Citation: 4P.304/2000 26.02.2001 E. 5

5.- In conclusione, il gravame si avvera ammissibile solamente in quanto rivolto contro la decisione di confermare l'importo riconosciuto al resistente, in prima istanza, a titolo di ripetibili e contro quella di accollare alla ricorrente i costi della procedura di appello, a causa del carattere temerario del ricorso. a) Il Tribunale distrettuale ha fissato un'indennità per ripetibili di fr. 7680.--, considerati il dispendio orario del patrocinatore (fr. 5000.--), il supplemento per il valore litigioso (fr. 950.--), il risarcimento delle spese (fr. 1196. 40) e l'IVA (fr. 535. 98) (cfr. art. i 2-4, 5 e 9 Tariffa d'onorario degli avvocati grigionesi). La Camera civile ha definito questa indennità manifestamente corretta. I giudici hanno infatti tenuto conto di un dispendio di 25-30 ore per un onorario di fr. 200.-- orari, ciò che non appare esagerato se si considera la mole di lavoro a carico del patrocinatore del resistente, il quale ha introdotto due scritti processuali, partecipato all'audizione di due testi e all'udienza principale. Nulla muta il richiamo, ad altre cause nell'ambito delle quali sono state assegnate indennità più ridotte, essendo in quei casi il valore litigioso inferiore. La ricorrente contesta queste considerazioni ma non dimostra che l'autorità grigionese avrebbe abusato del proprio potere d'apprezzamento e emanato una decisione manifestamente insostenibile. Essa dimentica, inoltre, di non poter fare riferimento a circostanze di fatto prive di riscontro nella sentenza impugnata, né tantomeno allega di averle già regolarmente sottoposte dinanzi all'autorità cantonale, la quale le avrebbe arbitrariamente trascurate (DTF 119 II 6 consid. 4a). Su questo punto il giudizio cantonale resiste pertanto alla censura di arbitrio. b) La Camera civile grigionese ha ritenuto l'appello temerario e, sulla scorta dell'art. 343 cpv. 3 CO, posto a carico della ricorrente fr. 4000.--. Essa ha infatti impugnato il giudizio di primo grado facendo valere i medesimi argomenti già addotti - e respinti, sia dalle autorità giudiziarie cantonali che dal Tribunale federale - nell'ambito del precedente procedimento avviato dal resistente, avente per oggetto la medesima questione, ovverosia la remunerazione delle ore supplementari. La ricorrente ravvede in questa decisione una violazione degli art. 8 Cost. (parità di trattamento) e 9 Cost. (divieto dell'arbitrio). A suo modo di vedere i due procedimenti giudiziari presentano delle analogie ma non sono identici. La vertenza decisa dal Tribunale federale il 3 giugno 1997 era stata infatti esaminata - sia dalle autorità cantonali che da quella federale - solo dal profilo dell'arbitrio, mentre che quella attuale, visto il valore litigioso, ha beneficiato di un esame più approfondito, ciò che non escludeva - a priori - un esito diverso. Anche su questo punto il ricorso si avvera privo di fondamento. Basti rilevare che nella sentenza pronunciata il 3 giugno 1997 si legge: "È quindi a ragione che la Commissione del Tribunalecantonale ha basato i suoi calcoli su una durata di lavoro settimanale pari a 41 ore (art. 34 cpv. 1 CCNL), immutate le condizioni salariali, e considerato le quattro ore prestate in eccedenza come ore supplementari da retribuirsi a norma dell'art. 44 cpv. 2 lett. a CCNL. Questa decisione si rivela non solo non arbitraria, ma bensì conforme alla prassi vigente in materia di lavoro straordinario (cfr. DTF 116 II 69 consid. 4b e 105 II 40). " Ora, la ricorrente non spiega per quale motivo tali considerazioni non dovrebbero valere nel caso di specie, né adduce alcun motivo a sostegno di un eventuale cambiamento della giurisprudenza in materia. Essa non chiarifica nemmeno la tesi, peraltro solo accennata, secondo la quale vi sarebbe una relazione fra l'obbligo di versare un'indennità per ripetibili alla controparte e i costi di procedura. Giovi comunque rilevare che il versamento dell'indennità per ripetibili dipende, sia nel principio che nell'ammontare, dall'esito del procedimento e non dal comportamento processuale delle parti. In queste circostanze il giudizio della Camera civile grigionese sul carattere temerario dell'appello non può essere definito arbitrario. Si rileva infine che la questione di sapere se, eventualmente, l'autorità cantonale ha misconosciuto la nozione di temerarietà menzionata all'art. 343 cpv. 3 CO non può essere esaminata in questa sede (art. 84 cpv. 2 OG).