Citation: 5A_763/2020 E. 2.3

2.3. Nella fattispecie, la Corte cantonale ha rilevato che la cessazione dell'attività lucrativa da parte del ricorrente costituiva un cambiamento suscettibile di giustificare una modifica del contributo di mantenimento stabilito nella sentenza di divorzio. Al fine di fissare l'ammontare della nuova rendita, ha quindi rettamente proceduto ad aggiornare gli elementi presi in considerazione per il calcolo nel giudizio precedente, facendo capo al suo potere di apprezzamento (art. 4 CC; DTF 137 III 604 consid. 4.1.2; sentenza 5A_190/2020 del 30 aprile 2021 consid. 3 e rinvii). La Corte cantonale ha accertato in fr. 3'129.50 mensili il fabbisogno minimo del ricorrente nella mutata situazione, conformemente a quanto indicato nella decisione cautelare del 15 dicembre 2017 del Pretore aggiunto. I giudici cantonali hanno ritenuto infondata la richiesta del ricorrente di aumentare tale importo del 20 %, simile supplemento dovendosi tutt'al più calcolare sul minimo esistenziale del diritto esecutivo (art. 93 LEF). La precedente istanza ha infatti rilevato che l'importo di fr. 3'129.50 costituiva già il "minimo esistenziale allargato", siccome comprendeva anche il premio svizzero della cassa malati di fr. 287.50 al mese (non obbligatorio in Italia), i costi dell'automobile di fr. 280.-- mensili (non relativi ad un uso del veicolo per necessità professionali), le imposte di fr. 800.-- mensili (non computabili nel minimo esistenziale del diritto esecutivo) e l'indennità pensionistica a favore dell'opponente, di fr. 500.-- al mese. Limitandosi ad addurre che il primo giudice avrebbe operato a torto una riduzione del fabbisogno fondandosi sul fatto che il costo della vita in Italia sarebbe inferiore rispetto a quello nel Cantone Ticino, il ricorrente non si confronta con gli esposti importi, compresi nell'ammontare di fr. 3'129.50. Non sostiene che sarebbero stati accertati in modo arbitrario e non sostanzia un abuso del potere di apprezzamento o una violazione del diritto da parte della Corte cantonale. Disattende inoltre che la riduzione applicata in sede cantonale per il fatto ch'egli risiede in Italia concerne esclusivamente l'importo base mensile del minimo esistenziale, non il risultato del calcolo complessivo. Ribadendo genericamente la richiesta di un supplemento del 20 % in aggiunta al fabbisogno accertato di fr. 3'129.50, egli non considera in modo specifico le citate poste e non espone le ragioni per cui esse rientrerebbero nel minimo di esistenza del diritto esecutivo e non nel "minimo esistenziale allargato". La censura non adempie le esposte esigenze di motivazione e non deve quindi essere vagliata oltre. A ragione la Corte cantonale ha comunque rilevato, in particolare, che le imposte e le spese per l'autovettura privata, non necessaria per fini professionali, non sono computabili nel minimo esistenziale del diritto esecutivo (cfr. DTF 140 III 337 consid. 4 e 5; 126 III 89 consid. 3b). Nella misura in cui è ammissibile, la censura è pertanto infondata.