Citation: 1B_17/2023 E. 3.2

3.2. Al riguardo giova rilevare che il 7 ottobre 2019 il ricorrente è stato interrogato in veste di imputato dalla polizia giudiziaria. Ha dichiarato che tra il 2015 e il 2016 B.________ voleva riavere in contanti il suo patrimonio di circa EUR 2 milioni. Il ricorrente gli ha comunicato che sarebbe stato contattato da E.________. Successivamente E.________ e B.________ gli avrebbero confermato telefonicamente d'aver trovato una soluzione, consegnandogli poi della documentazione. Dal 18 aprile 2017 non si sarebbe quindi più occupato della fattispecie. L'invocato accordo è inserito nel verbale d'interrogatorio del PP del 14 gennaio 2020 e si fonda sulla "dichiarazione di quietanza e manleva" del 18 aprile 2017, asseritamente sottoscritta da B.________, mediante la quale egli ha dichiarato " di non avere nulla a pretendere dagli amministratori a suo tempo succedutisi nella direzione amministrativa della società D.________, manlevandoli da ogni e qualsiasi responsabilità presente e futura di natura giuridica, legale, e fiscale nei confronti di terzi ed enti pubblici (..). Con la firma della presente ratifico tutto quanto svolto per mio ordine e conto dai suddetti amministratori e dichiaro di non avere nulla a pretendere, per qualsiasi titolo o ragione, nei confronti della società D.________ e dei suddetti amministratori". In quell'interrogatorio il ricorrente ha dichiarato di assumersi le sue responsabilità. Ha rilevato che qualora la firma sulla manleva del 18 aprile 2017 dovesse risultare veridica, non sussisterebbe alcun reato e gli dovrebbero essere rimborsati i EUR 500'000.-- versati quale anticipo. Qualora la firma fosse falsa, egli pagherebbe il saldo di EUR 1'980'000.--. Contestualmente, il precedente patrocinatore del denunciante ha dichiarato di accettare tale proposta. Il PP ha precisato che in caso di rispetto di questo accordo potrebbe emanare un decreto di abbandono ai sensi dell'art. 53 CP, relativo alla riparazione del danno. In data 29 ottobre 2021 il patrocinatore del denunciante ha tuttavia indicato che si opponeva a ogni dissequestro sino a concorrenza di EUR 3'209'160.00, confermando di averne ricevuto circa EUR 80'000.00, e adducendo che gli averi affidati al ricorrente ammontavano a EUR 2'468'585, oltre gli interessi di mora. Ha ribadito la sua costituzione di accusatore privato, ripetendo la sua volontà di far valere pretese civili.