Citation: 4C.33/2003 20.08.2003 E. 4

In secondo luogo, l'attrice è dell'avviso che il danno debba essere ricondotto allo scambio di casse compiuto dalla convenuta: l'errore da questa commesso ha fatto sì che la merce destinatale giungesse al punto franco di Amburgo, invece che in Italia, e ha provocato il sequestro dell'IVA da parte delle dogane italiane. A mente dell'attrice la responsabilità della convenuta trae origine da questo errore, sia esso qualificabile come atto illecito (art. 41 CO) oppure come violazione degli obblighi contrattuali (art. 389 cpv. 2 CO). Si tratta di una censura irricevibile siccome fondata su fatti diversi da quelli accertati nella sentenza impugnata (art. 63 cpv. 2 OG). In essa è stato infatti accertato che la decisione della dogana italiana di rivalersi sulla garante Assicurazione Generali S.p.A. non era dovuta allo scambio di colli, bensì al mancato versamento dell'IVA da parte dell'intermediaria italiana incaricata dalla convenuta, la ditta Z.________ Dopo la rescissione del contratto di compravendita, sempre secondo gli accertamenti dei giudici cantonali, "l'autorità doganale era di principio tenuta a restituire l'IVA a chi gliel'aveva anticipata, ovvero J.________ da lei escussa e quindi non all'attrice".