Citation: 4D_83/2008 09.03.2009 E. 5

A mente del ricorrente, nulla sarebbe comunque dovuto agli opponenti, avendolo essi rappresentato in modo negligente nell'ambito della vertenza che lo ha opposto al Comune di Y.________. 5.1 Per meglio far comprendere la sua posizione, nel gravame egli ripercorre brevemente l'istoriato della "nefasta pratica". Questa aveva per oggetto una baracca su di un fondo agricolo, all'interno della quale il ricorrente era solito depositare i propri attrezzi da lavoro, ma in cui a un certo punto aveva collocato una roulotte. Nel 1992 egli aveva notificato al Municipio la sua intenzione di provvedere alla sostituzione della struttura portante di tale ripostiglio. Nel 1998, però, la vicina ha richiesto l'intervento della Sezione enti locali denunciando presunti abusi edilizi, dopodiché la cosa è divenuta un caso giudiziario trascinatosi sino al Tribunale cantonale amministrativo, che il 13 novembre 2000 ha per finire ordinato la demolizione della baracca per il motivo che la costruzione per il ricovero di una roulotte o veicolo a motore al di fuori della zona edificabile non poteva essere in quanto tale autorizzata. Sennonché - precisa il ricorrente - "il ruolo della baracca non era affatto quello di fungere da garage per la roulotte, bensì da deposito per attrezzi, funzione - quest'ultima - che non avrebbe dato adito a tutte le problematiche ingeneratesi e, soprattutto, non avrebbe condotto alla [...] demolizione del manufatto [...]. Ciò che [egli] rimprovera dunque ai legali è il fatto di non avergli mai consigliato di trasferire altrove la sua roulotte ed utilizzare la baracca in questione unicamente come deposito attrezzi". Se la Corte cantonale non avesse letto in maniera errata il giudizio del Tribunale cantonale amministrativo, essa avrebbe ammesso la negligenza degli opponenti e riconosciuto la loro responsabilità per il danno da lui patito a seguito dell'ordine di demolizione. Infatti - conclude il ricorrente - "non v'è chi non veda che è stata unicamente la funzionalità della baracca a condurre il lodevole Tribunale cantonale amministrativo ad ordinarne la demolizione". 5.2 Il ricorrente rimprovera dunque ai giudici cantonali di aver letto in maniera manifestamente errata la sentenza del Tribunale cantonale amministrativo, di essersi posti "in flagrante contraddizione con quanto indicato dal lodevole Tribunale cantonale amministrativo" e, in sostan-za, di essersi arbitrariamente ritenuti non vincolati dalle conclusioni "specialistiche e di maggior attendibilità" di questa autorità. Se i fatti si fossero svolti come descritto dal ricorrente, la sua tesi potrebbe avere qualche fondamento. Ma non è così. In realtà è lui che distorce a suo piacimento il contenuto della sentenza emanata dal Tribunale cantonale amministrativo il 13 novembre 2000. 5.3 Dalla fattispecie accertata in tale giudizio - ben riassunta al consid. 7.1 della pronunzia qui impugnata - si evince che nel 1992 il ricorrente, proprietario del fondo www del Comune di Y.________, situato al di fuori della zona edificabile, aveva notificato al Municipio di Y.________ l'intenzione di procedere alla sostituzione della struttura portante la copertura del ripostiglio sito sul fondo, crollata l'inverno precedente. Il 4 febbraio 1993 il Municipio aveva rilasciato la relativa licenza edilizia avvertendo che la stessa aveva però valore solo per il tetto, escluso ogni altro lavoro senza la preventiva autorizzazione delle competenti autorità. Constatata l'esecuzione di interventi difformi da quelli autorizzati (ovvero la sostituzione della vecchia baracca con una struttura di altezza e forma dissimili dalla precedente), nel luglio 1993 il Municipio aveva dapprima intimato un ordine di sospensione dei lavori dopodiché li aveva lasciati continuare indicando tuttavia con precisione come portare a compimento l'opera, che in quel momento si configurava come una tettoia in eternit sorretta da sei pilastri. Nel 1997, F.________ proprietaria del vicino fondo vvv ha richiesto l'intervento della Sezione degli enti locali, denunciando gli abusi edilizi commessi sul terreno del ricorrente. Il Municipio di Y.