Citation: 5A_242/2024 E. 2.4

2.4. Attraverso il primo argomento il ricorrente si limita a ribadire il suo punto di vista, senza tenere conto del fatto che, come appurato dall'UE, il 5 dicembre 2022 l'Ufficio del controllo abitanti del Comune di Y.________ aveva registrato la partenza dell'escussa per una destinazione ignota (probabilmente la Francia) e senza misurarsi con il ragionamento dell'autorità di vigilanza secondo cui gli indizi - ovvero tale partenza dell'escussa e la disimmatricolazione del veicolo qualche settimana prima - portavano a ritenere "piuttosto verosimile" che la debitrice avesse portato con sé il veicolo all'estero nel dicembre 2022 e che quindi il bene non fosse in ogni caso pignorabile. Il ricorrente non riesce così a dimostrare che l'autorità di vigilanza, nel ritenere rispettato l'obbligo di indagine dell'UE nell'esecuzione del pignoramento qui all'esame, avrebbe violato il diritto federale (contrariamente a quanto fatto valere nel gravame, in concreto il potere di cognizione del Tribunale federale non è limitato, in diritto, all'arbitrio; v. supra consid. 1.3). Il ricorrente non può nemmeno essere seguito laddove afferma che l'autorità di vigilanza avrebbe dovuto rimproverare all'UE di aver leso i suoi obblighi già nel 2022, per non aver tentato, nel quadro di un'altra esecuzione aperta a tale momento contro la medesima debitrice da un'altro creditore, di pignorare il veicolo prima della sua disimmatricolazione il 15 novembre 2022: il ricorrente, che non nega la circostanza secondo cui a questa data la procedura esecutiva da lui promossa non era ancora in corso, non può infatti prevalersi nella presente causa di asseriti errori dell'UE in altre procedure. Nella misura in cui è ammissibile, la censura è quindi infondata.