Citation: 8C_353/2024 E. 6.2.1

6.2.1. La ricorrente sostiene di non essere un'agenzia attiva nel settore del prestito di personale. La sua attività preponderante sarebbe la fornitura di servizi nel settore informatico. Funzionalmente ad essa, vi sarebbero "attività che a rigore rientrano nel regime legale del prestito di personale". Nel suo ricorso, la ricorrente insiste sulle rispettive modalità di svolgimento, in particolare per quel che concerne l'istruzione ai dipendenti, la responsabilità per le loro attività presso i clienti e la garanzia del risultato dell'attività da essa assunta. Risulterebbe chiara la natura dell'attività di consulenza informatica propria e il chiaro potere direttivo rispetto ai propri dipendenti, per cui la struttura non avrebbe certo potuto essere paragonata alle società che effettuano prestito di personale. La ricorrente sarebbe un'azienda mista nel proprio settore che non esplicherebbe l'attività specifica del prestito di personale "se non in modo funzionale alla sua specifica attività di consulenza", in ogni caso non in modo preponderante. La relativa autorizzazione all'autorità cantonale sarebbe sempre stata richiesta per la partecipazione ai concorsi per le commesse pubbliche. Il TAF sarebbe incorso in un manifesto e grave accertamento inesatto dei fatti, poiché non sarebbe legittimo ritenere che i lavoratori che svolgono servizio presso la sede del cliente devono essere considerati lavoratori in prestito ai sensi della sentenza 8C_817/2010 del 12 aprile 2011. Ma se anche così fosse, l'incidenza proporzionale sull'attività della ricorrente non sarebbe preponderante, per cui le condizioni dell'art. 66 LAINF non sarebbero realizzate. Tale proporzione andrebbe osservata nell'esame della norma in questione, così come viene fatto per l'assoggettamento di un'azienda mista al contratto collettivo applicabile. La ratio legis dell'art. 66 LAINF sarebbe di proteggere i lavoratori interinali delle imprese di lavoro temporaneo, i quali hanno così la sicurezza di essere sempre coperti dallo stesso assicuratore. Tale approccio protettivo non troverebbe invece alcuna effettiva giustificazione per le imprese, come la ricorrente, che sono attive in altri specifici settori - diversi dal settore del mero prestito di personale - e che solo parzialmente ricorrerebbero a tale struttura contrattuale, in particolare quando funzionalmente necessario per la fornitura dei loro servizi specifici a favore dei propri clienti.