Citation: 7B_1357/2024 E. 3.4.3

3.4.3. La ricorrente sostiene che siccome dalla prima sentenza della Corte dei reclami penali (del 26 novembre 2020) - in cui era stato ritenuto che i motivi a fondamento del sequestro non fossero sufficienti per giustificare una tale misura coercitiva (cfr. lett. A.g supra) - fino ad oggi, non sono stati esperiti atti istruttori di rilevanza, ed essendo state le prove offerte dall'imputato principale (B.________) rimaste inconsiderate e senza le verifiche fattuali chieste nel 2020 proprio dalla Corte cantonale, si sarebbe in presenza di una accresciuta contraddizione da parte della stessa Corte, la quale prima avrebbe negato il sequestro (nel 2020) e poi lo avrebbe confermato sulla base degli stessi elementi sia nella sentenza del 10 giugno 2021 che in quella impugnata. Con una simile argomentazione, la ricorrente si confronta di nuovo, sostanzialmente, con quanto deciso nella sentenza - definitiva - del 10 giugno 2021. La sua argomentazione è pertanto irricevibile. In tutti i casi, contrariamente a quanto da lei asserito, la Corte cantonale non si è basata sugli stessi elementi di quelli della sentenza del 2020, ma ha tenuto conto delle indicazioni risultanti dall'incarto, in particolare delle spiegazioni dell'imputato B.________, come già detto. Su questa base, non si rileva neppure una contraddizione da parte della Corte nel fatto di aver ritenuto, nella sentenza impugnata, che le conclusioni di cui al giudizio del 10 giugno 2021 erano "ad oggi ancora del tutto valide". In particolare, la ricorrente non sostiene che i giudici cantonali non abbiano tenuto conto di presunte nuove prove a discarico contenute nell'incarto, ma si limita a sostituire la propria valutazione a quella della Corte, il che non è sufficiente per dimostrare l'arbitrarietà dei fatti accertati nella sentenza impugnata.