Citation: 2C_896/2013 E. 4.1

4.1. Nei considerandi in diritto dell'impugnata sentenza, cui può essere rinviato a titolo completivo, i Giudici aditi hanno compiutamente esposto i principi che disciplinano il prelievo del tributo in discussione. Richiamato l'art. 5 vLIVA, hanno in particolare ricordato che, fatta eccezione per il consumo proprio, sono sottoposte all'imposta sul valore aggiunto solo le forniture di beni e le prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso (art. 5 lett. a, b e d vLIVA) e che, secondo giurisprudenza, un'operazione è effettuata a titolo oneroso quando la prestazione è fornita in cambio di una controprestazione e tra esse sussiste un rapporto stretto (DTF 132 II 353 consid. 4.1 pag. 356 seg.; sentenze 2C_933/2012 dell'11 aprile 2013 consid. 5.1 e 2C_506/2007 del 13 febbraio 2008 consid. 3.2). Hanno poi attirato l'attenzione sul fatto che, in conformità alla concezione dell'imposta sul valore aggiunto quale tributo sul consumo, il sussistere del rapporto di cui si è ora detto dev'essere valutato in primo luogo dal punto di vista del destinatario, che la valutazione avviene principalmente in un'ottica economica e che gli stessi principi valgono pure quando occorre esprimersi sull'esistenza di uno scambio di prestazioni tra una società e i soci di quest'ultima (sentenze 2C_892/2010 del 26 aprile 2011 consid. 2.2 e 2C_458/2009 del 26 marzo 2010 consid. 2.1.1). Riferendosi all'art. 33 cpv. 1 e 2 vLIVA, hanno infine sottolineato che l'imposta sul valore aggiunto viene calcolata sulla controprestazione, ovvero su tutto ciò che il destinatario, o un terzo in sua vece, dà in cambio della fornitura o della prestazione di servizi mentre, in caso di fornitura o di prestazioni di servizi a persone prossime, fa stato il valore che sarebbe stato convenuto fra terzi indipendenti.