Citation: 8C_275/2021 E. 3.1

3.1. Il Tribunale cantonale amministrativo nella sentenza del 27 giugno 2019 ha osservato che il Municipio di Massagno ha rispettato correttamente il diritto di essere sentito per quanto attiene al motivo di mancata conferma relativo all'esternalizzazione del Centro X.________. Per contro, nella misura in cui l'Esecutivo comunale ha invocato solo successivamente ulteriori argomenti per giustificare la separazione dal suo dipendente come la lunga assenza per malattia (con la decisione di non conferma) e l'inasprimento del rapporto tra le parti (dinanzi alla procedura del Consiglio di Stato), senza preventivamente offrire all'interessato la possibilità di prendere posizione sugli stessi, il Municipio ha indubbiamente violato il diritto di essere sentito del ricorrente. La Corte cantonale ha quindi dato torto al Consiglio di Stato su questo punto. Il Tribunale cantonale amministrativo ha negato che la lesione del diritto di essere sentito sugli altri motivi di mancata conferma fosse sanata. Questo già perché il Consiglio di Stato nella prima procedura di ricorso non ha esaminato la controversia con pieno potere di esame. Soltanto quindi la ragione invocata relativa all'esternalizzazione della gestione del Centro X.________ poteva essere esaminata. I giudici ticinesi hanno poi richiamato le pertinenti disposizioni della legge ticinese organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC/TI; RL 181.100) e del regolamento organico dei dipendenti del Comune di Massagno (ROD/Massagno) sulla mancata conferma, rilevando che quest'ultima misura può essere pronunciata anche per motivi imputabili al datore di lavoro, come la soppressione del posto o della funzione. Nella fattispecie la Corte cantonale ha concluso che il Municipio non ha soppresso la funzione, tanto che figura ancora nel ROD/Massagno. Si è trattata semplicemente di una mera sostituzione di personale, ciò che però non giustifica la mancata conferma. I giudici ticinesi hanno poi ricordato che la malattia non è stata validamente prospettata. Per quanto attiene ai rapporti di valutazione del 13 marzo 2015 e del 17 luglio 2015 dell'Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio, i giudici cantonali ne hanno evidenziato il carattere del tutto generico, senza che emergessero lamentele o reclami formulati nei confronti dell'opponente.