Citation: 1A.207/1999 12.01.2000 E. 4

4.- La ricorrente sostiene che la decisione del MPC di trasmettere tutta la documentazione del conto - sul quale confluivano i versamenti di una parte dei suoi clienti, tra cui figurano anche cittadini italiani che in maniera del tutto legittima hanno stipulato con lei accordi di consulenza - la porrebbe in gravissime difficoltà, visto il clima di sospetto e di tensione che vigerebbe nella vicina penisola; ciò provocherebbe un grave danno sulla sua clientela che potrebbe comportare una perdita di contratti. Premesso che la ricorrente non si oppone alla trasmissione dei documenti di apertura del conto e di quelli relativi ai tre citati bonifici, occorre rilevare che è vero che la Parte richiesta non può trasmettere in blocco tutti gli atti della relazione bancaria, in modo acritico e indeterminato e lasciare la loro cernita all'Autorità estera (DTF 122 II 369 consid. 2c, 115 Ib 186 consid. 4, 193 consid. 6, 112 Ib 576 consid. 14a pag. 604). In concreto, tuttavia, il MPC, dopo aver esaminato la documentazione sequestrata, ha ritenuto che gli atti litigiosi presentano un interesse per le Autorità italiane, che ne hanno chiesto la trasmissione integrale: ciò, in particolare alla luce delle relazioni con il conto "A.________", che gli inquirenti italiani presumono sia connesso, come i bonifici in discussione, con attività corruttive degli indagati. Del resto, il MPC non ha ecceduto la domanda estera, visto che nella stessa è stato espressamente richiesto l'invio della documentazione bancaria completa.