Citation: 4P.88/2001 13.08.2001 E. 3

3.- A mente della ricorrente tale decisione si fonda su di un accertamento dei fatti arbitrario (art. 9 Cost.). a) Giovi rammentare che, per giurisprudenza invalsa, in materia di valutazione delle prove il giudice cantonale del merito fruisce di un ampio margine di apprezzamento (DTF 118 Ia 144 consid. 1a); il Tribunale federale annulla la sentenza cantonale, per violazione dell'art. 9 Cost. , solo se il giudice abusa di tale potere e pronuncia una sentenza che appare - e ciò non solo nella sua motivazione, bensì anche nell'esito (DTF 122 I 61 consid. 3a con rinvii) - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesiva di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 124 I 208 consid. 4a con rinvii). In concreto queste condizioni non sono realizzate. b) La ricorrente censura in primo luogo l'accertamento secondo il quale i suoi sospetti sarebbero stati destati dalla cancellazione della data 29 giugno 1998 su di una fattura medica. Dalla testimonianza di B.________ emerge infatti che la sua attenzione è stata risvegliata da una semplice "incongruenza riscontrata sul documento di rilevazione". In realtà è proprio questa deposizione a rendere l'accertamento in questione più che sostenibile. La teste, che per conto della ricorrente esercita una sorta di supervisione sui collaboratori delle sezioni ticinesi, ha infatti dichiarato in modo estremamente chiaro di aver costatato, verosimilmente nella seconda metà del mese di luglio o durante il mese di settembre, che la data del 29 giugno 1998 era stata cambiata in quella del 1° luglio con una penna a sfera e "Tippex". Le ragioni che l'hanno indotta ad esaminare più da vicino proprio quella fattura non hanno alcuna importanza. c) Pure arbitrario sarebbe l'accertamento secondo il quale, a sostegno del licenziamento immediato, sarebbero state invocate sia la negligenza mostrata nel tassare una fattura con data sconosciuta che l'ammissione di avere manomesso tale fattura. Richiamandosi a due testimonianze e un documento, la ricorrente afferma che solo l'ammissione di responsabilità da parte della resistente sarebbe stata determinante. Essa pare non rendersi conto del fatto che i giudici cantonali non hanno dedotto i comportamenti addebitati alla dipendente - ovvero "le circostanze invocate a sostegno del licenziamento in tronco" - dall'insieme degli elementi di prova agli atti, bensì li hanno puntualmente accertati sulla scorta della lettera di licenziamento redatta dalla ricorrente medesima il 25 novembre 1998. Le circostanze menzionate nella sentenza impugnata corrispondono perfettamente al tenore della disdetta immediata. d) Infine la ricorrente taccia di arbitrario anche l'accertamento secondo il quale il coinvolgimento personale della dipendente nella manomissione della fattura medica sembrerebbe esserle stato noto già il 3 settembre 1998; la dipendente avrebbe infatti confessato solo durante il colloquio del 25 novembre 1998. Anche quest'ultima critica è manifestamente infondata. D'un canto l'ipotesi formulata dai giudici ticinesi a proposito delle conoscenze della ricorrente si riferisce ad entrambe le circostanze indicate nella lettera di licenziamento e non solo al "coinvolgimento personale" della resistente. Dall'altro detta ipotesi va messa in relazione con il passaggio successivo della sentenza impugnata, dove si legge che la ricorrente ha ammesso di aver saputo dell' estraneità del medico nella falsificazione della fattura e di avere quindi iniziato a sospettare dell'istante e a considerare la disdetta del contratto di lavoro già a partire dall'inizio del mese di ottobre. Questi accertamenti complementari, che la ricorrente non contesta affatto benché determinanti per il giudizio d'appello, rendono del tutto sostenibile l'ipotesi formulata dall'autorità cantonale.