Citation: 5A_564/2016 E. 5.4.1

5.4.1. Assevera, a tal proposito, che l'obbligo suo di versare un terzo del provento della vendita degli appartamenti fosse legato allo svincolo - sottinteso: dei fondi venduti dal pegno. E ne deduce che la banca avrebbe pertanto esatto una condizione contraria alla pattuizione contrattuale e alla prassi commerciale, sabotando volutamente la vendita di appartamenti e, di conseguenza, causandole un danno. Questa motivazione è altamente imprecisa: costringe il giudice a supporre che il danno pretestato costituisca l'importo che la ricorrente intende porre in compensazione. Anzi: a supporre che la ricorrente intenda porre in compensazione un ipotetico danno. L'argomento ricorsuale è per questa ragione al limite inferiore dell'ammissibilità. Comunque sia, a sostegno della propria tesi la ricorrente non fa riferimento ad alcuna prova documentale (supra consid. 5.2; sull'obbligo di rendere verosimile il credito compensatorio mediante documenti v. in particolare sentenza 5A_467/2015 del 25 agosto 2016 consid. 4, in SJ 2016 I pag. 481) bensì si dilunga in una personale interpretazione del contratto che la legava all'opponente. Ora, una tale argomentazione non concerne questioni fattuali, ma è di natura giuridica. Inoltre, essa trascende la cognizione del giudice nella procedura sommaria di rigetto dell'opposizione, limitata alla forza probante del titolo proposto dal creditore (supra consid. 5.2), e che gli preclude la discussione di questioni di diritto di competenza esclusiva del giudice di merito (sentenza 5A_467/2015 cit. consid. 3.3, pure in SJ 2016 loc. cit.).