Citation: 1P.549/2000 03.10.2000 E. 4

4.- Il ricorrente contesta la legittimità della designazione del Procuratore pubblico straordinario e pertanto la sua competenza ad occuparsi della causa. a) L'art. 70 LOG dispone che, in caso di vacanza di qualsiasi seggio giudiziario o di impedimento di carattere durevole, il Consiglio di Stato può designare un supplente a coprire l'ufficio fino alla sostituzione o alla cessazione dell'impedimento. Questo disposto è stato considerato conforme alla Costituzione cantonale allora vigente (Cost. /TI 1830), e non contrastante con quella federale, dal Tribunale federale nella già citata sentenza W., del 19 novembre 1986 (consid. 7a), ove pure si trattava di applicarlo riguardo alla designazione di un Procuratore pubblico straordinario. La nuova Costituzione cantonale, del 14 dicembre 1997, dispone ancora che, pur essendo, come prima, i Procuratori pubblici eletti dal Gran Consiglio (art. 36 cpv. 1 lett. c), la legge stabilisce l'organizzazione giudiziaria, le competenze, le procedure, i requisiti di formazione professionale e l'età massima dei magistrati. L' art. 92 Cost. /TI, nel titolo delle norme transitorie e finali, dispone poi che il diritto in vigore, purché non materialmente contrario alla Costituzione, mantiene la sua validità e l'art. 95 Cost. /TI che il vecchio diritto regola la durata in carica di autorità e magistrati, come pure la loro sostituzione, sino alla scadenza del periodo di elezione o di nomina. b) Il ricorrente sostiene che, nel suo caso, la designazione da parte del Consiglio di Stato di un Procuratore pubblico straordinario viola il principio sancito dall'art. 10 cpv. 1 Cost. /TI, secondo cui nessuno può essere sottratto al giudice stabilito dalla legge, nonché il divieto, pure sancito dalla norma, di istituire tribunali d'eccezione. Egli fa pure valere una violazione dell'art. 30 Cost. e dell'art. 6 CEDU. Già si è visto che, di principio, la designazione di un magistrato straordinario da parte del Consiglio di Stato, verificandosi condizioni speciali, non viola la Costituzione. Nemmeno essa viola la CEDU, il cui art. 6 n. 1 non esclude la nomina di un giudice da parte dell'organo esecutivo (Villiger, op. cit. , n. 417 pag. 263; Jochen Abr. Frowein/Wolfgang Peukert, Europäische Menschenrechtskonvention, 2a ed. Kehl-Strasburgo-Arlington 1996, n. 126 pag. 251). Che in concreto fossero dati motivi per cui, in applicazione dell'art. 70 LOG, si dovesse procedere alla designazione di un magistrato al di fuori dell'organismo già eletto, non può essere contestato. La segnalazione del 29 maggio 2000 del Ministero pubblico della Confederazione al Consiglio di Stato ticinese, di essere giunto a conoscenza di informazioni che fondavano concreti sospetti di comportamenti penalmente rilevanti commessi da rappresentanti della magistratura ticinese, rivestiva un carattere di eccezionale gravità. La richiesta di ulteriori immediati ragguagli ha portato all'informazione secondo cui erano (potevano essere) coinvolti il Procuratore generale del Cantone Ticino e il Presidente del Tribunale penale cantonale; non si potevano tuttavia escludere, data l'assenza di notizie più precise, altri coinvolgimenti nell'ambito della magistratura ticinese medesima. Del resto il Ministero pubblico della Confederazione affermava, nella lettera del 29 maggio 2000 al Consiglio di Stato ticinese, che circostanze speciali non gli permettevano di seguire le vie ordinarie e di consegnare l'incartamento direttamente al Ministero pubblico del Cantone Ticino; concludeva di ritenere preferibile che l'inchiesta fosse affidata a un Procuratore pubblico straordinario, designato dal Cantone. In siffatte circostanze, vista questa situazione, considerati gli iniziali dubbi, ritenute la struttura e l' organizzazione del Ministero pubblico ticinese, e considerata, non da ultimo, l'urgenza di affrontare subito la vicenda secondo i canoni del diritto processuale penale, la designazione di un Procuratore pubblico straordinario, scelto al di fuori del Ministero pubblico ticinese, appariva giustificata: in ogni caso non contrastante con le norme costituzionali e convenzionali sopra indicate.