Citation: 1A.151/2003 23.07.2003 E. 2

La detenzione in vista dell'estradizione costituisce una limitazione della libertà personale e presuppone una base legale (art. 5 n. 1 lett. f CEDU), un'informazione dell'interessato sui motivi dell'arresto (art. 5 n. 2 CEDU; art. 48 cpv. 1 e 52 cpv. 1 e 2 AIMP) nonché la facoltà per lo stesso di rivolgersi a un tribunale perché decida rapidamente sulla legalità della misura, ordinando la scarcerazione in caso di detenzione illegale (art. 5 n. 4 CEDU). Durante la procedura d'estradizione, la carcerazione costituisce di massima la regola a meno che la domanda non sia manifestamente inammissibile (art. 50 cpv. 3 e 51 cpv. 1 AIMP; DTF 117 IV 359 consid. 2a in fine pag. 362, 111 IV 108 consid. 2, 109 IV 159). Tuttavia, se la persona perseguita non è in condizione di essere incarcerata o se altri motivi lo giustificano, l'UFG può sostituire l'arresto con altre misure, quali il versamento di una cauzione, il deposito dei documenti di legittimazione o l'obbligo di sottoporsi regolarmente a un controllo della propria presenza in Svizzera (art. 47 cpv. 2 AIMP; Zimmermann, op. cit., n. 195 pag. 148 segg). Il detenuto può inoltre chiedere in ogni momento di essere posto in libertà (art. 50 cpv. 3 seconda frase AIMP). Tuttavia la liberazione provvisoria dalla carcerazione ai fini estradizionali soggiace a condizioni più restrittive di quelle applicabili in materia di carcere preventivo (DTF 111 IV 108 consid. 2 e rinvio), in partico lare non dovendo essere pregiudicata la procedura di estradizione. La durata della detenzione deve comunque rimanere entro i limiti della proporzionalità (DTF 111 IV 108 consid. 3d).