Citation: 6B_234/2017 E. 7.1

7.1. Al punto n. 4.3 del ricorso (pag. 19-21), la ricorrente rimprovera ancora una volta alla Corte cantonale di non avere considerato il comportamento menzognero di C.________ nei confronti dei vertici della banca, che riponevano fiducia in lui. Sostiene che l'esame del rispetto delle formalità legate alla concessione del credito spettava all'imputato, il quale, sottacendo il fine illecito perseguito, avrebbe ingannato astutamente gli organi della banca. Con queste argomentazioni la ricorrente si limita nuovamente ad esporre in modo appellatorio la sua versione dei fatti, senza sostanziare, con una motivazione rispettosa delle già citate esigenze, l'arbitrio degli accertamenti e delle valutazioni della CARP. Disattende che la precedente istanza ha accertato, in modo vincolante per il Tribunale federale (cfr. art. 105 cpv. 1 LTF), che l'importo del credito (Euro 27'000'000.--) era rilevante e rientrava nella competenza decisionale del consiglio di amministrazione della banca. La Corte cantonale ha inoltre accertato che lo scopo dell'operazione non era apparso chiaro ai responsabili della banca e che l'imputato, richiesto di dare spiegazioni, non aveva in sostanza fornito ulteriori delucidazioni: cionondimeno, il credito è stato autorizzato alla sola condizione che fossero rispettate le esigenze formulate in uno scritto del 25 marzo 2002 dell'avv. H.________. Inoltre, come è stato esposto, la CARP ha accertato che decisiva per la concessione del credito era esclusivamente la copertura economica dell'operazione con il valore del pegno, la quale è sempre stata data.