Citation: 6B_334/2007 11.10.2007 E. 8

In ultimo, il ricorrente rimprovera alla CCRP di averlo a torto riconosciuto colpevole di favoreggiamento. Egli ritiene che il suo comportamento non sarebbe stato idoneo a sottrarre anche solo temporaneamente B.________ al procedimento penale. In quanto indiziato, il ricorrente avrebbe favorito unicamente se stesso. 8.1 Giusta l'art. 305 cpv. 1 CP, si rende colpevole di favoreggiamento chi sottrae una persona ad atti del procedimento penale o all'esecuzione di una pena o di una delle misure previste dal codice penale. L'infrazione presuppone che l'autore abbia almeno per qualche tempo sottratto la persona favoreggiata al perseguimento penale (DTF 117 IV 467 consid. 3). Commette favoreggiamento quindi anche chi, con il suo comportamento, ritarda l'arresto di una persona ricercata (DTF 106 IV 189 consid. 2c; 104 IV 186 consid. 1b; 103 IV 98 consid. 1), fa sparire o nasconde delle prove, modifica la situazione o descrive in modo inveritiero i fatti, nasconde, trasporta in un altro luogo o sostiene finanziariamente la persona ricercata, l'aiuta a fuggire o l'alloggia oppure, ancora, sconta la pena al posto della persona favoreggiata (Ursula Cassani, op. cit., n. 15 ad art. 305 CP; Stefan Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a ed., Zurigo 1997, n. 7-9 ad art. 305 CP; Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, Berna 2002, n. 28 ad art. 305 CP). Il comportamento punito all'art. 305 CP deve sempre avere quale scopo ed effetto la sottrazione della persona all'azione della giustizia penale, non è tuttavia sufficiente che il perseguimento penale o l'esecuzione della pena o della misura risulti semplicemente intralciata o disturbata (DTF 99 IV 266 consid. II/3). Qualora l'autore abbia adottato un comportamento punito all'art. 305 CP, senza che abbia sortito gli effetti sperati, ossia non riuscendo a sottrarre temporaneamente la persona favoreggiata all'azione della giustizia penale, egli commette un mancato favoreggiamento (Bernard Corboz, op. cit., n. 51 ad art. 305 CP). 8.2 In sede cantonale, il ricorrente è stato riconosciuto colpevole di mancato favoreggiamento. Pretendendo che il denaro sequestrato fosse di lecita provenienza e che B.________ lo trasportava su suo incarico, egli avrebbe infatti non solo commesso un atto di riciclaggio, ma nel contempo anche inteso scagionare lo stesso B.________ con l'obiettivo di provocarne il rilascio. 8.3 Anche su questo punto la sentenza impugnata va tutelata. Infatti, se il ricorrente fosse riuscito nei suoi intenti, il corso del procedimento a carico di B.________ sarebbe stato pregiudicato se non addirittura bloccato. Pretendendo che il denaro sequestrato a quest'ultimo fosse di provenienza lecita al fine di ottenerne il dissequestro, egli forniva delle dichiarazioni che scagionavano lo stesso B.________ dall'imputazione di riciclaggio di denaro. Avesse raggiunto i suoi scopi, il ricorrente, oltre a ottenere il denaro sequestrato, sarebbe riuscito a sottrarre B.________ al procedimento penale aperto nei suoi confronti. Il suo comportamento adempie perciò gli estremi del reato di mancato favoreggiamento. A nulla giova l'obiezione dell'insorgente per cui, in quanto egli stesso indiziato, il suo agire debba tutt'al più essere qualificato di autofavoreggiamento non punibile. In realtà, indiziato A.________ lo è diventato solo in seguito, ossia solo dopo aver prodotto la falsa procura datata 15 giugno 2001 attestante il rapporto di rappresentanza tra lui e B.________ e l'origine lecita del denaro sequestrato, dunque solo dopo aver tentato di scagionare B.________.