Citation: 6B_901/2016 E. A

In occasione di una riunione di cantiere svoltasi a inizio ottobre 2013, l'architetto C.________ ha riferito all'ing. D.________, capo dell'Ufficio forestale del 5° circondario e collaboratore all'Ufficio caccia e pesca, che il confinante A.________ era stato sorpreso dall'impresario B.________ in un atto di bracconaggio. D.________ ha riportato quanto appreso a E.________, capo delle guardie caccia e pesca. Quest'ultimo ha quindi proceduto a sentire in modo informale dapprima C.________ e in seguito B.________, che ha raccontato di aver scorto A.________ caricare "una bestia di colore marrone chiaro" su un veicolo. Al termine dell'incontro, E.________ ha deciso di avviare un procedimento nei confronti di A.________. Il 20 novembre 2013 B.________ è stato quindi formalmente interrogato quale persona informata sui fatti dinanzi alla Polizia dell'Ufficio della caccia e della pesca. Una settimana dopo gli agenti di tale Ufficio hanno sentito A.________ in qualità di imputato per titolo di violazione dell'art. 17 cpv. 1 lett. a della legge sulla caccia del 20 giugno 1986 (LCP; RS 922.0). Questi ha contestato ogni addebito, negando di avere catturato o abbattuto animali selvatici al di fuori del periodo venatorio, e ha acconsentito alla perquisizione della sua abitazione, durante la quale non sono state rinvenute carni relazionabili con un'eventuale uccisione risalente al 31 agosto 2013, data del presunto atto di bracconaggio. Gli atti del procedimento sono in seguito stati trasmessi, per competenza, al Ministero pubblico. Il 30 gennaio 2014 il Procuratore pubblico ha decretato il non luogo a procedere, non sussistendo elementi indizianti concreti a sostegno dell'ipotesi accusatoria.