Citation: 1C_225/2018 E. 1.5

1.5. Il gravame sarebbe in ogni modo inammissibile anche perché, contravvenendo al suo obbligo di motivazione (art. 42 cpv. 2 LTF), il ricorrente non dimostra l'infondatezza della prima motivazione posta a fondamento del criticato giudizio, ossia che secondo la giurisprudenza lo Stato richiedente di massima non è parte nella procedura di assistenza, motivo per cui non è abilitato a ricorrere in ambito rogatoriale, come neppure sono considerati parti alla procedura i suoi agenti, neppure loro essendo di riflesso abilitati a ricorrere. La CRP ne ha concluso che né lo Stato richiedente né il ricorrente, quale suo rappresentante, sarebbero legittimati a ricorrere. Ora, quando la decisione impugnata, come in concreto, si fonda su diverse motivazioni indipendenti e di per sé sufficienti per definire l'esito della causa, il ricorrente è tenuto, pena l'inammissibilità, a dimostrare che ognuna di esse viola il diritto (DTF 142 III 364 consid.2.4 in fine pag. 368; 138 I 97 consid. 4.1.4 pag. 100). Il ricorrente non dimostra inoltre, contrariamente al suo obbligo (art. 42 cpv. 2 LTF), che, eccezionalmente, si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 cpv. 2 LTF (al riguardo vedi da ultimo sentenza 1C_87/2018 del 21 marzo 2018 consid. 2.2-2.4 e 3.2 con riferimenti anche alla dottrina).