Citation: 2C_375/2007 08.11.2007 E. A

Il 9 marzo 2004 la Corte delle assise criminali in Lugano ha riconosciuto A.________ (1964), cittadino britannico ed australiano residente a Campione d'Italia, autore colpevole di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (LStup; RS 812.121), siccome commessa per mestiere realizzando in tal modo una grossa cifra d'affari, prima nella veste di copromotore della società B.________ e poi come responsabile delle coltivazioni, sia personalmente sia attraverso la copertura societaria. Veniva inoltre riconosciuto colpevole di contravvenzione alla LStup per avere consumato quotidianamente della marijuana, in generale di sua produzione. Per questi reati è stato condannato a 4 anni di reclusione e alla pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 10 anni. A fondamento della condanna per infrazione aggravata alla LStup sono stati ritenuti i seguenti atti, tutti compiuti senza autorizzazione, per una cifra d'affari complessiva stimata in almeno fr. 10'000'000.--: - Tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000, a Chiasso, A.________ fungeva da consulente per coltivazioni di canapa, il cui prodotto egli sapeva essere venduto al dettaglio sotto forma di cosiddetti sacchetti odorosi. - All'inizio del 2000, in seguito alla costituzione della B.________, egli pianificava, organizzava e metteva in atto una coltivazione ciclica di circa 100-150 piante madri di canapa e di circa 2'000-5'000 talee, poi vendute ad altri coltivatori indoor per fr. 3.50 l'una. - Tra luglio e ottobre dello stesso anno, per conto della B.________, egli prendeva in affitto una serra di 2'900 m2, ivi coltivando un numero imprecisato di piante di canapa e talee allo scopo di produrre stupefacenti. - Fra giugno e ottobre del 2001, sempre per conto della B.________, egli coltivava 10'000-12'000 piante di canapa, dalle quali è stato possibile ricavare da 1,1 a 4,4 t di fiori secchi di canapa per un valore potenziale sul mercato degli stupefacenti tra fr. 2'000'000.-- e 11'000'000.--. - Dall'agosto 2001, A.________ forniva all'allora presidente del consiglio di amministrazione della B.________ per conto della stessa due o tre litri di tintura di canapa, da lui prodotta, sapendo che costui, medico, l'avrebbe prescritta au suoi pazienti per scopi terapeutici. - Fra la seconda metà del 2001 e il 2002, egli commissionava a terzi, sempre per il conto della B.________, la coltivazione di circa 3'200 piante di canapa delle quali la B.________ otteneva fiori essicati per finalità stupefacenti, rimunerandoli con circa fr. 45'000.--. - Tra il febbraio del 2002 e l'aprile del 2003, sempre per la B.________, egli stipulava con una ditta un contratto di licenza in base al quale la B.________ forniva la genetica di sei qualità di piante madri di canapa ad alto potenziale di THC, in cambio del 35 % del fatturato della vendita delle talee prodotte. Ciò che permetteva d'immettere sul mercato locale dei coltivatori di canapa, a fini stupefacenti, circa 350'000-400'000 talee vendute dalla ditta sotto licenza a un prezzo variante fra fr. 3.-- e fr. 5.--, realizzando in tal modo, a nome della B.________, un fatturato di almeno fr. 350'000.--. - Il 7 gennaio 2002, sempre per conto della B.________, egli sottoscriveva un contratto con un'impresa avente per oggetto la consulenza, l'istruzione del personale e la gestione della coltivazione di canapa per un valore di complessivi fr. 600'000.--, ufficialmente finalizzata alla produzione di olio eterico, ma in realtà destinata a finalità stupefacenti, immettendo così sul mercato nazionale e internazionale circa 4,5 tonnellate di marijuana, pari a tutta la produzione della citata impresa durante il 2002. Il 28 giugno 2004 la Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello (CCRP) ha parzialmente accolto, nella misura della sua ammissibilità, il ricorso presentato da A.________ contro la sentenza di primo grado e l'ha riformata nel senso di riconoscerlo colpevole di infrazione semplice alla LStup, per cui gli ha inflitto una pena di 2 anni di detenzione e ha rinviato la causa a una Corte delle assise correzionali allo scopo di statuire nel senso dei considerandi sulla sospensione condizionale dell'espulsione dalla Svizzera ridotta a 5 anni. A motivazione di questa sentenza la CCRP ha rimproverato in particolare ai primi giudici il fatto di avere considerato adempiuta la fattispecie d'infrazione aggravata alla LStup senza avere accertato che il condannato avesse realizzato personalmente una cifra d'affari stimabile in almeno fr. 100'000.--, né tanto meno che egli avesse tratto guadagno dall'attività illecita cui ha partecipato. Il 13 luglio 2005 è stata accordata la sospensione condizionale della pena accessoria dell'espulsione per un periodo di prova di 4 anni. Nel frattempo, più precisamente il 3 ottobre 2004, A.________ è stato scarcerato dopo aver scontato i 2/3 della pena comminatagli.