Citation: 6B_870/2013 E. 4.4

4.4. La ricorrente sostiene che l'accertamento relativo a una presunta controversia politica tra giornali sarebbe arbitrario, siccome non troverebbe riscontro negli atti e sarebbe anzi fondato sul nulla. Adduce che D.________ è un quotidiano indipendente e non un organo di partito e precisa di non essere il referente politico o giornalistico del movimento J.________, critico nei confronti di H.________. La ricorrente rileva inoltre, che le elezioni cantonali e federali citate dalla CRP sarebbero precedenti la pubblicazione dell'articolo incriminato e quindi estranee ai fatti litigiosi. La censura è fondata, giacché il contesto politico è semplicemente addotto dalla Corte cantonale quale fatto noto a chi legge i giornali, ma non è basato su specifici riscontri agli atti. Il rimprovero di "falsi moralisti" formulato nell'articolo incriminato è poi rivolto essenzialmente ad altre persone ed è riferito alla loro pretesa mancanza di interesse ad individuare eventuali docenti pedofili nelle scuole. Il contenuto del messaggio contro la ricorrente concerne nella fattispecie esclusivamente la collaborazione in ambito sportivo con il suo quotidiano di una persona indagata per reati contro l'integrità sessuale. In questa circostanza, la ricorrente non è stata attaccata in una veste politica o per avere espresso determinate opinioni politiche, ma quale società editrice di un giornale che avrebbe contato tra i suoi collaboratori una persona sospettata di reati gravi. L'accertamento relativo a una controversia di natura politica non trova pertanto fondamento negli atti ed è di conseguenza arbitrario. A torto la CRP ha quindi dato prova di riserbo nella valutazione dell'articolo incriminato e nell'esame della lesione dell'onore. La contestata pubblicazione pone d'altra parte in particolare risalto il rapporto professionale tra D.________ e una persona indagata per reati estranei a tale collaborazione. La notizia presenta di per sé uno scarso interesse sotto il profilo dell'informazione, ma è evidenziata mediante il titolo e la presentazione grafica in modo tale da prestarsi a colpire significativamente l'attenzione del lettore. È perciò quantomeno dubbio che vi si possa oggettivamente leggere solo l'attestazione di una semplice collaborazione professionale, come ritenuto dalla Corte cantonale.