Citation: 4P.170/2005 15.11.2005 E. 4

Nella sentenza del 9 novembre 2004 il Tribunale federale ha preso atto del fatto che l'opponente aveva allegato di non aver potuto consultare gli atti del processo inglese soltanto con le conclusioni scritte dell'11 dicembre 2002 presentate all'autorità cantonale; ha poi constatato, sulla scorta del verbale agli atti, che durante il successivo dibattimento del 16 dicembre 2002 le istanti non si erano espresse sull'argomento, neppure per eccepire l'irritualità dell'argomentazione tardiva. Nella parte finale della domanda di revisione le istanti sostengono che questo accertamento della sentenza del Tribunale federale è errato, poiché durante l'udienza del 16 dicembre 2002 esse si erano opposte, in particolare facendo valere una violazione della procedura civile ticinese; affermano di avere preso conoscenza di tale circostanza soltanto a inizio giugno 2005, per cui si tratta di un fatto nuovo nel senso dell'art. 137 lett. b OG, e producono due dichiarazioni giurate in forma notarile firmate dagli avvocati B.________ e C.________. 4.1 Come si dirà sotto, il motivo di revisione invocato si riferisce a un fatto (di natura processuale) posto a fondamento della sentenza del 9 novembre 2004. Non si applicano pertanto le restrizioni che vigono per le domande di revisione fondate sull'art. 137 lett. b OG presentate contro sentenze emanate su ricorsi di diritto pubblico (DTF 121 IV 317 consid. 2 pag. 322 in fine; 118 Ia 366). 4.2 Va osservato che la motivazione della domanda di revisione è piuttosto scarna: in particolare è silente riguardo alla rilevanza, all'esito diverso che avrebbe avuto il ricorso di diritto pubblico se il fatto invocato fosse stato considerato nel primo procedimento (consid. 3.1). 4.3 Ora, nel gravame del 26 marzo 2004 le istanti avevano sostenuto di non aver potuto esprimersi - davanti all'autorità cantonale - sulle argomentazioni proposte dall'opponente con le conclusioni scritte e ne avevano dedotto una violazione del diritto di essere sentiti garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost.; pur commentando abbondantemente diverse disposizioni del codice di procedura civile ticinese, esse avevano per finire rinunciato espressamente a invocare garanzie specifiche del diritto cantonale. Preso atto della censura così limitata, il Tribunale federale ha deciso che, sotto il profilo della garanzia costituzionale minima, non si era verificata una violazione del diritto di essere sentito, poiché le istanti avrebbero potuto esprimersi al dibattimento finale. La conclusione sarebbe stata la medesima qualora - come sostengono ora - durante questo dibattimento le istanti avessero fatto uso della facoltà di contestare la proponibilità delle nuove allegazioni dell'opponente, in quanto ciò significherebbe ch'esse avevano potuto esercitare il loro diritto di essere sentite, perlomeno nella forma minima garantita dall'art. 29 cpv. 2 Cost. Il momento e il modo nei quali l'esercizio di tale diritto era avvenuto non sarebbero stati comunque riesaminati, trattandosi di questioni rette dal diritto cantonale che, come già esposto, le istanti avevano rinunciato a invocare. Ne viene che, sotto questo profilo, il fatto nuovo invocato non è rilevante. 4.4 Il requisito della rilevanza potrebbe nondimeno essere adempiuto da un altro punto di vista. Già s'è detto che le censure di merito che le istanti avevano proposto allora contro gli accertamenti dell'autorità cantonale, secondo cui l'opponente non aveva potuto avere accesso agli atti del procedimento inglese, sono state giudicate nuove e inammissibili dal Tribunale federale. Se però dovesse risultare che, contrariamente a quanto ritenuto, le istanti avevano contestato le allegazioni di fatto concernenti l'accesso agli atti già davanti all'autorità cantonale, dette censure non avrebbero potuto esser dichiarate irricevibili. Occorre pertanto chinarsi sulle altre condizioni alle quali sottostà la revisione. 