Citation: 4A_371/2009 30.11.2009 E. 6

Nel capitolo intitolato appunto "Interpretazione oggettiva" il ricorrente rimprovera ai giudici ticinesi di "negare l'evidenza", perché il cambiamento del 1998, con il quale è stata introdotta la deducibilità delle prestazioni delle assicurazioni sociali dalle indennità pattuite, è stato ammesso "disattendendo la iniziale e concorde volontà delle parti" - che a suo dire scaturisce dalle CGA 1979 della Y.________ - e ignorando la deposizione B.________ - secondo cui "Io spirito e Io scopo della copertura era quello di confermare la copertura iniziale contemporanea all'apertura dello studio dentistico". Il ricorrente sostiene inoltre che l'autorità cantonale ha ritenuto a torto che il contratto del 1982 fosse un'assicurazione di danno invece che di somma. 6.1 L'interpretazione oggettiva - o secondo il principio dell'affidamento - si propone di ricercare il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta. Essa concerne l'applicazione del diritto e può essere esaminata liberamente dal Tribunale federale; occorre comunque fondarsi sul contenuto della manifestazione di volontà e sulle circostanze del caso, che attengono sempre ai fatti (DTF 135 III 410 consid. 3.2 pag. 413). Non è necessario ricordare nel dettaglio i criteri-guida elaborati dalla giurisprudenza a questo proposito - peraltro riassunti in modo esauriente ai considerandi 2.2 e 2.6 (pag. 15 seg.) della sentenza cantonale, a cui si può rinviare (art. 109 cpv. 3 LTF) - dal momento che le critiche ricorsuali appaiono d'acchito infondate. 6.2 Nella misura in cui il ricorrente fonda la sua tesi sulla volontà iniziale delle parti, a suo dire reale e concorde, egli dimentica che secondo gli accertamenti vincolanti dell'autorità cantonale non è stato possibile determinarla e che I'interpretazione oggettiva si propone proprio di rimediare a tale impossibilità (cfr. consid. 5.3). La medesima considerazione s'impone riguardo all'invocata deposizione B.________: per tacere del fatto che non se ne deduce nulla in merito allo "spirito" e allo "scopo" della copertura assicurativa, s'è infatti detto sopra che non è arbitrario considerare che il teste abbia potuto esprimersi soltanto sui fatti accaduti dall'anno 2002 in poi (cfr. consid. 5.1). 6.3 Disquisire sulla vera natura del contratto d'assicurazione iniziale - di somma o di danno - non è concludente. È infatti pacifico che nel 1998 il ricorrente ha stipulato con Y.________ un'assicurazione di somma per un'indennità fissa di fr. 667.-- al giorno e che sotto questo aspetto il contratto non è mutato quando nel 2003 è stato ripreso da Z.________ (il successivo passaggio da Z.________ alla X.________ non è di rilievo poiché, secondo gli accertamenti della sentenza cantonale, è avvenuto dopo l'insorgere dell'incapacità lavorativa: cfr. consid. 4.2.5). Il ricorrente non contesta che in quelle occasioni egli avesse ricevuto e firmato senza obiezioni le condizioni generali delle due compagnie, secondo le quali, in breve, l'assicuratore è tenuto a pagargli soltanto la differenza tra l'importo dell'indennità giornaliera assicurata e l'ammontare complessivo versato dagli altri assicuratori. In circostanze simili i giudici ticinesi, concludendo che il contratto interpretato oggettivamente prevede la deduzione della rendita percepita dall'Assicurazione invalidità dalle prestazioni assicurate, non hanno violato il diritto federale. Essi hanno inoltre applicato correttamente la giurisprudenza che ammette l'introduzione di questa limitazione nelle condizioni generali delle assicurazioni di somma rette dalla legge federale sul contratto di assicurazione (DTF 133 III 527 consid. 3.2).