Citation: 1C_563/2020 E. 4.4

4.4. In tali circostanze, il TAF ha considerato a ragione che tra la concessione della naturalizzazione agevolata (8 febbraio 2010) e la separazione dei coniugi (maggio 2010) erano trascorsi circa tre mesi e mezzo, sicché questo breve lasso di tempo era di natura tale da fondare la presunzione di fatto che l'unione coniugale non era più né stabile né orientata verso il futuro al momento della decisione di naturalizzazione. Conformemente all'esposta giurisprudenza, si tratta quindi in concreto unicamente di determinare se il ricorrente sia riuscito a sostanziare l'esistenza di una ragionevole possibilità ch'egli non abbia mentito dichiarando di formare una comunione stabile con la propria moglie quando ha ottenuto la naturalizzazione agevolata. Al riguardo, egli si limita tuttavia a ribadire che la convivenza sarebbe stata sospesa soltanto provvisoriamente nel 2010, tant'è che entrambi i coniugi hanno vissuto nello stesso immobile, seppure in appartamenti separati. Adduce inoltre che il fatto di non avere avuto figli non avrebbe costituito un problema fino a quel momento e ch'egli avrebbe avuto l'effettiva volontà di continuare a vivere in un'unione coniugale stabile. Con queste argomentazioni il ricorrente tenta unicamente di ridimensionare il carattere definitivo della separazione nel 2010, ma non rende seriamente verosimile che al momento della sottoscrizione della dichiarazione comune, rispettivamente della decisione di concessione della naturalizzazione, esisteva sempre tra i coniugi un'armonia tale da fare prospettare la continuazione della loro comunione per un periodo durevole. Egli non apporta infatti alcun elemento concreto al proposito. Né sostiene che sarebbe sopraggiunto un avvenimento straordinario che avrebbe provocato la fine dell'unione coniugale o che consentirebbe di ritenere ch'egli non era consapevole del deterioramento della relazione di coppia. In definitiva, il ricorrente non ha apportato prove idonee a confutare la presunzione che l'unione coniugale non era stabile né orientata al futuro sia al momento della dichiarazione comune sia a quello dell'ottenimento della naturalizzazione agevolata. La decisione di annullamento non viola di conseguenza l'art. 41 cpv. 1 vLCit.