Citation: 4P.26/2004 17.06.2004 E. 4

La prima parte dell'allegato ricorsuale verte sul momento in cui ha preso fine il rapporto di lavoro tra le parti. 4.1 I giudici cantonali hanno stabilito che ciò è avvenuto il 31 luglio 1998. Essi sono giunti a questa conclusione constatando che il 21 gennaio 1998 il dipendente aveva consegnato al consiglio d'amministrazione una lettera di dimissioni per il 30 aprile 1998, dimissioni che, dopo un apparente ritiro, erano state confermate il 26 giugno 1998. II 29 luglio 1998 egli aveva poi ribadito di considerare terminati i suoi impegni lavorativi per la fine del mese di luglio. Con scritto del medesimo giorno la datrice di lavoro gli aveva risposto che, siccome il contratto di lavoro prevedeva un preavviso di sei mesi, essa accettava la disdetta per il 31 dicembre 1998. Il 31 luglio 1998, sempre stando agli accertamenti dell'autorità cantonale, il consiglio d'amministrazione aveva consegnato al direttore le chiavi per accedere agli uffici e sbrigare alcune pratiche rimaste in sospeso. Infine, il 24 agosto 1998 la datrice di lavoro aveva comunicato di accettare la disdetta del contratto di lavoro per il 31 luglio 1998, invitando il dipendente a lasciare la ditta con effetto immediato. 4.2 Il ricorrente definisce questa motivazione arbitraria per più versi. In primo luogo contesta l'accertamento secondo il quale il 31 luglio 1998 gli sarebbero state consegnate le chiavi degli uffici e, di conseguenza, le conclusioni che i giudici cantonali hanno tratto da questo episodio quanto alla fine del rapporto di lavoro. Nel documento T, sul quale è fondato l'accertamento criticato, si legge effettivamente che i due consiglieri d'amministrazione "decidono di lasciare in detenzione le chiavi sin qui possedute dal signor A.________ che accetta senza alcuna responsabilità del caso". Ciò significa che - contrariamente a quanto considerato dall'autorità cantonale - il ricorrente, che perlomeno sino al 31 luglio 1998 era stato alle dipendenze della convenuta, a quel momento non aveva ancora restituito le chiavi. Egli afferma che tale circostanza "significa, per ogni persona normale, che il rapporto di lavoro continua a sussistere". Sennonché, accanto a questa ipotesi plausibile, ve n'è un'altra altrettanto sostenibile: qualora le parti avessero concordato di proseguire il rapporto di lavoro oltre il 31 luglio 1998 non sarebbe stato affatto necessario allestire un verbale specifico concernente le chiavi; il dipendente avrebbe semplicemente potuto continuare ad usare quelle che già deteneva. Ne discende che la svista commessa dai giudici cantonali nella lettura del documento T non rende arbitrario il risultato al quale giunge il giudizio impugnato. 4.3 In secondo luogo il ricorrente, pur ammettendo di aver significato la disdetta per il 31 luglio 1998, rimprovera all'autorità cantonale di essere caduta nell'arbitrio omettendo di considerare che nella lettera scrittagli il 29 luglio 1998 l'opponente gli ricordava che il contratto prevedeva un preavviso di disdetta di sei mesi e che il rapporto di lavoro sarebbe pertanto terminato il 31 dicembre 1998. Anche su questo punto la critica ricorsuale è pertinente ma non giustifica l'annullamento della pronunzia cantonale. La Corte ticinese ha verosimilmente commesso una svista nello stabilire la cronologia della corrispondenza intercorsa fra le parti il 29 luglio 1998. La lettera menzionata, inviata per raccomandata/espresso dall'opponente, ha preceduto la risposta di medesima data del ricorrente, nella quale è fatto esplicito riferimento alla prima. Ora, in quest'ultimo scritto il ricorrente ribadiva in modo deciso che, avendo dato la disdetta il 21 gennaio 1998, i suoi obblighi contrattuali sarebbero cessati alla fine del mese di luglio 1998 e rinviava alle sue prese di posizione precedenti. Così stando le cose, non è insostenibile ritenere che il dipendente avesse mantenuto la sua decisione di cessare il rapporto di lavoro il 31 luglio 1998. 4.4 Da ultimo, il ricorrente dichiara che l'autorità cantonale sarebbe caduta nell'arbitrio accertando che si ignora la natura delle pratiche rimaste in sospeso, per le quali egli si era recato in ufficio ancora nell'agosto 1998, e costata che le parti non si erano neppure accordate sulla retribuzione di tale attività. Invoca inoltre il conteggio del salario dell'agosto 1998, che proverebbe l'esistenza di accordi sull'attività svolta quel mese e sulla retribuzione. Anche su questo punto gli accertamenti della sentenza impugnata appaiono, in effetti, un poco affrettati. Già davanti alla prima istanza le parti concordavano perlomeno sul fatto che tali pratiche consistevano principalmente nell'allestimento dei conti intermedi al 31 luglio 1998; le medesime allegazioni sono poi state confermate davanti alla II Camera civile del Tribunale d'appello. Neppure questa imprecisione è però di rilievo sotto il profilo dell'arbitrio, perché la conoscenza della natura di queste pratiche nulla dice sulla questione di sapere se il loro disbrigo costituisse la continuazione del normale rapporto di lavoro, come sostiene il ricorrente, oppure la semplice conclusione di alcuni lavori rimasti in sospeso, ragione per cui gli erano state lasciate le chiavi anche dopo il 31 luglio 1998. Quanto alla scheda di salario dell'agosto 1998 basti constatare ch'essa espone uno stipendio pieno per l'intero mese, mentre secondo un accertamento della sentenza impugnata rimasto incontestato il ricorrente ha lavorato solamente otto giorni. Il conteggio dell'agosto 1998 è stato d'altronde giudicato inaffidabile - in modo esente da arbitrio - anche per quanto attiene al calcolo delle vacanze arretrate. 4.5 In definitiva, nonostante le imprecisioni delle quali s'è detto e sebbene manchino - effettivamente - degli elementi precisi sugli accordi intercorsi fra le parti negli ultimi giorni del mese di luglio, dall'insieme delle prove valutate dall'autorità cantonale appare che l'accertamento secondo cui il rapporto di lavoro sarebbe terminato il 31 luglio 1998 non è insostenibile. Non da ultimo in considerazione anche del fatto che lo stesso ricorrente, in tutte le sue prese di posizione anteriori al 31 luglio 1998, aveva sempre affermato con vigore di aver disdetto il contratto di lavoro per quella data.