Citation: 9C_196/2019 E. 5.2

5.2. Malgrado questa parziale capacità lavorativa residua, il Tribunale cantonale ha reputato che il ricorrente aveva da anni deliberatamente scelto di non svolgere più alcun tipo di attività lucrativa (né di assumere mansioni domestiche) per ragioni non di carattere medico. Da questo deriverebbe l'assenza di una qualsiasi perdita di guadagno e il rifiuto del diritto a una rendita d'invalidità. Il Tribunale cantonale si limita a rilevare come il ricorrente stesso nell'inchiesta economica a domicilio per le persone che si occupano dell'economia domestica effettuata nel marzo 2016 ha dichiarato di avere cercato invano un lavoro ma senza apportare alcuna prova delle sue ricerche. Ora, secondo la giurisprudenza, quando è stata esercitata un'attività lavorativa a tempo pieno per più anni prima del sorgere del danno alla salute (parzialmente) invalidante, occorrono indizi convincenti e tangibili per poter giungere alla nuova conclusione che il grado di occupazione sarebbe stato ridotto anche senza l'insorgere dei problemi valetudinari (p. es. sentenza 9C_559/2009 del 18 dicembre 2009 consid. 4). Di regola, si deve partire dal presupposto che l'attività lucrativa svolta da ultimo sarebbe continuata senza l'insorgere dell'invalidità, una deroga a questo principio è possibile ma l'onere della prova incombe all'amministrazione (sentenze 9C_129/2019 consid. 6.3 del 5 giugno 2019 e 9C_293/2019 consid. 4.3 del 23 luglio 2019). Nella fattispecie, il ricorrente ha lavorato a tempo pieno fino al 2000 quando ha smesso l'attività lucrativa per motivi medici, come lo comprovano il riconoscimento di una rendita sia pur limitata nel tempo fino al 31 dicembre 2003. In seguito ha continuato a presentare un'incapacità lavorativa parziale per gli stessi motivi medici esistenti, che si è protratta in ogni caso fino alla data della decisione amministrativa impugnata, prima di conoscere un aggravamento, come costatato dal Dott. B.________. Del resto, non si può sottacere che se il ricorrente non avesse vinto alla lotteria, il calcolo della perdita di guadagno nell'ambito della seconda rendita d'invalidità, sarebbe stato verosimilmente operato con il metodo ordinario del confronto dei redditi, come lo era stato nell'ambito della prima domanda di prestazioni, conclusasi nel giudizio del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino del 23 ottobre 2008 (incarto n. 32.2007.333). Il fatto che la moglie del ricorrente lavora in misura completa e che nella dichiarazione fiscale viene indicata l'assenza di reddito sono semplici constatazioni che riproducono la realtà fattuale della famiglia del ricorrente, ma che non sono idonee a giustificare, in assenza di altri indizi, la volontà di un ipotetico cambiamento del grado di occupazione. Alla luce di queste circostanze, l'accertamento del Tribunale cantonale sull'assenza di volontà da parte del ricorrente di svolgere un'attività lucrativa è da considerarsi arbitrario.