Citation: B 53/04 30.09.2004 E. 4

4.1 Nel caso di specie, il Regolamento di previdenza applicabile, da un lato stabilisce che la rendita d'invalidità è versata all'assicurato che non ha raggiunto l'età del pensionamento (art. 19 cifra 1) e, dall'altro, aggiunge che tale prestazione cessa di essere dovuta dal mese in cui il beneficiario percepisce la rendita di vecchiaia (art. 19 cifra 4). L'art. 13 dello stesso Regolamento precisa quindi che il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui la beneficiaria ha compiuto i 62 anni (cifra 1; limite di età, questo, sancito anche dall'art. 13 cpv. 1 lett. b LPP) e dispone per il resto che il tasso di conversione per la determinazione dell'importo annuo della prestazione è fissato dal Consiglio di fondazione pur dovendo essere almeno uguale a quello stabilito nell'ambito della LPP (cifra 2). 4.2 Orbene, in ambito obbligatorio non si pone alcun problema di equivalenza della rendita di vecchiaia sostitutiva (consid. 3.1), la stessa rivelandosi comunque superiore alla prestazione d'invalidità cui l'assicurata avrebbe avuto diritto secondo i parametri minimi LPP (a tal proposito cfr. l'art. 24 cpv. 2 e 3 LPP). Così, dalle tavole processuali si evince che la rendita di vecchiaia mensile di fr. 496.-, che intende erogare il Fondo ricorrente e che peraltro non è contestata nei suoi elementi costitutivi - come d'altronde nemmeno lo sono gli altri dati posti a fondamento delle prestazioni oggetto di disamina -, è fondata su un avere di vecchiaia (fr. 74'290.-) eccedente il minimo LPP, nonché su un tasso di conversione dell'8%, anch'esso superiore al minimo legale del 7.2% (art. 17 OPP2). L'esame ricorsuale ruota pertanto intorno al diritto a prestazioni afferenti alla previdenza sovraobbligatoria. 4.3 Da quanto precede e alla luce della più recente giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni in materia che ha affermato, nell'ambito sovraobbligatorio, la possibilità, per l'istituto di previdenza, di sostituire il versamento della rendita d'invalidità con prestazioni di vecchiaia inferiori a quelle precedentemente erogate, discende che l'operato dell'istituto ricorrente di corrispondere, dal 1° ottobre 2003, una rendita di vecchiaia mensile di fr. 496.- (fr. 74'290.- x 8% : 12), non si rivela censurabile. Di conseguenza, la pronuncia cantonale che, conformemente alla precedente prassi di questa Corte, ha disatteso tale valutazione, dev'essere annullata, il ricorso essendo accolto.