Citation: 1B_197/2022 E. 3.3

3.3. La Corte cantonale ha accertato che dal momento dell'arresto fino alla decisione del GPC sono trascorse complessivamente 172 ore e 20 minuti, motivo per cui il citato termine di 96 ore non è stato rispettato. Ha nondimeno ritenuto che si sarebbe in presenza di un caso eccezionale, visto che il ricorrente non era manifestamente interrogabile fino all'8 marzo 2022 e poi nuovamente dal 10 marzo 2022. Ha stabilito infatti, richiamando l'art. 114 CPP e la dottrina, che la sua capacità processuale, segnatamente quella di far valere i suoi diritti e di organizzare la sua difesa, era temporaneamente compromessa, rilevando che qualora si tratti di atti indifferibili è sufficiente che sia presente il difensore. Ha ritenuto che il verbale dell'arresto da parte del PP non costituirebbe un atto indifferibile al quale potrebbe presenziare il difensore, ma un atto differibile che richiede la presenza dell'imputato, il quale deve tuttavia poter comprendere le accuse mossegli e prendere ragionevolmente posizione sulle stesse, nel rispetto del suo diritto d'essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.). Ricordate le condizioni psichiche del ricorrente, la CRP ha considerato ch'egli non era nelle condizioni di poter essere interrogato dal magistrato inquirente senza violare il suo diritto di essere sentito, che nelle descritte circostanze eccezionali prevaleva sui termini di cui agli art. 224 cpv. 2 e 226 cpv. 1 CPP, in particolare quello complessivo di 96 ore che non può essere differito, e quindi sul rispetto del principio di celerità. Ne ha concluso che interrogare il ricorrente nelle descritte condizioni psichiche da parte del GPC sarebbe stato arbitrario e lesivo della sua persona. Ha quindi negato una violazione dell'imperativo di celerità (art. 5 CPP), ritenendo che l'inchiesta è stata condotta con regolarità fin dall'inizio e che la carcerazione, vista l'eccezionalità del caso, non era illegale.