Citation: U 229/06 10.09.2007 E. 5

Alla luce del rapporto del dott. Z.________, specialista in ortopedia, il giudice di prime cure ha concluso che, da un punto di vista somatico, dalla fine di settembre 2002 l'assicurata non presentava più alcuna incapacità lavorativa rispettivamente non necessitava più di cure, e che i disturbi cervico-cefalici, oltre a esistere già prima dell'incidente, erano insorti ben cinque mesi dopo l'infortunio e quindi non potevano essere ad esso collegati. Per quanto riguarda i disturbi psichici, manifestatisi già il 19 agosto 2002, la Corte cantonale ha ammesso un nesso naturale perlomeno parziale con l'incidente. Dopo aver classificato l'infortunio di grado medio al limite di quelli gravi, ha tuttavia negato l'adeguatezza di tale nesso, in quanto l'unico fattore entrante in linea di conto, e meglio quello delle circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o della spettacolarità dell'infortunio, non era adempiuto. Dal canto suo l'assicurata sostiene che la perizia del dott. Z.________ sarebbe superficiale e immotivata, mentre il fattore concomitante dovrebbe essere considerato adempiuto, ritenuto anche lo stato di coma del marito dopo l'incidente - che l'assicurata credeva morto -, perdurato due settimane, e il coinvolgimento dei figli nell'evento stesso.