Citation: I 564/99 22.02.2000 E. 3

3.- Nel gravame a questa Corte il patrocinatore del ricorrente solleva numerose censure, che sono manifestamen- te prive di fondamento e che non trovano il benché minimo appiglio nella normativa convenzionale. a) L'avv. P.________ ritiene innanzitutto che l'attestato concernente la carriera assicurativa in Italia rilasciato dall'INPS sia erroneo. Le prove addotte, segnatamente la menzione contenuta alla cifra 3.3 della perizia medica dettagliata del 25 febbraio 1998 e la domanda di prestazioni del 9 giugno 1993, sono manifestamente inconferenti, poiché simili atti nulla dicono a proposito della carriera assicurativa - anzi, nella domanda di prestazioni del 9 giugno 1993 l'INPS comunica che il richiedente non è iscritto alle assicurazioni sociali italiane e che egli non è titolare di pensione italiana d'invalidità -, ma rientrano nel quadro dell'assistenza internazionale tra amministrazioni, segna- tamente della collaborazione che l'INPS deve prestare al- l'istruzione delle domande in base agli art. 5 e 6 dell'Ac- cordo amministrativo del 18 dicembre 1963 concernente le modalità di applicazione della Convenzione. b) L'avv. P.________ sostiene inoltre - per quanto è dato di capire - che nella misura in cui la Commissione di ricorso ammette che, comunque, l'affiliazione all'assicura- zione svizzera è cessata al più tardi con la soppressione della rendita dal 1° ottobre 1990, essa ammetterebbe impli- citamente l'esistenza dell'affiliazione obbligatoria presso l'INPS, condizione essenziale peraltro per il mantenimento della rendita fino a quella data. Neppure questo argomento è di pregio. Esso pare essere il frutto di una interpretazione creativa, per non dire fantasiosa, delle norme legali, che non trova fondamento alcuno nella normativa legale e convenzionale. La condizio- ne assicurativa può infatti essere assolta soltanto attra- verso le modalità esposte al consid. 1b. c) Né vale scomodare i principi generali delle assicu- razioni sociali che vieterebbero, secondo il patrocinatore del ricorrente, un rigore eccessivo e che avrebbero dovuto indurre l'Ufficio AI a non accontentarsi della risposta fornita dall'INPS. Anche questo argomento sconfina larga- mente nella temerarietà, non appena si ponga mente alla normativa convenzionale citata, ma anche alla giurispruden- za del Tribunale federale delle assicurazioni, esposta al consid. 1b, volta a evitare la costituzione con effetto re- troattivo di una condizione assicurativa preesistente al- l'evento assicurabile giusta il diritto svizzero d) A nulla giova, infine, il richiamo dell'avv. P.________ al principio della buona fede al cospetto dell'Ufficio AI e, più in generale, dell'assicurazione svizzera. Indipendentemente dalle condizioni che devono essere cumulativamente adempite, perché a un assicurato possa essere riconosciuta la buona fede, va rilevato che dopo il rimpatrio il dovere d'informazione verso l'assicurato, che intende continuare l'assicurazione in patria, è questione che riguarda l'interessato medesimo e l'amministrazione di quello Stato, ma non l'Ufficio AI. Non è certo compito dell'amministrazione svizzera fornire informazioni su un'amministrazione straniera, segnatamente su come, in concreto, ci si debba comportare, quali passi devono essere intrapresi, quali condizioni devono essere realizzate per assolvere il requisito assicurativo dopo il rimpatrio.