Citation: 1P.440/2002 03.12.2002 E. 3

Il ricorrente ritiene arbitraria la conclusione dei Giudici cantonali, laddove gli rimproverano di avere agito contro la buona fede avendo egli atteso fino al 10 giugno 1999 prima di sollecitare la motivazione del decreto; sostiene che la richiesta di risarcimento del 29 aprile 1999 del legale di controparte non gli permetteva di ritenere già emanata la motivazione. 3.1 Come hanno rettamente rilevato sia la Corte cantonale sia il ricorrente, la prova della notificazione di un atto spetta di principio all'Autorità che intende trarne una conseguenza giuridica; pertanto, se la notificazione o la sua data è contestata o se sussiste un dubbio in proposito, l'Autorità deve sopportare le conseguenze della mancata prova, e in tal caso fondarsi sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio (DTF 122 I 97 consid. 3b, 114 III 51 consid. 3c e 4, 103 V 63 consid. 2a). Secondo la giurisprudenza la notificazione irregolare di una decisione non deve comportare pregiudizio alla parte ricorrente, per la quale il termine di ricorso inizia a decorrere solo dalla conoscenza della decisione. Certo, l'interessato non può differire a piacimento il suo intervento: il principio della buona fede gli impone di informarsi dell'esistenza e del contenuto di un atto che lo riguarda, non appena ne sospetti l'esistenza, pena il rischio di vedersi opporre l'irricevibilità del gravame per tardività (DTF 107 Ia 72 consid. 4a pag. 76, 102 Ib 91 consid. 3, sentenze del 14 giugno 1999, consid. 4b/bb, pubblicata in RDAT II-1999, n. 19t, pag. 360 segg. e del 18 ottobre 1999, consid. 4, pubblicata in SJ 2000 I pag. 118 segg.; cfr. inoltre sentenza del 31 dicembre 1993, consid. 2, pubblicata in ZBl 95/1994 pag. 529 segg.; DTF 112 Ib 417 consid. 2d). 3.2 Il legale del ricorrente ha chiesto il 28 gennaio 1999 al PP la motivazione del decreto di non luogo a procedere del 22 gennaio precedente, che il Magistrato ha steso il 14 febbraio 1999, ma di cui non ha provato l'immediata intimazione. Il 29 aprile 1999 il citato legale ha ricevuto una lettera del rappresentante della controparte chiedente un risarcimento per la mancata utilizzazione degli apparecchi da gioco durante il periodo di sequestro: lo scritto specificava ch'essi erano stati dissequestrati il 7 aprile 1999. Il denunciante, rispettivamente il suo patrocinatore, non era tuttavia stato informato in tal senso dal PP o dalla polizia, né risulta che egli abbia ricevuto ulteriori comunicazioni dall'Autorità sullo stato della procedura. D'altra parte, il patrocinatore del denunciante aveva tempestivamente risposto al collega il 3 maggio 1999, comunicandogli che il procedimento penale non era concluso, né risulta che il collega abbia reagito a questo scritto. In tali circostanze, il ricorrente e il suo avvocato non potevano d'acchito ritenere, già sulla base della lettera 29 aprile 1999, che una motivazione fosse nel frattempo stata emanata. Il fatto che il ricorrente abbia ancora atteso circa sei settimane prima di richiedere al PP la motivazione del decreto rientra, in un caso come il presente, nei limiti di un agire ancora non contrario ai principi della buona fede e della sicurezza del diritto (cfr. DTF 119 Ib 64 consid. 3b pag. 71 seg.; sentenza del 14 giugno 1999 citata, consid. 5c/aa). Dichiarando irricevibile per tardività il gravame, la CRP ha pronunciato un giudizio manifestamente insostenibile e quindi arbitrario (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 125 I 1 consid. 2b/aa, 124 I 247 consid. 5, 123 I 1 consid. 4a).