Citation: 1B_648/2020 E. 2.1

2.1. La CRP ha accertato che la decisione del PP implica un ridimensionamento di atti istruttori volti alla raccolta di mezzi di prova che potrebbero comportare dei sequestri, motivo per cui essa non concerne direttamente il mancato sequestro di beni immobiliari o patrimoniali, ma una riduzione degli atti istruttori inizialmente richiesti con la rogatoria internazionale. Ne ha concluso che si tratta pertanto di una decisione relativa a istanze probatorie, da esaminare sotto il profilo dell'art. 394 lett. b CPP, ciò che i ricorrenti non contestano. L'istanza precedente ha ricordato che sulla base di questa norma (cfr. anche l'art. 318 cpv. 3 CPP), contro la reiezione da parte del pubblico ministero di istanze probatorie, che possono essere riproposte senza pregiudizio giuridico dinanzi al tribunale di primo grado, il reclamo è inammissibile. Aggiungasi che ciò si giustifica anche per evitare ritardi procedurali, che potrebbero ledere l'imperativo di celerità (art. 5 CPP), proprio perché queste istanze possono essere riproposte nella procedura dibattimentale. La Corte cantonale ha poi ritenuto, rettamente, che il concetto di pregiudizio giuridico dell'art. 394 lett. b CPP è identico a quello dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF (DTF 143 IV 175 consid. 2.3 pag. 177; 140 IV 202 consid. 2.1 pag. 205). Le istanze probatorie respinte possono essere infatti riproposte, in applicazione dell'art. 331 cpv. 2 e 3 CPP, durante la procedura dibattimentale (art. 318 cpv. 2 terza frase CPP) e, se del caso, in seguito davanti alla giurisdizione di appello e al Tribunale federale (sentenza 1B_278/2014 del 18 novembre 2014 consid. 1.3). Ha accertato che i ricorrenti non hanno speso neppure una parola per indicare in che misura il mancato accoglimento della loro richiesta provocherebbe loro un pregiudizio irreparabile.