Citation: I 772/04 12.10.2006 E. 4

Nella presente fattispecie, le parti sono concordi nel ritenere che le condizioni di salute dell'insorgente sono rimaste invariate nel periodo in esame intercorrente tra la decisione di assegnazione della mezza rendita e il provvedimento in lite. La circostanza, oltre ad essere ormai pacifica, trova pure riscontro negli atti medici all'inserto. Incontestato è inoltre pure il reddito da invalido determinato dall'amministrazione e ripreso dalla pronuncia cantonale impugnata. Unico oggetto litigioso resta in sostanza l'accertamento del reddito da valido posto a fondamento del calcolo d'invalidità. 4.1 Il ricorrente insiste affinché la determinazione del grado d'invalidità avvenga sulla base di un reddito da valido di fr. 130'000.-. A motivazione della propria richiesta, evidenzia l'attendibilità del dato espresso dalla C.________ SA in data 30 giugno 2004 nonché l'arbitrarietà del giudizio cantonale su tale punto, che a torto avrebbe pure negato l'audizione del responsabile della società di gestione contabile, T.________, impedendogli di circostanziare quanto dichiarato in precedenza dalla società. 4.2 Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza preponderante, quale persona sana (DTF 129 V 224 consid. 4.3.1 con riferimento). Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonda sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (DTF 129 V 224 consid. 4.3.1), o comunque sul salario che potrebbe essere conseguito in un posto di lavoro identico nella stessa azienda o in un'azienda simile (cfr. ad esempio la Circolare, edita dall'UFAS, sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità [CIGI], cifra marg. 3025). Nel caso in cui non fosse possibile quantificare in maniera attendibile il reddito ipotetico che l'assicurato avrebbe potuto conseguire senza l'invalidità, ci si rifà a valori empirici o statistici (VSI 1999 pag. 248 consid. 3b). Per il resto, occorre tenere conto del principio che vuole - in assenza di indizi concreti che impongano una diversa valutazione - che la persona assicurata avrebbe di regola, e conformemente all'esperienza generale, continuato l'attività precedentemente svolta senza invalidità (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid. 2a). 4.3 Tutto ben ponderato, questa Corte non vede motivo per non aderire alla valutazione dell'autorità giudiziaria cantonale. Tenendo conto dei principi giurisprudenziali suesposti, la pronuncia impugnata poteva infatti ben partire dal presupposto che l'assicurato avrebbe continuato a svolgere la sua professione così come l'aveva esercitata in passato. Orbene, date queste premesse, mal si vede per quale ragione il riferimento al salario effettivamente percepito dall'interessato prima dell'intervento del danno alla salute sarebbe inconsistente o addirittura arbitrario. Oltre a essere incontestabile, questo salario (fr. 6'000.- x tredici mensilità), opportunamente adeguato all'evoluzione statistica dei salari, costituisce infatti l'unico dato certo che consenta di effettuare una previsione affidabile a proposito dell'importo che il ricorrente avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute. Ora, sulla scorta di questi dati, il ricorrente non si avvicina nemmeno lontanamente alla soglia minima del 40% che gli avrebbe permesso di quantomeno mantenere il diritto a una rendita (ridotta). E comunque, a prescindere da queste considerazioni, anche dovendo riconoscere l'avvenuto miglioramento economico dell'Impresa, che i dati all'inserto sembrano effettivamente confermare, appare nondimeno ardito il tentativo del ricorrente di rimettere ora in discussione l'attendibilità della dichiarazione 22 aprile 2004, con la quale il datore di lavoro - o addirittura l'interessato stesso, unico socio (insieme alla moglie) nonché solo gerente della società - aveva attestato, in data non sospetta, in fr. 110'000.- annui il guadagno presumibile senza invalidità per gli anni in questione. La contestazione appare tanto più ingiustificata se si considera che S.________, a seguito dell'incapacità lavorativa, si occupava sostanzialmente degli aspetti amministrativi dell'azienda, svolgendo "diverse mansioni d'ufficio, come la stesura di preventivi e la redazione delle fatture" (ricorso di diritto amministrativo, pag. 4). Egli doveva di conseguenza anche poter disporre degli strumenti e delle indicazioni necessari per attestare (o far attestare) con cognizione di causa il presumibile salario senza invalidità. In tali condizioni, l'importo indicato nell'attestato del 22 aprile 2004 - non da ultimo anche in ragione dell'importanza che una simile dichiarazione doveva rivestire ai fini della decisione e che non poteva di certo sfuggire al suo autore - ben difficilmente può ora essere fatto passare per il frutto di una dichiarazione avventata e approssimativa, avvenuta senza cognizione di causa, come invece si vuol fare credere. Il giudizio cantonale convince infine anche per quanto concerne la valutazione espressa dal primo giudice in merito all'inattendibilità del reddito dichiarato, pendente lite, dalla C.________ SA e quantificato in fr. 130'000.- annui. Alla motivazione della pronuncia impugnata può integralmente essere rinviato. In particolare merita tutela anche la rinuncia, da parte della Corte cantonale, all'audizione del teste Tantardini, la cui assunzione - se non per confermare il contenuto della dichiarazione precedente - nulla avrebbe verosimilmente potuto aggiungere o modificare ai fini della presente valutazione (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).