Citation: 1B_528/2019 E. 2.2

2.2. I ricorrenti richiamano le DTF 131 I 455 consid. 1.2.4 pag. 461 e 128 IV 189 consid. 2.2, secondo cui la vittima che dispone solo di un credito di diritto pubblico nei confronti di un ente pubblico, responsabile del danno causato dai suoi impiegati, non ha la qualità per ricorrere. Sostengono che questa prassi, in parte criticata nella dottrina senza tuttavia precisarne gli autori, non potrebbe essere applicata al caso in esame. Non vi sarebbero infatti valide ragioni per trattare la vittima di gravi lesioni colpose commesse da un medico dipendente di un ente pubblico diversamente da quella oggetto dello stesso reato perpetrato da un medico che opera nel settore privato. Un rinvio delle pretese della vittima a una causa contro lo Stato contraddirebbe infatti al loro dire lo scopo della norma, la vittima dovendo avviare una seconda causa separata. Aggiungono che la colpevolezza di un imputato si rifletterebbe anche sulla pretesa volta all'accertamento della responsabilità del dipendente dell'ente pubblico e alla conseguente condanna al pagamento di un risarcimento e di un'indennità per torto morale dell'ente pubblico. Al loro dire, l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF non perseguirebbe tanto lo scopo d'impedire all'accusatore privato di far valere legittime pretese, quanto piuttosto di contenere mire di vendetta prive di valida connessione con il credito risarcitorio, ipotesi quest'ultima non realizzata nella fattispecie.