Document ID: 31986L0635

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31986L0635
Direttiva 86/635/CEE del Consiglio dell'8 dicembre 1986 relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari
Gazzetta ufficiale n. L 372 del 31/12/1986 pag. 0001 - 0017 edizione speciale finlandese: capitolo 6 tomo 2 pag. 0136  edizione speciale svedese/ capitolo 6 tomo 2 pag. 0136
CONSIGLIO - DIRETTIVA DEL DONSIGLIO dell'8 dicembre 1986 relativa ai conti annuali  ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari (86/635/CEE)II(Atti per i quali la  pubblicazione non è una condizione di applicabilità)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il  trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 54, paragrafo 3, lettera g),vista la  proposta della Commissione (1),(1) GU n. C 130 dell'1.6.1981, pag. 1,GU n. C 83 del 24.3.1984, pag. 6,  eGU n. C 351 del 31.12.1985, pag. 24.visto il parere del Parlamento europeo (2),(2) GU n. C 242 del  12.9.1983, pag. 33 eGU n. C 163 del 10.7.1978, pag. 60.visto il parere del Comitato economico e sociale  (3),(3) GU n. C 112 del 3.5.1982, pag. 60.considerando che la direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25  luglio 1978, basata sull'articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del trattato e relativa ei conti annuali di taluni tipi di  società (4), modificata da ultimo dalla direttiva 84/569/CEE (5), non è obbligatoriamente applicabile,fino ad  ulteriore coordinamento, alle banche e agli altri istituti finanziari, in appresso denominati "enti creditizi"; che in  considerazione dell'importanza capitale di queste imprese nella Comunità occorre procedere a questo  coordinamento;(4) GU. n L 222 del 14.8.1978, pag. 11.(5) GU. n L 314 del 4.12.1984, pag.  28.considerando che la direttiva 83/349/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1983, basata sull'articolo 54,  paragrafo 3, lettera g), del trattato e ralativa ai conti consolidati (6), dispone deroghe nei confronti degli enti  creditizi solo fino alla scadenza dei termini previsti per l'applicazione della presente direttiva; che di conseguenza  la presente direttiva deve altresì contenere disposizioni specifiche per gli enti creditizi in materia di conti  consolidati;(6) GU n. L 193 del 18.7.1983, pag. 1.considerando che l'urgenza del coordinamento è dovuta  peraltro anche al fatto che un crescente numero di enti creditizi esercitano la loro attività oltre i limiti del  territorio nazionale; che una migliore comparabilità dei conti annuali e dei conti consolidati di questi enti riveste  un'importanza essenziale per i creditori, per i debitori e per i soci, nonché per il pubblico in  generale;considerando che, in quasi tutti gli Stati membri della Comunità, le forme giuridiche degli enti creditizi  ai sensi della direttiva 77/780/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1977, relativa al coordinamento delle  disposizioni legislative, regolamentari, e amministrative riguardanti l'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo  esercizio (7), in reciproca concorrenza tra di loro nel settore del credito sono molteplici; che è pertanto giusto  non limitare il coordinamento per questi enti creditizi alle forme giuridiche contemplate dalla direttiva  78/660/CEE e definire invece un campo d'applicazione che si estenda a tutte le società definite dall'articolo 58,  secondo comma, del trattato;(7) GU n. L 322 del 17.12.1977, pag. 30.considerando che, per quanto riguadra  gli istituti finanziari, occorre tuttavia limitare il campo d'applicazione della presente direttiva a quelli costituiti  secondo una delle forme giuridiche contemplate dalla direttiva 78/660/CEE; che questi istituti finanziari che non  sono disciplinati da tale direttiva devono essere automaticamente soggeti alla presente direttiva;considerando  che il collegamento al coordinamento in materia di enti creditizi appare necessario anche per il fatto che alcune  delle regole ralative ai conti annuali e ai conti consolidati avranno un'incidenza su altri settori oggetto di tale  coordinamento, come ad esempio le condizioni per l'autorizzazione o gli indicatori prescritti ai fini di  vigilanza;considerando che se è apparso opportuno, attesa la peculiatità degli enti creditizi, adottare una  direttiva distinta per i conti annuali e i conti consolidati i detti enti, ciò non implica necessariamente che la nuova  regolamentazione sia dissociata da quelle delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE; che questa dissociazione  non sarebbe infatti né utile, né compatibile con i principi fondamentali del coordinamento del diritto delle società,  dato che per l'importanza che essi rivestono per l'economia comunitaria gli enti creditizi non potrebbero restare  esclusi da una regolamentazione concepita per l'intero settore delle imprese; che per questo motivo sono state  prese in considerazione soltanto le peculiarità settoriali degli enti creditizi, nel senso che la presente direttiva  disciplina unicamente le deroghe alle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE;considerando che la struttura e il  contenuto degli stati patrimoniali degli enti creditizi varia secondo gli Stati membri; che la presente direttiva deve  pertanto prevedere la stessa struttura, la stessa nomenclatura e la stessa terminologia per le voci dello stato  partimoniale di tutti gli enti della Comunità, fatte salve le deroghe necessarie a causa della forma giuridica di un  ente o della particolare natura delle sue attività;considerando che la comparabilità dei conti annuali e dei conti  consolidati presuppone che siano risolti alcuni problemi fondamentali inerenti all'iscrizione in bilancio e fuori  bilancio delle varie operazioni;considerando che ai fini di una migliore comparabilità è inoltre necessario che il  contenuto delle varie voci dello stato partimoniale e fuori bilancio sia determinato con precisione;considerando  che ciò vale anche per la struttura e la delimitazione delle voci del conto profitti e perdite;considerando che la  comparabilità dei dati figuranti nello stato partimoniale e nel conto profitti e perdite dipende inoltre  essenzialmente dal valore attribuito alle attività e alle passività iscritte nel bilancio;considerando che, dati i  particolari rischi inerenti alle operazioni bancarie e la necessità di mantenere la fiducia, conviene prevedere la  possibilità che tra le passività del bilancio figuri una voce intitolata "fondo per rischi bancari generali"; che per gli  stessi motivi pare opportuno consentire agli Stati membri di lasciare agli enti creditizi, fino ad un coordinamento  ulteriore, un certo margine di apprezzamento, soprattutto nella valutazione dei crediti e di taluni valori; che è  tuttavia importante, in quest'ultimo caso, che gli Stati membri consentano a questi enti di utilizzare il predetto  "fondo per rischi bancari generali"; che è parso del pari indicato autorizzare gli Stati membri a permettere agli  enti creditizi di procedere a talune compensazioni nel conto profitti e perdite;considerando che anche per  quanto riguarda l'allegato è necessario apportare determinate modifiche tenendo conto della particolare natura  degli enti creditizi;considerando, che, nell'intento di porre sullo stesso piano il maggior numero possibile di enti  creditizi, analogamente a quanto fatto nella direttiva 77/780/CEE, non sono state proposte a favore degli enti  creditizi di piccole e medie dimensioni le deroghe previste nella direttiva 78/660/CEE; che pur tuttavia, se  l'esperienza dovesse comprovarne la necessità, dette deroghe potrebbero essere previste in un coordinamento  successivo; che, per i medesimi motivi, non è stata presa in considerazione per gli enti creditizi la possibilità  offerta agli Stati membri dalla direttiva 83/349/CEE di esonerare dall'obbligo del consolidamento le imprese  madri di gruppi di imprese da consolidare che non superino una determinata dimensione;considerando che  l'applicazione delle disposizioni relative ai conti consolidati agli enti creditizi impone di adeguare talune norme  applicabili all'insieme delle società industriali e commerciali; che sono state previste norme esplicite per i gruppi  misti e che l'esonero dal sottoconsolidamento può essere subordinato a condizioni aggiuntive;considerando che,  tenuto conto dell'importanza delle reti bancarie operanti al di là delle frontiere nazionali, e della loro constante  espansione, è essenziale che i conti annuali e i conti consolidati degli enti creditizi aventi sede sociale in uno  Stato membro siano pubblicati in tutti gli Stati membri in cui essi sono stabiliti;considerando che, ai fini della  soluzione dei problemi che si presentano nella materia oggetto della presente direttiva, in particolare per quanto  riguarda la sua applicazione, è necessario che i rappresentanti degli Stati membri e quelli della Commissione  cooperino in seno ad un comitato di contatto; che per evitare una proliferazione di questi comitati è auspicabile  che la cooperazione avvenga in seno al comitato previsto dall'articolo 52 della direttiva 78/660/CEE; che per i  problemi degli enti creditizi il comitato dovrà avere una composizione appropriata;considerando che data la  complessità della meteria è necessario concedere agli enti creditizi contemplati dalla presente direttiva un termine  di tempo più lungo del consueto per l'attuazione delle sue disposizioni; considerando che è utile prevedere un  riesame di talune disposizioni della presente direttiva, in base all'esperienza acquisita dopo cinque anni di  applicazione, alla luce degli obiettivi di una maggior trasparenza e armonizzazione,HA ADOTTATO LA  PRESENTE DIRETTIVA:SEZIONE 1DISPOSIZIONI PRELIMINARI E CAMPO  D'APPLICAZIONEArticolo 11. Gli articoli 2 e 3, l'articolo 4, paragrafi 1,3,4 e 5, gli articoli 6,7,13 e 14,  l'articolo 15, paragrafi 3 e 4, gli articoli da 16 a 21, da 29 a 35, da 37 a 41, l'artilolo 42, prima frase, l'articolo 45,  paragrafo 1, gli articoli 46,48,49 e 50, l'articolo 51, paragrafo 1, e gli articoli, 54, da 56 a 59 e 61 della direttiva  78/660/CEE si applicano agli enti di cui all'articolo 2 della presente direttiva, nella misura in cui questa non  disponga altrimenti.2. Il rinvio operato dalle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE agli articoli 9 e 10 (stato  partimoniale) o 23-26 (conto profitti e perdite) della direttiva 78/660/CEE equivale al rinvio agli articoli 4 (stato  partimoniale) o 27 e 28 (contro profitti e perdite) della presente direttiva.3. I rinvii operati dalle direttive  78/660/CEE e 83/349/CEE agli articoli da 31 a 42 della direttiva 78/660/CEE si devono intendere come rinvii a  questi ultimi articoli, tenuto conto delle disposizioni degli articoli da 35 a 39 della presente direttiva.4. Qualora  le disposizioni della direttiva 78/660/CEE menzionate nel presente articolo si riferiscano a voci dello stato  patromoniale per le quali la presente direttiva non prevede l'equivalente, esse si devono intendere come aventi ad  oggetto le voci dell'articolo 4 della presente direttiva nelle quali figurano i corrispondenti valori delle attività e  delle passività.Articolo 21. Le misure di coordinamento disposte dalla presente direttiva si applicano: a) agli  enti creditizi ai sensi dell'articolo 1, primo trattino, della direttiva 77/780/CEE che siano società ai sensi  dell'articolo 58, secondo comma, del trattato; b) agli enti finanziari aventi una delle forme guiridiche previste  dall'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 78/660/CEE che ai sensi del paragrafo 2 dello stesso articolo non siano  sottoposti a detta direttiva.Ai sensi della presente direttiva, la nozione di ente creditizio riguarda altresì gli enti  finanziari a meno che il contesto non preveda diversamente.2. Gli Stati membri possono non applicare la  presente direttiva: a) agli enti creditizi contemplati dall'articolo 2, paragrafo 2, della direttiva 77/780/CEE; b)  agli enti creditizi di uno Stato membro che, nella maniera definita all'articolo 2, paragrafo 4, lettera a), della  direttiva 77/780/CEE, sono affiliati ad un organismo centrale in questo stesso Stato membro. In tal caso, fatta  salva l'applicazione della presente direttiva all'organismo centrale, l'insieme costituito dall'organismo centrale e  dagli enti affiliati deve essere ripreso nei conti consolidati corredati da una relazione annua, redatti, controllati e  pubblicati conformemente alle disposizioni della presente direttiva; c) ai seguenti enti creditizi:- in Grecia: agli  enti ETEBA (Banca nazionale d'investimento per lo sviluppo industriale) e ÔñUEðaaaeá AAðaaíaeýóaaùí (Banca  d'investimento);- in Irlanda: alle "Industrial and Provident Societies";- nel Regno Unito: alle "Friendly  Societies" ed alle "Industrial and Provident Societies".4. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 3,  della direttiva 78/660/CEE, gli Stati membri possono, fino a coordinamento ulteriore: a) per gli enti creditizi di  cui all'articolo, 2, paragrafo 1, lettera a), della presente direttiva che non abbiano la forma di una delle società di  cui all'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 78/660/CEE, prevedere regole che deroghino alla presente direttiva,  nella misura in cui tali regole siano necessarie, tenuto conto della forma giuridica di questi enti; b) per gli istituti  di credito speciali prevedere regole che deroghino alle disposizioni della presente direttiva, nella misura in cui tali  regole siano necessarie, tenuto conto della natura particolare della loro attività.Le deroghe possono riguardare  esclusivamente lo schema, la nomenclatura, la terminologia ed il contenuto delle voci dello stato partimoniale e  del conto profitti e perdite e non possono comportare che gli enti in questione forniscano meno informazioni nei  conti annuali di quelle fornite dagli altri enti cui si applica la presente direttiva.Gli Stati membri rendono noti  alla Commissione gli enti creditizi in questione, se del caso per categoria, entro un termine di sei mesi a partire  dalla scadenza del termine menzionato all'articolo 47, paragrafo 2. Essi informano la Commissione delle  disposizioni in deroga previste a questo titolo.Il regime derogatorio sarà oggetto di un riesame al più tardi entro  dieci anni, a partire dalla notifica della presente direttiva. Se del caso, la Commissione presenterà le opportune  proposte. Essa presenterà inoltre una relazione provvisoria entro cinque anni a decorrere dalla notifica della  presente direttiva.SEZIONE 2DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE ALLO STATO PATRIMONIALE  E AL CONTO PROFITTI E PERDITEArticolo 3Il raggruppamento di alcune voci dello stato patrimoniale e  del conto profitti e perdite, previsto dall'articolo 4, paragrafo 3, lettera a) o b), della direttiva 78/660/CEE è  possibile, per gli enti creditizi, unicamente per le sottovoci dello stato patrimoniale e del conto profitti e perdite  precedute da lettere minuscole ed è consentito solo nell'ambito delle norme emenate dagli Stati membri in  materia.SEZIONE 3STRUTTURA DELLO STATO PATRIMONIALEArticolo 4Gli Stati membri  prescrivono per la presentazione dello stato patrimoniale lo schema seguente:Attivo1. Consistenza di cassa,  disponibilità presso banche centrali e uffici postali.2. Titolo del tesoro e altri effeti ammissibili al rifinanziamento  presso la Banca centrale: a) titoli del tesoro e altri valori similari; b) altri effetti ammissibili al rifinanziamento  presso la Banca centrale (sempreché la legislazione nazionale non preveda l'iscrizione di questi effetti nelle voci 3  e 4 dell'attivo).3. Crediti verso enti creditizi: a) a vista; b) altri crediti.4. Crediti verso la clientela5.  Obbligazioni e altri titoli a reddito fisso: a) di emittenti pubblici; b) di altri emittentidi cui:obbligazioni  proprie (sempreché la legislazione nazionale non ne preveda la deduzione nel passivo).6. Azioni e altri titoli a  reddito variabile.7. Partecipazioni:di cui:in enti creditizi (sempreché la legislazione nazionale non ne preveda  l'indicazione in allegato).8. Partecipazioni in impresse collegate:di cui:in enti creditizi (sempreché la  legislazione nazionale non ne preveda l'indicazione in allegato).9. Beni immateriali menzionati nell'articolo 9  della direttiva 78/660/CEE nelle voci B e C I:di cui:- spese d'impianto, quali definite dalla legislazione  nazionale e a condizione che quest'ultima ne autorizzi l'iscrizione all'attivo (sepreché la legislazione nazionale non  ne preveda l'indicazione in allegato),- avviamento, nella misura in cui è stato acquisito a titolo oneroso  (sempreché la legislazione nazionale non ne preveda l'indicazione in allegato).10. Beni materiali menzionati  nell'articolo 9 della direttiva 78/660/CEE nel punto C II:di cui:terreni e fabbricati utilizzati dall'ente creditizio  nel quadro della propria attività (semprechè la legislazione nazionale non ne preveda l'indicazione in  allegato).11. Capitale sottoscritto non versato:di cui:capitale richiamato (salvo il caso in cui la legislazione  nazionale preveda l'iscrizione del capitale richiamato al passivo: in questa ipotesi la quota di capitale richiamato  ma non ancora versato deve figurare o nella presente voce o nella voce 14 dell'attivo).12. Azioni o quote  proprie (con indicazione del loro valore nominale o, in mancanza di valore nominale, della loro parità contabile  purché le legislazione nazionale autorizzi la loro iscrizione nello stato patrimoniale).13. Altri attivi.14. Capitale  sottoscritto, richiamato ma non versato (a meno che la legislazione nazionale preveda l'iscrizione del capitale  richiamato alla voce 11 dell'attivo).15. Ratei e risconti.16. Perdita d'esercizio (a meno che la legge nazionale  ne preveda l'iscrizione alla voce 14 del passivo).Totale dell'attivo.Passivo1. Debiti verso enti creditizi: a) a  vista; b) a termine o con preavviso.2. Debiti verso clienti: a) depositi a risparmio:di cui:a vista e a termine  o con preavviso nella misura in cui la legislazione nazionale preveda questa suddivisione (a meno che la  legislazione nazionale non preveda siffatta indicazione in allegato); b) altri debiti: ba) a vista; bb) a termine o  con preavviso.3. Debiti rappresentati