Citation: 1P.608/1999 25.09.2000 E. 8

8.- Il ricorrente critica la sentenza impugnata anche riguardo al movente dell'omicidio, ravvisato dai Giudici cantonali nel degradato rapporto coniugale per la relazione sentimentale da lui intrattenuta, ormai da parecchi anni, con E.________. Egli asserisce in particolare che la deduzione della Corte delle assise, secondo cui la situazione di grave disagio coniugale doveva essere stata da lui percepita come tale, poggerebbe su accertamenti arbitrari; la rilevanza attribuita dalla Corte al rapporto extraconiugale sarebbe in ogni modo insostenibile. a) Anzitutto, le critiche contenute nella memoria ricorsuale avverso il rimprovero della Corte di prima istanza di aver egli ammesso solo in un secondo tempo una certa tensione determinata proprio dalla gelosia della moglie per la relazione con E.________ e altre sue allieve sono manifestamente infondate e contraddette dalle risultanze istruttorie. Dimentica a tal proposito il ricorrente che nelle sue verbalizzazioni del 15 ottobre, del 22 ottobre (ore 7.35 e ore 14.20) e del 23 ottobre 1997, egli ha sempre categoricamente e in modo assoluto negato di aver tradito la moglie e di aver avuto una relazione sentimentale con E.________ o con altre donne. In quelle circostanze egli ha per contro affermato che i suoi rapporti con la moglie erano buoni, che non vi era alcun motivo di reciproco risentimento, che la vita di coppia e con i figli poteva essere definita normale (cfr. le deposizioni del ricorrente di cui agli allegati n. 3, 5, 6 e 8 al rapporto preliminare di inchiesta di polizia giudiziaria del 15 aprile 1998, raccoglitore n. 3). Tali considerazioni sono state confermate anche davanti al Giudice dell'istruzione e dell'arresto il 23 ottobre 1997 (allegato n. 7 al citato rapporto). Solo il 24 ottobre 1997, cioè a nove giorni dall'omicidio e dopo cinque interrogatori, il ricorrente ha ammesso che la situazione in casa era un po' tesa e che la moglie era gelosa di tutte le donne (cfr. il verbale del 24 ottobre 1997, allegato n. 9 al citato rapporto). Ben poteva dunque la Corte del merito ritenere che il ricorrente avesse un valido motivo per nascondere la reale situazione e le vere ragioni del grave dissidio familiare: i Giudici avrebbero in effetti potuto valutare negativamente questo suo atteggiamento, interpretarlo quale indizio per il movente del delitto commesso, e considerare che il ricorrente doveva ormai essersi reso conto del grave conflitto con la moglie, a causa della sua relazione con un'altra donna. La CCRP non è affatto incorsa nell'arbitrio confermando questa valutazione. La censura ricorsuale è di conseguenza priva di fondamento e deve essere respinta. b) Il ricorrente si sofferma lungamente anche nel presente gravame sull'affidabilità del teste D.________, la cui testimonianza sarebbe stata, a mente sua, erroneamente presa in considerazione dai Giudici cantonali e arbitrariamente valutata in suo sfavore. Secondo lui le deposizioni del teste rese davanti all'Autorità inquirente e nel corso del dibattimento sarebbero contraddittorie e sarebbero state smentite da altre risultanze dell'istruttoria: egli conclude pertanto per la totale inaffidabilità di D.________, la cui testimonianza dovrebbe essere ignorata ai fini della valutazione della sua colpevolezza. aa) Per quanto riguarda la circostanza che il teste si è intrattenuto in aula per due pomeriggi interi prima di essere a sua volta interrogato, si rinvia a quanto esposto al considerando 2. bb) Le critiche di carattere appellatorio, equelledelricorrentehannoinpropositotalenatura, nonsonoammissibiliinunricorsodidirittopubblico(DTF122 I 70 consid. 1c e rinvii). Quando il giudizio deve poggiare su un insieme di constatate circostanze e su una molteplicità di concordanti accertamenti, spetta all'autorità valutarle nel complesso, dando ragione delle sue conclusioni, e motivandole particolareggiatamente. Essa non è comunque tenuta necessariamente a prendere posizione su ogni singola affermazione che si legge in questo o in quest'altro passo di una deposizione o di un documento (DTF 112 Ia 107 consid. 2b e rinvii), o a esprimersi su allegazioni non rilevanti (DTF 121 I 108 consid. 3a). In ogni caso, come viene senza arbitrio rilevato nella sentenza impugnata, la presa in considerazione della testimonianza del teste D.________ da parte dei Giudici del merito è tutt'altro che manifestamente insostenibile se si pensi al fatto che in sostanza le sue affermazioni hanno trovato conferma anche in altre testimonianze, in particolare quelle rese dalle testi I.