Citation: 4A_627/2016 E. 4.3

4.3. Nella fattispecie giova innanzi tutto ricordare che con un ricorso in materia civile al Tribunale federale non può essere impugnata la decisione di un tribunale cantonale inferiore (art. 75 cpv. 1 LTF), ragione per cui il ricorrente, con il rimedio all'esame, non può validamente lamentarsi degli asseriti vizi della sentenza pretorile. Non può nemmeno essere fatta valere innanzi al Tribunale federale la violazione del diritto cantonale, con l'eccezione dei casi previsti all'art. 95 lett. c, d ed e LTF. Il ricorrente può unicamente prevalersi del fatto che la cattiva applicazione del diritto cantonale viola il diritto federale, in particolare il divieto dell'arbitrio sancito dall'art. 9 Cost. Questa censura esige però una motivazione specifica nel senso dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Non basta criticare la decisione cantonale come se ci si trovasse in istanza di appello, opponendo la propria tesi a quella dell'autorità inferiore; occorre spiegare almeno succintamente qual è il diritto costituzionale leso e in cosa consiste la violazione, per giungere a dimostrare che la decisione impugnata poggia su di un'applicazione della legge manifestamente insostenibile (DTF 140 III 385 consid. 2.3; 138 V 67 consid. 2.2; 134 II 349 consid. 3). Ora, ciò non si verifica in concreto, il ricorrente limitandosi ad apoditticamente affermare, dimenticando peraltro anche il tenore del decreto di sospensione, che un'interpretazione delle norme del codice di procedura civile ticinese diversa da quella da lui proposta sarebbe in contrasto con gli art. 29 Cost. e 6 CEDU.