Citation: 5A_519/2009 12.04.2010 E. 3

3.1 Il ricorrente cita l'art. 21 cpv. 2 LALEF e lamenta una violazione dell'art. 29 Cost. e dell'art. 82 LEF, perché il creditore procedente ha prodotto la traduzione dei documenti in lingua inglese unicamente all'udienza innanzi al Pretore. Afferma che tale fatto non gli avrebbe permesso di organizzare la propria difesa e avrebbe dovuto comportare il rinvio dell'udienza (che non poteva essere accordato in ragione del principio della celerità) o l'estromissione dei documenti tradotti dagli atti. Sempre a mente del ricorrente se tali documenti fossero stati esclusi dall'incarto vi sarebbero unicamente rimasti il precetto esecutivo e la procura, che da soli non permettono di pronunciare il rigetto provvisorio dell'opposizione. 3.2 Tale argomentazione si rivela inammissibile, perché non è diretta contro la decisione dell'ultima istanza cantonale, ma riguarda la procedura innanzi al Pretore (art. 75 cpv. 1 LTF). La lamentata impossibilità di "organizzare adeguatamente la propria difesa" con l'asserita violazione del diritto di essere sentito sarebbe infatti intervenuta innanzi al giudice di primo grado e il ricorrente ha omesso di invocarla nella sua risposta all'appello, motivo per cui il supremo Tribunale cantonale non ha trattato la questione. È vero che il qui ricorrente non aveva potuto impugnare la sentenza pretorile, perché era risultato vincente innanzi a tale giudice. Con le determinazioni a un rimedio la parte convenuta in ricorso deve però sollevare quegli argomenti che, nonostante la fondatezza delle censure ricorsuali sollevate, impongono all'autorità di ricorso di non accogliere le conclusioni avversarie (sentenza 5P.348/1991 del 7 maggio 1992 consid. 4). A prescindere da quanto precede e a titolo del tutto sussidiario giova rilevare che il creditore procedente ha agito in modo conforme all'art. 20 cpv. 2 LALEF: tale norma recita che all'udienza le parti possono esporre verbalmente o per iscritto le loro domande, le eccezioni d'ordine e di merito e dovranno produrre, sotto pena di perenzione, i documenti che suffragano le rispettive ragioni e che non fossero già stati prodotti unitamente all'istanza scritta. Il ricorrente, che cita l'art. 21 LALEF, non spende invece una parola per dimostrare che questa norma non possa essere applicata a una procedura di rigetto dell'opposizione come quella in esame o sia stata applicata in modo arbitrario, motivo per cui il rimedio si rivela anche insufficientemente motivato.