Citation: 2P.156/2003 17.03.2004 E. 2

In virtù dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, specificando in cosa consista la violazione. Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale non applica quindi d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate dall'insorgente e solo se le stesse sono sufficientemente sostanziate: il ricorso deve perciò contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se e perché, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 129 I 185 consid. 1.6; 128 III 50 consid. 1c; 127 III 279 consid. 1c). In concreto, al di là dell'estensione e della complessità della motivazione proposta, l'atto ricorsuale si presenta perlopiù come una critica di natura appellatoria del giudizio impugnato, con cui la ricorrente si limita a contrapporre il proprio punto di vista a quello della Corte cantonale. Considerato il particolare rigore che s'impone dal profilo delle esigenze di motivazione, soprattutto in relazione alla censura di violazione del divieto d'arbitrio (DTF 125 I 492 consid. 1b; 117 Ia 10 consid. 4b), è quindi perlomeno dubbio che il gravame adempia sotto tutti gli aspetti i requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e risulti pertanto integralmente ammissibile. Ad ogni modo, la questione può comunque rimanere aperta, dal momento che, per le ragioni esposte di seguito, l'impugnativa va comunque respinta nel merito.