Citation: 4C.405/2004 13.06.2005 E. 2

Il primo punto in contestazione attiene alla natura giuridica degli impegni presi dagli attori nei confronti del convenuto. 2.1 Come già il Pretore, anche la Corte cantonale li ha qualificati come assunzione cumulativa di debito. I giudici ticinesi hanno in primo luogo accennato alla difficoltà di distinguere questo negozio dalla garanzia rispettivamente dalla fideiussione, evidenziando la necessità di ricorrere spesso all'interpretazione secondo il principio dell'affidamento, ove, in definitiva, è determinante lo scopo economico e giuridico perseguito dalle parti. Essi hanno in seguito constatato come, nel caso in esame, il testo della dichiarazione rilasciata da D.C.________ il 19 febbraio 1996 sia a questo proposito esplicito e di per sé sufficientemente chiaro. Anche la "prospettiva economica" conferma il carattere autonomo dell'impegno, quindi l'assunzione cumulativa del debito: gli attori erano infatti interessati in modo personale e diretto alla buona riuscita dell'operazione immobiliare, dal momento che avevano il compito di provvedere in modo consistente a reperire i finanziamenti necessari, che avrebbero partecipato all'utile in proporzione a tali finanziamenti e che in caso di fallimento avrebbero dovuto sopportare da soli i costi di rifinanziamento della società F.________SA. È stata per contro negata rilevanza al verbale dell'assemblea straordinaria di questa società tenutasi il 28 settembre 1995, dal quale il convenuto deduceva l'esistenza di una garanzia nella forma della promessa della prestazione di un terzo (art. 111 CO): gli impegni presi in tale occasione erano diretti all'assemblea degli azionisti, non al convenuto, e sono comunque stati superati nel tempo dalla dichiarazione del 19 febbraio 1996. 2.2 Il convenuto rimprovera ai giudici ticinesi l'errata applicazione del principio dell'affidamento, essendo loro sfuggito che può avere un interesse personale all'adempimento sia colui che assume cumulativamente un debito sia chi promette la prestazione personale di un terzo. Egli aggiunge che l'assunzione personale del debito avrebbe semplicemente diminuito i passivi della società F.________SA, senza incrementarne la liquidità, mentre lo scopo che tutti si prefiggevano era quello di mettere a disposizione della società i fondi necessari per realizzare il progetto immobiliare; sotto questo profilo l'impegno di garantire il pagamento dei debiti della società F.________SA costituiva un mezzo assai più efficace. Il convenuto ritiene che il verbale del 28 settembre 1995 sia inequivocabile e confermi che la convenuta D.C.________ avesse promesso e garantito determinate prestazioni della società F.________SA. 2.3 Per giudicare un contratto, sia per la forma che per il contenuto, occorre stabilire quale fosse la volontà dei contraenti al momento della sua stipulazione (art. 18 CO). 2.3.1 Il contenuto di un contratto viene determinato in primo luogo mediante l'interpretazione soggettiva, ovvero ricercando la vera e concorde volontà dei contraenti, che prescinde dalla denominazione e dalle parole inesatte adoperate per errore o allo scopo di nascondere la vera natura del contratto (art. 18 cpv. 1 CO). L'interpretazione soggettiva poggia sull'apprezzamento delle prove e pertanto, a meno che non siano dati i presupposti delle eccezioni di cui agli art. 63 cpv. 2 e 64 OG, sfugge all'esame del Tribunale federale chiamato a statuire su un ricorso per riforma (DTF 129 III 118 consid. 2.5 pag. 122). Qualora non esistano accertamenti di fatto sulla reale concordanza della volontà delle parti o se il giudice constata che una parte non ha compreso la volontà dell'altra, la loro (presunta) volontà viene invece determinata interpretando le loro dichiarazioni secondo il principio dell'affidamento (cosiddetta interpretazione oggettiva), ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta. L'interpretazione del contratto giusta il principio dell'affidamento è una questione concernente l'applicazione del diritto, che può essere esaminata liberamente nella giurisdizione per riforma (DTF 130 III 417 consid. 3.2 pag. 424 seg.). 2.3.2 Dovendosi procedere all'interpretazione di dichiarazioni scritte, ci si riferisce in primo luogo al tenore delle stesse (DTF 129 III 702 consid. 