Document ID: 22006A0428(01)

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EUR-Lex - 22006A0428(01) - IT
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22006A0428(01)
Accordo di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l'Unione europea
Gazzetta ufficiale n. L 115 del 28/04/2006 pag. 0050 - 0056
Accordodi cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l'Unione europeaLA CORTE PENALE INTERNAZIONALEin seguito denominata "la Corte"da un lato, eL’UNIONE EUROPEAin seguito denominata "l’UE", rappresentata dalla presidenza del Consiglio dell’Unione europea,dall’altro,in seguito denominate "le parti",CONSIDERANDO la fondamentale importanza e la priorità che si devono attribuire al consolidamento dello stato di diritto ed al rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario, nonché al mantenimento della pace ed al rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente alla Carta delle Nazioni Unite e come stabilito all’articolo 11 del trattato sull’Unione europea;OSSERVANDO che i principi dello statuto di Roma della Corte penale internazionale, nonché quelli che ne disciplinano il funzionamento, sono pienamente in linea con i principi e gli obiettivi dell’Unione europea;SOTTOLINEANDO l’importanza dell’amministrazione della giustizia in conformità dello stato di diritto e dell’imparzialità procedurale con particolare riferimento ai diritti dell’imputato previsti dallo statuto di Roma;RILEVANDO il ruolo speciale delle vittime e dei testimoni nei procedimenti dinanzi alla Corte e la necessità di misure specifiche volte a garantirne la sicurezza e l’effettiva partecipazione in conformità dello statuto di Roma;RICORDANDO che la strategia europea in materia di sicurezza, adottata dal Consiglio europeo del 12 dicembre 2003, sostiene un ordine internazionale basato su un multilateralismo effettivo;TENENDO PRESENTE la posizione comune 2003/444/PESC del Consiglio, del 16 giugno 2003, sulla Corte penale internazionale nonché il piano d’azione del Consiglio per il seguito di detta posizione comune e in particolare il ruolo essenziale della Corte penale internazionale al fine di prevenire e contenere i gravi reati che rientrano nella sua giurisdizione;CONSIDERANDO che l’Unione europea è impegnata a sostenere l’efficace funzionamento della Corte penale internazionale e a ottenerne il sostegno universale promuovendo la massima partecipazione possibile allo statuto di Roma;RICORDANDO CHE il presente accordo deve essere subordinato e collegato allo statuto di Roma della Corte penale internazionale e alle norme in materia di procedura e di prova;RICORDANDO CHE l’articolo 87, paragrafo 6, dello statuto di Roma prevede che la Corte può chiedere informazioni o documenti a ogni organizzazione intergovernativa e che essa può inoltre sollecitare altre forme di cooperazione e di assistenza di cui abbia convenuto con tale organizzazione e che sono conformi alle competenze o al mandato di quest’ultima;RICORDANDO CHE il presente accordo contempla termini di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l’Unione europea e non tra la Corte penale internazionale e gli Stati membri dell’Unione europea;CONSIDERANDO CHE, a tal fine, la Corte penale internazionale e l’Unione europea dovrebbero concordare i termini di cooperazione e assistenza in aggiunta alla posizione comune 2003/444/PESC e al piano d’azione dell’UE che dà seguito a tale posizione comune,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1Scopo dell’accordoIl presente accordo, cui aderiscono l’Unione europea ("UE") e la Corte penale internazionale ("la Corte") a titolo delle disposizioni del trattato sull’Unione europea ("trattato UE") e dello statuto di Roma della Corte penale internazionale ("lo statuto") rispettivamente, definisce i termini di cooperazione e assistenza fra l’UE e la Corte.Articolo 2Definizioni1. Ai fini del presente accordo, per "UE" si intende il Consiglio dell’Unione europea (in seguito denominato "Consiglio"), il segretario generale/alto rappresentante e il segretariato generale del Consiglio, e la Commissione delle Comunità europee (in seguito denominata "Commissione europea"). Per "UE" non si intendono gli Stati membri singolarmente.2. Ai fini del presente accordo, per "Corte" si intende:a) presidenza;b) sezione degli appelli, sezione di primo grado e sezione preliminare;c) ufficio del procuratore;d) cancelleria;e) segretariato dell’assemblea degli Stati parte.Articolo 3Accordi con gli Stati membri1. Il presente accordo, compreso qualsiasi altro accordo o intesa concluso a titolo dell’articolo 11, non si applica a richieste di informazioni della Corte relative a informazioni diverse da documenti dell’UE, comprese le informazioni classificate UE provenienti da uno Stato membro. In siffatte circostanze, qualsiasi richiesta viene rivolta direttamente allo Stato membro interessato.2. L’articolo 73 dello statuto di Roma si applica, mutatis mutandis, alle richieste avanzate dalla Corte all’UE nell’ambito del presente accordo.Articolo 4Obbligo di cooperazione e assistenzaL’UE e la Corte concordano che, nella prospettiva di facilitare l’effettivo espletamento delle loro rispettive responsabilità, esse coopereranno strettamente, laddove appropriato, e si consulteranno reciprocamente su questioni di comune interesse, in conformità delle disposizioni del presente accordo, nella piena osservanza delle rispettive disposizioni del trattato UE e dello statuto. Per agevolare il suddetto obbligo di cooperazione e assistenza le parti convengono di stabilire adeguati contatti regolari fra la Corte e il corrispondente UE per la Corte.Articolo 5Partecipazione alle riunioniL’UE può invitare la Corte a partecipare a riunioni e conferenze organizzate sotto i suoi auspici in cui sono discusse questioni che presentano un interesse per la Corte affinché quest’ultima offra assistenza per le questioni di sua competenza.Articolo 6Promozione dei valori su cui si fonda lo statutoL’UE e la Corte cooperano, laddove opportuno, adottando iniziative per promuovere la diffusione dei principi, dei valori e delle disposizioni dello statuto e degli strumenti correlati.Articolo 7Scambio di informazioni1. Nella massima misura possibile e praticabile, l’UE e la Corte assicurano il regolare scambio di informazioni e documenti di interesse reciproco, in conformità dello statuto e delle norme in materia di procedura e di prova.2. Tenendo in debito conto le proprie responsabilità e competenze nell’ambito del trattato UE, l’UE si impegna a cooperare con la Corte e a fornire alla Corte le informazioni o documenti in suo possesso che la Corte può richiedere a titolo dell’articolo 87, paragrafo 6, dello statuto.3. L’UE può, di propria iniziativa e in conformità del trattato UE, fornire informazioni o documenti che possono essere attinenti ai lavori della Corte.4. In conformità dello statuto e delle norme in materia di procedura e di prova, il cancelliere della Corte fornisce informazioni e documentazione relative a cause, procedure orali, sentenze e ordinanze della Corte che possono rivestire un interesse per l’UE.Articolo 8Protezione della sicurezzaQualora la cooperazione, inclusa la divulgazione di informazioni o documenti, prevista dal presente accordo metta in pericolo la sicurezza del personale dell’UE in servizio o in quiescenza o comprometta altrimenti la sicurezza o l’appropriato svolgimento di qualsiasi operazione o attività dell’UE, la Corte può ordinare, in particolare su richiesta dell’UE, adeguate misure di protezione.Articolo 9Informazioni classificateLe disposizioni concernenti la comunicazione di informazioni classificate UE da parte dell’UE a un organo della Corte sono riportate nell’allegato del presente accordo, che ne costituisce parte integrante.Articolo 10Testimonianza del