Citation: 1A.14/2000 03.01.2001 E. 2.-

Entrambi i ricorrenti rimproverano alla CRP di aver violato il diritto di essere sentito e, in particola- re, di aver ritenuto la consegna dei gioielli giustificata poiché usati quale strumento per compiere un riciclaggio di denaro e non quale provento di reato; ora, solo con la sen- tenza della CRP A.________ avrebbe appreso che la Conven- zione n. 141 imporrebbe di scostarsi dalla regola dell'art. 74a cpv. 3 AIMP, secondo cui la consegna avviene di massima su decisione passata in giudicato ed esecutiva dello Stato richiedente. La B.________ fa valere dal canto suo che la Corte cantonale non le avrebbe dato accesso alle contros- servazioni di A.________ sul suo ricorso. a) Dal diritto di essere sentito, desumibile dall' art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.), la giurisprudenza ha dedotto il diritto dell'interessato a esprimersi prima che una decisione sia presa a suo sfavore, di fornire prove sui fatti che possono influenzare la deci- sione, di poter consultare gli atti di causa, di partecipa- re all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di pronunciarsi in merito, come pure di addurre i propri argo- menti (DTF 126 I 7 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa, 19 consid. 2a, 126 V 130 consid. 2a e b, 123 I 63 consid. 2a). L'Auto- rità che inserisce nel fascicolo processuale nuovi documen- ti, di cui intende prevalersi nella decisione, deve infor- marne le parti (DTF 124 II 132 consid. 2b e rinvii). Un'eventuale violazione del diritto di essere sen- tito, derivante per esempio da un difetto di motivazione o dal mancato accesso agli atti (sul loro esame nell'ambito dell'assistenza vedi l'art. 80b AIMP), può essere sanata, di massima, anche nell'ambito della presente procedura di ricorso (DTF 124 II 132 consid. 2d, 117 Ib 64 consid. 4 pag. 87; cfr. anche DTF 126 I 68 consid. 2 pag. 72; Zimmer - mann, op. cit., n. 265, 268 e 273 pag. 214). b) aa) Nella decisione impugnata la CRP ha rileva- to che il Procuratore pubblico, in conformità dell'art. 80b AIMP, avrebbe "fatto meglio" a sottoporre a A.________ la domanda di consegna all'estero prima di decretare la chiu- sura della procedura di assistenza. La CRP ha comunque ri- tenuto a ragione che questa omissione non comportava l'an- nullamento della decisione di chiusura, poiché dinanzi a lei, che fruisce di pieno potere cognitivo, A.________ ha avuto completo accesso agli atti e ampia possibilità di esprimersi, ciò che ha sanato il censurato vizio. La stessa conclusione vale per l'asserita carenza di motivazione del- la decisione del PP, oggetto di diffuse critiche da parte di A.________. Certo, nella decisione del 26 febbraio 1999 il PP ha invitato l'Autorità belga a precisare la prove- nienza delittuosa della collezione; egli ha però anche ri- levato che nella rogatoria non era stata considerata la provenienza delittuosa della collezione, quanto "il suo possibile uso nell'ambito del riciclaggio di denaro". Con- siderato che decisivo, come si dirà (cfr. anche DTF 126 II 495 consid. 5e/aa), è il contenuto della richiesta estera, è manifesto che la CRP poteva pronunciarsi anche sul quesi- to dell'uso della collezione quale strumento di riciclag- gio, per cui non si è affatto in presenza di una nuova qua- lificazione giuridica della fattispecie, sulla quale il ri- corrente avrebbe avuto, a determinate condizioni, la facol- tà di potersi esprimere (DTF 126 I 19 consid. 2a e c; cfr. anche DTF 124 I 49 consid. 3c). Poiché la CRP non ha fonda- to la contestata decisione su una norma o un motivo giuri- dico non evocato nella procedura anteriore, il diritto di essere sentito del ricorrente non è stato violato, ritenuto come egli poteva ravvisarne la rilevanza nella fattispecie (DTF 123 I 63 consid. 2d pag. 69, 115 Ia 94 consid. 1b e rinvii). bb) La B.