Citation: 6B_1010/2016 E. 5.2

5.2. Ciò che l'autore sapeva, voleva o ha preso in considerazione pertiene all'accertamento dei fatti, che vincola il Tribunale federale, tranne se svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto (v. art. 105 LTF). È per contro una questione di diritto, valutabile con piena cognizione, quella di sapere se, sulla base dei fatti accertati, la conclusione sul dolo sia fondata (DTF 138 V 74 consid. 8.4.1 e rinvii). Nella misura in cui il ricorrente tenta nuovamente di contestare l'accertamento dei fatti, si rinvia a quanto già esposto (v. supra consid. 4), la valutazione delle prove su cui poggia il giudizio essendo sfuggita alle numerose censure di arbitrio. Per il resto, la conclusione della CARP sulla sussistenza di un dolo resiste alle critiche ricorsuali. Dopo aver spintonato la moglie, tirato violentemente i suoi capelli e sferratole dei calci, egli si è munito di due coltelli e l'ha minacciata di morte. Nulla egli può dedurre da asserite precedenti minacce di natura analoga. Innanzitutto, salvo un generico richiamo alle dichiarazioni dell'accusatrice privata, che è stata interrogata più volte, il ricorso è privo di riferimenti a specifici documenti dell'incarto da cui risulterebbero. Orbene, non spetta al Tribunale federale ricercare negli atti di causa gli elementi a sostegno di una censura (DTF 133 IV 286 consid. 6.2). Inoltre il ricorrente non pretende che, anche in precedenti occasioni in cui avrebbe proferito simili minacce, avrebbe brandito dei coltelli. Ciò posto, come osservato in sede cantonale, si è trattato di un'escalation di violenza: l'insorgente ha impugnato dei coltelli proferendo le suddette minacce, ha inseguito la vittima che si stava allontanando e l'ha colpita al dorso mentre voltava la schiena. In simili circostanze ravvedere nella minaccia di uccidere la moglie una volontà omicida, concretata con un colpo di coltello alla schiena, è conforme al diritto.