Citation: 7B.106/2006 15.08.2006 E. 3

Giusta l'art. 17 cpv. 2 LEF un ricorso all'autorità di vigilanza dev'essere presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ha avuto notizia del provvedimento. Entro il predetto termine di ricorso, l'art. 9 cpv. 2 RFF prevede la possibilità di chiedere all'autorità di vigilanza una nuova stima a mezzo di periti. In virtù dell'art. 31 LEF un termine fissato a giorni non comprende il giorno da cui comincia a decorrere (cpv. 1) e se l'ultimo giorno cade di sabato, di domenica o in un giorno ufficialmente riconosciuto come festivo, il termine scade il prossimo giorno feriale (cpv. 3). I giorni festivi sono determinati dal diritto del Cantone in cui ha sede l'Ufficio (DTF 59 III 97). In concreto l'impugnato avviso d'incanto è stato notificato al ricorrente il 24 maggio 2006, motivo per cui il suddetto termine di 10 giorni ha iniziato a decorrere il 25 maggio 2006 giungendo a scadere sabato 3 giugno 2006, e cioè un giorno prima di Pentecoste. Atteso che l'art. 1 del decreto legislativo concernente i giorni festivi nel Cantone Ticino designa il lunedì di Pentecoste come giorno festivo ufficiale, il termine di ricorso scadeva unicamente martedì 6 giugno 2006, e cioè il giorno in cui è stato interposto il rimedio all'autorità di vigilanza. Ne segue che a torto la decisione impugnata ha ritenuto il gravame tardivo. L'autorità di vigilanza ha però reputato l'impugnativa irricevibile anche per un altro motivo: la contestata stima sarebbe già da tempo cresciuta in giudicato perché comunicata una prima volta con l'avviso 11 febbraio 2005 dell'incanto poi sospeso in seguito all'azione di contestazione dell'elenco oneri proposta dall'escusso. Occorre pertanto esaminare se tale motivazione abbondanziale violi il diritto federale.