Citation: 4C.150/2005 28.11.2005 E. 1

Nella sentenza impugnata la Corte cantonale ha esaminato e respinto le quattro eccezioni sollevate dall'attrice per opporsi alla richiesta di rimborso del mutuo ipotecario. In primo luogo ha stabilito che, contrariamente a quanto sostenuto dall'attrice, il debito non è stato estinto con il provento della vendita dell'immobile confiscato, dato che questo era stato attribuito dalla Corte penale alla convenuta "a decurtazione del danno subito" per atto illecito e non a valere quale restituzione del mutuo. La successiva vendita dell'immobile da parte della banca C.________ non è pertanto avvenuta in realizzazione del diritto di pegno bensì in esecuzione della sentenza di condanna al risarcimento. In secondo luogo i giudici cantonali hanno rilevato che davanti al pretore l'attrice non ha fatto valere pretese sull'immobile in forza dell'art. 59 n. 1 CP, sicché la causa non può più essere esaminata sotto questo profilo. In terzo luogo la sentenza impugnata ha respinto l'eccezione fondata sull'errore essenziale (art. 24 CO) perché, non avendo l'attrice invocato il vizio di volontà entro l'anno, il contratto di mutuo è stato ratificato (art. 31 CO). Da ultimo, l'autorità cantonale ha giudicato inconsistenti gli argomenti dedotti dall'attrice dalla clausola rebus sic stantibus, sia perché essi non attengono in realtà al mutuo, bensì all'"indisponibilità dell'oggetto acquistato con l'importo mutuato", sia perché non v'è disequilibrio tra la prestazione regolarmente eseguita dalla banca, ossia la messa a disposizione di fr. 850'000.--, e l'obbligo di restituirla.