Citation: 5A_549/2021 E. 7.2.1

7.2.1. La Corte cantonale ha poi esaminato la richiesta di annullare il punto 1 del protocollo dell'assemblea 4 novembre 2020, che indicava nel novembre 2020 l'inizio dei lavori di risanamento, per asserita lesione dell'art. 10 del regolamento per l'uso e l'amministrazione della proprietà per piani e dell'art. 66 cpv. 2 CC (applicabile su rinvio dell'art. 712m cpv. 2 CC). Dopo essersi domandato se tale richiesta fosse ormai priva d'oggetto dato che i lavori di risanamento si erano conclusi da tempo, il Tribunale d'appello ha osservato che la pretesa lesione dell'art. 10 del regolamento - il quale prevede che, salvo urgenza, la convocazione all'assemblea va spedita 15 giorni prima della data fissata per l'assemblea - non risultava palese: se il termine non era in effetti stato rispettato (i comproprietari essendo stati invitati il 26 ottobre 2020 a esprimersi sull'oggetto entro il 2 novembre 2020), i ricorrenti non erano riusciti a scartare l'obiezione della controparte fondata sull'urgenza dei lavori. Rispetto alla pretesa violazione dell'art. 66 cpv. 2 CC, secondo cui un oggetto posto in votazione "per scritto" o "per circolazione" in esito a un'assemblea generale non può considerarsi approvato se non sussiste unanimità, la Corte cantonale ha poi indicato che la situazione giuridica non risultava liquida e univoca: diversamente da tale norma, la risoluzione in oggetto era infatti stata votata "per corrispondenza", senza che i comproprietari si fossero costituiti previamente in assemblea, e in tale modo di deliberazione (ammesso con riserbo dalla dottrina maggioritaria, ma adottato all'unanimità dai comproprietari nel giugno 2020) la maggioranza dei voti era sufficiente. Per il Tribunale d'appello, in sintesi, le condizioni dell'art. 257 cpv. 1 CPC per accordare tutela giurisdizionale nei casi manifesti con la procedura sommaria non erano soddisfatte.