Document ID: 31994L0022

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EUR-Lex - 31994L0022 - IT
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31994L0022
Direttiva 94/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi
Gazzetta ufficiale n. L 164 del 30/06/1994 pag. 0003 - 0008 edizione speciale finlandese: capitolo 6 tomo 4 pag. 0237  edizione speciale svedese/ capitolo 6 tomo 4 pag. 0237
DIRETTIVA 94/22/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOdel 30  maggio 1994relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla  prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburiIL PARLAMENTO EUROPEO E IL  CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2,  prima e terza frase e gli articoli 66 e 100 A, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Comitato economico e sociale (2), deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato (3), considerando che il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale sia  assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali; che  occorre adottare le misure necessarie alla sua realizzazione; considerando che nella sua risoluzione del 16 settembre 1986 (4) il Consiglio ha identificato come  obiettivo della politica energetica della Comunità e degli Stati membri una maggiore integrazione  del mercato interno dell'energia, libera dagli ostacoli agli scambi, per migliorare la sicurezza  dell'approvvigionamento, per ridurre i costi e per rafforzare la competitività economica; considerando che la Comunità è largamente dipendente dalle importazioni per il suo  approvvigionamento di idrocarburi; che occorre pertanto favorire nel miglior modo possibile la  prospezione, la ricerca e la coltivazione delle risorse che si trovano nella Comunità; considerando che gli Stati membri hanno sovranità e diritti sovrani sulle risorse di idrocarburi  che si trovano nel loro territorio; considerando che la Comunità è uno dei firmatari della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto  del mare; considerando che occorre garantire l'accesso non discriminatorio alle attività di prospezione, di  ricerca e di coltivazione degli idrocarburi e al loro esercizio, secondo modalità che favoriscono  una maggiore concorrenza nel settore, onde contribuire ad una prospezione, ricerca e coltivazione  ottimali delle risorse negli Stati membri e rafforzare l'integrazione del mercato interno  dell'energia; considerando che a tal fine occorre introdurre norme comuni affinché ai procedimenti di concessione  delle autorizzazioni per la prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi possano  partecipare tutti gli enti provvisti dei necessari requisiti; che il rilascio delle autorizzazioni  deve basarsi su criteri obiettivi, resi noti mediante pubblicazione; che anche le condizioni cui  esso è subordinato devono essere rese note in anticipo a tutti gli enti che partecipano al  procedimento; considerando che gli Stati membri devono mantenere la facoltà di subordinare l'accesso e  l'esercizio di tali attività a limitazioni giustificate da motivi di interesse pubblico e al  versamento di un corrispettivo pecuniario o in idrocarburi, stabilendo le modalità del versamento  in modo da non interferire nella gestione degli enti; che questa facoltà deve esercitarsi in  maniera non discriminatoria; che, ad eccezione degli obblighi legati all'esercizio di tale facoltà,  non si devono imporre agli enti condizioni e obblighi non giustificati dalla necessità di gestire  correttamente l'attività; che il controllo sulle attività degli enti deve limitarsi a quanto  necessario per l'osservanza di tali obblighi e condizioni; considerando che l'estensione delle aree costituenti oggetto di autorizzazioni e la durata di  quest'ultime devono essere limitate in modo da evitare di riservare ad un unico ente un diritto  esclusivo su aree per le quali la prospezione, ricerca e coltivazione possono essere avviate in  modo più efficace da diversi enti; considerando che gli enti degli Stati membri devono poter usufruire, nei paesi terzi, di un  trattamento comparabile a quello che hanno nella Comunità gli enti dei paesi terzi interessati in  virtù della presente direttiva; che occorre prevedere una procedura per raggiungere tale  obiettivo; considerando che la presente direttiva deve applicarsi alle autorizzazioni rilasciate dopo la data  entro cui gli Stati membri devono mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed  amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva; considerando che la direttiva 90/531/CEE del Consiglio, del 17 settembre 1990, relativa alle  procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi  di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni (1) e la direttiva  93/38/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di appalto degli enti  erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti  che operano nel settore delle telecomunicazioni (2) si applicano agli enti del settore per quanto  riguarda gli appalti di forniture, di opere e di servizi; che l'applicazione del regime alternativo  di cui all'articolo 3 della direttiva 90/531/CEE è in particolare subordinata alla condizione che  nello Stato membro che richiede l'applicazione di tale regime le autorizzazioni siano rilasciate in  modo non discriminatorio e trasparente; che uno Stato membro osserva tale condizione a decorrere  dal momento e per tutto il tempo in cui si conforma agli obblighi della presente direttiva; che  occorre pertanto modificare la direttiva 90/531/CEE; considerando che l'articolo 36 della direttiva 90/531/CEE prevede una revisione entro quattro anni,  alla luce dei progressi che saranno compiuti segnatamente in materia di liberalizzazione del  mercato e livello di concorrenza, del campo di applicazione della direttiva stessa; che questa  revisione del campo di applicazione include la ricerca e l'estrazione di idrocarburi; considerando che la Danimarca si trova in una situazione speciale, dovuta all'obbligo di avviare  negoziati sull'eventuale proseguimento delle attività dopo la scadenza della concessione,  rilasciata l'8 luglio 1962, per le aree che verranno abbandonate l'8 luglio 2012; che alla  Danimarca sarà pertanto concessa una deroga per dette aree, HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1Ai fini della presente direttiva, si intende per: 1) autorità competenti: le autorità pubbliche definite all'articolo 1, paragrafo 1 della direttiva  90/531/CEE, competenti per rilasciare l'autorizzazione e/o controllarne l'esercizio; 2) enti: le persone fisiche o giuridiche o le associazioni di tali persone che chiedono, possono  chiedere o detengono un'autorizzazione; 3) autorizzazione: ogni disposizione legislativa, regolamentare, amministrativa o contrattuale, o  strumento emanato in sua applicazione, in base alla quale le autorità competenti degli Stati membri  autorizzano un ente ad esercitare, per proprio conto e a proprio rischio, il diritto esclusivo di  prospezione, ricerca o coltivazione di idrocarburi in un'area geografica. Un'autorizzazione può  essere rilasciata separatamente per ciascuna attività o congiuntamente per più attività; 4) enti pubblici: le imprese pubbliche quali definite nell'articolo 1, paragrafo 2 della direttiva  90/531/CEE. Articolo 21. Gli Stati membri mantengono il diritto di determinare, all'interno del loro  territorio, le aree da rendere disponibili per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione  di idrocarburi. 2. Se un'area è resa disponibile per le attività di cui al paragrafo 1, gli Stati membri  garantiscono che non vi siano discriminazioni tra gli enti per quanto riguarda l'accesso a tali  attività ed il loro esercizio da parte degli enti. Tuttavia gli Stati membri possono negare, per motivi di sicurezza nazionale, l'autorizzazione  all'accesso e all'esercizio di queste attività a qualsiasi ente effettivamente controllato da paesi  terzi o da cittadini di paesi terzi. Articolo 31. Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché le autorizzazioni  siano rilasciate in esito a procedimenti nei quali tutti gli enti interessati possano presentare  domanda ai sensi del paragrafo 2 o del paragrafo 3. 2. Questo procedimento è avviato: a) su iniziativa delle autorità competenti, mediante avviso che invita a presentare domande da  pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee almeno 90 giorni prima della data  limite per la presentazione delle domande; oppureb) mediante un avviso che invita a presentare  domande, da pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee dopo che un ente ha  presentato una domanda, fatto salvo l'articolo 2, paragrafo 1. Ogni altro ente interessato dispone  di un termine di almeno 90 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare una  domanda. L'avviso specifica il tipo di autorizzazione, l'area o le aree geografiche che sono o possono  essere, in parte o interamente, oggetto della domanda, nonché la data proposta o il termine ultimo  per il rilascio dell'autorizzazione. L'avviso specifica se è prevista una preferenza per le domande presentate da enti costituiti da una  singola persona fisica o giuridica. 