Citation: 2C_250/2024 E. C

Questa decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, il 25 ottobre 2023, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 15 aprile 2024. La Corte cantonale ha giudicato, in sintesi, che la ricorrente non poteva dedurre un diritto al rilascio di un'autorizzazione di soggiorno né dall'art. 50 cpv. 1 lett. a LStrI, l'unione domestica registrata essendo durata meno di tre anni, né dall'art. 50 cpv. 1 lett. b LStrI, non essendo dati gravi motivi personali che avrebbero reso necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera; in particolare non risultava che l'insorgente fosse stata vittima di violenza nell'unione domestica registrata né vi erano agli atti elementi che permettevano di ritenere che la sua reintegrazione sociale nel Paese d'origine fosse fortemente compromessa. Infine l'interessata non poteva appellarsi all'art. 8 CEDU, l'unione domestica registrata essendo stata definitivamente sciolta e non trovandosi ella in un rapporto di dipendenza verso la sorella stabilita in Svizzera.