Citation: 8C_564/2022 E. A

A.a. A.________ è caduto a terra dalla propria motocicletta il 29 settembre 1995 mentre si stava spostando in un piazzale, riportando un trauma cranico. Gli esami radiologici eseguiti nel prosieguo hanno evidenziato la presenza di una lesione contusiva emorragica in sede frontale e parasagittale sinistra, nonché una frattura della base cranica a livello parieto-occipitale. L'INSAI, quale istituto assicuratore competente, ha riconosciuto la propria responsabilità e corrisposto le prestazioni di legge. Il 5 dicembre 1995 l'assicurato ha ripreso il proprio lavoro. Il 30 gennaio 2001, sempre assicurato presso l'INSAI, A.________ ha subito un secondo infortunio cadendo da un camion, procurandosi una lussazione dorsale del carpo sinistro con frattura dello scafoide, come pure una contusione renale a destra. Un terzo infortunio - riconosciuto dall'INSAI dopo aver fatto esperire una perizia - è occorso il 31 ottobre 2004: l'assicurato ha riportato un trauma contusivo alla spalla destra a seguito di una caduta dalla bicicletta. A.b. A fronte dell'insorgenza di difficoltà cognitive e di cefalee, nell'aprile 2010 è stato chiesto all'assicuratore la riapertura dell'infortunio del 1995, il quale ha affidato al Prof. Dott. B.________ (specialista FMH in neurologia) il compito di eseguire una perizia neurologica. Il 12 dicembre 2014, l'INSAI ha negato con decisione formale la propria responsabilità in merito ai disturbi neuropsicologici, alle cefalee e alle turbe psichiche, assegnando così una rendita d'invalidità combinata del 16 % a partire dal 1° luglio 2006, nonché un'indennità per menomazione dell'integrità (IMI) del 30 % tenuto conto solo dei postumi organici residuali degli infortuni del 2001 e del 2005. Con decisione su opposizione del 19 giugno 2018, l'IMI è stata aumentata del 20 % in ragione dei disturbi neuropsicologici.