Citation: 1C_536/2017 E. 5.3

5.3. Al riguardo il ricorrente riproduce parzialmente i considerandi di una sentenza del 23 dicembre 1994 del Tribunale cantonale amministrativo (apparsa in: RDAT II-1995 n. 32 pag. 86), rettamente ritenuta nell'impugnato giudizio riferita a un'altra fattispecie. In quella causa si trattava infatti di un'utilizzazione sporadica di una residenza secondaria quale abitazione primaria, dalla quale non si poteva dedurre un cambiamento irreversibile di destinazione, che avrebbe comunque dovuto essere accertato nel quadro di una procedura formale di rilascio del permesso di costruzione. In quel caso, la durata dei soggiorni per ragioni di lavoro di due cittadini giapponesi sull'arco di due anni è stata soltanto di cinque, rispettivamente nove mesi e non considerata pertanto di lunga durata, ma quale occupazione temporanea e transitoria di un monolocale, tipica delle residenze secondarie. Le differenze fra questa fattispecie e il caso in esame sono palesi, per cui non si è in presenza di una disparità di trattamento. L'insorgente disattende del resto che anche nel contesto della LASec il criterio per definire le abitazioni primarie è quello dell'occupazione in modo "permanente" a scopo di lavoro o di formazione (art. 2 cpv. 3 lett. a e b), fattispecie realizzata per l'occupazione di un'abitazione utilizzata, durevolmente, quale domicilio per un periodo di circa nove anni.