Citation: 1A.103/2002 22.01.2003 E. 4

Il ricorrente, richiamando il principio della proporzionalità, sostiene che i suoi interessi privati prevarrebbero su quelli pubblici tendenti al ripristino della situazione conforme al diritto. 4.1 Secondo l'invocato principio, le misure adottate dall'autorità devono essere idonee a raggiungere lo scopo di interesse pubblico perseguito, né possono eccedere i limiti dell'indispensabile (DTF 124 I 107 consid. 4c/aa). La legislazione cantonale prevede l'eliminazione delle opere abusive (art. 43 LE); in ogni caso, anche in assenza di disposizioni esplicite, l'eliminazione di opere vietate dal diritto federale (nel caso concreto la LPT) può essere imposta in base alla normativa federale (DTF 105 Ib 272 consid. 1c, 104 Ib 74, 301 consid. 5b e c). Si può prescindere dal provvedimento di ripristino quando l'opera eseguita diverga solo in modo irrilevante da quella autorizzata, quando la demolizione non persegua scopi d'interesse pubblico oppure quando il proprietario potesse ritenere in buona fede la costruzione lecita, e non ostino importanti interessi pubblici al mantenimento dello stato di fatto (DTF 111 Ib 213 consid. 6 e rinvii). 4.2 Secondo la prassi del Tribunale federale, anche il proprietario in malafede può prevalersi del principio della proporzionalità, ma il suo pregiudizio conseguente alla demolizione va considerato con minor attenzione rispetto all'accresciuto interesse pubblico volto al ripristino della situazione conforme al diritto (DTF 111 Ib 213 consid. 6b pag. 224, 108 Ia 216 consid. 4b e rinvii; causa 1P.443/1998, consid. 3a, citata; Marco Lucchini, Compendio giuridico per l'edilizia, Lugano 1999, pag. 189 seg.); quando la misura di ripristino risulti impossibile o sproporzionata, il Municipio la sostituisce con una sanzione pecuniaria (art. 44 cpv. 1 LE). Come si è visto, la Corte cantonale ha ritenuto a ragione l'assenza di buona fede del ricorrente. Si è quindi di fronte a una fattispecie in cui, nella ponderazione degli opposti interessi, l'autorità può attribuire un peso accresciuto al ripristino di una situazione legale e trascurare, o considerare solo parzialmente, gli inconvenienti puramente personali, in particolare le spese di costruzione e di demolizione, derivanti al proprietario dall'ordine litigioso. Non sussistono quindi motivi dedotti dalla protezione della buona fede che ostino al ripristino della situazione conforme al diritto (DTF 121 II 214 consid. 3b, 118 Ia 245 consid. 4b). L'ordine di demolizione non viola pertanto la Costituzione. Per i motivi esposti, gli interessi pubblici al ripristino prevalgono sugli interessi meramente personali del ricorrente (DTF 111 Ib 213 consid. 6a e b, 108 Ia 216 consid. 4b con riferimenti).