Citation: I 311/06 23.05.2007 E. 4

In primo luogo, l'UAI osserva che la perizia del dott. C.________, conforme ai requisiti posti dalla giurisprudenza in materia, sarebbe del tutto sufficiente per stabilire la residua capacità lavorativa dell'assicurata e renderebbe inutile qualsiasi accertamento supplementare. La tesi dell'amministrazione è corretta. Da un lato, il rapporto del dott. C.________ soddisfa effettivamente i requisiti di completezza, motivazione e concludenza posti dalla giurisprudenza in materia (DTF 125 V 351 consid. 3b/bb pag. 353). Il perito (esterno all'amministrazione) ha infatti espresso la sua convincente valutazione al termine di un approfondito esame clinico e radiologico. Sulla base di dati oggettivi, egli ha pure descritto con precisione i limiti funzionali dell'assicurata. Dall'altro, come fa notare convincentemente l'UFAS, rispettivamente il suo servizio medico, i divergenti pareri dei dott. A._________ e H.________ non sono tali da mettere in discussione l'attendibilità di queste conclusioni. È vero che il referto del dott. A._________, che comunque conferma sostanzialmente la diagnosi della perizia C.________, ha evidenziato due nuove problematiche, una relativa alla colonna cervicale e l'altra - peraltro irrilevante ai fini della capacità lavorativa - concernente la mano sinistra. Nondimeno, come osserva giustamente l'UFAS, le conclusioni di questa perizia non appaiono convincenti in quanto non stabiliscono una relazione oggettiva tra i disturbi lamentati dall'assicurata e gli esami clinici. Così, nell'esame clinico, il dott. A._________ non ha evidenziato dei limiti funzionali del rachide cervicale e del cinto scapolare. Inoltre, gli esami radiologici della colonna cervicale mostrano dei disturbi degenerativi compatibili con l'età dell'assicurata. Quanto alle conclusioni del dott. H.________, peraltro non specialista nella disciplina in esame, nella misura in cui si esprimono sull'esigibilità lavorativa in attività prevalentemente seduta, non infirmano la validità della valutazione del dott. C.________ il quale, nell'esprimersi sulla capacità lavorativa residua ed esigibile, si è riferito a un'attività che permetta di cambiare spesso la posizione del rachide. Già solo per queste considerazioni, non si giustifica il rinvio all'amministrazione per allestimento di una nuova perizia ortopedica.