Citation: 2D_53/2018 E. 2.3

2.3. In concreto, il committente non aveva aggiudicato la commessa pubblica alla ricorrente, bensì al Consorzio opponente. Sul risultato di non assegnarle l'appalto, la decisione impugnata corrisponde quindi a quella del Consiglio di Stato. Nella risposta al ricorso in sede cantonale, il committente aveva inoltre rilevato che anche l'offerta della ricorrente era invero carente, in particolare siccome non rispettava completamente le fasi di montaggio prescritte dagli atti di gara e mancava del relativo schema. Sempre in quella sede, il committente ha quindi esplicitamente chiesto alla Corte cantonale di escludere tale offerta. In tali circostanze, decidendo di estromettere pure la ricorrente, la precedente istanza non ha sostituito il proprio potere di apprezzamento a quello del committente, ma ha sostanzialmente statuito nel senso prospettato da quest'ultimo. Inoltre, la Corte cantonale ha fondato il suo giudizio sull'art. 40 del regolamento di applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del CIAP, del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL/TI 730.110). Questa norma disciplina il contenuto dell'offerta e prevede in particolare che la partecipazione alla gara, con l'inoltro dell'offerta, implica l'accettazione di tutte le condizioni contenute negli atti di gara (art. 40 cpv. 2 RLCPubb/CIAP). La conformità dell'offerta alle condizioni del concorso costituisce un requisito preliminare per l'aggiudicazione di qualsiasi commessa pubblica (cfr. sentenza 2C_241/2012 del 28 giugno 2012 consid. 4.1, in: RtiD I-2013 pag. 91). In concreto, la Corte cantonale non ha abusato del proprio potere di apprezzamento emanando un giudizio di opportunità, ma ha statuito in applicazione del diritto sulla conformità dell'offerta alle prescrizioni di gara, confermando sostanzialmente, per quanto concerne l'esclusione dell'offerta della ricorrente, la conclusione esposta dal committente medesimo nel corso dello scambio degli scritti.