Citation: 1A.305/1996 10.08.2000 E. 4

4.- Il ricorrente rimprovera al Consiglio di Stato di avere accertato erroneamente la superficie da dissodare e di non avere applicato l'art. 18a della legge forestale cantonale del 26 giugno 1912, che, introdotto con novella legislativa del 6 febbraio 1995 ed entrato in vigore il 10 settembre 1996, imponeva ai piani regolatori di stabilire in 10 m la distanza minima delle costruzioni dal bosco. A dire del ricorrente, la distanza sarebbe stata del resto misurata in modo errato: in effetti, si sarebbe dovuto calcolarla partendo dal perimetro esterno del fabbricato, non dal suo muro perimetrale arretrato rispetto alla facciata. a) Secondo l'art. 17 LFo - in vigore, come la legge stessa, dal 1° gennaio 1993 - le costruzioni e gli impianti in vicinanza della foresta sono ammissibili soltanto se non ne pregiudicano la conservazione, la cura e l'utilizzazione (cpv. 1), i Cantoni prescrivendo per tali opere un'adeguata distanza minima dalla foresta, in funzione della sua situazione e dell'altezza prevedibile dei suoi alberi (cpv. 2). Il Messaggio del Consiglio federale accompagnante il progetto di legge federale sulle foreste, del 29 giugno 1988, precisava che le restrizioni relative alla distanza minima di costruzioni e di impianti dai margini della foresta variano da un Cantone all'altro, per cui si prescindeva dal fissare una norma unica nella legge; il Consiglio federale esprimeva comunque l'opinione che "tale distanza non dovrebbe essere tuttavia inferiore ai 15 m" (FF 1988 III 162). La già menzionata norma dell'art. 18a della legge forestale cantonale del 26 giugno 1912, ora abrogata e sostituita dalla legge cantonale sulle foreste del 21 aprile 1998, stabiliva, in esecuzione della LFo, che le norme di attuazione del piano regolatore fissano la distanza delle costruzioni dal bosco, ritenuta una distanza minima di 10 m, con facoltà di deroga fino a 6 m in casi eccezionali. La norma è stata riformulata nell'art. 6 della nuova legge cantonale sulle foreste, il cui cpv. 3, come già si è rilevato, non è stato approvato dalla Confederazione. La distanza di 10 m, ritenuta adeguata alle condizioni del territorio, era peraltro già stata recepita nei piani regolatori di numerosi Comuni (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 4653 del 3 giugno 1997, pag. 17; Rapporto della Commissione speciale bonifiche fondiarie n. 4653 R del 27 marzo 1998, pag. 17). D'altra parte, l'art. 18a della legge cantonale del 1912, che comportava per le FART una restrizione maggiore al dissodamento, è entrato in vigore, con la pubblicazione nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino, il 10 settembre 1996 (BU 1996, pag. 305 e 313; DTF 104 Ia 167 consid. 2; RDAT 1984, n. 21, pag. 43 seg. ; Ulrich Häfelin/Georg Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 3a ed., Zurigo 1998, n. 254), vale a dire dopo l'autorizzazione governativa di dissodamento. Comunque, in assenza di norme cantonali o comunali di esecuzione della legge federale, le costruzioni prossime alla foresta dovrebbero in ogni caso rispettare un'adeguata distanza minima da essa, secondo l'art. 17 LFo (cfr. sentenza del 19 settembre 1997 nella causa D.-G., consid. 2a, pubblicata in: ZBl 99/1998, pag. 444 seg. ). b) Le disposizioni sulle distanze dal bosco perseguono scopi molteplici. Come norme di polizia edilizia mirano a proteggere le costruzioni e gli impianti dal pericolo di caduta degli alberi, dagli incendi, dall'umidità e dall'ombra; come norme di polizia forestale tendono invece a preservare il bosco dalle immissioni dannose provocate dagli edifici, segnatamente proteggendolo dal fuoco e salvaguardandone il valore ecologico (FF 1988 III 162; Leo Schürmann/PeterHänni, Planungs-, Bau-undbesonderesUmweltschutzrecht, 3aed. ,Berna1995, pag.330seg. ). c) Secondo la giurisprudenza, la violazione del principio per cui il bosco non deve subire pregiudizio dalle costruzioni nelle sue vicinanze deve essere fatta valere con un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale; le disposizioni cantonali che regolano la distanza minima tra gli edifici e il limite del bosco hanno invece portata propria e la loro eventuale violazione deve essere fatta valere con un ricorso di diritto pubblico (DTF 112 Ib 320 consid. 3b; sentenza del 19 settembre 1997 nella causa D.-G., consid. 1b, pubblicata in: ZBl 99/1998, pag. 444 seg. ; Jaissle, op. cit. , pag. 242; Peter M. Keller, Rechtliche Aspekte der neuen Waldgesetzgebung, in AJP 2/1993, pag. 150 seg. ). d) Il ricorrente non censura in modo esplicito una violazione dell'art. 17 LFo, ma fa valere soltanto una violazione della norma cantonale che la concretizza. Sostenendo comunque che occorreva rispettare una distanza dell'edificio dal bosco non inferiore ai 10 m per garantirne la sicurezza, egli fa implicitamente valere anche una violazione del diritto federale. In questa misura, il ricorso di diritto amministrativo è pertanto ammissibile. Nella contestata decisione la precedente istanza ha tenuto conto dell'art. 13 delle norme di piano regolatore del Comune di Tegna, approvate dal Consiglio di Stato il 4 marzo 1977, che prescrive per le costruzioni una distanza minima dal bosco di 6 m. Però, limitandosi ad applicare tale distanza senza esaminare se, dal profilo della protezione della foresta, essa fosse adeguata ai sensi dell'art. 17 LFo, non in vigore al momento dell'approvazione del piano regolatore, il Consiglio di Stato ha violato il diritto federale. Certo, nella risposta del 20 dicembre 1996 la Divisione dell'ambiente del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino osserva che l'area prevista per l'officina non sarebbe soggetta al pericolo di incendi e che le prescrizioni per la sua costruzione lo renderebbero praticamente nullo, sicché non si sarebbe imposta una distanzamaggiore. IlGovernocantonalenonsieratuttaviaaffattoespressosuquestopunto, néhaindicatoimotivichel' hanno condotto a ritenere in concreto sufficiente e rispettosa dell'art. 17 LFo la distanza di 6 m e il fatto di misurarla partendo dal muro perimetrale interno. La decisione impugnata deve quindi essere annullata e la causa rinviata al Consiglio di Stato perché statuisca sull'adeguatezza della distanza dal bosco secondo l' art. 17 LFo. Non compete infatti al Tribunale federale, in prima istanza, stabilire nella fattispecie la misura conforme a questa disposizione, né eventualmente applicare il diritto cantonale di esecuzione nel frattempo entrato in vigore (cfr. sentenza del 19 settembre 1997 nella causa