Citation: 5A_193/2023 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha in effetti respinto, nella misura della loro ammissibilità, le richieste formulate dal ricorrente il 31 gennaio 2023, tra cui la designazione di un curatore di rappresentanza per il figlio e l'audizione di quest'ultimo, per il motivo che erano anch'esse riferite all'applicazione della CArap. Il ricorrente osserva a ragione che tali misure vanno invece, in linea di principio, adottate d'ufficio al fine di garantire i diritti del minore. Si tratta in effetti, secondo il tenore stesso delle disposizioni summenzionate, di un dovere del tribunale che è volto a tutelare l'interesse preminente del minore (v. preambolo della CArap), il quale va assicurato già sin dal primo stadio della procedura (v., per l'audizione del minore, sentenza 5A_305/2017 del 19 maggio 2017 consid. 7.1; sul tema v. anche ALFIERI, op. cit., pag. 134 e 138 seg.). Considerato tuttavia il qui caso chiaro di assenza di status quo ante da ripristinare e il fatto che nemmeno il ricorrente pretende che l'audizione del figlio di sette anni o la designazione di un suo rappresentante avrebbero avuto un influsso sulla determinazione della dimora abituale del minore e quindi sull'applicabilità del meccanismo di ritorno del minore messo in atto dalla CArap alla pr esente fattispecie, il rinvio dell'incarto all'autorità precedente affinché senta il minore o gli nomini un curatore di rappresentanza, rispettivamente l'adozione di tali misure da parte del Tribunale federale, si esaurirebbe in un vuoto esercizio procedurale (v. sentenza 5A_80/2010 del 22 marzo 2010 consid. 2.2), per cui è possibile, in concreto, prescindervi. La censura non può quindi essere accolta.