Document ID: 31986R4057

Reference:
EUR-Lex - 31986R4057 - IT
Avis juridique important
|
31986R4057
Regolamento (CEE) n. 4057/86 del Consiglio del 22 dicembre 1986 relativo alle pratiche tariffarie sleali nei trasporti marittimi
Gazzetta ufficiale n. L 378 del 31/12/1986 pag. 0014 - 0020
REGOLAMENTO (CEE) N. 4057/86 DEL  CONSIGLIOdel 22 dicembre 1986relativo alle pratiche tariffarie sleali nei trasporti  marittimiIL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 84,  paragrafo 2, visto il progetto di regolamento presentato dalla Commis-sione, visto il parere del Parlamento europeo (1), visto il parere del Comitato economico e sociale (2), considerando che ci sono motivi per ritenere, in base, tra l'altro, al sistema di informazione di  cui alla decisione 78/774/CEE (3), che la partecipazione competitiva degli armatori comunitari alla  navigazione internazionale di linea è ostacolata da talune pratiche sleali messe in atto da  compagnie di navigazione di paesi terzi; considerando che, data la struttura del settore dei trasporti marittimi comunitari, conviene che il  presente regolamento si applichi anche ai cittadini degli Stati membri stabiliti al di fuori della  Comunità e alle compagnie di navigazione stabilite al di fuori della Comunità e controllate da  cittadini di uno Stato membro, se le loro navi sono registrate in questo Stato membro conformemente  alla sua legislazione; considerando che dette pratiche sleali consistono nell'applicazione costante ai trasporti di talune  merci selezionate di tassi di nolo che sono inferiori al nolo più basso praticato per le stesse  merci da armatori stabiliti e rappresentativi; considerando che tali pratiche possono esistere grazie ai vantaggi non commerciali concessi da un  paese che non è membro della Comunità; considerando che la Comunità dovrebbe essere in grado di intraprendere un'azione volta a difendersi  dagli effetti di dette pratiche tariffarie; considerando che non esistono regole internazionali riconosciute che definiscano in che consista un  prezzo sleale nel campo dei trasporti marittimi; considerando che occorre quindi prevedere, per stabilire l'esistenza di pratiche tariffarie sleali,  un metodo di calcoloappropriato; che per calcolare il «tasso di nolo normale» occorre invece  tener conto dei tassi di nolo comparabili effettivamente applicati dalle compagnie stabilite e  rappresentative che operano nell'ambito o al di fuori delle conferenze o altrimenti di un tasso  calcolato basati sui costi di compagnie comparabili più un ragionevole margine di profitto; considerando che è opportuno stabilire fattori appropriati per la determinazione del pregiudizio; considerando che è necessario stabilire procedure che consentano, a chiunque agisca per conto del  settore dei trasporti marittimi comunitari che si ritenga leso o minacciato da pratiche tariffarie  sleali, di formulare una denuncia; che è opportuno precisare che, in caso di ritiro di una  denuncia, la procedura può, ma non deve necessariamente, essere interrotta; considerando che è opportuno instaurare una cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione, sia  per quanto riguarda le informazioni relative all'esistenza di pratiche tariffarie sleali nonché del  pregiudizio che ne risulta, sia per quanto riguarda il successivo esame del problema a livello  comunitario; che, a tal fine, è opportuno prevedere consultazioni nell'ambito di un comitato  consultivo; considerando che è opportuno definire chiaramente le norme procedurali da seguire durante  un'inchiesta, in particolare i diritti e gli obblighi delle autorità comunitarie e delle parti  interessate, nonché le circostanze nelle quali le parti interessate possono accedere alle  informazioni e possono chiedere di essere informate sui fatti e motivi essenziali in base ai quali  si prevede di raccomandare misure definitive; considerando che, per scoraggiare pratiche tariffarie sleali senza tuttavia impedire, restringere o  distorcere la concorrenza in materia di prezzi da parte delle linee non conferenziate, purché  svolgano le loro attività su una base leale e commerciale, è opportuno - nei casi in cui dalla  constatazione definitiva dei fatti risulti l'esistenza di una pratica tariffaria sleale e di un  pregiudizio - prevedere la possibi-lità di imporre dazi compensativi per motivi specifici; considerando che è indispensabile stabilire norme comuni per l'applicazione di detti dazi  compensativi, al fine di assicurarne la riscossione esatta ed uniforme; che dette norme,  considerata la natura di tali dazi, possono differire da quelle normalmente applicabili alla  riscossione di normali dazi all'importazione; considerando che è necessario stabilire procedure aperte ed eque in caso di riesame delle misure  adottate e di riapertura di un'inchiesta qualora le circostanze lo richiedano; considerando che è opportuno elaborare procedure adeguate per esaminare le domande di rimborso dei  dazi compensa-tivi, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1ObiettivoIl