Citation: U 364/04 19.04.2006 E. 4

4.1 L'amministrazione e i giudici cantonali hanno essenzialmente fondato il loro giudizio sul parere del dott. M.________, specialista in chirurgia ortopedica, il quale, in occasione del rapporto peritale del 20 febbraio 2001, confermato nella sua sostanza il 7 luglio 2004, ha avuto modo di rilevare che il nesso di causalità tra la caduta sulla schiena e la deformazione cuneiforme delle vertebre rimaneva soltanto possibile, mentre doveva essere ritenuta probabile l'esistenza di sequele di una patologia di Scheuermann, estranea all'infortunio. 4.2 Il perito è giunto a tale conclusione dopo avere fatto notare che se da un lato gli esiti di un esame CT-scan realizzato il 15 agosto 1994 descrivevano la presenza di lesioni fresche, sebbene, sorprendentemente, non mettessero in evidenza ematomi e tracce di frattura, dall'altro lato tutti gli ulteriori esami evidenziavano delle lesioni di origine più remota. Egli ha quindi osservato che una caduta sulla schiena da un'altezza di un metro e mezzo difficilmente avrebbe potuto dare luogo a una compressione ("tassement") vertebrale - così però rilevata dal dott. O.________ che aveva realizzato l'esame scan - poiché per provocare una tale compressione sarebbe stato necessario un trauma assiale che nel caso di specie non si è verificato poiché il paziente avrebbe ben precisato di essere caduto sulla schiena e non sul sedere. Egli ha del resto rilevato che nemmeno lo stesso dott. O.________ sembrava poi tanto sicuro che la frattura fosse recente, perché altrimenti non avrebbe proposto di effettuare ulteriori verifiche (cfr. scritto del 17 agosto 1994 del dott. O.________). Il dott. M.________ ha quindi osservato che, pur dovendo una frattura lasciare per almeno un anno una traccia e segni di iperattività, la scintigrafia realizzata il 28 novembre 1994 non mostrava alcun focolare di iperfissazione. Il perito ha aggiunto che se le deformazioni cuneiformi fossero effettivamente state causate da una frattura fresca dei segmenti D12/L1, esse avrebbero dovuto accentuarsi di qualche grado nei mesi successivi. Ciò che non è avvenuto. Ribattendo alle critiche del dott. B.________ - anch'egli specialista in chirurgia ortopedica, appositamente interpellato dall'assicurato - secondo cui una deformazione cuneiforme con angolazioni così importanti come quelle riscontrate sul paziente (18° a livello di Th 12 e d 10° di L1) non poteva che provenire da un evento di tipo traumatico, il dott. M.________ ha sottolineato la compatibilità di una tale osservazione con una malattia di Scheuermann e a tal proposito ha prodotto della documentazione di supporto. Non ha potuto infine escludere che le lesioni riscontrate potessero avere quale origine una malattia di Scheuermann eventualmente associata a un trauma anche minore che l'interessato avrebbe subito in età adolescenziale. 4.3 Alla luce di queste chiare, approfondite e motivate conclusioni, a ragione i primi giudici potevano attribuire pieno valore probatorio alla valutazione del dott. M.________, la quale, senza contraddizioni, risponde a tutti i criteri posti dalla giurisprudenza in materia (consid. 3.2 e consid. 3.3). La pronuncia cantonale, cui si rinvia, ha quindi anche diffusamente esposto perché i referti medici prodotti dall'assicurato durante tutta la procedura non sono tali da inficiare le conclusioni del dott. M.________. 4.3.1 Vanamente il ricorrente tenta di estrapolare dalle dichiarazioni dei vari sanitari intervenuti in corso di procedura degli elementi in favore della propria tesi contraria. Con particolare riferimento alla valutazione del dott. U.________, la Corte cantonale già ha correttamente esposto come questa, escludendo, in contrasto con lo stesso perito di parte dott. B.________, la presenza di un morbo di Scheuermann muovesse da premesse errate. 4.3.2 Di nessun soccorso è la circostanza per cui l'insorgente non avrebbe mai sofferto di dolori vertebrali prima dell'infortunio del 22 luglio 1994, posto che per il solo fatto di essere apparso in seguito all'infortunio, un disturbo alla salute non può già essere automaticamente considerato una sua conseguenza secondo l'equazione "post hoc, ergo propter hoc" (cfr. DTF 119 V 341 consid. 