Citation: 2C_131/2017 E. 3.2

3.2. Riferendosi all'art. 23 cpv. 1 LN/TI, che prevede per l'appunto i casi di incompatibilità con la funzione di notaio, ha inoltre rilevato: che l'attività di notaio è (tra l'altro) incompatibile con qualsiasi impiego o funzione - ad eccezione dei mandati - a carattere permanente o duraturo stipendiato o retribuito dalla Confederazione, dai Cantoni, da un Comune, dalle loro amministrazioni o aziende o da altro ente di diritto pubblico (lett. b); che la legge non definisce la nozione di impiego o funzione "a carattere permanente o duraturo" che determina l'inconciliabilità con la funzione di notaio ai sensi dell'art. 23 cpv. 1 lett. b LN/TI, ma che - tenuto conto degli scopi perseguiti da quest'ordine di norme - dev'essere considerato tale ogni rapporto di lavoro (al servizio dello Stato o delle sue aziende) che assorbe il titolare a tempo pieno o in misura preponderante, laddove per preponderante va per definizione intesa l'attività lucrativa che occupa più del 50 % dell'orario lavorativo; che una diversa interpretazione dell'art. 23 cpv. 1 lett. b LN/TI - che ammettesse lo svolgimento di attività lavorative con un grado superiore al 50 % - non è invece sostenibile, poiché vanificherebbe gli scopi perseguiti da una simile norma e, in particolare, quello di garantire l'indipendenza - anche economica - e la neutralità del notaio.