Citation: 2C_586/2019 E. 5

Secondo l'art. 42 cpv. 1 LStrI, i coniugi stranieri di cittadini svizzeri hanno diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora se coabitano con loro. A norma dell'art. 51 cpv. 1 lett. b LStrI, i diritti conferiti dall'art. 42 LStrI si estinguono tuttavia se sussistono motivi di revoca giusta l'art. 63 LStrI. Questo è tra l'altro il caso quando la persona straniera è stata condannata a una pena detentiva di lunga durata o a una misura penale ai sensi degli art. 59, 60, 61 o 64 CP (art. 63 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI). Secondo giurisprudenza, una pena detentiva è di lunga durata ai sensi dell'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI se è stata pronunciata per più di un anno, a prescindere dal fatto che la stessa sia stata o meno sospesa (DTF 137 II 297 consid. 2.1 pag. 299; sentenza 2C_481/2019 del 5 giugno 2019 consid. 3.1). Nel caso di specie, il ricorrente è stato condannato il 16 ottobre 2015 a una pena detentiva di 24 mesi, la quale è di lunga durata ai sensi della giurisprudenza suesposta. Il motivo di revoca previsto dall'art. 63 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 62 cpv. 1 lett. b LStrI è dunque adempiuto, di modo che, in applicazione dell'art. 51 cpv. 1 lett. b LStrI, l'interessato non può invocare il proprio matrimonio con una cittadina svizzera per dedurne un diritto al rilascio di un permesso di dimora.