Citation: 8C_256/2018 E. 3.1

3.1. Il Tribunale delle assicurazioni, dopo aver presentato le disposizioni legali ritenute topiche in ambito di revisione processuale e guadagno assicurato, ha ripercorso gli atti presenti nel fascicolo, in modo particolare i contratti di lavoro e i conteggi salari della società di cui il ricorrente era dipendente. La Corte cantonale messo in rilievo la dichiarazione della datrice di lavoro che confermava l'avvenuto pagamento dei salari in contanti e l'aumento salariale dovuto alle mansioni svolte dal ricorrente. I giudici ticinesi hanno osservato che l'assicuratore ha chiesto anche le dichiarazioni salariali e della cassa pensioni. Questi ultimi sono poi risultati non corrispondere al salario dichiarato, a causa di una riduzione del salario con contestuale mantenimento del premio del secondo pilastro. Apprezzate tutte le prove, la Corte cantonale ha concluso come inverosimile la circostanza secondo la quale, prima dell'infortunio, l'assicurato percepiva in contanti una retribuzione mensile lorda di fr. 7'000.-. L'importo sorprende a mente dei giudici cantonali, poiché la stessa ditta era fortemente in crisi nel 2014 ed è poi fallita nel 2017. Tale circostanza è stata apprezzata indipendentemente dalla circostanza che per legge il contratto di lavoro non debba necessariamente essere concluso in forma scritta. Il cambiamento di funzione del ricorrente, a fronte della frequentazione di nessun corso professionale o di perfezionamento, ha lasciato perplesso il Tribunale delle assicurazioni. La datrice di lavoro non avrebbe peraltro potuto permettersi di erogare un simile salario. La Corte cantonale ha definito pretestuose le ragioni riferite dalla datrice di lavoro per quanto attiene alla sottoscrizione dei contratti. I giudici cantonali hanno concluso che l'effettivo pagamento dei salari non era nemmeno provato, non avendo addotto al processo alcun documento né a comprova dei versamenti né tantomeno delle spese asseritamente effettuate con il salario versato. In definitiva, il Tribunale delle assicurazioni ha negato un salario di fr. 7'000.- mensili lordi, atteso peraltro che le risultanze del conto individuale AVS sono da considerare solamente come indizi di un avvenuto pagamento. La Corte cantonale ha confermato anche l'applicazione dell'art. 46 cpv. 2 LAINF siccome il ricorrente sapeva che il salario non era corrispondente alla realtà e che quindi l'assicuratore sarebbe stato indotto a versare indennità giornaliere superiori alla realtà.