________, L.________, M.________, N.________ e O.________, le quali hanno rilevato il profondo stato di degrado delle relazioni tra il ricorrente e la vittima, con precisi riferimenti anche al periodo immediatamente precedente il giorno del delitto. cc) Invero, il ricorrente asserisce che queste testi avrebbero descritto la situazione familiare dei coniugi solo dal punto di vista della vittima, sulla base delle sue confessioni alle amiche e a D.________, e non già, dal punto di vista suo, unico determinante per il giudizio: concludere che egli si sarebbe reso conto della disperazione della moglie in tali condizioni sarebbe arbitrario. Il ricorrente misconosce a questo proposito che le testi hanno puntualmente riferito di aver appreso dalla vittima dei tentativi da lei operati verso il marito per renderlo cosciente della grave crisi coniugale e per trovare una soluzione. Secondo quanto scaturito da queste testimonianze, sulla cui attendibilità non vi è motivo di dubitare, il ricorrente si era tuttavia limitato a negare la relazione sentimentale o, ad ogni modo, a minimizzarne l'importanza. Non c'è nulla di arbitrario nella valutazione che la Corte di cassazione e di revisione penale ha così compiuto: ai Giudici del merito, secondo i quali il ricorrente ha percepito il grave deterioramento del rapporto coniugale, rendendosene conto, non può essere rimproverato di aver considerato in particolare le deposizioni del teste D.________, per i motivi che hanno peraltro indicato, e che rientravano nelle modalità di un apprezzamento sostenibile delle prove, nei limiti cognitivi di cui disponevano. c) La Corte delle assise ha ritenuto che il ricorrente aveva compreso la gravità della situazione coniugale dal momento che era venuto a conoscenza, per aver letto il diario della moglie, della sua disperazione riportata appunto in quelle pagine. Criticando gli accertamenti e la valutazione dei Giudici di merito, il ricorrente in sede cantonale ha sostenuto come questo fatto non potesse essere rilevante ai fini del giudizio sulla sua colpevolezza, in quanto il diario riferiva di situazioni molto precedenti il delitto, risalenti in particolare agli anni 1993-1995, descritte inoltre in un periodo di depressione della vittima. La CCRP, accertato il carattere appellatorio di questa censura, l'ha dichiarata inammissibile senza entrare nel merito (cfr. consid. 12b pag. 19 sentenza impugnata). Il ricorrente ripresenta in questa sede praticamente la medesima critica, senza tuttavia dimostrare perché l'ultima istanza cantonale non avrebbe, a torto, esaminato il suo gravame su tale questione. Per i motivi esposti al considerando 5, la censura, così come formulata, non può essere esaminata. A prescindere da queste considerazioni, la sentenza impugnata reggerebbe in ogni caso alle critiche ricorsuali. La CCRP ha infatti considerato, a ragione, che il convincimento della Corte del merito circa la colpevolezza del ricorrente si basava non solo sul diario, ma sull'intero complesso di indizi, puntualmente elencati nella sentenza di primo grado (consid. 1.4.1 e 1.4.2), segnatamente sulle deposizioni delle persone che erano venute a conoscenza del grave stato di turbamento delle relazioni coniugali tra il ricorrente e la vittima. Pertanto, la questione, contestata dal ricorrente, dei fatti riportati nel diario, anteriori alla situazione precedente il delitto, rispettivamente la questione di sapere quando il ricorrente avesse letto il diario della moglie, sono per finire, state ritenute dai Giudici cantonali di secondaria importanza. d) Anche la censura di violazione del principio "in dubio pro reo" nell'ambito della valutazione della testimonianza del cugino del ricorrente, C.