Citation: 1P.132/2002 05.08.2002 E. 1

Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 II 56 consid. 1, 127 III 41 consid. 2a, 126 I 257 consid. 1a). 1.1 Con la sentenza impugnata il Tribunale cantonale amministrativo ha statuito - nell'ambito della procedura d'espropriazione formale promossa dal Comune di Sementina - sull'opposizione all'espropriazione e sulla domanda di modificazione dei piani. Il quesito dell'indennità non è stato, secondo l'art. 45 della legge ticinese di espropriazione, dell'8 marzo 1971 (LEspr/TI), affrontato né tanto meno risolto, la procedura di stima essendo rimasta nella sede cantonale sospesa sino alla definitiva soluzione dei quesiti attinenti all'opposizione e alla modificazione dei piani. Su questi ultimi punti il giudizio litigioso emana dall'ultima istanza cantonale ed è definitivo. Il ricorso è quindi, da questo profilo, ammissibile (art. 84 cpv. 1 lett. a e 86 cpv. 1 OG). La proprietaria del fondo espropriato può d'altra parte prevalersi di un interesse giuridicamente protetto ed è legittimata a ricorrere secondo l'art. 88 OG. 1.2 Il ricorso di diritto pubblico, tranne eccezioni che non si verificano in concreto, ha natura meramente cassatoria (DTF 127 II 1 consid. 2c, 126 III 534 consid. 1c e rinvio). Le richieste, contenute nel ricorso, che vanno oltre l'annullamento del giudizio impugnato, segnatamente la richiesta di annullamento della domanda di espropriazione formale presentata dal Comune di Sementina il 4 maggio 1998, sono inammissibili (DTF 125 I 492 consid. 1a/bb, 104 consid. 1b e rinvii). 1.3 Secondo l'art. 90 cpv. 1 OG l'atto di ricorso, oltre alla designazione della decisione impugnata, deve contenere le conclusioni del ricorrente (lett. a), come pure l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando in che consista la violazione (lett. b). Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo se sono sufficientemente motivate (DTF 127 I 38 consid. 3c pag. 43, 125 I 71 consid. 1c, 492 consid. 1b, 122 I 70 consid. 1c, 119 Ia 197 consid. 1d). Ove la ricorrente critica in modo generico il giudizio impugnato, dilungandosi nell'esporre la propria versione dei fatti e il loro apprezzamento giuridico senza tuttavia confrontarsi, con chiarezza e precisione, con le puntuali argomentazioni contenute nella sentenza impugnata, e senza spiegare per quali ragioni esse violerebbero i suoi diritti costituzionali, il ricorso è inammissibile. Il gravame lo è ancora in modo particolare laddove la ricorrente adduce che dalle motivazioni della sentenza impugnata emergerebbe una tendenza dei giudici cantonali a volerla mettere in cattiva luce, tanto da fare quasi pensare a una loro prevenzione nei suoi confronti: manca al riguardo una sufficiente motivazione, ritenuto che l'espropriata non fa esplicitamente valere pretesi motivi di ricusa o l'eventuale violazione delle garanzie procedurali generali (art. 29 seg. Cost.), peraltro neppure seriamente ravvisabile nella fattispecie. Né la ricorrente, pur lamentando la mancata intersecazione dell'espressione criticata, fa valere su questo aspetto un'asserita violazione di garanzie costituzionali da parte dei giudici cantonali, segnatamente l'arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale (cfr. art. 9 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 [LPamm]).