Citation: 1C_466/2021 E. 4.2

4.2. In effetti, come a ragione accertato dalla Corte cantonale, constatazione con la quale il ricorrente si confronta solo in maniera appellatoria, nella precedente decisione del 5 febbraio 2020 il Governo cantonale ha rigettato le medesime obiezioni sollevate dal Comune ricorrente nell'ambito del ricorso inoltrato da A.________ e B.________ contro la domanda di costruzione presentata dal Comune per la formazione di un'area di deposito nella zona litigiosa, gravame fondato proprio sulla mancata attribuzione del fondo vvv alla zona edificabile. In quella decisione il Consiglio di Stato ha precisato che l'area della caserma è un'area speciale secondo l'art. 18 LPT "e non si configura pertanto come una zona edificabile secondo l'art. 15 LPT", rinviando alla sua precedente risoluzione n. 3215 del 28 giugno 2005 (capitolo 4.3 pag. 24). L'azzardata congettura ricorsuale, secondo cui la risoluzione del 5 febbraio 2020 sarebbe errata poiché sarebbe stata emanata su proposta del Servizio dei ricorsi senza interpellare il Dipartimento competente, nulla muta al fatto che la stessa è stata condivisa e confermata dal Governo cantonale. Sempre in quella risoluzione il Governo cantonale ha sottolineato poi esplicitamente che, contrariamente a quanto pretendeva (e pretende nel ricorso in esame) il Comune, " non sussiste alcun dubbio in merito all'intenzione dello scrivente Consiglio di escludere il comparto di cui si discute dalla zona edificabile definita dal PR05, che ha espressamente indicato di non (...) approvare per ora la proposta comunale " (consid. 2.2). Ha evidenziato, in maniera inconfutabile, che nell'attesa che il Comune si pronunci, il comparto litigioso "rimane fuori della zona edificabile. Lo si deduce chiaramente non solo dal PR05, ma anche dall'abrogazione del PR75, disposta dal Consiglio di Stato contestualmente all'approvazione del nuovo piano, che ha risparmiato dall'abrogazione del vecchio ordinamento pianificatorio esclusivamente l'inventario degli edifici ubicati fuori delle zone edificabili (cfr. dispositivo n. 7). Non la zona AP/EP 1.36 - Caserma ". E non solo. Il Consiglio di Stato ha ancora precisato, sempre in maniera indiscutibile, che il dispositivo che abroga il vecchio PR, definendo in dettaglio i limiti del provvedimento, "è chiarissimo e non necessita di alcuna interpretazione ". Ha aggiunto che, pertanto, l'edificabilità della parte del mappale precedentemente assegnata alla zona per le attrezzature e le costruzioni di interesse pubblico non può quindi fondarsi sull'ordinamento previgente (PR75). Ha stabilito che l'edificabilità del comparto, non ancora attribuito a una zona di utilizzazione, non sarebbe deducibile neppure dall'art. 36 cpv. 3 LPT, secondo cui in assenza di zone edificabili e salvo diversa disposizione del diritto cantonale, il comprensorio già largamente edificato vale quale zona edificabile provvisoria: ciò poiché il comparto della caserma è nettamente staccato dall'abitato, e non appartiene al comprensorio già largamente edificato. Ha quindi accertato che il fondo litigioso non appartiene alla zona edificabile (consid. 2.3). Queste considerazioni e conclusioni, lineari e univoche, che concernono le medesime parti e lo stesso comparto, non necessitano di alcuna interpretazione. La conclusione dei giudici cantonali, secondo cui prima dell'entrata in vigore dell'art. 38a LPT il comparto litigioso non faceva parte della zona edificabile, è quindi corretta.