Citation: 4A_525/2014 E. 2

Il Pretore ha stabilito inizialmente che il contratto sottoscritto dalle parti il 15 dicembre 2004 escludeva espressamente qualsiasi prestazione inerente alla progettazione della piattaforma informatica e che pattuizioni tacite o per atti concludenti a tale riguardo sarebbero state nulle in applicazione della legislazione cantonale e intercantonale sulle commesse pubbliche, che esige imperativamente la forma scritta. A prescindere da ciò egli ha in seguito accertato d'un lato che la mandataria sapeva con certezza perlomeno dal mese di marzo 2004 in poi che la piattaforma informatica era stata esclusa dal suo incarico; dall'altro che le prestazioni anteriori a quella data non giustificavano per diversi motivi le pretese poste in causa. Passando all'esame della fattura del 2 marzo 2005 (doc. N) il Pretore ha osservato che per il calcolo dell'onorario la parte attrice non poteva prevalersi né della norma SIA 108, della quale non ha provato di avere pattuito l'applicazione, né dei parametri fissati nel verbale del 26 gennaio 2004 (doc. H), dato che tale atto non contiene nessun riferimento alla progettazione della piattaforma informatica. La sentenza di primo grado si conclude con queste considerazioni (consid. 26) : "Avendo altresì rinunciato alla prova peritale sull'ammontare delle prestazioni fornite (scritto della parte attrice del 20 aprile 2012), e non essendo stata trovata alcuna traccia nell'incarto di un qualsivoglia elemento atto a stabilire il valore delle prestazioni evocate dall'attore, ne discende che quest'ultimo non ha saputo far fronte all'onere - che gli incombeva in applicazione dell'art. 8 CC - di provare la congruità dell'onorario di cui postula il pagamento. La petizione sarebbe quindi, anche per quest'ultimo motivo, destinata all'insuccesso." La Corte d'appello ha rimproverato all'attore di non essersi " assolutamente confrontato " con quest'ultima argomentazione del Pretore, violando in tale modo l'obbligo di motivazione impostogli dall'art. 311 cpv. 1 CPC, in relazione con il principio giurisprudenziale secondo cui l'appellante deve contestare con successo, sotto pena di inammissibilità, tutte le motivazioni alternative e indipendenti sulle quali si fonda il giudizio impugnato. In via subordinata il Tribunale d'appello ha nondimeno esaminato nel merito la suddetta argomentazione del Pretore, giudicandola corretta. I giudici cantonali hanno in sostanza confermato che la verifica del calcolo dell'onorario, in particolare la determinazione del valore da prendere in considerazione per il mandato di consulenza e della percentuale di opere fatturabili eseguite, era una questione "eminentemente tecnica" che non poteva prescindere dall'allestimento di una perizia giudiziaria.