Citation: 2C_195/2023 E. 4.3.2

4.3.2. Come ritenuto dalla Corte cantonale, una simile minaccia va ammessa in casu. In effetti, il 25 settembre 2017 alla ricorrente è stata comminata una pena detentiva di 24 mesi, sospesa con un periodo di prova di 4 anni, per avere venduto a terzi 827.80 grammi di eroina e procurato in altro modo a terzi 172 grammi della medesima sostanza. Altrimenti detto ella è stata condannata per il compimento di reati molto gravi, i quali richiedono di conseguenza un apprezzamento della recidiva altrettanto severo (DTF 136 II 5 consid. 4.2; sentenza 2C_143/2019 del 14 febbraio 2019 consid. 3.1.2). La protezione della collettività dalla vendita di stupefacenti, per cui la ricorrente è stata condannata dalla Corte delle assise criminali - condanna che peraltro non si può ancora dire lontana nel tempo (sentenza 2C_83/2021 già citata consid. 5.2 e richiami) - costituisce infatti un interesse pubblico alla cui tutela la giurisprudenza accorda particolare importanza (DTF 122 II 433 consid. 2c; sentenza 2C_555/2021 del 16 novembre 2021 consid. 5.2 e richiami) e ciò vale anche in ambito di libera circolazione delle persone (sentenza 2C_83/2021 già citata consid. 5.2 e richiami). Dagli accertamenti svolti in sede cantonale, che vincolano il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; cfr. supra consid. 2.2), risulta che la ricorrente è stata regolarmente condannata per reati in relazione al commercio rispettivamente al consumo di stupefacenti. Oltre alla condanna pronunciata nei suoi confronti dalla Corte delle assise criminali il 25 settembre 2017 (24 mesi di detenzione sospesi condizionalmente con un periodo di prova di quattro anni, per avere venduto in un primo tempo 827.80 grammi di eroina e in seguito 172 grammi, sempre di eroina, a terzi), la ricorrente è stata ulteriormente condannata, il 30 agosto 2021, per avere consumato, nel periodo dal 1o settembre 2018 al 9 agosto 2021, almeno 25 grammi di eroina. Non si tratta delle sue prime condanne in materia di commercio e di consumo di stupefacenti: ella infatti era già stata condannata ben cinque volte in precedenza (nel 1991 [in Italia], nel 1998, due volte nel 1999 e nel 2001 [cfr. supra A.c), oltre ad essere stata ammonita due volte (nel 1999 e nel 2001). In queste condizioni, data la gravità dei reati che hanno portato alla revoca del permesso di domicilio dell'interessata e la loro continuità nel tempo, un nuovo ammonimento va escluso (sentenza 2C_19/2023 del 20 luglio 2023 consid. 4.2.2 e riferimenti). Visti poi i problemi di tossicodipendenza della ricorrente, tuttora irrisolti (sentenza impugnata pag. 12 consid. 5), sebbene abbiano sicuramente anche svolto un ruolo nella sua attività delinquenziale, essi non permettono tuttavia di giustificare un tale provvedimento, dati gli ingenti quantitativi di stupefacenti da lei venduti.