Citation: 4A_411/2019 E. 2.1

2.1. L'autorità cantonale, posto che il Pretore aveva rimproverato alla convenuta di non avere dimostrato la violazione del diritto italiano, ha ricordato che l'accertamento e l'applicazione d'ufficio del diritto straniero imposto dall'art. 16 LDIP non esime le parti dall'onere di sostanziare sufficientemente le proprie affermazioni; in particolare, in sede di appello, le allegazioni che non trovano riscontri nella sentenza impugnata. Essa ha giudicato generiche sotto questo profilo e irricevibili le censure d'appello della convenuta e ha pertanto confermato la decisione del Pretore di ammettere la legittimazione attiva dell'attore. La prima parte del ricorso è volta contro queste considerazioni della sentenza impugnata. La ricorrente - inbreve - afferma di avere motivato sufficientemente il proprio appello, ribadisce la tesi della violazione del diritto italiano e della nullità degli atti in contrasto con esso e sostiene che anche la Corte d'appello ha leso l'art. 16 LDIP. Non è necessario esaminare queste censure, per i motivi che seguono.