Citation: H 318/02 03.05.2004 E. 4

4.1 Il Tribunale cantonale ha riconosciuto alla D.________ SA la buona fede soltanto per l'anno 1993, mentre ha confermato la richiesta della Cassa per la ripresa salariale per gli anni 1994 e 1995, atteso che la ricorrente sapeva o avrebbe dovuto sapere che l'amministrazione non accettava più il metodo applicato per il rimborso spese. 4.2 L'insorgente lamenta in primo luogo una violazione del diritto di essere sentito, motivata con la mancata assunzione, da parte dei primi giudici, di testimonianze idonee, a suo dire, a dimostrare che la prassi da lei applicata era quella in vigore al momento topico e accettata dalla Cassa. La ricorrente - pur ammettendo che la Cassa avrebbe manifestato, il 20 settembre 1993, un parere discordante dalla prassi seguita in precedenza - è dell'avviso, richiamandosi alla sentenza 11 gennaio 2002 di questa Corte, che le debba essere riconosciuta la buona fede anche per gli anni entranti in linea di conto nella presente vertenza giudiziaria, in quanto le decisioni amministrativa sarebbero precedenti alla citata sentenza. La D.________ SA asserisce a sostegno della propria tesi che fino all'esaurimento di tutte le procedure di ricorso non doveva chiedersi se il parere espresso nel provvedimento 20 settembre 1993 della Cassa avesse un significato che la riguardava, poiché la sua validità era interrotta dall'effetto sospensivo dei rimedi pendenti e addirittura non era nemmeno tenuta a presumere che quella decisione fosse corretta, tant'è vero che è stata radicalmente disapprovata dal Tribunale federale delle assicurazioni. L'insorgente sostiene poi che fino al 2000 vigeva la più grande confusione sul rimborso spese nel settore del collocamento temporaneo di personale, non esistendo, contrariamente a quanto asserito dai primi giudici, una prassi pluridecennale. Conclude affermando come in assenza di una direttiva chiara della prassi seguita dall'autorità cantonale non sia lecito confermare nel merito le decisioni impugnate, motivo per cui dovrebbero essere annullate, atteso altresì che vi sarebbe stato un accertamento dei fatti incompleto: in caso di ripresa di salari la Cassa doveva infatti notificare la decisione anche ai salariati e coinvolgerli nella lite in quanto debitori di parte dei contributi richiesti. 4.3 La Cassa precisa, da parte sua, che con la nota sentenza questa Corte non avrebbe asserito che il metodo di rifusione delle spese adottato dalla D.________ SA fosse corretto, ma avrebbe solo protetto per il periodo dal 1988 al 1992 la buona fede di quest'ultima. L'amministrazione rileva che, in occasione della revisione poi sfociata nella decisione 20 settembre 1993, era chiaramente stato fatto presente alla ditta interessata che il metodo da essa adottato per la rifusione delle spese era concettualmente errato e che sarebbero state accettate soltanto le spese effettivamente comprovate o perlomeno rese verosimili, seppur sotto forma di un forfait, mentre l'insorgente avrebbe continuato a rifondere le spese su base oraria senza un vero controllo delle spese effettivamente sostenute. L'opponente non concorda con la ricorrente in merito all'asserita grande confusione sul rimborso delle spese nel settore del collocamento temporaneo di personale: è infatti dell'avviso che le istruzioni emanate nel 1989 dall'UFAS riguardo a tale tema, poi precisate con altre istruzioni, fossero sufficientemente chiare, nel senso che dalle stesse si poteva e doveva evincere che soltanto le spese effettivamente sostenute dal salariato non erano considerate quale salario determinante. La Cassa, contestando infine l'affermazione della ricorrente, secondo cui si sarebbe dovuto notificare anche ai dipendenti la decisione per coinvolgerli nella lite, chiede la reiezione del gravame, dopo aver ribadito che il suo atteggiamento verso le altre ditte di lavoro temporaneo ad essa affiliate sarebbe identico a quello tenuto nei confronti della D.________ SA. 4.4 Come già s'è detto, la D.________ SA rimprovera ai primi giudici una violazione del diritto di essere sentito per non avere assunto, benché ritualmente notificati, i mezzi di prova giuridicamente rilevanti - quali l'audizione di responsabili di ditte operanti nello stesso settore economico, di diversi testi, nonché il richiamo dall'UFAS della prassi seguita in questa materia negli altri Cantoni - che le avrebbero permesso di dimostrare che il metodo di calcolo applicato era quello in vigore nel momento entrante in linea di conto per la presente vertenza. 4.5 Orbene, ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi in proposito (DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b). Se però gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b). Va pure ricordato che nell'ambito dell'accertamento dei fatti e della valutazione delle prove il giudice di merito dispone di un ampio potere di apprezzamento. Per censurare un asserito accertamento arbitrario dei fatti o un'asserita valutazione arbitraria delle prove non è sufficiente che il ricorrente critichi semplicemente la decisione impugnata o che contrapponga a quest'ultima un proprio accertamento o una propria valutazione, per quanto essi siano sostenibili o addirittura preferibili. Egli deve bensì dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove da lui criticati sarebbero manifestamente insostenibili o in chiaro contrasto con la situazione di fatto, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 125 II 15 consid. 3a, 124 IV 88 consid. 2a, 123 I 5 consid. 4a, 122 I 66 consid. 3a, 121 I 114 consid. 3a). 4.6 In merito all'audizione dei testi (ossia di dipendenti della Cassa, dell'INSAI e dell'ispettorato fiscale, nonché di responsabili di società simili alla D.________ SA), va osservato che se da un canto è vero che la ricorrente ha chiesto in sede cantonale l'assunzione di tali mezzi di prova per chiarire che il metodo di calcolo utilizzato per il rimborso delle spese nel settore del collocamento temporaneo era quello che tutti gli operatori del medesimo settore applicavano a quel momento, dall'altro va ricordato al rappresentante della ricorrente che con lettera 3 luglio 2002 aveva esplicitamente rinunciato all'audizione di tali testi affermando che, vista la stretta connessione con la procedura relativa agli anni 1988/92, erano divenute inutili le deposizioni dei revisori AVS e INSAI, come pure dell'ispettore fiscale e ancora di un altro teste, in quanto non sarebbero stati in grado di dare giudizi sulle revisioni successive. La ricorrente è pertanto malvenuta a richiedere l'assunzione di mezzi di prova cui ha espressamente rinunciato. Ne consegue che, nel caso di specie, la Corte cantonale si è correttamente determinata.