personale dell’Unione europea1. Qualora la Corte richieda la testimonianza di un funzionario o altro agente dell’UE, l’UE si impegna a cooperare pienamente con la Corte e, ove necessario e tenuto debitamente conto delle sue responsabilità e competenze ai sensi del trattato UE e delle pertinenti norme che ne discendono, ad adottare tutte le misure necessarie per consentire alla Corte di ascoltare la testimonianza della persona, in particolare revocando l’obbligo di riservatezza che incombe a detta persona.2. In riferimento all’articolo 8, le parti riconoscono che possono essere necessarie misure di protezione qualora un funzionario o altro agente sia chiamato a testimoniare dinanzi alla Corte.3. Fatti salvi lo statuto e le norme in materia di procedura e di prova, l’UE è autorizzata a nominare un rappresentante per assistere qualsiasi funzionario o altro agente dell’UE che si presenti come testimone dinanzi alla Corte.Articolo 11Cooperazione fra l’Unione europea e il procuratore1. Nel pieno rispetto del trattato UE:i) l’UE si impegna a cooperare con il procuratore, in conformità dello statuto e delle norme in materia di procedura e di prova, fornendo le informazioni supplementari detenute dall’UE che questi dovesse richiedere;ii) l’UE si impegna a cooperare con il procuratore, in conformità dell’articolo 54, paragrafo 3, lettera c), dello statuto;iii) l’UE, in conformità dell’articolo 54, paragrafo 3, lettera d), dello statuto, conclude ogni intesa o accordo che non sia contrario allo statuto, che può essere necessario per facilitare la cooperazione dell’UE con il procuratore.2. Il procuratore rivolge richieste di informazione per iscritto al segretario generale/alto rappresentante. Il segretario generale/alto rappresentante fornisce una risposta scritta entro un mese.3. L’UE e il procuratore possono convenire che l’UE fornisca documenti o informazioni al procuratore in via confidenziale al solo scopo di ottenere nuovi elementi di prova e che i documenti o le informazioni in questione non siano divulgati a altri organi della Corte o a terze parti in nessuna fase del procedimento o in seguito, senza il consenso dell’UE. Le norme relative alle informazioni classificate di cui all’articolo 9 sono d’applicazione.Articolo 12Privilegi e immunitàSe la Corte chiede di esercitare la propria giurisdizione nei confronti di una persona che si presume essere penalmente responsabile di un crimine nell’ambito della giurisdizione della Corte e se tale persona gode, a titolo delle pertinenti norme di diritto internazionale, di privilegi e immunità, la pertinente istituzione dell’UE si impegna a cooperare pienamente con la Corte e, tenuto debitamente conto delle sue responsabilità e competenze ai sensi del trattato UE e delle pertinenti norme che ne discendono, ad adottare tutte le misure necessarie per consentire alla Corte di esercitare la propria giurisdizione, in particolare revocando tali privilegi e immunità in conformità di tutte le pertinenti norme di diritto internazionale.Articolo 13Regime del personaleIn conformità dell’articolo 44, paragrafo 4, dello statuto, l’UE e la Corte concordano di determinare, caso per caso, in quali circostanze eccezionali la Corte può impiegare del personale messo gratuitamente a disposizione dall’UE, per aiutare qualsiasi organo della Corte nei suoi lavori.Articolo 14Servizi e struttureSu richiesta della Corte l’UE fornisce, per i fini della Corte e salvo disponibilità, le strutture e i servizi che possano risultare necessari, incluso, se del caso, il sostegno sul campo. I termini e le condizioni secondo cui tali strutture, servizi e sostegno dell’UE possono essere forniti sono, se del caso, oggetto di intese supplementari preliminari.Articolo 15FormazioneL’UE si adopera per sostenere, adeguatamente e in consultazione con la Corte, la messa a punto di programmi di formazione e assistenza destinati a