Document ID: 22006A1208(04)

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22006A1208(04)
Accordo sulla conservazione degli uccelli migratori dell’Africa-Eurasia
Gazzetta ufficiale n. L 345 del 08/12/2006 pag. 0026 - 0072
Accordosulla conservazione degli uccelli migratori dell’Africa-EurasiaLE PARTI CONTRAENTI,RICORDANDO che la Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica (1979) promuove le misure di cooperazione internazionale in vista della conservazione delle specie migratrici;RICORDANDO inoltre che nella prima riunione della conferenza delle parti alla Convenzione, tenutasi a Bonn nell’ottobre 1985, il segretariato della Convenzione è stato incaricato di adottare misure appropriate per l’elaborazione di un accordo sugli Anatidi del Paleartico occidentale;CONSIDERANDO che gli uccelli acquatici migratori costituiscono una parte importante della diversità biologica mondiale e, conformemente allo spirito della Convenzione sulla diversità biologica (1992) e dell’Agenda 21, dovrebbero essere conservati a beneficio delle generazioni presenti e future;CONSCE dei vantaggi economici, sociali, culturali e ricreativi derivanti dai prelievi di alcune specie di uccelli acquatici migratori e del valore ambientale, ecologico, genetico, scientifico, estetico, ricreativo, culturale, educativo, sociale ed economico degli uccelli acquatici migratori in generale;CONVINTE del fatto che qualsiasi prelievo di uccelli acquatici migratori dev’essere effettuato conformemente al principio dell’utilizzazione sostenibile, tenendo conto dello stato di conservazione della specie interessata sull’insieme dell’area di ripartizione nonché delle sue caratteristiche biologiche;CONSCE che gli uccelli acquatici migratori sono particolarmente vulnerabili poiché la loro migrazione avviene su lunghe distanze e sono dipendenti dalle reti di zone umide, la cui superficie diminuisce e che si degradano a causa delle attività umane non sostenibili, come sottolinea la Convenzione sulle zone umide d’importanza internazionale segnatamente come habitat degli uccelli acquatici e palustri (1971);RICONOSCENDO la necessità di adottare misure immediate per metter fine alla progressiva scomparsa di specie di uccelli acquatici migratori e dei loro habitat all’interno dello spazio geografico nel quale si iscrivono i sistemi di migrazione degli uccelli acquatici dell’Africa-Eurasia;CONVINTE che la conclusione di un accordo multilaterale e la sua attuazione attraverso misure coordinate e concertate contribuiranno in maniera significativa ad una conservazione efficace degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitat e avranno un’incidenza positiva su numerose altre specie di fauna e flora; eRICONOSCENDO che l’applicazione efficace di un simile accordo richiederà che venga fornito un aiuto a determinati Stati dell’area di ripartizione per la ricerca, la formazione e la sorveglianza delle specie migratrici di uccelli acquatici nonché dei loro habitat, per la gestione di tali habitat e per la costituzione o il miglioramento di istituzioni scientifiche e amministrative incaricate dell’attuazione dell’accordo,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo ICampo d’applicazione, definizioni e interpretazione1. Il campo d’applicazione geografico del presente accordo è costituito dalla zona in cui s’iscrivono i sistemi di migrazione degli uccelli acquatici dell’Africa-Eurasia, quale è definita nell’allegato 1 del presente accordo e qui di seguito denominata "zona dell’accordo".2. Ai fini del presente accordo:a) per "Convenzione" s’intende la Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica (1979);b) per "segretariato della Convenzione" s'intende l’organo istituito conformemente all’articolo IX della Convenzione;c) per "uccelli acquatici" s'intendono le specie di uccelli che dipendono, dal punto di vista ecologico, dalle zone umide durante una parte almeno del loro ciclo annuo, che hanno un’area di ripartizione situata interamente o parzialmente nella zona dell’accordo e che figurano nell’allegato 2 del presente accordo;d) per "segretariato dell'accordo" s’intende l’organo istituito conformemente all’articolo VI, paragrafo 7, lettera b), del presente accordo;e) per "parti contraenti" si intendono, salvo indicazione contraria del contesto, le parti al presente accordo;f) per "parti contraenti presenti e votanti" si intendono le parti presenti che abbiano espresso un voto favorevole o contrario; per il computo della maggioranza non viene tenuto conto delle parti che si astengono dal voto.Inoltre, le espressioni definite all’articolo I, paragrafo 1, lettere da a) a k), della Convenzione hanno, in quanto compatibili, lo stesso significato che nel presente accordo.3. Il presente accordo costituisce un accordo ai sensi dell’articolo IV, paragrafo 3, della Convenzione.4. Gli allegati del presente accordo ne sono parte integrante. Ogni riferimento all’accordo costituisce anche un riferimento ai suoi allegati.Articolo IIPrincipi fondamentali1. Le parti contraenti adottano misure coordinate per mantenere o ripristinare le specie di uccelli acquatici migratori in uno stato di conservazione favorevole. A tal fine prendono, nei limiti della loro giurisdizione nazionale, i provvedimenti prescritti nell’articolo III nonché le misure particolari previste nel piano d’azione di cui all’articolo IV del presente accordo.2. Nella messa in atto delle misure di cui al paragrafo 1, le parti contraenti devono tenere conto del principio di precauzione.Articolo IIIMisure generali di conservazione1. Le parti contraenti adottano misure destinate alla conservazione degli uccelli acquatici migratori, con un’attenzione particolare alle specie minacciate e a quelle il cui stato di conservazione è insufficiente.2. A tal fine, le parti contraenti:a) accordano agli uccelli acquatici migratori minacciati nella zona dell’accordo una protezione tanto rigorosa quanto quella prevista all’articolo III, paragrafi 4 e 5, della Convenzione;b) si assicurano che qualsiasi utilizzazione di uccelli acquatici migratori sia basata su una valutazione effettuata a partire dalle migliori conoscenze disponibili sull’ecologia di tali uccelli, e sia sostenibile per tali specie e per i sistemi ecologici da cui esse dipendono;c) identificano i siti e gli habitat degli uccelli acquatici migratori situati sul loro territorio e favoriscono la protezione, la gestione, il risanamento e il ripristino di tali siti in collaborazione con gli organi elencati nell’articolo IX, lettere a) e b), del presente accordo e interessati alla conservazione degli habitat;d) coordinano il loro impegno per fare in modo che una rete di habitat adeguati sia mantenuta o, se necessario, ripristinata in tutta l’area di ripartizione di ciascuna specie di uccelli acquatici migratori interessata, segnatamente nel caso in cui zone umide si estendano sul territorio di più di una parte al presente accordo;e) esaminano i problemi che si pongono o che possono verosimilmente porsi a causa delle attività umane e si impegnano a mettere in atto misure correttive, comprese quelle di ripristino e risanamento degli habitat, e misure compensatorie in caso di perdita di habitat;f) cooperano nelle situazioni d’urgenza che richiedono un intervento internazionale concertato e per identificare le specie di uccelli acquatici migratori più vulnerabili in simili situazioni; collaborano altresì sia all’elaborazione di procedure d’urgenza appropriate che permettano di accordare una maggiore protezione a tali specie in simili situazioni, sia alla preparazione di linee guida intese ad aiutare ciascuna delle parti contraenti interessate a far fronte a simili situazioni;g) vietano l’introduzione intenzionale nell’ambiente di specie non indigene di uccelli acquatici e adottano tutte le misure appropriate per prevenire l’immissione accidentale di tali specie se detta introduzione o immissione nuoce allo stato di conservazione della flora e della fauna selvatiche; qualora specie non indigene di uccelli acquatici siano già state introdotte, le parti contraenti prendono ogni provvedimento utile a impedire che tali specie diventino una minaccia potenziale per le specie indigene;h) avviano o sostengono ricerche sulla biologia e l’ecologia degli uccelli acquatici migratori, incluse l’armonizzazione della ricerca e dei metodi di monitoraggio continuo e, all’occorrenza, l’elaborazione di programmi comuni o di programmi di cooperazione che vertono sulla ricerca e il monitoraggio continuo;i) analizzano le proprie esigenze in termini di formazione, segnatamente per ciò che concerne i rilevamenti, il monitoraggio e la marcatura con anello degli uccelli acquatici migratori nonché la gestione delle zone umide, al fine di individuare i temi e gli ambiti prioritari in cui è necessaria la formazione e collaborano all’elaborazione e alla messa in atto di programmi di formazione appropriati;j) elaborano e portano avanti programmi di sensibilizzazione e comprensione dei problemi generali di conservazione delle specie di uccelli acquatici migratori nonché degli obiettivi e delle disposizioni particolari del presente accordo;k) provvedono allo scambio di informazioni e dei risultati dei programmi di ricerca, monitoraggio, conservazione ed educazione;l) cooperano al fine di prestarsi reciproca assistenza per l’attuazione dell’accordo, segnatamente per ciò che riguarda la ricerca e il monitoraggio.Articolo IVPiano d’azione e linee guida per la conservazione1. Un piano d’azione costituisce l’allegato 3 del presente accordo. Detto piano precisa i provvedimenti che le parti contraenti adottano in favore delle specie e delle questioni prioritarie, conformemente alle misure generali di conservazione previste all’articolo III del presente accordo, negli ambiti seguenti:a) conservazione delle specie;b) conservazione degli habitat;c) gestione delle attività umane;d) ricerca e monitoraggio;e) educazione e informazione;f) misure di attuazione.2. Il piano d’azione è esaminato durante ogni sessione ordinaria della conferenza delle parti, tenendo conto delle linee guida per la conservazione.3. Ogni emendamento al piano d’azione è adottato dalla conferenza delle parti, tenuto conto delle disposizioni dell’articolo III del presente accordo.4. Le linee guida per la conservazione sono sottoposte, per adozione, alla conferenza delle parti durante la sua prima riunione e vengono riesaminate periodicamente.Articolo VAttuazione e finanziamento1. Ciascuna parte contraente:a) designa la o le autorità incaricata/e dell’attuazione del presente accordo che, tra l’altro, provvede/provvedono al monitoraggio di tutte le attività suscettibili di avere un impatto sullo stato di conservazione delle specie di uccelli acquatici migratori, rispetto alle quali la parte in questione è uno Stato dell’area di ripartizione;b) designa un punto di contatto per le altre parti e ne comunica tempestivamente il nome e l’indirizzo al segretariato dell’accordo che, a sua volta, li trasmette senza indugio alle altre parti contraenti;c) prepara, per ogni sessione ordinaria della conferenza delle parti a partire dalla seconda, un rapporto concernente l’attuazione dell’accordo, con riferimento segnatamente alle misure di conservazione adottate. La struttura di tale rapporto è stabilita durante la prima sessione della conferenza delle parti ed è riveduta, se necessario, in occasione di una sessione ulteriore della conferenza delle parti. Ciascun rapporto è sottoposto al segretariato dell’accordo al più tardi centoventi giorni prima dell’apertura della sessione ordinaria della conferenza delle parti per la quale è stato preparato; una copia è immediatamente trasmessa dal segretariato dell’accordo alle altre parti contraenti.2. a) Ciascuna parte contraente contribuisce al bilancio dell’accordo secondo un criterio di ripartizione stabilito dalle Nazioni Unite. Nessuna parte contraente che costituisca uno Stato dell’area di ripartizione può essere chiamata a fornire un contributo superiore al 25 per cento del bilancio totale. Nessuna organizzazione d’integrazione economica regionale può essere obbligata a fornire un contributo superiore al 2,5 per cento delle spese amministrative.b) Le decisioni relative al bilancio nonché le eventuali modifiche del criterio’di ripartizione dei contributi sono adottate dalla conferenza delle parti per consenso.3. La conferenza delle parti può istituire un fondo per la conservazione, alimentato sulla base di contributi volontari delle parti contraenti o di qualsiasi altra fonte, allo scopo di finanziare il monitoraggio, la ricerca, la formazione nonché progetti concernenti la conservazione, la protezione e la gestione degli uccelli acquatici migratori.4. Le parti contraenti sono invitate a fornire un sostegno in materia di formazione nonché un’assistenza tecnica e finanziaria alle altre parti su una base multilaterale o bilaterale, al fine di aiutarle a mettere in atto le disposizioni del presente accordo.Articolo VIConferenza delle parti1. La conferenza delle parti costituisce l’organo deliberante del presente accordo.2. Il depositario convoca, previa consultazione del segretariato della Convenzione, una riunione della conferenza delle parti al più tardi entro un anno dall’entrata in vigore del presente accordo. Successivamente, il segretariato dell’accordo convoca, d’intesa con il segretariato della Convenzione, sessioni ordinarie della conferenza delle parti a intervalli di tre anni al massimo, salvo decisione contraria della conferenza delle parti. Nella misura del possibile, tali sessioni dovrebbero tenersi in occasione delle riunioni ordinarie della conferenza delle parti alla Convenzione.3. Su richiesta scritta di almeno un terzo delle parti contraenti, il segretariato dell’accordo convoca una sessione straordinaria della conferenza delle parti.4. Le Nazioni Unite, le sue agenzie specializzate, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ogni Stato che non è parte contraente del presente accordo nonché i segretariati delle convenzioni internazionali interessate, fra l’altro, alla conservazione degli uccelli acquatici, ivi comprese la loro protezione e gestione, possono essere rappresentati alle sessioni della conferenza delle parti da osservatori. Qualsiasi organismo o istituzione tecnicamente qualificato/a negli ambiti summenzionati o nella ricerca sugli uccelli acquatici migratori può ugualmente essere rappresentato/a alle sessioni della conferenza delle parti da osservatori, salvo che almeno un terzo delle parti contraenti presenti vi si opponga.5. Solo le parti contraenti hanno diritto di voto. Ciascuna parte dispone di un solo voto, ma le organizzazioni d’integrazione economica regionale che sono parte al presente accordo esercitano, nei settori di loro competenza, il loro diritto di voto con un numero di suffragi uguale al numero dei loro Stati membri che sono parte del presente accordo. Un’organizzazione d’integrazione economica regionale non esercita il proprio diritto di voto se i suoi Stati membri esercitano il loro, e viceversa.6. Se non disposto diversamente dal presente accordo, le decisioni della conferenza delle parti sono adottate per consenso o, se quest’ultimo non può essere ottenuto, a maggioranza dei due terzi delle parti contraenti presenti e votanti.7. Nel corso della prima sessione, la conferenza delle parti:a) adotta, per consenso, il proprio regolamento interno;b) provvede a istituire il segretariato dell’accordo in seno al segretariato della Convenzione al fine di adempiere le funzioni elencate nell’articolo VIII del presente accordo;c) istituisce il comitato tecnico previsto nell’articolo VII del presente accordo;d) adotta un modello di presentazione dei rapporti che saranno preparati conformemente all’articolo V, paragrafo 1, lettera c), del presente accordo;e) adotta criteri per determinare le situazioni d’urgenza che richiedono misure di conservazione tempestive e per determinare le modalità di ripartizione dei compiti per la messa in atto di dette misure.8. Nel corso di ciascuna sessione ordinaria, la conferenza delle parti:a) prende in considerazione le modificazioni reali e potenziali dello stato di conservazione degli uccelli acquatici migratori e degli habitat importanti per la loro sopravvivenza, nonché i fattori che possano danneggiare tali specie e habitat;b) passa in rassegna i progressi compiuti e tutte le difficoltà incontrate nell’applicazione del presente accordo;c) adotta un bilancio preventivo ed esamina ogni questione relativa alle disposizioni finanziarie del presente accordo;d) tratta ogni aspetto relativo al segretariato dell’accordo e alla composizione del comitato tecnico;e) adotta un rapporto che sarà trasmesso alle parti all’accordo, nonché alla conferenza delle parti alla Convenzione;f) decide in merito alla data e al luogo della sessione successiva.9. Durante ciascuna sessione, la conferenza delle parti può:a) presentare raccomandazioni alle parti contraenti, qualora lo ritenga necessario o opportuno;b) adottare misure specifiche per migliorare l’efficacia dell’accordo e, se necessario, misure d’urgenza ai sensi dell’articolo VII, paragrafo 4;c) esaminare le proposte di emendamento all’accordo e decidere in merito;d) emendare il piano d’azione conformemente alle disposizioni dell’articolo IV, paragrafo 3, del presente accordo;e) istituire organi sussidiari allorché lo ritenga necessario ai fini dell’attuazione del presente accordo, segnatamente per stabilire un coordinamento con gli organi costituiti nell’ambito di altri trattati, convenzioni o accordi internazionali quando vi sono sovrapposizioni geografiche o tassonomiche;f) decidere in merito a qualsiasi altra questione relativa all’applicazione del presente accordo.Articolo VIIComitato tecnico1. Il comitato tecnico si compone di:a) nove esperti che rappresentano diverse regioni della zona dell’accordo, secondo una ripartizione geografica equilibrata;b) un rappresentante dell’Unione internazionale per la conservazione della natura e delle sue risorse (UICN), dell’Ufficio internazionale per le ricerche sugli uccelli acquatici e palustri (UIRUA) e un rappresentante del Consiglio internazionale della caccia e della conservazione della selvaggina (CIC);c) un esperto di ciascuno dei settori seguenti: economia rurale, gestione della selvaggina, diritto ambientale.Le modalità di designazione degli esperti, la durata del loro mandato e le modalità di designazione del presidente del comitato tecnico sono decise dalla conferenza delle parti. Il presidente può ammettere al massimo quattro osservatori di organizzazioni internazionali specializzate, governative e non governative.2. Sempre che la conferenza delle parti non decida altrimenti, le riunioni del comitato tecnico sono convocate dal segretariato dell’accordo; tali riunioni si tengono in occasione di ogni sessione ordinaria della conferenza delle parti e almeno una volta tra le sessioni ordinarie della conferenza delle parti.3. Il comitato tecnico:a) fornisce valutazioni scientifiche e tecniche nonché informazioni alla conferenza delle parti e, per il tramite del segretariato dell’accordo, alle parti contraenti;b) elabora raccomandazioni per la conferenza delle parti in merito al piano d’azione, all’applicazione dell’accordo e a qualsiasi ricerca ulteriore che occorra intraprendere;c) prepara, per ogni sessione ordinaria della conferenza delle parti, un rapporto d’attività che viene sottoposto al segretariato dell’accordo almeno centoventi giorni prima dell’apertura di detta sessione; una copia del rapporto è immediatamente trasmessa alle parti contraenti dal segretariato dell’accordo;d) svolge ogni altro compito che gli sarà affidato dalla conferenza delle parti.4. Quando, secondo l’opinione del comitato tecnico, si verifica una situazione d’urgenza che richiede l’adozione di misure immediate al fine di evitare un deterioramento dello stato di conservazione di una o più specie di uccelli acquatici migratori, detto comitato può chiedere al segretariato dell’accordo di riunire d’urgenza le parti contraenti interessate. Le parti si riuniscono appena possibile per istituire rapidamente un meccanismo in grado di proteggere le specie individuate come oggetto di una minaccia particolarmente grave. Quando una raccomandazione è adottata nel corso di una riunione d’urgenza, le parti contraenti interessate si informano a vicenda e informano il segretariato dell’accordo delle misure adottate in vista della sua applicazione, oppure sulle ragioni che ne hanno impedito l’applicazione.5. Il comitato tecnico può istituire, nella misura del necessario, gruppi di lavoro con mansioni particolari.Articolo VIIISegretariato dell’accordoIl segretariato dell’accordo svolge le seguenti funzioni:a) provvede all’organizzazione e fornisce i servizi necessari allo svolgimento delle sessioni della conferenza delle parti nonché delle riunioni del comitato tecnico;b) mette in atto le decisioni trasmessegli dalla conferenza delle parti;c) promuove e coordina, conformemente alle decisioni della conferenza delle parti, le attività intraprese nell’ambito dell’accordo, compreso il piano d’azione;d) assicura il collegamento tra gli Stati dell’area di ripartizione che non sono parti del presente accordo, agevola il coordinamento fra le parti contraenti e le organizzazioni internazionali e nazionali le cui attività sono direttamente o indirettamente attinenti alla conservazione nonché alla protezione e gestione degli uccelli acquatici migratori;e) raccoglie e valuta le informazioni che permettono di meglio raggiungere gli obiettivi e che favoriscono l’attuazione dell’accordo, nonché adotta tutte le disposizioni al fine di diffondere tali informazioni in modo adeguato;f) richiama l’attenzione della conferenza delle parti su ogni questione attinente agli obiettivi del presente accordo;g) trasmette a ciascuna parte contraente, almeno sessanta giorni prima dell’apertura di ogni sessione ordinaria della conferenza delle parti, una copia dei rapporti delle autorità di cui all’articolo V, paragrafo 1, lettera a), del presente accordo, del rapporto del comitato tecnico nonché dei rapporti che è tenuto a fornire in applicazione della lettera h) del presente articolo;h) prepara ogni anno e per ogni sessione ordinaria della conferenza delle parti rapporti sui lavori del segretariato e sull’attuazione dell’accordo;i) assicura la gestione del bilancio dell’accordo nonché del suo fondo per la conservazione, nel caso in cui quest’ultimo venga istituito;j) fornisce informazioni destinate al pubblico e relative all’accordo e ai suoi obiettivi;k) esercita ogni altra funzione che gli sia attribuita in virtù dell’accordo o dalla conferenza delle parti.Articolo IXRelazioni con gli organismi internazionali che si occupano degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitatIl segretariato dell’accordo consulta:a) periodicamente il segretariato della Convenzione e, all’occorrenza, gli organi incaricati delle funzioni di segretariato in virtù degli accordi conclusi in applicazione dell’articolo IV, paragrafi 3 e 4, della Convenzione e attinenti agli uccelli acquatici migratori, nonché ai sensi della Convenzione sulle zone umide d’importanza internazionale segnatamente come habitat degli uccelli acquatici e palustri (1971), della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (1973), della Convenzione africana sulla conservazione della natura e delle sue risorse naturali (1968), della Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente in Europa (1979) e della Convenzione sulla diversità biologica (1992), affinché la conferenza delle parti cooperi con le parti a dette convenzioni per quanto riguarda tutte le questioni di interesse comune e segnatamente per quanto attiene all’elaborazione e all’applicazione del piano d’azione;b) i segretariati di altre convenzioni e strumenti internazionali pertinenti, per quanto riguarda questioni di interesse comune;c) le altre organizzazioni competenti nell’ambito della conservazione, della protezione e della gestione degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitat, nonché nell’ambito della ricerca, dell’educazione e della sensibilizzazione.Articolo XEmendamento dell’accordo1. Il presente accordo può essere emendato in qualsiasi sessione ordinaria o straordinaria della conferenza delle parti.2. Ogni parte contraente può formulare proposte di emendamento.3. Il testo di ciascuna proposta di emendamento, corredato delle motivazioni, è comunicato almeno centocinquanta giorni prima dell’apertura della sessione al segretariato dell’accordo che, a sua volta, lo trasmette senza indugio alle parti contraenti. Qualunque osservazione da parte di queste ultime deve essere presentata al segretariato almeno sessanta giorni prima dell’inizio della sessione. Il più presto possibile dopo la scadenza di questo termine, il segretariato trasmetterà alle parti contraenti tutte le osservazioni pervenutegli entro tale data.4. Un emendamento al presente accordo, diverso da un emendamento agli allegati, è adottato a maggioranza dei due terzi delle parti contraenti presenti e votanti ed entra in vigore per le parti che l’hanno accettato il trentesimo giorno successivo alla data in cui i due terzi delle parti all’accordo hanno depositato il rispettivo strumento di approvazione dell’emendamento presso il depositario. Per ogni parte che deposita uno strumento d’approvazione dopo la data in cui i due terzi delle parti hanno depositato il loro strumento d’approvazione, tale emendamento entra in vigore il trentesimo giorno dopo la data in cui essa ha depositato detto strumento.5. Ogni nuovo allegato nonché ogni emendamento degli allegati sono adottati a maggioranza