Citation: 1C_138/2020 E. 2.2

2.2. La Corte cantonale ha accertato che, come già stabilito nel suo precedente giudizio, l'istante adempie i requisiti per postulare lo stato di patrizio, ciò che la ricorrente non contesta, litigiosa essendo la questione di sapere se l'Assemblea patriziale ha o no esercitato correttamente il potere di apprezzamento conferitole dall'art. 43 cpv. 1 LOP. Ha ritenuto che, analogamente alla procedura di naturalizzazione, limitatamente ai suoi soli aspetti formali, anche quella in esame si conclude con un atto amministrativo che definisce lo stato giuridico dell'individuo. Ne ha concluso che, sebbene la LOP affidi al legislativo del patriziato la competenza a decidere in materia, le parti interessate devono poter beneficiare in quest'ambito di tutte le garanzie derivanti dalla Costituzione federale. Gli organi del patriziato devono inoltre agire in modo non arbitrario e non discriminatorio, ragione per cui devono fare uso del vasto margine di apprezzamento di cui dispongono rispettando i principi del diritto e considerando il senso e lo scopo perseguiti dalla legislazione in materia; dev'essere inoltre garantito il diritto di essere sentito previsto dall'art. 34 LPAmm e, sussidiariamente, dall'art. 29 cpv. 2 Cost., motivo per cui la decisione dev'essere motivata, soprattutto quando è negativa. Certo, la ricorrente accenna al fatto che la questione della cittadinanza e lo stato di patrizio costituiscono due fattispecie differenti, disciplinate da normative diverse. Essa non tenta tuttavia di dimostrare che la Corte cantonale, limitando l'analogia ai soli aspetti formali e non ai requisiti materiali per la concessione delle rispettive cittadinanze, sarebbe caduta nell'arbitrio.