presente regolamento stabilisce la procedura da seguire  al fine di rispondere alle pratiche tariffarie sleali di taluni armatori di paesi terzi che operano  nel campo dei trasporti marittimi internazionali di linea, le quali provocano gravi perturbazioni  nella struttura del traffico su una determinata rotta da, verso o all'interno della Comunità e  danneggiano o rischiano di danneggiare gravemente gli armatori comunitari che operano su tale rotta  e gli interessi della Comunità. Articolo 2Per contrapporsi alle pratiche tariffarie sleali di cui all'articolo 1, all'origine di  un pregiudizio rilevante, la Comunità può imporre un dazio compensativo. La minaccia di pregiudizio rilevante può unicamente dar luogo ad un esame ai sensi dell'articolo  4. Articolo 3Ai fini del presente regolamento: a)per «armatori di paesi terzi» si intendono le compagnie di navigazione mercantile di linea  eccetto quelle di cui alla lettera d); b)per «pratiche tariffarie sleali» si intende l'applicazione costante, su una determinata rotta di  navigazione da, verso o all'interno della Comunità, per alcune merci selezionate o per tutte le  merci, di tassi di nolo inferiori ai tassi di nolo normali praticati durante un periodo di almeno  sei mesi, quando detti tassi di nolo inferiori sonopossibili in quanto l'armatore in questione  beneficia di vantaggi non commerciali concessi da uno Stato membro della Comunità; c)il normale tasso di nolo viene stabilito prendendo in considerazione: Ii)il tasso comparabile effettivamente praticato nell'ambito dei normali traffici marittimi per il  medesimo servizio sulla stessa rotta o su una rotta comparabile da compagnie serie e  rappresentative che non godano dei vantaggi di cui alla lettera b); ii)o altrimenti il tasso derivato, ottenuto sommando al costo a carico di una compagnia  paragonabile che non usufruisce dei vantaggi di cui alla lettera b) un ragionevole margine di  utile. Tale costo viene calco-lato tenendo conto di tutti i costi, sia fissi che variabili,  sostenuti nell'ambito dei normali traffici marittimi, più un congruo importo per le spese  generali; d)per «armatori comunitari» si intendono: - tutte le compagnie di navigazione mercantile stabilite ai sensi del trattato in uno Stato membro  della Comunità; - cittadini di Stati membri stabiliti fuori della Comunità e compagnie di navigazione mercantile  stabilite al di fuori della Comunità e controllate da cittadini di uno Stato membro, se le loro  navi sono registrate in uno Stato membro in conformità con la legislazione di quest'ultimo. Articolo 4Valutazione del pregiudizio1.  L'esame del pregiudizio deve comprendere i seguenti  fattori: a)  i tassi di nolo offerti dai concorrenti degli armatori comunitari sulla rotta marittima in  questione, in particolare per stabilire se siano stati inferiori in misura rilevante al tasso di  nolo normale offerto dagli armatori comunitari, tenuto conto del livello del servizio offerto da  tutte le compagnie interessate; b)  conseguenti ripercussioni sulle compagnie di navigazione della Comunità quali risultano dalle  tendenze di fattori economici quali: - viaggi, - sfruttamento delle capacità, - noleggio, - quota di mercato, - tassi di nolo (ossia il calo dei tassi di nolo o la prevenzione dei rialzi dei noli che  normalmente avrebbero avuto luogo), - profitti, - rendimento del capitale, - investimenti, - occupazione. Quando una minaccia di pregiudizio viene segnalata, la Commissione può anche esaminare se sia  prevedibile chiaramente che una situazione particolare possa trasformarsi in pregiudizio reale. A  tal riguardo si può anche tener conto di fattori, quali: a)  l'aumento del tonnellaggio impiegato sulla rotta dove la concorrenza contro gli armatori della  Comunità viene esercitata; b)  la capacità, nel paese degli armatori stranieri, già esistente o suscettibile di divenire  operativa in un avve-nire previsibile, e la probabilità che il tonnellaggio risultante da tale  capacità sarà usato nella rotta di cui al punto a). 3.  I pregiudizi causati da altri fattori che, individualmente o in combinazione tra di loro,  contribuiscono ad esercitare un'influenza sfavorevole sugli armatori della Comunità, non devono  essere imputati alle pratiche in questione. Articolo 5Denuncia1.  Ogni persona fisica o giuridica, nonché ogni associazione non avente  personalità giuridica che agisce a nome dell'industria marittima della Comunità che si ritengono  lesi o minacciati da pratiche tariffarie sleali, può introdurre una denuncia per iscritto. 2.  La denuncia deve contenere sufficienti elementi di prova relativi all'esistenza della pratica  tariffaria sleale e al pregiudizio che ne deriva. 3.  La denuncia può essere introdotta presso la Commissione o presso uno Stato membro che la  trasmette alla Commissione. La Commissione invia agli Stati membri copia di ogni denuncia da essa  ricevuta. 4.  La denuncia può essere ritirata, nel qual caso la procedura può essere interrotta, a meno che  tale interruzione sia contraria all'interesse della Comunità. 5.  Quando si constata, previa consultazione, che la denuncia non fornisce elementi di prova  sufficienti per giustificare l'avvio di un'inchiesta, il ricorrente viene debitamente informato. 6.  Quando, in mancanza di una denuncia, uno Stato membro è in possesso di elementi di prova  sufficienti in relazione sia a pratiche tariffarie sleali sia a un pregiudizio che ne risulta per  gli armatori della Comunità, esso li comunica immediatamente alla Commissione. Articolo 6Consultazioni1.  Le consultazioni previste dal presente regolamento si effettuano in  seno ad un comitato consultivo composto di rappresentanti di ogni Stato membro e presieduto da un  rappresentante della Commissione. Le consultazioni si effettuano immediatamente sia su domanda di  uno Stato membro, sia su iniziativa della Commissione. 2.  Il comitato si riunisce su convocazione del suo presidente. Quest'ultimo comunica agli Stati  membri, nel più breve tempo possibile, tutti gli elementi d'informazione utili. 3.  Qualora se ne ravvisi la necessità, si può procedere alle consultazioni mediante procedura  scritta; in tal caso laCommissione informa gli Stati membri, i quali, entro un termine fissato,  possono esprimere il loro parere o chiedere una consultazione orale. 4.  Le consultazioni vertono segnatamente: a)  sull'esistenza delle pratiche tariffarie sleali nonché sulla loro importanza; b)  sull'esistenza e sull'entità del pregiudizio; c)  sul nesso di causalità tra le pratiche tariffarie sleali ed il pregiudizio; d)  sulle misure che, nel caso specifico, sono idonee a prevenire o a rimediare l'effetto del  pregiudizio causato dalle pratiche tariffarie sleali nonché sulle modalità di applicazione di tali  misure. Articolo 7Apertura e svolgimento dell'inchiesta1.  Se, al termine della consultazione, risulta  che gli elementi di prova sono sufficienti per giustificare l'inizio della procedura, la  Commissione deve immediatamente: a)annunciare l'inizio della procedura con avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee;  tale avviso dovrà indicare l'armatore straniero interessato e il suo paese d'origine, fornire un  sunto delle informazioni ricevute e precisare che tutte le informazioni pertinenti dovranno essere  comunicate alla Commissione la quale stabilisce il termine entro il quale le parti interessate  possono comunicare per iscritto le loro osservazioni e richiedere di essere ascoltate dalla  Commissione conformemente al paragrafo 5; b)informare debitamente gli armatori, i caricatori e gli spedizionieri che la Commissione  considera interessati nonché i ricorrenti; c)iniziare l'inchiesta a livello comunitario, in collaborazione con gli Stati membri; tale  inchiesta verterà tanto sulle pratiche tariffarie sleali quanto sul pregiudizio che ne deriva e si  svolgerà conformemente alle disposizioni dei paragrafi da 2 a 8; l'inchiesta sulle pratiche  tariffarie sleali riguarda di norma un periodo non inferiore a 6 mesi che precede immediatamente  l'inizio della procedura. 2. a)La Commissione, se del caso, ricerca tutte le informazioni ritenute necessarie e fa in modo di  verificarle assieme agli armatori, agli agenti, ai caricatori, agli spedizionieri, alle conferenze,  alle associazioni e alle organizzazioni, purché le imprese o le organizzazioni interessate diano il  loro assenso. b)Se del caso la Commissione svolge, previa consultazione, inchieste in paesi terzi,  subordinandole all'accordo delle imprese interessate e all'assenza di opposizione da parte del  governo del paese in questione ilquale sarà stato ufficialmente informato. La Commissione può  essere assistita da agenti degli Stati membri che lo abbiano richiesto. 3. a)La Commissione può richiedere agli Stati membri: - di fornirle informazioni; - di procedere a qualsiasi verifica e controllo necessari, segnatamente presso i caricatori, gli  spedizionieri, gli armatori della Comunità ed i loro agenti; - di procedere alle inchieste in paesi terzi, che però sono subordinate all'accordo delle imprese  interessate e all'assenza di opposizione da parte del governo, ufficialmente informato, del paese  considerato. b)Gli Stati membri adottano le misure necessarie per dar seguito alle richieste della Commissione.  Essi comunicano a quest'ultima le informazioni richieste, nonché il risultato delle verifiche, dei  controlli o delle inchieste effettuati. c)Qualora dette informazioni siano d'interesse generale o qualora uno Stato membro ne abbia  richiesto la trasmissione, la Commissione le invia agli Stati membri purché non si tratti di  informazioni riservate, nel qual caso sarà trasmessa una sintesi non riservata. d)Agenti della Commissione possono, a richiesta di quest'ultima o di uno Stato membro, assistere  gli agenti degli Stati membri nell'adempimento delle loro funzioni. 