Citation: 4D_111/2008 19.11.2008 E. 7

A mente del ricorrente i giudici del Tribunale d'appello avrebbero violato il suo diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) omettendo di "considerare" gli argomenti e i documenti da lui addotti per inficiare l'affermazione dell'opponente secondo cui essa avrebbe pagato le fatture a lui intestate con denaro proprio, proveniente da un mutuo ipotecario acceso a tal scopo. 7.1 Ora, anche qualora si volesse ravvedere in quest'affermazione una censura di violazione del diritto di essere sentito nella forma del diritto di ottenere una decisione motivata, la stessa sarebbe manifestamente destinata all'insuccesso. Il diritto di ottenere una decisione motivata non impone infatti all'autorità giudicante di pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile dalle parti, bensì di menzionare le ragioni che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi gli interessati nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione (DTF 133 III 439 consid. 3.3 pag. 445 con rinvii). In concreto, la sentenza impugnata contiene una motivazione esauriente. Posto che l'opponente ha - incontestabilmente - pagato le fatture intestate al ricorrente, la Corte ticinese ha ammesso ch'essa lo ha fatto con denaro proprio, come da lei affermato, non essendo il ricorrente stato in grado di provare di averle consegnato, a tal scopo, la somma di fr. 20'000.-- ricavata dalla vendita dell'auto. 7.2 In realtà, gli argomenti esposti nel gravame vertono tutti sull'apprezzamento delle prove che ha condotto i giudici cantonali ad ammettere che l'opponente ha pagato di tasca propria le note fatture.