Citation: 6B_411/2017 E. 3.2

3.2. Secondo l'art. 122 CP è colpevole di lesioni gravi: chiunque intenzionalmente ferisce una persona mettendone in pericolo la vita (cpv. 1); chiunque intenzionalmente mutila il corpo, un organo o arto importante di una persona, o le produce la perdita dell'uso di un tale organo o arto, o le cagiona permanentemente incapacità al lavoro, infermità o malattia mentale, o le sfregia in modo grave e permanente il viso (cpv. 2); chiunque intenzionalmente cagiona un altro grave danno al corpo od alla salute fisica o mentale di una persona (cpv. 3). Sotto il profilo soggettivo, l'infrazione presuppone quindi l'intenzione, il dolo eventuale essendo sufficiente (cfr. DTF 131 IV 1 consid. 2). Gli interventi medici realizzano di massima gli elementi costitutivi oggettivi di una lesione dell'integrità corporale, in ogni caso allorquando incidono su una parte del corpo (come per esempio nel caso di un'amputazione) o se ledono o diminuiscono, in modo non trascurabile e quantomeno temporaneamente, le attitudini e la salute fisiche del paziente. Ciò vale anche quando tali interventi erano indicati dal punto di vista medico e sono stati eseguiti secondo le regole dell'arte (DTF 124 IV 258 consid. 2). Un danno all'integrità corporale, anche se causato da un'operazione chirurgica, è quindi di principio illecito a meno che non esista un fattore giustificante, quale è nell'ambito medico il consenso informato del paziente, esplicito o ipotetico (DTF 124 IV 258 consid. 2, cfr. inoltre DTF 133 III 121 consid. 4.1.1).