3. Gli Stati membri possono rilasciare un'autorizzazione senza avviare un procedimento ai sensi del  paragrafo 2 se l'area oggetto della domanda di autorizzazione: a) è disponibile in maniera permanente ob) è stata oggetto di un precedente procedimento ai sensi  del paragrafo 2 che non si è concluso con il rilascio di un'autorizzazione oc) è stata abbandonata  da un ente e non rientra automaticamente nei casi di cui alla lettera a). Uno Stato membro che intenda applicare il presente paragrafo provvede, entro tre mesi dall'adozione  della presente direttiva o, nel caso degli Stati membri che non hanno ancora avviato tali  procedimenti, senza indugio, alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee di  un avviso in cui sono indicate le aree, situate all'interno del proprio territorio, disponibili ai  sensi del presente paragrafo e i luoghi dove ottenere informazioni dettagliate al riguardo.  Qualsiasi modificazione significativa di tali informazioni formerà oggetto di un avviso  supplementare. Tuttavia, nessuna domanda di autorizzazione ai sensi del presente paragrafo può  essere presa in considerazione prima della pubblicazione del relativo avviso ai sensi della  presente disposizione. 4. Uno Stato membro può decidere di non applicare il paragrafo 1 nell'ipotesi e nella misura in cui  considerazioni di tipo geologico o produttivo giustifichino il rilascio dell'autorizzazione per una  certa area al titolare di un'autorizzazione relativa ad un'area contigua. Lo Stato membro in  questione assicura che i titolari di autorizzazioni per le altre aree contigue possano, in questo  caso, presentare domanda e dispongano di tempo sufficiente per farlo. 5. Non è considerato rilascio di autorizzazione ai sensi del paragrafo 1: a) il rilascio di un'autorizzazione determinato unicamente da cambiamenti nella denominazione o  proprietà dell'ente titolare di un'autorizzazione già esistente, da cambiamenti nella composizione  dell'ente stesso o da trasferimenti di autorizzazioni; b) il rilascio di un'autorizzazione ad un ente titolare di un'altra forma di autorizzazione,  qualora il possesso di quest'ultimo titolo implichi un diritto al rilascio di quella  autorizzazione; c) la decisione delle autorità competenti presa nel contesto di un'autorizzazione (a prescindere  dal fatto che tale autorizzazione sia stata rilasciata prima della data di cui all'articolo 14) e  relativa all'avvio, alla sospensione, alla proroga o alla cessazione delle attività o alla proroga  dell'autorizzazione stessa. 6. Nonostante l'avvio dei procedimenti di cui al paragrafo 2, gli Stati membri mantengono la  facoltà di negare il rilascio di autorizzazioni, assicurando però che essa non dia luogo a  discriminazioni tra enti. Articolo 4Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché: a) se la delimitazione delle aree geografiche non risulta da una precedente divisione geometrica  del territorio, la superficie di ciascuna di esse sia determinata in modo da non eccedere quanto  giustificato dall'esercizio ottimale delle attività sotto il profilo tecnico ed economico. Nel caso  di rilascio di autorizzazioni in base ai procedimenti di cui all'articolo 3, paragrafo 2, sono  stabiliti criteri oggettivi, di cui gli enti possono prendere conoscenza prima di presentare le  domande; b) la durata dell'autorizzazione non superi il periodo necessario per portare a buon fine le  attività per le quali essa è stata concessa. Tuttavia le autorità competenti possono prorogare la  durata dell'autorizzazione se la durata stabilita non è sufficiente per completare l'attività in  questione e se l'attività è stata condotta conformemente all'autorizzazione; c) gli enti non godano di diritti esclusivi nell'area geografica per la quale hanno ottenuto  un'autorizzazione per un periodo più lungo di quanto sia necessario per il corretto esercizio delle  attività autorizzate. Articolo 5Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché: 1) le autorizzazioni siano in ogni caso rilasciate in base a criteri concernenti: a) le capacità tecniche