Citation: 6B_1146/2018 E. 6.4.4

6.4.4. Il ricorrente non si confronta con queste argomentazioni con una motivazione conforme alle esposte esigenze (cfr. consid. 2). Egli non fa valere una violazione del diritto al rispetto della vita familiare garantito dagli art. 13 Cost. e 8 CEDU, le cui esigenze di motivazione sono peraltro accresciute, trattandosi di diritti fondamentali del cittadino (art. 106 cpv. 2 LTF; sentenza 6B_793/2019 del 12 settembre 2019 consid. 2.3.1). Comunque, sulla base degli esposti accertamenti, non censurati d'arbitrio conformemente all'art. 106 cpv. 2 LTF e pertanto vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), non risulta ch'egli possa prevalersi di un simile diritto. Egli non è infatti coniugato, non ha figli e intrattiene i legami più stretti con i genitori che vivono in Italia. L'espulsione ordinata nei suoi confronti non costituirebbe quindi un'importante ingerenza nella sua vita familiare assicurata dagli art. 13 Cost. e 8 CEDU. Il ricorrente si limita ad invocare le migliori prospettive di lavoro in Ticino ed a relativizzare le ragioni del trasferimento dei genitori oltre confine. Reputa arbitraria la considerazione della CARP secondo cui egli "non si è mai veramente integrato professionalmente" in Svizzera. Al riguardo, si limita a richiamare le dichiarazioni del suo ultimo datore di lavoro, che sarebbe pronto a riassumerlo. La Corte cantonale ha tuttavia accertato, in modo conforme agli atti e pertanto scevro d'arbitrio, che durante il suo soggiorno in Svizzera egli non ha mai terminato l'apprendistato. Dagli accertamenti della Corte di primo grado, richiamati nella sentenza della CARP (cfr. sentenza impugnata, consid. 5.1, pag. 12), risulta che in passato ha svolto dei lavori occasionali su chiamata. L'allontanamento verso l'Italia non comporterà difficoltà linguistiche per il ricorrente e, tenuto conto della vicinanza con i genitori, che già vi abitano, le possibilità di un suo reinserimento in quello Stato, anche dal profilo professionale, non appaiono seriamente pregiudicate. In tali circostanze, l'espulsione non lo porrà in una situazione personale grave. Tutto ciò considerato, non essendo realizzata già la prima condizione dell'art. 66a cpv. 2 CP, non sono dati i presupposti per rinunciare ad un'espulsione del ricorrente. La sentenza impugnata non viola di conseguenza l'art. 66a CP.