Citation: 6B_1384/2022 E. 2.5.2

2.5.2. Con riguardo alle circostanze legate alla persona dell'insorgente, la CARP ha rilevato come non avesse dato prova di particolare collaborazione in corso di procedura e come nemmeno abbia mostrato una vera presa di coscienza della gravità di quanto commesso, ben illustrata dalla mancata comparizione al dibattimento nonché dall'assenza di atti concreti nei confronti dei congiunti della vittima. Ha poi ripercorso la vita anteriore della ricorrente, che ha abbandonato la scuola prima della sua conclusione per spostarsi in giro per l'Europa a traino e a spese del fidanzato di allora e successivamente in Svizzera dal marito, continuando a farsi mantenere da questi anche dopo il suo ritorno in Patria. Contrariamente a quanto addotto nel ricorso non si scorge alcun arbitrio negli accertamenti sulla persona dell'insorgente, e segnatamente sulla sua mancata completa assunzione di responsabilità per quanto accaduto. Un messaggio di posta elettronica inviato ai propri patrocinatori all'attenzione del Presidente del tribunale di primo grado non può infatti essere considerato un passo concreto verso i familiari della vittima. Ha poi chiesto la dispensa dal comparire al dibattimento di prima istanza e la procedura scritta in appello, adducendo oltre alla contrarietà alle misure di protezione al COVID-19, anche un precario stato psichico, senza tuttavia produrre un certificato medico atto a comprovarlo, limitandosi a richiedere a tal fine l'audizione del marito. Non è preteso che il coniuge abbia le competenze mediche necessarie per attestare dell'impossibilità della ricorrente di far fronte alle sue responsabilità dinanzi al tribunale ed è in modo del tutto sostenibile che le autorità cantonali hanno respinto l'assunzione di tale prova e hanno concluso che non vi fosse una vera presa di coscienza della gravità di quanto commesso. Peraltro, la CARP non ha affatto addebitato all'insorgente "scelte di vita ritenute immorali" con conseguente aggravamento della sua colpa per l'incidente letale. Essa ha semplicemente ritenuto che dalla sua vita precedente non potesse essere tratto nulla di significativo a favore della ricorrente, constatando quindi l'assenza di elementi suscettibili di ridurre la pena di base. Le circostanze legate alla persona dell'insorgente non sono di conseguenza state valutate né in senso aggravante né in senso attenuante, ma sono state considerate neutre per la commisurazione della pena.