Citation: 1C_115/2024 E. 4.4

4.4. Il contributo ticinese richiamato dal Gran Consiglio nelle osservazioni, con il quale i ricorrenti non si confrontano, precisa che il preventivo dello Stato equivale a un semplice atto amministrativo, che non ha forza di legge, sottolineando che esiste quindi una preminenza della legge rispetto al preventivo e che, pertanto, il Governo è tenuto a effettuare tutte le spese imposte necessariamente dall'esercizio delle sue competenze. Ne deduce che l'approvazione del preventivo ha quindi essenzialmente una portata politica. Si precisa, ciò che è decisivo, che in virtù del principio della separazione dei poteri non è da ritenere che il Gran Consiglio sia legittimato a dare "istruzioni" al Consiglio di Stato sul modo di attuare le leggi, e ancor meno siffatte istruzioni possono essere date con l'approvazione del preventivo, che non ha forza di legge e non ha quindi il carattere vincolante delle leggi votate dal Gran Consiglio medesimo. Si aggiunge infine che il Parlamento non sarebbe legittimato a sopprimere dal preventivo le spese derivanti dall'applicazione di una legge ch'esso stesso ha votato, né stabilire, approvando il preventivo, un piano di priorità delle spese medesime. Si conclude affermando che tutt'al più il Gran Consiglio potrebbe esprimere delle "raccomandazioni" al Consiglio di Stato, che non sono tuttavia giuridicamente vincolanti per quest'ultimo, ma che avrebbero unicamente effetti di natura politica (SANDRO CRESPI, Pareri giuridici, in: RDAT 1980, n. 5.3 pag. 27 seg.).