Citation: 2A.594/2006 09.11.2007 E. 2

2.1 L'ordinanza sull'imposta sul valore aggiunto, entrata in vigore il 1° gennaio 1995, è stata sostituita dalla legge omonima a partire dal 1° gennaio 2001. Secondo l'art. 93 cpv. 1 LIVA le disposizioni abrogate e le loro prescrizioni d'esecuzione rimangono ancora applicabili, salvo eccezioni che non ricorrono nel caso di specie, a tutti i fatti e rapporti di diritto sorti durante la loro validità. In concreto, la vertenza va pertanto esaminata in funzione dell'OIVA nella misura in cui concerne i periodi fiscali dal 23 settembre 1998 al 31 dicembre 2000, mentre in funzione della LIVA per il periodo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2001. 2.2 All'imposta sul valore aggiunto soggiacciono di principio tutte le forniture di beni e le prestazioni di servizio effettuate su territorio svizzero a titolo oneroso (art. 4 lett. a e b OIVA e art. 5 lett. a e b LIVA). Una transazione è effettuata a titolo oneroso, ovvero contro remunerazione, quando vi è uno scambio tra una prestazione ed una contro-prestazione legate da uno stretto rapporto economico (DTF 126 II 443 consid. 6a, 249 consid. 4a). L'imposta è calcolata sulla controprestazione (art. 26 OLIVA e 33 LIVA). A contrario, le operazioni che non corrispondono ad uno scambio di prestazioni non rientrano nel campo d'applicazione dell'imposta (cosiddette Nichtumsätze, non-operazioni, attività che non sono considerate operazioni; DTF 132 II 353 consid. 4.3). Tra queste vanno annoverate ad esempio anche le sovvenzioni e le donazioni private. Versate dagli enti pubblici per favorire la realizzazione di compiti o infrastrutture d'interesse pubblico da parte di privati, le sovvenzioni sono infatti accordate senza contropartita economica equivalente per la collettività che le fornisce. Ciò vale anche per le donazioni e le elargizioni benevole di privati, poiché il loro autore non agisce per ottenere dal beneficiario una prestazione determinata, ma al fine di promuovere in generale l'attività di quest'ultimo (DTF 126 II 443 consid. 6c e 8a; sentenza 2A.167/2005 dell'8 maggio 2006, riass. in: SJ 2006 I pag. 500, consid. 4.2; sentenza 2A.410/2006 del 18 gennaio 2007, consid. 5.2). Vi sono poi prestazioni che sfuggono all'imposizione poiché rientrano nell'elenco delle operazioni escluse ai sensi degli art. 14 OIVA, rispettivamente 18 LIVA. Tra queste gli art. 14 n. 11 OIVA e 18 n. 13 LIVA comprendono anche le operazioni effettuate ai propri membri dietro pagamento di contributi stabiliti in conformità degli statuti da parte di istituzioni senza scopo lucrativo che perseguono obiettivi di natura politica, sindacale, economica, religiosa, patriottica, filosofica, filantropica, culturale o civica. 2.3 Il sistema dell'IVA è concepito in modo che ogni fornitore di beni o prestazioni sia di per sé imposto solo sul valore aggiunto che egli apporta. Di conseguenza, il contribuente che utilizza beni o prestazioni di servizi per effettuare a sua volta forniture o prestazioni di servizi imponibili ha di massima diritto di dedurre l'imposta fatturatagli da altri contribuenti (imposta precedente; art. 29 OIVA e 38 LIVA). Tale diritto non sussiste per contro nel caso di operazioni escluse dall'imposta o di attività che non sono considerate operazioni, dal momento che il contribuente non esegue forniture o prestazioni di servizi imponibili. L'art. 38 cpv. 4 LIVA sancisce espressamente questo principio, comunque valido già sotto il regime dell'ordinanza non solo per le operazioni escluse dall'imposta (cfr. art. 13 OIVA e 17 LIVA), ma anche per le non-operazioni (DTF 132 II 353 consid. 4.3 e 7.1; sentenza 2A.650/2005 del 15 agosto 2006, consid. 3.3). Se il contribuente utilizza beni o prestazioni di servizi sia per scopi che danno diritto alla deduzione dell'imposta precedente sia per altri scopi, la deduzione dell'imposta precedente deve essere ridotta proporzionalmente all'utilizzazione (art. 32 cpv. 1 OIVA e 41 cpv. 1 LIVA).