Citation: 2C_348/2021 E. 5.3

5.3. Secondo giurisprudenza, l'integrazione non è avvenuta con successo quando l'attività lavorativa dello straniero non gli permette di provvedere al proprio sostentamento ed egli è a carico della pubblica assistenza durante un periodo relativamente lungo (cfr. sentenze 2C_706/2020 del 14 gennaio 2021 consid. 4.3 e 2C_925/2015 del 27 marzo 2017 consid. 6.4.4). Al contrario, il semplice fatto di non avere commesso infrazioni penali e di potere far fronte ai propri bisogni senza dover ricorrere all'aiuto sociale non è sufficiente per ammettere che l'integrazione sia riuscita (cfr. sentenze 2C_642/2020 del 16 novembre 2020 consid. 5.2 e 2C_925/2015 del 27 marzo 2017 consid. 6.4.4). Va poi osservato che dei periodi d'inattività di durata ragionevole non implicano forzatamente una mancata integrazione. Non è inoltre indispensabile che la persona straniera compia una carriera professionale per la quale servono delle competenze particolari; l'integrazione avvenuta con successo ai sensi dell'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr non implica infatti necessariamente un percorso professionale particolarmente brillante compiuto mediante l'esercizio ininterrotto di un'attività lavorativa (cfr. sentenza 2C_276/2021 del 28 giugno 2021 consid. 4.2). Ciò che è invece determinante è che la persona straniera provveda ai propri bisogni, non percepisca prestazioni assistenziali e non s'indebiti in maniera sproporzionata (cfr. sentenze 2C_276/2021 del 28 giugno 2021 consid. 4.2 e 2C_706/2020 del 14 gennaio 2021 consid. 4.3). Infine, l'assenza di legami sociali molto stretti in Svizzera o di interesse per la vita associativa non esclude d'acchito un'integrazione avvenuta con successo sotto l'angolo dell'art. 50 cpv. 1 lett. a LStr (cfr. sentenze 2C_642/2020 del 16 novembre 2020 consid. 5.2 e 2C_455/2018 del 9 settembre 2018 consid. 4.1).