Citation: 6B_89/2016 E. 5.2

5.2. Quanto alla valutazione delle prove, segnatamente delle dichiarazioni rese dall'insorgente rispettivamente da C.________, le censure si riducono a critiche meramente appellatorie e quindi inammissibili (DTF 141 IV 369 consid. 6.3). La CARP ha ritenuto credibile quanto riferito dalla donna, le sue affermazioni risultando dettagliate, contestualizzate in modo verosimile, pacate e disinteressate, nonché confermate dalle risultanze dell'inchiesta, mentre il ricorrente, oltre ad avere in un primo tempo mentito, ha spesso reso dichiarazioni poi inficiate da quanto emerso nel corso del procedimento. A ciò l'insorgente si limita a obiettare che la pacatezza di un racconto non potrebbe essere desunta da un verbale scritto e che in quanto imputato avrebbe il diritto di non collaborare. Simile argomentazione è lungi dal sostanziare arbitrio di sorta. Vano è poi il tentativo di contestare le risultanze peritali, adducendo una pretesa ignoranza dell'esperto sulle proprietà e modalità di applicazione delle terapie da lui praticate. Non pretende di non essere stato coinvolto nella scelta del perito, di aver contestato le sue competenze, di aver postulato l'allestimento di un'ulteriore perizia a opera di un altro esperto, oppure ancora di aver presentato delle serie e fondate obiezioni sulla concludenza della perizia. Neppure il ricorrente spiega perché le affermazioni del perito sarebbero "scientificamente errate e frutto di congetture", come apoditticamente asserito nel gravame. Peraltro nemmeno sostiene che la CARP abbia valutato in modo insostenibile la perizia. Le sue critiche risultano pretestuose e carenti di motivazione.