Citation: 5A_406/2008 13.01.2009 E. 4

4.1 Nella decisione attaccata la Corte cantonale ha in sostanza accertato sulla base dei documenti e delle deposizioni agli atti che l'amministratrice dell'immobile - che aveva premesso di essere dovuta intervenire in seguito a problemi con le tubazioni delle acque luride - aveva poi chiesto l'autorizzazione all'UEF di eseguire lavori preventivati in fr. 151'705.--, di cui fr. 82'371.08 per lavori interni (pittura, pavimenti, cucine) e fr. 55'543.20 per lavori esterni (risanamento gronde e balconi), e che il giurista dell'UEF che si occupava della pratica, constatato il cattivo stato di manutenzione degli appartamenti, ha autorizzato i lavori affinché questi potessero essere locati in modo permanente e non solo per brevi periodi di vacanza. I Giudici cantonali hanno altresì indicato che nella sua deposizione il tecnico indipendente incaricato della locazione degli appartamenti ha confermato l'esistenza di uno stato precario e che i lavori erano necessari per procedere a delle locazioni più lunghe. 4.2 Nel caso in esame nemmeno la ricorrente contesta - a giusta ragione - che fra gli obblighi dell'UEF vi fosse anche quello di effettuare gli interventi necessari al mantenimento - anche del valore - dell'immobile. Essa afferma invece di essere stata ingannata sui lavori che venivano effettuati, che non concernevano, come le sarebbe stato indicato, il risanamento delle tubazioni, ma riguardavano invece interventi nei singoli appartamenti il cui costo ammontava per le 16 unità di proprietà per piani acquistate da B.________ e C.________ a fr. 96'362.15. Sostiene che tali interventi non sarebbero stati necessari per la locazione degli appartamenti, atteso che gli stessi sarebbero stati in precedenza senza problemi affittati quali abitazioni di vacanza: i lavori effettuati sarebbero invece stati parte di un'operazione orchestrata al fine di investire poco prima della revoca del fallimento un ingente importo negli appartamenti che l'amministratrice dello stabile sapeva di poter presto acquistare. La ricorrente afferma pure che il documento da cui risultavano gli interventi nell'immobile non era mai stato mostrato né al suo azionista, né al suo patrocinatore. 4.3 Con la propria critica la ricorrente, che peraltro nemmeno esplicitamente pretende che le constatazioni dei giudici cantonali fossero arbitrarie, si limita a presentare una propria versione dei fatti, rispettivamente a contestare in maniera del tutto appellatoria gli accertamenti contenuti nella sentenza impugnata: un tale modo di procedere si rivela insufficiente dal profilo delle esigenze di motivazione poste dalla LTF (supra, consid. 2.3). Per soddisfare tali esigenze di motivazione non basta, ad esempio, semplicemente affermare - come invece fatto dalla ricorrente - che dal profilo degli introiti i lavori effettuati sarebbero stati del tutto inutili, senza nemmeno indicare quali sarebbero state le entrate conseguite locando gli appartamenti a dei vacanzieri, per poi paragonarle a quelle risultanti da una loro locazione permanente. Si può inoltre osservare che la ricorrente non spiega, né si capisce, perché gli interventi dell'UEF avrebbero unicamente potuto concernere parti comuni e non anche singoli appartamenti. Infine, essa nemmeno pretende che nella lettera, scritta dal suo patrocinatore dopo l'incontro avuto all'UEF e in cui è stata ritirata la precedente opposizione all'intenzione di destinare fr. 100'000.-- a interventi nell'immobile, sarebbe stato specificato che l'assenso dato si riferirebbe unicamente al ripristino di tubazioni. Sarebbe invece stata quella l'occasione per riassumere con chiarezza quanto discusso durante il predetto incontro e formulare eventuali obiezioni a interventi ritenuti inutili, al fine di impedire il verificarsi di un eventuale danno.