Citation: 1C_444/2008 02.06.2009 E. 3

3.1 Il ricorrente adduce di avere comperato il fondo part. n. 216 nel 1991 con l'intenzione di edificarlo, pagandolo come un terreno edificabile sulla base dei parametri edificatori allora vigenti. Sostiene che la probabilità di edificare la particella sarebbe dimostrata dalla sua urbanizzazione, dall'edificabilità delle zone circostanti e dall'intensità del loro sfruttamento, come pure dalle previsioni di sviluppo del Comune di Paradiso. A suo dire, pure i passi intrapresi a suo tempo dal precedente proprietario dei fondi vicini, situati nello stesso comprensorio di Morchino, al fine di venderli o di edificarli, avvalorerebbero la possibilità di un miglior uso della particella n. 216. 3.2 Secondo la giurisprudenza, rettamente richiamata dalla Corte cantonale, la mancata attribuzione di un fondo alla zona edificabile non attua di massima i presupposti di un'espropriazione materiale e non dà quindi luogo a indennità. Soltanto in casi eccezionali un simile provvedimento colpisce il proprietario in modo analogo a un'espropriazione e giustifica conseguentemente di scostarsi dal principio della non indennizzabilità. Un risarcimento spetta al proprietario qualora, di regola cumulativamente, il suo terreno sia edificabile o almeno dotato delle infrastrutture di urbanizzazione primaria, qualora esso sia compreso nel perimetro di un piano generale delle canalizzazioni conforme alla legge e qualora il proprietario abbia già sopportato rilevanti spese per l'urbanizzazione e l'edificazione del terreno stesso. Inoltre, anche considerazioni legate alla protezione della buona fede possono imporre l'inclusione di un fondo in una zona edificabile, esigenza, quest'ultima, che potrebbe pure essere riconosciuta quando il fondo sia situato nel comprensorio già largamente edificato secondo l'art. 15 lett. a LPT. Le esposte circostanze permettono in linea di massima di riconoscere che, al momento determinante, il proprietario potesse contare sul fatto che un'edificazione del suo fondo fosse realizzabile con grande probabilità in un futuro prossimo (cfr. DTF 132 II 218 consid. 2.2 e rinvii). 3.3 Le argomentazioni addotte dal ricorrente non sostanziano un caso eccezionale ai sensi della citata giurisprudenza, che imponga di scostarsi dal principio della non indennizzabilità. La circostanza che il fondo fosse urbanizzato e che sarebbe inserito nel perimetro di un piano generale delle canalizzazioni non basta infatti a far ritenere che al momento determinante, nell'agosto del 1997, una sua edificazione fosse fortemente probabile. Invero, la Corte cantonale ha pure rilevato che il piano generale delle canalizzazioni non era conforme alla legislazione sulla protezione delle acque. Questo aspetto non deve comunque essere qui ulteriormente approfondito, ritenuto che in ogni modo non risulta che il ricorrente abbia sostenuto spese per l'edificazione del fondo o abbia intrapreso atti concreti in tale prospettiva. Egli stesso riconosce che, al di là dell'acquisto del fondo, non ha effettuato investimenti nell'ottica di un suo sfruttamento edilizio. Neppure dalle iniziative avviate dal proprietario vicino per vendere le particelle situate nelle immediate vicinanze può essere dedotto qualcosa di rilevante riguardo alla situazione del ricorrente, né tantomeno un'eventuale assicurazione rilasciata dall'autorità comunale nei suoi confronti. Ribadendo la sua diversa opinione sulle caratteristiche del comprensorio di Morchino in relazione con i comparti nei dintorni, il ricorrente disattende che la sua proprietà non rientra nei terreni edificati in larga misura secondo l'art. 15 lett. a LPT. Il semplice fatto ch'egli ha acquistato nel 1991 un fondo allora edificabile, il cui sfruttamento a fini edilizi sarebbe anche stato teoricamente possibile sotto il profilo tecnico ed economico, non gli consentiva nell'agosto del 1997 di contare sul fatto ch'esso sarebbe sempre stato attribuito alla zona edificabile (DTF 132 II 218 consid. 2.2 e rinvii). 3.4 Laddove richiama la nozione di sacrificio particolare, il ricorrente disattende infine che, come hanno rettamente rilevato i giudici cantonali, essa non entra in considerazione nel caso di una mancata attribuzione alla zona edificabile di un fondo per il quale non sia dato un obbligo di inserirvelo (cfr. sentenza 1A.191/2001 del 22 maggio 2002 consid. 4.2, in: RDAT II-2002, n. 75, pag. 274 segg. e riferimento).