Citation: 5P.124/2000 15.05.2000 E. 4

4.- In conformità all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il ricorso di diritto pubblico deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista tale violazione. Il gravame fondato sul divieto dell'arbitrio, come quello all'esame, non può essere inoltre sorretto da argomentazioni con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore istanza di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle normative invocate. L'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire altrettanto sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Per richiamarsi con successo all'arbitrio, il ricorrente deve invece dimostrare - con un'argomentazione precisa - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia e equità (DTF 124 V 137 consid. 2b, 120 Ia 369 consid. 3a, 117 Ia 10 consid. 4b). Nel caso specifico l'ammissibilità del gravame appare già di primo acchito alla luce dei requisiti posti dalla citata norma assai dubbia. Il ricorrente infatti si limita a esporre considerazioni generiche e per lo più apodittiche che dovrebbero far apparire erronea la sentenza cantonale, senza spiegare praticamente mai perché la sentenza impugnata sarebbe arbitraria. In queste condizioni, evidentemente, il gravame non rispetta l'onere di motivazione sancito dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e come tale va dichiarato in larghissima misura inammissibile.