Citation: 2A.233/2000 16.01.2001 E. 1

b) In materia di diritto degli stranieri, il ricorso di diritto amministrativo non è proponibile contro il rifiuto o il rilascio di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG e art. 4 LDDS; DTF 126 II 329 consid. 1a; 124 II 361 consid. 1a; 123 II 145 consid. 1b; 122 II 1 consid. 1a, 385 consid. 1a e rispettivi rinvii). Conformemente all'art. 17 cpv. 2 terza frase LDDS, i figli celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel permesso di domicilio dei genitori se vivono con loro. Per prassi costante, questa disposizione si applica per analogia anche al ricongiungimento di cittadini svizzeri con i propri figli stranieri che, al momento della presentazione della domanda, non hanno ancora compiuto 18 anni (DTF 125 II 585 consid. 1a e rinvii). B.________ e C.________ hanno chiesto il rilascio del visto per la Svizzera quando non avevano ancora 17, rispettivamente 16 anni ed intendono ricongiungersi nel nostro paese con il padre che è cittadino svizzero. Essi beneficiano quindi di principio dei diritti istituiti dalla norma menzionata sopra, per cui il ricorso di diritto amministrativo, inoltrato tempestivamente (art. 97 cpv. 1 OG), è ammissibile. La questione di sapere se le condizioni materiali per il rilascio dei permessi sollecitati siano adempiute è invece problema di merito e non di ammissibilità (cfr. DTF 119 Ib 81 consid. 2a; 118 Ib 153 consid. 2a). c) Il quesito di sapere se il ricorso in esame sia pure ammissibile dal profilo dell'art. 8 della Convenzione europea del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101) può in concreto rimanere indeciso, dal momento che, comunque sia, l'impugnativa è ammissibile nel merito per i motivi appena esposti (consid. 1b).