Citation: 6B_917/2018 E. 3.2.2

3.2.2. La richiesta di estromissione dall'incarto di determinati verbali di interrogatorio e della loro ripetizione è stata respinta dal TPF una prima volta con decreto ordinatorio del 25 ottobre 2017 (incarto 129.280.003 segg.), e poi ancora al dibattimento, al momento di trattare le questioni pregiudiziali (sentenza impugnata pag. 7), riservandosi in entrambe le occasioni di esaminare la valenza di tali mezzi di prova in camera di consiglio e, se del caso, rilevarne l'inutilizzabilità. Infondato (e quasi pretestuoso) appare il rimprovero di non aver elencato i verbali di cui la ricorrente ha chiesto l'estromissione né menzionato l'istanza volta alla ripetizione di tali prove. Innanzitutto non si ravvede come una loro eventuale mancata, rispettivamente incompleta indicazione possa violare il diritto a una decisione motivata, nella misura in cui il TPF ha esposto le ragioni alla base della loro reiezione. In secondo luogo, il precitato decreto ordinatorio enumera espressamente le audizioni oggetto della postulata ripetizione (incarto 129.280.010). La decisione impugnata, a sua volta, riassume in modo sintetico le questioni pregiudiziali sollevate dall'insorgente e il loro esito e contiene un rinvio al verbale principale dei dibattimenti. Quest'ultimo non solo menziona espressamente le istanze probatorie, e segnatamente le audizioni di cui è stata chiesta la ripetizione (incarto 130.920.013 segg.), ma richiama (incarto 130.920.013) e allega (incarto 130.920.022) anche il memoriale relativo alle questioni pregiudiziali intitolato "Arringa" (incarto 130.925.047 segg.), quello relativo alle istanze probatorie intitolato "Prove" (incarto 130.925.122 segg.), nonché copia dello scritto del 4 ottobre 2017 (incarto 130.925.145 segg.), con cui la ricorrente ha formulato le sue contestazioni e richieste di prove. Vero è che, dopo essersi riservato di esaminare la valenza probatoria dei verbali in questione e di rilevare una loro eventuale inutilizzabilità a carico dell'insorgente, il TPF non vi ha più accennato. Come visto però (v. supra consid. 3.2.1), l'autorità non è tenuta a pronunciarsi in modo esplicito su tutti gli argomenti sollevati, ma solo su quelli rilevanti ai fini del giudizio. Il suo silenzio indica quindi che non ha accordato valenza probatoria a tali prove nel caso concreto. E invero l'accertamento dei fatti della sentenza impugnata non poggia minimamente sui verbali di cui è stata chiesta l'estromissione o su altre prove raccolte in base alle informazioni ivi contenute e neppure la ricorrente pretende il contrario. Non vi è dunque alcuna violazione dell'art. 147 cpv. 4 CPP, che vieta di utilizzare le prove assunte senza rispettare il diritto al contraddittorio a carico della parte che non era presente. Vano è dunque il richiamo ricorsuale alla DTF 143 IV 457. Quanto alla necessità di riassumere suddetti mezzi probatori conformemente all'art. 343 cpv. 2 CPP, si sarebbe imposta ove l'autorità li avesse considerati decisivi ai fini della sua decisione per utilizzarli a carico dell'imputata. Ma così manifestamente non è. Riguardo poi alle altre prove presenti nell'incarto, si ribadisce che l'autorità non è tenuta a pronunciarsi in modo esplicito su tutti i mezzi di prova, potendo limitarsi a quelli che, senza arbitrio, sono rilevanti per il giudizio (v. supra consid. 3.2.1). Il TPF non era dunque obbligato a passare in rassegna e a esprimersi su ogni prova del voluminoso incarto. In proposito la censura si riduce a un vacuo richiamo al diritto a una decisione motivata, laddove la ricorrente avrebbe dovuto dimostrare che, in modo del tutto insostenibile, i giudici precedenti hanno omesso senza valida ragione di tener conto di prove importanti suscettibili di modificare l'accertamento dei fatti, non essendo manifestamente sufficiente affermare la rilevanza generale delle prove semplicemente in ragione della loro raccolta da parte dell'autorità inquirente. Per quanto concerne poi il documento difensivo acquisito agli atti al dibattimento, la stessa insorgente indica trattarsi di un "ulteriore tassello" a dimostrazione dell'inattendibilità delle dichiarazioni di B.________. Orbene, nella misura in cui il TPF non ha accertato i fatti sulla scorta delle dichiarazioni di quest'ultimo, non necessitava di esaminarne l'attendibilità e di conseguenza nemmeno di confrontarsi con suddetto documento.