Citation: 7B_319/2024 E. 2.2

2.2. Secondo l'art. 58 cpv. 1 CPP, la parte che intende chiedere la ricusazione di una persona che opera in seno a un'autorità penale deve presentare senza indugio la relativa domanda a chi dirige il procedimento non appena è a conoscenza del motivo di ricusazione; deve inoltre rendere verosimili i fatti su cui la fonda. Secondo la prassi, occorre agire nei giorni immediatamente seguenti alla conoscenza del motivo, di regola entro circa una settimana (sentenze 1B_253/2022 del 16 agosto 2022 consid. 2.2; 1B_502/2020 del 15 ottobre 2020 consid. 2.2; 1B_542/2019 del 6 gennaio 2020 consid. 2.1). La tardività della domanda comporta la decadenza del diritto di prevalersi ulteriormente del motivo di ricusa invocato (DTF 143 V 66 consid. 4.3; 140 I 271 consid. 8.4.3; 138 I 1 consid. 2.2). È infatti contrario alle regole della buona fede e al divieto dell'abuso di diritto mantenere in riserva la critica per poi sollevarla solo successivamente, qualora l'esito della procedura sia sfavorevole o l'interessato si renda conto che l'istruzione non segue il corso desiderato (DTF 139 III 120 consid. 3.2.1; 136 III 605 consid. 3.2.2; sentenza 1B_502/2020, citata, consid. 2.2). Spetta alla parte che invoca un motivo di ricusazione dimostrare di aver agito tempestivamente, in particolare per quanto riguarda il momento in cui il motivo è stato scoperto (sentenze 1B_163/2022 del 27 febbraio 2023 consid 3.1; 1B_497/2022 del 13 dicembre 2022 consid. 3.1; 1B_348/2022 dell'11 agosto 2022 consid. 3 e le sentenze citate). Il Tribunale federale ha stabilito che, quando l'accumulo di una serie di episodi è l'unica base per l'apparenza di parzialità, il fatto che il richiedente non possa reagire frettolosamente e debba aspettare per evitare il rischio che la domanda venga respinta dev'essere preso in considerazione nel valutare l'eventuale intempestività di una richiesta di ricusazione. È quindi possibile, in relazione a nuove circostanze scoperte, far valere fatti già noti se solo una valutazione complessiva permette di ammettere un motivo di ricusazione, anche se in considerazione di ogni singolo episodio la richiesta non fosse giustificata. Se più eventi insieme costituiscono l'unica base per una ricusazione, questa può essere richiesta quando, a parere dell'interessato, l'ultimo di questi eventi è la "goccia che fa traboccare il vaso". In tal caso, l'esame degli eventi passati, nell'ambito di una valutazione complessiva, è ammissibile solo nella misura in cui l'ultimo evento costituisca di per sé motivo di ricusazione o quantomeno un indizio a favore di un'apparenza di prevenzione (sentenze 1B_598/2022 del 30 dicembre 2022 consid. 2; 1B_305/2019 del 26 novembre 2019 consid. 3.4.2.1). Tuttavia, anche ritenendo che la parte che chiede la ricusazione di un giudice possa, nel sollevare il sospetto di parzialità, basarsi su una valutazione complessiva degli errori che possono essere stati commessi nel corso del procedimento, non si può tollerare che una ripetizione prolungata dell'accusa di parzialità appaia come un mezzo per esercitare pressioni sul giudice al fine di portarlo gradualmente a conformarsi esclusivamente alle opinioni della parte. Pertanto, il requisito temporale di cui all'art. 58 cpv. 1 CPP esclude che, avendo costruito una sorta di "dossier privato" sugli errori processuali commessi nel tempo dal magistrato in questione, la parte possa scegliere liberamente il momento in cui presentare la domanda di ricusazione (sentenza 1B_598/2022 del 30 dicembre 2022 consid. 2 e le numerose sentenze citate).