Document ID: 32021Q0210(01)

Reference:
10.2.2021
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
L 46/47
REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
Gennaio 2021
PREAMBOLO
1.
Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. È un organo istituzionale consultivo, istituito dal Trattato di Roma nel 1957.
2.
La funzione consultiva del Comitato permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano, di partecipare al processo decisionale dell'Unione europea. L'accostamento di opinioni talvolta diametralmente opposte e il dialogo condotto dai membri coinvolgono non solo le consuete parti sociali, ovvero i datori di lavoro (I gruppo) e i lavoratori dipendenti (II gruppo), ma anche tutti gli altri interessi socioprofessionali rappresentati (III gruppo). Le competenze specifiche, il dialogo e la ricerca di convergenze che ne derivano possono accrescere la qualità e la credibilità della decisione politica dell'Unione nella misura in cui ne migliorano la comprensione e l'accettabilità per i cittadini europei e la trasparenza indispensabile alla democrazia.
3.
Nell'ambito dell'assetto istituzionale europeo il Comitato svolge una funzione specifica: è la sede di rappresentanza e di dibattito per antonomasia della società civile organizzata e costituisce un'interfaccia privilegiata tra quest'ultima e le istituzioni dell'Unione europea.
4.
In quanto sede di dibattito e, al tempo stesso, di elaborazione di pareri, il Comitato contribuisce a rispondere all'esigenza di una migliore espressione democratica nel quadro della realizzazione dell'Unione europea, anche nei rapporti di quest'ultima con le categorie economiche e sociali dei paesi terzi. Il Comitato partecipa così allo sviluppo di un'autentica coscienza europea.
5.
Allo scopo di adempiere nel migliore dei modi ai suoi compiti, il 17 luglio 2002 il Comitato ha adottato il suo Regolamento interno, conformemente all'articolo 260 del Trattato che istituisce la Comunità europea (1).
6.
Il 28 gennaio 2021 il Comitato ha adottato in sessione plenaria l'ultima versione del suo Regolamento interno.
TITOLO I
ORGANIZZAZIONE DEL COMITATO
Capo I
INSEDIAMENTO DEL COMITATO
Articolo 1
1.   Il Comitato esercita la sua attività per periodi quinquennali.
2.   È convocato dopo ogni rinnovo quinquennale dal membro decano per età, e tiene la prima sessione entro 25 giorni lavorativi dalla data della decisione con cui il Consiglio nomina la maggioranza dei membri del Comitato.
3.   I membri del Comitato non sono vincolati da alcun mandato imperativo. Esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell'interesse generale dell'Unione.
4.   Nell'esercizio delle loro funzioni e durante i loro viaggi a destinazione o in provenienza dal luogo della riunione, i membri del Comitato godono dei privilegi e delle immunità stabiliti dal protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea. In particolare, godono della libertà di circolazione, dell'inviolabilità personale e dell'immunità.
5.   Il Comitato si adopera per garantire, in tutte le sue politiche, il rispetto dei principi di parità di genere e di non discriminazione, così come definiti dal diritto dell'Unione europea. Il Comitato compie ogni sforzo per assicurare, in tutti i suoi organi, una rappresentanza di donne superiore alla loro proporzione nell'Assemblea. L'Ufficio di presidenza considera l'evoluzione del rapporto numerico tra uomini e donne e, se del caso, formula specifiche raccomandazioni al riguardo. Al termine di ogni metà mandato viene presentata all'Ufficio di presidenza una relazione per valutare tali sviluppi in materia di parità di genere.
Articolo 2
1.   Il Comitato è composto dai seguenti organi: Assemblea, Ufficio di presidenza, presidente e sezioni.
2.   Il Comitato si articola in tre gruppi, la cui costituzione e il cui ruolo sono definiti nell'articolo 30.
Articolo 3
1.   Il Comitato riconosce e fa propri i seguenti simboli dell'Unione europea:
a)
la bandiera, in cui figura una corona di dodici stelle dorate su sfondo blu,
b)
l'inno, tratto dall'Inno alla gioia della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven,
c)
il motto, «Unita nella diversità».
2.   Il Comitato celebra la Giornata dell'Europa il 9 maggio.
3.   La bandiera dell'Unione è esposta in tutti gli edifici del Comitato e in occasione delle manifestazioni ufficiali.
4.   L'inno dell'Unione viene suonato all'apertura di ciascuna seduta costitutiva all'inizio del mandato e in occasione di altre sedute solenni, ad esempio per porgere il benvenuto a capi di Stato o di governo, oppure per accogliere nuovi membri a seguito di un allargamento.
Capo II
UFFICIO DI PRESIDENZA
Articolo 4
1.   L'elezione dei membri dell'Ufficio di presidenza ha luogo nel rispetto dell'equilibrio globale e geografico tra i gruppi, con almeno uno e al massimo tre rappresentanti per ciascuno Stato membro. I gruppi negoziano e formulano una proposta di composizione dell'Ufficio di presidenza da presentare all'Assemblea.
L'Ufficio di presidenza comprende:
a)
il presidente e i due vicepresidenti;
b)
i presidenti dei tre gruppi, eletti in conformità dell'articolo 30;
c)
i presidenti delle sezioni;
d)
un numero variabile di membri, non superiore a quello degli Stati membri.
2.   il presidente è scelto a rotazione tra i membri dei tre gruppi.
3.   il presidente e i vicepresidenti non possono essere confermati nelle loro cariche. Nel periodo di due anni e mezzo successivo al suo mandato, il presidente uscente non può far parte dell'Ufficio di presidenza come vicepresidente né come presidente di gruppo o di sezione.
4.   I vicepresidenti sono scelti fra i membri dei due gruppi cui non appartiene il presidente.
Articolo 5
1.   Nel corso della prima seduta, indetta a norma dell'articolo 1, il Comitato, presieduto dal membro decano per età, elegge tra i suoi membri il presidente, i due vicepresidenti, i presidenti delle sezioni e gli altri membri dell'Ufficio di presidenza che non siano presidenti di gruppo per il periodo di due anni e mezzo che decorre dalla data dell'insediamento del Comitato.
2.   Sotto la presidenza del membro decano per età non può aver luogo alcun dibattito su argomenti estranei alle suddette elezioni.
Articolo 6
La seduta in cui si svolge l'elezione dell'Ufficio di presidenza del Comitato per la seconda metà del mandato quinquennale in corso è convocata dal presidente uscente. Tale seduta ha luogo all'inizio della sessione plenaria del mese in cui scade il mandato dell'Ufficio di presidenza eletto per il primo periodo di due anni e mezzo ed è presieduta dal presidente uscente.
Articolo 7
1.   Il Comitato può costituire tra i suoi membri una commissione preparatoria, composta da un rappresentante per Stato membro, incaricata di ricevere le candidature e presentare all'Assemblea una lista di candidati nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 4.
2.   Il Comitato si pronuncia sulla lista o sulle liste di candidati alla presidenza e all'Ufficio di presidenza conformemente alle disposizioni del presente articolo.
3.   Il Comitato elegge i membri dell'Ufficio di presidenza che non siano presidenti di gruppo. L'elezione ha luogo per scrutinio di lista sulla base di liste plurinominali, eventualmente mediante votazioni successive.
4.   Possono essere votate solo liste complete di candidati, compilate nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 4 e accompagnate dalla dichiarazione di accettazione di ciascun candidato.
5.   Sono eletti membri dell'Ufficio di presidenza i candidati che figurano nella lista che ottiene il maggior numero, e almeno un quarto, dei voti validamente espressi.
6.   Successivamente vengono eletti dall'Assemblea, a maggioranza semplice, il presidente e i vicepresidenti del Comitato.
7.   Il Comitato procede poi all'elezione, a maggioranza semplice, dei presidenti delle sezioni.
8.   Il Comitato procede infine a una votazione globale sull'insieme dei membri dell'Ufficio di presidenza, che devono ottenere almeno due terzi dei voti validamente espressi.
Articolo 8
Un membro dell'Ufficio di presidenza che si trovi nell'impossibilità di esercitare il suo mandato o in una delle situazioni previste nell'articolo 75, paragrafo 2, viene sostituito secondo le disposizioni dell'articolo 7, in quanto applicabili, e per la rimanente durata del mandato. L'Assemblea vota sulla sostituzione in base a una proposta del gruppo interessato.
Articolo 9
1.   L'Ufficio di presidenza è convocato dal presidente, che agisce d'ufficio o su richiesta di dieci membri.
2.   Per ciascuna riunione dell'Ufficio di presidenza si procede alla stesura di un verbale delle deliberazioni. Il verbale è sottoposto all'approvazione dell'Ufficio di presidenza.
3.   L'Ufficio di presidenza stabilisce le sue regole di funzionamento.
4.   L'Ufficio di presidenza stabilisce l'organizzazione e le procedure di lavoro del Comitato. Adotta, previa consultazione dei gruppi, le Modalità d'applicazione del Regolamento interno.
5.   L'Ufficio di presidenza e il presidente esercitano le prerogative in materia finanziaria e di bilancio previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell'Unione europea (Regolamento finanziario) e dal presente Regolamento interno.
6.   L'Ufficio di presidenza stabilisce le disposizioni relative alle spese di viaggio e di soggiorno dei membri e dei loro supplenti nominati in virtù dell'articolo 21, degli esperti nominati in virtù dell'articolo 26 nonché dei delegati e dei loro supplenti nominati in virtù dell'articolo 27, nel rispetto delle disposizioni delle procedure di bilancio e finanziarie.
7.   L'Ufficio di presidenza assume la responsabilità politica di dirigere il Comitato nel suo insieme. La esercita vigilando in particolare sulla conformità delle attività del Comitato, dei suoi organi e del suo personale con il ruolo istituzionale che gli è stato assegnato.
8.   L'Ufficio di presidenza risponde del buon utilizzo delle risorse umane, di bilancio e tecniche nell'esecuzione dei compiti che il Trattato affida al Comitato. In particolare, in tale contesto, interviene nella procedura di bilancio e nell'organizzazione del segretariato.
9.   L'Ufficio di presidenza può costituire al suo interno dei gruppi ad hoc per esaminare qualsiasi questione di sua competenza. Altri membri possono essere associati ai lavori di tali gruppi, tranne quando questi riguardino la nomina dei funzionari.
10.   Ogni sei mesi l'Ufficio di presidenza esamina, sulla scorta di un'apposita relazione, il seguito dato ai pareri adottati dal Comitato.
11.   Su richiesta di un membro o del segretario generale, l'Ufficio di presidenza precisa l'interpretazione da dare al presente Regolamento interno e alle sue Modalità d'applicazione. Le sue conclusioni sono vincolanti, con riserva del diritto di fare appello all'Assemblea, che dirimerà la questione in via definitiva.
12.   In occasione del rinnovo quinquennale, l'Ufficio di presidenza uscente svolge i compiti di ordinaria amministrazione fino alla prima seduta del nuovo Comitato. In casi eccezionali può incaricare un membro del Comitato uscente di eseguire compiti precisi, o da svolgere entro una scadenza prestabilita, che presuppongano una particolare competenza specifica.
Articolo 10
Nel quadro della cooperazione interistituzionale, l'Ufficio di presidenza può dare mandato al presidente di concludere accordi di cooperazione con le istituzioni e gli organi dell'Unione europea.
Articolo 11
1.   È istituita una commissione Affari finanziari e di bilancio (CAF), con funzione consultiva nei confronti dell'Ufficio di presidenza e del presidente e incaricata di preparare i progetti di decisione che l'Ufficio di presidenza è chiamato ad adottare, in materia finanziaria, di bilancio o di organizzazione.
2.   La commissione Affari finanziari e di bilancio è presieduta da uno dei due vicepresidenti del Comitato.
È composta da dodici membri, nominati dall'Ufficio di presidenza su proposta dei gruppi.
3.   La commissione Affari finanziari e di bilancio elabora il progetto di bilancio del Comitato, che sottopone all'approvazione dell'Ufficio di presidenza, verifica la corretta esecuzione del bilancio e vigila sul rispetto degli obblighi di presentare relazioni sul bilancio.
La commissione Affari finanziari e di bilancio formula pareri in merito:
—
a ogni questione di rilievo che possa compromettere la buona gestione degli stanziamenti o impedire il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti, in particolare per quanto concerne le previsioni di utilizzazione degli stanziamenti stessi;
—
all'esecuzione del bilancio in corso, agli storni di stanziamenti, alle implicazioni di bilancio relative alle tabelle dell'organico, agli stanziamenti amministrativi e alle operazioni relative a progetti immobiliari, in particolare fornendo una valutazione dello stato di avanzamento e formulando proposte di azioni future;
—
alla supervisione del processo di discarico, in stretta cooperazione con il segretario generale e il relatore del Parlamento europeo.
4.   Il bilancio del Comitato rispetta i principi di unità e di verità del bilancio, di annualità, di pareggio, di unità di conto, di universalità, di specializzazione, di sana gestione finanziaria e di trasparenza.
5.   L'Ufficio di presidenza può, in altri casi specifici, delegare alla commissione Affari finanziari e di bilancio ulteriori competenze.
6.   La commissione Affari finanziari e di bilancio adotta le sue decisioni in base alle sue regole interne, tra l'altro nel modo seguente:
a)
le proposte da essa accolte all'unanimità sono sottoposte all'approvazione dell'Ufficio di presidenza senza dibattito;
b)
le proposte da essa accolte a maggioranza semplice oppure respinte sono motivate in vista del loro successivo esame da parte dell'Ufficio di presidenza.
7.   La commissione Affari finanziari e di bilancio presenta all'Ufficio di presidenza una relazione annuale sul proprio operato.
8.   Il presidente della commissione Affari finanziari e di bilancio presiede la delegazione incaricata dei negoziati con l'autorità di bilancio dell'Unione europea e riferisce in merito all'Ufficio di presidenza.
9.   Il segretariato comunica alla commissione Affari finanziari e di bilancio ogni informazione di cui questa abbia bisogno per svolgere la sua funzione di consulenza nei confronti dell'Ufficio di presidenza e del presidente del Comitato.
Articolo 12
1.   È istituita una commissione Comunicazione (COCOM), incaricata di dare gli impulsi necessari alla strategia di comunicazione del Comitato e di seguirne l'attuazione. Nel mandato della commissione Comunicazione rientrano compiti di consulenza nei confronti dell'Ufficio di presidenza e del presidente del Comitato.
2.   La commissione Comunicazione è presieduta da uno dei due vicepresidenti del Comitato. È composta da dodici membri, nominati dall'Ufficio di presidenza su proposta dei gruppi.
3.   La commissione Comunicazione coordina le attività delle strutture competenti in materia di comunicazione, in materia di rapporti con la stampa e con i mezzi d'informazione e in materia di cultura, assicurandosi della coerenza di queste attività con la strategia e i programmi approvati.
4.   La commissione Comunicazione presenta ogni anno all'Ufficio di presidenza una relazione sulle proprie attività, comprensiva dei risultati dell'esecuzione delle proprie funzioni e della propria strategia, e un programma di lavoro per l'anno successivo.
Capo III
PRESIDENZA E PRESIDENTE
Articolo 13
1.   La presidenza del Comitato è composta dal presidente e dai due vicepresidenti.
2.   La presidenza si riunisce con i presidenti dei gruppi per preparare i lavori dell'Ufficio di presidenza e dell'Assemblea. I presidenti delle sezioni possono essere invitati a partecipare a queste riunioni.
3.   Per definire la programmazione dei lavori del Comitato e valutarne l'evoluzione, la presidenza del Comitato si riunisce almeno due volte all'anno con i presidenti dei gruppi e i presidenti delle sezioni.
Articolo 14
1.   il presidente dirige tutte le attività del Comitato e dei suoi organi, conformemente al Trattato e al presente Regolamento interno, e dispone di tutti i poteri necessari per eseguire e far eseguire le deliberazioni del Comitato e garantirne il buon funzionamento.
2.   il presidente coinvolge sistematicamente i vicepresidenti nella sua azione; può affidare loro compiti determinati o responsabilità che rientrano nelle sue competenze.
3.   il presidente può affidare al segretario generale compiti determinati e limitati nel tempo.
4.   il presidente rappresenta il Comitato. Può delegare tale potere di rappresentanza a uno dei vicepresidenti o, se del caso, a qualunque altro membro del Comitato.
5.   il presidente riferisce al Comitato sulle iniziative prese e sugli atti compiuti a nome di quest'ultimo nei periodi intercorrenti tra le sessioni plenarie. A tali comunicazioni non fa seguito alcun dibattito.
6.   Appena eletto, il presidente presenta in sessione plenaria il programma di lavoro per l'intera durata del suo mandato. Analogamente, al termine del mandato presenta un bilancio dei risultati ottenuti.
Queste due comunicazioni possono essere oggetto di dibattito in seno all'Assemblea.
Articolo 15
I due vicepresidenti presiedono rispettivamente la commissione Affari finanziari e di bilancio e la commissione Comunicazione ed esercitano queste funzioni sotto l'autorità del presidente del Comitato.
Articolo 16
1.   La presidenza allargata è composta dal presidente e dai due vicepresidenti del Comitato e dai presidenti dei gruppi.
2.   La presidenza allargata ha il compito di:
a)
preparare e facilitare i lavori dell'Ufficio di presidenza e dell'Assemblea;
b)
facilitare l'adozione delle decisioni necessarie in caso di urgenza o in circostanze eccezionali.
A tal fine, possono essere invitati a partecipare alle riunioni della presidenza allargata i presidenti delle sezioni e delle commissioni consultive, come pure altre persone.
3.   La presidenza allargata si riunisce almeno due volte l'anno con i presidenti delle sezioni e delle commissioni consultive per preparare il programma dei lavori del Comitato e valutarne l'attuazione.
Capo IV
SEZIONI
Articolo 17
1.   Il Comitato comprende sei sezioni. Altre sezioni possono tuttavia essere istituite dall'Assemblea, su proposta dell'Ufficio di presidenza, negli ambiti contemplati dai Trattati.
2.   Il Comitato costituisce le sezioni dopo ogni rinnovo quinquennale, nel corso della sessione costitutiva.
3.   L'elenco e le competenze delle sezioni possono essere riesaminati in occasione di ogni rinnovo quinquennale.
Articolo 18
1.   Il numero dei membri delle sezioni è stabilito dal Comitato su proposta dell'Ufficio di presidenza.
2.   Ad eccezione del presidente, ogni membro del Comitato fa parte di almeno una sezione.
3.   Nessun membro può far parte di più di due sezioni, salvo nel caso in cui provenga da uno Stato membro avente un numero di membri pari o inferiore a nove. In ogni caso, nessun membro può far parte di più di tre sezioni.
4.   I membri delle sezioni sono nominati dal Comitato per un periodo di due anni e mezzo rinnovabile.
5.   La sostituzione di un membro di una sezione ha luogo secondo la stessa procedura della nomina.
Articolo 19
1.   L'ufficio di presidenza di una sezione, eletto per due anni e mezzo, consta di dodici membri, tra i quali il presidente e tre vicepresidenti (uno per ciascun gruppo).
2.   L'elezione dei presidenti delle sezioni e degli altri membri dei loro uffici di presidenza è compito del Comitato.
3.   Il presidente e gli altri membri dell'ufficio di presidenza di una sezione possono essere rieletti.
4.   Ogni due anni e mezzo la presidenza di tre delle sezioni è assegnata a un altro gruppo, a rotazione. Lo stesso gruppo non può assumere la presidenza di una sezione per più di cinque anni consecutivi.
Articolo 20
1.   La sezione ha il compito di adottare un parere o una relazione informativa sulla questione che le viene sottoposta, conformemente alle disposizioni dell'articolo 37 del presente Regolamento interno.
2.   Per trattare la questione ad essa sottoposta, la sezione può costituire al suo interno un gruppo di studio o un gruppo di redazione, oppure nominare un relatore unico.
3.   La nomina di un relatore, nonché, se del caso, di uno o più correlatori, e la composizione di un gruppo di studio o di redazione sono decise in base a proposte presentate dai gruppi.
4.   Per consentire una rapida costituzione dei gruppi di studio, e previo accordo tra i tre presidenti di gruppo sulla proposta di nomina dei relatori e degli eventuali correlatori nonché sulla composizione dei gruppi di studio o di redazione, i presidenti di sezione adottano le misure necessarie per l'avvio dei lavori.
5.   Il relatore, se del caso con l'ausilio del suo esperto, è incaricato di occuparsi del seguito dato al parere dopo l'adozione dello stesso in sessione plenaria. È assistito in questo compito dalla segreteria della sezione interessata e riferisce in merito ai membri di tale sezione.
6.   I gruppi di studio non possono diventare strutture permanenti, salvo in casi eccezionali e previa autorizzazione dell'Ufficio di presidenza per il periodo di due anni e mezzo in corso.
Articolo 21
1.   Ogni membro del Comitato che non possa partecipare ai lavori preparatori ha la facoltà di farsi rappresentare dal suo supplente.
2.   I supplenti non hanno mai diritto di voto.
3.   Qualora un membro ricopra la carica di presidente di sezione o di gruppo di studio, di membro dell'ufficio di presidenza di una sezione oppure di relatore, non può essere sostituito dal suo supplente nell'esercizio di tale funzione.
4.   Nome e titolo del supplente designato vanno comunicati all'Ufficio di presidenza del Comitato per il benestare.
5.   Nel corso dei lavori preparatori il supplente esercita le stesse funzioni del membro che sostituisce ed è soggetto allo stesso regime per quanto riguarda le spese di viaggio e di soggiorno.
Capo V
SOTTOCOMITATI E RELATORE GENERALE
Articolo 22
1.   Su iniziativa dell'Ufficio di presidenza il Comitato può, in via eccezionale, costituire nel suo ambito un sottocomitato incaricato di elaborare, su questioni strettamente orizzontali di carattere generale, un progetto di parere o di relazione informativa da sottoporre dapprima all'Ufficio di presidenza e poi alle deliberazioni del Comitato.
2.   Nei periodi intercorrenti fra una sessione plenaria e l'altra, l'Ufficio di presidenza può procedere alla costituzione di sottocomitati con riserva di ratifica successiva da parte del Comitato. Non si può costituire un sottocomitato per esaminare più di una materia. Il sottocomitato viene sciolto subito dopo la votazione, da parte del Comitato, del progetto di parere o di relazione informativa che esso ha preparato.
3.   Nel caso in cui una questione sia di competenza di più sezioni, il sottocomitato è composto da membri delle sezioni interessate.
4.   Le norme relative alle sezioni sono applicabili, per analogia, ai sottocomitati.
Articolo 23
In particolare nel caso in cui venga consultato su temi di interesse secondario o di carattere urgente, il Comitato può nominare un relatore generale, che riferisce all'Assemblea da solo e senza previo passaggio in sezione.
Capo VI
OSSERVATORI, AUDIZIONI, ESPERTI
Articolo 24
1.   Il Comitato può istituire un osservatorio quando la natura, la portata e la complessità dell'argomento da trattare richiedano una particolare elasticità nella metodologia di lavoro, nelle procedure e negli strumenti da utilizzare.
2.   L'istituzione di un osservatorio ha luogo per decisione dell'Assemblea, che conferma una precedente decisione presa dall'Ufficio di presidenza su proposta di un gruppo o di una sezione.
3.   Nella decisione istitutiva sono definiti l'oggetto, la struttura, la composizione e la durata del mandato dell'osservatorio.
4.   Gli osservatori possono elaborare un documento di informazione annuale sull'applicazione delle clausole orizzontali del Trattato (clausola sociale, clausola ambientale e clausola di protezione dei consumatori) e la loro incidenza sulle politiche dell'Unione europea. Tale documento può, previa decisione dell'Assemblea, essere trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.
5.   Ciascun osservatorio lavora sotto la supervisione e il controllo di una sezione.
Articolo 25
Qualora l'importanza di una determinata questione lo giustifichi, gli organi e le strutture di lavoro del Comitato possono procedere all'audizione di personalità esterne. Se il ricorso a personalità esterne comporta costi aggiuntivi, l'organo interessato deve presentare all'Ufficio di presidenza del Comitato una richiesta di autorizzazione preliminare ed un programma giustificativo per precisare i punti in merito ai quali considera necessario ricorrere a contributi esterni.
Articolo 26
1.   Qualora si renda necessario per la preparazione di determinati lavori, i presidenti dei gruppi, su proposta dei relatori e/o dei correlatori, procedono alla nomina di esperti.
2.   I presidenti dei gruppi possono inoltre nominare esperti per i gruppi.
3.   Gli esperti partecipano ai lavori preparatori alle stesse condizioni dei membri per quanto riguarda le spese di viaggio e di soggiorno.
4.   Quando sia utile la loro presenza, gli esperti per i relatori o per i correlatori possono, su proposta di quelli o di questi, assistere alle riunioni della sezione o della commissione consultiva in cui vengono esaminati i pareri o le relazioni informative per la cui preparazione sono stati nominati.
A tal fine, devono ottenere in via preliminare il consenso del presidente della sezione o della commissione consultiva interessata.
5.   Gli esperti non rappresentano il Comitato e non sono abilitati a parlare a suo nome.
6.   I membri del Comitato non possono essere nominati in qualità di esperti.
I supplenti possono essere nominati esperti, con sospensione temporanea del loro mandato di supplente.
I delegati delle commissioni consultive possono essere nominati esperti soltanto per il gruppo che li ha designati o per un relatore appartenente a tale gruppo.
Capo VII
COMMISSIONI CONSULTIVE
Articolo 27
1.   Il Comitato ha la facoltà di procedere all'istituzione di commissioni consultive, composte da membri del Comitato e da delegati provenienti dai settori della società civile organizzata che il Comitato desidera associare ai suoi lavori.
2.   L'istituzione di una commissione consultiva ha luogo per decisione dell'Assemblea, che conferma una decisione dell'Ufficio di presidenza. La decisione istitutiva della commissione ne definisce le competenze, la struttura, la composizione, la durata del mandato e le regole di funzionamento.
3.   Conformemente ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo, può essere istituita una commissione consultiva per le trasformazioni industriali (CCMI), composta da membri del Comitato e da delegati provenienti da organizzazioni rappresentative delle diverse componenti economiche, sociali e della società civile interessate dalle trasformazioni industriali. Il presidente della suddetta commissione è un membro dell'Ufficio di presidenza del Comitato e, ogni due anni e mezzo, riferisce a quest'ultimo sull'attività della CCMI. Viene scelto tra i membri dell'Ufficio di presidenza di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera d), del presente Regolamento interno. I delegati e i loro supplenti che partecipano ai lavori preparatori sono soggetti alle stesse regole dei membri per quanto concerne le spese di viaggio e di soggiorno.
Capo VIII
DIALOGO CON LE ORGANIZZAZIONI ECONOMICHE E SOCIALI DELL'UNIONE EUROPEA E DEI PAESI TERZI
Articolo 28
1.   Su iniziativa dell'Ufficio di presidenza, il Comitato può intrattenere relazioni strutturate con i consigli economici e sociali, le istituzioni analoghe e le organizzazioni economiche e sociali della società civile dell'Unione europea e dei paesi terzi.
2.   Analogamente, il Comitato intraprende azioni volte a promuovere la creazione di consigli economici e sociali o di istituzioni analoghe nei paesi che ancora non ne dispongono.
Articolo 29
1.   Su proposta dell'Ufficio di presidenza, il Comitato può nominare delegazioni incaricate di intrattenere rapporti con le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata di paesi o raggruppamenti di paesi esterni all'Unione europea.
2.   La cooperazione tra il Comitato e i partner provenienti dalla società civile organizzata dei paesi candidati all'adesione ha luogo nell'ambito di un comitato consultivo misto qualora il consiglio d'associazione ne abbia costituito uno, altrimenti nell'ambito di un gruppo di contatto.
3.   I comitati consultivi misti e i gruppi di contatto elaborano relazioni e dichiarazioni che il Comitato può trasmettere alle istituzioni competenti e alle parti interessate.
Capo IX
GRUPPI
Articolo 30
1.   Il Comitato si articola in tre gruppi di membri, che rappresentano rispettivamente i datori di lavoro, i lavoratori dipendenti e le altre componenti economiche e sociali della società civile organizzata.
2.   I gruppi eleggono i rispettivi presidenti e vicepresidenti e partecipano alla preparazione, all'organizzazione e al coordinamento dei lavori del Comitato e dei suoi organi, per i quali rappresentano una delle fonti d'informazione. Ogni gruppo dispone di una segreteria.
3.   I gruppi propongono all'Assemblea i candidati per l'elezione del presidente e dei vicepresidenti del Comitato, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 6, e nel rispetto del principio di parità di genere come definito dalle istituzioni dell'Unione europea.
4.   I presidenti dei gruppi sono membri dell'Ufficio di presidenza del Comitato, conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b).
5.   I presidenti dei gruppi assistono la presidenza del Comitato nella formulazione delle politiche e, se del caso, nel monitoraggio delle spese.
6.   I presidenti dei gruppi si riuniscono con la presidenza del Comitato per contribuire alla preparazione dei lavori dell'Ufficio di presidenza e dell'Assemblea.
7.   I gruppi formulano proposte all'Assemblea per l'elezione dei presidenti delle sezioni, conformemente all'articolo 7, paragrafo 7, e degli uffici di presidenza delle sezioni, conformemente all'articolo 19.
8.   I gruppi formulano proposte per la composizione della commissione Affari finanziari e di bilancio istituita dall'Ufficio di presidenza conformemente all'articolo 11, paragrafo 1.
9.   I gruppi formulano proposte per la composizione degli osservatori e delle commissioni consultive istituiti dall'Assemblea in conformità rispettivamente dell'articolo 24 e dell'articolo 27.
10.   I gruppi formulano proposte per la composizione delle delegazioni e dei comitati consultivi misti istituiti in conformità rispettivamente dell'articolo 29, paragrafo 1, e dell'articolo 29, paragrafo 2.
11.   I gruppi formulano proposte per la nomina dei relatori e per la composizione dei gruppi di studio o di redazione; le sezioni nominano i relatori e costituiscono i gruppi in conformità dell'articolo 20, paragrafo 3.
12.   Nell'applicazione dei paragrafi da 7 a 11 del presente articolo, i gruppi tengono conto della rappresentanza degli Stati membri in seno al Comitato, delle diverse componenti dell'attività economica e sociale, delle competenze e dei criteri di buona gestione.
13.   I membri possono aderire liberamente a uno dei gruppi, con riserva di approvazione da parte dei suoi componenti. Nessun membro può appartenere a più di un gruppo contemporaneamente.
14.   Il segretariato generale fornisce ai membri non iscritti ad alcun gruppo l'assistenza materiale e tecnica necessaria all'esercizio del loro mandato. La partecipazione dei membri non iscritti a gruppi di studio e ad altre strutture interne è oggetto di una decisione del presidente, previa consultazione dei gruppi.
Capo X
CATEGORIE
Articolo 31
1.   I membri del Comitato possono decidere di riunirsi in categorie, che rappresentano i vari interessi economici e sociali della società civile organizzata dell'Unione europea.
2.   Una categoria può essere composta da membri dei tre gruppi del Comitato. Un membro del Comitato non può aderire contemporaneamente a più categorie.
3.   La creazione di una categoria è soggetta all'approvazione dell'Ufficio di presidenza, che ne informa l'Assemblea.
4.   Nella decisione dell'Ufficio di presidenza che approva la creazione di una categoria sono definite le competenze, la struttura, la composizione, la durata e le regole di funzionamento della stessa.
Tale decisione può essere successivamente revocata o modificata dall'Ufficio di presidenza.
Per formare una categoria, è necessario un numero minimo di dieci membri.
TITOLO II
FUNZIONAMENTO DEL COMITATO
Capo I
CONSULTAZIONE DEL COMITATO
Articolo 32
1.   Il Comitato è convocato dal presidente per l'adozione dei pareri richiesti dal Parlamento europeo, dal Consiglio o dalla Commissione europea.
2.   È convocato dal presidente, su proposta dell'Ufficio di presidenza e con il consenso della maggioranza dei membri, per emettere di propria iniziativa pareri su qualsiasi tema attinente all'Unione europea, alle sue politiche e ai loro possibili sviluppi.
Articolo 33
1.   Le richieste di parere di cui all'articolo 32, paragrafo 1, sono indirizzate al presidente, che, di concerto con l'Ufficio di presidenza, predispone i lavori del Comitato tenendo conto per quanto possibile dei termini stabiliti nella richiesta di parere.
2.   L'Ufficio di presidenza stabilisce l'ordine di priorità per l'esame dei pareri, ripartendoli in categorie.
3.   Le sezioni elaborano una proposta di ripartizione dei pareri tra le tre categorie in appresso indicate e forniscono un'indicazione provvisoria della dimensione del gruppo di studio. La proposta, previa valutazione da parte della presidenza del Comitato e dei presidenti di gruppo, viene presentata per decisione all'Ufficio di presidenza. In casi particolari, i presidenti dei gruppi possono proporre di modificare la dimensione del gruppo di studio. L'Ufficio di presidenza, nella sua riunione successiva, conferma la nuova proposta e fissa in maniera definitiva la dimensione del gruppo di studio.
Le tre categorie sono definite secondo i seguenti criteri:
Categoria A (consultazioni su temi considerati prioritari). Questa categoria comprende:
—
tutte le richieste di pareri esplorativi (da parte del Parlamento europeo, di future presidenze del Consiglio o della Commissione),
—
tutte le proposte di parere d'iniziativa accolte,
—
determinate consultazioni obbligatorie o facoltative.
I pareri di questa categoria sono elaborati da gruppi di studio di dimensioni variabili (6, 9, 12, 15, 18, 21 o 24 membri), dotati di risorse adeguate.
Categoria B (consultazioni, obbligatorie o facoltative, su temi di interesse secondario o di carattere urgente).
I pareri di questa categoria sono di regola elaborati da un relatore unico o da un relatore generale. In casi eccezionali, tuttavia, l'Ufficio di presidenza può decidere di affidarne l'elaborazione a un gruppo di redazione composto da tre membri (pareri di categoria «B+»). L'Ufficio di presidenza decide il numero delle riunioni e delle lingue di lavoro del gruppo di redazione.
Categoria C (consultazioni, obbligatorie o facoltative, di carattere puramente tecnico).
I pareri di questa categoria sono pareri standard che l'Ufficio di presidenza presenta per decisione all'Assemblea. Questa procedura non comporta né la nomina di un relatore né l'esame del parere da parte di una sezione, ma unicamente l'adozione o il rigetto del parere in sessione plenaria. In sessione plenaria l'Assemblea è chiamata dapprima a pronunciarsi sul ricorso alla procedura summenzionata e quindi a votare sull'adozione del parere standard.
4.   Alle questioni urgenti si applicano le disposizioni dell'articolo 63 del presente Regolamento interno.
Articolo 34
Il Comitato, su proposta dell'Ufficio di presidenza, può decidere di elaborare una relazione informativa per esaminare qualsiasi tema attinente alle politiche dell'Unione europea e ai loro possibili sviluppi.
Articolo 35
Il Comitato, su proposta di una sezione, di un gruppo o di un terzo dei suoi membri, può emettere risoluzioni su temi d'attualità, che sono adottate dall'Assemblea conformemente all'articolo 61, paragrafo 2. I progetti di risoluzione sono trattati con priorità nell'ordine del giorno della sessione plenaria.
Articolo 36
1.   L'Ufficio di presidenza può disciplinare con decisioni generali, e autorizzare con decisioni specifiche, attività direttamente o indirettamente collegate alle funzioni consultive del Comitato, in particolare:
—
l'istituzione, la composizione e la gestione, da parte del Comitato, di forum, piattaforme o altre strutture di consultazione tematica, nonché le modalità di partecipazione del Comitato e dei suoi membri alle strutture di consultazione istituite dalle istituzioni dell'Unione europea o alle quali queste prendono parte;
—
la realizzazione in proprio o affidata all'esterno di studi e la loro pubblicazione;
—
l'organizzazione di visite di lavoro e di eventi fuori sede;
—
la valutazione di politiche, decisa dallo stesso Ufficio di presidenza o richiesta dalle istituzioni dell'Unione, in particolare sotto forma di pareri o relazioni informative ai sensi del presente Regolamento interno. Per «valutazione di politiche» si intende una valutazione ex post in merito a una politica o a una normativa già in corso di attuazione. Essa consiste nell'esprimere i giudizi e le richieste delle organizzazioni rappresentate in seno al Comitato.
2.   Nel presentare le sue valutazioni ex post (relazioni informative), il Comitato esprime il punto di vista delle organizzazioni della società civile sull'impatto delle politiche dell'UE. Le valutazioni ex post sono mirate e di tipo qualitativo. Questo esercizio di valutazione tiene conto degli impatti sociali, economici e ambientali.
3.   L'Ufficio di presidenza decide in merito alla partecipazione dei membri ai lavori di organismi esterni al Comitato, e monitora e valuta periodicamente tale partecipazione. I membri prendono parte alle attività di organismi esterni sulla base di una rappresentanza equilibrata e secondo un principio di rotazione.
Capo II
ORGANIZZAZIONE DEI LAVORI
A.   LAVORI DELLE SEZIONI
Articolo 37
1.   Ai fini dell'elaborazione di un parere o di una relazione informativa, l'Ufficio di presidenza del Comitato, conformemente all'articolo 9, paragrafo 4, designa la sezione competente a preparare i lavori. Qualora l'argomento sia di competenza inequivocabile di una determinata sezione, la designazione spetta al presidente, che ne informa l'Ufficio di presidenza.
2.   Quando la sezione designata per elaborare un parere desideri avere l'opinione della commissione consultiva per le trasformazioni industriali (CCMI) o quest'ultima desideri esprimersi su un parere la cui elaborazione è stata attribuita ad una sezione, l'Ufficio di presidenza del Comitato può autorizzare la CCMI ad elaborare un parere complementare su uno o più punti oggetto della richiesta di parere. L'Ufficio di presidenza può decidere in tal senso anche di sua iniziativa. L'Ufficio di presidenza provvede a organizzare i lavori del Comitato in modo tale da permettere alla CCMI di preparare il suo parere in tempo utile perché la sezione ne possa tener conto.
La sezione rimane l'unico organo competente a riferire dinanzi al Comitato, ma allega al proprio parere quello elaborato a titolo complementare dalla CCMI.
3.   il presidente del Comitato comunica la decisione al presidente della sezione interessata, specificando il termine entro il quale quest'ultima dovrà concludere i suoi lavori.
4.   il presidente del Comitato comunica ai membri del Comitato l'avvenuta designazione e la data in cui l'argomento sarà all'ordine del giorno della sessione plenaria.
Articolo 38
il presidente, d'intesa con l'Ufficio di presidenza, può autorizzare una sezione a tenere una riunione congiunta con una commissione del Parlamento europeo o del Comitato delle regioni.
Articolo 39
Le sezioni designate a norma del presente Regolamento interno sono convocate dai rispettivi presidenti.
Articolo 40
1.   Le riunioni delle sezioni sono preparate dai rispettivi presidenti, che agiscono di concerto con i loro uffici di presidenza.
2.   Presiede le riunioni il presidente della sezione o, in sua assenza, uno dei vicepresidenti.
Articolo 41
1.   La seduta di una sezione è valida quando è presente o rappresentata più della metà dei membri titolari.
2.   Qualora non si raggiunga il numero legale, il presidente toglie la seduta e convoca, per l'orario e con le modalità che riterrà opportuni ma comunque nella stessa giornata, una nuova seduta, che sarà valida indipendentemente dal numero di membri presenti o rappresentati.
Articolo 42
Procedendo sulla base del progetto di parere presentato dal relatore e, eventualmente, dal correlatore, la sezione adotta un parere.
Articolo 43
1.   Il parere della sezione contiene solo le parti di testo da questa adottate conformemente alla procedura prevista dall'articolo 61 del presente Regolamento interno.
2.   Il testo degli emendamenti respinti è riportato in allegato, con l'indicazione dell'esito della votazione, se hanno ottenuto un numero di voti favorevoli pari almeno ad un quarto dei voti espressi.
Articolo 44
I pareri delle sezioni e tutti i documenti allegati in conformità dell'articolo 43 vengono trasmessi dal presidente della sezione al presidente del Comitato e sottoposti dall'Ufficio di presidenza al Comitato il più rapidamente possibile. Tali documenti vengono messi a disposizione dei membri del Comitato in tempo utile.
Articolo 45
Per ogni riunione di una sezione si procede alla stesura di un verbale sommario delle deliberazioni. Tale verbale è sottoposto all'approvazione della sezione.
Articolo 46
il presidente del Comitato, d'intesa con l'Ufficio di presidenza o, se del caso, con l'Assemblea, può chiedere ad una sezione di riesaminare un argomento se ritiene che non sia stata seguita la procedura di elaborazione dei pareri prescritta dal presente Regolamento interno o se reputa necessari ulteriori approfondimenti.
Articolo 47
1.   Fatte salve le disposizioni dell'articolo 20, paragrafo 2, in linea di principio i lavori preparatori delle sezioni si svolgono nell'ambito di un gruppo di studio.