da un titolo di credito: a) effetti e obbligazioni proprie in circolazione;  b) altri.4. Altre passività.5. Ratei e risconti passivi.6. Accantonamentei per rischi ed oneri: a)  accantonamenti per fondi di quiescenza e oneri similari; b) accantonamenti per oneri fiscali; c) altri  accantonamenti.7. Utile di esercizio (salvo che la legislazione nazionale ne preveda l'iscrizione alla voce 14 del  passivo).8. Passività subordinate.9. Capitale sottoscritto (a meno che la legislazione nazionale preveda  l'iscrizione del capitale richiamato sotto questa voce. In tal caso gli importi del capitale sottoscritto e del capitale  versato devono essere menzionati separatamente).10. Sovrapprezzi di emissione.11. Riserve.12. Riserva di  rivalutazione.13. Utili (perdite) portati a nuovo.14. Utile de esercizio (a meno che la legislazione nazionale  non preveda l'iscrizione di questa voce nella voce 16 dell'attivo o nella voce 7 del passivo).Totale del  passivo.Voci fuori bilancio1. Rischi eventuali:di cui:- accettazioni ed effetti ceduti a risconto,- avalli e  attività costituite in garanzia.2. Impegni:di cui:impegni derivanti da operazioni di vendita con patto di  riacquisto.Articolo 5Devono essere indicati separatamente come sottovoci delle voci considerate:- i crediti,  rappresentati o no da un titolo, verso imprese collegate, di cui alle voci da 2 a 5 dell'attivo,- i crediti,  rappresentati o no da un titolo, verso imprese con le quali l'ente ha un legame di partecipazione, di cui alle voci  da 2 a 5 dell'attivo,- i debiti, rappresentati o no da un titolo, verso imprese collegate, di cui alle voci 1,2,3 e 8  del passivo,- i debiti, rappresentati o no da un titolo verso imprese con le quali l'ente ha un legame di  partecipazione, di cui alle voci 1,2,3 e 8 del passivo.Articolo 61. Gli attivi aventi carattere subordinato sono  indicati separatamente come sottovoci delle poste dello schema e delle sottovoci create a norma dell'articolo  5.2. Hanno carattere subordinato gli attivi rappresentati o no da un titolo ai quali si collegano dei diritti che  possono essere esercitati in caso di liquidazione o di procedure concorsuali, solo dopo quelli degli altri  creditori.Articolo 7Gli Stati membri possono permettere che le indicazioni di cui agli articoli 5 e 6 vengano  fornite nell'allegato, distinte secondo la varie voci considerate.Articolo 81. Le attività che l'entre creditizio  abbia ceduto in pegno a garanzia di debiti propri o di terzi, oppure siano state da esso date in garanzia a terzi  devono figurare nellw rispettive voci dello stato partimoniale.2. Le attività costituite in pegno o depositate in  garanzia presso l'ente creditizio devono figurare nel suo stato partimoniale soltanto quando si tratti di depositi in  contante presso questo stesso ente creditizio.Articolo 91. In caso di prestiti concessi da un consorzio, che  riunisce vari enti creditizi, ciascun ente che partecipa al consorzio deve indicare unicamente il suo apporto  all'ammontare complessivo del prestito.2. Se, nel caso di un prestito concesso da un consorzio di cui al  paragrafo 1, l'ammontare dell'apporto garantito da un ente creditizio è superiore all'importo effettivamente  concesso, detto ente deve far figurare l'eventuale importo aggiuntivo della garanzia fra la passività eventuali,  fuori bilancio (nella voce 1, secondo trattino).Articolo 101. I fondi che un ente creditizio gestisce in nome  proprio ma per conto di terzi devono figurare nel suo stato patrimoniale solo se l'ente è titolare delle attività ak  essi afferenti. L'importo totale delle attività e degli impegni di questa natura è citato separatamente oppure in  allegato, ripartito secondo le varie voci dell'attivo o del passivo. Tuttavia gli Stati membri possono permettere di  far figurare questi fondi fuori bilancio, purché esista un regime particolare che consenta di escludere detti fondi  dalla massa in caso di liquidazione coatta o procedure analoghe dell'ente creditizio.2. Le attività acquisite in  nome e per conto di terzi non devono figurare nello stato partimoniale.Articolo 11Sono claddificate "a vista"  soltanto le somme che possono essere ritirate in qualsiasi momento senza preavviso, o per le quali siano stabiliti  una durata o un preavviso di 24 ore o di un giorno lavorativo.Articolo 121. Le operazioni di vendita con patto  di riacquisto sono operazioni mediante le quali un ente creditizio o un cliente (il "cedente") vende ad un altro  ente creditizio o ad un altro cliente (il "cessionario") elementi di attivo che gli appartengono - ad esempio effetti,  crediti o valori mobiliari - con l'accordo che ad una data successiva gli stessi elementi di attivo saranno retrocessi  al cedente, ad un prezzo convenuto.2. Se il cessionario si impegna a riconsegnare i valori ad una data  determinata o da determinarsi dal cedente, si tratta di una operazione assimilabile al riporto.3. Se invece il  cessionario ha solo la facoltà di consegnare elementi di attivo al prezzo di cessione o ad un altro prezzo  previamente convenuto e a data determinata o da determinarsi da parte sua, si tratta di una operazione di vendita  con opzione di riscatto.4. Nel caso delle operazioni di cui al paragrafo 2, gli elementi di attivo trasferiti devono  continuare a figurare nello stato patrimoniale del cedente; il prezzo incassato per la vendita dal cedente deve  essere indicato quale debito verso il cessionario. Inoltre, l'importo degli elementi attivi trasferiti deve essere  menzionato nell'allegato dei conti del cedente. Il cessionario non può far figurare gli elementi di attivo trasferiti  nel suo stato patrimoniale; il prezzo di acquisto pagato dal cessionario deve essere indicato quale credito sul  cedente.5. Invece, nel caso di operazioni di vendita con patto di riacquisto di cui al paragrafo 3, il cedente non  può più indicare nello stato patrimoniale gli elementi di attivo trasferiti, i quali deveno figurare nell'attivo del  cessionario. Il cedente deve esporre nella voce 2 fuori bilancio un importo corrispondente al prezzo convenuto in  caso di riscatto.6. Le operazioni a termine su divise, le operazioni a termini in borsa, le operazioni di emissione  di obbligazioni in cui l'emittente si impegna a riacquistare, in tutto o in parte, le obbligazioni prima della loro  scadenza, nonché eventuali operazioni affini, non costituiscono operazioni di vendita con patto di riacquisto ai  sensi del presente articolo.SEZIONE 4DISPOSIZIONI RELATIVE A SINGOLE VOCI DELLO STATO  PATRIMONIALEArticolo 13Attivo: voce 1 - Consistenza di cassa, disponibilità presso banche centrali e  uffici postali1. La consistenza di cassa comprende le valute aventi corso legale, ivi comprese le banconote e le  monete divisionali estere.2. Possono essere iscritte in questa voce unicamente le disponibilità presso la Banca  centrale e gli uffici postali del paese o dei paesi in cui risiede l'ente creditizio. Queste disponibilità devono essere  esigibili in qualsiasi momento. Gli altri crediti verso queste istituzioni devono essere iscritti come crediti verso  enti creditizi (voce 3 dell'attivo) o come crediti verso clienti (voce 4 dell'attivo).Articolo 14Attivo: voce 2 -  Titoli del tesoro e altri effetti ammissibili al rifinanziamento presso la Banca centrale1.Questa voce comprende  sotto a), in quanto titoli pubblici a valori assimilati, i buoni del tesoro, i certificati del tesoro ed altri titoli di  credito analoghi di enti pubblici, purché siano ammessi al rifinanziamento presso la Banca centrale del paese o  dei paesi in cui risiede l'ente creditizio. I titoli di enti pubblici che non rispondono al predetto requisito vanno  indicati nella sottovoce 5 a) dell'attivo.2. Questa voce comprende sotto b), in quanto effetti ammissibili al  rifinanziamento presso la Banca centrale, tutti gli effetti in portafoglio acquistati da un ente creditizio o da un  cliente qualora, secondo la legislazione nazionale, siano ammissibili al rifinanziamento presso la Banca centrale  del paese o dei paesi in cui risiede l'ente creditizio.Articolo 15Attivo: voce 3 - Crediti verso enti creditizi1.  Sono considerati crediti verso enti creditizi tutti i crediti derivanti da operazioni bancarie dell'ente creditizio che  redige il bilancio verso enti creditizi nazionali ed esteri, indipendentemente dalla loro denominazione nella  fattispecie.Ne sono esclusi soltanto i crediti che sono rappresentati da obbligazioni o altri titoli e che vanno  iscritti alla voce 5 dell'attivo.2. Per enti creditizi ai sensi del presente articolo si intendono tutti gli enti inclusi  nell'elenco pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee conformemente all'articolo 3, paragrafo 7,  della direttiva 77/780/CEE, nonché le banche centrali e gli organismi ufficiali nazionali e internazionali a  carattere bancario come pure tutte le imprese private o pubbliche, non stabilite nella Comunità, che  corrispondono alla definizione di cui all'articolo 1 della direttiva 77/780/CEE.I crediti verso imprese che non  rispondono alle predette condizioni devono essere esposti nella voce 4 dell'attivo.Articolo 16Attivo: voce 4 -  Crediti verso la clientelaPer crediti verso la clientela si intendono tutti gli elementi dell'attivo che rappresentano  crediti verso clienti nazionali o esteri che non sono enti creditizi, a prescindere dalla loro specifica  denominazione.Ne sono esclusi soltanto i credito che sono rapprasentati da obbligazioni o altri titoli e che  vanno iscritti nella voce 5 dell'attivo.Articolo 17Attivo: voce 5 - Obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso1.  