Citation: 4A_312/2013 E. B

B.a. Il 12 marzo 2012, dopo avere sollecitato invano la consegna, la B.________ SA ha convenuto la A.________ Sagl davanti alla Pretura di Lugano, con procedura sommaria di tutela giurisdizionale per casi manifesti (art. 257 CPC), chiedendo che fosse ordinata l'espulsione. La convenuta ha eccepito che la liberazione dei locali era stata concordata solo provvisoriamente, per permettere l'esecuzione dei lavori, e che la disdetta non era stata notificata con il formulario ufficiale. Il Pretore ha dichiarato l'istanza irricevibile con giudizio del 14 febbraio 2013, non ritenendo adempiuti i requisiti dell'art. 257 cpv. 1 CPC. B.b. Il successivo appello della B.________ SA, che indicava come convenuti la A.________ Sagl nonché E.C.________ e C.C.________, è stato accolto parzialmente dalla II Camera civile del Tribunale di appello ticinese, la quale, con sentenza dell'8 maggio 2013, ha condannato la A.________ Sagl "a lasciare l'intero immobile in Via X.________ a Y.________ ed a restituirne le chiavi entro 10 giorni dal passaggio in giudicato della decisione, ritenuto che in caso contrario l'istante è autorizzata a far sgomberare i vani con l'ausilio della polizia e a distruggere le strutture e le insegne non sgomberate". L'appello è stato dichiarato inammissibile nella misura in cui era rivolto contro E.C.________ e C.C.________, che non erano stati parti nella procedura davanti al Pretore.