2.   Il relatore, assistito dal suo esperto e, se del caso, da uno o più correlatori, esamina la questione sottoposta, tiene conto delle opinioni espresse e, su questa base, predispone il progetto di parere che viene trasmesso al presidente della sezione.
3.   I gruppi di studio non procedono ad alcuna votazione.
B.   LAVORI DELL'ASSEMBLEA IN SESSIONE PLENARIA
Articolo 48
L'Assemblea, di cui fanno parte tutti i membri del Comitato, si riunisce in sessione plenaria.
Articolo 49
1.   Le sessioni plenarie sono preparate dal presidente, di concerto con l'Ufficio di presidenza. Per l'organizzazione dei lavori l'Ufficio di presidenza si riunisce prima di ogni sessione plenaria ed eventualmente nel corso della stessa.
2.   L'Ufficio di presidenza può stabilire, per ogni parere, la durata della discussione generale in sessione plenaria.
Articolo 50
1.   Il progetto di ordine del giorno, definito dall'Ufficio di presidenza su proposta della presidenza in collaborazione con i presidenti dei gruppi, è trasmesso dal presidente del Comitato ai singoli membri del Comitato, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione europea almeno quindici giorni prima dell'inizio della sessione plenaria cui si riferisce.
2.   Il progetto di ordine del giorno viene sottoposto all'approvazione dell'Assemblea all'inizio di ciascuna sessione plenaria. Una volta che l'ordine del giorno è stato adottato, i punti devono essere trattati nel corso della seduta per la quale sono previsti. I documenti necessari per le deliberazioni del Comitato vengono messi a disposizione dei membri conformemente all'articolo 44.
Articolo 51
1.   Una seduta del Comitato è valida quando è presente o rappresentata più della metà dei membri.
2.   Qualora non si raggiunga il numero legale, il presidente toglie la seduta e convoca, entro i termini che riterrà opportuni ma comunque nel corso della stessa sessione plenaria, una nuova seduta che, agli effetti delle deliberazioni, sarà valida indipendentemente dal numero dei membri presenti o rappresentati.
Articolo 52
Al momento dell'adozione dell'ordine del giorno il presidente annuncia, se del caso, l'esame di un punto su un tema d'attualità.
Articolo 53
Il Comitato può modificare il progetto di ordine del giorno per esaminare progetti di risoluzione presentati secondo la procedura di cui all'articolo 35.
Articolo 54
1.   il presidente apre la seduta, dirige i dibattiti e vigila sull'osservanza del presente Regolamento interno. È assistito dai vicepresidenti.
2.   In caso di assenza, il presidente è sostituito dai vicepresidenti. In caso di assenza dei vicepresidenti, è sostituito dal membro decano per età dell'Ufficio di presidenza.
3.   Il Comitato delibera sulla base dei lavori svolti dalla sezione competente a riferire dinanzi all'Assemblea.
4.   Se un testo è stato approvato dalla sezione competente con meno di cinque voti contrari, l'Ufficio di presidenza può proporre che esso sia iscritto all'ordine del giorno della sessione plenaria fra quelli da adottare con procedura di votazione senza dibattito.
Tale procedura non viene applicata:
—
se vi si oppongono almeno venticinque membri, oppure
—
se vengono presentati emendamenti da esaminare in sessione plenaria, oppure
—
se la sezione interessata decide che il testo vada discusso in sessione plenaria.
5.   Qualora un testo non ottenga la maggioranza dei voti dell'Assemblea, il presidente, con l'accordo di quest'ultima, può rinviare il testo alla sezione competente per un ulteriore esame, oppure nominare un relatore generale incaricato di presentare un nuovo progetto di testo nel corso della stessa o di una successiva sessione plenaria.
Articolo 55
1.   Gli emendamenti devono essere presentati per iscritto, firmati dai rispettivi autori e depositati presso il segretariato prima dell'inizio della sessione plenaria.
2.   Per un'efficace organizzazione dei lavori dell'Assemblea, l'Ufficio di presidenza stabilisce le modalità per la presentazione degli emendamenti.
3.   Tuttavia il Comitato accetta che vengano depositati degli emendamenti prima dell'inizio di una seduta purché siano corredati delle firme di almeno venticinque membri.
4.   Gli emendamenti devono indicare a quale parte del testo si riferiscono ed essere accompagnati da una breve motivazione. Gli emendamenti che si ripetono nel merito e nella forma sono esaminati in blocco.
5.   Di regola l'Assemblea si limita ad ascoltare, per ogni emendamento, il suo autore, un oratore contrario al suo accoglimento e il relatore.
6.   Durante l'esame di un emendamento e con il consenso del suo autore, il relatore può presentare oralmente proposte di compromesso. In questo caso l'Assemblea si limita a votare sulla proposta di compromesso.
7.   Se del caso, spetta al presidente del Comitato, di concerto con il presidente e il relatore della sezione competente, proporre al Comitato di trattare gli emendamenti in modo tale da salvaguardare la coerenza del testo definitivo.
Articolo 56
1.   L'emendamento o gli emendamenti che esprimono una posizione globalmente divergente da quella espressa nel parere presentato da una sezione o da una commissione consultiva sono considerati un controparere. Quest'ultimo deve essere breve e conciso e costituire un testo autonomo, ossia comprensivo di conclusioni e di una motivazione.
2.   I gruppi possono chiedere all'Ufficio di presidenza di qualificare uno o più emendamenti come controparere.
3.   L'Ufficio di presidenza decide in merito dopo aver sentito il presidente della sezione o della commissione consultiva interessata.
4.   L'Ufficio di presidenza, una volta qualificati uno o più emendamenti come controparere, può decidere di rinviare per riesame il parere, accompagnato dal controparere, alla sezione o alla commissione consultiva interessata, purché il termine per l'adozione del parere lo consenta.
5.   Quando un emendamento non è stato presentato in tempo utile per consentire all'Ufficio di presidenza di pronunciarsi sulla proposta di qualificarlo come controparere, la relativa decisione, insieme a quella di un eventuale rinvio della questione all'organo interessato, è adottata dall'Assemblea su proposta della presidenza allargata e previa consultazione del presidente dell'organo in questione.
6.   Se, nel caso di cui al paragrafo 5, la questione non è rinviata dinanzi all'organo interessato o il testo proposto non è considerato un controparere, l'Assemblea plenaria mette ai voti gli emendamenti presentati con la stessa procedura prevista per gli emendamenti dei gruppi.
7.   Se ottiene la maggioranza dei voti in sessione plenaria, il controparere è adottato come nuovo testo del parere.
Si tiene un'ulteriore votazione per decidere se il testo originario del parere debba essere allegato al parere divergente adottato. Il testo originario è allegato al nuovo testo adottato se ottiene almeno un quarto dei voti espressi.
8.   Se il controparere non ottiene la maggioranza ma almeno un quarto dei voti espressi, il suo testo è allegato al testo originario del parere.
Articolo 57
1.   il presidente può, di sua iniziativa o su richiesta di un membro, invitare il Comitato a pronunciarsi sull'opportunità di limitare la durata e il numero degli interventi, di sospendere la seduta o di chiudere il dibattito. Dopo la chiusura di un dibattito, la parola può essere concessa unicamente per le dichiarazioni di voto, che hanno luogo a votazione avvenuta e nei limiti di tempo stabiliti dal presidente.
2.   In qualsiasi momento un membro può chiedere ed ottenere la parola in via prioritaria per presentare una mozione d'ordine.
Articolo 58
1.   Per ogni sessione plenaria viene redatto un verbale. Il verbale è sottoposto all'approvazione del Comitato.
2.   Il testo definitivo di tale verbale è firmato dal presidente e dal segretario generale del Comitato.
Articolo 59
1.   Ogni parere del Comitato comprende, oltre all'esposizione delle basi giuridiche, una motivazione e l'opinione del Comitato sulla questione nel suo complesso.
2.   L'esito della votazione relativa all'intero testo del parere figura nella parte del parere riservata alla procedura. In caso di votazione nominale si fa menzione del nome dei votanti.
3.   Il testo e la motivazione degli emendamenti respinti in sessione plenaria, con l'indicazione dell'esito della votazione, sono allegati al parere qualora abbiano ottenuto un numero di voti favorevoli pari almeno ad un quarto dei voti espressi. Tale requisito vale anche per i contropareri.
4.   Le parti del testo del parere della sezione respinte in seguito all'adozione di emendamenti da parte dell'Assemblea sono anch'esse allegate al parere del Comitato con l'indicazione dell'esito della votazione su tali emendamenti, purché il mantenimento del testo proposto dalla sezione abbia ottenuto almeno un quarto dei voti espressi.
5.   Allorché uno dei gruppi costituiti all'interno del Comitato in base all'articolo 30, o una delle categorie della vita economica e sociale costituite in base all'articolo 31, sostiene una posizione divergente ed omogenea su un argomento sottoposto all'esame dell'Assemblea, al termine della votazione nominale che chiude il dibattito tale posizione può essere riassunta in una breve dichiarazione acclusa al parere.
Articolo 60
1.   I pareri adottati dal Comitato e il verbale della sessione plenaria sono trasmessi al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione europea.
2.   I pareri adottati dal Comitato possono essere trasmessi a qualsiasi altra istituzione o organismo interessato.
TITOLO III
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo I
MODALITÀ DI VOTAZIONE
Articolo 61
1.   Le forme valide del voto sono: voto favorevole, voto contrario e astensione.
2.   Salvo disposizioni contrarie del presente Regolamento interno, i testi o le decisioni del Comitato e dei suoi organi sono adottati a maggioranza dei voti espressi, nei quali sono compresi i voti favorevoli e quelli contrari.
3.   Le votazioni possono essere a scrutinio palese, nominali o a scrutinio segreto.
4.   La votazione nominale su una risoluzione, un emendamento, un controparere, un intero parere o un qualsiasi altro testo è obbligatoria quando ne faccia richiesta almeno un quarto dei membri presenti o rappresentati.
5.   L'elezione alle cariche rappresentative viene sempre effettuata a scrutinio segreto. Negli altri casi, la votazione ha luogo a scrutinio segreto quando ciò sia richiesto dalla maggioranza dei membri presenti o rappresentati.
6.   Se nel corso di una votazione vi è parità tra voti favorevoli e voti contrari, il voto decisivo spetta al presidente di seduta.
7.   L'accettazione, da parte del relatore, di un emendamento non costituisce un motivo per non metterlo ai voti.
Capo II
PROCEDURA D'URGENZA
Articolo 62
1.   Qualora l'urgenza risulti da un termine che il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione europea ha assegnato al Comitato per presentare il parere, si può applicare la procedura d'urgenza se il presidente constata che essa è necessaria per consentire al Comitato di adottare il parere in tempo utile.
2.   In caso di urgenza a livello di Comitato, il presidente può, senza previa consultazione dell'Ufficio di presidenza, prendere immediatamente ogni misura necessaria a garantire lo svolgimento dei lavori del Comitato. il presidente ne informa i membri dell'Ufficio di presidenza.
3.   Le misure prese dal presidente sono sottoposte alla ratifica del Comitato nel corso della successiva sessione plenaria.
Articolo 63
1.   Qualora l'urgenza risulti dai termini assegnati ad una sezione perché formuli il suo parere, il presidente di tale sezione può, con il consenso dei tre presidenti di gruppo, organizzare i lavori della sezione stessa in deroga alle disposizioni del presente Regolamento interno relative all'organizzazione dei lavori delle sezioni.
2.   Le misure prese dal presidente della sezione sono sottoposte alla ratifica di quest'ultima nel corso della successiva riunione.
Capo III
ASSENZA E RAPPRESENTANZA
Articolo 64
1.   Ogni membro del Comitato che sia nell'impossibilità di partecipare ad una riunione alla quale sia stato debitamente convocato deve informarne in anticipo il presidente interessato.
2.   Qualora un membro del Comitato sia stato assente a più di tre sessioni plenarie consecutive senza essersi fatto rappresentare e senza un motivo riconosciuto valido, il presidente, previa consultazione dell'Ufficio di presidenza del Comitato e dopo avere invitato l'interessato a giustificare la sua assenza, può chiedere al Consiglio di porre fine al suo mandato.
3.   Qualora un membro di una sezione sia stato assente a più di tre riunioni consecutive senza essersi fatto rappresentare né aver addotto un motivo riconosciuto valido, il presidente della sezione, dopo averlo invitato a giustificare la sua assenza, può chiedergli di farsi sostituire come membro della sezione. In questo caso il presidente informa l'Ufficio di presidenza del Comitato.
Articolo 65
1.   Ogni membro del Comitato che sia nell'impossibilità di partecipare a una sessione plenaria o ad una riunione di sezione può, dopo averne avvertito il presidente interessato, conferire con delega scritta il proprio diritto di voto ad un altro membro del Comitato o della sezione.
2.   Un membro può disporre, in sessione plenaria o in una riunione di sezione, di un solo diritto di voto così delegato.
Articolo 66
1.   Ogni membro che sia nell'impossibilità di partecipare ad una riunione alla quale sia stato debitamente convocato può farsi rappresentare da un altro membro del Comitato dopo averne avvertito per iscritto il presidente interessato, direttamente o tramite la segreteria del proprio gruppo. Questa facoltà non si applica alle riunioni dell'Ufficio di presidenza del Comitato né a quelle della commissione Affari finanziari e di bilancio.
2.   Il mandato di rappresentanza vale esclusivamente per la riunione per la quale è stato conferito.
3.   Inoltre, ogni membro di un gruppo di studio può, al momento della costituzione del gruppo di studio stesso, chiedere di essere sostituito da un altro membro del Comitato. Tale sostituzione, che vale per un determinato argomento e per l'intera durata dei lavori della sezione su detto argomento, non è revocabile. Tuttavia, qualora i lavori del gruppo di studio si protraggano oltre la fine di un mandato di due anni e mezzo o di un mandato quinquennale, la validità della sostituzione cessa allo scadere del mandato nel corso del quale la sostituzione è stata decisa.
Capo IV
PUBBLICITÀ E DIFFUSIONE DEI LAVORI
Articolo 67
1.   Il Comitato pubblica i suoi pareri nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, secondo le modalità prescritte dal Consiglio e dalla Commissione europea previa consultazione dell'Ufficio di presidenza del Comitato.
2.   La composizione del Comitato, dell'Ufficio di presidenza e delle sezioni, nonché tutte le relative modifiche, sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e sul sito Internet del Comitato.
Articolo 68
1.   Il Comitato garantisce la trasparenza delle sue decisioni, conformemente all'articolo 1, secondo comma, del Trattato sull'Unione europea.
2.   Il segretario generale è incaricato di adottare le misure necessarie per garantire al pubblico il diritto d'accesso ai relativi documenti.
3.   Ogni cittadino dell'Unione europea può scrivere al Comitato in una delle lingue ufficiali e ricevere una risposta nella stessa lingua, conformemente all'articolo 24, quarto comma, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Articolo 69
1.   Le sessioni plenarie del Comitato e le riunioni delle sezioni sono pubbliche.
2.   Per decisione del Comitato, su richiesta di un'istituzione o di un organo interessati o su proposta dell'Ufficio di presidenza, alcuni dibattiti non attinenti ai lavori consultivi possono essere dichiarati riservati.
3.   Le altre riunioni non sono pubbliche. Tuttavia, in casi giustificati la cui valutazione spetta al presidente di seduta, altre persone possono assistervi in qualità di osservatori.
Articolo 70
1.   I membri delle istituzioni europee possono assistere alle riunioni del Comitato e dei suoi organi e prendervi la parola.
2.   I membri di altri organi e i funzionari debitamente autorizzati delle istituzioni e di altri organi possono essere invitati ad assistere alle riunioni, a prendere la parola o a rispondere a domande, sotto la direzione del presidente della riunione.
Capo V
TITOLO, PRIVILEGI, IMMUNITÀ E STATUTO DEI MEMBRI, QUESTORI
Articolo 71
1.   Ad ogni membro del Comitato spetta il titolo di «consigliere del Comitato economico e sociale europeo».
2.   Le disposizioni del capo IV, articolo 10, del protocollo n. 7 allegato ai Trattati e riguardante i privilegi e le immunità dell'Unione europea si applicano ai membri del Comitato economico e sociale europeo.
Articolo 72
1.   Lo Statuto dei membri definisce lo status, i diritti e i doveri dei membri del Comitato, nonché l'insieme delle norme che disciplinano la loro attività e i loro rapporti con il Comitato e i suoi servizi.
Articolo 73
1.   Il Codice di condotta, che ha lo stesso valore giuridico del presente Regolamento interno, di cui costituisce un allegato, stabilisce le norme e i principi applicabili ai membri del Comitato, ai delegati delle commissioni consultive, ai supplenti e agli esperti.
2.   Il Codice di condotta istituisce un comitato etico. Stabilisce inoltre la procedura e le misure da applicare in caso di violazione delle norme e dei principi.
3.   Il mancato rispetto delle norme e dei principi stabiliti nel Codice di condotta può comportare l'applicazione delle misure ivi previste.
Articolo 74
1.   Su proposta dell'Ufficio di presidenza e per ogni periodo di due anni e mezzo, l'Assemblea elegge i tre membri che compongono il gruppo dei questori.
2   La carica di membro del gruppo dei questori è incompatibile con quella di membro dei seguenti organi:
—
Ufficio di presidenza del Comitato;
—
commissione Affari finanziari e di bilancio (CAF);
—
comitato Audit interno;
—
comitato etico.
3.   I questori svolgono le seguenti funzioni:
a)
monitorare e assicurare la corretta applicazione dello Statuto dei membri;
b)
elaborare proposte adeguate per perfezionare e migliorare lo Statuto dei membri;
c)
adoperarsi, e adottare le iniziative giudicate opportune, per risolvere eventuali situazioni di dubbio o conflitto nell'applicazione dello Statuto dei membri;
d)
curare i rapporti tra i membri del Comitato e il segretariato generale in materia di applicazione dello Statuto dei membri.
Capo VI
CONCLUSIONE DEL MANDATO DI MEMBRO DEL COMITATO, INCOMPATIBILITÀ
Articolo 75
1.   Il mandato dei membri del Comitato scade al termine del periodo quinquennale stabilito dal Consiglio al momento del rinnovo del Comitato.
2.   Il mandato di un membro del Comitato si conclude per dimissioni, decadenza, morte, forza maggiore o sopravvenuta incompatibilità.
3.   Le funzioni di membro del Comitato sono incompatibili con quelle di membro di un governo o parlamento, di un'istituzione dell'Unione europea, del Comitato delle regioni o del consiglio d'amministrazione della Banca europea per gli investimenti, nonché con quelle di funzionario o altro agente in servizio presso l'Unione europea.
4.   Le dimissioni sono presentate per iscritto al presidente.
5.   La decadenza dalla carica interviene alle condizioni previste all'articolo 64, paragrafo 2, del presente Regolamento interno. In tal caso il Consiglio, se decide di porre fine al mandato, avvia la procedura di sostituzione.
6.   Nei casi di dimissioni, morte, forza maggiore o incompatibilità, il presidente informa il Consiglio, il quale constata la vacanza e avvia la procedura di sostituzione. Tuttavia, in caso di dimissioni, il membro dimissionario resta in carica, salvo sua comunicazione in senso contrario, fino alla data in cui prende effetto la nomina del membro suo successore.
7.   n tutti i casi previsti nel paragrafo 2 del presente articolo, il nuovo membro viene nominato per la restante durata del mandato.
Articolo 76
1.   Su proposta dell'Ufficio di presidenza, accolta da almeno tre quarti dei suoi membri, l'Assemblea può esaminare una mozione di sfiducia, per motivi gravi e debitamente constatati, nei confronti del presidente.
In tal caso, la mozione è iscritta al primo punto dell'ordine del giorno della sessione plenaria successiva.
2.   L'Assemblea si pronuncia su una mozione di sfiducia con voto segreto e senza possibilità di delega di voto, dopo aver sentito, nell'ordine, un membro di ciascun gruppo, i membri della presidenza che desiderino esprimersi e, da ultimo, il presidente.
La mozione si considera accolta se viene approvata con una maggioranza di tre quarti dei membri presenti. In caso contrario, si considera respinta.
3.   In caso di accoglimento di una mozione di sfiducia, l'Assemblea procede immediatamente alla sostituzione del presidente con un membro del gruppo di quest'ultimo.
A tal fine, l'Assemblea è temporaneamente presieduta dal vicepresidente del Comitato appartenente al gruppo che dovrebbe ricoprire la successiva presidenza del CESE.
4.   Qualora l'Assemblea non possa procedere immediatamente alla sostituzione, i lavori sono sospesi per consentire ai gruppi di formulare una proposta e l'Assemblea è convocata di nuovo, se possibile il giorno stesso, dal membro che la presiede temporaneamente.
5.   Il membro che sostituisce il presidente e che appartiene al suo stesso gruppo rimane in carica fino alla fine del mandato inizialmente previsto.
Capo VII
AMMINISTRAZIONE DEL COMITATO
Articolo 77
1.   Il Comitato è assistito da un segretariato diretto da un segretario generale, il quale esercita le sue funzioni sotto l'autorità del presidente, che rappresenta l'Ufficio di presidenza.
2.   Il segretario generale partecipa con funzioni consultive alle riunioni dell'Ufficio di presidenza, delle quali tiene il verbale.
3.   Il segretario generale si impegna solennemente, dinanzi all'Ufficio di presidenza, a svolgere le proprie funzioni con assoluta imparzialità e con la massima coscienza.
4.   Il segretario generale assicura l'esecuzione delle decisioni prese dall'Assemblea, dall'Ufficio di presidenza e dal presidente a norma del presente Regolamento interno. Ogni tre mesi riferisce per iscritto al presidente in merito ai criteri e alle misure di attuazione adottati o previsti per affrontare i problemi amministrativi od organizzativi e le questioni attinenti al personale.
5.   Il segretario generale può delegare i suoi poteri, nei limiti fissati dal presidente.
6.   L'Ufficio di presidenza, su proposta del segretario generale, stabilisce l'organigramma del segretariato generale in modo tale da consentirgli di garantire il funzionamento del Comitato e dei suoi organi e di essere di aiuto ai membri nell'espletamento del loro mandato, specie per quanto riguarda l'organizzazione delle riunioni e l'elaborazione dei pareri.
7.   I poteri conferiti dal presidente al segretario generale in virtù di una delega di competenze sono temporanei e scadono al più tardi alla fine del mandato del presidente.
Articolo 78
Per la nomina del segretario generale si applica la seguente procedura:
1.
L'Ufficio di presidenza:
—
decide sullo statuto del posto di segretario generale (funzionario o agente temporaneo), nomina un comitato, composto da tre membri del Comitato, incaricato di redigere il relativo avviso di posto vacante e, una volta che l'avviso è stato redatto, ne approva il contenuto;
—
nomina un comitato di preselezione, composto da sei membri del CESE, e stabilisce i termini entro i quali detto comitato deve presentargli i risultati dei suoi lavori.
2.
Il comitato di preselezione ha il compito di esaminare le candidature, procedere ai colloqui ed elaborare una relazione motivata comprendente una graduatoria dei candidati in ordine di preferenza, stabilita in funzione delle loro competenze e conformemente alla procedura e ai criteri definiti nell'avviso di posto vacante, e di proporre un candidato o un elenco di candidati per il posto.
3.
Il comitato di preselezione lavora con la massima indipendenza, imparzialità e riservatezza, in base a criteri definiti all'atto della sua costituzione dall'Ufficio di presidenza.
È coadiuvato dai servizi competenti del segretariato generale del Comitato e può ricorrere, se del caso, alla consulenza di esperti esterni al Comitato.
4.
L'Ufficio di presidenza adotta la decisione finale tenendo conto della relazione del comitato di preselezione tramite, se necessario, più turni di votazione successivi.
Il candidato che, al primo turno, ottiene il voto favorevole di più della metà dei membri dell'Ufficio di presidenza, compresi quelli assenti alla votazione, viene nominato senza che sia necessario procedere a un secondo turno.
Se nessun candidato soddisfa al primo turno la suddetta condizione, l'Ufficio di presidenza mantiene in lizza i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti favorevoli e procede a una seconda votazione, in esito alla quale viene nominato il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti favorevoli dei membri presenti.
Nel caso di un ex aequo che renda impossibile mantenere in lizza soltanto due candidati in esito al primo turno o nominare il segretario generale in esito al secondo turno, si convoca per la prossima data possibile una nuova riunione dell'Ufficio di presidenza per la nomina del segretario generale.
Articolo 79
1.   Nei confronti del segretario generale, tutti i poteri conferiti dallo Statuto dei funzionari dell'Unione europea (Statuto) all'autorità che ha il potere di nomina (AIPN) e dal Regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea (RAA) all'autorità abilitata a concludere contratti di assunzione (AACC) sono esercitati dall'Ufficio di presidenza.
2.   I poteri conferiti dallo Statuto all'autorità che ha il potere di nomina sono esercitati:
—
nei confronti dei Segretari generali aggiunti e dei direttori, dall'Ufficio di presidenza su proposta del segretario generale, per quanto riguarda l'applicazione degli articoli 29, 30, 31, 40, 41, 49, 50, 51, 78 e 90, paragrafo 1, dello Statuto; per quanto riguarda le altre disposizioni dello Statuto, compreso l'articolo 90, paragrafo 2, dal presidente su proposta del segretario generale;
—
nei confronti dei:
—
direttori aggiunti,
—
capi unità,
dal presidente, su proposta del segretario generale e previa consultazione della presidenza allargata,
—
nei confronti dei funzionari del gruppo di funzioni AD che non esercitano funzioni direttive a livello di capo unità o superiore, nonché dei funzionari dei gruppi di funzioni AST e AST/SC, dal segretario generale.
3.   I poteri che il RAA conferisce all'autorità abilitata a concludere contratti di assunzione sono esercitati:
—
nei confronti degli agenti temporanei nominati al posto di segretario generale aggiunto o di direttore, dall'Ufficio di presidenza su proposta del segretario generale, per quanto riguarda l'applicazione degli articoli 11, 17, 33 e 48 del RAA; per quanto riguarda le altre disposizioni del RAA, dal presidente su proposta del segretario generale;
—
nei confronti degli agenti temporanei nominati al posto di direttore aggiunto o di capo unità, dal presidente su proposta del segretario generale;
—
nei confronti degli agenti temporanei del gruppo di funzioni AD che non esercitano funzioni direttive a livello di capo unità o superiore, nonché di tutti gli agenti temporanei dei gruppi di funzioni AST e AST/SC, dal segretario generale;
—
nei confronti dei consiglieri speciali e degli agenti contrattuali, dal segretario generale.
4.   I poteri conferiti all'istituzione dall'articolo 110 dello Statuto ai fini dell'applicazione delle disposizioni generali di esecuzione dello Statuto e delle regolamentazioni adottate di comune accordo tra le istituzioni sono esercitati dal presidente. Per quanto concerne le altre disposizioni di carattere generale, tali poteri sono esercitati dal segretario generale.
5.   L'Ufficio di presidenza, il presidente e il segretario generale possono delegare i poteri loro conferiti in virtù del presente articolo.
6.   Gli atti di delega adottati ai sensi del paragrafo 5 del presente articolo fissano la portata, i limiti e la durata dei poteri conferiti e stabiliscono se i beneficiari della delega possono subdelegare tali poteri.
