Citation: 2C_497/2015 E. 2.2.2

2.2.2. Di fronte a questo approfondito e dettagliato esame effettuato dalla Corte cantonale il ricorrente si limita ad affermare che non si è debitamente tenuto conto della circostanza che nel 2013 è stato condannato per acquisto e non per rivendita o consumo di droga; che i suoi altri precedenti penali risalivano negli anni e concernevano contravvenzioni; che le vie di fatto commesse nei confronti della moglie erano accadute all'interno del nucleo famigliare, prima che si separassero; che egli si trova da 18 anni in Svizzera, dove ora ha un lavoro stabile e regolare che gli permette di mantenere la figlia, ciò che non potrebbe più fare in caso di rimpatrio in un paese ove, oltre al fatto di non avervi più parenti pronti ad accoglierlo, molto probabilmente rimarrebbe disoccupato e, infine, che le relazioni intrattenute con sua figlia e sua madre non potrebbero più essere mantenute. Sennonché tranne il fatto che quanto addotto dal ricorrente non va oltre il semplice parlato (non produce alcun documento che dimostri, ad esempio, che ha iniziato a rimborsare il suo debito nei confronti dello Stato né fornisce una qualche informazione sulle relazioni intrattenute con la figlia), in realtà egli cerca di minimizzare la gravità di quanto imputatogli: ora gli scarni argomenti forniti non sono all'evidenza sufficienti per giudicare falsa o errata l'opinione della Corte cantonale, qui condivisa e alla quale ci si allinea (art. 109 cpv. 3 LTF). Anche su questo aspetto il ricorso si dimostra infondato.