Citation: I 10/00 31.01.2001 E. 2

2.- a) Per fondare la loro decisione e pervenire in modo particolare al convincimento che il ricorrente avesse diritto unicamente ad un quarto di rendita, prestazione questa che presuppone un'invalidità pari almeno al 40%, l'amministrazione e il primo giudice si sono basati essenzialmente su un rapporto peritale steso il 23 luglio 1998 dal prof. N._________, primario di medicina all'Ospedale X._________, su richiesta dell'amministrazione. In tale referto il perito giunse alla conclusione che, malgrado le patologie riscontrate, non esistessero gli estremi per ammettere un'incapacità lavorativa totale, precisando come il ricorrente fosse ancora in grado di svolgere occupazioni che non richiedessero un particolare impegno fisico, possibilmente in ambiente stazionario e protetto. Tale valutazione, che d'altronde l'interessato non contesta nel suo gravame, merita di essere condivisa, visto che non ricorrono elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 122 V 161 e riferimenti). b) Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche dell'impossibilità, per il ricorrente, di svolgere la precedente attività, consistente soprattutto nella consegna e nel montaggio di mobili, le istanze precedenti hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 28 cpv. 2 LAI, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, esse, prevalendosi della giurisprudenza cantonale sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno ritenuto l'importo di fr. 35'000.-, che corrispondeva nel 1996 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg. c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro.