Citation: 1P.181/2003 04.04.2003 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro con-clusioni (DTF 128 I 177 consid. 1, 128 II 46 consid. 2a). 1.2 Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, unico rimedio esperibile visto che il ricorrente sembra censurare l'accertamento dei fatti, la valutazione delle prove e la violazione del diritto di essere sentito, il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi conte-nere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127 I 38 consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a). 1.3 Il ricorso non adempie manifestamente i citati requisiti di motiva-zione e dev'essere quindi dichiarato inammissibile. Il ricorrente, espri-mendosi su procedure e censure diverse e mischiandole, non spiega infatti, secondo le esigenze dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e della giurisprudenza, per quali motivi la decisione impugnata, di cui ha rinunciato a chiedere la motivazione, sarebbe manifestamente insostenibile e quindi arbitraria (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 128 I 177 consid. 2.1, 127 I 54 consid. 2b). Ne segue che il ricorso di diritto pubblico è inammissibile. 1.4 Il ricorrente parrebbe far valere, in maniera contraddittoria, che il decreto di accusa del 20 marzo 2000 non gli sarebbe stato notificato e ch'egli non avrebbe presentato l'opposizione del 7 aprile 2000, opposizione comunque da lui riproposta. Egli non fa tuttavia valere che l'accesso agli atti gli sarebbe stato negato durante il dibattimento del 10 marzo 2003, né dimostra perché i lamentati vizi non sarebbero stati sanati in quell'evenienza, per cui la critica sarebbe comunque infondata. 1.5 Qualora si volesse ravvisare nell'atto del ricorrente un ricorso di diritto amministrativo, questo sarebbe ugualmente inammissibile. Innanzitutto, non è impugnabile con tale rimedio il divieto di entrata (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 1 OG; DTF 110 Ib 397). Inoltre, l'atto ricorsuale sarebbe privo di motivazione, visto che il ricorrente si limita semplicemente a richiamare un ricorso di diritto amministrativo pre-sentato il 26 ottobre 2000 al Dipartimento federale di giustizia, con il quale sembra si fosse lamentato di non aver ricevuto il decreto di divieto di entrata, che peraltro non sarebbe stato conforme a non meglio precisate esigenze formali.