Citation: 5P.325/2002 15.01.2003 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha rilevato che il marito ha presentato in Spagna un'istanza preliminare alla richiesta di separazione legale, ragione per cui è verosimile che si giunga alla pronuncia della separazione o del divorzio con la liquidazione del regime matrimoniale. Inoltre, il blocco dei conti decretato sulla base dell'art. 178 CC - norma che è pure applicabile in ambito provvisionale - ha i medesimi effetti di quanto deciso dal giudice spagnolo, che ha previsto l'amministrazione congiunta dei beni coniugali, tranne le società utilizzate dal marito nell'esercizio della sua professione. Tuttavia, anche per quest'ultime, egli deve chiedere il consenso della moglie per gli atti di disposizione. In concreto poi il marito non comunica la collocazione e la consistenza degli averi in Svizzera. 2.2 Il ricorrente afferma che nella fattispecie non sono dati i presupposti per applicare l'art. 178 CC. Innanzi tutto la moglie non ha reso verosimile che i suoi interessi siano minacciati in seguito all'intenzione del marito di distrarre i beni in Svizzera. Inoltre, essa non ha specificato i beni da bloccare e utilizza tale misura per procurarsi illecitamente informazioni sugli stessi, atteso che non ha fatto uso del proprio diritto di informazione innanzi al giudice spagnolo. Infine, il blocco ordinato non rispetta il principio della proporzionalità. 2.3 Giusta l'art. 178 cpv. 1 CC, se necessario per assicurare le basi economiche della famiglia o per adempiere un obbligo patrimoniale derivante dall'unione coniugale, il giudice, ad istanza di un coniuge, può subordinare al consenso di questo la disposizione di determinati beni da parte dell'altro. Questa disposizione è applicabile quale misura cautelare in una causa di separazione o divorzio (art. 117 cpv. 2 e 137 cpv. 2 CC; DTF 120 III 67 consid. 2a) e presuppone che la coniuge richiedente renda verosimile l'esistenza di un pericolo attuale (DTF 118 II 378 consid. 3b). Nella fattispecie la sentenza impugnata indica che il marito tace l'esatta collocazione e consistenza degli averi in Svizzera e che una misura analoga a quella qui censurata è stata adottata dal giudice spagnolo. Il ricorrente pare contestare quest'ultima motivazione e afferma di godere - in base al giudizio spagnolo - di una certa autonomia nell'amministrare le società. Sennonché la critica disattende i requisiti di motivazione posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, poiché egli nemmeno sostiene che i beni colpiti dal provvedimento in discussione concernono le società con cui opera. Per il resto, non nega che la sua situazione patrimoniale non è trasparente, e non fornisce alcuna spiegazione al riguardo, limitandosi a sostenere che la moglie non ha fatto valere il suo diritto all'informazione. In queste circostanze, riconoscendo un pericolo di distrazione dei beni situati in Svizzera, la Corte cantonale non è incorsa in arbitrio e cioè non ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 127 I 54 consid. 2b, 125 I 166 consid. 2a). Non è neppure possibile escludere ogni pericolo di distrazione per il solo motivo che - come affermato nel ricorso - il marito avrebbe avuto la possibilità di prelevare tali averi nel mese intercorso fra l'emanazione della misura provvisionale spagnola e quella ticinese. Ribadito che quest'ultima, a guisa di quella straniera, tocca unicamente la metà dei beni depositati presso tre banche di Lugano, il ricorrente non può essere seguito laddove intravede una violazione del principio della proporzionalità o un illecito sequestro investigativo (Sucharrest). Egli pare poi dimenticare che in concreto non sono state pronunciate semplici misure di protezione dell'unione coniugale, ma provvedimenti cautelari nell'ambito di una causa di separazione pendente in Spagna, che comporta lo scioglimento del regime matrimoniale. Ne segue che, in assenza di una qualsiasi contestazione su tale motivazione, l'asserzione ricorsuale secondo cui non vi sarà alcuna sentenza estera che potrà essere eseguita in Svizzera appare priva di fondamento.