Citation: H 276/00 21.05.2001 E. 2

2.- a) È incontestato che la Cassa, così come rilevato dal primo giudice, ha applicato correttamente le tavole per la determinazione della durata di contribuzione presumibile negli anni 1948 - 1968. Nel suo giudizio, la Commissione federale di ricorso ha inoltre dettagliatamente esposto i motivi per i quali le prove offerte per ottenere la rettificazione a posteriori delle registrazioni fatte nel conto individuale non potevano essere ritenute sufficienti. A questo proposito il ricorrente lamenta che nell'impugnato giudizio gli verrebbe rimproverato di non aver dato seguito all'invito rivoltogli il 20 ottobre 1999 di esibire i certificati di lavoro per i periodi contestati. Sostiene di aver già compiutamente spiegato la situazione alla Cassa rispettivamente al primo giudice. La censura non è rilievo, poiché non è certo questa la ragione per la quale è stato respinto il suo gravame. Determinante per il giudizio è stata infatti ed è tuttora unicamente l'assenza di chiare prove che impongano, secondo quanto esatto dall'art 141 cpv. 3 OAVS, la rettificazione delle registrazioni. È certo vero che nell'impugnata pronunzia si rileva che le iscrizioni e, meglio, le cosiddette crocette inserite nella comunicazione del 27 luglio 1999 relativa ai periodi assicurativi, possono soggiacere a rettifica al cospetto di prove che ne dimostrino chiaramente l'inesattezza. Ciò non significa tuttavia che tali registrazioni ("crocette") siano state fatte dalla Cassa a caso o, peggio ancora, come insinua il ricorrente, a casaccio. Esse sono invece il frutto della ricostruzione effettuata dall'amministrazione sulla scorta della documentazione in suo possesso, segnatamente dei periodi di affiliazione documentati. b) Certo, il sistema di registrazione vigente nel periodo dal 1948 al 1968 non era dei più precisi e proprio per questa ragione si sono resi necessari i correttivi mediante l'applicazione di tavole schematiche atte a determinare, a parità di condizioni, la presumibile durata di contribuzione. Questa Corte non può tuttavia far altro che ribadire, come già rilevato dalla Commissione federale di ricorso, che in concreto mancano proprio quelle prove inconfutabili che avrebbero permesso di rettificare la ricostruzione effettuata dall'amministrazione con l'ausilio delle citate tavole. Nella misura in cui non ha dato seguito all'invito del 20 ottobre 1999, l'interessato ha violato l'obbligo di collaborazione che gli incombe e che in quest'ambito assume particolare rilevanza (DTF 117 V 266 consid. 3d). Il ricorrente, d'altronde, ribadendo di avere già spiegato in precedenza le ragioni per le quali non era nelle condizioni di presentare documenti probatori, conferma di fatto di non essere in grado di produrre quelle prove atte a rendere manifesto l'errore d'iscrizione, così come esige l'art. 141 cpv. 3 OAVS. Neppure le ulteriori indagini, intraprese d'ufficio dall'amministrazione - su segnalazione dell'assicurato - presso i servizi di controllo abitanti delle località in cui il ricorrente avrebbe lavorato o risieduto, hanno dato esito positivo. In simili condizioni, questa Corte non può che confermare, pur nel suo schematismo, la ricostruzione dei periodi di contribuzione secondo le tavole, come d'altronde avviene in numerosi altri casi simili, indipendentemente - sia rilevato di transenna - dalla cittadinanza del richiedente. Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia : I.Il ricorso di diritto amministrativo è respinto. II.Non si percepiscono spese giudiziarie.