Citation: 2A.332/2004 22.11.2004 E. 5

5.1 A parere della ricorrente non si può rimproverare al proprio titolare di aver commesso delle infrazioni gravi e ripetute alle disposizioni dell'Accordo e dell'ORL1, di modo che nessuna delle ipotesi di cui all'art. 4 par. 4 Allegato 7 dell'Accordo sarebbe realizzata nella fattispecie. Essa contesta innanzitutto l'accertamento dei fatti. Al proposito fa in particolare valere che l'autorità amministrativa avrebbe dovuto scostarsi dall'accertamento a suo avviso insufficiente compiuto nel quadro della procedura penale. 5.2 Per prassi costante l'autorità amministrativa non può scostarsi, salvo eccezioni, dagli accertamenti di fatto contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato. In particolare essa deve attenersi ai fatti accertati nel giudizio penale, qualora quest'ultimo sia stato pronunciato secondo la procedura ordinaria, salvo se sussistano indizi tali da far ritenere inesatto l'accertamento compiuto, nel cui caso essa può assumere le prove ritenute necessarie. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, tale principio vale pure ove il giudizio penale sia stato emanato in un procedimento sommario, qualora l'interessato sapeva o, vista la gravità dell'infrazione rimproveratagli, doveva prevedere che nei suoi confronti si sarebbe fatto luogo (anche) ad un procedimento amministrativo, oppure ne era stato informato e, ciononostante non ha fatto valere, se del caso esaurendo i rimedi giuridici disponibili, i suoi diritti nell'ambito del procedimento penale (DTF 123 II 63 consid. 2 e rinvii). 5.3 In primo luogo va ricordato che l'Ufficio federale dei trasporti, informato nel febbraio 2001 dalla polizia cantonale che nel corso di un controllo aziendale erano state constatate infrazioni, tra l'altro, alla LCStr e all'ORL1, aveva comunicato alla ricorrente, il 5 marzo 2001, che in caso di recidiva vi era il rischio che l'autorizzazione n. A65 venisse revocata. Essa era quindi consapevole che, se le fossero state rimproverate ulteriori infrazioni, poteva essere avviata una procedura amministrativa concernente l'autorizzazione in questione. Va poi osservato che nel corso dell'interrogatorio effettuato il 13 novembre 2002 dalla polizia cantonale riguardo al secondo controllo aziendale durante il quale erano state riscontrate le medesime infrazioni di quelle constatate l'anno precedente, il titolare della ricorrente era stato debitamente avvisato che sarebbe stato denunciato alle competenti autorità le quali avrebbero, se del caso, emanato i provvedimenti necessari. La ricorrente rispettivamente il suo titolare, erano quindi consapevoli - l'interrogatorio essendosi per di più svolto durante la procedura di rinnovo dell'autorizzazione n. A65 - che sussisteva la possibilità che l'autorizzazione in questione non fosse rinnovata, tenuto conto dell'avvertimento del 5 marzo 2001. Il titolare della ricorrente era quindi tenuto a contestare in tempo utile la multa ricevuta se considerava i fatti su cui poggiava inesatti o incompleti. Egli non può ora semplicemente invocare un non meglio precisato disguido per giustificare la sua inazione. Premesse queste considerazioni e dato che anche in questa sede non sono ravvisabili elementi particolari, tali da far apparire inesatto o incompleto l'accertamento criticato, la censura sollevata va disattesa siccome infondata.