Citation: I 788/05 09.11.2006 E. 4

Come riassunto dai primi giudici, l'assicurata che, a far tempo dal 1996 è rimasta vittima di una serie di infortuni, soffre di diverse turbe. I giudici di prime cure osservano che secondo la relazione del dott. P.________ essa è portatrice di "fibromialgia, sindrome vertebrale cronica su discopatia L4/L5 e L5/S1, iperlordosi, sindrome spondilogena con periartropatia coxae; periartropatia scapolo omerale-destra, incipiente gonartrosi bilaterale su contusione-distorsione del ginocchio sinistro il 9 settembre 1999, artroscopia al ginocchio sinistro il 12 gennaio 2000, contusione ginocchio destro il 3 giugno 2001; cervicalgie croniche su stato dopo incidente della circolazione con trauma in ipertensione il 10 gennaio 2001; iniziale artrosi dell'articolazione interfalangea del pollice destro e metarso-falangea dell'alluce destro; obesità, varicosi arti inferiori con stato dopo safectomia sinistra nel settembre 1999, insufficienza venosa cronica; stato dopo intervento di plastica vescicale nel 1993 ed incontinenza residua (dato anamnestico), stato dopo intervento per sindrome del tunnel carpale". L'autorità giudiziaria commissionale ha poi ricordato che il dott. H.________, dal canto suo, pur rilevando che la paziente presentava un fenomeno vasto di polialgie, non riconosceva in questo insieme un criterio per ritenere la diagnosi di fibromialgia, ma che egli notava però la presenza di una sindrome depressiva e l'avvenuto intervento nel novembre 2004 di escissione di un osteoma del seno frontale destro, patologia comunque benigna e dalla quale la paziente si era ben rimessa. Per i primi giudici, il dott. P.________ inquadra i molteplici disturbi dell'assicurata, pur elencandoli uno a uno, sotto la diagnosi di fibromialgia, stato medico questo causale secondo lui di incapacità di lavoro di un terzo, fermo restando che l'esaminata è comunque limitata trattandosi di portare pesi, di effettuare certi movimenti e di assumere certe posizioni. Secondo i giudici commissionali sempre, il dott. H.________ dal canto suo aveva proceduto a un'analisi più complessiva tenente conto delle ultime novità patologiche quale una sindrome depressiva e lo stato dopo l'operazione di osteoma del seno frontale, escludendo l'esistenza di una vera e propria fibromialgia, situazione valetudinaria questa suscettibile di determinare globalmente inabilità nella misura del 50%. La Commissione di ricorso nel giudizio impugnato ha concluso affermando che la valutazione del dott. H.________ era più ampia, per cui all'avviso del perito di parte doveva essere data adesione. Nel suo ricorso di diritto amministrativo l'Ufficio AI contesta le predette conclusioni dei giudici di prima istanza: dopo aver ricordato come secondo giurisprudenza debba essere preso in considerazione l'avviso di un medico di fiducia avuto riguardo alle sue particolari relazioni con il paziente, esso ha asserito che il referto del dott. H.________ non era per niente più particolareggiato di quello del dott. P.________, producendo una tabella sinottica al riguardo, e rilevando infine che il perito di parte aveva unicamente precisato non essere l'esaminata più in grado di svolgere il suo precedente lavoro in misura completa, ma solo con il rendimento del 50%, il che non significava, come ammesso dai primi giudici, che la paziente sarebbe stata inabile nella misura del 50% complessivamente e per qualsiasi attività.