Citation: 4A_545/2021 E. 5

La Corte cantonale, pur ritenendo inammissibili le censure di appello riferite al mancato riconoscimento di un torto morale, perché si limitavano a una trascrizione di quanto esposto in petizione, ha aggiunto che la doglianza era infondata anche nel merito, poiché la ricorrente non aveva dimostrato, producendo ad esempio dei certificati medici, le circostanze da cui poteva essere dedotta una particolare sofferenza. La ricorrente si dilunga sui motivi per cui avrebbe subito dei "nocumenti morali e psichici", ma non contesta di essersi limitata a ricopiare nel suo appello quanto scritto in petizione e di non aver così adempiuto quanto richiesto dall'art. 311 cpv. 1 CPC. Ne segue che, omettendo di attaccare la motivazione fondata sul diritto processuale, la censura si rivela di primo acchito inammissibile.