Citation: 4C.355/1997 08.03.2005 E. 10

10. Torto morale Come già spiegato, a differenza del diritto previgente l'art. 317 CPP/TI riconosce all'accusato prosciolto il diritto ad un'indennità per il danno morale. A questo titolo l'attore postula il versamento di fr. 50'400.-- per il periodo in cui è stato incarcerato nonché di ulteriori fr. 200'000.--. 10.1 La determinazione dell'ammontare dell'indennità per torto morale è lasciata all'apprezzamento del giudice (DTF 123 II 210 consid. 2c) ed è stabilita in funzione della lesione della personalità, conformemente agli art. 42 segg. CO, applicabili a titolo di diritto cantonale suppletivo. Secondo la prassi ticinese il magistrato fissa la riparazione del torto morale combinando due elementi di giudizio. Il primo, oggettivo, si fonda sulla natura stessa del danno inflitto all'accusato e sulle conseguenze che questo danno può avere, normalmente, per una persona posta nella stessa situazione. Il secondo, soggettivo, permette in certi casi di correggere il risultato ottenuto (applicando i fattori oggettivi) tenendo conto della personalità dell'interessato (cfr. RtiD 2004 vol. I n. 29 pag. 95 segg., nonché L'indennità a favore dell'accusato [art. 317 ss CPP] - Sintesi delle decisioni della Camera dei ricorsi penali). Per una corretta valutazione del torto morale, le circostanze del caso concreto devono essere esaminate tenendo conto dei seguenti fattori: situazione personale, familiare e professionale dell'istante; gravità della lesione dei suoi diritti della personalità, in particolare il pregiudizio dell'integrità fisica, psichica e della sua reputazione causato dall'arresto, dalla durata della detenzione preventiva, dalla gravità degli addebiti, dai ritardi nella chiusura del procedimento penale; se il procedimento penale ha avuto per oggetto un crimine particolarmente grave o infamante; pubblicità del procedimento, ad esempio se lo stesso è stato riportato dai mezzi d'informazione (Rep 1998 n. 5.2 pag. 381 seg.). Incombe alla parte che se ne prevale allegare e dimostrare le circostanze appena citate (DTF 117 IV 209 consid. 4b pag. 218). 10.2 Come anticipato, l'attore suddivide la pretesa avanzata a titolo di torto morale in due parti: la prima si riferisce al periodo di detenzione e la seconda al periodo successivo, rispettivamente al procedimento penale nella sua globalità. 10.2.1 La modalità di calcolo da lui adottata ricalca quella esposta dal Tribunale federale nella sentenza inedita del 19 settembre 2001 (causa 8G.12/2001) emanata in applicazione dell'art. 122 PP. In quel caso è stata infatti riconosciuta un'indennità di fr. 17'000.-- per 85 giorni di detenzione ingiustificata (consid. 6b) nonché fr. 5'000.-- a titolo di riparazione del torto morale sofferto, in aggiunta a quello già considerato nell'ambito della determinazione della citata indennità (consid. 6c). La prassi ticinese non opera una simile distinzione. Nel Canton Ticino, gli elementi che l'attore adduce a sostegno della seconda pretesa vengono considerati nel quadro della determinazione dell'indennità per ingiusta carcerazione. A titolo di esempio si può considerare la sentenza emanata il 24 settembre 2002 dalla Camera dei ricorsi penali (CRP), nella quale, dopo aver riconosciuto all'accusato prosciolto fr. 17'900.-- per 179 giorni di detenzione, è stato ritenuto equo - tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto - aumentare tale importo a fr. 23'000.--, quale risarcimento complessivo del torto morale (cfr. RtiD I-2004 n. 29 pag. 95 segg. e in particolare pag. 101 segg.). Infine, in una sentenza non pubblicata del 5 marzo 2002 (causa 1C.1/1998), relativa ad una controversia ticinese, la I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale ha optato per una soluzione ancora diversa: in questa è stata infatti riconosciuta un'indennità di fr. 3'700.-- per 37 giorni d'incarcerazione, cui sono stati aggiunti fr. 10'000.