Citation: 2C_296/2024 E. A

A.a. A.________ (1985), cittadino peruviano, è entrato in Svizzera il 7 luglio 2014, ottenendovi un permesso di dimora UE/AELS valido fino al 31 dicembre 2015. Egli infatti si era sposato il 5 aprile 2014 in Italia con B.________, cittadina italiana al beneficio all'epoca di un permesso di dimora UE/AELS, trasformato nell'agosto 2017 in un permesso di domicilio UE/AELS, e madre del loro figlio C.________, nato nel 2011, anche lui titolare di un'autorizzazione di soggiorno nel nostro Paese. A.b. Il 1° gennaio 2017 A.________ ha lasciato la dimora coniugale e il 9 maggio successivo i consorti sono stati autorizzati a vivere separati. Il bambino è stato affidato alla madre, mentre il padre oltre a dovergli versare un contributo alimentare di fr. 400.-- mensili, ha ottenuto un ampio di diritto di visita, successivamente modificato a più riprese. A.c. Il 25 febbraio 2019 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino ha rifiutato di dare seguito alle domande di modifica rispettivamente di rinnovo del permesso di dimora UE/AELS di A.________ e nel contempo gli ha revocato il citato permesso nonché fissato un termine per lasciare la Svizzera. In seguito alla cessazione della vita in comune con la moglie l'autorità migratoria ticinese ha considerato che era venuto a mancare lo scopo per il quale l'autorizzazione di soggiorno era stata rilasciata. Ha poi giudicato non date le condizioni per il prosieguo del soggiorno nel nostro Paese, l'unione coniugale essendo durata meno di tre anni e l'interessato avendo a carico dei debiti oltre ad avere interessato le autorità penali. Infine ha ritenuto che il provvedimento contestato era conforme al principio della proporzionalità. La liceità di questa decisione è stata confermata su ricorso dal Consiglio di Stato (4 marzo 2020) come anche dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 6 maggio 2024. A.d. Il 6 giugno 2024 A.________ ha presentato dinanzi al Tribunale federale un ricorso in materia di diritto pubblico con cui chiede che la sentenza cantonale sia annullata e che venga rinnovato il suo permesso di dimora "B". Lamenta in sintesi la disattenzione dell'art. 50 cpv. 1 lett. b LStrI e dell'art. 8 CEDU. Chiede inoltre la concessione dell'effetto sospensivo e l'esenzione dal pagamento di un anticipo spese. Il Tribunale federale si è fatto trasmettere dalle autorità cantonali l'incarto completo, senza ordinare ulteriori scambi di scritti. Con decreti presidenziali ha concesso l'effetto sospensivo al gravame e ha rinunciato provvisoriamente ad esigere il versamento di un anticipo per le spese giudiziarie. Diritto: