Citation: 1P.325/2004 21.12.2004 E. 2

2.1 Il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non essersi confrontata con la critica di un mancato uso parsimonioso del suolo e, in particolare, con la mancata applicazione dell'art. 47 cpv. 3 della legge ticinese sulle strade, del 23 marzo 1983 (LStr), secondo cui due o più proprietari possono essere obbligati a formare un accesso comune nell'interesse della sicurezza e della fluidità del traffico. Il ricorrente sostiene inoltre che la precedente istanza avrebbe anche omesso di esprimersi su una censurata disparità di trattamento riguardo alla possibilità di derogare alla distanza minima dal corso d'acqua: diversamente da quanto è stato il caso per gli istanti, tale facoltà sarebbe infatti stata negata a lui stesso in passato. 2.2 Ora, il principio dell'utilizzazione parsimoniosa del suolo, che impone di gestire lo sviluppo degli insediamenti limitandolo ai bisogni reali, costituisce un principio della pianificazione del territorio, mentre l'art. 47 cpv. 3 LStr disciplina l'aspetto specifico della formazione di accessi ai fondi dalla strada pubblica, rispondendo innanzitutto ad esigenze di sicurezza e di fluidità del traffico (cfr. RDAT 1987, n. 69, pag. 155 segg.). Premesso che il criticato accesso già collega il suo fondo alla via pubblica, né in questa sede né dinanzi alla precedente istanza, il ricorrente ha tuttavia addotto simili esigenze, limitandosi a rilevare l'esistenza di altre strade di accesso, in particolare di quella privata in proprietà coattiva a confine con il lato ovest del fondo. La Corte cantonale, invero, ha al proposito tenuto conto della prospettata possibilità di accesso alternativa, ma non l'ha considerata decisiva. Ha infatti ritenuto che la strada progettata non comportava modifiche del livello del terreno e non ostacolava quindi, anche in caso di straripamenti, lo scorrimento del riale Bresce, un modesto corso d'acqua di campagna con una portata ridotta. Ritenendo per finire che l'Autorità cantonale, accordando una deroga alla distanza minima dal corso d'acqua per la costruzione della nuova strada, non aveva ecceduto nel proprio potere d'apprezzamento, il Tribunale cantonale amministrativo - che non era tenuto a confrontarsi con ogni allegazione sollevata, potendosi piuttosto limitare ai punti rilevanti per il giudizio (DTF 124 II 146 consid. 2a, 117 Ib 481 consid. 6b/bb) - ha quindi, indirettamente, respinto l'argomentazione sollevata dal ricorrente in merito all'applicazione dell'art. 47 LStr. Né la Corte cantonale ha disatteso il diritto di essere sentito del ricorrente riguardo alla censurata disparità di trattamento, avendo in effetti rilevato che l'accennata deroga rientrava abbondantemente nei limiti di quelle che sono attualmente concesse a tutti i proprietari di fondi situati lungo il riale Bresce. Si giustificava quindi, per ragioni di parità di trattamento, di prescindere dall'imporre l'arretramento dei manufatti, non prevalendo l'interesse pubblico e quello del ricorrente a un'applicazione rigorosa della distanza minima di 6 m prevista dall'art. 34 cpv. 1 RLE su quello degli istanti a beneficiare di una prassi cui l'autorità non era intenzionata a rinunciare. Nel merito, questa valutazione non è del resto censurata d'arbitrio dal ricorrente.