Citation: 6B_993/2017 E. 4.6.3

4.6.3. A.________ osserva che, benché la giurisprudenza non imponga la prova stretta del reato a monte, l'accertamento dell'origine criminale dei valori patrimoniali riciclati non potrebbe comunque fondarsi su mere ipotesi accusatorie. Secondo l'atto d'accusa, l'origine criminale sarebbe riferita ad atti qualificabili come reati fallimentari e di bancarotta. Ritiene che la tesi dell'accusa, per cui il reato a monte corrisponderebbe nel diritto svizzero all'amministrazione infedele e non a un reato fallimentare, violerebbe il principio accusatorio, perché non si tratterebbe unicamente di una diversa qualifica giuridica, ma di una condotta materialmente diversa da quella indicata nell'atto d'accusa, che ravvede nell'asserito contributo all'esito di bancarotta un elemento costitutivo del crimine pregresso. L'ipotesi accusatoria è quella dell'autoriciclaggio, sicché è in modo inammissibile, perché contrario al principio accusatorio, che il MPC cerchi adesso di sostenere che, nel contesto della valutazione del reato a monte, non sarebbe rilevante che A.________ abbia secondo il diritto svizzero partecipato all'amministrazione infedele in qualità di complice. Rileva poi che non sarebbe dato di sapere su quali basi si potrebbe ritenere una sua responsabilità penale quale correo dell'amministrazione infedele di un patrimonio societario che non gli incombeva tutelare o in che modo avrebbe intenzionalmente contribuito al danno patrimoniale sfociato nel dissesto del gruppo J.________. Anche una sua partecipazione a titolo accessorio sarebbe da escludere, perché presupporrebbe l'intenzionalità di favorire con operazioni creditizie l'insolvenza e il fallimento del gruppo. Tenuto conto dell'accertata assenza di consapevolezza circa lo stato di decozione del gruppo, non sarebbe possibile ritenere che egli abbia partecipato alle condotte criminali. Difetterebbe inoltre la prova che le operazioni di finanziamento abbiano cagionato un danno alle società e aggravato il loro dissesto. Sostiene infine che, nel diritto italiano, il fallimento non è condizione di punibilità, bensì elemento costitutivo del reato fallimentare. L'origine dei fondi non sarebbe stata obbiettivamente qualificabile come criminale quando avvennero le imputate operazioni di riciclaggio, essendo queste ultime antecedenti alle dichiarazioni di fallimento. Secondo A.________ andrebbe quindi negata la sussistenza della doppia punibilità.