Citation: 2C_541/2022 E. 3.6

3.6. La ricorrente lamenta infine un diniego di giustizia in quanto le viene impedito di proseguire l'azione risarcitoria in sede giuidziaria. È dubbio che la critica adempi le specifiche esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF. A prescindere da ciò ci si limita a ricordarle che, come peraltro già spiegatole (sentenza 5A_136/2022 del 28 marzo 2022 consid. 3.2.4), un'autorità commette un diniego formale di giustizia proibito dall'art. 29 cpv. 1 Cost. se, contrariamente a quanto avrebbe dovuto fare, non entra nel merito di una vertenza che le è stata sottoposta nei termini e nelle forme previsti dalla legge (DTF 142 II 154 consid. 4.2; 135 I 6 consid. 2.1; 134 I 229 consid. 2.3). Conformemente all'art. 29a Cost., ognuno ha diritto, nelle controversie giuridiche, al giudizio da parte di un'autorità giudiziaria, la quale deve potere vagliare la causa con pieno potere cognitivo (DTF 144 I 181 consid. 5.3.2.1). La garanzia dell'art. 29a Cost. sussiste tuttavia unicamente entro i limiti dell'ordinamento procedurale vigente e non impedisce di per sé di fare dipendere l'entrata nel merito di un rimedio giuridico dall'adempimento delle abituali condizioni di ammissibilità (DTF 143 I 344 consid. 8.2; 143 I 227 consid. 5.1; 137 II 409 consid. 4.2) come, in concreto, il versamento di una cauzione per spese ripetibili (v. art. 101 cpv. 3 CPC). La decisione dell'autorità cantonale di confermare le decisioni di rifiuto di esonero dalle spese e di stralcio dai ruoli della petizione del 9 aprile 2020 per mancato versamento dell'anticipo non disattende pertanto gli artt. 29 e 29a Cost.