Citation: 4C.160/2004 10.08.2004 E. 2

Dinanzi al Tribunale federale viene contestata esclusivamente la ripartizione della responsabilità fra i due automobilisti e la conseguente riduzione del 75% applicata al risarcimento concesso agli attori. 2.1 I principi che reggono la responsabilità del detentore di un veicolo a motore (art. 58 segg. LCStr) sono già stati spiegati nella sentenza impugnata e non vengono rimessi in discussione sicché non appare necessario esporli nuovamente in questa sede. Occorre per contro ricordare che gli accertamenti effettuati dall'autorità cantonale in merito alle circostanze in cui si è svolto il sinistro e le sue cause si basano sull'apprezzamento delle prove; si tratta dunque di questioni di fatto che - a prescindere da eccezioni in concreto non realizzate - vincolano il Tribunale federale nella giurisdizione per riforma (art. 63 OG; cfr. DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). ll giudizio sulla colpa attiene invece al diritto e può pertanto venir riesaminato liberamente (art. 43 OG; DTF 115 II 283 consid. 1a pag. 285 in fine). 2.2 Fatte queste premesse, ci si può chinare sulla valutazione delle rispettive colpe e sul risarcimento. 2.2.1 I giudici cantonali hanno stabilito che E.________ si è immesso nell'incrocio quando il semaforo era giallo. Avendo l'istruttoria escluso la possibilità che il semaforo potesse essere contemporaneamente verde per entrambi i conducenti, ciò significa che D.A.________ è passato con il rosso. Donde il riconoscimento di una colpa grave a suo carico. L'immettersi in un incrocio nonostante il semaforo rosso, che significa "fermata" (art. 68 cpv. 1 OSStr), rappresenta indubbiamente una colpa grave. Secondo dottrina e giurisprudenza va infatti riconosciuta una colpa grave a chi trascura le più elementari regole della prudenza, che ogni persona ragionevole rispetterebbe se posta nella medesima situazione (cfr. Brehm, La responsabilité automobile, Berna 1999, n. 294 pag. 121 seg. e n. 319 pag. 130). 2.2.2 Data la colpa grave imputabile alla vittima, il Tribunale d'appello ha negato l'esistenza di un nesso causale adeguato tra la sua morte e la velocità (effettivamente) elevata del veicolo investitore. Gli attori si oppongono a questa decisione e dinanzi al Tribunale federale ribadiscono ancora una volta l'importanza, ai fini del giudizio, di conoscere la velocità del veicolo guidato da E.________ prima della frenata e dell'impatto, trattandosi della causa della morte di D.A.________. Essi postulano pertanto il rinvio dell'incarto all'autorità cantonale ai sensi dell'art. 64 cpv. 1 OG, affinché proceda ai necessari accertamenti di fatto. La loro richiesta va respinta. Innanzitutto perché poggia su di una tesi di per sé fuorviante nella misura in cui il cosiddetto "evento dannoso" viene individuato nel decesso della vittima. In realtà, l'"evento dannoso", ovverosia i fatti all'origine del danno - rappresentato fra l'altro dalla morte di D.A.________ - è costituito dall'incidente. Inoltre, come già spiegato da ambedue le istanze cantonali, il ragionamento degli attori su questo punto non regge. A fronte dell'ipotesi che l'incidente non avrebbe avuto conseguenze letali qualora E.________ fosse circolato ad una velocità più ridotta, vi è infatti la certezza che l'incidente non sarebbe avvenuto se la vittima si fosse fermata al semaforo rosso, com'era suo dovere. Nulla muterebbe la determinazione precisa della velocità della Ford Fiesta. 2.2.3 Nonostante la gravità della colpa imputabile alla vittima, i giudici cantonali hanno negato alla convenuta la possibilità di ritenersi liberata dalla responsabilità in applicazione dell'art. 59 cpv. 1 LCStr, non avendo essa dimostrato l'assenza di ogni colpa a carico di E.________ (Brehm, op. cit., n. 392 pag. 158). In particolare essa non è stata in grado di fornire la prova (liberatoria) che il suo assicurato non poteva più frenare e fermarsi quando ha visto il semaforo passare al giallo (sulle condizioni per poter ammettere l'interruzione del nesso di causalità cfr. Brehm, op. cit., n. 8 pag. 5 n. 298 pag. 123). In simili casi, il giudice deve determinare il risarcimento considerando tutte le circostanze, quali appunto la colpa del detentore, quella della vittima - in concreto non detentore - nonché il rischio inerente l'esercizio di un veicolo a motore (art. 59 cpv. 2 e 62 LCStr, art. 43 segg. CO). Egli è tenuto a decidere secondo il suo libero apprezzamento, applicando le regole del diritto e dell'equità (art. 4 CC; cfr. Bussy/ Rusconi, Code Suisse de la circulation routière, 3a ed., Losanna 1996, n. 2.1 ad art. 59 LCStr). Per giurisprudenza invalsa, il Tribunale federale esamina con riserbo l'esercizio del potere d'apprezzamento da parte dell'ultima istanza cantonale. Esso interviene quando la decisione si scosta senza motivo dai principi stabiliti da dottrina e giurisprudenza in materia di libero apprezzamento, si fonda su fatti che nel caso specifico non avevano importanza alcuna oppure, al contrario, quando non si è tenuto conto di elementi che avrebbero dovuto essere presi in considerazione (DTF 129 III 715 consid. 4.4 pag. 725 con rinvii). 2.2.4 Nella fattispecie, gli attori sono dell'avviso che la colpa concomitante di D.A.________ non possa giustificare una riduzione dell'indennità del 75%, trattandosi di una colpa uguale o inferiore a quella di E.________. Su questo punto la Corte ticinese ha ripreso l'argomentazione del Pretore il quale ha, a ragione, escluso la possibilità di mettere sullo stesso piano il comportamento dei due conducenti. A determinate condizioni un automobilista può superare un'intersezione quando il semaforo è giallo; egli deve per contro sempre fermarsi quando il semaforo è rosso. Contrariamente a quanto asserito nel ricorso, i giudici cantonali hanno tenuto conto di tutti i fattori di valutazione sopra enunciati. Da un lato hanno considerato la colpa grave imputabile alla vittima, di cui s'è già detto. Dall'altro hanno ammesso la responsabilità di E.________ che però - e questo è rilevante - non si fonda sull'esistenza di prove a suo carico quanto piuttosto sull'assenza di prove a sua discolpa (Brehm, op. cit., n. 332 pag. 133). Nemmeno il rischio inerente l'esercizio del veicolo è stato trascurato: i giudici hanno esplicitamente rimproverato a E.________ il rischio accresciuto derivante dal fatto ch'egli circolava ad una velocità superiore a quella consentita. La rilevanza di questo elemento è stata però a sua volta attenuata, non potendosi ragionevolmente pretendere da E.________ che immaginasse l'eventualità di un automobilista proveniente da destra nonostante il semaforo rosso (cfr. art. 26 LCStr). 2.3 Alla luce di tutto quanto esposto, riconoscendo alla vittima un grado di responsabilità del 75% e riducendo, di conseguenza, nella stessa misura il risarcimento concesso ai suoi familiari, i giudici non hanno ecceduto il margine di apprezzamento che legge concede loro in questo ambito (cfr. Brehm, op. cit., n. 404 pag. 163). La chiave di ripartizione decisa dal Pretore e confermata dall'autorità d'appello non viola il diritto federale.