giudici, procuratori, funzionari e consulenti nell’ambito delle attività attinenti alla Corte.Articolo 16Corrispondenza1. Ai fini del presente accordo:a) per quanto riguarda l’UE:tutta la corrispondenza è inviata al Consiglio al seguente indirizzo:Consiglio dell’Unione europeaChief Registry OfficerRue de la Loi/Wetstraat, 175B-1048 Bruxelles.Tutta la corrispondenza è inoltrata dal Chief Registry Officer del Consiglio agli Stati membri e alla Commissione europea, e al corrispondente UE per la Corte, fatto salvo il paragrafo 2;b) per quanto riguarda la Corte penale internazionale:tutta la corrispondenza è inviata alla cancelleria o al procuratore, laddove opportuno.2. In via eccezionale, la corrispondenza proveniente da una parte e accessibile soltanto a funzionari, organi o servizi competenti specifici di quella parte, può, per ragioni operative, essere indirizzata ed essere accessibile soltanto a funzionari, organi o servizi competenti specifici dell’altra parte, specificamente indicati come destinatari, tenendo conto delle loro competenze e conformemente al principio della necessità di sapere. Per quanto riguarda l’Unione europea, questa corrispondenza è inviata tramite il Chief Registry Officer del Consiglio.Articolo 17Attuazione1. L’ufficio del procuratore e la cancelleria della Corte e i segretari generali del Consiglio e della Commissione europea vigilano sull’attuazione del presente accordo nell’ambito delle rispettive competenze.2. La Corte e l’UE possono concludere le intese che ritengono opportune ai fini dell’attuazione del presente accordo.Articolo 18Composizione delle controversieTutte le controversie fra l’UE e la Corte derivanti dall’interpretazione o dall’applicazione del presente accordo sono affrontate mediante consultazioni fra le parti.Articolo 19Entrata in vigore e revisione1. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del primo mese dopo che le parti lo hanno firmato.2. Il presente accordo può essere riveduto nella prospettiva di eventuali modifiche su richiesta di una delle parti. Viene riveduto non oltre cinque anni dopo la sua entrata in vigore.3. Qualsiasi modifica del presente accordo viene effettuata unicamente per iscritto e di comune accordo tra le parti.Articolo 20Denuncia dell’accordoUna parte può denunciare il presente accordo con notifica di denuncia per iscritto data all’altra parte. Tale denuncia prende effetto sei mesi dopo il ricevimento della notifica dall’altra parte, ma non riguarda gli obblighi già contratti conformemente alle disposizioni del presente accordo. In particolare, tutte le informazioni classificate, fornite o scambiate ai sensi del presente accordo continuano ad essere protette conformemente alle disposizioni in esso contenute.IN FEDE DI CHE, i sottoscritti, rispettivamente debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente accordo.Hecho en Luxemburgo, el diez de abril de dos mil seis.V Lucemburku dne desátého dubna dva tisíce šest.Udfærdiget i Luxembourg den tiende april to tusind og seks.Geschehen zu Luxemburg am zehnten April zweitausendsechs.Kahe tuhande kuuenda aasta aprillikuu kümnendal päeval Luxembourgis.Έγινε στο Λουξεμβούργο, στις δέκα Απριλίου δύο χιλιάδες έξι.Done at Luxembourg on the tenth day of April in the year two thousand and six.Fait à Luxembourg, le dix avril deux mille six.Fatto a Lussemburgo, addì dieci aprile duemilase.Luksemburgā, divtūkstoš sestā gada desmitajā aprīlī.Priimta du tūkstančiai šeštų metų balandžio dešimtą dieną Liuksemburge.Kelt Luxembourgban, a kettőezer hatodik év április tizedik napján.Magħmul fil-Lussemburgu, fl-għaxra jum ta' April tas-sena elfejn u sitta.Gedaan te Luxemburg, de tiende april tweeduizend zes.Sporządzono w Luksemburgu dnia dziesiątego kwietnia roku dwutysięcznego szóstego.Feito no Luxemburgo, em dez de Abril de dois mil e seis.V Luxemburgu dňa desiateho apríla dvetisícšesť.V Luxembourgu, desetega