Citation: C 87/02 07.06.2004 E. 5

5.1 Ora, un attento esame degli atti non permette a questa Corte di ritenere che la richiesta di indennità di disoccupazione rappresenti, nel caso di C.________, un tentativo di eludere le disposizioni sul lavoro ridotto. In effetti, per le sue peculiarità, la fattispecie non può essere assimilata ai casi usuali di abuso in cui gestori e/o amministratori di società anonime o altro, di cui detengono pure il capitale, vengono considerati quali datori di lavoro, in quanto malgrado l'uscita dalla ditta - di principio decisa personalmente - continuano a determinarne le scelte. Nel caso in esame, in seguito al licenziamento e, soprattutto, alla revoca del prestito da parte della Banca Y.________, il ricorrente non era in realtà più in grado di determinare le scelte della società, non disponendo dei fondi necessari per continuare l'attività. In proposito va in primo luogo rilevato che la E.________ SA è stata costituita in relazione con la concessione di un prestito da parte della Banca Y.________ nell'ambito di un programma speciale denominato "A.________" riguardante il finanziamento di giovani imprenditori, ai fini di sviluppare dei progetti di cui l'interessato già si occupava in precedenza quale titolare indipendente della X.________. Sin dall'inizio quindi l'attività della nuova SA dipendeva dal finanziamento bancario che permetteva all'interessato di acquistare i materiali per realizzare pannelli per pavimenti di vagoni ferroviari. Il sostegno al progetto è tuttavia stato revocato già nel corso del mese di luglio 2000, e, meglio, solo dopo sette mesi dal suo avvio, mentre l'assicurato venne licenziato per il 30 settembre 2000. Malgrado la cancellazione a registro di commercio della qualifica di direttore e la liquidazione della ditta siano avvenute solo nel 2002, a causa della chiara volontà della Banca di non sostenere il progetto, della mancanza di fondi per acquistare la materia prima necessaria alla produzione dei prodotti progettati e dell'obbligo di restituire il prestito, il ricorrente di fatto non era senz'altro in grado di determinare le scelte della società né di influenzarle in modo determinante. Inoltre egli ricopriva solo la carica di direttore, non anche di amministratore. Dev'essere peraltro aggiunto che pure verosimile, come sostenuto dal ricorrente, è il fatto che la liquidazione della ditta sia stata ritardata solo perché le parti dovevano giungere ad un accordo in relazione alla restituzione del prestito. Tale circostanza non è quindi rilevante in questa vertenza, contrariamente a quanto statuito nella sentenza del 22 novembre 2002 in re R. (C 37/02). Inoltre dai documenti agli atti, così come dalle comunicazioni trasmesse all'assicurato tramite e-mail dai responsabili del progetto "A.________", emerge che egli non ha senz'altro determinato la conclusione del rapporto di lavoro con la E.________ SA, ma al contrario risulta che avrebbe continuato a gestire la società se non fosse stato interrotto il finanziamento dell'attività. Del resto dal messaggio di posta elettronica del 27 luglio 2000 si deduce chiaramente che il credito concesso avrebbe permesso un'attività solo fino al successivo 31 ottobre e che all'assicurato veniva espressamente consigliato di cercarsi un lavoro. Infine, in sede cantonale l'amministratore unico ha dichiarato che la società anonima non aveva attività alcuna, né attivi, ma unicamente debiti, e che sarebbe stata liquidata, ciò che poi è regolarmente avvenuto. 5.2 Visto quanto sopra, il ricorrente può e dev'essere senz'altro assimilato ad un dirigente licenziato che interrompe ogni contatto con la società, anche se non per sua volontà, in quanto privato dei mezzi necessari per continuare. Ne consegue che il fatto che l'assicurato abbia affermato di voler concludere i progetti avviati con la SA, rispettivamente vendere il "know how" delle ditte, al fine di recuperare le spese sostenute, non significa che egli abbia continuato o sia stato intenzionato a lavorare per la E.________ SA, malgrado il licenziamento. In effetti un attento esame dell'incarto permette di asserire che la conclusione cui è giunto il seco poggia su un malinteso. C.________ ha sempre dichiarato di voler portare a termine i progetti avviati con la SA e la X.________ in qualità di indipendente - chiedendo espressamente alla Cassa disoccupazione di riottenere questo statuto -, e, meglio, tramite la X.________, società individuale che gestiva prima della fondazione della SA, non quale direttore della SA. Inoltre egli non intendeva continuare la produzione, ciò che non poteva appunto fare, bensì vendere i progetti in modo che venissero realizzati da altri. In simili condizioni risulta provato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali (DTF 121 V 204) che non vi era in concreto alcun rischio di abuso e che quindi la perdita di lavoro di C.________ era senz'altro controllabile (in tal senso il Tribunale federale delle assicurazioni ha peraltro già statuito in un caso analogo alla presente fattispecie, e più precisamente nella sentenza del 16 dicembre 2003 in re E., C 301/02, in cui è stato dimostrato che dopo essere stato liberato dagli incarichi di direttore ed essere uscito dal consiglio di amministrazione, l'interessato non aveva più svolto alcuna attività per la ditta). Ne consegue che, potendo avvalersi il ricorrente del diritto ad indennità di disoccupazione, dev'essere ancora esaminato se egli è idoneo al collocamento.