Citation: 1P.730/1999 09.06.2000 E. 3.-

Esso sarebbe, e le seguenti considerazioni so- no abbondanziali, in ogni caso infondato. Innanzitutto, era tutt'altro che arbitraria (sulla nozione d'arbitrio v. DTF DTF 125 II 10 consid. 3a pag. 15, 125 I 1 consid. 2b/aa, pag. 4) l'interpretazione data dalla Corte cantonale alla mozione litigiosa, nel senso di considerarla "elaborata": il suo autore proponeva due precise e pienamente formulate modificazioni delle norme di attuazione del piano regolato- re, che non abbisognavano di ulteriore elaborazione. Sulla mozione stessa si sono espressi una commissione del Consi- glio comunale con rapporto del 16 marzo 1999 e il Municipio con osservazioni del 20 aprile 1999: la procedura fissata dall'art. 67 LOC è stata rispettata. Considerata la natura della mozione, il Legislativo comunale poteva esaminarla in una sola tornata, e deciderla con un unico atto ( Eros Rat - ti, Il Comune, vol. I, 2aed., pag. 543). Le modificazioni che costituivano lo scopo e il contenuto stesso dalla mozione riguardavano manifestamente il piano regolatore, e andavano peraltro oltre la correzio- ne di semplici errori redazionali. Secondo i combinati di- sposti degli art. 13 cpv. 1 lett. d e 61 cpv. 2 LOC era ne- cessario, per accettarle, la maggioranza assoluta dei mem- bri del Consiglio comunale. Poiché questo comprende, a Minusio, quaranta membri, e per le suesposte modificazioni votarono solo diciotto membri, il quorum legale non è stato raggiunto, sicché senza arbitrio la Corte cantonale, fon- dandosi su un'applicazione addirittura corretta delle nor- me, ha respinto il ricorso.