Citation: 4A_88/2020 E. 6.2

6.2. In concreto giova innanzi tutto ribadire che la Corte cantonale ha confermato la reiezione della petizione perché l'attrice non aveva chiesto la condanna della convenuta al versamento di CHF-WIR. Ne segue che le argomentazioni ricorsuali che non concernono tale questione si rivelano inconferenti. Ciò vale segnatamente per quelle tendenti a dimostrare la fondatezza della pretesa, l'inadempimento contrattuale dell'opponente e il suo agire in malafede, segnatamente per non avere provveduto a restituire in CHF-WIR sul conto indicatole l'importo che la stessa aveva riconosciuto di avere ricevuto in eccesso. Gli unici argomenti che possono essere messi in relazione con la tematica su cui è fondata la sentenza cantonale attengono all'impossibilità di postulare un pagamento in CHF-WIR e all'affermazione secondo cui sarebbe stato chiesto un risarcimento danni, il quale andrebbe calcolato in franchi svizzeri. Sennonché con la prima argomentazione la ricorrente omette inammissibilmente di confrontarsi con la motivazione del giudizio cantonale in cui i giudici d'appello hanno rigettato tale obbiezione, accertando l'esistenza di una sua ausiliaria titolare di un conto WIR e la possibilità di vendere il denaro WIR. La seconda critica è invece in contraddizione con quanto constatato nella sentenza impugnata, e cioè che l'attrice ha proceduto giudizialmente sulla base di un riconoscimento di debito per un importo in CHF-WIR. Poiché tale accertamento di fatto non è stato adeguatamente impugnato anche quest'ultima censura fondata su una fattispecie diversa da quella riportata nella sentenza impugnata si rivela inammissibile.