Citation: 1A.45/2001 20.09.2001 E. 7

7.- Il ricorrente contesta pure la compatibilità del piano generale della nuova strada con la salvaguardia delle aree agricole di avvicendamento colturale (SAC), indicate nel Piano direttore cantonale. Rileva che il contestato progetto stradale comporterà l'eliminazione di circa 3200 m2 di pregiato terreno agricolo, in parte compreso nel catasto viticolo cantonale e in parte nell'area SAC. a) L'inventario delle superfici per l'avvicendamento delle colture del Cantone Ticino, allestito sulla base del piano settoriale adottato l'8 aprile 1992 dal Consiglio federale (FF 1992 II 1396), si fonda sugli art. 16 segg. vOPT, ora art. 26 e segg. OPT, i quali prevedono un rilevamento cantonale delle superfici per l'avvicendamento delle colture nell'ambito del piano direttore e incaricano i cantoni di badare affinché queste superfici siano attribuite alle zone agricole. Il diritto federale non impone tuttavia un obbligo assoluto di mantenere l' utilizzazione agricola, essendo riservata la ponderazione degli interessi da parte dell'autorità competente riguardo all'attribuzione dei terreni (cfr. Leo Schürmann/Peter Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, Berna 1995, pag. 99; cfr. altresì DTF 120 Ia 56 consid. 3c). Il fatto che il piano direttore cantonale, vincolante per le autorità (art. 9 cpv. 1 e 11 cpv. 2 LPT), contiene dati relativi alle superfici per l'avvicendamento delle colture non rende immutabili i limiti delle zone agricole; un declassamento è, in linea di principio, possibile se giustificato da interessi preponderanti. Nella fattispecie le autorità cantonali hanno valutato che il sacrificio della superficie agricola imposta dalla variante di Ligornetto è giustificato dal prevalente interesse pubblico a realizzare la nuova strada, posto che per importanti ragioni d'ordine soprattutto naturalistico e paesaggistico altre ubicazioni del tracciato erano state scartate in sede di esame di impatto ambientale. Le autorità cantonali hanno pure osservato che nella misura dei due terzi circa il sacrificio della superficie agricola era dovuta alle misure di compensazione ecologica prescritte dal diritto federale (ad esempio la sistemazione ecologica delle scarpate). In tali circostanze, la conclusione della Corte cantonale, secondo cui l'interesse pubblico alla realizzazione dell'opera stradale prevale su quello della conservazione dell'area SAC, merita di essere tutelata. b) Il legislatore cantonale ticinese ha stabilito esigenze speciali per garantire l'utilizzazione delle zone agricole, in particolare di quelle facenti parti delle superfici per l'avvicendamento delle colture. La legge sulla conservazione del territorio agricolo del 19 dicembre 1989 (LTagr. , RL 8.1.1.2), subordina qualsiasi diminuzione dell'area agricola all'esistenza di importanti esigenze della pianificazione del territorio e prevede in tal caso una compensazione, reale o pecuniaria (art. 7 e segg.). A questa fa accenno la Sezione cantonale dell'agricoltura, che nel preavviso del 18 novembre 1993 non si era opposta al sacrificio del territorio agricolo anche se lo riteneva invero superiore (3800 m2 invece di 3260 m2) rispetto a quello che era stato prospettato. Il tema concerne, a questo preciso proposito, il diritto cantonale: comunque, abbondanzialmente, si rileva che le autorità hanno sin dall'inizio manifestato chiaramente la volontà di operare una compensazione agricola, conformemente ai requisiti della LTagr. , rinviando alla fase susseguente (in sede di progettazione definitiva) la decisione sulle modalità di esecuzione del compenso.