Citation: 1A.77/2005 06.06.2005 E. B

Il 10 luglio 1998 il Dipartimento del territorio, rappresentato personalmente dal suo direttore, il sindaco e il tecnico del Comune, l'allora capo dell'Ufficio domande di costruzioni e il proprietario del fabbricato hanno sottoscritto un documento, denominato dal ricorrente "convenzione", secondo cui quest'ultimo si impegnava a demolire "il rustico come al progetto variante n. 2", che prevedeva in sostanza di destinare l'edificio all'abitazione, con un piano terreno adibito a cucina e soggiorno e un piano mansardato suddiviso in due camere da letto. Scostandosi anche da questo progetto, il proprietario ha realizzato l'opera abusiva in misura inferiore a quanto stabilito nel citato accordo, aumentando tuttavia l'altezza del piano mansardato di 0.80 m alla gronda e di 0.65 m al colmo del tetto. Nuovamente sollecitato dal Municipio, il 14 aprile 2000 egli ha presentato una domanda di costruzione volta a sanare le ulteriori difformità. Alla richiesta si è opposta la comunione ereditaria fu B.________, proprietaria di un fondo contermine, che non era stata coinvolta nella stipulazione della menzionata "convenzione". Preso atto dell'avviso negativo formulato dal Dipartimento del territorio e della citata opposizione, il 10 agosto 2001 il Municipio non ha rilasciato il permesso richiesto. Con decisione distinta, di stessa data, il Municipio ha inoltre inflitto al proprietario una sanzione pecuniaria di fr. 69'557.--. Adito da quest'ultimo, con decisione del 22 ottobre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato il diniego della licenza in sanatoria, ma ha annullato la sanzione pecuniaria. Ha ritenuto che il nuovo abuso non poteva essere autorizzato poiché contrario all'accordo del 10 luglio 1998.