Citation: 5A_384/2015 E. 2.2

2.2. Il Tribunale di appello ha preliminarmente ricordato che lo Stato che non prevede misure atte a imporre al presunto padre di ottemperare all'ordine giudiziario di sottoporsi a un test di paternità non tutela il diritto al rispetto della vita privata e familiare del figlio (art. 8 CEDU). Ha negato, poi, una violazione degli art. 7 e 10 Cost. Nella prospettiva di un evidente (e codificato) interesse pubblico a conoscere la propria discendenza (recte: ascendenza), il Tribunale di appello ha rammentato la giurisprudenza che considera conforme alla Costituzione l'ordine di procedere ad un prelievo di sangue a scopo peritale, nonché il carattere lieve dell'ingerenza nel diritto all'integrità fisica che costituisce il prelievo di uno striscio della mucosa orale o del sangue, se non vi sono rischi di natura eccezionale per la salute. Il Tribunale di appello, riferendosi al Messaggio del 28 giugno 2006 del Consiglio federale concernente il CPC ed all'unanime dottrina, ha rammentato che in tema di accertamento della paternità, il rifiuto indebito di una parte a cooperare può essere sanzionato. Infine, il Tribunale di appello ha respinto le obiezioni del ricorrente fondate sul suo onore e la sua dignità.