aprila leta dva tisoč šest.Tehty Luxemburgissa kymmenentenä päivänä huhtikuuta vuonna kaksituhattakuusi.Som skedde i Luxemburg den tionde april tjugohundrasex.Por la Unión EuropeaZa Evropskou uniiFor Den Europæiske UnionFür die Europäische UnionEuroopa Liidu nimelΓια την Ευρωπαϊκή ΈνωοηFor the European UnionPour l'Union européennePer l'Unione europeaEiropas Savienības vārdāEuropos Sąjungos varduAz Európai Unió részérőlGħall-Unjoni EwropeaVoor de Europese UnieW imieniu Unii EuropejskiejPela União EuropeiaZa Európsku úniuZa Evropsko unijoEuroopan unionin puolestaFör Europeiska unionen+++++ TIFF +++++Por la Corte Penal InternacionalZa Mezinárodní trestní soudFor Den Internationale StraffedomstolFür den Europäischen StrafgerichtshofRahvusvahelise Kriminaalkohtu nimelΓια to Διεθνές Ποινικό ΔικαστήριοFor the International Criminal CourtPour la Cour Pénale InternationalePer la Corte Penale InternazionaleStarptautiskās Krimināltiesas vārdāTarptautinio baudžiamojo teismo varduA Nemzetközi Büntetőbíróság részérőlGħall-Qorti Kriminali InternazzjonaliVoor het Internationaal StrafhofW imieniu Międzynarodowego Trybunału KarnegoPelo Tribunal Penal InternacionalZa Medzinárodný trestný súdZa Mednarodno Kazensko SodiščeKansainvälisen rikostuomioistuimen puolestaFör Internationella brottmålsdomstolen+++++ TIFF +++++--------------------------------------------------ALLEGATO1. Qualora informazioni classificate dell’UE fossero richieste da un organo della Corte ai sensi dell’articolo 34 dello statuto, esse potranno essere rilasciate unicamente in conformità delle norme di sicurezza del Consiglio [1].Ai fini del presente accordo, per informazioni classificate si intende qualunque informazione (ossia conoscenze che possono essere comunicate in qualunque forma) o qualsiasi materiale destinato ad essere protetto dalla divulgazione non autorizzata e che è stato designato a tal fine con una classificazione di sicurezza (in seguito denominate "informazioni classificate").In particolare:i) la Corte assicura che le informazioni classificate dell’UE che le vengono rilasciate mantengono la classificazione di sicurezza loro attribuita dall’UE e tutela le informazioni suddette a un livello di protezione equivalente a quello previsto dalle norme di sicurezza del Consiglio. A questo riguardo, la Corte assicura che essa fornirà la protezione richiesta dall’UE in conformità con le regole, le misure e le procedure da definire a titolo del paragrafo 4;ii) la Corte non utilizza le informazioni riservate rilasciate dall’UE per fini diversi da quelli per i quali esse le sono state rilasciate;iii) la Corte non rivela le informazioni e i documenti suddetti a terze parti senza la preliminare approvazione scritta dell’UE, in conformità del principio dell’approvazione della fonte da cui emanano, quale definito nelle norme di sicurezza del Consiglio;iv) la Corte assicura che l’accesso alle informazioni classificate dell’UE che le vengono rilasciate è autorizzato soltanto a persone che hanno bisogno di venirne a conoscenza;v) la Corte assicura che tutte le persone che, nel compimento delle loro funzioni ufficiali, debbono avere accesso oppure le cui funzioni o mansioni possono consentire l’accesso a informazioni classificate come CONFIDENTIEL UE e a un livello superiore, siano in possesso di un appropriato nulla osta di sicurezza prima di essere autorizzate ad accedere alle informazioni suddette, in conformità di modalità da definire in base a criteri oggettivi a titolo del paragrafo 4;vi) la Corte assicura che, prima di ottenere l’accesso alle informazioni classificate dell’UE, tutti coloro che chiedono l’accesso alle informazioni classificate suddette vengano informati in merito ai requisiti delle norme protettive di sicurezza pertinenti alla classificazione delle informazioni cui accedono e vi si conformino;vii) tenendo conto del loro livello di classificazione, le informazioni