Citation: 2C_366/2023 E. B

Con decisione dell'8 febbraio 2019, l'autorità menzionata ha revocato il permesso per frontalieri UE/AELS a suo tempo concesso a A.________ per motivi di ordine pubblico, dopo essere venuta a conoscenza del fatto che, tra il 2012 e il 2014, egli era stato condannato a due riprese in Italia, nei seguenti termini: 28.06.2012: sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti del Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Como, che prevede una pena di dieci mesi di reclusione e una multa di 2'000 euro per il reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti continuato (commesso il 5 maggio 2012); pena posta a beneficio della sospensione condizionale e della non menzione; 16.05.2014: sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti del Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Como, che prevede una pena di tre anni e otto mesi di reclusione, una multa di 7'000 euro e l'interdizione dai pubblici uffici per un periodo di cinque anni per i reati di acquisto e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti in concorso (commessi dal 6 febbraio al 6 marzo 2013) e per il reato di cessione illecita di sostanze stupefacenti continuato (commesso in epoca anteriore e prossima al 15 febbraio 2013). Con decreto del 2 luglio 2015, il procuratore della Repubblica presso il medesimo Tribunale ha disposto la sospensione dell'esecuzione della pena detentiva in ragione di due anni, due mesi e venti giorni. Con provvedimento del 1° ottobre 2015 ha determinato la pena da scontare, in ragione delle condanne del 28 giugno 2012 e del 16 maggio 2014, in due anni, undici mesi e diciotto giorni, in una multa di 9'000 euro e nella pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per un periodo di cinque anni. Su ricorso, la liceità della decisione della Sezione della popolazione è stata confermata sia dal Consiglio di Stato (9 ottobre 2019) che dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, espressosi in merito con sentenza del 30 maggio 2023.