Citation: 1P.77/2002 12.03.2002 E. 2

2.1 Con il giudizio impugnato la CRP ha in sostanza confermato la decisione del PP di estendere l'accusa anche al reato di violazione della legge sulla protezione dei marchi. Si tratta, al riguardo, di un giudizio che non mette fine alla causa: esso concerne solo una fase del procedimento penale aperto nei confronti del ricorrente, e assume una funzione puramente strumentale rispetto a quella destinata a concluderlo (DTF 123 I 325 consid. 3b, 122 I 39 consid. 1a/aa). In tal caso, poiché non si è in presenza di una decisione pregiudiziale o incidentale sulla competenza o su una domanda di ricusazione ai sensi dell'art. 87 cpv. 1 OG, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo se la decisione impugnata, che è stata notificata separatamente dal merito, può causare un danno irreparabile secondo l'art. 87 cpv. 2 OG. In effetti, se il ricorso di diritto pubblico di cui al capoverso testé citato non è ammissibile o non è stato interposto, la decisione pregiudiziale o incidentale interessata può essere impugnata soltanto mediante ricorso contro la decisione finale (art. 87 cpv. 3 OG): la menzionata giurisprudenza è stata confermata anche sotto il regime del nuovo art. 87 OG (DTF 127 I 92 consid. 1c, 126 I 207 consid. 1b e 2). L'art. 87 OG è stato dettato da esigenze di economia processuale: con questa disposizione il legislatore ha voluto sgravare il Tribunale federale, il quale, come Corte costituzionale, deve di regola occuparsi una sola volta della stessa contestazione (DTF 122 I 39 consid. 1a/aa pag. 42 e rinvii). 2.2 Il ricorrente riconosce, a ragione, di essere in presenza di una decisione incidentale. Adduce tuttavia ch'essa gli causerebbe un pregiudizio irreparabile, in particolare siccome non gli sarebbe stata prospettata l'esatta qualifica giuridica dei fatti addebitatigli e siccome, per eccepire l'asserita prescrizione dei reati, dovrebbe sottoporsi a un pubblico dibattimento che gli causerebbe pregiudizi economici, personali, morali e d'immagine. Sostiene che un'ipotetica assoluzione in aula non potrebbe adeguatamente soddisfarlo dei danni subiti. Ora, questi disagi, connessi con lo svolgimento di un processo, non raffigurano pregiudizi di carattere giuridico. Secondo la giurisprudenza, un prolungamento della durata della causa o un aumento dei suoi costi comporta soltanto pregiudizi di fatto e non giuridici (DTF 127 I 92 consid. 1c, 126 I 97 consid. 1b, 122 I 39 consid. 1a/bb, 117 Ia 247 consid. 3, 251 consid. 1b): la stessa conclusione vale per gli inconvenienti legati allo svolgimento di un processo penale. Così un atto d'accusa, con cui una persona viene deferita alla Corte di merito, perché la giudichi, non è considerato decisione incidentale arrecante danno irreparabile, né esso anticipa l'esame della colpevolezza dell'accusato, che rimane di competenza del giudice del merito, dinanzi al quale il ricorrente potrà ancora fare valere l'asserita violazione del diritto federale e cantonale. In quella sede egli potrà inoltre contestare l'accertamento arbitrario dei fatti e la valutazione delle prove (DTF 115 Ia 311 consid. 2c, 114 Ia 179 pag. 181 in basso, 98 Ia 326 consid. 3; cfr. anche DTF 123 IV 252 consid. 1; sentenze inedite del 28 giugno 2000 in re H., consid. 1b, del 29 agosto 2000 in re D. [causa 1P.491/2000], consid. 1b, dell'11 settembre 2000 in re G. [1P.384/2000], consid. 2, e del 4 ottobre 2000 in re V., consid. 2 [1P.563/2000]; Robert Hauser/Erhard Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, 4a ed., Basilea 1999, pag. 476 n. 11; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 343 seg.; Karl Spühler, Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, pag. 105, n. 312 e 315). In tali circostanze la decisione impugnata non arreca quindi al ricorrente un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 87 cpv. 2 OG. Egli potrà far valere i suoi diritti di parte e di difesa, e in particolare il diritto di essere sentito, nell'ambito di un eventuale processo penale (cfr. art. 224 segg. e 227 CPP/TI). In quella sede l'accusato sarà tra l'altro pure abilitato a presentare le censure relative alla pretesa prescrizione di taluni reati. Se del caso, egli avrà inoltre la facoltà di presentare ancora le sue contestazioni nel quadro di un ricorso di diritto pubblico e di un ricorso per cassazione contro la decisione cantonale di ultima istanza (art. 268 segg. PP; cfr., riguardo a questi rimedi, art. 269 PP, DTF 120 Ia 31 consid. 2e, 112 IV 138 consid. 1; Hauser/Schweri, op. cit., pag. 460 segg. e 474 segg.).