Citation: 4A_272/2008 25.11.2008 E. 5

Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente insorge contro l'affermazione secondo cui non sarebbe stato contestato che nei rapporti con la banca B.________ C.________ aveva agito a nome proprio e non a nome di CMA (5.1), sostiene che l'agire di C.________ quale rappresentante diretto avrebbe in ogni caso dovuto essere presunto, vista la sua funzione in seno alla cassa malati e l'entità dell'affare (5.2) e, infine critica l'interpretazione del comportamento di C.________ secondo il principio dell'affidamento effettuata dai giudici ticinesi, prevalendosi in particolare della violazione dell'art. 8 CC (5.3). Gli argomenti della ricorrente sono destinati all'insuccesso. 5.1 L'affermazione contestata attiene ai fatti, e più precisamente ai cosiddetti fatti procedurali (sentenza 4A_251/2007 del 6 dicembre 2007 consid. 4.1), che possono essere censurati soltanto entro i limiti e con le argomentazioni descritte al consid. 2.2. Ora, definire genericamente un accertamento di fatto "del tutto privo di fondamento", come fa la ricorrente, è certamente motivazione insufficiente. 5.2 La presunzione invocata dalla ricorrente - contraria a quella enunciata dalla Corte ticinese, secondo la quale una parte conclude di regola affari in nome proprio e per proprio conto, invero non così scontata (cfr. Roger Zäch in Berner Kommentar, n. 181 e 186 ad art. 32 CO) - non trova nessun riscontro né in dottrina né in giurisprudenza. L'unico commentatore ch'essa cita (Zäch, op. cit., n. 183 ad art. 32 CO) menziona d'altronde il ruolo usuale del rappresentante e l'oggetto del contratto solo tra gli indizi interpretativi a favore della rappresentanza, senza dedurne una presunzione vera e propria. 5.3 Ma, soprattutto, l'argomentazione ricorsuale si rivela infondata perché, come rilevato dall'opponente, in concreto non sono dati i presupposti per procedere all'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 CO e per l'interpretazione normativa (secondo il principio dell'affidamento) del comportamento dell'asserito rappresentante. 5.3.1 Ciò rende d'acchito inconferente la censura fondata sull'art. 8 CC, che i giudici cantonali avrebbero violato negando l'esistenza di prove suscettibili di dimostrare che la volontà di C.________ di agire quale rappresentante dell'assicurazione era desumibile dalle circostanze. Giovi comunque abbondanzialmente osservare che la ricorrente travisa la portata dell'art. 8 CC. Questa norma regola, per tutti i rapporti giuridici retti dal diritto civile federale, la ripartizione dell'onere probatorio e, pertanto, le conseguenze dell'assenza di ogni prova (DTF 130 III 321 consid. 3.1 pag. 323); essa non disciplina per contro l'apprezzamento probatorio (DTF citato; 127 III 519 consid. 2a pag. 522 con rinvii). 5.3.2 L'interpretazione normativa è esclusa perché dai fatti accertati dalle autorità giudiziarie cantonali emerge inequivocabilmente che C.________ ha aperto il conto "CMA" presentandosi quale rappresentante indiretto di CMA (DTF 132 III 268 consid. 2.3.2 pag. 274). 5.3.2.1 È stato in particolare accertato che, con il consenso di CMA, la quale aveva esplicitamente approvato l'apertura del conto secondo queste modalità, C.________ ha chiesto alla banca di aprire la rubrica denominata "CMA" a suo nome, su di una relazione bancaria intestata a lui personalmente, e non a nome di CMA. La ricorrente contesta questi accertamenti per il motivo che C.________, sentito quale teste, avrebbe negato entrambe le circostanze. A suo dire, sarebbero stati i funzionari della banca a fargli aprire una nuova rubrica sulla sua relazione bancaria personale e le modalità di apertura di tale rubrica non sarebbero mai state da lui discusse con CMA. Formulata in maniera generica e apodittica la censura, rivolta contro l'apprezzamento delle prove, che la ricorrente definisce arbitrario, manifestamente non è motivata in maniera conforme ai requisiti descritti al consid. 2.2. La decisione dei giudici ticinesi di ritenere inaffidabile la testimonianza di C.________, ovviamente interessato a sgravare la propria posizione, a fronte di quelle in senso contrario dei funzionari di banca e del direttore generale aggiunto di CMA all'epoca dei fatti, è a ogni modo del tutto sostenibile. 5.3.2.2 La contestazione mossa dalla ricorrente contro l'accertamento secondo cui CMA aveva autorizzato C.________ a procedere come da lui suggerito è comunque anche poco seria se si considera che tale accertamento si basa sulla deposizione dell'allora direttore generale aggiunto di CMA. Certo, l'accordo all'apertura del conto secondo le note modalità era stato dato sulla base dell'informazione fallace per cui la regolamentazione italiana impediva l'apertura di un conto intestato direttamente a CMA, ma questo non influisce sulla questione della rappresentanza. Qualunque sia stato il motivo che l'ha indotta a prendere tale decisione, resta il fatto che CMA ha accettato che C.________ agisse quale suo rappresentante indiretto nei confronti della banca. 5.3.2.3 Che lei per prima non si sia mai considerata partner contrattuale della banca lo dimostra infine anche il fatto che, nei sei anni successivi all'apertura della nota rubrica, CMA non ha mai preso contatto con l'opponente, lasciando completa libertà a C.________ nella gestione del conto (cfr. DTF 100 II 200 consid. 8c pag. 213). 5.4 In conclusione, avendo C.________ agito quale rappresentante indiretto di CMA, merita di essere confermata la decisione dei giudici ticinesi di negare l'esistenza di un rapporto contrattuale diretto fra la banca e CMA e, di conseguenza, di respingere la richiesta di risarcimento in quanto fondata sulla violazione degli obblighi contrattuali da parte della banca.