Citation: 4A_299/2020 E. 4.1.2

4.1.2. 4.1.2.1. Per quanto riguarda la testimonianza di N.________, non si misconosce che costui abbia dichiarato che la ricorrente si occupava anche dell'importazione in Spagna del "F.________" per E.E.________ SA. P.________, responsabile amministrativo dell'opponente, ha però dichiarato che tale ditta spagnola si era dichiarata stupita del fatto che la ricorrente ricevesse delle commissioni, e aveva invitato l'opponente a non più versarle, informando di ciò anche la ricorrente stessa (cfr. verbale del 27 ottobre 2011, pag. 3). Certo, a detta del teste N.________ l'opponente produceva il "F.________", quel medicamento era inviato alla società iberica E.E.________ SA, e fra la O.________ di X.________ (fornitore del principio attivo necessario per fabbricare il "F.________") e la C.C.________ SA a un certo momento erano sorti dei problemi con l'azionista di maggioranza di quest'ultima società al punto che la prima si era rifiutata di fornire direttamente il principio attivo alla seconda. E sempre secondo quel teste la ricorrente era intervenuta quale "intermediario di vendita". Lo stesso N.________, tuttavia, ha affermato che "il contratto aveva quale scopo la promo zione della vendita dei prodotti della C.________ specificati nell'allegato" (cfr. verbale del 10 giugno 2009, pag. 4) e non dunque anche quella del "F.________". Inoltre il teste M.________, direttore generale dell'opponente, ha precisato che quest'ultima società produceva un farmaco di proprietà della E.E.________ SA, che l'opponente non poteva commercializzare, e che il costo di produzione non comprendeva eventuali commissioni (cfr. verbale del 9 luglio 2009, pag. 2 e 5), come asserito pure dal teste P.________ (cfr. verbale del 27 ottobre 2011, pag. 2). In condizioni simili, nella misura in cui i giudici cantonali hanno ritenuto che dalle deposizioni non risultava che il "F.________" era un "C.________'s Product" inserito nell'annesso I del contratto e che l'attività di promozione prevista dal noto accordo lo riguardava, il loro giudizio resiste alla critica. 4.1.2.2. Per stabilire che il "D.________ (d) 350 mg"e il "F.________ 350 mg" non sono prodotti identici, la Corte cantonale si è rimessa al perito (farmacista cantonale). A parere di costui tali medicamenti, "pur non essendo diversi dal punto di vista medico-farmacologico, pote vano (ma non necessariamente dovevano) essere diversi dal punto di vista farmaceutico, ma soprattutto erano molto diversi dal punto di vista normativo" (v. sentenza impugnata, pag. 11 consid. 8.3.1). Per inficiare tale accertamento, la ricorrente richiama anzitutto la conclusione del Pretore, di tenore opposto, fondata sull'audizione del teste N.________. Non è sufficiente, però, far valere la chiarezza e linearità di una testimonianza, senza nemmeno indicarne le affermazioni rilevanti. Né basta asserire in forma del tutto generica che altre risultanze istruttorie la confermerebbero. Non consta neppure che il predetto teste, attivo dal 1987 al 2006 quale impiegato presso il Costumer Service dell'opponente (cfr. verbale del 10 giugno 2009, pag. 1), avesse specifiche competenze in ambito chimico e farmacologico per esprimere un parere rilevante sui farmaci in questione. In proposito il gravame è dunque da respingere. 4.1.2.3. La ricorrente non convince neanche laddove critica gli accertamenti peritali. Certo, sostenendo che a suo avviso "l'espressione D.________ (d) 50-500 mg, presa nel contesto dell'accordo 11.3.1999, non si riferisce al F.________ 350 mg", il perito ha formulato una considerazione non strettamente peritale. Prima di giungere a quella conclusione, tuttavia, egli aveva premesso dei fatti non contestati o che, malgrado le censure della ricorrente, resistono alla critica (cfr. sopra, consid. 4.1.2.1). Per la precisione aveva spiegato che il "F.________" non era un "C.________'S PRODUCT" secondo il contratto tra le parti in causa, visto che apparteneva a un'altra società la quale aveva demandato all'opponente solo una parte della fabbricazione (trasformazione del principio attivo nella forma farmaceutica e confezionamento primario); che al momento della conclusione dell'accordo dell'11 marzo 1999 il "F.________ 350 mg"era già commercializzato in Spagna, diversamente dai prodotti indicati nell'annesso I, talché le parti avrebbero dovuto citare espressamente quel medicamento in quell'annesso; e che, infine, egli non aveva trovato un documento indicante la commissione pattuita per il "F.________ 350 mg". In tali particolari circostanze il distinguo tracciato dal perito tra il "D.________ (d) 50-500 mg"e il "F.________ 350 mg", dopo essersi riferito ai patti raggiunti dalle parti in causa, era tutto sommato sostenibile. Giova aggiungere che il perito non ha parlato di identità tra i due medicamenti: ha solo rilevato che il "F.________" (di 350 mg) potrebbe "rientrare" nel primo, che contempla dosaggi da 50 a 500 mg (cfr. perizia C, pag. 4). Tutti i dosaggi (o formati) inferiori o superiori a 350 mg di "D.________ (d) " sono infatti prodotti diversi dal "F.________ 350 mg", poiché si differenziano per il quantitativo di principio attivo (cfr. perizia C, pag. 5, punto 3.3). Nelle predette circostanze la Corte cantonale poteva negare, senza arbitrio, un'identità tra "D.________ (d) 50-500 mg"e "F.________ 350 mg".