Citation: 4A_115/2018 E. 5

Il gravame può quindi unicamente essere trattato quale ricorso sussidiario in materia costituzionale, nella misura in cui viene invocata la violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF). Il Tribunale federale esamina la violazione di diritti costituzionali soltanto se il ricorrente ha sollevato e partitamente motivato tale censura, confrontandosi con i considerandi della sentenza impugnata (art. 106 cpv. 2 LTF richiamato dall'art. 117 LTF) e fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 118 cpv. 1 LTF). Il ricorrente che lamenta una violazione del divieto dell'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione cantonale come se ci si trovasse in istanza di appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità inferiore (DTF 135 III 513 consid. 4.3 pag. 522; 134 II 349 consid. 3). La ricorrente si prevale unicamente dell'art. 9 Cost., che ritiene violato dall'apprezzamento delle prove effettuato dalla Corte cantonale. Essa si limita tuttavia a formulare una critica meramente appellatoria, in cui peraltro illustra per lunghi tratti una fattispecie diversa da quella accertata nella sentenza impugnata senza nemmeno indicare da quali atti questa emergerebbe, e ignora completamente il rimprovero mossole dalla Corte cantonale di non avere allegato nelle memorie preliminari l'esistenza di relazione economica fra l'acquirente e la persona segnalata così intensa da poterli considerare un tutt'uno. Anche il ricorso sussidiario in materia costituzionale si palesa pertanto inammissibile.