Citation: 6B_1010/2016 E. 4.8

4.8. Come visto (supra consid. 4.6), la CARP ha accertato la dinamica del ferimento sulla scorta della versione dei fatti della moglie, ritenuta più credibile, rilevando nelle sue dichiarazioni il pregio della congruenza, della logica interna, della differenziazione ed evidenziazione di sfumature, nonché della pacatezza. Ha invece scartato la versione del ricorrente, tenuto conto della sua generale non credibilità e dell'evidente inverosimiglianza. La Corte cantonale ha concluso che il colpo inferto dall'insorgente all'accusatrice privata, da dietro mentre lei si stava allontanando, è un accoltellamento volontario. Anche il tipo di lesione avvalora il gesto volontario. In effetti il medico legale ha affermato che nella sua esperienza personale non gli è mai capitato di vedere una ferita da punta e taglio penetrante di natura accidentale. L'insorgente contesta queste conclusioni che considera arbitrarie. Sarebbe insostenibile ritenere credibile l'accusatrice privata alla luce delle numerose aggiunte, contraddizioni e incongruenze delle sue dichiarazioni. La pacatezza non sarebbe inoltre un criterio pertinente per valutare la credibilità delle parti, considerata soprattutto la posizione del ricorrente, imputato chiamato a difendersi da gravi accuse che ritiene ingiuste. Peraltro la CARP neppure spiegherebbe perché la versione dell'insorgente sarebbe talmente inconsueta da risultare contraria alla comune esperienza della vita e alla comune conoscenza delle cose, tale da essere addirittura definita una "strampalata tesi difensiva". Sarebbe inoltre tendenziosa l'autorità cantonale quando lascia intendere che egli avrebbe preteso che la moglie si sarebbe infilzata da sola sul coltello, procedendo a un'esagerazione quasi caricaturale delle sue dichiarazioni. Egli avrebbe sempre sostenuto che il ferimento è risultato da un impatto non voluto con la schiena della donna. Lo stesso perito giudiziario avrebbe affermato che la lesione sarebbe compatibile con entrambe le versioni degli interessati. Nella misura in cui la CARP si scosterebbe da questo accertamento peritale e si fonderebbe su una presunta esperienza statistica personale del medico legale, priva di carattere scientifico, incorrerebbe in un'inammissibile contraddizione. Sulla credibilità delle diverse versioni delle parti già si è detto sopra, la relativa valutazione della CARP ha resistito alle critiche di arbitrio. Quanto alla pacatezza delle dichiarazioni, deducibile anche dal loro contenuto, è sicuramente un criterio pertinente per l'esame dell'attendibilità dei racconti, di modo che non è possibile imputare alcun arbitrio ai giudici cantonali, tanto meno che è solo uno dei criteri, neppure dei più significativi, da loro utilizzato. In merito alla generale inverosimiglianza della versione della difesa, questo Tribunale condivide le considerazioni della CARP. È quanto meno inusuale afferrare non uno, ma due coltelli per asseritamente solo spaventare qualcuno che alla loro vista si allontana e, non pago, inseguirlo, raggiungerlo sul fianco, allargare le braccia e brandire una lama davanti e una dietro. Peraltro non si scorgono i motivi per diminuire l'effetto scenico di due coltelli, agitandone solo uno sotto gli occhi della vittima. Il ricorrente erra poi manifestamente laddove rimprovera ai giudici cantonali di essersi scostati dalle conclusioni peritali, secondo cui la ferita sarebbe compatibile sia con un colpo accidentale sia con un accoltellamento volontario. Proprio perché il medico legale non esclude una versione, non risulta insostenibile ritenere che l'esperienza personale del medico legale, anche se non ha un carattere assolutamente scientifico, conforti l'accertamento sulla volontarietà del colpo, accertamento effettuato indipendentemente dalle valutazioni tecnico-peritali.