Citation: 6B_901/2016 E. 3.1

3.1. Il momento in cui è stato avviato un procedimento penale è una questione di fatto che vincola questo Tribunale (art. 105 cpv. 1 LTF). Al riguardo il ricorrente non formula alcuna censura ammissibile giusta l'art. 97 cpv. 1 LTF. Che poi esso sia stato avviato in concreto da un'autorità incompetente, come preteso nel gravame, nulla muta sull'accertamento temporale dell'apertura del procedimento. Peraltro, se è vero che il Dipartimento del territorio, da cui dipende l'Ufficio della caccia e della pesca, non è competente per perseguire e giudicare i reati elencati all'art. 17 LCP, lo è invece per gli altri reati di caccia previsti dalla LCP e le contravvenzioni di diritto cantonale (v. art. 44 della legge ticinese dell'11 dicembre 1990 sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici [RL 8.5.1.1]). Ciò posto, niente indica che al momento in cui è stato avviato il procedimento a carico del ricorrente fosse già chiara la qualifica giuridica dei fatti oggetto di accertamento. Contrariamente a quanto preteso nell'impugnativa, nel verbale di interrogatorio dell'opponente 1 non vi è alcun riferimento all'art. 17 LCP, che appare per la prima volta nel verbale di interrogatorio dell'insorgente. Né può essere seguita la tesi ricorsuale secondo cui il procedimento sarebbe iniziato unicamente con la trasmissione del caso al pubblico ministero sulla base dell'art. 357 cpv. 4 CPP. Infatti, in simili circostanze, il procedimento non è nuovamente avviato, ma continua. Sulla base dei fatti accertati, le dichiarazioni imputate all'opponente 1 nel decreto di accusa sono quelle rilasciate alla Polizia caccia e pesca il 20 novembre 2013 e quindi posteriormente all'avvio del procedimento penale a carico del ricorrente. Come rettamente osservato dalla CARP, il reato di denuncia mendace non può più configurarsi qualora un procedimento penale è già stato avviato a carico della persona denunciata. L'art. 303 n. 1 CP esige infatti che l'autore agisca con lo scopo di provocare contro una persona un procedimento penale; il mero intento di favorire il prosieguo di un procedimento penale già pendente non è sufficiente (DTF 111 IV 159 consid. 2a pag. 163), ciò che del resto l'insorgente non contesta. Peraltro, anche a volere seguire la tesi ricorsuale, secondo cui il procedimento sarebbe stato validamente avviato solo con la trasmissione del caso al Ministero pubblico, nulla indica e neppure nel gravame è illustrato che l'opponente 1 (che non risulta avere delle nozioni giuridiche) potesse rendersene conto. L'aspetto soggettivo del reato non sarebbe in ogni modo realizzato. L'opponente 1 è quindi giustamente stato prosciolto dal reato ascrittogli così come descritto nel decreto di accusa.