Document ID: 32006D0719

Reference:
26.10.2006
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
L 297/1
DECISIONE DEL CONSIGLIO
del 5 ottobre 2006
sull’adesione della Comunità alla conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato
(2006/719/CE)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 61, lettera c), in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, primo comma, e paragrafo 3, secondo comma,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere conforme del Parlamento europeo (1),
considerando quanto segue:
(1)
La finalità della conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato (HCCH) è lavorare all’unificazione progressiva delle norme di diritto internazionale privato. L’HCCH ha già adottato un numero cospicuo di convenzioni nei diversi settori del diritto internazionale privato.
(2)
Dall’entrata in vigore del trattato di Amsterdam, la Comunità è competente ad adottare misure nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile che presentino implicazioni transfrontaliere, per quanto necessario al corretto funzionamento del mercato interno. La Comunità ha esercitato questa sua competenza adottando una serie di strumenti, molti dei quali coincidono in tutto o in parte con i settori di attività dell’HCCH.
(3)
È essenziale che la Comunità acquisisca uno status conforme al suo nuovo ruolo di grande attore internazionale nel settore della cooperazione giudiziaria civile e che possa esercitare le sue competenze esterne partecipando come membro titolare ai negoziati delle convenzioni dell’HCCH nei settori di sua competenza.
(4)
Con decisione del 28 novembre 2002, il Consiglio ha autorizzato la Commissione a negoziare le condizioni e le modalità di adesione della Comunità all’HCCH.
(5)
Con lettera comune della Commissione e della presidenza all’HCCH, del 19 dicembre 2002, la Comunità ha presentato domanda di adesione all’HCCH, e ha chiesto l’avvio dei negoziati.
(6)
Nell’aprile 2004 una commissione speciale Affari generali e politica dell’HCCH si è unanimemente pronunciata a favore, in linea di principio, dell’adesione della Comunità all’HCCH e ha stabilito criteri e procedure sulle modalità di tale adesione.
(7)
Nel giugno 2005 la conferenza diplomatica dell’HCCH ha approvato per consenso la modifica dello statuto dell’HCCH affinché possa aderire un’organizzazione regionale di integrazione economica, quindi gli Stati membri dell’HCCH sono stati invitati a votare gli emendamenti, se possibile entro nove mesi.
(8)
Le modifiche dello statuto entreranno in vigore decorsi tre mesi da quando il segretario generale dell’HCCH avrà informato i membri che è stata raggiunta la maggioranza di due terzi necessaria per modificare lo statuto. Poco dopo l’entrata in vigore delle modifiche, una riunione straordinaria del Consiglio Affari generali e politica deciderà ufficialmente l’ammissione della Comunità alla conferenza dell’HCCH.
(9)
L’esito dei negoziati sulla revisione dello statuto dell’HCCH è soddisfacente, considerati gli interessi della Comunità.
(10)
L’articolo 2A dello statuto dell’HCCH conferisce alla Comunità il diritto di diventare membro dell’HCCH come organizzazione regionale di integrazione economica.
(11)
È opportuno che la Comunità aderisca all’HCCH.
(12)
Ai sensi dell’articolo 3 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, il Regno Unito e l’Irlanda partecipano all’adozione della presente decisione.
(13)
Ai sensi degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all’adozione della presente decisione, non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione,
DECIDE:
Articolo unico
1.   La Comunità aderisce alla conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato (HCCH) con la dichiarazione di accettazione dello statuto dell’HCCH, di cui all’allegato I, non appena quest’ultima abbia adottato la decisione ufficiale di ammettere la Comunità in qualità di membro.
2.   La Comunità deposita inoltre una dichiarazione di competenza specificante le materie per le quali i suoi Stati membri le hanno trasferito competenze, figurante nell’allegato II, e una dichiarazione su certi aspetti relativi all’HCCH, figurante nell’allegato III.
3.   Il presidente del Consiglio è autorizzato a esperire tutte le procedure necessarie per dare effetto ai paragrafi 1 e 2.
4.   Il testo dello statuto figura all’allegato IV della presente decisione.
5.   Nella presente decisione per «Stato membro» si intendono gli Stati membri eccetto la Danimarca.
Fatto a Lussemburgo, addì 5 ottobre 2006.
