Citation: 5A_740/2020 E. A

A.a. A.________ (1981) e B.________ (1975) si sono sposati nel 2007 in Kenya. A.________ era già madre di C.________, nata nel 1999 da una precedente relazione. Dal matrimonio sono poi nati D.________ nel 2009 e E.________ nel 2010. Nel 2008 la famiglia si è trasferita in Svizzera e dal febbraio 2010 ha vissuto nel Cantone Ticino, a X.________. Nel 2013 B.________ ha adottato C.________. I coniugi si sono separati nel gennaio 2014. Il marito è educatore, mentre la moglie, priva di formazione specifica, non ha svolto attività lucrativa durante la comunione domestica, dedicandosi alla cura della casa e dei figli. A.b. Con decisione 7 ottobre 2014, a protezione dell'unione coniugale, il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha omologato un accordo che affidava i figli alla madre (riservato il diritto di visita paterno) e obbligava B.________ a versare un contributo alimentare mensile per la moglie di fr. 1'500.-- e per D.________ e E.________ di fr. 800.-- mensili ciascuno. A.c. Il 29 agosto 2016 A.________ si è trasferita con i figli nel Canton Argovia. Nel quadro della procedura di divorzio promossa in data 12 febbraio 2016 da B.________, con decisione cautelare 20 febbraio 2017 il Pretore aggiunto ha soppresso il contributo alimentare mensile per la moglie e fissato quello per D.________ in fr. 1'089.10 e quello per E.________ in fr. 1'039.15 e, in seguito, con decisione cautelare 28 marzo 2018 (a conferma di un precedente decreto supercautelare 9 agosto 2017) ha affidato i figli al padre (riservato il diritto di visita materno) e soppresso il contributo alimentare dovuto ai figli. Il 16 ottobre 2018 A.________ si è trasferita nel Canton Soletta.