Citation: 1P.133/2003 14.10.2003 E. 4

4.1 I Giudici cantonali hanno rilevato che l'Autorità può intervenire d'ufficio, anche in assenza di una decisione esecutiva cresciuta in giudicato, in applicazione della clausola generale di polizia o sulla base di un provvedimento sostitutivo anticipato; essi hanno però ricordato che queste misure presuppongono la minaccia di un pericolo grave e imminente per le persone o le cose. Ora, secondo la Corte cantonale, una situazione insoddisfacente che si protrae da anni non rappresenta, improvvisamente, un pericolo imminente, solo perché si intende concludere il procedimento. Accertato che il tetto dello stabile è coperto da oltre dieci anni da un tendone in plastica, senza che siano stati segnalati concreti pericoli per persone o cose, i Giudici cantonali hanno ritenuto che spettava al Comune comprovare che la situazione era divenuta precaria o che il pericolo si era accentuato; ciò comunque non appariva dalla documentazione fotografica agli atti. Secondo i Giudici cantonali, anche il tempo trascorso tra l'apertura del procedimento nell'agosto del 2001 e la risposta del febbraio 2002 deponeva contro l'urgenza. 4.2 Il ricorrente si limita a sostenere che l'Autorità non dovrebbe imporre in ogni caso al renitente un ultimo termine perentorio per l'esecuzione della misura imposta. Aggiunge ch'esso aveva indicato la pericolosità dello stabile ai comproprietari già a partire dal 1991 ma che i vari termini sono stati disattesi; né essi, contrariamente a quanto avrebbero comunicato al Comune, hanno riattato lo stabile. L'assunto non è decisivo visto che, in caso di inattività dei comproprietari alle sue ingiunzioni, nulla impediva al Comune, rappresentato da un legale, di avviare una procedura di esecuzione surrogatoria conforme alla costante prassi vigente in materia. 4.3 Il ricorrente sostiene che la misura litigiosa poteva comunque fondarsi, eccezionalmente, sulla clausola generale di polizia, visto che da decenni non è stata eseguita nessuna opera di manutenzione dello stabile e che un telone di plastica a copertura del tetto non offrirebbe garanzie di sicurezza in caso di violenti temporali o forti nevicate. Aggiunge che, contrariamente alla tesi dei Giudici cantonali, il Comune non intendeva concludere una procedura perdurante da anni ma risolverla definitivamente perché lo stabile costituirebbe una situazione di pericolo. Con questa argomentazione esso non dimostra tuttavia perché le conclusioni del giudizio impugnato, convincenti e conformi alla giurisprudenza, sarebbero arbitrarie. Gli accenni del ricorrente al continuo degrado dello stabile non dimostrano, manifestamente, che si fosse in presenza di un pericolo grave e immediato, tale da giustificare, applicando a titolo eccezionale la clausola generale di polizia, la misura litigiosa (cfr., al riguardo, DTF 128 I 327 consid. 3.2 pag. 336). Il ricorrente non dimostra che, contrariamente a quanto ritenuto dai Giudici cantonali, sarebbero state adempiute le condizioni per procedere, eccezionalmente, a un'esecuzione surrogatoria anticipata: non erano infatti manifestamente adempiuti i requisiti dell'urgenza e della proporzionalità, né è fatto valere che l'interessato non disponeva dei mezzi tecnici, economici o giuridici per agire egli medesimo (cfr. DTF 122 II 26 consid. 4a, 65 consid. 6a, 94 I 403 consid. 3; causa 1P.242/1997, sentenza del 23 giugno 1997, consid.1b, apparsa in ZBl 99 1998 138; Ogg, op. cit., pag. 21 segg.; Schwendener, op. cit., pag. 149 segg.). 4.4 I Giudici cantonali hanno ritenuto a ragione che la misura litigiosa violava anche il principio della proporzionalità. Essi hanno rilevato che l'interessato, divenuto unico proprietario dello stabile nel maggio 2002, aveva presentato una domanda di costruzione nel mese di settembre: visto che il provvedimento non era dettato da un pericolo imminente, il Comune, prima di decidere un intervento d'ufficio, avrebbe dovuto quindi esaminare la domanda e, se del caso, rilasciare il permesso di costruzione: ciò permetteva il restauro e il consolidamento della costruzione e la tutela dei diritti del proprietario. Il ricorrente non contesta questa tesi. Ora, quando il giudizio impugnato si fonda, come in concreto, su più motivazioni indipendenti, il ricorrente deve impugnarle tutte e dimostrare che ognuna di esse è incostituzionale (DTF 118 Ib 26 consid. 2b, 134 consid. 2, 113 Ia 94 consid. 1a/bb). Se il ricorrente ne censura una soltanto, come è qui il caso, il giudizio - trattandosi di una semplice contestazione sui motivi - rimane fondato nel suo risultato sulla base dell'argomentazione non contestata (DTF 121 IV 94 consid. 1b e riferimenti). Del resto, la tesi dei Giudici cantonali appare corretta.