Citation: 2C_469/2022 E. 6.2

6.2. Contrariamente a quanto pare sostenere, la stessa non può però riferirsi all'art. 8 CEDU nemmeno a tutela del diritto alla vita privata. Il diritto di invocare l'art. 8 CEDU a tutela della propria vita privata presuppone infatti un soggiorno legale nel nostro Paese di almeno dieci anni o, in assenza di questa durata, un'integrazione particolarmente riuscita (DTF 144 I 266 consid. 3.9; sentenze 2C_1051/2021 dell'11 marzo 2022 consid. 6.1; 2D_37/2021 del 2 dicembre 2021 consid. 3.2.2; 2C_603/2019 del 16 dicembre 2019 consid. 6.2). Tuttavia, la durata richiesta non è qui data in quanto gli anni trascorsi in Svizzera grazie alla semplice tolleranza delle autorità - ad esempio, in ragione dell'effetto sospensivo concesso durante una procedura di ricorso - non sono determinanti, e il soggiorno legale in Svizzera si è quindi esteso solo dal 17 luglio 2012 (momento del rilascio del permesso di dimora) all'8 febbraio 2019 (momento della revoca; sentenze 2C_1051/2021 dell'11 marzo 2022 consid. 6.2; 2C_603/2019 del 16 dicembre 2019 consid. 6.2; 2C_436/2018 dell'8 novembre 2018 consid. 2.2). Nel contempo, data rispettivamente dimostrata non è l'esistenza di un'integrazione particolarmente riuscita, che permette di riconoscere il diritto al richiamo all'art. 8 CEDU prima dei dieci anni richiesti in via di principio dalla giurisprudenza.