Citation: 1P.335/2004 25.04.2005 E. 4

La ricorrente censura inoltre l'accertamento della velocità con cui circolava al momento dell'incidente. 4.1 Al proposito il giudice di merito, in applicazione del principio "in dubio pro reo", si è scostato dalla conclusione del Procuratore pubblico, il quale sulla base della testimonianza di D.________ aveva ritenuto che la ricorrente viaggiasse a 170 km/h. Ferma restando questa considerazione, il giudice della Pretura penale ha comunque concluso che la velocità fosse inadeguata sia in rapporto alle condizioni fisiche della conducente sia ai vigenti limiti. Tale conclusione è stata giudicata scevra di arbitrio da parte della CCRP. 4.2 A mente della ricorrente, "la conclusione del primo giudice è in realtà basata unicamente sulla testimonianza di D.________, la quale ha formulato esclusivamente delle ipotesi basate su visioni più che soggettive, visto che si trovava ad una distanza imprecisata dal luogo del sinistro e che non si sa a che velocità effettiva circolasse". L'accertamento sull'inadeguatezza della velocità viene quindi denunciato come arbitrario e lesivo della presunzione di innocenza. 4.3 A torto. Come già correttamente rilevato dalla CCRP, il giudice di merito ha fondato il proprio convincimento sulle dichiarazioni della teste D.________, la quale aveva dichiarato agli inquirenti di essere circolata a 120 km/h e di avere visto l'automobile della ricorrente sopraggiungere a velocità sostenuta, da lei stimata a 170 km/h, per cui si è spostata sulla corsia di destra per lasciarla passare. Se in merito alla stima della velocità tenuta dalla ricorrente, nel rispetto del principio "in dubio pro reo", è stata giustamente usata prudenza, non vi sono ragioni, e del resto nemmeno la ricorrente ne indica, per ritenere che la teste non sia credibile laddove afferma di essere circolata a 120 km/h. Né è quindi arbitrario né lesivo della presunzione di innocenza concludere che la ricorrente fosse sopraggiunta e avesse continuato la propria corsa dopo il sorpasso ad una velocità inadeguata sia in rapporto alle proprie condizioni fisiche sia ai vigenti limiti. Anche su questo punto il ricorso, parimenti al limite della ricevibilità, va respinto.