Citation: 4C.5/2005 13.05.2005 E. 3

Con riferimento alla competenza, la convenuta assevera la violazione dell'art. 17 della Convenzione di Lugano (CL; RS 0.275.11) e dell'art. 5 LDIP. 3.1 La censura concernente la violazione dell'art. 17 CL è di per sé proponibile (DTF 125 III 108 consid. 3b pag. 110). Il richiamo all'art. 5 LDIP è invece vano, le regole di competenza della Convenzione di Lugano prevalendo su quelle nazionali (cfr. art. 1 cpv. 2 LDIP; DTF 124 III 134 consid. 2b.aa/bbb pag. 139). 3.2 Prima di passare all'esame dell'applicazione dell'art. 17 CL, si impone un'ulteriore considerazione di natura formale. La convenuta, che contesta il foro del domicilio e invoca quello contemplato nelle condizioni generali inviatele dall'attrice, avrebbe dovuto perlomeno allegare - prima ancora di dimostrare - che la clausola di proroga di foro ossequiava i rigorosi requisiti posti dall'art. 17 CL e che la conclusione in senso contrario dei giudici ticinesi è sbagliata. Ciò non è avvenuto: pur criticando la decisione cantonale, la convenuta non prende infatti posizione sugli argomenti posti a fondamento della pronunzia querelata. Questo suscita qualche perplessità in merito all'ammissibilità del gravame sotto il profilo della motivazione, dato che l'art. 55 cpv. 1 lett. c OG prescrive l'obbligo di indicare in cosa consiste la violazione del diritto federale. 3.3 Si possono comunque individuare due argomenti. Con il primo la convenuta sembra voler rimproverare alla Corte di aver escluso a priori l'applicabilità dell'art. 17 CL al caso in rassegna. Ma questo non corrisponde al vero. Al contrario, pacifica la natura internazionale della controversia, l'autorità ticinese ha esaminato la fattispecie sotto il profilo della citata norma e ha concluso che clausola di proroga di foro cui si richiama la convenuta non ossequia i requisiti posti dall'art. 17 n. 1 CL, donde la reiezione dell'eccezione di incompetenza e l'ammissione della competenza del giudice adito. Un'ulteriore censura potrebbe essere quella - generica - secondo cui l'art. 17 CL ammetterebbe l'accettazione anche solo verbale del foro, ma una simile tesi si scontra con il tenore della norma evocata, che al n. 1 stabilisce che la clausola attributiva di competenza deve essere conclusa: "a) per iscritto o verbalmente con conferma scritta." 3.4 Sia come sia, per i motivi esposti qui di seguito, l'applicazione dell'art. 17 CL da parte della Corte ticinese resiste alla critica.