Citation: 1C_324/2016 E. 3.2.1

3.2.1. La ricorrente, che non critica la destinazione della zona stabilita dall'art. 25 LE (DTF 131 II 103 consid. 2.4.1 pag. 110), fonda la sua tesi sull'art. 1 cpv. 1 LPT in relazione con l'art. 75 cpv. 1 Cost., relativi a un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo. Lo stesso articolo, ciò ch'essa misconosce, disciplina però anche un ordinato insediamento del territorio, attuato in particolare mediante l'istituzione delle differenti zone previste dai piani di utilizzazione, il cui scopo non può essere sovvertito nell'ambito del rilascio di una licenza edilizia (art. 14 segg. LPT; DTF 140 II 262 consid. 2.3.1 e rinvii). Ne deduce, a torto, che l'interpretazione dei giudici cantonali, secondo cui il magazzino e l'ufficio in esame possono essere utilizzati soltanto per attività conformi alla destinazione della zona, comporterebbe un uso dispersivo del suolo, lesivo dell'art. 75 cpv. 1 Cost. Argomenta poi ch'essa disporrebbe di un diritto acquisito all'utilizzo dei propri spazi quali deposito, magazzino, posteggio e ufficio. L'assunto è specioso: questo utilizzo è infatti autorizzato solo in relazione ad attività principali conformi alla destinazione della zona previste dall'art. 25 LE e non per altre funzioni. I giudici cantonali hanno quindi rettamente stabilito che nel caso di specie la ricorrente non può appellarsi a diritti acquisiti in relazione ad attività che esulano da quelle previste dalla citata norma; né l'esclusione di siffatte attività doveva essere espressamente ripresa nelle licenze edilizie poiché, ricordato che la pianificazione locale del territorio compete ai comuni, deriva direttamente dall'art. 25 LE (DTF 142 I 177 consid. 4.2.3 pag. 185). È quindi a ragione ch'essi hanno ritenuto che, con riferimento alle attività svolte dalle due società locatrici, non si è in presenza di un caso di protezione della situazione acquisita.