classificate dell’UE vengono trasmesse alla Corte per mezzo di valigia diplomatica, di servizi postali militari, di servizi postali securizzati, telecomunicazioni securizzate o consegna personale. La Corte notifica in anticipo al segretariato generale del Consiglio dell’UE il nome e l’indirizzo dell’organismo responsabile della sicurezza delle informazioni classificate e gli indirizzi precisi cui le informazioni debbono essere trasmesse e assicura che i destinatari godano del nulla osta di sicurezza;viii) la Corte assicura che tutti i locali, le aree, gli edifici, gli uffici, le stanze, i sistemi di comunicazione e informazione e simili in cui le informazioni classificate dell’UE vengono conservate e/o manipolate siano protetti da adeguate misure materiali di protezione, in conformità delle modalità da definire a titolo del paragrafo 4;ix) la Corte assicura che i documenti classificati UE che le vengono rilasciati, al momento del ricevimento vengano registrati in un registro speciale. La Corte assicura che il numero e la diffusione delle copie di documenti classificati dell’UE che le vengono rilasciati effettuate dall’organismo ricevente, vengano registrati nel suddetto registro speciale. La Corte notifica all’UE la data di restituzione all’UE dei succitati documenti o fornisce una certificazione della loro avvenuta distruzione;x) la Corte notifica al segretariato generale del Consiglio dell’UE ogni caso di compromissione di informazioni classificate dell’UE che le vengono rilasciate. In siffatti casi, la Corte avvia investigazioni e prende adeguate misure per evitare il riprodursi di tali fatti, in conformità delle modalità da definire a titolo del paragrafo 4.2. Nell’attuazione del paragrafo 1 di cui sopra non sarà possibile alcun rilascio generico a meno che non vengano stabilite e concordate procedure fra le parti per quanto riguarda determinate categorie di informazioni.3. Le informazioni classificate UE possono essere declassate o declassificate in conformità delle norme di sicurezza del Consiglio prima di essere rilasciate alla Corte. I documenti classificati UE contenenti informazioni nazionali classificate possono essere consultati unicamente da personale della Corte in possesso di un appropriato nulla osta di sicurezza oppure declassati o declassificati e rilasciati alla Corte con l’espressa approvazione scritta della fonte da cui emanano.4. Per l’attuazione del presente accordo si definiscono modalità di sicurezza fra le tre autorità designate in appresso, al fine di stabilire standard sulla reciproca protezione di sicurezza per informazioni classificate contemplate dal presente accordo:a) l’ufficio di sicurezza della Corte è responsabile dell’elaborazione delle modalità in materia di sicurezza per la protezione e la tutela delle informazioni classificate fornite alla Corte nel quadro del presente accordo;b) l’ufficio di sicurezza del segretariato generale del Consiglio, sotto la direzione e a nome del segretario generale del Consiglio, che agisce a nome del Consiglio e sotto la sua autorità, è responsabile dell’elaborazione delle modalità in materia di sicurezza per la protezione e la salvaguardia delle informazioni classificate fornite all’UE ai sensi del presente accordo;c) la direzione Sicurezza della Commissione europea, che agisce a nome della Commissione europea e sotto la sua autorità, è responsabile dell’elaborazione delle modalità in materia di sicurezza per la protezione delle informazioni classificate fornite o scambiate ai sensi del presente accordo all’interno della Commissione europea e dei suoi locali;d) per l’UE tali standard sono soggetti all’approvazione del comitato per la sicurezza del Consiglio.5. Le parti si prestano reciproca assistenza per quanto riguarda la sicurezza delle informazioni classificate contemplate nel presente accordo e le questioni di interesse comune. Le autorità definite al paragrafo 4 svolgono consultazioni e ispezioni reciproche sulla sicurezza per valutare l’efficacia delle modalità in materia di sicurezza che rientrano nelle rispettive competenze stabilite ai sensi del paragrafo 4.6. Le parti si dotano di una organizzazione di sicurezza e di programmi di sicurezza fondati su principi di base e standard minimi di sicurezza che sono attuati nei sistemi di sicurezza delle parti, da istituire ai sensi del paragrafo 4, per assicurare che alle informazioni classificate, contemplate dal presente accordo, sia applicato un livello di protezione equivalente.7. Prima della fornitura iniziale di informazioni classificate contemplate nel presente accordo, le autorità responsabili della sicurezza di cui al paragrafo 4 devono aver convenuto che la parte ricevente è in grado di proteggere e salvaguardare le informazioni classificate contemplate nel presente accordo in maniera conforme alle modalità da definire ai sensi del paragrafo 4.8. Le disposizioni del presente accordo non pregiudicano la possibilità per l’UE di mettere a disposizione della Corte informazioni classificate al livello più alto a condizione che la Corte garantisca un livello di protezione equivalente a quello previsto dalle norme di sicurezza del Consiglio.[1] Decisione 2001/264/CE del Consiglio, del 19 marzo 2001, che adotta le norme di sicurezza del Consiglio (GU L 101 dell’11.4.2001, pag. 1).--------------------------------------------------

Summary:
Accordo tra l’Unione e la Corte penale internazionale (CPI)
Accordo tra l’Unione e la Corte penale internazionale (CPI)
 
SINTESI DI:
Decisione 2006/313/PESC relativa alla conclusione dell’accordo di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l’Unione europea
Accordo di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l’Unione europea
Decisione 2011/168/PESC sulla Corte penale internazionale
QUAL È LO SCOPO DELLE DECISIONI E DELL’ACCORDO?
Con la decisione 2006/313/PESC, l’accordo tra la CPI e l’Unione europea (Unione) sulla cooperazione e l’assistenza è stato approvato a nome dell’Unione. L’accordo definisce i termini della cooperazione e dell’assistenza tra l’Unione e la CPI. L’accordo vincola l’Unione e non i singoli Stati che ne fanno parte. La decisione 2011/168/PESC persegue l’obiettivo di promuovere un appoggio universale allo statuto di Roma, che è il trattato che istituisce la CPI per preservare l’integrità dello statuto di Roma, sostenere l’indipendenza della CPI e il suo effettivo ed efficace funzionamento, nonché sostenere la cooperazione con la CPI e l’attuazione del principio di complementarità*. La decisione 2011/168/PESC abroga la posizione comune 2003/444/PESC.
PUNTI CHIAVE
Il Consiglio dell’Unione e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sono responsabili del coordinamento delle misure adottate dall’Unione e dai paesi dell’Unione per l’attuazione degli articoli da 2 a 5 della decisione 2011/168/PESC, in particolare sulle tre questioni seguenti:
Promuovere un appoggio universaleL’Unione e i paesi dell’Unione contribuiscono all’obiettivo della più ampia partecipazione possibile allo statuto di Roma sollevando la questione nei negoziati e nei dialoghi politici con i paesi terzi o con le organizzazioni regionali e/o attraverso l’adozione di iniziative che promuovono i valori, i principi e le regole dello Statuto di Roma. L’Unione e i paesi dell’Union cooperano con gli Stati interessati, le istituzioni internazionali e le organizzazioni non governative per promuovere un appoggio universale. Gli Stati membri condividono la loro esperienza in merito all’attuazione dello statuto con gli Stati interessati. Inoltre, l’Unione e i paesi dell’Unione contribuiscono al lavoro legislativo necessario per la partecipazione e l’attuazione dello statuto di Roma da parte di paesi terzi.Garantire l’indipendenza della CPI