Questa voce comprende le obbligazioni e gli altri titoli a reddito fisso negoziabili, emessi da enti creditizi, da altre  imprese o da enti pubblici; le obbligazioni e gli altri titoli a reddito fisso emessi da questi ultimi devono essere  tuttavia iscritti in questa voce soltanto se non rientrano nella voce 2 dell'attivo.2. Sono inoltre assimilati alle  obbligazioni ed agli altri titoli a reddito fisso i valori a tasso d'interesse variabile indicizzati in base ad un  parametro determinato, ad esempio in base al tasso d'interesse del mercato interbancario o a quello  dell'euromercato.3. Nella sottovoce 5 b) possono figurare soltanto le obbligazioni proprie riacquistate e  negoziabili.Articolo 18Passivo : voce 1 - Debiti verso enti creditizi1. Per debiti verso enti creditizi si  intendono tutti i debiti, derivanti da operazioni bancarie dell'ente creditizio che redige il bilancio nei confronti di  enti creditizi nazionali o esteri, indipendentemente dalla loro denominazione nella fattispecie.Ne sono esclusi  soltanto i debiti che sono rappresentati da obbligazioni o altri titoli e che vanno iscritti alla voce 3 del  passivo.2.Per enti creditizi ai sensi del presente articolo si intendono tutti gli enti inclusi nell'elenco pubblicato  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee conformemente all'articolo 3, paragrafo 7, della direttiva  77/780/CEE, nonché le banche centrali e gli organismi ufficiali nazionali e internazionali a carattere bancario,  come pure tutte le imprese private o pubbliche, non stabilite nella Comunità, che rientrano nella definizione  dell'articolo 1 della direttiva 77/780/CEE.Articolo 19Passivo: voce 2 - Debiti verso clienti1. Questa voce  comprende gli importi, qualunque sia la loro denominazione nella fattispecie, dovuti a creditori diversi dagli enti  creditizi ai sensi dell'articolo 18.Ne sono esclusi soltanto i debiti rappresentati da obbligazioni o da altri titoli i  quali vanno iscriti nella voce 3 del passivo.2. Sono considerati depositi a risparmio unicamente i fondi che  rispondono alle condizioni prescritte al riguardo dalla legislazione nazionale.3. I buoni fruttiferi possono  figurare nella sottovoce corrispondente solo se non rappresentati da un titolo cedibile.Articolo 20Passivo:  voce 3 - Debiti rappresentati de un titolo di credito1. Questa voce comprende tanto le obbligazioni quanto i  debiti rappresentati da un titolo cedibile, in particolare i certificati di deposito e valori similari, nonché le  accettazioni proprie e le cambiali in circolazione.2. Sono considerate accetazioni proprie unicamente le  accettazioni emesse dall'ente creditizio per il proprio rifinanziamento e sulle quali esso figura come primo  debitore ("trattario").Articolo 21Passivo: voce 8 - Passività subordinateSe, per contratto, in caso di  liquidazione o di procedure concorsuali, determinati debiti, rappresentati o no da un titolo, possono essere fatti  valere soltanto dopo che siano stati soddisfatti gli altri creditori, questi debiti devono figurare nella voce 8 del  passivo.Articolo 22Passivo: voce 9 - Capitale sottoscrittoQuesta voce comprende tutti gli importi che,  qualunque ne sia la denominazione precisa nella fattispecie, devono essere considerati, in relazione alla forma  giuridica dell'ente creditizio in questione, come quote nel capitale proprio dell'ente sottoscritte dai soci e da altri  conferenti, conformenente alla legislazione nazionale.Articolo 23Passivo: voce 11 - RiserveQuesta voce  comprende tutti i tipi di riserve previsti dall'articolo 9 della direttiva 78/660/CEE nel punto A IV del passivo,  secondo le definizioni in esso contenute. Gli Stati membri possono inoltre prescrivere altri tipi di riserve, qualora  essi risultino necessari per gli enti creditizi aventi una forma giuridica non contemplata dalla direttiva  78/660/CEE.Le riserve di cui al primo comma devono figurare separatamente, in quanto sottovoce della voce  11 del passivo, nello stato partimoniale degli enti creditizi, afta salva la riserva di rivalutazione che figura nella  voce 12.Articolo 24Voci fuori bilancio: voce 1 - Rischi eventualiQuesta voce comprende tutte le operazioni  con le quali un ente creditizio ha garantito le obbligazioni di un terzo.L'allegato precisa la natura e l'ammontare  di qualsiasi tipo di rischio eventuale che sia rilevante rispetto alle attività dell'ente.I rischi eventuali derivanti da  effetti ceduti a risconto devono essere inclusi in questa voce solo qualora la legislazione nazionale non disponga  altrimenti. Lo stesso vale anche per le accettazioni diverse dalle accettazioni proprie.Gli avalli e la attività  costituite in garanzia comprendono tutte le garanzie concesse e tutte le attività costituite in garanzia per conto di  terzi, in particolare gli avalli e le lettere di credito irrevocabili.Articolo 25Voci fuori bilancio: voce 2 -  ImpegniQuesta voce comprende tutti gli impegni irrevocabili che potrebbero dar luogo a rischi di  credito.L'allegato precisa la natura e l'ammontare di qualsiasi tipo di impegno che sia rilevante rispetto alle  attività dell'ente. Gli impegni derivanti da operazioni di vendita con patto di riacquisto comprendono gli impegni  contratti dall'ente di credito nel quadro di operazioni di vendita con patto di riacquisto (in base a contratti di  vendita con opzione di riscatto) ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 3.SEZIONE 5STRUTTURA DEL  CONTO PROFITTI E PERDITEArticolo 26Per la presentazione del conto profitti e perdite gli Stati membri  prescrivono uno dei due schemi o i due schemi di cui agli articoli 27 e 28. Se uno Stato prevede entrambi gli  schemi, può lasciare alle imprese la scelta tra i due schemi.Articolo 27Presentazione verticale1. Interessi e  proventi assimilati:di cui:su titoli a reddito fisso.2. Interessi e oneri assimilati3. Proventi su titoli: a)  proventi di azioni, quote ed altri titoli a reddito variabile; b) proventi di partecipazioni; c) proventi di  partecipazioni in imprese collegate. 4. Proventi per commissioni.5. Oneri per commissioni.6. Profitto  (perdita) da operazioni finanziarie.7. Altri proventi di gestione.8. Spese generali amministrative: a) spese per  il personale:di cui:- salari e stipendi,- oneri sociali, con indicazione separata deglioneri per il trattamento di  quiescenza; b) altre spese amministrative.9. Rettifiche di valore sugli elementi delle voci 9 e 10 dell'attivo.10.  Altri oneri di gestione.11. Rettifiche di valori su crediti e accantonamenti per passività eventuali e per  impegni.12. Riprese derivanti da rettifiche di valore su crediti, nonché da accantonamenti per passività eventuali  e per impegni.13. Rettifiche di valore su valori mobiliari, aventi carattere di immobilizzazioni finanziarie, su  partecipazioni e su partecipazioni in imprese collegate.14. Riprese derivanti da rettifiche di valore, aventi  carattere di immobilizzazioni finanziarie, su valori mobiliari, su partecipazioni e su partecipazioni in imprese  collegate.15. Imposte sull'utile (perdita) proveniente dalle attività ordinarie.16. Utile (perdita) proveniente  dalle attività ordinarie, dopo pagamento delle imposte.17. Proventi straordinari.18. Oneri straordinari.19.  Utile (perdita) straordinario.20. Imposte sull'utile (perdita) straordinario.21. Utile (perdita) straordinario, dopo  pagamento delle imposte.22. Altre imposte non comprese nelle voci precedenti.23. Utile (perdita) de  esercizio.Articolo 28Presentazione orizzontaleA. Oneri1. Interessi e oneri assimilati.2. Oneri per  commissioni.3. Perdita da operazioni finanziarie.4. Spese generali amministrative: a) spese per il  personale;di cui:- salari e stipendi,- oneri sociali, con indicazione separata degli oneri per i trattamenti di  quiescenza; b) altre spese amministrative.5. Rettifiche di valore sugli elementi delle voci 9 e 10 dell'attivo.6.  Altri oneri di gestione.7. Rettifiche di valore su crediti nonché accantonamenti per passività eventuali e per  impegni.8. Rettifiche di valore su valori mobiliari, aventi carattere di immobilizzazioni finanziarie, su  partecipazioni e su partecipazioni in imprese collegate.9. Imposte sull'utile (perdita) proveniente dalle attività  ordinarie.10. Utile (perdita) proveniente dalle attività ordinarie, dopo pagamento delle imposte.11. Oneri  straordinari.12. Imposte sull'utile (perdita) straordinario.13. Utile (perdita) straordinario, dopo pagamento  delle imposte.14. Altre imposte non comprese nelle voci precedenti.15. Utile di esercizio.B. Proventi1.  