Citation: 7B.229/2003 06.01.2004 E. 3

Con ricorso 16 ottobre 2003 la A.________ S.A. chiede al Tribunale federale di riformare la sentenza dell'autorità di vigilanza nel senso che all'Ufficio di esecuzione e fallimenti di Riviera sia ordinato di fornire le informazioni richieste. In via subordinata domanda l'annullamento sia della decisione dell'autorità di vigilanza sia di quella dell'Ufficio. Secondo la ricorrente, con la novella legislativa del 1994, l'esigenza di dover rendere verosimile un interesse dev'essere interpretata in modo più estensivo rispetto al previgente art. 8 LEF. Essa afferma che tale interesse non è legato alla presentazione di pezze giustificative o a particolari esigenze di forma, ma può essere reso verosimile con una descrizione credibile. Spiega che, per sua prassi interna e per praticità, quando un cliente visiona ciò che desidera acquistare, il venditore annota a mano l'oggetto, la quantità e il prezzo in vista dell'ordinazione, che può anche avvenire telefonicamente. Nel settore in cui opera sarebbe d'altronde usuale concludere contratti nella forma orale, ragione per cui non le sarebbe oggettivamente possibile produrre documenti a sostegno della pretesa contrattuale. Essa sostiene poi di essere un creditore credibile, poiché è una società iscritta a registro di commercio, "seria, rinomata e conosciuta da tutti soprattutto in Ticino", motivo per cui le sue richieste d'informazione dovrebbero già essere accolte per questo motivo. Asserisce infine che l'Ufficio in questione è l'unico in tutta la Svizzera a rifiutarsi di fornire le informazioni richieste. Non sono state chieste osservazioni al ricorso.