può essere espulso, tra l'altro, quando egli sia stato punito dall'autorità giudiziaria per un crimine o un delitto (lett. a), quando la sua condotta in generale e i suoi atti permettano di concludere che non vuole o non è capace di adattarsi all'ordinamento vigente nel Paese che lo ospita (lett. b) oppure quando egli stesso, o una persona a cui deve provvedere, cade in modo continuo e rilevante a carico dell'assistenza pubblica (lett. d). L'art. 11 cpv. 3, 1° periodo LDDS precisa che una simile misura può essere pronunciata soltanto se dall'insieme delle circostanze essa sembra adeguata, ossia se rispetta il principio di proporzionalità. Per valutare se tale presupposto sia adempiuto occorre tener conto, segnatamente, della gravità della colpa a carico dell'interessato, della durata del suo soggiorno in Svizzera e del pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero in caso di espulsione (art. 16 cpv. 3 dell'ordinanza di esecuzione della LDDS, del 10 marzo 1949; ODDS; RS 142.201). L'espulsione fondata sul motivo previsto dall'art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS può essere pronunciata soltanto se il ritorno dell'espulso nel proprio paese d'origine è possibile e può essere ragionevolmente richiesto (art. 10 cpv. 2 LDDS). Allorquando sono dati più motivi di espulsione senza che nessuno di essi, per ragioni di proporzionalità, giustifichi di per sé l'adozione di questo provvedimento, la situazione dello straniero va valutata nel suo insieme, per cui, a seconda delle circostanze, il suo allontanamento può comunque apparire giustificato (Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 1997 I pag. 267 e segg., in part. pag. 308). Un'analoga, attenta ponderazione degli interessi si impone pure in relazione al rilascio di un permesso di dimora al coniuge straniero di un cittadino svizzero, per il quale sono ravvisabili motivi d'espulsione (DTF 120 Ib 6 consid. 4a). 3.2 Anche il diritto al rispetto della vita privata e familiare di cui all'art. 8 CEDU non è assoluto. Un'ingerenza nell'esercizio di tale diritto è ammissibile, secondo l'art. 8 n. 2 CEDU, in quanto sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui. Pure nell'ottica di tale disposto, il quesito di sapere se le autorità di polizia degli stranieri debbano rilasciare un'autorizzazione di soggiorno, va dunque risolto ponderando, in ogni singolo caso, tutti gli interessi privati e pubblici in gioco (DTF 125 II 633 consid. 2e; 120 Ib 129 consid. 4b; Alain Wurzburger, op. cit., pag. 310).