Citation: 1C_527/2016 E. 2.3

2.3. La ricorrente si limita a ribadire le tesi presentate alla Corte cantonale e non dimostra del tutto perché le conclusioni del giudizio impugnato, del resto corrette, sarebbero lesive della normativa cantonale o dell'art. 33 cpv. 3 lett. a LPT (RS 700; DTF 141 II 50 consid. 2.1 e 2.2 pag. 52 seg.). Rileva di presentare il gravame quale cittadina di Ascona e d'essere legittimata a ricorrere nella sede comunale poiché il criticato progetto non rispetterebbe le esigenze fissate dalla Legge federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958 (RS 741.01; LCStr). Ciò non soltanto riguardo ad altri utenti della strada, ma soprattutto per lei quale automobilista, ciclista e pedone; adduce inoltre, sempre in maniera completamente generica, una lesione della legge cantonale sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997, senza neppure tentare di spiegare quale interesse personale, diretto e attuale avrebbe, sotto questo profilo, a dolersi del criticato progetto. Insiste sul fatto che il Municipio ha nondimeno esaminato la sua opposizione, respingendola, e che nell'ambito della procedura ricorsuale dinanzi al Consiglio di Stato non si è opposto all'eventuale esperimento di un tentativo di conciliazione. La circostanza è tuttavia unicamente dimostrativa dell'intenzione di volere tener conto della volontà di ogni cittadino, che non implica chiaramente il riconoscimento della legittimazione a ricorrere. Né, contrariamente all'assunto ricorsuale, la Corte cantonale le ha riconosciuto tale facoltà come accompagnatrice motorizzata di sua suocera, affetta da problemi deambulatori. Ribadendo, in maniera inconsistente, che il criticato progetto potrebbe comportare una diminuzione dei passanti e quindi dei clienti del negozio del marito, sito in una strada posta nelle vicinanze, e implicare indirettamente un'ipotetica diminuzione degli introiti della famiglia, ella non dimostra che la Giudice delegata avrebbe violato l'art. 20 cpv. 1 Lstr, il generico richiamo alla pretesa violazione di diritti di terzi, segnatamente dei comproprietari dei citati immobili, essendo chiaramente ininfluente (vedi, per il caso contrario, sentenza 1C_558/2008 del 28 luglio 2009 consid. 1.2.1 e 1.2.2, in: RtiD I-2010, n. 46 pag. 228). Nella misura in cui la ricorrente insiste sulla minore sicurezza stradale del progetto litigioso così come sui suoi costi, e quindi sulla tutela di meri interessi pubblici a un'asserita applicazione corretta del diritto, manifestamente non è toccata in maniera distinta da un qualsiasi altro cittadino del borgo (DTF 137 II 30 consid. 2.2.3 pag. 33). Il semplice fatto di utilizzare in maniera più o meno regolare una strada non è infatti sufficiente a conferire la legittimazione a ricorrere contro un progetto stradale (sentenze 1C_411/2014 del 9 gennaio 2015consid. 2.1.2 e 2.2, in: SJ 2015 I pag. 263 e 1C_317/2010 del 15 dicembre 2010 consid. 5, in: ZBl 112/2011 pag. 612).