Citation: 2C_754/2016 E. 2.1

2.1. Riassunto l'iter legislativo che ha preceduto l'adozione dei nuovi art. 35a-35t LTPub nonché degli art. 1 a 13 RTColl, la ricorrente osserva che, benché concepita come un tributo causale, si è in realtà in presenza di un'imposta, servendo la tassa di collegamento contestata alla copertura dei bisogni finanziari dello Stato. Essa spiega in seguito perché, a suo avviso, la stessa non è assimilabile ad un'imposta d'orientamento (i soggetti [proprietari di fondi su cui vi sono più di 50 posteggi] astretti al pagamento non sono quelli [utenti] di cui si vuole modificare il comportamento; assenza dell'obbligo di ribaltare la tassa sugli utenti; l'obiettivo è unicamente fiscale e non orientativo; impossibilità di scegliere un comportamento conforme agli obiettivi ricercati siccome la qualità del servizio pubblico è per lo più scarsa e insufficiente) né di un'imposta di attribuzione dei costi visto che i relativi presupposti non sono dati (mancanza dei motivi oggettivi e sostenibili che permettono di addossare ai proprietari di fondi muniti di posteggi parte delle spese per il finanziamento del trasporto pubblico; inesistenza del rapporto particolarmente stretto tra queste spese e i contribuenti assoggettati; questi ultimi non approfittano, rispetto al resto della collettività, più intensamente della rete dei trasporti pubblici e non causano in maniera preponderante le spese ivi connesse; impossibilità di verificare quali sono le voci di spese [cioè come sono composte] che si vogliono ribaltare sui privati).