ed economiche degli enti; b) le modalità che gli enti intendono adottare per la prospezione, la ricerca e/o la messa in  produzione nell'area geografica in questione; nonché, all'occorrenza: c) in caso di messa in vendita dell'autorizzazione, il prezzo che l'ente è disposto a versare per  ottenerla; d) se, dopo la valutazione in base ai criteri di cui alle lettere a), b) e, ove applicabile, c),  due o più domande sono equipollenti, altri criteri pertinenti, obiettivi e non discriminatori per  operare la scelta definitiva tra tali domande. Nel valutare le domande, le autorità competenti possono tenere altresì conto di qualsiasi carenza  di efficienza o di affidabilità dimostrata da un ente nel contesto di un'autorizzazione  precedente. Se le autorità competenti determinano la composizione di un ente a cui possono rilasciare  un'autorizzazione, esse si basano su criteri obiettivi e non discriminatori. Se le autorità competenti designano l'operatore di un ente a cui possono rilasciare  un'autorizzazione, esse si basano su criteri obiettivi e non discriminatori. I criteri sono formulati e pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee prima che  inizi a decorrere il periodo per la presentazione delle domande. Gli Stati membri che hanno già  pubblicato i criteri nelle Gazzette ufficiali nazionali possono limitare la pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ad un riferimento alla pubblicazione nelle rispettive  Gazzette ufficiali. Tuttavia, qualsiasi cambiamento relativo ai criteri è pubblicato per esteso  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee; 2) siano stabiliti e resi noti agli enti interessati, in qualsiasi momento, le condizioni e i  requisiti relativi all'esercizio o alla cessazione dell'attività, applicabili a ogni tipo di  autorizzazione in virtù di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative in vigore alla  data di presentazione delle domande, indipendentemente dal fatto che siano previsti  dall'autorizzazione o che la loro accettazione preventiva sia una condizione per il rilascio  dell'autorizzazione stessa. Nella fattispecie prevista all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a),  essi possono essere resi noti soltanto alla data a decorrere dalla quale possono essere presentate  le domande di autorizzazione; 3) sia notificato a tutti gli enti interessati qualsiasi cambiamento relativo alle condizioni ed ai  requisiti di cui sopra, introdotto nel corso del procedimento; 4) siano applicati in modo non discriminatorio i criteri, le condizioni ed i requisiti di cui al  presente articolo; 5) siano comunicati i motivi della decisione a qualsiasi ente la cui domanda di autorizzazione sia  stata respinta, se esso ne fa richiesta. Articolo 61. Gli Stati membri provvedono affinché le condizioni e i requisiti di cui  all'articolo 5, punto 2), nonché gli obblighi particolareggiati relativi all'esercizio di  un'autorizzazione specifica siano giustificati esclusivamente dalla necessità di assicurare il  corretto esercizio delle attività nell'area geografica per la quale è richiesta l'autorizzazione,  mediante applicazione del paragrafo 2 oppure versamento di un corrispettivo pecuniario o in  idrocarburi. 2. Gli Stati membri, se così giustificato da motivi di sicurezza nazionale, sicurezza pubblica,  pubblica sanità, sicurezza dei trasporti, protezione dell'ambiente, tutela di risorse biologiche e  del patrimonio nazionale avente valore artistico, storico o archeologico, sicurezza degli impianti  e degli addetti, gestione pianificata di risorse di idrocarburi (ad esempio, tasso di sfruttamento  degli idrocarburi o ottimizzazione del loro recupero) o dalla necessità di garantire un gettito  fiscale, possono stabilire condizioni e requisiti per l'esercizio delle attività di cui  all'articolo 2, paragrafo 1. 