Citation: 2P.229/1999 03.03.2000 E. 3

3.-a) Un Comune beneficia di autonomia tutelabile in quelle materie che la legislazione cantonale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte all'ordinamento del Comune, conferendogli una notevole libertà di decisione (DTF 124 I 223 consid. 2b e riferimenti). b) Prevalendosi della sua autonomia un Comune può, fra l'altro, esigere che le autorità cantonali di ricorso o di vigilanza osservino i limiti formali posti dalla legge e, inoltre, che esse applichino in modo corretto il diritto materiale determinante. Il Comune può quindi invocareanchelaviolazionedell'art. 4vCost. edeidirittichenederivano-qualiildivietodell'arbitrio, ilprincipiodell' uguaglianza di trattamento e quello della buona fede - non però a titolo indipendente, ma solo in stretta connessione con quella della sua autonomia. Al Comune è pure concesso di addurre la trasgressione di altri diritti fondamentali, quali ad esempio le libertà individuali, sostenendo che il significato e la portata attribuiti in concreto pregiudicano la sua autonomia (DTF 116 Ia 252 consid. 3b). c) Quando il ricorso con cui si invoca la violazione dell'autonomia comunale è fondato su norme di diritto costituzionale, il Tribunale federale esamina liberamente le decisione impugnata, mentre restringe la sua competenza all'arbitrio per quelle di rango inferiore, per l'apprezzamento delle prove e per la constatazione dei fatti rilevanti (DTF 122 I 279 consid. 8c; 120 Ia 203 consid. 2a; 116 Ia 252 consid. 3c). d)aa) In dottrina si ammette, in linea di principio, che i Comuni godono di autonomia giuridicamente protetta per quanto concerne l'esecuzione di opere pubbliche, tra cui le opere di canalizzazione e depurazione delle acque (cfr. Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. I, n. 257 segg. , segnatamente 272; Ulrich Häfelin/Georg Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 3a ed., pag. 289 seg. ; André Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 264; Adelio Scolari, Diritto amministrativo, parte speciale, n. 1093 segg. , in particolare 1105 segg. , e numerosi riferimenti). Come già rilevato, non va tuttavia dimenticato che, conformemente alla giurisprudenza, per stabilire in che misura un Comune sia autonomo, ci si deve fondare sulla costituzione e la legislazione cantonali e che, di conseguenza, va stabilito di caso in caso se, in un determinato campo di attività, sia dato un potere decisionale relativamente ampio del Comune e quindi sevi sia autonomia giuridicamente protetta (cfr. DTF 124 I 223 consid. 2b; 122 I 279 consid. 8b e rispettivi rinvii). bb) Nel Cantone Ticino - ove l'art. 16 della Costituzione della Repubblica e Cantone del Ticino del 14 dicembre 1997 e gli art. 1 e 2 della legge organica comunale del 10 marzo 1987 garantiscono un'autonomia comunale residua - i Comuni hanno l'obbligo di adottare un regolamento delle canalizzazioni (art. 94 cpv. 1 LALCIA e art. 1 e 2 del Decreto esecutivo concernente il regolamento delle canalizzazioni, i contributi e le tasse, del 3 febbraio 1977, in seguito: DE) e di prelevare, giusta l'art. 96 cpv. 1 LALCIA, contributi di costruzione per l'esecuzione degli impianti comunali e per la partecipazione a quella degli impianti consortili. La misura complessiva di questi tributi non può essere inferiore al 60% né essere superiore all' 80% del costo effettivo per il Comune; essa è decisa dal Consiglio o dall'Assemblea comunale (cpv. 2). Il Consiglio di Stato può, in casi eccezionali e quando il costo dell' opera sia coperto, esonerare il Comune dall'obbligo d'imporre contributi (cpv. 5). A loro volta, i successivi disposti stabiliscono i criteri e la procedura d'imposizione. L'art. 97 LALCIA (e art. 6 DE) indica che è soggetto all' imposizione il proprietario di fondi serviti o che possono essere serviti dall'opera (lett. a) e il titolare di diritti reali limitati che ritrae dall'opera un incremento di valore del suo diritto (lett. b). Secondo l'art. 98 LALCIA incombe al Municipio delimitare il comprensorio d'imposizione dei contributi (cfr. pure art. 5 DE). Gli art. 99 a 100 LALCIA concernono il genere e il metodo di calcolo dei contributi. Più precisamente, l'art. 99 LALCIA sancisce che il contributo provvisorio è calcolato dal Municipio sulla base del costo preventivo dell'opera e in proporzione al valore ufficiale di stima dei fondi o dei diritti reali limitati, ritenuto che non può superare il 3% del valore di stima (cpv. 1). L'art. 99a prevede da parte sua che i contributi definitivi sono calcolati dal Municipio sulla base del costo consuntivo dell'opera e in proporzione al valore ufficiale di stima dei fondi o dei diritti reali limitati; il tributo non può tuttavia superare il 3% del valore di stima (cpv. 1) e, prima del suo calcolo, dev'essere eseguita la