Citation: I 811/03 31.01.2005 E. 7

Sulla base degli atti medici summenzionati questa Corte ritiene di dover concludere che sia la decisione su opposizione sia il giudizio cantonale si fondano, da un punto di vista medico, su un accertamento incompleto dei fatti rilevanti. In effetti, anche alla luce di quanto attestato dal dott. P.________, che conferma, seppur tardivamente, i sospetti espressi dal dott. G.________ già nel novembre 2001 in relazione all'esistenza di un'arteriopatia, risulta probabile che i dolori alle gambe di cui soffriva l'interessato già al tempo della procedura amministrativa (perlomeno per quel che concerne la gamba destra) fossero da ricondurre non solo alle affezioni lombari, che del resto secondo i medici interpellati non spiegavano del tutto i disturbi lamentati dal paziente, rispettivamente alla sindrome da dolore somatoforme, ma anche ad un'arteriopatia, la cui esistenza, tuttavia, malgrado i chiari dubbi espressi in tal senso dal reumatologo, non è stata per nulla investigata né dall'UAI, né dai curanti. Solo approfondendo anche questo punto la Corte cantonale avrebbe potuto disporre di un quadro completo dello stato di salute dell'assicurato e quindi sarebbe stata in grado di pronunciarsi compiutamente. In proposito va inoltre precisato che l'opinione del perito, secondo cui la citata patologia non avrebbe limitato la capacità lavorativa dell'assicurato, è irrilevante e quindi non è atta a giustificare l'omissione nell'accertamento dei fatti in cui sono incorse le istanze precedenti. In effetti, ritenuto che il dott. G.________ è specializzato in reumatologia, non in angiologia, egli non era competente per trarre conclusioni del genere, tanto più che non era nemmeno del tutto sicuro che tale patologia si fosse effettivamente manifestata. Del resto non lo ha fatto concretamente, ma si è limitato a formulare un'ipotesi. Ne consegue che, alla luce di quanto dichiarato dal dott. G.________ nella perizia esperita in sede amministrativa, reso plausibile anche da quanto emerso a posteriori in questa sede, secondo cui da un punto di vista angiologico ci si troverebbe ora confrontati con una situazione d'urgenza, l'UAI avrebbe dovuto approfondire la questione medica chiaramente sollevata dal perito e stabilire, tramite un consulto specialistico supplementare, se tale affezione fosse effettivamente presente e quali fossero le eventuali conseguenze nel caso concreto per quanto concerne l'abilità lavorativa del richiedente. Essendo infatti pendente una procedura amministrativa, fondata sul principio dell'accertamento d'ufficio dei fatti, questo compito non spettava al medico curante. In simili circostanze non si può pertanto affermare che la decisione amministrativa su opposizione ed il giudizio impugnato si fondino su accertamenti completi, in quanto neppure il giudice cantonale ha approfondito le questioni mediche lasciate in sospeso dall' amministrazione. Il ricorso va pertanto accolto e l'incarto ritornato all'amministrazione affinché esperisca una perizia specialistica pluridisciplinare - nel cui ambito l'assicurato venga esaminato da un punto di vista angiologico, reumatologico e psichiatrico - al fine di accertare, in particolare, se l'esistenza dell'arteriopatia stabilita definitivamente pendente causa di ricorso di diritto amministrativo poteva già essere presente nel 2001, come sospettato dal dott. G.________, e in caso di risposta affermativa quali fossero le conseguenze di tale affezione, sommata agli ulteriori disturbi, sulla capacità lavorativa dell'interessato già prima della decisione su opposizione impugnata, momento fino al quale questa Corte tiene conto dei fatti rilevanti ai fini del giudizio (DTF 129 V 4 consid. 1.2). Sulla base delle nuove conclusioni peritali, l'UAI si pronuncerà nuovamente sul grado di invalidità dell'assicurato così come sul diritto ad un'eventuale rendita.