4. a)La Commissione offre al ricorrente, ai caricatori ed agli armatori notoriamente interessati la  possibilità di prendere conoscenza di tutte le informazioni ad essa fornite dalle parti interessate  all'inchiesta, tranne i documenti interni preparati dalle autorità della Comunità o degli Stati  membri, purché tali informazioni siano pertinenti per la tutela dei loro interessi, non siano  riservate ai sensi dell'articolo 8 e siano utilizzate dalla Commissione nell'inchiesta. Gli  interessati presentano a tal fine una domanda scritta alla Commissione, indicando le informazioni  desiderate. b)Gli armatori in merito ai quali viene effettuata l'inchiesta e il ricorrente possono chiedere di  essere informati dei principali fatti e considerazioni sulla cui base si prevede di raccomandare  l'imposizione di dazi compensativi. c)iii)Una domanda di informazioni conforme al punto b) deve- essere presentata per iscritto alla  Commis-sione, - indicare i singoli punti su cui si desiderano informazioni. iii)Le informazioni possono essere fornite oralmente, oppure per iscritto, a seconda che la  Commis-sione lo ritenga opportuno. Esse non pregiudicano ogni eventuale decisione successiva da  parte del Consiglio. Le informazioni riservate ricevono un trattamento conforme all'articolo 8. iii)Le informazioni devono normalmente essere fornite non oltre quindici giorni prima della  presentazione di qualsiasi proposta di azione definitiva, in applicazione dell'articolo 12, da  parte della Commissione. Le rimostranze successive alle informazioni vengono prese in  considerazione soltanto se vengono ricevute entro un periodo fissato caso per caso dalla  Commissione che tiene debito conto dell'urgenza della questione, ma che in ogni caso non potrà  essere inferiore a dieci giorni. 5.  La Commissione può sentire le parti interessate. Queste ultime devono essere sentite, quando lo  richiedano per iscritto, nel termine fissato dall'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle  Comunità europee, quando dimostrino di essere parti interessate, che l'esito della procedura  potrebbe riguardarle e che esistono particolari motivi per essere sentite oralmente. 6.  Inoltre, a richiesta, la Commissione dà alle parti direttamente interessate l'occasione di  incontrarsi per permettere il confronto delle tesi opposte e delle eventuali confutazioni.  Nell'offrire tale occasione, essa tiene conto della necessità di salvaguardare il carattere  riservato delle informazioni, nonché della convenienza delle parti. Nessuna parte è tenuta ad  assistere ad un incontro e la sua assenza non è pregiudizievole per la sua causa. 7.  a)  Il presente articolo non impedisce al Consiglio di prendere misure tempestivamente. b)  Qualora una parte interessata rifiuti l'accesso alle necessarie informazioni, o non le fornisca  entro un ragionevole arco di tempo o ostacoli gravamente l'indagine, possono essere elaborate  conclusioni, affermative o negative, in base ai dati di fatto disponibili. 8.  Una procedura relativa a pratiche tariffarie sleali non pone ostacolo alle operazioni di  sdoganamento delle merci a cui si applicano i noli in questione. 9.  a)  Un'inchiesta è conclusa sia per chiusura della stessa sia per inizio di un'azione  conformemente all'artico-lo 11. Di norma, la procedura deve essere chiusa entro un anno dalla sua  apertura. b)  Una procedura è conclusa sia per chiusura dell'inchiesta senza imposizione di dazi e senza  accettazione di impegni, sia allo scadere o alla revoca di tali dazi, sia alla cessazione degli  impegni in conformità degli articolo 14 o 15. Articolo 8Trattamento riservato1.  Le informazioni ricevute in applicazione del presente  regolamento possono essere utilizzate soltanto per lo scopo per il quale esse sono state  richieste. 2.  a)  Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri, nonché i loro agenti, sono tenuti a non  divulgare, salvo esplicita autorizzazione della parte che le ha fornite, le informazioni ricevute  in applicazione del presente regolamento per le quali la parte che le ha fornite ha chiesto il  trattamento riservato. b)  Qualsiasi richiesta di trattamento riservato deve indicare il motivo per il quale  l'informazione è riservata ed essere accompagnata da un riassunto di carattere non riservato oppure  dall'indicazione dei motivi per i quali non è possibile riassumere l'informazione in questione. 3.  L'informazione è di norma considerata riservata se la sua eventuale pubblicazione minaccia di  avere conseguenze negative per chi ha fornito tale informazione o ne costituisce la fonte. 4.  Tuttavia, quando si ritiene che una domanda intesa ad ottenere un trattamento riservato non è  giustificata e quando colui che ha fornito le informazioni non vuole pubblicarle, né autorizzarne  la pubblicazione in termini generici o sotto forma di riassunto, può non essere tenuto conto di  tali informazioni. Tali informazioni possono inoltre essere disattese quando la domanda è giustificata ma chi fornisce  le informazioni non è disposto a fornire un riassunto non riservato qualora sia possibile  riassumere le informazioni in questione. 5.  