Citation: 1B_496/2021 E. 3.3

3.3. In concreto è litigiosa la questione di sapere se l'imputato disponga o meno dei mezzi finanziari per rimunerare il suo difensore. La Corte cantonale non ha stabilito se nella fattispecie si tratti di un caso di difesa obbligatoria o meno. Questo aspetto non deve essere approfondito in questa sede, l'art. 132 cpv. 1 lett. b CPP applicandosi infatti anche in caso di difesa obbligatoria, qualora l'imputato che beneficia di un difensore di fiducia veda la sua situazione finanziaria evolvere al punto tale da non più disporre dei mezzi necessari a rimunerarlo (sentenze 1B_364/2019, citata, consid. 3.4; 1B_461/2016 del 9 febbraio 2017 consid. 2.2.2). Spetta però al richiedente sostanziare la sua indigenza (cfr. sentenza 1B_364/2019, citata, 3.5 e 3.6). L'indigenza è data quando l'interessato non sia in grado di affrontare i costi della procedura senza dovere utilizzare i mezzi necessari per soddisfare il suo minimo vitale e quello della sua famiglia (DTF 144 III 531 consid. 4.1 e rinvii). Per stabilire lo stato di bisogno occorre prendere in considerazione l'intera situazione dell'istante, e cioè non solo il suo reddito, ma anche i suoi rapporti patrimoniali (DTF 144 III 531 consid. 4.1; 124 I 1 consid. 2a). In quest'ambito non è determinante l'applicazione schematica del minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo, occorrendo piuttosto tenere conto dell'insieme delle circostanze individuali del richiedente (DTF 135 I 91 consid. 2.4.3 pag. 100). Egli deve quindi sostanziare in modo esaustivo la sua domanda, fornendo la necessaria documentazione riguardo al reddito e al patrimonio attuali, nonché all'insieme degli oneri finanziari e dei bisogni. Queste esigenze sono maggiormente severe laddove la situazione finanziaria del richiedente è particolarmente complessa (DTF 125 IV 161 consid. 4a; sentenza 1B_245/2020 del 23 luglio 2020 consid. 3.5).