Citation: I 355/03 26.08.2004 E. 7

7.1 Da quanto sopra esposto si deduce che in casu è senz'altro subentrato un miglioramento da un punto di vista cardiologico, questa affezione non incidendo più sulla capacità lavorativa dell'assicurato; una progressione della malattia è infatti nel frattempo stata esclusa. Vi è invece un peggioramento per quanto concerne le affezioni psichiatriche, a seguito di un'intervenuta cronicizzazione. Pure a livello reumatologico è subentrato un peggioramento, ritenuto che in attività pesanti e, meglio, in quella di operaio saldatore precedentemente svolta dall'assicurato, il grado di inabilità lavorativa è stato fissato al 50%. In tale ambito tuttavia un'attività leggera adeguata risulta ammissibile - il fatto non è contestato - e comporta unicamente una riduzione dell'inabilità lavorativa del 10%. Di tale fatto va senz'altro tenuto conto essendo il concetto di invalidità di natura economica, non medica. In proposito va rilevato che questa Corte in casi con limitazioni funzionali analoghe a quelle patite dal ricorrente ha già ripetutamente statuito che esiste un mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid. 2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b; si vedano anche sentenze del 20 aprile 2004 in re K., I 871/02, consid. 5 e del 25 febbraio 2003 in re P., U 329 e 330/01, consid. 4.7). Si tratta segnatamente del mercato occupazionale riservato a personale non qualificato o semi-qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una sufficiente offerta di posti di lavoro, in particolare appunto nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici e con possibilità di cambiare frequentemente posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2). 7.2 La somma dei gradi di inabilità lavorativa fissati dai periti permetterebbe in concreto di riconoscere un tasso globale del 60% - mentre in precedenza era pari al 55% - e, quindi, un peggioramento. Il SAM ha tuttavia precisato, su espressa richiesta del medico dell'UAI, che tale procedere non si giustificava, in quanto le patologie reumatologiche e psichiatriche valutavano la stessa sintomatologia. 7.3 Al riguardo dai referti medici dei dottori B.________ e T.________ risulta che l'inabilità lavorativa attestata è dovuta in entrambi i casi alla presenza di dolori. In ambito psichiatrico si indicano infatti "dolori in varie parti del corpo che non trovano un'esatta corrispondenza dal punto di vista somatico", mentre in ambito reumatologico l'assicurato è limitato nello svolgimento di attività lucrativa in seguito a lombosciatalgia cronica, sindrome del tunnel carpale bilaterale, dolori cronici al cinto scapolare e agli arti superiori. Dal referto del reumatologo dott. B.________ emerge inoltre che non tutte le affezioni lamentate dall'assicurato hanno trovato una spiegazione a livello somatico. In particolare i dolori alla colonna cervico-dorsale non hanno potuto essere spiegati clinicamente. Alla luce della diagnosi posta, che considera pure i dolori alla colonna cervico-dorsale ed un decondizionamento psicofisico, il perito ha poi fissato il grado di inabilità lavorativa in attività leggere al 10%. È pertanto verosimile, vista la diagnosi psichiatrica di sindrome da dolore somatoforme, che i dolori lamentati dall'assicurato e valutati dal reumatologo siano parzialmente riconducibili anche a motivi psichici. In simili condizioni si deve ritenere altamente probabile che le conseguenze delle affezioni di natura reumatologica, rispettivamente psichiatrica, si sovrappongano, tuttavia solo parzialmente, vista l'esigua incidenza delle patologie reumatologiche sulla capacità lavorativa dell'assicurato e ritenuto che in tale ambito l'inabilità lavorativa è comunque in parte giustificata da motivi prettamente somatici, indipendenti quindi dalla patologia psichiatrica. Giustificato appare pertanto tener conto di un grado di inabilità lavorativa globale del 55%. D'altro canto dev'essere evidenziato che da un punto di vista psichiatrico, alla luce della valutazione dell'inabilità lavorativa eseguita nella precedente procedura (pari al 10%) e delle circostanze del caso concreto, ci si deve senz'altro porre il quesito se sia giustificato un grado di inabilità lavorativa del 50%, come attestato dal dott. T.________ e confermato dal SAM. In effetti in concreto risulta subentrata unicamente una cronicizzazione della malattia (attestata tra l'altro non dallo stesso psichiatra incaricato, ma dal medico del SAM nel complemento peritale), non un reale peggioramento dello stato di salute; inoltre la depressione insorta nel frattempo risulta essersi risolta grazie alle cure del dott. T.________. La questione se la perizia psichiatrica del dott. T.________, su cui si fonda la perizia del SAM, sia fedefacente o meno è tuttavia irrilevante e non va risolta in questa sede. Infatti anche ammettendo un grado di inabilità lavorativa globale del 55%, il diritto alla rendita intera non è dato, come si vedrà di seguito, e quindi neppure i presupposti per procedere ad una revisione. 7.4 Considerato un reddito da valido di fr. 48'000.- e un reddito da invalido di fr. 51'750.- (dedotto dalle tabelle edite dall'Ufficio federale di statistica, in particolare dalla TA13, relativa ai dati regionali del Cantone Ticino, per il settore privato, del 2000, adeguati al 2001; si vedano in tal senso sentenze del 10 agosto 2001 in re R., I 474/00, consid. 3c/aa, del 27 marzo 2000 in re P., I 218/99, consid. 3c e del 28 aprile 1999 in re T., I 446/98, consid. 4c), tenuto conto di un'esigibilità in attività confacenti del 45% e di un'ulteriore deduzione del 24.5% - i dati non sono contestati -, si giunge ad un grado di invalidità pari al 63.37% (51'750 x 0.45 x 0.755 : 480). Non vi è pertanto una modifica rilevante del grado di invalidità dell'assicurato. A maggior ragione non vi sarebbe alcun peggioramento e neppure un diritto alla rendita intera nel caso in cui si ritenesse applicabile la tabella A1 relativa ai valori nazionali (si veda in proposito sentenza del 20 aprile 2004 in re K., I 871/02), in quanto i redditi ipotetici da porre alla base del reddito da invalido risultano più elevati di quelli relativi al Cantone Ticino. Non essendoci pertanto, in concreto, un peggioramento dello stato di salute rilevante ai fini di una revisione della rendita e quindi dell'assegnazione di una rendita intera di invalidità, il giudizio cantonale querelato merita di essere tutelato. Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni pronuncia: