Citation: 6B_196/2008 16.05.2008 E. 1

Dal diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., la giurisprudenza ha dedotto, tra l'altro, il diritto dell'interessato di ottenere una decisione motivata. Questa norma non pone esigenze troppo severe all'obbligo di motivazione: l'autorità giudicante è tenuta a esprimersi unicamente sulle circostanze significative, atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito, e non su ogni asserzione delle parti. La garanzia ha essenzialmente lo scopo di permettere, da un lato, all'interessato di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e di impugnarla con cognizione di causa e, dall'altro, all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 129 I 232 consid. 3.2, 126 I 97 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa in fine). La criticata decisione adempie chiaramente queste esigenze. L'autorità cantonale si è pronunciata su tutti i punti rilevanti per il giudizio (visibilità del segnale di limitazione della velocità; posizionamento dell'apparecchio radar); che essa non abbia formalmente ripreso ogni singola argomentazione ricorsuale, respingendola esplicitamente, non è determinante. Sotto il profilo del diritto di essere sentito è infatti determinante ch'essa si sia pronunciata sui punti importanti per il giudizio, respingendo implicitamente le censure manifestamente infondate sollevate dal ricorrente e consentendogli, per finire, di afferrare la portata della sentenza e di impugnarla in questa sede con cognizione di causa.