-- per la lesione alla personalità, ai sensi dell'art. 49 CO. Tenuto conto delle conseguenze che il procedimento penale ha avuto sulla salute mentale dell'accusato prosciolto, la Corte gli ha infine assegnato un'indennità complessiva di fr. 30'000.-- (consid. 3g). 10.2.2 L'aspetto dogmatico della composizione dell'indennità dovuta all'accusato prosciolto ex art. 317 CPP/TI non deve tuttavia essere sopravvalutato: importa essenzialmente giungere ad un importo complessivo equo. Le soluzioni adottate dalle varie istanze non appaiono, in realtà, concettualmente diverse: tutte pongono alla base un importo forfettario standard, motivato con gli inconvenienti usualmente legati alla detenzione preventiva, combinato con la possibilità di concedere un ulteriore importo, qualora l'accusato prosciolto abbia subito ulteriori danni alla personalità che travalicano quelli strettamente connessi con la detenzione preventiva. 10.2.3 A livello argomentativo, può nondimeno rivelarsi pratico trattare in un primo tempo gli inconvenienti "usuali" connessi con la detenzione (qui di seguito, consid. 10.3.1), successivamente gli aspetti straordinari connessi con la detenzione (qui di seguito, consid. 10.3.2), infine i danni alla personalità non scaturenti dalla detenzione preventiva, bensì connessi più genericamente con l'istruttoria penale (qui di seguito, consid. 10.4). 10.3 Per la detenzione ingiustificata A.________ postula il versamento di un'indennità di fr. 50'400.--, ovverosia fr. 300.-- x 168 giorni di detenzione. 10.3.1 L'ingiustificata privazione della libertà di un individuo costituisce una lesione della personalità che dà, di principio, diritto ad un'indennità per torto morale (DTF 113 Ib 155 consid. 3b, 113 IV 93 consid. 3a pag. 98). Come detto, secondo un'ormai consolidata giurisprudenza l'indennità per torto morale viene determinata a partire da un importo globale giornaliero. 10.3.1.1 La Camera d'accusa del Tribunale federale ha già ammesso che un'indennità di fr. 200.-- al giorno per una detenzione ingiustificata di corta durata costituisce un'indennità adeguata, nella misura in cui non esistano circostanze particolari, suscettibili di giustificare il versamento di un importo superiore rispettivamente inferiore (sentenza inedita del 19 settembre 2001 nella causa 8G.12/2001, cit., consid.6b/bb, detenzione preventiva di 85 giorni). In caso di detenzione ingiustificata prolungata, la giurisprudenza ha precisato che non è possibile procedere semplicemente ad un aumento lineare dell'importo accordato nel caso di una detenzione più breve, perché nell'ambito della valutazione della lesione della personalità del detenuto, l'arresto e la detenzione hanno un'importanza perlomeno uguale alla durata dell'incarcerazione (DTF 113 Ib 155 consid. 3b). La CRP del Cantone Ticino ammette di regola un risarcimento forfettario di fr. 100.-- per ogni giorno di detenzione trascorso (cfr. Rep 1998 n. 5.1 a pag. 381 con riferimenti). Anche se tale importo può, effettivamente, apparire esiguo, non è questa la sede per modificare tale prassi, il Tribunale federale essendo adito con un processo diretto, nell'ambito del quale è d'uso attenersi alla pratica cantonale (cfr. quanto esposto al consid. 3.2 e sentenza inedita del 5 marzo 2002 nella causa 1C.1/1998 consid. 3g/bb). Inoltre, la citata prassi è stata ancora recentemente definita non arbitraria dalla I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale (cfr. sentenza del 14 aprile 2003 nella causa 1P.580/2002 consid. 5, pubblicata in: RDAT II-2003 n. 15 pag. 56 seg.; sentenza inedita del 30 gennaio 2003 nella causa 1P.571/2002 consid. 5). 10.3.1.2 Sia come sia, non va dimenticato che l'importo base così calcolato può essere adattato verso l'alto, alla luce delle circostanze del singolo caso, vale a dire dei vari fattori ricordati in precedenza (cfr. quanto già esposto al consid. 