Citation: 1P.190/2003 30.06.2003 E. 2

La ricorrente critica innanzitutto l'apprezzamento dei fatti da parte della Corte cantonale, sostenendo essenzialmente che le cause dell'alluvione non sarebbero state chiarite in modo preciso e completo; in particolare, mancherebbero accertamenti sulla qualità del terreno nel luogo oggetto della frana, né si sarebbe tenuto conto dello straripamento del riale. Secondo la ricorrente i danni lamentati sarebbero riconducibili anche a omissioni delle Autorità sia comunali che cantonali e al deposito abusivo da parte di terzi di materiale sulla sua particella. Nonostante precipitazioni successive anche importanti, non si sarebbero d'altra parte manifestati ulteriori scoscendimenti in quel luogo, sicché le conclusioni del geologo, secondo cui sarebbero possibili futuri franamenti, risulterebbero dubbie. 2.1 Trattandosi dell'accertamento dei fatti e del loro apprezzamento il Tribunale federale interviene solo quando essi siano arbitrari (DTF 118 Ia 473 consid. 6c pag. 483 e rinvii). Secondo la giurisprudenza l'arbitrio, vietato dall'art. 9 Cost., non è tuttavia ravvisabile quando un'altra soluzione potrebbe entrare in considerazione o sarebbe addirittura preferibile, ma solo quando la decisione impugnata sia manifestamente insostenibile, in contraddizione manifesta con una norma o un principio giuridico indiscusso o chiaramente lesiva del sentimento di giustizia e dell'equità. Perché il Tribunale federale annulli una decisione per arbitrio non è d'altra parte sufficiente che la sua motivazione sia insostenibile, ma occorre piuttosto ch'essa sia arbitraria anche nel risultato (DTF 129 I 8 consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). Un accertamento dei fatti o un apprezzamento delle prove è arbitrario solo quando l'Autorità abbia manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa; oppure quando, sulla base degli elementi raccolti, essa abbia fatto delle deduzioni insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1). 2.2 La ricorrente non censura in modo esplicito e conforme alle esigenze dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG un preteso arbitrio nell'accertamento dei fatti e nell'apprezzamento della loro rilevanza da parte della Corte cantonale, ma si limita soprattutto a sollevare dubbi sulle cause dell'alluvione e a criticare genericamente le conclusioni del geologo incaricato dal Municipio. I Giudici cantonali non hanno comunque tralasciato di considerare elementi decisivi e hanno pure tenuto conto delle argomentazioni contenute nel rapporto dell'ingegnere consulente della ricorrente; senza incorrere nell'arbitrio, hanno rilevato che il fondo presentava un rischio di ulteriori scoscendimenti e precisato che questa circostanza era chiaramente dimostrata dal geologo comunale e non smentita dal consulente della ricorrente, anche se il suo rapporto divergeva parzialmente dalle conclusioni del perito comunale quanto alle cause del dissesto e ai provvedimenti da adottare. La Corte cantonale non ha d'altra parte ritenuto decisiva - anche qui senza cadere nell'arbitrio - l'assenza di altri franamenti e la possibile responsabilità di terzi riguardo ai danni provocati dall'alluvione, visto che determinante per l'emanazione dei provvedimenti municipali erano la permanente instabilità del pendio, il conseguente pericolo di ulteriori cedimenti, nonché la necessità e l'urgenza dell'intervento.