Citation: 5C.211/1999 18.02.2000 E. 3

3.-a) I convenuti invocano l'art. 648 cpv. 3 CC, giusta il quale i comproprietari non possono gravare la cosa di diritti di pegno o di oneri fondiari, qualora ne siano già gravate singole quote. Essi richiamano una giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 113 II 157), secondo cui un'iscrizione provvisoria di un'ipoteca legale su un fondo base le cui quote di comproprietà sono già state gravate da diritti di pegno non è, giusta l'art. 648 cpv. 3 CC, ammissibile. In una siffatta eventualità la somma del pegno deve necessariamente essere ripartita sulle singole quote in proporzione al loro valore entro il termine, previsto dall'art. 839 cpv. 2 CC, di tre mesi dalla fine dei lavori. Nella fattispecie, l'annotazione provvisoria sulle particelle n. 530, 574 e 576 RT è stata chiesta il 22 settembre 1982 ed ottenuta il giorno dopo. In quel periodo era pure in corso la procedura di raggruppamento terreni e gli immobili in questione erano già stati costituiti in comproprietà, le singole quote vendute a terzi e gravate con ipoteche convenzionali. Ora, non essendo stato accertato che tale iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale è stata concordata con i comproprietari e con gli altri creditori pignoratizi e poiché tale ipoteca legale è stata unicamente riportata sulle singole quote di comproprietà il 23 marzo 1990, la petizione con cui viene chiesta l'iscrizione definitiva dev'essere respinta. Sempre secondo i convenuti, nemmeno la circostanza che l'iscrizione dei diritti di pegno sulle singole quote sia avvenuta in regime di registro fondiario provvisorio (RFP) modifica alcunché. Dal momento che l'iscrizione in tale registro ha per legge effetto costitutivo, unicamente la data delle iscrizioni è rilevante, giusta l'art. 972 CC, per sapere se l'ipoteca degli artigiani e degli imprenditori poteva essere annotata, anche solo provvisoriamente, sul fondo base. Infine, l'eventuale buona fede dell'attrice circa le iscrizioni a carico degli immobili e le quote di comproprietà, basata sugli estratti rilasciati dal geometra assuntore, è senza pertinenza, poiché non permette di derogare all'esplicita normativa federale. b) I giudici cantonali hanno accertato che le particelle n. 530 e 574 RT erano state costituite in comproprietà e le singole quote vendute fra il dicembre 1981 e marzo 1982. Le quote di comproprietà sono state gravate con ipoteche convenzionali fra il dicembre 1981 e il 10 agosto 1982. Tuttavia, conformemente alla legge, tutti gli atti autentici e le relative iscrizioni si riferivano alla vecchia mappa aerofotogrammetrica. Ora, in virtù della legislazione allora vigente, dopo il 10 agosto 1982 gli estratti censuari rilasciati dal geometra assuntore dovevano riferirsi alle nuove particelle del raggruppamento terreni risultanti dalle decisioni sui ricorsi di I istanza. Secondo la Corte cantonale al momento in cui era stata richiesta l'annotazione dell'ipoteca legale, la stessa era unicamente possibile sulle particelle n. 530, 574 e 576 RT. Le singole quote di comproprietà di tali fondi erano ancora inesistenti, poiché tale comproprietà è unicamente stata iscritta sulle nuove particelle il 20 dicembre 1982 con il rogito di accertamento e rettifica dei confini, mentre le quote di comproprietà delle vecchie particelle MAF, che, pur esistendo, non potevano più essere oggetto di estratti censuari e quindi di mutazioni. Ne segue che l'art. 648 cpv. 3 CC, che vieta di iscrivere sul fondo base un'ipoteca, qualora siano già gravate le singole quote, non è in concreto applicabile e che il termine di 3 mesi dell'art. 839 cpv. 2 CC è stato rispettato con l'annotazione provvisoria effettuata sul fondo base.