Citation: 7B.21/2006 20.02.2006 E. 5

La ricorrente - patrocinata da un legale - non indica (art. 79 cpv. 1 OG), né è ravvisabile una norma di diritto federale che permetta ad una persona semplicemente interessata ad acquistare dei beni mobili nell'ambito di una realizzazione forzata di esigere una perizia su tali beni e il rinvio di un'asta. Si deve poi rilevare che né la ricorrente, né l'avvocata che l'insorgente afferma aver incaricato delle trattative di acquisto hanno presenziato all'incanto, nonostante il fatto che questo era stato comunicato alla legale, la quale aveva poi ritirato per iscritto l'offerta di fr. 575'000.-- fatta in precedenza per un suo cliente. In queste circostanze la ricorrente, che pur lamentando "una manovra" non adduce alcun motivo che le avrebbe impedito di recarsi o farsi rappresentare all'incanto, si è preclusa la possibilità di contestare la modifica del piede d'asta intervenuta nel corso della realizzazione, poiché per costante giurisprudenza chi vuole impugnare le condizioni d'incanto dopo l'aggiudicazione deve già averle contestate durante l'incanto medesimo (DTF 128 III 339 consid. 5b, con rinvii; 120 III 25 consid. 2b, con rinvio). In seguito al disinteresse dimostrato con la rinuncia a partecipare all'incanto, la ricorrente dev'essere considerata una persona del tutto estranea alla procedura di realizzazione e non ha quindi nemmeno diritto a ricevere una copia del verbale d'incanto: la LEF limita infatti la consultazione e la possibilità di ottenere estratti di verbali degli uffici di esecuzione alle persone che hanno reso verosimile un interesse (art. 8a cpv. 1 LEF), condizione in concreto manifestamente non adempiuta dalla ricorrente.