Citation: 8C_284/2021 E. 4.5

4.5. Nemmeno la chiusura informale del 18 luglio 2017 presta il fianco a critiche. Il Tribunale federale ha già chiarito che l'assicurato deve pretendere l'emanazione di una decisione entro un anno, anche quando le condizioni dell'art. 51 LPGA non siano realizzate. Un termine più lungo potrebbe entrare eventualmente in linea di conto, quando l'interessato è ignorante in materia di questioni giuridiche, non è rappresentato da un patrocinatore e in buona fede potrebbe intendere che l'assicuratore non abbia preso una posizione definitiva e intenda ordinare ulteriori accertamenti (DTF 134 V 145 consid. 5.3). Come stabilito dalla Corte cantonale in maniera vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; consid. 1), l'effettiva intimazione della comunicazione del 18 luglio 2017 è stata lasciata aperta. Il ricorrente avrebbe però potuto e dovuto rendersi conto che l'assicuratore aveva nel frattempo sospeso l'erogazione delle indennità giornaliere a partire dal 1° maggio in poi. Inoltre, il ricorrente doveva accorgersi che le indennità giornaliere versate dal 18 luglio 2017 non erano a carico dell'evento del 2016 (caviglia sinistra), ma della ricaduta del 2011 in concomitanza con l'intervento al piede sinistro, la cui copertura è stata concessa dall'opponente con lettera del 17 luglio 2017. Sempre secondo la Corte cantonale il ricorrente ha espresso il proprio disappunto in occasione dell'incontro del 24 gennaio 2018 nel momento (successivo) in cui sono state sospese le indennità giornaliere erogate dopo l'intervento del 18 luglio 2017 assunto come conseguenza della ricaduta dell'infortunio del 21 settembre 2011. Come il ricorrente ha contestato in tempi brevi l'operato dell'assicuratore dopo la sospensione delle indennità giornaliere, egli avrebbe potuto e dovuto per lo meno chiedere spiegazioni dopo la sospensione di maggio 2017. L'insieme di questi accertamenti è tutt'altro che insostenibile e dimostrano semmai come il ricorrente seguisse attentamente la procedura. Il ricorrente avrebbe dovuto quindi farsi immediatamente parte attiva e chiedere esplicitamente il motivo della sospensione, soprattutto se si pensa che il primo infortunio era del settembre 2011, disponeva di un patrocinatore, e nel frattempo aveva già contestato un provvedimento dell'INSAI fino al Tribunale federale (lett. A.a). Non si può quindi sostenere seriamente che il ricorrente fosse uno sprovveduto a tal punto da giustificare un prolungamento del termine per contestare la chiusura informale resa il 18 luglio 2017.