Citation: 1C_272/2015 E. 2.3

2.3. Il gravame esula inoltre dall'oggetto del litigio, ed è quindi parimenti inammissibile, laddove la ricorrente prospetta una retrocessione del fondo espropriato. Da una parte, la ricorrente si fonda infatti, a torto, sulla decadenza dell'aggravio a carico del fondo e, dall'altra, disattende che l'esame dell'adempimento dei presupposti di una retrocessione giusta l'art. 61 della legge ticinese di espropriazione, dell'8 marzo 1971 (LEspr/TI), non è oggetto della procedura in esame. Un'eventuale rinuncia da parte del Comune all'attuazione degli scopi pubblici previsti non è peraltro seriamente in discussione, né una retrocessione ai sensi dell'art. 61 segg. LEspr/TI entra qui in considerazione. Una simile procedura non è infatti stata formalmente avviata (art. 67 LEspr), né appare proponibile in questa fase ritenuto ch'essa presuppone che la proprietà del fondo sia già passata nelle mani dell'ente pubblico (cfr. EMILIO CATENAZZI, Rinuncia a un vincolo pianificatorio e retrocessione del bene espropriato, in: Il Ticino e il diritto, 1997, pag. 223). Questa condizione non risulta realizzata nella fattispecie, l'espropriante acquistando il diritto oggetto dell'espropriazione formale soltanto mediante il pagamento dell'indennità (cfr. art. 56 cpv. 1 LEspr/TI). La ricorrente disattende, in sostanza, che, come rilevato dalla precedente istanza, la causa in esame è essenzialmente circoscritta alla questione dell'indennità espropriativa.