Citation: B 34/06 06.08.2007 E. 7

Il ricorrente sostiene in secondo luogo che le relative norme sulla Cassa pensione, nella misura in cui non dovessero - come è appena stato appurato - lasciare spazio d'interpretazione per includere il compenso in esame nello stipendio assicurato, sarebbero contrarie alla Costituzione in quanto discriminatorie. Richiamandosi ad altre situazioni asseritamente comparabili, nelle quali l'attività supplementare verrebbe riconosciuta anche a livello di assoggettamento alla Cassa pensioni, egli ravvisa nel caso di specie una lacuna legislativa che il Tribunale federale sarebbe chiamato a colmare mediante l'istituzione di una classe di stipendio alternativa per il docente di scuola elementare pure responsabile della direzione dell'istituto. Osserva infine che il capitolato d'oneri per la sua attività di docente responsabile della direzione coinciderebbe per la massima parte con quello di un direttore d'istituto, sicché anche la sua remunerazione dovrebbe, come per il direttore d'istituto, conseguentemente essere assicurata alla cassa pensione. 7.1 Secondo costante giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza ancorato all'art. 8 Cost. vincola anche il legislatore cantonale e comunale. Sotto questo profilo violano l'art. 8 Cost. - oltre gli atti legislativi che non sono fondati su un motivo serio e oggettivo o che appaiono privi di senso e scopo - quelli che operano delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè corrispondenza alcuna nelle diversità delle fattispecie che la disciplina vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di operare delle distinzioni, quando la diversità delle circostanze da sottoporre a norma impone invece di distinguere e che danno luogo a una parificazione inammissibile (DTF 131 I 1 consid. 4.2 pag. 6; 131 V 107 consid. 3.4.2 pag. 114; 130 I 65 consid. 3.6 pag. 70; 127 V 448 consid. 3b pag. 454 e riferimenti; cfr. anche DTF 130 V 18 consid. 5.2 pag. 31). 7.2 A prescindere dalla palese diversità delle situazioni e delle funzioni raffrontate, che non permette di ravvisare senz'altro un'inammissibile disparità di trattamento, la Cassa pensioni resistente rileva che nemmeno i supplementi assegnati al Presidente del Tribunale d'appello o al Presidente del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, citati dal ricorrente a titolo comparativo per giustificare l'assoggettamento alla previdenza professionale del suo compenso, sono assicurati a Cassa pensioni. Nella misura in cui il ricorrente si duole di una disparità di trattamento richiamandosi a queste differenti attività e funzioni, la censura non merita di essere ulteriormente approfondita. 7.3 Resta per contro da esaminare la pretesa disparità di trattamento tra la situazione personale del ricorrente e il ruolo di direttore di istituto scolastico, al beneficio della copertura previdenziale integrale del salario. 7.3.1 L'art. 54 della legge sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola elementare (RL/TI 5.1.5.1) dispone che i requisiti e i compiti del direttore, del vicedirettore e del docente responsabile sono stabiliti dalla Lsc (RL/TI 5.1.1.1) e dal relativo Regolamento di applicazione (Rsc; RL/TI 5.1.1.1.1). Giusta l'art. 27 cpv. 2 Lsc la direzione degli istituti comunali o consortili è affidata: a) al direttore, oppure; b) al direttore, coadiuvato da un vicedirettore, oppure; c) al direttore, coadiuvato dal consiglio di direzione, oppure; d) a un docente dell'istituto. L'art. 31 Lsc enuncia i compiti del direttore degli istituti comunali o consortili, stabilendo che egli: a) rappresenta l'autorità di nomina nell'istituto e l'istituto di fronte alle autorità scolastiche e verso terzi; b) presiede il consiglio di direzione, laddove esiste, e ne coordina il lavoro; c) assolve tutti i compiti del consiglio di direzione, laddove quest'ultimo non esiste; d) collabora con l'ispettore di circondario nella funzione di consulenza e di vigilanza pedagogico-didattica; e) richiama o, secondo i casi, segnala all'autorità di nomina o all'ispettore il docente nel cui comportamento egli ravvisi un'infrazione delle leggi o delle disposizioni di applicazione; f) supplisce, per brevi periodi, i docenti titolari assenti, compatibilmente con gli impegni di direzione. Il Rsc, inoltre, prevede che il direttore provvede pure all'organizzazione dei servizi e delle attività parascolastiche e coordina l'utilizzazione delle infrastrutture scolastiche (art. 34 cpv. 2). Quanto all'opera di vigilanza e di consulenza pedagogico-didattica, lo stesso Regolamento prevede all'art. 35 che questa riguarda: a) le attività educative e l'insegnamento; b) i rapporti con gli allievi e i genitori; c) la vita dell'istituto; d) il rispetto delle norme che disciplinano il rapporto d'impiego degli operatori scolastici. Inoltre, per quanto concerne le attività educative e l'insegnamento, il direttore: a) collabora con l'ispettore scolastico, assumendo i compiti pedagogico-didattici che questi gli attribuisce sulla base delle indicazioni cantonali; b) presta particolare assistenza ai docenti neoassunti; c) richiede, all'occorrenza, l'intervento o la collaborazione degli organi scolastici cantonali previsti dall'art. 11 della Legge della scuola (art. 36 Rsc). Infine, riguardo ai requisiti da soddisfare, il direttore deve essere in possesso di un titolo accademico oppure della patente per l'insegnamento nelle scuole elementari o nelle scuole dell'infanzia. Oltre a ciò, egli deve inoltre possedere, di regola, un'esperienza d'insegnamento di almeno 4 anni ed eventuali altri requisiti, indicati nel bando di concorso, richiesti dallo specifico carattere di determinati istituti (art. 37 Rsc). Per parte sua, l'art. 33 Lsc stabilisce che negli istituti comunali o consortili in cui non esiste il direttore, l'autorità competente, su proposta della commissione scolastica, designa un docente responsabile della direzione, che beneficia di un adeguato compenso (cpv. 1) e al quale sono assegnati i seguenti compiti: a) rappresentanza dell'autorità di nomina nell'istituto e dell'istituto di fronte alle autorità scolastiche e verso terzi; b) svolgimento dei compiti di cui all'art. 35 lett. c, e, f, g (cpv. 2). Il docente responsabile della direzione deve essere inoltre in possesso dei requisiti indicati all'art. 37 cpv. 1 Rsc. 7.3.2 Da un attento esame della legislazione cantonale in materia come pure del Regolamento scolastico del Consorzio scuole elementari Z.________ (in particolare i suoi art. 2 e 3) risulta che le funzioni assegnate al docente responsabile della direzione, per quanto importanti e impegnative, non sono propriamente assimilabili a quelle previste per un direttore d'istituto stricto sensu. Anche il Consorzio, dopo avere appurato la situazione specifica e avere accertato che nessuna delega particolare sarebbe stata affidata al docente B.________ da parte dell'ispettore scolastico di circondario se non per quanto già previsto dal suo capitolato d'oneri, rileva che al docente responsabile non sono (stati) attribuiti specifici compiti di consulenza e di vigilanza pedagogico-didattica. Nulla di diverso, in suo favore, può dedurre il ricorrente dalla convocazione 24 febbraio 2006 dell'ispettore scolastico ai direttori e docenti responsabili che l'interessato ha prodotto in questa sede. Infatti, oltre a costituire la prima e unica prova circa l'esistenza di simili riunioni, la stessa, a parte l'ordine del giorno ("1. Sintesi degli incontri avuti con tutti i docenti del circondario; 2. Francese con l'approccio Alex e Zoé [informazioni sulla generalizzazione, date dei corsi, ...]; 3. Comunicazioni eventuali"), non contiene indicazioni di particolare rilievo in grado di stravolgere il convincimento di fondo. 7.3.3 Ora, è proprio l'assunzione di questi specifici compiti (consulenza e vigilanza pedagogico-didattica) a determinare, in base alla legislazione cantonale (cfr. art. 31 e art. 33 cpv. 2 Lsc), la delimitazione tra la funzione di direttore di istituto e quella di "semplice" docente responsabile della direzione. È quindi anche - se non addirittura essenzialmente - in considerazione di questo delicato e importante aspetto specifico che la legislazione cantonale richiede che la funzione di direttore venga svolta a tempo pieno o quanto meno a tempo parziale non inferiore a metà tempo (art. 10 lett. della legge sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola elementare e art. 38 Regolamento alla Lsc). Per contro, il docente responsabile della direzione rimane in sostanza docente a tempo pieno e beneficia per l'attività aggiuntiva di un adeguato compenso. 7.3.4 Fatte queste premesse, nulla osta a che, in ragione di questi differenti compiti e funzioni, l'attività, accessoria, di docente responsabile venga retribuita, in aggiunta al salario normalmente assicurato, con un compenso non assoggettato alla Cassa pensioni conformemente a quanto previsto dalla Lcpd e dalla Lstip, mentre che l'attività - principale o comunque non propriamente accessoria - di direttore d'istituto venga retribuita con un normale salario, integralmente soggetto alla previdenza professionale. Il differente trattamento delle situazioni in esame trova infatti la sua giustificazione nella diversità delle fattispecie da giudicare e non è lesivo dell'art. 8 Cost. 7.4 Nella misura in cui non viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e indiscusso (v. DTF 131 I 467 consid. 3.1 pag. 473 seg.; 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9 con riferimenti), la disciplina applicata non può nemmeno dirsi arbitraria e illegale. Per il resto, dal momento che gli atti all'inserto già contengono gli elementi necessari per la definizione della causa, neppure si giustifica il complemento istruttorio richiesto in via subordinata dal ricorrente.