Citation: 4P.86/2006 07.07.2006 E. 1

7.1 Salvo ipotesi estranee al presente caso, il ricorso di diritto pubblico per violazione dell'art. 9 Cost. ha natura meramente cassatoria. Ciò significa che, di principio, il Tribunale federale può solamente annullare una decisione contraria alla Costituzione, non invece modificarla o sostituirla con la propria (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1 pag. 131 seg. con rinvii). Le domande volte a conclusioni diverse dal semplice annullamento della sentenza impugnata sono pertanto irricevibili (DTF 129 I 173 consid. 1.5). La domanda di rinvio per nuovo giudizio nel senso dei considerandi si avvera pertanto irricevibile. 7.2 Il tenore dell'allegato ricorsuale impone inoltre di rammentare i principi che reggono il ricorso di diritto pubblico e le esigenze di motivazione che lo contraddistinguono. Con il ricorso di diritto pubblico non viene proseguita la procedura cantonale; tale rimedio giuridico, straordinario, configura una procedura giudiziaria indipendente, destinata esclusivamente a controllare la costituzionalità degli atti cantonali (DTF 117 Ia 393 consid. 1c pag. 395). In questo ambito il Tribunale federale non procede pertanto d'ufficio alla verifica della costituzionalità dell'atto impugnato, sotto tutti gli aspetti possibili, bensì vaglia solo le censure che sono state sollevate in modo chiaro e dettagliato nell'allegato ricorsuale, così come prescritto dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, giusta il quale il ricorso di diritto pubblico deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando altresì in che consista tale violazione (DTF 130 I 26 consid. 2.1 pag. 31 con rinvii). Il rinvio ad allegazioni formulate negli atti cantonali oppure nel quadro di un parallelo ricorso per riforma non costituisce dunque una motivazione sufficiente (DTF 129 I 113 consid. 2.1 pag. 120 con rinvii). In applicazione di queste regole un ricorso di diritto pubblico fondato sull'art. 9 Cost. non può essere sorretto da argomentazioni con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle norme invocate (DTF 128 I 295 consid. 7a). L'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata (DTF 129 I 8 consid. 2.1 con rinvii). Per richiamarsi con successo all'arbitrio, il ricorrente deve dimostrare - con un'argomentazione precisa - che il giudice cantonale ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella sua motivazione ma bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesiva di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 131 I 57 consid. 2 pag. 61). Qualora, come nel caso in rassegna, venga censurata la valutazione del materiale probatorio, è in particolare necessario dimostrare che il giudice ha abusato dell'ampio margine di apprezzamento di cui beneficia in questo ambito, ch'egli ha manifestamente misconosciuto il senso e la portata di un mezzo di prova, ha omesso senza valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure che ha ammesso o negato un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 129 I 8 consid. 2.1). 7.3 In concreto, l'atto ricorsuale si presenta strutturato male, di difficile lettura, prolisso e ripetitivo. Dopo una parte iniziale riassuntiva dei fatti, i ricorrenti annunciano che si prevalgono della violazione dell'art. 9 Cost. perché l'autorità cantonale avrebbe commesso arbitrio e leso il principio della buona fede nell'applicazione del diritto e nell'accertamento dei fatti. La motivazione vera e propria inizia solo al punto 20, laddove i ricorrenti rimettono in discussione gli argomenti del giudizio impugnato, ravvisando sia violazioni di diritto sia apprezzamenti arbitrari dei fatti. Così come formulate, queste censure si avverano globalmente inammissibili, come osserva correttamente l'opponente. D'un canto perché, in considerazione del principio della sussidiarietà assoluta del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), la violazione dell'art. 2 cpv. 2 CC - concernente l'abuso di diritto - avrebbe dovuto e potuto esser fatta valere nel quadro del ricorso per riforma, peraltro introdotto parallelamente. Dall'altro perché, in quanto rivolta contro l'apprezzamento delle prove e l'accertamento dei fatti, la motivazione ricorsuale non adempie assolutamente i requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. In contrasto con quanto esposto al considerando precedente, i ricorrenti non spiegano puntualmente l'arbitrio ma discutono liberamente e diffusamente fatti e prove, dei quali propongono la loro valutazione libera, come se fossero dinanzi a un'autorità di appello. 7.4 Ciò comporta l'integrale inammissibilità del gravame. Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). Per quanto attiene alle ripetibili, va osservato che dinanzi al Tribunale federale l'opponente non si è avvalso del patrocinio di un legale. Secondo costante giurisprudenza, alla parte che non è patrocinata non viene assegnata alcuna indennità per ripetibili della sede federale (DTF 113 Ib 353 consid. 6b con rinvii), a meno che non siano riunite le condizioni per derogare a questa regola - in particolare complessità della vertenza, importo litigioso elevato, notevole dispendio di tempo consacrato alla tutela dei propri interessi (DTF 113 Ib 353 consid. 6b; 110 V 72 consid. 7 pag. 82) - che in concreto non sono però state nemmeno allegate. Si prescinde pertanto dall'assegnazione di un'indennità per ripetibili. Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: