Citation: 4A_408/2008 26.02.2009 E. 6

In ingresso all'esame della legittimazione attiva dei ricorrenti, il Tribunale d'appello ha negato loro la possibilità di trarre vantaggio dalla sentenza penale di condanna pronunciata nei confronti di D.________ il 26 marzo 2008, con la quale egli è stato obbligato a versar loro tutta una serie di importi a titolo di risarcimento danni. A prescindere dal fatto che tale documento è stato prodotto alla II Camera civile solo in modo informale, i giudici ticinesi hanno rammentato che, giusta l'art. 112 cpv. 1 CPC/TI, la sentenza penale vincola il giudice civile solo per l'accertamento del fatto che ha costituito oggetto del giudizio penale, "per cui la decisione con cui a quel momento il funzionario è stato condannato a rimborsare gli attori [qui ricorrenti], oltretutto non motivata su quella particolare questione, non implica la loro legittimazione attiva nella causa da loro promossa contro la banca, che non era la loro controparte nella sede penale". A mente dei ricorrenti tale decisione viola l'art. 41 segg., in particolare gli art. 53 e 55 CO. 6.1 L'art. 53 CO, applicabile all'insieme del diritto privato (DTF 66 II 80 consid. 1 pag. 83), stabilisce che, nel giudizio circa l'esistenza o la non esistenza della colpa e la capacità o l'incapacità di discernimento, il giudice civile non è vincolato dalle disposizioni del diritto penale che regolano l'imputabilità né da un giudizio di assoluzione (cpv. 1); egli non è vincolato dalla sentenza penale nemmeno nel giudizio circa l'apprezzamento della colpa e la determinazione del danno (cpv. 2). La giurisprudenza ravvede in questa norma un'ingerenza del legislatore federale nella competenza dei Cantoni di definire il diritto processuale, limitatamente alla questione della colpa e della determinazione del danno; in questi due ambiti, nell'interesse del diritto materiale federale, è stato escluso un vincolo del giudice civile a una precedente pronunzia penale. In altre parole, quando decide sulla responsabilità, il giudice civile deve, in virtù del diritto federale, pronunciarsi sull'apprezzamento della colpa e sulla determinazione del danno, senza tener conto di una sentenza penale intervenuta in precedenza. Per il rimanente, il legislatore cantonale è libero di prevedere che il giudice civile sia vincolato dalla sentenza penale, in particolare per quel che concerne l'accertamento del fatto che ha costituito oggetto del giudizio penale e del suo carattere illecito (DTF 125 III 401 consid. 3 con rinvii). 6.2 In concreto, non risulta che la Corte cantonale abbia violato il citato disposto federale, né i ricorrenti forniscono alcuna spiegazione precisa al riguardo. Essi non censurano adeguatamente nemmeno l'applicazione dell'art. 112 CPC/TI, che potrebbe essere rivista solo sotto il ristretto profilo dell'arbitrio (DTF 133 III 462 consid. 2.3 pag. 466; cfr. quanto esposto al consid. 2). È vero che giusta questa norma, come detto, la sentenza penale vincola il giudice civile per l'accertamento del fatto che ha costituito oggetto del giudizio penale, ma i ricorrenti nemmeno indicano quale sarebbe il fatto accertato e che ha costituito oggetto del giudizio penale che i giudici del Tribunale d'appello avrebbero arbitrariamente omesso di considerare ai fini del loro giudizio. Essi non possono limitarsi a richiamare la decisione di riconoscere loro la qualità di parte civile nel quadro del procedimento penale, visto che tale riconoscimento non poggia unicamente su di un accertamento di fatto ma anche su di un apprezzamento giuridico e che, in ogni caso, nell'ambito del procedimento penale sono state esaminate anche operazioni che il funzionario aveva eseguito su conti intestati personalmente ai ricorrenti. Per lo stesso motivo non può essere di nessun soccorso nemmeno la sentenza emanata dal Tribunale federale il 1° giugno 2007 nella causa 4C.5/2007; anche in quel caso, infatti, il litigio verteva su di una relazione bancaria intestata a uno dei ricorrenti personalmente e non a una società terza.