Citation: 4A_603/2021 E. 7.3

7.3. Quando, come in concreto, la sentenza impugnata poggia su diverse motivazioni indipendenti, alternative o sussidiarie, di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, la ricorrente è tenuta, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid. 2.4 pag. 368; 138 I 97 consid. 4.1.4 e rinvii). In questa sede la ricorrente rimprovera alla Corte cantonale di non avere sufficientemente spiegato quali sarebbero state le censure semplicemente riproposte in appello e come tali ritenute irricevibili. Adduce inoltre genericamente di avere esposto nell'appello i motivi per cui il giudizio pretorile sarebbe stato errato. La ricorrente non si confronta tuttavia con le esigenze di motivazione dell'appello previste dall'art. 311 cpv. 1 CPC, e non fa quindi valere una violazione di questa disposizione con una motivazione conforme all'art. 42 cpv. 2 LTF (cfr., sui requisiti di motivazione dell'appello, DTF 141 III 569 consid. 2.3.3; 138 III 374 consid. 4.3.1). Quanto alla tardività delle contestazioni sollevate dalla ricorrente, essa si limita a ribadire genericamente di avere "contestato subito la perizia a fine 2015/inizio 2016". Non considera tuttavia l'accertamento, vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), secondo cui il referto peritale era stato presentato alle parti già all'inizio del 2015 e non spiega per quali ragioni, tenuto conto del rilevante lasso temporale e del fatto che la ricorrente non ha fatto uso della possibilità prevista dalla convenzione di chiedere delucidazioni al perito, tali contestazioni avrebbero dovuto essere considerate tempestive. Nella misura in cui la ricorrente non si confronta specificatamente con le distinte motivazioni della sentenza impugnata, ma presenta essenzialmente censure di merito concernenti la concludenza della perizia, il gravame è inammissibile.