Citation: 4A_34/2007 26.07.2007 E. 3

Nella sentenza impugnata il Tribunale d'appello ha in primo luogo ritenuto "ampiamente infondata" la tesi di A.________ secondo la quale l'accordo del 10 giugno 2002 prevedeva l'elargizione del premio solo nell'eventualità in cui il mandatario avesse raggiunto un risultato migliore di quello che avrebbe potuto scaturire dalla proposta formulata il 13 dicembre 2001 dalla banca D.________. Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente contesta la decisione dei giudici cantonali su questo punto e ripropone la propria interpretazione del citato accordo. 3.1 Ora, per giudicare un contratto, sia per la forma che per il contenuto, occorre stabilire quale fosse la volontà dei contraenti al momento della sua stipulazione (art. 18 CO). Il contenuto di un contratto viene determinato in primo luogo mediante l'interpretazione soggettiva, ovvero ricercando la vera e concorde volontà dei contraenti, anziché stare alla denominazione o alle parole inesatte adoperate, per errore o allo scopo di nascondere la vera natura del contratto (art. 18 cpv. 1 CO). Ciò che le parti hanno voluto e dichiarato durante le trattative e/o al momento della conclusione del contratto attiene ai fatti (DTF 132 III 268 consid. 2.3.2 pag. 274), che possono essere rivisti dal Tribunale federale solamente alle condizioni esposte al consid. 2.2.2. Qualora non esistano accertamenti di fatto sulla reale concordanza della volontà delle parti o se il giudice constata che una parte non ha compreso la volontà dell'altra, la loro (presunta) volontà viene invece determinata interpretando le loro dichiarazioni secondo il principio dell'affidamento (cosiddetta interpretazione oggettiva), ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta. L'interpretazione del contratto giusta il principio dell'affidamento è una questione concernente l'applicazione del diritto, che può essere esaminata liberamente (cfr. quanto esposto al consid. 2.2.1). Onde statuire su tale questione di diritto occorre comunque fondarsi sul contenuto della manifestazione di volontà e sulle circostanze del caso, che attengono ai fatti (DTF 133 III 61 consid. 2.2.1 pag. 67 con rinvii). 3.2 In concreto, come anticipato, i giudici della massima istanza ticinese - riprendendo le motivazioni del pretore - hanno rilevato che la tesi della ricorrente non risulta affatto dal testo del contratto, del tutto silente a questo proposito. Dall'istruttoria è inoltre emerso che prima della firma dell'accordo il mandatario si era opposto all'inserimento di una premessa che menzionasse la disponibilità della banca D.________ di rinunciare a un credito di fr. 2'000'000.--. Tale proposta della banca - hanno precisato i giudici cantonali - non aveva d'altronde portato a risultati concreti perché la ricorrente a quel momento non era stata in grado di reperire i fondi necessari per pagare i debiti; ne erano seguiti lo stallo delle trattative e la riattivazione delle procedure esecutive, con la necessità impellente di cercare nuove soluzioni per il tramite dell'opponente. Alla luce di quanto appena esposto, le ulteriori circostanze addotte dalla ricorrente - quali le testimonianze di F.________ e G.________ (che si sono perlopiù limitati a riferire quanto dettogli dalla ricorrente), la percentuale del premio pattuito e il contenuto del doc. BB - sono state reputate irrilevanti. 3.3 Poco importa stabilire se l'interpretazione effettuata dalla Corte cantonale sia soggettiva o normativa giacché, in ogni caso, la censura ricorsuale concerne esclusivamente i fatti sui quali i giudici hanno basato il loro giudizio, che - a dire della ricorrente - sarebbero stati accertati in modo inesatto nel senso dell'art. 97 cpv. 1 LTF. 3.3.1 I fatti accertati sono "manifestamente inesatti" quando l'istanza inferiore è incorsa nell'arbitrio (cfr. Messaggio concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001, in: FF 2001 pag. 3894). Per giurisprudenza invalsa, l'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost., non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata per violazione del divieto dell'arbitrio solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 132 III 209 consid. 2.1 con rinvii). 3.3.2 Nell'allegato presentato al Tribunale federale la ricorrente afferma in particolare che per tutti era scontato che la situazione di partenza fosse l'offerta 13 dicembre 2001 della banca D.________, da lei non accettata non per mancanza di liquidità bensì perché poco vantaggiosa; che quella proposta era comunque rimasta valida; che la trattativa con la banca era proseguita e che la vendita all'asta non era affatto imminente. Queste contestazioni sono proposte liberamente: la ricorrente contrappone la propria versione dei fatti a quella contenuta nella sentenza impugnata, richiamandosi liberamente a documenti e testimonianze. A prescindere dalla questione di sapere se, così come formulati, i suoi argomenti soddisfino le esigenze di motivazione del ricorso (cfr. quanto esposto al consid. 2.2.2 e DTF 133 III 421 consid. 1.3 non pubblicato), essi non sono in ogni caso idonei a dimostrare l'arbitrio. Qualora venga censurata la valutazione del materiale probatorio, è infatti necessario dimostrare che il giudice - il quale in questo ambito dispone di un ampio margine di apprezzamento - ha manifestamente misconosciuto il senso e la portata di un mezzo di prova, che ha omesso senza valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure che ha ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1). La ricorrente - la quale, come detto, si è limitata a esporre la propria versione dei fatti - non è stata in grado di dimostrare che la valutazione del materiale probatorio da parte dei giudici cantonali sarebbe arbitraria nel senso appena descritto, di modo che, quand'anche ammissibile, su questo punto il ricorso risulta in ogni caso manifestamente infondato. 3.4 Si può abbondanzialmente osservare che, seppur solo di passaggio, la ricorrente accenna anche alla violazione dell'obbligo di fedeltà e diligenza (art. 398 CO) da parte dell'opponente, il quale non l'avrebbe informata, al momento della firma del noto accordo, di una precedente discussione con il direttore della banca D.________. Si tratta tuttavia di un argomento inammissibile: pur dolendosi di una violazione del diritto federale nel senso dell'art. 95 lett. a LTF, la ricorrente adduce infatti delle circostanze che non trovano riscontro nella sentenza impugnata.