Citation: 6B_691/2023 E. 2.1

2.1. Il ricorrente contesta il proscioglimento dai capi d'imputazione n. 2.2.7 e n. 2.2.8 dell'atto di accusa, riguardanti due casi di tentata truffa ai crediti Covid-19. Rimprovera alla CARP di avere negato a torto l'inganno astuto. Sostiene che le direttive della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) del 12 maggio 2020 (Missbrauchsbekämpfungg: Prüfkonzept, COVID-19 Solidarbürgschaften, versione 00.05 del 12 maggio 2020, [in seguito: SECO, Prüfkonzept 00.05]), prese in considerazione dalla Corte cantonale, non imponevano alla banca di effettuare una verifica in merito alla cifra d'affari indicata dal mutuatario nel formulario di richiesta del credito. Adduce che, nei casi di crediti Covid-19 fino a fr. 500'000.--, la banca aveva dei compiti di verifica essenzialmente formali e limitati alla corretta compilazione del formulario, nonché all'identificazione dell'avente diritto economico, qualora si trattasse di un nuovo cliente, come pure riguardo alla plausibilità del fatto che la cifra d'affari per il 2019 indicata dal richiedente non superasse i 500 milioni di franchi. Secondo il ricorrente, il fatto che le banche abbiano in concreto eseguito delle verifiche ulteriori, che non erano però necessariamente tenute ad effettuare in base alle direttive della SECO, e non abbiano per finire concesso i crediti Covid-19 richiesti, non è di per sé atto ad escludere l'astuzia dell'inganno messo in atto dall'imputato.