Citation: 5A_902/2015 E. 2.1

2.1. Il nuovo diritto di protezione dell'adulto si fonda sul principio dell'autodeterminazione. La legge non prevede misure di protezione dell'adulto precostituite e rigide; l'autorità deve piuttosto offrire alla persona bisognosa d'aiuto soluzioni confezionate "su misura", concepite in maniera che l'ingerenza dello Stato nella vita privata della persona assistita sia ridotta al minimo indispensabile (Messaggio del 28 giugno 2006 concernente la modifica del Codice civile svizzero [Protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione], FF 2006 6406 seg. n. 1.3.4, 6433 ad art. 391 D-CC). La misura meno invasiva consiste nell'amministrazione di sostegno dell'art. 393 cpv. 1 CC: previo accordo della persona bisognosa di assistenza, permette di offrire alla medesima un sostegno per provvedere a determinati affari. La curatela di rappresentanza giusta l'art. 394 cpv. 1 CC è per contro concepita a beneficio di quella persona che non può (più) provvedere a determinati affari e deve pertanto essere rappresentata (sentenza 5A_795/2014 del 14 aprile 2015 consid. 4.1.2). La scelta della misura appropriata deve rispondere in primo luogo ai criteri della sussidiarietà e della proporzionalità. Non solo va scelta, fra quelle disponibili, la misura meno invasiva, ma anzi: se la persona bisognosa può essere altrimenti aiutata - ad esempio facendo capo alla famiglia o ad altre persone a lei prossime - l'autorità di protezione degli adulti deve del tutto prescindere dall'adottare una misura (art. 389 cpv. 1 n. 1 CC; DTF 140 III 49 consid. 4.3.1; sentenza 5A_795/2014 cit. consid. 4.2.1). La scelta della misura appropriata è un tipico giudizio fondato sull'apprezzamento del giudice di merito (art. 4 CC), che il Tribunale federale riesamina con riserbo (sentenze 5A_795/2014 cit. consid. 4.2.2; 5A_667/2013 del 12 novembre 2013 consid. 6.2).