Citation: 2A.140/2006 05.07.2006 E. 3

3.1 I ricorrenti ravvisano una violazione del loro diritto di essere sentiti (art. 29 Cost.) nel modo in cui è stata condotta la procedura d'autorizzazione. In effetti non sono stati né coinvolti né consultati nell'ambito della medesima allorché la Trasporti Pubblici Luganesi SA è il gestore del parcheggio e il Comune, oltre ad aver partecipato alla sua progettazione e al suo finanziamento accanto al Cantone, è direttamente interessato visti gli obiettivi pianificatori, segnatamente di alleggerimento del traffico, perseguiti con la sua realizzazione. Essi censurano altresì un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti rilevanti. In primo luogo rimproverano al Dipartimento federale di non avere verificato se la scelta del capolinea contestato fosse compatibile con i piani e le prescrizioni cantonali concernenti l'utilizzazione del suolo, segnatamente con i piani direttori e di utilizzazione cantonali. In secondo luogo lamentano che non si è tenuto conto della natura e degli scopi dell'installazione in questione. Scopi che peraltro, secondo i ricorrenti, erano già noti al Dipartimento in quanto nel novembre 2003 aveva approvato una modifica della concessione di cui beneficiava la Trasporti Pubblici Luganesi SA proprio per aggiungervi la linea di collegamento tra il parcheggio e la Città di Lugano. Essi adducono poi che scopo del parcheggio - già occupato regolarmente per più dell'80% - è di offrire dei posteggi ai pendolari al fine di ridurre il traffico motorizzato quotidiano diretto verso l'agglomerato di Lugano. Orbene installare il capolinea di un servizio di pullman per l'Aeroporto di Malpensa all'interno del medesimo comporterebbe il rischio che i clienti di tale servizio vi lascino abusivamente per giorni o settimane i loro veicoli, sottraendo dei posti agli utenti giornalieri, ciò che andrebbe contro gli obiettivi pianificatori perseguiti. Al riguardo i ricorrenti precisano che per tutelare detti obiettivi, la Trasporti Pubblici Luganesi SA ha sempre rifiutato di mettere dei posteggi a disposizione sia di privati residenti in zona sia della Polizia cantonale, quando parte della stessa si è trasferita nella nuova sede di Noranco. 3.2 Richiamato l'art. 47 cpv. 3 OCTV secondo cui, nell'ambito di una procedura di rilascio di un'autorizzazione come quella in esame, possono essere consultate le cerchie interessate, il Dipartimento federale fa valere che vista la quantità di procedure in corso e l'impossibilità di venire a conoscenza di tutte le parti interessate a livello regionale o comunale, esso si limita a consultare i servizi interessati a livello federale e cantonale. Al riguardo afferma che incombe ai Cantoni procedere, se del caso, a consultazioni più ampie a loro livello. Nel caso specifico, rileva di aver invitato il Dipartimento del territorio del Cantone Ticino ad esprimersi: orbene se ha formulato dubbi sulla necessità di rilasciare un'ulteriore autorizzazione, questi non ha invece obiettato nulla riguardo all'utilizzazione della fermata in questione. Il Dipartimento afferma poi di essere partito dal presupposto che il Cantone aveva consultato tutte le cerchie interessate nonché specifica che siccome nell'istanza della Star Bus SA figurava solo la denominazione "Fornaci", era stata designata l'unica fermata di trasporti pubblici esistente nella zona, cioè quella del Park & Ride. Infine, riguardo al rischio di un uso abusivo del parcheggio da parte dei clienti della Star Bus SA, il Dipartimento federale constata che, secondo le affermazioni dei ricorrenti medesimi, è ancora libero il 20% dei posteggi. Infine contesta l'affermazione secondo cui lo scopo del Park & Ride gli era già noto, siccome nel 2003 aveva approvato una modifica della concessione del gestore, osservando che non gli è possibile collegare tra di loro tutte le procedure di autorizzazione, vista la loro moltitudine nonché varietà. 3.3 L'argomentazione del Dipartimento federale non può essere tutelata. In effetti, se detta autorità rilascia - come in concreto - delle autorizzazioni (concernenti il trasporto di passeggeri transfrontaliero) gravate di oneri specifici, segnatamente per quanto qui interessa l'obbligo di fare salire e scendere i clienti in luoghi prestabiliti, essa deve allora accertare che detti obblighi possano essere ossequiati e non può trincerarsi dietro un lamentato sovraccarico di lavoro oppure l'aspettativa che le autorità cantonali interpellate effettuano spontaneamente al posto suo le necessarie misure istruttorie. Anche se, effettivamente, non si può pretendere dall'autorità giudicante che conosca tutte le parti interessate, le incombe tuttavia, e in particolare quando sono implicate autorità cantonali, impartire a queste ultime le necessarie istruzioni di modo che tutti gli interessati vengano interpellati, rispettivamente consultati. Al riguardo va osservato che essa potrebbe anche procedere ad una pubblicazione della richiesta di autorizzazione ai sensi dell'art. 30a PA. Di conseguenza, quando, come in concreto, l'autorizzazione è vincolata ad un uso accresciuto del suolo pubblico, ciò implica una necessaria coordinazione tra i diversi intervenienti a tutti i livelli (federale/cantonale/comunale) ed incombe all'autorità giudicante verificare che tutti gli elementi necessari a tal fine siano dati. In particolare le spetta accertare se occorrono autorizzazioni a livello cantonale o comunale e, se del caso, assicurarsi che sono state, rispettivamente che saranno accordate. Ciò che, manifestamente, non è stato fatto in concreto. In altre parole, il Dipartimento federale non ha accertato tutti i dati ed elementi di cui doveva invece necessariamente disporre per poter rilasciare l'autorizzazione richiesta. In particolare - rammentato che l'autorizzazione è stata vincolata all'utilizzazione della fermata per trasporti pubblici situata nel parcheggio Park & Ride di Fornaci - esso non si preoccupato né di consultare il gestore del parcheggio né le competenti autorità comunali così come non si è interessato di verificare se necessitava di accordi o consensi di terzi interessati. Orbene, questo manifesto accertamento incompleto dei fatti non consente al Tribunale federale di risolvere il caso. Inoltre non spetta di massima a questa Corte completare l'accertamento dei fatti posti a fondamento del giudizio impugnato e di statuire come giudice di prima e ultima istanza, soprattutto quando, come in concreto, l'incarto non permette di determinare compiutamente i fatti rilevanti e di risolvere, di conseguenza, i quesiti litigiosi. Ne segue che la decisione impugnata dev'essere annullata e la causa rinviata all'autorità federale (art. 114 cpv. 2 OG) per nuovo giudizio, previa consultazione di tutte le parti effettivamente implicate. I ricorsi di diritto amministrativo devono quindi essere accolti e la decisione impugnata annullata, la causa essendo rinviata al Dipartimento federale per nuovo giudizio ai sensi dei considerandi.