10.1), e in particolare delle eventuali conseguenze fisiche o psichiche per l'accusato. 10.3.1.3 Nella fattispecie, l'attore ha subito una detenzione ingiustificata di lunga durata, 168 giorni. Applicando la prassi della CRP si ottiene un importo base di fr. 16'800.--, peraltro riconosciuto da parte convenuta in occasione del dibattimento principale. 10.3.2 Occorre ora esaminare se la carcerazione preventiva subita dall'attore gli abbia causato un'ulteriore lesione della personalità, grave al punto da giustificare un aumento della suddetta somma. 10.3.2.1 L'attore non ha addotto un granché a questo proposito. In particolare egli non ha prodotto certificati medici attestanti una particolare sofferenza fisica o psichica, che abbia oltrepassato l'usuale trauma causato dall'incarcerazione. Le uniche informazioni a questo riguardo si trovano nelle deposizioni della moglie e dell'avvocato di quell'epoca, ciò che non basta per concludere ch'egli abbia patito una sofferenza superiore a quella di chiunque altro posto nella medesima situazione (cfr. sentenza inedita del 12 febbraio 2002 nella causa 4C.145/1994 consid. 5c). Nemmeno il risalto mediatico dell'arresto di A.________, evocato dall'avv. S.________, è sorretto da alcuna prova agli atti. Va inoltre rilevato come né le circostanze in cui si è svolto l'arresto, né le condizioni di detenzione presso le carceri pretoriali di Lugano (dove l'attore è rimasto una settimana) né quelle vigenti presso il penitenziario cantonale, seppur sgradevoli, presentino delle specificità tali da giustificare un aumento dell'importo base normalmente riconosciuto dalla CRP. 10.3.2.2 Sempre sotto il titolo di una lesione della personalità scaturente dalla carcerazione preventiva, e che ecceda quanto usuale, merita per contro di essere approfondito l'argomento secondo cui l'isolamento, la censura della corrispondenza, l'impossibilità di colloquiare liberamente con l'avvocato, il divieto di consultazione degli atti e l'impossibilità di presenziare agli interrogatori dei testi nonché il trattamento sprezzante degli inquirenti hanno sottoposto l'attore, durante il periodo di detenzione, ad una pressione psichica particolarmente forte. Egli sostiene infatti di essersi trovato nell'impossibilità di organizzare un'adeguata difesa: le sue prese di posizione scritte non venivano tenute in considerazione; i colloqui con la moglie e gli avvocati sono avvenuti sotto sorveglianza durante quattro mesi e mezzo; né lui né i suoi avvocati hanno potuto presenziare agli interrogatori dei testi; infine, gli è stato vietato di prendere conoscenza degli atti sino al 9 maggio 1989. Non da ultimo, le modalità con cui è stata condotta l'inchiesta lo hanno indotto a dubitare dell'imparzialità degli inquirenti. Parte convenuta obietta che, nella misura in cui contestate, le decisioni del GI sono state sempre confermate dalle istanze superiori e che, in ogni caso, tutti i provvedimenti adottati dagli inquirenti avevano una base legale nel CPP/TI in vigore a quell'epoca. È vero. Sotto l'egida del vecchio CPP/TI vigeva infatti il principio generale della non partecipazione del difensore alla fase predibattimentale. La presenza del difensore all'interrogatorio dell'imputato ed alle deposizioni dei testi costituiva un'eccezione al regime ordinario di divieto e contro il rifiuto del GI, anche se immotivato o ingiustificato, non era data nessuna possibilità di reclamo (art. 58 cpv. 1 e 2 vCPP/TI). Parimenti, l'art. 151 vCPP/TI prevedeva che il difensore ammesso all'interrogatorio dei testimoni non potesse proporre domande, richiedere spiegazioni o muovere contestazioni di qualsiasi natura. Non solo: sino all'emanazione dell'atto d'accusa, i colloqui con il difensore o con altri potevano aver luogo solamente alla presenza di persone delegate dal magistrato competente e la corrispondenza era soggetta a censura (art. 59 vCPP/TI). In altre parole, era possibile escludere completamente la difesa dall'istruttoria senza che la stessa potesse impugnare tale decisione (art. 58 cpv. 3 vCPP/TI; cfr. Rusca/Salmina/Verda, Commento del Codice di Procedura Penale Ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 57). L'incompatibilità di questo tipo di regolamentazione con l'art. 4 vCost. e con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) - sancita dal Tribunale federale nel 1985 (cfr. DTF 111 Ia 341 consid. 