3. Le disposizioni per il pagamento dei corrispettivi di cui al paragrafo 1, comprese le condizioni  per la partecipazione dello Stato, sono fissate dagli Stati membri in modo da garantire il  mantenimento dell'indipendenza di gestione degli enti. Tuttavia, se il rilascio di autorizzazioni è soggetto alla partecipazione dello Stato alle attività  e se è stata designata una persona giuridica con lo scopo di gestire tale partecipazione, oppure se  lo Stato stesso gestisce la partecipazione, alla persona giuridica e allo Stato non deve essere  impedito di esercitare i diritti e di assumere gli obblighi associati con tale partecipazione,  proporzionali all'entità della partecipazione, purché la persona giuridica o lo Stato non siano  destinatari dell'informazione né esercitino un diritto di voto in decisioni relative alle fonti di  approvvigionamento degli enti, purché la persona giuridica o lo Stato assieme a uno o più enti  pubblici non esercitino un diritto di maggioranza di voto nelle altre decisioni, e purché ogni voto  da parte dello Stato o della persona giuridica si basi esclusivamente su principi trasparenti,  obiettivi e non discriminatori e non impedisca che l'amministrazione dell'ente adotti decisioni  basate su principi commerciali normali. Tuttavia, le disposizioni del secondo comma non impediscono alla persona giuridica o allo Stato di  opporsi ad una decisione dei titolari di un'autorizzazione che non rispetti le condizioni e i  requisiti indicati nell'autorizzazione con riferimento alla politica di sfruttamento e alla tutela  degli interessi finanziari dello Stato. La facoltà di opporsi ad una decisione è esercitata in maniera non discriminatoria, soprattutto nel  caso di decisioni relative a investimenti e fonti di approvvigionamento degli enti. Se la  partecipazione dello Stato nelle attività è gestita da una persona giuridica che è nel contempo  titolare delle autorizzazioni, lo Stato membro introduce disposizioni a norma delle quali la  persona giuridica è tenuta a redigere una contabilità separata per quanto riguarda rispettivamente  il suo ruolo commerciale e quello di gestore della partecipazione dello Stato, garantendo che non  vi sarà flusso di informazioni dalla parte della persona giuridica responsabile della gestione  della partecipazione dello Stato verso la parte della persona giuridica che è titolare delle  autorizzazioni per proprio conto. Tuttavia, se la parte della persona giuridica responsabile della  gestione della partecipazione dello Stato assume come consulente la parte della persona giuridica  che è titolare dell'autorizzazione per proprio conto, la prima può mettere a disposizione ogni  informazione necessaria per effettuare la consulenza. I titolari di tutte le autorizzazioni cui le  informazioni si riferiscono sono informati preventivamente di quali informazioni saranno in tal  modo fornite e disporranno di un lasso di tempo sufficiente per formulare obiezioni. 4. Gli Stati membri provvedono a che il controllo degli enti nell'ambito delle autorizzazioni sia  limitato a quanto necessario per assicurare l'osservanza delle condizioni, dei requisiti e degli  obblighi di cui al paragrafo 1. Essi adottano, in particolare, le misure necessarie affinché nessun  ente sia obbligato, con disposizioni giuridiche, regolamentari o amministrative o mediante accordi  o intese, a fornire informazioni sulle fonti di approvvigionamento previste o esistenti, tranne che  dietro richiesta delle autorità competenti ed esclusivamente ai fini degli obiettivi menzionati  dall'articolo 36 del trattato. Articolo 7Fatte salve le disposizioni concernenti singole autorizzazioni o contenute nelle  stesse e le disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 5, lettera b), le disposizioni legislative,  regolamentari ed amministrative che conferiscono ad un unico ente il diritto di ottenere  autorizzazioni in un'area geografica specifica, compresa nel territorio di uno Stato membro, sono  abolite dagli Stati membri interessati prima del 1° gennaio 1997. Articolo 81. Gli Stati membri informano la Commissione di ogni difficoltà d'ordine generale  incontrata, de jure o de facto, dagli enti nell'accesso alle attività di prospezione, ricerca o  coltivazione di idrocarburi o nel loro esercizio in paesi terzi che sia stata loro segnalata. Gli  Stati membri e la Commissione garantiscono la riservatezza commerciale. 2. La Commissione riferisce al Parlamento europeo ed al Consiglio prima del 31 dicembre 1994, e  successivamente ad intervalli periodici, sulla situazione degli enti nei paesi terzi nonché  sull'andamento degli eventuali negoziati avviati in forza del paragrafo 3 con questi paesi o  nell'ambito di organizzazioni internazionali. 