Citation: 7B.253/2002 20.12.2002 E. 2

Il 13 novembre 2002 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto il ricorso e ha autorizzato l'Ufficio a procedere nei propri incombenti e a fissare al più presto la data dell'incanto. La sentenza cantonale indica che la banca creditrice ipotecaria ha chiesto la vendita dei predetti fondi il 1° giugno 1995, ma che essa ha intavolato discussioni con l'escusso al fine di permettergli il rimborso del mutuo. Non essendo stato soddisfatto dal debitore, l'istituto di credito ha nuovamente scritto il 31 gennaio 2002 all'Ufficio affinché provveda a preparare l'incanto. Quest'ultimo, previsto per il 5 settembre 2002, è stato fissato manifestamente oltre il limite massimo dell'art. 133 LEF, norma che tuttavia contiene unicamente un termine d'ordine. Ora, l'escusso non ha chiesto un differimento dell'asta durante il termine menzionato dalla predetta norma né è ravvisabile un abuso del creditore ipotecario inerente al momento in cui ha presentato la domanda, ritenuto che la stessa risale al 1° giugno 1995 e che i lavori di modifica del piano regolatore sono invece iniziati solo nell'autunno 1996.