Citation: 7B.115/2005 12.10.2005 E. 6

6.1 Tuttavia, come già accennato (supra consid. 2.3), in base al chiaro testo di legge i terzi hanno unicamente un obbligo d'informazione nei confronti dell'Ufficio se detengono beni del debitore o se quest'ultimo vanta nei loro confronti dei crediti. Un avvocato è quindi unicamente obbligato a ragguagliare le autorità di esecuzione su elementi del patrimonio del debitore se una delle due predette eventualità si è realizzata (Markus Muller-Chen, Die Auskunftspflicht Dritter beim Pfändungs- und Arrestvollzug, in: Rivista di esecuzione e fallimento 2000, pag. 201 segg., pag. 213). Se la comune esperienza insegna che con una banca vengono normalmente intrattenute relazioni concernenti elementi del patrimonio del debitore, il fatto che un legale detenga beni patrimoniali di un proprio mandante o sia nei suoi confronti debitore appare assai meno scontato. Si pensi ad esempio al caso in cui un avvocato venga semplicemente incaricato di assumere la difesa di un debitore in un processo: in tale eventualità non sono manifestamente dati i presupposti previsti dalla legge per obbligare il legale a fornire informazioni sulla sostanza del suo mandante. Giova inoltre ricordare che possono unicamente essere pignorati beni con un valore commerciale, che il pignoramento di beni che per loro natura non possono essere realizzati è nullo (DTF 108 III 94 consid. 5 pag. 101) e che la dottrina annovera segnatamente fra i beni senza valore di realizzazione vari documenti: libri di commercio, altri documenti commerciali, archivi (Kurt Amonn / Fridolin Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., § 23 margin. 7, Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, n. 16 ad art. 92 LEF, Georges Vonder Mühll, Commento basilese, n. 1 ad art. 92 LEF). 6.2 Nella fattispecie occorre rilevare che la sentenza impugnata è del tutto silente sulla reazione avuta dal legale con riferimento al pignoramento del 4 febbraio 2005 e in particolare per quanto attiene al secondo avviso di tale giorno, chiaramente riferito a beni patrimoniali di pertinenza della pignorata. Ciò, nonostante l'obbligo imposto dalla legge all'autorità di vigilanza di accertare d'ufficio i fatti (art. 20a cpv. 2 n. 2 LEF) e il fatto che nel ricorso cantonale il legale abbia affermato di aver risposto l'8 febbraio 2005 e ribadito il 24 marzo 2005 (e cioè due giorni dopo il provvedimento del 22 marzo 2005 alla base della presente procedura) di non essere in possesso di alcun avere della pignorata. Ora, la questione di sapere se il legale abbia effettivamente comunicato all'Ufficio di non detenere beni patrimoniali o essere debitore della pignorata non verte su una constatazione di fatto concernente un punto puramente accessorio a cui può procedere il Tribunale federale medesimo (combinati art. 81 e 64 cpv. 2 OG). Per questo motivo l'incartamento è da rinviare all'autorità di vigilanza affinché provveda a chiarire la fattispecie su questo punto. 6.3 Ai fini della nuova decisione dell'autorità di vigilanza è necessario rilevare quanto segue: 6.3.1 Qualora dovesse risultare che l'avvocato, in base alle dichiarazioni fornite, non detiene né beni patrimoniali della pignorata né sia di lei debitore, non può essergli imposto di fornire informazioni, mediante documenti o in altro modo, sul patrimonio della pignorata (supra consid. 6.1 primo capoverso). 6.3.2 Se invece nella nuova decisione l'autorità di vigilanza dovesse giungere alla conclusione che il legale non abbia ancora comunicato se detiene beni della pignorata o sia suo debitore, essa dovrà chinarsi sulla questione (pure sollevata nel ricorso cantonale e lasciata indecisa nel giudizio impugnato) a sapere se l'ufficio abbia anche - inammissibilmente (supra consid 6.1 secondo capoverso) - inteso pignorare beni senza valore commerciale. Una volta evaso il ricorso cantonale, le operazioni attinenti al pignoramento provvisorio dovranno essere completate, se del caso sulla base delle modifiche risultanti dalla nuova sentenza dell'autorità di vigilanza, e l'avvocato dovrà essere nuovamente interpellato sulla questione a sapere se detiene beni della pignorata o sia suo debitore e, in caso di risposta affermativa, il legale dovrà specificare di che beni patrimoniali o crediti trattasi.