Citation: 4P.146/2005 10.10.2005 E. 5

La ricorrente rimprovera quindi all'arbitro una prima violazione "dell'ordine pubblico procedurale, se non addirittura materiale" (art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP) per aver riconosciuto capacità processuale alla succursale, scontrandosi così con i più elementari principi che reggono il processo in Svizzera. L'arbitro avrebbe inoltre oltrepassato i limiti delle domande sottopostegli (art. 190 cpv. 2 lett. c OG) pronunciando la condanna di pagamento a favore di B.________Ltd (sede principale) quando invece l'opponente ha sempre chiesto che il risarcimento venisse versato alla succursale di Lugano. 5.1 Con riferimento all'incapacità della succursale a stare in giudizio, sia l'opponente che l'arbitro, dopo aver osservato che anche questo argomento, come i precedenti, non è mai stato enunciato prima, hanno in sostanza dichiarato che la succursale ha agito quale rappresentante della società principale, nonostante l'indicazione imprecisa negli atti di causa. L'omissione dell'indicazione "succursale di Lugano" nella pronuncia di condanna è stata definita sia dall'arbitro che dall'opponente come una semplice inavvertenza e non un caso di decisione ultra petita partium. 5.2 L'ordine pubblico procedurale - che rispetto alle garanzie enunciate in maniera più precisa all'art. 190 cpv. 2 lett. a-d LDIP ha natura generale e sussidiaria (DTF 126 III 249 consid. 3b pag. 253) - garantisce alle parti il diritto ad un giudizio indipendente sulle domande e sui fatti sottoposti al tribunale, in conformità con la procedura applicabile. Esso è violato qualora vengano disattesi, in modo inconciliabile con il sentimento di giustizia e con i valori di uno stato di diritto, principi fondamentali generalmente riconosciuti (DTF 128 III 191 consid. 4a). 5.2.1 Trattandosi di una questione procedurale, essa va fatta valere immediatamente (cfr. quanto già esposto al consid. 4.2). Il Tribunale federale ha tuttavia già ammesso la possibilità di fare un'eccezione in caso di vizi particolarmente gravi, cui è necessario porre rimedio d'ufficio e in ogni stadio della causa. Fra questi il difetto di personalità giuridica e della capacità di essere parte in un procedimento giudiziario, perché altrimenti ci si troverebbe nella situazione di dover riconoscere la qualità di parte a un'entità giuridicamente inesistente (DTF 128 III 191 consid. 8 non pubblicato). Anche se presentata per la prima volta in questa sede, la censura è pertanto ammissibile. Essa è però destinata all'insuccesso. 5.2.2 Nel diritto svizzero - applicabile alla succursale in Svizzera di una società straniera (art. 160 cpv. 1 LDIP) - la succursale, nonostante l'autonomia di cui dispone, è effettivamente priva di esistenza giuridica e non ha la capacità di essere parte. La giurisprudenza le concede però la possibilità di intervenire in una procedura giudiziaria in nome della società principale, in virtù di un potere di rappresentanza speciale (DTF 130 III 58 consid. 1.2 non pubblicato). Nella DTF 120 III 11 consid. 1b, concernente una procedura esecutiva nella quale la succursale era stata indicata come creditrice, il Tribunale federale ha stabilito che se nell'ambito di un esecuzione viene attribuita alla succursale la qualità di creditrice o di debitrice - mentre in realtà solo la società alla quale appartiene è parte - vi è, di massima, solo indicazione errata di una parte e questo vizio è sanato se l'altra parte non ha motivi per dubitare dell'identità della persona in causa e non è lesa nei propri interessi. Questa giurisprudenza può essere applicata, per analogia, anche ad un procedimento giudiziario o arbitrale. 5.2.3 In concreto, nonostante il fatto che negli atti di causa la parte attrice si sia sempre designata come "B.________Ltd, succursale di Lugano", senza precisare ch'essa agiva quale rappresentante della società principale, la ricorrente non risulta aver mai dubitato dell'identità della controparte, prova ne sia il fatto che tale questione è stata sollevata per la prima volta dinanzi al Tribunale federale. Va inoltre rilevata la presenza agli atti della procura firmata da F.________, membro dell'organo direttivo della società principale e direttore della succursale di Lugano con diritto di firma individuale. In queste circostanze, la decisione dell'arbitro di ritenere che la succursale agisse quale legittima rappresentante della società principale, malgrado l'indicazione imprecisa, appare sostenibile. 5.3 Le predette considerazioni rendono inconferente anche l'affermazione per cui l'arbitro avrebbe statuito ultra petita (art. 190 cpv. 2 lett. c LDIP) accordando, nel dispositivo, il risarcimento alla "parte attrice", senza specificare se con essa s'intendeva la succursale o la società principale. Si trattava chiaramente della società principale, rappresentata in causa dalla succursale svizzera. Nella misura in cui, sempre a questo riguardo, la ricorrente si prevale della violazione dell'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP, ovverosia del principio della parità di trattamento e del diritto di essere sentito, la sua censura si avvera infine inammissibile siccome non motivata conformemente ai requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG.