Citation: 8C_14/2019 E. 3.3

3.3. Le tesi del ricorrente sono inconsistenti. È lo stesso ricorrente a riconoscere che la legge ticinese sugli stipendi, in vigore dal 1° gennaio 2018, (RL 173.300) è stata adottata il 23 gennaio 2017. Mal si comprende come vi possa essere retroattività, dal momento che dagli accertamenti non manifestamente inesatti della Corte cantonale (art. 105 cpv. 1 LTF) l'entrata in servizio è avvenuta il 5 marzo 2018. Anche dalla giurisprudenza cantonale evocata egli non può dedurre alcunché (cfr. RDAT 1984 n. 21, 1994 n. 21 e I-2003 n. 9), siccome essa stabilisce che il diritto allo stipendio deve essere fatto dipendere dall'effettiva prestazione dell'attività lavorativa. Se mai questa circostanza conforta ulteriormente la scelta della Corte cantonale. Essa non ha pertanto applicato anticipatamente una normativa non entrata in vigore (in maniera impropria il ricorrente cita la sentenza 2P.23/2006 del 10 ottobre 2006 consid. 3.2). Per il resto, invano il ricorrente cerca di dimostrare una violazione dei diritti costituzionali nel giudizio impugnato. Sin dal momento della messa a concorso, tutti i candidati erano esplicitamente informati sull'applicazione della nuova legislazione salariale. La pronuncia cantonale non è in ogni caso insostenibile (art. 9 Cost.). Nemmeno è leso il precetto della parità di trattamento (art. 8 Cost.) con gli altri funzionari cantonali, che hanno iniziato il lavoro nel 2017, poiché effettivamente il ricorrente ha iniziato il proprio lavoro nel 2018, momento determinante per l'inizio del diritto allo stipendio. In definitiva, il giudizio cantonale resiste all'esame del Tribunale federale.