Il presente articolo non osta alla pubblicazione di informazioni generali da parte della  Comunità ed in particolare dei motivi che hanno giustificato le decisioni prese in forza del  presente regolamento, o alla pubblicazione degli elementi di prova su cui si è fondata la Comunità,  nella misura in cui ciò sia necessario per spiegare i suddetti motivi nella procedura legale. Tale  pubblicazione deve tener conto del legittimo interesse delle parti in causa a non vedere divulgati  i loro segreti commerciali. Articolo 9Conclusione della procedura qualora non siano necessarie misure di difesa1.  La  procedura è chiusa quando, dopo le consultazioni, non si ritiene necessario adottare alcuna misura  di difesa e quando non è stata espressa alcuna obiezione a tal riguardo in seno al comitato  consultivo di cui all'articolo 6, paragra-fo 1. In tutti gli altri casi, la Commissione  sottoponeimmediatamente al Consiglio una relazione sull'esito delle consultazioni e propone di  porre termine alla procedura. La procedura è chiusa se nel termine di un mese il Consiglio, che  delibera a maggioranza qualificata, non ha deciso diversamente. 2.  La Commissione informa le parti notoriamente interessate e da notizia della conclusione con un  avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee che riporta le sue conclusioni  essenziali nonché un riassunto dei motivi di tali conclusioni. Articolo 10Impegni1.  Se nello svolgimento di un'inchiesta vengono assunti determinati impegni  che la Commissione, previa consultazione, ritiene accettabili, l'inchiesta può essere interrotta  senza l'imposizione di dazi compensativi. Fatte salve circostanze eccezionali, gli impegni non possono essere assunti oltre il termine del  periodo durante il quale possono essere presentate le rimostranze in virtù dell'artico-lo 7,  paragrafo 4, lettera c), punto iii). La conclusione dell'inchiesta viene decisa conformemente alla  procedura di cui all'articolo 9, paragrafo 1, e viene debitamente notificata nonché pubblicata  conformemente all'articolo 9, paragra-fo 2. 2.  Gli impegni di cui al paragrafo 1 sono quelli in base a cui i tassi di nolo vengono riveduti  sino a che la Commissione ritene che la pratica tariffaria sleale o i suoi effetti negativi siano  eliminati. 3.  Gli impegni possono essere proposti dalla Commissione, ma il fatto che essi non vengano assunti  oppure che venga declinato un invito a sottoscriverne non deve pregiudicare la valutazione del  caso. Tuttavia, la persistenza di tali pratiche tariffarie sleali può essere ritenuta un indizio  del fatto che la minaccia di pregiudizio presenta maggiori probabilità di concretarsi. 4.  Quando l'impegno è stato accettato, l'inchiesta sul pregiudizio sarà nondimeno completata se la  Commissione, previa consultazione, decide in questo senso, oppure se ne viene fatta richiesta dagli  armatori comunitari interessati. In tal caso, se la Commissione, previa consultazione, conclude che  non esiste un pregiudizio, l'impegno diventa automaticamente caduco. Tuttavia, se la determinazione  dell'assenza di pregiudizio è dovuta soprattutto all'estistenza di un impegno, la Commissione può  esigere che detto impegno venga mantenuto. 5.  La Commissione può richiedere alle parti che hanno assunto un impegno di fornire informazioni  periodiche inerenti all'adempimento di siffatti impegni e di consentire il controllo dei relativi  dati. L'inosservanza di questo obbligo verrà considerata come una violazione dell'impegno assunto. Articolo 11Dazi compensativiQualora risulti da un'indagine che vi è una pratica tariffaria  sleale, che ne risulta un pregiudizio e che gli interssi della Comunità richiedono un'azione  comunitaria, la Commissione propone al Consiglio, in seguito alla consultazione prevista  all'articolo 6, di instaurare un dazio compensativo. Il Consiglio, deliberando a maggioranza  qualificata, prende una decisione entro un periodo di due mesi. Articolo 12Deliberando sui dazi compensativi il Consiglio tiene altresì debitamente conto delle  considerazioni di politica del commercio estero, nonché degli interessi portuali e delle  considerazioni di politica marittima degli Stati membri interes-sati. Articolo 13Disposizioni generali sui dazi1.  I dazi compensativi vengono imposti agli armatori  stranieri interessati mediante regolamento. 2.  Detto regolamento precisa in particolare l'importo e il tipo del dazio imposto, la merce o le  merci trasportate, il nome e il paese d'origine dell'armatore straniero interessato e la relativa  motivazione sulla quale il regolamento è basato. 3.  L'importo dei dazi non può eccedere la differenza tra il nolo effettivamente praticato e il  nolo normale di cui all'articolo 3, lettera c). Tale importo dovrebbe essere inferiore se un dazio  inferiore risultasse sufficiente ad eliminare il pregiudizio. 4.  