Citation: 6B_83/2014 E. 3

Secondo l'art. 81 cpv. 1 lett. b n. 5 LTF, l'accusatore privato che ha partecipato alla procedura dinanzi all'istanza precedente è abilitato ad adire il Tribunale federale, se la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili. L'insorgente si limita ad affermare apoditticamente che la sentenza contestata potrebbe influire sulle sue pretese civili, senza spiegare, in urto con l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, quali risarcimenti intenderebbe fare valere e in quale misura la decisione della CRP potrebbe avere un'incidenza sul loro giudizio. Peraltro, egli non si avvede che eventuali sue pretese non sono di natura civile. Infatti nel Cantone Ticino la legge del 24 ottobre 1988 sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici (LResp/TI; RL 2.6.1.1), applicabile anche ai membri dell'organo giudiziario cantonale (art. 1 lett. a LResp/TI), di cui il denunciato è un esponente, regola la responsabilità degli enti pubblici per il danno cagionato a terzi con atti od omissioni commessi dai loro agenti (art. 3 lett. a LResp/TI) : l'ente pubblico risponde di principio del danno cagionato illecitamente a terzi da un agente pubblico nell'esercizio delle sue funzioni, senza riguardo alla colpa dell'agente (art. 4 cpv. 1 LResp/TI). Il danneggiato non ha invece alcuna azione contro l'agente pubblico (art. 4 cpv. 3 LResp/TI). Tenuto conto che l'insorgente rimprovera al giudice comportamenti asseritamente illeciti nell'esercizio delle sue funzioni, eventuali pretese del risarcimento del danno sono disciplinate dal diritto pubblico cantonale, che, come visto, esclude un'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'agente pubblico (v. sentenza 6B_130/2013 del 3 giugno 2013). Ne segue che l'insorgente difetta della legittimazione per contestare nel merito la decisione impugnata e le relative censure, compresa quella di arbitrio nella valutazione anticipata delle prove, si palesano d'acchito inammissibili.