Citation: U 259/02 08.07.2003 E. 1

L'insorgente solleva in primo luogo censure d'ordine formale e lamenta una violazione del diritto di essere sentito per non avere, di fatto, potuto partecipare in modo adeguato al processo istruttorio medico specialistico messo in atto dall'assicuratore opponente. Detta contestazione dev'essere disattesa. In particolare, il ricorrente è malvenuto laddove rimprovera - peraltro per la prima volta in questa sede - di non avere potuto esprimersi sulla scelta degli esperti incaricati e di non avere potuto presentare domande, modifiche e complementi ai referti da essi prodotti. Così, a prescindere dal fatto che, secondo giurisprudenza, l'amministrazione non è tenuta a sentire il parere dell'assicurato in merito alla scelta del perito cui intende affidare la valutazione del caso (cfr. per analogia quanto statuito nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità: sentenza del 14 giugno 2000 in re R., I 218/00, consid. 3), all'assicurato essendo comunque riservata la possibilità di invocare, senza indugio, eventuali motivi di ricusazione (consid. I/2 non pubblicato in DTF 123 V 331; VSI 2001 pag. 111 consid. 4a/aa), dagli atti non risulta che B.________, a suo tempo formalmente convocato dall'assicuratore infortuni per venire visitato dal dott. S.________, o il suo medico curante, dott. R.________ni, informato dallo stesso dott. S.________ della necessità di fare allestire una valutazione psichiatrica dalla dott.ssa G.________, abbiano (tempestivamente) contestato tale scelta oppure abbiano sollevato eventuali motivi di ricusazione, rispettivamente di incompetenza nei confronti dei sanitari indicati. Né è stato loro negato l'accesso ai rapporti medici che sono stati trasmessi in copia al curante di B.________, il quale, dal mese di aprile 2000 oltretutto al beneficio di un'assistenza giuridica, ha così avuto la possibilità di partecipare all'amministrazione delle prove già precedentemente all'emanazione della decisione, rispettivamente della decisione su opposizione in lite, senza tuttavia formulare quesiti propri e domande complementari (cfr. in questo senso la sentenza del 9 luglio 2002 in re M., U 157/01, consid. 3.4).