Per il Consiglio
Il presidente
K. RAJAMÄKI
(1)  Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
ALLEGATO I
Strumento di adesione all’HCCH
J.H.A. VAN LOON
Segretario generale
Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato
Scheveningseweg 6
2517 THE HAGUE
Egregio signore,
mi pregio di informarLa che la Comunità europea ha deciso di aderire alla conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato. La prego pertanto di ricevere il presente strumento con il quale la Comunità accetta lo statuto della conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato a norma del suo articolo 2A. Allego una dichiarazione della Comunità europea specificante le materie per le quali i suoi Stati membri le hanno trasferito competenze, e una dichiarazione su certi aspetti relativi alla conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato.
La Comunità europea accetta formalmente e senza riserve gli obblighi derivanti dalla qualità di membro della conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato di cui allo statuto, e si impegna solennemente a soddisfare gli obblighi in vigore all’atto dell’adesione.
Voglia gradire i sensi della mia più alta stima.
Il presidente del Consiglio dell’Unione europea
ALLEGATO II
Dichiarazione di competenza della Comunità specificante le materie per le quali i suoi Stati membri le hanno trasferito competenze
1.
La presente dichiarazione è presentata a norma dell’articolo 2A, paragrafo 3, dello statuto della conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato e specifica le materie per le quali gli Stati membri della Comunità europea le hanno trasferito competenze.
2.
La Comunità è competente ad adottare misure generali e specifiche in materia di diritto internazionale privato in vari settori nei suoi Stati membri. In ordine alle materie di competenza della conferenza dell’Aia, la Comunità europea è competente ad adottare, a norma del titolo IV del trattato CE, misure nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile che presentino implicazioni transfrontaliere, per quanto necessario al corretto funzionamento del mercato interno [articolo 61, lettera c), e articolo 65 del trattato CE]. Tali misure comprendono:
a)
il miglioramento e la semplificazione del sistema per la notificazione transnazionale degli atti giudiziari ed extragiudiziali, della cooperazione nell’assunzione dei mezzi di prova, del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, comprese le decisioni extragiudiziali;
b)
la promozione della compatibilità delle regole applicabili negli Stati membri ai conflitti di leggi e di competenza giurisdizionale;
c)
l’eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili, se necessario promuovendo la compatibilità delle norme di procedura civile applicabili negli Stati membri.
3.
Nei settori che non sono di sua esclusiva competenza la Comunità interviene, secondo il principio della sussidiarietà, soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell’azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario. L’azione della Comunità si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi.
4.
Inoltre, la Comunità è competente in altri settori potenzialmente disciplinati da convenzioni dell’HCCH, come il mercato interno (articolo 95 del trattato CE) o la protezione dei consumatori (articolo 153 del trattato CE).
5.
La Comunità ha esercitato tale competenza adottando una serie di strumenti a norma dell’articolo 61, lettera c), del trattato CE:
—
il regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza,
—
il regolamento (CE) n. 1348/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale,
—
il regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale,
—
il regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove in materia civile o commerciale,
—
la direttiva 2003/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l’accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie,
—
il regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000,
—
il regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati.
Disposizioni di diritto internazionale privato si possono trovare in altri testi legislativi comunitari, specie in relazione alla protezione dei consumatori, al settore assicurativo, ai servizi finanziari e alla proprietà intellettuale. Così, le direttive comunitarie interessate dalla convenzione dell’Aia sulla legge applicabile ad alcuni diritti su strumenti finanziari detenuti presso un intermediario sono state adottate in base all’articolo 95 del trattato CE.
6.
Sebbene il trattato CE non contenga riferimenti espliciti alla competenza esterna, dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee discende che le richiamate disposizioni del trattato CE costituiscono la base giuridica appropriata non soltanto per atti comunitari interni ma anche per accordi internazionali conclusi dalla Comunità. La Comunità ha facoltà di stipulare accordi internazionali in tutti i casi in cui i poteri inerenti alla competenza interna siano stati già esercitati al fine di adottare provvedimenti destinati all’attuazione delle politiche comuni, come quelle citate sopra, o se l’accordo internazionale è necessario al raggiungimento di uno degli obiettivi della Comunità (1). La competenza esterna della Comunità è esclusiva nella misura in cui l’accordo internazionale incide su norme interne comuni o ne altera la portata (2). Se questo è il caso, non compete agli Stati membri bensì alla Comunità contrarre obblighi con paesi terzi o organizzazioni internazionali. Un accordo internazionale può essere in tutto o soltanto in parte di competenza esclusiva della Comunità.
7.
Gli strumenti comunitari sono vincolanti, di norma, per tutti gli Stati membri. In relazione al titolo IV del trattato CE che costituisce la base giuridica della cooperazione giudiziaria in materia civile, per la Danimarca, l’Irlanda e il Regno Unito si applica un regime speciale. Nessuna misura adottata a norma del titolo IV del trattato CE è vincolante o applicabile in Danimarca. Il Regno Unito e l’Irlanda partecipano all’adozione degli strumenti giuridici ai sensi del titolo IV del trattato CE se ne informano il Consiglio. Entrambi gli Stati membri hanno deciso di partecipare a tutte le misure di cui al punto 5.
8.
L’estensione della competenza che gli Stati membri hanno trasferito alla Comunità a norma del trattato CE è, per sua natura, soggetta a continua evoluzione. La Comunità e i suoi Stati membri provvederanno affinché sia notificata senza indugio al segretario generale dell’HCCH qualunque modifica delle competenze comunitarie, come prescritto all’articolo 2A, paragrafo 4, dello statuto.
(1)  Parere 1/76 della Corte, Racc. 1977, pag. 741; parere 2/91, Racc. 1993, pag. I-1061; causa 22/70 («AETS»), Commissione/Consiglio, Racc. 1971, pag. 263; causa C-467/98 (cosiddetta «open skies»), Commissione/Danimarca, Racc. 2002, pag. I-9519.
(2)  Causa 22/70 («AETS»), Commissione/Consiglio; causa C-467/98 (cosiddetta «open skies»), Commissione/Danimarca.
ALLEGATO III
Dichiarazione della Comunità europea su certi aspetti relativi alla conferenza dell’HCCH
La Comunità provvede a esaminare se sia nel suo interesse aderire alle convenzioni dell’Aia esistenti che sono di competenza comunitaria. Sussistendo tale interesse, la Comunità europea, in cooperazione con l’HCCH, farà il possibile per superare le difficoltà risultanti dall’assenza di una clausola che sancisca l’adesione a quelle convenzioni di un’organizzazione regionale di integrazione economica.
La Comunità provvede inoltre a rendere possibile la partecipazione di rappresentanti dell’Ufficio permanente dell’HCCH alle riunioni di esperti organizzate dalla Commissione delle Comunità europee, in cui si discutano materie di interesse per l’HCCH.
ALLEGATO IV
STATUTE OF THE HAGUE CONFERENCE ON PRIVATE INTERNATIONAL LAW
The Governments of the countries hereinafter specified:
the Federal Republic of Germany, Austria, Belgium, Denmark, Spain, Finland, France, Italy, Japan, Luxembourg, Norway, the Netherlands, Portugal, the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland, Sweden and Switzerland;
In view of the permanent character of the Hague Conference on Private International Law;
Desiring to stress that character;
Having, to that end, deemed it desirable to provide the Conference with a Statute;
Have agreed upon the following provisions:
Article 1
The purpose of the Hague Conference is to work for the progressive unification of the rules of private international law.
Article 2
Members of the Hague Conference on Private International Law are the States which have already participated in one or more Sessions of the Conference and which accept the present Statute.
Any other State, the participation of which is from a juridical point of view of importance for the work of the Conference, may become a Member. The admission of new Member States shall be decided upon by the Governments of the participating States, upon the proposal of one or more of them, by a majority of the votes cast, within a period of six months from the date on which that proposal is submitted to the Governments.
The admission shall become effective upon the acceptance of the present Statute by the State concerned.
Article 2A
1.   The Member States may, at a meeting concerning General Affairs and Policy where the majority of Member States is present, by a majority of the votes cast, decide to admit also as a Member any Regional Economic Integration Organisation which has submitted an application for membership to the Secretary General. References to Members under this Statute shall include such Member Organisations, except as otherwise expressly provided. The admission shall become effective upon the acceptance of the Statute by the Regional Economic Integration Organisation concerned.
2.   To be eligible to apply for membership of the Conference, a Regional Economic Integration Organisation must be one constituted solely by sovereign States to which its Member States have transferred competence over a range of matters within the purview of the Conference, including the authority to make decisions binding on its Member States in respect of those matters.
3.   Each Regional Economic Integration Organisation applying for membership shall, at the time of such application, submit a declaration of competence specifying the matters in respect of which competence has been transferred to it by its Member States.
4.   Each Member Organisation and its Member States shall ensure that any change regarding the competence of the Member Organisation or in its membership shall be notified to the Secretary General, who shall circulate such information to the other Members of the Conference.
5.   Member States of the Member Organisation shall be presumed to retain competence over all matters in respect of which transfers of competence have not been specifically declared or notified.
6.   Any Member of the Conference may request the Member Organisation and its Member States to provide information as to whether the Member Organisation has competence in respect of any specific question which is before the Conference. The Member Organisation and its Member States shall ensure that this information is provided on such request.
7.   The Member Organisation shall exercise membership rights on an alternative basis with its Member States that are Members of the Conference, in the areas of their respective competences.
8.   The Member Organisation may exercise on matters within its competence, in any meetings of the Conference in which it is entitled to participate, a number of votes equal to the number of its Member States which have transferred competence to the Member Organisation in respect of the matter in question, and which are entitled to vote in and have registered for such meetings. Whenever the Member Organisation exercises its right to vote its Member States shall not exercise theirs, and conversely.
9.   ‘Regional Economic Integration Organisation’ means an international organisation that is constituted solely by sovereign States, and to which its Member States have transferred competence over a range of matters, including the authority to make decisions binding on its Member States in respect of those matters.
Article 3
1.   The Council on General Affairs and Policy (hereafter the Council), composed of all Members, has charge of the operation of the Conference. Meetings of the Council shall, in principle, be held annually.
2.   The Council ensures such operation through a Permanent Bureau the activities of which it directs.
3.   The Council shall examine all proposals intended to be placed on the agenda of the Conference. It shall be free to determine the action to be taken on such proposals.
4.   The Netherlands Standing Government Committee, instituted by Royal Decree of February 20 1897 with a view to promoting the codification of private international law, shall, after consultation with the Members of the Conference, determine the date of the Diplomatic Sessions.
5.   The Standing Government Committee shall address itself to the Government of the Netherlands for the convocation of the Members. The Chair of the Standing Government Committee presides over the Sessions of the Conference.
6.   The Ordinary Sessions of the Conference shall, in principle, be held every four years.
7.   If necessary, the Council may, after consultation with the Standing Government Committee, request the Government of the Netherlands to convene the Conference in Extraordinary Session.
8.   The Council may consult the Standing Government Committee on any other matter relevant to the Conference.
Article 4
1.   The Permanent Bureau shall have its seat at The Hague. It shall be composed of a Secretary General and four Secretaries who shall be appointed by the Government of the Netherlands upon presentation by the Standing Government Committee.
2.   The Secretary General and the Secretaries must possess appropriate legal knowledge and practical experience. In their appointment account shall also be taken of diversity of geographic representation and of legal expertise.
3.   The number of Secretaries may be increased after consultation with the Council and in accordance with Article 9.
Article 5
Under the direction of the Council, the Permanent Bureau shall be charged with:
(a)
the preparation and organisation of the Sessions of the Hague Conference and the meetings of the Council and of any Special Commissions;
(b)
the work of the Secretariat of the Sessions and meetings envisaged above;
(c)
all the tasks which are included in the activity of a secretariat.
Article 6
1.   With a view to facilitating communication between the Members of the Conference and the Permanent Bureau, the Government of each of the Member States shall designate a national organ and each Member Organisation a contact organ.
2.   The Permanent Bureau may correspond with all the organs so designated and with the competent international organisations.
Article 7
1.   The Sessions and, in the interval between Sessions, the Council, may set up Special Commissions to prepare draft Conventions or to study all questions of private international law which come within the purpose of the Conference.
2.   The Sessions, Council and Special Commissions shall, to the furthest extent possible, operate on the basis of consensus.
Article 8
1.   The budgeted costs of the Conference shall be apportioned among the Member States of the Conference.
2.   A Member Organisation shall not be required to contribute in addition to its Member States to the annual budget of the Conference, but shall pay a sum to be determined by the Conference, in consultation with the Member Organisation, to cover additional administrative expenses arising out of its membership.
3.   In any case, travelling and living expenses of the delegates to the Council and the Special Commissions shall be payable by the Members represented.
Article 9
1.   The budget of the Conference shall be submitted each year to the Council of Diplomatic Representatives at The Hague for approval.
2.   These Representatives shall also apportion among the Member States the expenses which are charged in that budget to the latter.
3.   The Diplomatic Representatives shall meet for such purposes under the chairmanship of the Minister of Foreign Affairs of the Kingdom of the Netherlands.
Article 10
1.   The expenses resulting from the Ordinary and Extraordinary Sessions of the Conference shall be borne by the Government of the Netherlands.
2.   In any case, the travelling and living expenses of the delegates shall be payable by the respective Members.
Article 11 (French text only)
Les usages de la Conférence continuent à être en vigueur pour tout ce qui n'est pas contraire au présent Statut ou aux Règlements.
Article 12
1.   Amendments to the present Statute must be adopted by consensus of the Member States present at a meeting concerning General Affairs and Policy.
2.   Such amendments shall enter into force, for all Members, three months after they are approved by two thirds of the Member States in accordance with their respective internal procedures, but not earlier than nine months from the date of their adoption.
3.   The meeting referred to in paragraph 1 may change by consensus the periods of time referred to in paragraph 2.
Article 13
To provide for their execution, the provisions of the present Statute will be complemented by Regulations. The Regulations shall be established by the Permanent Bureau and submitted to a Diplomatic Session, the Council of Diplomatic Representatives or the Council on General Affairs and Policy for approval.
Article 14
1.   The present Statute shall be submitted for acceptance to the Governments of States which participated in one or more Sessions of the Conference. It shall enter into force as soon as it is accepted by the majority of the States represented at the Seventh Session.
2.   The statement of acceptance shall be deposited with the Netherlands Government, which shall make it known to the Governments referred to in the first paragraph of this Article.
3.   The Netherlands Government shall, in the case of the admission of a new Member, inform all Members of the statement of acceptance of that new Member.
Article 15
1.   Each Member may denounce the present Statute after a period of five years from the date of its entry into force under the terms of Article 14(1).
2.   Notice of the denunciation shall be given to the Ministry of Foreign Affairs of the Kingdom of the Netherlands at least six months before the expiration of the budgetary year of the Conference, and shall become effective at the expiration of the said year, but only with respect to the Member which has given notice thereof.
The English and French texts of this Statute, as amended on …….. 200..., are equally authentic.
STATUT DE LA CONFÉRENCE DE LA HAYE DE DROIT INTERNATIONAL PRIVÉ
Les gouvernements des pays ci-après énumérés:
la République fédérale d'Allemagne, l'Autriche, la Belgique, le Danemark, l'Espagne, la Finlande, la France, l'Italie, le Japon, le Luxembourg, la Norvège, les Pays-Bas, le Portugal, le Royaume-Uni de Grande-Bretagne et d'Irlande du Nord, la Suède et la Suisse;
considérant le caractère permanent de la Conférence de La Haye de droit international privé;
désirant accentuer ce caractère;
ayant, à cette fin, estimé souhaitable de doter la Conférence d'un statut;
sont convenus des dispositions suivantes:
Article premier
La Conférence de La Haye a pour but de travailler à l'unification progressive des règles de droit international privé.
Article 2
Sont membres de la Conférence de La Haye de droit international privé les États qui ont déjà participé à une ou plusieurs sessions de la Conférence et qui acceptent le présent statut.
Peuvent devenir membres tous autres États dont la participation présente un intérêt de nature juridique pour les travaux de la conférence. L'admission de nouveaux États membres est décidée par les gouvernements des États participants, sur proposition de l'un ou de plusieurs d'entre eux, à la majorité des voix émises, dans un délai de six mois, à dater du jour où les gouvernements ont été saisis de cette proposition.
L'admission devient définitive du fait de l'acceptation du présent statut par l'État intéressé.
Article 2A
1.   Les États membres de la Conférence peuvent, lors d'une réunion relative aux affaires générales et à la politique rassemblant la majorité d'entre eux, à la majorité des voix émises, décider d'admettre également comme membre toute organisation régionale d'intégration économique qui a soumis une demande d'admission au secrétaire général. Toute référence faite dans le présent statut aux membres comprend ces organisations membres, sauf dispositions contraires. L'admission ne devient définitive qu'après l'acceptation du statut par l'organisation régionale d'intégration économique concernée.
2.   Pour pouvoir demander son admission à la Conférence en qualité de membre, une organisation régionale d'intégration économique doit être composée uniquement d'États souverains, et doit posséder des compétences transférées par ses États membres pour un éventail de questions qui sont du ressort de la conférence, y compris le pouvoir de prendre des décisions sur ces questions engageant ses États membres.
3.   Chaque organisation régionale d'intégration économique qui dépose une demande d'admission présente, en même temps que sa demande, une déclaration de compétence précisant les questions pour lesquelles ses États membres lui ont transféré compétence.
4.   Une organisation membre et ses États membres doivent s'assurer que toute modification relative à la compétence ou à la composition d'une organisation membre est notifiée au secrétaire général, lequel diffuse cette information aux autres membres de la Conférence.
5.   Les États membres d'une organisation membre sont réputés conserver leurs compétences sur toute question pour laquelle des transferts de compétence n'ont pas été spécifiquement déclarés ou notifiés.
6.   Tout membre de la Conférence peut demander à l'organisation membre et ses États membres de fournir des informations quant à la compétence de l'organisation membre à l'égard de toute question spécifique dont la Conférence est saisie. L'organisation membre et ses États membres doivent s'assurer que ces informations sont fournies en réponse à une telle demande.
7.   L'organisation membre exerce les droits liés à sa qualité de membre en alternance avec ses États membres qui sont membres de la conférence, dans leurs domaines de compétence respectifs.
8.   L'organisation membre peut disposer, pour les questions relevant de sa compétence, dans toute réunion de la Conférence à laquelle elle est habilitée à participer, d'un nombre de voix égal au nombre de ses États membres qui lui ont transféré compétence sur la matière en question, et qui sont habilités à voter lors de cette réunion et se sont enregistrés pour celle-ci. Lorsque l'organisation membre exerce son droit de vote, ses États membres n'exercent pas le leur, et inversement.
9.   «Organisation régionale d'intégration économique» signifie une organisation internationale composée uniquement d'États souverains et qui possède des compétences transférées par ses États membres pour un éventail de questions, y compris le pouvoir de prendre des décisions engageant ses États membres sur ces questions.
Article 3
1.   Le fonctionnement de la Conférence est assuré par le conseil sur les affaires générales et la politique (ci-après: le conseil), composé de tous les membres. Les réunions du conseil se tiennent en principe tous les ans.
2.   Le conseil assure ce fonctionnement par l'intermédiaire d'un bureau permanent dont il dirige les activités.
3.   Le conseil examine toutes les propositions destinées à être mises à l'ordre du jour de la conférence. Il est libre d'apprécier la suite à donner à ces propositions.
4.   La commission d'État néerlandaise, instituée par décret royal du 20 février 1897 en vue de promouvoir la codification du droit international privé, fixe, après consultation des membres de la conférence, la date des sessions diplomatiques.
5.   La commission d'État s'adresse au gouvernement des Pays-Bas pour la convocation des membres. Le président de la commission d'État préside les sessions de la Conférence.
6.   Les sessions ordinaires de la Conférence auront lieu, en principe, tous les quatre ans.
7.   En cas de besoin, le conseil peut, après consultation de la commission d'État, prier le gouvernement des Pays-Bas de réunir la Conférence en session extraordinaire.
8.   Le conseil peut consulter la commission d'État sur toute autre question intéressant la conférence.
Article 4
1.   Le bureau permanent a son siège à La Haye. Il est composé d'un secrétaire général et de quatre secrétaires qui sont nommés par le gouvernement des Pays-Bas sur présentation de la commission d'État.
