Citation: I 631/01 05.08.2002 E. 3

La nuova valutazione operata dall'amministrazione, rispondendo adeguatamente ai rilievi critici mossi in sede di ricorso di diritto amministrativo, può essere condivisa da questa Corte. In particolare, essa non sottovaluta le ripercussioni delle diverse affezioni sulla capacità lavorativa nella precedente professione e nelle altre attività leggere sostitutive, compatibili dal profilo sia valetudinario sia attitudinale. Non può così trovare accoglimento la tesi ricorsuale, secondo cui debba essere negata la possibilità, per l'interessata, di accedere a qualsiasi attività sostitutiva, segnatamente a quelle proposte dal servizio medico dell'UAI, che appaiono, alla luce delle affezioni evidenziate da entrambe le parti, senz'altro esigibili nei limiti indicati dal dott. U.________, dalle cui valutazioni, chiare ed attendibili (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/ee) non sussite pertanto motivo di scostarsi. Né si giustifica di disporre ulteriori accertamenti, ritenuto che la situazione medica ed economica appare diffusamente acclarata. Va quindi ricordato alla ricorrente che, per costante giurisprudenza, ogni assicurato ha il dovere di intraprendere tutto quanto sia da lui ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate). Inoltre, l'esistenza di fattori estrinseci, che impediscono la ripresa di un'attività adeguata e compatibile, non sono rilevanti per il diritto assicurativo per l'invalidità svizzero. L'assenza di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee all'invalidità non giustifica infatti il riconoscimento di una rendita. Se un assicurato non reperisce un lavoro adeguato a dipendenza dell'età o di una formazione insufficiente, l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a risponderne; l'"incapacità di lavoro che ne risulta" non è dovuta a una causa per la quale la legge le impone di prestare (DTF 107 V 21 consid. 2c; VSI 1999 pag. 247 consid. 1). Nell'ordinamento giuridico svizzero, la mancanza di lavoro a seguito della disoccupazione endemica che colpisce una determinata regione, quindi dovuta a veri e propri squilibri del mercato del lavoro, viene assunta nei limiti della legge dall'assicurazione contro la disoccupazione. Per il resto, anche il raffronto dei redditi operato dall'amministrazione non presta il fianco a censure, considerato che è stato effettuato in conformità dei principi giurisprudenziali suesposti (consid. 1) e che anche la riduzione applicata al reddito da invalida per tenere conto delle particolarità del caso appare adeguata e condivisibile, non appena si consideri che quando l'assicurata ha cessato l'attività non era ancora cinquantenne. Senza dimenticare che tale valutazione prescinde dal fatto che l'interessata è comunque stata ritenuta abile al lavoro nella pregressa attività nella misura del 50%.