Citation: 4P.241/2005 02.05.2006 E. 3

Il tenore dell'allegato ricorsuale impone alcune considerazioni introduttive sull'ammissibilità del ricorso di diritto pubblico, che il Tribunale federale esamina d'ufficio e con pieno potere cognitivo (DTF 131 I 57 consid. 1). 3.1 Con riferimento alla domanda formulata nel gravame di rinviare l'incarto all'autorità cantonale per nuovo giudizio ai sensi dei considerandi occorre innanzitutto rammentare che, a prescindere da eccezioni che non si avverano in concreto - e che comunque non sono state allegate - il ricorso di diritto pubblico ha natura meramente cassatoria. Ciò significa che, di principio, il Tribunale federale può solamente annullare una decisione contraria alla Costituzione, non invece modificarla o sostituirla con la propria (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1 pag. 131 seg. con rinvii). Nella misura in cui propone una conclusione diversa dal semplice annullamento della sentenza impugnata il ricorso si avvera pertanto irricevibile (DTF 129 I 173 consid. 1.5). 3.2 Vanno pure dichiarati d'acchito irricevibili i numerosi argomenti concernenti l'applicazione arbitraria del diritto federale. 3.2.1 In virtù del principio della sussidiarietà assoluta, sancito dall'art. 84 cpv. 2 OG, il ricorso di diritto pubblico è infatti ammissibile solamente se la pretesa violazione di diritto non può essere sottoposta al tribunale o a un'altra autorità federale mediante azione o altro rimedio. Ora, l'applicazione arbitraria del diritto federale implica a fortiori una violazione di questo medesimo diritto, violazione che va fatta valere nell'ambito di un ricorso per riforma, allorquando - come nel caso in esame, trattandosi di una causa civile con un valore litigioso superiore a fr. 8'000.-- (art. 46 OG) - tale rimedio giuridico è ammissibile (art. 43 cpv. 1 e 2 nonché art. 63 cpv. 2 OG; Jean-François Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, n. 1.6.3 ad art. 43 OG, pag. 140). 3.2.2 Ciò comporta l'inammissibilità degli argomenti concernenti la qualificazione giuridica dei rapporti intervenuti tra le parti, quelli relativi all'interpretazione dell'art. 2 CG e alla sua applicabilità agli ordini impartiti via fax, quelli riguardanti l'applicazione per analogia dell'art. 100 cpv. 2 CO, quelli con cui vengono discussi i principi che regolano i rapporti fra la banca e i gestori esterni, così come quelli sulla nozione giuridica di "colpa grave" e sulle condizioni per poterla ammettere nonché sulla valutazione della concolpa dell'opponente. La ricorrente confonde l'apprezzamento delle prove, mediante il quale vengono accertati i fatti rilevanti ai fini del giudizio, con l'apprezzamento giuridico di questi, che altro non è che la loro qualificazione giuridica (sussunzione; DTF 129 III 618 consid. 3 pag. 620). Solo il primo tipo di "apprezzamento" è censurabile nel quadro del ricorso di diritto pubblico quando, come già detto, la via del ricorso per riforma è aperta. Vi è poi l'apprezzamento che compete al giudice chiamato a decidere secondo il diritto e l'equità (art. 4 CC), come nel caso del giudizio sulla validità di una clausola di esclusione della responsabilità per colpa lieve (art. 100 cpv. 2 CO; cfr. DTF 112 III 450 consid. 3a), che va anch'esso censurato con il ricorso per riforma.