Citation: 6B_135/2023 E. 9.2

9.2. Le critiche ricorsuali non hanno pregio. Se è vero che il direttore amministrativo non ha potuto escludere che l'insorgente gli potesse aver riferito di ammanchi di cassa, circostanza di cui ha affermato non avere ricordi, egli ha altresì dichiarato che se ciò fosse accaduto in più occasioni, se lo ricorderebbe. Sicché la CARP poteva in modo sostenibile ritenere che egli non ha confermato di essere stato informato degli storni da parte del ricorrente, come da questi preteso. Né si può considerare che le sue dichiarazioni facciano sorgere "un serio dubbio" in merito, posto come il direttore amministrativo abbia precisato che, se gli ammanchi e i relativi storni si fossero ripetuti, come avvenuto in concreto, se lo sarebbe ricordato. Le ulteriori censure risultano in larga parte appellatorie. Così è laddove l'insorgente disquisisce sulle diverse tipologie di chiusure di cassa, argomentando liberamente e senza menzionare su quali prove o elementi oggettivi egli fondi il suo ragionamento. In proposito, richiamando le dichiarazioni di C.________, la CARP ha accertato che solo il ricorrente poteva procedere alle chiusure di cassa. Il teste in questione non ha tuttavia fatto distinzioni di sorta in merito alle diverse chiusure. Inoltre, in base a quanto riferito da una delle segretarie, citate nella sentenza impugnata, risulta pure che nel corso del 2017 era l'insorgente l'unico addetto alla cassa registratrice. Altrettanto appellatoria appare poi l'obiezione sull'impossibilità di trovarsi contemporaneamente dinanzi al suo computer e alla cassa registratrice. Nulla del genere è stato infatti ritenuto dalla CARP, che si è limitata unicamente a constatare che, in stretta prossimità oraria con gli storni, il ricorrente si trovava in ufficio, come risulta dai suoi collegamenti alla posta elettronica e a Internet dalla sua postazione fissa. L'insorgente non sostiene né dimostra che tali collegamenti fossero simultanei agli storni registrati, di modo che sarebbe impensabile che egli possa essere all'origine di questi ultimi. Si rileva inoltre che, in base a quanto accertato nella sentenza impugnata, l'ufficio del ricorrente era attiguo al locale adibito a sportello in cui si trovava la cassa registratrice, sicché un'eventuale differenza di pochi minuti tra un collegamento e la registrazione di uno storno non è atta a escludere che sia stato l'insorgente a compierla, perché altrove. A torto infine il ricorrente lamenta un'inversione dell'onere della prova, richiamandosi implicitamente alla presunzione d'innocenza quale regola di ripartizione dell'onere della prova (v. in proposito DTF 148 IV 409 consid. 2.2; 145 IV 154 consid. 1.1). Non è infatti stato imposto all'insorgente di provare la sua innocenza. La CARP ha semplicemente accertato, esaminando la vendita di abbonamenti, la loro validità e le registrazioni del rotolo di cassa, che gli storni oggetto dell'atto d'accusa non avevano alcuna giustificazione contabile, neppure quelli che lo stesso ricorrente ha ammesso di aver effettuato fidandosi delle indicazioni pretesamente chieste e ottenute dalle segretarie, ciò che queste ultime hanno negato. Né si può ravvedere una violazione della presunzione d'innocenza nella natura indiziaria di questo procedimento.