Citation: 2C_1105/2018 E. 3.4

3.4. Senza nulla togliere alla gravità dei fatti per i quali il ricorrente è stato condannato, va osservato che la valutazione effettuata dalla Corte cantonale per giungere alla conclusione che vi era un rischio di recidiva rispettivamente che l'interessato costituiva una minaccia effettiva e sufficientemente grave per l'ordine pubblico svizzero non convince del tutto. Se effettivamente la sentenza querelata va condivisa sul fatto che il beneficio della sospensione condizionale della pena e la collaborazione con gli inquirenti non costituiscono, per sé soli, degli elementi che assumono rilievo specifico (sentenza 2C_559/2015 del 31 gennaio 2017 consid. 5.2.1 e richiami) così come non lo è nemmeno il comportamento ineccepibile avuto una volta uscito di prigione (sentenza 2C_113/2020 già citata consid. 5.3), la stessa interpella invece laddove afferma in maniera perentoria che il rischio di recidiva rispettivamente che la minaccia effettiva e sufficientemente grave per l'ordine pubblico svizzero possono essere dedotti dal quadro emergente dalla sentenza penale. Ora, come già accennato, detto giudizio è privo di qualsiasi motivazione (cfr. sentenza penale del 16 ottobre 2015 pag. 18, con rinvio all'art. 82 CPP, agli atti), ragione per cui non si capisce come la Corte cantonale ha potuto dedurne in che modo e in quale misura l'autorità penale aveva già tenuto conto dei diversi elementi concernenti il ricorrente rispettivamente non è dato di comprendere perché l'autorità competente in materia di diritto degli stranieri non dovrebbe (più) prenderli in considerazione (cfr. sentenza impugnata consid. 3.3 pag. 8 in fine) siccome, come già detto, nulla si sa riguardo alla maniera in cui sono stati valutati dall'autorità penale. In queste condizioni, in mancanza di una qualsiasi motivazione, non appare così evidente, contrariamente a quanto affermato in modo apodittico dalla Corte cantonale, potere dedurre dalla condanna inflitta nel 2015 che, quando la Corte cantonale si è pronunciata nel 2018, il ricorrente rappresentava una concreta minaccia per l'ordine pubblico svizzero. Questo quesito può nondimeno nel caso concreto rimanere irrisolto. In effetti, quand'anche fossero adempiuti i requisiti di cui all'art. 5 Allegato I ALC, per le ragioni esposte di seguito, la conclusione secondo cui la revoca del permesso di domicilio rispetta il principio della proporzionalità, sia dal profilo dell'art. 96 vLStr che da quello dell'art. 8 CEDU, non può invece essere condivisa.