Citation: 4A_27/2020 E. 3.2

3.2. La sentenza impugnata riassume in modo sostanzialmente giusto questa giurisprudenza. I ricorrenti obiettano però con ragione ch'essa contiene un'imprecisione, laddove afferma che i provvedimenti processuali sbagliati possono manifestare prevenzione solo se sono "particolarmente grossolani e ripetuti". Le due condizioni sono in effetti alternative, non cumulative. Si tratta più che altro di un'imprecisione nel riprodurre la giurisprudenza, non di un errore di sostanza, poiché, come si vedrà, al termine del proprio giudizio l'autorità cantonale ha valutato correttamente la fattispecie sotto questo profilo (cfr. consid. 7). È invece a torto che i ricorrenti rimproverano alla Corte ticinese di avere preso in considerazione, tra gli elementi concreti atti a suscitare dubbi di prevenzione, anche la volontà di nuocere del magistrato; requisito che a loro parere la giurisprudenza non porrebbe. Si vedano a questo proposito le sentenze recenti 1B_583/2019 del 17 febbraio 2020 consid. 3.3 e 1C_165/2019 del 7 gennaio 2020 consid. 2.1; oltre alla DTF 125 I 119 consid. 3e e alla sentenza 5D_77/2009 dell'8 gennaio 2010 consid. 3.2 citate nella decisione impugnata. È vero che sovente la giurisprudenza non ne fa menzione; ma ciò è dovuto al fatto che la volontà di nuocere, più che un requisito a sé stante, appare come una conseguenza inevitabile del comportamento parziale del giudice, che favorendo una parte nuoce necessariamente all'altra. Questo aspetto non è peraltro stato determinante per il giudizio.