Document ID: 31996L0067

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EUR-Lex - 31996L0067 - IT
Avis juridique important
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31996L0067
Direttiva 96/67/CE del Consiglio del 15 ottobre 1996 relativa all'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità
Gazzetta ufficiale n. L 272 del 25/10/1996 pag. 0036 - 0045
DIRETTIVA 96/67/CE  DEL CONSIGLIO del 15 ottobre 1996 relativa all'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra  negli aeroporti della ComunitàIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 84, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione  (1), visto il parere del Comitato economico e sociale  (2), deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 C del trattato  (3), (1) considerando che la Comunità ha gradualmente istituito una politica comune dei trasporti aerei  al fine di realizzare il mercato interno, a norma dell'articolo 7 A del trattato, onde promuovere  in modo durevole il progresso economico e sociale; (2) considerando che l'obiettivo fissato dall'articolo 59 del trattato consiste nella soppressione  delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi nella Comunità e che, a norma dell'articolo  61 del trattato, questo obiettivo deve essere raggiunto nell'ambito della politica comune dei  trasporti; (3) considerando che, con i regolamenti (CEE) n. 2407/92  (4), n. 2408/92  (5) e n. 2409/92  (6),  il Consiglio ha realizzato tale obiettivo per quanto riguarda i servizi di trasporto aereo  propriamente detti; (4) considerando che i servizi di assistenza a terra sono indispensabili per il buon funzionamento  del trasporto aereo e che essi forniscono un contributo essenziale all'utilizzazione efficiente  delle infrastrutture di questo tipo di trasporto; (5) considerando che l'apertura dell'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra è un  provvedimento che deve contribuire alla riduzione dei costi di gestione delle compagnie aeree e al  miglioramento della qualità offerta agli utenti; (6) considerando che alla luce del principio di sussidiarietà è indispensabile che l'accesso al  mercato dei servizi d'assistenza a terra avvenga in un contesto comunitario, pur lasciando agli  Stati membri la possibilità di tener conto della specificità del settore; (7) considerando che, nella sua comunicazione del giugno 1994 «L'evoluzione dell'aviazione civile  in Europa», la Commissione ha espresso l'intento di prendere, prima della fine del 1994,  un'iniziativa mirante a realizzare l'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli  aeroporti della Comunità e che il Consiglio, nella sua risoluzione del 24 ottobre 1994  (7), ha  confermato la necessità di tener conto degli imperativi legati alla situazione degli aeroporti in  sede di realizzazione di quest'apertura; (8) considerando che, nella sua risoluzione del 14 febbraio 1995 sull'aviazione civile in Europa   (8), il Parlamento europeo ha rammentato la sua preoccupazione che si tenga conto dell'impatto  dell'accesso al mercato dei servizi di assistenza sulle condizioni di lavoro e di sicurezza negli  aeroporti della Comunità; (9) considerando che il libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra è compatibile  con il buon funzionamento degli aeroporti comunitari; (10) considerando che il libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra deve essere  realizzato in modo progressivo e adeguato alle esigenze del settore; (11) considerando che, per alcune categorie di servizi, l'accesso al mercato e l'effettuazione  dell'autoassistenza possono essere ostacolati da vincoli di sicurezza, di capacità e di spazio  disponibile; che è pertanto necessario poter limitare il numero dei prestatori autorizzati a  fornire queste categorie di servizi; che, parimenti, il ricorso all'autoassistenza deve poter  essere limitato e che, in tal caso, i criteri per la limitazione devono essere pertinenti,  obiettivi, trasparenti e non discriminatori; (12) considerando che un'effettiva concorrenza richiede, se il numero di prestatori è limitato, che  almeno uno di essi sia a termine indipendente tanto dall'ente di gestione dell'aeroporto che dal  vettore dominante; (13) considerando che per il buon funzionamento degli aeroporti è necessario che essi possano  riservarsi la gestione di determinate infrastrutture difficilmente divisibili o moltiplicabili per  motivi tecnici, di redditività ovvero per l'impatto ambientale; che tuttavia la gestione  centralizzata di queste infrastrutture non deve ostacolarne l'utilizzazione da parte dei prestatori  di servizi e di quegli utenti che effettuano l'autoassistenza; (14) considerando che, in alcuni casi, i vincoli citati possono essere di entità tale da  giustificare determinate limitazioni all'accesso al mercato o all'effettuazione  dell'autoassistenza, a condizione che tali limitazioni abbiano un carattere pertinente, obiettivo,  trasparente e non discriminatorio; (15) considerando che tali deroghe devono avere lo scopo di consentire alle autorità aeroportuali  di porre rimedio ai vincoli o almeno di attenuarli; che le deroghe devono essere approvate dalla  Commissione, assistita da un comitato consultivo, e devono essere accordate per un periodo  determinato; (16) considerando che per il mantenimento di condizioni di concorrenza effettiva e leale è  necessario che, qualora il numero dei prestatori sia limitato, questi ultimi siano selezionati in  base a una procedura trasparente e imparziale; che è opportuno consultare gli utenti in occasione  della selezione essendo questi i primi interessati alla qualità e al prezzo dei servizi di cui  dovranno avvalersi; (17) considerando che è quindi opportuno organizzare la rappresentanza degli utenti e la loro  consultazione in occasione della selezione dei prestatori autorizzati, mediante l'istituzione di un  comitato composto dai loro rappresentanti; (18) considerando che, in