Citation: 5A_879/2017 E. 3.1

3.1. La cessione di pretese della massa fallimentare che quest'ultima ha deciso di non perseguire direttamente conferisce al creditore cessionario la facoltà di agire al posto della massa, in nome proprio, per proprio conto e a proprio rischio e pericolo ("Prozessführungsbefugnis" o "Prozessstandschaft"); egli non diventa tuttavia titolare della pretesa, che continua ad appartenere alla massa. La cessione ex art. 260 LEF è un istituto sui generis del diritto esecutivo apparentato con un mandato d'incasso conferito dall'UF previo accordo dei creditori collocati (DTF 139 III 391 consid. 5.1; 138 III 628 consid. 5.3.2; 132 III 342 consid. 2.2; 121 III 488 consid. 3b; 113 III 135 consid. 3a; sentenze 4A_215/2009 del 6 agosto 2009 consid. 3.2; 4C.263/2004 del 23 maggio 2005 consid. 1.1; JEANNERET/CARRON, in Commentaire romand, Poursuite e faillite, 2005, n. 4 ad art. 260 LEF; ROGER SCHOBER, in Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4aed. 2017, n. 11 ad art. 260 LEF; THOMAS BAUER, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Ergänzungsband zur 2. Auflage, 2017, n. 4 e 55 ad art. 260 LEF). La giurisprudenza ammette che la cessione giusta l'art. 260 LEF è possibile a favore di tutti i creditori che ne fanno richiesta, i quali formano allora un litisconsorzio necessario (DTF 138 III 628 consid. 5.3.2 con rinvii; v. anche art. 2 n. 6 e art. 80 cpv. 1 del regolamento del 13 luglio 1911 concernente l'amministrazione degli uffici dei fallimenti [RUF; RS 281.32] e relativo formulario n. 7F; URS BÜRGI, in Kurzkommentar SchKG, 2aed. 2014, n. 9.5 e 18 ad art. 260; JEANNERET/CARRON, op. cit., n. 9 e 43 ad art. 260 LEF; Bauer, op. cit., n. 57 ad art. 260 LEF); essi non sono tuttavia obbligati a gestire il processo in modo unitario, bensì possono addirittura perseguire interessi contrastanti e situarsi su piani diversi. È allora imprescindibile conseguenza della soluzione legislativa che in caso di partecipazione di più creditori cessionari intervenga una riduzione del guadagno sperato da ogni singolo cessionario, e che il loro interesse alla cessione possa diminuire (DTF 121 III 488 consid. 2e; sentenze 7B.206/2005 del 2 febbraio 2006 consid. 5; 7B.94/2003 del 24 giugno 2003 consid. 5.2; in merito alla spartizione del ricavo in caso di partecipazione al processo di più creditori cessionari v. Schober, op. cit., n. 3 ad art. 260 LEF; BÜRGI, op. cit., n. 9.5 ad art. 260 LEF).