Citation: 5A_926/2018 E. 4.1.2

4.1.2. Parte ricorrente contesta la tesi dei Giudici cantonali secondo la quale l'adozione dell'indice di 112.0 punti da parte dell'opponente in sede di reclamo costituisca una parziale desistenza e non una mutazione dell'azione, inammissibile in seconda istanza perché contraria all'art. 326 CPC. Eccepisce poi - e questa è l'obiezione principale - che tale ragionamento non sia proponibile in sede di rigetto dell'opposizione: posto che " il rigetto definitivo presuppone una sentenza chiara e precisa, non soggetta ad interpretazione. Questo vale anche per le convenzioni di divorzio omologate. [...] Il giudice del rigetto non ha da stabilire se materialmente sussista un credito del creditore nei confronti del debitore, bensì se il titolo di rigetto definitivo invocato sia esecutivo e combaci quoad quantum con quanto posto in esecuzione. Orbene, è evidente che dove la clausola di indicizzazione sia ambigua questa verifica è impossibile ". Contesta, di riflesso, i calcoli effettuati dal Tribunale di appello sulla base dell'indice di 112.0 punti.