Citation: 4A_331/2016 E. B

Con petizione del 2 febbraio 2007 A.________, cessionario delle pretese della sorella E.________, ha convenuto in giudizio B.________SA, C.C.________ e D.C.________, chiedendo la loro condanna in solido al pagamento di fr. 141'402.70, somma poi aumentata a fr. 145'468.72, oltre interessi di mora a decorrere dalla data dei singoli pagamenti conformemente ai documenti agli atti. In sostanza, egli ha domandato la rifusione dei costi per la ristrutturazione dell'attico illecitamente addebitati sui conti della sorella (fr. 118'887.55), il risarcimento di interessi e spese relative al mutuo di fr. 100'000.-- che quest'ultima aveva dovuto contrarre per sopperire alla mancanza di liquidità così risultata (fr. 16'051.92) e il rimborso delle spese legali preprocessuali assunte (fr. 10'529.25). l convenuti si sono integralmente opposti alla petizione. Con sentenza del 31 dicembre 2014, il Pretore ha respinto la petizione. A.________ si è allora rivolto alla seconda Camera civile del Tribunale d'appello ticinese la quale, con giudizio del 22 aprile 2016, ha respinto il suo appello nella misura in cui lo ha considerato ricevibile. Al pari dell'istanza precedente, essa ha infatti negato una violazione del diritto di essere sentito di quest'ultimo per non aver ricevuto copia dello scritto che D.C.________ aveva indirizzato il 23 novembre 2007 al Pretore e concluso che l'accordo transattivo, che conteneva una dichiarazione di scarico a favore di B.________SA e dei suoi organi, non era stato annullato né per dolo né per errore essenziale. Nella misura in cui veniva rimproverata ai coniugi C.________ anche una violazione del contratto di locazione, ha per contro ritenuto che la causa doveva essere dichiarata irricevibile, siccome non era stata sottoposta al preventivo esame dell'Ufficio di conciliazione in materia di locazione.