Citation: K 42/98 13.12.2001 E. 4

4.- Il Tribunale federale delle assicurazioni, ribadendo peraltro quanto ha già espresso in due analoghe vertenze recenti (sentenza del 26 settembre 2001 in re Z., K 89/98, e sentenza del 19 settembre 2001 in re M., K 73/98, destinata alla pubblicazione nella Raccolta Ufficiale), si associa alle considerazioni degli esperti, secondo cui le dislocazioni dentarie, per giustificare un obbligo di prestazione assicurativa, devono avere carattere patologico e determinare un notevole danneggiamento delle strutture vicine o comunque minacciare la realizzazione di un siffatto danno, conformemente a quanto suindicato. Per dare luogo a un obbligo prestativo, l'affezione non può pertanto semplicemente consistere in una dislocazione dei denti in quanto tale se non trae seco anche le suddette conseguenze. Ne consegue che il concetto di malattia giusta l'art. 17 lett. a, seconda cifra, OPre non è identico a quello altrimenti valido in ambito LAMal (art. 2 cpv. 1), il primo dovendosi qualificare per dare maggiore rilievo al requisito di gravità esatto dal legislatore in caso di trattamento dentario. Così, non è sufficiente una qualsiasi alterazione dello stato di salute a dipendenza di una dislocazione. Al contrario, è necessario che il pregiudizio sia qualificato nel senso indicato dai periti. Se tali condizioni sono adempiute, non occorre invece esaminare oltre se la malattia, nel suo insieme, sia anch'essa grave (cfr. sentenza citata del 19 settembre 2001 in re M., consid. 7a).