Citation: U 349/01 08.05.2003 E. 3

3.1 Secondo l'art. 15 cpv. 1 e 2 LAINF le indennità giornaliere e le rendite sono calcolate in base al guadagno assicurato. Per il calcolo delle rendite è considerato guadagno assicurato quello riscosso durante l'anno precedente l'infortunio. Il principio di cui all'art. 15 cpv. 2 LAINF intende garantire che, per il calcolo delle rendite, ci si fondi sugli stessi fattori posti alla base della fissazione dei premi (cosiddetto principio dell'equivalenza: DTF 118 V 302 consid. 2b). Il Consiglio federale emana disposizioni inerenti al guadagno assicurato in circostanze particolari, segnatamente in caso di diritto alle indennità giornaliere per un lungo periodo (art. 15 cpv. 3 terza frase lett. a LAINF). Per l'art. 22 cpv. 2 OAINF è considerato guadagno assicurato il salario determinante secondo la legislazione sull'AVS, con le deroghe previste alle lett. a-d. Giusta il cpv. 4 dell'art. 22 OAINF, nella versione in vigore dal 1° gennaio 1998 (cfr. RU 1998 I 153 e 166), le rendite sono calcolate in base al salario pagato all'assicurato da uno o più datori di lavoro nel corso dell'anno precedente l'infortunio, inclusi gli elementi del salario non ancora versati che gli sono dovuti. Se il rapporto di lavoro non è durato un anno intero, il salario ottenuto durante questo periodo è convertito in pieno salario annuo. Nel caso di un'attività temporanea la conversione è limitata alla durata prevista. 3.2 In virtù dell'art. 24 cpv. 2 OAINF se il diritto alla rendita nasce più di cinque anni dopo l'infortunio o l'insorgenza della malattia professionale, determinante è il salario che l'assicurato avrebbe ottenuto nell'anno precedente l'inizio del diritto alla rendita se non si fossero verificati detti eventi, per quanto questo salario sia più elevato dell'ultimo riscosso prima dell'infortunio o dell'insorgenza della malattia professionale. La citata norma, la cui applicabilità non è più in discussione in questa sede, persegue lo scopo di compensare quei pregiudizi che si realizzerebbero applicando il principio di cui all'art. 15 cpv. 2 LAINF. In particolare si è inteso evitare che un assicurato, la cui cura medica è durata a lungo e il cui diritto alla rendita sorge unicamente cinque anni dopo l'infortunio, percepisca soltanto il salario conseguito prima dell'infortunio. Questa circostanza potrebbe infatti condurre a risultati iniqui nel caso in cui i salari fossero nel frattempo aumentati in maniera importante. La disposizione persegue quindi lo scopo di adeguare all'evoluzione normale dei salari il reddito percepito nell'attività svolta prima dell'infortunio (DTF 127 V 172, 123 V 51 e la giurisprudenza ivi citata). Non è per contro ammissibile considerare un'ulteriore evoluzione professionale - in particolare rapporti di lavoro sorti dopo l'insorgenza dell'infortunio e, quindi, adeguamenti individuali del salario - e di conseguenza un aumento ipotetico che si sarebbe realizzato senza l'infortunio (DTF 127 V 173 consid. 3b; RAMI 1999 no. U 327 pag. 111 consid. 3c). In tale ipotesi, infatti, gli assicurati che percepiscono una rendita cinque anni dopo l'infortunio sarebbero - ingiustamente - avvantaggiati rispetto a quelli il cui diritto alla prestazione è sorto precedentemente a questo termine (DTF 127 V 173 consid. 3b).