Citation: 4A_259/2015 E. 2

Nel corso della procedura il Tribunale arbitrale ha affidato a una fiduciaria il compito di allestire una perizia, dando nel contempo pure la facoltà alle parti di nominare i propri esperti. La perizia intitolata "judicial expert report plus parties experts comments" (referto I) è stata emanata il 14 febbraio 2014. A seguito delle osservazioni delle parti, il tribunale arbitrale ha posto ulteriori domande alla perita. Le riposte sono contenute in un documento intitolato "further details on judicial expert report" datato 24 ottobre 2014 (referto II), che il Tribunale arbitrale ha trasmesso alle parti con ordinanza della medesima data in cui ha pure dichiarato chiusa la procedura e accordato la possibilità d'inoltrare osservazioni sulle risultanze istruttorie e sul merito della vertenza. Il 23 dicembre 2014 le parti hanno prodotto i loro allegati conclusivi. Quando ha esaminato quali costi di vendita possono essere dedotti dal reddito netto su cui vanno calcolate le royalties, il Collegio arbitrale ha rilevato che l'attrice non discute le cifre del complemento peritale 24 ottobre 2014, mentre la convenuta ha contestato ("to challenge") con il suo allegato conclusionale entrambi i referti e ha ritenuto che ciò sia inammissibile da un punto di vista procedurale. Ha indicato che pure l'esperto nominato dalla convenuta era coinvolto nell'analisi fatta dalla perita giudiziaria e che essa avrebbe potuto mettere in dubbio la posizione di quest'ultima dopo la ricezione del referto I, tanto più che la metodologia all'esame era già stata ampiamente adottata in tale perizia. Il Tribunale arbitrale ha rilevato che avrebbe potuto giungere a un'altra conclusione se la perizia avesse avuto carenze tali da non poter essere utilizzata come prova, scenario che ha però escluso, atteso che essa appare logica, accurata e chiara. Esso ha quindi dichiarato inammissibili le obbiezioni della convenuta riguardanti il referto II e gli allegati R-203, R-204 e R-205.