Citation: 2C_471/2009 23.07.2010 E. 5

5.1 Dopo aver negato che la terapia chiesta potesse essere integrata nelle misure previste dagli art. 12 e 13 LAI, il Tribunale cantonale delle assicurazioni, analizzando la stessa, è giunto alla conclusione, come già in precedenza l'Ufficio AI che, data la sua natura si trattava in realtà di un provvedimento di natura pedagogico-terapeutica che rientrava nel campo di applicazione dell'art. 19 LAI (nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2007) in relazione con gli art. 8 cpv. 4 lett. e OAI e 10 cpv. 1 e 2 lett. a OAI (anche loro nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Al riguardo ha allora richiamato la Convenzione conclusa l'8 dicembre 1997 tra la Confederazione Svizzera, rappresentata dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), e il Cantone Ticino, rappresentato dall'allora Dipartimento dell'istruzione e della cultura (DIC, diventato il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport; DECS) che regolamentava l'assunzione dei costi degli interventi pedagogico-terapeutici come quello in esame da parte del Cantone a partire del 1° gennaio 1998. Sennonché ha poi ricordato che, in seguito alle modifiche legislative attuate il 1° gennaio 2008, segnatamente la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC), con conseguente abrogazione degli art. 19 LAI, 8 e 10 OAI, questo tipo di provvedimento, da allora, era diventato di competenza esclusiva dei Cantoni, come sancito dal nuovo art. 62 cpv. 3 Cost. Riferendosi al nuovo art. 62a cpv. 1 della legge ticinese sulla scuola del 1° febbraio 1990 (Lsc; RL/TI 5.1.1.1) e alla risoluzione n. 6038 del 27 novembre 2007 dal Consiglio di Stato ticinese, concernenti entrambi il disciplinamento dell'educazione speciale da parte delle autorità cantonali dal 1° gennaio 2008, la Corte cantonale ha concluso rilevando che l'autorità competente era l'Ufficio delle scuole comunali al quale la domanda doveva essere inoltrata secondo le disposizioni in vigore dal 1° gennaio 2008. In proposito ha aggiunto che poiché nella domanda presentata nell'aprile 2007 veniva appunto richiesto un provvedimento pedagogico-terapeutico, già allora la domanda avrebbe dovuto essere trasmessa dall'Ufficio AI all'Ufficio delle scuole comunali e solo in caso di rifiuto si sarebbe dovuto decidere se il provvedimento rientrava nel campo d'applicazione degli art. 12 o 13 LAI. 5.2 La ricorrente non contesta che la terapia richiesta possa essere in quanto tale integrata tra i provvedimenti di natura pedagogico-terapeutica. Rimprovera invece alla Corte cantonale di avere, da un lato, tralasciato che la domanda era stata presentata il 21 aprile 2007 e che andava quindi evasa in applicazione del diritto previgente, non essendovi norme transitorie che impongono un esame della fattispecie in base al diritto entrato in vigore successivamente alla presentazione della domanda. Dall'altro, di non avere ordinato all'Ufficio AI la trasmissione d'ufficio della domanda all'Ufficio delle scuole comunali in ossequio al principio generale secondo il quale l'autorità incompetente adita trasmette d'ufficio l'incarto a quella competente. Afferma poi che sarebbe proprio la mancanza di celerità dell'autorità di prima istanza che avrebbe determinato la necessità di vagliare l'istanza in base alla nuova ripartizione delle competenze, ciò che implicherebbe la disattenzione del principio della buona fede e quelle dell'affidamento nell'attività svolta dall'amministrazione. 5.3 Per consolidata prassi, in caso di modifica delle basi legali e in mancanza, come si avvera in concreto, di regolamentazione transitoria contraria, si applicano le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche. Altrimenti detto dal profilo del diritto sostanziale, per il periodo fino al 31 dicembre 2007 la fattispecie va valutata in base al precedente ordinamento, mentre a partire dal 1° gennaio 2008 detto esame avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V 445 consid. 1 pag. 446; 130 V 329 consid. 2.3 pag. 333 e rispettivi rinvii). Per contro le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione. 5.3.1 Da quanto testé esposto discende che, per il periodo da maggio 2007 (inizio del trattamento indicato nella domanda presentata il 21 aprile 2007) fino al 31 dicembre 2007, la richiesta d'intervento doveva essere trattata in applicazione della legislazione federale determinante, segnatamente dell'art. 19 LAI (all'epoca ancore in vigore). In proposito occorre ricordare che, come rilevato dal Tribunale cantonale delle assicurazioni nel proprio giudizio, in seguito alla firma l'8 dicembre 1997 della Convenzione UFAS - DIC volta a disciplinare l'assunzione da parte del Cantone Ticino dei costi legati a questo tipo di provvedimento (cfr. cifra 1 § 2 della medesima), dal 1° gennaio 1998 l'autorità giudicante era la Divisione della scuola, tramite i suoi uffici (cfr. risoluzione n. 6455 del 17 dicembre 1997 del Consiglio di Stato concernente le "Norme sugli interventi pedagogico-terapeutici nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole obbligatorie, entrate in vigore il 1° gennaio 1998, cifra 16). Negata quindi l'esistenza di un diritto a provvedimenti in virtù degli art. 12 e 13 LAI e constatato che il trattamento chiesto assumeva invece il carattere di misure psico-educative a carico del Cantone, l'Ufficio AI non si poteva accontentare di respingere l'istanza, ma doveva trasmetterla d'ufficio all'autorità (cantonale) competente. In effetti, la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali, applicabile in concreto (cfr. art. 2 LPGA in relazione con l'art. 1 LAI), prevede espressamente al suo art. 30, intitolato "Trasmissione obbligatoria", che tutti gli organi esecutivi delle assicurazioni sociali (di cui fanno senz'altro parte le autorità istituite in seguito alla firma della Convenzione UFAS - DIC) hanno l'obbligo non solo di accettare le richieste che pervengono loro per errore, ma soprattutto di trasmetterle al servizio competente. Al riguardo va precisato che la circostanza di essersi rivolta ad un'autorità incompetente non nuoce, in linea di principio, alla ricorrente (cfr. art. 29 cpv. 3 LPGA). La Corte cantonale ha di conseguenza disatteso il diritto federale non solo perché non ha constatato che l'istanza andava comunque parzialmente evasa (per il periodo da maggio 2007 a dicembre 2007) in applicazione della legislazione federale previgente, ma anche perché non ha sanzionato l'omessa trasmissione che doveva, come appena accennato, intervenire d'ufficio. Al riguardo il ricorso si rivela pertanto fondato e va accolto. 5.3.2 In seguito all'abolizione delle norme federali e al trasferimento, tra l'altro, delle terapie logopediche sotto la competenza esclusiva dei Cantoni dal 1° gennaio 2008 (cfr. art. 62 cpv. 3 Cost.) ciò che ha portato in Ticino, per quanto qui d'interesse, all'introduzione dell'art. 62a Lsc, volto a disciplinare transitoriamente la questione, il Consiglio di Stato, con risoluzione n. 6038 del 27 novembre 2007, ha designato le nuove autorità giudicanti in materia di educazione speciale, segnatamente la Divisione della scuola tramite i suoi uffici. Come appena esposto, l'istanza dovrà essere trasmessa a questa autorità, la quale è competente per evadere la parte (ancora) disciplinata dal diritto federale (consid. 5.3.1). Orbene, dal 1° gennaio 2008 essa è ugualmente (diventata) competente per quanto attiene ai provvedimenti regolamentati dal diritto cantonale: in queste condizioni essa dovrà quindi trattare nella sua integralità l'istanza del 21 aprile 2007. Al riguardo si può ricordare che l'applicazione delle nuove disposizioni ingloba anche il diritto processuale cantonale. Orbene, l'art. 3 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966 (LPAmm; RL/TI 3.3.1.1) prevede che prima di entrare nel merito di un'istanza o di un ricorso l'autorità esamina d'ufficio la propria competenza, mentre l'art. 4 cpv. 1 LPAmm stabilisce che l'autorità incompetente trasmette d'ufficio gli atti a quella competente e ne dà comunicazione all'istante o al ricorrente. Ne discende che l'Ufficio AI prima e la Corte cantonale dopo, limitandosi a constatare l'incompetenza del primo a trattare la domanda nonché omettendo di trasmettere la vertenza all'autorità competente, rispettivamente non sanzionando la seconda la mancata trasmissione, che doveva intervenire d'ufficio, hanno entrambi arbitrariamente disattesi l'art. 4 cpv. 1 LPAmm (cfr. sentenza del Tribunale federale 1P.239/1996 del 4 novembre 1996, consid. 3). Anche da questo profilo il ricorso si rivela fondato e va pertanto accolto. 5.4 In esito a quanto precede il ricorso va parzialmente accolto nel senso che la sentenza impugnata è annullata nella misura in cui l'istanza del 21 aprile 2007 dev'essere trattata come una richiesta di provvedimenti pedagogico-terapeutici. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni dovrà trasmetterla con i relativi allegati alla Divisione della scuola del Cantone Ticino (tramite i suoi uffici) per un giudizio nel senso dei considerandi (art. 107 cpv. 3 seconda frase LTF). Per il resto il gravame è respinto.