Citation: 5P.402/2005 14.07.2006 E. 2

2.1 Per costante giurisprudenza, nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico fondato sull'art. 84 cpv. 1 lit. c OG il Tribunale federale esamina asserite violazioni dei trattati internazionali con libera cognizione. Ciò vale, tuttavia, unicamente con riferimento alle questioni di diritto: quando ad accertare i fatti è stata un'istanza giudiziaria, un loro eventuale riesame avviene per contro con cognizione limitata all'arbitrio (DTF 129 I 110 consid. 1.3 pag. 111; 129 III 574 consid. 1). Sempre in virtù di una recente evoluzione della giurisprudenza, non sono più ammessi nova (DTF 128 I 354 consid. 6c). È dunque a torto che la Corte cantonale ha giustificato l'esame dei nuovi documenti prodotti dall'allora appellante e qui ricorrente con la giurisprudenza federale. Ritenuto che i qui resistenti non hanno avuto nulla da eccepire in proposito - né avrebbero potuto, visto che non è derivato loro pregiudizio alcuno -, la sentenza impugnata va comunque esaminata così come è stata motivata. Per contro, non verrà tenuto conto in questa sede di nessuno dei documenti prodotti con il presente ricorso di diritto pubblico. 2.2 Nella misura in cui la ricorrente accusa i giudici cantonali di arbitrio, non basta che essa affermi semplicemente la presunta arbitrarietà della decisione impugnata: in particolare, essa non può accontentarsi di sottoporre la sentenza cantonale ad una semplice critica, come lo farebbe in una procedura di appello, nell'ambito della quale l'istanza ricorsuale esamina liberamente il diritto (DTF 128 I 295 consid. 7a pag. 312; 117 Ia 10 consid. 4b pag. 12). Peraltro, una sentenza è arbitraria non già quando un'altra soluzione sarebbe sostenibile o addirittura preferibile, bensì quando appaia manifestamente insostenibile, in evidente contrasto con la situazione di fatto, in aperta violazione di una norma o di un indiscusso principio di legge, o ancora in inconciliabile contraddizione con il sentimento della giustizia. Arbitrio è dato solamente quando un giudizio appaia insostenibile non unicamente per la motivazione, bensì anche per l'esito concreto (DTF 128 I 177 consid. 2.1 pag. 182; 127 I 54 consid. 2b pag. 56, con rinvii). In particolare, una valutazione arbitraria delle prove non sussiste per il solo fatto che le conclusioni della corte non combaciano con quelle del ricorrente; queste devono piuttosto apparire in aperto contrasto con la situazione di fatto oppure derivare da una svista manifesta (DTF 105 Ia 190 consid. 2a, con rinvii; 116 Ia 85 consid. 2b pag. 88; 128 I 81 consid. 2 pag. 86). Ciò si verifica ad esempio qualora il giudice tragga dalla procedura probatoria conclusioni affrettate (DTF 101 Ia 545 consid. 4d pag. 551 s.; 118 Ia 28 consid. 2 pag. 86) oppure prenda in considerazione unilateralmente soltanto determinate prove, e non consideri altre atte a provare il contrario (DTF 112 Ia 369 consid. 3 pag. 371; 118 Ia 28 consid. 1b). Per contro, il ricorrente non può pretendere che il tribunale prenda posizione su tutte le allegazioni e tutti i mezzi di prova; deve bastare che esso motivi la propria decisione in modo coerente, rifiutando così - anche solo implicitamente - la rappresentazione dei fatti proposta dal ricorrente (DTF 130 II 530 consid. 4.3 pag. 540; 126 I 97 consid. 2b pag. 102 s.; 124 II 146 consid. 2a pag. 149; 123 I 31 consid. 2c pag. 34; 122 IV 8 consid. 2c pag. 14 s.). Il ricorrente non dimostra dunque arbitrio semplicemente sostituendo l'apprezzamento delle prove della Corte con il proprio, ma deve altresì allegare e provare che l'accertamento dei fatti ritenuto dal tribunale non poggi su argomenti obbiettivi.