Citation: 5A_821/2012 E. 2.3.3

2.3.3. La Corte cantonale, dopo aver precisato che l'onere della prova dell'adempimento della condizione sospensiva incombe alla creditrice procedente (v. Daniel Staehelin, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 2a ed. 2010, n. 36 ad art. 82 LEF; André Schmidt, in Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 23 ad art. 82 LEF; Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep. 1989 pag. 338), ha considerato che nella fattispecie presente l' escussa ne ha dimostrato l' inadempimento. Quando, come in concreto, in base all'apprezzamento delle prove il giudice ritiene accertato un fatto, la questione dell'onere della prova diventa senza oggetto (DTF 132 III 626 consid. 3.4 con rinvio; 130 III 591 consid. 5.4) - il richiamo della ricorrente all'art. 8 CC si rivela quindi in ogni modo inconferente - ed entra unicamente in linea di conto la possibilità di lamentarsi di un apprezzamento delle prove e di un accertamento dei fatti arbitrari. Doglianza invocata in concreto dalla ricorrente. A suo dire, infatti, la Corte cantonale avrebbe accertato i fatti in modo manifestamente inesatto per aver considerato provata, sulla base di un messaggio di posta elettronica 31 maggio 2012 del capogruppo del Consorzio E.________, la circostanza secondo cui le fatture dell'escussa non sarebbero state saldate dal committente, e quindi per aver considerato dimostrato l'inadempimento della condizione sospensiva. Nel citato messaggio di posta elettronica, il capogruppo del Consorzio E.________ (che si occupava della progettazione), rivolgendosi al legale dell'escussa, indica che "Il Committente (...) nel corso dei primi mesi del 2011 (...) ha chiaramente precisato che non essendo i lavori ancora terminati completamente la trattenuta sulle prestazioni inerenti le apparecchiature elettromeccaniche della galleria X.________ doveva essere di almeno il 20 %. Parallelamente e conformemente al contratto tra i nostri Studi, E.________ non è autorizzato a versare acconti superiori a quelli che il Cantone versa al Consorzio". Secondo la Corte cantonale, atteso che oggetto del contratto di subappalto 12 maggio 2006 erano le prestazioni d'ingegneria relative alla progettazione di impianti elettromeccanici, "la citata trattenuta del 20 % concerneva anche l'istante". Il messaggio di posta elettronica 31 maggio 2012, in altre parole, attesta che il committente ha bloccato (parzialmente) i pagamenti - ossia non ha (più) saldato le fatture - nei confronti dell'escussa riguardanti proprio le prestazioni subappaltate alla creditrice procedente e che perciò la condizione sospensiva stipulata tra le parti nel contratto 12 maggio 2006 non è adempiuta. Con le sue argomentazioni la ricorrente non riesce a far apparire insostenibile tale apprezzamento delle prove (v. supra consid. 1.2). Anche ammettendo, come essa sostiene, che l'escussa faccia parte del Consorzio E.________, ciò ancora non significa che la prova all'esame valga quale "semplice allegazione di parte", atteso che il messaggio di posta elettronica non emana dalla sola escussa, ma per l'appunto da un consorzio, composto da più società appaltatrici. Inoltre il fatto, addotto dall'insorgente, secondo cui la galleria sarebbe stata terminata ed inaugurata ancora non vuol dire che il committente abbia saldato le fatture nei confronti dell'escussa. La ricorrente si limita poi per il resto a contrapporre una sua lettura della prova a quella del Tribunale d'appello, ad esempio quando afferma che "il testo dell'email non significa certo che il committente non avrebbe pagato la convenuta e il Consorzio in oggetto, né che ai lavori degli Studi d'ingegneria occorreva effettuare una trattenuta del 20 %", oppure quando sostiene che il blocco dei pagamenti da parte del committente in ogni modo "si riferirebbe a lavori della seconda fase del progetto, che non riguardano la ricorrente". La censura di arbitrario accertamento dei fatti si appalesa perciò infondata nella misura in cui è ammissibile.