Citation: 1P.178/1999 01.09.2000 E. 3.-

Nel merito, i ricorrenti sostengono che la de- cisione impugnata violerebbe tanto l'art. 4 vCost. (diniego di giustizia formale e materiale, disparità di trattamento, divieti ora desumibili dagli art. 9 e 29 Cost.), quanto l'art. 22ter vCost. (principio della compensazione reale, ora garantito dall'art. 26 Cost.). a) Il Tribunale, quando deve controllare l'inter- pretazione e l'applicazione di norme cantonali, limita la propria cognizione all'arbitrio anche per quanto riguarda la presunta violazione della garanzia costituzionale della proprietà, salvo nei casi in cui la restrizione sia parti- colarmente grave (sulla nozione cfr. DTF 110 Ib 266 consid. 4 e rinvii, 109 Ia 189 consid. 2, 95 I 372 consid. 4, 523 consid. 4). Di regola, in materia di raggruppamento terreni le restrizioni predisposte dalla normativa cantonale non sono considerate gravi; basta che la legge - in ossequio al principio derivante dall'art. 26 Cost., e in precedenza dall'art. 22ter vCost. - garantisca agli interessati la compensazione in natura (DTF 104 Ia 337 consid. 2 e rin- vii). Questa esigenza è rispettata dalla legislazione tici- nese con l'art. 19 LRPT relativo ai criteri del nuovo ri- parto. Ne deriva che l'esame del Tribunale federale è limi- tato all'arbitrio, alla disparità di trattamento e al di- niego di giustizia (DTF 119 Ia 21 consid. 1a e rinvii). La censura di lesione della garanzia della proprietà si iden- tifica quindi con la censura di arbitrio e non ha portata autonoma (DTF 119 Ia 21 consid. 1a, 117 Ia 249 consid. 2, 116 Ia 182 consid. 3 e rinvii, 115 Ia 314 consid. 2b). Chiamato ad esprimersi su problemi di nuovo riparto in una procedura di raggruppamento terreni, il Tribunale federale - che non deve esaminare i cambiamenti intermedi - paragona la situazione precedente al raggruppamento con quella scaturita dalla decisione dell'ultima istanza canto- nale. In sostanza, dopo la procedura di raggruppamento i proprietari di fondi inseriti nel comprensorio hanno dirit- to di ricevere terreni quantitativamente e qualitativamente equivalenti ai fondi ceduti (principio della compensazione reale, cfr. DTF 122 I 127 consid. 5). Tale principio pone esigenze severe alle autorità incaricate di effettuare il nuovo riparto, le quali devono valutare attentamente gli interessi dei singoli proprietari, e la nuova attribuzione deve basarsi su un'analisi obiettiva della loro situazione antecedente le opere di raggruppamento. Comunque, nell'ap- plicazione dei principi fondamentali, le autorità cantonali godono di un vasto potere di apprezzamento. Il Tribunale federale interviene pertanto con grande ritegno e solo ove constati che l'autorità cantonale abbia trascurato di con- siderare elementi essenziali di giudizio o di esaurire tutte le possibilità tecniche a sua disposizione, abbia violato il principio del divieto di arbitrio, oppure quello della parità di trattamento (DTF 119 Ia 21 consid. 1b e c, 116 Ia 109 consid. 2, 114 Ia 261 consid. 1, 105 Ia 325 consid. 2; Rep 1981, pag. 43). b) I ricorrenti hanno conferito nel raggruppamento dei terreni 2504 m2 per un valore di fr. 234'955.40. Di questa superficie 1719 m2, stimati fr. 231'030.40.--, erano siti in zona edificabile, i restanti 785 m2, corrispondenti a fr. 3'925.--, erano per contro siti nella zona agricola. Dopo le deduzioni dell'1% per i terreni nella zona edifica- bile, rispettivamente dell'1,5% per quelli nella zona agri- cola, stabilite per la cessione collettiva dei terreni ne- cessari alla costruzione delle opere consortili (art. 21 LRPT), la superficie totale dei terreni oggetto di ridi- stribuzione ammontava dunque a 2475 m2 pari a fr. 232'586.20, di cui 1701,80 m2, per un valore di fr. 228'720.10, siti in zona edificabile. Alla fine del raggruppamento le partite comprenden- ti i terreni in questione contavano una superficie comples- siva di 2592 m2 (1835 m2 in zona edificabile e 757 m2 in zona agricola) per un valore di assegnazione di complessivi fr. 240'506.40 (fr. 236'721.40 per i terreni siti in zona edificabile e fr. 3'785.-- per gli altri). Risulta pertanto che il raggruppamento ha globalmente incrementato, al netto delle deduzioni collettive, le superficie dei fondi appar- tenuti alla partita dei ricorrenti di 117 m2, corrisponden- ti al 4.73% della superficie totale netta iniziale; anche il valore dei fondi è aumentato del 3.4%. Da queste cifre risulta chiaramente un'attribuzione di terreni, seppur di poco maggiorata, quantitativamente analoga a quelli in precedenza posseduti dai ricorrenti; del resto essi, non criticano sostanzialmente tale lieve maggiore attribuzione di terreno, che rientra senza dubbio nei limiti di apprezzamento delle autorità cantonali né contrasta con i principi della compensazione reale. Come ha rilevato la Commissione II nelle osserva- zioni al ricorso di diritto pubblico, la situazione fon- diaria decisa dall'autorità cantonale di ultima istanza scaturisce dalla riassegnazione ai ricorrenti di parte del fondo n. MMM VS già loro appartenuto prima del raggruppa- mento fondiario, e che la Commissione I aveva loro tolto per consentire la formazione della particella n. TTT RT assegnata al Consorzio. Di conseguenza, se si raffrontano la situazione anteriore e la situazione posteriore al rior- dino fondiario, senza considerare le situazioni intermedie, l'annessione di terreno all'originaria particella n. MMM VS, rimasta pressoché invariata, concerne poco più di un centinaio di metri quadrati: in tali circostanze, le scelte della Commissione II non prestano il fianco a critiche. c) Da un punto di vista qualitativo, i ricorrenti contestano la misura della riduzione del valore di stima del nuovo terreno loro attribuito; ritengono che la diminu- zione (da fr. 320.-- a 150.-- il m2) avrebbe dovuto essere maggiore, considerato che il terreno è estremamente imper- vio e non si presta assolutamente a fini edilizi. La censura non può essere accolta. Anzitutto il terreno litigioso è sito nella zona edificabile e, indipen- dentemente dalla sua morfologia e dal valore attribuitogli, mantiene le possibilità edificatorie determinate dall'indi- ce di occupazione e dall'indice di sfruttamento, previste dal piano regolatore. Queste facoltà edificatorie possono essere utilizzate nell'eventuale edificazione della parte restante del fondo, meno impervia e più idonea alla costru- zione. La stima del valore del terreno determinata dalla Commissione II, in tali circostanze, non risulta arbitra- ria. Né del resto i ricorrenti spiegano, secondo i requi- siti di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (cfr. DTF 125 I 71 consid. 1c, 122 I 70 consid. 1c), i motivi per i quali la stima di fr. 150.--/m2 sarebbe ancora troppo elevata; essi si limitano ad asserire che il terreno è estremamente impervio. Ciò non basta tuttavia per poter accogliere la relativa censura nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, ritenuto che, come ricordato sopra al