Citation: 6B_1397/2020 E. 4

L'insorgente censura anche la pena inflittagli, da un lato perché non avrebbe dovuto essere condannato per grave infrazione alle norme della circolazione, dall'altro perché sono stati valutati in modo neutro la sua incensuratezza e la sua reputazione automobilistica. Entrambe le censure sono infondate. Come visto la condanna per grave infrazione alle norme della circolazione ha trovato conferma in questa sede; il reato non è stato derubricato e quindi non si impone di ridurre la pena in ragione di una nuova e più mite qualificazione giuridica della fattispecie. Quanto poi all'incensuratezza e alla buona reputazione, sono state correttamente considerate senza peso specifico per la commisurazione della pena. Secondo la giurisprudenza infatti, nel contesto della commisurazione della pena, l'incensuratezza ha un effetto neutro e di conseguenza non deve venir valutata in senso attenuante, salvo circostanze eccezionali (DTF 136 IV 1 consid. 2.6.4, richiamata dalla DTF 141 IV 61 consid. 6.3.2). In concreto, tuttavia, non si scorge, e l'insorgente neppure adduce, quali circostanze eccezionali permetterebbero di attribuire alla sua incensuratezza una rilevanza per un'attenuazione della pena. Per il resto, la sanzione irrogata non è oggetto di specifiche critiche supportate da una motivazione, seppur minima. Non v'è dunque ragione di soffermarsi oltre su questo punto.