Citation: 5P.45/2007 05.04.2007 E. 5

5.1 Il ricorrente invoca poi gli art. 29 cpv. 2 e 30 cpv. 1 Cost. e fa valere una violazione del diritto di essere sentito e del diritto al giudice naturale, perché la Corte di appello medesima ha effettuato gli accertamenti di fatto omessi dal Pretore, invece di rinviare la causa a quest'ultimo. Il ricorrente ritiene di essere stato in tal modo privato di un grado di giudizio. 5.2 Nonostante il fatto che l'art. 30 cpv. 1 Cost. non sancisca il principio della doppia istanza, nella giurisprudenza si trova menzionata una cosiddetta "garanzia di doppia istanza" con riferimento al diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.). Se si ammette che una violazione del diritto di essere sentito commessa dall'autorità inferiore può - in determinate circostanze - essere sanata dall'autorità di ricorso (cfr. DTF 126 V 130 consid. 2b pag. 132, con rinvii), non vanno scordate le implicazioni di una tale soluzione per la parte che, per motivi di economia processuale, viene in questo modo privata della possibilità di sottoporre i propri argomenti a due istanze giudiziarie. In altre parole, la mancata garanzia del doppio grado di giurisdizione può, in certi casi, configurare una violazione del diritto di essere sentito. Quest'eventualità non si realizza nella fattispecie in esame. Una parte può infatti validamente rinunciare - anche in modo implicito - al suo diritto di essere sentita (DTF 132 I 42 consid. 3.2.3; 116 V 32 consid. 3) e con il proprio appello il ricorrente si era limitato a postulare di "non dover partecipare al mantenimento dei figli", ma non aveva chiesto un rinvio della causa al primo giudice affinché completi i propri accertamenti. Così stando le cose, chiedendo che la seconda istanza cantonale si pronunci sul merito del litigio, il ricorrente ha rinunciato ad un nuovo giudizio di primo grado. Ne discende che la critica ricorsuale si rivela infondata.