Citation: 5P.291/2002 04.11.2002 E. 3

Giusta l'art. 839 cpv. 2 CC l'iscrizione di un'ipoteca degli artigiani e degli imprenditori dev'essere fatta al più tardi entro tre mesi dal compimento dei lavori. Tale termine può anche essere salvaguardato con un'iscrizione provvisoria ai sensi dell'art. 961 cpv. 1 n. 1 CC (art. 22 cpv. 4 RRF). In virtù dell'art. 961 cpv. 3 CC il giudice decide le domande con procedura sommaria e accorda l'iscrizione provvisoria dietro giustificazione di un interesse da parte del richiedente, ne stabilisce esattamente la durata e gli effetti e fissa, se occorre, un termine per far valere giudizialmente la pretesa. Esplicitando quest'ultima norma, secondo cui è sufficiente che il diritto sembri esistere (cfr. segnatamente il tenore francese dell'art. 961 cpv. 3 CC), la giurisprudenza in materia di ipoteche legali degli artigiani e degli imprenditori ha già stabilito che, in caso di dubbio sull'esistenza delle condizioni per l'iscrizione, il giudice deve ordinare l'iscrizione e ciò segnatamente in presenza di una situazione di fatto o di diritto non acclarata e meritevole di un esame più ampio di quello a cui egli può procedere nel quadro dell'istruzione sommaria (DTF 102 Ia 81 consid. 2b/bb). 3.1 La sentenza impugnata indica che i documenti prodotti dalla ricorrente non sono idonei a provare la data del compimento dei lavori. Trattasi di bollettini di lavoro giornalieri compilati da impiegati dell'impresa, che non sono stati sottoposti alla controparte e che, per costante giurisprudenza, possono unicamente assurgere a prova se il loro estensore compare innanzi al giudice in veste di parte, testimone o perito e si esprima in merito. La verosimiglianza richiesta dalla legge per poter ordinare l'iscrizione dell'ipoteca legale non può unicamente essere fondata su mere dichiarazioni di una parte, che sono contestate dall'altra. Del resto, nulla impediva all'impresa di citare quali testi gli operai che avevano eseguito i lavori o il redattore dei relativi rapporti. 3.2 Secondo la ricorrente l'iscrizione provvisoria deve sempre essere accordata, a meno che non si tratti di una richiesta fatta manifestamente per angheria o chicane. Il proprietario ha sempre la possibilità di proporre le sue eccezioni sulla tempestività della domanda nella procedura inerente all'iscrizione definitiva. In concreto poi i giudici cantonali hanno sminuito i bollettini prodotti, che devono essere veri, poiché la ricorrente, che aveva previsto nella petizione la testimonianza dei propri dipendenti, non aveva alcun interesse a produrre dei documenti falsi. Del resto, nemmeno la controparte ha chiesto di sentire gli operai, poiché sapeva che le loro deposizioni non le avrebbero giovato. Inoltre, procedere a tali audizioni già in sede di iscrizione provvisoria avrebbe costituito un inutile doppione. I giudici cantonali sono pertanto caduti in un formalismo eccessivo, esigendo siffatte testimonianze, e nell'arbitrio per non aver reputato provata la data di compimento dei lavori. 3.3 Nella fattispecie in esame l'argomentazione ricorsuale non fa apparire insostenibile la conclusione dei giudici cantonali, secondo cui i contestati rapporti di lavoro, che l'appaltatrice non aveva nemmeno sottoposto alla cliente, sono inidonei a dimostrare da soli l'esecuzione dei lavori menzionati alla data indicata. Non si può rimproverare alla Corte cantonale di essere incorsa in un eccesso di formalismo o di essere caduta nell'arbitrio per non aver riconosciuto forza probatoria a tali documenti, che l'impresa intendeva far confermare mediante audizioni testimoniali nella procedura d'iscrizione definitiva: la contestazione sui bollettini di lavoro doveva infatti essere risolta in quella sede e non in una fase successiva. La ricorrente pare poi dimenticare che chi domanda l'iscrizione deve rendere verosimile il suo diritto. Essa non può pertanto dedurre alcunché dal fatto che neppure la controparte abbia chiesto l'audizione degli operai. Ne segue che le censure sollevate non dimostrano che la sentenza impugnata sia insostenibile laddove indica che la data di compimento dei lavori non è stata resa verosimile. In assenza di sufficienti riscontri probatori, i giudici cantonali non si sono nemmeno trovati in quella situazione di dubbio che, giusta la citata giurisprudenza federale, impone l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale.