Citation: 4A_447/2021 E. 3

La ricorrente esordisce con una sua narrazione dei fatti. Allude al contratto del 1° marzo 2019, al tipo di permesso di soggiorno di cui la lavoratrice beneficiava a quell'epoca, ai compiti di quest'ultima e alla sua consapevolezza di essere una dipendente indigena. Si sofferma poi sull'incontro del 2 giugno 2020 tra l'opponente e il suo direttore, quando ella gli avrebbe riferito della sua partenza per l'Italia. Il comitato dell'associazione, prosegue, si sarebbe riunito l'8 giugno 2020 per discutere pure della posizione di tale impiegata e solo il 9 giugno 2020, quando la collaboratrice avrebbe inviato al direttore il formulario per la richiesta del permesso per frontalieri, avrebbe saputo della notifica della sua partenza definitiva all'estero. La ricorrente termina il suo esposto con una sua sintesi dei fatti processuali. La libera esposizione dei fatti proposta dall'insorgente senza il benché minimo confronto con la sentenza impugnata non adempie le suddette esigenze di motivazione (sopra, consid. 2.2). L'impugnativa, su questo punto, è perciò inammissibile.