Citation: 1C_477/2023 E. 3.1

3.1. I ricorrenti sostengono che la Corte cantonale avrebbe invaso le competenze del Comune, avendo esaminato con pieno potere cognitivo la determinazione della distanza minima tra edifici e dai confini, definita in particolare dall'art. 35 lett. c e d delle norme di attuazione del Piano regolatore (NAPR). Rilevano che, trattandosi dell'interpretazione di una nozione indeterminata, all'autorità inferiore spettava un margine discrezionale relativamente ampio, che la Corte cantonale avrebbe dovuto rispettare. I ricorrenti rimproverano quindi ai giudici cantonali di avere abusato del loro potere di apprezzamento, per avere sostituito la loro interpretazione dell'art. 35 lett. d e g NAPR a quella effettuata dall'autorità di prima istanza, invece di limitarsi ad esaminare il gravame sotto il profilo della violazione del diritto. La Corte cantonale avrebbe così ecceduto nel proprio potere cognitivo, violando il principio dell'autonomia comunale.