Citation: 8C_260/2018 E. 6.4

6.4. Nel caso concreto, occorre considerare che il mandato con la ricorrente era terminato, ma relativamente recente. A fronte di un'avvenuta conciliazione dinanzi all'autorità di conciliazione (con gli effetti di una decisione passata in giudicato; art. 208 cpv. 2 CPC), comprensibilmente la ricorrente sollecitava la propria patrocinatrice. Quest'ultima però non ha più dato seguito alle richieste della ricorrente, che sono state esaudite soltanto posteriormente alla sua protesta espressa alla protezione giuridica, ossia dopo quasi tre mesi dalla firma della transazione in Pretura. A torto, la vicecancelliera pretende che i rapporti tra lei e la cliente siano sempre stati positivi. È vero, le prove documentali dimostrano che le comunicazioni fra loro si sono sempre svolte in maniera educata. È anche vero però che tramite messaggeria elettronica la ricorrente aveva espresso nel mese di dicembre, dopo vari solleciti, la sua impazienza di fronte a una situazione che pareva arenata, ponendo domande molto dirette. Del resto, è la stessa vicecancelliera che aveva dato l'indicazione alla propria segreteria di non trasmettere più le telefonate della ricorrente. Alla luce di queste circostanze, la vicecancelliera stessa, o per lo meno la Corte cantonale, doveva rendersi conto che non doveva trattare la causa della ricorrente. In tale contesto è sufficiente che vi sia una parvenza di parzialità. La condizione soggettiva che la vicecancelliera non si senta prevenuta è irrilevante. Dovendo accogliere la domanda di ricusazione, divengono prive di interesse tutte le altre censure contenute nel ricorso.