Citation: 4A_355/2018 E. 8

Nel seguito del gravame la ricorrente, partendo dall'assunto che il danno subito dalla società non deve necessariamente essere determinato sulla base dei valori di liquidazione, evidenzia e commenta diversi dati che sarebbero emersi dall'istruttoria, in particolare dalla perizia giudiziaria; dati che le due istanze cantonali avrebbero a parer suo dovuto prendere in considerazione per accertare il danno patito dalla società fallita o perlomeno per stabilire, se del caso applicando l'art. 42 cpv. 2 CO, che il pregiudizio personale del quale chiedeva il risarcimento non superava l'ammontare di quel danno. Questi argomenti non sono ammissibili, poiché la ricorrente li fonda su fatti che non risultano dal giudizio impugnato (consid. 2). Essa non indica d'altronde quando e come avrebbe sostanziato davanti al Pretore un danno societario da calcolarsi in altro modo rispetto alle regole giurisprudenziali suesposte. S'è detto che non compete al giudice indagare tra le carte contabili per ricostruire il patrimonio della società fallita alle date determinanti (consid. 6.2). La parte attrice deve allegare e sostanziare il danno fornendo gli elementi atti a stabilirne l'esistenza e a stimarlo. L'art. 42 cpv. 2 CO alleggerisce tutt'al più la prova, non sminuisce affatto l'obbligo di allegare e sostanziare, nella misura possibile, tutti i fatti rilevanti (DTF 133 III 462 consid. 4.4.2 pag. 471; sentenza 4A_597/2016 del 22 gennaio 2018 consid. 4 e 4.3). La ricorrente non ha fatto fronte a questo onere. Laddove aveva menzionato il danno subito dalla società, aveva dato per scontato ch'esso corrispondesse semplicemente all'ammontare dei crediti notificati nel fallimento oppure, in sede di appello, ai crediti ammessi nella graduatoria. Errava in entrambi i casi.