Citation: 1C_308/2019 E. 3.5

3.5. Oggetto del litigio è l'interpretazione della licenza edilizia rilasciata dal ricorrente, della quale esso conosce il contenuto, e sulla cui portata ha semplicemente un'opinione differente di quella della Corte cantonale. Si tratta semplicemente di un apprezzamento diverso di un mezzo di prova. Ora, l'interpretazione adottata dai giudici cantonali non è per nulla insostenibile, né in palese contraddizione con la situazione effettiva o non sorretta da ragioni oggettive e quindi non è arbitraria, né nella motivazione e ancor meno nel risultato. Chiamato a esprimersi sotto il ristretto profilo dell'arbitrio, il Tribunale federale non deve in effetti esaminare quale sia l'interpretazione corretta che l'autorità cantonale avrebbe dovuto dare al contenuto della licenza edilizia: deve semplicemente dire se quella litigiosa è difendibile, spettando al ricorrente dimostrare perché e in che misura sarebbe arbitraria (DTF 145 II 108 consid. 4.4.1 pag. 113; 144 III 145 consid. 2 pag. 146). Ora, dalla licenza edilizia litigiosa la Corte cantonale non ha tratto alcuna conclusione insostenibile: il semplice fatto che la sua conclusione non corrisponda a quella ritenuta dal Comune ricorrente non dimostra alcun arbitrio (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2 pag. 287). Certo, il ricorrente afferma che l'estensione della licenza edilizia è definita dalla domanda di costruzione, deducendone, invero in maniera imprecisa visto ch'esso deve applicare il diritto d'ufficio, che l'autorità si pronuncia entro i limiti della domanda, motivo per cui non potrebbe statuire "ultra petita". Con questa argomentazione esso disattende che nella domanda sono state contrassegnate con una crocetta entrambe le caselle relative al genere di residenza, dimodoché la soluzione scelta dai giudici cantonali non eccede comunque quanto richiesto con la domanda di costruzione.