Citation: 4P.146/2005 10.10.2005 E. 6

Venendo al merito del lodo impugnato, con il quale è stato riconosciuto il diritto dell'opponente al pagamento di fr. 346'500.-- a titolo di risarcimento danni, la ricorrente rimprovera all'arbitro di aver violato l'art. 190 cpv. 2 LDIP sotto diversi aspetti. Gli argomenti della ricorrente poggiano perlopiù sulla tesi che nel marzo 2002 D.________Srl fosse divenuta titolare di tutti i diritti connessi all'accordo di commercializzazione del 26 gennaio 2002, che ha poi retrocesso il 26 aprile 2004 a B.________Ltd, giusto prima dell'avvio del procedimento arbitrale. Sennonché la fattispecie riportata nel lodo impugnato è ben diversa. Prima di proseguire nell'esame del ricorso appare dunque opportuno rammentare brevemente la controversia relativa al ruolo svolto da tale società nell'intera vicenda ed esporre le conclusioni dell'arbitro a questo riguardo. 6.1 D.________Srl è stata coinvolta nell'operazione di commercializzazione del Y.________ il 20 marzo 2002, quando ha assunto l'obbligo di garantire il pagamento delle forniture effettuate dalla ricorrente e a tal scopo ha rilasciato una fideiussione di Euro 75'000.--. Distributore per l'Italia dell'opponente, essa ha inoltre direttamente preso in consegna 2'000 Y.________. È stato pure accertato che, onde ottenere da D.________Srl il pagamento del saldo del prezzo dei 10'000 Y.________, nel giugno 2003 la ricorrente ha adito le vie giudiziarie italiane con un "ricorso per decreto ingiuntivo" cui D.________Srl non ha fatto opposizione. Infine, il 26 aprile 2004 D.________Srl ha ceduto a B.________Ltd tutti i suoi diritti nei confronti della ricorrente. 6.2 Dinanzi all'arbitro la ricorrente ha negato che D.________Srl sia intervenuta unicamente quale garante. Essa ha asseverato l'esistenza di due contratti di compravendita distinti: l'uno avente per oggetto la vendita di 8'000 Y.________ a B.________Ltd, l'altro la vendita di 2'000 Y.________ a D.________Srl. Sostenendo che i problemi alle lamine si sarebbero verificati unicamente nei pezzi consegnati a D.________Srl, la ricorrente ha riconosciuto solo a quest'ultima il diritto, di principio, di prevalersi della garanzia per difetti; concretamente, però, tale diritto le sarebbe precluso dalla rinuncia a sollevare eccezioni da lei sottoscritta il 18/19 novembre 2002. Ciò significava, secondo la ricorrente, che le richieste di B.________Ltd, fondate sulla cessione del 26 aprile 2004, avrebbero dovuto in ogni caso essere respinte: in primo luogo in considerazione della transazione intervenuta il 18/19 novembre 2002; secondariamente perché la relazione fra lei e D.________Srl sarebbe stata definitivamente regolata mediante il ricorso per decreto ingiuntivo, passato in giudicato. 6.3 L'argomentazione della ricorrente non ha trovato alcun seguito nel lodo impugnato. In accordo con quanto sostenuto dall'opponente, l'arbitro è infatti giunto alla conclusione che la compravendita dei 10'000 Y.________ costituiva un'unica operazione commerciale fra B.________Ltd e A.________Srl; il fatto che 8'000 pezzi fossero rimasti in deposito presso la ricorrente e 2'000 consegnati a D.________Srl configurava una modalità di consegna. L'unica titolare dei diritti derivanti dall'accordo di commercializzazione del 26 gennaio 2002 era pertanto la B.________Ltd e il ruolo di D.________Srl - ha precisato l'arbitro - si è limitato alla prestazione della garanzia di pagamento. Di conseguenza, ha concluso l'arbitro, sia la procedura giudiziaria in Italia che la cessione dei diritti di D.________Srl, avvenuta il 26 aprile 2004, potevano riguardare solo la questione della garanzia di pagamento e le eventuali dichiarazioni formulate da D.________Srl il 18/19 novembre 2002 non potevano in nessuno modo pregiudicare i diritti di garanzia di B.________Ltd. 6.4 Per i motivi spiegati al consid. 3 questa decisione non può venir riesaminata nel merito. Essa potrebbe venir semmai annullata se emanata in violazione di una delle garanzie formali enunciate dall'art. 190 cpv. 2 lett. a-d LDIP o incompatibile con l'ordine pubblico (art. 190 cpv. 2 lett. e LDIP), ciò che però non è il caso, come esposto nei successivi considerandi.