Citation: 2C_1041/2019 E. 4.1

4.1. Nel merito, riferendosi agli art. 4 ALC e 2 par. 1 allegato I ALC in relazione con l'art. 23 dell'ordinanza del 22 maggio 2002 sull'introduzione della libera circolazione delle persone (OLCP; RS 142.203), la Corte cantonale rimprovera al ricorrente di avere fin dall'inizio disatteso la condizione essenziale per cui aveva ottenuto un permesso di dimora nel nostro Paese, ovvero di risiedervi per svolgere un'attività lucrativa dipendente. Essa trae tale conclusione dopo aver constatato: da un lato, come egli abbia indicato di essere assente dal territorio elvetico tra i 200 e i 250 giorni sull'arco di un anno; d'altro lato, che in Ticino risiede in una camera messa a disposizione dall'amministratrice unica della società per cui lavora, da lui stesso considerata alla stregua di una stanza d'albergo. Sempre in questo contesto aggiunge quindi: che vista la durata delle sue assenze all'estero, a esito più favorevole all'insorgente non porta nemmeno sottolineare che le autorità migratorie non avrebbero considerato le ragioni che lo portano fuori dai confini elvetici, segnatamente in Italia; che in Italia risiedono pure i suoi figli, con cui mantiene assidui contatti; che, sempre in Italia, il ricorrente è proprietario di due appartamenti. Infine, la Corte cantonale rileva che le sue conclusioni non possono essere sovvertite neppure considerando che, in concomitanza con l'inoltro del ricorso al Consiglio di Stato, il ricorrente ha preso in locazione un appartamento a Z.________ (TI) e che in Ticino ha costituito una ditta individuale, attiva nel ramo della consulenza per produzioni televisive e cinematografiche.