Citation: 7B_1357/2024 E. 3.4.1

3.4.1. La ricorrente sostiene che la violazione del principio della celerità dovrebbe condurre alla sospensione della procedura penale, ossia in concreto alla revoca del sequestro, ordinato per la prima volta nel 2020. Va tuttavia ricordato che in caso di violazione del principio della celerità, i procedimenti possono essere sospesi solo in casi estremi in cui il ritardo della procedura ha causato un pregiudizio di eccezionale gravità (DTF 133 IV 158 consid. 8). Ora, la ricorrente non sostanzia che queste condizioni sarebbero adempiute. Tale non è il caso nella fattispecie in esame, giacché la ricorrente adduce che "il mantenimento del sequestro comporterebbe un inammissibile ritardo della definizione del destino degli importi sequestrati". Questo non costituisce un pregiudizio di eccezionale gravità ai sensi della giurisprudenza. Per di più, non si intravede - e non è neppure allegato - alcun eccesso o abuso del potere di apprezzamento da parte dell'autorità inferiore nel ritenere che spetta al giudice di merito, se del caso, tener conto della lesione del principio della celerità nella fissazione della pena. L'eventuale constatazione, nel giudizio di merito, della violazione del principio della celerità potrà anche avere un'incidenza sulla ripartizione dei costi e delle spese in vista di un risarcimento morale (DTF 129 V 411 consid. 1.3 e rinvii). In determinate circostanze, se sono soddisfatte le condizioni per la responsabilità civile della Confederazione o dei Cantoni per un atto illecito, può essere preso in considerazione il risarcimento dei danni per il ritardo nella decisione.