Citation: H 153/01 05.11.2001 E. 6

6.- a) Contestate risultano pure le conclusioni dei giudici cantonali nella misura in cui hanno ritenuto l'insorgente responsabile del danno cagionato alla Cassa a seguito del mancato pagamento dei contributi paritetici. Quest'ultimo rileva che gli competeva unicamente un'alta vigilanza nei confronti dei gerenti effettivi della società, S._________ e A._________. Riferisce pure che la fiduciaria incaricata di tenere i conti annuali (G._________ SA) non aveva mai mosso obiezioni alle indicazioni degli azionisti circa l'andamento della società, motivo per cui non vi era alcuna ragione di preoccuparsi e intervenire. L'interessato conclude asserendo che la Corte cantonale avrebbe apprezzato i fatti in maniera superficiale, incompleta e parziale, in quanto non avrebbe valutato dati importanti emersi sia dal bilancio "provvisorio" al 31.12.1998 - in cui si riscontra una diminuzione degli attivi (da fr. 173'526. 35 a fr. 153'198. 30, con una flessione pari all'11. 7% circa) a fronte di un aumento dei passivi (da fr. 81'203. 65 a fr. 130'830. 60, con una variazione del 61,1% circa) - che dal conto economico, in cui si evidenzia un calo dei ricavi passati da fr. 476'154. 25 nel 1997 a fr. 382'857. 40 nel 1998 (pari al 19,5%). Secondo il ricorrente questi dati dimostrerebbero che gli amministratori di fatto e azionisti avrebbero sottratto parte degli incassi. b) Gli argomenti addotti dal ricorrente per il mancato pagamento dei contributi non sono invocabili quali esimenti. Accettando a partire dal luglio 1996 il mandato di amministratore unico della R._________ SA, l'interessato si è assunto anche gli oneri connessi con tale funzione. Al riguardo, questa Corte ha già avuto modo di rilevare che l'organo di una società anonima deve prestare particolare attenzione nella scelta del personale al quale affida la gestione degli affari importanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che egli impartisce (cura in instruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). È segnatamente suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a). Tale dovere risulta accresciuto quando si tratti, come in concreto, di un amministratore unico, ritenuto che se è vero che quest'ultimo può delegare compiti - tra cui anche quello di curare che i contributi vengano versati - è pure esatto che la delega non lo esime dal vigilare che le funzioni delegate vengano anche effettivamente svolte. Inoltre, l'amministratore unico deve pure conservare un assoluto controllo sugli affari importanti della ditta. L'organo è tenuto ad informarsi periodicamente sull'andamento dell'azienda e sugli affari principali, richiedendo rapporti dettagliati, studiandoli attentamente, cercando di chiarire errori ed intervenendo per correggere irregolarità. Se dalle informazioni raccolte sorge il sospetto di una gestione scorretta o negligente da parte di chi ha ottenuto la delega gestionale, l'amministratore deve intervenire, avvalendosi se del caso dell'assistenza di un esperto, affinché le prescrizioni siano rispettate (DTF 114 V 223 seg. consid. 4a). c) Nel caso di specie, F._________ non può seriamente pretendere di venire liberato dalle sue responsabilità di amministratore asserendo semplicemente di avere fatto affidamento sulle mancate segnalazioni da parte della fiduciaria incaricata di tenere i conti annuali e di non avere pertanto avuto motivo di intervenire sulla gestione effettiva della società. Almeno nelle occasioni in cui ricevette i due precetti esecutivi nell'ottobre 1996 e nel gennaio 1997, riferiti a contributi impagati per il secondo e terzo trimestre 1996, il ricorrente è venuto a conoscenza di fatti che dovevano oggettivamente indurre un accorto e diligente amministratore a riflettere su eventuali problemi di liquidità e ad agire di conseguenza, in particolare mediante opportune verifiche e controlli, a maggior ragione se si considera che gli azionisti della società erano al contempo dipendenti della stessa. Ciò che invece non è stato. Dalle tavole processuali risulta che l'insorgente non si è mai seriamente attivato in tal senso, limitandosi a fare affidamento sulle affermazioni degli amministratori di fatto, a suo dire tranquillizzanti perché formulate in presenza dei rappresentanti della G._________ SA. Allo stesso modo, il ricorrente non si è nemmeno mai preoccupato di convocare formalmente l'assemblea generale ordinaria - così come ordinato dall'art. 699 cpv. 2 CO - accontentandosi, per sua stessa ammissione, di tenere riunioni informali con A._________ e i responsabili della fiduciaria, senza peraltro curarsi della redazione di un verbale che gli avrebbe permesso di comprovare "l'alta vigilanza" che pretende di aver esercitato su coloro cui era stata affidata la gestione effettiva della società. Attendere fino al 23 febbraio 1999 - ben due anni e mezzo dalla sua entrata in carica quale amministratore unico - per convocare un'assemblea generale straordinaria e rendersi finalmente conto della catastrofica situazione finanziaria della società, denota una chiara mancanza di diligenza per la quale egli è ora chiamato a rispondere.