Citation: 6B_253/2009 26.10.2009 E. 5

Il ricorrente si duole poi della violazione del diritto federale, segnatamente dell'art. 125 unitamente all'art. 12 CP, degli art. 26 e 49 cpv. 2 LCStr nonché dell'art. 47 dell'ordinanza del 13 novembre 1962 sulle norme della circolazione stradale (ONC; RS 741.11). Ritiene che non gli possa essere rimproverata la violazione di alcun dovere di prudenza e che, in ogni caso, il nesso causale sarebbe stato interrotto dal comportamento del pedone. In concreto però non censura la sussunzione giuridica, quanto piuttosto l'accertamento dei fatti. Egli infatti ritiene che, circolando a 35 km/h e non a 40/50 km/h, la sua velocità fosse più che adeguata e che la vittima ha attraversato da destra verso sinistra immettendosi sulla carreggiata 1,02 secondi prima dell'investimento e impedendo così una reazione in tempo utile del conducente. In tal modo, l'insorgente si scosta dagli accertamenti di fatto dell'autorità cantonale risultati scevri di arbitrio (v. supra consid. 3 e 4). 5.1 L'art. 125 CP sanziona con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque per negligenza cagiona un danno grave al corpo o alla salute di una persona. Commette per negligenza un crimine o un delitto colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze del suo comportamento o non ne ha tenuto conto. L'imprevidenza è colpevole se l'autore non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali (art. 12 cpv. 3 CP). La punibilità per lesioni colpose presuppone quindi una violazione degli obblighi di prudenza che si imponevano nel caso concreto. Un comportamento viola i doveri di prudenza se al momento dei fatti l'agente avrebbe potuto, tenendo conto delle sue conoscenze e capacità, rendersi conto della messa in pericolo altrui e nello stesso tempo ha oltrepassato i limiti del rischio ammissibile (DTF 133 IV 158 consid. 5.1 pag. 162). I doveri imposti dalla prudenza si determinano a dipendenza delle norme in vigore, aventi per scopo di garantire la sicurezza e di evitare gli incidenti (DTF 129 IV 119 consid. 2.1 e rinvii). Nella fattispecie è d'uopo riferirsi alle regole vigenti in materia di circolazione stradale (v. infra consid. 5.2). Tra il comportamento colpevole contrario a un dovere di prudenza e la lesione personale della vittima deve altresì sussistere un rapporto di causalità naturale e adeguato (su queste nozioni v. DTF 133 IV 158 consid. 6.1).