Citation: 1A.152/2003 14.08.2003 E. 2

Il ricorrente contesta innanzitutto l'esposizione dei fatti contenuta nella domanda. Sostiene che l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emanata il 31 luglio 2002 dal Giudice italiano per le indagini preliminari (GIP) lo concernerebbe solo marginalmente; in particolare, dalle registrazioni telefoniche risultanti dalle schede d'indagine non emergerebbe nulla di significativo riguardo a un sua partecipazione attiva al traffico di stupefacenti. Secondo il ricorrente, sulla base degli indizi disponibili, si potrebbe tutt'al più riconoscere una sua conoscenza generica del trasporto illecito, non però un suo ruolo positivo nell'organizzarlo. 2.1 Secondo l'art. 12 cpv. 2 CEEstr, che concerne come l'art. 28 AIMP il contenuto della richiesta di estradizione, devono essere prodotti a suo sostegno, oltre l'originale o la copia autentica di una decisione esecutiva di condanna o di un mandato d'arresto (lett. a), un "esposto dei fatti, per i quali l'estradizione è domandata", ritenuto che il tempo e il luogo del loro compimento, la loro qualificazione legale e il riferimento alle disposizioni legali applicabili saranno indicati "il più precisamente possibile" (lett. b). Queste esigenze devono essere interpretate secondo le finalità perseguite, volte a consentire alla Parte richiesta di qualificare i fatti dal profilo del diritto dell'estradizione (art. 2), di stabilire che non sia data una sua concorrente ed esclusiva giurisdizione (art. 7), di escludere che l'azione sia prescritta (art. 10), rispettivamente che sussista altra causa d'inammissibilità dell'estradizione per motivi inerenti alla natura del reato o alla persona del ricercato (art. 2, 3-5 CEEstr; DTF 101 Ia 60 consid. 3, 416 consid. 2, 117 Ib 337 consid. 3). Dandosene il caso, deve inoltre essere considerata la possibilità di verificare la prova dell'alibi eventualmente addotta dall'estradando (art. 53 AIMP; DTF 123 II 279 consid. 2b). 2.2 Risulta dall'ordinanza del GIP che il ricorrente è sospettato di avere partecipato all'organizzazione di un traffico di sostanze stupefacenti tra la Repubblica Dominicana e l'Italia, in particolare di avere ricoperto un ruolo importante nel trasporto, da parte della sua compagna, impiegata quale corriere, di 480 g di cocaina poi sequestrata dalle Autorità italiane a Roma Fiumicino il 18 aprile 2002. L'ordinanza del GIP si riferiva tra l'altro a una serie di registrazioni telefoniche, annesse alla domanda estera, relative a conversazioni tra i diversi indagati. Dalle trascrizioni delle registrazioni emerge che il ricorrente ha contattato l'indagato B.________, accennandogli vantaggi e invitandolo in Svizzera per discutere dell'operazione; quest'ultimo avrebbe in seguito versato al ricorrente l'importo per pagare al corriere un biglietto ferroviario. D'altra parte, risulta da ulteriori conversazioni telefoniche che B.________ ha chiesto al fratello, pure indagato in Italia, di riferire al ricorrente e alla sua compagna di tenere segreta l'operazione, sulla quale, in caso di successo, anch'egli avrebbe potuto contare. A questo proposito il ricorrente si limita, nel ricorso, a minimizzare il suo coinvolgimento nell'operazione incriminata, contestando gli indizi a suo carico e sostenendo in particolare che le registrazioni telefoniche non darebbero sufficienti elementi per una sua partecipazione attiva ai reati. Ora, la valutazione delle prove compete al Giudice estero del merito, non a quello svizzero dell'estradizione (DTF 121 II 241 consid. 2b pag. 244, 117 Ib 64 consid. 5c pag. 88; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière penale, Berna 1999, n. 165): né il ricorrente ha preteso di addurre la prova dell'alibi (art. 53 AIMP). Non spetta al Giudice dell'estradizione sostituire il suo potere di apprezzamento a quello delle Autorità inquirenti dello Stato richiedente, opponendo la versione dei fatti proposta dall'estradando a quella, a prima vista sostenibile, esposta nella domanda e alla quale egli è, di massima, vincolato: la questione della colpevolezza o meno del ricorrente deve infatti essere decisa dal Giudice estero del merito (DTF 123 II 279 consid. 2b, 122 II 373 consid. 1c, 112 Ib 215 consid. 5b, 109 Ib 60 consid. 5a). 2.3 Tenuto conto delle finalità dell'art. 12 CEEstr, la descrizione contenuta nella domanda e nei suoi allegati (art. 10 OAIMP), considerata anche la natura del procedimento, consente di esaminare gli elementi determinanti per il giudizio sull'estradizione. Che la fattispecie non sia, allo stadio attuale della procedura penale estera, ancora del tutto chiarita, e che dalle registrazioni telefoniche non risulti un esplicito riferimento a specificate sostanze stupefacenti o all'ammontare del compenso destinato al ricorrente, non è determinante: si tratta di circostanze connesse al mezzo probatorio della registrazione telefonica nell'ambito di procedimenti riguardanti reati del genere in discussione e con numerose persone coinvolte. Determinante ai fini dell'estradizione è il fatto che l'insieme dei documenti trasmessi permette di inquadrare sufficientemente i fatti rimproverati al ricorrente. La Parte richiedente non deve infatti provare la commissione del reato ma soltanto esporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali fonda i propri sospetti. L'esposto dei fatti litigioso, non lacunoso e privo di contraddizioni manifeste e immediatamente rilevabili, è quindi vincolante (DTF 125 II 250 consid. 5b, 123 II 279 consid. 2b, 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121 seg.).