Citation: 1P.213/1999 30.03.2000 E. 1.-

a) Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei rimedi che gli vengono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 125 I 14 consid. 2a, 253 consid. 1a). b) La ricorrente censura, con un ricorso di dirit- to pubblico, la mancata applicazione da parte dell'autorità cantonale della legge federale sulla protezione dell'am- biente, del 7 ottobre 1983 (LPAmb), che sarebbe da sé sola determinante ai fini della valutazione del grado di mole- stia delle immissioni. L'esclusiva applicabilità della nor- mativa federale svuoterebbe di significato le regole detta- te dal diritto comunale e cantonale per la determinazione della compatibilità dell'utilizzazione di un fondo alla de- stinazione della zona in cui è sito. Occorre dunque verifi- care se e in che misura il ricorso presentato come ricorso di diritto pubblico non debba essere trattato come ricorso di diritto amministrativo per violazione del diritto fede- rale. Secondo gli art. 97 e 98 lett. g OG, combinati con l'art. 5 PA, la via del ricorso di diritto amministrativo è aperta contro le decisioni delle autorità cantonali d'ulti- ma istanza fondate sul diritto federale - o che avrebbero dovuto esserlo - sempre che non sia realizzata nessuna del- le eccezioni previste agli art. 99 a 102 OG o nella legi- slazione speciale (DTF 125 II 10 consid. 2a, 124 I 223 con- sid. 1a/aa, 231 consid. 1a, 124 II 409 consid. 1d/dd, 123 II 231 consid. 2, 122 I 328 consid. 1a, 122 II 274 consid. 1). Il ricorso di diritto amministrativo è pure ammissibile contro le decisioni cantonali fondate nel medesimo tempo sul diritto federale e sul diritto cantonale, in quanto sia in gioco la violazione di norme di diritto federale diret- tamente applicabili (DTF 124 II 409 consid. 1d/dd, 123 I 231 consid. 2 e rinvii). Realizzandosi una simile connes- sione tra le norme di diritto cantonale e quelle di diritto federale, il Tribunale federale esamina liberamente, nell' ambito del ricorso di diritto amministrativo, se il diritto cantonale sia conforme alle norme superiori federali (cfr. 104 lett. a OG; DTF 123 II 231 consid. 2, 121 II 39 consid. 2a, 72 consid. 1b). Per contro, è il rimedio del ricorso di diritto pubblico a essere dato contro decisioni fondate esclusivamente sul diritto cantonale e che non presentino alcuna connessione con l'applicazione del diritto federale (DTF 125 II 10 consid. 2a, 124 II 409 consid. 1d/dd, 123 II 359 consid. 1a/aa). La protezione delle persone da effetti dannosi o molesti, segnatamente dal rumore, è regolata dalla LPAmb (art. 1 cpv. 1), la quale esclude l'installazione di nuovi impianti che provocano rumore solo qualora le immissioni foniche prodotte superino determinati valori nelle vicinan- ze (art. 25 cpv. 1). Negli altri casi vengono imposte limi- tazioni concernenti in particolare la costruzione, l'at- trezzatura, il traffico e l'esercizio (art. 11 e 12). Que- sta regolamentazione ha di massima abrogato le disposizioni cantonali e comunali tendenti in generale alla limitazione delle immissioni foniche (art. 2 Disp. trans. vCost., cor- rispondente all'art. 49 Cost.), ma non le prescrizioni che fissano gli obiettivi particolari della pianificazione, quali le norme sull'utilizzazione del suolo destinate a de- finire il carattere di una determinata zona. Il diritto cantonale o comunale può così vietare, in un luogo ove abi- tazioni e commerci devono coesistere, una destinazione che preveda un'attività svolta per sua natura di sera e di not- te (DTF 123 II 325 consid. 4, 117 Ib 147 consid. 2d/cc, 116 Ia 491 consid. 1a) : in tale ambito, le norme cantonali e comunali si fondano sulla competenza del Cantone o del Co- mune in materia di pianificazione del territorio. La sentenza impugnata poggia unicamente su queste ultime prescrizioni, in particolare sull'art. 32 cpv. 2 NAPR 1979, che nella zona R5 del piano regolatore di Para- diso sancisce il divieto di esercire aziende di tipo mole- sto. Ne consegue che essa non può essere oggetto di ricorso di diritto amministrativo (cfr. anche la decisione inedita del 26 novembre 1997 in re P., consid. 1). c) Il ricorso di diritto pubblico, tempestivo, è rivolto contro una decisione cantonale di ultima istanza ed è fondato su una pretesa violazione degli art. 4, 22tere 31 vCost., nonché dell'art. 2 Disp. trans. vCost. (corri- spondenti agli art. 9, 26, 27 e 49 Cost.). Esso è, di mas- sima, ammissibile giusta gli art. 84 cpv. 1 lett. a, 87 OG e 89 OG. Alla ricorrente, proprietaria del fondo oggetto del litigio, deve senz'altro essere riconosciuta la legit- timazione ricorsuale (art. 88 OG). d) A mente della ricorrente la Corte cantonale sa- rebbe incorsa in una violazione dell'art. 2 Disp. trans. vCost. (corrispondente all'art. 49 Cost.), concernente il primato del diritto federale sul diritto cantonale contra- rio. Infatti, la sentenza impugnata tenderebbe a inibire con ogni mezzo un'eventuale attività di prostituzione nell' immobile, in contrasto con l'ordinamento giuridico svizze- ro, che non la vieta. La censura non è stata sollevata davanti alle istanze cantonali di ricorso (cfr. in particolare la memo- ria ricorsuale al Tribunale amministrativo del 5 giugno 1998), e presenta dunque un carattere di novità. Il requi- sito dell'esaurimento delle istanze cantonali non è pertan- to rispettato (art. 86 cpv. 1 OG; cfr. Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2aed., Berna 1994, pag. 329 e segg.; Karl Spühler, Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, n. 292 e segg.) e il ricorso su tale punto sfugge a un esame del merito. e) Il quesito di sapere se la ricorrente avrebbe dovuto presentare un'istanza di interpretazione o rettifica in sede cantonale giusta l'art. 40 della legge cantonale di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, piuttosto che impugnare la sentenza per una presunta viola- zione del divieto dell'arbitrio, così come richiesto dal Comune nelle osservazioni al presente ricorso, può rimanere aperto, considerato che l'impugnativa deve comunque essere respinta nel merito.