Citation: 1B_594/2022 E. 3.5

3.5. Sempre riguardo al pericolo di fuga, il ricorrente si limita a riproporre in larga misura e in maniera appellatoria le critiche secondo cui la CARP avrebbe valutato i menzionati fatti in maniera erronea, censure addotte nell'ambito della precedente causa 1B_417/2022, già respinte dal Tribunale federale, alle quali per brevità si rinvia. D'altra parte, come noto al ricorrente, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 e 2 e art. 97 cpv. 1 LTF), Il ricorrente può censurare l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove soltanto se sono stati constatati e valutati in maniera arbitraria (DTF 147 I 73 consid. 2.2; 145 V 188 consid. 2), motivando la censura in modo chiaro e preciso (DTF 147 IV 73 consid. 4.1.2). Per motivare l'arbitrio non basta tuttavia criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole, come in concreto, una versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 143 IV 241 consid. 2.3.1). Al dire del ricorrente, l'offerta di lavoro propostagli in Ticino dimostrerebbe le relazioni sociali e professionali da lui intrattenute in Svizzera, nonché la sua intenzione di rimanervi per guadagnarsi da vivere, difendendosi nella procedura d'appello allo scopo di dimostrare la sua innocenza. Egli parrebbe tuttavia misconoscere nuovamente che nell'ipotesi in cui venisse confermata la condanna di primo grado, egli verrebbe espulso dalla Svizzera per un periodo di 8 anni, motivo per cui la sua intenzione di rimanere sul territorio svizzero non è decisiva. Contrariamente all'assunto ricorsuale, corretta è anche la conclusione della CARP, fondata sulla sentenza 1B_417/2022, secondo cui nulla impedirebbe alla moglie, cittadina italiana, di seguirlo nella vicina Penisola, se del caso continuando a collaborare con lui nell'amministrazione di una società a lui riconducibile. La circostanza che detta società sarebbe inattiva da mesi e che con una sua fuga in Italia essa rischierebbe il fallimento, nulla toglie al fatto che la moglie potrebbe senz'altro accompagnarlo in Italia, e trovare se del caso un'altra occupazione.