________ ammette che, dopo numerose ri- chieste di accesso alle decisioni di sequestro e di conse- gna del PP, essa ha potuto infine, in data 28 settembre 1999, e quindi prima dell'inoltro delle sue "osservazioni contenenti un ricorso" alla CRP, consultare l'incarto con- cernente la procedura di assistenza giudiziaria (ricorso pag. 9), oggetto del presente litigio; l'asserita violazio- ne del suo diritto di essere sentito è stata quindi sanata. A torto i ricorrenti rimproverano alla CRP di non avere semplicemente annullato le decisioni del PP. Essi, infatti, già nella procedura cantonale di ricorso hanno po- tuto avere accesso all'incarto e hanno potuto esprimersi, con l'eccezione di cui si è detto e di cui si dirà, prima dell'emanazione del giudizio della CRP. Al più tardi a quel momento, essi hanno potuto prendere conoscenza della doman- da complementare di assistenza del 21 aprile 1999 che indi- cava, in modo sufficientemente chiaro, le ragioni che impo- nevano il mantenimento del sequestro e la consegna della collezione di gioielli, il cui uso - così nella traduzione italiana - "sembrava necessario per commettere l'operazione di riciclaggio di fondi criminali che non potevano essere utilizzati nell'economia legale". cc) La B.________ fa valere inoltre che la CRP non le avrebbe trasmesso, neppure con la decisione impugnata, le controsservazioni di A.________ al suo allegato del 28 ottobre 1999. Nel criticato giudizio la CRP ha rilevato che le controsservazioni, non stralciate dagli atti, e con le quali veniva contestato il diritto di pegno poiché il con- tratto originale sarebbe stato annullato con la convenzione del 6 marzo 1998, erano state presentate spontaneamente da A.________ (fatti h, pag. 4). Ora, dinanzi al Tribunale federale, è stata data alle parti opportunità di accedere agli atti del procedimento, e quindi anche alla menzionata memoria, e di formulare eventuali critiche, e le proprie osservazioni alle censure della controparte. Esse hanno così compiutamente potuto far uso del loro diritto di esse- re sentito e le loro stesse critiche dimostrano ch'esse hanno chiaramente compreso la portata del giudizio impugna- to, contestandolo con conoscenza di causa (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa in fine, 97 consid. 2b, 124 II 146 consid. 2a, 123 I 31 consid. 2c). Infondata è quindi anche la censura di carenza di motivazione della decisione della CRP. L'art. 29 cpv. 2 Cost., come il previgente art. 4 vCost., non pone esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione, visto che l'Auto- rità è tenuta a esprimersi solo sulle circostanze signifi- cative e rilevanti, atte a influire sul giudizio di merito, e non su ogni allegazione fattuale, mezzo di prova od obie- zione giuridica addotti dalle parti (DTF 126 I 97 consid. 2b, 121 I 54 consid. 2c), ciò che è avvenuto in concreto. Le garanzie contenute nella AIMP non conferiscono una pro- tezione più estesa di quella fornita dalla garanzia costi- tuzionale stessa (art. 80d AIMP; DTF 124 II 184 consid. 3 inedito, apparso in Rep 1998, pag. 152 segg.). c) I ricorrenti sostengono poi che la domanda com- plementare, inviata il 21 aprile 1999 per il tramite dell' UFP e, il 7 aprile precedente, direttamente al Ministero pubblico, sarebbe tardiva: essa non rispetterebbe in effet- ti il termine del 20 aprile 1999 fissato dal Ministero pub- blico all'Autorità richiedente affinché fornisse, se inten- deva mantenere il sequestro, indicazioni concrete sulla provenienza delittuosa della collezione. La CRP ha ritenuto che una domanda, complementare o no, può essere presentata in qualsiasi momento e che, tutt'al più, lo Stato richie- dente si è esposto al rischio di vedere la collezione dis- sequestrata alla scadenza del termine. Ha ritenuto altresì che si trattava di un caso d'urgenza, che autorizzava la trasmissione diretta tra le Autorità giudiziarie secondo l'art. 15 cpv. 2 CEAG, ciò che è contestato dai ricorrenti. Secondo la giurisprudenza, l'assenza del requisito dell'urgenza non costituisce una deficienza grave ai sensi dell'art. 2 lett. d AIMP, tale da invalidare la richiesta di assistenza (DTF 116 Ib 86 consid. 5; sentenze inedite dell'11 novembre 1993 in re Titolare dei conti, consid. 3, e del 28 febbraio 1994 in re M., consid. 3). Inoltre, l'in- teresse pubblico volto a salvaguardare la procedura ordi- naria è comunque preservato dal fatto che le commissioni esperite d'urgenza sono rispedite, corredate dai documenti relativi all'esecuzione, secondo la procedura ordinaria dell'art. 15 cpv. 1 CEAG, ossia all'UFP (art. 17 AIMP), co- me avvenuto nella fattispecie. Non occorre quindi risolvere il quesito di sapere se è dato il requisito dell'urgenza, per cui l'Autorità di esecuzione e le Autorità di ricorso possono fondarsi sulla domanda complementare.