Citation: 4P.336/2005 18.05.2006 E. 1

L'opponente assevera l'inammissibilità dell'impugnativa richiamandosi al principio della sussidiarietà assoluta del ricorso di diritto pubblico, posto dall'art. 84 cpv. 2 OG, giusta il quale tale rimedio è ammissibile solamente se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta al tribunale o a un'altra autorità federale mediante azione o altro rimedio. In altre parole, l'opponente è dell'avviso che, contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, le critiche ricorsuali non vertono sull'apprezzamento delle prove bensì sull'applicazione del diritto federale, che - trattandosi di una causa civile con un valore litigioso superiore a fr. 8'000.-- (art. 46 OG) - avrebbe dovuto venir censurata mediante ricorso per riforma (art. 43 cpv. 1 e 2, art. 63 cpv. 2 OG). 1.1 Onde determinarsi su tale questione appare utile rammentare che il Tribunale d'appello è stato chiamato a decidere se - come asserito dall'opponente - la collaborazione da lui prestata nel 1998 e 1999 fosse disciplinata da accordi particolari, inseriti in un contesto di trattative in corso per l'assunzione dell'azienda alpestre, che avrebbe dovuto avvenire nel 2000 ma che non è andata in porto, oppure se essa rientrasse fra gli obblighi da lui assunti nel quadro del contratto di alienazione dei diritti di gestione dell'alpe di X.________ e della prealpe di Y.________ stipulato oralmente nel 1998 - come sostenuto dal ricorrente e riconosciuto dal giudice di prima istanza. 1.2 Dopo aver rammentato che giusta l'art. 1 CO un contratto si perfeziona quando le parti manifestano concordemente, in modo espresso o tacito, la loro reciproca volontà, i giudici ticinesi hanno esaminato le risultanze istruttorie per determinare se, in concreto, le parti avessero manifestato la volontà di concludere il negozio asseverato dal ricorrente, gravato dall'onere probatorio (art. 8 CC). Confrontato con un litigio relativo all'esistenza e al contenuto di un contratto, il giudice deve infatti innanzitutto adoperarsi per stabilire la vera volontà delle parti (art. 18 cpv. 1 CO). A tal scopo, egli può tenere conto - come accaduto nel caso in rassegna - del comportamento da loro assunto dopo l'asserita stipulazione dell'accordo, ritenuto che le parti agiranno conformemente alla portata da loro realmente attribuita alla pattuizione (DTF 129 III 118 consid. 2.6 pag. 123, 675 consid. 2.3 pag. 680). In concreto, l'atteggiamento mantenuto dalle parti dopo il 1998 - così come emerso in sede di istruttoria - ha indotto i giudici cantonali a negare che esse abbiano inteso stipulare un contratto in quel momento. Si tratta di un accertamento concernente la loro reale volontà, censurabile nel quadro del presente rimedio (cfr. DTF 123 III 129 consid. 3c pag. 136). 1.3 Contrariamente a quanto sembra voler sostenere l'opponente, dinanzi al Tribunale federale il ricorrente non censura l'applicazione dell'art. 1 CO o dell'art. 8 CC né tantomeno il principio della priorità dell'interpretazione soggettiva - questioni di diritto insindacabili nel quadro di un ricorso di diritto pubblico - bensì la menzionata conclusione dei giudici ticinesi, fondata sull'apprezzamento delle prove, secondo cui non sarebbe stata dimostrata l'esistenza di una volontà reale e concordante delle parti di vincolarsi mediante il contratto da lui allegato. Ciò comporta la reiezione della domanda dell'opponente di dichiarare il gravame inammissibile siccome rivolto contro l'applicazione del diritto federale.