Citation: 2A.533/2003 18.02.2004 E. 5

5.1 Le ricorrenti contestano infine il diniego dell'assistenza giudiziaria pronunciato dal Tribunale amministrativo. Dal profilo procedurale, esse ravvisano in particolare la violazione dell'art. 5 cpv. 1 della Legge ticinese del 3 giugno 2002 sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag). Nella sostanza, ritengono inammissibile sostenere che le loro impugnative erano prive di possibilità di esito favorevole, quando invece è stata tra l'altro riconosciuta la violazione del diritto di essere sentito. 5.2 Tali censure sono in concreto proponibili nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, siccome sono rivolte contro una decisione cantonale impugnabile, ed effettivamente avversata, nel merito, mediante tale rimedio (cfr. consid. 1.3; DTF 123 I 275 consid. 2e; 122 II 274 consid. 1b/bb). Il principio, l'estensione e i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme del diritto procedurale cantonale. Indipendentemente dalla regolamentazione cantonale, l'art. 29 cpv. 3 Cost., come il previgente art. 4 vCost., garantisce comunque al cittadino condizioni minime da questo profilo (DTF 129 I 129 consid. 2.1; 128 I 225 consid. 2.3; 127 I 202 consid. 3a; 124 I 1 consid. 2, 304 consid. 2a). Il Tribunale federale rivede l'applicazione del diritto cantonale solo dal ristretto angolo dell'arbitrio; esamina invece liberamente se i limiti posti dall'art. 29 cpv. 3 Cost. siano stati rispettati (DTF 129 I 129 consid. 2.1; 127 I 202 consid. 3a, 126 I 165 consid. 3, 124 I 304 consid. 2c). 5.3 A norma dell'art. 5 cpv. 1 Lag, l'autorità competente decide sulla concessione dell'assistenza giudiziaria entro breve termine e, di regola, prima dell'inizio della fase istruttoria, esperite le necessarie indagini. Nel caso concreto, i giudici cantonali si sono pronunciati su tale aspetto contestualmente al giudizio di merito, reso senza esperire alcun atto istruttorio dopo poco più di un mese dalla fine dello scambio degli allegati scritti. In tali circostanze, come il Tribunale federale ha già avuto modo di sancire in un caso analogo, la Corte cantonale non ha certo disatteso in maniera manifestamente insostenibile la suddetta norma (sentenza 2A.292/2003 dell'11 novembre 2003, consid. 5.2). Scopo dell'art. 5 cpv. 1 Lag è in effetti quello di permettere al patrocinatore, in caso di diniego dell'assistenza giudiziaria, di chiedere al cliente anticipi per le presumibili spese e per il suo onorario al momento dell'esecuzione dei principali atti di causa, come gli impone l'art. 4 della Tariffa dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino del 7 dicembre 1984 (cfr. Rapporto della Commissione della legislazione del Gran Consiglio ticinese no. 5123R del 17 aprile 2002, ad art. 5 Lag). Quando non viene svolta alcuna istruttoria non è quindi arbitrario ritenere che l'autorità si pronunci sulla richiesta di assistenza giudiziaria soltanto con la decisione finale, poiché, terminato lo scambio degli allegati, il dispendio per il patrocinatore non dovrebbe più risultare tale da indurlo a richiedere anticipi al cliente. Su questo aspetto procedurale, il diritto cantonale non viola peraltro la garanzia minima prevista dall'art. 29 cpv. 3 Cost. A torto le ricorrenti si richiamano inoltre all'art. 11 cpv. 2 e 3 Lag, dal momento che tale disposto concerne il patrocinio d'ufficio, istituto che non è in alcun modo in discussione nella fattispecie. 5.4 Sia l'art. 14 cpv. 1 lett. a Lag sia l'art. 29 cpv. 3 Cost. subordinano la concessione dell'assistenza giudiziaria alla condizione che la causa non sembri priva di probabilità di successo. Nemmeno le ricorrenti sostengono invero che la garanzia offerta dal diritto cantonale avrebbe una portata più estesa di quella conferita dalla Costituzione. La pretesa violazione del diritto all'assistenza giudiziaria va dunque esaminata, liberamente, dal profilo dell'art. 29 cpv. 3 Cost. Come già rilevato (cfr. consid. 3.3 e 3.4), il Tribunale amministrativo ha ritenuto - a giusta ragione - che l'autorità di prime cure ha disatteso il diritto di essere sentito delle insorgenti e che tale violazione è stata sanata mediante le impugnative interposte dinanzi al Consiglio di Stato. Proprio perché hanno permesso di salvaguardare la citata garanzia costituzionale, il cui rispetto si impone indipendentemente dall'incidenza sull'esito materiale della vertenza, trattandosi di un diritto di natura formale (DTF 125 I 118 consid. 3; 124 V 389 consid. 1; 122 II 464 consid. 4a), queste stesse impugnative non potevano venir giudicate a priori prive di ogni possibilità di esito favorevole. Il Governo cantonale ha tuttavia negato la concessione dell'assistenza giudiziaria fondandosi esclusivamente su tale argomento e violando perciò l'art. 29 cpv. 3 Cost. Di conseguenza, nella misura in cui, su questo aspetto, tutela la decisione dell'istanza precedente, la sentenza contestata deve essere annullata. Un diverso giudizio sulla concessione dell'assistenza giudiziaria si impone, di riflesso, anche dinanzi alla Corte cantonale. Nemmeno in quella sede il procedimento poteva infatti apparire del tutto privo di probabilità di successo, considerata la rilevata, ingiustificata conclusione del Consiglio di Stato.