Citation: 4C.22/2004 21.04.2004 E. 2

2. Da questi principi discende l'inammissibilità di buona parte degli argomenti sollevati nel ricorso per riforma. 2.1 Tale è il caso laddove la convenuta dichiara che il rapporto di lavoro sarebbe terminato il 30 settembre 2002 e non il 31 agosto 2002, come indicato nella sentenza impugnata. Questa circostanza troverebbe - a suo dire - una chiara conferma nella lettera del 6 dicembre 2002, prodotta agli atti e mai contestata. Ora, non si può non evidenziare come questa precisione di fatto sia stata formulata per la prima volta dinanzi al Tribunale federale. Non risulta, infatti, che dinanzi alle due istanze cantonali la convenuta abbia mai contestato la durata del rapporto di lavoro, né essa sostiene il contrario. Questo basterebbe, di principio, a renderla irricevibile (art. 55 cpv. 1 lett. c OG). Qualora si volesse invece ravvedere in quest'allegazione una censura di svista manifesta ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 OG, vale la pena di rilevare che la lettera citata nel gravame non è così precisa come dà ad intendere la convenuta. A prescindere dal fatto che in essa l'inizio del rapporto di lavoro viene situato - in modo manifestamente erroneo - nel 1982, per quanto concerne la fine dello stesso si legge solo che il lavoratore ha svolto la sua attività "fino allo scorso settembre", ciò che non esclude d'acchito la possibilità ch'egli abbia lavorato sino al 31 agosto 2002, come da lui sostenuto. Sia come sia, la convenuta - in contrasto con le esigenze di motivazione poste alla censura di svista manifesta (Corboz, Le recours en réforme au Tribunal fédéral, in: SJ 2000 II pag. 66) - non indica quali sarebbero gli effetti di tale svista sull'esito del giudizio impugnato. 2.2 A ben guardare, questo argomento va forse messo in relazione con quello sollevato in coda al gravame, dove la convenuta contesta la decisione cantonale in punto al diritto dell'attore di ricevere anche la quota parte di tredicesima, ammesso dai giudici ticinesi. Essa dichiara di aver dimostrato l'avvenuto versamento del relativo importo all'udienza svoltasi il 20 gennaio 2003 e chiede al Tribunale federale di rettificare l'accertamento in senso contrario contenuto nella sentenza impugnata - siccome frutto di una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) - sulla scorta del certificato di salario relativo al mese di settembre 2002, prodotto "nuovamente" con il ricorso. Si tratta di un argomento non solo irricevibile ma anche temerario. La convenuta si guarda bene dall'indicare il passaggio del verbale d'udienza da cui risulterebbe l'avvenuto versamento della tredicesima: dalla lettura di tale documento non risulta infatti che in tale occasione essa si sia espressa sulla questione. Ma non solo. Essa postula la rettifica della decisione sulla quota parte di tredicesima sulla base di un documento che, contrariamente a quanto asserito nel ricorso indirizzato al Tribunale federale, non risulta essere mai stato prodotto prima - né dinanzi al Pretore né tantomeno dinanzi al Tribunale d'appello - e del quale non v'è la benché minima traccia negli atti cantonali. 2.3 La convenuta non ha infine successo nemmeno quando contesta lo svolgimento di un regolare apprendistato da parte del lavoratore e ribadisce ch'egli non le avrebbe mai comunicato l'ottenimento dell'attestato di capacità. Anche in questo caso gli argomenti ricorsuali trovano solo parzialmente riscontro nel giudizio criticato. Sia come sia, ancora una volta non è dato di veder quale sia lo scopo di queste affermazioni. Indipendentemente dal tipo di formazione seguito dal lavoratore, rilevante ai fini del giudizio è infatti la circostanza - incontestata - che nel 1994 egli ha conseguito l'attestato di capacità federale quale muratore.