Citation: 1C_885/2013 E. 3.1

3.1. I ricorrenti criticano il mancato riconoscimento degli estremi di un'espropriazione materiale in relazione all'approvazione della zona di sicurezza a carico della loro proprietà. Sostengono che il TAF avrebbe accertato in modo arbitrario che, al momento determinante della pubblicazione del piano delle zone di sicurezza, il loro fondo non era azzonato e non poteva quindi essere considerato edificabile. Secondo i ricorrenti, la particella sarebbe sempre rimasta nella zona industriale J1, come avrebbe peraltro confermato l'autorità comunale in una dichiarazione del 29 marzo 2013 da loro prodotta dinanzi al TAF. Adducono che le restrizioni imposte dal piano delle zone di sicurezza avrebbero in sostanza reso inedificabile una superficie di 2'121 m2 della proprietà, ciò che equivarrebbe negli effetti ad un'espropriazione.