Citation: 4P.255/2000 04.04.2001 E. 6

6.- Nella prima parte del suo allegato la ricorrente contesta l'apprezzamento delle dichiarazioni rilasciate da parti e testi in sede cantonale. a) In ingresso alla sua decisione il Pretore ha formulato alcune considerazioni circa l'attendibilità dei testi citati dalla ricorrente: egli ha stabilito la nullità dell'audizione testimoniale di E.________ - gli atti di causa avendo dimostrato ch'egli è un organo di fatto della società ricorrente - e deciso di valutare con cautela le deposizioni di F.________ e G.________ siccome interessati nell'esito della lite. Il primo giudice ha per contro negato di dover ritenere, a priori, "non oggettiva" la deposizione dei testi citati dalla resistente. Senza contestare, di per sé, i criteri adottati dal giudice per valutare l'attendibilità dei testi, la ricorrente si è opposta alle sue conclusioni, confermate invece dalla Corte cantonale. Dinanzi al Tribunale federale l'insorgente ripropone le censure già formulate in sede cantonale, limitatamente ai testi F.________, H.________, M.________, I.________ e L.________. Ancora una volta, tuttavia, essa si limita a contrapporre la propria opinione a quella espressa nella sentenza impugnata senza dimostrare per quale ragione questa dovrebbe essere considerata assolutamente insostenibile. Dall'allegato ricorsuale non emerge infatti alcun argomento idoneo a rovesciare le considerazioni formulate dai giudici cantonali circa l'attendibilità di H.________ - ex dipendente del salone - nonché di M.________, I.________ e L.________ - clienti del salone e amiche della resistente. Per quanto concerne F.________ - dipendente della ricorrente e responsabile della formazione interna del personale, già membro del Consiglio d'amministrazione con firma collettiva a due nonché, tuttora, rappresentante, nelle assemblee degli azionisti, delle azioni appartenenti all'amministratrice unica (66%) - occorre precisare che, diversamente da quanto addotto nel gravame, i giudici non ne hanno posto in dubbio l'attendibilità solo a causa del suo coinvolgimento economico bensì anche per le contraddizioni riscontrate fra le sue dichiarazioni e quelle rilasciate da altre persone che non hanno alcun interesse nell'esito della causa. b) Il ricorso non ha miglior esito laddove viene definita arbitraria la portata attribuita dalle autorità cantonali alle affermazioni della resistente. Contrariamente a quanto pare voler sostenere la ricorrente, infatti, i giudici ticinesi non hanno fondato la loro decisione solamente sulle risultanze dell'interrogatorio formale, bensì hanno considerato le dichiarazioni rilasciate dalla resistente nel quadro dell'apprezzamento globale della fattispecie, basato sostanzialmente su varie deposizioni, alla stregua di un indizio convergente (cfr. Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, note 759 e 764). c) Per quanto concerne, infine, la contraddizione in cui sarebbe caduta l'autorità di appello rinviando ai considerandi della decisione di primo grado in cui vien fatto riferimento a deposizioni concernenti le cause parallele, va osservato quanto segue. aa) Il Pretore ha pronunciato il suo giudizio riferendosi all'insieme delle deposizioni rese nel quadro delle tre cause parallele avviate nei confronti della ricorrente, da lui congiunte per l'istruttoria. La Corte cantonale ha inficiato questo modo di procedere nella misura in cui ha dichiarato irricevibili le censure formulate dalla datrice di lavoro contro le deposizioni rese da testimoni citati solo nel quadro dei procedimenti paralleli. Ora, la possibilità di congiungere l'istruttoria di più cause, da tempo riconosciuta nella prassi giudiziaria ticinese, è stata codificata nel nuovo art. 72 cpv. 2 CPC/ TI (Olgiati, Le norme generali per il procedimento civile nel Canton Ticino, Zurigo 2000, pag. 55), entrato in vigore il 1° aprile 2001. Tale disposto recita: "Il giudice può ordinare la riunione dell' istruttoria di due o più azioni pendenti presso di lui, che mantengono tuttavia la loro identità processuale e la loro indipendenza". Si tratta di una forma di congiunzione delle azioni con effetto limitato (Schaad, La consorité en procédure civile, Neuchâtel 1993, pag. 87), dettata da esigenze di economia processuale. In presenza di cause rivolte contro una stessa persona e fondate su fattispecie e argomentazioni sostanzialmente identiche può, ad esempio, risultare utile riunire le azioni per l'istruttoria ed evitare così di chiedere a un teste citato nelle varie procedure di riferire più volte sugli stessi fatti. Ciononostante le singole azioni conservano la loro autonomia (Cocchi/Trezzini, op. cit. , n. 4 ad art. 72). La decisione della Corte cantonale di non tenere conto, ai fini del giudizio sul caso in rassegna, delle deposizioni rese da testimoni citate solo nell'ambito dei procedimenti paralleli, appare dunque sostenibile. bb) In queste circostanze risulta fondato il rimprovero mosso ai giudici ticinesi di essere caduti in contraddizione laddove - con riferimento alla pretesa riconosciuta alla resistente in compenso di assenze dal lavoro in realtà non effettuate - hanno rinviato alle argomentazioni formulate dal Pretore, il quale si è in effetti richiamato anche a dichiarazioni rilasciate da testimoni citate nel quadro delle altre cause. Ciò non comporta, tuttavia, l' annullamento della decisione impugnata, ritenuto che, come si vedrà qui di seguito, nonostante la menzionata contraddizione essa non risulta arbitraria nel resto della sua motivazione né tantomeno nell'esito.