Interessi e proventi assimilatidi cui:su titoli a reddito fisso.2. Proventi su titoli: a) proventi di azioni, quote  ed altre titoli a reddito variabile; b) proventi di partecipazioni; c) proventi di partecipazioni in imprese  collegate.3. Proventi per commissioni.4. Profitto da operazioni finanziarie.5. Riprese derivanti da rettifiche di  valore su crediti nonché da accantonamenti per pasività eventuali e per impegni.6. Riprese derivanti da rettifiche  su valori mobiliari, aventi carattere di immobilizzazioni finanziarie, su partecipazioni e su partecipazioni in  imprese collegate.7. Altri proventi di gestione.8. Utile (perdita) proveniente dalle attività ordinarie, dopo  pagamento delle imposte.9. Proventi straodrinari.10. Utile (perdita) straordinario, dopo pagamento delle  imposte.11. Perdita di esercizio.SEZIONE 6DISPOSIZIONI RELATIVE A SINGOLE VOCI DEL  CONTO PROFITTI E PERDITEArticolo 29Articolo 27, voci 1 e 2 (presentazione verticale)Articolo 28,  voci A 1 e B 1 (presentazione orizzontale)Interessi e proventi assimilati: interessi e oneri assimilatiQueste voci  comprendono tutti gli utili e le perdite risultanti dall'attività bancaria, e in particolare:1) tutti i proventi derivanti  dalle attività isctitte nello stato partimoniale alle voci da 1 a 5 dell'attivo, indipendentemente dalla forma in cui  sono stati calcolati. Essi comprendono inoltre i proventi, calcolati per competenza, relativi al premio sulle attività  acquistate sotto l'ammontare pagabile alla scadenza e a quello sui debiti contratti sopra detto ammontare;2) tutti  gli oneri per passività iscritte nello stato patrimoniale alle voci 1, 2, 3 e 8 del passivo, indipendentemente dalla  forma in cui sono stati calcolati. Essi comprendono inoltre gli oneri, calcolati per competenza, relativi al premio  sulle attività acquistate sopra l'ammontare pagabile alla scadenza e a quello sui debiti contratti sotto detto  ammontare;3) i proventi e gli oneri derivanti da operazioni a termine coperte, calcolati per competenza, e  assimilabili a interessi;4) le commissioni e le provvigioni, assimilabili a interessi e calcolate in base alla durata o  all'entità del credito oppure del debito.Articolo 30Articolo 27, voce 3 (presentazione verticale)eArticolo 28,  voce B 2 (presentazione orizzontale)Proventi d'azioni, quote e altri titoli a reddito variabile; proventi di  partecipazione e di partecipazioni in imprese collegateQuesta voce comprende tutti i dividendi e gli altri  proventi di titoli a reddito variabile, nonché i proventi di partecipazioni o di partecipazioni in imprese collegate.  Devono essere indicati in questa voce anche i proventi di quote di società di investimento.Articolo 31Articolo  27, voci 4 e 5 (presentazione verticale)eArticolo 28, voci A 2 e B 3 (presentazione orizzontale)Proventi ed  oneri per commissioniPer proventi od oneri per commissioni, si intendono - fatto salvo l'articolo 29 - i proventi  derivanti dalla retribuzione di servizi prestati dall'impresa per conto terzi oppure gli oneri derivanti  dall'utilizzazione di servizi prestati da terzi, in particolare:- le commissioni su fideiussioni, su prestiti gestiti per  conto di altri mutuanti, nonché su operazioni in titolo per conto terzi,- le commissioni per pagamento di  operazioni commerciali ed altri oneri o proventi che ne derivano, le spese per la tenuta dei conti e le commissioni  per la custodia e la gestione di titoli,- le commissioni per transazioni in valuta, per la vendita a l'acquisto di  monete e di metalli preziosi, effettuate per conto terzi,- le commisssioni per intermediazione in operazioni di  credito, in contratti di risparmio o in contratti di assicurazione.Articolo 32Articolo 27, voce 6 (presentazione  verticale)eArticolo 28, voce A 3 o voce B 4 (presentazione orizzontale)Profitto (perdita da operazioni  finanziarie)Tale voce comprende:1) Il saldo profitti/perdite delle operazioni su titoli, non considerati  immobilizzazioni finanziarie, nonché delle rettifiche di valore sui medesimi titoli, nonché delle riprese di valore su  tale tipo di rettifiche, tenendo conto, nel caso in cui si applichi l'articolo 36, paragrafo 2, della differenza  risultante dall'applicazione di questo articolo; tuttavia negli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui  all'articolo 37, tali elementi vanno inclusi unicamente se si riferiscono a titoli compresi nel portafoglio  commerciale.2) Il saldo profitti/perdite dell'attività in cambi, fatto salvo l'articolo 29, punto 3.3) I saldi  profitti/perdite delle altre attività di acquisto/vendita concernenti strumenti finanziari, tra cui i metalli  preziosi.Articolo 33Articolo 27, voci 11 e 12 (presentazione verticale)eArticolo 28, voci A 7 e B 5  (presentazione orizzontale)Rettifiche di valore su crediti, nonché accantonamenti per passività eventuali e per  impegnieRiprese di valore derivanti da rettifiche di valore su crediti, nonché su accantonamenti per passività  eventuali e per impegni1. Queste voci comprendono, da un lato, tutti gli oneri per rettifiche di valore apportate  ai crediti figuranti alle voci 3 e 4 dell'attivo e gli accantonamenti per passività eventuali e per impegni relativi alle  operazioni di credito figuranti alle voci 1 e 2 fuori bilancio, e dall'altro, i proventi derivanti dal recupero di crediti  già ammortizzati, nonché dalla ripresa di valore derivante da rettifiche e accantonamenti effettuati in  precedenza.2. Negli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui all'articolo 37, questa voce comprende  inoltre il saldo profitti/perdite delle operazioni su titoli contemplati alle voci 5 e 6 dell'attivo non aventi carattere  di immobilizzazioni finanziarie quali sono definite all'articolo 35, paragrafo 2, e non incluse nel portafoglio per  negoziazione, nonché le rettifiche di valore e le riprese di valore derivanti da tali titoli, tenendo conto, in caso di  applicazione dell'articolo 36, paragrafo 2, della differenza risultante dall'applicazione di questo articolo. La  denominazione di questa posta viene modificata in corrispondenza.3. Gli Stati membri possono autorizzare  compensazioni fra gli oneri e i proventi compresi in queste voci in modo da far apparire soltanto il saldo  (provento oppure onere).4. Le rettifiche di valore su crediti verso gli enti creditizi, verso clienti, verso imprese  con le quali l'entre creditizio ha un legame di partecipazione e verso imprese collegate vanno suddivise  nell'allegato qualora tale distinzione sia sostanziale. L'applicazione di questa norma non è obbligatoria se lo Stato  membro autorizza la compensazione conformemente al paragrafo 3.Articolo 34Articolo 27, voci 13 e 14  (presentazione verticale)eArticolo 28, voci A 8, B 5 (presentazione orizzontale)Rettifiche di valore su valori  mobiliari aventi carattere di immobilizzazioni finanziarie nonché su partecipazioni e su partecipazioni in imprese  collegateeRiprese derivanti da rettifiche di valore aventi carattere di immobilizzazioni finanziarie su valori  mobiliari, nonché su partecipazioni e su partecipazioni in imprese collegate1. Queste voci comprendono, da un  lato, tutti gli oneri per rettifiche di valore relative ad elementi figuranti alle voci da 5 ad 8 dell'attivo e, dall'altro, i  proventi per riprese derivanti da rettifiche di valore effettuate anteriormente, nella misura in cui oneri e proventi  riguardano immobilizzazioni finanziarie quali sono definite all'articolo 35, paragrafo 2, a partecipazioni e a  partecipazioni in imprese collegate.2. Gli Stati membri possono aurorizzare compensazioni tra gli oneri ed i  proventi che rientrano in queste voci, in modo da far apparire soltanto il saldo (provento oppure onere).3. Le  rettifiche di valore su questi valori mobiliari, su partecipazioni e su partecipazioni in imprese collegate vanno  suddivise nell'allegato, qualora tale distinzione sia sostanziale. L'applicazione di questa norma non è obbligatoria  se lo Stato membro autorizza la compensazione conformemente al paragrafo 2.SEZIONE 7RECOLE DI  VALUTAZIONEArticolo 351. Le voci 9 e 10 dell'attivo devono essere sempre valutate come  immobilizzazione. Gli altri elementi iscritti nello stato partimoniale vanno valutati come immobilizzazioni quando  sono destinati a servire in maniera durevole all'attività dell'impresa.2. Il termine "immobilizzazioni finanziarie"  utilizzato nel quadro della sezione 7 della direttiva 78/660/CEE sta ad indicare, nel caso degli enti creditizi, le  partecipazioni, le partecipazioni in imprese collegate ed i titoli destinati a servire in meniera durevole all'attività  dell'impresa.3. a) Le obbligazioni e altri titoli a reddito fisso che hanno carattere di immobilizzi finanziari  possono essere iscritti nello stato partimoniale al loro prezzo di acquisto. Tuttavia gli Stati membri possono  permettere o prescrivere che tali titoli siano iscritti nello stato partimoniale al loro prezzo di rimborso. b)  Qualora il prezzo di acquisto di tali titoli superi il loro prezzo di rimborso, la differenza deve essere iscritta nel  conto profitti e perdite. Tuttavia gli Stati membri possono permettere o prescrivere che la differenza venga  ammortizzata per competenza, al più tardi al momento del loro rimborso. Essa deve essere indicata  separatamente nello stato partimoniale o nell'allegato. c) Qualora il prezzo di acquisto di tali titoli sia inferiore  al loro prezzo di rimborso, gli Stati membri possono permettere o prescrivere che la differenza sia iscritta tra i  risultati per competenza per tutto il periodo restante fino alla scadenza. Essa deve essere indicata separatamente  nello stato partimoniale o nell'allegato.Articolo 361. Qualora i valori negoziabili non aventi carattere di  immobilizzi finanziari siano iscritti nello stato partimoniale al loro prezzo di acquisto, gli enti creditizi indicano  nell'allegato la differenza tra questo valore e il valore superiore del mercato alla data di chiusura del bilancio.2.  