Citation: 1A.209/2005 29.01.2007 E. 2

2.1 La ricorrente fa valere in primo luogo, in maniera generica, che le è stato negato il diritto d'accesso alla decisione di chiusura del 13 aprile 2005, sulla quale si fonderebbe l'ordine di edizione bancaria. 2.2 Il ricorso di diritto amministrativo, che in questo caso assume la funzione del ricorso di diritto pubblico secondo l'art. 84 cpv. 1 lett. a OG, permette di far valere anche censure legate alla lesione di diritti costituzionali nell'ambito dell'applicazione del diritto federale (DTF 124 II 132 consid. 2; Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 301). Dal diritto di essere sentito, desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost., la giurisprudenza ha dedotto il diritto dell'interessato di esprimersi prima che una decisione sia presa a suo sfavore, di fornire prove sui fatti che possono influenzare la decisione, di poter consultare gli atti di causa, di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di pronunciarsi in merito, come pure di addurre i propri argomenti (DTF 129 I 249 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b, 124 II 132 consid. 2b e rinvii). 2.3 Come si evince dalla decisione impugnata, la decisione di chiusura del 13 aprile 2005 concerneva la trasmissione dei documenti bancari del conto intestato a A.A.________ presso la banca Y.________ di Ginevra; il MPC ha inoltre precisato che l'avvocato della ricorrente non è il patrocinatore di A.A.________: su questa circostanza, decisiva, la ricorrente non si esprime del tutto. In effetti, il diritto di accedere agli atti è strettamente connesso con la qualità di parte, che la ricorrente non aveva nell'ambito di quella procedura (DTF 127 II 104 consid. 3 e 4). Nelle osservazioni al ricorso il MPC ribadisce che la ricorrente non era toccata dalla decisione di chiusura del 13 aprile 2005, rilevando, a titolo abbondanziale, che se il suo legale avesse prodotto una procura di A.A.________ non si sarebbe opposto alla richiesta di accesso agli atti. Del resto, dai complementi 20 maggio 2002 e 22 giugno 2004 trasmessi alla ricorrente e dalla decisione impugnata risultano tutti gli elementi posti a fondamento del contestato complemento rogatoriale, sui quali essa poteva esprimersi compiutamente nelle sue osservazioni del 28 giugno 2005. Per di più, proprio in queste osservazioni la ricorrente rilevava d'aver ottenuto la decisione di chiusura del 13 aprile 2005 da una terza persona e nel ricorso in esame ne cita uno stralcio, per cui non si è in presenza dell'asserita lesione del diritto di essere sentito. La richiesta ricorsuale di invitare il MPC a produrre detta decisione dev'essere quindi disattesa. 2.4 Il MPC ha sottolineato poi che la decisione di chiusura del 13 aprile 2005 non conclude la procedura di assistenza nel quadro dei procedimenti penali aperti nei confronti di Giorgio Vanoni e degli altri inquisiti. Al riguardo la ricorrente si limita ad addurre, di nuovo in maniera del tutto generica, che la procedura in questione sarebbe stata definitivamente chiusa dalla menzionata decisione del 13 aprile 2005, la stessa non essendo stata definita quale "decisione di chiusura (parziale)"; non sarebbe quindi più possibile richiedere ulteriore documentazione che vi si riferisce. La critica, speciosa, non regge. È infatti manifesto che quella decisione chiude la procedura di assistenza soltanto riguardo al conto di A.A.________ e non, come notorio, anche riguardo alle altre, ulteriori e numerose procedure avviate nei confronti di Giorgio Vanoni in relazione alle prospettate vendite fittizie di diritti televisivi effettuate da società del Gruppo Fininvest.