Citation: 9C_454/2021 E. 5.1.2

5.1.2. Questi obblighi includevano, in particolare, il dovere di informarsi sulle passività esistenti e il loro corretto adempimento e, se necessario, di prendere misure per il loro corretto pagamento. Come si è già detto, il ricorrente sarebbe stato obbligato a garantire che i contributi paritetici dovuti per legge sui versamenti di salario in essere fossero pagati e non utilizzati per altri scopi. Egli non poteva accontentarsi di attendere la successiva richiesta di acconto di contributi, che sarebbe pervenuta più tardi, magari dopo mesi. Contrariamente a quanto lascia intendere implicitamente il ricorrente, la giurisprudenza non prevede un periodo di familiarizzazione nella funzione di amministratore (sentenza H 173/03 del 4 dicembre 2003 consid. 4.3.2). Per adempiere a questo dovere, il ricorrente avrebbe dovuto consultare immediatamente i documenti pertinenti e non solo i bilanci e i conti economici. Poiché l'obbligo di diligenza presupponeva la conoscenza degli atti relativi agli obblighi retributivi e contributivi, il fatto che C.________ non gli abbia presentato la documentazione né gli abbia mostrato l'effettiva entità degli arretrati non può essere decisivo, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente. Anche nell'ipotesi in cui effettivamente egli non avesse potuto avere accesso ad alcun documento, l'assunzione del ruolo di amministratore unico, con diritto di firma, gli avrebbe permesso di chiedere direttamente informazioni alla Cassa. L'assenza di un potere decisionale nella gestione della società o l'assenza di una retribuzione per la funzione svolta non escludono inoltre la responsabilità secondo l'art. 52 LAVS (sentenza 9C_41/2017 del 2 maggio 2017 consid. 7.3.2 con riferimenti). La semplice passività del ricorrente non è un motivo di discolpa (sentenza 9C_66/2016 del 10 agosto 2016 consid. 5.4 con riferimento). Al contrario, viola gravemente il suo obbligo di diligenza l'amministratore che resta in carica anche se non può adempiere coscienziosamente il suo mandato (DTF 122 III 195 consid. 3b in fine; sentenza 4A_373/2015 del 28 gennaio 2016 consid. 3.3). Sotto questo profilo la Corte cantonale non ha quindi leso il diritto federale.