Citation: K 139/06 31.01.2008 E. 7

Posta la compatibilità, di massima e nei limiti suesposti, del diritto cantonale con il diritto federale, si tratta ora di stabilire se, alla luce dell'ordinamento applicabile in concreto, la ricorrente fosse o meno legittimata a decretare la misura sospensiva. 7.1 Per quanto accertato in maniera sostenibile e pertanto vincolante dal primo giudice (v. consid. 2), l'UAM non ha realmente opposto rifiuto al pagamento, in quanto tale, del debito oggetto dell'attestato di carenza beni all'origine della procedura sospensiva. Agli atti vi è unicamente uno scritto del 24 gennaio 2003 con il quale l'amministrazione, accennando alla presenza di importanti vizi procedurali (incompletezza dell'incarto e parziale erroneità della domanda [così per il figlio maggiorenne F.________ occorreva intraprendere una procedura separata]), ha ritornato all'assicuratore una richiesta di pagamento per mancata applicazione delle norme cantonali in materia. A ciò si aggiunge una richiesta di pagamento per premi e partecipazioni del 28 marzo 2000 che la Visana non ha però comprovato di avere spedito e che in ogni caso non ha fatto l'oggetto di un rifiuto (scritto) da parte dell'amministrazione. A tal proposito si osserva che su segnalazione dell'UAM, che sosteneva di non avere mai ricevuto l'attestato di carenza di beni no. Z.________, l'istanza precedente ha chiesto alla ricorrente di fornire la prova dell'avvenuta trasmissione. Prova che però la Visana non è stata in grado di fornire. 7.2 In tali condizioni spettava alla Cassa malati, che non disponeva di una esplicita dichiarazione di rifiuto da parte dell'autorità cantonale preposta, (ri)presentare in maniera corretta e completa la richiesta di pagamento anziché attendere oltre 5 anni prima di procedere alla misura sospensiva, e questo dopo che nel frattempo, con l'istituzione della curatela, la resistente dall'aprile 2002 avrebbe regolarmente pagato le fatture relative a premi e partecipazioni. A giusta ragione pertanto il giudice cantonale ha sanzionato l'operato della ricorrente, come ha pure correttamente rilevato che la Cassa non avrebbe potuto, senza tenere conto delle specifiche norme cantonali d'attuazione, riferirsi nella sua decisione su opposizione anche ad altri debiti non contemplati dall'attestato di carenza di beni del 22 dicembre 1999 (DTF 129 V 455; cfr. pure RAMI 2006 no. KV 378 pag. 320 consid. 2).