Citation: 4P.236/2003 16.03.2004 E. 3

Adita con un ricorso per cassazione fondato sostanzialmente sull'art. 327 lett. g CPC/TI (arbitrio nella valutazione delle prove ), la Camera di cassazione civile - come già il Pretore - si è pronunciata sia sull'azione principale sia su quella riconvenzionale. Ai fini del giudizio su ambedue le controversie essa ha - a ragione - reputato necessario determinarsi innanzitutto sull'esistenza o no di un difetto nell'opera fornita dall'architetto. Aderendo alle tesi ricorsuali, la Corte cantonale ha ammesso il carattere arbitrario della decisione pretorile a questo riguardo. Contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di primo grado, non è infatti possibile dedurre dal rilascio della licenza edilizia la consegna di un'opera priva di difetti: un'opera è difettosa non solo quando non è conforme alle pattuizioni intervenute fra le parti bensì anche quando manca una qualità che ci si poteva in buona fede spettare, quale la sua utilità. Nel caso di specie le risultanze istruttorie hanno inequivocabilmente evidenziato l'errore commesso dall'architetto nel rilevare e riportare sui piani il cavo della teleferica che sovrasta il confinante fondo di proprietà della Fondazione X.________. Secondo il perito giudiziario questo errore ha reso irrealizzabile il posteggio progettato dall'architetto, ciò che basta per ammettere l'esistenza di un difetto, ben potendo i committenti attendersi a dei piani di costruzione utilizzabili. 3.1 In queste circostanze, la Camera di cassazione civile ha definito arbitraria la decisione del Pretore di negare ai committenti la possibilità di ottenere una riduzione della mercede in proporzione del minor valore dell'opera (art. 368 cpv. 2 CO). Donde l'accoglimento del ricorso per cassazione in quanto rivolto contro il giudizio sull'azione principale. Ricorrendo i presupposti per l'applicazione dell'art. 332 cpv. 2 CPC/TI, i giudici del Tribunale d'appello hanno pronunciato nel merito. Sulla scorta del materiale probatorio agli atti essi hanno concluso che i committenti - cui incombeva l'onere della prova - non sono stati in grado di dimostrare l'entità del minor valore dell'opera. In assenza di una prova in tal senso, i giudici hanno deciso di considerare solamente le prestazioni che l'architetto ha fatturato con esplicito riferimento ai rilevamenti e ai piani strettamente connessi con la realizzazione del parcheggio, per un totale di fr. 1'320.--. L'importo accordato all'architetto è stato pertanto ridotto a fr. 2'380.-- oltre interessi del 5% dal 30 luglio 1999. 3.2 Per quanto attiene invece alla pretesa di risarcimento danni fatta valere dai committenti in via riconvenzionale, la Camera di cassazione civile ha stabilito che, quand'anche basata su una premessa errata, la pronunzia pretorile a questo proposito non appariva arbitraria. Su questo punto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione e in particolare non quello dell'arbitraria valutazione delle prove da parte del Pretore, è stato pertanto respinto.