Citation: 5A_22/2013 E. 2.4.2

2.4.2. La questione della compromettibilità di una controversia vertente sul diritto di accesso ai dati fondato sull'art. 8 LPD non si è ancora apparentemente posta. La LPD persegue (anche) lo scopo di proteggere la personalità dell'individuo i cui dati sono oggetto di trattamento (art. 1 LPD). La protezione garantita dalla LPD concretizza e completa l'art. 28 CC ( Philippe Meier, Protection des données, 2011, n. 325 e 327; David Rosenthal, in Handkommentar zum Datenschutzgesetz, 2008, n. 2 ad art. 1 LPD). È allora soltanto un breve passo dedurne che il diritto di accesso ai dati fondato sull'art. 8 LPD non parrebbe arbitrabile, poiché non di carattere patrimoniale (art. 177 cpv. 1 LDIP per l'arbitrato internazionale) né nella libera disposizione delle parti (art. 354 CPC per l'arbitrato interno; Philippe Meier, op. cit., n. 1110; Denis Piotet, Les actions civiles: un premier bilan, in La nouvelle loi fédérale sur la protection des données, 1994, pag. 163). In tale apodittica formula, tale opinione non è però sostenibile. In primo luogo perché la dottrina più recente pare considerare che i litigi vertenti su lesioni di diritti della personalità siano ormai suscettibili di essere demandati ad un tribunale arbitrale interno (v. art. 354 CPC; Felix Dasser, in Kurzkommentar ZPO, 2a ed. 2014, n. 9 ad art. 354 CPC; Urs Weber-Stecher, in Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, 2a ed. 2013, n. 37 ad art. 354 CPC). Ora, sarebbe paradossale che pretese di questo genere siano escluse dall'arbitrato internazionale, che si è sempre voluto di portata più ampia che non quello interno, solo in virtù di una contrapposizione forzata della regola dell'art. 177 cpv. 1 LDIP a quella dell'art. 354 CPC (Mabillard/Briner, op. cit., n. 11 ad art. 177 LDIP con rinvii). In secondo luogo per il fatto che, complice anche un'accezione ampia del concetto di "dati personali" (Philippe Meier, op. cit., n. 422; David Rosenthal, op. cit., n. 2 ad art. 3 lett. a LPD; Urs Belser, in Basler Kommentar, Datenschutzgesetz, 2a ed. 2006, n. 5 ad art. 3 LPD), oltre alle richieste di accesso ai dati che mirano ad unicamente proteggere la personalità in senso stretto (relative ad esempio a dati medici, a precedenti penali, ad orientamenti concernenti la sfera intima, a convinzioni politiche o religiose) si sono sviluppate richieste che hanno come oggetto la visione di dati finanziari e che perseguono anche uno scopo di tipo economico. I litigi vertenti sul diritto di accesso ai dati fondato sull'art. 8 LPD possono quindi vantare, oltre ad una componente ideale, anche una componente patrimoniale, che a seconda delle circostanze può risultare preponderante. Ora, nel caso in cui la componente patrimoniale fosse preponderante non vi è ragione di negare l'arbitrabilità internazionale di tali litigi. Ciò è del resto conforme alla nozione di "pretesa patrimoniale" dell'art. 177 cpv. 1 LDIP vista sopra, e che pone l'accento decisivo sull'interesse prevalente (ideale o economico) della parte attrice nel caso concreto. Non osta a tale conclusione il fatto che, ai fini dell'esame dell'ammissibilità del ricorso in materia civile, i litigi fondati sulla LPD siano da considerarsi di natura non pecuniaria (sentenza 4A_688/2011 del 17 aprile 2012 consid. 1, non pubblicato in DTF 138 III 425; v. supra consid. 1.1). Tale considerazione ha infatti una finalità puramente formale, che è quella di stabilire se il Tribunale federale possa entrare nel merito del gravame, e non implica che tali litigi non possano rivestire anche aspetti patrimoniali (v. sentenza 5A_205/2008 del 3 settembre 2008 consid. 2.3) e non siano pertanto compromettibili nel senso dell'art. 177 cpv. 1 LDIP. Sulla base di un esame sommario si può pertanto concludere che l'arbitrabilità internazionale di controversie vertenti sul diritto di accesso ai dati fondato sull'art. 8 LPD non può essere esclusa a priori, ma può essere fatta dipendere dalla finalità prevalente (ideale o economica) perseguita nel caso concreto dalla parte istante con la sua richiesta.