Citation: 2C_277/2007 12.09.2007 E. 2

2.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità di un rimedio di diritto, senza essere vincolato dalle opinioni espresse dalle parti (art. 29 cpv. 1 LTF; cfr. pure DTF 131 II 58 consid. 1 e richiami). 2.2 Durante la procedura avviata dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo il permesso di dimora della ricorrente è giunto a scadenza (l'11 aprile 2007). È quindi a giusto titolo che la Corte cantonale ha trattato la vertenza dal profilo del rinnovo, e non della revoca, dell'autorizzazione di soggiorno. Lo stesso vale nell'ambito del procedimento in rassegna. Nella misura in cui il gravame si riferisce alla problematica della revoca, lo stesso sfugge ad un esame di merito. 2.3 Giusta l'art. 83 lett. c n. 2 LTF, il ricorso in materia di diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni in materia di diritto degli stranieri concernenti i permessi o autorizzazioni al cui ottenimento né il diritto federale né il diritto internazionale conferiscono un diritto. Conformemente all'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Ai fini dell'ammissibilità del presente ricorso è quindi determinante soltanto la questione se, formalmente, vi sia matrimonio (cfr. DTF 126 II 265 consid. 1b). Infatti, sapere se il menzionato diritto sussista ancora o sia invece decaduto in virtù delle eccezioni o delle restrizioni che discendono dall'art. 7 cpv. 2 LDDS e dall'abuso di diritto è un problema di merito, no di ammissibilità (DTF 128 II 145 consid. 1.1.2 e rinvii). In concreto anche se, come addotto nell'impugnativa, è stata avviata una procedura di divorzio, la ricorrente è tuttora sposata con un cittadino svizzero: il gravame è quindi ricevibile dal profilo dell'art. 83 lett. c cifra 2 LTF.