Citation: 8C_566/2020 E. 5.3

5.3. Riassumendo, la mobilità interna può aver luogo sia nell'interesse del dipendente sia in quello dell'amministrazione, senza che sia necessariamente accertata una colpa del dipendente. È determinante piuttosto la circostanza che la misura di trasferimento sia dimostrata da interessi superiori o esigenze di servizio. Il ricorrente stesso conferma in sede di ricorso che un trasferimento può avvenire "anche in relazione all'esigenza - di servizio - di allontanare un dipendente che mina l'operatività dell'amministrazione". Certo, egli ricorda, citando un passaggio riassuntivo della riforma della LORD/TI del 1995 contenuto nel messaggio n. 6260 del 1° settembre 2009 (pagg. 9-10), che l'istituzione del trasferimento quale sanzione disciplinare non è più contemplata dalla legge (cfr. art. 24 vLORD/TI del 1954, modificata il 24 novembre 1987). Ciononostante, questo non significa che il trasferimento di un dipendente sia proibito nel caso in cui insorgano problemi all'interno della sede amministrativa a cui appartiene. Al contrario, quest'eventualità si deduce, sempre senza che una colpa diretta o indiretta di un dipendente debba essere accertata, anche dalla lettura dell'art. 55 cpv. 1 RSDt/TI in vigore al momento dei fatti (e invariato sull'aspetto in questione dalla modifica del 27 marzo 2019; Bollettino ufficiale delle leggi n. 39/2017 del 28 luglio 2017 pag. 249), secondo la quale il trasferimento a funzione inferiore è possibile anche in caso di situazioni conflittuali.