Citation: 4A_438/2017 E. 2.3

2.3. In Svizzera il diritto di essere sentito si riferisce soprattutto all'accertamento dei fatti. Il diritto delle parti a essere interpellate su questioni giuridiche è riconosciuto in modo ristretto. In principio, secondo l'adagio jura novit curia, sia i tribunali statali che quelli arbitrali apprezzano liberamente la portata giuridica dei fatti e non sono legati ai mezzi giuridici sviluppati dalle parti; possono anche statuire sulla base di regole di diritto diverse da quelle di cui queste si sono prevalse. Di conseguenza, nella misura in cui il patto d'arbitrato non limiti la missione del Tribunale arbitrale ai soli mezzi giuridici sollevati dalle parti, quest'ultime non vanno sentite in maniera specifica sulla portata da riconoscere alle regole di diritto. Eccezionalmente è opportuno interpellarle quando il giudice o il Tribunale arbitrale intende fondare la sua decisione su una norma o una considerazione giuridica che non è stata evocata nel corso della procedura e di cui le parti non potevano presumerne la pertinenza (DTF 130 III 35 consid. 5). Il Tribunale federale si dimostra restrittivo nell'applicare la predetta regola, poiché sapere cosa è imprevedibile è una questione di apprezzamento e occorre tenere in considerazione le particolarità della procedura arbitrale: è doveroso evitare che l'argomento della sorpresa sia utilizzato per ottenere un'esame di merito del lodo da parte dell'autorità di ricorso. Ora, contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti la norma da loro invocata non è violata quando gli arbitri fondano la loro decisione su un principio o una norma su cui non è " stata promossa una vera discussione ". Alle parti compete invece l'obbligo di prevedere vari scenari immaginabili e sviluppare la loro argomentazione di conseguenza, emettendo anche delle opinioni a titolo sussidiario in modo da coprire tutte le ipotesi suscettibili di entrare in linea di conto (sentenza 4A_56/2017 dell'11 gennaio 2018 consid. 3.3.2). Queste non paiono peraltro nemmeno essere numerose nella fattispecie, Infatti nemmeno i ricorrenti negano che i tre fratelli G.________ non solo avevano fondato e controllavano il gruppo alberghiero, ma costituivano una società semplice. Ora, essendo i ricorrenti subentrati al defunto padre, circostanza che emerge peraltro in maniera chiara anche dal fatto che essi hanno pure sottoscritto i menzionati contratti con gli zii, non appare inatteso che il Tribunale arbitrale abbia qualificato il loro ruolo - con i relativi obblighi - nell'ambito del gruppo familiare alla stessa stregua di quello che avrebbe avuto il genitore scomparso. In queste circostanze le considerazioni degli arbitri sugli obblighi societari dei convenuti non possono essere considerate sorprendenti. Non occorre quindi esaminare l'argomentazione ricorsuale secondo cui pure la motivazione aggiuntiva del lodo, attinente alla responsabilità dei ricorrenti sulla base dell'art. 602 CC, violerebbe l'art. 190 cpv. 2 lett. d LDIP.