Citation: I 459/03 02.11.2004 E. 1

2.2 A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione non senza tuttavia ribadire che giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI - nella formulazione applicabile in concreto (consid. 1) - l'assicurato ha in particolare diritto a una mezza rendita se è invalido almeno al 50% o a un quarto di rendita se è invalido almeno al 40%, l'entrata in vigore dell'ALC avendo infatti reso possibile, per motivi di parità di trattamento, l'erogazione di rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, anche ad assicurati che ricadono nel campo applicativo personale del Regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità - cui rinvia l'art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC -, anche se non sono domiciliati o non dimorano in Svizzera, bensì lo sono in uno Stato membro dell'Unione europea (cfr. DTF 130 V 256 consid. 2.3). È quindi utile rammentare che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). A tal proposito sono determinanti i dati economici. Qualora essi difettassero per l'inattività dell'interessato ci si fonda sui fatti di natura medica, purché questi permettano di valutare l'incapacità lavorativa dell'interessato nell'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c, 105 V 158 consid. 1).