Gli Stati membri possono tuttavia permettere o prescrivere che questi valori negoziabili siano iscritti nello stato  patrimoniale al loro valore superiore di mercato alla data di chiusura del bilancio. La differenza tra il valore di  acquisto e il valore superiore di mercato è indicata nell'allegato.Articolo 371. Ai fini delle valutazioni dei  crediti, delle obbligazioni, delle azioni e degli altri titoli a reddito variabile che non costituiscono  immobilizzazioni finanziarie, detenuti dagli enti creditizi, si applica l'articolo 39 della direttiva  78/660/CEE.2.Tuttavia, fino ad ulteriore coordinamento, gli Stati membri possono permettere che: a) i crediti  verso enti creditizi e verso la clientela (voci 3 e 4 dell'attivo) nonché le obbligazioni, le azioni e gli altri titoli a  reddito variabile contemplati alle voci 5 e 6 dell'attivo, che non costituiscono immobilizzazioni finanziarie quali  sono definite all'articolo 35, paragrafo 2, e non inclusi nel portafoglio commerciale siano iscritti per un importo  inferiore a quello che risulta dall'applicazione dell'articolo 39, paragrafo 1, della direttiva 78/660/CEE, qualora  ciò sia necessario in considerazione della prudenza imposta dai rischi particolari inerenti alle operazioni bancarie.  Lo scarto tra detti due importi non può superare il 4% dell'importo totale degli attivi summenzionati, previa  applicazione del suddetto articolo 39; b) la valutazione all'importo inferiore ottenuta applicando la lettera a) sia  mantenuta fino a quando l'ente creditizio decida di correggerla; c) qualora uno Stato membro ricorra alla  possibilità di cui alla lettera a), non siano applicati l'articolo 36, paragrafo 1, della presente direttiva e l'articolo  40, paragrafo 2, della direttiva 78/660/CEE.1. Fino ad ulteriore coordinamento, gli Stati membri che si sono  avvalsi della facoltà prevista all'articolo 37 devono permettere, mentre gli Stati membri che non si sono avvalsi di  tale facoltà possono permettere, la creazione, nel passivo dello stato patrimoniale, di una voce 6 bis denominata  "fondo per rischi bancari generali". Questa voce comprende gli importi che l'ente creditizio decide di destinare  alla copertura di tali rischi, quando ciò sia necessario in considerazione della prudenza imposta dai rischi  particolari inerenti alle operazioni bancarie.2. Il saldo delle dotazioni del "fondo per rischi bancari generali"  deve risultare distintamente nel conto profiti e perdite.Articolo 391. Gli elementi dell'attivo e del passivo  espressi in valuta estera devono essere convertiti al tasso di cambio a pronti valido alla data di chiusura del  bilancio. Gli Stati membri possono tuttavia autorizzare o prescrivere che gli elementi dell'attivo da imputare alle  immobilizzazioni finanziarie e i beni materiali e immateriali né coperti né specificamente coperti sul mercato a  pronti o su quello a termine siano convertiti al tasso di cambio valido alla data del loro acquisto.2. Le  operazioni a termine in valuta estera e le operazioni di cambio a pronti non ancora maturate devono essere  convertite al tasso di cambio a pronti valido alla data di chiusura del bilancio.Gli Stati membri possono tuttavia  prescrivere che le operazioni a termine siano convertite al tasso di cambio a termine valido alla data di chiusura  del bilancio.3. Fatto salvo l'articolo 29, punto 3, la differenza tra il valore contabile degli elementi dell'attivo, del  passivo e delle operazioni a termine, da un lato, e l'importo che si ottiene dalla conversione effettuata  conformemente ai paragrafi 1 e 2, dall'altro, deve essere inclusa nel conto profitti e perdite. Gli Stati membri  possono tuttavia prescrivere o autorizzare che la differenza risultante dalla conversione effettuata  conformemente ai paragrafi 1 e 2 sia inclusa, in tutto o in parte, in riserve non disponibili per la distribuzione,  qualora essa risulti dai valori dello stato partimoniale da imputare alle immobilizzazioni finanziarie e ai beni  materiali e immateriali, nonché da operazioni effettuate per coprire detti valori.4. Gli Stati membri possono  prevedere che le differenze positive di conversione che derivano da operazioni a termine, da valori dello stato  partimoniale o da debiti non coperti o non specificamente coperti da altre operazioni a termine, da valori dello  stato patrimoniale o da debiti non siano incluse nel conto profitti e perdite.5. Qualora si applichi un metodo di  cui all'articolo 59 della direttiva 78/660/CEE, gli Stati membri possono prevedere che le differenze di  conversione siano contabilizzate direttamente, in tutto o in parte, come riserva. Le differenze di conversione,  positive e negative che essi hanno portato alle riserve devono essere indicate separatamente nel bilancio o  nell'allegato.6. Gli Stati membri possono autorizzare o prescrivere che le differenze di conversione risultanti dal  consolidamento o dalla riconversione del partimonio netto di un'impresa collegata, esistente all'inizio di un  periodo contabile, o la quota del patrimonio netto di un'impresa partecipata, esistente all'inizio di un periodo  contabile, siano incluse in tutto o in parte nelle riserve consolidate, come pure le differenze di conversione  risultanti dalle operazioni effettuate per coprire detto capitale e dette riserve.7. Gli Stati membri possono  autorizzare o prescrivere che i proventi e gli oneri delle imprese collegate e delle imprese partecipate siano  convertiti ai corsi medi in vigore nel periodo contabile.SEZIONE 8CONTENUTO  DELL'ALLEGATOArticolo 401. È applicabile l'articolo 43, paragrafo 1, della direttiva 78/660/CEE, fatto  salvo l'articolo 37 della presente direttiva e le disposizioni che seguono.2. Oltre alle indicazioni prescritte  dall'articolo 43, paragrafo 1, punto 5, della direttiva 78/660/CEE, gli enti creditizi forniscono le seguenti  indicazioni relative alla voce 8 del passivo ("Passività subordinate"): a) per ogni assunzione di prestito che  superi il 10% dell'importo complessivo delle passività subordinate:i) l'importo del prestito assunto, la moneta in  cui è espresso, il tasso d'interesse, la data di scadenza o se si tratta di un'emissione perpetua;ii) eventuali  circostanze nelle quali è previsto um rimborso anticipato;iii) i termini della subordinazione, eventuali  disposizioni per convertire la passività subordinata in capitale o altra forma di passività, e i termini di tali  disposizioni; b) per quanto riguarda gli altri prestiti, in meniera globale le madalità che li disciplinano.3. a) In  sostituzione delle informazioni prescritte dall'articolo 43, paragrafo 1, punto 6, della direttiva 78/660/CEE,gli  enti creditizi devono indicare nell'allegato, separatamente per ognuna delle voci e sottovoci 3 b) e 4 dell'attivo e  1 b) 2 a) 2 b) bb) e 3 b) del passivo, l'importo di questi crediti e di questi debiti suddivisi conformemente alla loro  durata residua nel modo seguente:- fino a tre mesi,- da oltre tre mesi ad un anno,- da oltre un anno a cinque  anni,- oltre cinque anni.Per la voce 4 dell'attivo si deve inoltre indicare l'ammontare dei crediti di durata  indeterminata.Per i crediti e i debiti rimborsabili mediante versamenti periodici, la durata residua è il periodo  compreso fra la data di chiusura del bilancio e la data di scadenza di ogni versamento.Tuttavia, per un periodo  di cinque anni a partire dalla data di cui all'articolo 47, paragrafo 2, gli Stati membri possono autorizzare o  prescrivere l'indicazione delle voci dell'attivo e del passivo di cui al presente articolo in base alla durata  contrattuale o al periodo di preavviso originariamente stabiliti. Essi esigono quindi che nel caso di crediti non  rappresentati di titoli, se un ente creditizio subentra in un prestito già esistente, esso classifichi quest'ultimo in  base alla durata residua calcolata alla data dell'intervento. Ai fini dell'applicazione del presente comma, la durata  contrattuale di un prestito è il periodo compreso fra la data del primo utilizzo dei fondi e la data del rimborso. Si  considera periodo di preavviso quello compreso fra la data in cui il preavviso viene notificato e la data in cui  diventa esigibile il rimborso. Per i crediti e i debiti rimborsabili con pagamenti periodici, la durata contrattuale è il  periodo compreso fra la data di decorrenza dei crediti o dei debiti e la data di scadenza dell'ultimo rimborso. Gli  enti creditizi indicano inoltre per le voci dello stato patrimoniale