Citation: 9C_839/2008 29.10.2009 E. 5

Il ricorrente è dell'avviso che i primi giudici non avrebbero correttamente valutato le perizie dei medici dell'INPS, del dott. P.________ e del dott. A.________, entrambi medici chirurghi, i quali lo hanno ritenuto inabile al lavoro nella misura rispettivamente del 70%, 76% e 100%. Egli contesta l'attendibilità delle conclusioni dei medici dell'UAI, tanto più che questi ultimi non hanno effettuato alcuna visita medica. 5.1 Nella misura in cui contesta la valutazione dell'incapacità lavorativa operata dai primi giudici, i quali, facendo uso del proprio potere di apprezzamento delle prove, hanno ritenuto maggiormente attendibili le conclusioni del dott. R.________ e del dott. L.________ del servizio medico dell'UAI e hanno concluso per una piena capacità lavorativa in attività adatta e leggera, l'insorgente censura un giudizio su una questione di fatto che, in quanto tale, vincola per principio questo Tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398 seg.). 5.2 Orbene, questa conclusione dell'istanza giudiziaria di primo grado non lede alcuna norma di diritto federale, né risulta da un accertamento manifestamente errato o incompleto dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove. 5.3 Innanzitutto, il Tribunale amministrativo federale ha osservato che tra i diversi medici che si sono occupati del caso esiste sostanziale concordanza a livello diagnostico, mentre le divergenze vertono unicamente sulla valutazione dell'incidenza delle turbe sulla capacità lavorativa dell'interessato. I primi giudici hanno quindi sufficientemente spiegato il motivo per il quale essi hanno fatto proprie le conclusioni ritenute chiare, complete e motivate cui sono pervenuti il dott. R.________ e il dott. L.________. Questi ultimi hanno avuto modo di esaminare e confrontarsi in dettaglio con la documentazione medica all'inserto e le censure del paziente, spiegando, in particolare, come il test da sforzo eseguito nel 2006 confermasse l'assenza di una nuova patologia cardiaca incompatibile con un'attività leggera e come l'esame radiologico della colonna vertebrale evidenziasse unicamente delle lesioni artrosiche assolutamente banali (sul valore probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico dell'AI cfr. sentenze I 143/07 del 14 settembre 2007 consid. 3.3, e I 514/06 del 25 maggio 2007 consid. 2.2.1, in SVR 2008 IV n. 15 pag. 43). Venendo meno al proprio obbligo di motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF), il ricorrente non si confronta adeguatamente con queste considerazioni e non spiega in quale misura esse sarebbero contrarie al diritto. Per il resto, il Tribunale amministrativo federale ha spiegato come la relazione medico-legale del 13 febbraio 2007 del dott. A.________, sommaria e imprecisa per quanto riguarda l'effettiva descrizione delle limitazioni funzionali, non possa essere tenuta in considerazione. Nell'accertamento dei fatti compiuto dall'istanza precedente sulla base delle valutazioni del servizio medico dell'amministrazione non sono quindi rilevabili inesattezze manifeste, il Tribunale amministrativo federale avendo semmai tratto da tale valutazione conclusioni diverse da quelle prospettate dal ricorrente. Ciò non fonda però l'arbitrio dei fatti posti alla base del giudizio (cfr. DTF 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9; sentenza 9C_337/2007 del 12 giugno 2008, in SVR 2008 IV n. 60 pag. 295 consid. 6.2.2). 5.4 L'accertamento dei fatti da parte dei primi giudici non può del resto neppure essere censurato per essersi fondato sulle valutazioni del servizio medico dell'UAI senza che i medici di detto servizio abbiano in precedenza esaminato il peritando. A tal proposito è sufficiente ricordare che una perizia basata sui soli atti ("Aktengutachten") è senz'altro possibile se dispone - come nel caso di specie - di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti personali (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 10/87 del 29 aprile 1988, in RAMI 1988 no. U 56 pag. 371 consid. 5b con riferimenti).