7.   Per la nomina di funzionari ai posti di segretario generale aggiunto, direttore, direttore aggiunto o capo di un'unità di lavori consultivi:
—
l'avviso di posto vacante è pubblicato contemporaneamente in tutte le istituzioni dell'UE;
—
prima di procedere all'esame delle candidature, il segretario generale definisce una griglia di valutazione basata sull'avviso di posto vacante;
—
nella fase di esame delle candidature, il segretario generale è assistito in particolare da tre membri dell'Ufficio di presidenza;
—
al termine della procedura, il segretario generale sottopone una proposta di nomina all'Ufficio di presidenza, che decide sulla base di tale proposta.
Articolo 80
1.   I gruppi dispongono di una segreteria che dipende direttamente dal presidente del gruppo interessato.
2.   I poteri dell'autorità che ha il potere di nomina sono esercitati su proposta del presidente del gruppo interessato per i funzionari comandati presso i gruppi ai sensi dell'articolo 37, lettera a), secondo trattino, dello Statuto, per quanto concerne l'applicazione dell'articolo 38 dello Statuto, comprese le decisioni relative alla loro progressione di carriera in seno al gruppo.
Quando un funzionario distaccato presso un gruppo reintegra il segretariato del Comitato, viene inquadrato nel grado al quale avrebbe avuto diritto in quanto funzionario.
3.   I poteri dell'autorità abilitata a concludere contratti di assunzione sono esercitati su proposta del presidente del gruppo interessato per gli agenti temporanei assegnati ai gruppi ai sensi dell'articolo 2, lettera c), del RAA, per quanto concerne l'applicazione degli articoli 8, terzo comma, 9 e 10, terzo comma, del RAA.
Articolo 81
1.   il presidente dispone di una sua segreteria.
2.   I componenti di tale segreteria sono assunti, nel quadro del bilancio, in qualità di agenti temporanei. I poteri conferiti all'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione sono esercitati dal presidente.
Articolo 82
1.   Entro il 1o giugno di ogni anno, il segretario generale sottopone all'Ufficio di presidenza il progetto dello stato di previsione delle spese e delle entrate del Comitato per l'esercizio finanziario successivo. La commissione Affari finanziari e di bilancio esamina il progetto prima che sia discusso dall'Ufficio di presidenza e, se del caso, formula osservazioni o propone modifiche. L'Ufficio di presidenza redige lo stato di previsione delle spese e delle entrate del Comitato e lo trasmette secondo le modalità ed entro i termini stabiliti dal Regolamento finanziario.
2.   Conformemente delle disposizioni del Regolamento finanziario, il presidente procede o fa procedere all'esecuzione dello stato delle spese e delle entrate.
Articolo 83
1.   È istituito un comitato Audit interno incaricato di svolgere una funzione consultiva in materia di audit nei confronti del presidente e dell'Ufficio di presidenza. Il comitato Audit interno esercita le sue funzioni in piena indipendenza, nel rispetto del Regolamento finanziario e, in particolare, dei poteri e delle funzioni del revisore interno.
In particolare, tale comitato vigila su tutti i processi di elaborazione di relazioni e di istituzione dei sistemi di controllo interno, nonché sull'insieme dei processi di monitoraggio per quanto concerne il rispetto delle leggi, dei regolamenti, delle norme professionali ed etiche e dei codici di condotta.
2.   Il comitato Audit interno sottopone le sue relazioni al presidente, che le trasmette senza indugio all'Ufficio di presidenza.
3.   La struttura, la composizione, le responsabilità e le norme di funzionamento del comitato Audit interno sono stabilite con decisione dell'Ufficio di presidenza.
4.   I membri del comitato Audit interno vengono nominati dall'Ufficio di presidenza su proposta dei gruppi.
La qualità di membro del comitato Audit interno è incompatibile con quella di membro dell'Ufficio di presidenza del Comitato, della commissione Affari finanziari e di bilancio e del gruppo dei questori.
5.   Il comitato Audit interno adotta proprie regole interne per assicurarsi di svolgere il suo ruolo e i suoi compiti, nonché di esercitare le sue responsabilità e i suoi diritti e di adempiere i suoi doveri di cui al presente articolo.
6.   Qualora si renda necessario sostituire dei membri del comitato Audit interno, la sostituzione ha luogo in base alla procedura stabilita al primo comma del paragrafo 4 del presente articolo.
Articolo 84
La corrispondenza destinata al Comitato è indirizzata al presidente o al segretario generale.
Capo VIII
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 85
I termini utilizzati per le funzioni e gli incarichi menzionati nel presente Regolamento interno sono applicabili sia al femminile che al maschile.
Articolo 86
1.   Il Comitato decide a maggioranza assoluta dei suoi membri se occorra rivedere il presente Regolamento interno.
2.   Per la revisione del presente Regolamento interno, il Comitato insedia una commissione denominata «commissione Regolamento interno» e nomina un relatore generale incaricato di predisporre un progetto di nuovo Regolamento interno.
3.   Dopo l'adozione del Regolamento interno a maggioranza assoluta, l'Assemblea proroga il mandato della commissione Regolamento interno per un massimo di sessanta giorni, affinché questa predisponga, se necessario, proposte di modifica delle Modalità d'applicazione da sottoporre all'Ufficio di presidenza. Quest'ultimo delibera in merito dopo aver sentito il parere dei gruppi.
4.   La data di entrata in vigore del nuovo Regolamento interno e delle Modalità d'applicazione modificate è stabilita all'atto della rispettiva adozione da parte del Comitato.
Articolo 87
Il presente Regolamento interno entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
(1)  Tale Regolamento interno è stato modificato il 27 febbraio 2003, il 31 marzo 2004, il 5 luglio 2006, il 12 marzo 2008, il 14 luglio 2010 e il 20 febbraio 2019.
ALLEGATO
CODICE DI CONDOTTA DEI MEMBRI DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
PARTE I
PRINCIPI E REGOLE DI CONDOTTA
Articolo 1
Principi fondamentali
1.   Il presente Codice di condotta («il Codice») si applica ai membri del Comitato economico e sociale europeo («il Comitato»). Come deciso nell'ottobre 2020 dall'Ufficio di presidenza del Comitato, la revisione del Codice comporterà l'adeguamento di tutti i testi pertinenti, quali lo Statuto dei membri, il Regolamento interno e gli eventuali altri testi così come opportuno.
Il Codice si applica, mutatis mutandis, anche ai/alledelegati/e delle commissioni consultive, ai/alle supplenti e agli/alle esperti/e, ad eccezione degli articoli 1, paragrafo 2, 7, paragrafo 3, e 10, che si applicano esclusivamente ai membri del Comitato.
2.   I membri del Comitato non sono vincolati da alcun mandato imperativo.
Esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell'interesse generale dell'Unione.
3.   I membri adottano una condotta conforme alle disposizioni dei Trattati e del diritto derivato. I loro rapporti con organismi o gruppi di interesse sono compatibili con l'esigenza di preservare la loro indipendenza.
4.   I membri si ispirano e si attengono ai seguenti principi generali di condotta: integrità, trasparenza, diligenza, onestà, responsabilità, rispetto degli altri e rispetto per la reputazione del Comitato.
5.   Conformemente agli articoli 2 e 3 del Trattato sull'Unione europea, nonché alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, i membri, nell'esercizio delle loro funzioni, garantiscono la promozione, la protezione e il rispetto effettivi di diritti e valori fondamentali quali la dignità umana, la non discriminazione, la tolleranza, la libertà, la solidarietà, il principio dello Stato di diritto e l'uguaglianza di genere.
6.   Nell'esercizio delle loro funzioni, i membri si impegnano a raggiungere tra di loro il maggiore consenso possibile, in uno spirito di rispetto reciproco.
7.   Nell'esercizio delle loro funzioni, i membri agiscono unicamente nell'interesse generale e non ottengono né cercano di ottenere alcun vantaggio finanziario diretto o indiretto o altre gratifiche.
8.   I membri che contravvengano, intenzionalmente o per negligenza, ai loro obblighi oppure ottengano o cerchino di ottenere, nell'esercizio delle loro funzioni di membri, qualsiasi beneficio finanziario diretto o indiretto o altra gratifica, sono soggetti alle misure previste dal presente Codice.
Articolo 2
Principi di condotta
1.   La condotta dei membri è improntata al rispetto reciproco e si fonda sui valori e principi sanciti nei Trattati, in particolare nella Carta dei diritti fondamentali.
2.   I membri si impegnano a rispettare il Comitato, così come la dignità dei suoi membri e del suo personale, e a preservarne la reputazione.
3.   I membri non compromettono il regolare svolgimento dei lavori del Comitato, il mantenimento della sicurezza e dell'ordine negli edifici del Comitato o il corretto funzionamento delle sue attrezzature.
4.   I membri non turbano l'ordine delle sessioni o delle riunioni e si astengono da comportamenti inappropriati.
Non adottano un linguaggio o un comportamento diffamatorio, razzista, sessista, omofobo, xenofobo od offensivo.
5.   L'applicazione del presente articolo non ostacola in altro modo la vivacità delle discussioni né la libertà di parola dei membri.
6.   Dopo la cessazione dalle funzioni, gli ex membri continuano ad essere tenuti al rispetto dei principi etici di integrità e discrezione. Per i due anni successivi alla cessazione dalle loro funzioni, gli ex membri si astengono dall'esercitare qualsiasi pressione su membri del Comitato o del personale per conto di proprie imprese, di propri datori di lavoro o di propri clienti riguardo a questioni da loro trattate in ragione delle funzioni di rilievo rivestite o dei documenti elaborati.
Articolo 3
Divulgazione di informazioni
1.   I membri si astengono da ogni divulgazione non autorizzata di informazioni definite sensibili di cui siano venuti a conoscenza nell'esercizio delle loro funzioni, a meno che tali informazioni non siano già state rese pubbliche o accessibili al pubblico.
2.   I membri sono tenuti all'osservanza di tale obbligo anche dopo la cessazione del loro mandato al Comitato.
Articolo 4
Condotta appropriata
1.   Nell'esercizio delle loro funzioni, i membri tengono una condotta conforme alle norme e agli obblighi stabiliti nel presente Codice, con dignità e rispetto e senza pregiudizi né discriminazioni.
2.   I membri si comportano con professionalità, e si astengono, nei loro rapporti con gli altri membri e con il personale, dal tenere un comportamento degradante o ingiurioso, dall'impiegare un linguaggio offensivo o discriminatorio e dal compiere qualsiasi altro atto immorale, disonorevole o illecito.
3.   I membri non incitano o incoraggiano gli altri membri o il personale a violare, eludere o ignorare la legislazione in vigore, le norme interne del Comitato o il presente Codice, né accettano siffatto comportamento da parte del personale sotto la loro responsabilità.
4.   Ai fini dell'efficace funzionamento del Comitato, i membri si adoperano per garantire, con la dovuta discrezione, che eventuali disaccordi o conflitti con gli altri membri o con il personale sotto la loro responsabilità siano trattati con rapidità, equità ed efficacia.
Articolo 5
Prevenzione delle molestie
1.   I membri si astengono da ogni tipo di molestia psicologica o sessuale (1).
2.   Se necessario, i membri assicurano la loro pronta e piena cooperazione in relazione alle procedure in atto per la gestione di situazioni conflittuali o di molestie (psicologiche, fisiche o sessuali), anche reagendo tempestivamente a qualsiasi accusa di molestia.
3.   I membri sono invitati e incoraggiati a seguire corsi loro destinati di formazione specifica sulla prevenzione dei conflitti e delle molestie sul luogo di lavoro e sulla prevenzione di qualsiasi comportamento scorretto o contrario ai valori europei.
Articolo 6
Integrità e trasparenza finanziaria
1.   I membri hanno diritto alle indennità stabilite dal Consiglio dell'Unione europea, ma non percepiscono alcuna remunerazione da parte del Comitato.
2.   Le spese per missioni o altre attività parzialmente o totalmente rimborsate da terzi non possono essere oggetto di un secondo rimborso da parte del Comitato.
Se le spese per una missione o altra attività sono parzialmente o totalmente rimborsate da terzi dopo essere state rimborsate dal Comitato, il membro ne informa senza indugio il segretariato generale e restituisce al Comitato l'importo del rimborso, a concorrenza dell'importo ricevuto da terzi.
3.   Nell'esercizio delle loro funzioni, i membri si astengono dall'accettare doni o benefici di valore superiore a 150 EUR.
Se, conformemente all'uso diplomatico e alle consuetudini di cortesia, i membri ricevono doni di valore superiore a tale importo, li consegnano al segretariato generale in occasione della loro partecipazione alla prima riunione del Comitato successiva alla ricezione di tali doni.
Il/la presidente decide se tali doni, come pure i doni dello stesso valore da lui/lei ricevuti direttamente, diventano proprietà del Comitato oppure vengono offerti a un'organizzazione di beneficenza idonea.
Il segretariato generale tiene un registro dei doni di valore superiore a 150 EUR, accessibile al pubblico su richiesta.
4.   I membri si conformano a tutte le norme finanziarie del Comitato loro applicabili.
Articolo 7
Dichiarazione degli interessi finanziari
1.   Conformemente al principio di trasparenza, i membri presentano al(la) presidente una dichiarazione relativa ai loro interessi finanziari al momento del loro insediamento.
Una nuova dichiarazione viene presentata il 1o gennaio di ogni anno, e, qualora nel corso del mandato del membro siano intervenuti cambiamenti nelle informazioni da dichiarare, una nuova dichiarazione viene presentata alla prima occasione e comunque entro due mesi dal cambiamento in questione.
2.   La dichiarazione degli interessi finanziari contiene le informazioni di cui all'articolo 5 bis dello Statuto dei membri.
3.   I membri che non abbiano presentato o aggiornato la loro dichiarazione di interessi finanziari non possono essere eletti ad una carica in seno al Comitato o ai suoi organi, essere nominati relatori/relatrici o partecipare a missioni o altre attività.
4.   I/Ledelegati/e delle commissioni consultive, i/le supplenti e gli/le esperti/e non hanno diritto di ricevere alcuna indennità dal Comitato prima di presentare o aggiornare la loro dichiarazione di interessi finanziari.
