Citation: 6B_1217/2023 E. 4

Giusta l'art. 99 cpv. 1 LTF, dinanzi al Tribunale federale possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore. Ciò è in particolare il caso di fatti e prove relativi all'ammissibilità di un ricorso (notificazione della decisione, osservanza dei termini,...), di fatti e prove volti a sostanziare determinati inattesi vizi di natura formale (violazione del diritto di essere sentito, non corretta composizione del collegio giudicante), e infine di fatti e prove divenuti rilevanti a seguito di una nuova e imprevedibile argomentazione giuridica formulata dall'istanza precedente, ma non di fatti e prove che la parte ricorrente avrebbe potuto e dovuto addurre già dinanzi a tale istanza. Per tentare di dimostrare che l'accertamento dei fatti è manifestamente inesatto o l'apprezzamento delle prove arbitrario, l'insorgente non può in effetti fondarsi su allegazioni che egli stesso ha omesso di far valere in precedenza (DTF 136 III 123 consid. 4.4.2). L'esito sfavorevole del gravame dinanzi alla Corte cantonale non costituisce un motivo sufficiente per ammettere in questa sede degli pseudo nova che avrebbero potuto essere prodotti già nella procedura cantonale. Spetta alla parte ricorrente illustrare l'adempimento dei presupposti dell'art. 99 LTF (DTF 143 V 19 consid. 1.2). L'insorgente ha allegato al suo ricorso una serie di documenti, tra cui un "contratto di mandato Fiduciario del 26 giugno 2010" concluso con il correo B.________, che sostiene aver recuperato solo ultimamente e che proverebbe che l'unico responsabile della gestione della società fallita fosse proprio B.________. Trattasi di un nuovo mezzo di prova a sostegno di un'allegazione non fatta valere dinanzi all'autorità cantonale. Poiché le condizioni poste dall'art. 99 cpv. 1 LTF non sono realizzate, tale documento non può essere preso in considerazione in questa sede. Ma quand'anche fosse ammissibile, il ricorrente non si avvede che sarebbe del tutto irrilevante ai fini del giudizio. Infatti solo la condanna di appropriazione indebita di imposta alla fonte concerne le obbligazioni della società fallita, di cui l'insorgente pretende di non esserne stato responsabile. Tale condanna è però passata in giudicato, non essendo stata impugnata in sede di appello, ed esula dall'oggetto della vertenza costituito unicamente dalla decisione della CARP (v. art. 80 cpv. 1 LTF). Per le altre condanne risulta invece irrilevante sapere chi fosse "responsabile delle obbligazioni" della società.