Citation: H 272/99 27.03.2000 E. 4

4.- a) G._______, che dal 15 marzo 1991 al 5 agosto 1993 era pure stato membro del consiglio d'amministrazione, sapeva o doveva sapere che la E._______, succ. D._______ SA aveva problemi di liquidità e versava in difficoltà finanziarie. In effetti, già dal bilancio 1992 risultava una perdita d'esercizio di fr. 161'317.35, coperta dagli utili riportati nei precedenti esercizi, con all'attivo debitori per fr. 1'984'614.34 e al passivo la posta creditori per fr. 2'317'251.09. Dall'elenco saldi creditori emerse in particolare uno scoperto per oneri sociali per un importo totale di fr. 687'408.40. Inoltre, con il rapporto di revisione 6 luglio 1993 riferito all'esercizio 1992, la Y._______ SA, ufficio di revisione della società, aveva chiaramente indicato che si sarebbe dovuto procedere ad un accantonamento della posizione debitori, che i fondi propri erano insufficienti rispetto alle esposizioni e al giro d'affari della ditta e che sussisteva un notevole ritardo nel pagamento degli oneri sociali. Orbene, quand'anche il ricorrente, al momento di ac- cettare nell'agosto 1993 la carica di amministratore unico, avesse potuto erroneamente ritenere che i bilanci fossero in attivo - malgrado le chiare precisazioni della Y._______ SA che gli dovevano essere note per la sua qualità di membro del consiglio d'amministrazione -, almeno a partire dal 31 marzo 1994 avrebbe comunque dovuto avere la certezza che sussistevano debiti nei confronti delle assicurazioni sociali. La Cassa, a quella data, lo aveva infatti diffidato al pagamento dell'importo di fr. 48'095.-, riferito al periodo dal 1° agosto al 31 dicembre 1993. Il 30 maggio 1994 lo aveva anche denunciato penalmente per fr. 25'780.65, visti i versamenti frattanto effettuati. Il 26 agosto 1994, la Cassa lo ha poi nuovamente diffidato per ulteriori fr. 47'141.60, riferiti al periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 1994. Il successivo 29 settembre essa dovette inoltrare una seconda denuncia penale. b) Al ricorrente non poteva non essere noto che sussi- stevano problemi finanziari. Infatti, all'assemblea straor- dinaria del 13 ottobre 1993, l'interessato, N._______, C._______ e B._______, quest'ultimo quale rappresentante della Y._______ SA, venuti a conoscenza dei dati del bilancio e del conto economico intermedio al 30 giugno 1993, avevano deciso di far allestire un nuovo bilancio in- termedio al 30 settembre 1993. In seguito vi fu un susseguirsi di assemblee societa- rie. In occasione di quella del 17 agosto 1994, venne pre- sentato il bilancio provvisorio al 31 dicembre 1993 che at- testava una perdita di fr. 2'663.446.44, con il rilievo che, tenuto conto delle operazioni che dovevano essere an- cora registrate in contabilità, si ipotizzava una perdita provvisoria complessiva di ca. fr. 819'000.-. L'ufficio di revisione propose allora di adottare con urgenza misure di risanamento. Il 3 ottobre 1994, G._______, N._______ e C._______ - preso atto che la E._______, succ. D._______ SA aveva registrato al 31 dicembre 1993 una perdita di fr. 869'277.40 di fronte ad una cifra di bilancio di fr. 4'191'386.25 - chiesero di poter controllare le posizioni contabili in quanto ritenevano che vi fossero degli errori. Essi incaricarono la I._______ SA di scegliere un perito per far valutare i beni mobili. Il 19 ottobre 1994, il ricorrente - dopo aver precisa- to che la perizia richiesta aveva valutato i beni mobili della società in fr. 1'264'465.- invece di soli fr. 201'070.- indicati a bilancio al 31 dicembre 1993 - propose di rivalutare tale posta del 25% della cifra di differenza. Venne inoltre specificato che la perdita di esercizio della società per il 1993, dopo la rivalutazione dei beni mobili e la registrazione di poste rimaste in sospeso, si era ri- dotta a fr. 546'380.70. G._______, in rappresentanza degli azionisti, dichiarò di essere autorizzato a postergare il credito relativo al correntista registrato a bilancio per fr. 491'148.-. Dal verbale assembleare del 31 ottobre 1994 si evince poi che i contributi arretrati ammontavano a ca. fr. 1'200'000.-, cui andavano aggiunti ca. fr. 350'000.- per imposta sulla cifra d'affari, che la perdita d'esercizio al 31 dicembre 1993 era passata da fr. 546'380.70 a fr. 581'380.70, mentre quella totale era di fr. 507'349.20 avendo scontato l'utile riportato. Tenendo conto della po- stergazione di fr. 491'148.- decisa nel corso della prece- dente assemblea, la perdita complessiva al 31 dicembre 1993 era di fr. 16'201.20. Il presidente dell'ufficio di revi- sione, avv. P._______, rese attenti i presenti ed in par- ticolare l'amministratore unico che la situazione socie- taria appariva praticamente fallimentare, ritenuto che vi erano esecuzioni pendenti per fr. 1'827'160.70 - con il ri- lievo che secondo C._______ sarebbero state riducibili a fr. 987'424.70 - e che risultavano esservi numerosi avvisi di pignoramento e domande di vendita a breve per parecchie centinaia di migliaia di franchi, ciò che giustificava seri dubbi in merito alla rivalutazione dei beni mobili operata in funzione dell'aggiustamento tecnico del bilancio riferito al 31 dicembre 1993. Il 16 novembre 1994, G._______, N._______ e C._______, unitamente all'avv. P._______ e a B._______, analizzarono il bilancio e il conto economico intermedio al 31 ottobre 1994, da cui risultava una perdita provvisoria di fr. 503'072.-. L'ufficio di revisione annotava che la società non soddisfaceva più i requisiti di legge in merito alla copertura del capitale sociale e proponeva di adottare, entro quindici giorni, misure di risanamento in difetto delle quali si doveva notificare al giudice competente la situazione finanziaria della ditta. Infine, il 1° dicembre 1994, l'assemblea decise di chiedere al pretore una convocazione per la presentazione dei bilanci della E._______, succ. D._______ SA. L'amministratore unico postulò inoltre di chiarire la que- stione relativa all'azionista o agli azionisti della socie- tà, di cui non erano noti gli estremi, ritenuto che egli era dell'avviso che l'avv. J._______ fosse l'unico azionista. Il 15 febbraio 1995, G._______ rese noto che la situazione finanziaria della società era divenuta ancor più precaria e che l'8 febbraio precedente era stata presentata un'istanza di moratoria concordataria. c) Alla luce della situazione contabile dianzi espo- sta, le contestazioni del ricorrente, oltre a non essere confortate dalla documentazione versata agli atti, appaiono anche contraddittorie. Asserire d'essere venuto a conoscen- za dei debiti nei confronti della Cassa, aprendo per caso l'armadio di C._______, solo nel novembre 1994 è fallace. Infatti, già il 6 luglio 1993 egli aveva avuto occasione, quale membro del consiglio d'amministrazione della fallita, di apprendere, se solo avesse letto il rapporto di revisione della Y._______ SA con l'attenzione che la sua funzione esigeva, che la società necessitava di urgenti misure di risanamento e che vi erano arretrati per oneri sociali per il non trascurabile importo di fr. 687'408.40. Inoltre l'interessato, nel marzo e agosto 1994, è stato destinatario di diffide di pagamento da parte della Cassa. Egli fu pure oggetto di denuncia penale in maggio e settembre dello stesso anno. Il ricorrente, infine, non può ragionevolmente argomentare che a ottobre 1994 vi fossero prospettive favorevoli per la società, ove solo si consideri che in occasione dell'assemblea 31 ottobre 1994 risultava uno scoperto per oneri sociali attorno a fr. 1'200'000.-, oltre a fr. 350'000.- per imposta sulla cifra d'affari, ritenuto altresì che l'ufficio di revisione lo aveva chiaramente reso attento della situazione fallimentare in cui versava la ditta. In conclusione, G._______ ha omesso di compiere quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevole nell'ambito delle incombenze riconducibili alla funzione di amministratore unico di una società anonima. Egli non può elevare ad esimente gli argomenti sostenuti nel gravame - versamento, con N._______, di fr. 80'000.- alla Cassa; riduzione dell'effettivo dei dipendenti della società; rinuncia allo stipendio, peraltro non supportata da riscontri probatori; domanda di moratoria -, atteso che le carenze palesate nell'esercizio delle sue funzioni sono incompatibili con il dovere accresciuto che si richiede ad un amministratore unico. Quest'ultimo deve infatti dar prova di tutta la diligenza necessaria alla corretta gestione degli affari sociali, non bastando, al riguardo, la prudenza che si è soliti osservare nei propri affari ("diligentia quam in suis"; DTF 122 III 198 consid. 3a e riferimenti). Secondo la giurisprudenza costante di questa Corte l'amministratore unico è tenuto, quale organo, ad informar- si periodicamente sull'andamento dell'azienda, in partico- lare sugli affari principali - specialmente dopo aver rice- vuto diffide di pagamento e denunce penali -, richiedendo rapporti dettagliati, studiandoli attentamente, cercando di chiarire errori ed agendo per correggere irregolarità. Se dalle informazioni raccolte sorge il sospetto di una ge- stione scorretta o negligente da parte di chi ha ottenuto la delega gestionale, egli deve intervenire affinché le prescrizioni siano rispettate (DTF 114 V 223 consid. 4a). Al riguardo, il Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di affermare che gli obblighi di vigilanza e di diligenza di un amministratore unico sono da connotare con particolare rigore (DTF 112 V 3 consid. 2b).