Citation: 4A_39/2017 E. 2

Il ricorrente chiede che la sentenza d'appello sia annullata e che l'opponente sia condannato a pagargli in totale fr. 40'891.--. La domanda espressa in franchi svizzeri è irrita sotto il profilo dell'art. 84 cpv. 1 CO, in forza del quale i debiti pecuniari vanno pagati nella moneta in cui sono stati contratti. La norma vale per tutte le pretese pecuniarie, indipendentemente dalla loro causa, contrattuale o extracontrattuale; in quest'ultima evenienza va considerata la moneta del paese nel quale si è verificato il danno (DTF 137 III 158 consid. 3). La giurisprudenza ha dedotto dall'art. 84 CO la regola per cui la parte che fa valere davanti alle autorità giudiziarie svizzere un credito in valuta straniera deve pretenderne il pagamento in quella valuta. Se ne chiede il pagamento in franchi svizzeri, l'azione va respinta, giacché il debitore non può essere condannato a una prestazione diversa da quella da lui dovuta (sentenze 4A_3/2016 del 26 aprile 2017 consid. 4.1 e 4.2., 4A_206/2010 del 15 dicembre 2010 considerandi 4 e 5 non pubblicati nella DTF 137 III 158; DTF 134 III 151 consid. 2). Il ricorrente medesimo spiega di avere investito e perso 50'250.-- marchi tedeschi, corrispondenti a euro 25'692.--. L'applicazione della prassi suddetta porterebbe pertanto a respingere d'entrata il ricorso, perché la domanda di riforma della sentenza impugnata espressa in franchi è contraria all'art. 84 CO. È tuttavia palese che la formulazione errata della domanda sia il frutto di una semplice svista, dovuta al fatto che, per giustificare il raggiungimento del valore litigioso minimo secondo l'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, nella parte introduttiva del ricorso il ricorrente ha convertito in fr. 40'891.-- il suo credito in euro. Questo importo è poi stato inserito, appunto per disattenzione, anche nelle domande di giudizio. Non è spiegabile altrimenti la domanda errata presentata con il ricorso in materia civile, dopo che davanti a entrambe le istanze ticinesi il ricorrente aveva chiesto correttamente che il convenuto fosse condannato a risarcirgli in euro il danno subito; tanto più che, come detto, egli ribadisce anche in questa sede di avere perso marchi tedeschi, rispettivamente euro. In queste circostanze si può prescindere eccezionalmente dall'applicazione rigorosa della prassi derivata dall'art. 84 CO.