Citation: 1P.536/2003 14.01.2004 E. 1

Questo disposto costituzionale assicura al cittadino la facoltà di esprimersi prima che sia presa una decisione che modifica a suo scapito la situazione giuridica e comprende segnatamente il diritto per l'interessato di consultare gli atti di causa suscettibili d'influenzare il giudizio di merito, nonché quello di determinarsi in proposito (DTF 129 V 73 consid. 4a, 127 III 576 consid. 2c, 127 V 431 consid. 3a, 126 I 15 consid. 2a/aa, 124 I 241 consid. 2 e rispettivi rinvii). Esso impone quindi di massima all'Autorità che inserisce nell'incarto nuovi atti, di cui intende prevalersi ai fini del giudizio, di avvisare le parti (DTF 124 II 132 consid. 2b e rinvii). 2.2 Risulta che la Corte cantonale ha effettivamente fondato il proprio giudizio sullo scritto del 19 giugno 2003 dell'ufficio postale di Arbedo, secondo cui l'invio raccomandato era giunto il 14 marzo 2003 alla posta e un avviso di ritiro era stato depositato lo stesso giorno nella casella postale della ricorrente. Secondo tale scritto, l'invio sarebbe inoltre stato trattenuto per qualche giorno dopo la scadenza del termine di ritiro, in seguito alla richiesta del presidente della ricorrente. Ora, non risulta che la ricorrente abbia avuto conoscenza di tale documento e vi si sia potuta esprimere prima dell'emanazione del giudizio. Tale atto era d'altra parte rilevante nella fattispecie, avendo consentito ai giudici cantonali di accertare la tardività del gravame. Il diritto di essere sentito imponeva quindi che la ricorrente potesse esprimersi sugli accertamenti eseguiti presso l'ufficio postale, prima che il TPT statuisse sul gravame. 2.3 La ricorrente ha tuttavia potuto esprimersi, e si è effettivamente espressa, nell'ambito della presente procedura sulle risultanze dell'accertamento postale, che la Corte cantonale le ha trasmesso dopo l'emanazione del giudizio. Ragioni di economia processuale e il fatto che questo modo di procedere non comporta in concreto un pregiudizio per la ricorrente (cfr. consid. 3), giustificano quindi di sanare eccezionalmente in questa sede la violazione dell'invocata garanzia costituzionale (DTF 126 I 68 consid. 2, 125 I 209 consid. 9a). Al proposito, la ricorrente si limita a negare che un avviso di ritiro sarebbe stato depositato nella sua casella postale il 14 marzo 2003 e sottolinea come la cartolina usata all'occorrenza dalla posta non indicherebbe il termine di giacenza. Essa non spiega tuttavia perché la Corte cantonale si sarebbe fondata a torto sulla dichiarazione del funzionario postale, né adduce concrete circostanze che potrebbero rendere perlomeno verosimile una violazione dei suoi doveri di diligenza. Tanto più che la dichiarazione dell'impiegato postale, secondo cui un avviso di ritiro è stato depositato il 14 marzo 2003 nella casella, è confortata dal fatto che la risoluzione governativa, dell'11 marzo 2003, è stata spedita da Bellinzona il 13 marzo 2003, sicché appare quantomeno assai dubbio ch'essa sia stata oggetto di un avviso di ritiro depositato nella casella dell'associazione, ad Arbedo, solo il 25 marzo 2003, come sostiene la ricorrente. D'altra parte, non si vede per quale ragione il personale della posta, non interessato nella procedura, avrebbe rilasciato dichiarazioni inveritiere sulle modalità con cui l'invio è stato trattato. Né la ricorrente si esprime su un'eventuale vuotatura regolare della propria casella postale, segnatamente nel periodo in cui la causa era pendente, quand'essa doveva quindi attendersi con una certa probabilità l'invio di atti giudiziari (DTF 123 III 492 consid. 1, 120 III 3 consid. 1d). Il fatto che l'avviso di ritiro non indicasse il termine di giacenza dell'invio presso l'ufficio postale non è decisivo: in effetti, premesso che tale termine è comunque indicato nelle condizioni generali dei servizi postali (cifra 2.3.7 lett. b dell'edizione gennaio 2002), il principio della notificazione fittizia l'ultimo giorno di un termine di ritiro di sette giorni non riguarda il lasso di tempo entro cui un invio può essere ritirato presso la posta e si applica, secondo la giurisprudenza, anche nel caso in cui siano eventualmente accordati termini di ritiro più lunghi (DTF 127 I 31 consid. 2b). Nelle esposte circostanze, la Corte cantonale ha quindi ritenuto a ragione che un avviso di ritiro era stato depositato il 14 marzo 2003 nella casella postale della ricorrente e che, di conseguenza, la notificazione della risoluzione governativa doveva considerarsi avvenuta il 20 marzo 2003, sicché l'impugnativa risultava tardiva.