Citation: 1C_319/2007 08.01.2008 E. 3

3.1 La ricorrente ammette esplicitamente che la superficie in questione fino a una trentina di anni fa era boschiva. Sostiene tuttavia, da un canto, che dissodamenti eseguiti successivamente sarebbero stati leciti, siccome antecedenti l'entrata in vigore della LFo, il 1° gennaio 1993, e, dall'altro, che l'area non svolgerebbe ormai più funzioni forestali. 3.2 Determinante per l'accertamento forestale è, di regola, la situazione di fatto al momento dell'emanazione della decisione di prima istanza. Tuttavia, anche una superficie parzialmente o totalmente priva di alberi può essere considerata boschiva se, come in concreto, è stata dissodata senza autorizzazione (DTF 124 II 85 consid. 4d pag. 92, 113 Ib 357 consid. 2b, 108 Ib 509 consid. 6). Come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, la circostanza che gli alberi preesistenti su quella porzione del fondo siano stati tagliati prima dell'entrata in vigore della LFo non è decisiva, ritenuto che l'obbligo di conservazione della foresta e la necessità di ottenere un'autorizzazione per procedere a un dissodamento sussistevano anche sotto l'egida della previgente legge federale dell'11 ottobre 1902 concernente l'alta vigilanza della Confederazione sulla polizia delle foreste (cfr. art. 31 LVPF; DTF 108 Ib 509 consid. 3). D'altra parte, accennando semplicemente a un consenso tacito delle autorità comunali, che avrebbero tollerato i tagli, la ricorrente non dimostra di avere ricevuto un'assicurazione concreta, in base alla quale poteva in buona fede ritenere il suo fondo interamente escluso dall'area forestale (cfr., sul principio della buona fede, DTF 131 II 627 consid. 6.1, 129 I 161 consid. 4.1 e rispettivi rinvii). È quindi senza incorrere nell'arbitrio né violare il diritto di essere sentito della ricorrente che la Corte cantonale ha ritenuto non sufficientemente sostanziata l'invocazione del principio della buona fede. 3.3 Per il resto, negando alla superficie litigiosa lo svolgimento di funzioni forestali, la ricorrente si poggia sulla situazione di fatto attualmente esistente che, come già rilevato, non è però decisiva nella fattispecie, visto che è stata determinata da dissodamenti non autorizzati. In considerazione delle caratteristiche del luogo, contraddistinto da un pendio assai scosceso, è comunque a ragione che la Corte cantonale ha riconosciuto al bosco una funzione protettiva legata alla prevenzione dell'erosione del terreno. Nulla muta al riguardo la circostanza, asserita dalla ricorrente, secondo cui il comparto non sarebbe inserito in una zona soggetta a pericoli naturali né sarebbe particolarmente esposto a scoscendimenti (cfr. DTF 113 Ib 357 consid. 2c; sentenza 1A.224/2002 del 7 aprile 2003, consid. 2.2, apparsa in: RDAT II-2003, n. 74, pag. 315 segg.).