Citation: 5A_392/2024 E. 1

I provvedimenti impugnati (ossia il decreto supercautelare 28 maggio 2024, l'ordinanza 28 maggio 2024 e la "credenziale" 17 aprile 2024) non sono stati emanati da una delle predette autorità, ma dall'Autorità regionale di protezione 5 sede di Massagno, che palesemente non è un tribunale superiore di ultima istanza del Cantone Ticino. Il rimedio all'esame risulta pertanto manifestamente inammissibile già per il mancato esaurimento delle vie ricorsuali cantonali. Occorre poi sottolineare che, per sua natura, il decreto supercautelare 28 maggio 2024 non è comunque in linea di principio impugnabile né mediante reclamo secondo l'art. 445 cpv. 3 CC all'autorità giudiziaria cantonale - ciò che peraltro, come ammesso nel gravame, l'autorità di protezione aveva già spiegato alla patrocinatrice della ricorrente in una comunicazione elettronica del 31 maggio 2024, ricordandole la facoltà di presentare osservazioni al più tardi entro l'udienza in contraddittorio del 27 giugno 2024 (v. art. 445 cpv. 2 CC) - né mediante ricorso al Tribunale federale (v. DTF 140 III 289 consid. 1.1). Non soccorre la ricorrente nemmeno l'invocazione di una "denegata giustizia ex art. 94 LTF": pure la lamentela concernente un'eventuale denegata o ritardata giustizia dell'autorità di protezione deve percorrere le istanze cantonali (v. sentenza 4A_154/2012 del 26 marzo 2012 consid. 3) e va quindi fatta valere mediante reclamo all'autorità giudiziaria cantonale (v. art. 450a cpv. 2 CC).