Per garantire l’indipendenza della CPI, L’Unione e i paesi dell’Unione:incoraggiano gli altri paesi a versare il proprio contributo al bilancio della CPI; incoraggiano l’adesione e la ratifica dell’accordo sui privilegi e le immunità della CPI; sostengono la messa a punto di programmi di formazione e assistenza destinati a giudici, procuratori, funzionari e consulenti nell’ambito delle attività attinenti alla CPI.Sostenere un funzionamento efficaceL’Unione e i paesi dell’Unione seguono da vicino gli sviluppi riguardanti la cooperazione con la CPI. L’Unione e i suoi paesi possono concludere intese o accordi specifici per sostenere il funzionamento efficace della CPI. È il caso dell’accordo tra l’Unione e la CPI sulla cooperazione e l’assistenza. L’Unione e i paesi dell’Unione agiscono per garantire la piena cooperazione dei paesi terzi con la CPI, compresa la rapida esecuzione dei mandati di arresto. La risposta dell’Unione del 2013 alla mancata cooperazione con la CPI da parte dei paesi terzi si concentra sulle modalità con cui l’Unione e i paesi dell’Unione dovrebbero gestire tale mancata cooperazione.Piano di azione
Il piano d’azione per dare seguito alla presente decisione 2011/168/CE si concentra su:il coordinamento delle attività dell’Unione per realizzare gli obiettivi della decisione, l’universalità e l’integrità dello statuto di Roma, l’indipendenza della CPI, la cooperazione con la CPI, e l’attuazione del principio di complementarietà.
DATA DI ENTRATA IN VIGORE
L’accordo è entrato in vigore il 1o maggio 2006.
CONTESTO
La CPI è la prima e unica corte penale internazionale permanente al mondo e ha sede all’Aia, nei Paesi Bassi. La CPI indaga e, ove giustificato, interroga le persone accusate dei più gravi crimini che rappresentano una preoccupazione per la comunità internazionale: il genocidio*, crimini di guerra*, crimini contro l’umanità* e i crimini di aggressione*. È istituito e regolato dallo Statuto di Roma, entrato in vigore il 1 luglio 2002, ed è stato ratificato da tutti i paesi dell’Unione.Dichiarazione dell’alta rappresentante Federica Mogherini, a nome dell’Unione, in occasione della Giornata della giustizia penale internazionale, 17 luglio 2019 — comunicato stampa (Consiglio dell’Unione europea).
TERMINI CHIAVE
Complementarietà: in questo contesto, è il principio per il quale la CPI viene considerata come una corte di ultima istanza, il che significa che dovrebbe indagare e perseguire solo qualora le corti nazionali abbiano fallito.
Genocidio: insieme di atti commessi con l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.
Crimini di guerra: atti che violano la legge e le consuetudini applicabili nei conflitti armati (ad esempio le Convenzioni di Ginevra). Alcuni esempi comprendono il maltrattamento dei prigionieri di guerra, l’uccisione degli ostaggi o la distruzione deliberata di città e centri abitati.
Crimini contro l’umanità: atti commessi nell’ambito di un attacco diffuso o sistematico diretto contro qualsiasi popolazione civile con la consapevolezza dell’attacco.
Crimine di aggressione: la pianificazione, la preparazione, l’inizio o l’esecuzione, da parte di una persona in grado di esercitare effettivamente il controllo o di dirigere l’azione politica o militare di uno Stato, di un atto di aggressione che, per suo carattere, gravità e portata, costituisce una manifesta violazione della Carta delle Nazioni Unite.
DOCUMENTI PRINCIPALI
Decisione 2006/313/PESC del 10 aprile 2006 relativa alla conclusione dell’accordo di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l’Unione europea (GU L 115 del 28.4.2006, pag. 49).
Accordo di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l’Unione europea (GU L 115 del 28.4.2006, pag. 50).
Decisione 2011/168/PESC del Consiglio, del 21 marzo 2011, sulla Corte penale internazionale e che abroga la posizione comune 2003/444/PESC (GU L 76 del 22.3.2011, pag. 56).
Ultimo aggiornamento: 15.05.2020