Citation: 5A_1014/2018 E. 4.1.2

4.1.2. Vi è litisconsorzio necessario passivo, segnatamente, quando più persone sono insieme il soggetto passivo di un solo diritto, di modo che non possono essere convenute in giudizio da sole (DTF 136 III 123 consid. 4.4.1). L'art. 70 cpv. 1 CPC prevede che più persone devono essere convenute congiuntamente se sono parte di un rapporto giuridico sul quale può essere deciso solo con un unico effetto per tutte. È il diritto materiale a stabilire in quali casi è necessaria una conduzione congiunta della causa in qualità di convenuti (DTF 140 III 598 consid. 3.2 con rinvio). In regime di comproprietà, la dottrina dominante considera che i comproprietari formino un litisconsorzio necessario passivo in caso di pretese di terzi concernenti l'intera cosa (e non soltanto una sua quota; v. BRUNNER/WICHTERMANN, in Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch, vol. II, 6a ed. 2019, n. 8 ad art. 648 CC; EDMOND PERRUCHOUD, in Commentaire romand, Code civil, vol. II, 2016, n. 8 ad art. 648 CC; ROBERT HAAB, Zürcher Kommentar, 1977, n. 2 ad art. 648 CC) e indivisibili (v. ARTHUR MEIER-HAYOZ, Berner Kommentar, 5a ed. 1981, n. 93-99 ad art. 646 CC). L'azione confessoria, come già detto analoga all'azione negatoria (v. supra consid. 4.1.1 in fine), rientra proprio fra le pretese indivisibili (v., per l'azione negatoria, MEIER-HAYOZ, op. cit., n. 7 ad art. 648 CC). Occorre quindi concludere che, se riguarda l'intera cosa in comproprietà, una tale azione comporta un litisconsorzio necessario passivo dei comproprietari (v. BOHNET, Actions civiles, op. cit., n. 21 ad § 53, con rinvio alla DTF 138 III 512 consid. 2.2 che ha lasciato la questione indecisa; LIVER, op. cit., n. 162 [su rinvio del n. 192] ad art. 737 CC).