Citation: 2P.303/2005 23.05.2006 E. 2

2.1 L'atto querelato è una decisione finale di ultima istanza cantonale (art. 13 cpv. 2 della legge ticinese del 24 aprile 1990 sui contributi di miglioria, LCM, in relazione con l'art. 60 della legge ticinese di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966, LPamm, e l'art. 87 OG), impugnabile con un ricorso di diritto pubblico fondato sulla pretesa violazione di diritti costituzionali (art. 84 cpv. 1 lett. a OG). La legittimazione dei proprietari ricorrenti, colpiti in maniera diretta nei loro interessi giuridicamente protetti, è pacifica e non dà adito a dubbi (art. 88 OG). 2.2 Il ricorso di diritto pubblico sottostà a severe esigenze di motivazione. Il ricorrente deve indicare, oltre ai fatti essenziali, i diritti costituzionali o le norme giuridiche che pretende lesi e deve spiegare in cosa consiste la violazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; sul cosiddetto "principio dell'allegazione" in generale cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c). Nell'ambito di questo rimedio il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure di natura costituzionale sollevate dal ricorrente, alla condizione che siano sufficientemente sostanziate (DTF 130 I 26 consid. 2.1; 129 III 626 consid. 4 e rinvii). Questi principi, i quali si applicano anche quando il ricorso è esperito da una persona senza formazione giuridica, possono tuttavia in tal caso essere mitigati, per quanto il Tribunale federale possa dedurre dalla motivazione, anche se breve e maldestra, una censura di violazione di un diritto o principio costituzionale (DTF 115 Ia 12 consid. 2b). Nel caso concreto la motivazione succinta del gravame, ove viene criticata la violazione del divieto dell'arbitrio e del principio della parità di trattamento, e le conclusioni ivi contenute adempiono alle esigenze poste dall'art. 90 cpv. 1 OG. Per il rimanente il ricorso, inoltrato in tempo utile (art. 89 cpv. 1 OG), è ammissibile alla luce dell'art. 84 e segg. OG.