Citation: 5C.241/2003 23.02.2004 E. 2

2.1 Per chiara scelta del legislatore, accertamenti di fatto non sono atti ad originare una violazione del diritto federale (art. 43 cpv. 3 OG). Discende da questo principio che nell'ambito del ricorso per riforma sono irricevibili le censure dirette contro le constatazioni di fatto o l'apprezzamento delle prove effettuato dall'autorità cantonale, né possono essere addotti fatti nuovi o offerti nuovi mezzi di prova (art. 55 cpv. 1 lit. c, 63 cpv. 2 OG; DTF 128 III 271 consid. 2b/aa pag. 277, 127 III 543 consid. 2c pag. 547, 126 III 189 consid. 2a cpv. 3 pag. 191, 125 III 78 consid. 3a pag. 79). Questo principio soffre tre eccezioni ben delimitate: la violazione, da parte dei giudici cantonali, di norme sulle prove scaturenti dal diritto federale (art. 63 cpv. 2 OG); una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG); l'omessa considerazione di fatti pertinenti, regolarmente allegati e provati (art. 64 OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252, 126 III 59 consid. 2a pag. 65, 120 II 97 consid. 2b, 119 II 84 consid. 3, 115 II 484 consid. 2a). 2.2 Nella motivazione del proprio gravame, il ricorrente deve indicare con precisione in cosa consista la pretesa violazione del diritto federale, tenendo presente che le censure che egli solleva non possono essere dirette contro le constatazioni di fatto (supra, consid. 2.1). Il ricorrente non può accontentarsi di enumerare una lista di questioni che, a suo avviso, avrebbe dovuto fare l'oggetto di un esame giuridico (sentenza 4C.223/2003 del 21 ottobre 2003 consid. 2.2, con rinvio a DTF 116 II 92 consid. 2), né di sviluppare ragionamenti astratti rispettivamente di criticare la sentenza impugnata in termini generici. La conseguenza del mancato rispetto di queste esigenze di motivazione consiste nell'irricevibilità, parziale o totale, del gravame.