Citation: 4C.315/2002 23.04.2003 E. 2

2.1 Come già spiegato nella parte relativa ai fatti, nel suo giudizio il Pretore ha ammesso la validità della revoca del mandato fiduciario da parte del solo attore. Il primo giudice ha in sostanza stabilito che fra i tre mandanti non vi era alcun rapporto interno - e in particolare non una società semplice - tale da impedire la revoca del mandato da parte di uno solo di essi, a maggior ragione in presenza di un motivo grave, come nel caso in esame. Sulla scorta di questa considerazione egli ha concluso che la pretesa dell'attore concernente i titoli indicati nella petizione sarebbe stata accolta anche qualora la convenuta non avesse spontaneamente accettato di consegnarglieli. La domanda di restituzione degli altri averi, crediti e liquidità è stata per contro dichiarata irricevibile siccome non sufficientemente specificata. 2.2 Dinanzi all'autorità d'appello l'attore ha postulato l'accoglimento integrale della petizione. In subordine egli ha chiesto, oltre alla condanna della convenuta alla restituzione dei titoli - già ammessa dal Pretore - anche l'accertamento dell'esistenza e della fondatezza della pretesa relativa al "38,4 % di ogni altra partecipazione societaria dei crediti verso banche e verso società del gruppo o altre persone, e di ogni altro bene, da essa detenuti fiduciariamente sulla base del contratto fiduciario". La Corte cantonale non si è occupata del motivo per il quale il Pretore ha dichiarato irricevibile quest'ultima domanda. Contrariamente al giudice di prime cure, il Tribunale d'appello ha infatti stabilito che la revoca del mandato fiduciario significata il 10 settembre 1993 non può essere ritenuta valida, donde la reiezione delle domande dell'attore nella misura in cui la convenuta non vi ha dato seguito spontaneamente nonché dell'appello (cfr. dispositivi V e VI della sentenza impugnata).