Citation: 5A_35/2020 E. 3

L'atto ricorsuale al Tribunale federale deve contenere le conclusioni ed i motivi (art. 42 cpv. 1 LTF). Nei motivi il ricorrente deve spiegare in modo conciso, confrontandosi con i considerandi della sentenza impugnata (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 140 III 86 consid. 2; 134 II 244 consid. 2.1), perché quest'ultima leda il diritto (art. 42 cpv. 2 LTF). Per le violazioni di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale le esigenze di motivazione sono più severe: il ricorrente deve indicare i diritti ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla sentenza impugnata, in cosa consista la violazione (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 134 II 244 consid. 2.2). In concreto la ricorrente lamenta la violazione dell'art. 26 lett. b della legge ticinese del 27 aprile 1992 sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR; RL 280.220] e degli art. 17, 18 e 53 LEF, nonché 9 e 29 Cost. Il suo ricorso non soddisfa tuttavia le predette esigenze di motivazione. Innanzitutto laddove le sue censure sono rivolte contro l'operato dell'UE (che non è un'ultima istanza cantonale; v. art. 75 cpv. 1 LTF) oppure laddove esse sono nuove e quindi inammissibili in questa sede (DTF 143 III 290 consid. 1.1), come il rimprovero secondo cui la sua richiesta 26 giugno 2019 depositata all'UE avrebbe dovuto essere trattata quale istanza di revisione. Per il resto, ella si limita a ripresentare "l'eccezione di incompetenza territoriale" per effetto del suo preteso trasferimento all'estero in data 31 dicembre 2017 e "l'eccezione di difetto di notificazione" della proposta di giudizio del Giudice di pace del Circolo di Lugano Est del 20 giugno 2018, criticando gli argomenti dei Giudici cantonali unicamente in modo apodittico e superficiale.