Citation: 1P.608/1999 25.09.2000 E. 3

3.- Il ricorrente fa poi valere una violazione degli art. 4 vCost. e 6 CEDU. Rimprovera all'autorità cantonale d'avere disatteso la portata del principio della presunzione di innocenza, rispettivamente del principio "in dubio pro reo"; sarebbero stati in effetti trascurati elementi essenziali a lui favorevoli e sarebbe stato accordato un ingiustificato peso preponderante agli indizi sfavorevoli, attraverso una valutazione insostenibile delle prove e la conseguente emanazione di un giudizio arbitrario. a) Nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove il Giudice di merito, il cui operato è già stato esaminato, nei limiti delle facoltà che le competevano, dalla Corte cantonale di cassazione e di revisione penale, dispone di un ampio potere di apprezzamento (DTF 118 Ia 28 consid. 1b). Per motivare l'arbitrio non basta criticare semplicemente la decisione impugnata, né contrapporle una versione propria, per quanto sostenibile o addirittura preferibile. Occorre piuttosto dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero manifestamente insostenibili, si trovino in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondino su una svista manifesta o contraddicano in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 125 II 10 consid. 3a, 124 IV 86 consid. 2a, 123 I 1 consid. 4a, 122 I 61 consid. 3a). Secondo costante giurisprudenza, il Tribunale federale annulla la decisione impugnata quand'essa è insostenibile non solo nella motivazione, bensì anche nel risultato (DTF 125 II 129 consid. 5b, 124 II 166 consid. 2a, 124 I 208 consid. 4a, 122 I 253 consid. 6c e rinvii): è quanto, invero, il ricorrente sostiene, invocando la tutela contro l'arbitrio. Tuttavia, come si vedrà nel seguito, le sue censure non reggono, rispettivamente non possono condurre all'annullamento dell'impugnata sentenza. b) Il principio "in dubio pro reo", desumibile dall'art. 32 cpv. 1 Cost. e, precedentemente, dall'art. 4 vCost. (cfr. decisione inedita del 26 gennaio 2000 in re S. consid. 2b), trova applicazione sia nell'ambito della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione dell' onere probatorio. Riferito alla valutazione delle prove, esso significa che il giudice penale non può dichiararsi convinto dell'esistenza di una fattispecie più sfavorevole all'imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del materiale probatorio, sussistono dubbi se la fattispecie si sia verificata in quel modo. Questa massima non impone che l'amministrazione delle prove conduca a una certezza assoluta di colpevolezza. Semplici dubbi astratti e teorici non sono sufficienti, poiché sono sempre possibili, né una certezza assoluta può essere pretesa: il principio è disatteso quando il giudice penale avrebbe dovuto nutrire, dopo un' analisi globale e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'imputato (DTF 120 Ia 31 consid. 2c; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, 4a ed., Basilea 1999, pag. 217 e segg. , in particolare n. 11 circa la convinzione del Giudice). Il Tribunale federale dispone di un potere cognitivo limitato all' arbitrio in materia di valutazione delle prove (cfr. art. 9 Cost. ; DTF 120 Ia 31 consid. 2c-e; cfr. inoltre DTF 125 I 492 consid. 1, 124 IV 86 consid. 2a; una critica a questa giurisprudenza è sollevata da Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 560 e seg. ) e può quindi intervenire unicamente qualora il Giudice condanni l'imputato malgrado una valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implichi la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF 124 IV 86 consid. 2a, 120 Ia 31 consid. 4b). Il Giudice non incorre nell'arbitrio quando le sue conclusioni non corrispondano alla versione dell'istante (DTF 116 Ia 85 consid. 2b) e siano comunque sostenibili nel risultato. Una valutazione unilaterale dei mezzi di prova viola per contro il divieto dell'arbitrio (cfr. sentenza inedita del 20 gennaio 2000 in re S. consid. 3b). Riferito all'onere della prova, il principio "in dubio pro reo" significa che spetta alla pubblica Accusa provare la colpevolezza dell'imputato, e non a quest'ultimo dimostrare la sua innocenza. La censura riguardo all'asserita violazione di questo principio, in tale ambito, viene esaminata dal Tribunale federale liberamente (DTF 120 Ia 31 consid. 2c-d). c) A torto il ricorrente ritiene che i Giudici cantonali avrebbero trascurato indizi a lui favorevoli e considerato ingiustificatamente altri meno favorevoli. In applicazione dei principi citati, occorre osservare che la CCRP ha accuratamente preso in considerazione e valutato tutti gli indizi e le prove emersi dall'inchiesta, sia quelli favorevoli sia quelli meno favorevoli al ricorrente, dandone debitamente atto nella sentenza qui dedotta in giudizio, e accogliendo parzialmente il ricorso. Così, la Corte cantonale di cassazione ha accolto la censura ricorsuale riguardante l'impossibile presenza di terzi nella casa la mattina del delitto perché tutti gli accessi sarebbero stati chiusi, e ritenuto arbitraria la conclusione della Corte del merito su questo punto (cfr. consid. 4 pag. 8 e segg. della sentenza impugnata). Essa ha pure rilevato che la critica ricorsuale riferita all'impronta di scarpa trovata sul bordo della vasca da bagno (consid. 6 pag. 12 e seg. della sentenza impugnata) e quella relativa al momento in cui il ricorrente avrebbe letto il diario della moglie (consid. 12b e c sentenza impugnata) non mancavano di consistenza. Nondimeno, i Giudici cantonali hanno ugualmente e puntualmente verificato se, alla luce di queste considerazioni, la sentenza di condanna poteva ancora reggere, ossia se, malgrado l'irrilevanza o l'inconsistenza di questi indizi, e malgrado non potesse essergli attribuita rilevanza probatoria, la Corte di merito aveva ancora avuto elementi sufficienti per raggiungere il pieno convincimento della colpevolezza del ricorrente (cfr. in particolare consid. 24 pag. 29 e segg. della sentenza impugnata). Ciò sta a dimostrare la meticolosità dell'esame effettuato dalla CCRP e la completezza del giudizio, da essa pronunciato: contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, la Corte di cassazione e di revisione penale ha rettamente proceduto all'esame di tutti gli indizi, sia di quelli favorevoli, sia di quelli sfavorevoli all'imputato, per concludere che la decisione dei Giudici del merito non era arbitraria. d) Un giudizio di colpevolezza può poggiare, mancando testimonianze oculari o prove materiali inoppugnabili, su indizi atti a fondare il convincimento del tribunale (cfr. Hauser/Schweri, op. cit. , pag. 239, n. 12-15). Il quesito di sapere se i Giudici cantonali hanno rispettato questa regola viene esaminato di seguito: occorre in effetti prima vagliare l'ambito di giudizio che competeva alla Corte cantonale di cassazione e di revisione penale.