Citation: 1C_31/2025 E. 1.3

1.3. La Corte cantonale, precisata la definizione di documento ai sensi degli art. 8 cpv. 1 LIT e 8 cpv. 1 del relativo regolamento del 5 settembre 2012 (RLIT; RL 162.110), richiamata la dottrina cantonale, ha stabilito che il documento dev'essere preesistente alla richiesta d'accesso. Ha osservato che il procedimento è retto dalla legge ticinese sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100) e quindi dal principio inquisitorio, sottolineando che le parti, secondo il principio della buona fede, sono nondimeno tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 26 cpv. 1 LPAmm). Si è poi espressa sulla portata dell'onere della prova riguardo alla contestata inesistenza di una circostanza di fatto. Ha rilevato che secondo la Divisione i documenti richiesti non esistono e che la CC-PDT ha esperito un'istruttoria, raccogliendo informazioni dalle parti. Sulla base di tali accertamenti la Corte cantonale ha ritenuto che non sussistono indizi che permetterebbero di ritenere l'esistenza della documentazione richiesta, considerando quindi altamente verosimile che la documentazione litigiosa non esiste, spiegando compiutamente e in dettaglio tale conclusione, rilevando che non sussiste alcun obbligo legale di allestire una tale documentazione.