Citation: 1A.57/2002 10.06.2002 E. 3

La ricorrente sostiene infine che, ordinando la trasmissione di tutta la documentazione ricevuta dalla banca, il PP avrebbe ecceduto la domanda di assistenza. Questa censura attiene specificatamente alla decisione di chiusura parziale del 29 gennaio 2001 e deve quindi essere esaminata nell'ambito della presente procedura. Certo, come rileva la ricorrente, l'Autorità estera non ha esplicitamente chiesto la trasmissione del formulario per la determinazione dell'avente diritto economico e i dettagli di determinate operazioni effettuate sul conto. Tuttavia, secondo la giurisprudenza, anche al fine di evitare la presentazione di domande complementari, la rogatoria può essere interpretata in modo ampio (DTF 121 II 241 consid. 3a), e condurre alla trasmissione anche documenti non esplicitamente menzionati nella domanda (DTF 125 II 356 consid. 9 inedito). Ora, l'Autorità estera ha chiesto la trasmissione di tutta la documentazione, comprensiva di fatture e modalità di pagamento, sui rapporti tra la società ricorrente e quelle, controllate dagli indagati, oggetto dell'inchiesta estera. Ciò segnatamente allo scopo di accertare eventuali rapporti commerciali e finanziari, conti bancari e persone autorizzate a operarvi. In tali circostanze, anche il formulario riguardante gli aventi diritto economico, che corrispondono invero a due persone indagate, l'estratto conto relativo a un periodo interessato dall'inchiesta, e gli avvisi di accredito da parte delle società indagate in Italia, sono in rapporto stretto e diretto con la domanda e possono far ritenere che il conto sia stato utilizzato per operazioni sospette. Anche se incombe esclusivamente all'Autorità estera stabilire con certezza se tali documenti siano utili o meno, essi non appaiono sprovvisti di qualsiasi interesse per il magistrato inquirente, potendo essere idonei a far progredire il procedimento penale estero. La documentazione da trasmettere non esorbita quindi dai limiti della domanda di assistenza, che poteva essere interpretata in modo ampio dalla Corte cantonale. Competerà poi al Giudice straniero del merito esaminare se l'accusa potrà esibire o meno le prove degli asseriti reati (DTF 122 II 367 consid. 2c), atteso che non emergono elementi atti a far ritenere che la rogatoria sia addirittura abusiva (cfr. DTF 122 II 134 consid. 7b).