Citation: U 463/06 20.11.2007 E. 4

Controverse sono per contro le modalità di valutazione dell'invalidità, e più precisamente quelle riguardanti la determinazione del reddito da invalido. In considerazione, soprattutto, della sua modesta scolarità e della carenza, nel proprio curriculum, di una specializzazione professionale, l'insorgente contesta in sostanza di essere in grado di conseguire un reddito pari a fr. 45'204.-, ritenuto dalle istanze precedenti quale ipotetico guadagno post-infortunistico. La censura è infondata. Conformemente alla giurisprudenza di questa Corte, pertinentemente richiamata dai primi giudici, in difetto di indicazioni economiche concrete, il reddito ipotetico da invalido, conseguibile dall'interessato esercitando l'attività ragionevolmente esigibile nonostante il danno alla salute, dev'essere di principio determinato applicando i dati statistici nazionali risultanti dalla tabella TA1 di cui all'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'ufficio federale di statistica (riguardo alla determinazione del reddito da invalido sulla base dei salari DPL elaborati dall'INSAI cfr. DTF 129 V 472), questo principio valendo pure per gli assicurati residenti all'estero (vedi sentenza I 773/05 del 28 febbraio 2007, consid. 3.3). Per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 75 consid. 5b/cc pag. 80). Fermi questi presupposti, difettando nel caso di specie indicazioni economiche concrete, a ragione i primi giudici hanno valutato il reddito ipotetico da invalido dell'assicurato applicando i dati desumibili dalla tabella TA1 dell'ISS 2002 (valore totale mediano, uomini, livello di esigenze 4: attività semplici e ripetitive), adeguati all'orario settimanale usuale e all'evoluzione dei salari per l'anno di riferimento 2003. L'importo così ottenuto, pari a fr. 57'806.-, è stato ridotto del 15% in ragione delle circostanze del caso concreto. Questa somma (fr. 49'135.-) è poi stata ulteriormente ridotta dell'8% per il fatto che il salario ipoteticamente realizzabile dall'insorgente senza l'infortunio (fr. 55'669.-) era inferiore di tale percentuale, circa, rispetto a quanto mediamente corrisposto nell'anno di riferimento ad una persona attiva nell'edilizia. Le istanze precedenti sono giunte in tal modo a un importo di fr. 45'204.-, che questa Corte ritiene di poter confermare. Ne consegue pertanto che la decisione su opposizione e il giudizio cantonale querelati, che, sulla base di un confronto dei redditi ipotetici conseguibili da invalido e da valido sopra esposti, riconoscono all'assicurato il diritto a una rendita calcolata in funzione di un tasso d'invalidità (arrotondato) del 19% ([55'669 - 45'204] x 100 : 55'669), meritano tutela.