Citation: 2D_2/2017 E. 3.2

3.2. Nel caso specifico il ricorrente si duole di un'illecita applicazione della nuova legge federale del 24 giugno 2014 sul condono dell'imposta (RU 2015 9), entrata in vigore il 1° gennaio 2016, alla sua istanza di condono presentata il 18 settembre 2015, ciò che disattenderebbe i principi del divieto della retroattività delle leggi e quello della sicurezza giuridica nonché il principio dell'uguaglianza di trattamento garantito dall'art. 8 Cost. Sennonché i primi due principi richiamati non sono dei diritti costituzionali, ma dei principi costituzionali (con riferimento al divieto della retroattività delle leggi, sentenza 2C_797/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.1 e rinvio giurisprudenziale e di dottrina), i quali come appena illustrato possono essere sollevati unicamente in relazione a diritti fondamentali. Ora il ricorrente si limita a menzionare la violazione della parità di trattamento, senza tuttavia che la sua censura ossequia le accresciute esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 139 I 229 consid. 2.2 pag. 232; 138 I 232 consid. 3 pag. 237). Su questo punto il ricorso si rivela pertanto inammissibile. Ma quand'anche si volesse da ciò prescindere, si può rilevare che da un'attenta lettura della sentenza impugnata risulta che la Corte cantonale, dopo avere esposto la nuova situazione giuridica vigente dal 1° gennaio 2016 in seguito all'entrata in vigore della citata legge federale sul condono dell'imposta, ha in seguito chiaramente precisato che la fattispecie andava giudicata in applicazione del diritto anteriore (vedasi sentenza cantonale pag. 4 consid. 1.2 in fine), ciò che è stato fatto. Se fosse ammissibile, la censura andrebbe pertanto respinta poiché manifestamente infondata.