Citation: 6B_164/2007 13.07.2007 E. 2

Con il suo gravame, l'insorgente si limita a censurare un'errata applicazione delle norme sulla prescrizione da parte della CCRP, rinunciando a contestare nel merito i reati imputatigli, segnatamente l'esercizio abusivo dell'attività di fiduciario. 2.1 L'art. 19 cpv. 1 lett. a della legge sull'esercizio delle professioni di fiduciario del 18 giugno 1984 (LFid; RL 11.1.4.1) punisce con la multa sino a fr. 20'000.-- chi senza autorizzazione esercita la professione di fiduciario. Si tratta di una contravvenzione di polizia ai sensi dell'art. 335 CP. Nel caso concreto, la prescrizione è disciplinata dal decreto legislativo che regola la prescrizione in materia di contravvenzioni del 24 giugno 1947 (RL 3.3.3.4.1) il cui art. 2 corrisponde materialmente all'art. 98 CP. Tale decreto è stato abrogato e dal 1° gennaio 2007 la prescrizione per le contravvenzioni previste da leggi cantonali è regolata dall'art. 22a cpv. 1 della legge di procedura per le contravvenzioni del 19 dicembre 1994 (RL 3.3.3.4). Secondo quest'ultima disposizione, il codice penale svizzero si applica alla prescrizione dell'azione e della pena. La sentenza di condanna del ricorrente si fonda sul diritto penale cantonale. Per quanto la formulazione dell'art. 2 del suddetto decreto corrisponda a quella dell'art. 98 CP (rispettivamente a quella dell'art. 71 vCP), la norma resta nondimeno una disposizione di diritto cantonale. Aggiungasi che le disposizioni della parte generale del codice penale applicate in virtù del rinvio dell'art. 22a della legge di procedura per le contravvenzioni diventano parte integrante del diritto penale cantonale (v. Roland Wiprächtiger, Commentario basilese, n. 7 ad art. 335 CP; Stefan Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a ed., Zurigo 1997, n. 13 ad art. 335 CP). 2.2 Fondata sul diritto penale cantonale, una simile decisione può certo essere impugnata dinanzi al Tribunale federale per violazione del diritto federale (v. art. 95 lett. a LTF). In tal caso tuttavia, il ricorrente può unicamente far valere la violazione dei diritti costituzionali. Il Tribunale federale entra nel merito di questa censura solo ove l'insorgente l'abbia sollevata e debitamente motivata (v. consid. 1.3). Nel suo gravame, A.________ si limita a lamentare una violazione del diritto federale, segnatamente un'errata applicazione dei principi giurisprudenziali afferenti l'art. 98 CP, rispettivamente l'art. 71 vCP, ma non invoca né tanto meno sostanzia violazioni di diritti costituzionali. In particolare, egli non fa valere nessun arbitrio nell'applicazione dell'art. 2 del decreto legislativo che regola la prescrizione in materia di contravvenzioni in relazione con l'art. 98 CP. Carente di motivazione il ricorso dev'essere pertanto dichiarato inammissibile.