Citation: 1C_255/2009 10.05.2010 E. 2

2.1 L'atto di ricorso non critica tanto la decisione della Corte cantonale, incentrandosi e esaurendosi in sostanza in una critica sull'accertamento dei fatti e sulla valutazione giuridica degli stessi compiuti dal giudice penale. Al riguardo, il ricorrente si dilunga ad addurre una loro asserita constatazione erronea e contraria a quanto sarebbe accaduto: fatti sui quali si sono poi fondati ai fini del loro giudizio la Sezione della circolazione, il Consiglio di Stato e la Corte cantonale. Il ricorrente adduce, in maniera inutilmente ripetitiva, che la versione ritenuta dal giudice penale si fonderebbe solo sulla denuncia e sulle dichiarazioni del conducente del veicolo sorpassato, al suo dire inattendibili e contraddittorie. Inoltre fa valere un'asserita disparità di trattamento riguardo alla valutazione della propria versione dei fatti, accenna al mancato confronto con detto testimone, solleva pretese lacune di un'istruttoria, definita sommaria e approssimativa, e adduce un'asserita violazione del principio "in dubio pro reo". 2.1.1 Ora, come a ragione ritenuto dal Tribunale amministrativo, queste censure potevano essere fatte valere, come indicato nei rimedi di diritto della sentenza della Pretura penale e come ammesso dal ricorrente stesso, dinanzi alla Corte di cassazione e revisione penale del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (CCRP). La stessa conclusione vale per l'assunto ricorsuale secondo cui un'analisi più approfondita avrebbe permesso di accertare che non vi sarebbero prove sufficienti atte a comprovare un eccesso di velocità e un sorpasso sulla destra. 2.1.2 Circa la scelta di non impugnare la decisione penale, il ricorrente, patrocinato anche nella sede cantonale da un legale, si limita a rilevare che riguardo ai fatti l'esame della CCRP è limitato all'arbitrio (art. 288 lett. c CPP/TI). Ora, il gravame in esame è proprio incentrato su un asserito accertamento manifestamente errato e arbitrario dei fatti ritenuti dal giudice penale, accertamento che il ricorrente, anche sulla base del principio della buona fede processuale, poteva e doveva se del caso censurare dinanzi alla CCRP. Ciò vale a maggior ragione visto ch'egli precisa che la decisione della Sezione della circolazione, fondata su detti accertamenti, è stata emanata pochi giorni dopo quella penale, che non era ancora cresciuta in giudicato. Nulla gli impediva quindi di impugnarla.