Citation: U 270/02 27.10.2003 E. 2

2.1 I periti giudiziari incaricati dalla Corte cantonale, prima di qualificare la verosimiglianza del rapporto causale fra l'infortunio e l'ernia discale di cui soffre l'assicurata, oggettivata a livello C5/C6 e responsabile di una sindrome irritativa radicolare a livello di C6, come probabile ma non come preponderante, nel loro referto del 30 ottobre 2001 hanno ritenuto non essere ancora raggiunto lo status quo sine - ossia lo stato di salute che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe intervenuto anche senza l'infortunio (cfr. RAMI 1994 no. U 206 pag. 328 consid. 3b, 1992 no. 142 pag. 75 consid. 4b e riferimenti). 2.2 Per parte loro, i giudici di prime cure, ravvisando una contraddittorietà nelle conclusioni peritali nella misura in cui queste avrebbero accertato il mancato raggiungimento dello status quo sine nonostante avessero dichiarato non dimostrata, secondo il grado della verosimiglianza preponderante, l'esistenza di un nesso di causalità naturale, si sono parzialmente distanziati da tali conclusioni e, prevalendosi dei principi sviluppati dalla dottrina medica dominante in materia di ernie discali (RAMI 2000 no. U 378 pag. 190), hanno espresso il convincimento che T.________ non presentava più alcun danno alla salute fisica in relazione di causalità con l'evento infortunistico assicurato. Per il resto, l'autorità giudiziaria cantonale, rinviando alle considerazioni peritali, ha rilevato che le cefalee parietali e l'insicurezza alla deambulazione così come i disturbi del sonno evidenziati dal dott. V.________, medico curante della ricorrente, non hanno potuto trovare riscontro sul piano organico, rispettivamente sarebbero da inquadrare nel contesto di un disturbo della personalità e di sindrome algica somatoforme. Parimenti, essa, dopo avere interpellato il prof. M.________ dell'Ospedale Y.________, ha osservato che la pretesa riduzione del visus all'occhio destro non si trovava in relazione di causalità naturale con l'evento del 16 agosto 1998. 2.3 La ricorrente censura l'operato della Corte cantonale e ritiene sufficiente per affermare l'esistenza della relazione di causalità fra l'evento infortunistico e il danno fisico che i periti l'abbiano definita come probabile. L'interessata fa inoltre notare come le alterazioni degenerative riscontrate prima dell'agosto 1998 - segnatamente la sindrome cervico-brachiale destra con discopatia C5/C6 -, non avendone allora limitato la capacità lavorativa, non avrebbero influito sul peggioramento dello stato di salute fisico riscontrato in seguito all'infortunio in parola e attestato dall'assicurazione per l'invalidità, la quale a far tempo dal 1° giugno 1999 ha riconosciuto a T.________ il diritto a una rendita intera dopo averla in precedenza posta al beneficio di una mezza prestazione in considerazione di una inabilità addebitabile ai soli disturbi psichici. A favore dell'esistenza del necessario nesso di causalità naturale e, di conseguenza, dell'attendibilità della valutazione peritale riguardo al mancato raggiungimento dello status quo sine, l'interessata osserva quindi come tutti i criteri elaborati dalla dottrina medica per riconoscere in via eccezionale l'origine infortunistica delle ernie discali sarebbero in concreto adempiuti. In via abbondanziale, l'insorgente chiede, nella denegata ipotesi in cui l'infortunio in parola non dovesse essere riconosciuto quale causa bensì quale fattore scatenante dell'ernia discale, che l'assicuratore infortuni venga comunque astretto a versare le prestazioni di legge per le conseguenze dirette dell'evento assicurato ancora presenti.