Citation: 6B_354/2024 E. 3.2

3.2. La Corte cantonale ha accertato, sulla scorta delle dichiarazioni dei presenti e delle immagini della videosorveglianza, che quando il gruppo degli imputati (di cui faceva parte il ricorrente) e l'opponente si trovavano nei pressi del sottopassaggio della rotonda, quest'ultimo ha, tenendo il coltello nella mano destra, sferrato un colpo in direzione di uno dei componenti del gruppo (E.________). La CARP ha nondimeno stabilito che tra questi fatti e quelli successivi, avvenuti all'interno della rotonda, v'era una cesura. Ha infatti accertato che l'aggressione da parte dell'opponente si era conclusa nella prima fase, l'interessato essendosi allontanato dopo che E.________ l'aveva spinto via. La Corte cantonale ha accertato che l'opponente è partito, ha attraversato la rotonda ed ha raggiunto gli alberi situati all'estremità opposta della stessa. Ha poi accertato ch'egli è uscito da sotto gli alberi soltanto dopo che un componente del gruppo degli imputati l'ha inseguito ed ha lanciato almeno un sasso nella sua direzione. Il ricorrente non si confronta puntualmente con gli accertamenti esposti in modo circostanziato dalla Corte cantonale al considerando n. 5.2.3 della sentenza impugnata e non li sostanzia quindi d'arbitrio con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. Adduce genericamente che, dopo un breve periodo, l'opponente sarebbe uscito da sotto gli alberi con il coltello in mano, dirigendosi verso il gruppo degli imputati. Ritiene che, in tale circostanza, l'aggressione messa in atto nella fase precedente non potrebbe essere considerata come terminata. Il ricorrente omette tuttavia di considerare che la Corte cantonale ha accertato, in modo vincolante per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), che l'opponente è uscito da sotto gli alberi e si è avviato nella direzione del gruppo soltanto dopo che un componente del gruppo l'aveva inseguito lanciando almeno un sasso contro di lui. In simili circostanze, tenuto dell'esistenza di questa provocazione, non vi sono ragioni per rivenire sull'accertamento della Corte cantonale, secondo cui i fatti iniziali, avvenuti presso il sottopassaggio, erano distinti da quelli successivi, avvenuti all'interno della rotonda, dopo che l'opponente aveva già preso le distanze dal gruppo, allontanandosi dallo stesso. Per il resto, il ricorrente non sostiene che, alla luce dei fatti accertati, tenuto in particolare conto dell'interruzione esistente tra i due suddetti momenti fattuali, sarebbero realizzati i presupposti di una legittima difesa esimente (art. 15 CP) o discolpante (art. 16 CP). Ne consegue che la censura deve essere respinta nella misura della sua ammissibilità.