Citation: U 10/04 22.08.2005 E. A

In data 20 agosto 2002, P.________ , nato nel 1961, padre di G.________ (1981), A.________ (1984) e T.________ (2001) nonché coniugato - benché giudizialmente separato - con U.________, di professione ferraiolo, alle dipendenze della E.________ SA e in quanto tale obbligatoriamente assicurato contro gli infortuni presso l'Istituto nazionale svizzero d'assicurazione contro gli infortuni (INSAI), mentre si trovava a lavorare presso il cantiere « V.________ », cadeva da una scala e decedeva sul posto. In seguito all'accaduto, il Procuratore pubblico R.________ ha ordinato un'autopsia la cui esecuzione è stata affidata al dott. L.________, medico legale dell'Istituto cantonale di patologia. Nel suo referto, il medico legale ha dichiarato di non aver potuto accertare con sicurezza ed in maniera positiva la causa della morte dell'assicurato, in ogni caso non riconducibile a lesioni traumatiche, e di conseguenza di averla dovuta determinare per esclusione, attribuendo il decesso ad un disturbo del ritmo cardiaco con esito letale e, quindi, a cause naturali. Esperiti ulteriori accertamenti, con due decisioni del 13 dicembre 2002 l'INSAI ha respinto la richiesta della vedova e dei figli tendente al riconoscimento di prestazioni per superstiti, ritenendo non essere provato il nesso di causalità naturale tra la morte dell'assicurato e la caduta. I provvedimenti sono stati confermati in data 7 febbraio 2003 anche in seguito alle opposizioni presentate, da un lato, da U.________ e da A.________, patrocinati dall'avv. Sergio Vozzi e, dall'altro, da T.________, a sua volta rappresentato dalla madre N.________.