Citation: 8C_400/2021 E. 3.3

3.3. Recentemente il Tribunale federale ha precisato che anche l'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione (RS 837.033; RU 2020 877) non ha voluto rinunciare al preannuncio scritto, ma al contrario ne ha confermato l'esigenza. L'art. 8b cpv. 2 dell'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione ha stabilito che il lavoro ridotto può essere preannunciato anche per telefono. Il datore di lavoro deve confermare il preannuncio telefonico senza indugio e per scritto. Dopo l'entrata in vigore dell'art. 8b ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione (RU 2020 1075), il Consiglio federale ha voluto dare un termine suppletorio adeguato per permettere ai datori di lavoro di fare valere anche in maniera retroattiva il versamento delle ILR (sentenza 8C_463/2021 del 9 novembre 2021 consid. 4.1, destinanata a pubblicazione). Un inizio retroattivo delle ILR non è esplicitamente previsto dall'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione. Tuttavia, secondo la direttiva SECO 2020/10 per preannunci tardivi, che erano stati inoltrati entro il 31 marzo 2020 e che riguardavano le chiusure di attività (ordinate dall'autorità), andava stabilita come data (fittizia) di inoltro quella della misura ordinata dall'autorità (ossia di principio il 17 marzo 2020, ma in talune fattispecie, segnatamente in ambito sciistico il 13 marzo 2020; sentenza 8C_463/2021 consid. 6.3). Nella misura in cui tale facilitazione sia terminata il 31 marzo 2020 (data di entrata/del timbro postale), come previsto dalla direttiva SECO, non si può ravvisare una violazione del diritto federale (cfr. anche sentenza 8C_123/2021 del 7 aprile 2021 consid. 4.3 con riferimenti, in cui il preannuncio è stato presentato nel mese di aprile 2020). Le tesi della ricorrente sono quindi destinate all'insuccesso.