Citation: 1P.19/2002 30.07.2002 E. 2

La ricorrente rimprovera alla CCRP un arbitrario accertamento dei fatti e un'arbitraria valutazione delle prove che l'avrebbero conseguentemente condotta a disattendere il principio "in dubio pro reo". 2.1 Questo principio, desumibile dall'art. 6 n. 2 CEDU, dall'art. 32 cpv. 1 Cost. e, precedentemente, dall'art. 4 vCost. (DTF 127 I 38 consid. 2), si applica sia nell'ambito della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione dell'onere probatorio (cfr., riguardo al previgente art. 4 vCost., DTF 120 Ia 31 consid. 2a). Nella valutazione delle prove esso è disatteso quando il giudice condanna l'imputato nonostante avesse dovuto nutrire, dopo un'analisi globale e oggettiva delle prove, manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF 127 I 38 consid. 2a, 120 Ia 31 consid. 2c e 4b, 124 IV 86 consid. 2a). Il principio attiene però innanzitutto ai diritti di difesa e tutela l'accusato contro una condanna penale ingiustificata: non può quindi essere invocato dalla vittima o dall'autorità di accusa a danno dell'imputato medesimo (cfr. sentenza inedita 1P. 518/1998 del 16 marzo 1999, consid. 5b citata da Marc Forster, Die Bedeutung des Grundsatzes "in dubio pro reo" bei Mängeln der richterlichen Beweiswürdigung und bei Opferbeschwerden, in ZBJV 135/1999, pag. 234 seg.). Diversamente dall'impugnazione, in base agli art. 6 n. 2 CEDU e 32 cpv. 1 Cost., di un giudizio di colpevolezza, nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico contro una sentenza assolutoria il Tribunale federale non deve verificare l'esistenza di dubbi manifesti, rilevanti e insopprimibili, essendo da questo profilo sufficiente che il proscioglimento si fondi su un accertamento non arbitrario dei fatti. Ciò significa che, nel caso in cui, come in concreto, sia impugnato mediante il ricorso di diritto pubblico un proscioglimento, il Tribunale federale esamina unicamente se gli accertamenti di fatto delle istanze cantonali non siano arbitrari e se l'ammissione di rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'imputato appaia obiettivamente sostenibile (Forster, op. cit., pag. 235). 2.2 Nella fattispecie, la CCRP aveva, sui quesiti posti ora nel ricorso di diritto pubblico, una cognizione simile a quella del Tribunale federale, chiamato a risolverli dal profilo degli art. 32 Cost. e 6 CEDU (cfr. art. 288 lett. c CPP/TI). In tal caso, il Tribunale federale non si limita a esaminare, dal punto di vista dell'arbitrio, se l'autorità cantonale di ricorso lo abbia commesso: un siffatto modo di procedere renderebbe praticamente nullo il ruolo assegnato in questo campo al giudice costituzionale. Si tratta invece, in realtà, di sapere se la valutazione delle prove effettuata dal primo giudice sia arbitraria o no. Riguardo alla fattispecie, occorre quindi esaminare se la Corte delle assise sia incorsa in una valutazione arbitraria delle prove e se la CCRP abbia pertanto ammesso a ragione l'arbitrio (cfr. DTF 125 I 492 consid. 1a/cc). Il Tribunale federale esamina senza riserva l'uso che l'autorità cantonale di ricorso ha fatto del suo limitato potere cognitivo, ossia se tale autorità ha, a torto, ammesso o negato l'arbitrio (DTF 125 I 492 consid. 1a/cc, 116 III 70 consid. 2b, 112 Ia 350 consid. 1, 111 Ia 353 pag. 355; sentenza 1P.105/2001 del 28 maggio 2001 consid. 4, pubblicata in RDAT II-2001, n. 58, pag. 227 segg.; Karl Spühler, Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, pag. 58 n. 140). In altri termini, non vi è la cosiddetta duplice limitazione del potere di esame del Tribunale federale ("Willkür im Quadrat").