Citation: 1A.53/2003 01.09.2003 E. 1

2.6 La testimone rileva che un'eventuale corruzione di funzionari esteri non era, all'epoca, punibile in Svizzera, e, adducendo un'ipotetica incriminazione per corruzione di funzionari esteri in Italia, considera il suo interesse privato prevalente su quello pubblico alla collaborazione fra gli Stati: la testimone non spiega tuttavia perché questo caso sirealizzerebbe in concreto, contrariamente a questo ritenuto nella sentenza DTF 126 II 258 consid. 2d/bb. 2.6.1 L'opponente richiama inoltre l'art. 65 cpv. 3 AIMP, secondo cui la deposizione può essere rifiutata se questo è previsto dal diritto dello Stato richiedente o se, secondo il diritto di questo Stato o dello Stato in cui abita il deponente, ciò può implicare sanzioni penali o disciplinari. Ora, dal verbale d'interrogatorio risulta che il PP ha reso edotta la testimone del contenuto degli art. 124-126 CPP/TI, relativi all'eventuale facoltà di rifiutarsi di rispondere, precisando ch'essa poteva avvalersi di tale facoltà in ogni momento dell'interrogatorio. Secondo l'art. 126 CPP/TI, il testimone può segnatamente rifiutarsi di deporre sopra domanda la cui risposta potrebbe comportare l'apertura di un procedimento penale contro di lui; ora, nelle osservazioni al ricorso la testimone rileva semplicemente di avere nondimeno reso le dichiarazioni litigiose vuoi perché non era patrocinata, vuoi perché l'interrogatorio verteva su reati fallimentari, vuoi perché il fatto non era, all'epoca, punibile in Svizzera. Con questi accenni tuttavia essa non dimostra una lesione dell'art. 126 CPP/TI, visto che poteva rifiutarsi di deporre a suo carico in ogni momento. 2.6.2 Certo, la testimone rileva che i due ufficiali italiani presenti all' audizione non avrebbero interrotto l'interrogatorio per renderla attenta ai suoi diritti, non applicando correttamente, in tal modo, l'art. 63 CPP italiano. Questa norma, concernente le dichiarazioni indizianti, recita che se, davanti all'autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria, una persona non imputata o non sottoposta alle indagini rende dichiarazioni dalle quali emergono indizi di reato a suo carico, l'autorità procedente ne interrompe l'esame, avvertendola che, a seguito di tali dichiarazioni, potranno essere svolte indagini nei suoi confronti e invitandola a nominare un difensore; la norma precisa che le precedenti dichiarazioni non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese. Secondo la dottrina, le dichiarazioni indizianti sono liberamente utilizzabili nelle parti che riguardano la responsabilità di terzi, mentre le dichiarazioni autoindizianti rese da un soggetto non imputato non possono essere utilizzate contro di lui (Giovanni Conso/Vittorio Grevi, Commentario breve al nuovo codice di procedura penale, 3a ed., Padova 1997, n. II all'art. 63). Anche questa norma dimostra che i motivi addotti dall'opponente costituiscono semplici ipotesi; del resto, essa non spiega perché, nell'eventualità dell'apertura di indagini contro di lei, essa non potrebbe invocare tale norma. L'asserita inutilizzabilità dei passaggi litigiosi non viola d'altra parte il principio di proporzionalità, ritenuto che, secondo la citata dottrina, l'inutilizzabilità varrebbe, se del caso, soltanto nei confronti della testimone, non dell'inquisito. Infine, il Tribunale federale, applicando l'art. 2 lett. b CEAG riguardo al rifiuto dell'assistenza per motivi d'ordine pubblico, ha stabilito che esso può essere opposto per violazione del diritto di procedura penale straniero solo quando sarebbe lesa nel contempo una garanzia minima della CEDU (DTF 123 II 153 consid. 5). Secondo l'art. 2 lett. a AIMP, la domanda d'assistenza è inoltre irricevibile se vi è motivo di credere che il procedimento estero non corrisponda ai principi procedurali della CEDU o del Patto internazionale del 16 dicembre 1966 sui diritti civili e politici (DTF 125 II 356 consid. 8a pag. 364, 123 II 161 consid. 6a, 153 consid. 5c). Ora, la testimone non sostiene né dimostra, che nel quadro di un ipotetico procedimento in Italia non potrà avvalersi di tali principi e delle garanzie dell'art. 63 CPP italiano.