dei due terzi delle parti contraenti presenti e votanti ed entrano in vigore per tutte le parti il novantesimo giorno dopo la loro adozione da parte della conferenza delle parti, ad eccezione delle parti contraenti che abbiano espresso riserve ai sensi del paragrafo 6 del presente articolo.6. Durante i novanta giorni previsti dal paragrafo 5 del presente articolo, le parti contraenti possono formulare riserve in merito a un nuovo allegato o a un emendamento a un allegato mediante notificazione scritta al depositario. Tale riserva può essere ritirata in ogni momento mediante notificazione scritta al depositario; il nuovo allegato o l’emendamento entra allora in vigore per detta parte contraente il trentesimo giorno dopo la data del ritiro della riserva.Articolo XIRipercussioni dell’accordo su convenzioni internazionali e altri atti normativi1. Le disposizioni del presente accordo non pregiudicano i diritti e gli obblighi contratti dalle parti contraenti in forza di trattati, convenzioni o accordi internazionali preesistenti.2. Le disposizioni del presente accordo non pregiudicano il diritto delle parti contraenti di mantenere o adottare misure più severe per la conservazione degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitat.Articolo XIIComposizione delle controversie1. Qualsiasi controversia fra due o più parti contraenti in merito all’interpretazione o all’applicazione delle disposizioni del presente accordo deve essere oggetto di negoziati tra le parti in causa.2. Ove non sia possibile risolvere la controversia nel modo indicato nel paragrafo 1 del presente articolo, le parti contraenti possono, di comune accordo, sottoporre la controversia ad arbitrato, in particolare a quello della Corte permanente di arbitrato dell’Aia. La decisione arbitrale è vincolante per le parti in causa.Articolo XIIIFirma, ratifica, accettazione, approvazione, adesione1. Il presente accordo può essere firmato da ogni Stato dell’area di ripartizione, sia che le zone sottoposte alla sua giurisdizione facciano o meno parte della zona dell’accordo, nonché dalle organizzazioni d’integrazione economica regionale di cui almeno uno dei membri sia uno Stato dell’area di ripartizione, mediante:a) firma senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione; oppureb) firma con riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, seguita da ratifica, accettazione o approvazione.2. Il presente accordo è aperto alla firma all’Aia sino alla data dell’entrata in vigore.3. Il presente accordo è aperto all’adesione di ogni Stato dell’area di ripartizione e delle organizzazioni d’integrazione economica regionale menzionate nel paragrafo 1 di cui sopra a decorrere dalla data della sua entrata in vigore.4. Gli strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione sono depositati presso il depositario del presente accordo.Articolo XIVEntrata in vigore1. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del terzo mese successivo alla data in cui quattordici Stati dell’area di ripartizione od organizzazioni d’integrazione economica regionale, di cui almeno sette dell’Africa e sette dell’Eurasia, l’avranno firmato senza riserve di ratifica, di accettazione o di approvazione, o avranno depositato il proprio strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione, conformemente all’articolo XIII del presente accordo.2. Per ogni Stato dell’area di ripartizione od ogni organizzazione d’integrazione economica regionale che:a) firmi il presente accordo senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione; oppureb) lo ratifichi, lo accetti o lo approvi; oppurec) vi aderisca dopo la data in cui il numero degli Stati dell’area di ripartizione e delle organizzazioni d’integrazione economica regionale necessario per l’entrata in vigore l’ha firmato senza riserva, oppure, se del caso, l’ha ratificato, accettato o approvato, il presente accordo entra in vigore il primo giorno del terzo mese successivo alla data della firma senza riserva o del deposito, da parte di detto Stato o di detta organizzazione, del suo strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione.Articolo XVRiservePer le disposizioni del presente accordo non sono ammesse riserve generali. Tuttavia, ogni Stato od organizzazione d’integrazione economica regionale può, all’atto della firma senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, oppure, a seconda dei casi, all’atto del deposito del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, presentare una specifica riserva in merito a qualsiasi specie oggetto dell’accordo o a qualsiasi disposizione particolare del piano d’azione. Tale riserva può essere ritirata in qualsiasi momento dallo Stato o dall’organizzazione che l’ha presentata mediante notificazione scritta al depositario. Detto Stato o detta organizzazione è vincolato/a alle disposizioni oggetto della riserva soltanto trenta giorni dopo la data del ritiro di tale riserva.Articolo XVIDenunciaOgni parte contraente può denunciare in qualsiasi momento il presente accordo mediante notificazione scritta al depositario. La denuncia ha effetto dodici mesi dopo la data di ricevimento della notificazione da parte del depositario.Articolo XVIIDepositario1. L’originale del presente accordo, redatto in arabo, francese, inglese e russo, ciascun testo facente ugualmente fede, è depositato presso il governo del Regno dei Paesi Bassi, che funge da depositario. Di ciascuna di queste versioni il depositario trasmetterà copia certificata conforme a tutti gli Stati e a tutte le organizzazioni d’integrazione economica regionale menzionati all’articolo XIII, paragrafo 1, del presente accordo, nonché al segretariato dell’accordo dopo che sarà stato costituito.2. Non appena il presente accordo entrerà in vigore, il depositario ne trasmetterà copia certificata conforme al segretariato delle Nazioni Unite per la registrazione e la pubblicazione, conformemente all’articolo 102 dello statuto delle Nazioni Unite.3. Il depositario informa ogni Stato e ogni organizzazione d’integrazione economica regionale firmatari del presente accordo o che vi hanno aderito, nonché il segretariato dell’accordo per quanto concerne:a) le firme;b) il deposito di strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione;c) la data dell’entrata in vigore del presente accordo, di ogni nuovo allegato nonché di ogni emendamento all’accordo o ai suoi allegati;d) qualsiasi riserva in merito a un nuovo allegato o a un emendamento a un allegato;e) ogni notificazione di ritiro delle riserve;f) ogni notificazione di denuncia del presente accordo.Il depositario trasmette a ogni Stato e a ogni organizzazione d’integrazione economica regionale firmatari del presente accordo o che vi hanno aderito, nonché al segretariato dell’accordo, il testo di qualsiasi riserva, di qualsiasi nuovo allegato e di qualsiasi emendamento all’accordo o ai suoi allegati.In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente accordo.Fatto all’Aia il sedici di giugno dell’anno mille nove cento novantacinque.--------------------------------------------------ALLEGATO 1DEFINIZIONE DELLA ZONA DELL’ACCORDOI limiti della zona dell’accordo sono definiti nel modo seguente: dal Polo Nord verso sud lungo il 130° di longitudine ovest sino al 75° di latitudine nord; da lì verso est e sud-est attraverso il Canale Visconte di Melville, il Prince Regent Inlet, il Golfo di Boothia, il Bacino di Foxe, il Canale di Foxe, lo Stretto di Hudson fino a un punto situato nell’Atlantico nord-occidentale le cui coordinate sono 60° di latitudine nord e 60° di longitudine ovest; da lì verso sud-est attraverso l’Atlantico nord-occidentale fino a un punto le cui coordinate sono 50° di latitudine nord e 30° di longitudine ovest; da lì, lungo il 30° di longitudine ovest sino al 10° di latitudine nord; da lì verso sudest fino all’intersezione dell’Equatore con il 20° di longitudine ovest; da lì verso sud lungo il 20° di longitudine ovest fino al 40° di latitudine sud; da lì, verso est lungo il 40° di latitudine sud fino al 60° di longitudine est; da lì verso nord lungo il 60° di longitudine est fino al 35° di latitudine nord; da lì verso nord-est seguendo un arco di cerchio massimo fino a un punto situato nell’Altai occidentale, le cui coordinate sono 49° di latitudine nord e 87° 27’ di longitudine est; da lì seguendo un arco di cerchio massimo fino alla costa dell’Oceano Artico a 130° di longitudine est; da lì lungo il 130° di longitudine est fino al Polo Nord. La carta geografica della pagina seguente fornisce una rappresentazione della zona dell’accordo.Carta della zona dell’accordo+++++ TIFF +++++--------------------------------------------------ALLEGATO 2SPECIE DI UCCELLI ALLE QUALI SI APPLICA IL PRESENTE ACCORDO [1]SPHENISCIDAESpheniscus demersus | Pinguino africano; pinguino del Capo |GAVIIDAEGavia stellata | Strolaga minore |Gavia arctica | Strolaga mezzana |Gavia immer | Strolaga maggiore |Gavia adamsii | Strolaga beccogiallo |PODICIPEDIDAETachybaptus ruficollis | Tuffetto |Podiceps cristatus | Svasso maggiore |Podiceps grisegena | Svasso collorosso |Podiceps auritus | Svasso cornuto |Podiceps nigricollis | Svasso piccolo |PELECANIDAEPelecanus onocrotalus | Pellicano comune |Pelecanus rufescens | Pellicano rossiccio |Pelecanus crispus | Pellicano riccio |SULIDAESula (Morus) capensis | Sula del Capo |PHALACROCORACIDAEPhalacrocorax coronatus | Cormorano coronato |Phalacrocorax pygmeus | Marangone minore |Phalacrocorax neglectus | Cormorano di Ripa |Phalacrocorax carbo | Cormorano |Phalacrocorax nigrogularis | Cormorano di Socotra |Phalacrocorax capensis | Cormorano del Capo |ARDEIDAEEgretta ardesiaca | Airone nero |Egretta vinaceigula | Garzetta collobruno |Egretta garzetta | Garzetta |Egretta gularis | Garzetta gulare; airone gulare; airone schistaceo |Egretta dimorpha | Garzetta dimorfica |Ardea cinerea | Airone cenerino |Ardea melanocephala | Airone testanera |Ardea purpurea | Airone rosso |Casmerodius albus | Airone bianco maggiore |Mesophoyx intermedia | Airone bianco intermedio |Bubulcus ibis | Airone guardabuoi |Ardeola ralloides | Sgarza ciuffetto |Ardeola idae | Sgarza del Madagascar |Ardeola rufiventris | Sgarza rufiventre |Nycticorax nycticorax | Nitticora |Ixobrychus minutus | Tarabusino |Ixobrychus sturmii | Tarabusino nano africano |Botaurus stellaris | Tarabuso |CICONIIDAEMycteria ibis | Tantalo africano |Anastomus lamelligerus | Anastomo africano |Ciconia nigra | Cicogna nera |Ciconia abdimii | Cicogna di Abdim |Ciconia episcopus | Cicogna collolanoso |Ciconia ciconia | Cicogna bianca |Leptoptilos crumeniferus | Marabù africano |BALAENICIPITIDAEBalaeniceps rex | Becco a scarpa |THRESKIONITHIDAEPlegadis falcinellus | Mignattaio |Geronticus eremita | Ibis eremita |Threskiornis aethiopicus | Ibis sacro |Platalea leucorodia | Spatola |Platalea alba | Spatola bianca |PHOENICOPTERIDAEPhoenicopterus ruber | Fenicottero |Phoenicopterus minor | Fenicottero minore |ANATIDAEDendrocygna bicolor | Anatra fischiatrice fulva |Dendrocygna viduata | Anatra fischiatrice facciabianca |Thalassornis leuconotus | Anatra dorsobianco |Oxyura leucocephala | Gobbo rugginoso |Oxyura maccoa | Gobbo maccoa |Cygnus olor | Cigno reale |Cygnus cygnus | Cigno selvatico |Cygnus colombianus | Cigno minore |Anser brachyrhynchus | Oca zamperosse |Anser fabalis | Oca granaiola |Anser albifrons | Oca lombardella |Anser erythropus | Oca lombardella minore |Anser anser | Oca selvatica |Branta leucopsis | Oca facciabianca |Branta bernicla | Oca colombaccio |Branta ruficollis | Oca collorosso |Alopochen aegyptiacus | Oca egiziana |Tadorna ferruginea | Casarca |Tadorna cana | Casarca sudafricana |Tadorna tadorna | Volpoca |Plectropterus gambensis | Oca dello sperone |Sarkidiornis melanotos | Oca dal bernoccolo |Nettapus auritus | Oca pigmea africana |Anas penelope | Fischione |Anas strepera | Canapiglia |Anas crecca | Alzavola |Anas capensis | Alzavola del capo |Anas platyrhynchos | Germano reale |Anas undulata | Anatra ondulata |Anas acuta | Codone |Anas erythrorhynca | Anatra beccorosso |Anas hottentota | Anatra ottentotta |Anas querquedula | Marzaiola |Anas clypeata | Mestolone |Marmaronetta angustirostris | Anatra marmorizzata |Netta rufina | Fistione turco |Netta erythrophthalma | Fistione meridionale |Aythya ferina | Moriglione |Aythya nyroca | Moretta tabaccata |Aythya fuligula | Moretta |Aythya marila | Moretta grigia |Somateria mollissima | Edredone |Somateria spectabilis | Re degli edredoni |Polysticta stelleri | Edredone di Steller |Clangula hyemalis | Moretta codona |Melanitta nigra | Orchetto marino |Melanitta fusca | Orco marino |Bucephala clangula | Quattrocchi |Mergellus albellus | Pesciaiola |Mergus serrator | Smergo minore |Mergus merganser | Smergo maggiore |GRUIDAEBalearica pavonina | Gru pavonina |Balearica regulorum | Gru coronata grigia |Grus leucogeranus | Gru siberiana |Grus virgo | Gru damigella |Grus paeadisea | Gru del Paradiso |Grus carunculatus | Gru caruncolata |Grus grus | Gru |RALLIDAESarothrura elegans | Schiribilla macchiefulve |Sarothrura boehmi | Schiribilla pettostriato |Sarothrura ayresi | Schiribilla alibianche |Rallus aquaticus | Porciglione |Rallus caerulescens | Porciglione africano |Crecopsis egregia | Schiribilla africana |Crex crex | Re di quaglie |Amaurornis flavirostris | Schiribilla nera africana |Porzana parva | Schiribilla |Porzana pusilla | Schiribilla grigiata |Porzana porzana | Voltolino |Aenigmatolimnas marginalis | Schiribilla striata |Porphyrio alleni | Pollo sultano di Allen |Gallinula chloropus | Gallinella d’acqua |Gallinula angulata | Gallinella d’acqua minore |Fulica cristata | Folaga crestata |Fulica atra | Folaga (Mar Nero, Mediterraneo) |DROMADIDAEDromas ardeola | Droma |HAEMATOPODIDAEHaematopus ostralegus | Beccaccia di mare |Haematopus moquini | Beccaccia di mare nera africana |RECURVIROSTRIDAEHimantopus himantopus | Cavaliere d’Italia |Recurvirostra avosetta | Avocetta |BURHINIDAEBurhinus senegalensis | Occhione del Senegal |GLAREOLIDAEPluvianus aegyptius | Guardiano dei coccodrilli |Glareola pratincola | Pernice di mare |Glareola nordmanni | Pernice di mare orientale |Glareola ocularis | Pernice di mare del Madagascar |Glareola nuchalis | Pernice di mare dal collare bianco |Glareola cinerea | Pernice di mare cenerina |CHARADRIIDAEPluvialis apricaria | Piviere dorato |Pluvialis fulva | Piviere dorato del Pacifico |Pluvialis squaratola | Pivieressa |Charadrius hiaticula | Corriere grosso |Charadrius dubius | Corriere piccolo |Charadrius pecuarius | Corriere di Kittlitz |Charadrius tricollaris | Corriere dei tre collari |Charadrius forbesi | Corriere di Forbes |Charadrius pallidus | Corriere delle sabbie |Charadrius alexandrinus | Fratino |Charadrius marginatus | Corriere marginato |Charadrius mongolus | Corriere della Mongolia |Charadrius leschenaultii | Corriere di Leschenault |Charadrius asiaticus | Corriere asiatico |Eudromias morinellus | Piviere tortolino |Vanellus vanellus | Pavoncella |Vanellus spinosus | Pavoncella spinosa |Vanellus albiceps | Pavoncella corona bianca |Vanellus senegallus | Pavoncella del Senegal |Vanellus lugubris | Pavoncella lugubra |Vanellus melanopterus | Pavoncella alinere |Vanellus coronatus | Pavoncella coronata |Vanellus superciliosus | Pavoncella pettobruno |Vanellus gregarius | Pavoncella gregaria |Vanellus leucurus | Pavoncella codabianca |SCOLOPACIDAEScolopax rusticola | Beccaccia |Gallinago stenura | Beccaccino strenuo |Gallinago media | Croccolone |Gallinago gallinago | Beccaccino |Lymnocryptes minimus | Frullino |Limosa limosa | Pittima reale |Limosa lapponica | Pittima minore |Numenius phaeopus | Chiurlo piccolo |Numenius tenuirostris | Chiurlottello |Numenius arquata | Chiurlo maggiore |Tringa erythropus | Totano moro |Tringa totanus | Pettegola |Tringa stagnatilis | Albastrello |Tringa nebularia | Pantana |Tringa ochropus | Piro-piro culbianco |Tringa glareola | Piro-piro boschereccio |Tringa cinerea | Piro-piro terek |Tringa hypoleucos | Piro-piro piccolo |Arenaria interpres | Voltapietre |Calidris tenuirostris | Piovanello beccosottile |Calidris canutus | Piovanello maggiore |Calidris alba | Piovanello tridattilo |Calidris minuta | Gambecchio |Calidris temminckii | Gambecchio nano |Calidris maritima | Piovanello violetto |Calidris alpina | Piovanello pancianera |Calidris ferruginea | Piovanello |Limicola falcinellus | Gambecchio frullino |Philomachus pugnax | Combattente |Phalaropus lobatus | Falaropo beccosottile |Phalaropus fulicaria | Falaropo beccolargo |LARIDAELarus leucophtalmus | Gabbiano occhibianchi |Larus hemprichii | Gabbiano di Hemprich |Larus canus | Gavina |Larus audouinii | Gabbiano corso |Larus marinus | Mugnaiaccio |Larus dominicanus | Zafferano meridionale |Larus hyperboreus | Gabbiano glauco |Larus glaucoides | Gabbiano islandico |Larus argentatus | Gabbiano reale |Larus heuglini | Zafferano siberiano |Larus armenicus | Gabbiano di Armenia |Larus cachinnans | Gabbiano reale (zampegialle) |Larus fuscus | Zafferano |Larus ichthyaetus | Gabbiano di Pallas |Larus cirrocephalus | Gabbiano testagrigia |Larus hartlaubii | Gabbiano di Hartlaub |Larus ridibundus | Gabbiano comune |Larus genei | Gabbiano roseo |Larus melanocephalus | Gabbiano corallino |Larus minutus | Gabbianello |Xema sabini | Xema |Sterna nilotica | Sterna zampenere |Sterna caspia | Sterna maggiore |Sterna maxima | Sterna |Sterna bengalensis | Sterna di Rüppell |Sterna bergii | Beccapesci di Berg |Sterna sandvicensis | Beccapesci |Sterna dougallii | Sterna del Dougall |Sterna vittata | Sterna antartica |Sterna hirundo | Sterna comune |Sterna paradisea | Sterna codalunga |Sterna albifrons | Fraticello |Sterna saundersi | Fraticello di Saunders |Sterna balaenarum | Sterna di Damara |Sterna repressa | Sterna guancebianche |Chlidonias hybridus | Mignattino piombato |Chlidonias leucopterus | Mignattino alibianche |Chlidonias niger | Mignattino |RYNCHOPIDAERynchops flavirostris | Becco a cesoie africano |[1] Adottate nella seconda riunione della conferenza delle parti tenutasi dal 25 al 27 settembre 2002, a Bonn, Germania.--------------------------------------------------ALLEGATO 3PIANO D’AZIONE [1]1. Campo d’applicazione1.1. Il piano d’azione si applica alle popolazioni di uccelli acquatici migratori che figurano nella tabella 1 del presente allegato (di seguito "tabella 1").1.2. La tabella 1 è parte integrante del presente allegato. Ogni riferimento al piano d’azione costituisce un riferimento alla tabella 1.2. Conservazione delle specie2.1. Misure giuridiche2.1.1. Le parti contraenti che contano popolazioni figuranti nella colonna A della tabella 1 del presente piano d’azione assicurano la protezione di dette popolazioni in virtù dell’articolo III, paragrafo 2, lettera a), dell’accordo. In particolare, e fatte salve le disposizioni del paragrafo 2.1.3 qui di seguito, dette parti:a) vietano il prelievo di uccelli e uova di tali popolazioni che si trovano sul loro territorio;b) vietano le perturbazioni intenzionali, nella misura in cui tali perturbazioni sono rilevanti per la conservazione della popolazione interessata;vietano la detenzione, l’utilizzazione e il commercio degli uccelli di tali popolazioni e delle loro uova quando sono stati prelevati in contravvenzione ai divieti stabiliti in applicazionec) della lettera a), nonché la detenzione, l’utilizzazione e il commercio di qualsiasi parte o prodotto facilmente identificabile di tali uccelli e delle loro uova.In deroga a tali norme ed esclusivamente per le popolazioni appartenenti alle categorie 2 e 3 della colonna A e contrassegnate con un asterisco, la caccia può continuare sulla base di un’utilizzazione sostenibile, laddove la caccia di tali popolazioni sia una pratica culturale tradizionale. Detta utilizzazione sostenibile si pratica nell’ambito delle disposizioni speciali di un piano d’azione stabilito per specie, a un livello internazionale adeguato.2.1.2. Le parti contraenti che annoverano popolazioni figuranti nella tabella 1 regolamentano il prelievo di uccelli e uova di tutte le popolazioni riportate nella colonna B della tabella 1. Tale regolamentazione ha lo scopo di mantenere e contribuire al ripristino di dette popolazioni in uno stato di conservazione favorevole e di garantire che, sulla base delle migliori conoscenze disponibili in materia di dinamica delle popolazioni, qualsiasi prelievo od ogni altra utilizzazione di tali uccelli o delle loro uova sia sostenibile. Detta regolamentazione, in particolare e fatte salve le disposizioni del paragrafo 2.1.3 qui di seguito:a) vieta il prelievo di uccelli appartenenti alle popolazioni interessate durante le differenti fasi della riproduzione e dell’allevamento dei piccoli e durante il loro ritorno verso i luoghi di riproduzione, nella misura in cui tale prelievo ha un effetto sfavorevole sullo stato di conservazione della popolazione interessata;b) regolamenta i modi di prelievo;c) stabilisce limiti di prelievo quando risulti opportuno e istituisce controlli adeguati al fine di assicurarsi che tali limiti siano rispettati;d) vieta la detenzione, l’utilizzazione e il commercio degli uccelli delle popolazioni interessate e delle loro uova prelevate in contravvenzione ai divieti stabiliti in applicazione delle disposizioni del presente paragrafo, nonché la detenzione, l’utilizzazione e il commercio di qualsiasi parte di detti uccelli e delle loro uova.2.1.3. Qualora non vi sia un’altra soluzione soddisfacente, le parti contraenti possono accordare deroghe ai divieti stabiliti ai paragrafi 2.1.1 e 2.1.2 senza pregiudizio delle disposizioni dell’articolo III, paragrafo 5, della Convenzione, per i seguenti motivi:a) per prevenire danni importanti alle colture, alle acque e alla pesca;b) nell’interesse della sicurezza aerea o di altri interessi pubblici prioritari;c) a fini di ricerca e d’insegnamento, di ripristino, nonché per l’allevamento necessario a tali fini;d) per permettere, in condizioni strettamente controllate, in modo selettivo e in misura limitata, il prelievo e la detenzione o qualsiasi altra utilizzazione ragionevole di alcuni uccelli in piccole quantità;e) per migliorare la propagazione o la sopravvivenza delle popolazioni interessate.Tali deroghe devono essere precise per quanto riguarda il loro contenuto e limitate nello spazio e nel tempo e non devono avere effetti negativi per le popolazioni della tabella 1. Le parti contraenti informano al più presto il segretariato dell’accordo di qualsiasi deroga accordata in virtù della presente disposizione.2.2. Piano d’azione stabilito per specie2.2.1. Le parti contraenti cooperano al fine di elaborare e mettere in atto piani d’azione internazionali stabiliti per specie, destinati prioritariamente alle popolazioni che figurano nella categoria 1 della colonna A della tabella 1, nonché alle popolazioni contrassegnate con un asterisco nella colonna A della tabella 1. Il segretariato dell’accordo coordina l’elaborazione, l’armonizzazione e la messa in atto di detti piani.2.2.2. Le parti contraenti preparano e mettono in atto piani d’azione nazionali stabiliti per specie, al fine di migliorare lo stato di conservazione generale delle popolazioni che figurano nella colonna A della tabella 1. Tali piani comprendono disposizioni speciali che interessano le popolazioni contrassegnate con un asterisco. Quando risulti opportuno, dovrebbe essere preso in considerazione il problema dell’uccisione accidentale degli uccelli da parte di cacciatori in seguito a un’identificazione errata.2.3. Misure d’urgenzaLe parti contraenti, in collaborazione reciproca ogni qualvolta sia possibile e pertinente, elaborano e applicano misure d’urgenza per le popolazioni che figurano nella tabella 1, quando condizioni eccezionalmente sfavorevoli o pericolose si manifestano in qualunque parte della zona dell’accordo.2.4. ReintroduzioniLe parti contraenti danno prova della massima vigilanza quando popolazioni che figurano nella tabella 1 vengono reintrodotte in zone della loro area di ripartizione tradizionale da cui sono scomparse. Le parti si sforzano di elaborare e seguire un piano di reintroduzione dettagliato basato su studi scientifici adeguati. I piani di reintroduzione devono essere parte integrante dei piani d’azione nazionali e, se è il caso, dei piani d’azione internazionali stabiliti per specie. Un piano di reintroduzione dovrebbe comportare uno studio dell’impatto ambientale ed essere ampiamente divulgato. Le parti contraenti informano in anticipo il segretariato dell’accordo su qualsiasi programma di reintroduzione per le popolazioni che figurano nella tabella 1.2.5. Introduzioni2.5.1. Le parti contraenti vietano, se lo ritengono necessario, l’introduzione di specie animali e vegetali non indigene suscettibili di nuocere alle popolazioni che figurano nella tabella 1.2.5.2. Le parti contraenti, se lo ritengono necessario, si assicurano che vengano prese precauzioni adeguate al fine di evitare che uccelli in cattività, appartenenti a specie non indigene, fuggano accidentalmente.2.5.3. Nella misura del possibile e quando risulti opportuno, le parti contraenti adottano misure, compresi provvedimenti di prelievo, per far sì che quando specie non indigene o i loro ibridi sono già stati introdotti nel loro territorio, dette specie, o i loro ibridi, non costituiscano una potenziale minaccia per le popolazioni che figurano nella tabella 1.3. Conservazione degli habitat3.1. Inventario degli habitat3.1.1. Le parti contraenti, se opportuno in collegamento con organizzazioni internazionali competenti, elaborano e pubblicano inventari nazionali degli habitat esistenti sul loro territorio e importanti per le popolazioni che figurano nella tabella 1.3.1.2. Le parti contraenti si impegnano, prioritariamente, a identificare tutti i siti d’importanza internazionale o nazionale per le popolazioni che figurano nella tabella 1.3.2. Conservazione di aree3.2.1. Le parti contraenti si impegnano a proseguire la costituzione di aree protette al fine di conservare habitat importanti per le popolazioni che figurano nella tabella 1 e ad elaborare e applicare piani di gestione per tali aree.3.2.2. Le parti contraenti si impegnano ad assicurare una protezione speciale alle zone umide che rispondono ai criteri d’importanza internazionale accettati a livello internazionale.3.2.3. Le parti contraenti si impegnano a utilizzare in modo razionale e sostenibile tutte le zone umide del loro territorio. Si impegnano in particolare a evitare il degrado e la perdita di habitat ospitanti popolazioni che figurano nella tabella 1, mediante l’adozione di regolamentazioni, norme e misure di controllo adeguate. Si impegnano segnatamente a:a) fare in modo che, ove possibile, siano adottate misure regolamentari di controllo adeguate, conformi alle norme internazionali, sull’utilizzazione di prodotti chimici per uso agricolo, di procedure di lotta contro i parassiti e sullo scarico delle acque reflue, al fine di ridurre al minimo gli impatti negativi di tali pratiche sulle popolazioni che figurano nella tabella 1;b) preparare e divulgare la documentazione nelle lingue indicate, che descriva le regolamentazioni, le norme e le relative misure di controllo in vigore, nonché i loro vantaggi per la popolazione e la vita selvatica.3.2.4. Le parti contraenti si impegnano a elaborare strategie fondate sugli ecosistemi per la conservazione degli habitat di tutte le popolazioni che figurano nella tabella 1, ivi compresi gli habitat delle popolazioni disperse.3.3. Risanamento e ripristinoOgni volta che è possibile e opportuno, le parti contraenti si impegnano a risanare e ripristinare le zone che precedentemente erano importanti per le popolazioni che figurano nella tabella 1.4. Gestione delle attività umane4.1. Caccia4.1.1. Le parti contraenti cooperano affinché la loro legislazione sulla caccia applichi il principio dell’utilizzazione sostenibile come previsto dal presente piano d’azione, tenendo conto della totalità dell’area di ripartizione geografica delle popolazioni di uccelli acquatici interessate e delle caratteristiche del loro ciclo biologico.4.1.2. Il segretariato dell’accordo è informato dalle parti contraenti in merito alla loro legislazione sulla caccia delle popolazioni che figurano nella tabella 1.4.1.3. Le parti cooperano al fine di sviluppare un sistema affidabile e armonizzato di raccolta di dati sui prelievi per valutare il prelievo annuo effettuato sulle popolazioni che figurano nella tabella 1. Esse forniscono al segretariato dell’accordo stime sulla totalità dei prelievi annuali per ciascuna popolazione, quando tali informazioni sono disponibili.4.1.4. Le parti contraenti s’impegnano ad eliminare gradualmente l’utilizzazione dei pallini di piombo per la caccia nelle zone umide entro il 2000.4.1.5. Le parti contraenti elaborano e applicano misure per ridurre e, nella misura del possibile, eliminare l’utilizzazione di esche avvelenate.4.1.6. Le parti contraenti elaborano e applicano misure per ridurre e, nella misura del possibile, eliminare i prelievi illegali.4.1.7. Quando risulti opportuno, le parti contraenti incoraggiano i cacciatori, a livello locale, nazionale e internazionale, a costituire proprie associazioni od organizzazioni, al fine di coordinare le attività e garantire la sosteniblità.4.1.8. Le parti contraenti promuovono, quando risulti opportuno, l’istituzione di un esame attitudinale obbligatorio per i cacciatori, che comprenda, fra l’altro, l’identificazione degli uccelli.4.2. Turismo ecologico4.2.1. Salvo che si tratti di zone centrali di aree protette, le parti contraenti incoraggiano, quando risulti opportuno, l’elaborazione di programmi di cooperazione fra tutti gli interessati per sviluppare un turismo ecologico rispettoso dell’ambiente e adeguato nelle zone umide con concentrazioni di popolazioni che figurano nella tabella 1.4.2.2. Le parti contraenti, in collaborazione con le organizzazioni internazionali competenti, si impegnano a valutare i costi, i benefici e le altre conseguenze che possono scaturire dal turismo ecologico in zone umide selezionate a tale scopo, con concentrazioni di popolazioni che figurano nella tabella 1. Le parti comunicano il risultato di ogni valutazione effettuata al segretariato dell’accordo.4.3. Altre attività umane4.3.1. Le parti contraenti valutano l’impatto dei progetti proposti suscettibili di creare conflitti tra le popolazioni della tabella 1, che si trovano nelle zone menzionate al paragrafo 3.2 di cui sopra, e gli interessi umani, e fanno sì che i risultati di tali valutazioni siano messi a disposizione del pubblico.4.3.2. Le parti contraenti si impegnano a riunire informazioni sui differenti danni causati, segnatamente alle colture e alla pesca, dalle popolazioni che figurano nella tabella 1 e trasmettono al segretariato dell’accordo un rapporto sui risultati ottenuti.4.3.3. Le parti contraenti, in base all’esperienza acquisita in altre aree nel mondo, cooperano al fine di identificare le tecniche appropriate per ridurre al minimo o attenuare gli effetti dei danni causati, segnatamente alle colture e alla pesca, dalle popolazioni che figurano nella tabella 1.4.3.4. Le parti contraenti cooperano al fine di elaborare piani d’azione stabiliti per specie per le popolazioni che causano danni significativi, in particolare alle colture e alla pesca. Il segretariato dell’accordo coordina l’elaborazione e l’armonizzazione di detti piani.4.3.5. Le parti contraenti, nella misura del possibile, incoraggiano l’applicazione di norme ambientali elevate nella pianificazione e costruzione di infrastrutture al fine di ridurre al minimo il loro impatto sulle popolazioni della tabella 1. Le parti devono prendere in considerazione le misure da adottare per ridurre al minimo l’impatto delle infrastrutture già esistenti, quando diventa manifesto che queste hanno un impatto negativo sulle popolazioni interessate.4.3.6. Nel caso in cui le perturbazioni umane minaccino lo stato di conservazione delle popolazioni di uccelli acquatici che figurano nella tabella 1, le parti contraenti si impegnano ad adottare misure per ridurre la minaccia. Particolare attenzione merita il problema delle perturbazioni prodotte dalle attività umane nelle colonie di riproduzione degli uccelli acquatici che nidificano in colonie, in particolare se tali colonie si trovano in aree molto frequentate per le attività ricreative all’aria aperta. Tra le misure adatte potrebbe figurare, ad esempio, la costituzione, all’interno delle zone protette, di aree libere da qualsiasi perturbazione con accesso vietato al pubblico.5. Ricerca e monitoraggio5.1. Le parti contraenti s’impegnano a effettuare rilevamenti in loco in zone poco conosciute nelle quali potrebbero trovarsi concentrazioni importanti di popolazioni che figurano nella tabella 1. I risultati di tali rilevamenti devono essere ampiamente divulgati.5.2. Le parti contraenti si impegnano a effettuare regolarmente monitoraggi delle popolazioni che figurano nella tabella 1. I risultati di tali monitoraggi sono pubblicati o trasmessi alle organizzazioni internazionali appropriate al fine di permettere l’esame dello stato e delle tendenze delle popolazioni.5.3. Le parti contraenti collaborano al fine di migliorare la valutazione delle tendenze delle popolazioni di uccelli quale criterio indicativo dello stato di dette popolazioni.5.4. Le parti contraenti collaborano al fine di determinare le rotte migratorie di tutte le popolazioni che figurano nella tabella 1, sia ricorrendo alle conoscenze disponibili sulle ripartizioni di tali popolazioni nei periodi di riproduzione, come pure al di fuori di essi, e sui risultati dei censimenti, sia partecipando a programmi coordinati di marcatura con anello.5.5. Le parti contraenti si impegnano a intraprendere e sostenere progetti congiunti di ricerca sull’ecologia e la dinamica delle popolazioni che figurano nella tabella 1 e sui loro habitat, al fine di determinare i loro bisogni specifici, nonché sulle tecniche più adatte alla loro conservazione e gestione.5.6. Le parti contraenti si impegnano a effettuare studi relativi sia agli effetti della scomparsa e del degrado delle zone umide nonché delle perturbazioni della capacità ricettiva delle zone umide utilizzate dalle popolazioni che figurano nella tabella 1, sia alle abitudini (modelli) di migrazione di tali popolazioni.5.7. Le parti contraenti si impegnano a effettuare studi relativi all’impatto della caccia e del commercio sulle popolazioni che figurano nella tabella 1 e all’importanza di tali forme di utilizzazione per l’economia locale e nazionale.5.8. Le parti contraenti si impegnano a cooperare con le organizzazioni internazionali competenti e ad accordare il loro sostegno a progetti di ricerca e di monitoraggio.6. Educazione e informazione6.1. Le parti contraenti, quando risulti necessario, elaborano programmi di formazione per fare in modo che il personale incaricato dell’applicazione del piano d’azione abbia conoscenze sufficienti per applicarlo efficacemente.6.2. Le parti contraenti collaborano reciprocamente e con il segretariato dell’accordo al fine di elaborare programmi di formazione e di scambiare la documentazione disponibile.6.3. Le parti contraenti si impegnano a elaborare programmi, documenti e meccanismi d’informazione per meglio sensibilizzare il pubblico in generale sugli obiettivi, le disposizioni e il contenuto del piano d’azione. A tal proposito, un’attenzione particolare dev’essere accordata alle persone che vivono all’interno e attorno alle zone umide importanti, agli utenti di tali zone (cacciatori, pescatori, turisti, ecc.), alle autorità locali e alle altre istanze decisionali.6.4. Le parti contraenti si impegnano a lanciare campagne specifiche di sensibilizzazione del pubblico per la conservazione delle popolazioni che figurano nella tabella 1.7. Misure di applicazione7.1. Quando applicano tale piano d’azione, le parti contraenti danno la priorità, se risulti opportuno, alle popolazioni che figurano nella colonna A della tabella 1.7.2. Quando, per le popolazioni della tabella 1, più popolazioni della stessa specie si trovano sul territorio di una parte contraente, tale parte applica le misure di conservazione appropriate alla popolazione o alle popolazioni che registrano lo stato di conservazione meno favorevole.7.3. Il segretariato dell’accordo, in coordinamento con il comitato tecnico e mediante l’assistenza di esperti degli Stati dell’area di ripartizione, coordina l’elaborazione di linee guida per la conservazione, conformemente all’articolo IV, paragrafo 4, dell’accordo, per aiutare le parti contraenti nell’applicazione del piano d’azione. Il segretariato dell’accordo fa in modo, quando risulti possibile, di assicurare la coerenza di tali linee guida con quelle approvate in virtù di altri strumenti internazionali. Le direttive per la conservazione mirano a introdurre il principio dell’utilizzazione sostenibile. Vertono, fra l’altro, su:a) i piani d’azione stabiliti per specie;b) le misure d’urgenza;c) la preparazione degli inventari dei siti e dei metodi di gestione degli habitat;d) le pratiche venatorie;e) il commercio degli uccelli acquatici;f) il turismo;g) le misure di riduzione dei danni ai raccolti;h) un protocollo di monitoraggio degli uccelli acquatici.7.4. In coordinamento con il comitato tecnico e le parti contraenti, il segretariato dell’accordo prepara una serie di studi internazionali necessari all’applicazione del presente piano d’azione, segnatamente su:a) lo stato delle popolazioni e le loro tendenze;b) le lacune in materia di informazioni provenienti da rilevamenti in loco;c) le reti di siti utilizzati da ciascuna popolazione, ivi compreso l’esame dello stato di protezione di ogni sito, nonché le misure di gestione adottate in ciascun caso;d) le legislazioni relative alle specie figuranti nell’allegato 2 del presente accordo, applicabili alla caccia e al commercio in ogni paese;e) lo stadio di preparazione e attuazione dei piani d’azione stabiliti per specie;f) i progetti di reintroduzione;g) lo stato delle specie di uccelli acquatici non indigene introdotte e dei loro ibridi.7.5. Il segretariato dell’accordo fa tutto il possibile affinché gli studi di cui al summenzionato paragrafo 7.4 siano messi in atto a intervalli che non superino i tre anni.7.6. Il comitato tecnico valuta le linee guida e gli studi preparati ai sensi dei paragrafi 7.3 e 7.4 ed elabora progetti di raccomandazioni e di risoluzioni relativi alla loro elaborazione, al loro contenuto e alla loro applicazione, che saranno presentati