Citation: U 187/04 12.01.2006 E. 3

3.1 Nell'evenienza concreta, il perito giudiziario, dott. S.________, rispondendo al quesito decisivo di sapere se i disturbi lamentati dall'assicurata, in particolare quelli localizzati alla spalla sinistra, fossero con probabilità preponderante in una relazione di causalità naturale, anche solo parziale, con l'infortunio del 6 settembre 1999, ha affermato nel proprio referto del 12 febbraio 2004 che l'evento in esame aveva provocato una frattura del tubercolo maggiore dell'omero sinistro, attualmente completamente consolidata, con conseguente capsulite rettratile. Come descritto dal dott. B.________ - il quale in data 18 luglio 2001 aveva praticato un'artroscopia della spalla sinistra - nella sua presa di posizione del 15 aprile 2002, era, secondo il perito, ben probabile che vi sia stato un trauma pure della cuffia dei rotatori, responsabile della sintomatologia residua attuale, anche se non si poteva parlare di probabilità preponderante. 3.2 Da queste affermazioni, dalle quali non sussistono validi motivi per scostarsi, essendo gli accertamenti condotti dal dott. S.________ frutto di circostanziate e approfondite valutazioni, manifestamente è lecito dedurre che non è in concreto dato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante richiesto, il nesso di causalità naturale tra i disturbi tuttora lamentati dalla ricorrente alla spalla sinistra e l'infortunio del settembre 1999. Le stesse dichiarazioni del perito non permettono tuttavia, come esige invece la giurisprudenza sopra esposta (cfr. consid. 1.2 in fine), nemmeno di ammettere, sempre secondo il grado della verosimiglianza preponderante, l'estinzione del nesso di causalità tra l'evento infortunistico e i disturbi ancora presenti dopo il 1° gennaio 2002. Lo specialista ha infatti pur sempre ritenuto essere ben probabile che l'interessata abbia subito, in data 6 settembre 1999, un trauma anche della cuffia dei rotatori, considerato responsabile dello stato attuale della spalla sinistra. Ha poi soggiunto che la paziente non soffriva alcuna sintomatologia algica alla spalla sinistra precedentemente all'infortunio del 6 settembre 1999. Inoltre, la paziente non presentava anamnesticamente nessuna sintomatologia in favore di una fibromialgia, l'esame clinico confermando l'assenza di tale patologia. Significativamente il perito giudiziario ha del resto risposto negativamente al quesito di sapere se condividesse la decisione della Mobiliare di chiudere il caso e di sospendere le prestazioni a partire dal 1° gennaio 2002. 3.3 Stante quanto precede, il giudizio cantonale, che conferma quest'ultima decisione dell'assicuratore infortuni, deve essere annullato. Nella misura in cui l'insorgente chiede di essere messa al beneficio di una rendita d'invalidità e di una IMI, il gravame risulta comunque inammissibile, il tema di un eventuale riconoscimento di simili prestazioni non ponendosi attualmente, bensì soltanto - come rileva anche la stessa ricorrente - al momento in cui dalla continuazione della cura medica non sarà più da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'interessata (cfr. art. 19 cpv. 1 e art. 24 cpv. 2 LAINF).