Citation: 2C_427/2009 25.03.2010 E. 2

2.1 Il ricorrente non ridiscute la sentenza impugnata riguardo alla questione dei principi d'imparzialità e di equidistanza ai quali sottostà un notaio (cfr. giudizio cantonale contestato pag. 1 seg., consid. 1), motivo per cui non occorre più esaminare tale aspetto. Egli si concentra invece sulla, a suo avviso, erronea interpretazione dell'art. 12 lett. c LLCA. 2.2 L'art. 12 LLCA unifica a livello federale, disciplinandole esaustivamente, le regole professionali concernenti l'esercizio dell'avvocatura (Messaggio del Consiglio federale del 28 aprile 1999 concernente la LLCA, in: FF 1999 pag. 4983 e segg., in part. pag. 5020). In particolare la lettera c di tale norma sancisce che l'avvocato evita qualsiasi conflitto tra gli interessi del suo cliente e quelli di altre persone con cui ha rapporti professionali o privati. Il divieto di rappresentare e patrocinare interessi contrastanti è un principio fondamentale della professione forense, derivante dal precetto d'indipendenza e dai doveri di fedeltà e diligenza (DTF 135 II 145 consid. 9.1 pag. 154 e riferimenti). Dal momento che questi obblighi verso il mandante perdurano anche dopo la fine del rapporto contrattuale, l'avvocato deve rispettare l'impegno ad evitare conflitti d'interesse anche quando assume un incarico contro un ex cliente. Unicamente a queste condizioni sono infatti realmente rispettate le finalità della normativa, che tutela la fiducia del pubblico nei confronti degli avvocati e garantisce la salvaguardia del segreto professionale (cfr. art. 13 LLCA). È pertanto in questo senso che va intesa la regola dell'art. 12 lett. c LLCA. La sua portata, nonostante la formulazione all'indicativo presente, non è quindi limitata a situazioni in cui si tratterebbe di rappresentare nello stesso tempo interessi contrapposti. Tale interpretazione dell'art. 12 lett. c LLCA è del resto corroborata anche dall'art. 13 del Codice svizzero di deontologia, che la Federazione svizzera degli avvocati ha adottato il 10 giugno 2005, riprendendo un'analoga direttiva precedente, allo scopo di contribuire all'interpretazione uniforme delle norme di cui agli art. 12 e segg. LLCA. Essa corrisponde altresì ad una concezione ampiamente diffusa - e pertanto significativa (cfr. DTF 131 I 223 consid. 3.4 pag. 228; 130 II 270 consid. 3.1.1 pag. 275) - a livello di norme deontologiche cantonali (sentenza 2A.535/2005 del 17 febbraio 2006 in: RtiD 2006 II pag. 251 e segg. consid. 3.1 e numerosi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali). La possibilità di agire in qualità di patrocinatore contro un ex cliente deve essere verificata dall'avvocato con la massima diligenza, tenendo conto delle particolarità del singolo caso. In generale, egli può accettare il nuovo incarico soltanto se è escluso che possa avvalersi o debba discutere di circostanze di cui è venuto a conoscenza nell'ambito di un precedente mandato sotto garanzia del segreto professionale. Affinché il nuovo impegno gli sia precluso, è sufficiente che sussista anche solo la possibilità di un utilizzo, persino inconsapevole, delle conoscenze precedentemente acquisite. Deve perciò essere evitata qualsiasi situazione già potenzialmente suscettibile di generare un conflitto d'interessi, di cui, in casi dubbi, va presunta l'esistenza. Nell'ambito della valutazione di questi aspetti, occorre tener conto della connessione e del grado di identità tra l'oggetto del precedente e del nuovo mandato. La probabilità di far capo ad elementi appresi nello svolgimento dell'incarico concluso è inoltre tanto più reale quanto più ampia è stata l'attività del legale per il primo cliente e, di riflesso, più stretto il rapporto di fiducia instauratosi. Importante è pure il tempo trascorso, benché anche dopo anni possano riaffiorare ricordi di fatti apparentemente dimenticati (RtiD 2006 II pag. 251 e segg. consid. 3.2 e richiami dottrinali). 2.3 Come già giudicato dal Tribunale federale, il quale condivide in proposito l'opinione della dottrina, qualora un notaio svolga pure l'attività di avvocato egli non può rappresentare nessuna delle parti in una causa litigiosa se precedentemente ha ufficiato quale detentore del pubblico potere in tale causa (sentenza 2C_26/2009 del 18 giugno 2009 consid. 3.1 e rinvii dottrinali). Occorre inoltre rammentare che il notaio che esercita anche l'attività forense è sottoposto non solo agli obblighi professionali, segnatamente le regole d'incompatibilità (di diritto cantonale) (DTF 133 I 259 consid. 3.4 pag. 263) concernenti l'esercizio del notariato (ad esempio quelle sgorganti dalla legge ticinese sul notariato del 23 febbraio 1983 [LN; RL/TI 3.2.2.1) ma anche a quelli (di diritto federale) che s'applicano nei confronti degli avvocati e che sono disciplinati dalla legge sugli avvocati (causa 2C_26/2009 citata, consid. 3.2 con riferimenti dottrinali e giurisprudenziali).