Citation: 6B_838/2018 E. 5.2.2

5.2.2. Secondo l'insorgente, il contratto di locazione non costituisce un dato ai sensi dell'art. 118 LStr (I) e in ogni caso egli, in quanto datore di lavoro, non ne risponderebbe perché il luogo di domiciliazione non atterrebbe alla sfera di competenza del datore di lavoro. Sottoscrivendo l'istanza di rilascio di un permesso di dimora, l'insorgente avrebbe meramente indicato l'esistenza di un contratto di locazione. Sarebbe spettato all'ufficio preposto appurare se B.________ facesse realmente uso della camera locata. Osserva viepiù che, tutti i documenti recando la stessa data, corrispondente alla data di entrata in Svizzera, il contratto di locazione si sarebbe inserito in un'ottica meramente prospettica e l'utilizzo effettivo del bene locato costituirebbe una circostanza futura che spetterebbe all'ufficio preposto controllare. Poiché tale utilizzo non avrebbe potuto che essere posteriore all'inoltro dell'istanza di permesso di dimora, non potrebbe sussistere dolo, non potendo essere anticipata una consapevolezza su un fatto futuro. Il ricorrente evidenzia ancora l'assenza di una dichiarazione delle competenti autorità sull'influsso del contratto di locazione sulla decisione di rilascio del permesso. Con riguardo al contratto di lavoro, l'insorgente considera arbitraria la conclusione del TPF sul carattere inveritiero dello stesso, motivata dalla mancata percezione dello stipendio da parte di B.________. Ciò sarebbe infatti manifestamente contraddetto dagli atti processuali, da cui risulterebbe che in realtà avrebbe percepito lo stipendio con bonifico sul suo conto personale.