Citation: 6A.82/2002 22.01.2003 E. 5

Il ricorrente lamenta inoltre che l'autorità cantonale non abbia tenuto sufficientemente conto del suo "bisogno professionale accresciuto" di guidare per acquisire il proprio reddito lavorativo. Egli sostiene infatti che, esercitando la su attività lavorativa in otto diversi ospedali oltre che nella propria clinica diurna di X.________, risulta impensabile di poter delegare a terze persone il compito di assistere i pazienti dopo le operazioni o in caso di complicazioni post-operatorie, né si può pretendere che qualcuno sia sempre disponibile ad accompagnarlo nei suoi spostamenti professionali. La revoca della licenza di condurre a scopo d'ammonimento è una misura a carattere penale (DTF 122 II 180 consid. 5a; 121 II 22 consid. 2b). Essa serve a correggere i conducenti, a impedire la recidiva e ad aumentare la sicurezza del traffico (art. 30 cpv. 2 OAC; Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Losanna 1996, n. 2.1 ad art. 16 LCStr). Trattasi quindi di una misura con compiti repressivi, preventivi ed educativi (DTF 125 II 396 consid. 2a/aa; 122 II 180 consid. 5a; 121 II 22 consid. 3b; 120 Ib 504 consid. 4b), la cui durata va stabilita in funzione della gravità della colpa, della reputazione e della necessità professionale di condurre veicoli (art. 33 cpv. 2 OAC). Per quanto riguarda più specificatamente la valutazione del preteso "bisogno professionale accresciuto" del ricorrente di disporre della licenza di condurre, è sufficiente rinviare (art. 36a cpv. 3 OG) alle pertinenti considerazioni contenute nella sentenza impugnata (pag. 9, consid. 6). In questa sede basta rilevare che determinante nell'ambito di tale valutazione è la questione se l'interessato, date le sue esigenze professionali, risulterebbe maggiormente, e quindi iniquamente, toccato dalla revoca rispetto agli altri utenti (DTF 123 II 572 consid. 2c; v. anche René Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Berna 1995, vol. III, no 2441 e segg.). Ciò non appare essere il caso. Gli inconvenienti pratici e finanziari, in particolare le difficoltà che il ricorrente incontrerebbe nei suoi frequenti spostamenti presso i diversi ospedali e cliniche nei quali esercita e l'obbligo di assumere alti costi per organizzare il suo trasporto facendo eventualmente capo a degli autisti professionisti, sono parte integrante dello scopo afflittivo e dissuasivo della decisione litigiosa e non interferiscono sull'esercizio della professione del ricorrente più di quanto sia necessario a una corretta applicazione di questa misura. Il Tribunale federale ha d'altronde già avuto modo di confermare in DTF 126 II 202 una revoca della licenza di condurre decretata nei confronti di un medico macchiatosi di una grave colpa nell'ambito della circolazione stradale, e questo malgrado le ovvie e importanti difficoltà che il provvedimento gli avrebbe causato nell'esercizio della sua professione. In questa decisione si era pure osservato che incombeva semmai al legislatore elaboratore delle misure che permettano, in simili casi, di pronunciare una revoca della licenza sospesa condizionalmente o un semplice ammonimento (DTF 126 II 202 consid. 1c).