Citation: 2P.136/2000 06.10.2000 E. 1

a) Il ricorso di diritto pubblico, fondato sulla pretesa violazione dei diritti costituzionali del cittadino e esperito tempestivamente contro una decisione emanata da un'autorità di ultima istanza cantonale in materia di rilascio di deroghe agli orari di apertura dei commerci nel Cantone Ticino (art. 26 cpv. 1 Llav), è, in linea di principio, ammissibile giusta gli art. 84 cpv. 1 lett. a, nonché 86 e segg. OG. La legittimazione del ricorrente, colpito dal giudizio impugnato nei suoi interessi giuridicamente protetti, è pacifica e non dà adito a dubbi (art. 88 OG). b) Nell'ambito di un ricorso rivolto contro una decisione concreta è ancora possibile far valere l'incostituzionalità delle norme cantonali applicate. Il Tribunale federale esamina tuttavia la compatibilità di tali disposizioni con la Costituzione riferendosi al caso concreto, e se la censura si rivela fondata, esso non annulla la norma applicata, ma unicamente il provvedimento adottato sulla base della medesima (DTF 124 I 289 consid. 2 con riferimenti). Salvo in casi eccezionali, che qui non sono dati, il ricorso di diritto pubblico ha in effetti funzione meramente cassatoria, per cui sono considerate inammissibili le conclusioni che vanno oltre la semplice richiesta di annullamento dell'atto impugnato (DTF 124 I 327 consid. 4a con rinvii). Di conseguenza, nella misura in cui il ricorrente chiede che l'art. 10 Rlav sia dichiarato incostituzionale, il suo gravame è da respingere in ordine. c) La procedura relativa al ricorso di diritto pubblico è contraddistinta dal principio dell'allegazione, giusta il quale il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure sollevate dal ricorrente, a condizione che esse siano sufficientemente sostanziate (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; sulla nozione cfr. DTF 117 Ia 393 consid. 1c). È dunque sulla base di tali regole che dev'essere esaminato il presente gravame.