Citation: 1P.481/2003 10.09.2003 E. 2

2.1 L'ammissibilità del ricorso sarebbe comunque stata dubbia per altri motivi. Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 129 I 113 consid. 2.1, 127 I 38 consid. 3c). In particolare, quando l'ultima Autorità cantonale dichiara, come nella fattispecie, un ricorso irricevibile per ragioni formali, e non procede all'esame di merito, il ricorrente deve addurre perché l'Autorità avrebbe accertato in modo arbitrario l'assenza dei presupposti formali, in concreto quelli previsti dall'art. 276 cpv. 1 e 2 CPP/TI (DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2). 2.2 Secondo l'art. 276 cpv. 1 CPP/TI il Giudice della Pretura penale, conclusa la discussione, emana la sentenza, che è immediatamente comunicata verbalmente alle parti nei dispositivi e con esposizione dei motivi essenziali; il capoverso 2 stabilisce che il giudice avverte le parti del diritto di presentare per il suo tramite dichiarazione di ricorso alla CCRP entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere, entro lo stesso termine, la motivazione della sentenza. Se è richiesta la sentenza motivata, questa dev'essere intimata alle parti, pena la nullità, entro venti giorni dalla comunicazione orale dei dispositivi con l'indicazione del rimedio di diritto e del termine entro il quale può essere proposto (cpv. 3). L'art. 289 CPP/TI, che ha come marginale "ricorso per cassazione", ribadisce che la dichiarazione di ricorso dev'essere presentata per scritto, nel termine di cinque giorni dalla comunicazione orale dei dispositivi (cpv. 1) e aggiunge che la motivazione del ricorso dev'essere presentata entro venti giorni dalla notificazione della sentenza scritta (cpv. 2 in relazione con l'art. 278 cpv. 2 CPP/TI). 2.3 Il ricorrente rileva di non aver ricevuto la motivazione scritta della decisione pretorile e conclude ch'essa è quindi nulla secondo l'art. 276 CPP/TI: egli sostiene di non aver rinunciato alla motivazione la quale pertanto doveva essergli notificata. La censura, a prescindere dalla sua ricevibilità, sarebbe manifestamente infondata. Risulta con chiarezza dall'art. 276 cpv. 2 CPP/TI che la motivazione è notificata solo su istanza delle parti (essa va presentata entro cinque giorni dalla comunicazione orale del dispositivo). Secondo il previgente, non più applicabile, e quindi ininfluente, art. 276 cpv. 2 vCPP/TI, cui il ricorrente sembra far capo, la rinuncia alla motivazione era ammissibile unicamente se le parti lo dichiaravano espressamente. L'attuale norma legale ha tuttavia, come si è visto, altra portata e la CCRP l'ha applicata, contrariamente all'assunto ricorsuale, correttamente. 2.4 In via subordinata il ricorrente rimprovera alla CCRP di aver ritenuto tardiva la dichiarazione di ricorso. Richiamando non meglio precisati diritti della difesa, egli rileva che il dispositivo della sentenza è stato intimato sette giorni dopo il dibattimento, per cui egli non poteva rispettare il termine di cinque giorni dalla celebrazione del processo. Conclude che, nell'ipotesi in cui il termine per inoltrare la dichiarazione di ricorso non dovesse decorrere dalla notifica della sentenza bensì dalla data del dibattimento, la decisione della Pretura penale avrebbe dovuto indicare questa particolarità: in difetto di tale avvertenza essa sarebbe arbitraria. Anche questo assunto non regge. 2.5 La CCRP ha rilevato che, conformemente alla sua prassi, il PP che non compare al pubblico dibattimento (art. 274 cpv. 2 CPP/TI), come la parte civile nel caso di assenza giustificata, non possono contare su comunicazioni scritte del giudice, ma devono tener conto che il termine di cinque giorni per la dichiarazione di ricorso decorre per tutte le parti dalla comunicazione verbale del dispositivo: spetta quindi al PP e alla parte civile adottare i provvedimenti necessari per informarsi tempestivamente sull'esito del processo. La Corte cantonale ha stabilito che la dichiarazione di ricorso dev'essere presentata da tutte le parti entro il medesimo termine, ossia entro cinque giorni da quando il giudice ha comunicato oralmente la propria decisione, rispettivamente, in caso di assenza di tutti gli interessati, da quando egli ha statuito, e ciò per motivi di parità di trattamento e di sicurezza giuridica. I Giudici cantonali hanno considerato questa regola valida anche nella fattispecie, ove il dibattimento si è svolto in assenza del PP, della parte civile e dell'accusato: hanno infatti ritenuto che se l'onere di informarsi sull'esito del processo è imposto alle parti dispensate dal comparire in aula, a maggior ragione quest'obbligo vale per l'imputato contumace: il ricorrente, che il giorno del processo aveva presentato un'istanza di rinvio, doveva quindi secondo la CCRP informarsi sull'esito della sua richiesta, per poter presentare tempestivamente, in caso di rifiuto, un' eventuale dichiarazione di ricorso contro la contumacia. Il termine di cinque giorni per presentare la dichiarazione di ricorso decorre dalla comunicazione orale della decisione, come risulta dalla semplice lettura dell'art. 276 CPP/TI (vedi pure l'art. 289 CPP/TI). Ora, il ricorrente non dimostra, con un'argomentazione conforme alle esigenze dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, l'incostituzionalità della norma, rispettivamente dell'interpretazione datale dalla CCRP secondo cui si può far capo al principio della notificazione fittizia (cfr., in tale ambito, DTF 126 I 36, 127 I 31).