Citation: U 448/05 24.11.2006 E. 4

L'autorità giudiziaria cantonale ha trattato il tema in lite in due momenti distinti, l'uno riferito alla problematica somatica, l'altro, riguardante l'aspetto psichico. 4.1 Per quel che attiene all'affezione somatica, i giudici di prime cure hanno considerato che al più tardi il 24 gennaio 2002, data di una consultazione presso il chirurgo della mano dott. R.________, l'interessato non soffriva più della tendinite di de Quervain, interessante il tendine dell'abduttore lungo ed estensore breve del pollice, che aveva giustificato le prestazioni a titolo di malattia professionale, ma che egli era portatore di una patologia differente, vale a dire di una tendinite/tenosinovite dei flessori della mano destra. Si poneva quindi il quesito se detta nuova affezione costituisse una conseguenza della malattia professionale riconosciuta: il Tribunale cantonale ha risposto negativamente alla domanda ritenendo non sussistere un nesso di causalità naturale. I primi giudici si sono al riguardo fondati sulle indicazioni fornite dal dott. R.________, il quale, dopo aver ribadito essere la tendinite di de Quervain guarita, ha affermato che "per quel che riguarda la tendinite dei flessori delle dita non si può dire che questa sia una conseguenza della tendinite de Quervain" e che "si può però dire che, sia la tendinite de Quervain che le tendiniti dei tendini flessori delle dita, sono delle sindromi canalicolari", con la precisazione che "questo significa che sono delle sindromi causate da un conflitto tra il tendine e l'anello in cui il tendine deve passare, conflitto che porta ad un attrito e ad un dolore", concludendo infine che "le due patologie hanno un carattere comune pur non essendo l'una conseguenza o causa dell'altra". Postisi poi il tema se nei nuovi disturbi potesse essere ravvisata una malattia a sé stante, i giudici contonali hanno ritenuto improbabile simile ipotesi considerato che essi disturbi si erano manifestati successivemente alla definitiva cessazione dell'attività lavorativa, avvenuta, dopo una prima interruzione il 18 ottobre 2001, in data 9 dicembre 2001. Questa conclusione era poi suffragata segnatamente dal dott. R.________, per il quale, riprendendo quanto detto in precedenza, "sia la patologia di una tendinite crepitante dei tendini flessori che la tendinite de Quervain (tendinite dei tendini estensori del I. spazio ovverossia estensore breve del pollice ed abduttore lungo del I. raggio), hanno in comune di essere una sindrome canalicolare" e "queste patologie sono quindi più frequenti nello stesso paziente e possono venire accentuate con il sovraccarico". Come sempre hanno ricordato i giudici di primo grado, il dott. R.________ ha proseguito affermando che "nel succitato paziente c'è da presupporre che vi sia una certa qual predisposizione per queste sindromi canalicolari e che quindi, sotto sforzo, vi sia un sovraccarico e una acutizzazione dei dolori", deducendone che "chiaramente se il paziente non ha lavorato, e per lavorato non intendo solamente dal punto di vista lucrativo, è poco probabile che la patologia sia da ricondurre ad un sovraccarico di carattere professionale ma bensì ad una patologia di carattere predispositivo (malattia)". 4.2 Riguardo ai disturbi di natura psichica, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha considerato che poteva rimanere irrisolto il quesito se tra i medesimi, insorti nell'autunno del 2003, ossia una sindrome depressiva grave, con sintomi psicotici, e un disturbo di personalità misto, poteva essere ammessa l'esistenza di un nesso di causalità naturale con i disturbi fisici a carico dell'assicurazione, quand'anche i medesimi erano oramai guariti già dal gennaio 2002. Per l'autorità giudiziaria di prime cure la patologia psichica lamentata dall'assicurato non poteva essere ritenuta una conseguenza adeguata della malattia professionale di cui egli aveva sofferto tra il 2001 e il 2002, ossia la tendinite di de Quervain: andava considerato, oltre alla modesta gravità della malattia in quanto tale e alla persistenza di un disturbo della personalità, che dalla fine del mese di gennaio 2002 i dolori localizzati all'estremità superiore destra non erano più da ricondurre alla patologia assicurata, di modo che doveva esserne fatta astrazione nella valutazione dell'adeguatezza del nesso di causalità, da un lato, e doveva essere sottolineato, a prescindere da considerazioni di ordine eziologico, che non era certo la patologia di natura organica ad avere determinato la totale incapacità lavorativa dell'istante, dall'altro lato.