Citation: 5P.442/1999 16.03.2000 E. 4

4.- I ricorrenti ritengono pure arbitraria la ripartizione delle spese processuali e delle ripetibili effettuata dall'autorità cantonale. Ritenuto che l'attore risultava perdente sulla domanda di accertamento della proprietà, ma vincente su quella subordinata tendente all'ottenimento di un diritto di passo, i giudici cantonali hanno posto 2/3 delle spese processuali a carico dell'attore, con l'obbligo di rifondere ripetibili ridotte ai convenuti. Analoga ripartizione è stata effettuata, dalla Corte cantonale, per il giudizio di prima istanza. a) I ricorrenti fanno valere che, in applicazione dell'art. 148 cpv. 2 CPC ticinese, in caso di soccombenza reciproca gli oneri della lite sono, in linea di principio, da suddividere fra le parti in proporzione alla rispettiva soccombenza. Ai fini di un'equa ripartizione sono pure da valutare il comportamento processuale e preprocessuale delle parti e le circostanze che hanno condotto all'introduzione della causa. Tutti questi criteri sono stati ignorati dall'autorità cantonale, che pur riconoscendo che i ricorrenti non hanno mai messo in dubbio l'esistenza di una servitù di passo pubblico, ha posto a loro carico un terzo degli oneri processuali. Non è inoltre possibile, senza incorrere in arbitrio, dare alla rivendicazione della proprietà dell'intera area porticata un peso solamente doppio rispetto alla questione concernente la larghezza del diritto di passo. Occorre innanzi tutto rilevare che la sentenza impugnata indica che con l'appello adesivo è stata messa in dubbio l'esistenza stessa della servitù. Tuttavia anche volendo ammettere che la contestazione relativa al diritto di passo pubblico riguardava unicamente la sua estensione, tale questione non era affatto secondaria: il Pretore aveva infatti riconosciuto un diritto di passo largo unicamente 1,5m, mentre quello chiesto dall'attore riguardava l'intera superficie dei portici, la cui larghezza varia da un minimo 4m a un massimo di 6m. In queste circostanze non appare insostenibile, anche alla luce dell'art. 148 cpv. 2 CPC ticinese, stimare l'importanza di tale contestazione a un terzo dell'intero litigio e ripartire di conseguenza gli oneri processuali. b) I ricorrenti lamentano infine che la Corte cantonale ha sbrigativamente ripartito gli oneri della decisione di primo grado in analogo modo, senza prendere posizione sui motivi del Pretore. Questi aveva ritenuto giustificato accollare all'attore le spese processuali e le ripetibili, poiché già nella procedura d'impianto del registro fondiario i convenuti non si erano opposti al riconoscimento di una servitù di passo. In concreto i ricorrenti non pretendono che il diritto di passo previsto nell'ambito della procedura di impianto del registro fondiario si sarebbe esteso su tutta la superficie porticata e avrebbe permesso alla controparte di giungere al risultato ottenuto con la propria azione. Così stando le cose la Corte cantonale non doveva motivare ulteriormente la propria decisione sulle spese e ripetibili di prima istanza, e poteva, senza cadere nell'arbitrio, ripartirle in modo analogo a quanto fatto per la procedura di appello, essendo litigiose le medesime questioni.