Citation: 1C_338/2015 E. 2.1

2.1. Il ricorrente sostiene che la Corte cantonale, non condividendo le conclusioni del Consiglio di Stato circa l'incompletezza dei piani, avrebbe proceduto a un accertamento manifestamente inesatto dei fatti, in particolare riguardo agli interventi di sistemazione esterna, al rispetto della distanza dalla palazzina C dal confine con la particella confinante, all'accertamento del volume del materiale proveniente dallo scavo, alle demolizioni, nonché all'altezza degli edifici. Al riguardo, la Corte cantonale ha ritenuto che, sebbene un piano non indichi in modo preciso il confine del fondo confinante con la palazzina C, con l'ausilio degli altri piani è nondimeno possibile comprendere i progettati interventi di sistemazione esterna e le distanze per di più indicate tra le abitazioni e i confini delle proprietà limitrofe, in ogni modo agevolmente deducibili dai piani mediante misurazione. Richiamato l'art. 12 cpv. 1 lett. c del regolamento del 9 dicembre 1992 di applicazione della legge edilizia cantonale, relativo ai piani che i progetti edilizi devono comprendere, i giudici cantonali, fondandosi sulla prassi cantonale in materia, hanno ritenuto che questa norma non impone un piano degli scavi. Hanno inoltre stabilito che lo smaltimento di terra, previsto per la metà sul posto, approvato dal Municipio e dal Cantone, sarebbe "tutto sommato" sufficiente.