Citation: 1C_417/2022 E. 3.1

3.1. Il ricorrente incentra il gravame sul fatto che di professione è autista di camion e che, qualora la sanzione amministrativa venisse confermata, egli potrebbe perdere il suo impiego e la sua fonte di reddito principale, visto che la revoca dovrebbe avere una durata continuativa di 12 mesi, conseguenza al suo dire del tutto sproporzionata rispetto all'infrazione commessa; ciò lederebbe gli art. 5 cpv. 2 (buona fede) e 36 cpv. 3 Cost., il principio della parità di trattamento (art. 8 Cost.) nonché il divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.). Aggiunge che la prima infrazione grave per velocità eccessiva commessa nel 2013 è sfociata in un decreto di accusa cresciuto in giudicato il 29 ottobre 2013. Poiché il primo periodo di revoca di tre mesi stabilito all'epoca non gli conveniva, egli aveva concordato con la Sezione della circolazione di depositare la patente dal 28 aprile al 27 luglio 2014. La revoca effettiva ha quindi avuto luogo a fine luglio 2014, benché l'infrazione fosse avvenuta il 10 agosto 2013. Osserva che giusta l'art. 16c cpv. 2 lett. c LCStr la licenza è revocata per almeno 12 mesi, se nei cinque anni precedenti essa è stata revocata una volta per un'infrazione grave. Richiamando la prassi rileva che la durata dei cinque anni non viene calcolata dal giorno dell'infrazione, ma dalla scadenza della revoca (DTF 136 II 447 consid. 5.3; sentenza 1C_600/2015 del 1° marzo 2016 consid. 3.1). Adduce quindi che se, formalmente, la revoca era in vigore tre settimane prima dello scadere del periodo di cinque anni stabilito dalla legge per applicare l'aggravante della recidiva, nella realtà dei fatti dalla prima infrazione commessa sarebbero già trascorsi quasi sei anni. L'assunto non è decisivo visto che, come rettamente stabilito dalla Corte cantonale, in concreto la nuova infrazione è stata commessa prima dello scadere dei cinque anni dal giorno in cui è stata scontata la precedente misura.