Citation: 2C_633/2024 E. 5.5.2

5.5.2. La ricorrente omette che secondo l'art. 96 cpv. 2 LStrI la pronuncia di un primo ammonimento non è obbligatoria (sentenza 2C_264/2021 del 19 agosto 2021 consid. 4.5) ragione per cui non vi era alcun obbligo per l'autorità migratoria di ammonirla una seconda (in casu una terza) volta. Ella dimentica inoltre che quando è stata ammonita nel 2019 è stata espressamente avvertita che la sua situazione finanziaria - caratterizzata da una mancanza di mezzi finanziari propri e, quindi, da una dipendenza costante dalla pubblica assistenza - non era più ammissibile e, soprattutto, che in caso di peggioramento una misura amministrativa (revoca del permesso di domicilio rispettivamente commutazione dello stesso in un permesso di dimora) avrebbe potuto essere adottata nei suoi confronti. Ella era pertanto perfettamente consapevole della situazione, ragione per cui non pronunciare un ulteriore ammonimento non disattende il principio della proporzionalità. A titolo abbondanziale va comunque precisato che, contrariamente a quanto lamentato, la ricorrente non solo non viene allontanata dalla Svizzera e continuerà dunque a risiedervi, conservando in tal modo i suoi legami familiari e sociali, ma avrà anche la possibilità, adempiute le esigenze legate alla concessione del permesso di dimora UE/AELS, di potere chiedere nel futuro il rilascio di un (nuovo) permesso di domicilio UE/AELS.