Citation: 1C_765/2021 E. 4.4

4.4. Del resto, anche riguardo al preteso accertamento arbitrario dei fatti, il ricorrente si limita a sostenere che la convenzione si riferirebbe soltanto, senza riserve, alla domanda di costruzione del 2006, e ch'essa non permetterebbe modifiche interne successive. Ora, contrariamente all'assunto ricorsuale, come visto l'istanza precedente ha motivato in maniera sufficiente perché nella convenzione la maggior distanza non è stata assunta in virtù di specifici contenuti, ma a causa della presenza di una costruzione principale eretta sul confine. Non si è quindi in presenza di una motivazione insufficiente né di un accertamento arbitrario dei fatti ma, bensì, di un'altra interpretazione del citato accordo. In effetti, ritenendo che la maggior distanza è stata assunta affinché la costruzione principale potesse essere edificata a confine, senza riferirsi espressamente a specifici contenuti o a escluderli, i giudici cantonali hanno privilegiato un'interpretazione della convenzione diversa da quella proposta dal ricorrente (sui metodi d'interpretare una legge vedi DTF 148 II 444 consid. 5.2; 148 IV 398 consid. 4.8). Considerato il contenuto assai generico dell'invocata convenzione, non si può ritenere che l'interpretazione adottata dai giudici cantonali, che corrisponde a quella ritenuta anche dal Municipio e dal Consiglio di Stato, sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitraria. Il ricorrente disattende infatti che non risulta arbitrio dal semplice fatto che l'interpretazione da lui proposta potrebbe entrare in linea di conto, o sarebbe equivalente o addirittura preferibile a quella scelta dalla Corte cantonale (DTF 148 II 121 consid. 5.2). Non spetta infatti al Tribunale federale valutare quale sarebbe l'interpretazione più corretta che i giudici cantonali avrebbero dovuto dare al contenuto della convenzione, dovendo soltanto stabilire se quella fattane è sostenibile (DTF 144 III 145 consid. 2). La circostanza che le conclusioni poste a fondamento del giudizio impugnato, peraltro fondate sugli atti di causa e su valutazioni condivisibili, non concordino con quelle ricorsuali non dimostra ch'esse sarebbero addirittura arbitrarie (DTF 144 II 281 consid. 3.6.2).