Citation: 1P.706/2006 07.11.2006 E. 1

Il ricorso, che si limita a riproporre, in larga misura, censure già dichiarate irricevibili, è quindi, in gran parte, inammissibile. 2.2 Riguardo alla richiesta rettifica del criticato verbale, le ricorrenti si limitano ad addurre che si sarebbe in presenza di un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 87 cpv. 2 OG, senza dover attendere un'eventuale decisione di condanna. Le ricorrenti accennano semplicemente e in maniera del tutto generica, senza fare il minimo riferimento al contenuto concreto del verbale litigioso, alla sua asserita mancanza di veridicità, oltre che a per nulla precisate diffamazioni della patrocinatrice e a una pretesa lesione del suo onore. Su questo punto il ricorso dev'essere pertanto dichiarato inammissibile per carenza di motivazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG). Riguardo alle asserite violazioni verificatesi all'udienza del 12 settembre 2006, le ricorrenti si limitano infatti a richiamare quanto indicato in un memoriale preparato in vista dell'udienza, redatto dalla patrocinatrice, e nell'istanza di contestazione del verbale inoltrata all'autorità inferiore. Ora, nel quadro di un ricorso di diritto pubblico simili rinvii sono inammissibili, la motivazione del gravame dovendo figurare nell'atto di ricorso medesimo (DTF 129 I 113 consid. 2.1, 115 Ia 27 consid. 4a pag. 30). Le ricorrenti non dimostrano, d'altra parte, perché l'impugnato decreto, ritenendo la non esistenza del criticato verbale - circostanza sulla quale non si esprimono - sarebbe contrario al diritto, in particolare perché tale conclusione sarebbe non solo discutibile, ma manifestamente insostenibile e quindi arbitraria (sulla nozione di arbitrio vedi DTF 129 I 8 consid. 2.1). Le critiche, appellatorie, sono quindi inammissibili sotto il profilo dell'art. 90 OG. 2.3 Del resto, anche in tale ambito le ricorrenti si limitano ad accennare al fatto che la rettifica del verbale dovrebbe dimostrare le asserite gravi violazioni procedurali di cui si è detto, in particolare la contestata validità dei verbali di interrogatorio. Esse sostengono infatti che la Pretura penale avrebbe implicitamente deciso di voler giudicare sulla base di prove da esse ritenute nulle. Questi quesiti esulano dalla procedura in esame e potranno a loro volta essere proposti, se del caso, nell'ambito del dibattimento previsto per il 14 dicembre 2006. In siffatte circostanze, la questione di sapere se l'impugnazione del contestato decreto sia compatibile con l'art. 87 OG non dev'essere esaminata oltre.