Citation: 5A_309/2023 E. 2.1

2.1. Contro le decisioni in materia di misure cautelari quale è una decisione emanata in una procedura di tutela dell'unione coniugale (v. DTF 133 III 393 consid. 5), la parte ricorrente può unicamente prevalersi della violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina la violazione di questi diritti soltanto se tale censura è stata sollevata e motivata. Ciò significa che il ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato, con riferimento ai motivi della decisione impugnata, in che modo sarebbero stati violati i suoi diritti costituzionali (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4; 133 III 393 consid. 6). Critiche appellatorie sono inammissibili (DTF 148 I 104 consid. 1.5 con rinvii). Il ricorrente che lamenta una violazione del divieto dell'arbitrio non può limitarsi a criticare la decisione cantonale come se si trovasse in istanza di appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella dell'autorità inferiore (DTF 148 II 121 consid. 6.6; 134 II 349 consid. 3). Una decisione non è arbitraria per il solo fatto che anche una diversa soluzione sarebbe potuta entrare in considerazione o sarebbe stata addirittura preferibile. L'arbitrio è dato se il giudizio impugnato è palesemente insostenibile, contraddice chiaramente la situazione reale, viola palesemente una norma o un principio giuridico indiscusso, contrasta in modo scioccante con il comune senso di giustizia ed equità oppure si scosta senza un motivo pertinente dalla giurisprudenza del Tribunale federale. La decisione deve inoltre essere arbitraria anche nel suo risultato e non solo nella sua motivazione (DTF 148 III 95 consid. 4.1).