Citation: 1P.145/2005 17.03.2005 E. 2

2.1 Nella fattispecie i ricorrenti censurano un'applicazione arbitraria dell'art. 46 Cost./TI, secondo il cui capoverso 1 le votazioni in materia di iniziativa, di referendum e di revoca del Consiglio di Stato devono aver luogo entro sessanta giorni dalla pubblicazione nel Foglio ufficiale del risultato della domanda, rispettivamente dalla conclusione delle deliberazioni del Gran Consiglio; la votazione popolare deve aver luogo in ogni caso al più tardi entro due anni dalla pubblicazione nel Foglio ufficiale del risultato della domanda di iniziativa (cpv. 2). L'art. 146 LEDP recita che le votazioni in materia di referendum devono aver luogo entro sessanta giorni dalla pubblicazione nel Foglio ufficiale dei risultati della domanda (cpv. 1). I ricorrenti sostengono che gli art. 46 cpv. 1 Cost./TI e 146 cpv. 1 LEDP non avrebbero carattere potestativo e che, nella misura in cui fissano un termine preciso, assumerebbero una valenza imperativa. Essi aggiungono che, quand'anche si trattasse di disposizioni ordinative come sostenuto dal Consiglio di Stato, la data litigiosa oltrepasserebbe di gran lunga il lasso di tempo massimo di sessanta giorni, lo spirito e lo scopo della legge in materia di referendum imponendo tempi assai brevi; il criticato superamento non sarebbe ragionevolmente tollerabile e integrerebbe pertanto gli estremi di un diniego formale di giustizia. 2.2 Nella risposta al ricorso il Consiglio di Stato sostiene che il termine di sessanta giorni dell'art. 46 Cost./TI è manifestamente un termine d'ordine, che avrebbe quindi una valenza essenzialmente politica; esso, in virtù della costante prassi cantonale, potrebbe quindi essere ragionevolmente oltrepassato senza incorrere in un diniego formale di giustizia. 2.3 La libertà di voto e di elezione garantisce al cittadino elettore che siano riconosciuti solo i risultati elettorali corrispondenti in modo affidabile e non falsato alla volontà dell'elettore liberamente espressa (art. 34 cpv. 2 Cost.; DTF 130 I 290 consid. 3, 129 I 232 consid. 4.2, 125 I 441 consid. 2a, 124 I 55 consid. 2a). 2.4 Certo, di primo acchito, il tenore letterale degli art. 46 cpv. 1 Cost./TI e 146 cpv. 1 LEDP parrebbe non escludere il carattere perentorio dei termini predisposti, ritenuto altresì che un'eccezione è prevista espressamente soltanto per le domande di iniziativa, nell'ambito delle quali la votazione deve aver luogo in ogni caso al più tardi entro due anni dalla pubblicazione sul Foglio ufficiale del risultato della domanda (art. 46 cpv. 2 Cost./TI; sull'interpretazione di norme giuridiche vedi DTF 129 I 12 consid. 3.3, 128 II 56 consid. 4, 66 consid. 4a, 128 I 34 consid. 3b). 2.5 I ricorrenti, limitandosi a sostenere, in maniera del tutto generica, che queste norme non avrebbero un carattere potestativo, ma una valenza imperativa, non dimostrano tuttavia, con un'argomentazione conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, che la tesi governativa, secondo cui il termine di sessanta giorni ha un carattere ordinatorio e quindi una valenza essenzialmente politica, lederebbe la Costituzione. Inoltre, nel loro scritto del 21 febbraio 2005 al Consiglio di Stato, i ricorrenti medesimi hanno semplicemente contestato, ritenendola ingiustificata, una proroga dei termini di così ampia proporzione, ammettendo espressamente che detto termine non fosse perentorio. La censura ricorsuale sull'asserita perentorietà del termine litigioso, oltre al mancato rispetto del principio della buona fede processuale, sarebbe nuova e quindi inammissibile: nella procedura di ricorso di diritto pubblico non si possono infatti addurre, di massima, fatti nuovi, far valere nuove censure o produrre nuovi documenti (DTF 129 I 49 consid. 3, 120 Ib 20 consid. 5c, 118 Ia 20 consid. 5a, 114 Ia 204 consid. 1a; Walter Kälin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 369). Non si è d'altra parte in presenza di un argomento giuridico completamente nuovo addotto dal Consiglio di Stato, al quale i ricorrenti non potevano prevedere di essere confrontati (vedi, al riguardo, DTF 128 V 272 consid. 5b/bb, 125 II 265 consid. 4d/cc pag. 277 e rinvii, 124 I 49 consid. 3c).