Citation: U 162/04 13.04.2006 E. 2

Alla pronunzia di primo grado può essere prestata adesione pure nella misura in cui, in applicazione della regolamentazione in questione, i giudici cantonali hanno in concreto escluso la sussistenza, perlomeno a far tempo dal 14 ottobre 1996, di un relazione di causalità tra l'infortunio del 14 gennaio 1996 e le turbe lamentate dall'insorgente. 2.1 I giudici cantonali hanno nel loro particolarmente circostanziato giudizio segnatamente rilevato, dopo attento esame dell'abbondante documentazione medica agli atti, non essere nessuno degli specialisti che hanno esaminato l'interessata riuscito ad oggettivare delle lesioni strutturali di carattere post-traumatico suscettibili di spiegare la sintomatologia accusata dall'assicurata: in sintesi le loro considerazioni vengono ricordate nei considerandi che seguono. Per quel che attiene la colonna cervicale, nulla di patologico era stato evidenziato. Dall'esame di risonanza magnetica eseguito il 20 febbraio 1997 presso la Clinica A.________ erano emersi risultati nei limiti della norma, esclusa essendo la presenza di lesioni traumatiche osteoarticolari. Ciò era stato confermato dallo specialista in neurochirurgia dott. L.________, privatamente consultato dall'interessata, così come dai professori D.________ e R.________ della Clinica S.________, periti incaricati dalla Nazionale Svizzera Assicurazioni, questi ultimi sanitari avendo poi precisato che un disturbo da trauma cervicale quale quello subito dall'assicurata guarisce normalmente entro pochi giorni o al massimo entro settimane. In quanto alla colonna lombare, una TAC eseguita in data 22 ottobre 1996 aveva evidenziato una malformazione transizionale lombosacrale con articolazioni lombo-sacrali accessorie L5-S1 e segni di marcata artropatia in tali articolazioni accessorie. Simile diagnosi era stata confermata dal dott. L.________ in seguito a una risonanza magnetica 12 marzo 1997 ordinata da questo medico. I professori D.________ e R.________, espressisi al riguardo, hanno osservato spiegare le alterazioni constatate soltanto in parte la sintomatologia indicata dalla paziente. A questo riguardo il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha notato che il quesito dell'esistenza o meno di una correlazione fra i disturbi al rachide e le turbe lamentate dall'assicurata non era meritevole di più ampio esame, dal momento che secondo la letteratura medica, fatta propria dalla giurisprudenza, dopo traumi simili a quello riportato dall'interessata, lo stato anteriore può considerarsi ristabilito dopo sei mesi o al più tardi dopo un anno in presenza di patologie degenerative. In particolare i professori D.________ e R.________ avevano ritenuto essere solo possibile il fatto che l'infortunio avesse determinato un peggioramento temporaneo della situazione preesistente. Riguardo a una possibile lesione cerebrale, i sanitari della Clinica Z.________, in sede di un consulto 18 ottobre 1999, avevano asseverato che l'esaminata avrebbe potuto riportare anche una simile, lieve, lesione, questo fondandosi in sostanza sulle dichiarazioni dell'interessata medesima. Per i primi giudici non poteva però essere ammesso, con il grado di verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza, che l'incidente avesse comportato una lesione del sistema nervoso centrale alla quale far risalire le difficoltà neurologiche menzionate dall'assicurata. Anzitutto dalla documentazione relativa alle dichiarazioni iniziali - più probanti secondo la giurisprudenza rispetto a descrizioni retrospettive -, vale a dire dallo scritto 18 gennaio 1996 dell'interessata alla Winterthur Assicurazioni, dal certificato 23 gennaio 1996 del Pronto soccorso dell'Ospedale X.________, dalle attestazioni del dott. K.________, nonché dalla cartella clinica del chiropratico dott. H.________, non emergeva aver l'interessata riportato una commozione cerebrale; l'insorgente non era peraltro stata trattenuta in ospedale in osservazione neurologica. I medici dott. G.________ e il primario prof. E.________ avevano poi in occasione di una degenza presso la Clinica Z.________ dal 6 settembre al 18 ottobre 2000 relativizzato precedenti valutazioni, qualificando la diagnosi di lieve lesione cerebrale come semplice diagnosi differenziale. Infine, i medici interrogati dalla Nazionale Svizzera Assicurazioni, professori R.________ e D.________, avevano affermato essere difficilmente sostenibile la diagnosi di commotio cerebri. Né per il Tribunale cantonale delle assicurazioni si giustificava l'allestimento di nuovi esami medici. 2.2 L'autorità giudiziaria cantonale per quel che concerne le lamentate turbe di natura psichica ha poi denegato l'esistenza di un nesso di causalità tra l'infortunio subito e le turbe stesse. Dopo aver ammesso aver l'assicurata subito un trauma d'accelerazione al rachide cervicale, i primi giudici hanno rilevato come la documentazione agli atti indicasse non aver essa presentato immediatamente dopo l'infortunio sintomi tipici che fanno parte del quadro tipico di un trauma del tipo colpo di frusta. I medici del Pronto soccorso dell'Ospedale X.________, da un lato, il dott. K.________ e il dott. H.________, dall'altro lato, che avevano esaminato per primi la paziente non avevano dato indicazioni in questo senso; la stessa cosa poteva essere detta per quel che concerne le attestazioni susseguenti del dott. B.________, neurologo consultato dall'assicurata nell'ottobre 1996 e del dott. S.________, autore di una visita fiduciaria di controllo il 10 gennaio 1997. Solo nel referto del dott. L.________ allestito in occasione di una degenza presso la Clinica C.________ nel luglio del 1997 si alludeva alla presenza, dal febbraio, di turbe rientranti nel quadro tipico di un trauma da colpo di frusta o di un trauma equivalente. La sintomatologia presentata dall'insorgente andava considerata come atipica per un trauma d'accelerazione al rachide, per cui la questione della causalità doveva essere esaminata giusta le regole ordinarie di cui alla giurisprudenza in DTF 115 V 133, anziché secondo la giurisprudenza specifica in materia di infortuni del tipo colpo di frusta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha preso atto delle certificazioni psichiatriche dei sanitari della Clinica Y.________, dove P.________ era stata degente dal 3 al 27 marzo 1999, della dottoressa N.________, presso la quale l'insorgente era entrata in cura nel maggio 2000, del professor I.________, che aveva periziato la paziente il 18 giugno 2001, del dott. O.________, che aveva indagato l'assicurata in sede della seconda degenza nella Clinica Z.________ nel giugno-luglio 2002, e del dott. C.________, che aveva seguito l'interessata dal luglio 2002; osservato come l'aspetto diagnostico delle turbe psichiche lamentate da P.________ fosse stato oggetto di valutazioni contrastanti fra loro, i giudici di primi cure, ritenuto non essere possibile trarre conclusioni affidabili per quel che riguardava la loro eziologia, hanno reputato di potersi esimere dall'esaminare oltre il tema dal momento che comunque, anche ammettendo l'esistenza di un nesso di causalità naturale tra l'infortunio e le turbe stesse, doveva essere negata l'adeguatezza del nesso di causalità. In effetti, l'incidente di cui si tratta doveva essere situato fra gli infortuni di grado medio all'interno della categoria media ai sensi della giurisprudenza ricordata: ora, sempre per tale giurisprudenza, perché possa essere ammessa la sussistenza di un nesso di causalità adeguata deve essere presente un fattore concomitante in maniera particolarmente incisiva oppure devono intervenire più fattori concomitanti, il che non era del caso nella fattispecie.