3c-f) con riferimento al diritto, di principio, del detenuto in carcere preventivo d'avere con il proprio difensore contatti liberi e non sorvegliati, e nel 1989 (cfr. DTF 115 Ia 293 consid. 5) con riferimento al diritto, di principio, di consultare l'incarto anche prima della fine dell'inchiesta - ha dato luogo alla revisione parziale del Codice di procedura penale entrata in vigore il 1° gennaio 1993, cui è poi seguita quella totale entrata in vigore nel 1996. Il nuovo codice ha rovesciato la situazione esistente all'epoca della detenzione di A.________, stabilendo il diritto-dovere della difesa già nella fase istruttoria, limitabile solo eccezionalmente, in modo proporzionale e per prevalenti interessi del procedimento. L'accesso agli atti del difensore e il suo diritto di partecipare agli atti istruttori sono ora garantiti e acquistano particolare rilevanza quando è in discussione la libertà personale dell'accusato. Analoga evoluzione si riscontra relativamente alla disciplina dei contatti verbali o scritti tra accusato e difensore. Si delinea così la figura di una difesa che partecipa ampiamente, propone prove proprie e discute quelle dell'accusa già nella fase predibattimentale. Fase predibattimentale che, a sua volta, assume sempre più le caratteristiche di un "fair trial" (Rusca/ Salmina/Verda, op. cit., Introduzione pag. 11). 10.3.2.3 Alla luce di quanto esposto, appare giustificato riconoscere all'attore, a causa della sofferenza provata per la limitazione dei suoi diritti alla difesa, un'indennità per torto morale legata alla sua detenzione preventiva superiore al mero importo di base. È vero che di per sé la situazione dell'attore non era diversa da quella di ogni altra persona detenuta nella medesima epoca. Nel suo caso, però, visto che le accuse traevano origine dal complicato sistema di finanziamento del gruppo messo in atto da lui, il fatto di escluderlo - rispettivamente di escludere i suoi patrocinatori - dall'interrogatorio del suo accusatore e dalle audizioni di testimoni chiave, l'ostentato disinteresse per i suoi memoriali esplicativi, e più in generale l'atteggiamento sufficiente adottato dagli inquirenti nei suoi confronti, sono tutti fattori che non solo sono stati di ostacolo ad uno svolgimento efficace dell'inchiesta, ma bensì appaiono atti ad avergli causato una profonda frustrazione e un senso d'impotenza, che, anche se non sono sfociati in una patologia, non vanno per questo minimizzati. 10.3.2.4 In queste circostanze, appare equo riconoscergli a titolo di torto morale per la carcerazione preventiva subita un importo totale di fr. 25'000.--, dunque un supplemento di circa fr. 8'000.-- per rapporto all'importo di base. Gli interessi al 5% decorrono a partire dalla metà del carcere preventivo sofferto, ovvero dal 25 giugno 1987, conformemente alla prassi vigente in materia. 10.4 In aggiunta alla cosiddetta indennità per ingiusta carcerazione, l'attore postula il versamento di ulteriori fr. 200'000.--, oltre interessi al 6% dal 3 aprile 1987, per la lesione alla personalità cagionata dal procedimento penale nel suo complesso e in particolare per il danno arrecato alla sua reputazione e per la sofferenza patita nel dover assistere impotente alla rovina del gruppo da lui creato. All'epoca dell'arresto A.________ aveva 46 anni, dal 1982 era alla testa della L.L.________ e dirigeva con successo la N.N.