5.   Se il/la presidente riceve informazioni che lo/a inducono a ritenere che la dichiarazione degli interessi finanziari di un membro sia sostanzialmente errata o superata, o possa ragionevolmente comportare un'incompatibilità con gli obblighi dei membri posti dal presente Codice, il/la presidente può consultare il comitato etico.
Se del caso, il/la presidente chiede al membro di correggere la dichiarazione entro 10 giorni lavorativi.
6.   L'Ufficio di presidenza, dopo aver ricevuto per iscritto il parere del comitato etico, sente, non prima di 14 giorni, il membro interessato, assistito, se questi lo desidera, da un'altra persona, e può adottare la decisione di applicare, a seconda dei casi, il paragrafo 3 o 4 al membro che non ottemperi la richiesta di correzione del(la) presidente.
Prima di adottare tale decisione, che deve essere motivata, l'Ufficio di presidenza ascolta il membro interessato o lo invita a presentare per iscritto le sue osservazioni.
Articolo 8
Conflitti di interessi
1.   I membri evitano qualsiasi situazione che possa dar luogo a un conflitto di interessi o possa oggettivamente essere percepita come un conflitto di interessi.
2.   Si configura un conflitto di interessi qualora un membro abbia un interesse personale che potrebbe confliggere con gli interessi dell'Unione o influenzare indebitamente l'esercizio delle sue funzioni di membro.
Non si configura un conflitto di interessi laddove un membro tragga un vantaggio soltanto in qualità di semplice cittadino/a o di membro di un'ampia categoria di persone.
3.   Ai fini del paragrafo 2, sussiste un conflitto di interessi quando un interesse personale può influire sull'esercizio indipendente delle funzioni di membro. Tra gli interessi personali figura, a titolo puramente esemplificativo, qualsiasi potenziale beneficio o vantaggio per i membri stessi o i rispettivi coniugi, partner o familiari diretti.
4.   In caso di ambiguità, il membro può, a titolo confidenziale, chiedere il parere del comitato etico di cui all'articolo 9, secondo paragrafo, lettera a).
5.   Ove constati di trovarsi in conflitto di interessi o in una situazione che possa oggettivamente essere percepita come tale, il membro adotta senza indugio tutti i provvedimenti del caso per porvi rimedio, conformemente ai principi e alle disposizioni del presente Codice.
Qualora non riesca a risolvere il conflitto di interessi o la situazione che potrebbe essere percepita come un conflitto di interessi, il membro cessa ogni attività pertinente e ne informa per iscritto il/la presidente.
6.   Il/la presidente decide, previa consultazione del comitato etico, se il membro debba cessare definitivamente ogni attività pertinente.
7.   I membri che non rispettano l'obbligo di rivelare o dichiarare un conflitto di interessi o una situazione che possa oggettivamente essere percepita come un conflitto di interessi, che non affrontano tale conflitto o situazione o, non essendo in grado di risolverlo, non cessano ogni attività pertinente, potrebbero essere soggetti alle misure del presente Codice.
PARTE II
COMITATO ETICO
Articolo 9
Comitato etico
1.   È istituito un comitato etico.
2.   Il comitato etico assolve i seguenti compiti:
a)
può essere consultato dai membri in merito a qualsiasi questione relativa al presente Codice e può a sua volta chiedere il parere del servizio giuridico del Comitato; fornisce, in via riservata ed entro trenta giorni di calendario, orientamenti sull'interpretazione e l'applicazione delle disposizioni del presente Codice a qualsiasi membro che ne faccia richiesta;
b)
esamina inoltre, previa denuncia presentata a norma dell'articolo 11, paragrafo 1, i casi di presunta violazione delle norme etiche dettate dal presente Codice e consiglia il/la presidente in merito alle eventuali misure da adottare;
c)
consiglia il/la presidente e l'Ufficio di presidenza che lo abbiano consultato in merito all'interpretazione e all'applicazione delle disposizioni del presente Codice.
3.   Il comitato etico può, sentito/a il/la presidente salvo in caso in cui questi/a si trovi in conflitto di interessi, chiedere il parere di uno/a o più esperti/e.
4.   Il comitato etico pubblica una relazione annuale, debitamente resa anonima, sulle sue attività.
5.   Il comitato etico propone il suo regolamento interno, soggetto all'adozione dell'Ufficio di presidenza.
Articolo 10
Membri del comitato etico
1.   Su proposta dell'Ufficio di presidenza e per ciascun periodo di due anni e mezzo, l'Assemblea elegge membri titolari del comitato etico sei membri del Comitato, e specificamente due membri, scelti nel rispetto della parità di genere, per ciascuno dei tre gruppi.
2.   Su proposta dell'Ufficio di presidenza e per lo stesso periodo, l'Assemblea nomina membri di riserva del comitato etico sei membri del Comitato, e specificamente due membri, scelti nel rispetto della parità di genere, per ciascuno dei tre gruppi. I membri di riserva sostituiscono, nei lavori del comitato etico, i membri titolari impossibilitati a prendervi parte o coinvolti in un caso di conflitto di interessi.
3.   Il mandato dei membri titolari e di riserva del comitato etico è rinnovabile.
4.   La carica di membro del comitato etico è incompatibile con quella di membro dei seguenti organi:
—
Ufficio di presidenza del Comitato;
—
comitato Audit interno;
—
gruppo dei questori.
5.   La presidenza del comitato etico è esercitata a turno per due anni e mezzo da ciascuno dei tre gruppi.
Nelle votazioni del comitato etico, in caso di parità prevale il voto del(la) presidente.
6.   Qualsiasi membro del comitato etico si astiene dal partecipare a una procedura qualora ritenga di trovarsi in un conflitto di interessi o in una situazione che possa oggettivamente essere percepita come un conflitto di interessi da un terzo.
Qualora un membro del comitato etico obietti alla partecipazione di un altro membro ad una procedura, il comitato etico può escludere quest'ultimo da tale procedura con una decisione adottata a maggioranza.
Il membro la cui partecipazione alla procedura viene messa in questione non è presente alla relativa votazione.
7.   In caso di presunta violazione di norme etiche da parte di un membro titolare o di riserva del comitato etico, il membro interessato si astiene dal partecipare alla procedura relativa alla presunta violazione e viene immediatamente sostituito da un membro di riserva.
Se, in esito a tale procedura, il/la presidente conclude che il membro ha violato norme etiche e irroga una sanzione diversa da un ammonimento scritto, il membro decade dalla carica di membro titolare o di riserva del comitato etico.
In tal caso, il/la presidente nomina un membro sostitutivo per il periodo residuo del mandato di due anni e mezzo. La nomina è ratificata dall'Assemblea nella prima sessione utile.
8.   I membri del comitato etico sono soggetti a un obbligo di riservatezza.
9.   I membri del comitato etico ricevono, all'inizio del loro mandato, una formazione adeguata e obbligatoria.
PARTE III
PROCEDURA IN CASO DI POSSIBILI VIOLAZIONI DI NORME ETICHE
Articolo 11
Avvio della procedura
1.   Qualsiasi persona, membro o dipendente del Comitato, può presentare una denuncia al comitato etico riguardante il comportamento di un membro.
Le asserzioni contenute nella denuncia devono essere suffragate da elementi di prova prima facie sufficienti a giustificare l'apertura di un'indagine.
2.   Il comitato etico informa il/la presidente del Comitato del ricevimento della denuncia, salvo il caso in cui questa riguardi il/la presidente stesso/a.
3.   Il/la presidente trasmette senza indugio all'Ufficio europeo per la lotta antifrode qualsiasi informazione o elemento di prova relativo ai membri di cui sia venuto a conoscenza e che debba essere trasmesso a tale Ufficio conformemente alle disposizioni dell'accordo amministrativo concluso con l'Ufficio stesso dal Comitato.
4.   Gli informatori riconosciuti come tali hanno il diritto alla riservatezza, alla protezione, al divieto di ritorsioni e alle misure di sostegno previsti, a seconda dei casi, dal diritto dell'UE, compresi lo Statuto dei funzionari dell'Unione europea e il Regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea (2), dal diritto nazionale e dalle norme interne del Comitato.
Articolo 12
Indagine
1.   Salvo il disposto dell'articolo 17, qualora il comitato etico abbia motivo di ritenere che un membro possa aver violato le norme etiche stabilite nel presente Codice, avvia un'indagine. Il comitato etico informa senza indugio il/la presidente e il membro interessato dell'avvio di un'indagine, a condizione che ciò non rischi di pregiudicare l'indagine o compromettere potenziali elementi di prova.
2.   Il comitato etico esamina le circostanze della presunta violazione e ascolta il membro interessato o lo invita a presentare per iscritto le sue osservazioni.
Il membro interessato può essere assistito da un avvocato o un'altra persona di propria scelta.
3.   Il comitato etico dispone di poteri d'indagine e convoca qualsiasi testimone (membri, personale o terzi) che ritenga necessario o utile ascoltare nel quadro dell'indagine.
Il comitato etico raccoglie tutte le prove disponibili, compresa la corrispondenza, e riceve qualsiasi informazione che ritenga necessaria o utile.
4.   I membri e gli ex membri cooperano prontamente e pienamente con il comitato etico fornendo tutte le necessarie informazioni supplementari pertinenti.
I membri non esercitano alcuna pressione sul comitato etico, sul(la) presidente o sull'Ufficio di presidenza rivolta a influenzare l'esame del caso da parte di tali organi.
5.   Sulla base delle conclusioni raggiunte, il comitato etico presenta al(la) presidente una relazione motivata in cui formula raccomandazioni in merito a un'eventuale decisione, compresa, se del caso, l'eventuale irrogazione di sanzioni. La relazione è trasmessa contemporaneamente al membro in questione.
Articolo 13
Decisione motivata
1.   Sulla base della relazione del comitato etico, dopo avere informato il membro interessato di tutti gli elementi di prova contenuti nel fascicolo e delle raccomandazioni del comitato etico e avere ascoltato o invitato a presentare osservazioni scritte il membro stesso, assistito, se il membro lo richiede, da un consulente legale, il/la presidente adotta una decisione motivata.
2.   Nella decisione motivata, il/la presidente può:
a)
concludere che non sussistono prove di violazione del Codice di condotta da parte del membro; oppure,
b)
qualora giunga alla conclusione che il membro in questione ha violato le norme etiche stabilite nel presente Codice, decidere di irrogare una sanzione ai sensi dell'articolo 14.
3.   Il/la presidente comunica senza indugio la decisione motivata al membro interessato.
4.   Nel caso di presunta violazione di norme etiche da parte del(la) presidente del Comitato, questi/a non partecipa alla relativa procedura e viene sostituito/a dal(la) vicepresidente che presiede la commissione affari finanziari, il/la quale, ai fini di tale procedura, assume le funzioni di presidente.
Articolo 14
Sanzioni
1.   Nella valutazione dei comportamenti osservati, la severità delle sanzioni inflitte è proporzionata alla gravità della mancanza commessa e alla posizione gerarchica del membro.
Per determinare la gravità della violazione e decidere in merito alla sanzione da infliggere, sono presi in considerazione, in particolare:
a)
la natura della violazione e le circostanze in cui è stata commessa;
b)
l'entità del pregiudizio arrecato dalla violazione commessa all'integrità fisica e/o morale dei membri e/o del personale, alla reputazione e/o agli interessi del Comitato o dell'Unione europea;
c)
la parte di intenzionalità o di negligenza nella violazione commessa, come pure il grado di responsabilità gerarchica del membro;
d)
il livello delle funzioni e delle responsabilità del membro, nonché la sua posizione gerarchica rispetto alle vittime della condotta scorretta;
e)
l'entità del danno arrecato all'integrità fisica o morale della/e vittima/e; nonché
f)
il carattere di recidiva nell'azione o nel comportamento.
2.   A seconda del livello di gravità della condotta del membro, la sanzione può consistere in una o più delle seguenti misure:
a)
un avvertimento scritto (eventualmente reso pubblico);
b)
una nota di biasimo (eventualmente resa pubblica);
c)
la perdita temporanea del diritto all'indennità di soggiorno giornaliera per un periodo compreso tra due e trenta giorni di riunione, in funzione della gravità della violazione commessa;
d)
salvo il diritto di voto in sessione plenaria, la sospensione temporanea dalla partecipazione a tutte o ad alcune delle attività del Comitato o dei suoi organi, a missioni o ad attività per un periodo compreso tra due e trenta giorni di riunione;
e)
il divieto di rappresentare il Comitato in qualsiasi sede, nazionale, interistituzionale o internazionale, per un periodo massimo di un anno;
f)
in caso di violazione degli obblighi di riservatezza, la limitazione dei diritti di accesso alle informazioni riservate o classificate per un periodo massimo di un anno.
3.   Inoltre, il/la presidente può, con la procedura di cui all'articolo 16, presentare all'Ufficio di presidenza una proposta di:
g)
sospensione temporanea del membro da una o più cariche da questi ricoperte in seno al Comitato, per un periodo massimo di un anno;
h)
rimozione del membro da una o più cariche da questi ricoperte in seno al Comitato; o
i)
invito al Consiglio a provvedere alla rimozione del membro dal Comitato.
4.   La durata delle misure di cui ai paragrafi 2, lettere da c) a f) e 3, lettera g), del presente articolo può essere raddoppiata in caso di violazioni ripetute oppure se il membro rifiuta di conformarsi a una delle misure accessorie di cui al paragrafo 5.
5.   Oltre alle sanzioni di cui ai paragrafi 2 e 3, possono essere applicate le seguenti misure accessorie:
i)
richiesta formale di provvedere a regolarizzare la propria posizione;
ii)
richiesta formale di presentare personalmente le proprie scuse (in privato a una determinata persona o pubblicamente in sessione plenaria);
iii)
richiesta formale di risarcire i danni eventualmente arrecati.
