Citation: 1B_166/2017 E. 4

Decisivo per l'esito della causa è comunque anche il fatto che il ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), non si confronta con il terzo argomento posto a fondamento della decisione impugnata e della DTF 143 IV 77 consid. 4.5 e 4.6, segnatamente con la conclusione che il voler riconoscere a tutti i membri di un gruppo la qualità di accusatori privati avrebbe conseguenze insostenibili, poiché un numero indeterminato di persone di tutto il mondo (per esempio milioni di cattolici o musulmani) potrebbe vedersi riconoscere tale veste, ciò che condurrebbe a legittimare una sorta di azione popolare, esclusa "de lege lata". Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100; 133 IV 119 consid. 6.3 pag. 121). Si può nondimeno rilevare che anche nel caso in esame le potenziali vittime costituirebbero un numero oltremodo elevato di persone, ciò che giustifica di non scostarsi dalla citata sentenza di principio.