a)  I dazi non devono essere imposti né aumentati con effetto retroattivo e si applicano ai  trasporti di merci che, dopo l'entrata in vigore di detti dazi sono caricate o scaricate in un  porto comunitario. b)  Tuttavia, qualora il Consiglio stabilisca che c'è stataviolazione o ritiro di un impegno,  possono essereimposti, su proposta della Commissione, dazi compensativi al trasporto di merci che  sono state caricate o scaricate in un porto della Comunità non oltre novanta giorni precedenti la  data di applicazione di questi dazi, eccettuato il fatto che, in caso di violazione o ritiro di un  impegno, detta imposizione retroattiva non si applica al trasporto di merci che sono state caricate  o scaricate in un porto della Comunità prima della violazione o del ritiro. Questi dazi possono  essere calcolati sulla base dei fatti accertati prima dell'accettazione dell'impegno. 5.  I dazi sono riscossi dagli Stati membri secondo la forma, l'aliquota e gli altri elementi  fissati al momento della loro instaurazione e a prescindere dai dazi doganali, dalle tasse e altre  imposizioni normalmente esigibili all'importazione delle merci trasportate. 6.  L'autorizzazione a caricare o a scaricare merci in un porto della Comunità può essere  subordinata alla fornitura di una garanzia per l'importo di un dazio compensativo. Articolo 14Riesame1.  I regolamenti che impongono dazi compensativi, nonché le decisioni di  accettare impegni, sono subordinati ad un riesame per la totalità o in parte, purché giustificato.  Detto riesame può avvenire sia a richiesta di uno Stato membro, sia su iniziativa della  Commissione. Si procede al riesame anche nel caso in cui una parte interessata lo esiga e dimostri  che le circostanze sono mutate apportando prove sufficienti da giustificare la necessità di detto  riesame, purché sia trascorso almeno un anno dalla conclusione dell'inchiesta. Le richieste in tal  senso devono essere trasmesse alla Commissione che ne informa gli Stati membri. 2.  Se, previa consultazione, risulta che il riesame è giustificato l'inchiesta verrà riaperta in  conformità dell'articolo 7, sempreché le circostanze lo richiedano. La riapertura dell'inchiesta  non influisce di per sé sulle misure in vigore. 3.  Se giustificato da detto riesame, effettuato anche senza riaprire l'inchiesta, le misure sono  modificate, prorogate o abrogate dall'istituzione comunitaria competente per la loro introduzione. Articolo 151.  Fatto salvo il paragrafo 2, i dazi compensativi e gli impegni divengono caduchi  dopo cinque anni a decorrere dalla data in cui sono entrati in vigore o in cui sono stati da ultimo  modificati o confermati. 2.  Di norma la Commissione previa consultazione ed entro sei mesi prima del termine del periodo di  cinque anni, pubblica sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee un avviso dell'imminente  scadenza delle misure in questione ed informa gli armatori comunitari notoriamente interessati.  Nell'avviso è indicato il periodo cui le parti interessate possono esprimere il loro parere per  iscritto e possono chiedere udienza alla Commissione in conformità dell'articolo 7, paragrafo 5. Qualora una parte interessata dimostri che la cessazione della misura in oggetto causerebbe  nuovamente pregiudizio o minaccia di pregiudizio, la Commissione procede ad un riesame della misura  stessa che resterà in vigore in attesa dell'esito del suddetto riesame. Qualora i dazi compensativi e gli impegni decadano in virtù del presente articolo, la Commissione  pubblica un avviso in tal senso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 16Restituzione1.  Quando l'armatore interessato può dimostrare che il dazio riscosso  supera la differenza tra il tasso nolo praticato e il tasso nolo normale di cui all'articolo 3,  lettera c), l'importo del dazio che supera la differenza viene restituito. 2.  Per ottenere il rimborso di cui al paragrafo 1, l'armatore straniero interessato può presentare  una richiesta alla Commissione. La richiesta viene presentata per il tramite dello Stato membro nel  cui porto le merci trasportate sono state caricate o scaricate, entro tre mesi dalla data in cui  l'ammontare dei dazi compensativi da riscoutere è stato debitamente stabilito dalle autorità  competenti. Lo Stato membro trasmette al più presto la richiesta alla Commissione, accompagnata o meno da un  parere sulla sua fondatezza. La Commissione informa immediatamente gli altri Stati membri ed esprime il suo parere al riguardo.  Qualora gli Stati membri approvino il parere espresso dalla Commissione o non presentino obiezioni  entro un mese, la Commissione può decidere in conformità del parere suddetto. In tutti gli altri  casi, la Commissione, previa consultazione, decide se e in quale misura si debba dar seguito alla  richiesta. Articolo 17Disposizione finaleIl presente regolamento non osta all'applicazione di qualsiasi  norma speciale stabilita da accordi conclusi tra la Comunità e paesi terzi. Articolo 18Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il 1g luglio 1987. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, addì 22 dicembre 1986. Per il ConsiglioIl PresidenteG. SHAW(1) GU n. C 255 del 15. 10. 1986, pag.  169. (2) GU n. C 344 del 31. 12. 1985, pag. 31. (3) GU n. L 258 del 21. 9. 1978, pag. 35.

