Citation: 4A_143/2020 E. 4.3

4.3. Ancora una volta i ricorrenti si prevalgono di fatti che non risultano dalla sentenza impugnata, senza però rispettare le severe esigenze di motivazione previste per l'eventualità di una completazione degli accertamenti effettuati dalla Corte cantonale (supra, consid. 2). Questa ha accordato all'opponente il risarcimento dell'interesse positivo, vale a dire l'interesse che questa aveva nell'esecuzione del contratto. Il creditore a cui è riconosciuto il diritto al risarcimento all'interesse positivo va posto nella situazione in cui si troverebbe se il contratto fosse stato regolarmente eseguito (DTF 123 III 16 consid. 4b; sentenza 4A_107/2019 del 18 maggio 2020 consid. 6.3), ragione per cui, contrariamente a quanto suggeriscono i ricorrenti, dalla sua pretesa non vanno semplicemente sottratti gli importi che il committente pretende di avere speso per far completare l'opera da qualcun altro. Spettava ai ricorrenti allegare e provare eventuali misure atte a ridurre il danno omesse dell'appaltatrice e un'eventuale compensazione di vantaggi (sentenza 4A_107/2019 del 18 maggio 2020 consid. 6), ciò che però essi nemmeno affermano di avere fatto. Rasenta infine la temerarietà l'argomentazione ricorsuale riferita alla pretesa inclusione della rimunerazione per le opere supplementari nell'importo di fr. 75'242.90, atteso che in base ai vincolanti accertamenti della sentenza impugnata tale somma era stata stabilita tre giorni prima dell'allestimento dell'offerta per le contestate opere supplementari.