alle sessioni della conferenza delle parti.7.7. Il segretariato dell’accordo procede regolarmente all’esame dei meccanismi suscettibili di fornire risorse supplementari (crediti e assistenza tecnica) per l’attuazione del piano d’azione e sottopone un rapporto in merito alla conferenza delle parti, durante ognuna delle sue sedute ordinarie.TABELLA 1STATO DELLE POPOLAZIONI DI UCCELLI ACQUATICI MIGRATORI [1]Chiave di lettura per i titoli delle colonneLa seguente chiave di lettura della tabella 1 costituisce una base per l’applicazione del piano d’azione.Colonna ACategoria 1: a) specie citate nell’allegato 1 della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica;b) specie che figurano tra le specie minacciate nella lista Threatened Birds of the World, BirdLife International, 2000;oppurec) popolazioni che contano meno di 10000 individui circa.Categoria 2: popolazioni che contano tra 10000 e 25000 individui circa.Categoria 3: popolazioni che contano tra 25000 e 100000 individui circa e che sono considerate minacciate in ragione:a) di una concentrazione su un numero esiguo di siti a uno stadio qualunque del loro ciclo annuale;b) della dipendenza da un tipo di habitat gravemente minacciato;c) della manifestazione di un declino significativo a lungo termine;oppured) della manifestazione di fluttuazioni estreme nell’importanza o tendenza della loro popolazione.Per le specie che figurano nelle summenzionate categorie 2 e 3, cfr. il paragrafo 2.1.1 del piano d’azione di cui all’allegato 3 dell’accordo.Colonna BCategoria 1: popolazioni che contano tra 25000 e 100000 individui circa e che non soddisfano i criteri della succitata colonna A.Categoria 2: popolazioni che contano più di 100000 individui circa e che meritano un’attenzione particolare in ragione:a) di una concentrazione su un numero esiguo di siti a uno stadio qualunque del loro ciclo annuale;b) della dipendenza da un tipo di habitat gravemente minacciato;c) della manifestazione di un declino significativo a lungo termine;oppured) della manifestazione di grandi fluttuazioni nell’importanza o tendenza della loro popolazione.Colonna CCategoria 1: popolazioni che contano più di 100000 individui circa che potrebbero trarre significativi benefici da una cooperazione internazionale e che non soddisfano i criteri delle colonne A e B summenzionate.Revisione della tabella 1La presente tabella è:a) riveduta periodicamente dal comitato tecnico conformemente all’articolo VII, paragrafo 3, lettera b), del presente accordo;eb) emendata, se necessario, dalla conferenza delle parti conformemente all’articolo VI, paragrafo 9, lettera d), del presente accordo, alla luce delle conclusioni degli esami effettuati.Definizione dei termini geografici utilizzati nelle descrizioni delle aree di ripartizioneAfrica settentrionale  Algeria, Egitto, Gran Giamahiria arabo libica popolare socialista, Marocco, Tunisia.Africa occidentale  Benin, Burkina-Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo.Africa orientale  Burundi, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenia, Ruanda, Somalia, Sudan, Repubblica unita di Tanzania, Uganda.Africa nordorientale  Gibuti, Egitto, Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan.Africa meridionale  Angola, Botswana, Lesotho, Malawi, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Swaziland, Zambia, Zimbabwe.Africa centrale  Camerun, Repubblica centrafricana, Congo, Repubblica democratica del Congo, Gabon, Guinea equatoriale, São Tomé e Príncipe.Africa subsahariana  Tutti gli Stati africani a sud del Sahara.Africa tropicale  Africa subsahariana esclusi Lesotho, Namibia, Sudafrica e Swaziland.Paleartico occidentale  Cfr. definizione dell’Handbook of the Birds of Europe, the Middle East and North Africa (Cramp e Simmons, 1977).Europa nordoccidentale  Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svezia.Europa occidentale  Europa nordoccidentale con Portogallo e Spagna.Europa nordorientale  La parte settentrionale della Federazione russa a ovest degli Urali.Europa orientale  Bielorussia, Federazione russa a ovest degli Urali, Ucraina.Europa centrale  Austria, Repubblica ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Polonia, Federazione russa attorno al Golfo di Finlandia e Kaliningrad, Slovacchia, Svizzera, Ungheria.Nordatlantico  Costa nordoccidentale della Federazione russa, Groenlandia, Irlanda, Islanda, Isole Færøer, Norvegia, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svalbard.Atlantico orientale  Litorale atlantico dell’Europa e dell’Africa settentrionale dalla Norvegia settentrionale al Marocco.Siberia occidentale  Federazione russa a est degli Urali fino al fiume Yenisey e a sud fino al confine del Kazakstan.Siberia centrale  Federazione russa dal fiume Yenisey fino al confine orientale della penisola del Taimyr e a sud fino alle Montagne dell’Altai.Mediterraneo occidentale  Algeria, Francia, Italia, Malta, Marocco, Monaco, Portogallo, San Marino, Spagna, Tunisia.Mediterraneo orientale  Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Cipro, Egitto, Grecia, Israele, Libano, Gran Giamahiria arabo libica popolare socialista, Slovenia, Repubblica araba siriana, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Turchia, Iugoslavia.Mar Nero  Armenia, Bulgaria, Federazione russa, Georgia, Repubblica moldova, Romania, Turchia, Ucraina.Mar Caspio  Azerbaigian, Federazione russa, Repubblica islamica dell’Iran, Kazakstan, Turkmenistan, Uzbekistan.Asia sudoccidentale  Arabia Saudita, Bahrein, Emirati arabi uniti, Giordania, Repubblica islamica dell’Iran, Iraq, Israele, Kazakstan, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Repubblica araba siriana, Turchia orientale, Turkmenistan, Uzbekistan, Yemen.Asia occidentale  Parti occidentale della Federazione russa a est degli Urali e paesi del Mar Caspio.Asia centrale  Afghanistan, Kazakstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan.Asia meridionale  Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan, Sri Lanka.Legenda delle abbreviazioni e dei simbolirip : popolazione riproduttriceN : nord (settentrionale)S : sud (meridionale)NE : nord-est (nord-orientale)SE : sud-est (sud-orientale)svern : popolazione svernanteE : est (orientale)O : ovest (occidentale)NO : nord-ovest (nord-occidentale)SO : sud-ovest (sud-occidentale)()  Stato di conservazione della popolazione sconosciuto. Stato di conservazione stimato.*  In deroga alle norme vigenti, per le popolazioni contrassegnate con un asterisco, la caccia può continuare sulla base di un’utilizzazione sostenibile, laddove la caccia di tali popolazioni sia una pratica culturale tradizionale (cfr. paragrafo 2.1.1, allegato 3 dell’accordo).Note1. I dati relativi alle popolazioni utilizzati nella tabella 1 corrispondono, nella misura del possibile, al numero di individui della popolazione riproduttrice potenziale nella zona dell’accordo. Lo stato di conservazione è stabilito a partire dalle migliori stime delle popolazioni disponibili e pubblicate.2. Le abbreviazioni (rip) o (svern) nella tabella permettono unicamente di identificare le popolazioni. Non indicano restrizioni stagionali alle azioni condotte nei riguardi di tali popolazioni conformemente a detto accordo e al piano d’azione.3. Le descrizioni sintetiche utilizzate per individuare le popolazioni si basano sulle descrizioni impiegate nella terza edizione di Waterbird Population Estimates.4. Le barre (/) sono utilizzate per separare le aree di riproduzione dalle aree di svernamento.5. Quando la popolazione di una specie figura nella tabella 1 sotto più categorie, gli obblighi previsti dal piano d’azione si riferiscono alla categoria più rigida.| A | B | C |SPHENISCIDAESpheniscus demersus–Africa S | 1b | 2a 2c | |GAVIIDAEGavia stellata–Europa NO (svern) | | 2c | |–Mar Caspio, Mar Nero e Mediterraneo E (svern) | | (1) | |Gavia arctica arctica–Europa N e Siberia O/Europa | | 2c | |Gavia arctica suschkini–Siberia centrale/Mar Caspio | | | (1) |Gavia immer–Europa (svern) | 1c | | |Gavia adamsii–Europa N (svern) | 1c | | |PODICIPEDIDAETachybaptus ruficollis ruficollis–Europa ed Africa NO | | | 1 |Podiceps cristatus cristatus–Europa NO ed O | | | 1 |–Mar Nero e Mediterraneo (svern) | | | 1 |–Mar Caspio ed Asia SO (svern) | 2 | | |Podiceps grisegena grisegena–Europa NO (svern) | | 1 | |–Mar Nero e Mediterraneo (svern) | | (1) | |–Mar Caspio (svern) | 2 | | |Podiceps cristatus infuscatus–Africa E (dall’Etiopia allo Zambia N) | 1c | | |–Africa S | 1c | | |Podiceps auritus auritus–Europa NO (becco grande) | 1c | | |–Europa NE (becco piccolo) | | 1 | |–Mar Caspio ed Asia S (svern) | 2 | | |Podiceps nigricollis nigricollis–Europa/Europa SO ed Africa N | | | 1 |–Asia O/Asia SO e S | | 1 | |Podiceps nigricollis gurneyi–Africa S | 2 | | |PELECANIDAEPelecanus onocrotalus–Africa S | 2 | | |–Africa O | | 1 | |–Africa E | | | 1 |–Europa ed Asia O (rip) | 1a 3c | | |Pelecanus rufescens–Africa tropicale ed Arabia SO | | 1 | |Pelecanus crispus–Mar Nero e Mediterraneo (svern) | 1a 1c | | |–Asia SO ed Asia S (svern) | 1a 2 | | |SULIDAESula (Morus) capensis–Africa S | 1b | 2a 2c | |PHALACROCORACIDAEPhalacrocorax coronatus–Africa costiera SO | 1c | | |Phalacrocorax pygmeus–Mar Nero e Mediterraneo | | 1 | |–Asia SO | | 1 | |Phalacrocorax neglectus–Africa costiera SO | 1b 1c | | |Phalacrocorax carbo carbo–Europa NO | | | 1 |Phalacrocorax carbo sinensis–Europa N e centrale | | | 1 |–Mar Nero e Mediterraneo | | | 1 |–Asia O e SO | | | (1) |Phalacrocorax carbo lucidus–Africa costiera occidentale | | 1 | |–Africa centrale ed orientale | | | 1 |–Africa costiera meridionale | 2 | | |Phalacrocorax nigrogularis–Golfo Persico e Mare Arabico | 1b | 2a 2c | |Phalacrocorax capensis–Africa costiera meridionale | | 2a 2c | |ARDEIDAEEgretta ardesiaca–Africa subsahariana | 3c | | |Egretta vinaceigula–Africa centro-S | 1b 1c | | |Egretta garzetta garzetta–Africa subsahariana | | | (1) |–Europa, Mar Nero e Mediterraneo/Africa O e centrale | | | 1 |–Asia O/Asia SO, Africa NE ed E | | (1) | |Egretta gularis gularis–Africa O | | (1) | |Egretta gularis schistacea–Africa NE e Mar Rosso | | (1) | |–Asia SO ed Asia S | 2 | | |Egretta dimorpha–Africa costiera orientale | 2 | | |Ardea cinerea cinerea–Africa subsahariana | | | 1 |–Europa ed Africa N (rip) | | | 1 |–Asia O e SO (rip) | | | (1) |Ardea melanocephala–Africa subsahariana | | | (1) |Ardea purpurea purpurea–Africa tropicale | | 1 | |–Europa O e Mediterraneo O/Africa O | 2 | | |–Europa E ed Asia SO/Africa subsahariana | | (2c) | |Casmerodius albus albus–Europa O, centrale e SE/Mar Nero e Mediterraneo | 2 | | |–Asia O/Asia SO | | (1) | |Casmerodius albus melanorhynchos–Africa subsahariana e Madagascar | | | (1) |Mesophoyx intermedia brachyrhyncha–Africa subsahariana | | 1 | |Bubulcus ibis ibis–Africa S | | | 1 |–Africa tropicale | | | 1 |–Europa SO ed Africa NO | | | 1 |–Mediterraneo E ed Asia SO | 2 | | |Ardeola ralloides ralloides–Mediterraneo, Mar Nero ed Africa N/Africa subsahariana | 3c | | |–Asia O e SO/Africa subsahariana | | (1) | |Ardeola ralloides paludivaga–Africa subsahariana e Madagascar | | | (1) |Ardeola idae–Madagascar ed Aldabra/Africa E e centrale | 1b 1c | | |Ardeola rufiventris–Africa tropicale E e S | | (1) | |Nycticorax nycticorax nycticorax–Africa subsahariana e Madagascar | | (1) | |–Europa ed Africa NO/Mediterraneo ed Africa | | 2c | |–Asia O/Asia SO ed Africa NE | | (1) | |Ixobrychus minutus minutus–Europa ed Africa N/Africa subsahariana | | 2c | |–Asia O e SO/Africa subsahariana | | (1) | |Ixobrychus minutus payesii–Africa subsahariana | | (1) | |Ixobrychus sturmii–Africa subsahariana | | (1) | |Botaurus stellaris stellaris–Europa (rip) | 3c | | |–Asia SO (svern) | 2 | | |Botaurus stellaris capensis–Africa S | 1c | | |CICONIIDAEMycteria ibis–Africa subsahariana (Madagascar escluso) | | 1 | |Anastomus lamelligerus lamelligerus–Africa subsahariana | | | 1 |Ciconia nigra–Africa S | 1c | | |–Europa SO/Africa O | 1c | | |–Europa centrale ed E/Africa subsahariana | 2 | | |Ciconia abdimii–Africa subsahariana ed Arabia SO | | (2c) | |Ciconia episcopus microscelis–Africa subsahariana | | (1) | |Ciconia ciconia ciconia–Africa S | 1c | | |–Iberia ed Africa NO/Africa subsahariana | 3b | | |–Europa centrale ed E/Africa subsahariana | | | 1 |–Asia O/Asia SO | 2 | | |Leptoptilos crumeniferus–Africa subsahariana | | | 1 |BALAENICIPITIDAEBalaeniceps rex–Africa centro-tropicale | 1c | | |THRESKIORNITHIDAEPlegadis falcinellus falcinellus–Africa subsahariana (rip) | | | 1 |–Mar Nero e Mediterraneo/Africa O | 3c | | |–Asia SO/Africa E | | (1) | |Geronticus eremita–Marocco | 1a 1b 1c | | |–Asia SO | 1a 1b 1c | | |Threskiornis aethiopicus aethiopicus–Africa subsahariana | | | 1 |–Iraq ed Iran | 1c | | |Platalea leucorodia leucorodia–Europa O/Mediterraneo O ed Africa O | 1c | | |–Europa centrale e SE/Mediterraneo ed Africa tropicale | 2 | | |Platalea leucorodia archeri–Mar Rosso e Somalia | 1c | | |Platalea leucorodia balsaci–Africa costiera occidentale (Mauritania) | 1c | | |Platalea leucorodia major–Asia O/Asia SO e S | 2 | | |Platalea alba–Africa subsahariana | 2* | | |PHOENICOPTERIDAEPhoenicopterus ruber roseus–Africa O | 3a | | |–Africa E | 3a | | |–Africa S (fino al Madagascar) | 3a | | |–Mediterraneo O | | 2a | |–Mediterraneo E, Asia SO e S | | 2a | |Phoenicopterus minor–Africa O | 2 | | |–Africa E | | 2a 2c | |–Africa S (fino al Madagascar) | 3a | | |ANATIDAEDendrocygna bicolor–Africa O (dal Senegal al Ciad) | | | (1) |–Africa E e S | | | (1) |Dendrocygna viduata–Africa O (dal Senegal al Ciad) | | | 1 |–Africa E e S | | | 1 |Thalassornis leuconotus leuconotus–Africa O | 1c | | |–Africa E e S | 2* | | |Oxyura leucocephala–Mediterraneo O (Spagna e Marocco) | 1a 1b 1c | | |–Algeria e Tunisia | 1a 1b 1c | | |–Mediterraneo E, Turchia ed Asia SO | 1a 1b 1c | | |Oxyura maccoa–Africa E | 1c | | |–Africa S | 1c | | |Cygnus olor–Europa continentale NO ed Europa centrale | | | 1 |–Mar Nero | | 1 | |–Asia O e centrale/Mar Caspio | | 2a 2d | |Cygnus Cygnus–Islanda/Regno Unito ed Irlanda | 2 | | |–Europa continentale NO | | 1 | |–Europa N e Siberia O/Mar Nero e Mediterraneo E | 2 | | |–Siberia O e centrale/Mar Caspio | 2 | | |Cygnus columbianus bewickii–Siberia O ed Europa NE/Europa NO | 3c | | |–Siberia N/Mar Caspio | 1c | | |Anser brachyrhynchus–Groenlandia E ed Islanda/Regno Unito | | 2a | |–Svalbard/Europa NO | | 1 | |Anser fabalis fabalis–Europa NE/Europa NO | | 1 | |Anser fabalis rossicus–Siberia O e centrale/Europa NE e SO | | | (1) |Anser fabalis johanseni–Siberia O e centrale/Turkmenistan fino a Cina O | | | (1) |Anser albifrons albifrons–Siberia NO ed Europa NE/Europa NO | | | 1 |–Siberia O/Europa centrale | 3c* | | |–Siberia O/Mar Nero e Turchia | | | 1 |–Siberia N/Mar Caspio ed Iraq | 2 | | |Anser albifrons flavirostris–Groenlandia/Irlanda e Regno Unito | 3a* | | |Anser erythropus–Europa N e Siberia O/Mar Nero e Mar Caspio | 1a 1b 2 | | |Anser anser anser–Islanda/Regno Unito ed Irlanda | | 1 | |–Europa NO/Europa SO | | | 1 |–Europa centrale/Africa N | | 1 | |Anser anser rubrirostris–Mar Nero e Turchia | | 1 | |–Siberia O/Mar Caspio ed Iraq | | | 1 |Branta leucopsis–Groenlandia E/Scozia ed Irlanda | | 1 | |–Svalbard/Scozia SO | 2 | | |–Russia/Germania e Paesi Bassi | | | 1 |Branta bernicla bernicla–Siberia O/Europa O | | 2b 2c | |Branta bernicla hrota–Svalbard/Danimarca e Regno Unito | 1c | | |–Canada e Groenlandia/Irlanda | 2 | | |Branta ruficollis–Siberia N/Mar Nero e Mar Caspio | 1a 1b 3a | | |Alopochen aegyptiacus–Africa O | 2 | | |–Africa E e S | | | 1 |Tadorna ferruginea–Africa NO | 1c | | |–Mediterraneo E e Mar Nero/Africa NE | 2 | | |–Asia O e Mar Caspio/Iran ed Iraq | | 1 | |Tadorna cana–Africa S | | 1 | |Tadorna tadorna–Europa NO | | 2a | |–Mar Nero e Mediterraneo | 3c | | |–Asia O/Mar Caspio e Medio Oriente | | 1 | |Plectropterus gambensis gambensis–Africa O | | | 1 |–Africa E (dal Sudan allo Zambia) | | | 1 |Plectropterus gambensis niger–Africa S | | 1 | |Sarkidiornis melanotos melanotos–Africa O | | 1 | |–Africa S ed E | | | 1 |Nettapus auritus–Africa O | 1c | | |–Africa S ed E | | | (1) |Anas capensis–Africa E (Rift Valley) | 1c | | |–Bacino del Lago Ciad2 | 1c | | |–Africa S (dal N ad Angola e Zambia) | | | 1 |Anas strepera strepera–Europa NO | | 1 | |–Europa NE/Mar Nero e Mediterraneo | | 2c | |–Siberia O/Asia SO ed Africa NE | | | (1) |Anas penelope–Siberia O ed Europa NE/Europa NO | | | 1 |–Siberia O ed Europa NE/Mar Nero e Mediterraneo | | 2c | |–Siberia O/Asia SO ed Africa NE | | 2c | |Anas platyrhynchos platyrhynchos–Europa NO | | | 1 |–Europa N/Mediterraneo O | | | 1 |–Europa E/Mar Nero e Mediterraneo E | | 2c | |–Siberia O/Asia SO | | | (1) |Anas undulata undulata–Africa S | | | 1 |Anas clypeata–Europa NO e centrale (svern) | | 1 | |–Siberia O, Europa NE ed E/Europa S ed Africa O | | 2c | |–Siberia O/Asia SO, NE ed Africa E | | 2c | |Anas erythrorhyncha–Africa S | | | 1 |–Africa E | | | 1 |–Madagascar | 2 | | |Anas acuta–Europa NO | | 1 | |–Siberia O, Europa NE ed E/Europa S ed Africa O | | 2c | |–Siberia O/Asia SO ed Africa E | | | (1) |Anas querquedula–Siberia O ed Europa/Africa O | | 2c | |–Siberia O/Asia SO, NE ed Africa E | | | (1) |Anas crecca crecca–Europa NO | | | 1 |–Siberia O ed Europa NE/Mar Nero e Mediterraneo | | | 1 |–Siberia O/Asia SO ed Africa NE | | 2c | |Anas hottentota–Bacino del lago Ciad | 1c | | |–Africa E (da S allo Zambia N) | | 1 | |–Africa S (da N allo Zambia S) | | 1 | |Marmaronetta angustirostris–Mediterraneo O/Mediterraneo O ed Africa O | 1a 1b 1c | | |–Mediterraneo E | 1a 1b 1c | | |–Asia SO | 1a 1b 2 | | |Netta rufina–Europa centrale e SO/Mediterraneo O | | 1 | |–Mar Nero e Mediterraneo E | 3c | | |–Asia centrale ed O/Asia SO | | | 1 |Netta erythrophthalma brunnea–Africa S ed E | | | 1 |Aythya ferina–Europa NE/Europa NO | | | 1 |–Europa NE e centrale/Mar Nero e Mediterraneo | | | 1 |–Siberia O/Asia SO | | 2c | |Aythya nyroca–Mediterraneo O/Africa O e N | 1a 1c | | |–Europa E/Mediterraneo E ed Africa saheliana | 1a 3c | | |–Asia O/Asia SO ed Africa NE | 1a 3c | | |Aythya fuligula–Europa NO (svern) | | | 1 |–Europa centrale, Mar Nero e Mediterraneo (svern) | | | 1 |–Siberia O/Asia SO ed Africa NE | | | (1) |Aythya marila marila–Europa N/Europa O | | | 1 |–Siberia O/Mar Nero e Mar Caspio | | | 1 |Somateria mollissima mollissima–Baltico, Danimarca e Paesi Bassi | | | 1 |–Norvegia e Russia | | | 1 |Somateria mollissima borealis–Svalbard e Terra di Francesco Giuseppe (rip) | | 1 | |Somateria spectabilis–Groenlandia E, Europa NE e Siberia O | | | 1 |Polysticta stelleri–Siberia O/Europa NE | 1a | 1 | |Clangula hyemalis–Islanda e Groenlandia | | | 1 |–Siberia O/Europa N | | | 1 |Melanitta nigra nigra–Siberia O ed Europa N/Europa O ed Africa NO | | 2a | |Melanitta fusca fusca–Siberia O ed Europa N/Europa NO | | 2a | |–Mar Nero e Mar Caspio | 1c | | |Bucephala clangula clangula–Europa NO e centrale (svern) | | | 1 |–Europa NE/Adriatico | | 1 | |–Siberia O ed Europa NE/Mar Nero | 2 | | |–Siberia O/Mar Caspio | 2 | | |Mergellus albellus–Europa NO ed Europa centrale (svern) | 3a | | |–Europa NE/Mar Nero e Mediterraneo E | | 1 | |–Siberia O/Asia SO | 3c | | |Mergus serrator serrator–Europa NO ed Europa centrale (svern) | | | 1 |–Europa NE/Mar Nero e Mediterraneo | | 1 | |–Siberia O/Asia SO e centrale | 1c | | |Mergus merganser merganser–Europa NO ed Europa centrale (svern) | | | 1 |–Europa NE/Mar Nero | 1c | | |–Siberia O/Mar Caspio | 2 | | |GRUIDAEBalearica pavonina pavonina–Africa O (da Senegal a Ciad) | 2 | | |Balearica pavonina ceciliae–Africa E (da Sudan a Uganda) | 3c | | |Balearica regulorum regulorum–Africa S (da N a Angola e Zimbabwe S) | 1c | | |Balearica regulorum gibbericeps–Africa E (da Kenia a Mozambico) | 3c | | |Grus leucogeranus–Iran (svern) | 1a 1b 1c | | |Grus virgo–Mar Nero (Ucraina)/Africa NE | 1c | | |–Turchia (rip) | 1c | | |–Kalmykia/Africa NE | | 1 | |Grus paradisea–Estremità Africa S | 1b 2 | | |Grus carunculatus–Africa S e centrale | 1b 1c | | |Grus grus–Europa NO/Iberia e Marocco | | 1 | |–Europa centrale e NE/Africa N | | 1 | |–Europa E/Turchia, Medio Oriente ed Africa NE | 3c | | |–Turchia e Georgia (rip) | 1c | | |–Siberia O/Asia S | | (1) | |RALLIDAESarothrura elegans elegans–Africa NE, E e S | | | (1) |Sarothrura elegans reichenovi–Da Africa SO ad Africa centrale | | | (1) |Sarothrura boehmi–Africa centrale | 1c | | |Sarothrura ayresi–Etiopia e Africa S | 1a 1b 1c | | |Rallus aquaticus aquaticus–Europa ed Africa N | | | 1 |Rallus aquaticus korejewi–Siberia O/Asia SO | | | (1) |Rallus caerulescens–Africa S ed E | | | (1) |Crecopsis egregia–Africa subsaharrana | | | (1) |Crex crex–Europa ed Asia O/Africa subsahariana | 1b | 2c | |Amaurornis flavirostris–Africa subsahariana | | | 1 |Porzana parva parva–Eurasia O/Africa | | 2c | |Porzana pusilla intermedia–Europa (rip) | 2 | | |Porzana porzana–Europa/Africa | | 2c | |Aenigmatolimnas marginalis–Africa subsahariana | (2) | | |Porphyrio alleni–Africa subsahariana | | | (1) |Gallinula chloropus chloropus–Europa ed Africa N | | | 1 |–Asia O e SO | | | (1) |Gallinula angulata–Africa subsahariana | | | (1) |Fulica cristata–Africa subsahariana | | | 1 |–Spagna e Marocco | 1c | | |Fulica atra atra–Europa NO (svern) | | | 1 |–Mar Nero e Mediterraneo (svern) | | | 1 |–Asia SO (svern) | | | (1) |DROMADIDAEDromas ardeola–Oceano Indiano NO, Mar Rosso e Golfo Persico | 3a | | |HAEMATOPODIDAEHaematopus ostralegus ostralegus–Europa/Europa S ed O ed Africa NO | | | 1 |Haematopus ostralegus longipes–Europa SE ed Asia O/Asia SO ed Africa NE | | | (1) |Haematopus moquini–Africa costiera S | 1c | | |RECURVIROSTRIDAEHimantopus himantopus himantopus–Africa subsahariana (S escluso) | | | (1) |–Africa S ("meridionalis") | 2 | | |–Europa SO ed Africa NO/Africa O | | 1 | |–Europa centrale e E Mediterraneo E/Africa centro-N | | 1 | |–Asia O, centrale e SO/Asia SO e Africa NE | | (1) | |Recurvirostra avosetta–Africa S | 2 | | |–Africa E | | (1) | |–Europa O ed Africa NO (rip) | | 1 | |–Europa SE, Mar Nero e Turchia (rip) | (3c) | | |–Asia O e SO/Africa E | 2 | | |BURHINIDAEBurhinus senegalensis senegalensis–Africa O | (2) | | |Burhinus senegalensis inornatus–Africa NE ed E | (2) | | |GLAREOLIDAEPluvianus aegyptius aegyptius–Africa O | | (1) | |–Africa E | (2) | | |Glareola pratincola pratincola–Europa O ed Africa NO/Africa O | 2 | | |–Mar Nero e Mediterraneo E/zona Sahel E | 2 | | |–Asia SO/Asia SO ed Africa NE | | (1) | |Glareola nordmanni–Europa SE ed Asia O/Africa S | 3b 3c | | |Glareola ocularis–Madagascar/Africa E | (2) | | |Glareola nuchalis nuchalis–Africa E e centrale | | (1) | |Glareola nuchalis liberiae–Africa O | (2) | | |Glareola cinerea cinerea–Africa SE O ed Africa centrale | (2) | | |CHARADRIIDAEPluvialis apricaria apricaria–Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Germania e Baltico (rip) | 3c* | | |Pluvialis apricaria altifrons–Islanda e Færøer/costa E dell’Atlantico | | | 1 |–Europa N/Europa O ed Africa NO | | | 1 |–Siberia N/Mar Caspio ed Asia Minore | | (1) | |Pluvialis fulva–Siberia centro-N/Asia S e SO, Africa NE | | (1) | |Pluvialis squatarola–Siberia O e Canada/Europa O ed Africa O | | | 1 |–Siberia E e centrale/Asia SO, Africa E e S | | 1 | |Charadrius hiaticula hiaticula–Europa N/Europa ed Africa N | | 1 | |Charadrius hiaticula psammodroma–Canada, Groenlandia ed Islanda/Africa O e S | | (2c) | |Charadrius hiaticula tundrae–Europa NE e Siberia/Asia SO, Africa E e S | | | (1) |Charadrius dubius curonicus–Europa ed Africa NO/Africa O | | | 1 |–Asia O e SO/Africa E | | | (1) |Charadrius pecuarius pecuarius–Africa S ed E | | | (1) |–Africa O | | (1) | |Charadrius tricollaris tricollaris–Africa S ed E | | | 1 |Charadrius forbesi–Africa O e centrale | | (1) | |Charadrius pallidus pallidus–Africa S | 2 | | |Charadrius pallidus venustus–Africa E | 1c | | |Charadrius alexandrinus alexandrinus–Europa O e Mediterraneo O/Africa O | 3c | | |–Mar Nero e Mediterraneo E/Sahel E | 3c | | |–Asia centrale e SO/Asia SO ed Africa NE | | (1) | |Charadrius marginatus mechowi–Africa S ed E | 2 | | |–Africa O — centro-O | 2 | | |Charadrius mongolus pamirensis–Asia centro-O/Asia SO ed Africa E | | (1) | |Charadrius leschenaultii columbinus–Turchia ed Asia SO/Mediterraneo E e Mar Rosso | 1c | | |Charadrius leschenaultii crassirostris–Mar Caspio ed Asia SO/Arabia ed Africa NE | | (1) | |Charadrius leschenaultii leschenaultii–Asia centrale/Africa E e S | | (1) | |Charadrius asiaticus–Europa SE ed Asia O/Africa E e centro-S | 3c | | |Eudromias morinellus–Europa/Africa NO | (3c) | | |–Asia/Medio Oriente | | (1) | |Vanellus vanellus–Europa/Europa ed Africa N | | 2c | |–Asia O/Asia SO | | | (1) |Vanellus spinosus–Mar Nero e Mediterraneo (rip) | | 1 | |Vanellus albiceps–Africa centrale ed O | | (1) | |Vanellus senegallus senegallus–Africa O | | (1) | |Vanellus senegallus solitaneus–Africa SO | | (1) | |Vanellus senegallus lateralis–Africa E e SE | | 1 | |Vanellus lugubris–Africa SO | 2 | | |–Africa E e centrale | 3c | | |Vanellus melanopterus minor–Africa S | 1c | | |Vanellus coronatus coronatus–Africa E e S | | | 1 |–Africa centrale | (2) | | |Vanellus coronatus xerophilus–Africa SO | | (1) | |Vanellus superciliosus–Africa centrale ed O | (2) | | |Vanellus gregarius–Europa SE ed Asia O/Africa NE | 1a 1b 1c | | |–Repubbliche centro-asiatiche/India NO | 1a 1b 1c | | |Vanellus leucurus–Asia SO/Asia SO ed Africa NE | 2 | | |–Repubbliche centro-asiatiche/Asia S | | (1) | |SCOLOPACIDAEScolopax rusticola–Europa/Europa S e O ed Africa N | | | 1 |–Siberia O/Asia SO (Mar Caspio) | | | (1) |Gallinago stenura–Siberia N/Asia S ed Africa E | | | (1) |Gallinago media–Scandinavia/probabilmente Africa O | | 1 | |–Siberia O ed Europa NE/Africa SE | | 2c | |Gallinago