Citation: 2P.281/1999 26.04.2000 E. 1

b) Il Comune ricorrente circoscrive l'oggetto del litigio al solo tema, fondato sul diritto cantonale e comunale, dell'autorizzazione per lo sgombero invernale in via privata di determinate strade comunali. Il presente gravame non concerne quindi - neppure indirettamente - l'applicazione del diritto federale, segnatamente dell'art. 3 della legge federale sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741. 01), di modo che, essendo esclusi sia il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale che il ricorso amministrativo al Consiglio federale, solo il ricorso di diritto pubblico entra in linea di conto nel caso specifico (art. 84 cpv. 2 OG). c) Nella misura in cui la sentenza querelata annulla il rifiuto dell'autorizzazione opposto ai due privati e obbliga il Comune a rilasciare, in futuro, agli aventi diritto le autorizzazioni per lo sgombero invernale in via privata dei tratti di strada comunale oggetto della vertenza, il Comune è colpito nella sua facoltà di detentore del pubblico potere. Dal profilo dell'art. 88 OG esso è pertanto legittimato a censurare una lesione della propria autonomia: se essa sussista e sia stata disattesa è questione di merito, non di legittimazione (DTF 124 I 223 consid. 1b, 119 Ia 285 consid. 4a e rinvii). d) Secondo la giurisprudenza relativa all'art. 88 OG, il ricorrente deve avere, di principio, un interesse pratico e attuale all'annullamento della decisione querelata, rispettivamente all'esame delle censure da lui sollevate (DTF 118 Ia 46 consid. 3c, 488 consid. 1a). Nella misura in cui la sentenza cantonale ha annullato il rifiuto dell' autorizzazione opposto ai ricorrenti, riferito all'inverno 1999, e che tale periodo è ormai trascorso, non vi è più un interesse attuale e pratico all'accoglimento del ricorso. Nondimeno, il Tribunale federale rinuncia eccezionalmente a tale esigenza se il tema litigioso potrebbe sempre riproporsi in circostanze analoghe, e, in ragione della breve durata della sua effettività, sfuggirebbe così puntualmente all'esame di questa autorità (DTF 124 I 231 consid. 1b, 123 II 285 consid. 4 e rispettivi rinvii). In concreto, queste premesse sono adempiute, tanto più che la Corte cantonale, nel proprio giudizio, ha imposto al Comune di rilasciare, in futuro, autorizzazioni di analoga portata agli aventi diritto. Da questo profilo il gravame è pertanto ricevibile. e) A norma dell'art. 90 cpv. 1 OG, l'atto di ricorso deve soddisfare rigorosamente determinati requisiti di forma: esso deve contenere, segnatamente, un'esposizione concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, specificando in che cosa consista la violazione. Nella misura in cui il gravame non adempie questa esigenza, esso è inammissibile (sul cosiddetto principio dell'allegazione cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c). L'impugnativa sfugge parimenti ad un esame di merito nella misura in cui sono fatti valere nuovi argomenti di fatto o di diritto (DTF 118 Ia 20 consid. 5a; RDAT 1997 II n. 37 pag. 117 consid. 1b e rinvii). f) Per il resto, il ricorso di diritto pubblico, interposto tempestivamente contro una decisione cantonale di ultima istanza (art. 13 lett. a ed art. 71 della legge sulla giustizia amministrativa nel Cantone dei Grigioni, del 9 aprile 1967 [legge sul Tribunale amministrativo LTA]), adempie gli ulteriori requisiti formali posti agli art. 84 segg. OG. Esso va pertanto, di principio, vagliato nel merito.