Summary:
Trasporto marittimo — Fornitura di servizi, concorrenza, pratiche tariffarie sleali e accesso al traffico transoceanico
Trasporto marittimo — Fornitura di servizi, concorrenza, pratiche tariffarie sleali e accesso al traffico transoceanico
SINTESI DI:
Regolamento (CEE) n. 4055/86 che applica il principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi tra Stati membri e tra Stati membri e paesi terzi
Regolamento (CEE) n. 4057/86 relativo alle pratiche tariffarie sleali nei trasporti marittimi
Regolamento (CEE) n. 4058/86 concernente un’azione coordinata intesa a salvaguardare il libero accesso ai trasporti marittimi nei traffici transoceanici
Regolamento (CE) n. 1/2003 concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato
Regolamento (CE) n. 246/2009 relativo all’applicazione dell’articolo 81, paragrafo 3, del trattato a talune categorie di accordi, di decisioni e di pratiche concordate tra compagnie di trasporto marittimo di linea (consorzi)
Regolamento (CE) n. 906/2009 relativo all’applicazione dell’articolo 81, paragrafo 3, del trattato a talune categorie di accordi, di decisioni e di pratiche concordate tra compagnie di trasporto marittimo di linea (consorzi)
QUAL È LO SCOPO DEI REGOLAMENTI?
              
Essi mirano a organizzare il trasporto marittimo in conformità con i principi di base del diritto comunitario in materia di fornitura di servizi, concorrenza e libero accesso al mercato nel settore del trasporto marittimo.
PUNTI CHIAVE
Libera prestazione dei servizi
Il regolamento n. 4055/86:
consente ai cittadini dei paesi dell’Unione europea (UE) (e alle compagnie di navigazione dei paesi extra UE che impiegano navi registrate in un paese dell’UE e controllate da cittadini dell’UE), il diritto di trasportare passeggeri o merci via mare fra un porto di un paese dell’UE e un porto o un impianto offshore di un altro paese dell’UE o di un paese extra-UE;
richiede che eventuali restrizioni nazionali che riservano il trasporto di merci alle navi battenti bandiera nazionale siano gradualmente eliminate o adeguate, e vieta l’introduzione di nuove restrizioni;
stabilisce una procedura per i casi in cui le compagnie di trasporto marittimo di un paese dell’UE non hanno l’effettiva possibilità di trasportare merci da e verso uno specifico paese dell’UE;
estende i benefici del regolamento ai cittadini di paesi extra-UE residenti nell’UE.
Il regolamento (CEE) n. 3577/92 si occupa specificatamente della libera prestazione dei servizi di trasporto marittimo all’interno dei paesi dell’UE («cabotaggio marittimo»*).
Pratiche tariffarie sleali nei trasporti marittimi
Il regolamento n. 4057/86:
autorizza l’UE ad applicare dazi compensativi per proteggere gli armatori nei paesi dell’UE da pratiche tariffarie sleali da parte degli armatori stranieri. Tali dazi compensativi possono essere imposti in seguito a indagine da cui risulti che il pregiudizio è stato causato da prezzi sleali e che gli interessi dell’UE rendono necessario l’intervento;
per quanto riguarda la valutazione del pregiudizio, stabilisce i fattori o indicatori appropriati da prendere in considerazione, ad esempio una riduzione della quota di mercato o dei profitti dell’armatore, o l’effetto sull’occupazione;
stabilisce una procedura per le denunce, le consultazioni e le conseguenti inchieste.
