Citation: 1B_448/2020 E. 1.1.2

1.1.2. Anche nella misura in cui il ricorso verte sul contestato ammontare delle ripetibili, non si è di massima di fronte a una ritardata o denegata giustizia. In effetti, non si è più in presenza di un diniego di giustizia quando, come in concreto, l'autorità, ossia la CRP, ha statuito. Né sussiste un ritardo ingiustificato per il fatto che la decisione poi emanata non va nel senso desiderato dal ricorrente (sentenze 1B_314/2018 del 12 luglio 2018 consid. 2.1 e 1B_170/2017 del 9 giugno 2017 consid. 1.2). Certo, il ricorrente sostiene che le questioni delle ripetibili e dell'accertamento dei fatti sarebbero accessorie o assimilabili al quesito della denegata giustizia. Poiché questo tema è stato definitivamente deciso, esso non potrebbe più influire sul contenuto della decisione finale e non sarebbe quindi impugnabile secondo l'art. 93 cpv. 3 LTF. Aggiunge, richiamando l'art. 433 cpv. 1 CPP, che l'imputato deve indennizzare adeguatamente l'accusatore privato delle spese necessarie da lui sostenute, tuttavia soltanto qualora quest'ultimo vinca la causa o quando l'imputato sia tenuto a rifondere le spese secondo l'art. 426 cpv. 2 CPP, motivo per cui rischierebbe di subire un pregiudizio irreparabile. Visto l'esito del ricorso la questione non dev'essere esaminata oltre.