Citation: 8C_866/2018 E. 3.3

3.3. Diversamente da quanto pare pretendere la ricorrente, secondo l'art. 27 LPGA (informazione e consulenza) gli organi delle singole assicurazioni sociali non sono tenuti a incitare o a fare in modo che l'assicurato abbia a modificare il suo comportamento personale o professionale al fine di ottenere le maggiori prestazioni possibili (sentenze 9C_557/2010 del 7 marzo 2011 consid. 4.4 e 8C_455/2008 del 24 ottobre 2008 consid. 3.2, entrambe con riferimenti). A ciò si aggiunga che un'informazione scorretta potrebbe aprire unicamente la strada a prestazioni nell'ipotesi in cui l'assicurato dimostra di essere in buona fede (DTF 131 V 472 consid. 5 pag. 480; cfr. anche sentenza 8C_433/2014 del 16 luglio 2015 consid. 3). In base ai fatti accertati in maniera non manifestamente inesatta (art. 105 cpv. 1 LTF; consid. 1), la ricorrente non dimostra in alcun modo la sua buona fede. Dal fascicolo non risulta del resto che la ricorrente abbia chiesto all'amministrazione consulenza, ma piuttosto che ha sempre inteso imporre le sue scelte. Alla luce della volontà dimostrata di voler continuare l'attività indipendente, non si può concludere che la ricorrente avrebbe adottato un comportamento differente, tenuto conto oltretutto che si trattava della seconda volta a breve distanza di tempo che l'assicurata ha rifiutato di partecipare a un POT. Anche in questa evenienza, si può rinviare ai considerandi del giudizio cantonale, che non necessitano di ulteriori complementi (art. 109 cpv. 3 LTF).