Citation: 1C_98/2009 04.05.2010 E. 3

3.1 Il ricorrente fa valere, a torto, una violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.), adducendo una carenza di motivazione della decisione impugnata. L'autorità giudicante è tenuta a esprimersi solo sulle circostanze significative, atte a influire in qualche maniera sul giudizio di merito e non su ogni asserzione delle parti (DTF 133 I 270 consid. 3.1). Queste esigenze sono rispettate nella fattispecie, avendo la Corte cantonale ampiamente esposto le argomentazioni sulla base delle quali ha fondato il suo giudizio. 3.2 Le parti hanno inoltre il diritto di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere, di massima non oralmente (DTF 134 I 140 consid. 5.3), sulle relative risultanze, nella misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 131 I 153 consid. 3). 3.2.1 La critica del ricorrente, circa il mancato esperimento di un sopralluogo da parte della Corte cantonale allo scopo di accertare l'asserita inesattezza del piano da lui prodotto, è infondata. In effetti, nel gravame al Tribunale amministrativo egli ha chiesto di effettuarlo "solo se ritenuto necessario dal Tribunale", mentre il Comune in quella sede lo ha semplicemente indicato quale mezzo di prova, senza specificarne oltre la necessità. Sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove (al riguardo vedi DTF 134 I 140 consid. 5.3; 131 I 153 consid. 3) l'autorità cantonale poteva quindi rinunciare ad assumerlo. Essa ha infatti ricordato d'averlo esperito nel 2007, con la partecipazione di un giudice che ha presieduto la Corte giudicante nel 2009. Non si è quindi in presenza dell'accennato diniego di giustizia, né di una disparità di trattamento nei confronti del Comune. 3.2.2 Dalla decisione impugnata non risulta d'altra parte che il Tribunale amministrativo si sarebbe fondato su fotografie del 1993 inoltrate dal Comune, sulle quali il ricorrente non avrebbe potuto esprimersi. Tale vizio sarebbe comunque stato sanato dinanzi al Tribunale federale, che su richiesta gli ha trasmesso il verbale del sopralluogo del 2007 e le relative fotografie. Queste, come altri atti inerenti a una pretesa approvata sostituzione dei pali della tettoia nel 1987, asseritamente ritrovati dal ricorrente soltanto nel maggio 2009, per i motivi esposti non sono del resto decisivi. Al riguardo, il ricorrente disattende inoltre che, conformemente all'art. 99 cpv. 1 LTF, dinanzi al Tribunale federale, giudice del diritto e non dei fatti, possono essere prodotti fatti e mezzi di prova nuovi soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore, ciò che non è il caso in concreto, come nemmeno il ricorrente sostiene (DTF 135 V 194 consid. 3.2.2; 134 V 223 consid. 2.2.1; 133 IV 342 consid. 2.1; cfr. anche DTF 135 I 19 consid. 2.2). La sua richiesta del 26 giugno 2009 di restituzione del termine per poter produrre nuovi documenti dev'essere pertanto respinta. 3.3 Anche il mancato interrogatorio delle parti, per sapere se il manufatto litigioso sia o no stato eretto legalmente, non lede il diritto di essere sentito, ritenuto che la questione della sua legalità è stata lasciata aperta dalla Corte cantonale e non dev'essere pertanto esaminata. Neppure la mancata acquisizione agli atti di una planimetria dell'Ufficio catastale, sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove, viola il diritto di essere sentito, determinante essendo la circostanza che il manufatto non rispetta le distanze dal campo stradale e che la normativa comunale non prevede un diritto di rifabbricare. Del resto, il ricorrente non contesta tanto una carenza di motivazione quanto la circostanza che il Comune prima e la Corte cantonale poi non hanno seguito le sue argomentazioni. Egli critica quindi la valutazione delle prove, che in concreto tuttavia non è avvenuta in maniera arbitraria: né essa lo è nel risultato (DTF 133 I 149 consid. 3.1). L'arbitrio non si realizza infatti per il semplice fatto che le conclusioni dell'autorità non corrispondono a quelle del ricorrente (DTF 116 Ia 85 consid. 2b) o ad altre, altrettanto sostenibili o addirittura migliori (DTF 129 I 8 consid. 2.1). 3.4 Il ricorrente, insistendo sul fatto che i lavori litigiosi potrebbero essere approvati nel quadro di una procedura di notifica e che la richiesta di ampliare la tettoia formulata dinanzi al Tribunale amministrativo rientrerebbe nella nozione di modifica di poco conto, disattende che la normativa comunale non prevede il diritto di rifabbricare e che il ritenuto ampliamento, lesivo del diritto cantonale, non può essere autorizzato. In siffatte circostanze, la questione di sapere se debba essere negato anche per motivi di protezione della salute pubblica, poiché la tettoia servirebbe pure quale deposito di rottami arrugginiti o di materiali non ritenuti inquinanti non dev'essere esaminata. 3.5 Certo, il ricorrente sostiene, in maniera del tutto generica e per la prima volta dinanzi al Tribunale federale, che la normativa comunale, non prevedendo il diritto di rifabbricare, lederebbe la garanzia della proprietà (art. 26 cpv. 1 Cost.). Al riguardo, contrariamente a quanto accertato in maniera vincolante nel giudizio impugnato, adduce che si sarebbe in presenza di modifiche di poco conto e che ai prospettati lavori di manutenzione non si opporrebbero interessi pubblici. Quest'ultimo assunto non regge, ritenuto che l'interesse pubblico al rispetto delle norme sulle distanze dalle strade è manifesto. Egli ammette d'altra parte, che il rinforzamento dei pali di sostegno comporterebbe dapprima il loro allontanamento e una loro "parziale demolizione", ciò che contrasta con il divieto di rifabbricare. L'assunto, meramente appellatorio, secondo cui l'assenza a livello comunale del diritto di rifabbricare sfocerebbe nell'arbitrio, non regge, ricordato che i Cantoni e i Comuni hanno la facoltà, ma non l'obbligo, di garantire in maniera più ampia la protezione della situazione acquisita (al riguardo vedi DTF 113 I a 119 consid. 2a; cfr. PETER HÄNNI, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, 5a ed. 2008, pag. 338; SCOLARI, Commentario, n. 507 segg. all'art. 70 LALPT).