Citation: 6B_971/2017 E. 6.4

6.4. Premesso che la Corte penale del TPF dovrà nuovamente pronunciarsi sul capo d'imputazione n. 1.2.5.1.3 e quindi sulla quantità di stupefacente addebitata al ricorrente, con le esposte generiche argomentazioni egli non sostanzia una violazione del diritto federale con una motivazione conforme alle esigenze di motivazione dell'art. 42 cpv. 2 LTF. Il ricorrente prospetta un grado di purezza soltanto del 10 %, ma non adduce alcun elemento concreto a sostegno di una particolare diluizione della cocaina. Disattende inoltre che, secondo gli accertamenti della precedente istanza, vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF), due acquirenti hanno dichiarato che lo stupefacente venduto loro dal ricorrente era di buona qualità. Laddove richiama poi il tasso del 33.33 % indicato nella sentenza 6S.218/1999 del 26 aprile 1999 consid. 2b/aa, egli non considera che in quel giudizio la Corte di cassazione del Tribunale federale in realtà non è entrata nel merito di tale percentuale stabilita dall'istanza cantonale, siccome il ricorso per cassazione non adempiva i requisiti di motivazione dell'art. 273 cpv. 1 lett. b PP, allora in vigore. Comunque, quand'anche si volesse applicare alla fattispecie tale grado di purezza e si volessero considerare esclusivamente i 180 g oggetto dei capi d'imputazione n. 1.2.5.1.1, n. 1.2.5.1.2 e n. 1.2.5.1.4, la quantità di sostanza pura ammonterebbe a 60 g e supererebbe comunque ampiamente la soglia di 18 g per riconoscere un caso grave secondo l'art. 19 n. 2 lett. a vLStup (cfr. sentenza 6B_1068/2014 del 29 settembre 2015 consid. 1.5). La censura è pertanto infondata nella misura della sua ammissibilità.