Citation: 1P.294/2005 20.10.2006 E. 2

L'art. 50 cpv. 1 Cost. garantisce l'autonomia comunale nella misura prevista dal diritto cantonale. Il Comune beneficia pertanto di autonomia tutelabile in quelle materie che la legislazione cantonale non disciplina in modo esaustivo, ma lascia in tutto o in parte al relativo ordinamento comunale, conferendogli una notevole libertà di decisione (DTF 131 I 333 consid. 4.4.1, 129 I 313 consid. 5.2 e rinvii). 2.1 II Comune ricorrente afferma di essere autonomo per l'art. 16 cpv. 2 Cost./TI e, in materia di allestimento del piano regolatore comunale, in forza degli art. 24 segg. LALPT. A ragione. I Comuni ticinesi fruiscono in effetti di autonomia tutelabile, tra l'altro, in vasti settori nel campo edilizio e della pianificazione del territorio, pur dovendosi attenere al piano direttore cantonale (DTF 103 Ia 468 consid. 2; sentenza 1P.675/2004 del 12 luglio 2005, consid. 2.2 e rinvii, in: RtiD II-2005, n. 16, pag. 100 segg.). Questo piano può invero restringere il campo di manovra del Comune, il quale, ove ciò accada, ha però la facoltà d'insorgere con ricorso di diritto pubblico per violazione della propria autonomia (DTF 119 Ia 285 consid. 4c; sentenza 1P.675/2004 citata, consid. 2.3). 2.2 Prevalendosi della sua autonomia, il Comune può tra l'altro far valere la violazione del diritto cantonale o comunale autonomo ed esigere che le autorità cantonali di ricorso o di vigilanza osservino da un lato i limiti formali posti dalla legge al loro intervento e, dall'altro lato, applichino in modo corretto il diritto materiale determinante. Il Comune può invocare anche la violazione del diritto di essere sentito (art. 29 Cost.) e del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.), non però a titolo indipendente ma soltanto in stretta connessione con quella della sua autonomia (DTF 129 I 313 consid. 4.1 e rinvii). Quando il ricorso con cui si invoca la violazione dell'autonomia comunale è fondato su norme di rango costituzionale, il Tribunale federale esamina liberamente la decisione impugnata, mentre restringe la sua cognizione all'arbitrio con riferimento a norme di rango inferiore, all'apprezzamento delle prove e all'accertamento dei fatti (DTF 131 I 91 consid. 1, 129 I 290 consid. 2.3, 128 I 3 consid. 2b).