3. Ogniqualvolta riscontri, in base alle relazioni di cui al paragrafo 2 ovvero in base ad altre  informazioni, che un determinato paese terzo non concede agli enti comunitari, relativamente  all'accesso alle attività di cui al paragrafo 1 o al loro esercizio, un trattamento analogo a  quello concesso dalla Comunità agli enti del paese terzo stesso, la Commissione può presentare  proposte al Consiglio per un mandato di negoziato onde ottenere per gli enti comunitari analoghe  possibilità di concorrenza. Il Consiglio decide a maggioranza qualificata. 4. Nelle circostanze di cui al paragrafo 3 la Commissione può, in qualsiasi momento, proporre che  il Consiglio autorizzi uno o più Stati membri a negare il rilascio di un'autorizzazione ad un ente  effettivamente controllato dal paese terzo di cui trattasi e/o da cittadini dello stesso. La Commissione può avanzare tale proposta di sua iniziativa o su richiesta di uno Stato membro. Il Consiglio decide a maggioranza qualificata il più presto possibile. 5. I provvedimenti adottati in applicazione del presente articolo lasciano impregiudicati gli  obblighi della Comunità derivanti da accordi internazionali disciplinanti l'accesso alle attività  di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e il loro esercizio. Articolo 9Ciascuno Stato membro pubblica ogni anno e comunica alla Commissione una relazione  contenente informazioni sulle aree geografiche aperte alla prospezione, ricerca e coltivazione  sulle autorizzazioni rilasciate, sugli enti titolari di quest'ultime e sulla loro composizione,  nonché sulle stime delle riserve esistenti nel suo territorio. La presente disposizione non comporta l'obbligo per gli Stati membri di pubblicare informazioni  riservate sotto il profilo commerciale. Articolo 10Gli Stati membri notificano alla Commissione l'elenco delle autorità competenti entro  il 1° maggio 1995. Essi notificano senza indugio alla Commissione i cambiamenti intervenuti  successivamente. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee l'elenco  delle autorità competenti e gli eventuali cambiamenti da apportarvi. Articolo 11La presente direttiva si applica alle autorizzazioni rilasciate a decorrere dalla  data stabilita nell'articolo 14. Articolo 12All'articolo 3 della direttiva 90/531/CEE è aggiunto il paragrafo seguente: «5. Per le attività di sfruttamento di aree geografiche dirette alla prospezione o estrazione di  petrolio o di gas naturale, i paragrafi da 1 a 4 si applicano come segue, a decorrere dalla data in  cui lo Stato membro interessato si è conformato alle disposizioni della direttiva 94/22/CE del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa alle condizioni di rilascio e di  esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (*): a) le condizioni di cui al paragrafo 1 sono considerate soddisfatte a partire dalla suddetta data,  fatto salvo il paragrafo 3; b) a partire dalla suddetta data, lo Stato membro di cui al paragrafo 4 deve comunicare soltanto le  disposizioni relative all'osservanza delle condizioni elencate nei paragrafi 2 e 3. (*) GU n. L 164 del 30. 6. 1994, pag. 3.» Articolo 13Le disposizioni degli articoli 3 e 5 non si applicano alle nuove autorizzazioni  rilasciate dalla Danimarca anteriormente al 31 dicembre 2012 per quanto attiene alle aree  abbandonate alla data dell'8 luglio 2012, alla scadenza delle autorizzazioni rilasciate l'8 luglio  1962. Le nuove autorizzazioni vengono rilasciate in base a principi obiettivi e non  discriminatori. Il presente articolo non crea alcun precedente per gli Stati membri. Articolo 14Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed  amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva il 1° luglio 1995. Essi ne  informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente  direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le  modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. Articolo 15La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta  ufficiale delle Comunità europee. Articolo 16Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, addì 30 maggio 1994. Per il Parlamento europeoIl PresidenteE. KLEPSCHPer il ConsiglioIl PresidenteC.  SIMITIS(1) GU n. C 139 del 2. 6. 1992, pag. 12. (2) GU n. C 19 del 25. 1. 1993, pag. 128. (3) Parere del Parlamento europeo del 18 novembre 1992 (GU n. C 337 del 21. 12. 1992, pag. 145).  Posizione comune del Consiglio del 22 dicembre 1993 (GU n. C 101 del 9. 4. 1994, pag. 14) e  decisione del Parlamento europeo del 9 marzo 1994 (GU n. C 91 del del 28. 3. 1994). (4) GU n. C 241 del 25. 9. 1986, pag. 1. (1) GU n. L 297 del 29. 10. 1990, pag. 1. (2) GU n. L 199 del 9. 8. 1993, pag. 84.

