Citation: 5A_98/2023 E. 2.1

2.1. Il Presidente della Camera di protezione ha osservato che in concreto la procedura dinanzi all'autorità di protezione si era conclusa perché i motivi che la giustificavano erano venuti a cadere e che, non essendoci quindi stata una soccombenza di una parte, la ripartizione di tasse e spese doveva avvenire secondo equità conformemente all'art. 107 cpv. 1 lett. e CPC (applicato quale diritto cantonale suppletorio; v. art. 314 cpv. 1, 443 segg. e 450f CC). Esso ha ricordato che, nell'applicazione di tale norma, il giudice deve considerare quale parte ha occasionato la procedura, quale sarebbe stato l'esito della stessa, quale parte ha causato inutilmente delle spese e quale parte ha generato i motivi che hanno condotto a rendere la causa priva d'oggetto. Dopo aver indicato il contenuto degli art. 301 cpv. 1, 302 e 307 cpv. 1 e 3 CC e del diritto cantonale in ambito scolastico e dopo aver tenuto conto che al momento dell'avvio del procedimento la minore era assente da scuola da oltre tre mesi e che non risultava che vi fosse una deroga del Dipartimento competente all'obbligo di frequenza scolastica o che i genitori ne avessero presentato formale richiesta, il Presidente ha ritenuto giustificato l'intervento dell'autorità di protezione: esso rientrava nei casi in cui è necessaria una valutazione della situazione della minore al fine dell'adozione di eventuali misure di protezione. Per il Presidente, in tali circostanze e malgrado non abbia poi formalmente adottato tali misure in ragione della modifica delle circostanze, l'autorità di protezione poteva, secondo equità, addebitare tasse e spese ai genitori.