Citation: U 296/99 03.01.2000 E. 4

4.- a) Nel caso di specie, l'autorità di ricorso di prima istanza si è fondata essenzialmente sulla menzionata perizia giudiziaria allestita dal dott. M._______ in data 11 maggio 1999. Da essa emerge in modo chiaro e convincente che C._______, affetto segnatamente da sindrome d'attrito sottoacromiale con lesione degenerativa della cuffia, artrosi acromioclavicolare e artrosi omero-scapolare alla spalla destra, nonché, a partire dall'intervento chirurgico del 13 febbraio 1996, da stato da reinserzione della cuffia e tenodesi del tendine bicipite della spalla destra, non è più in grado di eseguire attività manuali sui cantieri richiedenti forza con l'arto superiore destro. La Corte cantonale ha pure rilevato correttamente che l'insorgente stesso aveva dichiarato, il 13 ottobre 1994, di aver svolto, prima dell'infortunio, durante mezza giornata attività d'ufficio e per il tempo rimanente soprattutto lavori di concetto sui cantieri, ma talvolta anche attività più manuali come tirare cavi in locali e su solette. A ragione essa ha quindi altresì concluso che doveva essere disattesa invece la versione ulteriormente esposta dal ricorrente al perito giudiziario, stando alla quale prima dell'infortunio egli avrebbe eseguito lavori pesanti in cantiere nelle proporzioni di un terzo del tempo globale. Ne deriva che, nella misura in cui all'assicurato è stato riconosciuto il diritto ad una rendita d'invalidità del 20 %, l'impugnato provvedimento meritava conferma. Pure a ragione la precedente istanza ha negato l'obbligo dell'INSAI di dover accordare un grado d'invalidità superiore a quello riconosciuto per il motivo che il ricorrente non potrebbe più eseguire dei lavori domestici. In effetti, ai sensi dell'art. 28 cpv. 2 seconda frase OAINF, la cui conformità con la legge è stata ammessa da questa Corte (RAMI 1999 no. U 329 pag. 119 consid. 2), se l'assicurato, oltre a un'attività salariata, esercita un'attività non assicurata secondo la legge o non retribuita, non è preso in considerazione il pregiudizio patito in tale attività. b) Le censure sollevate dall'insorgente in questa sede, in particolare il modo di calcolo della perdita di guadagno da lui proposto, non sono suscettibili di sovvertire quanto affermato nel giudizio impugnato. Le critiche da lui avanzate, identiche in sostanza a quelle addotte dinanzi all'autorità di ricorso cantonale, sono infatti inconsistenti e non possono essere condivise. c) In esito alle suesposte considerazioni, il ricorso risulta infondato, mentre merita conferma il giudizio impugnato.