Citation: 2A.173/2002 02.09.2002 E. 3

3.1 Giusta l'art. 108 cpv. 2 OG, l'atto ricorsuale deve contenere le conclusioni del ricorrente e i motivi su cui esse si fondano. Se nella procedura amministrativa la legge non pone esigenze troppo severe riguardo la forma e il contenuto dei ricorsi e se l'adempimento di questi requisiti formali non va controllato con particolare rigore, il ricorrente deve nondimeno far prova di una certa diligenza e condurre la propria causa con un minimo di cura (DTF 118 Ib 134 consid. 2 e rinvii). Egli deve quindi esporre le proprie censure in modo intelligibile, precisare perché e in quale misura la decisione impugnata è contestata e formulare infine le proprie conclusioni. Non è necessario che la motivazione sia pertinente, ma essa deve riferirsi al litigio in questione. Di conseguenza, se la motivazione non è topica, ossia riferita allo specifico oggetto del litigio (DTF 123 V 335 consid. 1; 118 Ib 134 consid. 2 e rispettivi rinvii), il Tribunale federale non entra nel merito del gravame. Non va poi dimenticato che il Tribunale federale valuta con criteri più severi i ricorsi stesi da un avvocato o da un mandatario professionale (DTF 109 Ia 217 consid. 2b). 3.2 Le censure sviluppate dalla ricorrente nel proprio gravame si riferiscono unicamente al senso da attribuire alla nozione di "dimora regolare e ininterrotta di cinque anni" di cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS nonché all'analisi della propria situazione coniugale durante questo lasso di tempo, quesiti trattati tuttavia soltanto a titolo abbondanziale dai giudici cantonali. Ella non fa valere alcunché riguardo al giudizio d'inammissibilità reso dall'istanza precedente per motivi d'ordine. Ella non formula infatti alcuna censura riguardo al fatto che la Corte cantonale si è considerata incompetente a statuire in virtù dell'art. 10 lett. a LALPS come pure in merito alla circostanza che detta autorità ha ritenuto che non erano realizzati i presupposti esatti affinché si possa procedere al riesame della risoluzione governativa del 29 marzo 2000, cresciuta in giudicato. In altre parole, la ricorrente non ha sviluppato una compiuta, chiara e precisa motivazione riferita alle opinioni espresse dall'autorità cantonale di ultima istanza. In effetti, ella non spiega perché le argomentazioni contenute nel giudizio impugnato in merito all'inesistenza della competenza a statuire della Corte cantonale e del diritto ad ottenere un riesame sarebbero contrarie al diritto. In queste condizioni, in assenza di una motivazione riferita allo specifico oggetto del litigio, il gravame non soddisfa le esigenze poste dall'art. 108 cpv. 2 OG: lo stesso sfugge quindi ad un esame di merito. 3.3 Ma quand'anche si volesse da ciò prescindere, va osservato che è a ragione che la Corte cantonale, dopo aver ricordato che la risoluzione governativa del 29 marzo 2000 era cresciuta in giudicato poiché non era stata tempestivamente impugnata, ha constatato che la ricorrente non adduceva fatti o mezzi di prova che non aveva potuto o che non aveva motivo di sollevare nella precedente procedura e che, pertanto, ella non poteva più chiedere il riesame della citata risoluzione governativa, segnatamente della decorrenza del termine quinquennale di cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS. Neanche in questa sede l'interessata porta argomenti che permetterebbero di giungere a diversa conclusione. Se fosse ammissibile, il presente ricorso andrebbe comunque respinto.