Citation: 6P.177/2006 01.02.2007 E. 3.4

3.4.1 A mente del ricorrente, la CRP avrebbe inoltre, a torto ed in chiaro contrasto con lo stato di fatto accertato, ammesso l'esistenza di seri e concreti indizi per ritenere che egli si sia appropriato indebitamente di somme di denaro a lui affidate. Attraverso conclusioni deduttive prive di riscontri oggettivi, l'autorità cantonale avrebbe ritenuto che la ripartizione della somma affidata al querelato non sembrerebbe essere avvenuta conformemente agli accordi dei fratelli. I sospetti di reato a carico dell'insorgente non sarebbero riscontrabili nella fattispecie, ma si fonderebbero unicamente sulle allegazioni del fratello (ricorso pag. 5 e seg.). La CRP avrebbe dovuto far prova di un'accresciuta prudenza visto il lungo tempo trascorso dai fatti oggetto della procedura. Tempo che incide anche sulla possibilità di ottenere dei riscontri documentali relativi a talune operazioni; infatti, per effetto del termine decennale di cui all'art. 962 CO, la documentazione contabile bancaria non permette più di ricostruire i movimenti risalenti a un periodo di oltre dieci anni. Questa circostanza, sfuggendo alla libera disposizione del ricorrente, non può essere posta a suo carico come ha fatto l'ultima istanza cantonale (ricorso pag. 7). 3.4.2 La CRP, fondandosi sulla querela di B.A.________ così come sul quota purchase agreement (punti 2.1 e 3.2), ha innanzitutto stabilito che è verosimile che il provento della vendita della società di cui i fratelli erano titolari fosse da suddividere in parti uguali (sentenza impugnata consid. 3.3 pag. 9). Citando, in seguito, dei passi della lettera del 4 maggio 2006 dell'avv. G.________, acquisita agli atti, essa ha ritenuto plausibile l'ipotesi che la ripartizione della somma affidata al querelato non sia avvenuta conformemente agli accordi. Riservati ulteriori indispensabili approfondimenti, l'ultima autorità cantonale ha concluso che esistevano, allo stato attuale dell'istruzione, oggettivi concreti sospetti di reato giusta l'art. 138 CP a carico del ricorrente. Infine, ha aggiunto che la memoria difensiva di A.A.________, nella quale illustra come sia stato ripartito l'introito della vendita di D.________Srl, non può sostituire i documenti oggetto dell'ordine di perquisizione e sequestro impugnato, essendo detto memoriale di parte (sentenza impugnata consid. 3.3 pag. 10). 3.4.3 Le considerazioni dell'autorità cantonale meritano tutela. Nella sua lettera del 4 maggio 2006, riferendosi alla riunione tenutasi il 15 dicembre 2005, l'avv. G.________ dichiara di aver predisposto e discusso un appunto manoscritto che recepiva una ricostruzione dei flussi di denaro, rinvenienti dalla cessione del capitale sociale della D.________Srl, condivisa da entrambi i fratelli A.________, fatta eccezione per un importo di circa Lit. 1'130'000'000. La CRP intravede nella contestazione relativa a tale somma un segnale di non conformità agli accordi della ripartizione del denaro affidato a A.A.________ (sentenza impugnata consid. 3.3 pag. 9). Al contrario, secondo il ricorrente, non si può dedurre dal suddetto scritto che la distribuzione del saldo della vendita della società non sia avvenuta conformemente ai patti, bensì solo che i flussi di denaro sono stati chiaramente ricostruiti (ricorso pag. 6). Egli stesso però indica che "la ricostruzione dei flussi di denaro mostrata a B.A.________ fu da quest'ultimo contestata" (ricorso pag. 5). Inversamente a quanto sostiene l'insorgente - che su questo punto non fa che contrapporre la sua interpretazione a quella dell'autorità cantonale - le dichiarazioni dell'avv. G.________ così come gli appunti che questi ha preso durante l'incontro costituiscono, allo stadio attuale dell'istruzione, degli indizi di solo parziale versamento a B.A.________ della parte di denaro a lui spettante o, quantomeno, dell'assenza di giustificazione del mancato versamento di Lit. 1'130'000'000, che si è tradotta nella fattispecie nella contestazione della ricostruzione dei flussi di denaro. Di fronte a queste circostanze, non può essere ritenuto arbitrario concludere, come ha fatto la CRP, che quanto sopra esposto sia sufficiente, a questo stadio del procedimento e riservati ulteriori indispensabili approfondimenti, per ammettere l'esistenza di oggettivi concreti sospetti di reato ex art. 138 CP a carico di A.A.________. Occorre inoltre ricordare che il carattere provvisorio di una misura come quella in questione ha come conseguenza che quest'ultima è la regola allorquando esiste un serio sospetto circa la commissione dell'infrazione. Nelle fasi iniziali dell'inchiesta penale non ci si deve mostrare troppo esigenti quanto al fondamento del sospetto: è infatti sufficiente che il carattere illecito dei fatti rimproverati appaia verosimile (v. sentenza 8G.67/2003 del 20 agosto 2003 consid. 1.2 pubblicata in Pra 2004 n. 59 pag. 329; Benoît Chappuis, Les obligations du banquier en cas de mesures de blocage émanant d'une autorité pénale, in Mesures provisionnelles judiciaires et administratives, Bellinzona 1999, pag. 35). Per il resto, mal si comprende la critica del ricorrente secondo la quale l'autorità cantonale fonderebbe l'esistenza di oggettivi e concreti sospetti di reato solo sulle dichiarazioni del querelante dal momento che essa si riferisce espressamente sia al quota purchase agreement sia alla lettera dell'avv. G.________, documento quest'ultimo fornito dallo stesso querelato. Per quanto riguarda il tempo trascorso dai fatti in esame e la relativa difficoltà di ricostruire i movimenti di denaro risalenti a un periodo di oltre dieci anni, contrariamente a quanto afferma il ricorrente, essi costituiscono dei motivi supplementari a sostegno della misura cautelare, poiché un'eventuale ulteriore attesa nella raccolta di prove ne poteva compromettere l'esito vista la durata dell'obbligo di conservazione dei documenti bancari. Nelle esposte circostanze, l'autorità cantonale poteva ammettere, allo stato attuale delle indagini e senza incorrere nell'arbitrio, l'esistenza di sufficienti indizi di reato per dichiarare la perquisizione degli atti conforme all'art. 161 CPP/TI. Spetterà comunque al magistrato inquirente, nel prosieguo dell'inchiesta, sulla base delle risultanze che saranno acquisite, verificare ulteriormente la fondatezza dei sospetti di reato e dei presupposti per l'eventuale mantenimento, dandosene il caso anche in misura parziale, del sequestro (v. DTF 128 I 129 consid. 3.1.3 pag. 133 e seg.; 119 IV 326 consid. 7e). Anche su questo punto il gravame va disatteso.