Citation: 1A.55/2001 15.08.2001 E. 5

5.- Infine, i ricorrenti ravvisano una lesione del principio della proporzionalità poiché con l'estensione del sequestro dei documenti bancari, sarebbe stata distrutta la relazione d'affari con la banca, che non avrebbe più concesso loro crediti. Al riguardo essi si limitano tuttavia a chiedersi se tale sequestro fosse "strettamente necessario", visto che gli estratti bancari sequestrati al domicilio del ricorrente potevano essere sufficienti. a) Con questa argomentazione i ricorrenti non dimostrano affatto l'irrilevanza potenziale della documentazione bancaria per il procedimento estero (DTF 122 II 367 consid. 2c), già perché non è affatto manifesto che gli estratti bancari sequestrati al domicilio del ricorrente siano completi. L'accenno ricorsuale, secondo cui nella decisione di entrata in materia del 4 marzo 1999 non sarebbe stato previsto il sequestro della documentazione presso l'UBS è specioso: in effetti, decidendo che la rogatoria era accolta e che veniva prestata tutta l'assistenza richiesta, la Direzione generale delle dogane ha, implicitamente, ordinato anche il contestato sequestro bancario, espressamente richiesto dalla Germania. Inoltre, nella risposta al ricorso l'Autorità di esecuzione precisa che tale misura è stata menzionata nella decisione di entrata in materia notificata all'istituto bancario interessato: non v'è motivo di ritenere ch'esso non l'abbia comunicato ai clienti, né i ricorrenti lo sostengono (cfr. DTF 124 II 124, 120 Ib 183 consid. 3a). b) Inoltre, secondo la costante giurisprudenza, spetta alle persone o società interessate dimostrare, in modo chiaro e preciso, perché i documenti e le informazioni da trasmettere non presenterebbero alcun interesse per il procedimento estero (DTF 122 II 367 consid. 2d pag. 371 seg.): esse sono quindi tenute, pena la decadenza del loro diritto, a indicare all'Autorità di esecuzione quali documenti, e per quali motivi, non dovrebbero, secondo loro, essere consegnati. Dal profilo della buona fede non sarebbe ammissibile che il detentore di documenti sequestrati lasci che l'Autorità di esecuzione proceda da sola alla cernita degli atti, senza parteciparvi, per rimproverarle in seguito, nell'ambito di un ricorso, d'aver violato il principio della proporzionalità (DTF 126 II 258 consid. 9b e c). Ora, dinanzi all'Autorità di esecuzione i ricorrenti si sono limitati ad opporsi in maniera del tutto generica alla prospettata trasmissione. La censura, tardiva, è quindi inammissibile. Per di più, nemmeno nel presente gravame i ricorrente indicano quali singoli documenti non dovrebbero essere trasmessi.