Citation: 6B_30/2009 14.04.2009 E. 3

Nell'impugnativa in esame i ricorrenti lamentano la violazione del diritto federale (in relazione segnatamente agli art. 146 e 256 CP e all'art. 18 della legge cantonale sulle misurazioni ufficiali), un accertamento inesatto e arbitrario dei fatti e la violazione del diritto di essere sentito. Per quanto attiene alle prime due censure, il gravame si palesa d'acchito inammissibile, difettando la legittimazione degli insorgenti a formulare critiche volte a rimettere in discussione il giudizio di merito. In merito all'invocata violazione degli art. 6 CEDU e 29 cpv. 2 Cost, i ricorrenti sostengono che il loro diritto di essere sentiti sarebbe stato disatteso perché la CRP ha negato la sussistenza di seri indizi di colpevolezza senza esperire le necessarie indagini, il dovuto complemento istruttorio e interrogare gli attori principali della vicenda. La conclusione a cui è giunta l'autorità cantonale sarebbe dunque insufficientemente sostenuta da debiti riscontri probatori. Essa inoltre non si è debitamente pronunciata sul proprio rifiuto di amministrare le prove richieste. Infine, a mente dei ricorrenti, la decisione impugnata sarebbe pure insufficientemente motivata. Sennonché anche questa doglianza risulta inammissibile in questa sede perché, in quanto denuncianti, i ricorrenti non sono legittimati a censurare l'apprezzamento (anticipato) delle prove né un'eventuale motivazione insufficiente dell'avversato giudizio cantonale, trattandosi di questioni il cui esame non può essere distinto da quello sul merito della decisione (v. supra consid. 1.2).