Citation: 1C_17/2018 E. 2.1

2.1. La Corte cantonale ha rilevato che secondo l'art. 56 della Legge ticinese sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013, l'esecuzione forzata avviene mediante esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato o mediante coercizione diretta nei suoi confronti (cpv. 3 lett. b e c), che devono essere precedute, salvo casi urgenti, da una diffida inappellabile ad adempiere entro breve termine (cpv. 5); la decisione d'esecuzione è per contro impugnabile con i rimedi di diritto ordinari (cpv. 6). Ha osservato che di massima l'esecuzione d'ufficio presuppone l'esistenza di una decisione, detta di "base", cresciuta in giudicato, che accerti o imponga un obbligo. L'intervento sostitutivo dell'autorità implica una seconda decisione, detta di "esecuzione", che, accertato l'inadempimento nonostante diffida, disponga l'esecuzione d'ufficio. Ne ha concluso che la legittimità dell'obbligo dev'essere contestata mediante ricorso contro la decisione di base che lo impone, ritenuto che, nel quadro dell'impugnazione di quella successiva di esecuzione, tale obbligo non può più esser criticato, censurabile essendo solo la legittimità del provvedimento esecutivo come tale.