Citation: 4P.76/2006 21.09.2006 E. 4

Secondo il ricorrente la consapevolezza dell'opponente circa l'agire dell'architetto E.________ troverebbe conferma nella deposizione dell'architetto D.________. Questi ha infatti dichiarato di essersi occupato della vendita dell'appartamento a cui si era interessato il ricorrente "su incarico dell'architetto E.________, il quale era intenzionato ad acquistare lui personalmente lo stabile. Vi furono naturalmente delle riunioni alla presenza di E.________, di G.________, che è l'amministratore unico della convenuta e dei proprietari sigg. H.________ (o meglio detto azionisti della B.________SA)". 4.1 A differenza del Pretore, i giudici del Tribunale d'appello hanno negato di poter ravvedere in queste dichiarazioni la prova dell'esistenza della facoltà di rappresentanza dell'architetto E.________. In particolare hanno stabilito che le affermazioni del teste non permettono di sapere se egli abbia preso parte alle riunioni da lui evocate e, soprattutto, quale fosse il tema discusso durante tali incontri: la possibilità di vendere lo stabile (o meglio le azioni dell'opponente) all'architetto E.________ o quella di vendere l'appartamento al ricorrente. 4.2 Contrariamente a quanto asserito nel gravame, le considerazioni dei giudici ticinesi non appaiono manifestamente insostenibili. Innanzitutto il ricorrente non può essere seguito laddove sostiene che la partecipazione del teste alle riunioni deriverebbe necessariamente dall'art. 237 CPC/TI, giusta il quale il testimone si esprime sui fatti di sua conoscenza. Questa norma non vieta infatti ai testi di riferire quanto dichiarato da un terzo, bensì impedisce al giudice di considerare simili deposizioni quale prova certa della circostanza asserita. Il ricorrente non ha miglior fortuna laddove vuole dedurre la presenza del teste alle citate riunioni dal fatto ch'egli sapeva chi era presente, in quanto poteva averlo saputo dall'architetto E.________. Privi di rilevanza risultano infine il richiamo alla scelta grafica del Pretore nell'esposizione delle dichiarazioni dell'architetto D.________ così come il fatto che il teste abbia utilizzato l'avverbio "naturalmente". Nessuno di questi elementi permette di concludere con certezza ch'egli abbia presenziato agli incontri. Rilevante è inoltre il fatto che, contrariamente a quanto pretende il ricorrente, l'architetto D.________ non ha fornito alcuna informazione precisa circa il contenuto delle riunioni svoltesi alla presenza dell'architetto E.________, dell'amministratore unico e degli azionisti dell'opponente. Non è dunque possibile desumere dalla sua testimonianza che l'opponente fosse a conoscenza delle trattative in corso fra il ricorrente e l'architetto E.________. Di sicuro egli non può prevalersi della denuncia penale per falsa testimonianza inoltrata dall'opponente nei confronti dell'architetto D.________. La denuncia è infatti avvenuta dopo l'emanazione del giudizio di primo grado, il medesimo giorno dell'introduzione dell'atto d'appello, ovvero il 9 febbraio 2005, alla luce della portata attribuita dal pretore alle dichiarazioni di questo teste. Di nessun aiuto, ancora una volta, è l'utilizzo dell'avverbio "naturalmente", che nulla dice con riferimento al contenuto degli incontri: essi potevano "naturalmente" vertere sull'acquisto dell'appartamento o sull'acquisto delle azioni da parte dell'architetto E.________ oppure ancora sulla progettazione e/o la procedura edilizia. Ma v'è di più. Nel verbale di audizione testimoniale dell'architetto D.________, a pag. 3, si legge: "Non so se E.________ avesse ricevuto una procura dalla B.________SA. Quello che so è che E.________ si incontrò molte volte con i proprietari e con G.________, senza che io fossi presente. Infatti egli mi disse di aver fatto parecchie di queste riunioni, il cui scopo era quello di discutere in generale degli accordi che E.________ ed i proprietari rispettivamente la B.________SA stavano concludendo ossia come detto che E.________ acquistasse l'immobile rispettivamente la società B.________SA". 4.3 Ciò significa che i giudici ticinesi non sono caduti nell'arbitrio negando di poter dedurre dalla testimonianza di D.________ la consapevolezza dell'opponente circa l'agire dell'architetto E.________.