Citation: 2C_913/2019 E. 2.2

2.2. I ricorrenti contestano questo punto di vista. Rilevano che il Tribunale di espropriazione ha accolto solo parzialmente il loro ricorso, il rinvio dell'incarto al Municipio essendo limitato alla questione del ricalcolo dei contributi in funzione di un nuovo fattore di correzione, mentre ha chiaramente respinto tutte le loro altre censure (violazione del loro diritto di essere sentiti; urbanizzazione a solo vantaggio di alcuni proprietari; definizione errata del perimetro di imposizione), le quali non verranno ridiscusse dall'autorità di primo grado. Inoltre il Municipio deve occuparsi di questioni puramente aritmetiche, fondate sul nuovo coefficiente, per le quali non c'è spazio per il giudizio. Riferendosi per analogia alla prassi in materia di assicurazione invalidità di cui alla DTF 135 V 141 consid. 1.4, 4.1 e 4.6, i ricorrenti sostengono quindi che la sentenza del Tribunale di espropriazione deve essere qualificata di decisione parziale finale ai sensi dell'art. 91 LTF e, quindi, impugnabile. Essi lamentano poi che che non potranno più impugnare le censure che sono state respinte dal Tribunale di espropriazione, poiché nel frattempo la decisione del 19 luglio 2019 sarà cresciuta in giudicato. Infatti trattasi a loro avviso di una decisione parziale, separatamente impugnabile la quale, se non viene contestata, cresce automaticamente in giudicato e non può più (ulteriormente) essere impugnata. Ma anche esaminando la fattispecie alla luce dell'art. 93 cpv. 1 LTF, considerano che la decisione d'irricevibilità ora querelata crea loro un pregiudizio irreparabile siccome sottintende l'impossibilità di fare valere ulteriormente le loro rimostranze riguardanti le censure respinte dal Tribunale di espropriazione.