Citation: 2C_766/2017 E. 2.3

2.3. Dagli atti di causa (art. 105 cpv. 2 LTF) emerge che, sentita dalla polizia cantonale il 17 maggio 2016 sulla sua situazione matrimoniale, la moglie del ricorrente dopo avere dichiarato di avere iniziato a frequentare un altro uomo a fine dicembre 2012 e di essere andata a vivere con lui in un'abitazione da lei acquistata nell'estate 2013 a X.________ (insistendo peraltro sul fatto che l'aveva acquistata da sola, elemento confermato dall'estratto del registro fondiario definitivo figurante agli atti, ciò che contraddice quanto addotto dal ricorrente durante il proprio interrogatorio secondo cui si trattava di un acquisto comune), ha precisato di avere tenuto il domicilio fiscale a Y.________ "poiché affezionata al posto ma di fatto mi ero trasferita a X.________". Ha poi aggiunto di recarvisi "in pratica una volta alla settimana per il recupero della corrispondenza". Alla domanda dell'agente sul perché non aveva intrapreso le pratiche per il divorzio ella ha precisato " (...) non ho ritenuto il caso di intraprendere le pratiche del divorzio poiché pensavo che il tutto potesse ritorcersi contro di lui ingiustamente visto che era la mia scelta e non la sua", aggiungendo più avanti "sarei rimasta alquanto dispiaciuta se avesse avuto problemi con il permesso di soggiorno (...) poiché la situazione l'avevo scelta io" (cfr. verbale d'interrogatorio del 17 maggio 2016 pag. 1 e 2). Queste dichiarazioni, che attestano sia della nuova relazione sentimentale della moglie iniziata a fine 2012 che della separazione di fatto dei coniugi dall'estate del 2013, sono ulteriormente corroborate da uno scritto datato 5 ottobre 2016, figurante agli atti (art. 105 cpv. 2 LTF), firmato dalla moglie e contenente i recapiti di entrambi i coniugi, il quale è indirizzato all'autorità fiscale circondariale di Y.________ a cui viene chiesto "la separazione delle partite fiscali a far tempo dal 1° gennaio 2015, ritenuto che siamo già separati di fatto da ben prima". Da quanto precede discende che le affermazioni del ricorrente riguardo alla durata della convivenza con la moglie non solo sono smentite dalle dichiarazioni delle moglie, le quali non contengono alcuna contraddizione contrariamente a quanto addotto, ma anche dal contenuto della lettera indirizzata all'autorità fiscale. La valutazione contenuta nel giudizio impugnato non appare di conseguenza per nulla arbitraria ed è in realtà del tutto condivisibile. Rammentato che l'unione coniugale sussiste fino allo scioglimento della comunità familiare, che coincide di regola con quello della comunità domestica (DTF 136 II 113 consid. 3.2 pag. 115 segg.; sentenza 2C_635/2009 del 26 marzo 2010 consid. 5.2) e che detta nozione - che non va confusa con quella formale di matrimonio né con quella di coabitazione - implica una vita coniugale reale ed effettiva (DTF 137 II 345 consid. 3.12 pag. 347; 136 II 113 consid. 3.2 pag. 115 segg.) discende da quanto precede che, non sussistendo più da anni comunione domestica tra i consorti, segnatamente dall'estate del 2013 quando la moglie si è trasferita a X.________, è a ragione che la Corte cantonale è giunta alla conclusione che il marito qui ricorrente nulla poteva dedurre dall'art. 42 cpv. 1 LStr.