determinate circostanze e condizioni specifiche, è possibile, nell'ambito  della selezione dei prestatori di un aeroporto, estendere l'obbligo del sevizio pubblico ad altri  aeroporti della stessa regione geografica dello Stato membro in questione; (19) considerando che l'ente di gestione dell'aeroporto può fornire anche servizi di assistenza a  terra e può, con le sue decisioni, esercitare un'influenza notevole sulla concorrenza tra i  prestatori; che pertanto è indispensabile, al fine di garantire il mantenimento di una concorrenza  leale, imporre agli aeroporti una separazione di natura contabile tra le attività di gestione delle  infrastrutture e di disciplina in ordine all'utilizzo delle stesse, da una parte, e le attività di  fornitura di servizi di assistenza, dall'altra; (20) considerando che un aeroporto può sovvenzionare la sua attività di assistenza a terra solo con  redditi provenienti dalla sua funzione di autorità aeroportuale; (21) considerando che le medesime esigenze di trasparenza devono applicarsi a tutti i prestatori  che desiderano fornire a terzi servizi di assistenza a terra; (22) considerando che, al fine di permettere agli aeroporti di svolgere il loro compito di gestione  delle infrastrutture e di garantire la sicurezza all'interno del perimetro dell'aeroporto nonché  allo scopo di garantire la tutela dell'ambiente e il rispetto della normativa sociale in vigore,  gli Stati membri devono poter subordinare l'attività di un prestatore di servizi di assistenza a  terra all'ottenimento di un riconoscimento d'idoneità; che i criteri per il rilascio di tale  riconoscimento devono essere obiettivi, trasparenti e non discriminatori; (23) considerando che per gli stessi motivi gli Stati membri devono conservare la facoltà di  emanare e far applicare le norme necessarie al buon funzionamento delle infrastrutture aeroportuali  ; che queste norme devono essere connesse all'obiettivo perseguito e non devono comportare la  riduzione di fatto dell'accesso al mercato ovvero dell'effettuazione dell'autoassistenza ad un  livello inferiore a quello previsto dalla presente direttiva; che esse devono rispettare i principi  di obiettività, di trasparenza e di non discriminazione; (24) considerando che gli Stati membri devono conservare il potere di garantire un adeguato livello  di protezione sociale al personale delle imprese che forniscono servizi di assistenza a terra; (25) considerando che ai prestatori autorizzati a fornire servizi di assistenza a terra e agli  utenti autorizzati a praticare l'autoassistenza deve esser garantito l'accesso agli impianti  aeroportuali, nella misura necessaria all'esercizio dei loro diritti e a consentire condizioni di  concorrenza effettiva e leale; che tuttavia tale accesso deve poter comportare la riscossione di un  corrispettivo economico; (26) considerando che è legittimo che i diritti riconosciuti dalla presente direttiva si applichino  ai prestatori di servizi e agli utenti originari di paesi terzi solo a condizione che esista una  reciprocità assoluta; che, in caso di mancanza di reciprocità, lo Stato membro deve poter  sospendere questi diritti nei confronti di detti prestatori e utenti; (27) considerando che il 2 dicembre 1987 il Regno di Spagna e il Regno Unito hanno concordato a  Londra, in una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri dei due paesi, un regime per una  più stretta cooperazione nell'uso dell'aeroporto di Gibilterra e che tale regime non è ancora  entrato in vigore; (28) considerando che la presente direttiva non può pregiudicare l'applicazione delle disposizioni  del trattato, e in particolare che la Commissione continuerà a vigilare sul rispetto di tali norme  avvalendosi, in caso di necessità, di tutte le facoltà ad essa riconosciute dall'articolo 90 del  trattato, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 Campo di applicazione 1.  La presente direttiva si applica a ogni  aeroporto, situato nel territorio di uno Stato membro, soggetto alle disposizioni del trattato, e  aperto al traffico commerciale secondo i criteri seguenti: a)  la disposizioni relative alle categorie di servizi di cui all'articolo 7, paragrafo 1, non  elencate all'articolo 7, paragrafo 2 si applicano ad ogni aeroporto, indipendentemente dal volume  di traffico, a decorrere dal 1° gennaio 1998; b)  le disposizioni relative alle categorie di servizi di cui all'articolo 7, paragrafo 2 si  applicano dal 1° gennaio 1998 agli aeroporti aventi un traffico annuale superiore o pari a 1  milione di movimenti passeggeri o a 25  000 tonnellate di merci; c)  le disposizioni relative alle categorie di servizi di cui all'articolo 6 si applicano dal 1°  gennaio 1999 agli aeroporti: -  aventi un traffico annuale superiore o pari a 3 milioni di movimenti passeggeri o a 75  000  tonnellate di merci, oppure -  che hanno registrato un traffico superiore o pari a 2 milioni di movimenti passeggeri o 50  000  tonnellate di merci nel corso dei sei mesi antecedenti il 1° aprile o il 1° ottobre dell'anno  precedente. 2.  Fatto salvo il paragrafo 1, le disposizioni della presente direttiva si applicano dal 1°  gennaio 2001 ad ogni aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro soggetto alle  disposizioni del trattato, e aperto al traffico commerciale e avente un traffico annuale superiore  o pari a 2 milioni di movimenti passeggeri o a 50  000 tonnellate di merci. 3.  Qualora un aeroporto raggiunga una delle soglie di traffico merci indicata nel presente  articolo senza tuttavia raggiungere la corrispondente soglia di traffico passeggeri, le  disposizioni della presente direttiva non si applicano alle categorie di servizi di assistenza  riservate esclusivamente ai passeggeri. 4.  La Commissione pubblica a titolo informativo nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee  l'elenco degli aeroporti di cui al presente articolo. Tale elenco viene pubblicato per la prima  volta entro i tre mesi successivi all'adozione della presente direttiva e successivamente una volta  all'anno. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, anteriormente al 1° luglio di ogni anno, i dati  necessari per la compilazione di questo elenco. 5.  L'applicazione della presente direttiva all'aeroporto di Gibilterra non pregiudica le  rispettive posizioni giuridiche del Regno di Spagna e del Regno Unito per quanto riguarda la  controversia relativa alla sovranità sul territorio in cui è situato tale aeroporto. 6.  L'applicazione delle disposizioni della presente direttiva all'aeroporto di Gibilterra resta  sospesa fino al momento in cui sarà applicata la disciplina prevista dalla dichiarazione congiunta  dei ministri degli Esteri del Regno di Spagna e del Regno Unito del 2 dicembre 1987. I governi del  Regno di Spagna e del Regno Unito informeranno il Consiglio in merito alla data di applicazione. Articolo 2 Definizioni Ai fini della presente direttiva si intende per: a) aeroporto, qualsiasi terreno appositamente predisposto per l'atterraggio, il decollo e le  manovre di aeromobili, inclusi gli impianti annessi che esso può comportare per le esigenze del  traffico e per il servizio degli aeromobili, nonché gli impianti necessari per fornire assistenza  ai servizi aerei commerciali; b) sistema aeroportuale, un raggruppamento di due o più aeroporti che servono la stessa città o lo  stesso agglomerato urbano, come indicato nell'allegato II del regolamento (CEE) n. 2408/92 del  Consiglio, del 23 luglio 1992, relativo all'accesso dei vettori aerei comunitari ai collegamenti  aerei intracomunitari; c) ente di gestione, l'ente cui le disposizioni legislative o regolamentari nazionali affidano,  insieme ad altre attività o in via esclusiva, il compito di amministrare e di gestire le  infrastrutture aeroportuali e di coordinare e controllare le attività dei vari operatori presenti  nell'aeroporto o nel sistema aeroportuale considerato; d) utente di un aeroporto, qualsiasi persona fisica o giuridica che trasporti per via aerea  passeggeri, posta e/o merci, da e per l'aeroporto considerato; e) assistenza a terra, i servizi resi in un aeroporto a un utente, quali descritti nell'allegato; f) autoassistenza a terra, situazione nella quale un utente fornisce direttamente a sé stesso una o  più categorie di servizi di assistenza e non stipula alcun contratto con terzi, sotto qualsiasi  denominazione, avente per oggetto la prestazione di siffatti servizi. In base alla presente  definizione non sono considerati terzi fra loro gli utenti: -  di cui uno detiene una partecipazione maggioritaria nell'altro, ovvero -  la cui partecipazione in ciascuno degli altri è detenuta a titolo maggioritario da uno stesso  ente. g) prestatore di servizi di assistenza a terra, qualsiasi persona fisica o giuridica che fornisca a  terzi una o più categorie di servizi di assistenza a terra. Articolo 3 L'ente di gestione di un aeroporto 1.  Ai fini dell'applicazione della presente  direttiva, qualora la gestione e l'esercizio di un aeroporto o di un sistema aeroportuale non siano  di competenza di un solo ente, ma di diversi enti distinti, ognuno di essi è considerato come  facente parte dell'ente di gestione. 2.  Ai fini dell'applicazione della presente direttiva, qualora vi sia un solo ente di gestione per  diversi aeroporti o sistemi aeroportuali, ogni aeroporto o sistema aeroportuale è considerato  separatamente. 3.  Se gli enti di gestione degli aeroporti sono soggetti alla tutela o al controllo di un'autorità  pubblica nazionale, questa è tenuta, nell'ambito degli obblighi giuridici che le sono imposti, a  provvedere all'applicazione della presente direttiva. Articolo 4 Separazione delle attività 1.  L'ente di gestione di un aeroporto, l'utente o il  prestatore di servizi che forniscono servizi di assistenza a terra devono operare una netta  separazione a livello contabile, secondo le vigenti prassi commerciali, tra le attività legate alla  fornitura di tali servizi e le altre loro attività. 2.  L'effettiva separazione contabile deve essere controllata da un verificatore indipendente  designato dallo Stato membro. Egli verifica anche l'assenza di flussi finanziari tra l'attività dell'ente di gestione in quanto  autorità aeroportuale e la sua attività di assistenza a terra. Articolo 5 Il comitato degli utenti 1.  Non oltre dodici mesi dall'entrata in vigore della  presente direttiva, gli Stati membri provvedono affinché sia creato per ciascun aeroporto  contemplato, un comitato composto dai rappresentanti degli utenti o delle organizzazioni  rappresentative di tali utenti. 2.  Ciascun utente ha il diritto di far parte del comitato o, a sua scelta, di affidare ad una  organizzazione l'incarico di rappresentarlo. Articolo 6 Assistenza ai terzi 1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie secondo i  criteri di cui all'articolo 1, per garantire ai prestatori di servizi il libero accesso al mercato  della prestazione di servizi di assistenza a terra a terzi. Gli Stati membri hanno la facoltà di imporre che i prestatori dei servizi di assistenza a terra  siano stabiliti nella Comunità. 2.  Gli Stati membri possono limitare il numero dei prestatori autorizzati a fornire le seguenti  categorie di servizi di assistenza a terra: -  assistenza bagagli, -  assistenza operazioni in pista, -  assistenza carburante e olio, -  assistenza merci e posta per quanto riguarda, sia in arrivo che in partenza o in transito, il  trattamento fisico delle merci e della posta tra l'aerostazione e l'aereo. In ogni caso, gli Stati membri non possono limitare il loro numero a meno di due, per ciascuna  categoria di servizio. 3.  Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2001, almeno un prestatore autorizzato non può essere  controllato direttamente o indirettamente -  né dall'ente di gestione dell'aeroporto, -  né da un utente che abbia trasportato più del 25  % dei passeggeri o delle merci registrati  nell'aeroporto durante l'anno precedente a quello in cui viene effettuata la selezione dei  prestatori, -  né da un ente che controlla o che è controllato direttamente o indirettamente da tale ente di  gestione o da tale utente. Ogni Stato membro può chiedere tuttavia, non oltre il 1° luglio 2000, che l'obbligo di cui al  presente paragrafo sia differito fino al 31 dicembre 2002. La Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 10 esamina la domanda e può decidere di  accoglierla, tenendo conto dell'evoluzione del settore e in particolare della situazione di  aeroporti che si trovino in un'analoga situazione in ordine al volume e alla struttura del  traffico. 4.  Qualora, a norma del paragrafo 2, limitino il numero di prestatori autorizzati, gli Stati  membri non possono impedire che un utente di un aeroporto, indipendentemente dalle parti  dell'aeroporto assegnategli, usufruisca, per ciascuna categoria di servizi di assistenza a terra  soggetta a limitazione, di un'effettiva scelta tra almeno due prestatori di servizi di assistenza a  terra, alle condizioni di cui ai paragrafi 2 e 3. Articolo 7 Autoassistenza 1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie, in base ai  criteri fissati all'articolo 1, per garantire la libera effettuazione dell'autoassistenza a terra. 2.  Tuttavia, per le seguenti categorie di servizi: -  assistenza bagagli, -  assistenza operazioni in pista, -  assistenza carburante, -  assistenza merci e posta per quanto riguarda il trattamento fisico delle merci e della posta, in  arrivo, in partenza e in transito, tra l'aerostazione e l'aereo, gli Stati membri possono riservare l'effettuazione dell'autoassistenza ad almeno due utenti, a  condizioni che questi ultimi siano scelti in base a criteri pertinenti, obiettivi, trasparenti e  non discriminatori. Articolo 8 Infrastrutture centralizzate 1.  Nonostante l'applicazione degli articoli 6 e 7, gli  Stati membri possono riservare all'ente di gestione dell'aeroporto o ad altro ente, la gestione  delle infrastrutture centralizzate volte a fornire servizi di assistenza a terra e la cui  complessità, costo o impatto ambientale non ne consentono la suddivisione o la duplicazione, per  esempio i sistemi di smistamento dei bagagli, antighiaccio, di depurazione dell'acqua o di  distribuzione del carburante. Essi possono rendere obbligatorio l'impiego di queste infrastrutture  per i prestatori di servizi e per gli utenti che effettuano l'autoassistenza. 2.  Gli Stati membri vigilano a che la gestione di tali infrastrutture avvenga in modo trasparente,  obiettivo e non discriminatorio e, in particolare, a che non ne sia ostacolato l'accesso da parte  dei prestatori di servizi e degli utenti che praticano l'autoassistenza, entro i limiti previsti  dalla presente direttiva. Articolo 9 Deroghe 1.  Laddove in un aeroporto, per vincoli specifici di spazio o di capacità  disponibile, specialmente in funzione della congestione e del coefficiente di utilizzazione delle  superfici, risulti impossibile un'apertura del mercato e/o l'effettuazione dell'autoassistenza ai  livelli previsti dalla presente direttiva, lo Stato membro di cui trattasi può decidere: a)  di limitare il numero di prestatori per una o più categorie di servizi di assistenza non  elencata all'articolo 6, paragrafo 2 in tutto l'aeroporto o in una parte di esso; in questo caso si  applicano le disposizioni di cui all'articolo 6, paragrafi 2 e 3; b)  di riservare a un solo prestatore una o più categorie di servizi di assistenza di cui  all'articolo 6, paragrafo 2; c)  di riservare l'effettuazione dell'autoassistenza a un numero limitato di utenti per le  categorie di servizi non elencate all'articolo 7, paragrafo 2, a condizione che questi utenti siano  scelti in base a criteri pertinenti, obiettivi, trasparenti e non discriminatori; d)  di vietare, o limitare ad un solo utente, l'effettuazione dell'autoassistenza per le categorie  di servizi di assistenza a terra elencate all'articolo 7, paragrafo 2. 2.  Qualsiasi decisione di deroga adottata a norma del paragrafo 1 deve: a)  specificare la categoria o le categorie di servizi cui si applica la deroga e i vincoli  specifici di spazio o di capacità disponibili che la giustificano; b)  essere accompagnata da un piano di misure adeguate mirante a superare questi vincoli. Inoltre, la deroga non deve: i) pregiudicare indebitamente gli obiettivi della presente direttiva; ii) dar luogo a distorsioni della concorrenza tra i prestatori di servizi e/o gli utenti che  praticano l'autoassistenza; iii) essere più ampia del necessario. 3.  Gli Stati membri notificano alla Commissione, almeno tre mesi prima della loro entrata in  vigore, le deroghe concesse in base al paragrafo 1, nonché i motivi che le giustificano. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee un riassunto delle  decisioni notificate e invita le parti interessate a presentare le loro osservazioni. 4.  La Commissione effettua un esame approfondito della decisione di deroga presentata dallo Stato  membro. A tale scopo la Commissione svolge un'analisi particolareggiata della situazione e uno  studio delle misure appropriate presentate dallo Stato membro per accertare l'esistenza dei vincoli  addotti e l'impossibilità di aprire il mercato e/o di consentire l'effettuazione  dell'autoassistenza ai livelli previsti dalla presente direttiva. 5.  In seguito a tale esame e previa consultazione dello Stato membro interessato, la Commissione  può approvare la decisione dello Stato membro o opporvisi se ritiene che i vincoli richiamati non  siano accertati o non siano di entità tale da giustificare una deroga. Previa consultazione dello  Stato membro interessato, la Commissione può altresì esigere che lo Stato membro stesso modifichi  la portata della deroga o la limiti alle sole parti di un aeroporto o di un sistema aeroportuale in  cui i vincoli addotti sono accertati. La decisione della Commissione è adottata non oltre tre mesi dalla notifica da parte dello Stato  membro ed è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. 