Citation: 4A_147/2007 05.09.2007 E. 7

Con il ricorso in materia civile la parte ricorrente può far valere la violazione del diritto, così come determinato dagli art. 95 e 96 LTF. 7.1 Il Tribunale federale applica il diritto d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF). Ciononostante, tenuto conto dell'esigenza di motivazione posta dall'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF - che, se disattesa, può comportare l'inammissibilità del gravame (art. 108 cpv. 1 lett. b LTF) - in linea di principio il Tribunale federale esamina solamente le censure adeguatamente motivate. A questo proposito l'art. 42 cpv. 2 LTF prescrive che "nei motivi occorre spiegare in modo conciso perché l'atto impugnato viola il diritto". L'art. 106 cpv. 2 LTF stabilisce inoltre che il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura. Il campo di applicazione di questa norma corrisponde alla prassi vigente sotto l'egida dell'OG per il ricorso di diritto pubblico (cfr. Messaggio concernente la revisione totale dell'organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001, in: FF 2001 pag. 3900). Ne discende che l'allegato ricorsuale deve indicare chiaramente i diritti costituzionali, rispettivamente cantonali, che si pretendono violati, precisando altresì in che consista tale violazione (cfr. DTF 133 III 393 consid. 6). 7.2 L'allegato sottoposto all'esame del Tribunale federale nel caso in rassegna disattende crassamente le esigenze di motivazione poste dalla legge. Di certo esso non può dirsi conciso, visto che conta novanta pagine. In queste, invece di confrontarsi criticamente - in maniera chiara e precisa - con i motivi alla base della sentenza emanata il 15 marzo 2007 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello, la ricorrente racconta per filo e per segno la vicenda all'origine della vertenza, come se il Tribunale federale fosse l'autorità giudiziaria di primo grado. Interrompe di tanto in tanto la sua narrazione per invocare, in maniera generica e confusa, la violazione di tutta una serie di norme della Costituzione cantonale ticinese e della Costituzione federale, rispettivamente del Codice delle obbligazioni, dimenticando, apparentemente, che nella sentenza impugnata è stato accertato che lei stessa, in sede di conclusioni, ha sostanzialmente ammesso la corretta esecuzione dell'incarico da parte dell'opponente. E, pur lamentando un accertamento manifestamente inesatto dei fatti con riferimento alla sua pretesa di risarcimento danni, si guarda bene dall'indicare quali sarebbero i mezzi di prova trascurati dai giudici cantonali, dai quali emergerebbe inequivocabilmente la quantificazione del danno asseritamente patito. Allo stesso modo la ricorrente ripercorre poi passo per passo la procedura giudiziaria dinanzi al giudice di prima istanza, dolendosi della violazione di una pletora di disposizioni processuali cantonali, come se la II Camera civile del Tribunale d'appello non si fosse già ripetutamente chinata sulle sue obiezioni, e senza indicare con la necessaria chiarezza per quale ragione la decisione emanata il 15 marzo 2007 sarebbe, su questo punto, il frutto di un'applicazione arbitraria del diritto processuale cantonale. 7.3 Trattandosi di un ricorso manifestamente motivato in modo insufficiente, si può decidere di non entrare nel merito mediante la procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF.