Citation: 1C_582/2008 08.04.2009 E. 4

4.1 La ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di avere accertato in modo arbitrario un superamento dell'indice di sfruttamento massimo consentito per la zona residenziale semi-estensiva. Sostiene che, in ossequio al principio della proporzionalità, occorreva correggere direttamente i difetti riscontrati nel computo della superficie utile lorda (SUL), subordinando il rilascio della licenza edilizia sia alla condizione di eliminare un sentiero di accesso esterno sia a quella di murare le vetrate dei locali destinati a lavanderia nelle ville A e D. 4.2 La Corte cantonale ha ritenuto, contrariamente al Municipio, che le superfici delle scale, degli atri e dei corridoi che nelle case B e C conducono dal pianterreno al primo piano, devono essere computate nella SUL, siccome non sono destinate unicamente all'accesso a locali non calcolabili nella SUL, ma servono pure per accedere agli appartamenti dall'esterno, attraverso il giardino collegato per mezzo di un sentiero alla via pubblica. Ha inoltre considerato computabili nella SUL le superfici dei locali destinati a lavanderia nelle ville A e D, siccome, per la loro ampiezza e per le loro vetrate comunicanti con il giardino, sono oggettivamente utilizzabili per l'abitazione. La ricorrente non sostiene che queste considerazioni si fonderebbero su accertamenti in contrasto con gli atti, né fa valere l'applicazione arbitraria dell'art. 38 cpv. 1 della legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991, che disciplina la nozione di SUL, ma lamenta essenzialmente la mancata imposizione di condizioni che permetterebbero di escludere queste superfici dalla SUL. Tuttavia, premesso che il principio della proporzionalità, se non intrinseco di un diritto fondamentale specifico, può essere invocato solo nel contesto del divieto dell'arbitrio (cfr. DTF 134 I 153 consid. 4), nella fattispecie la Corte cantonale, come visto, ha riscontrato carenze significative anche per quanto concerne le distanze tra gli edifici, le altezze e la rampa di accesso. Il progetto presenta pertanto globalmente lacune che non possono essere ritenute secondarie o d'importanza minima e che impongono modifiche rilevanti. La licenza edilizia doveva perciò in ogni caso essere annullata dai giudici cantonali, per cui è senza incorrere nell'arbitrio ch'essi non hanno adottato eventuali emendamenti sugli aspetti sollevati dalla ricorrente.