Citation: 1A.103/2002 22.01.2003 E. 2

Il ricorrente sostiene in primo luogo di essersi convinto, residendo a Singapore, che la pratica della licenza edilizia fosse andata a buon fine e di avere incaricato pertanto un'impresa di eseguire i lavori. Il Tribunale cantonale amministrativo ha ritenuto che il ricorrente avesse agito in mala fede, avendo egli eseguito le opere litigiose negategli con la decisione municipale dell'11 novembre 1998, cresciuta in giudicato; esso ha poi rilevato che il mancato immediato intervento del Comune per far cessare i lavori non poteva essere considerato costitutivo di una situazione acquisita né equivalente a una rinuncia al rispetto delle norme trasgredite. Secondo la Corte cantonale l'atteggiamento assunto dal Municipio non permette al ricorrente di richiamarsi con successo al principio della buona fede, visto ch'egli sapeva della carenza dell'autorizzazione a costruire e della posizione del Comune, chiara fin dall'inizio. 2.1 L'assunto ricorsuale è manifestamente infondato. Dagli accertamenti contenuti nella decisione impugnata, di cui il ricorrente non dimostra l'arbitrarietà e che sono pertanto vincolanti per il Tribunale federale, risulta che, con decisione dell'11 novembre 1998, il Municipio ha negato il rilascio dell'autorizzazione a costruire, notificandola, per il tramite del suo rappresentante, al ricorrente, il quale ha cionondimeno iniziato, nel settembre del 1999, i lavori. È pertanto manifesto che, al momento della loro esecuzione, il ricorrente non poteva far valere alcun legittimo affidamento, riguardo al diritto di procedervi, sia perché il rifiuto della licenza gli era, o doveva essergli, noto, sia perché prima di iniziare i lavori egli avrebbe comunque dovuto informarsi, dal suo rappresentante o nel Comune, sullo stato della procedura (cfr. DTF 113 Ia 332 consid. 3b). Con la dovuta diligenza, il ricorrente non poteva ignorare il carattere illecito dell'opera (cfr. DTF 111 Ib 213 consid. 5; causa 1P.443/1998 del 18 agosto 1999, consid. 3c, apparsa in RDAT II-2000 n. 41); inoltre il fatto di avere presentato la domanda di costruzione per il tramite di una terza persona e di avere incaricato dell'esecuzione dell'opera un'impresa non lo dispensava dal disporre di un'autorizzazione eccezionale (causa 1P.781/1999 del 23 febbraio 2000, consid. 3b/aa, apparsa in RDAT II-2000 n. 42).