Citation: I 492/06 05.10.2007 E. 2

2.1 Preliminarmente si osserva che in occasione del primo giudizio, cresciuto in giudicato, del 16 novembre 2004, il Tribunale cantonale ha rinviato gli atti all'amministrazione per procedere (unicamente) all'accertamento economico dell'invalidità, vista l'assenza di qualsivoglia indagine in questo senso. Stando a tale giudizio (v. dispositivo, cifra 1, rinviante espressamente al consid. 2.10), la Corte cantonale ha per contro ritenuto dimostrate le capacità lavorative e professionali dell'interessato in attività imprenditoriali commerciali (lecite). Coerentemente a quanto statuito in precedenza, nella seconda pronuncia del 19 aprile 2006 il primo giudice ha quindi osservato che l'assicurato non poteva più mettere in discussione l'aspetto extra-somatico e le sue ripercussioni sulla residua capacità lavorativa (pronuncia impugnata, pag. 9 seg.). 2.2 Anche in questa sede si pone la domanda se il ricorrente possa ancora contestare il tema della capacità lavorativa ammessa dal giudizio di rinvio del 16 novembre 2004. La questione evoca il problema del rapporto esistente tra i principi che reggono l'impugnabilità di una decisione di rinvio di un'istanza precedente (DTF 120 V 233 consid. 1a pag. 237; 113 V 159 con riferimenti) e la giurisprudenza secondo cui gli aspetti parziali di un rapporto giuridico non sono di regola suscettibili di crescere in giudicato separatamente (DTF 125 V 413 consid. 2b e c pag. 416 seg.). Sennonché, come già in precedenti occasioni (v. sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni I 662/04 del 15 aprile 2005, consid. 3, e I 5/03 del 3 novembre 2003, consid. 3.4), la questione può rimanere indecisa anche nella presente vertenza perché ad ogni modo la valutazione del Tribunale cantonale che ha ritenuto l'assicurato capace al lavoro in attività (legali) commerciali/imprenditoriali dev'essere confermata. 2.3 A tal proposito basta il rinvio alle considerazioni del Tribunale cantonale e dell'amministrazione che hanno convincentemente spiegato che il solo fatto di essere riuscito a costituire tre società, regolarmente iscritte a registro di commercio, con un'attività spaziante dalla vendita di abbigliamento a quella di borse, alimenti, cosmetici ed altri prodotti derivanti dalla canapa, con la contestuale gestione finanziaria/amministrativa, i contatti con i fornitori e la clientela, la gestione del personale, ecc., conferma l'acquisizione da parte dell'assicurato di competenze e abilità manageriali che, come osservato dal collocatore dell'UAI, dimostrano "una forte adesione e condivisione con tutte le regole del gioco imposte dalla nostra società professionale e lavorativa". A prescindere dalla cifra d'affari e dagli utili conseguiti, di tutto rilievo, il collocatore ha, in sintonia con la realtà processuale, pure precisato che l'assicurato non ha agito in modo dilettantistico ed approssimativo, ma ha organizzato in modo professionale la sua attività, evidenziando capacità tali che gli permettono senza ombra di dubbio di esercitare un'attività legale nel settore commerciale/amministrativo, nell'industria e nell'artigianato o nel settore primario. Tali valutazioni, dalle quali non vi è serio motivo di dissentire, hanno indotto il giudice cantonale a ritenere l'assicurato abile al lavoro (quantomeno) in quelle attività che non impongono ritmi e orari di lavoro costanti, quali sarebbero le professioni nel ramo del commercio e della vendita. 2.4 Nella misura in cui, per contro, diverse attestazioni mediche agli atti fanno apparire una situazione invalidante, che non consentirebbe lo svolgimento di un'attività lavorativa legale, esse non possono essere ritenute, poiché poco convincenti e aderenti alla realtà processuale (più in generale, sul valore probatorio attribuibile ai referti medici cfr. DTF 125 V 351 segg.).