Citation: 1P.846/2005 20.01.2006 E. 2

2.1 Nell'istanza di indennità il ricorrente ha chiesto la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore di fiducia, di complessivi fr. 13'187.90, di cui fr. 12'737.90 per spese di patrocinio e fr. 450.-- per danni materiali. 2.2 La CRP ha ricordato che nell'esecuzione del mandato il legale deve tener conto di una certa proporzionalità, nonché di una sua conduzione ragionevole e che per i processi davanti alle Assise correzionali è dovuto un onorario fino a fr. 15'000.-- (art. 34 della Tariffa dell'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino, del 7 dicembre 1984; TOA), oltre a un supplemento per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, che, secondo l'art. 37 TOA, non può in nessun caso eccedere l'onorario massimo previsto dagli art. 31 e segg. Essi hanno ritenuto che i tre incarti peraltro poco voluminosi, non hanno comportato difficoltà di fatto o di diritto particolari e che nel loro insieme hanno richiesto un impegno relativamente ridotto. I giudici cantonali hanno rilevato che all'inizio le pratiche erano state seguite da un praticante e dal patrocinatore di fiducia dell'istante, all'epoca anch'egli praticante; prestazioni quindi da rimunerare sulla base di una tariffa oraria di fr. 100.--. Hanno ricordato che il primo praticante, nell'ambito del procedimento per truffa, ha sostanzialmente presentato due richieste di assunzione di prove e presenziato agli interrogatori; il secondo patrocinatore ha steso l'opposizione al decreto di accusa, per il cui allestimento hanno riconosciuto complessivamente, indicando precisamente le singole operazioni, 5 ore e 55 minuti, per un importo di fr. 508.40. Per le prestazioni successive, dopo l'ottenimento da parte del difensore di fiducia del brevetto di avvocato, essi hanno ritenuto una tariffa oraria di fr. 250.--. Pur riconoscendo l'efficacia del lavoro svolto dal patrocinatore, essi hanno nondimeno ritenuto che il dispendio orario esposto è oggettivamente sproporzionato, segnatamente con riferimento ai vari colloqui con l'istante, all'esame degli atti e alla preparazione dell'arringa. Hanno quindi riconosciuto un dispendio di 17 ore e 10 minuti per complessivi fr. 4'292.--, di cui 55 minuti per le telefonate (in media 5 minuti/telefonata), 10 minuti per la stesura dell'allegato sulle prove, 665 minuti per le trasferte e i dibattimenti, 90 minuti per i colloqui con l'istante, 120 minuti per l'esame degli incarti, 60 minuti per la preparazione dell'arringa e, infine, 30 minuti per l'allestimento dell'istanza d'indennità. Hanno poi ridotto di fr. 164.40 le spese inerenti agli scritti, riconoscendo all'istante l'importo complessivo di fr. 5'520.50 a titolo di spese legali. Hanno rifiutato infine un risarcimento per gli asseriti danni materiali, non provati. 2.3 Il ricorrente sottolinea in primo luogo che non sono contestate la mancata assegnazione di un'indennità per torto morale, peraltro non richiesta dinanzi alla CRP, quella inerente agli asseriti danni materiali, come pure l'ammontare delle tariffe orarie ritenute per i patrocinatori. Egli critica per contro la riduzione del dispendio orario dei legali. Al riguardo si limita tuttavia a rilevare, in maniera generica, che l'incarto avrebbe dovuto essere ristudiato più volte, visto il lungo tempo trascorso per arrivare al dibattimento e che i tre incarti sono stati unificati soltanto per il processo. Secondo il ricorrente, i tempi ritenuti dalla Corte cantonale sarebbero irrisori e oggettivamente incompatibili con una difesa efficace e comunque insufficienti per un processo comprendente diversi capi di imputazione. Egli evidenzia poi unicamente una posizione, presa a caso, segnatamente quella relativa alla durata media delle telefonate, fissata in cinque minuti dalla Corte cantonale: al riguardo si limita tuttavia ad addurre semplicemente che un avvocato non sarebbe in grado di espletare i propri compiti in questo lasso di tempo, considerazione questa che "varrebbe per ogni altra singola posizione". 2.4 Con questi generici accenni, di natura meramente appellatoria, il ricorrente non dimostra affatto che la contestata decisione, nella quale sono compiutamente indicate le singole posizioni della nota professionale litigiosa e spiegate le riduzioni, sarebbe addirittura insostenibile e quindi arbitraria, tenuto conto in particolare degli importi stabiliti dalla TOA, normativa sulla quale il ricorrente non si esprime del tutto. Del resto, la criticata decisione ha correttamente applicato la prassi vigente nella materia in esame (v. sentenza 1P.20/1999 dell'8 marzo 1999, consid. 6a e b apparso in RDAT II-1999, n. 15, pag. 56 seg.) cui, per brevità, si può rinviare.