Citation: 6B_362/2010 27.05.2010 E. 4

4.1 Il Presidente della Pretura penale ha ritenuto fondato l'addebito mosso al ricorrente di non aver concesso la precedenza e ha escluso che la coprotagonista della collisione circolasse a una velocità eccessiva come sostenuto dall'accusato. Procedendo alla valutazione delle dichiarazioni delle persone coinvolte nella collisione, il giudice ha rimarcato le incongruenze nelle affermazioni dell'insorgente e rilevato come nessuna delle sue tesi ricorsuali trovava conferma nelle risultanze processuali. Analizzando i verbali agli atti, il punto di impatto e la posizione finale dei veicoli attestata dalla documentazione fotografica, il Presidente della Pretura penale ha concluso per l'assenza di indizi che lasciassero supporre a una velocità inadeguata della coprotagonista, B.________, tale da sorprendere il ricorrente e da non consentirgli di vederla per tempo. A titolo abbondanziale il giudice ha poi soggiunto che, sulla base delle indicazioni fornite dall'imputato relative alla sua velocità e considerati lo spazio di arresto e di reazione, egli si sarebbe inoltrato nell'intersezione ancor prima di iniziare a frenare. E un secondo prima, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, avrebbe già dovuto avvistare la coprotagonista, perché, atteso che la visuale verso il punto dal quale ella proveniva è di almeno 90-100 metri, questa avrebbe dovuto circolare a più di 300 km/h per non essere ancora nel campo visivo dell'insorgente. Inoltre, continua il giudice, per percorrere la distanza di circa 100 metri in tre secondi occorre circolare a 120 km/h. Per non essere visibile al debitore della precedenza, B.________ avrebbe quindi dovuto circolare a una velocità ancor superiore. Ciò non era manifestamente il caso considerati la strada e il veicolo da lei condotto. 4.2 L'insorgente censura l'accertamento dei fatti. A suo avviso il Presidente della Pretura penale sarebbe incorso in un grossolano errore nel calcolare lo spazio di arresto. Ora, a prescindere dalla correttezza o meno dei calcoli effettuati dal giudice, il ricorrente disattende che la decisione impugnata poggia su diverse motivazioni indipendenti. È solo "di transenna" che il giudice ha fondato le sue conclusioni sullo spazio di arresto. L'insorgente si focalizza tuttavia soltanto su questa motivazione tralasciando di impugnare l'argomentazione principale contenuta nella sentenza e di spiegare perché sarebbe lesiva del diritto. Certo, il ricorrente tenta pure di dimostrare l'inattendibilità delle dichiarazioni della coprotagonista della collisione in relazione alla sua velocità. Sennonché egli si limita in buona sostanza a formulare critiche meramente appellatorie omettendo di confrontarsi con i motivi addotti dal giudice per ritenerle attendibili, in particolare il ricorrente tace sulle incongruenze rilevate nelle sue stesse affermazioni e sulle considerazioni relative al punto di impatto e alla posizione finale dei veicoli. Su questo punto quindi il ricorso si palesa inammissibile.