Citation: 5A_290/2016 E. 2.4.3

2.4.3. Come dinanzi alla precedente istanza, la ricorrente ribadisce che la giurisprudenza pubblicata in DTF 103 II 88 non sarebbe applicabile alla fattispecie, siccome concernerebbe esclusivamente la divisione tra eredi e non regolerebbe il rapporto tra eredi e legatari. Nella citata sentenza, il Tribunale federale si è pronunciato sulla portata dell'art. 474 cpv. 1 CC, secondo cui la porzione disponibile si determina secondo lo stato del patrimonio al momento della morte del disponente. Ha in particolare ritenuto che quando il disponente ha prescritto la divisione dell'eredità mediante la formazione di lotti, come è il caso quando limita un erede alla porzione legittima, gli eredi partecipano proporzionalmente alle loro quote alla modifica del valore dei beni dell'eredità intervenuta tra la morte del disponente e la divisione. In tali condizioni, l'art. 474 cpv. 1 CC mira principalmente a disciplinare il momento determinante per valutare un'eventuale riduzione di una disposizione a causa di morte, che deve appunto essere esaminata sulla base dello stato del patrimonio alla morte del disponente, non a una data precedente, come in particolare quella della stesura del testamento (cfr. inoltre DTF 80 II 200; KASPAR SCHILLER, Nochmals: Wertveränderungen des Nachlasses zwischen Todestag und Teilung, in: successio 1/2014 pag. 86). Come si è visto, il legato a favore dell'associazione concerneva un "avanzo attivo" ("rimanenza") che dipendeva dalla determinazione della porzione legittima del coniuge superstite. L'oggetto del legato era quindi strettamente connesso con la quota spettante all'erede, per cui un aumento di valore dei titoli in questione si è ripercosso sull'intera eredità, e pertanto anche sulla porzione legittima dell'erede, di cui tale "rimanenza" era appunto la conseguenza. In tali circostanze, considerate le caratteristiche con cui la testatrice ha definito la disposizione di ultima volontà, la citata giurisprudenza è analogamente applicabile alla fattispecie. Alla luce di queste considerazioni, assegnando agli opponenti la quota della porzione legittima in base al valore della successione al momento della sua apertura, senza farli beneficiare dell'aumento di valore intervenuto fino alla divisione, la ricorrente ha violato i suoi doveri di esecutrice testamentaria.