Citation: 1C_598/2022 E. 2.4

2.4. Al riguardo occorre osservare che secondo l'art. 97 cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto, vale a dire arbitrario (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2), o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF e l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento. Egli deve motivare la censura in modo chiaro e preciso, conformemente alle esigenze poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF (DTF 147 IV 73 consid. 4.1.2). Per motivare l'arbitrio non basta tuttavia criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole, come in concreto, un'interpretazione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 148 II 121 consid. 5.2; 143 IV 241 consid. 2.3.1). Nella fattispecie il ricorrente non dimostra che, accertando l'assenza di modifiche di diritto rilevanti, la Corte cantonale avrebbe valutato in maniera addirittura insostenibile e quindi arbitraria il documento da lui prodotto né che, visto quanto ancora si dirà, essa avrebbe dovuto espletare ulteriori accertamenti, ritenuti inutili ai fini del giudizio sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove per nulla arbitrario (al riguardo vedi DTF 147 IV 534 consid. 2.5.1; 144 II 427 consid. 3.1.3; 144 V 361 consid. 6.5). La critica non è comunque decisiva, ritenuto che i giudici cantonali hanno stabilito che, anche qualora detta modifica fosse in atto, il fabbricato non potrebbe comunque essere autorizzato.