Citation: 4C.367/1999 07.02.2000 E. 2

2.- Dinanzi al Tribunale federale il convenuto ribadisce la tesi secondo la quale l'attore sapeva di non essere il padre del bambino e invoca la violazione dell'art. 8 CC e dell'art. 63 CO. Egli rammenta innanzitutto che il Pretore ha accertato l'esistenza di un'intensa relazione sentimentale fra lui e la madre del bambino, protrattasi fino alla nascita, che la madre ha escluso ben due volte il concubito con l'attore all'epoca del concepimento, che l'attore, dal canto suo, non ha mai allegato fatti, luoghi, date, persone o circostanze relative al suo concubito nel periodo del concepimento e che, infine, l'istruttoria non ha evidenziato alcun elemento atto a rendere verosimile questa eventualità. A suo modo di vedere, inoltre, in assenza di indizi relativi al concubito tra l'attore e la madre, la richiesta della perizia nell'ambito della procedura di disconoscimento di paternità non avrebbe alcun valore probatorio; si tratterebbe piuttosto di una scelta processuale dettata da ragioni personali o forse strategiche. Sia come sia, nemmeno in quella procedura l'attore ha allegato né tantomeno provato di aver avuto relazioni intime con la madre nel periodo del concepimento. In queste circostanze, secondo il convenuto, considerare più verosimile il concubito tra l'attore e la madre piuttosto che l'ipotesi contraria risulta in manifesto contrasto con l'art. 8 CC. L'attore non poteva in buona fede credere di essere il padre naturale del bambino; donde l'assenza, secondo il convenuto, dell'elemento soggettivo necessario per l'applicazione dell'art. 63 CO e, di conseguenza, la necessità di riformare il giudizio impugnato. 3.- Giovi anzitutto osservare che il gravame si avvera d'acchito inammissibile nella misura in cui poggia su fatti accertati dal Pretore ma non menzionati nella sentenza emanata dalla Camera civile del Tribunale d'appello. Al convenuto sfugge infatti che, a prescindere da eccezioni che non si verificano in concreto - e che peraltro egli nemmeno allega - nel quadro della giurisdizione per riforma il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima istanza cantonale (DTF 125 III 368 consid. 3 in fine). 4.- Stando al tenore e al contenuto della pronunzia impugnata, in concreto l'ultima istanza cantonale ha accertato che sino all'azione di disconoscimento della paternità l'attore era convinto di essere il padre naturale del bambino. Tale constatazione di fatto circa la convinzione dell'attore ha portato i giudici ticinesi ad ammettere l'esistenza di un errore ai sensi dell'art. 63 CO. La giurisprudenza ha dedotto dall'art. 8 CC il diritto della parte cui incombe l'onere della prova di dimostrare l'esattezza delle proprie allegazioni, a patto che i fatti allegati siano giuridicamente rilevanti, che le prove siano state proposte conformemente alle esigenze procedurali poste dal diritto cantonale (DTF 114 II 289 consid. 2a) e ch'esse appaiano idonee a dimostrare le allegazioni in oggetto; l'art. 8 CC non conferisce per contro il diritto di esigere l'assunzione di determinate prove né si oppone a un apprezzamento anticipato delle stesse (DTF 109 II 26 consid. 3b, 105 II 143 consid. 6 con rinvii). L'art. 8 CC non trova inoltre applicazione quando l'apprezzamento delle prove convince il giudice dell'esposizione dei fatti e che un fatto è accertato, poiché la questione dell'onere della prova diviene allora senza oggetto (DTF 119 II 114 consid. 4c con rinvii). L'art. 8 CC non prescrive al giudice come apprezzare le prove destinate a stabilire la fattispecie (DTF 119 III 60 consid. 2c). Egli è tenuto ad applicare l'art. 8 CC, nella misura in cui non esista una presunzione legale prevista dal diritto federale, solo se l'apprezzamento probatorio non gli permette di maturare un convincimento (in senso positivo o negativo) (Corboz, Le recours en réforme au Tribunal fédéral, in: SJ 2000 II 39). Tornando al caso di specie, gli accertamenti eseguiti dalla Corte cantonale poggiano sull'apprezzamento delle prove, che come detto non può essere rivisto nel ricorso per riforma. Tali accertamenti hanno sia un senso positivo (l'attore pensava di essere il padre), che un senso negativo (non è stato stabilito ch'egli fosse certo di non essere il padre). In queste circostanze, fondandosi su queste constatazioni per applicare l'art. 63 CO, la Corte cantonale non ha violato il diritto federale né tantomeno ha applicato in modo sbagliato l'art. 8 CC.