Citation: 9C_137/2020 E. 5

Nella fattispecie è pacifico che l'assicurata non si è recata all'estero allo scopo di seguire il trattamento medico litigioso, come pure non è contestata dalle parti la necessità di procedere a tale intervento. Litigiosa rimane l'esigibilità del rientro in Svizzera. L'esame del carattere urgente di un intervento spetta in primo luogo al medico che sulla base delle sue conoscenze specialistiche può giudicare meglio la situazione di emergenza sanitaria. Il giudice deve poi esaminare la correttezza dell'operato del medico alla luce delle esigenze poste dall'art. 36 cpv. 2 OAMal. A tal fine, egli deve in particolare esaminare la situazione sulla base delle conoscenze esistenti al momento topico (per analogia DTF 138 V 510 consid. 5.8 pag. 520). Ora, se da una parte il medico curante, dott. D.________, ha affermato l'esistenza di un'urgenza sanitaria in relazione alle complicazioni mediche che avrebbero potuto avverarsi durante il tragitto di ritorno in Svizzera, il medico fiduciario di Mutuel, dott. E.________ ha negato l'esistenza di tale stato d'urgenza. I giudici cantonali hanno seguito l'apprezzamento di quest'ultimo. Nella misura in cui questa valutazione si fonda su un accertamento dei fatti corretto, che non è validamente rimesso in discussione dalla ricorrente se non in maniera appellatoria (cfr. sul tema DTF 145 I 26 consid. 1.3 pag. 30 con riferimenti) e quindi inammissibile (consid. 1 sopracitato), il giudizio cantonale ha escluso a ragione il carattere urgente dell'intervento senza violare l'art. 36 cpv. 2 OAMal. Va osservato che dopo il ricovero il 13 settembre 2017, il dott. D.________ non ha proceduto ad alcun esame specialistico, radiologico dell'addome od altro, come risulta dal suo certificato del 28 febbraio 2018. Dapprima è stata predisposta una terapia volta ad attenuare i sintomi di vomito e nausea, nonché un antidolorifico. Lo stato di salute della paziente è in seguito rapidamente migliorato, come si evince anche dalla cartella clinica di entrata. L'intervento è stato effettuato solo all'indomani a causa di un nuovo peggioramento intervenuto verso mezzogiorno. Il dott. E.________ ha sottolineato l'assenza di esami, ma anche l'assenza di ulteriori infiammazioni ed ha affermato che lo stato di salute dell'interessata le avrebbe consentito di continuare il viaggio fino in Svizzera (certificato del 24 luglio 2019). In queste circostanze, la prosecuzione del viaggio il giorno 13 settembre 2017 era possibile, o appropriato, per riprendere la terminologia dell'art. 36 cpv. 2 OAMal. Come messo in evidenza dal giudizio cantonale, l'Ospedale Regionale di Mendrisio non era molto più distante dal posto dove la ricorrente si trovava in auto al momento di contattare il dott. D.________, rispettivamente non dista molto da U.________, sede della Clinica "B.________". Del resto, dopo il consulto del dott. D.________ avvenuto il 13 settembre 2017, quest'ultimo si è limitato a prescrivere riposo,una terapia antivomitiva e un analgesico. In queste circostanze, per apprezzamento anticipato delle prove (DTF 141 I 60 consid. 3.3 pag. 64), il Tribunale cantonale poteva rinunciare ad acquisire agli atti ulteriori mezzi di prova. Ne discende che il ricorso dev'essere respinto e che la pronuncia cantonale dev'essere confermata.