Citation: 5A_769/2024 E. 3

La sentenza impugnata è stata pronunciata in una procedura di opposizione al sequestro (v. art. 278 cpv. 3 LEF) e quindi in materia di misure cautelari (DTF 135 III 232 consid. 1.2), per cui la parte ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). Giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF, il Tribunale federale esamina la violazione di questi diritti soltanto se tale censura è stata sollevata e motivata. Ciò significa che, nei motivi del gravame, la parte ricorrente deve indicare in modo chiaro e dettagliato i diritti costituzionali ritenuti lesi e spiegare, con un'argomentazione puntuale e precisa attinente alla decisione impugnata, in cosa consista la pretesa violazione (DTF 143 II 283 consid. 1.2.2; 142 III 364 consid. 2.4; 134 II 244 consid. 2.2). Nel rimedio all'esame la ricorrente sostiene di aver ottenuto, il 13 settembre 2024, dall'Ufficio incassi dell'Amministrazione delle finanze del Cantone Grigioni un'ulteriore proroga del termine per versare l'anticipo delle spese processuali presumibili fino al 31 ottobre 2024. La ricorrente omette tuttavia di indicare un qualsiasi diritto costituzionale reputato violato. Il suo gravame non soddisfa pertanto le severe esigenze di motivazione dell'art. 106 cpv. 2 LTF.