2.   Le secrétaire général et les secrétaires devront posséder des connaissances juridiques et une expérience pratique appropriées. La diversité de la représentation géographique et de l'expertise juridique seront également prises en compte dans leur nomination.
3.   Le nombre des secrétaires peut être augmenté après consultation du conseil et conformément à l'article 9.
Article 5
Sous la direction du conseil, le bureau permanent est chargé:
a)
de la préparation et de l'organisation des sessions de la Conférence de La Haye, ainsi que des réunions du conseil et des commissions spéciales;
b)
des travaux du secrétariat des sessions et des réunions ci-dessus prévues;
c)
de toutes les tâches qui rentrent dans l'activité d'un secrétariat.
Article 6
1.   En vue de faciliter les communications entre les membres de la Conférence et le bureau permanent, le gouvernement de chacun des États membres doit désigner un organe national, et chaque organisation membre un organe de liaison.
2.   Le bureau permanent peut correspondre avec tous les organes ainsi désignés, et avec les organisations internationales compétentes.
Article 7
1.   Les sessions, et dans l'intervalle des sessions, le conseil, peuvent instituer des commissions spéciales, en vue d'élaborer des projets de convention ou d'étudier toutes questions de droit international privé rentrant dans le but de la conférence.
2.   Les sessions, le conseil et les commissions spéciales fonctionnent, dans toute la mesure du possible, sur la base du consensus.
Article 8
1.   Les coûts prévus au budget annuel de la Conférence sont répartis entre les États membres de la conférence.
2.   Une organisation membre n'est pas tenue de contribuer au budget annuel de la conférence, en plus de ses États membres, mais verse une somme, déterminée par la Conférence en concertation avec l'organisation membre, afin de couvrir les dépenses administratives additionnelles découlant de son statut de membre.
3.   Dans tous les cas, les indemnités de déplacement et de séjour des délégués au conseil et aux commissions spéciales sont à la charge des membres représentés.
Article 9
1.   Le budget de la Conférence est soumis, chaque année, à l'approbation du conseil des représentants diplomatiques des États membres à La Haye.
2.   Ces représentants fixent également la répartition, entre les États membres, des dépenses mises par ce budget à la charge de ces derniers.
3.   Les représentants diplomatiques se réunissent, à ces fins, sous la présidence du ministre des affaires étrangères du Royaume des Pays-Bas.
Article 10
1.   Les dépenses, résultant des sessions ordinaires et extraordinaires de la conférence, sont prises en charge par le gouvernement des Pays-Bas.
2.   En tout cas, les indemnités de déplacement et de séjour des délégués sont à la charge des membres respectifs.
Article 11
Les usages de la Conférence continuent à être en vigueur pour tout ce qui n'est pas contraire au présent statut ou au règlement.
Article 12
1.   Les modifications au présent statut doivent être adoptées par consensus des États membres présents lors d'une réunion sur les affaires générales et la politique.
2.   Ces modifications doivent entrer en vigueur, pour tous les membres, trois mois après leur approbation, conformément à leurs procédures internes respectives, par les deux tiers des États membres, mais pas avant un délai de neuf mois suivant la date de leur adoption.
3.   La réunion mentionnée au paragraphe premier peut, par consensus, modifier les délais mentionnés au paragraphe 2.
Article 13
Les dispositions du présent statut seront complétées par des règlements, en vue d'en assurer l'exécution. Ces règlements seront établis par le bureau permanent et soumis à l'approbation d'une session diplomatique, du conseil des représentants diplomatiques ou du conseil sur les affaires générales et la politique.
Article 14
1.   Le présent statut sera soumis à l'acceptation des gouvernements des États ayant participé à une ou plusieurs sessions de la conférence. Il entrera en vigueur dès qu'il sera accepté par la majorité des États représentés à la septième session.
2.   La déclaration d'acceptation sera déposée auprès du gouvernement néerlandais, qui en donnera connaissance aux gouvernements visés au premier alinéa de cet article.
3.   Le gouvernement néerlandais notifie, en cas d'admission d'un nouveau membre, la déclaration d'acceptation de ce nouveau membre à tous les membres.
