Citation: 2C_436/2017 E. 3.2.2

3.2.2. La prassi ammette poi che un ente pubblico può invocare l'art. 89 cpv. 1 LTF quando è toccato in maniera qualificata nei suoi interessi di pubblico imperio ("hoheitlichen Befugnissen berührt") degni di protezione (DTF 141 II 161 consid. 2.3 pag. 166 seg.; 140 I 90 consid. 1.2.2 pag. 93 seg.; 138 I 143 consid. 1.3.1 pag. 148 seg.; 136 I 265 consid. 1.4 pag. 268 seg.; 136 II 383 consid. 2.3 e 2.4 pag. 385 seg.). Un interesse generale ad una corretta applicazione del diritto non è sufficiente per ammettere la legittimazione ad agire in base all'art. 89 cpv. 1 LTF così come non lo è qualsiasi interesse pecuniario della collettività pubblica che scaturisce direttamente o indirettamente dall'esecuzione di un compito pubblico; l'eventuale interesse economico è infatti solo un corollario e non è atto, preso a sé stante, a fondare la legittimazione a ricorrere del Comune (DTF 141 II 161 consid. 2.3 pag. 165 con riferimenti). Il Comune deve invece dimostrare che è toccato in maniera qualificata nei suoi interessi di pubblico imperio e che sono in gioco suoi interessi pubblici centrali (DTF 141 II 161 consid. 2.3 pag. 165; 140 I 90 consid. 1.2.2 pag. 94 entrambe contenenti un esposto ampio e dettagliato dei casi in cui la legittimazione dell'ente pubblico è stata ammessa, rispettivamente negata). Sennonché nella presente fattispecie il Comune ricorrente si limita ad addurre di essere legittimato a ricorrere poiché adempie i requisiti generali posti dall'art. 89 cpv. 1 LTF. Esso tuttavia non spiega né dimostra (art. 42 cpv. 2 LTF) in ché sarebbe leso nelle sue prerogative di pubblico potere né prova che degli interessi pubblici centrali sarebbero in gioco: esso non può di conseguenza dedurre la propria legittimazione ad agire dal citato disposto.