Citation: 4A_469/2020 E. 5.5

5.5. Con una seconda denuncia della violazione del diritto federale, il ricorrente lamenta quindi il mancato riconoscimento di un suo valido reclamo in occasione della visita in banca il 9 aprile 2008, perché un reclamo ci sarebbe stato ed esso era pure "sufficientemente chiaro", così come richiesto dalla giurisprudenza in materia. Anche in questo caso, egli non può essere tuttavia seguito. Come risulta dal precedente considerando 5.2, la Corte cantonale è infatti giunta ad altra conclusione - ovvero che un reclamo non c'è stato - e spettava di conseguenza all'insorgente dimostrare l'arbitrarietà (art. 9 Cost.) dell'apprezzamento su cui essa si è basata, ciò che però non avviene. Davanti a un puntuale apprezzamento delle prove, come quello che ha portato la Corte cantonale a concludere che un reclamo tempestivo non c'è stato, non basta infatti opporre il proprio punto di vista alle conclusioni dell'istanza inferiore o procedere ad un'interpretazione delle stesse - come fatto nel ricorso, attraverso una serie di "deduzioni" - ma occorre dimostrare che la sentenza impugnata ignora il senso e la portata di un mezzo di prova, omette senza ragioni valide di considerare una prova importante, suscettibile di modificare l'esito della lite, oppure ammette o nega un fatto, in aperto ed insostenibile contrasto con gli atti componenti l'incarto (DTF 140 III 264 consid. 2.3).