________SA, l'unità produttiva del gruppo. Negli allegati di causa egli ha fatto notare come l'isolamento in prigione, il blocco dei conti e delle liquidità della L.L.________, il blocco del diritto di voto delle azioni M.M.________, il divieto di consultare gli atti e la mancata adozione dei provvedimenti necessari ad impedire lo svuotamento della N.N.________SA lo abbiano ferito profondamente. Egli ha assistito impotente alla distruzione del frutto del lavoro e dell'impegno investiti nel gruppo L.L.________ e in particolare alla rovina della N.N.________SA, che era un successo personale, il suo "Lebenswerk". Non solo. Gli avvocati del denunciante - costituitosi parte civile - hanno, a suo dire, approfittato del libero accesso all'incarto penale per diffondere informazioni e documenti che hanno screditato l'immagine dell'attore dinanzi ai tribunali, consigli d'amministrazione e, più in generale, nel mondo degli affari. Immagine peraltro gravemente danneggiata sin dai primi passi dell'inchiesta, con il telex di sequestro ed informazione inviato alle banche. 10.4.1 A.________ ha chiesto ed ottenuto di potersi esprimere dinanzi al Giudice delegato all'istruzione della presente causa, per spiegare la sofferenza patita a causa del noto procedimento penale. In occasione dell'interrogatorio svoltosi il 6 novembre 2003 egli ha ribadito come, per lui, il problema più grande sia stato quello di assistere impotente alla rovina del gruppo che aveva contribuito a creare. L'intera causa è d'altronde impostata in questo senso, e l'impressione che se ne ricava è quella di un'identificazione assoluta con l'impresa, al punto che risulta difficile distinguere l'uomo dall'imprenditore. 10.4.2 L'importante ruolo svolto dall'attore nel gruppo L.L.________ è già stato esposto nella parte dedicata ai fatti e trova conferma - qualora ve ne fosse bisogno - anche nelle dichiarazioni dei testimoni sentiti in istruttoria. Fra questi l'avv. E.________ (all'epoca amministratore di L.L.________), che ha spiegato come il gruppo fosse stato in sostanza creato da lui, ed Y.________ (all'epoca membro del CdA della L.L.________ nonché dipendente di società K.K.________, che teneva la contabilità del gruppo e allestiva le dichiarazioni fiscali), il quale ha dichiarato "A.________ hat das beste aus der Gruppe gemacht". La relazione con la N.N.________SA era ancora più intensa, al punto che la moglie dell'attore non ha esitato a dichiarare che per lui questa ditta era come un figlio. Il teste Q.________, un buon conoscente dei coniugi A.________, ha ricordato che l'attore faceva prova di "un impegno totale, come quando si è attivi in una piccola/media impresa". E tale impegno era coronato dal successo, come dimostra il tenore di una lettera indirizzata alla PP dal farmacista cantonale, nella quale N.N.________SA veniva definita una delle principali e fiorenti industrie farmaceutiche ticinesi. 10.4.3 Un primo (grave) colpo alla reputazione dell'attore è stato assestato dal telex d'informazione e sequestro inviato alle banche il 20 marzo 1987. Con un simile scritto, ha infatti affermato il teste Z.________ (all'epoca vice-direttore della banca P.P.________ e responsabile della relazione di credito con la N.N.________SA), si "'taglia la testa' alla persona responsabile di tutta un'attività (...) In generale secondo me, di fronte a una comunicazione quale quella mostratami (doc. 65) una banca nei confronti delle persone o società sospettate indicate nello scritto non è più disposta a continuare o a avviare una relazione bancaria. Questo sicuramente fino a quando viene tolto il sequestro. In seguito chiaramente si è più prudenti, si aspetta l'esito della procedura, si aspetta il processo che in concreto però non è mai arrivato". L'arresto e la detenzione dell'attore ne hanno pure pregiudicato l'immagine nella cerchia di conoscenze ticinesi, professionali e non. Il teste Q.________ ha in effetti riferito: "vista la gravità della situazione mi sono detto che qualcosa doveva esserci, sono diventato perplesso sulla persona del signor A.