Citation: 6S.509/2006 08.07.2007 E. 3

Per quanto attiene alla pena inflitta ad A.________, il ricorrente non rimprovera alla CCRP di aver ecceduto nel suo potere d'apprezzamento fissando la pena fuoriuscendo dal quadro edittale, fondandola su elementi estranei all'art. 63 CP o omettendo di valutare tutti gli elementi pertinenti contemplati da questa norma. Egli ritiene però che l'ultima autorità cantonale abbia abusato del suo potere di apprezzamento confermando la pena oltremodo clemente irrogata dal primo giudice. 3.1 Il ricorso per cassazione al Tribunale federale è stato concepito per assicurare un'applicazione uniforme del diritto federale da parte delle autorità cantonali. Il ruolo della Corte di cassazione penale consiste nel fornire un'interpretazione uniforme del diritto federale e nel vigilare che sia correttamente compreso e applicato. Chiamata ad esprimersi su un preteso abuso del potere di apprezzamento nella commisurazione della pena, essa si impone un certo riserbo. Non sostituisce la valutazione del giudice di merito con la propria, ma interviene solo qualora quest'ultimo abbia fatto un uso veramente insostenibile del margine di manovra di cui dispone, commettendo in questo modo una violazione del diritto federale (DTF 127 IV 101 consid. 2c; 123 IV 150 consid. 2a pag. 153). Adottare un'interpretazione più estensiva di abuso misconoscerebbe la latitudine di giudizio che il legislatore ha voluto attribuire al giudice di merito e trasformerebbe, su questo punto, il ricorso per cassazione in un appello (Bernard Corboz, La motivation de la peine, ZBJV 131/1995 pag. 18). 3.2 Sostenendo che la CCRP, per tenere debitamente conto della colpa dell'imputato, avrebbe dovuto fissare una pena teorica di base di almeno 3 anni di detenzione al posto dei 21 mesi da lei ritenuti, il ricorrente si limita a contrapporre la propria valutazione a quella della corte cantonale senza tuttavia dimostrare perché questa sia incorsa in un abuso del suo potere di apprezzamento. La censura del ricorrente non è destinata a miglior sorte neppure laddove egli afferma che l'ulteriore imputazione di falsità in documenti - reato giustamente qualificato come marginale dalla CCRP - in concorso (art. 68 n. 1 CP) con le ripetute truffe avrebbe a maggior ragione dovuto condurre l'autorità cantonale a fissare una pena teorica di base di 3 anni di detenzione prima di ridurla per effetto delle circostanze attenuanti riconosciute ad A.________. Né l'importanza della colpa dell'imputato - definita non trascurabile dalla corte cantonale - né l'entità del maltolto (che costituisce solo uno degli elementi da valutare nella commisurazione della pena; Hans Wiprächtiger, Commentario basilese, n. 52 ad art. 63 CP e riferimenti), e neppure la durata dell'attività delittuosa permettono, da soli, di affermare che nell'irrogare la pena ad A.________ la CCRP abbia fatto un uso veramente insostenibile del potere di apprezzamento di cui fruiva. La latitudine di giudizio dell'autorità cantonale, d'altronde, era tanto più vasta che il concorso di reati (art. 68 n. 1 CP) e il riconoscimento della circostanza attenuante del sincero pentimento (art. 64 CP) hanno esteso il quadro legale della pena non solo verso l'alto (fino a 15 anni di reclusione; art. 146 cpv. 2 unitamente all'art. 68 n. 1 CP) ma anche verso il basso (fino a 3 giorni di detenzione; art. 36 unitamente all'art. 65 penultimo capoverso CP). È infine necessario ricordare che, secondo la giurisprudenza, i motivi di prevenzione generale invocati dal ricorrente, che paventa una banalizzazione dei reati patrimoniali, devono retrocedere di fronte alle esigenze legate alla prevenzione speciale nella misura in cui queste ultime giustificano una pena compatibile con la sospensione condizionale e qualora, come nel caso in rassegna, le condizioni per beneficiare della condizionale siano adempiute (DTF 118 IV 342 consid. 2g). Da quanto precede risulta che, sebbene la pena inflitta ad A.________ appaia particolarmente clemente, la CCRP non ha fatto un uso del proprio potere d'apprezzamento tanto insostenibile da costituire un abuso e violare il diritto federale.