Citation: 4A_213/2023 E. 5.2.2

5.2.2. Per il ricorrente l'opponente avrebbe agito anche nell'interesse dell'altra parte e la Corte cantonale avrebbe sorvolato sui motivi da lui illustrati nell'appello e provati con i doc. R (pag. 1, 3 e 4) e AE. Essi attesterebbero un'interposizione dell'opponente a nome e per conto dei potenziali acquirenti, avendo egli criticato il prezzo dell'immobile e le tempistiche per l'ottenimento del cambio di destinazione, fatto pressione per il rilascio della licenza edilizia, e negoziato, affinché i potenziali acquirenti potessero accedere all'attico prima del trasferimento di proprietà. Come emerge dai messaggi nel doc. R, inoltre, l'opponente avrebbe goduto della piena fiducia degli acquirenti nelle trattative e usato la sua posizione per fare pressione sul venditore a loro vantaggio. Il ricorrente afferma inoltre di aver contestato le dichiarazioni della teste C.________, in quanto contrastavano con il contenuto dei predetti doc. R e AE da lui citati. 5.2.2.1. Orbene, sul prezzo di compravendita l'insorgente si limita a opporre la propria opinione alla valutazione della Corte cantonale, secondo cui i quesiti posti dall'opponente al ricorrente a tale riguardo, prima ancora di metterlo in contatto con i potenziali acquirenti, non configuravano una trattazione dello stesso, ma solo una richiesta di chiarimento. In assenza d'una motivazione sufficiente, il gravame è in proposito inammissibile. Non si misconosce che l'opponente abbia scritto al ricorrente riguardo all'impianto di aria condizionata di proporgli " da amico (...) una soluzione accettabile per C.________ e D.________ " e che, con riferimento alle tempistiche per il rilascio della licenza edilizia, " avremmo avuto un guaio serio " (cfr. doc. R, pag. 3 e 4). Tuttavia la Corte cantonale non ha violato il diritto federale considerando quell'invito a formulare una proposta sull'impianto di aria condizionata e la preoccupazione per il mancato rilascio della licenza edilizia, che allungava i tempi per il trapasso immobiliare, come prestazioni che miravano invece a trovare delle soluzioni nell'interesse di tutte le parti su questioni ancora insolute. Anche al riguardo il rimedio è infruttuoso. 5.2.2.2. Che vi siano state delle discussioni sull'estensione del diritto di compera, che il 23 ottobre 2019 l'opponente abbia scritto all'avvocato del ricorrente, che i potenziali acquirenti avessero fiducia nell'opponente e che costui avesse discusso con il ricorrente o il suo patrocinatore riguardo all'esecuzione di un pagamento, potrà anche essere. L'insorgente, però, non spiega perché quegli atti non siano stati nell'interesse di entrambe le parti. In particolare, in merito al preteso pagamento, che si è sbloccato dopo la risposta del patrocinatore del ricorrente all'opponente sul rilascio della licenza edilizia, non risulta che da quell'episodio i potenziali acquirenti avessero tratto vantaggi. A ben vedere l'insorgente non assevera di essere stato indotto a tollerare delle modifiche contrattuali a suo sfavore, né contesta l'accertamento dei giudici di appello secondo cui ciascuna parte contraente era informata degli atti del mediatore. Inoltre il 29 maggio 2020, ossia dopo i predetti messaggi WhatsApp ed email (doc. R e AE), egli ha concordato direttamente con i potenziali acquirenti un'ulteriore proroga fino al 30 settembre 2020 del diritto di compera, esercitato nel luglio del 2020. In queste circostanze anche la critica dell'affidabilità della testimonianza della teste C.________ si rivela infruttuosa. Ciò premesso, il giudizio impugnato resiste alla critica.