Citation: 4A_181/2022 E. 5.5.3

5.5.3. Quando rimette in discussione la propria responsabilità per la mancata sistemazione dei difetti e dei lavori incompiuti, constatata mediante una deposizione testimoniale, la ricorrente pare ancora una volta dimenticare il ridotto oggetto di una censura contro gli accertamenti di fatto contenuti in un lodo. Non è nemmeno possibile intravvedere una contraddizione nel lodo, atteso che l'ndennizzo in discussione concerne unicamente ritardi che erano imputabili alla ricorrente. Occorre infine osservare che il diritto a "un congruo risarcimento" era esplicitamente previsto nell'accordo per una soluzione transattiva. Sebbene sia esatto che l'arbitro, pur basandosi sull'estensione della direzione lavori, affermi di avere stabilito il suo ammontare " de bono et aequo ", la ricorrente nemmeno pretende che l'importo concesso sarebbe in quanto tale insostenibile, ragione per cui anche questa censura va disattesa.