Citation: I 233/00 18.10.2000 E. 3

3.- a) Nel merito, il Tribunale federale delle assicurazioni aderisce ai motivi addotti dai primi giudici a sostegno della loro pronunzia di rifiuto delle prestazioni, fondata sul rapporto peritale del prof. T.________, che si è avvalso del consulto specialistico del prof. A.________, il quale ritiene l'assicurato idoneo senza restrizioni ad attività sedentarie che non implichino sforzi fisici intensi. Dopo l'intervento chirurgico di triplice by-pass aorto-coronarico del luglio 1994, le condizioni di salute del ricorrente e la sua capacità lavorativa sono progressivamente migliorate, al punto da consentirgli l'esercizio di numerose attività non implicanti sforzi intensi. Alla luce di questo consulto, la valutazione del prof. T.________, secondo il quale la capacità lavorativa del ricorrente era salita al 50% sei mesi dopo l'intervento chirurgico, al 55% almeno dall'agosto 1995 e al 65% verso la metà di settembre del 1997, non appare certo ingenerosa. b) Vero è che il ricorrente obietta che la valutazione dei medici dell'INPS, che lo avevano visitato alla fine di ottobre del 1996, diverge da quella del prof. T.________. I dottori I.________ e D.________ stabilivano infatti l'invalidità in rapporto all'attività svolta dall'assicurato nell'ultimo periodo nella misura del 67%. Questa valutazione era tuttavia stata ripetutamente messa in discussione dal servizio medico dell'Ufficio AI, che in un primo tempo aveva addirittura ritenuto l'interessato di nuovo abile al lavoro in misura pressoché completa nella precedente attività di commerciante di generi alimentari. Proprio questa divergenza di opinione aveva indotto il primo giudice ad annullare la decisione di rifiuto 30 settembre 1997 e a ordinare all'amministrazione di esperire un accertamento peritale, dal quale non v'è ragione, per quanto già esposto, di dipartirsi. c) A titolo meramente abbondanziale - anche se nel presente caso il problema non è di rilievo, poiché l'assicurato potrebbe riprendere in misura superiore alla metà la precedente attività - si rileva che, per costante giurisprudenza, l'invalidità, nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere, è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a). Il grado d'invalidità non viene determinato unicamente in relazione alla precedente professione, ma alla perdita di guadagno che l'assicurato subirebbe se mettesse a frutto la residua capacità lavorativa anche in altre attività adeguate, compatibili con il suo stato di salute. E in questo contesto l'assicurato ha il dovere di intraprendere tutto quanto sia da lui ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua invalidità (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate).