Citation: 4C.170/2003 16.02.2004 E. 7

Da ultimo, il convenuto contesta anche il calcolo degli interessi moratori. L'autorità cantonale ha stabilito che la pretesa di parte attrice è divenuta esigibile il 25 aprile 1997, con la consegna del referto degli arbitratori, ed ha rilevato come sulla base di questo documento l'attore abbia sollecitato il convenuto ad effettuare il pagamento entro il 15 giugno 1997. A mente dei giudici cantonali questo scritto vale quale interpellazione secondo l'art. 102 cpv. 1 CO, per cui gli interessi decorrono dal giorno successivo alla scadenza ivi indicata, ovverosia dal 16 giugno 1997. Il convenuto ritiene invece che questo calcolo viola l'art. 102 CO. A suo dire, siccome la sentenza che autorizza l'esecuzione diretta sostituisce la manifestazione di volontà della parte che rifiuta di stipulare il contratto principale, quest'ultimo è da considerarsi concluso soltanto il giorno in cui il predetto giudizio sostitutivo passa in giudicato. In concreto, quindi, egli è dell'avviso che gli interessi di mora saranno dovuti soltanto dopo la crescita in giudicato della pronunzia impugnata. A torto. 7.1 Gli interessi moratori derivanti dall'inadempimento di un'obbligazione consistente nel pagamento di una somma di denaro sono di regola dovuti alla scadenza del termine fissato con l'interpellazione, la quale presuppone a sua volta che l'obbligazione sia scaduta (art. 102 cpv. 1 e 104 cpv. 1 CO). Nel contratto di compravendita il prezzo diviene esigibile con la trasmissione del possesso della cosa venduta al compratore (art. 213 cpv. 1 CO). Qualora il convenuto avesse adempiuto gli obblighi che gli derivavano dal precontratto, egli avrebbe stipulato la compravendita definitiva non appena presa conoscenza del valore delle azioni stabilito dagli arbitratori; la clausola no. 10 della convenzione del 21 maggio 1992 prevedeva infatti che la procedura di riscatto delle 35 azioni al portatore sarebbe iniziata con l'accettazione dell'incarico da parte dei periti sopraccitati e sarebbe stata portata a termine nel minor tempo possibile. In assenza di accertamenti di fatto che permettono conclusioni diverse è dunque lecito ritenere che la consegna delle azioni sarebbe avvenuta immediatamente e che, di conseguenza, in applicazione delle norme suesposte, anche il prezzo sarebbe divenuto esigibile a quel momento. La tesi ritenuta dai giudici ticinesi, per la quale è stata l'interpellazione dell'attore a costituire in mora il convenuto, appare pertanto conforme al diritto federale.