Citation: 5A_264/2024 E. 2.3.1

2.3.1. Contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, l'autorità di vigilanza non ha ignorato la sua malattia. Ha tuttavia affermato che questa "non [può] costituire da sola una ragione sufficiente per concedere la sospensione". Tale conclusione è conforme alla giurisprudenza appena evocata, ritenuto che la ricorrente aveva già beneficiato di una precedente sospensione di 6 settimane. La ricorrente non può infatti essere seguita laddove sembra intendere che la sospensione dell'esecuzione, in caso di impossibilità del debitore di tutelare i propri interessi e di designare un rappresentante, vada prorogata fintanto che duri la sua malattia (v. sentenza 5A_344/2016 citata consid. 2.3.1) e, in queste circostanze, l'accertamento in concreto delle ridotte capacità neurologiche e psichiche dell'escussa da parte dell'autorità di vigilanza non sarebbe quindi, in ogni caso, stato determinante. L'argomentazione ricorsuale risulta così infondata nella misura della sua ammissibilità (v. supra consid. 1.4) e pertinenza.