Citation: 5C.261/2001 04.12.2001 E. C

C.- Il 18 ottobre 2001 S.________ ha presentato un ricorso per riforma contro il giudizio cantonale, chiedendo al Tribunale federale di annullarlo e riformarlo nel senso che la petizione sia dichiarata inammissibile e, in subordine, che sia respinta. Ribadisce che gli oggetti rivendicati non erano in possesso della massa e non vi era quindi spazio per una rivendicazione ai sensi dell'art. 242 cpv. 2 LEF. Semmai, l'amministrazione del fallimento avrebbe dovuto farsi parte diligente. Contesta poi di non aver sollevato l'eccezione di revocazione dell'atto nelle dovute forme. L'eccezione è inoltre fondata nel merito. L'impugnato giudizio viola poi il diritto federale anche con riferimento alla validità del contratto di vendita: l'amministratore F.________ non poteva infatti rappresentare da solo la società e nemmeno risulta che volesse agire in tal senso. Il contratto non è dipeso dalla volontà della Z.________ S.A. di vendere, bensì da quella dell'acquirente di avvantaggiarsi scientemente a danno della società e dei suoi creditori. Ma il contratto non è valido anche per il divieto di contrattare con sé stesso. Infine, i giudici cantonali, affermando che la Z.________ S.A. non ha subito pregiudizio, perché si è vista diminuire i suoi debiti di complessivi fr. 250'000.--, è caduta in una svista manifesta: in quel periodo, infatti, l'attore stava trattando la cessione dell'inventario per un prezzo decisamente superiore e inoltre il pagamento è avvenuto per ben fr. 126'000.-- mediante compensazione di un credito già irrecuperabile. Non è stata chiesta una risposta al ricorso.