Citation: 2D_13/2017 E. 3.2

3.2. In primo luogo la ricorrente censura la disattenzione del principio della proporzionalità. Sennonché detto principio non è un diritto costituzionale con portata propria (DTF 131 I 91 consid. 3.3 pag. 99 e rinvii). La ricorrente afferma poi che impedirle di continuare gli studi, ormai quasi ultimati, lederebbe il suo diritto allo studio e all'istruzione garantito dall'art. 2 in relazione con l'art. 5 (che dichiara la citata norma articolo addizionale alla CEDU) del I Protocollo addizionale alla CEDU del 20 marzo 1952. La Svizzera, benché l'abbia firmato il 19 maggio 1976, non ha ratificato il citato Protocollo addizionale. Esso non è pertanto di alcuna valenza in concreto. Per quanto poi il richiamo all'art. 13 del Patto internazionale del 16 dicembre 1966 relativo ai diritti economici, sociali e culturali (Patto ONU I; RS 0.103.1) sia sufficientemente motivato (art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF), va rammentato alla ricorrente che, per consolidata prassi, non si tratta di una norma direttamente applicabile che le conferirebbe dei diritti (DTF 126 I 240 consid. 2 e 3 pag. 241 segg. e numerosi riferimenti). Infine, dato che ella non fa valere la disattenzione dei suoi diritti di parte, la cui violazione costituirebbe un diniego di giustizia formale (DTF 133 I 185 consid. 6.2 pag. 198), anche trattato quale ricorso sussidiario in materia costituzionale, il gravame è quindi inammissibile.