2b/bb 3b). Inoltre, l'insorgente dimentica che avendo assunto il caso e corrisposto le prestazioni di legge fino a metà febbraio 2001, l'assicuratore infortuni ha comunque (quantomeno implicitamente) riconosciuto che l'infortunio in esame ha contribuito a rendere manifesto o ad aggravare, temporaneamente, la situazione preesistente (cfr. DTF 116 V 139 consid. 3b). 4.3.3 Azzardatamente il ricorrente cerca quindi di spiegare l'assenza di ematomi sui reperti a disposizione, contrapponendo alla valutazione specialistica del dott. M.________ la non altrettanto qualificata tesi personale, secondo cui sarebbe "noto che gli ematomi, dopo poco tempo dal sinistro, vengono assorbiti e quindi scompaiono". 4.3.4 In contrasto con le tavole processuali egli tenta pure di contestare il fatto di essere caduto a "plat dos", dopo che non solo il dott. M.________ su precisa indicazione dell'interessato, ma anche ad es. il dott. A.________del Centre Hospitalier Universitaire X.________, consultato spontaneamente dall'insorgente nell'aprile 1998, avevano riferito della medesima dinamica. 4.3.5 Come in sede cantonale, il ricorrente cerca quindi nuovamente di contestare l'imparzialità del dott. M.________ per avere quest'ultimo, in occasione del rapporto peritale del 20 febbraio 2001, dubitato della sua buona volontà e della sua gratitudine nei confronti della Svizzera che gli avrebbe fornito le possibilità per procurarsi un vero mestiere. Anche a tal proposito è tuttavia sufficiente il rinvio alla pronuncia cantonale che ha correttamente ricordato come il fatto di avere atteso fino alla presentazione delle osservazioni del 19 agosto 2004 per invocare l'eccezione di parzialità, dopo che ancora con l'atto ricorsuale cantonale egli avesse sottolineato l'indubbio valore ed esperienza del medico, fosse da ritenere contrario alla buona fede (DTF 128 V 85 consid. 2b con riferimenti). Contrariamente a quanto invocato, il dott. M.________ non può nemmeno essere qualificato quale medico di parte per avere goduto della fiducia dell'amministrazione. L'insorgente dimentica infatti che secondo costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209). Le perizie ordinate ed eseguite in adempimento di questo compito non possono essere considerate di parte (DTF 123 V 175, 122 V 157). Né il solo fatto che un libero professionista, quale è il dott. M.________, venga eventualmente interpellato con regolarità ad esprimere valutazioni specialistiche per conto di un assicuratore, è di per sé sufficiente per dubitare della sua obiettività e imparzialità (RAMI 1999 no. U 332 pag. 193). 4.3.6 Ritenendo giustamente che l'incarto contenesse già le indicazioni necessarie ai fini decisionali (DTF 122 V 162 consid. 1d con riferimento), la Corte cantonale poteva infine legittimamente negare l'assunzione di ulteriori prove senza con ciò incorrere in una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente. 4.4 In esito alle suesposte considerazioni si può dunque concludere che, dopo avere erogato le prestazioni di legge e avere (quantomeno implicitamente) riconosciuto l'effetto scatenante o comunque aggravante dell'evento del 22 luglio 1994, l'assicuratore infortuni poteva ritenere estinto, al più tardi il 15 febbraio 2001, il nesso causale (parziale) tra l'infortunio e il danno lamentato dal ricorrente. La validità di tale provvedimento è pure (indirettamente) confortata dal fatto che la decisione dell'AI, cresciuta in giudicato e attestante - a fronte di una piena capacità lavorativa nella nuova professione appresa di montatore elettronico - un grado di invalidità dell'8,88%, si opporrebbe ugualmente all'assegnazione di indennità giornaliere o di una rendita d'invalidità LAINF (art. 16 segg. LAINF; sul principio di coordinazione della nozione d'invalidità, prima e dopo l'entrata in vigore della LPGA, cfr. DTF 127 V 135 seg. consid. 4d e art. 8 LPGA). Il giudizio cantonale può pertanto essere confermato e il ricorso respinto in quanto infondato.