Citation: 2A.552/2005 06.10.2005 E. 3

Da quanto appena esposto deriva che l'accertamento dei fatti su cui si fonda il giudizio querelato non è manifestamente inesatto o incompleto né è stato effettuato violando norme essenziali di procedura: esso vincola pertanto il Tribunale federale (art. 105 cpv. 2 OG). Nella fattispecie emerge dalla sentenza querelata che i coniugi A.________ hanno cessato di convivere il 19 maggio 2004 e che dopo una breve ripresa della vita comune durata qualche giorno essi si sono nuovamente separati. L'ulteriore riconciliazione avvenuta all'inizio del mese di agosto 2004 e notificata all'autorità dal marito è stata poi smentita dal medesimo il 26 novembre successivo. I giudici cantonali hanno poi osservato che i coniugi vivevano tuttora separati e che ciascuno aveva organizzato autonomamente la propria vita. Orbene, riguardo a queste constatazioni, la ricorrente non dimostra né fornisce la prova che vi sia la possibilità o perlomeno la volontà di entrambi i coniugi di una ripresa della vita comune. In effetti, ella non ha presentato alcun elemento concreto che provi che vi sia un effettivo e reale ravvicinamento tra i consorti. In queste condizioni, non vi è nessun elemento agli atti che permette di ritenere che la separazione sia provvisoria. È quindi chiaro che non sussiste più né una vera e propria relazione sentimentale tra gli interessati né la volontà di entrambi i coniugi - al di là del semplice parlato - di una ripresa della vita comune. In queste condizioni, è dunque senza incorrere nella violazione del diritto federale che la Corte cantonale è giunta alla conclusione che la ricorrente, abusando dei diritti che le derivano dall'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, si richiama ad un matrimonio esistente soltanto sulla carta al solo scopo di potere fruire dell'autorizzazione a soggiornare in Svizzera (sulla nozione di abuso di diritto, cfr. DTF 128 II 145 consid. 2.2; 127 II 49 consid. 5a; 123 II 49 consid. 4 e 5; 121 II 97 consid. 2 e 4).