Citation: 2C_670/2014 E. 4

Riferendosi alla numerazione delle delibere del Consiglio di Stato (n. 1515 per la risoluzione di aggiudicazione; n. 1516 per la risoluzione di esclusione), i ricorrenti danno per acquisito che il Governo cantonale abbia attribuito la commessa al secondo consorzio classificato prima di decidere di escludere la loro offerta. Basandosi su quella che considerano un'evidenza, si lamentano quindi del fatto che la Corte cantonale non abbia tematizzato la questione nel suo giudizio; denunciano inoltre una violazione del divieto d'arbitrio, del principio della buona fede, della libertà economica e un'illecita disparità di trattamento. Quella che gli insorgenti ritengono un'evidenza non è tuttavia tale. Anche se è vero che la risoluzione di esclusione porta il n. 1516 e quella di aggiudicazione il n. 1515, da una lettura di quest'ultima risulta infatti chiaramente che il Consiglio di Stato ha deciso di attribuire la commessa in questione al Consorzio D.________ solo dopo aver rilevato che l'offerta economicamente più vantaggiosa non aveva potuto essere tenuta in considerazione. Proprio a questo proposito, detta risoluzione di aggiudicazione contiene in effetti la seguente ed inequivocabile indicazione: "offerta scartata (oggetto di risoluzione separata) Consorzio A.________" Nella misura in cui risultino ammissibili, già poiché si basano sull'errato assunto che il committente abbia prima aggiudicato e poi escluso, le critiche con le quali vengono lamentati l'arbitrio, una violazione del principio della buona fede, del diritto alla parità di trattamento e della libertà economica non possono quindi essere condivise. Per quanto riguarda la denuncia, di natura formale, della lesione del diritto di essere sentito, essa è invece d'acchito inammissibile. Lamentando una violazione del loro diritto ad una decisione motivata, gli insorgenti non indicano infatti nemmeno con precisione in quali termini sarebbe stata formulata la loro originaria censura. Certo è comunque che, siccome una semplice lettura delle risoluzioni in questione era in realtà atta a fugare ogni dubbio riguardo alla tempistica seguita dal Consiglio di Stato, il Tribunale amministrativo non aveva motivo alcuno per approfondire motu proprio la questione.