Citation: 2A.535/2005 17.02.2006 E. 3

3.1 Secondo l'art. 12 lett. c LLCA, l'avvocato evita qualsiasi conflitto tra gli interessi del suo cliente e quelli delle persone con cui ha rapporti professionali o privati. Il divieto di rappresentare e patrocinare interessi contrastanti è un principio fondamentale della professione forense, derivante dal precetto d'indipendenza (art. 12 lett. b LLCA) e dai doveri di fedeltà e diligenza (cfr. art. 12 lett. a LLCA; sentenza 2A.594/2004 del 28 ottobre 2004, in: Pra 2005 n. 46, consid. 1.1; sentenza 2A.293/2003 del 9 marzo 2004, consid. 2). Dal momento che questi obblighi verso il mandante perdurano anche dopo la fine del rapporto contrattuale, l'avvocato deve rispettare l'impegno ad evitare conflitti d'interesse anche quando assume un incarico contro un ex-cliente. Soltanto a queste condizioni sono in effetti realmente rispettate le finalità della normativa, che tutela la fiducia del pubblico nei confronti degli avvocati e garantisce la salvaguardia del segreto professionale (cfr. art. 13 cpv. 1 LLCA). È pertanto in questo senso che va intesa la regola dell'art. 12 lett. c LLCA (Walter Fellmann, in: Walter Fellmann/Gaudenz Zindel [a cura di], Kommentar zum Anwaltsgesetz, Zurigo 2005, n. 85 e 108 ad art. 12; Beat Hess, Verbot von Interessenkollisionen bei Prozessvertretungen und bei beratender Tätigkeit, in: Anwaltsrevue 2005 pag. 23 segg., in part. pag. 24). La sua portata, nonostante la formulazione all'indicativo presente, non è quindi limitata a situazioni in cui si tratterebbe di rappresentare nello stesso tempo interessi contrapposti. Tale interpretazione dell'art. 12 lett. c LLCA è del resto corroborata anche dall'art. 13 del codice svizzero di deontologia, che la Federazione svizzera degli avvocati ha adottato il 10 giugno 2005, riprendendo un'analoga direttiva precedente, allo scopo di contribuire all'interpretazione uniforme delle norme di cui agli art. 12 e segg. LLCA (cfr., per il testo, www.swisslawyers.com, rubrica SAV; inoltre: DTF 130 II 270 consid. 3.1.3 e rinvio). Essa corrisponde altresì ad una concezione ampiamente diffusa - e pertanto significativa (cfr. DTF 131 I 223 consid. 3.4; 130 II 270 consid. 3.1.1) - a livello di norme deontologiche cantonali (cfr. Walter Fellmann/Olivier Sidler, Standesregeln des Luzerner Anwaltsverbandes vom 5. Mai 1995, Berna 1996, ad art. 25; Verein Zürcherischer Rechtsanwälte [a cura di], Handbuch über die Berufspflichten des Rechtsanwaltes im Kanton Zürich, Zurigo 1988, pag. 135 segg.; cfr. anche l'art. 20 del Codice professionale dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino, dell'11 novembre 2004; CAvv). 3.2 La possibilità di agire in qualità di patrocinatore contro un ex-cliente deve essere verificata dall'avvocato con la massima diligenza, tenendo conto delle particolarità del singolo caso. In generale, egli può accettare il nuovo incarico soltanto se è escluso che possa avvalersi o debba discutere di circostanze di cui è venuto a conoscenza nell'ambito di un precedente mandato sotto garanzia del segreto professionale. Affinché il nuovo impegno gli sia precluso, è sufficiente che sussista anche solo la possibilità di un utilizzo, persino inconsapevole, delle conoscenze precedentemente acquisite (Giovanni Andrea Testa, Die zivil- und standesrechtlichen Pflichten des Rechtsanwaltes gegenüber dem Klienten, tesi Zurigo 2001, pag. 116; Fellmann, op. cit., n. 108 ad art. 12; Verein Zürcherischer Rechtsanwälte [a cura di], op. cit., pag. 136). Deve perciò essere evitata qualsiasi situazione già potenzialmente suscettibile di generare un conflitto d'interessi, di cui, in casi dubbi, va presunta l'esistenza (sentenza 2A.594/2004 del 28 ottobre 2004, in: Pra 2005 n. 46, consid. 1.2, e riferimenti; Andreas Baumann, Interessenkonflikte des Rechtsanwaltes, in: Aargauischer Anwaltsverband [a cura di], Festschrift 100 Jahre Aargauischer Anwaltsverband, Zurigo 2005, pag. 433 segg., in part. pag. 444 seg.). Nell'ambito della valutazione di questi aspetti, occorre tener conto della connessione e del grado di identità tra l'oggetto del precedente e del nuovo mandato. La probabilità di far capo ad elementi appresi nello svolgimento dell'incarico concluso è inoltre tanto più reale quanto più ampia è stata l'attività del legale per il primo cliente e, di riflesso, più stretto il rapporto di fiducia instauratosi. Importante è pure il tempo trascorso, benché anche dopo anni possano riaffiorare ricordi di fatti apparentemente dimenticati (Fellmann, op. cit., n. 109 seg. ad art. 12; Verein Zürcherischer Rechtsanwälte [a cura di], op. cit., pag. 136 seg.; Testa, op. cit., pag. 117; Baumann, op. cit., pag. 442 segg.).