Citation: 8C_275/2017 E. 1

che giusta l'art. 42 cpv. 1 LTF il ricorso deve tra l'altro contenere le conclusioni e la loro motivazione, che a norma dell'art. 42 cpv. 2 LTF nei motivi occorre spiegare in modo conciso perché l'atto impugnato viola il diritto (art. 95 e 96 LTF) o contiene accertamenti manifestamente errati (art. 97 cpv. 1 LTF), che il diritto dell'assistenza sociale, eccezion fatte per la legge federale sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno (LAS; RS 851.1) e alcune disposizioni della legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all'estero (LSEst; RS 195.1), peraltro non invocate, è retto dal diritto cantonale, che le disposizioni del diritto federale riferite nel giudizio impugnato non sono direttamente applicabili, che, fatta eccezione di eventualità non realizzate in concreto (art. 95 lett. c e d LTF), la violazione del diritto cantonale, segnatamente della legge ticinese sull'assistenza sociale, non è un motivo di ricorso al Tribunale federale, potendo tutt'al più essere censurata soltanto un'applicazione arbitraria della normativa (art. 9 Cost.; DTF 138 V 67 consid. 2.2 pag. 69), che l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura preferibile a quella contestata (DTF 140 III 16 consid. 2.1 pag. 18 seg.; 138 I 332 consid. 6.2 pag. 239), che la sola ripetizione o il rinvio a conclusioni o scritti in sede cantonale non è sufficiente per adempiere i requisiti di motivazione dinanzi al Tribunale federale (DTF 139 I 306 consid. 1.2 pag. 309), che le esigenze di motivazione sono accresciute, laddove è (o deve essere) invocata la violazione di diritti fondamentali (art. 106 cpv. 2 LTF), che in tale evenienza il ricorso deve esporre in maniera chiara e dettagliata, confrontandosi puntualmente con tutti i considerandi del giudizio impugnato, in quale misura sarebbero violati i diritti fondamentali (DTF 139 I 229 consid. 2.2 pag. 232), che i ricorrenti non solo non invocano l'arbitrio, ma nemmeno si confrontano con i diffusi considerandi del Tribunale cantonale delle assicurazioni, il quale ha confermato la non entrata in materia sulla domanda, siccome i ricorrenti più volte sollecitati non hanno presentato tutta la documentazione necessaria ed indispensabile per decidere le prestazioni assistenziali, che nemmeno si comprendono completamente le censure dei ricorrenti, i quali da un lato rimproverano a diverse autorità amministrative l'assenza di ogni aiuto a causa della loro lingua madre tedesca, ma da un altro lato ignorano le richieste di prova e di incontro dell'amministrazione, che a titolo puramente abbondanziale si ricorda comunque ai ricorrenti come la legislazione cantonale imponga ai richiedenti di prestazioni assistenziali di fornire ogni informazione utile sulle condizioni personali e finanziarie, producendo ogni documento e permettendo anche l'accesso all'abitazione (art. 67 della legge ticinese sull'assistenza sociale dell'8 marzo 1971; Laf/TI; RL 6.4.11.1), che tale obbligo si estende anche nel tempo, l'assistito essendo tenuto a segnalare immediatamente ogni cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o finanziarie tali da implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali, come anche eventuali cambiamenti di domicilio o l'eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati fuori del luogo di domicilio (art. 68 Laf/TI), che pertanto il ricorso si rivela manifestamente inammissibile e va deciso secondo la procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF, che si prescinde dalla riscossione di spese (art. 66 cpv. 1 LTF seconda frase),