Citation: 6B_304/2019 E. A

Con sentenza del 5 ottobre 2016 la Corte delle assise criminali ha dichiarato A.________ autrice colpevole di ripetuta appropriazione indebita qualificata, per avere, nell'esercizio della sua professione di avvocato, indebitamente impiegato, a profitto proprio e di terzi, valori patrimoniali affidatile, in particolare, nel periodo dal 4 novembre 2009 al 10 maggio 2011, euro 454'193.90 e fr. 25'000.-- di pertinenza di B.________ nonché euro 50'000.-- di pertinenza di C.________. L'imputata è inoltre stata riconosciuta autrice colpevole di ripetuta sottrazione di cose requisite o sequestrate, per avere, nel periodo dal 4 novembre 2009 al 18 novembre 2010, sottratto e disposto degli importi sottoposti a sequestro penale nelle sue mani di euro 362'188.90 e fr. 25'000.-- di pertinenza di B.________. È altresì stata dichiarata autrice colpevole di ripetuta coazione, in parte tentata, per avere, il 23 aprile 2010, minacciandolo di grave danno, compiuto senza risultato tutti gli atti necessari per indurre C.________ ad atti pregiudizievoli del proprio patrimonio, presentandogli per il pagamento tre note professionali per complessivi euro 2'308'020.--, nonché, nel periodo dal 7 giugno 2010 al 13 dicembre 2010, intralciato la libertà di agire di B.________ costringendolo a tollerare la mancata consegna di atti e documenti di sua pertinenza. Le è inoltre stato rimproverato di avere commesso tale reato nel periodo dall'8 luglio 2010 al 13 dicembre 2010 anche ai danni di E.________. A.________ è infine stata riconosciuta autrice colpevole di ripetute soppressioni di documento ai danni di E.________ e di C.________ e di ripetuta diffamazione, per avere offeso l'onore di diverse persone tra cui D.________. Ella è poi stata prosciolta da ulteriori imputazioni con riferimento ad altri fatti ed è stata condannata alla pena detentiva di 24 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni, parzialmente aggiuntiva a una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere di fr. 400.-- ciascuna inflittale con un decreto d'accusa del 12 settembre 2013 del Ministero pubblico del Cantone Ticino. Di questa pena pecuniaria è inoltre stata revocata la sospensione condizionale. Gli ulteriori punti del dispositivo non devono essere qui evocati.