Citation: 1C_707/2013 E. 3.4.3

3.4.3. Il ricorrente richiama infine l'art. 5 cpv. 2 del regolamento ticinese del 17 maggio 2005 di applicazione dell'OIF (ROIF), secondo cui i Municipi adottano, se del caso mediante ordinanza, i provvedimenti idonei a evitare o limitare i rumori molesti causati segnatamente da manifestazioni. Accenna poi all'art. 7 cpv. 1 e 2 ROIF, secondo cui le manifestazioni pubbliche sono da programmare in modo che le emissioni siano tollerabili dal vicinato e che l'organizzatore di manifestazioni che si svolgono più volte sull'arco di un anno deve inoltrare al Municipio un programma di massima di quelle che si svolgeranno nei successivi 12 mesi (cpv. 4). Rilevando che detta norma non impone agli Esecutivi comunali di allestire un programma delle manifestazioni previste sull'arco di un anno, il ricorrente disattende che l'art. 8 cpv. 1 ROIF dispone che nelle zone edificabili a destinazione residenziale, le attività che possono causare immissioni foniche moleste devono essere limitate al massimo possibile, attraverso la definizione di giorni, orari e durata adeguati per il loro svolgimento: essi possono adottare, tramite ordinanza, provvedimenti più restrittivi (cpv. 3). Mal si comprende quindi, e il ricorrente non lo spiega, perché la Corte cantonale invitando il Municipio a esaminare se non intenda procedere in via d'ordinanza avrebbe leso l'invocato regolamento.