Citation: 1A.121/2002 26.08.2002 E. 2

Poiché è ammissibile in concreto solo il rimedio del ricorso di diritto pubblico, viste le considerazioni esposte, occorre esaminare se il gravame soddisfi i requisiti posti dalla legge e dalla giurisprudenza. 2.1 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso di diritto pubblico, oltre la designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a) e l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di questo rimedio il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate. Il presente gravame non adempie queste esigenze (DTF 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b, 122 I 70 consid. 1c, 119 Ia 197 consid. 1d): le critiche formulate contro la sentenza impugnata sono di carattere appellatorio e i ricorrenti non indicano con la dovuta precisione quali diritti costituzionali sarebbero stati violati dalla Corte cantonale, né censurano un'eventuale applicazione arbitraria delle disposizioni cantonali e comunali. Il ricorso è quindi inammissibile. 2.2 A titolo abbondanziale si può aggiungere quanto segue. 2.2.1 Nell'ambito del ricorso di diritto pubblico, perché il Tribunale federale annulli un giudizio dell'Autorità cantonale di ultima istanza, occorre che esso sia manifestamente insostenibile, e quindi arbitrario, non solo nella motivazione, ma anche nel risultato (DTF 124 I 310 consid. 5a, 119 II 193 consid. 3e). Da questo profilo occorre quindi tenere conto del fatto che la Corte cantonale, nelle argomentazioni conclusive della sentenza, ha invero pure rilevato che la carraia comunale litigiosa è qualificata come strada di servizio con accesso veicolare nell'ambito della revisione del piano regolatore e che, del resto, essa già attraversa un comprensorio residenziale parzialmente edificato privo di altre infrastrutture viarie. I Giudici cantonali hanno quindi richiamato l'art. 19 LPT e rilevato che, siccome la nozione di urbanizzazione comprende la realizzazione di accessi sufficienti, spetta di principio al Comune di Claro sistemare e mantenere la carraia in modo che possa essere percorsa con veicoli a motore, previo esperimento delle procedure necessarie (cfr. sentenza impugnata, consid. 3, pag. 7 seg.). Questa precisazione non comporta, nell'ottica e nei confronti dei proprietari della particella n. 799, un risultato manifestamente insostenibile. 2.2.2 Ove accennano a una violazione del principio della buona fede (art. 9 Cost.), i ricorrenti si limitano in sostanza a indicare di essere sempre transitati sulla strada in discussione e di ritenere di poterla percorrere con le automobili anche in futuro. Non si prevalgono tuttavia, tanto meno con una motivazione conforme all'art. 90 cpv.1 lett. b OG e alla citata giurisprudenza, di una concreta assicurazione rilasciata loro dalle Autorità comunali e in virtù della quale avrebbero effettuato atti dispositivi irrevocabili (cfr., su questo principio, DTF 125 I 267 consid. 4c pag. 274, 122 II 113 consid. 3b/cc pag. 123, 121 II 473 consid. 2c, 118 Ia 245 consid. 4b pag. 254; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 488 segg.).