Citation: 1A.13/2000 21.06.2001 E. 4.-

I ricorrenti sostengono che l'esposto dei fat- ti della rogatoria, e del noto complemento, sarebbe confu- so, impreciso, del tutto lacunoso e lesivo pertanto degli art. 14 CEAG e 10 cpv. 2 OAIMP. A torto, come si è visto, essi fondano tuttavia tale assunto sul fatto che l'analoga domanda indirizzata alla Svizzera sarebbe stata rifiutata per tale motivo. Essi affermano inoltre che si sarebbe chiaramente in presenza di un caso di ricerca indiscrimina- ta di prove. a) Secondo la rogatoria risulterebbe dalle indagi- ni che il gruppo italiano F.________ avrebbe violato i limiti posti dalle leggi spagnole, investendo nella T.________ SA, concessionaria del servizio pubblico televi- sivo. I gestori della F.________ avrebbero organizzato un sistema clandestino di investimenti per il tramite di per- sone e società interposte, allo scopo di dirigere di fatto e di disporre della maggioranza azionaria della citata rete televisiva, evadendo controlli amministrativi. Secondo le Autorità spagnole, l'illecita e clandestina partecipazione maggioritaria di F.________ sarebbe consistita nel falsifi- care sistematicamente le dichiarazioni presentate agli or- ganismi pubblici spagnoli, segnatamente alla Direzione ge- nerale delle telecomunicazioni e alla Direzione generale degli scambi con l'estero. La vera identità di chi effet- tuava gli investimenti, cioè gli acquirenti delle azioni, o veniva occultata o era falsa. Contemporaneamente sarebbero stati compilati con dati falsi documenti contabili da pre- sentare al Registro mercantile e le dichiarazioni per il Ministero delle finanze. Queste e altre operazioni avrebbe- ro comportato una frode tributaria per circa 5'000 milioni di pesete. L'Autorità spagnola adduce che per le operazioni illecite il gruppo F.________ avrebbe utilizzato, oltre a società e conti bancari lussemburghesi, inglesi, germanici e italiani, i conti svizzeri della A.________ Ltd. e della C.________ Ltd., nonché quelli di altre società. b) Certo, l'esposto dei fatti, riguardo alle per- sone (ove sono indicati alcuni inquisiti dell'inchiesta "Mani pulite") e alle società che avrebbero commesso i pro- spettati reati, nonché ai luoghi, alle date e alle modalità in cui essi furono perpetrati (v. art. 10 cpv. 2 OAIMP), è assai conciso e vago: è quindi a ragione che l'UFP ha ri- chiesto maggiori ragguagli (art. 28 cpv. 6 AIMP), forniti con il complemento del 23 marzo 1999, di cui si dirà in se- guito. La descrizione dei fatti è nondimeno sufficiente per permettere allo Stato richiesto di determinarsi sui presup- posti per la concessione della postulata assistenza (cfr. art. 14 CEAG; DTF 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 con- sid. 3a), tenuto conto altresì della necessità primordiale di reprimere i reati e del fatto che l'assistenza dev'esse- re concessa nella misura più ampia possibile (art. 1 cpv. 1 CEAG). Inoltre, riguardo all'asserita lacunosità dei pro- spettati reati di corruzione indicati nel complemento, oc- corre considerare che, specie se l'inchiesta è al suo ini- zio (in concreto allo stadio delle indagini preliminari), non si può pretendere che lo Stato richiedente fornisca particolari che proprio la domanda di assistenza intende chiarire; in determinate circostanze, si può pure ammettere che lo Stato richiedente si esprima con un certo riserbo, per evitare di fornire ai perseguiti indicazioni suscetti- bili di ostacolare l'inchiesta, come espressamente indicato nel complemento, ove si sottolinea le precauzioni che devo- no essere adottate nella fase istruttoria. Tenuto conto di queste esigenze, le obiezioni ricorsuali non consentono di rifiutare l'assistenza. In effetti, le Autorità inquirenti spagnole sospettano che dei funzionari sarebbero stati cor- rotti, tra il 1995 e il 1997, dal gruppo F.________ o dai suoi soci spagnoli; come espressamente indicato nel comple- mento, l'ammontare della presunta corruzione potrebbe esse- re determinato solo mediante l'esecuzione della rogatoria e l'individuazione dei destinatari dei bonifici bancari pro- venienti dai conti svizzeri della F.________: è per il tra- mite di queste informazioni che si potrà stabilire, come precisato nel complemento, se i versamenti corrispondano effettivamente al prezzo della corruzione. La circostanza che le Autorità spagnole non siano attualmente in grado di precisare i funzionari corrotti, e l'assunto ricorsuale secondo cui le persone colpite dalla rogatoria non sarebbero perseguite in Spagna, non sono mo- tivi sufficienti per ritenere lacunosa, e quindi inammissi- bile, la richiesta: l'assistenza dev'essere prestata anche per acclarare se il reato fondatamente sospettato sia ef- fettivamente stato commesso, e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). La circostanza che S.