Citation: 4A_381/2013 E. 4

L'art. 42 cpv. 2 LTF esige che il ricorrente si confronti almeno concisamente con i considerandi del giudizio impugnato (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Giusta l'art. 105 cpv. 1 LTF il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati nella sentenza impugnata. Esso può scostarsi dall'accertamento dei fatti dell'autorità inferiore, se questo si è svolto in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF). La parte che non intende basarsi sugli accertamenti di fatto dell'autorità inferiore deve spiegare in maniera circostanziata per quale motivo ritiene che le condizioni di una delle due eccezioni previste dall'art. 105 cpv. 2 LTF siano realizzate, non potendosi altrimenti tener conto di una fattispecie diversa da quella esposta nella sentenza impugnata (DTF 133 IV 286 consid. 6.2). A tal proposito è utile ricordare che chi intende invocare che i fatti sono stati constatati in modo manifestamente inesatto (art. 97 cpv. 1 LTF), e cioè che il loro accertamento è arbitrario nel senso dell'art. 9 Cost. (DTF 133 II 249 consid. 1.4.3 pag. 254 seg.), deve sollevare e motivare tale censura (art. 106 cpv. 2 LTF). Ciò significa che il ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato con riferimento ai motivi della decisione impugnata in che modo sarebbero stati violati i suoi diritti costituzionali (DTF 136 I 65 consid. 1.3.1; 134 II 244 consid. 2.2). In concreto il ricorso, di difficile comprensione, manifestamente non soddisfa le predette esigenze di motivazione. Infatti l'argomentazione ricorsuale secondo cui nella fattispecie la conduttrice avrebbe potuto validamente prevalersi in appello del coefficiente di conversione utilizzato dalla locatrice, perché questo sarebbe stato "ampiamente discusso in contraddittorio" appare del tutto inconferente, atteso che la ricorrente non contesta aver impostato la sua azione sulla pretesa carente manutenzione dello stabile, la quale avrebbe causato una dispersione termica eccessiva, e nemmeno sostiene che i suoi patrocinatori avrebbero attribuito negli allegati di causa (petizione, replica e conclusioni) le spese ritenute eccessive all'uso di un coefficiente errato nei conteggi della locatrice. Giova a tal proposito ricordare che, contrariamente a quanto pare sottintendere il ricorso, la massima inquisitoria sociale non esonera le parti dal loro obbligo di collaborare alla determinazione della fattispecie rilevante (DTF 125 III 231 consid. 4a) e che la ricorrente nemmeno sostiene di aver pure attaccato la decisione con cui il Pretore avrebbe riformulato o addirittura respinto le domande peritali. La ricorrente omette pure di spiegare, quando si riferisce all'aliquota del 3 %, perché il suo appello soddisferebbe le esigenze di motivazione previste dal CPC per un tale rimedio giuridico. In queste circostanze anche la censura attinente alla pretesa sufficiente quantificazione delle richieste attoree appare irrilevante ai fini del giudizio.