Citation: 4A_343/2007 26.03.2009 E. 4

Dinanzi al Tribunale federale il ricorrente ribadisce ancora una volta la tesi della tardività dell'istanza di tassazione delle note professionali introdotta nel 2005. A suo dire, infatti, il marito dell'opponente e il suo legale non hanno preso conoscenza di queste note nel 2004, come da loro preteso e ammesso dal Consiglio di moderazione, bensì già nel 2002, poiché egli le aveva regolarmente inviate al cliente e, in ogni caso, le aveva annesse all'inventario iniziale allestito in veste di curatore e trasmesso alla Commissione Tutoria Regionale (CTR), la quale aveva a sua volta spedito tale documentazione al curatelato e al suo legale nell'agosto 2002. Non essendovi stata alcuna contestazione, l'operato del ricorrente sarebbe stato tacitamente ratificato. Dal canto suo, il marito dell'opponente ha sempre negato di aver preso conoscenza delle fatture prima del 2004: esse non gli sarebbero state notificate né personalmente dall'avvocato/ricorrente né dalla Commissione Tutoria Regionale (CTR), quando gli aveva trasmesso i documenti relativi all'inventario iniziale. 4.1 Esaminati i documenti versati agli atti nella causa pendente presso la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino relativa all'attività di curatore prestata dal ricorrente (incarto n. 11.2004.25, cfr. quanto esposto al consid. B), la Commissione di verifica ha appurato: che nell'inventario iniziale per la curatela dell'istante era indicato come passivo l'importo di fr. 100'242.75 con la precisazione "incarto n. 12341D"; che tale importo costituiva la somma delle quattro note professionali contestate; che le quattro note professionali molto verosimilmente erano state pagate dal curatore (a sé stesso) il 25 maggio 2001, dato che al conto clienti dello studio legale presso cui lavorava il ricorrente, sul quale erano confluiti i soldi che spettavano a C.________ in esito alla causa civile, era stato addebitato l'importo di (sic) fr. 106'080.20 con la dicitura "Studio legale notari"; che questo ordine di addebito, collettivo, non contemplava, diversamente da tutte le altre numerose posizioni creditorie estinte con lo stesso addebito, le relative pezze giustificative e, infine, che nemmeno nel resto degli atti depositati presso la cancelleria civile del Tribunale d'appello nell'ambito dell'incarto n. 11.2004.25 erano contenute le contestate note professionali del ricorrente. In queste circostanze, la Commissione di verifica ha reputato giustificata la richiesta rivolta al ricorrente dal legale del marito dell'opponente nel 2004 di presentare le sue note professionali. E alla luce dei fatti sopra esposti la Commissione di verifica ha disatteso la domanda di declaratoria d'irricevibilità dell'istanza di tassazione delle querelate note, poiché anche volendo ammettere che il marito dell'opponente avesse approvato per atti concludenti l'inventario iniziale - che aveva restituito alla delegazione tutoria senza formulare contestazioni, ma anche senza firmarlo - tale approvazione non poteva comunque in nessun caso comprendere le note professionali, poiché queste non figuravano negli atti della curatela. 4.2 Nella sentenza impugnata i giudici del Consiglio di moderazione hanno sostanzialmente condiviso questa conclusione. Con riferimento all'asserito invio delle note direttamente al marito dell'opponente - che ha sempre negato di averle ricevute - essi hanno evidenziato l'assenza di ogni accenno ad esse nella fitta corrispondenza intercorsa all'epoca fra le parti, nella quale il curatelato/cliente criticava pesantemente l'operato del curatore/avvocato. In un simile contesto, ha osservato il Consiglio di moderazione, la mancata menzione delle note costituisce un indizio a favore della mancata conoscenza delle stesse. Per quel che concerne invece l'asserito invio delle fatture al legale del marito dell'opponente da parte della CTR nel 2002, il Consiglio di moderazione ha accertato che il 23 maggio 2002 la CTR gli aveva effettivamente spedito il rendiconto 2001, senza che sia tuttavia possibile sapere se e quale documentazione vi fosse allegata. Sta il fatto che successivamente lo stesso patrocinatore ha chiesto alla CTR di inviargli i giustificativi, cosa che questa ha fatto il 27 agosto 2002 mandandogli "l'inventario iniziale con i relativi giustificativi", "in originale". Nel plico di documenti originali successivamente inserito nell'incarto pendente presso la I CCA, hanno rilevato i magistrati del Consiglio di moderazione, le fatture del ricorrente però non figurano. In questa situazione, essi hanno concluso che non si può affermare con certezza che il marito dell'opponente rispettivamente il suo legale abbiano davvero preso visione delle contestate note professionali nell'ambito della verifica dei rendiconti. Non si può pertanto sostenere che l'agire del ricorrente sia stato tacitamente approvato. 4.3 Nell'allegato sottoposto al Tribunale federale il ricorrente ribadisce ancora una volta che le quattro fatture contestate erano da lui state regolarmente trasmesse alla CTR unitamente all'inventario iniziale e che pertanto esse erano a disposizione del marito dell'opponente e del suo patrocinatore sin dal 2002, ciò che esclude la possibilità di contestarle, per la prima volta, nel 2005. Egli precisa di aver inviato al Consiglio di moderazione un plico di documenti, versato agli atti sub doc. 14, suscettibile di corroborare questa sua affermazione; l'autorità cantonale avrebbe però arbitrariamente omesso di considerarli nel quadro del suo giudizio. In particolare, il ricorrente attira l'attenzione sullo scritto 28 febbraio 2006 della CTR, con il quale questa ha dichiarato di trasmettergli la documentazione in suo possesso dal 2001, e più precisamente le quattro fatture contestate e relativi documenti. Lo stesso ricorrente aggiunge che "per motivi non spiegabili" la CTR non ha inviato tali documenti alla Sezione degli enti locali né alla I CCA nell'ambito della causa pendente dinanzi a quest'ultima (incarto n. 11.2004.25). Poco importa. A suo modo di vedere, la mancata spedizione di questa documentazione alle predette autorità nulla toglie al fatto ch'essa - in quanto regolarmente depositata presso la CTR - è sempre stata a disposizione degli interessati. A fronte della prova certa secondo cui le fatture contestate erano in possesso della CTR - prosegue il ricorrente - il Consiglio di moderazione è incorso nell'arbitrio fondando il proprio giudizio sulla sola circostanza che le stesse non figuravano nell'incarto della I CCA. Così come è arbitrario che, in una procedura retta dalla massima dell'ufficialità, l'incarto richiamato da un'autorità giudiziaria venga acriticamente considerato completo nonostante la presenza di prove contrarie. Qualora il Consiglio di moderazione avesse ritenuto insufficienti le prove versate dal ricorrente agli atti sub doc. 14, esso avrebbe dovuto compiere ulteriori accertamenti, ad esempio mediante l'audizione della presidente della CTR e del suo segretario, visto che l'art. 18 della Legge cantonale di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPAmm; R.L. 3.3.1.1) stabilisce che l'autorità amministrativa accerta d'ufficio i fatti. Omettendo di procedere in tal senso, il Consiglio di moderazione sarebbe incorso in un'ulteriore violazione del divieto dell'arbitrio, sancito dall'art. 9 Cost. 4.4 Ora, è vero che nella sentenza impugnata il Consiglio di moderazione non si è espresso in maniera esplicita sulla valenza probatoria del plico doc. 14 introdotto dall'avvocato contestualmente al ricorso né ha preso esplicitamente posizione sugli argomenti da lui formulati in relazione a tali atti. Dalla lettura del giudizio cantonale - riassunto al consid. 4.2 - si evince tuttavia chiaramente che tali documenti sono stati tenuti in considerazione, visto anche l'esplicito e ripetuto rinvio al doc. 14. Semplicemente, l'argomentazione del ricorrente non è stata reputata rilevante. In breve, per i giudici ticinesi la documentazione prodotta dal ricorrente - con la quale egli ha dimostrato di aver consegnato le quattro fatture alla CTR già nel 2001 - non è decisiva poiché non fornisce la prova certa che le fatture fossero effettivamente pervenute al marito dell'opponente e al suo legale nel 2002, con il fascicolo inviato dalla CTR il 27 agosto 2002. Vista l'assenza delle fatture nel plico di documenti originali trasmessi da questa autorità alla I CCA, i giudici ticinesi hanno - implicitamente - ritenuto di non poter escludere che la stessa "documentazione originale" carente fosse stata inviata al marito dell'opponente e al suo legale nel 2002. E per questo motivo hanno concluso che non vi è la certezza che questi abbiano preso visione delle contestate note professionali nell'ambito della verifica dell'inventario iniziale e dei rendiconti. Una simile conclusione non è manifestamente insostenibile. Ai fini del giudizio non è determinante che il ricorrente abbia consegnato alla CTR le proprie fatture già nel 2001, bensì che la controparte ne abbia preso conoscenza. Ora, sulla base dei fatti accertati dalle autorità giudiziarie ticinesi non è arbitrario immaginare che la CTR abbia proceduto a un invio incompleto dell'incarto non solo all'autorità di vigilanza e alla I CCA ma anche al marito dell'opponente e al suo legale. E il doc. 14 non fornisce la prova del contrario; in particolare, nello scritto del 28 febbraio 2006 il segretario della CTR non ha dichiarato che le fatture non inviate alla I CCA sarebbero invece state trasmesse al marito dell'opponente il 27 agosto 2002. In queste circostanze non si può sostenere che i giudici cantonali sarebbero venuti meno all'obbligo di accertare d'ufficio i fatti omettendo d'interrogare il segretario della CTR rispettivamente la sua presidente; nemmeno il ricorrente, d'altro canto pretende ch'essi sarebbero in grado di fornire la prova dell'avvenuto invio delle fatture al marito dell'opponente e al suo legale. Tutt'al più potrebbero confermare che queste erano depositate presso la CTR. Ma questo fatto, per i motivi già esposti, non giova comunque al ricorrente. Infine, non si può rimproverare al marito dell'opponente o al suo legale di non essersi ulteriormente attivati presso la CTR per consultare le fatture "a loro disposizione"; essi potevano infatti ritenere in buona fede di aver ricevuto la documentazione completa, visto che nella lettera del 27 agosto 2002, pure presente nel plico doc. 14, la CTR aveva dichiarato di aver inviato "l'inventario iniziale con i relativi giustificativi" e che si trattava della "documentazione in originale".