Citation: 1P.693/2005 21.11.2005 E. 1

1.2.1 Secondo l'art. 397 CP un fatto o un mezzo di prova è nuovo quando era sconosciuto al giudice, non quando, invece, quest'ultimo l'ha esaminato, ma non ne ha valutato correttamente la portata. Anche fatti o mezzi di prova che risultano dagli atti o dai dibattimenti possono essere considerati nuovi, se sono rimasti sconosciuti al giudice; ciò tuttavia alla sola duplice condizione che il giudice, qualora ne avesse avuto conoscenza, avrebbe deciso diversamente e che la sua decisione si fondava sulla mancata conoscenza e non sull'arbitrio. I fatti o i mezzi di prova nuovi sono rilevanti ove fossero stati suscettibili di inficiare gli accertamenti alla base della prima sentenza, in modo da far presagire, sulla scorta del nuovo stato di fatto, un giudizio sensibilmente più favorevole al condannato (DTF 122 IV 66 consid. 2a e rinvii). Sapere se un fatto o un mezzo di prova era veramente sconosciuto al giudice oppure se è proprio a modificare lo stato di fatto alla base della decisione pertiene all'accertamento dei fatti e all'apprezzamento delle prove; tali questioni possono pertanto essere fatte valere unicamente in un ricorso di diritto pubblico. Costituiscono invece questioni di diritto, censurabili nell'ambito di un ricorso per cassazione al Tribunale federale (art. 269 PP), sapere se l'autorità cantonale si è dipartita da un giusto concetto di fatti o mezzi di prova nuovi o rilevanti ai sensi dell'art. 397 CP oppure se la modifica dello stato di fatto è giuridicamente pertinente, vale a dire suscettibile di comportare un giudizio sensibilmente più favorevole al condannato (DTF 122 IV 66 consid. 2a e b). 1.2.2 Il ricorrente parrebbe criticare in sostanza la questione di sapere se gli invocati mezzi di prova erano veramente sconosciuti al giudice e se essi erano idonei a modificare lo stato di fatto, domande alle quali la CCRP ha dato una duplice risposta negativa; egli censura un accertamento dei fatti e una valutazione delle prove arbitrari. Queste critiche devono essere esaminate nell'ambito del ricorso di diritto pubblico. Nella misura in cui il ricorrente parrebbe addurre invece che la CCRP avrebbe travisato il concetto giuridico di fatto nuovo e rilevante giusta l'art. 397 CP, la censura doveva essere proposta con un ricorso per cassazione. Questa censura non avrebbe comunque soddisfatto le esigenze di motivazione di quel rimedio, ritenuto d'altra parte che, contrariamente all'assunto ricorsuale, la Corte cantonale non ha, e per di più, in sostanza, in via abbondanziale, ritenuti irrilevanti i mezzi di prova litigiosi. Essa li ha infatti valutati e stabilito che non avrebbero modificato lo stato di fatto alla base della decisione di condanna. 1.3 Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale esamina solo le censure sollevate e unicamente quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché ed eventualmente in quale misura la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 130 I 26 consid. 2.1, 129 I 113 consid. 2.1, 127 I 38 consid. 3c) o perché il criticato accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sarebbero manifestamente insostenibili e quindi arbitrari (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 128 I 177 consid. 2.1, 127 I 54 consid. 2b).