Citation: 9C_754/2020 E. 6.3.1

6.3.1. A norma dell'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS. Secondo tale normativa è considerato datore di lavoro chiunque versa a persone obbligatoriamente assicurate una retribuzione. Per prassi, bisogna ritenere come datore di lavoro di massima colui che versa il salario determinante. Tuttavia, questo non significa che bisogna considerare come datore di lavoro tenuto ad allestire i conteggi e a saldare i contributi anche colui che versa la retribuzione su mandato della persona che impiega i salariati. L'art. 12 LAVS indica solamente che in caso di dubbio, vale a dire quando ci si chiede chi sia il vero datore di lavoro, bisogna considerare tale colui che versa il salario. Quando la persona che versa il salario non è la medesima di quella che assume il salariato, datore di lavoro secondo la LAVS è colui che occupa effettivamente i lavoratori e non il terzo che versa il salario. In altre parole, in tali circostanze non è l'indirizzo di versamento ("Auszahl- und Zahladresse") che è determinante, ma piuttosto sapere per chi l'attività dipendente è esercitata. Ciò è il caso, in linea di principio, quando la prestazione del terzo dipende da rapporti di subordinazione nell'organizzazione del lavoro la cui origine si trova in un altro luogo. Pertanto, quando un terzo versa una prestazione pecuniaria da qualificare come salario determinante nel senso della LAVS, tale unica circostanza non fa di lui la persona obbligata a versare contributi (sentenze 2C_803/2018 del 17 dicembre 2019 consid. 5.3.4 e 9C_824/2008 del 6 marzo 2009 consid. 6.1 entrambe con numerosi riferimenti).