Citation: 6B_1010/2016 E. 4.4

4.4. Successivamente il ricorrente è rientrato in casa e ha preso due coltelli. Egli ha spiegato di averlo fatto perché furioso in ragione degli insulti e delle minacce di chiamare la polizia che la moglie avrebbe proferito mentre già si incamminava per il vialetto per andarsene, mentre ella ha dichiarato di aver pensato di chiamare la polizia solo dopo essere stata ferita, a tutela dei figli. La CARP ha ritenuto le dichiarazioni dell'insorgente inverosimili, in primo luogo perché, vista la posizione in cui l'accusatrice privata è stata colpita, egli avrebbe dovuto muoversi con la velocità di un lampo per riuscire a rientrare in casa, andare in cucina, prendere i coltelli e raggiungere la moglie. In secondo luogo, la Corte cantonale ha considerato pure inverosimile che la donna abbia partecipato in modo attivo al litigio con insulti e minacce, perché in contraddizione irrimediabile con la sua preoccupazione di salvaguardare, per quanto possibile, la serenità dei figli che assistevano alla scena. La CARP ha inoltre accertato che il ricorrente, arrivato sulla soglia di casa con i coltelli, ha minacciato la moglie di ucciderla. La Corte cantonale non gli ha poi creduto quando ha sostenuto di volerla soltanto spaventare. Atteso che l'accusatrice privata non ha proferito minacce di sorta che potessero indurlo a prendere i coltelli, per i giudici cantonali il suo armarsi può essere inteso unicamente come la manifestazione della volontà di continuare, in crescendo, la violenza sino a quel momento messa in atto. Hanno viepiù definito inverosimili i suoi asseriti propositi, non scorgendo come si possa pensare di riuscire a dissuadere una persona che in seguito alla violenza subita intende (per ipotesi) chiamare la polizia, spaventandola maggiormente con la minaccia di una violenza ancor più grave. A queste considerazioni il ricorrente formula una serie di obiezioni ancora una volta di carattere appellatorio. Evidenzia certo l'assenza di riscontri oggettivi sia sul punto esatto del vialetto in cui sarebbe avvenuto il ferimento, ricordato che le parti ne avrebbero indicati due diversi, distanti tra loro alcuni metri, sia in merito alla sua ritenuta e qui contestata volontà di continuare in crescendo la violenza sino a quel momento messa in atto. Egli tuttavia non si confronta minimamente con gli argomenti dei giudici precedenti e ancor meno ne dimostra l'insostenibilità, ma elabora semplici supposizioni, adducendo per esempio che sia "verosimile" che l'escalation di violenza sia stata "con ogni probabilità" indotta da qualcosa, quale appunto un atteggiamento o delle parole dell'accusatrice privata. Per dimostrare l'arbitrio, non basta fornire una versione alternativa, seppur possibile, a quella esposta nella sentenza impugnata, ma occorre dimostrare che quest'ultima è insostenibile. L'insorgente omette completamente di misurarsi sia con la trascrizione della telefonata con cui, una volta ferita, la moglie ha chiesto soccorso alla polizia, menzionata dalla CARP a comprova della veracità della preoccupazione della donna per i bambini, sia con le ragioni per le quali è stata qualificata come inverosimile la sua tesi sull'intenzione di unicamente spaventarla. Nel ricorso viene di transenna anche menzionata l'assenza di un sopralluogo e di un contraddittorio in punto alle dichiarazioni sul luogo esatto del ferimento. Trattasi di accenni al tal punto generici da nemmeno poter essere considerati delle censure e neppure si abbozza un'eventuale violazione del diritto da parte dell'autorità precedente. Non v'è pertanto motivo di soffermarsi oltre.