Citation: K 158/00 11.06.2001 E. 1

Le prime tre dichiarazioni del dott. L.________, che consideravano il trattamento dispensato come cura di convalescenza da effettuare a livello ambulatoriale, con l'ausilio dell'assistenza Spitex, non contengono indicazioni più precise e non soddisfano pertanto i summenzionati requisiti per inficiare le conclusioni dei medici curanti. Solo la valutazione 6 giugno 2000, resa in sede ricorsuale sulla scorta di letteratura specialistica, entra nel merito della situazione diagnostica operata dai sanitari della clinica, esprimendo in particolare perplessità sulla valutazione di intensità del trattamento. Per il resto conferma che lo stato di salute dell'assicurata necessitava "solo" di cure infermieristiche che potevano essere dispensate a domicilio. Ma tale apprezzamento non appare convincente. Come esposto in precedenza, la necessità di una ospedalizzazione dipende da un insieme di fattori, sanitari nonché personali e sociali, motivo per cui, per le ragioni che seguono, la questione dell'intensità della cura medica può restare aperta. Sentiti in sede cantonale, due operatori attivi nel settore delle cure a domicilio del B.________ si sono chiaramente espressi sulle possibilità di un intervento del servizio Spitex in favore dell'interessata. Senza mezzi termini, in considerazione delle proprie disponibilità nonché dello stato di salute dell'interessata, hanno escluso siffatta eventualità, osservando come l'intervento del servizio da solo non avrebbe permesso di garantire la permanenza a domicilio dell'opponente. Ne discende che la necessità di cure e assistenza in ambito ospedaliero risultava nel caso di specie sia dal profilo socio-personale che da quello sanitario. Inutile risulta pertanto il tentativo della Cassa di lamentare un accertamento lacunoso dei fatti per non avere i primi giudici verificato l'esigibilità di assistenza da parte dei familiari durante il periodo di degenza presso il Centro. E' infatti inimmaginabile, a prescindere dall'effettiva disponibilità da parte di questi, che i parenti potessero sostituirsi in un compito di cure e assistenza che neppure il servizio specializzato Spitex sarebbe stato in grado di offrire. Nemmeno la documentazione scientifica prodotta dalla ricorrente in sede ricorsuale giustifica un apprezzamento diverso, atteso come la stessa, rilevando che una frattura sottocapitale dell'omero venga in prevalenza trattata in maniera conservativa e ambulatoriale, non esclude di certo la possibilità di trattamento ospedaliero. e) Correttamente pertanto i primi giudici hanno considerato il trattamento prestato presso la Clinica Y.________ di S.________ quale provvedimento di riabilitazione medica a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e non quale cura di convalescenza. Ne discende che il ricorso della Cassa si appalesa infondato, mentre merita conferma il giudizio querelato.