Citation: 9C_961/2009 17.01.2011 E. 4

4.1 L'istanza giudiziaria cantonale ha sostanzialmente fondato la sua dettagliata pronuncia sulle risultanze della perizia pluridisciplinare 27 ottobre 2005 del Servizio Y._________ e dopo aver confrontato la perizia con i pareri dei vari specialisti intervenuti in seguito (perizia 27 luglio 2007 della dott.ssa U.________, psichiatra, e perizia 17 aprile 2007 del dott. S.________, reumatologo) che hanno valutato lo stato di salute della ricorrente e le sue ripercussioni sulla capacità lavorativa. 4.2 L'interessata ritiene che i primi giudici abbiano attuato un accertamento manifestamente inesatto dei fatti, in primo luogo, laddove asseriscono che il periodo d'incapacità lavorativa consecutivo all'aggressione subita sarebbe stata irrilevante ai fini del diritto alla rendita non essendo perdurato per almeno dodici mesi ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 lett. a LAI, quando in realtà lei dopo l'aggressione subita dall'ex datore di lavoro non sarebbe mai più stata capace al lavoro in misura superiore al 50%. In secondo luogo contesta la perizia del Servizio Y._________ e osserva che la stessa sarebbe lacunosa per quel che concerne la valutazione dei suoi problemi psichici, perché si fonda unicamente sulla valutazione specialistica del dott. M.________, psichiatra incaricato dall'UAI, il quale conclude senza motivazioni approfondite né tanto meno convincenti per un'incapacità lavorativa (complessiva) del 20%. L'assicurata motiva la sua tesi richiamandosi in particolare alle dichiarazioni della psichiatra I.________ del 20 dicembre 2004 (medico incaricato dall'assicuratore LAINF La Basilese Assicurazioni) e della psichiatra U.________ del 27 luglio 2007 (chiamata dal Pretore a rendere una perizia giudiziaria nella causa civile intentata nei confronti dell'ex datore di lavoro), che attestano, insieme allo psichiatra curante dott. V.________, un'incapacità lavorativa del 50% riconducibile in sostanza a sindrome da disadattamento con prevalente disturbo di altri aspetti emozionali (ICD 10, F 43.23), sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD 10, F 45.4) e fibromialgia primaria, affezioni che si sarebbero esacerbate dopo la nota aggressione del gennaio 2004. 4.3 Nella misura in cui contesta la valutazione della capacità lavorativa residua operata dalla precedente istanza la quale, facendo uso del proprio potere d'apprezzamento delle prove, ha ritenuto maggiormente attendibili le conclusioni del Servizio Y._________ e del Servizio Z._________ e ha concluso per una abilità lavorativa residua dell'80% nelle attività di cassiera, di operaia addetta alla distribuzione della posta e in altre occupazioni di pari impegno fisico, l'insorgente censura un giudizio su una questione di fatto che, in quanto tale, vincola per principio questo Tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398 seg.). Orbene, questa conclusione non lede alcuna norma di diritto federale, né risulta da un accertamento manifestamente errato o incompleto dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove (sul concetto di arbitrio nel presente contesto cfr. pure sentenza 9C_337/2007 del 12 giugno 2008, in SVR 2008 IV n. 60 pag. 195 consid. 6.2.2). Benché sussista effettivamente una divergenza di valutazione tra le varie perizie, ciò non basta ancora per stravolgere l'accertamento dei primi giudici. La Corte cantonale ha esposto in maniera sostenibile i motivi che l'hanno indotta ad attribuire maggiore attendibilità alle conclusioni del Servizio Y._________ e del Servizio Z._________. Senza arbitrio i primi giudici potevano pertanto seguire la tesi espressa principalmente dal dott. M.________, il quale ha spiegato che l'aggressione subita nel gennaio 2004, più che agire come evento psicotraumatico stressante nell'ambito di una sindrome da disadattamento - come per contro ritenuto nelle valutazioni peritali invocate dalla ricorrente -, avrebbe funzionato come elemento di disturbo che non l'ha di certo aiutata a distoglierla da problemi personali che affondano le loro radici in età infantile e che sarebbero ancora irrisolti. Sempre in maniera sostenibile, il dott. M.________ ha inoltre rilevato che l'insoddisfazione carica di tensione con la contemporanea riduzione della tolleranza al dolore avrebbe portato da un lato ad uno stato di scontentezza e dall'altro ad un incremento della sindrome dolorosa somatoforme, con la conseguenza che la capacità lavorativa, che risulterebbe senz'altro piena in condizioni di equilibrio, nelle attuali condizioni di relativa agitazione si ridurrebbe del 20%. Da notare da ultimo ma non per ultimo l'assoluta necessità, segnalata dal perito in parola ma apparentemente osteggiata dall'assicurata, di prendere in considerazione anche un "presidio psicofarmacologico" per ridurre la tensione endopsichica che squilibrando il sistema non farebbe altro che concentrare l'attenzione dell'interessata soltanto sugli aspetti negativi impedendole di accedere alle risorse. A ciò si aggiunge che anche la psichiatra G.________, inizialmente incaricata dalla Basilese Assicurazioni, il 1° aprile 2004 - vale a dire a distanza di pochi mesi dall'evento traumatico, ossia quando il senso di turbamento doveva essere maggiore a quello presente nel 2007 quando l'assicurata è stata esaminata dalla dott.ssa U.________ -, dopo avere espresso il parere che l'interessata stesse elaborando l'evento "in maniera vittimistico masochistica" e avere manifestato l'intenzione di dichiararla abile al lavoro in misura completa dal 1° maggio 2004, non ha ritenuto né utile né terapeutico "aprire una inabilità lavorativa per malattia" per i disturbi fibromialgici, che rappresenterebbero l'espressione di una sindrome somatoforme da dolore persistente nell'ambito di un comportamento autolesionistico-vittimistico con importante sfondo di masochismo morale che la costringerebbe a soffrire cronicamente. In tali circostanze, visto anche il potere di esame limitato che informa la procedura dinanzi al Tribunale federale, il fatto che i primi giudici abbiano dato maggior peso alle conclusioni del Servizio Y._________ rispetto a quelle delle dott.sse I.________ e U.________, le cui considerazioni erano peraltro piuttosto orientate a fare luce sulla questione del nesso di causalità naturale e adeguata con l'evento traumatico del gennaio 2004, rispettivamente sull'eventuale raggiungimento dello status quo sine vel ante, regge alle critiche ricorsuali. Analogo discorso vale per la valutazione 23 gennaio 2008 del dott. E.________ del Servizio Z._________, il quale ha indicato che la fibromialgia e la sindrome somatoforme possono essere considerate invalidanti solo se adempiono i criteri di Foerster/Mosimann, peraltro riconosciuti dalla giurisprudenza (cfr. DTF 131 V 49; 132 V 65), come pure che questi criteri presuppongono in ogni caso la presenza di una comorbidità psichica di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza costante e intensa di altri fattori, quali ad esempio la perdita d'integrazione sociale in tutti gli ambiti della vita o uno stato psichico consolidato, senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico. Ora, anche sotto questo aspetto, la Corte cantonale poteva senza arbitrio negare, insieme al Servizio Z._________, la presenza di una patologia psichiatrica maggiore, la perdita d'integrazione sociale (in considerazione anche dei tentativi, seppure falliti, di ripresa lavorativa a contatto con altre persone, ma soprattutto del fatto che l'assicurata convive stabilmente da oltre cinque anni con il suo compagno che la impiegherebbe su chiamata con lavori di giardinaggio) e la presenza di una patologia somatica maggiore. E in questo contesto si inserisce pure l'osservazione - già richiamata in precedenza - che con il rifiuto di un trattamento psicofarmacologico la ricorrente si è preclusa la possibilità di un'adeguata cura specialistica volta all'elaborazione del trauma subito che contribuirebbe a stabilizzare la situazione psichica in modo tale da agevolarle la ripresa di un'attività lavorativa in modo quasi completo. 4.4 Ciò premesso e visto che i dati economici relativi ai redditi con e senza invalidità non sono per il resto contestati e risultano dagli atti, merita tutela la conclusione del Tribunale cantonale che sempre senza arbitrio poteva ugualmente prescindere dall'assunzione di ulteriori mezzi di prova, ritenendo quelli esistenti sufficienti per la valutazione del caso.