gallinago gallinago–Europa/Europa E e S ed Africa NO | | 2c | |–Siberia O/Asia SO ed Africa | | | 1 |Gallinago gallinago faeroeensis–Islanda, Færøer e Scozia N/Irlanda | | | 1 |Lymnocryptes minimus–Europa N/Europa O e S ed Africa O | | 2b | |–Siberia O/Asia SO ed Africa NE | | (1) | |Limosa limosa limosa–Europa O/Africa O e NO | | 2c | |–Europa E/Africa E e centrale | | 2c | |–Asia centro-O/Asia SO ed Africa E | | (1) | |Limosa limosa islandica–Islanda/Europa O | 3a* | | |Limosa lapponica lapponica–Europa N/Europa O | | 2a | |Limosa lapponica taymyrensis–Siberia O/Africa O e SO | | 2a 2c | |Limosa lapponica menzbieri–Siberia centrale/Asia S e SO ed Africa E | | | (1) |Numenius phaeopus phaeopus–Europa N/Africa O | | | (1) |–Siberia O/Africa S ed E | | | (1) |Numenius phaeopus islandicus–Islanda, Færøer e Scozia/Africa O | | | 1 |Numenius phaeopus alboaxillaris–Asia SO/Africa E | 1c | | |Numenius tenuirostris–Siberia centrale/Mediterraneo ed Asia SO | 1a 1b 1c | | |Numenius arquata arquata–Europa/Europa, Africa N ed O | | | 1 |Numenius arquata orientalis–Siberia O/Asia SO, Africa E e S | 3c | | |Numenius arquata suschkini–Europa SE ed Asia SO (rip) | 2 | | |Tringa erythropus–Europa N/Europa S, ed Africa N ed O | | | (1) |–Siberia O/Asia SO, Africa E e NE | | (1) | |Tringa totanus totanus–Europa NO/Europa O, Africa O e NO | | 2c | |–Europa centrale ed E/Mediterraneo E ed Africa | | 2c | |Tringa totanus britannica–Gran Bretagna ed Irlanda/Gran Bretagna, Irlanda, Francia | | 2c | |Tringa totanus ussuriensis–Asia O/Asia SO, Africa NE ed E | | | (1) |Tringa totanus robusta–Islanda e Færøer/Europa O | | | 1 |Tringa stagnatilis–Europa E/Africa O e centrale | | (1) | |–Asia O/Asia SO, Africa E e S | | (1) | |Tringa nebularia–Europa N/Europa SO, Africa NO ed O | | | 1 |–Siberia O/Asia SO, Africa E e S | | | (1) |Tringa ochropus–Europa N/Europa S e O, Africa O | | | 1 |–Siberia O/Asia SO, Africa NE ed E | | | (1) |Tringa glareola–Europa NO/Africa O | | 2c | |–Europa NE e Siberia O/Africa E e S | | | (1) |Tringa cinerea–Europa NE e Siberia O/Asia SO, Africa E e S | | | 1 |Tringa hypoleucos–Europa O e centrale/Africa O | | | 1 |–Europa E e Siberia O/Africa centrale, E e S | | | (1) |Arenaria interpres interpres–Canada NE e Groenlandia/Europa O ed Africa NO | | 1 | |–Europa N/Africa O | | 1 | |–Siberia O e centrale/Asia SO, Africa E e S | | | (1) |Calidris tenuirostris–Siberia E/Asia SO e Asia SO | 1c | | |Calidris canutus canutus–Siberia N/Africa O e S | | 2a 2c | |Calidris canutus islandica–Canada NE e Groenlandia/Europa O | | 2a 2c | |Calidris alba–Europa Atlantico E, Africa O e S (svern) | | | 1 |–Asia SO, Africa E e S (svern) | | | 1 |Calidris minuta–Europa N/Europa S, Africa N ed O | | (2c) | |–Siberia O/Asia SO, Africa E e S | | | (1) |Calidris temminckii–Fennoscandia/Africa N ed O | | (1) | |–Europa NE e Siberia O/Asia SO ed Africa E | | | (1) |Calidris maritima maritima–Europa N ed O (Islanda esclusa) (svern) | | 1 | |Calidris alpina alpina–Europa NE e Siberia NO/Europa O ed Africa NO | | | 1 |Calidris alpina centralis–Siberia centrale/Asia SO ed Africa NE | | | (1) |Calidris alpina schinzii–Islanda e Groenlandia/Africa NO ed O | | | 1 |–Gran Bretagna ed Irlanda/Europa SO ed Africa NO | 2 | | |–Baltico/Europa SO ed Africa NO | 1c | | |Calidris alpina arctica–Groenlandia NE/Africa O | 3a | | |Calidris ferruginea–Siberia O/Africa O | | | 1 |–Siberia centrale/Asia SO, Africa E e S | | | 1 |Limicola falcinellus falcinellus–Europa N/Asia SO ed Africa | 3c | | |Philomachus pugnax–Europa N e Siberia O/Africa O | | 2c | |–Siberia N/Asia SO, Africa E e S | | (2c) | |Phalaropus lobatus–Eurasia O/Mare Arabico | | | 1 |Phalaropus fulicaria–Canada e Groenlandia/costa atlantica dell’Africa | | | (1) |LARIDAELarus leucophthalmus–Mar Rosso e coste limitrofe | 1a 2 | | |Larus hemprichii–Mar Rosso, Golfo Persico, Arabia ed Africa E | | 2a | |Larus canus canus–Europa NO e centrale/costa Atlantico e Mediterraneo | | 2c | |Larus canus heinei–Europa NE e Siberia O/Mar Nero e Mar Caspio | | (1) | |Larus audouinii–Mediterraneo/coste N ed O dell’Africa | 1a 3a | | |Larus marinus–Europa N ed O | | | 1 |Larus dominicanus vetula–Africa costiera S | | 1 | |Larus hyperboreus hyperboreus–Svalbard e Russia N (rip) | | | (1) |Larus hyperboreus leuceretes–Canada, Groenlandia ed Islanda (rip) | | | (1) |Larus glaucoides glaucoides–Groenlandia/Islanda ed Europa NO | | | 1 |Larus argentatus argentatus–Europa N e NO | | | 1 |Larus argentatus argenteus–Islanda ed Europa O | | | 1 |Larus heuglini–Europa NE e Siberia O/Asia SO ed Africa NE | | | (1) |Larus (heuglini) barabensis–Siberia SO/Asia SO | | | (1) |Larus armenicus–Armenia, Turchia E ed Iran NO | 3a | | |Larus cachinnans cachinnans–Mar Nero ed Asia O/Asia SO, Africa NE | | | 1 |Larus cachinnans michahellis–Mediterraneo, Iberia e Marocco | | | 1 |Larus fuscus fuscus–Europa NE/Mar Nero, Asia SO ed Africa E | | (2c) | |Larus fuscus graellsii–Europa O/Mediterraneo ed Africa O | | | 1 |Larus ichthyaetus–Mar Nero e Mar Caspio/Asia SO | 3a | | |Larus cirrocephalus poiocephalus–Africa O | | (1) | |–Africa E e centrale | | | (1) |–Africa costiera meridionale (Madagascar escluso) | | (1) | |Larus hartlaubii–Africa costiera SE | | 1 | |Larus ridibundus–Europa O/Europa O, Mediterraneo O, Africa O | | | 1 |–Europa E/Mar Nero e Mediterraneo E | | | 1 |–Asia O/Asia SO ed Africa NE | | | (1) |Larus genei–Africa O (rip) | 2 | | |–Mar Nero e Mediterraneo (rip) | | 2a | |–Asia O, SO e S (rip) | | 2a | |Larus melanocephalus–Europa O, Mediterraneo ed Africa NO | | 2a | |Larus minutus–Europa centrale ed E/Europa SO e Mediterraneo O | | 1 | |–Asia O/Mediterraneo E, Mar Nero e Mar Caspio | | (1) | |Xema sabini sabini–Canada e Groenlandia/Atlantico SE | | | (1) |Sterna nilotica nilotica–Europa O/Africa O | 2 | | |–Mar Nero e Mediterraneo E/Africa E | 3c | | |–Asia O e centrale/Asia SO | 2 | | |Sterna caspia caspia–Africa S (rip) | 1c | | |–Africa O (rip) | | 1 | |–Europa (rip) | 1c | | |–Mar Caspio (rip) | 2 | | |Sterna maxima albidorsalis–Africa O (rip) | | 2a | |Sterna bengalensis bengalensis–Golfo Persico/Asia S | | 2a | |Sterna bengalensis par–Mar Rosso/Africa E | 3a | | |Sterna bengalensis emigrata–Mediterraneo S/coste Africa NO ed O | 1c | | |Sterna bergii bergii–Africa S (Angola-Mozambico) | 2 | | |Sterna bergii enigma–Madagascar e Mozambico/Africa S | 1c | | |Sterna bergii thalassina–Africa E e Seicelle | 1c | | |Sterna bergii velox–Mar Rosso ed Africa NE | 3a | | |Sterna sandvicensis sandvicensis–Europa O/Africa O | | 2a | |–Mar Nero e Mediterraneo (rip) | 3a 3c | | |–Asia O e centrale/Asia SO e S | | 2a | |Sterna dougallii dougallii–Africa S | 1c | | |–Africa E | 3a | | |–Europa (rip) | 1c | | |Sterna dougallii arideensis–Madagascar, Seicelle e Mascarene | 2 | | |Sterna dougallii bangsi–Mare Arabico settentrionale (Oman) | 1c | | |Sterna vittata vittata–Isole Prince Edward, Marion, Crozet e Kerguelen/Africa S | 1c | | |Sterna vittata tristanensis–Isole Tristan da Cunha e Gough/Africa S | 1c | | |Sterna hirundo hirundo–Europa S ed O (rip) | | | 1 |–Europa N ed E (rip) | | | 1 |–Asia O (rip) | | | (1) |Sterna paradisaea–Eurasia O (rip) | | | 1 |Sterna albifrons albifrons–Atlantico E (rip) | 3b | | |–Mar Nero e Mediterraneo E (rip) | 3c | | |–Mar Caspio (rip) | 2 | | |Sterna albifrons guineae–Africa O (rip) | 1c | | |Sterna saundersi–Asia SO, Mar Rosso, Golfo Persico ed Africa E | | (1) | |Sterna balaenarum–Namibia ed Africa S/da costa atlantica al Ghana | 2 | | |Sterna repressa–Asia SO, Mar Rosso, Golfo Persico ed Africa E | | 2c | |Chlidonias hybridus hybridus–Europa O ed Africa NO (rip) | 3c | | |–Mar Nero e Mediterraneo E (rip) | | | (1) |–Mar Caspio (rip) | | (1) | |Chlidonias hybridus sclateri–Africa E (Kenia e Tanzania) | 1c | | |–Africa S (da Malawi e Zambia ad Africa S) | (2) | | |Chlidonias leucopterus–Europa E ed Asia O/Africa | | | (1) |Chlidonias niger niger–Europa ed Asia O/costa atlantica dell’Africa | | 2c | |RYNCHOPIDAERynchops flavirostris–Africa costiera occidentale ed Africa centrale | 2 | | |–Africa E e S | 2 | | |[1] Adottato nella seconda riunione della conferenza delle parti tenutasi dal 25 al 27 settembre 2002, a Bonn, Germania.--------------------------------------------------

Summary:
Conservazione degli uccelli migratori dell’Africa-Eurasia
Conservazione degli uccelli migratori dell’Africa-Eurasia
 
SINTESI DI:
Accordo sulla conservazione degli uccelli migratori dell’Africa-Eurasia
Decisione 2006/871/CE — conclusione, a nome della Comunità europea, dell’accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori afro-euroasiatici
QUAL È LO SCOPO DELL’ACCORDO E DELLA DECISIONE?
L’accordo impegna i governi firmatari a:coordinare le misure per mantenere o ripristinare condizioni di conservazione favorevoli per gli uccelli migratori dell’Africa-Eurasia; prestare particolare attenzione alle specie minacciate di estinzione e a quelle in stato di conservazione sfavorevole.La decisione del Consiglio:approva l’accordo sulla conservazione degli uccelli migratori dell’Africa-Eurasia; autorizza la Commissione europea, a nome dell’Unione Europea (Unione), ad approvare le modifiche agli allegati dell’accordo che sono conformi alla legislazione dell’Unione.
PUNTI CHIAVE
L’allegato 1 definisce la copertura geografica dell’accordo (l’«area dell’accordo»). Questo si estende dalla Norvegia al Sud Africa e dall’Islanda all’Uzbekistan. Parti dell’accordo:fornire una protezione rigorosa agli uccelli migratori minacciati di estinzione (l’allegato 2 elenca le 255 specie coperte);garantire che qualsiasi interazione con gli uccelli migratori sia basata sulle migliori conoscenze disponibili della loro ecologia e sia sostenibile;identificare e incoraggiare la protezione, la gestione, il recupero e il ripristino di siti e habitat;coordinare gli sforzi per garantire la manutenzione o il ripristino di una rete di habitat idonei;indagare sui problemi causati dall’attività umana e intraprendere azioni correttive;collaborare nelle emergenze che richiedono una risposta internazionale;vietare l’introduzione volontaria nell’ambiente di uccelli non nativi e cercare di prevenirne il rilascio involontario;avviare e sostenere la ricerca, compresi i programmi di monitoraggio, sulla biologia e l’ecologia degli uccelli;analizzare i requisiti di formazione per sondaggi, monitoraggio, inanellamento e gestione delle zone umide;elaborare e portare avanti programmi per aumentare la consapevolezza e la comprensione dei problemi di conservazione;scambiare informazioni e risultati delle ricerche;collaborare all’attuazione dell’accordo. L’allegato 3 contiene una tabella con lo stato delle popolazioni di uccelli migratori, un piano d’azione dettagliato e le linee guida per la conservazione che riguardano:conservazione delle specie, compresi i provvedimenti giuridici in base allo stato delle specie;conservazione dell’habitat;gestione delle attività umane;ricerca e monitoraggio;istruzione e informazione;attuazione. Parti dell’accordo:designare un’autorità nazionale e un punto di contatto;preparare le sessioni ordinarie dell’accordo;contribuire al bilancio;può dare contributi volontari a un fondo di conservazione;sono invitati a fornire formazione e supporto tecnico e finanziario agli altri firmatari. L’accordo stabilisce:le procedure decisionali;la composizione e il ruolo di un comitato tecnico;i compiti di segreteria;i rapporti con gli organismi internazionali esistenti;i meccanismi di risoluzione delle controversie;le quattro versioni linguistiche ufficiali (arabo, inglese, francese e russo).
DATA DI ENTRATA IN VIGORE
L’accordo è entrato in vigore il 1 Novembre 1999.
CONTESTO
L’Unione è parte della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici degli animali selvatici del 1979. Nota come Convenzione di Bonn (si veda sintesi), essa invita alla cooperazione internazionale per il raggiungimento dei suoi obiettivi. Gli uccelli migratori sono particolarmente vulnerabili. Viaggiano su lunghe distanze e dipendono da zone umide che stanno diventando più piccole e degradate dall’attività umana non sostenibile. L’accordo prevede 82 parti contraenti: 44 dell’Eurasia, compresa l’Unione, e 38 dell’Africa.
DOCUMENTI PRINCIPALI
Accordo sulla conservazione degli uccelli migratori dell’Africa-Eurasia (GU L 345 del 8.12.2006, pag. 26).
Decisione 2006/871/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, dell’accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori afro-euroasiatici (GU L 345 del 8.12.2006, pag. 24).
DOCUMENTI CORRELATI
Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica (GU L 210 del 19.7.1982, pag. 11).
Decisione del Consiglio 82/461/CEE del 24 giugno 1982 relativa alla conclusione della convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica (GU L 210 del 19.7.1982, pag. 10).
Ultimo aggiornamento: 29.09.2021