Summary:
Prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi
Prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi
 
SINTESI DI:
Direttiva 94/22/CE — condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi
QUAL È LO SCOPO DELLA DIRETTIVA?
Istituisce norme a livello dell’UE per garantire l’accesso non discriminatorio alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi.
Tali regole puntano a:integrare ulteriormente il mercato energetico interno dell’UE;  favorire la concorrenza al suo interno; e  migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento.  
PUNTI CHIAVE
La direttiva riguarda le autorizzazioni per la prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi.
Stabilisce che i limiti geografici di un’autorizzazione e il limite temporale di tale autorizzazione vengano determinati in base al miglior modo possibile di svolgere tali attività dal punto di vista economico e tecnico. Il fine è quello di evitare di riservare ad un unico ente un diritto esclusivo su aree per le quali la prospezione, ricerca e coltivazione possono essere avviate in modo più efficace da diversi enti.
Le disposizioni legislative che conferiscono ad un unico ente il diritto di ottenere autorizzazioni in un’area geografica specifica, compresa nel territorio di uno Stato membro, dovevano essere abolite dagli Stati membri interessati prima del 1 gennaio 1997.
I procedimenti per la concessione delle autorizzazioni devono essere trasparenti e basati su criteri obiettivi e non discriminatori. Devono quindi essere aperti a tutti gli enti interessati.
La scelta tra i vari enti dovrà basarsi su:le loro capacità tecniche ed economiche;  le modalità che gli enti propongono per la prospezione, la ricerca e/o la messa in produzione nell’area geografica in questione; e  il prezzo che l’ente è disposto a versare per ottenere l’autorizzazione (in caso di messa in vendita dell’autorizzazione).  Tutte le informazioni relative all’autorizzazione (il tipo di autorizzazione, l’area o le aree geografiche che possono essere, in parte o interamente, oggetto della domanda, il termine ultimo per il rilascio dell’autorizzazione, i criteri di selezione, ecc.) sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea almeno 90 giorni prima della data limite per la presentazione delle domande.
Gli Stati membri mantengono il diritto di accedere a tali attività e il loro esercizio è soggetto a considerazioni legate a:sicurezza nazionale;  sicurezza pubblica;  pubblica sanità;  sicurezza dei trasporti;  protezione dell’ambiente;  tutela delle risorse biologiche;  gestione pianificata di risorse di idrocarburi o al pagamento di un contributo finanziario o di un contributo in idrocarburi.  Vengono introdotte procedure di mutuo accordo con paesi terzi, in modo che gli enti degli Stati membri siano in condizione di ricevere un trattamento nei paesi terzi comparabile a quello che hanno nella Comunità gli enti dei paesi terzi.
La Direttiva 94/22/CE integra la direttiva 2014/25/UE — appalti pubblici: norme per i settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali
DA QUANDO SI APPLICA LA DIRETTIVA?
La direttiva è entrata in vigore dal 30 giugno 1994 e doveva essere recepita dalle legislazioni nazionali dei paesi dell’UE entro il 1 luglio 1995.
CONTESTO
Gli Stati membri hanno diritti sovrani sulle risorse di idrocarburi che si trovano nel loro territorio, pertanto spetta a ciascuno Stato membro determinare le aree geografiche in cui possono essere esercitati i diritti alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e autorizzare gli enti a esercitare tali diritti.
Per maggiori informazioni, consultare:Licenze per petrolio e gas (Commissione europea).  
DOCUMENTO PRINCIPALE
Direttiva 94/22/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (GU L 164 del 30.6.1994, pag. 3).
DOCUMENTO CORRELATO
Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243).
Le successive modifiche alla Direttiva 2014/25/UE sono state integrate nel testo originale. La presente versione consolidata ha esclusivamente valore documentale.
Ultimo aggiornamento: 23.01.2019