revisione generale dei valori di stima (cpv. 2; cfr. anche art. 9 DE). Sia per quanto concerne i contributi provvisori che quelli definitivi, la legge menziona che gli stessi devono essere aumentati o diminuiti quando vi sia una manifesta divergenza dal normale rapporto tra il valore ufficiale di stima e gli equivalenti abitanti (art. 99 cpv. 4 e 99a cpv. 3 LALCIA e art. 7 DE). La normativa specifica di seguito che, se entro 15 anni dal compimento dell'opera un fondo viene edificato, è dovuto un contributo supplementare, calcolato sull'aumento di valore di stima determinato dall'intervento edile (art. 100 cpv. 1 LALCIA). In tal caso, non vale né il limite della misura complessiva per la singola opera né quello generale dell'80%, ritenuto che non può essere superato il limite del costo effettivo per il Comune (art. 100 cpv. 2 LALCIA). La legge disciplina poi il contenuto e la pubblicazione del prospetto dei contributi (art. 101 e 102 LALCIA e art. 8 DE), le vie ricorsuali (art. 103 e 104 LALCIA), la natura e le modalità di pagamento del contributo (art. 106 a 108 LALCIA) e regolamenta, infine, le tasse d'allacciamento (art. 109 LALCIA e art. 10 DE) e quelle d'uso (art. 110 LALCIA e art. 11 DE). In ultimo, essa sancisce che il Consiglio di Stato fissa, per decreto esecutivo, il contenuto del regolamento, i criteri, le condizioni e i limiti dell'imposizione (art. 111 LALCIA). cc) Da quanto testé esposto discende che, in materia di opere di canalizzazione e depurazione delle acque, i Comuni ticinesi fruiscono di un'ampia latitudine nel determinare sia la misura complessiva dei tributi, variabile dal 60 all'80% del costo effettivo (art. 96 cpv. 1 LALCIA), sia l'entità del contributo singolo, che può raggiungere il 3% del valore di stima (art. 99 cpv. 1 e 99a cpv. 1 LALCIA) dei fondi interessati e dei diritti reali limitati che ritraggono dall'opera un incremento di valore (art. 97 LALCIA e art. 6 DE). Al riguardo, gli enti comunali e consortili hanno pure la possibilità di fondare il loro calcolo su ulteriori elementi (art. 99 cpv. 4 e 99a cpv. 3 LALCIA; cfr. pure art. 7 DE). I Comuni ticinesi godono pertanto di notevole autonomia nel definire l'ammontare dell'onere contributivo (cfr. pure per analogia RDAT 1997 I 43 121, consid. 4, ove si rileva che i Comuni ticinesi godono di autonomia protetta per definire l'ammontare, sia complessivo che singolo, dei contributi previsti dalla legge cantonale sui contributi di miglioria). Senonché, una simile autonomia non si estende alle diverse tipologie di pubblici tributi che possono essere prelevati. In effetti, come osservato sia dal Tribunale di espropriazione sia dalle controparti, su questo punto, la normativa cantonale è dettagliata, completa e contiene criteri vincolanti: la stessa enuncia in modo esaustivo che tipo di contributo può essere richiesto, ossia il contributo provvisorio (art. 99 LALCIA), il contributo definitivo (art. 99a LALCIA) e il contributo supplementare (art. 100 LALCIA) e indica quando e come gli stessi vanno calcolati (cfr. anche il regolamento comunale delle canalizzazioni della Città di Locarno, il quale si limita, al suo art. 44, a rinviare ai disposti della legge cantonale ora in esame e del relativo decreto esecutivo per quanto concerne il prelievo di contributi di costruzione). In proposito, il diritto cantonale non conferisce dunque ai Comuni alcun margine di scelta nella definizione del genere di contributo che può essere prelevato: su questo punto i Comuni ticinesi non sono quindi abilitati a scostarsi dalla legge cantonale determinante e non godono pertanto di autonomia tutelabile (cfr. pure per analogia RDAT 1984 n. 43 pag. 94 segg. , ove è stato precisato che - in materia di tasse d'uso ai sensi dell'art. 110 LALCIA - il Comune ticinese non disponeva di alcuna autonomia per quanto concerne la scelta del criterio sul quale fondare la citata tassa, mentre vi era autonomia tutelabile per quanto riguarda la determinazione dell'ammontare concreto della medesima, nonché RDAT 1987 n. 35 pag. 81 segg. ove - trattandosi di sussidi cantonali nel quadro della legge cantonale ora in esame - codesta Corte ha osservato che il legislatore ticinese, pur assegnando ai Comuni determinati compiti in materia di opere di evacuazione e di depurazione delle acque, non aveva invece inteso lasciare loro una notevole libertà di decisione e che, su certi punti, il diritto cantonale stabiliva in modo completo e dettagliato le autorità, i destinatari, le basi e i modi di calcolo nonché la procedura). Dato che non si ravvisa, nel caso particolare, alcuna autonomia comunale, un'eventuale violazione della medesima risulta esclusa d'acchito. Non occorre quindi derimere, nella prospettiva dell'art. 4 vCost. , il merito della controversia. Visto quanto precede, il ricorso va respinto.