Citation: 2C_706/2009 04.05.2010 E. 3

3.1 Occorre pertanto appurare se il ricorso sussidiario in materia costituzionale degli art. 113 segg. LTF sia proponibile. Rivolto contro una decisione finale (art. 117 e 90 LTF), pronunciata dall'autorità cantonale di ultima istanza con natura di tribunale superiore (art. 114 e 86 cpv. 1 lett. d e cpv. 2 LTF) e presentato nei termini legali (art. 117 e 100 cpv. 1 LTF) dalla ricorrente legittimata ad agire (art. 115 LTF), il citato rimedio risulta, all'esclusione del documento prodotto per la prima volta in questa sede (art. 117 e 99 cpv. 1 LTF), ricevibile. 3.2 Con questo rimedio può essere censurata solo la violazione dei diritti costituzionali (art. 116 LTF). Inoltre dev'essere indicato quale sia la norma di diritto costituzionale che si pretende violata nonché dimostrato, mediante un'argomentazione circostanziata (art. 42 cpv. 2 LTF), in cosa consista la violazione (cfr. DTF 130 I 258 consid. 1.3 pag. 261 seg.). Altrimenti detto, il Tribunale federale esamina la violazione di diritti di rango costituzionale o censure costituzionali nell'applicazione del diritto cantonale o intercantonale soltanto se l'insorgente le abbia sollevate e sufficientemente motivate nell'atto di ricorso (art. 117 e 106 cpv. 2 LTF; DTF 133 II 396 consid. 3.2 pag. 400). Ciò significa che questa Corte non procede alla verifica della costituzionalità dell'atto impugnato sotto tutti gli aspetti possibili, bensì vaglia solo le censure che il ricorrente ha sollevato in modo chiaro e dettagliato nel suo allegato (DTF 133 III 393 consid. 6 pag. 397). 3.3 Nella fattispecie gli argomenti addotti dalla ricorrente non soddisfano queste esigenze. Nella sua impugnativa essa insiste sul fatto che la Corte cantonale doveva esaminare non solo la conformità dell'offerta litigiosa alle direttive in vigore quando è stato indetto il concorso, rispettivamente quando si è proceduto all'aggiudicazione, ma anche e soprattutto alla loro nuova versione pubblicata nell'agosto 2009, con effetto retroattivo al 1° luglio 2009, di cui essa è venuta casualmente a conoscenza nel mese di ottobre 2009. Ciò che non sarebbe manifestamente il caso, come comprovato dai referti tecnici da lei prodotti in sede cantonale e ampiamente riportati nell'allegato ricorsuale. Essa conclude affermando che il rifiuto della Corte cantonale di tener conto delle perizie da lei prodotte così come della nuova versione delle direttive tecniche avrebbe portato l'autorità ad emanare un giudizio fondato su di un accertamento manifestamente inesatto dei fatti ed inficiato d'arbitrio. Sennonché, in realtà, la ricorrente si limita ad esporre il proprio punto di vista, senza confrontarsi minimamente con la motivazione posta a fondamento della sentenza querelata. In particolare essa non propone nessun argomento suscettibile di far ritenere che il Tribunale cantonale amministrativo, da un lato, sia caduto nell'arbitrio non tenendo conto del nuovo contenuto di direttive di cui, quando si è pronunciato, non era a conoscenza e, dall'altro, che sia incorso in un accertamento palesemente inesatto dei fatti o che abbia pronunciato un giudizio manifestamente insostenibile quando - richiamata la dichiarazione 2 luglio 2009 dell'Ufficio federale della sanità pubblica attestante che i prodotti dell'aggiudicataria rispettavano i contenuti dell'Istruzione R-08-06 riguardanti i controlli di qualità dei sistemi di radiologia digitale nonché osservato che tale documento rinviava in modo chiaro ed esplicito alle norme DIN 6868-57 e, tramite le stesse, agli standard DICOM - ha giudicato che non vi era ragione di ritenere che la citata attestazione di conformità non si estendeva anche al rispetto delle menzionate direttive tecniche. Allo stesso modo niente nell'impugnativa o negli atti di causa dimostra e neanche prova che solo il prodotto della ricorrente adempisse queste esigenze tecniche. Ora quando, come in concreto, viene invocata la violazione del divieto dell'arbitrio, non ci si può limitare a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità cantonale. Per giurisprudenza invalsa infatti, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Il Tribunale federale annulla la pronunzia criticata per violazione dell'art. 9 Cost. solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso, oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (cfr. sulla nozione di arbitrio, DTF 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4; 134 I 263 consid. 3.1 pag. 265 seg.). Ciò che in concreto non è stato né provato né dimostrato: il ricorso sussidiario in materia costituzionale, di natura meramente appellatoria, sfugge pertanto ad un esame di merito. In conclusione sia il ricorso in materia di diritto pubblico che il ricorso sussidiario in materia costituzionale devono essere dichiarati inammissibili.