Citation: 1P.198/2001 22.08.2001 E. 3

3.- a) Le censure ricorsuali, esposte in maniera appellatoria, ossequiano solo in parte le esigenze di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e della relativa giurisprudenza, secondo cui l'atto di ricorso deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la lesione (DTF 127 I 38 consid. 3c e 4, 125 I 71 consid. c, 492 consid. 1b). b) La procedura in cui è stato emanato il giudizio in contestazione si fonda sulla legge cantonale di procedura per le contravvenzioni, del 19 dicembre 1994 (LPcontr). La stessa è retta dal principio del libero apprezzamento dei fatti e del diritto da parte del Giudice delegato (art. 11 cpv. 1) e garantisce al ricorrente, anche in ambito ricorsuale, la facoltà di addurre fatti nuovi, di proporre nuovi mezzi di prova e di prevalersi di ogni accertamento errato o incompleto della fattispecie (art. 11 cpv. 2). Il Giudice delegato non è vincolato dalle domande di prova delle parti e ha la facoltà di completare d'ufficio l' istruttoria, agendo egli stesso o per il tramite delle Autorità amministrative inferiori (art. 12 cpv. 1). Di questi accertamenti, come di ogni atto formante l'incarto, è dato completo accesso al ricorrente, salvo eccezioni specifiche e particolari (art. 13). In concreto, il ricorrente ha potuto beneficiare nell'ambito della procedura di ricorso davanti al Giudice cantonale di tutte queste facoltà procedurali. Ha potuto prendere conoscenza di tutti gli atti dell'incarto, della planimetria e delle fotografie versate successivamente agli atti dalla Polizia comunale di Lugano, e ancorché occupato con il servizio militare, ha potuto fare pervenire al Giudice delegato ulteriori osservazioni e una descrizione planimetrica della zona litigiosa. Infine, ha avuto la possibilità di produrre ulteriormente, in data 4 settembre 2000, la dichiarazione di una teste e la copia di una lettera del Capo Dicastero del Municipio di Lugano. Il giudizio impugnato ha preso in considerazione ciascuna di queste allegazioni, non stralciandole dagli atti, omettendo unicamente di esperire un sopralluogo, al quale peraltro aveva rinunciato lo stesso ricorrente. È quindi indiscutibile, dal punto di vista formale, che il ricorrente ha beneficiato di un trattamento conforme tanto ai principi costituzionali federali che alle garanzie internazionali in materia di diritti procedurali fondamentali, ottenendo il controllo effettivo e completo da parte dell'Autorità cantonale di ultima istanza dei fatti litigiosi.