Citation: 1A.229/2002 06.06.2003 E. 3

La fattispecie litigiosa è contemporaneamente oggetto di procedimenti penali aperti in Italia e nel Cantone Ticino. Non risulta che la persona perseguita risieda in Svizzera, né il procedimento penale interno coincide esattamente con quello cui si riferisce la domanda, sicché l'assistenza giudiziaria non può d'acchito essere negata in applicazione del principio "ne bis in idem" (art. 66 AIMP; cfr. Zimmermann, op. cit., n. 424 seg.). Le procedure sono però strettamente connesse, e il quesito della proprietà del dipinto e dei suoi trasferimenti è determinante in entrambe. Gli accertamenti sulla trasmissione dell'opera da C.________ ad A.________ e sui loro rapporti possono infatti influire sul procedimento interno riguardante un'eventuale appropriazione indebita di A.________ ai danni di B.________. Al proposito, il PP, nelle osservazioni dinanzi alla Corte cantonale, aveva escluso un'eventuale delega del perseguimento penale all'Autorità estera siccome il reato di appropriazione indebita oggetto dell'inchiesta ticinese presuppone nel diritto italiano la querela della persona offesa, che in concreto sarebbe però tardiva (cfr. art. 646 CP/it. in relazione con l'art. 124 CP/it.). Tuttavia, la possibilità per lo Stato estero di eventualmente assumere il perseguimento penale per un reato soggetto alla giurisdizione svizzera secondo l'art. 88 AIMP (cfr. anche l'art. 21 CEAG) deve essere esaminata in modo astratto (DTF 118 Ib 269 consid. 3b pag. 276). La circostanza che la fattispecie oggetto del procedimento penale ticinese denota di principio gli estremi di un reato anche secondo il diritto italiano (cfr. pure l'art. 627 CP/it.) è quindi sufficiente per non ritenere d'acchito esclusa un'eventuale assunzione del perseguimento da parte dell'Autorità estera. Nel seguito della procedura, il ricorrente e il PP dovranno quindi considerare il procedimento penale interno anche nell'ottica della sua connessione e contemporaneità con quello italiano, esaminando in particolare il quesito di un'eventuale sospensione (art. 20 AIMP) o delega del procedimento penale (art. 21 CEAG, art. 88 segg. AIMP), tenendo conto delle esigenze di economia processuale, della necessità di evitare decisioni contraddittorie e dei rapporti della persona perseguita con lo Stato svizzero (cfr., su questi aspetti, Zimmermann, op. cit., n. 424 segg. e n. 493 segg.).