Citation: 5P.211/2004 07.07.2004 E. 2

Il 19 aprile 2004, in parziale accoglimento di un ricorso dell'escusso, la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha aumentato - correggendo un errore di arrotondamento dell'Ufficio - di fr. 11,50.-- il minimo vitale del debitore. I Giudici cantonali hanno rilevato che l'escusso aveva già inoltrato due ricorsi all'autorità di vigilanza nonché due ricorsi fondati sull'art. 19 cpv. 1 LEF e due ricorsi di diritto pubblico vertenti sostanzialmente sulle contestazioni nuovamente sollevate nel ricorso 19 aprile 2004. Essi hanno ritenuto che, anche qualora il debitore fosse riuscito a dimostrare la necessità e il pagamento dell'importo di fr. 4'000.-- fatto valere per spese di difesa, tale importo non avrebbe potuto essere incluso nel suo minimo vitale, perché tali costi non rientrano fra quelli riconosciuti da dottrina e giurisprudenza. Sempre a mente dell'autorità di vigilanza, se dovesse sussistere un bisogno di protezione, le relative spese non potrebbero gravare i creditori: essa ha pertanto respinto - perché ritenuta prova irrilevante nella sede esecutiva - la domanda con cui il debitore chiedeva che fosse ordinato alla polizia federale di allestire una perizia per stabilire i costi di una protezione. Essa non ha nemmeno ammesso la somma di fr. 903.--, che secondo l'escusso corrisponde alle quote di leasing necessarie per la sostituzione - dettata da motivi di sicurezza - dell'automobile attuale. Neppure l'importo di fr. 737.-- "per spese supplementari connesse alla professione" è stato riconosciuto, atteso che l'escusso non la esercita più da anni. Infine, con riferimento all'importo di fr. 500.--, che il debitore intenderebbe devolvere ai suoceri, i giudici cantonali hanno rilevato che egli non ha né provato il pagamento né ha reso verosimile la necessità di un siffatto contributo.