Citation: 6B_814/2008 16.04.2009 E. 4

Nel gravame viene censurata anche la violazione dell'art. 189 CP. A mente della ricorrente, la decisione della CRP si fonderebbe su un ragionamento contraddittorio e giuridicamente insostenibile che non tiene conto di tutti gli elementi costitutivi di reato. L'autorità cantonale non discute la questione del consenso della vittima e non si china sull'elemento soggettivo del reato. La CRP riconosce che la vittima ha subito una violenza. Questo accertamento implicherebbe, secondo l'insorgente, l'assenza del proprio consenso agli atti di natura sessuale. L'autorità cantonale avrebbe quindi dovuto dimostrare che l'accusato ha agito percependo erroneamente il consenso della vittima, spiegando per quali ragioni B.________ potesse pensare che la ricorrente fosse consenziente seppure del tutto silente e passiva. E invece la decisione impugnata non fa alcun riferimento al consenso della vittima o alla percezione da parte dell'autore, se non richiamandosi in modo del tutto arbitrario alla teoria del fraintendimento. Ancora una volta le doglianze sollevate sono destinate all'insuccesso. Nell'esaminare le censure relative all'apprezzamento delle prove, non si è ravvisato arbitrio alcuno in relazione alla teoria del fraintendimento. Se la CRP non ha trattato la questione del dolo dell'accusato è perché, come già avanzato dal Procuratore pubblico nel suo decreto di abbandono, non vi sono prove sufficienti di costrizioni ai danni della vittima, né della consapevolezza di B.________ di aver agito senza il consenso della vittima. Anzi, l'autorità cantonale si è esplicitamente richiamata alla perizia del dr. H.________, laddove il perito ha ipotizzato un errore di giudizio dell'accusato che, eventualmente condizionato dall'alcol, avrebbe potuto fraintendere l'opposizione della vittima. Anche la perita F.________ afferma che, forse a causa dell'alcol, i gemiti della vittima sono scambiati dall'accusato per manifestazioni di piacere e non di dolore. I giudici cantonali hanno sì spiegato le contraddizioni delle dichiarazioni della vittima con il trauma subito, ma, contrariamente a quanto preteso nel gravame, non hanno sostenuto nemmeno implicitamente che il trauma fosse il risultato di una violenza esercitata sulla stessa, lo stato di shock e spavento ritenuto essendo stato ricondotto alla sua situazione personale pregressa e alla non predisposizione e impreparazione rispetto a quanto avvenuto quella notte (sentenza impugnata consid. 2.4 pag. 12). Non è neppure possibile sostenere, come fa la ricorrente, che l'inopinata deviazione verso i campi di calcio di C.________, luogo buio e appartato, costituisce una pressione psicologica esercitata dall'accusato per costringere la vittima a subire gli atti in parola e questo a causa del fraintendimento delle parti ritenuto dall'autorità cantonale. Ed è proprio questo fraintendimento, oltre ad altri elementi (quali la funzione rivestita dagli autori), che distingue chiaramente questa fattispecie dal caso X.________ richiamato nel ricorso, sicché i paragoni tra i due casi si rivelano infruttuosi. Nello specifico non vi sono indizi circa il dolo dell'accusato. In ogni caso, in una procedura di proposta di atto di accusa, è il proponente che deve dimostrare l'esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza (sentenza impugnata consid. 1.1 pag. 10). La particolare personalità della vittima, la sua mancanza di esperienza in ambito sessuale, non essendo immediatamente riconoscibili, la natura virtuale dei loro rapporti sino a quel momento e il fatto che ella sia rimasta silente e paralizzata dallo shock non sono elementi sufficienti per ritenere, come addotto nel gravame, che l'accusato abbia consapevolmente e volontariamente agito senza il consenso della vittima.