Citation: 5A_163/2018 E. 3.1

3.1. L'art. 393 lett. d CPC stabilisce che il lodo di un arbitrato interno può essere impugnato se è stato violato il principio della parità di trattamento delle parti o il loro diritto di essere sentite. Questo motivo di ricorso è già conosciuto nell'arbitrato internazionale, sicché può essere richiamata la giurisprudenza scaturita dall'applicazione dell'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP (RS 291). In linea di principio, il diritto di essere sentito in procedura contraddittoria garantito dagli art. 182 cpv. 3 e 190 cpv. 2 lett. d LDIP non si distingue da quello scaturente dal diritto costituzionale (art. 29 cpv. 2 Cost.; Mráz/Peter, in Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a ed. 2017, n. 68 ad art. 393 CPC) : anche nel campo dell'arbitrato, ogni parte ha la facoltà di esprimersi sui fatti essenziali per il giudizio, di esporre la propria argomentazione giuridica, di proporre mezzi di prova su fatti pertinenti, ed infine di partecipare alle sedute del tribunale arbitrale (DTF 142 III 284 consid. 4.1; sentenza 5A_294/2016 cit. consid. 4.1). Per contro, sfugge a questa censura il diritto a una motivazione sufficiente (sentenza 5A_634/2011 del 16 gennaio 2012 consid. 2.2.1 e 2.2.2), fatto salvo un obbligo basilare di prendere in considerazione e di esaminare le allegazioni pertinenti delle parti (sentenza 4A_478/2016 del 7 febbraio 2017 consid. 3.1; Mráz/Peter, op. cit., n. 72 e 73 ad art. 393 CPC). Considerata la natura essenzialmente formale del diritto di essere sentito, una sua violazione implica in linea di principio l'annullamento del lodo (DTF 142 III 284 consid. 4.1; sentenza 5A_294/2016 cit. consid. 4.1).