Citation: 5P.87/2002 02.05.2002 E. 5

5.- a) Infine la sentenza impugnata indica che gli attori non sono riusciti a provare che l'incriminato testamento non è l'espressione di una libera volontà, come invece richiesto dall'art. 519 cpv. 1 n. 2 CC per poter procedere al suo annullamento. Segnatamente le audizioni innanzi alle autorità di tutela (autorità tutoria ed autorità di vigilanza) e la visita del perito nell'ambito dell'allestimento della perizia sulla capacità di intendere e volere sono inidonee a dimostrare il realizzarsi dei requisiti di tale norma, poiché di mesi posteriori alla redazione del testamento. b) I ricorrenti sostengono che la Corte cantonale non poteva limitarsi a porre esclusivamente a loro carico le prove dell'incapacità di discernimento della testatrice, poiché in una recente sentenza il Tribunale federale ha stabilito che nel caso di persone anziane e malate la capacità di intendere non è presunta. Basta inoltre leggere le diverse audizioni per giungere alla conclusione che la capacità di discernimento della testatrice fosse almeno dubbia. c) In concreto la critica ricorsuale si rivela irricevibile, poiché la ripartizione dell'onere della prova, risp. la nozione di capacità di discernimento sono disciplinate dal diritto federale (DTF 126 III 189 consid. 2b; 124 III 5 consid. 4 pag. 13), motivo per cui la censura era da proporre con un ricorso per riforma e non in un ricorso di diritto pubblico, sussidiario (art. 84 cpv. 2 OG). Per il resto i ricorrenti non spiegano, con un'argomentazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e pertanto con precisi riferimenti ai verbali di audizione e alla perizia, in che modo la valutazione di tali prove sarebbe arbitraria.