Citation: 8C_612/2022 E. 5.6

5.6. Ad ogni buon conto, le motivazioni del Tribunale cantonale amministrativo non sono lesive del diritto federale. Le allegazioni del ricorrente, riguardanti prevalentemente la mancanza di riscontri oggettivi in merito allo svolgimento dei fatti che lo hanno visto coinvolto con i colleghi, non sono sufficienti a rimettere in discussione l'argomentazione dei giudici cantonali. I considerandi della decisione avversata denotano, invero, che i giudici ticinesi hanno valutato tutti gli elementi pertinenti per l'accertamento dei fatti e ampiamente esaminato le censure cantonali del ricorrente. La Corte cantonale ha in particolare rilevato che il ricorrente, benché fosse stato già richiamato il 17 maggio 2019, non aveva dato prova di alcuno sforzo per emendarsi nel suo comportamento inadeguato e neppure mostrato un atteso segno di autocritica. Egli ha infatti nuovamente assunto, in due occasioni, una condotta comportamentale sconveniente e offensiva nei confronti dei colleghi, la quale è stata segnalata anche nella valutazione annuale del 2019. Inoltre, sotto il profilo del diritto federale, nulla può essere rimproverato al Tribunale cantonale amministrativo per essere giunto alla conclusione che le dichiarazioni scritte dei superiori del ricorrente relative agli eventi del 20 novembre 2019 e del 7 maggio 2020 fossero veridiche, posto che il ricorrente si era limitato a contestare soltanto in maniera generica tali avvenimenti - segnatamente, non eccependo nulla riguardo al fatto di aver spintonato con forza un tavolino e calciato dei carrelli in presenza di una collega. Analogamente, non può essere ritenuta arbitraria la valutazione compiuta dai giudici ticinesi, secondo cui la dichiarazione della collega dell'insorgente relativa all'asserita inimicizia che nutrirebbe la capo reparto nei suoi confronti e le attestazioni di stima professionale sottoscritte dai colleghi non fossero decisive per il giudizio. Del resto, le stesse non riportavano nulla in merito all'accaduto. In esito, il Tribunale cantonale amministrativo non è incorso nell'arbitrio laddove, rilevando che le inadempienze del ricorrente nel suo comportamento erano ripetute e che queste avevano generato una profonda situazione di conflitto con i superiori, tale da snaturare il rapporto di fiducia tra il dipendente e l'autorità di nomina, ha ritenuto giustificato il licenziamento deciso dall'Ente. In questo senso, l'applicazione della legge comunale difesa dall'autorità cantonale non si rivela irragionevole o manifestamente contraria al suo senso e scopo. Le critiche ricorsuali sono pertanto infondate sotto questo profilo. Visto quanto precede, la pronuncia impugnata dev'essere confermata e il ricorso respinto.