Citation: 1C_732/2020 E. 2.5

2.5. Un'altra soluzione violerebbe anche il principio della buona fede processuale, visto che le ricorrenti erano a conoscenza del fatto che le loro azioni erano state sequestrate da anni in relazione al procedimento penale estero, ciò ch'esse, rettamente, non contestano; né esse adducono che sarebbero intervenute presso le autorità italiane allo scopo di far modificare o ritirare la rogatoria. È in effetti contrario al principio della buona fede, sia nell'ipotesi in cui la parte è stata interpellata dall'autorità estera, sia ch'essa abbia avuto conoscenza del procedimento estero nell'ambito dell'adozione di misure adottate in Svizzera nel quadro della procedura di assistenza, rinunciare a parteciparvi per poi prevalersene nell'ambito dell'assistenza in caso di esito negativo del procedimento penale estero (art. 5 cpv. 3 Cost.; sentenza 1C_397/2017 del 7 agosto 2017 consid. 1.2 e rinvio; cfr. DTF 138 I 97 consid. 4.1.5 pag. 100; OLIVIER THORMANN/ANNE-CLAUDE SCHEIDEGGER, in: Sandrine Giroud/Héloïse Rordorf-Braun [ed.], Droit suisse des sanctions et de la confiscation internationales, 2020, [in seguito: confiscation] n. 124 pag. 45; NICOLAS BOTTINELLI, in: confiscation, n. 146 pag. 50; PATRICK LAMON/ANNE-CLAUDE SCHEIDEGGER, in: confiscation, n. 342 pag. 106 e, in particolare, NICOLAS BOTTINELLI, in: confiscation, n. 374 e nota a piè di pagina n. 735 pag. 115). Per di più, le nozioni di vizio o gravi lacune del procedimento estero, devono essere interpretate in maniera restrittiva (DTF 133 IV 131 consid. 3 pag. 132).