Citation: 2A.327/2002 30.09.2002 E. 4.2

4.2.1 Come accertato dalla precedente autorità di giudizio, il ricorrente ha indicato nella sua richiesta di risarcimento di avere vissuto e lavorato dal 1990 sino al mese di settembre del 1999 in Russia - Paese dal quale ha poi dovuto fuggire - e di avere beneficiato durante questo periodo di cospicui introiti, frutto della sua attività professionale in ambito finanziario, per degli importi dell'ordine di circa fr. 2,5 milioni all'anno. Nel formulario per l'assistenza giudiziaria compilato il 15 aprile 2002 egli ha poi quantificato i suoi guadagni in addirittura 5 milioni di franchi svizzeri all'anno. A giusta ragione la Commissione federale di ricorso ne ha dedotto che ciò avrebbe dovuto permettergli di accumulare nel corso del tempo un considerevole patrimonio. Tale conclusione appare poi ancora più fondata, se si considera che, a detta dell'insorgente stesso, nel corso del periodo trascorso in Russia egli non sarebbe mai stato tassato su detti redditi. Ora, in siffatte circostanze, le continue affermazioni, secondo cui egli non disporrebbe più di alcuna sostanza e vivrebbe attualmente grazie al denaro che gli anticipa il suo avvocato risultano difficilmente credibili. Davanti al Tribunale federale A.________ ha sostenuto di essere stato spogliato di tutti i suoi averi depositati presso la banca Y.________ di Lugano da B.________, un ex dipendente del citato istituto di credito nei confronti del quale egli ha sporto querela penale presso il Ministero pubblico del Cantone Ticino per ripetuta e continuata estorsione, ripetuta appropriazione indebita aggravata e ripetuta falsità in documenti. A sostegno di questa sua tesi, fa quindi riferimento ad una decisione resa il 4 luglio 2002 dalla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino e al materiale probatorio che era stato raccolto in sede penale. Sennonché da detta sentenza non può essere dedotto alcunché a favore dell'insorgente. Anzi nella medesima i giudici cantonali hanno confermato che gli indizi a carico di B.________ erano insufficienti a confermare le accuse formulate nei suoi confronti dal qui ricorrente. Detta pronuncia non fornisce dunque nessuna indicazione, nemmeno indirettamente, in merito al modo in cui egli avrebbe perso tutti i suoi risparmi. Per il resto, occorre ancora aggiungere che non sono certo atte a dimostrare alcunché sia le ripetute asserzioni del legale dell'insorgente secondo cui egli provvederebbe da tempo al sostentamento del suo cliente, sia - a prescindere dalla loro ammissibilità quali mezzi di prova in questa sede (cfr. consid. 2.2) - i documenti relativi ai versamenti e ai pagamenti che questi avrebbe effettuato in favore di A.________. Non è poi affermando genericamente in calce al formulario per l'assistenza giudiziaria che la Commissione federale di ricorso avrebbe potuto disporre "di notevole materiale probatorio, presso il Ministero Pubblico della Confederazione, presso il Consiglio Federale, presso il Ministero Pubblico del Cantone Ticino, il Ministero Pubblico del Cantone Ginevra, il Ministero Pubblico di Zurigo e presso la Corte Europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo, nonché di oltre 80'000 pubblicazioni sulla stampa internazionale", che il ricorrente ha fornito la propria collaborazione all'accertamento dei fatti rilevanti per l'evasione della sua richiesta di assistenza. 4.2.2 L'insorgente riconosce sostanzialmente di avere compilato in maniera soltanto parziale il formulario per l'assistenza giudiziaria che gli era stato inviato dalla Commissione federale di ricorso in materia di responsabilità dello Stato, ma si giustifica sostenendo non potere fornire informazioni sul proprio conto per non compromettere la sua sicurezza personale. Afferma infatti di essere braccato da potenti organizzazioni criminali e di temere per la propria vita. Quest'ultima circostanza, pur non dovendo essere sottovalutata, non basta a liberare il ricorrente dal dovere di prestare la sua cooperazione. Come correttamente rilevato dalla Commissione federale di ricorso, la procedura amministrativa federale prevede la possibilità di adottare misure specifiche volte a garantire la segretezza di determinati documenti di causa qualora le circostanze del caso lo richiedano (cfr. art. 27 cpv. 1 PA). Una simile cautela poteva senz'altro essere adottata nel caso concreto, qualora il ricorrente lo avesse richiesto, tanto più che, visto il genere di procedura e vista in particolare l'inesistenza di una controparte alla quale notificare tali informazioni, il rischio che le stesse potessero essere divulgate a terzi sarebbe stato alquanto remoto. 4.2.3 Come già accennato, il ricorrente si lamenta pure del fatto che la precedente istanza di giudizio non ha proceduto a sentirlo di persona e ad assumere le testimonianze da lui richieste. Anche questa censura è infondata. Il diritto di essere sentiti, garantito dalla Costituzione federale (art. 29 cpv. 2 Cost.), non dà al cittadino il diritto di comparire personalmente davanti ad un'autorità amministrativa e di esprimersi oralmente (DTF 125 I 209 consid. 9b) e permette di rifiutare una prova se, in base ad un apprezzamento anticipato della medesima, la sua assunzione non porterebbe comunque nuovi chiarimenti (DTF 122 V 157 consid. 1d, 119 Ib 492 consid. 5b/bb e rinvii). Ora, davanti alla Commissione federale di ricorso l'insorgente, patrocinato da un legale, ha avuto modo di sostanziare la propria domanda di assistenza giudiziaria sia nel momento in cui ha formulato la medesima che in seguito, allorquando gli è stato chiesto di compilare l'apposito formulario sopra menzionato. Non è dato a vedere inoltre quali altri dati egli avrebbe potuto ancora fornire che già non potevano essere indicati nelle allegazioni scritte. Per quel che riguarda poi i testimoni, egli ha chiesto in sostanza l'audizione di tutta una serie di persone, tra cui numerosi funzionari e magistrati federali e cantonali, che se da un lato potevano essere a conoscenza di fatti rilevanti per il merito della causa di risarcimento, dall'altro non risultavano oggettivamente in grado di fornire informazioni attendibili in merito alla sua attuale situazione economica. Quanto poi alla richiesta di fare testimoniare il suo avvocato, va detto che la deposizione di quest'ultimo da sola non poteva bastare a colmare la pressoché totale assenza agli atti di prove documentali circa la sua condizione economica. Ne discende che l'apprezzamento anticipato delle prove eseguito dalla suddetta autorità non lede il diritto di essere sentito dell'insorgente. 4.3 Stante tutto quanto precede, si deve dunque convenire con la Commissione federale di ricorso sul fatto che il ricorrente, venendo manifestamente meno ai suoi obblighi di collaborazione con l'autorità di ricorso adita, non è stato in grado di rendere perlomeno verosimile la propria condizione d'indigenza, né tanto meno di fornire degli indizi tali da indurre quest'ultima ad approfondire determinati aspetti della fattispecie. In particolare si deve ammettere che non sussistono agli atti prove oggettive suscettibili di conferire un minimo di attendibilità alle poche informazioni che egli ha fornito in merito alla sua situazione personale ed economica. Da questo profilo la decisione impugnata non presta dunque il fianco a nessuna critica.