Citation: 5A_666/2012 E. 3.1

3.1. Il litigio riveste un carattere internazionale in ragione della nazionalità tedesca della testatrice il cui ultimo domicilio prima del decesso si situava in Svizzera. Per il procedimento successorio e le controversie ereditarie, l'art. 86 cpv. 1 LDIP (RS 291) prevede la competenza dei tribunali o delle autorità svizzeri dell'ultimo domicilio dell'ereditando. Per quanto qui di rilievo, l'art. 93 cpv. 1 LDIP prescrive poi che la forma del testamento è regolata dalla convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 sui conflitti di leggi relativi alla forma delle disposizioni testamentarie (RS 0.211.312.1). In virtù dell'art. 1 di tale convenzione, una disposizione testamentaria è valida quanto alla forma se soddisfa al diritto interno: del luogo ove il testatore ha disposto (lett. a), di uno Stato di cui il testatore possedeva la cittadinanza quando ha fatto il testamento o quando è morto (lett. b), di un luogo ove il testatore aveva il domicilio quando ha fatto il testamento o quando è morto (lett. c), del luogo ove il testatore aveva la dimora abituale quando ha fatto il testamento o quando è morto (lett. d), o, per gli immobili, del luogo ove essi sono siti (lett. e). Il testamento olografo all'esame è pertanto valido quanto alla forma se soddisfa al diritto interno svizzero oppure a quello tedesco (v. DTF 127 III 390 consid. 2d). La Corte cantonale, dopo aver stabilito che entrambi gli ordinamenti prescrivono che un testamento olografo deve contenere l'indicazione dell'anno, del mese e del giorno in cui fu scritto (art. 505 cpv. 1 CC; § 2247 cpv. 2 BGB tedesco) e prevedono una regolamentazione analoga sulla validità del testamento olografo in caso di mancanza o di inesattezza della data (art. 520a CC; § 2247 cpv. 5 BGB tedesco; v. anche FF 1994 III 481 n. 342 con riferimento a PETER BREITSCHMID, Formvorschriften im Testamentsrecht, 1982, n. 749), si è limitata ad esaminare la fattispecie in virtù del diritto interno svizzero. Il ricorrente sembra a tratti sostenere che l'autorità inferiore avrebbe mal interpretato il diritto successorio tedesco quando ha considerato che fosse analogo al diritto successorio svizzero A parte il fatto che la decisione concerne una causa di natura pecuniaria e che pertanto il ricorrente avrebbe dovuto avvalersi di un'applicazione arbitraria del diritto estero richiamato dal diritto internazionale privato (v. art. 96 lett. b LTF a contrario; DTF 135 III 670 consid. 1.4; 133 III 446 consid. 3.1), occorre evidenziare che, in definitiva, egli non contesta il modo di procedere dell'autorità inferiore che - come appena spiegato - si è limitata ad applicare il diritto interno svizzero. Il ricorrente afferma anzi che tutti i criteri di collegamento condurrebbero ad un'applicazioneesclusiva del diritto successorio svizzero. In tali condizioni, anche il Tribunale federale esaminerà la presente fattispecie alla luce di tale diritto.