Citation: 2C_913/2019 E. 2.4

2.4. Va in seguito constatato che i ricorrenti non dimostrano (art. 42 cpv. 2 in relazione con l'art. 106 cpv. 2 LTF) che la Corte cantonale avrebbe interpretato arbitrariamente, negando la loro sussistenza, le condizioni richieste dall'art. 66 cpv. 2 lett. a e b LPAmm affinché una decisione incidentale sia impugnabile. Si volesse da ciò prescindere, è senza arbitrio che il Tribunale cantonale amministrativo ha giudicato che le due condizioni poste dalla citata disposizione non erano soddisfatte. In primo luogo, come ben rilevato dall'autorità precedente, una decisione con cui la causa viene rinviata all'istanza precedente affinché emani una nuova decisione non provoca di regola un pregiudizio irreparabile (art. 66 cpv. 2 lett. a LPAmm di contenuto identico agli art. 46 cpv. 1 lett. a PA e 93 cpv. 1 lett. a LTF) poiché determina unicamente una dilazione della procedura (SEILER/VON WERDT/GÜNGERICH, Bundesgerichtsgesetz, 2a ed. 2015, n. 19 all'art. 93) quale potrebbe del resto ugualmente provocare l'impugnazione autonoma di una decisione incidentale. In quanto poi i ricorrenti intravedono un tale pregiudizio nel fatto che le altre loro censure, respinte dal Tribunale di espropriazione, non potrebbero più essere esaminate perché nel frattempo cresciute in giudicato incontestate, va rammentato che, come appena illustrato, la decisione incidentale del 19 luglio 2019 potrà essere impugnata dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo con la nuova decisione che verrà emessa in merito al calcolo dei contributi. In secondo luogo si può senza arbitrio giungere alla conclusione che non erano neppure realizzati i presupposti di ammissibilità di cui all'art. 66 cpv. 2 lett. b LPAmm (norma simile all'art. 46 cpv. 1 lett. b PA nonché all'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF) siccome si può escludere che l'autorità di prime cure, in seguito alla decisione di rinvio, debba ancora avviare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa.