Citation: 9C_839/2008 29.10.2009 E. 7

Contrariamente a quanto lamenta il ricorrente, le sue affezioni (psico-)fisiche configurano inoltre chiaramente uno stato patologico labile, ossia suscettibile di evolvere verso un miglioramento o un peggioramento (cfr. ad esempio sentenza I 389/06 del 15 maggio 2007 consid. 3). I primi giudici hanno dunque rettamente stabilito che le varie affezioni di cui soffre non possono essere considerate irreversibili ed ampiamente stabilizzate in modo tale da causargli un'incapacità al guadagno presumibilmente permanente, bensì devono essere qualificate di natura labile ed evolutiva. Pertanto, la decisione del Tribunale amministrativo federale di esaminare le affezioni alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella versione applicabile in concreto, in vigore fino al 31 dicembre 2007) non lede alcuna norma di diritto federale e la censura è dunque infondata. Inoltre, giova precisare che anche in applicazione dell'ipotesi prevista dalla lett. a dell'art. 29 cpv. 1 LAI, l'esito del procedimento rimarrebbe sostanzialmente invariato, visto che l'assicurato presenterebbe un'incapacità al guadagno comunque inferiore al 40% richiesto per legge.