Citation: 1C_59/2025 E. 1.3

1.3. Il ricorrente, osservato che la revoca litigiosa inciderebbe sulla sua vita personale e professionale, si limita ad addurre, in maniera generica e contraria agli atti, che la Corte cantonale non avrebbe esaminato le sue critiche. Disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF) egli, che nella sede cantonale non ha contestato né i fatti né la loro qualifica giuridica, non si confronta del tutto con le diverse motivazioni poste a fondamento dell'impugnato giudizio, in particolare quelle riguardanti la riconosciuta e considerata violazione del principio di celerità, questione esaustivamente trattata nella criticata sentenza (consid. 3.3), nonché il fatto che la misura litigiosa non potrebbe essere inferiore al minimo previsto dalla legge, neppure per asseriti motivi professionali. L'istanza precedente ha inoltre compiutamente motivato l'impossibilità di scontare il provvedimento soltanto al di fuori degli orari di lavoro e quindi solo nel tempo libero, confermando la sussistenza in concreto dello scopo educativo e preventivo della misura (consid. 3.4). Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 in fine). Ora, egli non si confronta con gli argomenti addotti dalla Corte cantonale.