Citation: 4A_669/2020 E. 1

La Corte cantonale ha spiegato che nella risposta l'opponente aveva indicato che il ricorrente si era comportato in modo disdicevole, aveva reso l'ambiente di lavoro insopportabile per i suoi colleghi, aveva una limitata capacità di interagire con le persone e un carattere "non dei più facili", e si era permesso commenti negativi, giudizi e comportamenti poco educati anche nei confronti di dirigenti di due società, clienti dell'opponente. La Corte cantonale ha accertato tali attitudini problematiche mediante le testimonianze agli atti. F.________, essa ha rilevato, ha dichiarato che il ricorrente aveva avuto una lite con D.________, membro di direzione di J.________ SA, cliente dell'opponente, e screzi con altri colleghi. D.________ ha confermato di aver avuto "un paio di scontri" con l'insorgente e che egli non le aveva consegnato dei dati contabili da lei richiesti, forse mettendo in discussione la sua posizione e la sua facoltà di richiedere quei documenti. A G.________, membro del Consiglio di amministrazione di I.________ SA, sempre una cliente, il ricorrente ha chiesto informazioni riguardanti "cose che non c'entravano nulla con la sua funzione di contabile all'interno dell'azienda", a cominciare dal suo reddito (cfr. verbale di interrogatorio di G.________ del 10 settembre 2019, pag. 3). H.________ ha riferito che in un'occasione il ricorrente ha chiesto in maniera brusca all'amministratore C.________ un forte aumento di stipendio, che era sufficiente che qualcuno gli dicesse qualcosa di sbagliato per farlo esplodere e di aver assistito personalmente a degli screzi avvenuti con colleghi di lavoro (cfr. sentenza impugnata pag. 5-6 consid. 6.1). Ciò premesso, non può dirsi che il motivo del licenziamento fosse solo ascrivibile al carattere difficile del ricorrente: era dovuto anche a comportamenti contrari all'obbligo di diligenza e di fedeltà verso il datore di lavoro e alle mansioni di contabile per cui era stato ingaggiato, che si erano verificati in taluni incontri con dei clienti del suo datore di lavoro. In definitiva, invece di litigare con i dirigenti di due società clienti e minare gli interessi legittimi del suo datore di lavoro verso costoro in violazione dell'art. 321a cpv. 1 CO (cfr. DTF 124 III 25 consid. 3a; GABRIEL AUBERT, in: Commentaire romand, Code des obligations I, 2aed. 2012, n. 11 ad art. 321a CO; THOMAS PIETRUSZAK, in: Kurzkommentar Obligationenrecht, n. 5-7 ad art. 321a CO), egli avrebbe dovuto esporre i problemi al suo datore di lavoro e trovare con lui soluzioni condivise e nell'interesse del cliente. Al posto di negare dei dati contabili senza alcuna ragione a un membro di direzione di una società cliente, con cui ha pure avuto degli scontri, avrebbe dovuto rispettare i compiti a lui affidati ed evitare comportamenti sconvenienti. Anche la richiesta di informazioni a un dirigente di una società cliente sui redditi da lui percepiti, senza che il proprio datore di lavoro ne fosse al corrente (cfr. verbale di G.________ del 10 settembre 2019, pag. 3), è censurabile in quanto esulava chiaramente dai compiti a lui attribuiti e non serviva all'attività di contabile. In simili condizioni, la Corte cantonale ha rettamente rimproverato al lavoratore di non aver rispettato il suo dovere di diligenza e di fedeltà verso il proprio datore di lavoro e poteva pertanto reputare il licenziamento non abusivo. Anche al riguardo il rimedio è infondato.