Citation: U 371/01 17.10.2002 E. 2

2.1 La Corte cantonale, allo scopo di chiarire la fattispecie da un profilo medico, ha ordinato una perizia giudiziaria affidandone l'allestimento alla Clinica Z.________. Dal referto del 15 gennaio 2001 emerge in particolare la diagnosi di sindrome cervicale cronica con stato di distorsione della colonna cervicale in seguito a un incidente della circolazione stradale avvenuto il 31 ottobre 1998. Secondo i periti giudiziari C.________ aveva certamente accusato una distorsione, rispettivamente un trauma d'accelerazione al rachide cervicale, circostanza che era stata riconosciuta anche dal medico di fiducia dell'INSAI (esami medici circondariali del 18 dicembre 1998 e del 31 marzo 1999). I dolori cervicali cronici ed i deficit neuropsicologici lamentati a contare dall'evento infortunistico costituivano inoltre una naturale conseguenza del trauma distorsivo alla colonna cervicale. Sempre a mente dei designati esperti, la capacità lavorativa dell'assicurata era nulla per quanto riguardava la sua originaria professione d'insegnante. Fondandosi su tale perizia e sugli atti medici già all'inserto, in particolare sul parere del dott. M.________, la precedente istanza ha concluso che la valutazione dell'adeguatezza del legame causale non andava eseguita dal profilo di un'elaborazione psichica abnorme dopo infortunio (DTF 115 V 135 segg.), bensì in applicazione della giurisprudenza vigente in materia di trauma d'accelerazione alla colonna cervicale (DTF 117 V 359 segg. e 123 V 99 consid. 2a). Classificato l'infortunio tra gli eventi di grado medio, al limite della categoria degli infortuni leggeri o insignificanti, e rammentato che per ammettere l'adeguatezza è necessaria alternativamente la presenza, cumulativamente, di tutti i fattori elencati o la particolare intensità dei fattori effettivamente intervenuti, la Corte cantonale ha ritenuto essere soddisfatti il criterio della persistenza dei disturbi, quello della durata eccezionalmente lunga della cura medica nonché quello del grado e della durata dell'incapacità lavorativa. 2.2 Nel suo gravame l'INSAI contesta che la causalità adeguata possa essere valutata in base ai principi elaborati per gli infortuni del tipo "colpo di frusta" o lesioni analoghe. A sostegno della sua tesi adduce essenzialmente che l'assicurata ha presentato solo una minima parte dei disturbi tipici per tali eventi, che le difficoltà a livello psichico si sono sviluppate rapidamente, che il ricovero presso l'Ospedale Y.________ era stato ordinato per quel motivo, e che nell'insieme C.________ era stata curata soprattutto dal lato psichico. Ne deduce che, non essendo stato prescritto alcun analgesico al momento della dimissione dalla Clinica X.________ (dove aveva soggiornato dall'11 gennaio al 9 febbraio 1999), l'assicurata non avrebbe accusato dolori rilevanti persistenti. Ritiene pure che, dopo la dimissione dall'Ospedale Y.________ (nel maggio 1999) ella aveva beneficiato unicamente di sporadiche cure fisioterapiche e di alcune consultazioni presso lo psichiatra, per cui la cura medica non sarebbe stata eccezionalmente lunga. Inoltre, ha rilevato l'Istituto insorgente, l'interessata aveva ricominciato a lavorare nel maggio 2000. Comunque, ha ricordato, secondo la giurisprudenza la durata dell'incapacità lavorativa è ininfluente se i disturbi psichici sono apparsi subito dopo l'infortunio.