Citation: H 180/06 21.12.2007 E. 5

B.________ fa valere delle censure di ordine formale che conviene esaminare preliminarmente. 5.1 Egli chiede innanzitutto di verificare se la vertenza si prestava effettivamente a una pronuncia a giudice unico. Pur potendo dare atto al ricorrente che la fattispecie in esame costituisce un caso limite, la scelta del Tribunale cantonale può ritenersi ancora rientrare nel suo margine di apprezzamento sottratto al potere d'intervento da parte del Tribunale federale. Già è stato detto in passato, con riferimento all'applicabile procedura cantonale ticinese (art. 2 cpv. 1 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni del 6 aprile 1961; RL/TI 3.4.1.1), che i membri del Tribunale cantonale delle assicurazioni possono decidere nella composizione di un giudice unico le cause che non pongono questioni di principio o che non sono di rilevante importanza. Sono state considerate tali le vertenze nelle quali il tema giuridico è già risolto da consolidata giurisprudenza federale, quelle che non presentano particolare difficoltà nell'apprezzamento delle prove o quelle nelle quali il valore di causa è estremamente ridotto (RDAT 2002 I n. 11 pag. 190 consid. 1c [U 347/98]). Orbene, il fatto che la Corte cantonale abbia assimilato la presente causa a queste vertenze per il motivo che non porrebbe questioni giuridiche di principio né presenterebbe particolari difficoltà nell'apprezzamento delle prove è difendibile. 5.2 Manifestamente infondata risulta quindi la censura con la quale l'insorgente rimprovera al primo giudice una violazione del suo diritto di essere sentito per non averlo quest'ultimo convocato per una sua (nuova) audizione e non avergli assegnato un termine per munirsi di un nuovo patrocinatore dopo che quello precedente, poco prima dell'udienza prevista per il 26 maggio, alla quale B.________ aveva comunicato di non potere partecipare, aveva rinunciato al mandato. È sufficiente a questo proposito il rilievo che, dopo avere già in un primo tempo il giudice cantonale aderito a una prima richiesta di rinvio e avere spostato, il 13 febbraio 2006, la data dell'udienza al 26 maggio successivo facendo presente che non avrebbe concesso una nuova dilazione e che la chiusura, per vacanza, di istituti scolastici, che aveva determinato anche la prima richiesta, non costituiva normalmente un motivo di giustificazione, B.________ non poteva seriamente pretendere di ottenere un nuovo rinvio dell'udienza per il solo fatto che, in data 21 aprile 2006, avrebbe appreso che la scuola avrebbe fatto il ponte dell'Ascensione (giovedì 25 maggio) e che in questo modo egli sarebbe stato impossibilitato a presenziare all'udienza (del 26 maggio 2006) in quanto avrebbe già "previsto da tempo in caso di ponte" il periodo di vacanza. Quest'atteggiamento si qualifica da solo ed è giustamente assimilabile, come ha rilevato il giudice cantonale, a una rinuncia perlomeno implicita al suo diritto di audizione. Per il resto, il giudice cantonale ha pertinentemente osservato che il ricorrente ha comunque avuto la possibilità di prendere atto dei verbali relativi alle audizioni delle altre persone interrogate e di fare altrimenti valere la sua posizione (v. DTF 122 I 120 consid. 4b pag. 126). Con riferimento alla rinuncia al mandato del precedente patrocinatore, basta per il resto osservare che l'interessato aveva almeno tre settimane di tempo per eventualmente reperire, ove lo avesse ritenuto necessario, un nuovo legale che lo rappresentasse in procedura. Malvenuto è di conseguenza il ricorrente se, dopo peraltro nemmeno avere presenziato e giustificato la sua assenza alle audizioni successive del 14 luglio 2006, rimprovera ora al giudice cantonale la violazione dei suoi diritti procedurali.