Citation: 5A_595/2018 E. 3.1

3.1. Mentre il Pretore in prima istanza ha in un primo tempo calcolato il contributo "lordo" dovuto alla moglie e ai figli, per poi in un ulteriore punto del dispositivo determinare quanto il ricorrente dovesse ancora versare loro stanti i pagamenti già eseguiti, il Tribunale di appello si è limitato al primo passo, ovvero alla determinazione dei contributi, senza in alcun modo prendere in considerazione eventuali versamenti operati spontaneamente dal ricorrente in favore dei familiari. Esso ha motivato la propria decisione con l'impossibilità, per il giudice delle misure provvisionali ed in particolare del giudice delle misure a protezione dell'unione coniugale, di imporre in via definitiva il pagamento di una somma di denaro. Eventuali controversie legate al versamento di una determinata somma a titolo di arretrato alimentare o alla restituzione di alimenti versati in esubero andrebbero giudicate dal giudice ordinario in procedura ordinaria (o semplificata), per la quale il giudice delle misure a protezione dell'unione coniugale - che statuisce con rito meramente sommario (art. 271 lett. a CPC [RS 272]) - non avrebbe la competenza ratione materiae (v. art. 59 cpv. 2 lett. b e 60 CPC), nemmeno per attrazione, in ragione dell'art. 90 lett. b CPC.