Citation: 2C_73/2021 E. 7.2

7.2. Nel caso di specie, contrariamente a quanto sembrano insinuare i ricorrenti, sulla base dei fatti constatati dal Tribunale amministrativo federale - i quali vincolano il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF) - non vi è alcun indizio del fatto che la richiesta di assistenza amministrativa sarebbe stata fondata su atti illeciti. Il semplice fatto che la lettera datata 3 febbraio 2014 allegata alla domanda dell'autorità italiana non sia in concreto stata spedita ai clienti della banca, e che ne sia invece poi stata inviata una - dal contenuto quasi identico - il 20 febbraio 2015, non prova nulla quanto alla provenienza illecita di tale lettera. La forte somiglianza tra questi due documenti (cfr. supra lett. A.g) esclude del resto che la lettera del 3 febbraio 2014 sia (come sembrano nuovamente insinuare gli insorgenti) un falso creato a bella posta dall'autorità italiana a sostegno della domanda raggruppata. Ritenendo poi che l'AFC e l'autorità richiedente avrebbero dovuto fornire la prova della " mancata violazione del principio della buona fede nell'allestire la richiesta [di] assistenza amministrativa ", i ricorrenti fraintendono il senso del principio della buona fede, in quanto quest'ultima è presunta e, salvo nel caso - qui non pertinente - in cui tale presunzione va rovesciata, non occorre quindi provarne l'esistenza. La censura di violazione del principio della buona fede è pertanto infondata e va scartata.