Citation: 4A_123/2009 02.09.2009 E. 6

Nella parte centrale del proprio gravame la ricorrente si propone di dimostrare che i giudici ticinesi hanno sbagliato considerando che ai rapporti con l'opponente si applicassero le condizioni pattuite per la rinuncia delle banche consorziate al credito di ristrutturazione; in particolare contesta che la rinuncia al credito ipotecario fosse subordinata all'adempimento tempestivo degli impegni di pagamento da parte di C.________S.p.A. 6.1 L'unica censura di carattere costituzionale espressa correttamente attiene al diniego di giustizia formale. La ricorrente sostiene che la Corte ticinese l'avrebbe commesso laddove, invece di motivare autonomamente la propria decisione, ha rinviato alle sentenze del Tribunale di commercio del Canton San Gallo e del Tribunale federale, che non possono avere forza di cosa giudicata. In effetti al consid. 4.3.1 i giudici ticinesi hanno rinviato sia alla decisione 24 novembre 2003 del Tribunale commerciale del Canton San Gallo sia alla sentenza 29 agosto 2005 della I Corte civile del Tribunale federale. 6.1.1 Il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. - che pone regole minime e sussidiarie rispetto al diritto cantonale, valide anche nelle procedure cautelari (DTF 134 I 83 consid. 4.1 pag. 88) - include il diritto di ricevere un giudizio motivato. Esso esige che la motivazione di una decisione sia formulata in modo tale da permettere alle parti di impugnarla con cognizione di causa. Una motivazione può essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione. L'autorità non deve tuttavia pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile; è sufficiente che si occupi solo delle circostanze rilevanti per il giudizio (DTF 134 I 83 consid. 4.1 pag. 88 con rinvii). La garanzia costituzionale non impone nemmeno che la motivazione scritta ed esauriente sia contenuta nella decisione medesima; l'istanza superiore può motivare la propria decisione tramite il rinvio ad altri documenti del procedimento, segnatamente alla decisione dell'istanza inferiore, a condizione che con l'impugnativa non siano stati sollevati temi importanti con i quali tale decisione non si era confrontata, suscettibili di metterla in discussione (DTF 123 I 31 consid. 2c, 111 la 2 consid. 4a; sentenza 5P.373/2005 del 31 maggio 2006 consid. 2.3.3). 6.1.2 Nel caso in esame va anzitutto rilevato che la Corte cantonale, contrariamente a quanto parrebbe ritenere la ricorrente, non ha attribuito forza di cosa giudicata alle sentenze del Tribunale commerciale del Canton San Gallo e del Tribunale federale: ha soltanto rinviato alle loro motivazioni, facendole sue. Ha peraltro indicato in modo preciso i passaggi recepiti: d'un canto i capitoli 3c, 3e/aa, 3e/dd nonché 3f della decisione sangallese; dall'altro il considerando 4 della sentenza federale. In tali passaggi era stata affrontata e respinta la tesi principale della ricorrente, secondo cui le condizioni stabilite per la rinuncia al credito ipotecario dell'opponente sarebbero indipendenti da quelle pattuite per la rinuncia al credito di ristrutturazione del consorzio: autorità cantonale e federale hanno spiegato che la parificazione delle condizioni è suffragata dalla sistematica e dal tenore letterale degli accordi. 6.1.3 La ricorrente afferma che con il rinvio ad altre decisioni il Tribunale di appello si sarebbe precluso la possibilità di esaminare gli argomenti specifici addotti nella procedura ticinese. Non indica tuttavia quali siano le allegazioni dimenticate (cfr. sentenza 1P.69/2004 del 7 aprile 2004 consid. 1.1.4). L'unico accenno in questo senso è che l'autorità cantonale avrebbe omesso di esaminare che "già sin dai primi accordi tendenti a sistemare la situazione debitoria della ricorrente, il debito ipotecario è stato esplicitamente escluso dalle pattuizioni fra il consorzio di banche, da una parte, e A.________AG, dall'altra parte". Ora, sebbene non sia stato trattato espressamente, questo argomento va di pari passo con la sistematica e il testo degli accordi, il cui esame - motivato - è stato determinante per il giudizio di entrambe le istanze precedenti in merito alla relazione esistente fra credito ipotecario e credito di ristrutturazione. 6.1.4 Ne viene che la censura di violazione del diritto di essere sentiti è infondata, perché la ricorrente è stata informata, in modo compatibile con l'art. 29 cpv. 2 Cost., sulle ragioni decisive poste a fondamento della sentenza cantonale, così da permetterle d'impugnarla con conoscenza di causa. Nel gravame non sono invocate norme del diritto cantonale che potrebbero imporre esigenze di motivazione più severe. 6.2 Nel merito la lunga dissertazione non sostanzia affatto la violazione di diritti costituzionali, ad esempio dell'art. 9 Cost. per arbitrio nell'accertamento dei fatti o nell'applicazione del diritto. La ricorrente contrappone in modo appellatorio il proprio punto di vista alle considerazioni del Tribunale di appello, con le quali non si confronta in modo puntuale, evocando semplicemente, qua e là, alcuni principi interpretativi del diritto federale (in dubio contra stipulatorem - favor debitoris), dei quali non si sarebbe tenuto conto benché fossero applicabili d'ufficio; conclude per una violazione dell'art. 85a cpv. 2 LEF. Critiche di questa natura non sono ammissibili in forza dell'art. 98 LTF (cfr. consid. 2).