4.4.1 Un fatto è nuovo, ai sensi dell'art. 137 lett. b OG, se si era già verificato nel momento in cui poteva ancora essere addotto nel processo precedente, conformemente alle regole di procedura applicabili, ma una parte non aveva potuto prevalersene perché, pur usando tutta la diligenza necessaria, ne è venuta a conoscenza solo successivamente. Anche la prova, per essere nuova, deve preesistere: la novità va riferita solo alla scoperta o perlomeno alla disponibilità del mezzo di prova, non alla sua esistenza. La prova nuova deve inoltre servire a dimostrare fatti nuovi nel senso appena definito oppure fatti già noti e allegati nel primo processo che però non era stato possibile provare. Infine, il rinvenimento tardivo di queste prove non dev'essere imputabile alla parte che se ne prevale (DTF 127 V 353 consid. 5b pag. 358; 121 IV 317 consid. 2; sentenza non pubblicata del 10 novembre 2004 nella causa 2A.75/2004 consid. 2.1; Jean-François Poudret, op. cit., n. 2.2 e 2.3 ad art. 137 OG). 4.4.2 In concreto, il fatto nuovo di cui si prevalgono le istanti è costituito dall'eccezione d'irregolarità delle allegazioni tardive dell'opponente, fatta valere - contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale federale - durante il dibattimento finale svoltosi il 16 dicembre 2002 dinanzi alla Corte cantonale. Tale fatto sarebbe attestato dalle dichiarazioni giurate degli avvocati B.________ e C.________, delle quali le istanti sarebbero venute a conoscenza solo nel giugno 2005. Queste due dichiarazioni, entrambe datate 8 giugno 2005, rivelano che - in breve - durante il dibattimento finale svoltosi il 16 dicembre 2002 l'avvocato B.________ si era opposto alle allegazioni nuove contenute nel memoriale conclusivo dell'opponente, adducendo in particolare la violazione del codice di procedura civile ticinese e del diritto di essere sentiti. Ora, l'avvocato B.________ era patrocinatore delle istanti nella procedura di exequatur cantonale e in quella di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale. L'avvocato C.________ non era per contro indicato come patrocinatore nella sentenza del Tribunale d'appello, ma nella dichiarazione giurata egli precisa di aver assistito il collega B.________ sin dal 2001 e di aver, in particolare, partecipato in tale veste al dibattimento finale del 16 dicembre 2002; egli aveva inoltre firmato anche il ricorso di diritto pubblico insieme con l'avvocato B.________. Ciò significa, come osserva giustamente l'opponente, che le istanti sapevano sin dal 16 dicembre 2002 che l'eccezione in discussione era stata formulata davanti all'autorità cantonale: l'avevano formulata loro stesse, agendo per il tramite dei loro patrocinatori. Il contenuto delle dichiarazioni giurate esclude pertanto da sé la novità del fatto. In queste circostanze ci si può esimere dall'esaminare le obiezioni dell'opponente, secondo le quali il diritto svizzero e quello ticinese non conoscono la prova nella forma della dichiarazione giurata. Essendo prodotte per attestare un fatto che non è nuovo le dichiarazioni degli avvocati B.________ e C.________ non adempiono infatti in nessun caso i requisiti posti dall'art. 137 lett. b OG. La data dell'8 giugno 2005 figurante su di esse è del resto fuorviante: i patrocinatori delle istanti nelle procedure cantonali e federale avrebbero potuto rilasciare dichiarazioni simili in qualsiasi momento, dal 16 dicembre 2002 in poi, se le avessero ritenute utili ai fini della salvaguardia degli interessi delle loro clienti. 4.4.3 Se il fatto su cui si fonda la domanda di revisione non è nuovo ai sensi dell'art. 137 lett. b OG, le istanti - che lo conoscevano - lo avrebbero potuto rivendicare prima, pretendendo ad esempio che il Tribunale d'appello desse atto nel verbale d'udienza dell'eccezione da loro sollevata (posto che la procedura ticinese lo permettesse) oppure prevalendosene nelle dovute forme dinanzi al Tribunale federale. Come detto, nel ricorso di diritto pubblico le istanti avevano affrontato taluni aspetti della questione, escludendo però la rilevanza della procedura civile ticinese. Non avevano neppure sostenuto di aver eccepito davanti all'autorità cantonale l'improponibilità delle allegazioni conclusive dell'opponente. Tantomeno avevano censurato l'operato della Corte ticinese per non aver menzionato né esaminato l'eccezione proposta durante il dibattimento finale o per non aver rilevato d'ufficio l'irregolarità delle allegazioni dell'opponente, a seconda di quanto prevede il diritto cantonale.