Citation: BGE 150 IV 10 E. 5.2.2

Tra i comportamenti incriminati dall'art. 2 cpv. 1 LAQ/SI figurano, oltre alla partecipazione a gruppi o a organizzazioni vietati, diversi atti di sostegno, in particolare l'organizzazione di azioni propagandistiche (v. ANDREAS EICKER, Das Antreten eines Fluges nach Istanbul als strafbare Unterstützung oder Förderung des "Islamischen Staats"?, forumpoenale 5/2017 pag. 353). Seppur riferite a contesti diversi, le azioni propagandistiche sono punite anche da altre disposizioni del codice penale, segnatamente dall'art. 275 bis CP relativo alla propaganda sovversiva nonché dall'art. 261bis cpv. 3 CP sulla discriminazione e l'incitamento all'odio, il cui tenore (organizzare azioni di propaganda; Propagandaaktionen organisieren; organiser des actions de propagande) può essere praticamente sovrapposto a quello dell'art. 2 LAQ/SI (rispettivamente dell'art. 74 cpv. 4 LAIn). Con riguardo alla nozione di propaganda delle citate norme del CP, sia il legislatore sia la dottrina si richiamano alla DTF 68 IV 145 relativa al decreto del Consiglio federale del 6 agosto 1940 che istituisce provvedimenti contro l'attività comunista od anarchica (Messaggio del 20 giugno 1949 a sostegno di un disegno di legge per la revisione parziale del Codice penale svizzero, FF 1949 I 629, Parte prima, n. II.6; Messaggio del 2 marzo 1992 concernente l'adesione della Svizzera alla Convenzione internazionale del 1965 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e la conseguente revisione del Codice penale, FF 1992 III 259 n. 636.1, nota a piè di pagina n. 139; NATHAN LANDSHUT, in BGE 150 IV 10 S. 29 Basler Kommentar, Strafrecht, vol. II, 4a ed. 2019, n. 2 ad art. 275bis CP;TRECHSEL/VEST, in Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 4a ed. 2021, n. 2 ad art. 275bis CP;THIERRY GODEL, in Commentaire romand, Code pénal, vol. II, 2017, n. 7 ad art. 275bis CP;NIGGLI, op. cit., n. 1222 seg.;STRATENWERTH/BOMMER, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil II: Straftaten gegen Gemeininteressen, 7a ed. 2013, § 39 n. 35 e § 48 n. 12;DUPUIS ET AL., op. cit., n. 40 ad art. 261bis CP e n. 4 ad art. 275bis CP). Non visono ragioni per non ritenere la stessa nozione di propaganda in relazione all'art. 2 LAQ/SI, ripresa anche dalla dottrina (v.LEU/PARVEX, Das Verbot der "Al-Qaïda"und des "Islamischen Staats", AJP 2016 pag. 762;EICKER, op. cit., pag. 355;PAJAROLA/OEHEN/THOMMEN,in Kommentar Kriminelles Vermögen - Kriminelle Organisationen, vol. II, 2018, n. 466 ad art. 260ter CP;MARA TODESCHINI,Terrorismusbekämpfung im Strafrecht, 2019, n. 76). Sotto il profilo oggettivo, la propaganda consiste in qualsiasi comportamento percettibile da altri, ad esempio tenere delle conferenze, prestare o distribuire degli scritti, esporre immagini, indossare distintivi e perfino semplici gesti. La propaganda non ingloba invece quei comportamenti che rimangono impercettibili ad altri, quali ad esempio il possesso occultato di scritti o la loro lettura. Sotto il profilo soggettivo, la propaganda presuppone, oltre alla consapevolezza della percettibilità di un comportamento da parte di altre persone, l'intento non solo di esprimere dei pensieri attraverso la propaganda, ma anche di farne la pubblicità, in altre parole di influenzare altri in modo che siano sedotti dai pensieri espressi o che, se già da questi conquistati, siano rafforzati nella loro convinzione (DTF 68 IV 145 consid. 2; v. pure DTF 140 IV 102 consid. 2.2.2). La propaganda designa quindi un atteggiamento della comunicazione (FF 1992 III 259 n. 636.1; NIGGLI, op. cit., n. 1233; DUPUIS ET AL., op. cit., n. 40 ad art. 261bis CP; LANDSHUT, op. cit., n. 2 ad art. 275bis CP). Per organizzazione di azioni propagandistiche s'intende la loro pianificazione, preparazione ed elaborazione (NIGGLI, op. cit., n. 1233; DUPUIS ET AL., op. cit., n. 41 ad art. 261bis CP; MIRIAM MAZOU, in Commentaire romand, Code pénal, vol. II, 2017, n. 33 ad art. 261bis CP).