Citation: 2C_791/2019 E. 3.6

3.6. Rimane da pronunciarsi in merito alla fine del periodo fiscale 2007 (dal 18 al 31 dicembre) e al periodo fiscale 2008. Al riguardo va osservato in primo luogo che appare dubbio che, dopo che era stata constatata l'incompatibilità dello scopo della Fondazione con quelli di cui all'art. 335 CCS e quindi che le era stata negata la personalità giuridica (sentenza 2C_157/2010 e 2C_163/2010 già citata consid. 11.5), fosse ancora effettivamente possibile procedere a delle modifiche statutarie. In effetti, di regola, se lo scopo di una fondazione di famiglia è contrario a quelli di cui all'art. 335 CCS - come in concreto - ciò implica la nullità originaria della stessa. In altre parole in una simile situazione la fondazione di famiglia non è mai esistita e i suoi beni rimangono nel patrimonio del fondatore (vedasi DENIS PIOTET, in: Commentaire romand, CC I, 2010, n. 10 all'art. 335 CCS e riferimenti dottrinali e giurisprudenziali; MARTIN EISENRING, in: Handkommentar zum Schweizer Privatrecht, 2016, n. 6 all'art. 89 CCS con rinvii dottrinali). In tal caso non è dato da vedere come si potrebbe modificare lo statuto di un'entità che non esiste e ci si può chiedere se una simile modifica non deve piuttosto essere intesa come la costituzione di una nuova fondazione (e in tal caso adempiere tutte le esigenze di cui agli art. 80 sgg. CCS, tra cui quella della forma dell'atto pubblico). È vero che in determinate circostanze ci si può richiamare al principio della conversione dell'atto di fondazione, in particolare quando lo scopo della fondazione è solo parzialmente contrario all'art. 335 CCS o lo sia diventato successivamente (PIOTET, op. cit., n. 11 all'art. 335 CC e gli autori citati nella nota a pié di pagina; EISENRING, op. cit., n. 4 all'art. 89 CCS e rinvii). Ciò però non è stato giudicato essere il caso della qui Fondazione. Ricordato che la costituzione di una fondazione richiede, per quanto qui d'interesse, segnatamente la forma dell'atto pubblico (in merito agli altri necessari requisiti e alle eccezioni previste dalla legge vedasi gli art. 80 segg. CCS), ciò implica che in caso di modifica dello statuto (il quale equivale secondo la prassi, condivisa da parte della dottrina, all'atto di fondazione [art. 81 CCS] e deve assumere di conseguenza la forma dell'atto pubblico, vedasi PARISIMA VEZ, in Commentaire romand, CC 1, 2010, n. 8 a 10 all'art. 81 CCS con richiami giurisprudenziali e dottrinali, anche di diversa opinione), la stessa deve allora rivestire la forma autentica. Dagli atti di causa emerge in concreto che le modifiche statutarie in esame sono state deliberate dal Consiglio di Fondazione nelle sue sedute del 18 dicembre 2007 rispettivamente dell'11 aprile 2011. Sennonché è unicamente nell'ambito della seconda riunione, cioè quella dell'11 aprile 2011, che le modifiche sono state adottate nella forma dell'atto pubblico. Al riguardo va osservato che nel corso della prima riunione era stato iscritto a verbale la necessità di verificare se la forma autentica fosse necessaria ([...] prüfen wird, ob nachträglich diese Änderungen in beurkundeter Form erneut zu beschliessen seien [...], verbale citato pag. 5 infine), ciò che è poi stato fatto nell'ambito della seconda riunione. Il verbale della stessa infatti è stato redatto da un notaio nella forma dell'atto pubblico, denominato "Brevetto notarile" (cfr. pag. 2). La necessità di sottoporre le modifiche statutarie alla forma autentica viene nel caso specifico pure confortata dal fatto che nel citato verbale allestito l'11 aprile 2011 viene ricordato che la riunione è stata indetta essenzialmente per " adottare in forma notarile, dopo un congruo periodo di prova, le modifiche statutarie deliberate nella seduta del 18 dicembre 2007" (verbale citato pag. 3) come anche dalla circostanza che vi viene poi indicato che "future modifiche del Consiglio di Fondazione non richiedono la forma notarile" ("trattanda" 5 pag. 10). Non va poi negletto che è solo nel corso della seconda riunione che ogni singola modifica, riformulazione o abrogazione dello statuto di data 3 marzo rispettivamente 5/9 dicem-bre 1983 e quello complementare del 6 settembre 1983 è stata decisa una per una con voto unanime, ciò che non è stato fatto durante la riunione del 2007. Allo stesso modo è solo al verbale della riunione dell'11 aprile 2011 che è stato allegato, tra l'altro, una nuova versione completa dello statuto redatto in tedesco (lingua determinante, cfr. supra consid. 3.3.3) e una in italiano, ciò che, ancora una volta, non è stato fatto nel dicembre 2007. Da questi elementi discende che le modifiche statutarie sono state effettivamente adottate solo l'11 aprile 2011 (il fatto che nel nuovo statuto sia indicato per la data anche "dicembre 2007" non essendo sufficiente per rinunciare all'esigenza della forma autentica) e che è quindi soltanto da quel momento che possono esplicare i loro effetti. In queste condizioni, come già spiegato con riferimento agli anni 2006 e 2007, dato che per un periodo fiscale è determinante unicamente la situazione di fatto ad esso relativa, le stesse non hanno alcuna influenza anche per quanto concerne i periodi fiscali ora esaminati. Ne discende che può essere rinviato a quanto deciso riguardo agli anni precedenti (cfr. supra consid. 3.5.2), ossia che vale tuttora quanto constatato dal Tribunale federale nella sua sentenza 2C_157/2010 e 2C_163/2010, l'incompatibilità cioè con l'art. 335 CCS degli scopi perseguiti dalla Fondazione e, di riflesso la necessità di negarle una personalità giuridica autonoma e quindi, l'attribuzione dei fattori fiscali relativi alla Fondazione (per il 2007 dal 18 dicembre e per il 2008) ai soggetti fiscali originari. Ancora una volta il ricorrente non rimette in discussione (art. 42 LTF) i cambiamenti operati dal fisco nelle proprie dichiarazioni d'imposta per gli anni litigiosi, di modo che questi punti non vanno ulteriormente esaminati. In proposito il ricorso si rivela infondato e la sentenza cantonale va confermata.