2.4.1 pag. 707). La presenza di un testo chiaro non esclude tuttavia la possibilità di ricorrere ad altri criteri d'interpretazione. Dall'art. 18 cpv. 1 CO emerge infatti che le parole adoperate, quand'anche chiare, non sono necessariamente determinanti e che, al contrario, un'interpretazione puramente letterale è proibita. Anche se il tenore di una clausola contrattuale appare a prima vista chiaro, dalle altre condizioni menzionate dal contratto, dallo scopo perseguito dalle parti oppure ancora da altre circostanze può dunque risultare che il testo della menzionata clausola non restituisce con esattezza il senso dell'accordo (DTF 130 III 417 consid. 3.2 pag. 425). Oltre al testo ed al contesto in cui sono state formulate le dichiarazioni delle parti, vanno prese in considerazione - nella misura in cui sarebbero riconoscibili anche per un terzo - le circostanze che hanno preceduto o accompagnato la stipulazione del contratto (DTF 128 III 265 consid. 3a con rinvii). 2.4 In concreto, il passaggio della dichiarazione del 19 febbraio 1996, che l'autorità cantonale ha reputato determinante ai fini del giudizio, recita: "Dichiaro di aver consegnato in data odierna all'arch. A.________ i miei gioielli, e meglio come alla lista allegata, quale pegno e garanzia per il pagamento della somma di fr. 213'000.-- (duecentotredicimila), garantito da cambiale scaduta il 15 c.m., somma di cui sono solidalmente debitrice con mio marito B.C.________". 2.4.1 La Corte cantonale ha stabilito che con questa dichiarazione D.C.________ "ha comunicato in modo chiaro ed esplicito di aver assunto un impegno autonomo accanto a quello esistente della società F.________SA, impegno che va ben oltre la semplice garanzia, assumendosi il debito in prima persona". Il tenore dell'affermazione dei giudici cantonali induce a ritenere ch'essi hanno accertato un fatto, ossia la volontà precisa di una parte di impegnarsi in questo modo, fatto che sfugge alla cognizione del Tribunale federale nella giurisdizione di riforma (cfr. quanto già esposto al consid. 2.3.1). 2.4.2 È però anche vero che la sentenza impugnata accenna alla necessità di ricorrere spesso alla teoria dell'affidamento per l'interpretazione dei contratti di garanzia (in senso lato) e pare avere applicato questo metodo interpretativo laddove ha esaminato "la situazione in prospettiva economica". Se così fosse, si tratterebbe di una questione di diritto che il Tribunale federale può rivedere (cfr. quanto già esposto al consid. 2.3.1). Il giudizio resisterebbe nondimeno alle censure ricorsuali. Non è infatti ragionevolmente immaginabile che il destinatario della dichiarazione riportata sopra potesse credere che si trattasse della garanzia di prestazioni di un terzo, neppure menzionato, e non dell'assunzione personale di un debito. Il convenuto ne è probabilmente cosciente dal momento che sorvola sulla dichiarazione del 19 febbraio 1996 e fonda invece la sua tesi sul verbale dell'assemblea straordinaria degli azionisti della società F.________SA, tenutasi il 28 settembre 1995, e sullo scopo economico perseguito dalle parti. Nel passaggio del verbale riprodotto nel giudizio impugnato si legge che D.C.________ "provvederà nei prossimi giorni a finanziare la società F.________SA affinché vengano effettuati..." determinati pagamenti, tra i quali fr. 100'000.-- destinati al convenuto; ella si era altresì dichiarata "d'accordo di garantire il pagamento dell'interesse ipotecario di fr. 300'000.-- che dovrà avvenire entro la fine del prossimo mese di novembre". A ragione l'autorità cantonale ha osservato che un impegno del genere, assunto nell'ambito dell'assemblea degli azionisti, non poteva indurre il convenuto a ritenere in buona fede che la promessa di D.C.________ fosse indirizzata a lui, nella sua qualità di creditore della società, e ch'essa intendesse garantire le prestazioni dovutegli dalla società F.________SA. Quanto allo scopo perseguito, esso consisteva nell'assicurare all'architetto il pagamento delle sue prestazioni, così da permettere la continuazione dell'operazione immobiliare; tale scopo poteva essere raggiunto sia mediante una garanzia nel senso dell'art. 111 CO sia per mezzo di un'assunzione cumulativa di debito per cui questo criterio non può essere ritenuto decisivo. Se ne deve concludere che non sono ravvisabili circostanze concrete tali da far credere che la dichiarazione rilasciata da D.C.________ il 19 febbraio 1996 non corrispondesse alla volontà delle parti e da imporre di scostarsi dal testo letterale. 2.5 Da tutto quanto esposto discende che la qualificazione di assunzione cumulativa di debito, attribuita al contratto dall'autorità cantonale, non viola il diritto federale.