Citation: 6B_1504/2022 E. 3.1.2

3.1.2. Secondo il ricorrente, l'agire della CARP sarebbe contraddittorio e insostenibile. Dopo aver in un primo tempo ipotizzato un rinvio della causa al pubblico ministero, essa avrebbe citato al dibattimento di appello K.________, ritenendo implicitamente la sua testimonianza rilevante per l'esito del procedimento. Sennonché, avrebbe poi rifiutato di sospendere il dibattimento, considerando sufficienti gli elementi agli atti. In urto con la giurisprudenza del Tribunale federale, la CARP avrebbe per giunta ritenuto le dichiarazioni della donna inattendibili sulla base di una valutazione della sua credibilità generale. La censura è vana. Tenuto conto dell'agire di K.________, appare evidente che una sospensione del dibattimento d'appello avrebbe comportato unicamente un inutile allungamento del procedimento contrario agli interessi dello stesso ricorrente. La potenziale teste, oltre a manifestare ripetutamente e senza giustificazioni il suo rifiuto di comparire, ha infatti affermato per finire di non ricordare più nulla della vicenda. Ciò posto, la CARP ha nondimeno proceduto a valutare la rilevanza di tale eventuale mezzo di prova, negandola. La sua conclusione non si fonda su un esame della credibilità generale dell'interessata, intesa quale sua permanente caratteristica personale, che la giurisprudenza non considera determinante per la ricerca della verità materiale (v. DTF 147 IV 534 consid. 2.3.3, 409 consid. 5.4.3). Certo, tenuto conto della tempistica con cui K.________ si è recata alla gendarmeria, della sua frequentazione con la famiglia dell'insorgente e della sua chiara reticenza a essere interrogata dal tribunale (con il connesso obbligo di dire la verità [v. art. 177 cpv. 1 CPP] e le possibili conseguenze di una falsa testimonianza [v. art. 307 CP] si aggiunge in questa sede), l'autorità cantonale ha osservato, non senza ragione, che le sue allegazioni potevano essere recepite solo con cautela. La CARP ha nondimeno vagliato la sostanza del racconto reso dalla donna alla gendarmeria e constatato che divergeva significativamente sia con quanto riferito dal teste M.________ sia con la posizione della stessa difesa, K.________ essendo l'unica a sostenere che la vittima sarebbe stata urtata da addirittura un "gruppo" di agenti di sicurezza. Il ricorrente non sostanzia arbitrio in questa valutazione, ma propone argomenti di mera natura appellatoria, laddove considera che il racconto di K.________ sarebbe invece perfettamente sovrapponibile a quello di altri testi, da cui si dedurrebbe che nell'atrio della discoteca vi sarebbero stati almeno due agenti di sicurezza. Sennonché non illustra perché sarebbe insostenibile considerare che un gruppo non corrisponda ad "almeno due agenti".