Citation: 9C_264/2024 E. 5.2

5.2. Il giudizio impugnato va condiviso anche nella misura in cui riconosce un carattere sistematico e pianificato all'attività che è stata tassata, e nega che l'insorgente e le sorelle si siano trovati in una situazione simile a quella esaminata dal Tribunale federale nella sentenza 2C_1048/2013 del 25 agosto 2014. In quel caso, nel quale era stata ammessa una gestione patrimoniale i cui proventi non erano imponibili (art. 16 cpv. 3 LIFD), la sostituzione di un vecchio edificio con uno nuovo ha infatti avuto luogo solo dopo l'esecuzione di lavori di manutenzione rivelatisi un investimento errato e dopo la constatazione di esperti che - a causa dell'età dell'edificio, risalente al 1900 - quella dell'abbattimento fosse l'opzione più giusta (consid. 3.5). Come indicato dalla Camera di diritto tributario, la fattispecie è qui però diversa. La decisione di abbattere il vecchio immobile non è stata preceduta dallo svolgimento, da parte dell'insorgente e delle sorelle, di interventi sul vecchio immobile, che si sono poi rivelati un investimento sbagliato. Inoltre, la sentenza cantonale si riferisce a una valutazione immobiliare del 17 novembre 2010 - quindi a un documento che, quando è stata presentata la domanda di costruzione per il nuovo immobile (16 marzo 2018), era ancora piuttosto recente - e constata che questo documento indica: (a) che il vecchio edificio, composto di cinque appartamenti e di un giardino con piscina, era stato oggetto di manutenzione regolare; (b) che lo stato complessivo di questo edificio era buono. Di conseguenza, non risulta che la volontà di risanare l'immobile sia stata impedita "dalla situazione concreta", come sostenuto nel gravame, e nemmeno che la demolizione fosse imposta da "circostanze di fatto non prevedibili o pianificabili". Soprattutto in relazione a una costruzione di una certa età, come era il caso per l'edificio in discussione, risalente alla fine degli anni sessanta, la necessità di rifare il tetto o di procedere a dei risanamenti a causa della presenza di amianto - che per altro non è accertata (art. 105 cpv. 1 LTF) - rientra tra gli interventi che un proprietario si può attendere di dovere svolgere e che non giustificano, di per sé, l'abbattimento di uno stabile e la sua sostituzione con uno nuovo. Se un proprietario opta per l'abbattimento, ciò che è un suo diritto, deve però assumersene le conseguenze dal punto di vista fiscale. D'altra parte, constatato che - nel complesso - l'edificio abbattuto era ancora in buono stato e avrebbe potuto continuare ad essere amministrato come era stato fatto sin lì, non si può nemmeno affermare che l'assenza di intento commerciale sia "evidente". Ciò vale - a maggior ragione - se si considera che: (a) la donazione dell'immobile all'insorgente e alle sorelle risale al 2011 ma che essi hanno avuto piena disponibilità dello stesso solo dal gennaio 2019, quando B.________ ha rinunciato all'usufrutto sulla proprietà; (b) il... 2019 il fondo è stato costituito in PPP e praticamente da subito sono iniziati anche i lavori per l'edificazione della nuova costruzione; (c) questi lavori hanno portato a un marcato aumento delle possibilità di sfruttamento della particella, traducendosi immediatamente anche nella vendita delle unità di PPP xxx e xxx, così come di altre tre unità di PPP sulle 19 da loro costituite (precedenti consid. A e 2.2 e la giurisprudenza indicata; sentenze 2C_553/2019 del 9 marzo 2021 consid. 3.3 seg.; 2C_298/2019 del 18 agosto 2020 consid. 3.3). Breve durata del possesso