Citation: 6B_263/2015 E. 3.1

3.1. Si rende colpevole di ingiuria ai sensi dell'art. 177 cpv. 1 CP chiunque offende in altro modo con parole, scritti, immagini, gesti o vie di fatto l'onore di una persona. L'onore tutelato da tale norma è il sentimento e la reputazione di essere una persona onesta e rispettabile, ovvero il diritto di non essere disprezzato in quanto essere umano o entità giuridica. L'ingiuria può consistere in un giudizio di valore offensivo, che mette in dubbio l'onestà, la lealtà o la moralità di una persona rendendola spregevole, in un'espressione di disprezzo, oppure ancora nell'evocazione, all'indirizzo unicamente della persona presa di mira, di una condotta contraria all'onore o di un altro fatto suscettibile di pregiudicarne la considerazione. Sotto il profilo soggettivo il reato presuppone l'intenzionalità: l'autore deve volere, o per lo meno accettare, che il suo messaggio sia lesivo dell'onore e che sia comunicato alla vittima (sentenza 6B_557/2013 del 12 settembre 2013 consid. 1.1, in SJ 2014 I pag. 293).