Citation: 4A_218/2009 28.07.2009 E. 4

Passando al merito della controversia la ricorrente non contesta più la tesi portante dell'arbitro, giudicata non arbitraria dalla Corte cantonale, secondo la quale i tre soci avevano stipulato due contratti di società semplice: uno scritto, datato 26 febbraio 2002, di durata indeterminata e avente per oggetto la gestione dello studio di ergoterapia; l'altro, orale, per l'edificazione del nuovo centro, che sarebbe durato solo fino al compimento dei lavori di costruzione. Essa insiste piuttosto sul fatto che le due società erano comunque interdipendenti, per cui l'arbitro avrebbe violato arbitrariamente l'art. 545 cpv. 1 n. 1 CO nonché gli art. 27 cpv. 2 e 19 cpv. 2 CC considerando che il diritto di uscirne fosse stato regolato in modo differente, in particolare ritenendo che l'uscita di un socio dalla società costituita per l'edificazione del centro avesse comportato l'impossibilità di raggiungere Io scopo e quindi Io scioglimento. La ricorrente ritiene quindi arbitrario addossare a lei la responsabilità di tale scioglimento e condannarla a risarcire i danni secondo l'art. 538 cpv. 2 CO. 4.1 Anche in questo caso, come in quello esposto al considerando precedente, le critiche della ricorrente riguardano esclusivamente il lodo arbitrale. Essa nemmeno allude alla sentenza qui impugnata, in particolare non prende in considerazione i motivi che hanno condotto i giudici cantonali a respingere gli argomenti proposti in quella sede e a ritenere non arbitraria la decisione arbitrale. Censure simili non possono che venir dichiarate inammissibili. 4.2 La ricorrente menziona invero l'operato del Tribunale di appello, ma soltanto per rimproverargli di non essersi espresso sullo scioglimento della società semplice costituita per l'edificazione. Ne deduce un'ulteriore lesione dell'art. 36 lett. c CIA, avendo ella sempre sostenuto che tale scioglimento fosse da ricondurre a una decisione libera degli altri due soci, non alla sua disdetta. Questa censura è infondata. La ricorrente travisa il significato del termine conclusioni dell'art. 36 lett. c CIA, che si riferisce alle domande di causa ("Rechtsbegehren", "chefs de la demande") e non ai motivi: la norma concordataria - così come l'art. 190 cpv. 2 LDIP - non permette di fare valere che l'arbitro non si è pronunciato su tutti gli aspetti giuridici della vicenda (DTF 128 III 234 consid. 4a pag. 242; Pierre Jolidon, Commentaire du concordat suisse sur l'arbitrage, 1984, n. 63 ad art. 36).