________, questo anche perché siamo in un piccolo paese in cui tra fornitori ci si conosce e ci si chiedeva informazioni a vicenda". Le ripercussioni del procedimento penale hanno raggiunto anche il Liechtenstein, dove erano in corso varie procedure giudiziarie che avevano come protagonista L.L.________. A questo riguardo l'avv. E.________ e il teste P.________ (all'epoca patrocinatore di L.L.________) hanno narrato come il procedimento penale pendente in Ticino abbia indebolito la posizione di A.________ nei procedimenti pendenti in Liechtenstein, il convincimento delle autorità giudiziarie essendo quello per cui nessuno viene posto in detenzione preventiva senza un buon motivo. 10.4.4 Il pregiudizio alla reputazione dell'attore si è concretizzato nella difficoltà di reinserimento professionale. In (almeno) un caso gli è stato infatti esplicitamente scritto ch'egli sarebbe stato assunto qualora non vi fosse stato un procedimento penale nei suoi confronti. A.________ ha ripreso a lavorare nel 1989, per un'impresa del Vallese, ciò che - stando alle dichiarazioni della moglie - ha complicato la ripresa di una vita coniugale normale, "tenuto conto anche del fatto che praticamente per dieci anni in seguito mio marito tornando per il week end si dedicava a lavorare con gli avvocati per il suo caso". 10.4.5 Da quanto esposto discende che il procedimento penale ha innegabilmente arrecato un danno notevole alla reputazione personale e professionale dell'attore. Vista la sua identificazione con la sua attività di imprenditore appare inoltre assai verosimile che questo abbia avuto un impatto oltremodo significativo sulla sua personalità. Sua moglie ha affermato che dopo quest'esperienza "si sentiva bollato come criminale". Questa sensazione è tuttora presente, ha dichiarato A.________ il 6 novembre 2003, e ancora oggi, quando vede un film in cui viene mostrata una prigione, riemergono la rabbia e il profondo senso d'ingiustizia per quanto accaduto. 10.4.6 Va detto che quando evoca tale senso d'ingiustizia, l'attore non si riferisce solamente al procedimento penale nei suoi confronti, ma anche - e soprattutto - a quello nei confronti di G.________ e H.________. A più riprese, infatti, egli esprime la propria sofferenza e frustrazione di fronte all'inattività della magistratura ticinese nel quadro del procedimento penale da lui avviato nei confronti dei due avvocati di Y.Y.Y.________ e conclusosi con la sentenza 3 marzo 2003 della Corte delle Assise criminali ticinese. Sennonché tale tema esula dalla presente causa, che deve limitarsi a determinare il suo diritto ad un risarcimento a seguito della procedura penale aperta nei di lui confronti. 10.4.7 Egli si duole invero anche dell'eccessiva durata del procedimento penale a suo carico, ma non fornisce la benché minima indicazione circa il pregiudizio che gliene sarebbe derivato. 10.4.8 Infine, l'attore sottolinea la sofferenza provata nel dover assistere impotente allo svuotamento della N.N.________SA, la "sua" società. Sennonché non è possibile riconoscergli alcuna indennità per questo motivo. Come già spiegato, non sussiste alcun nesso di causalità tra il blocco del diritto di voto delle azioni M.M.________ ordinato dal GI il 2 giugno 1987 e lo svuotamento della N.N.________SA, riconducibile alle azioni degli amministratori di quella società. Né è possibile imputare allo Stato del Canton Ticino la strumentalizzazione del procedimento penale a carico di A.________ nel quadro di altri procedimenti. 10.4.9 Alla luce delle precedenti considerazioni, all'attore può venir equamente concessa una riparazione di fr. 25'000.-- per il pregiudizio arrecato alla sua personalità dal procedimento penale. Gli interessi, del 5%, iniziano a decorrere dalla metà del procedimento penale (marzo 1987-settembre 1996) ovvero dal 1° giugno 1991.