Citation: 5A_132/2023 E. 6.2.3

6.2.3. Riferendosi poi implicitamente alle condizioni dell'art. 115 CO, la ricorrente sostiene che se la Corte cantonale avesse preso in considerazione i rapporti tra le parti, la situazione familiare delicata e il fatto che con il marito non si potesse parlare (v. supra consid. 4.2), avrebbe "senz'ombra di dubbio" potuto "accertare il reale motivo del silenzio della moglie e non di certo la volontà di accettare quanto deciso unilateralmente dal marito". Ora, questi elementi attengono al fatto (v. supra consid. 5.3) ma non emergono dalla sentenza impugnata e la ricorrente non censura - o perlomeno non con una motivazione sufficiente (art. 106 cpv. 2 LTF; v. supra consid. 2.2) - un loro (mancato) accertamento arbitrario o operato in violazione del suo diritto di essere sentita da parte della precedente istanza (art. 97 cpv. 1 LTF). Le sue spiegazioni non possono quindi trovare spazio in questa sede. D'altra parte, come già rilevato, il Tribunale federale è vincolato all'accertamento operato dai Giudici cantonali in merito all'assenza di una reale e comune volontà delle parti e la ricorrente né pretende che in concreto andasse operata un'interpretazione soggettiva, né si confronta con l'interpretazione oggettiva effettuata nella sentenza impugnata, sostenendo segnatamente che i Giudici cantonali non avrebbero rispettato i principi giurisprudenziali sopra evocati in merito alle condizioni di una rinuncia da parte del coniuge creditore ai contributi di mantenimento in suo favore (v. supra consid. 5.2). Si limita invero ad affermare - in maniera peraltro generica e appellatoria - che la precedente istanza sarebbe giunta al proprio convincimento "considerando esclusivamente un unico elemento, ovvero il silenzio della moglie per otto anni", ma non si ravvede del fatto che la Corte cantonale non ha fondato la sua interpretazione su tale singolo elemento bensì su una serie di fattori (segnatamente la prolungata assenza di una qualsiasi reazione, la prescrizione di parte delle pretese, il carattere provvisorio della transazione giudiziaria relativa al contributo in questione, il carattere periodico delle prestazioni, un atteggiamento della ricorrente contrario alla buona fede) considerati nel loro insieme, approccio che la ricorrente non contesta e a fortiori non qualifica di incompatibile con l'art. 115 CO. In queste circostanze, il risultato a cui è pervenuta la precedente istanza non appare criticabile. Nella minima misura della loro ricevibilità, le censure risultano pertanto infondate.