Citation: 5A_680/2016 E. 3.3

3.3. Il Tribunale di appello ha richiamato la DTF 62 III 119, giungendo alla conclusione che la medesima non era pertinente per la fattispecie in esame (supra consid. 3). In una censura di difficile comprensione, e almeno in parte contraddittoria, il ricorrente sembra in un primo tempo condividere l'opinione del Tribunale di appello secondo la quale la giurisprudenza menzionata non può trovare applicazione. In un secondo tempo, tuttavia, vi si riferisce per affermare che si sarebbe in presenza di una disposizione legale imperativa ("zwingend"). Comunque sia, il ricorrente non indica quale sia la norma di legge imperativa asseritamente lesa nella circostanza; né la medesima si può evincere dall'argomentazione del Tribunale di appello contestata dal ricorrente, stante che i Giudici cantonali non parlano di una determinata norma legale. Non sorprende, allora, che egli non spieghi perché la disposizione disattesa debba essere considerata imperativa, oppure emanata a tutela dell'interesse pubblico o degli interessi di persone non parti al procedimento come esige l'art. 22 cpv. 1 LEF (supra consid. 3.1). In ogni caso, il punto di partenza della sua obiezione è errato: il precetto esecutivo in oggetto non è nullo ( ex tunco ex nunc, è nel contesto indifferente), bensì sarebbe stato semmai annullabile. La presente censura è inammissibile per carenza di motivazione.