Citation: 1C_287/2007 17.03.2008 E. 3

3.1 I ricorrenti reputano violato il divieto dell'arbitrio, poiché la Corte cantonale, pur riconoscendo che il rifiuto di approvare l'art. 15 cpv. 2 NAPR non era stato formulato in modo esplicito dal Governo, non si sarebbe addentrata nelle loro argomentazioni ricorsuali, approfondendo ulteriormente la questione. 3.2 Come visto, la censura di arbitrio è inammissibile per carenza di motivazione e, così come formulata, si confonde con quella, infondata, di violazione del diritto di essere sentito. È comunque in modo tutt'altro che arbitrario che la Corte cantonale, esaminati i considerandi della risoluzione governativa del 2 novembre 2000 e valutata la portata della norma litigiosa e delle precisazioni imposte al Comune riguardo alla sua formulazione, ne ha confermato la mancata approvazione e la conseguente inapplicabilità. D'altra parte, il rinvio degli atti disposto dal Consiglio di Stato con l'esplicito ordine al Comune di precisare l'art. 15 cpv. 2 NAPR mediante una variante, implicava di principio la ripetizione della procedura di approvazione ed escludeva quindi l'immediata entrata in vigore della disposizione (cfr. art. 37 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990).