6.  La durata delle deroghe concesse dagli Stati membri a norma del paragrafo 1 non può eccedere i  tre anni, salvo per le deroghe concesse in base al paragrafo 1, lettera b). Non oltre tre mesi  prima della scadenza di detto termine, ogni domanda di deroga deve formare oggetto di una nuova  decisione dello Stato membro, che sarà a sua volta soggetta alla procedura prevista dal presente  articolo. La durata delle deroghe concesse a norma del paragrafo 1, lettera b) non può eccedere i due anni.  Tuttavia, ogni Stato membro può chiedere, in base al paragrafo 1, che tale periodo sia prolungato  una sola volta di due anni. La Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 10, decide  in merito alla domanda. Articolo 10 Comitato consultivo 1.  La Commissione è assistita da un comitato consultivo,  composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. 2.  Il comitato consiglia la Commissione in ordine all'applicazione dell'articolo 9. 3.  La Commissione può inoltre consultare il comitato su qualsiasi altra questione inerente  all'applicazione della presente direttiva. 4.  Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno. Articolo 11 Selezione dei prestatori di servizi 1.  Gli Stati membri adottano le misure  necessarie perché sia istituita una procedura di selezione dei prestatori autorizzati a fornire  servizi di assistenza a terra in un aeroporto nei casi in cui il loro numero è limitato nei casi di  cui all'articolo 6, paragrafo 2 o all'articolo 9. Tale procedura deve rispettare i seguenti  principi: a)  laddove gli Stati membri prevedano di definire un capitolato d'oneri o specifiche tecniche cui  i prestatori devono uniformarsi, questo capitolato o queste specifiche sono definiti previa  consultazione del comitato degli utenti. I criteri di selezione previsti dal capitolato d'oneri o  dalle specifiche tecniche devono essere pertinenti, obiettivi, trasparenti e non discriminatori; Dopo avere informato la Commissione, lo Stato membro interessato può prevedere, tra le condizioni  standard o le specifiche tecniche cui devono conformarsi i prestatori, l'obbligo di servizio  pubblico per gli aeroporti che servono le regioni periferiche o regioni in via di sviluppo facenti  parte del suo territorio che non presentano interesse commerciale ma che hanno un'importanza  capitale per lo Stato membro in questione. b)  deve essere indetta una gara d'appalto, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità  europee, aperta a tutti i prestatori interessati; c)  i prestatori sono scelti: i) sentito il comitato degli utenti, dall'ente di gestione se quest'ultimo, -  non fornisce servizi analoghi di assistenza a terra, -  non controlla, direttamente o indirettamente, nessuna impresa fornitrice di tali servizi, -  non detiene alcuna partecipazione in detta impresa; ii) dalle competenti autorità degli Stati membri indipendenti dagli enti di gestione, previa  consultazione del comitato degli utenti e delle autorità di gestione, negli altri casi; d)  i prestatori sono selezionati per un periodo di durata massima di sette anni; e)  qualora un prestatore cessi la propria attività prima dello scadere del periodo per cui è stato  selezionato, si procede alla sua sostituzione in base alla stessa procedura. 2.  Qualora il numero dei prestatori sia limitato a norma dell'articolo 6, paragrafo 2 o  dell'articolo 9, l'ente di gestione può esso stesso fornire servizi di assistenza a terra senza  essere soggetto alla procedura di selezione di cui al paragrafo 1. Esso può altresì autorizzare  un'impresa prestatrice a fornire servizi di assistenza a terra nell'aeroporto considerato senza che  tale impresa sia soggetta alla medesima procedura -  se controlla quest'impresa direttamente o indirettamente, oppure -  se è controllato, direttamente o indirettamente, da quest'impresa. 3.  L'ente di gestione informa il comitato degli utenti delle decisioni adottate a norma del  presente articolo. Articolo 12 Aeroporti insulari Nell'ambito della selezione dei prestatori di servizi in un  aeroporto, di cui all'articolo 11, uno Stato membro può estendere l'obbligo di servizio pubblico a  altri aeroporti nel suo territorio a condizione: -  che detti aeroporti siano situati su isole in una medesima regione geografica e -  che essi abbiano un volume non inferiore a un movimento di 100  000 passeggeri all'anno -  e che infine la Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 10, dia la sua  approvazione a tale estensione. Articolo 13 Consultazioni Gli Stati membri si accertano che sia istituita una procedura di  consultazione obbligatoria relativa all'applicazione delle disposizioni della presente direttiva  tra l'ente di gestione, il comitato degli utenti e le imprese prestatrici di servizi. Questa  consultazione verte in particolare sui prezzi dei servizi oggetto di una deroga concessa a norma  dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera b), nonché sull'organizzazione della fornitura di detti  servizi. La consultazione deve aver luogo almeno una volta all'anno. Articolo 14 Idoneità 1.  Gli Stati membri possono subordinare l'attività di un prestatore di  servizi di assistenza o di un utente che effettua l'autoassistenza in un aeroporto all'ottenimento  di un riconoscimento di idoneità rilasciato da un'autorità pubblica indipendente dall'ente di  gestione di tale aeroporto. I criteri per il rilascio del riconoscimento di idoneità devono riferirsi ad una situazione  finanziaria sana e ad una copertura assicurativa sufficiente, alla sicurezza degli impianti, degli  aeromobili, delle attrezzature e delle persone nonché alla tutela dell'ambiente e all'osservanza  della legislazione sociale pertinente. I criteri devono rispettare i seguenti principi: a)  devono essere applicati in modo non discriminatorio ai diversi prestatori e utenti; b)  devono essere in rapporto con l'obiettivo perseguito; c)  non possono portare ad una riduzione di fatto dell'accesso al mercato o dell'effettuazione  dell'autoassistenza sino ad un livello inferiore a quello previsto dalla presente direttiva. Tali criteri devono essere resi pubblici e il prestatore o l'utente che effettua l'autoassistenza  deve essere previamente informato circa la procedura di rilascio. 