Citation: 5A_367/2019 E. 3.2

3.2. La ricorrente precisa, in ingresso del proprio gravame, che "oggetto del contendere è unicamente la questione a sapere se l'UE fosse legittimato autonomamente a intervenire, annullando un proprio provvedimento suscettibile di impugnativa ex art. 17 LEF senza che vi fosse stato un ricorso da parte di chi si qualificasse come interessato" e dopo che i termini di ricorso erano trascorsi. In sede di ricorso cantonale, essa si era espressa in via abbondanziale sull'assenza di pericoli derivanti da una vendita all'asta a quello stadio della procedura, sottolineando che in tal caso "il divieto di disporre del fondo [sarebbe stato] sostituito dal surrogato blocco dell'importo di aggiudicazione", sottolineando che in tal modo, a beneficio di tutti, si sarebbe potuto evitare l'ulteriore deterioramento del fondo, da anni ormai privo di manutenzione e destinato a perdere ulteriormente valore. Avanti al Tribunale federale puntualizza, tuttavia, che con le sue precisazioni relative al destino della menzione del divieto di disporre, essa intendeva "tranquillizzare le autorità esecutive che in ogni caso non vi sarebbero stati pregiudizi patrimoniali irreparabili per nessuno". Dilungandosi inutilmente su tali considerazioni abbondanziali e trascurando di rispondere all'unico oggetto della lite, l'autorità precedente avrebbe violato non solo l'art. 17 LEF, bensì anche il diritto di essere sentito della ricorrente (art. 29 cpv. 2 Cost.), "impedendole di conoscere una sua eventuale determinazione di segno contrario su tale tema". La ricorrente rimprovera alla Camera infine la mancata assunzione di mezzi di prova ritualmente indicati e l'avvenuto svolgimento di accertamenti d'ufficio senza coinvolgerla.