Citation: 2C_477/2018 E. 5.1

5.1. Illustrata la giurisprudenza federale concernente le relazioni tra il genitore straniero che non ne ha la custodia e i (l) figli (o) al beneficio di un diritto di risiedere nel nostro Paese (come in concreto) dedotta dall'art. 8 CEDU ed elencate le relative esigenze affinché possa essere accordata un'autorizzazione di soggiorno (cfr. sentenza impugnata pag. 11 segg. consid. 6), il Tribunale cantonale amministrativo ha constatato che il legame economico esistente tra l'insorgente e i figli raggiungeva l'intensità richiesta dalla prassi. Ciò non era invece il caso dei rapporti affettivi, risultando dalle dichiarazioni rilasciate delle madri dei bambini, da cui non vi erano motivi di scostarsi, che l'interessato vedeva l'ultimogenita 15, al massimo 30 minuti, ogni due settimane e gli altri due figli circa sei ore a sabati alterni: non si poteva quindi considerare che si era in presenza di un legame affettivo particolarmente intenso ai sensi della prassi federale, la relazione con i figli essendo in verità ampiamente al di sotto dell'ordinario. I giudici hanno concluso rilevando che il ricorrente non aveva dimostrato di avere assidui rapporti regolari e spontanei con i figli e non erano certo alcune fotografie che lo ritraevano in loro compagnia che permettevano di ritenere il contrario. In queste circostanze, anche se un rientro in Patria rendeva le modalità dell'esercizio del diritto di visita più difficoltose, i rapporti potevano essere mantenuti mediante contatti telefonici e scritti, tramite i mezzi di comunicazione multimediali o visite reciproche e regolate se del caso con l'ausilio di un curatore educativo.