Citation: 5C.110/2006 14.09.2006 E. 4

4.1 Con riferimento alla capacita contributiva dell'attore, la Corte cantonale ha indicato che egli percepisce mensilmente una rendita AVS di fr. 2'110.-- e una pensione di fr. 920.--. I giudici cantonali hanno altresì ritenuto sulla base della documentazione fiscale agli atti che l'attore dispone di fr. 140'000.-- erogati da due assicurazioni sulla vita a cui hanno addizionato fr. 84'000.-- di titoli; tale patrimonio di fr. 224'000.-- complessivi non può, secondo l'autorità di appello, fruttare più di fr. 400.-- mensili (2% in media). La sentenza impugnata ha pertanto imputato al marito un reddito di fr. 3'430.-- mensili. 4.2 Secondo l'attore, l'aggiunta al provento delle due assicurazioni di fr. 84'000.-- è dovuto ad una svista manifesta ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 OG. Infatti, tale importo, che emerge dalla dichiarazione d'imposta e dalla notifica di tassazione, non si riferisce a titoli facilmente commerciabili sul mercato azionario, ma ad azioni di una S.A. di cui l'attore è proprietario e alle quali non potrebbe essere attribuito un valore commerciale di fr. 84'000.--. L'attore sostiene quindi che sarebbe unicamente possibile considerare un provento da capitale di fr. 230.-- mensili (2% di fr. 140'000.--), motivo per cui il suo reddito non basterebbe né per coprire il suo fabbisogno minimo né per versare alimenti alla ex moglie. 4.3 Per giurisprudenza costante, una svista manifesta si verifica quando l'autorità cantonale, la cui decisione è impugnata, abbia ignorato, mal letto, ricopiato in modo inesatto o incompleto un documento prodotto agli atti come mezzo di prova (DTF 115 II 399 consid. 2a). Ciò si verifica, ad esempio, quando dall'esame di un documento agli atti, ma ignorato dai giudici cantonali, emerga un errore evidente nell'accertamento dei fatti. La svista manifesta non va tuttavia confusa con l'apprezzamento delle prove: non appena sia chiaro che un accertamento di fatto, anche se sbagliato, trae origine dall'apprezzamento probatorio eseguito dai giudici cantonali, la possibilità di invocare una svista manifesta viene a cadere (DTF 116 II 305 consid. 2c/cc in fine). In concreto, l'accertamento dell'esistenza di titoli per fr. 84'000.-- non è palesemente dovuto ad una svista manifesta, atteso che per stessa ammissione attorea, tali titoli non solo risultano dai documenti fiscali, ma sono delle azioni di sua proprietà. In realtà, la censura è - inammissibilmente (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140) - diretta contro l'apprezzamento delle prove effettuato dalla Corte cantonale e segnatamente contro l'accertamento secondo cui il valore reale di tali titoli corrisponde al loro valore fiscale. In queste circostanze la censura si rivela inammissibile. Così stando le cose non occorre esaminare i calcoli contenuti nel ricorso con cui l'attore, decurtando di fr. 84'000.-- il proprio patrimonio, intende mostrare l'improponibilità del contributo alimentare fissato nella sentenza impugnata.