Citation: 4A_237/2024 E. 5.5.2

5.5.2. Laddove l'interessata rimprovera all'opponente di abusare del suo ruolo di proprietario e di aver imposto una partecipazione alle spese di gestione e di rinnovamento, la critica si esaurisce in una recriminazione, e come tale appare di dubbia ammissibilità. Ad ogni buon conto, si rammenti che chi acquista un'unità abitativa di un apparthotel, sa o deve sapere di dover accettare che il proprietario di maggioranza ed esercente può imporre le sue decisioni e che egli assume i pieni poteri della gestione (cfr. art. 7 cpv. 2 e 11 cpv. 2 lett. g OAFE; Bodevin, op. cit., n. 390; Eric Ramel, Le régime des apparthôtels dans la loi fédérale du 16 décembre 1983 sur l'acquisition d'immeubles par des personnes à l'étranger, 1990, pag. 42). Invano, poi, l'insorgente asserisce che vi debba essere un obbligo di consenso unanime dei comproprietari: per prima cosa la circostanza è nuova e come tale inammissibile (cfr. sopra, consid. 2.2); in secondo luogo, la ricorrente stessa non pretende, né dimostra che il contratto del 18 febbraio 1995 o la legge imponga al nuovo gerente di proporre un contratto di locazione alle stesse condizioni del primo. Infine, non soccorre domandarsi cosa sarebbe accaduto se l'esercente non fosse cambiato, visto che in concreto la fattispecie è altra.