Citation: 1C_157/2017 E. 4.1

4.1. Il Gran Consiglio non ha considerato determinante il fatto che, contrariamente all'iniziativa volta all'aggregazione dei poli urbani del Sopraceneri, quella in esame concerne tutti i comuni ticinesi e l'intero territorio cantonale e neppure la tesi secondo cui la fusione non sarebbe immediata perché la legge di applicazione dovrebbe determinare in un secondo tempo l'estensione dei nuovi comuni (nuovo art. 16bis cpv. 2 Cost./TI). Ha stabilito che queste differenze non consentono di prescindere dall'esigenza di una consultazione preliminare delle comunità locali coinvolte, poiché la votazione comporterà in ogni modo la decisione di scioglimento dei Comuni, che si imporrà immediatamente a ciascuna comunità locale. Per esemplificare la problematica, ha rilevato che un avente diritto di voto di Balerna deciderebbe sia sul futuro del proprio Comune, che verrebbe sciolto non essendo previsto nell'elenco del nuovo art. 16bis cpv. 1 Cost./TI, sia su quello di tutti gli altri Comuni del Cantone, ritenuto che i votanti di tutti gli altri comuni ticinesi deciderebbero non solo del futuro del proprio Comune, ma anche di quello di Balerna e di tutti gli altri, senza che le rispettive comunità locali siano state preliminarmente consultate. Ha quindi considerato irrilevante il fatto ch'esse deciderebbero anche sul proprio futuro e non solo su quello altrui, decisivo essendo che si pronuncerebbero su quello di altre comunità, senza che le stesse, come stabilito nella DTF 142 I 216, siano state "preliminarmente" consultate. Sempre seguendo il rapporto di maggioranza, il Parlamento cantonale nemmeno ha ritenuto l'argomento degli iniziativisti per cui, contrariamente all'iniziativa "Avanti con le nuove Città di Locarno e Bellinzona", la consultazione potrebbe avere luogo nel quadro dell'adozione della legislazione di applicazione delle nuove norme costituzionali. Ciò poiché l'eventuale accettazione del nuovo art. 16bis cpv. 1 Cost./TI imporrebbe automaticamente la dissoluzione dei Comuni che non vi sono elencati e non si saprebbe ancora a quale nuovo Comune essi verrebbero aggregati, senza una previa consultazione qualificata. Per di più, l'iniziativa "prometterebbe" un'eventuale futura consultazione riguardo a determinanti aspetti di applicazione della votazione, senza tuttavia fornire alcuna garanzia in merito: essa prevede del resto l'abrogazione dell'attuale art. 20 Cost./TI relativo alla fusione e divisione di Comuni e di riflesso della vigente Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni del 16 dicembre 2003 (LAggr). Non vi sarebbe quindi più, com'era il caso anche nell'ambito dell'altra iniziativa (DTF 142 I 216 consid. 8.3.1 pag. 228 seg.), alcuna base legale per indire votazioni consultive preliminari sull'attuazione dell'iniziativa, visto che non è prevista dal futuro art. 16bis Cost./TI. Si aggiunge che la consultazione preliminare disposta dall'art. 5 della Carta non deve avere luogo unicamente sul "come", ma anche sul "se" aggregare un determinato Comune. Per concludere ha stabilito che, considerate le carenze dell'iniziativa, l'unica soluzione prospettabile consisterebbe nella consultazione delle comunità locali prima ch'essa venga posta in votazione, ciò che tuttavia implicherebbe di adottare una base legale per procedervi. Considerati i costi e la complessità di una simile procedura, peraltro non richiesta dagli iniziativisti, e per evitare una disparità di trattamento rispetto all'iniziativa "Avanti con le Città di Locarno e Bellinzona", è stato ritenuto di non procedere in questo modo.