2.  È possibile rifiutare o revcare il riconoscimento di idoneità solo se il prestatore o l'utente  che effettua l'autoassistenza non risponde ai criteri di cui al paragrafo 1 per motivi ad esso  imputabili. I motivi del rifiuto o della revoca devono essere comunicati al prestatore o all'utente di cui  trattasi e all'ente di gestione. Articolo 15 Norme di comportamento Lo Stato membro può, se del caso su proposta dell'ente di  gestione, -  vietare ad un prestatore di servizi o ad un utente di fornire la prestazione o effettuare  l'autoassistenza se il prestatore o l'utente non si attengono alle norme imposte loro dallo Stato  membro stesso al fine di garantire il buon funzionamento dell'aeroporto. Dette norme devono rispettare i seguenti principi: a)  devono essere applicato in modo non discriminatorio ai diversi prestatori e utenti; b)  devono essere in rapporto con l'obiettivo perseguito; c)  non possono portare a una riduzione di fatto dell'accesso al mercato o dell'effettuazione  dell'autoassistenza sino ad un livello inferiore a quello previsto dalla presente direttiva; -  imporre in particolare ai prestatori che forniscono servizi di assistenza nell'aeroporto di  partecipare in modo equo e non discriminatorio all'adempimento degli obblighi di servizio pubblico  contemplati dalle disposizioni legislative o regolamentari nazionali, soprattutto l'obbligo di  garantire la permanenza dei servizi. Articolo 16 Accesso agli impianti 1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per  garantire ai prestatori di servizi e agli utenti che intendono praticare l'autoassistenza l'accesso  agli impianti aeroportuali, nella misura in cui detto accesso è una condizione necessaria per  l'esercizio delle loro attività. Qualora l'ente di gestione o, all'occorrenza, l'autorità pubblica  o un altro ente che lo controlla imponga condizioni all'accesso, queste devono essere pertinenti,  obiettive, trasparenti e non discriminatorie. 2.  Gli spazi disponibili per l'assistenza a terra nell'aeroporto sono ripartiti tra i diversi  prestatori di servizi e tra i diversi utenti che praticano l'autoassistenza, compresi i nuovi  operatori, nella misura necessaria all'esercizio dei loro diritti e per consentire una concorrenza  effettiva e leale in base a norme e criteri pertinenti, obiettivi, trasparenti e non  discriminatori. 3.  Qualora l'accesso agli impianti aeroportuali comporti la riscossione di un corrispettivo  economico, questo sarà determinato in base a criteri pertinenti obiettivi, trasparenti e non  discriminatori. Articolo 17 Sicurezza Le disposizioni della presente direttiva lasciano impregiudicati i  diritti e i doveri degli Stati membri in materia di ordine pubblico e di sicurezza negli  aeroporti. Articolo 18 Protezione sociale e dell'ambiente Fatta salva l'applicazione delle disposizioni  della presente direttiva e nel rispetto delle altre disposizioni del diritto comunitario, gli Stati  membri possono adottare le misure necessarie per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori e  il rispetto dell'ambiente. Articolo 19 Osservanza delle disposizioni nazionali Il prestatore che effettua un'attività di  assistenza a terra in un aeroporto di uno Stato membro è tenuto a conformarsi alle prescrizioni  della legislazione nazionale compatibili con la legislazione comunitaria. Articolo 20 Reciprocità 1.  Fatti salvi gli impegni internazionali della Comunità, qualora  risulti che in materia di accesso al mercato dell'assistenza a terra o dell'autoassistenza, un  paese terzo: a)  non riserva, de jure o de facto, ai prestatori o agli utenti comunitari che praticano  l'autoassistenza un trattamento paragonabile a quello riservato dagli Stati membri ai prestatori o  agli utenti che praticano l'autoassistenza, di quel paese terzo, oppure b)  non riserva, de jure o de facto, ai prestatori o agli utenti di uno Stato membro che praticano  l'autoassistenza il trattamento nazionale, oppure c)  riserva ai prestatori e agli utenti di altri paesi terzi che praticano l'autoassistenza, un  trattamento più favorevole di quello riservato ai prestatori o gli utenti di uno Stato membro che  praticano l'autoassistenza, uno Stato membro può sospendere del tutto o in parte gli obblighi derivanti dalla presente  direttiva nei confronti dei prestatori o degli utenti di quel paese terzo, in base al diritto  comunitario. 2.  Lo Stato membro in questione informa la Commissione in merito a qualsiasi sospensione o revoca  dei diritti o degli obblighi. Articolo 21 Diritto di ricorso Gli Stati membri o, se del caso, gli enti di gestione provvedono  affinché le parti che abbiano un legittimo interesse dispongano di un diritto di ricorso avverso le  decisioni o misure individuali adottate a norma dell'articolo 7, paragrafo 2 e degli articoli da 11  a 16. Il ricorso deve poter essere proposto dinanzi ad un giudiche nazionale o dinanzi a un'autorità  pubblica diversa dall'ente di gestione dell'aeroporto di cui trattasi e, all'occorrenza,  indipendente dall'autorità pubblica che controlla tale ente. Articolo 22 Relazione informativa e revisione Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le  informazioni che le sono necessarie per redigere una relazione sull'applicazione della presente  direttiva. Tale relazione, corredata di eventuali proposte di revisione della presente direttiva, è redatta  non oltre il 31 dicembre 2001. Articolo 23 Attuazione 1.  Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari  e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva non oltre un anno dalla  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Essi ne informano immediatamente la  Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente  direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le  modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri. 2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto  interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 24 Entrata in vigore La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno  successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 25 Destinatari Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Lussemburgo, addì 15 ottobre 1996. Per il Consiglio Il Presidente B. HOWLIN (1)    (2)  GU n. C 301 del 13. 11. 1995, pag. 28.  (3)    (4)  GU n. L 240 del 24. 8. 1992, pag. 1.  (5)    (6)  GU n. L 240 del 24. 8. 1992, pag. 15.  (7)  GU n. C 309 del 5. 11. 1994, pag. 2.  (8)  GU n. C 56 del 6. 3. 1995, pag. 28.  (1)    (2)  GU n. C 301 del 13. 11. 1995, pag. 28.  (3)    (4)  GU n. L 240 del 24. 8. 1992, pag. 1.  (5)    (6)  GU n. L 240 del 24. 8. 1992, pag. 15.  (7)  GU n. C 309 del 5. 11. 1994, pag. 2.  (8)  GU n. C 56 del 6. 3. 1995, pag. 28. ALLEGATO ELENCO DEI SERVIZI DI ASSISTENZA A TERRA 1. L'assistenza amministrativa a  terra e la supervisione comprende: 1.1. i servizi di rappresentanza e di collegamento con le autorità locali o con altri soggetti, le  spese effettuate per conto dell'utente e la fornitura di locali ai suoi rappresentanti, 1.2. il controllo del caricamento, dei messaggi e delle telecomunicazioni, 1.3. il trattamento, il magazzinaggio, la manutenzione e l'amministrazione delle unità di carico, 1.4. gli altri servizi di supervisione prima, durante e dopo il volo, nonché gli altri servizi  amministrativi richiesti dall'utente. 2. L'assistenza passeggeri comprende qualsiasi forma di assistenza ai passeggeri in partenza, in  arrivo, in transito o in coincidenza, in particolare il controllo dei biglietti, dei documenti di  viaggio, le registrazione dei bagagli e il trasporto di questi ultimi fino ai sistemi di  smistamento. 3. L'assistenza bagagli comprende il trattamento dei bagagli nel locale di smistamento, lo  smistamento degli stessi, la loro preparazione in vista della partenza, il loro caricamento e  scaricamento rispettivamente su e dai sistemi trasportatori da e per l'aereo nonché il trasporto  dei bagagli dal locale di smistamento alla sala di distribuzione. 4. L'assistenza merci e posta comprende: 4.1. per le merci, esportate, importate o in transito, la movimentazione fisica delle merci, il  trattamento dei relativi documenti, le formalità doganali e tutte le misure conservative convenute  tra le parti o richieste dalle circostanze, 4.2. per la posta, in arrivo e in partenza, il trattamento fisico della corrispondenza, il  trattamento dei relativi documenti e tutte le misure conservative convenute tra le parti o  richieste dalle circostanze. 5. L'assistenza operazioni in pista comprende: 5.1. la guida dell'aereo all'arrivo e alla partenza  (*), 5.2. l'assistenza al parcheggio dell'aereo e la fornitura di mezzi appropriati  (*), 5.3. l'organizzazione delle comunicazioni tra l'aeromobile e il prestatore dei servizi lato pista   (*), 5.4. il caricamento e lo scaricamento dell'aereo, compresa la fornitura e la messa in opera dei  mezzi necessari, nonché il trasporto dell'equipaggio e dei passeggeri tra l'aereo e l'aerostazione  e il trasporto dei bagagli tra l'aeromobile e l'aerostazione, 5.5. l'assistenza all'avviamento dell'aereo e la fornitura di mezzi appropriati, 5.6. lo spostamento dell'aereo alla partenza e all'arrivo, la fornitura e la messa in opera dei  mezzi necessari, 5.7. il trasporto, il caricamento sull'aereo dei cibi e delle bevande e il relativo scaricamento. 6. L'assistenza pulizia e servizi di scalo comprende: 6.1. la pulizia esterna e interna dell'aereo, il servizio dei gabinetti e dell'acqua, 6.2. la climatizzazione e il riscaldamento della cabina, la rimozione della neve e del ghiaccio, lo  sbrinamento dell'aereo, 6.3. la sistemazione della cabina mediante attrezzature di cabina, il magazzinaggio di queste  attrezzature. 7. L'assistenza carburante e olio comprende: 7.1. l'organizzazione e l'esecuzione del rifornimento e del recupero del carburante, compreso il  magazzinaggio, il controllo della qualità e della quantità delle forniture, 7.2. il rifornimento di olio e di altre sostanze liquide. 8. L'assistenza manutenzione dell'aereo comprende: 8.1. le operazioni ordinarie effettuate prima del volo, 8.2. le operazioni particolari richieste dall'utente, 8.3. la fornitura e la gestione del materiale necessario per la manutenzione e dei pezzi di  ricambio, 8.4. la richiesta o prenotazione di un'area di parcheggio e/o di un hangar per effettuare la  manutenzione. 9. L'assistenza operazioni aeree e gestione degli equipaggi comprende: 9.1. la preparazione del volo nell'aeroporto di partenza o altrove, 9.2. l'assistenza in volo, compreso all'occorrenza, il cambio d'itinerario in volo, 9.3. i servizi dopo il volo, 9.4. la gestione degli equipaggi. 10. L'assistenza trasporto a terra comprende: 10.1. l'organizzazione e l'effettuazione del trasporto dei passeggeri, dell'equipaggio, dei  bagagli, delle merci e della posta tra diverse aerostazioni dello stesso aeroporto, ma escluso il  trasporto tra l'aereo e qualsiasi altro punto all'interno del perimetro dello stesso aeroporto, 10.2. qualsiasi trasporto speciale richiesto dall'utente. 11. L'assistenza ristorazione («catering») comprende: 11.1. il collegamento con i fornitori e la gestione amministrativa, 11.2. il magazzinaggio dei cibi, delle bevande e degli accessori necessari alla loro preparazione, 11.3. la pulizia degli accessori, 11.4. la preparazione e la fornitura del materiale e delle provviste di cibi e bevande.

