Citation: 2C_935/2018 E. 4.2

4.2. Richiamato l'art. 24 Cost., la precedente istanza ha rilevato che secondo l'art. 6 LOC è domiciliato in un Comune chi vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Ha precisato che la nozione di domicilio comunale ai sensi di questa disposizione si riallaccia a quella dell'art. 23 cpv. 1 CC. Questa norma prevede in particolare che il domicilio di una persona è nel luogo dove essa dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Essa fa dipendere la costituzione del domicilio da due condizioni: da una parte, la residenza, vale a dire la dimora di una certa durata in un luogo determinato e la creazione in questo luogo di rapporti abbastanza stretti; dall'altra parte, l'intenzione di stabilirsi per un periodo durevole nel luogo di residenza. Questa intenzione deve essere riconoscibile per i terzi e deve quindi risultare da circostanze esterne ed oggettive. Il domicilio di una persona si trova conseguentemente nel luogo in cui ha le relazioni più strette tenuto conto dell'insieme delle circostanze (DTF 141 V 530 consid. 5.2; 137 III 593 consid. 5.1; 137 II 122 consid. 3.6; 136 II 405 consid. 4.3). In generale, esso corrisponde al luogo di residenza della famiglia, e non al luogo di lavoro (sentenza 1C_297/2008 del 4 novembre 2008 consid. 3.2, in: SJ 2009 I pag. 291 segg.). L'intenzione di lasciare in seguito il luogo di residenza, non esclude di per sé la presa di domicilio. Il domicilio stabilito continua infatti a sussistere fino a quando l'interessato non ne abbia acquistato uno nuovo (cfr. art. 24 cpv. 1 CC; sentenza 9C_600/2017 del 9 agosto 2018 consid. 2.2).