Citation: 1A.56/2000 17.04.2000 E. 4

4.- Il ricorrente fa valere che l'estradizione dovrebbe essere negata poiché, giusta l'art. VII del Trattato, l'azione penale sarebbe prescritta. Secondo l'esposto dei fatti fornito dallo Stato estero, nel corso del 1994 il ricorrente avrebbe importato in Slovenia, dall'Italia, e consegnato ai cittadini sloveni C.________ e D.________, un quantitativo importante di monete, segnatamente 34'631 monete false da cinque marchi tedeschi e 31'297 monete false da cinque franchi svizzeri; le monete sarebbero poi state vendute da C.________ e D.________ a uffici di cambio e a banche. Secondo l'UFP, questi fatti corrispondono ai reati previsti agli art. 240 cpv. 1, 242 cpv. 1 e 244 cpv. 2 CP. Il ricorrente sostiene invece che il Giudice istruttore sloveno, richiamando l'art. 168 CP della Repubblica federativa di Iugoslavia che prevede come pena la reclusione di un anno, norma applicabile all'epoca in cui si sarebbero svolti i fatti rimproveratigli, avrebbe ritenuto una gravità del reato particolarmente contenuta, cui corrisponderebbe il caso di esigua gravità dell'art. 240 cpv. 2 CP, punibile con la detenzione. Egli disattende tuttavia che le Autorità slovene hanno ritenuto altresì che egli si sarebbe reso colpevole di contraffazione di monete giusta l'art. 249 cpv. 2 CP sloveno, norma in vigore attualmente e che prevede una pena da sei mesi a otto anni di reclusione; inoltre, riguardo alla doppia punibilità, la qualificazione giuridica dei fatti secondo il diritto dello Stato richiedente non è decisiva (art. 2 cpv. 1 CEEstr e 35 cpv. 1 lett. a AIMP; DTF 120 Ib 120 consid. 3b/cc). L'UFP non ha quindi ecceduto o abusato del suo potere di apprezzamento (art. 80i lett. a AIMP) ritenendo che i fatti ascritti al ricorrente si configurano nelle fattispecie dell'art. 240 cpv. 1 CP, che prevede la reclusione, o dell' art. 242 cpv. 1 CP, e non in un caso di esigua gravità ai sensi dell'art. 240 cpv. 2 CP (cfr. DTF 119 IV 154 segg. , 123 IV 9 segg. ; sentenza inedita del 27 gennaio 1986 in re Procura pubblica, apparsa in Rep 1987 pag. 181 segg.). Ciò si verifica quando si è in presenza di poche monete false con un valore nominale esiguo e la cui falsificazione è facilmente riconoscibile; in concreto la falsificazione, tenuto conto anche della circostanza che si trattava di monete estere, non era facilmente riconoscibile: del resto, parte di queste monete sono state incassate presso uffici di cambio e banche e il Giudice istruttore estero parla di perizie esperite sulle monete sequestrate, perizie che ne hanno dimostrato la contraffazione. Si è inoltre di fronte a una notevole quantità di monete e di un loro valore complessivo importante; l'UFP non ha quindi ecceduto il proprio potere di apprezzamento non qualificando quello presente come un caso "d'esigua gravità" ("besonders leichter Fall"; DTF 119 IV 154 consid. 2e pag. 159 e riferimenti, 123 IV 9; Stefan Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a ed., Zurigo 1997, n. 7 ad art. 240 e n. 4 ad art. 242; Günter Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil II, 4a ed., Berna 1995, pag. 80 n. 9). Nella decisione 17 maggio 1994 il Giudice istruttore sloveno ha precisato che sussiste il fondato sospetto che il ricorrente si sarebbe procurato monete false con l' intenzione di metterle in circolazione come genuine. L'assunto del ricorrente, secondo cui egli non avrebbe saputo che si trattava di monete contraffatte, e che pertanto sarebbe applicabile l'art. 242 cpv. 2 CP, attiene al quesito della colpevolezza e sfugge quindi all'esame del Tribunale federale (DTF 122 II 373 consid. 1c, 112 Ib 225 consid. 5a pag. 234, 113 Ib 276 consid. 3a). Ne segue che l'azione penale non è prescritta poiché, secondo l'art. 70 CP, la prescrizione per i predetti reati è di dieci anni. Né il ricorrente fa valere che l' azione penale sarebbe prescritta secondo la legislazione dello Stato richiedente (art. 10 CEEstr).