Citation: 2C_119/2020 E. 5.2

5.2. Chiamato ad esprimersi sulla critica secondo la quale, nell'ambito dell' aggiornamento intermedio in discussione, il Governo ticinese sarebbe stato legittimato a considerare - ai fini dell'evoluzione di parametri sulla stima - solo gli ultimi quattro anni (lasso di tempo che va dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2014) e non anche i due quadrienni precedenti, in cui non era stato svolto nessun aggiornamento intermedio (precedente consid. A), il Tribunale amministrativo l'ha respinta osservando quanto segue: (a) che se al termine di un ciclo quadriennale non è intervenuto nessun aggiornamento intermedio, perché non è stato registrato un mutamento rilevante dei fattori d'incidenza previsti dall'art. 19 LSt/TI (prezzi medi dei terreni, tasso ipotecario, costo medio delle pigioni, costo medio delle costruzioni), ovvero una variazione di almeno +/- il 25 % rispetto all'ultimo aggiornamento (art. 24 RLSt/TI) appare evidente che alla successiva scadenza occorra ripartire dai fattori definiti "all'inizio" della stima e in seguito non aggiornati, ovvero dai fattori registrati in occasione dell'ultima revisione generale (in vigore dal 1° gennaio 2005 e relativa alla situazione di fatto al 1° gennaio 2003); (b) che, oltre a non essere conforme a testo e scopo dell'art. 7 LSt/TI, una diversa interpretazione - come quella prospettata dai ricorrenti, che per l'appunto vorrebbero che l'evoluzione dei fattori d'incidenza fosse esaminata solo tenendo conto degli ultimi quattro anni (in concreto sulla base dei dati relativi al periodo tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2014) - non appare né sensata né ammissibile, perché potrebbe facilmente condurre a una sistematica sottostima della sostanza immobiliare, per principio vietata dal diritto federale; (c) che gli insorgenti non possono infine dedurre nulla nemmeno dal fatto che, al termine del secondo ciclo quadriennale, il Governo abbia all'apparenza considerato solo un lasso di tempo di quattro anni, siccome - salvo ipotesi eccezionali, in concreto non date - un'eventuale errata applicazione della legge non conferisce nessun diritto a che l'autorità perseveri nel suo sbaglio.