________, non può essere esaminata: la scarna motivazione contenuta nell'impugnativa non adempie i requisiti dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e deve essere dichiarata inammissibile. A titolo abbondanziale, si rileva che la censura sarebbe in ogni caso priva di fondamento e la CCRP può essere senz'altro seguita nelle sue conclusioni su questo punto, che il Tribunale federale fa proprie. e) Il ricorrente rimprovera poi ai Giudici cantonali di aver sottovalutato e ignorato le risultanze peritali riguardo al suo "spirito di missione", ossia al suo bisogno assoluto di aiutare il prossimo, bisogno radicatosi in lui dopo l'incidente stradale del 1987. Secondo il ricorrente, la sua convinzione profonda di doversi dare agli altri, portata all'estremo, non gli avrebbe permesso di percepire la gravità della situazione familiare e la disperazione della moglie: l'accertamento del movente del delitto, riferito appunto al degrado della relazione coniugale, risulterebbe pertanto arbitrario poiché eseguito trascurando questo elemento determinante. aa) Non viola il principio "in dubio pro reo" il Giudice quando, nell'accertamento della fattispecie, oltre alle risultanze peritali, prende in considerazione e valuta le ammissioni dello stesso accusato e quelle di altri testi (sentenza inedita del 26 gennaio 2000 in re S. consid. 3d). Comegiàsièesposto, nonsipuònemmenorimproverarel' arbitrio a un'autorità che, nell'ambito di una valutazione generale e approfondita di un complesso di documenti e di deposizioni, non attribuisce carattere essenziale a un fatto, o addirittura lo passa sotto silenzio. bb) In concreto, il perito ha sì accertato che per questo "spirito di missione", assurto a sindrome delirante, il ricorrente non si sarebbe reso conto, o non avrebbe voluto rendersi conto, della gravità della situazione coniugale e della disperazione della moglie, proprio per un rifiuto di vedere la realtà. Il rimprovero di arbitrio alla decisione cantonale è tuttavia infondato se si considerano le significative ammissioni dello stesso ricorrente in corso di istruttoria. Dopo aver volontariamente taciuto la sua relazione sentimentale con E.________, che, come è stato appurato, andava ben al di là di una semplice amicizia, egli ha infine ammesso l'esistenza di rapporti tesi con la vittima, a causa della gelosia di quest'ultima nei confronti di tutte le donne ch'egli conduceva a casa e che vedeva anche per questioni di lavoro, tanto da addirittura spingerlo a usare, in occasione di una discussione, un comportamento manesco verso di lei (cfr. il verbale del 24 ottobre 1997 allegato n. 9 raccoglitore n. 3). Inoltre, come già si è rilevato, i Giudici cantonali hanno accertato senza arbitrio, sulla base di numerose testimonianze, che la vittima aveva espressamente riferito queste sue preoccupazioni al ricorrente stesso (si vedano ad esempio i testi C.________, M.________, L.________, N.________, O.________, I.________ e D.________). Per tutti questi motivi non è arbitrario affermare, come hanno fatto i Giudici cantonali, che malgrado la sindrome di cui era affetto, il ricorrente si era reso conto della gravità della situazione familiare. La conclusione della Corte del merito, confermata dalla Corte di cassazione e di revisione penale, è pertanto il frutto di una valutazione, spiegata e motivata, di mezzi di prova che non contrasta per nulla con il loro senso e contenuto. In tali circostanze, il rimprovero di arbitrio si appalesa dunque infondato. f) Le critiche del ricorrente sulla valutazione data dalla Corte delle assise al suo rapporto sentimentale con E.________, in particolare al fatto che la vittima ne rappresentava un ostacolo, sono inammissibili. La CCRP ha infatti ritenuto appellatorie parte delle censure espresse dal ricorrente a questo proposito, senza perciò entrare nel loro merito. Per il resto, ha confermato la valutazione eseguita dalla precedente istanza, rilevando l'esasperazione del ricorrente per le continue discussioni con la vittima, tanto da considerarla un impedimento per la sua relazione con E.________. Il ricorrente non confuta conformemente all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG la sentenza impugnata su questo punto, limitandosi a ribadire le censure già proposte in sede cantonale davanti alla Corte di cassazione e di revisione penale. Il ricorso è pertanto inammissibile su questo punto per il carattere prettamente appellatorio delle censure ricorsuali, così come formulate (DTF 125 I 492 consid. 1b, 71 consid. 1c e rinvii). Ad ogni modo, questa censura, così come sollevata, sarebbe infondata. Pur non avendo, né il ricorrente, né E.________, mai manifestato il desiderio di una vita in comune, la CCRP poteva ritenere che la vittima costituisse un ostacolo per la relazione extraconiugale dell'accusato: e ciò sulla base dell'esasperazione della vittima, dei continui litigi e delle frequenti discussioni tra i coniugi su questo argomento, nonché delle dichiarazioni rese durante l'istruttoria e il dibattimento dalla stessa E.________. Anche su questo punto la sentenza impugnata non presterebbe il fianco a critica alcuna.