________ non sia menzionato nella rogatoria è ininfluente, visto che nella stessa vengono indicati conti di cui è titolare. Poiché nella domanda è indicata gran parte dei conti bancari og- getto dell'inchiesta, è fuori luogo parlare di una ricerca indiscriminata di prove. L'esposto dei fatti è quindi vin- colante (DTF 126 II 495 consid. 5e/aa pag. 501 e rinvii, 118 Ib 547 consid. 3a). c) L'assunzione delle precisazioni, postulate in via subordinata dai ricorrenti, non è pertanto necessaria. Per di più le conclusioni volte a far individuare i verbali d'interrogatorio e i conti bancari oggetto della rogatoria sono, in gran parte, inammissibili per carenza di legitti- mazione. È d'altra parte superfluo indicare ai ricorrenti i procedimenti penali italiani per i quali l'Italia ha acqui- sito le informazioni in discussione, come non è manifesta- mente necessario indicare loro quali documenti dei loro conti saranno ritrasmessi: questi fatti, oggetto di numero- se rogatorie e di molteplici ricorsi al Tribunale federale, sono ben noti ai ricorrenti (v., in particolare, la senten- za inedita nei confronti dei ricorrenti del 12 marzo 1996, apparsa in Rep 1996 100, le sentenze del 27 marzo 1998, del 28 novembre 1996 e del 24 marzo 1998, quest'ultima pubbli- cata parzialmente in DTF 124 II 184, e del 1° aprile 1998, concernenti i loro conti "3.________", "2.________" e "4.________", indicato nella richiesta come "1.________"). d) I ricorrenti chiedono d'invitare la Spagna a indicare le norme secondo cui l'acquisizione di una parte- cipazione oppure la mancata dichiarazione di partecipazione a una società di gestione di un canale televisivo privato sarebbe punibile penalmente. Fanno valere che il diritto spagnolo non prevederebbe nessuna sanzione penale nei con- fronti di coloro che non rispettano oppure non rendono nota la quota di partecipazione a una società concessionaria per la gestione di canali televisivi, e producono, a sostegno della loro tesi, due pareri peritali, secondo cui si trat- terrebbe di semplici illeciti amministrativi; aggiungono che tale condotta non costituiva, sotto il diritto previ- gente, falsità ideologica, o che la stessa sarebbe comunque stata depenalizzata retroattivamente, la legislazione spa- gnola essendo stata modificata in tale ambito. Premesso che norme del diritto penale spagnolo (re- ati societari) sono allegate alla rogatoria del 24 luglio 1996 (De los delitos societarios, art. 290, 294-296 CP spa- gnolo), né la CEAG né il diritto interno condizionano la concessione dell'assistenza a tale requisito; l'art. 28 cpv. 3 lett. b AIMP prevede infatti espressamente che la produzione delle norme applicabili non è richiesta a soste- gno di una domanda d'assistenza secondo la parte terza del- la legge (sentenze inedite del 17 febbraio 1994 in re R., consid. 2b, e in re F., consid. 2c). Inoltre, il Giudice svizzero dell'assistenza non deve esaminare - tranne nel caso di abuso, non realizzato in concreto - la punibilità degli atti descritti nella rogatoria secondo il diritto della Parte richiedente (DTF 116 Ib 89 consid. 3c/aa, 112 Ib 576 consid. 11b/ba pag. 593). In effetti, aderendo alla Convenzione, la Svizzera ha fatto uso delle facoltà previ- ste dagli art. 5 n. 1 lett. a e 23 n. 1 CEAG, e ha sotto- posto all'esigenza della doppia incriminazione l'esecuzione di commissioni rogatorie che, come quella in esame, impli- cano coercizione. L'AIMP, entrata in vigore dopo la Conven- zione, ha attenuato questa esigenza, imponendo al Giudice dell'assistenza di verificare, di regola, solo se l'atto perseguito all'estero, effettuata la dovuta trasposizione, denoti gli elementi obiettivi di una fattispecie punibile secondo il diritto svizzero (art. 64 cpv. 1 AIMP; DTF 124 II 184 consid. 4b/cc e rinvii; Zimmermann, op. cit., n. 348/349 e 354). Nella rogatoria l'Autorità spagnola precisa nondimeno che risulterebbero stati commessi reati contro il Ministero delle finanze (Delitos contra la hacienda pùbli- ca, art. 305 e 310 CP spagnolo), reati di falsificazione di documenti pubblici e ufficiali e anche privati (De las fal- sedades documentales, art. 390 segg. CP spagnolo), reati societari (art. 290 segg. CP spagnolo) e reati contro la pubblica amministrazione secondo gli art. 404 CP spagnolo (prevaricación) e 419 segg. (cohecho, ossia corruzione). Spetterà al Giudice estero del merito esaminare se l'Accusa potrà fondarsi anche sulle contestate fattispecie penali (DTF 122 II 367 consid. 2c, 118 Ib 547 consid. 3a). Nella misura in cui, con l'accennata allegazione, venga contestata la colpevolezza, il quesito sfuggirebbe alla competenza del Giudice dell'assistenza; i ricorrenti non sono inoltre legittimati a far valere diritti di terzi, in particolare quelli di testimoni cui non sarebbe stata noti- ficata la decisione impugnata.