Citation: 1A.20/2002 04.07.2002 E. 3

3.1 La ricorrente critica il giudizio impugnato laddove le nega un indennizzo per l'ulteriore perdita di guadagno e per la cessazione anticipata dell'attività, segnatamente per le spese connesse alla rescissione anticipata del contratto di locazione concernente l'esercizio pubblico da lei gestito. Ora, premesso che, come visto, la Corte cantonale ha, riguardo alla perdita di guadagno, parzialmente accolto il ricorso e rinviato gli atti al Dipartimento per una nuova decisione sull'eventuale indennità relativamente al periodo dal 5 al 12 ottobre 1998 non coperto dall'assicurazione infortuni, su questo punto la ricorrente si limita a riproporre testualmente le argomentazioni addotte dinanzi ai giudici cantonali senza confrontarsi con il giudizio impugnato, spiegando, con una motivazione chiara, compiuta e precisa, per quali ragioni essa violerebbe il diritto federale (art. 108 cpv. 2 OG; DTF 125 II 230 consid. 1c, 123 II 359 consid. 6b/bb, 118 Ib 134 consid. 2 e rinvii; Peter Karlen, in: Geiser/Münch, editori, Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea 1998, n. 3.75 e segg., pag. 114 segg.). Comunque, la Corte cantonale ha rilevato che la perdita di guadagno dal 13 ottobre 1998 al 31 agosto 1999 era stata interamente coperta dall'assicurazione contro gli infortuni, l'incapacità al lavoro essendo totale dal compimento del reato al 30 aprile 1999 e del 50% dal 1° maggio 1999 al 31 agosto 1999. Nella misura in cui la ricorrente era abile al lavoro, dapprima parzialmente e, a partire dal 1° settembre 1999, totalmente, le incombeva quindi lo svolgimento di un'attività lavorativa adeguata. Il fatto che, per cause economiche e congiunturali, essa avesse nel frattempo assunto l'impiego di cameriera soltanto a tempo parziale non comportava un danno connesso all'aggressione subita. Invero, la ricorrente non critica questi accertamenti e queste conclusioni, limitandosi in sostanza ad asserire che la sua situazione di indipendente non le permetteva di far capo a prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione. Tale circostanza non è tuttavia di per sé determinante, ritenuto che, nelle esposte condizioni, non risulta, né la ricorrente lo adduce, che le ulteriori conseguenze economiche, non coperte dall'assicurazione, sono legate a un suo parziale impedimento al lavoro (cfr. l'art. 46 CO, applicabile in quest'ambito per analogia; DTF 128 II 49 consid. 3.1 pag. 52; sentenza 1A.252/2000 dell'8 dicembre 2000, consid. 2, pubblicata in ZBl 102/2001 pag. 486 segg.). 3.2 Anche riguardo al danno derivante dalla cessazione anticipata dell'attività la ricorrente fonda la pretesa d'indennizzo essenzialmente sul carattere indipendente della sua professione. Premesso che il Tribunale federale ha sinora lasciato indecisa la questione a sapere se l'indennizzo secondo l'art. 12 cpv. 1 LAV debba essere limitato al danno derivante direttamente dalla lesione nell'integrità fisica, sessuale o psichica, il quesito dell'indennizzabilità sulla base della LAV del pregiudizio, di natura patrimoniale, legato alla rescissione del contratto concernente l'esercizio pubblico non deve essere esaminato in concreto (cfr. sentenza 1A.252/2000 citata, consid. 2b; sentenza 1A.163/2000 dell'8 novembre 2000, consid. 2c e d; cfr. anche Peter Gomm/Peter Stein/Dominik Zehnter, Kommentar zum Opferhilfegesetz, Berna 1995, n. 7 segg. all'art. 13; Dominik Zehnter, Straftaten, in: Münch/Geiser, editori, Schaden-Haftung-Versicherung, Basilea 1999, n. 14.31, pag. 693 seg.). In effetti, le circostanze della fattispecie non permettono di ritenere realizzato un nesso di causalità adeguata tra il reato e il pregiudizio in discussione (cfr., sulla nozione di nesso causale adeguato, DTF 123 III 110 consid. 3a pag. 112, 123 V 98 consid. 3d e rispettivi rinvii). L'adeguatezza ha lo scopo di limitare la responsabilità e costituisce una clausola generale che deve essere concretizzata dal giudice nel singolo caso, secondo il diritto e l'equità. Essa si fonda su un giudizio di valore destinato a stabilire se un determinato pregiudizio sia ancora equamente imputabile all'autore responsabile. Il giudice deve quindi considerare le circostanze complessive del singolo caso come pure lo scopo e l'ambito di protezione della disposizione o del complesso normativo interessato (DTF 123 III 110 consid. 3a e riferimenti, 123 V 98 consid. 3d pag. 104). Nella fattispecie occorre quindi considerare che il sistema d'indennizzo secondo la LAV costituisce una prestazione di soccorso e non si fonda su una responsabilità dello Stato (DTF 128 II 49 consid. 4.1, 125 II 554 consid. 2a, 123 II 425 consid. 4c) per cui, a maggior ragione, spettava alla vittima, che ha del resto anche in seguito svolto una professione nel campo della ristorazione, contenere nella misura del possibile il danno (cfr., nel diritto della responsabilità civile, Roland Brehm, Commentario bernese, Berna 1998, n. 23 all'art. 42 e n. 50 segg. all'art. 44). Nelle citate condizioni, il comportamento illecito e le sue conseguenze obiettive sulla vittima non erano idonei, secondo l'andamento normale delle cose e l'esperienza generale della vita, a produrre o favorire la risoluzione anticipata del contratto di locazione concernente l'esercizio pubblico (cfr. DTF 123 III 110 consid. 3a pag. 112 e rinvii).