Citation: 4P.24/2005 27.06.2005 E. 1

2.1 Di principio, il ricorso di diritto pubblico ha natura meramente cassatoria. Ciò significa che, di principio, il Tribunale federale può solamente annullare una decisione contraria alla Costituzione, non invece modificarla o sostituirla con la propria (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1 pag. 131 seg. con rinvii). In concreto la richiesta formulata dalla ricorrente in via principale mira ad ottenere che alla Corte cantonale venga ordinato di limitarsi alla decisione sulla competenza territoriale del giudice elvetico e di rinviare la causa al Pretore per il giudizio di merito. Ora, secondo la giurisprudenza, il Tribunale federale può, eccezionalmente, impartire all'autorità cantonale delle istruzioni precise qualora l'annullamento della sentenza non permetta, da solo, di ristabilire una situazione conforme alla Costituzione (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1 pag. 131 seg.; 125 II 86 consid. 5a). La richiesta formulata dalla ricorrente potrebbe dunque risultare ricevibile se il diritto ad una doppia istanza in ambito civile fosse garantito dalla Costituzione, ciò che però non è il caso, come verrà meglio esposto nei successivi considerandi. Nella misura in cui, in via subordinata, propone conclusioni diverse dal semplice annullamento della sentenza impugnata, il ricorso di diritto pubblico si avvera invece d'acchito irricevibile (DTF 129 I 173 consid. 1.5). 2.2 Dal canto suo, l'opponente propone di dichiarare il gravame irricevibile già per il fatto che la ricorrente ha proposto in un unico allegato tre rimedi di diritto, motivandoli in maniera sostanzialmente identica. Tale richiesta non può essere accolta. È vero che nella DTF 116 II 92 il Tribunale federale ha spiegato che chi cumula più ricorsi in uno solo, senza tenere conto delle caratteristiche tipiche del singolo rimedio, si espone alla censura di abuso nella presentazione degli stessi, con il rischio che nessuno di essi venga esaminato. Preso atto delle critiche suscitate da questa giurisprudenza, il Tribunale federale ha successivamente precisato - nella DTF 116 II 745 consid. 2a - che in questi casi l'inammissibilità dei gravami non va ascritta tanto al loro contenuto identico quanto all'impossibilità di determinare con chiarezza le argomentazioni presentate nei diversi rimedi. Se, dunque, nonostante la commistione delle censure sollevate, la motivazione delle impugnative appare sufficientemente chiara e adempie i requisiti legali, esse possono essere vagliate (cfr. anche DTF 118 IV 293 consid. 2a). Nel caso in rassegna questa condizione è adempiuta: la ricorrente motiva infatti in maniera chiara e distinta i tre rimedi, sicché l'introduzione degli stessi in un unico allegato non osta di per sé al loro esame.