Article 15
1.   Chaque membre pourra dénoncer le présent statut après une période de cinq ans à partir de la date de son entrée en vigueur aux termes de l'article 14, premier alinéa.
2.   La dénonciation devra être notifiée au ministère des affaires étrangères du Royaume des Pays-Bas, au moins six mois avant l'expiration de l'année budgétaire de la conférence, et produira son effet à l'expiration de ladite année, mais uniquement à l'égard du membre qui l'aura notifiée.
Les textes français et anglais du statut, tel que modifié le ………… 200…, font également foi.

Summary:
Il coinvolgimento dell’UE negli sforzi per la unificazione delle norme in relazione al diritto internazionale privato
Il coinvolgimento dell’UE negli sforzi per la unificazione delle norme in relazione al diritto internazionale privato
 
SINTESI DI:
Decisione del Consiglio 2006/719/CE - sull’adesione della Comunità alla conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato.
QUAL È LO SCOPO DELLA DECISIONE?
Essa ha consentito alla Comunità europea (oggi Unione europea) di aderire alla Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato (HCCH)*.  La finalità della HCCH è lavorare all’unificazione progressiva delle norme di diritto internazionale privato* nei paesi partecipanti.  
PUNTI CHIAVE
L’UE partecipa alla HCCH in qualità di membro a pieno titolo. La decisione non è vincolante per la Danimarca, che ha scelto di avvalersi del diritto di opting out per le aree della libertà, della sicurezza e della giustizia e che partecipa di propria iniziativa.  L’UE ha depositato una dichiarazione di competenza (Allegato II), specificante le materie per le quali i suoi Stati membri (ad eccezione della Danimarca) le hanno trasferito competenze. Si tratta di misure nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile che presentino implicazioni transfrontaliere, per quanto necessario al corretto funzionamento del mercato interno. Inoltre, l’UE ha competenze esterne, alcune delle quali sono esclusive, come definito dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Queste competenze comprendono ad esempio le convenzioni della HCCH nell’ambito della competenza giurisdizionale, del riconoscimento e dell’esecuzione delle sentenze in materia civile o commerciale.   In un’altra dichiarazione (allegato III), la Comunità europea ha provveduto a esaminare se sia nel suo interesse aderire alle convenzioni dell’Aia esistenti che sono di competenza comunitaria.  
DA QUANDO VIENE APPLICATA LA DECISIONE?
L’Unione europea è membro dell’HCCH dal 3 aprile 2007.
CONTESTO
Il 28 novembre 2002, il Consiglio ha autorizzato la Commissione europea a negoziare le condizioni e le modalità di adesione all’HCCH.  Lo statuto dell’HCCH è stato emendato affinché l’UE, un’organizzazione regionale di integrazione economica, possa aderire. Nel giugno 2005 la conferenza diplomatica dell’HCCH ha approvato per consenso la modifica dello statuto.  In seguito al successo dei suoi negoziati con l’HCCH, la Commissione ha raccomandato al Consiglio di adottare la presente decisione sull’adesione della Comunità europea (oggi Unione europea) all’HCCH. Il Parlamento europeo ha dato il proprio assenso nel settembre 2006.  82 paesi oltre all’UE sono membri dell’HCCH.  
TERMINI CHIAVE
La Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato: è un’organizzazione intergovernativa internazionale che lavora all’unificazione progressiva delle norme di diritto internazionale privato nei paesi partecipanti. Essa elabora strumenti giuridici multilaterali (compresi strumenti non vincolanti) e fornisce il follow-up necessario.
Diritto internazionale privato: noto anche come conflitto di leggi, si compone di una serie di disposizioni di diritto processuale che determina quale ordinamento giuridico prevalga e quale legge di quale Stato si applichi in una particolare controversia. Tali disposizioni si applicano quando una controversia legale contiene un elemento internazionale, as esempio un contratto stipulato tra parti aventi sede in diversi Stati.
ATTO PRINCIPALE
Decisione del Consiglio 2006/719/CE, del 5 ottobre 2006, sull’adesione della Comunità alla conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato (GU L 297, del 26.10.2006, pagg. 1-14)
Ultimo aggiornamento: 04.12.2017