Citation: 1C_490/2022 E. 5.2

5.2. Secondo l'art. 66 LST, è permessa la conservazione e la manutenzione di costruzioni esistenti in contrasto col nuovo diritto (cpv. 1). Possono essere autorizzate trasformazioni a condizione che il contrasto con il nuovo diritto non pregiudichi in modo apprezzabile l'interesse pubblico e quello dei vicini (cpv. 2 lett. a). Questa norma riprende essenzialmente il previgente art. 39 cpv. 1 del regolamento di applicazione della legge edilizia, del 9 dicembre 1992 (RLE; RL 705.110; cfr. messaggio n. 6309 del 9 dicembre 2009 del Consiglio di Stato sulla LST, pag. 88 seg.). L'art. 39 cpv. 1 RLE prevedeva che edifici e impianti esistenti in contrasto col nuovo diritto possono essere riparati e mantenuti, esclusi lavori di trasformazione sostanziali; trasformazioni più importanti possono tuttavia essere autorizzate se il contrasto col nuovo diritto non pregiudica in modo apprezzabile l'interesse pubblico o quello dei vicini (cfr., sul significato e l'applicazione del previgente art. 39 RLE nella prassi cantonale, le sentenze pubblicate in: RtiD II-2011 n. 16 pag. 78 seg. e in RDAT II-1994 n. 46 pag. 86 seg.). Il citato messaggio governativo sulla LST precisa che l'art. 66 cpv. 1 LST enuncia il principio, derivante dalla garanzia della situazione acquisita ("Bestandesgarantie"), per cui le costruzioni esistenti in contrasto con il nuovo diritto possono essere conservate e sottoposte a lavori di manutenzione. Specifica poi che l'art. 66 cpv. 2 LST disciplina le possibilità d'intervento oltre la semplice manutenzione ("Erweiterungsgarantie") e che la nozione di "trasformazione" ai sensi di questa disposizione comprende generalmente la modifica della volumetria, della superficie dei piani, dell'aspetto esterno e della destinazione d'uso, ma presuppone che l'edificio esistente sia mantenuto nella sua essenza o identità (messaggio n. 6309, citato, pag. 88).