Citation: 4P.136/2006 27.11.2006 E. 4

Il gravame può per contro venir esaminato nella misura in cui, dolendosi della violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) e del divieto dell'arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale (art. 9 Cost.), il ricorrente critica la decisione della Corte ticinese di non tenere in nessuna considerazione la tesi secondo cui la cessione sarebbe fittizia, siccome evocata per la prima volta nell'allegato conclusionale, in contrasto con quanto prescritto dall'art. 78 CPC/TI. 4.1 Il ricorrente assevera che questo elemento sarebbe emerso solo in sede d'istruttoria, in occasione dell'audizione di uno dei direttori generali della controparte, il quale ha dichiarato: "Confermo che il conto X.________ continua ancora a presentare un saldo negativo, sul quale sono decorsi gli interessi". "La questione del carattere fittizio della cessione" - spiega il ricorrente - "inficerebbe le tesi espresse dal Tribunale d'appello a sostegno della sentenza impugnata. In effetti, la banca sarebbe tuttora titolare del presunto credito nei confronti del ricorrente", con la conseguenza che il suo interesse all'accertamento dell'inesistenza del rapporto giuridico e del credito sarebbe innegabile. 4.2 Giusta l'art. 78 CPC/TI l'attore con la petizione e il convenuto con la risposta devono addurre, in una sola volta, i fatti, le domande, le eccezioni e le motivazioni di diritto; i mezzi di prova devono essere addotti unitamente ai fatti. Sono riservate la replica e la duplica secondo gli art. 175 e 176 CPC/TI. L'art. 78 CPC/TI stabilisce il cosiddetto principio dell'eventualità, in base al quale alle parti incombe non solo l'onere di addurre tutto il substrato fattuale oltre alle domande e alle prove, ma anche quello di far valere tutti i mezzi di azione e di difesa entro una determinata fase del processo, trascorsa la quale non è di principio più possibile farne valere di nuovi. In altre parole, i litiganti devono far valere in una sola volta le loro ragioni d'ordine e di merito, anche quelle che intendono sostenere solamente nell'eventualità in cui si dimostrasse infondata la ragione fatta valere a titolo principale. Il principio dell'eventualità rafforza gli effetti del principio attitatorio obbligando le parti non solo ad essere diligenti nell'addurre le loro ragioni, ma anche ad esserlo in una determinata fase processuale. Il limite temporale cui sottostanno le allegazioni delle parti ha lo scopo di attuare il contraddittorio: occorre infatti definire il momento nel quale la materia del contendere deve essere chiara e definitiva per le parti e per il giudice (cfr. Angelo Olgiati, op. cit., § 10 pag. 105-108). 4.3 In concreto, il ricorrente rimprovera alla Corte ticinese di aver applicato arbitrariamente l'art. 78 CPC/TI omettendo di tener conto dell'impossibilità di far valere nella fase iniziale del processo la tesi della cessione fittizia, essendo emerso solo in istruttoria che il conto X.________ continuava ancora a presentare un saldo negativo, sul quale decorrono gli interessi. 4.4 Si tratta di un'argomentazione speciosa. Il ricorrente dimentica che le risultanze istruttorie servono a dimostrare quanto asseverato negli allegati introduttivi e non a fornire nuovi argomenti. In ogni caso, nella fattispecie nulla impediva al ricorrente di addurre la natura fittizia rispettivamente strumentale della cessione già con gli allegati introduttivi di causa, conformemente a quanto prescritto dall'art. 78 CPC/TI, in modo da inserire questa affermazione fra quelle oggetto dell'istruttoria. Prova ne sia anche il fatto che, contrariamente a quanto lascia intendere nell'impugnativa presentata al Tribunale federale, nelle conclusioni di causa la sussistenza di un saldo negativo sul conto X.________ era solo l'ultimo dei numerosi argomenti che il ricorrente ha enunciato a sostegno del carattere abusivo della cessione. Ne discende che, omettendo di considerare la tesi della cessione fittizia perché proposta per la prima volta con le conclusioni, la massima istanza ticinese ha applicato in maniera tutt'altro che insostenibile l'art. 78 cpv. 1 CPC/TI. 4.5 Alla luce di quanto appena esposto risulta evidente anche la pretestuosità del richiamo alla violazione del diritto di essere sentito nella forma del diritto ad esprimersi sulle risultanze probatorie. Il ricorrente cerca infatti di far passare per violazione del diritto di essere sentito la presentazione di un nuovo argomento con le conclusioni di causa, in contrasto con le norme di procedura applicabili.