Citation: 2C_600/2015 E. 3.2.2

3.2.2. Il Tribunale cantonale amministrativo ha osservato che nell'ottobre 2013 la ricorrente aveva sporto denuncia penale contro il marito per dei fatti avvenuti il 15 luglio 2012 e il 14 febbraio 2013. La denuncia era poi sfociata in un decreto d'accusa del 10 marzo 2014. A prescindere dal quesito di sapere che esito aveva avuto la vertenza penale, dato che il decreto non era ancora cresciuto in giudicato avendo il marito fatto opposizione, i giudici hanno rilevato che dal citato documento risultava che il 15 luglio 2012 il consorte l'aveva colpita con uno schiaffo e un calcio e le aveva stretto con forza i polsi, cagionandole delle lesioni, attestate da un certificato medico, ossia degli ematomi a livello del dorso della mano destra, all'avambraccio destro e sinistro e una dolenzia a livello del gluteo sinistro (cfr. certificato del Dr. med. C.________ del 16 luglio 2012). Per questi fatti il coniuge era stato riconosciuto colpevole di lesioni semplici e condannato alla pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere da fr. 130.-- cadauna, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di due anni, nonché ad una multa di fr. 200.--. Per quanto riguarda invece quanto accaduto il 14 febbraio 2013, i giudici ticinesi - dopo avere riferito che, come scaturiva dalla dichiarazione dell'amica che l'aveva allora accompagnata in polizia, ella sarebbe stata spinta più volte dal marito contro un muro ciò che, oltre a farle male, le avrebbe lasciato dei lividi sulla schiena e sulle braccia (cfr. dichiarazione di D.________ del 18 luglio 2013) - hanno osservato che detto evento, oltre a non figurare nel decreto d'accusa e quindi a non assumere rilevanza penale, si era comunque verificato dopo la cessazione della vita comune. Essi sono quindi giunti alla conclusione che gli eventi invocati non raggiungevano l'intensità e la sistematicità richieste dalla prassi per imporre il prosieguo del soggiorno in Svizzera per gravi motivi personali.