Citation: 2C_734/2020 E. 6.6

6.6. La tesi della ricorrente secondo cui, in caso di riduzione della capacità in esenzione, una proroga della durata del regime di eccezione dovrebbe esserle automaticamente accordata non può essere condivisa. La concessione di un'eccezione necessita una decisione della ElCom (art. 21 cpv. 1 LAEl e art. 2 OEAC) la quale determina in particolare la durata del regime di eccezione e la capacità oggetto di eccezione (art. 6 cpv. 1 lett. a e b OEAC). Dato che, nella decisione del 16 aprile 2009, la capacità è stata esentata solo per cinque anni e che la durata complessiva del regime di eccezione era di 13 anni, un nuovo disciplinamento della capacità e una proroga della sua durata non possono verificarsi in modo automatico, ma necessitano una decisione della ElCom (cfr. supra consid. 6.1). Dato che, come esposto in precedenza, la ElCom deve tener conto nel suo giudizio di un rapporto equilibrato tra rischio e redditività dell'investimento (art. 6 cpv. 2 OEAC), la documentazione che dev'essere presentata assieme alla domanda di eccezione (cfr. art. 4 OEAC) deve necessariamente fornire informazioni anche al riguardo. Ne discende che è a ragione che dapprima la ElCom e poi il Tribunale amministrativo federale hanno ritenuto che la ricorrente doveva presentare un "business case", affinché una decisione sulla proroga dell'esenzione potesse essere presa. Contrariamente all'assunto della ricorrente, questa esigenza non disattende l'art. 17 cpv. 6 LAEl, il quale, come illustrato in precedenza (cfr. supra consid. 6.4.3), non prevede che i regimi di eccezioni possono essere accordati in maniera incondizionata.