Citation: I 445/00 13.02.2002 E. 4

4.- Né le valutazioni delle parti, né gli accertamenti dei primi giudici possono essere condivisi. a) Va preliminarmente osservato che la prassi instaurata in passato dal Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, che fissava, secondo criteri troppo uniformi, in fr. 35'000.- il reddito ipotetico da invalido conseguibile sul mercato ticinese in attività leggere, e alla quale si sono orientate le parti, non è più stata avallata dal Tribunale federale delle assicurazioni (cfr. sentenze del 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00, e 30 giugno 2000 in re B., I 411/98), il quale, ormai in costante giurisprudenza, ritiene applicabili, in difetto di indicazioni economiche effettive, i dati statistici aggiornati pubblicati nell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica (tabelle gruppo A, valore mediano; cfr. DTF 126 V 77 consid. 3b/bb, 124 V 322 consid. 3b/aa). In DTF 126 V 75 segg. , questo Tribunale ha pure risolto la questione di sapere se e in quale misura i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti per tenere conto delle particolarità del singolo caso (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), evidenziando che, nell'ambito di una valutazione globale, una deduzione massima del 25% del salario statistico permette di tenere conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. La Corte ha infine osservato che tale deduzione non è tuttavia automatica, ma deve essere valutata e motivata nel singolo caso dall'amministrazione e, in caso di ricorso, dal giudice del merito, il quale però non si scosterà, senza fondati motivi, dalle conclusioni di quest'ultima (DTF 126 V 80 consid. 5 b/dd e 6). b) Ora, già solo alla luce di queste considerazioni, la domanda di rendita di R.________, fondata su valori di confronto inapplicabili, deve essere respinta. Si osserva infatti che anche prendendo, nell'ipotesi maggiormente favorevole per l'assicurato, l'importo da lui indicato in fr. 59'469. 70 quale reddito da valido (valore aggiornato al 1999, anno della decisione querelata: DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a), in nessun caso il raffronto con il guadagno da invalido, da determinare secondo i parametri suesposti, condurrebbe ad un tasso di invalidità superiore al 50%. Con riferimento alle professioni ritenute esigibili dai responsabili del Centro X.________, che avevano avuto modo di peritare il ricorrente dal 14 aprile al 13 maggio 1998, e ai dati statistici relativi al 1998 desumibili dalla tabella di riferimento TA1, livello di esigenze 4, valida per il settore privato (cfr. sentenza del 19 ottobre 2001 in re L., I 289/01, consid. 3c e riferimento), risulta infatti - anche senza necessità di adeguare, al rialzo, questi valori per tenere conto dell'evoluzione dei salari e dell'orario settimanale di 41,8 ore, anziché delle 40 ore riportate dai rilievi statistici (cfr. La Vie économique 3/2001 pag. 100 seg. , tavole B 9.2 e B 10.2) - un reddito ipotetico da invalido non inferiore a fr. 45'348.- (fr. 3'779 x 12), corrispondente all'importo medio annuo conseguibile da una persona di sesso maschile esercitante attività leggere e ripetitive nel settore della produzione di pelletterie e di calzature, nel cui ambito sarebbero ipotizzabili lavori di imballaggio secondo quanto indicato dagli specialisti del Centro X.________. In tali condizioni, anche volendo applicare la deduzione massima consentita del 25% su tale dato - che, si ribadisce, è quello maggiormente favorevole per l'assicurato (cfr. RAMI 2001 no. U 439 pag. 348) -, si otterrebbe comunque un importo non inferiore a fr. 34'011.-, con conseguente tasso di invalidità non superiore al 42,81%. c) Potendosi, per quanto esposto, prescindere da un rinvio degli atti all'amministrazione per nuova determinazione dei redditi, il ricorso di diritto amministrativo deve essere respinto e la pronunzia impugnata, ancorché con le precisazioni di cui sopra, confermata nella misura in cui ha negato a R.________ il diritto a una rendita per carenza di invalidità pensionabile.