Citation: 5A.27/2004 27.01.2005 E. 6

Il ricorrente lamenta altresì l'eccessiva durata sia della procedura di naturalizzazione che di quella di annullamento e afferma che egli non deve subire alcun pregiudizio da tali lungaggini. Sostiene segnatamente che se la procedura di naturalizzazione avesse avuto una durata normale di al massimo un anno e si fosse quindi conclusa nel novembre 1995, la sua situazione familiare sarebbe stata del tutto diversa. Con tale argomentazione egli pare dimenticare che la prima figlia concepita fuori dal matrimonio era già nata nel 1994. Non lo soccorre nemmeno l'asserzione secondo cui, vista la durata della procedura di annullamento, il Dipartimento avrebbe nuovamente dovuto interpellare le autorità del luogo di attinenza e coinvolgere pure quelle - ticinesi - del luogo di residenza: a giusta ragione neppure il ricorrente sostiene che un siffatto modo di procedere sia previsto dalla PA o dalla LCit. Non è poi di maggior pregio l'affermazione ricorsuale secondo cui, qualora la procedura di annullamento si fosse conclusa in tempi più brevi, egli avrebbe già potuto iniziare la procedura ordinaria di naturalizzazione. Giova del resto rilevare che il ricorrente, il quale nemmeno afferma di aver sollecitato le autorità federali ad emanare una decisione, ha usufruito della nazionalità svizzera per tutta la durata della procedura di annullamento innanzi alle autorità inferiori.