Citation: 2C_386/2023 E. 7.2

7.2. Constatato che la procedura riguardava proprio il risarcimento relativo a lavori svolti negli ultimi 7 anni di concessione e che tra le parti non vi era accordo in merito all'esistenza di una valida notifica degli stessi, l'istanza precedente ha quindi aggiunto quanto segue (giudizio impugnato, consid. 3.2.2, 3.3 e 3.4) : (a) che l'art. 19 stabiliva il principio secondo cui, alla scadenza della concessione, la concessionaria non aveva alcun diritto di indennizzo; (b) che l'art. 19 contemplava però un'eccezione, riconoscendo un adeguato risarcimento per importanti reinvestimenti e rinnovi concernenti gli immobili, gli infissi e le attrezzature non recuperabili, intervenuti nei 7 anni precedenti la scadenza della concessione; (c) che tale disposto mirava ad evitare che, negli ultimi anni di gestione, la concessionaria si limitasse ad eseguire i lavori di manutenzione a suo carico, astenendosi dall'intraprendere interventi più consistenti per non rischiare di non riuscire ad ammortizzare i costi prima della scadenza, con ripercussioni negative sulla qualità del servizio; (d) che, in questo caso, alla concessionaria incombeva però un obbligo di notifica degli interventi suscettibili di dare luogo a delle possibili pretese di risarcimento, pena la perdita di un simile diritto; (e) che le modalità e la forma della notifica non erano stabilite in modo esplicito, ma che occorreva considerare che la stessa dovesse contenere un richiamo all'art. 19 lett. a della concessione, precise informazioni sulla natura dei lavori da effettuare, un'esposizione dei costi e indicazioni circa il loro ammortamento fino alla scadenza; (f) che, per il lavori eseguiti nel 2013 e nel 2015, non vi era stata nessuna notifica e che all'assenza di una valida notifica, volta al riconoscimento di un adeguato risarcimento da parte dello Stato, non poteva supplire il fatto che le autorità cantonali competenti erano state coinvolte nelle procedure edilizie esperite prima di svolgere tali lavori.