Citation: 2C_1154/2014 E. 4.2

4.2. Sennonché su tutti questi aspetti l'allegato ricorsuale non contiene precise ed esaustive considerazioni di natura giuridica che espongano quali disposizioni legali sarebbero violate e in cosa consisterebbe la lesione del diritto applicabile (art. 106 cpv. 2 LTF). I ricorrenti infatti non fanno altro che esporre il loro punto di vista. Non va poi dimenticato che quando la sentenza impugnata poggia su una doppia motivazione, la parte ricorrente deve dimostrare, pena l'inammissibilità, che ognuna di essa viola il diritto (DTF 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100 e riferimenti). Nella presente fattispecie, la seconda Camera civile, oltre a constatare che gran parte delle critiche sottopostole risultavano per varie ragioni irricevibili (cfr. sentenza impugnata consid. 8, 9, 10, 11), le ha poi respinte poiché apparivano comunque infondate. Ora, a seconda delle censure, i ricorrenti non spendono una parola per tentare di far apparire contraria al diritto la prima rispettivamente la seconda motivazione formulata dalla Corte cantonale. Già per queste ragioni il ricorso andrebbe dichiarato inammissibile (DTF 133 IV 119 consid. 6.3 pag. 120). Ma quand'anche si volesse da ciò prescindere, va osservato quanto segue. Per quanto concerne il primo argomento (condotta del Pretore in procedimenti passati), come illustrato in precedenza (cfr. consid. 3) decisioni procedurali sfavorevoli a una parte (cioè quelle ora criticate ed adottate nell'ambito dei procedimenti richiamati) non suffragano in sé prevenzione oggettiva né parzialità soggettiva del giudice, neanche nell'eventualità dovessero rivelarsi sbagliate. E i ricorrenti non dimostrano che sarebbero stati commessi errori così grossolani e ripetuti da potere essere considerati quali violazioni gravi dei doveri di funzione e, quindi, giustificare un sospetto oggettivo di prevenzione (DTF 125 I 119 consid. 3e pag. 124). Va poi rilevato che, contrariamente all'assunto degli interessati e come giudicato a ragione dalla Corte cantonale, da un'attenta lettura della petizione depositata dagli interessati il 19 novembre 2013 nulla emerge che permette di pensare che i documenti allegati alla medesima erano stati presentati a sostegno della contestuale domanda di ricusazione. Ciononostante i ricorrenti non spendono una parola riguardo alla seconda argomentazione dei giudici cantonali, in virtù della quale occorreva contestare l'operato del Pretore con i rispettivi rimedi di giudizio nell'ambito dei procedimenti in questione. Già per questo motivo (cfr. consid. 2.3) la critica non va ulteriormente vagliata. Infine, nella misura in cui i ricorrenti ribadiscono che la ricusa si giustifica anche perché il Pretore dovrà testimoniare e nel contempo giudicare la causa, ci si limita a constatare che nulla viene obiettato all'opinione della seconda Camera civile giusta la quale, come già giudicato dal Pretore viciniore, in mancanza di una valida e sostanziata argomentazione degli interessati, non si giustifica di chiamare il Pretore a deporre quale testimone e, di riflesso, di ricusarlo. Inoltre, niente nel ragionamento dei ricorrenti permette di scostarsi dalla prassi a cui accenna la Corte cantonale nel proprio giudizio (vedasi sentenza querelata pag. 6 consid. 7 in fine) secondo la quale la ricusazione, istituto con cui si sottrae una causa al giudice competente, non va ammessa con leggerezza (sentenza 1B_27/2016 del 4 luglio 2016 consid. 5.2.5 in fine e riferimenti).