Citation: 5A_918/2015 E. 4.3

4.3. Il ricorrente, che non dimostra un interesse a una simile constatazione, si limita ad addurre che la fattispecie sarebbe stata semplice e che la procedura esecutiva pendente gli avrebbe causato imprecisate difficoltà professionali. Non sostanzia tuttavia specifici motivi che avrebbero imposto di statuire con una particolare urgenza, a maggior ragione ove si consideri che il periodo di poco meno di tre mesi intercorso tra l'introduzione del ricorso e l'emanazione del giudizio finale dell'autorità di vigilanza, non appare d'acchito eccessivo. Il ricorrente non sostiene nemmeno di avere sollecitato l'evasione del gravame o di avere adito le istanze superiori con un ricorso per ritardata o denegata giustizia (cfr. art. 17 cpv. 3 LEF, art. 8 cpv. 4 LPR, art. 94 LTF). In tali circostanze, non può essere oggettivamente rimproverato all'autorità di vigilanza di avere disatteso il principio di celerità. Nella misura in cui è ammissibile, la censura è pertanto infondata.