Summary:
Servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità
Servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità
 
SINTESI DI:
Direttiva 96/67/CE relativa all’accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità
QUAL È LO SCOPO DELLA DIRETTIVA?
I servizi di assistenza a terra* negli aeroporti dell’Unione europea (UE) in cui è concesso l’accesso comprendono quei servizi che consentono alle compagnie aeree di svolgere attività di trasporto aereo (guida in rullaggio, pulizia, rifornimento di carburante, l’assistenza bagagli, ecc.).
La direttiva si applica a tutti gli aeroporti dell’UE aperti al traffico commerciale aventi un traffico annuale superiore o pari a 2 milioni di movimenti passeggeri o 50 000 tonnellate di merci.
PUNTI CHIAVE
L’ente di gestione dell’aeroporto*, l’utente di un aeroporto* o il prestatore di servizi di assistenza a terra* devono, sotto la supervisione del verificatore designato, operare una netta separazione a livello contabile tra le attività legate alla fornitura di tali servizi e le altre loro attività.
Parallelamente, gli Stati membri:provvedono affinché sia creato per ciascun aeroporto contemplato, un comitato composto dai rappresentanti degli utenti o delle organizzazioni rappresentative di tali utenti; hanno la facoltà di imporre che i prestatori dei servizi di assistenza a terra siano stabiliti nella Comunità e possono limitare il numero dei prestatori autorizzati a fornire categorie di servizi di assistenza a terra quali l’assistenza per la gestione di bagagli, operazioni in pista, carburante e olio, merci e posta; possono ridurre a due il numero di utenti in grado di fornire servizi di autoassistenza a terra nella gestione di bagagli, operazioni in pista, carburante e olio, merci e posta; possono godere di deroghe (limitate nel tempo) laddove in un aeroporto, per vincoli specifici di spazio o di capacità disponibile, risulti impossibile un’apertura del mercato e/o l’effettuazione dell’autoassistenza; a determinate condizioni possono riservare all’ente di gestione la gestione delle infrastrutture centralizzate che non possono essere suddivise o il cui costo non ne consente la duplicazione. Parallelamente, a determinate condizioni, gli Stati membri possono concedere deroghe agli aeroporti in cui per vincoli specifici risulti impossibile un’apertura del mercato e/o l’effettuazione dell’autoassistenza ai livelli previsti dalla direttiva; possono obbligare il prestatore selezionato a operare sulle isole che fanno parte del territorio dello Stato membro; possono subordinare l’attività di un prestatore di servizi di assistenza all’ottenimento di un riconoscimento di idoneità rilasciato da un’autorità pubblica indipendente dall’ente di gestione di tale aeroporto al fine di garantire la sicurezza, la tutela dell’ambiente e l’osservanza della legislazione sociale pertinente. adottano le misure necessarie per garantire ai prestatori di servizi e agli utenti che intendono praticare l’autoassistenza l’accesso agli impianti aeroportuali, nella misura in cui detto accesso è soggetto a condizioni, queste devono essere stabilite in base a criteri pertinenti, obiettivi, trasparenti e non discriminatori; fatta salva l’applicazione delle disposizioni del diritto comunitario, gli Stati membri possono adottare le misure necessarie per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente.
A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICA LA DIRETTIVA?
La direttiva è entrata in vigore il 14 novembre 1996 e doveva essere recepita dalle legislazioni nazionali dei paesi dell’UE entro il 25 ottobre 1997.
CONTESTO
Questa direttiva prevedeva un programma di attuazione graduale a seconda che fossero coinvolti servizi di autoassistenza o di servizi di gestione forniti da terzi. Dal 1o gennaio 2001, la direttiva si applica a tutti gli aeroporti situati nel territorio di uno Stato membro in cui il traffico annuale non è inferiore a 2 milioni di movimenti passeggeri o 50 000 tonnellate di merci.
Per maggiori informazioni, consultare:Assistenza a terra (Commissione europea)
TERMINI CHIAVE
I servizi di assistenza a terra: comprendono un’ampia varietà di servizi necessari alle compagnie aeree per effettuare i voli. Tra questi vi sono l’assistenza per la manutenzione le merci e il carburante. L’assistenza a terra riguarda anche servizi quali il check-in dei passeggeri, l’assistenza per la ristorazione, l’assistenza bagagli e il trasporto all’interno dello stesso aeroporto.
Ente di gestione dell’aeroporto: l’ente che ha il compito di amministrare e di gestire le infrastrutture aeroportuali e di coordinare e controllare le attività dei vari operatori.
Utente di un aeroporto: qualsiasi persona fisica o giuridica che trasporti per via aerea passeggeri, posta e/o merci.
prestatore di servizi di assistenza a terra: qualsiasi persona fisica o giuridica che fornisca a terzi una o più categorie di servizi di assistenza a terra.
DOCUMENTO PRINCIPALE
Direttiva 96/67/CE del Consiglio, del 15 ottobre 1996, relativa all’accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunità (GU L 272 del 25.10.1996, pag. 36).
Le successive modifiche alla direttiva 96/67/CE del Consiglio sono state integrate al testo originale. La versione consolidata ha esclusivamente valore documentale.
Ultimo aggiornamento: 28.02.2020