Articolo 15
Modalità di ricorso interno
1.   Il membro interessato può presentare un ricorso interno all'Ufficio di presidenza entro due settimane dalla notifica della sanzione inflittagli dal(la) presidente ai sensi dell'articolo 14, paragrafi 2, 4 e 5.
Il ricorso ha l'effetto di sospendere immediatamente l'applicazione della sanzione.
2.   Prima di adottare una decisione, l'Ufficio di presidenza ascolta il membro interessato o lo invita a presentare per iscritto le sue osservazioni.
L'Ufficio di presidenza può, entro quattro settimane dopo la presentazione del ricorso o, qualora in tale periodo non si riunisca, nel corso della sua prima riunione successiva, annullare, confermare o modificare la sanzione irrogata.
3.   Il membro interessato può presentare ricorso per annullamento dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea entro due mesi dalla notifica della decisione finale o dalla data in cui l'Ufficio di presidenza avrebbe dovuto prendere la sua decisione, a norma dell'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Articolo 16
Cessazione anticipata da una carica
1.   Conformemente alla sua decisione motivata, il/la presidente può presentare una proposta all'Ufficio di presidenza a norma dell'articolo 14, paragrafo 3.
2.   L'Ufficio di presidenza, deliberando a maggioranza dei due terzi dei voti espressi, può proporre all'Assemblea di sospendere o di porre fine al mandato del(la) presidente, di un vicepresidente, del(la) presidente di un gruppo, di un membro dell'Ufficio di presidenza, di un(a) questore/a, del(la) presidente o di un vicepresidente di una sezione o di qualsiasi altro/a titolare di un mandato eletto/a in seno al Comitato, qualora ritenga che il membro in questione abbia commesso una infrazione grave.
In via eccezionale, l'Ufficio di presidenza può proporre all'Assemblea di espellere il membro dal Comitato.
Prima di presentare una proposta all'Assemblea ai sensi del presente articolo, l'Ufficio di presidenza ascolta il membro interessato o lo invita a presentare per iscritto le sue osservazioni.
3.   L'Assemblea decide in merito alla proposta con una maggioranza di due terzi dei voti espressi che rappresenti la maggioranza dei membri che la compongono.
Prima di adottare una decisione, l'Assemblea ascolta o riceve la relazione motivata del(la) presidente del Comitato e poi ascolta il membro interessato o lo invita a presentare per iscritto le sue osservazioni.
Se è adottata una decisione di espulsione, essa è trasmessa al Consiglio affinché avvii la procedura di sostituzione.
4.   Il membro interessato può presentare ricorso per annullamento dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea entro due mesi dalla notifica della decisione dell'Assemblea, a norma dell'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
PARTE IV
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 17
Indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)
1.   Si applica la disciplina comune prevista dall'accordo interistituzionale (3) relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode, che comprende i provvedimenti necessari per agevolare il regolare svolgimento delle indagini svolte da tale Ufficio.
2.   Qualora il Comitato sia a conoscenza di possibili casi di frode, corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi dell'Unione europea, e l'OLAF non ne sia ancora stato informato o non abbia ancora deciso se avviare o meno un'indagine, il comitato etico si astiene dall'avviare un'indagine sugli stessi fatti, salvo diversi accordi con l'OLAF.
Gli organi del Comitato sospendono ogni eventuale procedura relativa al caso ed evitano di intraprendere qualsiasi attività che possa compromettere potenziali elementi di prova e l'indagine dell'OLAF.
Articolo 18
Applicazione del Codice
Il/la presidente è responsabile della piena e corretta applicazione del Codice.
Nel quadro dell'applicazione del Codice, il/la presidente può rivolgersi in ogni momento al comitato etico per un parere su qualsiasi questione.
(1)  Consiglio CEE/CECA, regolamento n. 31 (C.E.E.), n. 11 (C.E.E.A.) relativo allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti della Comunità economica europea e della Comunità europea dell'energia atomica (GU P 45 del 14.6.1962, pag. 1385),https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:01962R0031-20200101&qid=1608019328072&from=IT.
(2)  Regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968:https://eur-lex.europa.eu/legal-content/ITTXT/?uri=CELEX:31968R0259.
(3)  Accordo amministrativo tra il Comitato economico e sociale europeo e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode del 13 gennaio 2016.

Summary:
Comitato economico e sociale europeo (CESE)
Comitato economico e sociale europeo (CESE)
 
SINTESI DI:
Regolamento interno del Comitato economico e sociale europeo — Gennaio 2021
Articolo 300 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) — Gli organi consultivi dell’Unione europea
Articolo 301 del TFUE (ex articolo 258 del TCE) — Il comitato economico e sociale europeo
Articolo 302 (ex articolo 259 del TCE) — Il comitato economico e sociale europeo
Articolo 303 (ex articolo 260 del TCE) — Il comitato economico e sociale europeo
Articolo 304 (ex articolo 262 del TCE) — Il comitato economico e sociale europeo
Articolo 13 del trattato sull’Unione europea (TUE) — Disposizioni relative alle istituzioni
QUAL È LO SCOPO DEGLI ARTICOLI E DEL REGOLAMENTO INTERNO?
L’articolo 300 del TFUE stabilisce che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sono assistiti da un Comitato economico e sociale europeo (CESE), che esercita funzioni consultive. Il CESE è composto da rappresentanti delle organizzazioni di datori di lavoro, di lavoratori dipendenti e di altre parti rappresentanti la società civile, in particolare nei settori socioeconomico, civico, professionale e culturale. I membri del CESE non sono vincolati da alcun mandato imperativo. Essi esercitano le proprie funzioni in piena autonomia, nell’interesse generale dell’Unione. L’articolo 301 del TFUE definisce il numero massimo dei membri del CESE. Stabilisce che il Consiglio, deliberando all’unanimità, adotta una decisione che determina la composizione del Comitato e le indennità dei suoi membri. L’articolo 302 del TFUE fissa la durata della nomina (rinnovabile) dei membri del CESE e il processo della nomina, che viene condotta dal Consiglio previa consultazione della Commissione. L’articolo 303 del TFUE stabilisce che il CESE elegge il suo presidente e adotta il proprio regolamento interno. L’articolo 304 del TFUE stabilisce che il CESE può essere consultato dal Parlamento europeo, dal Consiglio o dalla Commissione europea nei casi previsti dai trattati e in tutti i casi in cui lo ritengano opportuno. Qualora lo ritenga opportuno, può inoltre formulare un parere di propria iniziativa. Il parere del CESE è trasmesso al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione. L’articolo 13 del TUE elenca le istituzioni dell’Unione europea e stabilisce che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione sono assistiti dal CESE e dal Comitato delle regioni, che esercitano funzioni consultive. Il regolamento interno del CESE stabilisce il funzionamento e l’organizzazione del CESE stesso. Viene adottato dall’assemblea del CESE con maggioranza assoluta.
PUNTI CHIAVE
Il regolamento interno del CESE codifica le regole operative interne dell’organismo e integra le regole fondamentali stabilite nel trattato sull’Unione europea (si veda la sintesi) e nel trattato sul funzionamento dell’Unione europea (si veda la sintesi). Le norme includono un nuovo codice di condotta per i membri, che riguarda:gli standard etici;la trasparenza finanziaria;la non discriminazione;la parità di opportunità;la dignità sul luogo di lavoro;le sanzioni per le violazioni del codice. Il codice istituisce una commissione etica.Membri.Il CESE è composto dagli elementi che seguono.Organizzazioni dei datori di lavoro. Membri provenienti dal settore pubblico e privato dell’industria, delle piccole e medie imprese, delle camere di commercio, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, dei servizi finanziari, dei trasporti e dell’agricoltura (Gruppo I).Lavoratori dipendenti. Membri provenienti dalle organizzazioni sindacali nazionali dei lavoratori, sia a livello delle confederazioni, sia a livello delle federazioni settoriali (Gruppo II).Altre componenti economiche e sociali della società civile. Tra gli altri, organizzazioni di agricoltori e di consumatori, piccole imprese, il settore dell’artigianato, libere professioni e ONG nell’ambito della protezione sociale e ambientale (Gruppo III). I membri del CESE sono proposti dai governi dei 27 paesi dell’Unione e nominati dal Consiglio per un periodo di cinque anni. La decisione (UE) 2019/853 del Consiglio determina il numero attuale dei membri a trecentoventinove in seguito al ritiro del Regno Unito dall’Unione, mentre l’articolo 301 del TFUE prevede un massimo di trecentocinquanta. L’attuale ripartizione dei membri per paese è la seguente:24 per Germania, Francia e Italia;21 per Spagna e Polonia;15 per la Romania;12 per Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Austria, Portogallo e Svezia;9 per Danimarca, Irlanda, Croazia, Lituania, Slovacchia e Finlandia;7 per Estonia, Lettonia e Slovenia;6 per Cipro e Lussemburgo;5 per Malta. I tre gruppi eleggono i propri presidenti e vicepresidenti per un periodo di due anni e mezzo. Essi partecipano alla preparazione, all’organizzazione e al coordinamento dei lavori del CESE.Ruolo del CESE nella procedura legislativaIl CESE esprime i propri pareri su richiesta del Consiglio, della Commissione o del Parlamento. Il Comitato può fornire anche opinioni di propria iniziativa, pareri esplorativi su richiesta delle istituzioni o delle presidenze del Consiglio e relazioni informative o risoluzioni in merito a qualsiasi problema relativo ai compiti conferiti all’Unione.Organizzazione
Gli organi del Comitato sono i seguenti:l’assemblea. L’assemblea plenaria di tutti i membri del CESE si riunisce in nove sessioni all’anno; la presidenza, che comprende il presidente e i due vicepresidenti; il presidente, il quale:presiede il lavori del CESE;rappresenta il Comitato nelle sue relazioni esterne;riferisce al Comitato sulle iniziative prese e sulle azioni compiute a nome di quest’ultimo;presenta il programma di lavoro all’inizio del suo mandato e, analogamente, al termine del mandato presenterà un bilancio dei risultati ottenuti. due vice-presidenti, incaricati rispettivamente del bilancio e delle comunicazioni. La presidenza allargata, che comprende il presidente e i due vicepresidenti e i tre presidenti dei gruppi:prepara i lavori dell’ufficio di presidenza e dell’assemblea;facilita le decisioni necessarie nei casi urgenti o in circostanze eccezionali. L’ufficio di presidenza, che ha la responsabilità politica della direzione generale del Comitato, è costituito da:un presidente e due vicepresidenti;tre presidenti dei gruppi;sei presidenti delle sezioni specializzate;un numero variabile di membri, che tuttavia non deve superare il numero dei paesi dell’Unione. Le sezioni, che hanno il compito di elaborare un parere o una relazione informativa sul problema ad esse sottoposto. Vi sono sei sezioni:Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale;Mercato unico, produzione e consumi;Trasporti, energia, infrastrutture e società dell’informazione;Occupazione, affari sociali e cittadinanza;Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente;Relazioni esterne.Il CESE può inoltre istituire commissioni consultive che si compongono di membri del Comitato e di delegati provenienti dai settori della società civile che il Comitato desidera coinvolgere nei suoi lavori. La Commissione consultiva per le trasformazioni industriali esamina i cambiamenti in un ampio spettro di settori produttivi. È istituita come organismo distinto all’interno del CESE, e il suo mandato abbraccia tutti i settori produttivi, sia dell’industria manifatturiera che dei servizi.
Il CESE è inoltre dotato di:tre osservatori su:transizione digitale e mercato unico;mercato del lavoro;sviluppo sostenibile; due gruppi ad hoc su:semestre europeo;diritti fondamentali e Stato di diritto; un gruppo di collegamento, il cui compito è quello di interagire con le organizzazioni e le reti della società civile europea e monitorare le iniziative congiunte.Il CESE è supportato da un segretariato permanente, guidato da un segretario generale, nominato dall’ufficio della presidenza. Il CESE condivide alcuni dei suoi servizi (traduzioni, informatica, logistica) con il Comitato europeo delle regioni.
DA QUANDO SI APPLICA IL REGOLAMENTO INTERNO?
Il regolamento è in vigore dal 10 febbraio 2021.
CONTESTO
Il CESE ha sede a Bruxelles.
Per ulteriori informazioni consultare:Il nostro lavoro (Comitato economico e sociale europeo).
DOCUMENTI PRINCIPALI
Regolamento interno del Comitato economico e sociale europeo — Gennaio 2021 (GU L 46 del 10.2.2021, pag. 47).
Versione consolidata del trattato sul funzionamento dell’Unione europea — Parte sesta — Disposizioni istituzionali e finanziarie — Titolo I — Disposizioni istituzionali — Capo 3 — Gli organi consultivi dell’Unione — Articolo 300 (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 177).
Versione consolidata del trattato sul funzionamento dell’Unione europea — Parte sesta — Disposizioni istituzionali e finanziarie — Titolo I — Disposizioni istituzionali — Capo 3 — Organi consultivi dell’Unione — Sezione 1 — Il comitato economico e sociale:
Articolo 301 (ex articolo 258 del TCE) (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 177).
Articolo 302 (ex articolo 259 del TCE) (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 178).
Articolo 303 (ex articolo 260 del TCE) (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 178).
Articolo 304 (ex articolo 262 del TCE) (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 178).
Versione consolidata del trattato sull’Unione europea — Titolo III — Disposizioni relative alle istituzioni — Articolo 13 (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 22).
DOCUMENTI CORRELATI
Decisione (UE) 2019/853 del Consiglio, del 21 maggio 2019, che determina la composizione del Comitato economico e sociale europeo (GU L 139 del 27.5.2019, pag. 15).
Protocollo sulla cooperazione tra la Commissione europea e il Comitato economico e sociale europeo (GU C 102 del 5.4.2012, pag. 1).
Ultimo aggiornamento: 26.02.2021