Citation: 7B_1357/2024 E. 3.2

3.2. L'art. 5 CPP concretizza il principio della celerità della procedura penale, disponendo che le autorità penali avviano senza indugio i procedimenti penali e li portano a termine senza ritardi ingiustificati (cfr. art. 5 cpv. 1 CPP). Questo principio (cfr. anche art. 29 cpv. 1 Cost. e art. 6 n. 1 CEDU) vale sia per le autorità di perseguimento penale (art. 12 e 15 segg. CPP) sia per le autorità giudicanti (art. 13 e 18 segg. CPP). Una violazione del principio della celerità può condurre a una riduzione della pena, talvolta a un'esenzione dalla pena e solo in ultima ratio, nei casi estremi, a un abbandono del procedimento (DTF 143 IV 49 consid. 1.8.2, 373 consid. 1.4.1) o a una sua sospensione (DTF 133 IV 158 consid. 8). La lesione dell'imperativo della celerità può anche comportare il risarcimento del danno o la riparazione del torto morale (cfr. al riguardo SCHMID/JOSITSCH, Praxiskommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 4a ed. 2023, n. 3 ad art. 5 CPP). Il Tribunale federale interviene nella valutazione della sanzione per la violazione del principio della celerità soltanto se l'autorità ha ecceduto o abusato del suo potere di apprezzamento, violando quindi il diritto federale (DTF 143 IV 373 consid. 1.4.1).