Citation: 5A_824/2018 E. 3.4

3.4. Gli effetti del patto d'arbitrato sulla competenza del giudice statale sono retti dall'art. 61 CPC. Secondo questa disposizione, se le parti hanno pattuito di sottoporre ad arbitrato una controversia compromettibile, il giudice statale adito declina la propria competenza, eccetto che: il convenuto si sia incondizionatamente costituito in giudizio (art. 61 lett. a CPC); il giudice statale accerti la manifesta nullità o inadempibilità del patto d'arbitrato (art. 61 lett. b CPC); oppure il tribunale arbitrale non possa essere costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale (art. 61 lett. c CPC). L'esistenza del patto d'arbitrato e l'arbitrabilità delle vertenze a cui esso è riferito, menzionate nella frase introduttiva della norma, sono due condizioni che il giudice statale esamina con piena cognizione. Per contro, egli esamina soltanto sommariamente se il patto d'arbitrato sia manifestamente nullo o inadempibile giusta la lett. b. La reale portata sostanziale del patto d'arbitrato è infatti considerata fra i fattori che il giudice statale riesamina soltanto in modo sommario. L'esame sommario concerne anche il caso in cui occorre determinare, come in concreto, se il patto d'arbitrato si estenda o meno alle pretese fatte valere innanzi al tribunale statale (DTF 140 III 367 consid. 2.2.3; 138 III 681 consid. 3.2 e 3.3; sentenza 5A_907/2017 del 4 aprile 2018 consid. 5.1.1).