di cui alla presente lettera l'importo degli  elementi di attivo e di passivo che scadono l'anno successivo alla data di chiusura del bilancio. b) Gli enti  creditizi devono indicare per la voce 5 dell'attivo (obbligazioni ed altri titoli a reddito fisso in portafoglio) nonché  per la sottovoce 3 a) del passivo (effetti e obbligazioni proprie in circolazione) l'importo degli elementi di attivo  o di passivo che scadono l'anno successivo alla data di chiusura del bilancio. c) Gli Stati membri possono  prevedere che le indicazioni di cui alle lettere a) e b) figurino nello stato partimoniale. d) Gli enti creditizi  forniscono infine informazioni sulle attività da essi costituite in garanzia di propri impegni o di impegni di terzi  (comprese le passività eventuali) in modo da far figurare, per ogni voce del passivo o voce fuori bilancio,  l'importo totale delle attività in questione.4. Gli enti creditizi che devono iscrivere nelle voci fuori bilancio le  indicazioni di cui all'articolo 43, paragrafo 1, punto 7, della direttiva 78/660/CEE non sono tenuti a riportarle  nell'allegato.5. In sostituzione delle indicazioni prescritte dall'articolo 43, paragrafo 1, punto 8, della direttiva  78/660/CEE, gli enti creditizi devono indicare nell'allegato la ripartizione dei proventi relativi alle voci 1, 3, 4, 6  e 7 dell'articolo 27 o alle voci B 1, B 2, B 3, B 4 e B 7 dell'articolo 28, per mercato geografico, qualora dal  punto di vista dell'organizzazione dell'ente creditizio tali mercati differiscano tra loro considerevolmente. Viene  applicato l'articolo 45, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 78/660/CEE.6. Il rinvio di cui all'articolo 43,  paragrafo 1, punto 9, della direttiva 78/660/CEE all'articolo 23, voce 6, equivale al rinvio all'articolo 27, voce 8,  o all'articolo 28, voce A 4, della presente direttiva.7. In deroga all'articolo 43, paragrafo 1, punto 13, della  direttiva 78/660/CEE, gli enti creditizi sono tenuti ad indicare unicamente gli importi delle anticipazioni e dei  crediti concessi ai membri dei rispettivi organi di amministrazione, direzione o vigilanza, nonché gli impegni  assunti per loro conto per effetto di garanzie prestate di qualunque tipo. Queste informazioni devono essere  fornite glibalmente per ogni categoria.Articolo 411. le indicazioni prescritte dall'articolo 15, paragrafo 3, della  direttiva 78/660/CEE devono essere fornite per gli elementi di attivo considerati come immobilizzi ai sensi  dell'articolo 35 della presente direttiva. L'obbligo di indicare separatamente le correzioni di valore non si applica  tuttavia al caso in cui uno Stato membro abbia autorizzato una compensazione tra le correzioni di valore ai sensi  dell'articolo 34, paragrafo 2, della presente direttiva. In questo caso le correzioni di valore possono essere  raggruppate con altre voci.2. Gli Stati membri prescrivono agli enti creditizi di fornire inoltre nell'allegato le  seguenti indicazioni:a) la ripartizione dei valori negoziabili, riportati nelle voci da 5 ad 8 dell'attivo, in valori  quotati in borsa e non quotati in borsa;b) la ripartizione dei valori negoziabili riportati nelle voci 5 et 6  dell'attivo in valori considerati o non considerati immobilizzi finanziari a norma dell'articolo 35, nonché il criterio  adottato per distinguere le due categorie di valori negoziabili;c) gli importi delle operazioni di leasing, ripartiti  fra le rispettive voci dello stato patrimoniale;d) la ripartizione delle voci 13 dell'attivo e 4 del passivo, nonché  delle voci 10 e 18 (presentazione verticale) o A 6 e A 11 (presentazione orizzontale) e delle voci 7 e 17  (presentazione verticale) o B 7 e B 9 (presentazione orizzontale) del conto profitti e perdite, tra i principali  elementi che le compongono, qualora tali elementi abbiano rilevanza per la valutazione dei bilanci. Occorre  inoltre fornire spiegazioni sull'ammontare e sulla natura dei suddetti elementi;e) gli oneri versati per passività  subordinate dall'ente creditizio nel corso dell'esercizio;f) il fatto che un ente creditizio presti servizi di gestione  o di intermediazione a terzi, se l'entità di questo tipo di affari sia rilevante rispetto al complesso delle attività  dell'ente;g) l'importo globale degli elementi d'attivo e degli elementi di passivo espressi in monete straniere,  convertito nella quale sono redatti i bilanci;h) l'indicazione dei tipi di operazioni a termine in essere alla data di  chiusura del bilancio, precisando segnatamente per ciascun tipo di operazione se una parte significativa delle  medesime è stata avviata per coprire gli effetti delle fluttuazioni dei tassi d'interesse, dei tassi di cambio o dei  prezzi di mercato e se una significativa parte delle stesse rappresenta operazioni commerciali. Questi tipi di  operazioni comprendono tutte quelle per le quali i proventi o gli oneri devono essere inclusi a norma dell'articolo  27, voce 6, dell'articolo 28, voce A 3 o B 4, dell'articolo 29, punto 3, ad esempio su divise, metalli preziosi,  valori mobiliari, certificati di deposito e merci.SEZIONE 9DISPOSIZIONI RELATIVE AI CONTI  CONSOLIDATIArticolo 421. Salvo disposizioni contrarie della presente sezione, gli enti creditizi redigono  conti consolidati e una relazione consolidata di gestione in conformità della direttiva 83/349/CEE.2. Nella  misura in cui uno Stato membro non abbia fatto ricorso all'articolo 5 della direttiva 83/349/CEE, il paragrafo 1  del presente articolo si applica altresì alla imprese madri aventi come unico oggetto la presa di partecipazioni  presso imprese figlie, nonchè la gestione e la valorizzazione di tali partecipazioni allorchè le imprese figlie sono  esclusivamente o principalmente enti creditizi.Articolo 431. La direttiva 83/349/CEE si applica fatti salvi  l'articolo 1 della presente direttiva e il paragrafo 2 del presente articolo.2. a) Gli articoli 4, 6, 15 e 40 della  direttiva 83/349/CEE non sono applicabili.b) Gli Stati membri possono assoggettare l'applicazione dell'articolo  7 della direttiva 83/349/CEE alle seguenti condizioni supplementari:- l'impresa madre si è dichiarata garante  degli impegni assunti dall'impresa esentata; questa dichiarazione forma oggetto di pubblicità nei conti  dell'impresa esentata;- l'impresa madre è un ente creditizio ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della  presente direttiva.c) Le informazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 2, primi due trattini, della direttiva  83/349/CEE, relative:- all'importo delle immobilizzazioni,- all'importo netto del volume d'affari,sono  sostituite dalle informazioni relative al risultato globale delle voci 1, 3, 4, 6, e 7 dell' articolo 27 o delle voci B1,  B2, B3, B4 e B7 dell'articolo 28 della presente direttiva.d) Qualora, in seguito all' applicazione dell'articolo 13,  paragrafo 3, lettera c), della direttiva 83/349/CEE un'impresa figlia che sia un ente creditizio non sia inclusa nei  conti consolidati, ma le sue azioni siano temporaneamente detenute per un'operazione di assistenza finanziaria  finalizzata al suo risanamento o salvataggio, i conti annuali di detta impresa sono acclusi ai conti consolidati  fornendo, nell'allegato agli stessi informazioni supplementari sulla natura e sui termini dell'operazione di  assistenza finanziaria.e) Uno Stato membro può applicare l'articolo 12 della direttiva 83/349/CEE anche a due o  più istituti di credito che, pur non trovandosi nelle relazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1 o 2, della stessa  direttiva sono sottoposti a una direzione unitaria senza che essa sia stata stabilita in virtù di un contratto o di una  clausola statutaria.f) L'articolo 14, della direttiva 83/349/CEE, eccettuato il paragrafo 2, si applica con riserva  della disposizione seguente:qualora l'impresa madre sia un ente creditizio e una o più imprese figlie da  consolidare non abbiano tale forma, dette imprese figlie non possono essere escluse dal consolidamento nel caso  in cui la loro attività costituisca il prolungamento diretto dell'attività bancaria o consista in servizi ausiliari della  suddetta, quali il leasing, il factoring, la gestione dei fondi comuni d'investimento, la gestione di servizi  informatici o attività analoghe.g) Per la struttura dei conti consolidati:- si applicano gli articoli 3, da 5 a 26 e  da 29 a 34 della presente direttiva;- il riferimento all'articolo 15, paragrafo 3, della direttiva 78/660/CEE,  contenuto nell'articolo 17 della direttiva 83/349/CEE, si applica agli elementi dell'attivo considerati come  immobilizzazioni ai sensi dell'articolo 35 della presente direttiva.h) Per il contenuto dell'allegato dei conti  consolidati, si applica l'articolo 34 della direttiva 83/349/CEE, fatte salve le disposizioni degli articoli 40 e 41  della presente direttiva.SEZIONE 10PUBBLICITÀArticolo 441. I conti annuali degli enti creditizi  regolarmente approvati, la relazione sulla gestione e la relazione della persona incaricata della revisione dei conti  formano oggetto di una pubblicità effettuata secondo le modalità previste dalla legislazione nazionale in  conformità dell'articolo 3 della direttiva 68/151/CEE (1).