Citation: 4C.394/2004 08.02.2005 E. 3

Da questi principi discende l'inammissibilità pressoché integrale del gravame sottoposto al Tribunale federale. La censura relativa alla violazione dell'art. 120 CO, che regola la compensazione, si avvera d'acchito inammissibile siccome fondata sulla tesi dell'identità fra l'attore e la società, che la Corte cantonale ha reputato non dimostrata sulla base di un apprezzamento probatorio che - come esposto nel quadro dell'esame del rimedio introdotto parallelamente - non è arbitrario. Quella concernente la violazione dell'art. 68 CO, secondo cui il debitore non è tenuto ad adempiere personalmente l'obbligazione, è invece priva di ogni pertinenza. L'autorità ticinese non ha infatti escluso a priori la possibilità che il debito dell'attore venisse saldato da un terzo, ovvero dalla società. Ha semmai constatato che ciò non è avvenuto, posto come la società non abbia iscritto nella propria contabilità il versamento quale mutuo a favore dell'attore bensì quale mutuo al convenuto. L'attore non ha infine miglior fortuna laddove si prevale della violazione dell'art. 86 CO. Tale norma presuppone infatti che un debitore abbia più debiti nei confronti di un medesimo creditore e nella fattispecie in rassegna la Corte ticinese ha accertato l'esistenza di un unico debito fra l'attore e il convenuto.