Citation: 4P.192/2002 18.11.2002 E. 4

L'argomentazione ricorsuale verte piuttosto sull'applicazione arbitraria dei principi vigenti in materia di violazione del diritto dei marchi e dell'art. 14 LPM. 4.1 In primo luogo la ricorrente contesta che i due marchi possano essere considerati diversi. Rammentato che la similitudine fra due marchi va giudicata sulla base del presupposto della confondibilità dei segni - a sua volta determinata dall'impressione d'insieme ch'essi suscitano nei consumatori, i quali li ricordano figurativamente - il Giudice delegato ha rilevato che il segno utilizzato dall'opponente è figurativo, composto di due elementi verbali (Lonsdale e London) abbinati alla grafia particolare Cinemascope, mentre quello della ricorrente è semplicemente verbale. Ciò basta, secondo il giudice, per escludere la confondibilità dei due segni, tanto più che la cerchia di consumatori che acquista abbigliamento sportivo si compone di giovani e giovanissimi, ben attenti nel distinguere merce e marchi. A mente della ricorrente questa conclusione poggia su un'applicazione arbitraria dei principi che reggono il diritto dei marchi. In particolare, essa definisce manifestamente insostenibile la tesi per cui l'elemento grafico del marchio può, in concreto, prevalere sull'indicazione verbale. Si tratta infatti di un'eventualità che va ammessa solamente in casi eccezionali ed estremamente rari, fra i quali non rientra - manifestamente - quello in rassegna. 4.2 Secondariamente, essa critica la decisione di riconoscere all'opponente, rispettivamente alla sua licenziante, il diritto richiamarsi all'art. 14 LPM. In virtù di questa norma il titolare del marchio non può vietare a un terzo di continuare a usare, nella stessa misura, un segno che aveva già usato prima del deposito. Posto che la società licenziante dell'opponente ha reso verosimile di aver già venduto la sua merce in Svizzera, usando il marchio controverso, tra il settembre 1989 e l'agosto 2001, il Giudice delegato ha stabilito ch'essa può prevalersi di un preuso ai sensi del menzionato disposto, sicché la ricorrente non può opporvi il deposito del suo marchio del febbraio 1998. Egli ha poi respinto l'argomento secondo il quale tale preuso sarebbe avvenuto in malafede, non avendo la ricorrente fornito elementi suscettibili di rendere verosimile che l'opponente sapeva che il marchio Lonsdale era già stato oggetto di deposito (per la stessa categoria di prodotti) nel 1977 e che, prima di essere radiato, nel 1997, esso era stato ceduto due volte, dapprima a una persona fisica - nel 1993 - e poi da quest'ultima alla ricorrente, nel 1997. La ricorrente definisce queste considerazioni irrealistiche. La cessione di un marchio che continua - manifestamente - ad essere utilizzato non influisce minimamente sul fatto che, agli occhi dei terzi, esso continua ad esistere; la malafede dell'opponente è innegabile.