(1) GU n. L 65 del 14.3.1968, pag. 8.Tuttavia, la  legislazione nazionale può consentire che la relazione sulla gestione non costituisca oggetto della pubblicità  sopra menzionata. In tal caso, la relazione sulla gestione è tenuta a disposizione del pubblico presso la sede  sociale o, in assenza, presso la sede principale nello Stato membro in questione. Di tale relazione gli interessati  possono ottenere copia integrale o parziale su semplice richiesta; il prezzo di tale copia non deve superare il  costo amministrativo.2. Il paragrafo 1 si applica altresì ai conti consolidati regolarmente approvati, alla  relazione consolidata sulla gestione e alla relazione della persona incaricata della revisione dei conti.3. Tuttavia,  qualora l'ente creditizio che ha redatto i conti annuali o i conti consolidati sia organizzato in una forma diversa da  quelle elencate all'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 78/660/CEE e non sia soggetto, a norma della  legislazione nazionale, a un obbligo di pubblicità per i documenti di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo  analogo a quello previsto all'articolo 3 della direttiva 68/151/CEE, esso deve almeno tenerli a disposizione del  pubblico presso la propria sede sociale. Deve essere possibile ottenere copia di questi documenti a semplice  richiesta. Il prezzo di tale copia non deve superare il costo amministrativo.4. I conti annuali e i conti consolidati  degli enti creditizi devono essere pubblicati in ogni Stato membro in cui tali enti hanno succursali ai sensi  dell'articolo 1, terzo trattino, della direttiva 77/780/CEE. Detto Stato membro può imporre che la pubblicazione  di detti documenti venga effettuata nella sua lingua ufficiale.5. Gli Stati membri prevedono adeguate sanzioni,  qualora venga omessa la pubblicità contemplata dal presente articolo.SEZIONE 11REVISIONEArticolo  45Uno Stato membro può non applicare l'articolo 2, paragrafo 1, lettera b) punto iii), della direttiva  84/253/CEE (2) alle casse di risparmio pubbliche qualora il controllo legale dei documenti di tali enti di cui  all'articolo 1, paragrafo 1, di detta direttiva sia riservato a una società di revisione esistente per le casse di  risparmio al momento dell'entrata in vigore della presente direttiva, il cui responsabile soddisfi almeno alle  condizioni fissate dagli articoli da 3 a 9 della direttiva 84/253/CEE.(2) GU n. L 126 del 12.5.1984, pag.  20.SEZIONE 12DISPOSIZIONI FINALIArticolo 46Il comitato di contatto istituito dall'articolo 52 della  direttiva 78/660/CEE ha altresì, in una composizione appropriata, il compito:a) di agevolare, fatti salvi gli  articoli 169 e 170 del trattato, un'applicazione armonizzata della presente direttiva mediante regolare  concertazione, in particolare sui problemi concreti della sua applicazione;b) di consigliare, se necessario, la  Commisione sui complementi e sugli emendamenti ad apportare alla presente direttiva.Articolo 471. Gli Stati  membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla  presente direttiva non oltre il 31 dicembre 1990. Essi ne informano immediatamente la Commissione.2. Uno  Stato membro può prevedere che le disposizioni di cui al paragrafo 1 siano applicate per la prima volta ai conti  annuali e ai conti consolidati dell'esercizio che ha inizio il 1  gennaio 1993 o nel corso di tale anno.3. Gli Stati  membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che adottano nel  campo disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 48Cinque anni dopo la data di cui all'articolo 47, paragrafo  2, il Consiglio procede, su proposta della Commissione, all'esame e, se del caso, alla revisione delle disposizioni  della presente direttiva che prevedono una facoltà per gli Stati membri, nonchè dell'articolo 2, paragrafo 1, e  degli articoli 27, 28 e 41 in funzione dell'esperienza acquista nell'applicazione della presente direttiva e, in  particolare, degli obiettivi di maggior trasparenza ed armonizzazione delle prescrizioni previste dalla presente  direttiva.Articolo 49Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, addì 8  dicembre 1986.Per il ConsiglioIl PresidenteN. LAWSON

Summary:
Conti annuali delle banche e degli altri istituti finanziari
Conti annuali delle banche e degli altri istituti finanziari
SINTESI DI:
Direttiva del Consiglio 86/635/CEE relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari
QUAL È LO SCOPO DELLA DIRETTIVA?
              
Intende armonizzare il formato e i contenuti dei conti annuali, compresi i conti consolidati*, di tutte le istituzioni finanziarie all’interno dell’Unione Europea (UE).
PUNTI CHIAVE
La direttiva si applica alla maggior parte degli istituti di credito (ad esempio le banche) e ad altre istituzioni finanziarie, con alcune eccezioni tra cui:
Grecia: ETEBA (Banca nazionale d’investimento per lo sviluppo industriale);
Irlanda: «industrial and provident societies»*;
Regno Unito (1) (UK): «friendly societies»* e «industrial and provident societies».
Struttura standard dello stato patrimoniale: attività e passività vengono presentate in ordine di liquidità decrescente.
Ci sono regimi particolari per alcune voci dello stato patrimoniale, quali consistenza di cassa, titoli del tesoro, crediti verso enti creditizi, debiti verso enti creditizi, ecc.
Ci sono due strutture standard di conto profitti e perdite: una presentazione verticale e una presentazione orizzontale.
Ci sono regimi particolari per certe voci nel conto profitti e perdite, quali interessi assimilati, proventi su titoli, profitto o perdita da operazioni finanziarie, ecc.
Ci sono regole di valutazione per attivi, immobilizzazioni finanziarie, titoli trattenuti da enti creditizi, valori mobiliari, crediti, titoli a reddito variabile*, attività e passività espresse in valuta estera.
C’è una lista dettagliata del contenuto dell’allegato richiesto.
Ci sono regole a parte relative alla stesura dei conti consolidati.
La pubblicazione dei conti annuali viene effettuata secondo le modalità previste dalla legislazione nazionale. Qualora la relazione annua non venisse pubblicata, devono essere disponibili delle copie a un prezzo non superiore al loro costo amministrativo.
Ci sono concessioni speciali per le casse di risparmio pubbliche. Per esempio, qualora il controllo legale fosse riservato a una società di revisione esistente, non è richiesta una revisione a parte.
La direttiva 2006/43/CE è intesa a migliorare la credibilità delle informazioni finanziarie e a rafforzare la protezione dell'UE contro gli scandali finanziari. Contiene, tra le altre cose, norme sui requisiti necessari per garantire un controllo esterno della qualità (ad esempio, questo controllo della qualità deve essere indipendente dai revisori legali e dalle società di revisione e soggetto a supervisione pubblica), l’utilizzo di norme internazionali, doveri dei revisori legali e principi relativi all’indipendenza dei revisori dei conti.
A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICA LA DIRETTIVA?
              
Si applica a partire dal 23 dicembre 1986. I paesi dell’UE dovevano recepirla nel diritto nazionale entro il 31 dicembre 1990.
* TERMINI CHIAVE
              
Conti consolidati: quando i conti di un gruppo di imprese, tra cui società madre e rispettive imprese figlie, sono congiunti.
«Industrial and provident societies»: in Irlanda e nel Regno Unito (1), un tipo di società mutualistica, che è un soggetto giuridico ed è di proprietà dei suoi membri, gestita o come una cooperativa o a beneficio della comunità.
«Friendly societies»: nel Regno Unito (1), un tipo di società mutualistica che fornisce ai propri membri dei benefici quali l’assicurazione sulla vita e sostegno e assistenza in caso di malattia, disoccupazione e pensionamento.
Titoli a reddito variabile: titoli i cui proprietari ricevono un reddito che può variare nel corso del tempo.
DOCUMENTO PRINCIPALE
            
Direttiva 86/635/CEE del Consiglio, dell’8 dicembre 1986, relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari (GU L 372 del 31.12.1986, pag. 1-17)
Le successive modifiche alla direttiva 86/635/CEE sono state incorporate nel testo base. Questa versione consolidata è da utilizzarsi a solo scopo informativo.
DOCUMENTI CORRELATI
            
Direttiva 2006/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, che modifica le direttive del Consiglio 78/660/CEE relativa ai conti annuali di certi tipi di imprese, 83/349/CEE relativa ai conti consolidati, 86/635/CEE relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari e 91/674/CEE relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle imprese di assicurazione (GU L 224 del 16.8.2006, pag. 1-7)
Direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, recante modifica delle direttive del Consiglio 78/660/CEE e 83/349/CEE e che abroga la direttiva del Consiglio 84/253/CEE (GU L 157 del 9.6.2006, pag. 87-107)
Si veda la versione consolidata.
Ultimo aggiornamento: 19.09.2016(1) Il Regno Unito esce dall’Unione europea e diventa un paese terzo (un paese extra UE) a partire dal 1° febbraio 2020.