Citation: U 386/06 03.09.2007 E. 4

Controverse sono per contro le modalità di valutazione dell'invalidità, e più precisamente quelle riguardanti la determinazione del reddito da valido e da invalido. 4.1 Per quanto riguarda in primo luogo il reddito ipotetico da valido, l'insorgente rimprovera in sostanza all'autorità cantonale un accertamento incompleto dei fatti poiché non avrebbe considerato ch'egli, alle dipendenze della ditta X.________ SA, era solito prestare delle ore straordinarie di lavoro. La mancata assunzione dei richiesti mezzi di prova da parte dell'istanza inferiore costituirebbe inoltre una violazione del suo diritto di essere sentito. Le censure sono infondate. Secondo la giurisprudenza, guadagni supplementari risultanti da lavoro straordinario sono presi in considerazione nella determinazione del reddito da valido nella misura in cui hanno carattere di reddito e non costituiscono un rimborso spese. In ogni caso, presupposto è che tali redditi venivano percepiti regolarmente dall'assicurato e che egli ne avrebbe probabilmente beneficiato anche nel futuro (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 segg.; 1989 no. U 69 pag. 176 segg.; VSI 2002 pag. 161 consid. 3b [I 357/01]). In concreto, la Corte cantonale si è rivolta ben tre volte all'ex datrice di lavoro dell'insorgente chiedendo le necessarie informazioni. Sulla base della documentazione e delle indicazioni ricevute, essa ha ritenuto i suddetti presupposti giurisprudenziali inadempiuti rilevando come l'ex datrice avesse in maniera credibile attestato che le ore supplementari di lavoro non venivano eseguite normalmente ma solo occasionalmente, a dipendenza di eventuali necessità di cantiere. Il Tribunale federale non vede valido motivo per scostarsi da questa valutazione. Si ricorda inoltre al ricorrente che se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b [I 362/99]). 4.2 Per quanto concerne d'altro canto il reddito da invalido - valutato dal primo giudice secondo i due procedimenti ammessi dalla giurisprudenza in assenza di indicazioni economiche effettive, ovvero sulla base delle statistiche edite dall'Ufficio federale di statistica e sulla base dei salari DPL elaborati dall'INSAI - l'insorgente critica in sostanza il fatto che l'autorità cantonale, scostandosi dalla sua precedente prassi, abbia fatto capo ai valori nazionali, di cui alla tabella TA1, anziché a quelli regionali ticinesi desumibili dalla tabella TA13 dell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica. Pure questa censura si rivela priva di fondamento. Riguardo alla questione della tabella applicabile tra le varie riportate dall'ISS, la presente Corte ha in effetti di recente stabilito non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla tabella TA13 e relativi ai salari nelle grandi regioni (cfr. SVR 2007 UV no. 17 pag. 56 [U 75/03]). Il reddito ipotetico da invalido deve di conseguenza essere valutato sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali (svizzeri) conseguibili nel settore privato, lo stesso dovendo valere, per evitare disparità di trattamento, nei confronti di assicurati residenti all'estero (v. la sentenza I 773/05 del 28 febbraio 2007, consid. 3.3).