Citation: 5A_137/2021 E. 2.4

2.4. Dagli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata - vincolanti per il Tribunale federale, vista l'assenza di una censura d'arbitrio contro di essi (v. art. 97 cpv. 1 e 105 cpv. 1 LTF) - emerge che il ricorrente è venuto a conoscenza dell'esistenza di una ""nuova" perizia" in data 4 novembre 2020, con la ricezione della circolare 3 novembre 2020 dell'UE. Conformemente alla suesposta giurisprudenza, il ricorrente avrebbe pertanto dovuto informarsi del contenuto di tale perizia già a quel momento (la circolare precisava del resto che la documentazione relativa all'offerta di acquisto dei fondi era a disposizione per la consultazione presso l'UE; v. art. 105 cpv. 2 LTF), tanto più che egli non poteva ignorare che una sua richiesta di nuova stima avrebbe dovuto essere introdotta entro il termine previsto dall'art. 9 cpv. 2 RFF, dato che una sua precedente domanda in tal senso era già stata considerata tardiva dall'autorità di vigilanza in applicazione di tale disposto di legge (v. supra consid. A.b e art. 105 cpv. 2 LTF; v. anche sentenza 5A_45/2015 del 20 aprile 2015 consid. 3.3.2 in fine). Il ricorrente, invece, non si è informato al riguardo (egli non pretende che, attraverso la frase contenuta nel suo scritto 12 novembre 2020 all'UE, con cui si era detto "molto curioso di visionare la "nuova" perizia sulla base della quale si fonda l'offerta", intendeva farsi trasmettere tale perizia), ma ha atteso passivamente, in violazione delle regole della buona fede, fino al 20 novembre 2020, quando l'UE gli ha notificato la valutazione dell'8 settembre 2020 quale allegato alla decisione 18 novembre 2020. L'autorità di vigilanza non ha pertanto violato l'art. 9 cpv. 2 RFF ritenendo che il termine di dieci giorni era ormai già scaduto quando il ricorrente ha finalmente inoltrato la richiesta di nuova stima in data 25 novembre 2020.