Citation: 5A_678/2020 E. 2.2.2

2.2.2. Le ricorrenti chiedono poi di annullare il decreto impugnato per violazione del loro diritto di essere sentite (art. 29 cpv. 2 Cost.), nella forma del diritto a una decisione motivata. Esse affermano che, in tale decreto, l'autorità cantonale avrebbe omesso di tenere conto degli interessi della minore e della madre a trasferirsi subito nei Paesi Bassi e di ponderare tali interessi con quello dell'opponente, nonché di confrontarsi con la loro obiezione secondo cui l'effetto sospensivo non poteva essere concesso a una decisione negativa. Per costante giurisprudenza, la motivazione di una decisione è sufficiente e l'art. 29 cpv. 2 Cost. è rispettato quando la parte interessata è messa in condizione di rendersi conto della portata del provvedimento che la concerne e di poterlo impugnare con cognizione di causa. In quest'ottica basta che l'autorità esponga, almeno brevemente, i motivi che l'hanno portata alla sua decisione (DTF 143 III 65 consid. 5.2 con rinvii). La censura risulta infondata. L'istanza inferiore ha osservato che, senza la concessione dell'effetto sospensivo, il padre rischiava la perdita della competenza giurisdizionale svizzera, mentre che per madre e figlia l'urgenza del trasferimento all'estero appariva relativa. Le ricorrenti sono pertanto state messe in condizione di comprendere l'apprezzamento effettuato ai sensi dell'art. 315 cpv. 5 CPC e di impugnarlo con cognizione di causa, ciò che esse hanno peraltro fatto (v. infra consid. 2.2.3). Quanto all'eventuale mancata pronuncia su una loro obiezione, le ricorrenti sembrano misconoscere che l'obbligo di motivare le proprie decisioni codificato nell'art. 29 cpv. 2 Cost. non impone all'autorità di pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile, ma può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione di merito (DTF 143 III 65 consid. 5.2 con rinvii).