Citation: 1A.251/2000 19.06.2001 E. 1

Il ricorrente sostiene che la sanzione nei suoi confronti sarebbe stata eseguita, per cui alla rogatoria osterebbe anche l'art. 5 cpv. 1 lett. b AIMP. Ora, l'art. 5 AIMP non osta alla cooperazione internazionale quando essa concerne partecipanti ai prospettati reati (coautori, complici, istigatori) che non sono oggetto della procedura in Svizzera (Zimmermann, op. cit. , n. 427-429; cfr. anche l' art. 66 cpv. 2 AIMP). Dalle suesposte considerazioni discende che non si è quindi neppure in presenza dell'asserita grave deficienza del procedimento penale italiano secondo l'art. 2 lett. d AIMP, ammesso che tale norma sia applicabile nelle procedure rette dalla CEAG (DTF 126 II 324 consid. 4c); d'altra parte il ricorrente non rende verosimile l'esistenza, nei suoi confronti, di un rischio serio e obiettivo di una grave violazione dei diritti dell'uomo nello Stato richiedente, che ha ratificato sia la CEDU che il Patto ONU II (DTF 126 II 324 consid. 4a con rinvii). cc) La circostanza che il nome del ricorrente non figura né nella richiesta né nel complemento non è decisiva. La concessione dell'assistenza non presuppone affatto che l'interessato, nei cui confronti la domanda è rivolta, coincida con l'inquisito o l'accusato nella procedura aperta nello Stato richiedente. In realtà, l'assistenza dev'essere prestata anche per acclarare se il reato fondatamente sospettato sia effettivamente stato commesso, e non soltanto per scoprirne l'autore o raccogliere prove a suo carico (DTF 118 Ib 547 consid. 3a pag. 552). Del resto, contrariamente a quanto parrebbe addurre il ricorrente, non è manifesto che l'Autorità richiedente, ossia la Procura di Milano, sia a conoscenza del fatto che la H.________ SAS è legata a lui, visto che la sentenza di condanna è stata emanata dal Tribunale ordinario di Torino. c) L'utilizzazione del conto della H.________ SAS per effettuarvi versamenti illeciti giustifica la trasmissione dei documenti bancari, indipendentemente dall'identità del titolare del conto. Sussiste infatti chiaramente una relazione diretta e oggettiva tra il conto litigioso, su cui sono transitate somme sospette e il procedimento estero (DTF 120 Ib 251 consid. 5a e b, 118 Ib 547 consid. 3a in fine; Zimmermann, op. cit. , n. 227 segg.).