Citation: 7B.122/2003 26.06.2003 E. 5

In virtù dell'art. 33 cpv. 2 LEF un termine più lungo o una proroga possono essere concessi alla parte interessata nel procedimento che abita all'estero. Con tale norma il legislatore ha ripreso e generalizzato quanto già previsto nella previgente LEF dall'art. 66 cpv. 5 (Messaggio concernente la revisione della LEF, FF 1991 III 1, pag. 33; cfr. inoltre sul prolungamento del termine per fare opposizione Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, vol. I, Losanna 1999, n. 30 all'art. 74 LEF). La concessione di una proroga o di un termine più lungo è una questione che rientra nell'apprezzamento delle autorità di esecuzione (Pierre-Robert Gilliéron, op. cit., n. 21 in fine all'art. 33 LEF; Messaggio, loc. cit.), motivo per cui il Tribunale federale può unicamente intervenire nei casi di eccesso o abuso (art. 19 cpv. 1 LEF). Per quanto attiene alla sua commisurazione, la prassi ha stabilito che si giustifica prendere in considerazione la durata ordinaria del trasporto di invii postali dal paese di residenza del debitore verso la Svizzera ed estendere il termine in tale misura (DTF 106 III 1 consid. 2 pag. 4). Giova infine osservare che l'Ufficiale può pure concedere una proroga in modo tacito, considerando ad esempio valida un'opposizione comunicata dopo il termine di 10 giorni (DTF 91 III 1 consid. 4 pag. 6). In concreto occorre innanzi tutto rilevare che, apponendo l'opposizione sul precetto esecutivo, l'Ufficiale ha implicitamente esteso di tre giorni il termine assegnato in precedenza. Atteso che il precetto esecutivo è stato notificato alla debitrice nei Caraibi, l'Ufficiale non ha abusato del suo potere di apprezzamento, riconoscendo un siffatto prolungamento del termine, tanto più che il termine di 10 giorni scadeva venerdì 28 febbraio 2003, motivo per cui una qualsiasi proroga avrebbe incluso al minimo 3 giorni supplementari (cfr. art. 31 cpv. 3 LEF). Anche il richiamo alla DTF 111 III 5 non soccorre la ricorrente. Nel caso in esame, contrariamente alla fattispecie posta a fondamento di tale sentenza, l'atto esecutivo non è stato intimato in Svizzera a un debitore domiciliato all'estero, ma è stato notificato all'estero alla sede della debitrice: l'art. 33 cpv. 2 LEF risulta pertanto applicabile al caso in esame (cfr. DTF 111 III 5 consid. 3a pag. 6). Ne segue che le autorità di esecuzione non hanno violato il diritto federale, ritenendo, in seguito alla concessione di un termine più lungo, tempestiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo.