Citation: 4A_298/2015 E. 3

Giusta l'art. 336 cpv. 2 lett. b CO la disdetta del datore di lavoro è abusiva se data durante un periodo nel quale il lavoratore è nominato rappresentante dei salariati in una commissione aziendale o in un'istituzione legata all'impresa e il datore di lavoro non può provare che aveva un motivo giustificato di disdetta. In questi casi vi è un'inversione dell'onere della prova nel senso che non spetta al lavoratore dimostrare che la disdetta è abusiva, ma incombe al datore di lavoro provare che questa è stata data per un giusto motivo. La giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire che un licenziamento per motivi economici non è abusivo, se non è in relazione con l'attività del lavoratore quale rappresentante dei salariati (DTF 138 III 359 consid. 4; 133 III 512 consid. 2) e ha segnatamente rilevato che per rovesciare la presunzione di abusività, il datore di lavoro non deve procedere a misure di ristrutturazione che toccano prima altri dipendenti (DTF 138 III 359 consid. 6.2.4; 133 III 512 consid. 6.2). Determinare quali sono i reali motivi per cui il rapporto di lavoro è stato disdetto è una questione di fatto (DTF 131 III 535 consid. 4.3; 130 III 699 consid. 4.1), che il Tribunale federale può esaminare dal ristretto profilo dell'arbitrio. Incombe al ricorrente dimostrare perché la decisione impugnata sarebbe insostenibile (sopra, consid. 2).