Citation: 2C_732/2007 02.10.2008 E. 3.3

3.3.1 Nella misura in cui fa valere che anche in relazione ai costi della Commissione federale delle banche viene riscossa una tassa base ed una complementare, l'Amministrazione federale delle finanze omette di considerare che in tale ambito simile metodo di computo è previsto da una legge in senso formale (cfr. l'art. 23octies della legge federale, dell'8 novembre 1934, sulle banche e le casse di risparmio [LBCR; RS 952.0]). Per di più in tale contesto l'ammontare della tassa di base fissa anziché venir calcolato indistintamente per ogni organismo astretto al pagamento, come nel caso concreto, viene comunque differenziato in funzione dei differenti gruppi di contribuenti (cfr. l'art. 4 dell'ordinanza sulla riscossione di tasse e emolumenti da parte della commissione federale delle banche [Oem-CFB; RS 611.014]). È vero che con la tassa di base vengono coperti i costi di vigilanza fondamentali (cosiddetta "Sockelaufwand"), ovvero i costi che insorgono per tutte le entità sorvegliate indipendentemente dalla loro grandezza e per il semplice fatto che esplicano la loro attività nel settore economico sottoposto alla vigilanza. Ciononostante la tassa di base deve comunque rispettare il principio di equivalenza. Le singole tasse forfettarie non devono perciò risultare sproporzionate per rapporto ai costi globali di sorveglianza della categoria interessata, rispettivamente alla tassa degli altri membri del medesimo gruppo, ma devono rimanere entro limiti ragionevoli e adeguati al principio di causalità (cfr. HANS-PETER SCHAAD, in Basler Kommentar, Bankengesetz, 2005, n. 15 e 17 ad art. 23octiesLBCR). Queste esigenze valgono anche per il caso di specie. Certo, per ragioni pratiche l'utilizzo di determinati parametri forfettari è in generale ammissibile e persino necessario. Tuttavia la disciplina sancita dal Consiglio federale all'art. 7 OT-AdC non tiene sufficientemente conto, nella fissazione della tassa di base, delle particolarità e dell'eterogeneità dei differenti organismi di autodisciplina. In effetti, il reddito lordo dell'OAD più grande è quasi 12 volte maggiore di quello dell'organismo più piccolo e i membri affiliati variano tra uno e 1'680. Ciò impone una differenziazione più equilibrata della tassa di base. 3.3.2 A ragione il Tribunale amministrativo federale non ha messo in dubbio l'ammissibilità della tassa di base in quanto tale. La legge sul riciclaggio di denaro infatti non la esclude. Per tener adeguatamente conto dei criteri stabiliti dal legislatore all'art. 22 LRD, occorre tuttavia che nei singoli casi d'applicazione detto tributo non costituisca, senza motivi oggettivi e pertanto in maniera atta a violare la parità di trattamento e a distorcere la concorrenza, una parte importante dell'intera tassa di sorveglianza dovuta da un organismo di autodisciplina (cfr. consid. 6.8 della decisione impugnata). La suddivisione in una tassa di base fissa e in una tassa aggiuntiva variabile deve condurre nel complesso ad un risultato equo, che non è però garantito in presenza delle differenze testé evidenziate. All'autorità precedente non può quindi venir rimproverato di aver calcolato la ripartizione dei costi per l'anno 2006 secondo i criteri dell'art. 22 cpv. 3 LRD (combinato con l'art. 11 OT-AdC) in modo da mantenere le differenze entro limiti ammissibili dal profilo costituzionale e legislativo (cfr. sentenza 2C_729/2007 e 2C_735/2007 del 25 giugno 2008 consid. 9). Al Consiglio federale rimane la libertà di adottare in futuro, mediante ordinanza, una diversa regolamentazione, a patto che la soluzione ritenuta risulti conforme alla costituzione e alla legge. Rientra in ogni caso nelle sue competenze stabilire come concepire il nuovo sistema in maniera più rispettosa del principio di causalità. 3.3.3 Nulla di diverso deriva dall'invocata legge federale del 22 giugno 2007 concernente l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (LAUFIN; FF 2007 4245). L'art. 15 cpv. 3 di detta legge prevede infatti che il Consiglio federale può suddividere la tassa di vigilanza in una tassa fissa di base ed una tassa variabile supplementare. Tale normativa non è però ancora in vigore e in ogni caso presuppone di nuovo che la ripartizione dei costi, malgrado la tassa di base lineare, risulti nel complesso rispettosa dei precetti di proporzionalità, di parità di trattamento e di causalità.