Citation: 2C_371/2018 E. 4

Tutelando per l'essenziale il giudizio della Pretora aggiunta, la Corte cantonale ha in sostanza rilevato: i) che la prima e determinante risposta negativa (ovvero, il silenzio) doveva essere fatta risalire al 14 gennaio 2015, vale a dire alla scadenza dei tre mesi successivi alla notifica del 13 ottobre 2014, ricevuta dall'autorità il giorno successivo; ii) che l'assenza di qualsivoglia pronuncia prima di tale termine doveva essere intesa, con una presunzione irrefragabile, come una risposta negativa dalla quale iniziava a decorrere il termine di sei mesi per inoltrare la causa; iii) che la risposta interlocutoria del 19 gennaio 2015, a torto ritenuta dalla giudice di prime cure come punto di partenza per calcolare il termine di sei mesi, non poteva essere considerata né un atto di silenzio ai sensi dell'art. 19 cpv. 2 LResp/TI, né una risposta negativa; inoltre siccome era intervenuta dopo la scadenza del termine di tre mesi a disposizione dell'autorità per pronunciarsi, la sua differente qualificazione giuridica non poteva comunque cambiare le sorti della procedura; iv) che quindi il termine di perenzione era giunto a scadenza sei mesi dopo la mancata risposta (14 gennaio 2015) e nove mesi dopo la notifica delle pretese (14 ottobre 2014), ovvero il 14 giugno 2015; v) che nell'avere sollevato l'eccezione di perenzione di cui al previgente art. 25 cpv. 2 LResp/TI non poteva essere ravvisato alcun comportamento abusivo dell'autorità cantonale (art. 2 cpv. 2 CC), poiché nulla nel caso concreto permetteva di individuare atti dell'ente pubblico tali da oggettivamente dissuadere l'attrice dal presentare la propria azione; vi) che, infine, alla ricorrente, patrocinata da un legale, non poteva sfuggire che al momento della ricezione della risposta formale da parte dell'opponente le restavano tre settimane per introdurre eventualmente l'istanza di conciliazione. La Corte cantonale ha pertanto respinto l'appello, confermando così l'intervenuta perenzione della pretesa di responsabilità. Litigiosa è quindi unicamente la questione della perenzione dell'azione della danneggiata.