Citation: 4A_93/2013 E. 4.2

4.2. Giusta l'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP il lodo può essere impugnato se è incompatibile con l'ordine pubblico. Una decisione arbitrale è incompatibile con l'ordine pubblico materiale quando viola dei principi fondamentali del diritto materiale in modo tale da non più essere conciliabile con l'ordine giuridico e il sistema dei valori determinanti. Fra questi principi si annoverano in particolare la fedeltà contrattuale, il rispetto delle regole della buona fede, il divieto dell'abuso di diritto, la proibizione di misure discriminatorie o spogliatrici e la protezione di persone civilmente incapaci (DTF 132 III 389 consid. 2.2.1). Il principio pacta sunt servanda nella sua accezione restrittiva riconosciuta dall'art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP è unicamente violato se un tribunale arbitrale rifiuta di applicare una clausola contrattuale pur avendo ammesso che essa lega le parti o, al contrario, impone loro il rispetto di una clausola che ha considerato non vincolarle (sentenza 4A_46/2011 del 16 maggio 2011 consid. 4.2.1). Per contro il processo di interpretazione e le conseguenze logiche trattene non sono rette da tale principio e il Tribunale federale ha numerose volte sottolineato che la quasi totalità dei contenziosi sgorganti dalla - pretesa - violazione di contratti è esclusa dal campo di protezione del principio pacta sunt servanda (sentenza 4A_14/2012 del 2 maggio 2012 consid. 5.2.1, non pubblicato nella DTF 138 III 270). Nella fattispecie il tribunale arbitrale ha considerato che in applicazione dell'art. 82 CO le attrici non potevano pretendere dalla convenuta l'adempimento dei contratti e il pagamento delle rimanenti rate, perché avevano violato i loro obblighi contrattuali. Così facendo esso ha ritenuto che le clausole concernenti la corresponsione delle rate, e quindi anche le conseguenze di una mora nel loro pagamento, non vincolavano più le parti. Non sussiste quindi alcuna contraddizione fra la menzione di tali clausole nel lodo e la negazione della giustificatezza della rescissione contrattuale. Ne segue che la censura si appalesa infondata.