Citation: 6S.365/2006 08.11.2006 E. 2

2.1 In merito alla condanna per violenza carnale ai danni di D.________, il ricorrente ritiene che non vi sia stata pressione psicologica ai sensi dell'art. 190 CP (ricorso pag. 7). Con richiamo alla giurisprudenza del Tribunale federale, egli sostiene in particolare che D.________ non si trovava in una situazione senza via di uscita e che non è emerso un atteggiamento coattivo importante (ricorso pag. 9). Tale tesi troverebbe conforto nella constatazione della Corte di primo grado secondo cui la vittima non presentava lesioni fisiche (ricorso pag. 10). 2.2 Nel pregresso ricorso per cassazione in sede cantonale l'insorgente non ha lamentato una violazione del diritto federale per quanto riguarda il reato a danno di D.________, ma ha contestato gli accertamenti di fatto e la valutazione delle prove della Corte del merito (v. ricorso per cassazione alla CCRP, pag. 11 e segg.). In questo senso le censure in questione sono nuove. Orbene, come già sopra considerato, di principio e sotto pena di inammissibilità il gravame per cassazione non deve contenere impugnazioni nuove (art. 273 cpv. 1 lett. b ultima frase PP). Tuttavia, se l'autorità cantonale doveva o poteva, secondo il diritto processuale cantonale, esaminare d'ufficio anche questioni di diritto che non le erano state sottoposte esplicitamente, esse possono essere fatte valere per la prima volta in sede federale. Se, invece, l'autorità cantonale doveva limitarsi esclusivamente all'esame delle censure sollevate dalle parti e se tali censure non sono state invocate regolarmente in sede cantonale, difetta l'esaurimento delle istanze e il ricorso per cassazione è inammissibile (DTF 123 IV 42 consid. 2a; 122 IV 56 consid. 3b, 285 consid. 1c e d; 121 IV 340 consid. 1a). Giusta l'art. 288 lett. a CPP/TI, il ricorso per cassazione cantonale è ammesso per errata applicazione del diritto sostanziale ai fatti posti a base della sentenza; il ricorrente è tenuto ad indicare con precisione i motivi e le norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP/TI). Se la Corte di cassazione e revisione penale non è vincolata dalle motivazioni delle parti, essa non può tuttavia andare oltre i limiti delle conclusioni del ricorrente (art. 295 cpv. 1 e 2 CPP/TI). Sono quindi le conclusioni del ricorrente che determinano in primo luogo l'oggetto e l'ampiezza della questione di diritto sottoposta all'esame dell'ultima istanza cantonale. Nel suo ricorso alla CCRP l'insorgente, per altro assistito da un avvocato, non ha minimamente contestato l'applicazione o l'interpretazione in quanto tale dell'art. 190 CP. Ora, il principio della buona fede gli imponeva di sollevare le censure relative alla violazione di tale articolo di legge già nelle istanze cantonali (v. sentenza del Tribunale federale 6S.310/2002 del 21 novembre 2002, consid. 8; DTF 122 IV 285 consid. 1f). Ne scende quindi che, difettando il requisito dell'esaurimento delle istanze cantonali, dette impugnazioni sono inammissibili in questa sede.