Citation: B 45/05 13.04.2006 E. 1

1.1 A dipendenza del fatto che il processo concerna o meno l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, il potere cognitivo del Tribunale federale delle assicurazioni non è lo stesso. Sono considerate prestazioni assicurative ai sensi dell'art. 132 OG le prestazioni di cui si esamina la legittimità alla sopravvenienza dell'evento assicurato (DTF 122 V 136 consid. 1 con riferimenti). Secondo costante giurisprudenza, questa nozione comprende ugualmente la restituzione di prestazioni indebitamente riscosse; per contro, ciò non vale per il condono dell'obbligo di restituzione (DTF 122 V 136 consid 1 con riferimenti). Se le due questioni (restituzione e condono) devono essere esaminate nell'ambito della stessa procedura, il potere cognitivo è esteso conformemente all'art. 132 OG per quanto concerne l'obbligo di restituzione, mentre, per quanto attiene al tema del condono di un tale obbligo, tornano applicabili gli art. 104 lett. a e 105 cpv. 2 OG (DTF 98 V 276 consid. 3). Per quanto riguarda il condono dell'obbligo di restituzione, il ricorso di diritto amministrativo può pertanto essere interposto unicamente per violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 104 lett. a OG); l'accertamento dei fatti rilevanti da parte dei primi giudici può essere contestato soltanto se avvenuto in maniera inesatta o incompleta oppure in violazione di norme essenziali di procedura (art. 104 lett. b in relazione con l'art. 105 cpv. 2 OG). Per contro, nella procedura di ricorso vertente sulla restituzione di prestazioni indebitamente percepite, il potere di esame del Tribunale federale delle assicurazioni si estende ugualmente all'adeguatezza della decisione impugnata; il tribunale non sarà allora vincolato allo stato di fatto accertato dall'autorità giudiziaria inferiore e può scostarsi dalle conclusioni delle parti, a loro vantaggio o svantaggio (art. 132 OG; DTF 122 V 136 consid. 1). 1.2 Nel caso di specie, oltre ad opporsi alla restituzione delle prestazioni e a mettere in evidenza la perenzione del diritto, il ricorrente invoca pure la tutela della buona fede e la gravità dell'onere che comporterebbe un tale obbligo, chiedendone così il condono.