Citation: 1A.103/2002 22.01.2003 E. 1

1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 128 I 46 consid. 1a, 128 II 56 consid. 1). 1.1.1 Il ricorrente ha presentato un ricorso di diritto pubblico fondato sull'asserita lesione del previgente art. 4 vCost., ora art. 29 cpv. 2 Cost., in vigore dal 1° gennaio 2000. Questo rimedio, rivolto contro una decisione cantonale di ultima istanza relativa a un ordine di demolizione (art. 43 della legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991, LE), e fondato sulla pretesa violazione del diritto di essere sentito e del principio della buona fede è, di massima, ammissibile secondo gli art. 84 cpv. 1 lett. a e 87 OG. La legittimazione del ricorrente è pacifica (art. 88 OG). 1.1.2 Secondo l'art. 34 cpv. 1 LPT il ricorso di diritto amministrativo è invero ammissibile contro le decisioni cantonali di ultima istanza concernenti la conformità alla destinazione della zona di edifici o impianti fuori della zona edificabile nonché autorizzazioni ai sensi degli art. 24-24d LPT. La via del ricorso di diritto amministrativo è d'altra parte aperta contro le decisioni delle autorità cantonali d'ultima istanza che avrebbero dovuto essere fondate sul diritto federale (DTF 125 II 10 consid. 2a e rinvii). Come si è visto, il ricorrente non fa tuttavia valere la mancata o errata applicazione di queste norme o di disposizioni dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio, del 28 giugno 2000 (RS 700.1): in particolare, egli non fa valere che la licenza eccezionale, il cui diniego è peraltro cresciuto in giudicato, gli sarebbe stata negata a torto. 1.2 Nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico il Tribunale federale non applica d'ufficio il diritto, ma statuisce unicamente sulle censure sollevate e solo quando siano sufficientemente motivate: il ricorso deve quindi contenere un'esauriente motivazione giuridica, dalla quale si possa dedurre se, perché, ed eventualmente in quale misura, la decisione impugnata leda il ricorrente nei suoi diritti costituzionali (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 127 I 38 consid. 3c, 126 I 235 consid. 2a, 125 I 71 consid. 1c). Ora, il ricorrente, esprimendosi su procedure e censure diverse, non si confronta in modo chiaro e preciso con le puntuali considerazioni contenute nella sentenza impugnata, né spiega, secondo le esigenze dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG e della giurisprudenza, per quali motivi esse sarebbero contrarie al diritto, in particolare perché sarebbero manifestamente insostenibili e quindi arbitrarie; le stesse conclusioni valgono per il criticato accertamento dei fatti (cfr., sulla nozione di arbitrio, DTF 128 I 177 consid. 2.1, 127 I 54 consid. 2b, 38 consid. 2a pag. 41). Tali critiche sono, nelle accennate condizioni, inammissibili dal profilo dell'art. 90 OG.