Citation: 1C_563/2020 E. 3.3

3.3. L'ex moglie del ricorrente ha presentato il 28 gennaio 2018 alla SEM le risposte ad una serie di domande concernenti la loro vita coniugale, che le erano state poste il 13 dicembre 2017 dall'autorità federale. Sia il questionario che le risposte sono state trasmesse al ricorrente che ha potuto presentare osservazioni scritte al riguardo. Nell'ambito della procedura ricorsuale, egli ha inoltre trasmesso spontaneamente al TAF una dichiarazione scritta del 18 marzo 2018 dell'ex moglie, contenente alcune precisazioni relative alle risposte del 28 gennaio 2018. Risulta quindi che il ricorrente ha potuto esprimersi compiutamente sia sulle domande rivolte dall'autorità federale all'ex coniuge sia sulle risposte da quest'ultima fornite. In tale contesto egli non ha sollevato contestazioni di natura formale né ha preteso che all'ex moglie fossero poste ulteriori quesiti o richieste di chiarimenti. Ricordato che il diritto di essere sentito non comprende di massima anche il diritto di esprimersi oralmente, la censura deve di conseguenza essere respinta. Il richiamo del ricorrente all'art. 31 PA (RS 172.021), che disciplina l'audizione della controparte, non è in concreto pertinente ove si consideri che l'ex moglie non è parte nella procedura di annullamento della naturalizzazione agevolata, né sostiene interessi contrari. Per il resto, accennando genericamente al fatto di non essere stato sentito oralmente, il ricorrente non invoca l'art. 6 n. 1 CEDU né si confronta con i considerandi della sentenza impugnata, che non ha ravvisato una violazione della norma convenzionale. Poiché il gravame non contiene su questo aspetto una motivazione conforme alle esposte esigenze, esso non deve essere vagliato oltre.