________ lo ha quindi invitato a presentare una domanda di costruzione in sanatoria. Nell'impossibilità di ottenere la documentazione richiesta è poi stato lo stesso Municipio a sottoporre gli atti in suo possesso al Dipartimento del territorio, che il 23 dicembre 1997 ha reso il proprio avviso, annotando che l'opera realizzata non poteva essere autorizzata a posteriori siccome contraria all'art. 24 della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) e all'art. 75 della Legge di applicazione [del Cantone Ticino] della Legge federale sulla pianificazione del territorio del 23 maggio 1990 (LALPT; RL 7.1.1.1). Il 10 febbraio 1998 il Municipio di Y.________ ha quindi irrogato a A.________ una sanzione pecuniaria di fr. 1'300.--. Le impugnative presentate contro questa risoluzione sono per finire sfociate nella sentenza emanata dal Tribunale cantonale amministrativo il 13 novembre 2000, con la quale gli atti sono stati ritornati al Municipio affinché avesse a ordinare la demolizione della baracca. Diversamente da quanto preteso nel ricorso, questa decisione non trae origine unicamente dalla funzione cui era adibita la baracca. È vero - si legge al consid. 7.2 nella decisione qui impugnata - che nella sua decisione il Tribunale cantonale amministrativo aveva innanzitutto evidenziato come l'intervento effettuato dal ricorrente non avrebbe potuto esser autorizzato in base all'art. 24 cpv. 1 LPT, perché la costruzione di una baracca per il ricovero di roulotte o veicoli a motore non soddisfaceva il requisito dell'ubicazione vincolata sancito dalla lett. a né adempiva quello esatto dalla lett. b, visto che alla realizzazione di un simile manufatto si opponevano interessi preponderanti legati all'esigenza di proteggere la natura ed il paesaggio, così come alla necessità di salvaguardare il più possibile l'integrità del territorio e la sua pianificazione. Il Tribunale cantonale amministrativo ha tuttavia proseguito negando anche l'applicabilità degli art. 24 cpv. 2 LPT e 76 LALPT, stante la sussistenza degli interessi preponderanti contrari appena evocati e l'assoluta mancanza di un interesse pubblico tale da giustificare la demolizione e la susseguente ricostruzione di una rimessa fuori dalla zona edificabile; infine, ha precisato che l'ampliamento, non indispensabile per la continuazione dell'utilizzazione della costruzione, non avrebbe potuto essere autorizzato nemmeno in base all'art. 75 LALPT. Venendo alla sanzione da comminare per l'esecuzione abusiva dell'opera, la II Camera civile del Tribunale d'appello ha osservato - sempre al consid. 7.2 della decisione qui impugnata - che per il Tribunale cantonale amministrativo "la sanzione della demolizione era l'unica in concreto possibile, siccome il convenuto [qui ricorrente] aveva agito in malafede, non avendo tenuto conto dell'esplicita avvertenza contenuta nella licenza edilizia comunale, ritenuto d'altra parte che la nuova costruzione si poneva in contrasto stridente con le norme che regolavano l'attività edilizia al di fuori delle zone edificabili, tanto più che, considerata la natura e l'ampiezza delle difformità riscontrate, la violazione non poteva essere definita di trascurabile entità bensì risultava grave e insanabile, nonché rilevante dal profilo dell'interesse pubblico e particolarmente significativa per la vicina che aveva più volte sollecitato il ripristino di una situazione conforme al diritto". 5.4 Il ricorrente non spende una parola su queste considerazioni. Così come passa sotto silenzio che, come visto, il Tribunale cantonale amministrativo non gli ha rimproverato tanto il fatto di aver depositato la roulotte nella baracca, quanto di averla demolita, ricostruita e ampliata senza alcuna autorizzazione e nonostante l'esplicita avvertenza contenuta nella licenzia edilizia comunale del 4 febbraio 1993. Nelle circostanze appena descritte, la conclusione dei giudici ticinesi secondo cui la decisione di demolizione del Tribunale cantonale amministrativo non sarebbe mutata nemmeno qualora il ricorrente avesse spostato la roulotte e adibito la baracca solo a deposito attrezzi, appare perfettamente sostenibile e non basta certo la semplice generica affermazione in senso contrario del ricorrente - basata su di una lettura parziale e tendenziosa del giudizio prolato dal Tribunale cantonale amministrativo - per farla apparire arbitraria. Di conseguenza, resiste alla critica anche la decisione di non imputare agli opponenti nessuna negligenza per non aver consigliato al ricorrente di spostare la roulotte, a prescindere dalla questione di sapere se egli sarebbe stato effettivamente disposto a seguire un simile consiglio.