Citation: 1A.269/1999 13.11.2000 E. 1

a) La critica, che concerne principalmente il fatto che il MPC, non accogliendo l'obiezione dell'insorgente, ha ammesso l'utilità e la rilevanza della documentazione sequestrata per il procedimento penale estero, è infondata. In effetti, nella decisione impugnata il MPC ha esaminato l'invocato memoriale, ove si spiega la funzione di mero supporto tecnico delle operazioni cui si interessano le Autorità italiane. Esso ha rilevato che, come dichiarato dal ricorrente, dalla documentazione del conto Z.________ si evince che su questa relazione sono state effettuate operazioni di passaggio a favore del conto J.________ presso la stessa banca, intestato a A.________, indagato - come noto anche al Tribunale federale (cause 1A.35/1996, 1A.202, 204 e 259/1997, 1A.357/1999) - dalle Autorità milanesi nell'ambito di un procedimento penale connesso con quello oggetto della presente rogatoria. Ne ha concluso che, in siffatte circostanze, si giustifica di trasmettere tutti i documenti, grazie ai quali è possibile ricostruire i vari passaggi effettuati dai fondi litigiosi, fino al destinatario finale. Questa motivazione è sufficiente per impugnare la contestata decisione con cognizione di causa. Non occorre pertanto, come postulato dal ricorrente, rinviare gli atti al MPC affinché spieghi i motivi dell'ordinata trasmissione. b) In effetti, l'obbligo di motivazione, desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost. ) per quanto riguarda il diritto di essere sentito (al riguardo v. DTF 126 I 7 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa, 124 II 132 consid. 2a) e, nell'ambito dell'assistenza giudiziaria, dal nuovo art. 80d AIMP, ha essenzialmente lo scopo di permettere da un lato agli interessati di afferrare le ragioni alla base della decisione e di impugnarla con cognizione di causa, e dall'altro all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (DTF 126 I 97 consid. 2b pag. 102/103, 124 II 146 consid. 2a, 123 I 31 consid. 2c). L'art. 80d AIMP non conferisce un diritto più esteso (DTF 124 II 184 consid. 3 inedito, apparso in Rep 1998, pag. 152 segg. ). Da questo profilo la decisione impugnata è sufficientemente motivata. Inoltre, un'eventuale violazione del diritto di essere sentito, derivante da un difetto di motivazione, sarebbe stata sanata nell'ambito della presente procedura di ricorso (DTF 124 II 132 consid. 2d, 117 Ib 64 consid. 4 pag. 87; cfr. anche DTF 126 I 68 consid. 2; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 1999, n. 273). L'art. 6 CEDU non è, di massima, applicabile nell'ambito della procedura amministrativa dell'assistenza giudiziaria internazionale (DTF 123 II 175 consid. 6e pag. 185 e riferimenti).