Citation: 6P.74/2006 21.07.2006 E. A

L'8 aprile 2002, nell'ambito di una corrispondenza con il vicario generale della Curia episcopale curiense, A.________ indirizzava al suo interlocutore uno scritto in cui accusava "certi celebranti" di condotta disonorevole, segnatamente di avere "potuto tranquillamente confessare, consacrare, comunicare, predicare la pace, consapevoli del male che hanno fatto, che stanno facendo e il menefreghismo con il quale affrontano le diverse situazioni". A.________ tacciava inoltre Don B.________ di ipocrisia e villania nel trattare la gente, denunciando "la sua grande capacità di smentire tutte le malefatte con l'uso di qualsiasi calunnia per annientare il prossimo senza scrupoli". Scriveva inoltre che se il suo nipote C.________ non è registrato nel libro dei battesimi "non è colpa di chi l'ha battezzato, nemmeno dei genitori o dei nonni, ma solamente di chi fa di tutto per distruggere l'armonia nelle famiglie e nei paesi". Rimproverava al vicario di prestare fede unicamente al "giudizio di un energumeno" e affermava che nella diocesi di X.________ sono "tollerate pure le vigliaccherie commesse da B.________". Infine parlava dell'agonia della parrocchia "iniziata con la prima Santa Messa di B.________, da quando lui ha iniziato a fare di tutto per mettere male contro tutti i parroci avuti negli anni passati, riuscendo nel suo intento, a scapito di tutti".