Citation: 2A.561/2004 21.10.2004 E. B

Detta decisione è stata confermata su ricorso dalla Camera per l'avvocatura e il notariato del Tribunale d'appello del Cantone Ticino con sentenza del 20 agosto 2004. Respinte le censure relative alla pretesa incostituzionalità dello Statuto dell'Ordine degli avvocati e alla lamentata disattenzione, sotto diversi aspetti, della Costituzione (rispetto del segreto professionale; obbligo di produrre gli atti; diritto di essere sentito; accertamento errato dei fatti; diniego di giustizia) nonché dell'art. 6 CEDU, la Camera per l'avvocatura ha osservato che la cliente dell'insorgente, nell'ambito del procedimento di modifica della sentenza di divorzio che l'opponeva all'ex marito, non aveva ricevuto alcuna informazione sui ricorsi inoltrati sia in sede cantonale sia dinanzi al Tribunale federale, sui costi che ne erano derivati e sui rischi. La segnalazione del 16 settembre 2003 manifestava infatti in modo inequivocabile una perdurante carenza d'informazioni dettagliate e corrette sull'evolversi del mandato e sulle questioni determinanti della pratica. Tale modo di procedere disattendeva manifestamente gli art. 12 lett. a e i LLCA, 11 LAvv, 3 e 11 CAvv. La Corte cantonale ha poi rilevato che tenuto conto della gravità delle trasgressioni di ordine deontologiche commesse, l'ammontare della multa risultava del tutto proporzionato. Infine, ha negato all'insorgente il beneficio dell'assistenza giudiziaria, siccome il gravame sottopostole non presentava sin dall'inizio probabilità di esito favorevole.