Citation: 1C_248/2015 E. 2.1

2.1. La Corte cantonale ha ritenuto che l'ordine di cessare immediatamente l'utilizzazione non autorizzata di un edificio o di un fondo configura un provvedimento di natura cautelare, fondato sulla normativa edilizia e volto a inibire una fruizione non conforme alla destinazione permessa fintanto che non verrà semmai stabilito, nell'ambito di un procedimento di rilascio del permesso in sanatoria, se l'uso litigioso sia conforme al diritto materiale applicabile. Questa misura sarebbe paragonabile all'ordine di sospendere i lavori di costruzione dell'art. 42 della Legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE) e, quale provvedimento cautelare, è immediatamente esecutivo, con un termine per impugnarlo di 15 giorni (art. 68 cpv. 2 della Legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013, LPAmm). La natura provvisionale del provvedimento risulterebbe dalla sua motivazione ( "adozione di urgenti provvedimenti cautelari" ), dalle invocate norme di leggi (art. 42 e 45 LE) e dal genere della prestazione richiesta ("sospensione" e non "cessazione" delle attività abusive). Ha poi ritenuto che l'erronea indicazione del termine di ricorso da parte del Municipio (30 giorni invece di 15), di per sé non sarebbe atta ad indurre la destinataria, e ancor meno il suo legale, a ravvisarvi un provvedimento di merito, considerato che la sua natura cautelare, espressamente indicata come tale, non poteva sfuggirgli. La misura, intimata alla ricorrente il 17 marzo 2014, non contestata entro il termine di 15 giorni, ossia entro il 1° aprile 2014, è stata impugnata soltanto con ricorso del 9 aprile e quindi tardivamente.