Citation: 1C_308/2019 E. 2.3

2.3. La Corte cantonale ne ha concluso che i ricorrenti, confrontati al divieto d'uso emanato dal Municipio il 22 luglio 2014, non erano pertanto tenuti a richiedere una (nuova) autorizzazione per continuare a usare il loro appartamento come abitazione secondaria, destinazione da considerare già autorizzata, l'Esecutivo comunale avendola negata loro a torto a distanza di 13 anni dall'acquisto dell'appartamento. Non ha reputato necessario rinviare gli atti al Municipio affinché emetta una nuova decisione volta ad autorizzare l'uso secondario della PPP in questione, facoltà che dev'essere riconosciuta ai condomini già in virtù della forza di cosa giudicata di cui beneficia la licenza edilizia del 27 marzo 2001. Ha aggiunto che l'attuale superamento del limite massimo di SUL utilizzabile secondo le NAPR come abitazione secondaria vieta un qualsiasi cambiamento di destinazione da abitazione primaria a secondaria, che aggraverebbe ulteriormente tale contrasto, mentre nulla si oppone a un eventuale passaggio dall'uso secondario a quello primario. Visto tale esito, la Corte cantonale non ha esaminato le ulteriori censure sollevate dagli insorgenti, in particolare se fossero dati gli estremi di un caso di rigore ai sensi dell'art. 30bis cpv. 2 lett. b NAPR.