Citation: 1B_258/2015 E. 1.3

1.3. Il ricorrente sostiene che se la Corte cantonale avesse negato la legittimazione ricorsuale ai congiunti della vittima, il decreto di abbandono sarebbe cresciuto in giudicato. Ritiene che il ricorso al Tribunale federale sarebbe ammissibile, siccome consentirebbe di abbandonare immediatamente il procedimento penale, evitando chiarimenti istruttori dispendiosi, defatigatori ed inutili. Con questa generica argomentazione, seppure la CRP non esponga in modo circostanziato la legittimazione dei congiunti della vittima, in particolare indicando la natura delle pretese civili da loro formulate, il ricorrente non motiva un pregiudizio irreparabile di natura giuridica ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LTF, che non è ravvisabile in un semplice danno di fatto, come il prolungamento della procedura o l'aumento dei costi collegati alla causa (DTF 140 IV 57 consid. 2.3; 137 IV 172 consid. 2.1; 136 IV 92 consid. 4). In particolare, il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che lo svolgimento di un procedimento penale, e gli inconvenienti ad esso legati, non comportano di principio un pregiudizio irreparabile di natura giuridica, che non possa essere riparato ulteriormente mediante una decisione finale favorevole all'imputato (cfr. DTF 133 IV 288 consid. 3.1; 133 IV 139 consid. 4; sentenza 1C_585/2013 del 17 settembre 2013 consid. 1.2.1, in: AJP 2014 pag. 126 seg.). Analogamente, nemmeno una decisione di rinvio allo scopo di eseguire ulteriori atti istruttori provoca quindi un pregiudizio irreparabile per l'imputato, indipendentemente dagli aspetti processuali sollevati dal ricorrente (cfr. DTF 133 V 477 consid. 4.2 e 5.2.2). Quanto all'ipotesi dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF, il Tribunale federale ha rilevato che questa disposizione deve essere interpretata restrittivamente in materia penale (DTF 133 IV 288 consid. 3.2; sentenza 1C_585/2013, citata, consid. 1.2.2; sentenza 6B_782/2008 del 12 maggio 2009 consid. 1.4, in: Pra 2009 n. 115 pag. 787 segg.). Il ricorrente adduce, come visto in modo generico, che i chiarimenti istruttori sarebbero dispendiosi, defatigatori ed inutili. Disattende tuttavia che una parte non trascurabile dell'istruzione penale è già stata eseguita dal PP e che la decisione di rinvio è circoscritta ad un'ulteriore perizia. Per quali ragioni, tenuto conto di questi elementi, la procedura probatoria rimanente sarebbe dispendiosa il ricorrente non spiega con una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 42 cpv. 2 LTF (cfr. DTF 138 III 46 consid. 1.2 pag. 48). In concreto, non sono di conseguenza ravvisabili seri motivi per ritenere che, dopo l'esperimento di questa perizia, l'istruzione non potrà essere terminata rapidamente.