Citation: 2A.659/2006 19.03.2007 E. C

Detta decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, il 12 luglio 2006, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 9 ottobre 2006. Rilevato che la separazione durava oramai da un anno e mezzo e che niente agli atti permetteva di pensare che la stessa fosse provvisoria, la Corte ticinese ha ritenuto che l'insorgente invocava in modo manifestamente abusivo il proprio matrimonio, svuotato di scopo e contenuto, per ottenere un permesso di dimora. Ha poi considerato che l'interessato non poteva sollecitare il rilascio di un permesso di domicilio, in quanto la separazione era avvenuta prima della scadenza del termine quinquennale previsto dalla legge per potere ottenere la citata autorizzazione. Infine, ha osservato che l'interessato non poteva dedurre un diritto al rilascio di un'autorizzazione di soggiorno né dall'art. 8 CEDU né, sebbene la moglie fosse anche cittadina italiana, dall'Accordo concluso il 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC).