Citation: 5P.79/2002 17.04.2002 E. 5

5.- L'insorgente sostiene infine che, nell'ambito della valutazione della maggiore verosimiglianza dell'una o dell'altra ipotesi (simulazione o furto), la Corte cantonale avrebbe acriticamente privilegiato la tesi della simulazione senza tuttavia verificare l'esistenza di concreti elementi a favore di tale ipotesi; essa ritiene che un esame più completo e critico delle circostanze fattuali avrebbe invece portato ad escludere con grande sicurezza l'ipotesi di simulazione, a tal punto da far apparire quella di furto come di gran lunga come la più probabile. A questo proposito la ricorrente sembra rimproverare alla polizia di non aver esperito tutte le indagini necessarie per elucidare il caso. Ora, nella misura in cui l'insorgente ritiene lacunosi gli accertamenti operati dalla polizia, per il fatto che l'inchiesta non avrebbe permesso di raccogliere elementi sufficienti atti a denunciare un caso di simulazione, questa si avvale una volta di più di un'argomentazione non decisiva nella fattispecie. A prescindere dal fatto che le valutazioni della Corte cantonale si sono legittimamente fondate sui fatti allegati e sulle prove raccolte in prima istanza (cfr. art. 321 CPC/TI), va ribadito che non si tratta di valutazioni unilaterali (DTF 120 Ia 31, consid. 4b) né tantomeno in manifesto contrasto con gli atti di causa, avendo essa chiarito con il suo ragionamento che l'ipotesi di furto non raggiunge l'accresciuto grado di verosimiglianza richiesto in questi casi. Sulla scorta delle emergenze processuali constatate dall'istanza inferiore, il Tribunale d'appello poteva quindi concludere, senza incorrere nell'arbitrio, che l'assicurata non ha saputo provare nei modi ricordati in precedenza - sviluppati dalla giurisprudenza - il verificarsi dell'evento su cui basa la sua richiesta di risarcimento e respingerne di conseguenza l'appello.