Citation: 1P.693/2005 21.11.2005 E. 2

2.1 La Corte cantonale ha rilevato che alcuni allegati richiamati dall'istante costituivano verbali di audizioni avvenute dinanzi al Procuratore pubblico e ha dettagliatamente spiegato perché, anche nell'ipotesi in cui non fossero stati presi in considerazione dalla Corte di merito, questi mezzi di prova, sebbene rilevanti, non avrebbero comunque potuto costituire la prova che l'istante avrebbe risarcito, almeno in parte, il danno alla banca. Riguardo ad altri allegati, la CCRP ha ritenuto, spiegandone i motivi, ch'erano stati messi a disposizione della Corte di merito, aggiungendo che né il ricorrente né il suo legale ne avevano addotto l'asserita assenza durante il processo. Non si tratta quindi della questione della loro rilevanza, ma della loro notorietà, ammessa dalla CCRP, alla Corte di merito. 2.2 Il ricorrente non spiega perché le differenti motivazioni e conclusioni della CCRP sarebbero arbitrarie. Egli si limita in effetti ad addurre ch'essa non avrebbe potuto ammettere l'irrilevanza dei mezzi di prova da lui invocati. Al riguardo egli precisa che, nell'ambito del procedimento penale, queste prove non erano state ritenute rilevanti e idonee sia da lui medesimo sia dal suo legale, per cui avevano deciso di non avvalersene. Egli sostiene nondimeno che la circostanza di non averle ritenute idonee e sufficienti nel quadro del processo, a causa di un suo errore di valutazione, e di non essersene pertanto avvalso, non potrebbe comportarne l'irrilevanza nell'ambito della domanda di revisione. Con questa argomentazione egli disattende che la CCRP non si è espressa sul concetto di fatti o mezzi di prova nuovi o rilevanti ai sensi dell'art. 397 CP, ma ha spiegato compiutamente, sulla base di un accertamento di fatti e una valutazione delle prove, perché i fatti da lui invocati erano nondimeno noti alla Corte delle Assise criminali. Il ricorrente non dimostra perché questo accertamento dei fatti e la valutazione delle prove operata dalla CCRP sarebbero arbitrari. In effetti, quando una decisione si fonda su più motivazioni indipendenti, come in concreto, il ricorrente deve contestarle tutte e dimostrare, con un'argomentazione precisa, che ogni motivazione contenuta nella sentenza impugnata è contraria alla Costituzione, pena l'inammissibilità del gravame (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a edizione, Berna 1994, pag. 328; cfr. anche DTF 121 IV 94 consid. 1b).