Citation: 6B_977/2020 E. 4.2

4.2. Come visto, non risulta che l'atto di accusa non rispetti i requisiti legali (art. 325 CPP) o che sia stato allestito irregolarmente. Sollevando in modo generico tale censura, il ricorrente non adduce motivi tali da inficiare la validità dell'atto di accusa. Già si è detto che il semplice diverso apprezzamento giuridico dei fatti da parte della giurisdizione di appello è possibile in applicazione dell'art. 344 CPP e non implica la modifica dell'atto di accusa. Nulla può quindi essere dedotto al riguardo dal fatto che l'opponente non abbia sollevato al dibattimento questioni pregiudiziali concernenti la validità dell'atto di accusa (art. 339 cpv. 2 lett. a CPP). Quanto alla tesi ricorsuale secondo cui l'opponente avrebbe (implicitamente) ritirato la querela, il ricorrente disattende che un simile ritiro deve risultare in modo inequivocabile (cfr. DTF 145 IV 190 consid. 1.5.2; 143 IV 104 consid. 5.1). Come per la presentazione, anche il ritiro della querela richiede la forma scritta o la forma orale a verbale (art. 304 CPP; sentenza 6B_1039/2019 del 16 giugno 2020 consid. 2.3.1). Poiché queste condizioni non sono realizzate in concreto, la censura deve essere respinta nella misura della sua ammissibilità.