Citation: 5A_773/2014 E. 4.3

4.3. Dopo aver esposto dottrina e giurisprudenza, il ricorrente afferma che l'UE, confrontato con una domanda di esecuzione per un determinato importo "inerente a una pretesa risarcitoria", non poteva prendere in considerazione altri elementi fattuali. Peraltro, lo scambio di e-mail fra le parti non era noto all'UE. Nulla si può pertanto rimproverare a quest'ultimo. In ogni modo, nemmeno dallo scambio di e-mail prodotto agli atti si potrebbe dedurre l'asserita abusività dell'esecuzione: il ricorrente, noto professionista in campo immobiliare, avrebbe visto gravemente pregiudicato il suo merito creditizio a causa dell'esecuzione promossa nei suoi confronti, con conseguente grave danno potenziale, "verosimilmente già oggi superiore all'importo posto in esecuzione". Infine, il ricorrente contesta che all'opponente sia stata preclusa la possibilità di comprendere il motivo dell'esecuzione e, di riflesso, di scegliere se riconoscere il credito escusso: letto nel contesto dello scambio di messaggi elettronici prodotti dall'opponente con il ricorso, parrebbe evidente che quest'ultimo sapeva perfettamente per quale motivo il qui ricorrente faceva valere una pretesa risarcitoria, come da quest'ultimo peraltro preannunciato.