Citation: 5P.237/2001 10.09.2001 E. 2

2.- a) Con riferimento al periodo di riconciliazione con la moglie di cui il ricorrente si prevale per negare l'obbligo di versamento del contributo alimentare, la sentenza impugnata indica che tale circostanza era rimasta allo stadio di puro parlato, senza alcuna chiara indicazione suffragata da elementi di prova sufficienti di quando e per quanto tempo i coniugi avevano ripristinato la convivenza. b) Secondo il ricorrente la Corte cantonale è caduta nell'arbitrio, perché ha da lui richiesto la prova della riconciliazione con la moglie, quando la convivenza temporanea risulta dall'incarto di separazione e come tale, secondo la giurisprudenza, costituisce fatto notorio, che deve senz'altro essere ritenuto dal giudice senza particolari prove da parte di chi da tale circostanza vuol trarre un vantaggio. c) Il gravame fondato sull'arbitrio, come quello all'esame, non può essere sorretto da argomentazioni con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle normative invocate. L'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire altrettanto sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata. Per richiamarsi con successo all'arbitrio, il ricorrente deve invece dimostrare - con un'argomentazione precisa - che l'autorità cantonale ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 127 I 54 consid. 2b e rinvii). Ora, pur prescindendo da una più attenta valutazione della censura con cui il ricorrente rimprovera arbitrio al Tribunale cantonale, basta in concreto rilevare che se anche stesse l'obbligo del giudice di considerare fatto notorio ciò che è stato da lui conosciuto in un altro incarto che si pone in stretta parentela con quello all'esame, la situazione non manifesterebbe nessun effetto sulla decisione impugnata. Nella fattispecie, infatti, la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello non ha per nulla avuto conoscenza diretta dell'incarto di separazione invocato dal ricorrente, di guisa che per essa i fatti nello stesso contenuti non potevano in nessun caso costituire un fatto notorio. Già per questa ragione, e senza addentrarsi nella censura di arbitrio elevata dal ricorrente, i giudici cantonali ben potevano esigere la prova del ripristino e della durata della convivenza temporanea senza incorrere in una violazione di legge qualificata. Notisi infine che nemmeno davanti ai giudici cantonali il qui ricorrente ha sostenuto che la riconciliazione costituisse fatto notorio di cui non occorreva fornirne la prova: la censura proposta la prima volta davanti al Tribunale federale, siccome nuova, sarebbe quindi, ad ogni buon conto, irricevibile (DTF 115 Ia 183 consid. 2, 102 Ia 246 consid. 2).