Citation: 4C.28/2005 16.06.2005 E. 4

Va detto che l'attore non ha censurato l'applicazione di questa norma. Nel gravame egli critica piuttosto la decisione secondo la quale egli non avrebbe fornito la prova delle sue affermazioni. 4.1 In effetti, a prescindere dalla questione di sapere se la convenuta avesse conferito l'incarico per la realizzazione della progettazione definitiva oppure no, la Corte cantonale ha stabilito che la petizione andava respinta già perché la pretesa non è stata provata. L'attore - hanno spiegato i giudici ticinesi - non ha dimostrato che il lavoro svolto eccedeva il progetto di massima né tantomeno ha fornito gli elementi suscettibili di permettere la determinazione della sua eventuale remunerazione. In particolare gli è stata rimproverata la mancata produzione in causa dei piani da lui allestiti, ciò che ha impedito "di verificare se e cosa egli abbia fatto più del progetto di massima, segnatamente se egli abbia allestito i progetti definitivi." Secondo l'attore, invece, la consegna dei piani non era necessaria. Dalla corrispondenza versata agli atti si evincerebbe chiaramente la consapevolezza della convenuta in merito al fatto che, una volta terminato il progetto di massima (nel gennaio 1998), egli aveva dato inizio alla fase di progettazione definitiva, la quale comportava l'allestimento dei piani in scala 1:100, necessari per la domanda di costruzione. L'attore evidenzia inoltre come il perito abbia confermato che l'esecuzione di tali piani, così come gli altri lavori da lui eseguiti, rientra fra le prestazioni caratteristiche della fase della progettazione definitiva. In queste circostanze la prova dell'esecuzione dei piani definitivi sarebbe indiscutibile e la conclusione in senso contrario della Corte ticinese il risultato di un apprezzamento dei fatti errato. 4.2 Siccome rivolta contro la valutazione delle prove, l'argomentazione ricorsuale si avvera inammissibile. 4.2.1 Nella giurisdizione di riforma il Tribunale federale rivede infatti liberamente l'applicazione del diritto federale (art. 43 cpv. 1 e 63 cpv. 1 e 3 OG), mentre è vincolato all'accertamento dei fatti eseguito dall'ultima autorità cantonale (art. 55 cpv. 1 lett. c e art. 63 cpv. 2 prima frase OG). Fanno eccezione solo i casi in cui sono state violate disposizioni federali in materia di prove (ad esempio l'art. 8 CC) devono venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 seconda frase OG) o si rende necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140 con rinvii). Tutte queste critiche e gli atti cui si riferiscono devono essere però debitamente specificati (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG). Fatte salve le citate eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorità cantonale sono improponibili (art. 55 cpv. 1 lett. c OG). 4.2.2 In concreto, l'attore non si richiama ad una delle eccezioni appena menzionate e la violazione dell'art. 8 CC è esclusa. Questa norma non prescrive infatti al giudice quali prove assumere né come valutare le risultanze dell'istruttoria (DTF 129 III 18 consid. 2.6 pag. 24 seg. con rinvii). È vero che l'art. 43 cpv. 4 OG assimila l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto alla violazione del diritto federale. Contrariamente a quanto sembra ritenere l'attore, questo capoverso non concede tuttavia alla parte che ricorre la facoltà di criticare liberamente la valutazione delle prove eseguita in sede cantonale, l'apprezzamento giuridico di un fatto non essendo altro che la sua qualificazione giuridica (sussunzione). In sostanza, dunque, il capoverso 4 non aggiunge nulla a quanto già stabilito all'art. 43 cpv. 1 OG (DTF 129 III 618 consid. 3; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, nota 5 ad art. 43 OG, pag. 178).