Citation: 2C_255/2023 E. 3.2

3.2. Come emerge dalla sentenza impugnata e dagli atti di causa, il ricorrente, quando si è rivolto al Tribunale cantonale amministrativo, era patrocinato da un avvocato, il quale doveva avere conoscenza delle esigenze poste dalla procedura cantonale, segnatamente in materia di anticipo delle spese e doveva pertanto informarlo al riguardo. Sempre dagli atti risulta che lo scambio di corrispondenza concernente l'anticipo delle spese (decreto del 30 gennaio 2023; istanza di rateizzazione del 1° febbraio 2023 e decreto di parziale accoglimento del 2 febbraio 2023) ha avuto luogo tra l'autorità e l'avvocato. Era pertanto dovere del patrocinatore, a conoscenza delle difficoltà finanziarie del suo cliente, adottare i necessari provvedimenti affinché i tre termini concessi per pagare l'anticipo, ognuno con la comminatoria d'irricevibilità, fossero rispettati. Egli avrebbe potuto chiedere in tempo utile una proroga del termine o presentare una domanda di assistenza giudiziaria. Ciò che tuttavia non ha fatto. Non vi è pertanto nessun formalismo eccessivo e ancora meno arbitrio (su questa nozione vedasi DTF 147 II 454 consid. 4.4; 144 III 145 consid. 2) da parte della Corte cantonale nell'avere applicato la comminatoria contenuta nel decreto del 2 febbraio 2023. Pretendere ora che spettava alla Corte cantonale invitare l'insorgente a chiedere il benefico dell'assistenza giudiziaria rispettivamente concedergli d'ufficio un termine suppletorio rasenta i limiti della temerarietà. In quanto ammissibile, la critica si rivela pertanto manifestamente infondata.