Citation: 1C_361/2016 E. 2.5

2.5. Il TPF ha osservato che un'opinione dottrinale definisce discutibile la disciplina dall'art. 56 cpv. 1 lett. b AIMP (STEFAN HEIMGARTNER, in: Basler Kommentar, Internationales Strafrecht, 2015, n. 4-6 ad art. 56 AIMP), perché anche a partire dal 6° giorno dalla notifica dell'estradizione l'interessato potrebbe interporre ricorso entro 30 giorni, gravame che beneficia dell'effetto sospensivo per legge (art. 21 cpv. 4 lett. a AIMP) : effetto questo non eludibile. L'autore aggiunge che dalla mancata dichiarazione di voler ricorrere non si potrebbe dedurre una rinuncia effettiva all'inoltro di un ricorso. Ne conclude che farebbe difetto una norma che, in analogia all'annuncio e alla dichiarazione di appello dell'art. 399 cpv. 1 CPP, definirebbe il termine litigioso quale condizione di validità: ciò varrebbe anche quando l'estradizione sia già stata eseguita. Propone quindi che, finché non si è in presenza di una dichiarazione di rinuncia, prima di attuare l'estradizione occorrerebbe attendere lo scadere infruttuoso del termine ordinario di ricorso. Lo scopo di eseguire in maniera più efficace le estradizioni potrebbe essere raggiunto abbreviando il termine ricorsuale.