Citation: 4C.244/2003 23.04.2004 E. 1

È indubbio che l'azione di disconoscimento sfociata nei ricorsi dinanzi al Tribunale federale abbia perso ogni interesse per le parti, le quali l'hanno del resto ammesso esplicitamente. La lite non è tuttavia divenuta senza oggetto nel senso inteso dall'art. 72 PC, al quale rinvia l'art. 40 OG. La decadenza dell'oggetto della lite giusta questa norma presuppone infatti l'estinzione della pretesa posta in causa per motivi indipendenti dalla volontà di colui che la fa valere, ad esempio in seguito all'adempimento da parte del convenuto o di un debitore solidale (DTF 91 II 146 consid. 1 pag. 149) . In concreto, come meglio spiegato nel considerando successivo, la nuova situazione va ricondotta al comportamento di entrambe le parti, che configura un caso di reciproca desistenza a norma dell'art. 73 PC. Questo disposto disciplina infatti sia la desistenza - in senso stretto - della parte attrice che - in senso lato - l'acquiescenza della parte convenuta. La desistenza così intesa può avvenire anche durante la procedura di riforma dinanzi al Tribunale federale giacché tale rimedio, se ammissibile, impedisce la crescita in giudicato della sentenza impugnata (art. 54 cpv. 2 OG). In altre parole, sinché dura la litispendenza l'attore può disporre liberamente della pretesa fatta valere in causa (DTF 91 II 146 consid. 1 pag. 148 con rinvio).