Citation: 1C_384/2015 E. 3.3

3.3. Al riguardo, nella decisione impugnata si precisa che, secondo la scheda descrittiva della zona di pianificazione, il complesso monumentale di Villa Favorita presenta un valore eccezionale per la sua situazione urbanistica, per la qualità dei suoi aspetti architettonici, artistici e paesaggistici, cosiccome per la ricchezza della sua storia. II parco, costruito secondo un raffinato gusto eclettico, riunisce componenti naturalistiche e baroccheggianti ed è stato progettato e realizzato per favorire la percorrenza orizzontale e valorizzare, in un contesto organico, i differenti edifici disposti lungo il percorso, in particolare Villa Favorita e la sua Pinacoteca. II parco, omogeneo e unitario, costituisce in questo senso il tessuto connettivo che riunisce e valorizza i singoli edifici e manufatti architettonici. Appare dunque indispensabile conservarne l'omogeneità e l'unitarietà e nel contempo la sua odierna sostanza naturalistica e paesaggistica, per assicurare nel tempo il significato e il valore degli edifici monumentali che costituiscono il complesso di Villa Favorita, uno fra i beni culturali di maggior pregio e importanza del Cantone Ticino. La scheda descrittiva spiega poi che la situazione pianificatoria e le disposizioni normative vigenti non sono più adatte a garantire una corretta conservazione e valorizzazione del complesso. Per questo motivo, la Città ha proposto una variante di piano regolatore volta a precisare la sua tutela in quanto bene culturale. Oltre a ciò è emersa la necessità di adeguare l'assetto pianificatorio del settore e di verificare e definire le condizioni per la realizzazione di una passeggiata a lago e della fruizione pubblica del parco. Al di là del tempo necessario per poter svolgere questi compiti, la scheda mette in rilievo come la concessione di un diritto di compera sui fondi rappresenti un rischio imminente per la conservazione dei valori monumentali del comparto, nonché per gli intendimenti volti alla sua pubblica fruibilità, tale da giustificare l'adozione di una misura di salvaguardia della pianificazione. Infatti, né la normativa vigente, né quella proposta dal Comune mediante la variante del piano regolatore vietano il frazionamento dei fondi e l'alienazione delle costruzioni suddivise in lotti, evenienza che rischia di implicare la frammentazione fisica del parco, di cui di conseguenza andrebbe persa, oltre all'impossibilità di conseguire la sua pubblica fruizione, l'unitarietà.