Libero accesso ai traffici transoceanici
Il regolamento n. 4058/86:
si applica quando un’azione da parte di un paese extra-UE o dei suoi agenti ostacola il libero accesso al trasporto di linea, di merci alla rinfusa o ad altro tipo di trasporti da parte di compagnie di navigazione dei paesi dell’UE o da parte di navi registrate in un paese dell’UE (eccetto quando siano state adottate misure in conformità della convenzione delle Nazioni Unite relativa al codice di comportamento per le conferenze marittime);
consente un’azione coordinata da parte dell’UE in seguito a richiesta avanzata da un paese dell’UE alla Commissione europea. Tale azione potrebbe includere rimostranze diplomatiche nei confronti dei paesi extra-UE e contromisure dirette alle compagnie di navigazione coinvolte;
consente che una simile azione coordinata possa essere intrapresa su richiesta di un altro paese appartenente all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici con cui è stato concluso un reciproco accordo.
Norme sulla concorrenza
Le norme generali sulla concorrenza nell’UE di cui al regolamento (CE) n. 1/2003 si applicano anche al settore del trasporto marittimo. Tuttavia, conformemente al regolamento (CE) n. 246/2009 del Consiglio, la Commissione può fare delle eccezioni per taluni tipi di cooperazione fra le compagnie di navigazione di linea* (consorzi*). La Commissione ha pertanto adottato il regolamento (CE) n. 906/2009, che consente queste eccezioni e l’ha esteso fino al 25 aprile 2020 mediante il regolamento (UE) n. 697/2014.
A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICANO I REGOLAMENTI?
Il regolamento (CEE) n. 4055/86 del Consiglio è in vigore dal 1o gennaio 1987.
I regolamenti (CEE) n. 4057/86 e 4058/86 sono in vigore dal 1o luglio 1987.
Il regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio è in vigore dal 1o maggio 2004.
Il regolamento (CE) n. 246/2009 del Consiglio è in vigore dal 14 aprile 2009.
Il regolamento (CE) n. 906/2009 della Commissione è in vigore dal 26 aprile 2010.
CONTESTO
              
Per ulteriori informazioni, consultare:
«Mercato interno — Accesso libero al traffico transoceanico» sul sito Internet della Commissione europea
* TERMINI CHIAVE
              
Cabotaggio: quando una compagnia di navigazione registrata in un paese dell’UE effettua un trasporto nazionale in un altro paese dell’UE.
Navigazione di linea: trasporto regolare di merci su una o più rotte tra i porti, in date e orari precedentemente pubblicizzati, e disponibili a qualsiasi utente pagante, anche se su base occasionale.
Consorzi: accordi (o insiemi di accordi) tra due o più vettori di navigazione che forniscono servizi di trasporto marittimo di linea internazionali esclusivamente per il trasporto marittimo relativo a uno o più traffici. Il loro scopo è quello di fornire un servizio di trasporto marittimo congiunto, migliore del servizio che ciascuno dei suoi membri avrebbe potuto offrire individualmente (cioè senza il consorzio).
DOCUMENTI PRINCIPALI
            
Regolamento (CEE) n. 4055/86 del Consiglio, del 22 dicembre 1986, che applica il principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi tra Stati membri e tra Stati membri e paesi terzi (GU L 378 del 31.12.1986, pagg. 1-3)
Le successive modifiche al regolamento (CE) n. 4055/86 sono state incorporate nel testo originale. La presente versione consolidata ha unicamente valore documentale.
Regolamento (CE) n. 4057/86 del Consiglio, del 22 dicembre 1986, relativo alle pratiche tariffarie sleali nei trasporti marittimi (GU L 378 del 31.12.1986, pagg. 14-20)
Regolamento (CEE) n. 4058/86 del Consiglio, del 22 dicembre 1986, concernente un’azione coordinata intesa a salvaguardare il libero accesso ai trasporti marittimi nei traffici transoceanici (GU L 378 del 31.12.1986, pagg. 21-23)
Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002 concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (GU L 1 del 4.1.2003, pagg. 1-25)
Si veda la versione consolidata.
Regolamento (CE) n. 246/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009 relativo all’applicazione dell’articolo 81, paragrafo 3, del trattato a talune categorie di accordi, di decisioni e di pratiche concordate tra compagnie di trasporto marittimo di linea (consorzi) (versione consolidata) (GU L 79 del 25.3.2009, pagg. 1-4)
Regolamento (CE) n. 906/2009 della Commissione, del 28 settembre 2009, relativo all’applicazione dell’articolo 81, paragrafo 3, del trattato a talune categorie di accordi, di decisioni e di pratiche concordate tra compagnie di trasporto marittimo di linea (consorzi) (GU L 256 del 29.9.2009, pagg. 31-34)
Si veda la versione consolidata.
Ultimo aggiornamento: 17.10.2016