Citation: 5A_808/2023 E. 2

Con sentenza 10 ottobre 2023 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso interposto il 17 marzo 2023 dall'escusso avverso il provvedimento 7/8 marzo 2023 dell'UE. La Corte cantonale ha precisato che, malgrado la formulazione utilizzata dall'UE, tale provvedimento non era un pignoramento "complementare", poiché il pignoramento delle nuove azioni era già stato eseguito dal Betreibungsamt di Küssnacht am Rigi il 24 febbraio 2022, bensì una modifica di tale pignoramento nel senso di una sua limitazione alle 350'000 azioni che l'UE aveva considerato di proprietà dell'escusso, accogliendo implicitamente la rivendicazione di E.________. Per l'autorità di vigilanza, il ricorso risultava pertanto tardivo nella misura in cui tendeva a rimettere in discussione il pignoramento del 24 febbraio 2022, mentre sarebbe stato tempestivo se avesse riguardato la decisione di limitare il pignoramento alle 350'000 azioni ritenute di proprietà di A.________, se non che dalla motivazione ricorsuale non risultava che quest'ultimo intendesse ottenere l'annullamento della decisione 7/8 marzo 2023 dell'UE per ripristinare quella del Betreibungsamt di Küssnacht am Rigi. I Giudici cantonali si sono poi interrogati sulla validità dell'aumento del capitale azionario, che l'escusso (azionista di maggioranza) non poteva decidere senza l'autorizzazione dell'UE (art. 96 cpv. 1 LEF), oltretutto in violazione di uno scritto 9 giugno 2021 con cui l'UE lo aveva diffidato, sotto minaccia delle pene previste dagli art. 169 e 292 CP, dal prendere decisioni in nome e per conto della società che avrebbero potuto ridurre il valore delle azioni. Tale questione era tuttavia estranea alla procedura ricorsuale dell'art. 17 LEF.