Citation: 5A_200/2009 13.08.2009 E. 3

3.1 I Giudici cantonali hanno indicato che tra il gennaio 1975 e il gennaio 1976 il qui opponente aveva ricevuto complessivi fr. 1'468'029.--, somma servita a risanare la E.________ società in accomandita semplice (s.a.s), di cui egli era socio in accomandita, mentre la F.________ AG era una delle due società accomandanti. L'8 novembre 1976 la E.________ è stata trasformata in società per azioni (s.p.a), avente per azionisti tre società anonime, fra cui la F.________ AG. Fondandosi sulle deposizioni dei testi G.________ e H.________, i giudici cantonali hanno considerato che la madre del qui ricorrente aveva ottenuto una quota di partecipazione nella E.________ s.p.a dal padre - tramite la F.________ - in contropartita del finanziamento concesso al qui opponente e che quindi la figlia del de cuius non sarebbe "entrata" - come sostenuto dal qui ricorrente - nella E.________ già nel 1971. 3.2 Il ricorrente rimprovera all'ultima istanza cantonale di aver effettuato degli accertamenti di fatto arbitrari, perché la F.________ AG sarebbe entrata nella E.________ già nel 1971. Ne deduce quindi che sua madre sarebbe divenuta proprietaria di una parte della E.________ già in quell'anno e quindi prima dell'erogazione del mutuo in discussione. Rileva poi quelle che ritiene una serie di "impressionanti" incongruenze fra le deposizioni dei testi G.________ e H.________ con riferimento ad altre società che detenevano azioni della E.________. Ritiene che per i predetti motivi la sentenza impugnata violi anche l'art. 8 CC. Tale norma sarebbe pure violata dal fatto che i giudici cantonali non hanno richiesto dall'opponente un "maggior impegno probatorio" e hanno invece misconosciuto l'impegno profuso a evidenziare quanto ricevuto dallo zio quando il ricorrente era ancora bambino. 3.3 L'art. 8 CC regola da un lato l'onere e il grado della prova e dall'altro conferisce alle parti il diritto di offrire prove (DTF 130 III 591 consid. 5.4, con rinvii), ma non concerne la valutazione delle prove (DTF 130 III 321 consid. 5). Inoltre, per costante giurisprudenza, quando come nella fattispecie in esame il giudice è giunto al convincimento, apprezzando le prove, che un fatto litigioso si è verificato, la questione della ripartizione dell'onere della prova - e quindi anche il quesito di un'eventuale alleggerimento probatorio (DTF 128 III 271 consid. 2b/aa pag. 277) - diventa senza oggetto (DTF 132 III 626 consid. 3.4; 131 III 646 consid. 2.1 con rinvii). Ne segue che in concreto una violazione dell'art. 8 CC non entra in linea di conto. Rimane quindi da esaminare se - come sostenuto dal ricorrente - gli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata siano arbitrari. Con la sua argomentazione il ricorrente confonde la partecipazione della F.________ AG nella E.________ prima s.a.s e poi s.p.a con quella di sua madre in quest'ultima società tramite la prima. Il fatto che la defunta madre del ricorrente sia "entrata" nella E.________ attraverso la F.________ non significa altro che ella è divenuta proprietaria di azioni di quest'ultima. Il ricorrente non dimostra in alcun modo che sua madre sarebbe già stata azionista della F.________ prima della concessione del mutuo all'opponente né indica una qualsiasi prova che smentirebbe la deposizione del teste G.________, su cui si sono fondati i giudici cantonali, che ha espressamente dichiarato che ella ha ottenuto la sua quota "in cambio del finanziamento di cui ho riferito in precedenza da parte di C.________, su volontà di quest'ultimo". In queste circostanze le pretese incongruenze fra le deposizioni dei testi H.________ e G.________ concernenti altre società azioniste della E.________ si rivelano del tutto irrilevanti ai fini del presente giudizio e la censura - per altro in larga misura appellatoria - si rivela manifestamente infondata.