Citation: 2P.151/2006 11.10.2006 E. 4

4.1 La ricorrente contesta inoltre l'applicazione del diritto cantonale determinante, aspetto che il Tribunale federale verifica unicamente entro i ristretti limiti dell'arbitrio (DTF 132 I 140 consid. 3.2.4). Vi è arbitrio, ai sensi dell'art. 9 Cost., non già quando una soluzione diversa da quella adottata è immaginabile o addirittura preferibile. Occorre per contro che la decisione impugnata risulti manifestamente insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, gravemente lesiva di una norma o di un chiaro principio giuridico, o in contrasto intollerabile con il sentimento di giustizia e di equità. La decisione deve inoltre essere arbitraria nel suo risultato e non solo nella sua motivazione (DTF 131 I 217 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 49 consid. 4, 8 consid. 2.1). Secondo l'autorità inferiore, nel caso concreto i presupposti dell'art. 158 cpv. 2 LT non sarebbero adempiuti in quanto non sarebbero intervenuti né un cambiamento oggettivo della natura fisica o giuridica né una modifica essenziale e permanente del valore (cfr. consid. 2.2). A ciò la ricorrente obietta che il degrado dell'immobile rappresenta un evento oggettivo di tipo naturale nel senso dell'art. 158 cpv. 2 LT. Si tratterebbe infatti dell'esatto contrario della riattazione, la quale implica pacificamente un adeguamento dei valori (verso l'alto). Un simile adeguamento dovrebbe però essere possibile non solo in favore del fisco, ma pure anche in favore del contribuente (verso il basso). 4.2 Una riattazione comporta invero una nuova valutazione soltanto se il valore dell'immobile viene aumentato in maniera essenziale e permanente rispetto al livello originario. In tal caso la modifica deriva quindi da una causa oggettiva. Nella fattispecie in esame, la svalutazione è per contro imputabile alla decisione e alla volontà della precedente proprietaria di non eseguire la necessaria manutenzione. Questa manutenzione può però essere effettuata e recuperata in ogni momento, con conseguente ripristino del valore. Si tratta dunque di un fattore che rientra nell'esclusiva competenza decisionale di un soggetto e che non consente perciò un adeguamento straordinario della valutazione. In questo contesto si vuole manifestamente evitare che i dati determinanti siano manipolati in modo intenzionale o addirittura proprio per ragioni di pianificazione fiscale. In ogni caso, sotto il ristretto profilo dell'arbitrio non può essere biasimata la conclusione della Corte cantonale di ritenere che non sussista una causa oggettiva e soprattutto permanente, nel senso inteso dalla norma legale. Inoltre, nella misura in cui la differenza tra i due valori di stima è inferiore al 20%, nell'ottica dell'art. 9 Cost. non può neppure apparire insostenibile considerare che non vi sia una modifica essenziale. 4.3 In questo contesto la ricorrente ravvisa anche la violazione del diritto alla parità di trattamento di cui all'art. 8 Cost. A suo giudizio, la diminuzione di valore intervenuta andrebbe trattata alla stessa stregua di quella causata da un incendio, rispettivamente in modo analogo all'aumento di valore indotto da una riattazione o una nuova costruzione. Secondo costante giurisprudenza, la garanzia invocata è disattesa se una decisione opera delle distinzioni che nella situazione da regolamentare non appaiono giustificate da alcun motivo ragionevole oppure se omette delle distinzioni che invece in base alle circostanze si imporrebbero (DTF 131 I 1 consid. 4.2; 130 I 65 consid. 3.6; 129 I 346 consid. 6). Ora, anche sotto questo profilo la ricorrente non considera che nel caso specifico vi è una trascuratezza nella manutenzione soggettivamente influenzabile, ben diversa da una distruzione per incendio o crollo improvviso derivanti chiaramente da cause esterne oggettive. Al riguardo è peraltro irrilevante che anche agli effetti distruttivi provocati da questi eventi naturali si possa normalmente porre rimedio con adeguati interventi edilizi. La differenza esistente per rapporto ad una riattazione, e quindi anche ad una nuova costruzione, è d'altro canto già stata rilevata al considerando che precede. Nemmeno il principio della parità di trattamento risulta perciò violato. 4.4 La ricorrente non pretende invero che il restrittivo ordinamento legislativo sia, in quanto tale, contrario alla Costituzione. Su questo aspetto non è pertanto dato di entrare nel merito (cfr. consid. 1.2). In ogni caso, tale disciplina legale va vista ed inserita nel contesto della procedura di stima ufficiale degli immobili nel Cantone Ticino. Il Tribunale federale si è già soffermato a più riprese su questo sistema (DTF 124 I 159 consid. 2h; sentenza 2P.345/1994 del 1° febbraio 1996, in: RDAT I-1997 n. 50, consid. 3c), che si caratterizza per valutazioni fon-date su criteri di schematicità e di prudenzialità (cfr. l'art. 20 della legge sulla stima ufficiale della sostanza immobiliare, del 13 novembre 1996; LSt). Il ricorso a determinati parametri forfettari è infatti imprescindibile nell'ambito di una procedura su larga scala, in cui occorre tener conto anche di aspetti di praticabilità e di economicità dell'attività amministrativa. In questo senso, per semplificare il procedimento, sono ammesse soluzioni schematiche, anche se in tal modo vengono forzatamente trascurate alcune specificità dei singoli casi e non viene perfettamente garantita la parità di trattamento (cfr. sentenza 2P.271, 272, 273 e 274/2005 del 14 luglio 2006, consid. 4.1, con riferimenti). Ciò che vale per la stima in quanto tale, deve valere allo stesso modo anche per la sua revisione eccezionale, la quale può di conseguenza essere possibile soltanto a condizioni assolutamente restrittive. Non ammettendo alcuna rettifica nel caso specifico, la Corte cantonale si è perciò attenuta alla concezione generale dell'ordinamento legale (cfr., ad esempio, gli art. 9 e 42 LSt; cfr. anche la sentenza 2P.220/2003 del 28 maggio 2004, consid. 3). Questa prospettiva va infatti tenuta presente anche nell'applicazione dell'art. 158 cpv. 2 LT. Certo, l'imposta sulle successioni e le donazioni colpisce un trapasso di beni che avviene in un unico momento e si differenzia quindi dall'imposizione ordinaria, a carattere periodico. Per motivi di parità di trattamento dei contribuenti, il rigido sistema legale non può comunque venir attenuato che in casi del tutto eccezionali, come indicano a ragione i giudici cantonali.