Citation: 1P.166/2002 13.11.2002 E. 4

Il ricorrente critica la valutazione delle deposizioni testimoniali da parte della Corte cantonale e le ritiene insufficienti, e quindi non atte a sminuire la sua versione dei fatti, secondo cui avrebbe posteggiato l'automobile verso le 19.00, senza più utilizzarla. Egli si sarebbe infatti addormentato nell'abitacolo solo in seguito, quando, ubriaco, vi si sarebbe recato per prelevare una batteria; nessuno, d'altra parte, quella sera lo avrebbe visto guidare la vettura e provocare l'incidente sicché, non essendo peraltro certa l'identità della vernice rinvenuta sul luogo dell'incidente con quella della vettura, sarebbe arbitraria la conclusione di colpevolezza. È vero che l'inchiesta non ha permesso di determinare scientificamente che la vernice rimasta sulla ringhiera danneggiata corrispondesse esattamente a quella del veicolo utilizzato dall'accusato, né tale conclusione scaturisce dalla deposizione del teste C.________, secondo il quale le tracce lasciate dall'urto sarebbero state di colore simile. A questo proposito, la Corte cantonale si è tuttavia limitata a rilevare che la somiglianza della vernice costituiva un rilevante indizio che il danno fosse stato causato con quel veicolo: questa conclusione non è manifestamente insostenibile, né il ricorrente dimostra l'arbitrio con una motivazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e alla citata giurisprudenza (cfr. consid. 3.1). Del resto, contrariamente alla sua opinione, egli non è stato condannato solo, o principalmente, su tale circostanza, ma sulla base di una valutazione globale, spiegata e motivata, degli indizi disponibili, quali per esempio pure l'ammaccatura sulla vettura in relazione con le caratteristiche e con il tipo di danno subito dalla ringhiera, le coincidenze temporali dei vari spostamenti e dell'urto, le circostanze in cui l'accusato è stato trovato nel veicolo, l'assenza di altri infortuni analoghi nel tempo e nei luoghi interessati. Né la Corte cantonale si è fondata in modo decisivo sulla testimonianza di D.________ nella misura in cui essa non ha confermato il passaggio dato all'accusato da E.________. Che il ricorrente fosse stato da quest'ultimo accompagnato al locale notturno verso le 21.30 non è stato in realtà negato né dalla Commissione del Tribunale cantonale, né dai primi Giudici. La questione non rivestiva però una grande importanza visto che i fatti determinanti e costitutivi del reato sono stati commessi più tardi (verso le 23.00). Per la medesima ragione l'Autorità cantonale di ultima istanza non è quindi incorsa nell'arbitrio ritenendo sostanzialmente irrilevante il fatto che il cugino del ricorrente avesse in seguito relativizzato la testimonianza da lui resa dinanzi alla polizia; in effetti, l'eventuale assenza del veicolo presso il locale notturno verso le ore 22.00 non contrasta con gli accertamenti riguardo al comportamento dell'accusato e all'incidente nelle ore seguenti. Né le precedenti istanze hanno apprezzato in modo chiaramente insostenibile la dichiarazione della citata testimone, laddove essa riferiva che l'accusato si spostava di norma in automobile; la conclusione dei Giudici secondo cui quella sera egli si era messo al volante ebbro e aveva causato l'incidente era infatti avvalorata da ulteriori, importanti, indizi, tra cui la concomitanza dell'orario di uscita dal bar B.________ con quello dell'urto e del successivo rinvenimento del ricorrente appisolato nel veicolo accidentato. A questo proposito, che il teste F.________ non abbia visto il veicolo cozzare contro la ringhiera poteva, senza arbitrio, essere considerato di scarsa importanza, visto che il testimone aveva comunque udito il rumore dell'urto all'orario determinante, ciò che è rilevante in concreto. Queste circostanze, e le conclusioni che ne derivano, non sono d'altra parte sovvertite dalla sparizione delle chiavi, pur considerata in rapporto con la generica argomentazione del ricorrente, secondo cui il veicolo in questione verrebbe di massima utilizzato anche da altri conducenti. Del resto, anche in questa sede, egli insiste - con argomentazioni invero perlopiù di carattere appellatorio e quindi inammissibili - nel far risaltare singoli indizi che, considerati isolatamente, avvalorerebbero la sua versione dei fatti. Un indizio isolato rende tuttavia spesso possibili soluzioni diverse, ma esso deve essere valutato globalmente, con gli altri. Ora, l'insieme degli indizi disponibili può escludere ogni ragionevole dubbio sulla colpevolezza dell'accusato (cfr. Hans Walder, Der Indizienbeweis im Strafprozess, in: RPS 108/1991, pag. 309 in fine; Hauser/Schweri, op. cit., pag. 255, n. 13). Nelle esposte circostanze, vista la valutazione globale, accurata e oggettiva, degli indizi già da parte dei primi Giudici, la Corte cantonale poteva non avere insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'accusato: essa non ha quindi violato gli art. 9 e 32 Cost. e l'art. 6 CEDU.